MARIANO BORGATTI GENERALE DI CORPO D'ARMATA
STORIA DELL'ARMA DEL· GENIO (DALLE ORIGINI AL 1914) Volume II°
PER CURA DELLA RIVISTA D'ARTIGLIERIA E GENIO ROMA MCMXXX (VIII0)
PROPRIETÀ RISERVATA
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e ARTI GRAFICHE » Uco PINNARÒ -
Via degli Scipioni. 126 -
RoMA
INDICE DEL SECONDO VOLUME
V0 • - Il Genio Militare negli eserciti italiani prima del 1870 (escluso il Piemonte) . ., . . Pag. 1°- Nell'esercito cisalpino poi esercito italico (1796~ )) 1814) . . . . . . . . . • . . 2°. Regno di Napoli . . . . . 3° • Repubblica di Genova . . . . . . )) 4° ~ Ducato di Modena (Ese1 cito estense) 5° • Esercito Parmense . . . . . . . . . 6° ~ Repubblica di Venezia prima del 1797 e difese di Venezia (1848 e '49) e di Osoppo (1848). A) Repubblica di Venezia prima del 1797 . , . • . . . . B) Il Genio Militare alla difesa di Venezia e di )) Osoppo (I 848 - 1849) . . . . . • • . )) 7° • Granducato di Toscana· e Lucca )) 8°- Stati della. Chiesa . . . • . . . ,
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VI0 • -Le truppe del Genio nell'esercito nazionale. 1°- Ordinamento dopo la campagna del 1879 2°- Il Genio militare nei volontari garibaldini dell'e· sercito meridionale . . . . . • . . 3° • Campagna d'Ancona . . . . • , , 4° • Campagna della Bassa Italia . . 5° - Ordinamenti dopo il 1861 fino al 1866 6°-Campagna del 1866 •• • . . . ·. 7°-0rdinamenti dal 1867 al 1870 - Studi - Istruzioni Parchi • 8° - Campagna del 1870 . • . . . . . . 9°-Dal 1870 alla guerra del 1915-'18 .
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INDICE DELLE F IGUR E Fig. » ))
63. Divisa di zappatore della Legione Lombarda nel Pag. . . · 1796 . • . . . . . )) 64. Leonardo Salimben i 65. Divisa di allievo della scuola d'Art. e Genio d i Modena nel 1798 . 66. Antonio Caccianino 67. Pietro Paleocapa 68. Divisa di ufficiale e di soldato del genio i talico al)) la rassegna di Montichiari (1805) . )) 69. D ivisa del g€mo italico nel 1813 70. U fficiale del Genio napoletano nel 181 2 71. Ufficiale d el G enio napolitano (1820- 1825) 72 - 73. Ufficiali e soldati del genio napoli I ani dal 1833 )) al 1855 circa . . . . . . 74. Divise di ufficiali e soldati del regno napolitano )) nel 1860 circa . )) 75. G ae ta nel 1860 . 76. Gen . Francesco Tra versa del genio, morto alla difesa di G aeta nel 1861 77. a) e b). Ufficiali e soldato dei pion ieri es tensi dopo )) il 1849 . . . 78. Forte di Marghera (Assedio 1849 - '49) 79. Maggior generale Giovanni Battista Cavedalis 8 0. Il forte Marghera coll'indicazjone dei proiettili )) cadu I i nell'assedio . • 8 1. Ufficiali e soldati del genio alla difesa d i Venezia 82. Soldato d el Genio loscano a Curtatone e Monta)) nara . . )) 83 . Corpo degli inge gneri toscani nel 1849 84. Modifica del 1852 alla divisa d el Corpo degl i mgegnen nel 1849 . . . . 85 . Ufficiale e soldato del gemo alla difesa di Roma, 1849 86. Ufficiali e soldati del genio dell'esercito pontifi)) cio nel 1870 . . . . . . ))
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87. Sergente Ruggia . . . . 88. Ancona e territorio circostante (assedio 1860) 89 - Schizzo dei dintorni di Capua . 90. Pianta di Gaeta e terreno di attacco . 91. Batteria a Monte Lambone . 92. Batteria Schiappa . . . . . 93. Batteria sul monte Atratino . , . 94-a) Batteria di Casa Albani- Fronte b) Rovescio della stessa • . . 95 - Il Comando superiore del Genio all'assedio di . Gaeta . . . 96-Corpo volontari italiani (genio) . 97 - Allievo deirAccademia militare 98- Uniforme soldato genio (1863) . 99- Ufficiali e soldati del genio nel 1865 mca 100- Fortificazioni di Borgoforte nel 1866 101 - Pan te di Canda . . 102- Ponte con materiale distribuito alla 4n Compagnia zappat. del IV Corpo d'Armata nel 1866 103 - Fregio per I berretti del genio (1876) 104 -Cheppy di sold. del genio senza coprinuca (1877) . 105 - Fregio di contro spallini per soldato del genio • . . . . . (1879) . 106 - Capitano Luigi H enry . . . • • 107 - Benedizione della bandiera dell'Arma del Genio alla sua consegna (14 aprile 190 I) 108- Iscrizioni che erano apposte sul gambo della freccia della bandiera del genio ali' atto della consegna. 109- Uniformi di ufficiali del gemo nel 1903 11O- Uniformi di uomm1 di truppa nel 1903 111 -E'oldato del Genio nel 1915 • • .
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IL GENIO MILITARE NEGLI ESERCITI ITALIANI PRIMA DEL 1860 (escluso il Piemonte).
1°- NELL'ESERCITO CISALPINO POI
ESERCITO ITALIC0(179~18J4)
In seguito agli avvenimenti in Francia nel ·1789, alla guerra d'Europa contro la Francia ed alla successiva invasione francese nel Piemonte (1796), si vennero costituendo nell'Italia superiore nuclei di truppe aventi carattere rivoluzionario, presto composti e presto sciolti, e poi ricomposti, secondo gli avvicendamenti politici. Questi nuclei furono dapprima isolati (lombardo, bresciano, emiliano, romagnolo e veneto) : quindi vennero riuniti in un solo esercito, detto «cisalpino)), fondamento del1'« esercito italico)) successivo. Ebbe sede a Milano, ove risiedeva ancora un Ministero della guerra. Videsi allora un fatto singolare, e questo fu che - mentre la gelosia politica e la personale ambizione dei reggitori di Francia disseminavano .le milizie italiàne nei reggimenti francesi, mandandoli eziandio in lontane contrade per combat. tere sotto abito, bandiera, comando ed accento francese i soldati del Regno Italico, recando insegne ed assise proprie 27
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IL GENIO MILITARE NEGLI ESERCITI I TALIANI
nelle battaglie di Germania e di Spagna, avevano di continuo presente all'occhio ed al pensiero i segni e le emule imprese dell'antica virtù- italiana <1). Trovavansi, in sul finire del lèecolo xv111°, in manifesta decljnazione gli ordini militari nell.e varie contr"ade della penisola. Il solo Piemonte, posto in mezzo fra l'Austri a e la F rancia guerreggianti in Italia, ausiliario ora dell'una ora del.l'altra potenza, era pieno di spiri ti b ellicosi molto accesi nei suoi abitanti e ne' Principi che li reggevano, i quali accresce,.. vano, secondo il bisogn o, il numero delle schiere. Il loro esercito era quindi sempre grosso, agguerrito e pronto alle mili tarizzazioni <2).
** * Ma occorre procedere in ordine cronologico nell'esposizione degli avvenimenti. La prima << legione lombarda» fu istituita sotto gli auspici di Napoleone negli ultimi giorni dell'anno 1796, d opo che egli ebbe separato il Piemonte dall'Austri a ed occupata la Lombardia. E ssa fu il nucleo di quell'esercì to che poi salì a tanta fama. Ne fu primo comandante G iuseppe La ·H og (aiutante di campo di Napoleone) e si compose di 7 coorti, ciascuna di 5 compagni e, oltre 1 coorte di granatieri ed 1 di cacciatori a cavallo, 1 battaglione di artigl_ieria ed 1 di zap.patori di forse 600 uomini e del quale non si conoscono i ruoli. Si sa che una compagnia era comandata dal 'tenente Giuseppe Maffei, che poi si troverà insegnante alla Scuola di artiglieri a e genio di Modena. Le prime prove del fuoco furono affrontate dalla legion e lombarda alla battaglia d'Arcole; ma non vi fu tutta. Invece (1) (2)
T uROTTI. T uROTTI.
Storia delle Op. cit ..
armi
italiane dal 1796 al 1814 (Milano 1855).
NELL'ESERCITO CISALPINO POI ES ERCITO ITALICO
(1796~18]4)
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la legione intera si trovò, e quasi sola, al Senio, ove sconfìsse l'esercito ponti·fìcio (4 febbraio 1797), dopo di che Pio VI0 (trattato di Tolen tino) cedette le Legazioni e, provvisoria~ mente, Anèona. La divisa degli zappatori di questa legicne, stando ad un figurino (fìg. 63) dato dal Cenni (1), era. di panno azzurro cupo con orlature rosse. Strano era il copri~ capo, misto di cappello napoleonico e di cappello a cilindro. Il pennacchio era azzurro. Napoleone, quando trasmise al Direttorio i preliminari del trattato di Leo ben, per l' approvazione (19 maggio I 797), presentò anche un progetto di ordinamento degli Stati italiani, consistente nella costituzione di due rept;bbliche : la « Cisalpina >> (Lombardia, Bergamasco, Cremonese, Modenese, Massa Carrara, ·Garfa~ gnana, Spezia) e la e< Cispadana» (Bolognese, Ferrarese, Romagna, Veneto, Rovigo, parte del Fig. 63, Divisa Trevigiano ed Isole dell'arcipelago). di zappatore Restavano sotto gli antichi regimi : il Pi~ della legione monte, Parma e Piacenza, la repubblica di lombarda nel Genova, la Toscana, lo Stato della Chiesa (La- 1796. zio) ed il Napolitano. Intan to si organizzavano in fretta le truppe nell'alta Italia repubblicana; la Cisalpina dava due legioni comandate da Peyri e da Pino; la Cispadana ne dava una terza che doA veva essere comandata dallo Spinola, ma lo fu dal Fontanella, il quale la condusse alla spedizione francese delle Isole Ionie e VI si fece onore.
1 ( ) CENNI,
L'arma del genio 11ell' esercito italiano. (Numero unico, ecc. giugno 1903). ·
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IL GENIO MILITARE N EGLI ESERCITI ITALI AN I
* ** Però, tanto questo ordinamento politico come quello mili tare durarono poco. La repubblica Cispadana fu riunita alla Cisalpina; la Repubblica unica fu instaurata solennemente il 9 luglio 1797 e con la stessa data fu promulgata la costituzione e fu provveduto ai principali servizi _del nuovo stato; fra cui all ' esercito, che ebbe la seguente formazione: una divisione di 2 brigate di fanteria (comandan t e generale : Antonio Fiorella ; comandanti di brigata : Giuseppe La Hoz e Giuseppe Lechi), con 8 legioni; una brigata di artiglieria (3 battaglioni : comandante La Lance); ·un battaglione del genio di zappatori, minatori, artieri e pontieri ; ma di questo battaglione non si hanno i ruoli ; . due brigate del genio pel servizio tecnico con due capibrigata o direttori delle fortificazioni (Giovanni Battista Bianchi d'Adda e Leonardo Salimbeni) e sette ufficiali ingegneri superiori del ge12,io, detti capi ba ttaglior1i o sottodirettori delle fortificazioni (Pietro D'Abbadie, Antonio Caccianino, Girolamo Rossi, Francesco Raffaele Motta, Ottavio Bernardi, G iovanni Battista Costanzo, Antonio Galateo). Il territorio fu diviso fra 3 direzioni del genio : la prima comprendeva i diparti men ti oltre P o, il dir~ttore doveva risiedere a Ferrara ed il sottodirettore a Rimini ; la seconda comprendeva i . dipartimenti lombardo-veneti verso il Mincio, compreso l'Oltre Po mantovano, col direttore a Mantova ed il sottodirettore a Brescia ; la terza i dipartimenti lomb ardi verso il Ticino col direttore a Milano ed il sottodirettor~ a Pizzighettone. Successivamente fu organizzato il servizio tecnico-am mi-
NELL'ESERCITO CISALPINO POI ESERCITO IT ALICO
(1796-1814)
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nistrativo presso il Ministero della guerra (a Milano) e fu costituita una specie di Direzione generale d'artiglieria e genio con ispettori delle due armi. Ad ispettore generale del genio fu chiamato Giovanni Battista Bianchi d'Adda, predetto, che ebbe un « ufficio tecnico» ed una << ragionàtaria )) per la contabilità (« ragionato capo >l fu Giuseppe Merli). Il corpo dei ragionati del genio constava di 9 subalterni {3 ragionati di 1a dasse e 6 di za), più ragionati aggiunti. Per la sorveglianza dei lavori vi furono : « agenti di forti~ ficazione », che erano aspiranti al posto di ragionato ; « guardie di fortificazione» o semplicemente «guardie » « casermieri >l ecc. · di varie classi. Dal che risulta una grande somiglianza con l'ordinamento odierno dei ragionieri del gemo, degli assistenti, guardiamine, guardiaforti, ecc .. Il 27 luglio dello stesso anno 1797, Napoleone (console) manifestò il proposito di fondare nella Cisalpina, a Bologna, una « Scuola militare del genio e dell'artiglieria»; però l'attuazione non ebbe luogo subito, per quanto Napoleone desiderasse che glj. ufficiali tecnici dell'esercito i tali ano potessero stare a pari con quelli dell;esercito frances e, che uscivano dalla scuola poli tecnica. Dovette contentarsi, ne' primi tempi, di prendere inge,. . gneri dalle carriere ci vili e di arruolare ufficiali provenienti da altri eserciti, e quelli che erano usciti dallo « Istituto militare per artiglieria e genio» di Verona (1) ; così : · Bianchi d'Adda e Caccianino provenivano dagli ingegneri civili; Salimbeni era capitano della repubblica veneta; Costanzo era maggiore del genio napolitano; d'Abbadie tenente colonnello estense ; Galateo, Motta, Bernardi, Zanar~ dini erano stati allievi della scuola di Verona, ecc .. (1) Se ne dirà a questo Capo V0 , § 6°.
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I L GENIO M ILIT AR E NEGLI ES ERC ITI ITALI AN I
Il proponimento riapparve in una legge d el 14 b rumale a nno VI0 (4 novembr e 1797) e nell' ut. V I0 si leggeva : « La Scuola militare d'artiglieria e del genio sar à a Modena ; il P oligono d'artiglieria sarà in Crema ». A Mod ena d un que, non a Bologna come era stato n el primo progetto ; e così da Napoleone fu ripresa ed attuata l'is titu zione che già aveva vita sotto l ,.est ense Francesco II I0 <1). Successivam ente si sta biliva che : "Nessun indi viduo s arebbe accettato nei corpi del gen io e d ell'artiglieria, se non dopo aver dato prova dell a propria abilità teorica e pratica pe r pubblico esame istituito da tre soggetti di notoria probità e cap aci tà d a eleggersi dal potere esecutivo ... , ,. · All'esame dovevano assoggettarsi gli ufficiali che gi à erano nel genio o nell 'artiglieria ; p otevano aspettare n on p iù di 3 anni per prepararvisi, e chi n on fosse riu sc ito idoneo era trasferito in altre armi. Ed intanto si conferma va la is tituzicne della <e Scuola nazion ale del genio e dell'artiglieria » e si confer.mava che da essa sol tanto - dopo il periodo transit orio dei tre anni - dove vano provenire gli ufficiali d elle armi tecniche. In seguito a ciò il ministro d ella guerra Vignolle, c on proclama d el 22 gennaio 1798, avverti va che a Milano si sarebbero tenuti gli esami di « a bilitazione a servire nell'arma del genio » e che era stata all 'uopo nominata una commissione com posta d ei cittadini : Bianchi d'Adda (l'ispettore generale d el genio i talico), Salimbeni (che diresse poi la Scuola) e Bertrand ( valentissimo generale del genio francese). Frat tanto nuovi ritocchi alle leggi militari si ·e bbero nei primi mesi" del 1798, e per l'arma del genio provvide più spe-
(1) Se ne dirà al § 4°.
NELL'ESERCITO CISALPINO POI ESERCITO ITALICO
(1796-1814)
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cialmente la legge del 13 marzo 1798, con la quale il Gran Con• siglio « confermando che importa alla sicurezza della Repub.. blica (cisalpina) di formare e mantenere sempre completo di abili soggetti un corpo di ingegneri ecc ..... » riso! vette che il «Corpo del genio tecnic~ » fosse composto di : Un ispettore, col grado di generale di brigata; 3 direttori delle fortifìcazionii (capi brigata e colonnelli) ; 6 vicedirettori delle fortificazioni (capi batt aglioni o maggiori) ; 8 capitani ingegneri di l°' classe ed 8 di 2a ; 8 tenenti. Pel «Corpo del genio truppe» fu stabilito il seguente ordinamento : I battaglione composto di : 2 compagnie di minatori di SO uomini (compresi 3 ufficiali per ciascuna) ; 2 compagnie zappatori della stessa forza ; 1 compagnia d' artistipontonieri di 50 uomini e 4 ufficiali, che in tempo di guerra doveva essere raddoppiata. In tempo di guerra si dovevano costituire pure 2 -compagnie di artisti in genere, scelti fra soldati che lavorassero il ferro ed il legno <1). Con questa legge si accentuò nettamente nell'arma del genio dell'esercito italico la separazione, che esisteva anche prima, ma imprecisata, fra la carriera rigorosamente tecnica e quella delle truppe. Gli ufficiali di carriera tecnica si chiamavano : o direttori, o vice direttori delle fortificazioni (colonnelli, o tenenti colonnelli o maggiori) o capitani ingegneri, o tenenti ingegneri; quelli delle truppe si chiamavano: o capobattaglioni degli zappatori, o capitani, o tenenti zappatori. E non vi era neppure dipendenza gerarchica fra i primi ed i secondi.
(1) Intanto, è bene non dimenticarlo, i Cispadani erano alla spedizione delle isole Ionie, ed in quel piccolo esercito vi Hano ufficiali e truppe del genio,. che si troveranno fra poco riunite a quelle della Cisalpina.
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IL GENIO MILITARE NEGLI ES ERC ITI IT ALIANI
In un a le ttera scritta d a un maggiore vicedirettore delle fortificazioni ad un maggiore comandante di un battaglione di zappatori, e c he tratta di argomento disci plinare, è detto : "Voi cittadino capo battaglione non d ovevate erigervi a suo superiore (tratta vasi di un capitano ing egnere adde t to ad una dir ezione); c iò è contrario a lla istituzione del Corpo del genio e di quello dei zappatori, mentre ogni ufficiale del primo è affatto indipendente da quelli d el secondo .... ,,. Però gli ufficiali ingegneri erano di frequente d es tinati alle truppe e specialmente al comando d elle compagnie artie ri e minatori e non accadeva, che raramente, il c aso contrario.
* ** La divisa delle truppe del genio della repubb lica cisalpin a era l a seguente : cappello a feluca di panno n e ro senza orla tura, con coc..carda bi a n ca e r ossa, e grande pennacchio di piuma a zzurro, bianco e rosso (dal basso verso l'alto) ; era portato « a traverso » rispetto al vol to; abito a gius t acore verde-gri gio, con risvolti rossi sul p e tto, collet to e paramani rossi ; pancio tto bianco ; pantaloni bianchi ; c alzettoni a uosa di panno nero ; crociera sul p etto di b andoliere bianc h e p er la sci a bo1 a e· gibern a.
* ** Dopo L eoben a n c h e G e n ova fu travolta d alle idee lib erali francesi e la r epubblica da aristocratica si cambiò in democratica. Successi vainen te Bertier m arciò verso R oma, sicch è P io VI0 dovette r ifugiarsi in Toscana, ed il 20 marzo 1798 si celebrava nella vastissima p iazza d el Vaticano la confederazione d ella repubblica Romana c on quella Cisalpina.
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(1796~1814)
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In Carrosio .- terra piemontese, ma rinchiusa nel confine genovese '- si riunirono, sullo scorcio del 1798, Cisalpini, Genovesi novatori e profughi Piemontesi ; e da Carrosio, spiegate le insegne repubblicane, si riversarono sulle terre del Piemonte e della repubblica genovese ad impiantare alberi della libertà, mentre altre schÌere repubblicane entravano nel regno dal Novarese. Il Re fu costretto a difend~rsi ; i combattimenti furono cruenti per la tenacia dei repubblicani e la disciplina dell'esercito sardo; 400 rivoltosi piemontesi furono fatti prigionieri e 32 condannati a morte. Ciò sollevò le popolazioni; i Francesi marciarono su Torino e Carlo Emanuele, prosciolti dal giuramento di fedeltà i suoi sudditi, si ritirò in Sardegna (9 decembre 1798). L'esercito fu sciolto ; parte degli ufficiali seguirono il Re nell'isola, altri si ritirarono a vita privata; pochi, infine, costituirono un «Corpo piemontese », che, guidato in principio dal generale Saluzzo, poi dal Colli, passò a servizio della Francia, e nel 1799 lo si troverà sul Reno contro la coalizione europea, e poscia in altre guerre europee. Anche nd Napolitano trionfarono i principii rivoluzionari e, dopo violenti sommosse, re Ferdinando fu costretto a ritirarsi a Palermo e Championnet il 23 gennaio 1799 entrò trionfalm ente nella capi tale. Ma poco durò la quiet·e per il regime francese, perchè l'alta Italia fu invasa dagli Austro-Russi condotti da Suwarof, ed i Francesi dovettero poco per volta sgombrare pressochè tutto il Piemonte, la Lombardia e buona parte degli ex Stati della Chiesa. Il Napolitano fu sollevato dal ca~dinale Ruffo, che dalla Sicilia giunse fino a Napoli, appoggiato per mare dalla Rotta di Nelson, e potè ristabilire in Napoli stesso (14 giugno 1799), fra il terrore e le esecuzioni capitali, il regime dell'asso! u tismo. Gli episodi principali di questi drammatici contrasti fu~ rono:
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IL GENIO MILITARE NEGLI ESERCITI ITALIANI
..... nell'alta I tali a : - l'assedio della cittadella di Alessandria, presidiata da Francesi e Cisalpini, ccmandata da Cardanne ed at t accata dagli Austro-Russi condotti dal Bellegarde ; finì con la resa degli assediati dopo eroica resistenza. I Cisalpini da 400 che erano rimasero solo in 187 e fra essi il capo battaglione G uidetti di Ferrara; '- la battaglia d~lla Trebbi a che durò tre giorni e terminò con la disfatta dei Francesi ; .- la difesa di Mantova (diretta da Latour-Froissac) attaccata da Kray; vi si distinsero soldati piemontesi comandati dal capitano Fevrier e Cisalpini comandati dall'Orsatelli; - l'assedio d'Ancona, presidiata da pochi Cisalpini, Polacchi e Francesi col Monnier ed attaccata da Russi, Austriaci e rivoltosi toscani che si erano ad essi uniti. F ra gli assediati si distinse il Pino, fra gli assedianti il La Hoz, che aveva disertata la repubblica francese, e che sotto Ancona trovò la morte. Nell'Italia centrale fu principale episodio l'occupazione di Roma per parte di truppe napolitane condotte dallo svizzero Burchard (20 settembre 1799). * **
E necessario qm mterrompere l'accenno agli avveni menti politici e mili tari, per dire della cc Scuola del genio e dell 'artiglieria >l di Modena, inaugurata il 23 settembre 1798. Essa ebbe sede in una parte dell'ex palazzo granducale <1), detto, sotto il regime repubblicano, palazzo nazionale, e fu
(1) Il palazzo (dove h a sede anche al presente l'Accademia Milita re di fanteria e cavalleria) era stato cominciato da Cesare I0 nel 1598 q uand'ebbc lasciata F errara, usurpata da Clemente VIII0 , ed era sorto sull'antico castello,
NELL'ES ERCITO C I SALPINO POI ES ERCIT O ITALICO
( 1796-1814)
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·ordinata e diretta da Leonardo Salimbrni, distintissimo ufficiale del genio, scel to d allo stesso Bonaparte. Leonardo Salimbeni (fìg. 64) era nato a Spalato il 1O gennaio 1752 da Giovanni, capitano al servizio della Repubblica veneta (ed in fine tenente generale e comandante generale della repubblica) e fu educato nel collegio di Castel vecchio, di Verona. 111° settembre 1771 fu nominato primo alfiere nel corpo degli in-
F ig. 64. Leonardo Salimbeni (Primo diret tore d ella Scuola del genio e del! ' art. di Modena nel 1798)
gegneri e neH 777 primo tenente ingegnere. Attese a costruzioni militari e ad opere matematiche e tecniche, fra le quali, principalissima, l'opera sua maggiore Degli archi e delle volte. Nel 1791 fu eletto ispettore della scuola di Verona, poi ne fu direttore, e, caduta la repubblica e sciolta la scuola, istituì e diresse quella d i Modena. Fu infine direttore delle fortifi-
cadente ed inadatto ad abitazione principesca. I lavori furono proseguiti da . Alessandro li 1° con l'archi tetto Rainaldi e special men te da Francesco 1° con .l'Avanzini, al quale s i debbono il magnifico cortile e .J'imponente scalone.
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IL GE'.'110 MI LIT ARE NEGLI ES ERC ITI ITALIANI
cazioni di Mantova e nel 1804 generale brigadiere del genìo. Cadde in disgrazia di Napoleon e, che lo destituì nel 1805. Cessò di vivere, a vita privata, aWetà di 73 anni. F urano professori d ella Scuola d i Modena : Antonio Cagn ol i, che aveva insegnato alla Scuola militare t ecnica di Verona, per le matematiche; Giovanni Battista Venturi , per la fisica sperimentale e la chimica ; Paolo Cassi ani, per la geometria descrittiva e l'idrodinamica; Gaetano Monti, per le belle arti; G iuseppe Tramontin i, p el disegno; Annibale Beccaria, per la meccanica (fu nomina to capitano aggiunto del genio) ; Ruggiero Bidasio, capitano d'artiglieria, per la scienza di artiglieria (1 ) ; Giovanni Zanardini, capi t ano del genio, per la fortificazione <2). Questa scuola fu il primo istituto italiano organizzato sui prinçipii della sc~ola politecnica di Francia, ma con finalità d iverse, con vantaggi maggiorì e con criteri più decisi e meglio determinati. Il giovane che usciva dalla scuola italiana, dove aveva rice vuta una istruzione tecnica e pratica assolutamente milit a re, p oteva essere tosto incorporato nella milizia attiva, mentre
(1) Scoppiati i moti repubblicani in I talia, il Bidasio si era arruol a to corne tta dei dragoni ( 1796) ; poi fu tenente nella legione veneta ; fece le campagne del 1798-99 in Italia; passò alternativamente nel genio e nell'artiglieria e fu professore alla scuola di Modena. T erminò la carriera mi li tare col grado di colonnello del reggimento di fanteria dell'arciduca Ranieri, come d irettor.e della scuola di Pavia((< Scuola teorico-pra tica d'artiglieria » istituita da Napoleone e conservata per poco tempo dagli Austriaci nel 18 15). li Bidasio si dimise nel maggio 1815. CZ) Fu allievo della scuola di Verona; dalla scuola di Modena passò alle direzioni e nel 1805 era a quella di Peschiera ; poi prese parte a molte campagne ( 1807:.1809); nel 1810 fu direttore di nuovo a Peschiera ; nel 1811 fu promosso colonnello del genio e nel 1812 prestò importanti servizi all'esercito nel passaggio della Beresina. Morì d i t ifo nel 1813.
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NELL ESERCITO CISALPINO POI ESERCITO ITALICO
(J 796~1814)
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l'allievo della scuola politecnica francese, se sceglieva la car~ riera militare (poteva anche · scegliere la carriera civile), d~ veva frequentare la scuola di Metz, o fare un corso pratic~ mili tare in una piazza for te od in un poligono d'artiglieria.
* * * La divisa degli alunni della Scuola diModena in questo periodo fu: (fìg. 65) cappello a due punte messo trasversalmente (alla napoleonica) con pennacchio bianco, rosso e verde; spalline bianche ; abito a giustacore di panno grigio~ v erde filettato di rosso, coi risvolti sul petto e con le manopole di velluto rosso ; bottoni d'argento; panciotto bianco; calzoni di panno bianco fino al ginocchio; stivali lunghi ade~ renti alla gamba ; spadino. Come si vede 1· dalla descrizione, predominavano i colori bi anco, rosso e verde, così come predomi- F1g. 65. Divisa di na vano nella divisa dei militi tutti della re- allievo della scuo~ pubblica Cisalpina, essendosi sostituito il verde la del genio e dell'art. di Modena ali' azzurro.. nel 1798.
* ** Gli allievi del genio che più si distinsero furono : Luigi Bassani, il quale fece tutte le campagne napoleoniche e pare morisse in Russia ; Luigi Beltrami, che fu allo stato maggiore di Championnet e poi comandò una compagnia zappatori nelle campagne di Russia; Carlo Marziale Bianchi d'Adda, nipote del generale Giov .. . Batt. Bia~chi d'Adda di cui si è scritto molte volte; co~andò
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compagnie di zappa tori ed anche d'artigli eri a ; per le sue ben emerenze nell'arma si vegga quanto è detto a suo luogo (v. indice alfabetico); fu scelto per rappresentare l'eserci t o cisalpino alla .Consulta di Lione del 1802, e Napoleone, quando. vagheggiò l'idea di in ci vili re militarmente ed all ' eu ropea l'Oriente, mandò il Bianchi d'Adda allo scià di Persia con la legazione Gardanne. Il Bianchi si trattenne colà due anni e fu decorato dell'ordine del Sole e quando rientrò in I tali a ebbe la legione d'onore. Finì il servizio sot-to l'Austria nel 181 7 ; Francesco Del R e, che fu comandante d e l genio di division e ed ingegnere mili tare distintissimo e morì dopo il passaggio della Beresina; di lui si parla più volte nella descrizione delle battaglie napoleoniche ; Giuseppe M arieni, b ergamasco, -c he riusd ottimo fortifìca tore {lavorò a Palmanova, Osoppo, ecc.) ; fece la ca m pagna del veneto del 1809 ; nel 181 O, capitano, coma nda va la piazza di Legnago; fu promosrn maggiore (capo ba t taglione) per merito di guerra durante la ca mpagna di Russia e mori. di tifo appena scampato dal disastro della Beresina; Tito Ruggieri o Rougier, dis tintosi nelle guerre d 'assedio di Spagna, ebbe decorazioni per merito di guerra e morL capitano in 1a al passaggio della Beresina ; Antonio Vincenzi, che si compor tò eroicamente all 'assedio di Gerona-ove fu ferito; nel 1814 era capitano all' assalto di Legnano; Cesare Zupellari, che si battè in lspagna, diresse la vori di fortificazione in Italia e si ritirò a vita privata (capo batta.glione) dopo la caduta di Napoleone ; col ti vò l' aeronautica e lesse nel 1847, al congresso degli scienziati tenut osi a Venezi a , una Memoria sulla possibilità di dirigere gli aerostati. rimasta tutt'ora inedita ; Giovanni Salimbeni, fìglio di L eonardo. Veramente egli non fu allievo della Scuola di Modena, ma vi fu aggregato durante la campagna di Liguria,. poi nel 1800 fu nominato sotto-·
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tenente e subito dopo tenente e~ forse dopo esami -
tenente in Jo. nello stesso anno. Si vedrà che fu alle fortificazioni di Mantova e Peschiera. Nel 1808 fu promosso capitano ed andò in lspagna col Pino, o ve stette fì.no al 1811, nel quale anno (22 giugno) morì in seguito a ferita, sotto Tarragona; Alessandro Con ti ; Giovanni Foscolo (fratello di Ugo); Domenico Tirelli. * * * Fu già fatto accenno nelle pagine precedenti all'invasione dell'alta Italia per parte degli Austro- Russi comandati da Suwarof ; Modena cadde in loro mano il 6 maggio del 1799 ed il personale della scuola (professori ed allievi), prima guerreggiò nelle campagne, poi si ritirò a Firenze (13 maggio), indi a Genova, e finalmente a Savona, dove furono dati gli esami di proscioglimento e furono mandati i nuovi ufficiali del genio e dell 'artiglierja ai di versi corpi dell'armata italica, sparsi per l'Italia superiore e specialmente per la Liguria. Molti dei professori-ufficiali della scuola rimasero con Massena a Genova e da S~ vona ritornarono a Genova alcuni ufficiali nuovi promossi ; e tutti gareggiarono, a sostenere validamente la difesa della città repubblicana contro le nazioni imperialistiche.
* * * Il Direttorio cercò di porre rimedio all'invasione degli: Austro-Rm si ed alla sollevazione d ei Napolitani (condott{ da Ruffo), mandò dalla Francia soccorsi e cambiò i comandanti che· aveva in I tali a. Primo venne lo Championnet, che chiamò a far parte del
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suo stato maggiore gli ufficiàli cis alpini PoHranceschi, Cave,. doni e due allievi della scuola di Modena, Luigi Beltrami e Carlo Bianchi d'Adda, e destinò come aggiunti d el generale Balathier comandante d ella piazza di G enova (che si riteneva d ovesse essere presto assediata dagli Austriaci) gli I tali ani R ampini e Bucchia. Però in G enova ave va dovuto rifugiarsi anche Massena, che combatteva nel Piemonte e che divenn e il coman~ dante della difesa. Vi si rifugiarono ancora gli eroici cisalpini difensori di Ancona, scampati dalla morte e dalla prigionia, e di tutti i corpi colletizi prese il comando un generale italiano, R ~ssignoli , aman tissimo della libertà e di natura molto ge,. nerosa. G eno va fu investita a l prin cipio del 1800 d all a parte di m are da Inglesi e dalla parte di terra da imperiali condotti dal generale Melas , ai quali si erano uniti Liguri e P iemontesi ribelli agli ordinamenti di Francia. Non è luogo qui di descrivere le fortunose vicende di quell' assedio, che fu sostenuto eroicamente dagli attaccati e vi si distinsero in m odo speciale insegnanti ed allievi della scuola del genio e d ell'ar tiglieria di Moden a . Q uando mancarono i mulini per macin are il grano, Annibale Beccaria, già professore di m eccan ica nell a scuola , in ventò ingegn osi meccanismi che i molini p oterono surrogare ; val~°' rosissimo si dimostrò il B alabio all a difesa del ponte d ei R atti ; meravigliosa m ente temerario il Fran ceschi che usci dalla pi azza a nuoto (dal golfo) p er p ortare notizie in Francia e ricevere ordini, e ritornò con lo stesso m ezzo con dispacci, i quali annunzi a van o che Bonaparte s t ava per scendere in Italia, m a come è noto - n on giunse in tempo, e Massena il 4 giugno 1800 capitolò. Intan to i Francesi si ritirarono, comb attendo, lun go il litorale mediterraneo, ed il t enente Del Re fortificò succ.e ssi; vamen te il Cadibona, poi Albenga, p oi la linea d i Borghetto,
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e quella di Ventimiglia; e fu per l'opera sua oculata e potente che il corpo di Suchet potè mantenersi sul Varo, ed impedire agli Austriaci di entrare in Provenza. Con lui erano ancora Bassani e Zupellari. *
* * Con la invasione austro-russa le milizie cisalpine furono disperse e molte si rifugiarono in Francia. Nella costituzione del nuovo esercito francese che doveva riprendere la guerra nell'alta Italia, · Napoleone provvide ancora agli Italiani, e li riunì in una legione col nome di « italica i> (1) (28 marzo 1800) a Dijon ed a Bourg-en-Bresse. Essa fu composta di uno stato maggiore generale (Lechi, comandante), al quale era addetta una brigata di ufficiali del genio e di ex allievi della .scuola del genio e dell 'artiglieriç1., comand~ta da Ottavio Bernardi, capitano, e di sette battaglioni di fanteria, più artiglieria, usseri e cacciatori a cavallo ; pare che non vi fossero truppe del genio. La legione calò in I tali a pel Gran San Bernardo (23 maggio), 'Sostenne vari combattimenti in Lombardia, ma non prese parte alla battaglia di Marengo (14 giugno). Dopo la rientrata di Napoleone a Milano fu incaricato il :generale Domenico Pino di riordinare le milizie cisalpine, assieme ad ausiliari polacchi (che passarono a stipendio dei cisalpini) e si ebbero allora circa 16.000 uomini così suddivisi : a) uno << stato maggiore generale» (4 generali di divi-SÌone, cioè : Pino, Dombrowski, Lechi e Fiorella; 7 di brigata; ispettori, sottoispettori, ecc. con 4 colonnelli del genio: Salimbeni, Caccianino, D'Abadié, Galateo).; b) una «divisione italica i> (comandante Lechi ed uno (1) È la prima volta eh.e appare questo nome nella storia moderna. 28
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stato maggiore di ufficiali di . varie armi, fra cui il capitano Bernardi del genio), composta di sei battaglioni (di fan teria ; cavalleria ; artiglieria a piedi ed a ca vallo) ed una compagnia zappatori del genio, comandata dal tenente ingegnere D el Re; e) una « divisione cisalpina » (comandante Pino ed uno stato maggiore col capitano Costantino Sicuro del genio), composta di 6 battaglioni di fanteria; cavalleria; . artiglieria a piedi ed a cavallo ; una compagnia zappatori, comandata dal capitano ingegnere Giovanni Battista Fè ed un battaglione di ufficiali, ecc.; J.) una « divisione polacca » (comandante Dombrowski) di 6 battaglioni di fanteria, u sseri ecc. ; e) un a « di visione dell'interno » (comandante Fiorella, con uno stato maggiore al quale era addetto il capitano del genio Rollando) ; pare senza truppe del genio (1 ). A l breve armistizio d'Alessandria seguì una nuova guerra con l'Austria, la quale costituì due esercì ti e n e destinò uno in· Germania col Principe Carlo ed uno in I t ali a col Bellegarde ; ad essi Napolèone oppose M oreau e Brune. Un terzo esercito austriaco, a congiunzione dei due primi, occupa va i Grigioni, ed era comandato da Hiller e ad esso fu contrapposto il fra ncese Macdonald. 'if Col Brune erano le due divisioni Pino e Lechi pred ette ed una brigata piemontese : Colli. Le vicende della g uerra, che si dimostrarono favore voli ài r epubblicani, condussero Brune e Macdonald in regioni attigue nell'alta L ombardia e Veneto; e Bonaparte ordinò a quest'ultimo di attraversare la catena dei monti che separano.
(1) Questo ordinamento ed altri che si avrà occasione di presentare sono riassunti dall'opera : Z ANOLI. Sulla milizia cisalpina-italiana, ecc. (Milano. 1845),
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la valle Camonica dal Tirolo, e per la strada più breve scendere a T rento per coadiuvare Brune, e prendere alle spalle l'esercì to di Belleg arde, che allora si ritirava verso Treviso.
Macdonald divise le sue truppe in due colonne; una ,:__ cui erano aggrega ti gli I taliani - l'avviò per gli impervi monti di S. Zeno; l'altra per lo Spluga. La traversata (si era in pieno inverno), preparata e favorita dalla comp agnia zapp atori italiani (comandat a dal tenen te Del Re) " colmò di ammirazione i veterani dell'armata francese,, (1); e questi passaggi furono - a giudizio di molti .per la stagione e pei luoghi, più disastrosi e sorprendenti di quello del San Bernardo, fatto da Napoleone. La colonna italiana, pervenuta il 6 gennaio al ponte del Caffaro, trovò un corpo austriaco comandato dal Davidowich e lo attaccò violentemente, ed i "prodi zappatori respinsero i nemici, inseguendoli con la baionetta alle reni fin sotto i trinceramenti di Pieve di Bono ,, <1). Il rimanente della colonna Macdonald seguì gli Italiani , che avevano aperta la strada ; ed;. anzi, il giorno successivo gli I tali ani attaccarono Roèca d'Anfo, poi Pieve di Bono (fortificata). Si distinsero gli usseri di Viani e si immortalarono il sergente Gi acinto Provana ed il maresciallo d'alloggio Antonio Bertuccini ; " gli zappatori si coprirono di nuova gloria ed un nuovo trionfo abbellì la bandiera d'Italia,, (2). Firmata la pace di Luneville fra l'Austria e la Francia (9 febbraio 1801), la repubblica Cisalpina subì rimaneggiamenti nel suo ordinamento politico e militare. L 'esercito fu sciolto; prima dello scioglimento fu passato m rassegna
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Op. ci t.. ( volume 1°, pag. 248). Op. cit .•
CAN EVAZZI.
(2) TuROTII.
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a Monza, da Murat ché in 1:1n ordine del giorno laud ativo fece promesse di nuova ricostituzione. E di interesse vedere come risultava organizza t a l'arma del genio nella rassegna di Monza (i 7 settembre 180 I) : 1 generale ?i brigata (che faceva parte d ello stato maggiore generale dell'esercito cisalpino ed era G. B. Bianchi d'Adda; Corpo del genio: uno stato maggiore (uffìziali, ragionati o r ag1omen e guardie) ; 1 compagnia di minatori (di 100 uomini) ; - 1 compagnia di operai artificieri (id.) ; - 1 corpo di zappatori (2 battaglioni di 6 compagnie; m tutto 1207 uomini) ; ispettore generale del genio : Bianchi d'Adda, predetto; capi brigata : Salimbeni, d'Abadie, Caccianino; capi battaglione : Galateo, Rossi , Motta, Bernardi; capitan i di Ja : Z anardini, Sicuro, Marino, Rubbi , Maffei, Bertrand; · capitani di 2a: Fè Giovanni Battista, Rollando, S acchi, Beltrami, Bianchi d'Adda Carlo; tenenti di Ja classe : Zupellari, Del Re, Bassani, M arieni, Tirelli, Albani . Rougier, Conti, Vincenzi, Salimbeni Gio vanni."' Compagnie addette al genio (avevano questa qualifica i minatori e gli artificieri, dis tinti dagli zappatori) ; capitano di Ja : Piantanida ; . ' capitani di Romei Giovanni, F eroggio, T ognoli o Tonioli; tenenti di Ja classe ; Casati, Fè Carlo, Solari. Battaglione degli zappatori : comandante: ~apo battaglione David; capitan_i : Mombelli, Marchesi, Varini, Casanova ; tenenti di Ja classe : Diban, Pelissier de Granges.
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Ragionati delle fortificazioni : capo ragionato : M erli Giuseppe; ragionati di 111 classe : Mazza, Viglezzi, Brambilla ; ragionati di 2a classe : Orleri, T oni, Rugeroli. Vi era anche un « uffizio topografico J>, che aveva una di ... pendenza (n on diretta) dal genio ed era retto dal comandante Tibell. Fu ricostituito nel 1802, e se ne terrà parola.
*** Anche nel!' I tali a Centrale si ebbero nel 1801 , nel I802 e nel 1803 rimaneggiamenti politici: in Toscana fu costituito un regno d'Etruria con Carlo Lodovico; l'isola d'Elba fu c~ duta alla Francia; Lucca si costituì in repubblica, e Napoleone firmò con Pio VII0 (nuovo Pontefice) il famoso concordato del 15 luglio 1801. Napoleone radunò i comizi italiani a Lione e la repub... hlica Cisalpina fu detta Italiana, con Napoleone stesso pre... sidente e M elzi vice,presidente. Intanto Carlo Emanuele aveva abdicato a favore del fratello Vittorio Emanuele (che fu poi Vittorio Emanuele 1°); il Piemonte era stato definitivamente annesso alla Francia con Jourdan governatore a Torino; era morto Ferdinando duca di Parma ed il ducato era stato occupato dai Francesi; era morto il re d'Etruria ed era stata nomin:ata reggente Maria Luigia ; e finalmente anche le ultime costituzioni repubblicane genovesi furono abolite e tutta la Liguria congiunta alla Francia.
** * E qui occorre d'inserire alcune altre notizie relative alla cc Scuola nazionale del genio e di artiglieria di Modenà ll, la cui storia è di interesse generale con quella dell'esercito cisalpino.
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Fu scritto già che essa - per l'invasione d egli Aus troRussi nel 1799 - era stata trasferita a G enova, poi a S a vona ed infine sciolta. Si provvide al suo riordina mento appena furo no ricosti tuite le autorità governative della repubblica Cisalpina ed in un proclama del 24 termidoro anno I X 0 (12 agosto 1801), dopo alcune considerazioni sulla neces~ità di a vere un a scuola dalla quale t rarre buoni ufficiali tecnici, è detto : " I0 • La Scuola Militare di Artiglieri a e Gen io verrà riaperta nella Comune di Modena il giorno 1 d el m ese brumale anno X 0 ,, • La direzione fu offerta ad Annibale Beccaria, professore di meccanica della pri ma scuola, e che era stato a Genova con Massena ; ma egli rifiutò, perchè la campagna d el Gen ovesa to gli aveva d a nneggiata la salute. Si ricorse al Salimben i, che però declinò pure l'incarico senza allegare motivi, i qu ali fo rse furono di ragione politica, e quelli stessi che condussero poi al suo distacco da Napoleone (1) ; ed infine fu nomina to d irettore il capo brigata del genio Antonio C accianino (fìg. 66) (').
(1) V. b iografia a p ag . 445. (2) An tonio Caccianino era nato a Milano il 18 luglio 1764 e laurea to irfl( gegnere alla scuola d i Brera. F ece servizio in Piemon te, ch iamato vi da Vittorio Amedeo, ed acquis tò tale rinomanza che Napoleone lo volle a Mìlano assieme al Verri ed al Parini per costitu ire l'assetto municipale alla ritirata degli Austriaci nel 1796; e poscia fece parte della comm issione governativa della repu bblica Transpadana (con T o rdorò, Annibale Beccaria ,Visconti, Aimi, La Hoz, Trivulzio e P orta). S uccessivamente entrò nel corpo del genio dell'armata cisalpina , percorse rapida c arriera e nel 1798 era capo battaglione ; dopo I O m esi n a direttore generale del genio militare in Lombardia e, poscia, ispettore centrale. Fece le campagne 1799- I800, ebbe missioni onorevoli, ed il 2 o ttobre I800 fu pro-mosso colonnello d el genio, p oi direttore della scuola. Come direttore pro-gettò e diresse importanti lavori pel go verno. C aduto il Regno italico, l'Austria gli riconobbe grado e pensione d( colon n ello, e così, ritiratosi a vita pri va ta,
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" I suoi talenti e le sue qu alità non hanno bisogno di elogi ,, scrìveva il Ministero della guerra ali' A mministrazione cen~ trale: qel Panaro, che si occupava dell 'istituzione di cui trattasi . L'in augurazione solenne della scuol a riordinata avvenne il 21 ottobre 1801. Il person ale di direzione ed i professori furono i seguenti (oltre al Caccianino) : Filipppo Psaldi, capo battaglione d'arti~
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Fig. 66. Antonio Caccianino, direttore della scuola del genio e d 'art. di Modena nella seconda ri presa ( 1801).
glieria, vice~di rettore (1) ; Ruggiero Bidasio, capitano, pro~ fessore d'artiglieria; G iuseppe M affei , capitano, professore di fortificazione; Antonio Cagnoli per la matematica sublime, al quale succes.se, all a fine del 1807, Gi an Francesco Cremon a;
si de ttç tutto alla scienza delle costruzioni, all'idraulica ed alla matematica, e pubblicò impor tanti opere. Morì a Milano nel 1838 e volle che sulla sua tomba si inscrivesse una formola fondamcn tale def calcolo differeriziale da lui proposta. 1 ( ) Nel 1806 andò a dirigere la Scuola di P avia e fu sostituito come vicedirettore d al Bidasio.
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Paolo Ruffini per la matematica applicata ; Paolo Cassiani per la geometria descrittiva; Giovanni Generali per lingua italiana e storia ; C A lo Benferrari per fisica e chimica ; Gimeppe Tramon tini e Giuseppe Soli pel disegno; P aolo Bertelli per l a ginnastica, ecc .. Alcuni di questi erano già s tati professori nella scuol a precedente. La divisa degli allievi fu leggermente diversa da quella u sata nella prima is tituzione ( v . pag. 447). Era di panno verde, fodera rossa, colletto, rovesci e p aramani d i velluto nero filettato di rosso, cappello a feluca, ecc .. Fu variata una prima volta nel fe b braio 1802; il cappello fu a tre punte; l'abito fu verde carico fod erato di rosso, taglia aperta, finte tasche fil ettate d i rosso, risvolte di velluto nero e manopole di panno verde, il tutto filettato di rosso ; « gilet » di pan n o bianco ; pantaloni di panno verde, come l'abito ; stivali alla scudi era a m ezza gamb a ; spada . Poscia subì un'altra modificazione il 28 a gosto 1811, con la quale fu adottato lo schakot in luogo del cappello ; l'abito fu a semplice bottoniera senza riversi di -velluto, e gli stivali furono alla « Suwarof », in vece di quelli a lla scudiera. L a Scuola funzionò regolarmente fino al 1814; in gennaio di quel!' anno il regno .d' Italia ruinò, e Mura t ( alle atosi con l 'Austria), occupò Modena con più di 200.000 uomini e 30.000 cavalli. Il 20 gennaio l a Scuola fu invasa e seguirono a quest'atto proteste vi vissime del Caccianino al Carrasco~a. comandante delle forze napolitane. U n a delle proteste è firmata anche da tutto il personale insegnante, dirigente e d agli a llievi, ed in essa è detto che "essendo inibito l'esercizio delle loro incu mb enze .... sono pronti a cedere le loro spade e riguardarsi come png1omen, q u est o essendo il solo mezzo per conservare il loro onore,,.
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Poco dopo intervenne nella faccenda il duca Francesco IV0 il quale il 27 marzo mandò da Vienna un dispaccio in cui era detto: « L'Accademia Militare del g·enio, che non ha alcun oggetto per i miei Stati, è mia intenzione che sia disciolta ... » e fu effettivamente sciolta il 9 maggio 1814, ma il personale rimase nel palazzo del governo fino al 18 maggio ; poi prese alloggio in casa di priva ti in attesa di destinazione de fini ti va della reggenza, allora installatasi in Modena ; il 1° giugno si trasferirono tutti a Cremona, e la Scuola ebbe un principio di riordinamento sotto il governo austriaco, essendo incaricato del portafoglio della guerra il Bianchi d'Adda; ma presto fu definitivamente soppressa "~ia per mancanza di fondi onde alimentarla, sia perchè il conservarla non era compatibile con la unità ed il concentramento dell'istruzione in tal genere adottati e praticati nei d omini austriaci ,, <1). Il corso regolare degli studii della scuola di Modena si compiva in 2 anni e le materie di insegnamento erano teoriche e pratiche. Molti furono gli ufficiali cl-te uscirono nell'artiglieria e nel genio e che passarono a servizio di Napoleone nell'armata italica facendo tutte le campagne dal 1803 al I 8I 3. Si riportano i nomi de' çiù rinomati di questi ufficiali (del genio) e si riepilogano le notizie che si hanno sulle loro benemerenze scientifiche e militari ; quello che riguarda la loro carriera nell'esercito italico si può rintracciare nelle pagine seguenti, ove si riepilogano i principali avvenimenti militari; e particolari biografici si possono raccogliere dal Canevazzi (2), che scrisse la stori a della scuola di Modena, dal T urotti (8 ), dal
(1) Lettera del ministr-0 austriaco Marescalchi al ministro degli esteri estense Giacomo Munari (v. CANEVAZZI. Op. ci t., voi. 1°). (2) CAN EVAZZI. Op. ci t .. (3) TuRoTT1. Op. ci t..
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IL GENIO M I LITARE NEGLI ESERCITI IT,-\LIAN J
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Vacani C) e dallo Zanoli ( ) che scrissero storie napoleonic he. Sono essi: G affredo Belcredi, morto capitano subito dopo la Beresina ; Gius eppe Carandini, che da capitano passò al ser vizio estense e, con Araldi, Miotti e Capilanzi, i nstituì un u fficio t op ografico e morì colonnello ; Paolo Ghezzi ; Pietro Stecchini, eroico sul campo e valente ingegnere in pace, pre se parte alle guerre n a poleonich e, p oi si ritirò a vita pri vata (a Bassano), ma riprese le armi nelle ri voluzioni del 1848 e fu alla difesa di Venezia; Sigismond o F err ari, che poi passò a l servizio estense e seguì (colonnello) Francesco V 0 fi nch è fu sciol ta la b rigat a estense nel 1862; Giovanni Psaldi, che, d a allievo) ebbe spada d'onore da Napolecn e ; f u promosso capitano per m erito di guerra in l spagn a n el 181 1 e terminò la carriera militare al servizio d ell 'Austria ; Antonio B effa , che si distinse specialm ente in l spagna ; fu promosso per merito di guerra e poscia d ecorato (legione d'onore) sul cam po nel 1808; n e l 18 10 ebbe la coron a ferrea sempre per m eriti di guerra ; passò poi in artiglieria e si riti ril dall'esercito alla caduta di Napoleone; Stefano Grassi, che, eroico a Gerona ed a Montjoui, fu promosso sul cam po e d ecora to di corona ferrea p er meriti di guerra ; prese servizio in Aus t ria dopo il 1814 ; Giovanni Maria Guaragnoni, del quale può dirsi quanto si è d etto del Grassi ; (1) dal
S toria delle campagne e degli assedi degli Italiani in lspagna. al MDCCCXIII, ecc ..
VACANJ.
M D CCCVIII (') ZANOLI.
Op. cit . .
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Camillo Vacani, che fece prodigi d'eroismo nelle guerre di Spagna; fu il primo ad entrare in Terragona, meritando la legione d'onore; lavorò alle fortificazioni di Bilbao. Fu promosso maggiore per merito. Nel 1814 si ritirò dal servizio e scrisse l'opera sua celebre sulle guerre alle quali aveva preso parte, ma fu costretto per ragioni economiche a riprendere il servizio sotto l'Austria (1825) e fu vice-direttore del genio ad Olmiitz, colonnello . nel 1833, generale nel 1839 e tenente maresciallo nel 1847. Ebbe il titolo di barone per meriti scientifici e morì nel I 862 a Milano; Antonio Araldi, che fu dei migliori della Scuola, e, usci tone, attese alle fortificazioni di Mantova e di Legnago col Marieni. Prese :Parte alle campagne di Russia e " per i suoi talenti e per· l'eroismo dimostrato,, Napoleone lo promosse capitano sul campo. Passò a servizio estense e nel 1853 era colonnello comandante del genio, professore di scienze esatte alla scuola pionieri e di analisi superiore all'università ; Gaetano Cavedoni, che fu promosso capitano per merito di guerra in Russia, peichè "fu di quel gruppo eroico di ufficiali che compierono atti di sacrificio, di abnegazione e di coraggio a fianco del Marieni, dell'Araldi ecc.,,. Entrò poi ,a servizio degli Est ensi ; Alessandro Ferri, che si distinse molto in Russia; al servizio estense fu promosso dal grado di capitano a quello di maggiore « per prove di fedeltà al suo sovrano>> Francesco IV0 , e comandò poi i pionieri. Si mantenne nella brigata estense fino al suo scioglimento; Domenico ed Alessandro Leroy (fratelli) ; Vincenzo Martinelli ; Antonio Miotti ; Gherardo Morano ; G. B. Moz~inelli ; Giovanni Lodovico Campilanzi, che, segnalatosi nelle
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fortificazioni di Osoppo e Palmanova, S . Erasmo, Brond olo e Marghera, meritò la promozione a capitano per merito speci ale. Dopo il 1814 prese servizio nelle t ruppe estensi ove fece buona carriera nel genio, fino al 1856 anno di sua morte ; Luigi Tabboni (nato a Modena nel 1786), che uscì d all a scuola nel 1809 e fu subi tò destinato alle fortificazioni di Palmanova ; alla fine del 181 O fu mandato alle isole Ionie, d o ve eseguì van t aggiosi lavori di difesa contro gli Inglesi. Il Tabboni avrebbe preferito essere dislocato a partecipare ad azioni di combattimento, e infatti . nel 1812, scrivendo al fratello, ingegnere Giovanni, esclama va che avrebbe voluto piuttosto "i vantaggi dell'onore e della gloria,, e -trovarsi " agli affari. della Spagna e della grande armata di Russia,,. Promosso tenen te in 1a nel maggio I 813, partecip6 al blocco dell'isola di Corfù, vi si segnalò e dal generale governatore Donzelot fu proposto per l a promozione a capitano in 2a nel 1814, ma la nomina n on fu ratificata per diiposizione generale del governò. Nella p rimavera del 1814 passò in Francia. Alla restaurazione estense si ritirò a vita privata di studioso. Pur tuttavia venne sospe ttato e perseguitato. Nel 1831 il governo provvisorio modenese gli assegnò il comando generale della guardia pazionale e poi lo el~sse capo dello stato ·maggiore e comandante del gemo. Seguì gli insorti ad Ancona, e, dopo la capitolazione di quell a <'f città, fu fatto prigioniero dagli Aus triaci e condotto a Venezia, donde partì esule per la Francia, e a Moulins il 14 maggio 1833 mori va improvvisamente; Pietro Paleocapa (fig. 67), nato a Nembro (Bergamo) 1'11 novembre 1798:- Studiò matematica a Padova, e poi frequen tò la scuola di Modena. Uscito ufficiale, fu mandato alle fortificazioni di Osoppo, poi a quelle di Peschiera, di Milano e di B rescia ; fece qualche campagna e nel 1815 prese èervizio in Austria, ma per pochi mesi, e si incorporò poi nel genio · ci vile; quale ingegnere di acque e strade. Prese parte alle agi-
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tazioni ed al governo veneto del 1848, passò in Piemonte e fu ministro dei Lavori Pubblici dal 1849 al 185 7. Morì a Torino nel 1869. Molte sono le sue opere scri tte e molti i suoi lavori, fra i quali la grande diga di Malamocco a difesa dell a laguna veneta;
Fig. 67. Pietro Paleocapa.
Gerolamo Lorenzoni, che, promosso tenente fu desti~ nato successivamente a Palmanova, a Mantova, ed a Milano. Fece le campagne del 1813~14. Era ufficiale di tanti meriti, che Napoleone gli regal.ò una spada d'onore con l'elsa d'oro, e suUa lama era scritto << a Gerolamo Lorenzoni - Napoleone riconosce il merito >>. Cessata l'epoca napoleonica, eser~itò pri~ vatamente la professione e succeHe al Paleocapa, quando questi passò in Piemonte ; Francesco Lorenzoni, fratello di Gerolamo; Gaetano Parozzi, che dopo il 1814 fece breve car~ nera nell'esercito estense ; Carlo Sereni, che si dedicò poi a studii matematici e fu professore a Ferrara ed a Roma;
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Gimeppe T adolini, che fu promoss o capitano per m erito di guerra; prese servizio n ell'esercì to ponti fìcio, e fu giubilato nel 1827 come cap itano d'arti glieria; Emilio Campilanzi, fratello di Giovanni; si trovò alla difesa di Venezia nel 1848 col grado di maggiore d el genio ( v. capo V 0 , § 6°); Luigi D ella Noce ; Giovanni Milani, che fece serviz10 nelle p iazze di Venezia , Cremona e Pizzighettone e prese parte ad alcune campagne; dopo il 1815 si ritirò a vita p ri vata e fu nel 1837 il progettista e poi il dire ttore della ferrovia Mil an o-Venezi a. · N el 1848 fu n omin ato membro del comi t ato di guerra a Ven ezia col grado di colonnello. andò in esilio nel 1849 e morì a Parigi; Filippo Miotti , fratello di Antonio, ch e fece le camp agne d el 181 3/14 con una compagnia di minatori; Battista P elloni, c he si distinse nelle guerre napoleon iche d ell 'ub imo pe riodo, poi passò nell'esercì to e~ tense e fu professore alla scuola d e ' p ionieri. Morì giovane n el 1827, cadendo da una impalcatura e retta attorno all a Ghirlandin a, della quale dirigeva alcuni re.s tauri ; G eminiano P oletti , che era già ingegnere quando entrò all a scuola, ed uscì nel 181 3, primo del corso. Ricevette dal vicerè u na sp ada d'onore. En trato nelle m ilizie di Murat, fu promosso capitano, poi fu fa tto prigioniero dagli Austriaci e quindi si r itirò a P a vi a , in segnante di matematic a, o ve morì n el 1837. · La maggior parte degli allievi che entrarono n el 181 2 er ano appena promossi quando Napoleone cadde. Alcuni presero serv1210 in Austria , altri nell'esercito esten se, altri, finalmente, si dettero alla professione libera. Debbonsi ricordare: Giovanni Battista C aved a lis , che dopo aver servito pochi mesi nelresercito austriaco come tenente del genio, si
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ritirò a Spilimbergo ; dirigeva nel 1848 la costruzione della ferròvia da Nabresina a Lubiana per Trieste, quando fu chia~ mato ad Udine alla difesa della città col grado di colonnello, eppoi passò a Venezia. Se ne riparlerà trattando dell'esercito veneto nel 1848-49; Luigi Duodo, .Ghe combattè nel 1813 e fu ferito. Nel 1848 accorse alla difesa di Udine, assieme al Cavedalis ed al Conti ed ebbe grado di ingegnere~colonnello del genio. Fu grande idraulico e morì a Venezia nel 1860; Ermenegildo Francesconi; Antonio Lena~Perpenti; Guido Avesani. * * * Per dare un quadro completo della vita della scuola di Modena nel suo secondo periodo si sono dovuti precorrere gli avvenimenti politici e - quelli che più importano qui gli avvenimenti militari, ed è necessario riprendere la cronologia. Nell'eserci to italico, dopo lo scioglimento dell'anno 1801 e la rasiègna di Monza, erano stati mantenuti nei ruoli i quadri; poi, di quando in quando, si costituirono nuclei armati, che si mandarono a combattere anche fuor i d' Italia; ed intanto si manteneva in funzione un « Servizio tecnic o delle costruzioni e delle piazze forti ». "In origine il corpo del genio italico fu incaricato del servizio dei fabbrica ti, generalmente destina ti per l'alloggio delle milizie ; poi ne fu esonerato e le sue funzioni si portarono alle fortificazioni, ai canali difensivi, alle piazze d'armi, agli istituti militari, alle caserme della guardia reale soltanto, alle batterie delle coste ed ai corpi di guardia di vigilanza (1) ,,. Sedeva in Milano un « Comitato centrale di fortificazione »,
(1) T u ROTTl. Op. cit ..
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presieduto dall'ispettore generale G. B. Bianchi d 'Add a e costi tuito da 3 o 4 ufficiali superiori del genio italico, diret tori , i quali si recavano al comitato, dalle varie sedi delle direzioni quando si dovevano prendere provvedimenti · di importanza notevole C1). L'ispettore generale del genio it alico Bianchi d'Adda era anche comandante in capo del genio, ed aveva un ufficio p resso il ministero d ella guerra, retto daJ capitano ingegnere Rodrìguez. Di più, al minis tero della guerra si era ricostituita la (( Ragionateria centrale del genio » con un ragionato capo, che fu ancora Antonio Merli. Qui è da a nnotare che nell'aprile del 1802 furono ammessi definitivamente a_l servizio italiano i seguenti ufficiali del corpo del genio e topografico napolitano, cioè : capitani : Montemajor, Tirone, Come, Chateauneuf-Landini <2), R odriguez (predetto), An tonio Campana, Vinci, Aurineta; tenenti : Laycono, Lanzetta, Cosenza, Montella, S ella. Contemporaneamente, o q u asi , fu sistemato (a Milano) un << ufficio topografico >J, che ebbe come direttore il Marmont, e · poscia il Bidasio e finalmente il Campana, qui sopra .c it ato, il quale lo portò a perfezione e rinomanza grandissima ; ed in questo servizio furono spesso impiegati ufficiali del genio, e spe~~ cialmente quelli che, provenendo dall'analogo ufficio napolitano, avevano famigl iari tà con le questioni topografiche. Si vegga ora qualche particolare sul servizio delle Direzicni. Esse furono instituite dapprima a Milano, .Brescia, Manto va e Modena ; poscia a Peschiera ed a Bologna; e, quando furono acquistati i territori veneti, a Verona, a Venezia, ad Udine ed a Palmanova.
(1)
Op. cit., voi. II0 • (2) Nei ruoli napolitani era inscritto: Castelnuovo-Landini. ZAN OLI.
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L~ direzione di Milano· era una dipendenza diretta della Direzione genernle· del genio; vi era addetto il tenente e presto capitano Giuseppe Marieni, che godeva la fiducia dd coman" dante generale del genio, il quale lo incaricò di studiare le fortificazioni di una testa di ponte a Valenza, poi di migliorare le opere di Orzinovi, Brescia, Peschiera e Rocca d'Anfo·. CoFl il Marieni vi era lo Zupellari, che studi·ò le fortificazioni di Lecco e Brivio, eppoi passò a Mantova. Brescia e Peschiera ebbero, in .seguito, ufficii autonomi come s'è scritto. Di-rettore delle fortificazioni a Mantova (l) era stato destinato il capo brigata Leonardo Salimbeni (2) ; ma, essendo egli in missione, il servizio fu assunto prima d-al capo battaglione sottod1rettore Gio. Batt. Costanzo, poi dal capo battaglione sottodirettore Francesco Giuseppe Motta, essendo stato il Costanzo traslocato a Pizzighettone, dipendente da Peschiera. Chi consegnò il servizio della piazza agli ufficiali italiani furono gli ufficiali ingegneri francesi, che vi erano entra ti COD la conquista mili tare. Il Sa limbeni prese possesso dell'ufficio il 3,1 ottobre del 1802 ed in qu ell'epoca il personale della direzione era così co~ .stituito : Leonardo Salimbeni, capo brigata , direttore delle far~ tifìcazioni ; Francesco Giuseppe Motta, capo battaglione, sotto <li.rettore delle fortificazioni ; fu poi incaricato dei lavori di Pietole ; Ottavio Bernardi, capo battaglione come sopra, incaricato prima dei lavori di Pietole e poscia di quelli di Pradella ; 1 ( )
Alcuni particolari sul servizio delle direzioni si prendono da' un minudi lettere spedi te dalla direzione di Mantova, e che risalgono all'epoca del" sua istituzione regoÌare. La prima lettera ha la data del 2 se ttembre 1802. (2} V. biografia à pàg. 445.
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capitano ingegnere di 1a classe, Montemajor ; capitano ingegnere di classe, Aurinet a ; tenente ingegnere, Cesare Zupellari, trasferito dalla ditezione di Milano ; promosso capitano nel 1803 ; tenente ingegnere, Luigi Bassani, che passò poi ai lavori di Peschiera ; tenente ingegnere, Tito Ruggieri o Rougier, che p01 passò a Rocca d 'Anfo ; tenente ingegnere Domenico Tirelli ; tenente ingegnere Gio vanni Salimbeni (figlio di Leonardo). Vi erano « ragionati » di d i verse classi: Brambilla, Rugiroli, Iol j, Viglezzi, O rleri, che secondo l'opportunità erano stacca ti a Verona od a P eschiera; e dei <1 ragionati aggiunti », d etti anche « agenti d elle fortificazioni >J : Galli , Rizzardi ; :6.nalmei1te vi erano alcune « guardie di fortificazione JJ (o « soprastan ti ai lavori >,), cosiderate come sottufficiali. Dalla direzione di Mantova dipendevano le sottodirezi oni di Ver ona e di Legnago; queste due città, per esser e a ca vallo all'Adige, erano n el 1802 metà fr ancesi (riva destra) e m età austriache (riva sinistra). A Verona era sottodire ttore il ca pitano ingegnere Rollando. Si facevano pochi la vori, anzi si discuteva se fo sse I,. st ato il caso di dismettere le fortific azioni venete . A Legn ago erav i il capitano ingegnere Costantino Sicuro e con lui i capitani Gio. Batt. Fè e Francesco del Re, il q u ale vi rimase fino a l 1807 dando sempre l< p r~va attiva di valore e di senno ». ' Il capitano Sicuro fu poi traslocato a Ferrara, come si dirà più avanti, ed a Legnago andò come sottodirettore il capo battaglione ingegnere C os tanzo. Nel Museo del genio esiste un.a preziosa pianta di Legnago del 1804, ove sussis te ancora la suddivisione della città fra le due nazioni, ed ove è progettato nella parte italiana, attigua alla città, un grande campo trincera to costituito . da un trinceramento continuo di
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terra a tracciato esagonale, con lunet te staccate, a guisa di bastioni ai salienti e lunette nel mezzo delle cortine. Fu appena iniziato, ma non mai completato, perchè gli avvenimenti politici fecero cambiare valore alla piazza di Legnago·. La direzione di Peschiera, da principio poco importante, era retta nel 1802 dal capo battaglione ingegnere Rossi, che comandava anche un battaglione di zappatori, dislocato parte a Peschiera stessa e parte a Verona . Vi furono addetti in seguito altri ufficiali ingegneri, fra i quali il capitano Zanardini, ed il tenente (poi capitano) Salimbeni. Ed anche di questa piazza il Museo storico del genio ha una raccolta ricchissima di disegni, fra cui una ~erie di piante dell'epoca di dominazione veneziana, poi austriaca, dal 1797 al 1801, poi francese, e di nuovo austri aca, fìno ai 1866. La fortezza veneziana era a bastioni regolari, ai quali nel secolo xvm0 erano state aggiunte due grandi opere a corno ed alcune a lunette aderenti alla cinta. Gli Austriaci le rafforzarono costruendo verso Brescia (allora territorio italico, cioè nemico) alcune lune tte staccate, preludiando in ciò i campi trincerati moderni ; e così era Peschi~ra quando fu attaccata dallo Chasseloup nel gennaio del 1801 . I Francesi, durante la loro occupazione, costrussero le opere Salvi e Mandella, vero · tipo di opere staccate, che dettero a Peschiera il carattere di piazza ad opere di tal specie (1), L a direzione di fortificazioni dell'Emilia era a Modena, perchè ne era direttore il capo brigata Caccianino, che comandava anche la Scuola del genio e dell'artiglieria, e da Modena dipendeva la sottodirezione di Ferrara. (1) È da ricordare che erroneamente, nelle -storie della fortificazione , si indjca come primo campo trincerato ad opere staccate quello d i· Coblenza, costrutto nel 1816, dieci anni dopo quello i tali ano di Peschiera. ( v. Bo RGATl l. la rocca di Peschiera, Roma, Labo~atorio Foto-litografìco del Ministero della Guerra, 1917).
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* ** In quanto a truppe, risulta che a Mantova v'era, nel 1802, un battaglione di zappatori italici di 4 compagnie, comandato dal capo battaglione Oavid, poscia dall'Ordioni. Il battaglione era così costituito : Ja compagnia : capitano zappatore Mombelli ; 2a compagnia : capitano (?); 3a compagnia : capitano zappatore Verdinois ; . . 4a compagnia : capitano zappatore Giordano, 1ncanca to dei ruoli. Ben presto però le compagnie, meno una, furono mandate in altre piazze, e, successivamente, mobilitate. Questi zappatori facevano servizio di piazza ; ed attendevano ancora a l avori, nel qual caso ricevevano i 5/8 delle paghe stabilite per gli operai borghesi. Di p iù v'erano nelle piazze zappatori frances i, che si alternavano cogli itali ani nei diversi servi.zii.
* ** Tutto questo - d u nque - per quanto riguarda i l servizio tecnico degli ufficiali ingegneri italici. Però vi era una dipen- 1denza d i esso da Parigi ; in fatti l'approvazione defini tiva delle fortificazioni. da costrurre nelle piazze di ~erra era riserbata al « Comando generale » residente a Parigi, composto d egli ispettori generali _del genio, sotto la presidenza di Napoleone. Ispettore gen erale e comandante in capo del genio in I tali a era lo Chasseloup, comandante in era il capo brigat~ Vincent ; ad essi sussegui vano gerarchicamente capi briga t a come ispettori francesi delle fortificazioni nelle piazze principali. A Mantova nel 1802 eravi il capo brigata Poitevin, sostituito poi dal Sobrier, e final mente dal Villaire.
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Appare chiaro dai documenti di archivio che le direzioni del genio dipendevano amministrativamente dal Bianchi d'Ad~ da e tecnicamente dallo Chassdoup e quindi dagli ispettori delle piazze. Il Salimbeni, quando prese servizio a Mantova, così scrisse al Sobrier : "Ho l'onore, cittadino capo brigatz, di prevenirvi essere ic qui giunto ad assumere l'esercizio del mio incarico. Mi è infinitamente grato trovare qui onorevolmente occupati voi e tanti altri di~tinti ufficiali francesi del genio, pieni di cogni~ zioni e carichi di meriti, i quali mi renderanno fa cile ed espedita quella carriera che a me è stata assegnata di percorrere. lo mi lusingo che vorrete essere genero so con me comunicandomi i vostri lumi ad oggetto di procurare il miglior pubblico servizio -della mia P atria, i di cui interessi sono oramai comuni con quelli dell a illustre vostra, ecc. ecc .... ,,. ed an cora, essendo pervenuto al Salimbeni direttamente dallo Chasselou p un disegno riguardante i lavori di Pietole, egli lo rimise al predetto Sobrier perchè " voglia vistarlo, prima di passarlo al sottodirettore per la sua effettu azione ,, . Per la disciplina la dipendenza era duplice. Il predetto Salimbeni, avendo messo agli ~rresti un capo battaglione, gli scnsse: " ... terrete, cittadino capobattaglione B. .. , l'arresto nella propri a vos tra casa fino a che i generali Chasseloup e Bianchi d'Adda avranno dato giudizio sul vostro modo di procedere col vostro direttore.... ,, e l'ufficiale, avendo pre~ sentate le sue giustificazioni e scuse, fu tolto dagli arresti. ed il direttore ne avvisò i due suoi superiori diretti. Cogli ispettori nelle pie.zze principali vi erano anche ufficiali ingegneri francesi, che coadiuvavano gli italiani nei lavori ; per esempio, si rileva che al ~alcolo per le analisi dei Prezzi attendevano « gli uffiziali francesi ed italiani insieme » ; che un capo battaglione il Le Coste, sostituì « per ordine dello
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Chasseloup » il Bernardi ai la vari di Pradella, il quale p~ò poi « alle fabbriche », cioè alle caserme ed ospedali della p iazza; e simili fatti.
Per quanto riguarda la Li guria ed il Piemonte conviene ricordare che queste regioni erano· state annesse all'impero francese, ed i reparti delle truppe (genio compreso) che se ne traevane erano incorporati all'esercito di F rancia, del quale vestivano anche la divisa .
* ** D opo lo scioglimento dell'esercito nel 1801 , vi fu _una sosta nei provvedimenti militari , che furono ripresi nel 1803; ed il 15 aprile di quell'anno Napoleone fece riunire una di visione italiana a Faenza, comandata da G iusepp e L echi, che con altri corpi, e sotto gli ordin i d i Gouvion-Saint-Cyr, s'incamminò nelle Puglie e poscia nel Napolitano ; essa ebbe truppe del genio, ma non risulta in quale proporzione. Il 23 n_ove mbre fu compost a, a Milano, un'altra di visione di 7395 uomini sotto il comando di Pino (sosti t uito presto dal T euliè), e che fu mandata sulla Manica. Furono addetti al comando (probabilmente non contemporaneamente) i seguenti ufficiali del genio : Gicv. Batt. C ostanzo, Giuseppe Maffei, Carlo Bianchi d'Adda, Luigi Beltrami e Lanzetta. L a divisione fu composta cosi : 1 reggimento d i ,linea e 2 reggimenti leggieri ; 1 reggimento di usseri ; 1 compagnia di artiglieri a ; 1 compagnia di zappatori, comandata dal tenente A lfredo Lacarte, che si distinse a Calais, e fu citato ali ' ordine del giorno. Più tardi, infine, fu costitui to un t erzo corpo al comando del · Villeneuve, composto quasi tutto d i I tali ani sotto gli ordini del Dandifredi, e fu mandato a molestare il commercio del-
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l'Inghilterra con le Indie. Questo corpo compi (al forte Diamante) veri prodigi di valore, sicchè Napoleone promosse il Dandifredi e lo decorò della Legione d'onore. Due date importanti sono quelle del 2 decembre 1804 e del 26 maggio 1805. Il 2 decembre 1804 Napoleone fu incoronato imperatore a Parigi. Il 26 maggio 1805 si incoronò re d'Italia a Milano, ed in quell'occasione stabilì su basi regolari l'ordinamento politico del nuovo Stato e nominò come rappresentante ed esecutore del potere regio Eugenio Beauharnais (suo figliastro) col titolo di vice-re d'Italia. L'eserci to cisalpino si chiamò « Esercito italico». Frattanto l'Austria, impressionata dai ·Ca~biamenti po~ litici italiani, dall'occupazione militare del regno di Napoli e dall'annessione all':impero di altre parti d'Italia, concentrava poderoso esercito nelle provincie d'I talia da lei ancora possedute; . e Napoleone,, per controbilanciare la pericolosa minaccia, un altro ne fece adunare nella pianura di Montichiari (presso Brescia), ove concorsero le milizie italiane da capo rior.. ganizzate (1); queste esercito egli passò in rassegna il 15 giugno, e fu tanto soddisfatto del contegno militare delle truppe, che le gratificò di un mese e mezzo di paga. Successivamente volle dare carattere permanente a tale concentramento di forza e decretò la co{tÌtuzione del (;Campo permanente di Montichiari » (2), il quale doveva servi;e ad alloggiare, in baracche di muratura, truppe di osservazione
( 1)
Per la costituzione dell'es~rcito. riunito. a Montichiari vedi: ZANOL I, op. cit., voi. II0 , pag. 24. . Il campo di Montichiari trovò riscontro ed imitazione in quello di San Maurizio a Lombardore costituito in Piemonte da Carlo Alberto ed ancora sussistente.
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(verso l'Austria) nella quantità di 24 battaglioni di 6 comp lgnie - ognuno, e più vi dovevano essere baracche per lo stato maggiore generale ed un grande padiglione per il Re ed il -suo segui to . L a spesa preventiva pel campo fu di lire 1.500.000; ma non fu mai completato e fu poi dagli Austriaci disciolto. Int_a nto venivano presi provvedimenti difensivi in altre parti dell'Italia superiore; furono approvvigionate le piazze forti, e nell'arsenale di Pavia fu allestito un parco di .o ltre 100 cannoni ed un doppio equipaggio da ponti, uno per il Po e l'altro per l'Oglio ed il Mincio. Il servizio era fatto dall'arti~ glieria, e vi erano 4 compagnie di pontonie-ri, a venti ciascuna 3 ufficiali, 8 graduati di truppa, 7 lavoranti e 56 pon~ tonieri. Fu fatta una leva nel lombardo~veneto e costituiti nuovi reggimenti; il vice-re raccolse a Bologna 25.000 guardie na~ zionali del regno d'Italia e del ducato d~ Parma e ne formò una divisione attiva di cui dette il comando a F ontanelli; un'altra divisione, costi tuita da tutti i depositi dei corpi italiani d-i fanteria e cavalleria, fu po~ta sotto gli ordini di Dombrowski; ed infine fu riunita una terza divisione con corpi francesi (Portonneaux), e furono stabiliti accampamenti a Bologna, Modena e Regg,i o. Il ministro della guerra, Pino, ebbe la direzione suprema di questo esercito, che arrivò a circa 36 mila uomini, ed il comando ne fu preso dallo stesso vice-re. La terza guerra con l'Austria ebbe presto pnnc1p10 come si dirà più avanti. Con temporaneamente si trovavano ancor a : sulle coste della Manica la di visione T euliè, e nel regno di Napoli la divisione Lechi, che però fu fatta risalire e potè prendere p arte onorevolissima alla guerra predetta sulle rive dell'Adige . Come conseguenza del riordinamemen to · delle milizie italiche, e per riparare a defìcenze di istruzione nei quadri (i cui elementi venivano raccolti qua e là fra i civili desiderosi di avventure od ambiziosi di grado), fu creata, con .decreto reale
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del 7 luglio 1805, una scuola mili tare a Pavia aperta però solo .nel 1806 ; ed un'altra simil e doveva stabilirsi in appresso a Bologna, ma rimase allo stato di progetto. La scuola di Pavia era costituita di 3 classi di allievi ; l'insegnamento allargavasi sopratutto nelle scienze matematiche applicate all'arte della guerra, disegno, esercizii di poligono e fortificazione. D opo due anni gli allievi usci vano sottotenenti. Fu chiamato a dirigerla il colonnello F ilippo Psalidi, che era vice-direttore alla scuola di Modena.ove fu sostituito dal · Bidasio, del genio, che poi, successiva men te, venne a dirigere la scuola ora detta di Pavia; e fu incaricato del~ l' insegnamento delle fortificazioni Leone Antonini, valente disegnatore e topografo, distaccato da Milano. Esisteva già a Pavia fin dal 1803 una cc Scuola teorica d'artiglieria» (il nome ne dice lo scopo), comandata per al~un tempo dal . Bidasio, predetto, e che si fuse poi con la scuola di cui sopra. Dopo la rivista di Mon tichiari, Napoleone visitò le principali fortezze del regno, cioè Peschiera, Castel vecchio di ~ rona, Mantova, ecc., accompagnato dai generali Marescot, Chasseloup, Clarke e B:anchi d'Adda, ed ordinò molti lavori per àmpliare le difese. A M odena visitò la scuola del genio e dell'artiglieria, ed encomiò professori ed allievi. All'allievo Giovanni Psalidi (che fece poi carriera nel genio) assegnò una spada d'onore d'argento per le risposte che dette in matematica; e quando gli fu presentato il Caccianino disse : « Faccio maggior conto di un dotto ma tematico e di un uomo distinto, qualunque arte egli professi, che dell'acquisto di una ricca e popolosa città)). In quest'epoca il generale Marescot (ispettore generale dell'arma del genio francese ed italiano) fece pervenire, per mezzo del ministro della guerra di Parigi, al comandante del genio della di visione italiana (che era allora a Boulogne sur
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m er) capo ba ttaglione Costanzo, il suo compiacimento e l'a vviso di avere accordata agli ufficiali del genio una gratificazione straordinaria facendo « i maggiori elogi del loro zelo, intelligenza e buona volontà>:. Tre di q u esti ufficiali, il Costanzo stesso, Carlo Bianchi d'Adda e Lanzetta furono m andati per istruzione a VI SItare le principali piazze dell'impero ; furono ovunqu e bene accolti dai colleghi fr ancesi, e ricevettero daH'imperatore un dono di 16.000 franchi, con l'aggiunta ,, tanto più cara ed au tor evolissima de' suoi encomi ».
* ** A ricordo della rassegna di M o ntichiari lo Zanoli (1) pubblicò un qu adro pittorico con le divise dei diversi corpi ; per il genio si ha la seguen te : (fig. 68) : Ufficiali : cappello, disposto a tra verso rispetto al volto, n ero, soffice, senza orlatura, con grande ~coccarda rossa ed orlo bianco e sovrapposta agra/ d'argento; abito grigio-verde con ri svolti sul petto, neri orlati d i rosso e piccoli bottoni d'argen to molto vicini fra di loro ; alto colletto nero e paramani pure neri con orlatura all'uno ed agli altri di rosso; la fodera dell'abito, risvoltata alle faldi ne, rossa; spallini d'argento convessi; panciotto grigio-verde con piccoli botto ni d'argento e sovrappostovi un centurone bianco per la spada ; pantaloni « a coscia » grigio-verdi con stivaJi alti fin sopra a l ginocchio ; spada con dragona bianca e rossa.
(.1) Z ANOLI Op. ci t.. li quadro pittorico di cui sopra è un allega to all'opera; trovasi (rarissimo) in qualche Museo del Risorgimen to italiano; così, è nel Museo di B ologna e n el nostro del genio .
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Guardie (od assistenti ai lavori) come gli ufficiali, ma con grandi uose in vece degli stivali. Zappatori : cappello come quel lo degli ufficiali ;
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Fig. 68. Divisa di ufficiale é di soldato del genio italico · 'alla rassegna di Monti chiari ( 1805).
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abito con pettina verde, colletto e paramani, il tutto orla to di rosso, e risvolti rossi alle falde dell'abito; panciotto e pantaloni verdi e . lunghe uose fino sopra al .ginocchio ; budriere a crociera, bianche; fucile con bajonetta. Erano instituite ancora due comp agnie di « zappatori-
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pompieri », destinate specialmente alle città di Milano e di Venezia e che talvolta furono mobilitate. Avevano una divisa speciale, che però differiva poco nella forma da quella dello zappatore comune; solamente il colore dell'abito era azzu rro cupo, ed il copricapo consisteva in un elmo di metallo giallo, con grande cresta piumata ad alto p ennacchio sulla sinistra, il tutto di color cremisi.
*** Narrare, anche brevemente, le vicende di guerra dell'esercito italico, quelle dei suoi ordinamenti svariatissimi, quelle degli eroismi e dell'abnegazione delle truppe nostre, allea te alle francesi nelle guerre dal 1805 al 1814, uscirebbe dal programma di questo scritto; e sarebbe anche lavoro arduo e non breve l'esporre particolareggitamente le vicende dell'arma nost ra frequentemente confusa con quelle delle altre armi, e spessissimo modifìcata nei suoi ordinamenti, sciolta e ricomposta c0n lo scioglimento e ricostituzione dei corpi. Arduo ancora sarebbe il seguire le vicende dell 'arina a nno per anno, perchè i reparti furono fraziona ti qua e là e rimossi da un luogo ad un d t ro, per portare truppe tecniche ove occorrevano per ragione di assedi, o di grandi ostacoli da superare, e simili fatti. Ci si atterrà piuttosto ad esaminare le varie camp agne d'Austria, di Spagna, di Russia ed a riportare i nomi degli uffìziali nostri che meglio si distinsero, e, ci tare i nomi nuovi ' d a aggiungere a quelli precedente men te esposti ; e così si avrà il più possibile complet a la serie degli ufficiali del genio che combatterono con Napoleone nelle. assise italiche e, qualcuno, francesi ; serie di nomi, che poi ebbe continuazione negli eserci ti italiani del Piemonte, di Modena, di Toscana, del Napolitano, e ch e si ri trovan!o ancora (per alcuni fortun ati) nelle pagine gloriose del 1848/49 sui campi di Lombard ia, a
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Venezia, a Roma. Così si ribadis«ono gli anelli, e si compone la gloriosa catena, che porta alle campagne della Libia ed al~ l'ultima per l'indipendenza d'Italia. E neces~ario però di ricordare un fatto importan te, e cioè · che la nostra arma al principio del secolo x1x0 era - può dir~ si - in costituzione. L e truppe del genio alla fine del 1700 apparvero timida men te negli esercì ti pie men tesi e francesi. Il loro impiego nella· guerra era ostacolato d ai più, la loro utilità era disconosciu ta. I generali manovratori di Napo~ leone I0 non comprendevano e non volevano adatt arsi alle re~ gole metodiche degli. assedii (allora frequentissimi, perchè numerose erano le piazze forti), assedi che sono funzione prin~ ci pale degli zappa tori e dei mina tori, ed i reparti del genio spesso erano trascurati e laEciati nelle piazze interne a fare servizio di pi azza. Di più erano quasi sempre reparti smilzi, anemici, per il fatte che avrebbero dovuto essere costituiti in massima parte da artieri pratici di lavori, e costoro trovavano facili e rimunera ti ve occup azioni nelle loro case, senza ricorrere agli ingaggi nelle truppe combattenti. Si vedrà manifesta questa defìcenza, speci almente per l'e~ sercito italico, nelle prime campagne che Eeguono l'istituzione del regno d' Italia; ad essa si andò poi p·.:>rtando rimedio, di mano in mano che le istituzioni militari progredirono, ed, aumentando gli assedi, aumentò la necessità di avere t ruppe tecniche per e~s1. E ciò accadde specialmente in Ispagna. * * *
Campagna d'Austria (1805). Fu combattuta contempora~ neamente in Bavier a e Moravia, ove ·gli eserciti erano coman~ dati d a N apoleone in persona, ed in Italia, sull'Adige, ove il · comando era stato dato a Massena. Con Napoleone trova vasi la « Guardia Reale Italiana »,
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e si fecero onore specialmente i cannonieri i taliani alla espugnazione di Ulma (27 ottobre 1805), alla presa di Vienna (13 novembre) ed alla battaglia di Austerli~z (2 dicembre), ove gli Austriaci furono rafforzati da i Russi . Con Massena era la divisione Lechi (Giuseppe) , risalita dal Napolitano, ed al Pon te V~cchio di Verona (28 ottobre) gli artiglieri e gli zappatori nostri, che furono comandati per quell'azione dallo Ch asseloup in persona, sostennero il peso dell'azione ed aprirono il passo dopo due giorni di lot ta, e tennero il passo aperto. Con lo Chasseloup, nello stato maggiore della divisione, vi era il capitano Carlo Bianchi d'Adda , ed ancora coadiuvò l'azione il capitano Rollando, capo-sezione di fortificazion e a Verona. La di visione Lechi fu poi con Massena a Caldiero t30 e 31 ottobre), a Castelfranco (25 novembre), e si impegnò nel blocco di Venezia, mentre l\tlas_sena proseguì per il Tirolo e per l'Illiria. A Presburgo (27 dicembre 1805) fu firmato il trattato di pace e Venezia venne sgombrata dagli Austriaci ed annessa al R egno d'Italia ( 16 gennaio 1806), il quale comprese così tut ta l'Italia superiore, meno il Piemonte e Genova. Con lo stesso trattato venivano riconosciuti dalle potenze fi r matarie G iuseppe Buonaparte come re di Napoli e Luigi come re di Olanda. Molte furono le rico mpense date da Napoleone dopo Ulma ed Austerlitz e molte le promozioni per meri to di guerra; pel nostro argcmento sono da riportare i nomi del capi tano · Laparelli, addetto alla d i visione S oult, decorato della legione d'onore, e del capo b atta glione del genio ligure Pezzi, promosso colonnello.
Campagna del Napolitano (!806-08). G i à nel 1803 erano sbarcate in varii punti del Napolitano squadre d i Russi e di Inglesi, col compito di sorreggere il trono dei Borboni, ed i_l vice-re Eugenio aveva mandato a . fronteggiarli Gouvion-Sàint-Cy r,
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col Lechi (Giuseppe), come qui fu scritto, e che poi era venuto a combattere di fìanco a Massena sull'Adige. Sottoscritta la pace a Presburgo, Napoleone mandò Massena verso l'Italia meridionale, e con lui rifece la strada la divisione Lechi che occupò Pescara (16 febbraio) e bloccò Civitella del Tronto, difesa da Owed, la quale oppose eroica resistenza, come la oppose poi nel 1861 all'esercito nazionale. Nella divisione Lechi, rinforzata per questa, nuova campagna, pare non vi fossero ufficiali del genio addetti allo stato maggiore, perchè tutti occupati nei lavori delle piazze forti ; vi erano 2 compagnie di zappatori, ma di esigua forza, comandate da Luigi Bassani. L echi lamentò più volte la insufficienza dei mezzi per compiere con regolare probabilità di successo operazioni d'assedio. Uno dei fatti più imperlanti della campagna (la quale si trascinò per tutto il 1807 ed- anche il 1808, in causa delle opposizioni che facevano al dominio francese bande armate di Siculi, di Calabresi e di Inglesi), fu l'assedio di Gaeta. I vi si era rifugiato il principe di Hassia e fece difesa eroica, seri vendo una delle più belle pagine di storia miìi tare. Il giorno 17 luglio del 1806 fu aperta la breccia e furono preparate 3 colonne d'assalto, composte tutte di Italiani, con riparti di zappatori alla testa ; ma prima di iniziare l'azione Massena intimò la resa ed essa avvenne il 18 luglio, dopo tre mesi di trincea aperta e 12 giorni di vi vissi mo fuoco. Intanto Giuseppe Buonaparte si insediav a a Napoli, pur continuando le guerriglie in Calabria e nell'Adriatico. Episodica fu la presa dell'isole Tremiti, occupate dagli Inglesi, e vi si distinse e fu ferito il . Bassani, sopradetto. Quasi a continuazione della campagna del Napolitano si può indicare l'occupazione di Roma per parte del generale Miollis, che aveva nella sua divisione una compagnia di zappatori italiana (la 4a), comandata dal capitano ingegnere Luigi
Beltrami.
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* ** Campagna di D almazia, poi di Albania, d'Illiria, dc Turchia, di Corfù, ecc .. (1806-1814). In conseguenza del trattato di P resburgo le bocche di Cattaro avrebbero dovuto essere occupate d a ll a Francia, ma i Russi vi si erano afforzati, e ten evano ancora quasi tutta l a costa dalmata e le isole Ionie. Napoleone vi mandò un esercito comandato da Marmont, del quale facevano parte milizie it a liane comandate da T eodoro Le-chi (fratello di Giuseppe, allora nel Napolitano). Non facile sarebbe seguire le truppe nelle lotte successi ve e, p otrebbe dirsi, continue e nei continui spos t amenti. Nel 1809 l'esercito prin cipale era a Lubi ana, sempre sotto il comando di Marmont, che era stato fatto duca di R agusa, e contemporaneamente si combatteva, a p iccole fazioni, alle isole Ionie, a Corfù ed in altri luogh i. Furono impiegati nelle campagne dal ma te parecchi ufficiali del genio e si pos!:ono i ndicare i seguentj, che appartennero, forse non contemporaneamente, allo stato magg10re d el coman dante Marmont: capitano Carlo Bianchi d 'Adda, che vi fu nel 1806 e n·e l 1807 a d intervalli, giàcchè prese parte anche alla campagnat di P russia ; poi andò, come fu scritt o, in P ersia e r itornò in Dalmazia nel 181 O ; anzi d a l 1811 al 1814 fu a Corfù comandante una compagni a di zappatori ; nel 1813 (maggio) , nella sua qualità di comandan te di t ruppe, comandava anco ra l'isola di S . Gi orgio di Giupana, che difese contro assalto e bomb ardamen to di un « b1ik » inglese, sicchè fu portato all'ordine del giorno dal gener ale l\llontrich ard ; tenente ingegnere P aolo Ghezzi, ch e nel 1807 prese parte a lla spedizione in Turchia, partita dalla Dalmazia; tenente Pietro Stecchini, che appartenne a l comando nel 1807 e 1808;
Nl".tt'ESE"R.CTTO ClSA.T,PlNO POI
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tenente Alessandro Con ti, che vi stette dal 1806 al 1808 e vi ritornò (a Corfù) nel 181 O ; capitano Francesco Del Re, che nell'aprile 1807 ebbe incarico dei lavori delle strade, incarico importante al quale dovette attendere per più anni, a vendo a disposizione Morlacchi e soldati comuni ; nel 1809 fu poi a Zara per la difesa della piazza ; nel 181 O venne mandato a Lubiana al quartiere generale dell'esercito; pcscia a Trieste; poi nell'Istria di -nuovo, e infine nell'ago~to del 1810 a Pola per fortificare il porto. A Capo d'Istria nel 1806 v'era il tenente ingegnere Giuseppe Carandini, che fu fatto prigioniero dagli Austriaci ; più tardi vi si trovavano il tenente Paolo Ghezzi e Pietro Stecchini, staccati dal comando. Il tenente Luigi T abboni nel 18 10 era alle isole Ionie ; partecipò nel 1813 al blocco di Corfù e si segnalò tanto che fu proposto per la promozione a capitano; ma non ebbe luogo per disposizione generale del governo. A Corfù v'era - appunto nel 1809 - guarnigione francese, . e risulta che nel 181 O vi fu mandato un battaglione di zappatori italici, di cui una compagnia figura sotto gli ordini del capitano Bianchi d'Adda, qui indietro nominato. In quell'anno comandava la piazza il capitano del genio Alessandro Conti {già era stato in Dalmazia dal 1806 al 1808) e ne aveva comando ancora nel 1813 all'epoca del blocco. Finalmente nel 1811 fu destinato a Corfù il tenente Antonio Miotti e vi fece tutte le campagne fino al 1814. , Nello stesso anno 1811 al combattimento di Lissa,, (1) fra (1) Lissa era occupata dagli Inglesi che ne avevano fatto emporio di merci di contrabbando. Napoleone fe~e dare l'attacco da una divisione navale mi~ sta di legni francesi ed italiani. Delle truppe di sbarco, le francesi erano coman~ · <late dal Labeduyère e le italiane dal Giffienga,
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le truppe condotte da Giffienga v'era il capitano ingegnere P aolo Ghezzi, che meritò di essere decorato della Corona di ferro (decreto 11 aprile).
* ** Sulle coste della Manica e dell'Oceano (I8Q5-08). D el c ampo della Manica fu già fatto accenno qui a pag. 472 Era comandato dal Teuliè. Subirono variazioni profonde i presidii ; e~ sendo stati nel 1806 richiamati quasi tutti i Francesi, i nostri dovettero fare opera attivissima e difficoltosissima, anzi, fu rono disseminati lungo le coste dell'Oceano e si rafforzarono specialmente a Bajona ed a Boulogne-sur-mer. Allo stato maggiore della divisione rimase per parecchio tempo il capita.no L uigi Beltrami, che funzionò anche da aiutante di campo, e vi fu rono i tenenti Goffredo Belcredi, P aolo Ghezzi, Pietro Stecchini. Si distinse in speciale modo Tito Rougier, che fu nominato m embro della L egione d'onore e poscia decorato della Coron a di ferro, per meri ti di guerra. Questa di visione, pas~ò poi in lspagna nel 1808, r iform ata e ricostituit a. Il Toulliè ne aveva lasciato il comando fin dal 1806, avendo egli desiderato, ed avendo ottenuto, di essere chiamato a maggiore attività in G ermania, ove si radun ava l'esercito francese per la cai:npagna di cui si farà cenno qui avan ti.~
* ** Campagna di Prussia (1806-07). Fu condotta da Napoleone
' in persona : l'azione strategica e tattica campale ·del grande esercito mobilitato culminò a Iena (14 ottobre) ed a Halberstadt, e sì nell'una come nell'altra battaglia si distinsero mol ti I tali ani. Fu decorato sul campo un Antonio Boggio, sergente d ella compagnia minatori, e fu promosso per merito di guerra Cossini, comandante del gemo (forse piemontese).
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Fiorelli e Giuseppe Lechi furon~ promossi generali di di visione ; Achille Fon tanelli e Teodoro Lechi furono promossi generali di brigata e ricompensati con la Corona ferrea; ricevettero alti gradi nell'ordine il generale Pino, l'Andreossi, il Bianchi d'Adda (l'ispettore del genio), il Peyri ed il Severoli. Ma rimanevano qua e là fortezze ancora presidiate da Prussiani che occorreva di prendere,· per permettere libera marcia al corpo imperiale sopra Berlino, e N apoleone co.. stituì all'uopo una divisione che potrebbe dirsi di investimento, che pose sotto il comando del milanese Teuliè e che fu composta quasi tutta di Italiani. In essa era la 2a compagnia zappatori dell'esercito italico, con 5 ufficiali e 123 gregari e pare vi fosse il tenente Giovanni Psalidi. Molti fur0no i comb~ttimenti sostenuti dalla divisione Teuliè a Veinebst, a Neugarten, al borgo di Stepnitz, a Charlottenhof e specialmente sotto la fortezza di Colberg; e gli zappatori ebbero da gittare ponti sotto il fuoco nemico, dare assalti con le scale, combattere alla baionetta. Ma si dovette lamentare in più occasioni dai dirigenti la mancanza di ufficiali tecnici, e rnpplivano, facendo i progetti d'attacco e curando i lavori, gli ufficiali delle fanterie e quelli dello stato maggiore addetti al comando. Fra i primi si segnalò Gaetano Araldi, già allievo della Scuo1a del genio e di artiglieria di Modena, espulso per insubordinazione al principio del 3° anno scolastico, che militava nel 2° reggimento leggiero; "ed egli - i:crive il Canevazzi (1) nella sua biografia - quantunque ufficiale di fanteria, veniva sempre applicato in lavori di fortificazione, per i quali profittevoli gli furono gli insegnamenti avuti alla Scuola ..... ,, . Allo stato maggiore della divisione italiana era addetto il capitano Carlo Bianchi d'Adda, richiamato temporanemente (i-) Op. cit., pag. 382.
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dalla Dalmazia ; si fece molto onore e fu citato all'ordine del giorno. Teuliè morì sotto Colberg (14 giugno 1807) ; il com ando della divisione italiana fu assu nto dal generale Severoli, e le operazioni d'assedio furono continuate dal Lorsson. I vi pure molti furono i combattimenti, ·e sono da ci t are in m odo speciale quelli attorno e nel forte di Wolksberg, un forte distaccato da Colberg, preso e perduto e ripreso p iù volte d agli Italiani da una parte e dai Prussiani dall'altra, ed ove lasciarono la vita moltissimi dei nostri ufficiali. I pochi zappatori vi furono continuamente impiegati, e si ricorda, nei documenti, che passarono lunghissimi periodi senza possibile riposo. Un assalto dei Prussiani fu respinto lanciando loro sul viso, con le pale, terra scit>lta presa dai parapetti. Anche Danzica era assediata (cadde poi in mano dei Francesi) ; gli I tali ani vi si affermarono, e, fra gli altri , fu premiato il capitano del genio Tarditi (dell'esercito piemontese). D opo la vittoria di Napoleone a Frediland e l'armistizio di Tilsit t (7 luglio 1807) che ne susseguì, Colberg fu occup ato dagli imperiali, ma era allo strém o di ogn i risorsa, e si riti ene che sarebbe presto caduta . Le schiere italiane il .10 luglio furono passate in nv1sta dal m aresciallo Brune, ed encomiate; però n on erano fin ite le loro azioni ed il 15 luglio si t rovavano già all'investimento di Stralsunda, alla des tr a d ella linea fran cese. P ino ne prese il comando ; del genio erasi r acimolato u ~' 'ffiagro battaglione (forse due compagnie, che non figurano sui ruoli della di visione Pino). La trincea fu aperta il 15 agos to, festa dell 'i mperatore ; il 20, con · rapidissima azione, furono impianta te le batterie di bombardamento, ed, essendosi sollevata la popo.lazione, il difensore (generale. Beyron) fu costre tto ad a rrendersi.
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E con ciò si chiuse la campagna, tanto onorevole per truppe italiche.
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le
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E opportuno
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di inserire ora alcune notizie sui lavori del genio militare italiano nelle piazze forti del regno, lavori che ebbero un notevole sviluppo negli .anni dal 1806 al 1812 ; e fu appunto nel 1806 che Napoleone raccomandò al vice--re Eugenio di destinare le migliori energie tecniche per curare il rafforzamento delle opere predette, mentre egli avrebbe attaccata risolutamente la Prussia nel suo stesso territorio, come fece, e come qui indietro si è esposto. · E ben vero che a Brescia, a Mantova, a Legnago, a Peschiera si lavorava fino dal 1802, ma vi erano state lunghe sospensioni in causa della guerra dell'Italia superiore e dell'Amtria; ed i lavori, ripresi nel 1806, si svilupparono insieme a quelli di Alessandria, di Palmanova, di Osoppo, di Ancona, nuove piazze acquisite al regno. La storia di questi lavori può desumersi in buona parte dai disegni datati, che esistono abbondanti nel Museo l:torico dell'arma del genio. Ad Alessandria (1) lo Chasseloup rafforzò la cittadella e vi aggiunse opere staccate, che furono poi abbattute nell'abbandono della piazza nel 1814. Fece costruire ancora molte opere staccate davanti alla cinta murata (opere Marengo, Dego, Montenotte, Lodi, Saorgio, Mondovì, ecc.) ed una testa di ponte 2 all'estremità destra del ponte sul Tanaro ( ). Direttore del
(1) v. Capo VIII 0 • (2) A proposito delle opere staccate davanti alla piazza di Alessandria e di quelle (di cui si dirà qui avanti) di Peschiera, costruite fra il 1806.ed il 1808,'
è bene rilevare che esse segnarono un progresso rispetto alle fortificazioni che si facevano in quei tempi presso. altre nazioni. Chasseloup e gli ingegneri
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genio era il colonnello Liedat, e non risult: quali ufficiali fossero addetti ai lavori, che erano certamente provenienti dal}' esercì to piemontese. Lo stesso si dica per Genova, ove si trovava nel 1806 il capitano ingegnere francese Brier, ed ove saranno stati impiegati ufficiali dell'antica repubblica. A Milano ·si erano fatte p oche sistem azioni al Castello; e si attendeva, specialmente, a costruzioni non di fortificazione. Le caserme erano state consegn a te ai comuni, i quali prov vedevano alla loro manu tenzione, meno la caserma delle guar;die, ed a Milano era in costruzione una grandios a caserma ,.. per 1 veliti reali nell'ex convento di S. Francesco. A Milano era coS: ti tui ta una direzione speciale del genio con direttore il colonnello Gerol a mo Rossi (fu suo il progetto della caserma precedente), e vi furono destinati, fra gli altri , i tenenti G erolamo Lorenzoni e P aleocapa. D a questa direzione dipendevano i lavori che si facevano al campo permanen te di Montichiari, alle fonderie di Pavia e di Crema, ed a quella grandiosa di Cajonvico (presso Brescia), che nel 1814 era pressochè terminata. A Brescia v'era una direzione che sopraintendeva anche alle piazze forti di Pizzighettone e di Rocca d 'Anfo ; risulta che vi furono applicati, .non contemporaneamente : il capi- ~ tano Giovanni Salimbeni, che poi andò a P eschiera ; il capitano T ognoli, che si vedrà ad O soppo ; il capitano Marieni ; il tenente Emilio Campilanzi ed il tenente Milani. Il tenente Colell a si distinse in lavori a Pizzighettone, ed il capitano Rollando a Rocca d'Anfo. A Peschiera fu rono rafforzate le fronti della cin ta ufficiali italiani che lo coadiuvavano e che prevenivano i suoi propositi (come risulta da documenti) furono innovatori arditi. Nel Museo del genio vi sono m:>lti disegni di piazze forti italiane con firma dello Chasseloup; e, fra essi, un primo progetto per la "pi azza di Alessandria.
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« veneta» e furono costrutte opere staccate; così : a levante della fortezza, il forte Mandella (1) e la lunetta attigua, progettate dal capitano Giovanni Salimbeni. "L'opera fu acremente criticata, per la sua posizione troppo staccata dal corpo principale della Piazza, da Napoleone 1°, quando la visitò, bruttandone il disegno con una striscia sprezzante di matita, e dichiarando contemporaneamente a quell 'atto, che con cento granatieri egli se ne sarebbe impossessato. Gradassata perdonabile al carattere impetuoso di quel genio di guerra, e che provocò per altro una risposta equivalente dal capitano Salimbeni: «Credo, Maestà, che con cento granatieri v'impadronireste del Forte M andella, purchè non fossi là io solo a difenderlo,, C2). Sullo stesso lato, il genio militare italo-franco costruiva il copri facci a o riyellino di terra , di fronte al bastione n. 1I , e la batt eria nell'isolotto del Mincio, sotto il ponte detto dei Voltoni. A ponente della fortezza furono costrutti pure in quell'epoca il rivellino di porta Brescia ed il forte Salvi C') con la s t1 ad.a coperta che li congiunge, opere progettate dal capitano Psalidi. Esse però non furono ultimate durante il primo Regno d'Italia, ma soltan to condotte a buon punto e le finiron o gli Austriaci, subito dopo il 1815 (').
(1) Dal nome di una casa colonica che vi preesisteva e fu demolita. 2 ( )
Da un manoscritto inedito esistente nell a biblioteca del museo . Esìsteva in quell'area una villeggiatu ra del Conte Salvi .di Venezia. (') Napoleone, quando nel 1805 vi~itò p~r la prima volta la piazza di Peschiera, s'avvide che bisognava fare entrare nelle difese le alture che la circondavano, e fino da allora diede ordini ai generali Marescot, Chasseloup e Bianchi d'Adda, che lo accompagnavano. Un primo progetto (che è nella raccolta del Museo) con la data del 1806 porta 4 lunette sull'altura di Mandella e 2 su quella di ~alvi, più un allarga~ mento del lago fino da vanti a porta Verona ed una lunetta ivi in un'isola; un secondo progetto del 1807 riduce a 2 le opere Mandella ed a 2 quelle · Salvi, e ~orta una lunetta davanti a porta Verona come il progetto prece8 ( )
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Oltre il Salimbeni e lo Psalidi, furono a Peschiera : MarieRi, Zanardini, Paleocapa e Chateauneuf. Quasi la totalità dei d isegni portano la firma di S. Orlandi, che all 'epoca napoleonica era « garde du génie » ; egli continuò a ·permanere ed disegnare a Peschiera anche per gli Austriaci, essendochè si trova la sua firma per anni ed anni successi vi, aumentando grado prima a luogotenente, poi a capitano. Fu per questa piazza che il generale Bianchi d 'Adda ideò un sistema di « mine d ifensive», d i cui si dir.à nel capo X0 (minatori); e, per i lavori, vi fu distaccata per parecchio tempo una compagnia di minatori (c'era nel 1806). A Mantova, oltre ai lavori di Pietole e Pradella cominciati · nel 1802 (eppoi interrotti), si fecero fortificazioni alla Ceresa. a S. Giorgio (lunetta) ed a Belfìore e, esteriormen te, a Borgoforte ed a Governolo. Si costruì la grande diga che ebbe, ed ha .ancora, il nome di diga Chasseloup. Molti furono gli ufficiali che ebbero campo di lavoro e lo si vide nel 1802 e nel 1803. Si sa che Sigismondo F errari vi fu nel 1806 ; Psalidi nel 1807 ed 08 una prima volta, e nel 1813 una seconda volta; G herardo Morano vi era nel 1809 e dietro suo progetto venne costrutto un forte, che si disse forte Morano; rimase a Manto va fino al 1813. E vi furono Zupellari, Antonio Araldi, Lorenzoni, ecc., che dividevano la loro attività fra Mantova e Legnago ed ,anche Verona. A Verona furono rafforzate le cinte scaligera e veneta e si lavorò al forte S. Felice. Vi furono addetti il tenente Vincenzi ed il capitano Marieni (1808), il quale si 'òppose alla demolizione di una torré di Castelvecchio, demolizione propugn ata per ricostrurre o restaurare l'arco dei Gavi.
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dente, . ed un fortino chiuso in un isolotto ar tificiale da ricavarsi nel lago a ·nord-oves t della città: e finalmente un progetto del 1808 segna le ·opere che effettivamente furono esegui te.
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A Legnago e Porto non si fece alcun lavoro importante. Nel J8I0.-11 era capo-piazza il Marieni. A Venezia si costruì il forte Marghera e si fecero opere nuove a T reporti, a S. Pietro, a S. Felice, ecc., fino a Brondolo.
