STORIA
D'ITALIA DAL 1789 AL 1814 SCRITTA
DA CARLO BOTTA.
TOMO VII .
MAZIONALES 11 20 FRENZE
ITALIA pcccxx .
年
LIBRO DECIMOSESTO
SOMMARIO
Guerra nello stato romano . I Napolitani
cacciati da Championnet. Mack, generale dei regj si ritira , efa un suo principale allog
giamento aCapua. Il Re Ferdinando si ritira in Sicilia. Le province tumultuano contro i Francesi, Napoli stessa si muove a furia di popolo contro di loro. Feroci battaglie tra i Francesi, ed i lazzaroni, I Francesi entrano
in Napoli. Continente condotta di Champion
net: crea a Napoli un governo provvisorio ;
è richiamato dalDirettorio, e perché: glivien
surrogato Macdonald. I popoli delle provin ce si muovono quasi universalmente contro i
Francesi. Mossa importante del cardinal Ruf fo. Guerra terribile, crudele, e sanguinosa. Rivoluzione di Lucca . Accidenti gravi del Piemonte: domanda la sua unione alla Fran .
cia . Scherer surrogato a Jaubert nel supremo grado dell'esercito d'Italia, e perchè. Nuo . va guerra Scherer vinto da Kray a Verona, poi a Magnano. I Russi sotto la condotta di Suvvarovv arrivano in Italia ad ingrossar gli Austriaci. Moreau subentra a Scherer, e
combatte infelicemente a Cassano si ritira pri ma ad Alessundria, poi sul territorio ligure
oltre gli Appennini. Milano in poter dei con federati. Moti incomposti dei Piemontesi. Su vvarovv arriva in Piemonte , e vi crea un go
verno provvisorio. Presa della cittadella di Torino. I Repubblicani d'Italia o sono car cerati, o si ricoverano in Francia ; benevolen sa dei Francesi verso di loro ,
STORIA
D ' ITALIA
LIBRO DECIMOSESTO
Mentre la sede antica dei Re di Sardegna diveniva preda dei repubblicani, più abili a sconvolgere, che ad ordinare, le sorti della parte meridionale d'Italia imprudentemente, e
forse temerariamente tentate dal Re di Napoli
partorivano accidenti insoliti, e terribili. Non aveva il generale Mack trovato nello stato ro mano quel seguito , che si era concetto colla speranza, poichè l' essersi ritirati, non rotti , ma intieri i Francesi, e la fama ancor fresca
del loro valore davano timore, che, ove fossero
ingrossati, si precipitassero di nuovo alle offese con danno estremo di coloro, che troppo vivas mente si fossero scoperti contro di loro. Ne
ignoravano i popoli, che sebbene un odio gran
de ai nuovi repubblicani si portasse, non pochi erano , che con le ricchezze, con le esortazioni, e con tutta l'opera loro gli secondavano: il che
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STORIA D'ITALIA
faceva, che ognuno credesse, che la parte loro fosse maggiore di quello, che era veramente.
Ne nasceva altresi, che i Francesi erano per mezzo degři aderenti, ottimamente informati di quanto più importava loro sapere per la salute dell'esercito . Il terrore poi concetto per le in felici pruve
fatte contro i medesimi in parec
chie parti d'Italia, massimamente il caso spa ventoso diVerona , teneva sospeso l'animo di ognuno, impediva, che si moyesse cosa alcuna
contro i repubblicani, e frenava i popoli desi derosi di prorompere. Né potevano persuader si facilmente, che le truppe napolitane , di cui si conoscevano piuttosto i vanti , che i fatti, fossero abili aa resistere a genti tanto riputate per esperienza, e per valore: la troppo facile vittoria, essendosi i Francesi ritirati piultoslo volontariamente, che per battaglie infelicemen
1
>
e
te combattute, aveva allontanato dai Napolita ni ogni occasione di mostrare ciò , che potessero
contro queicampioni formidabili della Riepub blica, per modo che era la fama dei repubbli cani intatta, quella dei regj dubbia. Per laqual cosa dalla occupazione dei territori, in fuori,
acquistati piuttosto senza contrasto, che per forza, la riputazione, ee la probabilità della vit toria stava tuttavia dal canto dei vincitori ay.
dacissimi d'Italia. S'aggiungeva, che sebbene i Romani odiassero i Francesi, non amavano però
i Napolitani, e pareva loro di uscire da una
1
LIBAO DECIMOSESTO ( 1798 ) 7 servitù abbominata per sottentrare ad un'altra
forse non meno oliosa . Nè il procedere dei Napolitani era atto a rattemperare gli odj; per . chè oltre le parole al solito gonfiamente lancia te, il che irritava la romana natura assuefatta a mirar al reale, non al vano, i fatti erano piuttosto da conquistatori provocati, che da
amici chianiati, e l'Italia andava a sacco e da chi pretendeva liberarla con parole di libertà , e da chi pretendeva liberarla con parole di >
conservazione. Tutte queste cose non
erano
nascoste a Mack , e però argomentando, che la guerra era piuttosto incominciata di nome che
di fatto , e che se con qualche fazivtie importan te, in cui si venisse al sangue, non dimostrava, che le mani fossero tanto forti quanto le lingue pronte, iil tempo avrebbe presto condotto una
mutazione di fortuna , si deliberava ad andar all'incontro delle armi repubblicane. Del che tanto maggiore necessità gli sovrastava, quanto
Championuet raccoglieva genti in fretta, e con tinuamente s'ingrossava .
Avendo adunque avuto avviso, che con felice navigazione era Naselli sbarcato a Livorno, e Ruggiero di Damas ad Orbitello, si muoveva a
tentare la fortuna delle battaglie. Siccome poi
credeva, se prosperamente nei primi incontri combattesse, di trovare, se non maggiore in clinaziyne di popolo , almeno maggiore sicurtà
di governo nella Tuscaná , provincia suddita a
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STORIA D'ITALIA
Principe austriaco, elesse di far impeto 'contro l'ala destra dell'esercito francese, che governa ta dal generale Macdonald, da Terni si disten deya sin verso Nepi, Civitacastellana, e Monte rosi. A questo partito dava anche favore il pensare, che Naselli, e massimamente il Conte Ruggiero venivano alla volta sua per la strada del littorale, coi quali desiderava, ed era punto principale della sua impresa, il congiungersi. Nè era di poca importanza il moto della città di Viterbo , che a furor di popolo si era sco perta contro i Francesi . Marciava Mack , di
visi i suoi in cinque schiere , il di cinque de cembre , da Baccano contro i repubblicani , mentre al tempo stesso ordinava un moto verso
Civitaducale , per tener in rispetto i Francesi da quella banda . Prevaleva di gran lunga il numero , conducendo quarantamila soldati eon
tro un nemico , che se arrivava agli ottomila non gli passava , poichè in questo numero con sisteva l'ala destra dei repubblicani. Sboccava la prima schiera napolitana verso Nepi , la se
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conda , insistendo sull'antica via romana , ver so Rignano , la terza verso Santa Maria di Fa lori , schiere tutte destinate a combattere sulla
destra sponda del Tevere . La quarta aveva il carico d' impadronirsi di Vignanello per gua dagnarsi la terra d'Orta , e quivi varcare il famc . Finalmente per farc un po' di spalla a
destra a tutte queste genti, la quinta schiera >
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dei regj marciava contro a Magliano , e già a veva traversato il Tevere al passo di Ponzano .
I Francesi , sentita prestamente la venuta del nemico ,> non si fermarono ad aspettarlo , ma
siccome quelli, che stimavano se stessi da que gli uomini valorosi che erano , e tenendo in
poco conto le genti napolitane, uscirono incon tanente ad incontrarle . I capi poco dubitavano
della vittoria , perchè , oltre il pruovato valore 7
dei soldati , sapevano , che gli assalti dei Fran >
cesi , per la natura pronta della nazione , sono
sempre più fortunati che le difese . Non fu l'e sito diverso dalle speranze . Kellermann , gliuolo del vecchio'generale di questo nome
e
giované commendabile per valore , e per bontà, contuttochè sulle prime trovasse un duro in
coutro , ruppe la prima napolitana schiera , cacciolla insino aa Monterosi , e quivi rompen dola di nuovo tagliava a pezzi i valorosi , di sperdeva i codardi. Non procedettero con mag >
gior riputazione le cose dei Napolitani dall'al tre parti, il colonnello Lahure ruppe la schiera di Rignano, sebbene sulle prime avesse perduto del campo , perchè Macdonald con pronti ajuti 2
soccorrendolo , lo ebbe tostamente abilitato alla vittoria , S'incontrava la schiera , che giva all' assalto di Santa Maria di Falori in una
squadra polacca capitanata dal generale Knia zewitz, e che aveva con sè una legione romana, che aveva alzate le bandiere della Repubblica i
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Polacchi , e Romani valorosissimamente com batterono !: i Napolitani andarono in volta, non senza grave perdita d'uomini , d'armi , e di bagaglie . Il generale Maurizio Mathieu affron taya , cosi avendo ordinato Macdonald, la quar ta schiera , la quale cedendo si ricoverava nella terra di Vignanello forte per sito , e cinta di .
buone mura . Si difendevano i Napolitani yiril mente , sapendo , che questa fazione era di grandissima importanza; erano anche ajutati dai terrazzani , neni icissimi del nome francese . Ma
Mathieu tanto fece con le armi , e con le mi nacce , che sforzava i Napolitani a lasciar la terra libera al vincitore, Entraronvi i Francesi
trionfando , non senza qualche licenza come di gente vincitrice , ed irritata . Acquistato Via
gnanello , correva Mathieu ad assicurare il ponte di Borghetto .
Restava la quinta schiera , che camminava verso Magliano, ma udite le infelici novelle del
le compagne , se ne tornava , senza aver com battuto , per Ponzano , al principale alloggia mento dell'esercito regio. Cosi pel valore delle sue genti , e per l'arte egregia , con la quale le mosse, venne fatto a Macdonald di variare lo
stato della guerra , e di riuscir vincitore da un
assalto molto pericoloso. Bene si può biasimare Mack della aver diviso i suoi in tante parti,
convenendogli piuttosto, siccome a quello,
che
aveva l'esercito molto più grosso , il marciare
II LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) unito ; pérciocchè con un solo sforzo avrebbe vinto, mentre con molti perdè. Ma voleva Mack
mostrar sempre in tutte le sue cose un arte mol
to squisita, e non gli andavano a grado le mosse
semplici.Cosi nella propria perizia ravviluppan
dosi , ed impacciandosi, si esponeva ad un più .
gran numero di casi fortuiti , ed apriva un mag gior adito alla fortuna . Ma , non ostante le hat taglie combattute infelicemente dal generale na politano sulla destra riva del Te re , la guerra
non era ancora vinta ; perchè da una parte il Conte Ruggiero di Damas venendo da Orbitello
si avvicinava , dall'altro rimanevano ancora sullasponda sinistradel fiume ai Napolitani gen ti superiori per numero ai loro nemici. Per la
qual cosa Mack , non disperando ancora delle sorti, si accingeva'a fare un nuovo sforzo sulla >
sponda medesima, il cui fine era di rompere la
schieradi mezzo di Championnet: il che avreb be disgiunto le due ali Francesi, di cui la de stra guidata da Macdonald insisteva tra il ma
re ,' ed il Tevere, e la sinistra militaya sotto la condotta di Duhesme oltre l’Apennino tra que
sto monte, e le spiagge dell'Adriatico. Ebbe il generale francese sicuro , è pronto avviso del l'intento del suo avversario. Laonde per resi stere a quel nuovo impeto, e non si commettere se non con vantaggio alla fortuna , ristringeva
i suoi, ed affortificava con nuove genti i luoghi
di Contigliano, e di Magliapo. Poi fè ritirare
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!
STORIA D'ITALIA
Macdonald da Civita Castellana, solo lasciato un presidio nel forte a Borghetto , affinchè qui vi validamente difendere il passo del fiume. Fi 7
nalmente chiamava il generale Lemoine, che
oltre l’Apennino sotto il freno di Duhesme com batteva contro il cavaliere Micheroux, genera le del Re, ad occupare Civita ducale , e Rieti , la prima città del regno, la seconda, dello stato romano. Pensier suo era in questo , che Lemoi
ne tempestando sulla destra di Mack, gli tron casse il suo pericoloso pensiero di spartire in due l'esercito repubblicano. Dal canto suo Mack aveva per primo line , spingendosi avanti, di acquistare Terni, il che sarebbe stato il compi mento del suo disegno . Con questo intento , mandata una colonna ad occupare Civita castel lana, avviava grosse squadre ai monti di Buono, a Cantalupo, ad Aspra, e già faceva le viste di
assaltare Otricoli, fazione, per la posizione dei luoghi , di grandissima importa nza . Aveva poi il suo alloggiamento principale, e come quasi primario fondamento alla vittoria, sul monte di Calvi. Le cose succedevano a prima giunta pro
speramente ai Napolitani; conciossiachè , seb bene per opera di Mathicu fossero stati caccia
ti da Magliano, che già avevano conquistato ,
una loro schiera di gran polso , sotto guida del generale Moesk ,> si era , cacciatone di forza i
Francesi, impadronita di Ortricoli, e già faceva correre da' suoi cayalleggieri la strada per a
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 13 Narni. La guerra diveniva pericolosa pei Fran cesi. Ma non perdutisi punto d'animo, si risol vevano al combattere, e provarono tostamente,
che nelle baltaglie più può l'ardire, che la pru denza ; poichè Mathieu , per comandamento di Macdonald, assaltò furiosamente i Napolitani in Otricoli , e quantunque valorosamente vi si di fendessero , gli vinse con perdita di due mila soldati, di cinquecento cavalli, di otto cannoni , e di tre handiere. Diedero in questo fatto pruo ve di singolar valore i Polacchi, e fu ferito gra 7
vemente in una gamba un Santacroce, principe romano, che combatteva per la Repubblica. Ri
tirossi Moesk con le reliquie de' suoi a Calvi , dove per
la fortezza del sito, si poteva sostene
re, e fare ancor dubbia la vittoria. Ma lo stesso
Mathieu, già vincitore di tanti fanti per valore.
in questa napolitana guerra mandato da Macdo nald ,, vincitore ancor esso dei fatti medesimi
per perizia, occupate le eminenze, che stanno a sopraccapo alla terra , e minacciato aspranente
Maoesk, se non si arrendesse, il costringeva, aju tato anche dalla presenza di Macdonald soprag giunto in quel frangente, alla dedizione. Questo fatto ruppe
ad un punto tutte le speranze , che
Mack aveva concette di poter durare nello sta-, to romano , e lo fece accorgere, che niuu'altro
scampo gli restava , che quello di ritirarsi con presti passi nel regno. Già il Re , udite le sioia ,
stre novelle, ed abbandonata Roma, si era ář" . TOM . vi.
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STONIA D'ITALIA
viato, prima a Caserta, poscia a Napoli: Mack
raccolti più prestamente che potè tutti i suoi , andava aCapua, in cui sperava di difender Na poli, giacchè non aveva potuto difender Roma nè a Calvi, nè a Cantalupo, Entrarono i Fran sesi vittoriosi in Roma, donde diciassette giorni prima, erano partiti non vinti. Tornaronyi i consoli ad uccupar le perdute sedi.. Le cose dei Napolitani non avendo fatto sul
la destra del Tevere quella resistenza , che il Conte Ruggiero aveva sperato, gli era divenuto impossibile di congiungersi con la sua schiera sinistra : le rotte sulla sinistra gli tagliavano 0
gni strada a potersi congiungere col
grosso del
l'esercito , e niun altro scampo gli lasciavano , che quellú di aprirsi il passo per forza , o di conseguirlo di queto dal vincitore, o di retro cedere per andarsi a rimbarcare in Orbitella. Rifulse in si estremo accidente la virtù del Con
te; poichè non isgomentatosi punto, se ne con tinuava a marciare con settemila soldati da Bac
cano verso Roma. Championnet attonito a caso tanto improvvisa, mandava il suo ajutante Bo uami a sapere , che cosa volesse dir questo , Gli fu risposto dal Conte , che voleva passare a per amore, o per forza per ritornare nel regno ;
ed ottenuto un indugio dal nemico per trattare un accorda, avvisando , che Bonami non aveva dato tempo per altro motivo, che per far accor røre nuoye genti, levara , più tacitamente she
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LIBRO, NEDUOSESTO ( 1999) 15 poteva, il campo , incamminandosi più che di passo alla volta di Orbitello . Giunto alla Stor ta, vi fu il suo retroguardo combattuto dai res pubblicani: ma difesosi virilmente , acquistava facoltà del continuare a ritirarsi . Calava in
tanto a far le sue condizioni più pericolose Kel lerman da Borghetto. Incontratisi repubblicani, e regj a Toscanella , si travagliavano con un
conflitto molto aspro. Il Conte, contuttoche fosse ferito gravemente da una scheggia in una gam ba , continnava aa combattere valorosamente ; i
Napolitani incoraggiti dall'esempio del loro ca po, si difendevano anch'essi con molta costan
za: nè si spiccarono dalla battaglia, se non quan do per l'arrivo delle cavallerie di Kellerman ,
era diventata troppo disuguale. Intanto non a veva omesso il Conte , mentre col retroguardo
arrestava l'impeto dei repubblicani , di acco starsi vieppiù coll’antiguardo, e col grosso della schiera, ad Orhitello. Queste due squadre nella cercata terraessendo giunte, tostamente vi s’im barcarono sulle navi napolitane, che quivi le 7
attendevano. Restava, che si conducesse a sal
vamento il retroguardo, che era furiosamente seguitato dai Francesi; ma non cosi tosto il Con te col retroguardo medesimo,imperciocchè seb bene molto patisse della sua ferita , aveva sem pre in mezzo a quest' ultima parte del suo esera eito combattuto ,vi entrava , che, chiuse le porte uul viso al nemico , faceva le viste di volersi di.
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STORIA D'ITALIA
fendere. Si appiccava intanto una pratica tra di lui , e Kellerman , per la conclusione della qua le fu fatto abilità al Conte d'imbarcarsi con tutte le sue genti, solo lasciando in mano dei Francesi le artiglierie , Bello , e lodevole fatto
del Conte Ruggiero fu questo , e che dimostrò , che se i buoni soldati fanno i buoni generali , ancora e molto più i buoni generali fanno i buo
ni soldati. Viterbo vinta , ed occupata dal vin citore pagò le pene dello avere anteposto lo sta to antico, e dispotico allo stato nuovo, e tiran nico . Ciò non ostante non vi furono vendette
esorbitanti, ed il giovane Kellerman vi si portò più moderatamente, che i tempi non comporta Yano .
Riconquistata Roma, ed atterriti i Napolitani pensava Championnet ad assicurarsi, e ad an.. pliare la vittoria ; ed ancorchè non avesse un esercito bastante pel numero dei soldati a con quistare il regno, tuttavia, considerato il valore loro, ' l'efficacia della fresca vittoria , il terrore dei nemici, e la forza delle opinioni favorevoli, che da lungo tempo, e largamente vi si erano sparse , e che ora più potentemente operayano per la vicinanza dei Francesi, e per la sconfitta dell'esercito regio, si risolveva a tentar l'im presa . A questo fine era necessario il debellare
Capua, ultimo propugnacolo di Napoli per la fortezza della città , per la profondità delle aa cque
del Volturno , eper avervi Mack adunato
LWEPO DECIMOSESTO ( 1999) 10 tutte le genti, ancora forti, se non per valore, almeno pel numero . Adunque il generale della
Repubblica spartiva i suoi in due principali schie re , delle quali la sinistra governata da Macdo nald correndo pei luoghi superiori, e più vicini agli Apennini doveva là , dove è meno grosso per la prossimità de' suoi fonti varcare il Garigliano ai passi del Castelluccio, e di Caprano, e al tem po stesso dare facoltà alle genti di Duhesme , e di Lemoine di congiungersi con lui a sforzo co muue contro Capua . La seconda schiera sotto la condotta di Rey , radendo il lido, s'incamminava
verso Terracina con pensiero di acquistare, stra da facendo, Gaeta per una battaglia di mano poi comparire sotto le mura della desiderata Capria . Ne l'esito fu diverso dal disegno; perchè e Macdonald, e Rey superati tutti gli ostacoli, ar rivavano alla destinata oppugnazione sulle spon
de del Volturno. Ai passi stretti, e forti di Fon di , e d'Itri fecero i Nàpolitani debole resistenza a Gaeta piazza forte per sito, e per arte, e con
un presidio di più di tremila soldati, con prov visioni, e munizioni abbondanti, niuna. Venne ro a Gaeta in poter dei vincitori circa cento
pezzi di cannoni, piatte per ponti, barche arma te, e barche annonarie provviste , e vettovaglie in copia. Precipitavano a gran lovina le cose del regno , non essendosi mostrato in sua difesa valore nissuno, se si eccettua il caso del Conte
Ruggiero. Duhesme, e Lemoine, ai quali andava *
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STORIA D'ITALIA
avanti, come speculatore, ed apritor di strade quell'arrisicato condottiere Rusca sui sinistri gio >
ghi dell’Apennino insistendo, travagliavano più
per gli assalti improvvisi delle popolazioni mos. se a romore, ed armate di ogni sorted'armi, che per le battaglie delle genti regolari. Principal mente nelle contrade del Tronto, e verso Tera mo, i paesani mossi a romore, e condotti dai preti, infestavano le strade, davano addosso a
gl' isolati, ed impedivano le comunicazioni tra l'una parte e l'altra dei repubblicani. Ciò ri tardava l'impeto dei Francesi, che da questa par te non poterono seguitare di pari passo le genti vincitrici di Championnet, e di Macdonald. Tuttavia appoco appoco prevaleva il valore re golato. Lemoine acquistava Aquila, dove trova- , va munizioni da bocca in abbondariza . Poi si
conduceva a Sulmona, doye mettono capo tutte le strade dell’Abbruzzo con intenzione di aspet
tar quivi Duhesme, che più vicino correva le sponde dell'Adriatico. Grave intoppu ai disegni di Duhesme era Pescara, città, che con la sua fortezza situata in luogo eminente domina tutto
il pian paese all'intorno, e la sola strada a riva
il mare, per la quale possono passar le artiglie rie. Questa era la principale piazza dei Napolita ni su quei lidi, si per l'importanza del passo, e si
perchè difende la foce del fiume Pescara, che si distende a guisa di porto. Due mila soldati la presidiavano, ma non fecero miglior pruova dei
LIBRO DECIMOSESTO ( 1999) ig difensori di Gaeta ; perchè come prima i soldati leggieri della Repubblica si mostrarono sulle al ture che stanno a sopraccapo al ponte di Pescara e le altre truppe a Pianella, ed a Civita di Pen na, il comandante pensò alla dedizione , dando in mano dei Francesi quel luogo tanto forte per ar te, ee per natura , e tanto importante alla sicurez za del regno. Vi trovarono i vincitori armi , e 9
munizioni in copia. Acquistata Pescara, proce deva Duhesme a congiungersi per la strada di
Popoli con Lemoine aa Sulmona, donde, varcato il sommo giogo dell’Apennino, condussero en trambi tutta l' ala sinistra sotto le muraglie di
Capua. Cosi non solo erano in veemente movi mento le cose di Napoli, ma ancora comincia vano a precipitare a manifesta rovina, Naselli, lasciato Livorno, perchè oltre le scon fitte dei regj , aveva udito , che Serrurier con
una mano di soldati della Repubblica già aveva
occupato Lucca, e si apparecchiava ad andar lo a combattere, imbarcate le genti sulle navi apprestale, veleggiava alla volta del Garigliano. Non erano senza fortezza i nuovi alloggia
menti di Mack . Posto il campo col grosso dei suoi nella pianura di Caserta per modo che fos se abile a difendere il passo del Volturno, ave
va fatta Capua sicura con un presidio di dieci mila soldati. Tra questi, e le genti delcampo aveva ancora un novero di combattenti superio
re a quello dei Fraacesi, e se avesse avuto o mi
STORIA D'ITALIA
gliori soldati, o più fedeli capitani, o minore 2
capriccio in una certa squisitezza d'arte, che gli faceva sempre moltiplicare i casi fortuiti con al
largar troppo il campo, poteva ancor tenere la fortuna in pendente. Bene l'evento dimostrò ,
che Capua si poteva difendere, e si perdė, non per forza, ma per accordo. Ma già i casi di Na poli diventavano più forti di tutte queste condi zioni unite insieme. Il ritorno tanto subito del
Re, le novelle sinistre, che ad ora ad ora perveni vano l'aver perduto in più breve tempo quello, che in breve tempo si era acquistato, le dedizioni tanto importanti d'Aquila, di Pescara, e di Gae ta, l'avvicinarsi continuo del nemico al cuore
stesso ' del regno, i soldati o dispersi, o fuggitivi che per escusazione propria magnificavano le co se, l'arrivo stesso di Mack in Napoli venutovi per consultare sulle ultime speranze , rinnovan do la memoria delle vittorie dei Francesi in I
talia , ed il terrore delle armi loro rinfrescando, avevano prodotto un grande abbattimento d'a
nimo in chi sapeva, rabbia, e disperazione in chi non sapeva. Titubavano i consiglieri di Fer
dinando sul partito che fosse a prendersi, alcuni propendendo ad armare il popolo , altri opinan do ch'egli ayesse tostamente a ritirarsi oltre il Faro. Intanto il volgo, fattesi alcune instigazio ni anche da parte del governo , si armava da se : la città fra il terrore , ed il furore aveva un a spetto molto sinistro, e, come si usa in simili
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) casi, le voci popolari già accusavano di tiadi 21
>
mento i ministri . S'incominciava a por mano
nel sangue degli avversari veri, o supposti del governo regio, poi si trascorse in quello degli a mici . Un Alessandro Ferreri,> corriero per gli
spacci, mandato con lettere a Nelson, che con alcuni suoi vascelli stanziava nel porto di Na poli, restò ucciso aa furia di popolo sul molo; il suo cadavere sanguinoso tratto a forza sotto le fi
nestre della reggia, fu mostrato al Re, gridando orrendamente i feroci uccisori, e l'in yasəta mol
titudine, che gli accompagnaya , muojano i tra ditori, viva la santa fede , viva il Re. Già non vi era più freno. L'orrore concetto per la fre >
sca uccisione del corriero aveva persuaso a Fer
dinando, che, tralasciando anche la forza fran cese, che si avvicinava, non poteva più rimaner si a Napoli con dignità , nè fors' anche con si curezzà. S'aggiunse, che Mack , non confidando
di poter far guerra felice con quei soldati che per altro quanto potessero valere, aveva dimo strato l'esempio del Conte Ruggiero; consigliava un accordo.
Tutte queste considerazioni, e forse più an cora il timore di qualche congiura per opera
dei novatori, essendo la rabbia loro grandissima pei sofferti supplizj , fecero prevalere la senten za di coloro, che consigliavano , che il Re si ri tirasse in Sicilia . Fatta la deliberazioue, si man dò tosto ad esecuzione , non senza terrore , e
STORIA NITALIA
confusione, come suolc in simili accidenti; 1' ul tima notte del novantotto ,> s' imbarcarono sulle
navi inglesi , e portoghesi , che erano sorte nel porto , il mobile più prezioso dei palazzi di Ca serta, e di Napoli, le gioje della Corona, il tes soro di S. Gennaro, in cui erano meglio di ven
ti milioni conianti , ed oro , ed argento vergati in quantità : a queste ricchezze s' aggiunsero le singolarità più preziose d'Ercolano . Imbarcati i denari, e le suppellettili, creava Ferdinando duo vicario il Principe Pignatelli con facoltà amplissime, anche di concludere un accordo coi
Francesi, col consentire all'occupazione di Na poli , purchè la città salva, ed incolume si
con
servasse. S' imbarcava Ferdinando la notte me
desima sulla nave di Nelson con Acton, Hamile
ton, ed i cortigiani. Il giorno seguente , non a vendo ancor salpato pei venti contrarj , sorse >
uno spettacolo miserabile ; poichè , fatte uscir prima le navi napolitane, si grosse, che sottili, che potevano mareggiare, fece Nelson appicca re il fuoco alle altre, fra le quali campeggiava
il Guiscardo, grossa nave di settantaquattro can noni . Arsero in cospetto del Re, che di non lon tano luogo rimirava il fumo, ed il fuoco , che le
proprie sue forze consumava. Si abbruciarono anche con disegno espresso le barche armate della costa di Posilippo, ed i magazzini demar senale : la rabbia civile consumava le opere e
gregie della pace . Fu nella città desolata dolo .
LIBRO DECIMOSKSTO ( 1799)
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re, e terrore per la partenza della reale fami
glia. Il volgo sollevato mando deputati a pregar Ferdinando, affinchè restasse, proferendo le so stanze , e le vite a difesa , ed a conservazione 7
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sua ; ma fu negata ai deputati la presenza di lui dagl' Inglesi . Nulla più restava da trasportare , e da ardere: la dolorosa flotta salpava il di due .
Gennajo, infelice pell'aspetto terribile di Na poli, che ancora agli occhi dei naviganti appa riya, più infelice pei venti avversi, e le tempe ste , che poco dopo la percossero . Fu lungo ,
travaglioso il tragitto: accrebbe la mestizia ed il dolore la morte del Principe Alberto, tigliuo >
lo del Re, fanciullo di sette anni ; che in mezzo alle furiose burrasche rendè l'ultimo spirito nel
grembo stesso della già tanto addolorala madre , Finalmente le sbattute , e travagliate navi af ferravano Palermo : le dimostrazioni amorevoli
dei Siciliani mitigarono l'amarezza concetta per
l'esiglio , e per la fresca orbezza del morto fi gliuolo . Accrebbe una calunnia l'infelicità della
madre ; poichè trovo scritto, che la Regina a vesse , partendo, comandato , che si armasse il volgo a furia, che Napoli s'incendesse, che so pra la condizione di notajo fosse , non vi restas se, Beue mostrò soverchia asprezza Carolina ai tempi , che seguirono, ma che abbia ordinato una immanità tanto barbara, non è da credersi, se nou da coloro che ii lasciano tirare dalle pass, >
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STORIA D'ITALIA
sioni estreme , e dall' amore detestabile delle parti.
La partenza del Re fu in mal punto per l'in felice regno, perchè già la fortuna si dimostra va più propizia alle sue armi. Erano , non sen za gravi difficoltà per le popolazioni armate , che loro contrastavano il passo, Duhesme, e Le
moine, giunti al campo sotto le mura di Capua. Intanto le popolazioni medesime, principalıpen te quelle dell'Abruzzo superiore 2, e dell'antico Sannio, crescevano di numero, di forze, e di fu rore, e già facendo in ogni luogo suonare le ar
mi, e le grida di vendetta, niuna cosa lasciava. no sicura alle spalle dei Francesi . La rabbia. loro era incredibile , e commettevano contro i repubblicani , che viaggiavano alla spicciolata , atti di ferità più bestiale, che inumana. Dei ve 2
>
nuti in mano loro, alcuni furono vivi tagliati
a pezzi, altri legati agli alberi a fuoco lento ar si, altri gettati a furia a rompersi sugli scogli ,
altri precipitati nelle profonde valli , altri or ribilmente mutilati , e lasciati vivere di una vi ta peggiore che la morte. A tali atti applaudiva no con forsennate grida le tarbe furibonde. Già
Itri , Fondi, e Sessa erano in poter dei solleva ti ; già San Germano si muoveva a stormo ; già
Teano , alloggiamento principale di Chan pion 3
net, era stato assaltato, e preso;già Piedimonte sul somnio giogo dell' Apennino pericolaya; una
25 LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) massa dipopoli incitatissimi s'avvicinava al Ga
rigliano, e non lasciava alcuna speranza ai re
pubblicani in picciol sito oramai ristretti. Man dava Championnet ad incontrarla Rey, il quale avendo combattuto più valorosamente, che pro speramente, fu fatto tornare con grave perdita frettolosamente nel campo . Il prospero evento aggiunse nuova furia a quelle genti sdegnate, e
crudeli: spintosi avanti assaltarono il ponte, che i Francesi avevano fabbricato sul fiume, sel pre
sero, e più oltre procedendo nel parco di ri serya rapirono le artiglierie, fracassarono i car retti , trasportarono quante munizioni da guerra poterono. Per tale guasto le cartucce di prov visione vennero mancando ai Francesi : già le vettovaglie mancavano, nè v'era modo di andar alla busca per pascere l'esercito , perchè i solle
vati inondavano le campagne ; il vigore delle menti con gli stromenti di difesa mancava . Da
un altro lato la popolosissima Napoli si muove
va, apprestandosi a correre al Garigliano in aju to di Capua, e dell'esercito, che ancora la di fendeva. Nè è da passarsi sotto silenzio , che la virtù dei Francesi , oltre il suono delle armi dei sollevati, che romoreggiavano tutto all'in 7
torno , incominciava a indebolirsi per un infe
lice pruova testè fatta contro Capua. Avendo dato Macdonald un furioso assalto alla piazza , ne era stato respinto con danno gravissimo. Fu anzi in questo abbattimento ferito Mathieu da TOM .
VII .
3
26
STORIA D'ITALIA
una palla, che gli guastò il braccio per modo che non potè più militare in tutta questa napo litana guerra . Ciò daya loro a temere, che i sol
dati napolitani incominciassero ad agguerrirsi. Si aspettavano d'ora in ora alla foce del Gari gliano le genti tornate da Livorno , che dando animo, e forza alle turbe stormeggianti sulla de
stra del fiume, ayrebbero fatto un pericoloso as salto a tergo dei Francesi , mentre sboccando Mack da Capua , gli avrebbe assaliti in viso . Per la qual cosa con un esercito a fronte, che si ostinava a voler difendere una città , ed un pas
so tanto abili ad esser difesi , con gli Abruzzesi, ed i Campani alle spalle, con la poderosa Na poli in cospetto rimaneva ai Francesi poca spe ranza di salute : nè solo della perdita dell'im presa per loro si trattava, ma della vita stessa fra sdegni tanto sfrenati .
La debolezza del Vicario Pignatelli, per non usare parole più gravi, aperse improvvisamen te una via di scampo ai Francesi , che già inco
minciavano a disperarsi . S'aggiunse il poco animo di Mack , il quale dimostrò , quando la fortuna già risorgeva , abjezione uguale a quel l'eccessivo ardimento , che aveva scoperto , quando con le fresche , e fiorite schiere assal taya lo stato romano . Peri Napoli per manò .
di coloro , ai quali maggior debito pesava di difenderla . Arrivavano in quell' ora tanto pre gna di dubbio avvenire pei Francesi agli alloga
LIPRO DECIMOSESTO (1799)
27
giamenti di Championnet il Principe di Mila no , e il Duca di Gesso , che mandati dal Vica rio venivano chiedendo un accordo , Mostró
sulle prime Championnet qualche durezza , co nosciuta la timidità di chi reggeva Napoli , e volendo mostrare abilità al conibattere . Ma in
fine pregato da coloro , che il dovevano minac ciare , venne ad un accordo con loro, del quale le principali condizioni furono , che si sospen dessero le offese sino alla ratificazione delle due
parti : se una ricusasse di ratificare , rincomin
ciassero le offese dopo avviso anticipato di tre ! giorni; Capua si conseguasse in mano dei Fran cesi : 1 esercito di Francia occupasse il paese alla destra dei laghi napolitani sino alle foce dell'Ofanto ;;5si serrassero i porti alle navi ne
miche della Repubblica ; non si riconoscessero le opinioni , pagasse il Re alla Repubblica dieci milioni di tornesi, cinque in cinque giorni , e cinque in dieci ; fossero aperte le strade ad am be le parti pel cominercio . Non piacque que st'accordo a nissuna delle parti , perchè il Re negò la ratifica , e mandò Pignatelli tornato in Sicilia pel sollevamento di Napoli , che orora racconteremo , nella fortezza di Girgenti .
I Napolitani , sottili estimatori , coine gente 2
greca , delle cose , affermarono , essere stata un'insidia di Acton , nemico di Pignatelli dell'averlo mosso partendo , in quella verti gine , acciocchè vi perisse , Mostrossi il Diret
28 .
STORIA D'ITALIA
torio sdegnato contro Championnet >, come di accordo vile . Ma piacqoe il trattato , come ri scatto , e corne insidia , a Championnet ; per.. chè con quello e salvava l'esercito , e si procu rava abilità d' intendersela coi novatori per far
del tutto sovvertir Napoli , e convertirlo in Repubblica . Infatti aveva con sè alcuni fuoru sciti napolitani , il principale dei quali era il Conte Ettore Caraffa , signore d’Andria , e di Ruvo , giovane di spiriti ardenti , di pensier vasti , e smisurati , e strumento molto atto a turbare il regno . Questi incominciarono a te
ner pratiche segrete cui loro compagni di Na poli per modo che il generale francese era per l'appunto informato di quanto alla giornata vi
avvenisse . Non riposavano essi mai , godendo
ne Championnet , repubblicano sincero , ora magnificando la potenza dei Francesi , e l'im portanza del resistere, ora preponendo la repub blica al regno , ora con vivi colori dipignendo la crudeltà di Carolina , la superbia di Acton , l' imbecillità , come la chiamavano , del Re . >
Mali semi sorgevano ; si aspettava la occasione. Pignatelli o non sapeva , o non poteva , o non voleva rimediare : un accidente grave, e funesto >
era inminente , Una cagione , che dipendeva dal trattato della tregua , fe trascorrere le ac que mosse , ma in verso contrario : i vesuviani
spiriti eran prossimi a prorompere. Un Arcana
bal, commissario francese era andato a Napoli
LIPRO DECIMOS ESTO ( 1799) '9 per levarvi il denaro pattuito , e già i carri si apprestavano . Ciò venne a luce : il volgo se ne .
accorse . Spargevansi voci , che il popolo era
tradito , che si voleva dar Napoli ai Francesi le condizioni dell'accordo tenate a bella posta segrete , diventavano palesi : si accusaya Mack, si accusaya Pignatelli di tradimento : il mal
umore nasceva in ogni parte , S'incominciò a mormorare , poi a gridare , poi a minacciare , 2
si trascorse finalmente agli sdegni, e sorse in tutta la città fra i lazzaroni un tumulto , ed un >
romore incredibile . Uscivano furibondi dai na
scondiglj loro , correvano per le contrade , e per le piazze , s' armavano a vicenda ,
' un
l'altro stimolavano , tutti gridavano , muojano i traditori, viva san Gennaro , viva la santa
fede , viva il Re . Avidi di far sangue già fa cevano pruova di manomettere Ai cambal , e
1 avrebbero anche fatto , se per opera di alcu >
ni napolitani affetti ai Francesi non avesse tro
vato modo di porsi in salvo . Fece Pignatelli qualche provvisione per frenare quel cieco im peto per mezzo dei soldati , e della guardia ur bana . Ma altra medicina era richiesta a tener i
Jazzaroni, ed il rimedio fu peggior del male , perchè il volgo vieppiù inferocito a quel rite gno , trascorse in maggior furore , chiamando
a morte e Pignatelli , e Mack ,3 e i soldati , e 2
tatti , che governavano . Nissuno pensi , clie un'avviluppata simile a questa sia stata mai in * 3
STORIA D'ITALIA
30
alcuna città mossa a furore nelle faccende più gravi dello stato , e nelle più ardenti ire civi li . I lazzaroni occupavano i castelli Nuovo , Sant' Elmo, e del Carmine : indi .correvano all’armeria , dove , prese , e distribuite fra di >
loro le armi , s'indirizzavano a opere maggiori . Pignatelli , e Mack pensarono , che quello non fosse più tempo da starsene a Napoli, e fuggi rono il primo in Sicilia , il secondo all'alloggia 2
mento di Cha et . La guardia urbana fu disarmata . Dell'esercito ,> che da Capua conse gnata ai Francesi se ne veniva alla volta di
Napoli , parte , sbandatosi , cercò ricovero in
mezzo ai Francesi , parte sotto il governo del
Duca di Salamandra , si uni alla plebe com >
mossa , gridando, viva la patria , viva Napoli, viva il Re : Fatti più arditi dal numero e dall' impeto, assaltarono rabbiosamente la guar dia francese al ponte di Rotto , e parte la rup
pero , parte l'uccisero . Protestò Championnet per questo fatto, che i Napolitani avessero rot to la tregua , ed aperto l’adito alle ostilità , co 7
me se il tendere insidie , com ' ei faceva , col tramare per mezzo dei noyatori di far ribellare lo stato , e volgerlo a repubblica , non fosse peggior rompimento della tregua, che il violar
la apertamente con le armi . Fuggiti Pignatelli, e
Mack , una licenza senza freno dominava Na
poli sconvolta . In ogni parte erano assalti, de predazioni, incendj, e morti , Fulminavano i
LIBRO DECIMOSÉSTO ( 1799)
31
cannoni dei castelli , fulminavano ai capi delle strade . Fra le grida dei'moribondi , fra le mi nacce degli uccisori si udivano , cosa , che ad ognuno recava maggior terrore viva San Gen 2
naro , viva la santafede . Durò gran pezza il .
tumulto spaventevole . Stanco finalmente di far bottino , e sangue,
l'impazzato volgo s'avvedeva, che bisognava
pensar ad altro, perchè il disordine ammazza sè , e l'ordine gli altri: s'avvisarono dunque di creare un Capo, che'gli ordinasse, e difendesse , >
Elessero il Principe Moliterui, figliuolo del Principe di Marsiconnovo, giovane ardente, e che aveva dato segni di valore nelle fazioni di Capua contro i Francesi . Poichè fu eletto, gli
facevano intorno le più pazze grida del mondo, ed ei se la godeva, perchè era ambizioso, ed avepa altre mire . Prima cosa , diede opera &
piantar certe forche smisurate in parecchi luo ghi con minaccia, che impiccherebbe chiunque si muovesse senza suo ordine . Poi creava uſficia
li municipali, e capi del popolo, ed attendeva con manifesti, e con bel comparire in pubblico a calmare quegli spiriti infieriti, e a darqualche sesto alle cose. Ed ecco spargersi subitamente voce, marciare i Francesi contro Napoli; già
essere giunti ad Aversa. Infatti Championnet, saputo il tumulto, ed i preparamenti fatti ai suoi disegnida 'suoi partigiani , ed un altro acri dente di tutti questi più efficace , che si rac
32
STORIA D'ITALIA
conterà poco appresso , non volendo trasandare la occasione , si avviava vclocemente verso la commossa città . Fu Moliterni a parlamento con
lui nei campi d'Aversa . Riportonne, che il ge nerale di Francia non voleva udire proposta al
cuna d'accordo , se prima non se gli dessero in mano i castelli , e non si togliessero le armi a chi non fosse soldato . Qui non è bisogno ag giungere parole , perchè per poco stette, che non facessero Moliterni a pezzi , e l'averebbero >
.
anche fatto , se non si fosse schivato , gridan dolo a furore assassino ee traditore . Nè volendo
più udire capo di sorta , meno ancora Moliter ni , tornarono in sul saccheggiare, ed in sul l'uccidere più ficramente che prima. Uccisero il Duca della Torre , uccisero suo fratello ,
Clemente Filomarino, ambi rispettabili per in gegno , e per virtù ; maltrattarono con infami improperj Zurlo , ministro che era stato delle fianze . Nè più guardavano ai forestieri , che ai nazionali : trucidarono un ufficiale di marina
inglese , trucidarono un fuoruscito tolonese : fa
cevansi della barbarie gioja . Unforestiero ve nuto loro in sospetto , alla porta di una bottega mani e piedi inchiodarono , e si a colpi di scu ri , e di bajonette il martirizzarono . Lacombe San Michele , ambasciadore di Francia , essen do chiamato a morte dal popolo furioso , fu na e
.
>
scosto , e salvato da alcuni amatori del nome reale , che più risguardarono all'umanità , che
LIBRO DECimosEsto ( 1999 ) 33 alle opinioni . I popoli sommossi penetrarond bene la natura degli uomini , ai quali hanno dato il governo dise stessi , perciocchè il so spetto aguzza l'intelletto , e raddoppia l'atten zione . Certo è , che Moliterni non secondava .
più le intenzioni del popolo , tendendo i suoi andamenti ad affidare Napoli alla presenza , ed al patrocinio dei Francesi, verisimilmente per chè credeva , che quello fosse il solo modo di salute , che restasse . Per arrivare a questo suo
fine, poichè nell'abboccamento di Aversa , Championnet gli aveva affermatoܕ ܙ, che non >
entrerebbe, se prima non gli fosse assicurata la possessione del castel Sant'Elmo , aveva intro
dotto in questa fortezza molti de' suoi aderen ti, e molti ancora , che parteggiavano per la repubblica ; ed inoltre armandone quanti più gli venne fatto di armare , gli aveva distribuiti nei luoghi più opportuni, Trovo consegnato nei ricordi delle storie , che , essendosi di ciò pri ma indettato con Championnet , abbia propa gato ad arte la opinione fra l'acceso volgo, che era necessario andare ad assaltar i Francesi
che venivano contro Napoli , con dire , che il >
picciol numero loro sarebbe facilmente oppres
so dalla sopravvanzante moltitudine del popolo. Avvisavano Championnet, e Moliterni , che il vincere i lazzaroni in Napoli tanto numerosi , coraggiosi , ed arrabbiati sarebbe stato piuttosto impossibile che difficile ; perchè ogni cosa sa و
STORIA D'ITALIA
34
rebbe diventata per loro una fortezza , ed il sa pere le strade era per loro di grandissima im portanza , e la città , e le abitazioni proprie so no più patria , e con maggiore animo si difen
dono , che le campagne, e le abitazioni aliene . Il combattere poi in paese piano , ed aperto faceva ai Francesi , quantunque fossero in pic ciol numero , le condizioni migliori , perchè avevano qualche nervo di cavalleria, artiglierie meg ordinate , più perizia di battaglie . Co
me era ordito il disegno , cosi riusci l'effetto . Usciva il popolo più impetuoso , che espertu di battaglie, a combattere contro i Francesi , che per Ja speranza di Sant' Elmo , e di trovare in
Napoli una parte forte in favor loro ; ordipati si avvicinavano . S'affrontarono le due parti tra Aversa , e Capua ; ne seguitava una mischia molto tremenda . Prevalevano i Francesi per le
, armi, e per l'ordine , prevalevano i Napolitani pel numero , e pel furore . Durò per ben tre .
>
giorni con variati eventi la battaglia , Le arti .
glierie di Francia fulminando in quelle spesse squadre, vi menavano uno scempio orribile, ed atterravano le file intere . Rimetteyansi i laz
zaroni , e più aspramente di prima menavano le mani , cercando di avvicinarsi, e di venire alle strette col nemico , per fare con lui una >
battaglia manesca . Le artiglierie gli guastavano
da lontanu , le bajonette da vicino ; ma le mor ti non gl' intimorivano, anzi piuttosto gl'infie
LIPRO DECIMOSESTO ( 1799)
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rivano . Nei due primi giorni rappero parec chie volte i repubblicani, ma questi , come de
stri , e sperimentati soldati , tosto si rannuda vano . Nè la notte arrecava riposo ; perchè se al chiaro più si udivano le grida dei combat .
tenti , al bujo più si udivano quelle degli stra
ziati ; e pure neanche di notte si perdonava alle ferite , ed alle morti . Accresceva il terrore , che in tutti i villaggi circonvicini un suonare
di campana a martello spesseggiava senza inter missione, ed i contadini accorrevano in folla variamente armati in ajuto dei cittadini com
hattenti . Non era guerra in un sol luogo , ma guerra dappertutto , e dappertutto si versáva sangue o per uccisioni agglomerate fra corpi grossi , o per uccisioni spicciolate fra masse va .
>
ghe , ed erranti , e fra guerrieri isolati · Couti .
2
nuavano a Napoli le carnificine; vi si aggiun geva furore a furore . Fumavano al tempo stes
so le incenerite terre dell’Abruzzo , del San nio , e della Campania , che la rabbia di guerra, e la soldatesca rabbia avevano agli ultimi , e >
più miserandi casi ridotte . Nuovi vespri sici
liani, e nuove vendette di vespri siciliani si a 7
gitavano . Un Proni assassino guidava le genti arrabbiate , i curati coi cro";iſissi le animavano; solito costume dei civili furori , e delle popolari guerre . Fumaya Castelfürte arso da Rey : me .
scolavavisi alle fiamme il napolitano sangue spal'so dal capitano francese , perchè tal’ era >
STORIA D'ITALIA
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stata la resistenza , e tale la ostinazione dei di fensori , che gli abbisognò prender d'assalto non solamente le mura , ma le case ad una ad >
una , dalle quali piovevano palle , sassi , travi , acqua , ed olio bollenti . Grondava sangue l'e
gregia Isernia per opera di Monnier irritato pel valore più che umano , col quale i terrazzani , ajutati dalla gente venuta dal contado , l'ave
vano difesa : d’assallo presa , fu sottoposta a quanto di più crudele , e di più empio sogliono pruoyare le infelici città prese d'assallo ; ma qui le abbominevoli cose furono anche maggio
ri, perchè era una guerra tra gente stimata ve mica di Dio , e tra gente stimata assassina : pa scevavo opereda una parte e dall'altra più che di barbari . Le caudine forche superate con sin
golar valore , ed arte da Broussier , tiepide an corresse di sangue paesano , ed estero , attesta vano le battaglie valorosamente combattute da
ambe le parti , ma più felicemente , che nell'an tichità , dagli esteri , più infelicemente dai paesani . In questa guisa tråvagliavano al tem >
>
po medesimo gli Abruzzi , il Sannio , la Campa
nia ,e la popolosa Napoli, Città incenerite , turbe uccise, superstiti addolorati , un calpestió 7
di guerra tremendo tra Capua , e Napoli, e do ve mancavano le forze , suppliva il furore . Non mai i Francesi si trovarono ridotti a si duro
passo , nè mai con tanta valenzia sostennero un urto di guerra . Infine un buon consiglio fece
LIBRO DECIMOSESTO ( 1999)
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sopravvanzare i repubblicani . Championnet .
mandava Lemoine , e Duhesme a ferire con truppe fresche, strigatesi teste dagl' impacci dei monti , il fianco destro dei combattenti lazzaro
ni , i quali affievoliti dalla fatica , e dalla stra ge , andarono in volta , sparsi , e sanguiuosi >
riparandosi in Napoli .
Mentre nel raccontato nodo si combatteva, Moliterni recatosi in mano, non solamente il Castello di Sant' Elmo per mezzo de'suoi fidati,
ma ancora quello dell’ Uovo, vi aveva inalbera to il vessillo tricolorito in segno di pace , e di
possessione verso Championnet, Spediva anzi a lui uomini a posta, perchè accordassero il modo di rimettere in poter suo la città , Tentò anche il castello del Carmine, gli fu sdegnosa
mente risposto dal presidio. Ma quando i lazza roni superstiti alla passata uccisione videro syentolare su quei due forti le odiate in segne, tosto tornarono in sui furori, e di nuovo prese
le armi, si accingevano a voler impedire ai Francesi la posssessione. Faceyano esortazioni, parte feroci, parte ridicola, ordinavano proces sioni di San Gennaro, si armavano, si rannoda pano , s’incitavano: da capo rincominciarono a
dire, che non temevano nè santi, nè diavoli, ne
Francesi, e che non volevano repubblica e che l'avrebbero veduta . Nè si rimasero alle minac
ce; perchè assaltato impetuosamente Capochino, € Capodimonte ne ebbero a viva forza cacciati TOM VII . 4
38
STORIA D'ITALIA
i Francesi, che poi tornati più forti rincacciaro nu di bel nuovo i lazzaroni. A porta Capuana
succedeva una battaglia asprissima, prima colla peggio dei Francesi, poi colla peggio dei Napo litani, magoilici edifizi incesi aa bella posta per necessità dai Francesi. Facevano anche forza
di entrare verso il palazzo reale per la protezio ne dei castelli Sant Elmo, e dell’ Uovo; ma i lazzaroni essendosene accorti contrasta vanu loro
con grandissima gagliardia il passo. Pendeva tuttavia in bilico la fortuna, quando ecco calare dai castelli Moliterni con le sne genti, ed assal
tar alle spalle coloro, che loro capo l' avevano creato. Seguitava un durissimo combattimento fra i popolani, ed i repubblicani, tinchè questi superarono del tutto gli avversarj cinti, e hersa
gliati da tutte le bande: Allora i Francesi, ben chè i lazzaroni ancora in quest'ultimo frangen
te fortificassepo le strade con isteccati , e com battessero dalle case con ogni sorta d'armi, si
fecero forzatamente strada sino al palazzo reale, eloccuparono.
Poco poscia un'altra squadra
di Francesi preceduti da novatori del paese , si introdussero per forza nella contrada principale
di Toledo, e se ne fecero signori. Tuttavia com
battevano ancora sparsamente i lazzaroni con pericolo di sacco , e d'incendio : il castel del Carmine appresentava un duro intoppo a supe rarsi. Per risparmiare il sangue, e terminar to talmente quelle molcsle battaglie con altio, che
LIBRO DECIMOSESTO (1799)
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con armi, uomini astuti, per suggerimento dei
novatori, insinuarono ai lazzaroni, che saria bene mandar a sacco il palazzo del Re. A tale suone quegli uomini privi di tanti compagni uccisi , e straziati essi medesimi da tante ferite ricevute in difesa del Re, io narro cose strane, ma vere si , calarono, e rinunziando alle armi ,
misero in preda le reali spoglie. Alcuni dei Francesi fra i più perduti, che alla guardia del palazzo se ne stavano, si mes robo coi rapito ri napolitani nella medesima infamia . Restava, che il castello del Carmine cedesse . Si venne
all'assalto, perchè il presidio non volle mai udi re parole d'accordo. Ostinatamente vi si difese ro ; pure infineil forte cesse in poter dei repub blicani:la sanguinosa Napoli tutta cra in potestà
loro . Ma rimarrà eterna memoria dello sforzo
fatto da un popolo forte, il quale, ancorchè fusse privo di capi, per poco non metteva a di struzione un esercito famoso per tante vittorie, e l'avrebbe anche fatto, se alla forza non si fos sero congiunte le insidie
Il generale della Repubblica fatto sicuro del l'acquisto di Napoli per l'occupazione dei ca stelli, mandava al pubblico, che egli frenava i suoi soldati, desiderosi di vendicare il sangue dei compagni morti nelle battaglie combattute contro gente prezzolata ; che sapeva , essere i
Napolitani un popolo buono , e che bene nel cuor suo si doleva degli strazj sofferti da lui :
STORIA D'ITALIA
40
però rientrassero in se stessi , esortava , děpoa 7
nessero le armi nel Castelnuovo , e con qnesto conserverebbe la Religione , le proprietà , e le
persone salve ed intatte : al tempo stesso arde rebbe le case , e darebbe a morte coloro ,
che
contro i Francesi usassero le armi ; se la tran
quillità tornasse , dimenticherebbe il passato , e restituirebbe la felicità a quelle videnti con trade . Partori questo manifesto l'effetto , che
Championnet se n'era promesso ; Napoli fu rj dotta in tranquillo stato, perchè tutti quietaro no , chi per timore dei Francesi , e chi per ti: more del volgo . Ma siccome non bastava meta tere in calma la metropoli , ma ancora abbiso .
