Skip to main content

SAGGI SULLA RICERCA OPERATIVA E SULL'AUTOMAZIONE

Page 1

G c n. PAOLO SUPINO

SAGGI SULLA. lllCEROA OPERATIVA

E SULL'1\UTO!IAZIONE

A fl.TI GRAI<' 1 cn E ISTITUTO EDl'fORJALE ROMANO


Il presente v0It1l1le é pnbbllmto eon il concorso dello Stato Maggiore dell'Esercito, ebc ba. ritenuto dJ potere accedere a un giudizio positivo circa. l'utilità. del la.voro eomplesslvo e circa. l'opportnnità. della sua. diffusione tra Comandi, Enti n Repa.r ti dell'Esercito. Il giudizio accennato, se non comporta l'aecett.aztone delle tesi pm!<petta.te, come d'uso di esclusiva responsabilità dell'A., è però manifesta.z.ionc dcll'intcrcs~ che lo Stato Maggiore dell'F.serdto attribuisce a.d nn corso d i studi in via di affermazione, ili promettente a.ppllcazione anehe in i;ede di aitività. operativa. di Forze. Armate. Nel dare aUo tli yu;u1(,o :sopra, J'A. rUlcnc doveroso esprimere 11 5110 vh•o ringrazia.mento allo Stato Maggiore dell'Esercito.


PR.t:il1.ESSA

1l presente volun-w è una raccolta di saggi monografici su argomenti attinenti a quel complesso di dottrine concettuali e applicative, che in forza di un indirizzo affermatosi gradual,mente, in gran parle sf)(mlaneo, si sogliono riferire ai diee concetti vasti e tuttora imf1erfeUamente ,lelimitati, che vanno sotto i nomi tli rù:en;a of>erativa (R.O.) e di tlutomaz:one. l)a:J,a

·z, i'.mpoxtazùnu: ax~unta, la. frn.t!,n.::irm,c non a.~pii-11. 11lla

completezza formale e ull' e.<:aurienza concettuale di un tratla/,o. Lo stadio delle conoscenze in materia acquisito .sino ad OJ!:f!.i è ben l01itano dal, consentire una ueste trattatistica, che si confà a materia 1;iunta completa matierazione e ormai in possesso di un contenuto ade1;u,ato di sistematicità e di perfezione espositiva, oltre che d'idee fondamentali. Peraltro si è rt'.tenuto opportimo presentarla come si è formata a poco a poco, nel corso degli studi intrapresi dallo scrivente presso il 1l1inisforo della Difesa-Esercito, cioè come una raccolta di monografie su aspetti generali e particolari delta R.O. e dett' automazione, per gli aspetti particolari con qualche speciale riguardo alle appHcazioni mìlitari, .raccolta che acquista uni'.tù e coerenza per merito di 1.m obiettivo più lontano: presentare ail' attenzione delle persone colte e in

a


6

primo luogo dei f.ecnici militari ima serie di argomenti che interessano certamente la vita pratica e che, cosa ancor più import,mte, consentono ed esigono al tempo stesso afJerture di vista sul fietu,ro ,prossimo della civiltà umana, le quali sono suscettibili di costituire lo spu·nto di frrevisioni e d'indirizzi d'innegabile rilievo culturale e Pratico. Non è inconsue{~J vedere accomunati i d1ec concetti di R.0. e di automazùme. per quanto si tratti in modo evidente dì argomenti di contenu,to differente. Infatti un duplice nesso unisce l'uno all'altro. Il primo, del tutto contingente ed esteriore, è quello di essere dite argomenti alt' ordine del giorno. ai qu,ali non si è anco,ra in grado di dare un contenuto definito e tanto meno una final,itii precisa. Essi concernono campi tuttora da esplorare, con tutti'. i vantaggi· e gli svantaggi di un'attività di pensiero in gran parte pionieristica. Vi è chi sorride wn indul~enza quando sente fare riferimento a concetti che considera ancom nebulosi, cmnc anche vi è chi pensa che f)()ssa attendersi m olto da R.0. o da au..tomazìone, se non altro in fwizione d'ind:iri.zzi di razionalizza.<rione e di dimensùmmnento opportuno di attività impegnative, indiriz,?i sui qual.i, in linea di principio, non può mancare il consen,so generale, molto probabilmente assai di f,iù, se si considerano i loro riff.essi in termini di progresso civile umano. Il se,;ondo nesso è funzionale. quindi più ùmnediato e più calzante. Da im lato la R.O. è destinala a ricevere un grande impulso dall'impiego di macchine calcolatrù;i a grande prestazione, le quali rappresentano uno dei fwrtati di merito delle tecniche automative; da un altro lato l'automazione trae vantaggio, per il conseguimento dei simi risi,ltati più ap,prez-


7

zabili, da quei procedimenti concettuali del tipo dell'ingegneria dei sistemi, i quali ricevono larghi contributi dalla R.O .

• * * Gli .<;la.di raggiunti da R.0. e da automazione sono tau da rendere auspicabili le pi,ù fattive collaborazioni per ulteriori progressi. Va tla sè che queste collab01'azioni saranno più faci1i e soprattutto più feco-nde quando si scioglieranno le nebbie che fanno Luttora ostacolo alla visione complessiva dei fatti che rientrano nei diui campi accennati. Qualsiasi attività di pensie1'o e applicativa dedicata alla materia è un contributo, in grado maggiore o minore secondo il suo m1-:rito, a una chiara visione e quindi a Utt progresso effettivo di conoscenza. Tali attività sono tanto più necessarie in quanto la R.O. e t' automazione, accomunate ancora una volta da caratteristiche similari di sviluppo e di effetti, si presentano tuttora come mosaici di applicazio1ti e/te hanno già dato luogo a risu,ltati promettenti in casi particolari - ciò che ne ha aumentato il, prestigio e ne ha diff:'50 l'interesse presso studiosi e in ambienti qualificati: deU' economia e produttivistici ~ e per di più mosaici che 'frresentano ua.<;ti spazi ancora vuoti, il che autorizza ad affermare che i risultati saranno incomparabilmente superiori quando l'opera sarà compiuta e di conseguenza la visione pot1'à estendersi ampiamente e senza .~nluzioni di continuità. Ed è su questa piat,a propo.~z.ione, che t1'0Va facilmente concordi, che si basano logicamente le previsioni già accennate, come da essa trovano conforto gli sforzi di ricerca esplicati da un considerevole numero di studiosi. Sforzi di ricerca che incontrano indubbiam.ente condizioni