Quasi tutti .gli ufficiali del genio degli ultimi corsi della scuola di Modena vennero invia ti a fare il loro tirocinio tecnico alla piazza di Venezia; così vi furono Pietro Stecchini, Gio. L odovico Campilanza, Paleocapa, Gaetano Parozzi, Carlo Sereni, Giovanni Milani, Gio. Batta. Pelloni, Geminiano Paletti, ecc .. Per Osoppo fu dallo C hasseloup fatto preparare un progetto grandioso, del quale si hanno i di~egni nel museo <1). Trattavasi di costrurre un recinto quadrangolare a fronti bastionate, racchiudente non solo l'odierno monte d'Osoppo (sul quale sorgeva l'antico castello dei Savorgnano), ma anche il vicino monte S . Rocc~, e tutto il vill aggio d' Osoppo, che doveva venire demolito e sostituito con un'estesa città di pianta rettangolare, con iarghe e regolari vie le quali facevano capo, o convergevano, verso una vasta piazza centrale. Questo nuovo forte d'Osoppo doveva poi essere congiunto al paese di Gemona per mezzo di un lungo trinceramento, che sbarrava la valle del Tagliamento ed interrompeva la strada che proveniva, e proviene, dalla Carnia e dalla valle del Ferro (o del Fella) (2). A tale gra~dioso progetto fu messo mano · e si cominciò il recinto bastionato di ~ t, che ancora sussiste e chiamasi cc campo trincerato >>, a piede del monte d'Osoppo. Intanto si eressero sul monte batterie e trinceramenti ~ ed anche ora, nella parte più elevata, è rimasto un ricordo di Napoleone. Per Osoppo la tradizione riporta un episodio che si avvi1 ( )
Il piano d'insieme è stato riprodotto dal SALARIS nel suo scritto:
Cenni storici sul forte di Osoppo, ecc. (Rivista militare it11liana, 191 1).
(2) Là descrizione particolareggiata del forte propcsto può leggHsi nel rapporto presentato da Be.auharnais a Napoleone 1° (v. BAi...DISSAHE . Assedio d'Osoppo nel 1848).
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cina a quello di M andella ; e cioè., avendo Napoleone detto che avrebbe preso O soppo con 2 compagnie di granatieri, l'i taliano T onioli o T ognoli, capitano del genio e direttore allora dei lavori rispose: « Non da V ostra Maestà, che è maestro di gu erra, ma da chiunque mi impegno di difenderlo a pagno tte». Furono alle fortificazioni di Osoppo : P a leocapa, Sigism on do F errari, Giov. Lodovico Campilanzi, ecc .. Nel 1806 v'era u na compagnia di minatori, comandata dal Marieni ; il 1° ottobre fu sostituito dal T ognoli sopradetto. A Palmanova furono approfonditi e spurgati i fossi ed aggiunte le opere esterne. Anche in questa piazza passarono moltissimi ufficiali d el genio dal 1806 al 1814, così : il predett o Marieni ; Antonio Araldi ; C ampilanzi ; Paleocapa e F errari che furono pure ad Osoppo ; Della Noce, Ferri, T abboni , L orenzoni (Gerol a mo), Vacani, ecc .. A M odena la direzione d elle opere e dei lavori tecnici era tenuta dal Caccianino, dire ttore della scuola ; m a vi erano applicati parecchi ufficiali ; così. nel 1804-1805, il Bassani, il Rougier ed il Tirelli, che era anche capo piazza; nel 1807 v'era il Carandini, capo piazza ; negli anni 1808 e 1809 Alessandro Con ti era sottodire ttore e fu anche capo piazza. Anche alla cittadella di F errara si fecero lavori di notevole importanza ; e dai. documenti d'archivio rilevasi ch e co,manda va il genio il capitano ing. Costantino Sicuro, il quale si rivolse a l Caccianino p erchè un giovane a lunno d ella scuola di Modena avesse fatto il disegno (progetto) di un p onte d a cos trurr e nella cittadella ; e, a vendo ricevuto il disegno, il S icuro scrisse poco d opo : " Solo vi prego di notificarmi il n ome del giovane per poterlo notare nel disegno medesi mo, onde procurare allo stesso il piacere di ritrovare una sua opera, n el caso che foise in qualche tempo qui destinato ,, . Promosso il Sicuro capo battaglione (sottodirettore delle fortificazioni) ebbe come aiuto il capitano ingegnere Rubbi. Nel 1805 fu demolita gran parte della ci ttadella di Fer-
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rara (perchè non servisse di base agli Austri aci, sempre m1,.. ·naccianti), con l'impiego delle mine. Lo studio fu fatto dal Caccianino e fu approvato dal Bianchi d 'Adda. Furono sca,.. vati nelle spalle dei bastioni 35 fornelli di mina e caricati con 38.728 libbre di poi vere. Una nota del Bianchi d'Adda dice quanto segue : "L'amplitudine del getto parabolico fu tale quale appunto si desiderava. Le terre si tennero raccolte entro il fosso, e lo colmarono abbastanza per rendervi rccessibili le breccie, le quali essendo ampie, e profondamente internate rendevano la Cittadella inservibile al nemico, nel caso ch'egli avesse voluto trincerarvisi, e valersene come di un buon posto di guerra. "Quest'era l'oggetto delle demolizioni che doveansi ese,.. guire in brevissimo spazio di tempo con assai scarsi mezzi, ed è perciò, che si è fatto uso di linee di minor resistenza assai più grandi del consueto, e di cariche soprabbondanti,,. Ad Ancona all'epoca italo,..fra.ncese fu costruita una mezza corona sul Cardeto e rafforzata la cinta del campo trincerato. Anche ad Ancona furono parecchi ufficiali del genio ; il Mozzi,.. nelli vi fu con una compagnia minatori ; ed ancora : Luigi Della Noce, Filippo Miotti, ecc .. *** Ed ora si può ritornare alla esposizione degli avvenimenti militari, che tennero impegnata in armi quasi tutta l'Eu,.. ropa fino al 1814, sfiorando gli avvenimenti che meno interes,.. sano la nostra arma ed indugiando sugli altri. Ed anche per questa esposizione si seguirà la suddivisione del testo per campagne, ordinandole come è detto qui i~ ap,.. Presso, e tenendo poi nella loro ·descrizione l'ordine cronologico dei fatti : Campagne di Spagna ( 1808,..1813) ; Campagna d'Austria (1809);
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Campagna di Russia ( f812) ; Campagna di G er mania ( 18 13) ; Campagna d'Illiria eppoi d ' Italia (1813-14); Scioglimento dell'esercito italico (1814).
Campagne di Spagna (/808-1813) . Volendo estendere il suo predominio sull'Europa, e porre sul trono d elle principali nazioni membri della sua famiglia, Napoleone, approfì t tando d ei dissensi che si manifestarono, a perti e vi olen ti , nel 1807, in lspagna, fra Carlo IV 0 ed il · figlio F erdinan do, provvide per mandarvi corpi di occupazione. Q uel p opolo, o rgoglioso e valoroso, potentemente aiutato dall'Inghilterra, oppose all'invasione straniera una ostinata resistenza, non tanto c on armate regolari quanto con centinaia di p iccole squadre volanti, o guerriglie, le quali sembra.vano in c erta guisa pu llul are d al suolo. In Ispagna l'astro di Napoleone cominciò ad impallidire (1) . Napoleone ordinò da Milano la formazione di una divisione italiana, cos tituendola specialmente cogli elementi della divisione Lecl~i, che era nel Napolitano (sciolta nell'o ttobre del 1807) e l'avviò verso la S p agna per via d i terra. Giu nta in Francia, essa fu aggiunta a riparti fr ancesi , e post a sotto al · comando del Duhesme ; e fu cos tituito così quel « corpo di,osservazione dei Pirenei i> che in principio pareva avesse missione concilia ti va fra i con tendenti legi ttimi predetti (Carlo e Ferdinando), ma che poi si manifestò presto com e corpo di occupazione della Catalogna. , D opo questo· corpo scesero successivamen te in Ispagna altri corpi francesi ; però, non avendo grossi riparti italici nel loro c omplesso, non saranno qui seguiti nelle loro gesta (2). (1)
O p. cit.. { ) Molti reparti specialmente di Piemontesi e d i T oscani - fecero pa.rte d ei corp i francesi; in essi le truppe del genio er ano fuse, può d irsi, comple~ 2
F JL OPANTI.
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La divisione Lechi fu la prima a scavalcare i Pirenei, ed il 13 gennaio 1808 si impadronì della cittadella di Barcellona, in parte con la sorpresa ed in parte con la forza (1). Nella divisione Lechi vi erano, aggiunti allo stato maggiore, gli ufficiali del genio : Grassi, Vincenzi e Guaragnoni ; ma, in principio della campagna, nessun riparto di truppa. I fatti più salienti di questo primo anno di guerra furono, dopo l'occupazion e di Barcellona : l'a~sedio di Saragozza, eroi~ camente difesa d a Pal afox ; il primo assedio di Gerona, tentato invano da Duhesme ; la sollev azione generale degli Spagnoli (novembre 1808) che posero assedio alle piazze occupate dai Francesi, fra cui la predetta Barcellona, ove aveva tenuto sempre contrastato presidio il L echi con la sua divisione. In una di ques te azioni il tenente Grassi fu ferito gravemente da un colpo di fucil e in una gamba "ed il suo fu il primo sangue italiano versato in terra Spagnola,, (2). Il generale Lechi dette il Grassi in nota al ministro della guerra " per i talenti dimostrati in tutta la campagna e per grave feri ta,,; e del tenente Vincenzi lo stesso Lechi scrisse " spiegò talenti degni dell'arma del ·genio, alla difesa di Barcellona ed alla presa di Mercadel ll.
tamente con quelle di Francia, con le quali divisero fatiche e glorie; e difficile riuscirebbe farne un quadro a parte. t'. da aggiungere ancora che, dalla parte di Spagna e da quella di Portogallo, vi furono parecchi g1uppi d i fuo rusci ti piemontesi, che, non potendo combattere i Francesi a fianco del loro Re, confinato in Sardegna, andarono a combatterli sulle rive del Tago e dell'Ebro, e compirono prodigi di valore; cosi la Spagna fu campo di lotta civile, e fu scuola di guerra per tutti, amici e nemici . (1) I particolari, interessantissimi si possono leggere nelle opere seguenti, che più diffusamente trattarono delle gesta dell'esercito italico in lspagna: VACANI. Storia delle campagne e degli assedi italiani in I spagna dal MDCCC VIII a MDCCCXIII, ecc. {vol. III con atlante). - T UROTTI. Op. cit .. - ZANOLI. O p. cit .. - LISSONI. Op. cit .. - DE LAUCIER. Op. cit.. 1 ( ) CANEVAZZI. Op. cit ..
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Per domare l'insurrezione scese in lspagna lo stesso imperatore con potenti rinforzi di truppe, e costituì nell 'occasione un'altra di visione di Italiani, provenienti quasi tutti dalle operazioni di Germania con tro Colberg e Stralsund_a , e della quale dette il comando al Pino. Risulta che aggiunt i allo stato maggiore di questa divi sione vi erano i seguenti ufficiali del genio: Vacani, Rougier, Giovanni Salìmbeni e Beffa; ed era vi addetta ancora una compagnia zappatori, comandata dal capitano Giuseppe Alfonso R onzelli . Ad essa appartenevano i tenenti Tirelli e Carandini, che promossi presto capitani in ebbero altra destinazione. Anche il Pino si portò a Barcellona per rintuzzare gli S pagnoli, che l'assediavano sempre, e si hanno sovente nelle storie parole di elogio per il comportamento dei « bravi zappatori del Ronzelli ». Fu celebre il secondo assedio di Saragozza in tra preso dai Francesi sul finire del 1808 e continuato con inaudita violenza per tutti i primi mesi del 1809; essi vi portarono fino ad 8 compagnie di zappatori e 3 di minatori, tutti comandati dal L annes, ma p a re che non vi fossero zappatori italiani. La ci ttà si arrese il 20 febbra io. D ei nostri ufficiali, che agivano un po' qua ed un p o' là, . si sa che : Rougier, promosso capitano in poco dopo essere gi unto in lspagna, passò nello stato ma ggiore del generaleT Mazzucchelli e partecipò valorosamente alle azioni di Roxas, di Pla, di S. Quinto, di Pobla, di Molinos de Rey, di Valls, di Taraxa, ecc. ; e che Beffa tanto si distinse nella presa del forte Bottone presso Rosas, che fu nel decembre · 1808 promosso capitano in per merito e nominato membro della Legione di onore "essendochè egli, essendo caduti al suo fianco gli uffici ali d'artiglieria, prese il comando di una batteria e la sai vò d a un a irruzione degli Spagnoli ,, . Nel 1809 si accentuò vieppiù la guerriglia. L e di visioni
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Lechi e Pino, furono riunì te .al corpo comandato dal Gou vionSain t-C yr, e si tennero quasi costantemente in Catalogna. L'episodio più importante dell'anno, per guanto riguarda gli I tali ani, fu l'assedio di Gerona i1 quale durò dal maggio fino al 1O decembre 1809 e che dette luogo a . varii episodi pel fatto che gli Spagnoli dal di fuori (e specialmente dalla vicina località fortificata di Hostralrich) cercarono sempre di disturbare gli assedianti, e questi furono èostretti spessissimo a difendersi, ad abbandonare, talvolta, le trincee e le batterie d'assedio ed a scendere a lotte campali, anche lontano dalla piazza. Limitando i ricordi ali' arma del genio {talico, se ne ha uno fin dalle prime operazioni dell'investimento, in maggio; e cioè l'occupazione del villaggio di S~nt'Eugenia, assicurata dai lavori fatti dagli zappatori del capitano Ronzelli, d~retti dal capitano Vincenzi. Lo stesso Vincenzi trovossi poco dopo impegnato all'assedio del forte Montjoui (un annesso di Gèrona) "terribile assedio e sfortunato e che durò due mesi e mezzo ,,. Il gener'ale Verdier (il comandante superiore dell'assedio stesso) partecipò al ministro della guerra che " quella del forte Montjoui fu l'operazione più pericolosa da quindici anni non stata eseguita,,. All'assalto delle brecce si trovò col Vincenzi ancora il Grassi, che rimase di nuovo ferito (lo era stato già a Barcellona), e fu poco dopo promosso tenente in Ja e decorato della Corona ferrea. Nel settembre . furono tenta ti parecchi assalti a bastioni ed a ridotte ed a sobborghi fortificati, al fine di restringere vieppiù le linee di blocco ; e si ebbero ogni volta episodi importanti. Così : il Vacani contribuì efficacemente alle vittoriose operazioni in torno alle al ture degli Angeli ed all'attacco del sobborgo della Marina; il capitano Rougier si distinse col" prov. vedere a costruzioni che molto agevolarono l'azione ,, ; il capitano Vincenzi (di nuovo) prese il comando degli zappatori e, assecondato _da una compagnia di veliti ed una di granatieri
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guidati dal colonnello Foresti, si slanciò all'assalto di una brecci a ; Fores ti cadde riverso mortalmente feri to ed il Vincenzi fu colpito da una bomba che gli fracassò un a gamba, per cui dovette res tare a lungo in un ospedale e p os~ia rientrare in I tali a . Fu finalmen te il Beffa che, impadronendosi con eroica sorpresa del ridotto d ella città, condusse alla caduta di Gerona. L ' ass al to, infatti, d el ridotto fu, a detta del Pino, uno d~i fatti più salienti e più deci sivi ; i cannoni eri furono diretti dal Beffa (lo si vide altre volte agire d a artigliere), il quale, "dopo atti di estremo coraggio,, e " dopo immensi pericoli sotto una pioggia di granate, spaccò la porta del ridotto -con un petardo, e si precipitò nel forte, che divenne la tomba d e i nemici ... ,, così il Pino, che, più avanti , aggiunse ... " anche il capitano Rougier ha ottimamen te dirette le operazioni d ella sua arma,,. D opo la ca dut a di G e rona, Vacani (il comandante del genio dei reparti italiani) fu promosso capitano ed insignito della Corona ferrea . L'a nno 18 10 fu meno importante per avven imen ti che interessassero specialmente gli I tali ani ; m entre p erò, come è noto, continuavano per tutta la Spagna lotte accanite che tene~ vano impegnato il fì ore delle truppe francesi coi migliori generali . L e d i visioni già comandate da L echi e da Pino si erano logora te a B arcellona ed a Geron a ; i generali L echi e Pino erano rientrati in I tali a, quest'ultimo per organizzare soccorsi, ed in Catalog n a il comando fu assunto da Mazzuchelli. Egli ebbe ordine d a Augereau (succeduto a Saint-Cyr nel comando generale) di in ves tire Hostalri ch, ed i vi ; i ebbero nuove azioni di valore d ei nostri ufficiali e soldati. A proposito di questa fortezza scrive così il Vacani (1) : " Essa fa bar!i'era ad una s t rada che d alla Francia condu ce a Barcellona.... il generale
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annesso all'o pera d el
VACANI.
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Mazzuchelli in vestì il forte nel gennaio 181 O; aprì una strada laterale, eresse un ponte sul torrente S. Coloma, costruì ri~ dotti sulla line_a e tra verse -nella città, prese e minò la torre del sobborgo, e cominciò un bombardamento. ·Ma il generale O~Donell, promovendo una guerra attiva in Catalogna, ne distrasse le forze; e fu soltanto nell'apri le che l'intera divisione Severoli (1), incaricandosi del blocc0, rese vano ogni tentativo di soccorso e respinse l'attacco del 3 maggio al Monteverde; d.opo di che il presidio tentò evadere, ma fu raggiunto, cadde in gran parte prigioniero e il forte rimase agli Italiani (13 maggio),,. Vi furono, anche colà, episodi importanti. Fin dall'investi~ mento ... " i capitani del genio Vacani e Ronzelli con Alietto (tenente) degli zappatori, fecero sbarrare immantinenti ogni sbocco di via ; e furono . allora feriti 9 zappatori ed alcuni minatori, che lavoravano ad un fornepo di mina. che -doveva far saltare la torre ,, (2) . Il presidio della torre si arrese, ma non i,I forte, come già si è accennato. A Monteverde il Severoli aveva fatto erigere, per suggerimento del Vacani, un grande contrafforte di sbarramento ; e "vi collocò a difesa i capitani Rougier e Guaragnoni, che in più sortite dovettero affrontare coraggiosamente i ne#mici superiori di numero ,, (3). Anche Beffa si fece molto onore e fu decorato con la Corona ferrea. Il rimanente dell'anno passò in marce e con t romarce dai Pirenei a Barcellona per proteggere convogli che vi andavano dalla Francia ; in fazioni brillanti, ma inconcludenti ; in la~ vori per gittamento di ponti, ristauri di strade e simili. Nel
- - --1 ( )
Si era poco prima cos tituita con ri nforzi venu ti dall'Italia; Severoli -era reduce dalla campagna del Friuli. (2) ZANOLI. Op . c{t .. (3) CANEVAZZI. Op. cit.. 31
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novembre giunsero rinforzi dall'Italia col generale Pino, che riprese il comando, e Severoli e Mazzuchelli rientrarono. Nel 1811 il nostro corpo si affermò n ella storia, speci al.:.. mente per l'assedio di Tarragona. Esso è riassunto così dal Vacani nella ta v. XI I Ia. della sua opera " .... il maresciallo Suchet accorse nel 1811 dalle rive dell'Ebro ad as$ediarla si tosto che gli Spagnoli furonvi distratti dall'acquist o di F igueras; la investì a 4 di maggio con più corpi francesi e cogli Italiani, comandati dal generale Palombini ; assediò e prese d 'assalto il forte Olivo (1); fece sviluppare dal generale Rogni at (2) il grande attacco nella pianura, e, sott o ai fuochi più micidiali,. Ei stabilì per le brecci e in tutte le opere inferiori ; allon tanò gli Inglesi dalla spiaggia , e prese finalmente la citt à d 'assalto il 28 giugno. La guarnigione di 8000 uomini , incalzata nelle contrade, tentò ancora di difendersi.... ma affron tata d agli Italiani della divisione Peyri .... depose le armi alle fald e di Loreto .... ,, (altura a nord-est della città). All'assalto d el for t e Oli vo (30 maggio) si distinsero Vacani e Guaragnoni e gli zappatori col Ronzelli. A proposito del Vacani il Peyri nel suo rapporto al ministro della guerra a Milano scrisse : ~,, .... r endo cont o del capitano Vacani del corpo rea le del genio, che in quella giornata si è particolarmente distin to in zelo, coraggio ed intelligenza. Approfìttando di un acquedotto alla testa degli zappatori italiani, ha rovesciata la palizzata dell'inimico ed è penetrato nella loro ridotta. Questo eccellente ~ffìziale, apprezzato da tutti i su~"-generali, m erita un avanzamento, ed io lo propongo a V. E. affine di vieppiù incoraggiare ed utilizzar e i suoi talenti a pro dello S t ato .... ,, • Fu propost~ per la Legione d'onore, ma ebbe invece di .kuo vo la Corona ferrea. (1) Staccato dalla città e posto su d i un 'al tu r ~.
(9) Comandante generale d e} genio.
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Col Vacani si slanciarono all'assalto, come capi di due colonne, i sergenti · Gandolfì e Grattaroli, ed il primo fu ferito; il caporale _D el Prato ed i zappa-tori De Paoli e Ba·cchelli, che meritarono, tutti, il maggiore encomio ; Gandolfì e De Paoli furono anche proposti per la Corona ferrea. Appena caduto il forte, Vacani e Guaragnoni, predetti, si adoperarono rapidamente per cambiare nel corso della notte {con 1000 lavoratori raccolti fra tutte . le armi) le fronti d'azione ; e al mattino, gli Spagnoli, quando tentarono di riprendere_l'opera, trovarono chiu se tutte le vie ; anzi Guaragnoni e Ronzelli, coi lavoratori e zappatori, fecero una sortita che ebbe esito felicissimo. Il Ronzelli ed il Guaragnoni ebbero in tale occasione la Corona ferrea per merito di guerra. Il comando dell'artiglieria al forte Olivo fu dato al capitano Beffa. Dopo la caduta dell'Olivo, fu procéduto all'attacco del forte Principe, congiungente la cinta col mare, e la storia ci conservò i nomi di Salimbeni e di Beffa. Nella notte dal 16 al 17 giugno ebbe luogo l'azione ; il capitano Salimbeni sostituiva nel comando l'uffìziale del genio francese che dirigeva i lavori per stabilirsi colà, e, mentre incoraggiava gli zappatori, venne ferito da un colpo di fucile, e cadde fra le braccia del capitano Ronzelli ; trasportato all'ospedale di Crenoge, vi moriva il 22 giugno. Il maresciallo Suchet, nelle sue Memorie, onorò, come bene lo meritava, questo prode, esprimendosi nei seguenti termini : " Interessante uffìziale, avido di seguire le t racce del padre, distinto generale del genio, era recentemente giunto dall' Italia, per imparare l'arte degli assedi .... >>. In q~Ìmto al Beffa « rimasto solo al comando delle artiglierie» - prestava ancora servizio in quest'arma· - "perchè gli erano spirati ai fianchi i colleghi, e sottrattosi dalle rovine che lo aveva_no investito, si adoperò con attività grandissima, coraggio ed intelligenza, cosicchè in due ore soltanto di vi-
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vissimo fuoco, con opera efficacissima, riuscì ad apn rs1 una larga breccia, per cui fu possibile l'assalto immediato del sob,.. borgo e l'acquisto completo del forte ... » così il CANEVAZZI (1); il TuROTTI (2) scrive che quest'azione del . Beffa decise l' assalto immediato di Tar.ragona (che avvenne il 28), rese facile l' acquisto della lunetta del Re e dello stesso forte Reale, attiguo (3) . All'assalto della città il capitano V acani fu il primo a penetrarvi ed· ebbe la decorazione della Legione d'onore. Dopo presa Tarragona, l'armata di $uchet s'avviò alla conquista di Valenza ; ma trovò lungo strada la. fortezza di Sagunto, che tentò inutilmente di prendere d'assalto, e che dovette invece regolarmente assediare: La guarnigione si arrese il giorno 11 ottobre del 1811 ; e nelle azioni varie si leggono spesso i nomi del Vacani e del Guaragnoni. . L'anno successivo (1812) l'attività italian a si con cent rò e rifulse all'assedio di Valenza, all'espugnazione di Peniscola, ed alle difese di Bilbao e di Castro. A proposito di Valenza così scrisse il VACANI (sull a t a v. Via .d ella sua opera) " .... fu investita (da Suchet) subito dopo l'assedio e la battaglia di Sagunto ; egli forzò il passaggio del · Guadalquivir con più divisioni francesi ed italiane, a vviluppando nel campo trincerato un esercito di 20 000 sp agnoli, comandati daf gener.a lé Blake; aprì la trinc ea in due punti, entrò nel campo trincerato (grande recinto di Valenza) il 6 gennaio 1812, in tra prese un violentissimo bombardamento, occupò i sobborghi, armò batterie .... ed obbligò così l' armata ed il popolo ad arrendersi il dì 10 di ~ènnaio. ... Le di visioni italiane dei generali Severoli e Palombini ebbero una parte assai distinta in questa azione clamorosa dell'armata fr ancese d'Aragona .... ,,. ~ (1) O p . cit., pag. 411. (2) Op. cit., vol. 111°, pag. 248. (S) v . anche
VACANl.
Op. ·cit ..
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In detta azione, rapida, si incontrano (per quanto ci in~ teressa) di riuovo i nomi del Vacani e del Guaragnoni, e questi fu promosso capitano ; di più quello di Giovanni Psalidi, arri~ vato di recente alla divisione Severoli, e rimasto ferito; per la sua audacia e valorosa condotta fu promosso capitano e · poco dopo, decorato con la Corona ferrea. Successivamente la di visione Severoli fu in via ta all'in ve~ stimento di Peniscola, e si valse dei predetti capitani Vacani e Guaragnoni, che fecero costrurre batterie e piazzare pezzi ; col che si iniziò il bombardamento. La piazza si arrese il 4 febbraio, dopo 8 giorni dall'investimento. Scrive il CANEVAZZI: "La vittoria si dovette a tre dei più insigni allievi della Scuola (del genio e dell'artiglieria di Modena): all'Arese (d'artiglieria), al Vacani ed al Guaragnoni ,, . Il Vacani ottenne la promozione a capitano in Ja. Ma frattanto, le sorti dei Francesi in lspagna andavano peggiorando; gli Spagnoli, cogli Inglesi, avevano ·spesso pre~ dominio sui Franco~italiani, disseminati per tutto il regno e pochi di numero, perchè molti corpi erano chiamati in Russia, in Germania, nell'Illiria. Ed allora furono frequenti le difese delle piazze, invece . degli assedi ; e basta ricordare, per il nostro compito, quelle di Bilbao e di Castro durate fino al 1813 e quella del castello di Monzon. Per Castro così scrisse il generale Foix: '' i lavori d'assedio non che le principali idee della direzione che hanno prodotto i miglio;if.risultati, furono fatti e stabiliti dal bravo signor ca~ pitano del genio i tali ano Va cani, perfettamente seconda to dal~ l'altro capitano del genio Guaragnoni. Gli zappatori italiani (comanda ti sèmpre dal Ronzelli) formati dalla esperienza de~ gli assedi di Catalogna, si mostrarono non meno abili, che intrepidi ..... .,. Poco dopo il Vacani fu promosso capo battaglione.
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Per quanto ha riguardo la difesa del castello di Monzon, opera speciale di un minatore italiano, si vegga il capo Xo. Nel d ecemb re d el 1813 Severoli lasciò la Spagna con la sua division e italica, e pochi furono quelli fr a i primi andati vi che ne ritornarono. Nel corso di 6 anni, durante i quali gli I tali ani combatterono laggiù, vi fu rono spediti dal regno, in totale, e delle diverse armi : 30.183 uomini, ed essendone ritorna ti 8.958, la perdita fu di 22.225 uomm1.
*** Campagna d'Austria (1809). D opo la pace di Tilsitt, vi fu un breve periodo d i tregua nell'Europa centrale, e sol am ente i Francesi (ed Italici) erano in armi in l spagna e sulle rive dell'Adriatico. Però all'alba dell ' l 1 aprile un parlamentario austriaco consegn ava agli avamposti francesi all' Isonzo la dichiarazione "che l'eserci to aveva ordine d'avanz are e di t rattare come nemici tutti quelli ch e farebbero resistenza .... ,, e mezz 'ora dopo questo annu nzio i posti francesi furono attaccati. L'esercito italico non fu colto alla sprovv ista, d acchè erano in pronto 3 divisioni attive, comandate da F ontanelli, Severoli e T eodoro L echi, oltre un cc corpo dist accato » ed uno di « r iserva » comandato dal Fiorella. La divisione F ontanelli fu destinata ad agire nel Ti rolo; contava 6300 uomini , 600 cavalli ed 8 pezzi di artiglierie; del genio v.'era il tenente Gandolfì addetto allo stato m aggio re, ed una compagnia zappatori comandata dal tenente C olella. La divisione Severol i fu inviata n el Friuli ; e contava 9000 uomini, 700 cavalli ed 8 pe~i d'artiglie ria. Allo stato m aggiore furono addetti il capitano Marieni, il tenente Belcredi e forse Ferrari; più tardi (l'anno dopo) vi fu ancora il Ghezzi, che si trovò a Raab e prese parte all'assedio di que lla piazza.
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La divisione Lechi (guardia reale) e la divisione di riserva non ebbero nè ufficiali nè riparti del genio. La campagna si svolse prima in, Italia, condotta dal vicerè (Sacile, 16 aprile ; Piave, 8 e 9 maggio ; Isonzo, poi Tarvis, I6 e 1,7 maggio) ; passò di là dalle Alpi, condotta dallo stesso Napoleone (battaglia alla Raab 15 giugno ed a W agram 6 luglio 1809), e si chiuse con la pace di Vienna. Nulla di speciale per quanto riguarda la nostra arma ; è noto che furono costrutti dai pont ieri francesi grandiosi ponti sul Danubio all'isola di Lobau e vi concorsero anche i nostri. Anzi il colonnello del genio Label chiese pel Marieni la decorazione della Legione d'onore, che un equivoco fece deferire ad altro militare; e "non fu questo il primo caso, scrive il LoMBROSO <1), e non sarà l'ultimo, che il caso, il favore od altra ragione influiscano nell'ingiusto scomparto delle promozioni e delle ricompense ,,.
*"'... * Campagna di Russia (1812). Non isgomento delle gravi difficoltà che aveva alle mani, Napoleone andava audacemente in traccia di altre più formidabili ancora. Col sistema del blocco continentale, all'intento di rovinare l'Inghilterra, rovinò il commercio europeo. Per punire la Russia, che ricusava di partecipare alla lega del blocco, le dichiarò guerra. Ciò fu cagione che un esercito, chiamato col fastoso titolo di <eGrande Armata ll, composto di 400.000 soldati, tra Francesi, Italiani, Polacchi, ed ancora Tedeschi della Confederazione del Reno da lui creata, passasse, il 23 giugno 1812 il Niemen, fiume della Polonia, che era stato fissato quale confine fra l' impero francese e l'impero russo, nel trattato di Tilsitt, in seguito alla battaglia di Friedland (2). (1) (2)
militare (Biografia Marien_i Ìn parte II•, pag. 574). Storia di un secolo, dal 1789 ai nostri giorni. ,
LOMBROSO. Galleria FILOPANTI.
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L'Italia, direttamente ed indirettamente, dipendeva tutta da Napoleone, meno le isole di Sardegna e di Sicilia. La Lombardi a, la Venezia col Trentino, la Romagna, l'Umbri a e le Marche costituivano il Regno d'Italia col Beauharnais vicerè ; il regno di Napoli aveva come sovrano Murat, cognato di Napoleone; il Piemonte, la Liguria, Parma e Piacenza, la Toscana (1) e Roma erano annesse alla Francia. L'esercito del regno d'Italia comprendeva 6 divi sioni, delle quali 2 occupa te ancora nelle guerre di Spagna e 4 riparti te nelle di verse guarnigioni della Dalmazia, dell' I tali~ e lungo le frontiere. Dall'elenco dei corpi dell'esercito italico (2) si ricava che vi era un «Corpo di zappatori del genio» costituito di 1400 uomini, con 265 cavalli, più 2 compagnie di zappatori-pontieri (che erano in organico nell'esercito), una a Milano ed una .a Venezia (per l'arsenale) di 168 uomini in tutto. Comandante supremo delle forze di terra e di mare del regno d'Italia era il vicerè Eugenio, che aveva per minisJro della guerra il generale di divisione Achille Fontanelli, salito al potere il 30 agosto 1811. L'esercito nap~litano comprendeva: fanteria, cavalleria ed artiglieri a, di guardia reale e di truppe d' ordinanza; genio; marina. Del genio v'erano : 7 compagnie di zappatori ; 11 di minatori ; 1 di guardie. Gli ordinamenti mili tari delle regioni d'Italia annesse all'impero erano quelli francesi, ed i cittadini servivano nei corpi dell'esercì to imperi aie. Alcuni reggi men ti dell'esercito Afrancese erano c-o mposti esclusivamente di Italiani ; così, (1) La Toscana, fin dal 1809, era eretta in granducato sotto la coron a di Elisa Marianna Baciocchi (sorella d i Napoleone) ; ma, in effetti, non era che una provincia francese. (2) V. in Memorie storiche m il itari, pubblicate per cura del Comando del Corpo di Stato Maggiore, fascicolo IV0 del 18 I 2 : Gli Italiani in Russia nel 1812 del capitano GIROLAMO CA.PPELLO.
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soli Piemontesi formavano il celebre 111° di fanteria di linea, l') 1° ed il 31° di fanteri a leggiera, il 21° dragoni, il 26° cacciatori a cavallo; di soli T oscani erano cos tituiti il 137° di fan teria ed il 28° dragoni ; numerosi Romani erano nel 137° di linea, e, coi Romani, v'eran o Liguri e Parmensi nei reggimenti 32° e 35° di fanteria leggiera. I soldati d'artiglieria e del genio (specialmente piemontesi) erano in tutti i corpi d' armat a, é: se ne hanno conferme indirette negli allegati N.0 36 e N,0 39 allo studio del CAPPELLO (1), ed ove sono indicati quà e là zappatori del genio, pontonieri, guastatori ecc .. Napoleone, apparecchiandosi alla guerra di Russia, ordinò al Fon tanelli di riunire un corpo di I tali ani di 25 .000 uomini e 7700 cavalli, con un par-co di 58 cannoni, 391 cassoni del treno per munizioni ed utensili e 702 carriaggi per trasporti. Tali milizie furono passate in rivista il 18 febbraio a Milano dal vicerè, che n e dette il comando al generale Pino, qui tante volte nominato (generale di divisione e primo capitano della guardia reale) . Questo corpo riuscì così costituito : a) ,u na di visione di fanteria (che di venne 15a ; rimase al comando diretto di Pino, che comanda va anche gli altri riparti quando si univano alla divisione); b) una divisione della guardia reale (comandata da Teodoro Lechi) ; e) una brigat a di cavalleria leggiera (generale Villata); d) un reggimento dragoni Regina (colonnello Narboni) ; e) un grande parco (d'artiglieria, genio e treno, con due battaglioni per i trasporti) ; f) zappatori ed operai della manna (specialmente pel servizio dei ponti) (2 ). {1) Memorie Storiche, ecc.. Op. cit .. (') In un rapporto del generale Lechi al Minist10 della Guerra del 1° agosto 1812 a proposito degli operai di marina è detto: t< da un mese a questa.
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Il corpo italico fu unito a 2 divi.s ioni francesi che erano di stanza in Italia e ad altri riparti che erano scaglionati qu a e là, e cos ti tuirono tutti insieme il IV0 corpo d'esercito, di cui prese il comando il vicerè in persona, lasciando al F ontanelli il com ando dei riparti ch e rimasero in Italia. Per quanto riguarda l'arma del genio, risulta che allo stato maggiore della divisione Pino erano addetti : il colonnello Zanardini; il capobattaglione Marieni ; i capitani Beltrami, B assani e Belcredi (1 ) : i t enenti Araldi e Cavedoni; più tardi, a campagna iniziata, vi andò il capobattaglione Del R e. Alle. truppe vi era un compagnia zappatori (la 6a), comandata nei primi tempi d a l capitano Bellani, poi dal capitano Giu seppe T raversani, disperso durante la campagna. Allo stato m aggiore della di visione di guardi a reale era addetto il capitano Tito Rougier. Al gran parco (comandato dal maggiore Giovanni Vives) era aggregata una compagnia di zappatori col tenente, poi capitano, L iberati ; più, due compagnie di p ontieri (che facevano parte dell'artiglieria), sotto gli ordini d ei capitani Pirra e Bonifa:x, ed un d istaccamento operai col capitano del genio Ferrari. Finalmente il parco del genio era comandato dal capobat taglione Rollando, e vi era addetta una compagnia di treno del genio, comandata dal tenente L uigi Morbioni. Nei mesi di aprile e di agosto furono inviati altri 2397 uomini all'esercito italico, cosicchè il totale della divisione P ino fu di 27.397 uomini. ' -"part:ia compagnia dei marinai h a reso i maggiori servizi all'armata, sia nel costruire ponti, si a per trasportare (s'intende con battelli) truppe da una parte all'altra d ei fiumi Niemen, Vilia, Ulla e Dwina ». Loro comandante era il T empiè, che ebbe lodi da Napoleone specialmente per la traversata della Dwina, compiut a sotto il fuoco n emico. (1) In una s ituazione della divisione Pino del marzo 181 2 il Belcredi è ind icato come « comandan te del genio ».
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Probabilmente coi rinforzi si mandarono anche altre truppe del genio, oltre quelle qui precedentemente indicate, essendochè in una situazione di fer iti, morti e dispersi ·in Russia nell'anno di cui tratt asi, e fìrmata dal capobattaglione Tonioli , appaiono 4,a e 6a). indica te tre compagnie di zappatori Napoleone volle ancora che il regno di Napoli mandasse un contingente speciale, ma di forza limitata (circa 10.000 uomini) per non indebolire l'esercito reale napolitano, · che doveva provvedere alle continue minacce dei Borboni, rifugiati in Sicilia, e degli Inglesi; anzi questo contingente, prima che arrivasse in Russia, fu diminuito ed alcuni riparti furono rimandati a Napoli, per le ragioni sopradette. L'eserci to mobili tato fu comandato dal d'Estrées, ed aveva per capo di stato maggiore 'Florestano Pepe. Pare che non vi fossero truppe del
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gemo.
Il re Mura t, in Russia, ebbe il comando della cavalleria della Grande Armata. Occorre, finalmente, ricordare, che dopo la pace di Tilsitt (1807) e lo strasci co di assedi delle piazze di Colbert, di Stralsunda ecc., molte piazze prussiane erano ri maste con guarnigioni francesi ed italiane e che vi si fecero lavori impor tanti di rafforzamento ; ma di ciò si farà cenno nella campagna di Prussia del 1813. Il IV0 corpo si diresse verso la Russia pel Tirolo e la Baviera; giunse a Soldau il 6 giugno, a Ra ttemburg il 22, a Kalwary il 29; e, dopo essere rimasto in osservazione dietro il Nie~ en, lo passò il 1° luglio a Pilony : e qui vi, può dirsi, cominciò la campagna. La divisione Pino e la guardia reale operarono spesso insieme, tal volta separate, ma non fecero mai parte del grosso dell'armata, per gelosie fra comandanti francesi ed italiani. Si segnalarono gli Italiani ad Ostrowno il 24 luglio, (ove "i nostri cannonieri si coprirono di gloria ,,), a Viliz il 9 agosto, . ecc .. Il 21 agosto Napoleone, prima di procedere su Mosca,
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ispezionò le truppe d'Italia e fu tanto soddisfatto del loro contegno militare, che appuntò di sua mano sul petto "di coloro fra i nostri che si erano più distinti negli ultimi fatti d 'arme, le insegne cavalleresche della Corona di ferro,, (1 ). Del genio fu decorato il capitano Belcredi. La Grande Armata entrò a Mosca il 7 se ttembre, d opo la battaglia della Moscova ; gli Italiani vi giunsero il 15 settembre. E troppo nota quale fu la tattica dei Russi nella campagna celebre e fun esta per le armi francesi ; essi si ritirarono sempre, accettando battaglie (e mai a fondo) solamente quando si presentavano occasioni e posizioni presumibilmente favor evoli. Così attirarono l'esercito francese verso il centro dello sterminato impero, in stagione sfavorevole, con allungamento s traordinario delle linee di comunicazione con la base d'operazione ; ed ebbero l'eroica costanza di distruggere tutto quello che dovevano abbandonare, e di abbruciare le città stesse ed i villaggi, perchè venissero meno ai Francesi le risorse d'ogni specie. L'incendio di Mosca arrestò Napoleone, che dovette pensare alla ritirata, e fu un disastro; perchè si compì nei mesi più freddi, e coi Cosacchi alle calcagna. Gloriosi per gli I t a li ani furono i combattimenti di Malo~ laroslawetz (24 ottobre), di Smolensk (2°) del 26 ottobre, di Viasma 2 novembre (ove il ·sergente degli zappatori Ratta fece prigioniero il generale russo Sweczin), di Doroghoboni (6 no vembre). Il passaggio del Wop fu forse più fun esto, per l'esercito italiano, di quello della Beresina. Il ponte era stato rotto dall 'innalzarsi, delle acque, n è vi }i tempo di rip~rarl o, ad on ta degli sforzi del colonnello Zanardini (2), perchè l'orda dei fuggiaschi, incalzati dai Cosacchi, l'invase; e quando i primi giunsero al punto di rottura, 1 ( )
D E LAU CI ER. Gli Italiani in Russia. C osì scri ve il ZANOLI contemporaneo (op. cit.). Il CAPPELLO {Memorie storico-m ilitari ecc.) dice che il ponte era incompiuto, perchè gli zappatori ed 2
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sospinti d ai terrorizzati susseguenti, furono gitt ati in acqua. Ed il disastroso avvenimento ebbe seguito per lungo tempo, fìnchè il generale Pino, alla testa della sua mir abile di visione, decise il passaggio a guado, e - dato il grido : " Si salvi l' armata, seguitemi,, - si lanciò nell'acqua. I soldati al rullo dei tamburi preceduti dalle aquile, sormontanti il tricolore italico, si precipitarono nel fiume, vi si immersero fino alle spalle, e. lottando contro i ghiacci e la corrente, procedettero all'altra sponda; ma molti furono travolti dalle acque impetuose e gelide ; altri vi ricaddero non potendo aver presa sulla sponda d'arri vo ripida e sdrucciolevole; moltissimi, pur essendo giunti a salvamento, ebbero a passare poi· orribile notte accampati sulla neve, senza vitto, mal vestiti. L a mortalità si manifestò presto diffusissima ; ed i Cosacchi fac evano il resto, sciabo.. lando senza compassione chi restava indietro e chi si sb andava. In quanto ai cannoni il TuRLOTTI (1) scrive che : " mal.... grado gli inauditi sforzi del colonnello Nilla e del capitano degli zappatori Ferrari, non fu possibile trasportarli sulla riva opposta, e fu mestieri di abbandonare ogni cosa alla voracità dei russi,,. Ed il LAUCIER (2) aggiunge: "L'intrepido, instancabile Milio, .... H colonnnello del genio Zanardelli, i capitani Bellani; L iberati, Ferrari davano essi primi ai cannonieri e zappa tori l'esempio, restando nell'acqua, aiutando con la mano e con la voce.... ,,. D opo il Wop , i marinai e gli zappatori italiani furono impiegati di frequente nel riattamento dei ponti e si distinsero sempre per attività, per disciplina, per abnegazione.
i marinai, co mandati tu tti dal generale del genio Poitevin, avevano sospeso il lavoro d i no tte, con intenzione di r iprenderlo all'alba. (1-) Op. ci t. (voi. III0 , pag. 662). Egli scrive « Ferrario », ma è errore· (v. anche Sigismondo Ferrari, indice alfabetico). (2) Op. cit.. (IV0 pag. 61 e segi.tenti).
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Il passaggio della Beresina avvenne a Studizianka 0 Studianka il 27 ed il 28 novembre, su due ponti ; uno p er le fanterie(?) (costrutto dal generale Aubry) ed uno di cavalletti, per tutte le altre truppe e carri, costrutto dall'Eblè. A questo ultimo fur ono occupati gli Italiani, e gli ufficiali che più si distinsero furono : il colonnello Zanardini, i capi battaglione Bernardi e Marieni, il capitano Beltrami, i tenenti Arald i e Cavedoni, ed il capitano degli zappatori Liberati, nonchè l'elbano ser gente Caselli. " Essi ebbero a superare . incredibili difficoltà lottando contro il ghiaccio, e difettando di mezzi per gittare un ponte lungo 800 tese (1500 m. circa). Pure la loro costanza la vinse; ma anche questi prodi quasi tutti ebbero poi poco dopo a p erire ; cioè il colonnello Z anardini , il capobattaglione Marieni (morto di tifo in Prussia, n el ritorno), i capitani D el Re, Rougier, Albani, Barbieri e Belcredi (1 ) .,. D el capitano Bassani si perdevano le traccie ; il t enente Araldi fu promosso capitano in 2a "per la sua meravigliosa audaci a e straordinaria celerità con cui dirigeva i lavori d el ponte (a Studian k a), tuffandosi nell'acqua fra scogli di ghi accio,,. Il tenente Cavedoni ebbe la stessa promozione con motivazione quasi eguale (2) . . Marienwerder fu l'ultima città ove si poterono riunire le spoglie del IV0 corpo, prima di scioglierlo ; ed il vicerè con doloroso stupore ebb e a constatare che, dei 40.000 soldati che avevano passato il Niemen sei mesi prima, non rimanevano che 2.000 infelici, mezzi morti pel freddo, per le malattie, o per ).e ferite, e dei quali molti erano mutilati ed in tale condizione di in validità da non poter reggere un fu cile (3).
(1)
Op. cit., vol. II0 , pag. 204. Belcredi morì di inedia a Danzica alla fine di gennaio 18 I 3 ; D~l Re a Kowno. (2) CANEVAZZI. Op. cit .. 3 ( ) Basti dire che dallo stato delle perdi.te ecc. (già cita to nel testo} risul ta che del battaglione del genio 4a e 6a compagnia zappato ri e compagnia ZANOLI.
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Campagna di Germania del 18/3. Napoleone fìno dal settembre del 1812 aveva lasciato l'esercito di Russia (che rimase dapprima al comando di Murat fìno al gennaio 1813, poi il 13 di quel mese passò al comando del vicerè Eugenio) ecl era andato in Francia per raccogliere risorse, al fine di risollevare le sorti della guerra. In I tali a quasi tutte le provincie e le municipalità si dettero attorno, con grande entusiasmo, a preparare, a fornire u omini e materiali per la costituzione di un corpo di soccorso, e fu rapidamente costituita una colonna, al comando del generale Zucchi, che venne assegnata ad una divisione (la 35a, comandante Grénier) in formazione a Verona. La colonna partì il 30 novembre (1812) pel Tirolo ; il 19 decembre era ad Augusta ; il 26 gennaio 1813 a Berlino ed entrò a far parte ( con la 35a di visione) dell 'XI0 corpo d'armata . . Successivamente afHuirono altri rinforzi, e così nella Grande Armata del 1813 le truppe italiane ascendevano alla cifra di 80.000 uomini circa, sparse un po' in tutti i corpi d'armata, e specialmente: nel III0 (Ney); nel IV0 (Bertrand), ove si era formata una divisione completa comandata dal Peyri, sosti tuito poi dal Fontanelli ; nel X0 (Rapp), ove era una divisione napolitana ; nell'XI0 predetto (Macdonald), ove era la colonna
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del treno) mancarono alla fine della campagna : 53 uomini morti ; 32 prigionieri; 351 dispersi; 21 ricoverati in ospedali; 28 disertori ; 485 uomini in totale ; cioè, circa 120 uomini per ogni unità; e, quando si consideri che le unità del genio non superavano mai i 110 a 115 uomini, si deduce facilmente che le compagnie dovettero essere rinforzate durante la campagna, e furono pressochè distrutte. Fra gli ufficiali d elle truppe mancarono: dispersi, il capitano Traversali ed i tenen ti degli z.appatori Cani, Canziani, Giovanni Mercanti e Luigi Cinti; morto il tenente Luigi Morbioni; prigioniero il sottotenente Angelo Perrego e ferito il sottotenente Domenico Montanari, tutti del treno.
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dello Zucchi; nel XII0 (Oudinot) e nel XIII0 (Da vout), nei quali corpi erano specialmente i Piemontesi ed i Toscani, i Cacciatori del Po ed i Cacciatori Corsi, ecc .. Pochi furono _i reparti del genio mobilitati : con la colonnà Zucchi era una compagnia di zappatori, comanda ta dal capi t ano Alietto e che sarà spesso nominata ; e, p are, una compagnia di operai di marina, tratti in furia dall 'arsen ~le di Venezia, e della quale faceva parte (comandante in 2a) G aetano Parozzi, che poi passò nel corpo del genio terrestre. Alla divisione Peyri era addetto (nello stato maggiore) il capitano Pietro Stecchini. Di più v'era, in Prussia, una compagnia di minatori comandata da Filippo Miotti, ma non fu fìssa a nessun rip arto, e stette alle fortifìcazioni . Mentre le truppe francesi ed italiane si raccoglievano nel nord d'Europa, per rivendic are il grave scacco di Mosca, la Prussia, rotte le titubanze, si unì alla Russia, ed ebbe così inizio la nuova campagna. N el marzo gli zappatori della colonna Zucchi (con l'Alietto) furono impiegati a fortifìcare Wittemberg sull'Elba : il 29 aprile la brigat a Zucchi superò la testa di ponte di Gall, preceduta dagli zappatori predetti, abbattè le porte della cit t à e ne scacciò i Prussiani ; il 2 maggio fu a Lu tzen e pugnò valorosamente respingendo i Prussiani fìno ad Eisdorf; nel giorno successivo fu di avanguardia ed incalzò i Prussiani ed i Russi sulla via di Dresda. Celebri ancora sono i combattimenti di Seffersdorf (5 maggio), di L ionback (7 . f\laggio), di Prieszni tz (9 maggio), di Bischofswerda (12 maggio), di Konigswartha (19 maggio), sempre onorevoli per gli Italiani. Il 20 e 21 maggio tanto la colonna Zucchi, ccme la divisione Peyri, si trovarono riunite alle battaglie di Bautzen e ·W ortschen, e infine alle fazioni del Bober (26 maggio). Il 4 giugno fu sottoscritto l'armistizio d i Pleiswi tz fra Napoleone e l'imperatore di Russia ed
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il re di Prussia ; armjstizio che però fu rotto presto dall'Austria, la quale abbandonò Napoleone per allearsi coi suoi nemici. Ad onore del nostro corpo devesi ricordare che, tanto a Priesznitz come al Bober, ebbero azione principale gl~ zappatori dell'Alietto. A Priesznitz costrussero un ponte sull'Elba sotto fuoco nemico, e lo copersero con una testa di ponte campale ; furono colà feriti il capitano Alietto e 7 zappatori ; al Bober ., sopratutto gli zappatori fecero prova di coraggio,, scrive in un rapporto il Peyri. A Konigswartha il capitano Steèchini fu gravemente ferito e di lui scrisse onorevolmente il suo comandante Peyri predetto ; il quale, ànzi, aggiunse : " a lode del vero si osserva· inoltre che questo distin't o ufficiale si è ·trovato ancora alla battaglia di Bautzen, malgrado le sue ferite, ed in questa· circostanza, come in ogni alfra, diede a noi sempre prova di· intelligenza non comune, di zelo indefesso, di probità scrupolosa e di maschio coraggio .... ,, . Allorchè l'Austria entrò in campagna a fianco della Prussia e della Russia, l'esercito francese occupava una linea lunga non meno di 1000 miglia geografiche dal Baltico all'Adriatico; Svariatissimi ma non tutti di grande importanza . furono gli. episodi di quella guerra ;. gli Italiani furono addetti in parte al corpo di Ney (la colonna Zucchi, leggermente variata in composizione da quando era entrata in campagna contro la Prussia) ed in parte al ·corpo di · Bertrand (la divisione Peyri, della quale però aveva assunto il comando il generale Fontanelli). Nei diversi combattimenti (Laha 18 agosto 1813, Niede. rau 23 agosto, Weinbeig 25 agosto, Dresda 27 agosto, Kulm 30 agosto, Dennewitz o Gersdorf 6 settembre, Reichenback -8 settembre, e poscia Stolpen 5 ottobre e L ipsia 16 e 18 ot-· · tobre" Lipsia, terribile e decisiva - come scrive FILOPANTI perduta da Napoleone, e secondo atto della tragedia di cui il 32
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prinìo può dirsi ii Mosca e l'ultimo Waterloo ,,), si parla spesso del valore e d'ell'eràismo degli Italiani, ma non ·si fa menzione particolarég'gia ta dell'arma del genio. Il 28 settembre Napoleòhe aveva passata in rassegna la brigata ZùccÌii a Weisig e, ih ·a ttestato della su'.a soddisfazione verso gli Italiani, nominava lo Zucchi genel'ale di divisione ; indi passò Ìa rivista alle truppe di Fontanelli a Torgan ed eBhe a dire "con 100.000 uomini pari a voi Eugenio sarebbe già sul Danubio ,,. Nella disastrosà ritirata ·d a Lipsia per LutZ'en "dove gli · I talia.ni si coprirono di gloria .~ risulta l'etoismo del capitano Stecchini (ch·é ·e r·à stato già a Konigswartha ~d a Bautzen) il qu'ale fu promòsso capobattaglione (24 ottobre) ed insignito deilà Corona fèrrea ('I 9 novembte); si distins·e in modo speciale il teriente Alessandro Le Roi, che fu promosso capitano in 2a (morì a Torgàri poco dopo) ; vi furono~ pare, Carlo Sereni e Paleocapa, il quale ultimo, preso prigioni·ero di gu·e rra , fu mandato in Pomerania ; fuggì nel marzo 1814 e fece poi servizio nelle piazzè forti di Peschiera, Milano e Brescia. Sul finire di novembre ·giunsero in I tali a i pochi avanzi d'el corpo d' esèrcifo it àlià> propriamente ·d etto, che era entrato in carri.pagira con qu·asi 29 :000 uomini e 9000 ·c·a valli e si era ridotto a non più di 3000 uomini e 500 c;valli. Ve'iso la fìrie del 1'813 le pi-azze che i Fr·ancesi presidia vano sulla VistoÌa, sull\)dèr e sull 'Elbà, malgrado gli sforzi quasi '-. ....i-hè'rediBili 'd i Napoleori.'e e delle sue trupp·e~ s'i arresero una per una ai collegati. · Ìl gen'èrale Rapp, che Napoleone (in s'eguito alla calamità ' d_i Mosca), aveva mà:ndaro a difendere Danzica con una guarni'gi'òné dì 30.000 uomini frà Fraìtcesi, Polàcchi~ Bavaresi ed Italiani~ ·d opo àvh s·o'sténuto un lungo e peno·so assedio di undici mèsi è mezzo èòh s'6inmò valore 'e còst'anza, ed a vere avuta ridottà là ·g ùamigion·e più eh~ a met'à da epidemie e
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dall'irtopia per fame; capitolò il 2 gennaiò dell'anno 1814. Si trovava hella piazza il · tenente del genio Alessandro Ferri (aveva costrutto il forte Napoleone) e fu fatto prigioniero; rientrò in Italia solo alla fine di giugno del 1814. Alle òperè di rafforzamento delle piazzè di Mariehburg e di Danzica predetta erano stati occupati fino dai primi tempi ufficiali del genio francesi; ma dopo Tilsitt vi furono il · ca.. pitano Giuseppe Marieni, ed i tenenti Cavedoni ed Araldi; quest'ultimo comandò, anzi, per alcun tempo la piazza di Danzica e fu al bloccò di Riga. Si vide già ·che tutti questi ufficiali a vévanò presà parté alla guerra contro la Russia ; Mariehi era stàto promosso durante la campagna, per lui in.:. fausta, càpobattagli'orìe per merito di guerra, non si sa bene se per le op'èrè di Danzica o per uri' espl·orazionè che fece sotto M·osca. Morì di tifo appeha scampato dal disastro della Beresina . . A Danzica era ancòra distaccata una compagnia ·di zappa.. tori (la sa) comandata dal capitano Beltrami.
*** Cam,pcrgrta d' lllirfo p·o i d'Italia (1813~14}. Compiuta la ritirata di Russfa, Napoleone, men tre si apprestava a coinb'attere ·c ontro h1 Russia ·d i nuovo e Còntro la Prussia e l'Austria (campagna pre·ced'èntemente qui riassunta), or.. dinò a-i Prirtcipè Eugeni'o di ·o rganizzare un esercito nel.. l'Italia ed att igua Ill iria,. per coprire la frontiera da qu'ellà pàrtè 'e fròntég'g iarè, ·nel caso·, l'Austria. H vicerè intraprese fino dal m'ag·gio del 1'813 il ·ri·o rdinamento d~lle milizie italiche, .éhe aveva àn'c ora a disp'osizi-on·é '(dopo sottratte le ·colonne Zue.. clii e P'èyri) 'e d incorpbrò :a vahii d·ei reduti tlalla Sp,agffa e d~gli scarsiss·i mi reggim·e nti sfuggiti ~i Russi, e dette il comando d'èllè fhrited'è al genéralè P inò e qù·ello ·deHe cavallerie al Ba-... lahfo ; ricostituì là guardia reale, visitò le· p;incipali fortezze
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del regno e ne completò l'armamento e gli approvvigionamenti; r imise la marina in istato di difendere il litorale e specialmente Venezia. Ed il 20 agosto con un proclama annunziò all 'esercito che incominciava una nuova guerra con l'Austria. Questa guerra riuscì, pot rebb e dirsi, frammentaria ; è caratterizzata da numerosi fa t ti d'armi, da lunghe marce per spostamenti e ritirate. ed avanzate, alternantisi fra loro in conseguenza dell'esito delle azioni; da assedi .e difese di nu merose piazze; ed ebbe per campo tutta l'Illiria e l'Italia settentrionale, specialmente il lombardo- veneto. Si trovano, perciò, d i frequen te riparti di· truppa, che in un momento difendono qualche piazza forte, ed in momento . successivo la riattaccano, per difenderla in appresso, diventando così alternamente assedianti ed assediati. S i limiteranno gli accenni a quanto riguarda i nostri ufficiali e riparti tecn{ci it alici; cosa però non t anto age'v ole, e che. condurrà a risultati incompleti in cau sa, appunto, della frammentarietà delle azioni, che ·durarono quasi 2 anni. Le operazioni ebbero principio a Villaco, che il n emico prese, perdette, riprese e poi abbandonò il 29 agosto 18 I3 ; e contemporaneamente vi furono fazioni a Schiapane, od a Leoben. Il 3 1 agosto gli Italiani perdettero Krainburg, che poi ripresero il 3 settembre ; ed intanto Pino si affermava attorno a Laibach, ove giungeva poco dopo anche il vicerè ; il 12 settembre vi fu fiera battaglia nelle vicinanze, · ed giorno successivo la c ittà fu abbandonata, e, dopo di essa, fu sgomb rata dagli I tali ani anche l'Illiria. · A L aibach comandava il genio Camilla Vacani da poco richiamato dalla Spagna ; ed egli continuò nel comando per tutta la campagna del 18 13 e 1814 di cui qui si tratta; e con lui furono : il tenente Gerola mo L orenzoni (che ebbe anche temporaneamente e -successiva mente i comandi delle ·piazze di Mantova e di Milano) ; il tenente in. 2a C arlo Sereni, che, promosso tenente in la, fu add~tto aUo stato maggiore del vicerè ;.
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il tenente G. Batt. Pelloni, che si troverà poi specialmente addetto al blocco di Venezia ; . il tènen te Giuseppe T adolini, che fu fatto prigioniero (a Laibach) e condotto in Russia. La campagna fu continuata nell'Illiria ed attorno a Fiume e Trieste, ove si erano concentrati ancora alcuni Inglesi, i perenni nemici della Francia, a quell'epoca. Il vicerè portò il quartiere generale a · Gorizia e provvide al riordinamento dell'esercito, che aveva patiti danni consi~ derevoli ; un corpo fu dato ·al GifHenga, uno al Mazzuèchelli, ed il Palombini (che dipendeva da Pino) fu reso autonomo. E poscia, continuandosi nella ritirata · combattente, il comando fu portato a Verona, sicchè ebbero luogo poco dopo (23 ottobre) importanti fazioni a Chiusa e Rivoli, che gli Austriaci volevano oltrepassare per puntare sulla nuova capitale. Sono da ricordare poi, per ordine cronologico : l'incursione degli Austriaci su Brescia, il 6 novembre; l'attacco e la difesa di Belluno, nello stesso giorno ; la battaglia di Caldiero, il 14 novembre ; la fazione di Legnago, il 27 novembre ; la fazione di Roverdiera (presso Rovigo) nella quale si distinse, con altri ufficiali, ,il tenente Francesco (?) Castelli, degli zappatori. Nel decembre · si rese manifesto il tradimento di Murat alla causa n apoleonica; Napolitani indisciplinati scorazzavano le Romagne e le Marche ed il generale francese Barbou, che comandava la divisione territoriale di Ancona, diffidandone, si rinchiuse nella cittadella con 1500 uomini e vi fu a~se-:diato. Con lui era il capitanò Sigismondo Ferrari, che vi rimase fino alla · resa (15 febbraio 1814), dopo la quale raggiunse il vicerè a Mantova; e, pure nel decembre, si restringeva il blocco anglo~austriaco a Venezia dalla parte di terra. Erano stati incaricati dei lavori a Marghera, Sant'Erasmo e Brondolo i capitani Stefano Grassi e Giovanni Lodovico Campilanzi ed . il tenente G. Batt. Pelloni, che poi si trovarono impe- · gnati nelle operazioni di difesa. Grassi e P,elloni furono promossi, dal generale Serras, il primo capobattaglione ed il secondo
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IL GENIO MILIT,\RE NEGLI ESERCITI ITALIANI
capitano, ma il governo, per misura generale, non li confermò nel grado. La resa della città avvenne solo nell'aprile dell'anno seguente. Nel 1814 può dirsi che le operazion i dell'esercito francoitalico comandato dal Beauharnais fossero limitate alla zona compresa fra Adige, Ticino e Po, meno le fortezze di Osoppo, di Palmanova, di Venezia, e di Ancona, che ancora resistevano; e le operazioni stesse si suddivisero in numerosissime fazion i ed episodi, che m antenevano V'Ìta all'esercito, ma non dava no affidamento di decisiva supremazia sull'avversario, o sugli avversarii, i quali aumentavano ogni giorno ; ed erano gli Austriaci, gli Inglesi, i Napolitani, i rivoltosi dell'Emilia e del Piemonte. Gli Italiani od Italici si trovarono nel 1814 uniti una sol volta e fu nella battaglia detta del Mincio (8 febbraio), che d allo ZANOLI è definita « una delle più singolari che ra mmentino gli annali militari ». Ad essa presero parte molti ufficiali e truppe del genio, ma senz a dar luogo a speciale menzione. Quas i contemporaneamente avvenne l'assal to e la difesa di Legnago e . vi si distinse il capitano Antonio Vincenzi ; ed ancora ebbe distinzione d'onore lo Stecchini alla difesa di Rocca d'Anfo (14 febbraio), e poscia ai fatti per la rioccupazione di Domodossola, ove aveva il comando del genio (28 febbraio). Si può citare per ultimo l'assalto di Parma (occupata da Austriaci e rivoltosi), dato dal corpo di Severoli e nel quale episodio si affermò in modo spec iale uno zappatore di nome Semontachi.
* ** Scioglimento dell'esercito italico. Riepilogo. Caduto N apoleone, il vicerè Eugenio, che era a Mantov_a con la corte, sciolse l'esercito e si incamminò verso la Baviera, ove sta bili dimora (27 aprile 1814). Vi furono riprese di azione da parte di M u rat; furono tentati ripristinamenti italici a Pavia, a Bo-
NELL'ESE\lCITO CISALP.~~ o PO\ ES~RCIT9 m ~pço
(1796-1814)
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logna ; ma poco per volta l'ordinamento politico-militare stabilito dagli alleati a Parigi, e rib_adito co~ la convenzion~ del 1815, ebbe effet to, e dell'esercito italico non si ebbe p~ù tracc~a se non ne.Ha storie!.. In occasione della rassegna çlell 'esercito fatta, dal Beauham ais nel maggio 1813, come conseguenza del riordinamento necessario dopo la, riti:rata çlelle t ruppe d,?ll 'nliria, dqll~ .G~rmania e dalla Spagna, fu compilato dallo ZANOLI un elenco completo di tutti gli ufficiali a seq,i'.?io del vicerè, dal quale si ritiene opportuno di riportgre (quasi a riepilogo di q-µeste note) i nomi degli ufficiali del genio che! allora facevan~ servizio (1). Vi si trovano alcuni nomi nuovi che non si è avu to occasione di citare negli avv·e nimenti storici qui riassunti; ma quanti nomi illustri mancano, ~cancellati gloriosamente nelle guerre, specialmente di Sp agna e di Russia ! STATO MAGGIORE: comandante : generale di brigata Giov. Batt. Bianchi d 'Adda (comandante generale del genio ed ispettore generale) ; aiutante di campo : Carlo Marziale Bianchi d'Adda ; colonnelli direttori : Antonio Caccianino, Antonio Galateo ; capobattagl ioni sottodireitori : Francesco Raffaello Motta, Ottavio ~ernardi, Giuseppe Maffei, Ferdinando Rodriguez, Angelo F eroggio, Carlo R olando ; capitani: Luigi Feli~e Beltrami, Giulio Cesare Zuppellari, Paolo Mastraca, Paolo Art ico, Antonio Vincenzi, Camillo Vacani, Alessandro Conti, Domenico Colella, Giuseppe Carandini, Stefano Grassi, Pietrq Stecchini, Paolo Ghezzi, G iovanni
(1) ZANOLI. Op. cit .., voi. II0 • Lo Zanoli ha sempre fatto parte pel ministero della guerra italico; e, quando co~pil~ quest.'ultimo docum~nto, era ordin.atore a~· commissariato di guerra. È perciò da ritenere che il documento sia esatto.
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IL GENIO MILITARE NE_G LI ES ERCITI I TALIANI
Domenico Psalidi, G iovanni Guaragnoni, Sigismondo F errari, Francesco Murari, Antonio Araldi, Alessandro Luigi Le Roi, Antonio Miotti, Alessandro Ferri ; tenenti: Gaspare P etrovich, Gaetano Cavedoni, Vincenzo Martinelli, G . B. Mozzinelli, Luigi T aboni, Pietro P aleocapa, Girolamo Lorenzoni, Carlo Sereni, Giovanni Lodovico Carnpilanzi, Francesco L orenzoni, G. B. Pelloni, Geminiano Paletti, Giovanni Milani, Emilio Campilanzi, Domenico L e: Roi , Filippo Miotti, Luigi Della Noce ; ragionati per le Jorti/i.caz ioni : capo : Giuseppe Merli ; di prima e seconda classe: Carlo Mazza, Pietro Viglezzi, Giuseppe Brambilla, Filippo Orleri, Rizzardi. · BATTAGLIONE DEGLI ZAPPATORI: 9 compagnie.
capobattaglione comandante : Cristino Tognoli ; aiutante maggiore, tenente Albertini ; quartiermastro : tenente Torriani ; capitani : Negri, Gasson, Giuseppe R onzelli, Francesco Bellani, Francesco Bonalumi, Giovanni Baglioni, Luigi Villani, Vincenzo Alietto ; tenenti : Spinelli, Gandolfi, Liberati, Giovanni T urconi, Brambilla, Giovanni Salimbeni, De Vecchi, Bastasini, Antonio Cassani, Gen tiluzzi, Mercantei, Giappicont, Maiocchi. TRENO
DEL GENIO :
tenente comandante : Zeno Brunetti ; tenenti: Domenico M ontanari, Angelo Perego ; ING EGNER~GEOGR Afl:
direttore del depo sito della guerra, capo sq uadrone coman~ dante: Antonio Campana; capitani: Augusto D enaix, Ferdinando Visconti, Domen ico Pagani, Eugenio L abaume, Giuseppe Riccio ; tenenti : Cipriano Sterzeleki, G iovanni Brenna, Giovanni Caniani, Francesco Pampuri, G iacomo Marieni, Ignazio P rina,
NELL'ESERCITO CISALPINO POI ES ERCITO l'l'ALI CO ( 1796-18] 4)
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Anionio Litta-Buini, Pietro Soldani, G. B. Chiandi, Giuseppe ndè, Venanzio Muggiasca, Giuseppe Beaupacher,. Brioschi, · nrico Rolal ; sottotenenti : Domenico Ronzi, Alberto Lit ta. POMPIERI :
capitano comandante : Basilio Lasinio.
i
La divisa delle truppe del genio italico ell 'ultimo periodo delle guerre napoleonie fu diversa .da quella descritta per gli za patari della legione lombarda (poi Cisalp. a) a pag. 437 ed un poco da quella della ras egna di Montichiari (pag. 477); la m~di fic zione più radicale fu la sostituzione dello se akot al cappello, come già si era fatto i nche per gli allievi della scuola di Modena. Secondo il CENNI (1 ) tale divisa era la seguente (fì.g. 69): un alto schakot sul capo, con trofeo metallico del genio, pennacchietto e cordoni rossi ; abito a doppia botton~era Fig. 69. con falde, aperto sul davanti per scoprire Divisa del genio il panciotto, tutto di color verde scuro, italico nel 1813 e risvolti neri ; pantaloni corti ed attillati, ed alte uose fino al ginocchio, di panno nero con bottoniera sull'orlo esterno della gamba; tracolle di cuoio bianco, spall ini rossi, fucile con baionetta. Pel lavoro avevano un abito speciale succinto; ed i minatori, nelle trincee, indossavano una corazz.a e ponevano in capo un casco metallico. Sciolto l'esercito it al ico molti ufficiali del genio si rit irarono a vita privata ·così: Caccianino (al quale l'Austria riconobbe la
- --(1) Numero unico sull'arma del gemo.
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IL GENIO MILITARE NEGLI ESERCIT~ l T ALJ.~N I
pensione da colonnello), Beltrami, Couti, Z4p~llari, Stecchini, Beffa, Martinelli, Morano, T abboni, Sereni. Emi, io C amp ilan'.?Ì, Della Noce, Lorenzo e Gerolamo Lorenzoni, M ilani, Felloni, Poletti, Duodo. · · Altri presero servizio negli Stati italiani o sotto l'Austria; alcuni s~ troverann o d i nuovo menzionat i in queste pagine. Così : presero servizio nell 'es~rcito estens~ : Ca vandini, Sigismondo Ferrari, Araldi , Alessandro Ferri, Anton io Miotti, Giovanni L odovico Campilanzi, G aetano e L uigi P arozzi (1) ; in Toscana : G iov. Maria Guaragnoni (nel reggimento austriaco di fanteria; ma si dimise nel 1815) ; nell'esercito pontificio: G iuseppe T adolini; e, finalmente, con l'Austria : Bern ardi, Carlo Bianchi d'Add a, Ghezzi, Giovanni Psalidi, Grassi, Vacani, Avesani, Bonzi, Carcano, L eroy (presto d imessosi), Cavedalis e Francesconi (per pochi mesi), Lena-Perpenti, Castelli, Mozzinelli (in fan teria), Paleocapa (nella fanteria imperiale; presto passò al decastero dei lavori pubblici, poi nel 1848-49 fu a Venezia, esiliò in Piemonte ove fece brillante carriera pol itica), Giacomo Marieni, ingegnere topografo militare e qualche altro.
2° REGNO
DI
NAPOLI
MARIANO o'AYALA , nella sua opera Napoli militare (che è !a migliore fonte per tutto qwm!o riguarçla le ist ituzi~ni militari napolitane),, quando intrapren'de a seri vere d el genio rammenta eh-e Filippo IV0 ~i · Sr:iagn~, i~ u~ suo brevetto del 20 agosto 1637, aveva stabilito che fosse dichiarato nobile chi~nque ~eryitp ~ves~e da i11gegnere in assediq od in difesa ·di ~rrn·fortezza ~~lq pe-f 1-ln a~nq; ~ fos~; jl ·t~toÌo. nobiliare da (1) Quest'ultimo era allievo alla Scu~la · quando questa fu sciolta.
REGNO DI NAPOLI
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tramandarsi alla famiglia quando avesse continuato per 4 anni di servizio. Si ha poi un primo accenno ad ingegneri militari, trapiantati nel suolo di Napoli, in un corpo « considerabile » di ingegneri, istituito nel 1735 per opera di Carlo I 11° (già infante di Spagna), che fu - potrebbe dirsi - l'istitutore dell'esercito regolare na poli tano, e col quale egli vinse la battaglia di Velletri ( 11 agosto 1744 ), assicurandosi il possesso del regno contro le pretese dell'Austria. Nell'anno 1742 era « ingegnere direttore » Francesco Lopez Vario, ed « ingegnere ordinario ll Francesco Rorro; erano « ingegneri in sottordine » : Luigi Guillamat, che rafforzò la fronte marittima di G aeta, Pietro Bardet, e Fasulo che furono addetti ai restauri dei fortini Vigliena, Revigliano e Castellammare. Nell'anno della battaglia di Velletri (1744) fu istituita in Napoli una prima cc Accademia militare destinata a dare ufficiali d'artiglieria, seguita presto (1746) da un'altra per gli ingegneri ; poi da una terza per la marineria n (1 ). L'c< Accademia per gl'ingegneri » era presieduta da una giunta diretta da Domenico di Sangro e composta da Amato Poulet, Rocco Alcubiere, conte Lorenzo Persichelli, Nicolò di Martino, Alfonso Nini, ufficiali, ingegneri e professori, che lasciarono buon nome nell'esercito napoli tano. Regnando poi Ferdinando IV0 , con ordinanza del 26 dicembre 1769, l'accademia d'artiglieria e quella del corpo degli ingegneri, furono fuse in una sola, che assunse il nome di <e Reale accademia militare n. V'erano : un direttore comandante, che aveva grado di brigadiere ; un comandante in seconda, che era ispettore delle scuole ; un direttore delle scienze,
e)
Così il D'AYALA. Il
FERRARELLI
in un suo scritto sul «Collegio mili-
tare di Napoli >>(pubblicato dalla Rivista militare italiano nel novembre 1887)
dice che !'cc Accademia per gli ingegneri » fu istituita nel 1754.
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IL GENIO MILIT ARE NEG LI ESE RCITI ITALIAN I
che fu Vito Caravelli , uomo celebre di quei t empi ; e vi furono riportati tutti i componenti la giunta predetta.
* ** I primi indizi di vita regolare del genio militare napolit ano, fuori dagli istituti, si ebbe con la creazione del « Corpo degl i ingegneri militari », avvenuto nel 1752, il quale corpo appariva composto di : un direttore com andante : brigadiere Amato Poulet; due ingegneri in capo : R occo Gioacchino Alcubiere e Lorenzo Persich elli predetti; ed alcuni ingegneri straordinari : Antonio Wi nspeare, L odovico de Sauget, Ferdin ando de Ruberti e Carlo Vanvitelli ; questi fu impiegato specialmente nelle fabbriche militari ed ebbe a coadiu vatore l'ufficiale d'artiglieria Francesco Sabatini. Perchè poi il corpo degli ingegneri attendesse meglio e con maggiore vantaggio ai suoi incarichi, fu ordinato il 2 luglio 1785 che gli venisse aggr egato u n certo numero di allievi del battaglione « Real Ferdinando », che era come una specie di scuola per cad etti, e così il corpo risultò di : 1 brigadiere dirett ore (Lorenzo Persichelli, già citato altre volte) ; 3 ingegneri in capite (Sbarbi, L oren zo Montemayor e Castelnuovo-Landini) ; 7 ingegneri in secondo ; 9 in gegneri ordinari ; 15 ingegneri straordinarii ; i13 ~i,ngegneri volontarii : 23 aggregati, che a vev ano grado di alfieri o di cadetti. In to~ t ale 71 ufficiali, i quali si occupavano anche d'idraulica, e t a,., luno di essi era stato a far pratica nelle scuole francesi di Metz e di Mezières e nei porti di Cherbourg e Brest, sotto la guida _d el tenente napolitano D illon, colà comandato per questo speciale servizio.
REGNO DI NAPOLI.
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Comandante in capo delle truppe tecniche era Amato Poulet, promosso tenente generale. *
** Una data memorabile nella storia delle armi tecniche del1' esercito napolitano è quella del 18 màggio 1787, data di un Reale Dispaccio che concede all'accademia militare il fabbricato della« Annunziatella », ove l'accademia si trasferì nel mese di novembre ; e col trasferimento ebbe importante riordinamento, giacchè l'accresciuto numero di locali permise di portare a 240 gli allievi e di incorporarvi quasi tutto il battaglione Real Ferdinando. Scrivendo · delle qualità morali dell'ufficialità napolitana dimostrate al Volturno, al Garigliano, a Gaeta, un distinto. ufficiale del genio italiano (1) usa queste parole : "Si c;nservarono virtù integre ed immacolate nella parte più eletta e più colta dell'ufficialità, quasi tutta di artiglieria. e del genio, proveniente dal rinomato R. Collegio dell'Annunziatella, ove con la severità di f~rti e buoni studii si coltivavano i più sani principii dell'onore militare e dell'amor di patria e si educavano il carattere e la mente ai nobili ideali ed alle più alte aspirazioni, sotto la guida e l'insegnamento di uomini preclari, fra i quali Basilio Puoti e Francesco De Sanctis ,,. Direttore dei lavori di adattamento del fabbricato dell 'Annunziatella (che era un collegio de' Gesuiti, espulsi. nel 1767) _ fu Giuseppe Parisi, allora tenente colonnello. Il maresciallo di campo marchese Della Leonessa fu il primo comandante della Ra.. Accademia ricostituita ; ed il . tenente colonnello Parisi, predetto, ne fu comandante in seconda ed ispettore degli studii. Ma è da rilevare che una tradizione (conservata sino ai nostri tempi), ha sempre designato 1 ( ) TRANIELLO.
Il generale del genio Donalo Bruga11ti kommemofazione).
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IL Cf'.NI O MILITA RE NF.CLI ESE RCITI IT ALI AN I
il Parisi come il più efficace fondatore · dell'Accademia, specialmente per il n uovo indirizzo educativo che le seppe dare (1). Egli fu un 'illustrazione del genio militare napolitano. Divenne generale, e resse anche il Ministero della Guerra. Fu autore di grandiosi progetti stradali e del disegno d el Museo borbonico (ora Nazionale). Scrisse inoltre nel 1780 una importante opera di architettura militare in quattro volumi, due volte edita ed al tamente apprezzata, anche in confronto alle contemporanee sulla stessa materia del R obilant, del Raschini , del Rana, del P apacino d 'Antoni.
* ** Nel 1188 (I I novembre) il corpo del genio venne soppress0, come corpo autonomo e venne unito a quello di arti glieria. sotto la denominazione di « Corpo Reale d'Artiglieria e del Geni·o », a similitudine di quanto si era praticato in Francia, da cui i dirigenti napolitani prendevano molto per quanto riguardava le istituzioni tecni_che militari. Non ci sono noti i ruoli dell'arma: ma forse non è necessario avérli particolareggiati, bastando - al fine di questo la vorodi avere i nomi e le vicende degl i ufficiali che più si illust r arono per valore o per opere. Fra questi è da indicare P ietro Colletta, il quale con l'anno 1 1796 prese servizio coine cadetto nel corpo del genio ( ). Ai rivolgi menti politici del 1799 si ritirò a vita pri vata; poi all'invasione francese del 1806 venne nom inato comandan te dell-a Guardia Nazionale. Ma presto ritornò nell'esercito regolare, ebbe favori e gradi dal re Giuseppe, e favori e gràdi da (1) FERRARELLI. Op. cit., che potrà ancora essere con sultata per le vicende subite dal collegiò militare sotto G iuseppe B onaparte, poi sotto Murat ed infine sotto i Borboni fino al 1860. (2) GIACOMO LoMBROSO. Galleria militare ecc., Op. ci t., voi. II0 •
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l'é Gioa'c chino Murat, che lo fece intendente della Calabria
ln-
REGNO DI NAPOLI
fetfore, generale di brigata ( I 812), direttore del genio mili tare (1813), consigliere di Stato (1814) e maggior generale (1815). Aiùtò Murat a conservare
il trono di Napòli, ma disapprovò,
come inopportuno, il tentativò della guerra deU 'indipendenza italiana, tentàta dal Murat e che ebbe epilogo nella tragedia di Pizzo. Ferdinando IV0 mantenne al Colletta il grado ; nel 1820 comandò la spedizione in Sicilia, poi fu nominato ministro ma caduto in disgrazi!l dovette esiliare e morì a Firenze nel 1831 . Scrisse la Storia del reame di Napoli, reputatissima.
della guerra;
* ** Riprendendo la storia cronologica dell'arma è d a accennare che nel 1799 vennero costituite 3 compagnie di pionieri, di 146 uomini ognuna, sotto il comandò del maggiore Antonio Corbuccia, e poco dopo fu ricostituito il « Corpo degli ingegneri mili tari ». Nel 180 I, con la pace Madrid, fu confermato il regno delle Due Sicilie alla casa Borbone (Ferdinando IV) dietro condizioni di rispetto degli Sta ti i tali ci e di alleanza, molto onérosa, con la Frahcià·. Ma questo sta to di cose fu profondamente alterato nel 1806 con l'entrata dei Francesi nel Reame di Napoli (3 febbraio) é p·os·c ia '( 30 marzò) ·èon h nomina di Giuseppe Bonaparte a re di Napoli. Regno breve perchè nel 1808 Giuseppe passò à Madrìèl, come re di Spagn'a ed il trono di Nap·oli fu dato a Gioacchino Murat. Non molte sono le date importanti che riguardano la storia dell'arma durante questo periodo : 25 luglio 1806, essendo Gius'e ppe Bonaparte, il genio ricevette autonomia completa ; il 4 agosto vi si aggiunse tina compagnia, cosicchè il corpo rimase costituito da: stato ltlaggiore, con impiegati; 5 compagnie zappatori-minatorL
ai
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IL G EN IO MILITARE NEGLI ESERC ITI ITA LI ANI
24 febbraio 1808 : si aumentarono i reparti e si divisero gli zappatori dai minatori ; si ebbero : 1 compagnia minatori . ' 6 compagnie zappatori. 1810 (4 aprile), sotto Gioacchino Murat, venne aggiunto un « riparto guardie» ; poi gli ordinamenti subirono variazioni ed oscillazioni profonde in seguito agli -avvenimenti .politici.
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Fig. 70. Ufficiale del gemo napoletano nel 181 2
18 I 1 : da un disegno della piazza di Brindisi, deposi~ tato nel museo del genio (datato 27 agosto) risulta comandante il genio il capitano Morena ed è firmato ancora Bortolomasi, capitano dei minatori, che il 6 aprile 1822 passò comandante del genio. 1812 : da altro disegno (piazza d i Gallipoli) risultano le seguenti denominazioni graduatorie : Arma del genio ; Direzione di Puglia ; Sottodirezione di Taranto ; Piazza di Gallipoli ; ~ioè· vi erano : direzioni e sottodirezioni del genio ed u ffì.ci de~le piazze.
REGNO DI NAPOLI
Con la stessa data (1812) nel museo S. Martino di Napoli vi è un dise·gno a colori della divisà di ufficiale del genio ; ed ~ la seguente (fig; · 70) : alto schakot nero con guarnizioni (cateneUe e bordo superiore) dorate, fregio pure dorato consistentein una grande granata con fiamma e sopra essa incrociate le scuri, emblema del genio ; pennacchietto diritto a fiamma, di crini rossi; abito a vita corto, con falde, azzurro, e petto nero, con orlatura rossa e colletto e paramani rossi ; sp·allini o mezzi · spallini dorati; pantaloni alla coscia, bianchi; stivali alla scudiera : spada diritta. con fodero di cuoio avente un lungo puntale di ottone e guardia dorata. 1815: Murat, quando approntò in fretta un esercito per -correre neli'ltalia superiore scorazzata dagli Austriaci, e ·volle appoggiare, o sembrò volesse appoggiare, l'opera di Napoleone -che aveva abbandonata l'isola d'Elba, instituì fra le altre una « divisione di bocche da fuòco >> ed un « traino da ponti». Ma l'esercito · raccogliticcio fu presto vinto a Tolentino (3 maggro) ed a Mignano, eppoi fu sciolto. * **
Intanto i Borboni, rifugiati in Sicilia, avevano il 2 luglio 1813 istituito nel piccolo esercito insulare, un corpo del genio diviso in 3 dipartimenti : di piazza., di campagna e topografico e comandante in capo era l'ingegnere generale .Fabrizio Cuillamat. Il dipartimento di campagna comprendeva una compagnia minatori e 3 compagnie zappatori. Questa istituzione fu estesa a tutto il regno nel 1815, ed 1 esiste nella « Biblioteca d'artiglieria e genio » ( ) un raro mano~ scritto, che· è il progetto di « Ordinanza di S. M. il Re delle
(1~ Roma. Via Astalli, 15: in 4°: categoria
33
10-A. -n° 13.
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IL GENIO l\flLITARÈ NEGLI ESERCITI ITAI.JIAN I
Due S icilie nel servizio del Corpo R eale del genio » datato ancora da Palermo (anno 1815). L 'esordio è il s eguente: . " Ferdinando IV0 " Re delle Du·e Sicilie, di Gerusalemme, Infante delle Spagne, Duca di Parma, Piacenza, Castro ecc., Gran Principe Ereditario di Toscana, ecc .. " Intenti sempre Noi a promuovere il ben'essere e fa felicità è Nostri Sudditi e conoscendo i vantaggi che può ricavare lo Stato da un ben organizzato Corpo d' Ingegneri su di un piede utile e decoroso e volendo dargli nel tempo s tesso t utta la Consistenza Militare che deve a vere, e continuargli quelle prerogative che sono dovute ad un corpo distint o, sì per l'importanz·a del suo servizio che per i talenti e le cognizioni di cui debbono essere muniti gli uffìziali che lo compongono .... a bbiamo stabilito ed ordiniamo quanto segue :.... ,,. L'art icolo 1 comincia così : " · Il Corpo Reale dei Genio , che goderà gli onori, e le prerogative di Corpo d i Casa Reale, p el servizio negli Eserciti,. nelle Piazze, in Campagna, e nel Deposito · della Guerra, verrà diviso in 3 D ipartiment i. Il p rimo sarà d enominato Dipartimento delle Piazze, il secondo di Campagna, ed il t erzo T opografico.... ,, (così come era diviso il corpo nell'esercito insulare nel 1813). Il progetto di ordi~anza ebbe sanzionetJcon decreto dell '8 agosto 1815, col quale il corpo del genio ebbe : (1 ) 1 generale, direttore-generale comandante in capo l'armata; ', 2 marescialli di campo, ispet tori generali, uno al d i qua. e l'altro al di là del Faro ; 5 colonnelli · direttori, quante erano le direzioni ; 14 tenenti colonnelli ( 13 alle sottodirezioni ed 1 al co,.. mando dei zappatori-minatori) ; (' ) Vi sono d ocumenti
nel « Museo del genio n .
REGNO DI NAPOLI
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18 capitani m la, e 18 capitani in 2a; 12 tenenti in 1a, e 12 tenenti in 2tL; 12 alunni sottotenenti: divisi fra direzioni e truppe. Gli incarichi delle direzioni erano : 1a dire2ione: operazioni dei movimenti, o lavori straor# dinarii ; direzione: direzione dell'arma dei tre valli della Sicilia; 3a dire2io12e : perla 1a, 2a e 3a divisione militare delle provincie al di quà del Faro ; 4a direzione : per la 4a, 5a e 6a idem ; 5a direzione: per la provincia di Napoli, le due rive del golfo e le isole adiacenti. Più 13 sottodirezioni pei movimenti e lavori straordinari, e fortificazioni. Era vi poi un «Consiglio di fortificazioni» per discutere gli « oggetti del mestiere)), composto : del direttore generale del# l'arma, presidente; del maresciallo di campo ispettore nelle ;~vincie al di qua del Faro ; e dei 3 più anziani colonnelli direttori in servizio nelle provincie suddette. Un capitano a scelta funzionava da segretario. Con decreto del 22 agosto 1815 si formarono 2 compagnie di pionieri e cacciatori reali a cavallo, analogamente all'organiz~ zazione dell'esercito avvenuta col decreto del dì 8 agosto 1815 predetto; e con decreto successivo del 26 ottobre 1815 si formò un « reggimento di zappatori~minatori ». Esso avea uno stato maggiore (grande e piccolo) e 2 battaglioni, cioè : Pel grande stato maggiore : 1· colonnello ; 3 tenenti colonnelli ; 2 aiutanti maggiori (uno capitano ed un tenente) ; · 1 quartiermastro, tenente ; I ufficiale pagatore, tenente ; 1cappellano; 1chirurgo maggiore; 2 chirurghi aiutanti maggiori . Pel picco(o stato maggiore : 2 aiutanti porta bandiera; 1 vaquemastro m campagna; tamburo maggiore ; 1 ca poral tamburo; 1 maestro armiere ;
za
.,
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IL GENIO MILITARE NEGLI ESERCITI ITALIANI
1 maestro sarto ; 1 ·maestro calzolaio; 1 maestro stivalettaio. Ogni battaglione era di 6 compagnie : 1 di minatori e 5 di zappa tori. Ogni compagnia aveva : 1 capitano comandante ; 1 tenen.te in 1a; 1 _tenente in 2a; 1 aiutante; 1 sergente maggiore ; 4 sergenti ; 1 c aporal furiere ; 4 caporali ; 3 artefici in ferro ; 3 artefici in legno ; 28 minatori o zappatori di 1a classe ; 48 minatori o zappatori di classe ; _2 tamburi. Per ogni battaglione vi era la compagnia deposito. Dicevano poi le ordinanze : "Gli Uffiziali di detto corpo faceano parte del corpo del genio ; e perciò gli Uffiziali che servivano nel -Genio all 'epoca della dismessa Armata Napoletana potevano restarvi quante volte si fossero esposti allo esame, cui soggiacer doveano gli Uffiziali del genio e riconoscuti idonei sarebbero stati riconosciuti Uffiziali del genio : gli altri avrebbero avuto alt ro destino, per esempio nella fanteria di linea in cui ne furono passa ti ,,. Istituzione affine a quella del genio militare era quell a del genio civile, detta dei Ponti e Strade, ed alla quale furon o prepos ti spesso ufficiali del genio ; così il ben noto generale Colletta, del quale già si è scritto, il colonnello Piscicelli, e, nel 1815, il generale Francesco Costanzo, del quale pure si è scritto.
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· L'ordinamento del 1815 durò un solo anno, pereh è, con decreto del 23 set tembre 1816, furono s~iolti la brigata pionieri ed il reggimento zappatori-minatori ~ furono costituite una brigata di pionieri e pontonieri (di 2 compagnie p ionieri ed 1 compagnia d i pontonieri) ed una brigata•di zappatori e minatori (di 1 compagnia zappatori ed 1 compagnia di minatori). _La prima di queste brigate era· addetta allo stato maggiore
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·dell'esercito e destinata ai lavori di campagna relativi alle marce delle colonne, alle difese ed attacchi di posizione, passaggi di fiume, ecc. e gli ufficiali potevano essere presi dalla fanteria o da altra arma ; la seconda invece era addetta al corpo del genio e gli ufficiali erano presi da questo corpo e si alterna vano nel servizio con quelli delle direzioni.
* ** Nell'ordinamen to dell'esercito napolitano fatto nel 1819 da Ferdinando 1° (già F erdinanando IV0 ), con Decreti del 20 luglio, fu portata una nuova e profonda modificazione nel corpo del genio (truppe), essendochè le compagnie pionieri, zappatori, minatori e pontonieri furono riuni ti in un sol corpo, sotto il nome di « Corpo dei pionieri >> composto da : 4 compagnie pionieri; 2 compagnie zappatori; 1 compagnia minatori; 1 compagnia pontonieri ; 2 compagnie di zappatori-veterani. Questo corpo ebbe: Per lo stato maggiore : 1 ispettore comandante superiore, tenente colonnello comandante, 1 maggiore comandante in I aiutante maggiore ed 1 quartiermastro (tenenti o sottotenenti), . I .cappellano, I secondo chirurgo. Per lo stato minore : 1 foriere maggiore, I caporale dei tamburi, I armiere. Per ogni compagnia : 1 capitano, 1 primo tenente, I sottotenente, 1 aiutante sottufficiale, 1 sergente maggiore, 4 sergenti, 1 caporal foriere, 8 caporali, 1 tamburo, 80 pionieri o zappatori o minatori o pontonieri ; ed allievi. Un disegno della piazza di Capua con data di questo anno (1819) dimostra la lunga gerarchia tecnica nell'esercito; mfatti ·esso- disegno porta le firme seguenti : · capi~ano in del genio : G. B. Agresti ; tenente colonnello del genio : G. Vinci ; · colonnello del genio direttore della 3a direzione : Cha-
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teauneuf; quasi certamente quegli che si trovò nell 'armata cisalpina ( v. indice dei nomi); m aresciallo di campo ispettore gener ale : d ' Escamont; m aresciallo di campo direttore generale del genio : Luigi Bardet di Villanova ; capitano generale Nugent. Dell'anno successivo si trova altro disegno fìrm a to capitano Zizzi e colonnello ispettore del genio P. Corner (?).
* ** Nel 1820 vi fu un 'importante modificazione d'organico per lo stato maggiore del genio; in seguito alla .quale si ebbero : 1 ispettore generale, tenente generale ; 2 ispettori generali, marescialli di campo ; 6 colonnelli, dei quali 1 capo dello stato maggiore del genio, e 5 direttori ; 13 tenenti colonnelli ; 18 capitani di 1a e 18 di 2a cl asse; 18 tenen ti ; J8 sotto tenen ti allievi ; 20 guardie di Ja, 20 di 2a e 45 di 3a classe, ,. ... che a t tendevano alla sorveglianza a i lavori ed alla misurazione di essi, rimpiazzando nella circostanza gli uffiziali di dettaglio in tutte le branche di servizio a questi affidate .... ,, " L e guardie del . genio si forma vano dai ·sottoufficiali dell'Arma, scend evano a tale impiego previo concorso, e vi facevano gli avanzamenti di classe per esame d'idoneità sulle m atematiche, topografia, architettura militare e civile e conoscenze del mestiere, sia nella parte dei materiali di costruzione, che nella- misurazione e relazione dei lavori, nel metodo contabile delle costruzioni stesse, e sulla tenuta dei magazzini nelle guarnigioni ed in campagna ....f1,,: (1). Corrispondevano, dunque, ai ragionieri ed assistenti o(1) GENNARO GONZALES. Norme inforno al servizio del genio napolitano (manoscritto nella biblioteca . del Museo).
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àierni del nostro esercito, dei quali a~cumula vano le funzioni, e, dopo il 1861 , molti furono traslocati da noi e classificati fra . . . 1 comm1ssan.
*** Si riproduce uno studio del generale Vittorino Edel sull'uniforme di un ufficiale dei pionieri e pontonieri delle Regie
Fig. 71 -
Ufficiale del genio napolitano
(1820-1825)
Truppe napolitane dal 1820 al 1825, ricavata da documenti di archivio (fì.g. 71). Cappello a feluca, di feltro nero, messo normale al viso; coccarda rossa con cappietto (agrafe) d'oro e bottone; pennacchio giallo; abito di panno azzurro scuro, quasi nero, ad una bottoniera e bottoni dorati ; colletto di velluto cremisi ricamato d'oro (il ricamq è un rarn.oscello d'alloro); paramani e finte .tasche di · velluto nero e filettature cremisi (di panno) ; spaliini dorati con frangia mezzana ; cravatta di seta nera ; pantaloni di casimir
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bianco; stivali all'ussèra; fascia di servizio d'argento con filetto punteggiato cremisi ; spada con impugnatura dorata.
** * E superfluo segmre le leggiere modificazioni successi ve. Ma una nuova organizzazione ben diversa dalle precedenti fu determinata nel 1833 (Decreto 23 giugno). Per essa i corpi d'artiglieria e genio furono uni ti sotto una sola direzione, denominata cc Direzione generale dei corpi facoltativi l> , la quale ebbe: 1 direttore generale che era maresciallo di campo; 4 ispettori : 1 al di qua del Faro ed 1 al di là del Faro, 1 agli istituti di educazione militare, ufficio topografico e sue dipendenze, ed 1 ai corpi militari. II Corpo Reale del Genio (questa era la denominazione ufficiale), comprendeva : a) ufficiali addetti alle d irezioni, e guardie di la, e 3a classe; b) un battaglione di zappatori-minat ori ; e) un. battaglione di pionieri, addetti ai lavori dell 'arma; d) un ufficio topog.rafico, pei lavori in terni (calcografia, litografia, e stampe), ufficio di Sicilia e lavori esterni; ed il suo personale era composto di professori di geodesia e d 'astronomia, d'ingegneri, di disegnatori, di litografi e d ' in. . c1son; e) istituti di educazione militare. Ogni battaglione era composto in pace di 6 compagnie di I 18 uomini l'una, oltre la compagnia d eposito ; in guerra la forza del battaglione doveva ascendere a 1134 uomini. Tale era l'organico anche nel 1848, quando fu preparata la sp edizione in Lombardia.
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La divisa, aveva subite leggiere trasformazioni, e sulla metà del 1800 era così costituita ( v. fìgg. 72 e 73) (1): Per gli ufficiali superiori in grande tenuta : cappello a feluca disposto diritto rispetto alla testa, di panno nero, con larga bordura di gallone d'oro e sulla de~ stra coccarda rossa ed agraf dorata, senza pennacchio ;
Fig..72-73 - UffìciaÙ e-soldati del genio nai:olitani dal 1833 ~l 1855 circa.
abito di panno turchino scuro, a coda, ad un petto, bo~
toni dorati, filettature di panno rosso amaranto, ed alle code larga bordura o risvolti, pure di panno rosso amaranto, con aquilette ricama te .d •oro alle punte, e fin te tasche orlate e con bottoni d'oro; colletto e paramani di velluto nero ed or~ lature di rosso amaranto come i risvolti dell'abito;
~--( 1)
ZEZON,
Dall'album « Ti/Ji militari ecc. del Regno delle dite Siciliei> per A NTONIO Napoli, {853.
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pantaloni lunghi d i panno turchino scuro senza b anda 0 pist agna ; sciabola con fodero metallico. G li ufficiali inferiori a vevan o il cappello orlato d i gallone nero, e spalline o mezze spalline, a second a dei gradi (come i Francesi); pan taloni bianchi. L e guardie del genio (pareggiate ad ufficiali) avevano un capp otto a lunghe falde com plete, a d oppio petto, che portavano risvoltato sul davanti, con risvolti neri; spada con fodero di cuoio ed elsa dorata; p an taloni d 'azzurro chiaro, o bi anchi. C osì vestivano ancora gli ufficiali del battaglione zappatori e pionieri. Avevano tu ttì un berretto di panno azzurro, orlato di rosso, foggiato alla francese. . I soldati, in grande uniforme, avevano: kep y nero, con gradi ed orlature rosse , due n a ppine, ed un largo trofeo dorato; abito a tunica succinta, ad u n petto, di colore turchino scuro, con orlature rosso amaranto, e spalline di lana dello stesso colore; pantaloni bianchi ; spada e giberna portate da due bandoliere di cuoio imbiancato che si incrociavano sul petto; moschetto a baionett a. P er l'uniforme ordinaria e pei lavori avevano cappotto e p a ntaloni di panno d'azzurro chiaro ed · anche u na tunica -di tela azzurra.
* ** Con l'organico d el 1833 e poch e leggiere modificazioni, il corpo giunse al 1859 e 1860, 'dei quali anni si dirà a suo tempo. Solo è da indicare che n el 1841 (decreto 1° maggio) il corpo del genio militare idraulico venne fuso con quello di terra e la pianta organica venne aumentata di : 1 tenente colon~ n ello direttore ; 1 maggiore ; 3 capitani ; 3 tenenti ; 4 alunni alfieri e 12 guardie di classi di verse. D al « Ruolo dei Generali ed uffiziali attivi e sedentari del R.
Esercito ecc. di S. M . il Re del Regno delle Due Sicilie per l'anno 1846 ,> si p rendono i seguenti nomi :
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Direttore generale dei corpi militari facoltativi (che erano_, come si è scritto, il corpo reale d'artiglieria, il treno di linea, il corpo reale del genio, il regio ufficio topografico, il battaglione pionieri) : D. Carlo Filangeri, principe di Satriano, tenente ' generale ; ispettore dei corpi militari facoltativi : D. Luigi ,Cosenz, brigadiere ; ispettore degli istituti di educazione militare e real officio topografico : D. Ferdinando Visconti, brigadiere; ispettore dei materiali d'arte e genio nei reali dominii <li qua dal . Faro : D. Lodovico Ma tina, brigadiere ; idem idem al di là del Faro : D. Gennaro Polizzy, brigadiere. Corpo reale del genio : colonnelli : Nicola Zizzi, Michele Gallt,{zzi; tenenti colonnelli: Vincenzo Degli Uberti, AlbinoMayno, Raffaele de Le'yva, Francesco Traversa, Michele Garzia, Cesare Mori, Giuseppe Mugnai; maggiori : Gabriele de Tommaso, Pietro Bardet di Villanova, Michelangel<:> Valente, Luigi d'Escamond, Clemente Fonseca; Diodato Cappetta; capitani : Antonio Calenda, Gaetano Polizzy, Eustacchio Rotondo, Francesco Avitaja, Luigi Scarambone, Luigi Tramazza, Gennaro Gonzales, Vi tantonio Piccirilli, Pasquale Oieco, Vincenzo Malta, Giovanni Palmieri, Francesco Sponzilli, Giordano F ridolino, Carmelo de Simon,.Domenico CerratiGagliardi. ' Vi ~rano poi 17 capitani-tenenti, fra cui : Federico Bardet di · Villanova, . Salvatore Colucci, Corrado Lanza-Menchini; 41 primi tenenti, fra cui : Francesco Renna, Filippo Pagano, Cesare ' Firrao, Carlo Liss.ona (1), Federico Verdinois, ( 1)
Carlo Lissona era in Sicilia quando scoppiarono i moti del 1848. Rimastovi, fu dal presidente Ruggiero Settimo nominato maggiore sottodiret-
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Raffaele Orsin i, Gaspare Salomone, Giuseppe Ca~telnuo voLandini, Filippo Caracciolo, Filippo Ech aniz; 15 alfieri, fra cui: Giacinto e Giuseppe d'Ayal a, Carlo Pisacane (1), Pasquale Galluzzi, P aolo de Sangro, G ustavo Bourgoin, Carlo Avena, Giovanni Novi. Infine vi erano : 20 guardi e di 1a classe, 20 di 2a classe e 20 di 3a. classe, alcune d elle quali erano pareggiate a gradi militari da capitano in giù. Al R. Ufficio topografico, eravi, come dir_e ttore, Fedele Amante, col titolo di « ispettore di geodesia ed astronomia» ; poi 3 ingegneri di Ja. classe : .,Giuseppe de Salvatori, G iova nni Signorile, Giuseppe Bifezz-i ; 3 d i 2a classe : . 3 di 3a ; indi : disegna tori, topografi, disegna tori-li tografì, incisori, ecc .. Al battaglione pionieri: comandan te: maggior e G abriele de Cornè ; capi tani : Raffaele de C ornè aiutante ma ggiore, Francesco L ah alle addetto allo stato maggi ore, F ederico Capaccio, Pasqua! Mayer, Antonio Astorino, Tobia Micheraux, Antonio Recchia, addetti alle compagnie ; con 8 primi t enen ti, 5 secondi tenenti, 5 alfieri e 12 aiu tanti. Molti di questi uffici ali si illustrarono n elle scienze e nelle arti ; alcuni passarono n ell'esercito italiano. Fra i più notevoli si debbono ricordare : Clemente F onseca, .che terminò la carriera d a · colonnello, e che, con la cooperazion e di soli ufficiali d ell'arma, p rogettò e diresse i l avori della ferrovia da Napoli fin quasi a C eprano, tore d egli ingegneri militari, poi di re t tore d el gènio militare ndl'eEcrcito siciliano. D imessosi alla restaurazione Borbonica, prese breve servizio nell'esercito toscano nel 1859, poi passò maggiore del genio dell'eserci to regolare (v. Capo VI0 ). (1) Il Pisacane raggiunse il grado di tenente del genio, ma le sue convinzioni politiche lo consiglia rono presto a lasciare il servizio borbonico. Fu ardente patrio ta, precorse i fasti g~ribaldini del 1860. Scrittore magnifico d i scienze economiche, politiche e militari, morì combattend o a S anza, capitano d ella sped izione rivoluzionaria di Sapri (1857).
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con la diramazione Cancello-Nola (150 K m.); costruì il porto del Granatello esposto a forti mareggiate, la bella strada del Piliero a Napoli lungo uno dei lati dell'antico porfo mercantile, e l'edificio della nuova grande dogana; fu au tore di molte altre opere di architettura civile ed idraulica nella stessa Napoli e nella piazza di Gaeta. Il colonnello Mugnai, che progettò ed eseguì gli scali di alaggio nel cantiere di marina in Castellamare di Stabi a ; difficili costruzioni che si ammirano sempre come un prodotto della sapienza e della pratica di quel dotto ufficiale nei lavori marittimi. Il generale Vincenzo degli Uberti, il capitano Luigi Scarambone, il generale F rancesco Sponzilli e Domenico Cerrati, autori di pregiatissime pubblicazioni di architettura militare ed idraulica; i due ultimi furono successivamente preposti alla costruzione del bacino di raddobbo nel porto militare di Napoli, ove occorse di superare grandissime difficoltà. Dello Sponzilli, conosciuto in I tali a ed ali 'estero per i moltissimi scritti pubblicati nei diversi rami dello scibile, si ricordano in par ticolare, ol t~e i numerosi edifici d 'uso militare che ebbe a costruire (come la magnifica corderia di Castellamare, fondata su sabbia riportata), le opere fatte a Barletta per incarico di quel municipio, tra le quali il cimitero e la to;re dell'orologio. ,. Il capitano Filippo Pagano, che fu per un tempo egregio ingegnere di ponti e strade, e fu autore di un 'opera storica sul reame di Napoli e di due trattati di fortificazione. Il colonnello .Cappetta che progettò il porto di Catania, ed a lui devesi pure la ricostruzione del magnifico scalone del palazzo reale di Napoli. Il Menchini, costruttore delle due grandi e splendide caserme di cavalleria davanti alla reggia di Caserta. Gonzales e Gagliardi, autori di una delle gra.ndiose strade di accesso alla reggia di Capodimonte.
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* ** Fu citata la dat a di istituzione del collegio della Annunziatella o Nunziatella; esso si mantenne la prima isti tuzione militare del regno di Napoli, ed ebbe rinomanza europea. Vi insegnaron o uomini preclari per larghezza di idee e per elevatezza di sentimenti, come il Puoti, il De Santis, il d'Ayala ; e ne uscirono ufficiali, che ebbero i nomi di Alessandro Begani, Angelo d'Ambrosia, Francesco Macdonald, L orenzo Mon temajor, i fratelli Florest ano e Guglielmo P epe, Francesco Traversa, Luigi de Benedic tis, Ferdinando Bosco, Girol am o Ulloa, Alessandro Nuziante di Mignano, Michele Viglia, · Camilla Boldoni, Giuseppe Pianell, Gi acomo L ongo, Guglielmo de Sauget, Paolo De Sangro, Eugenio L ocascio, G aetano Nagle, Pietro Quandel, Bernardino Milon, Domenico P rimerano, Carlo Pisacane (I 'eroe ed il martire di Sapri), Luigi Blarich, R oberto de Sauget, i fratelli Lui gi e Carlo Mezzacapo, Enrico Cosenz, Domenico Briganti, Ernesto Borgia, Carlo Co lonna, Frances.co de Renzis, Ni·c ola Marselli, Biagio D e Benedi.ctis, Achille Afa n de Rivera, Adelchi Pierantoni, ~ere illustrazioni dell 'esercito e della patria italiana. Molti di questi militarono nel genio o nei primi anni od in tutta la loro carriera, come si avrà m odo di indicare in altre parti di questo scritto.
*** Contemporaneamente al corpo reaÌe del genio n apoli.tano, ebbe vita e sviluppo, come si è detto più volte, un a istituzione che dell'esercito fu lustro ed onore, e che può d efinirsi col nome di « Istituto topografico militare », ma ebbe nomi diversissimi. Esso sorse nel. 1781, col nome di « Gabinetto topografico » per opera di una comm1ss10ne presieduta da Troj a"no Spinelli,
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che doveva formare una carta geografica del regno ed ebbe per primo direttore Giovanni Antonic-Rizzi-Zannoni. Nel 1808 fu ampliata l'istituzione e chiamassi << Deposito topografico»; fu posto sotto il comando del tenente generale D umas ed ebbe sempre per direttore il Rizzi-Zannoni. Molte furono le pubblicazioni, che servirono di base alle carte moderne del Regno. Intanto era stato chiamato a Napoli Ferdinando Visconti topografo di fama mondiale ed a lui devesi l'ordinamento del <<Deposito generale di guerra e marina » ( 1814), che assorbì il gabinetto topografico. Nel 1817 il Deposito fu diviso in <<Deposito di guerra>> propriamente detto ed << Officio topografico», e vi furono destinati successivamente ufficiali di stato maggiore ed ingegneri od ufficiali del genio, oltre ai topografi, disegnatoxi, incisori, ecc .. Nel 1833, l'Officio topografico fu reso indipendente, ebbe ordinamento complet amente militare e fu messo alle dipendenze del corpo del genio, e così rimase - salvo leggere modificazioni - finchè fu fuso con l'Istituto topografico militare itali{lno dopo le guerre dell'indipendenza (2). Fu notevole lavoro dell'Istituto napoletano, retto dal Visconti, il collegamento geodetico delle provincie cisfarine con quelle oltre il Faro, e con l'Italia superiore, che mercè i lavori
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•(1) Il Visconti, napolitano, si era fermato per ragioni politiche, in Lombardia, ove aveva fatti importanti rilievi topografici per il vicere Eugenio. Per lo Stato napolitano attese alla triangolazione delle Marche (che nel 1815 erano soggette al re di Napoli), poi stese molte carte del Regno.Mori col grado di g~nerale del genio. (2) Provvide a ciò il R. Decreto 4 agosto 186 I, l'articolo 1° del quale così si esprime: "L'attuale ufficio to pografico esistente .jn Napoli è conservato, e farà Parte dell'ufficio superiore dello Stato maggiore. Esso formerà una sezione separata dall'ufficio di Torino, sotto la dipendenza immediata del generale capo dell'ufficio medesimo .. .. ,,.
