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PSICHIATRIA ED ANTROPOLOGIA CRIMINALE

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u-v 6 CESARE

LOMBROSO

LE Plè HECENTl

SCOPERTE ED APPLICAZIONI DELLA

PSICHIATRIA ~D ANTROPOLOGIA CRIMINALE Con 3 tavole e 52 /igl~re iiol-tesio

FRATELLI BOCCA LI brai di S. M. Il Re d' llalla ROMA Uor~o, 2 J 6

TORINO Vi:. C>rlo Alberto, 3

Flltt:NZE

Via Coi-rotani, 8

DEPOSITI PALElt\IO

MESSINA .

1893.

CATANIA


.,

PROPRlETÀ LET'l'.ERAH:IA

T~1<1NO,

'l 'ir. B Ln. CunLL..& E

BERTOLERO,


PREFAZIONE

Il progresso vertiginoso della, scuola antropologica criminale in Europa, e specialmente in Italia, rende difficile ai pit1 di tener dietro senza ritardo ad ogni nuova scoperta , per quanti sforzi raddoppino Sergi, }Jingazzini, Ferri, Garofalo, :Marr o, Kurella, Ellis~ Sighele, Arclù, Roncoroni, Gurrieri, Pellacani, Frigerio, Tarnowski, Ottolenghi, Carrara, Zerboglio, Penta, e per quanto mostrino occuparsene certe riviste estere, a noi spesso infide e più spesso avverse nel fondo, anche quando con troppa mala fede ne carpiscono il nome. - La sola rivista che, insieme alla Scuola po$itiva di llù,itto, vi tenne dietro piì1 fedelmente, l' A rehioio di psiehiatria, seienze penali ecl antropologia eriminale , inceppata dalla moltepTicita delle materie a cui attende, la psichiatria, l 'ipnotismo, il diritto, la pellagrologia, non vi riesce che in piccola parte, anelando ad una met a che sempre le sfugge. Perciò . tentai° di supplirvi man mano con alcune pubblicazioni ( l) , in Inghilterra, in Germania ed in (1) L 'anthropologie criminelle et ses récents progrès, 1 voi. io-18 della Bibliotltèg_i,e de philosnphie contempo,·aine, deuxième éd. - Paris, Alcan, 1890. Nou.velles 1·ecMrches de psychiatrie et d'antltropologie criminèlle, 1 voi. in-18 della Bibliothèque de philosophie contemporaine. - Paris, Alcan, 1891. Les applications de l'anthropologie criminelle. - Paris, Alcan, 1890. Tlte criminal man, per H. ELL1s, 18B9. Der Verbrecher (trad. Fa.ùrn.EL). - Hambourg, 1888. Der Politische Verbreche-r (trad. KuRELLA), 1891.


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Francia, ed ora, in Italia - con questa - ehe le r iassume e completa, unendovi note sulle ricerehe svoltc::;ì negli ultimi tempi, cd un elenco delle memorie originali pubblifate nella Biblioteca antropologieo-girlt•irlica e nei 13 anni di vita del succìtito A rehicio. Contemplando questo ultimo elenco, in cui non sono meno di 99. le memorie del nuovo diritto penale, di 11~1 quelle dì antropologia criminale, di 131 quelle di psichiatria, e percorrendo la bibl iografia della Sociologia di Ferri , in cui lè memorie so mmano a 13G9 (1), sento di poter rispondere con un sorriso d'orgoglio e di 1. ìmpassione a quei semidotti che o perchè non ci capisconQ., o percbè fingono di non capirci, ci gabellano per morti credendo di potere, intanto,. impunemente rivestirsi delle nostre spoglie. Oh ! sì, sarà vero che siam morti, ma siamo dei singolar issimi morti, postochè in sì pochi anni abbiamo esaminato (noi ch'eravamo tacciati di non fare allbastanza studi individuali) 54,131 tr.1 pazzi, criminali e normali, 200 dei quali illustrati uno ad uno in apposite monografie, e dato luogo a 344 memorie originali cd a 30 oper e ; mentre coloro che ci gabellano per defunti, (1)

Psicologia criminale . Opere critiche e riassunti Statistica criminale Psicopatologia criminale Craniologia criminale . Biologia. criminale Osservazioni sul cervello dì criminali Anti:opometria criminale Congressi d'antropologia criminale Opere generali d'antropologia. criminale. Anatomia patologica di criminn.li . Fisionomie criminali .

404 271

254 146 67 61 45

39 37 16

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non han saputo ripeterci che la solita tiritera del microbo e del boui?lon: senza esaminare un individuo, senza appurare un sol fatto. Strani morti, che sentimmo ancora la vigoria di rifare due volte da capo a fondo la via faticosamente percorsa, adottando il vero dovunque lo trovammo, anche quando si ritorceva contro noi : e che, non fermaridoèi mai un giorno sulle messi · raccolte, abbiamo tentato le soluzioni di quesiti che parevano disperati, sul genio, sull'epilessia, sul delitto congenito , sul delitto politico, sull'.infanticidio, sull' a11Urto, sulla prostituzione (Tarnowski) e perfino iniziatone nell'arte, nella letteratura, nella pedagogia e nel diritto civile (D' Aguanno, Salvioli, Riccardi, Lefort), Nè io ho la pretesa, ben s'intende, che questi lavori siano perfetti, e neppure che alla perfezione si avvicinino; ma allorchè penso che molle volte si devono accettare e rispettare le nuove scoperte anche quando non hanno la minima ombr~ d 'applicaz.ione, posciachè bisogna possedere tutti gli strumenl.i, averli ben in ordine e saperli ben maneggiare prima di ottenerne un vanta~gio, e posciachè passarono cento anni dalla pila di Volta alla sua applicazione al telegrafo, alla dinamo, posso essere ben fiero se vedo sorgere da ogni parte le applicazioni alla nuova; scienza da·i punti pit1 lontani della · pratica penitenziaria, del diritto, che già dal lettuccio tormentoso delle formole astratte, ove dal Medio Evo fu finora raggrinchito e rinchiuso, comincia a sentire i primi soffi della riforma, fino al campo letterario ed artistico che pareva così da lei divergente e lontano. Nè noi risponderemo qui altrimenti a quei critici


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che ci scherniscono per lo studio, troppo minuto, della. vita somatica dei criminali e dei pazii morali, quali sono le secrezioni, il naso, ìl campo visivo~ i capelli, ecc. Qùesto non è un capo d'accilsa che si elevi contro noi, ma piuttosto contro loro, e che ci rammenta le beffe degli an tichi dottori contro l'_ascultazione, la percussione e Io studio termometrico dei malati: se èssi non sono capaci di afferrare l'importanza di questi da.t.i il torto non è nostro. · E ·così quando Brunetière loda Tarde di non opporre cifre alle nostre statistiche, non appartiene più al nostro secolo o neppure al secolo passato, percbè è lasciando in disparte l'incerto, è precisando tutto quello che si può precisare. è 'col trionfo del numero (1) e del metro che la nostra ora scientifica ha sorpassato lo precedenti.

C. LOì\n.moso.

(1)

MotESCJJJOTT,

Oil'c"lmione rl~ll<t v-ita, 5° ed. -

Milano, 1869.


CAPITOLO I.

Il cranio in individui normali ed in antropoidi.

Gli antropologbi criminali che fin dalle prime aveYano intravve~ duto l'influsso atavistico nelle anomalie più frequenti dei criminali eo~?resero ch'esse non si sarebbero potute spiegare, nè avrebbero ' acquistato l'importanza ed il posto che loro spettava, se non ne facevano precedere le ricerche da quelle sugli uomini normali dello .stesso paese, e, quando era possibile, nei selvaggi e negli antropoidi. I. A NOMALIE NEI PRI1\IATI. ~I dottor 1\faccabruni (Ricerche negli antropoidi di alcuni caratteri craniolog1·ci ritenuti come degenerativi nell'uomo, 1890) ha presi in esame : 1. La, sutura metopica; 2. Il saldamento delle suture precoci; 3. La semplicità delle suture dentellate; 4 . L'esistenza di ossa wormiane ; 5. La fossetta occipitale mediana; 6. Le assimetrie, in 45 cranii esistenti nel Museo Civico di Genova, di cui: 32 di orang (S . Satyrit's) ; 3 di chimpanzè (Troglodytes niger); 4 di gorilla ( Trog lodites gorilla); 6 di gibbo"ne (Hylobates). I. Sutura metopica. - Trovò mancante la sutura metopica in tutti. 2. Salclà'inento suttire. - Riscont~ò le suture della volta ancora ben distinte in 4 giovani orang su 12, e 2 di cbimpanzè pure Lommoso. -

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-2giovani; in alcuni poi di tali cranìi (3 di orang ed 1 di chimpanzè) esistevano ben distinte persino le suture basi-occipitali e sopi'a:occipitali. Si trovarono ancora distinte le suture della v6lta in 3 cranij di orang adulti su 16, in 1 .ji gorilla adulto ed 1 di Hylobates piuttosto giovine. Si riscontrarono poi ben distinte soltanto la coronaria e la temporo-occipito-parietale in 7 orang .giovani, in 5 orang adulti ed in 1 gorilla giovane. Il saldamento completo di tutte le suture si riscontrò in pochi individui, vale a dire in 6 orang adulti vecchi, 2 gorilla adulti, 3 Hylobates adulti. In generale si osserva che la sutura prima a saldarsi è la sagittale, s~gue la lambdoidea e la coronaria, ultima la temporo-occipito-parietale. 3. Semplicità delle suture dentellate. - Osser.vò la semplicità delle suture in 18 dei 26 cranii di antropoidi che conservavano· ' . ancora le suture dentellate; in 4 cranii segnatamente (1 per ogni specie) le suture dentellate erano rappresentate da linee quasi rette o leggermente ondulatè. In altri cranii erano meno semplici; soltanto in 3 cranii erano molto fitte e complesse. 4. Ossa woriniane. - Si trovarono con molta frequenza, cioè in 31 dei .26 cranii nei quali non era molto avanzata la sinostosi. Si notarono coo. più frequenza negli angoli occipito-temporo-parietali,. cioè in 13 cranii; si riscontrarono al lambda unicamente in 4 cranii, ed al lambda ed angoli suaccennati contemporaneamente in altri 4 crauii. Di forma e volume variabili da una lente ad un soldo o un centimetro quadrato. Nel cranio 'di orang adulto notò un voluminoso osso interparietale. 5. Fossetta occipitale media. - Si notò l'esistenza della fossetta occipitale mediana ben distinta in 2 cranii di orang ed accennata, come una depressione verso l'orlo del foro occipitale, in altri 6 cranìi di orang. Si_trovò la fossetta ben distinta in 5 dei 6 cranii di Hylobates esaminati. I,. Assimetrie. - Si rilevò spostamento a destra dell'angolo della


- 3 sutura lambdoidea nel cranio di un giovane orang; sporgenza o depressione unilaterale del parietale o temporale in 6 cranii di orang; forte sporgenza della regione parieto-occipitale destra nel cranio di un H ylobates (JYianiconiio , anno Vlf, n. 1, 2, 3) . 2. PROCESSO FRO~TALE . - Il dottor Penta ha studiato il processo frontale del temporale nella_scala zoologica. Nelle scimmie, secondo lui, è un'anomalia, non un cara ttere, fisso, zoologico: nel gibbone, ad esempio, si trora nel 125 OtOO come nei negri e meno degli Australiani. In molte altre specie più inferiori si ha il processo frontale, ma pi ù o meno incostante: solo nei roditori era un vero carattere zoologico, coll egato con una speciale funzione, che è quella di formare il contorno posteriore dell'orbita, mancando quivi i processi orbitarii del frontale e del zigomatico. Come questi processi appaiono, il processo frontale scompare nella serie animale ; ma se quelli mancano questo ricompare, e ciò precisamente avriene nei chirotteri, da cui pare che le scimmie abbiano eredi tata l'anomalia, come l'uomo l'ha avuta più da vicino dalle scimmie stesse. Il processo frontale è quindi un carattere rudimentale . E in ciò lo riconferma l'embriologia, perocchè ha osservato tra 30 cranii di feti del :i.\'.fuseo Anatomico, che a quattro mesi di vita uterina la squama del temporale è obliqua in basso ed in dietro e presenta in alto ed in avanti una specie di bottone, che rnrebbe un vero. processo fron tale, il quale a cinque mesi· diviene più distinto lateralmente_ Al sesto e settiJ:nO mese la squama del temporale si arrotonda per deposito di nuorn molecole ossee e il processo tende a svanire, fincl:è del lutto scompare in mezzo all'in vadente ossificazioue -dei margini temporali; che ricolma quest'osso, e gli dà la forma arcuata propria dell'uomo. Vedremo nel Capitolo lI quanto questo carattere spesseggi nei criminali e nei pazzi (48-50 OtO) (Archiv io-cli psichiatricr,, 'i891, XII, p. 519).


-4 3. PROCESSI CLINOIDEI. - Il prof. Raggi studiò Le anomalie dei tJrocessi cb:noidei dal ·punto di vista anatomico, antropologico e patoloµico. Queste anomalie possono esstre costituite : 1° dal semplice aumento di sviluppo dei tre processi (anteriore, medi-O e posteriore), o solamente da qualcuno di questi, sia unilaterahnente, sia bilateralmente o in senso incrociato; 2° dall' unione del pro, cesso anteriore . col posteriore , senza partecipazione del medio; 3° dall'unione del processo anteriore col ml:!dio, con formazione di un angolo osseo, che per i suoi rapporti colla carotide può essere chiamato ane1Io carotideo. Questa anomalia può combinarsi col1a precedente: Complessivamente considerate, tali anomalie si .osservarono sopra 73 dei 271 crani della raccolta del Manieomio di Voghera e sopra 46 di un'irnpor~nza veramente notevole. Così 1a fusione completa bilaterale si presentò 6 volte, la fusione parziale bilaterale 21 v-0Ite, la fusione monolaterale 18 volte; in complesso 20 O[O nei maschi, 19,05 O[O nelle femmine. Queste particolarità anatomiche dei cranii pazzeschi non potevano passare inosservate, dopochè Gegenbauer ha fatto osservare cbe « la fusione dell'apofisi clin'oidea anteriore colla posteriore o anche con ambedue ad un tempo era disposizione anatomica_generale negli orangs ». Le osservazioni fatte sui P rimati antropomorfi (genere P iihecus) del Museo Zoologico di Genova, confermano tale asserzione, ingenerando il sospetto che la fusione dei processi clinoidei (specialmente l'unione dell'anteriore col posteriore) costituisca nel cranio umano un caratLere pitecoide. Pel significato degeneratiro attribuito ai cranii pazzeschi starebbero in p.ppoggio la m:iggior frequenza di tali anomalie nei crani i suddetti , di fronte ai cranii normali e la pre,alenza delle forme degenerative di pazzia presentate dai soggetti a cui appartenevano i cranii esaminati (.Manicomio, anno VII, 11, 1, 2, 3). '/


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4. FOSSETTA OCCIPlTHE MEDIANA NEI PRBIA.Tl. - Albrecht aveva dichiarato che ]a fossetta vermiana od occipitale mediana del Lombroso si presentava come una peculiarità morfologica normale nel cranio di tutti i primati, ad esclusione dei tre grandi generi Sùm·a, Gorilla, Troglodytes; egli la diceva pure evidentissima nel teschio del qaarto antropoide, l' Hylobates, di guisa che la fossetta stessa riusci.a un carattere assai importante sotto l'aspetto dell'antropologia zoologica, giacchè solo l'uomo, l'orang, il chiropanzè ed il gorilla l'avrebbero perduta nella specificazione evolutiva del tipo antropinico. Approfittando della ricca collezione di cranii di primati esistente nel Museo Ci vico di Genova, Morselli ha controllato· queste affermazioni dell".A.lbrecht (Sulla fossetta vermùina nei primati, pel prof. Enrico Morselli; Archivio di psichiatria, XC, pag. 321 ). Ha esaminato circa settanta cranii , dei quali 44 appartengono ai quattro generi di antropomorfi, e gli altri sono di pitecidi, di cebidi e di platirrine. a) Su trenta cranii di orang-utang, Sùnia Safyrus, che costituiscono certo la più preziosa collezione craniologica di questo antropoide che si conosca, non ha. ossenato che un solo caso di fossetta vermiana ben distinta; ed è il cranio di un giovane maschio appartenente alla varietà detta llfajas Kassà o Kassir dagli indigeni di Borneo e segnato nel catalogo col num. xrx.; la fos setta è di forma triangolare ed arrirn finò al margine del gran foro. In un altro soggetto, femmina giovane, e pure spettante alla varietà Majas Ka.ssir, la cresta cerebellare od oc~ipitale mediana inferiore è mancante, e nel st10 posto si trova una depressione leggermente concava, che ricorda una consimile conformazione offerta dall'occipitale d'alcuni cranii dell'uomo. In un altro giovane orang ha visto un beiresempio di quelle protuberanze mammillari intercondiloidee che alcuni anni or sono,


-6il compianto prof. A. Tafani e, piìl tardi, il Lachi ed il Sergi, descrissero come un primo passo ;-erso la formazione d'un terzo condilo occipitale. b) Su quattro cranii di gorilla, TrQ{Jlodites gorilla ( Gorilla gina) di cui però solo tre sono utilizzabilì per questa indagine speciale, uno di giovane femmina offre nel mezzo della superficie interna occipitale tre piccole incavature di forma triangolare, d( cni quella mediana corrisponde, secondo ogni verosimiglianza, alla fossetta cerebellare e le due laterali alle insolcature per i seni venosi paravermiani, come l'Albrecht ha posto in rilievo nel!~ succitata sua Memoria. e) Su tre cranii di chimpanzè, Trogloclytes niger, non ha visto nessuna fossetta vermiana, bensì un esempio di quei processi condiloidei anteriori che anch'essi V(}llnero descritti come varietà ossee • derivanti dall'incipiente fo rmazione d'un terzo condilo occipitale analogo a quello degli ittiopsidi. à) Di sei c:·anii di gibbone, Hylobates, appartenenti a specie diverse, due soli mancano di fossetta vermiana, e sono il cranio di un siamang, H. syndactylus, e quello di un altro Ifylobates di s·pecie ed età indeterminate, proveniente da Borneo. Gli altri quattro presentano tutti una magnifica fossetta mediana e sono un gibbone wau-wau, H. variegatus, due gibboni della specie ancor poco conosciuta e denom\nata Ii. cpncolor, e infine un quarto' ,ed ultimo di altra varietà indeterminata. La fossetta vermiana dei gibboni è la più caratleristica che si possa immaginare: la sua forma è allungata, e la. costeggiano due_ bei processi paritvermiani. All'esterno l'osso occipitale mostra la bozza rermiana corrispondente alla fossetta interna, e le due infossature paravermiane segnalate daU'Albrccht. In uno degli Hylol>ates concoJlor è pure manifestissima la suddivisione _della fossetta ,nei due suoi segmenti, stafilino e_d epistafilino, mentre tale conformazione manca nell 'altro indi dduo della stessa specie.


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e) :Morselli non ha potuto confermare l'asserzione di Albrecht .ehe tutte le altre scimmie catarrine e platirrine presentino la fossetta occipitale. Ne mancherebbero, infatti, il cranio dell'amadriade, Oynocephalus harnadryas·, e uno dei due esemplari di scimmia con la criniera dell'Abissinia, Oolobus guerreza. Tutte le altre specie di scimmie portano, invece, la fossetta. Essa è evidentissima, poi, 11ei semnopiteci, quali il Semnopitecus cristatus, ed il S. nasalis (Nasalis larvatus), che pure occupano nella scala gerarchica delle catarrine un posto più elevato dei cinocefali. La si osserva pure fra i colobi, nel guereza o Oolobus gitereza, come ho detto; fra i cercopitecini nel Oercopithecus albogularis e nel Oercocebus collaris; fra i macachi nell' Inuus nemestrinus e nel Macacus thibetanus; e in al tre scimmie dell'antico continente. In quanto poi alla famiglia delle platirrine, lo Stentor niger o bar batus l'ha pure bella ed evidente. In alcune di queste scimmie la fossetta è snddiYisa in due segmenti, l'uno per l'ugola, l'altro per la piramide e pel tuber valvulae. Generalmente essa è di forma allungata, elissoidale, e la· costeggiano dne processi para,er1niani risentiti. AH 'esterno, le particolarità ossee sono sempre quelle superiormente descritte. Da queste osservazioni egli desume che l'Albrecht non è nel vero I quando afferma che tutte le scimmie, salvo le tre grandi antropomorfe, presentano la fossetta vermiana. Non solo si danno casi di fossetta anche fra i g orilla e gli orang, ma vi sono pure gibboni e altre scimmie catarrine cl1e ne lJossono eventualmente mancare. T uttavia,· è verissimo che la fossetta mediana dell'occipitale deve considerarsi come una peculiarità morfologica propria solo dei mammiferi inferiori': nei primati sembra cb'essa vada facendòsi sempre meno frequente e meno distinta di mano in mano che noi ci eleviamo verso il ~ipo antropomorfo, e giunti a questo tipo noi la vediamo presentarsi piil raramente sino a che non i-i incontra

piì.1 che per anomalia.

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-8Qualora si.disponessero in serie tutte le varie categorie di mammiferi si avrebbe, conclude Morselli, questa scala discendente per rispetto alla frequenza della fossetta occipitale. 1. Fossetta costante, e quindi da c~nsiderarsi come conformazione normale: mammiferi inferiori, cioè: monotreni, marsupiali, sdentati, ungulati, sirenidi, caniivori, roditori, insettivori, chirotteri. 2. Probabilm.ente sempre costante: primati del sottordine degli esperopitecini, o platirrine; e sottofamiglia dei cercopitecini nel sottordine degli eopiteci~ o catarrini. 3. Costante con qualche rarissi?na assenza: sottofamiglie dei cinomorfi e dei semnQpitecini. 4. Ordina1·iamente presente, ma non ~enza nwnerose assenze: sottofamiglia degli ilobati. 5. Il più delle volte mancante, ma.con numerosi casi d-i presòiza: gorilla, chimpanzè, orang, razze umane inferiori, uomini degenerati di razza superiore (pazzi, delinquenti, idioti). 6. Quasi sernpre man·cante, e solo rappresentata da rat·i casi anomali: uomini di tipo alto. In conclusione, siccome il tipo antropoide si specifica nell'encefalo mediante una progressiva scomparsa dei caratteri morfologici inferiori, è chiaro che la diminuzione del vermis cerebellare e la conseguente cessazione di rapporti suoi colla superficie interna del cranio debba cominciare già nelle grandi scimmie antropomorfe del genere Simia e frogloclytes, ed accentuarsi nelle stesse razze o sottospecie del genere Homo di mano in mano dalle più basse alle piì.t alte. Si può da ciò prevedere che in un lon-· tano avvenire i casi di fossetta vermiana saranno sempre più rari e l'uomo finirà col perdere definitivamente questa conformazione, che è un avanzo ed un indizio dell'antica struttura dei suoi primi progenitori.

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-95. CRANIO. - Il dott. Belsanti (Studi su alcuni caratteri regressit:i del cranio umano; Archivio per l'antropologia e l'etnologia, Firenze, voJ. XVI, fase. VII), studiò i caratteri pitecoidi del cranio umano su 220 cranii di razze basse, fra papuani, fuegiani, australiani, negri ed andamanesi, e su 52 cranii di scimmie antropomorfe. Scelse i seguenti otto caratteri pitecoidi : la poliedria, le creste ossee, le suture craniche, il processo frontale del temporale, le ossa nasali, le spi ne nasali, la forma. dell 'arcat~ al m olare ed infine lo sviluppo relativo tlei tTe grossi m olari. P oliedria. - Questo carattere, considerato dal Mantegazza come una regola delle razze inferiori, consiste nella forma più o meno poliedrica del cranio cerebrale: vennero constatati tutti più o meno poliedrici i cranii papuani, fuegiani, australiani. Si presentò accen'tuato pel 89,54 OiO i~ 220 cranii di razza inferiore e pel 100 010 nelle scimmie antropomorfe. Oreste ossee. - Qu~sto carattere , giudicato quasi costante uei cranii dì razze basse e degli antropomorfi, specialmente della femmina del cbimpanzè, si trovò nel 58 010 nei cranii delle razze inferiori; nel 63 010 in 33 cranii antrop,omorfi adulti. Suture craniche. - Le razze superiori banno il cranio con suture molto complicate, mentre le in feriori lianno le suture più o meno semplici sino a diventar lineari: esse infatti in 210 cranii di razza inferiore si ~otarono nel 56, 18 OiO, in 28 cranii di antropomorfi nel 92,8 OiO. Processo frontale del temporale. - Così si chiama quel processo trovato da Virchow, che unisce le squame del temporale col frontale, e cbe Broca chiama pterion invertito quando esiste, e pterion ad H o a K quando non esiste . .A llen, Gruber, Calori è M:antegazza trovarono questa anomalia (facendo il valore medio dei loro 1;isultati) in r:nedia nel 2, 61 OiO. Il Belsanti trovò nei cranii il processo frontale del temporale nel 16,82 OiO, ed il pterion invertito pel 30,37 OlO, nei crani i antropomerfi osservò il 46,5 010 di pterion


-1 0 fovertito : carattere, questo, costante nel chimpanzè e nel gorilla, rarissimo negli orang-utan. Ossa nasali. - Schiacciate o piccole, ridotte a un solo osso embrionale, oppure uno di essi atrofico, ecc1, costituiscono un carattere regressivo, che raramente si trora neÌle razze alte, abbastanza frequente nelle bassP. e quasi sempre negli antropomorfi. La più rimarchevole delle anomalie delle ossa nasali notata dal 'Mantegazza, è l'esistenza di un solo osso che venne riscontrato in due cranii papuani ed in un negro dal medesimo, ed in altri due cranii negrf dal Giglioli. In un cranio, di Borboniano Hoven, notò la mancanza completa delle ossa nasali, costituite e fuse coll'apofisi montante del mascellare superiore. Le ossa nasali hanno poi nelle scimmie una maggiore o minore tendenza a presto riunirsi, la saldatura è molto più precoce negli antropomorfi. 214 cranii di razza inforiore le ossa nasali furo no trovate atrofiche nel 79 OrO, ed in 51 cranii an tropomorfi nel 92 OtO, Spina nasal~. - Alirs e Carus avernno creduto la spina .nasale un vero carattere umano; invece Hamy osserrò che la spina nasale anteriore manca in alcuni negri, e se ne trovano tracce negli antropomorfi, come constatò Giglioli negli orang-utan. Il Belsanti in 216 cranii di razze inferiori, trovò la spina atrofica nel 65,28 OtO; in 53 cran'ii di scimmie antropomorfe la trorò assente nel 69,23 OcO, e solo tracce nel 30,76 O[O. Vide anzi in un cranio di cbimpanzè giovane, la spina nasale pronunziata mol to più che in parecchi cranii papuani , australiani e negri. Arcata alveolare. - Droca distinse tre fo rme dell'arcata alveolare: la parabolica, la divergente, la elittica, prima c1irergente poi convergente, infine la form a di ipsilon, uella quale i due lati dell'arcata alveolare sono piil o meno parallele fra loro. Secondo Topinard, la forma dell'arcata alveolare sarebbe tanto più convergente . quanto più si tratta di razze inferiori. In 215 cranii di razze inferiori venne trovato nel !54,65 OtO l'arcata alveolare a ferro di cavallo, e nel 100 O[O la medesima forma su 52 cranii antropomorfi.

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t -HSviluppo relativo dei tre grossi molari. - Pl3r quanto si riferisce allo sviluppo relativo dei tre grossi molari, si sono stabilite due leggi : una detta della decrescenza applicata alle razze superior i, la seconda della crescenza applicata alle razze inferiori . Magitot assi cura che nelle razze superiori il volume dei molari decresce dal primo al terzo, ·mentre nelle scimmie antropomorfe il volume ascendente è la regola. Il Belsanti invece, a sua Yolta, osservò la legge della crescenza nell'8,85 OtO di 113 cranii di razza inferiore, e nel 9 1,15 OtO constatò la legge della decrescenza; negli antropomorfi poi trovò incostanza tale nei volumi relativi dei tre grossi mol ari, da non poter stabilire una ·legge; crede quindi non si debba rite·nere ancora questo un carattere pitecoide o regressivo. St ad1ando poi comparativamente la frequen za secondo la quale ·si presentano qnesti carat teri regressivi, si viene a quest'ordine:

8)

Nei cmnii di razze inferiori: Poliedria accentnata in Ossa nasali atrofiche )) )) Spina nasale atrofica )) Arcata alveolare a ferro di cavallo Creste ossee ~101to sviluppate » Suture cranicbe semplici » » \ Processo \ pterion inYertito , frontal e del / temporale ossa vormiane » I tre grossi molari in ordine crescen_te »

1) 2) 3) 4) 5) 6)

Nei cranii di antropomorfi : Poliedria accentuata . in 100 Arcata alveolare a ferro di cavallo » 100 Suture semplici » 92 ·o ssa nasali atrofiche » 92 » 69,23 Spi na nas~le assente Creste ossee sviluppatissime » 63,6

1) 2)

3) 4) 5) 6)

7)

89,51 O[O 79, 90 »

65,28 )) 64.65 n 58,18 » 56,66 » 16,82 »

30,37 » 8,85 » O[O » » »

»

»


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- 12 -

antropomorfi / pterion I iu 45 5 , O[O in generale ( invertito\ Processo )) 7) frontale del antropom~rfi pterion » 100 esclusi . . temporale c:rl·1 0 r ang rnrertito 0 l) . orang soli I pte?ion in v. i> 26 8) Sviluppo relativo dei tre grossi molari incostante.

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1·

6. Ot:iANlI INDIANI. - In nndici cranii provenienti dall'India e. donatimi dall'avvocato Lamb, il dott. Carrara ha trovato l'apofisi lemuriana 5 rolte su 9, wormiani numerosi, specialmente nel lambda e nella sutura lambdoidea; il terzo condilo in 3 casi su 10, rap· presentato ora da una, ora da due faccette articolari, ora d.a due rilevatezze; il tubercolo faringeo in due; la fo~setta occipitale molto ben sviluppata in 3, rudimentale in 3; l'incisura nasale a doccia in 6; la linea biauricolare passante in tutti, meno che in uno, al dinanzi del basion; il pterion è in tutti normalmente ad H, salvo che in uno, in cui, ad esempio, vi sono due ossa epipteriche (Archivio di psicMatria, XIII, fai:c. IV). Havelock Charles in 50 cranii indiani del Panjab (Journal of Anat. a. Physiol., voi. XXVl) trovò nel 64 010 ossa wormiane, specialmente nelle suture lambdoidea, sagittale, frontale e petrosfenoidale; nel 32 010 os~a epipteriche. 11 numero delle ossa wòrmiane in un cranio varia da 1 a 14 e la loro dimensione da 1 [3 di pollice ad 1 112. La glabella è prominente nel 60 010, piana o depressa nel 40 010, L'inion è nel 34 010 molto piccolo, appiattito o assente. Dei forami giugulari, nell'82 OtO il destro è più largo del sinistro, frequentemente il doppio o il triplo. Nell'8 010 il sinistro . è più largo che il destro: in un solo caso doppio. Nel 10 010 i due forami sono d'eguale ampiezza. Il processo intragiugulare v'è alcune volte, ma più spesso manca; nel primo caso è spesso da un sol lato, specialmente a sinistra.


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i3 -

I forami postcondiloidei soltanto nel 54 010 sono ambedue pre· senti n ello stesso cranio; nel 14 Oro mancano tutti due; e la loro presenz~ e dimensione sembra in relazione coll'ampiezza dei forami giugulari. Quando il forarne giugulare è piìi piccolo del consueto da un lato, i forami postcondiloidei sono pih ampi da questo stesso lato. I forami parietali mancano in ambedue i lati nel 38 010; ed esistono pure dai due lati nel 28 O[o.· Le ossa epipteriche (nel 32 OtO) in alcuni casi si trovano nella l unghezza della sutura parieto-sfenoidale; in altri separano completamente il parietal e da1la grand'ala dello sfenoide. Il processo para-occipitale era largo e prominente nel 6 6 O[O. 7. CANALE CR..lNIO·FARINGEO. 11 dott. u. Rossi (Il canale cranio-faringeo e la fossetta faringea; Monitore zoologico italiano, anno II, n. 6) in 3712 cranii di cui 2 911 europei ed 801 non europei, ha trovato il canale cranio-faringeo i n 9 cranii(0,24 OrO): di questi 7 sono d'Europei (tra cui uno d'una donna pazza), uno di P apuano adulto e uno di Sam9iedo. E la fossetta faringea è stata trovata complessivamente nell'l ,48 010 ; egli, contrariamente a Grnber, ha però notato che la sua frequenza varia secondo le razze, e mentre si t rova tra i cranii europei soltanto nell' l , 13 010, t ra i . non europei invece raggiunge la proporzione di 3,87 010 (Papuani 4 ,16 O[O, Asiatici 4,4.0 0[0). In un cranio di Etrusco di sesso femminile la fossetta faringea era doppia. 8 . BASIOTICO. - Il Rossi. pure (Alcune osservazioni di basio#co o prebasioccipitale; Archivio per l'antropologia e l"etnografia, vol. XXf, fase. II, 1891) descrive t re casi di osso basiotico trovati in una serie di 3712 cranii (1 su 1237) appartenenti a diversi popoli e a diverse epoche. Dei tre cranii nei quali' tale anomalia fu riscontrata l'uno è di un individuo maschio della Terra di LaYoro, il secondo

\


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Ud'una giovine donna senese, nel quale l'osso basiotico, diviso in due porzioni, una anteriore e l'altra posteriore, si associa all'esistenza della fossetta occipitale mediana e della sinostosi tra occipitale ed atlante, e il terzo di Peruv~no antico . .9. DENTI. - Il dott.-Windle (A.natomischer Anzeiger, 1887, n. 1),

indicara una escrescenza che sorge come una quinta Lozz~ masticatoria alla faccia linguale del primo molare superiore senza arrivare a raggiungere la piena altezza della corona, la quale era stata descritta nel 1882 dal Carabelli sotto il nome di tubercolo anomalo. Esso si riscontra piil di sovente nei quadrumani e rappresenta nella dentatura dei bimani un ritorno atavico. Znckerkandl (Anatomie der Mundltohle mit bes. Bt'riicksichtigung der Zalwe, Wien, 1891) ritiene che, come il dente della saggezza, così pure l'incisivo superiore laterale sia sulla strada dell'atrofia filogenetica. Rispetto i molari - crede che, più che della relativa loro grandezza, si dovrebbe tener conto del numero delle bozze masticatorie. Nelle razze europee i molari superiori ne arrebbero 3, 3, 3, e gli inferiori 5, 4, 4, mentre ,le razze basse s'accosterebbero al •tipo di 4, 4, 4 e f>, 5, 5 che ritroriamo nell'orang, nel gorilla e nell'.S:vlobates. Sarebbe inoltre un segno pitecoide la profond ità dei solclli, che scendendo dalla superficie masticaloria, arrivano a delineare le bozze anche dai lati della corona. Chiunque ha fatto attenzione alla dentatura forte d'un gorilla, si rammenteri\. che le cinque bozze masticatorie sono tanto indipendenti tra di loro da far nascere l'impressione dei fasci dei littori. Che i denti soprannumerari (poi idontia di Virchow), quando sia esclusa la permanenza di qualche dente di latte, non· si possono spiegare altrimenti che coll'atadsmo, sono d"accordo tutti gli autori, e ben sovente essi , colla forma conoide, ricordano l'omodon-


15 -

tisrho dei verteb;rati inferiori (Ann. cli nevr., nuova serie, IX, fascicoli V-VI, 1891).

IO. CERVELLO. - 11 dottor G. Vàlenti nel Contributo allo stttdio delle scissure cerebrali (Atti della Società Toscana di scienze na-t urali, residente in Pisa, vol. XI; . Arch. di psich., XI, pag. 564 .e 565), facendo un minuto e profondo studio di 160 cervelli umani in confronto con numerosi cervelli di scimmie, nonchè di molti altri animali più bassi nella scala zoologica,, è venuto a queste conclusioni che mettono in r ilievo i caratter i atavici del cervello umano. Egli, infatti, da questo confronto è portato a riconoscere nel cervello umano come caratt eri atavici e quindi intBllettualmente meno sviluppati gli individui che li presentano: a) Uno sviluppo prevalente della circonvoluzione frontale superiore; b) L'anastomosi che talvolta si ha fra la ·circom oluzione frontale superiore e la circonvoluzione frontale media attra,erso alla parte mediana del solco frontale superiore; c) Il poco sviluppo e la semplic~tà della circonvoluzione frontale inferiore e specialmente l'unità della branca anteriore della scissura di Silvio; à) La piccolezza della scissura prerolandica inferiore e la lontananza della sua estremità inferiore dalla scissura del Silvio ; e) Uno sviluppo del lobo occipitale maggiore del normale; f) La direzione molto obliqua del solco interparietale, per la quale la circonvoluzione parietale superiore viene ad essere i-istretta posteriormente; g) II prolungarsi indietro ed in alto piL1 dell'ordinario della branca esterna della scissura del Silvio; h) Il deficiente sviluppo del giro ang~lare; O la semplicit.à ne1la disposizione dei solchi teqiari del lobo parietale e del lobo occipitale;


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16 -

k) Una profondità ed una lunghezza straordinaria della scissura occipitale superiore (che è corrispondente alla scissura perpendicolare esterna). Sono invece carntteri indicanti un ~ggiore sviluppo nella struttura cerebrale, e quindi intellettualmente piì1 sviluppati, gli individui che li presentano: a) La piccolezza della circonvoluzione frontale superiore, e ' specialmente l'essere unica la sua radice; b) L'integrità del solco frontale superiore; c) L'esistenza del solco trasverso nella circonvoluzion-e fron. tale media; cl) Il solco precentrale unico; e) La moltiplicità dei solchi t erziari nel lobo parietale, che più specialmente negli uomtni di alta intelligenza si osservano diretti in senso trasversale; f') La piccolezza del lobo occipitale e specialmente il deficiente sviluppo del solco occipitale superiore; g) L'esistenza di circonvoluzioni anastoniotiche fra la circonvo1uzione parietale superiore e la circonvoluzione parietale inferiore; h) Il maggiore sviluppo delle cireonvoluzioni di passaggio esterne. Cosl le ri cerche del Va.lenti, dandoci al di qua delle fron tiere della pazzia e delinquenza, nel campo, per dir così, della normalità, l'indice del rapport-o tra lo sviluppo della struttura cerebrale e lo sviluppo della potenza intellettuale, Yengono a costituire un valido appoggio ai risultati ottenuti naluralmente su più vasta scala e in grado più marcato dalla scuola antropologica nello studio dei cervelli dei veri pazzi e delinquenti.

11. ANOllA.LIE CRA~TCHE IN NORMALI. - Ferraz de Macedo (Archivio di psichiatria, 1889, X, p. 392 e 527) fece in Portogallo le seguenti osservazioni sulle proporzioni di anomalie craniche di 500 cranii criminali di mascçi normali, e 500 di femmin e:


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17 500 Maschi

500 F emmine

Fossetta occipitale . 2 .6 p. OtO 1.8 p. O[O Incisura nasale . 4.5 1.0 Sutura mediana 11.8 9.3 Osso epactale 0.2 1.0 Osso interparietale. 1.0 0.4 Perforazione pariet ale . 30.6 39,7 Sinostosi delle suture craniche: Sa Coronaria.: 4fl4 Uomini 506 Donne 9.9 p. O[O Porzione superiore . 7.5 p. 010 )) 4.9 5.5 media. )) 28.5 inferiore 27.9 sa Sagi ttale : Porzione anteriore . 27 .9 18.2 )) 34.6 22.3 media. )) lobeliana . 49.0 22.9 )) 20.8 posteriore. 36 Sa Lambdoidea : 22 p. 010 13.6 p. 010 Porzione superiore . >) 4.6 7.5 media. )) 3.8 9.7 inferiore · . Egli ne studiò ·1e capacità craniche in e.e. in tre categorie - artigiani, commercianti, pr ofessioni Jiberali - 100 cranii per ciascuna, e n'ebbe : . .

..

Capacità cranica in e.e. . . . .. 1200 1300 1400 1500 ] 600 a a a a a 1300 1400 1500 1600 1700 310 artigiani : Cap. media 1578 1.9 7.8 18.1 30.3 24.5 43 commercianti : 2.3 16.3 32.6 25.6 Cap. media 159_9 34 prof. liberali : 2.9 14.7 32.4 32.4 Gap. media 1602

-·

LOMBROSO . -

2.

1700 1800 ]900 a a a 1800 1000 1927

11.6

4.8

20.9

2.3

8.8"

5.9

1.0

2.9


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18 -

12. NASO. - Il dott. Ferrarini (Fortna e dimensioni dello scheletro del naso nell'uomo; Archiv. per l'antrop. e etnol., vol. XXI, fase. II) studiò la sporgenza nasale nello scheletro, misurando la distanza delle radici del naso dal punto più ant~riore dei nasali parallelamente al piano orizzontale del crani;; si ~ervì di un istrumento semplicissimo, fatto da un'asta verticale, su cui faceva scorrere nn'asticina graduata in senso perpendicolare mobile in senso anteroposteriore: così misurava la differenza che vi era fra la distanza dell'asta verticale alla radice del naso e la distanza della stessa all'estremo delle ossa nasali. Calcolava l'indice dell,a sporgen2a per l'altezza del naso, facendo questa uguale a 100. Calcolava poi 'l'indice pirinasale considerando il rapporto fra l'altezza dell'apertura piriforme misurata collo stesso strumento e l'altezza del naso. Studiò infine un altro indice, l'fndice dell,a larghezza minima per la massima, facend o il rapporto della larghezza massimtt dell'apertura piriforme considerata uguale a 100. Misurò questi tre indici in 389 cranii di ogni età e cli molte razze (fra cui 185 italiani). Riguardo al sesso, riconobbe che solo l'indice clelfa sporgenza per l'altezza subisce modificazioni ; desso si presenta assai più elevato nei maschi che neile femmine~ mentre la percentuale degli indici medii (tra 29,01 e 37) è quasi uguale nei sessi, quella degli indici alti è maggiore nei maschi di tanto (18, 77 010) quanto la percentuale degli indici bassi è maggiore nella femmina. ' In quanto all'età, vide nei bambini mantenersi nei più bassi limiti l'indice della sporgenza per l'altezza ; infatti mentre indici bassi (al disotto di 21,01 010) non trovò negli adulti che 2,9 010, nei giovani trovò il 4,91 e nei feti fo O OtO; al contrario, nei fanciulli si ebbe il 33 e nei bambini il 73 O[O. L'indice pirinasale trovò prevalentemente basso nei barnbìni, dove indice inferiore a 57 riscontrò nel 36 OrO, nei fanciulli lo notò nel 22 O[O, negli adulti nel 2,9, nei vecchi nel 17, nei feti nel 0,7.

,


Hl~

Quanto all'inàice della larghezza minima per la massima, trovò una mancanza assoluta degli indici bassi (sotto 30) nelle prime epoche della vita estrauterina e nella vit a fetale.

In quanto poi alle razze, risultò manifesto che l'indice àella sporgenza ve-r l'altezza è di gran lunga più elevato nelle razze bianche che nelle gialle e nelle nere ; infatti la somma degli indici bassi (sotto 21) dà una percentLrn,le di 7,84 per le razze biancbe, di .28 12· per le gialle, di 29J60 per le nere; mentre quelle degli indici alti (sopra 37) dà una p ercentuale di 18, 7 per le bianche, di O per le nere, di 4 ,54 per le gialle. L'indice pirinasale si mostrò prevalentemente basso nelle razze inferiori. L'indice della larghezza mi nima per la massima è invece molto più alto nelle razze alte, onde la somma' delle percent uali degli indici dà 3 ,14 O[O nelle razze alte, 27,27 nelle medie, 23,43 nelle basse; al contrario indici alti dànno 14,5 OrO nelle razze alte, 2, 7 nelle razze medie, 3, 13 nelle basse. Queste numerose cifre confermano ,quanto già diceva Broca, mancare la sporgenza del naso quasi completamente in certi uomini di razza bassa . Ricordiamo qui che nel 1888 Ottolenghi aveva nel ,mo studio sul naso (Lo scheletro e la forma del n aso nei crùninali, nei pazzi, negli epilettici 'e nei cretini ; Archivio di psichiatria, scien;ie penali e

anfropo'logia crim., IX, fase. I), notato anche l a maggiore o minoré sporgenza delle ossa nasali, però senza prendere misure, e~ aveva constatato il grado minimo di sporg enza prevalere nei cretini (40 010) , nei criminali ladri (35 OrO) ,scarseggiare nei normali (Pi emontesi e Lombardi 26 010, Meridionali O OrO) . Le osservazionl -accennate dal Ferrarini confermano il significato di inferiorità di tale carattere che .egli aveva trovato così accentuato nei criminali e nei cretini.


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CAPITOLO II.

Scheletri e cranii di criminali.

I. BACINO. - Chudzinski nel l' assassino Kaps, un giovinetto che Joly pretendeva non avere alcun carattere criminale, oltre alla fisionomia, cosl egli scrive, stupida e bestiale, ha osservato rapertura completa e larga del canale sacrale come nel feto e negli animali inferiori (Bulletin de la Soc. d'anthropologie, 1891; Archivio cli psichiatria, XIII, p. 249).

Il dott. Tenchini (Sulle varietà numeriche vertebra-costali nell'uomo, P~rma, Battei, 1889), studiò le. anomalie · clelle vertebre e delle costole su 80 cadaYeri umani, dei quali 41 appartenenti a delinquenti e 39 a normali. Risulta da queste osservaidoni: che anomalie filogenetiche a carico delle suddette formazioni furono trovate in 5 delinquenti e in 1 normale soltanto; cioè nei primi nella proporzione del 12,5 OtO,nei secondi in qnella del 2,5 O[O. Le anomalie che si riferiscono ai delinquenti sono : 1~ in un falsario, una vertebra lomb'are soprannumeraria; 2° in un accattone, una vertebra cervicale soprannumeraria. '-Con 2 piccole coste mobili asternali; 3° in un omicida, una vertebra sacrale soprannumeraria e un 13° paio di costole ri.pplicato alla vertebra lombare prima; 4° in un grassatore, la mancanza di una vertebra lombare; 5° in un altro omicida, la mancanza della 12a costola e dell'ul2. VERTE;I'lRE. -


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tima vertebra dorsale: presenza di 2 appendici mobili costali al lato della 7a vertebra cervicale. Nel cadavere del normale (il quale però era molto eccentrico), mancava la 12a vertebr a dorsale e Ìa 12~ costola. Dei delinquenti, adunque, tre presentavano 16 ver tebre dorsolombari come negli antropoidi; uno 18 vertebre clorsolombari come nell'Hylobates, ed un altro 13 paia cli costole, come nel gorilla e nel cbimpanzè. Quest'ultima anomalia si notàva, pure, nel cadavere del normale. La conclusione generale, che si ricava da tali osservazioni, conclude Tenchini , convalida quanto ormai è conosciuto dallo studio intorno ai cranii ed ai cervelli dei delinquenti « che, cioè, in questi le anomalie aventi un car attere atavico sono assai v iù frequenti che nei norniali » (Archivio di p sichiatri a, Xl, p. 112). 3. CRANIO. - I dottori Roncoroni ed Arclu (Emicenturia di cranii di crimin ali ; Archivio di psichiatria, XUJ, fase. l V) su 50 crani i di criminali hanno trovato che : 1 cranio presentava 23 anomalie )) )) 2 cranii 22 2, )) )) )) 21 )) )) 1 cr anio 19 )) )) )) 18 1 )) )) )) 15 1 )) )) 2 cranii 16 )) » 1 cranio 15 )) 2 cranii 14 )) 13 1 cranio )) >) 6· cranii 12 >)

))

7

))

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11

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4

))

))

10

))

19 crani i arevano meno di 1O anomalie. Ciascun cranio aveva una media di 11,4 anomalie.


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22 .-

Le anomalie· più frequenti furono: Nelle ossa nasali: l'apertura nasale assimetrica (24 volte), la deviazione del setto nasale (11 ). Nella fronte: i seni fr6ntali enormi '423 volte); le bozze frontali enormi (12); la fronte bassa (12); Ja fronte sfuggente e la steno.crotafia (8). Nel mascellare superiore: la fossa canina profonda (18) .. Nella mandibola inferiore: l'appendice lemuriana (16); il prognatismo alveolare (10); il prognatismo della mandibola inferiore (11); il diastema dei. denti (9); le mascelle molto voluminose (7) ; . i denti canini ipertrofici (6). Nel complesso delle ossa facciali: l'assimetria facciale (10). Nelle orbite: l'indice o:i;bitario differente dai due lati, le capacità orbitarie molto differenti <lai due lati. Nelle arcate zigomatiche: gli zigomi sporgenti (9). Alla base del cranio: i fori condiloidei anormali (11) ; anomalie neI foro occipitale (21); il tubercolo faringeo, oppure la fossetta faringea molto sviluppata (8 volte); anomalie dei condili (7). Nella volta.del cranio: le ossa wormiane (20); le snture saldate (24); la sutura ·metopica (4); la plagiocefalia parziale (15 volte) ; la plagiocefalia totale (10); la capacità del cranio piccolissima (13); la sclerosi totale del cranio (10); lo sviluppo esagerato delle bozze parietali ed occipitali (1 9 vo1te); la platicefalia (10); osteomi (11); la trococefalia (4); la trigonocefalia (1). Nell'interno del cranio: la fossa occipitale mediana rudimentalò (10); la fossa occipitale mediana sviluppata (7); le depressioni per le granulazioni di Pacchioni (12 volte): i1 canale formato dalle apofisi clinoidi (7). - Riassumendo si ebbero: 249 anomalie della faccia 86 base 185 volta )) 52 dell'interno del cranio Totale ~72 ))

))

))

))


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23 -

Quanto alle misure prese, esse furono 21, delle quali una, introdotta da essi, la distanza spino.malare, la quale indica il grado dell'assimetria facciale, come quella che dà la distanza nei due lati tra la spina nasale anteriore e. il punto più sporgente dell'osso zigomatico. Essi riscontrarono che: 1° I diametri cranici, la circonferenza, il volume spinale e l'indice cefalo -orbitale sonvi meno sviluppati che non nei normali. I diametri della faccia e dell'orbita, sopratutto il trasverso, e del palato, e la capacità orbitale sonvi più sviluppate che nei normali ; 2° Esistevi una notevole differenza nelle misure tra le due metà della faccia, rivelata sopratutto_ dalle cifre della distanza spinomalare, dei diametri e de Ha capacità dell'orbita; 3° Quanto a11e di verse fo rme di delinquenza, gli omicidi e i truffatori presentano maggior capacità crariica e grado accentuato di assimetria: i truffatori e i ladri presentano maggiormente sviluppate le ossa facciali. Concludendo: il re_pei:to delle mi_sure e il numero complessi vo delle anomalie veramente i mponenti, confermano l'esistenza del tipo criminale; il nu.mero ragguardevole di anomalie riscontrate alla base del cranio e nella cavità encefalica è un argomento per andar guardinghi nei negare l'esistenza nei criminali di anomalie, quando esse non appariscono sul viso, in quanto che ve ne possono essere in parti non accessibili all'esame, come ri vela l'esame p ostmortem.

4. OssA ACCESSORIE. - I dottori S. Bianchi e F. Marimò (Le oss(t accessorie nel cranio degli alienati e dei delinquenti, Parma, Battei, 1890) banno ricercato in 1019 crani i di alienati (466 di maschi e 553 di femmine) del Manicomio di Reggio, la frequenza delle ossa accessorie del cranio in rapporto al sesso ed alla forma morbosa. Le ossa accessorie superiori non si son trovate che in una percentuale di poco superiore a quella .dei normali per le interparietali


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(0,78 010; normali 0,5 010) e il fronto-parietale (0,58 O[O; normali 0,49 O[O); e inferiore per le preinterparietali (1, 76 OtO; normali 3,3 OtO): sono più frequenti nei masclii che nelle femmine, più

nelle forme psiconel;lrotiche che nelle.,Aegenerative. Per CL~i esse, sebbene siano per sè un fatto di regressione, non hanno carattere degenerativo importante come predisponente o concomitante acl una data malattia mentale. - Le ossa accessorie inferiori sono invece molto più frequenti nelle femmine c,be nei maschi; un 'po' pih nelle forme degenerati ve che nelle psiconeurotiche: più nei normali (52 OtO Lombroso) che negli alienati (37,55 010); onde darebbero . proprio un carattere di superiorità. Nei delinquenti poi hanno studiato l'epoca e il modo di sinostosi delle suture; e su cranii d'individni inferiori ai 40 anni in un solo essa era già avvenuta ed in tre, (stupratore, ladro, omicida) eccezionalmente essa incominciava nel taYolato esterno come nei mammiferi. L'inizio di questa sinistosi cranica è più precoce nei delinquenti. La sutura metopica v'è stata trovata piit che nel 10 O[O. L~ ossa accessorie tengono nei criminali un rapporto di frequenza inverso a quello dei normali: ,perchè vi è più frequente l'interparietale (1,67 O[O) che il preinterparietale (0,8 0[0); il fronto-parietale (1,67 O{O) vi è tre volte pilt frequente che nei normali (0,49 OtO) e nei pazzi (0,58 O[O). Delle ossa accessorie inferiori poi le epipteriche sono in minor numei·o che nei normali, mentre le altre ossa wormiane si sono trovate con una frequ enza maggiore che nei sani (Archivio cli psichiatria, XllI, fase. I). 5. - Lo stesso F . l\fariroò (Sitlle ossa interparietali e preinterpa•

rietali nel cranio umano; Arch. per l'antrop. e Z'etnol., vol. XVIII, fase. II, 1888) determina i~ significato morfologico di queste ossa attribuendo all'interparietale un carattere regressivo, perchè si trova in alcuni mammiferi adulti: nell'uomo si sviluppa da due, o accidentalmente tre nuclei ossei embrionali non saldatisi, per anesto


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di sviluppo, coll'occi pitale; e r itenendo il preinterparietale come un'anomalia per eccesso, senza precedenti nell'evoluzione embriologica del cranio umano e dei mammiferi, eccettuati gli equidi; à quindi anal ogo ai comuni wormiani e come questi avrebbe il carattere di relativa superiorità. Quanto alla l oro frequenza, le due ossa hanno un comportamento inverso; l'interparietale è rarissimo negli Europei norruali (0,50 10), più frequente negli alienati (2 O[O): poco frequente anche nelle altre razze, se non nei P eruviani (2,18 0[0), P apuani (3,21) e Siamesi (19 010). Il preinterparietale invece è pit1 raro negli ali enati (1,6 OiO) che negli E uropei nÒrmali (3,4 O[O) , ed è più frequente che nelle altre razze: Peruviani (13 010), Pap~1ani (10 O[Ol, Indiani (10 O[O) e Siamesi (16 010)(Arch. di psichiatria, XlII, fase. I).

6. - 11 dot t. P asquale Penta ba studiato il Processo temporale del frontale i n 752 cranii (Archivio di psichiatria, XII, pag. 5 Hl) di cui 240 di pazzi della provincia di Napoli, 82 di delinquenti, 117 del Museo Anatomico dell'Università, 258 del Museo Antropo-

logico, 55 di Arabi-Egiziani, oltre altri 300 di mammiferi. Quell'anomalia nei cranii : sta in ragione del 50 OtOO dei pazzi » 48,19 » » del inquenti » Museo Anatomico )> 24,3·9 >> >> Museo d'Antropologia (selvaggi) i> 19,38 >> Ora negli Italiani il Calori ha trovato l'anomalia solo ne1l'8 0100 ed al massimo nel 10; nelle altre razze europee, l 'Anutscbioe, il Vircbow, il Grnber, l'hanno trovata nel 15 0 [00 ; mentre nella raz·z a Mongolica » Malese

esiste nel

37 86

»

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124

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157

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n

P apuana

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Negra Anstraliana e Tasmaniana

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37 0100 . >)


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Vi è quindi affinit~ per questa anomalia tra pazzi e delinquenti, e ambedue tali classi si scostano dal normalo e si avvicinano ai selvaggi. 7. OssA NASALI. - Il dott. Vatenti ( Ossa soprannitmerarie del 'naso in un laclro) osservò nel cranio n. 385 del Museo Anatomico cli Pisa -- era un ladro - una varietà delle ossa nas.ali, che stimò degna di nota perchè differisce dalle varietà di queste oss~ fino ad oggi descritte.

FJG. 1. - Rappresenta quattro ossctti soprannumerari del naso distinti com pletamente dai circostanti. · ci ossetti soprauuuurerari laterali, omologhi alla parte più alta tlegli ossi incisivi (?). b ossetti soprannumerari mediani (ossi hiternasali d,il Mayer) omologhi all'osso prenasale degli sdentati. ·

È notevole innanzi tutto che quel cranio appartenesse ad un in.di viduo condannato per furto (U. B., di Pontedera, provincia di Pisa, maschio, di anni 19), che presentava molte altre anomalie, quali la fossetta occipitale media, il processo para~mastoideo da ambedue i lati, la sutura del canale sotto.orbitario, le spine paraalveolari dei mascellari supei'iori straordinariamente sviluppate, il clivo naso-alveqlare dell'apertura piriforme, le apofisi lemuriniche della mandibola, una tra(:cia della sutura metopica. Era, lievemente scoliotico e sub-brachicefalo.


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2i -

In tàl cranio ambedue le ossa nasali hanno il margine esterno di poco più lungo che quello interno, in modo che i loro marg ini inferiori, regolari , si trovano in direzione quasi orizzontale (6g. 1 ). Questi , invece di essere liber i, si ai·ticolano per sutura superficiale con quattro ossetti (due per lato), dei qu ali i mediani (b) sono di forma irregolarmente ovale, lunghi 7 mm. e larghi 3 mm., ed i laterali (a) , di forma. quadrilatera, hanno per lato circa 8 mm. I primi si articolano fra loro sulla l inea mediana del naso formando una sutura, che fa seguito alla sutura internasale, terminano inferiormente quasi a punta, e per loro i margini esterni sono in rapporto con i laterali. Questi ultimi all'esterno si articolano con la relativa apofisi ascendente del mascellare superiore e terminano in basso con un margine libero e tagliente, che presenta una piccola incisura in corrispondenza della estremità inferiore del piccolo solco etmoidale, il quale dalle ossa nasali soprastanti si continua. sulla f8:ccia interna di questi ossetti. Tale varietà si assomiglia a quelle descritte dallo Schwegel e dall'Hyrtl come casi di divisione delle ossa nasali per sutura trasversale ; ma differisce dalle medesime per la presenza di quaLtro osset ti soprannumerari, anzichè di due. Gli ossetti mediani, come è facile accorgersi, sono identici · agli ossi internasali del Mayer; e quindi noi possiamo ritenerli, insieme ad Hyrtl, omologhi all'osso prenasale di alcuni sdentati. Non egualment.e facile è di t rovare il significato degli ossetti latera:li che si articolano c@ il mascellare superiore, poichè non si sa ché in vertebrati inferiori all'uomo siano degli ossi omologhi ad essi, e d'altra parte è conosciuto che il nasale si origina da un solo punto di ossificazione. Ma esistono alcune disposizioni nelle ossa dellà reg ione , nasale, le quali rappresentano delle forme di transizione fra la disposizione normale e la nostra varietà e ci mettono nella buona via per spiegare quest'ultima. Così in un cranio dolicocefalo appattenuto ad .u n vecchio demente ha riscontrato uella regione na-

...


-

28 -

sale quattro ossetti accessori non completamente isolati dalle ossa 11roprie del naso, nè fra di loro; e di qltesti, gli esterni per quasi tutta la loro aHezzrt sono saldaLi con l'apofisi ascendente del mascellare superiore. In altl'O cranio snb-,.prnchicefalo' (L. T., di Pisa,

l?JG. 2. - Rappresenta una yorzione dell'apofisi ascendente del mascellare·superiore separatane parzialmente pei: sutura e sostituente la parte inferiore delle ossa nasali. n ossa. nasali. a apofisi ascendente del mascellare. s sutura.

maschio, di anni 58, n. 170 délia raccolta sopra menzionata) le ossa nasali si presentano in basso molto ristrette e sostituite da una porzione dell'apofisi ascendente, distinta parzialmente in ambedue i lati dal resto del mascellare superiore per una sutura leggermente dentellata e regolare (fig. 2),. la rpiale, per questi Ruoi


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29 -

caratteri e per la sua simmetria, fa subito escludere il dubbio che siasi originata per frattura. Esaminando 300 cranii con ossa nasali perfettamente conservate, ha potuto riscontrare che il parziale saldamento di queste ossa con l'apofisi ascendente avviene sempre in basso per una estensione varia da un mm. a più di un cm.; e gli si è presentato 18 volte da ambedue i lati e 1O volte da un sol lato. E nota poi che questo saldamento talvolta può essere tanto esteso da mancare ogni t raccia di sutura fra le ossa nasali ed il mascellare superiore, come nel cranio di bambino negro della raccolta di Blumenbach, ricordato da Henle, e come in cranii europei è stato osservato da ltohler, Sandifort, e da un sol lato da Meckel (Archivio di psichiatria, 1892, XIII, p. 110). Il dott. Carrara, ricercando quest'anomalia nei cranii di criminali, di cretini, di pazzi e di epilettici ,esistenti nel mio laboratorio, non ne ha trovato che un caso tra 85 criminali , nel cranio di un ladro, in cui però soltanto due ossicine accessorie erano unite per sutura alla porzione più interna del margine inferiore dell'osso nasale, uno per lato. Un accenno di queste ossa accessorie, o almeno l'esistenza di suture che separano, una porzione delle ossa nasali, l1a trovato molto ·piì.1 frequente: in 7 su 85 criminali; in 1 su 15 cretini; in 2 su 60 pazzi; in 1 su 10 epilettici e in 2 su 20 normali . &. -

9. A RCATA PALATINA. - Il dott . Talbot (Stu,cli sui denti ecl i cranii cli criminali; T he Alienist ancl Neumlogist Quarterly J ournal, vol.XII, n. 4, ottobre 1891), studiando 477 criminali, ha riconosciuto un tipo degenerato di cranio comune ad essi con notevole tendenza alla submicrocefalia, alla brachicefalia ed all'assimetria. I tipi criminali pili pronunciati non sarebbero però americani, ma << importati come rifiuto della vecchia società europea » , perchè in essi, secondo il dottor Lydston~ il ri sultato dell'evoluzione e le tendenze atavisLich~


- ao sarebbero pii, marcate. Ad ogni modo, dalle 18 osservazioni estesamente riferite (13 ladri, 4 assassini ed un fal sario,. di cni 8 Americani cd un Egiziano) risulta la cattiva eredità dei soggetti, la loro degenerazione fisica sia per vari .taratteri somatici, sia per la frequenza di alterazioni nervose - epilessia (3 casi), paranoie( 4) -dell'alcoolismo e della si6lide. È notevole che un trauma al capo sembra abbia determinato l'inizio dell'epilessia nei tre detti casi, e in un altro soggetto la tendenza criminale. L' A. ne ha poi studiate le deformità delle mascelle, parti.colarmente della superiore, nella quale le anomalie dell'osso e dei denti sono piil frequen ti che nell'inferiore e dipendenti da cause genera.li; tra esse han notato la forma a V dell'arcata dentaria, quando vi avviene uno stringimento inn_anzi ai. premolari, e la forma a sella, quando questo avviene dietro di_essi ; e su 477 criminali ha trovato per questo rispetto 9 femmine tutte normali e in 468 maschi, normali, il 36,0G 0\0. Colla mascella inferiore protrudente · 3,56 OtO )) )) superiore 1,06 Arcatà a V 2,70 ,> parzialmente a V 16,50 a semi V 3,98 )) a sella 12,36 parzialmente a sella 19,28 )) )) a semi-sella . 5,03 )) ))

))

))

))

))

))

l)

l)

Io. CR.1MINALI NEGRI, ECC. - Il dott. Lydston (Td.) descrive poi 7 crani i, alcuni dei quali di criminali; in qnasi tutti vi è una grande assimetria. Ve ne sono duo cli negri, l'uno dei quali criminale e suicida con ca.ratteri' antropoidi, estremamente clolicocefa\o (59,0) ; d'un Chinese pure suicida, brachicefalo (83,9): mentre l'indice medio dei negri americani è 73-75, e dei chinesi 76; d' una prostituta di Obi-


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31 -

cago dolicocef. (67,09) molto simmetrico. a pareti sottili e senza alcuna prominenza alla superficie ; d'una donna Siom:, anch'esso molto simmetrico (74, 16); d'un criminale negro messicano, ultrabrachicef. (98,1), col cranio come a cupola, acrocefalo, colle orbite poco profonde ed oblique (carattere scimiesco - Sciiniiélae L emttridae), proc. coronoide piccolo, spina nasale enormemente sviluppata (tal forma di cranio è stata notata ancl1e in un mulatto assassino del penitenziario J oliet; e finalmente d'un assassino del Western, con una notevole sproporzione tra la larghezza del cranio (mm. 149) e la strettezza della fronte (mm. 90), orbite larghe e faccia assimetrica (Arch. di psichiatria, XII[, pag. 136-137). 11. DI A)rETRO BIANGOLARE DELLA MA~DIBOLA . - Il dott. Ardn (Sul diametro biangolare della mandibol,a nell'uomo) ha studiato nel mio gabinetto l'estensione del diametro biangolare della mandibola rispetto al sesso ed all'etit nei normali, negli alienati, nei criminali, nei selvaggi e negli antropoidi. Nei· normali la media è nell'uomo di mm. 911-,1 e nella donna mm. 89,8 ; nei folli, uomini mm. 95,0, donne 91,0 (epilettici 96,1 e 93,0); nei rei, nomini 100,1, donne 97,1 ; nei sei vaggi (Fuegiani), uomini 105,6, donne 99,5; antropoidi (Giglioli), uomini 116. Riassumenclo -: VARIAZlONI DEL DIAMETRO B!ANGOLARE NEI DUE SESSI IN

Cifra.

-

Adulti

-- - -Senili

Massima 105 io5 100 92 95 81 Minima 13 5 Differenza 24 Rapporto per 100 76,9 87,5 95,0 i\Iedia totale 89,8

94,1

Rei

Pazzi

Selvaggi

~

~

95

103

98

117

112

117

101

85 10

81

89

89

89

98

98

22

9

28

23

19

89,4

78,6 90,8

76,0

79,0

83,8

99,0

97,1 105,6

99,5

96,6 91,4

94,1 91,0 101,1

..,.,


-

32 -

1° Il diametro biangolare del mascellare inferiore presenta variazioni secondo l'età, il sesso, la regione (Sardi e Veneti), le condizioni psichiche ed etiche (folli, rei), etniche (selvaggi), zool9gicbe (antropoidi). Dall'uomo normà-J.e all' antropoide pii1 vicino presenta una scala ascendente da quel primo a quest'ultimo; 2° Esso varierebbe ino1t1,e etnologicamente, in rapP.,orto allo sviliippo clell'inclice cefalico (corrispondendo ai due diametri trasversi della faccia e del cranio), ciò che potrebbe offrire un valore pratico(di controllo), come potrebbe parimenti offrirlo come carattere sessuale. 12. PTERION. - I dottori E. l\farimò e 1. Gambara (Oontt·ibttzione allo studio delle anomalie del pterion 'nel cranio umano, Parigi, 1889), descrivono le ,diverse ossa accessorie (epipteriche) . che si riscontrano nello pterion del cranio umano, riconoscendo che il più costante fra essi corrisponde a quello chiamato sfenotico dal Baraldi. Inoltre stabiliscono che l'esistenza di quest'osso del cranio non rappresenta un carattere atavico, m~ che può ritenersi come indice di degradamento, sia perchè rapP,resenta un disturbato sviluppo dell'ontologia del cranio, sia perchè è quasi sempre accompagnato da altri c.,aratteri regressivi. Stabilito questo principio, è degno di nota come essi, per quanto riguarda i delinquenti, n.bbiano riscontrato che le ossa wormiane nel pterion vi si trovano complessivamente nella proporzione del 24,56 010, pei·centuale superiore a quella di qualunque regione d'Italia (Alta Italia, 8,50[0; lVIedia Italia, 10,0; Meridionale, 16,0. - Mongoli, 18,5; Papuani, 26,8; Indiani, 26,1; Lapponi, 28). Hanno inoltre osservato, che nei delinquenti la frequenza di consociazione delle ossa wormiane con quelle del pterion si verifica nella proporzione del 71,43 O[O, mentre nei normali, secondo gli stessi autori, questa consociazione si verificherebbe solo.nella proporzione del 47 010. Inoltre, secondo le loro ricercl1e, concordanti


-

3:; -

con quelle di altri autori (Romiti, .A.madei), la coincidenza delle ossa epipteriche colla fossetta occipitale mediana si presenta nelJa proporzione del 29,16 OLO, mentre nei cranii normali la percentuale di questa coincidenza non sarebbe che di 6,25 010 (A,·chivio rli psichiatria, XI, p. 234). 13. APERTURA PIR1F01rnE. - Il dottor Mingazzini (Sul significato onto e filogenetico delle varie forme dell'apertura py,·ifonm·s; Atti dell'Accademia di M edicina di Boma, anno XVI, vol. V, serie II), che chiama col Sergi Olivus naso-alveolaris l'incisura nasale foggiata a docciatura scimiesca, riscontrò quest'anomalia solo nel 5,6 Oro di 141 cranii di pazzi italiani ed in nessuno di 69 cranii di delinquenti. Si noti però che trovò la fossa praenasalis, la quale è poi sempre un principio di docciatura scimiesca, nel 6,38 010 dei cranii di pazzi e nel 15,9 OtO dei cranii di criminali , cifre che si avvicinano a quelle trovate da Ottolenghi nello studio Sull'incisura nasale ( Archivio di psichiatria, XI, p. 355).

14. Osso OCCIPITALE. - Essendo stata di nuovo, in questi ultimi tempi, richiamata l'attenzione su alcune rare anomalie della base cranica dell' uomo (terzo ooodilo occipitale, fossetta fari ngea, basiotico o prebasioccipitale, interparietale), il doLt . .A.rdu (Su alcune rat·e anomalie dell'osso occipitale dell'uomo; Archivio di psi·chiatria, XIII, fase. IV) istituì alcune ricerche a questo riguardo nelle collezioni craniologiche del mio gabinetto. In 305 cranii in buono stato di età, adnlti e prevalentemente di razza piemontese, di varie categorie ( 100 normali, 70 pazzi, 22 cretini, 100 delinquenti , 18 selvaggi), trovò le anomalie suddette nella proporzione seguente.: Inter-parietale. Il vero interparietale o epactale 6 volte su 305 cranii ( 1,9 OtO); il preinterparietale (Ficalbi) ed i wormiani con maggior frequenza (15 volte il primo: 4,99 OtO; 4,1 i secondi: 12,4 OcO). Nelle varie categorie (proporz. 010): L0l1IBR0SO. -

3.


-

34- -

Normali

Pazzi

Cretini

100 G,00

70 10,0

22 18,t!

Delinq. Selvaggi

100 17,0

13

Wormiani 30,7 Preinterparietali 2,00 4,5 8,0 4,0 7,G l.nterparietali 1,00 2,8 2,00 . 7,G l'erzo condilo. Questa anomalia, nel sno sviluppo perfetto, non fu da Ardu trovata che una sola ,·olta. Nei varii gracli inferiori fu trovata nella proponione seguente (010): N. P. c. D. s. 2,8 Rilievi mammillari intere.. 3,00 4,5 4,00 Processo senza traccie articolari 2,00 4,2 1,00 7,G )) Processo vero con 7,G Fossrllci faringf'a. Fu rinvenuta 1 volta in 70 pazzi e 2 in 100 delinquenti. Nei suoi gradi inferiori fu trovata per OrO :

N. P. c. Traccie di fossetta . . . 6,0 5,7 9,0 Fossetta vera . 1,0 Basiotico. Di questo rarissimo processo non fu alcun esemplare completo. Delle sue tracce (in due simi) si ebbe 1a proporzione seguente : N.

P.

c.

D.

s.

12,0

7,G

2,0

dato rinvenire casi notevolis-

D.

s.

Traccie di basiotico . 4,0 7,1 9,0 4,0 7,G ln generale dunque: 1• Nell'osso occiµitale si riscontrano anomalie d'indole atavica e d'indolo patologica; queste offrono una frequenza maggiore nei folli e poi noi cretini e nei delinquenti, quelle nei selvaggi e poi nei delinquenti ed in ultimo nei cretini e nei folli; 2° Anche per le anomalie più rare il folle ed ·il cretino stanno, nella proporzione dei casi, fra il normale ed il delinquente; il delinquente sta tra il folle ed il selvaggio, e più d'assai vicino a quest'ultimo che non al normale.

,


-

35 -

15. SINOSTOSI CRANICA. - L' inizio della sinostosi cranica da,1 tavolato esterno invece che dall'interno trovato da Bianchi e :Marimò tre volte su 119 crani i di criminali (pag. 24) è stato t rovato da Carrara due volte s11 100 cranii di criminali del mio laboratorio, ed è normale nei mammiferi (1Vfaggi, R endiconti del R. 1st. Lom-

bardo, 1892). 16. MANDIBOLA. - Bianchi (.Archivio per l'antropologia e l'etnologia, XX, fase. H, 189;:J) prese due nuove misure in cranii, di diverse età e razza, dell'apofisi coronoide.e le ha espresse con due indici: l'indice dell'apofisi coronoide cioè il rapporto della sua altezza alla base e l'indice branco-corono.ideo, rapporto dell 'altezza dell'apofisi coronoidè all'altezza della branca; e ne ha concluso che <• l'apofisi coronoi~ e è in generale t riangolare, più larga che alta, e s nbisce nella forma e nelle dimensioni notevoli variazioni individuali e ancora secondo la razza e l'età. Nell'infanzia è relativamente più grande che negli altri periodi della vita; nella vecchiezza diventa forse più stretta e più bassa; più alta e slanciata nelle razze alte - è nelle medie e nelle basse poco elevata, larga , massiccia >> . 17. ID. - I l dott. Parigi in un suo studio sulla morfologia del condilo mandibolare ( .Arch.per l' antr., vol. XX, fase. II, 1890) ha trovato che in 11 tra epilettici .e pazzi, tutti di razza al ta, 5 avevano condili piegati in dentro come si trova nelle razze basse,. 2 orizzontali con tendenza in dentro e 4 piegati in fuori come si kova nelle razze alte ; e in 6 clelinquenti omicidi e l adri esso era sempre piegato all'indentro, come pure in un microcefal o. Generalmente la superficie articolare del condilo viene sorpassata in livello dalla sommità dell' apofisi coronoide: solo in 10 casi su 740 Parigi ha trovato un rapporto inverso e ciò in individui di razza inferiore e in 5 dei 9 antropomorfi; e in 5 l e ha trovate allo stesso livello, il che pare essere un carattere atavico o clegenerativo,·perchè


36 -

queste 5 mandibole appartenevano 2 a pazzi o nevro1mtici, 2 ad indi vidui di razza infima, 1 ad un Indiano, ed avevano t utte il condilo coll'asse maggiore inclinato in den tro. Studiando questi caratteri in 50 crallii di delinquenti, appartenenti al mio Museo, Carrara ha trovato il condilo mandibolare inclinato all'indentro in 24 (48 O[O), in fuori in 14 (28 OtO) e orizzontale in 12 (24 O[O); la sua superficie articolare orizzontale in 27 (54 0[0) e inclinata in avanti in 23 (4G 010); allo stesso livello dell'apofisi coron'oide solo in 13 (26 OtO) e invece pit1 bassa di essa in 28 (56 OrO) e piì:t alta in 9 (18 :0[0) . In 16 poi il condilo era di notevole robustezza. Nacke (Beitrage zur Antlwopologie und Biologie ,qez'steskranker "Verbrecherinnen) notò che in 12 cranii cli donne delinquenti (tra cui 4 omicide e 5 ladre), 6 erano patologici, 9 sclerotiei, 4 idrocefalici, 4 con fronte sfuggente, 6 ultrabrachicefali, 3 con tipo maschile, 1 con tipo, mongolico. In quasi la metà dei casi le suture erano più o meno saldate; in 2 esisteva sutura metopica; la capacità media era di 1347 (Archivio di psichiatria, 1891, XII, p. 176). 18.

CRANll

m

DONNE REE. -

19. CRANIO DI U. ScHENK. - Benedikt (Reperto antropologico nell'uccisore di donne Hi,go Sch-enlc) trovò· che quel cranio è patologico nello stretto senso della parola. Il volume è di 1700 cc. Ha un'assimetria colossale: le parti fronto -parietali e fronto-temporali D. e le occipito-parietali e occipito-temporali S. sono fortemente sviluppate, e tutta ]a base dell'occipite, particolarmente a S., è spinta molto in basso. Ne11'interno clel cranio si vedono appena traccie delle grandi suture e delle suture sfenoidali. Le suture coronarie, la sagittale e la lambdoidea sono saldate, mentre esiste una sutura dell'Incas. Ciò a 36 anni è abnorme ; mentre fisiologicamente le differenze tra le misure dei due lati del cranio con-


37 -

finano tra 4 e 5 mm., qui, nel frontale e r1ella parte anteriore del

temporale, a vantaggio della metà D., e nel temporale e nell'ocq cipite, a vantaggio della S., si trovano differenze fin di 12 mm. (Archivio di-psichiatria, 1891, XII, p. 177). 20. AKOi\IA.LIE

DI

c.

CORDAY E DEL GEN. R nroRINO. -

Nè queste

anomalie mancano nel delinquente politico pill puro.

Frn.':,3.

Infatti, dalle fotografie che riproduciamo (V. fig. 3, 4, 5) del cranio di. Carlotta Corday, regalateci dal principe R. Bonaparte, e da nna molto confusa e dilavata monografia del Topinarc1, si con-


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38 -

ferma ·,quello che io avern già affermato dopo una rapida ispezione: ch'esso è straordinariamente ricco d'anomalie. Infatti, esso è platicefalo, carattere questo che la donna offre meno sovente del maschio. Presenta l,\jtresì una apofisi giugulare s1)iccatissima, due forti arcate sopracigliari concave in basso, confluenti sulla linea mediana ed al di fuori; le suture, aperte tutte,

Frn. 4.

come in un giovane dai 23 ai 25 anni, ma semplici, spP.cialmente la coronaria. La cnpacità è di c. c. 1360, mentre la media francese è di 1337 nelle donn e; è leggermente dolicocefala (77,7); presenta nella nonna orizzontale (fig. 3) visibili le nrcat.e zigomatiche solamente a sinistra; chiara dunque assimetria. L'inserzio·ne della sagittale nella frontale è pure assimetrica. Vi ha in'flne una fossetta occipitale mediana.

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Spiccate son\'i le linee crotafitichc (fig. 4) e le creste del temporale; le cadtà orbitali enormi, e molto più grande la destra che è anche abbassata (fig. 5), come tutta è abbassata la parte destra della facci a.

Fm. 5.

Vi hanno wormiani del pterion dai due lati (fìg. -!) . L'area orbitale è di ,133 mm. q., mentre nelle Parigine è di 126. L'altezza dell'orbita è cli 35 mm. , men tre nelle Parigine è di 33 . .Jfisure. - Indice cefalico 7 7, 5; indice zigomatico 92, 7; an golo facciale di Camper 85°; altezza nasale 50 (Par igine -!8); lar· ghezza frontale 120 .( Parigine 113). Larghezza bizigomatica 128 (Parigine 122); peso g. 514; proie-


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40 -

zione antero-posteriore 182, verticale 134, trasversale 139; circonferenza 538; larghezza frontale mfnima 94 (Parigine 93,2). Nella calotta cranica del generale Ramorino, che ne è l'unico avanzo, e che è nel lVIuseo dell'Accademia di :M:eqicina, si osserva stenocrotafia, plagiocefalia, e la rarissima anQmalia di.ima apofisi parietale dell'osso frontale, ed anche qui la inserzione anomala della sagittale e la bozza frontale ·sinistra pitt pronunziata della destra; infine, i seni frontali molto sviluppati. Ci,rconferenza 530 (Arch. di psich., Xf, pag. D6).

APPENDICE.

Vertebre e trocanteri. A queste ricerche se ne sono aggiunte in questi ultimi giorni altre che turba~do l'ordine iniziato pongo quindi in appendice al capitolo.

21. VER,'I'EBRE E 'l'ROCAN'l'ERI. - Agli studi sopracitati del ·reuchini conviene aggiungere un nuovissimo lavoro ancora inedito dello Staderini che ci viene comunicato privatamente: fra tre scheletri di crimiJiali ne avrebbe trovato uno con una vertebra in soprannumero. Soffiantini, in altre sue ricerche, fra quattro bacini di prostitute ne avrebbe trovato uno con caratteri spiccatamente virili anche nei cliametri. . Nulla si era fino ad ora trovato sulla frequenza e sulle anomalie dei trocanteri femorali nei criminali: ora il dott. Costa (Aroh. per l'antrop., vol. XX, fase: Hl , 1890) ha riempito questa lacuna, ed in 85 ériminali ha trovato il terzo trocantere (ch'esiste circa nel 30 O[O dei femori eurnpei), 11 volte bilaterale e 6 da un solo lato, cioè nel 16, 4 O[O, ma sempre di tale straordinario sviluppo da indurlo nella convinzione che esso rappresenti un fatto atavico. Recentemente io su tre scheletri di criminali ho trovato una volta la mancanza di una C(lsta ed insieme il canale sacrale aperto, com vedemmo nel Kaps.

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41 -

CAPITOLO III.

Cervelli e visceri di criminali.

I. CERVELLI. - Su 11 2 cervelli di criminali stndiati da Fallot (Bulle tin clc la Société d'cmthro110logi·e, 1889). da Benedikt, 'fenchini, W illigh e iVIingazzini, si lro,ò: 5 volte un opercolo occipitale. L'approfondamento della seconda piega di passaggio, che è rarissima nel normale, si trovò nei criminali nel 83 O[O. 7 vol te separazione della scissura calcarina del!' occipitale, che si notò in normali nel 10 OtO, in 12 negri 1 volta. Il dott. Tenchini ( Cervelli di delinquenti, vol. 1-2-3 ; Archivio di psich-iatria, antrop. e scienze pen., XII, pag. 573) 2. ID. -

ci dà il risultato delle osservazioni fatte sulla superficie me-

diana degl i emisferi cerebrali di 130 cervelli di de1inquenti. È impossibile seguire l'autore nell'esame minuzioso di tutte le yarietà dei solch i e dei gi ri cli questa faccia; riferiremo solo qnello var ietà, nelle quali non si può disconoscere un carattere degenerativo o al meno una disposizione insolita. 1° La presenza in 7 casi di una circonvolusione frontale soprannumeraria. Con questo nome l'autore i ntende una circonvoluzione, la quale, nascendo fra l'estremità anteriore del g . cor· poris calloso e il g . fronto-parietalis-medialis, si svolgé insieme


-

,1.2 -

alle altre due, fra le quali è posta e finisce quasi sempre ·nella ci rcon\'oluzioue frontale interna. 2° Lo spingersi del s. calloso marginalis fino nella parte posteriore del praecuneus, e propriamente nella proporzione del 20 O[O. Questa varietà ha un signi'licato ieduhbia.mente lìlogene, tico, perchè si avvicina alla disposizione arcuata della fessura limbica. Un'importanza filogeneti'ca anche maggiore lo hanno i casi nei qtmli il ramo anomalo del s. calloso-margiualis si proluuga al di dietro tanto da sl,?ccare fino nel s. parieto-occ111italis: esempi di quest' ultima anomalia furono trovati dall'autoro cinque ,·olle, e propriamenle sn tre omiddi e due ladri. Aucbe il Be11e~ikl osservò la stessa varietà nel cervello ùi uu grassatore . È curioso il uotare come l'anomalia in Jiscorso occorresse sempre a sinistra. 3° Lo sviluppo così debole del r<tmo asccndr.:nle del s . calloso-ma1·ginali's, da sembra.re quasi mancante, fu osservato iu 5 emisferi. 1° Un incompleto sviluppo del pracc1meus, in quanto constarn di due pi eghe soltanto. L'autore Io riscontrò in [>6 emi sferi, ed egli a questo proposito :ricorda come una simile disposizione si osservi sui cervelli di molte scimmie, compresi gli ;antropoidi, e che nel cervello del feto umano il praccimeus, liscio fino verso la fine del settimo mese, si di vide mediante nn solco iu due pieghe dal settimo all'ottavo mese. 5° La SUJJerficialità · della piega di passaggio superiore interna in un omicida e in un corruttore. fi 0 La supei·ficialità del girus cunei in un omicida ed un ladro con deficienti facoltà mentali, in ambedue i casi a sinistra. Nei cervelli veramente uormali quest'anomalia non fu osservata mai: comune a tutte le scimmie, eccetto che agli Ilylobates e agli Ateles, è invece così frequente negli idioti e specialmente 1


43 -

nei microcefali, che Giacomini vorrebbe attribuire al giro in questione l'appellativo di «__piega microcefalica ». Mi ngazzini la trovò nei delinquenti più frequentem ente .che non il Tenchini, e propriamente 4 volte su 60 emisferi. 7° La conmnica.zione della fessurci calcarina col sulcns temporo-occipitalis interna nella proporzione del lO OtO. La comunicazione della medesima scissura con la scissura del Bichat nella proporzione del 26 O[O, sicchè il girns corporis callosi rest ava indipendente dal g. hyppocampo. H.iass umendo egli riscontrò nei· re.i piiI frequenti le seg11enti anomal ie del cérvello:

l. Superficie 11wlopicti (su 30 casi) :

P · Ci rcon vol uzionc frontale duplice . )) )) )) 2"

ar.-D.

010

a S.

010

5

16,5 13,2 9,9 9,9 13,2

2 2 6 0

6,6 6,6 19,8 9/)

3

6

3

6

1

2

I

3i.

))

))

))

Circonvoluzione frpnta,le interrotta soprannumer. II. S1,perficie parielo-te1npomle occipitale (su 50 casi) : ))

))

..4 0

3 4

o

Tra tto inferiore de11a scissura postrolandica comunicante col solco di Silvio Circonvoluzione parietale ascendente interrotta

6

. 12

2

(!

1

2

2

4

6

12

Circonroluzione parietale ascendente atipica Circonvoluzione pariet ale ascendente soprannumeraria Scissura interparietale due volte interrotta . Lobulo parietale superiore complicatissiÌno


-

4.4 a D.

Scissura 1rnrallela semplice 8 Circonvoluzione temporale superiore interrotta 1 Circonvoluzione temporale superiore. s~mplice . III. Superficie in tenia ( su 130 crisi): Circonvoluzìoné clel corpo calloso con incisura longitudinale o con solchi 5 Circonvoluzione del corpo calloso dnplice . 2 Scissura callosa marginale interrotta 25 Scissura frontale interna duplice. 1 Lobo metopico duplice, con C\rcon voluzione soprannumeraria 28 Lobo quadrilatero molto svilu_l)pato. 1 !) Praecuneus molto sviluppato . Cimeus molto sviluppato 35 Scissura calcarina interrotta 17 Scissura calcarina accessoria indipendente, o con anomalie comuni 15

'

.

OtO

s.

i1,

OtO

16

4

5

2

l1

22

1

'.d

"

2,1

2 20

1,4 14,0

45 1

31 ,5

0,7 6,;)

15

2,1,5 11,!J

37

0,7 10,5 25 ,9

9

ti,3

10,5

16

11,2

8,5 1,4

17,5 0,7 19,6

ù

3. In. - Il dottor Penta (Le anomalie nei criin-inali; Archivio cli J)Sichiatria, XI, pag. 328) nel cervello di 18 criminali trovò : Piccolezza estrema dei lobi frontali 1 - Estremo assottigliamento delle bandelette olfattive 2 - Doppia circonvoluzione postrolandica 1 - Quarta circonvoluzione frontale 1 - Quasi mancanza della terza a sinistra 1 - Mancanza del piede alla terza di destra 1 - Circonvoluzione postrolandica piccolissima 1 - Mancanza del sol.co rolandico in un lato l - Sole? occipito-pariet.ale profondissimo, sino a 3 cm., 3 - Circonvoluzioni molto simmetriche 1 - Circonvoluzioni larghissime grosse, poco profonde l -


-

4,5 -

Altre anomalie ùi circonroluzione 5 - Strana abbondanza di glandole del Pacchioni da formare tumore 1 - Grandezza delle art erie craniche 1 - Piccolezza delle arterie craniche 1. 4. Io. - Benedikt (Reperto antropologico nell'uccisore di donne Ugo Schenk; Archivio rli psichiatria, XII, pag. 177) nel cervello dell'uccisore di donne Ugo Schenk trovò che la fissura parieto-occipitali.s non si congiunge direttamente, ma con un ramo laterale, con la fissura calcarina. 11 solco limbico ba uno sviluppo lineare donde, come si osserva spesso negli epilettici, una limitazione di sviluppo de~ g. hip11ocampi. A sinistra è rimpiccolito il lobo frontale . Molto aplasico il lobo parietale, a causa dell'OJJerculus, e così pure ambedue le pieghe di passaggio esterne. Invece è molto sviluppato il lobo occipitale e la parte contigua del g. temporalis secundus. 5. C&ANII E CERVELLI. - l dottori Ottolenghi e Roncoroni (Autopsie di 100 ct·ùninali; Arch. di psich., XIII, fase. IV), banno studiate le anomalie ri velat.e dall'autopsia di 52 ladri, 14 omicidi, 6 rei contro i costumi, 4 grassatori, 3 falsari, 11 epilettici, 1O rei di altri reati (avvelenatori, incendiari, epilettici). Le principali anomalie trovate nel cranio furono : 11 volte la sclerosi del cranio, 14 volte un 'enorme plagiocefalia, 4 volte gli osteomi, 10 volte le ossa wormianc , 2 volte la sutura metopica, 11 volte la saldatura precoce ~delle suture, 14 volte la fossetta occipitale mediana, 5 volte l'usura del cra?io, 2 volte per· ciascuna le anomalie delle apofisi clinoidi, 4 volte l'osso dell'Incas, una volta la clinocefalia, l'oxicefalia, la micrncefalia, l'osteo· porosi, l'atlante saldato coll'occipitale. Nellt,1 meningi 10 volte le ·granulazioni di Pacchioni, 8 volte la dura madre aderente, 3 volte la pachimeningite ossificante, 2 volte .l'infiammazione essudativa fibrinosa, 2 volte le meningi mo lto spesse, ecc.


-

46 -

Nel cervello: 5 rammollimenti, 2 cerebroporosi, B ipertrofia del verme, 2 volte le anomale pigmentazioni, una volta l 'idrocefalo, cisti cerebrale, esagerata assimetria, si aggiungano anomalie molto gravi dei solchi 4 volte, l'aplasia del giro d'Ippocampo e del lobo quadrato, l'ipertrofia delle circon;oluzioni centrali, con aplasia dei frontali e parietali a sinistra, una volta. 6. V1sc1mr. -

Nel cnore e nelle arterie: 14 volte l'ipertrofia di cuore, 12 volte l'ateroma dell'aor ta, 2 volte la punta del cuore bifida, nua volta l'aneurisma dell'aorta, una volta 1'anenrisma del ventricolo sinistro, ecc. Nella milza e nei reni si è trovato 6 volte la milza bilobata, 2 volte la milza trilobata, una volta la milza soprannumeraria, 2 volte una forma anomala della milza, 6 volte il rene lobato, nna volta un rene soprannnme'rario, una volta una forma anomala del rene, ecc. Negli altri organi : 2 volte la laringe ossificafa,, 3 volte lo stomaco a clessidra e la persistenza del timo ; 2 volte la mancanza di una costa e nna volta l'esistenza di una. costa soprannumeraria; 6 volte anomalie degli organi genitali, una volta la terza falange delle dita in forma di clava; una volta le mani allungate, ecc. Si riscontrarono inoltre dne casi di cancro del fegato. Riassumendo si ebbe, per i ladri (54) e gli omicidi (14), che furono i più numerosi, e per 11 epilettici:

Anomalie del cranio . l) delle meningi . )) del cervello l) del cuore e grossi vasi l) del111. milza e dei reni. )) dei polmoni )) degli altri organi.

Ladrì

Omichli

Epilettici

010

o,o

010

93

191

117

105

34

38

45

~5

54

44 37

56

5t

81 36

51

41

45

18

40

41

27 36

36

43 26

19

27

Totali


,

47 -

Le cause di morte furono : Rammollimento cerebrale 4 010 Cerebroporosi 2 010 -- Ascesso cerebrale l - :Mieliti 1 - Emorragie cerebrali 1 - Meningite .IO - Aneurisma dell'aorta 1 Cardiopatie 10 - Cirrosi epatica 1 Ascesso renale 2 Cancro intestinale 1 - Tubercolosi polmonare 30 - Calcoli biliari 1 - Cancro del fegato 2 - T umore del fegato 1 - Suicidio 9 - Trauma 3 - Cause ignote 2L Il che dimostra là prevalenza sopratutto di morti per tubercolosi e per malattie del sistema nervoso, e la scarsità delle morti per al tre malattie infetti ve. 7. ID. - Il dottor Penta (Le anmnalie nei criminali; Archivio di psichiatria, vol. XI , pag. 328) nel f'egato di 18 criminali trovò : Fegato molto grande 1 - Fegato molto piccolo 1 Lobi soprannumerari 2 - :Mancanza del lobo qnadrato 1 Ala sinistra molto piccola 2 - Idem e divisa in più lobi 1. Nei pohiioni : Piccolezza di uno dei lobi del polmone, 1. N ei reni: Reni multilobulati , quasi succenturiati, I. ·NeUe cartilagini : Cartilagini costali unite quasi tut te , dalla 3" in poi; 2. Non debbo nascondere che queste anomalie, per lo più, erano accumulate su uno stesso individuo: così uno, condannato per ratto e stupro, presentava: circonvoluzioni piane, grosse, poco profonde; fegato con ala sini stra piccola e divisa in più lobi, reni multilobnlati e quasi succentnriati: tutto come nei carni vori, rosicanti e marsupiali, noncbè in alcune scimmie del nuovo continente. Però solo 2 dei 18 sezionati erano esenti tutto affatto di anomalie degli organì intern i.


-

.48 -

CAPITOLO IV.

... Anomalie nei vivi e fisionomie criminali. I. CminNALI MASCHI. - Il dottor Penta (Archivio di psich., vol. XI, p. 327-328), su 400 criminali degenti nei bagni penali, quindi indiziati di gravissimi reati, ha trovato: Individui sforniti di anomalie Con 2 sole anomalie . 94 Con 3 e più anomalie . Tra queste anomalie si nota: 32 1. Plagiocefalia . 17 2. Scafocefalia .,, 11 3. Microcefalia 7 4. Platicefalia 6 • 5. Acrocefalia 3 G. Oxicefalia o d 7. Trococefalia 2 8. Idrocefalia 1 9. Clinocefalia (Qt1este deviazioni del cranio spesso erano anche unite tra loro in uno stesso soggetto). 010

1O. 11. 12. 13. 14. 15. 16.

Prognatismo mascellare Zigomi grandi e sporgenti Mandibole grandi . S~ni frontali grossi . Arcate orbitarie sporgenti Mento grosso quadrato rientrante Fronte bassa e stretta

45 37

29 30

21 27 19


-

49 010

17. Fronte fuggente 18. Orecchie i ne guai i 19. >> ad ansa )) 20. addiritt ura scimmiesche 21. >> sessili 22. » con tubercoli del Darwin 23. Emiat rofia facciale . 24. Assimetria facciale . 25. Emiatrofia cranica . /

26. >> / di tutto il corpo 27. Appendici lemurine delle mascelle 28. Occhi molto piccoli 29. Ematoma 30. Bocca larghissima 31. Naso camuso . 32. )) trilobato 33. » scimmiesco addirittura, quasi . 34. Labbro leporino 35. Mammelle femminili 36. » soprannumerarie

22 24

35 56 3

45 18 15 5 7

] ,5

3 1,5 2 6 3

1 1,5 2,2 ·l

37. Velo pendolo bifido 0,5 38. Addome protundente come nei sel vaggi per vizio congenito 1,3 39. Anomalie dei denti 12,5 )) 15,50 40. dei genitali 1,5 41. Gozzo 2,1 42. Nanismo 7 43. Deviazione della colonna . 2 44. Infossamento dello sterno 2,2 45. Cattiva conformazione del torace ·1,3 46. Deviamento degli arti inferiori LOMB.l:OSO. -

4.


,...

-

50010

47. Piedi male conformati 4,5 48. Mani male conformate 4,1 'l'ra cui le mani con grandi .,Fliche interdigitali salirebbero al . 3 49. Rachitide 4 50 .. Ineguaglianza delle rime palpebrali . 1,5 51. Strabismo paralitico 5 52. Labbra stirate in uno dei lati 12,5 53 . Ernia inguinale 16 La plagiocefalia, così frequen te (32 O[O ), nella metà dei casi era la semplice e comune obliquo-ovalare, quasi di nessuna importanza, e nell'altra risultava da un disuguale accrescimento delle ossa pari del cranio; di talchè mentre non poteva trattarsi di vera emiatrofia cranica, o di quell a piccola disuguaglianza delle due metà. della testa, che fino ad un certo punto va considerata come normale. rivelava in vece un disquilibrio, una deviazione nel processo evolutivo e nutritivo di ciascun osso, che è più grave ancora della stessa eniiatrofia, come quello che può avere facil· mente a base il rachitismo. Se il Bourneville e Sollier banno rinvenuto il 31,97 Oro di anomalie negli organi genitali di idioti, imbecilli ed epilettici, Penta ne rinvenne nel 15,5 OtO, che pure è una cifra elevatissima. 2. PAnrGLIONE DELC.'ORECCHIO. -

Il prof. G. Gradenigo (Sulle

cmomalie della conformazione clel pacliglione dell'orecchio; A.rth. dipsich., 1891, pag. 475) ha passato in rapida rivista ben 15,000 uomini e 10,000 donne in Torino; 800 alienati (maschi e femmine), e 467 delinquenti (maschi e femmin e). Vali (A.l(q . Wien. mediz. Zeitun_q, N. 11, 17 marzo 1891) ha fatto l'esame di 1000 no1·mali, 397 alienati, 90 idioti. 1


-

51

.A.simmetria dei padiglioni. -

L 'asimmet ria nel sito d'impianto

e nella grandezza dei du e padiglioni è sempre associata all 'asimmetria del viso. Riguardo al lato dell'anomal ia trovù:

DONNE

UOMINI Normali p. 010

Anomalie bilaterali )) solo a destra . i> •> a sinistra-

/

Alienati Delin<(· p, 0\0 p . OtO

67

77

68

13

11

20

18

10

10

Normali p . OtO

Orecchie aà ansa ( Oreille écartée, francese -

Alienate p. OtO

DolinQ.. p. 010

85 9 5

77.2

71 13 14

15.2 8.3

Proniinent ear,

inglese - .A.bstehencle Ohnnuschel, tedesco). Il padiglione ad ansa ba nn significato ben preciso così nel riguardo embriologico come antropologico. In un determinato periodo della vita embrionale, il padiglione così nell'uomo (His) come nei mammiferi (Gradenigo) si ripiega all'avanti in modo che l 'elice ioideo viene a ricoprire l a regione della conca ed il meato uditivo esterno; e, come ha riconosciuto Gradenigo stesso in alcune specie di mammiferi, in questo periodo accade altresì una vera saldatura epiteliale della superficie anteriore dell'elice ioideo col margine libero dell'elice mandibolare. Questa fusione procede dall'alto verso il basso, si completa rapidamente e s i mantiene presso a poco fino a che l'elice ioideo si sia disteso di nuovo all'indietro. Se la distensione all'indietro dell'elice ioideo ri"OD accade affatto, si banno particolari malfoxmazioni del padiglione, descritte daLannelongue, da Stetter, ecc. ; se accade, ma solo in modo incompleto, si ha l'orecchio ad ansa, che Gradenigo trovò in queste proporzioni: .

DONNE

UOMINI Norm:ùi

Alfonati

11.l 010

20 OtO

- Deliuqacnt.i

25.2 OtO

Normali

3.1 OìO

Alienato

4.2 OrO

Delinquenti

5 .3


52 -

Percentuali pirt elevate ha trovato Vali : DONNE

UOMINI Normali

Alienoti

16.8

36.5

...

Normali

Alienate

10.4

23.8

Secondo le sue osservazioni , anche 1'età ha l'importanza riguardo al numero delle orecchie ad ansa : su 500 ragazzi normali dai 5 ai 15 anni di età la cifra media degli orecchi ad ansa si elevava al 25 O[O. Rohrer spiega queste risultanze perchè la distanza del padiglione dalla stiperficie laterale della test.a diminuisce co1l'accrescersi del processo mastoideo, il quale, come è noto, nei ragazzi è poco sviluppato. Anomalie di dimensione. - Come nota Binder, si possono distinguere essenzialmente quattrò tipi di padiglione normale : il primo tipo, che costituisce la forma più frequent~, è quello cli un ovale allungato; il secondo tipo è caratterizzato dall'esagerata prevalenza del diametro longitudinale (vera altezza) sul trasversale (vera lunghesza); secondo Binder, questo tipo si troverebbe specialmente nei brachicefali, e secondo le osservazioni di Gradenigo sarebbe frequente nelle donne; il terzo tipo, molto più raro, è quello nel quale è specialmente sviluppato il diametro trasversale; nel quarto tipo la parte superiore del padiglione è molto più larga che l'inferiore (padiglione triangolare). I vari tipi enumerati devono ritenersi fisiologici: vanno considerati come abnormi i padigìioni esageratamente lunghi e qnelli triangolari del quarto tipo quando s'accompagnano ad altre anomalie, tra le quali è freqnente l'orecchio acl ansa. Anom(ilie del JJadiglione nelle sue singole parti. Porzione trasversale e c?iscenclente clell'elice. E lice assente o non ripiegato. Il ripiegamento dell'elice CP,SSa normalmente all'altezza dell'antitrago prima di passare sul lobulo : talora assai pii1 in alto. L'elica può mancare nell'intera posizione discendente e nella metà poste-


-

53 -

riore della porzione t rasversale, cioè i n corrispondenza alla plica

auris di f:Jchwalbe. Nelle ricerche statistiche Gradenigo ha riconosciuto l 'assenza tot ale dell'elica per gli uomini in 0.8 O[O degl'individni normali, 3 .8 010 degli ali enati, 4 0 10 dei delinquenti; per le donne in 7 .3 OtO delle normali, in 8 OtO delle .......__al ienate, 9.7 0L0 delle delinquenti . · Vali per l'assenza parziale dèll'eli ce dà le seguenti cifre:

Normali

Alienati

Idioti

9.7

8.6

3 .2

- ·-

DONNE

UOl\UNI .,..___.

Norma.li

Alienate

ldiote

6.2

6.5

9.1

Elice a nastro. - Invece che in forma di listerella rilevata, l'elica apparisce sia su un pi ccolo tratto (di solito in corrispondenza al marg ine posteriore superiore), sia su tutta la sua estensione (assai raro) schiacci.a toI a guisa di nastro. Se l'elice a nastro è nella regione posteriore superiore, esso è spesso saldato alla superficie anteriore del padiglione, cioè col pavi mento del trat to iniziale della fossa sca foidea e col crus sttperius anthelicis. Presci ndendo dai cas i nei qual i detta conformazione

oastro è

~t

appena acçeonat a per piccolo tratto (casi che io non cons idero come anomali), Gradenigo constatava le seguenti cifÙ percentuali:

DONNE

UOMINI Normali

AlioMti

Del inquonLi

~ormali

2.6 O[O

D elinquent i

Ali<J.nate

3.6 OtO

30L0

Vali ba cifre anal oghe, solo un po' più el evate:

-----• UOl\.UNI

Normali

4.4 .