7
gnava ordinare lo stato , seguendo Championnet il suo talento repubblicano , creava un governo ,
a cui chiamava venticinque persone, la più parte assai risplendenti o per dottrina , o per virtù , o per natali, o per tutte queste qualità congiunte insieme . I più amayapo la libertà con >
>
animo sincero , e benevolo . Alcuni , essendosi mescolati nelle congịure precedenti, erano stati 2
dannati dal governo regio o all'esilio , o al car cere , e forse più ancora odiavano l'antico stato che amassero la libertà . Del rimanente uomini
tutti , dico i Napolitani , siuceri d'opinione , continenti da quel d'altrui , e quanto degni di esser vissuti ai tempi antichi , tanto inabili a governar la nave dello stato in tempi tanto
tempestosi . Furono quest essi : Abbamonti ,
41 LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) Albanese , Baffi , Bassal francese , Biscaglia , >
Bruno , Cestari , Ciaja , De Gennaro , De Fi lippis , De Rensis , Doria , Falcigni, Fasulo ; >
7
Forger , Laubert , Logoteta , Manthone , Pa gano >, Paribelli, Pignatelli, Vaglio , Porta , Riario , Rotondo . Partironsi, secondo il solito , in congregazioni , le quali avevano la potestà 7
esecutiva , mentre tutti insieme collegialmente uniti usavano la legislativa , Fu diviso il regno, pure secondo il solito costume servile , in undi ci spartimenti , Chiamaronsi Della Pesoara con .
.
Aquila capitale , del Garigliano con San Ger mano , del Volturno con Capua 9, del Vesuvio con Napoli , del Sángro cor. Lanciano , dell’O 9
fanto con Foggia , del Sele con Salerno, dell’I
dro con Lecce , del Brendano con Matera ,
del
Crati con Cosenza, della Sagra con Catanzaro
Fatti gli spartimenti , crearonsi i distretti , po scia i municipj , ogui cosa a norma delle fogge francesi : tutto questo chiamosssi Repubblica :
partenopea .
Sono i Napolitani , siccome Greci , di natu ra molto acuta , trascorrenti nelle astrazioni , e
misuratori delle cose secondo l'immaginazione , pon secondo la realtà . Se si aggiunge la qualità molto favellatrice , sarà facile far concetto ,> in quante reti ,> ed andirivieni s'inretino , e s' im paccino , si che vogliano il bene , e si che vo gliano il male . Il persuadergli , ed il ravviar
gli non è cosa agevole; perchè più ciò fare s’in 4
*
42
STONIA DITALIA
gegni , e più si ravviluppano nelle astrattezzė e nel loicare , e finiscono con avvilupparvi ari : che te. Ora pensi il lettore , se sottilizzassero, e se oltre portassero quei principj politici di filosofia francese , i quali starian forse bene fra
uomini migliori di noi , ma in questa età sono pur troppo , come bei colori su legni fradici Compiacevano a se stessi con immagini lusin
ghevolissime i la Repubblica di Platone pareva loro non solo possibile, ma ancora non sufficien
te ; una maggior perfezione sognavano , e si promettevano . In queste chimere i migliori , ed i più sapienti avevano più capriccio degli altri . Cirillo , Couforti , Logoteta , Russo , e più di tutti Mario Pagaño , dei quali e di molti
altri compagni loro non si potrà mai tanto am
mirare la virtù , nè piangere la fine , che non 7
meritino molto più , erano nel sognare queste fe
licità singolarissimi. Nè le donne si rimaneva no : la virtuosa ,dotta , e sventurata Eleonora
Fonseca Pimentelli risplendeva fra le prime , c siccome donna , spandeva attorno di sè raggi
più scavi dell'amorevolezza comune ' .
I più
belli , i più cortesi , i più colti spirili con esso lei couversavano , e già virtuosi , a maggiore
virtù per le esortazioni, ed esempio suo si ac cendevano . Platone dominaya : dolcissimi af
fetti da si copiosi fonti in ogni parte scorreva no , e s'insinua vano . Jo mi sento muovere ad >
una compassione grandissinia pensando , che un
LÍBRO DECIMOSESTO ( 1799) 43 si felice immaginare , un si pietoso desiderare, un si giocondo ammaestrare s'abbattessero in un tempo pieno di ire tanto sfrenate , di strazi tanto crudeli , di Jatrocinj tanto violenti , di uccisioni tanto disumarate . Parmi , quanto l'e
sile creatura umana immaginar' può , che Dio avrebbe dovuto fare i buoni esenti dal contatto
deimalvagi , e lasciar questi straziarsi da sè :
certo la funesta mescolanza mi spaventa . Su .
gnava nella sanguinosa Napoli Pagano misero la felicissima Repubblica : i lazzaroni intanto sac cheggiavano , e gli Abruzzesi con le armi e con le mani , e perfinu coi denti i Francesi lacera 2
vano , e con pari furore i Francesi gli Abruz
zesi stí aziavano . Nè i romori tanitu detestabi li , che d'ogni intorno risuonavano di tradi
menti , di morti و, e di rapine potevano sve gliare dal dolce sonno quegli uomini benévoli , Argomentavano sottilmente del bene, e del me glio , quando il male , ed il peggio signoreggia vano , è più s'accendevano nelle speranze , quando e più ýi era luogo a disperazione . Non s' avvedevano , che il predominio era dei la dri , e dei tiranni ,e che i ladri , ed i tiranni, gridando libertà , di loro , e della libertà si ri
devano · Ed essi pure con la mente occupata come di malattia dolce , ed incurabile , non se
pe accorgevano , e traevano dietro alle utopie perdergli , i tristi per fargli triunfaré . Queste 2
Étà strana , e feroce , che produsse i buoni per
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STORIA D'ITALIA
cose abbiamo vedute in tutte le parti della de solata Italia >, na nella gigantesca Napoli più che in tutte . Là più santi corpi si ruppero , là più grossi rivi di sangue scorsero La posterità ne avrà pietade , e spavento insieme : gli uomi ni odierni o non sentono , o ridono, od applau dono , è pazzo chi vuol seminar fra di loro semi salutiferi . I frutti soayi son diventati veleni
per l'infausta terra . Cosi il gridare virtù fia creduto bugia , il gridare vizio fia creduto ve rità , e la scorza civile , che ci copre, ben cela schifosi aspetti . Se un benigno risguardo del ciclo non ci salva , il dispotismo fia stimato ri medio , perchè non si é saputo nè ordinare , nè usare , nè sopportare la libertà , ed a questo .
dolce fiore concorsero in troppo gran numero
insetti pestiferi . Di tale benevolenza, e di tali errori furono segnate le operazioni del governo nuovo di Na poli. Ma prima di raccontar le cose da lui fatte, necessario è per noi il descrivere, come Cham pionnet operasse per solidare l'impresa nel re gno.Era egħi uomo dabbene, il che è qualche
cosa più che uomo ingegnoso; perciocchè l'in gegno suo era piuttosto sufficiente, che grande;
ma come buono si rimetteva facilmente nell'opi nione dei buoni, o di coloro, che buoni riputava .
Laonde, volendo far di Napoli altro che quello, che si era fatto di Roma, intendeva, non soloa fondare la nuova Repubblica, ma ancoraa farie
1
LIBRO DECIMÒSESTO (1799)
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sostegno , non della forza, ma dell'aniore. Chia
mato il popolo a parlamento nella chiesa diSant Lorenzo, bandiva solennemente in nome del go verno francese, e della grande nazione la libera
tà, e l'independenza degli stati 'napolitani, ri 2
nunziava ad ogni ragione di conquista, solo si
riservava la facoltà di mettere per una volta tanto una contribuzione militare per dare ai suoi soldati i soldi corsi di sei mesi . Fu la con
tribuzione di settantacinque milioni , compresi dieci per la sola città di Napoli , e contado ; taglia assai grave , ma che avrebbero i popoli portato volentieri , se non fossero al tempo stesso stati costretti a dare il vitto , ed il vestito
a quei medesimi soldati , che già pagavano . Sapendo poi , quanto importassero in quei po poli ardenti le opinioni attinenti a Religione mandava una guardia d'onore a San Gennaro é detto a chi l'aveva in custodia , ch ' ei deside rava che il santo facesse il miracolo , il santo il e i lazzaroni applaudivano , sclaman do , non esser poi vero , che i Francesi fossero empi , come la Corte aveva fatto spargere , nè
faceva
>
mai si sarebbero risoluti a credere , che la vo lontà di Dio non fosse , che i Francesi stanzias
sero in Napoli , poichè in presenza loro si scio glieva il sangue del santo . Non ometteva il cardinale Zurlo Capece , arcivescovo di Napoli, a ciò esortato dal governo , e il faceva anche volentieri ; di confortare con lettere pastorali
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STORIA D'ITALIA
i popoli ad obbedire alle nuove potestà , la li hertà, e l' egualità , come conformi ai precetti del Vangelo , lodando , e raccomandando. Que ste cose mitigavano le opinioni contrarie, e vieppiù confermavano la quiete . Championnet mostrava in tutti i suoi discorsi , ed in tutti gli
atti desiderio di alleggerire ai Napolitani il peso del forestiero dominio , e di fondare nel >
regno una Repubblica libera, e indepeudente . Aboliva il governo i diritti feudatari, ed i
fedecommessi, e preparava per mezzo della con gregazione legislativa la constituzione, che aves se a reggere la Repubblica. Fu questa constitu
zione opera principalmente di Mario Pagano , ed in mezzo alla imitazione servile degli ordini di Francia vi si vedevano alcuni ordini nuovi
di non poca importanza , e di utilità evidente. Questi furono principalmente la potestà censo ria commessa ad un tribunale di cinque , il cui rarico fosse di vegliare acciocchè i cattivi co stumi si correggessero, i buoni si conservassero ; fuvvi anche l'eforato, a cui doveva appartener si la facoltà di vedere , che la constituzione in tutte le sue parti salva ed intatta si conservasse; che i magistrati oltre i limiti delle potestà con >
cedute dalla constituzione non trascorressero al
la debita moderazione richiammsse , e gli atti oltre i limiti da loro emanati annullasse; che le
riforme della constituzione dimostrate necessa rie dall'esperienza al senato proponesse ; l'alter
LIBRO DECIMOSESTO ( 1999)
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annullato per decreto degli efori , quando anche
fosse legge promulgata dal corpo legislativo, nis suno più obbligasse, ed il corpo legislativo stes so obberlisse: gli efori solo quindici giorni al l'anno sedessero , ed il seder di più fosse caso di statu;niun altro mnaestrato esercitar potessero ; stessero in grado solo un anno ; fossero eletti
dal popolo in ogni spartimento della Repubblica, ed uno per ispartimento , e non più si eleggesse. Potessero essere eletti all'arcontato , che era la
putestà suprema per l'esecuzione delle leggi, se non dopo cinque anni; dappoichè erano usciti
dall' eforato, al corpo legislativo , se non dope tre; usciti il titolo di eforo mai non portasscio .
Suno questi ordini dell'eſorato degni di molta lode, ed atti ad impedire nelle repubbliche, ed
anche nei governi regj che hanno qualche parte di repubblica, molte gare, e suvvertimenti civi li. Certamente, ove fussero confermati dall'au torità del tempo, potrebbero arrecar grande gio vamento agli stati liberi. Deyni anche di com mendazione furono gli ordini proposti per le scuole pubbliche, i quali , mutati i soggetti d'int seguamento , potrebbero utilmente accettarsi au
che nelle monarchie. Queste cose trovava Ma rio Pagano nel suo ingegno; il resto , il copiava dalla coustituzione francese , dando in tal modo a conoscere e la capacità della sua mente , e lule servilità dei tempi. Nè deblie esser passato sot to silenzio il ragionamento, che si leggeva pre
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• TORIA
ITALIA
posto al modello della constituzione ; opera in cui tutto l' acome dei greci ingegni si discopri
va, atti sempre a pruovare principj astratti con astrattezze maggiori . Le astrattezze lusingavano gli uomini , le real
tà gli sdegnayano; colpa , parte di Champion het, parte del governo , parte dei tempi. Era Championnet, come abbiam narrato , di natura buona, ma non aveva nervo tale , che potesse frenare i suoi , già avvezzi alla licenza negli sta
ti romani, e cisalpini; onde gl'insulti alle per sone, anche ai magistrati, massime municipali ,
e le tülte violente eranofrequenti. I popoli si sdegnavano. A questo si aggiungevano le intem
peranze dei democratici più ardenti. I baroni, come aristocratici, siccome gli chia
mavano , erano o scherniti con dileggi , o pro vocati con ingiurie; il che gl' inimicava, e siccos
me quelli, che avevano una grande dipendenza si per le loro ricchezze, e si per l'effetto degli antichi ordini feudatari , procuravano con arti , e con instigazioni nemici potenti, e numerosi al la nuova Repubblica . Nè solo con inconvenien
ți dicerie si provocayano i baroni, ma nelle tas se sforzate, che per soddisfare ai conquistatori il governo metteva, erano con brutti arbitrj ag gravati , come se la opinione, e non le sostanze si dovessero tassare. Nè altra libertà di stampa
vi era, sc non quella d'inveire contro gli ari
stocratici, Ayeva il governo mandato nelle pror
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 49 vincie per far capaci le popolazioni dei vantag
gi del nuovo stato, gli amatori più vivi. Questi per leggerezza , e per fissazione conforme alla stagione , trascorrevano pur troppo in ischerni, ed in minacce contro gli aristocratici, e contro i preti. Spesso ancora stimando, che nei casi straordinarj le facoltà straordinarie si dovessero usare, commettevano atti arbitrarj, ora privan
do altrui degl' impieghi, ora della libertà , cose tutte da far rovinare facilmente ogni più forte stato , non che uno tanto tenero sui principi, co me era il napolitano. Seguitava a tutte queste 2
un'altra peste, ed era quella dei ritrovi politici, in cui giovani infiammatissimi, ed invasati del le nuove opinioni si adunavano a ragionare pub blicamente di cose appartenenti allo stato. Ne i mali prodotti in Francia da simili ritrovi gli
rendevano savj ; perchè con la medesima ve emenza parlavano . Bene ogni speranza di salute è spenta , ed
il
fondare uno stato buono impossibile , quando i >
cittadini son giunti a tale che l'amore della pa
tria collocano nelle esagerazioni; perciocchè la natura delle cose è inflessibile, e resiste, e se si può vincere, solo si può col vezzeggiarla , non con l' assaltarla . Ne seguitava , che per le im moderate cose , che si dicevano in quei ritrovi, i popoli si alienavano. Peggio poi, che non era cosa , che gli energumeni, violenti in tutti i 2
paesi , violentissimi iu Napoli , non dicessero, TOM . VII.
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STORIA D'ITALIA
per stravagante , ed eccessiva che si fosse con
tro il governo proprio, e contro coloro , che il componevano. Il che toglieva agli uomini dello
stato con la riputazione anche la potenza. Ep ch'eglino erano per dottrina per virtù , e per amore di patria dei più ragguarde voli del regno. Adunque queste moleste, e brut
pure era vero ,
te improntitudini dimostravano , il che non so Jamente si vide in Napoli , ina ancora in tutta Italia, che non l'amore della libertà ma l'amo. re della potenza muoveva coloro , che le face vano. Fatto il moto contro il governo antico per ambizione , volevano anche fare il noto contro
il nuovo per l'ambizione medesima, e dove que sta ambiziune cupidissima fosse per arrestarsi 2, non si può affermare, se non forse là , dove un
solo di questi uomini sfrenati , spenti tutti gli
altri, acquistasse il dominio. Quando prevale il costume, che gli uomini più eccellenti sono sti
mati perfidi , vili, corrotti, e tirannici, solo per chè occupano le cariche dello stato , e tengono i magistrati, ogni libertà diviene impossibile , e lo stato è preda degli ambiziosi. Questa è stata la principale infezione della moderna Europa , e che fu, ed è cagione, che la libertà non vi si possa fondare, e non so , se i posteri più ride ranno di lei per le sue pazzie, o più la compa tiranno per le sue disgrazie. Tal era la condizione del governo napolitano
che odiato dagli aristocratici, biasimato dai demo
LIBRO DECIMOSESTO ( 1999)
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cratici, oppresso dai Francesi, non aveva modo ne di riputazione, nè di forza per operare, non che il bene della Repubblica, alcun bene che fosse. Restava ai reggitori di Napoli un solo conforto,
e quest'era la presenza di Championnet, sempre pronto , per quanto fosse in lui , a frenare la li
cenza de'suoi ed a secondare gli sforzi di coloro che più avevano in animo l'ordinare un buono stato, che il signoreggiarlo , Accadde, che il Di rettorio di Francia, il quale sapeva che i guer rieri erano soliti a fare a modo loro, non a mo do suo ,aveva mandato a Napoli, per sopranten dere ai frutti della conquista , una commisione civile, di cui era capo quel Faipoult, già mesco Jato nelle rivoluzioni genovesi . Come prima ei giungeva a Napoli, stimando , che quanto ai dritti di conquista, ed alle esazioni Champion net fosse stato troppo indulgente, pubblica ya un >
editto, con cui dannándo quanto il generale ave va fatto, come se oltre i limiti della sua autorità
fosse trascorso , affermava, che niun altro magi strato che la commissione civile, aveva potestà
di por le tasse, e che chi le pagasse in tutt'altra cassa, che in quella della commissione, male pa gherebbe. Ad alto tanto ardito contro un capi tano vittorioso non si sarebbe mosso Faipoult, se non avesse saputo , che già il Direttorio co
minciava a portar mala volontà a Championnet . Poscia più oltre procedendo ordinava , che in
proprietà di Francia erano caduti per diritto di
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STOKIA D'ITALIA
conquista tutti i beni appartenenti alla famiglia reale, spiegando, che in essu dritto cadevano non solamente quanto il Re possedeva, come palazzi ville, cacce, e simili, ma ancora i beni farnesia
ni, che erano di proprietà privata di Ferdinan do, quei dell'ordine di Malta, i costantiniani, i gesuitici, quei destinati alle pubbliche scuole , i beni stessi dei banchi che altro non erano che
un deposito del denaro dei particolari, e tutte le casse pubbliche, e fino anche i decorsi delle contribuzioni. Cosi da Napoli si richiedeva un gran dispendio per l'esercito, e al tempo stesso gli si toglieva ogni fonte di rendita, per
cui po
tesse supplire. Sdegnossi gravemeute Champion nct all'ardimento del commissario e lo cacciava
soldatescamente da Napoli. Era discordia tra i Francesi, discordia fra i Napolitani: tutti veni vano in dispregio: il terrore dell'armi solo so steneva lo stato. Preparavasi in questo mentre un accidente molto grave contro i Napolitani. Era Championnet venuto in disgrazia del Diret torio, perchè non contento allo aver rincacciato
dallo stato romano i Napolitani , avesse subita mente, non aspettati nuovi comandamenti, inva so il regno; lecose non essendo ancora rotte con
l’Austria, e tenendosi ancora per gli Alemanni
la fortezza di Erebrestien , forte propugnacolo di Alemagna, desiderava il Direttorio di temporeg
giare. A questa cagione dei tempi presenti se ne
aggiungeva un'altra molto potente dei tempi fu
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 53 turi, ed era che Championnet si apparecchiaya a fare una spedizione in Sicilia per torre al Re quell'ultima parte de' suoi dominj; della qual co !
sa sperava poter venire facilmente a capo , si per forza che Ferdinando aveva in Sicilia , si pel terrore impresso dalle sue armi massime in la poca
su quel primo giungere, e si finalmente per la ef ficacia delle opinioni, che credeva che anche ol tre il Faro si fossero introdotte. Le dimostrazio
ni di Championnet contro di quell'isola non e rano segrete, e già aveva mandato soldati in Ca labria sotto colore di combattere certe bande di
regj, che scorrazzavano il paese. Questo intento toccava certi tasti molto reconditi . Il ministro
Taley rand voleva, che si facesse ai Borboni il mi nor male, che si potesse. Fors’anche intrinseca mente nodriva il desiderio di vedergli ristorati in Francia. Alcuni suoi parenti , ricoverati in Sicilia , lo tenevano, siccome corse fama , con av visi segreti bene edificato verso la famiglia rea +
le di Napoli, od instantemente gli raccomanda vano il Re Ferdinando. Per la qual cosa egli che molto acconcianiente sapeva far queste cose ,ac cennando col Direttorio in un luogo col preten
dere il motivo, che bisognasse frenare quello spi rito ambizioso di Championnet, e battendo vera mente in un altro aveva operato, che il diretto rio rivocasse il generale. A questa medesima ri soluzione cooperarono i desiderj di Macdonald , che dopo l'inyasjone del regno >, in cui aveva 5 *
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STORIA D'ITALIA
combattuto tanto egregiamente , ed acquistato principalniente , Capua, se ne viveva in poca concordia col generalissimo; e siccome quegli che uomo valoroso era ambiva molto, e forse troppo di mostrarlo . Lasciate le sue squadre vincitrici ,
partiva Championnet libero da Napoli ma arre stato fra Napoli e Roma, fu condotto prima nella cittadella di Torino poi in Francia : il yo levano processare si per le anzidette cagioni e si
per aver cacciato Faipoult. Prese Macdonald il
governo supremo dei Francesi; tornò Faipoult in Napoli ad estenuare i miseri Partenopei. Mentre si travagliava con poco frutto nella
capitale per la Repubblica, moti di grandissima importanza accadevano nelle provincie. Non a mayano i Baroni il nuovo stato, manco ancora i Francesi, ee siccome tutti avevano bande di bravi
che da loro dipendevano, uomini audacissimi, ed alcuni facinorosi, le spingevano a tentare rivolu zioni contro coloro, che dominapano. Gli eccle
siastici, che non ignoravano, che sebbene fossero
vezzeggiati in quei primi principj dal governo , erano da lui veduti mal volentieri, con le mag
giori persuasioni, che potessero,promuovevanole del inclinazioni contrarie. Molti soldati vecchi
Re, non essendosi voluti accomodare al dominio
dei nuovi signori, sierano ritirati nei luoghi più lontani, ed inaccessi": quiviattendevanu a fomen tare discordie , e sollevazioni, A questi si acco
LIBRO decimosesto (1799)
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stayano molti altri uffiziali, e soldati dell' eserci
to regio, i quali dopo di essersi dimostrati pron ti a servire i repubblicani, ee da loro non curati o per necessità per la penuria dell'erario o per chè non se ne fidassero, si erano sdegnosamente partiti, e condottosi nelle provincie, qaivi con le parole incendevano, e con la presenza anima vano le popolazioni ad insorgere. Tutti questi erano anche confortati da qualche corpo di gente armata, che dopo l'occupazione di Napoli o si erano ritirati interi, od erano mandati dalla Si cilia appunto coll'intento di sostenere quei moti che si manifestavano sulla Terraferma in favore
della potestà regia. A questi motivi tanto poten ti si aggiungevano i romori, che correvano delle armate turche, e russe , che dovessero fra breve arrivare nell'Adriatico con grossi soccorsi di
genti da sbarco in favore dei regi. Era vero in fatti, che, conclusa la pace tra la Russia, e la Turchia, aveva un'armata russa passato i Darda nelli, e congiuntasi con quella del Gran Signore si era impadronita di tutte le isole veneziane dell'Arcipelago, e dell’lonio , aveva posto asse dio alla principale di Corfù e principiava a mo strarsi sulle spiagge d el regno. Questi ajuti par te veri, parte ancora esagerati dalla fama mira bilmente infiammavano i popoli a proseguire i disegni, che già avevano concetti. Tanto era
l'odio, che si portava al nuovo stato che popoli
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STORIA D'ITALIA
cattolici, condotti da vescovi e da preti volonte rosamente si univano a genti scismatiche, e moa mettane per ispegnerlo. Dimostravano quanto fossero deboli nelle
province i fondamenti del governo nuovo i suc tessi avuti nelle terre d'Otranto , e di Bari da
alcuni fuorusciti corsi, che sulle prime avevano maggior desiderio di fuggire , che di combattere , conciossiache trovavansi eglino in Taranto ad aspettare un vento propizio per Corfù , o per
Trieste , quando vi fu bandita la Repubblica , e per timore se ne fuggirono per la strada di Monteasi alla volta di Brindisi. A Montcasi ,
detto ad una donna, che gli alloggiava, per procurarsi miglior servizio , essere con loro il Principe ereditario , spargevasene la voce , Girunda contadino, uomo di seguito nella terra, gli secondava, la provincia si levava a romore, tutti gridavano , viva il Re, muoia la Repubbli ca. Arrivavano questi Corsi , piuttosto portati dalle spalle dei popoli, che da sè, a Brindisi, dove il supposto Principe dava ordini; i popoli gli obbedivano, come se Principe fosse . S'im barcava per la Sicilia, promettendo di andare dal Re, suo padre, perchè mandasse genti soc corritrici alle fedeli popolazioni. Lasciava, co un
me esecutori de' suvi comandamenti , due suoi gencrali, come diceva , i quali altri non erano
che due oscuri Corsi per nomeBoccheciampe, e de Cesare . Si fermava il primo nella terra di
LIBRO DECIMOSESTO (1799)
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Otranto , sottomessa la città principale di Lec ce ; se ne giva il secondo a far tumultare la terra di Bari soggiogate in sul correre Martina , ed
Acquaviva, terre, che si erano scoperte favore voli alla Repubblica. Insomma il moto fud'im
portanza: accorrevano buoni, e cattivi, nobili, plebei, laici, ecclesiastici, e da un accidente fortuito nasceva un gran fondamento a far ri
sorgere in quelle parti l'autorità del Re . Quasi al tempo stesso sbarcava con poche genti a Reggio di Calabria il Cardinale Ruffo ,
al quale il Re aveva dato facoltà amplissime, chiamandolo suo Vicario. Il secondavano il
preside della provincia Winspear, e l'uclitor Fiore. Scrivono alcuni , che il Cardinale desse anche voce ,che
fosse fatto Papa. Ciò dissero di lui, perchè lo credevano capace di dirlo . Questo debole principio in poco spazio di tem po cresceva a disinisura , e produceva un moto, che fu cagione di accidenti di grandissimo mo mento . Primieramente nella ulteriore Calabria , per le aderenze , che la sua famiglia vi aveva ,
trovava il Cardinale molto seguito: poi qualche nervo di truppa reale gli si aggiungeva ; e final mente chi voleva il Re, o le vendette , o il sacco a lui cupidamente si accostava . Guadagno pri ma le cakipagne, poscia le terre aperte, final mente le murate , e tanto crebbe la sua potenza , che presi Mileto Monteleone, e Catanzaro ri duceva in poter suv tutta la Calabria ulteriore .
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STORIA D'ITALIA
Il Cardinale Zurlo Capece arcivescovo diNapoli lo scomunicava, ed egli scomunicava l'arcive scovo. Nè contenendosi nelle parole, anzi segui tando il corso favorevole della fortuna, assaltava
Cosenza, capitale della Calabria citeriore, e quantunque ella fosse una forte sede di repub
blicani, dopo una battaglia assai feroce, se ne impadroniva. Prese, non senza una ostinata di fesa, Rossano, prese Paola, bellissima città di Calabria, la prese, e l'arse per l'animoso con trasto fattovi dai repubblicani; quest'era la pes sima delle guerre civili . Ruffo prevaleva ; il ter rore l'accompagnava, e gli dava in mano tutte le Calabrie insino a Matera. Quivi si congiunse con de Cesare , sommovitore della provincia di Bari , .
Tumultuando le Calabrie, non si mostravano
le province, anche le più vicine a Napoli, più a
quiete: gente sfrenata guidata da capi ancor più
sfrenati commettevano , sotto specie di voler rinstaurare il governo regio , e difendere la Religione, atti della più eccessiva barbarie . Uno Sciarpa antico soldato , uomo tanto auda ce , quanto feroce, aveva posto a romore le rive
del Sele , tempestando fin sotto alle muramadi Salerno , non che gl'importasse del Re , 9
siccome quegli , che si gettaya volentieri ai partiti estremi , disprezzato dai repubblicani , ai quali si era offerto , si vendicava della Re pubblica solto nome di affezione al governo re
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 59 gio . Fecero i Lucani, quanto per loro si era potuto, per impedire la congiunzione di Sciar pa con Ruffo , ma si sforzarono indarno , pera ché ' niun soccorso arrivava loro da Napoli; cosi le sommosse si dilatavano . Dalla parte della Campania era sorto in Sora un moto pericolo sissimo, suscitato specialmente da un Mammo ne Gaetano , prima mulinaro , poi capo dei sol levati di Sora. Commise costui opere indegnis sime . Uccise con palle soldatesche più di cento prigioni fatti in guerra , saccheggiò , ed incese più terre, che tutti gli altri capi delle solleva zioni insieme ; aveva carceri orribili , inventava
tormenti nuovi , e nuove fogge di morti : per avvezzarsi al sangue, come se bisogno ne aves >
ke , beveva salassato , il sangue proprio , si pa sceva in cospetto di teschj sanguinosi , beveva in un cranio; si dilettava lamenti d' uomini
tormentati , purchè repubblicani fossero , ed 7
anche qualche volta, ancorchè repubblicani non fossero, e cercava pretesti per isfogare l'incre dibile sua barbarie : questierano gli stromenti, che ajutavano Ruffo a riporre in seggio il Re Dall'altra parte dell' A pennino incrudeliva Proni con le sue abruzzesi bande, risorto a nuo
vo furore, perchè Duhesme , e Lemoine si era no condotti sotto le mura di Capua , e di Na poli . Ma la più pericolosa , e più importante sommossa , dopo quella del Cardinale , ardeva 2
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nella Puglia , si perchè era molto grossa per sè, 7
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STORIA D'ITALIA
si perchè a lei si erano congiunti gli Abruzzesi ,
si perchè alle pugliesi rive avevano adito le ar mate russe , ottomanne , ed inglesi , e si fiual
mente perchè la Puglia per la feracità delle sue terre nodrisce la populosa Napoli . A questo modo, non ostante la gloriosa vitto
ria di Championnet , da Napoli in fuori , e da alcune rare terre nelle province , in cui i re pubblicani si difendevano piuttosto con valore smisurato , che con isperanza di vincere, tutto il paese si era commosso a favore del Re , quan >
tunque i modi, che si usavano
non fossero de no che
gni nè di Re , nè di alcun altro gover , sia al mondo , Pressavano massimamente le cose
della Puglia per motivo delle veltovaglie . Ia noltre diminuivano i Francesi per tanto ardi,
mento dei popoli , continuamente di riputazio ne, ed'ogni giorno più si rendeva necessario che con qualche nuovo , e segnalato fatto mo strassero , che non era cessato in loro per le delizie di Napoli il valore , e che da quella opi nione si riscuotessero, in cui erano venuti, che se san bene resistere, e vincere gli eserciti giu sti , ed ordinati, non sanno parimente resiste >
e , e vincere, quando vengono alle mani con 3
popoli sollevati . Per la qual cosa erasi delibe rato Championnet , queste cose accadevano pri ma della sua partenza, a fare due spedizioni .
una contro la Puglia , massime contro San Se vero ,
e Trani, dove erano le adunate più forti
61 LIBRO DECIMOSESTO (1799) dei sollevati, l'altra contro la Calabria , quella principalmente per vincere , questa per con 2
tenere . Commetteva la prima alla fede , ed al .
pruovato valore di Duhesme , che era suo ade rente molto affezionato ; la seconda al generale
Olivier , dedito aa Macdonald , emolo di Cham pionnet . Accompagnava Duhesme , da parte del governo napolitano) con una legione napoli tana ma con le compagnie ancor non piene , il Conte Ettore di Ruvo , che già sopra abbiam nominato , giovane d’incredibile ardire, d'ania mo feroce, e capace di tentare qualunque più
difficile , e pericolosa impresa . Già fin quando. era ancora in Napoli lo stato regio , si era il Conte Ettore mostrato amante di novità , e me
scolato in varie congiure, ancorchè fosse mag giordomo del Re , e suo padre primo maggior domo di Corte . Era nemicissimo di Medici , aveva fatto stampare in Napoli la constituzione di Robespierre. Scoperte le sue trame , le qua li anche poco ascondeva per la sua natura ani .
mosa >
e temeraria , fu carcerato in castel Sant'
Elmo per opera di Medici ; ma una fanciulla , figliuola di un ufficiale del presidio , innamora tasi di lui , il calava con corde per le mura del castello , poi pel monte molto dirupato . Rico verossi in casa d'alcuni suoi parenti in Portici; poi per sentieri rimoti , ed ermi arrivava a sal >
.
vamento in Milano . Quivi , siccome quegli , che molto entrante era , ed animoso , piacqne ui >
TON , VII .
6
STORIA D'ITALIA
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Francesi , e venne in grazia con Joubert , che conosciuta l'indole del giovane , giudicò , che fosse siromento potente a turbare ,> quando che
fosse , le cose di Napoli. Infatti quando Cham >
pionnet si mosse alla spedizione , Joubert man dò con lui il Conte Ettore , e per mezzo suo fu
facilitata la conquista del regno , massimamen te quella della capitale . Ora il governo na po litano , conoscendo la natura indomabile , e ir requieta di quest'uomo , che sempre pasceva l'animo di pensieri sınigurati , e si mostrava
più inclinato a comandare , che ad obbedire , >
il mandavà con Duhesme in Puglia , dove era no le sue terre , sotto colore , che trovandosi
in paese proprio , e pieno di parenti , e d'ami >
ci , vi facesse gente . Fecevi gente in verità , e per pagarle , poichè ai mezzi non guardava , >
ma solo al fine, e neanco se questo fosse giu
sto o no , che ciò poco gl' importava , pose taglie, e fece depredazioni incredibili , non considerando nè come, né contro chi , o re
pubblicani, o regj , che si fossero : soldati e denaro per pagargli , questo solo voleva . Il governo aveva qualche sospetto di lui ; eppure era egli il solo uomo capace di puntellare quel 7
lo stato cadente : l'avrebbe anche fatto , ma
forse per sè , non per la Repubblica . Pure da cosa nasce cosa , e primo pensiero dei re pubblicani doveva esser quello di tener lonta >
no il Re .
LIBRO DECIMOGESTO ( 1799)
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Accompagnava Olivier per alla volta della Calabria uno Schipani , piuttosto repubblicano ardente , che buon soldato , e non di natura tale , che potesse star a fronte dell'audace Sciarpa , e dell'astuto , el animoso Cardina >
le . Se le guerre con le parole si vincessero, avrebbe questo condottiere repubblicano po tuto vincere ; ma altro è parlare in aringa , altro veder in viso il nemico , non ch’ei non
avesse animo , che anzi era coraggiosissimo , 2
2
ma non conosceva le guerre . Partiyano Du
liesme, ed il Conte Ettore : marciavano cauti per paura d ' agguati , e d'assalti improvvisi in un paese sollevato : marciavano spigliati, e divisi per ispazzare largamente il paese : con :
loro , e con ciascuna schiera marciavano le diete, o vogliam dire i consiylj militari , semi pre pronti a dannare a morte gli autori delle
sollevazioni . Molti presi furono , ed inconta nentc uccisi . Cosi dall' un canto Duhesme ,
ed il Conte Ettore incrudelivano coi supplizj contro i regj , dall'altro Sciarpa , Mammone, e Ruffo incrudelivano anche coi supplizj con tro i repubblicani . Le ire erano crudeli ; le vendette terribili ; le ire chiamavano lc ven dette , le vendette le ire . Era disegno del
generale francese , prima , di pacificar il pae se tra Napoli , e la Puglia , poi di andar a disfare quella testa grossa di regj a San Seve ro , Ayeya con sè preti, e vescovi , che pre >
a
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dicavano per la repubblica , gli avversarj ave vano preti , e vescovi , che predicavano pel Re : il fanatismo religioso si mescolaya alla rabbia
civile , Marciava Duhesme spartito in tre co lonne , una per Avellino , Ariano , e Bovino
alla volta di Foggia : l' altra per Arienzo , Benevento , e Troja a Lucera: la terza , che era il retroguardo , per la strada di Arienzo , Benevento , Ariano , e Bovino a Foggia . Tro ja , Lucera , e Bovino , deposte le armi , si dayano in potestà dei repubblicani . Foggia , >
.
che abbondava di repubblicani , lietissimamen te riceveva i Francesi . Barletta , e Manfre
donia , che assaltate dai regj pericolavano furono preservate . Ma tumultuavano tutti
{
popoli all'intorno per le speranze di San Se- , vero , ne altre terre possedevano i repubbli cani che quelle , in cui avevano le stanze . Perloché si deliberaya Duhesme ad andare
all' assalto di San Severo , perchè, distrutto quel nido principale , sperava , che gli altri si sottometterebbero . Erano i regj in San Seve >
ro grossi di dodici mila combattenti fra soldati
vecchi >, e gente collettizia . Prese le stanze so pra on monte fecondo di ulivi , dominayano tutta la pianura sottoposta , che avevano assi curata con cavalleria , e cannoni piantati con tro la stretta , che alla pianura medesima a
priva l'adito . Accorgendosi i regj , che i re pubblicani si distendevano a sinistra per as
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salirgli di fianco , ed allo spalle , si calarona con grandissimo ardire , ed attaccarono con
loro una sanguinosissima battaglia. Da sì sfre nati sdegni credevano alcuni dover sorgere il governo regolato del Re , ed il governo libero
della Repubblica . Durò lunga pezza la batta
glia con grave uccisione da ambe le parti , nemici , e se prevalevano i regj di numero
perchè il valore cra uguale nei due eserciti 7
prevalevano i repubblicani di perizia , Infine andarono i primi in volta per lo scontro più efficace delle genti regolari , e già al punto stesso , il generale Forest arrivava loro alle >
spalle . Allora fuvvi piuttosto carnificina, che
uccisioné , perchè i regj avviluppati , e rotti male si potevano difendere , ed i repubblicani con una rabbia incredibile intendevano ad am
mazzare . Tre mila sollevati vi perdettero la
vita : tutti >, o la più parte l'avrebbero per duta , se una moltitudine di donne , e di fanciulli in abito squallido , e lugubre , mise >
rando spettacolo , non fosse venuta a chiedere >
umilmente , ed instantemente al vincitore la
vita dei padri , dei mariti , e dei figliuoli lo
ro . Piegavasi Duhesme a misericordia , quan tunque fosse molto sdegnato , e comandava , che cessassero le ferite , e le morti . Senza questa pietà nuova , intenzione era di ardere
San Severo , nel che aveva anche per con · fortatore ii Conte di Ruvo , perchè ed era 6*
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San Severo sede principale della sollevazione ; ed avevano i San Severini , per la rabbia del le opinioni , ucciso alcuni preti , ed il vescovo stesso , perchè parteggiavano pei Francesi , e per la repubblica; ma il fatto parve a Duhesme troppo orribile, essendo San Severo terra gros sa , e fiorita ; però se ne rimase , musso anche dai pianti , e dalle preghiere degli abitatori . >
La fama della vittoria di San Severo ridusse ad obbedienza le contrade vicine , il monte
Gargano , i monti liburni , Corvino , e Lecce stessa : aperse anche le strade per Pescara , co
sa di molta importanza pei Francesi , Restava .
in poter dei regj la città di Trani, con la quale ancora consentivano Andria , e Molfetta . Le nimichevoli inclinazioni erano tenute viep
più vive dalla vista delle navi russe , e turche , che correvano l'Adriatico . Avrebbe desiderato 1
Duhesme acquistare quelle terre alla Repubbli ca ;ma dappoichè , licenziato Championnet , >
aveva Macdonald assunto
governo , non solo
Duhesme era stato richiamato dalla Puglia , ma ancora gli fu comandato , che ritirasse le genti appresso a Napoli . Le quali cose saputesi dai regj , inondavano di nuovo la provincia , e ta gliavano le strade della Puglia a Napoli . Solo Foggia continuava aa tenersi per la forza dei re pubblicani, che vi erano dentro : pure era in pericolo di perdersi , se non si soccorreva . Fu >
ben forza allora , se non si voleva , che Napoli >
61 LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) affamasse , il pensare a riconquistar le terre
perdute , ed a rompere quella testa di regj , che si era adunata in Trani . Era Trani, come anche Andria , munita con fortificazioni vec
chie , e nuove : le porte , eccetto una sola , 2
murate , e chiuse con un fosso , ed un para
petto , le contrade rotte , e serrate con fossi, e con isteccati , le case merlate , le porte ab
barrate , pieno tutto d'uomini armigeri, rab 2
biosi , e risoluti al difendersi . S'incominciava l'assalto da Andria ; in tale modo Broussier al quale era commessa la cura di tutta questa impresa , l' ordinaya . Doveva il Conte Ettore , >
.
che era intento in questo fatto per esser Andria sua patria ( la cose che fece , e che disse que
st' uomo tremendo , secondo l'impeto delle sue 7
cupidità , e tirato da fini smisurati , non si po trebbero raccontare cosi facilmente ) assaltare
con la sua legione , e con pochi Francesi la por ta Comozza , Ordoneau quella di Barra ,
Brous
sier quella , che accenna a Trani : ad estremo pericolo era per succedere estrema barbarie . 0
Incominciò la hattaglia con furor civile da ambe le parti; gli assalitori combattevano con egregio valore, ma con non minor animo si di fendevano gli assaliti; nè i primi facevano frut to di momento . Già venivano alle scale, çimen to per essi molto pericoloso; quando il tirar di un obice atterrava la porta di Trani. Precipi tarono i Francesi condotti da Broussier ; a loro
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si accostavano i Napolitani condotti dal conte Ettore , ed i soldati stessi di Ordonneau , che avevano fatto infelice pruova delle loro armi per la ostinata resistenza dei difensori alla por . ta di Barra ;ܪfattosi da tutti insieme un impeto entrarono sforzatamente. Continuarono ciò non ostante a difendersi furiosamente da tutte le case
i regj scagliando dai tetti , e dalle finestre ogni sorte di armi sopra gli odiati repubblicani. Ogni casa era fortezza , i difensori più che uomini . Non veune la città intieramente in poter dei repubblicani, se non dopo che tutte le case , le contrade , e le piazze furono piene di cadaveri, e di sangue. Nè tante morti , nè tanto sangue bastarono : non fu contento il destino, se non alla 9
distruzione totale della misera terra . Irritati i
vincitori dalla resistenza, dalle ferite proprie, dalla morte di tanti compagui fecero quello, da che avrebbero dovuto abborrire, ee che quantun quesia solito a vedersi nelle guerre civili, e nelle piazze prese d'asssalto, non iscusa per questo , anzi accusa la barbarie degli uomini. Seimila
Andriotti furono in poco d'ora mandati a fil di spada, la città intiera data alle fiamme; i vecchi , le donne, i fanciulli soli, e neanco tutti, furono risparmiati. Le ceneri, e le ruine d’Andria at testeranno ai posteri, che gl' Italiani non son vili nelle battaglie, e che la umanità era del tut to sbandita dalle guerre civili di Napoli. Fore stieri antichi, forestieri moderni, e talvolta i
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paesani stessi straziarono l'Italia, e se ella è ancor bella, certamente non è colpa degli uomini. Trani tuttavia si teneva pei regj , nè lo sterminio d' Andria l'intimoriva , Città con bastioni , con un forte , con ottomila difensori >
usi alle arni , ed accesi dalla rabbia civile , e >
religiosa , pareva piuttosto atta a pigliarsi per >
assedio , che per assalto . Ma il tempo stringe va , ed i repubblicani si francesi , che napoli tani erano pronti a qualunque più pericolosa le zione . Andavano all’ Assalto di Trani nel se
guente modo ordinati da Broussier . I Napolita ni da una parte , una banda di Francesi dall'al tra facevano le viste di dare la batteria sui fian
chi , mentre Broussier conduceva i suoi a dare il
vero assalto all'altra parte della terra . Ma i regj , essendosi accorti del disegno , >
si assem
brarono grossi ad aspettarlo al luogo destina to . Ardeva la battaglia , e succedevano molte morti , senza ſrutto alcuno per l'esito del fat to , da ambe le parti . In questo pezzo tempo i diſensori , tutt'intenti a tener lontani dalle mura gli assalitori , indebolirono le difese di un >
fortino situato a riva il mare : della quale oc
casione prevalendosi tosto i repubblicaui , se
n'impadronirono , e voltarono i suoi cannoni contro la città . Questo grave accidente scon certò le difese : già i repubblicani , pon senza però molto scempio loro, perchè si sforzavano contro una tempesta assai fitta di palle , saliti .
>
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go
alle mura facevano inchinar la fortnna a lord favore. Tuttavia i regj continuavano a difen
dersi ostinatamente, essendo , come in Andria , >
ogni casa , ed ognicontrada fortezze . Sarebbe stata ancor lunga , e sanguinosa la battaglia , se Broussier non avesse avvisato di far salire, rot te le porte delle prime case i suoi sopra i ter
razzi, che coronano per l'ordinario le case in quei paesi. Per tale modo di terrazzo in terraz
zo andando , e dall'alto all' imo combattendo , i repubblicani sforzavano i regj a sgombrare e già da quei luoghi sublimi si avvicinavano al grosso forte di Tra
successivamente le case
ni . Come poi accosto a lui furono giunti , si at taccò fra di loro , ed i difensori , che dai luoghi superiori del forte combattevano , una battaglia strana , e quasi aerea . Sparso molto sangue in una pertinacissima difesa , i regj assaliti donde non aspettavano , abbandonayano il forte , e si davano a correre alle navi , che nel porto erano allestite , per fuggire . Ma nemmeno in questo trovarono scampo ; poichè Broussier , avendo preyeduto il caso , aveva armato alcune navi , che vietarono loro il passo . Alcune delle regie furono prese per assalto , altre andarono a tra verso sulla spiaggia . Chi fuggira sul lido era senza misericordia, o remissione alcuna ucciso .
>
>
dai trionfanti repubblicani . Fu la bella città di Trani, come Andria , data al sacco , ed alle fiamme : de' suoi abitatori . quelli, che o porta >
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vano , o potevano portar armi , mandati a fil di
spada ; carnificina orribile di guerra civile ,
nè
fia l'ultima , che noi avremo a raccontare >
Quietava , ma non del tutto la Puglia per queste vittorie : nuove adunazioni di genti regie si fa cevano a Bitetto , ed a Rutigliano , non molto minacciose pel presente , molto per l' avvenire. Schipani mandato a combattere i sollevati, ed aa sopire le cose di Calabria , non solo non vi fece frutto, ma ancora vi nocque, perchè e con flisse infelicemente, ed irritò con parole , ed atti
repubblicani molto estremi le popolazioni, non che troppo incrudelisse, ma perchè troppo pro vocasse,
Prese sul primo impeto Rocca di Aspi
de, e Sicignano; ma assaltata la terra di Castel
luccio, forte pel sito, e per la pertinacia di chi la difendeva, ne fu risospinto con grave perdita di soldati, e di riputazione. Per questo in felice caso non gli giovarono gli sforzi di Campagna, Allanella, Controne, Postiglione, e Capaccio , terre , che parteggiavano fortemente per la Re
pubblica , e fu costrelto a ritirarsi . I sollevati di questa provincia ebbero facoltà di unirsi con
le bande del Cardinal Ruffo, sicchè , pochi luo ghi eccettuati, le Calabrie , e la terra di Bari sollevate a romore impugnavano collarmi in )
mano la recente Repubblica. Nè i Francesi po tevano porvi rimedio, perchè non si fidando
degli Abruzzi, nèdella Campania, e neanco del la città stessa di Napoli; ne bastantemente for
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STORIA D'ITALIA
ti di numero essendo , pensavano piuttosto a mantenersi nella capitale, che a conquistare le province. Schipani,tentate invano le Calabrie, se ne giva a far guerra contro i sollevati di Sar
no, che più vicini a Napoli tumultuavano. Vi fece opere repubblicane secondo i tempi: esorta va, confortava, esaltava il governo della Repub blica , e per passatempo ardeva i ritratti del Re, e della Regina dove gli capitavano alle
mani. Ma fu lasciato dire, e i popoli gridando viva il Re, lo combatterono per guisa che fu costretto ad andarsene. Vi si condussero i Fran
cesi; saccheggiarono Lauro, poi se ne tornarono ancor essi, non vinti, ma più inviperiti i Sar nesi, ed i Lavriani. Si unirono questi ai solle yati delle vicine contrade di Salerno, e di già
una grandissima necessità stringeva la capitale del
regno . Accresceva il pericolo l'avere gl’la
glesi occupato, non senza un valoroso fatto di FrancescoCaracciolo, che gli combattè per mol te ore, le isole d'Ischia, e di Procida, che per esser situate alle bocche del golfo di Napoli, ne danno la signoria a chi le tiene. Cosi ardeva la sollevazione contro il governo nuovo nella mag
gior parte del regno, e c'incominciava a teme re, che l'impresa di Championnet fosse stata
più imprudente, che audace ". Opere di estrema .
barbarie furono commesse da ambe le parti alla
Fratta , ed a Castelforte , perchè prima i regi ,
poscia i repubblicani vi uccisero spictatamente
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 73 ogni corpo vivente, e le case , ee gli edifizj tutti distrussero , ed arsero . Guerra crudelissima .
era questa , siccome portava la qualità dei tem
pi , l'indole ardentissima degli abitatori , e la 7
natura sempre estrema delle opinioni politi
che , e religiose. Si vedevano padri combattere contro i figliuoli , figliuoli contro i par dri , fratelli contro i fratelli , e perfino mariti contro le mogli , e mogli contro i mariti .
Nè i
preti si ristavano; perchè preti repubblicani coinbattevano contro preti regj, preti regj contro preti repubblicani , e la croce, ed il ves sillo di Cristo l'uno contro l'altro cozza vano
nelle sanguinose battaglie , Pretendevano que sti , e quelli parole di Vangelo alla impresa lo ro , gli unichiamandolo pieno di precetti de mocratici , gli altri affermando , che quel det tato divino aveva statuito , niun' altra cosa es sere al mondo, che Chiesa , e Cesare , e quello, che della Chiesa non é , essere , non del camu .
>
>
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ma di Cesare . Per atterrire chi atterriva , .
Macdonald mandava fuori addi quattro marzo un aspro, e furioso decreto ,> nuovo esempio del
quanto le rivoluzioni stravolgano gli uomini . Incominciato con dire, sapere, che uomini prezzolati dagl'Inglesi, e dai furti diuna Corte infame, e perfida correvano le città, e le cam pagne per traviare il popolo, e stimolarlo alla ribellione, e che preti fanatici ordinayano tra me per ispegnere il governo, ed ammazzarei TOM , Vide
7
74 STORIA D'ITALIA repubblicani, veniva ordinando, che ogni comu ne, che si sollevasse, sarebbe tassato soldatesca mente, e soldatescamente trattato; che i cardi nali , gli arcivescovi , i vescovi, gli abbati, i pa rochi, e tutti gli altri ministri della Religione fossero tenuti personalmente dei tumulli, e delle
ribellioni; che ogni ribelle preso coll' armi in mano fosse incontanente fatto passar per l'armi, che ogni prete, o ministro della Religione, che
fosse arrestato in qualche unione di sollcvati, fosse anch'egli fatto morire senza processo; che foise autorizzato il governo ad arrestare i sospet
ti ; che chi denunziasse, o facesse arrestarà un fuoruscito francese, od un agente dello scaduto
Re di Napoli, avesse una larga ricompensa, ed nome non si palesasse; che similmente
il suo
chi un magazzino segreto di armi si da fuoco ,
che bianche denunziasse , si ricompensasse; che quan:lo battesse la raccolta, ognuno tostamente si ritirasse; che in caso di terrore improvviso le campane non si potessero suonare, e ne an
dasse la vita a chi le suonasse , ed essere a ciò tenuti tutt' insieme i preti, i religiosi, e le re ligiose; che chi spargesse false novelle, fosse pú
nito, come ribelle, e chi le propagasse, come sospetto si arrestasse , e si esigliasse; che aa chi fosse dannato a morte , si sequestrassero , e con
fiscassero i beni si mobili , che stabili a benefi
zio delle Repubbliche francese , e napolitana ; 2
che ogni licenza di cacciare s'intendesse aboli
LIERO DECIMOSESTO ( 1899) 75 ta , e chi fosse trovato con un fucile di caccia come ribelle fosse punito ; che di nuovo egli protestara , e confessava di portar rispetto alla Religione , ed al culto , e prometteva , che sot to la protezione vivrebbero , sì i suoi ministri,
come le proprietà, e le persone; che infine i magistrati eseguissero questi suoi comandamen ti, ed i parochi gli leggessero dal pulpito. Ne contento a questo pubblicava il generalissimo Macdonald il di nove del medesimo mese un manifesto molto eccessivo contro il Re per ani
mare i popoli a difendersi contro le truppe, ed i sollevati regj; imperciocchè il Re aveva fatto sapere, che fra breve sarebbe tornato nel regno . Il pericolo delle sollevazioni popolari contro
i governi repubblicani instituiti in Italia, e con tro i Francesi , si accresceva vieppiù dalle som mosse che nate ora in un luogo, ed ora in un
altro travagliavano lo stato romano, Tumultua vano i popoli di Terni , e dei luoghi vicini ed impedivano le strade fra Terni, e Spoleto, e quantunque il generale Grabruschi co ’ suoi Po lacchi si affaticasse per sottomettergli, non po teva venirne a capo , perchè spenti in un luogo pullulayano in un altro, e già Rieti pericolava: Civitavecchia si era ribellata contro i nuovi si
gnori;durò un pezzo il generale Merlin a sotto metterla, ancorachè con palle infuocate la com battesse. Stroncone , e Alatri parimente romo reggiavano; Orvieto anch'esso areva fatto mu
STORIA D' ITÀLIA 50 tazione, ed ostinatissimamente si difendeva coni
tro i repubblicani. L'incendio si dilatava: ogni lungo era o mosso con le armi inspugnate, o po co sicuro anche nella quiete. Non ostante i pericoli, che correvano , il Di rettorio di Francia, o non curandogli, o facen do sembianza di non curargli , si era risoluto a far mutazioni nel governo di Napoli, Sapeva , che il commissario Faipoult non era gralo all'u niversale, e che Championnet sul suo primo giun >
gere non aveva ordinato le cose per modo che nè per l'opinione, nè per la forza potessero par
torire quegli effetti , ch'egli desiderava. Si ag giungeva, che le grida , le vociferazioni , e le calunnie di coloro cbe ambiyano le cariche, con
tro quelli, che le avevano , e principalmente contro i membri del governo , avevano fatto per
der loro, od almeno ai più ogni riputazione . Tutto questo considerando il Direttorio , aveva
mandato a Napoli un uomo pratico, e dabbene, acciocchè riordinasse ogni cosa , e con le virtù sue rattemperasse gli sdegni prodotti dalle in solenze dei precedenti commissarj, ed agenti; rimedio buono, se fosse stato accompagnato dal la libertà, non in parole , ma in fatti e se fos sero stati lontani i pericoli. Arrivava in Napo li Aprial, commissario del Direttorio, il quale prevalendosi dei buoni, si sforzava di consolare gli uomini afflitti dai tempi tristi. Tento rifor me nelle finanze, e fecene delle ludcvoli. Gli )
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 77 ordimi giudiziali molto migliorava ; gli ordini politici, non avendo il mandato libero, stabiliva a modo di Francia , non avuto alcun riguardo al modello della constituzione proposto dalla con gregazione napolitana, e di cui abbiamo sopra parlato. Creò fra gli altri un Direttorio, imita zione servile. Ma quel , che l' ordine aveva in se di cattivo, correggeva con le persone. Chia maronvi Ercole d'Agnese, Ignazio Ciaja ,Giu seppe Abbamonti, Giuseppe Albanese , e Mel chior Delfico, uomini tutti migliori dei tempi, e di non ordinaria virtù . Certamente , se i fati >
non fossero stati tanto contrari, e se una nuova
piena non fosse venuta a „sobissare l'Italia dal settentrione, avrebbe questo buon Francese cor retto in Napoli, quanto il soldatesco furore, e la civile cupidigia vi avevano guasto , e corrut
to . Diede egli pruova notabile , tacendo le al tre, dell'animo suo civile , quando Macdonald mandava i suoi soldati a ridurre agli ultimi ca si Sorrento , patria di Torquato Tasso, che in quelle sarniane, e salernitane rivoluzioni si era levata a romore contro i Francesi; impercioc chè operò col generale , che la casa dei discen denti della sorella del poeta , quando la terra fosse presa d'assalto, salva el intatta si conser >
vasse . Diè molto volentieri Macdonald , ed a .
modo di generosa gara con Abrial, ordini acco modati al comandante della fazione, acciocchè l'effetto seguisse. Fra le uccisioni, gl' incendj, ?