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dell '« Istitu to g~ografico militare austriaco », retto da G iacomo Marieni, si legò poi con le triangolazioni di Francia e di G erman ia.
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* * E siamo alla stori a recente. U n decreto del 28 luglio 1859 dispose c h e gli _u flìzìali superiori, i capitani ed i subalterni addetti al battaglione pionieri dovessero fare « ruolo >> con quelli d i fanteria, ove s arebbero s t a ti traslocati a misura che venivano promossi ed i loro posti sarebbero stati occupati d a uffiziali del genio. Gli uffiz iali dei pionieri che volevano restare nel genio dovevano assoggettarsi ad un esame. Gli aiutanti degli zappatori-minatori e dei pionieri potevan o, mediante esame, ascendere ad alfieri del genio ; in caso opposto sarebbero stati nominati alfieri nella fan teria di linea. Con altro decreto del 1° agosto 1860 il battaglione p ionieri fece parte in tegrale del corpo d el genio e prese la d enominazione di « 2° battaglione del genio », ed il battagl ione zappattori-minatori venne chiamato « 1° b a ttaglione del genio ». Ciascun battaglione dovea esser comand ato da un colonnello o tenente colonnello, ed ogni brigata da un m aggiore. A d ogni battaglione era addett o un capi tano a iutante m aggiore. Gli uffiziali della fa nteria di linea che trovavansi nel detto battaglione pionieri restavano te m porane ament e a prestarvi servizio, salvo ad essere traslocati in fanteria nel momento di p romozione. Questi provvedimenti però n on ebb~ro effetto, perchè la guerr a sopravvenne. Inta nto la « Direzione generale dei corpi facoltati vi » era st ~ta sciolta ed erano state formate due direzioni generali , una di ar tiglieria ed una d el genio. Direttore generale del genio fu nominato un maresciallo di campo, ed ebbe t re ispezioni ; la prima : personale ed officio topografico ; la seconda :
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del materiale al di qua del _Faro ; la terza : del materiale al di ]à del Faro. Ed infine, con decreto del 1° agosto, venne stabilito che alle 11 direzioni locali venissero addetti 11 tenenti colonnelli come direttori (1); 1 tenente colonnello o maggiore dell'arma doveva essere addetto alla direzione generale del genio ; 1 tenente colonnello ebbe l'incarico degli studii nel collegio militare. In Capua venne istituita una « Scuola di applicazione per gli ufficiali, sotto-ufficiali e soldati del genio» ; il comandante doveva essere un brigadiere. Per il servizio di contabilità, disegno ed anche assistenza ai lavori nelle direzioni del genio, ali'epoca dell'annessione si avevano i seguenti gradi successivi, ai quali si fecero corri·spondere, nel nostro ordinamento, e dopo l'annessione, i gradi ,od impieghi di con tro scritti : Esercito napolitano aspirante
Esercito italiano sotto commissario del gemo di 3a classe sotto commissario del genio di o di 1a classe, secondo . la anzianità
·guardia di 38· classe
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(1) Le direzioni erano nelle seguenti localitò, e numera te cosi come appare dall'elenco : Continente : 1a Napoli (servizii di terra) ; Capua; 3a Gaeta ; 4a Pescara ; 5a Reggio; 6a Taranto ; I Napoli (servizio di mare) ; I I°' Castellamare. Sicilia : 70. Palermo; so. Messina ; 9n Siracusa. Di più v'era la direzione dell·ufficio topografico, retta come le precedenti da un tenente colonnello. Per maggiori particolari sull'orga nizzazione delle truppe e dei servizii del genio napoli tano alla fine del 1860, :;i può consultare una raccolta di Nor.me intorno al Servizio del G. N. compilato, d 'incarico superiore dal capitano
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Esercito napolitano
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id., di classe onorificenza d'alfiere (1)
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Esercito italiano
commissarii del genio di 3a classe
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guardia di·fì ta classe · d.1 2a c l asse comm1ssar11 d e1gemo ·d d. onon cenza 1 2 ° tenente 1 . onorificenza di 1° tenente idem guardia segretario principale d 1 · d .- la l ·d .fì d. . comm1ssano e gen10 1 c asse 1 . onon cenza 1 capitano In quanto alla divisa, essa può apparire ben defini ta dal quadro fìg. 74, e che non ha bisogno di illustrazione, essendo una derivazione della divisa di pochi anni prima. ·
* ** La guerra del 1860 e 1861 portò un rivolgimento profondissimo nell'esercito napolitano. In Sicilia ed in Calabria l'esercito si ritirò presto da vanti ai moti insurrezionali ed alle azioni ardite e valorosissime di Garibaldi. Le defezioni e le perdite costrinsero il governo centrale a sostituzioni improvvisate ed a ripieghi, che alterarono tutti gli ordinamenti qui indietro esposti. Non è questo il luogo .di fare considèrazioni sulle condizioni politiche e morali dell 'esercito, e specialmente dei suoi comandanti, in quei tempi di eroismi . e di bassezze inaudite. Vi furono molti che, guidati nelle loro azioni dai sentimen ti nobilissimi. di annessionismo e di liberalismo passarono all 'eserci to dei volontarii italiani quando si presèntò in Sicilia od in Calabria, od all'esercito nazionale quando si affacciò dalle Emi'io Marrulier e vistato dal maggiore generale dirett9re generale in terino Gonzales (è nell'archivio del Museo del genio). (~) Talvolta l'onorificenza di alfiere veniva concessa alle guardie fra la 3a e la classe.
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Marche; molti che tennero fede al loro giuramento ed al loro sovrano e lo seguirono fino all'ultimo giorno che egli fu nel regno; altri pochi che abbandonarono l' esercito prima o durante la guerra fratricida, e non passarono a noi. Certo è che sulle rive del Volturno e del G arigliano, entro Capua ed entro Gaeta, si ridusse la parte migliore dell'esercì to
Fig. 74. Divise di ufficiali e soldati del regno napolitano nel 1860 circa.
napolitano e colà furono sviluppate azioni militari di onore tanto per chi vinse come per chi fu vinto. Ma dove rifulse la virtù del calunniato esercito (che era poi di I t•liani) fu a Gaeta, ove l'eroismo, l'abnegazione, la te~ nacia si dimostrarono veramente meravigliosi. Si esporrà al capo VI0 l'opera del genio italiano nell'attacco di questa piazza forte, e ,la data della presa di Gaeta fu per molti anni tenuta come quella della festa dell'arma, perchè fattore prin.c ipale di questo avvenimento decisivo nella storia dell'unità d'Italia fu l'opera del genio. Ma quest'opera illuminata e costante ebbe riscontro e fu conseguenza dell'opera costante -ed illuminata e dell 'eroica
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resistenza del difensore; senza di che la prima non avrebbe avuto luogo, o non avrebbe a vuto quel valore m ilitare e morale che ebbe. E noi l'azione difensiva di Gaeta esporremo brevemente, attenendoci più specialmente a quanto riguarda quella del gemo. Scrive il QuANDEL nella prefazione al suo libro sulla di fesa di Gaeta (1) : " .... tutti i Re di Napoli, sperando aver sempre dalla loro parte il mare, pensarono in tutte le epoche di affortificare sempre maggiormente Gaeta, nella quale la natura gareggiando con l'arte a render la forte, facevala considerare indispensabile ad assicurare il Regno, e riguardare come u ltimo rifugio in caso disgraziato di guerra. '' Tanto più che collocata quasi a confine dello Stato, e potendo in certo modo intercettare la p rincipale strada che da Roma conduce a Napoli, ed anche ad cgni istante ricevere soccorsi quando il mare è libero, min accia di continuo il conquistatore nelle sue comunicazioni con lo Stato dell a Chiesa. Ed ecco la ragione di tanti formali assedi, che convenne porvi in tutti i tem pi dagli invasori del R egno, se vole vano essere sicuri di possederlo..... (2) ,,. Cosicchè anche nel 1860 avvenne quello che altre volte era avvenuto; e cioè che l'eser~ito del governo di Napoli si ritirò dap(1) G1u SEPPEQ UANDEL. Lavori de/genio napolitano nelle posizioni occupale dall'esercito dietro il Garigliano fino al termine dell'assedfo di Gaeta (Napoli 1862). (2) Le prime fortificazioni di G aeta si debbono a F ederico II 0 Svevo, che le eresse nel 1222 e da allora subì 14 assedi. li primo nel 1289 da Giacomo d'Aragona e di Sicilia, essendo Re di Napoli Carlo I1° d'Angiò e successivamente nel 1424, nel 1435, nel 1463, nel 1496, ecc .. Celebre (oltre quello del 1860-'61) fu l'assedio posto vi nel 1806 dall'esercito francese e la strenua e valorosa difesa del principe di Philippstast . Penultimo era sta to l'assedio del 1815, per parte del generale austriaco L aver contro i murattiani.
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prima sul territorio fra il Volturno ed il Garigliano, guardato dalla piazza di Capua, di mediocre efficenza, e successivamente scampò a Gaeta. ·
* * * Prima, però, di cercare colà l'ultimo rifugio, re Francesco 11° dette larghe disposizioni, perchè fossero difese le posizioni esterne, e fosse il più possibile ostacolato l'avanzarsi dell 'esercito avversario, specialmente da nord, per ove si avevano le . . rnagg10n preoccupaz10m. All'uopo il c·a pitano del genio Ferdinando de Rosenheim fu mandato a rafforzare il palazzo dei duchi di Piombino all'Isoletta, ed egli vi adattò artiglierie e lo rese molto temibile. Poi il capitano stesso, coadiuvato dal capitano Andruzzi, minò e demolì l'arco maggiore .del ponte (romano a Pontecorvo sul Liri, per impedire le comunicazioni da San Germano verso Pico, indi Gaeta. Importanti lavori furono fatti alle gole di S. Nicola (impianti . di batterie, interruzioni stradali e si.mili) dal capitanò Andruzzi predetto e dal capitano Luigi de Rosenheim, fratello di Ferdinando. Alle gole di S. Andrea, sulla strada che da Fondi conduce a Itri (e da Itri poi a Gaeta), fu fatto uno sbarramento complesso, importantissimo, comprendente: un ridotto detto dell'Epitaffio con artiglierie, ricoveri per truppe e strade d'accesso; due batteri/in posizioni più arretrate ; trinceramenti per fanterie a coronamento delle alture, e baracche per i presidii ; ecc .. A questo sbarramento attese il capitano del genio De Nora. Al ponte di ferro alla foce del Garigliano, sotto T raetto (Minturno), era stata progettata un'ampia testa di ponte dal colonnello Gagliardi e dal capitano Quandel ; ma la mancanza
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di risorse locali, di tru ppe lavoratrici e di denaro per pro vvedere strumenti e fa re le paghe, consigliò di adottare u n progetto ridotto presentato dal maggiore Satriano e dal capitano Carrascosa. Vi posero mano in fretta mentre l'esercito piemontese avanzava a rapide marce ed i lavori non furono compiuti , anzi dovettero essere spianat i, perchè non servissero di copertura agli invasori. Fu distrutta solo porzione della massicciata stradale e del tavolato del ponte, e fu costrutta una batteria per 4 pezzi alla foce per battere il mare e per tenere lontano il più possibile la flotta · piemontese, che appoggiava i movimenti dell'esercì to. Questa ba t teria fu opera dei capitani P'erricci e Violante. Nello stesso tempo e co n lavoro febbrile si fecero sbarramenti e difese a l\!fola di C a.e t a e vi furono incariçati il m aggion , D e Sangro ed i c a pitani Anfora e Sponzilli, facenti p ar te dell'esercito che presidiava G aeta, ed il capitano Quandel distacca to d a quello che opera va alle feci del Garigliano. I lavori a Mola esegui ti in poche ore furono : 2 tra verse alla strada consolar e, armate di artiglieria, al fìµe di b a rricarla e batterla di infilata; 2 barricate nell'interno del paese ; un lungo trinceramento a principio del borgo ; una bat teria per 2 pezzi sul monticello S. Antonio ; un dent e, con un pezzo in capitale suUa strada di. Manarola; infine una batteria per 4 pezzi alla marina, per impedire alla flotta azion e su terra, e questa bat teria fu costrutta sot to il fuoco della flotta stessa, sicchè vi furono alcuni morti e feriti durante il lavoro. Mola di Gaeta fu attaccata dai PiemGmtesi il 4 novembre, e vi si copersero di gloria i granatieri ; e l'esercito n apolitano si concen trò verso Gaeta. Per le belle opere compiute dagli u fficiali d el genio nell 'imminenza di attacchi ed alcune volte sotto il fuoco, il re F ran<::esco II0 nominava «Cavalieri di Diritto di S. Giorgio » il maggiore De Sangro, il capitano Anfora e l'alfiere Lanzilli; e
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da va la « croce di Ca vali ere di 1a. classe di Francesco 1° >> ai cap1tam : Andruzzi, De Nora, Ferdinando e Luigi De Rosenheim. *
* *
Le fortificazioni della piazza risentivano della successk vità di loro costruzione, essendochè vi erano ancora avanzi della dominazione sveva. Il recinto, a quell'epoca, si limitava alla sola città dominata, quindi, dall'immediato Monte Orlando. Carlo V0 imperatore e re, recatosi a Gaeta e considerato il pericolo che proveniva alla piazza da quel dominio, dispose perchè nuove ope~e venissero elevate nell'istmo, in modo da metter dentro Monte Orlando, ed affidò l'opera grandiosa a Giulio Cesare de F alco da Capua, valentissimo ingegnere militare, che fece la cinta quasi quale al presente si vede. Vi fu. rono poi miglioramenti e rafforzamenti, e si ricordano i nomi dell'ingegnere Ambrogio Attendalo, pure di Capua, di Francesco Cantagallina, di Antonio Piselli da Torino, ecc .. Francesco F arias cur_ò specialmente le opere esterne. Ferdinando I 1° nel 1848 si propose di rendere Gaeta fortissima, e vi fece lavorare fìno a ridurla quale trova vasi al principio dell'assedio del l 860~ '61 (fìg. 75). Ma le scarse finanze dello stato e la trascuratezza de' tempi di pace avevano condotto Gaeta a condizioni quasi deplorevoli di conservazione. Erano sorte vere boscaglie nei fossati e nei terrapieni, che erano stati anche abusivamente coltivati ad orti ; le acque avevano fatte franare le scarpate; molte volte erano pericolanti ; i paiuoli per le artiglierie erano fradici ed inservibili, cosicchè molte bocche da fuoco giacevano disarmate sui terra. pieni ; pochi erano i magazzini da polvere alla prova, e mancavano ripostigli per munizioni e magazzinetti in quasi tutte le opere e fronti. Ne venne che i lavori del genio per la messa in difesa della
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piazza furono numerosissmi e notevolissimi, e solo con abnegazione ed oper a continua poterono supplire alla loro import anza e quanti tà i n on molti ufficiali e le poche truppe tecniche. Al 12 ottobre 1860 era vi a Gaeta un distaccamento di 176 uomini del 2° battaglione (1), che fu accresciuto da altri
F ig. 7.5. Gaeta nel 1860.
218 provenienti da Augusta, i quali però, appena giun ti, fur ono in gran parte mandati fuori dall a città ai lavori del Ga~ rigliano, di Nola, d i S . Andrea e di· S . Nìcola, qui indicati. Ad assedio inizi a to le truppe del genio sommavano a 591 (1) Occorre ricordare che le truppe .del genio n apolitano erano costit uì te nel 1860 d a 2 battaglioni di 8 compagnie ciascuno: 1° battaglione zappatori-minatori; aveva ufficiali proprii del genio; · 2° battaglione pionieri : aveva ancora ufficiali che provenivano dai sottufficiali del genio o da altre armi . ·
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uomi~i (fra sottufficiali e soldati), compresi i molinari ed i pa~ nettieri, i vaècari e gli uomini addetti alla costruzione dei sac~ chi a terra. Gli ufficiali erano : a) del genio propriamente detto : 1 te~ente generale : Gaetano Traversa , 1 colonnello : Pelosi ; 4 maggiori : De Sangro, Presti, De Sarnaud, Satriano ; 6 capitani di classe : Andruzzi, Volpi, Anfora, Isastia, Quandel, De Nora ; 5 idem di · classe : Violante, Carrascosa, Rammacca, Sponzilli, F errari ; 10 guardie di classi di verse. b) del genio non facoltativi: 1 colonnello: Salmieri; 3 maggiori : Hucher, Perricci, A. Salmi eri ; 1 capitano e 14 subal~ terni. Verso la metà di dice~bre poi, per coadiuvare i capi se~ 1 zione nei molteplici lavori, furono destinati al genio altri 11 subalterni di linea, che furono aggregati al 2° battaglione dell'arma . I lavori principali fatti per la messa in difesa della piazza .s1 possono . cosi nassumere : Taglio degli alberi (sgombero delle linee di tiro) e delle erbe; palizzate e rastelli di chiusura alle strade coperte ; regolarizzazione dei terrapieni, dei parapetti, -delle banchine e loro rialzamento per meglio defilare i serventi ; ristauro r~dicale ai ponti levatoi che poco per volta si erano convertiti in ponti stabili ; blindamenti varii ed estesi ; riduzione alla prova di coperture dei magazzini da polvere, dei forni per la guarnigione, di ·alcuni laboratorii ; costituzione di piazzuole e paiuoli per pezzi (1) (dette e< spianate,, dai Napoli tani) ; costituzione di magazzi~
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1 ( )
Mancando quasi totalmente di tavol~ni, il genio costruì pajuoli per cannohi da 16 su affusti e sottoaffusti Gribeauval con un elegante ripiego. SepeUì d~i cuscini di travertino (che erano provenienti da altri pajuoli demoliti) e li rafforzò con gitta te di calcestruzzo, e sopra vi fissò guide di ferrovia (che Per caso erano nella piazza) appianando i vuoti fra le guide con argilla battuta.
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n e tti e ripostigli per mun izioni e p ol veri sulle diverse fronti . cost ru zione di traversoni di d efi. la mento -p er coprire p assaggi esposti ai tiri avversari ; ripar azione di strade e costituzione di s trade nu ove d 'accesso alle b atterie; costruzione di « chiusi ,, per il bestiame (si poteron o riun ire quasi 500 fra buoi e vaccine prima dell 'in vesti mento) ; ecc .. A mon te O rlando furono cos trut te alcune batterie (continuat e du rante l'assedio) e fu impiantata u na stazione d'osservazione, a ll a quale, ogni giorno, erano comandati 3 u fficiali inferiori, uno d i stato maggiore generale, uno di artiglieria ed uno del genio. E ssi comu nic avano con la ci t t à per mezzo di una linea telegrafica elettrica ; di più, su torre Orlando era impi antato un apparato di t elegrafi.a a bracc ia (si stema italiano) che comun icava con T erracina, Ponza e Mon dragone: ma durante l'assedio poco funzionò. Tut ti i precedenti lavori furono esegu iti speci almente sotto la di.rezione del capita no Volpi nell'in terno della città, d el capitano Q uan del sulle fortificazioni dal lato di terra e del capi tano Ferrari fuori Montesecco, coadiu vati dalle guardie Marsigli, Volpe e Marra.
** * Il giorno 5 novem bre la pi azza venne dichi ar ata in istato d'assedio dal governatoreMilon, con apposito ordine d el giorno. Il direttore gener ale del genio, S. E . il tenente generale T raversa, di rigeva a' suoi dipen den ti alcun j ordini; ed in uno di essi wno da rilevare queste frasi : " .... r a mment ate che in altro m emorando assedio sostenuto da questa p iazza, il genio eb be p arte princi pale di ·gloria, e pen sate c he, nella difesa della piazza è non solo alr artiglieria, pla all a nostra arma ancora dovuto il prolungarl a. " In ta'l guisa op erand o, voi ben meriterete d el nostro va•
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]oroso e magnanimo Sovrano e . della Patria Napoletana per la cui autonomia · combattete; ed io che sarò sempre con voi per dirigere ed agevolare i vostri sforzi, sarò fortuna to ed or~ goglioso poter dire : erano miei dipende~ti gli ufficiali , sottuffì~ -ciali e soldati del genio di Gaeta ,,. Non potè dirlo l'eroico generale, perchè egli cadde sul luogo -della gloria e dell'onore, fra le macerie di una polveriera saltata in aria pel fuoco avversario. * * * Non è il caso di esporre .nè le vicende della difesa nè le azioni cui dette luogo. Si consulti il giornale dei lavori da pag. 125 a pag. 337 dell'opera citata del Q uANDEL. Eviden temente si presentò per la piazza assediata la sue-cessione dei periodi , quasi fatale, che si pu6 anche teoricamente prevedere, specie per i ma piazza come Gaeta, chiusa dal mare per più di 3/4 del suo circuito e comunicante con la terra per solo 1/4. Cioè, nei primi tempi, l'azione dell'assediante fu di. pre~ parazione e di presa di possesso del terreno, ove tutto era da -creare, e l'azione del difensore era più viva sull'esterno, con predominio, evidentemente, di questa su quella. Poco alla volta le condizioni cambiarono. L'at taccante prendeva piede sul terreno d'attacco, costruì va le strade e le batterie, e le armava; l'attaccato ·risentiva dell'effetto dei tiri, della penuria dei vi veri e delle munizioni, del disagio per il continuo lavoro, per l'ansia, per la scarsezza di nutrizione e di riposo, per le malattie dipenden ti da questo stato anormale di esistenza, ed infatti il tifo fece strage (1). ( 1)
Le perdite dei difensori ammontarono tra morti e feriti ed infermi ; 2800 individui, cioè ci~ca 1/4 della guarnigione. Per effetto delle offese nemiche vi furono fra morti e feriti : 1 generale, 33 ufficiali, e I045 uomini di truppa; il tifo produsse la morte di 3 generali, 6 ufficiali e 307 individui di truppa. Cittadini di Gaeta uccisi o feriti circa 100.
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Si aggiunga che nell a piazza vi era penuria di materiali da lavoro, specialmente di legnami grossi, e che manca va sulla fronte attaccata quasi totalmente la terra ed occorreva portarla dall'interno della città (d agli orti e dai giardini) e che, non avendosi mezzi di trasporto adatti , si dovevano riempire alle ca ve i sacchi di terra, portarli a spalle al luogo d'i mpiego, e vuotarli ; e siccome la stagione fu spesso piovosa e la terra si inzuppava, il lavoro fatto con tale procedimento riusciva penosissimo e spesso insufficiente. Le truppe del genio nella difesa di Gaeta, furono, assieme a quelle di artiglieria, semplicemente ammirevoli. Si trovarono sempre al loro p osto a riparare d anni sulle opere, a spegnere incendi, a procurare difese successi ve. Basti dire ch e pel fuoco dell'attacco morirono 4 ufficiali del genio e 126 uomini di truppa e furono feriti, non lievemente, 4 u ffici ali e 117 uomini di truppa; in tutto 8 uffic-iali e 243 uomini di truppa messi fuori d i com b attimento, su 57 tra ufficiali e guardie (compresi quelli di fanteria comandati dal genio) e 59 1 uomini di truppa, quando la forza fu al massimo, cioè quasi il 400/o, che è cifra alta ed impressionante! E c10 senza le pe1dite dovute a malattia, specialmente al tifo C1).
*** Il « giornale dei lavori » della difesa cominciò ad essere tenuto il 12 novembre 1860 e procedette regolarmente fino al 13 feb braio 1861. Vi sono specificati p&rticolareggiatamente i lavori fatti per la difesa della città, e vi sono rilevati con molto acume gli effetti d ei tiri con proiettili rigati ed artiglierie a retrocarica italiane, che allora er an o una novità. Si rile va fa~ cilmente dal giornale che l'attaccante ricorse nel suo piano (1) Fra gli altri mor ti di tifo fuvvi il tenente generale del genio Ferrari~ aiutante generale di S. M. il Re.
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d'attacco più al bombardamento della città che all'apertura di breccie d'assalto ; e ciò gli fu facile pel fatto che la maggior portata delle artiglierie rigate gli permetteva di impiantare batterie di bombardamento fuori dall'azione delle artiglierie della difesa; mentre b atterie di breccia avrebbero dovuto essere, per la natura dei loro tiri, costrutte vicino al recinto d.a battere. Ciò poi fu fatto dall'attaccante negli ultimi periodi, visto che il bombardamento non riusciva a debellare la forza d.i resistenza del presidio. Spesso i difensori, sotto il fuoco dell'attacco, dovettero sgomberare gli ospedali dagli ammalati e ricoverarli in gallerie ed in poterne alla prova, specialmente alla fronte di mare, ed anche in gallerie di tal genere dovette cercare rifugio e ,vivere la famiglia reale, perchè l'abitazione che aveva scelta divenne bersaglio (forse casuale) dell 'a ttac~ can te. Infatti così trovasi scritto nel giornale : " I proiettili nemici in gran numero colpiscono la città e sembrano di preferenza diretti alla casa abitata d al Re e dalla famiglia Reale, talchè S. M. è costretta a ricoverarsi con tutto il suo seguito nelle casamatte della batteria Ferdinando,,. Non mancarono, durante l'assedio, gli incoraggiamenti e le ricompense alle eroiche truppe del genio chiuse in Gaeta. Il 9 gennaio 1861 il generale Traversa (che aveva assunta anche la carica di Direttore generale della Commissione di difesa) scriveva così in un ordine del giorno : " Ufficiali, .sottoufficiali e soldati : "Se finora ho a vutò sempre a lodarmi di voi, non mai l'inimico a~eva offerto tale un'occasione da far rifulgere nella .sua piene~za il vostro coraggio, il vostro ingegno, la vostra abnegazione. " Ieri alla fine, smascherando molte batterie e dirigendo tutta la giornata un fuoco vivo sulla piazza, ve ne offriva il destro accorrendo dovunque avvenivano guasti a darvi ri~ paro, con permettere sempre all'artiglieria di non mai arrestare
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il suo fuoco, e con rendere sempre faci li le comunicazioni fra le diverse opere, che l'immensa quantità di materiali caduti ad ogni istante ostruiva ; e, finalmen t e, non curando fatiche lavorando calorosamente durante la scorsa notte, mostravate' questa mane le batterie tutte in tale aspetto , che ad alt ri sarebbe sembrato impossibile dopo i gravi danni d'e l fuoco di . . ien. " Il vost ro vecchio generale ve ne rende grazie in nome del Re, che vuole al più presto con oscere i nomi di coloro che dal principio dell'assedio sonosi resi meritevoli di particolare distinzione..... ,, . E d il giorno dopo fu dal comandante l a fronte di terra> maggiore De Sangro, presentato un elenco col nome di 4 sergenti, 5 caporali, 5 primi zappatori, 9 secondi .zappatori e 25 terzi zappatori, che più degli altri si erano distin ti. Come è noto, furono fatte dall'at taccante parecchie proposte di resa, sempre respinte. Il 16 gennaio l'ammiraglio fr ancese che occupava il porto con la flotta, prima di ritirarsi in Francia, come aveva ricevuto ordine, offrì la sua mediazione fra i ·belligeranti, ma il Consiglio di difesa della P iazza decise di proseguire nella resistenza. Il giorno dopo il Re faceva conoscere alle truppe il nome di quelli "cui toccò la fortuna di maggiormen te distinguersi,, (riserbandosi al fìn ire della guerra il « rimunero del giusto e del prode,,) e4 a capo di tutti poneva l'intrepido Principe S .A. R. il conte di Caserta, colonnello di artiglieria, che "con lo esempio e le indefesse cure sì bene sa infondere l'emulazione nella sua nobile arma ,, e quindi vi era il nome di I O ufficiali del. genio, 1O guardie e capimaestri, 6 tra ufficiali del 2° battaglione , e di fanteria addetti ad esso, 4 alfieri, 4 sergenti, 7 caporali · 20· fra pionieri e zappatori. Il 25 ed il 26 gennaio furono fatte, nel genio, promoz{oni per merito di , guerra. · Il maggiore P aolo di . Sarigro fu promosso tenente colon~
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nello; i eapitani Costantinò Andruzzi (1) e Francesco Anfora di Licignano (2) furono promossi maggiori ; i sottouffìciali
Quici, Garnier, Fogni . e Di Napoli furono promossi guardie. Il 5 febbraio verso le ore 4 pom. "uno scoppio terribile che agghiaccia di spavento i difensori succede terso la Porta di terra; sono i magazzini da munizione delle batterie Citta~ della e Denti di Sega S. Antonio che saltano in aria producendo la distmzione di parte della seconda batteria, di varii compresi Qocali) casamattati del contiguo quartiere S. Biagio, del corpo di guardia difensivo della Porta di Terra ecc .... ,, (QuANDEL). Vi perirono tutti i soldati di guardia e buona parte dei lavoratori che si trovavano in quelle località, varie centinaia di individui che si trovavano in h bbriche distrutte. Il Genio subì la perdita di 57 uomini di truppa feriti e quasi 100 morti, fra cui l'infaticabile e zelante Direttore generale dell'arma, tenente generale Traversa, che ritornava dall'aver visitato i lavori ed il tenente colonnello Di Sangro, che, colpito da ur~a spranga di ferro, morì dissanguato per mancanza di soccorsi. Il tenente generale Francesco Traversa (ritratto fìg. 76), nato il 7 luglio 1786 q. Bitonto, era stato allievo del collegio militare di Napoli, dal quale era uscito nel 1808 col grado di tenente in 2a del corpo .del genio ; nel 181 O e nel 1811 fece le campagne di Calabria col generale Grenier ed il 24 ottobre 1811 fu promosso tenente in 1a. Percorse regolare carriera nell'arma, essendo incaricato di speciali studi e lavori ed ottenendo importanti missioni, fra le quali l'ispezione del Reale ufficio
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L'Andruzzi entrò nell'esercito regolare italiano col grado di capitano: dimise nel giugno 1861 . (2) L'Anfora fu un eroe della circostanza. Morto il de Sangro per lo scoppio della polveriera di cui si scrive più avanti nel testo, diresse lo sgombero dei materiali della breccia « non curante del vivo fuoco degli assedianti >l 'come dice il Quandel e riuscì a disseppellire, vivi ancora, varii soldati, uomini e donne, che erano stati travolti dalle macerie. s1
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topografico. Brigadiere nel 1851, maresciallo di campo nel 1860, veniva nel luglio destinato come comandante in dell a piazza, dove trovò tomba onorata. Il Di Sangro era di stirpe di illustri ; alunno del collegio militare del 1823, pagg10 del Re, nel 1840 alunno alfiere e
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Fig. 76. Cen. Francesco Traversa del genio, morto alla difesa di Gaeta nel I 861 .
nel 1847 primo tenente. Fu p iù volte all'ufficio topografico, essendo esperto topografo. Nel 1860 era maggiore; fu mandato capo di stato maggiore del genio presso il comandante in capo · dell'esercito sul Volturno e sul Garigliano e fece ardite _ed utili ricognizioni. Già si diss·e che a Gaet a era stato promosso per merito di · guerra. Egli spirò serenamente, ·lasciando per sua madre queste poche ;righe : "muoio contento per la difesa
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<lei mio Re e della Religione e non bramo che la vostra bene# dizione ,,. Oltre il Traversa ed il Di Sangro, rimasero vittima dello scoppio i tenenti .dei -pionieri Quinci, Guarriello e Trojano. Il giorno 8 febbraio, dopo un violento bombardamento di 36 ore il governatore, d'ordine del Re, convocò un Consiglio . ài difesa, costituito dai capi di corpo, generali di brigata, co,. mandanti deH 'artiglieria e del genio ecc. " per ponderare coscienziosamente e liberamente tutte le circostanze militari, che influir possono sulla resistenza della Piazza .... ,, e la commissione a grande maggioranza si pronunziò per la resistenza, di cui non si poteva prevedere la durata, perchè " lo stato morale delle truppe affrante da più mesi di fatiche, di disagi e di privazioni e lo stato sanitario in rapporto alfa man·Canza di mezzi atti ad eliminare le epidemie ed i contagi avrebbero potuto abbreviarla ,,. 1 Il fuoco dell'attacco continuò intenso, micidiale, con effetti ,ài giorno in giorno più disastrosi. Furono combinate fra i belligeranti brevi tregue parziali per procedere al seppellimento dei cadaveri, togliendoli (per parte dei difensori) dalle rovine dei parapetti e dei fabbricati; ed il 9 febbraio il Q uANDEL scrive :q ueste impressionanti parole : " ... si cessa d.al disfare gli edifizi (in città) per la grande intensità del fuoco n emico ; nè può riprendersi tale lavoro fino al termine dell'assedio. Cessa anche ogni altra specie di lavoro nell'interno della Piazza, ridotta quasi interamente in ruina ,,. Il 10 febbraio, visto che il tifo cresceva rapidamente, ·che il puzzo di tanti cadaveri ancora insepolti alle breccie di Porta di Terra aumentava il contagio, e che un ulteriore spargimento di sangue dimostravasi inutile, il governatore della fortezza, col consenso del Re, aprì indirette trattative di resa, -che continuarono per tre giorni, durante i quali non cessarono . le azioni de.gli attaccanti.
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Intanto r1 1 febbraio veni vano annunziate alcune promozioni per merito di guerra ad ufficiali del genio, cioè : il maggiore Alessandro Presti fu promosso tenente colonnello (1) ; i capitani Giuseppe· Quandel (2) e Cesare De Nora (2) furono promossi maggiori ed i capitani di 2a classe ·Violante,_ Ferdinando e Luigi de Rosenheim (2), Carrascosa, Vincenzo Ramacca (2) e F errari furono promossi alla 1a classe. Il giorno 12 febbraio le trattative di resa furono 'rotte ; continuava la lotta; ogni giorno erano feriti o morivano soldati del_genio ; il 13 febbraio . il governatore Ritucci si dimise ed il nuovo governatore Milon, che era già stato governatore in principio dell'assedio, riprese le trattati ve. Nello stesso giorno il Re, per dare un ultimo segno di benevolenza all'arma del genio, accordò indistintamente a tutti gli ufficiali e guardie, nonchè ai varii ufficiali di linea che li avevano coadiuvati, la <e croce di Cavaliere di Francesco I<> di 1a classe >> e varie medaglie agli individui di truppa. Furono smascherate, come è noto, il 13 febbr aio le due nostre -batterie di casa Albano (blindata) e dell'Atratino (co~ razzata). Verso le 3 pom. una nuova ed immensa sciagura colçì i difensori ; cioè saltò in aria la polveriera della batteria T ran~ silvania, con più di 200 cantara (Kg. 17820 circa) di pol vere, sicchè scomparirono artiglierie e!J artiglieri, lanciati nel mare sottoposto (morirono 2 ufficiali e più di 40 uomini di trup pa) ;. e infine alle 6, 14 pom. fu in alzato il vessillo della pace ; e sui '
(1) Apparteneva al presidio della p iazza di Gaeta, ma era in mJss10ne nello· stato della Chiesa ed aveva disimpegnato impor tanti sErvizi; entrò nell'eserci to i taliano come capitano del genio, ma si d imise presto. (2) E ntrarono ..nell'esercito regolare col grado di capitani del genio, poi si dimisero tutti nel gmgno 1861, meno· il Ramacca che continuò la carriera.
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vinti deve riversarsi piena ed incondizionata l'ammirazione che è dovuta agli eroi. *
* * Caduta Gaeta e ritiratosi il re Francesco II0 in Roma (14 febbraio 1861), rimasero presidii napolitani a Civitella del Tronto ed a Messina e si farà cenno al capo Vl0 delle azioni di attacco. L'esercito napolitano si sbandò poi completamente. Dal governo nazionale fu sciolto e furono poi riammessi nell 'esercito regolare (che allora chiamossi Italiano) molti ufficiali e guardie, e l'elenco sarà dato al cap. VI0 , dove si troveranno alcuni dei difensori · di Gaeta.
3° -
REPUBBLICA
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GENOVA
Le date più importanti degli ultimi anni della Repubblica di Genova sono le seguenti : Nel 1796 vi fu una prima occupazione francese, fino al 1797; nel quale annofucreatal'indipendente c<repubblica ligure». Pochi anni dopo (1800), Genova fu assediata dagli Inglesi e dagli Austriaci, e difesa da Massena, che dovette capitolare. Ma la città fu presto ripresa dalla Francia, che nel 1805 la incorporò definitivamente. Con la ristaurazione, nel 1814, a Genova fu ristabilì ta una specie di repubblica, sotto la protezione dell'Inghilterra; nel 1815 fu annessa al regno di Sardegna e con esso si fuse.
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** Da documenti, rari,. che sono nell'archivio del Genio si possono trovare traccie dell'istituzione che ci interessa. Cosi risulta che, prima della dominazione francese, eravi fra i <<Mi- ·
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Il. GEN I O MILITARE NEGLI ESERCITI ITAL IAN I
nistri del Magistrato Ili.mo dei S. S.ri P adri del Comune i> un « Capo d'Opra », al quale spetta.va la « cura d elle fabbriche pubbliche ecc., comprese le mura, le fortificazioni, ecc., ecc. J>. Era una specie di direttore dei lavori governati vi, e ne risulta incaricato un Claudio Storace. Essendo andato nel 1785 quale cc architetto al Marocco presso quel re ii, la carica· d i « Capo d 'Opra i> fu assunta d al col. G irolamo Brusco « del genio» il che dimostra come presso la repubblica esistesse una istituzione militare, costituita d a ingegneri, e simile forse a quella del Piemon te. Nel periodo di dominio dei Francesi (1797-1 813), (salvo alcune interruzioni) le indicazioni sul servizio del genio sono più esplicite e numerose n ei documenti. Nel 1797 ( 14 dicembre) il col. Brusco, per incarico d el « Comitato delle fortificazioni ii riferisce su un cc disegno dei contorni della città, formato dal maggiore Michele Codeviola, siccome il suo Pi ano di Difesa, che dà a detto Disegno unito n; documento prezioso, questo, che fa conoscere una isti tuzione repub blicana del genio ed il n ome di un altro u ffici ale. Essendo però la carta del Codeviola incompleta e scorretta, il Brusco propose la costituzione di una . cc carta topografica della Liguria ii al completo e preparò il decreto relati vo · (26 febbraio 1798) ; ma Ja propost a non fu attuata, e fu ripresentata al «Magis trato dell'Interno », nel 1799 e p oi nel 1800, nel 1801 e nel 1802. Successivamente il lavoro fu fa tto solo per Genova, ed il col. Brusco ~ollaudò la carta e n e riferì il 28 giugno 1814 quando Genova n on era" p iù francese. È int~ressante ancora u n « progetto per una Scuola militare ii (o regolamento) che doveva comprendere tre classi, doveva essere diretta dal capo battaglione del genio, ed alla q1,1ale dovevano intervenire gli alunni ed i tenenti del gen io, gli ufficiali d'artiglieria ed anche « uffìzialì di qualunque arm a che volessero in tervenire>>; ma non se ne fec e n.ulla, anche p er non togliere importanza a quella .di Modena. Forse d i questi anni
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(i primi del 1800) sono una: Istruzione per gli ufficiali de/Genio che si mandavano nelle piazze di Gavi e di Savona ed ancora un
Regolamento particolare per la distribuzione dei lavori;
e
questo è firmato dai seguenti ufficiàli: Gerolamo Brusco, coman~ dante in 1a; Pozzo, comandante in Brusco e Pindemonte, tenenti ; Chiodo e De F errari, sottoaiutanti. Ma fra il Pozzo, comandante in ed il Brusco (juniore) tenente, vi· è nel manoscritto del Regolamento uno spazio bianco, di 4 righe, che doveva certamente essere occupato da 4 firme di ufficiali (capitani e tenenti ?) di cui non si sono rintracciati i nomi. In altro documento poi risulta un Barabino, tenente colonnello. Il Chiodo sopradetto era Giovanni Battista, che poi fu nell'esercito piemontese assieme ad Agostino; e più tardi v1 fu Domenico Chiodo. Ricostituita la repubblica, il 3 agosto 1814 fu nominata una commissione per esaminare gli « aspiranti al corpo del Genio, che si va ad organizzare ii. Essa era presieduta dal col. Brusco (che si firmò « comandante del genio ii) e vi facevano parte Carlo Barabino pel disegno e Badano e Botto per le ma~ tematiche. · Si presentarono all'esame parecchi concorrenti, ma sono da ricordare solamente: Giuseppe Domenico Botto, Paolo Mallarini, D amiano Marcello Sauli, che poi entrarono anch'essi, come il Chiodo predetto, e fecero carriera nell'esercito pie~ montese, quando Genova fu annessa al Piemonte. · Nell'anno di cui trattasi (1814) vi era a Genova ancora un <<Magistrato Ecc.mo di Guerra ii (ministero della guerra), di cui faceva parte un « deputato alle fortificazioni i> (con ufficio), dal quale dipendeva il comando del genio ; e deputato al nostro ramo di servizio era Vincenzo Serra. Dal 18''15 la storia dell'arma del genio a Genova si fonde con quella dell'esercito piemontese (v. capo IV0 ).
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IL GENIO MILITARE NEGLI ESERCITI ITALIANI
4° - DuCATO
DI
MODENA (Esercito estense)
Prime impronte di istituzione tecnica nell'eserci to estense si hanno in seguito alle riforme che vi introdusse Francesco I II0 che fu " uomo esp erto, tavolta astutamente pratico, e che voleva gareggiare cogli altri Stati n el precorrere tempi più civili, e vi riuscì .... ,, (1). E così, mentre negli altri piccoli stati vicini l'artiglieria non esisteva come corpo, presso l' Estense si trova costituito nel 1738 o nel 1740 un corpo regolare di quest'arma, minuscolo bensì (in tutto 150 uomini) ma bene organizzato, con l'aggiunta di alcuni militari. ingegneri, che rappresentavano l'ar ma del genio. A quest i ingegneri il duca affidò la cu ra di « rendere più sicure e inaccessibili le fortezze del suo stato (2) » e li c omandò Pietro d'Abbadie di Bajona, tenente colonnello estense ed ingegnere militare, come era chiamato . P assò a servizio della repubblica Cisalpina, poi del regno Italico. Fra le varie istituzioni militari del ducato di Modena è anche da indicare l'« Accademia di architettura m ilitare», o « Scuola .per la coltura tecnica degli ufficiali >l, la cui pri ma organizzazione si deve al bolognese Giuseppe Davi a, uomo bizzarro, ma intraprendente, buon matematico ed ingegnere, che fu ufficiale di cavalleria fino al grado di colonnello, poi dimissionario e, finalmente cc Ispettore gen._erale e direttore delle fortificazioni ». La scuola funzionò senza dul;>bio, ma non si sa per quanto tempo. Nel 1756 fioriva; vi era allievo l'Armandi · (1) G. SALYIOLI. La legislazione di Francesco J//0 duca di Modena. (2) Atti e Memorie della R. Deputaz. di Storia Patria · per le prov. Modenesi (serie 1va., vol. IX0 ). Ordini e Cap itoli militari del Seren issimo Signor Duca Francesco Il 1° (Modena, Soliani 1738). ·
DUCATO
DI
MODENA
569
(che fu poi generale) e vi insegnava matematica ed architettura militare il Davi a predetto. Questa scuola fu l'origine di quella che sorse sotto Napoleone 1° (Capo V0 , § 1) e che fu ripresa dopo la restaurazione. Chiusa l'iniziale scuola verso il 1760 Francesco II0 non ab-bandonò il pensiero di mantenere vivi gli studii tecnici militari, e, nella riforma che fece attuare alla università nel 1772, aggiunse una cattedra per l'insegnamento dell'« architettura e matematica militare » il cui corso, che si sviluppava in 2 anni, fu affidato al capitano ingegnere Angelo Scarabelli-Pedocca, allora "uno de' più versati e valenti studiosi di architettura militare, e più tardi uno de' personaggi più notevoli dell'esercito napoleonico (1) ,.. Quando nel 1796 Napoleone occupò lo stato estense lo Scarabelli aveva ottenuto il grado di generale maggiore (conferitogli da Ercole I II0 ) e tale lo confermò (capo brigata) Napoleone, trasferendolo m artiglieria, nella quale arma finì la carnera (2). ** * Durante l'occupazione francese, lo st ato estense fece parte prima della repubblica Cisalpina (1797), poi del regno italico (1805). L'esercito estense, sciolto, dette elementi alla legione lombarda, poi all'esercito cisalpino ed all'italico e si fa particolareggiata descrizione delle vicende dell'arma del genio in quelle epoche nel Capo V0 , § 1. · La scuola di Modena del genio e dell'artiglieria, inaugu.. rata il 28 settembre 1798, chiusa all'invasione Austro-Russa del 1799, riaperta nel 1801, fornì ufficiali del genio per il ser.vizio territoriale italiano e per le guerre d'Italia e fuori d'J,. ( 1) CAMPORI.
Riformazioni della R. Università di Modena.
(2) Lo Scarabelli-Pedocca fece anche parte della «Giunta generale di difesa » della Repubblica Cispadana.
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IL G ENIO MILITARE NÈGLI ESl:RCITI ITALI ANI
talia (v. sempre Capo V 0 , § 1). Fu invasa dagli Austriaci il 20 gennaio 1814 e sciolta per volontà del duca di Modena, Fran- · cesco IV0 (rientrato ne' suoi stati) il 9 maggio 1814.
*
* * Assestati politicamente gli sta ti italiani dopo la restaurazione, rimessa un poco di tranquillità nelle popolazioni, e ristabilito l'ordine dopo i gravi a vveni men ti del 1813 e del 1814, anche nello stato estense fu ricostruito l'esercito e furono riavviati i principali stabilimenti ed enti mili tari. Scri ve il CANEVAZZI (1): « Francesco IV0 , destro ed acuto, conscio dell a celebrità goduta dalla Scuola militare d'artiglieria e genio e persuaso che . l'is truzione è coefficiente essenziale a for mare ufficiali c apaci, volse n ella mente il disegno di alcune is tituzioni militari ed il primo istituto educativo militare in Modena fu l'Accademia nobile militare estense, fondata il 24 dicembre
1821 ». . E, contemporaneamente all'Accademia, Francesco IV0 isti t uì· il « Corpo dei pionieri ll, cioè una scuola professionale d'arte e mestieri, con disciplina e regolamenti militari ; istituzion e, dunque, che può dirsi del genio. Il corpo dei pionieri consta va all'inizio di 60 uomini; poi fu fissato che fossero 1 non compresi gli ufficiali, ma compresi i cadet~i. Il corpo, quando cominciò a funzionare, era formato di una compagnia, poi di due. La compagnia, nei primi tempi, era còmposta di : 1 capitano, I primo tenente, 1 sottotenente, 1 sergente del dettaglio, 3 capi mastri col grado di sergente, 12 mastri, · 24 manu~li , 12 garzoni ; ma con posteriori riforme . il numero mutò. · Il primo coniandan t e fu Clemente Coronini, / che ebbe co~e aiutante il sottotenente ~uigi Parozzi, proveniente dal-
oo:
(1)
CANEVAZZI.
La Scuola Militare di Modena (Voi. II0 , pag. I).
DUCATO DI MODENA
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l'esercito italico. Quando fu istituita la 2a compagnia (1823), ne ebbe il comando G. B. Pelloni ; poco dopo (1824) il cap. Giovanni Coronini prese il comando della 1a compagnia e Clemente Coronini (che era stato promosso tenente colonnello) comandò il battaglione. Furono ufficia]i dei pionieri in questi tempi i sottotenenti : Luigi Roverzani, Armodio Cavedani, Teodoro ·Dallari; ecc .. La prima di vis a dei pionieri ( 1822) fu : cappello di cuoio, tondo, verniciato, con placca d'ottone e coccarda bianca e celeste ; tunica color bleu « del taglio di quella dei dragoni », dicono le istruzioni, ma a doppio petto, con bottoni di metallo, piccoli e bavero pure bleu ; calzoni lunghi, bleu, filettati color. cremisi; Erano arma ti con un fucile corto ; portavano una sciabola diritt a e giberna, con buffetterie nere. Oltre ai pionieri, vi furono uffici del genio per la costruzione e manutenzione dei fabbricati militari (ed anche civili) e comandi di piazze, tenute da ufficiali o di artiglieria o del genio. L'organico dei comandi e degli uffici cambiò frequente~ mente ed è superfluo farne esame particolareggiato. Qui conviene, prima di trattare delle principali istituzioni estensi che ebbero affinità - col nostro tema, ricercare ,quali furono le assegnazioni fatte nel gènio estense agli ufficiali del genio che provenivano dall'esercito italico (dopo la Restaurazione). Furono èssi : maggiore Giuseppe Corandini : fu nominato insegnante fortificazione e di disegno all'Accademia nobile militare estense fino dalla sua istituzione e fu sostituito nel 1842 dal Lotti, perchè « vecchio ed alla vigilia di ottenere il riposo>> ; capitano Sigismondo F errari: nel 1822 fu incaricato di lavori (ridurre a caserma per i pionieri un monastero) e nel 1852 dirigeva le istruzioni militari nell'Accademia militare estense allora istituita;
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IL GEN IO MILITAR E NEGLI ESERC ITI ITALIANI
Antonio Araldi (seniore) : fece carriera nei piomen e negli uffizi. Nel 1859 era colonnello e faceva parte di una co·mmissione che doveva studiare l'istituzione d i una Scuola militare del gen io in lu ogo dell a Accademia Militare estense, soppressa dal governo provvisorio; capitano Alessandro F erri : fu nel 1830 nominato comandante interinale dei pionieri ; n el I 83 J fu promosso maggiore per ricompensa della fedeltà nei moti di quell'anno. T enne il com ando dei pion ieri fino al 1848. Promosso colonnello, fu comandan te di piazza a Modena fino al 1859. Seguì Francesco V0 a M antova, ed assunse il comando della piazza, che tenne fino a quando fu sciolto l 'esercì to estense ed ebbe giubilazione; Giovanni L odovico C ampilanzi : fu direttore deli' Isti tuto dei cadetti matematici pionieri e, nel 1852, da maggiore, fu nominato istru ttore mili t are all'Accademia mili tare estense, che allora si costituì; G aetano P arozzi : era allievo della Scuola di Moden a al tempo Napoleonico nel 1807 e fece buon a carriera nell'esercito i talico (v. capo V0 , § 1). Al servizio di Francesco IV0 fu prima aiutante di piazza di Modena, poi capitano aiutan te di campo del generale maggiore C ampori ; m a fu pres to pensionato ( 1829) ; Lui gi Parozzi : era allievo della scuola i talica al suo scioglimento ; passò n ell 'esercito estense, insegnò alla scuola pionieri e cadetti, ma n on fece parte del corpo regolare del genio; Antonio Miotti: cap. dell'esercito italico (v. sem pre capo 0 ·V , § 1) ; in quello estense com andò la piazza di Fin ale, poi nel 1816 fu capitano del genio effettivo ; m a nel 1818 lasciò la carriera militare; G aetano Cavedoni: promosso capitano p er merito di guerra nell'esercito italico, in quello estense ent rò come ragioniere generale al Ministero della Pubblica Economia.
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*** Nel 182 1 scoppiarono turbolenze nello sta to modenese, e fra i provvedimenti di polizia vi fu quello di chiudere l'università. Per l'insegnamento delle facoltà mediche e legali si istituirono speciali con vitti (convitto medico, convitto legale) nei quali - sotto rigororn w rvegli am.a governativa - convivevano e studiavano giovan i che aspiravano ad essere medici od avvocati ; e per quelli che intendevano applicarsi alle matematiche fu aperto un « Istitu to dei cadetti matematici pionieri », che fu in au gurato nel 1824. Il chirografo ducale diceva che "gli studenti .... non potranno conseguire impieghi di ingegneri civili e militari a meno che non abbiano fatti tutti i loro studii come Cadetti nel corpo dei pionieri ,,. In questo istituto, gli studenti, quali cadet ti, form avano un distaccamento speciale, e - quantunque non astretti a giuramento nè a servizio militare - pure vestivano uniforme ed erano retti da disciplina mili tare. Il corso dura va 5 anni. La divisa era uguale a quella dei pionieri qui indietro descritta, solamente il panno poteva essere più fìno. I sottufficiali avevano come distintivo gli spallini di lana gialla ; l'uffici ale aveva sp allini doppi d'oro, ed indossava tunica lunga. Primo comandante fu il colonnello conte Coronini, che nel 1830 fu so;tituito da Giovanni Ludovico C ampilanzi. Gli insegnanti furono quasi tutti professori dell'università, oltre a qu alche militare chiaro nelle scienze, ~ome Antonio Araldi. All'ammissione dell'anno 1824 furono 6 i concorrenti riusciti ; a quella del 1825 furono 4 e fra essi Manfredo Fanti, delle cui gesta militari è ricca la storia del Risorgimento italiano; e continuarono ammissioni di 4, 5 e raramente 6 concorrenti fino al 1848, quando l'Istituto fu chiuso, o cambiò indirizzo.
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IL GENIO MI LITARE NEGLI ES ERCITI IT ALIANI
Alcuni dei cadetti fecero carriera nel genio, così : Armadio Ca vedoni, che comandò i pionieri e nel 1855 ebbe il comando del Corpo del genio ; Pietro Obici, che uscì sottotenente dei pionieri, ma, implicato n ei moti politici del 1831, lasciò Modena ed insegnò matematiche in Toscana; Guidagli Filippo, che percorse la carriera delle armi nelle milizie estensi ; nel 1859, promosso m aggiore, comandò i piomen, che guidò nel Veneto ; Vincenzo Manzini, che presto esiliò a Venezia e prese parte alla di fesa di quella città come ingegnere mili tare ; Girolamo Girolami che passò a servizio del governo toscano e nel 1854 era capitano degli zappatori ; Ermete Pierotti, che nel 1848 prese parte alla guerra dell'indipendenza come ·c om andante della compagnia zappatori modenese e fu all 'assedio di Peschiera ; poi fu nominato capitano del genio nell'esercito sardo ; Francesco Montanari, che dopo Governolo fu nominato capitano del genio ed ebbe carriera e vita turbinosa ; fu aiutante di campo di Garibaldi alla spedizione dei Mille e morì a Salemi; Carlo Brocchi, che nel 1848 seguì la bandiera italiana n ell'esercito piemontese, come ufficiale del genio ; fu poi in Sicilia con Garibaldi che lo promosse colonnello, nel 1860 al Volturno, sotto gli ordini di Medici, comandava un reggimento di zappatori del genio, c he egli stesso aveva organizzato e cadde sotto çapua, colpito da una palla di fu cile alla gola ; Giulio Fiastri, che fece le campagne del 1848-49 come ufficiale del genio sardo, poi passò in fanteria. Qualche allievo come Giovanni Corradini, O razio Montanari, Raniero T addei, Lorenzo Miotti 1. prese parte alle campagne del I 848 e '49, ma non nel genio. Nel 1848 (23 marzo) il governo provvisorio abolì i licei e convitti di legge e medicipa, non quello dei cadetti ingegneri
DUCATO DI MODENA
matematici « in vista delle specialità che l'hanno resa benemerita di questi stati ed illustre anche fuori». Molti di quelli che appartenevano alle predette istituzioni educati ve-scolastiche passarono nell'esercito piemontese e se ne è scritto al capo IV0 • Uno dei primi atti del governo provvisorio fu quello che i pionieri formassero un battaglione di 4 compagnie col nome di zappatori, annesso al corpo del genio, sotto il comando del capitano Giuseppe Casoni , che fu promosso capo battaglione, con aiutante l'ex cadetto pioniere F rancesco Pozzi. Ecco la costituzione del battaglione : Ja compagnia: capitano G. B. Ferrari; tenente Ermete Pierotti ; sottotenente Emilio Malagoli. 2a compagnia : tenenti Adamo Jellek e Vitali ; sottotenente Giovanni Cornice. 3'8- compagnia : tenenti Filippo Guidagli, Gaetano Raisini ; sottotenente Giuseppe Pi azzi. 4a. compagnia : capitano L~renzo Righi ; tenenti Luigi Ravani, Giuseppe M aselli. Questi ufficiali pro veni vano quasi tutti dall 'lsti tuta dei cadetti matematici. Una delle compagnie, forse la Ja, fu mandata all'assedio di Peschiera, comandata dal G. B. · F errari ; poi nel 1849 prese parte alla spedizione in Toscana, distinguendosi contro i difensori di Livorno. La di vis a fu modificata, essendochè « si voleva far perdere ogni reminiscenza del passato». Così agli zappatori fu dato : abito bleu con colletto e paramani verde chiaro, pantaloni bleu con filetto color cremisi, in testa un elmetto metallico per riparare i pionieri quando agivano come pompieri. Col ritorno del duca Francesco V0 , il corpo dei pionieri passò al comando del maggiore Cavedani e fu riorganizzato in due compagnie. La divisa fu : · abit.o e pantaloni di panno· bleu, con filettatura rossa; schakot di cuoio con nappina bianca ed azzurra
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I L GEN IO MILIT ARE NEGLI ES ERCITI ITALIANI
e pennacchio a fiamma, catenelle di ottone decorati ve, fregio fatto da F. V. con sopra una corona ducale; cappotto per l'inverno ; spallini d'oro per ufficiali, di seta o lana per sottu fficiali. Questa è una descrizione ufficiale ; ma forse subì qualche leggiera modificazione n ella applicazione pratica e si veggano
1
F ig. 77 a) e b) . Ufficiale e solda to dei p1omen est ensi dopo il 1849.
all'uopo la fig. 77 a) e b) che hanno carattere di verità, anzi la p rima fìgura è la fotografia di un ufficiale (capitano del genio). Come si deduce dalle fìgure i pantaloni furono di azzurro chiaro e l'abito {tunica) fu bleu oscuro; l'ufficiale aveva una specie di c?lbacco a pelo , con una grande aquila bianca O'aquila estense) come trofeo ; ed il soldato, in vece del pennacchiet to a fìamma bianco, h a un pennacchietto verde di piuma a salice piangente.
IL GENIO MILITARE NEGLI ES ERCITI ITALIANI
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*
** Anche molte istituzioni cambiarono; così il Duca non riconobbe le decisioni del governo provvisorio a proposito dell'Istituto dei cadetti militari pionieri, e lo chiuse col deliberato proposito di soffocare il ricordo dei principii liberali dimostrati da molti allievi. . Restando all'argomento degli istituti militari, si ricordi che nel 1835 era stata istituita una Scuola militare per cadetti. Continuarono i cadetti in tutte le armi e corrisponde· ranno ali' incirca agli ali' allievi· ufficiali del nostro esercito; ma Francesco V rinnovò la << Scuola centrale » che si potrebbe dire dei « cadetti studenti » e che aveva per fine di perfezionare i cadetti comuni ed avviarli o conservarli alla carriera militare; durava tre anni e vi entravano ogni anno due cadetti per ognuna delle compagnie di linea, artiglieria e pionieri. Ma la istituzione subì varie peripezie e cominciò regolarmente a funzionare solo il 1° novembre del 1851. Ne fu direttore il Campilanzi, coadiuvato da Francesco Vandelli, che fu poi capitano del genio, e seguì il duca nel Veneto .nel 1859. Pochi sono i provenienti da questa scuola, che abbiano fatto carriera nel genio ; si può citare Ferdinando Monzani, che fu nominato tenente zappatore dal governo provvisorio del 1859, ed entrò nell'~sercito sardo ove fece brillante carriera (v. capo IV0 ed indice dei nomi). Successivamente c'è qualche data che interessa le istituzioni militari tecniche. Nel 1852 fu istituita l'<( Accademia militare estense », che fu una modificazione dell 'antica « Accademia nobile mili~ tare estense>>, fondata fino nel 1821 e che " le circostanze del 1848 avevano fatto momentaneamente cessare,, come dice il Rescritto Ducale. Ne fu primo comandante il colonnello Guerra
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IL GENIO MILITARE NEGLI ESERCITI ITALIANI
di artiglieria e vi furono insegnanti, fra gli altri: Aràldi, Bianchi, Campilanzi, Cavezzoni, Ferrari, Veratti, Guidagli, Lugli, Parent i, Razzaboni, Vandelli, quasi tutti del genio. Essa fu chiusa il 4 maggio 1859, perchè vi erano inscritti 4 soli allievi. Nel 1855 fu fondata una « Scuola tecnologica per i RR. Corpi Artiglieri e Pionieri » in luogo della Scuol~ mi litare dei cadetti, che aveva cessato di funzionare da quasi tre anni. Il fine della nuova scuola era « di potere avere nei corpi d'artiglieria e pionieri individui forniti di qualit à scientifiche r~ lative alle professioni cui erano destinati di applicarsi l>. La sua durata doveva essere di tre anni ; compì appena un primo triennio e, soprafatta dagli avvenimenti del 1859, fu chiusa. Dette parecchi ufficiali che poi-servirono nell'esercito nazionale, ma quasi tutti in artiglieria. . E da indicare come data importante il 1855, perchè in questo anno il corpo dei pionieri non fu più un corpo a sè, ma fu annesso all'artiglieria. Però il corpo no~ fu sciolto ; e neppure lo fu nel 1859, quando il duca Francesco V0 si refugiò a Mantova. La maggior parte dei pionieri seguì il duca; e presidiò l'isola di Malo ove rimase fino al 1863, cioè fino allo scioglimento de~ fini ti vo (1). · Per quanto riguarda la fusione dell'esercì to estense in quello _n azionale, se ne è detto al Capo IV0 con accenno agli ufficiali del genio ·che nell 'esercito nazionale fecero servizio.
(1)
1866).
v.
Giornale della R. Ducale brigata estense (Verezia, T ip. Emiliana
ESERCITO PARMENSE
5° -
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ESERCITO PARMENSE
Pochissimi ufficiali rappresentavano, insieme congiunti, il genio e l'artiglieria nel non meno minuscolo esercì to parmense; però nel 1843 anch'esso ebbe la sua compagnia pionieri, di 101 uomini , ufficiali compresi. L''uniforme era di taglio austriaco , tutto in grigio-bleu ; il fastoso duca Carlo Il I0 lo tramutò poi' (anno 1850) in quello prussiano. Queste poche notizie del Cenni (1) sono confermate da alcuni documenti (disegni e relazioni) sulle piazze di Parma e :di Piacenza e3Ìstenti nel nostre Museo. Fin dal 1816, ·subito dopo la restaurazione, vi sono di·segni del forte Bardi con questa intestazione •<Genio ed Artiglieria >> con timbro «Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla >l. -e firma del «Cap.no Ispettore del genio ed artiglieria : Regalia )), il quale poi nel 1850 ·si firmava « Tenente Colonn. comandan te il Reale Corpo del Genio>>. Nell'anno 1817 era sottoispettore del genio e dell'artiglieria (e forse lo era anche ne! 1816) il ten. Coriazza. Dal 1827 in poi si tr.ovàno frequentemente, assieme alle firme · di ufficiali parmensi o piacentini, anche firme di ufficiali tedeschi e tedeschizza ti, dal che si deduce che i governanti di Parma ricorrevano all'Austria od al vicino vicereame Lombardo Veneto per avere aiuti tecnici militari; nel 1827 un capitano Modesti firma« van Modesti»; e si ha: Vasy (forse Vasi), I vanic, Boianovic, Bauer, Bohek, ecc .. Delle firme italiane può citarsi : Braida sottotenente nel 1-831 , Giletta maggiore nel 1832; Pi colli o Piccoli (non si legge bene la firma) tenente nel 1834/36 ; comandante Corti nel 1843, forse quando furono istituiti i pionieri ; Pasini aspirante del genio nel 1845, ecc .. Con data 6 marzo 1840 c'è la nomina di Giuseppe Edel (1)CENNI. Numero unico del genio. 36
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IL G EN IO MILITARE NEGL I
ESERCIT I I T ALI ANI
~d apprendista del genio e dell'artiglieria. Il bre vetto di ·nomina è fatto d'ordine del Conte di Bombelles, capo d ell ' lspezionè ~elle cose m ilitari ed è firmato « Jelussig, maggiore incaricato d el gen_io e dell'artiglieria ». Si ha_ notizia di un Ferdinando Bonaccorsi, c~e il ]0 di~ cembre d el 1847 era sergente di classe del genio ; prese servizio nell'esercito sardo nel 1848, fece la c ampagna del 1848 come sergente zappatore e quella del 1849 come furiere m aggiore, poi passò sottotenente nell'esercito sardo n el 1855 e nel 1859 fu t rasferto in fanteria. Nel 1848 l'eserci to parmense mandò un contin gente note.:. vole all'esercito combattente ( v. capo IV0 ) ed un a squadra del genio, insieme ad una squadra modenese, prese parte al.l'assedio di Peschiera. Nel 1850 troviamo che comandava il Reale Corpo del Genio il · Regalia predetto, e v'era tenen te Guglielmo della Cella, che nel 1852 era poi capitano. Con la data del I 853 si hanno alcuni disegni e documenti d ella cittadella di Parma con l'indicazione : « R eal Corpo del Genio~ Stato Maggiore - Ramo Costru7ioni Militari », ed altri intestati « Ramo Costruzioni M~rarie >>. Hanno questa firm a: cc Bucci Filippo, capitano dello Stato Maggiore del R. Corpo del Genio >> e segue il visto del cc Comandante provvigionale del Corpo ingegneri: Pizzetti ». Lo stesso Pizzetti in altri disegni comparisce come « Comandante provvigionale dei R R. Corpi del genio ed ,artiglieria>>. In al cùni c'è anche il vis to «Carlo>> (il Duca regnante). Un disegno , sempre della cittadella,' è «ridotto >> dal capitano Bulgarini. A proposito del Bucci sopradetto, si legge che nel 1848 era soldato, poi sottufficiale di linea parme~se ; nel 1850 fu nominato cc primo tenente onorario alla compagnia zappatori del genio » e fu cc inviato a Napoli per essere . ammesso a ser~
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,. REP UBBLICA DI VEN EZI A P RIM A DEL
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v1re per 2 anni nel corpo dei pionieri per istruirsi nelle cose relati ve al servizio di detto corpo». Ritorn ato a Parma lo vediamo capitano nel 1853 ; nel 1854 pubblicò un piccolo Trattato di Jortifi,caz ione passeggiera ecc., a firma « Bucci Filippo, capitano capo della sezione del genio». Passò nell'esercito italiano col grado di maggiore. Altri nomi di u fficiali parmensi del genio che si rilevano dai documenti sono : Menoni, comandante Polveristi (?), Ro~ mano, maggiore nel 1853; Cerutti ccl. brig. nel 1853 e col. nel 1859 e pochi altri.
6° --
REPUBBLICA DI VENEZIA PRIMA DEL
E DIFESE DI VENEZI A
(1848
e
'49)
1797, (1848)
E DI OSOPPO
A) Repubblica di Venezia prima del 1797. Come si è scritto per gli altri Stati, anche nella Repub~ blica di Venezia, durante il 1700, agli ingegneri militari, che ebbero fama in Europa e servivano chi a loro conveniva (1), subentrarono ingegneri fissi, con gradi militari, per il servizio delle fabbriche e delle forti ficazioni. Non sono molte le notizie circa tale personale tecnico , ed ecco le principali :
(1) Per Venezia e Veneto v. capo Il0 specialmente: Basilio della Scola, Fra Gioconde, Alessandro di Leopardi, Bartolomeo d'Alviano (condottiero e tecnico), Sebastiario da L~gano, Agnolo Buovo, Sigismondo de' F antis, Gio• Vanni Maria Falconetto,Michele Sanmicheli, Michele Leoni, Francesco Oro•· logi, Camilla Orsini, Antonio da Crema, Agostino da Castello, Antonio da Castello, if Clusone, Alvise Brugnoli, Leo~ida Atthar, Gian Tomaso Scala, Francesco Malagreda o Malagrida, Sforza Pallavicina, Antonio Lupicini, Astorre Baglioni, Giulio e Mario Savorgnano, Bonaiuto Lorini, Nestore Martinengo, Cio\r. Batt. Zanchi, Carlo Theti, il Tensini, ecc..
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IL GENIO MILITARE NEGLI
ESERCITI ITALIANI
In una « scatola di manoscritti Lorgna » della biblioteca comun ale di Verona è indicato Antonio Mario Lor gna, capi~ tano ingegnere, come incaricato nel 1768 di lavori al p onte di 1egno di Peschiera ; ed una lettera di commissione di lavori è firmata da Matteo Dixon da Crema, colonnello degJi ingegneri. Esisteva in Venezia un << Ufficio centrale di manu tenzione dei fabbricati militari ». La manutenzione era di simpegnata da impresari, i quali venivano pagati in parte dallo Sta to ed in parte dal territorio sul quale erano le fortificazioni o le caserme. Da un altro registro di << Capitoli - I nventarii /abbisogno ed appalto delle pubbliche fabbriche della città di ~Vero na e Castelli, Legnago e Porto, Peschiera e Sermion, Croara, Chiusa e !vfalsesine (1792) », risulta che all'uffizio d ella manutenzione e sorveglianza d ei lavori erano addetti ufficiali ingegneri ; ed i capitoli sopradetti portano la firma di Saverio Garofali, tenente ingegnere, e quella di L eonardo Salimbeni, bell a fìgura di soldato e di tecnico, di cui si è scritto nel ~paragrafo riguardante il genio i tali e o e di cui si dirà qui avanti. In altro registro di Capitoli dell'anno 1797 il tenen te predetto firma Sa veri o Garofalo, e si in contra iì nome cli Sa veri o Avesana, sergente maggiore (?) mgegnere.
*** Ma una data di grande importanza nella storia militare tecnica della Repubblicra, e nella storia cjeìla nostra arma in genere, si ha nella is tituzione di una « Scuola Milita re >; : il che avvenne con ordinanza 25 febbraio i 759 "dd -Savio in terra ferma ,, Federico Ranier. T aie Scuola doveva specialmente dare ufficiali di artiglieria e del genio e la dirigevano perciò, e vi insegna vano, ufficiali delle predette armi e scienziati di buona · fama.
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Ebbe sede nel Castel vecchio di Verona, .e da epigrafi esistenti e da notizie raccolte (1) risulta che fu aperta il 3 settembre 1759, essendo capitano e vice-podestà di Veron a Andrea Giova~nelli ; che fu riformata e riaperta, ccn nuova inaugurazione nel 1765 per opera di Marcantonio Prioli o Priuli, essendo capitano e vice podestà Antonio Cornaro. Era detta ancora « Istituto Milit are per artiglieria e genio >> ed anche semplicemente « Scuola di Castel vecchio J>. Gli alunni (cadetti) dovevano essere 24; stavano alla scuola dai 12 ai 20 anni d'età, ed uscivano ufficiali ingegneri, oppure ufficiali ar tiglieri ed anche ufficiali tattici (corrispondenti allo Stato Maggiore odierno). Primo di1ettore ed insegnante fu il capitano ingegnere (giubilato) Tomaso Pedrinelli (poi promosso tenente-colonnello), il quale: « .... -suppliva a tale incarico con virtù ed esperienza, in tempo che presiedeva alle cose militari in Verona il fu Eccellentissimo Signor Provveditor Generale Erno ... ». Nel 1760 gli insegnanti-istruttori erano in numero di sei. Il Pedrinelli però ebbe a dimostrarsi incapace a prevenire e reprimere disordini che avvennero fra insegnanti e cadetti; fu dispensato dall'incarico, la scuola fu chiusa e quindi riaperta (come si è scritto) e riordinata nel 1765. Direttore in questo secondo periodo fu Antonio Mario Lorgna (dianzidetto), già cadetto di cavalleria, poi capitano ingegnere, peritissimo nelle scienze matematiche, che insegnò alla scuola. Il Lorgna fu promosso tenente colonnello il 1° dicembre 1770, colonnello il 28 giugno 1773 e poscia brigadiere. Tenne la direzione della scuol.a fino alla sua morte, che avvenne il -24 giugno .1796 e fu sostituito dal capitano ingegnere Leo-
1 ( )
Molte di queste notizie le debbo al conte Vittorio Cavazocca-Mazzanti . e gliene rendo vivi ringraziamenti.
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ESERCITI ITALIANI
nardo Salimbeni, già suo allievo. Vice dire ttore era il cipitano ingegnere G. B. Bertclini <1). Però da pochi giorni Verona non . era più soggetta alla repubblica di Venezia, giacchè il 1° giugno dello ste~so anno 1796 Giovanni Salimben i, padre di Leonardo, ne aveva fa tta la consegna a Napoleone 1°. La scuola, o collegio militare, con gli insegnanti e 12 alunni, che tanti aliora ve ne eran~, fu trasferita a Venezia; poi fu sciolta. Fra gli ins~gnanti, oltre al Lorgna, al Salimbeni ed al Bertolini qui indicati, vi furono: l'architetto Michelangelo Castellazzi ; il tenente Paolo Delanges che professò matematica, fortificazione ed artiglieria ed al quale successe Ottavio Bernardi uno dei migliori alunni-cadetti ; l'ufficiale ingegnere Canova per l'aritmetica e la geometri a ; il c apitanoingegnere Antonio Mcser de Filseck; il capitano Antonio Castelli per la tattica; e - secondo . alcuni - anche Antonio Cagnoli, che poi insegnò alla scuola di I\1odena. Fra gli allievi si trovano parecchi che poi mili tarano nel genio italico, e dei quali si è fatta indicazione opportuna al § V di questo capo, come : Antonio Galateo, Francesco Giuseppe I\1otta, Giovanni Zanardini, Ottavio Bernardi che fu anche insegnante, come già ho accennato. Ed ancora: Pier Luigi Viani, Antonio Romanò, Michele Bos, che salirono a grande fama militando con Napoleone, ma non furono del genio.
* **
'
L e vicende politiche e militari della ces sata repubblica di Venezia negli ultimi anni del 1700 e primi del 1800 furon o molte e svariate. (1) Il Lorgna, nel 1789, dette incarico al Bertolini di preparare un progetto cli ampio ingrandimento della Scuola. Proponeva il Lorgna 120 s tanze per
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Le principali si possono riassumere nelle seguenti date : 16 maggio 1797 : Venezia fu occupata dai Francesi ; . 17 ottobre: in seguito al trattato di Campoformido Campoformio, i Francesi la cedettero agli Austriaci, assieme 0 all' Istria ed alla Dalmazia; rimasero alla Francia Mantova e Verona dalla parte destra dell'Adige; 26 dicembre 1805: Venezia fece parte del Regno <l' Italia ; 17 aprile 1815: fu di nuovo occupata dall'Austria, che vi rimase indisturbata fino alla rivoluzione del 17 marzo 1848: bloccat a poi dagli Austriaci si arrese il 24 Agosto 1849 e fu ad essi soggetta fino al 1866. Nei periodì di dominazione dell'Austria attesero alle opere di fortificazione di Venezia ed ex domini di terraferma in maggior misura ufficiali di quella nazione, con la collabo~ razione di ufficiali italiani che coll'Austria avevano preso serv1z10. Nel secondo periodo francese o nei dieci anni di regno italico le opere de1 genio presero notevole sviluppo, e vi futono impiegati quasi sempre ufficiali nostri , così come fu scritto per Marghera a Venezia, per Salvi e Mandela a Peschiera, per Pietole a Mantova, e per Palmanova, Verona, Legnago, Ferrara, ecc .. Per quanto rjguarda il glorioso periodo della difesa di Venezi2- nel 1848 e '49 e di Osoppo nel 1848 se ne dirà più particolareggiatamente qui appresso, rimandando invece al capo IV0 , § 3c, per le azioni compiute nel 1848 dai riparti del genio toscani, pontifici e volontari veneti a Sorio, a Cornuda, a . Vicenza.
altrettanti collegiali, 9 scuole, 7 camere di coltura, cucina, refettorio i:er 120 commensali, infermeria per L6 letti, .cappella, ecc .. La spesa preventivata fu .di quasi 43 mila ducati ; ma non se ne fece nulla. '
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B) Il genio militme alla difesa di Venezia e di Osoppo (J 848-1849)
Il genio militare, tanto terrestre quanto marittimo, fu naturalmente con l'artiglieria fattore attivo e principale della difesa di Venezia nel memorabile ed eroico periodo dal marzo 1848 all'agosto f 849 ; però non è facile, e non è sempre possibile, separare la sua a:t.ion~ d a quella delle altre armi. con le quali ha operato, perchè i documenti che ci rima ngono considerano sempre le azioni nel loro complesso. In ogni modo si cercherà di individuare nel miglior modo tutto quello che riguarda . l'arma del genio. coordinaJ?dc ed ordinando le notizie con la cronologia degli a.~ venimen ti politici e mili tari (1 ). VENEZIA. -
*** La rivolu2.ione di Venezia , o la liberazione d,dla domi~ nazione dell'Austria , s1 fa datare dal 22 marzo 1848. Prodromi rivoluzionari si erano avuti anche in precedenza C) ; ma nel giorno suddetto il popolo si sollevò, si ribellò alle autorità politiche dapprima, e poscia a quelle militari austriache, si impossessò dell'arsen ale, istituì, sotto il comando di Angelo 1 ( )
Nel 1914 il comune di Venezia apri un concorso p er una Storia documentala della rivoluzione e della difesa di Venezia (!egli anni 1848-49: esso fu vinto da VINCENZO MARCHESI e l'opera, premiata, fu pubblicata n el 1916. È certamente l'opera più completa sulJa grande epopea veneziana, ma l'arma del genio vi è appena qua e là indicata nelle sue azioni, e degli ufficiali si riscontra qualche nome con accenno fugace . (2) Il 16 marzo, in seguito a movimento popolare, erano stati liberati dalla prigione Manin e Tommaseo. Uno dei capi di questo movimento fu i1 giovane P aulo Fambri, (v. MARCHESI, op. cit.), che fu poi u fficiale del genio italiano.
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Mengaldo, la guardia civica, alla quale vennero affidati l'ordine e la sicurezza della città (1), costituL 5otto la presidenza di Daniele Manin, un governo provvisorio (Repubblica veneta), di cui fece parte, come ministro dell'interno e delle costru_zioni, Pietro Paleocapa, che era stato ufficiale del genio italico (v. capo V, § 1). Nello stesso tempo gli abitanti di Mestre attaccavano e prendevano Marghera ; Chioggia, scac,ciate le deboli forze che la presidiavano, poneva .guarnigione patriottica a Brondolo ed al forte S. Felice; e Burano rendevasi padrone di tutti i forti ad esso circostar:ti : "in quel dì, 22 marzo, . il vasto estuario di Venezia, nessun punto eccettuato, ritornan padrone di sè stesso ,, (2). Successivamente, ed a distanza di pochissimi giorni, insorsero le città venete di terra ferma : Padova, Treviso, Belluno, Vicem:a, Udine e, con Udi~e. tutto il Friuli. Il governo provvisorio del Friuli ordinò la mobilitazione delle guardie civiche di cui affidò il comando al colonnello Conti; e, nella circostanza, riprese servizio nel genio Luigi Duodo, col grado di ingegnere-colonnello (3). Capo del go~ verno fu dapprima Giov. Batt. Cavedalis (4 ), poscia Dragoni, ed il Cavedalis fu denominato colonnello comandante ; alla cessione di Udine (22 aprile 1848), egli andò ad organizzare la difesa di Osoppo, e poi fece parte del governo di Venezia. Anche le fortezze di Palmanova e di Osoppo s~acciarono il presidio austriaco ; Osoppo ricevette presidi.o dalla vici~a
(1) Le gesta della guardia civica veneta, che furono veramente epiche, sono narrate nell'opera : I fasti della guardia nazionale del Veneto negli anni 1848 e 1849 del comm. FANTONI (voi. due, Venezia, 1869 e 1870). 2 ·( ) RADAELLI, Storia dello assedio di Venezia negli a11,,i 1848 e 1849.
<Napoli, 1865). (e) Era stato ufficiale del genio dell'esercito italico ( v. sempre capo V,§ I),(') Egli pure era stato ufficiale del genio dell'esercito predetto.
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U d ine e sostenne glorioso assedio , di cui qu i si dir à ; P alma.. nova r imase so t to gli ordini del vecchio generale Zucchi (1), che vi era detenuto dagli Austriaci <2). ·
*** A Venezi a i pro,;, vedi menti d i carattere milit are furono ·affidati ad un « C omitato di difesa d e lla R epubblica Vene ta », composto di un preside nte, il cap itano Solera (poi generale brigadiere), e di 4 membri ed u·no di questi avrebbe dcvuto essere il capo- battaglione (maggiore) del genio Pietro Stecchini. Pare che egli ncn accettasse e fu sostitu ito dal colonnello (pure del genio) G iovanni l\.1ilani, che fece poi parte del « Comita to di guerra >i (trasformazione d el Comitato di difesa predetto) insieme col C a vedali s C8). · La parte esecutiva d e i provvedimen ti era con.::entrata nel Ministero della guerra, di cui fu ti tolare nei p ri mi tempi il Solera dia nzi detto, e poscia il capitano d i marina marchese Paolucci, che e bbe per segre tario genera! e Emilio Camp ilanzi (4 ) , a l q u ale si ·d e ve, può dirsi, l'ordinamento del Ministero. (1) G ià ufficiale dell'esercito italico, e spesso implicato in mo vimenti rivoluziona ri nel '21, '30, '31, ecc .. 2 ( ) Alla difesa di Palmanova nel 1848 concorse anche un battaglione di artiglieri regolarj piemontesi. 8 ( ) Tanto Stecchini quanto Milani e rano stati ufficiali del genio d ell'esercito it alico. Lo Stecchini, quand o fu chiamato a Venezia, era colonnello comandante la guardia civica a Bassano, sua patria. Risulta da documenti che egli rifiutò di far parte d el Comitato vene to d i difesa ; ma non essendo t ali d ocumenti resi pubblici. così lo si trova nelle storie e negli atti come com~ missario fino a che fu sostituito dal Milani. (") Il Caffi1)ilanzi era stato ufficiale del genio dell'esercito italico, ove ave va raggiu n to il grado di tenente in 11\ Al Ministero della guerra di Venezi~ era stato c hiamato dal Paleocapa; tenne il segretariato p ~r alcun tempo, poi passò ai servizi tecnici ed eb be grado di maggiore del genio. H o potuto con~
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Pei servizi tecnico~militari venne istituito un « lspetto~ rato generale dell'artiglieria e del genio>: ed una « Direzione ge~ nerale delle fortificazioni» e fu nominato Ispettore il generale Pietro Armandi (1). Soppressi, per economia, questi uffici il 4 settembre 1848, all'Armandi fu conservato il titolo di « Ispettore onorario». Il servizio d'artiglieria e genio fu concentrato allora nella IIP Divisione del dipartimento della guerra, che si denominò : «Direzione d'artiglieria e genio>> e ne fu titolare il tenente -colonnello Camillo Boldoni. In quanto al genio, vi furono: una sezione al Ministero ed un ufficio (direzione) a S. Stefano (2 ). A capo della sezione del :Ministero · fu posto, col grado di capitano, Gustavo Bucchia, professore di matematica a Padova e che, alla tes ta degli stu.:. denti, erasi battuto valorosamente contro gli Austriaci a Scrio. "Non era sol valente in matematiche ,, - seri ve il Campilanzi " e sue applicazioni, ma anche nell'attacco e difesa delle piazze; nipote di Paleocapa, pareva si fosse in lui trasfuso tutto l'in gegno dello zio .... ,,. L'archivio del genio · fu affidato al capitano del genio ·G. B. Benvenuti, i 1 quale resse anche l'ufficio ( direzione del genio) di Santo Stefano, che aveva l'incombenza di << raccogliere gli elementi per lo studio ed i disegni dei forti». Vi furono addetti (non ~empre contemporaneamente) i capitani Nicoletti e T ommasini, il capitano onorario Saibante, i tenenti Manetti e Salomcne, e si impiegavano ingegneri tolti dal battaglione studenti e scelti fra i migliori disegnatori.
sultare una autobiografia (inedita) del Campilanzi, dalla quale ho ricavato preziose notizie e particolari interess~nti, che riguardano l'azione del genio, e che si svilupperanno successivamente. ( 1 ) Antico ufficiale d'artiglieria dell'esercito italico, compagno d'esilio :in !svizzera di Luigi Napoleone. (2) Dove è anche presentemente e dove fu al tempo degli Austriaci.
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Sopraintendeva a tutti questi servizi il Campilanzi predetto, che aveva ricev uto il grado di maggiore del gen io; lo si troverà poi ancora onorevolmente impegnato nelle azioni tecnico-mili tari ai forti.
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* * Le prime cure militari dei nuovi governanti di Venezia furono dedicate alla costituzione di un solo organismo con le truppe, ed al ristauro delle diroccate fortific azioni, che tanti anni di pace avevano rese quasi inservibili. A questi lavori importanti furono applicati gli uomini più reputati e più adatti allora disponibili ; ed è primo da ricordare il generale Rizzardi, al qu ale furon~ affidati. perchè li mettesse in istato di difesa, i forti Marghera, S . S econdo, S. Giuliano e S. Giorgio; si citano pure: il capitano di vascello Marsich, che ebbe la d irezione dei lavori nel circondario mili tare di Chioggia ed il capitano di corvetta Belli, che la ebbe in quello di Burano. All'esecuzione delle opere furono addetti operai militarizzati, presi dai «Crocia ti >J delle diverse province di terraferma (1) ed _operai borghesi veneti assolda ti per le circo-stanze, ed anche arsenalotti ; e da tutti questi ~lemen ti si ri-trassero uomini, che costituirono poi il «C orpo degli zappatori ». Il primo nucleo del corpo venne formato (21 giugn o I 848) traendolo dalla J:i compagnia (condotta dal capitano F ederico Ferrari), della legione dei crociati padovani, e fu composto di una cinquan tina di uomini , dei quali si affidò il comando al 1 ( )
Avevano questo nome, perchè portavano una croce sulla d ivisa od anche sull'abito borghese, ed in tal caso la croce era l'unico distintivo di quegli improvvisati militari. Vi fu rono crociati padovani, vicentini, bellunesi ed udi-· nes1.
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capitano Antonio M artinelli (romano) (1) ; poi il nucleo si accrebbe, cosicchè in agosto {l 848) il corpo degli zappatori veneti del genio somm a va a I 62 uomini, ripartiti in 2 compagnie, la delle quali era affida ta al tenen te Giovanni Morelli (anche egli romano) C2). Di più vi erano : una compagnia napoletana ed un a di ingegneri lombardi Cl I napoletani furono reclutati fra le truppe sfuggite dal basso Po e furono comanda ti dall 'Acton, già ufficial e del genio napoletano, che era passato a servizio dell'Austria; la compagnia fu sciol ta quando i più dei napoletani lasciarono la difesa di Venezia ed allora i rimasti furono mischiati agli zappatori veneti. Gli ingegneri lombardi appartenevano al battaglione studenti ed erano comandati dal tenente Usuelli ; più che una compagnia erano un gruppo di 35 o 40, e furono sparsi per le di verse opere in aiuto agli ufficiali del genio per sorvegliare i lavori ('): però in caso di azione si trovavano spesso riuniti, ed aMarghera si comporta-
za
(1) Avendo Alberto della Marmora passato in rassegna la crociata padovana il 17 aprile 1848 (comandata dal maggiore Alherto Cavellatto), per vedere se fosse stato il caso di incorporarla nei regolari piemontesi, che combattevano nel lombardo-veneto, così si espresse: "per un cosi piccolo battaglione, vi sono più di cinquanta così detti « guastatori », cioè uomini ben pagati, per non far altro che portare sotto il braccio o sulla spalla, una scure od una vanga .... ., e furono questi disprezzati guastatori i primi fra gli eroici difensori di Venezia e servirono fino agli ultimi giorni dell'assedio! (9) v. Storia documentala dei corpi militari veneti negli anni 1848-1849, ecc. di EDO AR DO ]ACER (Venezia, 1880). 8 ( ) CAR RANO. Della difesa di V enezia negli ann i 1848-49. In un ordine di servizio del Chiavacci, datato da Chioggia 5 giugno 1849, si legge : · " Lo scri vente, vedendosi d a sì lungo tempo circondato da tanti attivi e valenti ingegneri, che diedero finora incessanti prove d'amor Patrio e di coraggio nella prolungata e tenace resistenza di queste lagune, nutre la confortante certezza che anche in questi ultimi sforzi, che Venezia da noi richiede, essi sapranno coadiuvarlo con la massima energia e con esem~ plare costanza .,.
e)
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ESERCITI
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rono così valorosamente, che ricevettero il brevetto cli so ttotenenti del genio ad honorem (se ne vedrà l'elenco alla fine di questo scritto). 01 t re a l servizio degli zappa tori, che si venne così istituendo a poco a poco, fu organizzato, fìno dai p rimi tempi dell'assedio di Venezia, un servizio di « telegrafi a segnali » fra le varie opere dell'estuario e la città (stazione principale il campanile di S. I\1arco) <1), e si istituì ali' uopo un apposito « corpo di telegrafisti » <2). Gli ufficiali ebbero proven ienze, svariatissime. E da notare, per primo, che a Venezia nel 1848, come gi à nell' esercito italico, nelrestense, nel napoletano e nel pontificio, si tennero separati gli ufficiali del genio, ingegneri addetti agli s tudi ed ai lavori, da quelli delle truppe; ed i documenti quando parlano dei primi dicono del « corpo del genio », quando dei secondi del cc corpo dei zapp atori >l. Tanto gli uni come gli altri furono presi, nei p rimi tempi, fra quelli che facevano servizio di piazza (6 ) sotto l'Austria, e che si dettero al nuovo stato politico, e fra quell i del genio navale, che tutto abbracciò la causa italiana e); poi se ne reclutarono nella professione civile; ed infin e, siccome conven(1) PI ET RO C oNTARINI. Memoriale veneto storico politico 1848-49. (2) La «Giunta di vigilanza» il 28 agosto 1848, con un avviso alla popolazione, la preveniva che i segnali fatti dal campanile di S. M arco con uno o più fanali non dovevano allarmare, perchè non segnalavano incendi. Fra i d ifensori di Manghera nel maggio 1849 si tro vano indica ti 3 (( telegrafanti » (telegrafisti). , (°) Prima della proclamazione della repubblica, eravi a Venezia una sezione del « Consiglio aulico delle fabbriche » {militari) di Vienna del Dipartimento governativo del genio; quest'ufficio fu sciolto dal go verno prov• visorio con provvedimento del 1° aprile 1848. (') Cosi si 'troveranno indicati di frequente nelle pagine seguenti gli uffi, ciali Giuseppe Ponti e Vladimiro Chiavacci. Essi erano maggiori degli ingegneri navali ; però nella difesa servirono sempre come ufficiali del genio ed il G o verno, con decreto n. 2386 del 9 giugno 1849, li promosse << tenenti colon,
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nero a Venezia ufficiali del genio ed ingegneri anche da molte province d' Italia, così negli ultimi tempi dell'assedio si trova~ rono ufficiali lombardi, emiliani, romani e napoletani, e se ne darà un elenco alla fine. " Comandante del corpo e degli zappatori fu il tenente co~ lonnello Alfonso Ronzelli <1), il quale esercitò specialmente le sue funzioni sulle truppe e sull'arsenale del genio, impian~ tato a S. Biagio dell a Giudecca. "Colà si costruivano gabbioni,_ salsiccioni, utensili da mina, ecc., ed in quantità tale, che niuna interruzione ebbero a soffrire i lavori delle fortificazioni .... ,, (2)
*** Gli avvenimenti veneziani si intrecciano m quest'epoca· fortunosa con quelli del rimanente d'Italia, e specialmente del Piemonte e della Lombardia, che nella prima vera e nell'e~· state del 1848 sostennero la prima guerra d'indipendenza contro l'Austria, alla quale concorsero, in diversa misura, armati di T oscana e dello Stato Romano. È ben vero che i na~ poletani furono richiamati dall'incerto Borbone, ma quelli di spiriti veramente liberali esularono a Venezia, primo fra tutti Guglielmo Pepe (3 ), al quale il 15 giugno fu dato il co,,.-
nelli nel genio dell'armata di terra, nel qual corpo essi saranno definitiva-· mente trasferiti », come dice il decreto stesso Col Ponti, ai lavori di Marghera, era addetto un capitano-tenente de-gli ingegneri navali Antonio Novello, che fu lodato per la « continua buona volontà ed attività •>. (1) Romano, era anch'egli dell'esercito italico ed aveva comandato una compagnia di zappatori in lspagna, guadagn andosi la Corona ferrea J>er rnerito di guerra. 1 ( ) CAMPILANZI. Autobiografia citata. (3) Pepe, quando ricevette il messaggio reale che gli imponeva il ritornoa Napoli, sdegnosamente rifiutò di obbedire. Coi più fidi rimastigli tragittò.i] Po, e toccata la riva sinistra, additò l'altra alle poche sue schiere, pronun-·
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mando delle forze militari (1) ; e furono · con lui Mezzacapo, Ulloa, Cosenz, Rossaroll, e molti altri Mentre Carlo Alberto tratteneva Radetzky al Mincio ed attorno a Veron a ed a Mantova (Coito, Monzambano, ecc.), Nugent, con un piccolo corpo, e con varia fortuna, percorreva il Veneto, ed il 20 aprile si presentò ad .Udine~ intimando la resa. Furono chiuse le porte e cominciata una eroica, ma tumultuaria difesa; fìnchè nella notte del 22 la città si arrese ed il prode Cavedalis con 500 animosi corse alla fortezza di Osoppo, per salvare quel propugnacolo del Friuli (2) ; e, organizzata vi la difesa, venne a Venezia. Il lO giugno cadde Vicenza; il 24 giugno capi tolò Palma-· nova; e così ai primi di luglio la guerra neJ Veneto contro l'Austria riducevasi ad Osoppo (3 ) ed a Venezia ; << la quale ul tima seppe vittoriosamente rispondere alle assurde e sciocche calunnie oltramontane che taccia vano gli I tali ani di mancare di .c ostanza e di unione >> ( 4 ) .
** * Le fortificazioni di Venezia nel 1848 consistevano nelle opere seguenti : il forte l\1arghera (5), che po teva cons1ziando con veemenza solenn·e le memorande parole, consegnate alla storia : cc Di qua l'onore, di là la vergogna ». (1) Primo comandante delle forze militari venete era stato il generale Giacomo Antonini, il glorioso mutilato dì Vicenza, che lasciò Venezia per altri , incarichi mili t ari e poli tic i in Piemonte. , (2) CONTARINI, op. cit .. (3) di Osoppo si dirà più a vanti. 4 ( ) RADAELLI, op. cit.. . 5 ( ) II forte di Marghera o Malghera era state;> costrutto d ai France~, dal 1808 al T8 IOed a ve vano preso parte agli studii ed ai lavori ufficiali italiani . . Si può dire che quasi tutti gli ufficiali del genio e dell'artiglieria di Modena venivano in via ti a fare il loro tirocinio tecnico nella piazza di Venezia ; così ·vi furono : · Pietro Stecchini, Giov. Lodovico Campilam.i (fratello di Emilio),
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,clerarsi come testa di ponte del ponte della ferrovia congiungente Venezia con la terraferma; esso aveva verso Fusina, come appendici dipendenti, i due forti S. Giorgio e S. Angelo per difendere gli approcci di F usina predetta, e dalla parte opposta il forte S. Secondo, per guardare il canale di Marghera. Il Rizzardi munì l'opera di grosse artiglierie, la . riformò e la rinforzò, e fece erigere sul fianco sinistro, a circa 200 metri di distanza, una piccola opera staccata (che poi prese il nome da lui) armata con cannoni da 24. A questi lavori furono addetti ufficiali del genio e delìa marina ; e fra i primi sono in,dicati i maggiori ingegneri Vladimiro Chiavacci e Giuseppe Ponti ed il capitano degli zappatori Antonio Merlo, e fra i secondi il Marchesi, .che diresse gli armamenti. Per la costituzione del forte nel 1848 e del suo armamento si vegga la fig. 78, tratta da originale dell'epoca, esistente al Museo Correr di Venezia. Alla costruzione del forte Rizzardi presero parte molti zappatori pontifici, che furono poi dal Durando chiamati a Vicenza nell'imminenza delle azioni, ed in quell' occa-
Paleocapa, Gaetano Parozzi, Carlo Sereni, Giovanni Milani, Giov. Batt. Pelloni, Geminiano Poletti. ecc .. Furono direttori dei lavori (non con temporaneamente) Giuseppe Marieni, Cesare Zupellari, Francesco Raffaele Motta e forse anche Leonardo Salimbeni. Alcuni di questi, cioè: Stecchini, Paleocapa, MiJani si trovano poi impegnati nelle difese di Venezia delle quali qui ci occupiamo. L a prima guarnigione di Marghera nel 1848, fu costituita in gran parte da zappatori del genio napoletani; ma poi rimpatriarono; ed il comando fu affidato, dapprima, al bdognese colonnello Belluzzi, venuto da Vicenza, poi al Rizzardi (24 maggio). Il generale Antonini, primo comandante della città e fortezza di Venezia, così aveva annunziato -in un suo ordine l'assunzione al comando di Marghera del Belluzzi : «Marghera ben presidiata ha con sè il prode Belluzzi, cui venne affidato il comando; quel solo nome, non foss'altro, ci è garante di una di .. ~perata dif1:sa >) ,
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gli fossero lasciati almeno 4 uffìziali, per poter continuare gli iniziati lavori .. ,; n (1), Tra levante e tramontana di Venezia le città di Murano e Burano erano circonda te da un sistema di fortificazioni, che terminavano con Treporti, ove durante l'assedio fu ricostruito un bastione di muro, armato con 12 grossi pezzi di artiglieri a. All'imbocco del Lido (allora acce;sibile solamente da piccole imbarcazioni) v'erano le possenti batterie S. Erasmo, S. Andrea e Lido. D alla punta di Lido a Chioggia correva e corre la diga, che difende la laguna dalle tempeste dell'Adriatico, aperta a Malamocco ed a Chioggia; ed agli imbocchi vi erano forti e batterie, che incrociavano i fuochi · davanti ed al largo. A mezzodì, Chioggia; e là presso, all 'estremo limite della laguna, un sistema di fortifìcazioni con un piccolo campo trincerato a Brondolo, a poca distanza dalla foce del Brenta, completava la difesa da quel lato. E finalmente vi erano fortini batterie interne, per costituire difese arretrate e per appoggiare azioni di cannoniere e piroghe, le quali erano fatte in m0do da poter transitare pei canali della laguna anche a bassa marea, ed erano armate opportunamente con uno o con due pezzi ognuna. In tutto 53 tra forti e batterie (2) con 550 bocche da fuoco, che esigevano molte truppe tecniche ed un frazionamento notes10ne il Chiavacci chiese che
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(1) DA MosTO. L'arma del genio dello Stato Romano, ecc. « Rivista d'arti~ glieria e genio,>, 1899, voi: IV, pag. 51. {') I forti dell'estuario erano divisi in 4 circondari (luglio 1848):
1°, di Marghera, comandato dal generale Rizzardi, che in agosto passò al circondario di Chioggia ; · 11°, del litorale di Péllestrina, comandato dal colonnello Raffaeli: 111°, di Chioggia, comandato dal generale Marcantonio Sanfermo (del genio italico : comando poi una brigata di truppe venete e fu ispettore del-
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vole di esse, in località molto dis tanziate. Dal Cavall ino, ove erano le ultime difese, a Brondolo corrono circa 44 Km. ·e dal Lido (trasversalmente) a 1\1arghera, quasi 12 Km. E fu tanto sentito il bisogno di diffondere a molti le cognizioni di arte militare tecnica, che fu aperta a Venezia una pubblica « Scuola di fortificazione campale e permanente, di elementi di artiglieria e di ta ttica >> (1). Essa fu regolarmente istituita con ordine del giorno (firmato Cavedalis. presidente, ed Armandi , generale) del 1° agosto 1848. L'articolo 4 dice : "Sono nominati professori : delle lezioni di fortificazioni e d'artiglieria, il capitano del genio sig. Gustavo Bucchia; delle lezioni di tattica il capitano d 'infan teria signor Giovanni Battista Ehrenthaler ,,. Le lezioni eran~ obbligatorie per tutti i · tenenti e capi~ tani liberi da servizio ed erano tenute tutti i giorni per 2 ore al giorno. Contemporaneamen te si provvide per istruzioni teoriche e pratiche ai sottufficiali. Direttore della scuola e delle istruzioni fu il maggiore Pautrier, sottocapo dello st ato maggiore ed addet to al co· mando delle armi speciali.
*
* * L'armamento delìe opere fu condotto con febbrile attività, essendochè le truppe austriache mina~ciavano; e, d opo un l'esercito; morì prima della caduta di Venezia). Al circondario di Chioggia <lopo il Sanfermo andò il Rizzardi, predetto, e poscia il Chiavacci ; IV0 , di Mazzorbo, comandato dal maggiore Bel!i. · Questa suddivisione fu poi modificata e vi fu anche un V0 circondario : quello di Burano. (1) v. Atti, decre.t i, nomine, ecc. del Governo provvisorio di Venezia, voi.
Ill0 , pag. 178·.
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tentativo di attacco e di penetrazione dalla parte di Brondolo e Chioggia, posero definì ti vamen te l'assedio principale da van ti a Marghera; Welden, che lo comandava, si stabilì a Mestre. In una sortita dei difensori da Marghera, il 20 luglio, per abbattere una casa che proteggeva le operazioni dei nemici, furono feriti il maggiore Chiavacci ed alcuni zappatori. Nel Bollettino ufficiale della guerra si leggono le seguenti note : " ... vi furono mandate compagnie napolitane con i zap~ patori napolitani condotti dal tenente Leopoldo Castellani e buon numero di la voratori paesani ..... " ... Il sig. maggiore Chiavacci, i cui talenti valsero sin qui al miglioramento delle fortificazioni, mostrò in questa circostanza abilità distinta, ed intrepidezza, e sventurata~ men te riportò una ferì ta al braccio dritto. " Il tenente Leopoldo Castellani ed il sig. maggiore Ret~ tucci (il comandante della spedizione) meritano pure speciale menzione per il valore militare e la buona direzione .... " E ammirabile del pari il coraggio dimostrato in questa brillante fazione di guerra dal minatore napolitano Biagio Veneroso, il quale osò spontaneo recarsi alla casina minata, dopo lo scoppio di due fornelli, per attivarne un terzo, che tardava a brillare, e tolt~ la corda accesa dalla cassetta, la collocò in guisa che ne ottenne subito il felice risultato. "01 tre il maggiore Chi a vacci, restò ferito l'ingegnere milanese Carlo del Vitto, che btavamente ace.udiva all'opera~ z1one .... ,, . Il del Vitto fu poi nominato sottotenente del genio « ad honorem 1> in altra occasione. *
** . l
Il 27 luglio, dopò l'esito infausto della battaglia di Cu~ stoza, .Welden proponeva la resa · a Venezia ; il governo ri~ spondeva rifiutando.
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Ed intanto nell a ci ttà avven ivano importan ti cambi amenti politici. Alla repubblica autonoma del marzo era su bentrato un governo d ipendente dal Piemonte, con tre com missari (Colli e Cibr ario piemontesi e C astelli veneto), i quali a vevano assunto il governo della città il 7 agosto; ma bentosto (in se~
F ig. 79 - Maggior gene rale Giovanni Ba ttista Cavedalis
guito ai dolorosi avvenimenti di L ombardia) i commissari piemontesi lasciarono Venezia, ed il 15 agosto Ì' assemblea veneta costi t uì un nuovo governo a forma repubblican a, con dittatura conferi ta a Manin, associato nell'opera, specialmen te mili tare, a due alti funzionari, i quali furono l'ammiraglio Leone Graziani per la marina ed il maggior generale Giovanni Battista Cavedalis (fig. 79) per l'esercito. E gli fu dittatore, capo
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<lipartimento e ministro dell a guerra ; ed organizzò l'esercì to .e la difesa della città <1). * * * Sistemate le fortificazioni e riorganizza to l'esercito, fu sempre programma del generale Pepe di fare qua e là azioni di -sortita, per tenere le truppe pronte ed alla mano, per recare molestia e danno all'assediante e, anche, per procurare requisizione di armi, di materiali e specialmente di viveri, di cui si manifestava crescente penuria di mano m . mano che si re-stringeva il blocco. Sono rimarchevoli le azioni qui di segui to indica te : La sorti ta del 21 ottobre diretta al Cavallino e combinata fra !"esercito d-i terra, che mandò circa 500 cacciatori del Sile, e la marina, che provvide alcune imbar,: azioni armate. La spedizione fu organizzata dal maggiore Radaelli e fu comandata dal colonnello D'Amigo, e vi presero parte importante il capo di stato maggiore tenente colonnello Ulloa ed il capi(1) Così seri ve il RADAELLI del colonnello (poi generale) Cavedalis (op. ci t) : " .... se Venezia ebbe un esercito che tanto eroicamen te seppe combat~ tere, se la disciplina, non conosciuta e, direi quasi, disprezzata fino allora, fu in breve tempo introdotta, se in tutto il lungo assedio non ebbesi giammai a deplorare la più lieve licenza, se finalmente l'esercito fu vestito, provveduto di armi e di regolamenti, a lui devesi tributarne il merito principale. Con le saggie disposizioni amministrative, con le riforme grada.t amente introdotte seppe formare un solo tutto di corpi differenti per regole, per armamento, per <lisciplina e per scienze dei capi che li comandavano. "E quando partivano i corpi romagnoli chiamati in patria dal governo popolare di Roma, devesi principalmente a Cavedalis se furono rimpiazzati <:on volontari veneti reclutati in ogni provincia in nome di Venezia .... .,. Il Cavedalis era stàto allievo della scuola di Modena, poi ufficiale del -genio sotto Napoleone. Caduto Napoleone, si ritirò a vita privata, ma nel 1848 fu chiamato ad Udine alla difesa della città col grado di colonnello di artiglie~ ria; indi passò a Venezia e fece parte del governo provvisorio con Castelli, Paleocapa, Camerata, Mar tinengo e Reali e fu anche ministro della guerra. Fu generalmente dagli storici inscritto fra gli ufficiali del genio, dai quali Proveniva (v. Capo V0 , § 1°).
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t ano Cosenz. Ebbe esito felicissimo : gli Austriaci fuggirono lasciando due cannoni, che furono buon trofeo di guerra. - La sortita da M arghera del 27 ottobre diretta a Mestre, ebbe carattere di vera battaglia. Fu eflettuata da 3 colonne (a destra la colonna Zambeccari di 650 uomini, al centro la colonn a Morandi di 900 volontari lombardi e bol ognesi, a sinistra la legione veneta comandata dal d'Amigo con 5 piroghe armate), e costò al nemico la perdita di 150 uomini morti (1) e 587 prigionieri (fra cui 22 ufficiali), di 8 cannoni, 3 furgoni e molto altro materiale da guerra ; da parte nostra vi furono 87 morti e 163 feriti, fra i quali, gravemente, Alessandro Poerio, che morì pochi giorni dopo (3 novembre 1348). Fu ci tato all'ordine del giorno per encomio il sergente Cori zappatore d el battaglione Zambeccari ; 1 zappatore veneto rimase morto · e 2 rimasero feriti. - La sortita da Chioggi·a verso Conche, comandata dal generale Rizzardi, che portò alla requisizione di grani e be-stiami, e tolse al nemico 30 prigionieri. Dal governo veneto non erano però mai cessate le tra ttati ve diplomatiche, specialmente con la Francia e con l'Inghilterra, per avere soccorsi, e si può dire che l'autunno e l'inverno passarono con vigile calma, per quanto riguarda le operazioni militari; solo si debbono registrare tre avvenimen ti importanti che ebbero riflesso sulla storia dell'assedio, e cioè: la caduta di Osoppo (12 ottobre 1848), col che Venezia perdette l'unico presidio di terraferma, che tenesse ancora alzata la bandiera d ell 'indipenclenza (1) } la rivoluzione di Ungheria, dalla quale i Veneziani sperarono aiuto, ma non l'ebbero ; la proclamazione della repubblica a Roma (9 feb(1)
op. cit.; R ADAELLI scrive 35(} morti. La maggior parte dei di fenso ri di Osoppo si rifugiò (alla spicciolata e come meglio riusci va di passare fra le file aus triache) a Venezia ; ed il governo provvisorio costitul il 12 novembre 1848 una legione ·~ di quei militi 1 ( )
CONTARINI,
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braio 1849), per il che molti difensori della città lagunare andarono ·co!à per compiere nello stesso modo e con lo stesso ardore il loro dovere di patrioti e di liberali. Col Piemonte, dal quale Venezia spera va molto, era continua la corrispondenz a, e fu incaricato di una importante mis~ sione militare il maggiore generale del genio piemontese Olivero, che si trattenne a Venezia parecchi giorni del febbraio
1849. Era con lui Cesare Correnti, che aveva missione politica, e portava L. 100.000 quale piimo acconto di un contributo di L. 600.000 mensili, che il governo piemontese aveva promesso di mandare a Venezia, come aiuto alle es auste finanze della città, che eroicamente si difendeva (t), L'archivio del museo storico del genio possiede la relazione Oli vero ed il diario del suo viaggio e soggiorno a Venezia (1 ), diario che contiene molte notizie interessantissime ed inedite <3). La relazione termina così : " Esposta così in breve la situazione militare di Venezia s1 vede: " 1° che se Essa può difendersi da sè sola mediante che il mare sia protetto dalla flotta sarda-veneta, non è in istato
che ap partenevano ai presidi di Osoppo e di Palmanova e dei coscritti e soldati dell'alto e basso Friuli, che abbandonarono le file dello straniero., legi011e che si disse friulana e fu sempre eroicamente attiva fino alla fine dell'assedio. I pochi uomini del genio furono arruolati nel corpo zappatori e con essi il Simonetti che Ii aveva comandati ( v. qul llvànti: Difesa di Osoppo). (1) Il Parlamento non aveva ancora appro·;ato il dono mensile delle 600.000 lire ed il Consiglio dei Ministri spediva. le 100.000 lire rendendosi « personalmente mallevadore di tale somma presso il tesoro del governo» (Relazi,me Olivero). (2) 26 gennaio 1849 • 7 febbraio: viaggio di andata; 7-17 febb raio: soggiorno a Venezia; 17-26 febbraio: viaggio di ritorno. 8 ( ) Per esempio, nella recente e compfessa opera del MARCH ES! ( v.. nota. a pag. 586) non si fa cenno della missione Correnti. ;
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<l'intraprendere alcun che di decisivo n ella terra ferm a senza il potente soccorso di 10.000 uomini almeno di truppe disci·plinate comandate da esperto generale. " 2° che se per disgrazia il mare non fosse libero o che il porto di Ancona venisse a cadere in mani nemic.he Venezia sarebbe p erduta. "Venezia p erò, per Ja sua strategica posizione e per la ·sua prospera condizione difensiva d eve considera1 si nelle attuali circostanze come il punto principale ed il pit1 importante pel buon successo della guerra; li qui uniti scritti del generale P ep e indicano partitamente e con chiarezza il ruolo che Venezia è destinata a riempire ed ai medesimi mi riferisco pronto a somminis trare intorno ad essi quei maggiori _schiarimenti che si desiderassero all'uopo. " Ho l'onore. Ouv ERo ,,. Torino, 12 marzo J 849.