Alienati

6.9

DONNE Normali

3.6

Alienate

7.5

Orecchie di Darwin.-- Come è noto, Darwin, mosso da un'osservazione dello scultore Woolner, espresse il parere che nell'uomo una


-54sporgenza più o meno appuntita od un tubercolo sul margine posteri ore dell'elice rappresentino un residuo della puntrt dell'orecchio dei mammiferi. Meyer considera la punt3, di Darw..n semplicemente come il risultato d'un arresto di sviluppo del margine ripiegato dell'elice. Invece Schwalbe confermò che la punta o tubercolo di Darwin corrisponde in effetto nell'uomo all'estremità appuntita del padiglione nei mammiferi, e Gradenigo in base anche a tali studi di Schwalbe distingue l'orecchio cli scimmia o di macacus, apice o vunta di Darwin, caratterizzato dal mancato ripieg~mento del margine posteriore superiore dell'elice, e da una punta più _o meno sporgente verso l'indietro, da un altro tipo caratt,erizzato da una spina o tubercolo ben risaltante sul margine ripiegato clell'elice (titbercolo di Darwin). L'apice di Darwin ·1ia grande importanza come a,noma.lia: di solito esso si collega, come vedremo, all'esistenza d'un terzo e talora d'un quarto crus dell'a11telice, i quali, a 1iarerc di Gradenigo, assumono il significato delle lisLe longitndinali del padiglione di certi mammiferi; il tubercolo, o nodo di Darwin, ha molto minor importanza, perchè in proporzioni ridoUe si riscontra aasai di frequente nel padiglione umano. Riguardo alla frequema di queste due anomalie, Gradenìgo riscontrava le seguenti cifre percentuali (sono segnate, trn parentesi, le cifre che ha trovato Vali): DONNE

UOl\fINI Notmali

Alienati

Delinq.

Normali

Alienate

Ap. di Darwin 1.5 (O.G) 2.4 (2.3) 1.5 1.7 10.4) 1

Tuber.

»

2 (2A)

(3.5)

Delinq.

2.1

2 (4.1) 1.8 1.3 (0.4) 1.7 (3.6) 1.6

Nei cretini l'orecchio di macacus è assai frequente: Gradenigo l'ha osservato ben 4 volte su 17 individui.


~

55 -

Antclice. - L'antelicc per d ignità morfologica ,•i ene subito dopo l' elice. Come nota Schwalbe, l 'a.ntelice del padiglione umano si può considerare costituito dalla fusione delle seguenti porzioni ben distinte nel r iguardo morfologico : a) 01·ista anthelicis anterior corrispondente al cms inferius

anthclicis dell'anatomia umana. (~nesta è l a parte eh e ba maggiore dignità morfo log ica; esisto in t utti i mammiferi, menhe gli altri segmenti del cosidetto antelice dell'uomo compaiono solo nei primati ; b) Orista anthelicis inferi01· che corrisponde alla parte inferiore dell'antelice : è in forma di list a r ilevata che dall'antit rago si dirige per 8-10 mm. verso l'alto. Per digniti~ morfologica viene subito dopo la precedente;

e) P licti antl1elicis, che corrisponde alla parte superiore del corpo dell'antelice e al crus superius anthelicis i n anatomia umana. Orns inferius anthelicis. - Anche nel padiglione nor male il crus in/'erius si differenzia dal resto dell'antelice perchè offre una r ilevatezza molto piit marcata. Un'anomalia abbastanza frequente, notata anche da Bincler, consiste in ciò, che il crus i,nferitts costituisce una formazione indipen-

dente non a ncora fusa col resto dell'antelico : esso si appoggia, in corto modo, alla paret,e della plica anthelicis rivolta alla conca. Tale disposizione si troYa normalmente nei Oyn<>piteci. Tal.alta nel padiglione umano è solo rappresentato dall'ant~lice il crus inferius: il corpo e il crus superius sono appena accennati o mancanti.

Plica anthelìcis. - In appoggio alla distinzione che fa Schwalbe della crista inferiore della plìca nell'ant elice umano, Gradenigo ba notato che non di rado, specialmente nelle donne, queste due porzioni non sono fuse t ra loro, ma restano divise da un solco superficiale, diretto obliquam~nte dall'indietro e l'alto verso l'avant i


- 56 ·e il basso, solco che fa comunicare la fossa scafoidea colla cavità della couca. Sporgenza dell' anklice (orecchio di Wildennuth, I forma, secondo Binder). Un'anomalia abbastanza frequente °IJche il corpodell'antelice nella sua parte di mezzo sporge più dell'elice, cosicchè, quando si consideri il padiglione dall'indieiro, in profilo, l'elice e l'antelice non sono, come normalmente, allo stesso livello, maquest'ultimo è più elevato. L'orecchio acquista perciò un aspetto caratteristico. Questa maggior sporgenza dell'antelice è in rapporto spesso col poco sviluppo o coll'assenza completa della porzione discendente dell'elice. Gradenigo ha trovato quest'anomalia più specialmente frequente nelle donne, quasi contrapposto all'orecchio ad ansa, che in loro è piuttosto raro : ecco infatti le sue cifre; accanto sono segnate, Lra parentesi, quelle di Vali: DONNE

UOMINI Normali

7.2 (5.6)

Alitnati

Delinquenti

18 (8.12)

18

Normali

AlionAte

11.9 (6) '26 (8.2)

Delin<11tenti

14.2

L'orecchio di Wildermuth l si può, riguardo alla genesi, contrap· porre all'orecchio a conchiglia; può essere messo inoltre in un certo rapporto coll'orecchio ad ansa: in queste due forme il padiglione è troppo convesso e non è imfficientemente stirato all'indietro : nell'orecchio di Wildermutb I è troppo piatto e arrovesciato all'indietro. Assen~a completa aell'antelice. - È anomalia assai rara: Gradenigo ne ha osservato un bellissimo esempio in un 'alienata. Aderenza dell'antelice all'elice. - Quest'aderenza snole avvenire tra la porzione trasversa dell'elice conformato a nastro e il crus s-uperius dell'antelice: è fatto teratologico che riguardo alla genesi si connette con quella dell 'elice a nastro. Si ri scontra nei normali con una frequenza del 2.4 010; nei delinquenti e negli alienati del 5 al 10 010.


-

57 -

Antelici accessori. - Gradenigo ba riconosciuto come le liste rilevate che esistono nel padiglione dei mammiferi si lasciano raggruppare in due principali sistemi: qneHe che seguono una direzione longitudinal e, decorrono cioè dall'apice alla base del padiglione, perpendicolari alla linea d'impianto del padiglione stesso (liste longitudinali); quelle che banno una direzione parallela alla ba~e, seguono un decorso concentrico, e vennero da lui designate come antelici perchè anal oghe -all~i-sta che si chiama antelice in anatomia umana. ,,,, Ora è interessante il notare che tra le anomalie del padiglione umano Gradenigo ha potuto riconoscere la esistenza di due l isterelle rilevate, che si possono interpretare come antelici accessor i: I. Listerella che si t rova assai di rado completa, costituisce · il prolungamento all'imbasso e all'avanti dell'estremiLà posteriore del crtts infm~iu.s anthelicis, in modo che ne risulta una listerella, che quantunque arcuata ad S tiene presso a poco un decorso parallelo al vero antelice, e si arresta sul pavimento delle cymba conchae subito al disopra del crus helicis. Di solito non se ne riscon tra che il tratto in corrispondenza al crus inferius anthelicis. Così incompleto l'antelice accessorio non è molto raro: tra le donne delinquenti fu da Graden igo notato, più o m·eno marcato, nel 10 010. 1I. Lista rilevat.a concentrica al corpo dell'antelice. Lobo aderente semplice e p rolungato siiUa guancia. - 11 lobulo normalmente si inserisce alla regione mandibolare secondo una l inea diretta verso l'alto e l'avanti, così che t ra detta regione e il lobo resta n,n angolo acuto aperto verso il basso, e il lobo stesso presenta nel suo contorno inferi ore una ben marcata convessità verso il basso. Se l 'i nserzione accade invece in modo che il margine inferiore del lobulo si dirige orizzontalmente all'avanti, non si forma più 1'angol9 acuto soprasegnalato; il lobo present.a i n ba-s so non un margine con,esso, ma orizzontale i. si dice allora lobo aderente semplice. E finalmente , se l'inserzione accade in modo che il margine infe~·iore del lo-


-

58 ·-

bulo si dirige verso il basso, invece che verso l'alto, e si continua per un certo tratto lungo la gnancia, ove forma una listerella rilevata, si dice lobo prolungato (sulla guancia). Le ricerche statistiche del Graden$c> hanno dato l'importante risultato che i lobi aderenti semplici si riscontrano altrettanto frequenti tra i normali che tra i rei, mentre sono i lobi allungati quelli cl10 banno grande importanza come/carattere di degradazione, perchè si riscontrano in proporzione quasi doppia tra gli alienati e i delinquenti che nei normali. Ecco le cifre da lui trovate:

UOìiiINI Aderente sempl. )) prolung.

DONNE

Nocmali Alieuat.i

Dolinq.

2U) 5.2

17.5 7.G

16.6 9.7

Normali Alienato Delioq.

9.f> 2.6

2.5 14.2 6 . .)t.'. 11! .3

Le cifre di V{tli confermano tali risultati per gli uomini: UOMINI ~

Normali ,\lie11.1ti

Aderente sempl. )) prolung.

9.2 5.6

9.2 13.9

----DONNE

Normali Alienalo

7.4 8.8

7.7

8.4

Il lobulo può apparire completamente diviso in due parti da una fessura congenita, del tutto analoga a quella che viene talora causata dall'uso di portar gli orecchini. 'l'ale colob?ma del lobo fu fatto oggetto recentemente di ricerche· e di discussione, perchè vi fo chi volle trovare in esso una dimostrazione della possibile eredita,detà delle lesioni acquisite. Scbmidt descrisse il caso d'un ragazzo con una fess'ura al margine inferiore del lobulo dell'orecchio sinistro: il lobulo restava così diviso in due parti. Anche la madre del ragazzo aveva un difetto affatto simile all'orecchio dello stesso lato: questo difetto non era però Mngenito, ma il risultato d'una lesione: la madre si ricorda vii, esatFessura del lobulo ( Coloboma lobuli). -

/


-

5H -

tamente che mentre essa giuocava all'età di otto anni lo fn strappato, da u n compagno di g i uoco, l'orecchino a sin istra. Il ponle fra il buco dell'orcccl1ino e il margine del lobulo si ruppe, i margini della ferita non si riunirono in segni to, così" che piì1 tardi per appendere l'orecch ino si dovette praticare un secondo foro nel segmento posteriore del lobulo così diviso. Schmidt inclina ad ammettere che in questo caso si tratti di una, 1,rasmissione ereditaria d'una particolarità, indi viduale acquisita. Ornstein pubblicando un caso dél tntto analogo ne conferma l'opfoione. Anche fsrael considera il coloboma congenito del lobulo come i l risultato di un'anomali a di sviluppo, e a. qncst'opinioue si associ a in un lavoro recente von Swiecicki.

ll coloboma lobuli d evo considerarsi corLameute come anomalia rara : Gradenigo ne h a osservato soHanto un caso i n una donna delinquente, a sinistra : il l obo era d iviso i n d ue pon.ioni, una posteriore più grande, un'anteriore più piccola. L'aspetto era affatt.o differente da quello offerto dalla fessura acquisita col lobo: esisteva infatti, piuttosto che una semplice fessura, una incisura ad angol o acuto, aperto verso il basso e un po' rerso l'aranti. Non si notava il nodetto segnalato da lsrael. L'orecchio destro era normale. Fossa scafoide prolungata sul lobulo. - Come è noto, la l'ossa scafoide nei padigl ioni bene conformati si arresta i11 basso in moclo più o meno marcato all'altezza dell'antit rago: tal une volte essa si conti11ua im·ece sul lobo. Questo accade spesso nei casi di lobo aderente, semplice o prolungato, ma si può incontrare anche a l obo perfettamente sviluppato. Ecco le cifre percent uali da Gradenigo ottenute: DOl{NE

UOMINI :Normali

7.8

.Alienati

15

Delinquenti

18

.'ìormnli

,\lienato

Delinqnonti

5.1

9

15.9


-

60

Val i dà cifro di poco differenti:

- --

UOMINI Normali

AlienaU

7.6

11.5

DONNE

'

N~rmali

Alionate

8.8

9.1

Di quest'anomalia del torace che consisto in una depressione della parte anteriore e mediana dello storno con contemporanea rotazione delle cartilagini ccstali, già descritta da Porci val, hanno recentemente riportato 5 casi Ramadiet· e Sérioux (Nouvelle I conogrctpMe de laSalpétriè·re, 189 1), nei quali essi banno dimostrato trattarsi non di una semplice manifestazione di rachitismo, ma di un vero carattere degenerativo associato a molti al tri segni di degenerazione cd a profonde alterazioni psichiche. Carrara ha ricercata la frequenza di tale anomalia nel mio laboratorio, e su 659 rei, di cui 201 col tipo criminale, ue ha trovato 7 (1,06 OtO) 11ei quali l'anomalia era ben netta e 32 (4,6 OtO) nei quali essa ern appena accem:ata (Arch. d·i p~ich., XLU, fase. l V); naturalmeute in tutti questi casi si esclusero le intl.uenze del rachitismo e della professione : - io tutti si constatò la contemporanea preseuza di parecchi altri caratteri degenenitivi. 3. 'l'oRACE AD DIBU'l'O. -

4. - MANCINIS:IIO ,\NA'l'O:lllCO. - Da un primo studio di Virgilio Rossi, co] mezzo dell'antropometro Anfosso (Arch . di psicli., X, pag. 391), risullò la prernlenza singolare del lato si11istro sul destro nei criminali. J nfatti su ti3, tre soli diedero la lnnghC1zza clellc braccia uguale da ambe le parti; 43 a,·evano più lungo il braccio destro ; 54 più lungo il sinistro. Diedero .di preferenza più lungo il braccio si11istro i ladri, i fal sari ed i grassatori; piil lungo il destro i feritori e gli omicidi. - Nel rapporto della grande apertura alla statura 88 presentarono la G. A. superiore alla statura; 1 uguale; 11 inferiore. - Nell'altezza delle spalle era più alta la destra in


-

6i -

32; pit1 la sinistra in 28; uguali in 40. - Nella lunghezza del dito medio della mano 69 lo presentarono più lung.o a destra; 23 a sinistra; 8 uguale. - Nella lunghezza del piede diedero più lungo il · destro 30; pi ù il sinistro 58; uguale 12. Ma meglio ancora lo dimostrò l'egregio Ottolenghi (A1·ch . di psich., X, pag. 619) misurando cogli strumenti usati da Bertillon a Parigi per l'identificazione dei criminali, che dànno la massima precisione, la lunghezza della mano, d~l dito i ndice e del piede <l i 100 criminali e 50 normali. Tenendo solo calcolo delle differenze maggiori di un mil1imetro, ecco i risul tati ottenuti, avvertendo che si esclusero tutti gli arti i quali presentavano le più lievi deformità siano patologiche che professionali.: N'ormalì. Crimioali. Ferilori. Truffatori. T,ndri. Borsoiuoli. Stoprdori. ~!ano destra prurnlente

. .

sinistr:1

. .

Dito medio destro >

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Piede destro

.

sinistro

14 010 11

)l

lG

I)

15

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38

))

15

))

5 010 25 Il 10 27 27 li 35

..

))

))

15 010 4010 O010 2-5 )) 13 11 84 » 18 » 5 • 13 » 25 n 21 30 » 20 » 21 » 2G • 55 )) 26 )) 26 » ))

O010 7 010 14 )) 35 14 n 5 " 30 n 28 • 35 • 35 • 2:, l) 56 • ))

Donde si scorge che: :Nei normali prevale i l destrismo sul mancinismo sia nella l unghezza della mano (14 010 prevalenza a d. , 11 a s.) clic in quell a del dito medio (16 a d.; 15 a s.) e del piede (38 a d.; 15 a s.). Questo, come vediamo, è specialmente notevole pel piede. Nei criminali, invece, prernle il mancinismo anatomico e nell a mano (5 0L0 prevalenza a d.; 25 0L0 a s.) e nel dito {10 a d.; 2_7 a s.) e pU1'e nel piede (27 a d.; 35 a s.). Il mancinismo piì1 frequente è quello del piede, ma in rapporto alla frequ enza del destrismo appare piit spiccato il mancinismo . della roano. Più evidente appare il mancinismo se consideriamo i risultati seconclo il genere di crimi nalità.


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62 -

La prevalenza della mano sinistra è massima nei ladri (3-!,8 OtO) e nei bors.aiuoli (85 OrO), media nei feritori (25 OtO) , minima negli stupratori (14 OtO) e truffatori (13 010). Pel dito medio notossi la massima frequenza del mancinismo nei ladri (30 OtO), nei borsaiuoli (3'@ OtO) e negli stupratori (28 O[O), minima pur frequente nei feritori (25 010) e truffatori (21 OtO). 11 piede è col massimo grado di frequenza più lungo a sinistra nei feritori (55 OtO). Vengono poi gli stupratori (35 OtO), infine i truffatori (26 OtO) ed i lad ri (26 OtO). Il mancinismo motorio non corrisponde sempre coll'anatomico. L'atavismo di questo carattere spicca ricordando che Rolle (Revue scientifique, 17 agosto 1889) testè riscontrò nello scheletro una frequente assimetria degli arti snperiori negli uomini e negli antropoidi : ma mentre· nei primi l'assimetria 119tossi 1101 99 OtO a destra, negli antropoidi risultò pel M OtO a sinistra mentre indifl:'erentc era l'assimetria dell'arto inferiore nell'nom o e nell'antropoide. 5. PmnE PRENSILE. - Risvegliata l'attenzione su questa ano malia da un caso occorsomi in pratica, i dott. Ottolenghi e Carrara esaminarono ( Gio,:nale della R. A ccad. di Medicina, 1892, e Archivio cli psich., XIII, fase. IV), 100 normali, 200 criminali, 31 epilettici, 62 donne normali, 50 prostitute, 64 donne criminali e 56 idioti tutti maggiori di 18 anni. Disegnarono sulla carta l'i'mpronta del piede e lo spazio, essendo l'individuo in posizione eretta colle dita in istato di riposo; ripeterono il disegno invitandolo ad un massimo sforzo di abduzione. Non tennero conto degli spazi minori di 3 mm. che sono comunissimi; come dall'unito specchietto risulta, divisero gli spazi secondocbè misuravano alla base da 3 a 8 mm., o erano superiori ad 8mm.


li largo 1° spniio i11tol'lligi t1tlo plantnre in riposo • o noll1\ nrnssimrt al)dnziono (1). -

38 Degenti osp~d. ofr.

oro

-

62 Soldati

100 Normali

o,o

oru

-

62

31 Epilettici

200 Criminali

Donne normali OtO

-o,o - - - o,o-

-.

64 Donne criminali 010

50 Prostitute

_ _oro

Base dell1> sp<izio (2). 9,4 1(),9

Da 3 a 8 mm .. Da 8 mm. in su . Da 11 a 18 .

o ----

t

Da 3 a 20 . Da 21 a 30 . Da 30 in su.

. ..

,.

Da Da Da Da

3 a 25 . 26 a 85 . 36 40 . 40 in su.

a

4,8 2,4

o

20,8

7,2

-

-

10,5 2,6

Da 3 a 8 . Da 8 in su .

I

5,6

- -~

I I

5

o 7,5 1,ti

6,4

9

b,3 11,8

2,4 4,8

' 7,7 16,6

,17,1

7,2

24,3

-

-

-

4,8 0,8 0,8

8,6 1 I

16

I

25,2

6,5

18,3 4,9 O

-1- - - - - - - - - · -

11

13,1

14,5 1,31 1,31

5,2 27,5 7

6,8

25 17 2

o - ----

32 41,2 Periferia nel 1·iposo.

28,2

24

42

I

5,5 13,5 2,5

5,4 12,5 0,78

7,14 20,2

21,5

18,68

27,34

4.5 27,2 6,5

9,6 20,9 1,6:2

32,12 38,2 Base duraute lo sforzo. 11,2

26,5

I

I 15,8 -ss.~ I.- -24,5 ì1,2

27,4

s,7

. 37,7 I Periferia cliirante lo 1forzo.

I I

19,2 4,8

215

5,7 2,15

l -

22,5

.

I

8 s,2

i---;,:;

4,04 17,40

3,17

o

13,51 !0,9

Il~

16 28 -44

24,41 4,6 14,2 2,3

I

2,5

i

I

13 24 2 1

:33,45 I 24,61 I 2s,6 I 40 10,6 6,4 17,l (1) Le cifre si riferiscono ai piedi. - (2) Qui non sono compresi i risultati ottenuti in 36 idioti: da 3 a 8 mm . 30,5 0\0, da 8 mm. in su 30,5 OtO, da 11 a 15 mm. 14 OtO, e complessivamente da 3 in su nel 61 OtO. ·


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r,4 -

No.rmali. - Dei normali esaminati, quasi tutti provenienti dal contado (38 degenti all'Oapeclale oftalmico e 62 soldati), 1'11 OtO aveva Io spazio tra primo e secondo dito maggiore di 3, mm., e di essi il 6 O[O con base da 3 ad 8 mm., il 5 OrO con base da 8 a 11, nessuno aveva base maggiore di 1O rrim. Criminali. - Nei criminali si ebbe una frequenza per lo spazio da 3 mm. in su tripla dei normali (11 010); ma quello che è più, tale spazio· misurava da 8 mm. in su nel 27 010, e nel 17 OtO e1:a compresa tra 11 e 19 mm., dimensioni che non riscontrarono nei normali che nel 5 OrO ed in un recidivo di furto, lo spazio (vedi fìg. 6) misµrarn a destra 16 mm. alla base e 31 mm. alla periferia; a sinistra 18 mm. alla base e 34 mm. alla periferia'in riposo. Spazio superiore ancora di quello del Tamoul di Regnault e di.cui dà il disegno (vedi fig. 7). Considerarono pure lo spaziò periferico, ossia la distanza tra la estremità delle due prime dita. Anche qui, come di!]lostra la tabella, prevalgono i criminali, con un 33 O[O che ha uno spazio di 21 mm. in su, mentre nei normali è ne11'8 O[O. Epilettici. - In 31 epilettici riscontrarono il 41 OrO con spazio interdigitale maggiore di 3 mm.: fra questi il 16 OtO con spazio compreso tra 3 e 8 mm., il 25 O[O con spazio da 8 in su (di questi il 6,5 OrO aveva spazio maggiore di 10 mm.), il che li avvicina ai criminali con cui hanno già tanti. caratteri eomuni. In quanto alla periferia anche qui notasi la prevalenza della mag· gior estensione negli epilettici, che presentarono periferia da 21 a 30 mm. nel 20 O[O, cifra. molto vicina a quella riscontrata nei criminali, e maggiore di quella verificata nei normali. Donna. - Per la donna e<Jaminarono 62 donne contadine, alcune operaie, 64 donne criminali e 50 pros~itute. Nella normale trovarono spazio maggiore di 3 mm. nel 28 010 (4,9 010 con spazio da 8 mm. in su, 18,3 010 da 3 ad 8), proporzione molto minore di quella osservata nei criminali e negli epilettici, ma superiore a quella trovata nell'uomo normale. ~

.

.


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65 -

Anche per la peri feria ebbero nella donna normale piil frequentemonte (13,5 O[O) che nei normali, ampio spazio da 20 in su. La donna criminale a s ua volta diede il 24 O[O di spazi maggiore di 3 mm. e il 4,8 OtO di spazi da 8 in su: 1a peri feria oltrepassò. i 20 mm. nel 12,5 O[O, cifra clie corrisponde molto esattamente a quella notata nella. donna normale.

Fw . 6.

FJG. 7.

Ben diversi risultati ottennero nelle prostitute; cominciarono a incontrare lo spazio maggiore di 3 mm., nella frequenza di 42 OtO, di cui il 17 010 poi ave va tale spazio da 8 mm. in su, il 2 OtO spazi o superiore di 10 rom. Evidentemente qui la prostituta si avvicina più al criminale e all'epilettico che non alla donna normale e criminale. · Lollll.ROSO. -

5,

. I


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66 -

Maggiore pure vi si manteneva in generale la periferia, che nel 20 010 era superiore di 20 mm. È importante l'aver verificato anche per la periferia dello spazio , che naturalmente è molto più della base influenzata dalla calzatura, specialmente nella donna, la stessa prevalenza nei criminali, negli epilettici, coi1e nelle prostitute. Idioti. - Degli idioti completi (36) ben il 61 010 aveva spazio maggiore di 3 mm. tra il primo e il secondo dito del piede nello stato di riposo, nel 30,5 OtO la base misurava da 8 mm. in su, nel J 4 010 lo spazio era ampissimo, da 1 ·1 a 15 mm. Invece 20 con idiozia parziale presentavano tale spazio molto meno frequente, maggiore di 3 mm . nel 25 O[O, da 8 in sn nell'8 O[O, da 11 a 12 nel 3 OtO, Considerando ora le varie dimensioni assunte da questo spazio in seguito ad uno sforzo di abduzione, videro che, mentre nei normali la base diventava maggiore di 8 mm. nel 15· 010, e la periferia maggiore di 2G nel 10 OtO, negli epilettici raggiungeva tali dimensioni nel 27 010 alla base, nel 33 O[O alla periferia, nei criminali nel 26 010 alla base, nel 28 010 all a periferia. Si ebbe cioè in questi mobilità maggiore corrispondente al maggior spazio. Identico dsultato ottennero per la donna. Infatti, mentre nella donna normale e nella criminal~ si ebbe rispettivamente durante il massimo sfor1.o il_ 15 e il 10 010 pella base maggiore di 8, il 20 e il 19 010 pella periferia maggiore di 26 mm ., nella prostituta si ebbe una base maggiore di 8 mm. nel 28 010, una periferia maggiore di 26 ntm . nel 27 010. Non fu possibile negli idioti misurare lo spaiio durante lo sforzo, ma poterono constatare in parecchi dei movime11ti spontanei estesissimi che già :.\forselli e Tamburini (Rivista sperimentale di freniatria e meciicina legal,e di Reggio, 1876) aveYano nei loro idioti notato, però solo nei fanciulli. I dati sulla mobilità corrispondono adunqne a quelli ottenuti per lo stesso spazio in riposo. Essi ebbero poi occasione di osservare durante le loro ·ricerche

. , •


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67 -

due casi di vera prensilità del piede in individui criminali che port avano ampio spazio interdigitale. Un certo M., feritore , panettiere, con spazio di 4 mm. alla base, 8 mm. alla periferia, nella massima divaricazione raggiungeva rispetti vamente 6 mm. e 30 mm. a destra, 5 mm. e 24 mm. a sinistra; bencbè non si foase mai esercitato prima, riuscì alla prima prova non solo a prendere colla massima facilità una penna, ma a pigliare fra le prime due dita una bottiglia d'acqua del peso di gr. 3180 ag itandola senza. versarne una goccia. Nè ciò dipende dalla p rofessione, chè i panettieri, per quanto adoperino i piedi, non han mai tale agilità e forza di prensione. Egli I però li avvertiva che suo padre faceva il clown, e tutti di sua famiglia, ed egli pure, sono molto b uoni ginnasti. L' altro caso non è meno interessante : è un certo V ., crimi naloide epilettico, commerciante , che ba due fratelli al manicomio, con largo spazio interdigitale misurante a destra 12 mm., a sinistra 15 alla base, a destra 20, a sinistra 25 alla periferia, che allo sforzo di abduzione g iunge rispettivamente a 20 e 30 a destra, a 30 e 35 a sinistra. Costui da bambino, senza bisogno, usa del piede come di una vera mano, nel vestirsi, nell'afferrare gli oggetti anche i più minuti e in cer ti piccoli lavori. Ora quello che fa più i nteressante questo caso si è che in famiglia sua tutti hanno la stessa agilità : una sorella di sua madre flette colla massima facilità le dita della mano nella faccia dorsale e ba altrettanta agilità !].elle dita dei piedi. Importante era valutare l'influenza del1a professione. Dalle osservazioni fatte dovettero ben presto convincersi che la professione poteva bensì esagerare tale carattere anatomico; poteva dare maggior mobilità alle dita, ma per sè nc-n era sufficiente a produrre il distacco çlal primo al secondo dito. Così essi trovarono operai che lavorano molto coi piedi che pure mancano assol utamente del carattere da essi st udiato. Essi poterono escludere col Regnault che il largo spazio interdì-


- 6~ -

gitaie plantare si trovi pih frequente in quelli usi ad a11dar scalzi, poicbè in molti che andavano quasi sempre a. piedi nudi non lo trovarono affatto. e grridi notevoli di spazio riscont,rarono in taluni che al'evano sempre usato calzatura.

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I FIG. 8.

Non si può quindi a meno di riferire questo carattere a quella serie dì caratteri atavici che compaiono di quando in quando, specialmente nei degenerati, a ricordare nna funzione esercitata da lontani progenitori. Se si dù uno sguardo nl qui unito diagramma ria~suntivo (fig . 8),


- on appare ben evidente cJ10 questo nuovo carattere atavistico segna, colla freq11enza con cui si presentò negli individui studiati, gli stessi gradi di degenerazione messi in riliern dagli ullimi studi di antropologia criminale, per cui nella scala degenerativa si seguono per ordine crescente l'uomo normale, la donna normale e la donna criminale, poi la prostituta, quindi insieme i criminali e gli epilettici, di cui anche per questo nuovo carattere è dimostrata l'equivalenza. L'ampio 1° spazio interdigitale plantare è adunque un carattere atavico, che può riscontrarsi ancl1e nelle razze superiori, pitt spesso però nella donna che nell'uomo. colla massima frequenza ed estensione nei degenerati e specialmente negli idioti, nei criminali, negli epilettici e nelle prostitute. 6. PIED E PIJ.'l''l'O E Sl~OACT!f,IA. ln 600 criminali Carrara trovò il piede piatto (comune nei Negri) in 10:3 (17,1 OtO), la sindactilia nei piedi 3 volte (0,42 OtO) e<l 1 rolta il pollice doppio alla mano in 700 rei.

7. f11PRONTG l'A.PILr,ARI rHGITALI. - A.lix aveva riscontrato nelle grandi scimmie un insieme speciale cli -linee papilJari nelle falangette chi;l chiama sistema. primitivo di linee papillari, in cu1 dalla. base della falangetta partono duo serie cli liD:ee, le une parallele all a piega articolare, le altre elittiehe che vanno al punto pi11 alto nella estremità del dito. Questo sistema di lince circosci;ve uno spazio triangolare che nella scimmia è occupato da linee diritte antero-posteriori ptLrallele all'asse del dito e di sposte a ventaglio. Forgeot (Les empreintes cligilctles, Lione, 1891) esaminai:iclo 180 giovani ladri della colonia penitenziaria cli Boulogne , riscontrò su 1800 dita 4_1 G casi di queste forme primarie (23, 11 OtO). In 182 epilettici Féré trovò questo carattere nella frequenza del 16,18 O[O . .


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70 -

8. DISTRIBUZIONE ANOMALA. DEI PELI AL PUBE. - Il dott. V, Gallia (Anomalie di 100 donne normali; A rch. dipsich. , XIII, pag. 251) ha trovato il prolungarsi dei peli s\j)lla linea alba fino all'ombelico 6 volte, cioè: I serva, non mancina; 1 cuQca, non mancina; 1 fi latrice, non mancin a, 1 cuoca, mancina; 1 scatolaia, mancina; 1 casalinga1 mancina. Tale distribuzione anomala dei peli al pudendo, coincideva 2 volte con atrofi a del capezzolo, 3 volte con mancin ismo, 1 volta con atrofia del capezzolo e con mancinismo. 9. MrnoRENNJ CR!i\UNALI. - L'avv. Carlo .A.rnò studiò nella mia clinica 151 minorenni detenuti alla Generala (l'orino) (Arch. dipsich., vol. XI, pag. 97), e vi trovò le anomalie nel 48 O[O in çomplesso; 75 Oro nei più giovani; 56 010 nei peggiori; 41 Oro negli altri . .Rughe, in t~9 di cui 7 anomale - tipo cretinoso, 1 - plagiocefalia, 2 - platicefalia, 1 - microcefal ia, 1 - idrocefalia frontale, 1 - fronte sfuggente, 1 - segni frontali, 1 - atrofia frontale, 1 corna frontali , 1 - fronte abbassata, 1 - assìmetrìa facciale, 4 progeneismo, 1 - prognatismo, I - mandibole voluminose, I - , forme convulsive nel volto, I - capelli bianchi, 2 - capelli a due colori, I - peluria, 5 - convulsioni ai muscoli dell'occh io, 1 strabismo, I - doligocefalia, 2 - macrocefalia, 3 - - stenocrota:fia, 2 - idrocefalia, I - .microcefalia frontale, I - movimento scimmiesco negli occhi , 2 - orecchie esageratamente ad ansa, 4 anomalie nell'impianto delle orecchie, 3 - lobulo del Darwin, 2 orecchie sessili, 1 - anomalie dei denti, 7 - naso camuso, 1 naso storto, 2 -- depressione della glabella nasale, I - labbro verticale, 1 - ateroma arterioso, 1 - sindactilia generale e altre anomalie nelle mani, 1 ·- tatuaggio., l - ferite, 3. Tra queste anomalie le più importanti a notarsi sono in 1° luogo la sindactilia - in 2° luogo le corna frontali, che .finora non furono mai rinvennte in nessun criminale - ed in 3° luogo le 7 rughe anomale su 151 individui cosl giovani.

.


-

'H -

I O. ID. - Comparando ( The Jowrnal of menial Scienee, 1892, p. 309) le misure antropologìche fatte su 200 richiusi di 16 a 30 anni del Riformatorio di Elmira, con quelle compite su 15.000 studenti nei ginnasi di Yale, Amherst e Cornell - le prime sono evidentemente in parecchi casi inferiori a queste ultime. Infatti i giovani del Riformatorio pesano in media 2-7 lbs. meno e sono di 17 mm. pih piccoli di quelli dei collegi : e la circonfer enza del cranio è in essi in media minore di 12 mm. e la sua larghezza di 6 mm. Così in tutte le misure le quali attestano capacità e vigore i giovani dei collegi prevalgono di gran lunga. I giovani del Riformatorio banno in co~le~ o l'addome pih largo, il polso più grosso e il piede pfo largo. Deve, però, in questo paragone, tenersi presente che i prigionieri del Riformatorio sono scelti appunto per difetti fisici e per degenerazione, effetto anche di alimentazione insufficiente, mentre gli studenti dei collegi sono di solito in buona salute e ben nutriti. Ecco alcune delle più importanti misure comparative : Riformatori

Statura Circonferenza cranica )) tora.cico natur. )) )) in ispir. )) della cintura )) )) coscia )) )) sura )) dell'omero )) del polso Larghezza del capo )) del collo Lunghezza del piede Capacità vitale Forza delle gamb e l) . braccia )) degli avambracci ))

Collegi

1705 mm. 1722 mm. 570 )) 559 )) 877 855 924 )~ 898 )) 726 )) 738 )) )) 512 )) 490 352 )) 336 )) 280 )) 310 )) 165 )) 170 )} )) 154 )) 148 110 )) 107 )) 258 )} 265 )) 286 1. 388 l. J 43.2 kils. 136,7 6 di ps. 2 dips. 22,2 kil. 39,5 . ))

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-

72 -

11. ID. - De Sarlo (Arch. cli psich. , XIII, fase. IV) nell' esame antropometrico di 89 minorenni rinchiusi in una Casa di custodia, e di 89 orfani trovò che la costituzione .fii4ca era Lra i corrigendi fo rte in 25, mediocre in 34, debole in 30; e tra gli orfani forte in 28, mediocre i n 43 e debole solo in 18; così l'altezza della slatura comparata alla grande a1Jertura delle braccia le è tra i corrigendi maggiore in 17, uguale in 57 , minore in 15, e invece tra gli orfani le è maggiore solo in 3, uguale in 66 e minore in 20. Del resto, quanto alla ~tatura, al peso, all'indice cefalico, alla sensibilità, al mancinismo ed alle anomalie craniche De Sarlo non ha trovato nei minorenni già o prossimi delinquenti l'esistenza di caratteri degenerativi speciali per numero, per qualità o per grado. 12. CRIMINALL

hALIANt::. -

L'a\'V. Carlo Arnò col dotL. .M. Co-

lorobatti in 24 detenute in un ergastolo femminile (Archivio di _psich., xr, pag. 326) trovò: Rt~ghe anomale, 6 (l) su 24 - acrocefalia, i - prognatismo ed eurignatismo, 7 - plagiocefalia, 1 - nanocefalia, 1 - macrocefalia, 2 - assimetria facciale, 4 - mandibola Yoluminosa, 3 - zigomi pronunciati, 5 - naso deviato, 7 - mento rientrante, 2 anomalie nelle orecchie, 6 - seni frontali, 2 - anomalie nei denti, 3 - anomalie negli occhi, 6 - bozze frontali .sporgenti , 1 - labbro superiore assott,ig1iato, 3 - barba, 1 - impianto dei ca- . pelli più avanti a destra che a sinistra, 1 - peli all'estremo del labbro superiore, 1 - cute con peluria, 3 - canizie precoce, 1 fisi onomia virile, 3 - facil e arrossim ento, 5 - accessi isterici, 2 - cretinosa, 1 - pellagrosa, 1 - enorme loquacità, 1 - ecolalia, 1 - tatuaggio, 1 - tipo completo, 4. (1) Tra le rugh e anomale, rare, nota le 3 trasversali sul naso riscontrate in una condannata ai lavori forzati a vita.

.I


-- 73 -

Colpisce il fatto ch e una donna, della cui criminalità non vi è ·dubb io alcuno, essendo stata assassina con complici per vendetta e crndeltà, non presenta.\·a alcun carattere, salvo il poco arrossimento. Questa donna però, a.1 momento delrarre·;to, si è messa nuda per sedurre i carabinieri e prima aveva tenuto condotta scorrettis - . sima, arricchendosi col fare commercio di sè. È pur degno di nota il f~tto che ad una donna condannata ai lavori forzati a vita per omicidio volontario, si dava dai geni lo1'i, in mancanza di latte, del vi no già all'età di 3 mesi. Notisi, da ultimo, che 22 negarono il reato.

13. CRIMlNAr,1 TEDESCHE. - 11 dottor Nacke (Beitrélge :mr Anthn,pologie und Biologie gei§f,eskranker Verbreche,·innen; Centralblatt ft"tr N ervenheilkzmde mecl. psych., febbraio 1891) diede il risultato dello stqdio comparativo di 100 cameriere, 4 1 alienate croni~he (esclusa la paralisi e l'epilessia), 45 alienate chiamate . dinanzi ai Tribunali, e 53 condannate a pene varie, delle quali il 15 OtO alienate nel tempo del reato, e n 20 OtO con psiche anomala. ln tut te la statura era media, la più alta nelle sane. ~el 72 010 delle normali l'apertura. delle braccia era maggiore della statura ; solo nel 60,5 O[O nelle a mmalate. La mesocefalia era più frequente nelle sane; nelle altre predomina.va l'idrocefalia, quantunque anche nelle normali ci fosse il 9 O[O di idrocefal iche e i l 3 010 di submicrocefaliche. Il maggior sviluppo della parte anterior e del capo, in confronto della posteriore, è più frequent.e nelle normali (98 010) che nelle ammalate (79 010). Non mancano assimetrie del riso e del fron te anche nelle normali ; il 18 010 dei sani ha tipo mongolico ; il 35 010 ha il viso « largo » ; ma questo presso le corrigende . si trova nel 61 OtO, come è frequente il for te sviluppo della mandibola inferior e ed il prognatismo ; anche le anomalie della fronte , deile orecchie, degli occhi e dei denti sono più frequenti


-n ne11e alienate che non nelle sane. Il 19 010 delle sane ha fino a 4 anomalie; e il 38 010 almeno 2 anomalie: ma nelle alienate queste cifre aumentano consìderevolmente. Non esistono notevoli differenze tra le alienate oneste e le,._delìnquenti, nè tra le singole classi di delinquenti. 14. LADRE E PROS'l'I'l'U'rE. - Secondo la '.rarnowsky (Les prostituées et les voleurs) la capacità cranica delle prostitute è inferiore a quella delle ladre e delle contadine, e sopratutto delle donne della buona società, mentre gli zigomi e le mandibole erano in qnelle più sviluppate. 150 prostit. 100 ladre 100 contad.

Diam. autero-post. Diam. trasversale Circonferenza Diam. bizigomatico Diam. bimandibolare

17,7-17,8 13,9-1'4,4 52,9-53,3 ll,4-11,3 10,1-10,18

17,9 14,9 53,5 11,2

9,1

18,3-18 14,52 52,7-53,6 10,9-11,4 9,1-9,9

50 donne colte

18,3

14,5 58,8 11,3

9,8

Le anomalie somatiche si trovavano nell'87 O[O delle prostitute, nel 79 010 delle ladre e nel 17 010 delle contadine. Le prostitute avevano il 52 O[O dei parenti alcoolisti, ie ladre il 49 010, le contadine il 16 O[O. Le prostitute avevano il 44 010 dei parenti tisici, le ladre il 19 010. Il numero dei figli nelle ladre supera notevolmente quello delle prostitute e sta a questo come 256 a 34. I segni di degenerazione fisica si manifestano nelle prostitute principalmente colla frequenza delle anomalie del cranio (41,33 OtO), del viso (42,66 010), delle orecchie (42 OtO) e dei denti (54 010). Le stimmati di degenerazione sono più pronunziate nelle prostituLe e nelle ladre, di cui le madri c-:rano dedite all'alcoolismo.


-

75 -

.

15. DELINQUENTI E PROSTITUTE, -- Riassumendo quanti studiaronò in questi tempi i caratteri della donna criminale noto: Ma.rro (1) su 41 soggetti, Troisky (2) in 581 Lombroso e Pasini (3) su 122, Ziino (4) su 188, Lombroso su 83 fotografie, Varaglia e Silva. (5) su 60 cranìi, Romberg (6) su 20 e recentemente Salsotto (7) su 409, la Tarnowsky (8) su 100 ladre, Roncoroni (9) su 50 donne normali. I caratteri delle prnstitute cl1e non possiamo studiare separatamente dalla. donna criminale furono studiati da Scarenzio e Soffiantini (10) su V! cranii, da .Andronico ( 11) su 230 soggetti, da Grima.ldi (12) su 26, da De .Albertis (13) su 28, daJla Tarnowski su 150, mentre B erg (14) testè ne studiò 804 pel tatuaggio.

I caratteri dei clelinguenti. Bocca, 1889. Cefafometria nei delinquenti in rapporto con alcuni sm• tomi di degenerazi-One fisica. Arcli. Cltarkow. Russia, 1884. (3) Lomrnoso e P.1.sn.r. - Ai·chivio psichiatria, 1883. (4) Zm.o. - Fisiopatologia del delitto, 1881. (5) V ..1.itAGLU. e S1LvA.. - Note anatomiche e antropologiche sii 60 cranii e 46 et.cefali d·i do,me crimitiali italiane. Archivio psichiatria, voi. VI. (6)· R-0nnERG. - 101 ce/C6logrammmi. Berlino, 1889. (7) SALSOTTO. - La donna delinqwmte. R iv-ista di discipline carcera rie, 1889. (8) 'fARNOW:,KY. - Étu,d-e anthropométrique sur les prostittlées et les V-O· l-euses. Parigi, 1887. (9) RONCOROlil, - · R icerche alcune sensibilità ne·uJaz.si. Giomale della B. A.ccad. di 111-ed., 1891. - I caratteri degcneratipi su 50 donne e 50 1wmini nonnali; l'olfatto, il gusto e l'udito ùi 35 normali. A rch. di psichiatria, 1892. (10) S oA.RENZIO e S oFFlA!\TI NI, - Archivio {li psichiatrici, 1881, voi. VIT, pag. 29. (11) A N0RON1co. - Prostiti,tc e delinq 1,enti. .A.rch. di psichiatria, 1882, pag. J 43, v oi. m. (1 2) Gau1ALD1. - Il pi, dore. Il manicomio, voi. V, N. 1, 1889 (13) DE À.LBERTIS. - Il tatuaggio su 300 prostitute genovesi. Archiui,i psich., scienze pen. ed a>itrop. crim., voi. IX, 1888. (14) BERG. - Le tatouage chee les prostituées Datioises. Arch. psich., vol. XI e fase. 3 e 4, 1891. (1) MA1u10. -

(2)

1'ROISKY. -

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-

76 -

In quesLi giorni ricercammo ( Giornale. della R . .~ccaclemia di med·icina cli 'r orino, N. 9 e 10, 1891 ; A rch. di psich., XIII, fase. VI) i carat teri degenerativi in 100 donne normali, in 120 ladre Pieinontesi, in 115 prost itute ii,.'forino. Studiammo sinteticamente il tipo in circa altre 300 donne criminali, 234 dell'ergastolo fem minile, 56 del carcere giudiziario di Torino. In t utto si hanno 964 osservazioni in donne criminali, 150 iii eranii di donne criminali, 3,19 in prostitute, 125 in donne normal i (ospedali) e 30 in cranìi di donne normali. Peso e statura . - Esaminando più minutamente i dati del Salsotto e della Tarnowsky sul peso e statnra (V. Tabe'lle I e II), si ricava che il 45 O[O delle infanticide e il 29,6 delle assassine hanno un peso inferiore al normale ; il 50 OtO dell e infanticide e il 44 010 delle assassine una statura inferiore alle normali; invece soltanto il 15 OrO delle avvelenatrici era inferiore alle normali nel peso, e il 25 010 nella statura ; ciò in relazione col fatto che le avvelenatrici non appartengono generalmente alle classi più povere. Secondo i dati della Tarnowslry il 19 010 delle prostitute e il 21 O[O delle ladre ha tm peso inferiore alla media; per le contadine il 20 Oro e per le donne colte il 18 OtO; la statura era inferiore alla media nel 28 010 dell e prostitute, nel 14 O[O delle ladre, nel 7 010 delle contadine e nel 10 Oro delle donne colte. Corrispondevano alla media, secondo Salsotto, nel peso il 37 010 delle infanticide, il 70 Ocù delle avvelenatrici , il 52 Oro delle assassine, e nella statura il 38 OyO delle infanticide, il 50 010 delle avvelenatrici e il 48 OyO dell e assassine. Secondo la 'l'arnowsky, nel peso il 56,7 010 delle prostitute, il 51 OtO delle ladre, il 46 010 delle contadine e il 58 OtOdelle donne col te; nell a statura il 61 ,3 010 delle prostitute, il 62 OtO delle ladre, il 64 OtO delle contadine o11este e il 74 010 delle donne colte. Superavano invece la media del peso, secondo Salsotto, il 18 O[O delle infanticide, il 15 OtO delle avvelenatrici, il 21,6 delle assas-


-

i7 -

sine; e délla statura 1'11 O[O delle infan ti cide, il 20 Oro delle a,,_ velenatrici, il 10,4 OtO delle assassine; e, secondo la Tarnowsky, quanto al peso, il 22.9 O[O delle prostitu te, il 28 OtO delle ladre, il 34 0(0 delle contadine oueste e il 24 OtO delle donne colte ; quanto poi alla statura, il 14 OtO delle prostitute, il 24 O[O delle ladre, il

l 9 O.tO delle contadine on este e il 12 OtO deìle donne colte. Riassumendo, il peso sarebbe più frequentemente uguale o super iore alla media nelle ladre e nelle assassine, e soprat utto nelle prostitute che non nelle donne del popolo; più raramente invece nelle infanticide. La statura, al contrario, sarebbe in media inferiore a quella delle donne oneste. T uttavia la media generale non conferma sempre questi 1j sultati. Infatti: T,unowsky

Salsotto ) fodfa

Infantic. Avvelen. Assnss. nor male Prostit.

Lad re

Pesomedio

55,l

57.7

f:8,5

Statura mcrlia

152

1,53 1,53

55 1,55

55,2 1.·>v < •>

Conta .i. oneste

in Ita lia

56 1,55

56,4 1,56

Douno colte oneste

56,4 1,54

dove, se il fatto è confermato per le anelenatrici e per le assassine, e meno per le infanticide, non lo è piìt per le prostitnte e per le ladre. ì\farro trovò una statura media per le oneste di 1,55, p<-'r le <l~linquenti <l i l,52 ; e un pèso medio per le oneste di 5 7, per le delinquent i di 53.


TABELLA f. "

Stnturn e peso.

STATURA

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Infanticide Avvelenatrici . Assassine . 'l'otalo Donne di

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Prostitute . Ladre . . Contadine oneste Donne colte .

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1,98 3 8 2

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1 0;66 11 7,217 1 3 3 3 3 15 - . ?- 2 3 3 rn - 1 2 3 6 5

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PESO

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5 20 - - 416

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1 7 4

2 I 1 21

10 13 7 8

11,2 15 15 10

2 10

2 24 4 129

31112

86 51 46 29

7 4 3 12

I

I

i '

56,7 51 46 58

35 48 36 48

22 14,512 15!15 8 16 ;16 14 6,12 4

I I I 3,15

---;!3 21 3 12 1

1

1

I

7,8 1 8 14 8

110,66 515 i 44 I 24 I

2 10 I 2 10 1 12 21 -

28!

21 8


TABELLA Il. -

St:iturn e 11cso.

Peso superiore Corri •pon dente Inferiore alla norma alla norma alla norma o,o OtO 010

Inferiore alla norma di nlmono 10 kgr. OtO

SALS0T1'0

Avvelenatrici

N. 20

60

15

25

Assassine

» 130

50,4,

14,4

37,6

Infanticide .

l)

44

2fi

31

100

'fAnNOWSKY

59,40

5,94

29,7

3,96

100

45

5

46

4

,50

64

2

32

2

100

46

Hl

36

8

N. 19

45

5

25

20

8

60

12

24

Prostitute di professione

N. 150

Normali contadine.

»

l)

donne colte .

Ladre.

))

))

\

iWARRO

Ladre. Ree contro i costnmi

))

Bee varie

))

14

43

--

50

7

Normali.

))

213

00

4

32

4


-

80 -

Ma i dati sul peso e sulla statura dànno risultati più significativi quando essi si confronti no tra di loro (V. 'l'abella II) e si considerino come aventi un peso uguale alla media, quelle donne in cui la cifra indicante in peso i chilogrammi è ugu().Je alla cifra indicante il numero dei centimetri di cui la loro statura supera il metro. Si vede allora come ben il 60 O[O delle avvelenatrici, il 59,4 OtO delle prostitute, il 50 OtO delle assassine e il 46 OtO delle ladre hanno un peso superiore alla norma, mentre solo il 45 010 delle contadine Russe oneste e il 44 OrO delle infanticide superano la norma. Inferiori alla nonna sono invece il 46 OrO delle contadine Russe oneste e solo il _37 OtO delle assassine, il 36 OrO delle ladre, il 31' OrO, delle infant icide, il 29 O[O delle prostitute e il 25 O[O delle avvelenatrici. Le cifre trovate dal Mano in criminali e in normali non si possono confrontare tra loro, perchè le sue,normali erano infermiere del manicomio tolte tra le contadine più forti e robuste. Degne di nota sono le misnre degli arti prese dalla Tarnowsky; dalle cifre sue risulta che l'arto superiore che nella donna onesta analfabeta misura 0,608, nelle ladre giunge a 0,597, nelle prostitute a 0,583, con una, dunque, leggera diminuzione; anche l'arto superiore destro che nelle contadine oneste giùnge a 0,619, nelle ladre scende a 0,605, nelle prostitute a 0,588, con una leggera differenza in meno: sarebbero le prostitute quelle che banno le braccia più corte, e le une e le altre perchè lavorano meno delle oneste. La capacità cranica, per quanto le misure non possano essere esatte nelle donne, grazie all'abbondanza dei capelli, trovò Marro in 41 criminali inferiore (1477) a quella dellé oneste (1508) . .Nelle donne del Marro si hanno le serie seguenti di capacità craniche probabili: Donne crim. N. 41 OtO

1400 1450 1500 1550 >

a 1450 )) 1500 » 1550 )) 1597

28,8 45,G 16,8 7,2

~

Normali N . 25 010

44

44 12

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-

81

Ma meglio questa capacità si può ricavare dai dati dell a Tarnowslry, sulle Russe : Prostitute N. 150

531,6 Circonferenza orizzontale 3 16,2 Curva longitudinale . Curva trasversale . 283,8 Diametro longitudinale . 178,2 142,5 Diametro trasversale --Capac. cranica probabile 1452,3

Contadine Donne colte oneste oneste N. 100 N. 50

537,0 31 6,2 285,9 18 1,4 144,8 1465,3

538,0 313,5 286 ,9 183,2 145,2 1466,8

Ladre N. 100

535,5 317,3 286,3 179,4 143,9 1462,4

Le ladre avrebbero quindi una capacità cranica probabile inferiore di appena 3 cm. alle normali; le prosti tute invece di almeno 13 cm . Le misure prese nel cranio da Varaglia e Silva confermano la prevalenza delle piccole capacità craniche nelle prostitute. Su 14 cranii di prostitute Scarenzio e Soffiantini ne trovarono 3 quasi microcefaliche. La cirC-Onferenza cranica di 80 donne delinquenti P iemontesi c01:rispose ad una media di &30 ; la stessa riscontrò Marro che trovava nella donna normale 555: col metodo seriale nelle quote minime le cri minali superano le oneste e rimangono indi et ro ad esse nelle mass ime. Dalle cifr e di Salsotto ricaviamo il 51 010 di circonferenze craniche comprese fra 521 e 540 ; il 22 010 comprese fra 541 e 557 ; il 2 7 O[O fra 504 e G20. Rispetto al crimine, si trova la massi ma circonferenza cranica media nelle omicide (5 32) ; seguono le avvelenatrici (517), poi le infauticide (501), infine la ladre (494); quasi identico r apporto trovò Ziino. Le maggior i circonferenze mancano nelle ladre e nelle infanticide, abbondano J1elle omicide. La Tarnowsky trovava una circonferenza media di 535 nelle ladre, 537 nelle contadine anal falJete, 538 nelle 50 donne istrutte, si af

Lomatoso. -

6.


-

82 -

vrebbe cioè una circonferenza cranica minore nella donna criminale, fatto confermato da parecchi osservatori. Andronico, su 230 prostitute, trovò una circonferenza tra 480 e 500 nell'87 OrO: noi, in 178 prostitute,, trovammo già una circon-. ferenza cranica media di 522, minore che nelle criminali; De Albertis avrebbe riscontrata una media di 537; la Tarnowsky trovò la circonferenza minore nelle laclre (media 531 ). Nelle prostitute la circonferenza cranica sarebbe quindi minore ancora che nelle criminali. Questo minore svilup_po si ripete nei diametri cranici forniti dalla Tarnowsky, che sono importanti perchè studiati compar~tivamente; essa infatti trovò: Diametro antero-posteriore medio ne.Ile donne istrutte di . 183 181 » nelle contadine analfa~ete » ,, ladre . . . 153 )) 178 >> prostitute . )) -145 trasversale massimo nelle donne istrutte cli . )) nelle contadine analfabete 144 )) ,, ladre . . . . 143,9 )) 142 >> prostitute . Per le prostitute meglio che le medie dimostra la minor estensione del diametro antero-posteriore il fatto che tale diametro da 165 a 180 mm. si incontrò nel 42 010 delle prostitute, e solo nel 25 e nel 20 010 nelle donne oneste; mentre da 185 in su venne osservato solo nel 20 010 nelle prostitute e invece nel 50 oro nelle donne istrutte oneste. La semicirconferenza anteriore venne da Salsotto trova.ta nell'ordine seguente: da 292 a 300, 52 volte (22 OrO), da 301 a 310, 98 volte (41 010), da 310 a 328, 87 volte (37 OrO) con prevalenza delle misure più alte nelle _assassine paragonate alle infanticide. De Albertis nelle prostitute riscontrò una semicurva anteriore bassa, 282. ~

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-

83 -

!}ifarro ebbe una curva antero-posteriore minore nelle cr iminali 311 mm.. che nelle normali (317), le quali diedero una cm·va trasversa media di 330, mentre nelle criminali giunge solo a 316. Grimaldi nelle sue prostitute trovò una gran prevalenza della curva longitudinale sulla trasversale. Studiando piì1 minutamente i dati craniometrici della Tarnowsky, del Salsotto e del i\Iarro sulle criminali e sulle normali noUamo : · Diametro antero-posteriore : Secondo la Tarnowsky e il Marro, le prostitute e sopratutto le ladre predominano nei diametri pit1 piccoli, mentre in esse si trovano r aramente i diametri più grandi. Infatti: da 165 a 180 troviamo il 42,66 OrO delle prostitute e 1'82 OtO delle ladre, e solo il 25 delle contadine oneste, 195 si ha solo e il 20 O[O delle donne colte; menLre da 183 il 17.33 Oro delle prostitute e 1'8 O[O delle ladre, mentre si lrn. il 35 Oro delle contadine oneste e il 50 OrO delle~ donne colte. E le cifre del M:arro danno da 154 a 175 il 70 OrO delle ree e i l 41 OyO delle normali; mentre da 175 a 185 il 28,8 delle ree e il 52 010 delle normali. Diametro trasversale: L'inferiorità delle prostitute e sopratutto delle ladre, secondo Tarnowsky, in confronto delle normali si rivela sopratutto. nella minor frequenza dei diameLri più lunghi tra 145 e 155; di fatto essi dànno rispettivamente 57,99 010 e 18 OrO, mentre dànn o 71 010 e 68 OlO 11elle contadine e nelle donne colte; secondo ifarro si rirela la supeiiorità nelle normali colla maggior frequenza dei diametri maggiori: da 145 a 155 (50,4 nelle ree; 78 OtO nelle normali). Circonferenza orizzont ale: Le meno ampie (da 485 a 520) si lianno sopratutto nelle prostitute (11,31 OrO) e nelle ladre (15 OtO), mentre solo nel 6 OtO clelle contadine e nel 2 O[O delle donne colte (Tarnowsky); le piìl ampie (540 -580) sopratutto scarseggiano nelle prostitute (28,61 OrO) e nelle ladre (12 O[O) , mentre abbon-

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-

84 -

dano nelle contadine (46, 7) e sopratutto nelle donne colte (62 010). Secondo Salsotto le minori circonferenze predominano nelle avvelenatrici (55 oro); sono invece meno abbondanti nelle infanticide (24 O[O), nelle assassine (23 010) e n&lle ladre (15 OtO). Le maggiori circonferenze fra le criminali si hanno I1elle ladre _(37 010)1 e nelle infanticide (31 010), poi nelle assassine (19,2 OtO) e nelle avvelenatrici (10 010). Secondo Mano le miuori circonferenze (<la 485 a 520) si banno nel 27,4 010 delle ree e nel 20 O[O d-elle normali; - le maggiol'i (da 541 it 580) nel 10,4 OtO delle ree e nel 36 010 delle normali. Curve longitudinali:_ Secondo la 'l'arnowsky le cifre minori (280-310) si hanno sopratutto nelle prostitute (56 OtO) e nelle ladre (38 OtO), p~i nelle contadine oneste (37 OtO) e nelle donne colte (36,3); e, secondo Sa1so'1to, per le criminali, nelle ladre (38 OtO), poi nelle avvelenatrici (15 OrO), nelle assassine e nelle infanticide (20 010). Le cifre maggiori (321-340) ("ramowsky), 11e1le contadine (34 O[O), poi. nelle ladre (30 OtO), nelfe donne colte (26,3 OtO) e nelle prostitute (20 OrO). Secoudo Salsotto, nelle assassine (56 OtO), nelle infanticide (52 010),. poi nelle avvelenatrici (40 O[O) e nelle ladre (30 OtO). Secondo Marro le minori curve .longitudinali (280-310) si hanno nel 57,6 010 delle ree e nel J4. 010 delle normali; le piL1 grandi (331-349) nel 7,2 OtO delle ree e nel J 2 OtO delle normali. ' Curva trasversale: Qui i dati sono molto differenti uella 'l'arnowsky in confronto a quelli di Salsotto; ciò è attribuibile alle razze. Ne1Je sue criminali italiane Salsotto non ne trova nemmeno una colla curva trasversa che misur i da 200 a 300 mm. ; mentre la Tarnowsky, in Itussia, ne trova 1'86 OtO nelle ladre, 1'85,46 OtO fra le prostitute, · 1'84 OtO fra le contadine, 1'80 OtO fra le donne colte. Invece nel limite tra 321 e 3-10 la Tarnowsky non trova cl1e il 4 OtO delle donne colte e l'l OtO clelle ladre, mentre Salsotto ci dà il 66 010 delle assassine, il 60 OrO delle infanticide

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-

85 -

ed il 20 0L0 delle avvel enatrici. ~farro notò una grande preponderanza nelle criminali (52 0L0) delle curve minimo (da 280 a 310), e una scarsità delle grandi (7,2 010) da 331 a 340. Nelle normali le prime fo rmano solo il 4 0L0; le seconde il 32 0L0. Indice cefalico: I più piccoli (fino a 77) la 'l'arnowsky li riscontra sopratutto nelle contadine oneste (26 OtO) e nel 24 0L0 delle donne colte, solo nel 23,66 0L0 delle prostitute e nel 16 O[O delle ladre. Non possiamo, per quello che risguarda l'indice cefalico, fondarci molto sui dati del Salsotto, percbè preso su donne criminali di diversissime regioni d'Italia, ed è noto che la razza esercita certamente su1l'indice cefa1ico un'influenza maggiore della criminalità. Secondo Marro gli indici più bassi (fino a 77) si trovano nel 2,4 0L0 delle criminali e mancano ne1le normali; i pH1 alti . (da 85 in su) nel 54,8 OtO delle crimina~i e nel 20 OLO delle normali. Semicirconferenza anteriore : Salsotto la trova di 292-300 nel · 25 0L0 delle infant icide e delle avvelenatrici , e nel 20,6 OtO delle assassine; di 301-310 nel 48 0L0 delle infanticide, nel 40 OtO delle assassine e nel 35 OtO delle avvelenatrici; di 311-325 nel 40 OtO delle avvelenatrici, nel 39,4 OLO de11e assassine e nel 27 ÒtO delle infanticiqe. Diametro frontale minimo: In Russia la Tarnowsky non riscontra nè nelle normali, nè nelle criminali, nè nelle prostitute alcuna donna che abbia questo diametro tra 9,5 e 10,5; Salsotto in Italia trova invece che questa lunghezza si trova nel 60 O[O delle avvelenatrici, nel 51 O[O delle assassine e solo nel 40 010 delle infanticide . .All'opposto un diametro frontale minimo da 121 in sn è r iscontrato dalla Tarnowsky nel 66 OcO delle donne colte, nel 21,17 OtO delle prostitute, ne11"8 OtO delle contadine e nel 6 OtO delle ladre, mentre io Italia non lo è dal Salsotto riscontrato io alcuna cr iminale. Salsotto trova invece che questo dia-


-

86 -

metro misura da 10,G a 12 (il massimo nelle criminali italiane) nel 60 OtO dolle infanticide, nel 49 OtO delle assassine e nel 40 OtO delle avvelenatrici. l dati del ~farro su questo diame\o rivelano che . i massimi diametri da 12 cm. in su si trornno nel 19 OtO delle normali e mancano nelle criminali. Altezza frontale: La miuimti (30,40) si riscontra nel 25 OtO delle infanticide, nel 26 ·OtO delle assassine e nel 40 OtO delle avvelenatrici; la massima (51-67) nel 15 010 delle infanticide, nel 30 O[O delle assassine e nel 2:1 O[O delle avvelenatrici. Diametro bizigomatico : La 'Tarnowsky, in Russia, trova che il 4.6 010 dello ladre, il 19 O[O delle contadine, il 16 010 delle donne colta o il 14 O[O delle prostitute ha questo diametro tra 8,5 e 11,0. In Itali:,, nessuna delle criminali esaminate da Salsotto ha questo diametro così piccolo: egli trova invece che il 45 010 delle arvelenatrici, il 70 010 delle infanticide e 1'1 1 010 delle assassine hauno nu diametro bizigomatico tra 13,1 e 14,0, mentre in Russia nessuna delle do1rne esaminate dalla 'l'arnowsky aveva questo diametro così grande . Diametro bimandibolare: 11 minimo (90-100) fu riscon trato dalla Tarnowsky nel 75 OtO delle l'adre, nel 50 010 delle donne colto, nel 27 O[O delle contadi ne e nel 19,33 010 delle prostitute; dal Salsotto net 23 OtO .delle infanLicidc, nel 15 010 delle avvelenatrici e nel 14 010 delle assassine; il massimo(ll,1-1 2) nel 4,66 010 del!@ prostituto, nel 4 O[O dell e contacl~ue e delle d('nne colte di , Tarnowsky; nel 25,5 O[O delle assassine, nel 17 OtO delle infanticide e nel 5 OtO delle av\'e lenatrici. Le eifre del Marro sul diametro bizigomatico, sul diametro bimandibolare e sull'altezza del fronte, si riferiscono a un numero di esami troppo esiguo, perchè se ne possano qui trarre conclusioni sicu re; oltre a ciò, le normali del Marro, provenendo


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87 -

dal]a classe campagnuola, mentre le criminali dalla cittadina, i dati rispettivi non sono confrontabili; infat ti anche in quelle normali contadine si dovevano trovare cifre indicanti un grande sviluppo del diametro bizigomatico. Tuttavia, il diametro bimandibolare nel 25 OtO delle criminali e solo nel 15 010 delle normali supera gli 11 cm. L 'indice cefalico ha carattere troppo etnico perchè possiamo dar valore ai risultati ottenuti dai diversi osservatori: noi notammo già una prevalenza ( 10 OrO) di spiccata brachicefalia ne1le stesse Piemontesi .criminali; quasi nessuna differenza dalle nor mali trovava M:arro (normali 86. criminali 85). Nelle prostitute sia Grimaldi che De Albertis trovarono una prevalenza notevole di brachicefalia. Nella Tarnowsky le medie dall'indice cc~lico sono però quasi identiche tanto nelle prostitute e nelle ladre come nelle donne oneste: Di fatto la prostituta diede l'indice cefalico di 80,0 » ladra )> » >> )> 80,2 )) )) » contadina » 79,9 » istrutta » » )) » 79,1. Le misure del viso che ci dà la Taruowsky rivelano un rapporto inverso delle misure craniche ; così la distanza bizigomatica nelle donne istrutte è di 112, nelle contadine di 111 , nelle prostitute giunge a 113, nelle ladre a 114, e la distanza bfaigomatica è di 98,0 nelle donne istruttc, 95,3 nelle con tadine, 100,6 nelle prostitute, 99,9 nelle lad1·e. ~fa meglio che dalle cifre la maggior estensione delle ossa del viso ,·enne già da noi dimostrata nella frequenza notat.a a proposito della mandibola molto sviluppata e degli zigomi sporgenti (V. Tabelle III e IV). >)


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90 -

Anomalie auatomicho tlcllil donna delinc111c11te ( 061 ossen nzioui

'f ABELLA IV. -

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Assinu.tria cranica. 1'roc-0cefalia . . Platicefalia . . Oxicefalia . . Idrocefalia . . Submicrocefalia. : Acrocefalia . . . . Brachicefalia c~agerata Anomalie del cranio . Fronte sfuggente . . Bozze frontali sporgcnt i. Seni fcontali cnormj . Angolo orb. del fronte sporg. Anomalie del fronte . Assimetria della faccia Grande sviluppo mandib. infer. iigomi sporgenti . . Orecchie ad ansa . . Auomalie dell'orecchio Strabismo . . . . Prognatismo alveolare Fisonomia virile . .

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~:~1r~a: : mongolica .

Il Anomalie dei denti n

. del naso. . J,a bbro sottile . . . Pelurie • . . . . Raghe precoci . . . 'l'atnaggio . . . . Protuberan. occip. molto svilup. Prognatismo e assiro. Caccialo n

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02 -

Le principali anomalie craniche e facciali si riscontrano aduuque, nella donna delinquente e nella prostituta, nelle seguenti proporzioni che rappresentano la media delle cifre dei vari autori, cifre esposte nella · tabella IV: ,~ Asimmetria cranica: donne delinquenti, 26 OtO; prostitute, 32 OrO; essa è però specialmente frequente nelle assassine, 46 OtO, e nelle avvelenatrici, 50 O[O. Oxicefalia: donne delinquenti, 13,5 OrO; prostitute 26,9 OtO; .. la maggior frequ enza di essa si trovò, tra le criminali, nelle a!3sassine, 22 O[O. Fronte sfuggcn.te: donne delinqu.enti, 11 O[O; prostitute 12 O[O; nelle normali solo nell'8 O[O, Anomalie del cranio : donne delinquenti, 35,5 O[O; prostitute, 45 0[0. Anomalie della fronte: donne delinquenti, 20 O[O; prostitute, 22 OtO; normali, 6 O[O. Asimmetria della faccia: donne delinquenti, 7, 7 O[O; prostitute, 1,8 OtO, Mandibola inferiore enorme: douue delinquenti, 15 OtO; prostitute, 26 O[O; normali, 14 010. Zigomi sporgenti: donne delinquenti, 19,9 OtO; prostitute, , 40 O[O; normali, 14 010, Orecchie ad ansa: donne delinquenti, 9,2 OtO; prostitute, 9,9 p. OtO; normali, 6 OtO; tra le delinc111cnti esse sono pili frequenti nelle feri trici, 10,5 OtO; e nelle avvelenatrici, 15 010. Strabismo: donne delinquenti, 8,5 O[O; prostitute, 5 010; normali, 4 OtO; tra le delinquenti la maggior frequenza si trovò nelle avvelenatrici, 10 010. Prognatismo alveolare: donne delinquenti, 7 OtO; prostitute, 13 OtO, Fisionomia virile: donne delinquenti, 11,8 OtO; IH·ostitutc, ·1 oro.

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93 Fisionomia mongo1ica: donna deli nquenti, 13 OtO; prostitute, 7

Ù[Ù.

Anomalie dei denti: donne del inquenti, 16 O[O; prostitute, 28 OtO; normali, 8 O[O. Quasi tutte le anomalie quindi sono piì1 frequenti, e di molto, uelJe prostitute che non nelle donne delinquenti; s'intende poi che tanto le une come le altre offrono nn numero di caratteri degenerativi superiore a quello delle normali. Soltanto i seguenti caratteri degenerativi si t rovano pi Ìl numerosi nelle delinquenti che non nelle prostitute: l'asimmetria della faecia , lo strabismo, la fisionomia virile e la fisionomia mongol ica; le orecchie ad ansa sono nelle deJin. quenti di pochissimo inferiori alle prostitute. Noto che questi caratteri degenerativi, che son pH1 rari in queste che non nelle delinquenti, sono anomalie che deturpano in modo special e il volto della donna e perciò sono ]e pi ù rimarcate. Confrontando le infanticide, che, per la natura de1 delitto meno si allontanano dal normale, colle altre categorie di donne del inquenti, abbiamo che:

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8f>'l20 ugualmente numerosi od è scarsa la diflè,-enza:

0:dcefalia Platicefa.lin. Oroochie ad ansa . . .È più numerosa T,'idrocefalia . . .

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12 1,5 5 15 5 !i,5 Quindi per lo pH1 i piìt gravi caratteri degenerati vi sono, special· mente nelle assassine e nelle avvelenatrici, più numerosi cbe non nelle infanticide.


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94 -

CAPITOLO V. Il tipo criminale.

L'agglomero delle anomalie trovato nei criminali (v. s.) - e che ogni dì si manifesta più intenso - sicchè se vi fu errore per parte nostra è nella troppa riserva ~el calcolarlo - è la più sicura e precisa dimostrazione del tipo, il quale è appunto l 'etfetto di questo agglomero : e quindi non occorrerebbe tornarvi pH1 sopra: ma siccome è sul tipo criminale che dura la battaglia, ancora viva come nei primi giorni, p~r parte degli avversari dell'antropologia criminale, così sarà necessario di insistervi. I. - « Ciò che più spesso colpisr.e nei criminali, scrive Latyschew (Bulletin de la Oommission intcrnatiohale pénitenciafre, SaintPétersbourg, 1879, pag. 209) è la loro rassomiglianza nelle abitu<1ini mentali e nelle forme fisiche; i tessuti si trasformano nel tipo criminale, sino al punto che, anche senza la bruttezza fisica, la presenza del criminale ti provoca schifo o repulsione. « Un vivacissimo ingegno, perduto fra molti giovani criminali, mi si rivelò in uno storpio; volgare marinolo, ma filosofo di natura, aveva ricevuto una buona educazione e ·n'aveva prÒfìttato sotto ogni rapporto. ·« Ora in certa ·occasione, lo si intese a fare quest'osservazione: « Le deformità. del mio corpo non mauif estrmo che i difetti cl ella mia J

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» intelligenza e del mio carattere morale. Come il mio co,-po è assi>> metrico così il mio spirito è storto. Quando la disposizione della mi a » anima è buona, io bo vergogna di non essere mai stato altrimenti; » e lo stesso avviene quando la malvagità predomina in me; allora » pure mi rimprovero le impulsioni virtuose.-precedenti >>. « Grazie al progresso della psicologia patologica, noi sappiamo ora che esiste, intorno alfa follia propriamente detta, cl1e la seguono e la precedono una serie di stati fisici, intermediari, fra Ja sanità e la malattia, che costituiscono delle infermità molt.o pi ì1 che delle malattie, e che non escludono quasi mai, agli occhi clei giuristi, la responsabilità morale dell'autore. cc Sono questi i casi di anomalia psichica, ove è impossibile segnalare una perturbazione qualunque delle facoltà intellettuali, cli trovare qualche traccia di vera follia, salvo la mancanza del senso morale :· sono casi cotesti ove, secondo l'espressione di un medico francese cc la tastiera fisica dell'uomo ba una nota falsa, una sola». Il cervello degl'individui che ne sono affetti è congenitalmente mal costituito; le sue diverse parti si sono sviluppate in un modo incgnal~, e ad un difetto d'armonia, nelle proporzioni dell'organo, corrisponde un difetto di equilibrio nel suo funzionamento, una disarmonia psichica. cc L'i mbecillità morale degli individui, gli istinti perversi ed. i sentimenti depravati che essi presentano fin dalla loro gioviner.za, han sorgente da un'eredi.tà morbosa. Costoro sono refrattari ad ogni educazione. cc Anche la colt ura individuale più completa è impotente a modificare le loro tendenze incoercibili, ed essi non giungono mai a quell'equilibrio mentale e morale che permette comunemente agli uomini di adattare la loro condotta alle condizioni della vita sociale. « Non è allora da meravigliarsi, se dopo le osservazioni degli antropologi, un g rande numero di veri criminali rientrino in questa classe dei degenerati ereditari.


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06 -

cc Attendere all'emenda di silJ'a.tti individui sarebbe veramente credere che il regime penitenziario possa fare dei miracoli,,.

2. - L os H ombres de Presa, del signor Luigi i\L Drago, è un libro di controversie antropologic1ie ~\unto ~lla luce a BuenosAyres nel 1889. L'autore ivi descrive un prete spagnuolo di nome De Castro Rodriguez, apostata del cattolicismo, affiglialo alla Chiesa met~dista e ciò nullameno ristabilito, !Ìn seguito, nella su:r prima investitnra sacerdotale e curato a Olovarria, provincia di BuenosAyres, il quale ha dato la morto, per derubarla, a sua moglie od alla sua bambina di dieci anni; egli descrisse poscia, avanti i giudici, la scena dell'omicidio con un lusso inaudito di dettagli, rappresentando egli stesso l'attitudine delle vittime, e dom andando dopo l'iuterrogatorio che non vènisse ritirato un deposito di denaro che egli aveva presso una banca, per torna di perderne gli interessi. « E pensare, diceva egli, che sarei Iibero se l'atropina avesse fatto tutto il suo effetto! » . Ora egli aveva precisamente il tipo criminale dell'assassino; i seni frontali molto sviluppati, la fronte sfuggente, quasi, scrivo Ramos Mejia, come nel cranio di Ncandertl1al. Le apofisi zigomatiche enormi, le orecchie e le mandibole roolto grandi; le orecchie ad ansa, il cranio assi metrico, il tatto molto ottuso (tre millimetri alla lingua e all'indice) . Louis Castrnccio avvelenò Alberto Boncbat.Constantin e l'asfissiò quando lo vide in agonia . • << Lo uccisi, diceva egli con orgoglio, come Otello uccise Desdemona, senza fa rlo soffrire; la morte ·d'un uomo è l'affare d'un momento». Egli ha pure il tipo criminale, la brachicefalia esage1ita, lo orecchie ad ansa ; gli zigomi, i soni frontali e le mascelle molto grandi; n.essu na traccia di barba.

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. - Le fisionomie di 105 ritratti di criminali militari che Corre ha studiato, sono da lui decomposte nella maniera seguente : Insignificanti 22, dolci 17, disaggradevoli , assimetriche o brutali 66 (Arcliives d'anthro-pologie crirninelle et des sciences pénales, 15 marzo 1891). Questa è pressocbè la proporzione trovata da me per il tipo criminale.

4. - È interessante poi notare come quelli che hanno occasione di avricinare la classe criminale, quando pubblicano il frutto delle loro osservazioni, forniscono, senza averne, certo, l'intenzione, la dimostrazione del tipo criminale. La prova ne dànno due volumi: l'uno in Inghilterra, il The (Jri· minal Man, di Havelock Ellis, 1890; l'altro in Francia, Mon musée criminel, di C. :Macé. Nel libro di Havelock Ellis sono specialmente notevoli sei tavole, suJle quali sono riprodotti gli schizzi di 36 criminali, in g ran parte ladri, man mano che entravano nel arcere, dal dott. Vans Clarke, già direttore della prigione a Woking. Questi schizzi non possono avere naturalmente il valore di una fotografia, ed inoltre l'essere riprodotti di profilo, impediscé che si possano rileYare molti dei loro caratteri. Tuttavia, almeno in 25 su 36 di quei ritratti, si riscontra. eridente )a riunione di non meno di 5 o 6 caratteri degenerativi (specialmente le deformazioni del cranio (fig. 9, 10, 11, 12, 13, 15, 19, 20), i seni frontali sporgenti (fig. 10, 11, 12, 13, 16, 19, 20), le mandibole enormi (fig. 10, 11, 13), con prognatismo, gli zigomi sporgenti (fig. 10, 11), la forte depressione della gl abella nasale (fìg. 13, 15, 16, 19), le orecchie enormi e deformate (fig. 11, 13, 16, 20) la fisonomia cretinosa). Anche dei rimanenti, in cui i cara.tteri del tipo non sono bene spiccati, due, secondo l'Havelock Ellis, appartengono ad un tipo assai basso. Lommoso. -

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Sono poi notevolissime le fig ure 2] a 28, dove l'Harelock ha riprodotto otto ritratti di criminali di Londra e della Scozia, FJG. 21.

FJG. 22.

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FIG. 24.

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scelti a caso appunto coll 'intenzione di mostrare la grande proporzione di delinquenti in cui esiste un tipo criminale. Ora sugli

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-101 otto, questo si riscontra i n einque (fig. 22, 2:3, 25, 2(3 e 28) ; senza dire che nel 27 si ri lern una spiccata. assimetria; e quanto all' unico Fw. 25.

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Ft0. 28.

esente da. grandi rrnomalie, il n. 21, egli era un abile truffatore, dall'aspetto di gentiluom0, e par:arn, oltre la lingua natia, il fran-


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102 -

cese e il tedesco. Se non aYern anomalie anatomiche , però, sebbene trentenne, presentarn già canizie e calrizie. Ora noi sappiamo ( Uomo delinquente, Yol. I) che i truffatori hanno assai raramente il tipo. 5. - Il libro del :i\:Iacé è forse ancora più di mostrativo : Su G· truffatori , se ne riconoscono 3 col tipo (50 010) » 9 rnffiani . » 5 » » (55 » ) )) » 8 sodomiti I » .>> Gli altri l1anno tutti fisio nomia. femminil e. Su 52 assas~ini se né riscontrano 22 col tipo (42 OtO) )) )) >) )) 3 col mezzo tipo )) 5 prostitute » 2 col tipo )) 15 ladre )) 8 (52 O[O) 2 col mezzo t ipo. >)

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Nella tarnla X.VI, egli ci clà le figure di 9 ragazzi, che tutti pn sentano il tipo criminale ; questi ragazzi furono arrestati per gravi delitti associati. Ora costoro si erano già da loro stessi dati dei soprannomi , i quali riYelarnno i loro caratteri degenerativi prevalenti, il loro tipo. Così uno era chiamato : <( :M:useau de brochet » : un altro : <( Moul e à singe » , pel suo viso _cli scimmia (a,·eva annegato una bimba di 13 anni - e all'interrogatorio rispose in gergo : << L a stolida non volle darsi a me ecl io la cacciai in acqua »); · un terzo <<File-menton » ; un quarto : cc Bee de lampe >>, ecc. La tavola XVllI, dà il ritratto di 9 prostitute con antecedenti giudiziari, delle quali 5 (55 O[O) presentano il tipo criminale _e 2 il mezzo tipo. Aggiungendo a queste le altre figure di donne criminali sparse nel l ibro, si l,ia che su 15, 8 hanno il tipo (50 O[O) e due il mezzo . tipo, proporzione molto più frequente di quello che si riconssca generalmente.


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103 -

6. - Secondo A. Bataille (Oauses criminelles et mondaines de 1889, Paris, Dentu, 1890, vol. X ; Archivio di psid1., ,ol. XLI, pag. 359), Danga, otto volte assassino, ha l'occhio immobile e freddo, e la mandibola voluminosa. Geomey, anch'esso assassino, -è figlio di madre cleptomane, ha uno zio epilettico e una zia pazza. È pure notevole che quattro dei feroci assassini che furono condannati a morte nel 1889, sieno stati d'età giornnissima. Geomey aveva 21 anni, Alforto 22, Mécréant 19 e Kaps, all'epoca del suo primo assassinio, 14 anni soltanto.

H. Solari (Dejfmeracion i et-imen, Buenos-àyres, 1891) ,. , -0.à 9 magnifiche fotografie di criminali sud-american1. Ora su no,-:, il tipo è saliente in 5 ; un solo non ha una fisionomia cattiva, ma .un viso da donna; è un pederasta. 7. -

8. -

È bello di provare che .il tipo è ammesso praticamente, anche da coloro che lo negano teoricamente a priori. ~oi comincieremo da Laurent, che molto soventi nella sua opera dileggia i risultati de1l'antropologia criminale e nega l'esistenza -del tipo. Egli infatti (Les abifoés des prisons, Lyon, 1890) scrive: <e Bisogna inoltre tener g ran conto di certe fisionomie che sembrano assolutamente caratteristiche e non sono in realtà che un effetto del caso (sic). Ho osservato a questo rig uardo un fatto molto• .curioso. :l!'u condotto un giorno alla infermeria centrale un individuo che aveva subito 12 a 15 condanne tutte per rapina; era egli un uomo piccolo, magro, ossuto, che non sapeva leggere nè scrivere, che non_aveva avuto nella vita che -un 'unica passione : la .caccia abusiva. Aveva fronte piccola, fuggente, labbra sottili eristrette, occhi piccoli, incavati, giallognoli, palpebre battenti, naso magro e aguzzo, incmvato sopra una bocca sden tata, una vera testa -da uccello di preda. « Tutto questo era un effetto dell'abitudine? Era una predesti-

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-10.f. -

nazione della natura ? oppure era nato quell'uomo tutto armato per il mestiere che andava facendo? Secondo me tutto probabilmente era l'effetto di un caso (1 ). « ...E poi, se si ammette un tipo per ogni specie di criminale, come spiegare questo fatto, che pare ben stÀ1:>ilito, che la più parte dei criminali cominciano col furto e finiscono coll'assassinio? Bisognerebbe ammettere, continua scherzando, che il criminale cambi di naso facendo l'assassino? » E altrove: « ...Io non insisterò di so\'erchio sulle statistiche di Lombroso e di Ottolenghi e sui risultati più o meno strani che le medesime ci possono dare. A mio avviso, ei sono codesti errori . increscernli che potrebbero arrestare i1 corso di una scienza ancora gio\'ane, coprendola di ridi~olo » . Dopo aver letto queste righe non si può dubitare che Io scienziato sia parziale in fa,~re della tèoria. del tipo criminale? Ebbene, vediamo ciò che gli sfugge, certo inconsciamente, in seguito: cc Ho ancora in questo .momento sotto gli occhi la storia di un uomo a faccia cli belva, il R. .., pel quale le aggressioni notturne erano delle più piacernli partite. <e R. disertò il tetto paterno, O\'e non riceveva, dice egli, che bastonate; merciaio ambulante durante il giorno, tutti i suoi profitti erano sacrificati al Dio alcool. cc Egli si è fatto condannare le tre prime volte per furto. Jfo arrestato una quarta volta sulle fortificazioni mentre si spiegava a pugni colla sua ganza. <e Ultimamente trascinò iJ padre in casa sua, lo ubbriacò, e poi lo svaligiò, dopo di a\·er tentato di strangolarlo. « L'esistenza di un uomo non è null~ per lui: « Pet· 5 lire, egli diceva, non esiterei a tagliare il collo ad un bor[1h.ese >) . (1) Ecco come chi non afferra il concetto del tipo perde l'occasione d'approfittare delle prove più spiccate della sua esistenza : anzi le converge contro questo.


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« Girovago sui bastioni, erano sua specialità gli attacchi not-

turni, per derubare gli individui addormentati sui sedili. « Egli ~vrebbe freddato, secondo racconta, una mezza dozzina di individui. Vile quanto crudele, egli Yenderebbe i suoi compagni per un litro di vino. « A.llorcbè gli si rimproverano i mostruosi tentati vi sopra il proprio padre, risponde cinicamente: jJfo era perckè non mi voleva

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dare dei denari ! <e Egli minacciava un giorno una delle sue dcine, incinta, di squatciarla. <c. (J]tirnamente ancora quattro. feroci omicidi, suoi compagni, eseguivano UJla danza macabra attorno alle loro viltime vilmente assassinate, illuminando la stanza con candele piantate nelle ferite dei cadaveri; ed egli prendeva allegramente parte alla danza . . « Gli scellerati uccidono, ma ignorano queste aberrazioni i>. Ebbene, dopo t ulto ciò egl i conclude: cc È questo certamente un bel caso di temtologia morale i> • « I _criminali frequen tatori delle prigioni, si domanda in altra parte parte Lanrent (L es habifués cles prisons, Lyon, 1890), sono essi microcefali? P er rispondere a questa questione, bisognerebbe, risponde egli, eliminare tutti i criminali per accidente ed i mendicanti e non prendere che i veri crimù,ali. Tutto ciò ~he posso dire, è che misurando i cranii dei condannati, io ho constatato che il loro indice cefalico era molto soventi più i_nferiore che superiore alla cifra media indicata da Broca. (< Ultimamente ancora io vedeva un microcefalo, figlio di un ubbriacone, dell'età di rnntun anno, che sapeva appena leggere e scrivere, colla fisionOijlia intelligente, la fronte schiacciata, che aveva già subìto varie condanne per furti con rottme, e si dicliiarava pronto a ricominciare. :ì\fa questi fatti, per quanto non abbiano che poco valore, potrebbe,ro da soli troncare la questione. << Quanto all e altrè deformazioni del cranio, le si riscontrano


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tutte nei criminali e con una freq uenza not,evole. Il dott. Gosse in un lavoro sulle deformazioni artificiali del cranio, ne enumera J 6 varietà. << Ho voluto cercarle nei criminali e le ho ritroi:ate fotte. Ma havvene due cbe si riscontrano molto più frequentemente, e sono la fron te piatta col cranio quadrangobre, ovvero la fronte fuggente e ristretta con acrocefalia, vale a dire con forma conica e allungata del cranio. È la testa a pane di zucchero, come si dice volgarmente, che si 'riscontra. molto soventi nei criminal?'. <• La brachicefalia e sopratutto la dolicocefalia esagerate, non sono egualmente punto· rare >i .

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Laurent trova ancora assai fre quente fra i criminali lo sdluppo esagerato di una o di due gobbe frontali. Così i n un vagabondo poco i,ntelligente, brachicefalo, figl io cli un paralitico, le gobbe frontali fanno una salienza sì spiccata che sembrano quasi come corna. A queste deformazioni del cranio si associano il più soventi delle male conforma·iioni della facci a, come l'assimetria fa ccj ale, per esempio. Così G... , tintore, di 35 anni, figli o di alcoolici, grande bevitore di absinthe egli stesso, presenta un tremito ben marcato delle mani e della lingua; ed è tormentato ogni notte da sogni sparentevoli, pieni di fanta~mi. D'intelligenza al di sotto della comune, sa appena leggere e scrivere. Ora quest'uomo, condannato per furto nei magazzini, presenta un grado di assimetria facciale assai pronunciato. Il naso specialmente è assai soventi de.iato, nei rei, ora a destra, ora a sinistra, ma più soventi a destra. M.... dell'età di 43 anni, merciaiuolo ambulante a Parigi, ha già subìto quattro cond anne, una per o1traggio agli agenti, un'altra per rissa e due per furt i, ha orecchie larghe e ad ansa, il 11aso fortemen te deviato a destra, che danno alla sua fisionomia un aspetto


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singolare, esagerato ~ncora da una macchia rossa congenita dell 'iride destra, spiccanLe sul colore bleu uniforme dell'iride. Tale, è ancora, un ubbriacone vagabondo, condannato piìt di ~5 rnlte, e di cui il naso è molto deriato a destra. Laurent ha ancora osservato un criminale, nel quale questa de,ia1.ione del naso era eredi tari a. 'l'ra le degenerazioni psichiche, come esempio di inrersione sessuale, cita il seguente caso: un certo F., è un tipo completo, ladro di polli, che da bambino ebbe conrnlsioni; ebbe già quattro condanne e tutte per furlo di pollame o di conigli. Allord1è venne condannato la prima volta, areva l'età di 86 anni. Egli assicura che una forza pressochè irresistibile lo spingern a rubare. Tutte le notti, egli dice, avevo i pollastri nella testa » . Bisoguara che si levasse dal letto, e non ricuperava la calma che dopo a,,er compiuto il furto. « A dodici anni si masturbava due o tre rolte al giorno. <e A tredici anni, dopo arnr prornti dirersi mestieri, si tro,·ò !:enza danaro. Cammina,·a come stordito, non pensando che alla fame che gli straziava lo stomaco, qnando si vide anicinato da un ricco foresti ero di trent'anni, al quale raccontò il suo imbarazzo. Quegli gli offerse di prenderlo al s uo serrizio come g room. « Per dieci anni F. rimase alla dipendenza di tal uomo, ser«

vendogli ogni notte da batillo. « Deponendo la livrea del suo primo padron~, non ri uscì a spogliarsi del ,·izio che questi gli a\'ern appreso. (< D'allora in poi egli cominciò a trarre rolentieri profitto dal merqimonio del suo corpo. Ben presto, ciò che non era che un vizio, di venne una passione, un bisogno imperioso, irresistibile. Gli era necessario di abbandonarsi a uomini, arrebbe fatto qual unque sacrifizio per ,s oddisfare tale triste passione » . Agginngeremo rbe costui presentarn no' anestesia quasi com-


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pleta della cute e degli altri sensi, ma l'A.. non riuscì a convincersene : poteva t rattarsi di simulazione (!). In quanto alle degenerazioni ana tomiche e morfologiche, posso dire, confessa : . ,e ... Che ho riscontrato nella più parte dei veri delinquenti una o più stigmati di degenerazione fisica : ma tali segni poterano mostrarsi in qualunque organo , cioè tanto nel cranio che negli organi genitali, nelle orecchie, ora nelle mani, nelle mandibole, ora nei piedi. All'incontro, non sono riuscito a constatare dei segni invariabili, localizzati a questo od a quell'organo, e specialmente al cranio, segni, per così dire, patagnomonici del delitto. Non si può di re che verificasi tale o tal e al tra deformità iorariabilmente, come si riscontrano gli sputi sanguigni nella pneumonite o l'albumina nel male di Bright. Qualunque deformità di qualsiasi organo la si può rinvenire nei de linquenti, ecco la rarità ». E cosa vuole di pit1? Certo egli dimostl'a non aver idea dell'im portanza delle anomalie fisiche; meglio ancora che la localizzazione in un organo, là presenza delle anomalie in tutti gli organi conferma il vero tipo criminale. Intanto prendiamo J.Jota che aggiunge poco dopo: << Le deformità del cranio si rinvengono nei delinquf:nti con una frequenza. note\1 ole » . E più in là aggiunge: << A. tali deformazioni del crani o si as.sociano il più delle volte delle deformazioni nella faccia, come, ad esempio, l'assimetria facciale. 11 naso, specialmente, è di frequente deviato. rivolto ora a destra ed ora a sinistra, ma più sovente a destra. « Si resta colpiti della maggiol' frequenza con cui s'incontra fra la popolazione delle prigioni le orecchie larghe, distaccate (ad ansa) o mal fatte, in confronto colle persone libere od oneste, la disposizione viziosa dei denti e sovente la persistenza dei denti di latte .

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In cinque anni trascorsi negli ospedali di Parigi non mi venne dato d'osservare un solo esempio di ginecomastia. Dopo poco più cl'un anno che la mia attenzione si portò sopra tale anomalia alla Santé (carcere), potei vederne cinque casi >> . Infine ricorda la frequenza dell'ipospadia, dell'infantilismo, dell'apparenza femminea, della mal conformazione delle dita. Fra i caratteri funzionali cita lo strabismo, la incontinenza clell'orina, i difetti di pronuncia, ecc. « È raro (dice) che un degenerato presenti una sola stimmata; quasi sempre un gran numero di segni d'inferiorità fisica e morale, colpiscono lo stesso indivrduo ». In quanto alla fisonomia, confessa di a,er « trovato un'aria di famiglia in molti criminali », e dà poi una esatta descrizione del ,iso del criminale, di cui non ,ogliamo pri,-are i lettori, per quanto già troppo noto. « :Ma ciò che dà al viso del deìinquente un aspetto particolare -sono precisamente tutte queste deformazioni, tutte queste stimmate di degenerazione fisica che si incontrano presso di lai con una ·frequenza. tanto rima.rcherole. « Ciò che col pisce è quel cranio sì di sovente mal fatto; quella testa plagiocefala, oxicefala, acrocefala; è quella fronte sfuggente, .quel naso deforme o storto, que11a faccia scialba ed assimetrica, quegli occhi affetti da strabismo, quelle orecchie larghe, ad ansa, con dei lobuli enormi, sovente aderenti; ciò che colpisce ancora sono quegli archi Òrbitali salienti, quei capP,lli sovente neri ed abbondanti, che quasi spuntano fin salla fronte, generalmente bassa; sono quegli zigomi enormi, che danno alla faccia un'apparenza brutale e grosso~ana, quelle mandibole pesanti e pr ominenti, che non sembrano adatte che a mordere ed a masticare. Invero, le mandibole sembrano modellarsi coll'intelligenza: « desse sono tanto più belle (dice Tarde) quanto le due funzioni socìali del parlare e del sorride!e sopravvanzano per importanza le due funzioni in.dividuali del mordere e del masticare». <e

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Dunque è la riunione d' un certo numero di tali differenze caratteristiche che dà luogo al tipo del delinquente. i.\Ia piìt innanzi poi, dimenticando affatto i tipi visti e diligen temente descritti, i pareri già emessi, ~el momento di conchiudere, ricordando le opinioni di chi lo ispirava : cc Insomma, conchiude, non vi è un t ipo del deliqnente : non vi sono che dei tipi delinquenti con dei caratteri più o meno caratteristici, ma per nulla specifici ». Viceversa, con una di ligenza di cui non si saprebbe trovare la ragione, prende le misure dei peni dei crimi nali; e ne cita uno, per es., , che misura 13 cm. di lunghezza e 13 di circon fere~ in ~s_tato floscio; ) strane misure per chi sdegna e crede inutili le misure craniche. 9. - JoJy, in un articolo, lfos jeunes dr:ienus (A rchives dtJ l'anthropologie criminelle, 1890, XXV!), ci fa il ritratto morale e fisico di alcuni giorani criminali , affermando che non trorn in essi niente che ricordi il tipo criminale. Sgraziatamente per lui, egli ci d.'.t nelle fotozin~ografie il loro ritratto. Ebbene basta un colpo d'occhio per vedere quanto grande vi sia la frequenza del tipo criminale. :\Iécréant e Ribot hanno le orecchie sessili, l'appendice lemuria na della mascella, come Kaps e Lépage, che hanno, di più, il secondo. uno strabismo, il primo dei sen i frontali enormi; l cantron ha il gozzo, le orecchie sessili , l'assiroetria facci ale, seni, zigomi e mascella enorme ; e noi non abbiamo ,sotto gli occhi che la loro ·zincotipia, che dà sempre una debole imagine della fisionomia. Infatti già vedemmo che nel Kaps il Chudzinski trovò, oltre all a scopertura del canale sac.rale, la faccia scimmiesca. Quando Jolj negava ogni carattere anomalo a Kaps era, dunque, in mala fede. Lépage (Léon J oseph) dell'età di sedici a-nni, incolpato di ten tativo d'assassinio e di furto, era t1,n altro di quei gio\·ani detenuti cui mancava il tipo, secondo Joly.

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11 suo ritratto ci è dato Ja c:¼arnier (La folie à P aris, 1891): Dopo averlo preteso normalmente sviluppato, essi poi notano che egli ba le labbra sottili e lo sguardo minaccioso, che la sua gobba. frontale sinistra è più saliente che la destra, e la mandibola inferiore offre uno sviluppo esagerato. Gli organi sessuali sono quelli di un adulto (1). « Lépage, nota altrorn Garnier ( A.nn. cl'hyg. publ., 1891 ), discende <la padre ubbriacone e da madre morta di tubercolosi polmonare. Esso avern tre fratelli, due sono morti giovani, affetti da dissenteria. 11 fratello minor e, di anni 18', è stato condannato a cinque anni di prigione per incendio volontario; desi deroso di vendicarsi del suo padrone che aveva avuto il tor lo di brutalizzarlo, egli arnva messo il fuoco al banco. « Egli aveva un gusto molto spiccato per la lettura. Le gesta sanguinarie dei grandi criminali lo affascinarnno; e si identificarn cogli eroi da romanzo, e meglio ancora cogli omicidi celebri; appena a\·eva un po' di denar o disertava l'officina, correva alle fi ere, frequ enta\"a. le bettole in compag1Ìia di giroyaghi e di rL1ffiani. « Egli apprende da essi, ciò che egli stesso chiama: I trucchi del mestiere. « Alle rimostranze del padre, risponde : Chi lavora è itn imbecille. Che io trovi soltanto una donna che mi dia quaranta soldi al giorno, e tutto andrà bene.

rl bbandonato di buon·ora, dice, alla mia volontà, non deYe parere strano che io non ami il lavoro; ho seguito il principale difetto di mio padre, l'abitudine di bere dell 'absintl1e. « Non amando il lavoro, non penso ad altro che a gozzovigliare. « Pih mi vedern mal ,estito e in cattira società, più io n'era fiero. Io son stato sempre taciturno e collerico, io non pensava che e<

(1) Non è forse eridente anche qui che si nega il tipo sopratutto percbè non lo si conosce'?


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a far piangere i miei fratelli e a dar loro dei colpi di coltello. Il mio maggior desiderio era vedere il sangue i>. Dopo recriminazioni contro sua famiglia, che non ha, dice egli, se non quanto merita, egli descrive minutamente le circostan~ del suo delitto. Raccolto i n una modesta famiglia di operai che gli dava la tavola e l'alloggio, Lépage ave,,a colpito la donna P .... . d'un colpo di coltello, mentre essa dormirn, avendo al fianco il proprio bambino d'anni due. Il suo disegno era di ucciderla per derubarla di un portamonete contenente nove franch i che si trovava sotto il suo cnscmo, e al bisogno vol eva uccider.le anche il bambino se questi avesse g ridato. Questa intenzione criminale, Lépage la affermò altamente e con un'aria di bravura allorchè fu arrestato ed interrogato. cc Sono ben io, grida egli, che .ho cercato di uccidere la signora P ..... , le volevo prendere sotto il cuscino il portamonete contenente 9 franchi che essa possedeva >>. Confrontato nel gabinetto del giudice cli ist,ruzione colla vJttima, Lépage non manifesta la minima emozione; egli dichiara che è pronto a ricominciare; stringe i pugni e coll'occhio malvagio, coll'aria furi osa, grida: « Datemi un coltello che io uccida questa femmi na ; in questo modo pagherò, ma per averle . fatto la pelle... È vero che io piango, ma è di rabbia di vedermi preso per un semplice salas~o ». Messo in presenza del padre lo sfida, e ai suoi rimproveri risponde : « Si può fare di me ciò che si vuole, io non me ne vergognerò mai. Parlando della madre morta: « Se mia madre avesse vissuto, soggiunge egli, io non avrei agito così. « Mi rimproverai di non aver colpito pii1 presto. Fui obbligato ad aspettare che essa si addormentasse. Allora io mi alzai ben disposto a non avere esit,azioni.

;

Alzai il braccio e tirai un colpo secco. Il coltello si approfondò nelle carni. Lo ritirai per port_arle un secondo colpo, ma <e

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'113 -

la vittima _i svegliò dicendomi: << rlh! l'imbecille mi ha fatto male! » . « Lo so bene, continua, che ne avrò per una quindicina d'anni ; ma preforisco, d'altronde, 15 anni a dieci (1), perchè se io non fossi condannato che a dieci anni, non andrei alla Now;elle e mi si Iascierebbe in una prigione ce1lulare ; ed io non ne voglio sapere; ... ucciderei (1) piuttosto un guardiano della prigiore per essere sicuro di andare alla Nouvelle Caléclonie (1) . Dopo_ tutto, se ,oi mi t rovaste pazzo, non vi sarebbe gran male. Sarebbe anzi assai bene! Qualche mese di Saint-Amze (è un manicomio) e tutto sarebbe finito; preferirei ancora qnesto ! Se mi vi lasciassero troppo t empo, ciò non mi impedirebbe di dar la scalata al muro » . Se costui non è un tipo fisico e morale del criminale-nato, certamente il ti po nùn esiste.

IO. - liagnan (.A.ctes dii 2° Oongrès cl'anthropologie .criminelle, Paris, 1889) ci offre i ritratti di 8 criminali-nati, nei quali il tipo non esisterebbe. Ora fra questi 8 ritratti, scelti a disegno, due hanno il tipo pHt completo. La prima, Margherita, che ha 12 anni, a primo aspetto non pr~senta, è vero, i comuni caratteri_degenerativi, ma allorchè si sa che essa ba soltanto 12 anni, si resta meravigliati della sua anomala precocità, poichè ha la fision omia di una donna di 20 anni. Essa ha le mandibole e gli zigomi molt.o sviluppati, le orecchie sessili, l'ip2rtrofia dei denti incisivi mediani, l'atrofi a dei laterali e l'oLtnsità del tatto ; essn. è il tipo .compl.eto, non della donna criminale, ma della prostituta e :.\Jagnan ce la dà come esempio di assenza del t ipo !! (V. fig. 29). (1) Prorn luminosa dell'azione moralizzatrice delle carceri e delle pene. LOM.8ROS~ . -

8.


- 1.14 ~

Egli seri re infatti: « Margherita è una ragazza cli 12 anni senza stigmati psichiche cli degenerescenza, ha una fisionomia da ci,,etta e da vanitosa. « Le sue collere sono violente; essa ~mpe tutto, minaccia sua madre, ruba e spinge sno fratello a rubare. Essa morde il suo piccolo fratell o senza motivo, si mette una spilla fra i denti e lo invita a ven irla a baciare. La sua memoria è buona. Sono i disordini sessuali che dominano in lei, onanismo fi no da 4 anni,

Fig. 29.