*
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STORIA D'ITALIA
e le ruine dell'infelice Sorrento , pruovarono
i
discendenti del Cantore di Goffredo, quanto po tessero in animi civili la memoria, ed il rispet to verso quel principal lume dell'italiana poe sia . Vollero riconoscere la conservata salute of
ferendo a Macdonald, perchè non sapendo di Abrial, a lui la riferivano, il ritratto del Tasso dipinto dal vivo, come si crede, da Francesco Zuccaro . Il ricusava Macdonald , facendo certa
la salvata stirpe dell'autore primo del beneficio, ed essa l'immagine del poeta salvatore ad A brial offerendo, pagava con un segno di gratitu dine unico al mondo un immenso beneficio . L'
accettava di buon animo Abrial, e molto caro
se lo serbava, e tuttavia serha , dolce , e pietosa conquista ; e volesse pure il cielo, che i repub blicani di Francia non altre conquiste che di questa sorte avessero mai fatte in Italia !
Il piacer non dura nello scrivere le storie dei nostri tempi. Restava, che i due fiori d'Italia , dico Lucca, e Toscana, si guastassero , Di Lucca
dirò adesso, di Toscana più sotto. Entrava sut principiar dell'anno in Lucca accompagnato da quattrocento cavalli Serrurier, che tornava dal
la Toscana : tosto vi pubblica le solite lusin ghe dell'essere venuto, non per distruggere il governo, ma per fare, che si portasse rispetto
alle persone, alle proprietà, ed alla Religione , come se queste cose non si rispettassero in Luc
ca, e bisogno avessero di soldati forestieri, per
LIERO DECIMOSESTO ( 1799 ) 19 chè si rispettassero. Il fine primo, ma non pri mario dell'invasione lucchese era il presto di due milioni di franchi, che dai Lucchesi si ri
chiedeva ,9 pei servigj dell'esercito: poi si vole và venire alla mutazione del governo , benche le parole suonassero in contrario, nè pareva , nè era cosa possibile, che in mezzo a tante romo
rose democrazie una quieta aristocrazia si con servasse. Già Lucca era serva , poichè l' antico governo stesso non poteva più pubblicare ordi ne alcuno, se non appruovato da Serrurier: que
st'era il rispetto, che si portava all'independen za . Miollis succedeva a Serrurier ; poi i repub
blicani vi s'ingrossavano. Infine stimolata dalla presenza loro verso la metà di Gennajo tumul
tuando la parte democratica condotta da un Co tepna, addomandava l'abolizione della nobiltà , e l'instituzione dello stato popolare , non v'era
modo di resistere per le insidie cittadine e fo restiere .
Si restrinsero i nobili per consultare: piutto
sto atterriti, che deliberanti, e cedendo al tem po, stanziarono, che fosse abolita la nobiltà, che il popolo lucchese riassumesse la sovranità, che dodici deputati si eleggessero per ordinare una constituzione democratica secondo il modello di
quella >, che reggeva Lucca prima della legge martiniana . Furono eletti Giacomo Lucchesi 1
Paolo Garzoni, Cosimo Bernardini , Alessio Ot tolini, Lelio Manzi, Vannucci, Pellegrino Fre
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STORIA D'ITALIA
diani, Rustici, Pio Poggi, Paoli, Samminati, Francesco Burlamacchi; la maggior parte nobi li, che non erano alieni dal voler ritrarre lo stato ad una forma Repubblicana più larga, ma conforme piuttosto agli ordini lucchesi, che ai franccsi. I democratici pazzi non vollero udire parole italiche; però fecero accettare le forme francesi. Nacquero adunque nella mutata Lucca come in Francia, a Milano, a Genova, a Roma, i due consigli col Direttorio , Incominciossi a dar mano a spogliar l'erario di denaro , le ar merie di armi, i granaj di vettovaglie ; in poco d'ora i frutti dell'antica, é mirabile .provvi
denza lucchese furono dissipati, e guasti: le vet. tovaglie si mandarono in Corsica ad uso dei presidj, le artiglierie , sopra tutt'altre bellissi me, a far corpo con quella dell'esercito france se, massime ad assicurare il golfo della Spezia ..
Lucca serva principiò a parlare con lingua ser vile, e non so, se sappiano più di 'adulazione,
0
di sconcio di lingua italiana gli atti del governo lucchese di quei tempi. Quindi vi sorsero le par
ti perchè chi voleva vivere lucchese, e chi uni to alla Cisalpina . Si arrosero le solite tribola
zioni del dover vestire, pascere,alloggiare , pa gare i soldati forestieri, che andavano, e veni vano, o stanziavano , ora liguri, ora cisalpini , ora francesi, con molte altremolestie , accompa >
guature insolenti del dominio militare. Breve
mente la fiorita , ed intemerata Lucca divenne
LIBRO DecimosESTO ( 1799) 81 sentina di mali, e ne fu desolata . Questo le fem cero i repubblicani, prima per darla in preda a se stessi , poi per darla in preda ai re . Instituitosi dal generale di Francia in Pie
monte dopo l'espulsione del Re , un governo , ch' io non so con qual nome chiamare, poichè nè monarcale, nè aristocratico era, e manco an cora democratico, si conobbe tostamente , che le 1
recenti mutazioni non erano a grado dei popo li. I soldati massimamente non vi si potevano
accomodare, perchè ed erano avversi per le pas sate instigazioni ai soldati francesi, e questi, in grado di vinti tenendogli, non gli traltavano da compagni. La qual cosa gli muoveva a sdegno grandissimo. S'aggiungevano le solite insolenze, che infiammavano a rabbia un popolo poco tol lerante delle ingiurie . Vi era adunque in Pie
monte quiete apparente, e sostanza minacciosa . Parve principalmente a tutti cosa enorme lo spa glio fatto, come già abbiam narrato , non da Pie montesi, del palazzo del Re coll' averne rotto i suggelli . Venne il governo , per non aver po
tuto impedire un fatto si grave, in voce di quel lo che era veramente , cioè di servo d'altri , e fu lolta fede alle sue parole, Il suo buon concet
to diminuiva anche l'avere mandato in sul pri mo sorgere, i capi di famiglia della primaria nobiltà , come ostaggi, a Grenoble. Mandovvi. fra gli altri Priocca, mandov viquel Castellengo, Vicario di polizia in Torino. Priocca se ne yi
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veva molto modestamente nella capitale del Del
finato; Castellengo, per istinto, spiava ogni co sa, ed il bene, ed il male, e più ancora il ma
le, che il bene, investigatore assiduo di merca ti, di taverne, di bische ee di ritrovi si pubblici, che privati ; uomo veramente di abilità singo Jare nel conoscere gli uomini fu costui, ed i re pubblicani ebbero torto a non vezzeggiarlo; ma essi erano meri partigiani , e dello stato non s'intendevano .
Grande scapito poi alla riputazione di chi reggeva aveva recato, la faccenda dei biglietti ali credito, perchè prima promise di non risecar ne il valore, poi il risecara dei due terzi; il che
fu grave ferita a coloro, che gli possedevano. Bene, e necessario era il farlo; poichèspegnerlo il debito che lo , o diminuirlo in altro modo si vedeva impossibi le:: ma quell'averdetto di non voler fare quel lo , che pochi giorni dopo fece, il rendè disprez zabile. Questi biglietti erano una perpetua mo lestia, perchè scapitando sempre del loro valore dello stato era tanto enorme
>
anche ridotto, la fede dei contratti si contami
nava : le casse dell'erario accettan logli al valor legale, ne venivano a scapitare della differenza ,
Per ajutarsi dei beni ecclesiastici a spegner que shi biglietti, il governo gli vendeva ma il mez zo non bastava per ritornare questa molesta car
ta all'intiera riputazione, e sempre disayanzava. Non si omisero, ma indarno varj altri rimedi :
LIBRO DECIMOIESTO ( 1799)
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infine si voltarono, come lettere di cambio , ai
ricchi, massime a quelli, che si erano dimostrati più accesi in favore dell'antico stato , ed essi erano per legge obbligati ad obbedirgli con pa garne la valuta, e si compensassero coi beni del la nazione. Riusci di qualche efficacia il tempe ramento, ma sopravvennero nuove mutazioni, e non ebbe, se non debole effetto . Sobbissava il Piemonte pei debiti , nè poteva bastar alle spe se. S'aggiunse la voragine intollerabile dei sol
di, del vestito, del cibo, delle stanze, dei passi pei soldati forestieri. Rovinava a precipizio lo
stato : in tre mesi, sebbene si estremassero le spese pei servigi piemontesi, si spesero train pe cunia numerata,ed in sostanze meglio di tren taquattro niilioni . A qual fine si andasse, nessuno il sapeva ; il mancar di fede era inevitabile: si
prevedeva, che altro fra breve non sarebbe ri masto ai Piemontesi , se non le terre , e queste
ancora incolte, se non le case, e queste ancora guaste. La desolazione, e la solitudine erano im >
minenti ,
Quest'erano le finanze :: lo stato politico non era migliore. Già abbiam detto in parte ciò, che rendeva il goveruo poco accetto. Seguitava,
che i municipali di Torino , imitando in questo quei di Parigi ai tempi della rivoluzione, l'e molavano, e traeyano con sè molto seguito. A
questo erano stimolati da alcuni repubblicani francesi in grado, i quali si lamentavano di non
84
STORIA D'ITALIA
averayuto dal governo piemontese quelle ricoma
pense, che credevano esser loro dovute; del che i loro aderenti del paese aspramente si dolevano tacciando il governo d'ingratitudine. I musei intanto , e le librerie si spogliavano rapivasi la tavola isiaca, rapivansi i manoscritti di Pirro Ligorio, e quanto si credeva poter or nare il magnifico Parigi a detrimento della sca duta Torino . In mezzo a tutto questo mandava
il governo l'avvocato Rocci, ed il Conte Lavil
le deputati a Parigi perchè ringraziassero il Di rettorio della data libertà, il tenessero bene edi ficato, ed esplorassero, qual fosse il suo pensiero intorno alle sorti future del Piemonte. S'appre
sentarono anche per mandato espresso al Conte
Balbo, perchè si era udito dei denari mandati dal Re al suo ambasciatore, del conto del rice vuto denaro richiedendolo. Rispondeva al Re solo potere, e volere render conto ; nè volle ricono scere le mutazioni fatte in Piemonte , Fu l'intro messione del Conte Ralbo molto utile al Re in Pa
rigi, nè bisogna giudicare dell'operato dall'even to ; perchè i tempi troppo furono contrari, e se corruppe alcuno con denariil che non è da lodarsi, maggior biasimo meritano coloro , che si lascia rono corrompere. Non era alieno il Conte dal
l'amare un reggimento più largo, ma più per ragione, che per indole, perchè per questa ama va piuttosto i reggimenti stretti: non credeva
una modcrata libertà biasimepole, ma detestara
LIBEO DECIMOSESTO ( 1799) 85 con tutti i buoni il modo, col quale in Francia si era voluta recare ad effetto . Del resto uomo
d'ingegno non mediocre, letterato di valore ,
dotto anche in materie scientifiche, affezionato alle lettere italiane, amico ai letterati, amature del giusto, conoscitore della natura umana , era
no in lui tutte le parti, che in chi s' ingerisce nello stato, si richieggono, se non forse una gran
de pertinacia nou le guastava, quando però non si voglia credere, ch'ella , come spesso
Ja spe
rienza dimostra , sia anche una delle buone. Questa tenacità medesima usava nella comune
vita, e perciò le sue affezioni, come le aversioui fondate o no, erano indomabili. Abolivansi i fedecommessi, aholivansi le pri mogeniture, facendo di ciò vivissime istanze i
cadetti delle famiglie nobili, ma la esecuzione fu sospesa
dal Direttorio di Francia per opera
del Conte Morozzo, che si era condotto
espres
samente a Parigi. Abolivansi anche i titoli di
nobiltà, e furono arsi pubblicamente sulla piaz za del Castello ,
Intanto le sette, per l' incertezza delle sorti piemontesi, si moltiplicavano, e s'inasprivano,
Chi voleva esser Francese, chi Italiano, chi Pie montese. I primi argomentavano dalla servitù delle Repubbliche italiane, dalla potenza della Francia , dalla vicinità dei luoghi; i secun di dal la bellezza del nome italiano, dalla lingua e dai costumi; i terzi dall'antichità, e dalla fama del TOM , VII ,
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TOÁTA D'ITALIA
lo stato piemontese, dagli ordini suoi tanto pe culiari , e tanto diversi da quèi di Francia e d’I talia, dal suo esercito tanto valoroso, che si con veniva conservare col proprio nome. Si viveva !
in queste incertezza quando arrivava da Parigi 1' ayvocato CarloBossi,uno degli eletti al governo.
Risplendeva in Bossi una natura molto nobile, be nevola, amica all'umanità . Per questo gli piaceva la libertà , perchè gli pareva, che al ben essere del l'umanità conferisse. Ciò nondimeno per la qua lità dell'animo amava egli piuttosto il tirato . A veva a vile le loquacità , è le sfrenatezze dei de mocratici di quei tempi , perchè s'accorgeva , sic come quegli, che nelle faccende di stato era di giudizio finissimo, è forse unico al mondo, ch'esa
se non potevano condurre a niun governo buono e manco ancora al libero . Del resto quantunque alcuni amatori di libertà l'avessero per sospetto ,
parendo loro, ch'egli amasse piuttosto il coman dare che l'obbedire , se si vuol fare stima di lui come uomo privato ; nissuno amico più tenero de' suoi amici , nissun uomo più retto , o più ge neroso di lui si potrebbe immaginare , Non dirò del suo ingegno piuttosto mirabile, che raro, per
chè è noto a tutta Italia, e gli scritti suoi ne fa ranno ai posteri perpetua testimonianza. Egli a dunque avendo avuto l'intesa da Joubert , da
Taleyrand , e da Rewbell, uno dei Quinqueviri , di ciò che il Direttorio voleva fare del Piemonte ,
e parendogli, che miglior consiglio fosse l'esscro
LIBRO DECIMOSEMO ( 1799) congiunto con chi comandava, che con chi obbc diva, si era deliberato a proporre in cospetto del governo il partito dell'unione colla Francia. Segui tosto l'effetto, perchè avendo favellato con singolare eloquenza, e confermato il suo fa .
vellare cou raziocinj speciosissimi, perciocchè nell'una e nell'altra parte valeva moltissimo, vinse facilmente il partito, non avendovi nis suno contraddetto, perchè alcuni non vollero , altri non seppero, stantechè la proposta era inan spettata. Accettatosi dal governo il partito del
l'unione, furono tentati al medesimo fine i mu deliberazione della capitale fu di grandissima
nicipali di Torino. Vi aderirono volentieri . La importanza, perchè essendo conforme a quella del governo, facilmente tirava con sè tutto il paese. Si mandarono commissarj nelle province
a far gli squittinį per l'unione . I popoli non l' intendevano, e certamente ripugnavano. Ma l'autorità del governo, e la presenza dei fran cesi facevano chiarire i magistrati in favore . I
più sospetti di avversione allo stato presente si scopersero i primi fayorevolmente : vescovi, abba
ti, canonici, preti, frati sottoscrissero la maggior parte per il si : parve partito vinto generalmente.
Mandayansi a Parigi per portar i suffragi Bossi, Botton di Castellamonte, e Sartoris, uomini di celebrato valore, e di gran fama in Fiemonte ; ma vissuti discordi in Parigi, produssero discor dia nella patria loro ,
88
ORIA D'ITALIA
Questa risoluzione del governo, lo scemo di riputazione, perché il popolo son amava l'im perio dei forestieri, gl’Italiani si adoperavano per farlo vieppiù odioso . Fantoni, poeta cele bre, che all' alito delle rivoluzioni sempre si calava, udilo di quel moto piemontese, si era tosto condotto nel paese, e quivi faceva un di menare incredibile contro il governo, e contro la sua risoluzione, qualificandola di tradimento contro l'Italia. Insomma tanto disse, e tanto fece, che fu forza cacciarlo in cittadella . Certa
mente Fantoni amava molto l'Italia, ma egli era un cervello cosi fatto, che se fosse stato la sciato fare, il manco , che le sarebbe accaduto, fora stato l' andar tutta sottosopra. La risoluzione di volersi unire aa Francia fu, non cagione, na occasione di un moto più ſero
ce , e ridicolo , che nobile, e pericoloso nella provincia d’Acqui . Vi si spargevano voci, nou già per ispirito italico, ma per avversione allo stato nuovo , che unirsi aa Francia era un per dere la Religione, che grandi eserciti marcia
vano a liberare l'Italia dai Francesi, che in ogni lido seguivano sbarchi di gente nemica a Fran
.cia . Rivalta, terra piena d ' uomini armigeri, si levava a romore, cacciava il commissario; per poco stette , che non l'uccidesse . Strevi segui tava con maggior furore, ed atterrato l'albero
della libertà, ed oltraggiati i municipali, mom strava desiderio di cose nuove, Il comandante
LIBRO DEEYMOSESTO (1799) 89 d'Acqui Plaizat con cencinquanta carciatori, suldati nuovi, ed inesperti, vi andava per frenar 2
quel tumulto, e vi restava ucciso; i soldati di
sordinati si ritiravano. Vi andava per calmarlo Della Torre, vescovo di Acqui; i paesani, lo volevano ammazzare. La ritirata dei soldati
francesi diede animo a quelle popolazioni non consideratrici del pericolo, al quale si metteva
no; un medico Porta le instigava . Vigone , Ri caldone, Alice, Moirano aiutavano i tumultuosi: una moltitudine disordinata , ed armata in varie ,
e stravaganti forme s'impadroniva di Acqui , e del suo castello; creava a voce di popolo, e fra uno schiamazzo incredibile un intendente , un
comandante, ed i magistrati municipali , Arre stava i giacobini , ma, ricevuto denaro, gli libe rava . Le più strane cose si dicevano da quelle genti ignare, ed infiammate. La conquista di
tutto il Piemonfe, e la cacciata dei Francesi pa reva loro il manco, che potesseru fare. Ed ecco, che si ode uno fra di loro più impazzato degli altri gridare , doversi conquistar Alessandria. Porta, ajutato da un Laneri scritturale, scrive va lettere circolari ai comuni, affinchè per rac
cor gente, suonassero campana a martello, onde il sinistro suono si adiva tutto all' intorno, l'
arciprete Bruno, che non voleva, che nella sua parrocchia di Montechiaro aa tal estremo si ve nisse, fu barbaramente ucciso Ja’ suoi parroc chiani. Partiya quell'infornie amınasso di gente * 8
90
STORIA D'ITALIA ,
male armata, e peggio disciplinata per
all'im
presa d'Alessandria . Strada facendo sollevaya
a romore i comuni; quei, che non si volevano levare, saccheggiava. Nizza della paglia resistè, come terra più grossa, e non gli lasciava entra re. Comparivano otto in dieci mila sollevati sotto le mura d'Alessandria; il medico Porta
precedeva senz' armi in atto di voler venire a parlamento, sperando, che si facesse dentro dal popolo qualche movimento in suo favore. Ma il comandante della piazza, che aveva a tempo ayuto notizia del fatto, a ciò esortato dal mar
chese Colli alessandrino, capitano di molto va lore, mandava fuori quaranta soldati piemonte
si, che primieramente arrestarono Porta; poi con le sciabole tirando di piatto, e di taglio, ma più di piatto, che di taglio, dissiparono fra
breve tutta quella imbelle moltitudine, non as sueta alle ordinanze, nè stabile in campagna. Intanto, mentre già l'impresa era perduta, si spargevano liete novelle fra i sollevati in Acqui: che Alessandria fosse presa, la cittadella con quistata , che tutto l'Alessandrino, che tutto il Tortonese in favor loro si muovevapo . Suona vano le campane a festa, cantavano l'inno delle
grazie: gridavano , viva Acqui, viva Strevi, viva la nostra faccia , e qualche volta , viva il Re . Già pareva loro, che il mondo nva gli po tesse più capire, e si promettevano la mutazione di ogni cosa . Credutisi sicuri, metterano aa ruba
91 LIBRO DECIMOSESTO ( 1 799) le case dei gallizzanti, o stimati tali sotto pretea
sto di cercar armi nascoste . In questo mezzo , e
quando più si persuadevano di essere in posses sione della pittoria, un romor cupo , poscia voci più aperte incominciavano a torre al falso l'ap parenza del vero, ed al vero l'apparenza del falso. Chi lo disse il primo, fu messo per la peggiore. In fine, romoreggiando già le armi francesi, e piemontesi da vicino, la verità si apriva l' adito: allora prevalendo nei sollevati il tinore al furore, e vedutosi da loro, che quel lo non era tempo da aspettare, si sbandarono, non senza però aver dato una seconda mano di sacco alle case dei benestanti, niassime degli
ebrei. Arrivavano i soldati della Repubblica , prima condotti da un Flavigny , comandante d'Asti; poi in numero più grosso da Grouchy. Flavigny incese Strevi: Grouchy accompagnato
dall'avvocato Colla, commissario del governo , pose a taglia Acqui;arrestò gl'intinti , ed i sos
petti; ma non fè sangue. Porta fu fatto morire col supplizio soldatesco in Alessandria . Mostros si Grouchy continente, Colla ed Avogadro, cui il governo aveva dato carico di assestar le cose disordinate dalla sollevazione, continentissimi.
Flavigny non ebbe risguardo, che Acqui già fosse stato saccheggiato riai sollevati: il suo nome sarà perpetuamente udito con isclegno in quella travagliata città . Cosi fini la informe
STORIA D'ITALIA
92
abbaruffata degli alti Monferrini: dopo il fatto tutti dicevano, non esservisi trovati. Avuto il suffragio dell'unione , e conoscendo
il Direttorio di Francia , che il governo del Piemonte , per aver perduto la riputazione gli era divenuto uno stromento inutile , ví
mandava Musset con qualità di commissario politico , e civile , affinchè ordinasse il paese >
alla foggia francese . Arrivato , tutte le an
bizioni e dei nobili , e di plebei si voltavano a lui , ed ei si serviva dei gallizzanti , temeva degl'italici . Fece i soliti spartimenti del ter ritorio , creò i tribunali , i magistrati distret tuali , e municipali secondo gli ordini usati in >
.
>
Francia . Per riordinare le finanze tanto peg giorate chiamava a sè Prina , che molto , ed
anche troppo se ne intendeva . S'ingegnava di sopire le passioni accese , perchè era uomo buono , ma l'incendio era troppo grave , già
nuovi nembi, che s'ingrossavano verso setten trione , dando nuovi timori, e syegliando nuq ve speranze , infiammavano viemaggiormente le passioni già tanto accese Così come abbiam raccontato ,
condi
eran
zionati Napoli , e Piemonte , Genova , e Mi lano meglio si mantenevano per avere governi più ordinati , ma più la prima , che il secondo, perchè l'amor dell'adulazione verso i forestieri >
2
vi era minore . Roma era straziata continua
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 93 mente da uomini avari , e da importunc muta zioni in chi governava . Dappertutto erano .
>
per imprudenza , apparecchiatele occasioni alla tempesta , che già si avvicinaya ai confini d'Italia .
Le arti , le instigazioni , e le offerte del >
l' Inghilterra , delle quali abbiamo parlato in uno dei precedenti libri , partorivano gli ef fetti , che da loro si erano aspettati , e già tutta Europa novellamente si muoveva a danni della Francia e dei nuovi stati, ch' ella aveva creato . Aveva ' Austria mandato un forte e sercito in Italia , alloggiandolo sulle sponde dell'Adige , e della Brenta . Al tempo stesso ,
maneggiandosi nascostamente , aveva operato , che la parte , che nei Grigioni inclinava a suo favore, la chiamasse sotto colore di preservar il paese
dell'invasione dei Francesi . Vi aveva
pertanto mandato nuovi battaglioni per occupar quelle montagne per modo che le sue prime
guardie si estendevano da una parte sino ai confinidella Svizzera , dall'altra sino a quei della Valtellina . Aveva dato motivo a questa
deliberazione dell' Im peratore , e dei Grigioni l'occupazione fatta dai Francesi della Svizzera dalla quale potevano facilmente >, ove le ostilità .
si rinnovassero
correre contro il Tirolo , e gli
stati ereditarj da una parte , contro lo stato veneto dall'altra , Possente freno a questo di segno pareya che fosse ed era veramente il
STORIA D'ITALIA
94
paese dei Grigioni , posto , come cittadella na turale , incontro agli Svizzeri , ed a difesa del Tirolo ,4 e che accenna ugualmente in Italia . Omessi i generali vinti , commetteva l' Impera tore Francesco il governo militare a pruovati .
capitani ,> a Bellegarde nei Grigioni , a Melas
in Italia : era con lui Kray , guerriero , che si >
era acquistato huon nome nelle guerre germa
niche , e molto amato dai soldati . In tale guisa J'Austria si preparava alla guerra . Ma il fon damento principale di tutta l'impresa erano i >
soldati di Paolo Imperatore , che , già lasciate >
le fredde rive del Volga , e del Tanai , marcia >
vano alla volta della Germania ,> ed erano de
stinati aa fare cogli Austriaci uno sforzo contro l'Italia . Conduceva questi soldati tanto strani il maresciallo Suwarow , capitano uso per l' in credibile suo ardimento a rompere piuttosto che a schivare gli ostacoli di guerra . A tutta
questa mole , già di per se stessa tanto grave , si aggiungevano le forze marittime dell' In ghilterra , della Russia , e della Turchia , le quali l'Adriatico dominando ed il Mediterra, neo correndo , potevano effettuare sulle coste 2
d'Italia subiti trasporti , e sbarchi , abili a di sordinare i disegni dei capitani della Repub blica , Nè , come abbiam veduta , era l'Italia
sana rispetto ai Francesi , perchè intiniti side gni vi erano raccolti si perla contrarietà delle >
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 05 opinioni attinenti allo stato , od alla Religione , per le úffese recate dal nuovo dominio . Dall'altro lato era intento del Direttorio di
far la guerra con tre eserciti , dei quali il pri mo condotto da Jourdan , avesse carico , varca to il Reno , di assaltare la Baviera >, che si era >
accostata alla lega , il secondo governato da Massena negli Svizzeri facesse opera di cacciare gli Austriaci dai Grigioni , d'invadere il Tiro lo , e camminando avanti , di dar la mano a Jourdan dall'una parte , dall'altra a Scherer in Italia . Era stato proposto alle genti italiche il generale Scherer , vincitore di Loano . Que sto terzo esercito , spingendosi anch'esso a vanti , doveva , passate le Alpi giulie , e nori che , congiungersi coi due precedenti per con quistare gli stati ereditarj , e Vienna capitale , Aveva con sè congiunti i Piemontesi , ed i Ci 2
.
salpini . Joubert , che era per lo innanzi gene .
ralissimo , e molto capace per l'ingegno , l'ar dire , e l'esperienza , di governar questa guer >
ra , amico a Championnet , e come egli , nemi co dei depredatori , scontento a non potergli frenare , aveva chiesto licenza . Il Direttorio , che si teneva in tutte le cose le solite sospizio ni , temendo di lui , e non ancora ben riavuto >
dalle buonapartiane apprensioni , molto volen tieri gliel' aveva conceduta . La licenza di Jou
bert fe'carler l'animo agl' Italiani amatori de
gli stati nuovi, perchè si riposavano con intiera
STORIA D'ITALIA
96
fedenel valore , e nell'ingegno , e nell'inte grità sua ; e più ancora l'amavano , perchè il conoscevano amico all' Italia. Compariva Sche rer , non senza parigino fasto ; il che rendeva
più notabile la semplicità del vivere di Joubert, e lo squallore dei soldati . Ciò fece anche so
spettare , che le opere del peculato avessero > peggio che prima , a rincominciare ; ognuno >
stava di mala voglia . Non ostante ostili dimostrazioni , la guer
ra non era ancora rotta fra le due parti , per chè il Direttorio prima di risentirsi dell'avvi cinarsi dei Russi , aspettava , che la fortezza di Erebrestein venisse in poter suo . L'Austria stava attendendo , per non trovarsi a combatter .
sola >, mentre poteva combattere accompagnata,
che le genti russe alle sue si congiungessero
Finalmente dopo un luogo assedio ,
astretto
dalla fame , Erebrestein si dava ai repubblica ni . Insorse incontanente il Direttorio , e mau
dò dicendo all' Imperatore d'Alemagpa , che se i Russi non fermassero i passi contro Fran cia , e dagli stati imperiali non retrocedessero , 1 avrebbe per segno di guerra : la Corte impe
riale diè risposte ambigue , e si temporeggiava per dar comodità ai soldati di Paolo di arrivare .
Conobbe l' arte il Direttorio , e però si deter minava del tutto alla guerra , volendo preveni re quello , che l'Austria aspettava . Per la qual cosa Scherer altro non attendeva per dar prin >
.
97 LIBRO DECIMOSESTO ( 1999) cipio alle ostilità , che l' udire, che Jourdan , e
Massena avessero fatto il debito loro sul dorso
Germanico delle Alpi . Sentite le novelle del passo effettuato sul Reno dal primo , e dello aver combattuto il secondo prosperamente >, non
senza però sanguinosissime battaglie , nei Gri gioni >, sperando , che Dessoles , e Lecourbe con un corpo di repubblicani scendendo dalla Svizzera il seconderebbero di verso la Valtel
lina , si risolveva a non più porre tempo in mezzo per assaltar il nemico . Erano i due ne
mici schierati nella seguente guisa : aveva il generalissimo di Francia il suo alloggiamento principale in Mantova , dove aveva adunato gran copia di munizioni si da guerra , che da bocca . Assicuravano la sua ala sinistra la for- ,
tezza di Peschiera , e la destra la città , ed il castello di Ferrara , Erano con lui circa cin
quanta mila combattenti , fra i quali i leggi
menti cisalpini , e piemontesi . Oltre a questo altre genti francesi , ed alleate occupavano , e
guarentivano i passi situati sulle spalle tra il Mincio e le Alpi . Gli Alemanni si erano distesi ad alloggiare
in linea parallella all'Adige dalle frontiere del Tirolo italiano insino a Rovigo ; trenta mila
combattenti lungo l'Adige , altrettanti sulle sponde della Bregta . Sulla sinistra procurava
loro sicurtà la fortezza di Legnago , sul mezzo la città di Verona con tutti i suoi forti : i villaggi TOM .
VII .
9
98
STORLA D'ITALIA
di Santa Lucia , e di San Massimo , come ante murali di Verona , erano muniti di trincee, e di presidj gagliardi . Quanto alla dritta , che portava maggior pericolo , perché non vi era >
.
fortezza artefatta , e nella sua difesa consisteva
Vesito felice di quella guerra , che già manife stamente incominciava ad apparire , concios siachè , perduti quei luoghi , i Francesi si sa rebbero introdotti fra gli stati ereditarj , e lo stato veneto , l'aveva Kray fortificata con
molte trincee provviste d'artiglierie nel luogo di Pastrengo presso a Bussolengo . Avevano an che gli Austriaci posto , per facilitare i transiti , e munito quattro ponti sull'Adige. , a Parona
a Pescantina , a Pastrengo , ed a Polo . Corpi .
assai grossi , e distribuiti nei loro alloggiamenti per moclo che l' uno potesse facilmente accorre re a soccorrer l'altro , guernivano tutti questi
luoghi , uno ad Arcuà , terra celebre per esser quivi morto il Petrarca >, un altro a Bevilacqua, cinque miglia sopra Legnago, un terzo tra Con selve , ed Este , un quarto finalmente a Busso, lengo . Credeva il Direttorio avvicinandosi la guer
ra contro l'Austria ; non si poter fidare del Gran Duca Ferdinando di Toscaua , e perciò si era risoluto a cacciarlo da‘suoi stati . A questo fiue , toccato prima , che avesse dato asilo al Papa , e passo ai Napolitani , ed affermato, che .
s'intendesse segretamente coi confederati ai
LIERO DECIMOSESTO ( 1799) 99 danni della Repubblica , Scherer ordinavı , che il dominio di Francja s' introducesse in
Toscana . Cosi il Direttorio stringeva nelle sue
maui tutta l'Italia a quel momento stesso , in cui era vicino a perderla tutta . Partitosi inas pettatamente il Generale Gualtier da Bologna ,
dove aveva le sue stanze ,2 entrava nella felice Toscana , e il di venticinque di marzo con ducendo con sè un grosso corpo di cavalleria con
qualche nervo di fanteria , e col solito corredo di artiglierie , e di salmerie , faceva , qual trionfatore , il suo ingresso armato per la porta di San Gallo nella pacifica città di Firenze . Così la sede di civiltà venne occupata da inso-, >
lite , e forastiere soldatesche . I trionfatori di
sarmavano i soldati toscani , 's' impadronivano delle fortezze , del corpo di guardia del palazzo vecchio , ee delle porte . Al tempo medesimo , Miollis , assaltata , ed occupata Pisa , se ne an dava a Livorno , e quivi , disarmate le truppe 2
del Gran Duca , poneva presidio nei forti , guardie sul porto , mano sui magazzini inglesi , e napolitani . Un Reinhard , commissario del Direttorio , recava in sua potestà la somma
delle cose , ed ordinava , che i magistrati con tinuassero aa fare gli uffizj in nome della Repnb blica francese . Disfatto dai repubblicani il go verno toscano , partiva per Vienna con tutta la sua famiglia il Gran Duca ; e gli fu dato ſa
coltà dagli occupatori del suo stato di portar
STORIA D'ITALIA
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con sè parte del mobile del palazzo Pitti , ' e alcuni corpi di pittura , e di scultura notabili. Il caso strano mosse , non tutti , ma parte dei Toscani ; piantarono i soliti alberi sulle piazze , fecero discorsi , gridarono libertà , Pure non si 9
fecero tanti schiamazzi, come altrove . Il dominio dei Francesi in Toscana cominciò da
opere spietate . Gli esuli francesi , o preti o laici che fossero , che sotto il placido domi nio di Ferdinando si erano ricoverati, furonne senza remissione cacciati . Restaya Papa Pio >
che vecchio , infermo , ed oramai vicino all’ul timo termine della vita , se ne stava assai ripo
satamente nella Certosa di Firenze . Quest' ul tima quiete gli turbarono i repubblicani , sfor zandolo a partire alla volta di Parma , poi fin oltre in Francia al tempo stesso della partenza >
di Ferdinando . Tanto era il timore che aveva .
no di uu'opinione! Partiva il canuto , e caden te Pontefice , poco conscio di sè per l'infermi tà , e per la disgrazia , molto salutato dalle pie
tose , e meste popolazioni , Strada facendo era chiuso nelle fortezze , poi venne serrato in Brianzone , finalmente trasportato in Valenza
di Delfinato : quivi concluse nell'esilio una vita , che con tanto apparato di maestà , e di >
potenza aveva incominciato . L'accompagnò
sempre lo Spina , che fu poi cardinale , dolce, e pietoso officio . Da questo esempio imparino i popoli , quanto siano flusse e labili queste
101
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799)
umane sorti , e che se la libertà può nascere
qualche volta dalle guerre , non può mai dal disprezzo delle cose tenute rispettabili per lunga età da popoli intieri . Ad uno spettacolo compassionevole succe deva uno spettacolo orrendo , I Francesi par titi in tre schiere affrontavano valorosamente
il di ventisei di marzn i Tedeschi sulle sponde dell'Adige . Montrichard con la destra faceva .
forza d'impadronirsi di Legnago ; Victor , e Hatry con la mezzana , assaltate le terre di Santa Lucia, e di San Massimo difese esteriori
di Verona , si sforzavano di aprirsi il passo a questa città , Moreau finalmente , con cui mi
Jitayano Delmas , Grenier , e Serrurier , aveva carico di vincere , e questo era il principale sforzo Pastrengo , e Bussolengo , di passar. l’A dige , e di riuscire minaccioso sul fianco di - Verona , e degl' imperiali . Ad un punto pre 7
so tutte le tre schiere andavano alla fazione
loro , e già la battaglia ardeva con molta uc cisione per ambe le parti da Legnago fin oltre a
Bussolengo . Al primo romore delle armi cra corso il presidio di Legnago governato dal co lonnello Skal ad occupar le mura , e 'la strada >
coperta ; le guardie esteriori già si urtavano coi Francesi , ai quali davano favore i fossi , le siepi,e gli alberi , che ingombravano il >
terreno. Si combatteva con grandissimno valore
dai Francesi, e dai Tedeschi sotto le mura di *
9
STORIA D'ITALIA
102
Legnago , presso Anghiari , ed a San Pietro per alla strada di Mantova . Comhatterono i repubblicani felicemente a San Pietro , infeli
cemente ad Anghiari , con fortuna pari a Le gnago ; ma la fortezza del luogo sosteneva gli avversarj . Kray ,> che si era alloggiato con una grossa banda a Bevilacqua , come prima .
ebbe udito il pericolo , spediva il Tenente maresciallo Froelich per soccorrerlo . Urtarono queste genti fresche i Francesi in parecchi luoghi , ma principalmente a San Pietro , dove erano più forti , e già vittoriosi , e superata finalmente la forte , ed ostinata resistenza loro , gli costrinsero a piegare , ed a ritirarsi oltre .
>
Anghiari , e Cerea verso il Tartaro . Vinto Montrichard a Legnago con perdita di circa due mila soldati , gli Alemanni si wettevanɔ in punto di perseguitarlo . Ma sopraggiungevano a Kray le novelle , che Victor , e Hatry , bat >
>
tute aspramente le terre di Santa Lucia , e di
San Massimo , si erano impadroniti della pri ma , e si sforzavano di occupare ferinamente la seconda , dalla quale , entrati a viva for za già sette volte , altrettante erano stati ri
sospinti . Restarono feriti in questa ostinata mi schia i due generali austriaci Liptay , e Mink witz . Soprantendeva alla difesa di questi luo ghi , e di Verona stessa il Tenente maresciallo Keim , buonc , e valoroso soldato . Cosi in questa parte stava la battaglia in pendente per
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 103 Vacquisto di Santa Lucia dall' un de' lati , e per la conservazione di San Massimo dall'altro. Tuttavia yi si continuava a combattere: un ter- ,
rore profondo occupava Verona, non sapendo i
Veronesi qual tine fosse per avere quel lunzo , ed aspro combattimento , e molto temendo
dei Francesi per le ingiurie antiche , e nuo ve . A questo stato dubbio sotto le mura di .
Verona s' aggiunse la rotta toccata dalle genti alemanne sull' ala loro destra governata dai generali Gottesheim 2, ed Esnitz ; il che fece
fare nuovi pensieri a Kray, distogliendolo del tutto dal seguitare i repubblicani oltre 1 A dige verso Mantova . Era , come abbiam det .
to , il sito di Pastrengo , e Bussolengo nu nitissimo per molte fortificazioni , che consi stev ano in ventidue ridotti , in frecce, trin
cee di campagna , e teste di punti . Urtaro no i Francesi condotti da Delmas , e da Gre
nier con tanto impeto tutte queste opere , che sebbene gli Austriaci vi si difendessero viril mente , le sforzarono . Il caso fu tanto subi.
to , che questi ultimi non poterono rompere
i ponti di Pastrengo , e di Polo per modo che i repubblicani acquistarono facoltà di pas
sar l'Adige, e di correre per la sinistra sua sponda contro Verona , e quella parte degli imperiali, che aveva le stanze sulla strada verso Vicenza . Al tempo stesso , in cui Del nas > e Grenier vinceyauo a Bussolengo , Ser
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STORIA D'ITALIA
rurier più oltre , e più su distendendosi a stanca , ayeva cacciato i Tedeschi dai monti di Lasize , in ciò ajutato efficacemente dal capitano di fregata Sibilla , é dal luogotenen te Pons colle navi sottili , con le quali' cu >
stodivano il lago di Garda . Perdettero gli Austriaci in questi fatti cinquemila soldati tra
morti , e feriti , con mille prigionieri , e sette cannoni . Mentre si combatteva sull'Adige , i Francesi assaltayano Wukassovich sulle fron
tie re del Tirolo sopra il lago di Garda. Già si er ano fatti signori di Lodrone , ed aveva no guadagnato molto spazio oltre i laghi d'I seo ', e d'Idro . Ma infine vennero in ogni .
parte respinti,> perchè Wukassovich era 10 mo di valore , conosceva i luoghi , ed in quella proporzione più forza acquistava , che più ne gli stati ereditarj s' internava . Non cosi tosto
ebbe Kray, inteso la rotta della sua ala destra, ché , lasciato un presidio sufficiente in Legna
go , s’incamminava a presti passi , malgrado della stanchezza de' suoi soldati , a Verona , per preservarla dal gravissimo pericolo , che 7
la sovrastava . Vi arrivava il venzette , e ven totto , e l' assicurava . Nè contento a questo
mandava Froelich più oltre in ajuto dell'ala sua destra , che pericolava a cagione del passo. acquistato dai Francesi sull'Adige . Ma Sche rer , forse intimorito per le rotte di Legna .
go , e di Lodrone , se ne ristette , e non fece
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più alcun movimento d'importanza per usare la vittoria di Bussolengo . I due eserciti stan chi dal lungo combattere , pieni di morti , e di feriti , convennero di sospendere le offese un giorno per dar sepoltura ai primi, e cura O
ai secondi . Continuavano i Francesi in pos sessione della sinistra riva dell'Adige , ed era forza , o che i Tedeschi ne gli cacciassero , o
ch ' essi cacciassero i Tedeschi di Verona. Se cadeva Verona , era vinta la guerra pei pri mi , e Suwarow avrebbe potuto arrivare sen za frutto . Se i Francesi erauo cacciati dalla .
riva sinistra , era vinta la guerra per gli Au striaci . Sovrastava adunque agli uni ed agli altri la necessità del combattere , ma più ai >
repubblicani , che ai loro avversarj , perchè se gl' imperiali reggevano contro l'impeto loro insino al giungere dei Russi , ogni probabili tà persuadeva , che l' aggiunta di una forza tanto potente renderebbe preponderanti le partite in favor dei confederati . Adunque alle dieci della mattina del trenta marzo , i Francesi condotti da Serrurier , passa
to sugli acquistati ponti il fiume in grosso nu mero, assaltarono Esnitz, e Gottesheim , ai quali già si era congiunto con genti fresche Froelich. Un'altra parte di repubblicani condotta da Vi
ctor s' inoltrava verso i luoghi superiori della valle , ed in Montebaldo verso la Chiusa , e Ri vuli coll'intento di occupare i monti, ai quali
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STORIA D'ITALIA
si appoggiavano i Tedeschi , ee di guadagnare la strada di Vicenza. Avevano i Francesi del Ser
rurier, assaltando con un impeto grandissimo guadagnato molto campo , e già insistevano so pra Parona, luogo distante ad un miglio, e mez zo da Verona. In questo pericoloso momento , Kray mandaya fuori ottomila soldati , e partiti
gli in tre colonne , gli sospingeva ad urtare i Francesi . La prima gli assaliva dalla parte di
Parona, la seconda per la strada del Tirolo ver 80 Rivoli, la terza lungo le montagne di Manti co . Ne sorse un combattimento molto fiero in fin
del quale prevalsero gli Austriaci, ed i France si pensarono
al ritirarsi , non senza qualche Jis
soluzione nelle ordinanze . In questo fatto per
frenare l' impeto del vincitore, e dar campo ai с
vinti diritirarsi, prestò opera egregia la caval leria piemontese, Restava, che si potesse ripas sare a salvamento il fiume; una parte passo ;ma
Kray, avendo occupato i ponti con la cavalle ria, e rottogli per mezzo dei granatieri di Kor her, Fiquelmont e Weber , tagliò la strada ai superstiti, che, deposte le armi , vennero in suo
potere .Quasi tuttala parte che era salita ai mon ti, fu in questa guisa superata ,
e
presa . Nove
rarorio i Francesi mille soldati tra morti , e fc . >
riti: dodici ceutinaja venuti sani in poter delle genti imperiali ornarono il trionfo di Kray . Non conquistarono i Tedeschi alcuna artiglie, .
ria, perchè un solo pezzo aveva con sè condot;
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to Serrurier. Perdettero gli Austriaci poca gent
te, si per le buone mosse ordinate dal genera - le loro , e si per l'ardore inestimabile, col qua le andarono all'assalto, e che sopraffece in bre e
ve tempo il nemico .
Dalle raccontate fazioni si vede , che Sche rer ayeya con arte lodevole ordinato la batta
glia di Verona , ma che fece errore nel non se guitare subitamente l'agra favorevole della for
tuna sull' ala sinistra , che era nel primo fatto rimasta vittoriosa ; poichè se il giorno medesi
mo della battaglia ,2 cioè il ventisei , od almeno il ventisette avesse fatto passar il fiume a tutta
l'ala medesima, e l'avesse spinta gagliardamen te contro il fianco di Verona, se ogni probabi lità non inganna, avrebbe rotto Keim, che solo si sarebbe trovato a combattere , ed acquistato la città, innanzi che Kray arrivasse in ajuto con
le genti vincitrici di Legnago. Ognuno vede , quali effetti avrebbe partoriti la presa di una città cosi nobile, e di sito tanto importante con
la sconfitta di due ali degl' imperiali. Non errò
dunque Scherer per difetto di arte, ma bensi per mancanza d' ardire , tanto più da condannarsi, quanto più quello fu il solo adito , che la for
tuna in tutta questa guerra gli abbia aperto alla vittoria. Narrasi, che Moreau lo confortasse al raccontato partito; ma che non vi si volle ri solvere.
Risultaya dalle due battaglie di Verona, che
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STORIA D'ITALIA
gli Austriaci passavano l'Adige a portar guerra sulla sua destra sponda. Dal canto suo Scherer
si era accampato dietro il Tartaro tra Villa franca, e l'isola della Scala >, attendendo a for
tificarsi , ed aa riordinare i suoi : aveva fermato il suo campo principale a Magnano. Ma le sue condizioni divenivano ogni ora peggiori; perchè il nemico incominciava a romoreggiargli sui fian chi, ed alle spalle con truppe armate alla leg giera. Wukassowich, sceso dal Tirolo tra il la go di Garda, e l' Iseo ,9 minacciava Brescia ; ol trecchè il colonnello San Giuliano mandato da
Wukassowich aveva spazzato tutto il campo tra la destra dell'Adige, ed il lago di Garda per modo che il navilio, che i Francesi avevano sul
lago , era stato costretto a cercar rivovero sotto le mura di Peschiera. Da un'altra parte Kle nau, partitosi dall' ala sinistra austriaca con sol
dati corridori, era comparso sul Po, aveva mes so a ronore le due sponde, precipitato in fondo le navi francesi , e costretto i repubblicaui a rifuggirsi o in Ferrara, o in Ostiglia. Si trova va adunque il generalissimo di Francia in gra ve pericolo , ed aveva tanto più forte cagione di temere quanto il suo esercito_scemato per le perdite fatte nelle giornate precedenti, era di venuto di numero inferiore a quello d'Austria .
Oltre a tutto questo non isfuggiva a Scherer , che Suwarow , ritardato solamente dalle piogge insolite, che avevano fatto gonfiare oltre modo
1
LIBRO DECIMOSESTO (1799) 109 i fiumi, ed i torrenti, si accostava: il che avreb be del tutto fatto prevalere il nemico, se prima dell ' arrivare del Russo non ristoraya la fortu
na cadente, Ricordavasi delle antiche vittorie , considerava esser quelli quei medesimi France si , vincitori di tante guerre, avvertiva, quelle terre medesime, sulle quali insisteva, essere sta
te poco tempo innanzi , testimonio di tante , e si gloriose loro fazioni. Mosso da tutto questo ,
nè mancando anche d'animo per se medesimo, si risolveva a cimentarsi di nuovo col nemico ,
sperando, che Magnano avrebbe restituito le co se perdute a Verona. Dall'altro lato il genera le austriaco , non fuggendo il tentare la fortuna
da se solo, agognava ancor esso la battaglia , perchè non voleva dar tempo al nemico di rior dinarsi , e riapersi dall'impressione delle rotte
precedenti, nè lasciar raffreddare l'impeto de'
suoi, tanto più imbaldanziti dalle vittorie re centi, quanto più le avevano acquistate, men tre era ancor fresca la memoria di tante loro
sconfitte. Forse ancora Kray nel più interno del suo animo desiderava una nuova battaglia per o
perare , che per suo mezzo la guerra fosse del tutto vinta innanzi che arrivassero il genera lissimo Melas , ed il forte maresciallo di Paolo..
Se tale fu il suo pensiero , come è da credorsi', e' bisognerà confessare, ch'egli avesse una gran fede in se medesimo, e nissun dubbio della vita
toria ; perchè se perdeva coi possenti ajuti tan TOM .
VII .
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STORIA D'ITALIA
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to vicini, avrebbe meritatamente incorso molta
riprensione per aversi commesso colle sole ar mi austriache alla fortuna, Ivano all' affronto
i due nemici divisi in tre schiere, il di cinque
Aprile. La destra dei repubblicani guidata da Victor , e Grenier marciava all'assalto di San >
Giacomo ; la mezzana governata da Montri
chard, e Hatry , sotto guida suprema diMoreau, doveva sloggiare l'inimico da' suoi pusti trà Villafranca, e Verona. La sinistra sotto la con dotta di Serrurier aveva il mandato d'impadro
nirsi di Villafranca , e di andarsi approssiman do all'Adige. Delmas, soldato animoso, e mol to arrischiato accennaya con un po' di antiguar
do a Dossubono per fare spalla alla mezzana . Il generale austriaco col finedi superare il campo di Magnano , e di cacciare i Francesi oltre il
Tartaro , ed il Mincio , aveva ordipato i suoi 7
per modo che il generale Zopf guidasse la de stra, Keim la mezzana , ed il generale Mercan tin la sinistra : 'un antiguardo condotto da Ho henzollern assicurava Zopf, ed un grosso retro guardo di tredici battaglioni sotto guida di Lu signano , non obbligandosi a luogo alcuno , er presto per accorrere ai casi improvvisi , e soc correre quella parte , che inclinasse. Al tempo stesso Kray aveva comandato al presidio di Le >
gnago, che uscisse a percuotere nel fianco destrơ del nemico , ed a Klenau ,? che turbasse viemag giormente le rive del Po . Sorgeya una fierissi
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) .
U
ma battaglia ; benchè i Francesi fossero inferiom
ri di numero, guadagnavano nondimeno , valo
re solito dei soldati repubblicani e la perizia dei loro capitani. Serrurier, risospinto prima fero >
cemente da Villafranca , fatto un nuovo sforzo , e riordinati i suoi , se ne impadroniva. Delmas
si spingeva ancor esso avanti; Moreau il segui tava con uguale prudenza, e valore, Victor, e Grenier sforzavano San Giacomo , e vi allog / giavauo. Volle Kray rompere Moreau con aper fatto girar un grosso corpo a fine di attaccar il Fran
cese alle spalle, ed al tempo medesimo urtava impetuosamente Delmas. Questa mossa ottima mente pensata poteva trarre a duro partito Mo
reau, s'ei non fosse stato quell'esperto capitano ch'egli era. Ma risolutosi incontanente su quan to gli restava a fare in si pericoloso accidente, in vece di camminare dirittamente, si voltava con grandissima audacia a destra, ed assaltava sul destro fianco coloro che disegnavano di assal tarlo alle spalle. Per questa tanto bene ordinata mossa agli Austriaci furono rotti, e fugati verso Verona, a cui si accostavano Delmas e Moreau con le altre due schiera compagne: già il terrore
assaliva la città. Pareva in questo punto dispe rata la battaglia pei Tedeschi: nja Kray ordina va a nove battaglioni del retroguardo, che si spingesscro avanti , condotti del generale Latter man , ed urtassero il nemico , tre da fronte a si
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STORIA D'ITALIA
nistra, cinque di fianco. Fu questo urto dato
con tanto urdine, ed impeto che i Francesi svel ta per forza la vittoria dalle loro mani , se ne an darono rotti in fuga. Cosi chi aveva vinto con sommo valore, era stato vinto con pari valore .