8

di favore e condizioni d'ostacolo, che è opportuno esaminare brevemente. Tra le prime si cita la diffusa sensaz ione dell'utilità e anche della fecondità degli ordini d'idee pertinenti:. Tra le seconde, il fatto tli toccare in molti ca,si q1.tes#oni di geloso in·te.resse, sia il campo d' af1f>licazione civile o mili:tare, perchè di regola sono in gitw,:o q1"'~s#oni attinenti alla gestione d'impresa e alt' aUi?Jilù direttoriale e di con,i.ando, e qui ndi si rientra nella materia tipicamente sottratta alla divulgaz ione o per motivi di concorrenza o Per motivi di llife$a nazionak o perchè in certi casi interessano le f acoltù. f>rodu,ttivistiche di individui o di gruppi, qùando non interessano più o ·meno direttamente il potenziale bellico degli Stati. Tra le condizioni d'ostacolo è debito oltresì citare l' esigenza, per i tecnici della R.O., d'inserirsi in punti molto elevati dell' tdti.vità direttoriale, inserzi~e che urta contro prerogative e giuste esigenze di dirigenti (rnanagcrs), e di lavorare su. dati di base che si è soliti non divulgare; per la automazione, di sconvolgere abitudini di direzione, di impresa .e di lavoro divenute consuete ed accette e che per essere, per, ipotesi, d1: minor merito non sono per questo prìve di merito. A parte il fatto che eventuali inconvenienti del genere . po~sono essere rimossi con modalità pratiche su.ggerite dalle . circostanze, è facile dimostrare, e la questione è trattata con qualche ampiezza nel testo, che il ricercatore opertdivo non si sostitu,isce al dirigente d'impresa e, tanto meno, al comandante militare, poicltè si limita, ell è già gra.n merito, a fornir .loro elementi ,li decisione o indicazioni: cirect procedimenti Preferenziali, perchè frrovvisti dell' attribtdo fondarnentale di razionalità, che sono senza dubbio contributi pregevoii. al miglior esito delle attitlità d' enf.rambi e clic comunque il di,_rige'f}:te o ilcomandante non sono obbligati ad accettare, ri-


9

manendo del tu,tto autonomi e responsabili in proprio degli atti che sono lo1'o commessi e cl( essi compiono nell'esercizio delle loro fu,nzioni. È altresì facile dimost1'are che il tecnico dell' autormlZione non impone i su.ai di:spos#ivi automatici - i quali si impongono dz· f>er sè. come, pri1na o poi, s'impone ogni f>rogresso tecnico per un'insuperabile logica dei fatti - , bensì ne illustra caratteristiche e prestazioni e si fa f>arte diligente per individuarne i setiori d'impiego opportuni, le modalità per il niiglior eserci2ù,, ciò che impma prima di tutto la eliminazione degli inconvenienti eventuali, i criteri da adollare f>er il trapa.11;so da 1.m macchinario meno efficiente a uno più efficiente, trapasso nel quale, con qualche buona 11olnntà, si fntò sintetizzare in parole povere l'affermazione in corso dell' automazione. Si soggiimge che si ,può dare per provato che i tecnici delle due l,ranche chiamati al lavoro presso stati maggiori civili e militari - un altro accostamento tu.t t' altro che fortuito - non potranno mai infrangere segreti da mantenere in cerchie ristrette di responsabili ad alto livello, perchè è possibile u,tilizzare personale fida.lo e fJerdzè di regola è molto facile trasformare una problemulù;a specifica in una del tu.tto generica. Le solitzioni valide ,Per l'una sono valide anche per l'altra, ciò. che introduce e f!.Ì1.1,stifica un altro ,:mportante concetto, quello della stretf,a affinità tra R.0. civile e militare, . nel senso convincente che i: progressi dcll' una sono in efjetti anche f>rof!.ressi dell'altra, per effetto di im processo dì conversione pressochè imm.ediato, del quale sono numerosi i casi già noti. Cornunque il segreto rigttarda. più le grandi concezioni che le appticazz'oni fJratù;hf;, anche se esistono convincimenti


IO

diffusi in contra.,:;to colla tesi. Senza attardarsi in riferimenti ovvi, è certo che deve attribuirsi la maggiore importanza a talime idee fondamentali, germogliate in m enti di oJtissimo valore, idee che d'altra parte era difficile mantenere chiuse in cassaforte, piuttosto che alle applicazioni che n e sono derivate e che sono molto più note al grande pubblico. Le applicazioni di quelle idee divengono prima o poi patrimonio di tutta l'umanità ciuile, malgrado Of!.nÌ segreto, ed a vantaf!,gio di riservati diritti resta soltanto quel prima o fJoi e le alee connesse, tutt' allm che trasct,iraùi'li :;e riescono ad assicurare premi1ienze sostanziali per un con~rno periodo di tempo . .Ma tt svantaggio sta il fatto che in u.n mondo a comptirtimenti stagni i progressi scientifià e temici ed i loro riflessi sociali sono ,nolto ·r allentati. Anche in qiwsta, come ùi molte altre à r r:ost 1m z1~. si tratta di trovare qualche posizione di equilibrir,. Certameut e, in omaggi,o a un'interpretazione estensiva e cautelativa delle esigenze di se~retezza, u na f l nr fr presumibilmente considerevole delle applicazioni di I< .U. e uu,tomatìve tle11e essere considerata riservala, n ei differen ti gradi di Yisernalf:zza cons1teti in tut# gli ttffici del mondo . L'indfrizzo è tutt'altro che da cmulmmare, ma è da chiedersi in pari tempo quanto esso f)(}ssa f>esare su,l pro~resso effettivo di procedimenti che sonr, .m scettibiz.i di costituire fermenti importanti di progresso generale. La decisione più saggia, comunque quella più comunemente seguita, è di largheggiare in scmnbi d'idee e di metodi applicativi, come certo incentivo di perfezionamento generoJe, limitando la parte non destinata alla divulgazione agli argomenti fondamentali· di diretto interesse per assicurarsi priorità indispensabili ùt settori d' attività di vitale importanza.


11

*** È consuetudìne che la trattazione di un argomento prenda lo spunto da una o più definizio.ni.

Quando si tratti: di R.0. qualsiasi definizione è molto ardua e lo stesso accade per l'automazione; ed a parte azioni interlocutorie - come ad esempio quella di dichiarare la R.O. non una sàenza, :ma piu,ttosto una tecnica scientifica, di ct1,i l'aspetto più interessante è. quello applicativo, in altre f>arole tina metodologia - è, molto probabile che le definizioni più rispondenti proverranno da una sistematizzazione concettuale e formale che per il momento le due discipline sono ben lontane dall'avere. Ciò non esclude l'1di1it(Ì. di qualche tentativo, più o meno soddisfacente. e in effetti se ne incrmtreramw vari nel testo, tentativo che tra l'altro avrà lo scopo, oltre che di costituire preniessa per 11-n atto indispensabi7e qtud<~ è la definizione corretta, di contrihuire atl approfondire le conoscenze su camj,i s1,1,ggestfoi e impegnatù,i,. Vari tentativi di dcfìnizfrme laddove, secondo l'uso, ne Tmsta una sola ma buona sono l'indicativo della situazione di /atto già accenn.attz dì imperfetta chiarificazione d'idee, sulla quale convfonc ritornare brrwemente.