Gli scritti del generale Pepe citati dall'Olivero erano i suoi due progetti sull a seconda guerra dell'indipendenza, ai quali l'Oli vero fa seguire assenna tissimi riflessi C1). Il generale Olivero, in una visita che fece col generale P epe al forte Marghera ed a quelli di Brondolo, m anifestò il suo compiacimento ai generali Paolucci e Rizzardi per i prov vedimenti difensivi e per i lavori, come risulta da un ordine del giorno che il Pepe pubblicò in data 26 febbrai o 1849.
* ** Intanto continuava febbrilmente la preparazione delle truppe ; e la « Scuola di fortificazione, artiglieria e t attica », (1) Sono conosciuti, perchè il Pepe ne parlò ne' suoi scritti militari. (Hi, Jtoire des révolutions et des guerres d' Italie, P arigi, 1850).
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,già istituita nell'agosto del l 848 e chiusa per ragioni che non risultano dai documenti, fu riaperta il 4 gennaro 1849 con maggiore estensione di insegnamento. Le materie ed i professori furono : matematica elementare e geodesia pratica : pnmo te~ nente del genio Fer dinando De Grandis ; fortificazione ed artiglieria : capitano del genio Gustavo .Bucchia; tattica : capitano di stato maggiore Giovanni Ehren~ thaler ; disegno topografico ed architettura militare : pnmo tenente d'artiglieria Giov. Batt. Cecchini; amministrazione e contabilità, ecc .. Poco dopo l'isti tuzione della scuola, l'insegnamento del~ l'artiglieria fu affidato al capitano Enrico Cosenz ed al Bucchia rimase quello della fortifica?Ìone. Direttore in questo secondo periodo fu il maggiore dei -civici pompieri Giuseppe Sanfenno, già ufficiale del genio -0ell'esercito italico. Fra i di versi libri di testo, sono da indicare (pe,rchè do~ vuti ad ufficiali del genio) i seguenti : <e Piani e· difesa dei li: torali i> di Antonio Negrin; <<Manuale dei lavori di guerra)}, del generale Dufour, tradotto da Rinaldo Nicoletti ; « Pro~ getti architettonici, prospettici, ecc. » di Angelo Sassella, uffì·ci.ale di stato maggiore addetto al gemo, * **
Col marzo 1849 Venezia inaugurò, può dirsi, la sua eroica -storia di combattimenti, di valore, di abnegazione, di sof~ 1erenze. . Al ricominciare delle ostilità, nella primavera del 1849, f esercito di terra e di mare conta va 17.165 uomini, dei quali
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circa 1500 di varie parti d' Ita 1ia, e, di più, 52 Ungheresi ed 87 Svizzeri (1). L ' artiglieria aveva le seguenti unità : Veneta da terra (com. te ten. col. Bertacchi) ,879 uom1m id. da campo (maggiore Boldoni) 437 id. Bandiera e Moro (maggiore T olotti) 293 id. di marina (maggiore Marchesi) 385 id. del Brenta (cap. Chi avacci) id. 127 Totale 2121 uomm1; più 420 uomini di artiglieria di Chioggia, che si erano impegnati di funzionare solamente nel loro circondario. Comandante generale dell'artiglieri·a era il gen . Armandi, che tal voi ta firma va ancora come Ispettore generale del1' artiglieria e del genio <2}. Il genio terrestre costituiva un battaglione, sotto il comando del Ronzelli, ed il genio marittimo un altro ba ttaglione comandato dal tenente colonnello Coc-::on, ed era impiegato specialmente alle opere di mare. In febbraio il battaglione del genio terrestre aveva una (1) Più autori si consult ano e sempre nuove cifre si trovano, diversissime e talvolta fantastiche. CARRANO (op. cit.) porta 25.000 ucmini; O'ITORl:'11 (La rivoluzione lombarda nel 1848-49, Milano, Hoepli. 1887) arriva fino a 30.000. Quelle qui sopra sono prese da una situazione particolareggiatissima, annessa alla relazione Olivero (precedentemente accennata) e consegnatagli dal Capo dello s tato maggiore, colonnello Fontana, verso la fine di febbraio• Dalla stessa relazione seno prese le cifre riguardanti l'artiglieria ed il genio, che sono nel testo. (2) Il generale Armandi rimise all'Olivero alcuni Ricordi pei signori rifficiali d'artiglieria che sono di serr:izio nei /orti minacciati dai nemici, ecc., che egli aveva pubblicati.
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forza di 243 uomini (fra ufficiali e truppa), m 2 compa~ gnie; ma fu presto aumentato. Secondo il progetto dell'Ispettore Armandi, il corpo avrebbe dovuto consistere in uno st ato maggiore e 4 compagnie; ma in effetto i provvedimenti si limitarono alla formazione di una terza compagnia e ad alcune disposizioni per approfittare di numerosi ingegneri ci vili, che facevano domanda di servire nel genio. Insomma nel marzo 1849 il « Corpo degli zappa tori veneti» era così costituito : stato maggiore : 1O uomini in tutto ; comandante Ron~ zelli predetto ; aiutante maggiore onorario il capitano Dolfìn~ Boldù ed effettivo il tenente Brusomini ; ufficiale pagatore, Fernandez; 1a compagnia (11 O uomini tra graduati e truppa) ; capitano comandante _Antonio Martinelli (di Roma); compagnia (113 uomini): capitano Giov. Batt. Be~ vilacqua~Lazise (di Verona); 3a compagnia (I 25 uomini): fu prima comandata dal capitano Antonio Merlo, bellunese; poi, il 1° aprile, passò al capitano Riccardo Acton di Napoli. I subalterni cambiarono spesso ; e si possono dedurre dall'elenco generale degli ufficiali, riportato alla fine di questo paragrafo. Vi erano ancora nuclei di zappatori nel battaglione Zambeccari (l), nel reggimento I tali a libera, nella legione friu~ lana ecc., ma di poca importanza.
za
* * * Con la ripresa delle azioni Venezia in tendeva aiutare il Piemonte, che nel marzo aveva dichiarata la guerra all'Au~ (1) Questo nucleo, era composto quasi nel totale di Bolognesi, ed era avanzo della compagnia civica romana del genio, che aveva preso parte
-c'on lo Zambeccari stesso alla campagna del veneto (v. ca110 IV0 ). ,I
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stria ; ed il governo provvisorio provvide a mandare fuori dalla città due colonne mobili, le quali avrebbero dovuto riportare sotto al dominio veneto le città di terraferma e dare poi mano all'e~en:·ito di Carlo Alberto, che, si sperava, a vrebhe marciato vittoriosamente verso oriente, attraverso alla Lombardia riconquistata. Una colonna, softo il e-ornando del generale Paolucci, fu concentrata a Marghera: era composta di circa 2000 uomini ed aveva un gruppo di zappatori del genio (poco più di 40) ed uno di arsenalotti (25); con questa colonna stavano il maggiore del genio Ponti ed alcuni altri ufficiali dell 'arm a. Un'altra colonna, sotto gli ordini del general e Pepe, si concentrò a Chioggia e Brontolo; era di quasi 5000 uomini ed aveva .un distaccamento di 100 zappatori circa; della 3a compagnia. Del genio era vi il maggiore Chiavacci, il quale ebbe l'incarico d i rafforzare il viliaggio di Conche, Attaccato il giorno 21 marzo da forze tre volte superiori a quell e che aveva a disposizione, dovette ritirarsi. Il giorno dopo fu ripresa l'offensiva a Conche sotto il comando del maggiore Sirtori, sopravvenuto con un rinforzo di circa 200 uomi ni e 2 cannoni, ed il villaggio fu rioccupato alla baionetta. Il Chiavacci venne citato all'ordine del giorno. Però ben presto la notizia della d isfatta di Novara e dell'abdicazione di Carlo Alberto tolse ai Veneziani ogni speranza di soccorso da quella parte ; il governo rinunziò al piano precedentemente accennato e ritirò ie colonne; e la città, rimasta sola in guerra ed isolata, raddoppiò d 'energia nei provvedimenti militari e finanziari. '
* * * Non è luogo questo di esporre tutto quanto venne fatto a Venezia daJla fine di marzo alla fine di agosto del secondo anno di difesa.
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L'assediante stringeva sempre più con le sue opere la grande fortezza. A Welden era subentrato Haynau, che il 27 marzo intimò di nuovo la resa. L'assemblea, nella memoranda giornata del 2 aprile, decretò di (e resistere ad ogni, costo 1>. Presto si manifestò violentissimo l'attacco contro Marghera, del quale forte prese il comando Ulloa promosso colonnello. Il 25 aprile il nemico fissò i suoi depositi di trincea a 1900 m. dalle lunette del forte (1) ; il 4 maggio cominciò il duello delle artiglierie, ed in quel primo giorno l'assediante tirò più di 7000 colpi e l'assediato rispose con 9000, Nei successivi il fuoco fu me'n o veemente; poi fu ripreso furiosamente il 24 maggio, co11tinuato il 25, ed il 26 il governo di Venezia decreta va la cessazione della resistenza e l'evacuazione del presidio, con un decreto che è un documento di spartana semplicit à. Eccolo :
"N. 8256 (n. 114). lL
GOVERNO PROVVISORIO DI VENEZIA :
"Considerato che Marghera . è fortezza artificiale espugnabile, specialmente da un nemico accanito, che può e vuol disporre di gran numero di soldati e di sterminato materiale di guerra; "Considerato che le esigenze dell'onore militare sono ampiamente soddisfatte, per le segnalate prove di perizia,. di coraggio e di perseveranza, che diedero il presidio di Marghera e l'egregio suo comandante nel ripulsare replicati fierissimi assalti, portando all'inimico gravissimi danni; "Considerato che ragioni strategiche, e segnatamente il bisogno d'economizzare i nostri mezzi militari e pecuniarii,. perchè duri più a lungo la resistenza, richieggono che la di(1) Direttore del genio austriaco nei lavori dell'assedio era il maggiore.
del genio barone di Hohenzollern, capo ingegnere dell'armata imperiale in. Italia.
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fesa d i Venezia sia ridotta a' suoi confini naturali, entro i quali è veramente inespugnabile; "Sentito il generale in capo delle truppe ed i preposti ai Dipartimenti governativi della mann a e della guerra; DECRETA:
I. Il forte di Marghera sarà evacuato. 2. Il colonnello Girolamo Ulloa, comandante di esso forte, è incaricato della esecuz10ne. 26 magg10 1849
Il presidente
MANIN ,,.
Il presidio del forte era stato di 3807 uomini; fra .i quali: J62 zappatori (tutta la Ja compagnia e parte dell a 2a); 94 lavoranti del genio (civili) con ufficiali del genio all a direzione dei lavori; 3 telegrafanti (telegrafisti). I\.1orirono (nei diversi giorni di lotta) : 7 zappatori e 2 lavoranti del genio; e furono feri ti: 16 zappatori e IO lavoranti del genio. Numerosissimi furono gli episodi di valore e, per res tare a quanto riguarda l'arma nostra, si fa il nome dello zappatore Pietro T oniguzz:o, della legione friulan a, citato ali' ordine del giorno « per grande atti vi tà nel servizio della artiglieria » ; i nomi degli zappatori veneti Pietro Scanferlato e L uigi Tre~ visan <1), che visti cadu ti due loro compagni per gravi ferite ed in pericolo che rimanessero prigionieri, si slanci arono in mezzo ai nemici, se li caricarono sulle spall~ e li por tarono in sai vo ; il nome di un tenente ingegnere L uigi Valli lombardo, che, ferito ad u n a gamba, volle subire l'a mputazione res tando nella lunetta, che gli era affidata, per non perdere notizia del~ (1) Il T revisan a Marghera fu ferito ; promosso caporale, mo.r l poi in uno dei combattimenti alla batteria sul ponte della laguna.
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l'azione; quello del capitano zappatore Antonio Martinelli « come colui il quale, primo ovunque lo chiama il dovere, ne d.irige l'esecuzione con rara intelligenza e solerzia .... >> (lJLLOA); quello del maggiore Giuseppe Ponti, che . diresse la « instancabile operosità degli arsenalotti . ed operai marittimi ..... >> {ULLOA predetto) e che fu l'anima dell'azione tecnico-tattica, e fu uno degli ultimi a lasciare Marghera, assieme all'Ulloa (1). Furono .c itati ancora all'ordine del giorno i capitani del genio Antonio Merlo, Riccardo Acton ·ed un certo capitano Novello settuagenario ed in pensione, recatosi a l\1arghera per concorrere cogli altri ·<< nel miglior modo l> alla azione. Forse era padre dell'Antonio Novello, del genio navale, che pure appartenne alla dife;a di l\tlarghera ed era aiutante di Ponti. Il generale Arrnandi scrisse che " egli si faceva un dovere d.i dichiarare a questi valorosi (i soldati del genio) l'alta soddisfazione del Governo e la propria, per la brillante condotta da essi tenuta negli ostinati combattimenti che ebbero luogo in quei forti (Marghera), ove avevasi avuto occasione di ammirare il coraggio e l'abilità con cui si distinsero tanto i signori Uffiziali, che i Bassi Uffiziali ed i zappatori, gareggiando di va~ lore con le truppe meglio agguerrite. i... ,, (2). · Finalmente, la Commissione militare nell'esame delle azioni attorno a Marghera dichiarò essersi resi benemeriti della patria, e ne pubblicò i nomi, tutti gli individui della speciale .compagnia d'artiglieria e genio composta d'ingegneri lombardi ; conferì a cia~cuno il grado di sottotenente, conservando però alla compagnia l'organizzazione che allora aveva, fino al termine deHa guerra <3). (1) L'Ulloa, a ricompensa del valo.re dimostrato a Marghera, fu promosso generale. Il Ponti fu più tardi promosso tenente colonnello. 1 ( ) v. ]AGER, op. cit.. .(') Fino dai primi moti rivoluzionari del marzo ed aprile 1848 un nucleo di ingegneri, capitecnici, operai di Lombardia avevano costituita una compagnia detta del «Genio e dei zappatori lombardi». Furono à Treviso 38
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Si può avere idea della difesa eroica di Marghera da una piat1ta rilevata dagli Austriaci subito dopo preso il forte e sulla quale p ianta (ora nel Museo del genio, v. fì g. 80) sono marcati i punti ove erano cadu ti proiettili. Intan to il Rizzardi aveva proceduto (22 maggio) ad un attacco fuori da Chioggia, a scopo di requisizioni , e che potè avere ottima riuscita mercè l'opera abile del ma ggiore Chiavacci (1), essendoc.hè egli aveva costrutto un pon te sul Brentone pel quale poterono passare le colonn e operanti. E quest'operazione procurò a Venezia più di 300 animali bovini, maiali, ca valli e notevole quantit à di vino, uova, ccc .. Ed altrettanto fortunata fu un'operazione del Baìdisserotto fuori d ai Treporti.
* ** Caduta Margher a, e, con ess a anche la batteria dei Cinque archi, che era alla testata del ponte sulla terra ferma, la difesa del ponte, unico accesso a Venezi a da parte di terra, ri mase affidata quasi esclusivamente alla grande batteria detta S. Antonio, costrutta verso la metà di esso e che diventò il centro del più in tensa la varo ed il luogo di esplicazione del maggior valore. Questa batteria aprì il fuoco il 2 maggio; fu coman(che capitolava il 14 giugno), poi in Romagna e fin almente si unirono con altri corpi franchi e costituirono il « Reggimento Italia Libera » (Via legione veneta, segnalatasi nella difesa della città lagunare). Essi·fecero sempre parte del 2° battaglione di quel reggimen to e furono, così, anima e parte delle azioni a Marghera. (.i) A proposito del Chiavacci il generale Rizzardi scrisse nel suo rapporto: " In generale, devo molto lodarmi, per la disciplina e valore da tutta la ~ruppa d imostrati, e così pure dell'abilità, zelo ed intrepidezza dello S ta to 1 Maggiore .... nonchè del maggiore del genio Chiavacci, che improvvisò un ponte sul Brentone ed ivi con le piroghe e barche armate della marina si mantenne a guardia di questo importante punto di sostegno e di _ritirata .. .. ".
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Il forte Marghera coll'indicaz1one dei proittili caduti nell'assedio·
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data prima da Cosenz, poi .da Rossaroll, ché vi trovò eroica morte, ed infine da Kollosech, capitano di artiglieria, che po~hi giorni dopo esser investito del comando cadde egli pure colpito a morte da una palla. Alla direzione d~i lavori era stato destinato il Pon ti con questo ordine, registrato al n. 147, I, 2446 dell'Archi vio di stato a Venezia : " 28 maggio 1849 - Il maggiore del genio Ponti, che ha agito con tanta di~tinzione a l\.1arghera, presterà servizio alla direzione degli operai, che saranno impiegati nei lavori per la difesa di mare e di terra del ponte della strada ferrata, Isola S. Secondo, ed in ogni altro vicino armamento .... ». Altro direttore del genio su tutto il litorale dell'ovest, oltre il Ponti, fu il maggiore Antonio lVIerlo, ed alla batte~ ria furono specialmente comandati pnma l"Acton, che vi a veva !a compagnia, poi il Chia vacci <1).
* ** Frattanto il bi~ogno di truppe te('niche si man ife~ tava sempre più imperioso di mano in mano_ che procedevano gli approcci avversari ; e si t rova scri tto negli cc Atti del Diparti~ mento della guerra»: · " ... con tinuando il Corpo dei zappatori a prestar ser~ vizio ed a distinguersi , tanto nella difesa dei forti vicini a Venezia, che in quella d egli altri circondari, donde giungono continui rapporti sulla bravura e sui buoni servizi da essi pre~ stati, il loro n1,1mero si è venuto assottigliando ..... ". Il che condusse la Commissione militare di guerra e ma~ rina a provvedere, ed il 30 giugno 1849 : " ... ad assecondare il generoso slancio destatosi nei cit~ t~dini di Venezia per le ultime d eliberazioni della Assemblea (1)
CARR ANO,
op. cit. : aggiunte.
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dei loro rappresentanti di resistere ad ogni costo, fu aper to un arruolamento volontario pel corpo dei zappatori e per quelli dell'artiglieria (1) ,,. *
** L a lotta fra le batterie austriache e quella del ponte, ed altre batterie sussidiarie laterali, si mantenne viva nei mesi di giugno e di luglio, con in tensi tà maggiore o minore. Innumerevoli gli episodi di valore. L'ar tiglieria, comandata dal tenente colonnello Mezzaca-po, rinnovò i prodigi di Marghera ; il genio si al terna va con essa nei- servizi attorno ai pezzi. Morirono d urante la lotta, in giorni diversi, 4 zappatori e 34 ci vili a servizio del genio, e furono feriti 2 zappa tori e 20 civili. Fra i morii vi fu il tenente degli zappatori Sormani <e il quale, non curante i pericoli, adopera vasi con ammirabile zelo ed intelligenza nell'adempimento delle proprie fun zioni )), come scrisse il Cosenz in un suo rapporto al coman~ dan te delle truppe (2 giugno 1849). Il C arnpilanzi (incaricato dei servizi del genio in città in relazione ali' azione delle opere) lasciò alcuni particolari interess an t i sulla difesa della batteria S. Antonio. Egli scns~ se, nella sua citata autobiografia : " Era questa (la hatteria) sta ta ben munita di parapetti, con cannoni, e mortai, ma il nemico, provvedutosi dagli Inglesi di cannoni alla Paixans del maggior calibro, in poche ore distruggeva intieramente un parapetto. Pel riparo, terra non era vi più sul sito. Mi ri.:ord ai dei ripieghi al tre volte presi in casi simili. Di notte mi recai ai fondachi d i commercio, prov~ vidi centinaia di baHe di cotone, di lana, di. carta ; e prima del (1) Bullettino ufficiale degli alti legislativi del governo provvisorio della Repubblica di Venezia, ecc ..
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giorno la piazza no'l mancò più di me_zzi per continuare nella valorosa sua resistenza (1). Per assicurarmi se 11ulla più manca va, mi portai a quell a piazza, quantunque i tiri del nemico ·incrocicchiassero la linea del ponte, e fos~e poco prima sta to colpito nel ventre il capitano dei zappatori, che ~i aveva preceduto <2). Vidi che la sp.e dizione delle balle non potevasi interrompere, che i tiri del nemico molte ne facevan c~dere nell'acqua. A norma d ei rapporti dell'ufficiale del genio stanziato in quella piazza, fu rono tante le sped izioni, che più non si potean trovare balle della Epec:ie suindicata. "~.vrebbesi potuto ricorrere alle pezze di tela di panno, e di q u alsiasi stoffa ;. ma p rim a di venire al cc nsumo di q ues ta ultima risorsa, e sapendo che nella Casa di ricovero vi dovevano essere tutte quelle ceste di vimini, che, n ell'invern o, servono per nettar dalle nevi la piazza d i S . •1\1arco, ottenn i d a quel direttore, sig. Querini, la· cessione delle rr.edesime ceste, che a centinaia fa. ceva riempire di terra alla stazione d ell a S. F. ; e così ripiene, le invia va alla piazza. Con tu t ti questi mezzi si giunse a rendere vani tu t ti gli sforzi d el nemico p er espugn arla. Veramen te eroico fu il valore degli ar tiglieri, e di tutte le al tre truppe. Vedevano ad ogni istante cadere estinti i compagni al loro fìanco, pure in trepidi contin uava no, i z appatori a r ipara r parapetti e tra verse, i cannonieri a puntare cannoni, a cangiarli, o ripararli se resi inservibili. Il famoso Ros.,eroll sprezzava talmente il pericolo, che non riparato dal parapetto, ma su questo stavasi, beffeggiando il nemico, fìnchè" una palla d i cannone, radendogli con _estrema velocit à il ventrè, gli contorse, a spira, la spin a d orsale, il busto girò con es.,a, ed il d orso prese il pos to del p etto. In questo misero st a to fu condotto in Venezia, o ve ebbe p oche ore di vita ... " . (1) Come Michelangelo aveva ricorso ai materassi di lana per difendere dalle artigliérie il campanile di S . Miniato a Firenze. (11) Forse il Sormani, di cui si è detto µrecedentemente.
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* * *
Gli Austriaci vedendo poi che negli attacchi alle batterie non riµscivano a smuovere le difese, intrapreséro il bombar# damento della città, e nella notte del 29 al 30 luglio c.omin# ciarono a cadere sulle contrade pii1 vicine a terraferma le prime bombe e granate; alcune giunsero fìn presso piazza S. Marco. E notevole un tentativo che fecero di adoperare palloni areostatici armati per danneggiare anche la parte di Venezia che non potevano raggiungere ·Con proietti lanciati . da terra. Fabbricarono i palloni a Tre viso, e così li descrive la. Gaz# zelta univ. d'Augusta: " Essi sono fatti di una stoffa impen~ trab.ile ali' acqua, e portano come za vofra Un cerchio di legno, nel quale sta una bomba di libbre 30. Questa bomba, dopo un tempo da determinarsi, viene fatta saltar fuori dal cerchio per mezzo della so;;tanza impellente dei razzi, e cade vertical# mente a terra, dcpo che se ne è accesa la spoletta ". Un ,contemporaneo (1) seri ve : « il 12 luglio videsi ad un tratto innalzarsi al disopra della squadra austriaca, poco lontana dal Lido, una ventina di palloni ; quindi delle piccole nubi .di fumo, conseguenza di ··successi ve esplosioni, ché fe# cero comprendere come ognuno di quei pallon~ con tenesse una bomba incendiaria. Ma neppure una di quelle bombe venne a cadere sulla città, e scoppiarono tutte sul lido e sulla laguna .... ». . Dopo questo tentativo, che ·ebbe così cattivo esito, gli Austriaci abbandonarono i palloni ed · intensificarono il bom# bardamento del Ia città, 3opportato eroicamente dalla popo# lazione ; il che destò ammirazione in tutta . Europa. Anche la guarnigione oppose azione ad azione. Il 24 luglio 1 ( )
FEDERICO FEDERICI.
niele Manin.
Del periodo .Politico e della vita intima di Da-
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fece una sortita da Brondolo, nella quale si distinse in modo speciale il tenente colonnello Boldoni, direttore d'artiglieria e del genio « per l'intelligenza e lo zelo di cui diede · prova novella in questa occasione ,, . Il ·25 fu effettuata un a nuova sortita felicissima comandata dal predetto tenente colonnello.
Fig. 81 -
Ufficiali e soldati del genio alla' difrsa di Vrnezia. .
Nell'agost~ la d ifesa era agli estremi; ·v'era penuria di vi veri ed il colera infìeri va orrendamente <1). (1) " ... frattanto lo scarso pane, che si attendeva fino a sera, era ridotto un miscuglio di a vena e di ceci ; i casi di colera il I 5 agosto 1849 passa·vano,i 400 ed ammontavano a 270 i morti ... ,. (Venezia nel 1848~49. Numero unico pubblicato in occasione del 1° çinquantenario) .
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Furono tentate altre sortite disperate; una il . 1° agosto dal Sirtori da forte Brondolo, con esito brillante, ma portò poco frutto; un'altra il 14 agosto dal Radaelli da Treporfr. verso il Cavallino, e fu l'ultima. Il 22 agosto furono intavolate le trattative per la resa e furono firmate poco dopo. Il 24 agosto il Governo · provvisorio cedette le sue attribuzion i al Mul"licipio della città e quel giorno la bandiera bianca sventolava sul cam~ panile di S. Marco ; il sacrificio, l'eroico sacrificio, era consu~· mato.
*** La divisa degli zappatori veneti del genio consisteva pergli ufficiali, in una tunica « alla vita » ed a . lunghe falde di panno verde scuro con orlatura di panno rosso (fig. 81) (1), a doppio petto con bottoni dorati, paramani e colletto di velluto nero e piccolo fregio d'oro al colletto ; pantaloni verdi con banda d'oro; cappello a due pu~te, disposto normalmente al volto con un fiocco di piume bianche, rosse e verdi ; le verdi erano in quantità maggiore delle altre. Spallini a lunghi' cordoncini d'oro; sciarpa di servizio bianca, rossa e verde a doppio giro attorno alla cin tura, si annodava sul fianco si-nistro e terminava in lunghi fiocchi. Gli uomini di truppa (fìg. 81) portavano tunica senza orlature, stretta alla vita, a doppio petto con bottoni dorati, paramani e colletto rosso (2) ; pantaloni verdi con pistagna rossa; uose di tela bianca; alto cheppy alla piemontese, con: 1 ( )
Il figurino, riportato per la divi.sa dell'ufficiale, è il ritratto del te• nente Carlo Gotwa. 1 ( ) La ·figura è presa da un quadro a colori rappresentante le milizie venete e conservato nel museo civico Correr di Venezia; lo jAGER, nella sua opera citata dice che i paramani, o manopole, ed il colletto degli uomini di truppa erano di panno nero, e forse è più esatto, perchè trova riscontro nelle manopole e nel colletto déll'ufficiale.
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fregio dorato davanti e nappina rossa; spallini di cordone ro.sso e piatto dello stesso colore. Erano armati di fucile a percus·sione e por ta vano sul fianco destro una sciabola pendente dalla spalla sinistra per mezzo di un budriere di pelle bianca .
*** OsoPPO. - Sorge imponente in mezzo alla vallata del T a·gliamen to e la sbarca. E una roccia ed una fortezza . La rassomiglianza rilevata · da tutti quelli che guardano Osoppo da Gemon a con una nave, prora a nord verso il nemico, è incontestabile ; è una grande nave rostrata, che ha resistito potentemente e più voi te al cozzo gagliardo degli Austriaci. Osoppo entra nella stori a attraverso alla leggenda, con ·Santa Colomba che guida ed accompagna lassù e protegge profughi di Grado e di Aquileia fuggenti d a van ti ad Attila. Fu feu d o dei Savorgnani, e Gerolamo nel 151 4 vi so. s tenne fiero assedio, finchè vid e Massimiliano d'Austria fug. gire verso la Pontebba, ed anzi lo raggiun se a Chius aforte e lo pose in rotta·. Napoleone, cui n on poteva sfuggire l'importanza della posizione, fece eseguire dallo Chasseloup u no studio ed un ·proget to, che porta va alla costituzione di una fortezza di primo ordine. Basti d ire che la rupe d'Osoppo doveva essere recin ta d a un vastissimo trinceramento bastionato, cosicchè essa ne divenisse il ridotto o ma:;tio ; e doveva il trinceramento a ttraversare tutta la valle ed attaccarsi a i m onti di Gemona. Il villaggio stesso veniva demolito e trasformato in una ci ttà a vie regolari e parallele agli elementi principali della fortificazione. Esiste nel MHseo del genio l'originale di questo grandioso progetto con firma d ello Chasseloup. Al lavoro fu messo mano, ed anche al · presente dall'alto d el monte si veggono per le sottostanti campagne tracoe
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.dei fossati e dei parapetti napoleonici, che vanno poco a poco spianandosi sotto l'effetto del tempo e delle col ti vazioni. Presero parte alle fortificazioni di Osoppo molti ufficiali .del genio italico : Paleocapa, Sigismodo Ferrari, Giovanni Lodovico Campilanzi, ed altri. N el 1806 vi era una compagnia di minatori comandata d al Marieni : il 1° ottobre fu sostituì to nel comando da T onioli o T ognoli, che fu anche direttpre dei lavori (v, cap. V § 1°).
*** Nel 1848, q uando il Friuli ~i ribellò alla dominazione -dell'Austria, era Osoppo presidiata da un centinaio di Austriaci, al comando del capitano Minier, il quale cedette il forte il 23 marzo 1848 ad una commissione mandata dal governo provvisorio insurrezionale di Udine C). L a custodia del fo r te venne tenuta per alcun t empo d alla guardia civica di Osoppo ; poi ne prese il comando il luogotenente udinese Girolamo Nodari, che pose subito mano alle prime opere di difesa, cioè costruzione di parapetti, armamento -di batterie, res tauro del ponte levatoio e simili, coadiuvato • da · persone che cos t ituirono poi il riparto del genio. Dal 4 al 15 aprile ufficiali e sol dati si raccolsero alla spicéiola ta sulla rupe osoppiana ; e, nel giorno in cui Udine tra tta va la resa, una parte del suo presidio, sfuggendo alla sorve(1) Parecchi au tori hanno scritto d ella difesa di Osoppo nel 1848; le notizie che qui si riportano vengonc, riassunte specialmente d a : GIACOMO BALDISSERA. L'assedio di Osoppo nel 1848. (Gemona, 1893), BARBARICH. Me morie slor iche sul!' assedio cli Osoppo (Udine, 1902), J;iCER, op. cit., SALARIS. Cenni slorici sul Jorle di Osoppo e su alcuni Savorgnano (Roma, 1911), e da una copia di memoria manoscritta (comprendente ancora alcuni episodi della difesa di Venezia) lasciata d a Angelo M organte che fu nel genio, tanto ad Osoppo quanto a Venezia.
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glianza austriaca, riparò nel forte. A capo di tutti era G. B. Cavedalis, come colonnello comandante, e con lui Licurgo Zannini modenese, mandato dal governo p rovvisorio di Venezia , e Leonardo Andervolti di Spilimbergo. Cavedalis potè fermarsi poco ad Osoppo, -giacchè un or.. dine della Repubblica di Venezia lo chiamò a portare l'opera sua intelligente alla difesa della città delle lagun e ; lacnde, il' giorno 25, elevato al grado di tenente colonnello il maggiore di lin ea Zannini, gli rassegnò il comando del forte con pieni poteri e .podestà, e partì. Dall'ordine del giorno dello Zannini in data 26 aprile risuha che la guarnigione era costituita da : uno stato maggiore (2 ufficiali ed 8 uomini di truppa) .; 1 compagnia di bersaglieri (2 ufficiali e 60 uomini) ; 2 c-ompagnie di linea (4 ufficiali e 120 u omini ognuna) ; un reparto d'artiglieria (capitano Andervol ti, pred etto, che fu l'anima della difesa, 1 tenente ed 1 sottotenente e 94 uomin i); un piccolo reparto del genio, comandato dal luogotenente ingegnere Girolamo Simonetti e composto di 1 sergente, Candido Morassi, e 7 uomini. In tutto 16 ufficiali e 416 uomini. Però questa cifra non è ben definita e subì molte variazioni ; prestavcno servizio, sec-ondo le necessità, i civici del paese di Osoppo, non calcolati nel numero predetto ; eppoi, mentre il blocco non era ancora ben stretto, con vennero nel fort'°, in varie riprese , nuclei di difensori. Il maggiore pr~ venne da Palmanova, allorquando questa piazza si arrese (25 giugno) e furono una trentina di uomini, fra cui alcuni musi.canti ; e finalmente, durante l'assedio qualcuno dei difensori abbandonò la piazza, cosicchè al momento della resa i presi.. diarii erano 342 in tutto. L'armamento consisteva in 35 b ocche da fuoco da piazza fra cannoni (26), obici (2), mortai (5) e petrieri -(2), di tutti i calibri e di modelli austriaci e francesi, molti non inca valcati ; più alcuni pezzi da campagna portati da Udine all'ultimo mo~
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mento. Le munizioni non facevano difetto, e v'era un suffi-ciente numero di fu<'ili. Alcun tempo dopo la costituzione regolare della guarnigione lo Zannini, facendo uso della facoltà avuta dal Comitato .di guerra di Venezia, faceva alcune promozioni, e per quanto interessa le armi tecniche, risulta che promosse a maggiore .d'artiglieria il capitano Andervolti, a sottotenente del genio il sergente Candido Morassi, e fu nominato sergente del genio, eppoi sergente maggiore, · Angelo Morgante (1). Il corpo di blocco, o d'assedio, mandato dal Nugent, era .composto di un migliaio di fanti circa, di mezzo squadrone -di ulani, di 2 pezzi da campo e di un drappello di racchettieri, tutti comandati dal maggiore italiano Giuseppe T omasselli, (rinnegato, come bene lo chiama il BALDISSERA). Le prime linee di blocco furono stabilite fra il 25 ed il 28 aprile. La guarnigione fece opera continua di difesa e dette pr·ova di grande attività e, talvolta, di vera temerità eroica, (1) Il Simonetti ed il Morgante andarono poi a Venezia dopo la resa di Osoppo e presero parte alla difesa ; il primo col grado di 1° tenente, poi ca~ pitano, il secondo col grado di luO'gotenente o sottotenente. Questo grado egli l'ottenne ad Osoppo stesso, ed il brevetto ha questa dici.tura a forma di .lettera o di comunicazione :
"N. 530 DAL COMANDO DEL FORTE D'OSOPPO
Al sig. sergente maggiore del genio Angelo Morgante, "In virtù dei poterì conferiti dall'eccelso.Comitato di guerra di Venezia ·con ossequiata sua lettera delli 17 luglio ultimo scorso, la prevengo che a -datare dal giorno 9 ottobre è promosso sottotenente del genio. "Dal forte d'Osoppo : li 1O ottobre 1848. Il tenente colonnello comandante ZANNINI,,.
(Bollo)
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essendo che furono spesso ten tate operazioni cruenti da pochi uomini, male armati e senza avere ricevuti ordini dai capi, contro riparti austriaci forti e ben appostati. Le sortite, fra grandi e piccole, sommarono a 52 ; le più notevoli furono le seguenti : quella del 21 maggio, avente per fine la riconquista dell'unico mulino di cui disponevano la fortezza ed il paese, e che era stato preso dai bloccanti; quella del 31 giugno per lo stesso fìne. Nè con la pri ma, nè con questa sortita riuscirono gli assediati nel loro inten to ; e provvide allora il Simonetti a costrurre un nuovo mulino alle falde orientali del ma sso della fortezza, mulino che ancora sussiste ; quella del 23 settembre per resp;ngere l'attacco di~ retto al paese d'Osoppo ; e per quanto l'azione fosse vigoros a~ mente condotta, pure gli Austriaci, allora rafforzati di numero, riuscirono a stabilirsi nel paese e così il blocco si m anifestò più stretto e fastidioso. Sono da ricordare alcuni episodi interessanti il nostro tema. Durante la sortita che aveva per fine di riacquistare il mulino, rifulsero il sangue freddo e l'attività del comandan te del genio, ing. Simonetti, il quale lavorò spesso personalmente e sempre dire;;se il lavoro sotto il grandinare delle palle austriache, per rifare il mulino già distrutto dai nemici ; e vi era riuscito, ma fu presto di nuovo rovinato e perciò provvide col molino nuovo. In quell'occasione venne il Simo~ netti promosso dal comandante del forte da luogo tenente (sottotenente) a primo tenente. Nella sortita del 23 set te mbre « si distinsero nel com~ battimento per valore e bravura, fra tufti, i .;ottotenenti Morassi de l genio e Bassi dei bersaglieri, i quali combattendo come semplici soldati, infondevano il coraggio e l'intrepi~ dezza nei loro uomm1, che scacciarono il nemico da tutte le
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prese posizioni .. .. ; JJ così scrisse lo Zannini nel rapporto spedito al governo di Venezia. Ed ancora : in una sortita tentata il 1° ottobre quando·· l'assedio era al suo punto culminante « è doveroso far menzione, vollero prendere parte come semplici soldati di fan- · teria, il sergente maggiore del genio Angelo Morgante ed il sergente d'artiglieria Giuseppe T arussio .... J> (altro rapporto
Zannini). Osoppo l'l 1 giugno fece annessione al Governo subalpino, seguendo l'esempio di Milano e di Venezia ; ed in quell'occasione il maggiore Andervolti fece col piombo di cartucce · austriache che esistevano nel forte una medaglia commemorativa, che fu riprodotta, sempre con lo stesso metallo, in parecchi esemplari. Altra medaglia di piombo incise l'Andervohi il 15 agosto a ricordo dell 'anniversario di Napoleone I ; e di' queste due medaglie il museo del genio possi·e de due rari esemplari (1). Durante l'assedio furono fatte quattro intimazioni di resa. Una di esse seguì la firma dell'armistizio di Salasco (8 agosto), nel quale si stabiliva che tutto il Lombardo-Veneto dovesse ritornare sotto il dominio austriaco. La notizia dell'armistizio · e la clausola di occupazione del Veneto, clausola che avrebbe dovuto condur.re alla cessione del forte di Osoppo, fu portata a quei valorosi da alcuni parlamentari degli assedianti ai quali era aggregato il c·api tano del genio piemontese Antonio Brignone, che veniva dal campo lombardo per quella missione. I parlamentari furono accolti con ogni riguardo nel forte ; e si racconta che lo Zannini, per far credere che il presidio che si difendeva fosse assai più numeroso di quello che era veramente, fece adunare nella sala di con v~gno oltre agli ufficiali, anche molti sergenti e caporali _con divisa o con distintivo1 ( )
Furono donò del ca v. Leonardo Rizzani, figlio di Antonio Riizani,. che fu ufficiale alla difesa di Venezia.
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di ufficiali ; il che impressionò profondamènte i commissari. La intimazione di resa fu respinta dallo Zannini con così nobili · parole che cc lo stesso capitano Brignone alzossi per stringergli · la mano," ed indi a poco partì commosso_; e con or.goglio di italiano, salut ò quegli uomini scarni, macilenti, laceri, che di tutto abbisognavano, ma che nonostante sapevano t rarre fiere r isposte ad un nemico co;ì potente » <1).
* ** Visto che riuscivano vane le offerte di resa e che erano . · --deboli e male condotte le azioni del T omasselli, il governo austriaco affidò la direzione dell'assedio al tenente colonnello F . Van der Null, fiammingo, cc soldato valoroso e leale . cavaliere » (2), il quale assunse il comando del blocco verrn la fine di settembre ; e col Van der Null furono aumentate le truppe di ciréa un altro migliaio di uomin i, fra cui 40 racchet tieri, ed il materiale d 'artiglieria ebbe 4 mortai di più. Il primo di ottobre cominciò un nuovo e più violento bombardam ento che fu continuato quasi ininterrottamen te , cosicchè, l' 11 ottobre, l'ufficialità tutta della guarnigione di Osoppo " visto che il nemico occupato il paese non lo sgombrerebbe fino che non fosse totalmente distrutto dalla nostra artiglieria; considera to che una gran parte degli artiglieri essendo del paese non si s.arebbe pres t ata alla distruzione delle proprie -case, ma piuttosto si sarebbe evasa daI fo rte .. .. ; essendo d'altronde anche t roppo scarso il numero della guarnigione, ridotto a t este 340 comprese tutte le àrmi, che in caso di un assai to non sarebbero capaci di coprire ' che scarsa p arte del perimetro della fortezza .... ; considerata la nudità in cui erano, l'imperversare continuo della stagione, la mancanza del nu(1) 1
( )
op. cit .. B ALD tSS ERA, predetto.
B ALD ISSERA,
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merario, la scarsità dei viveri, l'impossibilità di più averne, ecc. l> formulava un progetto di capitolazione e furono tosto aperti i negoziati col comandante del blocco. Volevano i nostri, ma nol poterono ottenere, che la capitolazione, prima d'essere posta ad effetto, fosse ratificata dal Governo provvisorio di Venezia, e che dal comandante del blocco fosse saldato l'intero credito degli ufficiali e soldati della guarnigione, per paghe arretrate, importanti la somma di austriache lire 19.000. Tuttavia « il Governo austriaco pagò a ciascun soldato lire 6 austriache ed al tre lire 6 per ciascuno si ricavarono dalla vendita dei generi rimasti e che, giusta il pattuitosi nella capitolazione, furono lasciati in proprietà della guarnigione. L 'ufficialità ebbe pure una somma in proporzione del rispettivo suo credito .... >l (1). La brava guarnigione del forte di Osoppo uscì dal fort e la mattina del 14 ottobre. E ad onor suo rimane da aggiungere che una buona parte volle continuare nella lotta contro la dominazion e austriaca, . e per tal fine andò alla spicciolata a Venezia, ove diede argomento al Governo provvisorio di formare con essa e coi militi provenienti da Palmanova, il nucleo d'un nuovo corpo, che fu denominato << legione friulana»; e si vide nelle pagine precedenti quanto si riferisce a quell'altra epica difesa. RIEPILOGO DEGLI UFFICIALI DEL GENIO E DEGLI UFFICIALI DEGLI ZAPPATORI CHE FURONO ALLA DIFESA DI VENJ;:ZIA E DI OSOPPO NEL J848-49 (2). AccURTI MICHELE. - Tenente zappatore m alla 2a Ccmpagriia zappatori. (1)
del
J~GER,
2° onqrano
op. cit ..
(!) Come base · dell'elenco si è tenuto il Registro n. 1117 degli ufficiaU genio e zappatori, che è nell'Archivio di Stato di Venezia; ma si è com39
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AcTON RICCARDO. - Napolitanc, capitano del genio in 1°. Fu destinato dapprima al servizio del genio nel 1° circondario (Margheta), poi nell'aprile 1849 prese il comando della 3a zappatori di nuova formazione. Si trovò a Marghera alla disperata difesa di maggio, ed alla batteria S. Antonio e fu promosso maggiore (però non si trova registrato il suo brevetto di nomina). ALESSICH od ÀLESSOVICH CARLO. - Tenen te zappa tore n 2° alla 2a compagnia zappatori fino al 1° marzo 1849, nel qual giorno fu trasferito alla legione cacciatori dell e Alpi. ANTOLINI GAETANO. - Tenente zappatore in 2° alla 23 compagnia zappatori. Proveniva dal reggimento Wimpfen come cadetto ; il 22 marzo entrò nella guardia civica veneta, poi fu sergente maggiore negli zappatori, ed ufficiale; fu ai fatti di Sori o, Tre viso, Vicenza e Mestre. BENVENUTI Grov. BATTISTA. - Capitano onorario del genio; era direttore dell'ufficio e dell'archivio del genio alla direzione del genio presso il dipartimento della guerra e resse anche la direzione del genio a S . S tefano. BERNARDI o DE B ERNARDI ANTONIO. -Tenente del genio in 1°. addetto al comando del 1° circondario ; fu promosso capi tane nel gennaio 1849. BERTONI GIOVANNI. - Tenente zappatore in 2° alla Ja compagnia èd addetto al servizio di caserma . B EVILACQUA-L AZISE Grov. BATTISTA. - C apitano zappatore; aveva servito in Austria in marina e fanteria per 9 anni e fu trasferito nel corpo zappatori dal govern o provvipletato tenendo contp anche del registro n. I 125, di un elenco che· trovasi nella busta n. 972 e di notizie ricavate dalle metrico/e, pure conservate alì'ar· chivio predetto è, di più, dalla R accolta degli alti, decreti e nomine e dalle opere del Jiiger, Radaelli, ecc., qui citate. Il Museo storico del genio possiede i ritratti di m olti di questi ufficiali, e di alcuni possiede cimeli e ricordi s torici, in gr an parte raccolti con la coo· perazione atti va ed intelligente del ca v. Amedeo Coda dell'ufficio delle for• tifìcazioni di Venezia, anche per altri motivi benemerito della nostra.istituzione.
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sorio ven.eto, essendo egli ingegn,ere. Comandò lp. compagnia nel 2° periodo della difesa. BoRGO GIUSEPPE. - Tenente zappa tore in 2°; era ingegnere; fu sergente maggiore, poi ufficiale alla compagnia ed infine fu trasferito al battaglione veterani. BRACCIADORO FRANCESCO. - Capitano del genio ; fu al ~m-a ndo del genio del 2°, poi del 5° circondario. BRUSOMINI EUG ENIO. - Tenente zappatore in 2°; era ingegnere ; fu sergente maggiore, poi ufficiale alla 1a compagnia ed infine addetto alla cancelleria del comando (aiutante maggiore?). E morto il 2 maggio 1916 all'età di 92 anni <1). BuccHIA GUSTAVO. - Capitano del genio, occupato nei lavori e professore di fortificazione · ed artiglieria alla scuola militare. Era prof,eswre di materna tica all'università di Padova ed ai primi moti del '48 aveva organizzato e comandato un grosso nucleo di crociati padovani coi quali aveva combattuto a Sorio e Montebello; poi era stato a Vicenza. CAMPILANZI EMILIO. - Maggiore del genio, dapprima al Ministero guerra poi alla Illadivisione del Dipartimento guerra. Aveva fatto servizio nel genio italico. CASTELLANI LEOPOLDO. -Tenente del genio napolitano; si trovò ai primi fatti d'armi e si comportò valorosamente, come fu seri tto nel testo ; lasciò Venezia assieme alle truppe di quel Regno, riprese servizio nell'esercito regolare napolitano, poi passò nell'esercito italiano. CHIAVACCI VLADIMIRO. - Era nate a Pistoia nel 1816. Maggiore del genio marittimo nel prime periodo drlla difesa, poi tenente colonnello del _genio di terra, promozione avuta per meriti speciali (9-6-'49). Si vegga il testo a proposito delle sue azioni. D opo la difesa di Venezia fu esiliato. Si ritirò in Piemonte ove dava lezioni e progettò anche uno scalo Chiavacci. Morì a Genova il 27 aprile 1889.
za
(l) Al Museo storico del genio fu regalato dai famigliari il ·suo medagliere..
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COLOGNESI VINCENZO. -Tenente del genio in 2°; fu quasi sempre al comando del genio d el 1° circondario (Marghera). DE GRANDIS FE RDINANDO. - Tenente del genio in 10; professore di matematiche nell a scuola militare. De tte le dimissioni nel luglio del 1849. D E LAMM CARLO. - Capi tano del genio. A ve va preso parte alle azioni d i Sori o e di Monte bello attorno a Vice~za. DELLA BoNA LUIGI. - Tenente del genio in 1°. DE PAOLI GIUSEPPE. - Tenente del genio in 1°. DoLFIN- BOLDÙ FRANCESCO. - Capitano aiutante maggiore onorario, ascritto allo stato maggiore. del genio. F ATTORI ENRICO. - Tenen te del genio. Era alla divisione . IV del Dipartimento guerra (contabilità della sezione tecnica). FERNANDEZ ALESSIO. - Tenente zappatore; fu ufficiale pagatore al b attaglione degli zapp atori, poi 1° ten ente quartier-mastro (25 marzo 1849). Si distinse in fatti d 'armi e fu proposto a grado superiore, ma non promosso. F ERRARI FEDERICO. - Capitano della compagnia del genio dei crociati padovani ; cos tituì il nucleo degli zappatori vene ti, cve rimase col grado di tenente alla 1a com pagnia; il 1° ottobre 1848 fu trasferito nella fanteria veneta. G IA RETTA MICHELANGELO. - Tenente in 2° del genio; fu addetto prima al comando del genio del I circondario (Marghera), poi a quello del I II (Chioggia). GoTWA CARLO. - Proveniente dai sottufficiali, fu promosso tenen te zappat ore in 2° il 16 giugno 1849 e destinato alla Ja compagma. MANETTI GIROLAMO. - Tenente del genio in 1°. Fu addetto, specialmen te, alla commissione degli aqquartieramenti ed ai disegni (la sua prima no min a , del 10 aprile 1848, fu di aggiunto onorario). MARTINELLI ANTONIO. Ingegnere romano, capitan~ zappatore; _comandò fin da principio la 1a compagnia zappa ton ed ebbe bre vet to di capitano il 15 giugno 1848. Dopo l'eroica
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difesa di Marghera fu avanzato a maggiore con lettera del comando in capo delle truppe dello Stato Veneto in data 6 luglio 1849, ma non c'è il brevetto di nomina. MARTINELLI LUIGI. - Anch'egli ingegnere romano. Servì dapprima nell'artiglieria civica romana, poi fu nominato 2° tenente zappa tor e a Venezia, Ja compagnia (22 giugno I 848) ; il 16 giugno 1849 fu promosso 1° tenente. . MASCHIETTI ERNESTO. - Tenente in 1° del genio, fu al · comando del I circonda.rio. Fu promosso capitano sul finire dell'assedio, ma non c'è brevetto. Aveva preso il corpando della compagnia civica romana del genio, quando fu lasciato dallo Zambeccari (v. quì cap. V, § 8) dopo, che la compagnia era rientrata negli Stati Pontifici in seguito ai combattimenti del giugno 1848. Era ridotta a 62 uomini ; la condusse a Venezia (giugno stesso anno) ed egli colà rimase fino all'aprile del 1849. Ritornato a Roma cercò di entrare nel genio di linea, ma la sua domanda non fu accettata. MERLO ANTONIO. - Capitano del genio, comandò per alcun tempo la 3a compagnia zappatori, ma fece anche servizio tecnico a Marghera, alla cui difesa concorse eroicamente, come è detto nel testo; sicchè fu promosso maggiore. Il 14 luglio 1849, cioè poco prima della resa , egli firmava « Comandant·e il personale del genio ». MILANI GIOVANNI. - Colonnello assessore del Comitato di guerra e membro del Consiglio di difesa ; · proveniva dagli · ufficiali del genio italico. MONTI FRANCESCO. - Ingegnere lombardo, fu per alcun tempo tenente zappatore, poi al servizio tecnico a Chioggia e distaccato a Brondolo. MoRASUTTI FRANCESCO. - Tenente ·del genio in 1° fu al Comando ·del genio al I circondario (Marghera), poi passò alle fortificazioni litoranee, ai forti Madonna, Sottomarina, S. Felice, Ottagono e Caroman ; co~andante in 2° il I Il circondario di Chioggia. Nell'agosto 1849 ebbe avanzamento a capi-
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tano, ma non ottenne brevetto ; il 26 settembre J877 con R. Decreto fu reintegrato nel grado militare onorario di capi~ tano del genio dell'esercito. · MORELLI GIOVANNI. - Ingegnere romano, tenente ; ebbe dapprima il comando della 2a compagnia zappatori, che poi passò al Be vilacqua~Lazise. Fu nominato 1° tenente nel corpo del genio il 1° agosto 1848 e fu a Marghera. Tenne anche. il comando della 3a compagnia zappatori dopo l'Acton ed ebbe particolare distinzione per condotta militare esemplare. ·MoRGANTE ANGELO di T arcenta. - Fu a Visco, Palmancva ed Udine ; poi ad Os oppo, dove ~ervì nel genio come ~ergente maggiore. Nell'ottobre fu dallo Zannini promosso sottotenente. Venuto a Venezia si arruolò ·c ome sergen te maggiore nel corpo zappa tori, poi passò in artiglieria ed in fine · ritornò nel genio. Fu a Treporti , a Marghera e si distime spe~ cialmente alla batteria S. Antonio. Nel marzo 1849 era stato nominato sottotenente, e fu confermato nel grado onorario con R. 0 Decreto 27 marzo 1878. MuLLER GIUSEPPE. - Tenente del genio in 1°, fu addetto al IV circondario e specialmente alle fortificazioni di Burano. NEGRIN o CAREGARO-NEGRIN ANTONIO. - Architetto; era stato alla difesa di Vicenza, incaricato del le b arricate; fu addetto ai layori di fortificazione di Ch;oggia ; nel no vembre '48 fu nominato tenente zappatore e passò alla 2a compagnia. Il 14 luglio fu trasferito dal corpo degli zappatori a quello del genio. Ebbe grado onorario nell'esercito regolare. N1cOLETTI RINALDO. - Capitano dek genio in 2°, addetto agli uffici al Dipartimento guerra. ' NICOLETTI VITT.ORIO. Ingegnere; fu prima soldato, caporale e sottufficiale zappa tore, poi aiutante e posci a tenente zappatore in 2° alla 2a compagnia. Il J0 luglio 1849, fu trasferì to all'ufficio locale con funzione tecnica, e fu a T reparti : ma presto l'assedio cessò. Transitò nell 'esercì to regolare (M. T.) e morì tenente colonnello del genio.
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PAOLETTI Luc1b. - Tenente in 1° del genio, ma destinato al corpo zappatori. Fu avanzato (ma non c'è brevetto) a capitano negli ultimi tempi. PoLI OscARDO. - Tenente in 2° del genio presso la I I I divisione al Dii:artimento guerra. PoNSCARD STE!FANO. Era guardia di fortificazione, poi sottufficiale zappatore, tenente in 2° zappatore (alla 2a compagnia) ed il 1° giugno 1849 venne trasferto nella linea veneta. PONTI GIUSEPPE. - Ingegnere; maggiore del genio navale, poi tenente colonnello del genio di terra dopo la difesa di Marghera (9 - 6- '49). Veggansi nel testo le vicende principali di guerra e la sua azione. Esiliò e stette fuori da Venezia fino al 1866 ; fu ingegnere .del vicerè d'Egitto (1). RA VIOLI GIUs EPP E. - Tenente del genio in 1° ; fu al comando del genio del I, poi del I Il circondario ; passò più tardi ufficiale del genio neU'esercito regolé:re (organizzò il reparto · del genio nei cacciatori delle Alpi nel 1859 v. ind. alf.). RoNZ'ELLI GIUSEPPE ALFONSO. - Tenente colonnello; fu il comandante del genio tanto tecnico quanto armato, ma si occupò più di que~ t'ultimo e comandò il battaglione zappatori, fin da quando fu costituito. Fu proposto a colonnello al finire della guerra, ma non c'è br~vetto, e come tale è indicato nell'elenco del Radaelli (brevetto 1O- 7 - '49). Pro veni va dagli zappatori del genio italico. SAIBANTE LOR ENZO NICOLÒ. - Tenente del genio in 1° onorario, poi capitano (27 - 5 - '49); era all'ufficio del genio alla sezione di diEegno. · $ALOMONE GIUSTINO, napolitano. - Tenente zappatore in 2° e destinato alla 1a compa.gma ; però il 1° marzo 1849
(1) La fami5lia ha ref,alato al Museo il ritratto ed il medagliere del benemerito ufficiale, pro-zio di chi . scrive queste note.
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fu trasferito all'ufficio locale del genio. Pas~ò poi nell 'esercito regolare . SANFERMO GIUSEPPE. - Fratello del generale M arcantonio Sanfermo, fu una delle figure più spiccate nelle organizzazioni militari del 1848; era stato sottoten ente di linea dell'esercito italico e tenente dei volteggiatori, ed an va fa tto così le campagne nel 1809. Poscia si aggregò all 'esercito n a poli tano di Re Gioacchino, ed il Collejta lo avviò alla carriera del genio ; fu impiegato nelle fortificazioni di Ancona, ecc .. Il governo provvisorio veneto lo nominò maggiore del genio, membro del ccnsiglio di difesa, primo aiutante al Ministero della guerra e , poscia, anche direttore della ~cuola militare (d9po il Paut rier). Prese il comando dei pcmpieri e fu attivissimo durante l'assedio, dirigendo lo spegnimento di 18 7 incendi provoca ti dal bombardamento. Tenente colonnello nel febbraio 1849, comervò grado e comando anche sotto gli Austri aci e lo aveva nel 1866, quando Venezia fu italiana. L'archivio del Museo ha molti documenti della vita militare tecnica del San fermo, dono della famiglia. SARTORI Gwv. BATT. - Ingegnere, tenente degli zappatori. Aveva servi t~ 3 mesi nell'artiglieria terrestre, poi nel genio 1 mese e -4 giorni come sergente, finchè fu promosso ufficiale il 20 gennaio 1849. SASSELLA ANGELO. - Capi tano (?). E accennato come tale, ma non si ha la copia del brevetto. Fu uffiéiale di guardi a civica, pci 1° tenen te (brevetto 27 agosto 1848). Ven ne nominato professore di disegno e di a1chitettura militare nell~ scuole ·del genio ed artiglieria ; ed in seg~ito passò nello stato maggiore del genio, quale capo ufficio dei disegnatori (il F antoni ne ha scri tta la biografia). S1MONETTI GIROLAMO. - Venne da Osoppo, ove aveva concorso efficacemen te alla ·difesa ; percone rapida mente i gradi di 2° poi di 1° tenente e di capitano (27 maggio 1849); fu quasi sempre al comando del I I I circondario a Chioggia.
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SMITT o SMITH D ANIELE. - Minatore boemo, servì negli zappatori per 3 mesi e 12 giorni come sergente ed il 16 marzo 1849 fu promosso ten ente in 2°. SoRMANI G IUSEPPE. Ingegnere, t enente zappatore, in 2°, fu alla Ja compagnia. M orì il 20 giugno 1849 per ferita riportata alla testa alla batteria S. - Antonio sul ponte d ella strada ferr ata (v. testo). SPAVENTI FILIPPO. - Provenne dai sottufficiali zappatori e fu promosso tenente zappa tore in 2° il 18 giugno 1849. Si distinse in modo speciale a Marghera e fu citato all'ordine del , giorno dell'Armandi de l 6 giugno. STECCHINI PIETRO. - Maggiore, antico allievo della scuola di Modena ed ufficiale del genio italico, fece p arte del Comi tato di difesa della repubblica. T ESSARI GIOV. SEBASTIANO. - T enente. Nel giugno 1849 era ocçupato alle dife se di S ottomarina e Madon na (Chioggia,
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circondario). TEZZA Grov. MARIA, - T enente del genio, fu più special- mente al forte Treporti. ToMMASINI TOMMASO. - Tenente del genio in 1°, poi capitano, fu nell'ufficio del genio capo della sezione di disegno e topografia « per la copia e retti/i.ca de i /orti ». T oNIUTTI o ToNUTTI CIRIACO. - Ingegnere; ser vì come · ufficiale del gen ie ad Ornppo, poi come sergente maggiore zappatore a Venezia per quasi due mesi; fu promosso tenen te in 2° negli zappatori (11 settembre '48) e tenente in 1° (25 marzo 1849) e fece servizio all a Ja compagnia. T osELLI Grov. BATTISTA. - T enente (?). T REVISAN L UIGI. -- T enente, promosso dopo Marghera . . U s uELLI ALESSANDRO. - Tenente del genio, comandava il n ude~ degli ingegneri lombardi nel 2° bat taglione 1° reggimen to Italia Lib.e r a. Nel giugno 1849 era all a di fesa· del forte _ S. Felice (Chioggi a, II I circondario). VALLI L UIGI. - Tenen te ingegnere.
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Sono indicati come appartenenti al cor.po, Tha senza essere del genio combattente, i seguenti : CAVEDALIS ALESSANDRO. - Capitano, addetto all 'ufficio - della contabilità di guerra. LIPPI GIOVANNI. - Ufficiale contabile, addetto ai lavori; - nel giugno 1849 aveva incàrico di dirigere l'eventuale difesa a Ponte Lungo, Murazze e Chiodini presso Chioggia. CoRDARA PAOLO e NERI CARLO, definiti : aiutanti del · gemo. Sottotenenti « ad honorem i> (Genio lombardo). Amadeo Giovanni, Arcellazzi Lodovico, Arpesani Temistocle, Balzarotti Giuseppe, Bazzaro Achille, Bernasconi Giov. Batt., Bonetti Giovanni, Bo.oola Giulio, Brugnatelli o Bro. gnatelli T u llio, Crippa F elice, Del vitto o del Vitto Carlo, Dusini Pietro, Facciali Antonio, Fomara Federico, Frigerio Giulio, Grancini Emilio, Jus o F us (?) F rance~co, Mainetti Nicola, Martelli Giov. Batt., Mazza Michele, Odazio Emanuele, Pellegrini G iuseppe, Pessina Enrico, Prestinari Enrico, R attaggi Eugenio, Roncoroni Carlo, Stabile Giuseppe, T aroni o T arroni Antonio, Testoni Angelo, Vi ttadini Alfonso. In alcuni elenchi si trovano ancora questi nomi : Airaghi . Antonio, Bonomi Carlo, Casanova L odovico, Foglizzo Angelo, Genarini Pietro, Pozzo Giacomo, Robbiati Pietro, Ro. cafìco Enrico, Valli Luigi.
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Le i!1dicazioni più vecchie di un . servizio tecnico militare nel Granducato di Toscana prima del 1800 sono date, nell'Archivio del genio, da una serie notevole di bellissimi disegni, quasi tutti del secolo xvm0 , però pochissimi firmati. Come è noto, sempre nel.secolo xvm0 , l'isola d'Elba era divisa fra Toscana e Napolitano. Una porzione dell'isola a . nord con Porto Ferraio ~ra stata comperata fino dal 1537
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.da Cosimo 1° ed aggregata alla Toscana ; l'altra porz10ne a md con · Porto Longone era passata alla Spagna, e dalla
Spagna a Napoli; e fra i disegni di Porto Longone rnnvene al-cuni firmati da Giuseppe Bardet di Villanuova, ufficiale del genio napolitano. All'epoca napoleonica tutta l'isola fece parte dell' Etruria; ,e per tutti i primi anni del 1800 numerosissimi disegni di fo rtezze hanno fìrme fran cesi, con qualche raro nome italiano, probabilmente ingegnere incaricato di qu?lche lavoro speciale. Dopo la ristaurazione, il granduca Ferdinandc I1I0 (1814) ricompose l'esercì to, ma non vi appaiono truppe del genio e vi erano solamente, per i servizi che diciamo tecnici, alcuni ~e guastatori >J nel bat taglione g1anatieri e nell e compagnie -cacciatori e fucilieri. L a loro divisa era la medesima di ,q~ella del coq:: o al quale appartenevano, con distin ti vi spe,ciali (1). E così durò fino al 1848. L a manutenzione delle fabbriche militari e delle forti-fìcazioni fu esercitata saltuariamente da ingegneri del genio civile, da ufficiali di artiglieria , che erano i tecnici del piccolo eserci.t o, ed anche da ufficiali di fanteria competenti. N ei documenti d'archivio e sui disegni, pel periodo dal 1814 al I 848, si trovano firme di ingegneri e di ufficiali delle armi sopradette, special mente d'artiglieria, ed il nome che si trova più fre·q uentemente è quello del capitano Bechi, ed i nomi, ancora, dei tenenti Mellini e Brauzzi, sempre d'artiglieria.
*
** Nel 1848, per la i;pedizione contro l'Auetria, fu improvvisato un piccolo corpo del genio, destinandovi quali ufficiali al-cuni ingegneri ci vili e raccogliendo gli uomini di truppa fra gli operai delle di verse armi. Se ne è scritto, in proposito, al capo IV0 1 ( )
v. R. Archivio di Stato di Firenze. Protocollo 1725, N° 16, anno 1848.
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§ 3° e qui si ricorda che il capitano Rodolfo Castinelli e corì lui tre ufficiali del genio piemontese furono incarica ti di rafforzare le linee degli a vamposti da Curtatone a Montanara, e che poscia, dispensato il Castinelli, la direzione d el piccolo corpo del genio e dei lavori fu affidata a G iuseppe Poggi, nominato , nella circostanza, u fficiale onorario. Dopo Curtatone e Montanara l'esercito toscano fu ri tirato dal lombardoveneto, ed il nucleo d el genio fu sciolto. D ei predetti Castinelli e Poggi non si ha più notizia nei documenti militari <1). La di vis a del corpo toscano nell 'Alta I tali a pare fosse speciale e si d irebbe di circostanza; consisteva in un berre tto di stoffa cerata, piuttosto alto, con nappina dei colori toscani, e su l da van ti un t rofeo gr anducale di metallo; giubba F ig.82. Soldato del genio di traliccio azzurra, con colletto rosso e toscano a Curtatone e paramani dello stesso colore ; pantaMontanara. Ioni azzurri e banda rossa. Il M useo di Castello Sant'Angelo a Roma h a una giubba di divisa, più alcuni armamenti çhe appartennero ad Alceste Taddei , combattente di C ur tatone e che sono dono d el figlio dott. Arnolfo. Da tutto ci ò il gen. Edel ha ricavato il figurino rapp resentato alla fì.g. 82.. ' (1) Il Pc:ggi fu poi ingegnere capo della città di Firenze e sono suoi molti studi di monumenti e sistem azioni moderne, primi fra tutti il viale dei Colli ed il piazzale Michelangelo. Il museo del genio ha un prezioso taccuino del Pcggi, che e gli usò nelle organizzazioni difensive d i guerra del 1848 ed è ricco di profili di for tificazioni, di formole m a tematiche, di calcoli per lavori di terra e simili. ·
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I soldati del genio avevano come distin tivo un trofeo di due mannaje incrociate (di stoffa) e riportate sulle maniche della giubba.
*** Con sovrano decreto del 28 dicembre 1849 fu istituito a Firenze un « Corpo di Ingegneri militari », ma con carattere non bene definito, cosicchè nel 1852 sussisteva sempre il dubbio se esso dovesse considerarsi come corpo ci vile o corpo mili tare. Il Ministero della guerra osservava (in una lettera del 28 gennaio 1852) che il corpo degli ingegneri non poteva considerarsi alla stregua del corpo del genio, quale era presso altre nazioni , perchè quivi (cioè nelle al tre nazioni), « esso Corpo sta a capo di compagnie distin te in minatori, in zappatori ed in oprandi » .il che, si p uÒ dedurre dalla lettera, non avveniva in Toscana. Il Generale Comando risolse tuttavia il dubbio nel senso che il corpo degli ingegneri dovesse riguardarsi a tutti gli effetti come un corpo militare attivo. Secondo il decreto di costituzione del dicembre 1849 esso doveva comprendere i graduati che qui si enumerano, e di fianco ai gr&di si seri vono i nomi degli ufficiali che vi furono destinati successivamente : un generale ispettore, « generale provvisorio » (generale maggiere conte Lu-igi Serristori) ; un maggiore sottoispettore provvisorio (maggiore Celeste Mirandoli, che era dello stato maggiore); un capitano comandante (capitano Angelo Caprilli, <:he era archi tetto della Direzione delle RR. fabbriche, allora soppressa) ; sei fra tenenti e so ttotenenti (e furono : tenente Salvatore Guidi ; sottotenenti : Telemaco Franceschi, Jacopo Fran0
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chini, Lodovico Chautreaux, Massimino Moschi (1); lasciando un posto vacante) ; quattro sorveglianti, col grado onorario di sottotenenti (fu nominato soltanto Talete Calderai, ed agli altri posti fu provveduto più tardi e furono: Pietro Cianfane!li, Fausto Martinelli e Francesco Angiolini) ; tre assis ten ti magazzinieri (Eliseo Cicori, Tito Bonsignori e Luigi Torchi ; i due primi passarono poi ufficiali nel corpo). Presso l'Ispettore generale fu istituito un «Consiglio d'arte» da lui presieduto e composto del sottoispettore, del comandante di artiglieria, d el comandante del corpo degli ingegneri e del professore di fortificazione del Liceo militare. Le attri-buzioni del Consiglio d 'arte erano all'incirca quelle del Consiglio del genio dell'esercito sardo ( v. capo VIl0 ). Per il servizio territoriale il granducato fu diviso in tre direzioni · Ja Portoferraio; Livorno; 3a Firenze. Nel 1850 le direzioni furono aumentate ed alcune furono cambiate di sede ; eccone il nome ed il personale addetto : Firenze: direttore : capitano Ca prilli (che era a nche co-mandante del corpo); sottotenente Franchini (aiutante del comando); id. Chautreaux _revisore delle perizie e d elle contabilità ; sorvegliante Cianfanelli ; Livorno : direttore : tenente Guidi ; Lucca: caposezione : sottotenente Moschi ; sorveglian ti Martinelli ed Angiolini ; Orbete/lc, : caposezione : sottotenente Franceschi, col sorvegliante Calderai a Portoferraio (che pci ritornò ad essere direzione).
za
* ** Anche a questo ordinamento avvennero frequent i modi.fìca zioni, che qui si trascureranno, per esaminare l'organizza.. .
.
(1) Era stato a Curtatone .e vi si era distinto (v. capo VO, § 3).
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zione del corpo negli anni 1859 e 1860, importantissimi nella storia della Toscana, la quale ebbe prima un governo provvi- . sorio, poi fu annessa alla nazione, ed importanti nella storia dell'arma che ebbe un reparto di truppe, incorporato poi nel~ · l'esercì to nazionale. Incaricato di studiare un cc -piano per la formazione di un Corpo del genio nell'esercito toscano n fu l'allora maggiore Ca- · prilli, il quale presentò un « Rapporto n il 1° maggio 1859, vi-· stato dal tenente generale Ulloa. Secondo questo rapporto, il corpo avrebbe dovuto comprendere ufficiali per il servizio territoriale (Firenze, Livorno, Lucca, Orbetello e Portoferraio)' · e per 2 compagnie di zappatori. In tutto si dovevano avere : · 8 ufficiali allo stato maggiore (fra cui : 1 colonnello o ten . colonnello ; 1 maggiore ; 1 quartiermastro ; 1 chirurgo) ; · 8 ufficiali aìle piazze ; 1O ufficiali alle· compagnie ; e, per la truppa : 1 aiutante sottufficiale ; 2 sergenti µiaggiori ; · 2 forieri ; 16' sergenti ; 34 caporali ; 16 vice-caporali ; 108 zappatori di Ja classe e 120 di za; 4 trombettieri; 12 conduttori; 16 ordinanze. Le due compagnie dovevano costituire una « divisione del 1 genio n, la quale fu istituita con Decreto del 5 maggio ed ebbe . formazione poco dissimile da quanto è scritto qui sopra. Ogni . compagnia ebbe un carro attrezzi (utensili dell'arma da zappatore) ed un carro -fucina. Nello stesso mese di maggio (1859) con l'esercito toscano venne formata una colonna mobile, che fu inviata al con- : fine per prevenire movimenti dell'Austria da quella parte. . Ai primi di giugno S. A. I. il Principe Napoleone · visitava questa colonna mobile alle Filigare, eeprimendo per iscritto al gen. Ulloa, comandante, il suo vivo compiacimento. Contemporaneamente eguali elogi furono fatti tanto « alle truppe · del genio quanto alle fortificazioni delle Filigare » da una com-.. missione composta di ufficiali francesi del genio e dello ~tato ,
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maggiore, e ben 5 ufficiali toscani del genio ,furono reputati meritevoli di essere aggregati agli stati maggiori di cavalleria, arti~ · glieria e genio, cd allo stato maggiore generale dell'esercito francese (Dal giornale il Monitore toscano del 1O giugno I 859).
* * * Proseguendo nella cronologia delle date più importan ti, vi è un decreto del 31 ottobre 1859, che apportò al cune varianti all'ordinamento del Corpo; soppresse i posti di ispettore e di ~ottoispettore, dando la presidenza del Consiglio d'arte al comandante del corpo (1). Le direzioni furono sempre cin-. que, le compagnie due, costituite in divisione, amministrnta · da un capitano, aggregato allo stato maggiore divisionario. Da un elenco ufficiale del 29 febbraio 1860 risul tana le seguenti destinazioni : comandante su perio re : maggiore Angiolo Caprilli ; aiutante maggiore in za: sottotenente Cesare Spagnuoli ; chirurgo : Apollonio Apolloni ; direttori : a Firenze : capitano Salvatore Guidi ; a Portoferraio : capi t an e Francesco Angiolini ; a Livorno : capitano Telemaco Franceschi ; ad Orbetello : incaricato sottotenente Agostino Cappelli ; a L ucca : incaricato sottotenente Gaetano Orlandin i. Divisione z appatori: comandante amministra tore : capitano Massimino Moschi ; . comandante le compagnie : capitano Pietro Cianfanelli (lit) ; capitano Fausto Mar tinelli (2a). Il 2 maggio 1860 le compagnie del genio della T oscan a (insieme a quelle dell'Emilia) furono sciol te ed incorporate (1) Il Consiglio d'arte rimase così costituito: Presidente, il comandante del corpo; membri : il comandante d'artiglieria, il professore di fo rtificazione al Liceo militare, l'ufficiale direttore in Firenze.
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nel reggimento zappatori del genio del Piemonte dal 1° giugno ; questo reggimento fu, in seguito all'accrescimento che ne -derivava per le predette incorporzioni, suddiviso in due reggimen ti. E di tutto ciò si dirà particolareggiatamente al § 1° àel capo VI0 • Nell'annuario militare del 1860;.61 risul~ano in servizio nell'esercito nazionale j· seguenti ufficiali del genio provenienti dall'esercito toscano : tenente colonnello: Angelo Caprilli (dirett. ad Alessan~
ària). maggiori: Carlo Lissona (al 2° genio); Salvatore Guidi (sottodirettore a Firenze) ; capitani: Telemaco Franceschi (direz. di Ancona); Massimino Moschi (ad Alessandria) ; Fausto Martinelli (2° genio) .; Talete Calderai (Spezia) ; Francesco Angiolini (Li~ vomo); Pietro Cianfanelli (1° genio) ; Cesare Callajoli (Spezia) ; Jacopo Franchini (Torino); Eliseo Cicori (Firenze); Giustino Salomone (2° genio) (1); tenenti in Ja: Enrico Chiaromanni (1° genio); Carlo Trevison (idem): T i to Bonsignori (Livorno); Gaetano Orlan~ dini (Firenze) ; Agostino' Cappelli (Portoferraio) ; Samuele Senni (1° genio) ; Paolo Bottari (2° genio) ; Cesare Spagnoli (Bologna) ; Annibale Correnti. sottotenenti onorari : Carlo Bachi ; Girolamo Buonazia.
*** La di vis a degli ufficiali del Corpo degli ingegneri nel 1849 · . era la seguente (fìg. 83) : cappello montato (n~rmale al viso) con pennacchietto cadente di piume nere ed agraf d'argento; tunica di panno turchino, con colletto e paramani di vel(1) Era stato nel genio della repubblica veneta (v. ind. alf .). 40
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luto scarlatto ; doppja bottoniera (stretta ed a bottoni paral- . leli) d ·argento ; spallini d'argen to ; pantaloni di panno celeste, con banda (o di visa) di panno nero ;
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Corpo degli in5e<-,,mri toscàn i nel 1849.
sciabola con fodero d i metallo bianco e centu rino e pendagli di gallone d'argento t ramezza to d i fili di seta scar~ latta; dragona di fili d'oro. Il sorvegliante si distingueva dall'officiale per avere la coccia delle spalline di metallo giallo, la dragona di seta con pochi fili d·oro ed il cen.t urino di cuoio biancò.
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Nel 1852 la divisa subì alcune ·modificazioni (:fìg. 84) : 1 bottoni della tunica furono di metallo giallo, il colletto ed paramani di velluto cremisi ; i pantaloni di panno celeste con filetta tura ( venatura) di panno cremisi alla cucitura la-
rt·
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Fig. 84 - Modifica del 1852 alla divisa del Corpo degli ingegneri nel 1849.
terale ; la dragona, il centurino ed i pendagli furono di tessuto d 'oro, con intramezzato una linea di seta scarlatta. E fu adottata una sciarpa tessuta di seta gialla tramezzata da 4 righe di seta scarlatta e che si portava attorno alla vita « rwj giorni di gala e di servizio a seconda delle nuove disposiziori 1b
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Quando furono istituite le truppe del genio, .gli ufficiali ebbero la stessa divisa degli ingegneri, sostituendo uno schak,ot al cappello, poi un cheppy. I soldati la ebbero simile a quella degli ufficiali, ma semplificata e con la sòstituzione di panno al velluto cremisi. L' armamento fu di moschettone rigato d a artiglieria e daga dentata (o sciabola-sega) ap pesa a cen turane di cuoio bi anco.
LuccA. - Nel 1799 passò sotto la dominazione francese ; N apoleon e ne fece un ducato a fa vore di Elisa Baciocchi sua . sorella, assieme a Piombino, Massa, Carrara ed alla Garfagnana. Nelle memorie militari del ducato t rovasi che il 26 novembre del 1811 fu costituita una compagnia di guasta tori, ma pare che avesse incarichi di bassi servizii, pulizie, ecc .. Nel 1815 il ducato passò a Maria Luisa dei Borboni di Spagna, che lo lasciò a Carlo Lodovico o Luigi suo figlio nel 1842. Qui si può accennare che nel 1834 (16 giu gno) fu costituita una compagnia di cannonieri e pompieri e fra le sue attribuzioni ve ne furono alcune di carattere tecnico-militare. Nel 1847 C arlo Luigi divenne Duca di P arma e Piacenza e poco dopo ' Lucca passò a far parte della Toscana. Non si hanno, dunque, prima di questa data traccie di trup}Je del genio ; ed i pochi lavori che esigevano le poche fortificazioni erano diretti dagli architetti del comune di Lucca, sotto la dipendenza dell' Ispettore, che era il comandan te della piazza.
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-~·, A) Prima del 1848. Fino dal 1500 si ritrovano negli Stati i:tèlla Chiesa indicazioni documentali che fan no allusione ad orga:-nizzazioni tecniche µi ili tari o militarizza te, anche all 'in-
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fuori delle artiglierie, che erano di pertinenza del Corpo tee.., nico dei Bomb~rdiéri. Così quando Paolo Il 1° F arnese fece porre mano nel 1537 al grandioso recinto bastionato ·(proget... tato da Antonio da Sangallo il giovane) in sostituzione delle mura d'Aureliano e d'Onorio e che ebbe principio d'esecuzione nel bç,.stione Ardeatino (1 ), fu organizzato un servizio te... cnico-mili tare, che ha in molti punti affinità con le organizzazioni più moderne del genio. Vi fu un Commissario generale delle fortificazioni, nella persona di Prospero Mochi ; un Con~ trascrittore alle fortificazioni (Sottocommissario) che era Lan... zaloto della Croce; poi : Deputati alle fortificazioni di Roma, Pietro de' Massimi e Bernardino Caffarelli ; incarichi tutti che corrisponderebbero a quelli odierni di Ispettori del genio, di Comandanti territori ali, di Direttori ecc.. E vi furocyo Misuratori, che e:rano Mario Matherone ed Orazio dei Chia... relli e corrisponderebbero ai nostri Ragionieri geometri. Alcuni tecnici erano Soprastanti ai lavori (od assistenti) ; e finalmente un certo Arcangelo ~i Pietro, perugino,. era denominato : Commissario sopra a' guastatori alle fortificazioni di Roma ; il che ci fa sapere che vi erano incaricati per le demolizioni delle vecchie mura, i quali avevano vincolo di ingaggio speciale, e forse ancora erano specie di pompieri, giacchè è detto che venivano chiamati in casi d'incendio, e, di più, per aprire strade, preparare cortei, e simili lavori. Dopo Paolo III continuarono i lavori alle mura Paolo IV (1555-1559), Pio IV (1559-1565), Pio V ( 1566-1572), probabilmente con la stessa organi~zazione tecnica precedente. Urbano VIII (1623-1644), papa riformatore di tutto l'organismo politico dello Stato, curò moltissimo le milizie e le fortificazioni. A lui si debbono le mura odierne che recingono (1) V. BoRGATTI. Il Bastione Ardeatino (Rivista d'artiglieria 1916, voi. Il).
e genio, .
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il Gianicolo (1 ) e per le quali furono impieg_a te squadre di
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ingegneri , d i misuratori, di operai ingaggi a ti, sotto gli ordini · dell'ingegnere Marco Antonio De Rossi e l'alta direzione di Vincenzo Maculano da Fiorenzuola, cardinale di S. Clemente. La gerarchi a nei comandi superiori deU' esercì to era la seguente : capitano generale o generale di San ta Chiesa, che quasi sempre fu un parente del Papa regn ante ; tenente . generale; mastro di campo generale ; sergente maggiore generale di battaglia ; · e ·poscia i comandanti delle singole milizie. Un chirografo di U rb ~no VII I del 1634 istituì un « Provveditore e Conservatore generale delle F ortezze , delle Armi e Munizioni n, che ebbe un personale di pendente, e ciò dimost ra un ordi namen to tecnico-militare n ello Stato. Primo Provvedi.tore fu Antonio Serra. Non molto . d opo (non risulta quando sia avvenuto) vi fu nell'esercito pontificio un Ingegnere dell'esercito, con paga di 30 scudi m ensili, ed un Aiutante dell'ingegnere dell'esercito, con paga di 18 scudi. Neì 1692 fu abolita la carica di capi t ano generale e le sue attribuzioni vennero suddivise fra un l\1onsig nore Co mmissario delle armi ed un Momignore T esoriere; l'artiglieria ebbe quasi sempre un personale a sè ; per il servizio tecnico si trovano indicati :_un Capo ingegnere generale, con paga di 100 scudi mensili ; un Primo ingegnere, con paga di 30 . scudi; alcuni Sott o-ingegneri, con paga di 24 scudi . D i più eravi nei ruoli un Soprastante in gegnere in Castel S. Angelo, con emolu(1) U n primo recinto bastionato al Gianicolo e~à ,stato fa tto da Camillo Orsini per ordine di Paolo IV ; ma era di fascine, terra e mat toni cotti al sole. Dal tempo d i Paolo IV ad Urbano VIII era rovinato pressochè totalmente. Pure di fascine e terra Paolo IV a veva fatto recingere, con tracciato pentagonale, il Castello S. Angelo. L'opera fu distrutta d a una innondazione del T evere nel 1557 e rifatta poi di muratura da Pio IV nel 156.1 con direzione del Laparelli da Cortona.
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mento di 9 scudi. ed· un Architetto alla cittadella di Ferrara 1 .con emolumento di 4 scudi mensili ( ). Una riforma importantissima all'esercito pontifici o fn fatta dal generale Capr~ra nel 1793, e per quanto riguarda il nostro servizio è detto : << Per la direzione dei servizi del genio, tanto in tempo di pace che di ,guerra, -sono destinati ingegneri ed architetti mi~ litari, i quali saranno aggregati allo Stato maggiore generale, -oppure alle piazze forti >i . Risulta che in quell'anno, il Corpo degli ingegneri militari -c omprendeva 7 ufficiali. Susseguì a breve distanza (1797) un'altra riforma che prese il nome di . « riforma Colli ii perchè fu da lui propugnata .a llorquando venne nominato Comandante supremo delle truppe pontificie ; e pei: il servizio del genio si ebbero 4 soli ingegneri militari, pareg-giati ad ufficiali, coi seguenti gradi: 1 capitano, 1 tenente, 2 sottotenenti.
*' * * Nel rior.d inamento degli Stati e delle milizie dopo la re,staurazione non si costit)..lÌrono negli Stati della Chiesa truppe ·speciali del genio. Sussistettero ed ebbero notevole sviluppo « i guastatori di linea i>, tanto che nel reggimento dei granatieri (1827) formavano un battaglione; e questi guastatori sostituivano le truppe tecniche nelle loro attribuzioni di lavoratori -sui futuri campi di battaglia. Per il servizio degli edifici militari . dellò Stato furono mantenuti, o chiamati in s_ervizio militare, alcuni ingegneri; vi erano: un tenente colonnello comandante; un tenente colonnello residente a Civitavecchia; 3 capitani; 6 luogo~ (~) DA Mosto. Milizie dello Stato Romano 1600-1700 (in « Memorie Storiche militari>!, pubblicate dal Corpo di Stato Maggiore, 1914).
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tenenti e vari cadetti. Ques to piccolo corpo fu ridotto di numero nel 1822 ; furono tenuti in servizio_: 1 tenente colonnello, 2 capitani e 2 cadetti che formarono il Dipartimento del genio presso la Congregazione militare {la quale divenne poi Ministero d elle armi), ed il resto degli ufficiali fu trasferito in artiglieria ; l'ispezione alle fabbriche mili tari e fortezze fu affidata al genio civile, che presto però richiese l'opera d~gli ufficiali del genio mili tare. Il Corpo degli ufficiali del genio fu ricostituito nel 1829 e riformato nel 1831, ed ancora nel 1834, e.d allora ebbe : 1 colonnello comandante : _12 ufficiali di vari gradi ed 8 cadetti. Per la preparazione di questi cadetti furono istituite in Cas tel S. Angelo scuole speciali mili tari per l'artiglieria e per il genio i cui professori erano ufficiali delle singole armi ; così artiglieria doveva dare i professori di matematica e di fisica, ed il genio quelli di architettura civile e militare. Diede impulso alla istituzione tecnica militare del genio Paolo Emilio P rovinciali, che il 19 febbraio 1837 fu chiamato al comando del corpo, e nominato maggiore. Egli era Ispettore ~el corpo · degli ingegneri d'acque e strade, era stato presso il generale Colletta nel genio napolitano, e collaboratore al marchese Luigi Marini nei disegni che accompagnarono la pubblicazione dell 'opera sulla fortificazione del capitano F rancesco De Marchi. Fu un organizzatore potente e fu geloso custode e propugnatore della stima in cui volle fossero tenu ti gli ufficiali del genio, ai quali apri la sua ricca biblioteca d'opere d'arte; e fece associare il Corpo a tutti i giornali militari, che erano fra i più reputati nelle estere nazion i <1). Nel 1839 fu istituita una compagnia di maestranze di tutte le arti, che avrebbe dcvuto avere in tempo di pace il mantenimento · e le riparazioni delle caserme ed edifici mi-
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(1) Il Provinc-iali fu chiamato al servizio militare che aveva q uasi 60 anm; pensionato sulla fine del 1848, alloraquando si manifestò il pericoJo
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litari ; ma fu presto sciolta. Rimasero i soli ufficiali, molto stima ti, perchè man tenuti alle discipline tecnico-mili tari . dalle cure e dall'autorità del Provinciali. La divisa di questi ufficiali era la seguente : In capo, amplio cappello a feluca, disposto normalmente al viso, di felpa nera con larga orlatura di seta nera e pennacchio cadente di piume dello stesso colore; a destra aveva un lunga asola (agrafe) dorata sovrapposta ad un& coccarda bianca e gialla. Abito a vita ed a coda, di panno bleu prussiano o gendarme, . ad un petto, orlatura rossa al petto, risvolti rossi alle falde della coda con sovrapposte due granate e fiamme d'oro; colletto, manopole , e finte tasche alle falde a ricamo di velluto · nero e filettatura rossa; bottoni e spallini dorati; pantaloni lunghi del colore dell'a:bito e doppia banda rossa; centurone sull'abito di cuoio lucido nero con corta borsa· che portava lo., spadino drit_to, con impugnatura d'avorio, elsa e coccia dorate, fodero di cuoio e lungo puntale dorato ; guanti di pelle, . bianchi.
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** Non si può separare la storia. dell'arma dagli avvenimenti. politici e da quelli mili.tari dei quali è una conseguenza ed una derivazione. Il 16 giugno 1846 era stato eletto pontefice Pio IX. Ap~ · pena investito del potere concesse un'amnistia generale a tutti i detenuti per ragioni politiche e si pose sulla strada delle riforme liberali, tendendo a costituire una confede- razione di Stati italiani, indipendente dall'Austria, o sotto · la supremazia dello Stato della· Chiesa. di guerra nel 1849 volle egli stesso sopraintendere alle difese di porta S. Gio-· Vanni e vi costruì un rivellino, per opporsi alle minaccie del re di Napoli . . Notizie Storiche dei Corpi Militari regolari che combatterono negli·.assalti ed assedi di Bologna, Ancona, Roma nell'anno 1849).
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Così nell'ap rile del 1847 istituì la Consulta di Sta to e poco dopo ( 14 giugno) un Consiglio di Ministri di Stato ; ed · avendo 1'8 agosto gli Austriaci occupata Ferrara, egli ll}_andò una vibrata protesta, e cominciò gli apprestamenti militari, per ccrrispondere ad ogni evenienza. Nell'anno di cui parlasi (1847) lo Stato Pontificio, con · una popolazione di circa 3 milioni di suddi ti, aveva un contingente di forza armata costituito, in virtù del Regolamento organico amministrativo (che vigeva fino dal 16 apri le 1844), sulle seguenti basi : · truppa regolare indigena permanente: uomini 12979.; con tingente di truppe estere (Svizzeri) 4303 ; ausiliari, o riserva, o volon tari (divisi in 4 legioni, una per ogni legazione), 9726. Per Roma esisteva, di più, un Corpo speciale di guardia · civica, costituito nel 183 l, di · circa 3000 uomini. In tutto, quindi, 30.000 uomini circa. Fra le truppe regolari erano compresi 11 ufficiali del genio, per il servizio tecnico. Per le for tificazioni , fabbricati militari, materiali vari del genio esisteva all'amministrazione centrale una Sezione speciale, che teneva gli in veri tari e le descrizioni di tutti gli immobili e mobili ; ad essa erano devolute le conservazioni dei fabbricati e delle opere militari col concorso degli ufficiali del genio, l'es;me e gli ordini di esecuzione dei progetti, la compilazione dei contratti e la vigilanza sulla loro esecuzione sì per lavori come per acquisti, la revisione delle liquidazioni. Il suo personale di concetto si componeva di. : 1 sottoispettore (cap. Giuseppe Barluzzi) ; 1 commesso di 'za: dasse; 1 scrittore di classe; più, p ersonale d'ordine. Nell'anno 1847 sopradetto, una commissione presiedu ta · da monsignore La vinio de' Medici Spada propose alcune mo-· difìche all'organico delle truppe e per q~anto riguarda il genio accennò a costituire un Ufficio topografico ed a portare miglioramenti al materiale.
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Nel marzo 1848 il Corpo del genio subì varie modifiche a brevissimi intervalli l'uno dall'altro. Gli 11 ufficiali del 1847 erano divenuti : 15 effettivi, cioè: magg. Paolo Provinciali, comandante <lei corpo; capitar.o in 1° Giovanni Battista Alciati; capitani in 2°: Romualdo Paticchj, Luigi Bolclrini, Angelo Mazzetti ; tenenti in 1° : Cesare Jourdan, Enrico Bracci, Carlo Gambini , Antonio L andini; tenenti in 2°: Filippo Cerroti, Domenico Frezzolini, Luigi Pinta, Publio Provinciali, Filippo T roiani, Andrea Carretti ; 9 onorari, cioè : tenenti in 2° Luigi Amadei, Giorgio Lan a, Camilla Ravioli, Giusepp_e Morichini, Giovanni Cavaliere, Filippo N avone, Costantino F orti, Andrea Busiri, Filippo Giu.. stiniani ; 8 aiutanti, sottufficiali ('1 ). Pochi mesi dopo ques ta organizzazione furono portati gli ufficiali effetti vi a 28 (2 ) ma si trovò che erano troppi e si propose di riportarli ad 11. E fin almente nell'aprile (sempre 1848) si costituirono le « guardie del genio ». divise in tre classi, incarica te del servizio di sorveglianza dei lavori e della loro misurazione e contabi~ lizzazione, così come gli odierni assistenti del genio e peri ti geometri. Porta vano i distinti vi di uffici ali solo ad honorem, ed avevano un soldo speciale. Il personale del genio era suddi viso fra una Direzione generale e 7 Sottodirezioni, i cui titclari erano (al marzo 1848) : direzione di Roma (che fun ge va da direzione generale): capitano Boldrini ; .s ottodirezione di Roma marittima e sottodirezione di (1) Arch. di Stato. Rassegne periodiéhe B. 133. 1 ~ ) RAVIOLI La campagna nel Veneto nel 1848 tenuta da due divisioni degli Stati Roman i) dice 27.
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Roma campagna, rette temporaneamente insieme dal capitano Paticchi ; sottodirez.ione di Civita vecchia : tenente Bracci : di Ancona : tenen te . Landini ; id. id. dell'Umbria : capitano Alciati ; di Bologn a : tenente Jourdan ; id. id. di Forlì : tenente in 2° Pietro Cerrati, nuovo ammesso. Al Ministero delle armi eravi sem pre come sottoispettore (e più tardi fu nominato caposezione dell'ufficio del genio) il cap. Giuseppe Barluzzi. Gli altri ufficiali erano pressochè tutti alla direzione di Roma ; ma occorre notare che quelli onorari n on presta vano servizio attivo, e non avevano emolumento.
I *.* *. . B) Il 1848. Avvenimenti immediatamente successi vi alle modificazioni soprade tte condussero ad altre modifiche più radicali. Difatti il 20 marzo si costituì nello Stato Pontificio un Corpo di osservazione al confine , il cui c rganico doveva essere di : 4 reggimenti di fanteria; 2 di cavalleria; 1 compagnia di artiglieria ; 2 c~mpagnie d el genio ; oltre tutte le truppe estere ; ed una ordinanza ministeriale del 21 stesso mese nominò un Consiglio superiore del Ministero delle armi, presieduto dal colon nello Giovanni Durando e del quale faceva parte il mag~ giore Provinciali del genio. Due giorni dopo Durando era promesso generale comandante il Corpo di osservazione ora detto, ed intanto veniva aperto un arruolamento per formare un Corpo di volontari e di civici, che doveva essere organizzato d a· Giuseppe Ferrari, promosso egli pure generale. Fra i volontari si dovevano arruolare i soldati per le armi
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dell'artiglieria e del genio ; e si trova seri tto nei documenti -d'archivio che i futuri soldati del genio, da scegliersi fra « ar~ tieri ed operai di capacità» dovevano essere riuniti a Bologna. La formazione delle compagnie doveva essere la seguente : cap. : 1 ; ten. in 1° : 2 ; ten. in 2° : 2 ; serg. magg. : 1 ; ·s ergenti: 4; forieri : 1·; caporali : 8; comuni di Ja : 35 ; comuni -di za: 44; tamburri: 2; totale 100. ·Ma questi numeri non furono raggiunti mai, nè·· per gli ufficiali nè per la truppa. Al 30 di marzo partirono da Roma per Bologna i seguenti ufficiali del genio, qualcuno di nuova promozione, qualche altro di nuova nomina : ten. in 1°: Publio Provinciali, Luigi Pinto, Mariano Volpato, Domenico Frezzolini, Luigi Amadei, Filippo Cerroti; ten. in 2° : (corrispondono agli odierni sottotenenti) : Pio Ciampi, Vincenzo Piernicoli, Camillo Ravioli, Giorgio Lana, i quali dovevano poi essere suddivisi fra lo Stato maggiore del Corpo d'osservazione ed i quadri delle compagnie. A Bologna v'era già il ten. Cesare Jourdan, c,he fu egli pure mobilitato. Da un ordine del giorno del 13 aprile risulta che non doveva esservi un comandante del battaglione speciale; ma era detto : « .... il capitano più anziane che comanderà la Ja compagnia assumerà altresì la disciplina della 2a, sotto gli ordini del co~ mandante del corpo ed a disposizione dèl generale Durando .... ll, A comandare la Ja compagnia, e·~perciò anche il batta~ glione, fu destinato il · capitano G . B. Alciati che raggiunse il fronte il 1° giugno; il comandante interinale, fino all'arrivo dell'Alciati, fu il ten. aiut. magg. Cerroti. Il tenente Amadei fu destinato all'Intendenza generale dell'armata. Pare fossero mobilitati ancora il capitano in 2° Troiani, il tenente in 2° Rovinazzi Eugenio e qualche altro, che fu~ rono mandati a Marghera (se ne scrisse al § 6° di questo capo).
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Comandante il corpo rimase il maggiore Paolo Provinciali, che però non prese parte alla campagna. · Appena organizzato il Corpo di osservazione fu spedito verso il « confine degli Stati di Modena e L ombardo Veneto » e sul finire d'aprile la divisione D urando era pressochè al completo a Ferrara e quella F errari a Bologna; anzi , qualche riparto aveva già sconfinato verso il Veneto. Primo dei pontifici a passare il Po fu il corpo fra nco dei cacciatori dell'Alto Reno comandato dallo Zarnbeccari, forte di 287 uomini ; il giorno 3 aprile passarono altri corpi ~ ed il 5 aprile il generale Durando proclamò la guerra contro l'Austria come « altamente cristiana » e sollecitò la m arcia dei · militi a « muovere alla vit toria al grido di Iddio lo vuole)). l nta~to i Veneziani chiedevano aiuti, e fra il 14 e 15 aprile furono inviate truppe pontificie a Badia, a Rovigo e fino a Padova. A Ferrara Durando costituì il suo stato maggiore e vi furono inclusi gli ufficiali del genio Campi, Piernicoli , Jourdan e Ravioli : i quali studiarono e disegnarono in grande scala un a testa di ponte oltre Po, ed il tenen te Jourdan, che era stato fino allora direttore a Bologna, fornì molti d ati idrografici e topografici delle provincie venete. Sempre da Ferrara il Durando mandò i suoi ufficiali di stato maggiore, d'Azeglio e Marliani, a prendere ordini ed accordi al campo piemontese e questi furono che i corpi regolari pontifici si riunissero ad Ostiglia, procedessero per Isola della Scala e continuassero le operazioni di concerto con l'esercito piemontese da una parte e quello della Repubblica veneta dall'altra. Le due compagnie del genio, costituite solo in parte, la mattina del 22 aprile si imbarcarono a Pontelagoscuro sul battello Roma col generale Durando in persona, rimontarono il Po fino ad Ostiglia ed i vi costrussero una testa di ponte per coprire il passaggio del grosso dell'esercito.
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Appena passato il fiume, il 23 ed il 24 di aprile vi furono scaramuccie presso ·Governolo fra le truppe austriache ed alcuni rip arti pontifici e modenesi ivi convenuti, e comandati (questi ultimi) dal Fontana e dal Lanzoni; ma vere osti- ·. lità non avvennero che solo più tardi sulla linea del Brenta. · Il generale F errari·, ancora a Bologna alla fine di aprile, aveva organizzato alla meglio il suo corpo ; e ne faceva parte una compagnia del genio, detta bolognese, . perchè composta per la maggior parte di artieri di quella città. La comandava il capitano Callimaco Zampianchi, coi ten. Romei e Romolo Burri. Di più il Ferrari aveva al suo stato maggiore due uffì- · ci ali rom~ni volontari del genio, cioè il capitano Francesco Veneti ed il sottotenente Cipolla ; ed era addetto al corpo il cap. del genio Odoardo Romiti, ma non risulta quale missione · avesse. Questi . ufficiali non hanno mai appartenuto all'esercito · pontificio e romano regolare ad· eccezione del Romiti che fu assunto come capitano effettivo il 5 dee. 1848, e del Burri che nel dicembre dello stesso anno era arruolato come sottoufffìciale assiste~te e fu promosso tenente in Il 3 maggio il quartiere generale delle t ruppe pontificie · era a Treviso; successivamente esse si distesero dal Piave al Brenta; anzi, sul Piave, centro a Cornuda, si dispose Ferrari; e Durando con marcie e contromarcie si mantenne fra Brenta e Piave, essendo suo proposito tagliare la strad'a al Nugent, che · scendeva dal Cadore e tentava riunirsi a Radetzky, sotto Verona. . E qui si tralascia di narrare gli avyenimenti che si svolsero nel Veneto nel 1848, perchè sono stato argomento di altro · capitolo di questo lavoro ( v. Ca po IV, § 3) pel fatto che detti avvenimenti furono collegati alle azioni degli altri eserciti italiani, che in quell'anno sostennero gloriosamente - benchè . infelicemente - la prima guerra dell'indipendenza contro , l'Austria. •
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** * Le truppe del genio che operarono nel Veneto erario vestite alla meglio, come scrive il DA MosTO <1) ; avevano giubba· a camiciotto di tela turchina, colletto diritto rosso, paramani · dello stesso colore, bottoni gialli e sul braccio un grande trofeo · del genio di panno rosso, formato da zappe incrociate e ·granata con fìamma ; pantaloni turchini con banda rossa ; cappotto grigio. Sul capo un berretto di tela cerata, alto, piuttosto soffice, con nappina bianca e fondo giallo e tre lettere bianche, · così LI R (cioè : Prima legione romana) (2 ). In un figurino del Piroli, da lui preso in occasione di una rivista passata a Roma a queste truppe reduci da Vicenza, i pantaloni sarebbero stati rossi (3 ) ; di più i soldati a vrebbero avuto un largo grembiale di pelle dal mezzo del petto fino a sotto il ginocchio, e guanti alla scudiera fino a mezzo dell 'avambraccio ; sul grembiale un largo cinturone di cuojo bianco con giberna sul da vanti e trofeo del genio sulla giberna; in ispalla una scure. Ma questa fu divisa di parata, portata probabilmente da qualche milite facoltoso; e la campagna era stata compiuta con mezzi più modesti. Era tanta la scarsezza di indumenti che parecchi militi dovettero fare la campagna
(1) DA MosTo. L'arma del genio dello S tato Romano durante la guerra per l'indipendenza d'Italia del 1848 e del 1849 (Rivista di artiglieria e genio, ottobre 1899). (2) Da questa descrizione si rileva che il corpo' romano spedito nell'Alta f tali a aveva divisa simile al corpo toscano che poi si battè a Curtatone e Montanara e del quale si è fatto cenno a suo luogo ( v. fìg. 82), e questo particolare · di piccola importanza conferma. che n el 1848 v'era un accordo fra le corti di Firenze e di Roma per aiut are con truppe l'azione ~ell 'armata sarda contro · l'Austria. 8 ( ) Il DA MosTo (op. cit.) seri ve che nel settembre a Roma non a vendosi p iù pantaloni azzurri se ne dettero al genio « alquanti di panno color robbia» . ed ecco spiegato il colore adottato dal Piroli.
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d.el Veneto con soli alcuni capi di vestiario, e tanto poche erano le scarpe che manca vano quasi affatto nel giugno del 1848. L'armamento fu di fucili a percussione muniti di baionetta triangolare, ed alquanti si uizen ricevuti a Tre viso in cambio ài altrettanti fucili.
** * Il 12 giugno, dopo l'episodio glorioso di Vicenza (I I gil.lgno) l'esercito pontificio si può in tendere suddiviso in tre parti : la parte che trovossi alla capitolazione di Vicenza e si obbligò di non combattere per un anno contro l'Austria ; 1a parte che pur essendo nelle provincie venete non fu compresa nella capitolazione ; la parte che era rimas ta nelle Legazioni. Fra queste truppe libere venne costituita una divisione, che passò al servizio della Repubblica Veneta e vi stette fino a decembre del 1848 a dimostrare « con la sua presenza e le sue azioni che tutti gli Stati italiani volevano concorrere alla indipendenza della patria ». Questa di vision~, comandata àal Ferrari era composta di 3 reggimenti di linea ( 1°, 2° e 3°) e da una legione, detta bolognese (4° reggi mento) ; non aveva artiglieria; e la compagnia del genio detta « civica romana», condotta da Ernesto Maschietti ( v. Capo IV § 3) fu riuni ta .alle compagnie venete ( v. Capo V, § 6).
** * C) Ordinamento dell'arma nel /849. Nei primi giorni del 1849 (fra il 5 ed il 26 gennaio) le truppe pontificie che erano a Venezia furono ritirate e sostituite da un battaglione del reggimento l'Unione di 1063 uomini, comandato dal ten. col. Ferrara. L a compagnia civica romana (del genio) era ridotta a pochi uomini e rientrò con la legione ; ma rimasero a Venezia, volontariamente, parecchi roman.i dell'arma nostra ed occorre ricordare a loro onore il tenente colonnello Alfonso Ronzelli, 41
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che comandò durante tutta la difesa il battaglione del genio •veneto, il cap. Antonio Martinelli che comandò una compagnia veneta ed .i. tenenti Luigi Martinelli, Giovanni Morelli ed Ernesto Ma'schietti (sopradetto) addetti alle compagnie alle 0 direzioni dei lavori nei circondari ( v. sempre Capo V , § 6). A Roma, intanto, si provvedeva alla riorganizzazione dell'esercito. Per il genio, fu incaricato Luigi Amadei, che av~va preso parte alla campagna del Veneto nell'Intendenza generale come tenente in 1° ed era risultato di molta competenza in organica ed in tecnica militare. Era nato a Palermo nel 1819! perseguito dal governo borbonico, che lo aveva fatto rin"'. chiudere nella fortezza di Gaeta, era fuggito e, fino dal 23 ottobre del 1839, era inscritto nel corpo del genio pontificio come tenente in 2° « senza emolumento con l'usò dell'uni forme ». · E ra passato effettivo in occasione della campagna del 1848 ; fu promosso capitano il 2 settembre 1848 ed il 21 dello stesso mese., maggiore. Caduto in sospetto di irregolarità fu posto in disponibilità e fu chiamato, per definire gli s tudi di organizzazione delle armi tecniche, il colonnello piemontese Rovèro ; poscia ne fu incaricato il capitano del genio F ilippo Cerroti ed infine (il 2 novembre del '48) fu ridato l'incarico all'Amadei, che prese anche il comando del corpo, in seguito a giubi lazione del maggiore Ptovinciali. E si veggano ora rapidamente le varie fasi dell ' organiz.. zazione del genio. L e due ccmpagnie (regolari) ritirate da Vicenza vennero sciolte e ricm·tituite su nuove basi, a Roma , il 1° luglio I 848, giorno in cui si iniziò la formazione di u;a 3a compagnia di zappatori-minatori e di una compagnia pontonieri. Risulta che al 1° settembre 1848 vi erano : 1a comp. zapp. comandante cap. Romualdo Paticchi ; · 2a id. id. id. id. Luigi Boldrini, che prese il comando del battaglione sulla fine di novembre; · 3a comp. zapp. comandante cap. Angelo Mezzetti. ;
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comp. pontomen o pontieri, com. cap. Filippo Troiani. Successivamente, in un 'ordinanza ministeriale del 23 ottobre era scritto : (( ... considerando che il personale del corpo del genio mili tare devE' comporsi di ufficiali istruì ti nelle scienze esatte e tecniche preposte a quest'arma facoltativa .... ecc.», si disponeva che gli ufficiali del genio allora legalmente abilitati all'esercizio di ingegnere e di archite tto sarebbero stati conservati nella nuova formazione del corpo, con quelli che vi erano stati ammessi con esami ; gli altri dovevano sottoporsi ad esami o sottos tare alla giubilazione. Con la data del 1° novembre 1848 furono giubilati : maggiore Paolo Provinciali (1 ) ; cap. in 1° G. B. Alciati (2) ; cap. in 2° Paticchi e Mazzetti; ten. in 1° Brac<.i, Gambini, Landini (2 ). Con ordine del giorno 27 novembre I 848 ed ordine di destinazione del 5 dicembre stesso anno vennero fatte numerosissime promozioni ed ammissioni nel corpo del gemo militare, il quale fu cod definitivamente costituito: uno stato maggiore dell'arma ; un piccolo :;tato maggiore ; un battaglione zappatori-minatori di 4 compagnie; una compagnia zappatori-conducenti con rispettivo equipaggio e 62 cavalli (questa. compagnia risultò dalla trasformazione di quella ponti eri, trasferta nel!' artiglieria (3) ; tre direzioni (Roma, Bologna, Ancona) e 4 sottodire.zioni (Roma marittima e campagna, Perugia, Forlì, Civita~ vecchia); µna sezione topografi.ca. (1) Si è già fatto accenno alla nobile carriera militare del Provinciali a pag. 650 in nota. (2) Ripresero servizio nel genio pontificio nel 1853, come verrà detto a suo luogo. (8) Circa ai pontieri (d'artiglieria) l'ordinamento prescriveva: cc una cornpagnia pontieri con rispettivo equipaggio di ponti e relativo squadron~ del treno dei ponti e parchi d'artiglieria.
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Occorre di ricordare, per chiarezza degli avvenimenti militari, anche qualche avvenimento politico importante. Nella notte dal 24 al 25 novembre del 1848, P io IX era fuggito da Roma e si era rifugiato a Gaeta , sotto la protezione del Re di Napoli e delle potenze cattoliche, che colà avevano navi e trupJ?è. A Roma si era costituito un governo provvisorio che durò, con forme diverse, fino alla notte dal 9 al 10 feb braio 1849, quando fu dichiarato << il Papato decaduto di fatto e di diritto dal Governo temporale dello Stato ll e fu proclamata la Repubblica Romana. Molti impiegati ed ufficiali non vollero aderire all a nuova forma di governo e furono cancellati dai ruoli. · Del genio : il maggiore Luigi Boldrini, i tenenti Costantino F orti, Giorgio Lana, G iuseppe Morichini, il cappellano del battaglione Don 1 Bersanu ti e qualche altro ( ) . In fine, e durante l'attacco fr ancese, fu fatto un altro, importante, ritocco all'ordinamento dell'esercito (il 17 aprile 1849) e pel genio fu portato in organico nello stato maggiore : 1 ispettore colonnello ; 2 tenenti colonnelli direttori ; 2 maggiori collaudatori ; 6 capitani ; 12 tenenti ; 24 guardie ; cifre che subirono profonde alterazioni per le vicende della guerra predetta.
** * Ecco l'assegnazione degli u fficiali ( vecèhi e nuovi a mmesEi) all'epoca del grande avvenimento politico, che condusse poi all'attacco fracese ed alla conseguen te difesa di Ro ma. (i') Alcuni di questi ufficiali sono indicati qui, · precedentemente, con altri gradi; altri non sono stati nominati mai; il che d ipende da promozioni od ammissioni avvenute· fra il gmgno 1848 ed il febbraio 1849, quando fu proclamata la . repubblica.