A questo decisivo passu ordinarono Scherer, e Mo reau un po'di retroguardo, che loro restava, quest' era l'ultima posta, e mandatolo contro il nemico insultante, non solamente ristoravano la fortuna
della battaglia, ma ancora rompevano del tutto la mezzana schiera degl' imperiali, e fugavano Keim fin quasi sotto alle mura di Verona. Resta va un ultimo rimedio a Kray ; quest'erano i re stanti battaglioni del retroguardo. Se essi falla vano , la fortuna austriaca erá vinta , ed i tri onfi dei Francesi ricominciavano su quelle terre
già tanto famose per le segnalate fatiche loro. Serraronsi i freschi battaglioni alemanni, adopo randosi virilmente Lusignano sui Francesi, con
un incredibile furore. Non piegarono i repub blicani , ma s'arrestarono: nasceva un urtare, un
riurtare tale che pareva, che più che uomini tra di loro combattessero. Stette lungo spazio dub
bia la vittoria, e già, checchè la fortuna apparec chiasse ad una delle parti, era per ambedue sal-, vo l'onore . Finalmente la tenacità tedesca pre
valeva all'impeto francese: i repubblicani furo no piuttosto che cacciati , svelti dal campo di
battaglia. Rotto l'argine, precipitaronsi impe tuosamente contro i pinti i vincitori, e ne feccra
113 LIBRO DECIMOSESTO ( 1999) una strage grandissima. La schiera di Serrurier,
che si era conservata intiera, e tuttavia teneva
Villafranca , fu costretta a mostrar le spalle al nemico, non senza scompiglio nelle ordinanze , pel caso improvviso, lasciando il fardaggio, le artiglierie , ed i feriti
poter del vincitore.
Non fu fatto fine a perseguitare , se
non
quando sopraggiunse la notte . Perdettero i repubblicani più di quattromila soldati tra morti, e feriti, con tremila prigionieri: ri masero in preda al vincitore diciassette pezzi d'artiglieria, con salmeria , munizioni , e ba 7
gaglie in quantità. Noveraron si fra i feriti Beau
mont, Dalesme, Pigeon e Delmas. Nè fu la vittoria senza sangue per gl' imperiali, perchè desiderarono circa tremila soldati tra uccisi,e feri ti , Quasi un ugual numero erano venuti come
prigionieri, in mano dei Francesi, ma la pii par te furono riscattati durante la rotta , Mercantin
capitano in molta stima presso gli Austriaci si
pel suo valore , come per la dolcezza della sua natura, fu tra gli uccisi. Morirono altri uffiziali di
grado, e di nome, fra i quali il maggior Voggiasi, che avendo combattuto valorosamente nel prece
dente fatto di Legnago, si era meritato la Croce di Maria Teresa, Durò la battaglia dalle ore sei della mattina sino alle sei della sera . Il valore vi
fu uguale da ambe le parti; la vittoria utilissima alle arn ,i imperiali. Spiuno Kray col suo valore la strarla alle vittorie di Melas, e di Suwarow . *
10
STONTE D' ITALIA
Scherer, scemato il numero de' suoi e scemato altresì l'animo loro per le sconfitte, dopo di a ver fatto alcune dimostrazioni, come se volesse fermarsi sul Mincio, si deliberava a ritirarsi
sulla sponda destra dell'Adda, per ivi fare ope ra , se ancora possibil fosse, di arrestar l'inimico
e difendere la capitale della Cisalpina. A questa deliberazione piuttosto inevitabile, che volonta ria davano motivo la grande superiorità del ne mico accresciuto dalle forze russe per guisa che sommava a sessantamila combattenti, non nove
rati quei di Wukassowich ee di Klenau, che ro moreggiavano sui corni estremi, mentre il suo
tolti i presidj, ch'era obbligato alasciare in Man tova, ed in Peschiera, ed in altre fortezze di
minor importanza non passava iរ ventimila . La medesima deliberazione rendevano necessaria i
progressi fatti, e che tuttavia facevano Wukas
sowich, e Klenau , il primo verso i monti sulla sinistra dei repubblicani, il secondo sulle rive del Po , dove metteva ogni cosa a romore . Si le yavano i popoli a calca al suono delle vittorie
tedesche,e dell'arrivo dei Russi gente strana e riputata d'invincibile valore, non considerando se il dominio austriaco, e russo avesse a mostra
re maggiore benignità, che quello, che volevano levarsi dal collo.Ma il presente sempre noja i popoli, mentre il futuro gli alletta, perchè giu dicano del primo col senso, del secondo coll' im maginazione .
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 115 Bene è da condannarsi che i comandanti rugi si ed austriaci queste mosse popolari in paesi
estranei a loro con parole, con iscritti, e con fatti suscitassero, e fomentassero. Perciocchè nel le sollevazioni dei popoli, e nelle guerre civili ogni più peggior male si contiene , ed ai fore
stieri , che non possono vincere con le sole armi, l'umanità prescrive, che se ne astengono, e che lasciano riposare altrui. Le guerre bisogna la sciarle fare, a chi ha il carico di farle, non a chi ha il carico di pagarle. Oltre a ciò , siccome gli eventi delle guerre sono sempre dubbj, poco umana cosa è il sollevare i popoli contro coloro, che possono tornare a vendicarsi. Queste som mossc molto ajutavano gli imperiali, perché in timorivano gli avversarj , tagliavano le strade, e davano spiatori utilissimi ai nuovi conquista
tori. Esse erano più o meno forti secondo le va rie inclinazioni dei luoghi, ma molto romorose nel Polesine e nel Ferrarese . Grandi tempeste ancora sí levavano contro i Francesi nel Bre
sciano, e nel Bergamasco: Wukassowich vi tro vava molto seguito .
Arrivati i Francesi sulle sponde dell'Adda , fiume assai più grosso, e di rive più dirupate , che il Mincio, e l'Oglio non sono, vel seguente modo vi si alloggiavano. Serrurier con la sini stra custodiva le parti superiori del fiume, stant , ziando a Lecco sul lago, dove aveva una testa di
ponte fortificata , a Inbezzago, ed a Trezzo. In
LIB
STORIA D'ITALI
quest'ultima terra si congiungeva con la batta
glia, o mezzana schiera, alla quale erano prepo sti Victor, e Grenier ,e che,sprolungandosia de stra, si distendeva sino aa Cassano. Possedeva sul la sinistra del fiume una testa di ponte con trin
cee munite d'artiglierie , ed oltreacciò le artiglie rie del castello dominavano questa parte. Un
grosso di cavalleria, perchè essendo Cassano po sto sulla strada maestra per a Milano, i repub
blicani presumevano, che i confederati avrebbe ro fatto impeto contro di questa terra, stava pronto, alloggiato essendo dietro a Cassano , ad accorrere, oye d'uopo ne fosse . La destra sotto
la condotta di Delmas, si sprolungava lungo l'Adda, con assicurare Lodi, e Pizzighettone .
Quest’ era l'alloggiamento preso dai Francesi sulle rive dell'Adda, in cui giudicarono poter arrestare il corso alla fortuna del vincitore.
Intanto una grande mutazione si era fatta nel governo supremo dell'esercito. I soldati repub blicani stimandosi invincibili, perchè non soliti ad esser vinti, avevano concetto un grandissimo sdegno contro Scherer di tutte la loro disgrazie
accagionandolo. I meno coraggiusi si erano anche perduti d'animo, e questo sbigottimento di ma no in mano si propagava: l'immagine di Fran
cia già s'appresentava alla mente dei più , a quelle terre italiane diventavano loro odiose, Le subite , ed estreme mutazioni dei Francesi
dayano a tenere ai capi per modo che dubita
LIPPO DECIMOSESTO ( 1799 )
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vano di aver presto a contrastare non solamente col nemico ma ancora con la cattiva disposizio
nedei propri soldati. Già si mormorava contro Scherer, ed il meno, che dicessero di lui , era , che non sapeva la guerra . Certo, essendo tanto declinato del suo credito, ei non poteva più ol tre governar . con frutto , e la confidenza , ed il coraggio dei soldati per nissun altro modo pote
vano riaccendersi, che con quello di mutar il ca po, e di surrogargli un generale amato da loro', e famoso per vittorie. Videsi Scherer queste co se , e conformandosi al tempo, rinunzió al grado, con rimetterlo in mano di Moreau, e con prega
re il Direttorio, che commettesse in luogo di lui la guerra al capitano famoso per le renane cose. Piacque lo scambio: Scherer, confidate le sorti francesi al suo successore , se ne partiva al
la volta di Francia. I repubblicani intolleranti di disgrazie l'accusarono in varie guise; ma se la
disciplina non era buona , ciò dai cattivi esempi 2
precedenti si doveva riconoscere . Quanto alla
perizia nell'arte della guerra , non si vede di
quale altro fatto si possa biasimare , se non di >
non aver corso gagliardamente, e senza posa contro Verona nella giornata dei ventisei quan do, rotta l'ala destra austriaca , si era fatto si passo del fiume. Del rimanente il dia
gnore del
segno principale di questo stesso fatto dei venti sei, e così quello dell'asprissima battaglia di Magnano, non sono se non da lodarsi ; nè la sua
118
STORTA D'ITALIA
ritirata dall' Adize all'Adda in circostanze tan . to sinistre mostra un capitano di poco valore : ma l'aver fatto guerra infelice in Italia in me
moria tanto fresca di Buonaparte nocque alla sua fama, ed accrebbe l'impazienza dei repub blicani. Da un altro lato non si debbe defrau dare della debita lode Moreau per aver consen
tito al recarsi in mano il governo di genti vinte e quando già poca , o niuna speranza restava di vincere. Sapeva egli che il difendere lungo tem po le rive dell'Adda contro un nemico tanto potente non era possibile: ma andò considerando che il cedere senza un nuovo sperimento la ca
pitale della Cisalpina, che aveva i suoi soldati congiunti co’suoi, e che era alleata della Fran cia, gli sarebbe stato di poco onore , ed oltre a >
ciò voleva, con ottenere qualche indugio , dar tempo al munire di provvisioni le fortezze del
Piemonte. In questo mezzo arrivavano alcuni ajuti venuti di Francia, dal Piemonte , e dalla Cisalpina. Per tutto questo deliberossi di voltar il viso al nemico ee di provare, se la fortuna fos
se più favorevole alla Repubblica sulle sponde dell'Adda, che su quelle dell'Adige. Arriyava Suwarow a fronte del nemico , e senza soprastare , si risolveva a combatterlo .
Suo pensiero era stato , dappoichè aveva il freno dei collegati , d'insistere sulla destra verso i monti , piuttosto che seguitare il corso del Po , perchè desiderava di disgiungere i
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799 )
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Francesi , che combattevano in Italia, da quet
li , che guerreggiavano nella Svizzera . Per la qual cosa andaya radendo le falde dell’Alpi , ed amò meglio tentare il passo del fiume più
verso il lago , che verso il Po . Divideva , come i Francesi , i suoi in tre parti : com metteva la prima , che marciava a destra al generale Rosemberg , che aveva con sé Wu
kassowich , guidatore dell'antiguardo . Que sta parte aveva il carico di aprirsi il varco
in qualche luogo vicino al lago. La seconda, cioè la mezzana guidata da Zupf , e Ott , do veva far opera di passare in cospetto di Va
prio , e d'impadronirsi di questa lerra . Fi >
nalmente la terza , che camminava a sinistra, comunessa al valore del generalissimo austriaco )
Melas , andava a porsi a campo a Triviglio contro l'alloggiamento principale dei Francesi a Cassano · Francesi , e Russi , nuovi nemici, eccitavano l'attenzione del mondo .
Serrurier , dopo di aver combattuto , e re >
spinto con sommo valore i Russi condotti dal
principe Bagrazione , che aveva assaltato la testa del ponte di Lecco , aveva ritirandosi per ordine di Moreau verso il centro ,
la
sciato alcune reliquie di un ponte di piatte
rimpetto a Brivio , per cui egli si era trasfe rito oltre il fiume . La notte dei ventisei a
prile Wuk assowich di queste reliquie presta mente valendosi ; ed avendo riattato il ponte ,
1 20
STOPJA D'ITALIA
varcava , es’ insignoriva di Brivio ,
dove non
trovava guardie di sorte alcuna. Nè noi possia mo réstar capaci, come in tanta vicinanza del
nemico, ed in tanto sospetto di una battaglia imminente , i Francesi non abbiano guardato questo passo importante con un gagliardo pre sidio . Passato, correva Wukassowich la vicina
contrada , e non trovava vestigia di nemico , se non se ad Agliale , ed a Carate . Ciò non
ostante molto pericolava la sua squadra , se le altre non avessero passato nel medesimo tempo. Andava Suwarow accompagnato da Chasteler generale dell' Imperator Francesco , capitano audacissimo, e di molta sperienza , sopravve dendo i luoghi per trovar modo di passare al l'incontro di Trezzo . Pareva anche agli uffi
ciali, che soprantendevano l'opera delle piatte, e del passare i fiumi , il varcare impossibile per la rapidità , e profondità delle acque , e per la natura rotta , a scoscesa delle grotte . Tuttavia non disperava dell'impresa Cha er ; però fatto lavorar sollecitamente i suoi soldati nel
trasportar le piatte , e le tavole necessarie
tanto s’ ingegno , che alle cinque della mattina. del ventisette mandava a pigliar luogo sulla de stra un corpo di corridori,> che vi si appiatta váno , senza che i Francesi se ne accorgessero , e poco poscia passava egli stesso con tutte le genti della mezza schiera armate alla leggiera .
Parve cosa strana a Serrurier , il quale , udita
121 LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) del passo conseguito da Wuk assowich , marcia va per combatterlo ,? e si trovava a Vaprio. Ma
da quell'uomo valente, ch'egli era , raccolti subitamente i suoi, anche quelli , che erano >
stati fugati da Trezzo , ingaggiava la battaglia col nemico , non ben ancor sicuro della posses sione della destra riva . Piegava al durissimo
incontro l'antiguardo dei confederati, e sareb be stato intieramente sconfitto , se non arrivava subitamente al riscatto con tutta la sua schiera
l' austriaco Ott . Si rinfrescava la battaglia più aspra di prima tra Brivio , e Pozza . Mandava Victor alcuni reggimenti dei più presti in ajuto di Serrurier , il quale valorosamente instando , già era in punto di acquistare la vittoria, quan do giungevano in soccorso di Olt le genti di Zopf , e facevano inclinar la fortuna in favor degli alleati ; perchè dopo un sanguinoso af fronto cacciarono i Francesi da Pozzo , e gli 7
misero in fuga. Un colonnello austriaco fu mor to in questo combattimento , il generale fran
cese Baker fatto prigione . Ingegnossi Grenier di raccozzare a Vaprio genti rotte , ma in . darno , perchè assaltato dagli Austriaci, e Rus si fu rotto ancor esso , ed obbligato a ritirarsi frettolosamente . Era accorso Moreau in questo
pericoloso punto , ma la sua presenza non valse a ristorare la fortuna della hattaglia . Per que
sta fazione fu Serrurier respinto all'insù , TOM . yli .
It
ed
122
STORIA D'ITALIA
intieramente separato dall'altre parti dell'e sercito .
Mentre nel raccontato modo si combatteva
fra le due schiere superiori , Melas più sotto non se n'era stato ozioso , Avevano i Francesi
con forti trincee munito una testa di ponte sul canale ritorto , pel quale avevano l'adito libero sulla riva sinistra , Melas , che sebbene fosse già molto innanzi con gli anni , era nondimeno nomo di gran cuore , assaltava col fiore de'suoi .
>
granatieri questa testa di ponte ; ma vi trovava un duro intoppo , perchè con estremo valore ostarono i Francesi, ed anzi parecchie volte il
ributtarono . Infine dopo molto saugue, e molte
morti , superava tutti gl' impedimenti, e si ren deva padrone del passo del canale Ritorto , Re stava a superarsi, , opera molto più difficile, la 2
testa del ponte sull'Adda molto fortificata . Quivi fuvvi il medesimo furore per l'assalto
il medesimo valore per la resistenza . Ma cre scevano ad ogni momento i soldati freschi ai
confederati per modo che spingendosi avanti sui cadaveri dei loro compagni , che quasi pa reggiavano il parapetto , con le bajonette in canna superarono il passo , e feceru strage del nemico. Moreau , che in questa orribile mischia si era mescolato coi combattenti , comandava a'suoi, che, abbandonato , e rotto il ponte , si ritirassero . Ciò mandarono ad effetto , aspra 7
LIPRO necquosesto ( 1999)
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mente seguitati dal nemico . Ebbero comodità
di rompere , non tutto , ma solamente una par te del ponte : sulla opposta riva attendevano a
riordinarsi . Ristorava prestamente Melas il ponte , ed una nuova, ed ugualmente aspra bat
taglia ingaggiava coi repubblicani ,> che animati dalla presenza , e dai conforti del loro genera lissimo virilmente si difendevano . Ma già la •
fortuna più poteva che il valore; già tutte le schiere superiori erano o separate , o volte in fuga, e già , oltre la schiera di Melas passata a Cassano , una novella squadra , che aveva var cato a San Gervasio , urtava i Francesi per fianco : già Moreau medesimo era in pericolo di >
esser preso
dai vincitori, che il cingevano d’o
gni intorno .
Altro consiglio non gli restava se non quello di partirsi prestamente con tutte le sue genti
lasciando intieramente la vittoria in poter di coloro , che l' avevano acquistata . Ma questa risoluzione non era facile a condursi ad effetto ,
perchè gli Austriaci vincitori da ogni parte baldanzosamente instavano . Pure pel disperato valore dei suoi soldati , che amavano meglio
perdere la vita , che il loro capitano , Morean si riscattava da quel duro passo , c perduta in tieramente la battaglia , e lasciato Milano sicu ra preda ai confederati , gli parve di condurre
a presti passi l'esercito sulla destra sponda del Ticino . Melas, e Suwarow si ricongiunsero aa 2
STORIA D'ITALTA
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Gorgonzola . Da quanto si è fin qui raccontato si vede , che nessuna speranza di salute restava a Serrurier . Fu assaltato dai due corpi riuniti di Rosemberg, e di Wukassovich . Si difendeva
con un valore degno di lui , e dei suoi soldati; e sebbene il combattimento fosse tanto disugua le pel numero , tanto fece , che si condusse in tero ' a Verderia ., e quivi affortificatosi con molta prestezza , ed artę attendeva a difender si . Ma essendosi finalmente accorto dal conti
nuo ingrossare del nemico ,7 dell'infelice suc
cesso della battaglia sulle altre parti , e tempe stando da tutte le bande le artiglierie nemiche
sopra uno spazio assai ristretto , chiese i patti
>
e gli consegui molto onorevoli. Gli ufficiali a vessero la facoltà di tornarsene sotto fede in
Francia , i soldati fossero i primi ad avere gli scanıbj. Combatterono in questo fatto con mol ta fede , e valore i reggimenti piemontesi con dotti dal generale Fresia . Serrurier , e Fresia >
furono trattati umanamente dai Vincitori . Un
presidio lasciato in Lecco sotto il colonnello Soyez >, imbarcatosi sul lago , e giunto con pro spera navigazione a Como , arrivava a salva mento sulle rive del Ticino ; difficile , e corag
giosa impresa . Mancarono su questa battaglia di Cassano , che fu una delle più aspre , e san +
guinose , che si siano vedute , dei Francesi me glio di due mila uccisi, ed altrettanti feriti ; cinque mila prigioni vennero in poter del vin >
LIPRO DECIMOSESTO ( 1999) .
125
citore ; tra questi Serrurier , Baker , e Fresia . 2
Furono scemati gl’imperiali di tre mila soldati o morti, o feriti . Molte armi , e bandiere con quistate accrebbero l'allegrezza loro . Più di cento capnoni venuti in poter loro attestarono
massimamente la grandezza della vittoria . Er rarono , come è evidente , i Francesi in questa hattaglia , prima per aver troppo disteso le ali loro , poi per negligenza nel sopravvedere; il che diè comodità a Wukassowich , ed a Chaste ler di passare a Brivio , ed a Trezzo ; del resto >
2
7
combatterono col solito valore , Debbonsi lodlare i confederati di un valor pari , di molta de strezza , e di maggior audacia nell' aver passato . Tuttavia , se non era Chasteler , che presta 7
mente accorse in ajnto dei passati con genti fresche, la cosa si sarebbe ridotta dal canto dei
confederati in gravissimo pericolo, e probabil mente la loro audacia sarebbe stata stimata te merità .
La vittoria di Cassano , che compiva quelle di Verona , e di Magnano , e faceva tanto cre scere il nome imperiale in Italia , recò in poter degli alleati la Lombardia , ed il Piemonte . In tanta disuguaglianza di forzo militari, ajutate dalle inclinazioni dei popoli , non si comprende 7
7
2
come i Francesi si siano risoluti a lasciare tanti
presidj nelle fortezze dei paesi abbandonati; era evidente , che sarebbero stati costretti a capi tolare , atteso massimamente che* le più non ܐ ܙܐ
STORIA D' ITALIA
126
erano difendevoli lungo tempo . Mantova sola poteva , e doveva guardarsi , perchè abile a so
stenersi , e ad aspettare i sussidj di Francia , e quanto portassero i destini di Napoli per opera di Macdonald . Se dopo le rotte di Verona , e di Magnano , si fossero chiamati i presidj a con giungersi colla parte principale , avrebbero po tuto combattere del pari , e tenere in pendente Ja fortuna . Ma avendo voluto combattere spar .
titamente , furono anche spartitamente debel lati , colpa o di sovverchia confidenza in se stessi , oO di poca avvertenza dei loro generali . >
Le genti russe più affaticate delle austriache pel lungo viaggio , si riposarono dopo la batta glia . Fu perciò commessa la cura a Melas di condurre quelle dell'Imperatore Francesco in Milano già vinto prima che occupato . Impor tava altresì , che un paese austriaco fosse dagli .
Austriaci ritornato alla consueta obbedienza .
Vivevasi in Milano con grandissima sospensio ne di animi, perchè i reggitori della Repubblica con tutti gli addetti , ed aderenti loro non ave vano altra speranza in tanta mutazione di for
tuna , che quella di salvarsi esulando in Fran cia. I partigiani del governo antico sollevavano gli animi a grandi speranze , e si promettevano 7
nella depressione altrui l'esaltazione propria
Ognuno pensava od a fuggir la tempesta , che sovrastava , od a far fruttificare in suo pro . Gli amatori del governo imperiale huoni conipas
127 LIBRO Decimosesto (1799) sionavano i repubblicani , stimandogli piuttosto
fanatici che inalvagi , i cattivi gli volevano perseguitare , i pessimi denunziare , i profligati caluuniare . Questi umori covayano . Era un
gran fatto , che la sede di una repubblica rico nosciuta dalla maggior parte dei potentati di Europa , ee che poc' anzi pareva , a tanti gloriosi gesti , ed alla forza dei Francesi appoggiandosi , che fosse per durare molti secoli, ora con tanto precipizio cadesse , ed al nulla si riducesse . Il
pensare da una parte agli ordinamenti si civili,
che militari , che vi regnavano , alle pompe, che yi si spiegavano , ai discorsi , che vi si fa cevano , agli scritti , che vi si pubblicavano , ai trionfi , che vi si menavano , alle imprese , ed
alla militare gloria di Buonaparte , che vi ri splendevano, dall'altra alla sembianza , ch ' el la , non che fra pochi di , fra poche ore avreb be 7, dee soprapprendere con maraviglia ,e istupore qualunque uomo , anche di quelli , che 7
con
più sono avvezzi a considerare queste umane
vicissitudini. Sapevano i capi della Repubbli ca , quale ruina soyrastasse , ma le cattive noa : >
velle si celavano al volgo , ed inorpellate cose si dicevano , ora di vittorie francesi , ora di allog
giamenti insuperabili da loro fatti , ora di fiu mi impossibili a varcarsi , ora di mosse maestre voli , e sicure eseguite dai repubblicani , ora di una apprestata per arte , e prossima ruina di tutte le genti imperiali: questa fama nutrica
123
STORIA D'ITALIA
vano diligentemente , e con ogni studio , Con questo falso corrompevano il vero ; i popoli si confondevano . In su questo , ecco arrivare a
porta orientale dalla parte diCassanosoldati re pubblicani alla sbandata , carri di feriti , fa stelli di munizioni , e di bagaglie, armi sangui nose ,ogni cosa retrograda . Principiava il po polo a fare discorsi , ed adunanze : la sera crea
sceva il terrore degli uni , l'ansietà degli altri , Partivano , scortati da qualche squadra di ca valleria alla volta di Torino i direttori della
Repubblica , Marescalchi, Sopransi , Verte
mati- Franchi, e con loro quasitutti coloro , che, o nei gradi fossero , o no , avevano maggior mente partecipato del governo repubblicano . Portò il Direttorio con sè denaro del pubblico , di cui una parte mandava a Novara : venne >
poco dopo in poter degli alleati . Rimase in Lombardia Adelasio , uno dei Quinqueviri , a
vendo trovato grazia appresso agl imperiali per aver loro svelato i depositi dei denari, e de gli Archivj della Repubblica . Degli altri re pubblicani Italiani , che fuggivano, e con loro le donne , ed i figliuoli, che erano uno spetta colo compassiopevole , i più se ne partivano poveri , perchè ai ladronecci avendo mostrato
piuttosto sdegno , che imitazione , potevano meglio essere accusati d'illusioni che di vizj .
Nè eil duro dominio , di cui eranostati testimo nj , e vittime , üè le tedesche grida, che loro
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 129 suonavano alle terga , gli svegliavano dal lusin- / ghevole sonno ; che anzi varcando miseri , esu li و, e squallidi le Alpi durissime , andavano an cora sognando la loro felice Repubblica . Si for >
te era la malattia , che gli occupava . Quanto a
quelli , che non avevano sognato , le stesse Alpi in cocchj dorati coi depredatori della patria loro varcayapo .
Arriyaya il vincitore Melas il di ventotto
aprile in cospetto della città. Gli andavano all'in contro sino a Cressenzano l'arcivescovo, ed i
municipali. Poco dopo entrava trionfando, ac correndo il popolo in folla, e con lietissime gri da salutandolo . Udivansi le voci, viva la Reli
gione, viva l'Imperatore Francesco secondo. o
Cresceva ad ogni momento la calca; pareva , che tutta la città si versasse a vedere ed aa salu
tare i soldati, e le insegne dell'antico signore. La sera si accessero i lumi alle case , si fecero cantate, balli, fuochi d'allegrezza : dimostrazio
ni tutte, che si erano fatte per lo innanzi ad ogni novella di rotte austriache. La bontà del
popolo milanese risplendette in questo impor tante fatto : non fece ingiuria, nè minaccia ad
alcuno . Ma quando arrivò la gente del contado,
s'incominciarono le persecuzioni contro i gia cobini, o veri, o supposti, e andò a sacco il pa lazzo del Duca Serbelloni. Per frenar il furore
di quest' uomini facinorosi in paese tanto ripu la dolcezza degli abitatori, l'ammini
tato per
130
STONA D'ITALTA
strazione temporanea , che si era creata , esorta
va il popolo ad astenersi da ogni ingiuria, ed a non containinare con insolenze , e persecuzioni
l'allegrezza comune, Avvisava inoltre, che chi
non obbedisse, sarebbe castigato. Volendo Me las, ed il commissario imperiale Cocastelli dare maggior nervo a queste esortazioni, avvertivano
che al governo solo s'apparteneva la punizione de' rei, e che chi s'arrogasse vendette private,
o turbasse il pubblico, sarebbe senza remissione punito militarmente. A questo modo si frenaro no in Milano le intemperanze popolari. Solo, poco tempo dopo, si udi il mal suono, che erano stati arrestati alcuni dei capi dello stato repub
blicano , che poi si mandarono carcerati alle bocche di Cattaro. Fu questa, non so, se cautela , o castigo cagione di grave dolore, e terrore,
perché i presi erano uomini ragguardevoli per dottrina , e per virtù . Si sentiva tosto un'altra voce sinistra , che le cedole del banco di Vien
na avessero a spendersi come contante: parve enorme in quel fiorito paese, in cui era ignota la peste delle carte pecuniarie. Incominciossi a temere delle persone , e degli averi: ciò conta
minava l'allegrezza recente . Arrivava intanto Suwarow ; il guardavano come un nuovo nomo :
disse all'arcivescovo, essere venuto a rimettere la Religione in fiore, il Papa in seggio, i Sovra ni in onore . Si maravigliavano i popoli a tanto amor del Papa: si taceva , che fosse scismatico .
LIBRO DEcimosesto ( 1799)
131
Soggiunse ai municipali venuti a fargli riveren za , che gli vedeva volentieri ; che solo deside
rava , che come suonavano le parole loro, cosi avessero i sentimenti . Dal che si vede, che Suwa row vecchio se ne intendeva .
Restavano a compirsi da Suwarow due im
prese secondo che il consigliasse il procedere dell'avversario : quest'erano , o di premere a destra per disgiungere i Francesi d'Italia da
quei della Svizzera, o d'incalzare sulla stanca,
passando il Po , per impedire la congiunzione di Macrlonald con Moreau . Sulle prime, non ben certo della risoluzione del generale di Francia
accennava all'una parte ed all'altra, mandando dall' un lato Wikassowich grosso ad invadere il Novarese, ed il Vercellese, dall'altro Rosem berg, grosso ancor esso a romoreggiare sul Vo gherese. Così aspettava a pigliare deliberazioni più risolute, secondo che insegnassero gli an'la menti del nemico,
Dal canto suo Moreau, essendo ridotto il suo esercito a quindici mila combattenti, aveva con siderato, che senza pericolo di estrema ruina, non poteva starsi aa difendere la fronte del Tici. no, siccome quella , che era troppo estesa, e non corroborata da alcuna fortezza . Pertanto si era
risoluto ad abbandonarla, portandosi più indie tro , Ma a quale parte gli convenisse condursi, stava in dubbio; perchè o doveva ancor egli pen
sure al tenersi accosto all'Alpi per consentire
132
STORIA D'ITALIA
con Massena, che continuava a combattere as
pramente in Isvizzera, o al piegarsi sulla destra del Po per dar la mano a Macdonald, al quale aveva mandato ordine , che da Napoli partendo, 7
e prestamente viaggiando venisse a congiunger
si con esso lui sulle sponde della Trebbia. Eles se questo secondo partito, nè perchè non si sia deliberato a condursi direttamente a Genova, passando il Po tra Pavia , e Voghera, a noi non appare, se forse non fu per dar animo con la sua propinquità ai comandanti delle fortezze
assediate di sostentarsi. Per la qual cosa visi tato Torino, e quivi informatosi diligentemente se le strade da Genova a Piacenza fossero pra
ticabili per le artiglierie, nè temendo di essere seguitato così presbo, perchè i grossi torrenti del Canaỹese si erano per le pioggie smisurate gonfiati strabocchevolmente dietro a lui, e le
strade ne erano soffocate, conduceva l'esercito nei contorni di Alessandria, alloggiandolo in un sito molto forte. L'ala sua destra era assicu
rata da Alessandria, e dal Tanaro, la sinistra da Valenza, e dal Po. Per tal modo non abban donava del tutto le pianure, e si teneva la stra da aperta verso gli Appennini. Per la quale dem liberazione del capitano di Francia fu necessi tato Suwarow a fermare la guerra tra la destra
del Po, e la catena di quei monti. Erano cinte d'assedio dagli alleati Peschiera, Pizzighettone, il castello di Milano, e Mantoya. Ma non indu
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LIBRO DECI MOS ESTO ( 1799)
giarono lungo tempo ad arrendersi Peschiera, ed il castello, fatto leggiere difesa; Pizzighetto ne si tenne più lungamente ; infine un caso for
tuito di una conserva di polvere, che accesa da una bomba, aveva intronato tutta la terra, die causa , di dedizione ai difensori, Rimanevano in
favor dei Francesi Mantova, intorno alla quale, siccome piazza di maggiore importanza, Kray si affaticava e con Mantova tutte le fortezze del
Piemonte. Ingrossati gli alleati dai corpi , che >
avevano oppugnato le fortezze conquistate e fatti
arditi dalle sollevazioni dei popoli in loro favo re, si accosta vano a Moreau coll'intento di cac ciarlo per forza da quel forte nido, in cui si
era ricoverato. Ma credendo, che egli fosse più debole, o i Francesi più perduti d'animo, in vece di andar all'incontro con forze grosse, ed
unite per venirne ad una battaglia giusta, giu dicarono di poterlo snidare con dimostrazioni
· parziali, e con romoreggiargli all' intorno. Pas sarono i confederati, massimamente Russi, il di undici maggio, il Po a Bassignana; i Francesi , essendo andati ad urtargli, gli ruppero, e tuffa rono nel fiume. Ripassaronlo più grossi il giorno seguente, ed assaltarono virilmente i repubbli cani; ma essi più virilmente ancora resistendo, rimasero superiori, ed uccisero gran numero d'imperiali ; i superstiti cacciarono nel fiurne, Nè quale utilità avessero questi assalti partico
' lari, io non lo so vedere, perciocchè, quando 70M , VII .
12
134
STORIA D'ITALIA
puoi vincere con tutte le forze, non ti devi mettere a pericolo di perdere con una parte. Dall'altro lato Keim, acquistato Pizzighettone , era venuto ad ingrossare Rosemberg sulla destra
del Po, e fatto forza contro Tortona, facilmente Ja recava in suo potere , essendosi i Francesi ri tirati nel forte. Tentata invano l' ala sinistra
di Moreau, avvisarono i confederati di far pruo va, se minacciando sulla destra, il potessero sforzare alla ritirata . A questo fine si appresen tarono molto grossi a San Giuliano, che accenna a Marengo, luogo vicino ad Alesandria . Ma
Moreau, che conosceva l'arte , ed aveva pene trato l'intento del nemico, ricusava il combat tere, difendendosi con la fortezza degli alloggia
menti. Ciò fu cagione, che Suwarow pensasse a fare il principale sforzo della guerra sulla sini
stra del Po, Della qual cosa accortosi il generale di Francia, usciva, traversata la Borinida , dal suo campo, ed assaltava con impeto grandissimo Keim, e Froelich, che avevano le stanze a San
Giuliano, ed obbedivano a Lusignano. S'ingag giava una battaglia molto viva, traendo i Fran cesi a scaglia, e caricando con la cavalleria, Avrebbero anche vinto quella pugna, se per ca
so fortuito non sopraggiugeva con genti fresche Bagrazione , che entrando nella battaglia nel momento , in cui già i confederati piegavano , glitsostenne, ed obbligo Moreau a tirarsi indic ccio . tro , Ritirossi infatti ,ma intiero , e mina >
LIPRO DECIMOSESTO ( 1599) 135 so , tornando nel suo sicuro alloggiamento fra i due fiumi. Fu sanguinosa la zuffa da ambe le
parti , ed ambedue si attribuirono la vittoria . Cosi Moreau dimostrava , che era ancor vivo e che gl'infortuni presenti non gli avevano tol to nè la mente , nè la fortezza d'animo .
Oranai la guerra , che gli romoreggiava tut to all' intorno , lo sforzava a far nuove delibe razioni, Wukassowich, accompagnato da un prin
cipe di Roano, conquistato il Vercellese , si era fatto avanti sino alle prime terre del Canavese, e tutto vi metteva a romore . Keim ancor egli
tempestava sulla destra del Po per modo che il generale francese si trovava spuntato da amhi i lati. Oltre a ciò i popoli del Canavese, condotti da preti , e frati si erano levati a calca contro i
repubblicani. Mondovi parimente si muoveva contro di loro ; Fossano , e Cherasco il seguita vano . Ceva incitata da un ufficiale tedesco di
singolare audacia , prese le armi ,7 tumultuava . Alba si sommuoveva, e creato il suo vescovo Pio
Vitale , comandante delle armi , si avventava contro i Francesi, ed i democratici del paese . Si
commisero sotto l'imperio del vescovo atti di grande crudeltà . Asti stesso tanto vicino al cam
po di Moreau, invaso da contadini armati, e sti molati da alcuni curati, di cui avevano le lette
re , vide saccheggiarsi il palazzo municipale, e la chiesa del Carmine da questa plebe sfrenata, che gridava viva la fede, viva San Secondo, H.
136
STORIA D'ITALIA
presidio francese non penò poco a cacciargli s pure finalmente gli cacciò, uccidendone un cen
tinajo. Foi venne il generale Meusnier saccheg giando il paese per punirgli ; e ne fece per giu-, dizi militari uccidere un altro centinajo. I com pagni gli gridavano martiri . Le terre astigiane
grondavano sangue, quasi in sul cospetto di Mo reau . Pensava egli alla salute de' suoi : vedendo piena troppo grossa , e che era non più tempo >
di aspettare tempo, passando per Asti,
Chera
sco, e Fossano, ee lasciate ben guardate Alessan
dria , e Tortona , andava a porsi alle stanze di Cuneo, per avere le strade libere verso Francia
pel colle di Tenda, e per la valle dell'Argente ra. Mandava una grossa banda a castigare Mon dovi ; come i sollevati aa uiuna cosa avevano per
donato, che fosse , o paresse , o si supponesse
a
loro contraria, nemmeno alle donne di coloro ,
che chiamavano a morte, perciocchè crudelmen te le svillaneggiavano , e stupravapo ; cosi i re pubblicani parimente a niuna cosa perdonarono ,
non salvando nemmeno l'onestà dei monasterj
delle donne. Preti, e frati , capi delle som mos se , dopo di aver ucciso crudelmente i repubbli
1
cani, furono essi medesimi uccisi soldatescamen te dai repubblicani. In mezzo a questi atroci ac cidenti, di cui ambe le parti si rendevano ree , Buronzo del Signore , arcivescovo di Torino , mandava fuori , a petizione di Musset com >
missario di Francia , lettere pastorali lodatrici
LITRO DECIWOSESTO ( 1799) 139 del governo repubblicano, e pareggiatrici delle sue massime a quelle del Vangelo . Poi crescen do vieppiù la rabbia dei popoli, pubblicava una pastorale esortatoria , in cui molto amorevol
mente citando frequenti passi delle sacre scrit tnre, confortava i popoli a quietare, e ad obbe
dire ai magistrati. Questi erano veri uffici di pastore delle anime ; ma la rabbia , e la conci tazione degli altri cherici erano più potenti del le amorevoli esortazioni dell'arcivescovo: dice
vano , chele faceva per forza, e forse era vero: altri il chiamavano giacobino , Da Cuneo il ge
perale della Repubblica, lasciatovi un forte pre sidio, si conduceva, essendo oggimai stremo di genti , sul destro dorso degli Apennini .
Partiti i Francesi, il che fu cagione , che l' amministrazione del Piemonte , che Moreau passando per Torino aveva creato di quattro
persone , Pelisseri , Rossignoli, Capriata, e Gey met, in surrogazione di Musset tornatosi in su
quei primi romori in Francia , andasse a far ca po in Pinerolo , perchè le valli dei Valdesi ,
vicine a questa città, ed abitate da popoli quie ti, e nemici di ogni scandolo, davano un adito >
sicuro a ripararsi in Francia . Quivi concorreva no tutti i Piemontesi , ed altri Italiani , che ave vano più speranza nella fuga , che nella beni gnità del vincitore . Le cose erano disperate : pure quest' uomini ingannati dalle solite fanta
sime , con grandissima acerbità sdegnati12minac
133
STORIA D'ITALIA
ciavano ancora i nemici, ed incitavano i popoli ad armarsi in sostegno della Repubblica. Per la partenza medesima dei soldati di Francia si
moltiplicavano a dismisura in Piemonte le som mosse popolari. La rabbia politica , il zelo, co 7
me pretendevano , della Religione, spesso anco ra l'amore del sacco, e gli odj privati produce vano questi effetti. Sorse ad accrescergli un ma nifesto mandato da Suwarow ai Piemontesi dal le sue stan di Voghera, il quale con parole
aspre, e minatorie spingeva le intenzioni impe riali: che gli eserciti vincitori mandati dal l'Austria , e dalla Russia in nome del legittimo Sovrano del Piemonte , verso il Piemonte vol gevano il passo ::
che venivano per rimettere il
Re sul trono de' suoi augusti antenati, del quale
per la perfidia loro l' avevano i suoi nemici de truso ; che venivano , perchè la Religione trion
fasse, perchè il Piemonte da quel duro e tiran nico giogo, al quale da' suoi oppressori era stato
posto, si liberasse, perchè il mal costunie, ch'es si in tutti i cuori andavano seminando ,
si spe
gnesse : che sapevano, quale amore, quale fedel tà i Piemontesi portassero all' augusta Casa di Savoja, la quale da tanti secoli con tanta gloria, e sapienza gli aveva governati; gli esortavano pertanto ad armarsi per una causa >, nell'esito felice della quale tutta la felicità loro consiste va: pensassero ai loro antenati , quelle armi in mano di nuovo si recassero , che erano state si
LIBRO DECIMOSESTO (1799) 139 spesso vittoriose contro il comune nemico ; ac* corressero , sotto le insegne dell'esercito vitton rioso , ch'egli reggeva , si unissero, e sarebbero gl' impostori , che per opprimergli gli avevano inganpati, cacciati per sempre dalle terre loro ; che alle armi gl' invitava solo pel sostegno del
Ja Religione, che alle medesime gl' invitava 30 lo per la conservazione delle proprietà : che i
due Imperatori , ed ei per loro , promettevano protezione, ed assistenza ai fedeli, perdono ai deboli, castigo ai scellerati. Si armassero adun que, concludeva, si armassero, ed alle genti im periali si accostassero : pensassero, quanto fosse pietoso il liberare il Piemonte dalla tirannide caerbissima dei giacobini: ciò da loro richiede
re l'onore , ciò richiedere il dovere ; non gli rattenessero le false promesse: solo valere il giu-, ramento antico , non quello prestato ad un go
verno iniquo; le sublimi virtù dei due Impera tori abbastanza dimostrare, che la fede sua nel promettere o benignità, o castigo viverebbe san ta, ed in violata ,
Queste parole atterrivano maravigliosamente gli uomini avversi, perchè sapevano, che Suv varow era uomo capace di fare più che non di ceya . Dall'altro lato le genti stimolate si solle
vavano : atroci fatti seguitavano parole incita trici , Carmagnola, città vicina a Torino , si le
vava a romore, ed ammazzava i repubblicani ,
che viaggiavano alla spicciolata : i repubblicani
140 STORIA D'ITALIA accorsi armatamente da Pinerolo ammazzavano i Carmagnolesi, ardeváno le case loro , e davano inesorabilmente a morte i frati, autori della som mossa . Queste cose succedevano a ostro di To >
rino a tramontana delle peggiori. Il Canavese, provincia dotata di popoli armigeri , e fieri , vieppiù s'infiammava: vi sorgevano opere, par te da commedia , parte da tragedia. Un antico >
ufficiale in riposo d'Austria , che Brandalucioni , aveva nome, giudicando, che quello fosse tempo
da prevalersene, si era fatto capo di villani ar mati, e già aveva corso sollevando , e depre dando il Novarese, ed il Vercellese, quando fer matosi in Canavese , pose la sua sede in Chi vasso. Le turhe agresti che il seguitavano, era no andate, strada farendo ingrossảndosi: le chia mava masse cristiane. Questo Branda con le sue masse, quando arrivava in una terra, prima co
sa, atterrava l'albero della libertà , e piantava in suo luego una croce : quivi poscia s' inginoc
chiava, e stava un pezzo orando. Poi trovava il
paroco , e si confessava , e comunicaya. Ne
dinenticava la cura del corpo ; perchè si dava al desinare , ed usava anche del vino immode 7
ratamente : la massa cristiana vedeva spesso an dar a onde il buon uomo . Nè gl'importava, che due più che una volta le medesime cose nello
stesso giorno facesse , perchè quanti villaggi vi silava, tante le ripeteva. S'informava , se nella terra fossero giacobini, ed avveniva, che i gia
LIBRO DECIMOSĖSto ( 1799) 141 cobini erano sempre i più ricchi : erano messi o a taglia , o a ruba . Chi non pagava, predato , o carcerato ,> ma il pagar la taglia era mezzo si
curo di riscatto , Due cappuccini aveva per segre tarj: preti, curati, e frati l'accompagavano con forche, picche, pistole , e crocifissi. Frati erano di ogni sorta , e di ogni colore , ed armati in va >
rie, e strane guise: un curato accinto di pistole
assai bene grosse, custodiva il passo della Stura. I villani seguitando facevano gesti, e schiamaz zi, parte ridicoli, parte tremendi. Il terrore do minava il Canavese. Non solo chi aveva opinio
ne contraria, ma chi aveva o lite , o interesse contrario con alcuno di quest'uomini fanatici , era chiamato a strazj , a prigionia, ed a morte .
Nè preservava l' età, o la virtù, o ” innocenza tutti erano da un incomposto furore lacerati. Sunsi vedute donne tratte, per opinioni o vere o supposte, alle ingiurie estreme da uomini sce
leratissimi: sonsi veduti magistrati rispettabili legati con corde , e svillaneggiati con ogni ob brobrio da uomini facinorosi, che avevano an ticamente, e sotto il governo regio chiamati a giustizia per commessi delitti : sonsi veduti veca
chi infermi, o scempiati da queste masse fu ribonde, o fuggenti con istento la cieca rabbia, che gli perseguitava. Le matte cose, che questo : Branda dava a credere alle sue masse , sono piut
tosto di un altro mondo che di questo ; perchè diceva, che con bastoni, e con pali avrebbe pre
142
STORIA D'ITALIA
so la cittadella di Torino , ed elle se lo cre
devano: che avrebbe preso Francia , e se lo cre devano ; che Gesù Cristo gli compariva, e se lo credevano; e preti, e frati applaudivano , e più applaudivano nelle meriggiane ore, che nelle mattutine. Credo, che scena simile a questa non
sia stata al mondo niai. Intanto il buon uomo si prendeva le taglie , ed attendeva al vino. In fine , prima i preti timorosi, poi i villani som spettosi incominciarono a subodorar l' umore
>
e diedero mano al mormorare ,. Brevemente
vedendosi scoperto, si cans) ; e temendo , che i generali russi,,o tedeschi, ai quali non piace
cevano le opere nefande, gli dessero premio secondo i meriti , andava domandando attestati
di ben servito a questo , ed a quello, massi
me ai preti : alcuni gliene diedero, o per com passione, o per timore ; i più gli ricusarono. JI vescovo , e la città di Novara sdegnosamente glicli negarono. Fu posto pe' suoi portamenti in carcere a Milano, e vi stette tre mesi . Du
rerà lungo tempo la memoria di questo Branda in Canavese , coine caso di crudeltà sciocca , e di furore pazzo . Ai tenipi, che seguirono , e quando i repubblicani tornarono in Piemonte ,
prevalase fra di loro l'uso, che chi parteggia va, o fosse creduto parteggiare pel governo re gio, Branda da questo lepido capo si chiamas Intanto le massć sollevate continuavano, nè, furono sciolte, se non quando i confederati se .
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799)
143
fatti più sicuri dalle vittorie , giudicarono , i moti composti essere migliori degl'incomposti. Frattanto Suwarow intendeva l' animo al
l'acquisto di Torino, perchè essendo città ca
pitale, si stimava, che la possessione di lei, fa cendo risorgere l'immagine del regno, invite
rebbe i populi a tornare all'antica obbedienza . Oltre a questo , importavano agli alleati il suo
sito, molto accomodato alla guerra , e la copia delle artiglierie , e delle munizioni , che vi si
trovava ammassata. Non aveva potuto Moreau per la debolezza delle genti, che gli restavano,
lasciar in Torino un presidio sufficiente, e dal la guernigione della cittadella in fuori, non vi era forza, che potesse preservar la città, quan tunque fosse cinta di mura forti ed ordinate , secondo l'arte, a difesa . Ad un recinto tanto
largo appena avrebbe potuto bastare contro l oppugnazione tutto l'esercito , che il generale di Francia aveva condotto oltre i sommi gio
ghi dei monti: Solo vi era dentro una guardia cittadina, che prima urbana, poscia nazionale
chiamata, ed avendo oggimai a noja e le muta zioni , e le guerre, e le grida di questo, o di quello, intendeva solamente a conservare in
tatte le proprietà, e le persone. Arrivava Wu kassowich con genti regolari, e turbe paesane ;
faceva la chiamata. Rispondeva Fiorella, voler si difendere. L'austriaco , occupato il 'monte dei cappuccini, che dalla riva opposta del Po
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STORIA D'ITALIA
sopraggiudica la città , e piantatevi alcune ar tiglierie , non grosse , ma da guerra sciolta ,
principiava da quel luogo rilevato aa dar la bat
teria ; rispondevauo, ma debolmente le artiglie rie dellemura. Non facendo frutto, con le pal le, pruovò le bombe, perchè sapeva, che si re sisteva piuttosto pel difetto delle armi, e delle genti necessarie ad espugnare,
che per la suffi
cienza del presidio . S'accesero alcune case vi cine alla porta di Po ; il che fra quello strepi to di artiglierie accrebbe molto il terrore ; già le menti commosse credevano approssimarsi l' estremo sterminio . In questo punto la guardia
urbana apriva la porta. Entrarono a furia i sol dati corridori di Wukassowich; gli accompa
gnavano, cosa di grandissimo spavento , le tur 7
be informi di Brandalucioni , Salvaronsi frettolo
samente in cittadella i pochi soldati repubbli cani, che alloggiavano in città dei quali alcuni furono presi, altri uccisi, Già Torino non era più in poter di Francia, ma non era ancora del
tutto in poter d'Austria, perchè su quel pri mo giungere le turbe contadinesche dominava
no. Per primo fatto, ed in sul bell' entrare uc cisero un Ghiliossi, ufficiale d'artiglieria mol to riputato , il quale, quantunque fusse in voce
di amare il governo nuovo, si era niescolato
2
certo molto imprudentemente coi circostanti per veder passare quegli uomini arrabbiati. Sco perto , oh , ecco un giacobino , dissero , e tosto >
i
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 145 l’ammazzarono. Il suo cadavere fu lasciato gia cere nel sangue lungo tempo , e ad esso con gli
scherni, e con gl'improperj insultavano. Le fe roci masse ebbre di rabbia , e di vino correva no le contrade, riempiendo l' aria di grida or ribili; si promettevano il sacco. Un Cavaliere Derossi, colla spada nula in mano , gli guida va ,
ed animava, e correndo con loro gridava ,
e faceva che gridassero viva il Re, viva la Ca sa di Savoja , muojano i giacobini , In mezzo a queste grida la moltitudine sfrenata dava il sac
co alle case Ferrero, e Miroglio , ed al caffè di Scanz, a quelle come di giacobini, a questo per non so quale insegna repubblicana. Derossi fa ceva minacce a chi affacciatosi alle finestre, non
gridasse , viva il Re. Mangiari di ogni sorta , e fiaschi di vino si calavano continuamente , e , 7
so dire, molto volentieri, dalle finestre , perchè non era tempo da esitare. I villani gridavano senza posa , muojano i giacobini ! dove sono questi giacohini ? che ci si diano qua: che stiam fucendo, che non gli ammazziamo tutti. Gia cobini , e non giacobini, si nascondevano , per chè sapevano, qual discernimento abbia in si mili casi il volgo. Insomma Torino pieno di spa vento aspettava qualche gran ruina, e se i con federati non fossero stati presti ad accorrere ed a frenare quegli uomini furibondi, sarebbero
forse avvenuti mali peggiori di quelli, che si том . VII
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STORIA D'ITALIA
temevano. Premevano gli animi di tutti i pen sieri delle cose presenti , e future. Quando i tumulti, che avevano conquassato il Piemonte , alcun poco restarono, entrava a guisa di trionfatore il generalissimo Suwarow .
Andava in sul giungere nella Chiesa metropoli tana di San Giovanni per ringraziare Iddio del l'acquistata vittoria . Fu ammesso molto volentie ri al bacio della pace, ed alla celabrazione dei di vini misterj dall'arcivescovo Bur'onzo, il quale , dopo di aver lodato alcuni giorni prima la Re
pubblica, ora chiamava nelle sue nuove pastorali il generale russo , Inviato del signore , novello Ciru. Nè si oppose al vedere certe immagini, 7
che si andavano vendendo, e che il volgo ignaro
osservava maravigliando , nelle quali la Russia , l'Austria , e la Turchia erano rappresentate con gli attributi della Santissima Trinità . Queste co se io narro bene a mala voglia; pure son costret
to a narrarle per amor della verità, e perchè i nostri nipoti sappiano , quanto noi siamo stati pazzi.
Intanto Fiorella, che governava la cittadella traeva con le artiglierie ; i confelerati traevano contro di lui : era vicino un'altro sterminio ; i
miseri Torinesi tra Francesi, Russi , Austriaci , repubblicani, regj dalle paure , e dai dolori nou potevano respirare. Infine le due parti conven
nero, perchè altrimenti la sede del re ne andava
LIBRO DECÍHOSESTO ( 1799) 147 in sohbisso, che i confederati non assalterebbero la cittadella dalla parte della città , ed i France
si non infesterebbero, la città dalla cittadella. Era Suwarow continuamente veduto , e corteg >
giato dai nobili; i più savj consigliavano la mo derazione, gli altri il rigore.