Le definizioni note si riferiscono a r:ampi fJarziali, anche se estesi e importanti, e in definitiva ne mettono in rilievo aspetti particolari. La .R .O. è stata detta tecnica della decisione e perfino una tecni'cti d' inuenzione e nel testo .due capitoli trattano con qualche maggiore ampiezza i due argomenti; più modestamente è iter risolutivo di problemi concreti secondo proctulimenti propri delle scienze esatte e come tali capaci di pm-tare a soluzionì._certamente razionali. l,' autrJmazione è, in senso stretto, tecnica degli impianti


automolici, ma è allre,<;Ì noto che da una parte essa si estende allu costn,.zione delle macchine calcolatrici più complesse ,: rnsiddctti: electronic brains o cervelli elettronici - col cliù,mare a concorso le tecnologie f,iù progre,lite Lleriuanti dalle scienz e dei fenomeni subatomici, àa un'altra f>arte f>resicdc alla realizzazione della fabbrica au,tomatica. Con qualche anticipo ottimistico si può congetturare - e la congettu.ra non è forse così atmentata cmn-e potrebbe apj)arire a prima vista - che m<~ttentlo a concorso cervelli elettrrmù:i e macchine a1.d1nn1Jte si realizzeranno cicli produttivi nei quali, fJartendo dalle materie pri:me, si gimigerà a u,n prodotto finito ottimo senz'altro intervento umano al d,: /1.wri ddl' al,1,rivio ed eventualmente del termine del processo, fatto che oltre tiitto acquista considerevole importanza in frresenza di attività svolte in condizioni non tollerabili j;er l'uomo (missilistica, astronmdica, ecc. ) o molto pericolose (industria nucleare). Ma soprattullr> qualsiasi definizione, che prenda lo spunto di necessità da fo.tti ,:oni:reti, prestmta la lacuna di non riflettere lo sf>ìritu sia della R. O,, sia dell' au-tornazione, l' u.no e l'altro di e.-:trrmw intere.~.w~ per i l1eviti evolutivi che contenwmo. Dì conseguenza chiedere che sia svolta in linetl f>reliminare attività di definizione è atteggianiento valido in generale, che peraltro nella fattispecie si traduce i11. esercizio di ricerca di scarsa utilità irmnediata e jJertanto non necessario. In realtà.. tanto la R. O. qu.an~o l' a.ulomazim-ie, costituiscono ca:tnpi molto estesi nei quali mnfluiswno in modo a -j>rima vista incoerente discipline scientifiche, tecniche applicative e scopi pratici molto disparati. Un' allenta osservazione vede subentrare ben presto a 1m'incoerenzcl formale un'unità effettiva di concezione e di azione, che in d efinitiva costituisce


13

un nesso fimzionale, quindi particolarmente efficace, in incombenze ardue e complesse, che si propongono l'accertamento di'. soluzioni convenienti di problemi varii d'organizzazione e di produzione. Le soluzioni convenienti non sono accettal>ili in f>ratica in termini di merito assoluto. In genere si: accetta una soluzione riconosciuta ottima in un campo più ristretto di quello realmente accessibile alle attività in esame e per ipotesì non accertabile ìn modo esatto e la si dice soluzione subo/Jtima od ottimale. La soluzione ottimale non è la migliore assoluta; è la migliore del campo esplorato o esfJlorabile. Per essere la soluzione migliore del campo esploralo il procedimento risolutivo deve informarsi strettamente a ,:anoni di razionalità. La razionalità è garantita dalla melotlologia di tipo scientifico. Di qui una definizione corrtmle e senza eccessive fJretese della R.0.: un metodo scientifico allo scopo di fornire agli organi esecutivi elementi ohiettivi pP-r le decisioni di loro competenza. Veramente le considerazioni fatte in precedenza non lasciavano .prevedere la presentazione di una tle{tnizirme, clM pure è stata cnt,nciata per la R.O. La dial,eUù:a ha soverchiato la logica. Altre se ne trovera.nno qua e là nel te.<;lo, tanto per la R. O. quanto per l'automazione, con una pluralità di cui si è già chiarito ìl significato.

• * * Si è gi,à fatto riferimento a lieviti evolutivi presenti negli ordini di pensiero che sono messi in azione da R.0. e da automazione. Sta i1 fatto che entrambe portano un suggello comune e f>ieno ,li prestigio: quello di mani/estazioni tra le


più elevateJ in termim di attività pratiche, della mente umana raziocinante. Sotto questo punto 'd i uista sfJecifico è di grande rilieuo che dell'una e dell'altra si interessino tecnici militari. Nel quadro del/' aietomazione è evidente il riflesso sugli eventi bellici, intesi, come oggi conviene, in termini di confronto di capacità prodietfive di beni di consu11"w e strumentali, ivi comprese le armi etl a prescindere da ogni significato esclusivo. Ma l'automazione non interessa i tecnici militari soltanto in funzione di disfwnibilità di mezzi; essa li interessa altresì, e forse in misura ancor maggiore, in termini di ambiente che determina, un ambiente produUivistico in via di progressiva automazione, ambiente da considerare nella sua totalità e qm:n di denso di aspetti para ed extra-militari di più immediata nozione, quali la sostituzione d' impianti produttivi d'alta efficienza ai vecchi stocks d'armi e di dotazioni destinati al rapido invecchiamento e quindi a cos#tuirc palla al piede di ogni indfrizzo razionale di progresso tecnolo1:ico e di' conservazione a giorno di organis11ii militari. Per quanto ccm Ct~m e R .(). il diswrso è volutamente più lungo. Che della R .O. s ·interessino i tewici militari non è da ascrivere alle origini indu bbiam ente m.ititari, in un momento d'acme particolare della seconda guerra rnondiale . Dopo di allora la R.O. ha compiuto molto canimùio e al momento attuak, trascorsi alcuni anni d1: paC!fiche relazioni internazionali, essa è nella maggior parte indiri.zzatu alla risoluzione di problenvi civili o quanto m eno di problemi non tipicamente militari. L'interesse in proposito dei tecnici milit ari deriva da un altro ordine d'idee: La R. O. è la via b1iona per razionalizzare molti dei pro-


15

l'crlimenli d'uso nelle forze armate, sinora informati a soluziimi empiriche, quando non erano e non sono soluzioni di circostanza. Attraverso questa razionalizzazione essa riJ•romette economia di sforzi e di mezzi e attività controllata Ùi un ambiente che per tradizione e, bisogna riconoscerlo, fJer esigenze ,pratiche si reputa estraneo ·al rispetto di indici positivi di rendimento, per quanto vi si invochi il principio di economia, da intendere peraltro in tutr altro senso di un rapporto conveniente tra sforzo e risidtato, e nel quale è invrilso l'u,so d'impiegare ogni volta tutto quello che è alla mano, an- . r;he se l'uso si traduce in un eccesso o molto più spesso in 1.m difetto di mezzi, com1tnque nell'teno e nell'altro caso in una linea irrazionale di condotta. Se si pone mente all'ingente :,forzo economico, finanziario e soprattutto dì dolore ·u mano che imfJortano gli atti di gueffa e in pari tempo alla gravità. delle conseguenze del successo o dell'insuccesso, i'nfine al fJe!.o delle incombenze degli esecutori: di tutti i gradi e in specie dei gradi più elevati, non può sfuggire la necessità di elevare in misura cospicua, nella più cospicua possibile., i coefficienti di rendùnento . delle attività di ogni tipo da esplicare in guerra o in previsione della guerra, di ridurre al minimo il tonnento dei combattenti e delle popolazioni coinvolte, di cautelarsi ìn ogni caso contro l' insuccm,so r.oll' af1>licazione delle maggiori diligenze nella progettazione e nel controllo degli atti operativi. Sono questi i ,presupposti della R. O. militare ed i determinan.ti generici della sua impostazione applicativa. In definitiva accedere alla R. O. è negare definitivamente la vece hia impostazione del sic vo)o, sic jubco. Stat pro ratione voluntas. La razionalità e il suo strumento, la logica, non sono più, se mai lo sono stati, antinomici dell'azione di comando e non