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A) STATO MAGGIORE. - Al ministero delle armi, capitano Filippo Troiani; tenente in 1° Pietro Cerati; tenente in 2° Giuseppe Grossi. Più tardi vi fu trasferito il tenente in 1° Giovanni Bizzarri, che era stato quartiermastro al battaglione, ed il tenente in 2° Pietro Francois. Alle direzioni, Roma: direttore, capitano (poi ,maggiore) Publio Provinciali ; Bologna : capitano Cesare lourdan ; Ancona: capitano Luigi Pinto. Alle s6ito-direzioni, Roma marittima e campagna : tenente in 1° Bernardo Serafini; Umbria : tenente in 1° Guglielmo Bandini; Forlì: tenente in 1° Pompeo Marini; Civitavecchia : tenente in 1° Eugenio Rivinazzi. Erano stati nominati collaudatori, alla direzione di Roma, il maggiore Boldrini ed a quella di Bologna, il maggiore Cerrcti ; ma questa carica fu abolita prima della guerra ; il Boldrini fu licenziato ( vedi precedentemente), il Cerroti ebbe impiego attivo a Roma nelle azioni difensive. Ufficio topografico: capitano Mariano Volpato (poi maggiore) ; tenente in 2° Giovanni Montiroli e, più tardi, tenente in 2° Enrico Emici. · Professori alle scuole militari : capitano onorario del genio ing. Pio Bianchini, per la matematica ; capitano on. Ercole Roselli, per i principii di arte militare (gli altri professori erano dati dalle altre armi). B) AGLI ZAPPATORI-MINATORI. - Comandante il battaglione: maggiore (poi tenente colonnello) Luigi Amadei, che comandava anche il corpo del genio; aiutante maggiore : tenente Fer~inando lourdan ; quartiere mastto : tenente Giovanni Bizzarri; trasferta poi al Ministero delle armi, fu sostituito dal tenente Vincenzo Piernicoli (che passò poi capitano contabile) ; chirurgo maggiore: Pio Pio; chirurgo aiutante: Alessandro Faccini fino al 1° febbraio 1849, poi Angelo Fortuna;
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cappellano : don Massimiliano Staderini (era stato cappellano don Alessandro Bersanuti, congedato nel febbraio per non a vere aderita alla repubblica); capitani : agli zappatori-minatori : Camillo Ravioli, Od oardo Romiti, Andrea Caretti; ai conducenti : Pio Ciampi; tenenti in 1° : Achille Ricci ardelli (presto capitano comandante di compagnia), Guglielmo Bandini, Alessandro Li voni (poi promossi); tenenti in 2° : Saturnino Ballardini, Angelo Baronio, Pio Pizzimiglio, Francesco Cambrini, Luigi Pi vi , O ttavio Coletti, Carlo Tavolacci, Cesare Croce, Francesco l\1on tanari, L u igi Daretti, Li vio Mangelli (alcuni promossi pri ma della guerra contro i Fr ancesi). La massima forza raggiunta dal battaglione zappa toriminatori fu nel giugno 1849, durante l'assedio, e con tò fin o a 518 uomini e 71 cavalli. Dall'aprile al giugno furono fat te parecchie ammifòsioni e promozioni accelerate, che sconvolsero questo ordinamento. P er tenere conto delle principali, si può notare che rimasero a disposizione, e furono impiegati come direttori di lavori di zone , i maggiori Frezzolini, Romiti e Caretti (già capitani) e due capitani nuovi ammessi : Giuseppe Brambilla e G iuseppe Fabbri. Agli zappatori-mi~atori vi . furono : capitano a iutante maggiore Luigi Daretti, e tenente aiutante maggiore Cosimo Cantelli ; i capitani : Ricciarde!li, Bandini, Ballardini, Baronio, i tenenti in 1°: Montanari, Pizzamigli-o, lourdan (Ferdinando), Cambrini, Pivi, Coletti, Tavolacci,-Croce; ed i tenen ti in 2° (nuovi ammessi) : Camillo Ossani, Pietro P oggioli, G uglielmo Meluzzi, Livio JVIangelli. Quartier m astro era il tenente in 1° Achille Majolini ; ai chirurghi era stato aggiunto il chirurgo aiutante Cesare Barbieri.
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. Ma nel giugno alcuni tenenti in 1° dei sopradetti furono promossi capitani ; così: Tavolacci promosso il 18, morì con quel grado il 27 giugno; Baronio, Pivi, Caletti, Cambrini, Ba~ lardini, Montiroli, Pizzamiglio è Crooe ebbero la promozione il 30 giugno. Furono promossi tenenti in 1° alla stessa data : Meloni, Mangelli, Cantelli e Meluzzi: e tenenti in 2° le guardie: Linotte, Corsi, Lori, Castellani, Collina., Missaghi, Rovinazzi (Erminio), Mattielli. . Si fece anche qualche ammissione, ma tutto ciò ebhe cor.ta durata, essendochè ai primi di luglio l;esercito della repub~ blica venne sciolto.
*··** Il corpo del genio, durante la difesa· di Roma, ebbe una divisa speciale (fig. 85) diversa da quella che aveva prima· della campagna veneta, dà quella adottata durante la campagna e da quella che ebbe dopo, nella dorganizzazione dell'esercito · pontificio. Gli ufficiali : elmo metallico nero, con lungo coprinuca e visiera orlati cli metallo dor-ato; sul davanti una larga placca triangolare dorata, sulla quale, ne' primi tempi era sovrap~ posto il nome del pon tefìce a lettere amovibili di metallo bianco, cimiero di metallo dorato senza pennàcchio ; tunica azzurra (bleu gendarme) a due petti, con bottoni dorati ; colletto nero con mostrine ·rosse davanti ed un bottoncino d'oro al p'osto delle odierne nostre ste;llette; paramani neri i orlati di . rosso e piccola pistagna sovrapposta ; spallini d' o,ro ; panta. . .. Ioni azzurri con doppia banda rossa ; sciabola con elsa a tre rami dorata ; guanti bianchi. Il chirurgo maggiore d.el .battaglione aveva la divisa come quella degli ufficiali, ma in luogo degli spallini ave·va spallacci di- panno rosso e colletto e paramani interamente dello stesso eol'ore ; ed i chirurghi-aiutanti, invece dell'elmo, avevano un
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cappello a feluca messo del colore dell'abito.
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trasversalmen te rispetto al viso, e
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Fig. 85. ·_
Ufficiale e soldato del gemo alla difesa di Roma, 1849
Di più, gli ufficiali portavano una bandoliera (forse solo per la parata) di filato d'argento con righe d 'oro, ed attorno alla vita una sciarpa di seta bianca e gialJa con lunghi fiocchi. Dopo la proclamazione della repubblica, · sull'elmo fu posto il trofeo del genio di metallo e la bandoliera ed il cen turone furono di cuoio nero lucido. In quanto alla sciarpa di cintura. fu abolita con ordine 22 marzo 1849, che diceva : « La sciarpa d'abbonita foggia tedesca·, usata come or~ dinario distintivo dell'ufficialità maggiore e minore, è~un mi~ sero addobbo, che di nessuna utilità pu ò tornare, e si con verte in forte ingombro in tempo di guerra. Sarà sostituita dal semplice
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distintivo dell'antica · gorgier.-a con in . mezzo l'insegna gloriosa della R. R. « Nelle grandi solennità (capo d'anno, anniversario .della repubblica romana, nascita di Roma, Pasqua di Resurrezione . ed altre) gli ufficiali indosseranno, a somiglianza degli antichi . guerrieri d'Italia, un drappo a tracoll~ a liste tricolori trasverse >l. _Per gli uomini di truppa; la divisa era come quella degli ufficiali, ma più semplice ; bande più strette ai pantaloni ; : ·spallini di lana o di cotone rossi ; centurone bianco con scia- · boia corta, appesa ad una saccoccia alla quale si attaccava anche la baionetta; una borsa di cuoio nero con tracolla bianca dalla spalla sinistra al fianco destro per le miccie, gli inneschi, i. piccoli strumenti; fucile a percussione. · Il battaglione del genio ebbe una grande bandiera di lana, tricolore, orlata di frangia · simile, con l'asta ricoperta di velluto rosso; ed ancora piccole bandiere tricolori, forse guidoni~ per le compagme.
** * , Ricchissima è la bibliografia riguardante la difesa di Roma . nell'anno 1849 dall'assedio francese ; le azioni particolareggiate .. del genio sono state esposte in apposito studio pubblicato dalla Rivista di artiglieria e genio nel 1919 (1 ) e ad esso studio si manda il lettore. Qui basta di farne un riassunto. A Roma non si credeva seriamente su un attacco della · repubblica francese, e si ebbero molte illusioni e speranze . sulle trattative diplomatiche, che poi di mano in mano si dimostravano inutili; ~ ciò anche durante l'azione guerre~giata._. Alloraquando si manifestarono le prime minaccie furono presi provvedi men ti di sicurezza alle mura, che erano sempre · quelle di Aureliano ed Onorio sulla sinistra del Te vere e di: Leone IV e di Urbano VIII sulla destra. (1)
BoRGATTI.
Il genio militare alla difesa di Rorria nel 1849.
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I Francesi sbarcarono a Civitavecc~ia il 25 aprile. Il pre- . sidio non oppose resistenza e solo il preside Mannucci fece una protesta, dichiarando che · cedeva alla forza. Il tenènte dire ttore del genio Eugenio Rovinazzi· rimase prigioniero sulla parola, come gli altri ufficiali. Il corpo di spedizione sj diresse a tappe su Ro ma ; l'attacco si manifestò il 30 aprile, diretto al grande salien te delle ·mura vaticane fra porta Angelica e porta Cavalleggeri, e spe~ · cialmente alla p<;>rta detta Pertusa che - a quanto risul tò poi -- doveva ess-ere aperta da emissari francesi e da romani non liberali e nascosti nel Vaticano. Ma l'attacco venne re-· · spinto, mercè il valore del poco presidio repubblicano che era nei giardini papali, ed in ispecie dell'artiglieria comandata d al luogotenente Armellini e del genio diretto dal maggiore Vol·pato e dal capitano Serafini <-1); il quale aveva impro vvisate -difese che si dimostrarono efficacissime. D al di fuori Garibaldi investì di fianco le colonne francesi impegnate sul colle Vaticano .e le ricacciò nel massimo d isordine, .e la sua azione avrebbe avuto migliore e maggiore esito, se non · fosse stata interrotta dal1'ordine di desistere dall 'inse·guimento, al quale ordine susseguirono trattative militari e -diplomatiche; ed intanto venne concluso- un armis tizi o. L'Oudinot ritirò i'esercito verso la spiaggia ; pose il quartiere generale a }:>alo, conservando sempre Civitavecchia come :base d'osservazione, e sollecitò rinforzi dalla Francia.
Durante la calma che ne seguì l'esercito della repubblica ·fu inviato contro quello napolitano il quale, in · appoggio di Pio IX, minacciava Roma da sud ed era giunto fino a Pale-
(1) Fu poi nell'esercito nazionale, ma non nel genio, e r aggiunse il grad:o · -di maggiore gen~rale.
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strina. Le spedizioni· furono due ; ed alla seconda prese parte il battaglione· del gen~o, tolto dai lavori che faceva alle mura .della città. Nella indecisa battaglia presso Velletri ebbe parte , prineipale una compagnia del · genio · ( Ja compagnia) coman~ -data dal capitano Achille Ricciardelli, che con una potente -e ben diretta salva riuscì a fermare la cavalleria napoli tana avvolgen~e Garibaldi ed a respingerla in Velletri ; e tutto eb~ ·be termine, perchè i Napolitani ripiegarono su Cisterna, e Roselli, comandante le truppe romane, rientrò in Roma ove ,era chiamato dai triumviri, preoccupati dall'andamento in~ certo delle trattative con la Francia. Furono ripresi affrettati provvedimenti di difesa un poco -da 'p er tutto, perchè non si aveva idea del tratto che i Fran~ cesi avrebbero a t taccato; ma quando l'attacco si manifestò -evidente al Gianicolo furono colà concentrate le azioni tecniche, e vi pose quartiere l'Amadei, comandante del genio a -dipendenza di Garibaldi, comandante in capo la difesa di ·quella zona. · Il 1°. giugno l'Oudinot dichiarò cessato l'armistizio ; la mattina del 3 giugno si manifestò l'attacco e la giornata fu favorevole ai F ra1;1cesi, i quali si affermarono su tutte le colline ,e terteni che affacci a vano, ed affacciano, i bastioni che si di~ rebbero ora di Monte verde, fino a Porta S. Pancrazio, ed il bastione laterale alla porta stessa ; ed occuparono la chiesa di S. Pancrazio, villa Pamphili, il villino Quattro Venti o Corsini e villa Valen tini ; ma non poterono . penetrare in città. Ai garibaldini rimasero, fuori dalla porta S. Pancrazio, la villa . del Vascello e pochi terreni attigui,. mentre si appostarono intieramente dietro alla mura, ed ivi furono impiantate batterie ed aperte trincee da occuparsi quando ai Francesi fosse Tiuscito di aprre le breccie e di impossessarsi delle mura stesse. Fallito l'attacco di viva forza dovettero i Francesi ricorrere all'assedio metodico e nella notte dal 4 al 5 giugno aprirono la prima parallela e costrussero le prime batterie di brec-
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eia e le controbatterie per battere quelle della difesa, la qu ale fu continua ed efficace e rallentò i lavori nemici. Ma , sia pur lentamente, essi progredivano; nella notte dal 10 all'l 1 di ·giugno fu aperta la z:1: parallela e furono impian tate nuove batterie più avanzate rispetto alle precedenti. Un episodio spiacevolissimo ebbe luogo nell'interno, e fu il dissidio profondo fra Garibaldi comandante il fron te àttaccato e l'Amadei comandante il genio della difesa ; dissidio che si accentuò tanto che Garibaldi fece tradurre l 'Amadei· a Castello S. Angelo, accusandolo presso il min istro della guerra (A.vezzana) di inettitudine e di mancanza di sentimen to· mili tare e proponendo fosse fucilato. Però, fatta una inchiesta,. riuscì dimostrata la correttezza del comandante del genio, che fu restituito al suo posto, sempre però in disagio di r apporti.· con Garibaldi. Durante l'assenza dell'Amadei era stato destinato sul: fronte più attivo il maggiore Odoardo Rorniti. Oltre al Romi ti risulta che a Porta S. Pancrazio ed ai: bastioni attigui vi erano : il capitano Achille Ricciardelli; i tenenti Ferdinando lourdan, Olimpiade Melloni, Pizza miglio,. Baronio, Montanari, Ballardini e la guardia Case. Cer tamente ve ne furono altri, ma non è confermato dai documen ti ; cos t il Tavolacci, che fu ferito a morte; il Serafini, il Fabbri, il M eluzzi, il Brambilla, il Missaghi, che furono feriti a S. Pan crazio,. a ponte Molle od altrove ; e così vi fu la guardia Linotte, che l'Hoffstetter (1) denota come tenente (le guardie a vevano grado onorario di sottotenenti) e che era frequentemen te con Garibaldi e fone ·era addetto al suo stato maggiore. Fra il 14 ed il 15 giugno fu cominciata dai Francesi la 3a parallela e dal tiro concentrato di molte batterie furono aperte larghe breccie nei bastioni che avevano · i numeri Vl 1 ( )
H OFF STET TER.
Giornale delle cose di R oma nel 1849 (Torino, tip. El-
vetica di Capolago, 1850).
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e VII e che dovettero essere abbandonati dai Romani nella notte dal 15 al 16. Così veniva preparata dall'attaccante l'azione definitiva. Rese praticabili le breccie, nella notte del 21 giugno se ne impadronirono, ma ivi dovettero arrestarsi, perchè la difesa fu eroicamente condotta. Dietro alle mura avevano i Romani preparate alcune batterie presso porta S. Pancrazio (nella posizione detta la Montagnola) e presso S. Pietro in Montorio (ai Pini) ed avevano stese lunghe linee di trincee, una sui declivi del Gianicolo, una seconda più indietro, ai piedi del Gianicolo stesso. I Francesi P.rovvidero ad altri lavori di attacco all'esterno e ad altre breccie, mentre preparavano potenti sbocchi dai luoghi di fermata sui bastioni occupati. Un nuovo assalto generale avvenne nelle prime ore del 30 giugno; la difesa fu accanita, specialmente a Villa Spada ove era stato portato il quartiere generale (vi fu ferito Luciano Manara , che poi morì), ma in fine i difensori dovettero venire a patti, e il Medici fu chiamato dal Vascello, perchè non fosse tagliato fuori.
L'azione delle truppe del genio fu dagli avversari del regime liberale molto biasimata. L 'HoFFSTETTER, scrittore imparziale e contemporaneo scrive (op. cit.) : « Nessuno può negare quanto gli ufficiali del genio fossero atti vi e quanta indifferenza mostrassero nei pericoli. Giorno e notte sta vano sui bastioni privi di riposo ed esposti ai proietti di ogni specie. Ma, per dirigere ed eseguire lavori militari, mancavano alla maggior parte di essi, non essendo prima che ingegneri civili, le cognizioni e le esperienze necessarie >>; ed a proposito dell'Amadei , in un prezioso documento pubblicato dal LOEVINSON, è scritto : « il suo compito fu tanto più grave perchè i lavori del
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genio francese erano diretti da un0 dei migliori ingegneri militari del secolo, il Vaillant ))_ Le perdi te dell'arma, data la sua missione che si ri teneva, allora più che ora, eminentemente tecnica, o di lavoro, non furono nè piccole nè leggere : su meno di 600 uomini, vi furono 7· morti (fra cui un ufficiale) e 33 feriti (fra i quali 5 ufficiali ed I guardia) (1 }. L'ufficiale morto fu Carlo Tavolacci che . il RÀVIOLI (op. cit.) dà come tenente, ma che, -dal ruolo dell'esercito nel I 849 (all'Archivio di Stato), risulta promosso capitano il I 8 giugno. Gli ufficiali feriti furono i capi tani Bernardino Serafini e Giuseppe Fabbri ed i tenenti Gugl ielmo Meluzzi, Giuseppe Brambilla e Missaghi Giovanni. Anche il Brambilla, secondo il Ravioli, sarebbe stato . tenente, mentre secondo il ruolo predetto sarebbe stato arruola to come capitano il 1° · di giugno <1) . Finalmente il MARIOTTI ( 2 ) dà come ferito nel combattimento del 3 giugno un ·tenente del genio Belluzzi, che non apparisce da nessun ruolo e che probabilmente apparteneva alla compagnia civica del gemo comandata dal Moneta.
** * Nel frattempo l'opera del genio si era sviluppata anche nelle altre piazze forti dello Stato. Già nell'anno precedente il cap. del genio Troi ani aveva rafforzate le fortificazioni di terra, e l'allora ten. Cerroti aveva studiate e proposte opere per Cesena, Rimini e Cattolica. Ad Ancona tanto nel 1848 come nel 1849 si esegmrono parecchi lavori per metterla in istato di difesa.
(1) v. Elenco dei feriti nei combattimenti presso Roma nel 1849 (sul G iornale Ufficiale di Roma dell'agosto 1849). 2 ( ) MARIOTTI. La difesa di Roma nel 1849 (Roma, 1892). -
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Presso .Bologna fu ristaurato, nel marzo 1849, . il forte Urbano e nel maggio sotto. la direzione del lourdan (Cesare) · erano state condotte a termine .diverse opere per opporsi ·all'irrompere degli Austriaci.
** * D) Dal 1849 al 1870. Il 5 luglio, dopo l'entrata dei Francesi, il gen. Roselli diede il permesso al col. Amadei di congedare gli uomini di truppa del genio che lo domandavano ; e ·ne vennero mandati regolarmente alle loro case ben 357, che non vollero servire sotto il governo pontificio. Grandissima parte degli · ufficiali si dimise e ricevette regolare congedo · al 1° settembre 1849. Alcuni non si curarono di essere congedati, come il cap; on. Rossetti, il ten. Ferdinando lourdan, il cappellano don Staderini e figurano sui ruoli come disertori, qualifica che dobbiamo rilevare ora come onorevole . . Il Cerroti, riammessso nell'esercito pontificio come capitano, chiese congedo nell'ottobre 1849 e prese poi servizio nell'esercito piemòntese e poscia italiano, ove raggiunse il grado di tenente generale ( v. indice alfabeticò). L 'Amadei fu retrocesso a maggiore (1° settembre) ; ed un mese dopo fu congedato a sua richiesta con questo grado,... dopo aver subite ingiuste persecuzioni da parte della polizi~ pontificia. Al corpo del genio rimasero pochi degli ufficiali dei quali si sono viste qui indietro _le vicende ; dal ristabilito governo non fu tenuto conto delle rapide promozioni, e qualche ufficiale fu retrocesso (diminuito) a sergente e perfino a comune• . Furono ancora richiamati ufficiali che si erano dimessi durante il regime repubblicano, come : il magg. Boldrini, al quale lu affidato temporaneamente il comando del corpo ; ed i tenenti Forti, Lana, Morichini (data del richiamo 18 luglio '49 con de~ correnza dal 1° luglio).
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Nel 1850 il corpo contava i seguenti ufficiali : magg. Giuseppe Barluzzi, comandante il corpo (passò · poi tenente colonnello allo s. m. generale nel 1853) ; cap. Luigi Boldrini (da maggiore era stato retrocesso a capitano il 1° settembre '49; fu promosso di nuovo maggiore nell'aprile '50, poi ten. col. comandante il corpo il 21 giugno · '53 : fu giubilato il 16 luglio '60) ; capitani : Cesare lourdan {giubilato maggiore 1° giugno · '61) ; Troiani Filippo ( trasferto poi al ministero armi). ten . in 1° : Pio Ci-a mpi (morto cap. 1859) ; Domenico Frezzolini (diminuito a sottotenente, poi cap. nel 1860); Pietro F rancois ; Costantino Forti (morto cap. 1860) ; ten. in 2° : Giorgio Lana (nel '61 era maggiore e prese il ·comando del corpo) ; Pietro Cerrati {giub. cap. nel '55); Giuseppe Morichini {giub. capitano '61 ); Luigi Aprili, Andrea · Busiri ; guardi a ; Alessandro L ivoni (congedato tenen te nel '60) prese servizio nell'es ercito nazionale (v. indice alfabetico); sergente : Guglielmo Meluzzi (cap. nel 1860, giubilato aprile 1870). Successivamente, dai ruoli, risulta che nel 1853 ripresero ·servizio i cap. : Giov. Batt. Alciati (morto nel 1856) ed An tonio Land ini (giubilato n el 1856); che nel 1860 era assunto come ·c apitano Leon ardo Dè-Lavèrine; e che furono ammessi (dai cadetti o dalle guardie) i sottotenenti: Vincenzo De Rossi, Luigi :Bartolazzi, C arlo Kies taller, Benedetto F abri, Antonino Manno. E da tenere conto che durante l'occupazione fr ancese ·a nche il genio francese veniva impiegato ,specialmente negli studi e nei lavori di fortificazione. Nel Museo del G enio vi sono vari documenti che provano questo f atto, e, fr a essi, un a grande pianta di Civitavecchia (1), la quale h a questi ·titoli : GÉNIE: Division d'ocupation en ltalie :· Place de Civita(1) Dono del marchese Benedetto Guglielmi.
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Projetis pour 1858 fortifications - Agrandir le ville de Civita-Vecchia, ecc. La fortificazione progettat~ con~ sisteva in una successione di fronti bastiona ti che raddoppiavano quasi la città verso mezzogiorno; ad essi fu messo mano, ed in alcuni punti della campagna si trovano traccie d~i terrapieni. * * * Men tre si volse la campagna detta d'Ancona ( 1860) si hanno poche indicazioni riguardanti il corpo del genio. Evi.. dentemente vi furono impiegati e guardie (collaboratori, assi.. stènti sottoufficiali ecc.) nelle organizzazioni difensive dalle piazze attacca te dall'esercì to nazi on aie. Ad Ancona vi erano il cap. Lana (prom~sso poi maggiore per merito, nello stesso anno 1860), il sottotenente De Rossi, e la guardia F rancois, poi uffici al~; a Spoleto vi erano i collabora tori Leonello Serafini ed Angeletti (poscia ufficiali) ; a Pesaro il ten. Antonino Manno ; a Perugia il cap. Costantino Forti (morto· lo stesso anno 1860) il -quale mise ·in istato di difesa la piazza, superando diffìcol tà grandi e per il quale lavoro ebbe un encomio inscrittogli a matricola. Dopo la campagna alcuni ufficiali (ten. Popiel e Giuseppe Jaqùetty e sottoten. Ruggiero Lanci), che erano stati fatti prigionieri e lasciati liberi dall'esercito nazionale, non si ripresentarono all'esercito pontificio e furono cancellati dai ruoli; Nel 1861 il corpo fu ·sciolto e gli ufficiali furono ·trasferti nello ··stato maggiore :particolare di ·artiglieria (in data 21 s~·ttembre) ; poi il corpo fu ricostituito il 1° ·gennaio 1866 e ne prese il comando Giorgio Lana, promosso ten. colonnello. Di truppa vi era una sola compagnia zappatori· al comando· del' cap. Carlo Kiestaller (morto nello stesso anno). 42
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Finalmente nel 1870 (20 settembre) il Corpo del genio pontificio era così formato: ten. col. Giorgio Lana, predetto, comandante; magg. Francesco Oberholtzer (proveniente dall' artiglie~ ria), direttore a Roma ; cap. Vincenzo D e Rossi, diret tore a Ci vitavecchia ; cap. Luigi A prili, Benedetto Fabri, An tonino Mannò, Camillo Ossani ; ten. Leonello .Serafini, Vincenzo Cardarelli, A lessandro Focardi, F rancesco F rancois, Pio Angelet ti , Giovanni Bruni, Benedet to Andolfi ; sottoten en ti : Francesco Cardoni, An gelQ Aprili , Angelo Ciampi , Ettore Holl, Rodolfo Piantedosi, Enrico Gennari (tutti di recent e nomina : luglio 1870). Le truppe erano state costituite in 2 compagnie.
L 'ordinamento dell'esercito pon tificio n egli ultimi anni era sulla b ase dell'ordinamento francese; e simile a quelle francesi le divise di alcuni corpi, fra cui quelle del genio. G li ·ufficiali alle truppe (fig. 86) avev an o chepp y coll a forma caratteristica di quello dei nost ri vicini d'oltralpe e di colore azzurro cupo, coi dis tinti vi sull'imperiale, e p enn.acchietto spiovente di piume .azzurre. La tunica a due pe tti (bottoni dorati quasi paralleli) di colore azzurro, filettata di rosso ; spallini dora ti; centurino e pendaglio per la sciabola bia nchi ed oro. In occasione di rivist€, feste, ecc. cingevano ailla vita una sciarpa di seta bianca e gialla, con ricchi fiocchi che corrispondevano al fianco sinistro. I pantaloni er ano azzurri. con doppia banda rossa. Gli uffici.ali alle direzio~i a ve vano l'abito, a falde , o code
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di colore azzurro; la bottoniera a bottoni dorati molto aperta, e divergente da sotto in su, e fra la bottoniera avevano una specie di soprapetto di velluto nero ; e di velluto nero. erano le manopole. In capo cappello a due punte, normale
r I I
Fig. 86. l)ffìciali e soldati del genio dell'esercito poiitifìcio nel 1870
al viso, con · cappietto dorato, e pennacchio azzurro. Porta~ vano la spada in luogo della sciabola: e la sciarpa di seta bianca ·e giallo come gli u.ffìciali alle truppe. · I soldati nella parate erano ves titi quasi come gli ufficiali, salvo la qualità delle stoffe e· la semplicità degli ornamenti.
. 678
IL
G E N IO
M ILITA R E
NEGLI
ESERCIT I
ITALIAN I
Gli spallini erano di cotone rosso, la banda ai pantaloni rossa, doppia e larga come quella degli ufficiali. Erano arma ti d i fucile come le truppe di linea. A ve vano poi una divisa d a lavoro, consistente in un corto giubbetto di panno azzurro ad una sola fila di bottoni e senza filettatura; pantaloni senza bande, con uose ; berretto alla francese, azzurro, con filetta~ ture rosse e trofeo del genio sul davanti.
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LE TRUPPE DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
]
0
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ORDINAMENTO DOPO · LA CAMPAGNA DEL
1859
Durante la campagna del 1859 si era manifes tata la neces~ sità di aumentare le truppe del genio, e si tro;·a nell'Archivio del Museo una lettera del 10 luglio I859 dalla quale risulta che alcuni giorni prima erano stati, dal comando del reggi"'. mento, chiamati dal campo a Casale alcuni uomini per avere « un nucleo onde formare ed il! truire le 2 compagnie di cui venne aumentato il reggimento». L'aumento era dunque già avvenuto prima che finisse la campagna ; e da altra lettera del 20 luglio risulta che questo aumento era stato previsto, o proposto, non di 2 ma di 4 com~ pagnie, e cioè 2 per ogni battaglione. A queste modificazioni radicali dell'organico provvedeva il Ministero con disposizioni interne (una disposizione al riguardq è del 25 giugno 1859 N° 3303 div. gab.) ed i~fatti non ve n'è traccia nel Giornale militare. La prima disposizione ufficiale che modifica l'organico. ha la data del 9 settembre 1859 (R. Decreto); ivi era detto : « Il reggimento zappatori del genio conster~ d'ora innanzi di uno stato maggiore e di 5 battaglioni di 4 compagnie ciascuno oltre ad una compagnia deposito. Erano dunque ben IO compagnie di più (il doppio) di quelle che avevano pres0 parte alla canwagna, e 6 di più di
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LE TRUPPE DEL GENIO NELL'ESERCtTO NAZIONALE
quelle che sarebbero risulta te dall'"attuàzione della disposizione ministeriale del giugno. L o stato inagg.iore del reggimento doveva avere 20 ufficiali (fra cui il comandante, colonnello o luogo tenente colonnello.; 5 maggiori ; I capitano addetto ai parchi e 3 aiutanti maggiori ; poi, ufficiali di amministrazione, cappellano, medici , ecc.) e 29 fra sottufficiali e caporali, più : 1 armaiolo e 2 vivandieri . . Ogni compagnia aveva : I capitano e 3 subalterni; 6 rnttufficiali ; 1O caporali ; 2 tamburini ; 5 artisti di Ja classe ; 10 di 2a; 63 zappatori ; t0tale I 00 uomini compresi gli ufficiali. In tutto, l a forza del reggi mente e1 a di 2149 uomini , compreso il deposito. Un su ccessivo decreto del 23 ottobre, stesso anno I 859, approvò un nuovo Quadro numerico e graduale degli uffeciali del genio, così : 2 tenenti generali: al consiglio ; 4 maggiori generali : al consiglio ; 2 al consiglio; 7 colonnelli : 4 alle direzioni ; I al comando del reggimento ; I al consiglio, segretario ; 6 tenenti colonnelli : 5 alle direzioni ; 9 alle d irezioni ; 14 maggiori : 5 al reggimento ; 2 al consiglio (1) ; 70 capitani : 45 alle direzioni ; 23 al reggimento; 24 alle direzioni ; 70 luogotenenti: 46 al reggimento ; 1 al consiglio ; 26 sottotenenti; 25 al reggimento;
(1)
vice segretario éd
capo dell'Ufficio di ispezione del personale.
ORDTNAMEN'J:O DOPO LA CAMPAGN A DEL
]859
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m tutto 199 ufficiali (99 alfo stato maggiore del corpo cioè consiglio e direzioni, 100 al reggimento). Nelle disposizioni che seguono il quadro numerico predetto sono indicate le funzi on i degli ufficiali secondo le destinazioni. I generali del cor:;siglio avevano funzion i d'« ispezione suUe direzioni » e di ciò si dirà al Cap. VII ; però vi era uno dei generali (maggior generale) che era detto Ispettore del personale, aveva ufficio auton omo e non esercitava funzioni di Ispettore tecnico, pur partecipando alle sedu.te del consiglio con voto deliberativo. Dalle disposizioni predette risulta ancora che per il servizio del materiale vi era una u Direzione dei parchi », e che il « direttore dei parchi » aveva at tribuzioni e responsabilità analoghe a quelle degli altri direttoti del genio. Il coma ndan te del reggimento aveva l'uffici o di ispezione di questa direzione speciale.
*
** Però anche questo ordinamen to durò poco, e coll 'incorporamento nell'esercito dei lombardi e degli esefciti emiliano e toscano, e colla persuasione che si dovesse intraprendere presto una nuova guerra per l'indipendenza di tutta l' ltali e, il grosso reggimento fu sdoppiato. Un prim·o decreto d 'indole generale ha la dz ta del 25 marzo 1860 e riguarda la « Riunione in un solo e stesso Esercì to di quelli delle provincie dell'Emilia e della Toscana coll'Esercito sardo>> (1).
(1) Cosi dicono le Disposizioni sul riordinamento degli zappatori : , « Lo stato maggiore dell,'attuale Reggimento Zappatori del genio colle 10 prime compagnie attive e la 1a co.mpagnia di deposito costituiranno il 1° reggimento zappatori del genio; le altre IO compagnie dell'attuale reggimento zappatori e la 2a compagnia di deposito costituiranno il 2° reggimento zappatori del genio;
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LE TRUPPE DEL GENIO NELL' ESERCITO N 1\.ZI0NA LE
Un altro R . Decreto- del 2 · maggio I 860 conferma le Disposizioni che ordinano gli zappatori del genio in 2 reggimenti; con sede: il 1° Reggimento a Casale, il 2° a Piacen za. A questo R.- D. fa seguito (nella cronologia dell'a rma) il R. Decreto 17 giugno 1860 col quale si riordina tutto il corpo. Secondo tale decreto l'A~ma del genio doveva .comprendere: un Comitato del genio militare (1} ; uno Stato Maggiòre per il serv1z10 delle Direzioni ; · due Reggimenti zappatori del genio. L'organico . risultava di : 2 tenenti generali ; 4 ,maggiori generali ; . 9 colonnelli ; 8 tenenti colonnelli ; 22 maggiori ; 88 capi tani ; 123 luogotenen ti ; 43 iottotenenti; in totale 299 ufficiali, così suddivisi : A) al comitato : 6 ufficiali genernli ; 1 tenente colonnello ; 1 maggiore ; 3 capitani ; 2 luogotenenti;; 1 sottotenente. B) alle direzione e sottodirezione (compresa quella dei parchi (2) : 7 colonnelli direttori ; 6 tenenti colonnelli direttori e sottodirettori ; 12 maggiori sottodirettori ; 48 capi tani ; 48 luogotenenti .
4a
. le compagnie Ja, 28., 33 , e zappatori del genio dell'Emilia e la 1a compagnia zappatori del genio della Toscana faranno parte del 1° reggimento ; lo stato· maggiore, il d eposito e la 58 , 68 , 7a ed compagnia zappatori dell'Emilia, e la za compagnia di Toscana faranno parte del 2° reggimento. « Col personale summenzionato, ~iascun comandante de{ reggimenti z appatori preparerà i quadri dell'l P e della tza compagnie attive e d ella 3a di deposito, sciogliendo le compagnie dell'Emilia che ancora sopravanzereb~ I bero ».
sa.
(1) Per quanto riguarda il Comitato del gen io, trasfprmazione del Consiglio, si vegga il C ap. VII. 2
) v; C ap. VIII per la suddivisione ed il servizio territoriale nel regno a quest'epoca. (
ORDINAMENTO
·oop'o
LA CAMPAG NA DEL
1859
68'.f
~ - -- - - -- - -
C) ai · reggi men ti : • ,Z colonnelli; 8 maggiori; 34 capitani; 71 luogotenenti ; 41 sottotenenti. D) a disposizione : 1 tenente colonnello ; maggiore ; 3 capitani ; 2 luogotenenti ; 1 sottotenente . . Ogni reggimento fo costituito da : 1 stato maggiore, 3 battaglioni attivi di 4 compagnie ognu~o. ed 1 deposito di 3 c-0mpagme. Allo stato maggiore di ogni reggimento si aveva : i e0man-· dante (colonnello o tenente colonnello); 4 maggiori (di cui u~o rdato:re del consiglio) ; ,l aiutante maggiore in 1~ e 3 aiutanti. maggiori in 2a; 5 ufficiali di amministrazione, massa, matrico.la. ec·c. ;, 1 cappellano ; 4 medici_; 2 ufficiali pei conti delle compagn~e dì guerra :A furieri maggiori;_4 furie~-i d' ainministra-_zione ; 5 sergenti ; 1· tamburino maggiore ; 3 capi-operai ; · 4 caporali maggiori ; 4 di amministrazione e 3 tamburini ; 1 arma:iuol.o; 2 ·viv.andieri~ Lo stato maggiori del reggimento aveva' ancora in .forza veterani ed aggiunti veterani, che facevanoservizio alle direzioni (come uscieri led ordinanze). Per ·6gni compagnia attiva vi erano ~ 1 capitano, 2 luogo-· tenénti:- 1 ·$01:totenente, J: furiere·, 7 sergenti, 14 caporali, 2 tamburi'nì,-:-10 artisti di 1a classe, 20 di classe, 100 iappatori ;· in totale ·:'4 ufficiali e 154 Ùccmini di truppa. fer ogni compagnia di deposito : 1 capitano, 2 luogote..: nenti, 1 sottotenente, 1 furiere, '7 sergenti, 14 caporali, 2 cap .. tamburini e 2 soldati tamburini ; in totale : 4 ufficiali e 26 u~niÌriÌ '· & ' truppa . . Poco dopo si costituì per ogni reggimento uno « stato maggiore di deposito» al quale furono addetti molti dei sottufficiali\\ tutti ·i capi operai ~~e ~rano a\lo stato maggiore del reggimento. Ciascun stato maggiore di deposito ebbe : i furiere maggiore; 6 furieri d'amministrazione; 6 sergenti d'amministrazione : 2 capi.:.operai ; · 1 · capo'rale · maggiore ; 6 · capqrali
za
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LE TRUPP E DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
·d'amministrazione; I caporale tamburino; 1 caporale trom:bettiiere; I armaiuolo ; J vivandiere; e per ogni comp.a gnia di ·deposito : 1 furiere di compagnia ; 4 sergenti di compagnia; '9 caporali di compagnia e 2 tamburini ; 2 soldati tamburini -; ,] soldato trombettiere; in tutto 19 di bassa forza. Il 1° reggimento (sede a Casale) fu. comandato dal colon:nello Giuseppe Piacenza-Gioiello ed ebbe (alla sua formazione) . .i maggiori Domenico Valent~. Giovanni Negri, Eusebio Riccardi, ·e Antonio Gallotti. Il 2° reggimento (sede a Piacenza) fu comandato dal -colonnello Vittorio Morand ed ebbe i maggiori ; Carlo Lissona, Bartolomeo T apparone , Felice Martin i e Francesco Bia vati.
* ** Nel J 860 (1) la di vis a delle truppe d el genio subì qualche lieve modificazione nel senso che il cappotto fu fatto (come ,quello di fanteria) di panno bigio bleuté (detto di modello 1860) ,con Ìinguetta (martingala) e due bottoniere per stringerlo alla vita in luogo di guaina e cordone come aveva; il berretto fu :senza visiera , a due falde rialzate guarnite di gallone color -cremisi, fiocchetto e trofeo sul davanti ; gli spallini furono di cordoncini color cremisi cadenti attorno alle spalle da un a piastra coperta di panno cr.emisi con sovrapposto trofeo . At.torno allo spall~no · correv!i un grosso cordone, crem1s1 per i ,caporali e soldati, d 'argento per i sottufficiali.
*
* * Occorre ancor tener conto di due circostanze impor tanti
.e
. c10e: \
a) la «Legge di ammissione d 'ingegneri civili nei Corpi Reali ,del Genio e dell'Artiglieria » pubblicata il 5 luglio 1860 e che ,condusse a numerose amm1ss1oni ; (1) Nota l05 del I? giugno e 166 del 6 settembre 1860. r
IL GENIO MILITARE NEI VOLONTARI GARIBALDINI
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b) la << Istituzione di un corso speciale teorico pratico» per sottotenenti del genio di nuova nomina, provenienti dagli ingegneri civili, presso la sede del 1° reggimento Genio e Casale. Questo corso fu poi esteso ai giovani ufficiali provenienti dagli eserciti toscano, pontificio, napolitano e garibaldino, co·me si dirà a suo luogo.
2° -
JL GENIO MILITARE NEI VOLONTARI GARIBALDINI DELL'ESERCITÒ MERIDIONALE
•
Per non perdere di vista nessuno degli avvenimenti che ·hanno avuta influenza diretta od indiretta, maggiore o mi~ nore, nella storia dell' arma, devesi fare accenno all'azione meravigliosamente grande ed ardita che iniziava in quest'epoca Garibaldi in Sicilia e nel Napolitano, coi mille leggendari C). La spedizione si imbarca va a Quarto, sui vapori Piemonte -e Lombardo, nella notte fra il 5 ed il 6 maggio 1860, ed il servizio del genio fu organizzato dal Sirtori fìn dall'inizio. Nella fermata di T alamone furono destinati a questo compito speciale alcuni operai ed artisti, che poi - durante la conquista della .Sicilia - furono utilizzati secondo le professioni ed i mestieri, -di mano in mano che si presentavano le . occasioni, ma senza avere un raggruppamento organico regolare, nè avere speciale divisa <2). Appartenevano ai mille Pompeo Torchiana e Giov. Battista Pezzè, che poi nel 1862 passarono nell'esercito regolare,
(1) Dall'elenco ufficiale pubblicato nel « Bollettino delle nomine e promo• tioni »ecc.del 6 aprile 1864, e riport.ato dal PEcORlNI-MANZONI nella Storia -della Divisione Turr (di ~ui fu capo di stato maggiore), risulta che la spedi..zione era composta di 1072 uomini, non compreso il Comandante. (3)MARIOTTI. Epopea italiana del 1860, commemorata ecc ..
686
LE TRUPPE D EL GENIO NELL'ESERCI TO N AZIONALE
il primo come luogotenente del genio ed il secondo come sot~ totenente, e che probabilmente esercitarono funzioni d irettive nella squadra tecnica garibaidina. Altri tecnici della spedizione furono : Raffaele Carbonari di Catanzaro, architetto , che fu dal dittatore Garibaldi nominato capitano e capo del 2° circondario. del corpo del genio in Palermo (23 novembre 1860) e disim-:pegnò, così, il servizio di direzione; passò poi maggiore nel corpo mobile dei volontari e fu trasf~rito con ques to grado nel 27t. fanteria ; Vieenzo Di Franco di Palermo, già artefice nelle batterÌe· d'artiglieria dell'esercito sardo, divenuto « as~istente ai lav01i del genio ii nell'esercito meridionale, poi assistente locale nel1'esercì to regola re ; ed a'nche può citarsi: Raniero T addei da Reggio Emilia, ingegnere, già addetto al corpo dei p ionieri modenesi, zappatore volontario alla campagna del 1848, poi ufficiale di linea volontario a quella del 1859 ; fece parte della legione garibaldina, coi gradi di maggiore e di tenente colonnello ma non del genio , grado quest'ultimo che gli fu confermato nell'esercito regolare ; morì da prode a Custoza. La cronaca della spedizione è ricca di date gloriose : l' 11 maggio avvenne- lo sbarco a Marsala ; il 13 i garibal~dini ehtrarono in Salemi; il 14 Garibaldi assunse la ditta tura delle terre conquista ~e nel nome di Vittorio Emanuele ; il 15 maggio avvenne la battaglia di Calatafìmi ; il 27 e 29 maggio fu presa Palermo; in giugno salpò da Genovà la 2a spedizione condotta da Medici (giume a Palermo il 20); in luglio u na 3a spedizione guidata da Cosenz. Il 18 luglio ebbe luogo la battaglia di Milazzo-, e questa ba tt~glia mette in luce il nome di, una bella figura della rivo~ luzione siciliana, come seri ve il MARIOTTI (1)., cioè StefanoZirilli.
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IL GENIO MI L ITA RE NEI
VOLONTARI GARIB AL DINI
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Egli era uscito tenente del genio dalla Nunziatella di Napoli, ma per 'le sue idee avanzate aveva dovuto ritirarsi dall'esercito borbonico nel '1847. Nel 1848 era stato segretario generale al :Ministero della guerra, rivoluzionario, di Sicilia ; poi - al ritorno dei Borboni - processato, imprigionato, esiliato. Rientrato in Milazzo, fu presidente del comitato rivolu~ zionario di quella città ed aiutò Jllolto il Medici dandogli notizie sulle forze nemiche ed informazioni preziose s~lla topografia dei luoghi, che a lui erano famigliari . Garibaldi lo invitò a prendere .servizio nell'efercito meridionale, ma non potè accettare l'in~ vito e fu nominato c·olonnello onorario del genio, grado che gli -fu riconosciuto dal governo italiano, col quale fu iscritto nella nserva dell'arma.
*
** · La prima notizia storica di una « sezione regolare del genio nei volontari garibaldi~i >> ci porta ,al 16 luglio 1860 ; sezione -che fu comandata dal luogotenente Arnold od Arno.Idi (2), il ·quale non aveva fatto parte della spedizione di Quarto . . Successivamente nell'eserci to garibaldino si trovano anche ufficiali del genio napo li tano. . Ai primi di agosto, volendo Garibaldi preparare lo sbarco in Calabria, faceva costrurre batteri~. presso Messina (al fa;~) -e. si sa che a capo dei l_av.ori vi er~no il colonn~llo Filippo Minu~ . tilli ed jl maggjore..Biagio de' Benedictis, ambed,ue alli_èv_i della ·. Nunziatella. Il Minuti lii ave va lasciato l'esercito borbonico n~l . .. . . . . 1848, ed era stato nominato direttore delle fortificazioni di Messina
. (1) Op. cit. . . (2) Storia della
Divisione Turr . nella campagna del 18€)0, ecc. di PEcoRINI~MANZONI (Firenze, ed. Bocca 1876). (sa
CARLO
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LE TRUPPE DEL GE. 1 IO N ELL'ESERCITO NAZIONAL E
a serv1z10 del governo nazionale, poi maggiore C(?mandante del battaglione del genio che allora fu costituita. Esiliò alla ristaurazione borbonica ; sbarcò a Marsala con Garibaldi e fu nominato con decreto dittatoriale, direttore generale del genio nel, l'esercito meridionale; colonnello del corpo il 21 giugno 1860, colonello-brigadiere il 16 ottobre 1860, rimase in Sicilia a dirigere il servizio tecnico; fu poi confermato colonnello nell' eser-· cito regolare in fanteria, e comandò il 54° reggimento . . Del de' Benedic tis, che arrivò fino al grado di comandante del genio (maggiore generale) nell'esercito, si avrà occasione di parlare più volte in questo scritto. Nella relazione Turr riguardante i lavori al faro dil\.1essina è detto che: " queste opere si esegu ivan o nella più grande fretta e difficoltà di mezzi di trasporti, perchè tutti adoperati per l' Esercito, e da soldati {nadatti al servizio del Genio; ond'è · che quanto potè fars i fu opera dell'itelligenza, deWenergia e de ll'instancabile fatica dei capi, specialmente del distinto maggiore de' Benedictis ,,. Si ha menzione an cora nella storia del Turr anzide tta -di un « drappello del genio )> f;icen te parte del corpo di spedizione Pianciani, che salpò da Genova nell'agosto per sbarcare a Civitavecchia e punta~e su Roma, e che fu invece da Garibaldi arrestato a èagliari, e diretto (12 agosto 1860) a Palermo, e di là a Messina, per prendere parte all'invasione della Calabria. D opo questi accenni non si parla p iµ di ufficiali, di truppe e di la vari del genio nei documeil t1 riguardanti la c·a mpagna del 1860 e 61 in Sicilia e nel Nap~li t ano, fino al settembre, nelle operazioni davanti a Capua. Questi ultimi accenni sono numerosi, ma frammentari ed incomp leti. Da una relazione riguardante una ricognizione f/ltta dagli avamposti di S. L eucio la mattina del 16 settem b re cl.alla b rigata Puppi (prodromi della battaglia del Vòlt~rnò) risulta · che vi
IL C 'ENJO MILITARE NEI VOLONTARI GARIBALDINI
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prese parte una compagnia del genio comandata dal capitano. Tessera, cl:ie era sbarcato con Garibaldi a Marsala. Il comandante Puppi in un ordine del giorno elogia le trupp·e che presero parte . all'azione, e della compagnia del genio dice : "La compagnia del genio che prese parte questa mattina assieme al 3° b·a ttaglione, figurò brillantemente nella scara~mucc1a ·... ,,. ed ancora: "Sia lode al maggiore Ferraccini, al capitano Tessera ,. · agli ufficiali e soldati d'ambo i corpi (fan te ria e genio) pel bel contegno, coraggio e sangue freddo mostrati davanti al nemico,, .. Questa compagnia prese poi parte notevole alla grande ricognizione del 19 settembre nella quale si impegnarono tutte. le avanguardie garibaldine che erano davanti a Capua. Il comandante la ,compagnia era assente e ne a~eva il comando i.l luogotenente Zaccarini. La compagnia costruì barricate e le difese, e stette di sc;orta ad una sezione di artiglieria di 2 pezzi, che era stata piazzata sulla strada da S. Maria a Capua .. Gli artiglieri erano così pochi che ad un pezzo vi sta va il maggiorecomandante la sezione Emiliano Bricoli : l'altro pezzo si ridusse· con un solo servente Luigi Supa. Stette la batteria sotto il fuoco della piazza, ma fu ferito grave!llente il maggiore, furono uccisi parecchi ca val li ed i pezzi furono portati in sai vo a ·braccia dai soldati del genio. · Erano addetti -alla compagnia i sottotenenti Chiappa eDe Simoni . . Da una situazione della divisione Tùrr davanti a 'Capua risulta che ne facevano parte due coihpagni:e del genio, uRa comandata dal Tessera, ed è quella_di ·cui si è qui precedente~. mente scriuo (composta di 4 ufficiali e 75 Momini di· truppa), ed una comandata da Arriold od Arnoldi (composta di 3 ufficiali e 91 uomini di truppa). Ma nel corpo garibaldino (od « esercito meridionale >>),
to90
LE T RU PPE D EL GEN IO N ELL'ES E RC IT O .NAZIO NALE
vi erano parecchi altri riparti del genio, comandati t utti da tenente colonnello Brocchi (che pr~veniva dall'eser~ito volon·tario modenese). In preparazione della battaglia del Volturno il generale Medici fece costrurre (il 22 settembre e giorni successi vi) d a tenente colonnello Brocchi, importanti trinceramenti , varie batterie nella posizione S . Angelo, una - specialmente po.:. tente - sulla strada di Capua. E' scritto che a disposizione del Brocchi vi furono " truppe -del genio costituenti un r eggimento di 300 uomini circa (1),, e vi furono comandate alcune compagnie della brigata Spargaro a coadiuvarle. · Occorre tenere presente che nel 1860 nell'esercì to meri-dionale non si aveva una classificazione e graduazione d all'or. dine inferiore al superiore deI1e unità (plotone, compagnia o batteria, battaglione, reggimento, brigata e divisione) come era nelJ 'esercito regolare e come si ha ora. Le unità si costituivano, si scioglievano, si modificavano dal dittatore secondo le esigenze del momento o coll'au men tare .di uomini per nuovi arruolamenti o col diminuire per perdite nei combattimenti o per diserzioni o per disperdimenti. Si è già fatto cenno alla batteria di due pezzi da ca mpagna -da van ti . a Capua avente _3 o 4 artiglieri ed un ~oho ufficiale , un · maggiore ! E con questi mezzi .Garibaldi débellò un es ercito e conquistò un regno. Il giorno della ba ttag}ia del Volturno (1-2 o_ttobre) a difendere la potente batteria che era all'altezza di, Sant'Angelo sulla strada di Capua, si trovano alcuni· battaglioni .della brigata .Spargaro, dianzi detta, ed un « battaglione del genio » coman,. dato dal maggiore-Costa; forse lo _stesso battaglione _costrutto'I'e <l:ella batteria; e tutti focero « eroica difesa » ·. come scrive ..l\1edici nel suo rappoào. '' ·.,. (1~ TòRR op. cit.
IL GENIO MILITARE NEI
VOLONTARI GARIBALD INI
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Il maggiore Costa; . ecco un no'm e nuovo, e probabilmente fu quegli (capitano Raffaele Costa) che passò nell'esercito regolare assieme al Torchi aro, .al Pezzè, al Vizzini, al Lo Forte, , ed altri,. Colla battaglia del Volturno, che ebbe per risultato di ricacciare i borbonici in Capua; e colle azioni di Maddaloni, di Castel Morone e di Casertq Vecchia, contemporanee, ebbe termine - può di.rsi - la campagna dei garibaldini nel Napolitano. Il generale Garibaldi, dopo la battaglia predetta, dislocò le sue truppe attorno a Capua per assediarla metodicamente, e predispose a grado a grado i mezzi per ottenere la recinsione com)Dleta e la resa della piazza. Le truppe del genio ebbero l!:lrgo impiego e si trova indicato, sui documenti, che studiò e dires·se molti la vari il maggiore Francesco Veneti (poi tenente colonnello) coadiuvato dal maggiore Biagio de' Benedictis. L'uno e l'altro facevano parte della direzione del genio provvisoria di Napoli, costituita in gr"n parte con ufficiali borbonici che non avevano seguito Franccso II0 a Gaeta. Ma frattanto nell'Alta Italia avevano avuto luogo le importanti azioni che si conoscono nella sto_riq cçil nome di « Campagna d'Ancona e delle Marche >l, e le trùppe it~liane erano scese lungo l'Adriatico a dar mano alle truppe dell'esercito meridionale, ed a completare con queste l'investimento di Capua. E di ciò si dir,à dopo avere descritta}'azione dell'arma del genio italiano nella campagna c.he condusse alla battaglia di Castelfidardo ed · alla presa di Ancona e di Perugia. In quanto agli ufficiali del genio garibaldino si avrà occasione di riprenderli in nota quando essi verranno trasferiti nel corpo volontari italiani.
*
* * Nelle azioni guerresche sopradette furono decorati guenti ufficiali garibaldini del genio : 43
se-
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__ !:,~ TR UPP E DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONA LE
tenen t e T orchiana : medaglia d'argento .« per esseni distinto durante la campagna». sottotenente Bozzetti~ Cottone : menzione onorevole (poi medag~a di bronzo) « per essersi distinto nel combattimento sottò Capua >>. sottotenente Gianni trapani : idem. « per essersi distinto nel combattimento a Maddaloni il 1° ottobre 1860 ». Il de' Benedictis in occasione dei !avori col Ven eti all~batterie d'assedio di Capua fu decorato con medaglia d'argénto al valore militare e coHa seguente· motivazione: « p~r là ccstru~ zione di una batteria di mortai s·o tto il fuoco dell~ piazza >> (1 ). E finalmente in un ·elenco di altre ricompense al valore pubblicato ~olo nel 186i per ritardo di acce:rtamt:nti e verifiche, si trovano ·i nomi dei seguenti, appartenenti aW arma del ger.iio : Medaglia d'argento : capitano Pietro Dusini, luogotenente· Nicola Palma, sergente Emilio Rocchetti, caporale D ai:ina; peré il ca·p itano D usini -è aggiunto in margine nell 'elenco, « 1° ottobre 1860, morto >> dunque il Dusini morì alla b att aglia del Volturno (2 ) . - Menzione onòrevole (poi medaglia di bronzo) luogotenente Giuseppe Gioannini. Fra i decorati è da indicare ancora Giuseppe Eerrarelli, che era capitano del gènio napolitano e che sotto Capua mili~ tava ·nell'esercito meridionale; ebbe la medaglia d 'argento al ~alor militare << per due ricognizioni fatte lungo la riva sinistra del Volturno innanzi al fuoc~ di fucileria nemica e per una batteria di mortai costruita sotto il fuoco della piazza nell'as~ sèdio di Capua <2 ) ». > ·
(1) v. G. F ERRARELLI vè mbre 1887, pag. 252): (2) v. Cap. V §o 40,
//
col{egio m ilita,:e di Napoli (Riv . mii. ital. no~
I '
4
CAMPAGNA
3°.
D'ANCONA
693,
-CAMPAGNA n'ANCONA
Preliminari politici. Dopo la sospensione della guerra nel veneto, in seguito alla Convenzione di Villafranca, accettata a malincuore e senza impegni da Vittorio Emanuele 11, erano corse trattative fra . le varie po~ tenze d 'Europa per sistemare le cose d'Italia e s1 erano fìrmati a Zurigo (IO novembre 1859 e ratifìcati in Piemol)te il 17 novembre) tre trattati: uno fra Francia,. Austria e Sardegna, uno fra Francia ed Austria ed uno fra Austria e Sardegna, dai quali risultava la cessione della Lom~ bardi a alla Sardegna, eçl il riconoscimento taci to dell 'annessione dei ducati di Parma e di Modena e delle Legazioni. Secondo le vedute della Francia, la Toscana avrebbe dovuto rimanere stato indipendente ; ma essa con solenne plebescito affermò di voler essere annessa al Piemonte e poscia, con Decre-· to successivo del 18 marzo, furono ar.nessi il ducato di Parma, quello di Modena e le Legazioni, di cui sopra. In conseguenza deU'ingrandimento territoriale del Piemonte << minaccios~ per la tranquillità della Francia)> questa pretese l'abbandono di Savoia e di Nizza, che avvenne con trattato 24 marzo, 1860, approvato il 29 maggio dal Parlamen- · to italiano (con interven to, per la prima volta, dei · deputati lombardi, emiliani e toscani) e dal Senato il 13 giugno. * * * Frattanto gravi avvenimenti, ed importanti, si prepara,.; vano nell'Italia _M eridionale . .11 dominio borbonico non vi era.. più sopportato; l'annessione avvenuta delle provincie padane,, spingèva i patrio ti napoli tani e siciliani ad azioni vi ve per giungere a risl;lltato simile,- il che avrebbe c-0ndotto all'unifìca-:zione i tali&na sotto un solò sovrano. Il 4 ~prile 1860 s,coppiò
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una prima rivoluzione a Palermo, che potè essere domata. Fu allora interessato Garibaldi a dirigere l'azione rivoluzionaria ed egli preparò la Spedizione dei mille, della quale ·sono state riassunte le vicende nel paragrafo precedente, ricavandone notizie sull'opera del genio. Come è ben noto il governo piemontese segui va, approvava, aiuta va gli avvenimenti del napo li tano ; e quand'essi furono decisamente manifesti, il governo intervenne direttamente. Raccolse truppe nella bassa Emilia e volle avviarle verso Napoli. Si opponeva a ciò il Papa, essendochè occorreva di percorrere le Marche ancora a lui soggette ; e siccome queste provincie e l'Umbri a avevano manifestato intendimento di annessione al regno italico, il governo del Re ruppe ogni indugio, dichi arò la guerra al Papa, ed il giorno 11 settembre 1860 un corpo di operazioni varcò la frontiera m nome di S. M. il Re Vittorio Emanuele I I.
*** Composizione del corpo d'operazione nelle Marche ed Umbria, e reparti del genio. Lo componevano due corpi, il IV e V dell'Esercito, e ne teneva il supremo comando lo stesso m m1stro della guerra gen. Manfredo Fanti, che aveva a capo dello Stato Maggiore il maggiore ~ttore Bertolè Vi ale. Il IV corpo, comandato dal luogot. gen. Enrico Cialdini, si componeva della 4a divisione attiva (magg. gen. Pes di Villamarina), della 7a (magg. gen. Leotardi) e della J3a. (magg. gen. Cadorna). Il V Corpo, comandato dal luogotenente generale Morozzo della Rocca si componeva della Ja divisione attiva (magg. gen. Gerbaix de Sonnaz) e della divisione di riserva (magg. gen Bracorens de Savoiroux). Al quartier genera le principale fu costi tuito un «Comando superiore del genio » composto come segue : comandante superiore : luogot. gen. L uigi .F ed~rico Menabrea, magg. Giuseppe
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Cameri capo di stato maggiore ; capi tani : Gio. Ba tt. Doix, Giacinto Boetti, Luigi Durand de la Penne; luogotenenti: Alessandro Livoni, Annibale Ferrero; sottotenente: Dionigi Rubino; commisario di 4a classe Lodovico lnverardi. sotto commisario di 3a classe Chiaffredo Geuna; e due aiutanti scrivani. E vi fu assegnato il« parco principale ll comandato dal mag. Eusebio Riccardi, col luogotenente Carlo Cameri applicato, ed il sottocommissario di 2a Pasquale F errero per la contabilità. Il IV Corpo ebbe il : «Comando del genio >l comandante: magg. Ernesto Belli; applicato : luogotenente Annibale Correnti ed il « parco del genio di corpo d'armata ll, comandato dal luogotenente Camilla Codebò, col sottocommissario di Ja classe Giuseppe Savina per la contabilità. Al predetto corpo furono assegnate 4 compagnie (tutte del 2° Reggimento) : compagnia (1) al quartier generale: cap. Giustino Salomone ; luogotenente Alessandro Varni ; sottotenente Carlo Parea. 7a compagnia, alla 4a Divisione : cap. Ferdinando Monzani; luogotenenti: Ernesto Tofano, Ferdinando Spegazzini, Francesco Bianchetti. 3a compagnia alla 7a Di visione : cap. Giorgio Brunetti; luogotenenti : Agostino Rosselli, Eugenio Andreuzzi, Antonio Nado. 6a compagnia alla J3a Di visione : cap. Giuseppe Ricchini, luogotenenti : Luigi Della~Croce, Filippo Giovanni F elolo. Durante la campagna fu poi chiamata da Rimini, per l'assedio di Ancona, ed addetta pure al IV Corpo, la 1 compagnia {del 2° Reggimento) (2), che aveva 1 seguenti ufficiali:
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Che poi fu ~ciolta nell'ordinamento del 1867.
(2) Anche questa compagnia fu sciolta nell'ordinamento del 1867 .
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cap. Giuseppe Cambiano; sottotenenti Felice R usconi, Pietro Gambillo. Il V Corpo ebbe il : «Comando del genio»; comandante: magg10re Cesare Giacosa, col sottocommissario di za- classe Giuseppe Boido ; e non ebbe parco. Furòno assegnate le seguenti comp agnie del 2° Reggimento: l::i, compagnia alla Ja Di visione : cap. Giov. Bat t. G eymet : _luog.ti : Antonio Zenati , E milio Zucchi. 5a. compagnia alla D ivisione di riserva : cap. Giovanni Romagnolo : Ìu og. ti : G io vanni Anderloni, E nrico Musini. I capi tani comandanti le compagnie erano _incarica ti del çomando del genio alla rispettiva Di visione; per tutte le incombenze assegnate dal regolamen to; col che fu porta ta una innovazione importan te a quanto si era fatto duran te la campagna del I 859. L a forza complessiva d el genio nel corpo d i occupaz10ne risultò di : ufficiali 37; commissari 5; aiutanti 4; zappatori alle compagnie 910; ai . p ar chi 75. Il materiale pel servizio del genio era cos titui to dai p archi assegnati a ciascuna compagnia ; più: dal p arco a servizio del IV corpo (che fu poi ·« parco d i · riserva.» dalla resa di Ancona all'assedio di G aeta) e dal parco principale (che fu « parco di assedio » ad Ancona ed a Gaeta) . N essu n parco del genio fu assegnato al V Corpo, e dovette provvedere, per ogni occorrenza, coi 2 p archi di compagnia, Il materiale componevasi pertanto di 90 carri così riparti ti : al parco principale. . . . . . . al parco di ri~erva del IV corpo. ed ai 7 parchi di comp~gnia
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I carri dei parchi di compagnia furono condotti dal treno militare, ·quelli del parco di riserva dal treno borghese ; e pel parco principale si dovette ricorrere alla requisizione, superando difficoltà gravi, perchè le risorse locali erano state sfruttate dai corpi attivi, ed i carri da Bologna ad Ancona furono penosamente trainati da cavalli, muli, asini e buoi promisquamente, con. ogni sorta di finimenti. Il (( materiale d.~ ponte Birago ii ed il suo s~r vizio era stato dato ai pontieri con disposizione del 26 agosto 1860 ( v. Cap. Xl). Nessuna innovazione tecnica importante si manifestò nella campagna detta d'Ancona ; ed il servizio telegrafico che avrebbe d.ovl!-to dipend_e re dal Comandante superiore del genio, rimase però quasi del tutto indipendente. Vi fu destinato l'ispettore · capo dei t.elegrafì ing. Flaminio Cappa; e di ciò si dirà più particolareggiatamente al Cap. XI I. * **
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Azioni del genio. - Il corpo d'operazione procedette sui due versanti dell'Apennino, ripartito in due colonne, formata l'una dal IV corpo che cammin'ava lungo il li torale e l'altra dal V corpo che andava per l'interno, collegate dalla J3i.. Divisione (del IV Corpo) che avanzava per cresta. Non poche difficolt à incontrarono le due colonne pel cattivo stato delle strade, per la mancanza ed insufficienza dei ponti, per l'ostacolo costi tuito dalle città e dai cas telli tenuti dall'esercito pontificio; ed il genio ebbe occasione di prestare frequentemente l'opera sua. La 7a compagnia prese parte attiva colla 4° Divisione alla ~spugnazione di Pesaro; e vi ebb~ medagli_a d'argento al valore militare il tenente Tafano (< per avere condotto con coraggio ed intelligenza !'.operazione di atterrare la porta de' Cappuccini; ed ~bb.e~o purè medaglie d'.a; gento· al valore ~ergenti Balcone ; Viglie;mo e l'artista di Ja classe Ratti ~< pe; ~~e~~ eseguito
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con intelligenza e celerità l'atterramento dell'a porta de' Cappuccini ent rando pei primi i~ città >>. La 3~ compagnia, avanza t a ·colla 7a D i visione sopra Fan~, prese parte con un pelottone all'espugnazione della ci ttà, poi la vorò al consolidamento e ricostruzione di un ponte di legname. La 6a compagnia, che m arciava sui monti colla 13a. Divisione, stabilì il passaggio sopra due fiumi fra Fossombrone ed Urbino. Nelle operazioni militari che precedettero la battaglia di Castelfìdardo (18 sett. 1860) il genio pose in istato di difesa la città di Jesi (Sa comp.), distrusse alcuni ponti (3a e 7a comp.) . per ostacolare la marcia al nemico, e preparò una b atteria (7a comp. predetta) in Val Musone verso Loreto <1).
* ** Il V corpo giunto al Tevere presso Monte Castello, non potè varcarlo per mancanza di ponte, e per essere il guado impraticabile ai grossi carri. Il genio dovette provvedere, ed essendo privo del materiale Bir~go, diè opera ad atterrare piante per formare cavalletti di circostanza e l'impalcata; volle fortuna che, a supplire alla mancanza di materiale ed alla lenta opera dell'atterrame~to e del confezionamento degli elementi del ponte, si rinvenisse un rilevante deposito di legnami, preparati per la costruzione di un ponte s t abile sul fiume, in quel punto; e così la Ja comp. fu in grado di provvedere prèsto al suo compito, ed il 13 sett. l'intero corpo passò. Il giorno 14 d ette l'assalto a Perugia. Mentre una colonna (l a Divisione), superata la porta S. Antonio, penetrava arditamente in città, un'altra colonna, (1) v. la pubblicazione ufficiale Il genio nella campagna d'Anco na e della Bassa Italia, che serve di base ·per tutto quanto è detto quì S(!pra e successivamente.
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presentatasi alla porta S. Margherita, venne accolta da vivo fuoco di moschetteria e si trovò impotente a superare le sbarrate imposte. "Questa porta (così scrive nel suo rapporto il cap. Geymet, comandante della Ja compagnia) di fortissima costruzione, offrì una singolare resistenza ai replicati colpi di scure dei miei zappatori, per tal modo che convenne, non potendola scon# quassare, aprire con le scuri un pertugio, dal quale poi qualche ardimentoso passando, demolisse dall'interno l'apparecchio di sprangamento. Il valoroso che si avventurava a così auda# ce impresa lo segnalo con orgoglio a V. S. Ill.ma; egli è il sergente Ruggia Giovanni, minatore, il quale ponendo in non cale la vita, passò a stento dal buco, suben'do a brucia pelo il fuoco degli Svizzeri, che coronavano il murello laterale e perchè pari al cimento ed alla virtù fosse la fortuna, egli lavorò illeso ed impassibile, coadiuvato dallo zappatore lsoardo Stefano, che secondo si avventurò per tal buco, aggiuntosi poi: lo zappatore Cabiati. Sotto lo sforzo di questi t re valorosi la porta venne finalmente spalancata, e dall'impeto degli Ìrrom# penti zappatori e dei prodi granatieri fugato il nemico ,,. Ma non basta, perchè poco dopo, trovandosi la compagnia del genio riunita nella piazza S. Domenico in attesa di ordini, mentre le truppe di fanteria occupavano lentamente e pruden# temente la città, quà e là ancora tenuta dai mercenari del Papa, venne molestata da colpi di fucile che partivano dalla casermaconvento di S. Domenico, ove si erano ricoverati arti glieri giunti poco prima in difesa della città. Il capitano ordinò di prendere la caserma, la compagnia corse al portone, ed il sergente Ruggia (predetto) ed uno zappatore, il Torti, aprirono uno sportello, ed intimarono agli artiglieri di arrendersi e di gridare : Viva Vittorio Emanuele. La risolutezza degli zappatori si impose e gli artiglieri si arresero: erano 40 ed un capo-ajutante, ed avevano · seco loro 30 cavalli b~rdati, 1 carro-fucina, 1 carro a ridoli e molte armi.
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. Per questi fatti l'intera compagnia ve!1ne segnalata con menzione onorevole (1): Il capitano Geymet fu d ec?rato della croce di Cavaliere d ell 'o rdine militare di Savoia o. per l'intrepidezza con cui condusse la compagnia con~ro la porta S. Margherita a Perugia e per l'animoso impe.to con cui spinse i suoi sold a ti >:. Il sergen te R uggia (fìg. 87) ebbe la· medaglia d'oro al valore militare colla seguente motivazione : « pel coraggio e slancio essendo en~ trato per uno stretto foro nella porta S, Margheri ta a Perugia durante il fuo co e decisa così l'apertura della porta e per essere stafo poi il primo ad introdu rsi nella caserma S. D omenico intimando la resa agli artiglieri pontifici ivi -,na:ccoltisi ». ' Il solda to lsoardo Stefano ebbe la me-daglia d'argento' al valore mili tare <1 per aver seguito im-media tamente il sergente RugFig. 87. Scrgen te Ruggia. gia attraverso l'apertura della porta ;d i P erugia, · coadiu vandolo nell'audace impresa »; ed ebbero ancora medaglia d 'ar-gento al valore il sergen te Gae tano Falciola e gli zappatori ·Giraldo, Buscaglione e Capperone per a tti d'ardimento compiuti lungo le s trade della città, atterrate porte di case da ove partivano fucilate e fatti numerosi prigionieri : e la menz10ne ono-
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Che poi con R. D ecreto 1887 venne sotituita con medagli a di bronzo .a l valore mili tare. -
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·revole lo zapp. Cabiati che fu cooperatore del Ruggia alla porta S. Margherita <1). * **
Assedio d'Ancona. - Vinti i pontifici a Castelfidardo, restava in mano ad essi la sola piazza d'Ancona, dopo di che le Marche e l'Umbria erano assicurate all'italianità; ed il generale in capo dell'esercito d'operazione ordina va il completo in vestimento dalla parte di terra della piazza, già bloccata per mare dalla R. Squadra. · Così si trovarono raccolti alla stessa foperazione tutti i reparti del genio mobilita ti, sotto la · dipendenza diretta del Comandante superiore, che si stabili nella villa Carradori, dove rimase fino alla resa (presso alla villa Favorita sotto Càstro, ove si era stabilito il quartiere generale dell'esercito assediante). 'La piazza d'Ancona constava di una c'inta fortificata continua da Porta Pia ·ali' altura dei Cappuc~ini ( vedi carta fìg. 88) rafforzata alle estremità da una par te dalla cittadella col sot~ toposto campo trincerato e dall'altra dal forte del monte Gar~ ,detto ; ma la esistenza dei borghi Pio e degli Orti ne paraliz~ zavano molto l'azione e favorivano l'attacco. Verso il mare la piazza era serrata da una cinta protetta da batterie impiantate sulle rive del port o e sul · molo ed alcune fra le case, dalla punta di m. Marane al bastione de' Capuccini dove le balze -del. monte, scoscese sul mare, impedivano sbarchi ed accesso. Circondata però da un cerchio di alture che la dominavano e la dominano interamente, Ancona nel 1860 doveva l'efficacia della s.ua difesa ad alcune opere esteriori ; le quali erano : la lunetta Scrima ad ovest ; la lunetta di m. Pelago ad est ; quella di m. Polito dietro ad essa, e quella di S. Stefano più indietro
('-) Per parlicolari sull'Espugnazione di Perugia v: Rivista Militare italiana 1909.
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ancora, tutte sul costone detto di Piè delhi Croce, che si stacca dalla cinta fra il campo trincerato ed il m. G ardetto. La lunetta di S. Stefano risulta va così interposta fra le due op~re ora ci tate.
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Fig. 88. Ancona e territorio circostante {assedio del I 860)
Il concetto direttivo dell'attacco fu di impadronirsi della posizione fortificata di m. Gardetto, al quale scopo dovevasi anzi tutto espugnare le fortificazione di m . Pelago e m. PoJi to (che erano di carattere campale, ma armate con artiglierie potenti)
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-e rivoltarne le offese contro la lunetta S. Stefano ed il Gardetto
stessÒ. A rendere più agevole e più pronto il risultato dell'attacco -ài sud-est, doveva spingersi con vigore un attacco da ovest, diretto verso lo Scrima, eppoi verso il Lazzaretto. L'attacco doveva essere di viva forza, e perciò alle truppe del genio non fu dato di attendère ad opere tecniche molto importanti per estensione e per durata di lavoro, ma poterono distinguersi per opere sollecite e per azioni tattiche di valore assieme alle altre truppe, -e, di più, costruirono le principali batterie che portarono alla caduta della piazza. Le truppe assedianti furono disp·o ste così : il V Corpo all'attacco da sud-est, il IV a quello di ovest.; ed il genio fu così ripartito : col V. Corpo la Ja. e 5a comp. (che già vi appartenevano) più la 3a e l '8a staccate dal IV Corpo : col IV Corpo la 6a alla quale fu aggiunta la I Qa chiamata appositamente da Rimini. Il parco principale del genio si costitui dietro monte Ago, ed ivi fu stabilito il principale laboratorio di confezionamento ,dei materiali di assedio, al qual lavoro attesero nei primi giorni la J' ed comp. predette : il parco del IV Corpo fu stabili tq presso la Torretta sulla strada di Senigallia. I comandanti del genio presso i quartieri generali dei due Corpi :ebbero la direzione -dei lavori che si facevano nelle due sezioni di attacco di sud-est -e di ovest. Il primo e più importante lavoro del quale fosse incaricato il genio all'attacco di sud-est (Ja e 5a comp.) fu la costruzione ,di due batterie, un a sulla posizione di Altavilla (ad est della strada) per 11 pezzi e l'altra ad ovest, un po' più indietro, per 3 pezzi. La costruzione di queste batterie fu vivamente contrastata dalle artiglierie di m. Pelago e del Gardetto; tuttavia poterono essere compiute in poche ore con indefesso lavoro ; anzi la batteria di Altavilla, darmeggiatissima dal fuoco di m. Pelago, fu quasi rifatta nella· notte. Il mattino del 26 settembre le truppe della divisione di riserva si lanciarono all'assalto di
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monte Pelago _e di monte Polito, e se ne impàdronirono, e gli zappatori del genio concorsero con esse. alla valorosissim a impresa, e giunti sul monte P elago, m u niti di s trumenti e fascine e sacchi di terra, posero mano senza iridu giq, so t to il fuoco della piazza, alla formazione di un parapetto di 40 m. d i lunghezza per 8 pezzi e ad un a ltro tratto per 2 pezzi, al fine di impia nt arvi artiglierie per battere S. Stefano ed il Gardet t0. Così si decise di fare anch e per monte Poli to, ond'avere m aggiore azione sul Gardetto. Alla b~tteri a Altavill a si guadagnavano 1a med agli a d 'argen to al valore m ili tare lo z appatore Merlino (Sa co mp.) « pel sangue fredd o con cui lavorò sotto il fuoco alla b att eria Alt a villa dove rimase gra vem en t~ ferito in una spalla » e lo zappa tore· Pappini « per essere rimasto al lavoro sotto il fuoco, sebben e ferito nel capo ». Pel monte P elago ebbero la medaglia d'argen t o le seguenti persone : il maggiore Giuseppe C ameri, del comando superiore, il quale ricevette gli ordini d al com ando del corpo d ell 'esercito e dette le disposizio.:ii conseguenti : « per l'in telligenza e I'in trepidezza con che provvide sotto il fuoco del nemico alle disposizioni ordinategli per-I'attacco di monte Pelago e per lo stabilimento delle batterie con tro il monte Gardetto, nell'assedio d'Ancona ». I luogotenenti Zenati e Zucchi ed il sergente Z o della Ja compagnia ; il capitano Romagnolo, il luogo ten en te And erloni, il fu riere Nicolini della 5a_ L a motivazione dell a onorificenza concessa al capitano è la seguente (e rispecchia Ìa caratteristica del fatto e riassume le m o tivazioni degli~ al tri premiati) « pel coraggio e, zelo dimostrato durante l'assedio -d'Ancona e nello accorrere prontamente con la compagnia é\ll'assal to d el mon te Pelago, e nello stabilirvi le batterie ~otto il fuoco della piazza ». N~lla ~otivazione del- furi ere Nicolini, dopo la specifica generica, è d e tto « animando coll'esempio e coll'au torità
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del grado la compagnia a perdurare nella perigliosa fatica >>. Ebbero poi, nella stessa occasione, menzione onorevole (poi medaglia di bronzo) il furi ere Alghera, il sergente Genta, 2 caporali e 2 zappatori della Ja compagni a ed il luogotenente Musini, il sergente Panero e 6 fra cap.- e soldati :della 5a compagnia. Successivamen te giunse ai monti Pelago e Polito la 3a comp. che rilevò le Ja. e 5a ormai affrante dalla fatica; ed essa compagnia con tinuò a preparare strade di · accesso da Piè della Croce. Anche · questo lavori furono sempre contrasta ti dal fuo co nemico. Guadagnò medaglia d'argen to al valore il cap. Brunetti ed ebbero menzione onorevole i luogotenenti Rosselli, Andreuzzi e N ado, i sergenti Coppero e Corgiat, 2 caporali e 5 zappatori. · Il giorno 28 settembre la 3a compagnia fu raggiunta dal}'8a., alla quale fu special men te affidato l'attacco delle por te Farina e Calamo, e di cui si dirà. In tanto procedeva l'attacco dalla parte di ovest; veniva preso di viva forza il forte Scrima ed il gen io ebbe ordine di rivoltarne subito le offese verso la pia~za; lavoro questo peri... colosissim~. perchè l'opera era disposta con pend.e nza verso la gola e rivolta alla cittadella, quindi completamen te scope;ta e battuta. Si pose mano a tale lavoro sul far della notte ; il nemico' spinse ripetutamente le sue pattuglie tanto innanzi, che per ben tre volte penetrarono nella lunetta portando lo sco mpiglio fra i lavora tori, ed in tu tta la giorn ata seguente man tenne vivissimo fuoco con tutte le artiglie.rie rivolte verso la contrastata opera. Tutt avia fu possibile ai nos tri di collocare in batteria 11 pezzi ·e di cominciare azione di con t ra ttacco. Nell'azione del, forte Scrima ebbero distinzione speciale {rnedaglia d'argento al valore) : iL luogotenen fe Correnti addetto al Comando presso il IV Corpo « per l'intrepidezza ed intelligenza colle quali contribuì. alla formazione delle batterie allo Scrima nel!' assedio d 'An...cona » : il caporale Berardi << rimasto volontariamente a costrurre un magazzino da polvere nella batteria dello Scrima, sotto,
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fuoco nemico e, fu gravemente ferito ecc. »; gli z appatori Porta. Foresto e Castellino « per essersi trovati volontariamente ovunque erano più pericolosi i lavori , e la vararono tutto il mattino del 25 settembre a riparare cogli artiglieri, le cannoniere della lune tta Scrima sotto iJ fuoco della piazza >> e gli zappatori C asasso e Cogon i, con f!)Otivazioni generiche. Occupa to · lo Scrima, il IV Corpo procedeva all 'cccupazion~ -contrastata di b orgo Pio; p oi il comandante dava ordine al 6° b attaglione bersaglieri di penetrare di sorpresa n el L azzaretto e con essi andò un drappello della 6a. compagnia ; e successi vamen te il co mandante faceva costruire una batteria (per 8 pezzi) attraverso a lla st rada maes tr~ di borgo Piot e vi fu destinata la toa comp .. Lavoro penosissimo questo, perchè sotto fuoco violento della cittadella e perchè mancava la terra , e difet tavano carriuole e cestellj per por t arla da lonta no ; e, quando si trattò di mandare alla comp agnia materiale e strumenti di la voro, il treno borghese che doveva far e il trasporto staccò i ca valli e fuggì, e fu forza trasportare ogni cosa a spalla di uomo. E qui sono da segnalarè : il caporale Martinello della 6a co mpagnia (medaglia d'argen to al valore) ed i soldati Porta, F oresto e C astellino, già citati, per aver preso parte alla sorpresa del L azzaretto ; il cap.no Ricchini (comandante la 6a) che ebbe la croce di Cavaliere dell 'ordine mili tare di Savoia « per l'in trepidezza e sangue freddo con cui restò sotto il fuoco della piazza nell a costruzione delle b atterie dello Scrima e di borgo Pio»; il luogotenente D ella Croce che ebbe la medaglia d'argento al valore con motivazione simile; il caporale T rivero,. m edaglia . d 'argento « per coraggio dimostrato e pe~ avere ani mato coll'esempio i soldati men t re si costrujva la batteria di borgo Pio, sotto Ancon a esposto alla mitraglia »; il sergenteMaùucato e gli artisti di Campanini e Rospagiari della I compagnia « per essersi prestati volontariamete alle batterie di borgo Pio . dove maggiore era il pericolo e per a vere contribuito coll'esempio . e coll'intelligenza alla formazione della medesima, sotto il fuoco
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dell'artiglieria ii, Ebbero menzione onorevole 16 zappatori della 6a compagnia, ed il cap. Cambiano, il sottotenente Rusconi, il furiere Bussei e 10 fra caporali e zappatori della JOa per gli stessi moti vi. Intanto anche l'attacco per p arte di mare si manifestava efficace: la fregata Vittorio. Emanuele produsse, con ardita manovra, la caduta della batteria Lanterna ; ed il giorno 28 settembre il comandante l'assedio ordinò l'attacco simultaneo di porta Pia (ad ovest, sotto la cittadella) e di porta Farina e Calamo (a sud-est, dietro S. Stefano ed il Gardetto) mentre la flotta doveva bombardare le batterie verso il mare. Gli zappatori dell'8a compagnia stavano combattendo eroicamente a porta Farina, le truppe del IV corpo erano entrate per porta Pia, dopo preparatovi l'accesso dalla 6a compagnia, quando giunse l'ordine dal generale {n capo di cessare da ogni impresa, perchè Ancona si era resa alle armi italiane (29 settembre 1860), e nello stesso giorno ::;i potevano ritenere compiute le operazioni nell'Umbria e nelle Marche. l\1olteplici furono le azioni di valore dei nostri nel cruento e definitivo attacco della città: il sergente Giacomo Falzone della 6a compagnia ebbe medaglia d'argento al valore militare « per essersi tenuto sempre ove iLpericolo era maggiore per animare i zappatori al lavoro: e sebbene avesse una mano ammalata si offrì volontariamente per recarsi coi minatori all'atterramento di porta Pia i>. Il capitano Salomone dell'8a compagnia ebbe medaglia d'argento al valore e< per il coraggio e slancio con cui condusse la compagnia all'attacco di porta Fa rin a >J e con lui ebbero medaglia d'argento il luogotenente Varni ed il sottotenente Parea Carlo. Il tamburino Airoldi l'ebbe cc pel volontario concorso all'attacco di porta Farina >i: gli zappatori lans,Cavagna eSigalotti per la stessa motivazione (erano rimasti gravemente feriti); il sergente Nardi della 5a compagnia e< per l'intrepidezza dimostrata all'attacco di viva forza di porta Farina, trovandosi provvisoriamente applicato a1I'8a compagnia che eseguiva l'at44
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tacco » e final!Ilente, ebbero menzione onorevole (poi medaglia di bronz.o al valore) 2 sergenti, 2 caporali e 11 zappatori. Per la condotta delle operazioni nella campagna e e< per l'intelligenza ed il sangue freddo con cui diresse le operazioni dell'assedio d'Ancona recandosi nei punti più avversati ed esposti >> il comandante superiore del genio, luogotenente generale Menabrea, ebbe la Croce di grand'uffì~iale delÌ'ordine m ilitare di Savoia; ed ebbero la Croce di cavafiere déll'ordine stesso i maggiori Belli e Giacosa comandanti il genio ai corpi d'armata; e la menzione onorevole : il maggiore Riccardi, i cap. Boetti e De la Penne, i luogotenenti Ferrere e Livoni del comando supenore.
* ** F inalmente è da 'tare menzio ne che il Ministero della guerra con dispaccio del 2 I settembre aveva. disposto che, senza disto-gliere forze dal corpo d'operazione attorno ad Ancona, si procedesse all'attacco del FORTE S. LEO {'1) , e di tale operazione dava incarico al comandante militare di Rimini , prescrivendogli di muovere. all'attacco accompagnato dal maggiore del genio Morando, sotto direttore a Rimini, con drappelli di artiglieri e di zappatori del genio, presi quest'ultimi d aHa 10° compagnia del 2° genio, che poi si portò colla rimanente forz a ad Ancona. ---11 piccolo corpo di spedizione andò sul luogo~ furono costruì te il 23 settembre alcune batterie, armate nella notte, e fu aperto ' il fuoco all'alba del 24.settembre. Il forte si arrese lo stesso giorno,. per le saggie disposizioni dell'attacéo, ed ebbero ricompensa di Croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia il maggiore Morando, predetto « per la. buona direzione e stabilimento delle (1) Il fo r te San Leo era presidiato da I 40· mercenari austriaci con 3 ufficiali . per conto della Santa · Sede ( M ARICTTl, C>p. cii.). '
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batterie contro il forte San Leo ». Il sottotenente Gambillo; ottenne la medaglia d'argento al valore « per la. celerità ed intelligenza con cui fece eseguire i. lavori per l'impianto delle arti~ gliere contro il forte S. Leo e per il suo contegno nel combattimento>>. Il.caporale Maroni «perla sua attività ai lavori sotto il ·fuoco nemico n: ed ebbero menz10ne onorevole il sergente Vecchiati e 3 zappatori. *
** La campagna detta di Ancona fu breve ma, potreb~
be dirsi, violenta. L'espugnazione di Pesaro, di Fano, di Perugia, di Spoleto, di S. Leo e di Ancona furono ottenute per la rapidità degli attacchi e per le saggie disposizioni date alla loro effettuazione ; da ciò la riuscita, ad onta della tenace difesa. L'arma del genio si coperse di gloria, e le prese di Perugia e di Ancona rimarranno imperi ture nei nostri fasti. Furono distribuite all'arma le seguenti ricompense: l menzione onorevole (poi medaglia di bronzo) all'in tera compagnia I a del 2° Reggimento; 1 croce di grand' ufficiale dell'ordine militare di Sa vaia ; 4 croci di cavaliere dell'ordine predetto ; 1 medaglia d'oro al valor militare; 42 medaglie d'argento al valor mili tare ; 90 menzioni onorevoli (cambiate poi in medaglie di bronzo).
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Caduta Ancona ed occupate dalle . armi italiane le provincie de!l 'Umbria e delle Marche il governo del Re decreta va che l'esercito di operazione si avanzasse oltre il Tronto, e, varcato l'Apennino, scendesse contro l'esercito borbonico; accampato sul Volturno e fronteggiato dai volontari del generale Cari. baldi (costituenti l'eseroito meridionale).
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Con ordine del 4 o t tobre 1860 il Re assumeva in persona il . comando dell 'esercito d 'operazione, che si pose in marcia per la via del litorale Adriatico: il 7 ottobre (IV Corpo) ed il 9 ot tobre (V Corpo). '
*** C omposizione del corpo d'operazione e riparto del genio. Comandante in capo fu dunque S. M . il R~ Vittorio Ema.. nuele II, con a c~po dello Stato Maggiore il gen. d'armata Manfredo Fan ti ; comandante superiore del genio fu il gen. Menabrea e comandante superiore dell'artiglieria il luogo te.. nen te generale Valfrè di Bonzo. Il Comando superiore del genio (al quartiere . generale) SI compose così : comandante, il luogotenente generale Menabrea, come s1 è detto ; maggiore Giuseppe Cameri ; capitanÌj: Giovanni Doix; Giacinto Boe tti; L u igi D urand de la Penne; luogotenente Annibale F errero; sottotenente Dionigi Rubino ; commisario di Ja classe Ludo vico In verardi ; sot tocommissario di 2a classe Giuseppe Sa vi n a ; id. di 3a classe Chiaffredo Geun a ; p iù due aiutanti. Al Comando furono assegnate 2 compagnie del gemo , e . c10e: Ja compagnia del 2° reggimento : capitano Giov. Batt. G~ymet ; luogo. ti : Antonio Zena ti ; Emilio Zucchi : · 3a compagnia del 2° regg. : capitano Giorgio E nrico Brunetti; luogotenenti : Agostino Rosselli, Eùgenio Andreuzzi. G li fu assegnato il parco del genio che era stato col IV Corpo e che prese nome ed ufficio di Parco di riserva. \
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Comandante il parco : luogotenente Camillo Codebò, con un aiutante di 2a classe per le scritturazioni. Il parco principale rimase in Ancona e fu poi imbarcato e trasportato a Gaeta quando si iniziò l'assedio di questa piazza. IV Corpo. - comandante il gen. d'armata Enrico Cialdini. comand~ del genio: maggiore Ernesto Belli; luogotenente Annibale Correnti;. 6a compagnia del 2° genio alla 4a divisione : capitano Giuseppe Ricchini, luogotenenti : Luigi della Croce, Filippo F elolo ; 7a compagnia alla 7a divisione: capitano Ferdinando Monzani; luogotenenti: Ernesto Tofano, F erdinanto Spegazzini; Francesco Bianchetti. In riserva al quartiere generale del IV Corpo fu assegnata la : 811 compagnia zappatori _(che venne poi sciolta nell' ordinamento del 1867); capitano: Giustino Salomone; luogotenente Alessandro Varni, sottotenente Carlo Parea . .V Corpo. - comandante, il generale d'armata Enrico Morozzo deila Rocca. comando del genio : maggiore Cesare Giacosa ; luogotenente Alessandro Livoni; sottocommissario Giuseppe Boido. 5a compagnia del 2°: capitano Romagnolo; luogotenenti Giovanni Anderloni, Arturo Mussini. In riserva presso il quartiere generale del V Corpo, fu posta la : 10a compagnia del 2° (che fu sciolta nell'ordinamento del 1867); capitano : Giuseppe Cambiano ; luogotenenti : Felice Rusconi, Pietro Gambillo. Nulla fu innovato. nel servizio telegrafìco rispetto a quanto si disse per la precedente campagna.
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LE TRUPPE DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZ IO N AL E
* ** Marcia del IV Corpo e combattimento_ del Macero ne. - Come fu accennato, il IV Corpo comandato dal generale Cialdini partì da.Ancona il 7 ottobre e percorse Ja linea li torane a. D ovendosi _procedere in paese sgombrato allora da truppe nemiche, venn·e mandato innanzi il luogotenente Tofano (della 7a compagnia) ad m:1a tappa circa dal Corpo d ' Esercito, per r.iconoscere la strada e dai:,e, ner caso, le disposizioni occorrenti onde fosse libero il passo. l\1oltissimi furono i ·rafforzamenti a pon ti perchè inadeguati ai pesi che a vrebbero dovuto sopportare; più numerosi fu rono gli adattamenti di guadi e lo spianamento e sgombro delle strade; nei quali lavori furono impiegati alternativamen- . te o simultaneamente le due compagnie addette alle di visioni. Il 20 ottobre l'avanguardia del corpo incontrò sulle alture del Macerone, p resso Isernia , un corpo nemico uscito per attraversare la marcia. Era colla avanguardia, in quel momento, una brigata zappatori composta della 6a ed sa compagnia, ed al combattimento prese par te attiva la 6a compagn ia , che, distesa in catena per coprire u n cambio di compagnie eseguito dai bersaglieri, caricò alla baionetta e pose in rotta il nemico. Pel fatto, l'intera ·compagnia ebbe la menzione onorevole (cambiata poi in medaglia di bronzo); ebbero ricompel'ise d'onore il capitano Richini ed i tenenti Della Croce e F elolo, a ccumunate con quelle ottenute pel loro comportamento a G aeta ed a Messina, come si dirà a suo luogo. Il sergente F alzone, il capor ale Curti, o Corti, l'artista di Ja classe Benvenuto e lo zappatore Muso ebbe~o medaglia d'argen to al valore militare « per essersi particol armen te distinti nel combattimento del Macerone ».
* ** Marcia del V Corpo e congiungimento dell'esercito nazio nale coll'esercito meridionale. - Intan to anche il V Corpo si era av-
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vicinato alle regioni napolitane hmgo l'Ac}.riatico fino a Pescara poi per Chieti, Popoli e Sulmona; ad Isernia si congiunse col 'IV ·Corpo, e tutto 'l'esercito naiio'nale ptdsègùÌ pe·r Venafro e .Presenzano, ove ·s'i'ncOntrò coi primi ·reparti dèll"e·sercitò meridionale, o dei garibaldini. Di là ~l V Corpo fu ·spedito all'assedio di Capua, col comando superiore de·I genio, 4 ·compagnie, dòè 1a, 3a, 5a e 10a ed il parco di. riserva ; ed il IV Corpo p·e r 'P ietra-Vajarano, Afrfe e Cajazzo il 28 ottobre giunse a Santa Maria di Capua Vetere. Tre volte dovettero le truppe varcare il Volturno durante questa marcia, e sprovviste come erano èli .mate-riale appropriato per stabilire ponti (1), gli iappato-ri del genio poterono solo con grandi stenti e lavoro ingente corrispondere al bisogno. Ed i passaggi avvennero con suffìcien te facilità, perchè per la stagione favorevole il fìume era poco gonfio, perèhè si trovarono nei dintorni materiali requisibiìi e, finalmente, perchè il nemico non feèe akun contrasto. Tra Caiazzo e Caserta i pontieri d'artiglieria, venuti da Napo1i, gittarono un ponte Birago coadiuvati dagli zappatori della Ja e 3a compagnia. Non è qui il luogo di fermarci sugli avvenimenti mili tari e politici che si svolsero dopo il congiungimento dei due eserciti. Il 26 ottobre Cialdin'i passò il Garigliano, iÌ 29 Garibaldi rimise al Re i pieni poteri di cui era investito, il 7 novembre il Re entrò in Napoli. Per la nostra storia interessano gli assedi di Capua, Gaeta, Messina e Civitella del Tronto, che rimasero argomenti di contrasti armati anche dopo che parevano risolti i contrasti campali e politici.
1 ( )
Si. ricordi che con disposizione del 26 agos to 186() il materiale Birago, o di Divisione., era stato d.ato ai pontieri ..
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* ** Assedio di Capua. - F u intrapreso col concorso dell'esercito meridionale o dei volontari garibaldini e circa alle t rùppe del genio di questo corpo vedi l'accenno speciale al § 2° di questo Capo. Come appare da quanto è stato detto qui addietro all'e5--: sedia di Capua furono destinati : Il comando superiore del genio ; il comando del genio del V Corpo colle 1a, 3a, 5a e 1Qa compagni.a del 2° reggimento zappatori ; ed il parco del genio, detto di riserva. Questi repar ti erano composti ancora così come q uando erano partiti da Ancona,. solamente af comando superiore del . genio erano stati aggiunti i luogotenenti Francesco D e Renzis e L uigi Forte. La piazza di Capua è tutta sulla sm1stra de1 Vol t urno, in una ansa del fiume, che forma penisola; e nel tratto che potrebbe dirsi l'istmo dt)la penisola, verso sud-est,, la piazza era sbarrata da una linea di fronti bastiona ti , con leggiere opere avanzate. Più importante era la cittadella, situata all a congiunzione della cinta col fiume, verso valle {fìg. 89). Fu disposto che l'investimento della p;azza fosse fat to dall'esercito meridi onale dalla parte di nord-est o di S .Angelo in Formis, e dall'esercito sardo nelle rimanenti parti; il V corpo a sud, ed era Corpo d'attacco; il rv, a nord ed ovest (cioè alla destra del Volturno), era di semplice osservazione. Però prima che a vvenisse la separazione netta fra i vari compiti, la 5a compagnia zappatori, coadiuvata da 2 compagnie di gran ~tieri, e so tto gli ordini del capitano Doix, costrusse una batteria per 6 pezzi, con spaìleggiamenti, in posizione detta Casone e ne cominciò un'altra in posizione detta Capece; furono poi cons~gn ate all'esercito di Garibaldi. Quivi prese la direzione dei "lavorj di completamento delle batterie, la costruzione di u no spalleggiamento da vanti a S. Angelo in Fonnis e quella di un a bat teria
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m pos1Z1one detta Avalle (davanti allo spalleggiamento), il maggiore del genio garibaldino Veneti, col maggiore de Bene~ dictis. Intanto la 10a compagnia del genio, col concorso di altre 2 compagnie granatieri e sotto gli ordini del capitano Boetti, intraprese nella notte del 28 ottobre la costruzione di 2 batterie
sc1uno DEI DINTORNI 1n
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presso le cascine Vi tale e Saulle. Furano compiute 30 ed erano eseguite con diligenza, rivestite le cannoniere, costruiti ripostigli alla prova per lè cariche, fat te traverse di defilamento. Il 30 fu in tra.preso dalle la e 5a compagnia (sotto gli ordini del Doix) un'altra batteria di 6 pezzi presso cascina S. Vito;
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fu lavorato tutto il giorno 3 1 sotto il fuoco della piazza ( vi morì lo zappatore L usard i, altri furono feriti) e così -il 1° novembre alle ore 4 pom. potè essere contemporaneamente aperto il fuoco d a t u'tte le ba tterie. La piazza si -arrese il 2 no vembre « dovuto il fat to allo zelo infaticabile ed alla coraggiosa operosità ·di tutti · gli ufficiali e delle truppe del genio » (Rapporto Menabrea). · Gli ufficiali si distinsero, specialmente, nelle ricognizioni pericolose (eseguite in persona dal comandante super., o fa tte eseguire dagli ufficiali del com ando, non occupati sui la vari, come Durand de la P enne e Ferrere), nel tracci amento degli approcci, nella ricerca e raccolta dei materiali da assedio e da ponti per stabilire passaggi sul Volturno pel caso che l'attacco di viva forza non fo sse riuscito furono speciaìmen te impiegati in ciò i commissari· .addetti al comando. Il lu ogotenen te generale M ~nabrea ebbe m~daglia d'oro . al valore militare « per l'intelligenza con cui c~ndusse le operazioni ed il coraggio e sangue freddo addimostrati in pericolose ricogni zioni attorno alla piazza J) ; il maggiore G arneri, i capi tani Doix e Boetti, il luogotenente Rosselli fu rono insigniti della croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia. Ebbero medaglia d'argento al valore militare : il maggiore Giacosa ; i capi tani Durand de la P enne, F errere, Cambiano; i luogotenenti Zucchi, M usini; il sottotenente Rusconi; il furiere Nicolini ; i sergenti Z o Giu seppe, Formaggini, Nardi, Zanone, Contadini ; i caporali G ragli a, Zo Giovanni ; e gli zappatori Ra mbardi, Lusardi. E menzione onorevole (poi medaglia di bronzo al vaiore) il commissario di 1a classe I verardi ; il sottocommissario Boido : I capi tano (Brunetti) ; 3 luogotenenti (Rosselli, Zena ti, Anderloni) ; l sottotenente (Gambillo); 7 sergenti ; 4 caporali ; 7 fra artisti e zappatori. Il sottocommissario di 1a. classe S a vina ebb e la ·promo_zione a commissario di 30. ; ed ·il commissario di 3a Geuna ebbe la promozione a sottocommissario di cl asse.
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Assedio di Gaeta. - Caduta Capua il V Corpo andava a Napoli, ed il Comando superiore del genio ricevette ordine -di · passare al IV Corpo che, rotto. l'esercito borbonico, aveva occupato con brillante azione Mola di Gaeta. Anche in quell 'a2ione le .truppe del genio ebbero a distinguersi ed ottennero menzione onorevole i sottotenenti T of ano e Varni e 3 ca~ porali (Gatta, Gazza e Gru). Il IV Corpo compì il 12 novembre l'investimento della fortezza, e diedesi allora principio alle operazioni di re~ ,golare assedio. L e 7 compagnie del 2° reggimento genio, che erano state sotto Capua furono concentrate a Gaeta, col parco di riserva ; ·e, trovando che esse non erano sufficienti, furono chiamate altre 6 compagne dal 1° reggimento, e fu fatto arrivare il parco principale (per mezzo del piroscafo Vittorio Emanuele) che era rimasto ad Ancona. Aggiuntogli il parco di riserva precedente, si compose il parco del genio per l'assedio. Prima di qualificare la composizione dei reparti del genio ed il la voro da essi compiuto attorno alla piazza, sembra oppor tuno dare una indicazione del come era costituita la piazza . stessa e quali furono i concetti generali dell'attacco. Gaeta è costruita sopra un alto promontorio che sorge sul mare, dal quale è circondata per la massima parte del suo peri~ metro ; ed il promontorio è unito alla terra ferma da un istmo strettissimo e di poca elevazione (fìg. 90), dominato da un parte .dalla fortezza, il cui punto culminante è la torre d i Orlando {situata a m. 167 sul livello del mare) e dall'altra parte da una serie di alture, delle quali le più vicine sono il monte A tratino e quello dei Cappuccini ad est e m. Lambone ad ovest; poi, in seconda linea, monte S. Agata, il Colle, monte Salomone, e più dietro ancora monte T~rtone, monte Erto, monte Cristo ecc .. Il golfo propriamente detto ha l'apertura volta verso est, e
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Fig. 90. Gaeta
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comprende una lunga spiaggia, dal promontorio di Gaeta a Ca stellone, per circa 5000 metri. Un prco a nord~est di Castellone è Mola di Gaeta (ora Elena), ove ha principio la spiaggia aperta. La fortezza verso il porto era difesa da mura casamatatte e protetta da scogliere. Sopra tutti gli altri lati, verso il mare esterno," il promontorio era, ed è, terminato da rupi scoscese, fatte inaccessi bili dalla natura e dall'arte. Dal lato di terra sull'istmo le fortifìcazioni, potentissime, presentavano ,quattro ordini di fuochi, ai quali venne, durante l'assedio, aggiunto un quinto ordine presso la torre Orlando. Le boe~ che da fuoco in batteria da parte della difesa sommavano a 534, delle quali 239 sulla fronte di terra e 245 verso il mare; più 177 bocche di riserva (1). La guarnigione era di circa 11.000 uomini ; e, come noto, ave-va trovato rifugio nella piazza lo stesso re di Napoli Francesco II. La piazza di Gae ta si trovava, dunque, in condizioni eccezionali e taii da rendere l'attacco approssimato impossibile prima che fossero in massima par te disarmate le potenti batterie prospicienti l'istmo. Cosicchè il metodo da seguire (e che fu ·seguito) doveva comprendere due serie di operazioni; la prima, concentramento degli sforzi per distruggere da lontano le difese della piazza, approfittando dello sviluppo e del comando .delle alture che fronteggiano l'istmo da nord verso sud; la seconda, l'attacco ravvicinato colle parallele ed i trinceramenti, il coronamento di strada coperta ecc.. l\1a questa seconda serie ,d i operazioni era appena iniziata quando la piazza si arrese. Se fino . dal mese di novembre fosse stato possibile di bloc~ ,care la piazza per terra e per mare è probabile che non avrebbe potuto resistere a lungo, perchè non era ancora perfettamente ( 1)
Queste cifre date dalla Relazione sarda non corrispondono a quelle <late dal Quandel dell'esercito napoletano (vedi Cap. V.§. 2°); ma le differenze .sono poco notevoli.
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ordinata a difesa e perchè era in gombra da numerose fa miglie ivi rifugiatesi dal napolitano, e da avanzi poco atti vi dell'esercito borbonico. Ma la presenza della squ adra francese, che si p rotrasse fino al 19 gennaio, diè agio alla piazza di rifornirsi di vet tovaglie e di munizioni e di riordinare le difese, e di liberarsi dalle bocche inu tili ; mentre per parte nostra non si poteva agire che p er ;ia di terra . P er acced ere a Gaeta v'era un' a ntica s trada carreggiabile lu n go la marina p er Mol a di Gae t a , C as tello ne e Bo1·go ; ad essa faceva capo, presso C ast ell on e la s tra da consolare rom ana , proveniente da F ondi a da Itri ; ed essendo la prim a strada battuta dalle a rtiglierie d e lla pi azza, fu scelta la second a come ba se d elle n os tre comuni cazioni, e d a essa si dira m a rono sue- · c essivamente le s trad e c h e sali va no a i m onti C ris to , S. Agata. Colle, Lambone, C a ppucc ini ecc. o ve furono costruite le ba tte rie di attacco . C as tellone fu scelto com e porto di sbarco dei m a teri a li. L'ultimo tratto dell a s trada d ' Itri, là o ve raggiun ge la strada litoranea, è coperto dal monte Conca, e lungo ques t o t ratto furon o colloc a t i i parchi di artiglieria e d e l genio, a distanza di circa 5200 m. dalla Torre d'Orlando. I lavori del genio, durante l'assedio sono p articol a regg iatamente d escritti nell'opera ufficiale « Il Genio nella campagna d'Ancona e della B assa Italia 1860-6 1 » e qui solamente si n assumono, riferendoli alla c arta-schizzo qu, allegata. Essi con sistettero sp ecialmen t e in : 1°) Lavori stradali, cioè migliorame nto delle poche . strade esistenti e cos truzione di una importan t,e rete di strade per accesso alle b atterie e p er comunicazioni fra di loro, fr a i parchi, fra gli acc ampamenti e simi li ; costruzione di gr andi pi azza li per parchi del genio, dell 'artiglierie e delle int e ndenze ; r ampe per artigliere ecc. ecc. . E, di più , manutenzio?e d elle strade e d ei piazzali durante l'assedio ; lavoro, questo, co'ntinuo, penoso e gravissimo, essendochè i molteplici passaggi di grossi carichi e la stagion e piovosa in vernale concorrevano ·a rendere
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presto impossibili i movimenti di uomini e specialmente di materiali. Lo sviluppo totale delle strade nuove fu di poco più di 22 km. di lunghezza, di larghezza variabile fra 3,50 e 5 m. ; a fondo ghiaioso e sabbioso, ove il suolo non era roccioso, .il che permetteva di iasciare il fondo naturale. Furono costrutti 16 fra ponti e ponticelli, alcuni di lunghezza e robustezza notevoli. Lo sviluppo di strade ristabilite e restaurate fu di circa 6 km. Quando le strade furono fatte nella vicinanze della piazza per l'accesso a posizioni avanzate, da armarsi poi con artiglierie vieppiù efficaci, si dovettero in alcuni pu.n ti blindare .. Per accedere all'altura dei Cappuccini, non trovando conveniente fare una strada carreggiabile, si decise trascinarvi artiglierie e munizioni a braccia; ed all'uopo fu ricavata sul rovescio una rampa lunga 90 m. circa, divisa in tratte di I O m. e per ogni tratta si praticò un rilascio orizzontale di riposo per gli uomini . Dalla sommità della rampa si diramavano poi strade e rampe d'accesso alle varie batterie che colà si costrussero. Spessissimo il lavoro delle strade fu fatto sotto il fuoco della piazza. I piazzali ebbero un a superficie totale di 2700 m. 2 circa. 2°) Batterie - Delle 20 batterie costru tte durante l'assedio, 4 furono op~ra degli zappatori del genio e furono le più importanti; lavorarono ancora insieme alla marina ad una quinta batteria (di 8 cann. della marina stessa) e lavorarono insieme all 'artigli eria in pressochè tutte le batterie nei lavori di finimento, nelle polveriere, accessi ecc. come si dirà. D elle 4 batterie principali sopradette ecco un accenno · · speciale.
A) Batteria per 6 cannoni-obici da ceni. 2 I sul monte lambone. Era. tutta in rilievo (fìg. 91) con grandi traverse di defìlar~ento e sotto ognuna di esse v'era un ripostiglio per munizioni, e conun ripostiglio di riserva alla prova sul rovescio. Sulla sini"." stra fu costrutto un magazzino da polvere pure alla prova, ed un
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altro fu costrutto lungo la strada di acesso. In tutto si impiegarono : 300 gabbioni ; 400 fascine ; 60 salsiccioni ; 35 m 3 di legname grosso e 100 m 2 di tavoloni . .B) .Batteria della Schiappa (per 6 cannoni da campo ngat1 da 8). Anche questa fu in rilievo sul terreno n aturale e risulta ben definita dalla figura 92 Richiese : 30.500 sacchi di terra ; 124 rotaie di ferro ; ·54 grossi gabbioni ; 27 piccoli gabbioni; 380 gabbioni ordinari; · J660 fascine di varia lunghezza ; 24 salsiccioni. Questa .batteria riusciva interamente scoperta rispetto alla piazza e su terteno roccioso; era pertanto indispensabile di ·Costrurla tutta con materiale trasportato e nel più breve tempo possibile. All'uopo il capitano G eymet propose dei gabbioni · .speciali fascinati, rinforzati da rotaie di ferrovia ; si preparò tutto l'occorrente e si portò di notte sul sito designato e si in·traprese il lavoro alle 7 di sera (4 febbraio) cori I i O zappatori ,e 210 ausiliari di fanteria. Alle 3 del mattino susseguente erano in batteria e pronti pel fuoco 6 p ezzi d'artiglieria (così come indica la fìgura) .; successivamente poi furono aggiun ti alt ri .2 pezzi, col medesimo sistema.
C) .Batteria .d i cann. C(11)alli sull'Atratino per 6 pezzi (fig. 93). Per potere intraprendere con sicurezza questa importante opera si formò anzi tutto contro un muro che correva dalla chiesa fino alla sommità dell'altura, uno spalleggiamento di .m. 4,00 di grossezza, dell'altezza media m. 3,00 e lungo 120 circa. La batteria ebbe speciale blindamento; furono cos trute le piazzuole di ,muratura ed opporti.mamente. fu spiana to il terreno. Ecco la quantità approssimativa del materiale impiegato : 150.000 sacchi .di terra (de ' quali 100.500 nel solo spal.leggiamento) ; 80 rotaie; 20 m 3 di legname; 100 fa:;;cipe; 20 .fascinoni ; e furono .fatti 180 m3 . di muratura ed 80 rri3 di 1m.bottitur a .di pietrame e .terra.