Fig. 30.

onanismo boccal e sopra suo .fratello, tentativo di coito. Coll'età, le sue abitudini di masturbazione divengono più imperiose. Nulla può contro le sue impulsioni onanistiche;.essa sfugge ad ogni sorveglianza, legata squarcia le corde, si serve del suo tallone, si piega sul margine di una sedia. « Vorrei bene non fa rlo più , dice ,i essa a sua madre, ma non mi posso comandare ,i . << Ogni cura medica fu inutile, la cloridectomia si fece all'età di 11 anni, e le fasciature erano appena levate, che i contatti ricominciavano ". Peggio è poi coll'altra, che è Vèramente una ladra-nata. « Luisa O..., scri..-e di lei Magnan, dell'età di nove anni , è figlia di un padre pazzo, in preda ad una eccitazione genesica abituale.


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Essa è di una intelligenza debole; i più cattivi istinti si sono sviluppati in lei; essa è sempre stata incapace di attenzione e t urbolenta. La tendenza al furto si è mostrata in lei fin dall'età di t re anni; essa r ac,coglieva tutto ciò che trovava, prendeva denaro a sua madre, robava nelle v·etrine dei negozi. A cinque anni fu arrestata da un agente di polizia e c·ondotta al deposito dopo una violenta resistenza. Si diverte a vagabondare, grida, getta le calze, le bambole nel cesso, si tira su le vesti nella strada ; ha infine una eccitazione genitale forte : dall'età di sei anni si masturba e pratica l'onanismo boccale sul fratello: al Manicomio pratica l'onanismo in pubblico, e si lascia introdurre un pezzo di legno nel i·etto da un'altra ammalata ». Ebbene, secondo lui, essa non ha alcun carattere fisionomico morboso; ora, come si vede dalla sua figura (30), essa; quantunque di soli 9 anni, ha il tipo più completo del criminal~-nato; la fisonomia mongolica, la mascella e gli zigomi enormi; seni front ali, naso camuso, pTOgnatismo, assimetria, e più di tutto, precoci.tà. Sembra una donna, anzi, un uomo maturo. Da tutto ciò si vede che, quando si nega il tipo criminale, non è già perchè esso non esista, ma perchè o non si sa, o non lo si vuole vèdere; ed una nuova prova l'ebbimo a Bruxelles nel Congresso di antropologia. criminale, ove uno dei molti pseudo-antropologi, Cuylitz, pres~ntò la fotografia di un uomo col tipo completo e che garantiva perfettamente onesto. ·Ora si trovò che ~gli aveva commesso solo ... 50 reati. cc

11.

Ma la frequenza dei caratteri degenerativi analiticamente studiati (pag. 77, 78, ecc.), non è sufficiente a darci una idea esatta del tipo criminale nella donna delinquente, il qual~ tipo invece potrà spiccare chiaro dallo studio sintetico dei diversi caratteri.

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T IPO CRIMINA.(:E NELLA DONNA. -


-'118Cbiamiamo tipo completo la riunione di quattro e più caratteri degenerati vi; mezzo tipo la presenza. di almeno tre caratteri degenerativi, zero tipo la presenza di una o due sole anomalie fi. siche o la mancanza. ..... Di queste ree esaminate 52 erano Piemontesi degenti nel carcere cellulare di Torino, e 234 condannate dell'ergastolo femminile appartenenti alle varie provincie italiane, specialmente meridionali; perciò in queste non tenemmo conto di quei caratteri che corrispondono al tipo etnico del paese a cui appartenevano ; come la brachicefalia nelle Piemontesi, la dolicocefalia nelle Sarde, la oxicefalia, la stenocrotafia nelle meridionali, ecc. Considerammo pure secondo il tipo le 150 prosti tute già prima studiate nei singoli caratteri. Procurammo di riunire second,o la stessa classificazione i dati di 1Iarro, della Tarnowsky, di Grima.ldi per paragonare i rislùtati ottenuti. Uno sguardo alla Tabella V non può a meno di sorprendere pella concordanza dei risultati: le ultime nostre esaminate all'ergastolo, corrispondono molto bene a quelle studiate in carcere; nè i risultati ottenuti variano molto dalle medie che risultano dalle precedenti osservazioni quando si pensi alle· possibili varietà di apprezzamenti di uno stesso carattere in diversi osservatori. Da questo st_!ldio riassuntivo risulta: 1) La scarsezza del tipo criminale nella donna criminale rispetto all'uomo: stando al nostro gruppo omogeneo (286) si presenta nel 14 OLO, tenendo conto di tutte le altre- osservazioni si giunge al 18 0L0, minore sempre della media riscontrata nell'uomo delinquente, 31 010 ; è però notevole la differenza del tipo nella donna normale ove non trorossi· che nel 2 0L0, 2) Nell'assenza .del tipo criminale si accordano meravigliosamente tutti gli osservatori; infatti, dalle osservazioni di ~farro risulta l'assenza del tipo nel 58.7 0L0, in quelle della Tarnowsky

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nel 55 OtO, dalle nostre esaminate all'ergastolo 55.9 Oro, da quelle esaminate i n carcere nel 55.8 O[O ; si ha cioè una media di 57 .5 010 mancante di tipo criminale. Corrispondentemente il mezzo tipo risulta in proporzione pres~ochè costante, nel 22 .OrO in )farro, nel 21 010 nella Tarnowsky, nel 29 O[O nelle nostre dell'ergastolo, nel 28.9 O[O nelle nost re del carcere, in media insomma nel 25.20 010. 3) La donna prostituta si differenzia notevolmente dalla criminale per la frequenza molto maggiore del t ipo che dalle osservazioni di Grimaldi risulterebbe nel 31 OtO, da quelle deJia Tarnowsky nel 43 010, dalle nostre nel 38 010 ; insomma si ba una media del 3'.7 .1 Oro . A. questa conclusione eravamo già venuti studiando i singoli caratteri, e più ancora studiando in modo completo i diversi tipi delle prosti t ute-nate, come noi le chiamiamo, in confronto colle comuni donne criminali . . 4) Differenziando ora la donna criminale secondo i diversi crimini, le nostre ultime osservazioni sulle 286 criminal i, fatte senza conoscere prima la natura del delitto e classificate dopo quando ci venne questo comunicato, ci mostrava prernlere il tipo criminale nel le-ladre, 15.S 010 e 16 010,. e n~lle assassine, 18.~ 010, \ ma più ancora nelle condannate per corruzione, 18. 7 010, in cui erano I comprese vecchie prostitute ove predomini il tipo criminale . La minor frequenza troviamo nelle tru ffatrici, 11 010, e infine nelle infanticide,.· 8. 7 010, che meglio rappresenta~o nella don na il crimine d'occasione. Su 100 prostitute 78 hanno sviluppo pronunciato della mandibola, 16 sviluppo di peli alle labbra, di queste quattro sono membri d'una stessa famiglia. 12. Io. - Talmeyr (Sw· le banc) ci dipinge una ,era banda di assassini e di ladri, che faceva capo alla }fère Berland (tìg. 31-32), una giornalaia sem pre ubbriaca che gi;Jcera col proprio ragazzo e


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con dozzine di uomini e che a poco a po~o fece del figlio e dei ganzi un greggp, di assassini . Ora il tipo di questa era uno dei più caratteristici. Occhi pigiati, fronte sfuggente, testa piccola, orecchie sessili;

Fw. 33.

(Thomas).

Fw. 34. I

rughe numerose, profonde, precoci, labbra spe~se e. storte, naso incavato, mento rientrante, faccia virile. La Thomas (fig. 33.-34), alcoolista, libidinosa, che aveva coni-'


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me;:;so parecchie centinaia d'aborti, cadendo in accessi epiletticoalcoolisti subito dopo che a.era compiuto il reato, ha assimetria facciale, le orecchie ad ansa e sessil i, il naso obliquo, il labbro torto, assottigliato, e ricchezza straordinaria di rughe (1). Questi due ritratti ci g iovano per darci un'idea del tipo criminale speciale nella donna; dico speciale in quanto che,. anche quando è tipico, è meno brutale del reo·nato maschio.

(1) Devo questi due ritratti alla cortesia dell'illustre principe Rolando Bona' parte, che ha una delle più belle collezioni antropologiche d'Europa, e che per me appositamente li fe_ce eseguire.


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CAPITOLO VI.

Nuovi tipi criminali.

Ogni giorno si scopre qualche nuo va specie, qualche nuovo tipo . criminale.

I.

Il prof. Benedikt (Le vagabondage ; Annales cl'hygiène, 1891) ci presenta il tipo del vagabondo-nato. << È un fatto incontestabile, scrive egl i, che vi sono individui come vi sono razze intiere fra le quali il vagabondaggio è congenito : esso si rivela in tutte le condizioni, anche nelle più sfavorevoli al suo sviluppo. VAGABO~DO· NA'l'O.

« Il primo suo elemento costitutivo è la nevrastenia fi sica, morale ed intellettuale, che rende difficile o impossibile agl'i ndivi dni di campare la vita col lavoro, o quanto meno con lavoro continuato, regolare e spontaneo. cc Nei vagabondi la nevrastenia morale, e soprat tu tto la debolezza

della volontà, è dominante ; dimodochè essi lavorano sotto una pressione morale, mentre sp,rebbero incapaci di lavorare in libertà. « Un altro punto psicologico interessante è che nella psicologia del vagabondaggio si osserva una certa periodicità. « La nevrastenia morale appare anche sotto forma di quella leggerezza che sacrifica la felici tà di un mese, di più anni ed anche di tutta la vita al godimento di un'o ra. Vi ha una certa poesia e una certa attrattiva-geniale in questa leggerezza, che trascina

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alcuni indh·idui a. preferire il primo posto fra gli uomini leggieri, anzichè l' ultimo fra gli onesti. « Un altro elemento del vagabondaggio è la claustrofobia, senti· mento irresistibile di angoscia in locali chiusi e stretti. Più questo sentimento è sviluppato nella prima gioventù, pÌtl entra incoscientemente a far parte del sentimento generale, ed esso agisce tanto più sulle abitudini dell'individuo. << Questo stato non è esclusivamente e originariamente nervoso, ma senza dubbio dipende anche dalle condizioni degli organi della respirazione e della circolazione. « La claustrofobia ha una grande azione nella psicologia delle razze e delle tri bù vagabonde, che così difficilmente si adattano ad ima colonizzazione e _ad un soggiorno fisso. « U:n altro elemento psicologico del vagabondaggio è la sovraeccitazione psichica generale, più congenita che acquisita, la quale impedisce a coloro che ne sono affetti di dedicarsi al lavoro continuo e regolare. « Perciò pe1~dono sempre f frutti deL lavoro passato, il loro stato economico diviene ognora plì1 triste ed essi perdono la confidenza dei loro padroni. • « Ed è allora soltanto che il vagabondaggio, acquisito o congenito,direnta un flagello per !a società, specialmente se gl'iodividui affetti sono poveri. Invece, allorquando hanno una rendita assicurata, possono essere i mero bri pi ìl amabili della società o. Quanto ai rapporti del vagabondaggio colla delinquenza, chi ha studiato il pol trone incorreggibile e certi uomini incostanti, inquieti aùche in buone posizioni sociali, sa che costoro possono avere tutte le virtù possibili e niuoa tendenza viziosa o pericolosa per la società; tu puoi trovare, perfino, dei veri eroi di vi rU1 fra i vagabondi-nati, che soffrono magari la fame, la sete, il freddo, la sporcizia, lo sprezzo e l'egoto dell'uomo, ma restano onest i per tutta la vita. Per quanto la loro intelligenza lo permetta, si dedicano a certi mestieri zingaresch( e preferiscono morire di fame piu ttosto che delinquere. 0


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]'ra costoro t ro,·i dei pensatori ed anche deg!i studiosi, che di verrebbero abilissimi, ~e per riuscire non fosse necessario un lavoro •assid110 e prolungato. r Taluni si r itiravano in altri tempi nei conrenti, ove poterono, colla loro rassegnazione e col lavoro· monotono e forzato delle preghiere, diventare dei semi-santi . M:a altri, malgrado tutte le buone dù;posizioni. per l'onestà, si lasciano trascinare al deli tto da una tendenza speciale ; essi vogliono essere rinchiusi per qualche tempo, ed è principalmente nella st agione fredda che · vi riescono. Si riconosce il movente di questi delitti, _perchè sono commessi a bella posta solto gli .occhi del pubblico e della questura. Altre rnlte il bisogno, il disinganno, l'odio contro la società che loro rifiuta quel poco che domandano, li spi nge a · delinquere, e l i trascina fino all'omicidio. 'Ristabilito poi l'equilibrio dei sentimenti, sono accasciati dai rimorsi, dal disgusto della libertà ed anche della Yita stessa, e spesso si dichiarano spontaneamente pi il colpevoli di quanto realmente non siano. Questi reati per tale sentimento speciale hanno un interesse sotto diversi punti di vista. Queste dne forme di delitti, quelli per tendenza speciale e per emozione, possono in gran parte essere evitati, se il principio di trattamento dei vagabondi qualificati fo sse messo in pratica. In ogni modo, questi individ.ui, ,dopo scontata la loro pena, devono essere t rattati. come vagabondi pericolosi. Oltre a questi gruppi cli vagabondi delinquenti d'occasione, ve ne sono altri, vagabondi e deli nquenti nello s tesso tempo ; e gli elementi costituenti il vagabondaggio entrano generalmente anche nella psicologia dei delinquenLi-nati. - Vi è ancora u_n'altra categoria di ngabondi criminali, e sono i criminali diventati vagabondi per il trattamento avuto in società dopo espiate le pene. I due ultimi gruppi indicati devono essere t rattati, anch'essi, dopo l'espiazioné della pena, come pericolosi. Con ciò forse si riuscirebbe ad fo1p~d ire la maggior parte dei deli tti commessi da recidivi male sor,egliati. Si vede dunque che

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un ·azione intelligente della società contro i vagabondi può avere un enorme effetto di pre\-enzione e di proibizione, se quest'azione è veramente scientifica, doè se riposa sulla conoscenza dei fatti e deriva da teorie morali. Una colonizzazione più o meno libera di vagabondi qualificati .potrà ·produrre buoni risultati ? Bisogna rispondere negativamente . Yi sono ben~ì molti delinquenti che polrebbero essere buoni coloni, utili ecl onesti, ma la pigrizia dei vagabondi ed il loro disgusto di un domicilio fisso li rondono incapaci di formare nna colC1nizzazione pratica. 2. hlBECILLI V.\nABO}sDJ. - Forse si capirà meglio questa nuova spec ie di delintp1enti raHicinandoli a taluni imbecilli descritti dal dott. Sollier. Certi imbecilli, scrfre egli ( Psycliologie de l'idiot et de l'imbécile), non si dàano ad alcun laroro. nonostante tutte le sollecitazioni possibili. Essi restano dei gi orni iutieri senza fttr nulla. a veder larnrare gli altri, a dar loro sovente dei consigli sul modo di regolarsi, e finiscono per credersi occupatissimi, perchè -anno e vengono, e disturbano tutti nel loro lavoro. Se i primi lavorano male, questi non lavorano niente affatto. Il bisogno di vagabondaggio è s..-iluppatissimo fra gli imbecilli. Partono senza sapere dore ranno,. camminano sempre dritto innami a sè, abbandonando la famiglia se11_za preoccuparsi dei loro mezzi di sussistenza. Dai ricoveri si vedono spesso evadere anche a due, a tre, camminando notte e giorno, e specialmente la notte per nascondersi di giorno~ e andare in cerca di la,·oro nelle cascine per a,-er il diritto di passar la notte nel pagliaio od arnre un po' di pane, fintantocbè, :spinti dalia necessità, arri vano in 1101!, gran città, dore son arrestati. Ma se un desiderùi strano di libertà spiega fi no a un certo punto queste idee cli rngabàndaggio per certi imbecilli poYeri, non vale . per quelli che. trovano in famiglia tutto il necessario possibile.


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M. X., figlio di un ricco industriale, è divènuto completamente imbecille in seguito ad una febbre tifoidea: egli è in casa sua oggetto di tutte le attenzioni e di tutte le cure, e gode della massima libertà. T uttavia abbandona di freqnentètla casa per errare all'avventura in città. Quando esce ace-0mpagnato, s'allontana con un pretesto qualunque dalla persona incaricata di sorvegliarlo, ed invece di ritornare, se ne va da un 'altra, parte, più spesso senza meta. Queste fughe, assai frequenti fra gli imbecilli, sono dovute probabilmente alla loro inst.".bilità natm·ale. L'indisciplina è un vero carattere del loro stato, cbe si collega del resto molt-0 bene col loro bisogno di vagabondaggio. E sono sempre i medesimi : per lo più cattivi sogget ti che non vogl iono far nulla nè alla scuola, nè all'officina, che nei ricoveri organizzano delle piccole scappatelle, fomentano le piccole insurrezioni contro i guardiani e trascinano i più d eboli a seguirli. Pare che non siano capaci d'attenzione che per far del male. 3 . 'l'IPO J;'El\Dll?-.EO. - Brouardel ci descrisse al Congresso d'antropologia criminale di Parigi (A ctes du II Oong,·ès, 1889) un tipo che io aveva dimenticato (ed era una grande lacuna), cioè quello del delinquente-nato semi-femmineo. « L 'intelligenza, seri.e egli, del monello di Parigi, è viva, lo spirito precoce. Generalmente è piccolo, accorto, pron to a rimbeccare, intelligente, molto destro e disinvolto, ma a 12-16 anni questo ragazzo è ancora. piccolo, ha Io spirito lento e senza volontà : ha subl to un arrestv di sviluppo all'epoca della pubertà, e la sua conformaziorre corporale è restata come stazionaria. Ha il pene gracile, testicoli piccoli, pelo r aro, la pelle glabra e barba rada. Lo scheletro non raggiunge lo sviluppo di quello di un maschio, il bacino s'ingrandisce, e le forme divengono tondeggianti (potelées), a causa del grasso che invade il tessuto sottocutaneo, e fa ingrossare ,il petto ».

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i2i -

Egli ha osservato che questo stato anatomico persiste, poichè individui di 25 a 30 anni presentano lo stesso aspetto. Così in un uomo di 32 anni ha ti·ovat-0 all'autopsia un'atrofia degli organi genitali; la vescica, la prostata, i muscoli ischio cavernosi erano quelli di un fanciullo. Gli è verso i 16 o 18 anni che ingrassano; le loro forme s'arrotondano,. ed essi assumono un' andatura femminile. I due caratteri predominanti della degenerazione di questi fan ciulli delle grandi città sono l'aridità intellettuale e l'inettitudine genetica. I fattori che concorrono a quest'impoverimento intellettuale sono complessi: il lavoro nell'officina, il soggiorno in locali poco salubri, la crapula precoce, l'alcoolismo prematuro; e noi aggiungeremo l'eredità. « Sotto il punto di vista psichico, scrh'e ancora Brouardel, vi si tr<¼:,_a uno spirito scettico, motteggiatore, indifferente a tutto; e soprattutto dal lato morale un'assenza completa di discernim•mto del bene dal male. Questi giovani possono apparire brillanti quando narrano un fatto di cui furono t-estimoni; ma se vogliamo sapere ciò che pensano, ci accorgiamo che assolutamente non pensano a niente, perchè non banno discernimento, nè mai l'idea del rimorso ha germogliato nella loro coscienza. cc Non hanno l'attitudine genetica propria del sesso maschile, e siccome hanno poi somaticamente una specie di conformazione femminile, essi sono presto arruolati dagli agenti ~ella pederastia. cc Vediamo, continua Brouardel, ora ciò che avvenga di questo stesso tipo nel centro borghese. Domandate ai parenti ciò che pensano del loro fanciullo quando ha dieci o dodici anni : è sempre un piccolo prodigio; ed infatti è così scaltro, ha dei motti e scatti spiritosi, che a quell'età. lo rendono interessante. Poi osservatelo all'epoca della puber tà: il suo sviluppo è difficile ed irregolare. Ne osserni uno che in 3 anni- aveTa guadagnato 2 centimetri in statura, e che in seguito in 3 mesi è cresciuto di 12 centimetri. Tal-


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volta anchtl certe parti del corpo hanno uno s:iluppo sproporzionato in confronto alle altre; e quando, per esempio, il piede e l'articola.zione pe-roneotibiale non si sviluppano simultaneamente ne possono derivare _for me di tarsalgia. Tutto ciò noij va disgiunto da disturbi ganerali: dispepsia, anoressia, nevrastenia, ecc. E nello stesso tempo in taluni s'aggiunge l'obesità, di cui si parlò pii1 avanti »_. Sotto il punto di vista genetico, si riscontra lo stesso arresto complicato spesso a diversi accidenti; e spessissimo Brouardel ebbe occasione di aprire ascessi mammellari a fanciullì dai 12 ai 15 · anni. Il medesimo fatto venne segnalato a Lione, Lilla, Roano, che sono tutte città manifatturiere. Egli ha seguìto qualcuno di questi giovanetti fnori del collegio. Spessissimo sono semi-impotenti ; e quando prendono moglie, restano sempre po\-eri mariti che non hanno mai figliuoli. Ohe cosa è avvenuto della loro intelligenza? Generalmente restano sufficientemente intelligenti per riescire a subire gli esami di laùrea. l\fa è loro impossibi le di fe rmare lungamente l'attenzione sullo stesso soggetto e di approfondirlo, perchè sono molto superficiali. Se pittori , la qualità dominante sarà il colore, e non rinsciranno che dei decoratori; se poeti,. aq·anno la rima riccli issima , la forma brillante, ma senza idee, e spesso saranno decadenti . Nel ceto operajo, se essi non sono morti prima d'esse}."e adulti, faranno l'articolo di Parig i. 4. SPU. - NAT.-1.. - Dmitri Drill nel sno classico libro: I delinquenti mi1:orenni, di 0.ui parleremo un'altra volta, ci ha las.ciata una bellissima descrizione di un delinquente-nato dotato di .alta intelli.. g~nza. 8arebbe lo spione-nato. << Vi è un· tal detenuto chiamato Kataeff, che è un vero flagello dei compagni non che ilel personale.amministrativo del carcere. << J~ un individuò scaltro, estremamente fine e vivace; ma nello ste.sso tempo disordinato al massimo grado; dotato cli un carattere

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- i29 I talmente inquieto ed attivo, ehe non potrebbe passare una sola giornata senza avere inrnntato o tramato una nuora impresa. Ka-

taeff alle volte dava consigli, t alvolta cercava cli scoprire qualche reato de' suoi compagni, Qra falsificava i sigilli, ed alle rnlte denunziava i compag ni. Sapeva carpire confidenze dai condetenuti, prodigando loro dei consigli. Dai disertori si faceva dire il nome ed i delitti, e dopo ipocritall\ente insegnava loro a fare le deposizioni in modo da i11gànnare la giustizia. Parecchi detenuti, avendo seguìto i consigli di Kataeff, erano riusciti a liberarsi dal carcere, oppure a cambiare ]a detenzione in deportazione; altri, fuggiti dal carcere correzionale, si erano arruolati ~ll'armata sotto nomi falsi. Poi, quando Kataeff conoscera i difetti di ciascuno, li divulgava, fornirn le prove contro i vecchi compagni, ed in questo modo ne causava la perdita. Nel denunciare i compagni, agh-a senza vantaggio perponale, ma pel solo vile piacere che prorava nel far soffrire gli al'tri. Infine le denunzie divennero come il suo elemento, e sotto questo riguardo i de~enuti e le guardie non gli bastavano più : allora componeva memorie destinate a, cadere sotto gli occhi dei capi, scrive.a lettere anonime agl'impiegati superiori, denunciando una quantità di persone come colpevoli di ogni specie di delitti nelle diverse città e pr~incie di Russia. Face,a pioYere pu-· nizioni su punizioni sui g uai/ai ani, denunciava agli ufficiali i compagni di prigione; denunciava gli ufficiali stessi ai superiori, e costantemente domandava di parlare al capo di polizia per comunicargli un segreto di Stato dei più importanti: Dopo arer r iceruto qualche favore dai guardiani delle prigioni, li denuncia,a immediatamente per questi favori stessi » . ,

5. GENIO REO-NATO. - Havelock-Ellis nel Criminal man ci diede ultimamente il ritratto di un delinquente-nato che era scrittore di genio, il che potrebbe essere una nuo,a prova del rapporto del genio colla follia morale. Lomrnoso. -

9.


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Thomas Waimoright, conosciutissimo in quell'epoca come autore= degli Essais et critiques, ebbe un nonno pure scri ttore e sospetto di : delitto. Il padre e la madre morirono giovani. E~li venne allevato' in un elemento letterario ed-artistico, ma~ra vanitoso ed instabile e sempre attrat to dalle frivolezze. Giovane ancora, restò qualche· tempo nell' esercito, e dopo uscitone, trovandosi a Londra, diceva di se stesso: « La mia arte benedetta hà toccata la rugiada colla sua pura ed alta influenza; lé nebbie malsane sono purgate, ed essa piange lagrime di felicità e di gratitudine sopra i poemi di W ordswourth. ~< Ma queste serene contemplazioni furono spezzate (egli scriveva parecchi anni prima di cominciare la carriera del delinquente) da una malat tia acuta di muscoli e di nervi e dall'ipocondria! « Sono sempre stato sull'orlo dell'abisso della follia, ma ùn abile dottore ed un'affezionatissima ed infaticabile nutrice mi hanno finalmente liberato da queste cause tristi e mortali e affranto dopo una lotta dolorosissima. « Le occupazioni regolari mi erano impedite». · Allora cominciò a scrivere sotto il nome cli J ames Ventercok i suoi Essais et critiques, riferendosi specialmente agli artisti italiani e francesi moderni. Affettava grande sentimentalismo. E t ut- · tavia ri(;arcava le volgarità e palesava istinti sordidi. Aveva gusti sensuali d'ogni maniera, e tutti i suoi mezzi non erano sufficienti per soddisfare i desideri cli lusso, di profumeria e di gioielli. Non poteva vivere senza oggetti di lusso, precisamente come ~faria Schneider non poteva vivere senza confett i, nè dolci. All'epoca in cui i suoi lavori let terari cessarono, fa] sificò una procura a nome di , un suo compagno, appropriandosi una somma di 5000 lire sterline, mentre non aveva diritto che ai soli interessi annuali. In quell'epoca questo reato era punito di morte. ' Non fu scoperto che dopo 12 anni. Lo si descrisse come un damerino brillante, spiritoso, abile, i ngegnoso e senza cuore. Sposò·


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una giovinetta povera, ma di temperamento gaio e brillante; la madre, vedova, viveva con due sorelle. Essi facevano vita miserabile, ma uno zio, l\I. Griffit11s, che era ricco, offrì loro di clie vivere sotto il proprio tetto. Que:it'oft'erta venne subito accettata, ed un anno dopo i\[. Griffiths morì dopo breve malattia lasciandoli eredi di tutta la sna sostanza. Ma questi denar i durarono poco tempo . La suocera e le due figlie cli questa fecero degli sforzi infruttuosi per guadagnare di che vivere, e finalmente furono obbligate a cercare ricovero in casa di 11:. Wairnoright. Dopo poco tempo la suocera morì, ed una sua figlia la seguì in breve tempo. Le due defunte erano, durante la malattia, ~~tite dal Waimo· r ight, che loro amministrava una polvere bianca. 'l'utte e due morirono cogli stessi sintomi dello zio Griffiths.Dopo la morte di questa ragazza, si constatò che era as icurata sulla vita presso parecchie 1 società d'assicurazione per 18,0'QQ ls. (450,000 fr.). Essa era molto bella e godeva molta salute. Le compagnie d'assicurazione r ifiutarono il pagamento del premio, e vinsero la lite. Waimoright, che· dopo la morte della giovane ·si era separato dalla moglie,aùbandonò l'Inghilterra e si stabilì a Boulogne sur ::.\Ier con un individuo ·di modesta fortuna e che viveva con sua ·figlia. Rifcì a persuadere qtrnst'uomo ad assicurarsi sulla vita e gli procurò ;un risparmio sul prezzo d'assicurazione ; poco tempo dopo quest'ultimo morì pure repentinamente. Waimoright viaggiòallora in Francia sotto un falso nome, ma cadde nelle mai1i della polizia e le sue scuse essendo poco soddisfacenti, fu incarcerato per sei m esi. La polizia francese scoprì della stricnina nelle sue tasche, ma ritenne ciò come un'eccentricità inglese. Senoncbè appunto in quel tempo veniva spiccato un mandato di cattura contro lui,, dall'Inghilterra, .e coll'aiuto di una donna egli vi venne attirato di nuovo e poi arrest~to e condannato alla depor tazione a vita. Allora i sospetti del medico, che aveva curato la ragazza che morì, furono risvegliati e -Waimoright stesso, clopo la condanna, \ confessò i suoi avvelenamenti. Un giorno gli si domandò: {< Come


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avete potuto uccidere una creatura così innocente e fiduciosa come lo era Elena A bercrombie ? ». Dopo qualche minuto di riflessione rispose : « Per verità, io non lo so, a meno che ciò non sia perchè avev~ le gambe g rosse ,, . Egli era molto vanitoso. Ciò che ?.ffendeva Maria Schneider era l'obbligo di dover mangiare pane/ asciutto; - ciò che umiliava / Waimoright era di portare i ferri ai piedi nella stira del battello: « Essi credono ch'io sia uri disperato! Io, il compagno dei poeti, dei filosofi , degli artisti e dei musici; un disperato ! ! ,, A Nobert-Poron egli tentò di avvelenare due persone che avevano eccitato la sua animosità. Lo si descrive con una (testa massiccia, occhi incavati, la mascella quadrata (carrée), solida, i capelli scuri e lunghi; zoppicava ed aveva u n'espressione ripulsiva ed affascinante nello stesso tempo. Di rada guardava in faccia. La sua conversazione e le sue maniere erano estremamente gioviali, non era mai esagerato, e nemmeno ebbe abitudini grossolanamente sensuali ; era mangi atore d'oppio e provava un piacere perverso a diffamare coloro che gli testimoniavano amicizia. Era fuggito e detestato da tutti ad eccezione di un gatto pel quale nutriva un'affezione straordinaria. (Ho già dimostrato l'attrazione del delinquente-nato per le bestie). Morì a·apoplessia nel 1852 all'età cli 52 anni; egli fu certamente un'altra prova dei legami del genio col delitto e la pazzia morale. 6. P AZZO ì\iORALE E

REO . -

Nel Journal of mental science, numero

d'ottobre 1885, Percy Smit.b, assistente a Bethleem-Ho_spital, riporta questo caso ti pico che dimostra i1 parallelismo del pazzo morale col deli nquente-nato. « B. fin dall'infanzia amara torturare gli animali domestici, e trattava con crudeltà i membri più g ìo,·ani é!ella famiglia. « Era taciturno, poltrone, t raditore e malvagio. << Una Yolta attirò un g iovinetto in un l uogo solitario, e dopo


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averlo spogliato degli abiti si mise a frustarlo con una lunga verga di salice. Non contento di questo lo morsicò crudelmente e lo graffiò in diverse parti del corpo, minacciando di ucciderlo con un coltello da t.avola se domandava soccorso. « Poco dopo fu arrestato pe, aver tagliato la gola ad un cavallo . '\ di proprietà d'un vicino. Il vicinato si era vivamente allàrmato temendo pel bestiame. Infatti ne trovavano spesso al mattino colla gola ferita e rimarcarono pure che i volatili diminuivano in modo insolito. (e Allorquando B. fu arrestato, confessò che non solamente era l'autore cli quelle uccisioni, ma che aveva ancora mutilat o"àftì"i ani mali e che aveva ucciso i volatili torcendo loro il collo e poi li aveva nascosti. Per questo reato fu condannato ad un anno di carcere. Dopo scontata la pena ritornò a casa e ~t-ò strangolare un fratello pi ù giovane che dorm iva con lui. Quando giunse la madre il fanciullo era quasi soffocato. <e Rubò una somma rilevante nella scrivania del padre e tentò fuggire; ma fu arrestato e condannato a sette an~i penitenziario. « Ritornato libero, s'arruolò in un reggi mento di cavalleria. U!1 giorno c9ndusse il suo cavallo in una palude profonda, lo picchiò . ò. Al domani finchè fn còmpletamente nella melma, poi l'abbandr il cavallo fu trovato morto. « B. disertò, poi, e ritornò in famiglia. Una sera il padre pelando una mela si tagliò la mano ecl il sangue sprizzò. Egli diventò pallido, inquieto e nervoso. Fuggì di casa, s'introdusse· nel cor tile di un podere vicino ove tagliò la gola ad un cavallo ri fugiandosi poi nei boschi. Là, vedendo una giovinetta che coglieva foglie, s'avventò su essa e la stuprò. Per quest'ultimo reato fu condannato al capestro, ma la pena gli venne commutata in carcere perpetuo. rn capo a 10 a;rni fu graziato. Ritornando al suo domicilio entrò in una mandria, prese, un cavallo,. l'attaccò ad un palo telegrafico e lo mutilò in moclo abbomi ne.vole facendogli un'incisione al eollo, un'altra al ventre e tagliandogli la punta della lingua.


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« Imiato all'asilo cli Kingston, cinque anni dopo fuggì , sorpi:ese

una gio·d netta e cercò violarla. Ritornato all'asilo tentò castrare un povero idiota, e colpì con una forchetta il ventre di un altro imbecille. Uccideva tutti gli animali che pote<-e, trovare. Spingern molti ammalati a masturbarsi ed introdusse le più cattive abit udini in quella casa. « Era un gran poltrone, e se la p igliava sempre c.:>lle persone deboli, ragazze, fanciulli , alienati, animali, uccelli, ecc. ».


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CAPITOLO VII.

Tatuaggio.

Gli studi sul tatuaggio, che parernno esauriti dopo i tanti e btl lissimi di Severi, di Lacassagne, di Luccrini, pure dànno ogni anno nuove e curiosissime rivelazioni. I . UoMrnr. - Gurrieri e l\Ioraglia (Note s1tl t~ggio osceno -nei .delinquenti; A1·ch. v sich., XIII, fase. II-III), ci mostrano fino a che punto giunga l'oscenità nei tatuaggi dei rei-nati; essi ci parlano di un sorvegliato morto a Firenze in · S. 1\Iaria Xuo..rn per sifilide ter,ziaria, che portava sulla regione epigastrica una donna nuda, piegata col corpo in avanti, con una mano sul pube e nell'altra una brocca che versa acqua in una scodella messa per terra; dietro a lei, in piedi, sta un uomo pure nudo cou enorme pene eretto in att o di sodomizzarla. Sotto v'è tatuata la scritta: O! Quanto ~ bell6il ccw di Carolina. I Costui porta pure tatuata una donna con mammelle voluminose icaq.enti, i capelli disciolti con in mano una specie di cerchio poggiato sopra un altro cerchio :piil grande. I due disegni allude\'ano ad una. lavandaia sua amante. R. L. , veneto, d'anni 50, ·~glio di padre apopletico, alto m. 1,57 -e pesante 64 cbg., con oreécbie ad ansa ed assai deformate, i capelli ha neri ma rari, peli neri e rarissimi, i genitali normali. Già arrestato sette od ot~o volte pèr rissa e rivolta ai pubblici agenti, ed attualI

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mente condannato a 16 anni di la Yori forzati per i stupro consumato su fanciulla quindicenne, della cui madre egli era l'amante, aveva un tatuaggio, di cui egli era, più che lieto, superbo, e che gli ornava ambo le braccia ed il petto. Su quest'ultiQio ha segnate due stelle a cinque punte, collocate ciascuna sovra una mammella. Sul braccio sinistro poi i tatuaggi sono disposti nell'ordine seguen te: Fra il pollice e l'indice della mano destra una croce) fatta incidere a 20 anni. Sul dorso deì polso una donna vestita, rozzamente disegnata, alta 15 centimetri, fatta fare a 15 anni. A.I di sopra un cuore trafitto con una piccola croce e di fianco, un po' superiormente, una semplicissima crocetta. AI di sopra ancora, alto mm. 85, un uomo nudo, con un membro enorme, eretto, intento a masturqarsi. Superiormente poi evvi ~ma donna nuda, alta mm. 65, con le gambe divaricate, intenta anche essa a masturbarsi sopra un vaso da notte appoggiato al suolo. Auche questi due tatuaggi furono fatti eseguire a 15 anni. Nell'interno del braccio, poi, spicca il seguente tatuaggio, lungo in tutto mm. 165, e fatto eseguire a 16 anni: C : Z, un cuore trafitto con . piccola croce, due ·spade incrociate, 186 8, e sotto 2 cuori incatenati traversati da una freccia. Sul braccio sinistro, infine, i tatuaggi sono nell'ordine seguente: Sul carpo un cane da macello con collare, che rassomiglia però ad un torello munito del giogo. Al disopra una croce a più braccia, e poscia una testa coronata. Questi tre tatuaggi comprendono una lunghezza di 205 mm. Ad 8 centimetri e ~mezzo al disopra evvi un guerriero medioevale, munito di lancia, sovra un cavallo al galoppo, abbastanza finamente disegnato. Sul davanti del braccio, infine, havvi una d9nna nu,.da, alta mm. 145, adorna di stelle, la quale con una mano divarica la vulva e fa colare i mestrui sovra un vaso da notte che ha fra le gambe. Essendosi il dott. Moraglia soffermato alquanto ad osservare


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. quest'ultimo tatuaggio, l'R. gli disse che conosceva un compagno libero, il quale aveva sul petto inciso un gruppo rappresentante due donne, l'una in piedi e l'altra in ginocchio, in atto di compiere il cunnilingio, ed un-uomo esercitante il coito a posteriori su quella ritta, che veniva così a. trovarsi nel mezzo. Interrogato l'R., rispose che incominciò a masturbarsi a 13 anni ea a praticare le donne a 15. Dichiarò 'inoltre di amare sia le donne che il vino, ma più quest'ultimo, e negò il reato, affermando che egli, dormendo nel medesimo letto con la madre e con la figlia, usò dell'una e dell'altra senza mai usar violenza, della figlia solo quando la madre al mattino si assentava per andare in cucina a preparare il caffè. Ma il suo tatuaggio evidentemente prova la sua capacità a delinquere in reato di libidine , ne è anzi un nuovo ed im portantissimo indizio.

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2. ::.\Jr~oRENNI. -

Sui 170 corrigendi dell'an-oo-1889-90 nella R. Casa di Custodia di -Bologna, scrive Gurrieri (Archivio di psichiatria, XII , p. 434), si sono notati 56 t ~ti, vale a dire il 31,76 010. In tutti i segni tatuati sono bene conservati, meno che in due alquanto sbiaditi. Un veneto condannato per ribellione alla forza pubblica, porta sul braccio sinistro la . parola Menegon e Morte al fratello; sul petto una mano, un'àncora, due volte il moqosillabo Gitt ed altri . segni indecifrabili. Suddividendo ora que~ti giovani secondo il genere di reat i commessi e pei quali subirono condanne, abbiamo: per ribellione alJa forza pubblica 1 - ozio e vagabondaggio 2 - reati di sangue 3 furto 34 - senza indizio di reati commessi 14.

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3. TA.'l'UAGGI NÈLLA (( :MALA V ITA )) • - Su 179 addetti alla. ' Mala Vita, che diede luogo al celebre processo dei camorristi di

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Bari (Arcli. di psich., XII, pag. 578), 7Q erano tatuati. I tatuaggi di cui si parla spesso in questo processo, si facevano tanto nelle carceri che fuori, nella bottega di un barbiere, L uigi Strambelli. Molti tatuaggi si riducono a croci ed ini~ ali. Abbondano anche l e armi, sciabole, spade, ri.oltelle, le teste di donne, le figure umane in genere. Un imputato porta sul petto il nome di Fanelli Andrea e di Andrea R inaldi (un capo della banda), una stella, e fra i due nomi un sole. Cuori, serpi, teste di guerrieri antichi, Yasi di fiori, àncore non mancano : è un alfabeto ? So no geroglifici, o capricci, o scempiaggini, come dicono gli accusati? è probabile. Giovanni Del Buono ha sul petto : JJ![orli Alimvami tri.omvati pimiien culi (1), e da un lato, il sini stro, una figura di uomo armato di pugnale in atto di battersi. Sul braccio sinistro le iniziali P. G. C. D. A. R. (2). Sulla mano destra una catena e un fiore. Un tatuaggio forse piuttosto militare che rivelante tendenza al delinquere o vizi inconfessabili è quello di Michelangiolo Diana, il quale sul braccio destro ha una figura di ballerina, con le parole : Anwr mio, e snl sinistro: 89~ Reggimento di fant-et·ia, Viva l'Italia! Invece altri portano scritti i nomi già citati di Andrea Fanelli e Andrea Rinaldi, quasi segni di riconoscimento dell'affigliazione. Michele l!,iori ha un mezzo busto di guerriero, un cuore con una spada, e il nome : Kardella, all'altro braccio un altro cuore, un'altra spada, le iniziali N. S. P . l\I. e il nome: Tiali. I tatuaggi sono spesso religiosi: sembrano condotti con lo scopo d'invocare protezioni dal cielo o anche cotne preserrntore dai peri-

(1) Morte all'infame trionfatore, prendi nel culo. (2) Già. nell' Uomo delinquente, vol. I, mostrai che nell'Italia del Sud il tatuaggio criminale spe.,seggia di iscrizioni od iniziali.


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coli, come: Vergine del Carmine, guardami tu. Uguale preghiera porta tatuata sul petto Emanuele M:ercoledisanto. Andrea Rinaldi ba sul petto due pugnali, due scudi, due cuori, una corona, una ballerina sopra una palla e le parole: Melarosa Michele - Amore di famiglia; al braccio sinistro : Santarelli Silvestro, L. B. S. P. P. G. G.. L'artista dei tatuaggi è stato sobrio di questo genere di ornamento per se stesso. Infatti Luigi Strambelli si contenta per sè delle lettere S. R. e della parola Calzolaio sul braccio de~tro e di un uccello sul petto. Appena il necessario per comparire in società! Traversa Tommaso ha invece sul corpo una vera galleria di figure, di simboli , di ornamenti diversi. Oltre una ballerina, due stelle, due cuori, una catena e un'àncora sul petto, e al braccio sinistro un: Viva l'I talia, col ritratto di Garibaldi, un'aquila, un angelo, un sacramento, un M. G.1884 T . T., una cometa, una ca~ena, un bersagliere, una l)alleriJlli.,_una t esta di brigant e e un cavallo, anche la mano sinistra egli ha rabescata con un G. S., una rivoltella e la parola Vita, seguita da T. T. Sul pollice due pugnaletti e sulle dita mignolo e anul;re due anelli. Al braccio destro : il leone di S. Marco con la scritta : Viva ki libertà, Assicurazione di Venezia, una testa di guerriero, un dia,·olo con •una ragazza sulle spalle e la scritta : Non ti fidar di me se cuor · non hai, un braccialetto e una ballerina con un cerchio in mano. Sulla mano destra poi sono due pugnaletti con cat ena. ./ Il Tra\'ersa ba tatuate anche le gambe. Sulla destra _~/legge il nome : Trnversa Tommaso e una nave con sotto : Corazzata, Vit-a la Repubblica e morte ai topi, un vaso con due fiori, due scuri e ~ tto : Italia; una farfalla, una catena con l'àncora, una ragazza ignuda, un sacramento e una testa di .uomo. Sulla gamba sinistra •un uccello, un'àncora e poi, la scritta : Piangete donne e lagrimate for te, che ima forma come questa ... non la troverete fino alla morte, ' un serpente, il sole, un pugnale, una croce, un altro serpe, un altro


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cavallo, un mezzo sole, un guerriero che uccide un serpente con una spada, un'altra croce, àncora, F. P. P. D. F . e un cuore, un braccialetto. Anche l 'asta virile ha traccie di tatuaggi. Giustamente e seguendo i dettati della nuova Scuola, il Procuratore del Re addusse questi tatuagg i come indizii di criminalità e criminalità associata. 4. T A'fUAGGIO SrnBOLICO E DELINQUENZA. - Il caso più importante di tatuagg io studiato fi nora fu quello di Santangelo. « Spiteri Francesco, scrive il dott. F. Santangelo (P isani, P alermo, 1892) , nel mese di maggio dell'anno scorso presentavasi nell'Ospedale S. Saverio per pleurite sinistm . Ecco la sua autobiografia : << in chiamo Spiteri F rancesco fu Carmelo da Alessandria di · Egitto. Conto 37 anni dacchè mia m adre mi regalò al mondo. La mia vita è stata molto dolce ed avventurosa ; le donne sono state sempre la mia passione, Venere la mia stella. « Da bambino ho sempre dato mostra di esuberante vitalità: . A sette anni incominciai a masturba rmi ; a dieci anni non compiuti adescando i miei coetanei sulla barca giornalmente me ne servivo contro natul'a ; a sedici anni per aver tentato due volte violentare mia sorella, mio padre caccio.mmi di casa e non volle mai più vedermi. D' allora in poi menando vita peregrina e facendo t utti i mestieri mi son divertito ed bo girato il mondo. « Non ho mai fatto male a nessuno. Una volta mi accusarono di aver ammazzato due Turchi, e poi di aver ferito alcuni Francesi, ma non è vero; forse quando i 1 sangue mi ha girato per la testa avrò fatto qualche cosa. Sono stato parecchie volte in prigione, ma per poco tempo , perchè gli uomini d'onore sono sempre messi a libertà . « Mio padre essendo ubbriacone morì per apoplessia, mia madre


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buona e pacifica morì di colera, mia sorella fa l 'innamorata d'un ufficiale inglese in Alessandria. « Di tutt'altro non penso niente, lo potete vedere nei miei disegni (accennando ai vari tatuaggi). Non dirò più nulla . . . . . . lasciatemi in pace ! ... >>. Esame somatico. - Costituzione robust a - scheletro forte e bene sviluppato. - Pesa chg. 86 - Statura m. 1,78 - Perimetro toracico m. 0,94. - Grande apertura delle braccia m. 1,83. An tropome fria (cranio). - - Indice cefalico mm. 81,57. - Circonferenza orizzontale totale mm. 558. - Capacità cranica mm. 1401. Orecchie egualmente impiantate ai due lati, ben conformate, ma asimmetriche, essendo ad ansa la sola sinistra ~---Pa{liglione largo mm. 36 a destra e mm. 42 a sinistra, lungo mm . 63 a destra e mm. 68 a sinistra - Lobulo piccolo e fuso - Tubercolo di Darwin. Sensibilità. - La sensibilità termica è quasi normale. Abolita completamente la sensibilità dolorifica; s.i può trapassare co~ un ago una piega della pelle senza che l'individuo ac---._ cusi il minimo dolore. I Senso cromatico, conservato. - Forza visiva molto diminuita a ·destra. R i flessi. - · Riflesso cutaneo plantare abolito. - Ascellare pure abolito. - Riflessi delle mucose conservati. - Riflessi iridei normali a sinistrà, diminuiti a destra. - Rifl~sso del tendine cli Achille normale. . - Rotuleo diminuito sì a destra che ,_,sinistra. Motilità. - Normale la motilità generale e speciale. Al mancinismo sensorio va anche unito quello motorio, e per questo è da notar• che l'individuo è mancino non solo dall'arto superiore nia anche dall'inferiore. L'esame dinamometrico al pugno ripetuto varie volte diede a sinistra chg. 45 a destra cbg. 38 (D. di Ma.ttieu) alla pressione. Fimzioni psichiclie. - Tra le funzion{ psichiche quelle che


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deviano dalla norma sono i sentimenti, fra i quali si trovano esageraLi gli egoistici, gli erotici ed i religiosi. ~ote\'ole è l'insensibilità morale: infatti mentre sempre dice che desiderava il piì1 gran bene del mondo alla madre, odia terribilméllte il padre solo perchè lo cacciò di casa per aver tentato di violare la sorella. « ~lia sorella, esclama, era una donna come tutte le altre e non ci vedo nulla di male se la mia infrenabile passione mi aveva portato a domandarle ciò che ho fatto con altre donne » . La condotta poi è stata pessima: seriza dir degli omicidi, bastino il continuo mutar di mestieri, la vita peregrina e la prigione sofferta. - Ora questa condotta è mirabilmente dipinta dal tatuaggio di cui è letteralmente coperto. Jfell' art-0 sitperio,·e destro: Braccio (regione posteriore esterna) - La figura di una donna alata 'ed incoronata, soprastante a due ramoscelli d'alloro, avente alla mano destra due cuori, ed alla sinistra una freccia; pit1 in basso a s~nistra havvi una viola del pensiero con la scritta: .\.lCORE E SPERANZA; sotto i due ramoscelli è scritto in arabo il nome di questa donna (Dudù ara.ba montanara) soprastante ad un pene (Ta,. I). La figura della donna alata ed incoronata gli rammenta una donna da lui rapita ( << le ho fatto prendere il rolo » dice) : incoronata per indicare che alla corona verginale le !!ostituì quella reale; la freccia indica il dolore che apportò ai genitori della Dudù, i quali sono r11ppresentati dai due cuori; i due ramoscelli esprimono che essa si manteneva fresca e sempre verde come l'alloro; la viola del pensiero, come si vede, significa che quella donna fu il suo amore e la sua speranza; il pene sotto il nome di lei (Dudù) quello che le diede -quando se la rapì. .:lntibraccio (regione posteriore). - Vi sono scritti in arabo il nome Dudt1, una innamorata del Cairo; il nome e cognome di tre altre donne, Fattuma Scandrania, da Alessandria d'Egitto; Zubeida Benc-Caducia, pure da Alessandria d'Egitto; Ianni Ghiricli,

'

·,


T'ao. I.

1· i

I•

TATUAGGIO SIMBOLICO DI STUPRATORE, ECC.


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greca. Un pene sotto il primo nome ed il sole al lato destro di quest'ultimo: il sole indica che esse erano molto belle, il pene significa ch'e a tutte e quattro diede la medesima cosa. Antiòraccio (regione anteriore). - Due figure di donne separate da una croce, la prima tiene un botton di rosa alla destra, la seconda chiamasi Fattuma. Sono allre due innamorate : della prima oltre di non aver segnato il nome, lo Spiteri non lo volle dire, facendo comprendere che essa era una sua parente, la quale gli aveva dato il suo fiore verginale e per questo è rappresentata con un botton di rosa alla destra in atto di offrirlo. La seconda (Fattuma) è un'altra innamorata (levantina da Costa~O].Oli) avente sulla testa una croce. R egione clo>·sa7,e della mano destra e dita. - Un'aquila, poi un cuore circondato da tre punti, delle foglie e dei fiori uniti a ghirlanda, un nome di donna scritto in aral)o (Fattuma). Suff indice è disegnato un anello. L'aquila gli rammenta il nome del bastim ento sul quale era imbarcato quando andò a Gerusalemme ove visitò il santuario di Betlem, ivi gli tatuarono i fiori P. le foglie come sacro ricorùo del luogo; il cuoTe con i tre punti attorno, è quello del nostro Signore G. C., che soffrì il dolore dei tre chiodi. - La donna araba (Fattuma) fu una innamornta che tenne per pochi giorni in Gerusalemme. L'anello ali 'indice gli rammenta il dono rice,•uto da questa donna,· ma siccome poi lo regalò ad un 'altra donna se lo tatuò nel clito in eterno ricordo della donatrice. Arto superiore sinistro: Braccio (regione posteriore esterna). - Un guerriero armato, che rappreseata Giorgio I di Costantinopoli. Lo Spiteri sembra molto innamorato della simpatica figura di questo imperatore, 'il quale era. molto amante delle donne cam -

,..,


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• biandole giornalmente a dozzina (dice lui) e se lo tatuò sul braccio sinistro perchè era egli pure mancino. A ntibraccio (regione posteriore). - Tre cuori: uno più grande trafitto da una freccia, due più piccoli grondanti sangue ; leggesi poi la scritta: IL CORE DE LAl\IAXTE MIA. "Più sotto poi una sirena portante alla destra un pesce, alla sinistra un'àncora. Al polso poi si è disegnato un braccialetto a fascia. 11 cuore grande appartiene ad una amante, con la quale visse parecchi anni; lo rappresenta trafìtt-o dalla freccia per rammentarsi che l'abbandonò con due figli nati dai loro illeciti amori, rappresentati dai du~ piccoli cuori grondanti sangue, quale segno di eterno dolore. La. sirena gli ricorda la sua fuga da nna nave inglese ; fuggì n11otando, dice, perciò la sirena. porta alla destra il pesce, alla sinistra un'àncora per indicare che nuotava come un pesce tanto da mettersi in salvo. Ii braccialetto gli ricorda un vincolo d'amore. Sulla regione dorsale della mano e sulle clita. - La mezzaluna turca con la stella d'Italia ; il nome e cognome scritto in arabo, di Ammuna Ibaradia, di Alessandria e sopravi un ramoscello d'alloro; tre geroglifici arabi . - Sull'indice e sul mignolo vedesi un anello per parte. La mezzaluna turca e la stella d'Italia indicano per lui che ba passato gran parte della sua vita in Turchia ed in Italia. Ammuna Ibaradia fu un'altra innamorata piccola e immatura come il ramoscello d'alloro; gli altri geroglifici arabi gli rammentano un luogo ove non vuole più ritor nare essendovi stato tre volte (la prigione). Gli anelli sono ricordi amorosi. Antiòraccio (regione anteriore). - Una croce greca, due cuori trafitti da due spade vengo~o uniti .da una cate·na trattenuta da un'àncora.


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l due cuori trafitti da due spade simboleggiano due innamorate che acconsentirono, minacciate di morte, alle di lui voglie. Sono uniti da una catena alla quale sta sospesa un'àncora per significare che esse appartenerano a famiglie di marinai ; la croce greca soprastante iodica che anche queste due donne erano Greche. Sul ·torace. - Una balleri na portante alla sua ·si nistra un uccello s,·olazzante, i.l gallo, u n leone, una croce della legion d'onore, tre punti vicino alla mammella sinistra. Più in basso sull'epigastrio vedesi il mezzo busto d'un altro leone. La balleri na disegnata in attitudine di ballare con l'uccello i n mano, rappresenta un'altra innamorata, e significa. che quando essa ballava volava come un uccello: si chiamava Carmela Faruccia. « Il gallo serve per le donne: quando p.reteudono di essere pagate dopo acconsentito alle mie voglie, ad esse sempre ripeto: « Quando questo gallo canterà, Spiteri ti pagherà. » . f~ questo qui ndi un segno specia.le fra i camorristi, i quali .per lo piì.1 non son usi a pagare. <( Il leone, simb()lo della forza e della prepotenza, è bene che lo porti sul petto, poichè anch'io mi sento tale . cc La croce è quella dei cavalieri di M,tlta, e la porto perchè due volte ho fuggi to (non per paura, badi !) dalle mani della polizia inglese quando mi trovavo i n l\Ialta. <( I tre punti sulla regione cardiaca indicano che per poter far morire Francesco Spi teri vi bisognano tre palle al cuore » . Son questi segni di disvulnerabilità. Il mezzo busto del leone disegnato più basso di quello intero e più grande sig nifica che anche t ra i leoni il più forte vince il piti debole; co3ì ha fatto Spiteri che sempre ha vinto tutti quelli che volevano fare i camorristi con lui. Al disotto della mammella sinistra si nota una zona oscura di forma rettangolare, e3sa è dovuta ad un vescicante. Sul pene. - ·Sul 'pene notasi: un pesce avente vicino alfa coda LoMBROSO. -

10.


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sette puntini disposti a V, ed in avanti ai lati della testa due lettere M. S., poste fra due bottoni di rose.

Il pesce sul pene ed i sette puntini significano che il suo pesce (pene) sin da giovane ha guizzato nell'ano. di sette ragazzi (i sette puntini). 11 pesce sul pene io credo quindi che deve pure consi-

"

derarsi come segno di pederastia. Le due lettere M. S. significano

cc

Mia sorella >>, alla. quale egli

tentò cogliere il fiore verginale per ben due· volle ; da ciò i due fiori ai lati delle lettere. À

rto inferiore destro : Sulla regione anten·ore della coscia . -

Una donna ebrea avente alla mano destra il ventaglio ed alla sinistra un bicchiere; sotto i piedi di essa leggesi: TERI,

1\IARL\ NNA

sr1-

e poi una mano che riceve un :fiore.

A questa donna, altra inn amorat~, lo Spiteri dà il suo cognomer perchè gli fu fedele per tutto il tempo che furono vicini ; la mano che riceve un fio re, per rammentarsi che quando se ne distaccò l'ultima cosa a r icevere fu un fi ore. Essa tiene il ventaglio alla destra per rammentargli che si trovavano in Tunisi, ove i n quell 'anno si s11dava più del solito; il bicchiere alla sinistra perchèessa era mancina e beveva sempre con la sinistra. Sulla reg1·one esterna della gamba . - Vedesi un gruppo di tre donne ebree, e sotto leggesi: PRISE-DE·SFAX - 1881 - 13 J UILLE'l'. È questo un r icordo storico-eTotico. Trovarasi nel 1881 soldato mercenario dei Francesi, in Algeria, e quando guesti bombardarono Sfax, e la presero, nella notte che entrarono in città, lo Spiteri si congiunse a t re don ne ebree, che la facevano da virandiere presso quell'esercito. « È questa quindi una ;data memoranda (esclama), i Francesi conquistarono Sfax, ed io tre donne!. .. » .

Sulla regione interna de lla gamba destra : -

La figura di una

donna, sotto la quale vedesi un cuore in mezzo la scritta :

El\IELIA

SPITERI.

È questa un'innamorata Spagnuola cl)e fu molto amata perch.è


147 -

essa era molto generosa, dandogli anche del denaro, e lo Spiteri per gratitudi ne la teneva a cuore dandole il suo cognome; da ciò il cuore tra il nome di lei ed il cognome di lui. Arto infcri,(Jre sin istro : Regione anteriore della coscia. - Una ballerina portante alla mano sinistra un bir.chiere; sotto i piedi di essa leggesi : CAROLI~B SPITERI . È qnesta un 'altra innamorata ballerina Palermitana, che fu molto facilmente amata dallo Spiteri, il qnale l e dà il suo cognome . . Anch'essa era mancina : porta in alto il bicchiere con la sinistra, e veste da ballerina per rammentarsi come la vide la prima volta sulle scene. cc L'ho posta qui per stare al lato di quest'altra » (indicando qnella sulla coscia destra che era.,.....::-pure mancina) . Regione esterna della g amba. - Leggesnl nome di una donna; FORTUXATA FERRI, sormontato da un'àncora. L'àncora snl nome di Fortunata F erri, che fu pur essa innamorata deJlo Spiteri, serre per rammen targli che essa era ma· rinaia, cioè appartenente a famig lia di marinai. Regione interna della gamba. - Una mano che impugna un pugnale sul nome di una donna nominata : ISOLA CLE:.'l!.E )ITI~A. Era qne,,ta un'ultima innamorata Livornese; sta sotto il simbolo della minaccia e dell a prepotenza, perchè es3a la prima volta dovette acconsentire alle smodate voglie dello E'piteri sotto la mi· naccia deJJa morte. Raccogliendo i disegni a seconda i l loro significato si vede poi che la prevalenza l"han no i simboli di 9sceno amore, poi quelli di pederastia e di camorrista, i n ulti mo poi quelli storico-religiosi. Infatti troviamo : Figure d' amanti Nomi Cognomi \ Cuori Fiori e foglie (dole, rose, ramoscelli, ecc.).

N. ))

))

))

)t

10

13 9 9 8


•

H8 Anelli N. 3 )) Lettere iniziali . 5 )) Inscrizioni 3 )) i,. di.ersi con animali Simboli 5 )) Astri 3 )) Spade 2 )) Peni 2 )) 2 Àncore Altri simboli ; croce. pugnale. guerriero, si rena, ecc. » 31

Total e di tutti i · disegni tatuati K . 106 L'importanza · di quesLo tatuaggio non è solo nel segnalare il ca· rattere speciale ai rei, osceno, criminoso, e di nnto del delitto: - ma piil di tutto nel confermare, la tendenza al simbol ismo in questa speci e di .scrittura sehaggia, del t atunggio, che ricorda le epoche antichissime - e che io a\'ern solo sospettato in costoro (1), ma che ora si rende sicuro. 5. Io. - )Jingazzi11i, recen temente, in un ladro sublrococefalo, di anni 20, di Sa1)oli, ,·ide una serie di iscrizioni curiosissime : al braccio destro, alla regione e.3ierna : 111.aldetto gu.el giorno che mia madre mi diede alla luce; alla regione anteriore del petto due cuori trafitti da pugnale con sonapposta una croce nell'uno, un pene nelfaltro, uniti da una catena che ha al fondo una chiave, emblema noto dei ladri, ed in mezzo l'iscrizione : I o muore p er le clonne : alla regione anteriore della coscia destra si leggera solto uno stemma nazionale: Pe1· la fessa si nasce, 11er il culo si 11~ore. AJl' l [3 anteriore @ll.a COscia:Jo son nato sfor[wna fo e n:O.re si:en furafe, e VÌ· cino la statua di Orlando o di Rinaldo (Arcltivio di 1Jsichiatria, X).

--

(1) Ved. i -omo deli11q,1ente, vol. I, 4• ediz. -

Torino, 1889.


-

U9

6. T ATUAGt110 1x PAZZI. - Christian descri,e il caso d'un pazzo piccoìo, magro, ma vigoroso e ben costit uito che si tatuò. Nato nel Belgio da una. famiglia onorevole, di condizione modesta, si dedicò con s ucce•iso alla pittura. Ammogliatosi, il s uo carattere, già prima bizzarro e originale, di ,enne triste e inquieto; e presto si organizzò in lui il delirio cli persecuzione per parte degli zii, che egli credeva l'avessero diseredato, di estranei che, incoragg iati da un medico, tentarnno di strangolarlo, della moglie, che lo tradiva, ecc. Una YO!ta tentò di uccidersi, ferendos i con un colt ello al cuore; si dovelte rico,erarlo al manicomio, dove si tatuò . Mentre generalmente i pazzi tatuati sono marinai, o pescatori , o soldati, o contadini, qui si t ratta di un artista. I disegni e-re iscrizioni di cui si è coperto, sono la trad uzione fedel e del suo delirio e ne fi ssano le fasi; essi hanno per lui un significato tutto speciale : alcuni sono veri rebus, <lei quali egli solo ha la chiare . Altro particolare è l'essersi da sè praticato il tatuaggio. Egli mostra rolentieri i suoi tatuaggi, che sono disegnati con per fezione; anzi ne va fiero e dice elle sono le sue pergamene. Sul petto, al disopra della mammella sinistra, è scritto : Vive le Roi. Il braccio e l'arnmbraccio sono letteralmente coperti di iscrizioni e di disegni. Al pugno : Hal con sopra 3 croci ; Hal, l a cui Vergi~e miracolosa guarisce i mali meglio dei rimedi dei migliori medici. Sulla faccia anteriore dell'avambracci?, t re parole scritte parallelamente all'asse dell'arto : Liber té, .Vaterlan(7., B n,ges. Bruges, patria di Begdelen di Couinck, che i Francesi ricorderanno per l ungo t empo. · .Nella piegatura del gomito : l'aquila austriaca a due teste. Sulla spalla : God, e ZtJro Nul. Sulla faccia esterna dell'avambraccio: Niei,port, A ntwerpen. L euwen. ~ieuport, città dove abitava il nonno e l'avolo. Antwerpen (Anrersa), città che possiede delle meraviglie; una statua rappresenta il genio vincitore della materia

=


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150 -

bruta. Leuwen (Louvain), dove sono celebri i l palazzo di città e I 'Università. Alla faccia esterna del braccio : R egina Victoria; ·Honny soit

qui mal y pense. Un cannone su due ru,~te. Alla faccia dorsale deU'avambraccio : Allgemeine, significante il P rogresso. Un fiore e due sr,iabole incrociate. Alla faccia dorsale del braccio: una margherita a cen to foglie, e sotto l'iscrizione : Goden de K onig Leopold II. Sull"avambraccio destro: Breslau e-l 'aquila austriaca. Sul braccio de.~tro : Brussel, canonnier, e sotto una corona reale. Sulla spall a : u n cavaliere belga del 1• squadrone delle guide, con sopra : mrecht, e sotto l'aquila (sfì nge russa) . Utrecht rappresenta un calernbourg : << hue vuol dire avanti, trecht, i n fiammingo, signifi ca tirate, così che il mio C\ldav.ere condurrà quelli che con durranno le mie os1-a al cimitero >>. Oltre questi tat uaggi esistenti e molto visibili, l'ammalato ne disegnò altri, dei quali non è però possibile trovare la menoma traccia. Così sulla coscia destra sarebbe scritto: Vanitas. Sull'addome, al disopra dell"ombelico sarebb e disegnato un porco, e al disotto v.i sarebbe scritto : Bourgeoisie. Anche qui non mancano i simboli ed i giuochi di parole: ma quanta differenza nella confusion e, nell'assiepamento, _dai tatuaggi dei rei -nati, fi n t roppo chiari anche quando simbolici! 7. ID. - Anche il dott. Rirn sopra 184 pazzi degenti nel manico'roio di Ancona, troYò 30 tatuati, 16,30 O[O, e soprà 147 donne 1 O tatuate, 6,80 010. ; Il numero dei tatuaggi riscontrati nei 30 nomi oi è stato _di 124 e ciQè 79 nel braccio destro e 45 nel si nistro., quelli t rovati nelle

JO donne sono stati 18, H nel braccio destro e 4 nel sinistro . .. .. . ;N:ei 30 uomini !e parti tatuate son o per. frequenza nell'ordi~e .segue~te_: la f~ccia dorsale dell"arnmbr~cyio ,in _22 casi, il dorso

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151 -

della mano in 4 casi, la faccia palmare deH'avambraccio in 3 casi, ·il dorso del dito medio della mano destra in 1 caso. Nelle donne il tatuaggio era limitato alla faccia dorsale dell'avambraccio. Le forme mentali presentate da questi tatuati erano le seguenti: 2 Mania . Li pemania 2 P ellagra. 3 · Demenza 10 Pazzia periodica 7 Epilessia 4 Alcoolismo . 8 P ania morale . 1 .... .:) Frenastenia. Dando uno sguardo alle forme presentate dai tatuati (conti:nna Riva), si nota come siano in preponderanza le forme così dette degenerative, quelle cioè cbe sono ordinariamente inguaribili, come la pazzia periodica, l 'epilessia, l'alcoolismo, la pazzia morale e la debolezza mentale congenite, ed oltre a ciò si osserva un altro fatto non meno eloquente, e cioè che i malati affet~i dalle accennate forme mentali -presentavano in proporzione un maggior numero di ta,. tuaggi. I caratteri che differenziano i tatuaggi dei nostri malati da quelli dei delinquenti, consistono specialmente nei simboli che rappresentano e nella localizzazione e diffusione loro .. Xei nostri malati .non abbiamo t rovato che emblemi e simboli religiosi, e fra questi con grande frequenza l 'immagine della ì\ladonna di Loreto. Le parti tatuate sono quasi esclusirnmente le braccia e le mani, e di preferenza, nella loro. .faccia dorsale (An;h. di psicli., X, fase. I, pag. 79; Cronaca tlel Man icomio di Ancona, 1888). 8. D oNNE. - Bergl1 ( Archiv. di psich. , 1891 , pag. 361) ha studiato il tatuaggio presso le prostitute Danesi.


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152 -

Fra lè donne ,Pubbliche di Copenhaghèn ìl tat uaggio è venuto di moda dopo che un giovane, già marinaio, che aveva attitudine per il disegno e per quest'arte spef;ial e, cominciò a sfruttare con quella la loro nota leggerezza. Sopra 80 l prostitute, nei ci nqne ultimi anni , Bergh ne ha osservate 80 tat uate, di cui 49, più che la metà, da costui. Le altre erano state tatuate dalle loro amiche nelle case di pena o nelle stazioni di polizia, qualcuna dai loro ruffiani. 34 avevano il tatuaggio in lettere; 1 0 in nomi; 22 in l ettere e fig ure; l 1 in nomi e figuÌ·e, e 8 in sol e fig ure. La maggior parte \

di qu esti tatuaggi erano in rosso ed in nero. In 73 su 80 si proclamava eterno l'amore con un' E annesso al nome degli amanti ; 23 di qneste donn e vi avevano applicato il loro proprio nome sia i n parte, sia io ti ero; più raramente, in 5, si tro · vano insieme la data e l'anno. In ·2 6 si vedono i nomi di 2, in 3 di 3, in 4 di 4, in 2 di 5 o & amanti; il numero degli amanti delle prostitute Parigine non fu mai uguagliato. Cinque avevano sacrificato il ricordo di una inclinazione anteriore, tatuando sopra l'antico un nom e nuovo, o mettendovi una croce funeraria (1). Due portavano soltanto il nome della loro amante femmina a lato di quello delFamante maschio. In quatt ro si trovò solamente il loro proprio nome; in una il nome di un fratello; in un'altra quelìo di un ragazzo. In 35 si t ro· varo no di verse figure. Non vi è del resto una grande variazione; i medesimi originali si ripetono molto sovente. Naturalmente si vedono spesso dei disegni di figure simboliche, che sono ugualmente in uso in Francia ed in Italia. (1)

LAcASSAG~E,

Les tatouages, fig. 15, 35, 36.


-

153 -

Si osservò in 15 donne una specie di nodo formato da due foglie portanti different i direzioni; in 7 altre una rosa con delle foglie; in 6 un cuore con due mani che si stringono a traverso, con due lettere o con una freccia al centro. In 5 donne si tro\'ò il ritratto a mezza figura di nn giovane; in 4 due mani che si stringono; in 9 l'emblema banale dell'amore. 3 arernno nna specie di nastro a traverso; 2 un ramo con delle fogli e, e dne una fog lia. sola. In 8 altre si ,·edern o un braccialetto, o una croce funeraria, o un rosario, un anello, una stella (1), una nave con piÌl vele od una bandiera con cannoni. Dne don ne a re vano 9, nna 11 , ed un 'altra 1 & tatuaggi sul loro corpo. Tutti questi tatuaggi arernno generalmente la loro sede snlle estremità superiori, raramente alle gambe ed al petto; otto all'articolazione della mano. Tre donne a\'e\1ano il disegno di un anello al pollice, all'indice e al medio della roano sinistra. Tre a.evano delle figure sopra il ginocchio sinistro, una sopra il ginoccl1io destro e t re sopra ambe le ginocchia. Una a,•eva un disegno al manubrio sternale: era il nome di un amante; un'altra aveva pure un disegno più in basso, fra le mammelle. I tatuaggi delle prostitute di Copenhaghen somigliano a quelli stati osservati nelle prostitute Parigine. Qui, come a Parigi, sono esse~zialmente le r~gazze appartenenti alle classi piil basse che si fan no tatuare; pei·ò non si sono mai trovati disegni osceni. In ambedue le città i tatuaggi hanno generalmente rapporto colle relazioni ·d'amore specialmente cogli uomini. I tatuaggi sono in generale nei f!}edesimi luoghi e dei medesimi colori; e si cerca qualche volt.a ài soppri mere i ricordi <lelle antiche relazioni con una nuova impronta _ (I) Lo:11nRoso, .&tlas, pi. XVI, flg. 2, pi. XVIII, fig. 1, 2, p. p.


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154 -

La differenza consisterebbe in ciò, che a Parigi molte prostitute ,hanno impressi i nomi dell e loro amanti donne ( 1) . I tatuaggi nelle donne pubbliche sono non poco frequenti, mentre che sono rari nell'alta prostituzione, e qu,si non esistono nella prostituzione clandestina. . Su 1502 donne, quasi tutte giornni, che dal 1886 al 1890 sono .state curate nella seconda didsione (riserrnta alle prostitute se grete) del Vestne H opital di Copenhagl1en, 31 soltan to avernno dei .tatuaggi, di cui 15 molto giovani. Queste erano latuate dall'individuo già menzionato, e le altre da amiche o dai loro amanti . ..Questi tatuaggi rassomigliavano a quelli trornti presso le donne pubbliche. Noi ricordiamo cl:e Salsotto trovò 3 tatuati su iso criminali con sigle. » 1 » » 300 prostitute (oltre 32 con neo). Segre >> 1O » » 14 7 pazze. Riva De Albertis >> 28 1> i> 300 prostitute. Pontecorvo (Il tatuag_çio e ìa sua ùnporfonza antropologica e medico-lega le, Roma, 1891) mostra con figure le oscenità, la molteplicità· e la fequenza dei tatuaggi nei soldati .eriminali. Berté (Il tatuaggio in Sicilia, Firenze, 1892) t rorn frequente il tatuaggio nei mari nai di :\fi1azzo, di Catania (3 010) precoce nella gioventù, i~tintivo, effetto di bizzarria momentanea, più negl'in di.Yidui nevrotici, degenerati, meno nei coloni, fre quente nei criµiinali, nei mafiosi : sic~hè tutti i cocchieri di :\Jessina, perchè tutti son legati alla maffia, sono tatuati. A GG IUXTA. -

(1) Secondo P AREl\T•Dccu.tTELET (eag. 159, 169) un quarto circa. delle .donne pubbliche di Parigi erano tribadi, ciò che non pareYa esagerato nè per .Copenbaghen, nè per Parigi (Vedere BERGH, Vesln e Ilopital nel 1859, pag. 1:3).


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155 -

CAPITOLO VIII.

Funzioni dei crimina1i. . I.

A NOMALIE DEL CAMPO VISIVO. -

diando

Criminali maschi. - Stu-

il campo visivo pel bianco su 23 rei-nati, Ottolengb i

(Ano-

malie del campo visivo, T orino, Bocca, 1890), ne trovò 22 con <:ampo visiv o limitato e alla metà esterna e alla metà interna, 13 più a dc;;tra, 6 più a sinistra, 4 lo presentarono ristretto al massimo grado, 21 avevano la periferia del campo circoscritta da I

' una linea irregolarmente spezzata che in 12 casi diede luogo a veri scotomi periferici, 11 presentarono poi più ~eno marcata una parzi ale emiopia verticale eteronima, 6 una parziale emiopia rerticale omonima (V. campo vish1 0 di delinquen te-nato, fìg. 35). Egli insiste specialmente sulla irregolarità della periferia del

C. V., carat tere da nessuno sinora osservato, e che apparrebbe <:olla massima frequenza 11ei criminali, e come vedremo in seguito (pag. 207) negli epilettici; · mentre nei normali, ist erict nevi-astenici la trovò eccezionalmente. Questa irregol?,rità della periferia <lel C. V. proviene da ciò che, i punti estremi i_n cui l'immagine è percepita nei diversi m eridiani variano molto._ ancbe per meridiani .attigu i, onde la l inea che riunisce questi punti e fo rma la linea perimet ri ca del C. V. non si presenta come una cur va più o meno regolare, ma come una linea pii1 o meno spezzata con rientramenti più o meno profondi. A\'endo constatato questa forma del C. V., indipendentemente da lesioni del fondo dell 'occhio, e da alterazioni della facoltà visiva ·Centrale, crede si· 'tr~tti, qui, cli un fe nomeno cortic;a_1e. TaÙ frasta-


.. -

156 -

·gliature non hanno posizione costante, e non sono fis~e di posizione nemmeno negli stessi individui. Sono poi indipendenti dalla intelligenza, maggiore o minore, del soggetto. Nei casi in cui il campo visivo è estremamente limitat o 11011 compaiono più questi rientramenti, il eh:' dimostra che sono proprii essenzialmente della porzione periferica del campo, di quella por-

•

Fig. 35. -- Campo visivo di delinquente-nato.

zione che

è la soglia della percezione

luminosa nello stato normale.

Ottolenghi g iustamente riferisce tale anomalia più che ad un disturbo anatomico. ad un funzion are non regolare, assimetrico, quasi atassico, dei centri ottici percettivi, ad una ineguale eccitabilità dei di versi elementi cort.icali che disordinatamente reagiscono all'impressione luminosa. Si forma perciò nel limite più periferico della funzione visira una zona· indeterminata di punti sensibili e di altri insensibi li. :Misurò pure Ottolenghi il campo visivo .di 20 individui cnm1nali d'occasione di età corrispondente, e viventi nelle stesse condizioni dei precedenti , misurati nello stesso ambiente e col medesimo


-

157 -

metodo. In nessuno di questi, tolto il C. V. limitato in qualche regione, riscontrò il grado di restiingimento, l'irregolarità della periferia, e gli scotomi periferici riscontrati:·nei primi. Quattro nevrastenici tipici presentarono limitazione del campo, ma l a linea perimetri ca non presentò irregolarità, rientramenti, ;:;pezzature di sorta.

Fig. 36. -

Campo visivo della ragazza criminale F. :\L (in stato tranquillo).

Parisotti (1) in 2 su 3 pazzi morali 1iscontrò il C. V. con lieve restringimento concentrico, sul terzo un·emiopia omonima orizzontale con insenatura visibilissima, in 3, di cui uno con accessi se· condari, trovò il campo ,isi\·o normale, in altro delinquente-nato epil ettico riscontrò C. V. con ristringimento còncentrico ed insenatura periforiale. Panciulli. -- Su 13 ragazzi criminali riscontrò in 12 il C. V . limitato, due volte solo a destra, una volta solo a sinistra, in sei la (I) Studi comparativi del campo visivo di tzevropalici e psicopatici ( Giorn. della R . Accad. Meà. di Roma, XVIII, fase.,).


-

158 -

linea perimetrica era spezzata, in tre questa circosci,iveva scotomi periferici; la limitazìone in cinque assumern la forma ùi parziale emiopia verticale omonima, in due quella di parziale emiopia verticale eteronima. :... Donne criminali. - Di .dieci criminali tipiche studiate da Ottolenghi solo due presentavano il campo visivo a limitazioni normali, in otto era pit1o meno limitato. in sei si riscontrarono più o meno pro-

Fig. 37. -

Cam po Yisivo della. ragazza crimioale F . M. (in stato di esaltazione).

nnnciati rientramenti periferici fo rmanti uno. linea pit1 o meno spez· zata, in quattro si ebbero ,eri scotomi periferici piuttosto profondL ln nna ragazza criminal e riscontrò un C. V. con enormi scotomi peri ferici (V. fìg. 36), che in stato cli viva esaltazione psichica con tono sentimentale gaio assumern proporzioni molto maggioii, nulla però guadagnando per regolarità (V. fig. 37). Prostitute nate. - fo 8 su unùici prostitute-nate tipi che trovò il campo visivo limitato, otto rolte la linea perimetrica irl'fgolare, in 4 fo rmante seni rientranti, ,eri ~cotomi periferici . Parisotti su 10 prostitute r.on tro.vò che due volte il C. V. limitato concentricamente.


-

159

2. TATTO. - Donne normali. normali il tatto (1).

Lombroso studiò in 100 donne

Se si considera come un tatto fine quello da 1 a 1,5; mediocrequello da 1,5 a 3 ; ottuso quello da 3 all'insù, abbiamo : Donne

Uom ini

Tatto fi ne

16 OtO 31,5 OtO Id. mediocre 56 » 62,5 J) Id. ottuso . 25 >> 6,0 » con evidente preminenza nella finezza· negli uomini. Nelle giovinette il tatto è molto fi ne anche se hanno caratteri' degenerativi e in telligenza ottusa. Infatti, su 12 fanciulle da 6 a. 15 anni si è avuto una media a D. di 1,56 e. a S. di 1,57. ·~elle donne educate rottusità in media è minore che nelle donne del popolo (2,6) . .Negli uomi ni adul ti Italiani la inedia è di 1,7, quindi più fine che non nella donna. Ciò spicca t anto più pel fatto del le cecità tattili complete trovate in donne senza ragione alcuna. R ee. - Nelle donne delinquen t i ottenne i seg uent i risultati : N. delle osserv.

Ladre . Prostit nle Infan ticide Varie (ferimenti, occasione, o!traggio)

Tatto

s.

lingua- ·

5

D. 3,35 3,04 3,76

3,7 3 3,02 3,46

1,97 . 2,11 2,77 '

5

2,54

2,54

1,70-

36 68

:Media generale delle donne delinquent i, comprese le prostitu_te e. le occasionali : D. 3,1 4 ; S. 3,23 ; lingua 2,07.

(1) Il tatto e i l t,'po d,,ge_nerativo in dom:e m rm.ali, cri?ninali, e alienate (A.re/i. di psich., roL XII, fase. I, 189 1).

/


-

160

:Media delle delinquenti, escluse le prostitute e le occasionali: D. 3,40; S. 3,67; li ngua 2,06.

Queste cifre dimostrano nelle donne criminali una ·sensibilità tattile alquanto più ottusa di quella dei :iwscl_1i rei, nei quali è, in media, 2,94 a D. ; 2,89 a S.; 1,9 alla lingua (.Rossi). L'ottusità è poi maggiore a S. che non a D. nelle ladre, come accade nelle normali; mentre è maggiore a D. nelle in fanticide. La maggior ottusità fu trovata in quelle che hanno il tipo criminale .più spiccato, e nelle prostitute e ladre, e, in parte, infanticide, più che nelle ree d'occasione. ln complesso: Ree e prostitute

Normali

Tatto fi ne 1,78 010 2f'> )) Id. ottuso . \46,2S » · 56 )) Id. mediocre . 51,62 » Anche De Albertis ha trornto in 300 prostitute una sensibilità tattile di D. 3,6, S. 4, con un massimo di 1,0 e un minimo di 18. Non abbiamo parlato ll'una cleptomane nella quale 1·ottusità era un fenomeno completamente patologico e che aiutava a fissare la diagnosi. In questi studi differiamo alquanto dal Marro, che an ebbe tro vato in 40 donne delinquenti una ·media di 1,96 a D., e 1,94 a S., mentre in 25 donne normali trovò 1,94 a D., e 1,99 a S., con 4 sole c~·iminali a tatto ottuso. ì\1a, com 'egli stesso dichiara, le sue normali maneggiavano continuamente acido fen ico ed erano contadine. Salso tto poi trovò in 20 avvelenatrici, che certo appartenevano alla classe pi ù elevata, una media di 1,9 a D. e 1,8 a S., col 13 O[O di-mancinismo; in 100 infanticide tro rò a D. 2,0 e a S. 3,0 col mancinismo .in 17; in 130 assassine tro,ò tanto a D. che a S. 2,2 col 45 O[O di mancine. Prostitute. -:- Nelle prostitute Ottolenghi arnva già trovato nel 17 OtO una sensibilità tattile molto ottnsa, da 4 mm. in sn.

/


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161 -

In 15 prostitute, esaminate al sifilicomio di Torino, coi dottori Our rieri e Mura abbiamo trovato in media una relativa finezza del tatto: D. 1,96; S. 1,45; lingua 1,48; e ciò sarebbe in relazione colla scarsezza dei caratteri degenerativi delle esaminate. 3 . GusTo. - Ree e prostitute. - Quanto al gusto t rovai in precedenti osservazioni col dottore Ottolenghi un'ottusità doppia nelle donne criminali io confronto alle normali (acuità gustati\Ta squisita nel 50 O[O delle donne normali (20), e nel 15 O[O delle criminali (30), gusto molto ottuso nel 10 OrO delle donne normali~ nel 20 010 delle donne criminali) e poca differenza fra donne e uomini normali, anzi, considerando l'abitudine del fumare, più ottuso il gusto nella d onna che nell'uomo ; pell:i. sensibilità olfattiva trovai un'ottusità estrema quasj tripla nella donna' criminale (6 010) rispetto alla \ donna normale (2 010) che dimostra un olfatto di poco pill delicato dell'uomo normale; massima ottusi tà e del gusto e dell'olfatto presentarono poi le prostitute (30 010 di acuità gustativa minima, e

19 010 di cecità olfattiva). 4. ALGOìllETRIA. - Donne norrnali. - La sensibili tà generale e dolorifica, studiata col t arolo d'Erb da De Filippi e Turin, diede 1

seguenti risultati : Donne del popolo

N. delle osservazioni

Sensibilità generale

Sensibili tÌI. dolorifica

49 17 4 13 ]3

90.20 .

53.16 69,23

Uomini del popolo Giovinetti Gio\"inette Uomini sopra i 21 anni 36 Donne sopra i 21 ànni Le differenze nei 2 sessi, per rispetto sono quindi scarse n,e ll'età giovanile, ma tuano, ed anche qui àppare più ottusa la LOi\11lROSO. -

11.

94:, :---

95,76 91,07 93,46

78,76

70,15 Go .30 89,86 48,41 alla sensibilità generale, per la dolorifica si accen· donna dell'uomo . .

/


-

162

~

Esaminando colla slitta di Du Boys-Reymond la sensibilità geÌlerale e dolorifica in donne normali. e delinquenti, ebbi questi risultati: ~- delle studiate

Signore colte, mature Signorine colte, giorani Uomini colti Donne popolane

7

10 8 2

Sensibilità. 941nerale

59,4 58 .7 58,2 59,1 D.

Se06ibilità

dolorifica

D.

,12,2 D.

»

44.4 >) 42.0 )) 45,0 ))

»

)) S.

D.

S.

Ladre mature 36 57,6 58,6 21,4 20,5Prostitute giornni. 61 59,0 56,5 19,0 21,0 Media delle delinq_uenti 46 58,0 57,5 2 l,2 20,0 Ree e prostitute. - Nella sensibilità generale la differenza è poca fra tutte; ma le prostit11te mostr~rebbero una leggera diminuzione a S. e le ree a D. in confronto alle noTmali. Quanto alla dolorifica la ottusità è invece in ree e prostitute spiccatissima specialmente a D. in confronto alle oneste, specie nelle giovani . In 15 prostitute esaminate al sifilicomio abbiamo tro'°ato per la sensibilità generale una media di 54,4 a D. e 61,0 a S.; per la sensibilità dolorifica 24,4 a D. e 24,8 a S. Ottolenghi aveva trovato in 50 prostitute una sensibilWi generale media di 59 a D. e 56 a S. ; una sensibilità dolorifica di 25 a D. e 21 a S., col 28 OtO di analgesia assoluta. Da una bellissima seri e di studi su 60 prostitute, Gnrrieri (1) conclude: Alla percezione della corrente elettrica sono sempre piìt sensibili , in tutte le singole parti, le normalì di fronte alle prostitute. Fra queste erano più sensibili quelle con figl i, alla mano, alla fronte, alla lingua, al clitoride e all'ovaia. Nelle altre parti erano o uguali o

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(1) I sensi e le anomaz;e somatiche nella doniia normale e nella 1,rost.'tuta. Torino, Bocca, 1893 ( lJibl. a,.trop.-giuridi~a, serie II, voi. XVIll).

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· - .163 di poco pit1 ott use. Confrontando la destra colla sinistra, la parte destra è quella che si presenta più spesso meno ottusa. ~ all'ordine della percezione della sPnsibilit à delle varie parti, stando alle medie aritmetiche che per la percezione rispondono general ment e alla realtà dei fatti, abbiamo la seguente classi 6cazione : Xor11111li 1. L ing ua (143) . 2. F ron te (133) 3. Clitoride (131) 4. Naso (130) 5. Gota d. (120} . 6. Mano d. (119) 7. Id. s. (118) 8. Gota s. (116) 9.0n,iad. (115) 10. Coscia d. (114) 11. Ovaia s . (11 3) 12. Coscia!:'. (109) J 3. ì\Iamm. d. (108) i4. Id. s. (103)

Prostitu te Li ngua (137) Fronte (126) Clitoride (126) Naso (124) Gota d . (1 18) Id. s . (117) i\fammella s. (115) Id. d. (112) l\Ianod. (111)

Id . s. (109) Coscia d . (109) Id. s. (108) Ovaia d. (108) Id. s. (105)

Id. con /ìgli

Id. senza figli

Lingua (135) Clitoride (129ì Fronte (126) Naso (123) Got a s. (115) ' I d. d. (114) Mano ù. (112) .Id. s. (111) Cosciad . (110)

Lingua (137) 1'r onte (127) Naso (125) Clitoride (123) Gota d. (121) ld. s. (120) Mammella s. (116) Id. · d. (115) . :,\fano d. (lll) llfammellad.(109) Coscia s. (111) I d. s. (106) Ovaia d. (110) Ovaia d. (106) Id. s. (108) Coscia s. (104) Coscia d. (108) Ovaia s. (101) i\lano s. (107)

Gli stessi dati ancora pili chia.ri si ripetono per la sensibilità dolori.fica i n cui, se si eccettni la mano, la prostitnta è assai più ottusa in tutte le parti del corpo. 5. I NSENSIBILITÀ . - Secondo- Brouardel, allorchè UH reo è ar- ,..,.r estato e che lo i;i esamina nei pri mi giorni della sua detenziotfi( egli non ha ordinariame.cte insensibilità così notevole; poi poco tempo dopo essere stato internato a Maias o altrove, esso diviene analgesiaco, e i nfine allorcbè egli compare a"lla Corte d'Assisie, se lo si esamina di nuovo, g~i si t rova la sensibilità anormale. Questa oss1Jrvazione sarebbe molto importante, ma bisognerebbe precisarla con esami diretti, cifra ti, come esige la clinica moderna. Per parte mia, io, farò notare che nella Centuria dei criminali 1888, Rossi ha pt1bb1icato l'esame di cento crimi nali liberi, stu-


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diati nella mia ambulanza di clinica psichiatrica; ora in questi casi noi non abbiamo osservato sensibilità normale ; al contrario il 50 per cento avevano l'ottusità del tatto alla lingua," 30,3 p. 100 ai diti della mano sinistra. Infine il l5 p.lJ 00 hanno mostrato una completa analgesia. Col mio algometro elettrico, si è troy:fta l'ottusità nella sensibilità topografica nel 30 p. 100. Questi dati hanno una grandP- importanza perchè essi sono individuali, raccolti sopra soggetti liberi.

In due casi del resto, anche restando in prigione cellulare, 110 visto la sensibilità tattile mostrarsi più fina in prigione da un giorno all'altro. E ciò presso due donne, una ladra soggetta ad accessi di follia acuta, nei primi giorni dell'accesso, ed una criminale per passione (omicida) il terzo giorno dopo il delitto. 6. In. - V. Laurent (Les abilttés des prisons cle Paris en rapport à l' anlltropologie criminelle, Li on , 1890 ; Archivio di vsich. , vol. XH, pag. 356) non crede all'anz.lgesia ; dice che essa è affatto eccezionale, e questo non fondandosi su esperimenti, ma gratuitamente, riferendosi a ciò che molti ne vide paurosi, pusillanimi innanzi alle operazioni. Ma questo non infirma la insensibilità dolorifica. Il bello si è che cita parecchi casi tipici di analgesia come quello a pag. 173, e infine, a proposito dei simulatori, ricorda 15 i ndividui « che si versano dell'acido solforico sulle mani per farsi delle » scot tature, altri che si producono una contusione del g inocchio per » prodursi un'idrartrosi. « Una ciurmeria usata da essi qua1che volta è la seguente : Il de» tenuto nasconde nella sua cella, e or dinariamente nell'apparecchio » funzi onante da cesso, un pezzo di carne che lascia putrefarsi per » qualche giorno : io seguito si fa delle frizi oni alle braccia con » una sostanza irritante che abbia potuto procurarsi : applica in se» guito con una fasciatura ben stretta la carne putrnfatla sopra la

» parte che ha subito le frizioni e vi lascia il tutto per qualche


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165 -

» giorno. Allora vi si producono delle ecchimosi livide, che possono » qualche volta dar luogo a piaghe assai gravi >>.

E più in là: « ...•.

Condussero un giorno all'infèrmeria centrale del carcere un

» condannato che presentaya un rasto flemmone nella coscia destra. >> >>

Era un detenuto, destinato alla relegazione, che risolse di evi· tarla, facendosi nascere un male serio ; e pP.rciò s'inoculò con un

temperino, sotto la pelle della coscia, del tartaro dentario ». Ma che razza di sensibilità è questa? Non è dessa analgesia bell'e buona?

>>

7. )fANCINIS)fO. - Le osserrazioni fatte da. Galton all'Esposizione internazi onale di Londra nel 1881, sopra 400 giorani artigiani, gli hanno dimostrato che in 253 casi la mano destra era pitt forte, 14 7 erano mancini, 28 erano ambidestri. Sopra 18 farmacisti , 12 avevano la mano de~tra piì't forte; 3 la sinistra ed 1 era ambidestro: Sopra 9 falegnami, 3 erano mancini e 2 ambidestri. Sopra 87 commessi, ve ne erano 29 mancini e 6 ambidestri; sopra 9 medici, 4 erano mancini ; sopra 7 preti , 3. Secondo Claptorn e Clarck, 6 p. 100 dei 500 criminali erano mancini (1 ). Hamilton W ey su 90 gioranetti ladri trovò il 15 p . Oro mancini , 2 p. OtO ambidestri (2). De }Iortillet (3) studiando 350 stromenti neolitici, ha troYato che di quelli che li adoperavano : 105 dovernno essere destri, 195 mancini, 52 ambidestri ;

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(I) Report de l'asile de West Riditig, ,·ol. VI. (2) Arch. di psich., voi. XII, p. 57 6. (3) Bulletin de ·za Société d'anthropologie <le P aris, pag. 579, 1890.


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dunque, conclude allora, i mancini erano due volie piì1 numerosi irr Francia che i dP.stri; ciò che dà alla freq uenza dei mancini criminali una grande importanza, confermandone l'atavismo.

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8. PALlllSESTI. - Si è detto che noi non studiamo la psicologia del reo ; ma il libro: I Palimsesti del carce1·e (1) è tutto una psicologia del reo cavata dalle sue parole, da' suoi scritti, dai suoi disegni ; e psicologia cosi esatta, che può rice.ere un 'applicazione immediata : può serrire, per dare un esempio, alla critica del carcere cellulare. Il sistema cellulare. - Son pochi mesi da che è attuato il nuovo Codice penale, liasato da capo a fond o sul sistema cel lulare, e ben pochi degli uomini politici d'Italia s'erano accorti che le basi fondamentali erano sbagliate, perchè, il s istema cel1ulare che parera il portento dei tempi moderni, come tante altre pretese scoperte che tramontano in poco tempo, era andato a raggiu ngere tutti gli altri suoi predecessori caduti nel n 1oto, e in che ,·uoto ! (J). Se non bastassero le statistiche. ne abbiamo una prova ben chiara in questi strani palimsesti del carcere. Lasciamo stare gli orrori, le oscenità che vengono rivelate per la prima volta, commettersi nel carcere cellulare; oscenità cui stenterebbe raggiungere l'immaginazione dei Cesari. :\la qnello che importa all'uomo di Stato di conoscere è che es$i sono ben I ungi dall'arere quell'isolamento in cui si conta per la pratica gi udiziaria; pare in\·ece che accada il contrario; e che le comunicazioni Yi siano pHL abbondan ti e frequenti che nei carceri com uni. Nei Palimsesti se ne trorano due pro,,e classiche, cioè due convegni fissati per r ubare in un dato sito, per formare dunque delle ' (1) Biblioteca antropologico-giuridica, v9J. XH, Ic90, con 8 tavole. Bocca, Torino.

(2) LonmRoso, BERExrn1, Rossi, ecc., A1;punti al nuovo Codice Penale. ( Biblioteca antr.-giur., voi. n, 1880, 2• ediz.).


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,·ere bande, e tutto ciò sotto gli occhi della cieca società, la quale è tanto piit in pericolo ioquantochè confida completamente nelrisoJamento più completo. Quanto all'em enda questo libro distrugge .completamente ogni lusinga. Basti vedere i disegni strani in cui sono' riprodotti con un lusso di dettagli indecenti, i loro reati di stupro, di furto, colla scritta del nome e cognome dell'autore, quasi fosse un'opera eroica. E basta accennare questi brani: « Ho 18 anni; le sventm e mi fecero colpevole più volte, e sempre fni ri nchiuso in carcere. Ma qual co1-re2ione ebbi in carcere ? Cosa. impa1:ai? - Mi perfezionai nella corruzione i>. <e Hai ragione, Alfonso ; co!:ia credono questi sigoori di ottenere .<la noi lasciandoci im poltronire per mesi ed anni in una cella nella. -stessa colpa per la quale ci arre.,tarono? ». <e Il rnler correggere un ozioso e vagabondo, ed anche un ladro, sottoponendolo ad un rigorismo brutale di altrettanta 02io3ità, è un vero assurdo » . <e Il miglior modo per passare il tempo in cella si è dormendo e mangiando; co~ì il tempo passa presto ,i. E questi Palimsesti mostrano che, in luogo di correzione, di pentimento. il carcere ha aggiunta una nuova causa d'ira contro la società. <e Po\'eri detenuti ! Sono considerati come tante bestie; li tengono rinchiusi come tanti orsi bianchi e poi pretendono che si convertano! ». <e Nelle case di pena s·impara ad odiare la societ.à, non ,·'è alcuno ~he insegni di far d'un ladro nn onesto; esse sono le nnivèrsità dei ladri ove i vecchi inseg:nano ai gio\'ani il mestiere 1>. E tutte le passioni dei rei d son messe in luce, p. es.: Orudeltà. - Citiamo per prova della crudeltà, queste terdbili frasi : «. Ho tanta raQbia contro di .voi, che studio sempre qual morte -vi debbo far fare: Farò fabbricare un carcere cellulare tutto di

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piombo, poi vi chiuderò dentro nudi, e per custodirvi metterò tanti rat tacc1 affinchè vi rosicchino ». cc Morrei col riso sulle labbra fra la piìt barbara delle torture se potessi veder strozzati il carnefice, H...presidente, coi suoi aiu· tanti giudici, consiglieri e quel che segne, coll'ultimo b11deìlo del· l'ultima Guardia di Pubbli"ca Sicurezza e simili i i . « Se l 'avessi qua, vorrei farlo morire a punte d'ago ».

Uniorismo. - Uno dei fenom eni più curiosi che vi spicchi è l'umorismo, quell'umorismo cinico che è nel carattere s peciale dei rei, come si vede dal gergo. Chi non resta colpito da quelle voci di « state allegro », « sono allegro ii , che stuonano così colla naturale tristezza della loro condizione, che si ripetono fin subito dopo aver seri tto: L asciate ogni speranza o ?:oi eh' entrate; - fino nell'agonia? - E si possono spiegare per la strana analgesia (indifferenza a.l dolore), che già cogli strumenti fisiologici abbiamo in essi potuto appurare ; ma sopratut to per la legge di contrasto che presentano sempre in noi le g randi passioni , per quella legge per ~ . cui ai grandi piaceri s uccedono la noia e il malessere. Ciò spicca, in ispecie, nei condannati a morte, in cui meno si aspetterebbe. Contraddizione. - E a qnesto proposito, _ un carattere spiccatissimo di questi graffiti è la doppia personalità, la contraddizione, che fa che i criminali più feroci sieno i più docili carcerati, ed anche spesso i migli ori mariti (Havelock) ..... ben inteso, ad intermittenze. Così uno seri ve : « Non sporcate i muri perchè vi puniscono ii, e poi ..... li sporc·a egli stesso. Uno scrive: cc Non nominare il nome di Dio invano i> , e subito dopo: << Dio falso i> . cc Io prego I ddio che mi mandino via presto da qui, percbè qui così solitario c'è da diventar muto, ri nchiuso fra quattro muri da. una parte e il pagliericcio ii , e poi: cc Beviamo e stiamo sempre allegri. Viva Noè che piantò la vigna>> .


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« Son Yincenzi (zòtici) coloro che scrivono il l oro nome in car-

cere >> . E (vedi contraddizione) poco dopo lo stesso si sottoscrive: cc Monti Lorenzo fu Bartolomeo, nato in Alessandria il 14 gennaio» (e 5 volte, anzi, scrive il nome) . « Ecco che cosa sa fare il detenuto : fare il monello e a l oro pare far gran che di bello, ma invece pane ed acqua li aspetta» , e subi to dopo : (( Io sono di quelli)) . « Perdete ogni spera nza o voi che entrate >>, e poi: cc State allegri >> . · « Giuro di vendicarmi rubando », e poi: « Se a me capita di rubare un'altra volta m'ammazzo». Impulsività. - La tempra speciale, impulsiva, epilettoide del criminale risulta da queste confessioni veramente singolari : « Se Dio ci ha dato gli istinti di rubare, e che noi ad essi obbediamo,. vi sono altri che banno gli istinti di carcerarci; allora questo mondo è un teatro per divertire in sempiterno! ». « Se dovessi dire perchè rubo, non lo saprei. Rubo per arric chire? Non lo so. Rubo per gozzovigliare? Non lo so. Rubo per vivere alle spalle altru i ? Non lo so. Certo è che io sento una di quelle forze che i legali chiamano col nome di irresistibile prima di rubare ·; e poi, fatto il bottino, mi coglie il rimorso che mi agita, mi rende quasi irrequieto. « Sono un disgraziato che, quantunque giovane, temo non rialzarmi piì1 m oralmente, perchè è il destino che m i perseguita, ed esso mi dice che finirò i miei giorni in una prigione. Quanto sono sciagurato ! >>. La mancanza di senso morale e la vanità del delitto sapevamo essere eccessive nei criminali ; ma certo non avremmo sospettato che giungessero finl' al puoto di scrivere: « Sono innocente e mi tengono qui perchè bo ucciso 1111 uomo solo, _mentre che _a l mondo ve ne sono anche troppi » ; e aggi unge il suo ritratto.

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cc Qui riposa la salma del poYero Tulac, il quale, stanco ·di rubarejn que3to mondo, va a rubare nell'altro; i parenti (lontentissimi questo ricordo posero » . « Sono sempre stato un galantuomo .io, ed ho già fatto ,enti " nuo,o, e qu~sta ,olta anni di galera; ora sono nel carcere di bel Dii daranno i lavori forzati a vita; tutti) per far del bene al prossimo ; non ne ho assassinati che sei, li 110 levati dal mondo perchè troppo .tribolavano; saccheggiai parecchi contadini; eppoi diedi il · fuoco alle loro abitazioni, tutto per guadagnarmi il pane perpetuo . ....,.. Vostro affezionatissimo capo-banda Talbot )). << Appena io sia uscito dal carcere voglio sempre rubare, tanto sono sempre in carcere. Migl io S. Salvario )>. «Esco ... saluto gli amici prossimamente. Cari compàg11i, YOglio dirvi che mi l1anno condannato a ,morte per due omicidi; ma spero la grazia, e se mai sorto, voglio ammazzarne ancora una dozzina 1>. << O ladri! il nostro mestiere è roYinato per quella canaglia di giudici. Coraggio però! E avanti! 1>. « Quajot è già la quarta ,olta che viene qui dentro, sempre innocente e candido come l'acqua ·sporca, come questa ,,oJta, che rhanno arrestato colla roba rubata. Poveri ladri! >>. « Non bisogna pit1 rubare, ma assassinare ». <e Io, benchè non pittore, ho acquistato molta fama facendo regist1:a,re il mio nome sopra più di 40 carceri diverse, che benign.amente registrarono i roiei bellissimi connotati ». L'interesse il! tutto questo non è ,certo. estetico, nè letterario: è psicologico, o meglio, antropologico-criminale. E prima di tutto dimostra la nessu11a. paura che hanno codesti delinquenti-nati della morte, co~ì che se la pingono e ridipingono e' ne accarez- , zano il pensiero, come dimostrai nel capitolo Agonie dei miei Pa(ùnsesti del carcere: così un suicida vi si· dipinge dentro la bara coi lumi dintorno, e un altr9 si dipinge impiccato alle inferriate, con sotto l'iscrizione:


171 Io soxo U~ DISGRAZIATO, IL· l\JIO DESTJXO È DI )lORJRE IK PRIG10NE S'rRANGOL.\'J'O •

Un altro si ritrasse, prima arrestato da due guardie. poi dentro il carcere; poi in galera e poi in una bara con sopra scritto: lJ:lorio. È sempre, insomma, l 'ipertrofia del proprio « lo n, che, come li spinge a soddisfare ogni i mpulso feroce, così li preoccupa, :fin quasi dopo la morte, della propria persona, sicchè appunto quello che per tutti è il massimo dei dolori diventa per essi l 'occasione di una grande compiacenza, direi di una compiacenza postuma, d1e probabilmente assai più li preoccup~ della scena della morte (tanta è la loro imprevidenza) in cui essi saranno yittime, ma anche attori, e primi attori . È curioso poi che tutti costoro (come mostrano pure i miei P ati111sesti) finisco110 sotto 1a suggestione del sacerdote con una dolcezza, con una pietà, che pare una contraddizione, e non è, di questi cuori feroci, ma strani, che vanno sempre agli eccessi estremi; e Misdea, come poi Seghetti, si preoccupa di regalare i guardiani, si mostra dolente di aver insultato i suoi giudici . Così Jenkins, dopo aver ucciso a tradimento la sua amante perchè gli resistern, scrire ai parenti di questa che vengano a trovarlo, che avranno il piacere di udire come essa morì.. . feli cemente. E andando al supplizio diceva al cappellano : << Fra pochi minuti sarò da lei >> . Un autografo di Seghetti. - Nè la lunga collezione di quelle Agonie ba esaurito l'argomento. Quell'amico lontano ed ignoto, che è il piì.1 grande conforto dei pensatori, mi manda da Genova, per mani del carnlier Astengo, un autografo singolarissimo del Seghetti, <J.uegli che venne tèst è fuci lato per ribellione, clJe aggiunge un nuovo


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capitolo a quello delle agonie, in cui tentai riprodurre i pensieri dei delinquenti-nati nel momento della morte. È, come vedesi, uno schizzo grossolano della scena della propria morte (V. Tav. II). -~ Si vede lui legato ad una sedia, con un prete vicino che gli mostrn la croce ; a pochi passi un tJfficiale dà colla spada il segnale dello sparo ad un pelottone che ha già spianato il fucile con-tro di lui. Dall'alto, da un palco foderato da arazzi, come in una gran cerimonia od in un teatro, assistono allo spettacolo soldati di varie armi con donne, fomando, ciarlanclo, e additando la vittima. Tutta la ,scena, schizzata all a gran diavola, è incorniciata da d1,1e alberi che stendono abbastanza. artisticamente i loro rami coperti di foglie. Dietr? il fogpo Seghetti copiò una lirica da un libro che gli avevano prestato, e la finisce colle parole: « Adelio, addio, ricordo di Seghetti ». . Nè questa è la sola manifestazione estetica. Egli scrisse in 84 versi la storia della sna vita ed il fine che lo attendeva; e non so bene se ad illustrazione del ·suo disegno dettò questi poYori versi : 0

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Il mio cuore addolorato Per la grazia fu salvato; Ma la sentenza .fu di morte Pronunciata dalla Corte. Il mio peccato fu gravemente, E fu causa di un sergent.e; Verso Dio mi- son piegato Come agnello ammaestrato, Da un sacerdote benedetto, Assistito e protetto, Per me morire è un paradiso; Orsù, Seghetti, non i_mpallidisci, Qui la poesia finisci: È da me che fo studiata, Dalla mente ricavata ,, (1). ·

(1) Misdea scrisse negli ultimi giorni q nesti versi ch'io ebbi dal Lioy:

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Ultima lettera di Misdea. - Una nuova prova bellissima ne è

::Uisdea, di cui riproduco l'ultima lettera che dimenticai nei Palimsesti: Castel dell'Ovo, 21 giugno (ore I ant.).