)6

lo sono certamente nemmeno del su.o corrispondente civile, la direzione d'impresa. E questo, 1·ndirizzo, non nuovo senza dubbfo ma che è cosa n uova di ved ere caldeggiato da tante parti come uni"co da seguire, non è solta1itu il portato di un progresso civile tenerale, bensì la risposta alla constatazione dell' au:mentata complessità dell'attività operativa e dell'aumentata inddenza dei suoi esiti. _La voluntas non si può più supporre nemica della ratio . Anzi si dov rebbe affermare che acquista una sempre maggiore autorità il convincimento che una volontà. non raziotiale è v olontà senza guida illuminata, è rinunzia gratuita e anche sconsiderata a qualsiasi pros/>et#va di successo ed è promotrice di {liti estemporanei, compiuti nell'attesa fiduciosa~ ma illogica , del mfracolo. D'altro canto è da evitarp, l'errore opposto, consistente in un indirizzo che intenda risoltierc tutto in termini di raz ionalità. L' avv«Jrlimcnto ti Lu eco detta tesi pascaliana del pericolo di non ammetter~ che la ragione, pari a quello di escltukre la ragione . Per quel che più direttamente interessa, l'impostazione più logica dell'attività operatitJa v erte s1.dt'inz.possibilità di pretendere tutto risolubile in termini di R.O., ciù che importerebbe di superare incautamente i limiti di operatività non solo attuali, m a anche prossimi futuri che quella presenta, impostazione di pensiero tanto più /acile ad assumere in quanto detti limiti non sono ancora definiti e per i'l momento non sono facilmente identificabili. Passando da una proposizione negativa a una positiv a, è ancora impostazione logica di attività o perativ a risolvere in termini di R .0 . tutto qteanto è possibi7e e sopratttttto coltivarne lo spirito, la forma mentis che essa foggia e della


17

,11111/t• ,1 autorev ole espressione lo spirito di ricerca, di accu rata definizione dei dati di base e di esatta impostazione problematica, di prevenzione contro ogni affermuione gratuita rJ anche soltanto sca.rsamente fondata, del valore insupe1'ahde delta proua sperimentale esauriente perchè ben condotta.

• * * Si è accennato a u1i' attesa illogica del miracolo. Se la fede stessa rifugge da un atteggiamento del genere a ma~gio,r ragione esso deve essere estraneo alla mentalità dell'uomo moderno, come gli è eslranàJ affidare alla sola genialità del suo sim:iJ.e, dote per di più di difficile controllo, · fatto da cui dipende la sorte sua e quella dei suoi. Poichè soltanto il genio può sfuggire all'esigenza della ra:dcnialità. fla il genio non è sempre a portata di mano per reKalare ai comuni mortali i frutti delle szie doli eccezionali . La sorte delle grandi impre.~e e in particolare quella delle grandi colleltività umane non può es::;ere affidata all'attesa di ca.rii eccezion.ali; essa deve poggiare sul concreto, su quan to A sicuramente disponibile al luogo e al momento necessari, d eve cioè essere opera di uomini comuni, natu,ralmente preparati secondo buone modalità di formazione professionale e, ammessa una consistente difficoltà di operare, messi in condi.zione di assolvere in collaborazione funzioni che supe-rano normalmente le facoltà dell'individuo comune. Questo atteggiamento, indiscutibilmente logico, è più diffuso di quanto non pos.<,a apparire a prima impressione . l n particolare esso si manifesta in una modificata concezione della funzione di direzione o di comando, che tende a perdere in soggettività e sì oggettivizza nel ricorso a collaboratori sempre più numerosi e sempre più provveduti. 1


18

moderni stali maggi-ori, sovente deUi pletorici, dotati di un folto personale qualificato . cui: sono da a,ggiungere gli esperii (adviscrs) in materie disparate e non correnti, sono una prova conv incente del fatto ed il riferim ento n on si ad atta csclusiv anumle agli stati maggiori militari, f>er chè è consentito estenderlo agli uffici direttivi delle ~randi im.prese civili. I n qtlesti orientamenti general'Ì cirw f> rogetlnz io-nc e con.dotta di attiui.tà operative s'inserisce lll R .O. <i vi porta il suo contributo di competen,za, cioè di conoscenztt dclt' intimo meccanismo dei fatti, di apprezzamento <li. parametri e d'individuazio-ne di Ca4'salità e di effetti, che sono tutti elem enli di c'Onforlo nella scelta oculata della sol1(,zione, t>cr lo più sotto la /orma di designazione della solitzione più. opportuna tra più soluzioni accessibili (se le solu.zicmì accessibili fossero tutte le pos.<;ibili, il valore della ·soluzione più op'/}ortuna sa.rebbe accerlato in termini assoltdt) . Sulla scoria di tali pre111.esse la R.O. , prima di 1·ssere w ia ,accolta di pro,,,ulin·umli. è ur1, vrdinc di pensieri, uncur fnù, è una mentalità: la m entalità dell'impostazione />roblemalù;a precisa, dell' esf,erimento, dell'esame critico dei Jalli, della determina:zione delle cau.se di errore e d ella v aluta:zione dell'errore, quando non possa essere cvitaJo, del lavoro su .,;chemi semplificali e dell' apprezzamento degli effetti da attribuire alle ipotesi .<,emfJlificatrici. e poichè questa è la mentalità che oggi presiede in m odo inequivocabile alla ricerca scientifica, la R .O . con ragione merita di essere considerata un atteggiamento scientifico nella risoluzi.one dì f,roblemi operativi.

* * • N àta da poco più di un quindicennio, la R. () . ha fià compiuti considerevoli progressi ed è gittnta a una svolta impo,rtante.