Jl Russo quantunque fosse di natura molto risentita, ed anzi acerba, massime in queste fac cende di stato , più volentieri udiva i primi che
i secondi, perchè giudicava secondo la ragione non secondo la parzialità del luogo, o i desideri di vendetta. Gli pareva sebbene fosse venuto
dall'orsa, che fosse oggimai tempo di riordinare lo stato piuttosto che di alterarlo con le acer bità , che generano nuove nimicizie , e nuovi sdegni. Chiamava a sè il marchese Thaon di
Sant'Andrea, e gli dava carico di riordinare i reggimenti del Re. Il marchese cou un acconcio
manifesto esortava i soldati piemontesi a torna re sotto le antiche insegne, promettendo, che
si sarebbero perdonate lc trasgressioni, e si a prirebbe volentieri il grembo a tutti gli sviati che per
le difficoltà dei tempi si erano voltati a servire ai governi nuovi, e che prontamente si rimettessero nell'obbedienza: a queste parole senza tardità i soldati si raccoglievano. Poi Suv
varow consigliandosi col marchese medesimo, e con gli altri capi del governo regio creava per dar forma alle cose sconvolte , un governo inte rinale sotto nome di consiglio supremo insino al
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STORIA D'ITALIA
ritorno del Re. Riputando poi a proposito di lui il dare la potestà ai più affezionati, vi chiama
va il marchese , i capi delle tre segreteric i primi presidenti del Senato , e della Canera dei conti, l'Avvocato , ed il Procurator ge nerale, l'Intendente generale delle finanze, il >
Contador generale , ed il reggente il Controllo
generale; voleva , che i magistrati antichi ripren dessero gli uffizj: ordinava, che il consiglio supre. mo fra le leggi enianate dopo la partenza del Re sciegliesse quelle, che si dovessero conservare . Grave peso era addossato al consiglio : le cose scomposte oltre ogni credere, massimamente le finanze. Oltre la voragine della guerra, e le :
inolestie, le frandi, e le rapine degli ammi nistratori degli eserciti russo
ed austriaco ,
certamente non più continenti dei repubbli cani , quei biglietti di credito laceravano lo
stato . Per liberarsene , decretava, che si spen dessero, e nei pagamenti si accettassero, non a valor di segno, nè di editto, ma a valor di
cambio, deliberazione giusta in sè rispetto ai
particolari tra di loro, non rispetto al governo. Parve decreto enorme: gravi risentimenti aveva prodotto la legge precedente, che aveva scema to dei due terzi il valore dei biglietti , ma que
sta del consiglio, sancita , come si disse, a peti
zione del Conte Balbo, Soprantendente le finan ze, del volerc, che solo valessero a valor di
canıbio, ne partori dei più gravi. Oltrechè i
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 149 possessori si trovarono offesi della differenza tra il valore edittale, e quel di cambio, la legge del governo instituito dai Francesi aveva offeso so lamente gli interessi privati , mentre questa of fendeva gl' interessi privati , ed il buon costume ed aperse la porta ad abusi innumerabili : iro perciocchè s'incominciò a far disegni, ed a ne goziare sull'aggio, pessima co rruttela dello sta to sociale . Grande difficoltà era pure nel prov
vedere le vettovaglie necessarie alle popolazioni paesane, ed a tante genti forestiere ; perchè la vernata essendo stata molto aspra, vi era estre
ma carestia; e siccome i più forti erano i primi a procacciarsele, cosi i vincitori, che si chiama vano amici, ed alleati, se ne vivevano largamen te, mentre gli uomini del paese pativano all'e stremo dei cibi necessarj, erano tormentati dalle ultime necessità ; alcuni se ne morirono di fame.
I vincitori pascevano i cavalli coi granelli della saggina, o sia meliga, che è il principal cibo dei contadini del paese, ed i Piemontesi affamati ne domandavano invano. Furon visti uomini costret
ti dalla estrema fame razzolare ,7 crudo ed inso
lito spettacolo in Piemonte, nello stallatico dei cavalli, e pascersi dei granelli superstiti, misera bili reliquie. A questo si aggiungeva, che se i vil lani frenati dai capitani, avevano cessato, sebbene non intieramente , dal sacco, e dalle persecuzio ni , i cosacchi , i panduri, e non so qual altra pe ste di questa sorte, avevano principiato a far da *
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150
STORIA D'ITALIA
loro: la parzialità pei Francesi era il pretesto, la cupidigia la cagionc, la violenza il mezzo , il fur to il fine. I Piemontesi non erano sicuri nè in
casa, nè fuori: le case andavano in preda, o per forza, o per inganno; le ingiurie per le strade ,7 ed anche per le contrade della real Torino si noltiplicavano; varie erano le forme :: alcuni ra pivano gli orologi di tasca dicendo Jacob, Jacob , come dir giacobino; e gli rapivano ai giacobini , ed ai non giacobini ugualmente. Toccavano altri i capelli , credendo, che i giacobini gli avessero
mozzi, e se venivano gridavano Jacob, Jacob , e mettevano l'uomo per la peggiore : pelle cam pagne, veduto chi andasse per la strada ai fatti suoi tosto gridavano Jacob, correvano dietro, ed era forza riscattarsi, quando non si poteva fuga gire. Io ho conosciuto un repubblicano , che era fatto fuggire su pei monti da una stretta di pan
duri, che gli teneva dietro, gridando, fermati Jacob , fermati Jacob , che siam truppe del l' Imperatore. Quella gente zotica si persuadeva
che perchè eran truppe dell’Imperatore, il re pubblicano dovesse fermarsi; ma ei si dileguava
loro davanti con migliori gambe. Insomma la guerra è guerra,
i vincitori son vincitori, e il
ciel guardi gli stati deboli dagli alleati potenti. Non mai il Piemonte fu tanto squallido, quanto ai tempi della presenza degli Austriaci , e dei Russi.
Non fece sangue per giudizj civili nè sotto il
tiero deciMOSESTO ( 1799) 158 governo di Joubert, né sotto quello di Suwarow ma dominando il Russo molti partigiani del nuo
vo stato, fra i quali non pochi virtuosi uomini ,
furono carcerati, parte per odio,
parte per assia
curarsi di loro, massimamente perchè i repubbli cani innanzi che partissero, avevano arrestato ,
e condotto ostaggi in Francia per sicurezza dei compagni i capi delle principali famiglie nobili del Piemonte . Il collegio dei nobili in Torino
pieno di questi prigionieri di stato: eranyi il Conte San Martino, il Conte Galli, il Conte A vogadro, l'avvocato Colla, il giudice Braida e con molti altri quel Ranza , che al suono della rivoluzione del Piemonte sua patria , era presta mente accorso da Milano, dove, secondo la sua
disordinata natura, ma pure con sincerità d’a nimo, non contento di cosa , che si facesse, o di anima che vivesse, scriveva cofftro tutti senza freno alcuno quanto gli suggeriva la mente sua
torbida ed inquieta. Gli scherni, che loro si faa cevano dal popolazzo erano gravi, le minacce ancor più gravi; le medesime carcerazioni nelle province.
Vedeva il consiglio , che per confermare lo stato del Re , principalmente nella capitale , si rendeva necessario l' espugnare la cittadel la ; perchè non solamente ella era di sicurtà grande alle cose del Piemonte , ma non si giu dicava nemmeno onorevole l'avere quel morso
in bocca nella sede stessa della potestà supre
152
STORIA D'ITALIA
ma : laonde ,> acciocchè la faccenda camminasa se con maggior diligenza , si offerse a far le spese dall'oppugnazione.
Il giorno tredici giu
gno principiarono i confederati a lavorare al fosso , ed alla trincea della prima circonvalla zione , che si distendeva dalla strada di San >
Salvario a quella di Susa , ed era distante sola mente a trecento passi dalla strada coperta. Non marcarono gli assediati a se medesimi nel vo Jer impedire colle artiglierie , che i nemici ti
rasscro a perfezione la trincea . Ma qnesti con le solite arti aflaticandosi , ed ajutati con mol to fervore dai contadini , che niuna fatica , o
pericolo ricusavano >, apprestarono le batterie , e la mattina del diciotto diedero mano a bersa
gliare la fortezza . Circa cento bocche da fuoco
buttavano contro di lei, parte di punto in bian co, parte e molto più de rimbalzo; la quale ul
tima maniera di trarre fece nella piazza danni e rovine grandissime ; perchè, siccome lo spa zio , per non essere la cittadella molto grande in cui piovevano le palle , era angusto , così coi salti , coi rimbalzi, e coi rimandi loro ave >
vano rotto tutte le traverse , fracassato i car
retti, ferito a morte un gran numero di canno nieri : il suolo si vedeva smosso , ed arato per
ogni verso . Tiratori piemontesi abilissimi dal le trincee con grosse carabine molto aggiusta tomente traevano , ed imberciavano i canno
nieri per le cannoniere: i parapetti in molte
LIBRO DECIMOSESTO (1799) 153 parti già squarciati , e rotti . Faceva Keim ; che da Suwarow aveva avuto carico di que
sť oppugnazione, la intimata alla piazza : ri :
spondeva Fiorella , volersi tuttavia difendere .
Il bersaglio rincominciava più forte che per lo inpanzi , e continuava sino al mezzodi del die einove . La caserma , i magazzini , la casa stes sa del governatore Fiorella ardevano : una
conserva di polvere aveva fatto scoppio : le Casematte , per esservi trapelata molt acqua , non offerivano rifugio . Morti erano la maggior parte dei cannonieri , le batterie scavalcate , i
parapetti distrutti ; la piazza ridotta senza di fesa d'artiglierie . Già la seconda circonvalla zione si scavava a gittata di pistula dalla stra da coperta , e gli oppugnatori la continuavano con una zappa per modo che già erano vicini a
sboccare nel fusso . Il perseverare nella difesa sarebbe stato piuttosto temerità , che valore : 8
pereiò Fiorella tratto della resa . Si fermarono .
il di venti i capitoli , pei quali si pattui , che il presidio uscisse con gli onori di guerra ; che >
deponesse le armi ; cheavesse libero ritorno in Francia coi cavalli , e colle bagaglie ; che desse fede di non servire contro i confederati lino agli soambj ; Fiorella , e gli altri ufficiali mag >
giori fossero , come prigionieri di guerra fino agli scambj , condotti in Germania . Uscirono >
i vinti in numero di circa tremila . Entrarono i vincitori il di ventidue . Trovarono trecento
STORIA D'ITALIA
154
settantaquattro cannoni , cento quarantatre mortaj, quaranta obici , trentamila fucili, pol vere , ed altre munizioni da guerra in grande 2
abbondanza : insigni spoglie conquistate in po
chi giorni . In così breve spazio di tempo eb be la sua perfezione l'opera di sforzare la cit tadella di Torino , e fu costretta alla dedizione
una fortezza , che in una guerra anteriore ave )
va per ben quattro mesi vinto la contesa contro un esercito assai grosso di Francia . Gli ufficiali
d'artiglieria , ed i cannonieri piemontesi , che in questo fatto combatterono pel Re , fecero opere di egregio valore . Dimostrossi niassima mente singolare la virtù di un Ruffini , capi tano di non mediocre perizia , e molto dedito all'antico governo . Ottenuta la cittadella , se ne giva Keim ad ingrossare sulle sponde della Borynida Suwarow ,1 al quale la fortuna stava
preparando nuove fatiche, e nuovi trionfi .
Fecersi in Torino molti rallegramenti civili , militari , e religiosi per la riacquistata cittadel
la . Ne pigliarono i regj felici augurj . Mandava Suwarow pregando il Re , acciocchè se ne tor nasse nel regno recuperato . Ma l'Austria , che
aveva altri pensieri, e che cra sdegnata per avere lui seguitato sino all'estremo la parte di Francia , attraversava questo disegno : singolare condizione di Carlo Emanuele , che la sua fede verso Francia tanto con lei noa gli abbia gio vato ch'ella nol rovinasse , e che la sua ruina >
LIBRO DECIMOGESTO ( 1799) 155 operata dalla Francia tanto non abbia potuto coll’Austria , ch' ella il rintegrasse . Per la conquista fatta dagli alleati dello 9
stato di Milano, del Pienionte , e delle tre le gazioni, ne seguitava, che una moltituline quü
si innumerevole di repubblicani italiani d'ogni sesso , d’ugni grado, e d'ogni età, che si erano scoperti per la Repubblica , fuggendo la furia boreale , che gli perseguitava , si erano ricove rati in Francia , massimamente nei diparti inenti vicini del Montebianco , dell'Isero , del le Alpi alte , basse, marittime, e delle Bocche del Rodano . Coloro , che si trovavano in mag giori angustie, si fermarono in questi diparti menti, sperándo , che presto la Francia , dalla •
2
bassa fortuna , in cui era caduta ,
riscuotendo
si , avrebbe di nuovo aperto loro le strade per tornarsene nella patria . I più ricchi , o i più ambiziosi andarono ai piaceri , ed alle ambizio ni di Parigi . Erano fra tutti diversi umori . I più timidi , deplorando l'esiglio , che riusciva loro insopportabile , e stimando , che fosse aver >
diletto d'ingannarsi da loro medesimi il nutrire speranza , che la Francia fosse per risorgere ,
perchè per le rotte d'Italia pareya loro im possibile fermare tanta rovina , consideratu
massimamente che le sinistre novelle ogni gior
no più si moltiplicavano , desideravano di rap pattumarsi coi vincitori . I più costanti vole Vano uspeliar qualche tempo per vedere a qual
STORIA D'ITALIA
156
cammino fossero per andare quelle acque cosi grosse . I più animosi , non dubitando , che lą vittoria potesse visitar di nuovo le insegne di Francia , facevano ogni opera per stimolarla a non lasciar cadere le cose d'Italia , e con o gni instanza sollecitavano una nuova passata dei repubblicani, Mettevano avanti la ricchezza
del paese , l' importanza di lui per la Repub blica , la gloria acquistata , le menti sdegnate alle enormità dei confederati , i desiderj rin >
novellati di Francia ; cose tutte , che accresce
vano facilità alla vittoria . Promettevano ,
si
offerivano , la potenza loro oltre ogni ragione magnificavano .
Intanto il tempo passava , l'esiglio si pro lungava , le speranze scemayano , i bisogni cre scevano , il forestiero diveniva loro ad ogni 7
ora più grave , e più nojoso . In tanto infortu nio la Francia gli raccoglieva benignamente ; conciossiache , oltre qualche soccorso , col quale
il governo alleggeriva la sventura loro , trova rono nella cortesia dei Francesi ospitalità tale che aa loro tutte le cose erano in pronto ,
salvo
quelle , che la ' sola patria può dare . Nè in questo pietoso uſficio le opinioni operavano , perchè molti Francesi furono visti , ai quali era in odio la Repubblica , avere sollecitamente 7
cura dci fuorusciti , nelle case loro ricoveran logli . Tutte le terre francesi, alle quali la
spettacolo degli esuli erą pervenuto , nel far
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) 157 loro beneficio emulavano le une alle altre . Chiambery , Grenoble , e Marsiglia si dimo strarono per questi benigni risguardi piuttosto mirabili,2 che singolari . In mezzo al conforto , ch'io provo nel raccontare questa francese u manità , non so , s' io mi debba dire una cosa
orribile : pure per far conoscere l' età , io non sarò per tacerla , e questa è , che a questi sfor tunati Italiani si dimostrarono duri , spietati , ed inesorabili la maggior parte di coloro , che erano carichi delle spoglie d'Italia . Costoro altri fra gl' Italiani non vedevano, se nonquel .
li , che avevano tenuto loro il sacco ,> e gli uni
e gli altri in mezzo alle gozzoviglie dell' Ita Tia , e della Francia ridevano . Avrebbero re
duto con ciglia asciutte rovinare, e gir sotto sopra il mondo , se del mondo pei loro male
acquistati piaceri non avessero avuto bisognoed.
Cosi il ricco, ed il povero , il repubblicano, il regio , gli amatori, e gli odiatori dell'im presa d'Italia davano sulla ospitale terra di Francia , quanto era in facoltà loro , ed amore volissimamente ai miseri Italiani . Sulo coloro , >
>
che principale cagione erano , ch'eglino fosse ro caduti in quel caso estremo, e che dall'Italia solamente avevano acquistato quello , che gli metteva in grado di beneficare altrui ,1 pane alcuno , neppure l'amaro , ai depredati offeri vano . Che anzi non solamente dalle laule , e lascive mense loro gli allontanavano , ma an TOM , PI, 14
STORIA D'ITALIA
i 58
cora dagli atrj , e perfino dalle porte crudel *
mente gli ributtavano ". Così al tempo stesso si
vedeva quanto la umanità ha di più tenero , e
di più generoso , e quanto l'avarizia ha di più duro , e di più spietato :: tanto è vero , che un solo vizio gli tira a se tutti, ed una sola virtù tutte !
'Gl’Italiani ricoverati in Francia , dico quel
li, che si erano acquistato maggior credito nelle faccende , avevano persuaso a loro medesimi , che la tanta tempesta di fortuna grande mezzo
a far risorgere l'Italia , e ad ajutare lo sforzo della Francia per ricuperarla , fosse il preten dere il disegno di unirla tutta in un solo stato ;
perchènon dubitavano, chea questa parola di unità italica , gl' Italiani bramosamente non
coneorressero a procurarla. Per la qual cosa vo lendo trar frutto dall'occasione >, si appresenta
rono , oltre le esortazioni non istainpate , e pre sentate ai consigli legislativi, con una rimo stranza stampata , e diretta al popolo francese
ed a'suoi rappresentanti, la quale favellando della necessità di creare l'unità d'Italia , con
queste parole incominciava : « Il tradimento , o « la perfidia hanno soli dato la vittoria ad un a nemico barbaro , e crudele . Chi con mag « giore efficacia gli favoriva, reggeva allora la >
>
« vostra Francia . Voi foste come noi , ingan
« nati, voi, come' noi , traditi da coloro « che dell'assoluta potestà dilettandusi vole o vano poi tutti i un con la libertàdei popoli
>
159 LIBRO DECIMOSESTO ( 1799) e precipitare in quell'abisso, che le empie ma a ni loro avevano aperto . Per pochi giorni
a stette , che gli abbominevoli disegni loro , a accompagnati da atroci delitti,7 non si com « pissero ; per pochi giorni stette , che voi , « come noi , più non aveste nè patria , nè leg mºgi . Violando essi i vostri diritti più santi ,
« vendettero a prezzo , come gli spietati pa « droni vendono gli schiavi loro, la libertà vo a stra , la libertà dei vostri alleati . Ma ora « s'incomincia a sperare . Quanto dolce ai « nostri cuori mostrossi la vera , ed amichevo
« le ospitalità , che in Francia trovammo
e
a quanto ella è diversa dalle avare vessazioni
« degli agenti , dei somministratori ,
delle
compagnie che hanno spogliato l' Italia ! « « a « *
Gli ajuti da quest' uomini vili non ci ven nero , nè noi gliavressimo accettati . Il git tare i nostri liberi sguardi verso la patria no stra , mandare in dimenticanza , se fia pos sibile , la grandezza dei mali , che da tutte >
re le tirannidi sofferti abbiamo : rintracciarne
a le cagioni, mostrarne i rimedy , collocare le
« speranze nella giustizia , nella lealtà dei
Francesi, e nei principi, che hanno mani a festato; pruovare, chei popoli d'Italia deb a
bono essere amici , ed alleati naturali della
« Francia ; mostrare , che vogliono esser libe
« ri ; porre in chiaro finalmente, che l'unità « d'Italia è necessaria alla felicità , ed alla
prosperità dei due popoli , ſia l'argomento
STORIA D'ITALIA
160
dello scritto , che indirizziamo al popolo a francesė,> od a' suoi rappresentanti . Dette poscia molte altre cose , parte vere 2 parte di poca entità sull'unità d'Italia , termi navano dicendo : « Se la Repubblica francese « finalmente non dichiara l'unità d'Italia
a essa non potrà mai purgarsi da quella opi
« nione, in cui è venuta , quantunque ingiu « stamente , di perfidia nei negoziati , di frau « de nei patti , alla quale il Direttorio ha a dato occasione di sorgere in tutta Europa « per mezzo de' suoi agenti tanto perſidi, quan
« to corrotti . In nome della Repubblica fran « cese osarono essi cacciare con le bajonette il * a popolo dalle assemblee primarie , in nome .
« della Repubblica francese esclusero dai cun « siglj legislativi i rappresentanti più fedeli, >
e per sostituire ai luoghi loro gli agenti dell'a « ristocrazia , i fautori dei tiranni ; in nome
a della Repubblica francese obbligarono ad
a accettare trattatiingiusti, poi gli violarono; « in nome suo il libero parlare , ed il libero a scrivere fu spento : in nome suo cacciati da • gli uffizj arbitrariamente' gl' impiegati : in « nome suo rotto , anche di notte tempo , l'a « silo sacro dei cittadini: in nome suo torte a loro perforza
le proprietà , confuse le po
« testà civili , e criminali : in nome suo di a chiarati licenziosi , e nemici della libertà a coloro , che ancora avevano il coraggio di
« amare la virtù , ee di opporsi ai loro scia
LIBRO DECIMOSESTO ( 1799 ) : 161 a lacqui, ed alle loro depredazioni: in nome « suo rifiutarono le armi ai repubblicani , « chiarirono ribelli coloro , che volevano di .
e
fendere le native sedi contro il tradimento
a di Scherer : in nome inſine della Repubblica « francese introdussero la oligarchia , conta « minarono con istudiate corruttele il retto
« a « « « « < « «
costume, e per tale guisa prepararono le sollevazioni dei popoli sdegnati da tanta op pressione, e licenza . La Repubblica france se , che va a gran destino , debbe dimostrare al mondo con fatti, che opera di lei non so no tanti mali prodotti, tanti delitti commes si , e cui ella è debitrice di ricorreggere . Dicelo il popolo francese ne' suoi scritti in dirizzati al corpo legislativo ; diconlo arin .
« gando i rappresentanti suoi , pieni di sdegno « alle disgrazie d'Italia : palesano questi scrit
« ti , palesano questi discorsi l'affezione , che « si porta all' Italia . Nel loro giusto sperare
« i repubblicani d'Italia d'ogni ingiuria , e « d'ogni danno dimenticandosi, nell'esiglio >
« loro solo sono intenti a ristorare la patria loro , dalle immense sue rụine liberandola .
« Pruovarono , che la ragione'eterna , che la « naturale legge richieggono la libertà , e la
a unità d'Italia , e si persuadono , che la giu a stizia , e l'affezione dei Francesi , quello , « che la natura vuole, con la volontà loro con
« fermando, s'apprestino ad incamminare a * 14
162
STORIA D'ITALIA
a tal destino questa bella , ed infelice parte a d'Europa « . Onorati , e numerosi nomi sot toscritti davano autorità , e valore al discorso . Gravi parole erano queste, e parte ancora .
vere , ee parte ancora eccelse , ma mescolate an
cora di non comportabile intemperanza ; per chè, se era lodevole, e generoso il richiedere
dai Francesi la libertà , e l'unità d'Italia ,be ne era da biasimarsi quel voler giudicare il go >
verno francese, quel volersi intromettere nelle
faccende domestiche di Francia, quel chiamar traditore un capitano, a cui mancò piuttosto la fortuna, e forse l'animo in un solo fatto,
che la rettitudine e la fede verso la patria. Il
Direttorio disprezzava queste improntitudini , perchè l'unità della nazione italiana , come emula, ed essendogli molesta la sua potenza, non gliandava a grado . I rappresentanti anche i più vivi, e che si dimostravano più propensi 1
agl’Italiani, abborrivano ugualmente dall'unità d'Italia, non avendo inclinazione alla sua gran dezza; ma di queste cose si servivano nei discor
si, ed orazioni loro per isbattere la riputazione, e la potenza del Direttorio, ed aspreggiare i popoli contro di lui. Intantole armi settentrio
nali viemaggiormente prevalevano; nè era con ceduto dai cieli ai guidatori di Parigi, ed ai
capitani, che allora tenevano il campo in Euro pa per la Repubblica, di rintuzzarle, e di resti tuire alla Francia il dominio d'Italia, FIXR DEL LIBRO DECIMOSESTO ,
LIBRO DECIMOSETTIMO
1
SOMMARIO
1
Guerra in Grecia , e suloi crudeli acciden
ti . Corfu , e le altre possessioni Joniche di Venezia conquistate dai 'russi , e Turchi. Continuazione della guerra in Italia . Avvi samenti di Moreau per resistere ai confedea rati . Macdonald lascia Napoli per venir a congiungersi con esso lui nell' Italia supe riore . Avvenimenti sanguinosi di Roma, e di Toscana . Prime battaglie tra Macdonald , e .
gli alleati nel Modanese : le tre battaglie della Trebbia tra Macdonald , e Suvvarovv
Moreau scende al piano , pui si ritira di nuo
vo ai monti . Oppugnazione, e presa di Ales sandria , Mantova , e Serravalle , Battaglia
di Navi con morte del generalissimo Joubert . Tortona si arrende ai confederati . Guerra nel Piemonte , e presa di Cuneo .
STORIA
D'ITALIA LIBRO DECIMOSETTIMO
La guerra, che insanguinava le terre italiche, non risparmiava le greche. Le isole del mare
ionio tolte sotto specie di amicizia dai repubbli cani di Francia all'imperio dei Veneziani , vennero per forza d'armi sotto quello dei Tur
ehi, e dei Russi. Dominavano i confederati il Jonio con le armate loro, e già con molta felici tà si erano impadroniti delle isole di Cerigo, Zante, Cefalonia, ed Itaca, delle prime con l'o pera efficace degl' isolani mos a tumulto dai nobili contro i Francesi, dell'ultima non senza grave rammarico degli abitatori , ai quali in
quei grandi pericoli non rifuggi l'animo dal mostrarsi favorevoli ai repubblicani, e dall'ac carezzargli con ogni segno di affezione insino all'ultimo . Bene e meritamente , come pare, fu
biasimato dagli uomini periti di guerra il
gene
rale Chabot,che reggeya tutti quei paesi nuoa vamente acquistati alla Francia, del non avere,
166
STORIA D'ITALIA
quando vide avvicinarsi un nemico più potente di lui, ristretto, abbandonando le altre isole,
tutte le sue genti in Corfù; perchè all'ultimo a
chi rimanesse l'imperio di quest'isola, rimane va quello delle possessioni ioniche. L'avere tenuto le sue forze spartite fu cagione, che più di mille buoni soldati vennero in poter dei con
federati nelle isole poco difendevoli, che abbia >
mo soprannominate, e Corfù non ebbe per la vastità delle fortificazioni presidio sufficiente al difendersi. Solo il castello di Santa Maura si difendè gagliardamente, e lungo tempo, ma finalmente fu costretto di cedere alla fortuna
del vincitore con la prigionia della valorosa guarnigione. Pel medesimo errore ayeva Chabot
munito con presidi i luoghi della terraferma, che essendo di antico dominio veneziano, erano venuti in mano dei Francesi. Nè alcuno può restar capace , come egli sperasse di potervisi mantenere contro tutta la potenza di Ali , Pascia di Janina, che già, meno per obbedire ai coman . damenti della Porta ottomana, che per ingran
dire se stesso in quel rivolgimento di 'stati, si era risoluto aa con battere i Francesi. Era Ali uomo di perſida, e feroce natura , aveva vezzes
giato i Francesi, quando trovandosi forti, pen sava, che la forza loro fosse per tornare in sua utilità propria. Ma ora, abbassatasi la fortuna, si era indotto a dar loro l'ultima pinta: o per
inganno, o per forza, che sel facesse, non gli
LIBRO DECIMOSETT:MO (1799)
167
importava. Aveva sperato ,> che i Francesi, quan do già erano minacciati, gli avrebbero dato in
manu Corfù , perchè poteva spendere nuolto denaro, e misurava altrui da se stesso . Di ciò aveva anzi mosso parole con Chabot, il quale,
siccome quegli, che per integrità, e per fede verso la sua patria non era a nissuno secondo,
aveva sdegnosamente ricusato. Per questo Ali si era apprestato, avendo considerato , che le fraudi non fruttavano, a combattere con tutte le forze i repubblicani, che tuttavia tenevano piede nel continente a Butintrò , a Parga, a Pre veza, ed a Nicopoli. Ma già la guerra rumoreg giava intorno a Corfù ; Butintrò , combattuto aspramente dagli Albanesi, e dai Turchi di AH era stato sgombrato da Chabot, non senza grave
perdita di parecchi valorosi soldati, Fu ferito in questo fatto un petit colonnello , uomo di
squisitissimo valore. Fè anche sgombrare Parga, del che non poco dolore sentirono i Parganiotti che si erano affezionati ai Francesi, e temevano la ferocia di Ali . Ma già le cose si riducevano
alle strette in Corfù , a Preveza, ed a Nicopoli; imperciocchè i confederati comparsi con l'ar mata nel braccio di mare, che separa l'isola ,
dal vicino Epiro, impedivano i soccorsi, che da Ancona avrebbero i repubblicani potuto man dare, ed avendo sbarcato genti iu sull'isola, e piantato artiglierie sul monte Oliveto dall'una
parte, sul monte Pantaleone, ed alle Castrata
768
STORIA D'ITALIA
dall'altra, avevano incominciato a battere la
forlezza , Al tempo stessu parecchie sommosse sorte nell'isola , principalmente alle Benizze, luogo abbondante di acque chiare, e dolci aiuta vano gli assalitori, e travagliavano gli assaliti. In queste sollevazioni si mescolayano volentieri
i Corfiotti, accesi in questa disposizione da alcu ni nobili, i quali poco amavano il nome france se , e molto il russo; nel che procedevano con maggiore affetto il Conte Bulgari , personag gio di ottima natura , ricco , e di molta dipen denza nell' Isola , e la famiglia del Capo d'I stria . La Religione anch'essa operava efficace mente in quei corpi greci tanto vivaci , e tanto facili a dar la volta . Hanno i Greci la medesi ma Religione , che i Russi, e pareya loro , che
il dominio russo importasse per loro il diveni re da servi padroni . Fra tutti un grave tumul to contro i Francesi sorgeva nel Mandruccio
sobborgo della città posto sotto tutela del monte
Oliveto , a frenare il quale spesero i Francesi molta fatica , e molto sangue .
Intanto Ali, radunato il suo esercito , in cui si noveravano meglio di undici migliaja di con battenti , la maggior parte a cavallo , si appa recchiaya a dar l'assalto a Preveza , e massima mente a Nicopoli , dove era ridotto il maggior campo dei Francesi, circa settecento soldati
fra i quali sessanta Sullioti, è ducento Preve
zani. Era questo campo fortificato con alcune
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 169 trincee , ma ancora imperfette, ed al governo del generale Lasalcette , che udito il pericolo
di Nicopoli , vi si era trasferito da Santa Mau ra , dove aveva le stanze , per non defraudare i suoi in quell'estremo accidente della sua pré
senza , e del suo esempio . Era fatale ,
che
non pochi valorosi Francesi perissero in istrani lidi, non di buona , ma di barbara guerra , per
chè fossero soddisfatti i desiderj smisurati di chi colà gli aveva mandati, ed all'ambizione di cui pareva , che il mondo non potesse ha 2
stare . S'avventava Muktar, figliuolo di Ali , contro i nicopolitani alloggiamenti ferocemente, e più ferocemente ancora ne era dai difensori ributtato . Nasceva nelle barbare schiere uno
sehiamazzare orribile ; gli uni stimolavano gli altri alla vendetta , perchè le armi repubblica ne , massimamente la scaglia , avevano di loro
fatto molta strage . Le grida , e le imprecazioni atrocissime , e le minacce , e l'impeto nuovo ,
e
>
gli squadroni grossi deị barbari spaventavano i capitani prevezani , che con le loro genti tene .
vano il mezzo dell'esercito repubblicano: da vansi alla fuga , e fuggendo traevano con sè quasi tutti i soldati loro . Questo impensato ac cidente disgiunse le due ali estreme dei Fran cesi e fu lasciato fra di esse uno spazio vuoto . Del quale favor di fortuna subitamente valen
dosi Muktar, ed Ali medesimo , che in su quel fatto con tutte le genti era sopraggiunto , miet TOM .
Vih
15
STORIA D'ITALIA
170
tendosi di mezzo , perchè Lasalcette , quantun >
que'avesse voluto , non era stato a tempo di
rannodarsi , inondarono tutto il campo , tron cando ai loro nemici ogni speranza di salute . Vide quel greco suolo già tanto famoso per le
hattaglie d'Augusto , e d'Antonio , i medesimi miracoli di valore dall'un canto , maggior bar harie dall'altro ; poichè non mai la virtù fran cese nelle' battaglie si mostrò tanto eminente ,
quanto in questa , nè mai una scellerata bar barie tanto infieri contro infelici , e
buoni guer
rieri , quanto in questo , e dopo questo mise rando fatto . Rotti, e scompigliati gli ordini dei Francesi dai barbari , che da ogni parte insul tavano , era la battaglia ridotta in affronti par ticolari, in cui venti combattevano contr' uno . Perivano i Francesi, ma dopo vendette a cento doppj fatte ; perchè in loro quel, che non po teva la forza naturale, poteva l' incredibile co raggio . Lasalcette medesimo , ed un Hotte , co 7
2
2
lonnello della sesta , con le mani loro si difen
devano al pari dei gregarj . Combattevasi dai Francesi non per altra cagione che per morire
onoratamente , e da uomini forti; ma anche in
questo era la fortezza maggiore di quel, che ap pare ; posciachè, che le generose opere loro ve nissero raccontate ai posteri , siccome quelle che in terre prive di ogni civiltà si commette vano , era nelle menti loro più che incerto .
Adunque combattevano piuttosto per virtù pro
LIPRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 177 pria che per lode altrui., Infine fattosi dai 4
Francesi >, non quello , ma più di quello , che
per la natura umana si può , piuttosto per stan chezza insuperabile , che per libera volontà si diedero in poter dei vincitori , forse cento sol dati , soli superstiti di si grosso corpo . Lasal .
cette , e Hotte incontrarono la cattività mede sima ; nè uon ignoravano , che quella geute
barbara tra capi , e subalterni non avrebbero >
fatta differenza .
Mentre con tanto valore si combatteva alle
trincee di Nicopoli, succedeva nella vicina Preveza un fatto non merio del raccontato ma
raviglioso , e che in sè non ebbe nè minore crudeltà dall' un de' lati , nè minor valore dal >
>
l'altro . Era al governo di Preveza un Tissot , capitano della sesta con oltanta Francesi . A vendo egli inteso della fiera battaglia , che
ardeva a Nicopoli lasciati alcuni de' suoi alla guardia , si era avviato coi restanti al soccorso dei compagni: ma già la fortuna aveva conclu so la tragedia di Nicopoli , e già Lasalcette era venuto in poter dei barbari . Di ciò ebbe le 7
novelle Tissot ,> e la forza del nemico", che d'ogni intorno correva la campagna , gliene dava anche manifesto argomento . Ritraeva il passo verso Preveza , continuamente assalito da torme innumerevoli di Albanesi a cavallo , dal.
le quali , ristretti i suoi in gomitolo ,> ed usando
l'opportunità dei luoghi , con immenso valore
u
173
STORIA D'ITALIA
si difendeva . Ma il nemico , che tanto abbon
dava di soldati corridori,
si era condotto a
Preveza , dove aspramente combattuta la picco
la guarnigione lasciatavi da Tissot, e combattu to anche aspramente da lei , si era impadronito di una parte della terra . Giunto il capitano francese in Preveza tanto fece con la sua debo
le squadra , che, uccisi quanti Albanesi se gli
pararono davanti , e calpestando i mucchj dei cadaveri loro , riusciva sul porto , donde poco lontano discopriva una nave bombardiera della Repubblica, ed alcune barche venute da Santa Maura,che gli arrecavano qualche ajuto di gen
ti ,e di munizioni . Sorgeva nuova speranza in coloro , ai quali niun'altre speranzit era rima sta ,> se non quella di una morte onorata : per ciocchè gli Albanesi raccolti a torme inonda
vano Preveza , e le campagne, e troncavano ogni via di scampo . Ma la speranza non fu lunga : succedeva una disperazione tanto più dolorosa, quanto più la speranza era stata viva, ed inaspettata. Un Prevezano affezionato a Tis
sot si offeriva per andar ad avvertire il capita no della nave del pericolo de' suoi compatriot ti , acciocchè accorresse prestamente in soccor so , se non per vincere, che ciò era impossibile, almeno per iscampargli . Facevalo il Prevezano,
non curando le armidei barbari, che gli suo navano d'ogni intorno . Ma un Francese , tace la storia il nome di questo piuttosto mostro che .
153
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1899)
uomo , messosi sulla barca del generoso Preve
zano , e con questo condottosi alla nave , affer mava , avere veduto con gli occhi suoi propri >
l ' uccisione di tutti i Francesi , nè restar loro altra salute , se non quella di allontanarsi to stamente da quei disumani >, e sanguinosi lidi . 2
La crudele bugia allignava ; la nave hombar diera con le barche mauritane , voltate le vele, se ne tornava là , dond? era venuta . Che cuore >
fosse di Tissot , e dei compagni nel vedere le andantisi vele , non so in quale lingua , nè con >
quali parole dire adeguatamente si potrebbe . Fatto in quel mortale caso il capitano francese maggiore di se mcdesimo, gridaya : « Saran
« « « « «
dunque , o compagni , i nostri giuramenti in darno ? Insulteremo noi , quai pusillanimi soldati alle ombre dei nostri compagni eroi camente morti nelle presenti battaglie ? No , noi morrem piuttosto , se vincere non pos siamo, e la tomba accorrà coloro , che nel
« momento estremo hanno onorato la patria « loro : lasciamo segni terribili del nostro va. « lore , ed i nemici nostri all'udire le batta ac
glie di Nicopoli , e di Preveza , ed al ram « mentare il nome di Francia stupiscano di « maraviglia , e tremino di terrore «
Ciò detto, si ayventava con furiosissima pin ta in mezzo ai barbari; seguitavanlo i compa gni ; Preveza vedeva una battaglia senza pari'. Pochi uomini assaltayano una moltitudine innu i5 *
174
STORIA D'ITALIA
merabile ; nè solo l' assaltayano , ma la ributta vauo, e la cacciavano piena di maraviglia, e di spavento. Le coutrade, le piazze, ii portici di Preveza abbondavano di cadaveri, fumavano di sangue . Datosi dagli animi ,> che sono instanca
bili, quanto da loro si poteva dare, incomincia vano a mancare i corpi, le cui forze lungamente non possono durare in isforzo estremo. La fame,
la sete, la fatica, l'impeto stesso delle volontà avevano dato luogo alla estenuazione , e se non erano rotti gli animi , erano consumate le for >
>
ze, nè più si combatteva pei repubblicani con tanto ardore . Accortisi i barbari dell'inspera to cessamento , tornavano alla battaglia con gri
da spaventevoli: l'avidità della preda, la rab bia della vendetta gli stimolavano . Vinse la
moltitudine fresca contro pochi, e lassi. Chi non >
fu morto , fu preso , e chi non volle andar
pre
so , a tale salse un coraggio indomabile, si ucci se da se stesso con le arini tinte del sangue dei barbari; alcuni cercarono la morte , nell'a yaro mare gittandosi . Degli ottanta , solo otto
col capitano Tissot restarono superstiti, e que sti furono tutti dal truculento vincitore dan
nati aa vita tale , che di lei migliore è la mor te. Veduti minacciosamente da Ali, erano man dati a strettissima prigione con quattrocento
Prevezani , uomini, e donne presi nell'inſeli ce patria loro. Per addolorargli , e per ispa-
rentargli, conducevaugli a riva il golfo, perchè
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1 799) 1195 quivi vedessero sul sanguinoso campo dove & vevano combattuto , le miserande reliquie dei loro compagni uccisi : cadaveri laceri, membra 2
tronche , teste difformi e bruttate di sangue, e
di fango. Riconosceva ciascuno con pianti, e con querele chi aveva avuto o per parentela, º per amicizia più caro . Godevano i barbari, insul tavano, minacciavano, il dolore stesso prendeva no a scherno ; peggiore governo di loro , affer mavano , doversi fare di quello, che dei morti si era fatto ; avere ad essere fra pochi momenti Je teste loro vive pari a quelle degli ammazza ti. Faceva Ali tormentare, ed uccidere non po chi Prevezani in cospetto dei Francesi cattivi, ed ei se ne stava mirando godendo , e compia cendosi delle miserabili grida dei tormentati , e dei morienti , Condotti i vinti sulla piazza di Preveza, cosi ordinando il tiranno, un Albane se scotenpava con rasojo le morte teste , poi le salava; poi comandava ai Francesi, che anch'es si cosi facessero. Ricusarono dapprima per ono
re , e per orrore ; ma battiture dolorosissime gli e
domavano; davansi a scotennare le teste de
gli uccisi compagni, spettacolo doloroso, ed or ribile. Gli atti nefandi a questo non si rista >
vano. I quattrocento Provezani, legati, e san guinosi dalle battiture furono condotti nell'iso
la Salagora , e quivi tutti senza pietade alcuna, nè con più riguardo verso l' un sesso , che ver so l'altro, nè verso la canụta, che verso la yer ..
176
STORIA D'ITALIA
ed età , crudelmente uccisi. Le compassione
voli preghiere per perdono , e per grazia di co loro , di cuisi laceravano le membra, Vieppiù inviperivano la ferocia di quell'aspra, e selvag gia gente, e chi si taceva, era l' ultimo chia mato a morte. Grondò Salagora di sangue uma
no a rivi; poi biancheggiò, e forse biancheggia ancora di ossa rotte, e di teschi ammaccati. Me
navasi a Lorů , grossa terra poco lontana i pri gioni di Proveza, e di Nicopoli; poi si avviava no verso l' Arta per alla via di Janina. Viag giando , quella torma di disumanati carnefici gli sforzava a portare a volta a volta le teste an
cora stillanti sangue degli uccisi amici , e chi ricusava l'orreudo carico, era barbaramente to : mentato. Gli Albanesi , quasi a modo di passa
tempo, straziavano a coda di cavallo Caravella prevezano : straziato il lasciavano respirare , a
perchè 'raccogliesse nuova lena ad essere ritor mentato : poi di nuovo sforzavano a corsa , fla gellando il cavallo , e cosi fra i tormenti, ed
i respiri il condussero, alzando essi al cielo fe stevoli grida , ad acerbissima morte. Arrivaro no all’ Arta, poi a Janina ; si offersero agli oc 2
chi loro le teste dei compagni conficcate sui ' merli dell'atroce reggia di Ali , Da Janina per
la Grecia, e per la Romania s' incamminavano as Constantinopoli. Dov' eran le strade più sasso e , e più aspre, toglievano loro i baibari per diletto le scarpe: dovº erano più assetati, e do
LIBRO DECIMOSETTIMO (1799 ) 177
ve più scorrevano le acque fresche, e chiare , gli proibivano dal dissetarsi: chi non poteva , per stracchezza, o per fame , o per sete, o per
ferite seguitare , tirato a forza sulla sponda dei fossi, vi era inesorabilniente dai crudeli accom
pagnatori decapitato : i compagni sforzati a por tar le teste sanguinose. Sopportarono i miseri Francesi, dico i superstiti, perchè i più periro no, con inenarabile costanza tormenti tanto in
sopportabili, Lasalcette, e Hotte i primi. Quan do io penso dall' uno de' lati alla natura tanto sensitiva dell'uomo, e con quanto amore, e con
quanta difficoltà si allevino i figliuoli per far gli adulti, dall'altro allo strazio, che gli uomi ni fanno degli uomini spesso per nonnulla, spes sissimo per cagioni lievi , qualche volta con al legrezza , sempre senza dolore, sto in dubbio , me animali feroci, o uomini io me gli deggia
chiamare; che anzi al tutto mi risolvo ed in que sto pensiero mi fermo , che piuttosto uomini, che animali feroci si debbano chiamare; per chè non vedo, che le tigri facciano delle tigri quello strazio, che gli uomini fanno degli uomi ni : e peggio, che quando essi non possono con le coltella , si lacerano con le lingue, Bene sto
sempre in dubbio , a che cose servano la ragio ne , e la compassione, che solo sono date agli
uomini. I lacerati giunti a Costantinopoli, furo no , Lasalcette , e Hotte , serrati nelle sette tor
178
STORIA D'ITALIA
ri, gli ufficiali, ed i gregarj posti al remo sul l'ottomane galere .
Intanto l'oppugnazione dell'isola di Corfù si continuava gagliardainente dai Russi , e dagli Ottomani. Ogni di più cresceva il numero de gli assalitori : mandaya Ali i suoi · Albanesi , e genti turche continuamente arrivavano. Per a
vere gli alleati occupato le eminenze del mon te Oliveto , e di San Pantaleone èrano gli assediati ristretti nei forti, e niuna via restava loro per allargarsi nell'isola , Il Mandruccio ve ,
nuto in poter dei Russi, le Castrate spesso in festate dai Turchi, e dagli Albanesi , che cala vano dal vicino San Pantaleone ; San Salvatore venuto spesso in contesa , quantunque sempre
valorosamente difeso dai repubblicani. L'assal 1 di to di Corfù tiraya in lungo, loppugnazione
veniva assedio, perchè i Francesi difendevano la piazza virilmente, ed ella è molto forte ed i
Turchi, quantunque assai coraggiosi, non sanno condurre con arte le oppugnazioni delle for tezze. In questo l'ammiraglio di Russia Ocksa cow, che governava con suprema autorità la guerra , pensaya , ad una fazione di non difficile
esecuzione, e che di certo gli avrebbe dato la
piazza in mano, se avesse avuto, come non du bitava, felice fine. Siede sul fianco della città,
e delle principale fortezza di Corfù verso tra montana una isoletta, o piuttosto scoglio , che gli uomini del paese chiamano di Vido, e che i
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 179 Francesi chiamavano col nome d'isola della pace .
Era questo scoglio, siccome pieno di alberi ver dissimi, quieto recesso a chi volesse ricoverarvisi a respirare dalle cure cittadine, e dolce prospetto a chi dalla città il rimirasse . Quest'amena sede di riposo, e d'ombre aveva tosto ad essere turbata, e straziata dalla rabbia degli uomini . Avevano co nosciuto i Francesi, che chi fosse padrone di questo
scoglio , avrebbe potuto battere da vicino col 7
l' artiglierie la cortina della fortezza , e farvi
presta breccia . Per la qual cosa , tagliati , ed atterrati gli alberi, vi avevano fatto spianate a .
guisa di ridotti, munite d'artiglierie sui cinque
siti più importanti dello scoglio; perchè sporgen dosi oltre il circuito dell'isola facevano le veci
di bastioni. Meglio di quattrocento buoni soldati sotto iil governo del generale Piveron erano po sti a guardia di questo principale propugnacolo di Corfù. Nondimeno malgrado dei fatti appa
recchi non era luogo, che si potesse tenere lun gamente: perchè nè vi era ridotto trincerato ,
dove la guernigione potesse ritrarsi аa contende re il possesso dell'isola , ove il nemico vi fosse 9
sbarcato, nè le batterie erano chiuse di terrati ,
o di steccati: il perchè , quasi del tutto senza pa rapetti essendo, lasciavano i difensori esposti al bersaglio del nemico che da diverse parti si av vicinasse per andar all'assalto . Avevano anche
i cannoni carretti da marina, e però più bassi , e più difficili a governarsi. Lo scoglio di Vido
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STORIA D'ITALIA
era luogo huono aa tenersi da chi come i Venezia .
ni, essendo forte sull’armi di mare, poteva proi bire, che il nemico sicuramente vi si avvicinas se : per questa ragione non l'avevano i Venezia
ni munito di fortificazioni; ma per colui, che come allora erano i Francesi, fosse privo di navilio sufficiente, era Vido sito di molta de bolezza .
Il giorno primo di marzo , datosi il segno dal la nave dell'almirante russo con due cannonate
tutta l' armata dei confederati si muoveva all'as salto dello scoglio di Vido. Al tempo stesso , per
impedire, che Chabot mandasse nuove genti a rinforzarne la guernigione , fulminavano contro
la piazza con grandissimo fracasso'le artiglierie di San Pantaleone, e del monte Oliveto. Ciò non di meno venne fatto al generale di Fran
cia di mandare allo scoglio un soccorso di du cento soldati. S'attelavano, e sprolungandosi col fianco d'orza da ponente a greco venticinque navi tra vascelli di fila, caravelle thrche, e frea gate contro l'isola , e tutte traevano furiosamente . Era un novero di ottocento bocche da fuoco, il
rimbombo delle quali consentendo con quelle dell'isola, della piazza, di San Pantaleone e del monte Oliveto, partorivano uno strepito tale che e Corfù tutta ne era intronata, e le vicine coste dell'Epiro orribilmente echeggiavano . Erano i
difensori di Vido lacerati dalle palle nemiche , e dalle schegge degli alberi rotti, e fracassati. I
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) . 181 cannonieri di Francia per essere nudamente en
sposti al fitto bersaglio del nemico, perchè i pam rapetti non erano sufficienti, pativano grande mente: i cannoni stessi, rotti i carretti si trova
vano scavalcati. Durò questa fierissima battaglia ben tre ore con danno gravissimo dei repubbli. cani, con grave degl' imperiali; perchè i prim i traevano contro di loro a mira ferma. Finalmen
te , quando fu giudicato dai confederati, che il guasto fatto dalle artiglierie nei soldati, e nelle
arme francesi, avesse facilmente ad aprir loro l'a dito ad un assalto di mano, posti prestamente tut
ti i palischermi in acqua, e riempitigli di gente gli mandavano allo sbarco . Approdarono i Russ i in numero di quindici centinaja sul destro fian co dello scoglio, che si volge verso la città: i Tur chi con Albanesi misti , assai più numerosi dei
Russi, sbarcarono sul sinistro, che risguarda ver so la bocca settentrionale del porto. Nè cosi to sto furono sbarcati, che uccisi barbaramente i difensori di due vicine batterie, se ne impadro
nirono. I Francesi, visto il nemico dentro , si ripararono ad alcune eminenze, non più per con trastare la vittoria, che già era in mano degli alleati, ma bensi per dar tempo, che quel primo furore degli Albanesi alquanto si calmasse. Gli Albanesi, c medesimamente i Turchi, quanti Francesi venivano loro alle mani , a tanti taglia vano la testa, o che si fossero difesi, o che si fos
sero arresi. Le teste gettavano nei sacchi per том, 71 ,
16
182
STORIA D'ITALIA
portarle a Cadir Bey, vicealmirante delle navi
turche, 1 Russi per lo contrario si portarono mol to umanamente ;imperciocchè nori solamente non uccisero nissuno fra qnelli, che cedendo si erano
arresi, ma ancora preservarono molti, che già venuti in mano dei Turchi pochi momenti ave vano a l'estare in vita. Eransi i Russi raccolti , dopo la vittoria in un grosso battaglione quadra to nel mezzo dell'isola, e quivi quanti Francesi accorsero tanti salvarono . Furono visti ufficiali
russi, a riscatto di Francesi venuti in mano de gli Ottomani, e vicini ad aver il capo tronco ,
dar denari del proprio ai barbari feroci, ed ava ri. Un vicecolonnello di Russia, di cui la storia con summo nostro rammarico tace il nome , dato
tutto il suo deparo per salvar due Francesi, che i barbari già stavano pronti per decapitare , ne contentandosene essi, cavatosi di tasca l'orologio il diede loro, ee per tal modo scampo da morte 2
inevitabile i due derelitti nemici. Nè in questa pietosa intercessione soli gli ufficiali di Russia
si adoperarono, perchè e semplici soldati, e ma rinari con la generosità medesima ajutarono i Francesi. Videsi in questo fatto una estrema barbarie congiunta con una estrema civiltà , e
giacchè guerra era , pensiero consolativo è, che Ja umanità vi avesse in qualche parte luogo. Pi veron preso dai Russi, fu condotto in cospetto di Ucsacow , che molto cortesemente il tratto ., Quasi tutto il presidio restò o morto o preso,
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799 ) 183 La vittoria di Vido portava con sè quella di Corfù . Era impossibile , che la piazza fulminata da due parti potesse resistere più lungamente. Perciò Chapot, il quale , piccolo di corpo, ma . grande di animo aveva , in tntto il corso della guerra corcirese fatto pruova di non ordinario valore , sforzato alla dedizione stipulava con Ucsacow e con Cadir, che Corfù si desse ai con
federati con tutte le armi, e munizioui ; uscisse ne il presidio con gli onori di guerra; fosse a spese, ee per opera dei confederati trasportato a Tolone; desse fede di non far guerra per diciotto mesi contro i confederati; nave il Leandro e
la fregata la Bruna ai medesimi si consegnassero . Chapot ed i suoi ufficiali ad elezione sua potes sero essere trasportati o a Tolone, o ad Ancona
purcltè fra un mese facessero la elezione. Entra rono i Russi per la porta di San Niccolò ed in
hell'ordine procedendo per la contrada princi pale, andarono a schierarsi sulla spianata che sta in mezzo tra la città, e la fortezza . Grida
vano in questo mentre i Corfiotti, viva Paolo primo, e sventolavano all’aura drappelli inosco viti . Presidiarono i Russi le fortezze, i Turchi la città. Fuvvi qualche sacco di case di giacobi ni, ma subitamente represso dai confederati. Era a quei tempi un uomo, nuovo e di umore strano a
Corfù , che ve ne sono molti di tal fatta in quei paesi , il quale in odore di santità, e quale ere mita sucidamente vivendo in una celletta vicina
184
STORJA D'ITALIA
alla chiesa di San Spiridione, protettore vene ratissimo dell'isola, aveva più volte , quando le cose di Francia erano più in fiore , pronosti cato , che i Francesi non farebbero lunga vita
in quelle terre. Riuscito l'evento, parve mira colo: il veneravano come profeta .