« J.Jllamma del cuo,·e,

Vi fo sapere che io sto bene in salute, come meglio spero sentire di voi e di tutta la famiglia. Vi fo sapere che la condanna mia fu tanto mala, io di quando l'ho appurato ho cercato il padre (1) a confessarmi; venne e mi trovò nella mia cella; io l'ho accettato co vero cuore. ::\Ionsignor arcivescovo di Napoli ha dimandato la grazia per me a Re Umberto I, Re d'Italia noi spettammo la grazia per momento a momento, si Dio ne la concede (2). << Cara madre, pensate di stare allegri (3) giacchè la mia sYentura volse cosina, io mi trovo in mezzo al mare come una barca al mare in fondo a navigare. « Il cardinale di Napoli m'ha mandato sei medaglie (1); se il Sig nore me lo.concede io ve le posso mandare a voi : una a mia sorella Emilia; u1i 'altra tt mio fratello Cosimo, un'altra a mio fratello cc

« Nacqui infelici au munnu e tal restai

Scmpo infelici e sbenturato fui, Non ieppi inrni d'allegrizza mai. Allura finirannu le mie guai Q,uann u me canterannu requiem fui ». (( Giacchè lu mali miu fo tantu grandi, Ninuzza, nei vcdimmo all'antru mundu » . (P alimsesti clel carcere, pag. 111). (1) Colla paura della morto vanno ripullulando le idee religiose. (2) V'entra qui la speranza. della grazia - e la vanità. - Tutti questi personaggi interessati per lui li menziona. (3) È hi replica strampal~ta di allegria, cui accennammo, a proposito della ~ua morte, che dovrebbe· essere una nota triste.


:\Iicbele e un'altra a mio fratello P ierantonio. E una la mando del cuore al mio amico Giuseppe Stranieri. Questi medaglie che io vi mando le tenete ricordate per vostro fìgl io.

« Il mio confessore monsignore-De Luc.e m'ha portato un poco di

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paternostri con Ja Madonna e il Signore, e quella la porto in petto m entre dura la mia vita (1).

« Io ho perdonato il mio fratello Michele, quello che non ha colpanza di niente, bo perdonato quello che mi ha menato lo schiaffo, causa di quello fn la rovi na di quelle anime che dormono in terra per andare dove Dio li dest ina. Io li penso notte e giorno, uno che s i chiama- caporale Roncorone venne nella mia cella proprio avanti il letto e discurrimmo una nottata insieme: lui mi disse che io l'avea ammazzato ello ed io l'ho detto che non ho corpato io ma fu la sventura che vol~e (2). <<

Cara madre, io questa lettera l 'ho fatta nella mia cella n. 83 bis:

quando l'ho fatta ci fu il confessore fatta dalle sue proprie mani dettate a parole di me, alla presenza del comandante davanti il comandante del carcere e del sig. tenente : tram.ente mi fumava (3) nn sigaro questa lettera io la dittava io parole mie. « Oggi è sabato si il Signore ne dona aiuto potrebbe il re farmi

la gt'azia ( 4) . Io questa mattina parto pel campo dei Bagnoli strada· Piedigrotta. Là spiaggia il mio sangiie e servirà d'esempio ai miei compagni. Là cerco perdono a totte quelle fam iglie che hanno per-

(1) L'idea religiosa si è fatta g igant e. (2) )l°on convien fanto far attenzione all'allucinazione (che questo accade di frequente in chi dimora in cella) quanto alla dichiara che non è stia colpa, ma della sventura - che è pure una dichiara di mo ltissimi, che· così espri' mono l'istinto. irresistibile che li mosse. (3) Egli fumava mentre ·dettava! - Ma non e~a allora molto commosso. (4) i\Ia egli spera nella grazia e queste parole evidentemente gli son strappate dalla speranza che gliela possano far più fal.!ilmente ottenere.

)

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175. -

dnto il figli o ed io pure perdono a t uLti quelli che hanno fatto male a me (1). «

Io

vt mando queste. medaglie dirette in

lettera assicurata per

mezzo del mio con fessore ».

9. P.unrsESTI s·rRANI.ERI. - Le tr isti conclusioni dei miei pali msesti ebbero conferme curiose in autor i stranieri. Cook (The Prisons of'the Worlcl, London) dà questi nuovi scri t ti di rei i nglesi : Sni p iatti di metallo, nei quali è dat a loro la zuppa, t rovò scritto : << Millbank per le gambe gonfie e per t irare alla. pompa. » Bi-oaclmoor per tutti qnelli che diventeranno matti . >>

Bris:ton per i buoni pranzi e il cocoa,, çol grano. Dar tmoor per le cattive vi vande, e la libertà di parola.

>>,

Porthsmontll un post o terribile per i lavori forzati.

>>

Chatam alla domenica dan· quattro once di maiale.

>>

» Portlancl è il peggior p~sto per gli scherzi. >>

Per scontare una condanna non c'è pos to m igliore di W oki ng. ~< Cantchy Quiun, .10 anni di lavori forzati>>. A Portland ba t rovato quest o brano in poesia: « Non posso piì:t passeggiare, sono sotto chiave in prigione, e

ringrazio il pubblico de1le cure ch e ba di me. Io non le merito:piil d~gli alt ri; anzi, forse meno; e intan to io ho de_l pane mentre gli altri muoiono, e son cost rett i di mendicare di porla. in por ta~ . « Io penso al povero onesto, che corre per le s trade, mal riparato dal freddo , mentre i o son vesti to da capo a pie.di e al coperto dal gelo. Ce n'è migliaia che non hanno un t etto, mentre io ho la mia camera calda ed ariosa.

(l) Torna la va nità:

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iì6 -

« Mentre essi sono mal nutriti alle case dei poveri, io bo tre

pasti al giorno, igienici e buoni . Allons, un evvi va al pubblico inglese, il quale pensa a tutti i nostri bisogni. Finchè ci tratta così non gli mancheranno mai dei ladri ». - Parol'e che valgono per i., volumi contro i sentimentalisti che popolano i nostri Congressi carcerari. Havelock-Ellis (The criminal J.l !fan, 1888) ci dà osservazioni curiose di Dadt t sopra il carattere ·sentimentale dei delinquenti. <( È una cosa singolare, osserva il signor Da,itt, quanto pochi individui in carcere dichiarino d'essere disgraziati e quant o pochi IO.

RASSEGNAZIOiXE E rAsrr.L -

pensino al lungo tempo da passare in espiazione, o alla severità straordinaria di questa, oppure al contrasto della loro dta passata

.

con quella del condannato » . Davitt attribuisce questa strana rassegnazione ad una specie di coraggio eroico che è provddenzialmente insito nel peti.o del delinquente. òla evidentemente ciò di pende dall'insensibilità del reo-nato; infatti egli ricorda un solo uomo che non aveva mai Eorriso una volta durante il tempo che restò a Dartmoor. La sua esistenza pareva essere un dolore perpetuo. Quest'uomo era un muratore di Suansea. che ritornando a casa il sabato sera un po' eccitato, ma non ubbriaco, aveva trovato la mogl ie piangente perchè un uomo che abitava di fronte nella stes.,a via I'a vera insultata; a.Bora si era precipitato fuori di casa ed armato di una forbice l'ave.a ferito mortalmente. È evidente che quest'individuo, che fu condannato a 7 anni di lavori forzati, non era un delinquente istintivo, nè delinquente abituale; fu la foria dei suoi istinti sociali e non antisociali che lo condusse al delitto. Egl i fu semplicemente delinquente per passione ed il suo caso per conseguenza non rappresenta alcuna eccezione alla regola generale. . , Secondo Drago (Los Hombres de presa, 1889), la rnnità è uno dei difetti dominanti nei delinquenti; è essa cl1e li spinge spesso a de-

e


~

477 -

nunciar se stessi. Così, a Buenos-Ayres, Federico Torres, attualmente al penitenziario e colpevole di parecchi assassinii, fu scoperto, percbè arrestato per una infrazione di carattere correzionale, . rivelò egli stesso alle autorità (affinchè sapessero bene che erano in presenza di un uomo t erribile) i suoi antichi misfatti, fin allora sconosciuti, fra i quali la morte di un fanciullo che egli avevèl. più volte gettato per aria ricevendolo al ricadere sulla punta di un coltello.

LobrnROSO. -

12.


-

178 -

CAPITOLO IX.

Eziologia: Cause, sesso, età, razze, eredità, ecc.

I. S&sso. - Nello stud io sulla criminalità delle donne (Scuola positiva, Napoli, 1892) Roncoroni (1), raggrnppando insieme tuttele specie di delinquenti condannati, t.rova, per le annate dal 1885 al 1889, la seg,uente media ann\}a : Per gli uomini

Per le donne

54,837 286,825 ossia per ogni 100 delitti commessi dagli uomini ve ne hanno Hì commessi dalle donne. Per ogni milione di abitanti gli uomini compiono 18930,4 delitti, le donne 36 19,2. Su 100 condanne totali 16 si riferiscono al sesso femmin ile~ Su 100 condanne, il sesso femmini le è rappresentato dal: 14,8 OtO in Austria 11,65 Oro· in U ngheria 16 O[O in Francia 20 OtO in Inghilterra. In Germania, sù centomila abitanti , si hanno 990 uomi ni condannati e 378 donne. Su 100 uomini 38 donne (Statistica ufficiaJe del 1885 ). (1) Le cifre riferentisi l).!l'I talia per questo Iav,oro di statistid vennero t oltedalla Statistica giudiziaria penale, p•r gii anni 1885-1889; 5 vo lumi pubblicati in Roma per cura della Direzione Generale della Statistica, raggruppando i dati ivi dispersi in p iù di 3000 pagine.


-

1i9 -

Tenuto conto che i delitti g iudicati dai pretori sono i meno gravi, quelli dalle Corti d'Assise i più gravi, e quelli dei Tribunali presentano media gravità, abbiamo (media annua) :

Condannati. Dai pretori . Dai 'l1 ribnnali Dalle Corti d 'Assise

U omini

Donne

228,134

49,555 4,997 285

54,028 4,663

Cosicchè, per ogni 100 condannati mr.schi, le femmine sono : 21,8 condannate dai pretori )) 9,2 dai Tribunali )) 6,0 dalle Corti d'Assise. Le medie annue dal 1885 al 1889 dànno, per rispetto all'età de' condannati, i seguenti risultati. P er ogni milione d'abitanti:

Condannati da pretori. U omini

\

Fino a. 14 anni Da 14 a 21 )) Da 21 a 50 ) ) Da 50 in su ))

. Donne

2011,0 2336-l:.32 29542, 08 7314,36

0

453,60 5394,32 6449,74 1690,86

T ribunali. Fino a 14 ~ ni Da 14 a 21 >> Da 21 a 50 )) Da 50 iii su •>

3 29 ,10 6060,6 6812,8 13 18 ,46

33,4 547,32 572,22 138,48


-

180 -

Corti d'Assise. Fino a 14 anni Da 14 a 21 » Da 21 a 50 ii Da 5ù in su ,i

Uomini

Donne

0,65.._0 4,05,048 675,66 107,52

0,00 13,44 37,59 12,04

Totale. Fino a 14 anni Da 14 a 21 n Da 21 a 50 ii Da 50 in su >i

2340,750

686,0

298 29,978

5955,08

36969,ti40 8740,34

7039,58 1841 ,38

E per ogni 100 delitti commessi da uomini, nelle singole categorie, abbiamo per le donne : Fino a 14 anni Da 14 a 21 Da 21 a 50 Da 50 in su ))

))

Pretori

Tribunali

Corte d'Assise

Totale

32,6 34,5 36,2 44,7

22,5

10,1

22.2

o.o

0,0 3,3

21,6 23,1

8,4

5,5

10,5

11,1

Da cui si rìcava un fatto costante per le varie categorie dei reati, leggieri, gravi, gravissimi : ossia la criminalità femminile, confrontata alla maschile, raggiunge le più alte proporzioni nell'età più avanzata, vale a dire quando i caratteri special i del sesso sono come soffocati dall'età. Subito dopo l'età più avanzata, la criminalità femminile raggiunge le più alte proporzioni nell'età. infantile (fino a 14 anni), 03Sia nell'età in cu i i caratteri sessuali non si sono ancora sriluppati. Ma questo fatto non risulta verificarsi per i reJti più gravi; infatti, dellr fanciulle minori di 14 anni nemmeno una venne condannata dalle Cor ti d'Assise.


-

181 - -

1\fa se si considerano separatamente, i due sessi, senza confrontarli fra l oro, colpisce subito il grande numero di delitti che vengono commessi nell'età giovanile (da 14 a 21 anni), e ciò per tutte le categorie di reati. Esaminando infatti la tavola, dove sono esposte le cifre dei delitti per ogni milione di abitanti, rndiamo che il numero dei delitti commessi da 14 a 21 anni è di poco inferiore a quello da 21 a 50 (per milione d'abitanti), il che ci sembra una prova, direi, soìenne del fatto che il delitto trova la sua ragione d'essere in una alterazione congenita dell'individuo, ben più che non nelle condizioni sociali. È da credersi che un gran numero di delitti commessi in quell'età sfugga facilmente alla cognizione della giustizia, per ragioni facili a immaginare, così che non è sragionevole il pensare che il numero dei delitti commessi d.!,.l!.a 21 anni uguagli se non superi proporzionatamente quelli commessi da 21 a 50. Questo vale ed è più spiccato pei reati meno grad, anche pel sesso femminile, ma non per i reati più gravi . Le medie annue dànno, per rispetto alle regioni, i seguenti risult.ati. Per un milione di abitanti abbiamo:

Pretori.

A.Ha Italia

u.

D.

2110,68

:Media

>>

102 96,92 15396,08

Bassa

>>

22324,60

2827,12 5413,18

Tribunali. Alta Italia

2454,14

ì\Iedia >? \ Bassa· »'

3460,56

207,96 251 ,36

5420,36

503,28


-182 -

Corti d'Assise. U.

D.

Alta Italia 145,184 9,056 Media » 280,880 "' 17,200 Bassa,, 513,324 30,1 92 E per ogni 100 uomini i delitti nel sesso femmin ile sommano a: P retori ·

Tribunali

Corti d'Assise

Alta Italia 20,3 8,4 6,2 Media >> 6,1 18,5 7,9 22,9 9,9 5,8 Bassa " Se si considerano separatamente i due sessi, senza confrontarli fra loro, risulta evidente che l'Alta Itali a, in entrambì i sessi pei delinquenti giudicati dai pretori come per quelli giudicati dai Tri bunali, ha un numero di delitti inferiore di circa 113 a quello della Media Italia, e di piil di 1t2 a quello della Bassa Italia e che pei delitti giudicati dalla Corte d'Ass ise il numero di essi è inferiore di 112 a quello della Medi~ Italia e di più di 5[7 a quello dell'ltalia Meridionale. Così che i delitti in genere , e sopratutto i più gravi aumentano enormemente passando dall'Italia, Settentrionale alla Meridionale . Studiando i delitti a seconda del.l a loro specie, si ottengono i seguenti risultati: Reati (Corti d'Assise)

.Media di tre anni U. D.

Delitti politici e contro l'Amministrazione dello Stato . Delitti di fal so e contro il commercio . Ozio, vagabondaggio, contravvenzioni . Contro i costumi Aborti, infanticidi .

9 1,2

0,6

Ogni 100 uomini

Per milione U. D.

5,472

0,036

0,5

345 ,8 24,0 22,822

1,440

6,9

11 4,6 1,0 '6 ,876 251,0 15,6 17,6 10,8 51,6 0,61 8

0,066 ,_ 0,8 1,16 5,16Q 3,086 47 6,8

I

~I


Reati (Corti d'Assise)

As~ass ini , omicidi Avvelenamenti Ferimenti Grassazioni

- ·183 Media di tre anni U. D.

Per milione

U. 1 44.0 49.2 75 ,504 4,4 5,40 0 .264

890 .2 34,2 59,3 4.6 473,2 5 ,8 35 ,630 9 10,8 60,8 60,060 22,8 1,4 1,368 92,2 18,6 5 .520 44,2 3,8 2,652

D. 2.952

0,324 2,052 0 .348

Ogni 100 uomini

3,4 122,7 3,8 1,2

6,6 6 ,3 Truffe 20,2 1.116 'Ricet tazioni . 0,228 8,6 Incendi . Sappiamo già che la media de11a compartecipazione delle donne ai reati giudicati dalla Corte d'Assise è di ·6 ogni 100 uomini. I seguenti reati la superano di assai : 20,2 Riçettazioni 122,7 Avvelenamenti 476,8 Aborti. i nfanticidi Questi ultimi si possono ri tenere dunque come delitti più proprii alla natura femm inile. La scarsità dei delitti cont ro l'Amministrazione dello Stato si -spiega facilmente considerando che, relativamente agli u omini, sono pochissime le donne in essa impiegate. La scarsità delle condanne per ozio, vagabondaggio e contravven 'lioni deriva da mol te circost anze, t ra le quali possiamo enumera.re 1a mol to minor tendenza della donna all'alcoolismo e quind i alla --ser ie di mali che ne seguono; il part ecipare in mi noi· grado al commercio; i noltre il fatto st esso della scarsità del · delitto in genere n ella tlonna deve rendere meno numerosi i casi di vagabondaggio. Alla minima. partecipazione della donna al la grassazione, all'ass assinio, omicidio e ferimento, devono certamente contribuire cause <liverse; t ra le altre quelle appena sopra nominat e ; ma deve avervi u na grande influenza la n atura stessa della costituzione femminile: l'immaginare un assasstn.i.Q., i l prepararlo, l 'attuarlo richiedono, almeno i n un g ran numero di casi, non soltanto forza fi sica, ma u na -0erta forza e com plicazione delle funzioni intel lettuali, anzi più Furti .

4.012 0,084


-

184 -

queste che quella. E un tal grado di sviluppo fisico e mentale è di regola deficiente -

in confronto all'uomo -

nella donna. Una si-

mile considerazione ci sembra debba anche essere fatta sopratutto per le t ruffe e pel furto. Ci sembra che in~ece i reati r elativamente all'uomo più frequenti nella donna, siano quelli che richiedono mi· nore forza fisica e intellettuale, e ciò valga sopratutto per le r icettazioni, per gli avvelenamenti, per gli aborti e gl'infanticidi . E intendo forza intellettuale, e non coltura, in quanto che è noto che gli avvelenamenti vengono commessi con frequenza anche_da persone colte. La enorme frequenza degli aborti e degl'infanticidi è dovuta certamente anche ad altre cause troppo note percbè le debba nemmeno accennare. Quanto all'età in cui Yengono r ommessi i singoli delitti, predominano in entrambi i sessi nell'età giovanil e in confronto all'avanzata i reati che si potrebber o considerare come d"impeto e nell'avan· zata in confronto alla giovanile quelli che si possono considerarecome premeditati. Va però notato che nel sesso femminile l'età più avanzata supera la giovanile anche negli assassini, omicidi e incendi. ~fa l'età media la vince sull e altre nel numero dei reati di ogni natura. Se si considera l'influenza della civiltà sui singoli delitti, notiam(} che tanto nell'uno come nell'altro vanno aumentando regolarmente, col diminuire della civiltà, i seguenti delitti: di falso e contro il commercio, gli aborti e gli infanticidi , le ricettazioni e sopratutto

i delitti contro la sicurezza dello Stato e contro l'Amministrazi on.e pubblica, gli assassini, i ferimenti, le grassazioni, i furt i, gli in cendi. gli a vvelenamenti, ossia i delitti più gravi. Il soprad~tto aumento è irregolare per i reati d'ozio, vagabondaggio e contravvenzioni e pei reati contro i costumi. Vanno invece aumentando in entrambi i sessi, beuchè di poco, coll'aumentare della civiltà, i r eali di t ruffa.

M


-

185 -

Per mostrare quanto la meQO avanzata civil tà aumenti alcuni delitti, noto che, in confronto all'Italia Settentrionale, la quota di ciascuno dei seguenti delitti per milione d'abitanti è :

Nell'I talia Centrale. Donne

Uomini

4 volt e più grande

5 volte pi ù g rande Per gli assassin i, omicidi 2 3 )) Per i fer imenti ·. 5 . 113 Per le grassazioni 2[3 . 114 Per i fur ti . )) 2 . 113 Per gli i ncendi ))

))

)) )) » >)

Nell'Italia .Met·idionale. Donne

Uomini

Per gli assassini, omicidi 12 volte più g rand~. 24 volte più grande )) )) 11 6 Per i feriment i )) )) 5 4 Per le grassazioni )) )) 3[5 P er i fur ti . 113 )) >) 6 3 Per gli incendi Quanto all'influenza della regione e dell'età sui si ngoli deli tt i, ricorderò solt ant o quanto rilevai s ugli aborti e infanticidi. Le condanne per questi delitti per milione d'abitanti furono:

I talia del Nord. Fino a 14 a nni Da Ì4 a 21

Uomini

2,396

Donne

Da 21 a 50

0,800 . 3,080'

Italùi Centrale. 1,484 1,920 6,792 0,960

Uo&.ini Donne

Da 50 in su

0,396 0,198 0,996 1 ,660

Ita lia :/J!Ieridiona le.

Uomini Donne

\

5,040 1,400

3,818 9,016

1,820 2,310 .


-

186 -

Dove è evidente che, quanto più il paese è civile, tanto più gli aborti e gli infanticidi tendono a verificarsi nel sesso femmini le in età precoce; quanto meno è civile, tanto più tendono a manifestarsi in età avanzata. Il che, conoscendo le n~iioni che sono causa di questi reati, mi sembra gebba attribuirsi al fatto che nei paesi più civili il sentimen to d'onore delle fanciulle r ese gravi de è piil svil uppato, o almeno le trascina a l iberarsi dall'onta di av&re un figlio illegittimo con m aggiore ener gia che non nei paesi meno civili, dove il fatto di trovarsi questi reati in assai maggiore frequenza dai 21 ai 50 anni e persinv dopo i 50 anni, che non dai 14 ai 21 indica che ivi l'aborto e l 'iufanticidio viene compiuto assai meno per un sentiment o d'onore che non per un triste uso. E qui ri cordo l'uso generalizzato dell'aborto nei paesi selvaggi. Considerando l'influenza delle gi·andi città. nei singoli delitti, si vede che sopratutto i ferimenti, le grassazioni e i furti sono notevolmente maggiori nelle grandi città che non nelle piccole e nella campagna. Sembra che questa triste i nfluenza delle grandi città s ul delitto aumenti colla civiltà, ma non si può dire che in Italia sia maggiore nel sesso femminile. I nvece a Berlino è molto più manifesta l'influenza del g rande agglomer amento di persone come causa di aumento di delitti del sesso femminile; infatti si hanno 26,6 donne condannate su 100 condannati maschi, mentre nel Regno solo 19,7. E mentre in Inghilterra dal 1859 al 1864 nei delitti di competenza delle A.ssise si notarono 35, 36, 38, 33, 31, 32 donne delinquenti su 100 uomini, a Londra, negli arresti operati dalla polizia metropolitana dal 1854 al 1862, su 100 uomini si annoverarono 57, donne; a Lirerpool 69; a Dublino 84. Il sesso femmini le è più frequentemente prosciolto che · non il maschile. Su 100 giudicati di ciascun sesso si ebbe dal 1887 al 1889 la seguente percentuale di prosciolti:


-

Pretori Tribunali

i u. . I D.

·lu. D.

Corti d'Assise } U.

187 1887

1888

1889

32,0 36,5 23,8 28,8 33,3

31,3 33,8 23,1 29,6 28,5 50,0 2 7,6 37,8

32,68 34, 78 23,03 29 ,06 27,77 48,48 3 1,16 34,42

D.

5G,O

! u.

29,7 40,4

ln complesso l

D.

È evidente quindi che le donne vengono prosciolte tanto più facilmente quanto più il reato è grave.

Anche i n Francia i prosciolti nei t ribunal i furon o:

Delitti giudicati j U. dall e Corti d'A ssise I D . Reati giudicati dai U. Tribunali correzionali D .

! l

Dal 1836 al 1840

Dal 1856 al 1860

Dal 1871 al 1880

35 40

23

19

33

31 6 8

Quanto all'influenza dello stato civile, noto che, come osserva il Mayr, ai vedovi e ai divorziati ricade la quota massi ma della del inquenza nella maggior parte delle età, e mentre l'uomo t rova realmente nel matrimonio un ostacolo al delittò, la donna i nvece non è punto preservata. La maggior criminalità"della donna maritata si mani festa nei delitti contro la persona, mentre quella della donna nubile, nei del itti contro la proprietà . Nei delitti contro la proprietà tanto la donna maritata come l' uomo ammogliato delinquono meno dei celibi, ma pei delit ti in genere, da 30 anni in su la donna maritata delinque di più della nubile, mentre pei maschi solo da 70 in su, il che è dovuta all'influenza dei delitt i contro la persona, contro lo Stato, ecc.


-

'188 -

Per r ispetto alla recidiva devo limitarmi ai dati degli altri paesi, non considerando i nostri annuari di statistica penale la recidiva a seconda del sesso. I n Francia si ebbero recidivi :

\

Dal 1851 al 1855 ))

))

))

))

))

1856 1861 1866 1871 1871'

))

))

))

))

))

1860 1865 1870 1875 1880

U omini

Donne

36 010 40 42 45 51 53

16 O[O

l)

))

))

16

))

17 17

)) ))

))

19

))

,)

21

))

11 sesso maschile recidiva dunque con molto magg ior frequenza del femminile e tende a recidi rare molto di più col progredire della civiltà, come queste cifre dimostrapo, anche malgrado la probabile causa d'errore che i recidi\"i siano meglio riconosciuti ora che non una volta. Considerando gli individui stati r eclusi nelle cc maisons centrales » , commisero reati quasi immediatamente dopo, ossfa nel rispettivo periodo di anni, nel:

1851-55 1856-60 1861-65 1866-70 1871-75 1876 1877 1878

U omini

Donne

37 OtO 34 37 40 ))

26 010 23 )) 24 25 22 26

))

))

39

40 39 45

))

))

))

))

))

))

))

23

))

))

24

))

,

In Germania i ris tll tati sono un p o' d ifferent i (Starke), Mentre anche in quella nazione nel 1869 le recidive erano minori riel sesso femm!nile, esse andarono man mano aumentando fino a raggiungere il numero delle recidive del sesso maschile, si ha infatti:

,


1869 1870 1871 1872 1873 1874 1875 1876 1877-78 1878-79 1879-80 1880-81 1881-82

189

Uomini

Donne

71,44 74,00 80,38 77,29 80 ,66 77,98 79,03 79,66

6J,98 74,22

78,47 79,13 77,13 76,42 78,76

78,35 74,1 6 77,46 77,16 84,26 78,17 76,76 75,80 75,19 77,77 78,86

Totale

76,74 80,13 77,84 79,85 79,42 78,25 78,61 76,84 76,47 78,87

Conclusioni. - Dalle quali cifre si può concl udere : 1° La delinquenza femminile è 4.5 volte inferiore alla maschile. I delitti gravi sono commessi dalla donna in proporzione 16 volte minore (in Italia). Ciò si verifica, all'incirca nelle stesse proporzioni, anche negli altri paesi d'Europa e d"oltremare. 2° La delinquenza femminile raggiunge, confrontata alla maschile (ogni 100 maschi),-le piil alte proporzioni nell'età pii1 avan zata, poi nelretà infantile, poi nell 'età. media; se si considera la delinquenza femminile senza confrontarla alla. maschile, si trova che le alte proporzioni del deli tto in età avanzata si hanno specialmente per i gravi reati, meno per i leggieri ( 1). In entrambi i sessi la proporzione dei delitti commessi in età giovanile è altissima ;

{l) Secondo Mayr il ·massimo della delinquenza è per l'uomo da 18 a 21 anni, per le donne "dai 30 ai 40.


- 190 2° L'aumento della partecipazione della donna al delitto col progredire della civiltà (su 100 uomini) sembra avvenire soltanto per i reati pi ù gravi. Se si confronta la delinquenza femminile colla ma3chil e, la prima aumenta anche piit della seconda grandemente col diminuire della civiltà, speciaÌmente pei reati più gravi ; 4° Confrontando la delinquenza femmini le colla maschile (donne delinquenti su 100 uomini), si nota che la partecipazione della donna al delitto è tanto minore quanto meno il delitto richiede di forza fisica e di forza, e complicazione delle funzioni intellettuali; 5° Nell'età. giovanile predominano in entrambi i sessi, in confronto all'avanzata, i reati d'impeto, e nell'avanzata, in confronto alla giovanile, i premeditati. Tuttavia nel sesso femminile l'età più avanzata supera la giol'anil e anche negli assassini, omicidi e incendi . Ma l'età medh (dai 21 ai 50) la vince sulle altre nel numero dei reati cl' ogni natura ; 6° Le cifre tanto dei delitti complessiri, come di ciascun delitto, per ciascun sesso e pei vari paesi, sono in generale grandemente costauti nei vari an ni. In Italia però sembra che nel sesso maschile vadano diminuendo i reati più gravi, e aumentando i pili leggieri in ambedue i ses$i; pare invece che la criminalità piìt graye aumenti nella donna; 7° Gli aborti e gli infanticidi sembrano essere nel se~so fem minile commessi tanto più per .un sentimento d'onore e tanto meno per una specie cli costume, quanto più il paese è civile; infatti nell'Italia Settentrionale predominano nell'età piìt giovane, nella Meridionale invece nell'età più avanzata ; 8° L'influenza delle grandi città nel senso di aumentare il d,elitto è maggiore pel ses~o femminile, e si fa sentire specialmente coll'aumento dei ferimenti, delle grassazioni e dei fn rti; 9° Il numero dei prosciolti À maggiore nel sesso femminile; 1o• Il.matrimonio salvaguarda la donnà assai meno dell'uomodal delitto;


-

191 -

11 ° La delinquenza femminile recidiva in F rancia con minore frequenza della maschile, in Germania con egual frequenza. È possibile dare una spiegazione psicologica almeno d'una parte d i questi fatti? Mi sembra che sia possi bile. Se si considera la tlonna come un essere meno evoluto e nel quale quindi i centri corticali sono meno numerosi, meno complessi, meno coordinati tra l oro, ne deve scaturire come conseguenza che : 1° A parità di cause motbose i centri cor ticali della donna sono meno frequ entemente e meno profondamente alterabili ; 2° Che le alterazioni morali della donna deYono rivestire for me meno complicate, direi, se si potesse, meno ingegnose ; 3° Che le alterazioni, a parità di condizioni, sono più facilmente riparabili. Di qui nella donna la minore frequenza del deli tto, sopratutto quando i carat teri del la femminilità sono più spiccati (da 2 1 a 50 anni), e sopratutto pei reati 1•iù g ravi e per quelli che richiedono non soltanto maggiore forza fisica, ma anche maggiore forza e comP.licazione delle facoltà intel lettuali (I.a prostit uzione, specie di equivalente del delitto nella donna, non richiede punto complicazione nelle facoltà mentali) ; di qui anche la. minor frequenza della reci-. diva, alme no in alcune fo rme. Se a questi dati psi cologici si aggiungono le differenze nelle abitudini di vita, nelle occupazioni e nelle fonzi.oni fisiol ogiche, si potrà spiegarsi la cli \'ersi tà dei risul tati sovraesposti tra la delin quenza femmi nile e la m aschile. 2. Io. - Secondo le s.talistiche giudiziarie della Scozia dell'anno l 888 (.Morrison, Crimes anà its causes, p. 154) 37 p. 100 delle accuse erano contro donne. È vero che solo 11 p. 100 di queste accuse erano di u na cert~ gravi tà, ma acl ogni moclo le donne in Scozia commettono certamente p ii1 delitti che gli uomini. la proporzione


-

Hl2 -

delle criminali Inglesi non arriva nel 1888 al 17 p. 100, ed ha tendenza a diminuire, essendo stata: del 20 p. 100 negli ultimi venti anni. La proporzione delle delinq~enti femmini li variando in Scozia in senso opposto perciò è una eccezione\Non si può dubitare che il gran numero dei reati femminili in Scozia debba attribuirsi alla condizione sociale di quel paese. In nessun altro paese dell'Europa, infatti , le donne fanno un lavoro così pesante: esse lavorano nei campi e nelle fabbriche accanto agli uomini, e per la loro esistenza ·non dipendono quasi per nulla da questi ultimi e sotto il punto cli vi'sta economico sono più che altrove emancipate ; in una parola, esse rassomigliano, insomma, nella loro attività sociale, agli uomini. Le statistiche scozzesi sono una conferma imponente delle nostre teorie: quanto più le donne saranno obbligate a prender parte alla lotta econ.omica per la vitai tanto più diventeran no delinquenti. Ciò non è consolante appunto, mentre una forte corrente d'idee 1move tende ad aprir loro la vita industriale e. pubblica al più alto grado possi bile . L'aumento delle confederazioni femm inili politiche e ,di altre organ'izzazioni di carattere aggressivo è un errore cbe finirà per alterare ed avvilire la natura della donna. L'attitudine aggressiva dei componenti le associazioni guasta gl'istinti elevati della donna ed il suo carattere morale. L'influenza esercitata dalle madri sullo spirito dei fanciulli è grande, e cli verrà certamente cattiva se lo spirito della madre è contaminato dalle lotte della vita elettorale.

3.

L'avv. Virgilio Rossi scrh:e: (Il sesso negli avvelenatori condannati da lle Corti a·Assise in Italia dal1880 al 1888 ; Archivio di psichiatria ed A nomalo, 18~ 1). Dal )880 a\ 1888 si ebbero in totale tra i condannati dalle Corti d'Assise : } maschi 38 , Venefizi tentati o mancati / Iemmine 31 SESSO NEG LI AVVELENATORI. -

»

consumati

( maschi - 30 I ( femmine 29


.-

193 -

Donde sopra 100 avvelenatori erano 53,12 maschi e 46,88 femmine. Le proporzioni annue degli avrnlenatori distinti per sesso per

1000 condannati appaiono dal seguente specchietto: Anni 1880 188! 1882 1883 Maschi. . . 1.3 1,6 1,4 0,8 .Femmine. . 16,6 12,9 36,l 17,0

1884 18 , 5 1,~ 0,6 3,2 3,2

1886 1887 1888 1,1 2,0 0,6 33,6 33,9 13,7

Esseudo dunque nel noven nio stati condannati dalle Assise

.53,619 uomini e 3172 donne, si ebbero sopra 1000 condannati maschi 1,26 avvelenator i e sopra 1000 condannate l 8,91 an-elenatrici; la qual sproporzione tra i due sessi è degna di s eria a t tenzione da parte dei c riminalisti, perchè solo in parte essa 'Jrnò spiegarsi dalla maggior facili tà che hanno le donne a pro-

1,inare il veleno essendo esse quelle che nell e fam ig lie a('cudi,scono alla cucina e preparano i l cibo. Nè meno grave è la circostanza che le femmi ne riescoqo più ~lei masehi a consumare gli avvelenamenti; e infatti sopra 100 .avvelenamenti se ne ebbero : nelle femm ine

t entati o mancati 51 ,GG consumati 48,34

nei maschi inrece

1

!:i5,8S » 44-,12 F.orse le _femmine raggiungono più sorente lo scopo, perchè premeditano di più il delitto. »

4 . TABACCO. - 11 :Marambat, dopo aver fatto la t riste constatazione che d 'anno in anno il numero dei prevènu ti minorenni aumenta considerevolmente, r icorda che dai dati statistici ottenut i in segui to ad un'inchiesta, fatta in parecchi importanti stabilimenti penitenziari, rimane accertato che l a prima passione che s'infiltra nel cuore del ragazzo è quella del tabacco, e che è questa passione -che lo porta dapprima a spese s uperflue, quindi a contrarre abitudini viziose e vergognose, che lo conducono nella via del delitto. Ques ta rst a tistica dimostra infatti: Lo111nRoso. -

13.


-- Hl.i -

1° Ohe su 603 ragazzi dagli 8 ai 15 anni, 51 0L0 prima della. detenzione aveva già l'abitudine del tabacco; 2° Ohe su 139 giovanetti dai 16 ai 20 anni questa proporzioneè dell'84 0L0; i.;. 3° Ohe su 850 individui superiori ai 20 anni 666, o per megli<> dire il 78 0L0, avevano preso quest'abitudine prima dei 20 anni. Inoltre su 666 altri individui, 379, ossia 57 OtO, sono entra't i io prigione per la prima volta prima dei 20 anni, me:ntrechè, fra gli individui che non fan uso di tabacco, questa proporzione non è chedel 17 010. Il numero dei delitti di vagabondaggio, mendicità, furto, trnffa~ abuso di confidenza, va sempre aumentando, secondo quello ch e riferisce il Ministro della Giustizia. Ora fra i delinquenti di questecategorie, la proporzione dei fupiatori è dell'89 O[O. Furono giudicaLi, nel 1881, 57,266 individui per ubbriachezza. La statistica, fatta dal signor Marambat, c'indica che di questi individui i fumatori forniscono negl i stabilimenti penitenziari una cifra di ubbriaconi del 74 OtO, mentre quelli che si ubbriacano senza consumare tabacco non sono colpiti dal Tribunale che in una. proporzione del 43 O[O. Una progressione sensibile nel numero dei recidivi, essendo pure· notata dal i\finistro di Giustizia, l'inchiesta fece rimarcare che fra fumatori, ciccatori e coloro clie prendono prese di tabacco, il numero dei recidivi è del 70 010, mentre per coloro che non fanno uso di tabacco non è che del 55 O[O. Bisogna sopratutto rimarcare che i detenuti sobrii non datisi al tabacco, non danno che il 18 OtO di recidivi, mentre gli altri, riJalgrado sobrù'., danno il 62 OtO. 5. E1rnon;\.. - Sichart (Archivio di Listz, 1890) studiò inclivi. dualmente 3881 criminali degenti nel carèere di cui era direttore, e ne paragonò i dati a quelli delle statistiche uf.lkiali del Wur-


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'195 -

temberg; siccome il m etodo è quello del nostro Marro, g~overà confrontare i due risultati. Però, siccome il Sichart non esaminò rei di reati di sangue, il confronto non può farsi che sui rei cont ro la proprietà e contro i buoni costumi. I bastardi diedero nelle carceri di Wurtemberg: nel 1884-85 il 14,3' OtO ; nel 1885-86 il 15,7 OtO ; nel 1886-87 il 15,3 OtO; mentre sono negli onesti 1'8,76 OtO. Sichart però sui 3181 esaminati t rovò la cifra elevarsi ai 27 O[O, cioè i l doppio, d iviso: Su 100 ladri . 32,4- O[O l) t ruffatori 23,1 » )) l) 21 rei di libidine l) >) spergiuri 13 )) 12,9 l ) incendiari Marro nei suoi 507 non ne t rovò che 2. Nei delinquenti chiusi nel carcere manca assolutamente l ' educazione impartita dai parenti in generale nel 16 OiO, ripartiti così: Parenti viziosi

))

47 31

10,8 »

34

9,4 ))

51 23

20,9 0 10

Ladri (Sichart) !ncendiarii . Truffatori Rei contro il buon costume

11

-

(Marro) 45,0 )) 14,2 )) 32,4 >) 28,2

)) 6 )) Spergiuri. )) Falso gi uramento 12 >i 16 Totale parenti viziosi 43 O[O. Trovasi ribrezzo del lavoro nel 42 010; vagabondaggio , mendi-

cità nel 2 7 OtO, cioè :

52 OtO Ladri )) Truffat. 45 lncend. 3 1 . ) ) Libi d. 26, 7 )) 8,2 ) ) Sperg .

·/

Mendic.

Vagab.

Bevoni

35 20

44,2 OtO 11 , l )) 15,1 ))

28

25,3 )) 34,2 »

78 0[0 67,5 >) 57,1 ))

14 4,2

))

36,3

>)

61 ,5

))

24

» -

15,5 J7,3 \ 4,7

OtO )) >) ))

))

-

Ù[Ù -

(l\Iarro) Bev.

l)


-

196 -

Ribrezzo del lavoro

:Mendicanti

52 . OrO n

32 O[O 39 ))

Ereclità di alcoolismo e nevrosi. -

Egli trorò pure:

Su 1248 ladri legittimi » 600 >> illegittimi

52,3

Vagabondi

42 O[O 49 »

\ Figli di bevoni (Marro)

Ladri 14,3 010 46,6 )) 32,4 Truffatori 13,3 42,8 Incendiari i 13,5 )) Falso ·giur. 11,1 )) 43,5 Libidinosi 14,2 )) Totale 16,2 0[0 Epilessia

(Ìllarro)

Pazzia dei parenti

(Marro)

Incendiarii 11 OtO Libidinosi 8,5 )) 6,4 )) Ladri Truffatori 5,5 )) 3,1 )) Spergiuri Totale 6,7 0[0 Suicidio

28,5 10,2 14,5 10,3

(l\farro)

Ladri Ladri 5 O[O 2,1 O[O 3,3 'l'ruffalori 2 )) 1,3 I ncendiarii 8,2 )) lncendiarii 1,8 )) Libidinosi 3,9 )) 5,1 )) )) Libidinosi 1,2 Spergiuri 2,1 )) Spergiuri Truffatori 1,5 Totale 6,7 O[O Totale 4,3 O[O. 11 complesso di eredità nei reati si ha negli inccndiarii nel 36,8 OtO; nei ladri nel 32,2 OtO; nei libidinosi nel 28,7 O[O; nei truffatori nel 23,6 010; negli spergi uri nel 20,5 O[O. Baer avrebbe veduto su 25,548 carcerati il 23 OrO i cui parenti erano beYoni. Nella cifra del Wurtemberg sarebbero nel 19 010. Nei crimi nali di :tvfarro vi è nel 41 OtO l'alcoolismo nel padre, il 5 O[O nella madre; ·computando nell'eredità morbosa h discendenza da genitori alienali, apoplettici, alcoolisti, epilettici, isterici e ,delinquenti, la trovò nel 77 OrO, e nel 90 010 comprendendo ancora le anomalie del carattere e dell'età dei genitori. Tenendo conto del solo alcoolismo, pazzia, epilessia e suicidio negli ascendenti diretti, l'eredità morbosa è risultata del 71 OrO negli incendiarii; del 55 OrO nei ladri; del 43 0[0 -nei libidinosi, e del 37 O[O nei truffatori. ))


-

l 9i -

In complesso Sicbart conclude che -.i sono fra i Rei d'abitudine

,

Illegitt imi Educati dagli stranieri . Vagabondi Ribrezzo del la,·oro Mendicanti Bevitori Immorali . Derivati da bevitori . (Arch . di psich., X, pag. 620).

30,6 O[O 19,3 )) 40,4 )) 51,7 >) 34,7 )) 30,2 )) 17,5 18,4

)) ))

Rei d'occasione

17,4 010 7,6 >) 3,8 >) 19,2 >)

6,5

>)

27,3 15,3 11

))

))

))

6. Io. - I n un bel capitolo del suo l ibro (Les habitués des prisons) Laurent ci fa la storia di tutta una famiglia di delinquentinati che conferma a meraviglia i dati di Moeli e di Sichart. « Il nonno paterno morto di affezione cardiaca a 67 anni, era . di carattere debole ed era completamente dominato dalla moglie: lii, quale nervosa e strana, battera il mari to ad ogni occasione. Irascib ilissi ma, provava piacere a sferzare ]a sorella quand'era ammalata. « Il padi:e era nervosissimo, violento, ma poltrone, e quantunque conoscesse la vita disordinata della moglie, non aveva il coraggio d'intervenire. ::\lori di un'insufficienza aortica. « Uno zio paterno viziosissimo e violento pe.rcuoteva i suoi parenti per avere denaro. Approffittò della loro as:;enza per vendere una parte dei mobili, tentò uccidere suo fratello per gelosia. U n cugino germano dei due precedenti si abbandonò alla pederastia. « Il nonno materno era i ntelligente, ma ubbriacone, subì due anni di prig ione per furto. Capitano sotto l a Comune, fu ancora punito per cattira condotta. Egli era disquilibrato, brutale e gros solano. Nel primo ma tr imonio ebbe 4 figl ie delle quali descriveremo lo stato mentale più sotto. La nonna materna abbando-

/


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nava i bimbi e sprecara in compagnia del marito la paga settimanale. lVIorì di cancro uteri no. « La madre viziosissima, pigra, impetuosa si marita a venti anni ed ha due figliuoli; a 23 anni ~bandona il marito, si unisce con un giovane e dà. alla luce una bimba. In seguito ritorna al letto maritale ed ha un quarto bimbo, durante questo tempo è l'amante di un negoziante di vino. « A quest'amante ne succedono altri. A 35 anni partorisce un quinto bimbo. Lasciando la famiglia ed i fanciulli senza cura ella passa la vita nelle stamberghe (bouges) giuocando alle carte e disputando cogli ubbriachi . Tentò più volte in stato di nbbriachezza d'uccidere il marito. A 37 anni ba da un suo amante un sesto figlio che muore di meningite. Resta incinta un'altra volta ed abbandona allora decisamente il. tetto maritale attirando con sè le figli e, che poi lascia in balia del primo capitato mentre ella si ubbriaca. A 39 anni è incinta per la nona volta, e dal suo amante essa si lascia maltrattare. <1 Questa donna aveva tre sorelle. << La pr ima era viziosa fin dall'infanzia. Corrotta, a 16 anni si dà alla prostituzione. Irascibile, ella in un momento di gelosia strappò un'orecchia ad una donna. La seconda sorella ha 38 anni, è maritata; alcoolista lasciva ed ott usa. Ha tre fanciulli dei quali uno all'età di nove anni per un futile motivo si precipitò dalla finestra ed un ·altra volta senza ragione 3pparente si gettò sotlo una vettnra. << Soffrì di meningite e guarì. (1 La 3a sorella, ottusa e lussuriosa, si nbbriaca in compagdia. del marito. << Passiamo ora all'esame della 3a generazione, che comprende otto fanciulli. (e 1° Una giovan·e di diciannove. anni, poco intelligente, capelli biondissimi, ha volta palatina, ogivale e sviluppo ·esagerato dello


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199 -

protuberanze frontali. Il sistema pilifero è sviluppatissim o sul corpo e di un colM nero carico. Cattiva, g elosa, ella metteva delle spine nella minestra del fratello. A 10 anni la si trovava nelle cantine con dei giovinetti abbandonandosi ad una crapula precoce. Ha sempre rifiutato l 'unione sessuale coi componenti la famiglia. « lo non ne so il perchè, diceva, vorrei, ma non posso, ciò è più forte di me, e mi ripug na ». « A quindici anni si dà. alla prostituzione pubblica ed è i ncarcernta a S. Lazzar o, poi nel convento delle Dame di S. Michele: ma .quindici giorni dopo i ·uscita ricomincia la vita disordinata prosti· tuendosi e drendo in compagnia dei souteneurs. « Ora è det enu ta sotto l'accusa di furto insieme con un'altra g iovane. « 2° Un gioYane di 18 anni, lavoratore, economico, onesto, ma nervoso e caparbio e di carattere debole come il padre. t< 3° Una figlia adult~rina di 15 anni, Yiziosa, beona e ghiotta. Frequent a gli spacci di vino e s'ubbriaca spesso. Ruba nelle Yetrine <lei droghieri. tt 4° Una giorane di 14 an ni, pigra, bugiarda, ladra, irascibile, l1a la faccia costantt>rqente contratta. da un tic nervoso e la fì sonomia non è che una smorfia continua. Senz'alcun rispetto per la famiglia, ella approfitta di notte del son no della nonna per pizzi-carle le gambe e vendicarsi in questo modo delJe punizioni avu te. È egoist.a, ci ,et.ta, lasci rn. u 5° Un ragazzo di 8 anni, rachitico, scrofoloso, nervosissimo, i rascibile. Prepotente, ha degli accessi con t endenza a rompere -qualsiasi oggetto. È dolicocefalo e d'intelligenza comune. t< 6° Una figlia adulterina, morta a 16 anni di meningite. t< 7° e 8° Due ragazzi in tenera. età ». Tutti questi disgraziati sono dei degenerati, dei corrotti, nati <:ol vizio nel sangue. ,

.

\


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200 -

7. CJTT.~ DI DELJXQUENTI· NATJ. - Dopo ciò si comprende come Sighe]e abbia scoperto un paese fotero cli cleUnqttenti-nati (Arch. di psich., xn, 1801). :._ « 'l'utti coloro che hanno studiato le stati~ti che criminali, diceil Sighele, sanno che il delitto si concentra di preferenza in certi luoghi. Spesso, esaminando le cifre di una intera provincia, si dice: Ecco 1m paese che nel suo insieme sarebbe abbastanza buono. ma c·è un villaggio che guasta tutto. - Io ho denunciato nella due prime edizioni dell'Uomo clel1·nquenfe una serie di quest i: paesi passati in proverbio, come Pergola, Sant'Angelo, ecc. Forse avviene del delitto ciò che avviene di certi veleni, i qu ali. pur esercitando un'influenza pernfoiosa su tutto l'organismo, affettano specialtpente certi dati ,organi 1,. In Italia, uno di questi luoghi ammalati, o - come direbbe il Joly - uno di questi veri foye,·s de criminalité spontanée è il Yillaggio d'Artena nelia provincia di Roma. Situato in ci ma di una collina, fra una campagna verde e ridente, con un clima dolcissimo, questo paese ove è sconosciuta la miseria, dovrebbe essere uno dei piil onesti e dei più felici. Inveceesso ha una celebrità. infame e i suoi abitanti sono considerati nei dintorni come dei ladri, dei briganti, degli asi;assini. Questa nomea non data da ieri: nelle cronache italiane del Medio-Evo si trova spesso il nome d·Artena, e ]a sua storia si può riassumere in una lunga serie di delitti. Oggi si direbbe che il brigantag-gio, il qualeagonizza ovunque, si è ri fu giato in questo piccolo paese, guada· gnando in intensi tà. tutto ciò che ha perduto in estensione. Si può giudicare della gravità. del male dalla seguente taYola statistica:

'


-

:!Ol

DEL]TTI

Omicid i,a, sassinii e fort.i con omicidio Ferimenti . Grassazioni. Furti sempl ici e qualificati

Numero annuo <lei delitti (ogni 100,000 ab.).

.Anni 1875-88

Anni 1852-88

ITALI A.

A RTENA

9,38 34,17

57 205 113,75 177 -

3.67 47,36

Artena dunque si disti ngue per nn numero di ferimenti, omicidi ed assassinii sei volte maggiore di quello della m edia dell'Italia (e l'Italia è alla testa d i tutte le nazioni civili nei delitti contro le persone) e per nn numero di grassazioni 30 volte maggiore di quello della media dell'Italia.. E ancora q_u este cifre non danno un'idea della feroci tà e dell'audacia dei delinquen ti Artenesi. Per rendersene conto. bisognerebbe descrivere tutti i delitti, bisognerebbe vedere come si assassina di pieno giorno st1 lla pubblica piazza, come si s t rangolano i testimoni c_he osano dire la verità ai gludici !... ; Quali ~ono, si chiede il · Sighele, le cause di questo triste fe nomeno? Egli ne trovò molte: anzitutto il carattere degli abitanti e l'influenz,1 esercitata . dai cessati Governi: cause qneste, che produssero altron~ brigantaggio e camorra. Un'alt ra cat1$a è l'impotema dell'autori tà a colpire i colpevoli . Negli ultimi ann i quasi tutti i processi° finivano con un'ordinanza di non l uogo a procedere. Il silenzio dei testimoni, comprati o impauriti, impediva di raccogliere le prove : e così i malfattori, vedendo che potevasi ingannare la g.instizia, si· credevanò autorizzati a tntto osare. Per fortnua il processo del giugno 1890, fin ito con 32 condanne (di cui mol te all'ergastolo) ha messo fine a. questa impunità pe-ricolosa.. La causa però più. importante è 1·eredità. Il Sigbele l1a s tu diato tutti i processi intentati contro gli Artenesi dal 1852, e vi ha trovato sempre gli · stessi nomi. Il padre, il figlio, il ni-

Il

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,?:.'? I


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202 -

pote si seguivano a distanza come spinti da una legge fatale. Nell'ultimo processo v'er;mo due famiglie, già celebri negli annali giudiziari: l'una. di 7 °persone, l'altra di G: padre, madre e figli; non uno mancava. Sighele dice che si p1~ ben ripetere a questo proposito le parole di Vidocq: « Il exìste des familles dans lesquelles le crime se transmet de génération en génération, et qui ne paraissent exister que ponr prouver la Yérité du vieux proverbe: Bon chien chasse de race >>. l\fai - io credo - la legge_ d'eredità ebbe una conferma più splendida.

I

8. RAZZA. - Anche in Francia in una serie di borgate disposle sul confine delle foreste della Thierache, prolungaìnento di quelle delle ArdeIJne, Fauvell.e (Bulletin de ~?' Sociéfé d'anthropologi·e, 1891) ba indicato esistere una razza delinquente. Dovunque predomina questa razza non vi sono che risse violenti di tntte le specie sulle quali l'autorità giudiziaria è il più delle volte obbligata di chiudere gli occhi per non ingombrare le prigioni. Il forestiero che s'arrischia in mezzo a qneste popolazioni si espone agl'insulti tanto' delle donne che degli uomini. Anche nella classe agiata, questa brutalità sovente si rivela sotto una certa Yernice di civilizzazione. L'alcoolismo frequente, là come altrove, esagera ancora questa specie di barbarie. Il gruppo etnico ha ripugnanza pei lavori di cultura; sfrutta le foreste o lavora nell'industria del ferro, ma si dedica sopratutto con passione al contrabbando. La statura è un po' al disopra della media, ha forti muscoli, le mascelle larghe e robuste, naso dritto e gli archi sopraccigliari ac?entuati. Il sistema pilifero è abbondante e molto pigmentato, ciò che li distingue subito da un'altra razza dai capelli biondi.giallastri che occupa un certo numero di villaggi della stessa contrada, alla quale non ·si associa che raramente.


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9. PAZZIA NEI REI . - :M:orrison (C:rime and its caitses, London, 1891) ha calcolato che fra 441 delinquenti omicidi in Inghilterra {dal 1879 al 1888), 143, cioè 32 p. 100, erano pazzi. Tra i detenuti d'Inghilterra il 12 p. 100 non rnpeva nè poteva leggere e scrivere per mancanza più d'intelligenza che di educazione. Semal ( Un coup cl'oeil sur les folies p éniten tiaires, 1890) ci dà · notizie importantissime sui pazzi deli nquenti del Belgio durante ven ticinque anni (1 865-1884). • La: proporzione dei pazzi nelle prigioni non pare a prima vista molto grande : 514 su 526,313 detenut i, cioè 100 p. 100,000, mentre -che per la popolazione li bera, la proporzione è di 132 per 100,000. )fa togliendo i 235 ,000 condannati a semplici pene di polizia restano 291,000 detenuti criminali e correzionali riuniti, tra. cui vi furono 541 àlienati, cioè 1 G5 sn 100,000, sorpassando dunque notevolmente la proporzione di 132 su 100,000 abitanti per la popolazione totale del paese. Tra questi 514 alienati vi furono 220 p revenuti ed in seguito rilasciati. . l\fa è necessario un'eliminazione ul teriore, poichè ai restanti 295, bisogna togliere 8 simulatori, 42 su cni mancano i nformazioni, 11 il cui stat~ psicopatico era sintomat ico d'un'alfezione morbosa ben defi nita, ed infine 155 di cui lo stato di pazzia sconosciuto durante l 'istruzione ed il processo si è poi rivelato nel principio della deten-

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zione. Con queste sottrazioni restano 72 detenuti nei quali la demenza · si è d ichiarata durante la detenzione. / Fra di essi ve ne sono 32 che il regime del éarcere ha reso pazzi i ncontestabilmente. . Qt~1esta cifra, che a pTima vista sembra insignificante, acquista .al ·contrario un'alta impor tanza quando si misura la influenza nociva cieHa deten~ione non clJsseminata sui 526,000 detenuti, nè compa-

'\ a al totale de( 514 al ienati riscontrati su questa popolazione,


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ma esclusivamente in rapporto ai 79 casi di demenza nettamente· manifestati in carcere. Vale a dire che 40 p. 100 dei carcera.ti che diventano pazzi nel corso della detenzione de,·ono la loro malattia al regime penitenziario che subiscono ;>.iiper gli altri l'influenza di· questo regime si è confusa con quella di fattori estranei all a detenzione, sia individuali che sociali. Semal ha fatto l'esame delle cause di quest-0 sorgere o aggravarsi dei fenomeni morbosi nei rei assoggettati all a detenzione· cellulare. Essi sono in numero di "44, di cui 16 esenti da qualsiasi ante~ cedente morboso e 28 più o meno predisposti; questi formano dunque piì.Ldella moti\ dei detenuti divenuti alienati nel corso delln detenzione. Ciò che riesce meglio a fissare l'opinione che si deve avere sn questo riguardo, è, che anzitutto l'isolamento cellulare non fu veramente attivo che 5 volte su 51 detenuti che non trascorsero che una parte della pena in cella. cioè 1 su 1O; mentre si notò 22 volte su 156 detenuti durante il corso intiero della pena con l'isolamento individuale, cioè 1 su 7 invece , di 1 su 10. Un 1° gruppo di questi pazzi si compone di due ipoconùriaci (sospet tosi d'avvelenamento) guariti col miglioramento del regime. Poi vengono due mistici dati all'onanismo conformemente a quella bizzarria patologica che unisce così frequentemente la religiosità all'erotismo. La cella evidentemente favorisce il processo morboso, ma le abitudini solitarie permangono in tutti gli ambienti e la sorveglianza è dappertutto impotente a reprimerle. Il misticismosuscitato da tendenze alla penitenza, per contro, ha sempre prosperato nell'isolamento. Finalmente spicca l'azione nociva dello. cella in 6 allucinati di "' udito che presentano un delirio tipico. Fra questi 514 casi di demenza riscontrati in venti anni nel Belgio, 50 p. 100 si svilupparono nel primo mese di detenzione e 84 p. 100 nel corso del primo anno.


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Su 100 alienati, lo diventano tra i 20 e 50 anni 4G sopra una popolazione or dinaria, e fra i detenuti 81. Quest a maturità morbosa si riscontra ad ogµi periodo, anche dai 2-0 ai 30 anni, allorquando le pa ssioni sono piì.i mobili che violente; -si trovano 16 alienati nella vita libera cont ro 34 nella vita reclusa. La tendenza a delinquere in Belgio si manifesta principalmente coll'appropriazione del bene altrui, poichè la quinta parte circa dei delinquenti sono ladri . Dopo predominano i colpevoli di violenze, pi;rcosse e fer ite. I disordin i psichici precedenti o consecut ivi al delitto rientrano in queste conclusioni generali, perchè fra i delinquenti ri@onosciuti alienati si r iscontra una maggioranza di ladri e scrocconi, ma la preponderanza ritorna in seguito agli omicidi ed agli assassini . Da tutto ciò Semal conclude che: 1° Tutte le infrazioni nei carcerati sono generate dall' alcoolismo, che pare n1etta in rilievo i lati dife ttosi delle indi\'iduali tà. Così salvo una pTÒpensione manifesta ad associarsi al rngabondaggio, l o si Yede prarocare indifferentemente l'omicidio, il furto ·e gli attenta~i al pudore. 2° Gli incendiari e gli st upratori sono sopratutto imbecilli ed allucinati. Su 270 casi nei quali s'è potuto esattamente pronunciare la diagnosi, 56 volte si trattan1 di degenerati, e se a costoro si aggi ungono gl'insufficienti che sono in numero di 38, si ha un totale 'di 94, cioè 35 p. 100 di condannati divenut i alienat i, pei quali la -òelinquenza si lega ad uno stato manifesto d'i1,!feriorit.à psico-morale. Ciò che è piil ancora notevole si è che (come risulta dall'esame <:1el quadro dorn sono stabilite le relazioni t ra la forma morbosa e · la natura del delitto) i degenerati e gl'insufficienti prernlgono tra . gli j utori dei delitti più gravi. .

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CAPITOLO X. . Epilessia.

I. ANOMALIE DEL CAMPO VISIVO. In 10 su quindici epilettici studiati ft~ori dell'accesso, trovò Ottolenghi limitato il campo, in otto emiopia verticale tre volte eteronima, in dieci la linea peri- metrica era ;pez7.ata, quindi ~olto irregolare la periferia del campo, - in sette veri scotomi periferici. ln un caso solo il C. Y. aveva una forma schiacciata. In sei il C. V. era uguaimente limitato ad ambo gli occhi, in cinque era più limitato a destra. Diamo nella figura 38 un esempio di C. V. caratteristico dell'epilettico fuori dell'accesso. In quattro fu esaminato anche il C. V. pei colori e trovossi limitato, seguendo però esso , non a molta distama i limiti del bianco. In 8 osservazioni fatte in ragazzi èpilettici trovò 5 volte il C. V. limitato notevolmente ad ambo gli occhi, 4 volte la p.eriferi a molto irregolare, 2 volte con ondulazioni più o meno pronunciate, 7 volte scotomi periferici più o meno profondi, 3 volte emiopie parziali inferiori. Questo risultato corrisponde al reperto dei ragazzi criminali; anzi, nei ragazii epilettici il C. V.. è ancora pii1 anormale, e dimostra sin dai primi anni l'equivalenza d'ella epilessia e della criminalità ( Giornale della· R. A..ccad. di niedi·cina, Torino, 1890, n. 11-12).


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2. ID. - Il dott. Parisotti (Studio comparativo del cam.po visivo di neuropatici e psico1Jatici ; Bollettino della R . Accademia di M ed. di Roma) ha esaminati 49 epilettici, dei quali 33 pure epilessie; 4 epilessie in alcoolhti, 1 epilessia con sifilide, 2 idiozie e 8 demenze post-epilet tiche. 1 epilessia. mestruale, 13 isterici, di cni 7 femmine , 2 casi di mania isterica, 1 caso di raptus melanco nicu.s; 7 delinquenti, di cui_2 pazzi morali ; infine 10 prostitute in tutto 82 ossenazioni.

Fig. 38, -

Epilettico fuori dcll'aècesso.

Raggruppò nei seguenti t ipi le diverse forme del O. V. riscontrate: I , Campo visivo normale; I L Restringimento generale concentrico più o meno regolare; IlI. Restringim ento parziale; IV. Restringimento ·totale, ma con pi·evalenza distinta in una o due .direzioni; '-:---- V. Anoma1ie in un occhio, o differenti nei due occhi.


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Il I ti po riscontrò in 6 epilettici, 1 epilettico sifilitico, 1 demente epilettico, 1 isterico, 1 mania isterica, 3 delinquenti, di cui 1 maniaco. Il II tipo in 13 casi epilettici maschi, in 6 donne epilettiche, in 4 epilettici alcoolisti , 6 demenze polt epilettiche, 6 prostitute, 1 psicostenia, G donne isteriche, 3 isterici e 3 delinquenti. Il II[ tipo in un caso di epilessia con sifilide ed in un'isterica. 11 l V tipo in 2 epilettici e 1 epilett.ica, 1 clemenza post-epilettica, 1 ne1Tastenia con tendenza suicida, 1 delinquente, 1 raptus melanconicus. Il -Y tipo in 2 epi lettici,. 2 idiozie epilettiche, 1 isterico. Limitazione nel senso vert;cale riscontrò solo in 4 casi: 2 epi· lùltiche, 2 epilettici, 1 istero-epilettica. Si ebbe abolizione del C. V. in tutto il settore Yerticale medio in uu occhio di un nevrastenicò. La limitazione costante, o quasi, nel senso ,·erticale data da Otto· lenghi per l'epilettico. per il delinquente-nato e per la prostituta-nata. riscontrò (red. l)ag. 1:,G) solo in 9 epilettid e 3 donne isteriche. La periforia prevalentemente irregolare a linea spezzata, con rientramenti in forma di scotomi periferici messi in evidenza da Ott,olenghi e da lui data come esclusira del C. V. del delinquentenato, dell'epilettico, trovò in 37 su 42 epilett.ici, in 2 su 7 delinquenti-nati, in 3 su 1 O prostitute, in 8 su 11 isteriche . Negli epilettici e negli altri anormali il visus fu in generale buono, talora straordinariamente potente. Conclude quindi: 1° La limitazione del O. V. in pih direzioni, ma di prefe. r enza nel senso verti.:ale, noa la. YiJe costante negli epil ettici, non la tro1ò nei delinquenLi ,nati e pros titute, la riscontrò invece in altri anormali; ,, 2° La forma cli linea limite data alrGttoleughi come carat· teristica del C. V. delle delinq11enti nate e dell'epilessia è prera1


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lente, anzi precoce, ma, non esclusiva negli epilettici; non la trovò nei del inquenti-nati, di cui però non esaminò che un piccolo numero. ~ - PmDE PIATTO E PRENSILE. -

Il piede piatto che Desprez trovò

nei normali nell'l O[O fu trovato da Féré nel 4 7 010 negli epilettici, da Carrara (1) in 600 criminali nel 17 O[O (piede completamente piatto). Il piede prensile rappresentato anatomicament e dalla estensione del largo primo spazio interdigitale plantare r iscont rarono Ottolenghi e Carrara (2) nell' ll OtO in normali, nel 32 OiO in criminali, infine nel 41 O[O negli epilettici. Sono questi tre nuovi caratteri che confermano luminosamente l a equivalenza dell'epilettico col delinquente-nato.

4.

EPILESSIE PSI CHICHE. -

Ma questo parallelismo è confermato

da . Ottolenghi, Tonnini in altre direzioni. Ottolenghi (Epilessie psichiche in criminali; Arch. di psich., XII, pag. 6) fece uno studio su 12 casi tipici rar i di epilessia psichica - 4 omicidi, 5 feritori, 1 disertore, 2 ladri. Il 1° dei suoi casi è un garzone panattiere che in istato epilettico crepuscolare fissò di uccidere un compagno di lavoro con cui aveva anticamente avuto litigio; egli compera un'ar ma inadatta che si fa insegnar e ad usare e, con apparente tranquillità, va a colpire l'amico mentre dorme e poi spara l'arma conti:o se stesso : le ferite sono leggere, si addormenta poco dopo il fatto, e si sveglia dopo un giorno dimentico di quanto è avvenuto. Nel 2° caso si tratta di un contadino che durante un accesso psi-

. (1) ·CARR!RA, D i aZciine anomalie scheletriche nei criminali (Giorn. Accad. "tned., 189~):· (2) OTToLEKGlH e CARRA.RA, Il" p iede prensile in rapporto alla medicina le· .\ \ gale ( Gio)in. Accad: med., 1892, n. 5-6). . LOMBROSO. 14.

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~hico continuato, per futile motivo uccide un suo compagno, ne ferisce gravemente due altri, uccide il sindaco del paese che lo rim-· proverò, infine tenta ferire lo stesso carnllo che trasportarn i cadaveri : da bambino aveva presentato l'accesso epilettico motori o. Si tratta nel 3° caso di un Jndividuo co~ accessi epìlettici motori, condannato già per ferimento, che in un accesso di epilessia psi- ' cllica incosciente, tentò appiccar fuoco al pagliericcio della propria cella e schiantato uno dei ferri del letto si spaccò il cranio. 11 4°, eccitato dall'alcool, essendo all'osteria, fa atto di uccidere ' una sua bambina lattante, e ritornato a casa solo , s'imbatte in un vecchio inerme steso al suolo e lo uccide a colp1 di chiodo. Ebbe già accessi epilettici motori. Il 50, soldato, epilettico motorio, si rifiuta un giorno di fare gli ordinari servizi al cavallo, e inveisce in istato epilettico psichico . contro il serge1;te che lo rimproverava; poche ore prima aveva accusato vertigini. 11 6\ nipote e figlio di suicidi, senza motivo palese, fugge dal quartiere, va da Torino a Ginevra e poi si slancia nel lago: altra volta in pieno teatro si spara una rivoltella. Il 7" ha-allucinazioni, sente voci che lo accusano di avere usato rli una sua bambina, crede vengano cla1la camera vicina ove dormono la sorella e la figlia maggiore e furente tenta inveire contro la so- · rella e la figlia che però se ne scappano senza ch'egli a tutta prima ì se ne accorga, onde dà busse sni letti vnoti, come forsennato cerca di loro, poi ritorna al suo letto e si addormenta. L'8° è un criminale abituale destro nel borseggio, meno certe : volte che ruba senza astuzia, senza pre\'idenza, in istato crepuscolare epilettico. Il 0° caso si riferìsce ad un a yecchia crim inale che in istato istero-epileltico-psichico avverte i fenomeni subbiettiri del coito. Il 10° è una rea-nata, giit con accessi <'pilèttici motori, che in date epoche della vitn; si presenta in istalo epilettico continuato


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semicosciente, resta insofferente d'ogni freno, analgesica, stato che, ad intervalli più o meno lunghi, si acutizza con scariche ·ps,ichicbe terribili, durante cui ruba, insulta, uccide, ferisce, bestemmia. L'11 ° è un soldato che, in accesso di epi lessia psichica, nuovo Mi::;dea mancato, tentò uccidere il suo uffiz_iale e parecchi della sua camerata; in istato crepuscolare tentò uccidersi con mezzi inadatti . Jl 12° è un soldato che, allncinato, schiaffeggiò, non pienamente cosciente, un caporale che credeva lo deridesse: andava in letto armato di un forte bast one, causa le allucinazioni terrifiche . Ebbe accessi epilettici motori. 11 tipo anatomico del delinquente-nato si presentava in quattro di questi, tutti omicidi. Il tatuaggio si trovò solo in tre; caratteristico era quello della Jonn~, vero tipo di delinqu1rnle-1)ata (caso ì0°), che fecesi imprimere nel braccio sini:;tro il nome di un suo amante, che acciecò il giorno in cui fu abbandonata. La sensibilità generale era diminuila molto in 6, con mancinismo sensorio in 4 . La sensiòi\Ùà dolorifica era abolita completamen te in 3, dimioui~a in 6. . La sensibilità tat tile era molto ottusa in quattro (5,5 d., 4,5 s.) scarsa in sei (4 d ., 3 s.). La sensibilità topografica appar,e molto scarsa in 8; squisita · era i n tutti la sensibilità meteorica; e così (in 8) la sensibil ità al m agnete; la sensibi lità visiva e la cromatica persistevano normali in tutLi, la g ustativa e l'olfatti,,a in 11 su 12 si mostrarono molto otfose e l'acuslica i n olto : notasi grande precocità nel sen so genetico, in· clue aberrazioni dell' istin to sessuale, pederastia attiva e passiva. _Nei due casi (1° e 2") in cui si s tud iò il ricambio materiale, si éons tatarn che mentre in istato normale , minima era la el imina-

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zione dell' urea~ Ùn.po', rnaggiore quella dei fosfati, nella giornata in cui il reo pr esentara nn accesso psichico s'accresceva l'eli minazione


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sia dell'urea come dell'acido fo3forico. I tipi più criminali avllva,PQ una forza straordinaria. Quattro presentarono accessi epilettici tipici motori, otto ~vevano esageratissimi i riflessi rotulei; il riflessu...vasale mancava in tre, i più tipici. Tutti presentavano illusioni ed allucinazioni indipendenti da ogni accesso o provocanti esse'Stesse l'accesso, o durante questi. L'equivalente psichico, il grande accesso psichico che carntterizza l'epilessia psichica ed equivale all'accesso completo convulsivo motorio, si manifestò in ben otto dei casi studiati; in tale stato il 1° tentò uccidere il compagno, il 2° già tre volte omicida ri\'olse la sua arma persi1Jo contro un cavallo, il 3° si fracassò il cranio e diede fuoco al pagliericcio della sua cella, il 4° inve·1 contro un vecchio inerme ubbriaco e lo uccise a rip~tuti colpi di cliiod.i,· il 6° si slanciò dal ponte di Zurigo, il 7° fu per uccidere la sorella, l'l 1°, mancato Misdea, poco mancò non facesse scempio del suo ufficiale e dei suoi compagni. Lo stato crepuscolare, che corrisponde a tanti piccoli accessi psichici continuati e può costituire per l'epilettico psichico una specie di secondo stato di vita., fu tro,•ato in sei degli individui studiati;. in uno si manifestava con una voglia intensa di viaggiare. In tutti i casi 'studiati trovò quel carattere speciale comune agli epilettici tipici, che è segnalato da un grande-egoismo, da grande irritabilità, accompagnata sovente da imbecillità. Tutti presentarono amnesia; alcuni amnesie parziali ; due amnesie ritardate o postume al reato : che .spiegavano le strane differenze fra le deposizioni fatte poco dopo il crimine e quelle fatte più tardi durante l'istruttoria o al dibattimento e credute effetto di simulazione. In tutti i casi studiati trovò deficiente o mancante il senBo morale, limitazione questa cl1e camminava di pari passo colla limitazione dei sensi speciali. Dove meno sviluppati erano i sensi specifici


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pHl era 1imitato il senso morale, la v ista eccettuata (facoltà visi va) . .In tutti trovò l' accesso psichico più o meno completo, piì1 o m eno intenso ; ma mentre lo stato epil et tico in 5 si manifest a con ferimenti, con atti omicidi anche di estrema feroci a, in altri 5 lo stesso stato convulsivo della corteccia si sfoga con atti contro la propria vita, contro la propriet à o contro il pudor e ; osservò cbe appunto quegli epilettici, i quali nei l oro accessi commisero atti più feroci, presentarono più spiccati i caratteri degenerativi anatomici e funzionali , proprii dei criminali. L'epilessia psichica si svolge adunque con atti criminosi, m a preferibi lmente in quelli che v i sono pitt congenitament e predisposti, che pr esentano cioè maggiori caratteri degenerativi; ciò che suggella e completa la mia t eoria dell'origine epi lettica del delitto. 5. EPlLESSIE

SOMATICHE . - .

Tonnini (Le epilessie, Torino, Bocca

1890) di vide le epilessie in jacksoniana o subparziale, in parziali (motorie, sensorie e psichiche) , in epil essie multiple (pi;icomotorie s ensomotorie e psicosensorie) ed epilessie complete.,11 carattere più costante, patognomoni co, è l'assimetria somatica e funiionale, poi vi ene l 'immaturità o tar dività di sviluppo, a cui segue u n precoce deterioramento, manifestazioni di perversità an~lie inconsc·a, poca resistenza i ndividuale, esagerazione degli att i riflessi , debolezze . degli a lt i inibitori. 11 momento eziologico più influente sta io un'.assim etr ia nel piano cli organizzazione dei centri ~er vosi . Dimostra anch'egli con esempi appropr iati i r apporti eziolog ici t ra epilessia, pazzia e cr iminalità. L'epilessia è un por tato della deg enerazione psichica, che prende r

.continuamente· alimento dalle malattie della psiche e spesso dalla cl'imi nali tà. L 'esamJLJ!!!~polo~_ico somat ico diede i seguenti risultat.i: Nella media della statura, gli epilettici sono inferio1:i ai. pazzi; dippiù , come già fu notato da me, agli ~stremi della scala, cioè


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nelle piccole e nelle grandissime stature, sembrerebbero al disopra gli epilettici. Le donne epilettkhe esagerano la statura piccola, mentre gl i uomini epilettici tendono in parte a conservare la statura alta. In complesso gli epilettici si distingnon\ dai pazzi : 1° Per la superiorità nel numero e nella intensità delle prevalenze delle stature sull'apertura delle braccia, tanto negli uomini, cvme nelle donne; 2° Per l'inf!lriorità nel numero delle stature· uguali alle aperture; 3• Qnesti caratteri sono pit1 esagerati nelle donne. La nutrizione confrontala in 69 epilettici e 71 psico-neurosici si mostrò negli epilettici più abbondante. L'indice cefalico medio in 33 epilettici tra Romagnoli e Bolognesi si presentò minore che nei paz1,i. Fra gli epilettici va notala per l'indice cefalico una tendenza, come per la statura e per la nutrizione, a diminui re il distacco normale fra i due sess i. Negli epilettici vi sarebbe il fenomeno della convergenza dei caratteri degenerati vi nei due ses3i. Per la circonferenza, esaminata in 52 epil ettici e 27 pazzi , i pazzi superano gli epilettici di 4 centi-metri. I maschi sono di molto inferiori alle femluine nelle circonferenze piccole e mediocri. Nella media assoluta poi i maschi superano le femmi ne di 22 millimetri, differenza notevole ma ioferi ore a quella ch'esiste fra maschi e femm ine nei pazzi. Notò tanto nei paz'l.i come negli epilettici il predominio della semicurva anteriore sulla posteriore. Nella media totale sono superiori le donne nelle semicirconfe. renze anteriori e gli uomini nelle posteriori. Vi ba un distacco enorme fra gli epilettici ed i pazzi- consid~rati ·in blocco , riguardo alla plagiocefalia che nei- primi rappresenta ·, il 73 O[O, mentre nei secondi rappresenta poco pHt del 25 OtO;


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negli epilettici le plagiocefalia sinistre ( 43 O[O) superano noternlmente le destre. Confrontando fra di lor o gli epilettici dei due sessi si rav\'isò unà grande analogia nella t>l agioéefalia; uno dei pochi caratteri degenerati vi di cui la donna è tutt 'al tro che sca1;sa. , Per le assimetrie fa'.!ciali, come per la plagi ocefalia, gli epilettici (66 010) sono di_gran l unga superiori ai pazzi (26 OtO). Gli epil ettici dei due sessi poi sono molto vicini fra di loro nella cifra elevata dell'assimetria. In complesso gli epilet tici hanno sui pazzi grande superiorità nei caratteri anatomici degenerativi, e i primi stanno ai secondi come

21 a 9. Notò predominio massimo negli epilettici in alcuni caratteri: quali la microcefalia frontal e, seni frontali, ano malie dei genitali esterni, robustezza, e l'esagerata piccolezza della mandibol a, la barba rada, le mammelle mul iebri nell'uomo. Tengono poi il massimo grado nella superiorità degli epilettici sui pazzi due caratteri : la barba rada e il tubercolo darwiniano, che riscontrò raramente nella donna pazza e n~lla normale. Vide negli epilettici, pure, superiorità notevole delle scafocefalie, delle·oxicefà.lie e di al tre anomalie. Confrontati gli epilettici dei due sessi fra di loro, avver tì- una grande superiori tà nei caratteri specifici dei maschi su quelli delle femmine : : 27: 16, pei seguenti caratteri : microcefal ia fron tale, anomal ie dei seni frontali , della manclibola, le-sopracciglia. riunì te, il 1

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t'ubercolo ·ai Darwin . Confrontando· donne epilettiche colle pazze nei caratteri degenera.. ti_vi, notò la superiorità di quelle su queste, come 16: 12, che è, però, ben po~o i n confronto alla superiorità dei maschi epilettici sui pazzi, 27 : 8. Al c~Ìlt1:a.:!jo di .qua~to avviene negli epilettici. le donne pazze psico-neurotiche, ed ancor pih forse le normali, superano gli uomini


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nei caratteri degenerativi : : 12 : 8, superiorità che gli fece conclu· · dere che il processo degenerativo è pill insito alla natura femminile normale, e quindi in essa meno palesemente mostruoso. Se n,ei normali l'uomo ri mane inferiort per caratteri degenerativi alla donna, nei_degenerati epilettici gli uomini condensano, molti-. plicano i loro caratteri degenerativi. Le anomale conformazioni craniche negli epilettici raggiungono il 40 O[O e nei pazzi il 17,50 O[O, La microcefalia frontale raggiunge negli epilettici (36 OtO) unacifra assai più elevata che nei pazzi (11 OtO). Seni frontali e fronte sfuggente vide nel 25 OtO epilettici e nel1'1 l OtO pazzi ; anomalie negli organi genitali primari trovò 17 010 epilettici e O OtO pazzi; sopracciglia riunite alla glabella con molto maggioi; frequenza negli e_pilettici che nei pazzi. Grande sviluppo della mascella inferiore trovò nel 31 OtO nell'epilettico, nel 14 OtO nel pazzo, e nella fem mina epilettica solo il 13 per OtO, Mandibola fetale trovò pii1 fre quente nella donna. Iride bicromatica risultò in maggiori proporzioni negli epilettici che nei pazzi, come 25: 14. Fra epilettici e pazzi vide sovrabbondare il prognatismo su i primi, come 20 : 7. Le orecchie ad ansa scarseggiavano nelle donne di entrambi i gruppi e prevalevano negli epilettici sui pazzi come 35 : 1O. 11 tubercolo darwiniano raggiunge la massima percentuale, e fu riscontrato da lui nel 61 OLO negli epilettici maschi, nel 50 OtO negli epilettici in blocco. Nei pazzi ordinari raggiunse il 14. Fra epilettici maschi e femmine vi è differenza in favore di quelli di oltre il triplo, differenza che si mantiene, benchè minore, anche nei ~~.

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Altre anomalie dell'orecchio trovò nel 13 OLO degli epilettici, nel 7 OtO dei pazzi.


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Negli epilettici trovò il 51 O[O di barbe rade, e nei pazzi il 15 per O[O. Viziato sistema dei denti, diastemi, viziato im~ianto dei denti gli risul tò nel 30 O[O degli epilettici e nel 14 dei pazzi. Apofisi lemuriane trovò nel 29 O[O negli epileltici, nel 21 O[O nei pazzi. La sottigliezza delle labbra, che normalmente riscontrò pi ù frequente nella donna, gli si rivelò parimenti più frequente nelle donne pazze che negli uomini pazzi, superiori tà che si accentua ancor più negli epilettici . Torosità e polisarcia notò nel 31 O[O degli epilettici, nell'1 l O[O dei pazzi. Dalla misura della circonferenza degli arti nelle due metà del corpo conclude che il mancinismo nello sviluppo fu sempre maggiore nell'epilettico che nel pazzo, specialmente nella coscia, poi nella gamba e nel braccio; negli epilettici le prernlenze sinistre uguagliarono o surerarono le destre , tranne pe.r l'avambraccio in cni le prevalenze destre superarono le sinistre, ma non mai colla prevalenza che si riscontr? nei pazzi. Nella dinamometria, negli epilet tici rispetto ai pazzi cala il destrismo, aumenta il mancinismo che si trora nel 29 010 degli epi-

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lettici e solo nel 16 OtO dei pazzi, diminuisce l'ambideslrismo (12 OtO) . Verificò nel riflesso rotnleo un'assimetri a assai accentuata; dei riflessi, uguali dai due lati, trovò negli epilettici soltanto 43 per O[O, 31 OtO di riflessi prevale\•a a sinistra e il 26 prevale,·a a destra; negli epil ett ici scema l'assimetria maschile e si avvicina di molto a quella femminile, talchè ,·ediamo sempre la tendenza che hanno a livellarsi nei due Hes~i sotto lo stampo della degenerazione quelle differenze che non hanno carat tere sessuale. Negli epUettici cronici trorò tarda la reazione pupillare alla luce ' ed al dolore . " ' Inversione dei'riflesso trovò una volta fuori dell'accesso; frequ~nte il sonno prima o dopo l'accesso epilettico.


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In genere predomina sempre la dilatazione ; le pupille epilettiche sono sempre più dilatate delle normali . -Venendo alla assì metria delle pupille, mentre nei pazzi trovò il 95 OtO di pupille uguali, negli epilettici l~roporzione delle pupille uguali arrivò al 75 O[O i l 'assimetria era nel 15 OtO prevalente a destra, nel 10 OcO a sinistra. L'otttBilà sensoria, tatt ile, in massa si veri fica con maggiore fre quenza negli epilettici che nei pazzi. Questa ottusi tà non è quasì mai ug uale dai due lati; e mentre i pazzi hanno auestPsia o ipoestesia nel 70 OtO, la ipoestesia simmet rica è negli epilettici sol o nel IO O[O . Negli epilettici è scarsa la sensibili Là topografica ; così pure la termica, la barica e la muscolare. Nella sensibilità dol orifica si rip,ete l 'i mmensa s uperiorità dell'analgesia epi let tica sulla paziesca, tanto per la sensibilità dolorifica che per relettrica. La ricche1.za delle analges)e epilettiche ris ultò eguale nei due sessi. P er la sensibilità speci fi ca tro\'ò un certo grado di ~ttusi tà ; t ro,ò abitualmen te che la forza visiva è più di frequente diminuita negli epilettici che nei pazzi e nei normali; però si ha negli epilettici un . maggior numero di acoità Yisive molto elevate in confronto ai pazzi ed ai sani. Negli epilettici trovò una fortissima acuità visira in più dell'8 OlO, mentre nei pazzi la trovò nel 2 OtO (1) . :Mentre nei pazzi non eravi frequente diminuzione della funzione uditi ra, e due soli casi di cofosi, e nei soli maschi, ·negli epilettici tro\"ò la cofosi nel 30 OtO, e precisamente il 24 C10 nelle donne e il 3 1 010 negli uomini.

(1) N oi credia mo, come ebbimo g ià a dimostrare, eh~ il visus sia realmento maggiore negli epilettici come lo è nei criminali.


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La media assoluta della temperatura epilettica trovò magg iore nel 13 OtO anch e fuori dell'accesso, e maggiore negli uomini che nelle donne. La temperatura media è pi ù alta a destra. che a sinislra; però la tempe1:atura sinistra è più spesso superiore alla destra. Nei fenomeni vasomotori vide soHnbbondare in modo notevole il colorito pallido; frequente notò il rossore improvvisi) alternato dal massimo pallore. Dalle osser vazioni fatte dal Brugi a, concluse clie nell 'epilettico anche fuori dell'accesso s'osservano delle al terazioni nella curva sfigmica e nella linea pletismografica, disturbo nella tonicità .usale, di~armonia nell'ampiezza delle escursioni. :Kella psicologia dell'epilessia trovò caratteristica la dissociazione nelle funzionalità ideative, la disarmonia, l'assimetria psichica, la contraddizione continua fra atti e idee, il paradosso, il rapido passaggio dalla tranquillit\ alle più assurde concezioni. Non vide ·negli epilettici una mancanza assoluta del senso morale, ma bensì u n pervertimento, un disorientamento degli affetti e se11timenti che costituiscono l'io morale (notisi che il 3G OtO erano criminali). Ammette egli che gli epilettici sieno soYenti pazzi morali: lo sono yerto nel loro complesso. Trovò nei loro pervertiment i morali una cifra mvlto superiore ai pazzi. L'epilettico poi è eccezionalmente disaff~zionato. Xn quanto ai caratteri anatomo -patologici, il peso del cervello trovò minore negli epilettici che nei pazzi : 48 epilettici, peso medio, 1206 ; 1";8 pazzi, peso medio, 1286. La differenza in meno è più marcata nell'uomo che nella donna. o ~ser~·ò· . .. in ·32 epilettici confrontat i con 32 paizi psico-neurotici una assimeLria prevalente. Notò egli: emisferi uguali in epilettici 15 OtO; in pazzi 34 O[O; prernlenza destra· maggiore della sinistra;


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per l'intensità la preralenza è inferiore nei pazzi; in questi la prevalenza è maggiore a si nis tra, negli epilet tici è maggiore a destra. E per la frequenza e p er la intensità il peso cerebellare negli epilettici che nei pazzi.

ç minore

. .

Osteosclerosi cranica trovò nel 50 OtO degli epilettici, nel 25 0 [0 dei pazzi. Infiammazioni acute e croniche delle membrane cerebrali osservò negli epilettici quasi nel doppio. Predomina la meningite, a nemia, edema e rammollimento, mentre congest ioni cerebrali trovò pii1 di frequente nei pazzi. Sclerosi diffusa rinvenne 5 volte in 48 epilettici, neppure una volta. in 48 pazzi . Sclerosi a focolai in 3 epilettici, in nessun pazzo. Cisti apopletic}l8 e focolai distrutti tro,ò negli epilettici 12 volte; nei pazzi 2 volte trovò for t i emorrngie antiche. Tipo a 4 circonvoluzioni frontali trovò : 2 rolte negli epilettici, O nei pazzi. Opercolo: 2 \'Olte negli epi lettici , 1 volta nei pazzi. Scissure calcarine interrotte : 1 epilettico, O pazzi. F ossetta occi pitale mediana rinvenne una volt a con ipertrofia del

verinis in un epilettico. Anomalie congenite del corpo calloso : negli epilettici 2 rolte il corpo calloso era ridotto ad un velo, in al tri era assott igl iato. F ra gli imbecilli epilettici ebbe 1 caso rli distruzione compl eta dell'emisfero sinistro, alcune grari emiatrofie, una poroencefalia, una fossa del Silvio senza circonvoluzion e dell'insula. F r a le anomalie dell'apparato circolatorio citiam o : cuore grasso, epilettici 24 OtO; pazzi 16 per cento. Spostamento del cuore a destra : 2 epilettici. Fegato alterato rinven ne nel 5 OtO degli epilettici, nel 15 OtO dei pazzi. La milza si presentò 4 rnlte con profo nda incisura negli epilet-


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tici; tre ,olte negli epilettici e una volta nei pazzi tro\·ò milza succenturiata. In due epilettici lo stomaco era spostato . In quanto poi all'eziologia tro,-ò su 50 casi il 44 O[O di eredità.. Fra i casi studiati tro11ò 11 omicidi, 2 incendi~ri, 3 ladri, J stupratore incestuoso, 3 tentati suicidi. Insomma notò una cr iminalità del 35 010, cifra rilernntissima in confronto alla criminalità nei normali e nei pazzi dei manicomi. E notisi che la maggior parte degli epilettici studiati erano stati dall'infanzia ammessi in manicomi. 6. PAZZI EPILET TICI. - Brouai'del ( Le Criminel, 1890 ; Gazette des hopilaux) ha mostrato con la sua g ran perspicacia quanto siano frequenti i casi d'epilessia nei criminali e nei pazzi. « Ecco, egli ·scrive, una forma ., strana d'epilessia o, come si chiama meglio, di delirio ambulatorio. UIÌ individuo, una volta o due per settimana si precipita fuori di casa per saltare nel primo omnibus che incontra, e così va qualche volta lontano, assentandosi dal ' proprio domicilio qualche volta per più ,giorni. « Sovente i giornali raccontano che è stata trornta a passeggiare una persona in camicia, supposta sonnambula: invece quasi sempre ~ tratta di epilessia larvat a». Magnan 1-iporta l'osservazione di un malato ~he passeggiava i_n questa guisa sul tetto della sua casa. · Nel caso in cui l'ambulazione si prolunga, accade un fenomeno automatico dei più curiosi. L'epilettico può pagare il conduttore, prendere una corrispondenza, salire e scendere dall'omnibus senza serbare nessun ricordo di quello che ha fatto, quando la crisi è passata. Questa facoltà che possiede l'individuo di potersi d irigere completamente nel s1io delii:io solleva qualche r olta delle qnestioni dif" di vista medico-legale. ficili. a risolversi daf'p-unto

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2~2 -

Si è citato il seguente fatto: Un capitano d'artiglieria, spoSP, ·parte con una cer.ta somma di denaro, e senza dir nulla se ne va. 1~ dato disertore. Dopo qualche mese lo si trova in Inghilterra e lo si tradu<;,e in Consiglio di guerra, e là dichiara che 1100 si ricorda assol utamente di quello che gli è avvenuto dopo che ha lasciato la casa. Lo si t iene iu osservazione, e in prigione ba un nuovo accesso che permette di stabilire l'irresponsabilità. personale. La forma ambulatoria è molto frequente negli adolescenti dai 14 ai 15 anni. Non passa settimana in cui, alla pol izia, dei parenti non vengano a reclamare un loro ragazzo cbe ha lasciato la casa paterna con qualche soldo in tasca - appena da poter vi vere qualche giorno. P er lo piìt si ritrovano in qualche città di provincio, do,·e è arrivato per caso camminando sempre daranti a sè, dormendo nei pagliai e vfre~do di carità pubblica. Quando lo si riconduce alla famiglia, il giovinetto è incapace di raccontare cosa abbia fatto dopo la partenza. Il caso è ancora più netto quando l'individuo dichiara che uon si ricorda nulla; quando un epilettico, arrestato per un qualunque · del itto è portato dinanzi al Commi ssario, interrogato subito dopo l'atto, r isponde invariabilmente: << Non so nulla >> . Qnesto interrogatorio è il buono. Più tardi, quando lo si a rrà messo a confronto coi testimoni, avverrà ner suo cervello nn lavoro di r icostruzione, e neppur lui saprà pii1 se quello che crede di arer fatto sia nei suoi ricordi, o se noo è piuttosto qualche cosa presà ad imprestito dai racconti degli altri. In ogni caso cerca di tirarne una storia nel senso che gli pare favore\·ole ai suoi interessi, e ne risulta che no11 si può piì1 inroc~re l'amnesia, poichè l'accusato stesso dice di ricordare certi cletta!!li. Questa seconda memoria è un vero contrattempo per il meclico-l~gale. In un caso d'assassinio, in cui un im presario era stato trornto in un g ranaio col cnore trapassato da una freccia, il presunto as-


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sassino dichiarò durante i due o tre primi g iorni che seguirono l'arresto, di non ricordarsi di nulla. Ma vedendo che non gli si credeva, inventò una stupida scena in cui l'impresario si sarebbe· gettato su lui e che qnindi egli sarebbe stato in caso di legittima difesa. Il medico-perito dovette riprendere esclusivamente i primi interrogatori per ricostrurre l o stato in cni quest'indi viduo si t rovava realmente . Concluse che era epilet t ico e ottenne il « non luogo» al processo. Ebbene, tre anni dopo quest'uomo si l erò dur ante la notte, saltò addosso alla moglie per strangolarla, e, senza l'intervento energi co d'una cameriera, f.'gli avrebbe commesso un nuovo assassinio. Un altro carattere molto interessante si può trovare nell'esame di certi epilettici. Quando si ricordano del fatto, per lo più lo raccontano con un 'indifferenza completa, come se si trattasse di una terza persona; non man ifestano alcun rimorso. Notabile è pme la calma con cui eseguiscono il delitto. Un portinaio tirava dell'acqua alla sua porta; un passante gli spacca la te$ta con un martello e continua la sua strada con l'aria I più naturale clel mondo. Vedete che strano modo d'agire: dà il colpo e se ne va. ,Altre volte invece gli e_piìettici si fanno notare per l'accanimento con cui colpiscono le vittime; certuni batterebbero indefin itamente nello stesso. posto, se non venissero ad arr.estarli. In. una_donna ammazzata dal marito a colpi di . zappa si contarono fino a ·10 colpi sullo stesso punto (Brouarclel). 7. DErJ.:;t ,\NTI AD ACCESSI . - Veniamo a col oro che l asègue ba segnalato col nome di deliranti ad accessi. Un giorno, verso il mezzodì, F., mangiando in un'c-st~ria, dà una coltellata al cuore ad una ragazza che lo serviva, e se ne va. Interrogato sul motiYo . ~ del delitto, F . rispondé; e, Io non ho mai vista questa ragazza, ma


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ero perseguitato dall'idea che dovevo uccidere una donna ». La sua esistenza era stata avventurosa ; nato da una prostituta, ebbe una educazione rotta ad ogni vizio, che sua madre stessa aveva perfezionati. Egli era stato zuavo pontificio. Dopo il suo ritorno dice di essere s!ato persegnitato dalVidea di uccidere sua madre, poichè ella era la causa di tutte le sue disgrazie ; ma, indietreggiando davanti all'orrore di quel delitto, si sentì costretto a sacrificare un'altra donna al posto della madre ; ed era caduto s_ulla prima venuta. Lasègue non ~ riuscito a t ro,·are nella condotta di quest' uomo qualche cosa che rassomigliasse agl i atti di un epilettico; ma la spinta è fa, medesima.

8. PIROMAN I ED ESIBl2'IOXISTI. - In questa classe epilettoide ,·anno collocati ancora i piromani, cl;e hanno la specialità di provocare incendii. Il l\fotet ha riportato l'esempio d'un piromane che a,·eva attizzato 23 incendii, di cui 15 sempre in domenica. Ciascuna volta aveva avuto u no stimolo alcoolico che gli dava il grado d'eccitazione necessaria per passare dall'idea all'atto. Presso qu esti soggetti le allucinazioni della vista sono frequenti; essi vedono le fiamme degl'incendii, che li eccitano ad atfozarne. Brouardel cita ancora a proposito gli esibizionisti, che banno la '-specialità di esporre i loro organi genitali alle donne in maniera ipocri ta ed innocente. La spinta è irresistibile, ed essa sembra molto naturale a questi individui, che non trovano altra scusa che nel di re : « Non mi posso trattenere ,> . Nulla, nel resto della loro esistenza, ci permette di classificarli i n questo o quel gruppo di pazzi. 9. SATIRIACJ. - Quanto a me aveYo di già supposto ( Uomo delinquente, II vol.) che tutti i satiriaci, -strani e precoci, sono probabilmente degli epilettici larvati. Questa ipotesi è confermata dalle osservazioni di Man-o e Sommer.


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~farro (Ann. cli freniafria, gennaio 1890) ha osservato un bambino di 3 anni e dieci mesi epilet t ico sin dai primi giorni di vita. Geloso e stizzoso, questo bambino graffiava e mordeva i fratelli, rovesciava i mobili e nascondeva gli oggetti attorno a sè, strappava i vestiti, e quan·do non poteva offendere alcuno sfogava sopra se stesso le violenti impulsioni. Contrariato; la sua collera non aveva li miti ; se corretto con punizioni continue, cercava di fare il male di nascosto. Ora questo ragazzo è soggetto a delle erezioni frequenti, e si dà alla mastur bazione. Un altro bambino, che non ha ancora cinque anni, soffriva egualmente di convulsioni nella pr ima infanzia; quindi il suo carattere cominciò ad alterarsi; egli di venne violento, cercò strangolare il fratello, uccise un gatto di sua mano, cercò provocare incendii e divorava i suoi escrementi. Tra i psicopatici che ci descrive Pellanda, tre sono divenuti epilettici dopo i delitti, un altro , che non lo era nel senso ordinario '. della parola, ba presentato i fenomeni essenziali: per esempio quando beveva l'urina delle donne, egli pei'deva tutt'affatto la coscienza e diveniva analgesico : al suo risvegliarsi egli dimenticava tutto (1). Scrive Garnier (La folie à Paris): Pietro B., ragazzo di nove . anni, è i ntelligente, ma turbolento, scaltro, c3:ttivo , indisciplinato: è dotato d'un'a~sai grande vivacità intell~ttuale, scrive assai bene come copist a, ma non sa leggere quello. che scrive: dall'età dei 4 ai 5 anni s'è gettato a p1:aticbe d'onanismo: da qualche ·tempo Pietro B. cerca la donna: con carezze esagerate e proluni gate, e disdegnando le bambine della sua età, si rivolge a donne matuf-e e ben portanti : fa ogni specie di capestrerie per attirarsi · sux'madre, per soffregarsi a lei e sentir così il contatto del suo

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(1) Arch. di psichiatria, XI, 1890. LOMDROSO, 15.


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seno. À questo contatto, come alla vista delle donne i suoi occhi brillano d'un lampo lascivo. Molte volte fu pure sorpreso a :ipiare una vicina che procedeva alla sua toeletta con una gran licenza; volevano èlistornarnelo, ma egli resisteva pretendendo che bisognava ' . . lasciarlo "Vedere. Un giorno egli si gettò su una donna di 60 anni che durò una gran fatica a sbarazzarsene. Suo padre è un bevitore rotto a tutti i vizi, specie di donne. Chi non intravvede dopo ciò in costui l'epilet tico e l'anello col reo contro i costumi ?

IO. EPILE:3SIA

PSICOPATIA SESSUALE. - Il dottor l\fac-Donald (Arch. d'antrop. crim., 1892, vQl. I), professore alla <e Clark UniE

versity », pubblica un altro caso che prova il fondo epilettico della sessualità patologica e criminale: Eccone il riassunto. I .... , di 15 anni, viene arrestato per aver dato un pugno sul naso ad una bambina che gli aveva tirato la cravatta. Parecchi cittadini del quartiere dove egli abitava lo segnalano come giovane capace di commettere delitti e ne ha infatti commesso molti; i parenti rifiutano di lasciare frequentare ai figli la scuola dove egli P. ammesso: le sue aggressioni sono sopratutto su bambine, sono subitanee, violente, senza altra causil che la brutalità: conficca la penna nella cute dei compagni che ba dinanzi nella scuola; mente abitualmente e con sfrontatezza, insulta i compagni, è impertinente, per un nonnulla li colpisce con forza sullo stomaco, o li serra violentemente alla gola, li getta a terra ; una volta pestò suo padre. È vanitoso, e parla di milioni suoi, d'onore, ecc. . È affetto da corea cronica da 5 anni ; è nato un mese prima del termine; sua maclre aveva corso due volte il rischio di abor.) tire durante la gravidanza; alla sua nascita -era isterico e rachitico, aveva una grossa testa ed un corpo piccolo; cominciò a cal'.)1minare solo a 3 anni: la dentizione avvenne tardi.