19

S"rta come metodologia: intesa a risolvere f,roblemi par/1111/uri. anche se complessi e di rilievo, anzi perchè com/•lnsi (' rli rilievo, essa lia superulo tale stadio e si orienta w n o l'organizzazione generale dei si1,oi m ezzi, verso ·i f,uoni / 11 twt'dim enti di f(Jrmazione dei suoi esperti e uerso la · crea10 111· di tecniche appropriate. S11iluppata.si ad opera di scienziati di molto m erito e di /1111,:11 fnrma.zio~, che hanno ritenuto doveroso abbandonMe I'' o tcmpore gli studi consueti per affrontare problemi di d 1JJ1' r <'nl-e conten ut o, vitali per l'esito dello sforzo bellico, essa prrulualmente passa. in mano- di ~iovani studiosi, il numero 1/t1 r1uali cresce rapidamente col tempo. Non è il caso di restare sorpresi. Si tratta di campi di ·./111/io nuovi, ne,i quali le competenze costituite sono rare e d rn w pertanto è lecito sperare più che altrove di giungere ad affr ritr.(l7ioni importanti, .wm;,a essere &bbligàii a lultare r.01k lro il fJrestiKio, l'assolutismo e le cHentele di f!.randi t'niziati d f'llfl scienza. Ma te circostanze accennate hanno un'altra conseguenza 111t l'ressante. I ~iovani stt«liosi della R.0 . preferiscono successi immerliall: e paf!.anti, in risposta alle richieste di o1'gan,: produttivi, l fri intelligenti, sltldiano i p;oblemi che quelli propongono e ~i ritengono soddisf att~ dei · bu?ni risultali conseguiti caso />rr caso. In questi 'termini'. cade in difetto l'attività pi,ù elevata, di ., pcrnla.zi,nn,e, sdentifica, concernente com,piti generali e orga11izzazùme su larga base della R.O., la sola capace di fare rrm vergere tecniche form-almente distinte verso un-sistema di ,·ot:nizioni e di metodi ben proporzionato e omogeneo, u,na lcrnica generale della R.O .. ·dalla quale probabilmente na-


20

scerà i,na nuova disciplin:z applicata. appunto la R .0. generak; Risolvere i problemi d'organizzazione e ancor prima contribui-re , f:llla chiarificazione delle idee in materia di scopi e 4ì mezzi di R.O. è. attività prof>cdeulica e.'>senziale per lo sviluppo della ricerca e per il successo delle su.e applicazioni. Un~importanz,a particolare, ad es,~mf)io, va assumendo la definizione delle relazioni e delle responsabilità reciproche di rìce~catori opèrativi e di organi esecu,tivi. TaJ,e definizione è già ogge_tto tH valutazioni concrete e di contrastanti pimti di visLa presso le nazioni che h (m 1U> crm1:f>iuto progressi più considàevoii in materia e che di ,:onseguenza hanno maggiore interesse a dirimere ed a elin·tinare gli inconvenienti derivanti da interferenze e · da incom./>rensfoni. Ali/ argomento è stato 'dato largo spazio nelle t,aginr che seg1-tono. Jl ··difètto ·dell' accennata attività, che si potrebbe dire di alta or.gànìzzàzion'e, si rilc11a in molte circostanze, ma soprattu.to · emerge dalla constalaz-ione che non sono stati risolti ancora in modo gcnc·ralrnente accetto afoune questioni 'fontlamentali, t:he fJurr: r·nsh:tuismno le f>remesse necessarie d'indirizzi prl1cisi e non controversi intorno olle linee fondamentali della niiova m etodologia risolutiva di cui si tratta. Rientrano tra k accennate questioni l'indicazione delle caratteristiche dei problemi di R.0. in netti teYmini differenziàli. dagli ordinari problemi tecnici e scientifici e la discussione, tutt'altro che oziosa perchè ampiamente illustrativa. dei m.otivi della nascita della R.O ., della sua nascita in guerra e proprio in Inghilterra . infine della netta preferenza per il lavoro di gruppi di studiosi ( che è semplicistico attribuire a una .predilezione anglosassone per il team-work). · La risposta esai-1,riente e centrata ai precedenti interrogativi supera indubbiamente i confini della mt,"fa cttriosità


21

,·mrltta o anche di uno !,f>irito dialettico, eccessivamente 111111,di inutilmente sottile. F: argoniento è trattato con qualche estensione nel volume. Ma sin d'ora è opportuno notare che la precisazione del

,·arattere tipico dei problemi di R .O. ha il risultato necessario di evitare che, con un eccesso di zelo. si voglia fare rien-. tmre tutta la problematica pratica delle tecnoloKie moderne in attiviLà di R .0., ciò che è ingiustificato prima di essere inutile, desta allarmi e offre motivi· fondati di critica da parte di colo-ro che non sono bene orientati ne,: riguardi del nuovo corso d'idee, sintetizzato nell'adfJzione di criteri razional.i, qieindi scientifici, nella risoluzione di problemi ris?lti sinn adesso con procedimenti empirici. In un recente congresso int.ernazional,e sulla R.O. uno degli studiosi più illustri in materia ebbe occasi011ee di dire che la R .O. è un sotto,Prodolt" dell'attività del pensiero scientifico moderno, intento alla ricerca di un modello soddisfacente del mondo reale . . La proposizione, nella sua sintesi, vale a convalida,e un altro fatto: che la R .0 . è e.<:pressione di atteggiamenti .<:pi.rituali assunti dal pensiero moderno, allo stesso m-0do .che la nostra civiltà è, sotto tanti p1,nti di vista, ,il riflesso del progr esso della conoscenza, scienza e tecnologie, 'f«lgiunto al giorno d'oggi. Che poi si tratti di u11 sottoprodotto, ciò non implica di necessità un disconoscimento dei suoi meriti. A parie il fatto ,:he molti sottoprodotti hanno raf!,gimito un' imporumza considerevole di pe, se stessi, è facile rendersi conto c'he in confronto del fine ultimo acutamente indicato dallo studioso ai ,;alleghi congressisti fatta la scienza moderna, nei suoi risultati particolari, è un sottoprodotto della citala ricerca fon-


22

da·m entalc, ma non si pu,ò n egam sia un sottoprodotto d'ù,µ,pareggiabile pregio.

* ·*· * ll fatto di costituire ima raccolta di saggi 111,onografià, originariamente destinati. a essere pubblicati separatamente, Jw aviilo. la consegt-tenza, in· qualche caso, d'indurre a in.~-;tere

su .taluni .prgomenti, atteggiamento che, dove meno of~pr;,r,,._ tuno, . si è curato di elimùi.ar.e nella redazione d ella racc.olta comfJlessivà. D'ultra parte tm~insiste.nza particolare sit tahmi t,~mi è, da ascrivere all'interesse degli argomenti e ,alla conseguente àfJf)()rtunità di e~aurjrli, per quantp t,"Ya consentito, co.n tm eSÙme accÙrato, che im,Plictl l'altro la TllSSegna di7igente

tra

dei fatti prin.cipali. · • Per contro si è evitato per quanto possibile di ricorrere a formùlazioni strettanMnte niatcmaliclte: · ·· · · · '

.. 'il èritcri'o~ che tafoni cons-idci'eranno un !,ry1"(;gin r,gpn.c:itù:o,

per altri risulterà 1neno firadito .

.

Preme affe.rmare e hc esso non corrisponde a una· 1inèa di

m:inore difficoltà .