Il consiglio generale di Corfù convocato dai confederati secondo gli ordini antichi , decretava , che si ringraziasse San Spiridione,
e con annua processione si onorasse ; si rin graziassero i comandanti russo , e turco , e
l'ammiraglio d'Inghilterra Orazio Nelson : si ringraziassero Paolo primo , Giorgio terzo > Selim terzo . Fu data la somma del governo .
non solo di Corfù , ma ancora di tutte le iso le , e territoij ionici ad una delegazione di sei nobili . In tale forma si visse a Corfù finchè dai confederati vi fu ordinato un go
verno stabile di Repubblica sotto tutela della Porta ottomana . A questo modo per opera ,
prima dei Francesi, pui dei confederati fu alienato per sempre dall'imperio d'italia al l' imperio degli oltramontani , o degli oltra marini il dominio del mare ionio , che Vene zia aveva saputo conservare per tanti secoli con tro tutte le forze dell'imperio dei Turchi . Il che dimostra quanto siano stati considerati que. gl' Ita liani, che tanto si rallegrarono della rui >
na dell'antica Venezia , Venuto Corfù in po
ter dei corſederati, divenne ricovero sicuro a
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 185 'coloro , cui cacciava dall'Italia la presenza dei
repubblicaui. Vennervi le principesse esuli di Francia ; vennervi i cardinali Braschi , e Pigna telli , il principe Borghese , i marchesi Ga 7
brielli, e Massimi, il cavaliere Ricci , e molti 7
altri personaggi , a cui più piacevano l'ozio , la sicurezza di Grecia ,che il participare delle fatiche, e dei pericoli del cardinal Ruffo in e
Italia. Le flotte russa , c turca andarono ad altre
fazioni nell'Adriatico, e nel Mediterraneo, le quali siamo per raccontare nel progresso di quieste storie.
Il suono dell'armi, e le grida dei tormentati richiamano l'animo nostro agli accidenti d'Ita
lia . Come prima ebbe Moreau il governo supre mo dell'esercito italico, aveva applicato i suoi
pensieri al far venire sul campo delle nuove
battaglie le genti, che sotto l'imperio di Ma cdonald custodivano il regno di Napoli. Per la qual cosa aveva speditamente mandato a Macdo
nald , che partisse da Napoli con tutto l'eserci to, solo lasciasse presidio nei castelli, nelle piaz ze più forti, e con esso lai venisse prestamente e congiungersi. Ne del luogo, in cui avessero i
due eserciti a raccozzarsi, stette lungo tempo in dubbio; perciocchè, sebbene per le rotte avute a
non fosse in grado di sostener la guerra in Pie monte , sperava , che, conservandosi in potestà
della Repubblica le fortezze principali, avrebbe di nuovo acquistato facoltà, quando gli fossero 16 *
186
STORIA D'ITALIA
giunti gli ajuti ,? che aspettava di Francia, di mostrarsi nelle pianure piemontesi; gli pareva, che i luoghi vicini alle fortezze di Alessandria, è di Tortona, che tuttavia si tenevano per la Francia, fossero i più opportuni per tornare al cimento delle armi; poichè oltre l'appoggio di quelle due piazze forti, erano molto proprizja ricevere chi venisse calando dalla Bocchetta, nè lontani aa chi scendesse dalle valli della Treb
bia, e del Taro. Per tutte queste ragioni, già fin quando era passato per Torino per condursi alle stanze, prima di Alessandria, poi di Cuneo,
si era totalniente fermato in questo pensiero, che la congiunzione dei due esercili dovesse effet
tuarsi nei contorni di Voghera. A questo fine, volendo dar mano più presto che fosse possibile, alle genti vincitrici di Napoli, e considerato
chc Macdonald per essere le strade del littorale della riviera di levante troppo difficili, e da non dar passo alle artiglierie , era necessitato a cam ninare fra l'Apennino, e la sponda destra del Po, e temendo , che fosse troppo debole a sostener l'impeto dei corpi sparsi dei confederati, che prevalevano di cavalleria , nelle pianure di Bo logna, e di Modena , aveva mandato Victor con la sua schiera ad incontrarlo sui confini della To
scana, e del Genovesato . Partiya Macdonald, Abrial lo accompagnaya , da Napoli, lasciati pre sidj francesi, sebbene deboli, nei castelli di Na
poli, e nelle fortezze di Gaeta, di Capua, e di
1
LIBRO DECIMOBETTIMO ( 1799) 189 Pescara. Grave , e difficile carico gli era ad.los sato , ma del pari glorioso, se il portasse a felice : ſine. Viaggiava con molto disfavore dei pacsi,
per cui gli era necessità di passare, perchè le po polazioni sollevate a cose nuove, stavano in ar mi, e pronte a contrastargli il passo . Tumultua va il regno sulle sponde del Garigliano, tumul tuava lo stato romano, e da Roma in fuori , non vi cra luogo , che fosse sicuro ai Francesi . Tu
multuava la Toscana molto furiosamente, già si pacifica, e dulce. Le strade, che davano il passo
da una parte all'altra degli Appennini, special mente Pontremoli, sito di non poca importanza, erano in pussessione dei collegati. Nè egli ave va cavalleria bastante a spazzar i pacsi, a pro cacciarsi le notizie, a far vettovaglie, a difen dersi dagli assalti improvvisi . Nè è dubbio, che l'impresa di Macdonald non fosse delle più ma lagevoli, ed ardue, che capitano di guerra sia stato mai obbligato di fornire. Da un altro lato fli si parava avanti la gloria dell'essere chia inato liberatore d'Italia, e vincitore delle genti russe fin a quel tempo stimate invincibili . Ne animo gli mancava , nè mente per questo , né desiderio vivacissimo di far il nome suo im
mortale . Le vittorie di Roma , e di Napoli continuamente gli suonavano nella memoria , e sperava , che la fortuna nol guarderebbe con >
viso meno favorevole sulle rive del Po , che su
quelle del Tevere , e del Volturno .
188
STORIA D'ITALIA
Si metteva in via , diviso il suo esercito in dae parti. Marciava la destra guidata da Olivier accosto agli Apennini coll'intento di riuscire , 7
perla strada di San Germano , Isola , Fercnti
no , Valmontone, e Frascati , verso Roma La sinistra condotta da Macdonald seguitava verso la capitale medesima dello stato romano
la strada più facile della marina. Erano con que sta le più grosse artiglierie , e le principali ba gaglie , Fu la prima necessitata a combattere , non senza molto sangue parecchie volte per 7
condursi al suo destino . San Germano si oppo
se con le armi , fu preso per forza , e saccheg 7
giato . Isola si persuase di poter arrestare con genti tumultuarie soldati regolari , agguerriti .
e bene armati : assaltarono i Francesi, dopo di aver ricerco gl' Isolani del passo , la terra : si >
difesero i terrazzani con tale ostinazione ,
che
un accanito combattimento durava già più di
sei ore , e non se ne prevedeva il fine . All’ul timo cacciati da casa in casa a viya forza , si ri
tirarono , lasciando la città in mano degli assa litori, i quali sdegnati all'antica nimistà de gl'Isolani , allo aver tratto al messo mandato
avanti per trattare l'accordo del passo
>
ed alla
tanto ostinata resistenza , per cui non pochi dei loro erano stati morti , mandarono la terra a ruba , ed a sangue. Quanti poterono aver nelle .
mani , tanti ammazzarono . Entrati nelle case , .
uccisi prima gli abitatori , facevano sacco . Poi
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 189 si diedero in sul berc di quei vini generosi pes fornia che il furore della presente ebbrezza con
giunto col furore della precedente battaglia gli fece trascorrere in opere abbominevoli . Na più davano retta ai loro ufficiali, o generali , che gli volevano frenare, che alla ragione , od .
alla umanità . Sorse la notte : era una grande
oscurità , pioveva a dirotta . Gl’infuriati re pubblicani, dato mano alle facelle , incesero la città , che in poco d'ora ſu da se stessa tanto disforme, che non era più che un ammasso spa ventevole di sangue , di fango , e di ruine . Cosi 2
.
Isola peri per furore , prima proprio , poi d'al trui , Passarono i Francesi a Veroli senza diffi coltà , passarono a Ferentino, ed a Valmonto ne ; finalmente congiuntisi entrarono il di se dici maggio nelle sicure stanze di Roma . Quivi Macdonald , dato animo con promesse , e con .
discorsi di rammemorazione delle cose fatte dai
repubblicani di Francia , lasciate , per marciare
più spedito , le artiglierie , é gl' impedimenti più giavi, c guerpite di presidj le piazze di Civitavecchia , d’Ancona , e di Perugia , s'in camminava alla volta di Toscana . Era in que sta provincia succeduta una mutazione grandis sina; eccettuati i luoghi , in cui i Francesi 7
insistevano coi presidj , tutti gli altri si erano >
voltati in favor degli alleati , con gridare il nome di Ferdinando . Ma questa mutazione si era fatta con tanto tumulto , con tanto furore,
061
STORIA D'ITALIA
e con tanta ferocia , che tutt'altre cose si sa rebbero aspettate dai Toscani che queste .
La sede principale della sollevazione erano
Arezzo , e Cortona , le quali , siccome'vicine >
allo stato romano
tentativi dai moti
>
avevano preso animo a far , che in lui росо innanzi è
rano sorti . Il sito le rendeva sicure , essendo poste sopra monti alti , ed erti . Arezzo si era O
con ogni miglior modo , che alle guerre tu multuarie si appartenga , fortificata ; anzi 0 gni cosa , ogni edifizio era fortezza : vedevansi
feritoje aperte in ogni muro , i tetti la maggior parte levati , le sommità delle case appianate , >
acciocchè i difensori potessero insistervi a fe rire il nemico; i capi delle contrade muniti di cannoni و, ed assicurati con isbarre , e con isteccati . Numerose squadre di gente venuta dal contado , e variamente armata custodivano le porte e curiosamente , e diligentemente 2
esaminavano chi entrava , e chi usciva. Uffizj
divini si celebrayano ogni giorno nella catte drale dal vescovo , e dal clero in ringraziamen to delle vittorie acquistate dagli alleati , e dai Toscani contro i Francesi . Stava appeso a gui sa di trofeo alla volta della chiesa un cappello con gallone in oro , che era stato di un ajutante generale polacco acciso nelle vicinanze di Cor tona con una cortellata per inganno da un pre te , mentre era venuto a parlamento con lui . >
Muoveyansi sospetti ad ogni tratto in mezzo a
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799)
191
quei contadini infuriati per voci date o a ra gione , o a torto , di giacobino ; e mal per chi non aveva i capelli in coda, e chi non gli a veva ,១ gli metteva . Ad ogni tratto , e quando più l'ardor gli trasportava , si avventavano alle persone , che non conoscevano gridando : a Giur'a Dio , se sapessi , che lei è giacobino , « gli passerei il cuore con questo coltelto ai E si brandivano il coltello , e facevano l'atto di ferire . Era lo stare cattivo , il viaggiare peggiore . Tuttavia quest'uomini tanto sfrenati contro i Francesi , e contro coloro , che aveva 2
no , o che parevano aver odore di essi ,
si mo
stravano obbedientissimi al nome di Ferdinan
do . Erasi in mezzo a questi tumulti creato in Arezzo un magistrato supremo sotto titolo di suprema regia deputazione, in cui entrayano
preti, nobili, e notabili. Un cavaliere Angelo
Guilichini presidente , uomini nè sfrenati , nè feroci ,> ma non potevano impedire il furore
del popolo : solo sº ingegnavano di dargli rego la , e legge . Di, e notte sedevano per esser 2
sempre pronti ai casi improvvisi . Facevano di segni di nuove sommosse in favor del Gran Dua ca continuamente , traevano a suo nome tutti i magistrati, mandavano ordini alle città tornate
a divozione , mescolayano ai contadini sollevati le guardie urbane , ed alle guardie urbane i sol
dati regolari , che già avevano vestito l'abito , e le insegne del governo ducale ; e poichè pen
1
192
STORIA D'ITALIA
savano a far vera guerra ; avevano calato certo
numerodi campane con intendimento di fonder te al uso di cannoni . Delle nappe , e dei co lori non parlo , perchè fra quelle turhc tumul tuarie chi portava l' insegua di un Santo , chi di un altro , chi della Madonna , chi del Papa , chi dei Russi, chi degli Austriací , chi del Gran Duca, chi tutte queste insieme ; e chi era stato tinto nelle faccende precedenti, più ne portava , col fine di allontanar da sè quel nem bo tanto pericoloso . Questa fu la mossa di Arez zo , alla quale come quasi un antiguardo , con sumava quella di Cortona . In grave pericolo si mettevano , perchè le cose dei Francesi erano ancora in essere , e potevano risorgere , e Mac donald pensava a passare per la Toscana. Pure Arezzo si salvò , Cortona pagò qualche fio ;
l'una e l'altra furono cagione , che il nome di Ferdinando risorgesse in Toscana iunanzi che i confederati vi arrivassero , proponimento lode vole , ma bruttato da fatti scelerati . Fu Cor tona messa a dura pruova , Polacchi venuti da
Perugia accorrevano per tornarla a divozione di Francia . Segui una fiera zuffa aa Terontola dove i- Cortonesi erano andati ad incontrargli ,
poi a Campaccio a piè del monte , perchè i Po lacchi, prevalendo per arte di guerra , si erano fatti avanti . Infine venne il conflitto sulle mu ra stesse della città . Tentavano i soldati fore .
stieri di sforzare le porte di San Domenico ,
e
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799)
193 quei di dentro si difesero sì valorosamente, che gli assalitori se ne rimasero, avviandosi a Fi
di Sant'Agostino , e di dare la scalata ; ma
renze
Venne poscia una colonna francesc
molto forte , che era l'antiguardo di Macdo nald . Cortona si arrese con patto , che fossero
salve le sostanze , e le persone ;; il che fu loro Osser v ato .
Avrebbe desiderato Macdonald , che arriva va verso il finir di maggio a Siena , sottomette re Arezzo , ee gli faceva la intimazione . Mando
contro gli Aretini un bando terribile , che pas serebbe a fil di spada , che darebbe la città al sacco , ed alle fiamme, che rizzerebbe sulla piazza d'Arezzo una piramide con queste pa role: Arezzo punita della sua ribellione, Ma tutto fu indarno: gli Aretini non si sbigottirono; il Francese non si accinse a domargli, lasciando pendenti le cose loro, perchè non era parata l'occasione di vendicarsi. Era Arezzo città forte ,
e fuor di strada, ed ei voleva camminar 'veloce alla impresa. Un Andrea Doria mosse Albiano, terra vicina al Genovesato , a sollevazione con tro i Francesi, non senza conimettere i soliti atti ai crudeltà. Andaronvi i Francesi , saccheggia
rono, ed arsero la terra , Simili spaventi succe deyano in altre parti della Toscana: ogni cosa sconvolta , e sanguinosa. Marciava spedito al suo destino Maclonald , e perchè non avesse intoppi di anmottinamenti di truppe per mar TOM ,
VII .
17
| STORIA D'ITALIA
194
canza dni xoldi, perciooche da lungo tempo non erano espedite dei loro pagamenti, Bertolio, che come ambasciadore di Francia , reggeva a posta
sua Roma, e Reinhard, come commissario la To scana , trovarono modi estremi di raccor denaro,
Ordinava Bertolio, con intervento del governo servo di Roma, una tassa sui domestici, sui ca
valli, sulle botteghe, sulle porte; un'altra del centinajo sui capitali fidecommissari
dueper
dichiarati liberi, ed ambe dovessero pagarsi
nel termine di dieci giočni; il che come fosse possibile, potranno facilmente giudicar coloro, che hanno conosciuto le ruine dei Romani ,
Reinhard comandava, che da tutte le chiesa, monasteri, e conventi , e dalle sinagoghe , e da altri tempi , di qualsivoglia rito fossero, si to gliessero le argenterie superflue , ed il ritrat >
>
>
to s'investisse in benefizio dell'esercito : Già
si erano espilati i monti di pietà , e' solo quan do vennero i pericoli estremi , e quando il restituire era paura , non generosità , si erano
restituiti i pegni di valuta minore di dieci franchi ,
Erano a questo tempo le genti dei confe derati molto sparse . Una grossa parte atten
deva all' oppugnazione di Mantova, : Klenau correva il Ferrarese , ed il Bolognese , il prin 7
cipe Hohenzollern il Modenese , Otto stava
sugli Apennini , massime a Pontremoli , Bel. legarde ronato dai Griggioni , circonda ya d'ass >
LIBRO DECIMOSETTſMo (1999) 105 sedio Alessandria ,
Tortona , Suwarow ,
Keim alloggiavano in Piemonte per dar sesto al governo , per ridurre a divozione alcune valli dell' Alpi , e per osservare a che fine volesse Moreau incanminare le sue operazioni e verso Cuneo , o verso la riviera di Ponente. Guerra troppo spicciolata era questa, mentre
Macdonald se ne veniva intero da Napoli , e Moreau poteva tornare più grosso da Fran
cia . È pare anzi certo , che se i due gene >
rali francesi si fossero meglio accordati fra di loro nell'esecuzione del disegno concetto da Moreau , qualche grande infortunio sarebbe
venuto addosso ai confederati; e si vede me glio in Suwarow arte di ben condurre una battaglia >, che di modellare pensieri larghi e lontani di guerra ; della quale perizia masa simamente debbonsi lodare gli eccellenti capi. tani . Infatti non fece egli motivo d'Impora
tanza per proibire il passo degli Apennini a Macdonald , nel che consisteya tutta la fora
tuna della guerra . Bastò , che la legione po lacca romoreggiasse intorno a Pontremoli perchè il debole presidio , che vi stava a guar dia , si ritirasse. Nè il generale russo ,aven .
do le popolazioni amiche, e molta cavalleria , poteva temere, che i presidj delle fortezze , che ancora si tenevano pei Francesi , gli faces sero qualche moto d'importanza alle spalle Laonde ei poteva sicuramente stare grosso ,
196
STORIA D'ITALIA
rannodato per opprimere Moreau , e Macedo nald là , dove si fossero mostrati , e chi viu cesse la battaglia, avrebbe anche vinto le for tezze . Gli accidenti posteriori mostrarono , quanto abbia errato Suwarow nello alloggiare
tanto spartito . Moreau , dato voce , che avesse avuto grossi rinforzi di Francia , ee che maggiori ne dovesse ricevere , essendo anche a quel tempo arrivata nel Mediterraneo una flotta francese provenien te da Brest con qualche battaglione da sbar co , era andato a piantare i suoi alloggiamenti presso a Savona per accennare contro Suwa row in Piemonte : poi speditamente marcian >
do , si era coudotio a Genova , verso la quale faceva concorrere le sue genti . Queste mosse
apertamente indicavano in Moreau il pensiero
di congiungersi con Macdonald , che già era arrivato in Toscana ; nè Suwaruw le poteva ignorare , Ciò non dimeno ei se ne stava a consumarsi intorno alle fortezze , ed alle mon
tagne piemontesi . Ma non istette lungo tempo all accorgersi , che se per valore ei non era inferiore agli avversarj, li avversari lo avan zavano per arte >, e che aveva a far con ca. pitaui , che per perizia nelle cose di guerra erano fra i primi del mondo . Già Victor cam
minando per la riviera di Levante >, appariva vicino a congiungersi con Macdonald , e già gli avvisamenti dei generali di Francia si ap
LĪPRO DECTYOSBTTİNO ( 1799)
191
prossimayano al loro compimento . Macdonald, chiamato a sè tutte le genti , che stanziavano in Toscana , salvo le guarnigioni di Firenze, di Livorno , e di alcuni altri luoghi forti sul littorale , s' incamminava alle accordate fazio ni , per le quali si prometteva la liberazione d'Italia . L' ala sua dritta condotta da Mon trichard pel passo di Lojano , che Sempre era stato tenuto dai Francesi marciava contro Bo
logna : la sinistra , conquistato prima dalla legione polacca di Dambruschi il passo di 9
Pontremoli , si conduceva nella valle del Ta
ro : Victor faceva il suo alloggiamento in For nuovo , luogo celebre per la vittoria di Carlo ottavo Re di Franchi sulle genti italiane go vernate dal Marchese di Mantova , Dambru
schi s'incamminava a Reggio , Macdonald , varcato il sommo degli Apennini a Pieve di Pelago per la strada , che da Pistoja dà l'a dito a Modena , si era calato col grosso del. l'esercito per la valle del Panaro , ed ima padronitosi di Venanzio , di Sassuolo , e di al tri luoghi posti sul fiume , si era innoltrato per Casinalbo , e Salicetta insino al Casino Brunetti a piccola distanza da Modena , Mo reau dal suo lato si era ingrossato sulla Boc chetta col pensiero di correre contro Torto na , ed Alessandria . Già aveva mandato per dar la mano più verso il piano , e più da vi >
>
7
*
17
STORIA D'ITALIA
198
cino , a Macdonald , il generale Lapoype con una schiera di Liguri a Bobbio .
Queste mosse dei capitani della Repubblica diedero che pensure ai generali dei due Im perj , e gli fecero accorti , che era loro me stiero , se nou volevano , che l'Italia fuggisse loro dalle mani , di rannodarsi con molta pre stezza ; a tale strettezza erano condotte le co
se , che un giorno sol d'indugio poteva aprir >
la occasione di una totale vittoria ai France
si . Per la qual cosa Kray, che stringeva Man
tova , convertita la oppugnazione in assedio andava a porsi con diecimila soldati a Borgo forte sulla riva del Po , rompendo tutti i pon ti . Temeva , che Macdonald , passate improv
>
2
visamente , e con forze preponderanti il fiu S
me , non gli guastasse le opere fatte contro la piazza , e la liberasse dall'assedio . Un grosso .
di queste genti passarono anche il Po per fare spalla a Klenau , ed a Hohenzollern , che e rano in pericolo di essere pressati da Macdo nald . Il principale sforzo del generale francese accennava contro Hohenzollern ; però Klenau se gli accostava sulla destra . Per tal modo Mon trichard colla destra dei Francesi andava a fe rire Klenau , il grossu Hohenzollern ; Victor con la sinistra Otto , e tutto il pondo della >
guerra si riduceva pei Ducati di Modena , e di Parma , che calpestati da tante genti , da paesi
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1 799) 199 fioritissimi erano divenuti orridi per la fame ,
e per la miseria . Il Ducato di Parma princi palmente si trovava molto consumato per le gravi esazioni conimessevi da Otto . Ma i rac
contati rimedj usati dagli alleati non erano ba stanti perdistornare la tempesta , perchè Mac donald solo era più forte di Klenau , Hohen zollern , e Otto uniti insiemee ; Moreau assai più di Bellegarde .
Adunque l'importanza dell'impresa era po sta nell'esercito proprio di Suwarow , che insi steva in Piemonte. Se lo vide il generalissimo di
Paolo, e volendo ricompensare con la celerità l'errore dell'aver troppo spartito le sue genti si mise senza indugio a correre con prestissimi passi a Piacenza, sperando di poter combattere Macdonald prima che si fosse congiunto con Mo reau , e di arrivare a tempo perchè il Francese >
non rompesse del tutto le schiere unite dei tre generali austriaci . Pertanto inarciando sulla de
stra del Po già si avvicinava ai campi famosi per antiche battaglie, e che del pari erano per diventar famosi per pruove di non minor valu re date da nazioni venute anch'esse di lontano per ammazzarsi. Intanto fortemente già si com
Łatteva sulle rive del Panaro. Il giorno dieci di maggio succedeva un grosso affronto tra i soldati arniati alla leggiera delle due parti . Sulle pri
ne i repubblicani caricarono con tanta forza
gl' inperiali che gli rincacciarono fin oltre Ca
200
STORIA D'ITALIA
sino Brunetti. Ma trasportati dall' impeto right sendosi troppo inoltrati , furono si aspramente assaliti ai due fianchi dalla cavalleria austriaca , che furono costretti a ritirarsi con grave per
dita verso le montagne . Si combatte il giorno
seguente con uguale ardore da ambe le parti , sforzandosi Olivier, e Rusca di rompere la fron te delnemico per separare Hohenzollern da Otto. La cavalleria repubblicana condotta dal generale Forest urtò con
inde impeto il nemic
e
co, e già il faceva piegare, quando il generale tedesco spinse avanti il reggimento dei fanti di Preiss, guidato da un colonnello molto valoroso
che aveva dome Wedenfels. Questo reggimento diè si forte carica ai repubblicani, usando la ba jonetta, che nol poterono sostenere, e si ritira rono verso le montagne, lasciando la terra di
Sassuolo in poter dei Tedeschi. Non erano que sti moti di molta importanza, e dimostravano piuttosto un ardore inestimabile di combattere in ambe le parti che un evento terminativo di hattaglie. Ma il dodici giugno fecé Macdonald un motivo assai più grosso per isbrigarsi da quei corpi nemici, che sebbene meno grossi de' suoi il molestavano, e gl' impedivano il passo a’ suoi disegni ulteriori . Ordiva per tal modo la forma della fazione, che Hohenzollern ne venisse non solamente rotto, ma ancora impossibilitato al ri tirarsi . A questo fine , fatto calare la sua sini stra verso Reggio, le ordinaya, urtasse il nemico
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 201 e si mettesse in mezzo tra Hohenzollern , e Otto
il che poteva agevolmente venir fatto, perchè le genti di Olto si trovavano sparse, e lontane. Egli medesimo con la mezza contro Modena di rittamente difilandosi, voleva far opera di rom
perla , e d'impadronirsi della città . Al tempo stesso, passando con la destra il Panaro, si pro
poneva di spuntare da questa parte la sinistra degli Austriaci, e di separare per questa mossa Hohenzollern da Klenau. Ma perchè quesť ul timo non potesse accorrere in soccorso del com
pagno, il faceva assaltare da Montrichard, che già colle sue genti aveva liberato d'assedio il forte Urbano. Per questo Montrichard , muoven no duecolonne, una da Bologna l'altra dal forte Urbano, se ne giva per attaccare Klenau, che aveva le sue stanze a Castel San Giovanni .
Fecero egregiamente i Francesi l'opera del loro perito, ed audace capitano. Fu la zuffa so stenuta con grandissimo valore dai Francesi , e
dai Tedeschi, e duro molte ore: i cavalli massi
mamente andarono alle prese parecchie volte ,
e
sempre se ne spiccarono laceri, e sanguinosi.
Le fanterie vennero replicatamente alla pruova delle bajonette. Pure i repubblicani superavano
pel numero, e se tutto il disegno di Macdonald avesse avuto il suo compimento, era già fin d'al lora perduta la fortuna dei confederati in Italia il che dimostra chiaramente l'errore di Suwa
row dell'avere in sì fatta guisa spartito le sue 7
202
STORIA D'ITALIA
genti. La sinistra ala dei repubblicani riusciva nell'intento ; perchè cacciati i Tedeschi ed oca cupata la strada che dà a Reggio , s'intromette va tra Hohenzollern , e Otto . La mezza schiera medesimamente del generale tedesco, dove egli medesimo combatteva, animando i suoi fu obblic gata a piegare, e lasciare, fuggendo, Modena in
potestà del vincitore. Sarebbe stato tutto que sto corpo austriaco, secondo il disegno ordito dal generale francsse, circondato, e preso, se Mon trichard avesse vinto sulla destra, come Macdo nald aveva sulla mezza , e sulla sinistra. Ma Kle nau non aspettando, che il nemico venisse a lui
era uscito aconibattere, ed aveva rotto i repub blicani, che si difilavano contro di lui da Bolo
gna, sforzandogli a tornarsene sulla sponda den stra della Samoggia . Poi si affrontò con l'altra schiera, che gli veniva incontro dal forte Urba no, e trovatala , e combattutala a Sant'Agata, la costringeva alla ritirata. L' avrebbe anche
condotta a peggior partito, se Macdonald vitto rioso dalla sua parte non le avesse mandato gen ti in soccorso . La resistenza di Klenau fu la sa .
lute di Hohenzollern ; perchè questi, trovate le strade aperte, si ritirava alla Mirandola , poi non credendosi sicuro sulla destra del Po, venu to a San Benedetto, e quivi lasciato un piccolo
presidio, varcava sopra un ponte di barche aa San Niccolo per andarsene ad aspettare sulla sini stra quello, che i fati portassero . Klenau, vitto
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799 ) 203 rioso, poi vinto , si condusse celeremente alle sue prime stanze di Cento; poscia vieppiù di lungandosi andò a posarsi a Vigarano della Mai nerba, sito poco distante da Ferrara . Già Fer rara era piena di spavento, e Klenau vi faceva provvisioni d'armi , e di munizioni, come se il nemico fosse fra breve per arrivare. Perdettero gli Austriaci in tutte le raccontato
fazioni quindici centinaja di prigionieri, e forse pari numero tra morti, e feriti. Dei Francesi mancarono tra morti, e feriti circa un migliajo pochi vennero in poter dei vinti. Fu morto il loro generale Forest mentre virilmente combat
tendo con la cavalleria, dava la carica al nemi
co. Macdonald fu ferito, non da Tedeschi, nè >
nella mischia, ma da Francesi dopo la vittoria, Militava sotto le insegne austriache un reggi mento di Francesi fuorusciti sotto il nome di
cacciatori di Bussy . Di questi cinquanta, dopo di avere egregiamente combattuto , trovandosi se parati dai compagni, con animosa risoluzione si
deliberarono di aprirsi il varco con le armi in mano a traverso i nemici, che gli circondavano da ogni parte. Laonde impetuosamente urtando quanto loro si parava davanti, rotte le guardie , riascirono all'alloggiamento di Macdonald , che co’suoi ufficiali, e con pochi soldati se ne stava securamente attendendo alle bisogne della vit toria. Fu forza che la debole guardia di Macdo pald , ed egli medesimo cacciassero mano alle 2
204
STORIA D'ITALIA
spade per difendersi da un assalto tanto inopi nato. Ne seguitava una furiosa baruffa, nella qua
le restò ferito il generalissimudiFrancia. I fuo .. rusciti , che avevano la mira al salvarsi , non al
vincere, dando dappertutto segni di un valore incredibile, attraversato il campo dei repubbli cani , attraversata Modena, che in mano dei r'e
pubblicani già era venuta, ridotti da cinquanta a sette riuscirono all'alloggiamento austriaco della Mirandola. Meritarono fra gli Austriaci
principal lode di valore il reggimento di Preiss già sopra nominato, e quello di Klebeck , sopra i quali cadde il più grave pondo della battaglia:
patirono gravemente i loro soldati. Fu biasimato Macdonald , anche da uomini
periti della guerra, del non avere dopo la vit toria, varcato il Po, corso contro Mantova, pre
se le artiglierie , rovinato le opere degli asse 9
diatori, e fatto di modo che si levassero dalla piazza . È vero , che tutte queste cose gli pote vano agevolmente ,venir fatte ; anzi Kray , pre sentendo la tempesta, già aveva avviato verso Verona le artiglierie più grosse del campo di Mantova. Ma la vittoria di Francia non consis
steva nell'allargar l' assedio, e nell' impedire agl' imperiali la ricuperazione di questa piazza ; bensi era posta nel vincere Suwarow ; il qual fine non si poteva conseguire , se non coll'insi stere sulla destra del Po, e con la congiunzio ne con Moreau . L'operare spartitamente sareb
LI ! RO DECIMOGETTINO ( 1799) 205 be stata la ruina dei Francesi , come per poco
stette, che il medesimo operare non fosse la rui na degli alleati. Per la qual cosa a noi pare , che Macdonald meriti di essere lodato non che biasimato della risoluzione presa di correre , do
po la vittoria conseguita , piuttosto verso Par ma che verso Mantova ,
Era la sorte d'Italia in pendente, e doveva fra breve giudicarsi, se più potessero Morcau, e Macdonald con le armi della Repubblica, o Suwarow con quelle dei due Imperi d'Austria, e di Russia , Marciava celeremente Macdonald
per unirsi a Moreau: Moreau mandava, come già fu per noi narrato, una squadra di Liguri sotto
il governo di Lapoype a Bobbio, perchè servis se di scala alla congiunzione . Egl' intanto si apparecchiava a sboccare con tutto il suo eser citu dalla Bocchetta per andar all'incontro di Macdonald. Suwarow marciava a gran passi da Torino per trovare o Moreau, o Macdonald in nanzi che fra di loro si fossero congiunti .
Erasi Macdonald , dopo i fatti d ' armi com
battuti contro Hohenzollern, passando per Reg 2
gio, e Parma, donde il Duca, temendo dei re pubblicani , si era ritirato sulla sinistra del Po ,
condotto in Piacenza , nella quale era entrato il di quindici di giugno. Quivi gli și era acco stato Victor , che mandato da Moreau ad in
grossare l'esercito del compagno, varcati i mon ti liguri per Sarzana , e Pontremoli, e poscia 2
zom . ' vil .
18
206
STORIA D'ITALIA
calatosi per Borgo di Taro , e per Fornuovo, era arrivato al suo destino . 'Macdonald , volendo prevenire il nemico, e romperlo prima che fos se fatto più grosso , nè forse sapendo, che Su warow già fosse arrivato con tutto l'esercito
sul campo , incominciava la guerra . Trovavasi il generale tedesco Otto, come antiguardo, allog giato fra la Trebbia, ed il Tidone. In questo antiguardo urtando Macdonald , lo sforzava a ri tirarsi, a passar il Tidone , ed a correre sino a Castel San Giovanni , inseguendolo passo passo
i cavalleggieri della Repubblica condotti dal ge nerale Salm . Ma Otto , indietreggiando , aveva fatto abilità alle prime genti di Suwarow di ar riyare correndo in suo soccorso ; insperciocchè primamente Melas, adito il pericolo di Otto , aveva celeremente spinto avanti la schiera di Froelich , che sostenne la impressione dei Fran cesi : poscia sopraggiunse opportunamente la van guardia russa e tutte queste genti insieme unite fecero un tale sforzo , il principe Bagrazioné co ? buoi Cosacchi 3, sulla dritta il principe Korsa kow con altri Cosacchi , e con soldati leggieri d'Austria sulla sinistra, e finalmente Otto spal leggiato da Fruelich sul centro , che i repub blicani , quantunque con molta costanza con >
>
trastassero , furono rincacciati sulla destra del
Tidonc. Sopraggiunse la notte : cessavasi per poche ore dagli sdegni, e dalle ferite. Eranu i
due eserciti separati dal torrente Tidone. In
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 207 questo momento s' incominciavano a vedere gli errori di Macdonald, ; dei quali resterà facil mente capace chi vorrà considerare quello, che si conveniva a Suwarow di fare. Molto impor tava al generale di Russia di venire subitamen te alle mani col Francese, e di romperlo innan zi che Moreau scendesse per le valli della Treb bia , e della Scrivia ad assalirlo sul fianco suo
destro, ed alle spalle ; perchè, se non rompeva Macdonald prima che Moreau arrivasse, gli era
necessità di retrocedere ; il che apriva la stra da ai due generali francesi di congiungersi ; o se avesse perseverato nel proposito di guerreg
giare a Piacenza, con Macdonald tuttavia inte ro a fronte, e con Moreau alle spalle, al quale dayano anche appoggio le due fortezze d'Ales sandria ,> e di Tortona , sarebbe stato condotto a qualche pessimo partito, Adunqne se impor tava molto a Suwarow il venire incontanente
alle mani con Macdonald, importava del pari a Macdonald il temporeggiare con Suwarow, per
chè è impossibile, che quello , che è utile ad una delle parti contrarie, non sia dannoso al l' altra . Bene e lodevolmente fece Macdonald
assaltando sul suo primo giungere Otto, ed ol tre il Tidone cacciandolo, perchè allora, non sa pendo , che Suwarow fosse tanto vicino con tutte le sue genti, gli conveniva passare per ac costarsi a Moreau .: ma quando dalle novelle a
vute, ed ancor più dal duro rincalzo si era ac
208
STORIA D'ITALIA
corto, che non più con una piccola parte, ma con tutto l'esercito nemico aveva a fare, non
solo più prudente , ma ancora necessario parti to era l' astenersi, il temporeggiare, il ritirar si lento, e cauto , finchè avesse novelle certe di quanto portasse la guerra fra Novi , e Tortona, e che Moreau, venuto al piano, avesse assaltato >
il nemico. Ciò non di meno si deliberava a com battere, risoluzione più animosa che prudente, o che a ciò il muovesse una troppo viva spe
ranza di vittoria, o il pensiero ambizioso di es sere chiamato lui solo liberatore d'Italia , o la ripugnanza di congiungersi con Moreau, al qua
le per l'anzianità del grado avrebbe dovuto obbedire .
Avevano i due forti capitani della Repubbli ca, e dell'Impero preparato, durante la notte, i soldati loro alla battaglia : erano le due parti ostinate alla vittoria, o alla morte . Comandaya
Suwarow a'suoi che venissero in sul primo scon trarsi all'arme bianca , non dessero quartiere a nissuno, comandamento barbaro, e degno dieter no biasimo, e scannassero gridando urra , ur >
ra . Ma nel fatto i soldati mostrarono maggiore umanità del loro generale. Era l'esercito repub blicano schierato sulla sinistra della Trebbia , più
vicino a questo fiume, che al Tidone : il destro corno governato da Olivier si distende va verso il Po , ed aveva con lui la cavalleria di Salm ': nel
sinistro si trovavano i Polacchi con Dambruschi,
LIPRO DECIMOSETT)MO ( 1799) 90g e con la schiera di Rusca ; contenevano il mez
zo i soldati di Montrichard, e di Victor. Dalla e
parte sua Suwarow aveva ordinato l'esercito per guisa che fosse diviso in quattro parti, Otto a sinistra verso il Po, poi più su seguitando, pri ma Froelich , poi Forster, poi Rosenberg , poi Bagrazione , finalmente un Schweicuschi , russo generale. Guidava le due prime schiere compo ste quasi totalmente di Austriaci, quale duce su premo, Melas ,7 le due ultime composte per la maggior parte di Russi , Suwarow. Passato il giorno diciotto di giugno il Tidone a guazzo , venivano avanti gli alleati ad affrontare i re
pubblicani, che stavano preparati a ricever lur to loro. Avevano i primi fatto pensiero di ur tare principalmente la sinistra del semico ; Ba grazione guidava la vanguardia ; ma essendo la campagna piena di fossi, e di siepi non arrivava se non tardi al cimento. I Francesi, vedutolo venire, impazienti di aspettarlo , si scagliarono furiosamente contro di lui . L'impeto loro fu ta le che i soldati del Principe si crollavano c sa rebbero anche andati in rotta , sei non fosse 7
stato presto a soccorrergli, ordinando una for tissima carica di cavalleria. Ne seguitò, che pon solo la fortuna della battaglia si ristorava dal canto degli alleati , ma ancora i Francesi erano
rincacciati fino agli alloggiamenti Joro. Il quale accidente vedutosi da Macdonald, mandava al cuni reggimenti di Victor, che frenarono Ba >
* 18
STORIA
210
ITALIA
grazione, e facevano di nuovo piegare la fortu na in loro 'favore. In questo punto Rosemberg muoveva Sehweicuschi in soccorso di Bagrazio ne , e per l'impeto di tante genti si attaccava in questa parte un'asprissima battaglia, che du rò molte ore. Al tempo stesso Forster con la sua
vanguardia composta massimamente di Cosac chi, e di uno squadrone austriaco si attaccava con la vanguardia repubblicana, e dopo un osti nato conflitto la sforzaya a piegare . Sopravven
ne il colonnello Lawarow con alcune compagnie, ed urtando a forza la vanguardia francese, che
già si ritirava, la ruppe. L'impeto 'delle genti rotte, che disordinate urtarono nel centro dei
repubblicani, lo scompigliarono , sforzandolo a ritirarsi , acremente perseguitato, oltre la Treb bia .
Macdonald , che vedeva , che in questo fatto andava la fama propria, e la fortuna della bat taglia, ravnodò di nuovo i suoi, facendo in que sto tutte le veci di capitano esperto , valoroso e forte. Congiunse con loro alcune compagnie della schiera di Olivier, e gli mandava nuova mente a combattere sulla sinistra del fiume, Gli
animava , quantunque fosse molto impedito dal 2
la ferita avuta nel combattimento di Modena ,
>
con la voce, con la mano , e con l' esempio . Riempiva con arte eccellente i luoghi vacui fra gli squadroni dei soldati a piedi con drappelli di cavalleria , affinchè potessero maggiormente
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 211 allargarsi, e non fosse fatta facoltà al nemico di ficcarsi in mezzo . Gosi ordinato, e di nuovo con
fidente, marciava al riscatto della battaglia . Ne sorse una mischia molto feroce: Forster era mol
to pressato , e sarebbe eziandio stato vinto , se Froleich , veduto il caso , non gli avesse manda
to nuove genti in soccorso . Questo avviso di Froelich ristorò la pugna dalla parte degli al lcati ; la fortuna si pareggiava. Sulla destra vlei Francesi 7, cioè verso il Po , si combatteva an che egregiamente per la Repubblica, e per l'Im pero ; perchè e Francesi , ed Austriaci, memori gli uni e gli altri degl' odj antichi , e delle re !centi battaglie, mostravano una grandissima co stanza, i primi incoraggiati da Olivier, e da Ma cdonald medesimo , che era accorso , i secondi da
Otto, da Froelich, ee da Melas; forti tutti e pe riti capitani . Così durò lunga pezza la battaglia, succedendo molto strazio, e molte morti da am be le parti . Vinse finalmente la fortuna dei con
federati, che prevalevano di cavallerie, e di ar tiglierie . Fu rotto Dambruschi sulla sinistra ,
1
Macdonald sul centro, Olivier sulla destra: tutti furono obbligati a cercar ricovero straziati dal le ferite, e bruttati di sangue sulla destra della Trebbia. Era il campo di battaglia orrido, e do loroso a vedersi: in ogni parte uomini e cavalli morti , o moribondi: in ogni parte gemiti, espa
venti: in ogni parte armi, e munizioni rotte, e sparse: gli arbusti gocciavano, la Trebbia mena
212
1
STORIA D'ITALTA
va sangue. Sopraggiunse la notte , che rivolse nelle sue ombre la miseranda strage, gli sdegni ancor vivi delle tre forti schiatte , e la cupidi 7
gia non ancora satolla d'umano sangue .
Era intento di Suwarow d'ingaggiare il se guente giorno una nuova battaglia, perchè vo Jeya rompere del tutto quella testa di repubbli cani innanzi che Moreau gli romoreggiasse alle
spalle. Pensava medesimamente Macdonald per la sua pertinacia insolita ad esser vinta , od a piegarsi , di assaltare alla nuova luce quel nemi co, che già per due volte aveva tentato con tan
to danno dei suoi, e con si poco frutto. Nel che come si possa scusare , noi non possiamo restar capaci; e se si può lodar di coraggio, certamente non si può di prudenza; perchè se dubbio era , che vincesse il diciotto, ancor più dubbio era per l'efficacia dei precedenti fatti, che potesse
vincere il diecinove, e la rotta del suo esercito importava la ruina di quello di Moreau , e di
tutte le cose francesi in Italia. Solo stabile spe ranza poteva essere per lui l' essere ajutato da Moreau ; ma che questi fosse per arrivare a combattere l' inimico nel momento stesso del- ,
la battaglia , era cosa molto incerta , nè Ma cdonald la poteva sapere : che se dopo la me desima fosse arrivato , sarebbe stato il suo ar
rivare inutile ; nè avrebbe potuto riguadagnare la battaglia perduta. Adunque pare a noi , che la ostinazione di Macdonald dell' aver voluto
LIBRO DECIMOSETTINO ( 1799 ) 113 tornar al cimento non sia da lodarsi, e qua 7
lunque sia il biasimo, che Moreau abbia meri tato per non essere venuto a tempo , Macdonald
non può schivar quello di non lo aver aspettato. Intanto le sorti di Francia in Italia andarono
in precipizio. Risolutosi Macdonald a non as pettare di essere assaltato, ma ad assaltare, muoveva alle undici della mattina del diecinove
di giugno le sue genti contro l'esercito imperia le . Era l'ordinanza dei due nemici la medesima
che nei giorni precedenti. Ordinava nel suo pen siero il generalissimo di Francia di circuire, stando fermo sul mezzo , e dopo di aver passato
il fiume, con le due ali estreme il nemico, cioè di spuntarlo e verso i monti, e verso il Po. Con singolare intrepidezza passarono i repubblicani la Trebbia, ancorchè aspramente fossero bersa gliati dalle ai tiglierie nemiche si grosse che mi.
nute, principalmente da quelle , che ferivano a scaglia. Rusca, e Dambruschi s'attaccarono sul la sinistra verso i monti con Bagrazione. Nissu
Io creda , che maggior valore nelle più aspre battaglie si sia mostrato mai di quello , che in
questa mostrarono e Francesi, e Polacchi, e Rus si , ed Austriaci, Pinsero Rusca , e Dambruschi con grandissimo impeto Bagrazione, e col me desimo impeto gli rispingeva Bagrazione, quan to era urtato riurtando. Cominciarono a bale
nare i soldati di Dambruschi : Rusca accorreva con im grosso di genti scelte in suo ajuto . Meno
214 STORIA D'ITALIA egli si terribilmente le mani , che non solo il Russo piegava, ma ancora i Francesi , preso nuo 7
vo ardire, assaltavano Schweicuschi con tanta
energia, che lo conciarono per la peggio, taglia ronu a pezzi un intiero reggimento, lo rispinse ro lungo spazio ,> e lo cacciarono dalla terra di
Casaliggio, della quale s'impadronirono. Lam peggiava in questo punto la speranza della vit toria pei Francesi, ee l'avrebbero anche ottenu ta , se non fosse venuto in soccorso delle schie
re pericolanti di Russia il generale austriaco Dalheim con un grosso rinforzo di genti tede sche : efficacemente il secondava la cavalleria
russa, che già si era riordinata . Si rinnovava la mischia più fiera di prima, nè questi cede yano , nè quelli ; diè Dambruschi segni di di
sperato valore :: due volte respinto , due volte
tornò più animoso al combattere , nè si parti dalla battaglia , se non quando arrivò Rosen berg con un forte apparecchio d'artiglierie leg gieri, che fulminando i contrastanti gli constrin
sero, sebbene tuttavia combattenti, alla ritira ta sulla destra riva del fiume. Fu questo af
fronto sanguinosissimo, e mortale per ambe le parti , la legione polacca vi fu conquassata , e lacerata all'estremo. Ma se i repubblicani vi perdettero molta gente, gl'imperiali ve ne per dettero altrettanta . Non era stata nè meno ostinata , nè meno
sanguinosa la battaglia sui campi , che avvici -
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 215 nano il Po. Quivi , contuttochè Melas si fosse
molto affaticato con le artiglierie per impedire
ai repubblicani il passo della Trebbia ,
dalle
quali avevano molto partito , erano ciò non o stante riusciti sulla sinistra del fiume, ed ave
vano principiato a dare esecuzione al disegno ordinato da Macdonald . Una colonna urtava di
fronte Otto, mentre un grosso di cavalleria di filandosi lungo il Po, s'ingegnava di riuscire ol tre l'ala estrema degl' imperiali. Le fanterie tedesche già cedevano all' impeto delle france si, quando venne in soccorso loro con una ga gliarda squadra di cavalleria il principe di Li chtenstein. Diè la carica alle fanterie francesi , e le respinse : diè la carica alle cavallerie ac
corse in ajuto delle fanterie, e le respinse. Ar riyaya in questo dubbioso punto con la secon
da squadra de’suoi fanti Olivier, e facendo uno spaventoso trarre di artiglierie leggieri , disor dinava i cavalli di Lichtenstein, e gli costrin geva alla fuga. Fra la furia del rinculare per e
cossero nel veggimento dei granatieri di Wo wermann , e il disordinarono , e se le fanterie >
di Francia si fossero fatte avanti per usare la occasione aperta dalle artiglierie leggieri , sa rebbe nato in questa parte qualche gran sini stro per gl' imperiali ; ma esse, non so perchè, si sostarono. Intanto Lichtenstein , che era uo
mo prode, ed i granatieri di Wowermann, che erano uomini forti , ed esercitati nelle batta
216
STORIA
ITALIA
glie, si riordinarono, e tornarono al cimento : >
trassero con loro un grosso rinforzo nel reggi mento di Lobkowitz. Il rincalzo fatto da tutte
queste genti unite , ed animate da Melas , da Froelich , e da Otto diventò si forte , che Oli
vier disperando la vittoria , la lasciò in mano del nemico, sulla destra riva dell'insanguinata Trebbia ritirandosi. Salm , che co' suoi cavalli correva lungo il Po per circuire Otto, veduto che per la ritirata di Olivier restava solo espo
sto all' impeto di tutta la schiera vincitrice , velocemente correndo , si ritirava ancor esso >
agli alloggiamenti oltre il fiume . Bene , come si è veduto dalla narrazion no
stra fu combattuta questa battaglia dalle due ali dell'esercito francese sul principio, male sulla fine : il che fu cagione, che se esse si ritiraro no intiere sulla destra della Trebbia , la mezza vi si ricoverò fuggendo disordinata, e rotta . A
vevano i Francesi passato il fiume , ed esseu dosi ordinati sulla sponda sinistra assaltavano con l'antiguardo loro il nemico: ma questi bra vamente resistendo, gli rincacciava. Venuta la
beconda fila repubblicana in soccorso della pri ma , rinfrescava la battaglia, che fra bieve di venne orribile, Impazienti l'una parte e l'al tra di combattere di lontano, vennero tosto alle
prese con le bajonette: fu quesť urto tanto mi cidiale sostenuto quinci e quindi con un valore inestimabile. Quando pei cadenti, feriti o morti
LIBRO DECĪMOSETTIMO (1799) 219 qualche spazio vuoto appariva nelle file , i via venti vi si gettavano , e facevano battaglia con le sciabole , e quando non potevano con le scia
bole, la facevano coi graffi, coi morsi, e coi coz zi . Non fu questa battaglia generale , ma mi
scuglio di duelli fatti corpo aa corpo, nè si ve deva chi ayesse ad essere il primo a ritirare il
passo. Ma mentre la fortuna stava per tale mo do in pendente, ecco arrivare a corsa un reggi mento di Tedeschi condotta dal colonnello Lo
wncher, che diede animo ai Russi , lo scemò ai Francesi, caricando , e smagliando la cavalleria, >
che fjancheggiava la schiera di Montrichard ,
Un reggimento di fanti leggieri , preso spaven to da questo accidente , cesse fuggendo disordi natamente : la fuga , e lo scompiglio invasera tutta la schierą , nè Montrichard ebbe potestà di rannodarla , malgrado che se ne desse molto pensiero , e molto vi si sforzasse. La rotta di Montrichard fu cagione del doversi ritirare Vi ctor ; perchè Suwarow accortosi della favore
vole occasione, che la fortuna , ed il valore de' suoi gli avevano aperta , si cacciava dentro ai luoghi abhandonați col suo corpo di riserbo , ed assaliya il generale francese per fianco . Pensò allora Vịctor al ritirarsi sulla destra ri ya, e il fece ordinatamente, per quanto quell’ao cidente improyviso il comportava. Cosi tutta
ļa mezza dei repubblicani, parte rotta intiera mente , parte poco întiera ,2 e fieramente seguia Tow, yii.
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STORIA D'ITALIA
tata dalla cavalleria nemica , si era ritirata a
salvamento oltre quel fiume, che con tanta spe ranza di vittoria aveva poche ore prima passa to. La Trebbia , funesto fiumeper tante batta .
glie, non vide mai tanto sangue, quanto a que
sti giorni : il suo letto orrido pei mucchj dei cadaveri, massimamente più verso la sua foce nel Po , perchè quivi nel passare furono i Francesi terribilmente bersagliati dalle artiglierie di Melas. Dei repubblicani in quelle tre gior nate fu uno scempio di circa sei mila soldati
morti, o feriti ; tre mila prigionieri ornarono il trionfo dei vincitori. Non fu minore il numero
degli uccisi dalla parte degl' imperiali , e quasi niuno quello dei prigionieri. Alcune bandiere
dei repubblicani furono conquistate dai confe derati; pochi cannoni vennero in poter loro , perchè Macdonald per non essere ritardato dal
l' impedimento dell'artiglierie più grosse, le a veva lasciate nello stato romano, solo conducen
do seco le leggieri. Sopraggiunse la notte “ era estrema la stan
chezza dei combattenti; fuvvi riposo, se non di animi, almeno di corpi. Pensava Suwarow ; to sto clie'aggiornasse, di perseguitar il nemico , Macdonald di ritirarsi, quantunque a ciò di mala voglia, e costretto dal parere dei compagni , si risolvesse, perchè avrebbe desiderato di fare una quarta volta esperienza della fortuna; tanto si era ostinato in questa faccenda del combattere . >
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 219 Per la qual cosa , lasciato sulla sponda del fiume
alcune genti delle più spedite per occultare al nemico la sua partita, s' incamminava celeremen te col restante esercito , prima che la luce illu strasse l'italiche contrade, alla volta di Parma .
Dal canto suo Suwarow, come prima vide sor gere l' aurora, passava il fiume per dar l'assalto
al . nemico ne' suoi propri alloggiamenti. Ne avendolo trovato, ed accortosi della sua levata , si mise tosto a perseguitarlo, egli per la strada vicina ai monti, Melas per la prossimana al Po. Giunsero i Russi aa Zema il retroguardo France se governato da Victor, e l' assalirono con mol
to valore, e con ugualvalore fu loro risposto dai Francesi cosa maravigliosa dopo gl'infortunj
recenti. La diciassettesima, postasi in un luogo forte, fece spalla al ritirarsi dei compagni ma cir- . condata finalmente da un nemico a molti doppi più : grosso, fu costretta a deporre le armi, dandosi prigioniera in poter del vincitore. Dall'altro lato i Tedeschi arrivarono addosso ai Francesi
presso a Piaceuza, e ne fecero molti prigionieri
massime feriti, fra i quali notaronsi principal mente Rusca, Salm, e Cambray ; quest'ultimo
morì fra breve per le ferite avute nella batta glia . Rusca ebbe una gamba sconcia, Olivier una meno, entrambi guerrieri buoni, e di forme egre gie di corpo. Avrebbe voluto Suwarow seguitare più oltre i repubblicani; ma udiva ad un tratto, che Moreau , uscito dal suo sicuro nido di Geno
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STORIA D'ITALIA
wa, era sboccato dalla bocchetta, e calando dai monti minacciaya di trarre a mal partito Sex
ckendorf, e Bellegarde, dei quali il primo strin geva Tortona, il secondo Alessandria; che anzi il capitano di Francia avrebbe potuto fare ad dosso al suo retroguardo qualche fazione di si nistro augurio. Deliberossi pertanto a tornarsene indietro; dando carico a Otto, a Hohenzollern ,
ed a Klenau, che perseguitando facessero a Ma cdonald tutto quel maggior male, che potessero. Ma prima ebbe mandato una presa di Cosacchi a disfare quella testa di Liguri, che sotto il go verno di Lapoype stanziava a Bobbio; la qual cosa venne loro agevolmente fatta . Domandano
molti;,perchè Lapoype, invece di scendere ad ajutare Macdonald, se ne sia stato inoperoso in un momento, in cui la più efficace attività era
richiesta: alcuni il tacciavano di poco animo, altri di animo rotto per non aver saputu svilup parsi a tempo dai piaceri di Genova. Ma egli stava agli ordini di Moreau , non di Macdonald , e se il generalissimo non gli aveva comandato di calarsi, non si vede come il potesse fare da sė , Pare poi cosa molto inverisimile, per non dire del tutto falsa , che Moreau gli desse il coman
damentu di scendere, perchè ei non poteva sup . porre , che Macdonald fosse, non so se mi debba dire o tanto imprudente, u tanto temerario, che volesse mettere da se solo a cimento sorti si gra
vi, quando temporeggiando solamente due giorni
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 221 le avrebbe potute mettere coi due eserciti uniti insieme . Da tutto questo si scorge, che, se Suv
Varow avesse tardato ad arrivare solo due gior ni, o Macdonald solo due giorni a combattere , vinceva, per quanto delle probabilità di guerra si può giudicare, la fortuna di Francia . Sonvi alcuni che accusando Macdonald di essere arri
vato troppo tardi, perchè tornando da Napoli giunse aa Firenze il di ventisei di maggio, e solo partinne il di otto di Giugno pare cosa strana
quell'avere accennato si presto, e colpito si tar di. Se avesse corso, affermano, difilato, con dare solamente alle sue genti i riposi necessarj sareb
be certamente giunto a Voghera , prima che Suwarow vi arrivasse, e la unione dei due eser citi stata certa, e sicura. Di questo noi non vo
gliamo giudicare, perchè non abbiamo scienze del marciare degli escrciti nè dell'immenso vi
luppo, che aʼnostri tempi e’si tirano dietro. Certo se l'accusazione è vera, la posterità fran cese avrà molto a dolersi di Macdonald .