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· A 8 anni divenne onanista sfrenato, così da masturbarsi 3-4 volte per notte. Ha anche t endenze alla pederastia. Quando si masturbato è più facil mente domabile. A 7 anni cadde dal balcone d'un giardino e ne ebbe una commozione cerebrale, più volte rot.olò dall'alto d'una scala; ha spasmi epilettoidi di breve durata,

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.gia frequenti. Dice che suo padre è ricco a milioni (non è punto vero), pare abbia avuto rapporti ,con 2 o 3 bambine: e tentò averne con . un cane : mostrò i genitali in pubblico. Una volta minaccia di uccidere una bambina, dà la caccia ai pollastri, torce deff erba e cerca con essa di soffocare un cane, incendia i campi; ha una sensazione voluttuosa colpendo coi piedi l'istitutrice, sospende i gatti per la coda, va a vfai tare i postriboli, succhia i genitali dei gatti, introduce dei oastoni nei genitali delle mucche, avendone sempre sensazioni voluttuose che non mancano nemmeno quando vede uccidere le bestie o vede nei magazzi ni l e sottane e le biancherie femminili. << Quando leggo, egli dice, che un uomo ha gettato a terra una donna, io penso generalmente che ha dovuto farlo per avere rapporti con lei; anche il pe_nsiero di ' un assassinio con una scure mi procura gioia se il caso può risvegliare l'idea di un avvicinamerito sessuale i>. Una volta ebbe un'eiaculazione vedendo un medico dare un colpo di lancetta nel seno di una bambina, un'altra volta gettò in . un fossato una bambina. Quando va al bagno con molte fanciulle non ha nessuna sensazi one piacevole, ma se è con una o due ha subi to eiaculazione. U I... ha una circonferenza cranica di 520 mm., grande ditferenza . di' sensibilità al braccio destro (mm. 48) in confronto del sinistro (mm. 29). Ha 1endenze spiccate per la musica. Il padre è nervoso, p(oyreò I... a 55 anni, ebbe gravi malattie -(tifo, risipola, reum~'tismo); è musico.filo, una zia di 1.·.. è molto

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nervosa. La nonna morì di paralisi, una bisava materna morì pazza; aveva una nat ura « poetica » e una memoria meravigliosa; la nonna materna morì tisica, la madre ha dei gusti musicali. Una sorella di I... morì in seguito a convulsjoni di natura ignota.

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11. EPILESSIA E DELINQU ENZA. - }\fa un ultimo studio inedito di Roncoroni suggella completamente e spiega la fusione del reo coll'epilettico. Roncoroni espone l a patogenesi della delinquenza (1), fondandosi sui seguenti principii, in parte di comune dominio scientifico, e in parte da l ui di mostrati con dati clinici e sperimentali : 1. Ciascun gruppo cellulare nervoso esercita sugli altri due sorta di azioni : una di namogena, l'altra inibitrice (azione modificatrice); 2. Queste a.zioni sono tanto più energiche e complesse (azione . direttrice), quanto più i g ruppi cellulari nerrosi esercitano una

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funzione elevata: 3. Data una causa morbosa agente uniformemente su t utto il sistema nervoso, i centri superiori sono quelli che più facilmente ne soffrono le conseguenze, in causa della loro struttura più differenziata, complessa e delicata, e della loro più recente formazione. La facilità dell'alterazione dei centri superiori è in ragione diretta del loro grado di evolnzione. Da questi principii ricava i -seguenti ·corollari: Quando una can:;a morbosa, agendo sul sistema nervoso, impedisce sopratutto l 'azione dei centri saperiori (principio 3°), ne diminuisce insieme, o ne distrugge l'azione direttrice ch 'essi nor. mal mente esercitano sugli altri centri, i quali si renderanno fa-

(1) RoNCOROJH, Genesi fisiologica dell'epiless·i a (Riassunto d'un capftolo di un T rattato clinico dell'epilessia). - .A.1·chivio di psichiatria, XIV, ' fase. I, 1893.


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cilmente indipendenti ed automatici alla minima eccitazione che si eserciti su essi. Ora, nella delinquenza, come nella epilessia, i centri superiori sono alterati - per l'azione d'una causa morbosa per lo più ereditaria, anzi congenita - ed è quindi di minuita razione inibitrice che essi esercitano sui centri sottoposti. 111a, mentre nella epilessia l'eccitabilità di questi è aumentata, nella delinquenza invece essi non sono abnormemente eccitabili . E, mentre nell'epilessia, per l'eccessiva loro eccitabilità, si produce l'insorgere ad azione disordinata, ora delle aree motrici - epilessia motoria ora delle sensorie - epilessia sensoria - ora dei centri che il Roncoroni chiama sub-primarii (centri che presiedono alla lettura, alla scrittura, alla pa1~la, ai movimenti coordinati speciali, alle azioni impulsive, ecc.) - epilessia larvata - nella delinquenza invece, q nesti vari ceo tri sottoposti ai su periori, non i nsorgono ad azione disordinata, perchè la malattia, giunta ad un grado minore di g ravi tà, o non ha prodotto un suffide nte g rado di dimin uzione del potere inibitore dei centri superiori, per permettere l'automatismo dei sottoposti, o non ba prodotto in questi una morbos,a/eccitazione sufficiente per determinare lo scoppio disordinato d~lla loro energi a. Tra epilessia e delinquenza, la differenza non è quindi che di grado : l'epilessia i ndica una maggiore gravità del fenomeno, che nella delinquenza è più leggiero, e tanto piìt quanto meno essa è ·congeni ta e quanto più è occasionale. . Ma in entrambi il fatto fondamentale sta nella diminuzione dell'azione direttrice dei centri superiori. E la pr o,a più evidente della lori., _identità di natura sì ha in questo che i caratteri anatomici , funzionali e psichici sono iden tici nelle due fo rme morbose e che la forma più grarn di delinquenza, la vera delinquenzanata, non rn disg iunta da Il 'epilessia. o motoria, o - più frequent emente - sensoria e psichica, tanto che nelle sue manifestazioni


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non si può distinguere la parte dovuta alla delinquenza da quella dovuta all'epilessia, perchè i due fenomeni non ne formano che uno. C_oncludendo, mentre l 'epilessia è dovut'!. a due fattori concomitanti : I O la diminuzione dell'azione direttrice dei centri superiori; 2° l'aumento dell'eccitabilità dei cen tri sottoposti, nella delinquenza invece. considerata in sè , indipendentemente dall'epilessia, la eccitabilità dei centri i nferiori manca; ma · nelle forme gravi, nella delinquenza-nata, essa si manifesta sotto forma di accessi impulsivi di violenza, coi caratteri dell'epilessia psichica, di automatismo ambn latori o, di sonnambulismo, ecc. Il meccanismo _morboso è adunque ident ico per l'epilessia come per la delinquenza, salvochè le aree motrici nei delinquenti senza accessi motori , non sono · abnormemente eccitabi li. E si spiega così come tanto la delinquenza quanto l'epilessia infantili guariscono fre quentemente : gli è che i centri superiori, in entrambi i casi, sviluppandosi coll'età. si coordinano, si irrobustiscono, ed esercitano sufficiente freno inibì tore sui cent ri sottoposti . È noto che la del inquenza è in certo modo fisiologica nell'in-

fanzia, appunt o percbè i centri superiori -

che, ultimi venuti,

secondo la nota legge dell'embriologia, sono anche gli ultimi a svilupparsi nell'ontogenesi -

sono ancora embri onali.

È vero che a formare un delinquen te possono concorrere altre

malattie (isterismo. alcoolismo, vesanie, fren astenia, ecc.), ma è l'epilessia quella che fornisce, per la frequenza del male, per la sua gravi tà, per la identità di natura, la base della delinquenza. L 'esame delle sensibilità, delle funzioni di motilità ed organiche dei caratteri anatomici e psichici eonferma questa unità fondamentale di natura tra epilessia e delinqnenza. ,.)

Entrambi poi sono fenomeni atavici, in questo senso: che le cause morbose che ne iirovocano l'apparizi one, impediscono lo sv~,luppo di quelle condizioni dell'organismo· che, ultime venute nel~ .


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revo1uzione, sono più alterabili, meno stabili e quindi ne sentono più facilmente l'azione deleteria, e lo obbligano ad arrestarsi o ritornano nelle condizioni primitive meno differenziate o meno pro· gr.edite come antropofagia, analgesia, esagerata attività muscolare e mancanza di senso morale. Ecco come l'atavismo e la malattia si integrano, e per così dire si fondono in un fattore solo, causa della degenerazione.

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,._ CAPITOLO XI.

Applicazioni giuridiche.

Si è creduto che l'antropologia criminale non avesse applicazioni· dirette giuridiche, ma dopo le prime incertezze naturali ad una scienza nuova esse vennero in folla: ed a chi pensa che nessuna scoperta ebbe immediata applicazione (la dinamo, i telegrafi. sorsero a mezzo secolo dalla pila) vennero più presto che non si sarebbe creduto •

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I. CRITICHE AL Nuovo CODICE. - Chi non sa che una salve unanime di applausi accolse, come sempre accade per le opere mediocri, la comparsa del nuovo Codice? - Fu sola la nuova Scuola col mio T roppo pres'to prima e cogli Appunti al nuovo Codiee miei e di Rossi, Balestrini, Feni, Stoppato, Tamassia, Ber~nini, ecc., a segnalare fin o dal suo comparire i suoi gravi errori, che partivano dallo studiare l'entità delitto invece deiressere delinquente cbe si doveva reprimere, e dal disconoscere l e varietà climatiche ed economiche, che facevano in Italia più di altrove necessaria una distinzione nella repressione secondo le regi oni ; e dalla tendenza un po' d'origine sentimentale, un po' avvocatesca, di alleggerire la mano pei grandi criminali, ed aggravarla pei meno temibili, ma più numerosi, e quindi più l ucrosi.

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2. It DELITTO POLITICO. - Chi non sa l'incertezza che dominava . fra i penalisti sul delitto politico - fino a negarne dai più m3derni la natura criminosa? - Ora l'antropologia criminale sciolse il pro• blema. L'idea madre .del Delitto politico e le rivoluzioni di C. Lombroso e Laschi - che ai utò a scioglierlo - è che la base di questo


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reato deve cercarsi nella legge d'inerzia che regna sovrana nel mondo inorganico e org anico, ove i progressi che più ci sorprendono e che ci sembrano vorticosi non j'urono mai ottenuti d'un tratto, per sbalzi creatori, subitanei, - ma lentissimamente, attra,erso g raduali trasformazioni; - e cbe domina più manifesta nel mondo morale, ove si rivela con quell'odio del nuovo, col m isoneismo, come io lo chiamo, che ne è ad un tempo l'indice e la m isura._ Dal selvaggio che affatica il suo debole cervello ogniqualvolt.a deve assimilare sensazioni nuove, al bambino che si irrita e piange se non rirede la stessa pittura e non risente la solita novella raccontata colle solite parole; - dalla donna che conserva più tenacemente dell'uomo le an tiche abitudini, all'accademico moderno che, nonostante il grado di 11erfezionamento cui è giunt o, mostrasi increclulo a ogni scoperta, - il misoneismo impera su tutti e dovunque, nei costumi e nella religione, nella morale e nella scienza, nell'arte e nella politica. È questo sentiment o comune che fa sì che un norntore non suscita sul suo passaggio altro che oppositorL La folla, che non vuole esser tolta dal suo ambiente, ,lo deride o lo sprezza. Hanvey, che s' è reso i mmortale per la scoperta della circolazione del sangue, lasciò scritto nelle sue memorie che dopo questa scoperta, avendo osalo ribellarsi all' autorità degli antichi, fu guardato come un uomo temerario-e' consultato assai meno di prima . .E non solo la folla, ma anche la maggioranza delle persone ~olte o3ia il novatore. Le accademie - . le ultime ci ttaclelle ove si rifugiano le idee e i gusti delle epoche prececlenti - rifi u tano i veri scienziati. Anche i geni i stessi difendono misoneicamente le idee per cui hanno combattuto, e non ammettono le si possano modificare, come essi hanno moclificato le a.o tiche. È in questo senso che Spencer dicera che ogni progresso avvenuto è un ostacolo ai progressi arvenire. Noi possiamd dunque, concludendo, affermare che la maggioranza, per fatale necessitfL di legge d'inerzia è misoneica: essa ' accoglie sempre con diffidenza t utto ciò che è nuovo, ed avversa. tutto ciò che la turba troppo profondamente.


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Ed è forse, la sua, dice a~sai bene Sighele (1 ), la grande voce . ,. . i~cpnscia, dell'istinto ereditario della specie, il quale, nella sua ~issione conservatrice, si ribella contro chi vuole imporre un'innovazione. ~ 1 Ora, 'se il progresso organico ·e 111nano non ha luogo che len1 . tamente, e se l'uomo e la società sono per istinto conservatori, è l~gico dedurne che i conati al progresso i quali si estrinsecano , con mezzi bruschi e violenti, non sono fisiologici, e che, se costituiscono talvolta una necessità per una minoranza oppressa, sono in linea giuridic!l un fatto antisociale, vale a dire un reato. ~d ecco come la base del delitto politico possa tl'.Qvarsi nella violazione della legge d'inerzi.a. Le più impo1;tanti fra le violazioni reali apparenti della legge d'inerzia sono senza dubbio quei moti collettivi che si chiaman? 1:ivoluzioni e rivolte. La diversità di questi due nomi svela abbastanza ch.iaramente la diversità delle cose. Rivoluzione è opera di molti, rivolta è tentativo di pochi. La prima ha cau·se lontane e profonde, la seconda prossime e futili. L'una è la rottura del guscio del pulcino maturo, l'altra un aborto. Senonchè non si può sempre distinguere, quando . scoppia un movimento nei' campo politico, religioso o· economico, se esso sia una rivoluzione od una rivolta. Si potrà prevederlo, non si può asserirlo. E la ragione sta nel fatto che il vero· e - direi l'unico carattere distintivo fra le riv,oluzioni e rivolte consiste nell'esito. La vittoria dà ad un'insurrezione il nome di rivoluzione; la sconfitta ii nome di i·holta. Se ciò che alcuni ham,o tentato di attuare è il desiderio e· il bisogno latente della magg!oranza, il ten.tativo diviene fatto compiuto, - ed ecco la rivoluzione; è pallida utopia di pochi sognatori, il tentati VOè lepresso, ed. ecco la rivolta. La maggioranza, ossia il numero - che è sempre i'unièo giudice di tutt,e le azioni come di tutte le idee - legittima o condanna, esso so~9, un movìmento politico. (

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(I) Archiv:o ghtrù)ico, VI , JS91.


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Ma se una r iforma chiesta colle parole e coi fatti è accettata dai più, è segno ch'essa doveva manifestarsi precisamente in qu~l . dato momento in cui s'è manifestata; è segno ch'essa non urta il misoneismo, che non viola quindi la legge d'iner zia, che è un fenomeno fisiologico, non patologico; in una parola, segno che la rivoluzione non è veramente un delitto politico . E i nfatti: la condizione prima perchè un atto sia antisociale, vale a dire un delitto, è ch'esso sia.l'opera d'una minoranza. Quando la maggioranza lo approva esso di viene un 'azione normale. / La rivoluzione somiglia, nella vita dei p opoli, a certe crisi che avvengoM nella vita degli individui. Il bambino per diventare uomo deve superare l a crisi della pubertà : un popolo per salire d 'un grado nella lunga via del progresso nmano deve passare at'-traverso ad u na rivoluzi one. Questa non è dunq ne una malattia, ma una fase necessaria. dello sviluppo della specie : essa è I'espres_.., sione storica del la evoluzione. Un osservatore superficiale sosterrebbe che la carestia deve essere una delle più forti cause di rivolt.e e di rivoluzioni. Così pure penserebbero tntti i socialisti, i qual i attTibuiscono all'ambi ent e sotiiale la colpa d'ogni delitto. Invece la carestia non produce da sola nè ri.vol uzioni n è rivolte : essa spinge oggi soltanto all'emigrazione come nel :Medio-Evo spingeva alle crociate. Lo prova, in ~te, la storia di Francia; lo prova, sopratutto, la. storia d'Italia . Delle 46 carestie che si ebbero in Napoli negli ultimi nove secol i, cinque sole hanno una coincidenza colle rivoluzioni. • Come - dinnanzi alla miseria - non è vero che tutti diveo«ano dei J ean Valjean , perchè la realtà, più morale e più confortatrice di certi rom anzi, ci offre l'esempio di molti martiri oscuri clie preferiscono la morte all'abdicazio.ne del proprio onore così non è ':erò che dinnanzi alla miseria la turba diven'ga. sempre ribelle.


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Per gli onesti, prima del delitto c'è la rasseg nazione - questo suicidio quotidiano, come lo chiamava Balzac con una frase scnl ~

toria nella sua verità psicologica; -

c'è l'emigrazione, e c'è final-

mente la morte fisica. Se poi la fame nçn ha spen to nelle popolazioni miserabili ogni loro speranza, e se "'esse sono conscia dei loro diritti oltre che dei loro doveri, chiederanno alla società colla forma -

io credo legit tima -

degli scioperi, un miglior trattamento.

Se è un pregiudizio 7olgare credere la carestia e in genere la miseria, causa di molti delitti, è un pregiudizio scientifico di genere opposto, non attribuire al genio quasi nessuna influenza ' . . sugli eventi umani. Ho m ostrato la grande parte che ha il genio nelle rivoluzioni e il parallelismo di questi due fenomeni, che sorgono nelle stesse r azze, negli stessi climi, negli ~tessi ambienti sociali, e che si completano necessariamente l'un l 'altro. E l'identico rapporto che ~

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esiste fra genio e rivolnzione, si trova fra r ivolte e mattoidi. I mattoidi spesseggiano nelle rivolte come i genii nelle rivoluzioni. Essi banno ·del genio l'apparenza, senza la sostanza, come ·le rivolte hanno solta11to l'apparenza, non la sost anza nelle rivoluzioni. ' I m attoidi sono detriti psicologici della storia, i genii prematuri .__44C.:. . - -rampolli degli Stati futuri, -

come l e rivolte sono per lo più

un ritorno all'antico e le rivoluzioni un passo -nell'avvenire. Questo parallelismo fra rivoluzi oni e gcnii da una parte, e rivol te e mattoidi dall'altra, meglio conferma e riassume la differenza sostanziale fra rivoluzione e rivolta. Se la prima si completa col genio e la seconrla col m attoide, vuol dire che esse hanno reciprocamente un'affini tà coll'uno e coll'altro : vuol dire · che alla prima t occherà la sorte del genio, che è l'adesione e la venerazione dei posteri, -

alla seconda q uella del mat toide, che è

l'indifferenza o la reazione nel present'e, l'oblio nel futuro. .

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Esaminata la for ma collettiva del delitto politico, noi passammo a studiarne gli autori.

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Tanto nelle rivolte e negli episodi delle rivoluzioni, quanto negli attacchi isolati di pochi o di un solo individuo contro l'assetto politico, giuridico od economico di una nazione, - si ritrovano tutte quelle categorie di criminali che E. Feni distinse nel delitto comune. Si r itrova il delinquente-nato, per il quale la. politica non è che la livrea sotto cui s'asconde il suo istinto sanguinario e feroce : - Marat ne è l'esempio tipico e celebre; - si ritrova il delinquente- pazzo per il quale il delitto non è che la conseguenza della sua mania: - come Rarnillac, Clément , Sand, affetti da misticismo eredi tario con: allucinazioni; - si ritrovano il delinquente d'occasione (Robespiene) e quello per passione, trascinati entrambi da un sentimento spesso nobile, e che tocca tah-olta le cime dell'eroismo (Orsini). Anomali sono t utti o nevrotici, però, questi delinquenti politici, siano essi crudeli e feroci come Marat, o miti e puri come Carlotta Corday ; e perciò degni tutti dell'attenzione e dello studio dell'antroP,ologo crimir;talista e dell'alienista. Forse alcuno si sarà meravigliato trovando nel libro accanto all'esame di un vero criminale, quello di un martire. Questo ravvicinamento auà urtato coloro che non vogliono attri buire i sacri nzi e g li eroismi alla speciale costituzione ùelrorganismo di chi li commette. Ma i martiri sono, essi pure, degli esseri anormali e ammalati come i delinquenti, nello ste--so modo che il genio è una for ma d1 degenerazione come l'i diotfamo. La scienza ha · il diriLto di sottoporre al suo esame tutte riueste eccezioni, nè scompare o. dimi nuisce perciò U merito o il dispre'lZO, la gloria o la com passione. Il4 vizio e. la vi rtù - dice assai bene il Tai sono dei . ne prodotti come il vetriolo e come lo zucchero: ciò non toglie che, - come il vetriolo è respinto da tutti perchè veleno, e lo zucchero invece adoper\J,to da -tatti perchè gioveYole all'organismo, - così il vizio sìa odiato P represso perchè dannoso, perchè utile, favorita e lodata.

e la virtù ,

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Dopo la diagnosi della malattia bisogna indicarne i rimedi : dopo l 'analisi della natura del delitto politico bisogna accennare ai modi con cui si può reprimerlo e prevenirlo. Finchè era dogma che il delinquente dovesse essere punito (nel vecchio significato della parola) ~ fin che si credeva sempre possibile l'emenda del colpevole, - di nessuna 'importanza era la differenza fra la reazione opposta ad un reo comune e quella opposta ad un reo politico: essa consisteva tutt'al più in un minore o maggior numero di anni di carcere inflitti all'uno o all'altro secondo i casi . Applicato alla società il principio della selezione naturale, per la quale Darwin intendeva - la conservazione delle differenze e delle variazioni individuali favorevoli e l'eliminazione di quelle nocive - il problema della repressione si mut& in quello più semplice della eliminazione; e le forme di questa essendo più varie che non le forme della punizione, offrirono naturalmente maggior agio di proporzionare la reazione difensiva contro un reo, a seconda della sua indole e del suo carattere. Se, infatti, ogni delinquente, col suo delitto si l'ivela inadatto all'ambiente in cui vive, infiniti sono i gradi e le forme di inadattamento. A questa grande varietà di inadattamen ti, la scuola classica non ha da contrapporre che le combinazioni aritmetiche di anni, di mesi e giorni di carcere: - combinazioni aritmetiche che son certo molte, ma che hanno il torto di non differire l'una dall'altra che per la durata; - Ja scuola positiva invece · ha tutto un programma di mezzi eliminativi. Questi mezzi eliminativi, di ver~i dalla prigione, sono sopratutto applicabili al deli tto politico. La caratteristica principale di questo reato è di rivelare nei suoi autori un inadatlamento - direi, specifico - alla forma di governo sotto la quale vivono e contro la quale commettono la loro azione delittuosa. I delinquenti comuni invece mostransi

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inadatti non solo all'ambi ente sociale della nazione in cui trovansi, ma all'ambiente sociale di tutte le nazioni che sono giunte all'identico grado di civiltà cui giunse la loro. Mentre,. quindi, i delinquenti comuni devono essere eliminati da tutto il mondo civile, i delinquenti politici basta che sien tolti da quel! 'ambiente giuridico e sociale di quel dato popolo, al quale banno dato prova di non sapersi adattare. L'esilio, e - in casi gravi - la deportazione son dunque indicati come le pene più confacenti a questa specie di rei. Naturalmente ciò va intt:so come norma generale . .Abbiamo già notato che fra i delinquenti politici non mancano i delinquenti-nati e i pazzi. Per questi il trattamento deve essere uguale a quello dei rei-nati o pazzi che commettono nn delitto comune, g iacchè il loro reato se ebbe carattere politico non fu che per una accidentalità e in conseguenza della loro mania, e il pericolo ch'essi presentano permane anche ad ambiente mutato. Ma quanto agli altri delinqu enti politici, la relatività del loro inadattamento dev'esser e il criterio èupremo che guida nel determinare la pena, specialmente se il loro reato fu commesso come appunto succede nelle rivolte, nei moti politici collettivi, non da un solo o da pochi individui, ma in mezzo all'impeto d' una folla, quando il numero stesso, colla sua forza ignota e possen te, trascina gli inconsapevoli, e la parola fascinatrice d'un demagogo fa loro commettere anche i più orribili eccessi. E questa inadattabilità relativa del reo politico, riducendosi in fondo a una relatir a temibilità, e quindi a una maggior facilità di far evitare· a1' delinquente di caàer nel reato, - deve essere considerata non solo quando si tratta della repressione, ma anche~ e sopratutto, quando si tratta della prevenzione del delitto politico. Romualdo Bonfadini, parlando in un giornale di quest'opera,


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ebbe a dire che - dato che esista il delinquente politico.nato , è inutile proporre riforme a. fine di impedire il reato ·politico. Ed è vero che le riforme sono inutili per i delinquenti-nati; ma. come ben gli risponde Sighele (V. Il delit~o politico, Bologna, 1891), non è per quest i che si propugnano, bensì per tutte ìe altre classi di criminali molto più numerose. Il ragionamento dell ·onorevole deputato somiglia a quello di chi dicesse essere inutile ogni studio per proteggere· e migliorare l'agricoltura, giacchè non si può con tali studi difendersi dal fulmine e dalla g~·andine. Vi sono in natura fla~elli meno gravi, per fo rtuna, del fulmi ne e della grandi~e, contro cui può qualche cosa l'opera umana. E così vi sono nell'ambiente sociale nemici meno terribili dei deli nquenti-nati contro i quali può m olto una prevenzione illumiuata e costante. ,. È per questi delinquenti· meno pericolosi od occasionali che la scuola positi va propone riforme, cercando di togliere appunto la fadlità e la frequenza delle occasioni a delinquere. Perciò l'ultima par te dell'opera nostra non è altro infatti che un programma di riforme sociali. Risollevare le sorti dell'agricoltura; - r endere più proficuo e più sicuro il lavoro coll'estendersi delle società cooperative e di mutuo soccorso, colla obbliga.rietà dell'as:;icurazione per l'operaio e con una buona legge sugli infortunii ; insta~rare un sistema trib utario che fo ndandosi sul vero principio d' eguaglianza., colpisca diversamente le diverse sostanze ; - fa11orire l'emigrazione come val vola di sicurezza. e dirigerla alle nostre terre incolte piuttosto che allo inos piti regioni d'America; - g overnare, anzi chè con un sistema assoluto di accent ramento che porta l'apoplessia al cervello e l"anemia alle altre parti del corpo, con un sistema. equo di di:;centramento che, senza compromet tere l'unità politica, renda possibile una libertà di moto ed una autonomia conforme agli interessi e alle abitudini locali; - fo segnare più me-

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stieri che non professioni, a fine di distruggere quella g rande classe degli spostati che è per la società nn continuo pericolo; - combatt ere con tutte le forz.e contro una coltura troppo rettorica che ci fa orgogliosi 'del nostro nome di I taliani, ma i mpotenti a meritarci da noi questo legittimo orgoglio; - educare moralmente anzichè soltanto istruire; - ecco i n breve compendiato il programma di riforme che facendo nno Stato più felice, più civile e più forte torrebbero o diminuirebbero le cause del detitto politico . Nelle edizioni francese e tedesca del libro stesso si trovano alcune aggiunte importanti sull'influenza della luna, sulle rivoluzioni, sul cranio e la fisionomia degli anarchici, dei regicidi, ecc. 3 . F OLLA DELINQUENTE. - ~oi dobbiamo al Sighele questa monografia sulla Folla delinquente (J }, cl1e è una nnorn applicazione giuridica del delitto poli tico studiato dan:antropologia. L'autore :_ nell'introduzione del suo lavoro - osserva che fra la psicologia che che s'occupa dell'individuo isolato e la sociologia che studia tutta una società - bisogna porre un altro ramo di scienza, la psicologia

co Zlettiva. Per dimostrar la sua tesi - egli prende come punto di partenza il principio di Spencer - <e che i caratteri dell'aggregato son sempre determinati dai caratteri delle unità che lo compongono » - e pro.a che questo principio è vero per gli aggregati umani . quando si considerino (come fece Spencer) dal punto di vista sociologico, ma che al contrario è falso qu aydo si crede di pot erlo applicare a tutti gli aggreg:eli umani, a qttélli meno nnmerosi d'una società e sopratutto meno omogenei.e meno organici. Le leggi della sociologia - scri've il Signele - sono, in generale, quelle delìa psicologia individuale,

(1) Torino, Bocca, 1892, Biblioteca antropologico-giuridica. - Io., L a foule criminelle, Paris, Alcan, 1892. - In., Berlin, 1893, in tedesco. L OMl!ROSO. 16.


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poichè la società non è altro in fondo - come direbbe il Comte che un sol uomo, il quale ha sempre esistito; ma vi sono degli aggregati umani che non possono esser paragonati a un uomo, e che hanno dei caratteri assolutamente opposti a quelli delle unità che ... li compongono. Prendete, per esempio, il giurì. Credete voi veramente che i-verdetti siano sempre la semplice somma delle opinioni dei singoli giurati? Si vede spesso assohere un delinquente che a,ern confessato il suo delitto. Credete voi che se si fossero interpellati separatamente i singoli giurati si avrebbe avuto l'identico risultato? Prendete ancora le assemblee politiche. V'è un proverbio romano che dice : Senatores boni viri, Senatus autem ma~ bestia. Cosa significa ciò? Ciò significa - dfoe il Sigbele - che si possono riunire cento o duecento persone oneste ed intelligenti - e veder tutte queste persone votare una pessima legge o commettere delle ingiustizie. Guardate ancora i teatri, i meeti11gs, le folle. Un gesto, una parola, uno sguardo bastano per produrre deg1i applausi o dei fischi, per far votare un ordine del giorno violento o moderato, per determinare una condotta pacifica o una rivolta. E nondimeno gli individui che erano andati in teatro o al 111eeli11g, o che facevano parte della folla - non prevedevano nè volevano le conseguenze cui arrivarono. È dunque impossibile - in quesli casi - di credere collo Spencer cl1e - sempre i caratteri dell'aggregato sieno determinati dai caratteri delle unità che lo compongono. P er spiegare questa strana condotta di certi aggregati umani, le leggi della psicologia individuale e della sociologia sono insufficienti: bisogna ricorrere a un altro ordine di leggi: a quell e della psicologia. collettiva. Il Sighele nel primo capitolo del suo libro studia infatti la psicofisiologia della folla. Anzitutto egli si chiede che cosa sia una folla e qual possa essere la caurn che fa a·un migliaio di persone fi no al-

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lora sconoscinte le une alle al tre - una belra innominata e mostruosa che corre al suo scopo con una finalità irresi stibile. L'imit azione 11a certamente una gran parte - dice il Sighele - nelle mani festazioni istantanee della folla; ma dire che si imita non è i-piegare perchè si imita, ed è ciò che importa sapere. Alcuni autori (Ebrard, J oly, Despine. Moreau dc Tours, Rarnbosson) banno tentalo di spiegare l'imitazione colla suggestione (]a quale non è in fondo che un'imitazione incoscien te) e col contagio morale. - « Nello stesso modo - scrirn il Despine - che una nota musicale fa vibrare la stessa nota in t ntte le ta,ole d'armonia che si trovano sotto l'influenza del suono emesso - cosl le manifestazi oni di un sentimento o d'una passione eccitano lo stesso elemento islintirn, lo mettono in attivi tà, lo fanno - per così dire vibrare in ogni indiriduo susceltibile di pro1are più o meno inten samente cu1 esto stesso elemento istin ti vo ». Questa similitudine - dice il Sighele - · ci dà una spiegazione senza dubbio meno indeterminata della semplice imitazione, ma, davanti al nostro problema essa è ancora insufficiente. Per poter parlare scienlificamentc di contagio morale, bisogna trornre la base fisica di questo contagio . Il Sergi in un opuscolo (Psicop. epidemica) e prima di_lui il Tarde in un articolo della Bevue philosophique , banno cercato di determinare quale potesse essere questa base fisica. Secondo il Sergi e il Tarde, ogni atto umano non è che il ri'{lcsso di una eccitazione esteriore : l'uomo non ha. mai nè un'idea nè un movimento spontaneo : le idee e i sentimenti sono sempre suggeriti da un movimento qualunque- prodottosi al di fuori di noi: la nostra _osservazione tn1fipo superficiale ci fa credere d'essere originali: ma. è l'illusione propria _dell'uomo sociale di non arere che delle idee 'Sugge rite e ùi crederle spontanee. Il Sighele riprende questa idea e dimostra - con degli esempi - che l'imitazione epi demica ed istantanea. della folla è un fen omeno assolutamen.te eguale all' imitazione che ha luogo da parte di


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una sola persona verso un'altra (maestro e discepolo, amante ed amante, ecc.); -

che questa imitazione è una legge universale non

solo allo stato normale, fra persone oneste, ma anche allo stato anormale fra i pazzi (pazzia a due) fra i suicidi (doppio suicidio) fra i delinquenti (coppia criminale) (1) - \ che è molto naturale cbe questa suggestione-imitazione possa arrivare a dei gradi molto , acuti in una folla, là ove l'unità di tempo e di luogo e il contatto ') immediato fra gli individui dànno una rapidità immensa al contagio , delle emozioni. Tutto ciò rischiara un poco la strana psicologia della folla. Ma -

dice il Sighele Il numero ba -

bisogna aggiungere dei le altre osservazioni. per se stesso -

una grande e doppia potenza,

vale a dire : una potenza aritmetica e una potenza psichica. L'Espinas, nel s uo bel volume Des sociétés animales, ba calcolato questa influenza del numero ·sulla fntensità delle emozioni. La paura, la g·ioia, il furore e tutti i s entimenti in genere, quando sono ri-

,..sentiti da un gran numero di persone riunite, divengono quasi istantaneamente di tina intensi tà senza pari, poichè l'emozione di ognuno

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si manifesta nel volto, nell'atteggiamento, e <1nesta espressione si comunica per mezzo della vista dall'uno all'altro . Quanto all'effetto psichico del numero, esso si comprende facilmente. Si sa che ogni animale aumenta in coraggio quando è attorniato da animali della stessa specie -

e inoltre fra gli uomini

la speranza di poter rimanere sconosciuti e impuniti (cosa assai faci le quando si è molti) è un altro motivo per abbandonarsi a degli atti che -

solo -

nessuno avrebbe saputo commettere. Bisogna

anche aggiungere che coloro i quali vorrebbero r esistere alla volontà malvagia d'una folla non possono faTlo , perchè sarebbero trattati come vigliacchi e, peggio, battuti o feriti. (1) Vedi in proposito il nuovo volume del S1GaEu:: La coppia crùnt'tiale. di cui parleremo fra poco.


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Il Sighele completa i 1 sno lavoro collo studio della composizione antropologica della folla. Analizza i delinquenti, i pazzi, i yagabondi, gli oziosi che ne fan parte: stabilisce un parallelo tra le folle veramente delinquenti.trascinate all'omicidio, al furto, all'osceuità e ts1lvolta anche - al cannibalismo - e le folle oneste che sanno resistere alle impulsioni malsane, o almeno arrestarsi a un certo punto sulla china del del itto. E cita - a questo proposito - molti episodi della Rivoluzione francese dell'89, della Comune, dello sci o~ero di Décazevil le e della sommossa degli operai disoccupati a,·vennta a Roma in febb1·aio 1888, e la conclusione che si sprigiona da tutti questi esempi è che spesso - nelle folle -;- sono alcuni criminali-nati che commettono i delitti , menlre che la graude mag. gioranza non fa che ass1stere e segnirli ciecamente. Nell'edizione france,;; e di questo lavoro 1testè uscito da Alcan) Sighele aggiunge uno studio su quello ch'egli chiama la condizione psicologica permanente del popolo, in cui - av uto riguardo all'attuale questione sociale - nota che nel giud icare dei delitti collettivi, bisogn a tener conto dello stato di malcontento nel quale, per colpa di tutti o di nessuno, il popolo, oggi, forzatamente si tro\'a. Nell' ul timo capitolo del suo libro, il Sighele s'occupa delle condizioni giuridiche che derivano dalle sue osservazioni : e sostiene che colui che si è reso colpeYol e di un reato sotto il fascino della folla - non può essere dichiarato completamente irresponsabile. La-suggestione ipnotica - egli dice - che è Ia,più forte di t ntte le suggestion i -- non arriva~i a. distruggere interamenle la personalità: l'ipnotizzato - secondo la bella espressione di Gillr.s de la Tourette - ,·esta sempre q11<tlcimo. Anche nella folla, <lnnque, la sug- gestione non distrngierà mai interamente la responsabil ità. Potrà soltanto attenuarla: ed è questa attenuazione che il nostro autore propone per i delitti commessi da una folla. Certo però - . qiiesta attenuazione sarà piì:t o meno grande, secondo i motivi determi nanti al delitto, e secondo la categoria antro- '

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pologica dei delinquenti: un criminale d'occasione meri terà l'indulgenza dei gi udici: un criminale-nato dovrà i nvece essere severamente colpito. 4. LA COPPIA CRIMIKALE. - Nel suo liùro La COJllJia criminale, il Sigbe]e, che, Mme Yedemmo, arern studiato nella F olla delin-

quente la forma più complessa del fenomeno della complicità, studia la forma più semplice di questo stesso fenomeno. D()po l'analisi psicologica del delitto di mille, egli tenta l'analisi psicologica del

del-itto di due. Nell'introduzione, intitol ata La suggestione nel ;lelitto, egli traccia a grandi linee le fa~i e i mod i con cui questa suggestione si esplica sia nel mondo degli onesti clie in quello dei delinquenti. Il fascino inesplicabile che eserci ta no i genii s ni loro contemporanei, sì che questi sono attratti da loro come da una calamita., e il fas cino minore ma pur grande esercitato nella propr ia sfera da ogni uomo d'ingegno, artista, scienziato o politico, fan~o dire al Sighel e che « il nostr o piccolo mondo terreno pare Yoglia imitare la grande a rmoni a del l'universo, ed essere come questo una riu nione di sis temi planet arii in cui un i nfi ni to nnm ero d'astri mi'

nori girano attorno a dei sol i. << Tutto

nel mondo, arte, pensiero ed azione, si aggira intorno

ad alcune persone che dànno i l segnale e la di rezione del movi mento, e nessuno di noi pu ò di re di non g uardare, come al suo faro, ad un u omo per seguirne le idee e per imitarlo i> . Or bene, se così avviene nella vita normale ed onesta, perchè non avverrà altrettanto fra i delinquenti ? A questa domanda i l nost ro A.. r isponde citando molti casi della suggestione del delinquente celebre sui delinquenti minori, sia nelle pr igioni, sia fuori di es.,e, sopra.tutto nPl ]e bande di mal fattori per part e dei capi sugli altri affigliati. « Ogni professione ha il suo i deale, e anche il deli tto, pur t ro ppo per molti di coloro che

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lo commettono, è una professione. Come il neofita d'una cl1iesa o d ' una scuola vorrebbe raggiungere il grado di perfezione cui giunse l'uomo superiore alle cui dottrine si ispira, così le nuore reclute dell'esercito della delinquenza ambiscono di imitare e superare in a trocità i grandi malfattori di· cui sanno e r ipetono i nomi con un senso di terrore e d'ammirazione» . Nè qui s'arresta l 'analo6 ia fra l a suggestione cbe ha lnogo fra gli onesti e quella che si verifica fra i delinquenti. ·Fra gli one3ti, oltre l 'influenza generale e indiretta dovuta al solo prestigio _che emana dal nome cli certi uomini, c·è l 'influenza diretta e limitata che co3toro spiegano su quelli che li a.vicinano, incitandoli colle parole e coll'esempio a mettersi per la loro via. Così avviene anche nell'ambiente criminal.e. E qui, il Sighele, a prova del suo asserto, cita molti fatti di indiriduì trascinati al delitto proprio per gli insi stenti ripetuti consigli, preghiere, mi naccie di un compagno malrngio, e conclude questa introdu· zione notando come da lontano o cla vicino, diretta o indiretta, debole o intensa, la suggestione domini così fra i normali come fra i degenerati. Nel 1° capitolo, i ntitolato La roppia sana, la coppia suicida e la coppia vazza, l'autore, dopo a\·er osserrnto che finora tntti quelli che s'occuparono clell'a<;sociazione fra i malfattori non ne studiarono che le forme più graYi , piil numerose e quindi più evidenti, dice che, a suo modo di vedere, quest'associazione va in.ace studiata anzitulto nelle s ue forme prime, embrionali, per . ........ seguirla poi, adagio adagio, in tutte le sne snccessi,·e trasformazioni. E la forma prima d1 studiarsi, dati questi criteri, è evi- dentemente, l'assoQazione fra due soli individui . Non ,'è fenomeno più semplice d'associazione, ed è in questo che tutti gli altri. hanno neces3ariamente e inevitabilmente la loro origine. « Come e per.chè sorge una società fra due delinquenti? Quali sono i caratteri p3icol ogici di questa che io chiamo la coppia cri-


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minale? Un perverso che corrompe un debole, un ingegno m_alvagio che istiga al delitto un uomo di mediocre intelligenza e di scarso senso morale, un delinquente-nato che fa suo schiavo e suo strumento un delinquente d'occasione; ,..ecco la coppia criminale. « Senonchè questa forma a due della suggestione non è propria soltanto del mondo dei delinquenti: essa si verifica, s'intende in modi e con effetti di versi, anche nel mondo degli onesti e nelle forme non criminose di degenerazione, quali il suicidio e la pazzi a. <e Non vediamo noi molte volte nella vita quotidiana e nell'ambiente onesto sorgere un legame fra due individui per il fascino o l'impero che l'uno di essi possiede sull'altro? <e L'amore sessuale e quel suo pallido e casto riflesso che è l'amore tra fratello e sorella, da che cosa derivano se non da un'inconscia suggestione che l'uno d,egli amanti o dei fratelli esercita sull'altro e che ha per effetto di far coincidere in una strana unicità di pensieri e di sentimenti i cuori di due persone? <e Che cosa è l'amicizia, che cosa è la devozione di un discepolo verso il suo. maestro, se non l'isnl tati di questa forza sconosciuta che sentiamo senza spiegal'Ci e che ci trascina senza la: sciarci la possibilità d'una ribellione?». Svolto in alcune pagine questo concetto per venire alla conclu sione che nelle coppie di amanti, c'è sempre uno di questi che dipende psicologicamente dall'altro, uno che ha il pensiero, l'altro l'azione; uno che è la testa, l'altro che è il braccio; il Sighele passa ad analizzare la coppia suiciàa, ove pure troviamo sempre un inci,bo (suggestionatore) e un swJcubo (suggestionato). Egli aveva già accennato a questa idea nel suo lavoro : L'evoluzione clal suìcidio all'omicidio nei drammi d_'amore. Qui riconferm.a la tesi e la dimostra con altre prove. Dalla coppia suicida passa alla coppia pazza, a quella f?rma di àelirio a due, già osservata da Legrand du Saulle e da Dagron. Si tratta anclie in questo caso di un pazzo che suggestiona uno,

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24~ predisposto naturalmente alla follia , e gli comunica la sua forma patologica. << Il fenomeno della suggestione da uno su un altro, scrive il Sighele chiudendo questo capitolo, si manifesta dunque con carat,t eri sempre uguali, tanto fra i sani come fra i suicidi, come fra i pazzi, e in ognuna di queste coppie si .trovano due t ipi distinti, J in.cubo e succubo, e sempre analoghe le relazioni psicologiche del primo verso il secondo e viceversa i i . Col secondo capitolo entriamo nel tema vero di questo lavoro, lo studio cioè ~elle coppie criminali. · E qui, riassumere ciò che l'autore ha scritto diventa difficile, percbè trattandosi di casi di delitti a dae ch'egli ha raccolti ed analizzati, bisognerebbe copiare i c·asi e riprodurre l'analisi fatta. · Ci limiteremo quindi a dire che le coppie crimi nali sono dal Sighele divise in queste categorie: 1" la coppia di amanti assassini (per amore o per cupidigia) ; za la coppia infanticida ; 3a. la coppia famigliare ; 4" la coppia di amici. La sintesi di questa minuziosa analisi è contenuta nel capitolo, ove riassumendo tutte le ossei-vazioni fatte, si stabiliscono le note psicologiche caratteristiche tanto del tipo del succube come di quello ·~ell'incube, confrontandole con quelle esposte da Enrico Ferri nella sua Psicopatologia, dell'omicidio. Seguono le conclusioni giuridiche, conformi alle idee già svolte dall'autore in altri lavori e che si possono enunciare brevemente co~ì : « Il solo fatto che no reato è commesso da due persone anzichè da una sola, deve costituire sempre una circostanza ag.gravante. Due indi vidui che si uniscono per perpet rare u n delitto, - non danno nè psicologicamente nè socialmente un risultato equi, valente alla scm,pli~ somma di ciascuno di loro. In psicologia e in sociologia non· vi sono semplici miscele, ossia avvicinament i inorganici cli due_o pi.ù corpi; vi sono soltanto combinazioni. L'azione che risulta clal concorso di due persone non è quindi mai un'ad-


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dizione, ma è sempre un ziro'1otto. Come la forza unita di due ca\ valli è sempre maggiore della semplice somma della forza dell'uno e di quella dell'allro, come il va.lore economico di una pariglia è sempre maggiore della somma dei ;,prezzi che avrebbero i due cavalli presi isolatamente, così il pericolo e l 'importanza sociale di una. coppia criminale .è sempre _maggiore della somma delle singole energie dei due delinquenti. Una società di dne persone p~ssiede degli elementi che non esistono in nessuno di quelli che la compongono, e che nascono e si sprigionano -- quasi scintille psicologiche solo al momento in cui i dne indiYidui unendosi danno vita alla società. Ora, dato che questa società abbia uno scopo delittuoso, mi par logico che il Codice consideri anzitutto questi nuovi elementi che essa iutrinsecamente presenta, e crei quindi del concorso di più p~rsone in un reato un a circostanza aggravante 1> • Un capitolo è dedicato alle coppie degenerate. Dopo arnre studiato il fenomeno della sugi?estione a due nell'amore normale, il Sighele lo studia nell'am ore anormal e, cioè fra prostituta e souteneur e fra le coppie urningicbe. e/Nella umili ante servi lità della pro3tituta per il suo $01deneur. egli scrive, e nel' brutale despotismo di questo verso di lei, noi vedremo riflettersi, come in uno specchio che orribilmente deformi , il sentimento puriss imo di devozione della donna onesta per l'uomo che l 'ha fatta sua e la tenera protezione con cui questo la contraccambia; e negli osceni rapporti fra una tribade e la sua amasia o tra un cinedo e il suo complice, noi ritroveremo l'ultima forma di depravazione cui può giungere, mescolandosi coll'istinto antifisico, !'.amicizia spirit,uale fra due uomini o fra due donne >> . E i fatti seguono questa affermazione . Notevole che il Sigbele accenna anche al sorgere del gergo in queste coppie degenerate; gergo che fu finora ossenrato e studiato solo nelle numerose associazioni, mentre è evidente che esso nasce appunto in queste che sono le minim.e associazioni. -J

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Il volume del Sighel e si chiude con un'appendice sui libericidi. Egli avrebbe voluto occuparsi della coppia libericida (padre e madre che maltrattano un figlio) là dove trattò delle coppie fa/

migliari, ma l'importanza psicologica e sociale del soggetto lo persuase a trattarne d iffusam ente a parte. Infatti oggi, questa dei torm enti inflitti all'infanzia è una questione vi "a e, come suol dirsi, d"attualità. Il nostro autore lia rnlulo stuàiarla appunto per ,·eder di scoprire le ragi.:>ni per cui il libericidio sia commesso molto pit'.1 frequ entemente dalla madre anzichè dal padr e. Ciò, secondo il Siguele, dipende dal fatto che la donna, avendo dalle condizioni odierne della società limitata la sua attività psichi ca· quasi esclusivamente alla famiglia, e non potendo quindi

diffonderla su molte cose e m olti inJividui (come inrnce l'uomo), m a essendo costr~tta a concentrarla su poche persone, si trova necessariamente ad a.ere un'affinità più intensa, appunto perchè è meno diffusa. Intensa così nel bene, come nel male : i l suo cuore 'I.:

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ha bagliori d'incendio ed osi;uri tà di carerna : passa da slanci sublimi di tenerezza a scoppi brutali di crudeltà raffinata: è angelo o demonio, s'innalza fino all"altezza cristiana della suora di carità

e scende tal volt a a m eri tarn n nome di t igre o di iena. È per ques to eh~ se è rnro che nessun amore è più forte dell ·amore di m adre, è anche vero che nessun odio è più forte dell'odio di madre.

Infatti, nelle coppie libericide è sempre la madre la più fe roce, quélla che fa Ja parte di inci,bo, suggestionando il m arito - generalment e un debol e - a farsi suo complice. Quest'appe11dice si chiude con una. cri tica pel m odo come ven· gono istruiti i processi c,mtro i libericidi, e colle proposte dei rimedi preventivi a t ali del itti, quali si h anno in Francia e sopratutto in Inghilterra.

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5. CmMINOLOGIA. - Garofalo (1), nom~ caro agli studiosi, come uno dei patriarchi sommi della nuova scuola, colla pubblicazione della Ot·itninologia, riassume i principii della scuola positiva sull'argomento, ne determina le possibili apPlicazioni sulla base delle esperienze già fatte. L'opera è divisa in tre parti: I. L'azione criminosa e la reazione; II. Le cause del delitto ; Hl. La repressione. Nella prima parte dimostra che la parol a delitto non appartiene ai giuristi e che essa etprime nel linguaggio popolare il concetto di un'azione che viola le norme sociali di suprema importanza e la cui immoralità è universalmente sentita. Le norme sociali relative alla moralità, se banno maggior costanza di quelle riferentisi al cerimoniale, tuttaria mutano presso i vari popoli, nei vari tempi e ·nei diversi strati di un i:nedesimo popolo. Quindi la morale assoluta è, per la scuola e,•oluzionista, uno stato ideale che si fonda sul predominio dei sentimenti altruistici; la morale relativa invece risulta dal grado di evoluzione a cui sono giunti questi sentimenti, <li cui parte sono immutabili per un istinto diventato organico. Pertànto il delitto naturale è solo quello che offende questi sentiment.i profondi ed istintivi dell'uomo socievole. Questi sentimenti si. riducono alla benevolenza e alla giustizia, perchè nè la religione, nè il patriottismo, nè il pudore pubblico hanno un tale carattere, e così il vero delitto naturale dei nostri tempi deve s~mpre contenere un elemento di disumanità o d'ingiustizia. Questo determina la qualità dell'azione criminosa. Quanto a 'quello che chiamerei la quantità del sentimento offeso, egli osserva che la determinazione dell 'azione criminosa contro la benevolenza non può esser data che dal grado più comune di tale (1) Cl'i1ninologia. - St udio sul delitto, sulle sue cause e s-ui mezzi di re· pressione, per R. GAROFALO, - Torino, Fratelli Bocca, I S90, 2• ediz. - Biblio· tecct anM·opologico-gittridiea serie I, voi. II. - Io., Parigi, Alcan, in franccso,

1•, 2a e 3° edizione.


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istinto altruistico, cioè dal sentimento di umanità verso i proprii simili , cbe<comune nella maggioranza degli uomini. Ripetendo la stessa analisi minuta e di l igente pel sentimento di g iustizia, · conclude che esso è violato criminosamente quando si offende con violenza ò con inganno il grado medio di evoluzione di questo sent iménto. Aggiunge che i l sentimento di famigl ia non è speciale e che quindi la sna violazione rientra in quella della benevolenza e della proprietà (giustizia) . Di qui l'autore definisce il deli tto natu· rale la lesione di quella parte del senso moral e che consiste nei sent imenti altruistici fondamentali (pietà e prob ità), secondo la misura media in cui trovasi nello razze umane superiori; la quale misura è necessaria per l'adattamento dell'individuo alla società. È poi naturale che può ~orgere il concetto di nuovi delitti, quando l'e\·oluzione di quei sentimenti fondamentali sia giunta a un grado superiore e nuovi sentimenti diventino fondamentali. Indi dimostra la necessità della pena di morte per quegli individui che, non avendo al cun istinto morale, sono perpetuamente o in qualunque condizione di cose disposti al delitto. I sistemi penali della vendetta e dell'espiazione, che sono più connessi di quanto non sembri, sono barbari, inutili o inattuabili ·per' l a basè su cui si fondano; invece quello dell'el imi nazione è perfettamente ad_attato; in esso l a morte ·è richiesta solo perchè è l'unico mezzo per abolire in modo completo ed irrevocabile un individuo non adatto alla società., i n cui manca · il freno del senso mor~le c~ntr9 gli impulsi criminosi: e di cui Jion si può mai dire cbe non possa commet tere ·nuovi "deliUi. Così l' eliminazione pre viene i delitti, sia fornendo un puntello al senso morale, e producendo un. effetto che supera il piacere sperato dal delitto ; effetto che nasce spontaneamente per la natura stessa delle cose, sia impedendo / la nascita di persone pr oclivi alla delinquenza, poichè questa è in- l dubbiamente ereditaria. Nella seconda parte c!rca le cause dei delitti, classifica i delin·

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queoti io due categorie: delinquenti istintivi e fortniti. Stndi a se ]'a nat ura dello stato psichico, da cui si genera il delitto, sia una condizione patologica della mente del suo autore, e concl nde che il pen ertimento morale è un'anomalia delt~ mente dell'uomo incivilito; ma, mentre nel pa1.zo il deli tto P.. determinato da un eccitamento intern o non provocato dagli stimoli .dell'ambiente, nel delinqnente-nato il deli tto è mosso dai medesimi impulsi che agiscono sugli uomi ni normali, e cJ1e in lui non incontrano Ja resistenza del senso morale. perchè questo gli manca. Del resto, quando si riconosce che 1'anomal ia del delinquente dipende dal loro organismo psico-fisico, poco importa, per fo esigenze social i, che questa anomalia sia o non morbosa : ciò che im porta sapere è se l'ano malia sia perm:inente o l'infermità incurabile e duratura nella sua form a pericolosa alla società, ovvero sé ci sia speranza di migHoramento e di e,tiuzione degli impulsi crimi nosi. Di qui la disti nzione fra delinquenti istinti vi e fortuiti. Nei primi osserva che sono notevoli alcnne anomalie fisiche, le quali perm~t tono di dire che se in essi, oltre i pi il spiccati fra i cnratteri del tipo del deli nquen te congi un ti coll'er edità, concorre la natura del delitto, si pnò, qnal unque sia. l'età del l'agente , dichiararlo istintivo e quindi inemendabile, perchè mancano le attitttdini morali che hanno efficacia preventha. 11 delinqu ente fortuito è anch'esso psichicamente anormale, ma, a differenza di quello. nato, non si mani festa che in un dato ambiente o in certe circostanze, e può cessare dal delinquere tostochè vengano meno le spinte dell'ambiente, cosicchè qui l'eliminazione consiste nel sottrarre il reo a quel parti col are ambiente, a cui egli è disadatto. In segui to è svolta la teorica sull' influenza dell'educazione sugli isti nti. Qni combatte le idee dell a scuola correzionalista, dimostrando come sia inefficace, impossibile e fal sa nella sua base l'asserzione di questa, che crede si possa trasformare veramente il de-

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1ìnquente in uomo on,sto. Vi si oppongono ragioni d'ogni natura e che banno un'evi denla irrrecusabile. Dunque l'educazione del delinquente adulto non giova, a meno che si t ratti di quei delitti in cui 'l 'ozio e le abit udini furono l e spinte principali; in cui è forse pos~bile gi ungere a rendere l 'idoneità alla vita sociale , Quanto all 'educazione nell'i nfanzia, l ' influenza delle impres5ioni religiose congiunte ad insegnamenti morali, se non può far diventare onesto i l / delinquente-nato, può contrastare influenze perniciose e, in molti casi, fren are l'impulso al delit to. Viene ultimo l'esame delle influenze sociali s1illa criminalità. In questa parte com batt~ le teorie dei socialisti sulla connessione della miseria colla crimi nalità. Conclude che l a condizione economica non è la causa del delitto, a produrre il quale si richiede l'assenza del senti mento di probità e la presenza della cupidigia, che è un fenomeno ovunque presente ed attivo. Quanto all'i nfluenza delle istituzioni stret tamente sociali, osser va che essa riguarda i soli delinquenti fort ui ti. Gonclude che certamente le leggi influiscono mol to sulla diverse forme criminose e che il legislatore dovrebbe preoccoparsi continuamente di tale fatto. - Nella terza parte del suu favoro, Garofalo si occu pa de1la r epressione. Qui da,pprima esam ina le varie formole astratte proposte dai vari autori della scuola classica, sul concetto giuridico del delittoj e conclude ch e tutte si fondano sulla responsabilità morale del de· linqucnte, o sulla proporzi one penale. Poi esamina questi due po~slulati: quanto al primo, esso nega il libero arbitrio, nega quella semiresponsabil ità, che è una concessione fatta da alcuni penalisti; criti cti. (sistemi legislati vi suU~influenza dell'ubriache1.za, dell'età e del sesso sul delitto e'vorrebbe a questi sosti t uiti altri principii che deduce dall e osservazioni premesse; quanto alla proporzione della quantità della pena alla quanti tà del delitto, egli nega che la gravità relativa dei deli tti possa determinarsi in modo assoluto, poichè non sono riuscitè in ciò le teoriche degli autori che egli


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cita e combatte. Invece di ricercare una quantità misurata di male da infliggersi ali 'autore di un dato delitto, è da ricercare un freno· adatto alla specialità della sua natura, da ricercare la temibilità del delinquente, la quale è data dall'esame delle condizioni dell'ambiente in cui può presumersi che ~ ii cessi di essere temibile. Qnindi esamina le teoriche sulla qnestione del -tentativo criminoso tanto agitato per la diffi.coltà che si crearono i classici di conciliare l'elemento della Yolontà con quello del fatto e, e suggerisce una teorica informata al principio della· temibilità, che rivela il tentativo. criminoso nel delinquente. Applica lo stesso criterio ad alcune altre teorie giuridiche, quali quelle del mandato, della complicità, della prescrizione della pena; combatte il sistema delle amnistie e della grazia, se usati pei delitti comuni e per altre cause che non siano la riparazione dell'errore. Da questo punto comincia l'enumerazione di una serie di riforme tendenti tutte a pre venire il delitto 13 ispirate a criteri essenzialmente pratici e che non offendono quel principio cli libertà che tanto vantano le scuole antiche, ma che lo spiegano, temperandolo colla necessità sociale di di fendersi. Queste riforme si riferiscono alle questioni più rilevanti del diritto .e della procedura che si riferiscono al sistema penitenziario, alla riparazione del danno, alla organizzazione del giudizio penale nelle sue varie fasi. 6. JOLY ....- NQn parleremo del lavoro Le crime, di Joly, improntato al pH1 puro spiritualismo. Se non che il Joly del Orime . non è più intieramente il Joly della France criininelle. J oly, il quale derideva le armi empiriche della nostra s,cuola, per questo lavoro tuffa l'gli pure le mani nei materiali che offrono· le statisti,;he ufficiali o private, e le inchieste pubbliche o individuali. Il Joly del Grinze che con olimpico disprezzo esclamava: « Que font Lombroso et ses clisciples? ils vont dans les prisons _


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et daus les bagnes !_ynetteva anticipatamente in burla (1) il Joly della France cr1·min~lle, il quale si decide pure a peregrinare nelle carceri e nei bagni in cerca di fatti che appoggino la sua tesi. È vero che egli nelle prigioni si ferma di preferenza nelle cucine, e interroga di preferenza direttori e guardiani, anzichè o~cuparsi direttamente degli individui a cui quelle case sono destinate; ma anche questo gli giova più che lo almanaccare tra le pareti d'uno studiolo, poichè può almeno provare con fatti inùiscutibil i che le condizioni igieniche delle carceri, la qualità del vitto somministrato ai carcerati , i generi di lavoro a cui sono addetti, concorrono a rendere le prigioni non solo non odiose ad una. gran moltitudine d i mal viventi, ma sibbene desiderate come un soggiorno migliore di quello che potrebbero avere in libertà; donde i continui progressi della recidiva (1). Il guaio si è che il più delle volte trae conclusioni affatto opp,oste ai fatti· che produce, e cade in continue flagranti contraddizioni (1). Per .scegliere un esempio fra tanti, egli invoca più volte l'azione moralizzatrice della << pratique e:r:lérieure de la religion » ; piange perchè lJanno tolto dalle scuole l'immagine di Cristo : << una scuola senza re]igione 11011 è che un pericolo di più » ; e nel tempo stesso ci · addita la Normandia, in cui il rispetto alla religione extérienre è diffuso e la criminalità vi è elevatissima; ci riferisce la frase che caratterizza gli abitanti della Lozère : Lozérie11, le .chapelet cl'11ne ma.in et le couteau de l'autre; ci ripor ta questo fa tto avvenuto nell'Ardèche, dipartimento confinante colla Lozère : Due gruppi d'uomini litigavano con calore in un mercato, e già avevano alzato gli uni sugli altri grossi baston i ferrati, quando, ad un tratto, suona l'Angelus; le due parti nemiche abbassano tosto i bastoni, si scoprono il capo, fanno il (1) S1GUEL&, nella Scuola positiva. Loiamoso. - 17.

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Napoli, 1892.


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.segno della croce, raci tano l'Angelus... ma , fi nita la preghiera, afferrano di nuovo i bastoni e la battailia comincia più fiera di prima! E, per fi nire, uota che in Francia Fistruzione religiosa _è .data con maggior cura alle fe mmine. che non ai maschi; tuttavia ... non è punto diminuito il numero delle minorenni colpevoli, anzi , se si verificò una legg:era diminuzione proporzionale nei minori di 16 anni, fu appunto nei minorenni maschi. E dopo tutto ciò non ha un fatto da opporre che giustifichi almeno in parte il. suo asserto (1). Non ci fermiamo a rilevare tutte le altre contraddizion i tra i fatti addotti e le teorie propugnate, chè non la finiremmo pih. Vediamo piut tosto la parte buona del libro. Nel capitolo I, in cui fa sfoggio pii1 di fatti che di parole, dimostra l'aumento continuo della criminalità in Francia. 1~ vero che tale aumen to si veri ficò più nei deli tti che nei cri mini, ma agli ostinati ottimisti, che abbondano tanto anche in casa nostra, risponde che si può ben fare la stessa som ma con un piccolo numero di grosse monete, o con una grande quantità di moneta spicciola. Noi diremo di pit1: se un aumento dei crimini può dinotare una maggiore intensità nei soli criminali , l'aumento dei delitti, che sono per se stessi molto più numerosi, indica che al

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(1) Il delitlo aumen ta in F ra11cia: nel 18,:18 v'erano 237 accusati per 100,000 abitanti ; nel 1888, 512 per 100,000 abitanti. Però il tipo non influisce, la natura nemmeno, pcrchè vi sono miseri e miseri. e i miseri rei son quelli che di vennero tali per lor vita.; la. causa.... è la mancanza di catechismo. I nfatti egli propone il rimedio. « Quand on voud ra que l'école moralisc, il foudrn : que l'école la1quo aide matériellement Ics enfants de. familles chré· ticnnes à s'ini~er à leur religion , qu'elle surplée la famille en cela commc dans le reste; que sa·11s pénétrer da ns le fond des choses, elle Yeille à cc que l'enfant se mette en 6tat de participer au cul te et do faire sa ~remièrc cornmunion ». Si capisce che una scoperta simile abbia rneriia.to i suffragi dell'Accademfa di Franci:i, e nn premio adeguato !!! - E noi spendiamo milioni per Accadaipio che non son superiori ahi ! di molto a quella! tutt'altro!


259 reato prende parte una quantit à maggiore della P?Polazione, che cioè il reato aumenta in estensione e fa maggior · numero di re~ clute, sieno pure meno feroci. Osser va· poi, e giustamente, a: t al proposito, che ogni rialzo annuale che avviene nella cifr~ dei reati si consolida, come dicono i finanzieri, e resta acquisi to. Si direbbe che lo. spirito del male capit-alizza g li orribili guadagni fatti in ciascuna delle sue annate lucrose et que les intérets qu'il

en tire, s'ajoutent dès lors

a'u

revenu annuel de son industrie.

Non fondate dunque sono le scuse che si accampano da coloro i: quali, ammettendo l'aumento dei reati, vogliono attenuarne la portata. Si 'dirà di una banda di birbant i che la Comune, lo sciopero d'Anzin, l a crisi edilizia, ecc., l i ba ·condotti a:l furto . Sì, dice Joly, ma dopo .. . sono rimasti ladri, anzi taluno è divent~to anche assassino di professione!. Esclamazione questa tanto più preziosa in quanto esce dalla penna di chi vuol provare che il delitto è esclusivamente un pi·o dotto dell'ambiente sociale. Si obbietta -però che i l legislatore ha creato nella legge nuove categorie di fatti punibili, ed è vero. Ma il legislatore ha pure tolto ad altri fatti il carattere di reato, e quindi v'ha una certa compensazi?ne. Si afferma ancora che l'aumento dei i·eati è s pesso apparente. Gli è che la polizia è meglio fatta e scopre un numero sem1>re maggiore di fatti che prima sfuggi rnno alla sanzione della legge. ) Se però della vigilanza de'lla polizia possono essere indice 1e cifre degli affari che non ebbero sPgui to perc:hè jgnoti gli autori, vediamo che non c'è di ~he rallegrarcene, poichè la cifra, da 9000 che era nel 1825, salì in questi ultimi ann i a 74098. È vero che in · proporzione è" aumentato il numero dei reati in genere; · ma se si invoc~ l'aumento dei delitii per spiegar~ qliello degli atti rimasti impuni~i, non si può imocare il successo crescente \ . della re'pre~sione · per spiegare · l ·aumento dei reati.


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Se si bada alle singole categorie di reati, si trora cl1e quelli che subirono i maggiori aumenti dal 1825 in poi sono : i furti del 238 OtO, le truffe 323 OtO, gli abusi di confidenza 630 OtO, i reati contro i costami 700 OtO , Si .distinguono sopratutto gli .... stupri e attentati al pudore su fanciulli, che salirono da 83 nel 1825 a 2592 nel 1880. Aumentò pure d'assai il numero dei fal limenti, che da 2000 nel 1840 ascese a 8000, e sopratutto si è aggrarnto il carattere loro, poicbè scema il numero di quelli dichiarati ad istanza del fallito stesso, e scema pure la proporzione dell'attirn di fronte al passivo. Furono pure in contfouo aumento le ribellioni contro i depositari della pubblica autorità e gli olt raggi ai funzionari, e si dice che questo provenga da più ardente passione per l'indipendenza. Nota però opportunamente Joly che i due quinti almeno degli indi ,idni accusati di simili reati, lo sono pure per ubbriachezza ! Nel capitolo Il Joly dà uno sguardo al delitto attraverso ai dipartimenti. Naturalmente le proporzioni dei singoli dipartimenti yariano tra loro di assai; dal 1878 al 1887 la media dei reati fu di 5 17 in complesso. F u sorpassata tale cifra da 25 dipartimenti e 61 restarono al disotto; il limite minimo fu dato da Deu:x-Sènes con 242, il massimo da Bouches-du-Rhòne con 1015. Nota che i 25 dipartimenti più gravati sono quel li che posseggono le grandi città, oppure quell i che si tronno alle frontiere. Esaminando la distribuzione geografica di alcune specie di reati, si sofferma agli attentati contro la vita dei fanci ulli illegittimi; rileva che questo genere di r eato è commesso con maggior frequenza

a-1 sud, e che il suo numero è in rapporto inverso col numero delle nascite illegittime, il che potrebbe destar stupore se non trovasse la sua spiegazione in questo, che piil ci si famigliarizza all'idea di una nascita illegittima' e.di ciò che conduce una fanciulla al disonore, meno si è tentati di sacri fica re il figlio illegittimo; sono gli ambienti sociali che caratterizzal'lo e decidono questa diversità di


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tendenze. Là dove la fanciull a-madre non può adattarsi al suo fallci, si è che l'ambiente è abbastanza morale per fargliene una colpa , senza esserlo stato abbastanza per preservamela, senza esserlo poi per persuadere la rassegnazione ed il riscatto della colpa stessa. Tornando alla distribuzione geografica della criminalità in genere, J oly osserva molto giustamente che una statistica accurata e ·veramente scientifica dovrebbe tener conto della diversità d'aro· biente che si trova in u n medesimo dipartimento e studiare con monografie speciali in ogni singolo dipartimento i focolari di criminalità e i dintorni e i vill aggi che ne vanno immuni. In secondo luogo dimostra la necessità di computare nella criminalità di un dipartimento i reati commessi dai suoi cittadini fuori di esso, e sottrarvi i reati commessi in ~sso dai cittadini nati a1tro,e. Il signor Y ,,ernès ha già tentato nel 1889 un simile computo, e ne risultò che i diparti men li andrebbero divbi in tre categorie: quelli che importano più delinquenti che non. ne esportano; quelli in cui resportazione supera l'importazione ; quelli in cui i due movimenti sono eguali. Non ci sofl'e1·miamo di più a questa nuorn statistica poichè, a sua stessa confessione, le ,cifre non presentano ancora tutte le garanzie di sicurezza e precisione; crediamo però giustificati i desid-eri suoj, desideri che pur troppo non possiamo mutare in speranze fìnchè nella statistica domina l'attuale esagerato accentramento: Nel capitolo III Joly studia l'influenza dell'emigrazione nelle sue varie forme sul delitto: difetta però qui e nel capitolo IV di chiarezza e d'ordine; volendo essere troppo minuzio~amcnte analitico, si rende oscuro. È a notarsi il .fat to che più remigrazione interna ba carattere permanente, tneno d à luogo a reati; il che si ,eri fica eziandio per l'emigrazione degli stranieri, con questo di più cl'Ì'c le cifre più alte di reati sono fornite dagli stranieri cl1e vengono dai paesi ricini , le minori da quelli che ,engono da lontano; così nel 1888 si conta vano 23 condanne per 1000 Spagnuoli, 19 per 1000 Svizzeri,

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18 per 1000 Italiani, 4 per 1000 Belgi, cifre di molto · minori per le altre nazionalità. Qmwto alla recidiva, che egli studia in altro capitolo, trova che essa è in continuo aumento; ,i erano 3,1 recidivi per 100 accusati e prevenuti nel 1856-60; salirono a 54"°0 t0 nel 1887. Gli aumenti maggiori si Yerificarono nei condannati alle pene meno gravi. lnfatti, mentre il numero dei recidivi nei forzati liberati diminuì dal 1851 del 53 O[O, il numero fornito dai liberati dal1a recl11::ione aumentò del 60 OtO, quello dei condannati a più d'un anno di carcere del 95 OtO, quello dei condannati a meno d'un anno del 116 OlO; infine, quello dei condannati a sole pene pecuniarie aumentò del 269 010. Osservasi a tal proposito nel Compie del 1883 che, se la recidirn è meno frequente nei liberati dalla reclusione e da una lunga detenzione, ciò si deve, più che all'azione rigeneratrice (?) d'un lungo soggiorno in carcere, al fatto che le loro condanne sono moti,ate da reati contro le lJersone, infrazioni che, se indicano spesso un uomo c~lleri co e violentn, non implicano sempre una grande perversità d'animo. Quanto alla distinzione tra recidiva ~peci fica e recidiva generica, non si banno dati importanti; nel 1860 si calcolò che 2[5 dei recidiYi a,·evano esordito con infrazi one della stessa natnra di quelle che motivarono la nuoya condanna. Simile ricerca 1ierò non ebbe seguito. Joly dimostra che i recidivi ricercano di preferenza i grandi centri e loro dintorni. Nelle 24 città cbe hanno più di 30,000 abitanti si conta l recidi ro per 207 abitanti ; nelle città di popola7,ione inferiore non se ne trova che 1 per 712 abitanti. Nè l "i:;truzione act1uistata in carcere, nè il peculio guadagnato nel laboratorio comune o nella cella e riservato pel giorno della liberaz:one, salvano il delinqucnle dalla, rccidira. È un fatto constatato concordemente da tutti i Gomptes pubblicati:;i dal 1836 in poi. Nel 1882, gli 8t10 dei recidivi erano imputati di mendicità, vagabondaggio o contravvenzione alla sorveglianza, e nondimeno molti


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di essi avevano r icevut o al lorò uréirè dal la png1one una somma abbastanza forte per dar loro agio di ce1''c arsi lavoro. Nel 1862: solo il 14 OtO ebbe più di 10 0 ·franchi nel giorno del la liberai ion~; nel 1882 furono il 31 010. La si tuai ione finanzia ria dei l iberati è dunque migliorata, ma l'aumento della recid iva non è punto rallentato. Anche JoJy s'associa a noi nel dimostrare la dirnstrosa influenza del sistema penitenziario attuale s qlla recidiva. In alt ri capitol i, egli esamina l'i nfluenza sul reato dell'età,· delle condizioni di fami glia, della m iseria, delle professioni, eéc.; ma qui campeggia la metafisica, e i pochi fatti citati non ci apprendono nulla di nuovo. Da essi constatiamo soltanto che egli è pienamente d'accordo con noi nel dimostrare l'aumento della precocità nei del inquenti, la scarsa i nflu enza della miseria sul delitto e l' azione perniciosa del l'alcoolismo e dell' nbbriacbezza.

7. In. - J ol y, volendo parlare della l otta contro il delitto (Le combat contre le crime, Paris, 1892) , ba compreso che questa· fotta non si sostiene colle sole. leg&i repressi ve - ultima mtio ~ cni per necessità. si deve ricorrere - ma bensì con riforme e provvedimenti preventivi che curino il male alla radice e lo soffochino in germe, anz.ii;;hè aspettare ad ucciderlo quando è già grande e ha già prodotto dei danni. . Perciò, ·prima di occ11parsi) dei delinquenti, _egli si occupa dei bambini: Questi poveri esser i, che n~scono n ella Yergogna, non conoscendo nè padre nè madre, o q uelli ancor più infelici che vengono abbandonati o maltrattati dai genitori, non costit uiscono forse il grande e pericoloso eserci to dei futur i vagabondi, dei futuri mendicanti, dei / nturi delinquenti? Non è a questi candidati della prigione che bisogna sopratutto pensare? Ecco il problema ~i1e si pone il . J oly, e che svolg e da par suo .

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Egli critica giustamente i ricoveri per l'infanzia abbandonata, ove l'agglomero è causa di depravazione, e ove i fanciulli non possono essere preparati ad entrare nella vita sociale, perchè le loro tendenze intellettuali e morali vengono ottuse da uno dei due sistemi (opposti, ma. egualmente il.tali) che in quei ricoveri dominano; il sistema militare, dalla disciplina stupidamente ferrea e livellatrice, e il sistema pretesco, nel quale la religione è ipo· crisia gesuitica. Il Joly loda invece e raccomanda l'istituzione dell' Assistenzg; pubblica, .che va facendo in Francia ottima prova, e die consiste nell'affidare singolarmente alle famiglie (per lo più di contadini) il fanciullo abbandonato. Questo si affeziona a poco a poco ai suoi parenti adotti vi, porta ad essi i suoi primi guadagni, e, generalmente non lascia più la. casa che lo ha raccolto, il paese in cui ha trovato - }Jer sua granae fortuna - affetti ed amici. Il bambino ill egittimo o derelitto, che sarebbe divenuto uno spo· stato e forse peggio, si trova così in un ambiente sano, stabile, sicuro, che lo indirizza al bene. Nel dipartimento del Gard, su 250 fanciulli di oltre 1 O anni affidati alle famiglie, 3 soli meritarono d'esser messi in una casa di correzione; e a P arigi, su 11,000 fan ci uIli inviati con l'identico sistema nelle campagne, solo 9 1 maschi e 53 femmine dovettero es~ere ricoverati in uno stabilimento penitenziario. Certo, per quanto siano ottimi i frutti di questa istituzione, resteranno sempre dei fanciulli refrattari a qualunque cura fisica e morale. Questi residui, o. - come d!irebbe con una frase piì1 energica il Tarde - questi escrementi sociali, non si potranno confidare alle famiglie, poicbè, evidentemente, ninno li vorrebbe con sè. Bisognerà quindi inviarli in uno stabilimento speciale. ì\fa quale? 11 Joly crede che il tipo più perfetto di questi stabilimenti si~ per ora la colonia di Mettray (già. troppo nota perchè occorra dire' in qual modo essa è organizzata), ma soggiunge che « la


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» réforme des enfants dangereux est si difficile, les in.fiuences qui » ont compromis èes enfants sont si nombreuses et si diversest

qu'il est impossible de se cantonner dans un système exclusif » . Una sola cosa è certamente dannosa per i fanciulli, la prigione; ed egli vide alla P etite Roquette dei bambini di sei ann·i ! e seri ve con ragione delle pagine di fuoco contro la legge francese, la quale, non fissando alcun limite minimo d'età per la responsabilità penale;. permette ed autorizza simili infamie.

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8. SOCIOLOGIA. CRIMINALE. - Nell'opera magistrale la Sociologia criminale, ch'è la 3a edizione qei Nuovi l'rizzonti, Ferri detta la sintesi e fa le prime applicazioni giuridiche dell'ant ropologia cri minale, ed espone la nota classificazione dei criminali, oramai accettata da tutti gli antropologi e dai sociologi ; studia e difende il tipo criminale contro le povere ciancie dei partigiani del bouillon , che lo negano perchè non lo capiscono; fa uno studio critico dei risultati a cui è giunta la statistica criminale, e riassume le osservazioni da lui fatte - e già pubblicate nel 1880 special mente sulle statistiche francesi, dopo il 1826, ancora prima che se ne avessero i qnadl'i riassuntivi ufficiali. Il Ferri ne trae la legge della satii!·azione criminale, vale a dire che il numero dei reati e d~i delitti in ciascun paese è determinato dalle condizion i dell'ambiente fisico e sociale e dalle disposizioni bio-psicbiche degli individui; si deve trarne come conseguenza, c11e l'efficacia delle pene è molto limitata, eÌ che ad esse conviene· opporre il sistema di quelli ch'egli chiama « sostitut ivi penali », ossia dei mezzi preventivi dei reati, 1;1ezzi che egli espone dettagliatamente. Quanto alla teoria JPOSitiva della respom:abilità, rispondendo al problema : « Come possa punirsi un uomo per delitti di cui non è moralment e responsabile » , egli sviluppa, primo in Italia, con r-igore scientifico )a dottrina della difesa sociale, mettendola in rapporto coi fattor i ·an~·opologici, fisici e sociali del delitto, e con-

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elude che l'uomo è responsabile soltanto percbè vi.e in società, e in quanto ne è uno degli elementi. Quindi il ]'erri espone i mezzi pratici di difesa sociale applicabili a ciascuna categori a di delinquenti, cominciando dalla procedura, nella quale propone molte riforme radicali, e venendo al sistema ?epressivo, protesta contro il sistem a cellulare, che egli crede anliumano, troppo costoso e affatto impari al bisogno. La conclusione dell 'opera è che il diritto criminale e penale deve trasformarsi in una scienza sociale concreta, mentre ora è soltanto giuridica cd astratta. 9. L A DIFESA SOCIALE. - Van Hamel, Rettore dell'Università di .Amsterdam, tenne l'anno scorso, nell'annirersario della sua fondazione, un di~corso sulle condizioni attuali delle scienze penali . Dopo aver conslatato l'esistenza d' « un movimento su tutta la linea» verso il metodo positivo, nello studio della delinquenza, o la necessità di non allontanarci da esso, egli mostra che non esistono differenze sostanziali tra la scuola italiana e la frances e, salvochè nella prima prevale ir carattere antropologico, ne1la seconda il sociologico, senza che nè l'una nè l'altra disconoscano il valore di entrambi gli elementi ;; egli trova necessario, poi, che l'esame medico dei detenuti nelle prigioni sia assiduo e di-retto da un'aulori tà scientifica. Trattando del metodo per l'esame delle cause soci ali del delitto, dimostra il grande valore delle ricerche statistiche spe· cial i; se queste fossero più numerose, minerebbero, o certamente indebolirebbero l'opinione molto diffusa che la povertà abbia una grande e funesta influenza sul delitto, e che l'istruzione primaria lo combatta efncacemeote. 1'ra le misure di riforma penale egli raccomanda sopratutto: che la riparazione dei danni materiali, ossia l'azione cirile, abbia una parte imporlante tra i mezzi repressivi; cho l'infanzia colperole sia trattata in modo meno dotI


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trinario; che la condanna sia condizionale, e che ai recidivi, ai delinquenti d'abitudine, incorreggibili, si applichino pene indeterminate. Lo scopo della pena è la difesa sociale e non la vana dottrina della soddisfazione d'un diri tto offeso dal reo.

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CAPI'rOLO XII.~ Appl icazione dello studio del tipo criminale alla teoria delle rivoluzioni ed alle perizie mediche.

Una délle applicazioni più curiose e forse più pratiche dell'antropologia criminale è quella che deriva dallo studio della fisionomia del criminal e politico. Essa forni sce infatti allo studio del delitto politico le basi che sembravano finora sottrarsi a tutte le ricerche, a tutti gli sforzi dei giuristi; ci dà modo di trornr la differenza tra la vera riYoluzione, sempre utile e feconda, e la ribellione e la rivolta, che son sempre sterili e dannose (1). È un fatto ormai stabilito, e di cui ho dato le prove in questo lavoro, che i rivoluzionari, cioè gli iniziatori delle grandi rivol uluzioni scientifiche o politiche che prorocano un vero progresso nell'umanittt, sono quasi tutti dei geni i o dei santi e banno tutti un a fisionomia media, lealmente armoniosa: basta, per conrincersene, ricordare le nobili fisionomie di Paoli, Fabri'l.i , Dandolo, ì\foro, Mazzini, Garibaldi, Gambetta, Marx, Lassalle, dei nichilisti e dei martiri cristiani. In generalo, questi uomini hanno una fronte larga, una barba abbondante, un occhio molto dolce e grande : qualche rolta si trova fra loro la mascella molto sviluppat11, mai però ipertrofica ; qualche rnlta anche il pallore del riso (:\fazzini, Bruto, Cassio), ma quasi mai questi caratteri si trovano insieme nello stesso soggetto tanto da formare quello che io chiamo un tipo criminale. I . Trrir

DI ANARCHrcr. -

(1) LoMllROSO e LAscm, Delitto politico, ecc., Torino, Bocca, 1891. - Yedi LoMBRoso, Les applications de l'anthropologie criminelle, Paris, Alcan, 1892.


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Da uno studio, anzi, che io ho fatto su 320 dei nostri rivoluzionari Italiani, quasi tutti maschi (vi eran 27 donne su 100 uomini), la proporzione del t ipo criminale è stata del 0,57 O[O, cioè molto meno che non fra i normali, dove essa è del 2 O[O, Su 30 nichiJistì russi, 18 banno una fisionomia bellissima, dodici presentano qualche anomalia isolata, 2 soli hanno il tipo cri,minale, vale a dire il 6, 7 O[O. Ebbene, se dai' martiri d'una grande idea politica o religiosa noi passiamo ai regieidi, ai presidenticidi, come Fieschi, Guiteau, ai fautori della carneficina del 1793, come Carrier, J'onrdan, l\farat, noi t roviamo in tutti o quasi tutti il t ipo criminale. E il tipo si ripete, ma con meno frequenza, fra i comunardi ,e.. gli anarchici. Su 43 fotografie di anarchici di Chicago favoritemi dal dottor Carus, ho trovato l'enorme proporzione del 40 OrO di tipi criminali. Negli anarchici anestati il 1° maggio a Torino, trovai questo tipo nel 34 010, mentre nei rei comuni lo trovo nel 43 010. Questo esame sugli anarchici di Chicago- è confermato da quanto si sa di Ravachol. 2. RA v .A.CBOL. - Ciò che ci colpisce a prima vista nella sua fisionomia è la brutalità. La faccia, che presenta un'asimmetria marcatissiçna, si distingue per un'enorme stenocrotafia e per la esagerazione degli archi sopraciliari, pel naso deviato molto verso

destra, ~e. orecchie ad anya e collocate ~d alt~zze differenti, ed infine per la mascella in feri ore enorme, quadrata e sporgente, che completa in questa testa i caratteri tipici del mio delinquentenato. Bisogna aggiungervi un difetto di pronunzia che si considera come un frequente segno di degenerazione. Quanto alla sua psicologia. essa r isponde in tutti i punti alle . lesioni anatomiche. \ Allievo delle scùole ·elementari sino all'età di 15 anni, ne esce


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press'a poco analfabeta, ed inadatto a pràticare i diversi mestieri per i quali .l 'avevano impegnato . .· .Egli impoltronisce, ruba e fabbrica monete' false, dissotterra un cadavere per spogliarlo· dei suoi g~ielli, quindi uccide un vecchio eremita di novant'anni per impadronirsi del suo denaro. È verso quest'epoca ugualmente ch'egli volle uccidere sua madre ed abusare di sua sorella.

Fw. 39.. -

Ravachol.

L'eredità morbosa non gli manca; il suo nonno (Konigstein) ed il suo bisnonno sono morti sul patibolo colpevoli d'incendi e di brigantaggi. Simon, suo complice, non ha un passato così terribile, ma egli è ancora molto giorane, e tutta la sua fisionomia · ricorda il ti.po criminale; egli ha le orecchie ad ansa, l'asimmetria del viso ed il prognatismo.


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3 . P1x1. - Un altro esempio recente ci è fornito da Pini. Pini, d'anni 3 7, ullQ dei capi degli anarchici di Parigi, fratello di un a pazza, appare dalla fotografia (V. fig . 40) con .poca barba, con fronte sfuggente, enormi ar1;hi sopraccigliari, mascelle enormi, orecchie hmghissime.

Fig. 40. -

P ini.

Egl i, non solo si vantava anarchico, ma d ichiararn > rer com mes3i i furti (per più di 300,000 lire) per vendicare gli oppressi contro i ricchi, cont ro la borghesia , e chiamava quei furti una espropriazione.. legittima cZegli espropriali, ed avern un nucl eo di veri ammi-ratori; egli, i n complicit à col Parmigia_ni , tentò un assassinio politico suU_'auarchico Ceretti per sospetto di delazione dei suoi furLi che metternno orrore agli anarchici veramente onesti ;

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o sull'onesto Prampolini, che è una delle poche nostre grandi figure politiche, e che, per giunta, l'aveva beneficato più volte, e .ciò solo per vendicarsi di una polemica teorica sull'anarchismo. \,;,

4. APPLICAZIONE ALLE PERIZIE PSICHIATRICHE. - Comunemente si crede che l'antropologia criminale non abbia in mira che degli alti -0rizzonti scientifici, le applicazioni alla correzione dei codici penali e ci vili, ed alla spiegazione di quel fenomeno che destava raccapriccio ed insieme spesso stupore; ma che non si spiegava quasi mai - il delitto. Ma i medici legali~. i penalisti pratici che, sentendo viva, come ben diceva il l\fajno, la modernità, si sono impadroniti di questa nuova scien_za, hanno potuto accorgersi che prezioso strumento essa sia, nelle applicazioni pratiche, giudiziarie: per provare, per es., se e quale \parte abbia preso un reo nel delitto, quali fra alcuni complici e alcuni indiziati sia il vero reo od il reo principale, ecc., ecc.; tutte nozioni che si appoggiavano spesso ad iµdizi fragili, come le propalazioni fatte in carcere, le povere indi· -cazioni dei sindaci, l'incerto o quasi vuoto casellario giudiziario, ecc. Ed è così che una metà dei processi va a male e che molti innocenti son colpiti e molte colpe restano impunite. - Quanto in questi easi possa giovare l'antropologia criminale lo mostrarono alcuni recenti processi in cui essa fece capolino per quanto timidamente. È noto che mediante l'abilità del Bianchi, il Palmeggiano, accusato di ferite contro il Conti, risultò innocente e l'accusa del Conti una calunnia: qui stigmati isteriche, i grandi accessi ipnotici, l'abuso delle letture che è così speciale agli isterici, furono la guida psichiatrica ed antropologica che condusse il Bianchi all'inaspettato risultato. Viceversa abbiamo veduto che i caratteri <lel tipo criminale, gli antecedenti criminali ed isterici, mostrarono chiaramente al Ceneri eome le accuse della Zerbini contro il Pallotti fossero complete ca· lunnie, e come essa sola fosse l'autrice dell'assassinio Cartelli, e


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così venne liberato un innocente e punito od a1meno tentato di punire una colpevole. Vediamo ora con altri casi pratici fino a qual punto si possano trovare delle applicazioni analoghe. 5. DELJ'fTI RIVELATI IlALL' IDROSFIGMOGRAFO, Sll\IULAZIONE RIVELATA. DA.LL1 ANTROPOLOGIA CRmINALE. - I. Bersone Pietro' notissimo ladro, era stato arrestato per sospetto di un audacissimo furto di 20.000 lire, a danno del signor Della Casa, in ferrovia, col metodo del manicotto. In carcere si finse a1ienato pretendendo essere avvelenato. Intanto si ebbero prove di molti altri furti., essenclosi in una perquisizione trovata una quantità di :portafogli e passaporti, per es., di certo Torelli Rodino. Bersone, d'anni 37, alto m. 1,80, pesante kg. 77, presenta larga capacità cranica. 1589; circonferenza 565; curva longitudinale e trasversale 360 e 320"; diametro longitudinale 194 e traversale 150; indice cefalico 77; fronte vasta, 200 di larghezza e 60 d'altezza; diametro della mandibola 112, del zigoma 133. Fisonomia fiera, con capelli brizzolati, mandibola voluminosa; toraèe ampio; muscoli ben nutriti; forza notevole col dinamometro, kg. 55 a destra e 40 kg. a sinistra; temperatura normale, 37.0, e che solo nei giorni 18, 20, 21 e 24 si elevò a 37.7 e 37.4, ed un solo gforno (16) a 38'\. _ . 11 tatto è di poco più ottuso del normale, 2-3 a destra, 2-1 a si-: nistra, lingua 1,9, fronte 25,0. Quanto alla sensibilità gen~rale coll'algòmetro elettrico, mentre un uomo sano offriva 84 al dorso della mano ed 88 al palmo, egli offriva 80 e 87 a destra e 79 e 90 a sinistra, 112 alla lingua, 121 alla fronte. Quanto al dolor_~, ~entre un uomo sano dava 61 e 24, egli diede 'al dorso della mano destra 48, a sinistra 40 , ed al palmo 24 a destra •

e 33 a sinistra. LOMBROSO, -

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. Lo studio coll 'idrosfigmografo, strumento col quale si mettono in evidenza i tracciati del polso e le modifìcazioni di volume degli_ arti, sotto l'influenza di una emozione, e che .qui ndi esprime in mil limetri la reazione emoti va e psichica, ·{pi confermò nell'osservazione della grande insensibilità al dolore che non muta mai la linea sfigmica. Altrettanto accadeva quando si parlava a lni di veleni , poìchè in nulla e.ra mai mutata la l inea sfìgmografica, e così dicasi quando gli si parlò del furto col manicotto in ferrovia Della Casa e di Rodino. Iiwece si ayeva una enorme modi ficazione sfigmica (abbassamento di 14 mill.) quando gli si parlava di un certo furto Torelli, di cui venni a cognizione. In carcere fino dai primi giorni si mostrò di una esagerata circospezione, mascherata da una .grande e probabilmente affettata violenza. Rifiutò di farsi fotografare, rifiutò di parlare, rifiutò gli alimenti , ma nel medesimo tempo mi chiamò è mi fece avvertito che egli li aveva rifiutati perchè creè.eva vi fosse del Vt;)leno mandato dai suoi nemici e dalla sua amante. E quandd io messo da ciò sull'avviso di una po:.;sibile simulazione, gli dissi che egli simulava e che non gli avrei creduto, montò in furore e disse che voleva essere visitato da altri medici. Continuò a rifiutare, un giorno sì e I uno no, iì cibo, ma un giorno o clue dopo il rifiuto, mangiò sino a riportarne indigestione. E quando io gli feci dire in confidenzft che si trattava di metterlo all'acqua pura, restò assai colpito e dolente; passò due notti insonni e griclan.do, ma il giorno succer.sivo dormì a sazietà. ed alla mattina susseguente si diede premura di dirmi che non aveya dormito. Al 18 marzo parve preso. cla un accesso di fm~o re : mentre era condotto al passeggio, sali sulla cinta cli questo e si mise ad urlare agli operai che lo libera::;sero perchè lo avvelenavano, minacciando .con pietre gua1·dìe e compagni. Però la temperatura non era aumentata che a 37,6; le urine che


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nell'accesso maniaco per solito diminuiscono molto di volume e appaiono piit colorate e più pesanti, presentarnno il solito volume e scarso peso specifico (102:::,), e n essuna variazione di colore di quanto aveva prima ; ricondotto in cella. mangiò subito; ragionò con· me, quel giorno e quello dopo, con molta accortezza, delle sue condizioni di fronte alla giustizja. << La pena in contumacia egli non era più obbligato a scontarla, al pili gli avrebbero trornto un borseggio e che nemmeno quello potevano provare », mescolando tutto ciò colle solite tirate ai veleni, ai nemici, soggiungendo cé che era condannato a mor te, e chiedendo se quello era il giorno del supplizio! » . Scrisse lettere al Giudice, al Procuratore del Re, ma la calligrafia, l'ortografia, e il contenuto. stesso non hanno il carattere speciale al monomaniaco od al maniaco, non carattere in stampatello, non grafe special i, nè confusione di lettere. Ed io fui s~upito della docilità. con cui dopo ciò si prestò agli esami fisi ci che potevano essere creduti atti di tortura nel concetto di qualunquè delir.a.ntc persecutorio. Passato ad una delle sezioni dell'!nfermeria, continuò a dire di essere condannato, m:1 con poca insisten1.a e durante la notte tormentò i compagni per poche ore. Tutto passò come per incanto il giorno dopo che vennero per riconoscerlo due presunti suoi derubati che lo ispe1.ionarono clall'nsciolino, senz~. riconoscerlo pcl loro derubante. Ecl egli lo seppe subito per quella complicità che aleggia per tutto nel carcere anche, ed anzi più nel cellulare, ~me dimostrai nei P alimsesti del carcere. D"allora in poi si tranqtiillò completamente, anzi si aperse con me e coi compagni in rnnterie del delitto: disse che a Savona derubò un forestiero dì 3000 lire, e come se li godette audando ad AnYersa, dove poco potè lavorare essendo gli abitanti chiusi da paletofs; e dichiarò che adoperò il•passaporto rnbato coi denari al 'forelli per non essere inquietato dalla questura. ~iù tarc.li ripullularono, e senia una ragione chiara, le parvenze del del irio di perse'Cuzi oue ; ogni tanto afferrava il compagno <li cella

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dicendogli che era uua spia e che voleva avvelenarlo: ri fiutava il cibo portatogli dall'amante come avvelenato, e mangiava quello del carcere. Si agitava la notte su e giù per la camera rier cacciare gli spiriti: sentiva voci di nemici . Tutto ci.è> scomparve ancora di nuovo, il g iorno in cui venne messo in libertà e rise delle proprie pazzie. Mi è, poi, noto che arrestato una second,a volta, evase dalla Questura con grandissima astuzia. Alcuni detenuti già colleghi o complici suoi, affermano che più volte venne preso da delirii persecutori , speci e dopo qualche libazione. A Chiav:enna, p. es., si mise a gridare all'improvviso che · l'oste l'aveva avvelenato, sicchè do- · vettero accorrere i carabinieri. E qui , in T orino, sovente, ment re si trovava all'osteria cogli amici, senza motivo apparente, inveiva d'un tratto cont ro i compagni, trattandoli d i spie, di avvelenatori, rovesciando b icchieri e tavole, ecc., sic~hè g li amici se la svignava.no prudentemente . Però anche in _questo delirio seppe sempre nascondere i corpi del reato e preparare nuovi delitti. Dei suoi parenti sappiamo che il padre ed un cugino paterno si sono suicidati; un altro cugino è pazzo ; ed uno fu condannato per fnrto. Un suo fratello è bravo ed onesto.

- - - - - - In base a tutto ciò concl usi: che si trattava di un vero abituale delinquente che aveva un grande interesse a nascondere la propria identi tà, che, perciò ricorse, in parte, alla violenza. (a quella che era comportabile colle discipline carcerarie) ed in parte alla simulazione, senza però escludere una possibile ricorrenza di un vero delirio persecutorio provocato dall'isolamento e dall'alcoolismo, in una tempra predispostavi. Ei però certo simulò la monomania di persecuzione e l a mania acuta. Quanto alla prima i caratteri del tatto e della sensibilità dolorifica così vicina 3:l normale già ci met tono in avver tenza essere in gran parte simulata; ma più ' lo confermano la sua scomparsa troppo r apida, mentre essa ha una forma tenace, e, infine, la nes-

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suna reazione data dallo s6gmografo quando gli si parlava di veleno, la nessuna resistenza fatta agli esami fisici, e poi la stessa inquietudine esagerata ed affettata, quando ne mancavano i motivi. Quelli che delirano di essere avvelenati, assumono in genere, un'attitudine passiva, non mangiano, sì, ma non lo fanno sapere; arrivano all'astinenza fino a morire tabifici, mentre egli si asteneva un giorno per mangiar doppiamente l'indomani: dormono poco di notte, mentre egli dormiva poco alcune notti, per poi dormir doppiamente le notti susseguenti . P erò questa simulazione, come accade spesso negli epilettici,. partiva da un fondo vero - da un residuo ogni t.anto ripullulante dei delirii persecutori - per .cui, diremo in una parola, copiava se stesso. Quanto all'esacerbazione maniaca essa fn probabilmente provocata dal1a dimora in cella che sì spesso la cagiona. Ad ogni modo non ne..rest ò più traccia appena fu messo alla Sezione Infermeria: - ed è notevole il fatto che ogni traccia della mania scomparve dopo che seppe del non riconoscimento, che· egli certo venne a conoscere per quegli ignoti tramiti che .serpeggiano nelle carceri cellulari. Quello che però fu curioso e nuovo, fu il risultato dell'esame sfigmografico, che rivelò nettamente che egli non aveva un grande interesse nell'accusa del furto del Della Casa mentre il contrario doveva essere per il furt°'{'orelli, inquantochè nes~una reazione sfigmica avvenne parlandogli del primo (1 ), mentre avvenne parlan· dogli del secondo. Quanto alle proprie confessioni del delitto, è una cosa naturale cbe sieno avvenute, percbè es8endo in compagnia di uomini della stessa risma, subentrava alla prudenza ed alla taciturnit~ inspirata

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(1) Il giudice cav. Sani confermò poi c.ompletamente e da nuove informazioni ufficiali questa conclusione fondata su indagini scientifiche.

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-dalla cella, la vanità del delitto così frequen te tra costoro e ravvi·vata dalla compagnia. Si tratta, dunque, di un criminale -

che simul ava una malattia

a cui andò qualche volta soggett-o, che ripu\lula ogni tratto e che copia, diremo, in se stesso, all'occasione per proprio vantaggio, senza che escluda un'abilità grandissima nel delitto di cui ha rabitudine. TI. Gall... Maria, d'anni 66, di Lucera, veniva trorata morta nel 19 giugno 1886, in istato di putrefazione avanzata,, coperto il capo dalla piega di un lenzuolo, col corpo parte boccone, parte sul lato destro; col braccio destro sottoposto al tronco, il sinisti-o allungato, la faccia addossata al materasso, le narici sanguinanti, schiacciate e rivoltate· a sinistra e rotte internamente, con un'escoriazione alla parte sinist rm del collo, di forma ellittica, diretta dal di dietro all'a,·anti e non da sotto in su, coperta da una crosticina di sangue, ma senza ecchimosi. S i sospettarono i due figliastri i\L ... e F ..... , malfamati, che erano stati veduti gironzare in quel giorno, e avevano interesse alla sua morte, percbè essa stava per fare un vitalizio che li diseredava. All'autopsia, eseguita il giorno 20, si scoprirono internamente tutti i cara_tteri della putrefazione avan~ata e dell'asfissia; fluidità del sangue, chiazze emorragiche alla pleura costale, all'arteria polmonale e alla mucosa bronchiale e tracheale, che è di colore rosso vivo; ricchezza di liquido spumoso e sanguinolento nei piccoli e grossi bronchi; iperemia n ei viscer i addominali e più nei polmoni; vuoto il cuote. Aperto l'esofago ne1la parte superiore, si rinvenne un ascaride wrnbricoide, lnngo 20 centim&tri, che coll'estremità cefalica era appoggiato sull'apertura della glottide. Due periti , Resi e Raffa, dichiararono trattarsi di asfissia prodotta da m ano violenta per occlusione delle vie aeree, per essersi


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mantenuta la rittima, par qualche tempo, colla faccia sopra un corpo molle, cuscino, ecc., in modo da impedire l'entrata dell'aria; non trovando contraddizioni a ciò dalla scoperta dell'ascaride, in quanto cbe l'ascaride poteva essere ricacciata da un colpo di tosse, non essendo esso penetrato che superficialmente nelle Yi.e aeree e per gran parte del suo corpo restando nell'esofago. Ora la to::.se dove.a manifestarsi anche prima per lo stimolo, pel moto riflesso cl1e un corpo estraneo produce quando è nel dominio del laringeo superiore ; essi corroborarono il gindizio sulla mancanza di erosione nella mucosa stessa; e perchè i ,ermi non producono soffoçazione cbe quando penetrano nella laringe o trachea, raggomitolati in modo da formare un turacciolo, e perchè l'atteggiamento della donna non era punto quello di chi, sentendosi mancare il respiro, cerchi l'aria. ma piuttosto di chi, per divincolarsi da strette violenti, cerchi dei punti d'appogg io sul materasso, con le g inocchia, cioè, colle mani, e facendo passare il braccio destro al disotto del corpo e dall'altro lato, ma fu emesso dalla , iolenza o dalla morte. Il verme, secondo i periti, uscì dall · esofago pei movimenti antiperistaltici dello stomaco ed in seguito alla tur bata innervazione del vago, effetto della narcosi carbonica. Il . De Ct:ecchio, chiamato a nuova perizia in proposito, ammise l'asfissia, ma non volle escludere che ne potesse essere causa l' elminto, non sapendosi co\a facesse prima dell'a9topsia !! Egli suppose possibile, che avendo questo provocato una rapida asfissia, la . donna non fosse in t~mpo di espellei-lo con la tosse. Spiegava poi l'atteggiamento della vi ttima per uno sforzo non riuscito per liberarsi dalla soffocazione. In ciò s'appoggiava alle mancanze di dati chiari sull'escoriazione del. collo e aggiungeva cbe il lenzuolo arrovesciato sul volto poteva esservi stato n,esso da un intrigante, o malevolo, dopo la sua morte, per incolpar e i figliastri, essendosi trovata la camera

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della m orta colla porta aperta; si lagna perchè non si siano aperte le narici per vedere se fossero rotte : dice che il rivoltamento della narice e lo schiacciamento, poteva avvenire per effetto dell'irrigidimento cadaverico che conservò l'ultima posa ass,mta nel momento di morire. li De Orecchio continuava a persistere in queste sue conclusioni , anche dopo che il Resi dichiarò, con una seconda perizia, essersi trovate nell'uccisa rotte le narici e non solo schiacciate;

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pretendendo non essere fatto sicu ro che la rottura della cartilagine fosse anenuta in vita (mancando le note sulle ecchimosi), non avvertendo che era già stato notato che il sangue ne fluiva già all'esame esterno. Chiamato, io, dai giudici ad una sopraperizia, non potei a meno di osservare : che in tutti i casi, o quasi, delle autopsie medicolegali, si può trovare una omissfone od una dimenticanza che può far nascere sulle prime dei d ubbi, s pecie se si vuol stare sulle generali e cercare il pelo nelruovo, ma i dubbi cessano quando si t enga· fitto l'occhio al caso speciale, alla somma degli indizi che formando, diremo, leg ione, tolgono ogn i ragione di dubitanza. I morti per asfissia da lombr ici e rano bimbi o dementi, e presentarono sempre lunga reazione che qui mancò. Sentiamo dal testimone C.... che la notte del 17 si sentirono delle grida soffocate e dei colpi nella direzione della camera della nttima . Si trntta che la donna non aveva alcun nemico, meno i figliastri, i quali erano interessati a1la sua morte, e dai quali espresse il timore di essere colpita. Si tratta che uno in ispecie di questi, il M., era antropologicamente e giuridicamente indiziato di crimine, era già stato condannato per porto· di arma, aveva spogliato la vittima, appena morì il padre, di molte sostanze, l'aveva tr uffata d'una fortissima somma a proposito dell'eredità, e la Gall ..., nel giorno in cui fu uccisa, stava per adire il tribunalé onde farsi renclere giustizia : e si lagnava della loro condotta


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e delle loro minacce; e la sera del 19 fu veduto il 11... entrar e dalla vittima, i testimoni sentirono che nella notte del 19 i due figliastri uscivano dalla casa, ed uno di essi avendo lasciata la porta. dell'orto aperta, venne avvertito dal fratello di richiuderla per ragioni abbastanza chiare, cioè per far ri tardar la scoperta del delitto e pare che questo stesso M ... , passati alcuni giorni, fosse andato egli ad aprire 1a porta nel venerdì del 19, pure non volendo che ciò venisse saputo. Ed egli, il 1,1[.•• , ch'era lascivo e cupido, avendo messo le mani addosso ad una ragazza, questa lo rimproverò di volerla strozzare come aveva fatto con la Gall..., ed egli allibì e raccomandò che non lo ripetesse, e secondo. un altro ebbe a dire persino: S~ l'ho fatto, ma nessuno m9ia visto. Ed egli, il l\L., oppose che, a proposito di eredità, ebbe a minacciare della scure il fi-atello. E, cosa importantissima, facendo in quei giorni un contratto, mise fra le clausole di scioglimen to del contratto il poter andare · in carcere. E fu accusato dal fratello F ... che, essendo meno eriminale, è meno proclive di lui alla completa negativa. E qui servira mirabilmente l'antropologia criminale per sapere quale dei due fratelli fosse il più colpevole, anzi, il colpevole. M ..... , cqe ha un passato così triste, ha il piì1 completo tipo criminale, mandibole enormi, seni frontali e zigomi sviluppatissimi, labbro superiore assottigliato, incisivi enormi e maggiore il destro del sinistro, testa voluminosa con capa?ità media, 1620 cc., tatto ottuso, 40 a dijstra, e 2,0 a sinistra; dunque mancinismo sensorio, più mancinismo motorio: tutti fenomeni che manca.ano (meno i seni frontali e gli zigomi voluminosi) nel fratello F ... - Dunque egli era il più sospettabile come autore principale del delitto. Perchè volerci fondare su qualche errore di dettaglio che può ben offrire un appiglio a qualche cicaleccio, ma che viene completamente smentito ùa una massa di fatti che sovrabbondano nel


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·dimostrare il maleficio e che s'ionest-ano così sal damente fra l oro fda comporre, coine i lapilli nelle mani di un mosaicista, un quadro (completo e preciso? . ;,.