Al contrario, anche per jonmtzioné mentale e tulttirale delt A.., la fonnulazione màiematù:a avrehbe offérto molte facilitazioni. Obiettivanwnte, il criterio tn:ira a smentz're le imposta~ noni concettuali propense a vedere nella R. O. soprattutto tma branca applicata dette mtlf:emaliche, mentre si è prevalentemente in ·prèsenza di sviluppi di logica applicata. Una trattaziotit di tipo espositivo a >1n:nte, anzichè esclusivamente o prevalentemente malemalita, è suggerita anche da un altro fatto : al giornò d'oggi, il tmnto capitale della questione non è la risoluzione del · maggior numero di problemi particolari - stadio ormai superato - . quanto il procedere a quelle analisi di criteri orgtinizzati'vi e applicativi che


2S

11a/1;mw aà accrescere la fecondità in risultati utili, a chiarire rompiti e campi d'azione e che al wm,Po stesso sono un conIti.liuto decisivo alle generalizzazitmi e alla divulgazione dei

metodi di R.0. La trattazione svolta verte infatti principalmente su argo111cnti istitutivi e su criteri d'esercizio, argomenti che in effctt ,: non si vedono esaminali coll'interesse che loro compete, oil f>erirnlo di ritardare la sistematizzazione e l'adeguato rend irnento delle attività che rientrano nella R .O. in qzu-:sto q11,adro, la matematica applical;a alla R.O. è allora .~oltanto uno strumento e, se si vuole, una gtl1'anzia di una superiore razionalità. Per contro, la R.O. ha una st,a filosofia, come ha problemi'. di organizzazione e di esercizio, alla cui trattazione si presta egregiamente la forma esposi'tìva corrente. Comunque non è la presentazione 1ormale che convalida o invalida te ùlu . QHest,e hanno t'l 11al,orc dd lnro contenuto intrinseco e l'utilità rlei ris1.dtati, de-i quali a.~sicurano risp()11,denze ed efficacia.

Roma, 15 settembre r957


PARTE I

LA RICERCA OPERATIVA


CAPO

I

RICERCA OPERATIVA E AlJTOMAZIONE 1 . . - Defini%ioni e c:ampi . .d'a zion e.

Nei due leonini di ricerca operativa (R.O.) e di automazione, due termini ancora di uso poco corrente, sono riassunti, oltre che particolari procedimenti pratici, nuovi ordini d 'idee in formazione nel campo della lec11ica contemporanea, i. quali hanno riflessi perfino in quello sociale e 1n q uello filosofico ( I ). Se gli accennati tjflcssi costituiscono prova della importan za. gèuer:1-le dei problemi che concernono ricerca operativa e autorna1.ione·, è da tener prnser1te che quest'ultima prepara l'a r.ces.-.o al dominio suggestivo di tm 'altra disciplina di recentissima origine : la. cibernctka.. Non si può negare che ricerca operativa, aulnmazione e ciberm:t ica siano lor:m~ioni ~!quanto oscure, quindi meritevoli di precisazione e di definizione. Certamente l' aclM,ione di tem1ini astTIJsi o quanto meno poco correnti non risponde a una predilezione ingiustificata verso ciò che esce dal consueto. Più semplicemente e piì1 debitamente Possa si conforma a csigenu di individuazione P.Satta di fatti nuovi e in definitiva di proprietà di linguaggio . Poichè sono i fatti che contano, e in specie quelli di ordine pratico, e poichè al riguardo dr fatt i d'ordine pratico i parti(1) Cfr. le deduzioni d i N. WIY.NP:R c.irc:a i fatti sociali in conclm1inne della. ò i lui nota pubblicar.ione : Cyh1W11r.tics


28

colari ordini d'idee vanno acquistando ntpidamente importanza, e non vi mancano interessanti aspetti di natura milita.re, si ritiene utiJe fame mate.ria d'informazione ed a questo scopo riassumerne il significato, i risultati concreti già act1uisiti e gli obiettivi prevedibilmente raggiungibili dalle attività designate dai termini citati. Anzitutto qualche definizione. Le opinioni degli studiosi non sono ancora concordi circa il contesto di una definizione chiara ed esauriente di R.0. Tra. le molte già in circolazione si sceglie, perchè impostata sul carattere funzionale della R.O., quella che vi vede una azione sui margini di tecniche d'impiego pe:r definire nonne razionali e producenti in vista dell'impiego (2). Una normativa in vista dell'impiego eq1ùvale al suggerimento della decisione opportuna per chi è investito cli funzioni esecutive. Suggerimenti del genere acquistano il maggiore valore prescrittivo quando raggiungono la consisten7,.:i di dati quantitativi, in rnnfonnità del noto precetto delle scienze esatte e natur:-1 li che 1111 fenomeno è chiarito quando i fatti che lo concernono sono esp ..essi in termini numerici. Quindi la R.0. mira a trovare soluzioni qua ntitative dei problemi che le sono sottoposti. Soluzioni qu:tntitative non possono provenire che da.lla impostazione di equazioni i cui termini noti sono apprezzati <:on una csatlczza dello stesso ordine di quella richiesta, o che è utile raggiungere, nella presentazione dei risultati , e cioè nella risoluzione mediante opportuni procedimenti di calcolo delle equazioni impostate. In effetti ]a R.0. fa largo ricorso c1i mezzi di calcolo e a i:riva ped ino a dar luogo a proprie esigenze in proposito e nella attitudine al proficuo intervento di stnunenti ma(2) Cfr. Gen. P. SUJ'INO: La R icfrrn Opemti va . Noti2.iario S.M.E., n. z3, Roma. 1953.


29

tematici nei casi particolari che le vengono sottoposti risiedono, come si confermerà in seguito, il suo metodo cd il suo merito. Dal canto suo l'automazione., o automatismo come si dice con termine più a ntico e in via di divergente significato in confronto del più niceote, raccoglie la congerie già numerosa dei principi e delle applicazioni in base ai quali si costruiscono congegni automati e si procede alla trasformazione dei procedimenti produtti vi (n. 51). Conviene dire subito che l'automatismo, già materia di sola curiosità aJJorchè si limitava a fabbricare strani giocattoli fine a se stessi - allorchè era q uello che è stato detto altrove un automatism o da orologiai - sta diventando in questi tempi uno dei maggiori fattori d ' i.nnovazione dei md·odi della profluzione ind ustriale e dell'utilizzazione d el htvoro umano, con riflessi economici e soc iali tanto emergen ti, quest'ultimi gt>nern lmcnk. sinlefo:zabili in una flessione ili ri . chiesta di prèstazioni manuali e quindi d i occupazione h rac-ciantile ed i primi in u n aumento consid erevole della produttività. da prcofù1p a re già governi responsabili e organizzazioni operaie. È quasi superfluo dire r.he per la tesi assunta più i:he : riflt'.Ssi economici e sociali, per quanto importanti, interessa.no le realizzazioni che l'automazione è riuscita e riuscirà a conseguire nei vari campi nei quali è applicata ed i nuovi ordini d'idee di cui la cibernetica fornirà. gli spunti, nonchè le loro riperf:ns.'>ioni sul condizionamento e sul dimensiona.ment·o della tecnica produiti vistic.a contemporanea i11 quanto fattori di potenziale civile e bellico.