Restava a Macdonald un'impresa difficile a
compirsi; quest' era di ritirarsi aasalvamento in
Toscana, per poter quindi per la riviera di Le yante condurre le sue genti all'unione in Ge
nova con quella di Moreau. Ei ne venne ciò non ostante a capo con uguale e perizia, e felicità. Ordinava a Victor, che salisse per la valle del Taro, e che varcati i sommi gioghi dell' Apenni
no , calasse per quella della Magra nel Genove * 19
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STORIA D'ITALIA
sáto. Egli poi con la sinistra, ora combattendo alle terga , ora sul fianco sinistro, ed ora di fron *
te, esempre animosamente, e felicemente, più che da vinto si potesse sperare, se ne viaggiaya
alla volta di Bologna per condarsi di nuovo a Pistoja . Disperse le genti leggieri di Hohen zollern , e di Klenau, che gli volevano contra stare il viaggio, passò per Reggio, e per Rubiera passò per Modena, che pose a grossa taglia, man dò presidj a Bologna, ed al forte Urbano: poscia a
salendo s'internava nella valle del Panaro , ed arrivava al suo alloggiamento di Pistoja. Pocơ stettero Bologna, ed il forte ad arrendersi ai confederati. Nè il generale francese volevä pei
disegni avvenire, e per le molte sollevazioni dei popoli fermarsi in Toscana. Perlochè chiamate a sè le guernigioni di Livorno, e dell'Isola d'El
ba, che avevano capitolato, la prima con un In ghirami, condottiere di Toscani sollevati, la ses
conda con Napoletani, e Toscani misti d’Inglesi e poste sulle navi per a Genova le arteglierie , e le bagaglie si avviava per la strada di Lucca al la volta dei territorj ligari , e quivi conduceva a salvamento i suoi stanchi soldati. Poi stanco egli stesso dalle fatiche, e dalle ferite, se n'andava
a Parigi piuttosto in sembianza di vincitore che di vinto per lo smisurato valore dimostrato . Del l'esto mostrossi Macdonald in Italia uomo di ge nerosa natura : fu anche umano malgrado delle
cuse eccessive, che pubblico a Napoli, e che rin
LtBŘÓ DECIMOSETTIMO ( 1999) 393 fresco in Toscana : si astenne da quel d'altrui ,
abborriva i rubatori. Amava più la gloria che la répubblica , e la libertà , come d'ordinario l'a
mayano i soldati. Gli piacevano meglio i gover ni temperati, che gli sfrenati . Insomma ei fu in Italia personaggio commendevole,e garebbe stato anche più , se uni amore ' smisurato di fama nori
l'avesse fatto errarë . Ebbe i difetti degli animi generosi , e non fu poco in mezzo a tanti vizj di animi vili . Con l'esercito di Macdonald si riti: rarono ancora le genti francesi, che tenevano Firesizes tutta la Toscana tornava all'obbedien za di Ferdinando .
Il giorno medesimo, cui Macdonald coma battevä sulle rive del Tidone, Morègu scendeva con circa venticinqué mila soldati dalla Bocchetă ta, e passå ndo për Gavi , e Novi, fatto auche si
curo dalla fortezza di Serravalle, che si trovava in potere de' suoi, se ne giva all'impresa di di vertire i confederati dalle offcse di Tortona ;
che già pericolava , ésserido stata aspramente
bersagliata da bombe ai giorni precedenti . Il giorno diciotto al momento stesso, in cui Ma clonald erà alle mani con gli alleati fra il Ti
done, e la Trebbia, Moreau assaltavä gli Austria ci nel campo loro sotto Tortona, e quantünque ,
condotti da Seckendorf, e da Bellegarde si di fendessero da uomini forti, tuttavia, prevalendo i Francesi di numero, furono costretti a cedere
e perdellerv San Giuliano; perseguitati acerba
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SORIA D'ITALIA
mente dai repubblicani nel piano di Marengo , disordinati , e rotti si ritirarono oltre la Bormida,
Questa vittoria liberaya Tortona dall'assedio, e fu fatto abilità a Moreau di rinfrescarla di vi
veri , e di munizioni . Da tutto questo chiaramen te si vede, che se Macdonald fosse, come pare
che potesse, arrivato più presto, o avesse com battuto più tardi, avrebbe la fortuna inclinato di nuovo a favor dei repubblicani; per un in
tervallo di ventiquattrore stette, che i vinti non fossero vincitori, eche l'Italia, in vece di essere russa , e tedesca , fosse francese . Scara
mucciossi il giorno diecinove, ed il venti sulle >
rive della Bormida . Il ventuno, messosi Belle
garde all'ordine, raccolte quante genti potè dal cani po sotto Alessandria , e da altre terre vi
cine ,> facendo stima non piccola di questo moto , nè volendo , che Moreau si alloggias
se in quei luoghi , mandava Seckendorf con un grosso antiguardo ad assaltar i repubbli cani sulla destra del fiume . Attaccossi Secken
dorf con Grouchy a San Giuliano ; e dopo una dura zuffa lo sforzava a ritirarsi . Accorrendo con nuove gen ti Grenier in soccorso di Grou
eby ristorava la battaglia : il generale tede sco , che sulle prime aveva respinto , fu re spinto . In questo men tre Bellegarde arriva va a fare spalla a Seck endorf con una forte. squad ra di genti fresche , ed entrato nella 2
battaglia facep a piegare i Francesi ; venivano
1 LIBRO DECIMOBETTIMO ( 1799) 325 in poter suo San Giuliano, e Spinetta ; cotis tinuamente i Tedeschi guadagnavano del cam po . Fu forta , che Moreau venisse in ajuto de' suoi , che si trovavano in gran pericolo . Divenne allora molto aspro il conflitto : da am be le parti si facevano gli ultimi sforzi per uscirne con la vittoria . Algne Grouchy , che
in questo fatto si portò da soldato molto valo rosu , radunati , e riordinati i suoi , che era.
no stati disordinati , e dispersi , dava dentro , serrandosi addosso con molto impeto agli A1
striaci , gli rompeva , e gli sforzäva ad an darsene frettolosamente a cercar ricovero sulla
sponda sinistra della Bormida . Un loro retro guardo lasciato al Bosco,e circondato dai Fran cesi si liberò a furia di bajonette . L'estrema
coda delle genti austriache , deposte per la forza sopravvanzante degliavversarj le armi , si diede in poter dei vincitori . Perdettero gl' imperiali in questo fatto molta gente , mà non tanta , quanta pubblicarono i Francesi, nè tanto poca quanto pubblicarono i Tedeschi $ >
certamente nel novero di due in tre mila sola
dati tra morti , feriti , e prigionieri: nè è dub bio 7, che la vittoria non sia stata dalla parte dei
repubblicani. Quivi ebbe Moreau le novelle dei sinistri accidenti della Trebbia . Perluchè co
noscendo ; che per allora non restava sperauza di far risorgere la fortuna , e che la sola strada,
che gli rimanesse aperta per riparo del suo
226
STORIA D'ITALIA
esercito , era quella di ritirarlo prestamente là, dond ’ era venuto , condottosi con frettolosi passi
per la strada di Novi , e di Gavi à Genova , spartiva i soldati nelle stanze di Voltri , Savo
na , Vado, e Loano . Muni Genova con un suf ficiente presidio ; la strada di sboccar di n govo nelle pianure tortonesi gli rimaneva libera pei forti di Gavi , e di Serravalle , Oltre a ciò aveva per maggiore sicurezza ordinato un forte campo con trincee tra la Bocchetta ,> e Serra valle , che aveva raccomandato alla fede del marchese Colli , assunto al grado di generale , 0
>
ed a lui congiunto d'amicizia . Le altre valli dei monti apennini , per le quali si aprono le strate nelle pianure bagnate dalle acque del Po ,> furono anche dal generale di Francia , fortificate , e munite con buoni presidj . In questo forte sito , ed avendo frapposto fra di lui , ed il nemico , come baluardo naturale , e forte , tutto il concatenato giogo degli Apen nini , se ne stava aspetta ndo , che cosa portas sero le sorti dalla parte di Francia , che ancora non voleva , malgrado di tante rotte , pazien temente sopportare, che l'imperio d'Italia le 7
uscisse dalle mani . Tornato Suwarow dai cam
pi tanto gloriosi per lui del Tidone , e della Trebbia , andava a porsi ad alloggiamento sulle sponde dell'Orba per impedire ogni motivo 3 che i Francesi potessero fare a soccorso delle fortezze di Tortona , e di Alessandria ciute ,
+
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 227 dopo il suo arrivo , di più stretto assedio , e che sperava , avessero fra breve a cedere alle 2
sue armi .
Tale fu la ruina , ed il precipizio delle cose dei Francesi in Italia , che , non ancora tra scorsi quattro inesi da quando la guerra ayeva
avuto principio in quell'anno , perdute sette battaglie campali , e le fortezze di Peschiera e di Pizzighettone , il castello di Milano , la cittadella di Torino , perduta tutta l'Italia da Napoli fino al Piemonte , la cadente loro fortu
na altro sostegno più non aveva , che i gioghi dei monti liguri , ed alcune fortezze . Nove
rayansi fra queste principalmente i castelli di Napoli , il castel Sant'Angelo , Ancona , Man >
tova , e le fortezze piemontesi di Alessandria , Tortona , e Cuneo . Conoscevano gli alleati , >
che l' imperio d'Italia non si renderebbe in mano loro sicuro , se non quando tutte le anzi dette fortezze conquistato avessero Ma prin cipalmente pensier loro era quello dell'acquisto
di Mantova , stimatà il più forte antemurale d'Italia , se non di effetto , almeno di nome e delle fortezze del Piemonte ; conciossiachè il presidio di Mantova essendo grosso di circa
dieci mila soldati , poteva ajutare efficacemente una nuova calata di Francesi, se la fortuna di venisse loro più favorevole ; le fortezze pic
montesi , per essere vicine a Francia , pote
vano facilmente serpire di appoggio , e di scala >
STORIA D'HALLA
228
nuove imprese dei repubblicani , Agevolava no agli alleati la conquista di tutti questi pro pugnacoli , le vittorie conseguite , i popoli favo . rovoli , le armi russe , inglesi , e ottomane , .
>
che o già tenevano , o minacciavano l'inferiore .
Italia , Per la qual cosa non cosi tosto Morequ si era riparato nel sųo sicuro seggio di Genova , che i confederati andarong col campo alla cit
tadella d'Alessandria con potentissimi apparec chi , sperando per l'efficacia del balterla, che ella avesse presta , quantunque molto fosse for , te per arte , ad essere sforzątą alla dedizione Siede la cittadella d' Alessandrią sulla riva sinistra del Tanaro , separata solamente per le
acque del fiume dalla città , con la quale si congiunge per un ponte coperto a guisa di quello di Pavia, Eravi dentro un presidio di circa tremila soldati sottomessi al generale Gardanne , soldato , che pel suo valore in quelle guerre italiane, era tostamente salito dai minori gradi della milizia ai maggiori , Sebbene non gli fosse nascosto , che per le rotte toccate da' suoi poca speranza gli rimaneva di essere soccorso ,7 tuttavia da quell' uomo forte , ch'e gli era , si era risoluto a difendersi fino agli
estremi , perchè dove non vi poteva più essere utilità per la sua patria , voleva almeno , chę risplendesse incontaminato l'onor suo, e quello de' suoi soldati , Animava continuamente il 2
presidio con la voce , e con la mano , sopra
LIBRO DECIMOSBTTINO (1799 ) 329 vedeva ogni cosa , ordinava non somma diligen za quanto fosse necessario alla difesa . Dal canto
suv Bellegarde niuna diligenza , o fatica rispar
miava per venir a capo dell' espugnazione . Aveva con sé ventimila soldati tra austriaci, e
russi , più di centotrenta pezzi di artiglierie assai grosse , parte dell'esercito , parte con dotte recentemente dalle armerie di Torino
9
con obici , e mortaj in giusta proporzione Venne per sopravvedere , ed incoraggiare gli oppugnatori con la sua presenza il generalissi mo dei due imperj . Essendo la fortezza nuo va , edificata secondo l' arte , ed abbondaute di caserme
2
e
di casematte construtte a pruova
di bomba , si bramava conoscere , quanto po tessé nel contrastare alla forza di chi l'assalta
ya . Si convenne da ambe le parti , che gli al leati non molesterebbero la fortezza dal lato
della città , e che ella la città in nissun modo offenderebbe . Scavata, ed alzata la prima trin. >
cea di circonvallazione , fece Bellegarde la
chiamata a Gardanne . Rispose , essergli stato comandato , che difendesse la fortezza , e vo lerla difendere . La folgoravano con tiri spes sissimi centotrentanove cannoni , quarantacin que obici , cinquantaquattro mortaj . Nè se ne stava Gardanne ozioso , fulminando ancor osso
con tutto il pondo delle sue artiglierie . Ma la tempesta scagliata dagli alleati fu gi grande , che in poco d'ora , o per proprio colpo , o per 10M ,
Vil .
20
a30
STORIA D'ITALIA
riverberazione ruppe la maggior parte dei tetti delle artiglierie , sboccò le restanti,
uccise non
un pochi cannonieri , arse una caserma , ed a conserva di polvere con orribile fracasso : tacque per un tempo , o debolmente trasse la pịazza . 2
Usarono gli assediati l'accidente , e spintisi a, yanti con le zappe , e compite le traverse , ar rivaronq sino al circuito dello spąlto , dove in cominciarono a distendersi con il cavare, e con alzare la terra a destra , ed a sinistra coll' in
tento di compire la seconda circondazione , Tentava Gardanne d'impedirgli , poco poten >
do con le artiglierie , cou l'archibuseria 2 traendo furiosamente contro i lavoratori dalla strada coperta , Ciò non ostante condussero ą. .
perfezione la seconda , nè mettendo tempo in mezzo , e dell'oscurità della notte giovandosi vi alzarono di molte batterie . In questi bersa
glj şi portarono egregiamente , e fecero marą . vigliosi progressi contro la piazza i cannonieri
piemontesi tornati ai servigjdel Re . Ne furo po senza effetto le armi francesi, perchè molti þuoni soldați dei confederati restarono uccisi
2
o feriti ,. Mori un nipate del marchese di Chasteler, fy ferito gravissimamente il marches se medesima con grande rammarico di Suwa
row , che conosceva , quanto quel guerriero valesse . Erą intendimento, degl' imperiali 3 compita questa seconda circonvallazione ,> di fær.
praova di cacciar i repubblicaui dalla strada
tiero decİMOSETTIMO ( 1999) . 23 i coperta. In fátti tanto fecero coi cannoni , che spazzavano i bastioni , e con le bombe , e con le
granate, che rendevano pericoloso , emortale Jo starvi , che i soldati di Francia l'abhando narono , ritirandosi del tutto nel corpo della >
piazza · Sottentrarono gl' imperiali , vi fecero un alloggiamento stabile : poi con le zappe continuamente travagliandosi , assieparono gli angoli sporgenti della medesima strada coper ta , e sičoridussero ſin sotto ai bastioni . Sorgë vano i segni della vicina dedizione . Già erano alzate le batterie per battere in breccia , già le scale pronte , già le artiglierie della piazza più non rispondevavo : Di tanti , quattro can noni soli si mantenevano in grado di trarre
je armi missili , oggimai consumate tuttë , man cavano ; un assalto al nascentë giorno si pres parava , una presa di soldati fortissimi trascelti a questo mortale ufficio già stavano pronti ad eseguirlo : le ruine stesse delle mura facilita
vano la salita . Il resistere più lungo tempo sa rebbe stato per Gardanne , non che temérită
verso la fortuna, crudeltà verso i soldati : pé rò , inclinando lapimo alla concordia ; chiese ; ed ottenne patti molto onörevoli il di ventung luglio . Uscisse il presidio con tutti i segni d'onore , che danno i vincitori ai vinti , si conducesse negli stati ereditarj , vi stesse fino .
agli scamhj , avesse Gardanne facoltà di tora nur seue in Francia sotto fede di non militare )
232
STOANA D'ITALIA
contro j confederati sino allo scambio . Fu assai .
breve il contrasto fatto da questo generale di Francia ; ciò nondimeno fu aceusato dell'es
sersi arreso , prima che la breccia fosse aperta,
Ma l'accusa non ebbe effetto , perchè vennero poco dopo tante dedizioni , che fu manifesto ,
che la forza insuperabile , non la codardia , ed il tradimento avevano operato . Restarono uccisi di Francesi seicento , di Cisalpini ducen t o . Fuvvi
che molto sangue fra i confederati,
perchè mancarono fra di loro in ugual numero i soldati . Trovarono i vincitori nella fortezza
conquistata settemila fucili , più di cento can noni, la maggior parte da risarcirsi; dieci mor taj , polvere in 'abbondanza , e munizionida bocca proporzionatamente . Fu celebrata la conquista di Alessandria con ogni maniera di pubblica dimostrazione . Poi, per metter ter .
rore , e per ' isfogar l'odio , carcerarono i giaa,
cobini , come gli chiamavano; il che contamino, l'allegrezza , perchè molti fra di loro apparte nevano alle famiglie principali del paese . Ma Suwaruw voleva quel , che voleva , ed anche il consiglio supremo il secondaya volentieri . >
Non si era ancora acqnetata l'allegrezza con
cetta per la conquista d'Alessandria dai colle gati, e dai loro partigiani in Italia, che ebbero occasione d'un'altra maggiore prosperità per l'espugnazione di Mantova. Aveva Buonaparte due anni innanzi conquistato questa fortezza
tiBRO DÉCIMOŠETTINO ( 1999)
333
piuttosto col consumarla per carestia di viveri. che con lo sforzarla per oppugnazione. La domò Kray piuttosto per forza, che per assedio; pera
ciocchè s’arresero i repubblicani alle armi im periali, quando ancora avevano nelle conservë
loro di che cibarsi ancora per lungo tempo; ma
le mura sfasciatë, ed il cinto della piazza rotto gli costrinsero in breve tempo a quella risolu • žione, cui il farë ed il non fare tanto importa
va a loro , ed agli alleati . Si èra Kray, già fin 7
quando Suwarow era arrivato al supremo go verno dell'esercito, mesgo intorno a Mantova, ma non si era fatto molto avanti con le trincee
perchè non aveịa forze sufficienti a circuire, ed à sforzare una piazza di tanta vastità, e difesa da una guarnigione di diecimila soldati. Per la
qual cosa aveva solamente applicato il pensiero al tenere impediti i luoghi, acciocchè nissupo aiuto di genti , o di vettovaglia vi si potesse in
trodurre; aveva anche fatto operá, posciachè
Peschiera, e Ferrára ératio statesoggiogate dalle ármi dei confederati, che le bårche imperiali, che avevano acquistato il dominio del lago di Gardà, per le acqite del Mincio calandosi, e cosi pure un'armata di navi sottili ascendendo pel
Po, venissero fare spalla all'esercito terrestre, che stringeva la piazza. Infatti l' esser padrone di Peschiera, e di Ferrara, che sono a destra, ed a sinistra a guisa di opere esteriori 'di Man
tova , dà maggior facilità a chi è al tempo stesso 青
134
STORIA D'ITALIA
signore della campagna, di acquistare per ff ame o per forza quel baluardo principale d'Italia , Ma quando dopo le rutte di Macdonald, Suwa row fatto più sicuro ebbe mandato novelle gen
ti'all'assedio per forma che l'esercito di Kray ascendeva, se non passava, il novero di quaran tampila soldati, il generale tedesco, nel quale
non si poteva desiderare nè maggior animo, né miglior arte, si accinse a voler fare quello, che sino allora aveva solamente accennato , Per fa
cilitargli vieppiù l'impresa, gli mandaya Su warow alcuni pezzi di artiglierie ben grosse, trovate nelle armerie di Torino. Con questo ac costamento si trovò Kray in grado di fulminare
la piazza con più di seicento bocche da fuoco . Alloggiava il più grosso nervo dell'esercito as sediatore, la più parte austriaci, per modo, che incominciando sulla sinistra alla Certosa, e gi
rando col mezzo alla Madonna, andava con la sinistra a terminarsi a Capilupo. Un altro corpo
di genti austriache si era posto aa rincontro di San Giorgio. Eransi i Russi accampati oltre il canale di Sant Antonio a destra, ed a sinistra della strada, che va a Verona: carico loro era
di battere la cittadella , Ma i corpi, che avevano preso il campo e contro San Giorgio, e contro la cittadella, non avevano l'ufficio di farsi via per forza, o per rotture di mura nel le due for tezze; solo di segnavano d' impedire la campagna al nemico, e battendo con le artiglierie dargli
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 135 diversi risguardi, perchè meno fosse forte a di fendersi in quella parte , che principalmente Kray aveva fatto pensiero di assaltare, e dove intendeva di far la breccia per aprirsi l'adito dentro la piazza, se il nemico ostinato oltre il >
dovere resistesse, Nè stette lungo tempo in
dubbio circa la elezione, perchè la parte di per ta Pradella gli si appresentò tostamente come
la più debole, si per esser dominata dall'emi nenza di Belfiore, si per non avere altra difesa esteriore, che un'opera aa corno, nè altra difesa di fianco, che il bastione di Sant' Alessio molto lontano, una mezza luna a sinistra , ed il bastio ne di Luterana a destra, si per essere tutte quem ste difese molto anguste, e perciò incapaci di molte artiglierie, e di spandere i tiri alla larga,
anzi capaci all'incontro di essere molestate con fitto bersaglio dal nemico, e si finalmente per essere in questa parte il terreno manco paludoso e però più atto a ricevere gli approcci. Ma a volere, che gli approcci si potessero fare più fa cilmente, si rendeva necessarioper gli appugna
tori l' impadronirsi del torrione, e del molino di Ceresa . A questo fine tirando furiosamente
contro i detti luoghi , sforzarono i difensori a
ritirarsene poi fattovi impeto con una mano di soldati animosi, vi entrarono, e vi si alloggiaro no. Quindi senza starsene ad indagiare, alzarono le serrature del Pajolo ; il che fu cagione ,
che
le acque , del canale di questo nume , trovando >
236
STORIA D'ITALIA
Uno scolo più facile , si abbassarono nelle parti superiori, e fu fatto abilità a Kray di spingersi avanti con le trincee contro la piazza . Spės seggiavano i Russi coi tiri contro la cittadella ,
gli Austriaci contro San Giorgio • Ma la prin : cipale tempesta veniva da Osteria alta , dai siti vicini alla strada per a Montanara, da Belfiore, da Casa Rossa; da Pajolo , da Valle , e da Spa &
>
navera ; quivi il generalissimod'Austria aves
va piantato le sue più grosse , e più numerose artiglierie per battere o per diritto , o per tian co l' opera á corno di porta Pradella, i bastioni della porta medesima, il bastione di Sant' Ales sio , con le fortificazioùi dell'isola del T ?, e
del Migliaretto
.
Mentre con tanto fracasso
e con si viva
tempesta fulminava Kray la parte più debole'
della piazza , tempesta , alla quale gagliarda mente anche rispondevano gli assediati , inten
deva ad approssimarsi con le trincee all'opera a corpo di porta Prarlella . Un numero grande di guastatori >, di zappatori , e di palajuoli or dinati à venire dalle campagne insistevano ai scay are
e ed ammontar terra . In breve tem
po compirono , quantanqne gli assediati faces sero ogni sforzo per isturbargli con le artiglie rie , giacchè con le sortite a cagione della forza prepotente degli assediatori non potevano , la prima circondazione , o conie ora dicono , pa tallela , che si distendeva dalla strada per te >
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799 ) 137 Bozzolo insino a fronte del bastione di Sant' A.
lessio ; poi con gli approcci , o con le traverse avvicinandosi piantarono sei batterie , delle quali la prima batteva il bastione di Luterana a canto la porta Pradella , le tre seguenti ber sagliavano l'opera a corno > e la mezza luna
della medesima porta , la quinta la cortina tra 2
la porta medesima , ed il bastione di Sant' A
lessio , la sesta finalmente questo bastione. Già i confederati erano arrivati a compire la se conda parallella , e da questa con maggior fu rore scagliavano nella piazza il giorno palle , la notte bombe : era infinito il terrore della cit tà . Per tale furioso nembo furono scavalcate quasi tutte le artiglierie dei difensori ; ܪl'opera
a corno , e le fortificazioni di porta Pradella la cere , e quasi intieramente distrutte offerivano agli oppugnatori mezzo poco pericoloso di at
taccare la piazza , e di entrarvi . Al tempo stesso un altro corpo di Austriaci assaltava il dicco di Pajolo sito a riscontro di porta Ceresa,
e dopo un ostinato combattimento se ne insi gnoriva . Il generale austriaco Esnitz, che reg geva la schiera oppugnatrice di San Giorgio
tempestò con sigranronore in sembianza di volerne venire ad un assalto , che i repubbli cani , pressati da tante altre parti , si delibera rono di abbandonare , lasciandola in potere de gli austriaci , questa parte delle fortificazioni di Mantova , che è divisa dalcorpo della piazza
338
STORIA D'ITALIA
e dell'iriferio re . Tutti questi assalti e questi vantaggi die
per le acque del lago di mezzo
dero abilità al corpo principale dell’a ývicinarsi del tutto all'opera a corno, dove sull'orlo >
stesso dello spalto gli Austriaci scavarono
>
ed
alzarono la loro terza circojidazione ·: Col nemi
co tanto ơicino ;; con tutte le difese demolite ; o
fracassate non potevano più operare i Francesi di conservare in possessione loro l'opera a cor
110 , solo antemurale della porta Pradella , an= corchè il presidio dell'abbandonato San Gior: gio fusse venuto a rinforzare i battaglioni , che la difendevano . Pensarono adunque al ritirar
si , il che effettuarono non senza aver prima chiodato i cannoni , che non poterono traspora
tare . Accortisi gli imperiali dell'accidente ; entrarono , vi s'alloggiarono , e voltando dal bastione acquistato , come da luogo più vicino ز l' artiglierie contro la porta Pradella , se alcuă na cosa ancora vi era rimasta intiera , questa
disfecero , e rovinarono : già battevano in brec :
3
cia . La tempesta continuava da ogni lato :' più .
di diecimila o palle , o bombe si lanciavano ogni giorno contro la straziata Mantova ; nori " si era mai per lo innanzi veduta una oppagna
zione tanto vigorosa e tanto violenta . Già porta Pradella era distrutta ; le case vi cine , o diroccavano , o ardevano i sorgevano
incendj pericolosi in varie parti ; le fiamme consumavano i magazzini a San Giovanni >, stræ
139
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1999)
ziato era il bastione di Sant'Alessio , le sue
þatterie smontate ;ܪmedesimamente le batterie
del T coị carreţti rotti giacevano inutili al şuolo , il Migliaretto sconcio , e fracassato pon faceva più difesa; ogni governo di artiglie ſie era divenuta in possibile nella fronte della
piazza opposta agli Austriaci , o perchè erano scavalcate , o perchè ne erano morti , o fu gati i cannonieri: niun parapetto intiero , niun 2
muro non rovinato , i lavoratori di dentro ri
cusayano in quell'estremo pericolo , ed in mez zo a si spaventevole fracasso, l'opera loro , lą piazza sfasciata ,> ed aperta da questo lato non aveva più nè difesą d'armi d'artiglieria , nè
difesa di ripari , nè modo di risarcirgli , Era la guarnigione inabile al resistere con le armi , con cui si combatte da vicino ; perchè assotti.
gliata dalle stragi ,> indebolita dalle malattie , consunta dalle fatiche , ridotta a poco più dị quattro mila abili alla battaglia , non era piin a gran pezza pari a tanto bisogno . Tuttavia,
non pensava ancora a chiedere i patti , e perse verava nella difesa , quando di tanto strazio in. crebbe a Kray,. Mandava dentro il colonnello
Qrlandini , offerendo patti d'accordo onorevo ļi , e certificando a Latour-Foissąc , coman : dante della piazza, la sconfitta delle genti fran cesi sulla Trebbia , e l' essersi Moreau del tutto ritirato per ultimo ricovero oltre i gioghi del
} Apennino , Adụnò Latour- Foişac una dieta
1140 STORIA D'ITALIA militare : tutti convennero in questo , discre
pando solamente un ufficiale Bouthon , coman dante dell'artiglierie , che fosse necessità pel
presidio di dare la piazza, Fu fermato l' accor do addi ventotto di luglio ; i capitoli di niaga gior momento furono i seguenti : onoratissima mente ad uso di guerra uscisse la guarnigione avessero i gregarj facoltà di tornarsene in Fran
cia sotto fede sino agli scambj , il comandante e gli ufficiali , soggiornato tre mesi negli stati ereditarj , avessero facoltà di tornare nei paesi loro ; i Cisalpini , Svizzeri , Piemontesi , Polacchi avessero , come Francesi , a stimarsi e come tali fossero trattati ; avessero i Tedeschi
cura degli ammalati , e dei feriti ; dessersi tre carri coperti al generale , due agli ufficiali ; perdonerebbesi la vita ai disertori austriaci Entrarono i confederati il di ventinove nella
lacerata Mantova , e per questa espugnazione fu dimostrato al mondo, che per viva forza ella
si può espugnare in pochi giorni . Trovarono più di seicento bacche da fuoco , altre armi in abbondanza , magazzini ancor pieni di vettova glia . Fecero i Mantovani molte foste per l' ar
rivo dei Tedeschi , come ne avevano fatto per 7
l'arrivo dei Francesi , Diquesti , che si poteva reggere , sebbene si trovasse in estrema debo lezza o per ferite, o per malattia , accorreva , o
da se , o fattosi portare , ai compagni , che se pe andavano , amando meglio perire in mezzo >
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 241 al nome di Francia , che andar salvo in mezzo ai Russi , ed ai Tedeschi . Pure rimasero nella fortezza dodici centinaja di soldati malati , e 3
due migliaja circa perirono o al tempo dell’as sedio largo per malattie , o al tempo dell'asse dio stretto per ferite . I morti , od i feriti dalla parte dei confederati non arrivarono ai cin quecento . Fu accusato Latour - Foissac di poco
animo , e di debole difesa da alcuni , da altri di esser arristocrata , di non amare la Repubblica , di aver tenula continuainente informata con lettere la Contessa di Artesia di ogni cosa .
Altri finalmente dissero anche parole peggiori , affermando , che si fosse lasciato corrompere
per un milione , e ottocentomila franchi dati , o promessi da Kray . Chi conosce lo stato in .
cui era ridotta porta Pradella, crederà facil mente , che il generale dell' Austria non ave va bisogno di dar denaro per entrare nella
piazza , e che il generale di Francia non aveva bisogno di accettarlo per lasciarlo entrare. Ac cusollo il Direttorio , accusollo Buonaparte messosi al luogo del Direttorio ; ma il mondo
sincero , e giusto , nè mosso dalla superbia , che si compiace dell'avvilimento altrui, ha
giudicato , che Latour-Foissac abbia compito nella difesa di Mantova, senza sospetto di ma cala alcuna , tutti gli uffici , che , si appartene vano a buono, e leale capitano , e che l'arren TOM . vit .
21
342
STORIA D'ITALIA
dersi in quel punto fu per lui necessità , non viltà , nè cupidigia di denaro . Successe tosto alla dedizione di Mantova
quella di Serravalle . È Serravalle piccola for tezza di dizione piemontese, posta sulla Scri via , dove le falde degli Apennini incomin ciario a sollevarsi in quegli alti gioghi ; che a grado a grado viemaggiormente innalzandosi ,
arrivano al sommo vertice della Bocchetta . Era
questa fortezza venuta , prima , come abbiam narrato, in potere dei repubblicani piemontesi, che facevano guerra al Re , poi , introdotto un presidio francese , cesse intieramente in >
potestà della Repubblica . Importava a Suwa
row pe' suoi disegni contro Genova , che s'im padronisse di lei , poi di Gavi , che posto in
più alto sito , e sopra scoscesa rupe , è pro >
pugnacolo alla capitale della Liguria . Adun que contro la fortezza di Serravalle mandava
Suwarow le sue genti , dando carico aa Schwei cuschi di tenere il nemico a bada , a Dalheim
di passare la Scrivia presso Cassano Spinola a Mitruschi di accamparsi tra Novi , e Gavi per mozzar le strade agli assediati . Aprironsi
le trincee , piantaronsi le batterie , furono fracassate , e ridotte inutili le artiglierie del la piazza : il comandante richiesto di resa ,
ne
gava : rincominciossi la batteria , fracassato il muro
restava la breccia aperta . Si arrende .
va a discrizione il di sette agosto . Trovarono,
LIBRO DECIMOSETTIMO (1799) 143 i vincitori nella fortezza dieci cannoni ,
un
mortajo con qualche proy visione si da bocca , gu che da
erra .
Le rotte d'Italia , e la presa di tante for tezze >, massimamente quella di Mantova , in torno alla quale si era affaticato Buonaparte quattro mesi , avevano maravigliosamente sol
levato gli animi in Francia , nè potevano restar capaci , siccome quelli che ancora ave vano la memoria fresca di tante vittorie , del come soldati si sovente , ed in tanti segna
lati fatti superati dai repubblicani , fossero a desso , e tutto ad un tratto divenuti si forti , che avessero a venir a buon fine qualunque fa zione , che tentassero contro Francia . Chi ac .
cusava l'oro corrompitore , chi i traditori per opinione . Fuvvi ancora chi disse solenne
mente orando in tribnna , che palle di legno ricoperte artiſiziosamente di laminette di piom bo fossero state date ai soldati repubblicani
nelle battaglie . Si accusava Scherer ,
si
UCCU
saya Latour - Foissac , si accusava Fiorella , sí accusava Bechaud , comandante che cra stato >
del castello di Milano , nè trovava apimi me
glio inclinati verso di lui il valoroso Gardan ne . Se non si daya carico di tradimento a Mo.
reau per corruzione di denaro , che in questo fu stimato sempre, ed era veramente di natura
integerrina, gli si dava quello di repubblicano tiepido , e dell'amministrare la guerra non
244
STORIA D'ITALIA
con quella vigoria , che era richiesta alla Re professando alle pubblica . Gli ambiziosi parole loro l'amore di libertà , accagionavano .
il Direttorio delle calamità presenti , e faceva no ogni opera per espugnarlo ; conciossiache >
i più fra coloro , che gridavano libertà , non >
altro modo in Europa sapevano tenere per fondarla , che questo , di disfare i governi per mettersi nei Juoghi loro ; ambizione pessi ma , che corrompe il buono , e fa venir ai go
verni certe voglie , che forse non avrehbero , ed a cuipure sono di per se stessi pur troppo
inclinati . Insomma tanto si travagliarono con
le parole , e con gli scritti , e col suburnare , e col subillare , che tre Quinquey iri furono cambiati , surrogati nei seggi loro tre altri , che erano stimati repubblicani di più forte , e >
più sincero conio . Stettero contenti i zelatori .
alcuni giorni , forse, un mese ; poi ricomincia rono a gridare contro i surrogati più forterien te di prima , dicendo che non valevano me glio degli scambiati . Tanto era impossibile il fondare un governo libero con quei cervelli pazzamente ambiziosi ! In questi schiamazzi , e .
>
vociferazioni tanto s' infuocarono , che produs
sero poco dopo , come si dirà , una nuova mu tazione ; ma a questa volta posero in seggio chi gli fece poi tacer tutti . Intanto su quei primi calori dei tre nuovi Quimqueviri borsero nuove speranze , parendo , che un pensare più
LIBRO DECIMOSETTIMO (1799) 745 vivo in materia di Repubblica avesse anche a
dare armi più forti . Siccome poi niuna na zione è tanto capace di fornire in prese stra ordinarie , quanto la Francese , quando è usa ta in su questi rigoglj , cosi i nuovi reggitori si deliberarono di non metter tempo in mez zo per dimostrare al mondo 7, quanto potesse
quella Francia , quando ella si scuoteva , e quale urto fosse il suo , quando l' animo vivo fosse secondato da un governo vivo . Appli
carono adunque l'animo a riscaldare l' affe zione della Repubblica , l'amore del pome francese , la ricordanza dei gloriosi fatti . Per tal modo diveniva ogni giorno più la mate
ria ben disposta ; delle quali favorevoli incli nazioni valendosi , mandavano alle frontiere in Svizzera >, in Savoja , nel Delfinato , nelle >
Alpi marittime , nella Liguria , quante genti regolari potevano risparmiare pei presidj in terni . Poi per procurar nuove radici alle genti veterane , ordinavano nuove leve in ogni par te . I soldati nuovi marciavano 'volentieri , perchè le sconfitte recenti e le vittorie pas >
sate con la necessità di mantener illibato il
nome francese con accesi colori si rappresen
tavano dalle gazzette , dagli oratori , dai nia gistrati : poi la barbarie dei Russi , la nimi >
stà degli Austriaci , le bellezze d'Italia mae
strevolmente anche si dipingevano . Questi tentativi su quegli uomini pronti, e * 24
1
240
STORIA D'ITALIA
animosi efficacemente operavano, e già Francia si muoveva con animo confidente contro la le
ga europea ; moto certamente onorevole dopo tante disgrazie. Pensiero era, non certo di men
ti ayvilite, di assaltare al tempo stesso e Sviz zera , e Piemonte, e Italia. A tanta mole erano
richiesti capitani valorosi, e di gran fama. Già nella Svizzera Massena animosissimamente com
batteva, spesso con evento pari, talvolta con pro spero, contro l'Arciduca Carlo. Restava che agli eserciti,> che dovevano far impeto contro il Pie monte e contro l'Italia venissero preposti ge nerali di nome , accetti ai soldati, accetti agl’I
taliani. Nè in questo stette lungo tempo in dub bio il Direttorio ; perchè, trattone Buonaparte
tanto lontano, in nissuno tutte queste condizio ni maggiormente si lodavano , che in Cham pionnet, e Joubert. Entrambi conoscevano l'Ita lia, entrambi nell'italiane guerre, si erano ine scolati , entrambi di vita continente e nemici dei
depredatori, cosa di grande importanza per vol tare a sè gli animi degli Italiani, entrambi fi nalmente repubblicani sinceri , ed amici per indole, e per massima dell'independenza altrui. Avevano anche voce l' uno e l'altro di amare
il nome italiano, perchè nè Joubert aveva vu
luto dar le mani ai disegni di Trouvé, e di Ri vaud contro il governo cisalpino, nè Champion net tollerare l'imperio insolente, e rapace dei comnissarj a Napoli. La loro principale speran
LIBRO DECIMOSÉTTIMO ( 1799) 247 za avevano i repubblicani italiani collocata ini
Joubert, perchè sapevano , che suo intento era , o volesse il governo francese, o no, di ridurre
ľ Italia in una sola repubblica unita , e inde pendente, purchè fosse strettamente congiunta d'amicizia con la Francia . Conoscevano l'ani
mo di lui ardito, e forte, nè mai tanta incli nazione d'animi benevoli , ed attenti alle cose >
avvenire vi fu verso alcuno reggitore di popo
li , o d'eserciti , quanta fu questa degl' Italiani verso Joubert. Nè ignoravano, ch'egli era d’am nimo civile , e temperato , nè temevano , che quando avesse corso vittorioso l'Italia , fosse per sottometterla al giogo sołdatescamente; percioc
chè non era loro ignoto, che esortato da parti giani di diversa sorte in Francia, perchè disfat to il governo , s'impadronisse della somma del le cose, aveva sdegnosamente rifiutato la pro posta.
Quelli fra i repubblicani d'Italia , che caca ciati dahla patria avevano cercato riparo in Fran cia , molto insistevano e con le parole , e con
gli scritti , e con le opere in questo proposito dell' independenza , e dell'unità italiana per suadendosi, che con questo nome in fronte aves sero i Francesi , e chi sentiva con loro , a får >
correre i popoli in loro favore . Joubert secondava questi sforzi con volontà sincera. Gli secondava altresi , ma solo con qual
che dimostrazione esteriore, e non coll'anima 2
248
STORIA D'ITALIA
il Direttorio desideroso di riacquistare il domie nio d'Italia , e confidando , che questo gene rosu , ed alto proposito fosse per essere niezzo potente all'esecuzione. Due, come abbiamo scrit to, erano gli eserciti, che il Direttorio aveva intenzione di mandare contro gli alleati in Ita
lia ; il primo governato da Championnet aveva carico di minacciare il Piemonte superiore, e
preservare le fortezze di Cuneo, e di Fenestrel le: il secondo più grosso doveva accennare per le strade massimamente del Cairo , e della Boc chetta verso il Piemonte inferiore con intento
di liberar Tortona dall'assedio, e di combatte re su quel fianco gli alleati ,> donde poteva , se la fortuna si mostra sse favorevole , facilmente aprirsi il cammino sino a Milano; il quale fatto >
per la sua grandezza avrebbe partorito ammira zione degli uomini , e terrore nuovo delle armi di Francia. Era desiderabile, che questi due e serciţi in uno e medesimo tempo calassero ver so i luoghi, a cui erano per volgersi; ma Cham >
pionnet non aveva ancor messo insieme tante genti , che fossero abbastanza a cosi grave biso
gno, e quelle, che aveva raccolto , la maggior parte, soldati nuovi essendo, ignoravano l'arte , ed il romore della guerra . Perlocchè non po
teva sperare di essere in grado di dar principio cosi presto , come sarebbe stato necessario alle arni . Da un'altra parte Joubert aveva l'eserci to pronto , e capace di combattere: erano in lui
?
LITRO 'DECİMOSETTIMO ( 1799) 249 i forti veterani di Moreau , e di Macdonald , con
altri reggimenti usi alla guerra della Vandea , stati trasportati dalla flotta di Brest nel medi terraneo . Arrivava questo esercito a quaranta mila soldati, agguerriti uomini, ed inſiaminatis simi nel voler vincere. Nè mancavano i sussi
dj necessarj, perché abbondavano di artiglierie, e di munizioni ; solo si sarebbe desiderato un maggior nervo di cavalleria . Si temeva che Tor
tona, che dopo la perdita di Alessandria era il solo forte, che potesse facilitar la strada ai rc pubblicani per Milano, non venisse in poter dei confederati, che con forti assalti la straziavano. Per la qual cosa, sebbene Championnct non po .
tesse ancora concorrere alla fazione , Joubert si era deliberato a mostrarsi alle falde degli A pennini verso Tortona per combattere in bat
taglia campale il nemico , e se ciò non gli ve nisse fatto , sperava almeno , che la fortuna gli aprirebbe qualche occasione per soccorrere Tor tona . Già era arrivato al campo. Trovatosi con Moreau, che se ne doveva partire per andar al governo della guerra del Reno; :c Generale, gli « disse , io vengo generalissimo di questo eser a cito, ed ecco , che il primo uso ch' voglio fa « le della mia autorità, quest' è di comandar
« « a «
vi , che restiate con noi , e che governiate le genti , come supremo duce , voi medesimo : ciò mi fia caro oltre modo . Saremmi il pri mo ad obbedirvi, e ad adoprarıni qual vow . >
250
STORIA D'ITALIA
a stro primo ajutante v . Tant era la venera razione, che il giovane generale aveva per l'an
ziano , e tanta la temperanza del suo animo! Ciò fu cagione, che Moreau restasse , ed ajutas: se col suo consiglio il compayno negli accidenti si ponderosi, che si preparavano. Le genti ve nute da Napoli con Macdonald , e l' antico eser cito di Moreau si calavano la maggior parte per
la Bocchetta ; le venute frescamente da Francia s' incamminavano per Dego , e Spiguo verso
Acqui. Bellegarde fece qualche resistenza per quelle erte rupi ; ma si ritirò; prima dai più al ti luoghi per forza, poi dai più bassi per ordi .
ne di Suwarow, che prevalendo di cavalleria , vuleva aspettare i repubblicani al piano. Entra rono questi in Acqui; il mandarono a sacco per vendetta di compagni uccisi dai sollevati, quan do Victor si ritiraya ai monti liguri. Non si era allora curato il capitano di Francia di vendica
re i suoi, essendo obbligato a cainminare velo cemente : il che vedutosi dai villani sollevati fat
ti signori di Acqui, l' avevano attribuito a nii racolo di S. Guido protettore della città , com parso, come dicevano, sulle mura per dar terro re ai Francesi. Nè fece il vescovo della Torre, volendo ricoprire le sue parzialità precedenti >
pei repubblicani, o vere , o finte che si fossero , raccorre le testimonianze: fuune anche rogato l'atto solenne. Cosi resto , che S. Guido fosse comparso , e chi se) credeva, ne parlava e chi lion sel credeva, ne parlava anche di più. 1
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 251 Quando l'ala sinistra dei Francesi , di cui
abbiam favellato, e che era goveruata dal gene rale Perignon , col qual militavano Grouchy Lemoine, e Colli, fu arrivata a lato, e sulla fron te della mezzana, e della destra, ord inava Jou bert il suo esercito , ed il dispensaya agli ulte riori disegni. La mezza obbediva a Joubert ; la destra era commessa al valor del generale San Cyr, che aveva con sè Vatrin , Laboissière, e
Dambruschi. Quest'ultima scesa della Bocchet ta arrivava per Voltaggio , e Gavi sino a Novi, donde cacciava gli Austriaci . Faceva intanto una
fazione contro Serravalle per mezzo del genera le polacco, il quale occupò la città , ma non po tè entrar nel forte. La mezza alloggiava sulla strada, che da Genova porta ad Alessandria per Ovada nella valle d'Orba, spingendosi oltre in sino a Capriata . La sinistra aveva le sue stanze verso Badaluzzo . Cosi l'oste di Francia , nella
quale si noveravano circa quarantamila soldati , si distendeva dalla Bormida, fin ' oltre alla Scri via, signoreggiando le tre valli della Bormida , dell’Erro, e dell'Orba, del Lemmo, e della Scri via . Desiderava Joubert, premendogli di soccor rere Tortona , di fare un motivo sopra questa
piazza ; mandava a questo fine soldati corridori per Cassano Spinola sulla destra della Scrivia. Intanto non contento alla fortezza naturale di
quei luoghi erti, e montuosi , con trincee , con
fossi, e con batterie di cannoni piantate nei si
252
STORIA D'ITALIA
ti più acconci alle difese , gli affortificaya, Per tal modo i Francesi sovrastavano minacciosi dai
monti alla sottoposta pianura . Aveva dalla parte sua Suwarow ordinato le genti per forma che l' ala sua dritta , composta massimamente di quei Tedeschi , che Kray ave va condotto dal campo di Mantova dopo la resa della piazza , e da lui medesimo governata, si di stendeva nei campi vicini a Fressonara, la mez za , a cui soprantendeva il generalisssimo col ge nerale Derfelden , e che quasi tutta consisteva in soldati russi, alloggiava in Pozzuolo all'in contro di Nuovi. Finalmente la sinistra, in cui
era il nervo dei granatieri austriaci , e si tro vaya retta da Melas, stanziava a Rivalta col fi ne di fare, cbe i repubblicani non gli potessero
impedire la recuperazione di Tortona, e di com battere d'accordo coi compagni, se d'uopo ne fosse : erano nel novero di circa sessantamila
soldati. Apparivano l'uno all'altro molto vicini i due eserciti nemici, né la battaglia poteva dif ferirsi . Ardeva Joubert di desiderio di venir
tosto alle mani , si per ardimento proprio , si per comandamento del Direttorio , che voleva,
che non si stesse ad indugiare per far inclinar del tutto le sorti dall' un de' lati in quell'aspra
.Ma essendo cosa di grandissimo momen guerra per Francia, si deliberò a consultare sopra la
to
materia in una dieta militare convocata a po
sta : quivi pullulò una grande varietà di opinio:
LIBRO DECIMOSBTTIMO (1799) 253 ni , Opinava Joubert , e con lui i più audaci de' suoi capitani, che si desse dentro subitamen te. Allegavano gli ordini risoluti del Direttorio per rirestaurar l'onore delle armi francesi in
Italia con un campale conflitto; essere quello il momento propizio di affrontar il nemico stanco
dai freschi , e lunghi viaggi , attonito al vedere comparir di nuovo sul campo più forti di prima
quei repubblicani, ch' ei credeva sbigottiti, ed oppressi; doversi usare l'ardor francese, quan do più bolle ; doversi temere la tiepidezza suc cessiva; valere i Francesi nelle difese, ma ancor
più valere negli assalti; mirassero quei volti, toccassero quelle destre, vedrebbero, tocchereb bero segni di certa vittoria; per questo , e non
per aspettare qual momento piacesse al nemico di combattere, essere venuti dalle lontane Ca labrie, essere venuti dalla lontana Brettagna: l' aspetto , che a fronte loro si scopriva delle ita liane campagne , raimentare tante vittorie
col ferro, non coll' oziv acquistate; convenirsi il temporeggiare a quei freddi Russi, a quei pesa ti Teleschi, non ai vivi , ed ardimentosi Fran cesi: sapere, prevaler di numero i confederati , ma quante volte avore i soldati della Repub blica vinto eserciti più numerosi ? Sapere, pre valer ancora di cavalleria , e per questo avere
qualche vantaggio nei luoghi agili, e piani ; ma le legioni della Repubblica non avere mai te muto l'incontro delle cavallerie ; avero tante TOM , Y !! ,
22
254 STORIA D'ITALU volte sostenuto , fiaccato , rotto l' impeto loro;
non con le cavallerie , ma con lc fanterie vin cersi le moderne guerre ; più poter le bajonet,
te, che un nitrito vano, e colpi incerti: menas sersi adunque incontanente i repubblicani alla
battaglia e tosto si vedrebbe, che se la fortuna ajuta gli audaci, in questo fatto massimamente
gli ajuterebbe: subita pugna , concludevano, o >
l'Italia in premio. Dall'opposta parte i più prudenti, che dan navano l' esporsi nella campagna aperta, argo mentavano, farsi le guerre col valore , ma farsi ancora con l'arte : stolto consiglio essere il la
sciare i consiglj certi per abbracciare gl' incerti; essere il vincer certo , se in quei luoghi tanto forti, e quasi inaccessibili per natura, tanto for tificati per
arte il nemico si aspettasse; divenire
il vincer dubbio , se nel piano si scendesse, dove un solo errore , dove uno spavento improvviso sarebbe in tanta superiorità di forze nemiche , fatale all'esercito ; conoscere il valore francese ,
ma non doversi lui porre a sperimenti temerarj; essere stanche alcune squadre degli alleati , ma
le altre fresche, e veterane; tutte combattere gli alleati con tutte le forze loro, perchè era arri vato Bellegarde colle genti vincitrici d' Alessan
dria, era arrivato Kray colle genti vincitrici di Mantova ; non combattere i Francesi con tutte
perchè Chainpionnet non era ancor giunto al luogo suo, ed ancora si aspettava. E quale teme
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 255 rità , quale stoltizia essere il combat tere dimez
zato, quando temporeggiando si può combattere intiero ? Chi s'ardirà addossarsi un tantu carico ?