6. L ADRO ED ASS1SSINO IGKOTO. - Il ricco fattore s ... , t ornando ~---· · dal mercato colla somma di L. 2000, era stato avvicinato da uno · sconosciuto clie dichiarò volersi impiegare come bracciante, e che gli chiese di salire sul suo carretto. Ciò ottenuto, non si dipartì più cla lui: malgrado deviasse dalla sua strada ; cenarono insieme, e verso t sera l o sconosciuto fn visto accompagnarlo su uno stradale, dove ' l'infelice fu trovato cadavere la notte seguente còn segni di st rangolamento e col crani o sfracellato da grosse pietre e la borsa vuota. Quat tro testimoni segnala vano la fisonomia di quell'uomo come · sospetta e sinistra (1), e di cbiar~vano che s'erano mernvigliati · di vedere un galantuomo come quel fat tore accompagnato da un ceffo · così sinistro (1), ma non lo r iconoscevano. Solo una ragazzina di: chiarò d'aver veduto, stanco, $teso a terra, dormi re vicino all'in. felièe fattore, certo Fazio. !

Fu pure veduto questi il giorno dopo e seguenti, im-ece di andare al lavor o di bracciante, oziare e giuoca.re forti somme (più di 60 lire) che egli mai possedette e di cu i non seppe giustificare la provenienza ; e fu pure veduto temere i car abinieri e· nascondersi quando vennero nel paese, e farsi tagliare i baffi il giorno dopo il reato. Il giudice, impressionato dai testimoni (fra i quali è curioso

esservi perfino dei giovanetti) che parlavano tut ti della fìsonomia · sinistra dell'imputato, che colpì egli stesso, e non estraneo agli studi di antropologia criminale, mi volle ·interrogare, spedendomi · tre fotografie, se io potessi precisarne in forma scientifica il tipo e concludere sulle sue tendenze criminali.

(1) N uova prova che l' idea del tipo è ormai diffusa naturalrÌ1ente nelle pl ebi.


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Io dall'esame delle fotografie dedussi che Yi trano orecchie ad ansa, zigomi e mandibole , oluminosi con appendice Jemuriana, bipartimento del frontal e, rughe precoci e profonde. sguardo truce ; in complesso una fìsonomia che si accosta al tipo criminale; però dichiarai che non avrei potuto concludere sulla sua criminalità senza conoscere i particolari della sua vita e dei suoi genitori e senza vedere se egli avesse delle anomalie nella motilità, sensività, ecc. Da una seconda i nformazione 1isultò che egli appartiene ad u n paese nomato Vall e d "Inferno, famige rato per criminalità; che ilei suoi parenti un cugino morl pazzo, un avo apoplettico ed un altro parente incendiario ed epilettico, e che egli, quantunque non fosse mal fa,mato, era dedito al giuoco sfrenatamente. Il curioso si è poi che chiamalo innanzi alle Assise a rip~tere ]:i mia perizia,. mentre non rinrenni pit1 alcuni caratteri ch'erano apparenti nella fo tografia, p. es., rocchio truce, ho trovato in..-ece stenocrotafia (fronte llO, zigomi 127 1, naso torto n rso destra che ia fot0grafia non dava, feri ta profonda del cran io che data dall'infanzia e che pure non si Yedeva nella. fotografia. Capacità craniale note\·ole, 1561 - circonferenza 560 - currn longit udinale 351 .- curya trasversale 310 - diametr o longitudinale 187 - diametro ·trasversa.le 153 - indice cefalico 76; il che è naturale in individuo ligure. Benchè i caratteri degenerativi fossero aumentati, l'insieme della faccia non presentarn quella cupezza che risultava dalla fotografia, . forse perchè fu presa nei primi giorni dell'arresto: E importantissimo il fatto poi, che si rin,ennero una quantità di. carntt eri biologici che completavano , come io prendeva, il q uadro cri minale. La pupilla è poco mobile, i riflessi tendinei a destra più d vaci che a sinistra; l'ottusità tattile grande e più a destra, 5,0, che a sinistra, 4 .0, e 3,5 alla lingua.Mancinismo motorio e sensorio. Ha u n .largo tatuaggio nel petto rappresentante una donna e le parole: R ico,·clo Oelina L a11ra (era sua moglie); mentre

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nel braccio ha il ritratto di una prostituta. Tutti e due i tatuaggi erano stati fat ti in carcere nei pochi mesi della detenzione. Egli si mantenne negativo e sorridente davanti alle spoglie sanguinose della sua vitti ma. . Ho dichiarato che se gli indizii fisionomici erano minori di quanto io credeva, i biologici e gli psichici li completavano e davano un indizio potente della sua colpevolezza ; che la minore intensità dei caratteri fisionomici si pote,·a spiegare, perchè egli era, secondo me, uno di quelli che noi chiamiamo rei d'occasione; che cioè, predisposto dall'eredità al crimine, non vi precipitò senza il bisogno diretto e l'occasione di trm·are un uomo pieno di denari che gli si confidavn. ciecamente; e quindi la fisonomia non aveva preso quei caratteri torvi che acquistano i criminali col lungo abito del delitto. È probabile, poi, che ,la fisonomia fosse più torva prima, nel momento in cui meditava ecl esegui,·a il reato, per cui fu riconosciuto per tipico. Il criminaloide è così poco lontano dal criminale-nato, che ne acquista in un lllomento t utti i caratteri alla prima occasione. E così è che ancb' egli, che non era; tatuato, appena entrato in carcere si tatuò , e con quei tatuaggi osceni e contradditori che sono proprii dei criminali. Certo, ad ogni modo, qui la biologia dava degli indizi che uniti a quelli dei pochi testimoni in un altro 'paese meno tenero dei rei avrebbe bastato per farlo condannare. Egli fu assolto.

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7. E YRAUD. - Eyraud (1) mi sembra uno degli esempi dei criminaloidi dh-enuti, col tempo, il criminale di abitudine, il criminale professionale. La fisono mia di Eyraud non corrisponde per nulla alla sua rinomanza. (1) Dalla 2" edizione dell'Anthropologie criminelle et ses récents prog,·ès. Paris, Alcan, 189 1. (Bibliotèqtte de pliilosophie conlemporaine).

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Non è già che egli manchi di qualche carattere degenerativo; l'orecchio lupgo centimetri 6,1 , è divaricato ; la gobba frontale sinistra è molto svil uppata, con una vera assimetria; le labbra e le mascelle sono altresì molto svilopp~te, come le si Yedono frequentemente nei dissoluti. Ma tutti questi caratteri non sono

.Fw. 41. -

Eyraud.

gran che accentuati nè molto numerosi ; loro manca quell'insieme, che, per me, forma il tipo criminale. La è questa, insomma, una fisionomia molto frequente fra quelli "che si danno a cer ti commerci di contrabbando. La craniometria non ci dà dei risultati pHI interessanti. La capacità e la forma del cranio di Eyraud devono essere eguali o quasi alla media ; la sua fronte è molto sviluppata ; solamente egli ha una brachicefalia esagerata, che si nota so,enti negli omicidi.


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Egli ba infine un carattere che è assai più comune ai criminali, che agli uomiui normali. Ed è la grande dimensione e lunghezza delle braccia (1 ,72) sopra la statura, che è di metri 1,66. Due sole delle sne funzioni organiche mi sono conosciute: l'attività dei suoi sensi che è precoce ed 1norme, come la si osserva ben soventi _negli omicidi ; e la sua scrittura (6g. 42) che cor- -..__ risponde, nella sua energica rozzezza , nello sviluppo dei te degli r , nel tratto Yerticale acuto della sua firma, nell'allungamento delle lettere, alla scrittura dei criminali; essa è del tutto rassomigliante alla firma dei briganti, degli omicidi, di cui ho dato il fac-simile nel mio Atlas dell'.Flomme Oriminel (Pl. XXII-XXIII), e a quella del criminale per suggestione ipnoti.:a (PI. .X.XX). 'l'ranne la sua scrittura ed alcun i caratteri fisionomici, Eyraud non sembra un criminale-nato: La stessa cosa si può dire di ciò che riguarda il suo stato psic~logico. L'amore del male per il male, ehe è il vero carattere del criminale-nato, sopratutto nei delitti di sangue, non si potè osservare in lui all'epoca della sua infanzia e della sua giovinezza. Egli non fu fino allora che disertore e scroccone. L'inchiesta ha stabilito che egli era un uomo gioviale, facile al riso, ma. nel medesimo tempo, brusco e violento, andando facilmente in collera e lasciandosi talvolta trasportare, senza serio motivo, sino al furore; amante all'eccesso delle donne, capace di tutto per soddisfare questa passione. La donna, sempre la donna, tale è stata l'unica preoccupazione dell'accusato. Dopo il delitto, in America, lo si ritroYa in tutte le case sospette. Dopo il suo arresto, Eyraud parla sempre dei suoi antichi amori: \ la è in lui un'idea fissa, un assedio di tutte le ore, di tutti gli istanti. Ques~a follia si traduce, nella sua cella, in certi atti che i guardiani stentano della pena acl impedire. È per causa di una donna che si fa disertore; è per le donne


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che spende il denaro che a\Teva impiegato nel commercio delle pelli1 e nella distilleria ; è per una di esse infine, che diì"enta assassinp . Egli si è ben presto innamorato della sua complice Gabriella Bompard, appunto p~rchè essa, perversa sino al midollo, aveva . per lui quelln, affinità. elett iva, che si ossen-a così spesso nei,

F rc. 42. -

Fac-simile della scrittura d'Eyraud.

criminali. È per lei che egli compiva il suo delitto, e che venne scoperto ed arrestato. ; 'istruzione del suo processo, non ci ha riYelato, che quando fuggì in America, Eyraucl arern tentato di uccidere una donna che non ;oleva abbandonare il domicilio coniugale? Ciò che av,1 icioa Eyraud al criminale-nato, è 1n. sua leggerezza. Egli passa con una rapidità straordinaria da un'idea gaia ad una t riste ; la stessa ineoerenza si nota nella sua conversa.-


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zione. Dandogli un buon sigaro si calmano immediatamente tutti i- suoi dispiaceri. La sua intelligenza è molto sviluppata, egli parla l'italiano, l'inglese, il portoghese; e r iesce d'altronde in tutte le sue intraprese; ma g iammai~uò fissarsi sopra alcuna. Commerciante egli non fa che sprecare le sue risorse. Anche com~ piendo il delitto, quantunque la premeditazione sia manifesta, apparisce la sua leggerzza. Per chi ha seguito tutte le circostanze dell'assassinio e della sua preparazione, rileva una grande incoerenza che ha meravigliato i giudici istruttori. Un concorso di circostanze ha fatto credere che l'assassino era un criminale molto abile. Niente vero. Eyraud ha commesso delle imprndenze inespl icabili ; a Lio~e ·essendo solo in vettura colla Gii,briella Bompard, e portando il cadavere di Gouffé, egli errava come un pazzo; ha gettato il corpo in un luogo dove passava una quantità di gente. Egli ha l'insensibili tà morale del criminale-nato, quella indifferenza per la vita degli uomini, quella fredda crudeltà nel delitto, che certamente divisarn di rinnovare in Ame!·ica contro il signor Garanger. . Insomma, si può dire cbe avvi iu lui un dissoluto, un criminaloide, diventato criminale di abitudine, daccbè fu trascinato dalla preoccupazione costante della donna. Senza la Gabriella Bompard, io sono persuaso cbe non sarebbe stato che un truffatore. Si vede da ciò che i caratteri fisionomici dell'Eyraud sono paralleli alle sue parti psicologiche. L'assenza d'ogni eredità morbosa nell'Eyraud, mi conferma nella niia opinione, cbe non può tuttavolta avere una base di certezza assoluta, attesochè ogni esame funzional e ha fatto difetto. 8. Bo1:IPARD. - Al contrario Gabriella Bompard presenta, secondo

la fotografia che ho S?tto gli occhi (fig. 43), e secondo il magnifico

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giudizio ~i ~rouardel, di Ballet e di Motet (1) tutti i caratteri dei criminali-nati, quantunque nella donna sieno essi così eccezionali.

FJG. 43. -

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Gabriella Bompard.

La sua statura è di metri 1,46; lo sviluppo delle anche e dei seni è rudimentale, ed essa assomiglia perfettam~nte ad un maschio che può accompagnare E yraud, vestita in costume mascolino, senza essere riconosciuta; l 'indice cefalico segna 81. ~ssa ha i capelli folti, rughe anormali e precoci, un pallore livido del viso, il lobulo dell 'orecchio troppo sviluppato, il naso corto

(1) Archives d'_anthropologie criminelle. L OltBROSO. -

19.

Lyon, 1891.


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e inèavato, la masce11a molto voluminosa per una àonna; essa ha sopratutto l ' assimetria del viso e l' eurignatismo mongolico. A ciò aggiungasi l'iperestesia isterica al bregma, ai punti ovarici, l'anestesia al braccio sinistro, l,;ottusità. visiva, l'olfattiva. auditiva a sinistra, il restringimento del campo visivo ; l'odio per il padre suo, l'indifferenza, l'apatia cinica che le fa dire: « La farneuse malle; je ne savais pas qu'on y mettrait un huissier » . · Allora che la casa paterna le assicurava una vita agiata ed onorevole, essa vive colla prostituzione ; viene a Parigi sotto il pretesto di trovar lavoro, ma in realtà per prostituirsi. T utto il pi'estigio della sua bellezza, d'altronde troppo vantata, deriva dalla cattiva aureola che le porta il vizio precoce. Essa è stata di una precocità (mestruata a 8 anni) e di un ardore molto g rande nella dissplutei za. Ora questo carattere si congiunge molto facilmente, col gusto sanguinario, omicida. Essa ha dovuto prestarsi di buona grazia all'idea di un omicidio - forse provocarlo. Non è forse essa che ha confezionato il sacco fatale, molti giorni prima del delitto? Non è forse es.sa che ha attirato li vittima e che ha aiutato materialmente la perpetrazione dell'omicidio ? Dopo il delitto essa ha dormi to freddamente nella stessa. camera, a lato del caclavere della vittima (ciò che ho osservato ben soventi nei criminali-nati nel m io H omme criminel). Io nÒn credo già che essa abbia agito per suggestione ipnotica ; la personali tà criminale non è accettata, ad ogni modo, cne· da coloro che sono predispost i al delitto. Una delle mie ammalate isteriche, di una morali tà più che· dubbiosa, obbediva con molta vivacità ogni volta le suggerivo di essere un borsaiuolo od un ruffiano, ma si r ibellava I 'animo, quando le ordinavo di essere uno scienziato od un moralista (1). (1) S tudi sull'ipnotismo. ',

Torino, 1889,

s•

edizione.

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Il brusco cangiamento sopravvenuto nella condotta di Gabiiella Bompard è facilmente esplicabile. Da complice essa è divenuta accusatrice. Perchè ? Pì•ima di tutto è un'abitudine dei criminali associati, di accusarsi prima e poi di cercare di attenuare il loro delitto, pretendendo d'avel" subìto -la d?mina"Lione dei complici. E poi questa disgraziata, 'd a vera do.nna che è, sovraccarica delle abitudini dei criminali, non può soffocare in se stessa la vanità del delitto; ha bisogno di parlarne, di sfogarsene con un terzo, giuocando la commedia della d·onna virtuosa. Per completare la sua parte in questa commedia, essa spinge questo ·terzo a denunciare il suo complice; non comprendendo da principio, in grazia dell'imprevidenza che hanno tutti i criminali-nati, il pericolo al quale essa si espone. A ciò si aggiunge la convinzione completa che ~e ree di questo genere acquistarono delle proprie menzogne. L~ sorgente di tlitte queste tendenze, del resto, è la eredità. Nellà linea paterna, essa ha un zio molto bizzarro .di carattere; nella linea materna essa aveva altresì un zio affetto da alienazione mentale al momento del suo decesso. La madre dell 'incolpata è morta all'età di trentacinque anni, in seguito ad una malattia acuta di polmone; essa era una donna di una salule assai delica ta ed apatica. Gabriella Bompard, al dire di suo padre, avrebbe avuto delle convulsioni nell;infanzia (Brouardel): ciò dà il ·sospetto di un'antica meningite infantile. Fin dai suoi primi anni essa era di un carattere .difficile, viziosa, mentitrice, non pensava che agli uomini ed alla. toeletta (Brouardel). Essa diceva a suo padre: « J e préférerais de beaucoup aller au bàgne, plutot que de repriser une chemise >> ; ciò che si accorda colla pigrizia e l'orrore pel lavoro del cr iminale-nato. Essa non voleva maritarsi ppichè diceva a suo padre: « Un homme seul ne m'aurait pas suffi >>. Essa distingueva, diceva il padre, il · bene , . dal male; ma non poteva dominare i suoi cattivi impulsi.

c.


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A dodici anni s_uo padre non la pu~ tratten~re presso di sè; egli la colloca in -un convento a Nancy e .<l:opo a Iprès, a Fourmies, ove . . .• ~on restfl u~ anno. Ma la super.iora ._ invitò il -padre a riprenderla << a: causa della -sua cattiva condotta,e dei discorsi che teneva contro le ~?nacbe, i confessori, ·ecc. ,, . La si disse a1lora ~ vata quanto una donna viziosa a 40 anni. Sortita dal convent9 di Fourmies, essa fu collocata a Lilla nel 1883, presso una istit utrice . che non la ·sorvegliava. Dopo es.s a passò in un istituto ~enu.to .dalle __suoro a Marf. Bisognò ancora ritirarla (nel 2° .semestre· 1883), e niuno più ~ccettandola, il suo padre dovette cpl)~urla al convento del Buon Past.ore d' Arras. _:_ Ecco la vera criminale-nata. '

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CAP 11'0LO XIII.

Carceri cellulari e colonie penali.

I. C ARCE RE CELLU[,ARE. - Abbiamo sentito a proposito dei palimsesti dai rei stessi quanto poco utile è il carcere cellulare. Sentiamo ora ciò che ne dice un prigioniero, che non era un reo ma un uomo politico, il Gauthier (1). « Nello stesso modo, scrive egli, che la ginnastica modifica non solamente il volume e la contrattilità dei muscoli, ma anche la loro fo rma, la loro disposizione rispettiva in cer ti limiti (ne fanno fede le fantastiche dislocazioni dei clowns), nonchè la costituzione chimica; così la insufficienza del r egime penitenziario, l'inopportunità d1 un'esistenza automatizzata dalla disciplina, la promiscuità di peggiori orrori, la monotonia delle sensazioni, il predominio della paura. e della noi a, l'alimentazione, l'obbligo del silenzio, l'illuminazione _stessa, che so io ? quella luce pallida e falsa, speciale ai corridoi e cortili di prigione (préaiwi) possono, mi pare, influire col tempo sulla faccia e sulle pupille, come sul cervello e sui pensieri, e finalmente produrre quelle grinze della bocca, l'aggrottamento delle sopracciglia, l'amarezza dello sguardo e quella stranezza di gesti e di-attitudini che tanto ci meravigliano. « Si acquista, insomma, all'ombra delle prigion i e sotto l'infl uenza dell a disciplina penitenziaria, l'aspetto di prigioniero, come d'altronde èon un'altra genesi si acquista l'aspetto pretino. ( 1) Le monde des prisons. -

Paris, 1888.


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« ~on è che a condizione d'allargare l'ipotesi che si riuscì a ca-

pil'e come certi detenuti, che d'al tronde non sono irrimediabilmente corrotti, arrivino al punto di non viver e elle per 1a prigione ed a. trorarsi talmente spostati allorqu ando ne sono fuori, che non tardano molto a ritornarvi come la selvagginl ferita ( che fa il r ig1ro1 :-« lo non parlo soltanto, si capisca bene, dei mostri , in cui il delitto, con t utti i suoi rischi, è proprio una carriera M l più st retto significato della parola, cosicchè lo chi-amano il lavoro; nè io parlo soltanto di coloro che, sia per predisposizione congenita, sia per depra.azione precoce, non ayenào altre risorse che il saccheggio, la prostituzione, l'assassinio, uccidono e rubano, come gli onesti tessono i panni, o zappano la terra; essi preparano un furto od un omicidio colla serietà e pacatezza di un negoziante in atto di meditare un affare. e, Agl i occhi di questa. singolare popolazione - perdi o! il carcere apparisce come una fatalità più o meno molesta, ma quasi inevitabile e cui è necessario rassegnarsi; è un inconveniente inerente al m estiere. cc Lo aspettano e vi si rassegnano prim a, come ! 'avventuriere ed il ma1·i nolo del 1\iedio Evo s'aspettavano e si rassegnayano a finire in un giorno di sventura impiccati, o come il figlio dell'operaio o di contadino attende e si rassegna alJ a dura necessità del servizio militare; come un minatore si rassegna all'espl osione possibile del g1:isou. « Ma anche quelli che sono caduti là, per combinazione, percbè in un giorno nefasto videro nero o rosso , non hanno potuto in seguito riuscire a correggere i costumi disordinati! i deboli, i duttili, gli occasionali che non erano nati nè per il delitto, nè per la prigione, anche costoro sono tosto attirati nell'ing ranaggio. « Sono sempre stato colpito, scrisse quello spaccone a freddo che fu J ules Vallés, sono sempre stato col pi to dall'aspetto venerando dei vecchi forzati » . - In fondo, ed astrazione fatta della forma paradossale dell'idea, nulla è più esatto.

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venerando forse è eccessi ro: è l'aspetto riposato che avrebbe dovuto dire. Avere cc il suo pane cotto», il vitto e l'alloggio assicurato, senza pensiero del domani, non altra occupazione che obbedire alla consegna imposta, essere come il cane cui basta sollevare la zampa per muo\"ere il tamburo del girarrosto, come il meccanismo incosciente di una macchina: non è questo forse l'ideale per la massa degl'incoscienti e dei codardi? « Il nirvana! l'au tomatismo; ma gli è il paradiso degli Indiani!!,, « Ed il carcere è, per soprappiù, una nirvcma, « ove si è nutriti ,, . Mal nutriti, questo è vero, ed anche un po' umiliati e maltrattati ..... Ma per quanti galantuomini la lotta per l' esistenza è più aspra e con ben minor sicurezza! Allorquando si sono vinte le prime ripulsioni, alcuni - e sono forse la maggioranza - arrivano insensibilmente a cc farsi un avvenire » in carcere. « A questo proposito, non conosco nulla di più tipico che il fatto segu~nte, di cui potei controllare l'autenticità de visu e de auditi,: « Nel 1883 il detenuto che copriva il posto di contabile generale nelle carceri centrali di Clairvaux era un certo J ... , d"origine alsaziana.. Era un ex-ufficiale dell'armata che, già condannato una prima ,.olta. per prevaricazione (mangé la grenouille), scontava la quarta o quinta condanna. Verso la fine del 1883 J ... stava per essere liberato, e ciò gli spiacern assai. Pensate! Aveva a Clairviux una situazione invidiabile: il vitto d'ospedale, lib~rtà relativa, facoltà di girare tutto il giorno nel recinto dello stabilimento (che non conla meno di quattro chilometri d'area), una grande considerazione tanto · da parte dei detenuti, sui quali le sue funziom gli davano un 'autori tà apprezzabile, sia dell'economato, che non poteva far a meno dei ser vizi d'un indidduo che per abitudine conosceva meglio d' ogni altro il meccanismo di ciascun servizio della casa ... « L'aspetto

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« Allora J. non steLte sopra pensiero. Scrisse al direttore una letterina così concepita: « Signore, Yoi mi conoscete. Voi sapete chi sono, quanto valgo e quali servigi vi posso rendere. Ebbene, quanto prima sarò ricacciato ~ ne] mondo dove non saprei cosa fare. A.ppena avrò consumato il mio cc peculio » in gozzoviglie mi farò arrestare nuovamente. « Vi prego di volermi usar la cortesia, allorquando sarò ricondannato a qualche anno di prigione, di reclamarmi a CJairvaux, io vi preverrò in tempo ed intanto vogliate conservarmi il posto. Nè io, nè ,oi dovremo pentirci della combi nazione ». « Da ciò la conclusione paradossale che la prigione non produce guari il desiderato voluto effetto d' intimidazione e di orrore che su quelli che ne avrebbero meno bisogno, su quelli che sono i meno

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esposti ad andarci. « Io oso anche prelendere, aggiunge il nostro antore, che la pri1gione è una specie di serra calda per piante velenose, e che è là sopratutto dove si recluta e s'esercita la terribile armata dei delinquenti. « Quanti disgraziati che dopo avere errato una volta sola, in un'ora di sconforto e di oblio, furono irrimediabilmente perduti una volta passato il primo cerchio dell'inferno! In luogo di correggerli, il carcere li aveva viziati fino al midollo, incurabilmente. Pare che la loro perversità sia ingrandita in ragione della pena, e che nena loro coscienza contaminata il discernimento del bene e del male ognor più confuso tenda a canceUarsi. « Ormai si erano abituati a vi vere a.lle spalle della società, fino a che questa li sorprese colla mano nel sacco o nel sangue, per schiacciarli senza pietà come cimici immonde, tra due pagi ne di un codi ée che non avevano mai letto. « Nell'attnale organizzazione delle carceri t utto è combinato per schiacciare l'individuo·, annichilire il sno pensiero e minarne la volontà. L'uniformi tà del sis~ ma che pretende foggiare tutti i « soggetti » nella stessa fo rma, il rigore calcolato, e Ja regolarità di una

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vita monacale ove nulla è lasciato all'impreveduto, l ' interdizionè · di avere con estranei altra relazione che la banale lettera mensile; t utto, io dico, anche quelle tetre e bestiali passeggiate in ordine indiano, è destinato a meccanicizzare il carcerato di cui si sogna fare una specie d'automata incosciente. « S'immagini questo ancora: Sal vo onorevoli eccezioni troppo rai-e · nell'alto personale penitenziario, per quasi tutti i direttori di car ceri l'ideale del « buon detenuto » è il recidivo, il veterano, l'abbuonato, la cui educazione è già fatta e la docilità acquistata è una · garanzia di tranquillità; -- è insomma il contabile generale di Clairvaux - è a lui che vanno le preferenze, i favori, le indulgenze e le simpatie. « Il guaio è che questo « buon detenuto,> secondo la formula, non tarda molto, sotto questo regi me, a divenire così incapace tanto di resistere ai compagni, delinquenti-nati o malfattori di professione, quanto ai sorveglianti, e così poco refrattario alle eccitazioni malsane, all'adescamento di un lucro··iUecito, all'attrazione dei cattivi · esempi, alla disciplina. « Egli non sa che obbedire, non importa a chi ! ba perduto tutta l'energia, tutta la fierezza. ~o_n è più che una pasta fro lla atta a riceveré tutte le impronte. Abituato a trovare il « suo pane cotto i> ed a lasciarsi condurre come una macchina ocl una bestia da soma, ed a non compiere che dei lavori impostigli , non gli resta più nulla : di quanto gli è i ndispensabile per non essere spietatamente sopraffatto nella lotta per l'esistenza. (< La sola emulazione che gli resta è per il delitto e per la perver- ' sità; frutto della mutua. speciale educazione alla quale si sottomette. Non è senz,a motivo che in gergo il carcere si chiama « il collegio ,, . D'altra. parte, il casellario giudiziario, che scotta la pell e del libe- ' rato come la camicia di Nesso, basterebbe per chiudergli tutte le 1 "])orte, e ad interdirgli t utti i mezzi onesti per g uadagnarsi il pane. : « A ciò aggiungete la monomania della delazione, lo spirito liti1


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gioso e menzognero e tutti gli altri , izi speciali che si con traggono o si sviluppano in prigione. , e< Infatti, è bene-notare che non n è una sola delle passioni dell'uomo, naturale o fittizia, dall'ubbriachezza ~ll'amore, che non possa trovare anche sotto i chiavistelli almeno un sembiante di soddisfa-

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zione. e< Ho citato il condannato di Clai rvaux che per contrarre l'uso del tabacco aveva atteso di essere separato dal mondo ove si fuma, dalle griglie e da muri inaccessibili. Avrei a11eora potuto parlare di coloro che in mancanza di alcool bevono J o spirito di legno di ,ernice, l'acido solforico, ecc. « Le muraglie offrono nel carcere sot to l'occhio paterno dei sor'\'"egliauti sempre un mondo d'informazioni e un meraviglioso strumento di corrispondenza. cc È così che io st esso, quand'ero 'a Obalons-sur-Saone, nella cella pfo segreta, seppi degli arresti fattisi a Lione, a Parigi, a Vienna, a Saint-Etienne, a Villafranca, i n seguito e in occasione del mio, ciò che fu per me una cognizione di grandjssimo valore. Per la stessa Yia appresi l'orribile attentato del caffè Bellecour. « V'è prima la funicella, tesa col peso d'una pallottola di mollica di pane che si giunge a lanciare fuori da una finestra alraltra, tenendosi sospesi ai feni della finestra e che serve a stabilire un mezzo di comunicazione comodissimo. Vi sono i l ibri della biblioteca che circolano di mano in mano coperti di cripto. grammi. Vi sono i tubi dell'acqua e le bocche del calorifero che costituiscono degli inapprezzabili porta voce. « Bella im·enzione quella poi dei wate1·-closefs di}Iazas: fa grande onore all' architetto che per primo ne concepì l'idea geniale; quando non att ossicano l'aria in modo da rendere l'atmosfera inespirabile, servono di Yeicolo alle corrispondenze illecite dei signori detenuti. « Un ultimo truc che s'usarn, già mi pare, al tempo di Sildo

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Pellico, m a che non può usarsi se non da persone un poco istruite, è la tim_panomania, eioè la conversazione a suono, che si fa battendo nel muro o col pugno, o con un cucch iaio, o con una scarpa, o con una pietra, o con qualunque altra cosa. Non c'è niente di più semplice e facile. L' a equivale ad un colpo, il b a 2, il p a l 6, il e a 26. . « Ciascuna lettera è precedu ta dal suono, colpo proprio della sua

serie, così si riesce a parlare cinque o sei volte più in fretta. Non occorre per parlare così d'avere due celle contigue. Una rnlta io parlai ed ebbi dei dettagli per m e pr eziosissi mi da un mio compagno distante 40 o 50 metri. <( Il denaro si nasconde dappertutto: si nascondeva l'oro sotto la pelle, nelle piaghe, Ja qual cosa non è che il rinnovamento del metodo dei Greci . Le precauzioni più grandi non servono, i veterani sanno dor e nascondere l e cose loro, sì che la fan no nove volte su dieci alla barba dei carcerieri i piìt esper ti. ,, E· vorrei quindi che ogni detenuto foss e sottoposto durante un tempo più o meno lungo ad una sorveglianza analoga a quelJa che negli asili di alienati si chiama periodo d'osse-r vazione. Solo dopo questa prova egli sarebbe definiti vamente « classificato » e mandato ~ raggiungere coloro che più gli si avvici nano (dietro studio fatto) per il carat~ere, per l 'ed ucazione, per gli antecedenti, per g li istinti, e per il grado di moralità. « Òon ciò non. si r iuscirebbe naturalmente ancora a sopprimere

il pericolo d'infezione reciproca, m a lo si avrebbè almP,no ridotto a minime proporzioni , e si sarebbero soppresse le collezioni purulent e che prodùce il regime attu ale colle sue promiscuità. obbligate. « Evidentemente spetterebbe all 'alto personale dell'amminish-azione penitenziaria di pronunciarsi sull a classificazione degl' indiYidui e delle categorie, e non dissimulo, Io ripeto, le enormi difficoltà di questo compito. «~Nessuno offrn a questo riguardo tante gara~zie di competenza

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e d'i_mpa1:zialità quanto un direttore di carcere che vi ve· in mezzo ai detenuti, sulla sorte dei' quali è chiamato a 'decidere, ed ha per studiare ciaséuno di questi in particolare, delle settimane, dei mesi ed anche ·degli anni. ."t ~ , . . « A coloro che parlassero di possibili arbitrii, io i'isponderei che questo pericolo mi pare molto più a temere nella pretura che in un carcere, e s~p1'atut to per parte del giudice che può condannare · un disgra1.iato pel suo aspetto s ulle acci dentalità d'un interrog atorio, sopra un'istruzione sommaria o sopra un · incidente d' adienza. « Vi ·è qui tutta la differenza che passa tra il professore che clas· sifica i suoi .allievi in base alle loro note dell'anno scolastico, dur ante il' quale ha pot uto st t~dhrli opportunamente uno dopo l'altro; e l'esaminatore che non ha per riparti re in ordine di merito il gruppo dei candidati che la di1bbia.l casuale, sorte di un concorso. « Nulla impedirebbe d'altronde di aggi ungere ai direttori di car-~ ceri una specie di giurì permanente co~posto di medfoi, avvocati, magistrati, delle persone, insomma, più considerevoli della località. Il condannat o, ed in altri ter mini, l'uomo che· fosse giudicato abbastanza pei'icol oso per meritare il bando dalla società, resterebbe in carcere non solo per un tempo determinato e piil o meno capricciosamente calcol ato secondo la gravità relativa del r eato, ma fintantochè non abbia raggiunto ciò che forse può chiamarsi compito (tache) morale. La detenzione si protranebbe fino a quando avesse wl lavoro riparato il danno causato dal reato - t anto il danno sociale come q1iello privato, finchè infine si fosse r edent o ed avesse g uadagnato la l iberazione, la g razia ed anche la riabilitazione. « Del resto non è che un allargamento del principio della l ibertà condizionale. « F orse si domanderà : Quale sarà la garanzi a del detenuto che non resterà così sermts pcenae a perpetuità, senza speranza nè gra~ia? « Questa garanzia consisterebbe nel diritto di sottoporre le sue ragioni, il s uo caso, a certi int ervalli e in certe condizioni , in con-

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tradditorio colle autorità penitenziarie, e mediante l'assistenza d'un avvocato o gi urì di sorveglianza, al quale ho or ora accennato, il quale si pronunciasse in ultimo appello. cc Occorre ancora aggiungere che il detenuto do,rebbe passare il periodo d'osservazione i n cella, a condizione che la segregazione cellulare, di cui gran parte di quelli che ne parlano con tanta compiacenza non sembran·o aver l'aria di sospettarne l'm·rore omicida, non duri giammai più di un anno? cc Quanto agl'incorreggibili, agl 'incurabili, ai mostri - mi perdo. . . nino i sentimentali - ma, qualunque sia la loro genesi, siano essi · vittime di vizi ereditari, o di fatalità d'ambiente, non si può r.he applica1:e un solo regime, la deportazione! ». Queste sono le stesse idee che l a nuova scuola scrire sulla sua bandiera. Ma mi si dirà : è un vecchio carcerato, per quanto non disonesto, ohe parla, e quindi non può essere che parziale su questo punto. Ebbene, leggete questa magnifica pagina' del signor Prins, direttore generale delle carcerì, e dopo mi direte se non vi è un ·meraviglioso accordo fra i due ~crittori che occupano pertantò nel mondo una posizione cosl disparata.

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2. Io. _._ « La legge belga ammette, scrive Prins (~es criminels en p rison), l'isolamento cellulare . Il suo scopo è di rigenerare il colpevole sottraendolo alle influenze deleterie dei condetenuti, per non lasciar agit:e che la benefica influenza degli uomini onesti. Questa è "in tutto il mondo la teoria . Ma vediamo anche il fatto. Dappertutto i pretesi ri formatori, incaricati di rappresentare presso il condannato i buoni elerrien li della società, sono membri del personale, cioè generalmente sono agenti devoti, ma reclutati nella sfera sociale alla quale appartengono i detenuti, talvolta degli spostati senza impiego, che in._ cambio di un salario derisorio insuffici ente a.Ì mantenimento di una famiglia, devono press'a poco vivere come un carcerato.


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In nessun l uogo questo personale, che non può essere pagato

come si merita, è scelto come sarebbe necessario. Dippit1, i sorviglianti non sono mai abbastauza numerosi. Per logica di sist ema, sarebbe necessario che un detenuto aves~ parecchi sor vegli~ apostoli votati alla redenzion_e di esseri decaduti, ed esercit ant i la loro azione in modo costante. (( Invece, non c'è che una guardia per 25 o 30 detenuti. Queste guardie devono nat uralmente li mitars i a gettare uno sguardo rapido sulla cella e s ul lavoro, ed a verificare se i regolamenti sono osservati. (( A ciò si riduce o d'un elemosiniere -

con una visita molto rapi da di un istit utore lo sforzo di coloro che sono incaricati di

t rasformare e di emendare un colpevole ! ! (e L'ospedale per le malat t iA mòrali, 1o stabilimento modello sognato forse dai quaccheri (qualcers ), da Howard e da Ducpétiau:.. è dunque ben lontano da noi. cc In presenza della solitudine e del gretto formalismo della prigione, noi dobbiamo doma1idarci se l'u omo delle classi inferiori può essere r igenerat o unicamente colla solitudine e col formalismo . (< L'isolamento vol ont ario ah ! certamente eleva l'anima del poeta che, s tanco delle volgarità mondane, si rifugia nelle reg ioni dell 'ideale. Ma la solit udine imposta al misero qual altro effetto può produrre se non di abbandonarlo alla nullità dei suoi pensieri, ai suoi istinti inferiori e di abbassare ognor pi11 il suo livello morale ? « Ciò che mancò a molti vagabondi, agli sviati , ai corrotti che

popolano le prig ioni fu un ambiente, degli esempi, una protezione efficace e forse anche delle affezioni! E si soffoca in essi fino all'ultimo germe l'istinto sociale e si crede sostituire e ambiente sociale e tut to quanto loro manca, con visite sommarie di sorveglianti usciti dalle infime cl assi della società. (<

S'insegna forse camminare al bambino facendogli delle difficol tà

od ispirandogli la paura di una cadnta ed il bisogno di fidarsi d'al tri?


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S'insegna forse la sociabilità all'uomo destinandolo unicamente alla cella, vale a dire il contrario della vita sociale, togliendogli fino l'apparenza di una ginnastica morale, regolando da .mattina à sera i più piccoli dettagli della giornata, tutti i movimenti e financo i suoi_pensieri? « Non lo si colloca con ciò fuori delle condizioni dell'esistenza e non gli si fa così di menticare quella libertà alla quale si pretende prepararlo .? « Come! sotto il pretesto di moralizzazione si mette fra. i quattro m ui·i di una cella un robusto contadino abituato all'aria dei campi ed ai pesanti lavori della campagna, - gli si dà un'occupazione qualsiasi che non richiede un sufficiente impiego di forza fisica, _:_ lo si abbandona a guardia~i che spesso gli sono socialmente inferiori, - lo si lascia in questo stato dei l unghi anni, e quando il corpo e l'intelligenza hanno perduto la loro elasticità gli si apve la p-0rta del carcere per lanciarlo debole e ~isarmato nella lotta per l'esistenza; senza contare poi che a tutto ci si abitua, e che il giorno in cui il carcere è divenuto un'abitudine, non avrà più la benchè minima azione benefica e positiva. « E non si dimentichi che le prigioni certamtnte racchiudono reqidivi, inèorreggibili e corrotti, Ja feccia delle grandi città,· che · incontestabilmente bisogna isolare dagli altri ; ma racchiudono pure dei delinquenti rassomiglianti alla maggior parte degli uomini della loro condizione viventi al difuori ! ! Non è forse al caso, nella formazione cli un giurì, che si devono attribuire spesse volte fa libertà o la condanna di urruomo, e non si vede forse, 11ei drammi di gelosia o di amore, lo stesso fatto portare ora alla liberazione ed ora alla condanna? Ed è ragiÒnevole applicare ad esseri che hanno la stessa nostra natura, una concezione tanto con traria alla natura e<

stessa? « . Se si trattasse di f11rne buoni allievi, buoni operai e buoni sol- . . dati, accetteremmo noi q metodo dell 'iso1amento cellulare prnlun-

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: gato? Colui che è con.dannatò dall'esperienza della vita ordinaria : non può certo diventare utile il giorno in cui il tribunale ba pro; nunziato una condanna. : · · << Gl'incorivenieriti psicologici e moraii di una lunga solitudi.n~ sono d'altronde eddenti, e si cerca combatterli con una grande umanità nellé cose esteriori .. Cosicchè per timore di crudeltà verso r i , buoni, si arriva pei cattivi alle esagerazioni d'una filantropia talvoU.a spinta all'assurdo. ·« In Olanda, p .. es., a Hoorn si procura ai detenuti dell'acqua ; calda e fredda per lavarsi, una sala di ricreazione, dei giuocbi di domino; e quando ricorre la festa del -Re si fanno fuochi d'artificio (J) ; - in America, ad Elmira, si procurano loro delle distrazioni musicali; - a 'l'homastown si accorda il permesso di organizzare un meeting contro la pena dJ morte ; - nell'Illinois si dà loro · . del pou'àding, dei biscotti, delle focaccie di miele, e si è così lontani · dalla vera· giustizia quanto gli antichi partigiani della tortura. << Da tutto ciò si vede quanto sia g rande la necessità di cambiare . le:nostte idee sulla prigione, come sia necessario che i giuristi imparino per il contatto diretto coi delinquenti, le loro vere tendenze, prima di fissare le leggi ». Tutto ciò io molti anni fa affermavo nella Ja e 2" edizione del· l'Uomo delinquente, e meglio ancora di me il Ferri nella sua stupenda conferenza Celle e carcerati, 1890, e ·nella sua Socio'logia criminale, senza poter avere :un'eco nella pratica carceraria e criminale, che seguita il suo triste corso imperturbato. 3 .. COLONIE PENALI NELLA Nuoì'A C ALE DONIA. - Le colonie penali francesi sono la pietra di paragone dell'influenza dell'ambiente, perchè qui si l1a il cambiamento d'ambiente pih completo . (1) D()tt. NIEuw ENBUYS, professeur de l'Université de Groningen, discours . d'ouverture : De Gevangenisstraft. - Groningen, 1884, p. 15.


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possibile : vi si diedero, infatti, ai delinquenti i mezzi di vivere onestamente: si forniscono loro, anzi, risorse insperate che sovente mancano alla gente onesta, si è isti tuita per essi una cassa (Legge 17 agosto 1878) di risparmio sovvenzionata dallo Stato; si danno loro in concessione terreni di cui dopo 5 anni dalla liberazione di ventano possessori. Ogni concessionario ha diritto al vitto, vestiario (Circ. minist. 6 gennaio 1 ~82); alle cure d'ospedale ed agli strumenti agricoli; se ha mogl ie, questa gode i medesimi diritti, oltre 150 franchi all'atto del matrimonio ed un mobilio completo. Non è solamente, dunque, l'ambiente che è cambiato, ma tutte le occasioni di l'icadere nel delitto sono accuratamente evitate. Ma noi sappiamo che se è possibile l'emendarsi in un nuovo ambiente pei delinquenti d'occasione, non lo è pei veri delinquenti-nati di cui si compone la maggior parte di questi miserabili. Ora, nelle relazioni non ufficiali, avendo le ufficiali interesse a nasconderci la verità, noi vediamo un rifiorire del delitto in pieno gio1:no, al punto che gli, uomini onesti, ed i funzionari stessi , che mandano al Governo rapporti menzogneri, sono spesso le • vittime di queste pretese pecore rientr&te all'ovile. Vediamo, p. es., quanto dice 'l'homas ( Cannibals and convicts, 1886). « Non si ·può ideare a qual grado d'infamia essi siano giunti. ·« Nel 1884 si Yide uno di questi delinquenti tentare di tagliar

la gola alla sposa dopo 48 ore di matrimonio. Sorpreso, fuggì fra i selvaggi che l o fuci larono: ma essi stessi sono sovente le vittime di quei niiserabilj. L'impunità, l'indulgenza diedero luogo ad una vera anarchia, ad un vero i nferno -in terra ». Mancelon (Les bagnes et la colonisation vénale, 1886) dice . cbe vi sono dei rel egati condannati per ben tre volte a morte che furon~ in seguito liberati. Una donna che aveva ucciso due baro.bip.i, e clie fu in seguito graziata, più tardi ne uccise un altro. \

E cco come descrive un condannato uno di quei matrimoni che LPMBROSO. -

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il governatore Pardon, nella relazione ufficiale (1891 ), ci dipinge _ con tanta ammirazione. All'isola Nou (Laurent, Les habitués des prisòns, 189~ssistetti ad una cerimonia curiosa; allo sp~salizio di uno dei m~i condetenuti. Il pretendente era un individuo condannato a 5 anni di lavori forzati, per aver fatto il colpo del Père François (gettare un nodo scorsoio al collo è serrarlo prontamen te). Lo si mandò a far la scelta della sposa al convento di Bourail al P adoc. La rel igiosa gli offrì pr ima una donna di 32 anni condannata a 15 anni di lavori forzati per avvelenamento. <<

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Il primo abboccamento fu tenerissimo : la fidanzata, poco t i-

mida, saitò prestamente al collo del nu ovo venuto, tenendogli press' a poco questo linguaggio: Ah ! mio caro amante, non si

goàe niente qui, tu mi farai uscire. Che brutte, oscene (sales) religiose! Avrei ben volontà di arrostirne (griller) qualcuna; non hai tu un poco di tabacco (perlot) e di carta (fafe)? cc Il candidato r ifiutò quest'amabile persona tanto distinta nel l inguaggio quanto nei modi. Gli presentarono allora una Yecchia truffatrice (prost ituta) chi amata col bel nome di Rosa e condannata a 8 anni di lavori forzati, per arer aiutato a derubare ed assassinare un uomo in casa sua (àégringoler et refroiclir un micltet àans sa carrée). « Ho truffato, dice ella, per qualche tempo, ma ora sono rinsavita.

Il matrimonio fu deciso. Il condannato si presentò agli sponsal i dando il braccio ad un'antica p rostituta, chiamat a F anny. Dopo l a messa, il prete disse u n sermone, parlando ai novelli sposi di perdono, di redenzione, dell 'oblio delle offese ricevut e e passate. Ma la sposa stizzita ed impaziente non cessava di ripetere: ah! quanto ci annoia ! (ce q_u'il nous saule). « Ne seguì un banchet to molto inaffiato. Il testimonio si versò t anti bicchieri colmi, bevet te tanto alcool falsificato, che dor<•


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mendo si lasciò prendere il portamonete. Il marito era altrettanto ubbriaco, ed il mattino si svegliò con un occhio ammaccato e senza notizie della nuova sposa. Questa aveva approffittato del1' ubbriachezza del marito per godersela con un altro liberato cbe la ricondusse il mattino· susseguente. Il marito prese la cosa in buona parte e la trovò quasi naturale. Durante l'ubbriachezza lo sposo aveva avuto un sogno. Egli aveva sentito la voce d'una donna che gli mormorava parole dolci, aveva intravveduto il volto della sposa sorridente ed aveva sentito le mani leggiere e carezzanti palpargli la pelle. Al r isveglio, non gli rystò che un vago ricordo, ma constatò che la sua lJorsa era passata dalla sua tasca a quella dell'onesta Rosa. « Q~ant~nque maritata Rosa divenne t osto la concubina dei liberati e dei carcerati stessi. Il marito chiuse gli occhi e fece lo gnorri (le graffe). Un giorno Rosa at tirò in un locale appartato un Arabo liberato che sapeva ricco, e il marito lo svaligiò e lo uccise il. colpi di ascia. Ma Ia donna impaurita denunciò l 'omicida che venne condanna~o a morte. Così finì questa coppia fortunata » . .Leggesi nel Néo-CaZédonien del 26 gennaio 1884 : « Un rig~nerato venne messo in concessione t empo fa, non si sa perchè, e fu autorizzato a sposare una giovane e bella donna la quale, da quanto pare, non fu abbast anza soddisfatta del nuovo sposo. Quarant 'otto ore . ~o gli sponsali, questi venne arrestato alle 2 pom. mentre disp onevasi a segare tranquillamente la gola alla giovane metà. L'arrivo degli agenti impedì che il délitto fosse -commesso. Egli non subì che qualche giorno di detenzione, perchè essendo · stat o sorpreso mentre stava per commettere il t reato sulla porta della: casa di un funzionario , dal quale sua moglil} veniva, la còsa fu soffocat a e la giovane coppia fu rappattumata per ordine superiore. Ma poco dopo la donna si salvò éc

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per non esserne assassinata. Il marito si vendicò incendiando Ja casa, e fuggì. Per distrarsi egli ora incendia. tutte le case dei con- · cessionari. cc Altro esempio. Elena Massé, condanlijlta ~la prigione, sposa Belgassem Mohamed, condannato ai lavori forzati per assassinio della prima moglie in Algeria. cc Geloso di un'allieva del convento di Bourail, non tardò molto ad uccidere Elena l\Iassé >>. Nella bella monografia, Travaux for cés fin de siècle, della Nouvelle Revue, 1890, un anonimo filantropo ci descrive un altro fatto . L'uomo del bagno che in pieno centro penitenziario passò a seconde no1.ze legittime con un'infanticida ed incendiaria, il DévilJepoix, era stato condannato dalle Assise della Senna Inferiore alla pena dei lavori forzati a vit~ per 4 capi d'accusa confessati e pro-iati, e cioè per: I O Attentato al pudore con violenza sulla persona di servizio, una ragazza di 14 anni; 2° Omicidio volontario dopo l'att entato; 3° Altro omicidio subito dopo il primo; 4° ~uo,·o atténtato al pudore tentato o consumato con violenza. Si tratta qu.i dunque di un forzato in tutta l'estensione della parola, del forzato classico pel quale la legge repressiva, sahaguardia della società, fu inventata. Ebbene, è di questi esseri, t err ore ed onta dell'umanità, che l'amministrazione penitenziaria sotto il pretesto di tentare dei disgraziati saggi di cultura o di aumentare le sue risorse finanziarie speciali, fa i suoi colonizzatori. Per ottenere l'emenda morale dei condannati, non trova niente di meglio che sottrarli subito alla pena inflitta dal legislatore e pronunciata in virtù di un giudi~io di un giurì composto di persone sensate che non t rovarono quella pena troppo eccessiva.

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E come ciò non fosse ancora abbastanza, olt re a non essere pii1 punito, e a diventare concessionario di terreno, il favorito dell'amministrazione coloniale attiene persino di formarsi una nuorn famiglia. Sì, egli prende moglie, quel . triste! Con qual diritto poteva egli diventare concessionario di terreno, promessa dalla legge dopo molti anni d'espiazione e che insomma è per il condannato l'emancipazione quasi completa? e quale attitudine straordinaria alla Yita cli fam iglia ed alla paternità si poteva trovare in quello strano sposo cbe il giorno stesso delle nozze si ubbriacò e percosse la sposa? Poichè la concessione di terreno, il favore del maritaggio non sono contemplati dalla legge che a ti tolo affatto eccezionale, a titolo di ricompensa: Dopo qualche t emr,o, per piacere, per nulla, Dévillepoix mise fuoco alle case dei vicini, incendiò la piantagione di J\I. e G., prostituì la moglie col primo capitato per vivere meglio e finalmente si fece condanna1·e a morte. Ora noi ci siamo assfourati cle visu, che i Dévillepoix concessionari, buoni vici'ni e felici sposi, sono una legione nella Nuova Caledon ia ed anche nella Guyana, dopo la concessione del 15 a. prile 1887. Molti divent ano cuoclii in case particol ari, servi, professori di lingua e di belle. lettere, sono ben ricompensati, hanno delle piccole compiacenze e qualche volta buone fortune. In tutti i casi, coi loro benefici più o meno di contrabbando, essi mantengono delle amanti e diventano abbastanza uomini . liberi per potersi elernre sino alla delinquenza per passione ( crime passionnel). Nell'anno 1883, un liberato s'innamorò della signora B. , venditrice di liquori, e siccome ella non corrispose subito alla sua fiamma, egli le bruciò le cervella e si suicidò in presenza degli avventori. Nel 1881 il Ministro della Marina si lagnò che sopra 7000 persone, senza· coutaré i liberati , 360 soltanto poterono esser.e im-


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piegati nelle costruzioni di strade. Tutti gli altri vagano più o meno alla ventura, vivono a modo lol'o, a cavallo, in veLtura, liberamente, sotto pretesto di lavoro in concessione, o d'impiego presso i particolari. Siamo lontani dall'articolo 2 della legge 1854 ! Così non più disciplina, non più, si può,. dire, bagno. Nel 1880 non c'erano che da 640 a 700 evasi; nel 1889 la cifra permanente di 800 è raggiunta. I più odiosi non sono i più sorvegliati. Il famoso bandito Brideau, P,Vaso altre ,olle, uccise una vecchia e le divorù il seno. Anche sotto il coltello della ghigliottina si rise della giustizia. « Tirate giù >), gridò con foria, quando era sotto la mannaia. Chi, d'altronde, potrebbe frenare questi deprarnti, allorchè si sono accorti che il bagno - quil~to spauracchio dei codici --: non è che una facezia ? Forse la repressione disciplinare nell'interno stesso del bagno? Ecco qual è il suo rigore: Per rifiuto ostinato al lavoro, prirazione del salario ; per ubbriacliezza recidirn, prigi one notturna; per pigrizia, doppia fibbia. Qual'effìcacia può avere la soppressione del salario? Forse che la gamella non è sempre pronta all'ora solita? E se manca il denaro, per quella specie di fratellanza della delinquenza che regna nel bagno, il punito non sarà certo da questo impedito di prendere i suoi bicchierini. Il Consiglio di guerra si perde a condannare e ricondannare, e per l'eternità, dei miserabili gi_à condannati a perpetuità. Si distribuiscono degli aumenti di 10, 20, 100 e 200 anni di bagno! Si vedono a Noumea individui condannati tre Yolte a morte e graziati, ed in seguito lasciati in libertà per le ,,ie. Kel 1891 il Tribunale marittimo di Noumea condannò a morte un forzato chiamato Janicol, il quale, in seguito ~ condanne avute nella colonia, non sarebbe stato libero che l'anno 2036, -rnle a

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dire dop9 145 anni! La ~facé, inriata alla Caledonia dopo aver uccisi i suoi due bimbi, si marita, ottiene una concessione di terreno ed uccide un nuovo fanciullo. Un antico fabbricante di stoviglie a Bourail, che fu condannato per stupro di una figlia maggiore, è raggiunto dalla moglie, dalla vittima e da un'altra figlia più giovane. Egli spinge la maggiore alla più bassa prostituzione, vi prepara l'altra minore, e continua il suo commercio florido di stovigliaio. LE} vittime sono i poveri sorreglianti. Il martirologio è lungo. Fra tanti citiamo Olivieri, un ex-sergente del 12° di linea, con 21 anni di servizio, ucciso nel marzo del 1886 a colpi di ascia. A Ouegoa, Villenet subi _la stessa sorte; Lavergne cri vellato da colpi di coltello da un condannato vagabondo, malgrado tre condanne successive a vita (la Yita del Lavergne venne giuocata al·1'écarié ! !) ; Antonmarchi fu scannato durante il sonno, Taillandier, Salvadori, Collin, Paggi, Guillemaille, p-:1gnalati colla moglie e coi figli; Gerbi tagliato a pezzi. E molti ancora si suicidarono al loro arrivo a Noumea, alla ,ista di quella posizione clie essi erano venuti a cercare, e che ai loro occhi si fece apparire come una ricompensa ai loro leali servizi. D,iamo a questo -proposito uno sguardo sul bilancio del 1891 per la deportazione. Vediamo -un totale per il servizio penitenziario di L. 11,175,932. lJ'in qui, si vede, è il solo articolo 1 ° della legge 1854 che è eseguito. Trasloco dei bagni , sgombro per la metrop_ol i. l\Ia questo non ha sen•ito che a una cosa: impedire che una magnifica colonia si fondasse. Certamente si partì dall'idea giustissima ~di liberare la metropoli dai furfanti che l 'infestano ; ma si aveya pure la pazza ambizione di colonizzare senza ·disturbarsi, senza avere dei coloni. Si credeva che l'Au~tralia, tal quale è, fosse l'opera dei convicts; 01:a giammai costoro saì·ebbero riusciti a fondare Sydney, Melbour ne,

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nè la magnifica strada ferrata di Murray, se i tesori dell'interno non avessero attirato i cercatori d'oro al Continente australiano. 1\fa appena arricchiti, questi sentirono orrore pel condannato e lo cacciarono colJa forza, non lasciandogli nemmeno la Tasmania. La nuova Galles del Sud, diceva il Governatore F ~de ]~ Richérie, non cominciò ad uscire da un regime di miserie per avviarsi ad una prosperità sempre crescente, che dopo l 'introduzione d'immigranti liberi, mentre uno ad ora la deportazione alla Caledonia non fu che un trasloco di bagni senza profitto per i territori che essa doveva fecondare. Il condannato concessionario può farsi ai utare ed occupare operai in numero illimitat o. Ed ecco un ladro emerito che prima di essere catturato ha nas~osto la refurtiva (magot), oppure la confidò ad un parente, od 11,mico. Egli diventa con·cessionario. Gli si porta il denaro, ed aJlora egli occupa molti operai , impianta un'immensa cÒltivazione, ed assiste al lavoro fumando. È diventato benestante , gran proprietario di fondi e benefattore della colonia. Forse voi crederete ad una mistificazione? In novembre 1885 un antico cassiere della Compagnia del Nord, chiamato Fréret, condannalo a 20 anni, aveva annunziato dappertutto la fondazione alla Baia Prony di un immenso Stabilimento termal e con hotel, saloni, bi-blioteche, sale da giuoco, ecc. Cercava il collocamento fruttifero dei milioni rubati alla Compagnia, e che la signora Fréret gli aveva portato, via Sydney. Aveva comprato per 160,000 lire la concessione e le stazioni, mandrie di bestiame dal signor Lamy a Bourai l. 11 contratto si era fatto sotto il nome del la signora Fréret. Dnrante questo tei:npo egli passeggiava a cavallo od in vettura., come un gentiluomo, con molto l usso e facendo gran pompa delle sue ricchezze. Ed è così che l 'articolo 2 definisce (( i lavori fo rzati piil pesanti della colonia ? >> . Di più, durante il t empo della concessione provvisoria, in virtù della malsana promiscuità, dell' orribile ed irrimediabile fraternità

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che regna fra vicin i e dc1m, i buoni, coloro che hanno ancora un barlume di coscienza, sono inesorabilmente oppressi dagli altri, i loro sforzi sono sterili ; fortunati quando non sono nè saccheggiati, nè incendiati. E questa non è una questione di partito politico. Gli effetti di questo ordinamento della colonia sono evidenti. È già passato un quarto di secolo dall'arrivo alla Nuova Caledonia del primo com-oglio di condannati: eppure essa non ha strade; Noumea non ha égouts, nè terrazze, nè case, nè aocks, nè bacini di carenaggio. Eentosto tutte le terre saranno in roano di incendiari e di assassini. Si capisce ora quanto siano veritiere le re1azioni degli Ispettori che sostengono che << i concessionari sono veri proprietari, ad alcuno dei qu~li si potrebbe co n sicurezza dare grazia e libertà.»: eppure essi stessi sostengono che << non bisognerebbe permettere ai ragazzi di ritornare ogni sera presso i loro parenti , perc~è non vi perdano tutto il bene morale che possono aver acquistato durante il giorno >> • Gli stessi lamenti si leggono infatti nella democratica Revue de l'évolution (marzo 1891), e nel Bulletin ae la Sociéfé des prisons, 1891, pag. 411, rivista che non è certamente troppo democratica.

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CAPITOLO XIV.

Terapia criminale. -

I.

Probation system. -

Riformatori.

Mi son fermato forse più ch"io non dovessi sulla deportazione per mostrare quanto sono esngerati gli avversari dell 'antropologia criminale, che pretendono l'ambiente, e solo l'ambiente, origine di tutti i delitti . In questo caso gli ambienti son cambiati, ma il delitto persiste, anzi s·aggrava. e i rimedi sono peggiori del male. Si deve forse per questo respingere ogni terapeutica del delitto? In,ero pei criminali-nati adulti non ,i sono molti rimedi: bisogna o sequestrarli per sempre nelle case degli incorreggibili, o sopprimerli, quando la loro incorreggibilità li rende troppo pericolosi e può trasc~narli a ricolpir di morte la. gente onesta. l'ifa pei giornni, anche se criminali-nati, si possono tentare meno crudeli misure, utilizzando, p. es., le loro tendenze in qualche mestiere che ne soddisfi le prarn passioni e conduca ad un risultato meno pericoloso, quali la macelleria per i sanguinari, lo stato militare, che è spesso una macelleria ufficiale, o il circo, per gli atletici, la prostituzione per le donne lasci ve: ecco una specie di r imedi preventivi innocui, anzi utili all'organismo sociale; - pei bimbi i rimedi sa1·ebbero ancor piì1 nobili e pronti. TERAPI.\. DEL DELITTO. -


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2. Eoi:;CAZIOXE AXTICRIMIXALE . - Gli è che se rantropologia criminale scarta e rinnega molti dei vecchi metodi di prevenzione e di repressione, ne ha escogitato di ben migliori e più sicuri tali sono i manicomi criminali, le raggecl scliools, le case inaust·r iali 11ei fanciulli - e per questi lia segnato tutta una nuova psicologia (1 ). Essa ci apprese che, vista. la temporaria criminalità comune ai bimbi, non conviene troppo spaventarsi (nè chieder quindi repressioni dure e se,ere) degli atti criminosi dei fauciurn, quando non siano eccessivamente ripetuti e quando non s·accompagnino ai carntteri antropologici della criminalità. L'cyoluzione verso il bene ha luogo in ogni modo nen.·uomo sano --""----(come la trasformazione delle forme inferiori nel feto man mano che dfrenta infante), e ciò anche malgrado una cattiva educazione. Certo questa, specialmente se stimola o non frena gli istinti malvagi che sono in pieno slancio nell'infanzia, può fare in guisa clie essi, inYece di mutarsi, diventino abituali; e Spencer c'insegna ancl1e llel suo mirabile lihro Sull'educazione che altrettanto male fa un·educazione troppo sev·era, la quale irriti il fanciullo e non lò cominca dei suoi torti, un'educazione che non segua, cioè, !"istinto nat~uale del fanciullo, che voglia ottenerne più di quanto esso possa dare, che dimentichi l'imm ensa influenza della simpatia, per cui anche noi adulti proviamo assai più dolore di a,,er offeso una persona simpatica che non una antipatica: ciò ci dà modo cli ridurre le correzioni a forme mitissime eppure più efficaci, perchè consone alla sua indole: per es., quando un bambino abbia sciupato un oggetto caro, dobbiamo eomperarglielo a sue spese, diminuendogli una leccornia., o quando abbia insudiciato la casa

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(1) Vedi LmrnRoso, Uomo delinquente, 1• e 2• edizione, parte Incremento del delitto. in I talia.

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coi proprii balocchi, farglieli rassettare, il che gli mostra (nel medesimo tempo) le conseguenze del suo fallo; lasciarlo perciò anche incontrare lievi graffiature, scottature, ma avvisandolo prima; e quando non obbedisca ai nostri ordini, ~unirlo col dimostrargli minore simpatia, ma non trascendere in ira, poichè un'ira anche brere è sempre nocirn tanto al padre quanto al figlio : nel padre perchè in fondo è un reslo di vende t ta, e nel figli o perchè considerata come tale fa nascere una reazione anch'essa di vendetta, mentre alla pen·a data con calma succede spesso una reazione utile; essa fa che il giovane si corregga piuttosto naturalmente da sè che non per la violenza del correttore. Si impedisca piuttosto che favorire , come dai più si fa, nel fan ciullo l'associazi one d'idee costante fra le azioni malvagie e le punizioni, per cui quando è cessato il freno del maestro e dei genitori essi non lianno più paura a commetterli. Questa è la causa per cui sono appunto i figli delle persone troppo rigide nei costumi che, giunti all'età adulta e fatti liberi, commettono maggiori mancanze e finanche delitti. Queste ragioni doppiamente servono quando si tratti del criminale minorenne, così facile all'ira, alla vendetta, a prendere anche ingiustamente in mala parte le correzioni: esso è già crudele per sè, lo diventa cli più naturalmente nei r iformatori per l'imitazione clegli altri, per la gloria del fare il male e per la reazione molte volte giusta alle punizioni, le qL1ali spesso, se sono in rapporto col bisogno di far andare militarmente un grande stabilimento, il che non· si può senza disciplina, non lo sono però colla gra':itù dell"azione commessa. E poi come si può destare nel fanciu1lo simpatia verso il correttore quando questo non può avere che fugaci rapporti con e.sso. e il più spesso, anzi, solo i n occasione di infliggergli pene? E come può egli tenersi d'occhi o giorno per giorno, in modo da mutarne le abitud>ni, quando si tratta di centinaia d'indhidui che si vedono


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fo gacernente? E poi, come evitare quel pericolo m assimo cbe sorgano nuove idee fisse che conducano al male, quando il contatto con tan ta gente cattiva, gloriosa della propria mah·agità, ne farebbe destare dei nuovi anche ad un onesto, e ciò nell'età in cui sorgono e vegetano rigogliose di pit1 queste idee? Si ha u n bel suggerire nei riformatori delle suddivisioni nuove: ma è già mol to se si attuano quelle per età e per la causa del ricovero. Chi è che si sogna di dividere dagli altri i m asturbatori? i pederasti? i borsaiuoli? i tormentatori d'animali ? E anche volendolo, come lo potrebbero , se quasi tutti, anzi tutti, qualche prava speciale tendenza l'hanno, senza di che non sarebbero stati ricoverati? Eppure qui sta uno dei punti più salienti del problema. Un naturalista collocò in un acquario, dhisi fra loro da un vet ro, dei carpi e dei piccoli pesci che essi erano sc,liti mangiare; sulle prime si gettavano sul Yetro per abboccarli, ma dopo, visti inutili i tentativi, cessarono. E dopo anche tolto il vetro, convissero senza attaccarli più . È l'abitudine che li fece divenire in~ nocui se non innocenti. Così il cane coll'abitudine e coll'educa-

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zione finisce a non rubare . ....-::--È .co;;questo metodo che si devono curare i criminali-nati, e non coi bagni e la ginnastica, e, peggio, colle punizioni feroci, che nulla possono sulle abitudini morali. · Ma per questo ~iova p iù di tutto un vero bagn? morale in mezzo a famiglie oneste, in cui il piccolo reo non possa trovare un suo collega· - mentre un luogo ove molti dei suoi simili sieno insieme, malgrado tutti g1i inviti teorici e pratici all'onestà, sarà . I. sempre per lui più una causa di pervertimento che di emenda. 3. UNIONE I NTERNAZIONALE

DI

DIRIT'l'O

PE~ALE . . -

Segnaliamo

infine la fondazione recente dell'Unione Internazionale di diritto , I penale, che porta scritto sulla sua bandiera molte di quelle con-

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elusioni pratiche della nostra scuola: che per conoscere la criminalità bisogna studiare i delinquenti: che le misure prernntire sono altrettanto efficaci quanto le pene contro il delitto : che i tribunali. repressivi e l'amministrazione penitenziai-hi tendono allo stesso scopo e la condanna non rnriando che per il modo d·esecuzione, la separazione fattane dal nostro diritto moderno è irrazionale: che bisogna cercare di sostituire altre pene agli imprigionamenti di liern durata : che bisogna distinguere ti-a i delinquenti d'occasione e quelli d'abitudine: e che quanto a questi ultimi, quando si tratta. solo clella ripetizione di piccoli delitti, il sistema penale deve cercar di prolungare la pena. È il crollo di t utta la vecchia metafisica giuridica questo deca- · logo a cui hanno sottoscritto settecento fra i membri più distinti . della giur isprudenza europea. Già essi si sono riuniti t re volte in congresso per dettare la riforma della legislazione penale conforme ai dati forniti dagli studi antropologici e sociologici. Essi si sono accordati su molti punti i mportanti: che per i delinquenti d'occasione, gli esordienti, quelli che non hanno subito condanne anteriori, la prigione nuoce più che non sia efficace: si proposero di sostituire alla prigione diverse misure, come l'ammonizione (che vige già in Inghilterra ed in Italia), l'internamento in casa , le ammende, i lavori pubblici all'aria libera e la più larga applicazione della condanna condizi onale, che permette al condannato col pevole di riabilitarsi da un fallo accidentale, non lasciandolo al contatto perve,rtente dei recidivi, delinquenti d'abitudine. All'unanimità ò stato adottato l'articolo di Garofalo: <<L'Unione raccomanda l'applicazione del principio di condanna condizionale, insistendo sulla necessità di fissarne i li miti secondo le condizioni locali e tenendo conto dei sentimenti e dello stato morale dei popoli» . Vero è che alcuni dei fondatori de.11' Unione (Liszt, Prins), dopo a"er copiato le conclusioni e le applicazioni dell'antropologia cri-

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minale, ne rinnegano ]a derivazione, l a paternità; - se non che ciò è una nuova prova de1la nostra maturità. Son sempre i figli che fat ti grandi rinnegano i padri. Ma quanclo un'idea trionfa, che importa se il nome e le faticbe del suo ispiratore vanno dimenticate! 4. PROBA'l'ION SYSTE)I. - 'l'utti i rimedi prerentivi sono molto più indicati per i delinquenti d'occasione, per i criminaloidi, sopratutto per le donne, che sorio quasi sempre tali (1 ). Una eccellente istituzione preventiva dei rei minorenni è il P1·obation sy~tern, o stato di prova , in gran d'uso negli Stati Uniti, sopratutto per i giovani delinquenti (2). Un delinquente non recidivo non è messo· in prigione, ma ha dal giudice una sentenza secondo cui alla prima recidiva clevè essere sottoposto alla sorveglianza di un agente speciale. Quest_o State agent, che ha il diritto di sorveglianza sul giovane delinquente per un dato tempo, se ti-o·va èbe esso non riceve nella sùa · famiglia un'educazione comeniente e non ~ abbastanza sorvegliato, può metterlo in un·a casa di educazione per i ragazzi moralmente abbandonati. -Se il giovane delinquente cade in recidiva, lo State ageut lo traduce di nuovo davanti al tribunale, di dove poi è mandato in una casa di correzione. Questo sistema ba dato degli eccellenti risultati: i giovani delinquenti sono quasi interamente scomparsi dalle pi.;igioni del :M:assachussets e si è potuto vedere che nel più dei casi basta met tere i,l colpevole, per un certo témpo, sotfo la sorveglianza severa dello Staf;e agent, e di lasciargli sospesa su1la testa là spada di Damocle di una casa di correzione per ricondur!,.o sulla buona strada. I risultati ottenuti così banno ispirato l'idea di estendere questo sistema ai delinquenti adulti; e quest'idea fo messa ad esecuzione (1) Vedi D onna delinquente, di Lo.MBRoso E F ERRERO, parte II e III. Lo:l!BROSO, L es applications de l'anthropo~ogie crirninelle, 1891.

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in una legge del 1878, che istituì, a titolo di pro,a, un funzionario speciale : Probation officer. Egli ha i l· dovere di essere i nformato di t utti gli indi\'idui condannati per delitto dai tribunali di Boston e di stabilire, con Taiuto clelle informazioni raccolte, quali sono i delinquenti di cui si può sperare l'emend'!mento senza fa~ loro subire la pena; deve poi assistere ai dibattimenti del processo di tutti quelli per cui a lui non par nè utile nè necessaria una--repressione materiale, e dopo aver fatto conoscere i risultati della sua inchiesta, il cui punt o principale è di sape.re se ha arnto luogo anteriormente una condanna e se non ve n'è stata domanda, chiede che il colpevole sia lasciato libero, in prova (on probation). Se il t ribunale annuisce il colpevole è messo in prova per uno spazio di tempo che può va- · riare dai due ai dodici mesi, secondo i casi, nelle condizioni. ben inteso, che il tribunale giudica convenienti. La forma che si tiene è questa : il Probation offìcer obbligasi formalmente che il delinquente compirà le condizioni imposte. Il Probation officer, che è un impiegato superiore della polizia , acquista fino allo spirare del tempo di prova, il diritto di faTe arrestare, in qualunque momento gli paia conveniente, il criminale rilasciato in libertà e tradurlo davanti al tribunale, per fargli subire la pena da cui non era che sospeso. Allo spirare del tempo di prova, il Probation officer domanda che all 'individuo sia cancellata (cl2·scarged) la pena; tuttavia in certi casi determinati può domandare e ottenere che il tempo di prorn fissato prima sia prolungato. Durante il tempo di prova, l 'incriminato deve fare al Probation officer tutte le comunicazioni verbali o scritte che questi esige ed eseguire tutti i suoi ordini . Il funzionario,. poi, deve, per quanto è possibile, tenersi al corrente della situazione e delle condizioni d'esistenza del soggetto messo in prova. Il sistema è analogo a quello cl1e è s tato adottato in Inghilterra per la legge dell'8 agosto 1887, detto Probation offrit offenders act.


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Il numero degli individui lasciati liberi in istato di prova uella città di Boston durante il periodo dal 1879 al 1883, fu di 2803; fra questi 223 che non avevano subito fa vorer olmente la prova furono r itradotti in tribunale e furono colpiti dalla pena ; 44 hanno pr eso la fuga senza che si potesse riprenderli. I del itti più generali in seguito a cui i delinquenti erano stati lasciati liberi, in prova, erano : ubbr iachezza , manutengolismo , furt i di poca entità, ingiurie e violenze corporali. Nel 1888 su 244 persone messe in prova, di cui 137 per ubbria chez.z_a, 125 per ris-,a, 18 per ladroneccio, 13 per t urbolenza, 230 parvero emendarsi . - Senza dubbio molte di queste promesse non fui·ono tenute,· ma in complesso si ottenne veramente l'effetto cercato. L'agente dichiarò che quasi il 95 0[0 delle persone sottoposte q.lla sorveglianza l'anno precedente hanno tenu to una buona condotta e furono liberate defioitirnmente : solo 13 riconosciuti incorreggibili sono stati condannati a subire la pena. L'esperienza è stata così fertile che una legge del 1880 ne ha esteso l'applicazione allo Stato del :l\fassachussets tutt'intero, a.utorizzaudo ogni città o comune a nominare un Probation officer investito di tutte le attr ibuzioni enumerate nella legge del 1874, o a ,dii,r queste atb'ibuzioni ad un impiegato della poliz.ia. 5 . R I FOR}i,\TORIO Di ELMIRA. -

Meno assai ( visto quanto dissimo sopra) possiamo sperare dai riformatori, n_eauco da quelli di America, che paiono pure ispirati alle nuove idee. Tale è quello di Elmi ra, di cui ci vengono bellissime descrizioni di W inter, di Way, di Ellis (1), che appunto accennano alla

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(1) The New-York Refoi-rr,at-O ry in Elmira by ALEX.\~OER W1s-rKR F. S. S., with a preface by H.H'ELOCK ELL JS. - Lonclon, Sonnenschein e C., 1891. Fiftee11th anmwl Report of tfte board of lJ,:fanagers of the N, Y. S. Reformatory at E lmi ra, 'l'rasmitted to the Legislature, Jauuary, 1891. Reformatory Press., · Lommoso. - 21.


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coincidenza della creazione dell'Istituto di Elmi ra, per opera del Brockway, colla pubblicazione escita, nel medesimo anno (1876), della ia edizione del!' Domo delinquente cli Lombroso, a cui quel filantropo d ichiara essersi ispiralo nella sua riforma.' · I n quel Riformator io non si mandano~ di regola, che i gio\'ani dai 16 ai 30 anni, caduti per la prima volta in un delitto non gra\'e; e un'autorità illimitat a è concessa da lla legge al Consiglio diret tivo (1), in quanto che un ricoverato può esser e rilasciato in libertà condizionale, anche molto prima del tempo stabilito per i l reato commesso, quando il Consiglio l o giudichi opportuno_ Questo giudizio dere fondarsi sulla convinzione che la resipiscenza dei ricoverato sia assicurata ; la sola formali tà che accoro pagna i l rilascio,

è la parola d'onore che egl i dà al Sopraintendente ; però il Cons iglio. può abbreriare la durata della espiazione a r iguardo dei buoni, non prol ungarla_ La conoscenza dell'individuo r icoverato, per tutto quel che si riferisce alle ~ue condizioni psico-fisiologiche, all'ambiente nel quale

è vissuto, alle ca use che poterono contribuire a farlo delinquere, forma lo st udio principal e del Brockway ; e da quella conoscenza egli desume i mezzi da adottare per ottenere lo scopo desiderato del ravvediment-0 . Questi mezzi consistono , per il :fisico, nello svi luppo del sistema muscolare: doc~ie, massaggi, ginnastica, buona dietetica; })el morale, nel ringagliardire la volontà, facendo il detenuto padrone di sè e cooperatore della propria liberazione_ Questa liberazione gli è accordat a appena m ostra di essere emendato e di poter bastare a se stesso. Il prigioniero, appena arriva, deve fare un bagno, e gli si dà l 'uniforme dell'I stituto. Dopo è fotografalo, registrat o, visitato dal dottore e raccinato. (1) Questo Consiglio direttivo del Riformatorio si compone del Sopraintendente generale e di altri cinque membri scelti dal Governatore e dal Senato_

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Per due giorni vieo chiuso in una cella per meditare il suo delitto e prepararsi all'emenda. Il terzo giorno lo conducono dall'Intendente, che fa nel suo temperamento e nel suo carattere tutte le ricerche necessarie per applicarvi il metodo di cura più razionale. I prigionieri sono divisi in tre categorie: La prima comprende i buoni; Nella seconda stanno quelli di mezzo ad experùnendum ; E la terza comprende i perversi ecl i difficilmente correggibili. Per questo vi sono nove note distinte per ogni individuo, vale a dire: Tre note per la condotta; Tre per il lavoro; Tre per i progressi_nella scuola. Il prigioniero che ottiene nove note ogni mese pP-r sei mesi, è promosso nella prima categoria e può ottenere la libertà. Poi l 'Intendente colloca il detenuto, secondo le sue tendenze e normale o tecnica, in un secondo la sua coltura, in una classe I dipartimento industriale, per abituarlo ad un mestiere; gli fa co noscere nello stesso tempo i suoi doveri come i diritti e i privilegi dell'istituto e le condizioni per cui può riabilitarsi e ottenere la libertà. Si . mette nelle mani d.el detenuto un mestier.e che gli permetta, dopo la sua liberazione, .di guadagnare onoratamente la vit~. Questa è la prima preoccupazione della Direzione. La statistica mostra che piÌl del 7J5 O[O dei condannati non aveva un mestiere, che il 94 010 degli attentati sono commessi contro la proprietà. .,. P er questo si preoccupano poco dei benefici che possono ricavarsi nello stabilimento. Sopratutto si hanno in vista i vantaggi ulteriori che la soci ~tà ritirerà quando essi saranno rientrati nella

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vita. - Si ricerca con cura scrupolosa qual'è la professione per cui essi mos trano più attitudine e che è più profittevole nel paese in cui dovranno stabilirsi. Per quanto concerne l'applicazione al lavoro, il capo rimetté tutti i giorni ad ogni detenuto nella s:la di lavoro un attestato in cui è notata la somma di. lavoro ch'egli ha fornito. 11 Brockway stesso stabilisce al principio di ogni mese, tenendo conto delle forze fisiche e delle attitudini di ogni detenuto, la somma di l avoro che egli deve forn ire dura nte i-1 mese, per ottenere la cifra massima. delle 11ote. [ rami d'industria nello stabil imento sono parecchi; il sistema di lavoro adottato, accanto ai lavori per i bisogni dello s tabilimento, è il piece vrize system. L'i nsegn_ame11to scolastico, oggetto di grandissima cura nel Re- . formatory, comprende l 'istruzione generale e l'apprendere tosto uri ' mestiere. L 'emulazione dei detenuti in quest'ordine di lavori è stimolato ancora da una istituzione veramente originale. Ogni settiman~ esce ad El mira coi titolo di Summar~; un giornale scritto esclusivamente dai detenuti. Questo g iorn ale inserisce una rivista degli avvenimenti politici della settimana, presa dai migliori giornali americani ; poi \·eugono le informazioni sulla vita stessa dello stabilimento, su11e conferenze che sono s tate fatte nel corso della settimana, sul risultato delle prove subìte, sulla promozione o la regressione di classe, la liberazione dei detenuti, ecc. Da un anno ricevo questo giornale, e confesso che nessun· giornale letterario d'[talia e di F rancia è così ricco di notizie, specialmente per ciò che riguarda la criminalità. Oltre l'insegnamento delle materi e d'istruzione generale, i detenuti ricevono nn insegnamento professionale. Si sono organizzati, pei diversi mestieri, dei corsi, a cui i detenuti prendono parte con grande interesse.


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ll detenuto ha o~ni settimana dne corsi professionali; due sere sono consacrate all'insegnamento scolastico. Restano dunque due sere e la domenica per -preparare i lavori. Il passaggio alla prima classe comporta certi vantaggi, specialmente dal punto di vista della corrispondenza, del ricever visite, del poter aver libri, e mangiare ad una t avola mentre gli altri mangiano nelle celle: infine i detenuti di prima classe, che portano un costume speciale, differente da quello degli altri detenuti, possono passe~giare insieme nel prato, e ricevono delle incombenze di confidenza, come, per esempio, la sorveglianza degli altri detenuti. I prigionieri, come p ossono g uadagnare una categoria con le note bnone, possono perderne per la negligenza e la cattirn condotta . In questo caso sono rinviati in terza ca tegoria, e per ricuperare la libertà. devòno sottomettersi ad un laroro piit duro. A bella posta si espongono i detenuti di prima classe a tentazioni di diverse specie. E appena dopo sei mesi che le hanno subite, Brockway propone al Consiglio cl' Amministrazione di metterli in libertà provvisoria. Il Consiglio ha, senz:.,. dubbio, diritto cli rifiutare questa proposta per dei motivi speciali, malgrado la buona condotta del detenuto, specialmente quando stima che la gravità del delitto .commesso renderebbe pericolosa una così pronta liberazione: ma di fatt o autorizza sempre l3rockway a mettere il detenuto in libertà.. Tuttavia la liberazione non ha l uogo che quando Brockway si è assicurato che il liberato troverà un'occupazione durevole e conveniente. Quando il detenuto non trova da sè o per merito d'amici questo posto, il Brockway cerca egli stesso di procura~lielo: e non gli è stato mai difficile finora; così almeno egli afferma. L'individno liberato pro\',isoriamente deve per sei mesi almeno dar conto della sua condotta sotto la forma che il sio-nor Br.ockwav , o J


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giudica più pratica secondo i casi, e non rice,e la libertà asso· Iuta che dopo nn anno di buona condotta. Diamo le notizie statistiche che si riferiscono a i 4194: ricoverati nel Riformatorio a tempo indeterminato; :ll}ettendo di fronte alle ci fre relative al 1890, le altre relati \' e al 1886 . Not izie sui ricoverati al loro ingresso nel Riformatorio.

Kumero d ei ricoverati a tempo indeterminato.

1886 2378 . 324

A ve\•ano genitori pazzi o epilettici . . » » dediti all'ubbr iachczza. 892 E rano di carattere decisamente cattivo . 1247 Erano illetterati, o quasi 1739 Avevano facoltà morali deficienti aff.1tto 69 Mancavano affatto di suscetth·ità ai sentimenti normali. . . . . . . . . . . . . . 976 l\:[ancavano affatto cli affotti figli ali, del senso d i 14.52 rossore, ecc. . . . . . . . . 2226 A vcvano commessi reati contro le proprietà. » » » contro le persone. 145 Avevano da 16 a 20 anni d i età. . 1418 )> 20 a 25 » 718 242 >> 25 a30 »

Notizie sui ricoverati a t empo indeterminat o (ttsciti).

Furono liberati incondizionata.men te . » condizionatamente sn parola . » per ter mine del massimo della pena o per commutazione della pena. . . Graziati, liberati· per altra causa, ev:isi, ecc.. Trasferit i al manicomio crimina.lo. . . . . 1\forti per malattie naturali o cause accidentali Suicidi . . . . . . . . . . . . Trasferiti nel penitenziario de llo Stato . » per altre cause. . . . . .

(1) Le notizie sono date su 4 193.

.,. - -.,. 1890

4194(1) 539 1612 2182 8029 73

12.8 38.4 52.0 69.9 1.7

1429

~14.1

61.0 1900 93.6 3920 6.1 257 59.6 2443 30.2 1337 10.2 413

45.3 93.5 6.1 58.3 31.9 9.8

13.6

37.5 52.4 73.1

2.9 41.0

Numero dei rivoverati a tempo indeterminato. 1886 1890

--

)I.

- -01.

I7U7 12 1476

0 .7 86.5

3151 14 26 11

119 22 8 28 2 32 8

7.0 1.3 0 .5 1.6 O.I 1.8 0.5

290 34 11 58 3 113 11

10.! 82.8 9.4 1.l

0.4 1.8 O.I 3.6

·o.4


-

321 -

Notizie sui ricoverati rilasciati condizionatamente, su paro!a.

Numero dei r icoverati a tempo indeterminato. 1886 1890

1476 Furono liberati definitivamente. . . . . . . 989 Rimanevano in libert à. condizionata. alla fine dell'anno . . . . . . . . . . . . . . 221 Terminarono, in libertà condizionata., il massimo della pena . 183 Furono liberati per alti·e cause. . . . 13 Ritornarono nel Riformatorio . . . 22 Ottennero la sospensione dell::i. sentenza. 37 Mori rono . . . . . 11 Tempo di soggiorno fatto nd Riformatorio dai rilasciati condizionatamente.

Meno d i Da 13 a Da 16 a Da 20 a Da 25 a Da oltre

Tempo di soggiorno fatto nel Riformatorio dai ricoverat i rimasti alla fine dell'anno.

66.4

15.0

365

14.0

12.4 0.9

367 46 37 47 15

H .O

1.5

2.5 0.7

°fo 10.4 26.8 16.9

))

»

))

))

un anno . . '.1 a 2 anni. 2- a 3 )) 3- a 4 da 4: a 5 )) da oltre 5 ))

\)

2611 215 691 432

3 16

21.4 (1)54 7

247 115

16.7 7.8

/O

1.8 1.4 1.8

0.6

480 253

o/o 8.3 26.5 16.2 20.9 18.5 9.6

Numero dei ricoverati a tempo indeterminato.

1886 Erano nel R iforma t or io da l) )) da .., )) da )} )) d,\

• I

2611 1734

Numero dei rico1,erati a tempo indeterm inato. 1886 1890

1476 153 395 250

12 mesi 15 » 20 1, 24 » 36 » 36 >;

°/o 67.0

1890

693

°/0

290

41.9

213 103 62 20

30.7 14.9 8.9 2.9 0.1

n

1080 547 328 126 47 29 3

°lo 50.6 30.4 11.G 4.4 2.7 0.3

P er dimostrare la ,fofl.uenza che possa ayere un t ratlat:?ento speciale di vitto, di esercizi corporal i, ecc. , sui ricoYerati, le cui condizioni fisiche e morali erano nelle condizioni pyl deplorevoli, il

(1) ForS"e 540.

'

\


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328 -

...

Winter riproauce le osservazioni eseguite nel 1886 dal medico del Riformatorio, su dodici di essi, ed i risultati ottenuti, che sono veramente bellissimi, perchè most.ra cbe aumentarono di statura, / di peso, di toracimelrra, .di spirom etria. T utto ciò .a bene. "' Ma noi ci chiediamo cosa provan o 6 od anche 12 misure quando si tratta da 2 a 3000 rico,erati, e che pro.a r aumento del peso, statura, torace, che in 3 almeno su 6 dipendono dall'età crescente e dalla buona alimentazione, a dimostrarne il raHedimento? Che i rei minorenni crescessero e crescessero presto lo sapevamo e lo sa. anche il ,·olgo (mala erl,a cresce). E così in parte si dica del rarvedimcnto, che non possiamo ammettere nelle proporzioni che ci vengono attestate per una di quelle illusioni dei filantropi, che, per esser san te, non sono meno

.

erronee. Concl udo : nessuno più di me è caldo partigiano di questa riforma, percbè qui l'amor p roprio e la passione per le mie teorie sono in giuoco; e secondo q11este lo studio i ndividuale somati co di ogni criminale, l'istruzione non teorica ma pratica cd individualizzata non può non dar qualche risnltato anche s u criminali nati : sopratutto l 'impiego che si dà loro e le risorse che uscendo hanno a loro disposizione derono essere pei criminaloidi un impedimento alla recidiva dei delit ti contro la proprietà. 1Ia non credo che, per il delinquente-n ato almeno, rimpediruento possa esser durevole. Quando ,-edo che 49 OtO non hanno senso morale, che 12 OtO banno abbandonato 1a ca,a paterna prima dei 14 anni, o son nati da parenti epilettici, che 37 OtO da parenti alcoolizzati e che 56 O[O non manifestano nessun penti mento, io non credo con 'fa1lack (Penological and p reventive principles) che possano emendarsi completamente mercè una cura di massaggio e di bagni freddi o caldi, congiu nti anche alla più solida istruzione. E questo tanto piì1 quando i ragazzi che sarebbero i

,


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3~9 -

più facilmente correggibili sono in minor numero, e i giovani frammischiati agli adulti, ._ciò che sempre è fonte di pericoli, e cbe un numero così grande di ammessi rende difficile uno studio i ndi viduale approfondito. E ancora l a cura somatica, per essere efficace, dovrebbe essere più medica e pih individu alizzata che non sia quella delle doccie. della ginnastica e del massaggio. Bisognerebbe, per es. , provare la noce vomica per i figli degli alcoolizzati, il mercurio e l'aurum per i !ìgli dei sifilitici, la cura del fosforo per i deboli d'intelligenza; il bromuro e il rame per gli èpilettici. Infatti poi non è vero, quanto si afferma, che 1'83 OlO dei liberati su parola sarebbero usci ti emendati nello spazio di 15 anni. Questa proporzione svanisce a chi esamina la statistica parti. co1aregg'iata di 1722 liberati, 1a .cui dlll'ata mecli a di soggiorno fu di 20 mesi. Ora, io vedo che : 156 si sono fissati in altri Stati, e per questo ful'Ono messi completamente in libertà; 1O sono morti; 128 hanno ancora da render conto della loro condotta, perchè I

il tem po di prova non è spirato ; 185 non hanno libertà che dopo lo spirare del maximum della loro pena; 271 sono stati messi incompletamente in l ibertà dopo aver dato per sei mesi risultati soddisfacenti in con_dotta; 126 non hanno dato le attestazioni ri chieste e non sj sa che ne sia avvenuto ; 42 sono stati colpiti da altre pene durante il t empo di i

provai; 79 hanno dovuto essere riammessi nel,!o stabilimento; 25 vi sono rientrati volontariamente perchè avevauo perdu lo il posto nel tempo del,la prova e non potevano trovare occupazione altrov~.0


330 -

Non contando i 10 morti, sono dunque 533 i non emendati, ed è quindi del 31 OtO (la quota vicina a quella che dà dei rei/ nati) e non del 17 OtO, la loro proporzione. D'alt ra parte, la so/veglianza esercitata sugli individui l ibe~ti provvisoriamente è così superficiale, che, supponendo reciàivati quelli cl10 si son sottratti all'obbligo quasi insignificante di render conto della loro condotta, noi ci avviciniamo di piÌl alla realtà dei fatti che non presumendo, come fa Brockway, che tutti quelli che han soddisfatto a quest'obbligo debbano essere considerati come emendati. E concludendo così contro il più fortnnato e il più prat ico dei seguaci della mia scuola - nel paP,se più pratico e più libero del mondo - credo di dare la prova massima di imparzialità che possa dare un pensatore ed un capo-scuola.

'


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331 -

CAPI1'0LO XV.

Applicazione del tipo criminale alle arti belle.

È interessantissimo vedere come il genio degli artisti aveva intuito e applicato l'esistenza del tipo crimiuale assai prima che l'antropologia criminale lo dimostrasse scientificamente. Secondo il dott. E. Lefort (Le type criminel d'après les savants et les artistes, Lione, 1892 ; Arch. di psich., XIII, pag. 460) Mi chelangelo aveva già sostitnito alla forma animale dei demoni la figura umana, un demonio che ba fronte sfnggente, naso affilato, grandi orecchie ad ansa. Nella barca di Caronte vi è una testa di condannato con orecchio animalesco; un 'altra del tipo mongolico; una 'di tipo negro. Tutti i co~dannati ·o i demoni hanno un'aria

stl1pida, idiota. In un quadro di Andrea lWantegna, rappresentante nn martirio, un carnefice che è pronto a colpire, ha fronte sfuggente, naso schiacciato, ·bocca larga e labbra grosse, il labbro inferiore che sporge e mento quadrato. «· Tiziano+nel JJ{artirio di San Lorenzo, rappresenta un giustiziere colla testa ·grossa e robusta, con grande svilu_ppo trasversale della faccia, capelli impiantati in basso e abbcmdanti. Nel Oristo coronato di spine, un nomo, cbe tenta di infiggere con un bastone la corona nella testa di Cristo, ha il cranio a forma quadrata, un'as. ' simetria molto espressi rn della faccia che esprime lo sforzo nella


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sua metà superiore e sorride ironicamente nella metà inferiore : un altro carnefice ha un viso largo, fronte bassa , bocca l eggermente t irata io alto e a destra in segno di minaccia, capelli abbondanti, barba mal disposta. :., Raffaello Sanzio , nella Cena, ba dato a Giuda t esta larga, sopracciglia contratte, labbro supe!·iore corto e grosso. Nella Salita al Calvario, colui che batte Cristo colle corde, è prognato; e un altro che, posto di dietro, sta. per trafiggerlo colla sua lancia, ha la linea d'i mpianto dei capelli molto bassa, predominio del d iametro trasversale della faccia, sopraccigl ia fo rtemente ricondotte sugli occhi, labbra spesse e sporgenti. Cagli ari, nella tela del Crocifisso, ha un carnefice, la cui testa offre un predominio del diametro verticale ; le sopracciglia sono cont ratte, gli occhi piccoli, la bocca.mezza. aperta tirata in basso ed a sinistra, l a cap igliatura folta, la barba rara. Un altro g iustiziere, nel quadro Gesù che porta ùi croce, ba la parte superiore del volto che supera assai l'inferiore, i capelli spessi, le sopracciglia contratte, lo sguardo fisso, le narici dilatate, le labbra sottili, la barba rara e mal piantata. ~el Martirio di S . B artolomeo, nn carnefice che col coltello fra i den ti spoglia il santo, già legalo sulla tavola del supplizio, delle sue ultime vesti, ha forme selvaggie, apofisi zigomatiche e mandibole enormi, mento grosso, capelli abbondanti, non ha barba. L. Carracci ha nella Flagellazione un carnefice con testa quadrata, sopracciglia molto arcuate e rughe vertical i sulla fronle, naso g rosso, la bocca larga colle labbra contratte, barba e capelli abbondanti. Nella Crocifissione di Agostino Canacci il cattivo ladrone ha i cape1li lunghi, la fronte bassa, il naso bombé, la bocca sogghignante. Pietro Berettini ha dipinto nel Supplizio cli Sauto Stefano uno dei sicari che lancia una pietra sul santo; la capigliatura abbon-

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dante gli rende la testa rnluminosa, la fronte è appena segnata, le sopracciglia sono contratte, l'occhio abbassato, le gnancie rigonfie come nel riso. Un alliro ha un'assi metria laterale, la linea della bocca non è parallela a quella degli occhi, ma obliqua in alto e a destra come per mostrare i denti. Nella Flagellazione di Carlo Maratti , snl davanti della tela, un soldato che percuote il C;·isto ba gli occhi molto piccoli, lo sguardo strabico, il naso lungo e affi lato, rigonfiato nel mezzo, il labbro superiore, corto, sorpassato dall'inferiore. Dietro lui, un carnefice ha sopracciglia contratte, sguardo duro, naso grosso e corto, le guancie gonfie, la bocca tirata in basso e a destra. Lucas d'e Lei de rappresenta Debo-ra al momento del delitto: la sua testa è un curioso esemplare di espressiva assimetria. Nella tela di Rubens, Giuditta, che taglia la testa ad Oloferne, ha muscnlatura enorme, fisonom ia bella, ma con mandibola enorme e labbra grosse e sporgenti. In questa metà inferiore del volto l'espressione è altrettanto violenta, quanto è calma nella metà superiore. Ri bera, nel Martirio cli S . Bartolomeo, diede al boia, che taglia ' a pezzi il santo, fronte elevata, leggermente rientrante nel mezzo; ma ,le sopracciglia sono abbassate e segnano il contorno dei seni frontali; l'occhio è fisso e il naso lungo e forte. Se si esamina il rapporto delle due metà superiore e inferiore della faccia, si resta colpiti dal poco sviluppo di quest'ultima : J'o~eccbio è grande col lobulo m olto sviluppato. Nel Supplizio di San L orenzo, uno dei sicari si è impadroni to del braccio della vittima: la faccia è enorme; i seni frontali sono sporgenti, i capelli poco abbondanti ; l'S sopraccigliare s'avanza sull' occbio, di cui lo sguardo è fisso e stupido; il naso lungo, sviluppato sopratutto alla sna estremità inreriore; la bocca pare contratta. L'osso zi~matico è . forte e molto spiccato; l'orecchio è grande, male 01.fato, con lobulo poco distinto che termina in


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pu~ta. Un altro, che si occupa a raccogliere le vesii del santo, ha l a fronte poco sviluppata, l'occhio molto piccolo, che scompare quasi 1 nello spessore della guancia; la b occa sporge in avanti. I capelli son1 folli, in disordine, non un pelo di barb a, l'orecchio è grossolano nei suoi contorni , specialmente notevole per la torma quadrata dellobul o. In un altro dipinto, Ribera ci mostra un santo che miracolosamente riesce a rompere i ceppi; i carnefici spaventati indietreggiano; uno di questi ha la fro nte sfuggente, appiattita e stretta, la faccia enorme ; l e arcate orbitarie sporgono, l ' occhio è aper to e fisso, il naso schiacciato ; vi è prognatismo, e il mascellare superiore è così spesso e sporgente, che dà alla linea che va dal naso al labbro superiore una forma sollevata , la bocca è· largamente aper ta. 11 cranio è appianato nella regione parieto-Jrontale; al contrario, esuberan te nella parte cerebrale: i capelli sono lunghi, non vi è alcuna t raccia di peli sul voÙo. Goya, nel secolo XVIII, si è particolarmente dedicato a riprodurre tutta una parte del mondo cr iminale della sua epoca , voglio dire i brigant i e i l adri, e ce li presen ta ordinariamente giustiziati secondo il costume spagnuolo: un brigante giustiziato ha la fronte sfuggente, le arcate orbitali mol to spiccate. Le l inee degli occhi cadono quasi verticalmente in basso; il naso è dritto, schiacciato, la bocca è largamente aperta. Un alt ro ha fronte sfuggente, seni. frontali enormi, gli occhi a fiore di pelle, tut.ta la faccia pare diminuita di altezza, ed è invece grande sopratutto nel~a sua metà in feriore. Un IJecapitato ha fìsonornia truce, cui incorniciano i capelli scompigliati : la fronte è bassa e sfuggente; il naso è grosso, rigonfio nel mezzo; i zigomi sono molto sporgenti; l a barba è rara e irregolarmente distribuita; l'orecchio ad ansa, pesante e mal fatto. Nel Giudizio finale di Cousin, le teste dei danna.ti hanno certi tratti generali comuni, per l' abbondanza dei capelli, per l 'assenza della barba, per la forma rozza della bocca, pel mento quadrato.


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Le fisionomie dei carnefici nella Fwgellazione di Perrier sono ributtanti di bruttezza. Alla luce fioca della sera che rischiara la scena, un uomo col volto spaventevole si avanza verso il Cristo. La regione anteriore del cranio è appianata, bassa, poco sdluppata; al contrario, la parte occipitale è esagerata. La fronte, per così dire, non esiste, l'occhio è grande, aperto e fisso, il naso corto e schiacciato . Il prognatismo è enorme, le labbra molto grosse sporgono in avanti, l'or~cchio termina in punta. Poussin, nel Martirio di S. Bartolomeo, ba dato al carnefice una fronte stretta, sopracciglia contratte, gli occhi molto piccoli. Il solco naso-labiale molto accentuato, la bocca tirata in basso agli angoli, il labbro inferiore molto spesso, danno alla sua fisonomia un certo carattere bestiale. Un altro birro, nel Suppli.do di S. Stefano del Lebrun, ha pure espressione feroce, la froute solcata da rughe verticali, gli occhi fissi e catthi, le labbra molto grosse che attorniano una bocca larga e tirata in basso, il mento molto robusto. Boilly ba dipinto delle scene di brigantaggio : i suoi malfattori llanno fronte bassa ed appianata, l 'occhio sporgente, le narici dilatate, la bocca semi-aperta con angoli che si abbassano e mostran? i denti canini: il mento è grosso e lungo. In un combattimento fra i dragoni del papa ed i briganti italiani, Vernet ci mostra uno di que.:;ti, che un soldato ha preso per il collo. È una faccia grossolana, sopratutto sviluppata nella sua metà infei-iore; l'occhio piccolo che guarda obliquamente, il naso volto alrinsù, il prognatismo, la bocca aperta che scopre incisi vi enormi, la barba mal piantala, le orecchie terminate in punta: tutto concorre a renderci ributtante colui che si trascina a morte. Géricault ha studiato· i criminali, e la testa del suo Suppli$iato è giustamente celebre ; è una figura aperta e piatta, di cui l'ossatura è potente. La fronte è ristretta, bassa e sfuggente, le bozze


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frontali e i margini orbitari spiccano; la palpebra sinistra sembra più cadente che la destra, il naso è forte e corto e devialo a destra, mentre il lobulo schiacciato si dirige a sinistra. 11 labbro superiore è fortemente tirato da questo lato,. la bocca semi -aperta lascia vedere qualche dente mal piantato : le ~ sa zigomatiche sd,no sporgenti, le guancie scayate da profonde rughe , i capelli rari: le orecchie ad ansa, coi contorni irregolari, si distaccano dai lati del cranio. Ary Scheffer ba rappresentata la leggenda di Fausto: la figura: di Mefis tofele è bella, la sua fron te è bene sviluppata, quantunque un po' inclinata indietro; ba orecchie a punta col lobulo aderente, e scarsezza di barba. Nel suo quadro Il bacio di Git,da, il traditore ha assimetrìa; le sopracciglia contrattEI ad S velano lo sguardo, solcano la fronte rughe verticali: la bocca è leggermente rilernta all'angolo, quasi sorridente. La fronte è sfuggente, il naso rigonfio nel mezzo, le labbra sono grosse, l'orecchio molto S\'il uppato e mal formato. Nella Notte di S . Bartolomeo di Giuseppe Robert-Fleury, un protestante è strangolato sotto gli occhi del proprio figlio : l'omi cida ha la faccia larga, le guancie grosse, il naso volto all'insù, col lolrnlo piegato a sinistra e schiacciato; la bocca allargata ed elevata agli angol i, mette allo scoperto dei denti digrignanti . 11 monaco, che ha obbligato il figlio ad assistere allo strangolamento del padre, ha una faccia fosca, lo sguardo falso e crudele; il naso corto e grosso, la bocca contratta. Délacroix, in una serie di disegni, lia tracciato le differenti scene del Fausto di Goethe e dell'Amleto di Shakspeare. Mefistofele l1a fron1e sfuggente, occhio di bragie, naso Yolto in su, prognatismo, mento sporgente: egli sta nell a chiesa dietro a Margherita; ed ha le sopracciglia ad S, la bocca grande lar~amente aperta, il solco naso-labiale molto marcato, le mascelle molto forti, sopratutto l'inferiore, l'orecchio male orlato.