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Furono costrutti poi nelle adiacenze due magazzini d a poi vere alla prova per i quali furono mess i in opera : 38 ms di legname; 50 rotaie ; 700 fascine ; J500 sacchi di terra. cl) Batteria blindata della casa Albani (fig. 94-a e b). Fu ricavata in un fabbri ca to a1:messo alla villa Albani, mentre ie poi veriere furono rie a vate .n elle cantine d ella villa stessa. T uttè le stanze furon o blindate, puntell ate ; il corpo del parapet to della batteria fu fatto con sacchi di terra, le cannoniere fu rono b lindate con rotaie di ferrovia, poi fascine e sacchi di ter ra. Si imp iegarono in tut to : 300 rotaie di ferrovia (lunghe 5 m.); 37 gabbioni fascin a ti ; 70 fascinoni; 58. 800 sacchi di terra; 44 m" circa di travi; · 61 ml. di travicelle ; 54 m 2 di tavoloni ; L'armamento fu di 5 pezzi da 60 lisci. L e batterie dell'Atratino e di casa Albani per la loro posizione, il loro armamento e la loro costituzione blindata furono le p iù importanti dell'assedio . Esse furon o tenute nascoste o coperte all'assed iato con artifizi , poi· smascherate nella notte dal 12 al 13 febbraio, aprirono il fuoco con temporaneamente ; lo stesso giorno la pi azza cedette ed alle ore 6 d el p omeriggio venne firmata le Capitolazion e che dava alle armi ita liane l'eroica Gaeta. 3° Magazz ini da polvere. - O lt re quelli costrutti nelle b atterie preced entemen t e indicate, il genio costrusse m olti al tri magazzini da p ol vere, che potrebbero distinguersi in due categorie ; quelli per le batterie costrutte , dall' artiglieria; quelli di servizio generale e di gr ande deposito. I magazzini della prima categoria furon o cos trutti per le batterie di monte L ombone e d ei Cappu ccini, in numero complessivo di 3, e fu rono opportunamente adatta te d elle case che sorgevano nelle vicin anze rafforzando solai e rendendoli alla prova. Si imp iega rono all'uopo:
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70 gabbioni ordinari ; 270 fascine e 42 fascinoni ; 6000 sacchi di terra; m 3 37,135 di legnami grossi; m 2 50 circa di tavole; e si smo·ssero m3 50 di terra con corbelli, e ciò dimostr~ l'importanza dei lavori. Per deposito delle polveri furono ricavati due grandi magazzini in d~e case del Borgo di Gaeta, facendo · robust~ ed opportuni blindamenti, per il che si usarono in totale : 253 gabbioni ordinari ; 480 fascine ; 6500 sacchi di terra ; 42 rotaie di ferrovia; 6200 tegole; m 3 60 di travi di quercia e si smossero più di 800 m3 di terra. 4) Passaggi blindati. - Furono stabiliti in località di passaggio pericoloso ed obbligato, così per esempio fra alcune case del Borgo per accedere alle importan tissime batterie dei Cappuccini. Nei blindamenti si impiegarono in tutto: 48 salsiccioni ; 73 fascine ; 2800 sacchi di terra; 27 rotaie ; m8 26, I 20 di legnami grossi. 5) Baraccamenti. - Furono molto numerosi e servirono principalmente : a) per deposito succursale del servizio delle sussistenze; b) pei laboratori del parco ; e) pei magazzini e stalle dal medesimo dipendenti; d) per laboratorio di confezionamento dei materiali di trincea ; e) per scuderia dei cavalli addetti al servizio giorna• liero dei trasporti. 6° Trincee. - Ne furono fatte a tratti quà e là per comu~ nicazioni defila te; ed una notevole trincea fu praticata attraverso l'istmo dal borgo da torre Atratina fino alla spiaggia di Serap~. con profilo di zappa volante. Fu poi allargata ed approfondita per dare sicuro passaggio ai carriaggi e all'artiglieria, senza disturbare le truppe di presidio e fu rafforzato il suo parapetto per resistere ai tiri della piazza. Furono impiegati in questo lavoro i seguenti materiali:
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1650 gabbioni ; 1765 fascine ; 3290 picchetti ; 2500 sacchi di terra . Altri trinceramenti importanti, per uno sviluppo di circa m . 700, furono aperti sul monte Lombone fra le diyerse ba tterie, èolà cost ruite, e furono coperti da doppia gabbionata. _ 7° Lavori vari. - Furono : demolizione colla mina di un ponte sul braccio di mare che attraversava la strada della marina; stabilimento di fogate sull'altipiano dell'Atratino e sull 'istmo davan ti all'estremità del Borgo di Gaeta; varie linee di ca valli di frisia dispostè nei punti dove doveva passare il nemico nei casi di sorti te ; costruzione di brulotti incendiari. Dei brulotti vi sono descrizioni particolareggiate nella pubblicazione ufficiale che può consultarsi. Qui basta accennare · che si trattò di costruire un galleggiante-mina il quale do veva essere mandato automaticamente nell'angolo formato dalla controguardia Cittadella e dall 'Avanzata, ivi scoppiare e far breccia . Prima si preparò, all'uopo, un pontone-brulotto che do veva · · essere caricato con 7 casse di pol vere, pi;ri a "kg. 11.491,20 in t utto. Poi, temendo che non fosse sufficiente, si r idusse a macchina infernale (1) la cannoniera Confienza, la si corazzò con materiale di circostanza, si rafforzò con murature, si caricò. La carica si intasò opportunamente, si studiarono gli innescamenti ed i modi di accensione. L a carica fu di 500 b arili di polvere da 100 kg. l'uno, quindi 50.000 kg.. · · Oltre alla Confienza si cominciò anche a ridurre quale brulotto-mina la cannoniera C urtatone, che ' poteva caricarsi con altri 50.000 kg. di polvere. L'allestimento dei brulotti fu eseguito in 20 giorni e richiese complessivamente 4420 ore di lavoro; però la piazza si arrese prima che fosse tentato l'impiego delle formidabili macchine. (1) Si ricordi la macchina infernale del Giannibelli all'assed io d i Anversa, v. pag. 82.
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* * * Riepilogando : il materiale di rivestimento occorso fu i : seguente: fascinoni e fascine n° 13 .400 gabbioni ordinari » 8.500 gabbioni grossi » 150 confezionato in parte nelle selve di Fondi ed in parte ·nei labora~tori di valle Longato. Vennero allestiti 392.700 sacchi di terra e 114.000 furono · rimessi ali' artiglieria, che li impiegò insieme ai numeros1s~ · simi da essa arma provveduti. Furono impiegate ancora: 1.467 travi; 1.784 travicelle ;: 400 abetelle; 3.329 tavole e tavoloni (oltre 2000 · avute dalla marina); 118.000 mattoni ecc.
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Per la direzione e sorveglianza dei lavori il terreno d'attacco . fu di viso in due grandi settori o sezioni dette: sezione di destra e sezione di sinistra. In tutti i lavori - specialmente in quelli di terra - cogli _ zappatori del genio concorsero ausiliari delle altre armi, special~ mente di fanteria e concorsero militari di marina per l'allestì-mento dei brulotti.
Personale e reparti del genio impiegati nei lavori di assedio,_ A) Comando superiore del genio. luogotenente generale Luigi Federico Menabrea; maggiori: Giuseppe Garneri - capo dello Stato maggiore,.. G. B. Doix, ebbe la direzione esecutiva dei lavori d'assedio., . della sezione di sinistra ;
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LE TRUPPE DEL GENIO NELL'ESE RCITO NAZION ALE
cap1tam : Giacinto Boetti , applicato alla sezione di destra ; Luigi Durand de la P enne alle ricogni.zioni e specialmen te ai lavori di mina e difese accessorie; Francesco D e Renzis, specialmente addetto alle strade ed alla batteria blind ata di casa Alb ani ; Annibale F errero alle ricogmz1oni; luogotenente : Luigi Forte; sottotenente : Dionigi Rubini; luogotenente : G iorgio Anghelescu moldovalacc-o, applicato al comando per istruzione ; commissario di 1° classe : L odovico Inverardi ; oltre a reggere il servizio di contabilità fu incaricato della provvista -e t rasporto delle ramaglie per l'assedio dalle selve di Fondi; sottocommissario di 1a classe : Giuseppe Savina ; id. d i classe Massimo Ostorero che fu staccato alla selva di F ondi per la contabil ità inerenti alle provviste e taglio dei m ateriali; id. di 3a classe Chi affredo Geuna; aiutanti di classe: Liberato Cavalieri; Giovanni Bernardo; Boggio-Pannià; id. di 3a classe : Ercole Cucchi (d isegnatore). L'ard: ivio del Museo del genio possiede una rara fotografia (fì.g. 95) rappresentante quasi tutti i component.ii il comando superiore, ed annotat a di mano del generale Menabrea. B) Parco del genio per L'assedio: maggiore Eusebio Riccardi (comandava anch e tutte le ·compagnie del 1° genio riunite m battaglione) : capitano Camillo Codebò ; luogotenente Carlo Cameri ; sottocommissari di classe : Pasquale f errero ; Cesare Cambiaggio; e due aiu tan ti . C) Comando delle truppe e truppe. tenente colonnello Ernesto Belli, com andante (quelle d el 1° e quelle del 2° Regg. to genio) ; capit ano Giovanni Romagnolo, applicato, o fun zionante da aiutante m agg10re del riparto costituito d alle t ruppe pre_ dette.
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Fig. 95. Il Comando superiore del Genio all•assedio di Gaeta
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I. Cap. Ferrero • 2. Cap. Villa • 3. Cap. Belli • 4. Cap. De Renzis • 5. Magg. Doix · 6. Magg. Garneri 7. Luogot. Gen. Mcnabreo • 8. Cap. Boetti • Sottocommiss. Geuna • IO. Aiutante Cavalieri
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LE TRUPPE DEL G ENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
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REGGIMENTO ZAPPATORI.
Comando del battaglione di guerra : · maggiore Eusebio Riccardi (predetto, comandante anche il parco d'assedio) ;: luogotenete Angelo Crosignani, aiutante maggiore in 2a..
Ja compagnia: cap. Guido San Vitale; luogotEnenti : Enrico Chiaromanni ; FraP.cesco Garelli; sottotenente G avino Ca. nga. La compagnia eseguì 1500 m. della strada di m . Lombone, le comunicazioni in trincea per le batterie di monte Lombo ne e pei sostegni di fanteria. Costrusse la batteria per 8 cannoni della marina. 2a co.mpagnia. cap. Giovanni Battista Contarini ; lu ogctenent<S Gaetano Solinas; sottotenente Stanislao Bronzini. Costrusse un approdo alla spiaggia di S. Agostino; compì l a strada d€lla valle L ongato; cooperò alla costruzione di quelle di m. Longone ; eseguì colla 4a compagnia il lavoro della trincea sull'istmo dall'Atratina alla spiaggia . di Serapo. 4,3. compag11ia. cap. Alberto Spinola; luogotenen ti : S amuele Senni ( venne applicato al parco), Napoleone Carpi : sottotenente Vittorio Cappa. Costrusse i b araccam enti; lavorò al riattamento e manutenzione di molte strade; eseguì colla 2a compa gnia prede tta la trincea dell'istmo. 5a compagnia. cap. Pie tro Cianfanelli; luog~tenenti: Bartolòmeo Musso, Celestino Cigliutti. Costrusse la batteria di cannoni-obici da 22 sul Lombone e quella della Schiappa;, ebbe la manutenzion e di molte strade. 6a compagnia. cap. Giuseppe Vogliolo ; luogotenenti: L uigi Bonomi e Francesco Riva; sottotenente Cesare Luccioni. Costrusse molti tratti delle strade di monte Lomhone, ed ebbe manutenzioni stradali. 1Qa compa1:;nia. cap. Giorgio P asetti; luogotenente Arturo Mussini ; rnttotenen te Natale S alvaneschi .
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, Fu applicata specialmente a lavori stradali à monte Lombone ed alla Schiappa, ed ai camminamenti sull'i1,tmo per comunicare dalle trincee alle batterie.
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REGGIMENTO ZAPPATORI.
Comando del battaglione di guerra : maggiore Bartolomeo Tapparone, comandante e direttore dei lavori d'assedio della sezione di dest ra ; sottotenente Alessio Bonesio, aiutante magg10re. Ja compagnia. cap. Giovanni Battista Geymet; luogotenenti : Antonio . Zeriati, Emilio Zucchi. Costruì la strada di monte Conca e fu addetta al completamento e manutenzione della strada dei parchi. 3a compagnia. cap. Giorgio Enrico Brunetti; luogotenti: Agostino Rosselli, Eugenio Andreuzzi, Antonio Nado. Costrusse la strada detta « dei parchi ll in concorse colla 5a -compagnia; e le strade dei Cappuccini. Eseguì i blindamenti ed allestì i magazz1n: da polvere sul Lombone, nel Borgo ed .all'Atrat;no. · 5a compagnia. cap. Annibale Correnti; luogotenenti: Giovanni Anderloni. Enrico Musini. Concorse colla compagnia precedente alla strada dei par., chi e ne costrusse i ponti ; eseguì una strada dietro il Borgo con passaggi blindati ; costrusse la batteria blindata cli casa Albani e formò uno spalleggiamento di sacchi di terra sull'altipiano dei Cappuccini. 6a compagnia. cap. Giuseppe Ricchini; luogotenenti : Luigi Della Croce, Giovanni · F elolo. Venne divisa in due sezioni; una, col tenente Della Croce andò nelle selve di fondi pel taglio delle ramaglie e confezionamento dei materiali di rivestimento; l'altra, col capitano ed il tenente Felolo rimase addetta al parco del-genio, allo sbarco <lei materiale al porto di Castellone, alla manutenzione delle strade e coadiuvò alla costruzione della batteria Schiappa.
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7a compagnia. cap. Ferdinando Monzani ;_ luogotenenti : Ernesto Tofano, Francesco Bianchetti; sottotenente Piet ro Gambillo. Eseguì molti tratti ài strade e spalleggiamenti all'Atratino, ove specialmente fu impiegata. sa compa_f!nia. cap. Giustino Salomone; luogotenente Alessandro Varni ; sottotenente Carlo Par,,::. Fece lavori stradali e lavorò all'allestimento dei gr andi magazzini blindati da pol vere presso il così detto Quadrivio. JOa compagnia. cap. Giuseppe Cambiano; luogotenente Ferdinando Spegazzini; sottotenente F elice Rusconi. Fu addetta specialmente a costruzione e manutenzione di strade.
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Il 12 novembre i borbonici erano stati scacciati da tutte le posizioni che occupa vano fuori della piazza ; il blocco da terra si trasformò in assedio, e venne ordina.to l'intraprendimento dei necessari lavori. Però fin dal giorno 8 noyembre erano state fatte ricognizioni da par te del generale comandante superiore, insieme col capo di stato maggiore de11 'artiglieria ; e con questa data comincia il Giornale del genio dell'assedio tenu to dal capo di stato maggiore Cameri. Nei primi giorni non tutte le compagnie del genio furo no attorno a Gaeta ; ma vi giunsero per scaglioni,. m entre veni vano compiute continue ed importanti esplorazioni, che permisero di compilare un definitivo progetto di asseoio; intan to le prime compagnie allestivano i ponti allo sbarco di CastelIone ed i piazzali per deposi ti di materiali e per 1 successi vi laboratori. Fu solo al 4 dicembre che le truppe del genio foruno al completo, cioè 13 compagnie, di cui 12 ai lavori ed I distaccata in parte alle selve di Fondi, in parte applicata a1 parchi ed a.Ilo sbarco delle provviste per l'assedio.
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Gli zappatori disponibili furono in media 1700 al giorno, con 50 ufficiali. Il lavoro fu continuo ed efficace, con stagione spesso sfavorelissima e talvolta sotto il fuoco della piazza. L a difesa della piazza fu tenace ed il comportamento del~ la guarnigione fu valoroso. Quello del Genio napolitano fu eroico, il che 'dev~ costituire argomento di nostra compiacenza sotto quest'aspetto, essendochè anche i difensori di Gaeta erano Italiani (1); ma costituisce, evidentemente, maggior titolo d'onore per coloro che debellarono quella difesa tenace e valorosa. Ed il genio vi ebbe tanta parte che la data della caduta, dell a piazza fu scelta come festa commemorativa dell'arma e). I morti durante l'assedio furono 4, e cioè: sergente : Ferninando Mazzucato; artista di l"' classe \ Domenico T urra ; zappatori : Giovanni Battista Chiola e Giovanni Apostoli. I feriti gravemente furono 13; molti i feriti leggeri che poterono però, o vollero, proseguire a prendere parte ai lavori. Il 17 dicembre il comandante l'assedio di G aeta, generale Cialdini, scrisse al comandante superiore del genio : " Ho percorso oggi alcune delle molte strade costrutte per cura del genio, ed ho inoltre visitato la batteria di monte Lombone opera pure degli zappatori. " L a buon a direzione data alle strade, la precisione e la \ prestezza con che furono eseguiti i lavori, mi danno motivo di far conoscere alla S. V. Ill.ma la mia piena soddisfazione per i servizi prestati finora dall'Arma del genio all'Assedio. " Io la prego di far conoscere questi miei sentimenti agli "ufficiali ed alle truppe poste ai di L e:i ordini ... ecc. ,,. (1) Le vicende della difesa di Gaeta nel 1849 e le ges ta del genio napoli~· t ano sono esposte particolareggiatamente al Cap. V, §. 2° (t) Questa scelta di data oome festa dell'arma i-ion fu da tutti approvata; giacchè si trattava d i vittoria d i I talianì su Italiani . Durò, però per più di mezzo secolo e venne la guerra italo-austriaca del 191 5- 18 per portare ad altra . data la nostra festa.
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LE TRUPPE DEL GC:NIO N ELL'ESERCITO NAZ ION AL E
Il 12 gennaio lo stesso comandante dell'assedio significò . in un ordine del giorno che " S. A. R. il Principe di Carignano, avendo visitate le nuove posizioni, i campi, i'lavori, mi esternò . la sua piena soddisfazione ,,. In altro ordine del giorno del 17 febbraio del 1861 il co-·mandante predetto glorificava l'abnegazione, la costanza éd il valore delle truppe che avevano vinta la difesa di G aeta, · di questa « piazza celebre per sostenuti assedi ed accresciuta di potenti difese, e che sul principio del secolo seppe resistere per 6 mesi ai primi soldati d'Europa » (1); ed a proposito del1' arma del genio diceva: « la storia narrerà i giganteschi lavori da voi eseguiti in così breve tempo ll . E finalmente il comandante superiore del genio, nel lascia·re il campo, scriveva : " Non posso partire senza manifestare alle truppe del genio, impiegate sotto Gaeta, intiera la mia soddisfazione per la intelligenza, lo zelo, il coraggio e la costanza di che fecero prova · nel condurre a termine i difìcili lavori d 'assedio di quella fortezza reputata quasi inespugnabile. " Il . giorno della ricompensa verrà; ma sia per esse di pre. zioso guiderdone il giusto orgoglio che debbono provare veden. do la nostra bandiera sventolare sulla Torre d'Orlando, perchè si possa dire : questa gloria è in parte opera nos tra ,,.
(1) Allude all'assedio del 1806. In quell'anno Napoleone I dava la corona ..di Napoli a suo fratello Giuseppe. Tutto il reame si s~ ttomise al n uovo re: · eccetto Gaeta che Ferdinando · IV di Borbone aveva aflìda'ta al principe Phi~ lippsthadt, cugino della regina di Napoli. L'eserci to francese, sotto il comando , di Massena, investi la piazza il 7 febbraio; il Philippsthadt resis tette eroi--camente sei mesi . Ferito da una scheggia di pietra mentre guidava una sortita, fu trasportato su un bastimento inglese,che era nel porto : e prese il _comando · della difesa il vice ammiraglio inglese Cates, che considerata insostenibile la ;-posmone, capitola dopo pochi giorni a patti onorevoli.
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* * Le ricompense distribuite furono le seguenti: Menzione onorevole (poi medaglia di bronzo) al valore militare alle intere compagnie 3a e 7a del II reggimento zappatori. Gran Croce dell'ordine militare di Savoia al luogotenente generale L uigi Menabrea (i). Croce d'Ufficiale dell'ordine militare di Sàvoia: tenente col. Belli ; maggiori : Giuseppe Cameri <2) e Doi x <2). Croce d' uffiziale dell'ordine mauriziano : commissario di ta dasse Inverardi <3). Croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoia; maggiori: Riccardi, T apparone; capitani : Durand de la Penne (4), De Renzis, San Vitale, Cianfanelli, Monzani, Brunetti. Medaglie d'argento al valor militare : capitani : Boetti <5), 0 Ferrero ( ), Contarini, Spinola, Vogliolo, Pasetti, Ricchini (7); luogotenenti : Garelli, Carpi, Musso, Arturo Mussini, Ros:selli, Andreuzzi, Nado, Enrico Mussini, Anderloni, Della Cro. ,ce (7), F elolo (7), Bianchetti, T ofano, Varni, Spegazzini ; sottotenenti : Bronzini, Cappa, Gambillo, Rusconi (6), furieri : Costanza, Filidor. sergenti : Guglielminetti, F errero, Tridondani, Ciappina, Cobianchi, Boves, Torrani, Valz, Gorgiat-Loja-Brancot, Gan-
(1) Che già aveva ottenuto la medaglia d'o ro al valore a Capua. (2) Già insigniti della croce di cavaliere a Capua. 8
) Già distinto con menzione onorevole a Capua. (') Già decorato di medaglia d'argen to al valore a Capua. (6) Già insignito della croce di cavaliere dell'ordine militare di Savoja a Capua. (6) Avevano avuta altra medaglia d'argento a Capua. (7) Nella motivazione per questi ufficiali è detto : « per essersi distinti nel combattimento del Macerane ed assedi di Gaeta e di Messina». (
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dolfo, Rossi 12° Pietro <1), Massone r), P riario-Brusa, Canavotto, Pavesio (2), Aimone <2), Nard: (3), Vecch;ati ('), Erriotti. caporali: Bertoglio, Furlan, Piccoli, Franzoi, Musso, Cavallone, Seveso, Trova, Moretti, Graglia (3), Z o (3), Ghione, Restarii, lnvemizzi, Occa. artisti di Ja classe : Piantino, Osse mont, Giudici, Vigliane ; artisti di classe : Bergamelli, Arrigoni, Bastia, Porcu, Turra. zappatori : Ghetto, Bartoli, Chiola, Vaila ti, Becini-Manca, Guglielmo, Glesaz, Cigna, Mirto, Ronchietti, Careddu, T ren~ taz, Dei, Dotti, Bergonzi, Sai vino, Moschini, Zanni, Alietto, . Gilli, Bettelli, C omo, Bonazzi, Buzzati, Apostoli. Il sottocommissario di classe Ostorero fu promosso a . sottocommissario di 1a classe ; l' aiutante di classe Ca valleri fu promosso aiutante di 1a classe ; l' aiutante di 3a classe Cucchi fu promosso alla l'aiutante di classe Boggio-:Pannià ottenne la Medaglia d'argento al valore militare. Si distribuirono 179 Menzioni onorevoli (conver tite poi in Medaglie di bronzo al valore militare), e, di queste, 19 ad ufficiali ed imp iegati, così : capitani: Codebò, G eymet, Salomone, Cambiano. luogotenenti : Forte, Cameri (Carlo), Crosignani, Senni, Cigliutti, Bonomi, Zucchi. sottotenenti : Rubino, Luccioni, Salvaneschi, Parea (Carlo). sottocommissari : Savina, Genua, F errero (Pasquale), C am~ bi aggio. Il resto ad uomini di truppa. •
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(1) Nella motiva~ione per questi sergenti è de tto: « Per essersi distinto, nel combattimento del Macerone ed assedio di Gaeta. i, (2) Avevano ottenuta menzione onorevole nella campagna delle Marche. (3) Avevano già avuta medaglia d 'argento al valore all'assedio d i Capua. (4) Aveva avuta menzione onorevole a Capua.
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* * * Assedio della cittadella di Messina. - Dopo la cadi:tta di Gaeta resta vano tuttora nella Bassa Italia due punti di resistenza in mano alle truppe borboniche : la cittadella di Messina e Civitella del Tronto. Sotto il comando del generale Cialdini partì dalle acque di Gaeta un corpo di spedizione contro la cittadella di Messina, composto di: 4 battaglioni di fanteria; 4 battaglioni di bersa• glieri; 7 compagnie d'artiglieria; 1 reparto del genio così costituito: Comando del genio all'assedio : tenente colonnello Belli, comandante; maggiore Doix, direttore dei lavori ; luogotenente lVIussini, applicato ; sottocommissario Cambiaggio per la con tabili tà ; Distaccamento del 1° genio : Ja, 2a e 4a compagnia ; Distaccamento del 2° genio : 3a, Sa, 6a compagnia. Erano composte come per l'assedio di Gaeta ; solamente il tenente Rosselli non faceva più parte della 3a compagnia del 2° zappatori. Presero ancora parte all'assedio di Messina i seguenti ufficiali dell'esercito meridionale (o volontari di Garibaldi), che prestavano servizio alla direzione del genio di Messina. : mag-· giore Biagio De Benedictis; capitano Carlo Pintacuda; luo~ gotenente Nicola Chizzolini. I parchi furono lascia ti a Gaeta e per i lavori d 'espugnazio~ ne venne imbarcata una conveniente provvista di strumenti, che, dati in consegna al commissario, vennero poi man mano distribuiti secondo il bisogno. Il quartiere generale giunse davanti a Messina la notte del 25 febbraio 1861 ed il mattino del dì seguente sbarca va nel porto <1). (l) Come è noto Messina era stata occupata da Medici fin dal 24 luglio 1860 e vi aveva istituito in goverrio liberale italiano. Il presidio borbonico .
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LE TRUPPE DEL GENlO NELL'ESERCITO NAZIONALE
Le condizioni che si presentarono allora fra assedi ante ed assediato furono queste : L'assediato aveva potenti artiglierie per la maggior parte -0.i corta portata, poste in opere robuste, in b arbetta, e senza traverse, dominate dalle alture e prese d'infilata, o di schiancio, o di rovescio; l'assediante aveva minor numero di bocche da fuoco, ma erano per la maggior parte rigate, e quindi potevano per l'esattezza e concentrazione dei . tiri · superare le avversarie, e per la maggior portata potevano disporsi fuori dagli effetti d ei tiri stessi. Nessun dubbio quindi che la fortezza avesse dovuto cadere entro pochi giorni dopo che le batterie d'attacco fossero state allestite; ma l'unica difficoltà che si presentava era quell a di sottrarre il più possibile la città d ai disastrosi effetti delle a rtiglierie, ed a ciò dovevasi giungere colla giudiziosa scelta della posizione per le batterie d'aùacco , sicchè l'avversario dovesse dirigere i propri colpi sulla menoma parte dell'abitato. P refissasi tale condizione, il comandante l'assedio determinò che fosse attaccato il così detto « fronte di terra>> della cittadella e perciò Io sbarco del corpo di spedizione fu fatto fuori dal porto, verso la strada di Cat_ania. Furono dall'artiglieria costrutte 7 batterie ; il genio eseguì circa 2200 m. di strada nuova j)er dare transito alle artiglierie e ne riattò per più di 3 chilometri ; eresse grandi tettoie pel parco del genio e p er le sussistenze ; cos t ruì argini (pennelli) per deviare le acque in alcune fiumare che furono scelte come vie di comunicazione fra le differenti località occupate; allestì 2 grandi barricate difensive attraverso' 2 strade ed a difesa ~i batterie; costruì 10 magazzini d a polvere ' per le bat-si era ritirato nella cittadella ed era così padrone di tutta la penisola che chiude il porto di Messina fino al forte S. Salvatore. Per u~a convenzione verbale passata fra il governatore della cittadella ed il comandante militare della città vi era nel porto di Messina libero adito ad ogni sorta di navi; e fu per questo che il comando del corpo di spedizione potè sbarcare, benchè il porto fosse soggetto ai fuochi della cittadella e del for te S. Salvatore· predetto.
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terie e per deposi ti ·generali (3 grandi della capacità di 134 metri cubi). La maggior parte di questi lavori furono effettuati nei 4 giorni precedenti l'apertura del fuoco delle nostre batterie, e sotto il fuoco· della piazza ; il che non produsse nessun rallèn~ tamento n~i lavori stessi. Il fuoco dell'artiglieria d'assedio cominciò a mezzodì del 12 marzo ; furono prepara te colonne d'assai to ( vi era comandata anche una squadra di 50 zappatori con IO scale), furono allestiti fornelli di mina per aprire breccie nel rivestimento esterno della cittadella, ma nessuna di queste operazioni ebbe compimento, perchè la guarnigione (circa 4000 uomini) si arrese a discrezione. Il comandante del genio nel suo rapporto fa lodi speciali al maggiore Doi x che diresse i lavori, agli ufficiali della 6a compagnia del 2° reggimento eh~ tennero la truppa al lavoro nel punto più pericoloso per i tiri della piazza, agli ufficiali : maggiore De Benedictis, capitano Pintacuda e luogotenente Chizzolini dell'esercito meridion~le, eh.e facevano servizio alla Direzione di Messina, e che .si erano uniti al corpo di spedizione, dimostrando « in telligenza, coraggio ed energia nella esecuzione degli importanti lavori ad essi affidati col consenso del comandante generale 11 • . Circa alle ricompense speciali per l'attacco di Messina ecco quanto resulta dai documenti : per il Doix la motivazione fu accumunata con quella della . ricompensa di cui fu detto per l'assedio di Gaeta; e--eosì per il cap. Ricchini e pel luogotenente Della Croce della 6a compagnia (2° zappatori). Ebbero menzione onorevole: 1 sergente, · 1 caporale e 4 zappatori; ed ebbe medaglia d'argento al valore militare il maggiore del genio dell'esercito meridionale De Benedictis « per essersi distinto nella direzione dei lavori affidatigli durante l'assedio di Messina JJ e menzione onorevole· (poi medaglia di bronzo al valore) ebbero gli altri due ufficiali Pintacuda e Chiazzolini.
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LE TRUP PE DEL GENIO NELL'ESERC I,TO NAZIONALE
*** A ssedio di Civitella del T ronto - M entre si disponeva per l'assedio d i Messina qui indiet ro riassunto, un altro corpo speciale sotto il comando del gener ale Mezzacapo in vestì il . 18 febbraio Civitella del T ronto e ne ottenne la resa dopo un mese d'assedio (1). Pei lavori d'espugnazione fu destinato presso il corpo assed iante un ufficiale superiore del genio con 2 com pagnie del genio, d istaccate direttamente da Bologna. Ecco la composizione di questo reparto speci ale : maggiore G iuseppe Morando, comandante; 1 Ja. Compagnia (2° zappa tori); capitano And rea S pezzani <2); luogotenenti: G aetano Bevilacqua, Angelo Rovida, Federico Calanchi ; Jza compagnia (2° zappatori); capitano C a m illo Ferreri; luogotenenti: Paolo Bottari; Antonio Gandolfi; sottotenente: Costantino M orozzo della Rocca. Però a l principio dell'assedio vi furono destinati solamente il maggiore Morando e la I 1a compagnia ; la 1 andò più tardi. · La piazza di Ci vitella, picola, robusta, ben guardata, trovasi (3) su un'altura (quota 589) in u n t erreno aspro e montuoso, quasi a metà fra Ascoli Piceno e Teramo; e non poteva essere effi cace-
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(1) L a rocca era munita r!i 23 cannoni ed era oresidiata da circa 300 uomini, fana tici bor bonici e brigant i. In altri tempi Civitella del Tronto ritenevasi inespugnijbile e nel 1557 resis tette vittoriosamente all'assedio d el duca di Guisa, che dovette ritirarsi (MARIOTII op. cit,). (2) Proveniva dai vo lontari lombardi, coi quali aveva fat.ta le. campagna del 1848, poi fece anche servizio intermitten te in altri eserciti italiani nel '49 e '59 ; così nell'ottobre 1859 era capitano del genio deH'eserci to parmense ed estense. · (3) Ora però non è più piazza forte.
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mente battuta (secondo i risultati dell'esplorazione fatta dal co~. mandante del genio assieme al comandante dell'artiglieria mag# giore Grassi), che da un'altura occupata da un convento (Santa l\1aria) di difficile accesso. Fu divisato di aprire una strada pel passaggio delle artiglierie e delle munizioni che dalla strada di Valle (da S. Egidio) conducesse a Santa Maria, lunga quasÌ JO chilometri, e vi fu messo mano, dalla sola compagnia presente coadiuvata da borghesi, il giorno 16 febbraio ; ed intanto furono ini'ziate le batterie, i m agazzini da polvere ecc. nei pressi della località predetta. La piazza molestò continuamente i lavori con tiri ben diretti, ma non riuscì a farli sospendere. Il 24 febbraio fu aperto il fuoco per parte nostra. Il coman# dante delrassedio aveva progettato che dopo un giorno di fuoco intenso si fosse tentato la scalata della piazza, ed all'uopo aveva fatte preparare lunghe scale (furono 28 scale lunghe 7 metri) ripartite a 3 colonne, precedute da 3 riparti di zappatori e di artiglieri : una delle colonne (tutta di zappatori) era comandata dal tenente Rovida; un'altra mista dal tenente d'artiglieria Bassano; la terza pure mista, dal tenente del genio Bevilacqua, .!-,'attacco fu vivacissimo, ma ostinata la difesa. • , Il corgggio ed il . sangue freddo dimostrato d agli zappatori fu superiore ad ogni elogio ; « un drappello (quello comandato dal tenente Bevilacqua) seppe mah tenersi sotto una · grandine -d i sassi, palle e granate a mano per dar fuoco ad un petardo collocato alla porta Napoli ... >> (Rapporto). Il ' tenente fu ul~ timo dei suoi a ,ritirarsi e fu ·ferito da una palla di moschetto. Fallito l'attacco di viva forza, fu deciso di aprire da Santa M .a ria (luogo ove erano appostate le batterie di attacco) fin _verso la piazza una larga trincea al fine di poter costr~{rre più vicino alla piazza stessa le batterie di breccia, e p·roceder·e ancora al# -~'attacco colle mine. . Fu allora disposto di far andare a Civitella la 12a co~pa# gni'a del genio, e, non bastando i lavoratori, furo~o chi~mati
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3 volontari per ognuna delle 15 com pagnie di fanteri a che costituivano il corpo d'assedio, e furono aggregati a1 genio. La trincea fu cominciata il 28 febbraio ; il 1·5 marzo aveva raggiunto lo sviluppo di quasi 500 m. ; il giorno 16, d opo u n nuovo violento bombardamento, fu intimata la resa, ma inu tilmen te. Allora si riprese il lavoro di avanzata e si costrussero .altri 150 m. circa di trincea, giungendo così a me no di 100 dalla scarpata della cinta. La piazza si arrese il 20 m a rzo. · La trincea lunga in tutto 650 m . circa, veniva eseguita di notte alla zappa volante, e di giorno si allargava e si ap~ profondiva. Richiese 2500 gabbioni ed altrettante fas cine. Il fuoco della piazza non era molto efficace s tante il buio delle nottate; fu p erò colpito a morte un caporale (Poli) e 3 zappatori furono feriti. La stagione fu, pessima, ed il lavoro procedette quasi sempre sotto la pioggia, con costa nza eroica. Ecco le ricompese distribuite : Croce di ufficiale d ell'ordine militare di Savoia al maggiore Morando. Croce di cavaliere dell'ordine predetto al capitano F erreri. Med aglia d'argento al valore militare : c apitano S pezzani ; tenenti : Bevilacqua, Bottari, G andolfì; sergente IVIartarello; caporali : M azzini, Z ambone, Avandino; artis ti : U ccelli,. Colla, Ramella, Crotto, Berretto, Guerrini, Turra (già decor ato a Gae ta) ; zappatore : Gagliardi ; e nP 14 menzioni onorevoli (luog. ti Calanchi e Rovida ; e 12 a basrn forza).
Conclusio ne. La conclusione può raccogliersi dai rapporti del generale comanda n te il genio per tutte le azioni n elle M arche, n ell 'Umbria, in Campania ed in Sicilia, e dai rapporti dei co mandanti i vari reparti; e, del resto, r isulta da quanto si è s critto. Cioè: l'arma d el genio durante la campagna si p ortò sem pre \ l~devolmen te sì da avere élogi e ricompense in numero sup~\ \ n ore, proporzionatamente, a quelle distribuite alle al tre armi.
CAMPAGNA
DELLA
BASSA
ITALIA
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Manifestò nei suoi. organismi alcune deficenze: così: il trasporto dei parchi fatto, come nelle campagne precedenti, da quadrupedi di requisizione e dal treno borghese; la mancanza di materiale per piccoli ponti ; la mancanza di istrumenti portatili. Pei trasporti e pei piccoli ponti si attuarono provvedimenti a più riprese. In quanto agli strumenti portatili il comandante del genio presentò alcune considerazioni interessanti. Scrisse, cioè, che di tal sorta di strumenti erano bensì provveduti quasi tutti gli zappatori degli stati europei, ma << per la maggior parte sono poco servibili>>; e propose che per i lavori d'avanguardia il modo più conveniente sarebbe stato ·quello di far marciare coll'avanguardia stessa « un assortimento di appropriati strumenti trasportati a schiena di mulo l>. In quanto alla telegrafia elettrica si è già scritt~ che si tenne quasi totalmente fuori dall'ingerenza del genio militare ; però ebbe buon sviluppo e buone applicazioni durante le campagne del 1860-61 e si vegga in proposito il Cap. XII.
*
** Un fatto di :importanza notevole s1 manifestò negli assedì descritti, e cioè l'impiego delle artiglierie rigate, tentato dapprima sotto Ancona e Capua, poscia largamente esteso sotto Gaeta. Il generale Menabrea ne ·s~risse così : "Quali mutamenti debbano arrecare le nuove artiglierie nei sistemi di fortificazione, nei modi di oppugnare e difendere le fortezze, sarebbe cosa prematura di . voler dichiarare fìn da ora; certo è però che il campo dell'attacco e della '.difesa ne verrà. di mol to allargato. Ad ogni modo la questione aperta dall'assedio di Gaeta chiede dj essere prontamente studiata e risolta, poichè: essa interessa altamente l'avvenire dell'arte e la sicurezza de·gli Stati ,,
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Gli ordinamenti nei mesi successivi alle campagne del
1860-61 furono molteplici e si susseguirono a brevissimi in tervalli; anzi, alcuni si attuarono durante lo svolgimento delle campagne stesse per corrispondere alle necessità create sia. dall'ingrandimento del t erritorio nazionale (prima conseguenza tangibile delle operazioni mili tari e delle azioni politiche) sia d alle conseguenze della guerra e dall'ammissione nell'esercito regolare degli elementi che erano incorporati negli eserciti pontificio e napolitano e, poscia, in quello detto meridionale o dei volontari di Garibaldi. Nell'ottobre del 1860 era avvenuto attorno a Capua l'incontro dei due eserciti, regolare e garibaldino; l'l 1 novembre quello a veva già sosti tuito completamente questo nelle operazioni d'assedio, ed un R. D ecreto con tale data stabiliva che « i volontari italiani sotto le armi formassero un corpo speciale dell'esercito regolare » detto « Corpo dei volontari Italia ni i>. Con disposizioni e d ecreti successivi si provvide per gli ufficiali, sottufficiali, caporali e soldati che cc avessero desideratQ tornare in seno alle loro famiglie JJ e per quelli che cc volevano rimanere sotto le armi l>. Così il 16 gennaio 1861 fu sciolto il comando generale del corpo dei volontari nell'Italia meridionale, e fu nomina ta una commissione di scrutinio per l'esame dei titoli degli ufficiali che a vessero voluto passare nell'esercito regolare; suécessivamente si incorporarono nell'esercito i reparti d i truppa. Non furono molti gli u omini di bassa forza che ·domanda_rono questo incorporamento e furono più numerosi gli ufficiali. Con questa ufficialità si costituiron o i quadri di 3 divisioni -del predetto <e Corpo di Volontari Italiani )) del quale ogni divisione doveva comporsi di : 2 brigate di fanteria ; 2 ba ttaglioni caccia tori ; l battaglione d 'artigl.ieria ; I compagnia zappa tori .del genio. Più uno stato magg10re e 2 squadro~i guide. Ma
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.questa fu una formazione sol amen te teorica e che non fu com~ _pletamente raggiunta. La sede assegnata .a ufficiali e truppe del genio fu Casale. Il Corpo dei Volontari Italiani, così aggregato all'esercito
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Fig. 96. Corpo volontari italiani (genio)
nazionale ebbe una divisa speciale ; e per il genio era la seguente {fìg 96) (1) : (1) Fu approvata con disposizione ministeriale 4 éll,OSto 1861 ed abolita poi. l862, col quale ·f~ soppresso anche il « Corpo dei
-1:on decreto 27 marzo
volontari
n.
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Uffic iali : tunica di forme come quella per l'esercito regolare, d i panno color bigio, golet ta e con trospalline 4i p anno nero, con due appie in croce ricama te in oro, e controspalli ne e trecciola d'o·ro; i p aramani pure di p anno nero , a pun ta ed i distintivi d ei gradi di t ~ecciuola d 'oro; bottoni, in doppia fil a, dorati, come quelli del genio dell 'esercito regolare. Pantaloni • di p a nno bigio con p istagna di panno nero. Be rretto d i panno bigio, con lista di panno n ero, distintivi di grado in oro, filett a tura nera, con da vanti appie in croce ricamate in oro. T ruppa (v. stessa figura): giubba, come quella dell'artiglieria d ell'esercito regolare, di p anno grigio, con golet ta e paramani di panno nero, appie incrociate e distinti vi d i grado di lana gialla. P antaloni di p anno grigio e b anda n era. Berretto come quello degli ufficiali, con appie incrociate di lana gialla (1) . Intanto, an che tutto l'esercito ebbe un riordinamento generale con R. D ecre to 24 gen naio 1861, e per quanto riguarda il genio, vi furono le se.guen ti disposizioni : il comita to fu aumenta to di 2 m embri effettivi del grado di ufficiale generale e d i 5 ~api tan i addetti alla segretaria ; il servizio tecnico fu scomparti to i.n 1O di rezioni e 23 so ttodirezioni ; le truppe continuarono ad essere formate in 2 reggimenti, ed ogni reggim ento continuò ad avere : stato m aggiore; 3 b a ttaglioni atti vi ed 1 battaglione di deposito; ma ogni battaglione a ttivo venne p or tato d a 4 a 6 co mpagr.ic, cosicchè ogni reggimento constò di 18 compagnie attive, oltre 3 del deposito <2). '
(1) Le figure sono prese da un album di acquarelli originali dell'epoca e conser vato nella Biblioteca Reale di Torino; l'uomo d i truppa ha il pantalone largo alla zuava, il che non corrisponde esattamente alla descrizione che - come . · · vi è scritto - è ufficiale. (l) Le nuove compagnie vennero costituite poco per volta ; la 173 e la 1811di ogni Reggimento lo furono con nota ministeriale del dècembre 1861. -'
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In questa occasione fu disposto per la distribuzione di una .bandiera per ogni reggimento. e venne istituita una musica come nei reggi men ti di fanteria. Però a proposito della bandiera agli zappatori del genio militare dell'anno 1861 >> alcun accenno non vi è nel «Giornale . . specifico .. , Il Na 12 del predetto giornale, in data del 2 giugno 186 J, -porta un : Ordine del giorno 1 di S. M. Vittorio Emanuele !1° Re d I tali a all'esercito m occasione della distribuzione delle nuove bandiere ,ma non si parla di inessun corpo in particolare. È strana questa deficenza <:li notizie circa le bandi.ere dei nostri reggimenti, defìcenza qu asi assoluta ; tanto è vero che nulla si trova nella raccolta di documenti riguardanti le << bandiere dei corpi del R. Esercito » press.o l'ufficio storico del corpo .di stato maggiore e che nell'occasione dellà concessione della bai:idiera ali' arma del genio nel 1900 (1), nel decreto di concessione e nei discorsi ufficiali d'occas·ione, si disse che quella er~ la prima bandiera data all'arma. · Nel carteggio dell'archivio del Museo trovasi, in una lettera colla data 4 giugno 1861, la domanda del luogotenente generale presidente del Comitato del genio «già Comandante Superiore ,del Genio dell'Esercito >i diretta al Ministero della Guerra, perchè le bandiere « allora distribuite)) fossero fregiate di medaglie d 'ar" ·gento, per le bemerenze acquistate dagli ufficiali e uomini di truppa nelle recenti campagne e sotto il comando di chi scriveva. Il Ministero rispose il 19 giugno, che, non a vendo il ministro generale Fanti, capo dello stato maggiore all'epoca della (1) Il Decreto di concessione è del 23 decembre 1900: la consegna della .Bandiera all'arma avvenne solennemente in Roma il 14 aprile 1901.
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distribuzione delle nuove bandiere ai due reggi men ti del genio, creduto opportuno di fregiarle delle medaglie d '-argento al valore militare, era (il ministro) dolen te non poter corrispondere alla proposta del Presidente del comitato d ell'arma. E final mente si ha una nuova indicazione delle bandiere allora quando vennero soppresse. Nella relazione ministeriale a S.lVI. il Re in data 18 d icembre 1864 per l'approvazione di alcune modificazioni nel l'ordinamento dei corpi atti vi de ll'esercito, a proposito del genio è detto : « . . • . e così il loro funzionamento per compagnie presso le d iverse unità tattiche dell'esercito, consiglia che si adotti per essi (reggimenti) la d isposizione in vigore per gli altri corpi, che si trovano in eguali condizi oni, quell a cioè di non fare uso della bandiera, non potendosi verificare in guerra, se non eccezion almente, il caso in cui una forza di un battaglione almeno si trovi riunì ta intorno ad essa )). · In seguito a ciò le bandi ere furono versale, forse, all'Arsenale d'artiglieria di Torino. N on si ha traccia nel carteggio delle disposizicni date dal ministro al riguardo ; certo è che la bandiera del 2° reggimento genio fu conservata p er molti anni nel museo d'artiglieria predetto e fu portata al museo dell'arma a Roma, ove ora si trova; della bandiera del 1° reggimento genio non si hanno notizie.
* ** D ata impor tante nella ·storia d ell'esercito è quella in cui esso prese la denominazione di Esercito Italiano; e ciò avvenne con nota del 4 maggio I86], ove è detto : « visto la legge in data 17 marzo 1861 coll a quale S. M. ha assun to il ti tolo di R e d' Itali a, il sottoscritto (mini stro della guerra, F anti) rende noto a tutte le Autori tà, Corpi ed Ufficiali mi litari che d'ora in avanti. il Regio Ees~rci to dovrà prendere \ il nome di Esercito Italiano, rimanendo ·abolitiì l'an tica denominazione d i Armata Sarda ».
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In data del 21 maggio 1861 il Ministero della Guerra (dire-· zione generale delle armi speciali) seri veva così, al Presidente del comitato del genio mili tare : « Le recenti campagne d'Ancona e della Bassa Italia in cui le Truppe del Genio, sotto la Superiore Direzione della S. V., ebbero una parte così gloriosa nei successi dell'Esercito I tali ano, avranno senza dubbio fatto conoscere ed apprezzare i particolari bisogni di quest'Arma, onde trovarsi in grado di disimpegnare colla maggior precisione possibile il suo importante servizio di guerra, e sopratutto avrà Ella potuto rilevare se il personale addetto al Comando Superiore dell'Esercit~ ed ai Comandi dei Corpi d'Armata corrisponda a tutte le esigenze che occorrono sia nelle operazioni campali sia in quelle di assedio. Desideroso questo Ministero d 'in trodurre tutti i miglio.. ramenti che possono assicurare la regolarità di ogni servizio attinente al l'Esercito, si è quindi determinato di interpellare la S. V. su questa importantissima questione ... )). Il Presidente del comitato rispose nel giugno dello stesso anno, e dall'incartamento che ci rimane si deducono proposte~ che già erano state preparate durante le campagne. L e principali furono le seguenti : Al Comando si.iperiore del genio in campagna dovesse.· essere applicato, all'ufficiale superiore capo dello stato maggiore, un maggiore, capo dell'ufficio, ed incaricato della corrispondenza e della diramazione degli ordini. Con ciò si tendeva a lasciare maggiore libertà al capo dello stato maggiore di at-· tendere alla parte tecnica, e dirigere anche i lavori più importanti quando fossero stati di emanazione diretta del Comando .su-periore, o fossero eseguiti da grossi riparti di truppe riunite da . riparti secondari. Si proponeva ancora che il capo dello stato maggiore del genio funzionasse come Direttore del Genio colle attribuzioni tecniche.
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ed amministrati ve devolutegli dai Regolamenti delle direzioni territoriali. Con tali pr9poste si avrebbe d o vuto rimediare agli inconvenienti gravissimi p er le esigenze della mili tare disciplina « notati coll a recen te campagna» per la impossibilità di avere sempre nello stato maggiore del comando ufficiali di maggior grado o d i m aggior anzianità di q uelli degli zapp atori; e si sarebbe tolta la gestione a m ministrativa ad un commissario indipenden- · te, il che porta va incaglio agli ordini.di esecuzione « che spetta al capo d i stato maggiore di em anare sotto la sua responsabilità». Si proponeva che il comandan te del genio p resso i corpi d'armata fosse tenen te colonnello, come il coman d ante dell'artiglieria, perchè « potesse colla d ovuta influenza esercitare nei consi gli del Quartier G enerale del Corpo d'Ar m a ta le proprie attribuzioni >>e ;i proponeva che vi fossero applicati un capitano ed un tenente. Non si trova va commendevole che al co m ando della divisione fosse stato abolito il comando del genio e fosse destinato a questo servizio il comandante della compagnia zappatori addetta alla divisione. E si facevano q ueste questioni : deve il capitano seguire il comandan te della divisione o stare al suo rip ar to ? E quando si eseguiscono la vori importanti e di responsabilità, con concorso, fors 'anche, di truppe di al tre armi, può il capitano lasci are la direzione al primo luogotenente p er tenersi p resso al co mandante d ella di visione, se questi vuole consigli tecnici per altri la veri ? I lavori stessi di tracciamento, d i esecuzione e simili possono richiedere la presenza d el capitano, certa m en te esperto e pratico, mentre invece può, alla compagnia, avere ufficiali subal tern i « giovani in cui m anchi l'esperienza d ell'a rte». Dal che era a ge vole conseguire doversi mantenere presso il generale di di visione un comandante d el genio (( rivestito del grado di maggiore od almeno che sia capitano anziano, p e.r:chè non gli manchi nè l'autorità _del grado nè .l'esperienza e p ratica del serv1z10 ».
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Seguivano altre considerazioni riguardanti specialmente il carreggio che era riconosciu to deficiente alla compagnia addetta alla divisione (somministrato dall'Intendenza militare) e si proponeva di assegnare permanentemente /in dal tempo di pace ad ogni cornp·agnia Ùn carro (anche a due ruote) per « trasporto dei bagagìi degli ufficiali, per la spesa del foraggio, ecc. J>. In quanto ai parchi risulta che il Presidente del comitato aveva mandato ordini di studio alla Direzione dei parchi ad Alessandria e si riservava di fare proposte a suo tempo. Si vedrà poi quali delle proposte suddette vennero attuate,
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** Nell'anno 1861 si riordinava l'Accademia Militare al fìne ,di avere « nell'avvenire maggior contingente di ufficiali nelle .armi speciali >> ( 1 ). Del! 'Accademia lVIilitare si occupò un primo Decreto m data 30 aprile 1861 ; e poscia si ebbero successi ve Norme m .data 1 novembre 1861. Ivi è detto: «La Regia Accademia Mili tare in Torino ha per iscopo di fornire di ufficiali le anni d'artiglieria e del genio mili tare e per una parte il corpo di stato maggiore <2). (1) Circa la pnma istituzione dell 'Accademia e sue trasformazioni successive v. ind. alf. (2) Col Decreto di ordinamento dell'e~ercito in data24 gennaio 1861 fu ordinato ancora il Corpo di Stato Maggiore, che fu cost~tuito da 210 ufficiali.Nel-l'occasione si istituì una Scuola di applicazione di Stato Maggiore che doveva avere 40 fra luogotenenti e sottotenenti allievi tratti dai luogotenenti o sottotenenti .di tutte le armi ai Corpi, dai sottotenenti provenienti dall'Accedamia militare (d'artiglieria o genio) e dai sottotenenti provenienti dalleScuole di cavalleria -e.di fanteria ( vedi Cap IV pag. 151 in nota). L'odierna Scuola di guerra (col nome ,di Scuola Superiore di guerra) fu imtituita (riordinando la scuola precedente) nel 1867. 47
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« Il corso di studio consta di 3 anni l>.
Seguivano particolari di ordinamento dell'Istituto, che subirono poche variazioni fino ai nos tri giorni , ;. e fu stabilito> fra l'altro, che nel passaggio dalla alla 3n. classe gli allievi ricevessero il grado e la paga di sottotenente dell 'arma di fanteria; e questa paga era loro accreditata sul conto par ticolare, sotto deduzione della somma d i lire 900 annue per la loro pensione (cioè quota mantenimento e studi). Venivano così gli allievi a formare un a ~ -, massa d'economia che serviva a sostenei:e le pri- · · i me spese di vestizione e di equipaggiamen to · a ll'uscire dall'Accademia. Finalmento, secondo l'articolo 28, l'allievo dell'Accademia che non fosse dichiarato idoneo : nei primi due anni di corso passava. in una scuola militare di fanteria o di cavalleria, e se fosse stato gi à insignito del grado di sottotenente, cioè fosse già al 3a corso, era trasferto nell'arma di fan teria, conservando l'anzianità dalla d a ta di nomina al grado pred etto. ir~ dD'-.M~ L 'uniforme degli allie vi era al 1861 quale · appare dalla fig. 97 che non ha bisogno di esFig. 97. sere descritta : durò sal vo leggere modificazioni, Allievo dell Accafino alla riform a Ricotti (1872- 1874). demia Militare
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D opo l'Accad emia gli allievi del genio passavano alla «Scuola Complement are» di C asale che e ra un perfezion amen to dell a « Scuola speciale teorica-pratica » i vi istitui ta nel luglio 1860 (v. C ap. VI § 1°). Il corso completo •avrebbe dovuto essere di 2 anni, ma le circostanze impellenti condussero a fare corsi abbre vi ati .
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· lntan to dalla Scuola teorica~pratica predetta erano usciti parecchi ufficiali del genio e si ricordano specialmente <1) : Gaetano Boas , Eugenio Bianchi , Pietro Balzafiori , Giovanni Cugini , Pietro Colombana , Vito Ghisellini , Francesco Mini , Luigi Panizzon, Francesco Parmeggiani, Bartolomeo .Banchio , Antonio Capsoni, E ugenio Ferrarini, Paolo Setti, Giuseppe Z ampieri, Giuseppe Prato, Eugenio Sale; Paolo Fedeli , * Ci'ro Meccario , * Federico F alangola , * Aniello d'Amore, * Alfonso Pinto , * Raffaello Tenore , * Eugenio Cocchia, * Raffaello Adinolfì, * F erdinando Vitaliano Mocci a, Filippo Sarzana, Giuseppe Accattino, * Giov. Batta Pagano, ecc .. Circa i corsi abbreviati della Scuola complementare (sempre a Casale) nel settembre del 1861 si ebbero Ìe seguenti amm1ss10rn: a) allievi del 3° corso d'Accademia, con obbligo di compiere il corso in un solo semestre (Cornaglia, Giacomino, Giov. l\1aria Garetta, Marra, Toselli, Serventi, Bosco); b) allievi esterni dell'8a classe del Collegio di Napoli e per un solo semestre (Cipullo, Qe Angelis, Gioia, Petrelli, De Luise, Mellino, Russo) ; e) allievi del 2° corso della Aaccademia per 2 semestri (Onofri, Percival, Marchese, Dazzo, Corsico, Pietro Castelli, ' D e Stefanis) ; a) allievi esterni del 7° corso del Collegio di Napoli per 2 semestri (Zita, Bellino o Bellini, Mastellone, Sarlo, Cerimele, Orilia, Coop, Lodovico Demartino). Nel dicembre 1861 furono straordinariamente promossi sottotenenti gli allievi del 2° corso dell'Accademia ed entrarono nel genio (alla S cuola Complementare) i seguenti ufficiali : (1) Quelli segnati con asterisco* provenivano dalla Scuola d'applicazionè di ponti e strade di Napoli, gli altri da ingegneri civili, studenti di matematica ecc., il Sarzana dall'esercito ponteficio.
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LE T R UPPE DEL GENIO '.'IELL ESERCITO XAZIOJ'\ALE
San tambrogio, Pizzocaro, Sabbione, Parvupassu, Provale, F erroglio, Agnelli, Floris, Raspi, Del Vecchio ecc .. E finalmente con R. Decreto 18 agosto 1861 si e bbe ancora una straordinaria a mmissione nell'arma di ingegneri civili e di studenti di matematica, che poi nel dicembre dello stesso. anno furono promosso uffici ali e mandati alla Scuola Complementare. Si citano fra essi : D ella Rocca, Verri,Monti, Brini, Botto, R a~ello, Oberty, Daddi, Negretti, Rizzo, T ango, Liguori, Brugnatelli, F archi, Mascaretti, Russo, Orlandini, S al vatori, Galiero. Mo.ti degli ufficiali compresi negli elenchi qui sopra riportati fecero carriera onorata nell 'arma e vi raggiunsero i più al ti gradi, e si troveranno i loro nomi nel seguito di queste note e nell'indice alfabetico. È opportuno ora fare qualche confron to fra ordinamen ti ed elenchi di ufficiali degli anni i più turbinosi della nostra storia politica e militare, e si potranno ricavare utili notizie. Confrontando l'organico del R. D ecre to . 17 giugno 1860 qui riportato al § 1° di questo capo con l'elenco degli ufficiali del genio quale risulta dall 'Annuario Militare 1860-61, si hanno le seguenti differenze : Su!rAnnuario 1860-61
Organico 17 giugno 1860
luog. ten. gen. magg. generali colonnelli ten. colonnelli . magg10n capitani . luogo tenenti sottotenenti . Totali
2
2
4
8 10
9 8
'
!2
22
34
88 123 43
11 O 115 120
299
411
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OROINAM ENTI DOPO IL
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Nell'Annuario dei detti anni 1860-61 si tro vano, per la prima volta, molti nomi di ufficiali provenienti dagli eserciti disciolti toscano, dell'Emilia, delle due Sicilia, e qualcuno dall'esercito pontifìci o, e d alle ammissioni straordinarie fra ingegnen ci vili e si p ossono ci tare : maggiori generali : G~nnaro Gonzales, Francesco Sponzilli ; colonnello : Filippo Cerroti ; tenenti colonnelli; Cesare Firrao <1) , Gi acomo del Carretto (comandante il collegio dell'Annunzia tella di Napoli); maggior i: Carlo Lissona , Domenico Valente, Federico Verdinois, Giacomo G uarinelli, F rancesco Verneau (1), Michele Zaini , Carlo Mensingher, Leopoldo Cas tellano (2) , Filippo Echaniz, P asquale Galluzzi, Gustavo Bourgoin , capitani : T elemaco Franceschi, Talete Caldera j, Francesco Arau , Camillo Zizzi, Pietro Cianfanelli, Cesare Guarasci , Vincenzo Cai re : Giuseppe Ra violi <3) , Giustino Salamone , Emilio Pagano , Donato Briganti , Ernesto Borgia, Nicola 8 Marselli <4), Francesco De Renzis <5), P aulo F arnbri ( ) , (1) Passarono nell'an no stesso 1861 al corpo di stato maggiore. (2) Era stato, da capi tano, alla difesa di Venezia, (v. cap. V§ 6°). (3) Era stato da tenente alla difesa di Venezia nel 1848-49. Nel 1859 aveva organizzata una compagnia di zappatori nei C acciatori delle Alpi (vedi Cap. V
§ 6° ed a questo Capo § 2). 4 ( )
Passò nello stato maggiore nel 1867; nella campagna del 1866 lo troveremo addetto al comando superiore del genio. Fu illustrazione delle scienze filosofiche e teorico-militari. Celebre la 1< Guerra e la sua ~toria ll , 5 ( ) F u deputa to e giornalista; fond ò il Fa nJulla e lo di resse per molti anni. Passò nello stato maggiore; poi in di plomazia e fu ambascioalore italiano presso le corti inglese e belga. 6 ( ) Ingegnere veneto emigrato, fu giornalista, storico, politico e commediografo. Nel 1884 aveva comandato i giovani che a Venezia liberarono Manin e Tommaseo, avvenimento che condusse poi alla rivol ta contro l'Austria ed . alla i;roclamazione della repubblica. Si dimise nel 1864, ma nel 1866 - in occasione della guerra - domandò di essere . 1iammesso in servizio, e lo fu, addet to al Comando generale del genio col grado di cai::i tano . Da ricordare di
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-Carlo Colonna , Francesco L ahalle , Luigi V acca , Raffaele Costa , Giuseppe Jaquetty, Giuseppe F errarelli ecc.; luogotenenti: Agostino Cappelli , Giovanni Lodi, Angelo T riani, Luigi Ghirardini, Giuseppe d i L enna, Ferdinando Spegazzini , Vincenzo Riviera , Edoardo Spelta , Celestino Cigli u tti , C aetano F aini , Alessandro Varni , Fran cesco Emilio Sabbia , Emilio Zucchi , Giov. Batt. Bianchi, Enrico Cosentino; sottotenenti: Pietro Ga mbiIIo , Felice Rusconi , Alberto Eugenio G allet, Carlo Parea , C arlo Valobra, Spirito Serafino; Di onigi Rubino , Paolo P anizza, Giuseppe Veyrat, Carlo P rato , Giovann i l\.1artinetto, Angelo G allet ti, Ruggiero Lanci.
* ** Confron tando poi l'Annuario del 1862 con quello del 186(),. 1861 si riscontrano queste differenze di importanza : Non fanno p iù parte delr arm a i generali : Agostino Chiodo (morto il 25 febbraio 1861) <1), Nicola Passera <2), Agosti no 2 Verani ( ) . L'Alberti è luogotenente generale col Menabrea. Sono tenen ti generali: Bordino, Gonzales, Sponzilli, Stagli eno, Ceru t ti , Cappelli, Magliano, Piacenza~Gioiello e Sobrero, tutti al Comitato dell'arma (v. cap. V II). Ed, ancora, non fanno parte dell'arma : il colonnello C arlo B àrabino ; i tenenti cÒlonn elli : An gelo Cap rilli, Ernesto Belli; i maggiori: Filippo Bucci C3), RaffaeleGliamas, Giacomo Guarinelli. Sono colonnelli: Filippo Cerroti, Vittorio Morand, Federico G iov. Batt. Pescetto, Giuseppe Destombes, Giuseppe Pozzo, lui la commedia cc Caporale Ji settimana » e l'opera « L a Venezia Giulia » dell a quale scrisse la prefazione Ruggiero Bonghi. Il M useo del genio ha il brevetto di laurea del Fambri, dono del cav. Coda. (1) Per la sua biogr afia e ritratto si vegga Capo VII. (2) I generali Passera e Verani erano stati messi a riposo per anzianità di &ervizio il 9 giugno 1861. Per la carriera e benemerenza nell'arma si veggano le citazioni nell'indice alfabetico ai loro nom i. (3) Provveni v~ dall'esercito parmen!le (v. Cap. V§ 5) .
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Lodovico San Martino Valperga, Enrico Parodi, Antonio Bri... gnone, Ferdinando Galli della Mantica, Gio. Celestino Sachero, Gio Batt. Matteo Bruzzo, Giacomo del Carretto, Domenico 1 Chiodo, Camilla Carbonazzi ( ). Si trovano nomi nuovi di ufficiali, molti provenienti dall'e,. ·s ercito delle Dl:le Sicilie e sono da ricordare : fra i maggiori: Raffaele Orsini, Giovanni Resta, Enrico Ritucci, Enrico Balzini, Pietro Conti <2), Gaetano Ci vitelli <3); fra i capitani ·: Ignazio d'Ischia, Giovanni Principe, Giovanni Pinedo, Michele Bossio, Eliçt Catanzeriti, Vincenzo Ramacca, Raffaele Terasona, F ranceso Sponzilli (figlio del -generale dello stesso nome), Alfredo Avena, L uigi lsastia ecc.; fra i luogotenenl i: L eopoldo Des tefanis, Francesco Salmieri , Giovanni Bertini, Francesco Aprosio, Giovanni Regis, Emilio D arbesio, Emilio Sollier, Vicenzo L evrone, Felice Perelli-Cippo, Benedetto Giacomino, Ernesto T oselli, Giovanni Maria Garetto, Carlo Servetti, Filippo Giussani, Edoardo Flumiani, Carlo Corna gli a, Leopoldo Colucci ecc. ; fra i sottotenenti: Marcello C arnevali, Antonio Sartorio, Luigi Henry, ecc. che erano ai reggimenti. P areccni degli ufficiali riportati nei due elenchi prece,. denti tratti d agli annuari del 1860-61 e 1862 si sono trovati già in altre pagine di queste memorie, come : Francesco Spon,. zilli, Isastia, Ramacca, Andreuzzi, che furono alla spedizione (1) Collocato a riposo con bollettino 28 agosto 1864. Fu una delle illustrazioni dell'arma e la sua biografia militare può raccogliersi dalle indicazioni che appaiono nell'indice alfabetico. (2) Fece la campagna del 1848 volontario del battaglione romano a Treviso poi a Vicenza ove fu ferito. Fece parte della -difesa di Venezia (in fanteria) fino a marzo del 1849 e passò alla difesa di Roma. Nel 1859 comandò, come maggiore, il 1° battaglione bersaglieri del!' Emilia, e con questo grado entrò nell'arma il 21 aprile 1862. :(3) Provenne dall'esercito toscano. Era direttore degli studi nel Collegio dei figli di militari di Firenze ed entrò nell'esercito sardo come capitano di stato maggiore; passò nel genio come maggiore il 3 agosto 1862.
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LE TRUPPE DEL GE:"IIO NELL'ESERCITO NAZION ALE
di Gaeta ( v. cap. VI, § 4°) ; e come : Lissone, Valente, Cianfanelli, Salomone, De Renzis, Spegazzini, Cigliutti, Varni, Zucchi, Gambillo, Rusconi, Parea, Rubino ecc., perchè. appena entrati nell'arma furono destinati alle truppe mobili tate per le campagne del 1860 e '61 ( v. Cap. IV e VI ed ind. alf.). Erano alla Scuola complementare gli ufficiali qui so~to elencati (alcuni sono apparsi già in altri elenchi precedenti, ma compaiono in questo, perchè od hanno ripetuto il corso; o l'hanno intrapreso poi interrotto e poscia ripreso : questo elenco è completo per J'anno 1862) : Gaetano Marchese, Zaverio Dazzo, Ettore Destefanis, Carlo Santambrogio, Luigi Ferroglio, Pietro Rasp j, Carlo D ella Rocca, Alessandro Monti, Ernesto Oberty, Giuseppe Tango. Enrico Orilia, Giovanni Coop, Ludovico De Martino, Salva~ tore Mastellone, Flaminio Buschetti, Luigi Sabbione, Pietro Parvupassu, Antonio Verri, Giuseppe Brini, Antonio Botto, Giuseppe Ramello, Giovanni Battista Daddi, C esare Rizzo, Vicenza Liguori, Serafino Mascaretti, Giuseppe Onofri, Giovanni Batt. Corsico, Alberto C erimele, Giovanni Percival, Pietro Castelli, Salvatore Bellino o Bellini, Amelio Petrelli. Alcuni degli ufficiali nominati in questo capitolo transitarono poi nello Stato Maggiore, come : Giorgio Brunetti-Serven ti, Francesco Ramonda, Antonio Gandolfi, Salvatore Bellini, Gaetano Marchese, Annibale Ferrere <1). Ed infine, ecco un'ultima confronto fra le cifre complesse degli annuari :
(1) Il Ferrero ebbe riconm pense al valore agli assedi di Ancona, di Capua e di Gaeta (v. questo Capo ai§§ 3 e 4); fu direttore dell'Istituto Geografico Militare Italiano e Comandante il II° Corpo d'Armata; senatore nel 1892; ambasciatore a Londra dal 1895 al 1898. Opere sue principali <1 La teoria dei minimi quadrati » <1 Pensieri sulla precisione ecc. ».
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ORDI NAMENTI DOPO IL
]86(
FINO AI:.
763,
r866 Si hanno
luogoten. generali magg. generali colonnelli luogoten. colonnelli magg1on capitani . luogotenenti sottotenenti Totali ufficiali
in quello del
in quello del
1860-61
1862
2 8
2
10· 12
9 14 15
34
35 (1)
110 115 120 (5),
158(2) 168 (3) 86 (4 )
411
487
Col che sì era giunti a soddisfare alle esigenze dell'arma, .. come meglio apparirà dall'ordinamento generale, di cui qui. m appresso. * ** Quest'ordinamen to fu stabilito con R. Decreto 2 marzo · 1862. Alle disposizioni generali del Decreto stesso sono pre- · messe queste parole : «.. . considerandola necessità di riassumere in un solo Decreto le disposizion i varie successivamente emanate per l'au-mento dei Personali suddetti (quelli del genio).. . abbiamo .determinato ... Art. 1° - Il Personale dell'arma del genio si compone di :: Un comitato Uno stato Maggiore Due reggimenti zappatori. (1) più 1 in aspettativa. 2 ( )
più 4 in aspettativa.
(3) più I in aspettativa. (1) più I in aspettativa . 5 ( )
più 2 onorari; sottotenenti: Gerolamo Buonazia e Carlo Bachi.
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J,.E TRUPPE DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
Art. 2° - Il cc Comitato del genio» comprende: 1 presidente ed 8 membri del grado di ·luogotenente · generale e <li maggiore generale ; 4 uffizi al, superiori ; 8 capi tani ; · 4 uffiziali subalterni ; 1 commissario; 1 sottocommissario; 10 aiu tanti. Art. 3° - Lo stato maggiore comprende: 40 ufficiali superiori ; 102 capi tani ; 11O uffizi ali subal~ tern i ; 89 commissari ; 129 sottocommissari ; 50 volontari ; . 270 aiutanti ; 50 aspiranti aiutanti. Col personale dello stato maggiore si provvede al servi zio · dalle 15 direzioni e 33 sottodirezioni. Art. 4° - Le truppe del genio sono ordinate in 2 reggimenti · zappatori, distinti dal rispettivo numero d'ordine e consisten ti . . ciascuno m: stato maggiore ; 3 battaglioni di 6 compagnie ciascuna; 3 compagnie di deposito. Collo stesso decreto si sopprimeva l'irppiego di contabile dei magazzini del genio, creato nel 1858. L a composizione di 1 reggimento zappatori sul piede di · guerra risu ltava (sommariamente) di : I colonnello, comandante; I luogotenente colonnello ; · {maggiori; 1 aiutante magg. in 1a e 3 aiut. magg. in 2a; I porta bandiera ; 7 ufficiali d'amministrazione, matricola ecc. ; 4 me~ , dici ; 1 cappellano ; 4 furieri maggiori di maggiorità e 6 di amministrazione; I capomusica e I 2 musicanti (effetti vi) ; I tamburrino maggiore, 3 caporali tam burrini e 12 solda ti tamburrini allo stato maggiore ; sergenti e ca por ali maggiori, capo_rali furi eri, vivandieri, capi operai ecc. allo stato maggiore. E per ogni compagnia : 1 capitano, comandante; 2 lu~gotenenti ed 1 sottotenen te; 1 furiere; 7 sergenti; I caporale furiere; 13 caporali; 2 tambur; . rini ; 1O artisti di 1a classe ; 20 artisti di 2a classe ; 100 zappa tori.
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Gioè, in to tale per ogni compagnia : 4 ufficiali e 154 uomin! ~truppa; e per tutto il reggimento: 106 ufficiali, 3099 uomini <I.i truppa. Sul piede di pace gli ufficiali erano sempre 106 e gli uomini di truppa sol amen te 1950. Riepilogando per numero gli ufficiali del genio di visi nei -vari servizi, risulta che essi dovevano essere, per corrispondere .alle esigenze dei quadri, nelle seguenti quantità. ufficiali generali N° 9 . . )) )) supenon 63 )) capitani » 156 )) subalterni» » 250 Totale N°
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il che corrisponde - con piccole differenze - alla disponibilità di uffici ali risultante dalle diverse ammissioni e riepilogate in questo paragrafo. Compiuti i maggiori e più radicali ordinamenti dall'Esercito Italiano, negli anni successi vi al 186 I si fecero sola:men te dei .ritocchi e degli assest~menti di piccola importanza. E si citeranno qui cronologicamen te anche le notizie che si riferiscono indirettamente all a storia generale dell'arma. L a prima che si presenta, in ordine di data, è la istituzione della «Commissione P ermanente di. difesa del Regno >J avvenuta con Nota 23 gennaio 1862 e posta ~otto la presidenza di S. A. R. il Principe di Sa voia-Carign ano, e della quale commissione il .Presidente del Comitato del Genio, doveva fa re p arte, per ragione di carica (1).
(1) La Commissione fu cos ì costituita (Det. Ministe riale 23 gennaio 1862): Pres: S. A. R. il Principe di Savoia-Carignano . Membri: gen. d'A. Morozzo -della Rocca; lùogot. gen. Menabrea (ministro della marina); Pres. Comitato ,d'Artigl. (che era il luogot. gen. D abormida); Pres. Comitato del genio (reggeva la presidenza il luogot. gen. Alberti); luogot. gen. Valfrè di Bonzo; luogot.
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LE TRUPPE DEL CENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
Il 16 marzo 1862 fu istituito un «Consigl_io Superiore per gli Istituti Militari » che doveva esaminare i regolamenti ed i programmi degli studi, i libri di testo ecc. Ne fu nominato presidente il luogotenente generale Giuseppe Dabormida, (che era anche presidente del Comitato d'Artiglieria), e furono nominati membri i luogotenenti generali : De Genova di Pettinengo; Di Saint-Pierre, Ricci, ed i maggiori generali: G onzales, RicottiMagnani, Sohrero, Sachero; più, i professori : Angelo Genocchi e Michele Coppi ho della R. Università di Torino. Fu segretario il maggiore d'artiglieria Enrico Giovannetti (professore nella Accademia) e segretario aggiunto il capitano Nicola Marselli, del genio (applicato al Col'11itato). Il 27 marzo 1862 fu sciolto il Corpo dei Volontari Italiani e fuso definitivamente nell'esercito regolare. Dai bollettini delle nomine e destinazioni del 1861 e 1862 risulta che, precedentemente alla data ora esposta, ed anche su ccessi va men te, alcuni ufficiali del corpo predetto, inscritti x:i,ell'arma del genio, si erano ritirati o si ritirarono, ed eccone un elenco probabilmente completo : maggiori : Lamberto Stein d'Altenstein; L uigi Ferdinendo Fix; Ernesto H offmann ; Valentino Bausenvein. capitano di 1a classe: Giovanni Morante; capitani: Tommaso D ichiara ; N a poleone Natoli ; F rancesco Cangemi : luogotenenti: Giuseppe Gio vannini; Giuseppe Z ancanini ; sottotenenti : Cesare L ol1i ; Beniamino D e Simoni; Antonio Petrucci ; Angelo Merzio ; Raffaele Giordan o ; .C arlo Nazzari; Francesco C arrozzi; quest'ultimo fu am-
gen. Pretitti; luogot. gen . Brignone; magg. gen. Ricci (capo ufficio Sup. Sta to Maggiore) ; magg. gen. Cugia; magg. gen. Pornno (proveniente dal · genio) i magg. gen. Staglieno (membro Comit. genio). Il Porrino era incaricato delle fun zioni di segretario.
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messo 'a far valere i diritti a pensione per « ferite riportate in guerra)). Altri ufficiali del genio dell'esercito meridionale quando furono trasferiti nel Corpo dei volontari i-taliani furono .destinati all'arma di fanteria; e parecchi continuarono in quest'arma la loro carriera. Si citano : Francesco Veneti che da maggiore fu occupato nei lavori .d'assedio a Capua ; fu prosciolto tenente c,olonnello del genio fra i voìon tari ; poi entrò come capitano del genio nell' e~ serci to regola.re e presentò le dimissioni il 14 luglio 1860 ; ·ma richiamato in servizio 1'8 agosto 186 l' col grado di tenente colonnello fu con fer mato tale nel corpo dei volontari italiani e poscia nell'arma di fanteria : luogotenente colonnello : T ommaso Lo Cascio ; maggiore: Raff aele Carbon ari ( v. cap. VI) ; capitani : Erminio Tessera ; Giovanni D el Sarto ; Giorgio ·Cheli, che fu trasferito come sottotenente : Luogotenenti: Stefano Terigno ; Teodoro Verdi; Sottotenenti : Angelo Bonino ; Giuseppe Busi ; Lelio Basèhieri; Giuseppe Mugnai; Luigi Volpato; Raffaele Ballo; · Giacomo Bodri tto. · Fa eccezione il capitano Raffaele Terrasona che fu bensì ·confermato capitano di fanteria nell'ottobre 1861, ma poi fu trasfe;itò col gradq di luogotenente nel genio nel novembre (1). Fin al men te gli ufficiali del genio del Corpo dei volontari che vollero rimanere nell'arma furono inviati ad un corso di 4 mesi di applicazione sulle materie pratiche e poscia assoggettati ad un esame per definirne l'idoneità. Furono dispensati dal~ (1) Raffaele T errasona o T erasona raggiunse nel!' arma il grado di maggior :generale. Fu sovente al Min istero.della Guerra perchè versatissimo specialmente .in tecnologia ed amministrazione e lasciò (colla collaborazione del Capirone · contabile del genio, poi del corpo dei ragionieri) un Manuale pratico riguardante .i lavori ed i materiali del genio, che fu per moltiisimi anni la guida di tutti gli ,ufficiali e ragionieri nel!~ questioni amministrative.
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LE TRU PP E DEL GEl\10 N ELL'ESERCITO NAZIONALE
resame gli assimilati di grado subalterno, cioè gli aspiranti aiutanti del genio (D ecreto ministeriale 19 aprile 1862). In conseguenza dei provvedimenti sopra indicati furono ammessi nell 'arma ; il 16 marzo I 862 i seguenti sottotenen ti : Filippo BozzettiCottone; D omenico Gianni trapani; Francesco L oforte; Alfonso Vizzini ; S alvatore C osta; ed il 6 aprile 1862 i seguenti uffici ali : capi tani : Beniamino Pandolfi, Carlo Pintacuda, Gia-· corno Profumo ; luogot.ti: P ompeo Torchiana o Torchiani <1), Salva tore Renzi, Vincenzo P astore, Giov. Ba ttist a Bologna, N icola Chizzolin i, Gio v. Batt. Bonavin o, Marcello R ougier, E mi lio. Bignami; sott.t i Giov. Ant. Pezzè <2), Sebastiano Marrone. L 'anzianità definitiva d i tutti questi fu fissata il 18 ottobre 1862 ( vedi Bollettino d i quell'anno) d opo il corso sperimen t ale ; a quella data però non facevano più parte del genio il Renzi ed il Rougier. L a m aggior parte di questi ufficiali aveva fatto serv1z10 nell' esercì to meridionale garibaldino alle direzioni, che erano state d i m an o in mano istitui te . Alcuni però furo no in guerra guerreggia ta ed anzi il T orçhiani ed il P ezzè fecero parte dei Mille (elenco ufficiale p ubblicato nel Bollettino delle nomine e promozioni ecc. del 6 aprile 1864). Nel corpo d ei volontari i tali ani erano ancora ins~ri tti dei (1) Il T orchiana di Cremona era ingegnere a rçhitetto; aveva fatto la campagna del 1849 contro gli Austriaci alla d ifesa di Bologn a e quella del 1859 nei Cacciatori del Corpo Volontari. Nella campagna di Sicilia e del Napolitano si era guadagnata la medaglia d'argento al valore militare ; si dimise nel 1870 e mo ri capitano del Genio della riserva nel 1883. (8) Il Pezzè di Belluno aveva fatto la campagna '.del 1859 come soldato volontario nel 19° fanteria ; nell'eserci to rego lare fu pro.mosso lucgotenen tc del genio nel maggio 1865 e fece la cam pagna del 1866 ; promosso capitano nel 18 73, si dimise nel 1875 e fu promo&_so m aggiore nella riserva nel I 895.
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Commissari delle fortificazioni, provenienti dagli Impiegati amministrativi napolitani od anche da ingaggiamenti occasio-nali, Questi commissari avevano fatto servizio alle direzion~ . dell'I talia Meridi on aie durante il regime provvisorio garibaldino e furono incorporati coi commissari del genio dell'esercito regolare con Bollettino del 20 maggio 1862, dal quale si possono desumere i nomi e le qualità (pag. 628). Progredendo nella cr~nologia · della storia dell'arma e _delle istituzioni che con essa hanno relazione, si deve citare il Regio Decre to 6 aprile 1862 che approvò il Regolamento per gli I stitutr militari superiori e secondari. Nelle Disposizioni generali è detto : << Gli Istituti Superiori di educazione e di istruzione · militare des tinati a rifornire di Ufficiali l'Esercito, oltre il terzo · devoluto ai sottufficiali a norma di legge, sono : la Regia Accademia Militare per le armi speciali ; · __ ;;:.. la Scuola Mili tare di Fanteria ;
la Scuola Militare di Cavalleria. Esse sono alimentate principalmente con allievi di Collegi; mili tari di istruzione e di educazione secondaria. All'uscire dall'Accademia i sottotenenti nuovi ammessi nell'artiglieria e nel genio riceveran,10 presso la Scuola di Ap~ · plicazione il complemento della loro istruzione sulle applica~ · zioni proprie ali' arma rispetti va ... >1• Con questo Regolamento non furono sensibilmente modifì~ cate le norme di ammissione, nè quelle di permanenza e di esami . per l'Accademia Militare, che erano state fissate nel 1° novembre 186I. E invece fatto parola di una scuola successiva all'Ac~ cademi~, che doveva prendere il nome di Scuola di Applicazione : e che fu istituita regolamente nel 1863, come si dirà a suo luogo. . Continuò però a funzionare fino ad estinzione di corsi la << Scuola Complementare di Casale». Si riprenderà l'argomento delle scuole tecniche militari a-I cap. XV. Qui è opportuno riportare il nome degÌi afl~vi, .
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LE TR UPPE DEL GENIO NELL'ESERCTTO NAZIOXAL E
perchè costituirono i nuclei degli ufficiali che poi . si trovano negli ordin amenti e servizi successivi dell'arma. Erano aUievi del genio al 3° corso dell'Accademia (promossi con R. Decreto deì 5 ottobre 1862) i seguenti : Luigi Bernini, Crescentino Caveglia, Giov. Bat t. Goiran, Giovanni Frizzoni, G erolamo Trernontani, Lodovico Barbieri _C'), Ernesto Cassini, Galeazzo Bar alla C'), T eofilo Fan tapiè <1), G erolamo Romagnoli, Gioacchino Molinatti, Enrico Bernardini, E varisto Massone, Felice H enry, C arlo Malaguzi, Mar tino Pi tscheider, G iuseppe Serego-Alighieri, Giov, Batt, Pessione, Luigi F aa di Bruno, Edoardo Viola ; alcuni dei quali fecero brillante carriera nell'arma, raggiungendo i più al ti gradi.
*** Con decre to 16 apri le 1862 fu istitui to u n cc Comitato Su· periore delle varie armi », del quale ebbe la presidenza il. gener ale Gerbaix de Sonnaz e ne erano membri nati (art. 2° del R. D ecreto) i Presidenti dei comitati di fanteria, di cavalleria, d'artiglieria, del genio (reggeva la presidenza il luogot. generale Alberti), dei carabinieri reali e del corpo d i st ato maggiore.
*** Pei movimenti di Sicilia e di Calabria, provoçati d a C ari-_ baldi nel 1862, furono con "R. D ecreti 22 e 24 agost o 1862 mobilitati appositi riparti di truppe d i tutte le armi, e ad essi riparti furono, con bollettino del 24 agos to, destinati i seguen ti ufficiali ed impiegati del genio: ' magg. Giov. Batt. Doix; capi tanò Giov. M aria M artinazzi; luogoten. D omenico Asti; commissari : Andrea Bò e Paolo S arnpò. La mobilitazione sul p iede di guerra delle t ruppe in Sicilia e n elle provivcie napolitane cessò il 16 novembre I862. (1) Passarono in stato maggiore nel 1864.
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* ** Nel J863 (il 18 gennaio) cominci ò a pubblicarsi, sotto la ,d irezione del Comitato, il Giornale del Genio !Ylilitare, impor~ tante periodico il qu ale secondo il programma doveva « abbracciare tutte le d isposizioni ufficiali rifletten ti il servizio del Genio militare e tutte le istruzioni, e doveva accogliere ancora memorie e studi di ufficiali dell'arma e che fossero (dal Comitato) ritenuti meritevoli di essere diffusì a vantaggio della colturn dell'esercito, e delle armi tecniche in ispecie >l. Con tinuò fino al 1873 incluso, e dopo :,i fuse col Giornale d'artiglieria (1) costituendo così il Giornale d'Artiglieria e Genio, che durò fino al 1884 e si cambiò nell'odierna Rivista d'Artiglieria e Genio. Si avrà occasione più volte di citare questi periodici importanti nella storia della nostra arma, o di mandar vi i lettori per particolari cli tecnicismo o di servizio che qui solamente si accenneranno. * * * D a b ollettini pubblicati nel 1862 e 1863 di · ricompense arretra te per difficoltà di accertamenti e 'verifiche risultano le seguen ti, che riguardano personale del genio : Elen co del 9 febbraio 1862 : menzione onorevole a Leopoldo Pe::;sa soldato del 2° Genio per essersi dis tinto nei fatti di Caramanico (21 o ttobre·l 860) : Elenco d.ell' 11 ottobre 1863 : medaglia d 'argcn t o al valore militare al capitano Anaiba!e Valenti per essersi distìn to nelle repressioni del brigantaggio (2 ).
(1) Il Giornale d'artiglieria .aveva cominciato le sue pubblicazioni nel 1861. (2) Era rimasto ucciso il 31 marzo 1863 in S . Maria in Lam is, men tre alla -t esta di un drapi:;ellc tenta va snidare briganti rifugiati in una casa (Boli. nomine ~cc. 1863 pag. 180). 48
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LE T R UPPE
D EL
GENIO NELL'ESERCITO NAZfONALE
** * Il 2 giugno 1863 fu introdotta u na variante nella uniforme del corpo, essendochè al caratteristi co sal~ot-cappello fu sostituito un k,epy simile a quello della fanteria (hg. 98) con trofeo
Fig. 98 ·-
Uniforme soldato genio ( 1863).
di paquefond speciale all'arma del genio, gaH;rìe chermisi, pennacchietto di crine p er la b assa forza e di penne (cadente a salice, modello artiglieria) per gli ufficiali. Il kepy era comune a tutti gli ufficiali inferiori dell 'arma, mentre gli ufficiali superiori tutti portavano ancon1 il cappello a due punte. Poco prima (I 5 sett. 1862) il fucile di fan t eri a, che aveva il genio, era stato sostituito dalla carabina· da bersaglieri con daga-baionetta, e dalle B asi d'armamento risulta che oltre agli accessori d'armamento il caporale furiere di compagnia, il
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773 · FINO - - AL - -1866 - - - -- - --
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caporale tamburino, ed i caporali di compagnia avevano un pie, cozzino di fanteria. Nel 1869 fu poi distribuita al corpo la ca" rabina da bersagliieri a retrocarica.
*** Il 20 ~aggio 1864 fu pubblicata una / struzione sull'ardi. namento del per.~onale e del materiale del Genio presso l'esercito in campagna, che ha notevole importanza (dopo quella del 29 aprile 1859) essendo conseguenza della pratica di guerra. Ed infatti si riscontra che fu tenuto conto di pressochè tutte· le proposte che il Presidente del comitato del genio (già Comandante superiore del ge1-io nel 1859, '60 e '61) aveva presentate al Ministero della guerra col rno rapporto del giugno 1861, di cui qui si è scritto. Secondo questa Istruzione il genio doveva somministrare all'eserc· to in camp.agna : a) compagnie di zappatori coi rispettivi parchi di compagma; b) parchi del genio di corpo d'armata ; . c) un parco principale .del genio. A ciascuna divisione era assegnata una compagnia zappatori; a ciascun corpo d'armata (oltre alle compagnie delle divisioni) era assegnato un parco di c. d'a. servito da una compagnia zappatori ; ed al quartier generale principale era assegnata una riserva generale del genio di 4 o più compagnie zappatori ed il parco principale del genio. L a direzione del servizio speciale del genio presso l'esercito mobilitato era affidata aa -un comandante superiore del genio (sotto la dipendenza del Generale in capo dell'ese_!cito); ed il Comando superiore del genio era costituito da : I comandante superiore (ufficiale generale) ; 1 capo di stato maggiore (col. o tenente colonnello); 2 ufficiali superiori . applicati ; 6 ufficialì inferiori ; I ispettore telegrafico e uomini ~ di bassa forza, pei servizi. I
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LE TRUPPE
DEL
GENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
La « Riserva generale del genio » presso il comando do.veva essere comandatà da un colonnello o tenente colonnello, e più doveva a vere : 1 maggiore, 2 ufficiali inferiori, I medico di battaglione, alcuni commissari e sottocommissari del genio, 8 impiegati telegr afici, ed alcuni sotto ufficiali e scrivani. Il << Comando del genio di corpo d'armata » dove va com-· prendere : I comandante colonnello o luogotenente colonnello; · 2 ufficiali inferiori applicati ed alcuni uomini d i bassa forza. Il « Comando del genio di divisione » comprendeva : 1 mag giore o capitano anziano ed alcuni u omini di bassa forza. Il « p arco di una compagnia zappatori 1> era costi t ui to da2 carri del N° 1 ; e pel traino era provveduto permanentemente dalla compagnia <1). Un « parco del genio di corpo cl' arma ta » er a costituito da : 3 carri del N ° 1 ; 6 del N° 2; 1 del N° 3 ; 1 del N° 4 ; I fu cina del N° 1 ; 3 carri telegrafici pesanti ; 2 volanti e 2 carri sta zione : totale 19 carri ; al traino dei quali eni destinato u n << disfacc~mento del treno i> composto di : I ufficiale subalterno ; 47 uomini di b assa forza ; 87 cavalli di truppa ; 1 carro di servizio. Questo parco doveva essere comandato dal com andante della compagnia addetta al corpo d'armata e vi. erano aggregati : 1 sottocommissario ed a iu tante d el genio e 4 impiegati telegrafici <1). · Il << parco principale dél genio » era costituito da: •3 carri del N° 1 ; 12 del N° 2 ; 3 del N° 3 ; I del Na 4 ; 1 del N a 5 ; 1 fucina del N° I ed 1 del N° 2 ; 1 carro per berta ; 1O carri telegra~ fì.ci pesanti; 3 volanti e 4 carri st azioni : totale c arri 40. Pel traino v'era des tina to un d istaccamen to del trez:io d'ar~ mata composto di : 1 ufficiale subalterno : 2 uomini d i b assa forza ; 42 cavalli di t ruppa ; 2 carri di servizio; più un d istac(1) Ciò però non fu effettuato, e nel I 866 le compagnie zappato ri en trarono in campagna coi p archi trainati da pariglie borghesi, come dicev a l'ordine di mobilitazione . Co:.ì si dica pei parchi di c. d ' a. e pel parco princiaple .
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camento di treno borghese di 128 cavalli o muli cogli uomm1 occorrenti pel loro servizio. Il caricamento complessivo dei carn sopra indicati era il seguente (1) : Carro del N° 1 ; materiali ed istrumenti occorrenti a mezza compagnia zappatori per l'esercizio delle seguenti arti e mest1en : disegnatore, carradore, zappatore', legnaiuolo. minatore, scalpellino, muratore (vi erano : 71 badili, 46 gravine, 35 fra piccozze e piccozzini ecc.). Carro del N° 2 : uten sili da zappatori e serie di complemento al N 1 per una maggior quantità di lavoranti: (201 badili; 101 gravine; 16 mannaresi; 40 fra piccozze e piccozzine, 25 roncole ecc.). Carro del N° 3 : 8500 sacchi da terra e pochi strumenti. Carro del N° 4 : 2000 sacchi da terra e strumenti da pesàre, da lat taio, da calderaio, da barilaio e da panieraio. Carro del N° 5 : 600 rncchi da terra ; vari cordami, inneschi e salsiccie da mina ; 2000 metri di filo di rame rivestito. Carro per berta : una berta con tutti i suoi accessori. Fucina del N° 1 : tutti i materiali ed utensili necessari per una fucina comune. Fucina del N° 2 : tutti i materiali ed utensili necessari ad una fucina per grossi lavori. Dei carri telegrafici pesante e volan te e carro stazione si 1\lk farà accenno al cap. XII, § 5.~~-.-! · 1 Coll'ordinamento qui esaminato · fu· aneora reso regola~ mentare l'assegnazione ad Ògni compagnia zappatori -all'ar~ mata di due « muli da basto per trasporto d'istrumenti ll ed il loro caricamento consisteva principalmen te in : torcie a vento, chiodi, funicelle, fìlo di ferro vario, IO badili, 8 gravine, · 6 mamc1 di ricambio, 5 mannaresi, 2 picozze e 2 picozzini, 5
,i
C). Per caricamenti particolareggiati si vegga il Gforll( le del genio 186S anno III.
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DEL GEN IO NEL L' ESERCITO NAZI ONAL E
roncole, 1 ascia, 1 sega a mano, alcuni succhielli assortiti ecc. Gli utens~li piccoli, lo spago , i chiodi ecc. erano tenuti in un apposito cc cofanetto »; gli utensili e s~menti m agg10n erano assicurati ad u n basto speciale.
*
* * Il 18 decembre dell 'anno 1864, qu ando s1 cominciavano a riconoscere i vantaggi dell'ordin am ento d el marzo 1862, furono presi nuovi provve dimen ti, e questa volta di carattere restrittivo. La relazione del ministro della g uerra al Re cominciava con quest e frasi signifi canti : <e Le condizioni finanziarie d ello Stato fatte gravi, m entre richiedono d al patriottismo del paese nuovi sacrifìzi , creano al tempo stesso p er il G overno di S. M. lo stretto obbli go di a vvisare a tutte le possibili economie che possano essere introdotte nei vari servizi della cosa pubblica .. . >>. Pel genio furono soppressi i depositi dei reggimenti, sop~ presse le sottodirezioni territoriali ; furono istituiti i Comandi del genio, e praticate riduzioni di minor con to . In questa circostanza furono soppresse le bandiere dei reggimenti ; furo no aboliti i tamburrini e sostituiti con t rombettieri e soppresse le musiche ; furon o abolite le di~ stinzioni di artisti di 1a e di classe e di zappatori, e cc~ stituito un solo complesso di zappatori, distinti in Jn- e classe. ' L'ordinamento dell'arma fu così costituito : I Comitato; 1 stato maggiore ; 2 reggimenti zappatori. a) Il C omitato doveva comprendere: · 1 presidente e 4 m embri (uffici ali generali); 4 ufficiali superiori; 6 capitani; 2 uffi~iali subalterni ; impiega ti civili.
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ORDINAMENTI DOPO IL
1861
FINO AL
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Esso si divideva in : Ufficio di presidenza, Ufficio tecnico, ed Ufficio di con tabili tà del personale dell'arma. b) Lo St ato Maggiore comprendeva : 4 maggiori generali, 42 ufficiali superiori, 100 capitani, 99 uffi.ciali subalterni ; e con qu_esto personale doveva provve.. dersi a 7 Comandi del genio di dipartimento (coi 4 maggiori generali e con 3 colonnelli anziani) ed a 20 direzioni del genio. e) Ciascuno dei 2 · Reggimenti zappatori constava di : 1 stato maggiore ; I8 compagnie attive ; e 2 compagnie di depo.. sito, ma solo in tempo di guerra. Si veggano i particolari d'or.. -ganico al cap. IX, § 5. Riepilogando : il quadro graduale numerico della compo.. sizipne e forza del :genio militare, coll'ordinamento del I 8 de.. <:embre 1864, fu di : ufficiali id. id. id.
generali· supenon ca.pi tani subalterni Totale in pace
9 in guerra 58 id. 219
id. id.
9 58 150 235
432
id.
452
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Uomini di truppa : in pace 3956 ; in guerra 6600 comptesi i I 00 veterani. Confrontando queste cifre (per gli ufficiali) con quelle del.. . l'ordinamento 1862 si rileva una non ìieve diminuzione, special.. mente negli ufficiali subalterni. Una successiva diminuzione si ebbe poi col Quadro generale numerico della composizione e forza del personale dell'arma del genio sul piede di pace, pubblicato il 30 decembre 1865, dal qua.. le. risultano le seguenti c•fre : ufficiali superiori 55 (cioè: 11 colonnelli, 11 tenenti -.colonnelli, 33 maggiori);capitani 140; subalterni 210; totale 405. In quanto alla bassa forza, essa fu ridotta solo nel numero
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DEL G E!':10 N ELL' ESERCITO NAZIONALE
dei veterani portati da 100 a 20 ; cosicchè il totale di t ruppe dei 2 reggimenti fu di 3876 uomini.
* * * Nel 1864 e 1865 furono pubblicate, ad intervalli, le Istruzioni generali sulla divisa degli ufficiali delle diverse armi, che riassunsero ed uniformarono prescri_z ioni · varie apparse qua e là, e date alcune per Regi Decreti ed altre per semplici Note ministeriali.
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Fig. 99 -
Ufficiali e soldati del genio nel 1865 circa.
Per quanto riguarda l'arma del genio non ~i introdussero varianti molto sensibili ; e si vegga in proposi to la fì.g. 99 presa dall'album del Bisi. Le ca ratteris tiche della divisa s1 possono riepilogare così (Annuario del 1866) : Ufficiali : cappello a due punte con pennacchio di prnme nere ricaden ti, p er gli u fficiali superiori; kepy con pennacchietto simile per gli ufficiali inferiori ; tunica di pa~no turchino
CAMPAGNA D EL
·1866
con goletta e pistagne di velluto chermisi ; pantaloni turchini con banda di panno chermisino ; spallini d'argento con corona.· reale di metallo dorato ; sciabola. Bassa forza : kepy turch;no con gaìlone chermisi ; cravatta nera ; tunica di- panno turchino con goletta di velluto cher~ · misi ; pistagne di panno chermisi (filettatura); spallini di lana chermisi con trofeo di metallo bianco; pantaloni .di panno turchino con pistagne chermisi; cinturino di cuoio nero; cara-·· bina da bersagliere con daga-baionetta. In quanto alle « Scuole reggimentali » (o scuole nel corpo) · ed alle Isir11zioni Pratiche ciegli zappatori, si vegga cap. IX.
6° -
CAMPAGNA DEL
1866
In tutto il tempo che ·durò la Confederazione germa~ · nica, cioè dal 1815 al 1866, la Prussia era considerata, . entro_ la Confederazione e fuori, come una potenza minore rispetto all'Austria; ma la Prussia sentivasi più forte, ed ago~ gnava ad assumere ufficialmente, davanti all'Europa, ì'egemo-,.. . nia o la presidenza della Confederazione stessa. Questo fu il motivo principale della guerra del 1866 fra la Prussia da una parte e dall'altra l'Austria colla Baviera e con quasi tutto il resto della Germania. Il gabinetto di Firenze non poteva a meno di profittare delle favorevoli disposizioni della Prussia al principio del !866 · stringendo con essa, come fece, un trattato di alleanza offensiva e difensiva. L a dichiarazione di guerra non fu fatta dall'Italia all'Austria che il 19 giugno; ma i prepan..tivi della guerra. erano stati fatti palesamente molto prima, tanto da prate della Prussia e · . dell'lt"alia, come da quell a dell'Austria. Questa videsi obbligata . a di'videre in due parti le sue forze; la maggiore contro la
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DEL GEN IO
KELL'ESERC ITO
NAZIONAL E
-P russia, la minore contro l' Ita li a, appoggiandosi al famoso ·q uadrilatero: Verona, Peschiera, Mantova e L egnano C1).
* ** Il nostro esercito entrò in campa gna costituito così : Comando generale dell'esercito, con u n Quartiere generale principale ; quattro Corpi d'Armata. Comandante in C apo era S. M. il Re Vittorio Emanuele II. Capo di stato maggiore il generale Alfonso D eUa Marmora. Il Quartiere generale principale, oltre che dall'ufficio del capo di st ato maggiore, era costituito dai seguenti comandi · e ser v121 : comando dell'artiglieria (luogotenen te generale Valfré di Bonzo) ; comando del genio (luogo tenen te generale Menabrea; se n e darà a suo luogo la composizione particolareggiata); intendenza generale dell'esercito; cara binieri reali; servizi sanitari e veterinari ; giustizia militare ; treno. A disposizione del Comando gen erale dell'esercito erano assegnate : truppe di cavalleria (una divi~ione); di artiglieria (3 brigate di 3 batterie ognuna) ; del genio (2 compagnie) ; del treno. Il I' Corpo, comandato dal Durando, era costituito da 4 Piane Il ; 3a Brignone ; Su, Sirtori). D i visioni ( Ja- Cerale ; Il II' Corpo (Cucc h iari) pure di 4 Divisioni (4a Mign ano; 6a Cosenz ; I Angioletti ; 19a Longon i). Il Il I° Corpo (Della Rocca) di 4 Di visioni (7a Bi xio : su Cugia; 9&· Govone ; J 6!i Umberto di Savoia). Il IV0 (Cialdini) era costituito di ben 8 D ivisioni (1 Jl.l. C a~ sano va ; 1 Ricotti ; 13aMezzacapo ; J4a Chi abrera : .151., M cdici ; 17a. Cadorna ; 1 D ella Chiesa ; F ranzini). Ad ogni Corpo d'Armata , oltre alle Divisioni, erano as~
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fILOPAN TI
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op. cit.
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CAMPAGNA
DEL
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segnati riparti di cavalleria, artiglieria, genio e treno in diverse misure. Di più venne costituito un Corpo di volontari (Garibaldi), ·che ebbe cavalleria propria, ed ebbe bersaglieri, artiglieria e genio dell 'es~rci to regolare. Le predisposizioni per il « Servizio delle armi di artiglieria ,e del Genio » vennero date con due Circolari ministeriali in data .J 2 e 14 maggio 1866 (1) ; una terza circolare del 18 maggio designava ai Corpi d'armata i parchi di artiglieria, del genio e gli equipaggi da ponte. Di queste circolari si riporteranno le disposizioni più importanti e riguardanti l'arma nostra, specialità zappatori, che nell'anno di cui trattasi disimpegnava ancora il servizio telegrafico; in quanto al servizio dei pontieri .si vegga il Cap . XI. L'ordinamento generale dell'esercito assegnava (come si è già scritto) ad ogni Corpo d'armata un «Comando del genio di Corpo d'armata » ; colle norme sopracitate, venne stabilito che il Comandante del gen io avesse sul personale e sul materiale che dovevano far parte dei Corpi d'armata rispetti vi le stesse attribuzioni ed autorità dei Comandanti del gen io nei Diparti menti, stahilite dalle Istruzioni del 21 maggio 1865. Questa autorità era diretta sul personale e sul materiale assegn ato al Comando del Corpo d'arma ta e che non appartenesse ad alcuna Divisione, ed era indiretta per quelli assegnati alle Divisioni, cc come quella che loro spett a (cioè ai Comandanti di D ipartimento in tempo di pace) su l personale e sul materiale nel Dipartimento e fu ori della Di visione ove risiedono ». I predetti Comandanti del genio di Corpo d'armata, oltre
1 ( )
La circolare 12 maggio 1866 aveva per oggetto Norme generali di servizio per le armi di A rtiglieria e del Genio all'Esercito in Campagna. Norme ,oer il servizio telegrafico da prestarsi dall'arma del Genio in Campagna. E la circolare 14 maggio .4vvertenu circa il seroizio del Genio e del/' Arti_g!ieria in Camr,agna.
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LE TRUPPE
DEL GEN IO
~ELL'ESERCITO NAZIONALE
dipendere diretta men te dai rispetti vi Comandanti generali di Corpo d'armata relati va men te alla disciplin a, al ser vmo ed all 'impiego de1le truppe, e p roposte di ricompense, dovevano dipendere ancora dal Comandante Superiore del genio dell'Esercito per quanto riguardava il servizio tecnico ed amministrati v~. Alle Divisioni n on venne costituito un C omando del genio, ma fu assegnato allo stato maggiore delle medesime un ufficia le inferiore dell'arma, perchè fosse « in generale impiegato agli uffici di ufficiale di stato maggiore ed in particolare a quelle specialità che all'arma del genio si riferivano ». O gni compagnia doveva mobilitarsi col proprio parco; ogni Corpo d'armata ebbe assegnato un P arco del genio di C orpo d'armata ; il 4° Corpo ne ebbe due; e ad ognuno dei predetti parchi venne addetta una compagnia zappatori. E siccome non era costituito ancora il <e P arco principale del genio», stabilito dalle norme del 28 maggio 1864 e che avrebbe dovuto rappresentare il « D eposito di rifornimento » dei vari parchi e mobili tarsi col Comando superiore 'del genio, così a questo comando fu assegnato un parco di Corpo d'armata, aumentato di materiale telegrafico. « In tal modo (di ceva la Circolare 14 maggio) il. Parco d el genio assegnato al Comando superiore dell'arma, avrà una dotazione in materiale telegrafico eguale a quella stabilita per il parco principale del genio ». Per i rifornimenti dei m ateri ali impiegat i o consum ati i parchi delle compagnie si rivolgevano ai parchi dei Corpi d 'armata; e ques ti provvedevano o con acquisto dal commercio o per requisizioni dirette od anche coll'inter vento delle « Direzioni del gen io territori ali » in seguito ad ordini del C omanden te superiore dell'esercito. O gni parco di compagnia aveva dunque 2 carri M od. N° I (vedi ordinamento 1862), ma trainati da 4 pariglie bo,ghesé;. di più ogni compagnia aveva una carretta da battaglione e 3 muli (I per la carretta e 2 da basto). . Ogni parco d'armata aveva la com posizione gi à d escritta
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CAMP AGNA DEL
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·qui indietro e .siccome non erano costitui ti ancora i riparti del treno , così anche queste vetture dovevano essere trainate da pariglie borghesi (com e diceva l'Ordine di mobilitazione) (l) . In quanto al cc servizio telegrafico)) erano stabilite norme che verranno riporta te al Cap. XII riguardan te tale specialit à. *
* * Nell'ordine cronologico delle operazioni d'organica, nei riguardi della nost ra arma, in precedenza della campagna, e durante essa, rnno da. indicare le seguenti da te : 28 aprile 1866: F ormazione dei <1 depositi reggimentali )). dapprima di una sola compagnia, in seguito di due. 10 maggio : Ampliamento del quadro degli ufficiali, basato sull'ordinamento del corpo zappatori del genio sul piede di guerra. 18 maggio : Prima assegnazione delle compagnie ai reparti mobili tati (coll'ordine di mobilitazione e colla circolare N° 3) ; e fu la seguen te : al Comando superiore del genio (riserva generale del genio)·2 compagnie zappator i (una con parco di Corpo d'armata zafforzato) ; al I0 !1° e III° Corpo d'armata 2 compagnie zappatori per ognuno, una delle quali con parco di Corpo d'armata ; al IV° Corpo d'armata 4 compagnie zappatori, di cui due con parco. Nessuna compagnia in questa assegnazione fu data alle Divisioni. C) Questo impiego dèl lreno borghese per il traino dei parchi. e specialmente di quelli delle compagnie zappatori che do vevano seguire le truppe. fu un gr:1vissim0 inconveniente pel nostro servizio. A Custoza la maggior p ar te dei conducen ti tagliò le tirelle ai quad ruped i e f ug~ì. La 16" Compagnia del 2° Reggimento impegnata nello stendimento di linee telegrahche dovette requisire; buoi per salvare i carri ; della 5:1 Compagnia pure del 2° fuggirono i conducenti lasciando i cavalli; e così avvenne per mol te altre. Durante la campagna però si rimdiò in -arte all 'inconvenien te inviando poco per volta .ai reparti del genio nuclei di conducenti del treno militare.
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DEL
GENIO N ELL'ESERCITO
N AZfùN ALE
27 maggio (nota ministeriale) : Completamento delle assegnazioni in modo che ogni Corpo d'armata ebbe µna propri a compagnia zappatori (al IV° Corpo, due) p er suvizio del parco di Corpo d'armata ed ogni Divisione ebbe una compagni a. 31 maggio : D estinazione ai corpi d ei sottotenenti del genio che erano aìla scuola di applicazione: Giuseppe Comolli ; Za ccaria Finardi; Gio. Batt. Andreoli; Edoardo Vitta ; Augusto Bucchia ; Giovanni Leoni ; Giuseppe ~Maurer ; Giuseppe Messina; Gustavo Durelli ;GaetanoCarotti; Giovanni Verdinois. Il 7 giugno furono promossi luogotenenti ; alcuni, come. Comolli, Vitta, Carotti lasciarono presto il servizio . Il Vi tta aveva fatta la campagna del 600 come sergente. 7 giugno : Formazione di 4 nuove compagnie atti ve per ogni reggimento ; così ogni reggimento ebbe 22 comp agnie attive e 2 di deposito, ed ogni compagnia doveva a vere 175 uomini (1). Stessa data : R 0 Decreto col quale viene aperto un concorso a 40 posti da sottotenente nell 'arma del genio (fra i lau reandi ingegneri o licenziati nella facoltà di matematiche pure). Sono da ricordare, perchè fecero non brève carriera nell'arma, i seguenti (ammessi il 16 luglio 1866): Girolamo Bravi; Girolamo Fantoni; Silvio Beggiato; Costantino Riboni; Michele Dossena (passò in S. M.) ; Fermo Cazzi ; Vincenzo Miglioli ; Amelio Rezza. Fecero, dopo la campagna, un corso alla scuola d; applicazione.
(1) In effetto però la forza delle compagnie fu mclto mjnore. Scrisse il tenente colonnello Veroggio (nel suo rapporto finale) che le compa1,nie a sua dipendenza partirono con non più di I00 uomini l'una e non arrivarono mai ad averne più di 140 anche coi rafforzamenti successivi. Nelle compagnie vi earno i 2/5 circa di muratori, ed 1/ 5 di falegnami o legnaiuoli; poi ferrari, scalpellinini ecc. variamente ripartiti. Si ebbe a deplorare la mancanza quasi totale di minatori.