A chi non rifuggirà l'animo al persare, che se l'esercito oggi è vinto avrebbe potuto vincere domani ? Volere il Direttorio , che non s'indu
giasse la battaglia ; ma non avere conandalo , che in questo preciso giorno si combattesse ; nè
esser da credere, che meglio amasse che l'eser cito fosse vinto che vincityle: seospre vincere a
tempo chi vince; qualche cosa ancora lasciare lui pure alla prudenza dei capitani, qualche cosa alle occasioni, qualche cosa alla necessità: se forti erano le fanterie francesi , non esser de boli le ca gallerie dei confederati , e quanto pos sono le cavallerie nei luoghi sfogati, e piani, nissuno essere, che l'ignori; dovere chi vuol arrivare al fine de' suoi intenti con probabi lità di evento , niisurar le cose, unane se condo l'ordinario , nun secondo le geste eroi
che, perchè queste geste qualche volta sorgo no, e qualche volta no ; e se qualche volta i fanti della Repubblica avevano superato i caval li dei Re, qualche volta ancora esserne stati rot ti: considerazione di capitani prudenti essere anche quella di pensare , prima d'ingaggiar bat taglia, alle ritirate; or quale via di ritirata poter rimanere aperta ai soldati della Repubblica, se
al piano scendendo, quivi fossero sbaragliati , e rotti ? Non gli conquiderebbero, von gli pesta
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STORIA D'ITALIA
rbbero, non fuori gli taglierebbero le imperiali Cavallerie ? Con Serravalle in poter del nemico
con la riviera di Levante piena di soldati austria ci , con la riviera di Ponente stretta da sentieri
difficili, coi popoli nemici, e tumultuanti quale sicurezza, quale speranza di riuscire a salvamen
to ? la disfazione totale dell'esercito seguitereb be una temerità fatale: non rifiutarsi l'occasione
di combattere, non abborrirsi dal romor dei cannoni, non temersi di guardar in viso il ne
mico, ma doversi rispondere alla patria con la ragione, non con l' imprudenza. Questi monti scoscesi dicevano, a cui ci siamo riparati, questi fossi, con cui ci siamo cinti , queste trincee, con
cui ci siamo coperti, non poter essere, indarno : a questo modo non doversi tentare la volubile , e
capricciosa fortuna. Con questi ragionamenti concludevano coloro, che questa sentenza man tenevano, che meglior partito era l'aspettar il nemico nei proprj alloggiamenti, che l'andarlo ad assaltare ne ' suoi; ma che se tanto fosse teme-, sario, che si attentasse di chiamare a cimento
Francia, quando al valore dei soldati avevano congiunto la fortezza dei luoghi , allora cou tutte le forze, e con tutto l'animo si combatterebbe, allora si mostrerebbe che il non essere scesi i *Francesi alla campagna dinotava non timore , ma arte, allora si vedrebbe quanto imprudentemen
to discorresse chi preponesse i soldati d' Austria, e di Russia ai soldati di Francia. Prevalse nel
consiglio questa sentenza : raffrenava Joubert i
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 257 Suoi spiriti, e si riduceva quanlunque mal volen ticri a questa deliberazione di aspettare, che il nemico venisse a tentarlo negli apprestati al loggiamenti. Variavano anche molto gli animi fra gli allea
ti intorno a quello, che loro convenisse di tare, I generali austriaci non soliti a commettersi al
l'arbitrio della fortuna, dissuadevano la hatta glia. Consideravano, quanto fossero forti gli al loggiamenti dei Francesi, consiglio da non lodar si
essere, opinavano, il privarsi col combattere
in quei gioghi montuosi del vantaggio delle ca vallerie ; doppia necessità sovrastare ai Francesi
di venire prestamente ad una battaglia nel piano la prima, perchè loro importava di soccorrere
Tortona già prossima a cadere, la seconda, per chè essendo i mari chiusi, la Liguria sterile , le
pianure piemontesi a divozione degli alleati, sa rebbero loro fra breve mancale le vettovaglie : doversi usare il benefizio della fortuna dello a.
ver un esercito più numeroso , e meglio provve duto di cavallerie ; non si dovere pareggiar le
partite con fare, che la fortezza del luogo com pensasse in favor dei Francesi il maggior nervo dell'esercito imperiale : non essere quel della guerra mestier tanto sicuro; anche con maggiori forze, che si dovesse rinunziare ai vantaggi of
ferti dalla condizion delle cose; stanche , e con sumale essere le genti imperiali dal tanto , e fresco marciale: non si dover temere di Cham *
22
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STORIA D'ITALIA
pionnet cosi presto perchè l'esercito francese dell' Alpi si trovava tuttavia debole, e disordi nato; i soldati nuovi condursi timidamente a lui
e solo legati a guisa di malfattori con ' corde: an
darvi in quella pugva tutto l' imperio dell'Im peratore Francesco in Italia pure testè e con
tanta difficoltà ricuperato; un tale sperimento non doversi tentare con vantaggi dimezzati , e tronchi, ma si con tutti quelli, che il tempo offe riva: non giuocarsi alla ventura gl'imperj : non rinunziare i capitani savj ad imprese certe per correr dietro ad imprese incerte: volentieri ci
mentar gli Austriaci la fortuna, e ristringersi nei pericoli, quando la necessità incalza, e ren de ogni altro partito impossibile ; di ciò averne dato grandi, e manifeste pruove nelle preceden ti battaglie ; ma quando la necessità non corre abborrir loro dai consiglj pericolosi, e dubbj. In fatti temevano di quell'audacia venturiera di Suwarow, e consideravano, che poca somma giocavano i Russi lontani a comparazion di quel Ja , che giuocavano gli Austriaci, non solo vicini >
ma attigui all'incendio della gnerra .
Queste ragioni non furono capaci a Suwarow che si consiglia va piuttosto con l'ardire, che con
la prudenza ,e che per le vittorie dell'Adda, e clella Trebbia era venuto in grandissima confi denza di se medesimo; opinava perciò diversa mente, nè poteva pazientemente udire, che si fuggisse il combattere, e che il viacere fosse po.. 2
LIBRO DĚCİMÖSETTIMO (1999) 250 sto in dubbio, e differito. Andava egli consider rando, che l'indugiare la battaglia portava con sè il lasciar ingrossar l'inimico , ed il lasciargli
meglio ordinar i suoi disegni per assaltare; quan do che fosse , gli eserciti imperiali da tutte le 2
hande; che certamente non si doveva aver in di spregio il forte sito, a cui i Francesi si erano ri
parati; ma che questo vantaggio del nemico compensava soprabhondevolmente il più grösso numero dei soldati imperiali. Forse, aggiungeva possonsi mettere i soldati francesi a paragone dei nostri ? Aver loro forse pervo da sostenere
il pondo dell'esercito confederato ? Non negare lui , essere i Francesi gente valorosa, e di gran
cuore; ma essere i loro migliori soldati morti a Legnago, a Verona, a Magnano, all’ Adda, alla Trebbia o starsene, cattivi nella vincitrice Ger mania : fra i quarantamila , che stavano a fronte
su quei colli , una terza parte comporsi d' uomini inesperti, e che come nuovamente venuti alla
milizia , tremerebbero al primo rimbombo delle artiglierie. Per to contrario essere gl'imperiali usi alle battaglie, ed al sangue, në fra di loro alcuno trovarsi, che non fosse stato presente o ad una qualche espugnazione di fortezze, o ad una qualche fortunata battaglia: tante vitto rie spirar loro maggior coraggio, tante sconiſitte all'incontro avere scemato l'animo dell'oste avversario. Non avere forse quei soldati tante
volte vincitori superato ostacoli maggiori diques
STORIA D'ITALIA
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sti ? Arresterebbero forse monti aperti da tante larghe strade coloro, cui nè l'Adige profondo, nè
1? Adda inipetuoso , nè le paludi pestilenti di Mantova, nè le mura maestrevoli di Torino , e d'Alessandria non avevano potuto arrestare ? non avere lui tale timore concetto da tanti se
gnalati fatti: quest' essere le speranze della vitto ria ; questi i segm della propizia fortuna : con cludeva, doversi per onore, per debito per si curezza dar dentro , ed affrontare senza indugio
\' inimico ; perchè il tempo dava forza a repub
blicani, e qualche improvvisa fazione avrebbe soccorso Tortona .
A tali parole di quel vecchio risoluto, vitto rioso, e nutrito nelle armi, e negli esercizi della
guerra, s'acquetarono i generali austriaci e fu deliberata quella battaglia, in cui si conteneva no tutte le sorti future dell'Italia . Appena era
sorto il giorno dei quindici agosto che i confe derati givano all'assalto. Kray fu il primo ad ingaggiar la battaglia con l'ala sinistra deiFran cesi, in cui il generalissimo della Repubblica si trovava , e che aveva per nodo con la voce , con la presenza animato i suoi soldati , che le grida di viva la Repubblica fila , per fila risuo 2
e
nando si mescolavano terribilmente col rinibom
bo Jei cannoni , e con l'eco delle vicine monta gne. Fu l'urto gagliardo; nè meno gagliardo il riurto. Molto sangue già si era fatto di lontano in questo primo congresso fra le truppe leggiere
LIRRO DECIMOSETTIMO ( 1999) 261 molto sangue si faceva pel conflitto delle genti più grosse ; piegavano i soldati corridori di Francia . Joubert,) sotto speranza di rimetter gli , si spingeva innanzi con le fanterie gria dando con la voce , ed accennan do col braccio, >
avanti. , avanti • Quivi una palla mandata , dicesi 5, da un esperto cacciatore tirolese , ven ne a por fine con una onorevole morte ad uua 7 delle vite più onorevoli ,che siano state mai , ed a trovcare le speranze degli amatori dell’in
dipendenza italiana . Fu percossoɔJoubert in 6
mezzo del cuore , e senza poter mettere altra voce , se ne morì . Recavasi Moreau destinato
dai cieli a salvare nelle più estreme fortune i soldati di Francia , ܪin mano il governo dell'e sercito , felice in questo dello aver trovato , in
vece di un capitano forte , e ardito , un capita no forte , e prudente . Non isbigottiva il fu nesto caso i Francesi , che già si trovavano sul fervor della battaglia ; ܙche anzi aggiungendo a valore furore , ee desiderio di vendetta , fecero pruove stupende , e per seinpre memorabili. >
Sforzavasi Kray > con cui militava anche Belle
garde , parecchie volte affrontando valorosissi maniente il nemico ,9 di sloggiarlo ; ma sempre
fu con perdita gravissima di morti , e di feriti rincacciato : pareva disperata da questa parte la fortuna degli alleati . Nè con migliore augu rio combattevano sul mezzo . Aveva Suwarow
mandato Bagrazione ad attaccar di fronte i
262
STORIA D'ITALIA
Francesi nel loro alloggiamento di Novi ; ma si sforzo in vano il principe , costretto anz'a tor narsenc indictro.sanguinoso , e vinto. Mandava Suwarow , che pure Ja voleva spuntare , in ve ce del generale respinto , ad assaltar una se conda volta Novi con una più grossa schiera >
Derfelden accompagnato daMilarodowich ; ma quantun que l'uno e l'altro virilmente si ado perassero , non poterono venir a capo dell'im
presa loro , e furono , come il primo , ferocis simamente ributtati : tanta era la fortezza degli alloggiamenti francesi , e tanto il valore , che
i difensori mostrarono in questa ostinata batta glia . Al primo sparare dell'artiglierie , e dell' arcbibuseria di Francia andaronu a terra o
morti , o rotti , più di mille soldati di Russia . >
Ala Suwarow non era uomo da sgomentarsi
per quell' atroce accidente , ed anche pensa va , ch'egli solo era stato pertinace a volere ha battaglia . Si faceva adunque egli medesi .
squadra di riscossa , avventandosi contro il conteso Novi . S' attaccò di nuovo la battaglia , tra
mo innanzi da Rivalta con tutta
e Francesi più furiosa di prima : il coraggio era uguale da ambe le parti , la stra ge maggiore da quella dei Russi , perchè i Francesi combattevano da luoghi più sicuri i Russi all'aperto . Tuttavia si spinsero avanti con tanto singolare intrepidezza , che puu
Russi
>
>
tando con le bajonette costrinserv a piegare
263
LIBRO DECIMOSETTINO ( 1799 )
una legione repubblicana . Ma accorsi i com pagni , e rifatto , siccome quelli , che erano esperti , ed usi a simili casi , tostamente il pieno , rincacciarono i Russi , che da questa Joro animosa fazione'non ritrassero altro che ferite , e morti . Animava Suwaro w anche 7
con pericolo della vita , in si fitto bersaglio, i soldati , e nuovamente mandava alla carica
gli squadroni ordinati , e stabiliti . Ma non per questo cedevano i Francesi ; che anzi tan
to pix fieramente si difendevano , quanto più >
fieramente erano assaltati . Melas intanto con la sua sinistra schiera spintosi avanti era ve nuto alle mani col nemico . Ma i repubblica
ni pur sempre prevalevano , nè muro tanto fa saldo mai in niuna battaglia , quanto i petti
dei Francesi in questa . Il generalissimo di
Russia dal canto suo , quanto più duro incon tro trovava , tanto più si ostinava a volerlo
superare . Ordinava a Kray , a Bellegarde , .
a Derfelden , a Rosemberg , a Bagrazione , a Milarodawich , a Melas, rannodassero le schie re , e si di nuovo a fronti hasse per cuotes
sero il nemico . Il percossero : furonne con or ribile macello ributtati , e voltati in fuga ma
nifesta . Già da più di otto ore si combatteva ; la fronte dell'esercito di Francia tuttavia si
conservava intiera ; gl' imperiali , se non rotti del lutto , certo disordinati , ed in volta . Non .
è senza forma di vero
e cosi credono nomini
264 STORIÀ D'ITALIA intendenti dell'arte, che se in questo momen . to di fortuna prospera fossero i Francesi usciti
ad urtare a campo aperto i nemici , avrebbero conseguito na nobilissima vittoria . Perchè
non l'abbiano fatto io non lo so , nè pretendo
giudicare , ' molto manco biasimare le opera zioni di un capitano tanto grande , quanto fu veramente Moreau , Già si vedeva , che la .
forza , la quale sola aveva voluto usare Su warow , non aveva bastato a sinuovere i rez
pubblicani dai loro alloggiamenti , I confere rati cominciavano a starne con molta dubita
zione ; già i Russi fuggendo da quella terris bile tempesta , traevano con sè , quantunque 2
quel vecchio robusto , ed ostinato fieramento contrastasse , il generalissimo lor'a .
I generali austriaci intanto , dei quali que st' accidonte perturbava molto gli animi, o per sui quel conflitto era di estrema impor tanza pei dominj del loro signore , si studia vano a trovare qualche modo , poichè dove la forza non vale , viabbisogna l'arte 7
onde rin.
francare la fortuna afflitta . Ebbe in questo
pericoloso punto Melas un fortunato pensiero, ehe compruuvò , ch'egli era , non solo d'a pimo invitto lasciarsi a non
sgomentare in
mezzo a tanto fracasso , ed a tante morti, ma ancora di mente serena ,
di perfettosperan giudi xio . Secondollo volentierie Suwarow ,
do , che per arte altrui si salverebbe quello ,
1
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 265 che o per eccessiva imprudenza, o per eccessivo coraggio aveva egli perduto,Fece Melas avviso, che non fosse ins possibile di circuire l'ala destra
dei repubblicani , e di riuscir Joroalle spalle, 7
al che dava facoltà la possessione di Serraval le . Per la qual cosa , volendo , mandar ad >
effetto questo suo intenlo , lasciata solamente
la prima fronte de' suoi a combattere contro i repubblicani , tirò indietro le altre squadre, alle quali ne aggiunse alcune altre testè arri vate da Rivalta . Fatto un grosso di tutte que
ste genti , erano otto battaglioni di granatie. ri , sei battaglioni di fanti , gli uni e glial
tri austriaci , sollecitamente marciava , >
sulla
sinistra sponda della Scrivia ascendendo . Li berò d'assedio Serravalle : occupò Arcnata . Perchè poi in mezzo a quella confusione di bat taglia non si aprisse l'occasione al nemico , che già il tentaya , di far correre una piccola squadra sulla destra del fiume sino a Tortona,
comandava al conte Nobili , che se ne andasse a Stazzano con una sufficiente squadra , e fre 7
nasse i Francesi . Già era Melas giunto tra Se .
ravalle , e Novi , quando divideva i suoi in tre colonne : dié carico alla prima , a cui presie deva Froelich , e nella quale militava co' suoi >
granatieri Lusignano già tante volte combat tente in queste italiane guerre con molto va lore , e con poca fortuna , che assaltasse la pun
ta dell'TOala destra dei Francesi . Ordinana alla M" yll. 23
STORIA D'ITALIA
266
seconda , condotta da Laudon , e che si trovava schierata alla sinistra della prima , che si sfor spuntare e di circuire quella estre
zasse di
mità medesima dell'esercito repubblicano . In fine comandaya alla terza , che era governata
dal Principe di Lichtenstein , e che aveva con sè qualche drappello di cavalleria , e più vici na alla Scrivia era ordinata , che girasse più alla larga , arrivasse alle spalle dei Francesi,
e troncasse loro la strada da Novi a Gavi Mentre gli Austriaci marciavano cosi ordinati
Suwarow , rannodato alla meglio , che potè , le sue genti disordinate , rinfrescava la battaglia , >
Attaccossi Lusignano con l' estremità dell'ala
destra del nemico , e dopo un duro incontro la sforzava a piegare , ma sopraggiunto in questo mentre Moreau , mandato avanti una legione
fresca , rincalzava i Tedeschi . In questa mi
schia, poichè si venne alle bajonette , Lusigna no ferito di palla , e di taglio , fu fatto prigio ne : tutta la colonna di Froelich periculava , >
Ma accorreva prontamente in suo soccorso Lau
don , e rimettendo prima i Francesi ai luoghi loro , poscia cacciandonegli >, recava in sua ma no la vittoria . Nè potè Moreau , quantunque molto vi si affaticasse , riordinare i suoi a so stenere l'impressione dell'inimico . Questo fu 2
il momento , ed il combattimento decisivo della
giornata , Piegarono sempre più i Francesi ; gli Austriaci , perseguitandogli, gli cacciaro .
LIBRO DECIMOBETTIMO ( 1799) 267. no ,
sebbene non senza grave strage dal canto loro , dal forte aHoggiamento , che avevaua sulle alture dietro , ed a fianco di Novi . I
fuggiaschi vi si ripararono : ma assaltata al tempo stesso questa città dai Russi , fu da loro presa di viva forza a colpi di cannone , che at terrarono le porte . I vincitori vi commisero molta , e crudele uccisione , facendo man bassa ugualniente su chi si arrendeva , e su chi non si arrendeva . Mentre cosi Melas vinceva con la
sua prima , e seconda colonna , e vincendo as priva anche il varco della vittoria a Suwarow , la sua terza , ginnta sui gioghi di Monterosso donde sorgono le acque dei torrenti Fornayo
o Riasco , era riuscita sulla strada, che da Novi porta a Gavi , e per tal modo aveva tagliato ai repubblicani la strada del potersi ritirare per laBocchetta . Già era , quando queste cose suc cedevano , il giorno trascorso fino alle sei del
la sera , e per conseguente durava lo stupendo combattere già più da dieci ore . Vinta l'ala destra , ed il centro dei repubblicani , non re stava più per essi alcun modo di ristorare la fortuna della giornata : però fece Moreau andar
attorno isuoni della ritirata . In questa guisa per una ordinazione maestrevole del generale austriaco , fu tolta ai Francesi la vittoria , che già tenevano in mano di una lunga , grave , ost inata ee terminativa battaglia . .
Essendo tagliato il ritorno per Gavi da Lichy
268
STORIA D'ITALIA
tenstein , furono costretti i Francesi a ritirarsi, sprolungandosi sulla sinistra loro , per la strada meno facile di Oyada . Marciavano prima or dinatamente . Comando Suwarow a Karacsay ,
gli perseguitasse alla coda , e quel maggior male loro facesse , che potesse . Un accidente inopinato cambiò subitamente l' ordine in di
sordine , la ritirata in fuga. Una presa di cor ridori austriaci condotta da un maggiore Kecs , arrivava a Pasturana , per donde era la strada
ai repubblicani , e veduto , che il castello di questa terra pieno , ed ingombro di feriti , non
aveva lifesa ,7 facilmente se ne impadroniva , quando appunto il retrogrado francese ,> e le artiglierie della Repubblica arrivavano per pasa sare nella terra . Questi audaci Austriaci scen dendo dal Castello , ed assaltando quella im mensa salmeria , produssero un disordine , ed un'avviluppata inestrigabile . Al tempo stesso )
sopraggiungeva alla coda Karacsay, e fatto im peto ', se qualche cosa era rimasta intera , ed
ordinata , questa rompeva , e disordinava . Fe cero i generali Perignon ,Grouchy, Colli, Par tonneaux quanto per valorosi soldati si poteva , per rapnodare le genti loro sconvolte , e spa ventate , ma furono le loro fatiche sparse in darno . Pieni di spavento , ed incapaci di'udi 2
re qual comandamento che si fosse , fuggivano a tutta corsa i repubblicani a destra , a stanca ,
e dove più il terrore che il consiglio gli porta
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 269 va . Furonne i generali suddetti feriti grave .
mente di arma bianca , massime Perignon , e Grouchy , e tutti fatti prigionieri. I gregari, che per la fuga non si poterono salvare , furo no per la rabbia concetta nella battaglia , e per comandamento di Suwarow tutti uccisi ine sorabilmente dai Russi , macello orribile , il
quale se si aggiunge a quel di Novi , si vedrà quale umanità , e quale religione fosse in colo ro , che erano venuti dall' Orsa a predicare la >
umanità , e la religione in Italia . Più di venti pezzi d'artiglierie con le loro casse e muni zioni in questo solo fatto di Pasturana vennero
in potestà del vincitore . Morirono , o furono feriti in questo piuttosto disperato conflitto che
animosa battaglia , dei repnbblicani circa sei mila , quattro mila cattivi ornarono il trionfo
dei vincitori: perdettero trenta cannoni , casse, e munizioni in proporzione . Dall'opposta parte mancarono ai Tedeschi circa sei mila soldati fra morti , e feriti : un maggior numero di Russi o uccisi , o feriti di >
mostrarono con quanta ostinazione combattesse ro , e fossero combattuti . Pochi confederati rea
starono presi dai repubblicani ; ma i repubbli cani servendosi di loro , perchè le bestie man cavano a trasporto delle bagaglie , e dei feri ti , giunsero a salvamento ai sicuri ricetti delle montagne genovesi . Non tutti o repubblicani , o imperiali morirono di ferite : molti mancaro 2
>
* 23
270
STORIA D'ITALIA
no per istanchezza,
o per ambascia , alcuni per
sete , altri pel calore , essendo la sferza del sole molto grande . Avevano tutti le piaghe nel petto, nissuno nelle spalle , Apparivano i volti .
dei cadaveri russi , e tedesehi sedati , quei dei Francesi torvi ,2 e minacciosi , Niun campo di battaglia fu mai tanto spaventoso , quanto que
sto pel sangue sparso , per le membra lacerate , pei cadaveri accumulati . Ne fu l' aria infetta ;
l'orribile tanfo durò molta pezza : spaventevoli terre tra Alessandria , Tortona , e Novi , pri ma infami per gli assassinj, poscia contaminate dalle battaglie . Passavanvi , e continuamente passanvi , forse cantando per passatempo , o per allegrezza i viandanti , non rammentando quanto furore , o quanto dolore abbiano quivi a nostra memoria signoreggiato. Il tempo coprirà queste cose ; vivranno elleno più nella memo 7
>
ria che negli affetti degli uomini : infelice raz
za , che prima fa i mali per furore , poi gli rassa per indifferenza .
Pare ad alcuni , che questa vittoria non ab bia avuto seguito nguale al fatto perchè Geno va non fu tratta a pericolo ; rimase anzi ai Francesi l'imperio quasi intiero della Liguria, Ciò non ostante egli è manifesto , che per lei fu conservata ai confederati l'Italia , la quale
sarebbe tornata in potere di Francia , se i re pubblicani avessero vinto . Del rimanente vin sero gli alleati per aver conquistato il campo
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 20gr di battaglia , non per minor numero di morti , e di feriti . Per la qual cosa poca abilità re .
stava a Suwarow di tentare imprese di im portanza sul Genovesato . Oltre a ciò Cham
pionnet incominciava a comparire sulle sboce cature delle valli , che danno nella pianura del Piemonte >
e
conveniya arrestarlo , affinchè
non conducesse a qualche mal termine. i con federati in questo paese . Nè non operava effi cacemente nella mente del generalissimo di Russia il considerare , che per lui già si era fatto , che da Tortona in fuori prossima a ca
dere , tutti gli stati italiani del Re di Sarda
gna , al quale egli e per inclinazione propria, e per comandamiento di Paolo portava grandis simo affetto , fossero ritornati in potestà del l'antico signore , se non di fatto , almeno di nome ; nè a lui importava ugualmente il con quistare il Genovesato , che il Piemonte . Non ignorava altresì , che sarebbe fra breve chia mato ad altre fazioni in Svizzera , dove per l' ardire , e valore di Massena declinavano le faccende degli alleati , e Lecourbe , scenden .
do dal San Gottardo , aveva rotto il colon nello Strauch , che guardava quei luoghi donde minacciava Bellinzona , Lugano , e Do modossola , Nè voleya Suwarow consumare i
soldati sui monti liguri, alla conquista dei quali
gli pareva , che bastassero le forze degli An 7
striaci per terra , e quelle degl' Inglesi per ma
STORIA D'ITALIA
22
re . Da un'altra parte Moreau ,> quantunque necessitato al ritirarsi , e ad abbandonare le
pianure d'Italia a chi aveva potuto più di : lui , era tuttavia potente , massime ajutato come egli era , dall'asprezza dei Inoghi , ed aveva
con singolare arte movendo le sue
genti , assicurato il passo tanto importante della Bocchetta , imperciocchè San Cyr com parso di nuovo grosso , ed ordiuato nei con torni di Gavi si era recato in mano le alture ,
ed i passi di Monterosso . Suwarow per es sere in grado di combattere Championnet , e >
per render sicuro l'alto Novarese da Lecour
be , andava a posarsi nell? alloggiamento di Asti , stendendo 1' ala dritta verso il Piemon
te sino a Torino , e con l'ala siuistra insi stendo su quelle medesime rive della Bormida , e della Scrivia , dond’era partito per avven tarsi contro i Francesi a Novi . Un grosso cor
po investiva Tortona , egagliardamente con ogni maniera di arte , e di stromenti d' espu gnazione la pressava . Mandava altempo stes so Kray verso Novara a sicurezza di Domo dossola . Ma non essendo stati i motivi di Le courbe nella Levantina di quella importanza ,
che si temeva , richiamava a sè il generale >
tedesco , lasciando solamente a Novara la mi nor parte de' suoi soldati .
L'assedio di Tortona , ora stretto , ora al
largato più volte , sendochè i confcderati eb
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 203 bero comodità di adoperarvi le forze loro , 0 necessità di usarle altrove , s' incamminava do po la vittoria di Novi al suo fine . Il forte di
Tortona edificato per volontà di Vittorio Ame deo terzo , Re di Sardegna , e con le fortifi cazioni indirizzate dal Conte Pinto , siede so
pra un monte , che sta a sopraccapo della città di questo nome . Forte piuttosto pel sito, e per la natura sassosa del monte , che per le opere d'arte , se si eccettuano le casematte so .
dissime , ella può resistere lungo tempo ,
quando sia berie munita di difensori , e bene provveduta di viveri . Vi stava dentro il Co lonnello Gast , il quale con forse due mila Francesi si difendeva molto virilmente . Fino
dai primi giorni di Luglio si erano comin ciate dal Conte Alcuini , uomo veneziano ai servigj d’Austria , a cui Suwarow aveva dato
il carico dell'espugnazione, le trincee .Ma la bisogna lentamente procedeva per la resi stenza degli assediati , per la natura del suolo, e per essere state le opere interrotte dalle
vicine battaglie , Nondimeno soprantendendo ai lavori della oppugnazione un ingegnere Lo pez , fu tirata nei primi giorni d’agosto la prima trincea di circonvallazione . Ma si face va poco frutto contro la piazza >, perchè stan te il suo sito eminente piuttosto con le bom be , che con le palle si poteva espugnare . Laonde continuando a lavorare indefessamente
STORIA D'ITALIA 294 gli oppugnatori tanto fecero , che vennero a capo di ordinare la loro seconda trincea , e
questa armarono di numero grande di canno
ni , e di mortaj . Non si sbigottiva per questo Gast , perchè ed era uomo di gran cuore , e le casematte construtte di grosse, e triplicate vol te non cedevano a quella orribile tempesta .
Ciò non ostante un guasto considerabile fu fatto dalle bombe negli artiglieri , e nelle ar tiglierie della fortezza . I Francesi con arte , e costanza somma le riattayano , e continua
yano a tuonare contro gli assalitori . Si ve deva , che molta fatica , e molto sangue bi sognava ancora spendere per espugnare Tor tona . Ma per la giornata di Novi non ve
dendo Gast speranza di poter più allungare la difesa , conveone d'arrendersi , se infra
un certo tempo non fosse soccorso . Stipulossi adunque il di ventidue agosto fra le due parti
un accordo , pel quale si sospesero le offese per venti giorni , obbligandosi il Francese a dare la piazze , se nel detto termine leser cito non arrivasse a liberarlo ; uscirebbe al
tempo pattuito la guarnigione con armi , e bagaglj , con le bandiere all'aria >, col suono dei tamburi ; deporrebbe le armi sulla piazza
di San Bernardino , e per la più breve se n'andrebbe in Francia sotto fede di non mi
litare contro gli alleati per quattro mesi , Jl .
di undici settembre , non essendo comparso
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 275 ajuto da parte nissuna , uscivano i repubbli cani dalla fortezza , entravanvi gl' imperiali . >
Vi trovarono più di ottanta bocche da fuoco, munizioni da guerra molte , da bocca poche: Furono i malati , ed i feriti trattati con ogni cura dai vincitori . Dodici centinaja di Fran cesi superstiti tornaro 10 in Francia . Narrano
i ricordi dei tempi , che fra questi fossero
molti soldati del presidio di Peschiera , i qua li , fatti prigionieri dai Tedeschị , avevano promesso di non servire contro i soldati della
lega ; brutta violazione della fede , nè com messa daſ soli repubblicani . Venne Suwarow in molta allegrezza per
l'acquisto di Tortona , perchè il faceva sicu ro dalla guerra genovese , e si vedeva aver
ricuperato al nome del Re quasi tutti i domini del Piemonte , oggimai liberi dalla presenza dei repubblicani . Ora i principali suoi pen sieri si volgevano ad assicurare il Piemonte superiore dalle armi francesi con rompere la forza di Championnet, e con espugnar Cuneo , Ma il compimento di queste fazioni lasciava a Melas , eda Kray , perchè egli 'se ne partiva con tutte le genti russe per alla guerra elveti ca. Da quanto siamo andati fino a questo luo go raccontando , facilmente si può raccoglie
re , che Suwarow fu piuttosto capitano di guerra ardito che artifizioso, e che vinse piut tosto con prevenire , che con usar l' arte , Gli .
276
STORIA D'ITALIA
fu aperto il corso alla vittoria da Kray , c chiuso da Melas . Del resto , tolta la sua na tura crudele, ed inesorabile nel far la guerra ,
nel che merita biasimo eterno, fu di natura in tegra , è nemico per poca civiltà degl' in ganni , e delle fraudi degli uomini più civi 7
li . Qual sia il meglio , o il peggio , coloro il diranno , che definiranno , se più si dolga la umanità dei dolori del corpo che dei do lori dell'animo , e più di questi , che di →
2
quelli . Suwarow , primo capitano di Russia
in Italia , vi fece cose molto degne di me >
moria .
Partito Suwaro w dalle terre italicbe , ne fu molto diminuita la forza dei confederati in
Piemonte . Ma però non poterono i capitani dell' Inperator Francesco , innanzichè arri
nuovi rinforzi dagli stati ereditarj , tentar cosa d'importanza . Solo attendevano a conservare gli acquisti fatti >, e si apparec chiavano , quando gli ajuti fossero giunti, alla oppugnazione di Cuneo , piazza molto forte , e che per essere vicina alle frontiere di Fran
vassci'o
.
cia , è molto facile a venir difesa , e soccorsa 2
dai Francesi . Dall'altra parte primo pensiero dei repubblicani era di conservare la posses sione di Cuneo , e tribolare talmente il ne mico intorno a lui che ne nascesse una grave .
diversione in favor di Massena ,, che aveva á fronte nella Svizzera l' Arciduca Carlo , e pre
LIBRO DECIMOSETTIMO (1799) . 277 sto avrebbe non solamente Suwarow con le
genti vincitrici d'Italia , ma ancora Korsa kow , che era vicino ad arrivare con nuovi
squadroni di Russi . Bene certamente consi derate erano queste cose pei generali della Repubblica : ma si trattava di troppo vasto disegno per le poche forze , che avevano, ed il volere tener tutto fu cagione , che non po tessero conservare una parte . Non si vede come , volendo urtare fortemente l'inimico in
Piemonte , si siano ostinati a perseverare nella possessione di Genova il che gli obbligava a tener presidj nella riýiera di Levante , sol dati , che per la lontananza dei luoghi , e del >
restante esercito a nissun altro Gne potevano
essere adoprati , che a difender Genova con tener il nemico lontano da lei , Genova , città
assai grande , e popolosa , e piena eziandio di >
mal umore contro i Francesi , si per l'im
pazienza naturale del dominio forestiero , si per la insolenza degli agenti del Direttorio, e si per la penuria delle vettovaglie, che dalla 7
chiusura dei mari ne risultava , era cagione , che fosse loro forza di mantenervi un presidio assai grosso . Abbisognava ancora 7 che custo dissero tutta la riviera di Ponente con gran
numero di soldati , obbligazioni, da cui sareb bero stati esenti , se contenti al difendere le rive della Bornrida , e del Tanaro avessero abbandonato Genova , e raccolto la maggior TOM . vil .
24
STORIA D'ITALIA 278 parte delle forze loro in quella parte degli
Appennini , e dell'Alpi , che più approssi >
mano
>
e circondano Cuneo . Ma l'aver vo
luto distendersi in una fronte tanto lunga
cou si poche forze fu cagione , che la guerra che doveya esser grossa , si cangiò in guerra minuta , e fastidiosa con moltiplicate scara mucce ed affronti , che nigno effetto non so
lamente terminativo , ma neimeno d'impor tanza potevano partorire . Sarebbe troppo mo
lesta narrazione il raccontar tutto : perciò so lo andremo sommariamente toccando i capi
supremi . Klenau ajutato dalle masse
toscane
infestava a danni dei repubblicani la riviera
di Levante , Principal suo scopo era di cin ger Genova da quel lato per darvi favore ai malcontenti , e per farvi difficoltà di vetto 9
vaglie . Venne Chiaveri spesse volte in con tesa : ora Klenau si faceva padrone di Rapal lo , e s' inoltrava anche insino a Recco in
poca distanza dalla capitale : ed ora preva
lendo i repubblicani mandati da San Cyr , e governati da Miollis , cacciavano Klenau , non
che da Recco , e da Rapallo , da Chiavari , e dalla Spezia , e lo risospingevano fin oltre Sarzana sull'estremo confine del Genovcsato .
La contesa principale si riduceva sul forte di Santa Maria , che sta a difesa del golfo della Spezia : finalmente dopo eventi diversi., ora
prosperi , ora sinistri per le due parti , cad
LIBRO DECIMONETTI MO (1799) 279 de il forte in potestà degl' imperiali; il quot le accidente aperse libero ľadito alle napi d'Inghilterra in quel magnifico sen., di mare, e fece facoltà agli Austriaci d' inoltrarsi di nuovo ſino assai prossimamente , sentendosi
sicuri alle spalle , a Genova , donde la po terono cingere d'assedio , quando , alcun tem po dopo , le armi imperiali vennero a roma reggiarle intorno , anche dalla parte d’occi dente . Le medesime minute fazivni tribolavano e
republicani , e imperiali sulla Scrivia , e sulla Börmida , ed ancor più gli abitatori del paese , che si ritrovavano fra quelle due genti per los ro strane, l' una contro l'altra infuriate. Novi
venuto in contesa parecchie volte cedeva ora
alla fortuna di Francia, era a quella d'Austria ; ma niuna cosa si scopriva certa , se non gli ol traggi, e le rapine dei forestieri , o amici , o
nemici , che si qualificassero. Successe nondi 7
meno un giorno un fatto di qualche importan za , per cui condotti i Francesi con molt' arte ,
e'valore da San Cyr ruppero i soldati di Kray, e gli rincacciarono fin oltre a Tortona. Allog
giaronsi i Francesi al Bosco: ma poco tempo do po i Tedeschi venuti più grossi, gli facevano tornare indietro, obbligandogli a cercar rico • vero sotto la rocca di Gavi. Nel Piemonte su
periore calarono i repubblicani pur le valli del l'Argentera, di Pratogelato , di Susa, e d'Ao
280
STORIA D'ITALIA
sta : occuparono nella prima Demonte, nella se conda Villar, e Perusa , e poi anche Pinerolo , nella terza Oulx, Icilia , e Susa; fecero anche un motivo insino aа Rivoli , donde vedevano le .
torri della perduta Torino. Nella quarta s' im-, padronirono del passo difficile della Tuile , e
della città d'Aosta, per modo che gl' imperiali impotenti al resistere, calarono a serrarsi nel forte di Bard . Melas, ponderate tutte queste co se, lasciando Kray alla guardia dei paesi, in cui la Scrivia , e la Bormida infondono le loro a cque, andava a posarsi nei contorni di Brà con
circa trenta mila soldati abili aa campeggiar in quelle facili pianure. Era questo suo alloggia giamento non senza fortezza , siccome quello , ehe posto tra il Tanaro , e la Stura , si mostra va opportuno a sopravvedere i moti, che potes sero fare i Francesi da Mondovi, di cui erano in possessione, dal colle di Tenda ee dalle valli della Stura, e di Pratogelatu, che massimamen >
.
te accennavano a quel luogo , come a centro co >
mune . Suo intendimento principalissimo era di guarentire il Piemonte , è di troyar modo di combattere felicemente nelle battaglie, che a
spettava, per andar a porre il campo sotto Cu neo. Nè i Francesi per le considerazioni, che sopra abbiamo narrato , ricusavano il cimento , Aveva Championnet, in cui dopo la partenza di
Moreau andato alle guerre del Reno , era in ' yestita l'autorità suprema sopra tutte le genti, >
LIBRO DECÍMOSETTIMO ( 1799) 281 che si distendevano dalla Magra per tutto il cir cuito dei liguri Apennini , e dalle Alpi sino al la Dora Baltea , chiamato a sè la schiera di Vi ctor, annestandola alla sua destra ala verso Mon
dovi. Al tempo stesso ordinava , che si accostas se al suo fianco sinistro per Pinerolo , e per Sa luzzo una squadra di genti venute dall’Alpi co zie, e condotta dal generale Duliesme . Tutte queste genti unite insieme compone
vano un esercito quasi pari in un numero a quello di Melas: la guerra sin allora sparsa ,
e
vaga si riscontrava in un sol punto e tutto lo sforzo si riduceva nelle vicinanza di Fossano e
di Savigliano : sulle rive della Stura era .
per de
finirsi quell'ultimo atto dell'italiana contesa , ed il destino di Cuneo . Dopo varj alloggiamenti
presi dai capi dei due eserciti , di cui il fine per Championnet era di accostarsi a Duhesme , che veniva da Saluzzo per quinci pruovarsi di rom pere l'ala destra dei Teleschi, e tagliar loro la
strada verso Torino, per Melas di rompere il centro dei Francesi prima della congiunzione di Duhesme: erano la mattina dei nove novem bre ordinati nella seguente forma. La schiera
di Duhesme, che componeva la sinistra dei Fran cesi, marciava da Saluzzo verso Savigliano , e quindi contro Marene, in cui stanzava l'ala de stra dei Tedeschi. La mezzana, in cui comanda vano Grenier, e Victor alloggiava a Savigliano,
ed a Genola, ayendo un forte retroguardo a Li 24 *
282
STORIA D'ITALIA
valdigi. L' ala destra dei Francesi, che obhedi va a Lemoine, fermava le sue stanze a Moroz
zo . Tal era adunque il sito delle genti repub blicane , che Duhesme si muoveva sulla sinistra della Grana, Grenier , e Victor tra la Grana, e
la Stura, il primo a Savigliano, il secondo a Ge nola, Lemoinc sulla destra di quest'ultimo liu me. Dalla sua parte Melas con la destra alloy gjava, a Marene, con la mezza a Fossano, con la
sinistra, parte a Fossano, parte verso la Tri nità . Obbediva la prima a Otto, e con lui do
veva cooperar Mitruschi alloggiato a San Lo renzo , la seconda ad Esnitz , la terza a Gotte sheim . Ardevano l' una parte e l'altra di ve
nir alle mani; il che era da lodarsi dal lato di Melas, perchè assai gl' importava di combattere prima dell'arrivo di Duhesme, ma non pari mente dal lato di Championnet, che doveva in dugiarsi insino a tanto che la congiunzione di Dubesme avesse avuto intieramente il suo effet to. L'uno esercito nel momento stesso si avven
tava contro l'altro il di suddetto. I primi ad attaccarsi furono Grenier, ed Otto. Combatte rono ambidue tra Savigliano, e Marene con e
stremo valore , essendo il coraggio , e la perizia militare uguali da ambe le parti . Studiavansi i Francesi di circuire la punta destra dei Teile schi, i Tedeschi la sinistra dei Francesi, per chè i primi non volevano restar separati da Du 2
hesme, che si avvicinaya, i secondi gli volevano
LIBRO DECIMOSETTIMP. ( 1799) 283 , separare. Fu lunga , forte, e variata la mischia , . gli uni con gli altri parecchie volte si mesco larono. Ma prevalendo gli Austriaci per le ca vallerie , a questo fine appunto . Melas aveva ti
rato il suo avversario sui campi aperti , furono finalmente i Francesi costretti a ritirarsi in Sa
vigliano. Gli seguitarono acremente i Tedeschi, dando l' assalto alla piazza prima che avessero avuto tempo di riordinarsi . Ciò non dimeno fe cero una forte resistenza e forse non sarebbe
venuto Otto a capo di scacciarnegli, se in quel punto non fosse arrivato con tutti i suoi Mitru
schi da San Lorenzo, e che diede da un altia banda la battaglia alla terra, Non potendo Gre nier resistere a questo doppio assalto, fu costret to a retrocedere, incamminandosi a Genola , e lasciando in poter del vincitore Savigliano. Le
cose succedettero diversamente tra Esnitz, e Vi ctor. Uscito il primo da Fossano aveva assalta to ' il secondo a Genola ; ma il Francese gli ri
spose con tanta gagliardia , che quantunque il Tedesco per tre volte desse furiosamente la ca rica , ne fu senspre risospinto con grave danno. Si fece Esnitz ajutare da Gottesheim : tutti a
due insieme non ebbero miglior fortuna, che un solo. In questo mentre il generale repubblicano Richepanse con un piccolo corpo di Cavalleria , si faceva avanti , ed urtava con gran valore la cavalleria tedesca, sforzava Esnitz a ritirarsi più 2
che di passo dentro le mura di Fossano. Quiyi
6
STORIA D'ITALIA 384 " nemmeno non era sicuro, e già pensava al'mo
do di abbandonar la piazza per retrocedere più
lontano; tanto era stato il danno, che aveva pa tito in quella forte rincalzata. Ma gli sopray vennero in questo punto le novelle della vitto ria acquistata sulla destra da Otto; il che il con
fortò a star fermo in Fossano, avvisandosi ; che Victor avrebbe pensato a tutt'altro piuttosto
che a nojarlo. Infatti Championnet , per aver considerato il caso sinistro di Grenier , aveva
comandato a Victor, che retrocedesse, e venisse a posarsi a Lavaldigi, divenuto l'alloggiamento principale dei Francesi. Esnitz, usando l'occa sione, usciva da Fossano, acquistava Genola, e perseguitava continuamente Victor alle spalle. Melas, raccolti i suoi, non volendo dar posa al as
nemico in sul quel fervore della vittoria , saltava Lavaldigi, e dopo un lungo conflitto se
ne impadroniva. Ritiravansi i Francesi parte a Centallo , parte a Morozzo. In questo mentre giungeva Duhesme sul campo, in cui si era com battuto sul principio della battaglia , e trovato Savigliano con debole presidio , se ne rendeva padrone , poi marciava per combattere Marene. >
Diveniva la sua mossa molto pericolosa pei Te
deschi, e se fosse stata fatta qualche ora prima, sarebbe stata per loro pregiudiziale all'estre mo. Ma già erano talmente in possessione del la vittoria , che fu loro agevole il portar ri
medio contro quell'improvviso accidente . Oe
3
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 285 dinava Melas al generale Sommariva, che an dasse a combattere Duhesme. Potè egli giun
gerlo, quautunque il giorno già inclinasse e lo , costrinse, fattasi dal generale francese breve re sistenza, perchè aveva ricevuto le novelle del
la rotta dei compagni, a ritirarsi fino a Saluzzo . Avevano gli Austriaci in nano loro la vitto .
ria ; restava, che l' usassero . Il giorno seguen te attorniarono un grosso squadrone lasciato, da Championnet a Ronchi , ee lo sforzarono a darsi, , >
Un'altra squadra più grossa , che stanziaya a Murazzo , tagliatone il 1itorno per Cuneo , fu
anch'essa obbligata a cedere in potestà del vin citore '. Non pochi repubblicani , che fecero , pruova , per salvarsi ,dipassar la Ștura a nuo to , vi restarono affogati . Avrebbe voluto Me - i las correre sulla destra del fiume per dar addos .
so a Lemoine , ma inteso , che i Francesi ave
vano fatto due campi , uno alla Madonna del l'Olmo , l' altro a Caraglio con intenzione di preservare Cuneo , rinunziando al pensiero di
varcare , condusse le sue genti vincitrici , di videndule in due colonne ,7 contro quei nuovi
alloggiamenti del nemico : i Francesi,, non a-, spettandolo , si ritirarono ai monti . Ma
pre
mendo a Melas di fargli li, allargar da Cuneo
perchè la.op pugnazione della piazza non gli potesse, venire sturbata , gli perseguitava da tutte bande . Esnitz, seguitandoGrenier per la
strada del Vervante lo sospingeya sino a Limo,
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STORIA D'ITALIA
ne . Poco dopo , assalito da Melas , non trovò .
altro scampo alla siia fortuna caduta , se non quello di salirsene sul difficile , ed erto giogo
di Tenda . Otto cacciava avanti a sè i repub
blicani per le valli di Stura , e di Grana , e si >
faceva signore di Demonte; poi spiutosi più in su , occupava le Barricate ,> e l'Argentera . Lat terman insistendo sulla Maira , e traversando il
borgo di Busca , saliva siao a Droners . Keim , che aveva la custodia particolare del paese al
l'intorno di Torino , seguitando Duhesme ,
lo
sforzava a tornarsene nella valle d'Italia alle
radici del monte Ginevra , dond' era venuto
Restava ,che gli Austriacitogliessero aiFran cesi Mondovi , dove si erano riparati Victor Lemoine ,' e Championnet . Riusci loro la fa zione ; perchè sloggiati i Francesi sforzatainen te dai due sobborghi per opera di Mitruschi , e dalle eminenze , che dominano la città , per >
>
quella di Lichtenstein , l'abbandonarono , riti
randosiai luoghi più alti della valle del Tana ro . Fuvvia Bagnasco un duro incontro tra il retroguardo francese , e l'antiguardo tedesco : nè'fu senza grave rischio , e fatica , che il pri mo potè farsi strada al suo caminino , Occupa rono i Tedeschi,, sempre ritirandosi i Francesi, Garessio ', Ormea , e si spinsero avanti sino al ponte di Mavá , che è il passo più difficile , e quasi la chiavedella strada, che portasu quel le alture da un lato all'altro, non so se mi deb e
LIBRO DECIMOSETTIMO (1799) 287 ba dire dell’Alpi >, o degli Apennini , perchè i là è appunto il confine fra le due corone di
i ponti , che si chiamano con questi due nomi . I ' er tale guisa i varj corpi di Championnet, che
p. artendosi da diversi punti di una larga peri fe ria , erano venuti a concorrere , quasi come in centro comune , nelle vicinanze di Fossano ,
e oli Savigliano , dopo la battaglia ivi combat tut a , che alcuni chiamano di Fossano , altri di
Geisola , dispersi , e di nuovo l' uno dall'altro discostandosi >, si allargarono , ed ai punti me desimi della periferia ritornarono . Acquista ronne gli Austriaci facoltà di attendere alla espugnazione di Cuneo sicuramente ; il che era lo scopo principale di tante mosse , e di si osti nata guerra . Perde Championnet in tutti que sti fatti tra morti , feriti, e prigionieri circa la terza parte delle sue genti , che è quanto a di )
re otto mila soldati . Mancarono dal lato dei
Tedeschi più di due mila . Ritirossi il capitano .
del Direttorio a Nizza , dove tra il cordoglio
dell'esser vinto , e del vedere la depressione della Repubblica , l' infezione di una malattia gravissima , che quasi a guisa di peste infuria va' , e lo sdegno concetto , perchè Buonaparte
tornato dall'Egitto si era fatto padrone di Francia sotto nome di primo Consolo, passò di questa all'altra vita . Ei fu capitano debole , ma uomo dabbene ; amò la Repubblica per lei, quando tanti altri l'amavano per loro .
STORIA D'italia 288 Travagliavansi gli Austriaci intorno a Cor ! neo, piazza forte , e di molta importanza pel
sto sito . Conoscevano qnest'importanza i ge.. nerali dell'Imperatore, e però , sebbene la sta >
gione già divenisse sinistra alle opere di oppu gnazione , si accinsero all'impresa , sperandio di compensar con le forze soprabbondanti la contrarietà del tempo . Si alloggiava Melasol grosso delle genti a Borgo San Dalmazzo per >
impedir a Francesi il calare dal colle di Tenda
verso la piazza assediata . Intanto il Principe di Lichtenstein , al quale era stata commessa l' espugnazione , cinta tutta all'intorno la for 2
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tezza , si era principalmente alloggiato tra il Gesso , e la Stura , che li
scorrono
uno a de
>
stra , l' altro a sinistra . Intento suo era di far
le trincee , e di dar la batteria , da quellá par te , che sta a fronte della Madonna dell'Olmo, Infatti la notte dei ventisei novembre princi piò a scavare , e ad innalzar terra contro la 2
strada coperta , che cingeva il bastione di San t'Angelo .
Obbediva il presidio al generale Clement. Sommava al numero di due mila cinquecento
soldati, madisanimati per le sconfitte, e pel de siderio di tornarsene in Francia, parendo loro
disperate le cose d'Italia. Oltre a questo non erabeno provvista la piazza di munizioni ne
da bocca, nè da guerra; perchè e per l'ingor digie solite, e per l'augustia dei tempi non ne
LIBRO DECIMOSETTINO ( 1799)
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era stata mai sufficientemente empiuta. L'esers cito stesso, quando guerreggiava nelle vicinanze era stato obbligato, non avendo da pascersi al tronde, a consumare una parte dei viveri d' as sedio. Ciò non ostante Clement, non perdutosi d'animo fece quello, che per capitano valoroso si poteva a fine di sturbare le opere delnemico, ora sortendo a combattere , ed ora fulminando
con tutte le artiglierie contro coloro, che si af faticavano alle trincee. Ma tanti erano i soldati dell'Austria, e tanti i paesani accorsi parte per
amore, parte per forza, parte per speranza del
guadagno, perché Lichtenstein, spendendo an che del suo, usava molte larghezze, che in bre vissimo tempofu condotta a perfezione la prima parallella, e vi si piantarono diecinove batterie pronte a bersagliare gli assediati. Tirarono con tanto impeto il due decembre, che i difensori
furono obbligati ad abbandonare le opere este riori, ritirandosi del tutto all'interno della piazza. Al tempo stesso arse 'una conserva di polvere con orribile fracasso, e schiantò fin dalle
fondamenta un ridotto. Usarono gli assalitori
la occasione, facendo la notte, che segui, un al >
loggiamento nelle ruine, ed attendendo a tirar ayanti la seconda trincea di circonvallazione.
Ma già un altro magazzino scoppiaya, le case vicine ardevano; il fuoco rapidamente disten dendosi minacciava generale incendio , Ne vi era modo, o volontà di spegnerlo, perchè i sol TOM , yn .
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STORIA D'ITALIA
datistavano sulle mura a combattere, i cittadini spaventati non avevano più consiglio; la tempe sta mandata continuamente dal nemico acceu
deva l'intero; tanta era la quantità , che soprab bondevolmente gittaya Lichtenstein di palle, di bombe, e di granate reali. Mandarono i Cu neesi pregando, che avesse compassione di loro, od almeno risparmiasse le case , posciachè eglino non combattevano, Rispose il Tedesco, non farsi alcum divario, quando si oppugnano piazze, fra chi combatte cC fra chi non combatte: capitolas se il Francese; cesserebbe la tempesta.
Vedeva Clement la necessità della dedizione, perchè già la fortezza era straziata, la breccia
si preparava, nissun soccorso appariva da nissu na parte, ed erano mancati tutti i fondamnenti
del difendersi, Chiese perciò រi patti, e gli ot tenne. Fu stipulato ai cinque decembre , che la guarnigione uscisse onorevolmente al modo di
guerra, che deponesse le armi sullo spalto, che fosse condotta sotto scorta , come prigioniera, negli stati ereditarj , che si avesse cura degli /
ammalati, e dei feriti: erano ottocento . Volle
Clement provvedere ai Piemontesi, ed assicurar le loro condizioni con domandare, che non po
tessero esser ricerchi per opinioni, o fatti poli tici precedenti. Gli fu risposto, che si apparte neva allo stato , non ai soldati a giudicare. A
questo modo fu domato per forza, in men che non fa dieci giorni, Cuneo, che aveva vinto la
LIBRO DECIMOSETTIMO ( 1799) 291 gara contro le forze di Francia nel 1691 , e nel 1744. Dal quale accidente due conclusioni si
possono dedurre, la prima che non vi è piazza, a cui con gli approcci si possano accostare gli oppugnatori, che
possa
resistere lungo tempo,
se non è spalleggiata da un esercito alla campa gna; la seconda, che l'arte degli approcci, edel le artiglierie è divenuta tanto potente, che vi è adesso troppo enorme disproporzione tra i mezzi di oppugnazione , e quei di difesa . La presa di Cuneo, e la stagione avversa eb bero posto fine alla guerra nella superiore Ita
lia, e sgravaron gli eserciti confederati di molte fatiche. Tuttavia, sebbene il Piemonte fosse governato a nome del Re, in fatto egli era a di vozione dell'Austria , la quale non volle mai consentire, ch'ei vi tornasse, nè che il Duca
d'Aosta , che aveva voce d'intendersi di guerra ed a cui i soldati piemontesi porta vano affezio ne, vi comparisse . Intanto fu anno molto doloroso alla famiglia
reale di Sardegna pei mali veri, e per le spe ranze vane; perchè mori a Cagliari l'unico fi gliuolo del Duca d'Aosta, al quale, dopo la mor
te del padre, spettava la corona; passò anche da questa vita in Algheri di Sardegna il Duca di Monferrato fratello del Re, giovane, siccome già abbiamo notato altrove, di ottima natura, e di 2
costumi dolcissimi. FINE DEL LIBRO DECIMOSEFTIMO E DEL TOMO yil .
INDICE 1
DEI LIBRI CONTENUTI IN QUESTO TOMO
LIBRO DECIMOSESTO e Sommario . . pag. LIBRO DECIMOSETTIMO e Sommario
OTEC
CENTRALNA
MAZIONA
IRENZEN
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