2. - Quanto esposto nel precedente paragrafo non conferma ancora necessità e opportunità di accomunare i due termini di R.O. e di automazione in rispondenza di criteri


30

pm solidi dì una semplice comodità. espositiva. A questo scoPo occorre mettere in luce i nessi éoncettuali e pratici che vengono a stabilirsi tra i sistemi complessi di cognizioni e di procedimenti, che sono raggruppati sotto le denominazioni in questione, e 1Ia ]e varie discipline che vi coirfluiscono. Cognizioni in molta parte gitL note e già soggette di sviluppi autonomi, che è merito dei nuovi ordini d'idee di avere portato a considernrc sotfo una luce diversa e più producente e di. avere legato tra loro mediante il riconoscimento di un legame sottile che le uniS<'.e e anc(1r più del vantaggio reale di averle confluenti in un dominio comune, nel quale prendono corpo processi promettenti di reciproca integrazione e trovano origine procedimenti di particolare rendimento ~ utilità.. Risponde agli scopi proposti ed è agevole accertare le lineP essenziali di questa. reciproca integrazione. La R.O. è una rnclo<loloBia risolutiva di problemi riguardanti le operazioni, inlese in un senso ben definito che è analogo, ma alquanto pi1ì esleso, di quello insito nell'accezione milita.re corrente del termine (3) . La cibernetica è in grado di portare buona luce ~m im postazioni di problemi e su discussioni di risultati f: l'automazione rende disponibili i mezzi (:1) In R.O. si snoh~ c:onsidP.ra.1.e opera zio11 c q ua lsiasi attività che è consentito identificare con unn. seq ,rnnza di azitiui ripetibili, quindi suscettihili di progetto r. di flSP.c.n?.ion e r.onh·oll:i ta , 1wr di più dotata dell'unità. concettuale o di sr.opi di un proced imento tipico, oon una finalità.

pratic.a. Del resto l'estcnsioM del ,:.oncetto ù i oµcr,., zionc è già acquisita nel linguaggio comum1, nel qua.le si pnrl,t cuncntemcatc <li operazioni commerdali, finanziarie ec:c., conrn è altret.bw Lo <liffuw il formine « operatore » per designare chi si or.c.np.t d i d e lenuinat(i specie <li operazioni. Le operazioni di cui E;'intr.n~ss.1. ltt R .O . 11011 w no pl,rtanto esclusiva.mente militari, ci<> che comporta l'esercizio di branche. e .p.er di più import.~nti, di R.O. non militn.re, _cioè civile.


31

lw k sono propri ; basta ricordare le macchine calcolatrici a ,~ , :i ndC' prestazione, delle quali è indiscutibile matrice. Poste tali premesse, è naturale che un saggio informativo 111 ma teria debba differenziarsi dalle concrete atthità divulga I ive nel senso di considerare superflue le citazioni dei sucn ·~<;i conseguiti da lla R.0. nella seconda g uerra mondiale (ia .111 tomazione e, in un campo più vasto, la cibernetica sono nate t roppo di recente per contare al Joio attivo benemerenze di guerra). Perciò non si parlerà delle norme d'impiego cli ca riche di profondità antisommergibili, d elle prescrizioni per la formazione e per la scorta dei convogli oceanici e dei successi della lotta aeronavale in Atlantico e nel Pa.cifico, da attribuire ad a.pplicazioni di R.O. Si tratta di temi risolti, di a ttività appartenenti al passato e d'interesse storico, più che attuale. Se il passato costituisce punto <li partenza di ogni a ttività futura, le l11f'J11i nebbono e SSPft> rivolte a l'lUOVi r.omp1ti piutto!'.to che a quelli già assolti . La citazione dei surr.essi con.~guiti non ha altra utiliU1. pratir.a. che di eliminare ~tteggiamenti ùi scetticismo e <l 'incomprensione, che d'altra parte sono pressochè inevitabili quando si presentano fatti nuovi e procedimenti non consueti, i quali impongono una nuova fatica d'apprendimento e l'abbandono dei procedimenti in uso. P eraltro anche a questo scopo conviene affidarsi soprat tutto al valore di alettico dei fatti. Oggi , di fronte alle prove positive raccolte anche nella risoluzione di problemi complessi, non si I.ratta di suffragare meriti che non sono più discutibili, ma di scandagliare a. for11l o la funzionalità di quelli -che si sono detti in breve i nuovi procedimenti e il loro ren~ dimento, funzionalità. e rendimento che già l'esperienza autorizza a considerare dì ottimo titolo e che comunque, non si

1


32

rn:wifestano per proprio conto, ma richiedono di essere ricercati, individuati e indirizzati in relazione a scopi determinati e paganti. Questi sono, in grande quadrn, i compiti attuali tiella R .O . .1ttuali della R.O. Se non vi sono pit'.t dubbi che i suoi metodi presentino apprezzabili caratteri.stiche, non è meno urgente definire questi metocli, generali zzarli da casi particolari a intere classi di problemi, individuare le classi di problemi accessibili !Secondo strumenti d ' anaJic;i r. risolutivi disponibili, pcrfe1ionare gli strumenti, infine fonnare gli esperti

3. - I e o m pi ti

di R. O. Nell'assolvimento di questi compiti sì vengono a promuovere quelle collaborazioni h'a esperti civili e tecnici mililarj che costituiscono un lato particolarmente pr omcltcnl r. della attività di R.0. e io specie di una R.O. rivolta a.Ha risoluzione <li prnhlerm d'emergenza, in quant o pongono a contatto di ta li problem i m en ti fresche, esercitate, dotate dì qualità sostanziali e, quel che più importa, libere dai preconcetti che ì11stilla la routine. Nell'esercizio della R .O. si deve partire dall'assioma che ogni problema pratico ha in genere numerose soluzioni differenti possibili e che tra queste m erita di es.,;;ere prescelta la più conveniente, che è sempre q uella d edotta con rigore logico da un'accurata impostazione problematica. La precedente proposizione JJ<>trebbe considerarsi un semplice truismo se non si tenesse presente che i problemi pratici in questione rivestono per la maggior parte un carattern di aleatnr:iel.à , cioè sono dipendenti da parametri non apprezzabili in tennini esatti. In dipendenza, la R.O. assume il contenuto di un metodo


33

log ieo di deci:.:;ione, cioè, come si illustrerà meglio più ollH·, cli un metodo della decisione razionale (n. 5). Poichè il rigore logico è assicurato comunemente dalla , iso luzione del problema in termini matematici, la R.0. si giova in generale dell'impostazione matematica dei problemi 1'1 11! le sono proposti e per risolverli ricorre ai più svariati stru1111:nti dell'analisi, con un eclettismo che le è peculiare. In v i1i ù di tale edetlismo non sono esclusi strumenti di ardua :1pplicazione, senza rinun:1.jare per questo, ed è ovvio, ai mezzi più semplici e più comuni e alla stessa discussione dial<'liica, sol che essi risultino idonei allo scopo. Perù non si deve dimenticare che problemi complessi richiedono di regola strumenti d'attacco complicati e che i problemi della R.O. , anche se appai.ono semplici a prima e incompleta analisi, in successivo aJJprofondimento si rivelano lanto complicati e d 'imperfolla precisazione da far considerare inadeguati i più sottili meni di calcolo . In tali circoslanze s'impone la presa di posizione realistica di considerare irraggim1gibilc con procedimenti esatti un risultato positivo e di rimettersi a una metodologia adath ca.so per caso, la quale non esclude le soluzioni per tentativo e di verifica e quelle approssimate, basate su schemi dei fatti indagati (modelli), nelle quali assume parlicolare importanza la valutazione dcll'intiuenza sui risultati :finali delle semplificazioni adottate, mentre in pari tempo si è indotti alla ricerca di nuovi procedimenti rigorosi, e perfino di nuovi algoritmi, che propongono questioni di considerevole interesse scientifico. Il difetto di una soluzione rigorosa è da considerare fatto tipico e già scontato, spcciahnente in presenza di quelle classi di problemi nei quali è arduo l'accertamento dei valori ef . · fottivi dei parametri in giunco e talora del loro stesso nu3