CAMP ACN A O EL
1866
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22 giugno : Destinazione ai corpi per la campagna dei seguenti sottotenenti del I0 anno di Scuola di Applicazione ;_ Bernardino Garrone (poi S. M.); Lodovico Crocetti ; F rancesco Momo ; Giacomo Rosati ; Giovanni Regazzi ; Riccardo J acowitz (1) ; Calisto Resplendino (1) ; G iacomo Arrighi ;. Emilio Guy · (1 ) ; Claudio Marzocchi ; Achille Mazzitelli (poi S. M.); Eugenio Bella; Giov. Batt. Cabi ati; Vincenzo Garelli ;. Giuseppe Bottero ; Enrico Castaldi di S. Gaudenzio ; Girolamo Giulio Oldrini; Rodolfo Pierotti {1) ; Gustavo Parozzi (1) ·; Castoré Masè. Il 4 dicembre furono trasferiti alla Scuola di Applicazio·ne per compiervi il 2° corso, nell'agosto 1867 passavano ai reggimenti e successivamente furono promossi luogotenenti .. 24 giugno: Istituzione di una compagnia di zappatori dei corpi volontari, la cui forza e composizione doveva essere la stessa prescritta per le compagnie del genio dell'esercito. 30 giugno : Destinazione ai corpi, per la durata dell a campagna, dei seguenti sottotenenti usci ti dall'Accademia Mili tare : Emilio D e Giorgis (poi S. M.) ; Cesare Vallarino (2) ; Luigi Pes talozza ; Michele Delli F ranci (2) ; Valentino Molinari ; 2 Carlo Coppa Molla ; Albino Boggiano ( ) ; Giovanni Siglienti ; Giuseppe Cuccati (2); Luigi Rossetti; Giuseppe Ferrari ; Ambrogio Fiori (2 ) . Il 16 ottobre furono poi destinati alla Scuola d'Applicazione per compiere il corso degli studi regolari. 28 luglio : Aumento di 3 altre nuove compagnie per ogni reggimento, 2 attive ed I di deposito, in vista di lavori straordinari di difesa sulle linee dell'Adige e del Po e di presumibile at-
C) Lasciarono il servizio del genio da tenenti o da capitani o per avvenuta morte, o per dimissione o per passagg:io ad altro corpo. (2) Anche questi lasciarono presto il servizio del genio per cause diverse,come si è scritto alla nota precedente.
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D EL
GEN IO
NELL 'ESERC ITO NA ZIONALE
tacco alle fortezze del Veneto. Ogni reggimento venne ad avere così : 24 compagnie atti ve (in 4 battaglioni) ; · _i_ compagnie deposito ; 27 compagnie; ed in tutto il corpo compagnie 54; ma · 1e compagnie nuove furono presto ,:ciolte ed il corpo fu riordinato nel di cembre I 866 e nel successivo gennaio I 867. Il <1 repar to definitivo» per l'entrata in campagna del Corpo del gemo, fu quello che appare qui di seguito, alla data del 7 gmgno (a Piacenza) : C OMANDO SUPERIO.RE DEL GENIO
Comandante superiore : luogo.tenente generale Luigi Mer nabrea. Stato maggiol'e : Capo di stato magg10re colonnello Giur seppe Cameri. Applicati: maggiori Giov. Batt. Doix; Michele Massari; Pietro Con ti ; c apitani : Alessandro D e Charboneau ; Luigi Durand de la Penne ; N icolò l\1Iarselli ; luogotenenti : Antonio Mario ; Gaetano Mariani ; Gio vanni An t. · Priola. ispe ttore telegrafico: ~a v. Salvatori. Questa composizione, in personale, cam biò durante la camr pagna, come si avrà occasione di accennare. Ri serva · t ruppe : tenente colonnello Antonio Araldi comandant e l a ·ri serva generale ; m aggiore Cesar e G uarasci comandan te le truppe. 5a comp. 1° Z app . (1 ), con parco d i C. d 'A. e p arco telegrafico
(1) Le designazioni d ella Nota Mi nisteriale, per la maggior parte im personati, vengono qui complet ate mettendo i nomi dei comandanti) e singole unità, quelli degli ufficiali costituenti i comandi ai Corpi d'Armata, ed ali.e . Divisioni ecc. desumendoli da ruolini che sono nell'archivio del Museo.
CAMPAGNA DEL 1866
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cap. Ignazio d'Ischia, comandante la · compagnia e cap. Emilio Capelli pel parco e telegrafo. l comp. ·1° zapp. ; cap. Luigi Geloso (il 6 luglio la compagni a passò al 1° C. d'A., 5a Divisione). comp. 2° zapp. ; cap. Camillo Suini {il 6 luglio passò al II° C. d'A'., J9a Divifione). 6°' comp. 2° zapp. ; cap. Eugenio Bianchi {il 6 luglio passò al II° C. d'A. , sa Divisione). Esse furono sostituite più tardi come si dirà a suo luogo.
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1° CORPO
D'ARMATA
{Durando)
Comando del genio: colonnello Giovanni Castellazzi. Stato maggiore; applicato : magg. Luigi Garavaglia; cap. Giuseppe Menini ; luogot. Giovanni Percival. Truppe; comandante: magg. Gaspare Scala. J5a compagnia 1° zapp. con· Parco di C. d'A; cap. Felice Rusconi. Ja Divisione {Cerale) ; cap. addetto · allo stato maggiore della Divisione : Ernesto Borgia. · compagnia 1° zapp. ; cap. Riccardo Negri. Divisione (Pianell): Cap. addetto : Vincenzo Caire. compagnia 1° zapp. ; cap. Giulio Torelli. 3a Divisione {Brignone) : cap. addetto : Giuseppe Di L enna. 9a compagnia 1° zapp. ; cap. Giovanni Zambardino. 5a Divisione (Sirtori): luogot. addetto : Eugenio Sala. I3a compagnia 1° zapp. ; cap. Carlo Colonna. Il 6 luglio la compagnia passò a Guastalla per l'assedio di Borgoforte e fu sostituita dalla JOa del 1°, che era al Comando generale {cap. Geloso).
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LE TRUPPE
II°
DEL GENIO N ELL'ESE RC ITO
CORPO D'ARMATA
NAZIONALE
(Cucchiari)
Comando del genio : luogot. colonnello Giuseppe Molinari. Stato maggiore : magg. Giovanni Resta; cap. Ernesto Bora ; luogot. Daniele Lunelli. Truppe; comandante: magg. Ottone Tournon. J 7a c~mpagnia 1° zapp. con parco di C . d'A. ; cap. Al~ssandro Varni. 4a Divisione (Mignano) : cap. addetto allo Stato Maggiore della Divisione : Corrado Trinchieri. compagnia 1° zapp. cap. Carlo Torretta. 6a Divisione (Cosenz) luogot. addetto: Emanuele .Borea. I 4a compagnia 1° zapp. cap. Gaetano Soli!las. JOa Divisione (Angeletti): cap. adetto: Francesco Lahalle. I compagnia 1° zapp. cap. Enrico Larini . . 19a Divisione (Longoni) : luogot. addetto : .Alessandro, Castelli Ja compagnia 2° zapp. cap. Franchini. Il 6 luglio la comp. passò a Guastalla (assedio di Borgoforte) e fu sosiituita dalla del II0 (cap. Suini).
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ilI°
CORPO · o'ARMATA
(Della Rocca)
Comando del genio. : luogot. col. Benedetto Veroggio. Stato maggiore: magg. Camillo F erreri,; cap. Tito Varzi; luogot. Enrico Berna rdini. · T n1ppe: comandante : magg. Marco Sartoris. I 6a compagnia 2° zapp. con P arco di C. d 'A. ; cap. _ Gaetano F aini. 7a Divisione (Bixio) : cap. addetto allo Stato magg10re della Divisione : Aristide Gibelli. compagnia 2° zapp. cap. Giuseppe Noy.
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CAMPA~NA DEL
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3a Divisione (Cugia) cap. addetto : Edoardo Medici di Marignaoo. 7a compagnia 2° zapp. cap. Silvio _Piacentini. Il 6 luglio passò a Guastalla (assedio di Borgoforte) sostituita d alla 6a del Il0 (cap.. Bianchi). 9a Divisione (Govone) luogot. addetto : Ercole Tenca. 5a ompagnia 2° zapp. cap. Francesco Riva. J 6a DivÌsione (Umberto di S~ voi a) luogot. addetto : Pietro Castelli. J7a comp·agnia 2° zapp. cap. Beniamino Pandolfi.
IV° CORPO
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ARMATA (Ci aldini)
Com ando deJ genio: colonnello Giov. Batt. Bruzzo. Stato maggiore ; colonn.: Luigi Gianotti; magg. Carlo Genè; cap.: Giovanni Riccardi; Alessandro Perdomo; luogo t. Ernesto T oselli. Truppe ; comandante: magg. Francesco Arau. 9a compagn ia 2° zapp. con Parco di C. d'A. ; cap. Ca# milio Cadebò. J4a compagnia 2° zapp. con Parco di C. d'A; Cap. Giovanni Principe; più il Cap . Giovanni Batt. Ferrero pel servizio telegrafico. J Ja Divisione (Casanova): cap. adde tto allo Stato mag~ giore dell a Di visione : Agostino Rosselli. 3r~ compagnia 2° zapp. cap. Antonio Basi. Jza Divisione (Ricotti): cap. addetto: Enrico Cosentino. 4a compagnia 2° zapp. cap . Giuseppe Derossi. 13a Divisione (Mezzacapo): cap. addetto : Dionisio Bonomi. JOil compagnia 2° zapp. cap. Silves tro F an toli. J4a Divisione (Chiabrera): luogot. addetto : G. B. D addi. J2a cornp. 2° zapp. cap. Giuacinto Duboin. 15a Divisione (Medici): luogot. addetto : Giovanni Coop.
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L E TR UP P E
DEL
GENIO
NELL'ESERCITO NAZION AL E
13a comp. 2° zapp. cap. Giov. Batt. Martell etti. 17a Divisione (Cadorna): cap. addetto : Pietro. Rpnchetti. 15a compagnia 2° zapp. cap. Paolo Bottari. Divisione (Dell a Chiesa): cap. addetto : Alessandro 1 Livoni. 3a compagnia 1° zapp. cap. E li a Catanzeriti. Divisione (Fran zini): cap . addetto : Fortunato Parodi. 7a compagnia 1° zapp. cap. C H are Verdi. Fu poscia lasciata a Pontelagoscuro (4 luglio) e sostituita dalla 16a- del 1° (cap. Giovanni Michelotti).
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Corpo dei volontari (Garibaldi).
4-& compagnia 1° zapp. cap. Vincenzo Violante, con materiale telegrafico, servito da funzionari ci vili. Di mano in mano che giungevano fra i volon tari elementi adatti p er lavori si form arono nuclei, sempre crescenti, di zappatori volontari, che cos tituirono poi una compagnia (Decreto 24 giugn o) d ella quale prese il comando Alberto Spinola, capitano del 6° Reggimento fanteria d ei volontari.
* ** Al momento d ella dichiarazione di guerra (19 giugno) l'esercito italiano era suddiviso in tre grandi nuclei, che potevano agire quasi indipendentemente l'uno d all'altro e che avevano obbiettivi diversi: il grosso C. d'A. di Cialdini (IV0 ) era fra Bologna e Ferrara coll'incarico di guardare il Po ; il Corpo principale (col comando, il quartiere generale principale ed il 1° 11° e 111° C. d'A.) era davanti al Mincio, col proposito di investire le fort~zze d el quadrilatero ; il Corpo dei volontari, comandato da G ari b aldi, era in formazione a Salò col còmpi to di invadere il T rentino e chiudere ·
CAMPAG NA DEL
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ali 'Austria la strada di comunicazione fra il Tirolo e le sue fortez.ze dell'Adige e Mincio. L'Austria aveva in I tali a forse 90000 uomini ; di questi, un nucleo di 7 od 8 mila uomini fu lasciato a fronteggiare Cial.. dini; la massa principale, comandata dall'arciduca Alberto, si dispose a manovrare fr a Verona e Mantova; un terzo nu.. eleo, dapprima debole e di mano in mano rafforzato, e coman.. dato dal Kouhn, ebbe l'incarico di combattere i volontari, per tenere aperta la strada su Verona. Le truppe del gen.io alla mobilitazione dell'esercito erano un po' qua e un' po' là nelle guarnigioni, ed erano quasi tutte occupate in lavori di « messa in difesa ii delle piazze forti, che avrebbero potuto essere eventualmente impegnate nella futura lotta; e perciò : profìlamento dei parapetti, sgombro del campo di tiro da vanti alle cannoniere, copertura con terra dei locali preparati per resistere al bombardamento, e simili lavori, nelle piazze di Alessandria, Ancona, Bologna, Casale, Genova, Pavia, Piacenza, Pizzighettone, Rocca d'Anfo. In alcune di queste piazze furono fotte costruzioni importanti, c<::~Ì : a Piacenza fu elevata una nuova opera (batteria della Quercia) all'estrema sinistra della testa di ponte di S. Rocco ; ad Ancona una nuova batteria a Torre d'Ago; a Pizzighettone furono fortemente muniti i passi di Grotta d'Adda e di Formigare; a Cremona, infine, fu provveduto alle opere di maggior rilievo che la Com-missione di difesa dello Stato aveva raccomandato nel 1865, ed in meno di 30 giorni (si era cominciato a lavorare al 15 di aprile) le opere pit1 necessarie furono compiute sopra m. 2.750 di magistrale, e l'improvvisata piazza fu armata con 70 cannoni da I 6 B R (prima metà di giugno) <1). C) Pei lavori di Cremona fu instituita una D irezione provvisoria (R. De~ creto 15 aprile 1866) che ebbe come direttore il tenente colonnello Felice Martini. Questa Direzione continuò a fare lavori anche dopo citirate le compagnie zappatori e dopo il primo armamento della piazza, e fu soppressa il 27 luglio.
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LE TRUPPE
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D i più, furono fatti costruire numerosi forni da ca_mpagna, secondo il tipo del Giornale Militare 1865 e precisame"nte : 27 a Bologna, I O ad Ancona, 4 a Castiglione d elle Sti viere, 4 a Codogno, ecc .. D a quanto preced e ne d eri vò che i reparti del genio furono. mandati all'ultimo momento presso alle unità alle quali erano destinati, ed alcune compagnie non poterono prendere parte alla battaglia di Custoza, perchè non arrivarono ·in tempo. Q uesto invio tardivo fu d eplorato da quasi tutti gli ufficiali che riferirono sulla ca m pagna ed il tenente colonnello Veroggio scnsse : « Non basta per una truppa il D ecreto di sua mobilita~ zione, p erchè abbiasi a riguardare come trasformata in completo stato di guerra, ma essa ha bisogno sempre di qualche giorn o di sos ta prima di avventurarsi a lunghe marcie, per impiegarla a completare il suo equipaggiamen to. Una compa gnia poi di zappatori destinata a far parte di una Divisione attiva sarebbe indispensabile che potesse prendere parte a tutti i movimenti che fa la Divisione stessa dalla m a formazione, onde promuovere in ess·a lo spirito di solidariet à colle t ruppe uni tamente alle quali è destinata ad agire, e per far sì che gli ufficiali abbiano agio di conoscere, ed essere conosciuti da tutti i C 0mandan ti di Corpo agli ordini d ei quali in p articolare h anno probabilità di trovarsi lungo la campagna, come per conoscere gli ufficiali che compon~ gono lo Stato Maggiore della Divisione stessa, coi qual i son chiamati ad avere continui rapporti di servizio. Così se le com~ pagnie destinate a far p arte di u n C orpo d'Arma t a si potessero trovare a disposizione di chi deve comandarle in camp agn a, _in quel periodo di aspetta ti va che precede bene spesso l 'apertura ·delle ostilità potrebbero essere applicate ad istruzioni speciali relative al loro impiego, ed essere abit uate gradatamente alle marcie. Per contro mobilizzate quando le, altre truppe sono gi à rotte ai d isagi del campo, soffrono m aggiormente dì quelle nei p rimi giorni di marcia, e co~rono rischio di non trovarsi al
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loro posto se il giorno in cui avrebbero a raggiungere il loro Corpo coincide con un movimento di dislocazione od un fatto <l.'arme >>. Intanto alcune unità, pronte o costituite prima della dichiarazione di guerra, cominciarono a funzionare e si ha notizia ,che la 7a Compagnia ,del II0 ( 1 ) costi tui fra il 22 e 23 giugno due batterie campali a settentrione di Mosio, vari ponticelli e rampe ·sul fiume Oglio per coprire ed agevolare la gettata del ponte per parte dei pontieri; e che il Comando del genio presso il 2° Corpo d'armat~ fece costrurre nella prima quindicina di ·giugno n° 1.8 ponticelli di legno portatili, di ognuno dei quali si <lovettero fornire i reggimenti di fanteria e di cavalleria « all'oggetto di somministrare loro il mezzo di tramitare anche con ·C_arri i piccoli corsi d'acqua di 4 o 5 m. » (2) ; e fece deviare le .acque del Tivo Olone presso Castellucchio <( all'oggetto di fa. vorire le operazioni offensive .delle nostre truppe che si pronun2iarono poi verso Curtatone e Montanara il 23 giugno». Ed il Comando generale del genio ave;va fatte studiare teste di ponti a Coito (maggiore Ferreri) ed a Valeggio (maggiore Cara vaglia) e le fece cominciare appena passato il Mincio, ma le braccia mancavano, e mancò il tempo quando l'urgenza si fece sentire.
(1) Pei nomi dei capitani comandanti delle compagnie, che verranno di mano in mano citate per aver fatti lavori importanti, o per altri motivi, e per i rifer.imenti alle compagnie odierne, si veggano sempre le indicazioni .apposte nell'elenco qui indie tro. (2) Questo ripiego fu preso in cons~guenza della mancanza nelle compa,gnie zappatori di ponti divisionali (mod. Birago) ri tirati dopo la campagna .del 1859 ( v. Cap. Xl). li generale Cialdini, che ricordava gli inconvenienti nel 1860-'61 derivanti da questa defìcenza, richiese che le compagnie zappatori del suo Corpo d'Armata avessero materiale per picccli ponti e l'ebbero quasi tutte.
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*** Il 23 giugno l'esercito del Mincio lo .passò i n più punti; e furono impiega ti alcuni riparti d el genio in lavori; così: . una sq uadra della 2a compagnia del I0 abbattè il canceli o del ponte di Monzambano, poi l'intera compagnia attese alla riparazione del ponte per renderlo e mantenerlo praticabile alle truppe ; cominciò anche a costrurre sull'imboc co di sinistra u na lunetta (testa d i p on te); la 13a del I0 intraprese la costruzione di due batterie per pezzi d a campagn a sulle strade d a Valeggio a Verona e da . Valeggio a P escheria, appoggia te d a trincera men ti per fanteria ; ed altre compagnie fecero rampe , adattamenti di terreno ai campi e simili. Il m a ttino d el 24 cominci ò la battagli a che prese il n ome d al villaggio di Custoza e che durò fino a sera. Fu una batt aglia di incontro : anzi potrebbe dirsi di incontri causali di di verse colonne italiane con colonne aust riache, che poco sapevano l'una dell 'altra. Non tut te le di visioni del Corpo comand a to dal generale D ella M arm ora presero p arte alla battaglia, nè tutte in egual misura ed egual ~odo. Ànzi, si svilupparono combattimen ti ed ebbero luogo operazioni slega te fra di loro, e tanto, che si p ossono con siderare ben separa te l'una dall 'altra. Il generale D ella Marmora che vagò p er tutto il giorno da una ad altra loca~ li tà, non riusci a far convergere le a zioni ad una dire tti va unica. L a relazione red a tta dalla sezione storica del Corpo di stato m aggiore dà i segu enti nomi dei combatti men ti parziali e le seguenti sud di visioni d elle truppe che vi presero parte. A) Impegna i! I0 C. d 'A. (Durando) : a) Combattimento di Oliosi (Linea Monzambano ·C astelnuovo) : Ia Di v;sione (Cera le) ; Di visione (Pianèll)'; e comando e sta to m aggiore del I° Corpo.
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b) Ce,mbattimento di S. Lucia (Linea Valeggio-Fornelli- · S. Rocco di Palizzolo-S. Giorgio in Salice-S. Giustina) : 5a Divisione (Sirtori). e) Combattimento di Custoza (Linea Pozzolo-Valeggio.. · C~stoza-S0n<;1) : 3a, Divisione \Brignone). B) Impegnato il 111° C. d'A. (Della Rocca) e porzione del . II° C. cl 'A. (Cucchi ari) : a) Combattimento di Custoza (Linea Remelli-Quaderni- Rosegaferro - Pozzomoretta - Sommacampagna): sa Divisione (Cugia); 9a Divisione (Govone). e) Combattimento di Villafranca (Unea Belvedere-Vil- lafranca-Ganfardine): 7a Divisione (Bixio); J9a Divisione (Longoni) ; I Divisione (Angioletti). f) Combattimento di Villafranca (Linea RoverbellaVillafranca): J6a Divisione (Principe Umberto); comando es stato maggiore del II 1° Corpo. g) La Divisione della cavalleria di linea combattè a Vl- -lafranca sulle due linee tanto di Ganfardine come di Roverbella . . Le compagnie del genio che si trovarono sui luoghi del. combattimento furnno : 2a, sa, 9a e J3it del 1° Reggimento ; 5a, 7a, sa e J7a del II0 Reggimento; avrebbero dovuto trovarvisi anche la I 5a, 17'1 e J8a del 1° e Ja del II0 (perchè le uni- · tà alle quali erano assegnate cornhatterono) ma invece furono, per mancanza di ordini, lasciate fuori d·ai campi. Ed anche le compagnie prima dette furono male impiegate tanto come truppe : tecniche quanto come truppe combattenti. , Ciò è esposto in modo conciso e chiaro dal tenente colonnello Veroggio nel suo rapporto complessivo sul concorso delle com- , pagnie del genio nei combattimenti di cui qui si tratta : « Tale circostanza (l'essersi, cioè, le compagnie presentate:: tardi alle divisioni alle quali erano assegnate, circostanza di cui si è fatto cenno) credo non · sia affatto estranea alla quasi assoluta mancanza di ordini che i comandanti di tali compagnie .
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ebbero a soffrire nella giornat a d el 24 ed alla poca o . nessuna parte ch e esse ebbero in generale al fa t to d'armi, ment~e conoscendone lo spirito eccellente, io non d ubito punto che esse avrebbero sos tenuto degnamente l'onore dell'arma, ove se ne fosse tratto maggior partito » ed altrove cc ..... io son o condo tto a conchiudere che o t timo so tto tutti i rapporti è l'elemento · che ~ompone le nostre compagnie zapp atori, per cui non posso a meno di lamentare quella specie di dimenticanza nella quale esse vengono alle volte lasciate per parte d ei comandanti di qualche divisione, mentr'io me ne riprometterei i p iù onorevoli successi in ogni circostanza ..... ». Risulta che : -la compagnia del 1° reggimento · fu divisa fra l'avanguardia ed il grosso ; il primo riparto non ricevette ordini e non fu imp iegato durante la battaglia ; il secondo restò al ponte di Monzambano e fu utile a regol are il passaggio n ella tumultuosa ritirata del pomeriggio ; I'8a del I restò di scort a al parco d'artiglieria; la ~ del I fu dal cap. di Lenn (addetto al Comando 3a Di visione) spiegata a tempo p er tenere testa ad un assalto fur ioso di ussari ; La 13a del I0 durante il combattimento più vivace preparò passaggi alle truppe su fossi, rampe di dife.s a ecc. ; la J7a del I I0 fu di sostegno a ll 'artiglieria; essa costruiva, durante il combattimento; una batteria campale davanti Villafranca quando fu sorpresa da improvviso attacco nemico di c~valleria ; lo respinse e condusse a termine il, lavoro ad on ta del fuoco continuo nemico. l\.1ori va sul lavoro il cap.le zappatore Chiapparino. P iù tardi, sempre essendo di scorta all 'arti. glieria della Di visione, subì l'assal to di altri stormi di cavalleria, · che fuga vano da van ti a loro numerosi sb anda ti d ei nostri. il -comandan te l a compagnia la tenne riunita ed, insieme a •riparti vicini di fanteria, fece organizzare una buona resistenza. Si
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distinsero, nell'occasione, per coraggio e fermezza il caporale .Enrico Music e gli zappatori Zanone, Maccari e Melossi.
* ** Il movimen to di ritirata che fu iniziato fin dal mattino, ·specialmente dalla 3a Divisione, ed il sentimento di sconforto, potrebbe dirsi, o di sfiducia, che si manifestò fino dalle prime azioni, durarono per tutta la giornata. Alla sera del 24 l'esercito .italiano, vinto più moralmente che materialmente, era quasi tutto passato sulla riva destra del Mincio, men tre l'esèrci to austriaco non aveva modo, causa le perdite subite, nè ~i fare ·un inseguimento nè una efficace pressione offensiva. Nella notte dal 24 al 25 giugno la sa compagnia del 1° fu occupata alla distruzione del ponte di Monzambano (ponte ·permanente di 12 stilate, largo m. 3,50 e lungo m. 48,00): il -legname di demolizione della prima metà verso l'avversario .fu lasciato in baìià della forte corrente, e quello della 2a metà fu ritirato dietro alla tes tata di destra; la stessa compagnia, il giorno 26, con questo mater;ale e con altro che comm;se al ·municipio di Monzanbano, cominciò la ricostruzione del ponte stesso, allo scopo, più che· altro, di far credere ·all'avversario ,che il 1° Corpo d'A. volesse ripassare coià il Mincio; la 9a compagnia del 1° nella stessa notte fece opere di ,difesa del ponte (di b,Hche) ~teso sul Mincio ai Molini di Volta; cioè : costruì una batteria sulla riva sinis,1ra davanti al ponte; poi costruì spalleggiamenti ed abbattute sulle strade che pro~ venivano da Valeggio, l\1antova e Verona; successivamente .si recò a Volta Mantovana, pose in istato di difesa i contorni -del paese e costruì due batterie sul culmine del colle (monte dei .Frati), una delle quali assai .importante, irrobu_stita da rivesti~ -menti di circostanza (porte e finestre di un vicino convento); ccmpagnia del II0 fui mpiegata a preparare la di~ .struzione del ponte di Coito ; mancando essa di polvere da
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mina, e non essendovi n elle vicinanze nessun parco d.'.a rtiglieria che potesse fornirne, preparò l'incendio della campata di mezzo costruendovi sotto un grande impalcato che caricò di materie infiammabili (foglie di granturco, legna minuta ecc. imbevute di petrolio); e ciò m entre sul ponte era incessante il passaggio d elle truppe in ritirata. Il ponte poi non fu distrutto ; m a nel giorno successivo (25) fu minato e barricato potentemente sull'imbocco sinistro, ed in queste condizioni cadde in mano agli Austriaci ; la 13a del I0 e la 5a. del II0 riunite casualmente al ponte di Borghetto, attesero, so tto gli ordini del m agg. Scala, a preparare la distruzione del ponte stesso, e furono molestate da tiri _ d'artiglieria avversaria . Nel contempo che avvenivano le azione che presero nome da Cus toza e, successi va men te, men tre l'armata d el Mincio iniziava la ritirata, si svolgevano operazioni secondarie verso Mantova, a Curtatone e Montanara, e davanti a Borgoforte; e Cialdini inizia va il passaggio del Basso Po. Verso Mantova, per tenerne a bada la guarnigione, era stata avviata fin dal 23 giugno la 6a. Di visione attiva (Cosenz), la quale doveva occupare fortemente le strade che dall a for tezza conducano al Basso O glio, un a a Marcaria (Curtatone) ed u na a Gazzuolo (Montanara). La di vi5ione àveva seco la 14a compagnia del I~ (cap. Solinas) ; le fu aggiunta la_ P del II0 (cap. Larini) distolta dalla J9a di visione, ed ambedue furono poste agli ordini del maggiore Resta. I lavori, fatti col concorso di operai borghesi recluta ti sul posto, e di ausiìiari d i fanteria, s1 svilupparono dalla notte del 23 fino a tutto il 26 giugno, e si possono così riassumere : a Curtatone : quattro batterie p er 6 pezzi ognuna e di cui due sulla strada (un a dietro l'altra); un a linea di abbattute lunga 1800 rn. circa dal lago sul)eriore fino ad un luogo detto l'Eremo ; la messa in i stato di difesa di tutte le case di Curta ton e ; l'intaglio a parapetto per fanter:ia della strada-argine dell'Osone
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.che da Curtatone conduce a Montanara per 400 m. circa, ecc.; a Montanara : il prolungamento delle abbattute del~ l'Eremo predetto verso la strada di Montanara ; due batterie per 4 pezzi sulla strada verso Mantova e la teralmente; un lungo trinceramento a denti di sega; altre abbattute, e la messa m .istato di difesa delle case sul margine del paese.
* * * Le fortificazioni di Borgoforte {fig. 100) costituivano una testa di ponte sul Po della grande strada che da Guastalla con.duce a Mantova. Consistevano in quattro opere staccate, semi~ permamenti, delle quali una (forte Motteggiana) sulla destra del ·fiume e le altre tre (forti : Magnagutti, Rocchetta e Bocca ,di Ganda) sulla sinistra. Il forte l\1otteggiana era una grande lunetta coi fianchi prolungati sino al fiume, con cinta di muro alla Carnot alla :scarpa ed alla gola: caponiere nei fossi, tamburo a due piani alla :gola e ridotto interno a tre bracci, pure a due piani. Era armato di 32 bocche da fuocc. I forti Rocchetta e Bocca di Ganda, aventi rispetto alla .sponda destra del Po l'ufficio di fiancheggiare il forte l\1otteg:giana, erano opere poligonali chiuse, con qualche tratto di muro -di scarpa alla Carnot, e ridotto interno di muro ; erano armati rispettivamente di 13 e di 11 bocche da fuoco. Il forteMagnagutti (opera centrale) era ottagono, con muro .di scarpa alla Carnot, caponiere di fosso, ridotto interno .a tre .bracci di due piani. Era armato di 19 cannoni. Fra le due sponde era steso in tempo di pace un ponte di .barche, che però era stato disfatto, e le comunicazioni erano ..manten~te con un porto. La guarnigione constava di 1400 :uomm1 circa. Il primo attacco di Borgoforte, ammesso fin da principio dal .
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gran comando fra gli atti iniziali d ella guerra, fu diretto contro il forte Motteggiana., e vi fu destinata una parte della 4a divisione (Duca di Mignano), mentre il rimanente di questa di visione sarebbesi messa nel S erraglio alla destra della 6a di visione (Cosenz) per tagliare le comunicazioni fra Borgoforte e Mantova. Il generale Mignano il 21 · giugno si- stabiliva prima ~ Vi adana, poi a Guastalla, con una brigata di fanteria, un b attaglione di bersaglieri, due batterie d'artiglieria, il parco d'artiglieria d ella 4a di visione, la compagnia del genio con parco rafforzato (Ja del 1° cap. Torretta) ed una compagna pontieri, che gittò un ponte a Boretto. Dovevano ancora giungere 90 cannoni d a Reggio e scopo dell'azione era « non già di fare u n assedio di quelle fortificazioni, ma bensì di costringere con un impon ente e simultaneo fuoco delle artiglierie la gu arnigione ad evacuare le opere o meglio arrendersi .... ll <1). Fu fatto un primo investimento, e la sera del 24 il piccolo corpo era disteso sulla destra del Po, tra Suzzara e Guastalla, · ove giungevano a partite successi ve le artiglierie da posizione, ma µoichè prima del pomeriggio del 25 non potevano essere tut te -in ordine, l'attacco fu fissato per la mattina del 26 ; il quale attacco doveva essere fatto da 5 colonne di fante ria, susseguite ·dall'artiglieria pesante, eh~ veniva trainata da 150 paia di buoi, e che doveva appostarsi in luoghi opportunamente preparati. La compagnia del genio fu occupata dapprima a ridurre in istato di difesa le antiche mura di Guastalla, a rafforzare la porta S. Giorgio, a fare parapetti p er fucileria da vanti ad essa porta, a· gittare piccoli ponti sul Crostolo pel caso di una ritirata; poi fu messa a disposizione del comandan ·te dell'artiglieria per coadiuvare i cannonieri nel servizio dei pezzi ( vi furono des tinati ancora 700 uomin i di fanteria). (1) Ordine del Quartiere generale principale.
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Però nel pomeriggio del giorno 25 giunse da Coito un tele... gramma che ordinava la ritirata su Reggio e così l'attacco fu . sospeso, e le truppe del di Magnano nella notte presero la via . .. ' prescritta. * ** Nel Basso Po il IV° Corpo era, nel giorno 20 giugno, disteso da Galliera ad Argenta, col quartiere generale a Ferrara, e con avamposti e punte di cav~lleria sul Po da Guastalla alla Mesola .. Il comandante (generale Cialdini) aveva in animo di passare il Po in due punti, cioè: alle Casette presso S. Biagio e Salva-· tonica a valle della foce del Panaro e quivi dovevano essere costrutti 2 ponti; all'isola Rava presso Fellonica, ove doveva essere costrutto 1 ponte. In ambo i si ti la costruzione ed il passaggio dovevano essere coperti da forti avanguardie di bersa-glieri e di artiglierie. Cont emporaneamente poi era stato ordinato di preparare una simulazione di passaggio con grande apparato a Guarda Ferrarese e di occupare fortemente colla 20a Divisione . l'isola di Ariano (alla destra della lunga fronte). Il passaggio del Po era preparato per la notte dal 25 al". 26 giugno; la dimostrazione a Guarda Ferrarese per la sera del. 24, ed il passaggio della 20a di visione nell'isola di Ariano per il 23. . Le truppe del genio assegnate al IV° Corpo d'A. appaiono dall'elenco posto in principio di queste note ; il generale Cialdini aveva prescritto però che le compagnie di zappatori avessero, oltre al parco di compagnia, un parco spe~iale per costrurre 60 m. di ponte su cavalletti, con materiale simile a quello Birago, che avevano i pontieri. Molte compagnie l'ebbero, caricato su 8 carri, ed ebbero occasione di impiegarlo frequente- mente anche nei movimenti preliminari al passaggio del grande fiume ; ed infatti : la 3a del II0 costruì il 19 giugno un ponte. sul Reno al passo della Barchetta; la toa del II0 gittò un ponte .
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sulla Secchia il 20 giugno e costruì ancora un lungo tratto di strada dal ponte alla strada di Carpi. D elle operazioni tecniche di Guarda Ferrarese e dell'isola di Ariano fu incaricato specialmente il çolonnello Gi anetti; ma quelle d'Ariano ebb ero poco sviluppo. A Gu ard a Ferrarese si lavorò con alacrità; la 3a compagnia del 1° preparò il materiale per la cqstruzione di un pon te di zattere; cominciando al mattino del 23 giugno, continuando a turni di 6 in 6 ore, alle 6 pom. del 24 ave va costrutti 18 zatteroni di 2 zattere ognuno, e di più altre zattere che atten devano congiungimento, ed altre che erano in costruzione ; ed allora cominciò il gittamento del pon te, ricorrendo ad ancore di circostanza (gabbioni pieni di sassi) ed a m olti ripieghi geniali. · Tutto era dunque disposto quando al gener ale Cialdini, verso le 7 pom. del giorno 24, giunse un telegi;amma del generale D ella IV1armora, che annunziava l'esito dell a giorn ata attorno a · Custoza, e suggeri va di non impegnare più oltre le trup pe alla sinistra del P o ; ed allora Cialdini dette ordini per l'eseguimento di una « mossa retrograda », già prestudiata, e per la quale la Divisione doveva ritirarsi a Bologna e le altre 7 d ovevano raccogliersi in Modena e dintorni, tra Castelfranco, Bastiglia e Rubbiera. Si capisce che i lavori di Guarda Ferrarese furono sospesi.
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* ** G arib aldi, che stava p er iniziare le operazi011i offensive a nord-ovest del Garda, informato delle nuove condizioni d erivanti dall'abbandono del Mincio, telegrafò al Dalla M armora : « io sospenderò le operazione nel Tirolo e concentrerò qu anto mi sia possibile le forze nel. triangolo Salò, Desenzano e Brescia, proteggendo la flottiglia e quest'ultima città.... » e tosto fece massa a Lonato e si mise in comunicazione col corpo del gene-
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rale Pianell (1) che era steso verso Bussolengo e VoltaMantovana. Fu in quest'occasione che si mandò al corpo dei volontari la brigata d'artiglieria (Dogliotti) e la compagnia di zappatori (4a col cap. Violante). *** Il movimento del corpo Della Marmora tendente al Basso Oglio fu ripreso nella giornata del 26; e così fra il 26 ed il 27 tutto l'eserci to italiano era in moto volgendo le spalle al Mincio ed al Basso Po; e mentre le marcie del IV°Corpo erano ·s emplicemente di spostamento a sinistra, quelle del corpo Della Marmora costituivano una vera ritirata strategica, o manovrata, essendochè non si conoscevano le condizioni e le intenzioni dell'avversario, che si credeva in forza ed in movimento verso sud-ovest, attraverso al Mincio. Ebbero perciò impiego le artiglierie (per appostamenti) e le truppe del genio; in quanto ai pontieri (che gi ttarono molti ponti) si vegga il capo XI. Le mosse e gli itinerarii dei corpi si ponno leggere nella relazione del corpo dello stato maggiore (2). I vi si parla solo incidentalmente delle truppe del genio ; qui si indicheranno invece brevemente le operazioni principalissime, e cosi questo scritto potrà servire di complemento a quello. Il 29 giugno e seguenti , fino al 12 luglio, la 13a compagnia <lel 1° (giunta alla sua D ivisione, la solo il giorno 29) attese alla costruzione di 3 batterie ( a sussidio dell' artiglieria) sulla sponda destra dell' Oglio per difendere il pon te di Marcaria, e poscia alla cos truzione di altre 2 batterie a valle del ponte per battere lo sbocco sul fiume della strada principale di S. Michelè' m Bosco.
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(1) Pianell era stato nominato, dopo Custoza, comandante del in luogo di Durando. (2) La campagna del 1866 in Italia op. cit.
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D al 30 giu gno, e fìno al 12 luglio, la 14a. del 1° costrusse 4 batterie sull' argine destro dell' Oglio, a Gazzolo, per collocarvi 18 pezzi e sistemò 3800 m. di strada coperta al piede dell'argine per lo spostamento d elle predette artiglierie; di pit1, elevò una batteria per 4 pezzi a Torre dell' Oglio per battere d'infìl ata la strada di Càsole. Il 30 giugno la 9a del 1° a Pontevico {presso Ve rolanuova), in seguito ad ùn a minaccia d'attacco nemico, coadiuvò I'arti- glieria a porre in batteria 4 cannoni da campagna e costruì poscia un ponticello su un largo e profondo fosso acqueo (m. 12 per 4.50) pel caso di dover ritirare i pezzi ; indi costruì una batteria per 2 pezzi in Pontevico stesso ; minò il ponte di legno sull'Oglio e fece i lavori necessari per porre in istato di difesa gli accessi al ponte; successivamente (4 luglio) a Vescovato (sempre sull'Oglio) fece importanti la vori per accampamento delle truppe di visionali. Il 1° luglio la 2a compagnia del I0 minò il ponte di mura tura sull'Oglio a Binar.uova, ma il brillamento non ebbe luogo; e la del I0 preparò la distruzione del ponte di legno fra Pontevico e Robecco. Dal 6 al 10 luglio la 7a e J'8a compagni a del II0 furono incaricate di preparare difese del ponte d'equipaggio gittato dai pontieri sull'Oglio presso il porto di Molio. La 7a costruì una batteria in una località detta Casotto per battere la strada di Gazzoldo, ed altra b atteria nel luogo detto Casa ; costruì sull'argine dell'Oglio, a destra e sinistra d el ponte, 2 batterie a dente di ·sega, una per 3· e l'altra per 4 pezzi, 1;er b attere il ponte ed i suoi accessi.
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* * * Mentre l'esercito italiano retrocedeva dal Mincio e dal Basso Po all'Oglio e su Modena, avveniva Sadowa (3 luglio). e la notizia per veniva all'arciduca Alberto quand'egli aveva
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cominciato già a mandare parte delle sue truppe sulla destra del Mincio a prendere posizione per opporsi ad un supposto ri torno offensivo del Della Marmora. E colle notizie giungevagli l 'o~ dine di spedire almeno un corpo d'arma,ta di 4 brigate e 2 reggimenti di cavalleria a Vienna e successivamente l'ordine di accorrere sul Dan~bio con quante più forze potesse, lasciando però ben guarnite oltre le fortezze del quadrilatero, anche Venezia e Palmanova e difendendo gagliardamente il Tirolo, per avere sempre aperta la strada dell'Adige. Intanto, la Francia, alla quale si ~ra rivolta l'Austria per tema di essere sopraffatta co~pletamente daHa Prus~ · sia, entrava diplomaticamente nel conflitto; avanzava proposte di pace, e pareva disposta anzi ad imporle ; e l'Austria, per troncare il conflitto con noi, voleva cedere Venezia alla Francia, coll'intesa che essa l'avesse a noi rimessa. Ciò non conveniva alla nostra dignità e ne erano con~ . vinti governanti e comandanti militari; nei giorni 29 e 30 giugno ebbuo luogo convegni a Parma fra Della M armara, Cial~ dini ed il barone Ricasoli (Presidente dei ministri), e fu deciso di agire e ffica cernen te nel Veneto f)er dare soddisfazione all'esercito ed al paese e riparare ai danni morali derivati da Custoza. Si può dire che da qut>l momento l'arbitro dei movimenti é delle situazioni militari fu il generale Cialdini, il quale presentò un nuovo disegno offensivo pel Basso Po con tutto l'esercito, cominci andolo con un grande attacco contro Borgoforte, al fìne di richiamare l'attenzione dell'avversario su quella fortezza, piuttostochè di volerne l'espugnazione. Coperto da tale mostra, il IV° Corpo sarebbe tornato nel Basso Po e ne avrebbe tentato il. passaggio in punti diversi da quelli del 25 giugno ; ed il rimanente dell'ese~cito, restando ancora sull'Oglio, avrebbe terminato il proprio riordinamento ed avrebbe raggiunto poscia il IV° Corpo, per fare massa neÌ · Veneto. A Garibaldi rimaneva sempre il còmpito del Trentino.
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* ** A ssedio di Borgoforte <1). L e operazioni strategiche qm indietro sommariamente indicate ebbero il loro regolare sviluppo e, fra t utte, l'attacco di Borgoforte. Sono state espos te le condizion i della piazza ( v. fì.g. 100). P el secondo a ttacco il generale Cialdini propose di portarvi - due delle sue divisioni, più quella del generale di Mignano; di c annoneggiare fortemente Motteggiana ed intanto di sfilare col resto dell'eserc ito, dirigendosi verso il Basso P o. D ette l'incarico di quest'azione d'artiglieri a .al generale Ricotti col colonnello Balegno, il quale aveva a disposizione 104 pezzi da 16 e 6 d a 40, ed il col. Ma ttei che aveva 50 cannoni d a 16 e 30 da 40 ; in tutto, dunque, 190 pezzi da posizione, più quelli divisionali. D el genio vi era solamen te la 13 compagn ia del I quale add etta alla di vision e di Mign ano. Ess a compagnia fu aggregata a l gruppo del Balegno;· concorse n ella notte dal 4 al 5 .al pi azzamento d elle artiglierie in b atteria, costruì uno spai.. leggiamento per fanteria ad un a batteria un poco esposta, e servì questa b a tteria durante l'azione. Il 5 luglio ebbe luogo il di visato cannoneggiamento. Le n ostre artiglierie tiraron o più di 13000 colpi, le austriache risposero con 2000 circa. Ma i. danni da noi prodotti nelle opere furono quasi insignifican ti , e Ci aldini, vedendo che il nemico era .deciso a resis tere, e considerando che di gran parte d elle artiglierie egli poteva aver bisogno alla sinistra del P o, com andò di sospendere l'operazione, e commise al gen erale di M ignano di procedere all'attacco regol are colla · sua D i visione rin.. forza ta .
(1) U na relazion e particolareggiata di questo assedio trovasi nel Giornale .J.elGenio anno 1867 pag . 295 e seg .
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Il corpo d'assedio, che fu costituito a Guastalla, ebbe allora 4 compagnie del genio, e cioè: la 1a del I (già addetta alla Divisione del diMignano), la 13a del I0 e le 1a e 7a del II0 appartenenti a Divisioni attive, e che vi furono sostituite da altre della riserva gen~rale.~Esse f.urono a Guastalla la sera dell'8 luglio. La direzione dei lavori del genio per l'assedio fu affidata al maggiore Genè (del Comando del genio del IV°Corpo) ed il comando delle truppe del genio l'ebbe il maggiore Guarasci (distaccato dal Comando superiore), che diresse anche il servizio delle comuni. . caz10m. Non si procedette ad essedio metodico propriamente detto, ma si progettò di elevare numerose batterie lungo il colatore Zara (che avvolgeva il forteMotteggiana a 1500- 1800 m. in media) e battere con artiglierie contemporaneamente i tre forti di Motteggiana, Rocchetta e Bocca di Ganda. Si trattava di ripetere, con metodo e calma, l'operazione che già si era tentata due volte con mezzi tumultuari. Furono posti in batteria, ben coperte e defilate,. 74 bocche da fuoco da posizione, ripartite in 8 batterie, che presero i numeri progressivi da l ad 8; più 2 batterie per 2 pezzi da campagna ogni.ma, che presero i numeri di 1 bis e 2 bis. L e compagnie del genio, sussidiate dalle fanterie, ed anche · da operai borghesi reclutati sul posto, presero ·parte alla costru.zione di tutte le predette batterie (fatta eccezione della N° 4), limi tando la loro opera alla costruzione dei rivestimenti per parapetti e cannoniere, a quella dei ricoveri e simili la vari' di specialità, ed aiutando l'artiglieria nella costruzione dei paiuoli e nel porre i pezzi in batteria; per la batteria N° 4, di 12 pezzi da I6, il genio provvide all'intera costruzione, all'armamento, all'arredamento ed all'approvvigionamento durante l'azione. Le compagnie costrussero inoltre lunghi tratti di trincee per ricovero delle truppe di scorta alle batterie; scavarono una galleria nell'argine di golena del Po ove era il forte Motteggiana per facilitare le comunicazioni al coperto dalla campagna
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alla golena ; minarono il muro del cimitao di Sailetto per ott ~nerne pronta demolizione il giorno dell'attacco ; abbatterono molte piante per d are campo di tiro alle artiglierie e per smascherare i pezzi il giorno dell'attacco, e finalmente, la J3n. com. pagnia del 1° provvide anche al servizio telegrafico. Il giorno dell 'aputura del fuoco ( 17 lugli~) le truppe del genio emularono i loro commilitoni d'artiglieria, sino a che la piazza non venne rido tta al silenzio. N ella notte del. 17 al I 8 luglio gli Austri aci a bbandonarono i forti , d ando fuoco a lle predisposte mine, per distruggerli ; ma la distruzione rimase limitata ai forti di riva sinistra e fu solo p arzi ale. Ed il 20 luglio fu sciolto il corpo d'assedio. La conclusione d el rapporto del maggiore Genè in data 18 luglio è la seguente: « Il p erson ale del genio n ella giornata di ieri si è coperto di gloria ; gran p arte d ei soldati servirono da artiglieri ; molti uffiziali ebbero comando di sezioni d i artiglieria. Il generale N un zian te (di Mign ano) stamattina mi affermò la sua massima soddisfaz ione per quanto abbiamo fat to. « I for ti a bbandon ati si vanno occupando ~l grido di cc v iva
il Re..... )>. D opo l'azione qui accennata furono p~eseritate al Comando generale del genio proposte di ricompense. Esse non furono prese n è tutte nè integralmente in considerazione nelle ricompense di stribuite dopo la campag1::.a del 1866 (e se ne fa rà cenno a suo luogo) ; ma, in ogni modo, qui si riportano, perchè risultano ad onore dei sogge tti : Ca v. dell'ordine militare d i S a voia : capi tani T orretta e Piacentini. Medaglia d'argento al valore·mili tare : capitano T rinchieri ; luogotenen ti: Aceti; Foi adelli ; F rizzoni; Zorgn o; d'Amore; Bozzetti ; Benigno ; sottotenente : Garrone; furiere : Garzena;
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sergenti : Porta ; Giacosa ; Dejana ; caporali : Bigoni ; Uboldo ; Monaci ; zappatori : Appi ; Roncaiolo ; Lisi ; Borgni ; Bertoglio ; · Casanova ; Segreti ;Carpegna ; Bezzi ; Bordini ; Giorgi ; Perret; Bossini ; Cagliero ; Reda. l\.1enzione onorevole (poi medaglia di bronzo al valore) a .tutta la 1a compagnia del 1° ed alla 7a. del II0 : luogotenenti: Bosco e Pessione ; sergenti : Tesoro e Re ; ·6 caporali ; 2 trombettieri ; 12 zappatori.
* * * Operazioni
nel
Veneto.
Mentre avveniva il secondo attacco di Borgoforte, e si preparava il terzo, l'esercito di Cialdini era sfilato da ovest ad est verso il Basso Po ed il 7 luglio era già pronto per il passaggio del fiume; il quale doveva essere iniziato, per la maggior parte del Corpo stesso, nella notte dal 7 all'8, e continuato nei successivi giorni, nelle seguenti località: a Carbonarola, dove si doveva costrurre un ponte di barche m od. 1860; a Sermide, per altro ponte simile; a Felonica Po, ove si costrusse un ponte di barche e cavai.. letti Birago. E la traversata avvenne regolarmente senza inconvenienti ·e con poca opposizione da parte dell'avversario. La notte del giorno dopo (fra 1'8 ed il 9 di luglio) la Di visione del generale Franzini (sempre IV°Corpo) ed u n parco di più che 100 cannoni (parte da 8 e parte da 16) iniziarono il passaggio del Po più a valle di Felonica, di fronte a Ferrara, su 2 ponti d'equipaggio d.el P o uno a P ontelagoscuro e l'altro a Francolinetto. L'esercito del Basso Oglio cominciò il suo spostamento· verso est il 1O luglio, in due colonne, e doveva compierlo il giorno 14 ; ed intanto il IV° Coq:o predetto eseguì una mossa
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LE TR UPPE
DEL CENIO
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di fianco a destra tra il Canal Bianco ed il Po, per lasciar posto all'esercito predetto; e l'arciduca Alberto. da sua parte, eseguiva lentamente la ritirata su Vienna. Il 1Oluglio una forte retroguardia austriaca era a Vicenza, il V II° Corpo austriaco era a Cittadella, il IX 0 a Castelfranco, la brigata di cavalleria Pulz a Campo d'Arsego, il Quartiere Generale principale a Galliera, fra Castelfranco e Cittadella. Rovigo era stato sgombrato, e Cialdini fece portare a 3 i ponti di Pontelagoscuro, poi a 4, per avere più rapido il passaggio di tutto l'esercito che proveniva dall'Oglio, e dispose perchè fosse fortificata la linea dello scolo Poazzo da Stienta a Polesella, destinandovi 300 cannoni. Poi queste operazioni tecniche subirono qualche variazione. Continuando la ritirata austriaca, il 12 luglio la cavalleria italiana occupò Padova, il 13 Vicenza ; e fra il 12 ed il 15 furon o gittati 5 ponti sull'Adige, 4 fra Barbona e Boara ed 1 presso Anguillara (tutti di barche mod. 1860), per poter attraversare quel largo corso d'acqua. Solo fra il 16edil21 luglio il grosso dell'esercito D ella Marmora era nel Basso Po pronto a seguire le mosse del IV° Corpo, che erano condotte con rapidità ed energia nel Veneto. Ma intanto la Francia imponeva la pace, l'Austria la desiderava, la Prussifa la subiva; solo l'Italia non voleva accedervi fino a che non avesse occupato il Veneto; ed il 14 luglio i generali Della Marmor a e Cialdini, il barone Ricasoli , i ministri della guerra, della marina e degli affari esteri, con vennero in Ferrara a Consiglio sotto la presidenza di S. M. il Re e risol vettero di proseguire la guerra col massimo sforzo ; e ch e l'esercito fosse riparti to subito, senza fer marlo, in 7 Corpi d'armata di 3 D ivisioni ciascuna (meno il V II che doveva averne 2), più la D ivisione di cavalleria. Dei 7 corpi : 5 dovevano costituire il « Corpo di spedizione », so tto il comando del generale Cialdini e marciare a grandi giornate verso l' Isonzo, cacciare gli Austriaci, e giungere a Trieste; gli altri due Corpi e la D ivisione
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di cavalleria, sotto gli ordini diretti di S. M., costituivano il <e Corpo di osservazione » allo scopo di custodire le linee d'operazione e di assediare le fortezze (1 ).; una Divisione speciale, . per val 1e Sugana, doveva dar mano a Garibaldi per la conquista del Trentino. Di più, e contemporaneamente, fu risolto (d 'accordo coi comandanti generali di artiglieria e del genio) di preparare lavori speciali di difesa fra l'Adi ge ed il Po, per appoggiare fortemente un eventuale e possibile movimento di ritirata o di arresto delle arma te che si spingevano a nord e ad est della base d'operazione! Il riparto degli ufficiali e delle truppe del genio all'esercì to, in seguito a D ecre to 16 luglio 1866 che ordina va la formazion e del Corpo di Spedizione, fu il seguente : COMANDO GENERAL E DEL GENIO ALL'ES ERCITO (2)
Comandante Generale luogot. gen.le Luigi M anabrea ; capo di stato maggiore, colonn .. Giuseppe Garneri ; applicati: ten. colonn. Doi x ; maggiori : Massari (3 ) e Conti (3 ) ; capitani : . D e Charbonneau, Durand de la Penne, M arselìi (8), F ambri (volontario) (3 ) ; luogoten en ti : Mariani, P riola, Bariola ( volontario ,; ispettore telegrafico : cav. Salvatori. Riserva generale del genio. Comandéln te delle truppe maggiore Guarasci.
(1) In previsione di operazioni d'zssedio importanti una Commisione · di ufficial i di stato maggiore, d'artiglieria e del genio preparò, ed il Ministero della Gut:r ra pubblicò, il 20 luglio« Norme generali per il servizio dell'Artiglieria · e del Ceri io negli assedi ». (2) Nuova demoninazione; nella costituzione del giugno era detto Coman- do superiore del genio . 3 ( ) .Q uesti ufficiali furono des tinati ai lavori di difes a fra l'Adige ed il. Po, che poi presero grande sviluppo, sicchè si costituirono 3 D irezioni prov-· visone.
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LE TRUPPE
D EL GENIO
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A) del 1° Rt:ggimento : 5a cap. Emilio Capelli 6a cap. G iov. Batt . Anderloni 12a cap . Francesco Rossi 13a cap. Carlo Colonna 17a cap. Alessandro Va rni {con parco di C. d ' A. e serv1z10 telegrafico) B) del n° R eggimento : 7a e ap . Sii vio Pi acentini 1Ja cap. Giacomo Della Cella J6&. cap. Gaetano Faini (con parco di C. d'A. e ser vizio telegrafico} 1 cap. Francesco Rodoni 200, c ap. Eugenio Bianchi.
sa.
CORPO D'O SSERVAZIONE
II° Corpo d'armata {Cucchiari) Comandante del geni o : tenente colonnello Molinari. Applicat i : maggiore Resta ; capi tano D ell a Croce ( volon. tario); luogo tenente Lunelli. 6a Divisione (Cosenz). Applicato allo stato m aggiore : luogotenente Emanuele Borea. J4a compagnia del 1° cap. Gae tano Solinas 9a Divisione {Go vone). Applicato: luogòt. Ercole Tenca 5a compagn ia del cap. Francesco Riva. 19a, Divisione (Longoni). Applicato : luogot. Antonio . Mario. 2a compagnia del I 1° cap. Camillo Suini.
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III Corpo d'armata (Della Rocca) Comandante del genio colonnello Veroggio. Applicati: magg. Ferreri; cap. Varzi, Correnti (volontario) · 4a Divisione (di Mignano). Applicato : cap. Trinchieri Ja compagnia del I0 cap. Carlo Torretta JOa Divisione (Angioletti). Applicato: cap. La Halle 13a compagnia del 1° cap. Enrico Larini J6a Divisione (Umberto di Savoia). Applicato : luogot . .Alessandro Castelli J7a compagnia del Il0 capitano Be~iamino Pandolfi. Pel servizio telegrafico del II0 e III° Corpo si prendevano ,distaccamenti dalla Riserva Generale. CORPO DI SPEDIZIONE
Comandante in capo : generale Cialdini. . Comàndan te superiore del genio : colonnello Bruzzo. Applicati: colonnello Gianetti ; luogot. colonnelli: Araldi, ·Castellazzi: magg.: Garavaglia, Genè; cap. : Bora, Perdomo; 1uogot.i: Toselli, Percival; sottotenente: Kramer (v~lontario). Riserva del genio. · Comandante della riserva e · delle truppe: magg. Arau; 7a compagnia del 1° cap. Cesare Verdi, I 5a compagnia del 1° cap. Felice Rusconi, 9a. compagnia del Il0 cap. Camilla Codebò, 14a. compagnia del II0 cap. Giovanni Principe. Tutte con materiale telegrafico .
1° Corpo d'Armata (Pianell) Applicato al Quartiere Generale: maggiore Geymet; Ja Divisione (Revel). Applica to allo Stato l\1aggiore : -capitano Borgia. 2 compagnia del I0 cap. Riccardo Negri.
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LE T R UPP E D EL GENIO NELL'ESERCITO
NAZIO-XALE
za Divisione (Rossola). applicato : capitano C ai re
sa c9mpagnia
del I0 <:apitano Giulio Torelli 5a Divisione (Campana). applicato : luogotenente Sala 1 compagnia del I0 cap. Luigi Geloso.
oa.
IV° Corpo d'Armata (Petitti) App licato al Quartiere Generale -: maggiore S a rtoris 'J8, Divisione (Bixio) applicato : capitano Gibelli compagnia II0 cap. Giuseppe N oy . Divisione (Cugia). applicato : capitano Medici di Marignano. 6a compagnia del II0 capitano Giov. Batt. Bi anchi f8a Divisione (Della Chiesa). applicato : cap. P ezzoli 3a compagnia del I0 capitano Elia C atanza riti
sa sa
V° Corpo d'Armata (Cadorn a) Applica to al Quartiere G ennale magg. Toum on I 1a Divisione (Casanova). applicato : cap . Rosse Ili 3a compagni a d el II0 cap. Antonio Bosi . 12a D ivi:>ione (Ricotti). app licato· : cap. Cose ntino 4a compagnia d ell' II0 cap. G imeppe Derossi ; poi, E rnesto Bora. 13a Div isione (Mezzacapo). applicato : cap. Bonomi JQa. compagni a del II0 cap. Silve!;tro Fantoli. VI° Corpo d 'Armata (Brignone) Applicato al Quartiere G enerale magg. Contarini J4a Divisione (Chia brer a). applicato : luogot. D addi 1za compagnia del II0 cap. Giacinto D uboin. 15a. Divisione (Medici). applicato : luogot. Coop 13a compagnia del II0 capitano Giov. Ba tt. Martelletti 2Qa Divisione (Franzini). Applicato : capitano F ortuna to Parodi J6a compagnia del !0 cap. Giovann i Michelotti.
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Corpo di Riserva (De Sonnaz) Applicato al Quartiere Generale cap. Cesare Castelli 3a Divisione {Goz2ani). applicato : cap. Di Lenna 9a compagnia del 1° Cap. Giovanni Zambardino 17a Divisi~ne (Sacchi). Applicato : capitano Ronchetti 15a compagnia del II0 cap. Paolo Bottari. Queste compagnie dovevano fornire i distacca men ti per il disimpegno del servizio telegrafico del Corpo di Spedizione. Corpo dei Volontari (Garibaldi) Compagnia zappatori dei volontari cap. Alberto Spinola 4a compagnia del l0 cap. Vincenzo Violante.
* * * Più di 200 chilometri doveva percorrere il Corpo di spedi.dizione per giungere all 'lsonzo dalle sue posizioni del 14 luglio :s ull'Adige; e li percorse in IO giorni: Volendo ottenere il massimo risparmio di tempo possibile ed a vendo motivo di ritenere per sicuro cìhe non avrebbe incontrata resistenza avversaria prima di Palmanova, il generale Cialdini scelse come linea di marcia la linea Treviso--Ponte di Piave-PortogruaroLatisana, sulla quale si avviò in colonna. La Brigata di cavalleria La Forest doveva precederlo a grande distanza; le Brigate Poninsky ed Aribaldi-Ghilini dovevano fiancheggiarlo verso ·nord sulla linea Conegliano,-Ci vidale ; il Corpo di Pianell, finalmente, doveva guardare a destra se si foEsero manifestate minac·CÌe da Venezia. Successivamente quest'incarico venne affidato alla Di visione (Cugia) del IV° Corpo. Furono dunque azioni strategiche e logistiche; ed i r.10stri reparti del genio vi ebbero parte notevole per preparare pas,sagg1, accampamenti, forni, ecc.
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LE T R UPPE
DEL GENIO NELL'ESERC ITO NAZIONALE
L'occupazione rapida del Veneto verso est riceve tte maggiore impulso dopo che il generale cialdini des tinò all'avanguardia del suo grosso corpo il V° Corpo (Cadorna) alleggerito, nel senso che lasciò indietro i carri pesanti, caricò gli zaini su leggieri veicoli che potevano seguire le truppe, mentre i vi veri erano mandati dalle retrovie. Il 22 luglio la Brigata la Forest era al Tagliamento e vi fu costrutto un ponte di barche e cavalletti ; il giorno dopo vi era tutto il V°Corpo; e colà si seppe che l'esercito austriaco d'Italia coll'arciduca Enrico aveva ormai presa la via di Vienna e nel Veneto era stato lasciato un Corpo di forse 42.000 uomini al comando di .Maroicic, sparsi un po ' qua ed un po· là nel Friuli Triestino, con 12 a 13 mila ci rca disponibili sull' Isonzo. Il 26 luglio le avanguardie italiane erano giunte presso P a lman~ va eCadoma dispose tutto per l'occupazione di Romans, Borgo de' Con venti eMossau, quasi sull'Isonzo ; audace impresa, perchè il nemico era in forz e a i\1onfalcone, Sagrado, Gradisca e Lucinico; fu in questa circostanza che si svolsero combattimenti a Versa fra la .nostra cavalleria e bersaglieri che volevano passare colà il Torre e reparti austriaci che si opposero. E fu nello stesso giorno 26 che giunse a llè truppe l'ordine di fermata e di sospensione delle ostilità, per dar luogo a trattative di pace. Nella notte dal 26 al 27 luglio le truppe del corpo di spedizione stavano disposte come segue : V° Corpo (Cadorna) avanguardia a Vtn;a, quartiere generale a Trevignano ; VI° Corpo (Br ignone) quartiere generale Udine; Flambro (di I° Corpo (Pianell) id. id. fianco alla strada Codroipo~ P almanova; Corpo di riserva (de Sonnaz) quartiere generale Bertiolo; IV° Corpo (Peti tti) quartiere generale San Vi to ; Quartiere G enerale principale : Pradamano sul Torre (sud.. est di Udine).
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Però nei giorni 28 e 29 queste truppe compìrono il . loro schieramento tra Palmanova ed Udine ed attesero. Intanto l'esercito d'occupazione aveva progredito d al Bas.. · so Po. Caduta Borgoforte, quest'esercito si era costituito rego.. · larmente con tutti i suci elementi ; e dappoichè gli sbocchi . di Venezia erano guardati dalla Divisione Cugia, ·i passi di Val Sugana erano coperti dalla divisione Medici che risaliva il Brenta, e nel Trentino v'era Garibaldi, fu deciso di procedere verso Legnano e Verona colla fronte ad ovest; mossa che poi fu sospesa per l'avvenuta sospensione delle azioni mili tari e con se.. guente tregua , che doveva cominciare il 25 luglio alle 5 a. m .. . lV(a intanto si mandò una divisione (Cosenz) verso nord;.ovest per rafforzare Medici in Val Sugana ; e si organizzarono difese con volontari e colonne regolari alle Fugazze, a Schio~. m Val d'Agno.
Ecco una enumerazione dei principalissimi lavori fatt~ dalle compagnie del genio in questo secondo periodo di azione :: 2a del I0 -Cost ruì trinceramenti campali a Badia Polesine ·che furono armati con artiglierie leggere e fanterie, per · preparare una prima difesa in caso di incursioni nemiche d.a L egnago ; poi a Badia furono fatti lavori più importanti da altri rè parti. 3a del I0 - Riattò guadi, riparò ponti e ne fece tratti a nuovo, aprì strade o le ria ttò ecc. per facilitare lo spostamento dell'esercito lungo il Po, dal Basso Oglio; e specjalmente alla Secchia, a Fellonica in aiuto ai pontieri e poscia al Canal Bianco presso Castel Guglielmo ecc .. Coadiuvò il genio civile nella costruzione di un ponte sull'Adige a Concadirame. Concorse . poscia alla riparazione dei ponti ordinari e della ferrovia sul Tagliamento, guasta ti dagli Austriaci.
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14a. del I0 -Costruì a Canda sul C anal Bia nco un ponte di palafitte lungo 40 m. circa e largo 3 m., che ha durato fino a pochi anni or sono (fig. 101) C1) .
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Fig. 101 . Ponte di Canda
: 1oa del II0 - 01 tre a piccoli lavori durante le marcie di · spostamenti dell a Divisione alla q u ale apparteneva, costruì un importan te ponte col proprio materiale sulla Secchia ; aiu tò .I' ar tiglieria a costruire piazzuole ed aprire cannoniere e simili la vori per la difesa del passaggio d el P o a C arbon arola ; costrusse, colla 3a del n°, un ponte sul Pia ve ; cos trusse, ancora, ponti~ celli a T orre di .Zuino; ed u n notevole ponte, col m ateriale proprio, a Marzano sul N a tisone. ]3a del - Nel passaggio del Po a Sermide non solo fe ce i lavori dell'arma, ma coadiuvò eziandio i pontieri nella m anovra del materiale, e così fece sul Canal Bianco e sull 'Adige a Barbon a.
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(1) Da
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modello che è nel Museo del genio.
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15a del I I0 - Costruì 3 ponti di circostanza (e li ripiegò poi) col materiale Birago che aveva seco: uno a Rubiera sul . Trasinaro presso la confluenza del Secchia ; uno al Passo Rosati sul ·Canal Bianco ; uno in vicinanza di Isola d 'Aba sul canale Roncajette, che unisce il Brenta col Bacchiglione. Finalmente la J6a compagnia del 1° (già citata) costruì 12 forni da campo a Tre viso, la J4a compagriia del I I0 ne costrul 14 ad Udine e la 5a del I0 7 a Padova," sul finire della campagna. ** * Quanto alle opere ravvisa te necessarie per assicurare al.:. f'e~ercito operante nel Veneto una base d'operazione nel Polesine, il Comandante Generale del genio, generale Menabrea, presentò un progetto inteso a coprire, ~ediante teste di ponte, i passi del Po e dell'Adige, e .far sicuri i fianchi verso est e verso ovest, cioè dal lato di Venezia e dal lato del quadrilatero, mediante altre opere costituenti, da ciascuna parte, una «linea ad inter.. valii » normale alla direzione media parallela di quei due fiumi. La fronte orientale di questa linea doveva essere Boara-RovigoPolesella, la occidentale Badia-Tarcenta-Ficarolo. Furono, nei primi tempi, staccati dal Comando Generale ..del genio al.c uni ufficiali per t racci amen ti, misure e studi ; poi furono mandate alcune compagnie zappatori per i primi .lavori, e precisamente le seguenti : 6a e 13a del 1° e Ja ed l ta del rI0 a S. Maria Maddalena; quest'ultima compagnia fu poi traslocata a Rovigo; I del 1° e 7a e 20a del I1° a Badia; e del II0 a Rovigo, rafforzata poi dalla 11a dello stesso reggimento. Ed infine - per dare impulso ai lavori - coll'impiego di imprese e di operai borghesi, furono regolarmente costituiti, .èon R 0 Decreto 19 luglio; 1 ufficio superiore del genio e 3 dire.. zioni provvisorie, col seguente personale :
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Ufficio superiore (in Ferrara) Ispettore : magg. generale Enrico Parodi Applicati: cap.: Ravioli, Spelta; luogot. Falan gola. Direzione di P on te Santa Maria Maddalena Direttore : col. Riccardi Vicl;ldire ttore : magg. Gonnet Applicati : cap. Lodi , Battizocco, A~ti. Direzione di Rovigo Direttore: ten. col. Luigi Nicoli Vicedirettore : maggiore Conti Applicati: cap: Mussini, Sarti, S a vanarola; luogotenente Gabardo. Direzione di Badia Direttore : col. Eugenio Ciani Vicedirettore : magg. Massari Applicati : cap: D e Benedictis, Marselli, Sponzilli; luogotenente Giacomino. Queste Direzioni provvisorie furono sciolte il 4 no vembre. Le opere principali, che in gran parte furono eseguite nella seconda metà di luglio e nella prima metà di agosto, furono:
una testa di ponte sul Po a Santa Maria Maddalena, che doveva consistere in un grande ridotto ,circondato da pa"' recchie opere staccate; ma fu fatto solamente il ridotto; un insieme di opere a Ficarolo, che doveva servire a coprire quel passo sul Po e ad offrire un ap·poggio alla sm1stra d ella fronte occidentale; però queste opere furono appena m1z1ate ; una testa di ponte a B oara sull'Adige per coprire la fer,. rovia e la strada postale. Consistette in : 5 grandi lunette
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semipermanenti, chiuse alla gola, disposte in la linea, a semicerchio, a sinistra dell'Adige, ed attorno a Boara; ed altre 5 opere minori, aperte alla gola, in seconda linea e fra gli intervalli delle prime; di più un'opera chiusa (a S. Marco) per collegare Boara a Rovigo, ed un gruppo di 3 opere (2 maggiori ed 1 minore, intermedia) davanti Borsea fra Rovigo ed il Canal Bianco. Le fortificazioni di Rovigo fatte dagli Austriaci furono ria~ tate, ove si credettero utili; una testa di ponte a Cà Morosini sull'Adige per coprire lo sbocco nella regione tra Monselice e Legnago. Consistette essenzialmen te in 3 grandi batterie (o ridotte) aperte alla gola, disposte una sull'Adige a monte davanti al borgo S. Gaetano, una al vertice sulla strada per Este ed una sull'Adige a valle del luogo detto Rotta Sabadina; e 2 grandi batterie sulle cortine intermedie alle precedenti. Le cortine di questo dente basti~ nato dovevano essere costituite da trinceramenti di fanteria, che non furono costrutti ; una testa di ponte a Masi presso Badia sull'Adige per lo scopo medesimo della precedente, e come estremo appoggio di sinistra su quella linea e di destra sulla linea Badia~Ficarblo. Consistette in una serie di 5 grandi lunette, una centrale e 2 a 2 laterali, costituenti un ridotto unico ad angolo, od a dente. Anche ai Masi le lunette dovevano essere congiunte da trinceramenti continui, che non furono fatti. L'armamento di tutte queste opere fu fissato a circa 400 bocche da fuoco, e tosto si pose mano ad effettuarlo, adoperan~ dovi le grosse artiglierie lasciate indietro dal generale Cialdini, e quelle che avevano servito a Borgoforte. Cinque ponti di barche rimasero stesi sul Po a Pontelagoscuro e vicinanze, due sull'Adige a Cà Morosini e Badia; il ponte di legno di Boara fu racconciato; e fu pure data opera a racconciare le strade del Polesine, comprese le ferrovie; anzi fu costrutto un tronco apposito di congiunzione fra i due tronchi Padova-Mestre e Mestre-Treviso, girando al largo attorno a
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Mestre fuori dal tiro del forte Marghera. Cosi verso la metà d i agosto poterono essere riattivate le linee Boara-Padova-Vicenza e P adova-Treviso, e le compagnie del genio ebbero modo di mantenersi attive nel maneggio del m ateriale e su o trasp orto per acqua e per terra.
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Fin dai primi giorni di guerra i garibaldini furono imp egnati nel Tirolo; stavano ancora ordinandosi fra Bergamo, Brescia e Salò quando le avanguardie di Kouhn si mossero per· impossessarsi dei passaggi_dello Stelvio e del Tonale e scesero nelle valli. Vi fu uno scontro a ponte Caffaro. In seguito ali'ordine Della Marmora del 24 giugno G aribaldi s 'afforzò a Lona to; ed ebbe modo, nell'attesa, di ordinare le sue truppe e di ricevere i contingenti che gli venivano dall'It alia Meridionale. Ai primi di luglio mosse offensivam ente verso nord-est. Tre er ano le str ade per scendere nel Trentino; la più lunga e settentrionale della Valtellina (Stelvio); la media di val Camonica (Tonale); e la più vicin a di val Sabbia, che a Storo si biparte ed una per val di L edro e Penale scende al Gard a, a Riva, e l' altra vi mena con giro più lungo per val Giudicarie. Garibaldi scelse le strade di Val Sabbia : in val Camonica e Valtellin a furono organizzate difese locali so tto il comando d el colonnello Guicciardi, an tico bersagliere e molto pratico di guerra di montagna ; e fra le linee di azione garibaldine ·e quelle del Guicciardi vi furono legamenti di colonne garib aldine, che p er i passi trasversali andavano ove si manifestava maggior bisogno. I geribaldini erano (o furono, in definitiva) circa 40.000, divisi in 10 reggimenti di fanteria e reparti di bersaglieri e di guide a cavallo; bene armati e sufficientemen te equipag-
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giat1; ma si manifestò presto e frequentemente nel piccolo esercito, la defìcenza dei servizi logistici. Molto era lo spirito di corpo. molto l'entusiasmo; poca la disciplina; cosicchè le az ioni loro furono spesso brillanti per impulsivit à ed audacia, qualche volta sfortunate per mancanza di coesione fra gli elementi di comando e per mancanza di re... !istenza morale. Ebbero come si è avuto occasione di scrivere, le batterie del Dogliotti e le compagnie zappatori, ed un piccolo parco d'assedio (14 pezzi con 450 colpi in media per ciascuno, ser~ vi to dalla 16a compagnia del 2 reggimento d'artiglieria). Kouhn opponeva da 17 a 18000 uomini, più varie compa~ gnie spicciole di tiratori provinciali, e 32 pezzi di artiglieria; le valli che immettevano nel Tirob erano tutte fortificate permanentemente (i forti di Trafoi, Gomagoj, Strin0, Mos tizzolo, Rccchetta, Lardaro, Buco di Vela, Ampola o Gligenti, Ponale, Nago ecc.) con piccoli presidi. Nel mese di luglio si manifestarono verso il Tirolo i primi attacchi garibaldini, e Kouhn concentrò quivi le sue forze; si ebbero successivamente le fazioni ed i combattimenti di: monte Suello (2 luglio), Vezza (4 luglio), Lodrone (7 luglio), Darzo (IO luglio), Condino o Cimego (16 luglio), Pieve di Ledro e monte Natta (18 luglio), Gligenti od Ampola (15 al 19 luglio), Bezecca e Cimego (20 luglio), Gargnano (I 9 e 20 luglio). Il 24 luglio giunse l'ordine di sospensione delle ostilità, che doveva cominciare il 25 all'alba ed il 27 furono segnate le linee di demar~ cazione fra le parti belligeranti. Nelle relazioni dei rnmbattimenti sopradetti non vengono indicate operazioni speciali per le truppe del genio; ma si rileva che furono di frequente praticati trinceramenti per fanterie, elevati sbarramenti, costrutte barricate; armate piccole batterie, il che fu certamente opera delle truppe tecniche. Solo si sa decisa men te che la 4a compagnia zappatori si trovò all'espugnazione del forte Ampo.la e vi fu efficacemen te impiegata a costrurre le
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LE T RUPPE
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batterie di bombardamento, aprire le strade pei cannoni , concorrere al servizio dei pezzi. Considerata la grande importanza della posizione di Storo, al bivio delle strade di val di L edro e val Giudicarie, il generale Garibaldi aveva ordinato che fosse afforzata in modo da averne sicuro possesso, ed erasi cominciato a costrurre dalle nostre truppe (insieme ad ausiliari e ad operai borghesi) un 'opera chiusa presso il ponte sul Chiese ; ma l'opera fu giudicata insufficiente, ed una commissione costituita dal Dogliotti e da ufficiali delle due armi (artiglieria e genio) propose di costrurre 3 batterie : 1 per 4 pezzi blindata al vertice di un triangolo àvanzato, e 2 per 6 pezzi ciascuna, agli angoli ritira ti; ma poi n on se ne fece niente. Ed ancora, durante la tregu a, fu studiato e preparato l'attacco dei forti di L ardaro, e fatte le prime opere ossidion ali, sospese poi d all'in calzare degli eventi politici.
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** Intanto la divisione Medici (ISU alla quale era addetta la 13a compagnia del II0 ) era stata avviata verso val Sugan a per d are la mano a G aribaldi ed ebbe occasione di distinguersi in diversi combattimenti, che le riuscirono favorevoli, ad onta dell'accannita resisteza degli Aus triaci, po tenteme n te aggrapp a ti ad u n terreno m ontuoso ed a tto ~Ile difese successive e ad ·oltranza.La prima azione notevole fu la conquista di Primolano (22 luglio) e successi vamente : il combattimento al ponte del Tambione e ad Enego (stesso giorno) ; Borgo (23 luglio); L e vico (24 luglio); Vigolo e C aldonazzo (25 luglio). Il 26 luglio tra Pergine e Civezzano fu dai capi di stato m aggiore delle due parti fissata la linea di demarcazione fra i con tenderi ti e cominciò l'attesa. Ma il generaleMedici aveva già chiesti rinforzi per guardare i fianchi dell a sua lun ga linea d'operazione e conservare forze
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sufficienti per continuare le operazioni successi ve, e negli ultimi di luglio gli fu mandata da Badia la 6a Divisione (Cosenz) che, stante la tregua, fu fermata a Borgo. Anche il generale della Rocca manda va qualche rinforzo a difesa del Piano delle Fugazze, e ancora si organizzavano difese locali còn guardie nazionali mobilitate e piccoli corpi irregolari (ma riconosciuti dal governo) a Bassano, a Belluno, in Carnia. · L a compagnia zappatori che era colla Divisione Medici ebbe speciale lavoro, importante e lungo, al passaggio del Cismone, ove eseguì vari ponti, sotto fuoco nemico ; prese parte ai combattimenti ed ebbero accenni di distinzione speciale il luogotenente Caveglia che operò pei monti laterali a Val Sugana con un pelottone e sempre staccato dalla compagnia, ed i sergenti La Fede e Graglia. Anzi, quest'ultimo fu proposto dal suo comandante di compagnia per la promozione a so ttotenente. Quando poi la Di visione si allontanò da Primolano durante le trattative di pace, la compagnia mise in stato di difesa il paese e costrusse opere di protezione del confine, consistenti in batterie (2 per 2 pezzi), t rinceramenti, tagliata sulla strada e simili. La compagnia che era colla Divisione Cosenz (14a del 1°) -d i rinca1zo alla Divisione Medici, ebbe occasione di rafforzare il ponte improvvisato di Cismone, ed intraprese la costruzione di un ponte stabile.
* * * Le azioni diplomatiche ebbero corso e sviluppo per tutto -· il mese di luglio. Non è qui il luogo di esporle ; solo è bene di ricordare che la Prussia si ritrasse dal conflitto, soddisfatta non completamente dei risultati ottenuti, ma temendo lo intervento diretto della Franci a, e l'Italia rimase sola a fronteggiare l'Austria.
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LE TRUPPE D EL G ENIO
NELL'ESE~CITO
NAZIOXALE
Furono tenute parecchie riunioni a Ferrara al Gran Quartiere Generale, ed in quella del 25 luglio si decise che l'Itali a avrebbe presentata all'Austria una proposta di pace condizionata all 'uti possidetis e che, se non avesse ricevuta risposta soddisfacen te per il giorno 2 agosto, ultimo della tregua, i Ì sarebbero riprese le ostilità. In seguito a ciò Cialdini dovette provvedere a rendere maggiormente sicura la occupazione avanzata. H suo concetto fu di lasciare P almanova indietro a destra ed avanzarsi ancora tra l'Iudrio e l'Isonzo-oltreCormons, coll'ala destra sulle colline del Versa presso il villaggio dello s tesso nome e la sinistra rinforza ta e protesa per le alture tra Rujtz e Podgora, sino di contro a G orizia; e dispose per i movimenti occorrenti dei Corpi Pi anell, Petitti, Cadorna, Brignone e de Sonnaz. Il colonnello Quaglia coi suoi equipaggi da ponte doveva porsi al bivio dell a strada che si stacca dall a Udine-Versa per Palmanova. Se le ostilità avessero avuto p rincipio il 2 di a~osto il . vantaggio sarebbe stato proba bilmente nostro, t anto sullo Iudrio a nord-est , come nel Trentino ad ovest (Garibaldi e Medici) ; ma prima che scadesse l'armisti zio il D ella Mar mora faceva passi perchè fosse prolungato di altri 8 giorni , al fìn e di non intralciare le trattative diplomatiche, e l'ottenne; ed intanto le truppe aust riache, che dovevano costituire l 'esercito del sud, di nuovo sotto il comando , nell'arciduca Alberto, si avvi avano in grandi m asse verso Trieste da una · parte e verso Trento dall'altra; e fu combinata perfino col Tegetthof una spedizione per mare su Venezia. Cialdini dovette pensare alla parata~ ed ordinò una prima mossa retrograda, prendendo posizione al torrente Corno, con risvolto a sinistra indietro lungo la strada Palmano va-Codrnipo, e con appoggio a d.estra ai boschi del C arlino ; le mosse furono combinate in modo da essere compiute fra il 6 ed il 7 agosto e si costituirono due linee : · ·1a linea - 1° Corpo (Pi anell) a destra col quartiere ge-
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nerale a S. Giorgio di Nogaro ; Il0 çorpo (Cadorna) a . sinistra, col quartiere generale a Mortegliano ; linea - VI° Corpo (Brignone);. IV0 corpo (Petitti) : : Riserva (de Sonnaz). Il colonnello Quaglia (comandante i pontieri) dovette co,.strurre sul Tagliamento : 2 ponti a Latisana 2 » a Mala-festa 2 » a Mandrisio 1 ponte presso Pieve di Rosa 1 >J presso S. Vidotto I (linea San. Vito-Codroipo) 4 o 5 presso il ponte stabile della Delizia, che doveva essere riattato ; in tutto 14 o 15 ponti, in modo che il fiume · non fosse di inciampo nè di pericolo, ma di appoggio alle opera- ·
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Però ciò non rassicurava completamente i governanti italiani ; la diplomazia ritardava nelle sue conclusioni, in causa dei molteplici passi che dovevansi fare a Parigi, a Berlino, a Vienna, a Firenze; le miriaccie austriache aumentavano, e · Cialdini dispose per un secondo movimento retrogrado, in modo che il giorno 9 agosto la sua armata fosse disposta dietro il Tagli amen to, e vi si afforzasse. Intanto a Medici fu mandato l'ordine di ripiegare con calma a Primolano, a Cosenz . a Bassano, ed a Garibaldi di mantenere le posizioni davanti a Lardaro. La mattina dell'l 1 agosto i primi reparti dell'arciduca Alberto occuparono Cividale ed alcuni squadroni scesero fino · a S . Giorgio di Nogaro, Lanz~cco, Buttrio; le truppe di Kouhn en trarono in Val Sugana, e nel Cadore scesero da due parti . corpi austriaci che trovarono a Tre ponti, salda difesa per · parte delle « bande armate venete n comandate dal Guerrieri. (14 agos to). L'argomento più controverso nelle discussioni per la con-: elusione di un armistizio decisivo e di un trattato di pace era .
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L E TRUPPE
DEL G EN IO
N ELL'ESERCITÒ NAZIONALE
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lo sgombero d el Trentino per parte nostra _; fu d ovuto subire per r agioni d i alta convenienza politica. DellaMarmora l'ordinò a Gari baldi, il quale rispose col celebre telegramma : « Ho ricevuto il dispaccio N° I073. Obbedisco.
Garibaldi ». L'armistizio porta la data del 12 agos to 1866 e le firme di P etitti e di Moring; ed in conseguenza di esso l'esercito italiano prese alloggiamenti definitivi.
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In tutti I movimenti strategici sopradetti le truppe del genio ebbero largo impiego a preparare passaggi di corsi d'acqua (in sussidio ai pontieri), a preparare accampamenti, a rafforzare posizioni ; così, pel Corpo di Spedizione : la 28 compagnia del 1° costruì una potente opera a dente a P alazzolo della Stella {Latisana) e minò il ponte di legno sulla Stella; nell'opera di Palazzolo fu aiu tata dalla : del 1° che, a sua volta, lavorò molto ai ponti del Ta~ gliamento ; e dalla : 15a. del 1°: questa, oltre le sopradette opere di P alazzolo, coadiuvò i pontieri n ei la vori del Tagliamen to e cos trusse col proprio materiale - ponti su P ontenica. del II0 : col proprio materiale da pon te ne costrusse . 2 a Cusignano e 4 a Bolzano (sulla destra del T agli amento), · e riparò strade inondate. ' La l oa del I costrui una b a tteria per 8 pezzi a destra della · strada che dal castello di Porpetto conduce a Palmanova. La 7a d el 1° e la 14,a del II0 costruirono 2 batterie a C odroipo ; minarono il cavalcavia, posero il cimitero in istato di difesa, costruirono lunghe trincee die tro le batte~ie ecc. sotto gli ordini ,del cap. Cas telli; a due km. circa d a Codroipo eseguirono lavori
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di fortificazione ancora la 1()a del II0 : e la 9a del 1° fortificò Rivolto (Codroipo). La 12a del Il0 mise in istato di difesa Gonars (Palmanova); e pel Corpo di Osservazione : la 2a del Il0 pose in istato di difesa il caseggiato di Bevilacqua verso Legnago, costruì un ponte sul Fratta a Castelbaldo (col concorso della 18a del 1°) e minò altro ponte sul medesimo fiume. Finalmente costruirono forni regolamentari da campagna la I()a del 1° a Castelgoffredo e la J6a del I1° a Vicenza. ***
In data J8 agosto fu sciolto il Corpo di Spedizione, Della Marmora fu esonerato dall'ufficio di Capo di stato maggiore dell'eserci to e nominato in vece sua il genarale Cialdini; e le unità principali dell'esercito riorganizzato furono le seguenti : Quartiere Generale - Capo di stato maggiore generale Cialdini ecc.. Comandan te del genio Menabrea ecc. 1° Corpo Ja Di visione id. 5a id.
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Pianell Revel Bossolo Campana
I I 1° Corpo D ella Rocca 4a Di visione Ferrero 1oa id. Angioletti a "d l • 16 Umberto di Savoia V° Corpo Cadorna ] Ja Divisione Casanova 1 id. Ricotti Mezzacapo id.
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I I° Corpo Cucchi ari Di visione Cosenz id. Govone id. Longoni IV° Corpo Petitti Di visione Bi~io id. Le Forest id. Della Chiesa VI° Corpo Brignone J4a Di visione Chiabrera 15a id. Medici 2Qa id. F ranzini
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LE TRUP PE DEL GENI') NELL,ESE FCIT0
NAZl ': NALE
VI I° Corpo De Sonnaz 3a Divisione Sacchi 17a id. Gozzani Corpo d'Armata di Riserva Generale: di Mignano 21 a Di visione Balegno 22a id Cus ani con riserva di Corpo d'Armata Corpo dei volpntari i tali ani (generale Garibald i) Battaglione di guardia nazionale per la difesa di Valcamonica e Valtellina (colon. G uicciardi). Z ona militare di Salò (gen erale Avezzana). Il Comando G enerale del genio, i C omandi d el genio ai Corpi d'Armata, gli ufficiali del genio adetti alle Divisioni, le compagnie addette ai Corpi d'Armata ed alle Di visione, coll'ordinamento sopra .accennato, differirono di poco da quello risultante d all 'ordinamento del 16 luglio; solo si fece una forte riserva generale del genio così composta : sa, 6a, 7°', 123 , 13a., 1sa, e 173 compagni a del 1°, ]a, 7a, 9\ 1 1a, 14a., 16a, 18a, e del II0 , che n on ebbero modo d'impiego, ma attesero al riordinamento del materiale e ad istruzioni .
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*** Il 23 agosto fu sottoscritto a P~aga il trattato di pace fra la Prussia e l'Austria e vi convenne come rappresentante delI'I tali a il generale Menabrea. L a pace fra l'Italia e l'Austria fu conchiusa il 3 ottobre firmaia Menabrea e Wimp fen e ratificata per parte del nos tro Re a Torino il 6 ottobre 1866. L'esercito era virtualmente sciolto fino dal settembre, essendochè, a motivo d el colera scoppiato nel Friuli, il Comando Supremo aveva fatta ripassare sulla destra del Po la m aggior
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parte delle truppe che occupavano il Veneto. Il 22 settembre vennero sciolti il I Il0 ed il V° Corpo d'Armata, il 26 settembre il Il0 ed il IV0 , il 14 ottobre il Coman do Supremo dell'esercito ed il I0 , VI0 e VII° Corpo d'Armata; e con ciò i Comandi del genio venivano pure sciolti e le compagnie inviate ai pre~ stabili ti presidi ..
*** Ricompense : A) Promozioni per merito di guerra : ·sergente promosso so ttotenente. - Stefano Gragli a (1) B) Croce di Cavaliere dei SS. M aurizio e Lazzaro -cap. Giovanni · Batt. Martelletti <1). C) Croce di Ufficiale dell'ordine militare di Savoia magg. Carlo Genè (1). D) Croce di Cavaliere dell'ordine militare di Savoia cap.: Carlo Torretta, Si! vio Piacentini. E) Medaglie d'argento: cap.: Ernesto Borgia, Giuseppe di Lenna (1), Carlo Colonna (1), Edoardo Medici di Marignano, Cesare Castelli, Corrado Trin" cheri, Aristide Gibelli. luogot. : Giov. Batt. Bertini, Giov. Batt. Aceti, Osvaldo Fojadelli (1), Leonardo Fri zzoni <1), Aniello D'Amore. sottotenente : Bernardino Garrone. furiere : Giulio Garzena. sergenti : Maurizio Porta, Augusto Giacosa, Giuseppe Dejana. caporali : Giovanni Peluso, RoccoChiapparino (1), Giovanni Mertoglio, Nicola Uboldo, Liberale Monaci. soldati zappatori : Carlo Appi (1), P aolo Roncajolo, Guido Lisi, Pietro Bordini, Domenico Bezzi, Matteo Casanova, Gio~ (1) Vedi più avanti : Moti~azioni.
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LE TRUPPE
DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONAL E
vanni Carpegna, Giovanni Segreti, Vitale Reda (1), Giuseppe Cagliero. F) Menzioni onor~voli (p.oi : medaglie di bronzo) : cap. Giulio Torel.li, Beniamino Pandolfi, Vincenzo Vio~ lante, Alberto Spinola; luogotenenti: Napoleone Carpi, Antonio Anderloni, Gio# vann i Coop, Pietro Balzafiori, G iovanni Ballario, Francesco Salmieri, Pietro Zorgno, Giovanni P essione, Angelo Bosco, Filippo Bozzetti, Costantino Benigno, Carlo Santambrogio; sottotenente : Teodoro N icolini; furieri N° 3 )) 4 sergenti . . . . . )) 9 saporali . . . . . . soldati zappa tori . . » 17 id. trombettieri . )) I. Motivazioni: Erano, per la maggior parte generiche, cioè : Per valore ed intelligenza dimostrata durante tutta la giornata (a Custoza) ; o : « per essersi distinto durante il combattimento; o: « per il modo disti nto con cui diresse il ser~ vizio, o si comportò, durante tutta la campagna ecc. Qui si riportano la più caratterstiche e speciali : serg. Graglia - Per l'intelligenza, operosità, ottima. con~ dotta, e special men te per gli utilissimi servizi resi durante tutta la campagna. cap. Martelletti - Comand. la comp. zapp. d el genio ad# dettaalla 15a Divisione, spiegò sempre grandissima attività ed intelligenza non comune nei moltissimi lavori che gli vennero affidati., ma più specialmente si distinse nella costruzione del ponte sul Cismon, il quale fu eseguito con tanta sollecitudine e maestria da perme ttere che le truppe giungessero in tempo utile a Primolano, come pure giunsero tutti i carri dei viveri. magg. Genè - Si dimostrò coraggioso ed impavido per# correndo sempre la linea delle batterie (a Borgoforte) ed essendo sempre presente nei punti o.ve più ferveva il fuoco nemico onde
- - - - - - -- -CAMPAGNA - - DEL - -1866 - -- - - - - - - -833 -invigilare se vi fosse bisogno dell'opera del gemo a riattare i guasti prodotti dal nemico. cap, Di Lenna - Per gli ottimi servizi resi durante l'in- tera giornata (Custoza) trasmettendo gli ordini del Generale ed . eseguendo I.e disposizioni del Capo di Stato Maggiore, senza riguardo a pericoli. ; avuto il cavallo ferito, e, rimasto a piedi, . continuò a prestare_ servizio del suo meglio sotto il fuoco ne-·m1co. cap. Colonna - Per avere di propria inizi ativa preso parte al co~bat timento colla sua compagnia, insieme alle truppe di fanteria, rimanendo di scorta ad una sezione ·di artiglieria, . e per essersi adoperato a riunire e tenere in posizione molti,. sbandati di altri corpi. luogot. Fojadelli - Per l'intrepido contegno e l'intelligente · dir~zione spiegata nel comando di una sezione di artiglieria. luogot. Frizzoni - Per avere di propria mano e spontaneamente riattivata l'accensione a varii fornelli da mina che si erano stabiliti per rovinare il recinto del cimitero di Sailetto e che avevano fatta cattiva prova, e per avere diretta la demolì~ zione di tale recinto a colpi di mazza, cosa che richiedette circa un'ora di lavoro sotto ad un vivo fuoco della piazza, attiratovi dall'esplosione dei primi fornelli. cap. Chiapparino - Per avere opposta una valorosa resistenza, rimanendo morto sul posto assegnatogli. sold. zapp. Appi - Per avere lanciata una granata ca- duta presso la bocca · interna di una cannoniera, senza preoccuparsi del probabile ed imminen te scoppio, e pel coraggio · dimostrato in vari servizi presta ti alle batterie (Borgoforte). sold. zapp. Reda - D urante il fuoco del giorno J7 (luglio a Borgoforte) trova vasi 1° servente di destra ad un pezzo di una batteria; una granata nemica, infilata la cannoniera, scoppiò. contro l'affusto ; aiutato da altro soldato, riparò immedia~tamente il pezzo, il quale potè così continuare il fuoco.
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7° -
LE TRUPPE DEL GENIO NELL'ES ERCITO NAZIO'.'IALE
ORDINAMENTI DAL
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AL
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STUDI -
ISTRUZIONI
PARCHI
Come tutte le campagne precedenti, anche quella del 1866, portò profonde perturbazioni nell'ordinamento dell'arma. Nel" l'esposizione de' principali avvenimenti che ci interessarono si vide che il corpo ebbe aumenti successi vi. Presto p erò seguirono le ridu zioni ; un R. D. del 25 otto" bre 1866 riduceva ad 1 per reggimento le compagnie . dep°" sito; e nella stess a circostanza i reggimenti cambiarono di sede, andando il 1° a Pi acenza ed il 2° a Casale; un altroR.D. del 29 nov€mbre scioglieva 6 compagnie per ogni reggimen to; un nuovo R. D. del 6 gennaio 1867 scioglieva altre 4 compa~ gnie ogni reggimento e finalmente un R. D. 25 agosto, stesso anno, scioglieva i 2 reggi men ti e costituiva il « Corpo zappa t°" ri del genio » con sede a Casale. Per i particolari di queste operazioni e pel nome degli ufficiali superiori del corpo del genio si vegga il capo IX, § 5.
*** Intanto interessava al ministero conoscere come si erano · comportati i parchi zappatori ed i materiali e strumenti che venivano usati per la prima volta in campagna, dopo il rior" dinamento del 1864; e come avev_ano funzionato i servizi telegrafici che ebbero ordinamento completato durante la cam" pagna stessa, ed i materiali per ponti d'avanguardia distri" bui.t i alle compagnie. del IV° Corpo. All'uopo richiedeva ap" positi rapporti e da essi si riassumono qui le princip alissime risultanze, opportune per la storia nell'arma, e base, alcune, di discussioni e di studi che portarono alle adozioni più m°" derne.
ORDINAMENTO DAL
1867
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Questo rapido esame verrà distinto in tre gruppi di con~ siderazioni : 1°) sull'ordinamento dei parchi zappatori ; 2°) sul materiale e servizio telegrafico; 3°) sul materiale per ponti di avanguardia. *
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1°) Sull'ordinamento dei parchi z appatori. -
Su questo ·o rdinamento ebbero ed hanno influenza anche gli zappatori come p ersonale e come armamento. Le diverse questioni che furono presentate dalle autorità superiori ai comandanti .d i compagnia i quali pr'esero parte alla campagna, question i che furono riassunte dai comandanti del genio e suffragate dalle loro opinioni, e fin almente riassunte ancora dal Comando generale del genio, sono quelle qui a vanti esposte ed alle quali si aggiun gono i riferimenti che risultano dalle relazioni(~): a) Armamento ed equipaggiamento dello za ppatore. Era armato, e fu scritto, di ca rabin a da bersaglieri, la più pe-sante arma dell'esercito come la definisce un ufficiale relatore, ed aveva il munizion amento della fan teria. Ciò gli impediva ,di portare, nelle marce, uno strumento qualsiasi e negli sposta~ menti r apidi pe/1avori era costretto o ad abbandonare arma e zaino, od a farsi seguire d ai carri della compagnia o dai qua~ ,d rupedi per il trasporto degli strumenti. Quasi un anime perciò fu la proposta dei relatori di versi lo alleggerimento dell'arma e la riduzione del munizionamento,
(1) È necessario notare che molti particolari contemplati dai coman~ danti di compagnia nei loro rapporti furono abbandonati nei rapporti complessi vi dei comandanti del genio ; mo! ti di quelli e di gucs ti lo furono nel rapporto del Comando generale . Qui si presentano solo le questioni principalissime, ,come si è scritto, e che veramente ebbero influenza negli ordinamenti successivi. 52
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LE TRU PP E
DEL GENIO NELL' ESERCITO NAZIONALE
nella- considerazione che lo zappatore deve fare uso delrarma per azione breve e per concorso fortuito con la fanteria , essen~ do suo compito essenziale il lavoro. Pressochè unanime fu ancora la proposta di munire il soldato di un dispositivo di cinghie tale da permettere o la sospensione dell'arma durante il lavoro o quella dello strumento durante l'azione bellica. Il Comandante generale del genio non conveniva però nella proposta, quasi generale, di fornire permanentemente lo zappatore di uno strumento portatile e preferiva che la com~ pagnia fosse fornita d~ un carro più leggiero di quello da parco, e che potesse seguirla più facilmente; e di ciò si dirà qui a vanti. b) Parco di compagnia. - Si trovò, dalla maggioran~ za, che il caricamento diviso in modo eguale fra i due carri li rendeva egualmente pesanti e perciò « non facilmen te tran~ sitabili per terreni smossi o sopra ponti leggieri » (peso del carro carico kg. 2270). Si proponeva da molti di adottare un carro . molto più leggiero di quello detto del N° 1 per strumenti di uso frequ ente e comune, e questo carro avrebbe dovuto seguire sempre e dovunque la compagnia, e concentrare sul carro del N° 1 il materiale e gli strumenti di u so meno frequente, quelli di ri~ cambio, i materiali da mina ecc. ecc. e questo carro avrebbe potuto restare col carreggio ordinario della di visione, e co~ sti tuire una specie di riserva del .parco. Il Comandante generale del genio, trovando deficiente la dotazione di 1 solo carro leggiero per unà... __compagnia zap~ patori (che non avrebbe avuto mezzo di suddividersi in due mezze compagnie di lavoro e di avere un carro pere-ognun a), proponeva invece di dare 2 di tali carri, e , per non aumen~ tare il carreggio totale del corpo di armata, togliere dal p'ar~ co del corpo d'armata uno dei carri del N° 1 per ognuna delle compagnie e passarlo alle di visioni, come riserva del parco alleggerì to .
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In questi riferiment_i si affaccia per la prima volta la pro... posta (capitano Pandolfi.)- dell'adozione di un parco zappa tori « su carri a due ruote ii, combattuta dal relatore colonnello Cameri, perchè avrebbe condotto a frazionare troppo il car... reggio, e perchè il carro a 2 ruote non si :riteneva adatto per an... dà ture allunga te, per transi tare in terreni ·rotti, e simili ragioni. c) Trasporto degli utensili per someggio. - Era il primo esperimento che si era fatto in campagna. In genere fu trova... to che il basto adottato era .t;oppo pesante e di difficile cari... camento, cosicchè era malagevole applicarvi gli strumenti, che riuscivano pochi se si voleva restare nel limite di peso trasportabile dal mulo ; ed il numero dei muli (2 per ogni compagnia) era scarso. Però pochi furonÒ quelli che pro" posero maggior impiego di bestie da soma, prevedendo l'ob... biezione che sarebbero riusciti di disagio aUa compagnia, tan,., to più che il loro impiego (per lavori fuori e lontano dalle stra... de) si prevedeva non fosse frequente. d) Traino. - L' iQsistenza di tutti i relatori fu sulla necessità che i parchi, anche quelli di corpo d 7arm~ ta, fos... sero trainati in campagna çon mezzi militari (treno militare); e si fecero, anzi, proposte precise che per i parchi di compa.... gnia od almeno per il carro o per i carri leggieri d'avanguar... dia (così dicèvano quelli che proponevano i caricamenti disfor~ mi dei carri di videndoll fra l'avanguardia e la riserva) fossero ammessi zappatori conducenti « i quali (scriveva il Cameri), presenterebbero, oltre al vantaggio di .avere in guerra un personale proprio e militare per le compagnie, quello di potere in pace attendere all'istruzione di queste, essendochè ser:iza mezzo di traino le istruzioni in pace riescono imperfette ed il carreggio, che diventa roba da magazzini, poco si conosce ..... i> a) Parco di corpo d'armata. - In genere si trovò cor... rispondente ai ~i sogni ·; alcuni lo dissero troppo fornito e pe... sante ; ed ecco perchè il Menabrea proponeva di passare un carro, come riserva, ad ognuna delle divisioni. Si trovò ab...
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bisognevole di polvere da mina, ed infatti ~ come si scrisse dopo Cust~za ed anche in altre circostanze, il genio dovette ricorrere all'artiglieria per a vere polvere, che tal volta non potè fornirla giacchè aveva seco solamente cariche preparate per azionare le bocche da fuoco. Pel traino di questo parco si è fatto accenno scrivendo dei parchi di compagnia. II0 Sul Materiale e se,vizio telegrafico. - Si vegga quanto è detto al Cap. XII. , III0 Sul materiale per ponti d'avanguardia. Risulta che esso era stato costrutto e distribuito a Bolbgna dal Comando del genio addetto al IV° Corpo d'armat a, ed in seguito a studi affrettati e ad esperimenti eseguiti seguendo direttive del Comando superiore del genio. La compagnia incaricata di fare gli studi e gli adat tamenti fu la 13a de II? regg. (capitano Martelletti). Ogni compagnia in campagna ebbe circa 60 m. di ponte, ,c aricato su 8 carri ; ed essendo il peso complessivo del materi ale di Kg. 14 000 circa, ogni carro risultò con un carico di Kg. 1750, giudicato ·eccessivo. Gli elementi del ponte fu:-ono : cavalletti come corpi -d i 'SOstegno; travicelle e tavole per le impalcate. Ogni cavalletto fu costituito da una b anchina e. da due gambe. La banchina consi;tette in due t ra vicelle di O, 11 X O,15, lunghe m. 4,00, tenute discoste fra di loro O, 15 (pel passaggio -della testa delle gambe) da appositi calast relli inclina ti , che costituivano così una specie di mortasa, rafforzata da un telaio, ed il tutto tenuto a ·posto da chiavarde. L~ gamba di cavalletto era costituita d a un a travicella lunga m_. 4,00 con O, 11 X O, 15 di sezione, ed opportun amente intagliata ad una estremità (la superiore) perchè vi si potesse appendere la corona' di corda che doveva sostenere la han-china, .ed all:altra est remi_tà (l'inferiore) per ricevere il piede.
ORDI NAMENTO DAL
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La sospensione della b anchina alle due gambe si otteneva per mezzo di ·a pposita legatura di corda, che passa~ va sotto alla banchina e si avvolgéva presso alla test_a ta della travicella ove era praticato l'intaglio. Questo era il caval# letto normale da usarsi per altezza di fondo fino a m. 3,50 . circa rispetto al piano del ponte ; per altezze maggiori (fino a 6 rpetri circa) era studiato un allungamento delle gambe che si otteneva sovrapponendo due gambe per due metri circa, rafforzando la sovrapposizione con mezze travicelle (a guisa di guance) e fermando il tutto con 3 fasciature di corda ; ed infine disponendo trasversalment~ fra le gambe divaricate, a circa metà altezza, una traversa orizzontale. L'impalcata era costituita da 5 travicelle eguali a quelle cl.elle gaIJlbe (4,00 X 0,11 X 0,15), con denti di legno presso l lle estremità, e da tavole lunghe metri 2,70, larghe fra 0,25 e 0,30, grosse 0,05, con in tagli regolari per il ghindamento. Vi erano infine i complementi per le coscie e per il ghindamento, ed accessori per qualche ricambio, e per manovra. come funi, arpesi ecc.. · Con tali elementi si dovevano costruire ponti cc normali » alti fino a 3,50 (dal f~ndo del corso d'acqua) pel passaggio di fanterie per 4, cavalleria per 2 (appiedata) . e carri ordinari in colonna, ma un pò distanziati. Si potevano costrurre anco-· ra ponti e< eccezionali)), coi cavalletti a gambe allungate, ed allora il passaggio doveva limitarsi a fanteria per 2, a caval~ leria per 1 ed a carri leggieri ; però in alcune circostanze · la fanteria passò per 4 e non si manifestarono inconvenienti. Il materiale fu pressocchè improvvisato ; e le compagnie lo ebbero nell'entrare in campagna e durante la campagna stessa (fìg. 102) (1 ). Esso presentò q~a!che manchevolezza e qualche difetto ; così, per es. si trovò che la banchina era corta, perchè collo (l) Da modello del ·Museo del genio.
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LE TR UPP E D EL GENIO
NELL°'ESERCITO NAZIONALE
spazio di 2,50 quale risultava fra i calastrelli interni, per tavolati molto bassi le gambe dei cavalletti sporgevano sull'alto del tavolato ed obbligavano a passare solo n el mezzo del ponte; si trovarono facili le manovre di stendimento del pon-
Fig. 102
te quando l'acqua permetteva agli uomini di starvi ent ro (quindi per fondi fino a 0,80 e non più) ma riuscivano complicate quando si doveva ricorrere a galleggianti per lo affondamento d.ei cavalletti od all'impiego di lunghe travicelle o simili ; ma in ogni modo i risultati dell'esperienza furono - in genere - dichiarati ottimi e furono concordi i riferenti a propor-
ORDINAMENTO DAL
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1870
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re che quel materiale, o materiale si mile, fosse reso regolamentare, e fosse distribuito in permanenza alle compagnie d egli zappatori, perchè pot~ssero rendersene famigliare e spedito l'uso con istruzioni ·del tempo di pace. Il colonnello G arneri scrive « tutte le relazioni accennano all'assoluta nec~ssità di fornire alle compagnie zappatori del materiale da ponte per essere state quasi giornalmente chiamate dai Comandanti di Divisione ad eseguire delle costruzioni di tale natura ........ » Eppure l'adozione di materiale di avanguardia per gli zappatori ritardò ancora moltissimo, per due motivi: il primo, perchè i pontieri non vedevano volentieri che fosse tolto alla loro s1,1ecialità il servizio dei ponti anche presso le divisioni ; il secondo, perchè molti ufficiali superiori del genio dicevano che dando agli zappatori i materiali regolamentari per ponti si falsa va il loro compito, che era quello, nei passaggi dei corsi d'acqua, di impiegare « materiale di circostanza», raccolto sul posto o nelle vicinanze, senza avere appresso l'ingombro di un equipaggio, per quanto ridotto. E 'Menab~ea, di rincalzo, seri veva : "Ciò trovasi sta~pato anche nei libri, o trattati del mestiere, ma è probabile che fra quelli che li scrivono pochi si siano trovàti alla prova di dovere fare transitare corpi di truppa attraverso corsi d'acqua in luoghi deficienti di mezzi -0 materiali, che abbiano dovuto subire le legittime impaziew ze de' generali, che haqno premura di arrivare ......... »
*
** Nell'anno 1867 erano, o furono, definitivamente: sistemati 'gli Istituti militari superiori italiani; ed anzi con R0 Decreto 11 marzo in occasione del riordinamento del Corpo cfi stato maggiore fu istituita la « Scuola superiore di . guerra », rimanen.~. d.o soppressa la « Scuola di applicazione di stato maggiore». '
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LE TR UPPE DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
Nei diversi istituti ebbero incarico di insegnamento molti ufficiali del genio e se ne fa particolareggiata esposizione al Cap. XV ove si tratta specialmente di incarichi onorifici per gli ufficiali dell'arma ma «fuori » dell'arma propria men te detta. Per continuare n elle indicazioni riguardanti ufficiali che fecero poi carriera nell'arma o nello stato maggiore fino ai gradi superiori, e dettero la loro attività e sapere a vantaggio d ell 'esercito, si riporta che il 15 agosto 1867 el}trarono nel genio (dopo co mpiut a l'accademia) e furono ammessi alla scuola di applicazione : Edoardo Guzzo ; Alessandro Brunetti poi di S. M. ; Alfredo P arenti ; Lorenzo Bonazzi; Nicola Antonio Federico Pescetto ; Giovanni Pietro Bertoldo poi di S. M. (1) ; Alfonso Covelli ; Edoardo Luda di Cortemiglia ; Cesare P aladini poi di S. M; Emilio Borbonese; Gustavo Tonelli-Pallavincini. Nell'anno successivo (1868) trovansi (oltre ai precedenti )~ Alberto Pio Galante; Luigi Martellini; Francesco Vitelli ; Carlo Buffa ; Francesco T anfani poi di S. M ; Ruggiero Micheluccini; ·Antonio Bonardi; Vittorio Poggi;. Enrico Forlanini ; G aetano Bossi. · Nell'anno 1869: Giulio Campi ; Angelo Chiarle ; Paolino Boyer; Secondo Audino ; Giuseppe F assini ; Francesco Suchet ; Eugenio Cirio poi di S. M ; Giovanni Gastinelli poi di S . M. Nell'anno 1870 : Stefano Giorelli ; Luigi Pozzo ; Vicenzo Salomone ; e nell'anno stesso furono · promossi dai sottoflìuciali del corpo : Luigi Massarelli; Giulio Del T ureo ; Augusto Giacosa ; Eugenio Zampieri. Durante l'anno 1870 furono pubblicate dispos izioni varie (Regi )1-ecreti e Decreti ministeriali) che portarono variazioni (1) Rientrò nell'arma e lo ritroveremo Ispettore general~ dell'artiglieria e genio nel 1908.