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33i -

Insomma non vi fu grande artista che non abbia adottato pei criminali i caratteri che l a nuova. scuola ha fissa to per sempre.

E fosse anche vero, come pretende il povero Tar de, per neutralizzare l'opera del Lefort, il solo in F rancia elle abbia trovato qualcosa di nuovo per la nuova scienza, che questi tipi degli artisti sieno LOMBROSO. -

22 .


) - 338 -

caricature : ciò non t oglie alla· nuova prova che ne .emerge in favore del tip.o, perchè la caricatura, per essere efficace, è sempre l'esàgerazione di un t ipo reale, e quando si tratta dei martiri mi par difficile la caricatura, che è sempre umoristica. · "'il In questi ultimi t empi il Wiert z, che è certo il pitt~e più nevrotico e più geniale dei nostri t empi, in una serie di p~re ciclopiche ha dipinto il delitto in tutte le sue forme, il reo per passione, il suicida, il reo-nato, .accompagnandolo infine fin dopo morte, in questa composizione sublime e pazzesca nel medesimo · tempo, che s'intitola « I pensieri di una testa decapitata» (Ved. . fìg. 44). Ora la testa, che è nel I O quadro sospesa in alto, mentre il corpo precipita, e nel 2° è già precipitata, presenta zigomi sporgenti, seni frontali esagerati_, occhi t or vi e tor~i; invece le faccie dei curiosi, e dei giuristi che lo pondannano, dei medici che s'apprestano all'autopsia e dei bimbi e delle donne clrn lo compassionano, non hanno nulla di speciale. Infine l'ultimo pensiero del delinquente-nato nuota in un mare di sangue e di gas.

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CAPI'rOLO XVI.

Il tipo criminale nella letteratura.

Mi sono più volte domandato perchè l'antropologia criminale sia più avanzata nella letteratura che non nella scienza. I grandi maestri russi, svedesi e francesi del romanzo e del dramma moderno vi hanno tutti attinto le loro più grandi ispirazioni, cominciando da Balzac, nella sun. De,·nière incarnation de Yautrin, L es paysans, Les parents pauvres, a Daudet, Zola, Dostojewski e Ibsen. Daudet ci ba dipinto in Jack tutta una tribù di ratés (mattoidi criminali), e nessuno vi ha·trovato nulla a ridire; come nessuno mai neppÙre contestò la verità della Casa dei mo,r ti e del Orime et cluUiment di Dostojewsky, come nessuno mise in dubbio i matti e i criminali che ci ba dipinto così meravigliosamente Sbakspeare. Nessuno dubita della 'verità di Jacques di Zola o della Soeur Blise di Goncourt, mentre pedino alienisti possono mostrnre t ut~ inamidato e pieno il sussiego e anche il diniego accademico, quando si pai-la dell'analogia fra l'epilettico e il delinquente-nato. Gli è che quando siamo in presenza di queste figure vere fatteci balenare dai grandi ar tist i, la coscienza del vero che in tutti noi dormicchia, per quanto fatturata e assopita dalle stortilature della scuola, si risveglia., .si ribella alle bugie convenzionali che le vengono imposte, tanto più facilment ~ che l'arte ha abbellito, e qualche


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3{0 -

volta i ngigantito i contorni del vero e resil i più evidenti , e quindi ha reso molto minore lo sforzo per i mpossessarsene. E così accade degli Spettri dell'lbsen. '<il

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1.- D osTOYEWSKI. - Certo ]e descrizioni di Dostoyewski nella Oasa dei mar.ti sono così esatte, cbe possono valere come contro' prove, e dare una nuova conferma alle scoperte antrOJ)Ologiclìè,-a.ppunto percbè deri rano da una sorgente di rersa. " Quest a st rana famiglia, scrive egli, a,Tera un'aria di somiglianza pronunziata, che si notara a] primo colpo d'occhio.... Tntti i detenu ti erano tristi, i nvidiosi, terribilmente vanitosi, JYresun tuosi, sus-.;ettibili e formalisti al sommo grado ... ]a Yanità clomi nara sempre ... N on i l minimo segno di vergogna o di pentimento ... Per parecd1i anni non Yidi il più picço]o segno di rammarico, 110n i lpiù piccolo ri ncrescimento pel delitto commesso ... Di certo ]a vanità, i cattivi esempi, la millanteria - o il falso rossore - v'avevano gran parte ........ I nsomma, parrebbe che, per tanti anni, io avessi dovuto scorgere qual~he indizio, sia pur fugace, di un rimpianto qualsiasi, di un dolore morale. ]fon ho assolutmnente intravveduto ni;illa . .• Non ostante ]e di\·erse opinioni, deve ognuno riconoscere che vi banno delitti, i quali dappertutto e sempre, sotto qualunquelegislazione,sono i ndiscutibi l men te delitti e saranno considerati tali fin eh è l'uomo sarà uomo. Non altrove che nella casa di fo rza ho sentito raccontare, con u n riso infantile appena trattenuto, i più straordinari ed atroci misfatti . « Non dimenticherò mai un parricida, già nobi le e funzionario. Era egli stato la calamità di suo padre; vero figliuol prodigo. 11 ,·ecchio sforzavasi invano con le sue ammonizioni di trattenerlo sulla° china fatale per cui precipitava . Indebitato fino all'osso, poichè si diceva che suo padre avesse, oltre un l)Odere, del denaro nascosto, egl i lo uccise per entrare più presto io possesso dell'eredità. 11 delitto fv scoperto solo in capo ad un me.se. Nel q nal tempo l'assassino, eh? erasi anche dato la cura d 'informare l a giustizia della scomparizione


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341 -

di suo padre, con t.inuò f\3uoi s travizi. In'fiue, durante la sùa assenia; la po)izia scoprì il cadavere del vecchio in una fogna , ricoperto di tavole. La testa grigia era separala dal tronco ed appoggiata al corpo int eramente vestito. Sotto la testa, quasi a dileggio, l'assassino aveva posto un cuscino. Il giovane non confessò nulla: fu degradato, ·spogliato dei suoi privilegi di nobi ltà e mandato a i lavori forzati per venti anni. Per tutto il tempo che l'ho conosciuto, l'ho visto sempre non curante. Era l'uomo più stordito ed ·inconsiderato ch'io avessi mai i ncon trato, benchè l ungi dall'essere stolido. Non ho mai osservato i n lui una crudeltà eccessiva. Gli altri detenu ti lo disprezzavano, non per tt suo delitto, m,x perchè rwn serbavci i l contegno converu:ionale. Talvolta parlava .di suo' padre. Ad esem pio, un gi orno cbe vantava la forte complessione ereditaria della sua f1miglia, soggi unse : Sarpiate che mio paclre, fino alla su-a morte, non fu mai ammalato ! Una insensibili tà animale,sca, spinta a un tale grado, semb1a ·impossibile : è troppo fenomenale. Doveva esservi un q11alche di feUo organico, u na. mostruosità fisica e morale finora ignota all'a scien.'rn, non g ià un semplice delitto. Io non prestava fede naturalmente a così atroce misfatto, ma mi fn ,n arrato da persone del suo paese, che conoscevano tutti i particolari della sua s toria.. I fatti erano sì clliari, che sarebbe s tata cosa stolt a non arrendersi all'evidenza. Una volta, men t re dorroirn, i detenuti lo avevano udito a gridare : Tieni loJ ! tienilo! troncagli la testa! l,a testa! la testa! « (iuasi tu tti i fo rzati sognavano ad alta Yoce o deliravano durante il sonno; il più sovente profferivano inginrie, parole di gergo , par. ' lavano di c_ol.teHi, scuri. Siamo gente distrutta - dicevano - non

abb~amo più viscere, perciò gridiamo la notte >>. Questa impossibilità di' senti re rimorso o pentimen to, ed altresì la vanità e l'esa,gerato amore del contegno, sono <:aratteri ben noti a tut ti gl i osservatori , e c1imostrr,i che ess i ravv icinano il delin quente al selvaggio. _ì\'fa\ vi sono altri caratteri, più spiccati forse, che compltfano questa rassomiglianza , e cbe sono comuni ai bam-


·; /

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bini : << I giorni ~esti i, i pii1 eleganti si vestivano pomposamente; bisognava vederli a pavoneggiarsi in tutte le caserme. Il piacere di essere ben vest" i giungeva in essi fino alla fanciullaggine. Del resto - ,t)er mol e ragioni - i forzati SQllO come grandi fandulli. Quésti bei vesti/i scomparivano ben presto; e spesso la sera stessa del giorno in cJi li avevano comperati, i proprietari li impegnaI vano, o li rivendevano quasi per niente. I gingilli si rivedevano quasi sempre ad epoca fissa, coincidevano con le solennità~iose o con la festa del Santo protettore del forzato gozzovigliante. cc Questi poneva un cero davanti all'immagine, faceva la sua preghiera, poi si vestiva ed ordinava il festino. Con anticipazione ave.va fatto comprare della carne, dei pescit dei pasticcini ;' si rimpinzi va · come un bue, quasi sempre solo ; era molto raro che un galeotto invitasse il suo compagno a diviclet:e il desinare. (Si noti anche questo carattere selvatico ed animalesco).· In quei momenti compariva la acquavite ; il forzato beveva come una suola da stivale, e passeggiava nella caserma barcollando; gli premeva di most1·are a tutti i suoi compagni eh' egli era itbbriaco fradicio, e di meritare pei· questo ·modo una considerazione particolare ». Ecco precisamente quel carattere di vanità puerile così bene descritta da me, la quale osservasi anche fra i selvaggL Troviamo in altro luogo un altro carattere fanciullesco, l'impossibilità di reprimere un desiderio : << Sopra uomini come i Pet rof, il ragionamento non ha potere che finchè essi ·non abbiano una decisa volontà. Pnrchè abbiano un desiderio non vi sono ostacoli ... Questa gente nasce con un'idea la quale per tutta la loro vita li spinge inconsciamente in vari sensi : essi errano così fi.ncbè abbiano incontrato un oggetto che svegli potentemente il loro desiderio; allora non risparmiano neppure la loro t esta. Più. d'U11a volta, fui meravigliato dal vedere che Petrof mi rubava, malgrado l'affettv che aveva per me. Questo gli accadeva ad intervalli. Cosi mi sottrasse la mia Bibbia ch'io gli avevo detto di riporre al mio posto. Non vi erano che pochi


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passi da fare, ma per via trovò un compratore al quale vendette il libro, e spese tosto in acquavite il denaro ricevuto. Probabilmente r isentiva in quel giorno un potente desiderio di bere, e quando egli desiderava qualunque cosa, bisognava che fosse. Un individuo come 1>etrof è capace di c,ssussinare u.n uomo per venticinque lwpecks, unicamente per avere da bere mezzo litro; in ogni altra occasione egli sdegna forse centinaia di migliaia di rubli. La sera stessa mi confessò il fur to, ma senza alcun segno cli peritimento o di confu,sione, con itn tono del tutto indiffe-rente, come se si fosse trattato di im incidente ordinario. I o cercai pungerlo con rimproveri, come me. ritava, perchè mi rincresceva la perdita della mia Bibbia. Egli mi ascoltò senz'irritazione, a.nzi assai trnnquillamente; convenne che la Bibbia è un libro utilissimo e rimpianse sinceramente ch'io più non l'avessi, ma non mosLrò alcun pentimento di avermela derubata ; mi guardava con a.ria così poco intimidita, che io lasciai tosto di sgridarlo. Egli sopportava i miei rimproveri, perchè pensava che erano inevitabili, che egli meri tava di riceverli per un simile at to, e che, per conseguenza, io doveva ingiuriarlo per sollevarmi e consolarmi di aver perduto il libro; ma, nell'animo suo, tutto ciò erano scioccl1ezpe, di cui un uomo scrio si sarebbe vergognato di par lare » . La stessa noncuranza si osserva per ciò che riguarda la loro vita, il loro avvenire: << Un forzato si ammoglia forse, ha bambini, viv.e per cinque anni in un paese e, ad un tratto, un bel giorno scomparisce, abbandonando sua. moglie ed i suoi figli còn grande sbalordimento della famiglia e dell'intero distretto». È cosa notevole che Dostojewski ci parli delle qualità eccellenti e sicme di due o tre for zati, che non ave1'ano alcuno dei caratteri fisionomici dei criminali. Ora la descri:Gione che egli ci fa delle colpe che avevano trascinato questi infelici alla casa di forza, prova che essi non avevano coll;messo veri delitti, nel senso vero di questa parola, erano fanatici politici e religiosi (I ). (1) Dal

GAnOF.1Lo,

Criminologia, 3° edizione.


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Questi sono, se.3-on erro, i soli tre esempi di onesti e bravi individui che Dostojé\,•ski abbia incontralo nei suoi lunghi anni di re· elusione, i soi/che non gli ispirarono disgusto, che divennero i 'suoi amici, che,~lla avevano del cinismo e iella eccessiva immoral ità degli altrt Essi non av evano i caratteri del delinquente, semplicemente perchè non erano tali, e perchè non averano che disobbedilo

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alla legge, senza quella colpa che a nostro \'edere forma il 1;ero delitto. Si vede da ciò come tali eccezioni confermino la re~ ; e quale appoggio diano alla teoria. del delitto naturale, ed a qùetla del tipo del delinquente. Ma le scene di _quei Ricordi di una casa ài morti, nou danno solo la conferma, ma nuove aggiunte, nuovi tesori per l 'antropologia criminale. Vediamo, per es.: Religione. - Il rispetto pel, NalaJ·e era singolare. 1'utti parevano occupati benchè non avessero nulla a fare; fino chi gozzovigliava conservava un'aria grave, il riso era interdetto. ~iuno, fosse anche inrnlontariamente, poteva contranenire al r iposo generale e mancare di ri spetto alla fes ta che l i riunì ,·a dinanzi a loro slessi col resto d~l mondo. Molti adempiono ai loro doveri religiosi, però solo i vecchi ; i g iovani no, al piìt questi face vano il segno della croce, al maltino, nei giorni di festa. ,\ Pasqua prega,ano i fol"lati con vero ardore; t ulti offrirnno un papetto per la chiesa o un cero. - Tutto ciò conferma quanto poco sia ammessibile l ' irrE'ligiosilà dei criminali. Animali. - Avevano una ,·era pai::sione per gli ani1uali. Se a\'essero potuto, avrebbero popolato il carcere di uccelli e di altri animali. Il capro Vaske era così adorato, che si trattò seriamente di indorargli le corna.

Ozio. - Non avrebbero lavoralo che sotto la minaccia del bastone. Cupidigi·a. - 11 forzato è avido del denaro, ma lo getta dalla


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finestra per p rocurarsi l'immagine della libertà, per 'far creder e, fumando o bevendo, che essa g li è vicina. Non slimarnno_ lroppo la ricchezza, non ne conobbi uno che si umiliasse all'al t r o per aver danaro. N e chiedeYano ai ricchi, ma più fer amor e di burla cte per averne effettivamente.

Azioni rneleoriclie. -

Apri le comi nciò: si rimpiange di piit la

libert à : nei giorni chiari sono più impazienti, più irritati ; l e r isse aumen tano. N ella s lagion e cal da , qnaudo si sente nell'anima lanatura che rinasce co_n tutta la sua forza, si s tenta più a sopportare la rrigione.

Follia. -

Il detenuto s la sommesso fino ad un cert o limite.

Strane s ono le eruzioni s ue ài indist iplina. ·soppor ta anni int eri delle pene c rudeli e si r hoHa per un nonnulla; pa rrebbero pazzi. Una inflessibilità animale come quella del parricida che parlava ridendo di suo padre è troppo strana ; deve dipendere da un difett o organico sinora sconosciuto alla fcienza. Quasi tutti gi'idava no o parlavano durante il sonno. « Sognarnno ingiurie, ascie, coltelli . Noi siam senza viscere, dicevano, epper ciò / g r idiamo durante la notte. »

Follià. -

Ciascuno sognarn qualche cos~ d'impossibile : l'in-

qui etudi ne strana che dovunque t rapela , l 'a rdore della speranza di fatti i piil irrea lizzabili pareva un delirio. Un detenuto stamol t i anni tranquillo, finchè di vent a capo-squadra: poi, l utto ad ad un-tratto, con grande meraviglia ·dei capi , costui si ammut ina, e commette delì lti capitali, auassinif, ecc. La causa ne è la manifes tazione ansios a della personalifa: una mel anconia istin-

t i va di affermare il proprio io, malgraçlo che il giudizio ne mostri l ' impossi bili tà; è come u n accesso di epi less ia .

Vanità. -

Alcuni amavano abiti nuovi e singolari : pancioUi

color ati, cinte con metall i. La gioia di .essere beo vestiti era grande come nei bambini; . def\resto i forza ti sono grandi fanciulloni. Gli abi li sparivano, forse il giorno stesso; per ubbr iacarsi. Appena are-


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vano bevuto, -r6cavano le parvenze dell'ubbriachezzq., perchè l'ebbrezza era '.}na distinzione aristocratica. Vandali, assassini che il bagno non dom:i, che conservano uno spirito d\bravata, che amano dire: « Gua?date bene, no ho spediti sei >> am~no trovare qualche clabben uomo, davanti al quale vantarsi con una decente importanza, dissimulando il desiderio di farlo stuifl're colla sua storia . ...Tutti i carnefici che io conobbi erano di una v~Wi. eccessiva, di un eccessivo amor prop1·io, e forse favorita clalla p:ru,r a che ispiravano, e dall'apparato teatrale delle loro funzion i. Insulti, ingiurie. - Si insultavano da artisti. L 'ingiuria era una vera lotta ; s'ingegnavano di offendersi con frasi avvelenale e coperte, che giungevano fino al cuore. S'ingiuriavano per distrazione, l)er vanità. Chi sapeva artisticamente ingiuriare era più rispettato. Reo-nato, contrabbando. - Chi crederebbe che il guadagno ha piccola parte nelle tendenze del contrabbandiere ? Epperò questo è sicuro. Egli lavora per vocazione, llel suo genere è un poeta. Rischia tutto quanto ha; s'espone a pericoli grandissimi. Ne conobbi uno, dolce, socievole, condannato a yita per contrabbando, che non poteva perdere l'ist i nto cli contrabbandare l'acquavite in prigione: non ne riceveva che un guaclagno clerisorio, mentre chi si arricchiva era l'impresario : aveva una paura enorme delle verghe, eppure quante volte non vi passò sotto! piangeva, giuraya subito dopo che piit nol farebb e, poi r itornava. Mendicanti-nati. - Yi sono dei veri mendicanti-nati, il cui destino è quello di r estare semp.re tali ; di restare pacifici, umili, sotto la tutela di qualche prodigo e ricco, ad agire per gli altri e grazia agli altri, incapaci di ogni sforzo, di ogni iniziativa. Ciò che li caratterizza è l 'assenza d'ogni personalità. Suchinof non si animava che quando gli si dava un ordine ; pareva un uomo battuto fin dalla nascita.

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criminale. - Sirotcbi ne, che, soldalo battuto da · tutti , po aver tentato il suicidio, aveva ucciso il capitano per disperazione, era il solo bell'uomo della cosl detta sezione particolare ; gli altri erano orribili a vedersi . Gagin, sopratutto, pareva un gran ragno per la testa g r ossa e deforme, il corpo alto ed erculeo. Era colui che godeva tirare ai bambini picùoli e tagliarli lent amente. 1 Cobiline era un colosso. Backlov, omicida per amore, era d'al-tissima statura, dal viso ingenuo, con poca barba. · Steppani Doroseici è un uomo muscoloso, robusto, grande, tran- . quillo, ma non bestiale ; l'altro, l'avversario, era un uomo grosso, solido, dal viso rotondo, ecc. Valarmof aveva un labbro enorme, un grosso naso carnoso e fiorito. R ... a 23 an ni era solidamente muscoloso, d'alta st3:tura, di pelle scura. Criminali non. giuriclici, pegg1·ori degli ultri. - Gliere Blatnicof, tenente di 30 anni, alto, gr osso e forte, con delle guancie rosse e cariche di grasso, con denti bianclii e un riso fonnida-.. · bile, era t enuto come un mostro dagli stessi ufficiali; era un _ghiot.. ·· toue della frusta : quando .doveva farne eseguire faceva il pietoso, fingeva di lasciarsi commuovere alle prime preghiere, e di sospendere l'esecuzione ; poi, quando, suonato il ritorno del tamburo, t utto pareva finito, allora improvvisamente ordinava ai soldat,i di battere il condannato colla massima crudezza, « scorticatelo, battete forte , bruciatelo " , e quindi a ridere a crepapelle, ed egli allora era fel ice. Aveva, poi, delle varianti, come era quella di pei-suadere il fustigando a correr egli la così detta strada verde, senza farsi trasportare sopra il fucile; dopo i primi quindici colpi era egli che pregava inchiodato. per terra che lo si facesse porre sul fucile, mentre il tenente si teneva le coste dal ridere.


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Rimorso. -

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In es::ii il più piccolo s no di pentimento, il più leggero, fnggith dispiacere. Solo nella c-asa di forza ho sentito . na~are con risa fanciullesche i pii1 crudeli delitti. Così un giovine nobile raccontava tranquillamente d'arer troncato i l eapo al I·adre ed appoggiatolo sotto un cuscino. Senso morale. - Lungi dall'i1 rii arsi contro l~~ e di tenerle da parte, le si cerca,·ano ed erano preferite da tutti. Quanto ai delitti coi superiori aYevano una maniera di conside• rarli tutta loro e tutta empirica: li scu savano come una fatalità, come eseguit i in st ato inconsciente; pel'ò nella pratica com pren· de\'ano che i capi non potevano ~sserc del loro parere e cbe dovevano infl iggcre loro un castigo. V'erano uomini clrn per anni ed anni setnbrano induriti nel male, e che ad un momento il più inatteso si spandevan o in una ricchezià di sentimenti e cordialità, con comprensi bilità strana del dolore altrui , che si sare bbc detto che loro cascassero le scaglie dagli occhi. Stupidità. -:- Os ip gl i faceva da cuoco; egli tentò parlargli molle ,~olle, ma egli non sape, a rispondere c!Je sì e no; eia un briccone coll'intelligenza di un bambino. Islru.iione. - La metà, e anche più, dei detenuti, sapern leggere e scrivere. In quale altro gruppo d'uf11ini russi potrebbe dirsi altrettanto? Non che, come vuolsi, l'istrnzione demoralizzi, ma certo essa aumenta lo s pirilo di risoluzione. Insensibilità dolorifica . - Gagin ubb1·iaco direnta feroc-issimo: ner calmarlo, dieci compagni si gettano su d i lui e lo pestano ~,ocemen te sul vcnlre e sul p etto come un materasso fino a. cbe abbia perduto i sensi; allora lo si mette nel lello e lo si copre con una pelliccia.. Un altro ne morrebbe, ma egli il giorno dopo si lern tranquillamente.

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essandro Tal mucco a veva ricevuto quattromila vergl1e senza asi soffrire, perchè da bambino era cresciuto sotto la frnsta. << Oh se me ne hanno date (dice,•a) delle fru state ! Quando sogno, sogno sempre frnstate » . Como la Casa dei morti è una. pittura dei roi di del itti com~rni, i Besi di Dostoje'i\ski, GU ossessi (mafloiili politici), Piet roburgo, 1886, sono, o meglio Yogliono essere nna pittura precisa del delincij1ente politico; dico Yogliono essere percliè csngerano. troppo quello c11e noi, del resto, abbiamo sostenuto: entrare per nnn grande quota nei rei politici i pazzi, i criminali e i mattoidi. Stephan Trophimovitcb è, sal\'O una maggiore vernice ctlssica, il foqu6 di Daudet nel Ja ck; è un mattoide che 11a sempre nn lavoro in fabbri cazione che non finisce mai, che crede di essere ew perseguitato dalla polizia russa per le i;ue idee liberali e per le opere cla~siche che intende sempre di pnublicare. Nel fondo non è liberale, anzi, classicista, è a,·roriio al nichilismo, ed è schiaYo di 1111a generalessa che lo pensiona, di abitudini vi1.iose.. Khiriloff è nn epileUico, colla monomnnia del suicidio che non è però disin teressala, perchè egli vende in erba il, proprio suicidio ai uichi . listi, onde fuorriare sopra di sè nccisioni che essi poi rommclteranno., Chaloff è un violento fanatico , incapace di stabile fayo ro, ma onesLo, che per persuadersi del sociali smo soffre parecch i an ni la fame come semplice operaio, ma che si clisillnde delle utopie dei socialisti, e ne ,·ien e ucciso; sua mogli e, di cui è innamoratissimo, è una. prostituta, trascinata al male dalle idee sociali~y 1 del1a comunione, ecc. . La mammana, madama Vinguinsky, ora una ribelle teorica e praiica, che bestemmiava danuatamente, e appena sposa comìn.ciava a dichiarare al mar ito che essa intencl e,•a di sostituirlo col capi t.ano Lebiadkine; nel rest-0 abilissima. e filantropica. 11 capitano Lebiàdkine, un rivoluzionario in via di finire $pia,

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è un alcoolista, p·azzo morale, ricattatore, con smanie e alla lirica; sua sorella, semi-prostituta, è poi demente. Piet.ro Stepl1anovich, figlio del primo mattoide accennato,,è 1 vero capo congiura, sognatore, scettico, vendicativo, di un me"' bugfo, adoperare i vizi raviglioso sangue freddo e abilità nel dire altr ui a pro della causa, seminare il paese d'incendi, assassinii, o sottrarsi abilmente al momento del pericolo, ~iando nella pania Elcher , un mattoide fanatico, onesto, che gima.. per lui e. Vinguinsky, un altro mattoide fanatico che ha orrore del sangue. Fedk:a, un assassino diventato tale per r:ausa sociale, essendo stat.o venduto come schiavo al gioco dal primo mattoide filantropo, e che presta al nichilista la sua mano d'opera, e ne è aiutato prima, colpito dopo. In un'adunanza nichilista co~paiono dne altri mattoidi, uno fra questi che promette di leggero dei volumi interi alle assemblee su questo tema : « Un decimo dell'umanità possederà dei diritti sopra gli altri nove decimi, che resteranno come pecore in mano dei primi » ; egli dice che « il mio sistema non è finito, la mia conclusione è in contraddizione colle premesse, eppure senza quelle non vi è soluzione possibile ». Ogni membro fa la spia ai colleghi per conto dei rivoluzionari ; e molti dicono del compag no : e< È un uomo di° genio, egli ha inventato l 'égalité ». L'eroe vero da romanzo è Stravrochine, figlio della generalessa, prepotente e poetica ; lo Stravrochine, un uomo blasé, lascivis- , simo, che guasta tutte le vergini con cui si incontra, che ebbe due accessi di follia epilettica da giovanetto, in cui morsicò le orecchie al prefetto, insultò senza ragione un uomo venerando, che non sente amore per la madre, che disprezza l'opinione pubblica. Nell'armata fu indisciplinato, a Pietroburgo s'incanagliò, faceva parte di società bestiali, con amori nefandi, e poi finì a A


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sposare una mendicante demente e zoppa, tanto per rompere contro l'opinione pubblica. Ateo, del resto, e coraggioso, è considerato, . specialmente per le sue tendenze criminali, il Deus ex machina ~i nichilisti, il futuro czar rosso, e invece li disprezza e si appicca. La collera sua era calma, ragionatrice. « Bisogna essere un grand'uomo per saper resistere al buon senso », una delle massime di StravroclJine; egli non vedeva diff~renza tra il t rat to cinico e l'azione più eroica. Era inac~essibile alla paura, era capace di uccidere un uomo restando sempre pad.ròne cli se stesso. Si poteva comparare al rivoluzionario L ...... , elle cei·cò tutta la vit a il pericolo, e cui la sensazione del peri· "COlo inebbriava: per lui era di ventata un bisogno; andava a cercar Fòrso di non altro armato che di un coltello, s'era battuto per uno sttvale: ricco, .aveva patito la fame per non sottomet tersi al padre. L'autore,_poi, parlando di Lebiadkine che tenta un ricatto, dice: « Il tratto speciale a quelle genti è la ·completa impotenza a scacciare da sè i desideri: . appena concepiti, bisogna che si manifestino, a dispetto di ogni convenienza>>. Ecco come Stefano, il vero capo congiurato, espone i suoi mez1.i rivoluiionari: <c Prima di tutto occorre la livrea burocratica. Io invento dei titoli, degli impieghi, segretario, presidente, ece.; viene poi la sentimentalità, che è l'agente più efnca-ce, poi vi . sono .i puri birbanti; però occorre per essi una son1eglianza continua: sopratutto . vi può il rispetto umano, la paura d'aver un'opinione propria e che si dica che mancano di liberali smo i>. cc E, aggiunge un compagno, vi è anche il segreto di far assassinare un compagno da cinque colleghi col pretesto che sia una spia, comecchè l'assassinio cementa tutti ». Mirabile è quest3: d~crizione di allucinazione epilettica del Kiriloff: cc Vi hanno dei momenti, 5 o 6 secondi, ove voi sen-


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» t i t e la presenza dell'armon ia eterna; è nn fenomeno che non è » t errestre

nè celeste, ma che l'uomo non può sopportare; Yi

>> sembra di essere a contatto con tutta la natura. Voi dite: «

» questo è Yero i>; non siet e inteneribQ,

Sì,

ma gioioso. Se questo

>> stato di gioia dora più di cinque secondi, l 'anima non vi può

» resistere. sparirebùe. Ciò mi .i ene tutti

i

» tulle le seUi man e. Ancl1e l\faomeUo a,era

Jn secchia; e mentre

» essa si rnota,a egli ca rnlcava >>

tre giorni, oppnre

in paradiso ; '-'l-~ t o , dunque,

pochi secondi ».

Il delitlo e pena di Dost oyC'wski ( 1884 ) è 11n nliro òei cnpoJavori di qnesto vero nntropologo criminal e cl1e ci dipinge nn reo d'occasfone: Uoskal!likoff è incline nlla. pa1.zia, e, cnme egli stesso riconosrP, è vendicati\·o, invidioso e pieno di nmor proprio. Povero. sicchè·

rìoveLte interrompere gli stud i, ha nna sorella amantissima di -lui, indottasi a matrimoni o contro geni o per poterlo aiutare. Sente parlare d'una usuraia trista e angm·ar ~i <la alcuni che essa m orisse. A poco a poco Pgli è pre':lo dal proposito di ncciderln : pre· pa ra l'alilJi e l'istrumento, e l'uccide impunemente non visto ,la. alcnno, ma poi ne rnsta così turbato (1 ) che non ne approfìt.t.a., e nasconde il denaro rnl,at.o sotto una pietra: nel medesimo tempo

fa del bene. Si dà ad una. pro:;tituta cl1e ama. (1 ). U n assas~ino, Svidriga.iloff, vedendolo senz'nlLi-o negli occl1i, dichiara.: Sento che sci nn mi o compagno. Egli ritorna più volte vicino alla ria. ed ailn camera dell'nccisa. È preso, se non da rimorsi, dal bi sogno di confessare il r eato, e vi si ribella: ma t rascinalo da un nbile pol iziotto, un giorno, improvvisamente v i cede, e fa poi, non ricercato, 1a pili ampia confessione del reato; dic11iara che partì per uccidere la donna, nell' idea cl1e Napoleone non a vrebbe nbba.dato alla morte di tm (1) Ecco perchè non è un reo-n ato, ma un reo d'occasione.


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vecchio o di una vecchia per ottenerne uno scopo ! egli aveva scrit to un ar ticolo secondo cui gli uomini si di vi dono in ordì na.ri e straordinari: ordinari quelli che debbono obbedire alla legge, e straordinari quelli a cui t utto dev'essere permesso per giungere ad una data meta. I giudici stessi, trovandogli delle lacune psichicl1e e considerato il non aver approfittato del denaro e le ipocondriasi autexiori, sentenziarono trattarsi di follia momentanea. In carcere non si rimproverava che di essersi lascia to prendere. Egli dichiara d'aver finto un pentimen~o che non sentiva, eppure aveva fatto at ti nobilissimi. Per sei mesi divise un magro cibo con un compagno malato. Col pericolo della vita e riportandone ustioni, sai vò due ragazzini dal fuoco. Ragiomwa in carcere: cc In che la mia idea e la mia teoria erario pil1 sbagliate delle altre? Biso·gna riguardare le cose da un · punto <li vista più largo, e allora _la mia idea non parrà così straua. Delitto è una parola. La mia coscienza è tranquilla. I grandi geni i Jrnn fatto di peggio, ma non s'arre'Starono a mezzo, e perciò non • I furono condannati. lo non seppi continuare>> . .Non si riconosceva altro torto che d'aver ceduto, cli essersi denunciato. Tenta il suicidio ·e non riesce. Si conduce benissimo ai lavori forzati, e s i riabilita col lavoro e coll'amore cli quella prostitt1t,a che.a lni si dedicò. È evidentemente un caso di delitto d'occasio~ provocato dalla . miseria, dalle circostanze , in una tempra non del tutto <,'l1minosa, che, se non si pente, non giunge però ad usufruire del delitto, eppure vi ba largo ttccenno di epilessia; infatti piì1 volte venne preso da accessi amnesici- epilettici. Più volte egli presentì che perdeva la coscienza di s"e stesso, è questo stato aveva continuato con bre\i intervalli fi no alla catast rofe. \ Parecchie volte la memoria di alcuni fatti gli sfuggì compleLoMBaoso. - 23.


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tamente, e non avrnbbe potuto metterne insieme il nesso senza l 'aiuto d'altri. Qualche vol ta considerava, certi i ncidenti come la conseguenza d'a-ltri che non esistevano se non nella sua mente. Qualche volta era dominato da una m~rbosa paura cbe traviava in terrore panico ; spesso per ore, per giorni, era immerso i n un'apatia greve come l'indifferenz~ di certi moribondi; n~(Wa le questioni, l'obliare · 1e quali, in uua posizione come la sua, gli doveva essere più fatale, mentre si occupava di cose meno im portanti, come di una t al Cat terina di Ivanowa. 2 . lDclEN. - Ibsen nella Hedda Zablet· ci ha descr it:to una donna nevrotica, che essendo inci nta, e quindi con la nevrosi più spiccata, si vendica, bencliè g ià ~ari tata, di un primo amante che. l'aveva abbandonata, facendolo ricadere nel vizio e bruciandogli un manoscritto cl1e avrebbe formata la sua gloria. Vi rile, come tut te le criminali, anch'essa da giovane aveva maneggiato la rivoltella. Nell'Anitra selrntica, il criminale truffator e, che forma ora tanta parte dell'alta Banca, è onorato, men tre s i ha appena compassione della sua vittima. Nelle Colonne dellct società ci dipinge i grandi uomin i politici , che sono insieme birbanti e nevrotici - que1la nevrosi criminale e nevrosi ·geniale che si riimega come una bizzarria nel mondo. Negli 8J>ettri si mostra come il vizio .tanto quanto il delitto abbia una base organica e si erediti ed alterni colle affezioni cerebrali e qL1esto si mescoli colla genialità artistica.

3. Zou.. - Lo Zola ha dichiarato avei·e attinto al mio Uomo delinquente e al mio Homme de g énitJ mol I.i materiali del suo romanzo e l' idea capitale della B éte .Fiumaine, che è il mio delinquente-nato. Eppure, malgrado che si trovi soddisfatta la mia vanità lette-


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rarfa, non vi sento soddisfatto quello che in me è ancora più prevalente: l'amore del vero! E prima di tutto, io fui sempre ammiratore dello Zola, appunto .Jerchè egli introduce il metodo positivo nell'opera letteraria. I suoi romanzi sono, in fondo; delle storie moderne esposte sotto forma di racconto, e che'emanano da documenti vivi, come le istorie in gen.ere da documenti morti. E della storia assume anche la se·rietà; la sobrietà , contentandosi nell'intreccio di un filo semplic.issimo, e lasciando da parte quegli intrecci artifici~li e convenzionali, così- facili a moltiplicare, appunto perchè poco lontani dal yero, a cui ci avevano abituati i romantici. Se non che nena Béte B:umaine molti di questi convenzionalismi . ~ . tornano a galla, ed hai! quanto spesso! Gli è bene uno strano i ncidente, per es., che lo stesso coltello, regalato come pegno d'amore coniugale, serva, a volta a volta, a tutti gli assassinii, e che quasi tutti questi disviamenti colposi ed i suicidi debbano proprio sempre capitare di faccia alla Croix De Maufras, dove avvennero i primi tentativi lascivi cli Grandmorin. Che una quantità così enorme di birbe /S'accolga nel piccolissimo cerchio di una stazione secondaria e della sua vicinanza, è già cosil strana; ma lo è ancora più che tutti questi malfatti debbano, per giunta, concentra.rsi in queJla località maledetta, che porta già un nome lugubre, predestinato. È un fatt.o, questo, contra1;io alle leggi d'ei vero.e della probabilità: percbè noi sappiamo dalla statistica cpe il numero dei rei, come quello dei reati, si nota sempre invariabile sopra un dato numero di migliaia di uomini, di chilometri quadrati e di anni; e non può concentrarsi in un piccolo terreno, in pochi individui, occupati per giunta, ed in sì breve tempo." Ma quell'errore è un ritorno atavistico, diremo, al giuoco vecchio dei romantici, che fa_cevano commettere semwe i fatali avvenimenti in quei siti fatali, da uomini ed armi ·predestinati, ecc. Anche nella Fortune des


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Rougon vi è una carabina, con cui un contrabbandiere uccide un gendarme e che serve ad un nipote ribelle contro un ait.ro gen darme, il quale, a sua volta, più tardi l'uccide, quasi il fato non stesse nell'istinto ereditario, ma fosse leg,ato a quello inconscio stromento. Ma l'errore più grande non è qui; è nella dipintura dei pm:s0::_ naggi. Lo Zola, che ba dipinto stupendamente le plebi attossicate dall'alcool, ed anche assai bene la bassa borghesia dei villaggi e delle città, non ha studiato, secondo me, dal vivo i criminali; certo perchè questi non si trovano così facilmente, nè si lasciano studiare nemmeno in carcere, se non da chi ba la follia, come il !farro e il Ferri, di seguirveli per anni e anni. E le sue figure di criminali mi fanno quell'effetto di sbiadito e sbagliato di certe fotogr:afie cavate da ritratti ad olio, e non dal vero. Così io, che ho studiato migliaia e migliaia di delinquenti, non saprei come classificare il Roubeaud, buon impiegato, buon marito, che, sorprendendo per un caso il segreto di alcuni amorazzi, nemmeno completi, fatti subire a sua moglie prima di sposarsi con lui da un magistrato potente, si getta sulla moglie e sta per ucciderla, e poi si determina all'assassinio del pseudo-adultero preventivo colla complicità imposta alla moglie, e sempre con quel tal coltello che essa gli ha regalato. La vera liete humaine, il Jacques Lantier, il delinquente-nalo, ha alcuni caratteri anatomici di questo, specialmente nella man dibola voluminosa, ed è giustificata la saa tendenza criminale dalla eredità; ed è verissima quella passione omicida che si sostituisce in lui alla venerea, e che si S\'eglia alla dsta delle carni fresche della donna giovine. Dove l'autore ba errato tecnicamente, sta in ciò, che questi sciagurali proyauo solo nell'uccisione della donna il soddisfacimento venereo, e non altrimenti ; mentre invece, almeno con Severina, quella donna che egli uccise, egli provò, e per molto tempo, un completo soddisfacimento. Ora, ordinariament e, l'uno


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esclude l'altro, così almeno accaclùe in quei casi che io ebbi sott'occhio (1), e cho studiò pure Krafft-Ebing. È verissima, è indorinata proprio secondo le ultime ricerche, quella specie di vertigine e di amnesia epilettica che egli fa snbire due o tre volte a J acques. « Egli guardò la Severina seminuda sul letto come se non Ja riconoscesse; ne .serbava l' imagine perfino quando conduceva la macchina; così un g iorno si trovò r idestato come da un sogno in un momento che passava i n una stazione a tutto vapore, e malgrado dei segnali. e< Uu giorno si sentì così preso dalla smania di ferire, che si gettò fuori del leLto come uomo ehbro, e là stette per cadere di nuovo (vertigine), e la carnera gli parern piena di nebbia rossa, e dopo che lasciò la camera, non era. pii1 l ui che si moveva, ma l 'altro, quello sconosciuto che aveva già sentito agitarsi nel seno arso dalla sete ereditaria del sangue. « Gli oggetti intorno a lui non erano più clie come no sogno, la sua vita d 'ogni g iorno si trovava come abolita, la sua personalità era assente, camminava come sonnambulo, senza memoria del passatq, senza previdenza dell'avvenire. TuUo nella fissazione del suo bisogno di uecidern, egli segue per uccidere le due donne e si trova ·vicino alla Senna senza sapere perchè, e non sa cosa faccia ; la sola cosa che ricorda è di aver gettato il coltello, egli doveva aver camminato per ore e ore ; e gente e case sfilarongli pallide davanti; era entrato in qualche sito a mangiare, perchè si ricordava di alcuni piatti bianchi e cli un affisso rosso, e tutto s' inabisisarn in un nero gorgo, nel nu11a, ove egli giaceva inerte da secoli fo,·se. Quando si <lestò, era nella sua camera attraverso il letto, ove l'istinto l'avc,·a condotto come un ca11e alla cuccia. Si svegliava \ (1) LoMBRoso, Amore nei 1,azzi. -

Delitti d i libidine, 2• ediz.


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da un sonno di piombo, chissà? forse di ore, forse di giorni, e tutto ad un tratto la memoria gli tornava ». Non ho mai trovato una descrizione più perfetta di quella che io chiamo vertigine criminale epilettoidei...(pag. 301, 303, 313). Ma anche qui un en-ore di fatto sorge da una velleità assai male soa-:=-disfatta di erudizione; egli così spiega più volte questi istinti sessuali sanguinari con atavismo di tutta sua creazione; coi bisogni di vendicare i vecchi torti, che le donne fecero all'uomo delle caverne. Qui vi è un errore di fatto; le donne primitive non ne fecero dei torti agli uomini ; più deboli di essi, ne erano forzatamente le vittime; e q negli istinti sanguinari ses~uali si spiegano con ben altro atavismo, che rimonta anche agli animali inferiori, colla lotta fra i rivali per la conquista, della femmina, che restava al più forte, e pei ferimenti che si infliggevano, non di rado, alla femmina stessa, onde ridurla alle proprie voglie, alla schiavitù coniugale, lotte e ferimenti di cui rimangono ancora le traccie nella storia romana (Ratto delle Sabine), e nei riti nuziali (De Gubernatis, Riti nuziali), anche dei nostri paesi. Un altro difetto tecnico devo aggiungere, ed è, che un degenerato epilettico come Jacqnes, doveva avere altri difetti, una violenza strana di carattere, un'irascibilità senza causa, una profonda immoralità, mentre invece egli appa.re un onesto uomo, salvo nei momenti feroci che lo assalgono. Dal lato però della monomania sessuale sanguinaria trovo giustissima quella ripugnaza istintiva, da onesto uomo, che egli prova ad uccidere altri che non sia una. donna giovine e be11a, ad uccidere il Roubeaud, malgrado delle propizie occasioni e gli incitamenti della moglie. « Uccidere questo uomo, ne aveva. egli il diritto? Quando una mosca lo importunava, egli la schiacciava n , ecc., ma poi sentiva che egli non poteva uociderlo; gli pareva ciò mostruoso, impossibile, l'uomo civile si rivoltava in l ui per la forza acquistata dal-

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l 'educazione (pag. 298) e dal lento stratificarsi delle ideo trasmesse; il suo cervello foderato di scrupoli respingeva l'assassiuio con orrore; uccidere in un bisogno, in una violenza dell'istinto, sì, ma uccidere volendolo, per calcolo, no, non lo potrebbe; e quando è al punto di farlo, retrocede. << Col ragionamento non ucciderebbe mai, gli occorreva l'istinto di mordere, il salto con cui si getta s n11a preda » (pag. 203). Tutto ciò è verissimo. In complessq, molto vi è di errato, ma molto d'indovinato in questo, che era il carattere principale ; ma un alienista non può non trovarvi dei difetti gravissimi, maggiori del merito. DoYe invece egli ba indovinato, e certo ha copiato dal vero, è nel carattere della Se,erina. La quale, non vera criminale, ma sensuale, che si diede già da giovine a sozze pratiche, che non sente l'amore se non ne.Ila colpa, e che sa simulare fin da giovinetta; eppure è una buona moglie, una buona massaia, fincbè l'occasione non la getta nel male; ed è legata al marito, ed appunto per questo acconsente a farglisi complice nell'omicidio senza ribrezzo; poi, attaccatasi a Jacques, sente a sua Yol~a il bisogno di ucèiderlo, e vuol convertire l'amante in sicar io. << ~ ra in lei (pag. 291) un bisogno di arare Jacques tutto a sè, giorno, notte, senza abbandonarlo. 11 suo odio pel marito si aumenta.va, la semplice presenza di costui la gettarn in una morbosa agitazione; ella, così docile, così tenera, si irritava, feroce, quando si t ratta va di lui». l?in la faccia tranquilla di lui, il suo corpo ingrassato la faceva soffrire. << Oh andarsene lontano ! » . Un giorno che egli pericolò per causa di una locomotiva, pensò quanto, av rnrandosi il caso, ella sarebbe stata felice ; sarebbe partita per l'America, incominciando una nuova esistenza. Ed ella, che usciva prima così poco, andava ora spes::;o al porto a vedere i vapori che fumavano! E nel momento decisivo appoggia . la bocca ardente sullà bocca dell'amante che vuol mutare in sicario. <r Oh ! come l'ama va ! e come odiava l'altro! Oh! se avesse


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osato, lo avrebbe fatto lei, per evitargliene l 'orrore; ma le sue mani erano deboli, le occorreva il phgno d'un uomo ». E questo bacio, che non fluiva rnai , era tutto quanto poteva offrirgli del suo coraggio, era il posses\O pieno, la comunione del suo corpo che gli promette\'a (pag. 301 ). Quanclo sollevò la b~ca2...credette essere tu Lta, passa La in lui, ed egli aprì il coltello. Ebbene, così è la donna criminale : una criminaloide, come io la chiamo ( Uomo delinquen-te, 2° volume) una donna che, quando ·non è spinta dalle grandi occasion i (e l e occasioni sono sem pre l'amore), non è capate a delinquere; e qnai1do pur delinque, adopera il braccio di un altro, che è c1nasi sempre l'amante, percbè è debole. A.nche i caratteri anatomici, che non sono quelli del delinque11lenato, pure hauno qualche cosa ,di particolare, che non hanno le alt re donne. A. \'ern i capelli neri ssimi, che face\'a no una specie di casco sulla fronte, la faccia lunga, la bocca forte e gli occhi larghi bleu di pervinca. 4. GA.uBORG. - l':, me GaTborg, \jhe è il Zola della Norvegia, e che, processato, disprezzato, giunse ad arere nel Nord la piì.t grande popolarità cl1e sia concessa a un letterato, nel romanzo K.olbotnbrcw og Andre Sl.ildrìngccr, Bergen, UtgjeYut av Mous Li tleré, 1892, dipinge un pazzo moral e, che essendo ricco e potente, non ba occasioni per mostrarsi birbante, ed è anche :filant ropo. Nella solitudine d ·una malattia leggo il mio libro L'uomo delinquente, e trova che tutti i caratteri anatomici e funzionali del del inquente-nato rispondono ai suoi, e comprende allora gli istinti che lo trascinano al male, e per 11011 esservi trascinato si uccide.

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5. NORDAU. - Ma una piil grande applicazion~ è stata fatta direttamente della teoria degenerativa dell'Uomo delinquente e dell'Uomo cli genio dall'ingegno forse più acuto e più audace dei nostri tempi, da Max Nordau, nella spiegazione del mis ticismo, del simbolismo e del decadentismo let terario. iiax Nordau ha mostrato, nel primo volume del libro Enuwtung, uscito recentemente, come i risultati della nuova scuola psichiatrica, applicati alla critica artistica, possanvi dare un nuovo, potente e veramente scientifico mezzo d'analisi. Rifiutandosi a cercare in influenze di ambiente, che non possono essere se non superficiali, la genesi di un'opera d'art e, egli l'ha invece cercata nelle malaitie, nei vizi, nelle virtù, nelle particolarità psichiche degli individui. E come possa essere fecondo quel metodo, sebbene il Max Nordau abbia fo rse troppo insistito sulla degenerazione, senza mettere abbastanza in luce la genialità, che spesso le si accompagna, lo dimostrano cinque studi : uno dedicato ai preraffaelliti (Rossetti, Swinburne, Morris) ; uno ai simbolisti francesi ~Iallarmé, Verlaine, Réné Ghil, ecc. ecc.); uno a Tolstoi: e al tolstoismo ; uno a Wagner e al culto wagneriano (Richard Wagner's D imist) ; l'ultimo alle parodie del misticismo : sempre l'origine dell'arte è trovata nei ,caratteri del degenerato: nebulosità delle rappresentazioni mental i e disordine nel loro corso; ideazione fa-ragginosa e confusa; erotismo iu generale intenso ; grande suggestionabilità ; emotività facile ma superficiale ; vanità ed egoismo, per cui non osservano cose che in rapporto a se stessi . La degenerazione di questi artisti spiegherebbe, secondo il Nordau, il costante arcaismo dell'idea fondamentale delle scuole clrn essi hanno fondato o a cui appartennero. I preraffaellitj , in fatti, tipo Ro~etti, tornano al Medio-Ern, pro·clamano perfetta f arte infantile di Giotto o del Botticelli, per disprezza.re l'arte matura, in piena virilità di fo rme e di forze, di


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Raffaello; l\Iorris, in pieno secolo XIX, si traveste da bardo e ùa scaldo primitivo; tratta dei loro argomenti, non usa che parole adoperate dal Chancer e dai s uoi contemporanei e predecessori ; i simboHsti fran cesi ripudiano per l a fède la scienza, per Cristo, Darwin; 'l'olstoY vuol ricostruire l a semplice chiesa dei cristian1 / primitivi e ri tornare alla vita patriarcale; Wagner simboleggia--la l otta tra lo spirito e la materia, tema prediletto alle contemplazioni mistiche del Medio-Evo. E nella degenerazione il Kordau trova anche l'origine di molti caratteri delle opere loro: delle abenazioni religioso-sessuali del T olstoi; del misticismo filosofico e del tentativo vag neriano di ricongiungere in servizio del dramma musicale tutte l e arti; del colorismo e musicalismo dei simbolisti francesi, per cui la parola non deve pil1 rappresentare un'idea, ma ri svegliare una immagine ottica o acustica; dell'entusiasmo con cu i molta letteratura spiritista si è gettata dietro fatti veri ma ancora misteriosi, alla vecchia idea degli spiriti e delle anime dei morti. A ·parte qualche esagerazione e unilateralità, il libro è veramente destinato ad inaugurare una nuova era nella critica . 6. E SAGERAZI0)!I POSITIVISTE . - Abbiamo veduto che se la letteratura trova una sorgente nuova e feconda 11 el la nostra scienza, questa, a sua volta, trorn un aiuto p otente nei documenti accumula.ti nei capolavori di questi maestri dell'osservazione umana, che possono contare tanto e più dei più eruditi antropologi, perchè meno prevenuti e perchè intanto ci aprono una larga via di comunicazione col g ran pubblico. È nei romanzi cli Sacber-Masoch e di Zola (Nanà e Venus im Pelz, per esempi o) che gli alienisti hanno ora trornto i dati per avere il tipo completo di quella psicopatia sessuale, in cui gli uomini si fanno schiavi della donna, godendo di sentirsene avviliti, calpestati come bestie da soma; tanto che si è chiamat.a questa forma


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di malattia « masochismo » (,·edi la bella Psycopathia sexualis di Krafft-Ebing); così pure si è cl1iamato <e sadico >>, dopo i romanzi di De Sade, H tic morboso di goder la donna torturandola. K leist nel Penthelex, Sylvestre nel Brimhilde, ne hanno fatto i nversamente un'applicazione alla donna che si compiace di mordere o ferir l 'uomo. Aggiungo, però, che se tutto questo è vero nella psichiatria, non è sempre accettabile nell'arte; non vi è dubbio che le esagerazioni del vero uon sono u tili in letteratura: perchè, e noi siamo i primi a dirlo, il vero non è sempre bello; come vi sono delle donne bel1issime perverse e degli angioli di bontà che sono brutti. P er capire questa contraddizione senza scostarci dalla natura, ricordiamo che occhio non vede le immagini delle cose come son o, come fotografie, ma face ndo una rapida scelta tra le immagini successive : che ,·ecle, insomma, ciò che yuol vedere. Bertillon scri\te nella sna 1"otografia giudiziaria:

r

cc S i è ora unanimi nel riconoscere l'errore di certi pittori, che per riprodurre la verità più da~vicino, pretesero trasportare, senza scelta, nelle loro combinazioni pittoriche, le combinazioni straordi-

nari!) dei movimenti ri velr.ti dalle fotografie istantanee. Noi abb iamo un -bell'essere prevenuti e anche intimamente convin ti che le, pose eccentriche che ci si mettono sotto gli occhi sono calcate sulla natura stessa : il nostro intell etto disorientato non giunge, malgrado tutti gli sforzi, a ritrovarvi il tipo, che fino ad ora è caratteristico per noi, del cavallo in moto ».

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\ ..


APPENDICE I. ULTli\'fE RICERCHE ED APPLICAZIONI

li progresso della nuova Scuola è così veloce, che questo volume non era ancora finito, che avrei dovuto incominciarne un altro. Vi supplisco per ora coll' a ccennare, più che col riassumere, in un'appendice, le osservazioni più origina li. Basti intanto questa im· possibilità di completare in un'opera i l movimento scientifico di una breve serie di mesi a provare quale sia la sua così poco accorta· men Le nega La vitali tà . Staderini (1) ci diede uno studio sulle anomalie di tre scheletri e tre cranii d i criminali•• ANOMALIE CRANICHE E SCHELETRICHE. -

t ipi.

L'osservazione 1a è notevole per l'aumento numerico delle verteb re lombari, per l'anomalo sviluppo dei denti, per l,l plagiocefalia associata ad asimm etda della faccia (fìg. I,, 1,i), per la traccia di 'doppio incish•o bila tera le. L'os~ervazione 2a: pe r la grande sclerosi e rliminuita capacità del cranio, per l' inter parietale unico, per le due profonde fosse precondiliche (fig. Il 1 , If~), per la linea temporale ca mbiata nel suo primo trallo in robusta cresta ossea. L'osservazione sa,· infine, è t!egna di nota, perchè, oltre al sacro com pos to .di sei pezzi ed alla esager a la ampiezza dei se ni fronta li , pt'esenta una straordinaria sporgenza della mandibola e due ben distinte apofisi lemuriniche (fig. III., Illi). '\ (1) Sopr(, tre scheletri di àeli11q1ienti. -

Archivio cli psichiatria, 1892.


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z. Sco PERTURA DEL CANALE SACRU.E I N DEf,I NQUENTI. - , Dalle 110Slre ricerche falle col dolt. l\fonguid i ('1) su 59 scheletri di delinquen ti,

l;?

Fig. 45,50.

risultò in 18, cioè nelj3i 010, incom·pleta chiusùra nel canale!(in 1'Z era aperto fin o alla terza vertebra sacrale; in 6 fino alla seconda). (Ij Giornale dell'Ace. di Meclicina, 1892, _: A1·ch. dir1}sich., XIV, III.


361 Tre, cioè il 5 010, presentavano il canale sacrale completamente apet'to. ln tullo, dunque, la scopertura si trovò nel 42 010, Su 5 scheletri di merelrici preparali dal prof. Scarenzio, 5 avevano il canale sacrale incompletamente aperto. Invece in 2ì normali si trovò apertura comple~a del canale in uno solo, apertura incompleta fin o alla 3a sacl'ale in due; in lutti dunque nell'11 010, un quarto i n meno ~he nei criminal i. 3. FESSURA ORBITALE INFEIUORE . - Tanzi i1) or ora ha richiamalo l'attenzione sulla fessu ra orbitale del cranio umano, finora poco degnata d i studio. Situata, presso a poco, l ungo lo spigolo quasi rellilineo che divide le due pareti inferiore ed esterna della piramide orbitaria, il Gegenhauer (2) ravvisa in essa un r esiduo dell'Pnorme comunica1ione che nei carnivori unisce la fossa temporale coll'orbita, ed afferma • il suo restringersi essere, dai carnivori in su, con tinu o e progressivo. Un antropologo ungherese (3), il 'fo rok, in una nronografìa su ll'orbita dei Primati, conferma quest'asserzione; e da i Lemuridi all'u om o,inesaltamenle egli scorge una se rie di fessure orbitali inferiori la cui ampiezza va regolarmente scemando di specie in ispecie, o per lo meno di genere in genere. Fi'nalmente in un iirticolo puhhlicat,o nell'Archivio del Virchow (4,) parecchi anni prima dei lavori precedenti, il clou. l\iognus descrive certe varietà lii questa fessura sfe no-mascellare che ebbero poi ospitalità in ,·ari i LrallaLi, e che offrono un _nuovo addentellalo al concetto che nella filogenes i la fessura vada inc?n lro ad una diminuzione graduale. Le ricerche del Tanzi dimostrano erroneo questo quadro evolutivo, in cui l' nomo più perfetto sembra che dovrebbe offrire il mi-

(1) TANz1, La fess. orbit. inf - Archiv. anlrop., 1892, fase. 20. (2) GEGENBAUJ.'!R, A nat. humi. , Ii!re partie, 1888, pag. 210. (3) ToRoK, Die Augenhole der P1·ùnaten, 1889. (4) Moa-Nus, Die sufurà, zigomatica s-pheiwidalis, 1869, XLVIII. TA.NZI, l. c., pag. 7.

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Vedi


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368 -

nimurn di quest'a pertura. Studiandola in ci rca 2000 cranii umani,

ed ispezio nandone, senza misurarli, ottrn 370, egli ven ne, fra le altre a queste concl usioni finali : 1° La fessura orbitale inferiore offr.e tre ti pi principali diversi: un tipo mediocre assai comune, un tipo gigantesco ed un tipo minuscolo egua lmen te rari. -...__ 2° La grandezza della fessura sfeno-ma scellare non e, in prati ca, un indizio d'inferiori tà. Le fessure d'u na certa ampiezza si trovano anzi, sia com e carattere normale, sia come varietà · individuale, piullos to nelle r azze alle che nelle basse, e nei non degeneri più spesso e più spicci,ta menle che nei pazzi. 3° La fessura Grbitale inferi ore, benchè, ricordando la promisc uità dell'orbi ta colla fossa temporale, rappresenti in genere un residuo ata\•ico destinato a sparire, gode nelle scimmie il benefizio d'una riduzione volumetrica più C'onsiderevole dell'umano ; sotto questo siugolo riguardo la scimmia è dunque più evoluta dell'uomo. 4° La riproduzione nell'uomo d'un tipo pitecoide si rinviene quindi, non già nelle fo rme gigan tesche, e/te sotto prive di riscontri filogenetici esatti, ma nelle fe ssu re esigue, che rassomigliano perfellamentc, anche per la particolari tà del contorno, n quelle dell'orango e del gorilla. 5° Le fessure gigantesche 11011 cessano perciò d'essere anomale a loro volta, in quanto rappresentano un arresto dello sviluppo, e manten1:1011 0 la forma e le dimensioni della fessttrn i n fantile (1). Quanto alle variazioni di forma, si osserverebbe per le fessure tielle due orbite una legge di simmetria costante, non meno che per. la strullura e per le misure. La forma più comune ed umana sarebbe la fessura a clava, più frequente nell e fessure di mediocri dimensioni. Nelle fessure piccole (frequenti 11egli an1ropoidi) prevarrebbe invece la forma retlilinea. La fessura dei neonati e dei feti è grande ed a contorni piuttos to semplici ; nei pazzi, dall'esame seriale risul ta una pnvftlenza delle fe ss1tre minuscole (pitecoidi) con

...

• (1)

'f.à.NXJ,

l. c., pag. 29,30.


369 u11 discrelo numero di fessure infantili: il tipo car;itteristico è leggermente più piccolo dei n ormali_ Lo stesso folto si avrebbe nella serie dei Papuani, meno accen tualo nei Pern viani, di nuovo spie- · calo in 14 F uegini, ma non nei Negri (su 22,8 infqot ili e 3 pitecoid i) : in conclusione, però, nelle razze inferiori si :ivrebbe, al pari dei pazzi, un contingente s uperiore di fessure piler.oidi. Nei Primati, pi ù basso è il live llo loro, e 11iù minuscole sono le dimensioni della fessura, al meno anteriormen te. Le fessure gigantesche debbono quindi interpretarsi come un arresto di sviluppo e non una cle\•iazione atavica, tali devo no essere in vece intese le fessurP. esigue. Questi sono i risu ltati a cui è gi unto il Tanzi. Pnò, obbiettagli ora Ard ù (1) : Come può egli, che rimprovera al Gegenbauer, come non dimostrata, l'asserzione che questa fessura vada snbentlo una le~ge progressi} a di riduzione dai carnivori alle specie superiori, affermare a s ua vol ta che il tipo in fantile sia recisamenle un arresto di svil uppo, e non pi ullosto anch' esso, almeno qualche vol ta, un ritorno atavico? Forse perchè esso esiste nel cran io infantile? Questa non sembra u na prova categori ca, e non toccando ch' egli non dice sP. ne i cranii infantili non possa presen tarsi anche un altro tipo di fessura, vediamo in razze inferiori (Negri) menn fr equente il tipo pi leco ide, in crani i patologici (pazzi) più freq uen te q11esla che l'infantile. No n è dP.tto, infine, che una d eviazione alavicn debba as~olulamen tc restringersi agli antropoidi, che offrono la meno larga fessura; e n_on è dimostratQ che la fo rma gigantesca ùi questa si a priva di riscontri fi logenetici : come possiamo distinguere se questa sia veramen le do vu la ad un arres to di sviI uppo e non ad un !ontano atavismo? Ciò che il Tanzi ha veramente posto in chia ro, è l'ossenazione c~1e nelle scimmie quest'a!Jerlura si offre meno vasta che nell'u omo; fa llo a cui il Tanz.i attribuisce, col l'i potesi del Gegenbauer stesso, significato di maggiore evoluzione.

(I) A1·chivio di p sichiatria, ecc. , voi. XIV, fase. III, 1893. \

L OMBROSO, -

24.


4 . Tn. -

3i0

Ardù (1) lrn esaminato dietro mio in,·ito, nelle miti col-

lezioni , come si presenLi questa fessura a_nch e negli epiletlici, nei cretin i e nei criminali. Eccone le cifre riassuntive :

~

Fessura oroit. in{,, in ~ Epilettici Criminali Cretini Cifra 14 Lungll. Largh. 42 14 .Massima. 80,0 14,4 100,0 18,1 80,0 19,5 Minima 68,6 4,0 44,4 4,3 70,0 5, 1 Diff. fra preced. 11,4 10,4 55,6 13,8 10,0 14,4 Rapp. id. 010 85,7 27,8 44,4 23,4 87,5 26,1 Media totale 67,2 9,0 72,8 9,66 74,8 10,8 1° Negli epilettici, per la lunghezza, il .m assimo iud ice (80) ed il minimo (68,6) non differiscono mollo da quelli ·dati dal Tanzi (2); il minimo rim ane sollanlo notevolmenlti più alto : la variabilità sa1·ebbe quindi min01·e. Lo stesso e più ·marcatamente si ha per la larghezza; mentre nelle cifre del Tanzi il mass. ed il min. oscillano tra il 24 ed il 2, nei nostri epilettici osci llano tra il 14,4 ed il 4 : la var iabilità è qu indi grandemente minore. Inoltre, come per le cifre del Tan zi, le la1·ghezze va1·iano più. fortemente delle lunghezze: in quella s la dunque veramente la parte più mu,tabile di questa apertura. Negli epi lell ici si avrebbe du nque (salvo la scarsità della ser ie) un tipo di fessura assai più sfretto. Nella serie abbiamo : Lunghezza

Fra

68,6-iO casi

Larg h ezza 3

4,0-10 casi 8 )) 70, 1-75 5 10, 1-14,4 )) 6 75, 1-80 » 6 Il Tao zi non dà la inedia aritmetica dei su oi casi (fra 7 e 15); Fra

In n ostra è di 9, O. (1) Axchivio di psichiatt'ia, ecc., voi. XIV, fase. III, 1893. (2) Le fessure più lunghe non superarono mai l'indice di 80 (48 mm.), le più corte 56 (25 mm.), le più larghe 24 (11-12 mm.), le più ristrette 2 (meno di 1 mm.). Fra i 29 ed i 36 111111. per la lunghezza (indice 68 e 74) cd i 4 ed i 7 per la larghezza (indice 7 e 15) esiste il gruppo più numeroso della grandezza medesima. Le larghezze variano quindi pitt fortemente (da 1 a 12 mm.) che le lunghezze (da 25 a 50 mm.).


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2° C1·iminali. Nei criminali abbiamo invece per la lunghezza un M. ed un m. notevolmente più estesi (il m. in ispecie), mentre per la larghezza si ha ancora il fallo osservato precedentemente, come mostrano le cifre della divergenza. L'una e l'altra misura sono lul· tavia, rispetto agli epilettici, alquanlo meno divergenti. Deve quindi ripetersi la conclusione precedente, a bbenchè si abbia nei crim inali quel fallo già ossnvato per altre misure (1): una maggior freq1ienza delle cif1·e estreme. Nella serie abbiamo: Lunghezza Larghezza Fra 44,4-50 casi 1 Fra 4 ,3-10 casi 25 )) 50,1-60 1 )) 10,1 -15 13 60,1-70 » 11 )) 15,1:18,1 4 70, 1-80 » ·24 80, 1-90 » 4 90, 1-100 » 1 La media, così per la lllnghezza come per la larghezza, cadrebbe quindi nel gruppo che offre anche maggior frequenza. Le serie sono abbastanza regolari ; nella larghezza si osserverebbe una maggior fre quenza di cifre infer iori. La maggior frequenza dei casi si osserva per la lunghezza fra 70 e 80 (Tanzi, 68 e 74) per la larghezza fra 10 e 15 (Tanzi, 7 e 15). 3° Cretini. Pei cretin i abbiamo cifre poco differenti da quelle degli epilellici, e ancora lo stesso fallo peT la larghezza osservata in ambi i gruppi precedenti. La cifrn media è però la più alta, tanto per una misura che per l'a ltra ; si avreb_bero qui le più vaste dimensioni osservate. Nella serie abbiamo: Lunghezza Larghezza Frn 70-75 casi 7 Fra 5, 1-10 casi 7 )) 75, ·t -80 7 10,·1 -15 » 5 )) 15,1-19,5 2 \ (1) LoMBRoso, Uoino ·delinquente. -

Torino, Bocca., 1889.


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Con,.ludendo, Ardù aq·ehbe osserva lo: · ·1° Negl i epile llici, criminali, crelini, proi;ressivamen le,;u na variabilità minore cli quesla fessura, specialmente nella hirghez,,ta, con una frequenza media od un livello più basso. La larghezza è delle due mis ure la più ,·n,:ialJile. I creli n i offrirebbero la ~ag::;iore ( larshezza) ampiezza osservnla, i criminali la maggior variabilità ( lunghezza). 2° Riguardo al significato di questi falli, se l'ipotesi del GegenlJauer è vera (co,11e lo sembra, eccezione fallo per le scim mie), nelle I re categorie su esaminate si avrebl,e progr essivnmenle (salvo la scarsi l:i d ella sci·ie) 1111:i maggiore npprossimazione, in generale, al tipo pitecico, senza clte sian però mancati qu e i casi (cr etino) chiamati dal Tnnzi a1·resto di suilttppo. 5. Anco TEMPORALE. - Il Fusnri (1), 1rovav:i in una prostilula tli Fcrr:ira, d'ann i 21, l'arco tempor o-mascellare, sollomalare (Processo zigom:1tico dell'osso tempora le ch e s i nrlicola col processo zigomntico del m11sccllare al disollo dell'osso malare) u na varielù veramente ulaYica, dei c:,rnivori. In allra prostituta d i ftcggio c~ 1:1b ria (~) trovò un:i· fossetta occipi1ale mediana, e la mancanza di gran parte della squama del lempor:ilc (os squamosurn) sostituila da unn m:i ggior estensione d el parielalc e dello sfenoide, il clre rico r da conformnzioni craniali d i u ccell i. - In un coatto di Ferrar:, trovò l a pr esenza di un muscolo stil o-111asccl lare, come nei piteci, etl il venlrc anteriore del digastri co conformato a diaframma come nel cavallÒ. G. F1s10:~0MIE DI PROSTITUTE RussE. -

L a dol\orcssa Tarnowski '(A1·ch. di71sich., XIV, fase. I-H) ci s11ediva , or orn, donCl degno di lei: 1111 be lliss imo studio accompagna to ila folografie (V. 'ft1v. III) su H>O proslilulc della s tessa citt.à (di Mosca), e anzi della slessn etù, 18 a 22 anni; all'inverso d elle crimina li, h a n no u na bellez~a, se non gene-

- - ·--- - (I-;;:) ~ - FusAnr, Varietà J)resentate <lr1lle n.çsa rlel cran·io che si trovano nel 1Jilw1eo cmalomico rli li'errara, 18 91.


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r.de, almeno relativ:1; nrn nott 111a11ca in esse il 1ipo spcci;ile che usiamo chiamare criminale. Questo tipo trovato specialmente nel N. 18, 23, 16, 2, 3, '10; in, modo assai incompleto (mezzo ti po) uel 15 010; nell'uno u nel· l'altro misto a caratteri pazzeschi, come nel 17, 18, Hl, 22, 23, che negli occhi stralunnli, nell'incomposto della fìsionom in, nell'assimetria della foccia vi ricordano le pazze degli ospedali, spec:i.i ln:en te le maniache. Singolare, po i, è la mono tonia della loro fìsionomia, nssni maggiore che nelle criminali . La ·lU, la 2\ la 3", la 4°, la 6\ 1'8n, la 12'\ la un scmliraoo :iverc la stessa foccin, e ciò pl'r lo stesso grande svi lu ppo delle mascelle, degli zig-om i e. dei cape lli. Ma non manrano le bellezze assolute: tale la 25, che polreblie t.lirsi una Elena russa, e la 20, che, salvo la durezza dei Lratli, è Lellissima. Tul le le 15 prime, vis te in una slrnlu, passerebbero per bellezze; e lo nostre cocottes più in l'Oga hanno proprio quel l•po. (Juesla scal'sezza tlt lipo criminale e que:; La manc:anza di bl'11ltczza pe.r molli parlerà contro le idct: emesse da noi, che le prostitute . no11 siano so 11011 un equivaleule delle crim inali. Ma, oltre cl11i a11che le cl' iminali vere sono mollo meno brulle dei loro collrgh i 111:ischi, 1p1i si tra.Lia ùi persone giova nissime, in cu i la così delta bellezza dell'asino maschera e copre le anomalie, gniiie all'al,bonda11za del ,,a1111 icob ,1di poso, alla t'rescht•zza delle ca rni, alla rnuncanza delle rughe. Bisogna anche notare che ad alcuni c:a1·;1Lteri dege11éralivi, cu111c capelli foltissimi e neri (llall"I all'8, ~H , ~2), il 11aso i11cavato (1, 2, O, Il, '12, IG, 17, 18, 21 , 23, 2-1,), le for1i mandibole (da l1·1 al 15, 11, 2 1, 23), lo sguardo duro o J'redt.lo (tu lle si polrehlic dire, meno il 16, il 2 1 o il 22 che l'ha11110 stralunato, menu il 5 e il 28 che l'hanno bello), non si nnnelle dai più l'idea tiella bruttezza: che, infine, la triste prorcssione stessa include e porla co11 sè neccssariame11le il llli11imo di quei caratteri di lirullezza pili clisguslosi, che, quando destano ,~a ripug11anza, ullontana110 ogni cli ,.mle. S'ag~iuuga d11: la truccJlura, che è una prnlica uecessaria del loro


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mestiere, nasconde o dissimula alcu ni ca•Jt iieri degenerali vi., ciò che per le criminali non accade, e c1u ind i ab'biamo forse ca pelli abbondan'.i, occhi neri, rughe mancanti ov~ probabilmente esiste il contrario. \ Nolisi poi che, c<,me vedemmo nell'e~am~ de i ctanii , mentre scarseggiano in esse le anomalie esterne, sono,pìù numerose che nelle crimina li le inlerne meno appariscenli, o più nascondibili : accavalla-. mento dei denti, divisione del palalo, ecc. Succede così a111:he nei crirni nali maschi, rn cui per gli omicidi e avvelenatori o assassini nùn c'è proprio bisogno di be llezza per arma o scudo al delillo, . mentre invece per la truffa e pel . fals o i tralli delicati e benevoli sono uno dei mezzi necessari perchè si compia il deEtlo : sono carallere dunque darwiniano . - Però anche nelle più belle il carallere virile, l'esttgerazione della mascella, degli zigomi, non manca mai, com e 11011 mauca in uess una delle nostre grandi cocottes, sicchè banno tulle un'aria di fnmiglic1 che avvic.:ina le peccatrici Russe a quelle che stancano le vie delle nostre cilli1, sieno esse in cocchi dorali o in umili cenci. E f,Jte che la giovinezza scompaia, e allo ra quelle mand ibole, · quegli zigomi arrotondali dall' a1.lipe sporgono gli angoli salienti e ne rendono il viso affollo virile, più bru llo di uu uomo, e la r uga si approfonda come una ferita, e quella faci;ia piacente mostra conipletamenle il tipo degei,erato che l'età e l'adipe nasconde\•ano. 0

Ma un progresso si è fallo per un'altra strada, la scoperta della causa per cui la maggioranza degl i antropologù i è completamenle avversa a questa nuova scuo' a che da lorn si int.itola, e d1e dovrebbi: essern1: acceua, perchè tlà un'applicazione pra tica a una scienza che non ne ha finora alcuna. Io m'era accorto che la pri ma causa doveva essere la mancanza di cogn izioni d'anatomia palologica, e in parte la poca si11ceri1à nel confessarla. Così Manouvrier,. che negava la speciale frequenza della fossetta "· ERRORI E DJSSJMULAZI(!Nl DEGLl ANTROJ>OLOGH1. -

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occipita le nei criru i11ali, confondeva qucsla coi fori traniani, e quando fu da me avverlito dell'errore, e con me sì sincerò nel proprio museo che questa fossella si trovava nel '16 010 dei crimi nali, e appena nel 5 010 dei normali, lo !acque e lo tace ancora, come Lacque che nei due soli criminali di cui vedemmo insieme l'autopsia, uno, lo Allorto, aveva una enorme foss.ella occipitale med iana .. Quando prima sì ignorano e poi si dissimulano i fo tti una voi la appresi, è possibile il negare qualunqu e cosa, è possibi le trovare che i delinquenti non abbiano nemmeno il 3 010 di fis ionomia criminale e il 2 010 di fos:etla, come fo il pov!lro DeLierre. E cosi Mari mò, che aveva inlrapreso uno sludio per sorprend ermi in errore su lla foss ella e su l ptcrion, quando ne trovò la co mp leta cnncordanza, anche nelle frazion i di numero, si guardò b~ne dall'avvertirne il pubblico. Ma una prova ancora migliore e più complela se ne ebbe or ora nello Zampa. S. Io. QUATTRO cn.um 0 1 ASSASSINI R AVENNATI. - L'egregio dottore Raffa ello Zampa pubblicava nel 1889 nel voi. X del mio À 1'cliivio uno sludio su 4 cranìi di assassin i Rave nnati , le cu i misure r ìprod11cc,1ano esattamente la media, o quasi, di 8 crnn iì ('l) norma li e in cui non avrebbe lrovala alcuna anomalia. Di questo fa tto egli e poi alt1·i fe cero grande scalpore come di .una scou lìlta comp leln della nuoqa scuola. Noi 110 11 ce ne si amo allarmali, p~rchè 4 craniì di rei non anormal i, quanùo se ne hanno migliaia di anoma li, non infirmavano il

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risultalo lìu:d n. Se non che, and:i ti a Ravenn:i, ci siamo accorti che la mancanza di :rnomalie non e1·a se non efTe lto di mancanza dicognizioni speciali sull'argomento in chi a"eva 1r.liati i cranii. P erchè malgrado non li avessimo polulo aprire (per cui mancanci le anomalie de1Ja ca\•ilà) pure le anormalilà som1· anvi, nientemeno, che a 33, - a 8 e più per ciascuno. • Passiamo ora ali' esposizione delle osservate anoma lie, e c1oe: Appendice lemuriana 3 - Apertura pteleiforme dell'osso nasale 2 - Asimmetria delle ali pterigoidee ·L - Denti anomali 1 - Diaslema dei dent i ;l Fronte sfuggen te 1 - Foro sollo-orbita le do1,pio 1 - Linea crotalìtica spiccatissima 1 - .Mand ibola inferiore voluminosa 1 - Osso frontale con avval lamenti e rialzi laterali 1 - Plagiocefalia 3 - RoLtura del pa rietale D. in vita 1 - Sclerosi cranica 2 - Sulura coronaria sempl ice 3 - Sutura sagillale sempli ce 1 - Sutura ctnoma la all'osso, fisomatico 'l - Seni frontali enormi 3 - Stenocrotafia ·1 - Torus occipitalis 2 - Wormiani al bregma 3 - Totale 33. Queslo fallo inlanto è prezioso perchè, come già ben avverliva il Sergi, ci fa comprendere come le misure antropometriche non diano quasi mai il carattere spiccato anomalo che è dato da i ca ratteri degenerati.vi, pa tologici od atavici, In cui somma forma quel che chia1110 il tipo. - E quesli a lor \'Olla, non sono avvertiti d:,i più distinti a11tt'opologi, che, abituala la mente alle sole misure, credono avere esaurito il loro còmpito, quando hanuo cavalo le cifre, e trol'atele vicine alla media, mentre invece l'imporla11zd è uello studio dell'anomalia che le cifre be11 di ral'o rivelano.

il

9 . In. -- _1tll'.41·chivio d'antt-opologia, voi. XIX, di Firenze, il prof.

Oiauchi pubblii:a una monografia da cu i concludesi che i seni frontali e ;::li archi sopraccii;liari sono in maf!gior frequenza negli ones ti che nei cri minali, 1~ nei pazzi più che uegli onesti. Quindi un carallerc dei più costanti nei rei verrebbe a mostrarsi mancante: orbene, co u nostra gran meraviglia, abbiamo L1·0\1 a10 che i ciocumenti egli li ha 1.1ttinti ad un museo che, come l'isulta da un'inchiesta ufficiale, non

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ha molli pezzi autentici: il museo di. .. mcdi('ir1:1 legale di Parma e a due passi a veva pure un grande museo autentico, quello di Tenchin i che non esami nò: come spirgare la s trana scelta? IO. EREDITÀ. -

Il dottor

P. Penta (1) su 184 criminali-na ti di

Santo Stefano notò: Età avanzilta dei genitor i . 2.9 voi te, cioè ·16,0 010 )) Ubbriathezza id. 50 » 27,0 )) )) Tisi id. '17 )) 9,2 )) )) )) Apoplrs~ia cr rebrale id . 20 "H ,O )) Pellag1·a iù. 3 )) i> ·1,6 )) )) Pazzia . )) id. 12 6,5 )) Pa zzia ( negli ascende11 ti e collatera li) 27 )) » 14,5 )) )) Jster is mo id . 25 Il -13,5 )) Epilessia )) id . 17 )) 9,2 )> )) Emicra11ia '17 }) id. 9,2 .l> Solo nel 4 a 5 010 i genitori erano perfe tla meute sani. Egl i s tudiò le malatt ie dom inan ti in quei detenuti . Fra i 18.1, detenuti, il 29 010 abusò di ,dcoolici; il 29 010 della venere soli taria ; il 25 010 s offri malaria; il 7 010 aveva sofferto sifi lide. Ne l!a trovali fra e utloartr itrici e ,1Leromatosi 82, cioè il ,U. 010, · eppure 11 el 30 010 era no giovan i. Quest'affezione delle artnie, quasi ~empre diffusa e 1.n·on11nzial.i, non r isparmia va l'aorta ed i nisi cerebra li, e co n l'aorta a11che le sue valvole. Ha 11otato infatti, negli 82 rasi, 20 l'olte la s tenos i o l'i nsufficie11za aortica, con 5 volle l'i1ertrolia totale di cuore e 6 l'Olte l'ipertrolìa parziale ùel ve11trico lo s i11is1ro. E::; li s tesso 11011 poteva credere a ta nta freque11za <li lesioni aortiche e se 11e rneral'ìgli a1a, anche perch é di tutti gl'iu l'e rmi uno solo gl i al'eva accusa ti f,. nomenì subbiettivi riguardo all'affezio11e; gli altri 11011 riseu ti vauo dolore, non ao:essi dispnoici, o di a usia respi rator ia, ni~nle insomma 1

\ (1) Archiviò di p sich., XII, 1891.


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di lulto <.;iò che si possa riferire ad \ina lesione aor tica, eol egli aveva scoperto il male, dopo un èsa-m _accurato e completo, come soleva, per ogni caso. · In 11 individui morti durante il suo serv1Z10, e da lui sezionali, ha riscontralo una volta l'emorragia cere1*ale; altri lre casi ha osservali tra i 184 esaminali; e dal r egistro dell'i11fermeria ha c_lesunto che su ·133, 10 erano morti di apoplessia cerebrale. Sui 4 apoplettici e 4 emorragici, ·I era destro, gli altri erano m.ancini od ambidestri. In 2 su 9 tisici l'affezione s'era annunziala, e decorreva senza febbre. Dei primi quallro poi uuo solo, con lulli gli altri fenomeni caratteristici, aveva la febbre, a tipo remille11le; era un giovane alto, robusto, discendente però da genitore alcoolista ed ammogliato . a 54 anni. Degli altri tre, due, raramen te (una od un paio di volle al mese), avevano qualche acctc:ss_o febbrile, 1100 oltre i 38°,5; il terio non avev:i mai soffe1;lo la benchè minima elevazione di temperatura, che anzi, come al'cade spesso per gli altri, aveva molte volte a nota re nelle ore antimeridiane uno stato al disotto del normale, come 36·,2, 36° ed una vol ta finanche 35°,6. Costui soffriva la tubercolosi, diffusissima (n' era allaccato con formazione di ca verne, tutto il polmone destro e metà del sinistro) sin dal 187\J, epoca in wi ebbe· profusa emottisi ; nel ·1873 però aveva sofferto la polmonite, e di polmoni1e appun10 era morto suo padre, mentre uua sorella sua era morta tisica. Il periodo cosi lungo della malall ia è ammissibile e spiegabile soltanto coll'assenza della fe.bbre; il condannato, iufatti, gli r:iccontava che neanche quando ebbe la emottisi fu col to da febbre. D'al1 ra parte la maggioranza de' suoi esaminali era insensibile al dolorè della puntura cou spillì, delle scollature, del tagl io e finanche delle gravi operazioni chirur,;id1e. Ricorda d'arnre spaccato un seno fistoloso lungo ·15 ceutimetri, iuleressank la papilla mam_maria nel terzo dei tisici apiretici, 11011 mentovato, seuza destar dolore; in altri ha estirpali i tumori al collo, al dorso, abbastanza voluminosi, senza bisogno di anestesia e senza quasi deslar·dolore; io un simulatore

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di epilessia l' ammoniaca s ulla mucosa uasnle non determinava alcun fenomeno riflesso, la puntura µrofonda dello spill o e la scollatura sulla pelle nessu_na contra zione doloros11. E lutto ciò, osservalo ampiamente anche da altri autori, trova riscontro nell'assenza eziandio del Jolore morale, in ciò che tanto Lene è stato chiama lo analgesia

psichica. Come per la tisi, così anche per la ci rrosi epatica, ha 11o talo l'insorgere s ubdolo ed inavvertito sino a periodo inoltra lo, seubene la frequ enza di quest' affezi one, note-vole nei tlel inquenti, sia mollo minore però che q uella del la tisi. Egli ne ha osservali tre durante la vita, fra i ·184 casi, a lLri 5 desun ti dalla statistica dei ·133 morti nell' ospedale. Un'altra malattia qu i meri la di essere ricordala per la sua fre quenza: la nevralgia. In ·184 casi egli l'ha riscontrala 14 volle, ora sollo fo rma di nevra lgia ischialic;i, ora di nevralgia Mpraorbitaria, iu quasi pari tà di nu mer o. Quello che trova da ricordare maggiormente però è che simi li nevralgi e decorreva no in modo acuto e senza gravi tà: per esempio, la sop raor:bilaria durava non più che pochi giorni , e l'ischiatica 11011 era tan to grave ma i, da rendersi, come suole, insop por tabi le. Qua lche vol ta in que:;te affezioni poteva es~e re incriminala la malaria, ma per lo più si doveva incolparne il tc!11peramen to nt>rvoso ereJi Lario. 1-1. Jn. - S11·aham (fostinc tive Criniinality, Londra , 1892) ei dà la prova clell'i?redi tà crim inale colla storia di una famiglia criminale. I capo-s tipiti di questa famigl ia sono due sorel!ti , la prim a delle quali mori nel '1 825. La lo ro progenie co11sta di 834 indi,•idui, di 709 dei qual i è stata tracciala una s t.oria abbastanza accura ta. Fra quesli 709 vi sono 106 figli illegitti mi, 164 prosti tute, ·I 7 ruffiani, 142 mendica nti, (i,t. rico,·erali per mal:illie croniche, 76 crimi nali i quali insieme h:inno passalo 166 anni io prigione. \


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t~. lo. - Aubry (Annj11s méd~co psychologiques, 189;), ci diede uno s tudio curios1ss1mo su una fom igii.i di .criminnli.

Ln famigl ia l{érangal occup:iva, nei seé~l i scorsi, un posto elev:110 nella società: ma già al principio di qu esto'secolo era c·om plelame11 te decaduta; orama i non si componeva più che dei figli di due fratel li, Luigi e Renato : Renato aveva passalo tu Ila la , vita in con tallo coi crim inali, senza essere egli stesso mai slato condannato : era moho originale, appas.sionatissimo pei combnllirnen li dei galli, gran d<1nnaiuolo, con uu numero infin ito di amanti e <li figli,_ tanto che tul!i i bambin i del quartiere lo chiamavano papà: <la una delle s ue ag:rnnti, nacque un gran numero di crimina li. La famig lia di suo fratel lo Luigi non presenta nulla di notevole, salvocliè suo figlio, il giorno dovo del la morte dello zio Renato, suputosi <liseredato da questo, si w:c:ise, lasciando un testamento dove scriv,cva: Non si accusi 11ess1tno de/La, mia morte; io mi u ccido per fuggire i n emici i11sovportabili, procacciatùni dalla mia sciocche;:,za, e pe1· non essere stato abbastanza in guardia coutro hi /1irberia di certa gente. Le due umanli di Renato, che gli diedero u11a prole cli dege nerali, erano Z... , mogl ie d' u11 carnelìcc, da cui nacque una femm iua mor ta Lisica a 24 anni e F .... , pure maritala, cui l'opi uione pubblica accusava di avere avvelenalo. il marito! . F .... ebhe 5 ligli, dei qua li 2 dal rnarilo e 3 d,fll'amante. I fig li avuti <lai 1na rilo furono: 1. Zefirina, che visse separala dal marito, era una mattoide quer ula nte; tullo era per es~a occasione di fa r q ues tioni : ma perdeva regolarmenle i suoi processi; ebl.Je pun!cchi a manti, un ora lo re, tra gl i altri, di grun talento da wi ebl.J~ parei.:chi lig li , uno <lei quali poeta, un pitlore, ecc., c.,lebri. ~- F lora, proprietaria d'un postribolo ; ba due fi~li, di cu i uno cieco e ulfetto da par;1lis i del Parki11so11. Tra i fig li, ~he F ..... ei.J be dall '.1mante Renaio, so110 da 11ot:1rsi: L Emilia, che, vegl iaudo il c<1davcre ciel padre, si ubbriaca,;i.l colla cognata. Sua figlia lene va u11u condotta immorale;· sua nipote era pr ostituta (a 15 anni) e ladra.


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2. Emilio, contadino, tentò di su icidarsi strozzandosi; sposò una. Ferchal , donna eslremamente dissoluta, nota per rapporti in~esloosi .col figlio maggiore, ladra in complicità con sua figli:i, sospeltala gr3vemenle di aver ucciso il genero, ubhriacona; sua figlia la chiamava: VECCfIIA CARICA DI DEL ITTI.

Dal matrimonio _di Emi lio colla F erchal nacquero due fig li: 1. Maria, else in un periodo mestruale u ccide il marilo aiutata dalla madre, l,enchè al Tribunale siano state assolte en lrambe; la Maria, che aveva parecchie relazioni adul tere, si mostrò mollo allegra dopo la morte del marito, e dopo quella dell'unica bambina morta di difterite. 2. Ama lo, che ebbe rapporti colla madre, ed uccise il marito della amante. In uno dei rami collaterali della Flora (figlia di F ... ), si trovavano : Molti negozianti falliti; una madre, con prole num erosa, che fuggi, portando via la cassa, coll'ultimo amante ; un marito che consuma, lontano dalla famiglia, le risorse della casa, e che quando non possiede più nulla, vive a carico della moglie : un fratello del secondo marito di Maria che si uccìde dopo assassinata la moglie adultera. 1-n questa famiglia, .adunque, quasi tutti i membri, hanno commesso uno o più delilli; quelli che non sono criminali sono s uicidi ; ma un ran~o collaterale, quello di Zefirina, è formalo da persone che occupano un posto elevato nell'arte, e clte hanno 1·eal menle un grande ingegno. Questa famiglia costituisce dunque una conferma dell'inlimo rap porlo che esiste tra il genio e la degell'erazione. È anche da . r icor darsi qui l'affinità eletti va che spinse Renato a scegliere le amanti .tra le pro~titute e le delinquenti, e che rende possibile la esistenza di criminali e di persone immorali anche nei rami solo indirettamente legali al principale, Adolfo Zerboglio (1) ci detta un accurato studio sull'nlcool ismo. Dopo tratteggiali gli effetti fisiologici e palo13. ·ALCOOLISMO. -

(1) L'Alroulismo, St1ulio sociologico-giuridico. -Torino, Bocca, 1892.·


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logici dell'alcool, e . fa lta Una StQ_[ia a bbas laoza diffusa delJ' ubbriachezza nel l' anlichi tà e nell'evo rii mezzo presso i vari i popoli, e raccC1Ito un ricchissim o materiale statistico contenente il numero dei pazzi, dei su icidi, dei malati, dei morLi , ecc., ecc., per abuso di vini e di spiritosi, nell'ulLimo secolo, espone lfl""princip·di leggi teni.ate e s::incite dall'antichità al giorno <l'oggi contro ubbr iachi ed <1 lcoolisli. Si occupa poi di quell e che se mbra no essere le cause della passione alcoolica << An tichissi ma » scrive « e diffusa appo tut ti i popoli, ,l'ubbria~ chezza sia a dimoslrare un bisogno d' eccitamento insi lo nell'organismo. Sostituita e supera ta ai nostri tempi, per larga parte,. dall'al coolismo, ci insegn a come essa debba dipendere piullos~o da due sorta di cause, di cui le unP. permanenti e le allre avven tizie. Quelle possono spiegare l'ubbriachezza come fenomeno coevo di lutle le età ; queste come fenome no i n via di c,onlinuo accrescimenlo nel mondo modern o. « La razza (popoli Germanici) , il cl ima e la stagione (temperato fre rldo l'uno e temperata calda l'altra), la civiltà (maggiore), i grandi centri, l'istr uzione e la collura (più e levati), il callivo assello so ciale e la conseguente miseria, il nevrosismo, la sete ùel piacere e la ripugnanza al pati re, sembrano esser falli e condizioni in più di retto rapporto ca usale coll'alcoolismo, come pure cogli allri fen omeni di patologia sociale, la pazzia, il suicidio e spesso i del illi contro i cos tumi. « Colla crim inalità in genere vi è frequente antinomia, e la cosa forse si spiega pensando che la criminalità, principalmente contro le persone, è il prodollo in molta parte d'un arresto o d' un ritùrno all' indietro, laddove suicidio e pazzia sono frutti piullosto dì un'evo luiione più avanzata, e dipendono da un affinamento ed ipersensibilità del sistema n ervoso proprii dell'umanità progredita. « E silfalla anlinomia non è nel senso che ad un elevarsi dell'alcoolismo corrisponda un decrescere della crim inalità ». Secondo i suoi dati l'antinomia si rivela fra i varii popol i in quan to il più alcoolista è in genere il meno cr im ina le .


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L:\ deli nqnenza pùò aumenlare, e si aumenta appo le diverse nazion i, m.a~il mot ivo essenziale che presiede a quest'incremento, .1ppare essere in parte ind ipend,inte dall'alcoolismo, la.cui causa nn ica, o al~eno predomin ante, s ta nella tendenza, oggidì più vivace, di lulli i . popoli a god1we, aumenta ta , slimo la ta o diminui ta da ('.ircostanze par ticolari, le quali sa rebbero, Vl,lla a vol ta, o il clima o la stan chezza prod~Lta dalla fatica o dall o strapazzo nervoso, o l'inclinazio ne organatasi nella razza, o allro. All'infuori dell'islin lo del piacere, l'alcool ismo non ha presso lutti i popol i un denominatore comune. Egli distingue secondo che si tratta dell'uùùriachezza come feno men o riscon tralosi fin nell'epoche le più remote, con forme permanen ti anche se elevale, e secondo che si traila dell'ul,briachèzza e dell'alcoolismo, come feno meni crescenti morbosamente nell'epoca nostra . Dd la prima il cl ima si presenta quale fauore essenziale, unito, s'i ntende, allo stimolo nervoso dell'organismo. Degli allri il nevrosismo, in tu tte le sue gradazion i, è il fauore più · manifeslo. Atliva anche è, in ogni caso, la miseria, ed efficacissima per la progrediente espansione dell 'atl.uale incl inazione agli al coolici, è la internazionalizz~zione del le abitu dini . Indagate cosi le cause, le influenze, i r apporti d_ell'ubbriachczza e dell'a)coolismo, si lenta dallo Zerboglio una ricerca dei rimedi soci:ili di quella e di questo. Sono proposte le società di temperanza, i dazi sugli alcoolici, la limitazione delle vendite, gli ospedali per gli alcoolisti, le pene car' cerarie e le multe agli ubbriaconi eri a coloro che eccitano l'ebbrezza o la facilitano, l'allargamento dell' islruzione, i divertimenti a buon pr ezzo, la sostituzio ne dei calfeici , del Lhe, della birra, ai liquori, ecc.

t.a. LA NUOVA -

SCUOLA DI D IRITTO PENALE I N ITALIA ED ALL' E STERO.

Alfredo Frassa ti (1) riuscì a mostrare Io svolgimento e le con-

(1), L a. ·nu-01,a Scuola di Diritto penale in Italia ecl all'Estero. Bocca, 1891.

'l'orino,


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quiste ,:onseguite rn Italia ed all'este1:o dalla nuova scuola - ch e così ha il vanlo d'av.,r già uno storico, il quale, sopratutto, è benemeri to nell'aver r iscontrato le nostre idee in autori antichi o in qu elli ora dimenticati. :._ Parlando di Gall, che è più dimenticalo che non convenga, ri,•ela varie sue osservazioni curiose, e fra le altre quella sulla insensibilità dei delinquenti, nl cu i proposito il Gall narrava di un assassino che, dopo avere avuto le ossa rotte sollo la ruota, sghignazzava a squarciagola e interpdlato dal giustiziere, perchè men tre òoveva trovarsi in preda ad onibili dolori, ridesse, r ispondeva <C di non potersi trattenere da l ridere pensando alle smorfie falle dal fonditore ch'egl i aveva ucciso col fargli ingoiare stagno fuso ». Nel capitolo secondo: I p1·ecut·so1'i, r iporta si1l fondam ento della pena e sui deli1ti le opinioni di due scrillori rimasti ignoti, Joch e Rondea u, che cJJJlimano perfetiamente con quelle dei moderni innova tori. « Se l'uomo non è libero, scrivev:i J och ne} 1772, se l'uomo agisce come vuole la sua natura, il suo organismo, perchè dovrà egli essere punito' quando in lui manca assoluta~;jeJemento di ~ l\lase ruomo non è libero' che possorro ancora significare biasimo, ricompensa, pena, timore, speranza, onore, disonore?» . Le r isposte, no ln il Frassati, che Ferri dà s u questo punto concorda no perfeuamente con quelle da1e da Jocli. « Ln pena è necessaria, egli dice, e deve rimanere, se anche ogni libertà è tolta. li biasimo e la lod e, la ricompeusa e la pena, il timore e la spcranzn, l'onore ed il ùisonore, sono appunlo gl'invisibili stimoli, le ruoLe per mezzo delle quali l'umana società vive e si agita. Le pene sono il peso, ora più grave, ora più leggero, per impedire nel l'avvenire il misfat to, oppure per persciuitarlo, se già è accaduto. L'uomo non è libero, ma è bene che conservi l'illusione di essere tale. Senza leggi e senza pene, nessun vill aggio, nessuna cit tà può esistere; la stessa umana società si disgregherebbe ». Ed altrove: < L'irlea che, negata la libertà umana, ricompense e pene siano inutili è cosi poco fo ndala, che a noi pare che la pena potrebbe appari re in ntile, se l'uomo senza principio e se·nza

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,causa ·potesse volere qualche cosa. Le pene, dici tu, possono esistere solamente presso una libera volont~. Io dspondo, tu punisci gli animali, a cui· tu neglJi la libera volonti,. Per mezzo della pena tu abitui' ,i cavalli, senza esaminare se essi abbiano un libero arbitrio o no». Ed altrove ancora : « Perchè deve essere punito il ladro? Come ac-<:ade eh~ l'asino è punì lo per la sua s tupidi tà, e come accade che si uccide il cane idrofobo? Noi uccidiam o dun que chi ci danneggia? Agisce ingiùstamente chi uccide il cane arrabbiato? Che ne può pertanto il cane della sua ra b ~ia? », In quanlo a Rondrnu, governatore generale dei paesi austriaci pe r l'imperatore Giusep pe II, ecco che cosa in un Essai v hisique su1· la ,peine de mort audacemente sosteneva : « L'uomo non è libero 11ella sua scelta : egli è evidentemen te ne-cessitato a scegliere ciò che crede più utile a lui: se sospende la -scel ta non è per questo più libero: egli è ol,Lligato a sospendere la -sua scelta fino a qnando conosce o cred e conoscere le qualità delfoggello che si presenta al SUQ giudizio, L' uomo, direte voi, si de~ide ogni momento ad azioni che po tranno nuocergli : l'uomo qualche "·olla si uccide, dunque è libero. Io lo nego recisamen te. È libero ruomo di ragionare bene o male? La sua ra gione, la sua saviezza uon dipendono esse, sia dalle opinion i che si è fallo, sia dalle confo rmazioni del su o individ uo? Come nè le u ne, nè le altre dipen<lono òalla sua volonlà, esse non possono in alcun modo provare la sua libertà. L'in timo senli mento che ci fa credere che noi siamo li-I.ieri di fa re o no una cosa è una pura il lusio ne. Allorquando noi ri·sal iamo al vero pr incipio dr.Ile nost re azioni , noi tro"iamo ch'esse rion sono che il necessario seguilo della nostra \'olonlà e dei nostri <lesi deri. Voi vi crede te liberi, perchè roi fate quello che volete; ma '· s iete voi .dunque liberi di volere, di desiderare o di non desiderare? La voslra volontà ed i rostri desideri sono necessariamen te aiutali da ogge~ti o da qualità cl1e non dipendono in modo alcuno da voi ». « Negato così il libero arbitrio, prosegue il Frassali, Rondeau riçudia le nozioni di bene o di male, di merito o di demerito 1mi,·ersalmente accettate dai suoi contem poranei e passa a trallare della LOMDROSO, -

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giuslizia repressiva. Secontlo lui il delitlo non esiste nella natur:i; è la legge sola quella che im pone ingi ostamente quesla denomina:. zione ad alti necessari ed inevitabili. Le cause infini le e ,·arie clic producono la pretesa criminalità sono tanto materiali e tulle indipendenti dal la nostra volontà, come i miasmi &e producono la febbre. La collera è una febbre passeggiera, la gelosia un dt:lirio momeu taneo, la rapaéità, madre feconda d~I furto e del la frorle, è un'aberrazione di malato, le passioni depravale che spingono ai del iLti contronatura sono imperfezioni orga11iche. Ogni male mo rale è un risultalo del male fis ico. L'assassi no stesso è un ma lalo come Lu lli ~lt al tri delinquenti. Perchi>, in nome di qual principio si potrebber0, dunque pun ire? Perch è i coside lti cattivi turbano il cammino regolare· della vita socia le, perchè contrari ano lo sviluppo normale e legit timo della specie, la società o meglio il Governo ha dirilto di porre un ostacolo alle conseguenze fun este dei loro atti, nello stesso modo .che· il pro prietario d'un campo ha ÌI òiritto di opporre una diga :1 ~ torre nte che minaccia <l' inondare il suo fo ndo. li po tere sociale può adunque senza scru poli e senza esitazione privare i malfat tori dtlla. loro libertà ; ma siccome ogni de litto è .i l prodot to naturale e la conseguenza logica di qu alche ma lallia , la pena non deve essere che un. trattamento meJicale. Nel suo sistema di repressioHC tutte le pri gioni devono essere trasforma le in t3nti ospedal i, O\"e si tenterà d~ migliorare l'organismo dei condaunali . Si guarirà il ladro ed il 1·agabondo facendo lo ro gust:ne le gioie del lav oro : si es tirperanno gl~ istinti voluttuosi obbligando i rei ad una continenza fo rzata. Se poi; per un'eccezione disgraziatamen te troppo fnquenle, essi si mostrassero insensibili alle cure mediclu•, si separera nno defin i tivnmente da~ loro concilladini ». -15. Snmou NEL DIRITTO. -

Godiamo fin ire il libro e.on un cenno· su un' opera di un gio\'ine di geniQ, Gu:;liel mo Ferrero, che avrà una granù'eco nel mondo s torico e giuridico : tralta uno degli argomeu ti, più importanti e meno esp lora ti della storia e della psicologia unrnnn. PrendenJo occ~sione dalle cerimonie giuridiche dei popoli primiti vi,


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cosi curiose e che lanlo hanno th,to da fare agli storici ,l ei diritto, mentre non sono altro che forme più roue dei nostri <locume nli, qmdi potevano essere create in tempi di minore èollura e Filuppo socialr, l'autor~ studia . l'origine e l'evoluzione dei segni usati dall" uorno pH esprimére le sue idee e i suoi sentimenti in molti cam pi della su;r altivi là : ·nel diritto, ne lla politicn, nel In rel igione, nella scrittura, nell'arte. l a genesi ultima sta nel bisogno che una sensazione veng;1 a risvegliare uno staio di coscienza esauri to (idea , sen timento) con cui fu ·prima associato; il loro grado di evoluzione dipende dal nu mero maggiore o minore d'idee che l'individuo associa alle sensa zioni del segno o simbolo. Dopo ciò, vengono studiati gl i errori cii cui per una serie di processi psico logici il simbolo è fo nle: tal ora tter la sua sbagliata in lerpretazione, talora per la confusione con la cosa che sta a rappresen tare. Su questa traccia, dopo dulo un rapido sguardo all'atavismo e alla patologia del simbolo, l'autore trova che molle id ee giuridiche, molle regole di pror:ed~11·a, valide; anzi, venerate anche oggi, non sono che l'effello di un'analoga conl'usione tra il simbolo e la cosa. La messe raccolto nel campo dell'arte da Lefo rt in cor~ferma del tipo criminale s'accresce o,gni dì. Da Bruxelles ci mandano quallro nuovi documen li del pennello meravi glioso di Wiertz: in due rei sollo giudizio, su cui pende appena in penombra alle spalle la scure della giust izia, il tipo . è quasi completo; in due (Fig. 51 e 52) la scure è calata, i l capo è troncò, e tulle le linee del tipo criminale (mancanza di barba, progn atismo, orecchi e zigomi enormi) ~piccano in ambedue. Frigerio .scoprirn ora una curiosa collezione di arini brigantesche frel?iate ·da epigrafi e disegni -che ricorda00 le epoche medioevali. « Non ti fidar di me se il cor li manca», è scritto sulla lama d'un lungo pugna le. - « Se Yeram enle mi porli amore sei scotella del mio cuore», è inciso sulla lama acu min ala d'un coltello a serramauico che porla disegnalo a bulino nell'opposto lato nnn ch iave e tlue cuori trafilli da un dardo e da un pugnak. - « Costante ti ~aiò finchè morirò », reca un'allra lama . 'IG.