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sensibilissime nell'ordinamento dell'arma del genio e del corpo degli zappatori, e cio è (in ordine cronologico) : 6 agosto : ls truzioni cir~a le varie formazioni dei corpi di truppa dell'esercito; nelle quali è compreso l'ordinamento del personale. e del materiale del genio nell'esercito m cam-· pagna. 10 settembre : Aumento di compagnie nel « Corpo zappatori del genio ll. 27 ottobre : Istituzione di una « Direzione del gemomilitare >> con sede a Roma (e conseguente aumento di pers~ nale nell'organico del genio). . 11 no~mbre : Aum~nto di uno dei membri del Comi-t ato del genio militare ; e successivamente (4 dee.) : nuova composizione del Comitato predetto. 13 novembre : [Riordinamento del Corpo zappatori . d el genio e scioglimento del Corpo del treno d'armata con assegnazione di 1 comp. treno al Corpo zappatori del genio ; e .poscia (8 dee.) scioglimen to di alcune compagnie . zappatori e p assaggio della Direzione delle officine di costru-zione del genio al Corpo zappatori predetto. 4 decembre : D eterminazione del numero dei Coman-.. di territoriali e Direzioni del genio. 4 decembre : Ce~sazione dell ' Ufficio di revisione delle~ contabili tà del materiale del genio di far parte del Comitato, dell'arma. 18 decembre : Composizione dello stato maggiore dell'arma del genio e riparto in gradi e cl assi degli ufficiali del-l'arma stessa.
* * * Si veggano le conseguenze di queste disposizioni ; e sic~ come la maggior parte di esse dovevano avere effetto al I gen--
·s44 .
LE TR UPPE
D EL G ENIO NEL L' ES E RCITO NAZIONALE
naio 1871, così da quanto si esporrà risulterà l'ordinamento ed il quadro del servizio d ell'arma alla predetta data (1). Il Comitato risultò compos to di : 1 presidente (generale d'armata o luogotenente gen erale); 3 m embri: luogotenenti generali o maggiori generali); -4 ufficiali superiori; 4 capitani; 1 direttore dei conti (capitano); 4 ufficiali subalt~rni; e, di più, doveva farne parte quale membro - 1'ufficiale generale o colonnello del genio più anziano fra quelli che facevano servizio p er la R. Marina e' che n el Co mi tato avrebbe presentate le questioni relative ai lavori dipend enti dalla Marina. Il Comitato fu ripartito in : ufficio di p residenza; ufficio tecnico ; consiglio di amminis trazione. Al C ap . VII si daranno maggiori particolari di questo ordinamento e si darà il nome d egli ufficiali addetti. Per corrisp ondere alle di verse esigenze di p ersonale ufficiali per tutti i servizi e cioè : al Comitato (esclusi gli ufficiali generali), all 'Ufficio di revisione della contabilità del materiale, ai Comandi territoriali, alle Direzioni, al Corpo Z appatori ed alla S cuola di Applicazion e si ebbero i seguenti ufficiali, ripar-_ titi p er gradi e per classi : 1O colonnelli ; 1O luogo tenenti colonnelli ; 30 maggiori ; 34 capitani di 1a cl asse; 83 capitani di za ._lasse ; 63 luogotenenti di 1a classe; 126 luogotenen ti di cl. e e sottotenenti. Di più, vi erano parecchi ufficiali « fuori quadro » per i servizi al Ministero, alla Marina ed agli Istituti Militari, esclusa la Scuola d'Applicazione di artiglieria e genio. , Per il «servizio territori ale» il R. Decreto citato d etermina va: 5 Comandi t erritoriali del gen io (Firenze, M il ano, Napoli, Torino e Verona).
za.
Tutte le disposizioni di cui qui si tratta furono poi regola te da « lstruz ioni relative al sertJizio del genio militare » che furono pubblicate con No ta ministeriale del 4 febbraio 1871 (Vedi Giornale Mili tare de.tto anno). (0)
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16 Direzioni del genio (Alessandria, Ancona, Bari, Bologna, Capua, Firenze, Genova, Mantova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Roma, T orino, Venezia e Verona; v. Cap. V II I per i titoI'ari di questi uffici). Collo stesso decreto veniva stabilito che a far tempo dal 1° gennaio 187t l'Ufficio di revisione. delle contabilità del materiale del genio cessasse di far parte del Comitato del genio e fosse costituito in ufficiò autonomo, diretto perb da uno dei ~embri del comitato stesso.
*** L'ordinamento del corpo del genio subì durante il 1870 varie modificazioni-In aumenti e diminuzioni, ed esse si espon" gono nel Capo IX, § 5°. L' ordinamento del personale e del mate~iale pre~so lo · esercito in campagna (estratto dell'« Istruzione circa .alle varie formazioni dei Corpi di truppa dell'esercito» 6 agosto 1870) var~ò poco da quello che era stato fissato nell'istruzione ,d el 20 maggio 1864 ; e le principali varianti furono le se" ,guen ti (1) : . a) le compagnie degli zappat6ri non furono assegnate ·una per ogni Divisione, ma fu assegnata un.a brigata di 3 com.. pagnie (col loro parco) a ciascun Corpo d'efer:cito, più .un par" -co del genio di Corpo d'esercito servito da una delle compagnie predette. · b) al Quartiere principale dell'esercito fu assegnata una brigata di 3 o più compagnie ed il parco principale del ge~io; e) una compagnia doveva essere lasciata a dipendenza -dell'Intendente generale d·ell 'esercito per la costruzio.ne . dei forni e per altri lavori che avessero potuto occorrere all'ln" tendenza generale. (1) Per la maggior parte di queste variazioni fu tenuto conto delle pro:poste presentate d al Comandante generale del Genio dopo la campagna del .1866 (v.).
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LE TR UPP E
DEL
GENIO N ELL'ESERCITO NAZlOI\ AL E
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I comandi del genio all'esercito mobilitato erano sempre : Comando superiore d el genio ; · Comandi del gen io di corpo d'esercì to ; e presso ogni comando di divisione vi doveva essere u n capitano del genio, facente parte dello stato maggiore della Divisione e disimpegnan te le funzioni di capitano di stato maggiore. D agli apposi ti specchi ( v, Giornale milit are anno V I11° 1870) si può desumere la composizione e la forza d ei comandi predetti. Al Comando superiore del genio era addetto , oltre che il personale militare: 1 ispettore telegrafico ed 1 ingegnere ispettore d el~ le strade ferrate, più un distaccamento del treno per i carri per l'ufficio, i b agagli, viveri e foraggi; ad ogni Comando del genio di corpo d'esercito era addetto un vice-ispettore telegrafico ed un ingegnere capo servizio delle strade ferrate. I parchi di compagnia, quelli di corpo d' esercìto e d il' parco principale avevano la composizione che è indicata a pag. 774 ; p erò al parco del genio di corpo d'esercito (che, n el 1864 si diceva di corpo d'armata) fu aggiunto « 1 carro da polvere » (quindi totale dei carri N ° 20); ed al parco principale erano sta ti aggi un ti N . « 4 carri da polvere » ( totale dei carri 44). Pel traino dei carri era provvedu to con distaccamen ti d el treno militare presi dalle compagnie del treno addetto al Corpo degli zappatori ; ma era prevedu to ancora ch·e si dovesse ricorrere al treno borghese. nel quale cas il distaccamento del treno militare, ridotto di forza ~ comandato da un ufficiale, veniva destinato al traino d.ei carri più importanti o necessari per qualche operazione speciale, a giudizio dei singoli comandanti del genio. Anche il caricamento dei carri da parco N ° 1, 2, 3, 4, 5., del carro da berta, delle fucine N° 1 e 2 e dei carri telegrafici rimase quale era fissato nell 'istruzione anzidetta del 1864; il carro da polvere conteneva kg. 720 di polvere.
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E troppo noto il fine di questa campagna, perchè quì se ne debba fare oggetto di trattazione speciale, come pure sono note le condizioni politiche d 'allora che richiedevano nel governo è nel comandante delle truppe prudenza ed ener.gia nello stesso tempo. Fu costituto dapprima (con R. Determin azione del 14 agosto 1870) un «Corpo d'esercito d'osservazione dell'Italia Centrale » il cui comando fu dato al luogotenente generale Raffaele Cadorna (comandante il IV° Corpo d'Armata terri.toriale). Composero quef to corpo speciale alcune divisioni che furono dette « attive », costituite da reggimenti presi qua e là dalle guarnigioni ; ed ebbero le seguenti denominazioni : 11a. D ivisione attiva: comandante luogotenente ge.nuale Enrico Cosenz ; 12a Divisione attiva: comandante magg10re genera~ le Gustavo ,M azè de la Roche; 13a Di visione atti va : comandante magg10re genera.le Emilio Maurizio Ferrere. Ad esse furono aggiunti : 6 battaglioni di bersaglieri ; 14 squadroni di cavalleria, in una bri gata al comando del mag~ ·giore generale Carlo Gerolamo d'Humilly de Chevilly; 9 bat.terie d 'artiglieria da campagna e 3 da p osizione; 4 compagnie del 'genio , form anti brigata, al comando del maggiore Gaspare 'Scala ; pi-µ u n equipaggio da ponte. comandato dal capitano Benedetto D ella ·Croce. Comandante dell'artiglieria fu il maggiore generale Ce.lestino Corte. Com~ndante del genio il colonnnello Ernesto Gambini.
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LE TRUPPE DEL GEN IO N ELL'ES ERCITO
NAZ IONAL E
La cavalleria, i bersaglieri, le batterie d'artiglieria ed il genio furono ripartiti fra le divisioni e la riserva generale. Del genio furono mobilitate la l°' 2a 3a e 4acompagnia del corpo zappatori. Le truppe furono poste sul « piede mobile >> ( v. pag. 773) ed erano state chiamate in più sot to le armi quattro classi (1842, '43, '44, '45). Le tre divisioni furono distese lungo il confine pontificio tra Collalto e Radicofani ; il quartiere generale fu stabilito a Spoleto '(18 agosto 1870). Rimanevano aperti~ un tratto di confine a nord (toscano~ro~ mano) e vi venne destin ata (succes-l:ivamènte alle prime o~ cupazioni) una divisione, . la territoriale, al comando d el luogoten. gen erale Nino Bixio ; ed un tra tto di confine a sud (napolitano~pontificio) al quale venne assegnata la 9a divisione territoriale, comandata dal luogoten. generale Angioletti. A queste divisioni furono, come alle precedenti, d ati battaglioni di bersaglieri, squadroni di cavalleria, batterie di artiglieria c ampale, e compagnie del genio : alla 2a. di visione la 1()a compagnia ed alla 9a di visione la 25~ compagni;. In previsione di un'avanzata sul terri toriio pontifici o ai primi giorni di settembre, il corpo di occupazione fu cam~ biato in « corpo d'operazione » e fu concentrato più special~ mente nel tratto di confine fra Ponte F elice e P asso Corese. Il giorno 11 set tembre questo con centramento era compiuto.
za
* ** Roma nel 1870 era all'incirca n elle condizioni difensive, per la sua costituzione, come nel 1849 ( v. Capo V, § 8; soltanto erano state riparate le breccie aperte dai Francesi, erano state migliorate le condizioni statiche delle mura, regolarizzate le feritoie aperte nella difesa tumultuaria "di quell'anno e n e erano state aperte delle. nuove, e nel 1867 si era cominciata la . .
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costruzione· di un forte sul m. Aventino terminato nel 1869 e che doveva essere armato con 36 bocche da fuoco. Evidentemente le artiglierie dell'esercito pontificio erano state migliorate, seguendo il progresso dei tempi, ed al momento della guerra di cui trattasi vi erano in Roma circa 160 pezzi di medio e di piccolo calibro, in parte rigati ed in parte lisci. Essi erano o furono impostati qua e là sui bastioni di Castel S .. Angelo, del Gianicolo e dell'Aventino, sulle piattaforme di alcune torri delle mura, specialmente presso alle porte, e sul fort e predetto dell'Aventino (20 bocche da fuoco); ed erano state costrutte batterie con parapetti di carattere campale al Pincio, al Macao, a Villa Sciarra, al Testaccio. Il Tevere era attraversato in città da 5 ponti: S. Angelo, di ferro alla Lungara, Sisto, S. Bartolomeo (di due tratti, Fabrizio e Cestio) e Rotto; in più era stato gettato un ponte di battelli fra R ipa Grande e Santa Sabina per collegare il Trastevere col forte Ardeatino. I ponti erano resi difensibili con parapetti di sacchi di terra ; ed ancora, il fìume era infilato nel suo corso urbano da cannoni di piccolo calibro impostati sopra scialuppe e su di un piccolo battello a vapore. . D elle 14 porte della città, 4 cioè: p. del Popolo, p. Pia, p. S. Giovanni e p. S. Paolo erano state lasciate aperte, ma erano sta te rinforzate e difese da una lunetta o rivellino con grosso parapet to e fosso (quello di p. del Popolo acqueo, gli altri asciutti); 3 altre porte erano pure state lasciate aperte, pronte ad essere chiuse e rinforzate di dentro con sacchi di terra e sbadacchi amenti (erano: p. Portese, p. Cavalleggieri, p. Angelica); le altre furono chiuse alle prime minacce italiane e rinforzate da un terra pieno. Ad ognuna delle 7 porte precedenti erano stati impostati 2 cannoni da campagna, ad eccezione di p. S. Giovanni che ne aveva 4. Altra apertura delle mura era ai Tre Archi, dove passava la· ferrovia, ed . ivi era stata costruita una lunetta armata di 5 pezzi.
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L'esercito pontificio aveva la forza di 1-6.000 uomm1 -circa, di varie provenienze, cioè : indigeni e s tranieri (special-mente Svizzeri e Francesi), e di varie specialità (zuavi, cacciatori, an tiboini, carabinieri, linea, cavalleria, gendarmi, squ adriglieri, volontari pontefici, palatini ecc.); si indicano spe-cialmente: 1° reggimento d'artiglieria forte di 2100 u omini con 2 batt. da campagna, 1 da mon tagna, ed alcuni pezzi da posizione ; 2 compagn ie d el corpo d el gemo comandante dal t en. col. Giorgio L ana. Quest' esercito era per la massima parte conceptrato a Roma, meno qualche riparto di guarnigione a Civitavecchia, in Ciociaria, a Velletri , a T erracina. C ornandante generale il Kanzler; m sott'ordine (di b ri·ga ta): i gen. D e- Courtain e Zappi.
* ** Il generale C adorna decise di a ttaccare la città alla parte sinistra d el Tevere, ammaestrato da quanto er a avvenuto ai Francesi nel 1849, che per a vere volu to attaccare a al Gianicolo impiegarono più di 2 mesi per ottenere la resa, e d ovettero . ricorr~re all \issedio metodico, h ench è la difesa allora fosse sostenuta d a truppe raccogli ticcie e male armate, sia pu,. re rette da alti sentimenti patriottici. E di tutto il perimetro C adorna d esignò il tratto fr a porta Salaria e porta Pia, per ragioni che egli espone particolareggiata mente nell'opera cc La liberazione di Roma nel 1870 ». ·Contemporane amen te si dovevano fare azioni dimostra tive alle porte Maggiore, S. Gi~ vanni e S . Pancrazio. Ciò stabilito, le operazioni del passaggio del confine fino all'appostamento d a van ti alle p orte d esigna te per l'attacco ebbero direttive opportune. Il gen. Cadorna dal luogo di concen t ramento dianzi detto avrebbe voluto marciare su Roma per la str ada di riva
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sm1stra (Magliano, Passo Corese, Monterotondo) ma il m1-nistero della guerra, per considerazioni d'ordine politico, gli prescrisse di passare sulla destra, per Ponte Felice e ponte di Ostia, marciare per Civita~Castellana, Nepi, Posta della Stor. . ta, e di là ripassare sulla sinistra ~ve meglio avesse creduto. Così fissate le cose, il 12 settembre fu attraversata lii frontiera, e nello stesso giorno furono occupate, dopo brevi com... battimenti, Civita~CasteUana e Viterbo. Il 14 il gran quar. . tiere ·generale era alla Storta coll'l 1a divisione; la 12a era stata spinta fino alla Giustiniana (e gli avamposti fino al sepolcro ,d etto di Nerone); la 13a era a Monterosi. Il comandante :Stabilì di passare il Tevere presso Grot.tar.ossa, per essere al coperto da probabili tiri che potevano provenire da m. Mario ; e nella marcia di fianco a sinistra attraverso alla campagna, molto accidentata in quella loca.1ità, furono aperte strade, superati burroni, raddolcite scar.pa te. Le truppe del genio delle di visioni furono riunite a quelle della riserva ed al comando del magg. Scala « attesero ai la... vori più delicati e più difficili con molta solerzia >l, scrive il CADORNA
(op. cit.).
Il passaggio ,del · fiume fu intrapreso il giorno 17, e le com.. pagnie del · genio ebbero incarico di fare le strade di discesa e ,d i ascesa sulle sponde, molto alte e ripide. Erano stati riuniti nella notte dal 16 al 17 sei battaglio.ni di bersaglieri presso osteria di Grottarossa ; la compa. . ,gnia pontieri trasportò ·tre battaglioni sull'altra riva per pro... teggere il gittap:iento del ponte e proteggere le due compagnie .del genio che attendevano ai lavori. Il ponte richiese 8 ore di tempo per essere steso, in causa delle difficoltà di accesso alla riva acquea; il 18 sett. tutto il Corpo era transitato ed _il ponte fu ripiegato. Intanto anche la divisione aveva passato il confine . { 11 settembre) ed aveva occupate successivamente Toscanel. .
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LE TRUPPE
DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
la, (1) Bagnorea (2) e località vicine, e Cometo, (3) ed. il giorno; 16 Civitavecchia; e la 9a division e il 12 era partita d a S. Giovanni Incarico, ed era passata a Ceprano, Frosinone, Velletri (il 17 settembre). P er ordini successivi, e conseguenti spostamen"ti,. il giorno 19 settembre si può ritenere che la dislocazione delle divisioni attorno a R oma fosse la seguente : 9a divisione : col comando presso al T avolaccio, davanti (specialmente) a porta S. Giovanni ; 13a a cavallo alla via Tiburtina al di là dell 'Aniene ; 1 al ponte Nomentano ; 1 1a al ponte Salario ; davanti a porta Portese. Essendo stati r otti dai Pontifici i ponti della via Salaria e d ella ferrovia le truppe del genio avevano cost rutto un pon~ te di cavalletti sull'Aniene. Il giorno 20 fu sviluppa to l'attacco, spinto a fondo (come era predisposto) verso la mura fra le porte Salaria e Pia, ove fu aperta la breccia, e le trupp e, verso le ore 9 ½ circa, procedettero all 'assalto contemporaneamente alla ridotta di porta Pia, che era stata smantellata, ed alla breccia di cui ,sopra. Riparti d el genio, alla testa delle colonne sgombrarono il terre~ n o dagli ostacoli. Le truppe pontificie si arresero e l' I talia ebbe con ques ta rapida, fortunata c·ampagna, la sua capitale. · Ottennero ricompense al valore (del genio) : Medaglia d'argento: luogot.te R oberto Stura; sott.te Giuseppe Sommaruga ; cap.le Macch~ ;. zappatori : Morchia e Giovanni Mainardi. Menzione onorevole : maggiore Gasp are Scala ; capitano Francesco La Halle; 2 caporali; 1 zappatore~
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za.
I
(1) Ora Tuscan ia. (2) Ora Bagnovezio .
(3) Ora Tarquinia.
DAL
1870
ALLA GUERRA DEL
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Non vi fu alcun morto del nostro corpo ; furono feriti lo zappatore Mainardi, predetto, ed altri 2 zappatori.
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ALLA GUERRA
DEL
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La breve campagna or ora accennata, non ebbe mfluenz~ sulla costituzione dell'esercito ; ma l'anno 1871 fu quello delle riforme radicali portate dal ministro della · guerra Ercole Ricotti nell'ordinamento generale (1), ed anche nelle divise; riforme che apparvero sui Giornali Militari del 1871 e del 1872, e che potranno consultarsi, a complemento di quello che quì si esporrà. Per la nostra arma . però i mutamenti d'organico in queste prime disposizioni del Ricotti non furono molto importanti. Il 7 febbraio 1871 · fu publicata una << / struzione relativa al servizio del genio militare)), che considerava, in diversi articoli: il Comitato; l'Ufficio di revisione; i Capi del servizio del genio in generale ; i Comandi territoriali, le Direzioni, i Comandi locali e le Sezioni staccate del genio; il Corpo degli zappatori. Questa istruzione non fu che un riordinamento di norme e di regole già stabilite e qui esposte all'atto della loro pubblicazione. In quanto al corpo zappatori rimase così · come era stato costituito nell'anno precedente (8 decembre 1870 ); solo nel settembre 1871 fu disposto perchè la bassa forza del corpo fosse ·a rmata di moschetto a retrocarica di arti..glieria, anzichè della carabina da bersaglieri ; e nel decembre fu istituito un plotone d'istruzione destinato ad istruire graduati di bassà forza« scelti fra i più capaci ed intelligenti >> perchè di venissero sott 'ufficiali. (1) Caposaldo delle modificazioni fu la Legge sulle basi generali per l' or~ ganamento dell'esercito, votate dal Parlamento nella primavera del 1871.
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LE TRUPP E DEL GENIO
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Di .Più, anche pel nostro corpo, furono aperti gli arruolamenti per volontari di un anno, come per la fanteria di linea, i bersaglieri, la cavalleria, l'artiglieria ed i distretti militari, i quali volontari di un anno dovevano dare buon contingente di graduati di bassa forza per le classi in congeclo, ed anche (facendo un corso speciale) di sottotenenti nella milizia provinciale (ora, ufficiali di comp lement o). Finalmente, interessa indirettamente la nostra arma la noti zia che con R. D. 5 marzo 1871 furono istituiti gli zappatori nei reggimenti di fanteria, ritorno all'antico, perchè essi esistevano nell'esercito sardo ed era no stati aboliti poco dopo il 1860 e sostituiti dai « falegnami ».
** * Circa alla di visa le prime modificazioni furono portate a quella degli ufficiali di fanteria con R. D. 2 aprile 1871 ; successivamente furono estese agli ufficiali delle altre ar mi ; e per le armi d'artiglieria e genio il R. D. è del 5 agosto 1871 (1). Il 2 aprile 1871 furono adottate le stellette a 5 punte (ricamate o metalliche) sul bavero della giubba, della mantellina, del ~appotto ecc., e che dovevano considerarsi come <e caratteristica speciale di chi è soggetto alla giurisdizione militare )) (2). Fu soppresso il keppì per gli ufficiali inferiori del genio ed il cappello per i superiori ed il pennacchietto per il comanclan te del Corpo zappatori ; alla tunica fu sostituita la giubba, ed al cappotto-soprabito fu sostituto il mantello i furo(1) V. Istruzione nel Giornale M ili t are del 1871, pag, 702. (2) Epperciò era stabilito che non Se ne fregiassero gli ufficiali in ritiro, dimissionari od altri che non prestassero servizio attivo; ed erano sostituite con piccoli bottoni, che poi furono aboliti , ed anche questi ufficiali portano o ra. le stellette sulla divisa.
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no modificati il berretto, il cinturino (che doveva portarsi sotto la giubba) e le spalline. Il berretto fu di panno turchino scuro, con visiera e soggolo di cuoio nero verniciato, colle cuciture ornate di cordoncino d'oro, ed una sopraffascia di velluto nero con orlatura inferiore di panno cremisi, e fre gio di ricamo d'oro. Il fregio, era costituito da d ue appie incrociate sotto una granata con · fiamma, e sormontata da corona pure a ricamo d'oro ; . il tutto sovrapposto ad una coccarda di seta. Il distintivo di grado era al di sopra della sopraff ascia. L a giubba di panno turchino scuro, era a due petti, a taglio diritto, con due fi le di 7 bottoni, portanti il noto fregio del genio (l'elmo di Miner va ecc.). Sulle cuciture posteriori vi erano finte tasche, sostenute da due bottoncini ognuna, filetta te di cremisi; le maniche avevano, manopole di velluto nero, foggiate a punta e filettate pure di cre misi ; il bavero (rivoltato in giù) era di velluto nero, filet ta to di panno cremisi ; sulle spalle era un passante di cuoio coperto di nastro tessuto d'oro, che poteva togliersi per fermare le spalline alla giubba (1). I distintivi di grado erano attaccati sulla manica, al disopra dell a manopola, ed il galloncino superiore del distintivo si svolge va sul braccio forma ndo un intreccio, detto fiore. I pan taloni di panno turchino scuro, lunghi, con staffe, avevano banda di color cremisi, larga 4 cm .. Il mantello di panno grigio era costituito da cappotto e mantellina ; si poteva portare il mantello intero, o la · man tellina sola; non il solo cappotto. Fu conservato l'uso dello spencer di cui tratta va un'istruzione del 31 ago sto 1864.
(1) Il passante fu poi sostituito da un cordone di doppio cordoncino di oro, assicurato alle due estremità da due bottoni.
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Il cinturino aveva pendagli di cuoio per la montura ordinaria, e di cordoncino ·dorato per quella festiva e per l a gran montur a. Dragona d 'oro alla sciabola per tutte le monture ; spalline dora te sormonta t e da corona reale d'argen to ; sciarpa di servizio azzurra dalla spalla destra al fianco sini stro ; guanti di pelle scamosciata. bianca in servizio mentre . fuori servizio i guan t i pote vano esse r e di pelle bianca liscia o di -:olor paglia . Fu a mmes sa una copertina d i tela cerata pel berretto nel caso di pioggia, u na di tela bianca per le marcie;· ed ammessa una mantellina di caoutchouc · n era , con cappuccio . I colonn,elli e tenen ti colonn elli direttori ed il comandan te il corpo ebbero per dis tint ivo di carica un a sopraffascia di panno color robbio al b erretto, sulla quale erano app licati i d istin tivi di grado. P ei generali fu adotta ta una divisa unica per tu tte le armi . Berretto simile a quello della f.anteria , con sopraffascia di panno scarlatto e distintivo di grado (ricamo ed u na o più trecciuole) sulla sopraffa~cia, e fregio consisten t e in un aquila r~ale di Savoia r icamata d'argento e sovrappos ta alla coccarda naziol). ale. La giubba era co me quella per gli ufficiali di fan teri a, con s tellette d'oro sul bavero e passante amovibile di fil ato d'argento di fo r ma speciale sulle spalle; il r ic amo distinti vo di grado era fissato sulle manopole, e sulla m a nica v'erano il galloncin o od i galloncini secondo i' gradi; il superiore di questi galloncini forma va il fiore. N ella giubb a di gran montura il rica mo d'argento speciale ai generali era applicato anche al bavero. Il pantaloni furono eguali a quelli per la fanter i a (di panno color bigio) con d ue ban d e di gallone d 'argento larghe 3 cm. ognun a e staccate di 6 mm. l'una dall'al tr a. Il mantello era costitui to·, come per l'artiglieria ed il
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·g enio, di cappotto e man tellina, ma di panno azzurrato (bluetè); la mantellina aveva bavero di velluto nero. Nella montura festiva e nella grande montura i generali po.rtavano «cordelline » di cordone d'argento, cinturino con pendagli d 'argento, dragona d 'oro. D a quanto è scritto precedent emente risulta che vi ,erano ·per gli u fficiali 4 speci e di monture : a) mon tura giornaliera ; b) montura festiva; e) gran montura ; J) montura di marcia; ed a quanto si è scrit to ris ulta .a ncora come erano costituit,e queste monture. Per la truppa le mod ificaz ioni conseguenti a quelle portate nella di visa d egli ufficiali furono promulgate il 29 maggio 1872. La ·giubba fu di panno turchino, ad un solo p etto, diritta, con finte tasche non filettate sostenute da bottoni ; aveva due ap~~rture ai fianchi pel p assaggio del cinturino quando si portava la giberna ; il bavero era orna~ to sul davanti da due mos t re di vellu to nero (che più tardi furono orlate di cremisi) con stellette di p anno bianco a cinque punte. I distin t ivi d i grado erano formati di gallone e galloncino d'oro e trecciuola di lana rossa pei sottufficiali e di gallone e trecciuola di lana rossa p er i caporali e solda~ ti ta classe {1) ; la trecciola di lana superiore di ogni distin~ tivo formava intreccio (fiore) lungo la manica. (1) F urier maggiore: gallone e 3 galloncini d'oro cd intreccio di trec~ ,ciuola di lana rossa. Furiere : gallone e 2 galloncini d 'oro ed in treccio di trecciuola di lana rossa. Sergente: gallone e I galloncino d'oro ed intreccio di trecciuola di lana rossa. Caporale maggiore : gallone e 3 galloncini cd intreccio di trecciuola di lana rossa . Caporale furiere: gallone e 2 g~lloncini ed intreccio di trecciuola di lana rossa. Caporale :·gallone e I galloncino ed intreccio di trecciuola di lana rossa. S oldato di Ja classe (od appuntato) un gallone di lana rossa senza intreccio.
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Il cappotto fu di panno azzurato (bigio bluetè) con stellette sul bavero, spallini di panno turchino fatti a « lu.. netta girante sulla spalla ll, con una granata di lana chermisina, riportata, nel mezzo (col che furono aboli te le spalline con frangie); i distintivi di grado erano come per la giubba. I pantaloni di panno come quello della giubba, avevano filettatura chermisi. Con provvedimento 6 maggio 1872 fu adottato per gli ufficiali di fanteria un modello di kepì, simile all'antico , ma più basso e più leggiero, con visiera da van tiecO'prinuca sul rovescio ; e l'uso di tale kepì fu es teso all ' artiglieria ed al genio il 17 luglio 1872, prescrivendo, n ella circostanza, che gli ornament~ (galloncini dis~intivi di grado , cordoncini, fregio e nappin a) fossero di metallo dorato; e fu adottato un pennacchietto di piume nere alto 12 cm. che dove va innes tarsi nella nappina (nella gran montura) ; il fregio e ra costitutito da due appie tte ed una granata, simile a quello del berretto ; meno per gli ufficiali del treno del genio che avevano una stella dorata. I gradi erano applicati sull'alto del kepì ed i colonnelli o t enenti colonnelli capi servizio li a ve vano di seta su fa scia color robbio. Poco dopo (28 luglio 1872) fu adottato anche un kepì per le truppe del genio, con coprinuc a, trofeo di due ascie intrecciate e granata (meno il treno che ebbe la stella) n appina di lana rossa, pennacchietto di crine, distin tivi di grado di gallone e galloncino d'oro o gallone e galloncini di lana rossa, secondo che trattavasi di sottufficiali o di graduati di l;>assa forza. Questa fu la divisa usata - nel suo co m plesso e nelle circos tanze ordinarie - fino al 191 O circa, quando fu introdotto il grigio-ve rde. Solamente venne pratic ata qualche leggiera variante e se n e terrà conto a suo t empo, co me ·a ncora si daranno figure complesse di ufficiali e di sol da ti.
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*** Nell 'anno di cui trattasi (1871) ebbero luogo, nell'estate ed autunno; estese esercitazioni mili tari nel Veneto ·e nel Napolitano, che presero per la prima volta il nome di« gran-· di manovre» ed ebbero notevole importanza sull'addestramento degli ufficiali e delle truppe. Nel territorio della di visione di Verona le grandi ma- · novre si svolsero dal 1O al 30 settembre, sotto la direzione del luogot. gen. Pianell e vi presero parte due corpi d'eser-cito (d'istruzione) costituiti : il 1° corpo da 2 divisioni (d'istruzione) e truppe di . riserva ; alle quali truppe di riserva venne addetta una brigata di 3 compagnie zappatori ; il 2° corpo da 3 divisioni (d'istruzione) e truppe di riserva, con una brigata di 3 compagnie zappatori. Nel territorio della division e di Napoli le grandi mano~vre ebbero luogo dal 9 al 25 settembre so tto la direzione del luogot. gen. di Pettinengo, e fu costituita una divisione di manovra speciale, alla quale fu addetta una co mpagnia (la 27a) d el corpo zappatori. Nelle manovre le truppe del genio erano impiegate a riattare strade, costrurre batterie campali e spalleggiamenti. per artiglieria, scavare tratti di trincee, facilitare il passaggio di corsi d'acqua, porre in istato di difesa caseggiati ecc .. come appare de seri tto con qualche particolare nel G io male del Genio Militare anno 10° (1872, Parte Ila). Nel 1872 si rinnovarono istruzioni di di visioni e grandi manov~e ; furono costituite 3 divisioni d'istruzione che at- · tesero ad esercitazioni speciali nel mesi di giugno , luglio, agosto e ad ognuna fu assegnata una compagnia del genio ; · · poi le divisioni presero parte, nella seconda metà di agosto, alle gr andi manovre sviluppatesi in Lombardia sotta la di- -
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r ezione suprema di S. A. R. il Princip e Umberto di Savoia. L e truppe furono divise in due corpi d'arma ta ed ogni corpo ebbe un a brigata di zappatori del genio con sezion e telegrafica (furono la 9a e la 19a compagnia da una parte e la 11a e 16a comp agnia dall'altra). Nell'anno stesso fu introdotto regolarmente nelle istruzioni dei corpi il « giuoco eh guerra » od esercizio di manovra sulla carta, e le « conferenze invernali eh corpo e di presidio », il che portò ad un movimento scientifico-tecnico notevole anche nell'arma n ostra, già così bene iniziato dal Boyl di Putifigari (v. Cap. IV); e d i alcune di queste con fe renze si ha nno pubblicazioni litografate ed altre stamp ate di note~ vole valore C1). · Le principali pubblicazioni regolamentarì che ri guard ano l'ar ma d el genio, emesse nel 1872, furono le seguenti : a) I struzione sull'ordinamento dei servizi dell'artiglieria e del genio all'esercito in campagna (Nota N .0 7 del 14 marzo) colle quali non si portavano no tevoli modificazioni a quelle del 6 agosto 1870. b) Regolamento sull'amministrazione degli immobili dipendenti dal Ministero della guerra (Nota N.0 37 d el 20 setsembre (3). e) Nuovo capitolato generale pei lavori del Genio Militare (Nota N.0 36 d el 14 ottobre (2).
(1) Si veggano il Giornale del Genio, la Rivista militare ecc. d i questi anni. Qui si avrà occasione di farne accenno quando si tra lteranno argomen Li . d i specialità ai capitoli riguardanti i telegrafisti, i pontieri ecc.. La biblioteca del Musco del Genio ha una notevole raccolta di con-:-ferenze (fino al 191 O circa), molte delle quali manoscritte. 2 ( ) v. Giornale del G enio Mili tare, anno 18 72, pag. I 05 e seg . 3 •( ) v. G iornale del G enio J\llilitare, anno 1872, pag. 82 e seg . .
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** Nell'anno 1871 , al 1° anno di Scuola d'Applicazione (sem-pre ricordando quelli che fecero carriera o che portarono lustro all'arma per lavori o pubblicazioni), furono ammessi i seguenti ufficiali : Francesco Perrone, Guglielmo Cedronio, Salvatore Car. casio, Pio Spaccamela, Leone Dessales, Francesco Bellini, ·Carlo T ucci, Gennaro Del Grande, Eugenio Pescetto ; e nell'anno 1872: Ettore Mugnaini, Giovanni Pastore, Pietro Mirandoli, Demetrio D e Martis, · Pietro Botteoni, Francesco Kuntze, ·Carlo Giordano, Prospero Boncompagni, Vincenzo Monaco, Ernesto Mazza, Tullio Masi (poi S. M.), Eugenio Canino.
* ** Nel 1873 (in data 30 settembre) in seguito a studi eproposte del ministro Ricotti fu pubblicata una Legge sull'ordinamento dell'Esercito e servizi dipendenti dall'amministrazione della guerra (N° 151 serie della Raccolta ufficiale delle Leggi e Decreti del Regno) la quale portò radicali riforme negli ordinamenti militari . Per quanto riguarda l'arma del genio le principali disposizioni furono le seguenti (con applicazione dal 1° gennaio 1874): fu soppresso il Comitato del genio ed istituito il Comitato delle armi di artiglieria e genio; fu riordinato lo stato maggiore d;ll'arma; i comandi terri toriali furono portati di nuovo a 7 ; fu sciolto il corpo zappatori del genio e furono costituiti 2 reggimenti del genio. Lo stato maggiore del genio doveva provvedere gli uffì-
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ciali superiori ed inferiori : alla segreteria del comitato d ' artiglieria e genio; all'ufficio di revisione delle contabilità del. materiale del genio ; ai comandi territoriali del genio ed alle. direzioni del genio. Ogni reggimento del genio si compose di : I stato maggiore; 4 compagnie pontieri (1 brigata) (1) ; 14 ' compagnie zappatori (5 brigate); 2 compagnie ferrovieri (mezza brigata) ; 3 compagnie treno (1 brigata) ; 1 plotone d 'istruzion e; 1 deposito ; 1 officina di costruzione. Da tutto ciò risul ta che ai due reggimenti del genio erano affidati tutti i servizi che ora si dicono di specialità e cioè ; degli zappatori, dei minatori, dei telegrafisti, dei pontieri e dei ferrovieri e la costruzione e riparazion e degli apparecchi, strumenti, carreggi ecc. ·ed ancora, il servizio delle locomo:-tive s tradali, ben definito dal N° 18 del Giom. d'art. e genio anno 1875. Nei reggimenti furono istituiti appositi ploton i d' is!ruzione che ebbero per fine~di formare sergenti p er le varie specialità ( v. atto 196 del Giom ale Mili tare anno 1873 ed atto 245 del G. M. anno 1874). Per il reparto organico dei due primi reggimenti v. il § 6° del capo IX ;_ qui ci basti accennare ch e vi erano (fra i 2 reggimenti) 234 ufficiali d el genio e 16 di altre spe· ci ali tà; in tutto : ufficiali 250 ; uomini d i truppa 4906; quadrupedi 336. Nell'organizzazione dei r eggimenti, che fu an cora organizzazione d ell'ar ma, vennero costituiti ruoli per ufficiali di complemento e di milizia mobile (M. M.). (1) I pontieri provenivano dal 1° reggimento d'artiglier ia che al 1° gennaio 1874 fu sciolto . Per le vicende dei pontieri v. capo X I.
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Gli ufficiali e le truppe di complemento dovevano servi-re a portare e tenere al completo in tempo di guerra i corpi dell'esercito permanente e della milizia mobile. Gli ufficiali di complemento potevano essere forniti : .dagli ufficiali che lasciavano il servizio nell'esercito per-manente per dimissione volontaria; dagli ufficiali provenienti dai volontari di un anno (fino al 40° anno di età) ; dai sottufficiali congeda ti dall'esercì to permanente, dopo un ser-vizio di 12 anni. L e truppe di complemento erano costituite dagli uomini categoria a disposizione per l'esercito perma-delle classi di n en te e da quelli di ·1a categoria ascritti ali' esercì to permanen-te che fossero risultati in eccedenza alla forza dei quadri organici. Fra gli ufficiali di riserva erano inscritti gli ufficiali in ritiro od in riforma, provveduti di pensione vitalizia, e che non risultassero di provata assoluta inabilità a qualunque servizio mili tare. Gli ufficiali di M. M. erano nominati fra gli ufficiali di complemento e di riserva. Le truppe del genio di M. M. furono formate in 10 compa.gnie, aventi rispettivamente per centri di formazione e di amministrazione i 2 reggimenti del genio (1). In quanto al personale civile a servizio del genio, i.Con-tabili presero la denominazione di « Ragionieri-geometri del gemo». D alle tabelle graduali e numeriche annesse al R. D. del 30 settembre risultano per l'arma le seguenti cifre: 1 generale di esercito o tenente generale, che poteva essere Presidente del Comitato d'artiglieria e genio (come
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(1) Queste compagnie zappatori di M. M. del genio erano state istituite iil 1° gennaio 1872, quando fu is tituita tale milizia per tutto l'esercito, e fino al .J0 gennaio 1874 ebbero per centro di formazione il corpo zappatori.
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poteva esserlo un generale d'esercito o tenente generale di artiglieria) ; 3 o p iù tenenti generali o maggiori generali, membri del Comitato d'artiglieria e genio, ed 1 comandante della Scuola d'applicazione u 'artiglieria e genio o d ell'Accademia militare; 6 maggiori generali, comandanti territoriali del genio ; Allo stato maggiore dell'Arma
colonnelli. . . . . tenen ti colonnelli . . . magg1on . . . . . capitani . . . . . tenenti e sottotenenti . Totali
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Ai due reggimenti
2
10
4
18 J46
16
52
62
160
248
234 482
Più, ufficiali del genio « fuori quadro >> d estinati a prestare servizio al Ministero della guerra, agli Istituti militari, all'Istituto topografico militare ecc .. Per quanto riguarda il Comi tato d'artiglieria e genio, il servizio territoriale del genio ed il p ersonale adde ttovi si dirà più par~icolareggiatamen te ai capi VI I ed VII I e per quan to riguard a servizi che si potrebbero dire fuori dell'arma (come : Ministero d ella guerra , diplomazia , st ato maggiore generale dell'esercito, istituti scolas tici ecc.) si vegga al Capo XV. . Non bastando gli allievi degli istituti militari a completare i quadri degli ufficiali di artiglieria e del genio il ministero aprì nel settembre 1872 un concorso speciale a p<;>sti di sottotenenti fra gli ingegneri laureati e fra studenti delle uni,; versità, che avessero compiuto con su ccesso almeno il primo anno di matematica. Questi ufficiali fecero poi i corsi dell a
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scuola d'applicazione; e nell'anno 1873 al 1° corso (assieme a quelli provenienti d all' accademia militare) vi erano i seguen• ti ufficiali allievi : Girolamo Pezzani, Guglielmo Fonseca, Bartolomeo Buogo, Giusto Cappa, Luigi Martana, Angelo Pratolongo, Leonardo Vandero (poi S. M .), Giuseppe Valleris (poi S. M.), Donato Pinto, · Spirito Piatti, Cosmo Fusco, Giovanni Cattaneo (poi S. M.). E questo l'ultimo elenco che quì si riporta di ufficiali ammessi nell'arma. Essendo ora costituite le specialità e cominciando a funzionare (come hanno funzionato fino all'inizio della guerra 191 5- 18) i grandi comandi, le direzioni ecc. i nomi degli ufficiali del genio che « hanno fatto carriera » come suol dirsi, verranno d'ora in avan ti indicati ai comandi dei corpi o delle brigate speciali, oppure alle direzione, agli uffici del ministero, agli istituti ecc. nei relativi capi dal VII0 al xv, facendo - quando sarà il caso - accenno a quegli ufficiali che si affermarono per benemerenze speciali.
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** Attenendoci alle notizie di interesse generale per l'arma e seguendo la cronologia·, si po trà indicare come avvenimento importante la cessazione nel 1874 delle pubblicazioni del « G iornale d'artiglieria » .e del cc Giornale del genio>> sostitui ti dal « Giornale delle armi di'artiglieria e genio» per cura del comitato delle due armi. Il Giornale di videvasi in due pari : Parte ufficiale o Parte Ja che conteneva le disposizioni emanate d al ministero, i regolamenti, le istruzioni ecc. riflettenti il servizio dell'una e dell 'altra arma; Parte non ufficiale o Parte Ila contenente « dati di fatto e studi la cui nozione può tornare utile agli ufficiali delle due armi e servire a tenerli al corrente dei
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·progressi verificatisi nel campo dell'ingegnere militare e del~ l'artigliere >> (1). Urta delle prime notizie contenute nel giornale anzidetto, che interessa indirettamente l 'arrna del genio, è la costituzione -di un Parco d'assedio normale, che doveva essere di 200 ·bocche da fuoco e diviso in sezioni, così distin te : ·Sezioni di bocche da fuoco e munizionamenti di 200 colpi per pezzo Sezioni di munizioni ·Sezioni di ricambio ed attrezzi :Sezioni per laboratorii Totale sezioni -composte di u n totale di 442 carri. Nell'anno stesso la divisa di tutti gli ufficiali generali :in servizio ha subita una variazione importante, nel senso che fu adottato un elmo di parata, con grande piumaggio bianco scen~ dente dal cimiero. Nel 1875 atto 145 del G. M . fu adottato - pel genio - il fregio speciale rappresentato dalla fìg. 103 in luogo della stella. Gli ufficiali lo ebbero dorato su coccarda di Fig. I 03 · seta ed il numero del reggimento; .o b r tt d I · Fregi per e re o e gemo per la truppa (atto 150) il fregio fu di metallo giallo per kepp y ed a ricamo di filo d'oro per i .sottufficiali e di , lana rossa per :i caporali e soldati. Gli ufficiali dello stato maggiore dell' arma ebbero la Croce di Savoia in rilievo d'argento, in luogo del_ numero. (1) Così è scritto nell'annunzio del Giornale militare 1° gennaio 1874, N° 1, parte II, pag. 7. -
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Nel settembre del 1875 furono svolte manovre di Corpi d'arm~ta in 3 distinte località; 1° C. d'armata in prov. <li Alessandria; II0 in prov. di Modena; III0 in prov. di Caserta. Alle truppe supplettive di ogni Corpo d'armata fu assegnata una brigata del genio « ognuna di 2 compagnie e rispettivo parco, con una sezione telegrafica» come dice l'atto del Giornale Mili tare in proposito. E circa alle sezioni telegrafiche era specificato che le prime due dovevano essere fornite dai reggimenti e mobilitate dai singoli comandi; la terza doveva -essere fornita dal distaccamento in Roma e mobilitata 'dal -comando generale del genio. Nel 1876 furono tenute altre grandi mano vre di Corpo <l'armata fra Cervo e Ticino, fra Modena e Pavullo, fra Valmontone e C~prano e pel concorso del genio si produssero quasi esattamente le prescrizioni già dette per l'anno _1875. Alle grandi manovre dell'autunno 1877 presero parte 4 compagnie del 1° regg. to con parco e sezione telegrafica (formanti .2 brigate di 2 compagnie l'una); e 2 compagnie furono al Campo di S. Maurizio cogli ufficiali allievi della scuola d' applicazione d'art. e genio. Ed ancora alle grandi manovre vi furono 2 comp. zapp. del 2° regg. to, con sezione telegrafica ; e drappelli dei ferrovieri, 1 per locomo tive stradali ed 1 per segnalazioni ottiche ; ed 1 compagnia pontieri ; finalmente 150 uomini comandati dal cap. Galante attesero a lavori di fortificazione a Fenestrelle. Le sezioni telegrafiche si componevano in genere di 1 uff, subalterno, di 55 a 60 fra graduati di truppa e soldati, 2carri stazione, 1 carro materiale telegrafico pesante, 2 carri materia• le telegrafico volante ed 1 carretta da battaglione.
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** * Con atto del 23 marzo 1877 fu data alle tru ppe del genio la giubba di panno turchino, con mostre al bavero ad un sola punta, di velluto di seta nera con filettatura cremisi, e sull e quali mostre si cuciva la stelletta di panno bianco ; botton i di metallo giallo, semisferici, con t rofeo del genio e· rilievo. Al kepy fu soppresso il coprinuca ; per la grande uniforme ebbe trecciuola e pennacchietto, in modo che la sua figur a frontale fu come quella quì riprodotta (fìg 104). . Con atto d el 18 d ee. (G. M. 156) gli zappatori furono armati con moschetto di fanteria con scia., bola a baione ttamod . 1870; al treno ; I fu lasciato quello ridotto a retrocarica d'artiglieria (che avevano gli zappatori) più la p istola a rotazione mod. Lefaucheu x, che p oi nel l 882 fu cambiata nella pistola a rotazio-ne mod. 1874. Nel 1878 si ripeterono, co me di consueto, grandi n:ianovre, di 2 o 3 corpi d 'arma ta, detti di manovra, ai quali si facevano intervenire, fr a le truppe supplettive, b rigate del genio. Esse erano costituite in modo Fig. 104 vario a seconda delle operazioni che Kepy p er truppe del gemo erano designa te per i singoli corpi_ d'armata, ed a vevano sempre, oltre agli zappatori, anche telegrafisti, e qualche volta pontieri e locomotive stradali. Dai rapporti che facevano i direttori · tecnici di . queste esercitazioni risultava di volta in volta evidente l'opportunità di separare le specialità, specialmente i pontieri ed i telegra.. · N
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fisti dagli zappatori; e s1 nconosceva la convenienza grande di dare agli zappatori (anzi di ridare) materiali per piccoli ponti, ritornando fors'anco al materiale Birago per 26 m., che già avevano durante le prime guerre dell'indipendenza. Fece quell'anno m\ bello studio in proposito il cap.no Gustavo Durelli di un ponte a travi armate di legno, ad elementi che si adé!-ttavano a diverse lunghezze di ponte fino a m. 25,44 (v. Giornale d'art. e genio anno 1878). In quanto ai pontieri già si era preso un primo provve... dimento riunendoli a Piacenza sotto un unico comando tecni... co (ten. col. Vacca), ma con amministrazione dipendente dai reggimenti zappatori, così come per i ferrovieri; ed alla co... stituzione del reggimento pontieri si addivenne solo nel 1882. I telegrafisti in vece rim_asero uni ti agli zappatori per pare~ chi anni ancora; solo era stata impian tata, per iniziativa dei dirigenti l'arma, una (( scuola di telegrafia l), in alcune sale del... la cittadella di Alessandria, diretta d al cap.no. Mirandoli e con personale del II0 reggimento, dalla quale scuola esci vano buoni trasmettitori, che venivano mandati ai 2 reggimenti . . Gli zappatori facevano anche il servizio dei minatori, de' quali molto più tardi si è fatta una specialità;
* * * Con disposizione ministeriale del febbraio 1879 fu rimesso in uso per i comandanti effettivi di reggimento un pennacchiet... to. bianco di garza (aigrette) per il kepy, da portarsi nella grande uniforme ; e così fu abolito per i comandanti dei reggi... menti del genio il pennacchietto di piume nere. Con atto dell'l 1 agosto alla giubba di p anno furono tol... ·ti gli spallini di e con trospallini vennero filetta ti tutto in torno di panno cremisi ; erano cuciti alla manica solamente sopra al braccio e fermati presso al colletto da un bottone ed asola ;
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e portavano sopra un trofeo del genio di metallo giallo quale appare dalla fig, 105. I contro spallini dei sottufficiali ebbero aderente alla filettatura, cucita nell'interno , una t recciola d'oro. Contemporaneamente fu anche modificato il cappotto ; fu fatto ad un petto, spallini fissi , filettati di panno cremisi, col numero del reggimento tessuto con cotone bianco. Una disposizione poi del maggio 1880 stabilì che l'uso dei fregi di metallo sui controspallini della giubba ·d i panno venisse limi~ tato alle sole circostanze nelle quali i mili tari dovevano indossare la grande uniforme. Un R. D. di notevole importanza fu quello del 27 marzo, col quale veni~ ;<té-- - -- ·,l2 . - -- • ""! vano determinate le Tabelle gràduali e
numeriche di formazione del R. Esercito e dei servizi 'dipend,•nti dall'amministra~ zione della guerra; per il genio, fra stato maggiore del genio ed i due reggimenti , si ebbero : 16 colonnelli ; 16 ten. colonn . ; Fig. I 05 38 maggiori ; 198 capi t ani ; 222 fra te-Fregio per contro spai~ nenti e sottotenenti; oltre ai tenenti lini di soldati del genio generali e maggiori generali che face~ vano parte del comitato d'art. e genio od erano a comando di istituti. Il 2 gennaio l'organico dell'esercito fu aumentato di 11 colonnelli di varie armi per funzioni inerenti al gr,ado di mag~ gior generale e ne troveremo qualcuno dell'arma nostra, e fu~ rono aumenta ti di 14 i tenenti di stato maggiore del genio. In relazione a queste tabelle graduali e numeriche furo.. no soppresse le officine di costruzione esistenti presso i 2 r eg~ gimenti del genio, e venne istituita una autonoma Direzione delle officine di costruzione del materiale del genio in Pavia, a da~ tare dal 1° aprile 1879. Primo direttore fu il ten. col. Giuseppe
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Benati, vice direttore il magg. Agostino Polta, e v1 erano addetti : 2 capitani 5 ragionieri geom., 3 capi tecnici e 2 scrivani locali, (il capo tecnico principale all'inizio dell'officina fu D omenico Rubiolo). Nell'agosto del 1879, 4 compagnie del 1° regg.to e 4 del 2° furono concentrate a Piacenza p er prendere parte ad un si~ mulacro di attacco e di difesa della piazza, sotto l'alta direzione del ten. gen.le Ricotti~Magnani ; vi presero parte anche 2 locomot~ve stradali. E ci6, oltre all e consuete esercitazioni per gli allievi della scu ola d'applicazione d'art. e genio ed all'in~ tervento a grandi manovre di Corpo d'armata in Lombardia e nel Lazio meridionale. Durante l'anno furono pubblicate importanti istruzioni riguardanti il servizio delle mine, disimpegnato dai regg.ti zappatori; un a comp rendeva la l< esecuzione pratica dei lavori di mina e loro applicazione in guerra » ; un 'altra l'« impiego della dinamite e l'accensione elettrica delle mine» ·ed ancora fu pubblicata una <l Istruzione sul cavallo, condurre, volteg~ gio ecc. >> per le truppe del treno.
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Nel luglio ed agosto del 1880 furono fatte manovre d'at~ t acco e difesa ad Alessandria dirette dal ten. gen. Cosenz e vi furono concen trate 5 comp . zapp. del 1° regg.to e 5 del II0 regg.to (compresa· quella che già vi era distaccata) (1), oltre a grandi manovre di 3 Corpi d'armata. Durante l'anno 1880 fu rono pubblicate notevoli istruzioni, delle specialità pontieri e ferro vieri, e se ne fa acce·nno ai Cap. XI e XII. t1) Questo simulacro di attacco e difesa della piazza di Alessandria fu tanto importante che venne particolareggiatamente descri tto, a fine d'i~ · struzione, nel Giornale del Genio, anno 188 l , P. II , mesi di gennaio e fe bbraio.
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Nel 1881 ebbero luogo grandi manovre colle norme e composizioni degli anni precedenti. È da citare quest'anno la pubblicazione di un « Prontuario per il servizio del genio in guerra ,, dei cap.ni Aprosio e Durelli, che soddisfaceva, come diceva una buona recensione del Giornale di art. e genio, ad un bisogno sentito da molto tempo nel nos tro esercito.
*** Le leggi del 29 giugno 1882, 14 luglio 1883 e il R. decreto 17 novembre 1883 stabilirono la costituzione dell'Arma d el genio così : 1 stato maggiore del genio ; 4 r eggimenti, uno d ei quali di pontieri ; 6 comandi territori ali ; 22 direzioni territoriali ; 1 direzione delle officine di cos truzione del genio. Lo stato maggiore del genio doveva provvedere gli ufficiali superiori ed inferiori ai segu~nti servizi del genio : a) alla segrataria del comitato d'artiglieria e genio; b) all'ufficio di revisione della contabilità del materiale del genio ; e) ai comandi territori ali d el genio ; d) alle direzioni territoriali del genio. Due dei r eggimenti erano composti ciascuno di 1 stato maggiore, 4 brigate zappatori, 14 compagnie zappatori , 2 compagnie treno, I plotone d'istruzione ed 1 deposito. Il reggimento pontieri era composto di 1 stato maggiore, 2 brigate pontieri di 4 compagnie ciascuna, 1 brigata làgunare di 2 compagni e, 1 bri ga ta treno di 4 compagnie e 1 d eposito. L'altro reggimento del genio era composto di 1 stato maggiore, 1 brigata ferrovieri di 4 compagnie, 2 briga te telegrafisti di 6 compagnie, 1 brigata zappatori di 4 compagnie, 2 compagnie treno e 1 deposito: Si veggano i particolari dispositivi a1 capi VII ; VIII, IX e XI per i singoli servizi e specialità.
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Circa all a di·visa pel r eggimento misto, che prese il N° 3, fu prescritto fos se la stessa per tutti meno la nappina degli uomini di truppa che . doveva essere del colore stabilito per ciascuna speci alità, cioè: ross a per gli zappatori, colore aran,cio carico per .i telegrafisti., verde per i ferrovieri.
* ** Dalla tabella graduale numerica riguardante gli ufficiali ,della nostra arma riuscirono fo,sati per lo stato maggiore del1' arma e per i reggimenti : 1·6 colonnelli ; 19 tenenti colonnelli ; 40 maggiori ; 2 11 capi tani ; 283 fra tenenti e sottotenenti, totale 569. V'erano poj alcuni ufficiali fuori quadro per servizi speciali al ministero, agli istituti scolastici ecc.. Le truppe di milizia mobil_e furono : 5 brigate zappa tori (16 comp.); 1 brigata pontieri (4 comp.); 1 brigata di 2 ,comp. fer rovieri ed 1 di 3 co mp . telegra-· nsti, aventi per centro -di formazione e di amministrazione .i reggimenti del ·genio dell 'es ercito permanente; 5 compagnie del treno. Ed infine la milizia territoriale del genio · fu ordin ata in 30 compagnie con 6 comandi di brigata. Nell'anno in corso d'es ame (1882) fu fissata l'iniforme per gli ufficiali del genio della milizia territoriale. Il berretto a veva una sopraffascia di panno tu rchino filettata sopra e sotto di colore cremisi; il fre gio sul dinnan zi del berretto consis teva in una stella a cinque punte sormontata da coron·a réale e ricamata d'oro. La giubba aveva il colletto di panno cremisi -con bottoncini alle punte; le manopole erano del panno della ·.giubba con filettatura ere misi. Anche al kepy era pos ta sul da vanvan ti una stella di metallo dorato in luogo del fregio dell'arma. Sull'argomento dei p archi, di cui tante volte si è scrit-
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to, furono pubblicati nell~anno 1883 << Specchi d ell a dotazione e caricamenti dei parchi mobili del genio » in t re p arti : P arte 1a - Parchi telegrafici. P arte Ila - Parchi di compagnie zappatori e di corpo d 'armata . P arte Illa - P archi d 'assedio e depositi centrali.
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Il capitano del genio Luigi H enry, morto a Salerno nel 1882, legò all'arma del genio per testamento una rendita di L. 1000 annue, durante la vita dell a sua vedova 'e di L. 2000 in perpetuo dopo la sua morte, per accord are p1·emi ad ufficiali che in seguito a concorsi avessero pubblicate opere sull'arte militare o tradotte in italiano opere straniere cli const atata importanza, per d are sovvenzioni per esperimenti o costruzioni d i macchine utili per l'arma, per sovvenzionare sottufficiali che si recassero all'es tero a visitare opere di fortificazione. Il testatore prescrisse che come primo tema di concorso si stabilisse la compilazione e pubblicazione di un memoriale per uffici ali del genio ; e la Direzione gener ale ·d ' art. e genio pubblica va il programma per il primo concorso al premio H enry il 6 novembre del 1883. Diamo il ritratto del benemerito ufficiale ( fìg. 106). Nel 1884 ebbe notevole variazione la impor tante nostra pubblicazione tecnica, cioè il Giornale d'artiglieria e genio. ch·e cambiò nome secondo la disposizione delle materie, nel senso che fu diviso in 3 pubblicazioni affini, ma diverse ; ecl eccone i titoli ed i. programmi : Rivista d'artiglieria e genio, che doveva prendere il posto d ella parte Ila d el Giornale predetto ; quindi contenere seri tti non aventi carattere ufficiale ; e suo principale ufficio
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sarebbe stato rendere conto dei progressi e delle innovazioni . che interessavano le due armi (1),
Fig. I 06. ·- Capitano del genio Luigi Henry
Giornale d'artiglieria e genio, il quale, oltre alle disposizio-ni regolamen tari inerenti ai servizi delle due armi , doveva con tenere i sunti descritti vi dei materiali di nuova adozione e tavole di atlante speciale annesso al giornale.
(1) La Rivista d'artiglieria e genio si pubblica anche ora, ed è giunta . così al LXIX anno . .
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Atlante del materiale d'artiglieria, cos tituito da ta vole cromolitografiche d ei materiali di artiglieria, che saranno adottati nei singoli an ni, e d ai sunti descrittivi dei materiali stessi. Nel 1886 fu cominciata la pubblicazione di un Atlante del materiale del genio cogli stessi provvedimenti di quello per . l'artiglieria.
* ** Nel 1885, per la prima volta dopo la costituzione dei nuovi n:ggimenti, essi provvid ero direttamen te a personale e materiale per le grandi manovre. Quest'anno furono di due c. d'a. e per ognuno di essi il genio mandò, alle truppe supplettive : I brigata di 2 comp. zappatori con parchi di compagnia ; 1 equipaggio da p onte; 1 parco telegrafico. Ed anche nel 1885 il genio mandò riparti delle specialità in Africa per la spedizione che si diceva del mar Rosso , con sbarco a Massaua , così:_il 2° zapp . mandò a scaglioni una com. pagnia ; il 3° regg. to mandò un drappello di telegrafisti ; gli specialisti mandarono 2 aerostati per osservazioni e parchi fotoelettrici per illu min azione; e successivamente i riparti furono cambi a ti fra reggi men ti ; rria di ciò si farà accenno alle singole specialità, e l'azione di esse truppe in Africa sarà argomento sviluppato in altra parte di questa stor ia. *
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Nel 1886 una disposizione ministeriale portl> a d un or-dinamen to provvisorio dei 2 regg.ti zappatori nel senso che si dovesse costituire, con compagnie zappatori, una brigat a ist ruita specialmente sul servizio d ei « minatori » (v. al Cap. IX § 5) « fer mo restando l'ordinamento delle altre compàgnie : z_appatori ».
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È la prima volta che viene ufficialmente affermata nei regolamenti moderni questa specialità dell'arma, la quale era ben definita nell'esercito sardo e nei p.rimi riparti del genio dell'esercito piemontese (v. Cap. X). Il. servizio minatori nei primordi dell'esercito italiano, fino all'anno di cui trattasi, fu esercitato dagli zappatori, però alc1,1ne compagnie erano più che al tre specialmeflte incaricate della costituzione delle interruzioni stradali e della loro manutenzione e · loro esame nei periodi di istruzione estiva ed autunnale e da questo fatto si accentuò la specialità, che poi fu affermata colla costituzione del regg.to minatori; ma solo nel 1894. *
* * Colla legge 23 giugno 1887 ed il R. decreto n. 4912 del 18 .agosto, l'arma del genio a datare dal 1 novembre 1887 restò costituita nel modo seguente : 1 ispettore generale e 2 ispettori, (uno delle truppe e uno delle direzioni, delle fortezze e dei fabbricati) ; 6 comandi territoriali del genio; 23 direzioni ter... ritori ali del genio ; l direzione officine di costruzione materiale del genio; 4 reggimenti del genio; uffici degli ispettori. I 2 primi reggimen ti furono composti ciascuno di 6 bri. . gate zappatori (18 compagnie) e l brigata treno (2 compagnie); il 3° reggimento : di 3 brigate zappatori (7 compagnie), 3 brigate telegrafisti (6 compagnie telegrafisti ed 1 speci alisti) ed l brigata treno (3 compagnie); il 4° reggimento: di 3 brigate pontieri (8 compagnie), 1 brigata ferrovi eri (4 compagnie), l brigata lagunare (2 compagnie) ed 1 brigata treno (3 compagnie). Tutti i reggimenti avevano: 1 stato maggiore ed 1 deposito ed, annesso al deposito, il plotone allievi sergenti. Il primo rilievo importante da fare è l'abolizione del Comitato d'ar tiglieria e genio e la istituzione di due / spetto.. rati, uno de 11 'artiglieria ed uno del genio.
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Questa modificazione radicale nell'ordinamento superiore dell'arma ebbe completa effettuazione so~amente nel 1888, e se ne dirà particolareggiatamente al capo VII § 5. La tabella graduale e numet ica riepilogativa degli ufficiali d ell'arma d el genio porta che vi furono nel 1887 : fra tenenti generali e maggiori generali N° 9, di cui 3 all'ispettorato generale e 6 ai comandi territoriali ; però non tutti i ieomand anti predetti avevano raggiunto nell'anno il gr ado di generali ; e poscia nello stato maggiore e nei reggimenti (esclusi 1 generali) : all'ispettorato generale uff .li · 9 . uff.li 18 ai comandi t erritoriali uff .li 195 alle direzioni territoriali alla direzione dell'officina uff .li 5 alla scuola di applicazione (sottotenenti allievi) 22 al 1° e 2° regg. to uff.li 162 uff.li 72 al 3° regg.to uff .li 86 al 4° regg. to T otale
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distin ti pei seguenti gradi : 23 colonnelli ; 25 tenenti colonnelli ; 52 maggiori ; 217 capitani, 252 fra tenenti e sottotenenti. E ciò oltre agli ufficiali fuori quadro a disposizione del ministero, al minis tero d ella guerra e della marina per servizio delle cos truzioni, agli istituti come insegnanti ecc .. · Dall'esame della composizione organica dei corpi risulta che coll'ordinamento d el 1887 furono costituiti, in più d ell'organico p recedente : 3 nuovi comandi di b rigata e 4 compagnie zappatori in ognuno dei 2 regg.ti zappatori; furono costituiti 3 nuovi comandi di briga ta, 3 compagnia zappatori ed 1 compagnia specialisti nel 3° regg.to ; e 2 nuovi comandi di brigata nel 4° regg.tc. Inoltre fecero passagg10 d al 3° al 4° reg-
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gimento del genio le 4 compagnie ferrovie ri e del 4° al 3° una compagnia treno. Può · rilevarsi ancora che nella << composizione organica» si dice solo degli « zappatori » e non dei « minatori », i quali erano istitui ti . già fìno da-il' anno precedente; ma ciò conferma quanto si è scritto, che cioè il servizio fosse misto e simile a quello degli zappa tori. Per la divisa delle nuove unità nessun cambiamento ra~ dicale; soltanto fu stabilito che i ferrovieri, conser vando la nappina verde, avessero sul fregio del berretto e d el kepì il numero del reggi men to cui erano assegn ati (4°) e gli specialisti avessero la n appina di colore azzurro cobalto. Però è aggiun~ ta questa avvertenza : « i minatori e gli za ppatori del genio debbono avere identica divisa, senza alcun speciale caratteristico distintivo» cioè, si tenne conto delle due specialità in questo particolare, mentre non se ne tenne conto nell'ordinamento complessivo. Nell'anno 1887 fu ancora modificato l'organico della milizia mobile e per il genio fu stabilito che vi fossero : 14 compagnie zappatori (6 brigate) ; 2 compagnie min atori (1 brigata); 2 compagnie ferrovieri (1 brigata); 1 compagnia telegrafisti ; 3 compagnie pontieri (1 b rigata) ; 1 compagnia lagunare ; 4 compagnie treno (un a per ognuno dei reggimenti); fin al mente coi militari di 1a categoria in congedo furono or~ dinate compagnie e battaglioni pres idi ari, ma nei quali non vi erano distinzioni d 'arma. Due disposizioni di carattere generale furono d ate nel~ l'anno che si considera (1 887), ma hanno interesse anche per l'arma e cioè : la soppressione della qualifica di caporale furiere e la denomin azione di caporali di contabilità a coloro .che ne disimpegnano il servizio, e senz'avere alcun distintivo
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speciale, cosicchè la graduazione dei caporali fu di caporale e caporale maggiore; l'istituzione d ella medaglia di bronzo al valore mili tare in sostituzione · della menzione onorevole al valore militare (R. D. 8 dece mbre 1887).
*** Nel 1888 ebbe un nuovo ordinamento la milizia mobile deli'esercito e pel genio furono stabilite: 15 comp. zappatori ; 6 comp. zappatori (specialità minatori) ; 3 comp. telegrafisti ; 2 comp. ferrovieri ; 4 comp. pontieri; 1 comp. la gunari ; 4 comp. treno ·; fu sistemata la forza in congedo illimitato ; e pel genio fu disposto che tutti gli uomini di I a e categoria ir congedo e che n el 1888 erano effettivi ai reggimenti del genio conti~ nuassero a r iman ere in forza al reggimento n el quale si trovavano. Cogli uomini di milizia territoriale si dove.vano costituire 30 compagnie. lmportan ti grandi manovre vennero svolte in Romagna e Marche, da riparti costituenti ·2 corpi d'arm~ta, che in un secondo periodo di manovra furono riuniti sotto il coman d o di S. A. il Duca d'Aosta. Per quanto riguarda il genio, al coman do di ogni Corpo d 'armata fu d estinato un comando del genio di C . d 'a., un parco telegrafico ed una commissione per la ricognizione, stima e liquidazione d ei danni ; e per ogni Divisione un comando del genio di Divisione, una com pagnia zappatori con parco di compagnia, una sezione da ponte per zappa tori. Ciascun comando del genio di Divisione ebbe in distribuzione 4 p ozzi Northon, per essere ripartiti - occor~ rendo - fra i reggimenti della divisione.
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* * Unico avvenimento di notevole importanza nella nostra st~ria per l'anno 1890 fu la pubblicazione degli « Specchi di composizione e di caricamento dei parchi mobili e di un deposito centrale del genio», col che fu completato l'ordinamento dei parchi, portando l'arma a soddisfare a tutte le esigenze di . una mobilitazione. * ** Nel 1892 (R. D. 10 febbraio) fu variato l'ordinamento dell'esercito; per il genio nessun cambiamento per gli ufficiali superiori rispetto all'ordinamento del 1877, i capitani furono portati a 177 ed i tenenti e sottotenenti a 301, con un totale di 578 ufficiali, cioè 9 in più -dell'ordinamento precedente. *
* * L'ordinamento del 1882- '83 fu notevolmente modificato dal R. D. del 6 nov. 1894, per effetto del quale, e dei succes~ · sivi decreti del 28 decembre stesso anno, 13 genn., 9 giugno, 2 e 15 ottobre 1895, che vi dettero esecuzione, fu soppresso l'ispettorato generale e l'arma del genio fu così costituita : 2 ispettorati, unp delle truppe ed uno delle costruzioni (v. capo VII) ; 6 comandi territoriali, 15 direzioni territoriali con 14 sottodirezioni ( v. capo VII I) ; 5 reggimenti del genio ; . cioè: oltre ai 2 reggimenti zappatori, al reggimento zappatori-telegrafisti ed al reggimento pontieri, ebbe costitµzione anche il reggimento minatori 5° reggimento ( v. capo X) ; 1 brigata ferrovieri del genio, autonoma (v. capo XIII); . ed in ·totale :
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8 brigate zappatori (24 compagnie) ; 4 brigate zappatori-telegrafisti (12 compagnie); 1 brigata specialisti (2 compagnie) ; 3 brigate pontieri (8 compagnie) ; 1 brigata lagunare (2 compagnie) ; 4 brigate minatori (12 compagnie); 6 compagme ferrovieri (2 d'esercizio e 4 di lavoro; 1O compagnie treno ; 5 depositi. Dalla tabella organica annessa alla legge d'ordinamento di cui trattasi risultano i seguenti ufficiali : 17 colonnelli, 20 tenenti colonnelli, 44 maggiori, 171 capitani, 289 tenenti ·e sottotenenti, i quali, fino alla concorrenza di un quinto, potevano essere sostituiti da sottotenenti di complemento; un totale quindi di 541 ufficiali. Confrontando questa tabella con quella annessa all'ordinamento del 1887 si nota una diminuzione di 28 ufficiali nel totale, e confrontando per grado si hanno : 6 colonnelli, 5 tenenti colonnelli, 8 maggiori, 46 capitani in meno, compensati da 37 subalterni in più. Il genio della milizia mobile fu costi tuito di : 13 compagnie zappatori ; 6 compagnie mina tori ; 6 compagnie zappatori- telegrafisti ; 3 compagme ferrovieri ; 1 compagma specialisti ; 4 compagme pontieri ; 1 compagnia lagunare ; ' 4 compagnie treno.
*** Parecchi RR. DD. in data 22 luglio 1897 portano variazioni nell'ordinamenro dell'esercito permanente e di milizia
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mobile, e per quanto riguarda il genio si può rilevare quan to ·segue: a) gli ispettori del genio furono due, come nell'ordinamento d el 1894, ma ~ detto che il più elevato in grado opiù anziano degli ispéttori ha il titolo ed esercita le fun zioni di ispettore generale, secondo norme fissate poi in altro R. D. (15 sett. 1897) ; e fu contemporaneamente costituita una « commissione consulti va » (v.' capo VII); b) sei rimasero i comandi territoriaii del genio e quindici le direzioni territorial i, ma due comandi furono soppressi {Bologna e M essina) e due costituiti (Genova e Napoli); alcune ,direzioni furono soppresse, altre costitui te, altre modificate, tanto nell'ordinamento come nel fun zionamento, e si vegga .il capo VII I ; e) nessun cambi amento notevole pei corpi, che continuarono ad essere : 5 reggimenti ed 1 brigata ferrovieri autonoma (come n ell'ordinamento del 1894-'95). In totale 2 1 brigate, 66 compagnie del genio, 10 del treno ; nè per la milizia mobile, che continuarono ad essere 34 compagnie del genio propriamente detto e 4 del treno del gen io. E ricordevole in quest'anno (oltre alle soli te esercitazioni) un campo speciale delle truppe del genio a Somma Lombarda, .ove convennero :1 brigata zapp . del 1° gen io ed 1 del 2° genio; 1 brigata di milizia mobile (4 compagnie: 2 del 1° e 2 del 2° regg.to); 2 brigate di milizia terri tori ale del genio ; più alcun i riparti di telegrafisti e . specialisti, al comando del col. D e.Martino (comandante del 2° reggimento genio). N ell'anno di cui trattasi cessò la pubblicazione del Giornale d'artiglieria e genio, con tinuando la pubblicazione degli atlanti ; contemporaneamente acquistò maggior importanza Ja « Rivista d'artiglieria e genio ».
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* *·* Nel 1898 furono pubblicate « Norme per le manovre d'assedio coi quadri » che interessarono special men te la nostra .a rma per il grande sviluppo che potevano prénd ere in esse le applicazioni tecniche d'ogni genere. · Pure nel 1898 ( 16 novembre) uscirono norme per il trasferimento di ufficiali delle armi di artiglieria e del genio n el ruolo di quelli d elle fortezza, e nel personale permanente dei distretti militari.
* * * Un ordinamento del R. esercito e dei servizì dipendenti dall'amministrazione della guerra, approvato con R. D. del 14 luglio 1898 pubblicato il 21 genn. 1899 non portò variazioni nell'organico dell'arma ; solo ve ne fu qualcuno nel qu adro degli ufficiali , i quali furono così fissati : 18 colonn. ; 24 ten. ti colonn. ; 177 cap.; 45 magg. ; 290 fra t enenti e sottoten. i quali potevano, fìno a concorrenza di ¼, essere sostituiti da uff. di complemento ; in tutto 554 ufficial i, con un aumen to di 13 sull'ordinamento del 1894. Anche pei ragionieri geometri del genio vi fu un piccolo aumento, ma si vegga al capo V III. Nel 1899 (10 luglio) un R . D. istituì u na « Commissione ·suprema mista per la difesa dello stato » d ella quale poteva essere membro consultivo l'ispettore generale. Ed ancora nel 1899 furono portate alcune modificazioni alla giubba di panno degli uomini di truppa ; cioè : fu abolita la filettatura di panno cre misi al petto destro ed al fondo, e fu aggiunto al fondo stesso un'orlatura di panno turchino scuro cioè d el colore di quello d ella giubba ; sui con trospallini fu posto ancora un trofeo costituito per il 1° 2° 3° e 5° reggimento e per la brigata ferrovieri da ·tre arnesi da zapp atore
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di metallo giallo (badile, gravina e piccozza) in treccia ti con un nodo a metà delle aste come già era fìno dal 1879 e qui riportato alla fìg. 105 e per il 4° regg.to genio (pçmtieri)costi~ tuito da. due a·ncore di metallo giallo legate da una fune (V. Capo Xl). * * * 1900. - É data ricordevole per l'esercito, ed anche per l'arma nostra, quella del R. D. N° 358 (8 nov. 1900) col quale è istituita una << croce di anzianità di servizio » d'argento per i militari di .truppa che abbiano servito nell'esercito o nell'ar~ mata 16 anni o più; d'oro per gli ufficiali che abbiano prestato servizio attivo 25 anni o più; e della stessa croce d'oro, sor~ montata da corona reale per gli ufficiali che abbiano prestato 40 anni di servizio attivo. La croce è appesa al petto con na~ stro di seta color verde, tramezzato di una lista bianco in palo. Con disposizione ministeriale del 28 dee. è adottata una giubba da campagna per uffiG:iali. Doveva essere di panno di lana color turchino scuro (poi fu nero) ad 1 solo petto, con bottoniera centrale a 7 bottoni piatti di osso nero e con trec~ -ciuola di lana nera applicata sui due lati del petto, così come la bottoniera della giubba a due petti, e girante poco sotto la cintola per terminare il dietro a foggia di nodo. Sul davanti del petto vi erano due tasche ; i distintivi erano di trecciuola di lana e con intreccio più semplice di quello per la giubba a 2 petti. Questa giubba subì.poi qualche modifica (come quella a due petti) specialmente per l'intreccio dei distintivi e se ne farà cenno. Nel 1900 un avvenimen to di grande onore per l'arma fu la concessione della bandiera ; men_tre hi restituita la bandiera all'arma di artiglieria. Il R. D. ha la data del 23 decembre ; e qui si riporta tutta la parte essenziale della Relazione del Ministro della ·guerra.
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LE TRUPPE DEL GENIO NELL ESERCl1'0 NAZION ALE
SIRE, « Dopochè la Ma està Vostra ha benignamente concesso
-che la antica bandiera del Corpo Reale d'ar tiglieria si a restituita all'artiglieria, il sacro emblema che simboleggi a l'unità <!ella patria italiana rntto la gloriosa Vostra Dinastia è posse-duto da tutte le armi combattenti del R. Eserci to, ad eccezione di quella del genio. « Parmi che di un così alto onore non debba rimanere priva quell'arma, che, erede d elle nobili tradizioni del · Corpo Reale d el genio, si illust rò, non meno delle armi sorelle, per insigni servizi resi alla patria e per segnalati atti di vàlore .compiuti nelle guerre per l'indipendenza e l'unità 'I t ali a. « Perciò, inspirandomi agli altissimi sentimenti che i!}dus:sero i gloriosi Vostri Antenati a dare il vessillo nazionale ai reggimenti di fanteria e di cavalleria ed all'arma d'artiglieria, presento alla Maestà Vostra la proposta di concedere la bandiera all'arma del genio, di ordinare che, a rnmiglianza di quanto è disposto per l'artiglieria e per gli stessi motivi, essa sia affidata all'ispettore generale dell 'arma, e che, al pari di quelle degli altri corpi del R. Esercito, essa in tervenga alle grandi funzioni mili tari, come le riviste, comegnandola ad un riparto d ell 'arma del gemo. » (1) •
IL Ministero della .g uerra C. Di S. Martino. 1 ( )
L'arma del genio ebbe per alcun tempo la bandiera ; ·cioè, l'ebbero nel 1861 i 2 reggimenti zappatori che allora esistevano. cosi come l'ave vano ~ reggimenti di fanteria. Nel 1.864 queste bandiere furono «soppresse » ; di ,quella del 1° reggimen to non è rimasta traccia; quellacheebbeil 2°reggimento fu conservata nella armeria Reale di Torino ed ora è nel Museo del Genio a Roma (v. questo capo pagg. 75 1 e 756).
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Con successiva disposizione ministeriale dell'8 gennaio 1901 fu data allfl bandiera dell'arma la medaglia di bronzo ed anche per questa concessione si riporta la di1:posizione del1' atto ministeriale N° 8 : « Durante la capagna del 1860~61 nelle Marche, Umbria e Bassa I talia, q~attro delle sette compagnie del 2° reggimento zappatori del genio, che facevano parte.dell 'armata d'operazione, meritarono la menzione onorevole per gli atti di valore da esse compiuti; « considerando che le dette quattro compagnie rappresentavano la maggioranza dei riparti del 2° reggimen to zappatori che partecipò a quella campagna, e che si sarebbero verificate per l'antico 2° reggimento zappatori, se fosse stato pro vvisto di bandiera, le condizioni stabilite nell'atto 107 del 188.S (§§ V e IX), le quali danno diritto al corpo di fregiare la propria insegna deHe decorazioni ot tenute ; « tenuto conto che il suindicato reggimen to venne poi fuso col 1°, nel Corpo zappatori del genio, d'onde, per successive trasformazioni , sono derivati gli attuali reggimenti del genio ; « questo Ministero, in conformità a quanto è disposto dal R. Decreto 8 dicembre 1887, n. 5100, relativo alla istituzione di una medaglia di bronzo al valor militare in sostituzione della menzione onorevole, determina che alle menzioni onorevoli di cui furono insignite le quattro compagni e zappatori di cui sopra è parola, sia sostituita una med aglia di bronzo al valor mili ta·re, della quale sarà fregiata la bandiera concessa all'arma del genio col R. Decreto 23 dicembre 1900 ».
Il Ministro della Guerra
c.
DI
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MARTINO
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Il giorno 12 aprile 190 I nella piazza Castello di Torino , S. A. R. il duca d'Aosta, alla cui iniziativa si deve il definì~
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LE TRUPPE
DEL G ENIO
NELL'ESERCITO
N AZION ALE
tivo ritorno, fra i soldati d'artiglieria, della loro gloriosa bandiera, la riceveva, primo fra gli artiglieri, dal generale d 'Oncieu direttore conservatore della R. Armeria. Erano pesenti all'atto: le LL. AA. RR. il conte di Torino, il duca degli Abruzzi, gli altri Principi e Principesse che si trovavano a Torino, tutti i generali e tutti gli ufficiali d'artiglieria del presidio, gli ufficiali rappresentanti gli altri corpi della guarnigione, molti ufficiali in congedo, l'accademia militare e tutte le truppe d'artiglieria del presidio. Dopo la cerimonia la bandiera déll 'artiglieria fu portata a Roma e nel mattino d el giorno 14 aprile, sulla spianata della caserma C astro Pretorio, S. M. il Re, accompagnato d a S. A. R. il Con te di Torino, da t u tti gli uffici ali generai i che si trovavano a Roma, alla presenza degli ufficiali e delle truppe d' artiglieria e del genio della guarnigione, d elle rappresentanze delle al tre truppe della guarnigione e dei corpi d'artiglieria e del genio non residenti a Roma, consegnava personalmente le bandiere agli ispettori generali d elle due armi. Nel fare ciò S. M. pronunziava le seguen ti parole, che rimarranno scolpite nella mente e nel cuore di ciacrnno di noi :
Signori Ispettori G enerali, « Solennemente oggi ridono l'antico vessillo all'Arma di « artiglieria, e consegno la nuova bandiera all 'A1·ma d el genio. « Si spieghino ambedue le insegne fieramente al sole. Quel-
« la, accompagnata dai ricordi gloriosi d el mai smentito Valore <e dei saldi artiglieri d'Italia. Questa, degna dell'Arma a cui la « affido, illustratasi Eempre, non meno del_le armi sorelle, per « i grandi servizi resi alla Patria ed al Re, in pace ed in guerra, « rni campi di battaglia ed a rnllievo delle pubbliche sventure. « Artiglieria e Genio, con nobile emulazione, col valore « tradizionale del soldato i taliano, sapranno per cer to in ogni
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even to aggiungere nuovi allori alle loro insegne, a magg10r « gloria dell 'eser~ito nostro e della Patria ». La bandiera del genio veniva benedetta all'altare eretto per questo scopo ne 1 piazz ale del Castro Pretorio ( v. hg. 107); poi l'ispettore generale la pres enta va alle truppe, riceveva il giuramento di queste, fregiava la bandiera della medaglia di bronzo al valore militare e la rimetteva al porta- bandiera, éolle formole e coi modi prescritti dai regolamenti. La bandiera d'artiglieria, che già era stata benedetta in passato, veniva nel modo stesso presentata alla truppe e rap-presentanz e ddle alt.re truppe della guarnigione, davanti a S. M .. Ultimata la cerimonia le bandiere, accompagnate dagli ufficiali e dalle truppe delle due armi, veni vano portate negli uffici ·degli ispettori generali, ove furono conservate, fì.nchè un a disposizione ministeriale prescrisse che la bandiera del~ l'artiglieria fosse tenuta dal reggimen to e quella del genio dal d.istaccamento di stanza a Roma. La hg. 108 riporta le iscrizioni che erano appos te sul gambo della frecci a dell a nostra bandiera all'atto della consegna (1). La sera del 13 aprile, il giorno precedente quello della cerimonia già descritta, il maggiore del genio Carlo Bonelli leggeva al circolo mili tare di Roma una conferenza, colla quale presentava e riepilcgava le benemerenze militari e civili dell'ar~ ma del genio nelle guerre dell'indipendenza e delle colonie, e nelle sven ture della nazione per terremoti, inondazioni, incendi (2). (<
(1) Quando si scrivono ques te note (1930) la bandiera del genio è decorata di medaglia d 'argento al valore mili tare per azioni delle truppe del genio in Libia, di medaglia d 'oro al valore militare per azioni durante la guerra del 191 5- 18, e di medaglia d'oro di benemerenza per azioni delle truppe in Sicilia e C alabria dopo il terremo to del 1903. Quest 'ul tima medaglia è conservata nel Museo del C en;o, (2) V, Rivista d'ar tiglieria e genio, anno 1901. Voi. III. pag . 60 e seg ..
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LE TRUP.,E DEL GENIJ NELL ESE~CITJ NAZDNALE
Egli t er minava con una perorazione che fu anche una di vin azione ; e la guerra d el 1915-18 lo di mostrò ; ecco le parole del v~loroso e comp ianto ufficiale : « Nobile è la miss ion e di ogni .ufficiale d el gen io, ed a quel« la egli non si mostrò mai inferiore ; m a oggi a ten er alto il « sentimento d el dovere avrà uno stimolo maggiore: il « pensiero della Bandiera, affidata a tutta l'arm a. « Santa Ba ndier a, ch e sulla tua ast a porti incisi i nomi ff gloriosi di tutte le n os tre camp agn e, Santa Bandiera, tu <e non di viderai sul campo la sorte in vidiata d èlle b andiere « dei reggimenti di fanteria, d egli stendardi di ca valleria, tu e< non vedrai cadere a te dattorno siepe di combattenti., n è sarai <e p ian tata sul baluardo della · città conquistata, ma il tuo r i« cordo ci seguirà dovunque, e nei perigliosi cimenti dell'aero« nau ta, nel faticoso lavoro d el pontiere, nelle rapide azioni « d ello zappatore t errà alti" i loro cuori ed ognuno tenterà « opera sovrum ana per aggiun gere alla t ua meda glia di b ron« zo, che già tanti atti eroici ricorda, altra insegna al valore, e, « dovesse cadere p er l'adempimento del proprio do vere, cadrà « il soldato del genio col sorriso sulle labbra, benedicendo il cc suo Re , la Patria, la sua Bandiera ».
* * * Poco d opo le solennità orà d escritte Quinto Cenni pubblicò un numero unico sull'arma del genio (1); e nella copertina , in due quadri a colori, sono ufficiali e truppe d ell'arma con uni formi d el 1902 circa e che qui si riproducono (figg. 109 e 11 O). In questi quadri appaiono riep ilogati - può dirsi -le disposizioni emanate di m an o in mano d al 1875 circa fino all'anno sopr ade t to, ed è inutile farne anali si.
(1) L'arma del gen io nel R. E sercito Italiano (24 giugno1903!.
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*
* * Con R. Decreto N° 338 del 23 gmgno 190 I venne isti... tuita una « medaglia commemorativa della campagna nel...
Fig. I 09
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Uniforme degli ufficiali genio I 903
l'Estremo Oriente (Cina)». È di bronzo ; sul retto ha la testa ,del Re con scritto attorno : Vittorio Emanuele III Re d'lt~lia, sull'esergo la dicitura, nel mezzo: Cina 1900... 1901 , ed attorno una corona a due rami, uno di alloro ed uno di quercia.
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LE T RUPPE
D EL GENIO N ELL'ES ERCITO NAZIONALE
La legge 2 1 luglio 1902 ricostituì l'Ispettorato generale del genio, in modo che l'arma d el genio rimase così costituita:. a) un ispettore generale del genio ; b) due ispettori del genio (un ispet tore delle truppe. del genio, un ispettore delle costruzioni del genio); -
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Fig. I I O - Uniforme delle truppe del gemo 1903
e) sei co mandi d el genio ; a) quindici d irezioni del genio ; e) cinque reggimenti del genio ed una brigata ferro~· vieri. Ogni re ggi men to era co mposto di uno st ato maggiore, di alcune briga te, di alcune comp agnie treno e di un d eposito .. In totale : 2 1 brigate, 60 compagni e d el genio, 1O compagnie: treno e 5 deposi ti.
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* * * Con Legge 3 luglio 1902 (n. 266) che portò modificazioni alla legge sullo stato dei sottufficiali, venne istituito il grado di maresciallo, cosicchè la progressione dei gradi dei sottufficiali fu la· seguente : sergente; furiere; furiere maggiore; maresciallo. Per la divisa · le principali disposizioni furono : berretto di panno come quello degli ufficiali con fregio, per i marescialli ,del genio, ricamato d'oro (fregio come quello della truppa, diverso per le specialità) e col distintivo di grado formato da trecciuola d'oro con striscia di se ta nera nel mezzo del gallone, Kepyguarnito d.i cordoncino e gallone d'oro e seta nera e treccia pure d'oro e seta nera. Il cappotto e la giubba privi di spallini, e con cont rospallini guerniti d.a tre striscie di galloncino -d'oro e seta nera. Colletto simile a quello degli ufficiali. * * * Una notevole variante all'uniforme degli ufficiali di tutte le armi e corpi fu portata da un Atto ministeriale del 25 decembre 1902, pel quale nelle giubbe a due petti ed in quelle -da campagna fu soppresso il distintivo di grado applicato alle maniche ed il relativo intreccio (o fiore) ed i distintivi furono portati alle controspalline per mezzo di stellette e gallone di con torno. Ebbero controspalline senza gallone gli ufficiali inferiori, contraddistinte da : I stelletta pel sottotenente, 2 pel tenente e 3 pel capitano ; ebbero gallone di contorno gli ufficiali su·periori con 1 stelletta il maggiore, 2 il tenente colonnello, 3 il colonnello. Gli ufficiali generali ebbero controspallina tu tta di filato d'argento con due stellette per il generale di di visione ·; ed il generale di corpo d 'armata aveva una corona rèale ricamata d'oro fra le stellette ; ed ancora poneva questa co-
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LE TRUPPE DEL GEN IO NELL 'ES ER CITO ;>; \ Z:ONALE
rona sui nodi a trifoglio d ella grande uniforme; ed il fregio del berretto, simile per forma a quello degli altri generali era ricamato di oro anzichè di argento. Altra disposizione importante per la stori a della divisa e quindi - indirettamente - per quella dell'arma si ebbe coll'At to n. 31 del 23 gennaio 1903, il quale richiama molte disposizioni precedenti, qui riassunte, le unifica, e stabilisce le (( varie .specie di uniformi )) che furono : per ufficiali per truppe grande uniforme grande uniforme uniforme di marcia uniforme di marcia uniforme ordinaria uniforme ordinaria piccola uniforme uniforme di fatica. Si rimanda all'Atto citato per particolari di uso delle diverse uniformi. Con R. D. del 29 gennaio stesso anno fu esteso a tutti gli ufficiali, anche a quelli in congedo , l'uso delle stellette quando indossavano la divisa . E finalmente, sempre nel 1903, alle giubbe di panno per le truppe di tutte le armi fu soppressa la filettatura (per noi filettatura cremisi) del petto sinistro, finte tasche, controspalline e bavero. P erò al bavero vennero mantenute le mostrin e di velluto, filettate tutto all'intorno di panno crerrus1.
** * Nessuna d isposizione sostanziale riguardante 1a nostra arma negli anni 1904 ·e 1905. Ogni anno reparti dei reggimenti facevano esercitazioni tecniche (come già si è detto in annate precedenti) di specialità, e prendevano parte a grandi man ovre con a ltre truppe. Per avere un nuovo esempio complesso si rilevi ch e nel 1905 alle grandi manovre tra Napoli e Campobasso, di 2 corpi tl' armata più una divisione di M. M. ad un partito, ed un corpo 1
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d'armata ed una brigata di cavalleria all'altro, e dirette dal capo di Stato VIaggiore deU'esercito ten. gen. Saletta, vi pre,.. sero parte il magg. gen. del genio 'Messina, i colonnelli Spacca,.. mela e Suchet e parecchi ll nen ti colonnelli e maggiori, 5 · compagnie zappatori e sezio · i d a ponte, 3 compagnie tele,.. grafisti, con parchi, 2 parchi a .rostatici ridotti, 1 sezione per-· segnalazioni, 3 sezioni radiotele afisti.
* ** Nel 1906 un a Legge con data del ~ luglio recante «prov,.. vedimenti per i sottufficiali >>definiva l progressione dei gradi escludendo i CC. RR. (che non in~ere sano questo studio): 1 1°) sergente di squadra, di tabìlità o con incarichi speciali (capo,..fanfara ecc.); 2°) sergente maggiore ; 3°) maresciallo di compagnia, squadrone o batteria, o con cariche speciali (capo,..fanfara ecc.); 4°) maresciallo di battaglione, mezzo reggimento, o brigata ; 5°) maresciallo di reggimento. Per la divisa dei singoli gradi pro v~idero gli Atti 20 e 21 del 22 gennaio 1907 ; ove era detto che i sergenti di squadra face·vano uso · dei distintivi da sergen te; i sergenti maggiori del distintivo allora in uso per i furieri; ed in quanto ai mare,.. scialli (del genio) ·il distintivo· era posto sui controspallini, consistente in un galloncino d'oro e seta nera, messo nel sen,.. so longitudinale e nel mezzo di ciascun con trospaUino della giubba per i marescialli di compagnia, due galloncini per quel,.. . li di brigat a e tre per quelli di reggimento. In capo ebbero berretto di panno turchin~ con cordoncini' d'oro e seta nera sulle cuciture verticali e distintivo di grado eguale per tutte · 1e categorie di marescialii, consistente in un gallone d'oro e seta nera alto mm: 16 e c~cito sulla fascia· e:
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LE TRUPPE DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
precisamente sull'orlo superiore della sopraffascia. Il berretto .era completato dal fregio del genio ricamato d'oro, meno pel treno che aveva fregio a stella. Ebbero tutti « giubba da sottufficiale» pri va di spalline, di fregio e dei quattro bott01y della parte posteriore (comè avevano le giubbe da trupp,>, colletto, mantellina (un poco d iversa era quella dei marfcialli minatori rispetto a quelle degli ~Itri marescialli _del g7n~o): pa~ tal_o~i c~me per la t ruppa: ma d1 panno « turchm~a 1sbtut1 m1htari »; e furono armati di una sciabola speciale eletta , per lo appunto « sciabola per marescialli di fanteri e del genio ».
1,
***
U n provvedimento generale importante per l'eserci to, -e perciò anche p er l' arJa nostra è la istituzione del « Consiglio dell'esercito » avvenut a, per R. D. 2 febbraio 1908 costituito dalle più al te dignità rilitari e del quale (( fa eventualmente parte, quand o lo richieda la natura delle materie da trattare, l'ispettore generale del genio ». La Legge n. 0 328 clel 2 luglio apportò variazioni a quella di costituzione dei tre gradi di maresciallo, nel senso che il maresciallo di compagnia fu detto « maresciallo di 3a. classe », quello di battaglione « maresciallo di classe », e quello d i reggimento « maresciallo di 1a classe }>. I distinti vi rimasero quelli stabiliti per i marescialli di compagnia, di battaglione e di reggimento.
za
* ** Il R. Decreto dell '8 agosto 1908 modificò la circoscnz1one terri tori al e mili tare per il servizio dell'arma stabilendo che, -dei 6 comandi, 2 avessero alla dipendenza le truppe ; gli altri 4 sovraitendessero al servizio territoriale. Un comando d elle truppe fu st abilito provvisoriamente a Torin o e d a esso
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dipesero i reggimenti 1°, 2°, 4°, 5°; l'altro comando fu sta.. bilito provvisoriamente a la Spezia e da esso dipesero il 3° reggimento e la brigata ferrovieri. I comandi territo.riali, furono : a Torino ( territori d ei corpi d'armata I, II e IV); a Verona; (territori dei corpi d'armata III, V e VIII),. a Bologna (territori dei corpi d'armata IV, VII e XI), ed a Roma (territori d ei corpi d'armata IX, X e XII) (v. capo VIII per i particolari e per il personale).
*
** Il 4 decembre, sempre di quest' anno, fu adottato per l'e.-sercito l' « uniforme da campagna di grigio verde»; uniforme, che· - come lo dice il nome - doveva servire per le marcie, eser.citazioni campali, grandi manovre ecc. Nell'istruzione era detto : Oltre l'uniforme da campagna la truppa conserverà, in guarnigione, l'attuale giubba di panno turchino ed i corpi di fanteria di linea, di artiglieria da costa e da fortezza, e del genio sostituiranno il cappotto con la man tellina di panno turchino n. Con atto ministeriale del 13 febbraio 1909 l'uniforme di panno grigio· verde fu adottato anche per gli ufficiali.
* * * Importante fu la cc Istruzione sui parchi del genio di corpo d'armata e di armata e sui depositi centrali del genio » pubblicata il 6 luglio del 1909. Con R. decreto 23 settembre 1909 la brigata specialisti fu, in data 1°settembre, staccata dal 3° reggimento genio e costi.. tuita in brigata autonoma (2 compagn ie specialisti, 1 sezione radiotelegrafica, 1 sezione fotografica, I compagnia treno); .e · di ciò si scrive particolareggiatamente nel cap. XIV (specialisti) .. 56
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LE TRUPPE
DEL GEN IO NELL'ESERCITO NAZIONALE
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** Nel 19 10 (6 giugno; Atto 212) fu adottato per gli ufficiali e la truppa dell'Es ercito una tenda da campo mod. Bue... ciantini (che era maggiore del genio), e qui se ne fa menzione a suo onore. La Legge del 17 luglio 191 0 stabilì l'ordinamento dell'arma \
COSI :
a) un ispettorato d el genio cui furono addetti gli ufficiali generali ispettori che presiedevano agli studi relativi alle varie specialità d 'arma e di servizio ; b) due comandi delle truppe del genio ; e) cinqu e comandi territoriali del genio : a) sei reggimenti del genio (in totale 24 battaglioni, 69 compagnie del genio e 6 depositi); e) un battaglione specialisti d el genio (5 compagnie); f) dieci compagnie treno d el genio ; g) a odici direzioni del genio, tredici sottodirezioni ed alcuni uffici delle fortificazioni ; h) stabilimenti d el genio. L a stes sa legge determinò che le brigate assumessero la ,denominazione di battaglioni. Per i particolari di applicazione della legge di ordinamento ·si veggano i capitoli riguardanti : l'ispettorato ; i comandi e direzioni del genio; i reggimenti ecc .. Nell'art. 34 era detto ancora « possono essere costituite sezioni per speciali servizi (topografico, fotografico, radiotelegrafico ecc.). Con R. D . del 9 agosto venne provveduto alla istituzione ·di un nuovo comando di reggimento del genio, di u n deposito, di 2 comandi di battaglione e di 5 compagnie d el genio. Il reggimento del genio, contemplato dalla legge d'or... ,dinamento era il 6° (ferrovieri), e risultò così compos to: stato maggiore e deposito con sed e a Torino; . 1° b attaglione ferrovieri (4 comp. con sede a Torino) ;
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2° battaglione ferrovieri (2 comp. con sede a Roma) ; battaglione automobilisti (comando ed 1 comp. a Torino ; ·1 compagnia a Roma) ; · una sezione per esercizio di linea, con sede a Torino. Tre nuove compagnie (pure con template nella legge d'or.. dinamento) erano per il battaglione specialisti, che rima.. .i:ieva così costituito : uno stato maggiore; 4 comp. specialisti di manovra ; 1 comp. specialisti operai ; I sezione radiotelegrafica ; 1 sezione fotografica ; 1 comp. treno ; con sede normale a Roma. Con disposizione del 28 ottobre dello stesso anno venne :istituita presso il battaglione predetto una sezione di aviazione. Nell'occasione della costituzione del 6° regg.to e dell'au.. mento e riordinamento degli specialisti furono definiti due fregi per berretto di ufficiali , che poi furono adottati anche per la truppa ( v. cap. XIII e XIV). Secondo la tabella organica dell'arma del genio si dove.. vano avere: 28 colonnelli ; 30 tenenti colonnellì ; 46 maggiori ; 2 I 8 capitani ; 288 tenenti e sottotenenti (fìno alla concorrenza di I /4 potevano essere sostituiti da ufficiali di complemento); 610 in totale, 0Itre ufficiali fuori quadri per alcuni ser.. vizi fuori dall'arma. Per quanto riguarda i ragionieri geometri del. genio, e gli assistenti _locali del genio, v:. caP,o VIII. Un R - D. d él 1-2 agosto 1910 stabiliva le cariche corrispondenti a quelle di Co~andante di Corpo d'armata, e per quanto
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LE TR UPP E DEL GENIO N ELL 'ES ERCITO NAZIONALE
riguardava l'Ispettore generale del genio era detto che doveva considerarsi agli effetti dello stipendio, assegni fissi ed onori corrispondente a comandante di C. d'A. qu ando il titolare fosse seguito in anzianità da tenenti generali comandanti di C. d'A. Con R. D . del febbraio 1911 fu costituito in Roma il «Museo Storico dell 'arma del genio)), che però aveva avuto un primo ordinamento nel 1908 e se _ne dirà più particolareggiatamente nel capitolo speciale che riguarda ques ta nostra istituzione. Con Legge n. 683 d el 6 luglio fu modificato di nuovo quella rnllo cc stato dei sottufficiali» e furono d efiniti i gradi così (escludendo i RR. CC.): sergente; sergente maggiore; maresciallo ; maresciallo capo ; maresciallo maggiore. Per le attribuzioni, divisa, distintivi ecc. del maresciallo, maresciallo capo e maresciallo maggiore si vegga quanto fu scritto per il maresciallo di 3a, di 2a e di 1a classe. Durante l'anno furono portate variazioni · (in aumento} alla costituzione d ei corpi ; a) il R. D. 10 marzo 1911 stabilì che il battaglione specialisti fosse costituito su 4 riparti (truppe e servizi, a viazione militare, dirigibili militari, stabilimento di esperienze e costruzioni aeronauti che); b) il R. D. 21 luglio 1911 istituì - colla denominazione di 5° - un nuovo b attaglione del genio al 3° reggimento genio (13a, 14a., 15a. compagnia); e) il R. D. 7 dicembre 1911 n. 1282 (Legge 27 giugno 1912, n . 698) istituì, coll a denominazione di 5°, un altro battaglione zappatori in ciascuno dei rggimenti 1° ·e 2° (in totale 4 compagnie) ; aumen tò inoltre di una compagnia ciascuno~ il 3° r eggimento telegrafisti ( 16a compagnia), ed il 5° reggimento minatori (13a compagnia). · Ai capitoli IX (zappatori), XII (telegrafisti) e XIV (spe- · cialisti) si danno i particolari di ordinamento delle singole specialità in conseguenza degli · aumenti s~pradetti.
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Furono evidentemente _modificate anche le tabelle organiche degli ufficiali del genio ; ma si riporteranno i dati qui più a vanti quando si avrà un maggiore aumento di nostre tuppe. Con Legge del 13 luglio - sempre del 1911 - fu cosci tui to ~n Roma l'cc Istituto militare di radiotelegrafia >J con dipendenza tecnica ed amministrativa dal direttore generale d 'artiglieria ed arma men ti del ministero della marina, il qu ale era presidente; ed ancora: dal diret tore superiore dell'istituto; dal comandante del battaglione specialisti d el genio ; dal direttore del gabinetto sperimentale annesso all'istituto; da un professore ordinario di fisica in una università od istituto superiore del Regno; dal caposezione dei servizi radiotelegrafici della R. Marina; e dal direttore del reparto radiotelegrafico del R. Esercì to con un ufficiale dello stesso riparto. Negli anni 1913-1914 (dal 1° dicembre al 30 giugno), primo anno scolastico per l'istituto, e negli anni succesl:ivi, furono tenuti corsi speciali di radiotelEgralìa secondo norme fissate -dal Regolamento interno; a questi corsi potevano intervenire ufficiali dello stato maggiore generale della R. Marina eccettuati i guardia-marina, ed ufficiali del R. Esercito in attività di servizio od in posizione ausiliaria d'art. e del genio, eccetto i sottotenenti , ed avevano diritto di conseguire cc diploma >J con prove d'esame ; ed anche, . potevano intervenire come uditori, ufficiali di altri corpi della R. Marina e delle altre armi del R. Esercì to, e ad essi poteva essere rilasciato un cc certificato di frequenza ». ·
*** Nel 1912 parecchie disposizioni interessarono più special. men te il' servizio degli specialisti ; così : in seguito a disposizioni del 30 aprile 191 2, il servizio fotoelettrico venne tolto ~l battaglione specialisti ed assegnato alle compagnie automo.bilisti del 6u genio ; in esecuzione della L egge 27 giugno n. 698 il 2° ed il 4° r iparto del battaglione specialisti divennero auto-
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L E TRUPPE DEL GENIO NELL'ESERCITO NAZIONALE
nomi, costituendo rispettivamente il battaglione aviatori e lo stabilimento di costruzioni ed asperi_enze aeronautiche; ed in seguito a Dispaccio n. 376 del 27 agosto 1912 il· servizio radiotelegrafico passò.dal battaglione specialisti al 3° reggimento gemo. Si tiene conto particolareggiato di queste disposizioni· e loro conseguenze di ordinamento e di servizio nei capitoli XII (telegrafisti, 3° genio) e XIV (specialisti). Per l'esplicazione dei p rovvedimen ti rnpradetti furono , così aumentati gli ufficiali fuori quadro : 1 tenente colonnello; 1 magg10re; 12 capitani ; 24 tenenti e sottotenen ti ; ed agli stabilimenti del genio, fu aggiunto uno « stabilimento di esperienze e costruzioni: aeronautiche » retto, al suo inizio , dal capit. del genio Enricn Pe trucci.
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* * Disposizione importante d'ordine generale, che riguard a· perciò anche la nostra arma, fu l'adozione di un « cont.r assegno · e distintivo per i militari promossi per merito di guerra » (At-· to ministeriale del 16 dee. 1912 N° 574) consistente in una corona reale ricamata di argento o d'oro (secondo le truppe) sulle ma-niche delle giubbe e dei pastrani o cappotti: Il 12 decembre 1913 con Atto ministeriale della Direzione. generale d'art. e genio vennero istituite una sezione areostatica speciale (al battaglione specialisti) ed una sezione fotoelettrica speciale (al 6° genio) entrambe per servizio dell' arti--. glieria da fortezza . · Nel 1914 non vi furono disposizioni che int eressassero , l'arma in genere ; una disposizione del 7 no~embre riguarda la giurisdizione dei 2 comandi delle truppe del genio e se ne dirà
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al cap. VIII ed altre disposizioni riguardano gli specialisti e se ne dice in modo particolare al Capo XIV.
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* * ·Per effetto del R. D. in data 7 genn. 191.5, che stabilì la costituzione del cc Corpo aeronautico militare» vennero sop... pressi il battaglione specialisti del genio, il battaglione aviatori e lo stabilimento di costruzioni aeronautiche; però la specialità aerostieri (con uso specialmente degli aerostati speciali frenati per osservazione dall'alto), ritornò dopo la guerra a far parte dell'arma del genio ; ma questo fatto esce, come epoca, dei limiti di questa storia. Con disposizioni del 24 gennaio 191.5 le compagnie mo... bili tate in Libia assunsero le denominazioni di 6a. bis del 1° genio, 5a bis e 3a bis del 2° genio, 7a bis e <)a bis del '3° genio, 7a bis e Sa bis del .5° genio ; conseguentemente le compagnie 13a e 14a divennero nel 1° reggimento 6a e 7a, nel 2°, 3a. e 5a.; e così la 1&1 compagnia del 3° reggimento ·divenne 7a e la 13a del 5° reggimento 7a,
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** Nei primi mesi del 1915, in previsione della guerra parec... chi provvedimenti furon o presi interessanti l'esercito in genere ed il personale civile militarizzato, perciò interessanti anche l'arma nostra, e riguardanti le divise di guerra, gli arma menti ecc .. Di questi provvedimenti verrà tenuto conto da chi la storia della guerra scriv~rà e ad essa si rimanda. Nel maggio 1915 l'arma del genio costi tuÌ: e inviò in zona di guerra (dopo il richiamo di parecchie classi di M. M.) : 42 compagnie zappatori con 42 parchi telefonici e 35 sezioni da ponte ; 24 compagnie e 4 sezioni telegrafisti ;
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LE TRUPPE D E L GENI O NELL '.ES ERCITO NAZ IONAL E
comando di battaglione pon tieri ; 12 compagnie e 4 sezioni pontieri, 3 compagnie lagunari ; 1 comando di battaglione, 2 1 compagnie e 4 sezioni minatori; ,-
Fig. 111
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Soldato del genio per la guerra del 19 15-' 18.
3 comandi di battaglione e 12 compagnie ferrovieri ; .9 sezioni radi~telegrafìsti ; 8 s~zioni aerostatiche ; 117 sezioni (stazio~i) fotoleettriche ; 1 comando di battaglione, 30 compagnie ed una sezione
di M. T.;
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4 compagnie treno di M. T. ; 14 parchi genio di corpo d'armata; 5 magazzm1 avanzati ; 1 parco d'assedio (su quattro reparti). La divisa di guerra fu, per tutti, la grigio verde, e fu generalizzato l'uso dell'elmetto, la Fig. 11 I rappresentante uno zappatore (il prototipo del soldato del genio) preparato per la guerra che fu quella dell' Indipendenza dell'Italia. Si presenta in questo punto l'opportunità di richiamare la fì.g. I , rappresentante il legionario-guastatore; il. più antico ed il più moderno dei soldati che hanno fatta la storia dell ' arma. Colla dichiarazione di guerra all'Austria (24 maggio) si aprì per la storia dell'arma u na nuova pagina di gloria , che culminò coll ' assegnazione alla sua bandiera della medaglia d'oro ; e per una coincidenza storica fortuita ma che merita essere ricorda t a, anzi fissata, nel m a ggio 1915 correva pel genio un secolo preciso dalla costituzione della 1a compagnia zappa tori dell'esercì to sardo ; un secolo di vicende che si è sommariamente esposto specialmente nel capo IV ed in questo.