ANTnOPOLOGIA APPLICATA ALLE ARTI.

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Su. un coltellaccio a serra ma oico ricco d'in larsialure vedesi la fi"'u ra " d ' un ci gno da un ·1a10 e cl all'altro, sollo una corona regale, le figure

FlG. 51 e 52. -

Due rei cll'capitat i, di Wiertz.

di u n uomo e di una don na in allo di s tringersi la mrno e recanl i un ramo d'ulivo. In altro : t•endetla corsa (A r ch ivio di psichiatria, ccc._, XlV, fase. I-II).


APPENDICE II BIBLIOGRAFIA DELLA. NUOV ! SCUOLA DI DHlITTO PENALE E DI ANTROPOLOGI:\ CilDIINALE

ELEI.~CO

DELLE OPERE PUBBLICArl'E IN ITALIA fino

al

Gennaio 1898

AcrEs du premier Congri's inLernational d':inthropologie criminelle, biologie et sociologie. 188i, I voi. in-8. Aguglia avv. F. - Caso di pnrricidio. Op. in-8. ·Albrecht prof. - Sulla fossetta ver miana del ·cranio dei mammiferi. Con u na tavola. Op. in-8. Alongi. - ' La camorra. Studio di sociologi a criminale. Torino, 'l8<JO, un voi. in-8. - •La maffia nt i suoi fal!or i e ne lle sue man ife slazioui. Torino, ·1887, un voi. in 8. Amadei Giuseppe. - Cinque casi d i divisione _ anomala dell'osso zigomatico nell'uomo. Op. in-8. - Granii d'assassini e considerazioni ùi craniologia psichiatrico-criminale. 188:3, in 8. Anfos so. Atlan le geografico della criminali tà. Torino, 188i. ANXALI DI FnENL\.Tl\!A E SC!Ei'iZE Al F!ì',!. APP UNTI

al nuovo Codice penale. 2" ediz. , 1.880, l rol. in-8.

I. Lombroso. - Troppo presto. II. Berenini. - Su l. duello. III. X ed Y. - SuHa relyoatti,·ità del le senlenze passate in giudic..ilo e sulle pene, ecc. IV. Rossi. - Su l rPgionalismo in Italia (con Lavola).


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V. Ferri. - Discorsi pronunciali al la Camera dei Depu tati . YI. Garofato. - P ena di morte. Computo della detenzione prever~tha. Recidi ve. VII. Masè-Dari. - Appunli sulla pen.ali là per gli scio . ~ peri. YIII. Porto. - l\ote di cronaca . IX.. Stoppato. - Presu nzioni inique. X. Tamassia. - Il progello del Codice pena le nei suoi rapporti con la giuri~prudenza medica. XI I. Olivieri. - Prescrizione dell'azione penale. Xl[. Carelli - Rea li pol itici. XIIL Cavagnari. - Circos tanze attenuan ti. XlV. Batestrini. - Lesioni personal i. An c nmo 0 1 Ps1cmATIHA , Sc1E:-.zE PENALI ED A Nr noPOLOGrA cmM11'A1.E .

(V. Indice delle annate I a XIII ( 1880-92)

n pag. ~.OO) .

Batestrini RalTael lo. - Ahorlo, in fanLicid io ed ·esposizione d' infan te. 'forino, '1888, in 8. - Dell'ahorlo procuralo. Fra mmento critico. Op. in-8. Beltranì -Scalia. - La riforma penitenziaria in Italia. Roma, 1879. Bererlini Agostino. - Akn ne considerazioni sulla responsabi lità giuridica dei duellan ti. Op. in-8 . Eianchi. - Cr·im inalisti italiani e cr~minalisti f, ancesi. Torin o, 1803, 1 op11sc. in-8. Bono. - Acutezza risiva nei criminali. - Il daltonismo nei delinquenti . Bonvecchiato doLL Erne~to. - A proposito ùi un processo scandaloso . Semi-imbeci lli, mattoi di e folli morali . 1884-, i n-8. I fra1.ionamen li della memoria e gli error i della coscien za. 188.i, in-8. Dh•agazioni scientifiche. f\ote di un alienista. 18'.)'2, in -16. Il senso dello regola rità funzionnlc nel ragionamento imperfetto. 18D2, in -1G. - Il senso morale e la follia mora le. Venezia, 1883. Camerano doti. Lorenzo. - Am ori anomal i degli anfibi . Op. in-8.


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Campili Giulio. - Il grande ipnotismo e la suggestione ipnotica. Torino, 1886, ·1 voi. in-8. Carnevale E. - La questione della pena di morte. Torino, 1888. Carnevali avv. Luigi. - Sulla criminalità nel secolo XVIII in Mantova. Op. in-8. Cogliolo Pietro. - Saggio sopra l'evoluzione del dirillo privato. Torino, 1884, 1 vo i. in 8. Colajanni. - La sociologia criminale. 1889, 2 voi. io-8. - L'alcoolismo, sue conseguenze morali e sue cause. 1887, 1 voi. i n:8. Cortina G. B. - Cesare Lombroso e le nu ove dollrine positiv iste in rapporto al diritto penale. 1888,in-8. ,Cougnet d'OLt. - Sitofobia paradossa. Op. in-8. O' Aguanno G. - La genesi e l'evoluiione nel diritto civile. Torino, ·1890, 1 voi. in-8. tlanillo dotL. S. - Sui solchi arteriosi dell'endocranio nei primati e nei microcefali . Op. in-8. 'Dealbertis Orazio. - li tatuaggio n elle prostitute. 1889, t f. i n-8. ile Bonis prof. L. - Caralteri ereditati ed acq uisiti di Salvatore Misdea . 1884-, in-8. 'De Mattos J. - La pazzia. Studio clinico in rapporto alle principali queslioni di diritto civile e penale. Torino, 1890, 1_ voi. in-8. 1Je 'Sarlo P. - I piccoli candidati alla delinquenza. 1892, i n-8. 'Drago. - I criminali-nati. 1890, 1 voi. in-8 (tradotto dallo spagnuolo). ·Ellero. - La psichiatria, la libertà morale e la r esponsabilità pena le. Padova, ·I 885. Errera ing. Adol fo. Gli s tudi matematici di Richet sulla suggestione. Op. in -8. ·fenoglio prof. - Contrallura degl i arti sinistri da lesione della zona motoria destra. Trapanazione. Op. in -8. Ferrero Guglielmo. - La crudeltà e la pietà nella femmina e nella donna. Op. in-8. I simboli in rapporto alla storia e filosofia del diritto, alla psicologia e alla sociologia (di prossima pubblicazione). 1


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Ferri Enrico. -

L' omicidio-suicidio. ResponsalJililà giuridica. 3• ed. ampliala c:on nuove aggiunle polemiche e due tavole grafiche. Torino, 1892, '1 voi. in-8. Ferri. - Socialismo, psicologia e slatislica nel dir illo criminale . 1883, in-8 (esaurito). i,. - Les nuevos horizonles del derecho y del procedimiento penai. 1887, ·1 voi. in-8. Uno spiritista del clirilto penale, 1887, in-8. Sul nuovo Codice penale, discorsi alla Camera dei ,Qeputati, con nole di Vincenzo Morello. ,1889; in-'16. La scuola positiva di diritto cri minale. 1883, '1 voi. in-8.

Socialisµio e criminalità. 188.i,, 1 voi. in-8 (esaurito) . - Sociologia criminale (3' edizione completamen te rifalla dei Nuovi ori ~zonti èlel dil'itto e della procedura penale). 1892, in-8. La scuola criminale positiva. Conferenza. '1885, 1 op. in-8. ' Soçiologie cr iminelle. 1893, 1 voi. in-8. Fioretti G. - I prrgiudizi popolari sulla n 1ova s~uola pe· nate di fronte ai risultali del Congresso antropologico. '1887, in-'16. Sulla legittima difesa (esauri to) . Fioretti e Z_erboglio. - Sulla legittima difesa (di prossima pubbJicazione). · Frassati avv. Alfredo. - Diritto penale o sociologia cri mi· nale? Torino, ·1892, 1 voi. i n- 8. - La nuova scuola di diritto penale i n Italia ed all' estero. '1891, in 8. - Lo sperimentalismo M l diritto penale. 1891, in-8. Frigerio dott. - Stori a ed autopsia d'un idiota submicrocefalo. Op. in-8. - Omicidio per paranoia allucinalor.ia di natura persecutor ia con ipertrofia del vermis e fossetta occipita le .med ia . Op. in-8. Fubini prof. S. - Osservazioni sopr a un giustiziato con fucilazione. Op. in-8. Fulci avv. Lud ovico. - L'uomo delinquente non è sempre u n ammalato. Il principio ereditario. I roma nzi di Zola , ecc., ecc. Conferenza. 1880, ·1 fase. in-12. 1


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Garofalo R. - La forza irresistibile a proposito del progetto del Codice penale italia no. Op. in-8. - Riparazione alle vittime del delitto, '1887, 'l voi. in-8 - Criminologia. Studio sul delitto , sulle cause e sui mezzi di repressione. 2• erliz. ·1890, in-8. - Di un criterio positivo della penalità, in-8. Garofalo e Carelli. - Riforma della procedura penale. 1889, 1 vol. in-8. Giacomini prof. Carlo. - Contributo allo stu dio della microcefalia. Op. in-8 . . Gradenigo clott. G. - L'ud ito nei deli nquenti. Op. in-8. Gurrieri e Fornasari. - I sensi e le anomalie somatiche nella donna norma le e nella prostitut~. '1893, in-8. lngo cav. pro f. dott. Vincenzo. - Il delirio di persecuzione nell'am ore mulo dei monomaniaci casti. Op. in-8 . Krafft-Ebing. - La responsabilità criminale e la capacità civile. Napol i, 1886, 1 voi. in-8. - Psicopatie sessuali con speciale considerazione alla inversione sessuale. Torino, 1889, t vo i. in-8. Laéassagne prof. - Rapporto fra la statura e la grande apertura delle braccia su 8CO delinq uen ti. Op. io-8. Laschi avv. R. - I crimi nali nel deli tto poli tico. Op. in 8 . Lestingi F. - L'Associazione della Fratellanza nella pro ,,incia di Gi rgenti. Op. in-8. Likaceff A. V. - li suicidio in Russia. Op. in-8. Lioy A. - La nuova scuola penale: esposizione popolare, con aggiunta dell a nuova legge frances e sui recicli visti. 2' ediz., 1886, in -1 6. Locatelli. - Sorveglianti e sor vegl iati. Milano, ·I 878. Lombroso C. - I pali msesti del carcere. 1801 , in-8. - Fossa occipi tale mediana del le razze umane.1892, in-16. - L'uomo bianco e l'uomo di colore. ·1892, in -16. - Dell'infl uenza dell'orografia sulla sta tura. 1892, in-16. Troppo presto. Appunti al nuovo Codice pen. 1 v. in-8. - Sull' incremen to cie l deli tto in Italia e sui mezzi per ar-restarlo. 2• eùiz. 18ì 9, in-f2. L'homme cr imi ne!, trad uit sur la 48 édition italienne par G. Regnier-et A. Bourne t, aree ·préface par M. Le-. tourneau. ·1881, i n-8. Aliante di· XL tavole.


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L'uomo delinquente io rapporto all'antropologia: alla giuri spru denza e all e discipline carcerari e. 4• ediz. complelamentc rifatta. , 1clume I : Delinq uen tena to e pazzo morale. 1889, in-8. - L'uomo delinquente. Yol ume II: Dcl~quente epilcllico, pazzo e crim inaloide. 1880, in-8. L'u omo di genio in rapporto alla psichiatria, storia ed es tetica . 5• cd iz. del Genio e follia, completamente rifatta. 1888, in-8. Pazzi cd anoma li: s.i ggi. 2• edi,;. , 1880, in -16. - Tre tribu ni studiati da un alienista. 188?, in- '10, con tavole. - Studi sull'ipnotismo. 3• ediz. con H figure . Op. in-8. L'amore nei pazzi . Op. in-8. L'horrime de génie, aree 11 planches hors tex te. r ino, 1889, 1 voi. in-8. Le nuove conquiste della psichiatria. 2• cdiz. Op. in-8. Delilli di libidine. 2• cdizioòe con 2 figure nel testo. Op. i n-8 CasuisLica medico -legale. Opusc. in- 8. Sul mancinismo motorio e sensor io nel sano, nel pazzo, nel sordo- mu to, nel cieco-nalo e nel criminale. Op. in-8 · Sul cranio di Volla con osservaz ioni dei comm. Cornalia e Yerga, con una ta,·ola litografica. Opusc. in-8. - Sur le lipome des· portcfaix : la stéa topygie des Hottentoles. Op. ìn-8. Sulla Trossarello-Sola. Relazione. Op. in-8. Omi cidio e furto per amore pazzc~co Op. i n-8 . Sul mancinismo e destrismo tatti le 11ei san i, nei pazzi, nei ciech i e nei sordomut i. Op. in-8. Le più recenti scopert e ed applicazi oni della psichiatria cù antropologia criminale, 1893, in-8. Lombroso Bianchi. lilisdea e la n uoya scuola penale. 1884·, in-16. Lombroso e Cougnet. Stud i su i segni professiona li dei fa cchi ni. li cuscino posteriore delle Ollcntolle. Su lla gobba dei cammelli. Sulla gohba dei zebù. 1892, in-16. :Microcefa lia e cretinism o. 1892, i u-16 . Lombroso. -

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Lombroso e · Ferrero. - La donna delinquente (di prossima pubblicazione). Lombroso, Ferri, Garofalo e Fioretti. - Polemica in difesa della scuola criminale positiva. 1886, in-8. Lombroso, Grimaldi e Ardù. - I nch iesla su Ila trasm issione pensiero (con 24 figure). 'forino, 1891, 1 voi. i n-8. Lombroso e Laschi - Il delitto politico e le rivoluzioni in rapporto al di r itto, all'antr opologia criminale ed alla scienza di governo . 'I 890, in-8. Lombroso e.Laschi. - Le crime pol.ilique el les révolutions. Torino, 189z, 2 voi. fo 8. Lombroso e Marro. - Sugli ultimi s tudi d'antropologia criminale in Europa. 1886, in-8 (esauri to). Lombroso e Morselli. - Epilessia larvata, pazzia morale. Op. in-8 . ..-,:.::::::j"-===1,- __ Lombroso e Otlolenghi . - La donna delinquen te e la prosliluta. Op. in -8. Maccabruni .doli. Ugo. - Ona famigl ia di suicidi . ·l 883, in- 8. Magri F. - Una nuova teoria generale della criminalità. 1891, in-8. Maino avv. Luigi. - Della re\·isione dei processi pena li. Op. in-8. La ·scuola posiliYa di rlirillo pena le. ·1885, in 8. Commento al Cod ice. penale (sono pubblicati i fascicoli 1 a 8; l'opera sarà completa in circa 15 fascicoli), caduno. Manduca. - Stud i sociologici. Napoli, 1888. ~ arro A. - Caratleri dei delinquent i. Studio antropologico· sociologico . ·1887, 1 voi. in-8 con 22 tavole. - I carcerali. Studi dal ver o. 'forino, 1885. Masè Dari avv. E. - Un' accusa infondata al divieto della indagine sulla palerni tà. Mayor Edmondo . - Nota su l gergo francese. Op . in-8. Mingazzini G. - Cervello e pensiero (di prossima pubblicazione). Mondino dolt. Casimiro. - Di un nuovo sistema di letti per dementi-paralitici. 01). in- 8. Nocito e Lombroso. - Davide Lazzaretti. Otlolenghi S. - Anomalie del campo Yisivo nei psicopatici e nei criminal j. 18 91, .in-8.


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Epilessie psichiche. 189 I, in-8. La donna delinquente in rapporto alla psichiatria fo. rènse. 181H, in 8. · Otlolenghi e Lombroso. - Nuovi sludi sull'ipnotismo e sulla credulit:'i. Op. in-8. .,. Penta. Passanan te pazzo e gli errori giudiziari. Napoli, 1800. - Positivismo e criminaliL~ . Ivrea, '18\'IO. Piperno S. - _La nuova scuola di diritto penale in Italia. Studio di scienza sociale. ·1887, in 8. Polelti Francesco. - Il sentimento nella scienza del diritto penale. Appunto psi~o logico-cri tico. 1887, in-8. Pugl ia Ferdinando. - L'evol uzione storica e scientifica del diritto e procedura penale. ·I voi. in-8 (esaurito). La nuova fase evo) uliva del diri lto pena le. ·I 882, l rnl. in-1'2 (esau r ito). Studi cri tici di diritto cri.minale. 1885, -1 voi. in-8. Risorgimento ed a.vvenire della scienza criminale. 188G, 1 fase. in-18. P rolegomen i allo studio del dirillo repressivo. 1883, ·l voi . in-8. ì\Ianuale di dirit to penale secondo il nuovo Codice penale italiano. Voi. I , parte generale, 1890; Voi. II, parte speciale, 189 1, i n-8, Gaduno. Del duello. Op. in 8 . - Il uirilto cl i repressione. ~lilano, 1883. Rinieri De Rocchi. - Il senso etico e l'antropologia crim inale. Roma, 18~1'1 . Rizzone Navarro. - Delinquenza e pun ibilità. Palermo, ·1888. Rocchi. - Evoluzione e diri t to penale. Cassino, ·1886. Ro miti dolt. Guglielmo. - Con tributo alla conoscenza della fossella occipi tale media nel suo rappor to col ver me inTeriorP. e ci11le funz ioni psichiche. Op. in-8. Ro ssi Virgilio. Glossario alfubetico per l'antro pologia criminale e medicina lega le pe i giuristi. 1889, in-'16 . Stud i sopra una centuria cli crim inali con prefazione del prof. C. Lombroso e mon ografìe degli avvocati e dottori Anserm ino, Alongi, Arese, Audiberti, Dertinaria, Doggio, Boselli, Dossi~ Colli no, Co, Lina, D' EscofOttolenghi. -

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397 -

fier, Frigerio, Giono, Marro, Massimino, Pavia, Peracchi.,, Piacenza, Pugliese, ne, Richiardi, Rossi, Strambio e Stura. 1 888, 1 ,·ol. in -8. Rossi Virgilio. - Stu di sopra una centuria di cr iminali, con prefazione del prof. Cesare Lo mbroso. 2• edizione senza monografie. 1888, in-8. Sciamanna E. e Postempskì. - Tumore endocranico, estirpazione, guarigione (con una ta\'ola). Op. in-8. Seppilli Giuseppe e Bianchi Leonardo. - Atti del ,t.° Congresso della Società li'reniatrica Italiana, tenuto in Vo ghera dal 16 al 22 settembre 1883. 1885, 1 voi. in-8. Sergi G. - Antropologia e scienze antropologiche. 1889, 'l voi. in -12. - Le degenerazioni umane, 1889, 1 vol. in-8. - Sensibilità femm inile . Op. i n-8. Setti Augu sto. La forza irresisti bile. Torino, 1884, 'I rol. in -8. - L'esercito e la sua criminal ilà. Milano, 1886. Severi doll. Alberto. li tatu aggio nei pazzi. Op. in-8. Severi e Lombroso. La prima Esposizione interna zionale di antropolC'gia criminale. n oma, 1886, 1 fa scicolv in-8. Sighele Scipio. - La foule criminelle. Essa i de psychologie co'.lective. Torino, 1892, 1 voi. i n-12. La r.oppia criminale. Studio di psicologia mor bosa . . Torino, 1893, ·l vol. in-8. La folla delinquente. Torino, ·189 1, 1 voi. in- 8. li Codice pen ale ç la stampa nei rea ti di dilfamazione. Op. in-8. L'evoluzione dal sui cidio all'omicidio nei drammi d'amore. Con un a tav ola.. Op. in-8. Tamburini e Seppilli. - Studio di psicopatologia cri minale sopra un caso di imbecillità morale con idee fis se impulsive. 1883, 1 m l. in-8. Tenchini. - I mo,lerni studi sul ccnell o nelle scienze sociali. Parma, ·1887. Tenchini. - Cervelli di delinquenti. Parma, 1885. Memoria I. (Superficie metopica). >> IT. (Superficie parieto-t emporo-occipit ale) . · > III.


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Mancanza della XIl vertebra dorsale in un omicida. Parma, 1887. Tonnini. - Le .epilessie in ra pporto alla degc>nerazione. 1890, 1 voi. in-8, con tavole e molte figure nel lesto. - Le epilessie. 1886, 1 voi. con tavola;,.(esaurilo). Tschurtschenthaler doll. Antonio. - Caso di pseudo-spiritismo studialo psichialricamcnte. Op. in -8. Vaccaro hl. A. - Genesi e funzione tielle leggi penali. Ricerche sociologiche, l889, in-8. Vaccaro. - La base del diritto e dello Stato (di prossima pubblicazione) . Varagl i<1- S. e Silva B. - Not e ana tomiche ed antropologiche sopra tiO cranii e 4-'2 encefali di donne criminali italian e. 188 5, ·1 voi. in-8 c,,11 una tavola. Venturi S. - Le degenerazioni psico-sess11ali nella vita degli individui e nel.la storia della società . 1892, in -8. - Le pazzie transitorie. Napoli, 1888 . Virgilio G. - Passanan tc e b natùra m orbosa del de litto. Studio. 1889, in-8. Zerboglio A. - L'altool ismo . 189?2, in-8. Tenchini. -

LIBRI DI CRIT!C.\ SULL.\ 1-"UOVA SCUOLA.

Benevolo F. -

La scuola classica e la n uova scuola positira di diri tto crimin ale. 1880, in-8 . Bolis. - La polizia e le classi pericolose. 13ologna, 1879. Bovio Giovanni. - Saggio critico del diritto penale e del nuovo fondam e:nto unico . 188:3, 'i voi. in -·12. Brusii. Su l nuovo positivismo nel la giustizia penale. Riflessioni di un critidsla che preferirebbe il vecchio. 1887, 1 vol. i n 8. Campolongo clo tt. F. Stu dio su I ri nnovnrnen lo della scienza criminale. '1885, l fase. jn-8. - Le arm i ed il porlo delle armi nel d irillo penale positivo. Note di dotlrina e tli giurisprudenza . 1802, in-8. Cimbali G. - La volontà umana in rapporto ali' organismo naturale, socinle e giuridico. 188<.:l, in -8. Colajanni N. - Ire e spropositi di Cesare Lomuroso. '1800, in-12.


Conti U. -

39<) -

In torno all e nuove doltrine <li ùirillo penai~ con particolare riguardo alla pena di morte. 1886 , in-8. I fanciulli del inquenti. 13ologna , 1888. Focacci. - La mediciua carceraria. Gen ova, 1883. Lucchi ni L. - I semplicisti (antropologi, psicologi e sociologi) del diritto penale. 1886, ·1 voi. in-8. Nazari Giu lio. -- Il pro f. Cesare Lornbroso e i l valore scientifico delle sue opere. ·188i , l voi. in-8. Pinsero N. - Il r,once llo <li pena e la nuova scuola di dir it to penale. ·1892, in-8. Tolomei Giampaolo. - I vecchi ed i nuovi orizzonti del dirillo penale. Lezioni due, ·188, , '1 fas e. in-8. Tuozzi Pa,quale. - Due saggi critici su lla nuo va scuola penal8. ·1888, ·l voi. in-12. Valletti V. - . Il genio . di Nazareth e la psichiatria mod . 1888, in-1:t Zei Arnolfo. - Dell'ontologismo e dello psicologism o in materia pe nale. Parte lì losorìca. 1884, 1 voi. in- 1·2 gr. Ziino Giuseppe. La fi sio-patologia did delitto. ·1881, 'i voi. in-8. Zuppetta L. - Del suicidio in rapporto alla morale, al dirillo eLI alla le.;islazione penale positiva. 1885, 1 fascicolo in -8.


A R CI-I I V I O

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DI PSICHIATRIA , SCIENZE PENALI ED ANTROPOLOGIA CRIMINALE - - --:.--~--<-=---..,__ _ _ DIRETTORI",

L ounRoso -

FEflRI -

G,1.noFALO - MoaSELLI - Sc1AMAKKA - F 10RETn

ELENCO D ELLE MEMOR I E E NOTE PUBBLI CATE NEI XIII PRIMI YOLUl\II

(1880-1892).

Indice del Volu.zne I. nono. Della capacità orbitale e cranica e dell'indice cefa lo-orbitale nei normali, pazzi, creti ni e delinquenti. Chinea. Un Lazzaretti nelle carceri n uon-. L ombros o. Alcune nuoYe specie di malattie mentali : claustrofobia e claustrofilia. - L a pellagra nel Friuli nel 18 78. - I ma t toidi grafomani e Mangione (con tav.}. L ombroso e )laxime du Camp. L'arte nei pazzi (con tav. ). l\lon ti. Caso di mericismo in u n sernidiota epiletl-ico. Nocito e Lom1>roso. Davide L azzaretti. Perotti. Pazzia di un truffatore. Sciamauua. Sopra un caso di rammollimenti cerebrali ischemici della cort eccia. Sternberg. Caso di psicosi t ransitoria con allucinazione, castrazione ed a mnesia. Tosclli, S tudio medico-psicologico d'un pazzo omicida. Toselli e Lombroso. Scrittura ideografica in un monomaniaco, con sintomi iniziali d i de,nenza (con tav.). Abbatcmarco. La camorra in Napoli. Beuedikt, Sulla fossetta occipitale mediana e sul vermis in 13 delinquenti. Colli no, Fisiologia d'un borsaiuolo beone. • Congnct. Fisiologia d'un truffatore. - Sulla fisonomia dei d eli nquent i t edeschi (con tav.). De Paoli, Quattro crani di delinquenti. LaCllssagne. Ricerche su 1333 tatuagg i d i delinquenti. Lombr.o so. Il vino ed il delitto (con tav. ). - Parricidio ed isterismo. Lenltossek. Cran i di delinquenti riimeni, ungheresi e croati. :Max.ime <In Cnm1> e Lomliro.so. Gli autografi di Troppmann (con t av.). Brusa. Il progetto di legge sull'abuso delle bernnde alcooliche p resentato al Parlamento. Ferri. Dei sostit uti vi penali (con tav.). - Diritto penale ed ant ropologia crimina le.


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Garofolo. Gravità. relativa dei delitti. - Le riforme dell'onorevole Villa (con note del prof. Lombroso). - La camorra secondo gli ul timi processi. Lestingi. La mafia in Sicilia. Lomhr oso. La grettezza della giustizia in Italia ed i snoi danni economici e sociali

Indice del Volume II. Lombroso. L'amore nei pazzi. n e Paoli. Epilessia in un soldato omicidiario. Fiori. L'albuminuria nell'isterismo e dell'ioflnenza dei metalli sulle orine (con 1 tavola).

Puglia. La psico-fisiologia e l'avvenire della scienza criminale. Crivelfari. Il divorzio come sostitutivo penale. Nota del prof. Lombroso sul divorzio. Risposta del prof. Ferri. Lombroso e .Mannelli. Craniometria di 39 delinquenti e 66 normali del Piemonte. ·Bog·gio e Collino. Tipi di delinquenti mattoidi. èougnet e R ighini. Sopra alcune recenti espressioni gergali. Rilggi. Pazzi e neuropatici. .Albertotti. La pazzia nei truffatori. Bnccola. Sul tempo di reazione in un caso di demenza paralitica. 'Riglùui. I procedimenti indizfari e l'antropologia criminale. Lombroso. La nuova proposta di legge sui manicomi criminali. - Imbecillità morale in dorma ladra e prostituta. Veneziim. Vocaboli e frasi del gergo veneto. Fnrlaui. Relazione sulla casa di corre2,ione di Castelfranco. Pmmpolini. Relazioni sulla casa di correzione a Saliceto S. Ginliano e sulla casa di relegazione in :Modena. Corl'idori e Dini. Relazione sulla casa di reclusione a. Parma. Congnet e Lombroso. Sfigmografia di delinquenti ed alienati: Comunicazione preventiva (con 2 tavole). Sci:unanna. Sopra un caso di emiplegia diretta. Lomhroso. Alcoolismo acuto e cronico. - Delinquenti d'occasione. Puglia. II reato d'infanticidio. Garofalo. Il tentativo criminoso con mezzi inidonei. Yenezian. Relazione sul bagno penale d'Ancona.. Ferri. Conclusioni alle relazioni. Sahioli. Alcune ricerche sul così detto sonno magnetic9 (con ta.1,.). 1'{orselli. Intagli ideografici di un alienato (con lav. ). Frigerio. On pedernsta alienato. Vacca. La citazione diretta nei giudizi per crimini. Lombroso. Delle leg~i per prevenire l'alcoolismo. - II delitto negli animali. Kornfehl e Lombroso. Su Guiteau (con dtte figure nel testo). Cougnet e Lom br oso. La geografia degli artisti in Italia e degli sciemiati in Francia in rapporto cq_i pazzi (con tav.). }lacci\b~·nni. Osservazioni intorno alla rivaccinazione dei pazzi. Congnet e Lombroso. 8figinografi11. degli alienati e dei delinquenti COlllll· nicazione preventiva).

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Lo:l\IIJROSO -

26.


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Albertoui, Azione di alcune sostanze medicamentoso sulla eccitabilità del cervello e contributo alla terapia d ell'epilessia. Ferri. Studi comparati d'antropometria criminale e normale. Pnsiui e :\lo. Sulla donna delinquente.

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Indice del Volu112e III. Lombroso. S ulla pellagra nella provincia di Torino (con 2 tavole). - Errori giudiziari per colpa di periti alienisti. - A proposito dell'ultima discussione sul sale e sull'alcool. - Delitto e pazzia da trauma. Sciamaunn, Gli avversari delle localizzazioni cerebrali. A.lbertotti, Alcoolismo in parricida con sintomi di pellagra. Lombroso, Sull'azione del magnete e sulla trasposizione di sensi nell'ist<'· rismo. • Cnboni, Micromiceti delle c-ariossidi di grano tuTco in rapporto colla pellagra (con 2 tavole). Lombr oso. La pazzia morale e il delinquente-nato. Ferri. Il diri t to d i punire come funzione sociale. Garofalo. Ciò che dovrebbe essere un giudizio penale. - L'assassinio nelle Romagna. Maino. La p remeditazione nell'omicidio con errore d i persona. Ifargoni. 1 piccoli corrigendi. Ferri. 11' riordinamento della statistica giudiziaria in Italia. Gnrofalo. I pericoli sociali di alcune teorie giuridiche. Puglia. Passioni ed emozioni. Loro influenza sulla responsabilità doi delin· quenti. Cougnet e De1rn0Ii. Studio cli 26 crani criminali (con tav.). Lombr oso e F crri. Su A. Faella e sugli osteomi e le cardiopatie negli alie· nati (0011 tav.). Gasparone (co1i tav.). Pasini. Stt!di su 122 delinquenti femmine. Pavia. Studi sulla criminalità italiana nel 1881 (Discorsi di apertura dei Procuratori del Re). Nibbi. La pellagra nel i\Ie..--sico. Giacchi. La pellagra nella provincia di Cuneo. Turiua. Lipemania con frizione stibiata. Gniter. Melanconia guarita col muriato d'oro . .Andronieo. Prostitute e delinquenti. SiJl'redi. Studio su 80 minorenni criminali. Ferri. Sulla criminalità in rapporto a1le variazioni t ermometriche annuali (con tav.). Riccardi. Note ant ropologiche fatte intorno ad alcuni giovani nella R. Casa di Custodia in Bologna. Rocchiardi. Tatuaggio per spirito di vendetta. Flesch. Su un cer velletto mediano in una criminale. Ferri. Evoluzione dell'omicidio. Scinmanna e ìUingazzini. Ricerche sul polso cerebrale (con tav.). Lncassagne. La criminalit-à nelle città e nelle campagne (con tav.). Raggi e Al1ingo-Novello. I riflessi t endi.nei nei pellagrosi. Dossi. I mattoidi al conco1·so pel monumento a Re V it torio Emanuele in Roma. Gamba, Sul cretinismo e sul gozzo nella provincia di T orino.


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403 -

Lombroso. Mania transitoria. Pated e Lombroso. Indice e diametro mnndibolare nei pazzi e delinquenti. Lestingi. Autografi d'assassini (con tav.). 'l'addei. L'essiccazione dei cereali (con tav .). Zxy. Vocaboli e frasi del gergo siciliano. Lombroso. Il delitto nella coscienza popolare.

Indice del Voliune IV. Romiti. Contributo alla conoscenza della fossetta occipitale media nel suo rapporto col verme inferiore e colle funzioni psichiche. Marro e Lomb1·oso. l germi della pazzia morale e del delitto nei fanciulli. J,ombroso. Amori anomali e precoci nei pazzi. Ventm·i. Di un caso di pellagra nella provincia di Catanzaro. Frigerio. Storia ed autopsia d'un idiota submicrocefalo. Lombroso. Omicidio e furto per amore pazzesco (con 1 tavola). Likacefl'. 11 suicidio in Russia. 1\laccabruni. Una famiglia di suicidi. Lombroso. Il mancinismo sensorio ed il tatto nei delinquenti e nei pazzi. Ferri. Educazione, ambiente e criminalità. Lombroso. Primordii delle pene. - Delitti.di libidine e di amore (con due n.qiwe nel testo). F erri . .La cri minalità in Italia e la Relazione De Renzis sul Bilancio del· l'Interno. - L'omicidio-suicidio : Responsabilità. giuridica. ~ Garof.tlo. Alcune osservazioni sul progetto del Codice penale. Pavia. Studi sulla criminalità. italiana nel 1881 (Discorsi di apertura dei Procuratori del Re). Bono. Il daltonismo nei delinquenti. Anrndei, Crani d'assassini e considerazioni di craniologia psichiatrico-criminale. Lacassagne. Rapporto fra la statura e la grande apertura delle braccia su 800 delinquenti (con -una tavola). Lombrbso. Capacità cranica di 121 criminali (con una tavola). 1\larro e Lombroso. Fisionomia delle donne criminali (con 1ma tavola.)· Marchi. Sul cervello di Gasparone. Mayor, Nota sul gergo francese. B ono, Sull'acutezza visiva e sul colore dell'iride nei ci·iminali. Ferri, Studi di antropometria su criminali, pazzi e sani. Garofalo. Criminalità in Bologna e sue cause. Puglia. S. Bonaventu ra e l'antropologia criminale. De A.lbertis. Autopsia di Giona. La-Gala. Venturi. La pellagra in Calabria. Lacassague. Sulla larghezza delle braccia in 800 criminali in rapporto i.Ila st.atura. Lombroso. Due Tribuni. :ftlarro e Lombroso, Album di criminali t,edeschi (con 2 tavole). Cuboni. Sul Bacterium maydis. Taddei. L'essiccazione dei cereali (con 2 tavole). Pateri e Lombroso. Sulla analgesia e anestesia dei criminali e dei pazzi morali. Marro e Lombroso. Ambidestrismo nei pazzi e nei criminali. Massim ino e Lombroso·. Sui caratteri fisionomico-criminali di 8 18 uomini viventi in libertà.


' 404 ì\forro. La. mano dei criminali. ì\far1·0 e Lombroso, Riflessi tendinei nei criminali. Mn.rro, Distribuzione del tatuaggio secondo il reato e secondo la recidiva. Legge, Intorno ad alcune anomalie dell'articolazione occipito-atlantoidea. Dossi, I mattoidi nel monumento V. E. Lombroso. Fossa occipitale mediana nel~ razze umane e nei criminali. Bianchi , Il riflesso tendineo nella paralisi progressiva degli alienati. Touuini, Sintomi e reperti spinali nei pellagrosi. Amatlei e Tonnini. La sensibilità laterale nei pazzi. Lombroso. L'orecchio nelle atrofie degli emisferi. Lombt·oso. P rocesso P eltzer. JUaino. P rocesso Barré e Lebiez. Tiunbnl'i ni e Seppilli. Sbro..., imbecille omicida. Puglia. Studio di psicologia criminale. - Osservazioni sopra alcuni tipi di delinquenti. Frigerio. Stupratori ad incendiari. Ber tinaria, Tipi di criminali-nati.

Indice del Volume V . Lombr oso e Cougnet. La reazione vasale nei delinquenti e nei paz7,i (con tre tavole). Lombroso. Pazzia morale e deli nquente-nato. Mari·o. Tentativo di st upro in alienato. Albrecht . Sulla fossetta vermiana del cranio dei mammiferi (con una tav.). Rattone. Sull'esistenza di cellule ganglion~ri nelle rad ici posteriori dei nervi spinali dell'uomo (con 2 ta·vole). Musso e Stura. Caso t ipico di follia morale. Lombroso. Sul mancinismo e destrismo tattile nei sani, nei pazzi, nei ciechi e nei sordomuti. Lombroso e Bianchi. )fisdea (con 4 figure nel testo). Danillo, Sui solchi arteriosi nei primati e nei microcefali. F rigerio, Omicidio per paranoia allucinatoria di natura persecutoria con ipertrofia del vermis e fossetta ocbipitale media. Feuoglio, Contrattura degli arti sinistri da lesione della zona motori:i. destra. Trapanazione. Puglies e. Kote sulla criminalità nelle Paglie. F e r r i, L'omicic.lio-suicidio: Riisponsabilità gi uridica (Cont. e fi ne). Balestriui. L' Omi-cidio-Si~icidio, del prof. Ferri. Ferri. Risposta alle critiche dell'Omicidio-snicidio ·(con 1 tavola _grafica). Bereuini. Alcune considerazioni sulla responsabilità giuridica dei duellanti. Maino, Della revisione dei processi penali. Png lia, Del duello. Garofnlo. La teoria repressiva di Spencer. Romiti, Crani e cervelli di criminali. Ferl'i. Il contegno dei delinquenti : Una. pagina di psicologia dell'omicidio. Lombroso. Pro schola mea ! Likaceff'. Sugli Skopzi. Carneva li. Sulla criminalità nel secolo XVI i n j)fautora. F erri. Il sentimento religioso negli omicidi. Pug lia, Delinquente-nato affet to da mania omicida. Camerano. Amori anomali degli anfi bi. F nbiui, Osservazioni sopra un g iustiziato con fucilazione. Lestingi, L'associazione della Fratellanza nella provincia di Girgenti.


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Ferri. Il rimorso dei.delinquenti. Kil·chenhei111. J delitti e i delinquenti nella Prussia dal 1854 al 1878 . )(or,3elli e Bor1loui-T;tfreduzz i. Su i cangiamenti doli.i circolazione cerebrale prodotti dalle diverse percezioni semplici. Bcrgesio. Sull'arrossimento nelle pazze. J.madei e 'l'onni ni . Dell'arrossimento nei pazzi. r,omb1·oso. Scialorrea nervosa guarita col jabornndi. Cosenza. Propoi:;te di riforme penali. n e-01·chi. Proposte sulla terapia della pellagra. Hiidiuger. I caratteri fisici dei delinquenti (Bucr,ola). Pogg i. Ipertrofia del cuoio capelluto in una alienat-a (COIL 1 {ìgum nel test-O). Sciamauna. Emiplegia isterica. Garofalo. Di una. scuola penale in Russia . .\ndronico. Il mancinismo in rapporto alla delinquenza. Frigerio. Amore omicida di un pazzo. Lombroso. Denti a sega negli idioti, sordomuti e ciechi. Piacenza e Andil}e rti. Tipi di criminali-nati e d'occasione. Lombroso. Processo Spada (1880). Laschi. Processo Valente. Pugliese. Processo Lnisi. Ful'laui. Due tipi di delinquent i abituali. lfarzil.\i. ::.\Iisdea. Boggio. Tipi di criminali-nati e d'occasione. Pug liese. Tipi degli assassini d i Luisi (con 1 tavola).

Indice del Volu.me VI. I ,ombroso. Identità. dell'epilessia colla pazzia morale o delinquenza congenita (con mia tauola). Jlorsolli e Lombroso. Epilessia lan,ata. Pazzia morale. Soveri. 11 tatuaggio nei pazzi. Giacomini. Contributo allo studio della microcefalia (roa 2 tavole). .\ g uglia. Caso di parricidio in un frenasteni~o. Cougnot. Sitofobia paradossa. Lombroso. Del t ribadismo nei manicomi. Mano. Esami psicometrici di pazzi morali e di mattoidi. Lomb1·oso. ~ infomania. para.dossa. 'l 'onnini. Le epilessie (con 1 tavola). Ualestriui. Dell'aborto procurato. '! '11mmeo. P ensieri sulla criminaliti\ in Italia. Pugliese. Nuovi problemi di responsabilità penale. Vioretti, Su la. legittima difesa. Garofalo, Il progetto del Codice penale spagnuolo. - La forza irresistibile a proposito del progetto del Codico penale italiano. Alongi. Maffia : Appunti di uno studio. Varaglia e Silva. Not.e anatomiche ed antropologiche sopra 60 crani e 12 encefali di donne criminali italiane (con 1 tavola) . Lombr oso. I processi Pel e Zer bini e la nuova scuola criminale. Ferri. L'imprevidenza negli omicidi comuni. 1'onnini. Un truffatore. Vnraglin. Cellule ganglionari nei nervi facciale, intermediario del Wrisborg ' grande e piccolo petrosi superficiali (con 1 tavola). Er rera. Gli studi matematici di Richet sulla suggestione.


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Lnschi o Lombroso. Del tipo criminale nei delinquenti politici. F ioretti. Ruggero Bonghi e la nuova scuola penale. Salsotto. Di alcune anomalie nella disposizione dei peli alla regione genitoanale nello donne criminali. )lusso. Sopra alcune forme speciali del re.spiro negli stati melancolici. Lombi-oso. ~uovi dati sull'identità dell'epilessia e follia morale. Moncliuo. Sulla cariocinesi delle cellule del,Purkinj e consecutiva ad irritazione cerebellare. .. Llisclti. La pazzia nel delitto politico. Garofalo. Stato della criminalità nel circondario di Santa Maria Capua Veiere. Ferri. Alcune osservazioni alla Relazione del prof. T. Canonie-0. Poggi. Fi-enosi peUagrosa ed alcoolica. Biliakow. Sull'acuità visiva di 93 omicidi (Branca c Ottolenghi). Baleskini. Darvinismo e diritto penale. Lasclli. I « criminali » nel delitto politico. R-0ssi. I nfluenza della temperatura e dell'alimentazion~ sul movimento della criminalità italiana 1875-83 (con 1 tavola). Alongi. Vestigia di cannibalismo in Italia. Marro. Tipo di ladro (con 1 figura nel testo). Bogg io. Tipi di criminali-nati e d'occasione. )?ilippi. Processo Penco. Stnrn e Arese. Tipi di criminali-nati e d'occasione (con 1 tavola). Garnf;1lo. Il mondo dei delinquenti in Berlino. Gallia. Processo Spada. ' X. A. X. Tipi di criminali-nati e di occasione.

Indice del Volu122e VII. l' erri. Rapport sur Ics· travaux du premier Congrès internationnl d'antb ropologie criminelle. Severi e I.ombroso. La prima Esposizione internazionale d'antropologia criminale a Roma. !farro, Auginlli, ecc. Nota sulla fisionomia dei rei minorenni. Soareuzfo e Soffiautini. Craniometria. delle prostitute. Civi<lalli. Crani di epilettici. Rossi. I nuovi cartogrammi dell'Italia criminale del comm. Bodio. Manouvrier, Studi sugli assassini. Mayor. Iccnografìa dei Cesari (Frammenti). Varag lia. Sulla cresta frontale interna e sulla fossetta occipitale mediana. },erri. 1:sicopatologia dell'omicidio: Il momento deliberativo negli omicidi pazzi. Kosiek. Un libellista a. quindici anni. Marro. Influenza deU'età. dei genitori sui caratteri dei delinquenti, dei pazzi e dei normali (con 1 tat-ola). Colajanni. Criteri sulle conseguenze dell'alcoolismo. !farro, Caratteri speciali alle varie specie di delinquenti (con 1 tavola). Severi. Capacità delle fosse t.emporo-sfcnoidali e della porzione cerebellare del cranio nei savi, nei pazzi e in alcuni epilettici e delinquenti. Ferri. Sentimenti ed affetti nei delinquenti. Ottolenghi. L'occhio dei delinquenti. Lattos. Sui lavori clandestini dei carcerati. Ali1nona, Su la psicclogia della premeditazione.


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Pugliese. Questioni di diritto p<!nale positivo. Alongi. Maffia.: Appunti di uno studio sulle classi pericolose della. Sicilia Rossi. Il suicidio nella Spagna (con 1 tavola). Cong resso (Il 3') penitenziario internazionale. Fioretti. Sulla. impossibilità cli considerare i motivi coscienti dcll' azione come criterio assoluto della jmputabilità. Ferri. I discorsi inaugurali del Pubblico i\Iinistero (1884-85). Gnrofnlo. Sulla confessione dei rei. Rossi. Alcune opinioni sulla statistica della criminalità. Lombroso. Illusioni dei giuristi! sulle carceri. Capelli e Brngin. Sulle variazioni locali del polso nell'avambraccio e nel cervello dell'uomo per effetto di alcuni agenti terapeutici. Solhetti e Lombroso. Furto in epilettico megalornanfaco e pazzo morale (con 1 tav.). Lombroso. Casi di microcefalia da influenza psichica nella. gravidanza (con tre figiire nel testo). Tnnzi. L'equazione personale degli epilettici. )Iorselli. Un secondo caso di in-versione del refiesso pupillare in un alienato paralitico. Lombroso. Studi sull'ipnotismo (con 5 tavole). R eymond. Studi oftalmoscopici su ipnotizzati. B ianchi e Sommer. La polarizzazione psichica nella fase sonnambolica dell'ipnotismo. Zueearelli, Le asimmetrie toraciche in mezzo ad altre anomalia rinvenute in epilettici aliena t i. Venturi. Sull'udito negli epilettici. )farro, Lombroso e .A.lbertotti. Pazzi omicidi. Lnttes. Un megalomaniaco in carcere. Ming azzin1 e Ferra1•esi. Sul cervello d'una ragazza microcefala. Rngi;i. Allucinazioni per suggestione in un pazzo. Fioretti. Bancarotta semplice - Falso in vaglia postale - Int.crrogatorio separato dei testimolli - Immanenza. del carattere di crimine malgrado correzionalizzazione. Puglia. Corte cli Cassazione di Palermo. Gi:mnaq.touio, I. Provocazione ed agguat.o. - II. Udienza chiusa per i soli minori di anni 21. - III. L'età della stuprata. deve essere affermata dai giurati? Maino. Corte di Cassazione di Torino (Ricorso i\Iattioli). .fioretti. Corte di Cassazione di Torino. - Negli atti di libidine contro natura, commessi senza scandali e senza violenza, la desistenza dalla querela arresta l'azione penale. Calnci. Corte d'appello di Lucca. - )folle contravvenzioni il dolo si considera insito nell'azione quando sia data la prorn del fatto materiale volontario. Gnrofalo. Scatto d'arme da fuoéo in rissa. - Fe1·imento con premeditazione ed agguato. - Furto semplice. - Libertà provvisoria. Cosenza. Corte d'Appello di Messina. Fioretti. Una questione di metafisica da porsi ai giurati - Rigorismo inutile. Stura e Giono. Tipi di criminali-nl\ti e d'occasione. Rossi. Tipi di delinquenti d'occasione e pazzi morali. Rossi, Cortina e Bossi. Tipi <li criminali nati e d'occasione. Lombroso. Rizz... Boselli. 'ripidi criminali_.nati e d'occasione. · Pugliese, Rossi e ,.\.nsermino. Tipi di delinquenti-nati e d'occasione.


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Stum, Un caso di pazzia. morale nei fa~ciulli. Pug lia , Processo criminale. SepJlilli, Un caso di leucodermia crcditatia. Civid:illi e Amati . Contributo allo studio degli epilet tici. Tenchiui, Creste frontali nei crani dei criminali. Pug lia, La. donna delinquente. Lombroso e Laschi, Una nuo,·a pena pei.rci politici per passione. Reucclikt. La disvulnérabilité des criminels':' Seppilli, La patogenesi dell'epilessia. Zucca1·elli, D'una particolare produzione pelosa in un maniaco. Rossi , Sensibilità dei criminali a\l'este3iomctro. Puglia. Influenza del temperamento sulla rc:;ponsabilità penale. 1Coudino, Di un nuovo sistema di letti per dementi parnlitici. Lombroso. I geroglifici dei criminali in Germania, in Inghilterra ed in Italia (con 8 figm·e nel testo). Romi t i, Crani e cervelli di suicidi. Laschi o Lorubroso. Perchè i novatori si trovano più spt!Sso nelle razze vecchie e le novazioni nelle razze giornni. Lombroso, Nuovi geroglifici dei criminali. Se1>pilli, Contributo alla conoscenza del sesto ventricolo cerebrale o ventricolo del Verga. ::u ayor. Un iperestetico: Il Conte di Cavour. Garofnlo. Dati por servire alla statistica della rooidi,a. Venturi, Dtii criteri più sicuri per la diagnosi della mania transitoria. Tenchini. Sulla cresta frontale del tranio umano (normali, pazzi, delinquenti) ed in ispecie del rapporto tra. il suo sviluppo e la fo~sotta occipitale mediana. Vizioli, Paralisi pseudo-ipertrofica. Zuccarclli. Paranoia primitirn di grandezza e persecuzione. Alongi, Sul tatuaggio e sui geroglifici dei criminali. Loml.11·oso. Sulle proibizioni degli spett-a.coli ipnotici. Galli. Colorazione degli imbuti nello fibre midollate periforiche col hlcu <li China (con 1 tavola). T euchiui, Sulla cresta frontale nei normali, nei pazzi e nei criminali. Ve nturi. Sull'odorato nei pazzi. Rossi. Sull'alcoolismo e le critiche del Colajanni. Lombros o. La polizia. scientifica. Aloug i, Assurdità penali.

Indice del Volu.zne VIII.

' e Lombroso, Nuovi studi sul tatuaggio dei criminali (coi~ l te1vol«). Boselli Lombroso. Gerghi nuovi. - Un caso classico di epilessia criminale. P eraccbin. Andatura. dei criminali ed epilettici (con 1 tavolti). Lombroso. L'ipnotismo applicato alla procedura penale. Rossi e Lombi-oso, Suicidi per passione e pazzia. Lomb1·oso. Palimsesti del carcere. Ferri. Uno spiritist!l del diritto penale. Alongi, Spettacoli e coltellate in Sicilia. Garofnlo. La riparazione del danno alle vittime del delitto. Cal·elli. Crimen morbus. Puglia, Della desistenza dal reato.


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Taine. Le déterrninisme et la peine de mort . JlingMzini. Osservazioni anatomiche soprn. 75 crani di alienati (cord tav .). Ver g,1. Brevi considerazioni intorno a.cl alcuni casi di pazzia morale. Albei-tott i. Pazzo ed epilettico omiddi. Ottolengl1i. Un cretinoso ladro. 'l'.onniui. Suggestione e sogni. Bus<lrag-hi, Gli alienati incendiari. - Il furto nei pazzi. - L'omicidio nei pazzi. Jtagg i. N uovi studi sull'ipnotismo. Narflelli. Omicidio da epilessia lar l'a.ta. .iilgeri, Alcuni casi d' ipnotismo di criminali pazzi. fioretti. P remessa. I,e Yi, La -mancanza dell'utero come causa d i nullità del matrimonio. f' ioret ti, Inammessibilità del ricorso per Cassazione della par te civile condannata soltanto al soddisfacimento delle spese c,·entnalmen te a ca rico dell'erario. - La sezione d i accusa correzionalizzando un crimine può pronu nziarne fa prescrizione, t rattandolo come delitto. C,1relli , Verdetto dei giura ti. B ia nc hi. P rocesso Conte. Alime na. U na coniugicida isterica. Rossi> o Tardy. 50 minorenni della Generala. P c racchi,t e Rossi. Tipi di delinquenti-nati e d'oc,:asione. P.ryia . P rocesso Bras a. Rossi, Pera cchia e <l'Escof.fior. Tipi di cri minali-nati e d'occa5ione. ,\.loug i. Pazzi morali e delinquenti nati. · Rossi e P eracchia. Tipi cli criminali-na ti e d'occasione. B os elli, Richi::u·cli, Massim(no, Per ,lcchia, Re e Rossi. Tipi d i cri minali-nati e d'occasione. Lombroso. Incesto. ·rri1>epi. P rocesso Ventura. Puglies e. Stupro, sodomia ed omicidio. Ildcstl'ini. Di un nuovo criterio sociologico della penalità. l forro. L e orine nella lipemania. Lomb1·os o. Le varietà della follia morale e dell'epilessia. SalsottQ. Il tatuaggio nelle donne cri minali e nelle prostit ute. Alongi e Lombroso. Nuovi geroglifici e gerghi. Garof.\lo. Il cosi detto « nuovo ,i crikrio sociologico della, penali tà, di R. Balest rini. Rossi e LomlJroso, Influenza della temperatura sulle rivoluzioni (co n 2 ta-v.). Bnsdraghi . L'incendio e il furto nei pazzi. Golgi . l mielociti e il pensiero. Frig er lo, Caso di l)Orencefalia posteriore destra da causa t raumatica i u una epilet tica del manicomio d i Alessandria. L i ll(l a u. Senti mentalità nei criminali. Ilose lli e Rossi. Note sui riformatori. TenclJini, Mancanza della dodicesima ver tebra clorsale e delle duo ultime coste con altre anomalie concomita nti in un criminale. " Lombr oso. I digiuuatori e la psichia tria moderna, Nib l,i . Gli altipiani del Messico in rapporto a lla psicologia. Gaiter . Alienazione guarita con cura omeopatica. Carbone. L'urea nei criminaEi. Lombr oso. L a dispola rizzazione negli ipnotici. R eymond. Visione nello sta to di cred ulità.


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Lombroso. Nuovo carattere speciale degli epilettici e analogia coi criminali (con 1 tav.).

Mingazzini. Osservazioni auat-Omiche sopra cervelli e crani di delinquenti comunicate al Congresso medico di PaYia. l'erri. ì\Ianicomio criminale di Montelupo. Rossi. L'alcoolismo in Europa e gli errori di Colajanni. Gallavardin. Thérapeutique de l'homme cri~el. Gnena. Anomalie rinvenute in cadaveri di delinquenti e di normali.

Inàice àel Volunie .IX. Lombroso. Palimsesti del carcere. Ottolenghi. Lo scheletro e la forma del naso nei criminali, nei 1iazii, negli epilettici e nei cretini (con tav.). - Il ricambio materiale nei delinquenti-nati. - L'olfatt-o nei criminali. Pitré e Lombroso. I gesti nei criminali. _Do A.lbel'tis. Il tatuaggio in 300 prostitute liguri. Ottolenghi. Nuove ricerche sui rei contro il buon costume. Rossi. Il fattore economico nei moti rivoluzionari (con tav.). Garofalo. Pena di morte. Lombroso. L'Italia è unita, non unificata. Rossi. Il regionalismo in Italia (con tav.). Carelli. Lo stato d'imputazione. .Anfosso. Il segnalamento dei delinquenti (con tav.). Puglia. Il principio di causalità nella scienza criminale. Garofalo. Il computo della detenzione preventiva - La recidiYa - Appunti al nuovo progetto di Codice penale, Balestrini. Le lesioni personali ed il nuovo Codice penale. Bnsdraghi. I delitti di libidine nei pazzi. Lombroso. I pazzi criminali (con d1ie tavole). Antonini. Di un caso di pseudo-ermafroditismo in una famiglia cretinosa (con dite figure nel testo) De Albertis. Pica in un idiota (con tav.), con nota sull'osservazione del dottore Belmondo. 'Lombroso e Ottolenglli. Eritromelalgia in una prostituta. Ollvieri. Un verdetto negativo (per forza irresistibile) in tema di furto qualificato. Levi. I nterpretazione antropologica accettata. Berenini. Il duello nel progetto Zanardelli. X. e Y. La. retroattività della nuova legge alle sentenze passate in giudicato e sulle pene, ecc. Armanni. Della connessione dei reati di azione pubblica con quelli perseguibili a querela di parte. Lombroso. Il manicomio criminale e la forza irresistibile nel nuovo progetto di Codice penale. Porto. Appunti al nuovo progetto di Codice penale. Albano. Ubbriachezza e responsabilità nel progetto di Codice penale (Zanardelli). · Olivieri. La prescrizione dell'azione penale. - Appunti al nuovo Codice penale. Strati1bio, Frigerio e Rossi. Tipi di criminali-nati e d'occasione. Boselli e Ros.si. Tipi di criminali nati e d'occasione. Znccarelli. Degenera.ti e delinquenti.


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Rossi. Studi supra una centuria. di criminali. Alimena. Un assassino alienato. Pinoro. Delinquente politico ed assassino. Ot toleng lli. Delinquente-nato cretinoso. Tamburini e linicciardini. Ult eriori studi su un caso d'imbecillità morale. i'lfano. Di un nuovo criterio diagnostico nella paralisi progressiva. 'l'encl1ini. La fossa olecranica nei criminali. l'rigerio. Trasposizione del riflesso sessuale in un epilettico. OliTieri. Sullo recenti dichiarazioni del prof. )I. Benedikt. 'l'alne. Un epilettico di genio. Morselli. Della storia della fisiognomonia, 'l'aruowsky. Misure antropometriche su centocinquanta prostituto, cento ladre e cento contadine. Ottolenghi. Il ricambio materiale nei delinquenti congeniti. P er.\CCltfa. I conhabbandieri e l'antropologia criminale. Lomb1·oso. L'ipnotismo e gli stati affini. 1'' rigorio. L'orecchio degli alienati e dei criminali. P enta. Le malattie speciali dei rei-nati e dei loro genitori. Lombroso. Genio e follia di Giordano Bruno. - Risposta. alle obbiezioni sugli Appunti del Codice penaltJ, X . Y. Amori anomali. Gontini. La criminalità nel Messico. Lombroso. Cranio criminale medio col metodo Galtoniano (co1i tav.). - Auto-suggestione in sogno. Urbanetti. Tratt amento omeopatico della cefalea, l\lingazzini. Anomalie del cranio in 80 criminali. I.ombr oso. Influenza meteorica sui reati secondo i singoli caratteri degenc• rati vi. - L'influenzo. della civiltà e del l'occasione sul genio. Lombr oso. Omicidio-suicidio (con fig. nel testo). Lo,·i. Forza irresistibile. B011iuo. Cura di demenza coll' Alcool sulplmris (solfuro di carbonio). Gra f. Cortigiane e letterate del cinquecento. Lo111b1·oso. L'arte nei delinquenti (con due fi,gure nel testo) . :IIi11g11zz in i. Sopra. 30 crani ed encefali di delinquenti italiani. llorsem . P aolo Broca contro· Paolo 'fopinard. . X. Y. Genio e pazzia. S0m111er. Nipote di Kant pazza. Lombroso. Rectification : A Meynert et Richot.

Indice del Volun:ie X . P itré. L'omertà, Lombroso. P a.limsesti del carcere. .Jfarro. L'intelligenza. dei criminali. Loutbroso. I criminaloidi (con tav.). Salsotto. Sulla donna delinquente. De Paoli. Gergo dei camorristi. Zampa. Teste d'assassini e teste di galantuomini. Gr :ldeuigo. L'udito nei <lclinquenti. Ottolenghi. Il gusto nei criminali in rapporto coi normali (con -fì-g. nel testo). Lombroso e Lasciti, Misoneismo e delitto politico. l\larro. Sui caratteri della donna criminale.


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Ferri. Sull'ammonizione. Gn r ofalo. La criminalità in ~apoli. ,lufosso. Di alcuni fattori del suicidio. Ho'l.Si. Le recenti statistiche ginùiziarie penali italiane. (.'ast-0lli. L'azione civile contro i delinquenti pazzi. Slghele. D'm1 criterio positivo nel rea to d'infanticidio. J,oria . Generazione e degenerazione. . I.ombroso e Laschi. La pazzia, la crimiu~lità ed il delit to politico (con

2 figure nel testo) . - I fattori individuali nel delitto politico. Yenturi. L'epilessia vasomotoria. OLtolenghi, La canizie, la calvizie e le rughe nei criminali in rapporto ai normali, agli epilettici ed ai cretini (r,011 mia tavola ed una Ji9ura 11cl

testo). T,unlrnrini. Ultime notizie sullo Sbro ... e reperto necroscopico. Uotzcn. Reperto del cervello cli una matricida. Ottolenghi. La canizie, la ca l vizie e le rughe nelle donne. lfano, Degenerazione od encefalopatia? Pelanda. Pornopatici. Cristiani. Sui prodotti del ricambio matet·ialc nelle alieuazioni mentali. Sc i,mrnmrn. Un esperimento di eccitazione cerebrale nell'uomo. Korsa kolf. Lois et mesures prophilactiques de l'alcool. Viejra de A.ranjo. La riforma dei Codiei criminali. Leyi. Sull'interdizione legale secondo la nuova scuola. Gm:ofalo e Carem. Delle nullità. , Sigltel e. Note di giurisprudenza penale. Ottolenghi e Ahrardi. Rei d'occasione. D' Abundo. Un caso di pazzia morale. Vir;ilio. Pederasta pazzo criminoso. manchi. Un megalomane t.rnftàtore e falsario. Re1>etti. :.\fattoide. I.onLbroso e Ottolengl1i. Imbecille reo d'occasione. Stura. Criminali pazzi. m,rncbi, Uno strano tipo di t ruffatrice e ladra epilettica. e tribade. Bus!lraghi. Di .u n caso di epilessia. politica. )lonfalti. La Gazzeri, dal punto di vista dell'autropologia criminale. Algeri. Epilessia larvata. Stato psico-epilettico protratto per più !_\lesi. Bi.111chi. Isterico ferit-Ore. L1izzè. L'asilo Savoia per l'infanzia abbandonata,. l'itré. Gli spiritati. l,ttcas. Proverbi crimioali portoghesi. Ve nturi. La famiglia Misdea. J,:ul e lci. Nevrosi curata coll'Opiwn omeopatico. 'l'enchiui e Ncgriui. Sulla corteccia cerebrale degli equini e bovini. Lombroso. :\forselli e la pena di morte. Bianchi. L'ingegnosità. dei criminali. Bouino. E pilessia curata coll'Oemmte crocata. Rossi. Anomalie dei musici. T,ombroso. Donna criminale e prostituta. D' Aguanuo. La genesi e l'evoluzione del Diritto ciYile scconclo le risulta nze delle ~cienze antropologiche con applicazioni pratiche al diritto vigente. Riccardi. I sordomuti. Ricllet. La psicologia del genio. Sternbe rg. Les génies en Allemagne. R ossi. Cento criminali misurati col tachi-antropometro Anfosso.


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'l'ouchini. Anomalie numeriche costo-verteùralì, rinvenuto in 31 scheletri di criminali esaminati dal 15 ottol)re I8S7 al 14 aprile 1889 nell'Istituto anatomico di Parma. Ferr.i,r, de .liacedo. Notes sur quelques anomalies criìniennes dans une série de 1000 cranes portugais contemporains. Jtossi. La sociologia criminale e gli errori di Colajan ni. Ottolenghi. F attori della canizie. · Ferr,1z de ) Incedo. Capacité crfLnienne dans 3 catégories d'individus portngais contemporains, dont les criines ont étés recueillis et cnbés d'après le procédu de Broca. Oftolenghi, Il mancinismo anatomico nei criminali. - Sui fattori indinduali dei delinquenti secondo Sichart e l\[arro. Kurella. Palimsesto d'un criminale.

Indice del Voluine XI, Lombroso e Rossi. Palimsesti del carcere (con 3 tav.) . J,ombros n e L:lschi. Rei politici per occasione e per passione (con una tav. e una fig. nel testo). Gr:\denigo. La conformazione del padiglione dell'orecchio nei normali. negli alienati e nei delinquenti. )lasò-Dari. La ricerca della paternità e le nascite illegittime. LomlJroso e Laschi. La pena del delitt-0 politico. Sidiele. Ln complicità. --"Gn paese di delinquenti-nati (co,i 4 fig. ,1el testo). Fioretti. Note critiche sul t entativo. Faln·izi. Gli scioperi nella sociologia giuridica (con tav.). illiugazzini. Osservazioni intorno al cervello di un idiota (con fig. t1el testo) . .'.l'schnrtschentllaler, Caso di pseudo-spiritismo studiato psichiatrit'amente. C1·oce. Un caso di tic conrnlsi,o con ecolalia, coprolalia e melolalin. Korsakolf. Les paralysies alcooliques. Gncci. Gli intercalari. Otto,leugh i, Il campo visivo degli epilettici e dei delinquenti-nati (con mia tav. e 2 {ig. nel te~to). Tranquilli. Su di un caso di atrofia muscolare progreS$iva (sclerosi laterale amiotriofìca). Lombroso e Ottolc11glti. Nuovi studi sull'ipnotismo e sulla credulità. Levi. La premeditazione, come aggravante, è compatibile col vizio parziale della mente. T,eti, Costituzione di parte civile della donna sedotta contro il seduttore. Garofalo. Mariti uccisori. Leri. Appunti e critiche 111 Codice penale italiano. Ro si e Ottoleughi. Tipi di criminali-nati. Ottolen6 l1i. Uxoricida. - Borsaiuolo tipo. Cl"imi-Lo Giudice, Notizie intorno alla famiglia Sirnn. He Cast r o, Gherlouc e Roncoroui. Tipi di delinquenti-nati e d'occasione. Oli rieri e Z. 'l'ipi di criminali. Morselli. Anomalie dell'osso occipitale in 200 crani di nlienati. Riccardi, Ceramica criminale. I.ombr oso. Odio della patria nei genii. - Rugl1e anomale speciali ai criminali. - Anomalie di Carlotta Corday e del generale Ramorino.


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A.1·11ò. Principali anomalie riscontrate su 151 minorenni detenuti alla Gene· rala ('forino). Ottolenghì, Caratteri antropologici di 100 rei per rivolta. De A.U>ertis, Cervelli di suicidi e di tatuati. Lombroso, Pickmann e la t rasmissione del pensiero. Pngliani. Trasmissione del pensiero in un'is~rica. Tschurtscltenthaler. Chiaroveggenza in un ragazzo isterico. Severi. Gergo dei criminali di Firenze. Ottol<>nghl, Il campo visivo nei criminali-nati. ~farro e !tirano, Le iniezioni di succo di testicolo negli st.ndi di indebolimento mentale. Morselli, Solla fossetta vormiana nei primati. Roncoroni. Il tipo criminale nell'Havelock Ellis e nei ?ilac~. Zerboglio. Per una statistica dei duelli. Arnò e Colombatti . Principali anomalie riscontrate su 24 debmuto in un ergastolo femminile. Bouino. Un'epilessia curata coll'Arlemi'sia absy-ntMmn. Vascotti. Matematici e rei contro le persone. P enta. Le anomalie nei criminali. I.ombroso. Anomalie psichiche di Michelangelo e Virgilio. Ottolenghi, Il campo visivo nelle donne criminali e nei ragazzi. Bordoni-Uffrednzzi e Ottoleughi, Sul cosidetto Bacterium maydis e sull'azione tossica della polon ta da osso alterata. Ottolenghi e Lombroso. L'image psychique et l'acuité visnelle dans l'hypnotisme. Roncoroni, I sensi e l'andat ura nei pellagrosi. Al1,ngo-Novcllo. Della temperatura nei pellagrosi. Lombroso. Tatt-0 e tipo degenerativo nelle donne normali. Castelli. Delitti e pene nei proverbi.

Indice del Volume XII. Lombroso. Tatto e tipo de~enerativo in donne normali, criminali e alienate. Otto!Pnglti, Epilessie psicnicbe in criminali. F erri. U tipo criminale e la natura della delinquenza. Carosci. Palimsesti di prostitute a.l Sifilicomio (Bogetto). F errero. La crudeltà e la pietà nella femmina e nella donna. · Gnr rieri. Il tatnagg;o nella R. Casa di custodia per i minorenni corrigendi in Bologna, Sighele~ La folla delinquen te. Leti. Parte civile accusatrice. :Masè-Dari. Un'accusa infondata al divieto della indagine sulla paternità. Sighele. L'evoluzione dal suicidio all'omicidio nei drammi d'amore (con tav.). Laschi e Lombroso. La definizione del delitto politico. Lombroso, Grimal<li e Ardii. Inchiesta sulla trasmis.sione del pensiero (con 24 fig. nel testo). Antonini. Psicopatia epilettica in un imbecille. Ottolenghi, Nuove osservazioni sul campo visivo in psicopatici. Roneoronì. Sul campo visivo, la marcia e l'andatura nei pellagrosi. Lo1nbroso. Esperimenti sull'azione venefica del mais guasto nei cani e nei poUi (con 6 tav. e 2 fig. tiel testo). G1wdenzi. Un nuovo strumento per le misure angolari del capo (co,i 2 fig. 1iel testo).


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Sciamanua e Postempk.i. 'fumore endocranico, estirpazione, guarigione (con

una tav.). ·A.lpago-Novello. La cura della pellagra. Gradenigo. Intorno al significato antropologico delle anomalie del padiglione dell'orecchio. Lombroso. Due genii nevrotici femminili. Kortl1. La famille Mainlander. Levi. Appunti e critiche al Codice penale italiano. Sighele. Sull'articolo 52 del Codice penale. Ferri. Sentenze dei Tribunali di Bologna e di Bari in tema di delitto collettivo. Gnrrieri. Una criminale-nata. Sighele. Un omicida epi lettico. Mura. Tipi di criminali. Lombroso. Infanticidio in pellagrosa. A.lbertotti e Lombroso. Assassino epilettico. Lombroso. Feritore epilettico. Ottolenghi. Delinquenti-nati. Lojacono e Salemi-Pace. Assassino epilettico. Marro e L ombroso. Processo Car... Lombroso. L'uomç perfetto. Mingazzini. Sull'Etude antbropométrique sur les prostituées et !es voleuses · della Tarnowaki. Roucoroni e Ardii. Esame di 43 crani di criminali. Castelli. Un palimsesto della forca. Alber totti. Anomalie craniche e facciali nei sordomuti. Kurella e Sigbele. Il delitto politico ereditario nella famiglia Padlewsky. Lombroso. Esperienze in animali con iniezioni di colture dei mic1·organismi del mais e sangue d i pellagrosi (con tav.). Berglt. Le tatouage ehez les prostituées danoises. Magini. Ancora sulla ubicazione del nucleo nella cellula nervosa motoria. Lombr oso. Educazione antieriminale. , - Cotone d i silicato di ferro nella chirurgia e nella psichiat ria. - Un autografo di Seghetti (con, tav.). - Un'applicazione pratica dell'antropologia criminale. Ardìt. Un mattoide riformatore. A.lpago-Novello. La pellagra nelle persone agiate e negli abitanti di città. H eld. Cura omeopatica di irritazione spinale. D' A..bundo. Cont ributo allo studio delle impronte digitali. Penta. Processo temporale del frontale. Grasselli. Studi sulle prostitute. Gonzales e Verga. Iscrizioni e disegni di pazzi. Ross i. Il sesso negli avvelenatori condannati dalle Corti d'Assise in Italia dal 1880 al 1888. Laizari. Il delinquente-nato in S. Tommaso. Cristiani. Tatouage chez un aliéné.

Indice del Volume XIIL S crgi. Sensibilità femminile. Gr,\denigo. Sulla conformazione del padiglione dell'orecchio presso le donne delinquenti . . (;urrieri e Moraglia. Note sul tat uaggio osceno nei delinquenti (con tav.). Moraglia. Esame di dieci delinquenti.


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Artlù, Nota sul.diametro biangolare della mandibola dell'uomo. De-Sarlo. I piccoli candidati alla delinquenza. Gurrieri. Sensibilità e anomalie fisiche e psichiche nella donna normale e nella prostituta. Forn;1sari. Ricerche antropometriche in 60 prostitute e 20 normali. • Stacleriui. Sopra tre scheletri di delinq~nti (con 6 (1g. nel testo). Nicotcr ,1. Progetto di legge intorno agH alienati e ai manicomi. Rinieri De Rocclti. A. proposito di nua interpellauza sulla Pnbhlica Sicurezza. Sighele. Il Codice penale e la stampa nei reati di diffamazione. - La coppia crimi11ale. Moli nari e l,evi • .A.p1)Dnti e critiche al Codice penale italiano. Loml>roso, 'l':nnbm·ini e Ascem:i. R elazione a S. E. il l\Iinistro dell'Interno nell'ispezione dei manicomii del Regno (c(Jti 3 tau.). Cristiani. L'ipertricosi facciale nelle alienate e nelle sane di mente. .Brngia. La tossicitÌl delle urine nei folli. 1'otn. Encefalite traumatica s uperficiale della zona rolandica sinistra, curata colla trapanazione. Ottolenghi e Carrara. Il piede prensile neglì alienati e nei delinquenti (con 3 fig . 11el testo 1. - Perioptometria e psicometria di nomini geniali (co11 2 tav. e una fìg. n el .

testo).

Cl'is1iani. La pazzia negli illegittimi. De Sauctis . Epilessia emiplegièa da toracentesi in un criminale. Relloni. Ricerche cronometriche nelle differenze del tempo di reazione fra i movimenti riflessi ed i volontari. Loml)roso. Crimine! d'occasion et criminelle-née (con 3 fig. 11el testo). Rinit:ri Tic Rocchi. 'i'ipo di incestuoso. Loti. Un imbecille-ladro. Roncoron i. Criminali-nati e d'occasione. An t onini. Simulazione di reato per auto-suggestione in isterica. llinnohi. Un uxoricida paranoico. Frigerio. Reato in epilettico. :norselli e Uoncoroni. Criminali-nati e d'occasione. Ca1Tat·,1. Criminale-nata. Lomùroso. Pazio e simulatore falsario. Fri!:erio. Infanticidio in una pellagrosa. Ardìt e Trcres. Galeocefalismo in sub-microcefalo vagabondo e alcoolista. A.rllìt. Pazzia morale st:nza anomalie fisiche esterne. Lombroso. Processo Bonaglia. Vcrgll. Un caso di dèterminismo ambulatorio in ladruncolo. Ro11coro11i. Anomalie riscontra.te in 50 nomini e 50 donne, borghesi, senza precedenti criminali, nè psicopatici. - Esame dell'odorato, del gusto e dell'udito in 15 donne e 20 nomini, borghesi, senza 1irececlenti criminali, nè psicopatici. - Confronto coi pazzi. Yalonti. Ossa soprannumerarie nel naso di un ladro (con fìg. 11cl testo). P arisotti. Esame del campo visivo degli epilettici. l)o Nino. Vizi e virtù delle donne in alcuni proverbi abru zzesi. 'l 'enohi u i. Peso dei crani e cervelli di delinquenti. Jlorcau. Des enfants prodiges. Chudziuslti. Sacrum de l'assassin Kaps. Lombr oso. Pallmsesti del carcere femminile. Gallia. Anomalie di 100 donne normali. ]faggi. Anomalie dei processi clinoidei. l'oruasari. Amori di criminale-nata e amore di pazzo alle Assise di Bologna.


-

417 -

Fdgerio. Atrofia. dell'emisfero destro in un pazzo criminale mancino. Raggi. Sopra un fenomeno psichico d'intolleranza d'origine st,ggestiça auto-

matica. · · C,1rra1·a. Ossa soprannumerarie nel cranio di un ladro. - Caratteri del condilo mandibolare nei delinquenti. Tenchini. Sui cervelli di delinquenti. Ottoienghi e Roncoroni. Autopsie di 100 criminali. Roncoroni e Ardù. Emicenturia di crani di criminali. Ar<lù. Su alcune rare anomalie dell'osso occipitale dell' uomo. Moragl ia. Psicopatie sessuali. Ardù. Alcune anomalie nelle prostitute. Parisotti. Studio comparativo del campo visi vo di neuropatici e psicopatici. Carrara. Alcune rare anomalie scheletriche nei criminali. Rinieri De Rocchi. Studio su 100 donne normali di Siena. Dc Albertis. Biennio statistico d i tatuati defunti nell'Ospedale <li Pam, matone.

\

Lo1nrnoso. -

27.


ELENCO DEGLl AUTORI C L'l' ATI

IN

QUES~l'O VOLUME

Albrecht Pog. 5, 6 Alirs. . 10 Alisc. . 69 Alleo. . 9 31 Amadei . Andronicv 75 Anfosso. 60 Anutschine. . . . . . 25 Ardii. 21 a 2;:;, 8 1, 33, 369 a 37.! Arnò . . 70,,72 Aubry 380, 381 Baer. . 196 Ballet . . 289 Balzac ~36. 239 Bnraldi. . : 32 Bataillc . . . 108 Belsanti . . . . . 9 a 11 Benediekt 86 a 41, 4-J, 1.!t a 12=> Bereuini . . . . . 232 nergh . . . 7ij, .1 51, 154 .Berté. . . . . . . 154 Bertil\on. . . . . . 61,363 Bianchi S. . 28, 3o, 376, 377 Binder . . 52, 55, 56 Blumenbach . . . . 29 Bonfadini . . . i39, 240 Bournevillo. . . . 50 I3roca . . . . . . . V, 10, 19 Brouardel 126 a 12~, 163, 22 I a 224, 289.

Brugia

. 219

Calori Carus . Carabelli . . . . . . . Carrara l 2, 29, 35, 86, 60, 62

9, 25 . 10 . 14 a 69,

209.

Christian . Chuclzi nski.

. .

. . .

. .

149, 150 . . 20

Pag. 165 . 165 . . 175

Claptron Clarck . Cook . . Costa. . Cuylitz . Darwin . Dauùet . Davitt . . De Albortb. Defilippi. . Degubernat1s De Mortillet De Sade. . De Sarto. . Despine. . Desprez . Dmitri Drill Dostoye"°ski .Drago .

. . 40 . . 11 5 58, 54, 238, é62 . . . . . 339 . . . . . 17(\ . 75, 82, 87, 160 161,162

. 35, . 165 . 363 .

72

. 243 . . 8 . 1.!8, 129 . ?.39 a 354

. 96 . 243 . 244

Ebrard . Espinas .

Fallot . . 41 Féré . . . 69 Ferrnrini . . . . 18, 19 Ferraz de Macedu . . . 16, 17 Ferrero Guglielmo . 319, 386, 387 Ferri Enrico 23~, 265, 266, 356,382 Forgcot . . . . . . 69 Frassati Alfredo . 383 a 386 Fusari R. • . 372 Gallia V. Galton . Gambara Garborg. Garnior. Garofalo.

. 70 . . 165

.

. 32, 33 . . 360

ll l , 225, 226

. . 252 a 25Ci


-

419 -

Gauthier Pag. 293 a 301 Gegenbauer. 367,369 Ghil R6né . . 36 1 Giacomini . . 4 :3 Giglioli . . . . . . 10 Gilles de h\ 'l'vurette . . 245 . . . 50 a 59 Gradeni~o Grimaldt 75, 83, 8 7, 118 G rube1· . . . 9, 25 135, n,, 162, 163 Gurrieri. Hamy . 10 Haveloch Charle, . . . . 12 Haveloch Ellis . 97 a 102, 12D a 182 176,321 a33I. Henle 29 H is . 51 H yrtl. 27

I bsen . Israel Joly .

339, 340, 354 . 59 110 a 11 3, 243, 256 a 265

Kohler . . Krafft-Ebing

. . 29 357, 363

Lacassagne. 135 L achi. . . 6 Lamb . . 12 L annelongue . . . . . 51 Laschi . . 232 a 241, 268, 2l,9 Lasègue . . . . . 223, 224 Latyschew . . . . 94 a 96 Laurent: 108 a llO. 164, 197 a 200 306, 307. Lefort . . 381 a 838 , 387 I,ombroso 75, 90 o. 93, 159, 160, 224 232 a 241, 268,269,319 360. . . 135 L ucchini . 29, 80 Lydston Maecnbruni. l\Iac-Donald Macé C. .Magitot. Magnan. rriajno . :P.Iancelon l\Iantegazza. Manouvricr . Marambat . Mal'imò.

11.Ia rla111 6 Marre

. . . Pag. 361 75, 77 a 89, 118, 119, 160 195, 196, 224, 225,356. . 26, 27

l\Iayer . .Meckel . Meye1· . ì\'Iingazzini . Mognus . l\fonguidi . l\Ioraglia . . 1\Ioreau de Tours. l\Iorisson i\'Iorris . Morsern. Motet Nacke . Nordau.

.

29

.

. 54 33, 41, 48, 148 . . . 367 . 866, 367 . 185 a 137 . 243 191, 192, 203 . . 361 5 a 8, 66 224, 289 . 86, 73 361, 362

Ornstcin. . . . . . . 59 Ottolenghi . 19, 3J, 45, 61 a 69, 155 a 162, 206, 208 a 213. Parigi. Parisotti Pasini . P ellanda . - . . . Penta . . 3, 25, 41, a 379. Percival. . P ercy Smith P ontecorrn . Prins . .

35, 36 . 157, 158, 207 . 75, 90 a 93. . . . . 225 47, 48 a 50, 375 . . . 60 . 132 a 135 . . . 154 . 30 1 a 304

Raggi . 4 Ramadier . 60 Rambosson. 243 Ramos J.\1ejia . . 96 Riva . . 150, 151 Robrer . 52 Rollo. · . . 62 Romberg . 75 Romiti . . . . . . . . 33 . . l, 2. 3 Roncoroni . 21 a 23, 45, 75, 178 a . 226 a 228 192, 228 a 231. . 97 a 102 Rossetti . . . . . . . . 361 . . . . 11 · Rossi Virgilio . 60, 192, 19S, 232 113 a 11 5,22 1 Rossi U. . . . 13, 163, 164 . . . . 272 . 305 Sacher-Masocb. . . . . 362 . !), 10 Salsotto . . 75 a 77, 81 a 93, 160 . 874 Sandifort . . . . 29 . . . . . . 193 8antaugelo. . 140 a 148 . ì , 2:J a·25, 32, 375 Scarouzio . . 75, l:H


-

.. Schmidt. Schwalbe Schwegel Sémal . Sergi. . Sérieux . Severi . Sichart . Sigbele . Silva. . Soffiantini Solari B. Sollier . Sommer. Spencer. Staderini Stetter . Stoppato Strabam. . Swinburne .

./4~0 -

. Pag. r,s, 59 r,1, 55

.

. 27

. . 203 a 205 6, 33, 243, 374 . . . 60 . . 135 . . . . 194 a 197 2v0 a 202. 240 a 252 : . 75, 81 40, 75, 81 . . . 103 :,o, 125, 126 . . 224 ~41,315 40, 365 . 51 232 . 379 . 361

Tafani . . . 6 Talbot . . . . , 29 ll9 a 121 Talmeyr. . Tamassia . . . . 232 Tamburini . . . . 66 Tanzi . 367 a 372 Tarde . . 119, 243. 337 'l'arnowsky . 74 a 77, 80 a 80, 118 119, 372 a 374.

'

Tenchini Pag. 20. 21, 40. 41. 43, 377 Thomas . . . . SO:. Tolstoi . . 361, 362 Tonnini . . 209 a 221 Torok . . . 367 'l'ro,is:k-y . . 7:i Vagner . Valenti . V(\li . . . Van Hamel. Va.raglia. . Vay . . Verlaine. • Vey-Ifamilton . Vinter . Vircbow. . . Von Swiecicki . Voolner .

. . . 16:, . 321 a 331 9. 14, 25, 367 . .. . 59 52, 55, 56

337, 338, 387

Wicrtz . Willigb. Windlc .

.

41

14 a 16

Zampa Raffaello Zerboglio Adolfo

Ziino . . . Zola .

361, 362 . . 15, 16, 26. 50, 51, 54, 56 . 266, 267 . . 7b, 8 1 . 321 a 381 . 361

.

Zuckerkandl .

. 375 a 376 . 381 a SS3 . . . 75, 81 :~R9, 354 a 361 14


INDLCE ALFABETICO DELLE MATERIE

Accessi (Deliranti ad) . Pag. 223, 224 Alcoolismo . • 881 a 383 Anarchici (Tipi di) 268, 269 Antelice - anthelicis cmterior cristci' - inferior crista - plica c1·us inferiiis - sporgenze dell'antelice - assenza comuleta - ade· , 55, 56 renza all'elice Antelici accessorii 57, 58 374-375 Antropologbi (Errori e di-ssimulazioni dt•gli) Antropologia applicata alle arti . 387 Applicazione del tipo criminale alle arti belle 331 Applicazione dello studio del tipo criminale alla t•~uria delle rirnluiioui 268 ed alle perizie mediche 272, 273 Applicazione alle perizie psi.:hi,,triclw . 232 Applicazioni giuridiche 10 Arcata alveolare • 372 Arco temporale . 171 a 174 Autografi di Seghelti e -'lisJea . 192, 193 Avvelenatori (Sesso negli) Bompard Gabriella

288

a

293

Calcarina (Fessura) - comunicazione col sitlcus temporo-occipitalis 43 a 45 Campo visivo (Anomalie del) nei criminali maschi, nei fanciulli, nelle donne criminali, nelle prostitute-nate e negli epilet t ici 155 a 159, 206 a 209 Canale sa.era.le in delinquenti (Scoperta del) 366, 367 Carcere cellulare 293 a 304 Cervello (Studio delle scissure ccrebrnli del) 15 Cervello e visceri di criminali 41 a 43 Città di delinquenti-nati 200 a 202 Clinoidei (Anomalie dei processi) 4 Colonie penali nella nuova. Caledonia . 304 a 314 Cranica. (Circonferenza) di 80 donne Piemontesi . 81 a 87 Cra.niche (Anomalie) nei normali 16, 17


-

42~

Cranièhe (Anomalie) scheletriche Pag. 365 Cranii (Quattro) di assassini Rawnnat i 375, 376 Crnnii in normali ed antropoidi . 1 Cranii umani - studi sui caratteri rcgrcssi\'"i, p.:ili.::dria, creste oss('e, suture, ecc. . 9 Crnnii di Ugo Scbenk, di C. Corday o del generale Ramorino . 36 a 39 Crauii indiani (Anomalie dei). tld ca11:1lc cr~ni0 f,tringco, d,•l l>asiotico, dei denti, del cervello . 12 a 16 Cranii di criminali, bacin(I, vertebr,', ossa acc<)ssorie 20 a 23 Cranii di donne ree . 36 Cranii e cervelli di criminali (Anomalie dei) 45 Cranii criminali (Emicenturia di ) 21 a 23 Criminale (La coppia) 246 a 252 Criminali maschi (Anomalie c'lci) 48 a 50 Criminali minorenni 70 a 72 72, 73 Criminali Italiane 73 Criminali Tedesche ,15 Criminali (Autopsia di 100) 48 a. 62 Criminali (Anomalie nei vid e fisionomie) Criminali negri (Assimetrie nei) . 30 Criminali (Funzioni dei) 155 Criminali (Arcata palatina, tlonti e crauii di) 29, 30 252 a 256 . Criminologia 232 Critiche al nuovo Codice Delinquenti e prostitute - anomalie, peso, statura, misure craniane e facciali con tabella 75 a. 93 Delinquenti e prostitute (Semicirconferenza. dei) 82 Delinquenti (Rassegnazionè e vanità nei) 176, 177 Delinquenti-nati (Città di) . 200 a. 202 Delinquenza e epilessia 228 a 231 Delitto politico . ' 232 a 241 Denti (Anom11lie nei) . 14 Difesa sociale 266, 267 Digit-8.li papillari (Impronte dei) 69 Donna delinquente {Anomalie anatomiche della) 90, 9 1 116, 117 Donna criminale (Tabella del tipo doge11erativo della) Donne normali, prostitute e ree (l'atto e gnsto nelle) 159 a 161 Donne normali (Algometria nelle) 161, 162 Educazione anticriminale Elice a nast1·0 Elice (Porzione trasvel'sale o discendente dcli') ripiegato E pilessie psichiche e somatiche .

'

315 a 317 53 olice assente o non 52, 53 . 209 a 2:H


423 Epilessia e psicopatia sessuale Eredità Esagerazioni positiviste Esibisionisti e piromani Eziologia : causo, sesso, età, razza, ccc. Eyraud

. Pag. 226 a 231

194, 375 a 377 362 224 a 226 178 a 20a 284 a 288

.l!,essura orbitale inferiore Fessura ealcarina Folla delinquente (La) Fossetta occipitale media negli orang Fossetta occipitale mediana nei primati

367 a 369 43 a 45

Genio reo-nato

129

241 a 246 2

5a8 a

0irus cunei (Superficialità del)

132 42

Gusto e tatto uelle donne normali, reo o prostituto

15~ a 161

Idrosfigmografo (Delitti rilevati dal\') . Iudice cefalico Insensibilità nei rei Interparietale o epactale Interdigitale plantare (Misura del largo spazio) . Interdititale plantare in riposo {Tabella dell') · .

273, 282 87 163 a 165

Ladro ed assassino ignoto . Lobo aderente semplice e proluugato sulla guancia Lobuli coloboma . Lobulo (Fissura del) . Lobnlò (Fossa scafoide prolungata sul)

282

)Jancinismo anatomico Mancinismo ì1Iandibola : diametro biangolaro e variazione nei due sessi Mandibola: apofisi coronoide Molari grossi (Sviluppo dei tre) . Naso: forma e dimensione .

33

68 63 a

284 57 59 58

59 60 a 62 165 31 35 11

18

Orecchio: anomalie dei padiglioni, delle dimensioni e delle singole sue parti, orecchie di Darwin e ad ansa 50 a 54 Ossa accessorie di cranii di criminali e di alienati 23 Ossa wormiane . 2 Ossa nasali soprannumerarie 26 Osso occipitale (Anomalie dell'J 33


-

4-24, -

Palimsesti del carcere : crudeltà, umorismo, contraddizione, impnlsività. . Pag. 166 a 175 175 Palimsesti stranieri Pazzia nei rei 203 a 206 221 a 223 Pazzi epilettici . 149 a 151 Pazzi (Tatuaggio nei) ·:... 132 a 134 Pazzo morale e reo Piede piatt-0 e piede prensile dei u<>rwali, dei criminali, degli idioti, G2 a 69, 209 degli epilettici, delle donne, ccc.. 271, 272 Pini . 33 Piriforme (Apertura), sue varie fom1e. Piromani ed esibizionisti :224 a 226 Praecnnetts (Incompleto sviluppo del) 42 Primati (Anomalie, suture, ossa, fossett-a, assimetria cl, i) I a8 P1·obation system 319 a 321 74 Prostitute e ladre Prostitut e e delinquenti (Anomalie delle) - tabella. de l loro peso e statura, delle misure craniche o facciali . 78 a 88 Prostitute Russe (Fisionomie di) 372 a 37.J. Prostitute o delinquenti (Semi-circonferenza anteriore delle) 82 Prostitute (Tabella del tipo dcgcnÒrativo delle) 116, 117 Prostitute e ree (Algometria nelle) 16t, 163 Psicopatia sessuale ed epilessia . 226 a 228 Ptcrion del cranio umano (Anomalie del) in Carlotta Corday 32 Pube (Distribuzione anomala dei peli al) 70 Ravachol Razza . Ri formatorio di Elmira

269, 270 202

321 a 331

Satiriaci Scheletri di criminali, bacino, vertebre, ossa accessorie Scuola (La nuova) di Diritto penale in Italia ed all'Estero Simulazione rivelata dall'antropologia criminale . Simboli nel diritto Sinostosi cranica Sistema cellulare Sociologia criminale Spia-nata . Spina dorsale e nasale Suture craniche, metopiche, lambdoidee, dentellat~, ecc.

224 a 226 20 a 23 383 a 386 273 a 282 886, 387 85 166 265, 266

Tabacco Tatto e gusto nelle donne normali ree e prostitute

198, 194 159 a 161

128 10 la9


-

425 -

Tatuaggio simbolico e delinquenza: esame somatico, sensibilità e rifl!);;si, ecc. . Pag. 140 a. 149 Tatuaggio negli uomini, nei minorenni, nella « l\Iala vita» J::J5 a 140 Tatuaggio nei pazzi . 149 a 151 Tatuaggio nelle prost itute Danesi 151 a 155 Temporale (Processo frontale del) 3a9 •rerapia. del delitt-0 314 Terzo condilo 34 'ripi criminali nuovi 122 T ipo criminale 94 a 115 Tipo criminale nella donna . 115 a 121 Tipo criminale femmiueo .126., Tipo (Il) degenerativo nella donna criminale e nelle prostitute - tabella 116, 117 T ipo (Il) criminale nella letteratura 339 Torace ad imbuto 60 ,10 Trocanteri e vertebre . Unione in ternaziouale di Dir itto penale Vagabondi-nati, vagabondi imbecilli Vertebre: varietà numeriche,, vertebre costali uell'uoino Visceri e cervelli dei criminali Zoologie.a. (Processo frontale dtll tcmporalo nella scala)

\

317

122 a 126 20 41 a 47

. 3a9


INDICE DEl CAPITOLI

'

Prefazione

. Pag.

rn

. Pag.

1 3

CAPI TOLO I.

Il cranio in individui normali ed in antropoidi. 1. Anomalie nei primati 2. Processo frontale 3. Processi clinoidei 4. Fossetta occipitale mediana nei primati 5. Cranio . 6. Cranii indiani . 7. Canale ct·anio-faringeo 8. Basiotic<i. 9. Denti l O. Cervello . 11. Anomalie craniche in norm,\li 12. Naso

))

»

4

))

5

))

9

12 13 ivi )) 14 )) 15 » • 16 ))

))

))

))

18

CAPITOLO Il.

Scheletri e cranii di criminali . I. Bacino 2. Vertebre . 3. Cranio 4 e 5. Ossa acce-ssorie 6. Processo temporale del frontale. 7 e 8. Ossa nasali 9. Arcata palatina 10. Criminali negri, ecc. 11. Diametro biangolare della mandibola 12. Ptcrion .

. Pa,q. 20 ))

ivi

))

21

))

23

1)

)) 1)

l)

l) ))

25 26 29 30 31 32


42i 13. Apertura piriforme 14; Osso occipitale . 15. Sinostosi cranica 16 e 17. Mandibola 18. Granii di donne ree l 9. Cranio di U . Scbenk. 20. Anomalie di Carlotta Corday e del gener!llc Ramorino

. Pag.

33

»

ivi

»

35

" ivi )l

:-{6

»

ivi

»

37

. Pag.

40

Pag.

41 45

A1•PE.NDICE.

21. Vertebre e trocanteri

CAPITOLO III .

Cervelli e visceri di criminali. 1, 2, 3 e 4. Cervelli 5. Granii e cervelli 6 e 7. Visceri

»

» 46

CAPITOLO lV.

Anomalie nei vivi e fis ionomie criminali. 1. Criminali maschi

. Pag.

2. Padiglione dell'orecchio 3 . Torace ad imbuto . 4. i.\fancinismo anatomico 5. Piede prensile . 6. Piede piat to e sindactilia .

))

)) )) )) l)

7. Impronte papillari digit,ali S. Distribuzione anomala dei peli al pube 9, 10 e 11. Minorenni criminali 12. Criminali Italiane

.

l) ))

»

»

13. Criminali Tedesche . 14. Ladre e prostitute . 15. Delinquenti e prostitute

48

50 60 ivi 62 69 ivi

70 iv·i 72

»

73

»

74

»

75

CAPITOLO V. Il t i p o c r i mi na I e. 1 a 10. Tipo criminale nell' uomo . 11 e 12. Tipo criminaJe nilla donna

. Pag. 94 · »

115


-

4~8 -

CAPITOLO VI. Nuovi tip i criminali. I. 2. 3. 4. 5. 6.

Vagabondo-nato Imbecilli vagabondi . Tipo femmineo. Spia-nata. Genio reo-nato. Pazzo morale e reo

. Pag. 122

)) 125 )) 126 » 128 » 129

)) 182

CAPI 'l'OLO VII . Tatuaggio, 1. Uomini • 2. Minorenni 3.. 'l'atuàggi nella « Mala Vita» 4 e 5. Tatuaggio simbolico e delinquenza 6 e 7. Tatuaggio in pazzi 8. Donne

Pog. 135 )) 137

-ivi " 140 » 149 1>

)) 151

CAPl'fOLO ym. Funzioni dei criminali. 1. Anomalie del cam1>0 ,•isivo 2.· Tatto 3. Gusto 4. Algometria 5 e 6. Insensibilità 7. )Jancinismo 8. Palimsesti 9. Palimsesti stranieri . 10. Rassegnazione e vanità

. Pa.<J, 155 )) 159 »

161

)) ivi » 163 )) 165 J> . 166 »

»

175 176

CAPITOLO IX. Eziologia: Cause, sesso, età, razze, eredità, ecc.

1 e 2. Sesso. 3. Sesso negli avvelenatori ,1. •rabacco . 5 e 6. Eredità. 7. Città di delinquenti-nati . 8. Razza 9. Pazzia nei rei .

. Pag. 178 » 192 )) 193 1> 194 » 200 )) 202 » 203


CAPITOLO X.

Epilessia. I ·e 2 . Anomalie del campo visivo. ~- Piede piatto e prensile> 4. Epilessie psichiche 5 . Epilessie somatiche . 6. Pazzi epilettici. 7 . Deliranti ad accessi. 8. Piromani ed esibizionisti . 9. Satiriaci . 10. Epilessia e psicopatia sessuale 11. Epilessia e delinquenza. .

. Pag. 206 » 209 )) I\

fri 2 13

» 221 » 223 » 224 )l

ivi:

» 226 » 228

C.A.PITOLO XI.

App lica z ioni giuri diche. . P ffg. 232

1. Critiche a l nuovo Codice . 2. Il delitto politico 3. I.a folla delinquente 4. La coppia criminale . 5. Criminologia . 6 e 7. Joly . 8. Sociologia criminale. fl. La difesa sociale

)) ivi )) 241 ». 246 )) 2fi2

)) 256

)) 265 266

»

CAPITOLO XII.

Applicazione dello studio del tipo criminale alla teori,a delle rivoluzioni ed alle perizie mediche. . P ag. 268 » 269 Ravachol . » 271 Pini )) 272 Applicazioni alle perizie psichiatriche Delitti rivelati dall'id roslìgmogrn.fo, simulazione rivelat a dall'autropo· » 273 logia criminale . » 282 6. Ladro ed assassino ignoto. » 284 7. E yraud . )) 288 8. Bompard.

I. Tipi di anarchici 2. 3. 4. 5.


-

430 -

CAPITOLO X11I.

Carceri cellulari e colonie penali.

. P ag. 293 » 304

·1 o 2. Carcere cellulare. 8. Colonie penali nella Nuova Caledonia

CAPITOLO XIV.

Terapia criminale.

o: Probation system ».

Riformatori.

1. Terapia del delitto . 2. 3. 4. 5.

Educazione anticriminaie. Unione Internazionale di diritto penale

Probation system . Riformatorio di Elmira

Pag. 314 » 315 » 317 » 319 » 321

' CAPITOLO XV.

Applicazione del tipo criminale alle ar ti belle

. Pag. 331

CAPITOLO XVI. 1. 2. 3. 4. 5. 6.

Il tipo criminale nella letteratura Dostoyewski l bsen Zola Garborg . Nordau . Esagerazioni positiviste

. Pag. 339 » 340 » 354 »

ivi

360 » 361 » 362

»

APPENDICE I.

Ultime ricerche ed a pplicazioni. 1. Anomalie craniche e scheletriche 2. Scopertura del canale sacrale in delinquenti 3 e 4. Fess ura orbitale inferiore . 5. Arco temporale 6, Fisionomie di prostitute I<usse .

. Pag. 865 » 866 )) 367 » 372 » ivi


-

h-31 -

7. Errori e dissimulazioni degli an tropologhi. 8 e 9. Id. Quattro cranii di assassini Ravennati 10, 11 e 12. Eredità 13. Alcoolismo 14. La nuova Scuola di diritto penale in Italia ed all'estero 1 "· Simboli nel diritto . 16. Ant ropologia applicata alle arti

. Pag. 374 "375 li

377

)) 38 1 • 383 n 386 li

387

APPENDICE II. Bibliografia della nuova Scuola di diritto penale e di antropologia criminale.

Elenco delle Opere pubblicate in Italia fino al gennaio 1893 . Pag. 3B9 Libri di critie-a sulla nuova Scuola . » 398 Elenco delle Memorie e Note pubblicate nei 13 primi volumi (1880-1 892) del!' Archivio di. P,1-ichiatria, Scienze penali ed Antropologia. ~~~-

Elenco degli Autori citati in questo volume Indice Alfabetico delle materie

..

»~

• 418 421

»


1ND1CE DELLE FIGURE

Fig. 1 e 2. Ossa nasali . l'ag. <' » 3, 4 e 5. Cranio di Carlotta Cordrry ll » 6 e 7. Piede prensile -e >) 8. Id. Diagramma riassuntivo » 9 a 28. Tipi di criminali maschi >> 29 e 30. 'l'ipi di donne criminali >• 31 a 34. Id. Berland e 'I'homas • » 35. Campo visivo di delinquente-nato » » 36. Ca:mpo visivo della ragazza criminale F. M. (in stato tranquillo)>> 11 37. Id. (in stato di esaltazione) 11 • 38. Campo visivo di un epil~ttico fuori dell'accesso . » » 39. Ravachol. » 11 40. Pini )) » 41. Eyraud . » » . 42. Fac-simile della scrittura d'Eyraud » » 43. Gabriella Bompard . » » 44. Pensieri di una testa tronca.t a di assassino, di Wiertz. » }l 45 a 50. Anomalie di tre cranii di criminali » » 51 e 52. Due rei decapitati, di Wiertz 11 ))

J)

)) )>

/

26 37 6:i

68 98 114

120 156 157 158

207 270 271

286 287 289 387 367

388

•

INDICE DELLE TAVOLE Tav. )>

»

I. Tatuaggio simbolico di stupratore, ecc. IL Disegno di Seghetti sulla propl'ia fucilazione III. Fisionomio cli prostituto Russe .

. Pa,q. 142 )) 172 )l

372


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