34

m ero e di problemi per la. cui risoluzione non esistono algu· rit mi ad~itti. Sollo questo punto di vista è consentito affennare che il campo della H.O. è in gran parte esterno a q uello dei pro · blemi risolubili in modo rigoroso con i procedimenti cons ueti. Si soggiunge che l'irrepcribililtt di soluzioni rigorose imprime caratteristiche peculiari a i contributi cd ai risultati. della R.O., in quanto le nega un'autorità categorica di decisione i n proprio e la predispone, su di un piano s ubordinato, a<l atti di partecipazione, o di collaborazione, alle decisioni degli org;:u1i esecutivi (cfr. Ca.po III). Proprio in difetto di una soluzione rigorosa e anche in m ancanza di una soluzione qualsiasi si deve' considerate u tile il ricorso ai procedimenti e agli esperti d eUa R.O. Da,jl'applicazione degli uni e degli altri s i ricava certamcnt<: una più approfondita visione del problema obiettivo e l'iadividuazione d i nuuvi pm1 ti di vista. che souo <li aiuto nella decisione, e non si csdmle di grande aiuto, c iò che conferma 1a funzion e fondam entale già asserila dell'attività in

discorso. Comunque è r:or1sentito presumere d1e p erfezionamJosi coll' eserc:i:r.io rlott ri na e pratica della R .O ., Ie prn k1 biIi1.'i di risultati positivi possano ricevere incremen to c-011sidcrc vole . .La. congettura più fo ndata che s i p111'1 fon11 11l.1tc· in pro posito è che i progressi più importanti s , 111 n d a , ip1 11111cltcn,i da un'opportuna orga nizzazione di ric1·n-:i <' dall' att ività d i n n congruo numero di espert i di valm c (4). Inoltre l'incremento de;;li c:,iti po:, il ìvi p11ù aversi dall 1 (4) Il Col. S. I. G ll.M<:-J ri tJOrta in 1111 """ a rti.- ulo s u OpPra:,m" ReJeaTch in th ~ A rmy (u Mi litary Hcvicw "· voi. XXXV]. n . •I• J uh· " J.51•) i S<igueuti. dati riguardanti la R .O. nell 'Esen iln Americano: J' n Opcrn tions · R e~carch Office" (ORO) è in fu m.ion<' , la i 19 48.: ogni comanrlo


35

diss ·zione di problemi complessi in problemi più semplici, <l:dl:1 cui soluzione si risale a quella del problema. iniziale,. e ço l disting uere, nei prnhlemi d'impiego o cosiddetti tattici, i problemi di tipo organizzativo, i quali in genere vcr~ tu110 su aWvità ben definite, relative a servizi tecnici 1xl a

impiego di armi e più in generale di macchine. Tali problemi rientrano in una casistic.a di efficienza. di materiali. Per analogia si affiancano a questi i problemi d i effi cienza del persona.le, senza dubbio più complessi, che riguardano gli effetti deJla fatica, del logorio in comba.ttiJJ1cnto, dell ' inciden;,,a di morbilità acr:idenlali, epidemiche ccl endemiche, del degradamento fisico e morale dipendente da vita disagiata e dal soggiorno in paesi inospila li, ai quali so11n da subordinare tunii di servizio, per.iodi di rirx>so, ri lievi e sostituzione d i personale e co·s i di seguil o. I problemi di efficienza del materiale e del personale :-0no <li risolu;,,ione preliminare· in vist:1 della soluzione di qualsiasi problema d'impiego, cioè co,;liluiscono i problemi più semplici sopra citati. La co11slatazione di sla<li successivi in problemi cornples~i. in funzione d'interd ipendenza, che appare dalle precedenii considerazioni, ha molta importanza nell'esercizio della. R .O. Per il migliore e.-.;ito della ricerca si rnccomanda di anatomizza.re il ca.so concreto nei suoi componenti più semplici e di ripetere il procedimento a carico clei componenti più semplici , ogni qualvolta essi si prestino e ne valga la pena. ·Per la risoluzione <lei caso complesso si 11rncedc in sen!so inverso, cominci.irndo dagli ultimi 1isultat i, come t:i li superiore dispo ne. di un « (;ruppo on n; dica woo scien-:iati (ann.li.sts) civili sono arl ihil.i r~ lavo ri di R.O. (t.iù dw n.l cooto _individ uale di 20.000 dollari indic.."1.tn òall'autorc compo$. nnn sve:..1 annua d i 20 milioni di <lolla.ti, circa. uu m iliardo e mezzo cli lire}.


ph) ·.1 111plir i, e risa lcrnlo per gradi alla risoluzione dei fatti di 11 1111:gio,c complessità. ll11' atlC'11la valutazione merita il tempo occonenle per 111,,;~:11, · dall'impostazione dello studio alla soluzione pl'alira t ), ciò che equivale, perchè di una determinata q1rns1ione, s1tll1>post.i a un organo di R.O. si veda proporre una solu1.i0 1H' definita. La valutazione corrisponde all'apprezzamento di un <1 tempo cli _sel'vizio >> della R.O., che, come si vedrà, ha inlJucnza su organizzazione, piani di esecuzione e merito dei 1

rr:spons i.

Le esperienze di guerra e di pace inducono a preventivare detti tempi di servizio sull'ordine · <li mesi, anzichè di giorni o di settimane ed a prevedere sensibili aumenti allorchè i responsi della R..O . debbono essere formulati ricorrendo ad apposìte apparecchiature sperimenta.li, da predisporre . secondo le esigenze di partir.nlal'i . problemi investigati. L'annotazione è valida anche se si tien conto del fatt.) che la R .O. ha. per compito la sperimentazione di congegni e di procedimenti d 'impiego già. realizzati, allo scopo di definirne le migliori modalità d'uso, e non si propone l'invenzione di nuovi congegni o prncedimenti, eventualmenl.e da considerare di competenza di una R..0. generalizzata tultora in formazione (dr. Capo IV). L'interesse immediato dell'ordine di grandezza dei tempi di servizio consiste piuttosto nell'evidente loro inadeguatezza rispetto alle richieste dell'impiego tattico. La R.O., in altri tennini, assiste più in sede di preparazione che in sede di esecuzione, più nell'edificare una dottrina e norme generali d'impiego che neH'indicare modalità. particolari di esecuzione. In breve la sua collaborazione è più effett iva al


37

livello <lei comandi od organi di direzione più elevati, al cui servizio si dispone; gli organi esecutivi minori sono invece i colla boratori della R.O., in specie per la sperimentazione pratica <lelle soluzioni proposte e della normativa corrispondente. O'altra pari~ vale ,wer presente, per inquadrare debitamente concetti e fade lle attività di R.O. colta di R.0., che l'intento di seguire modalità razionali è corrente negli atli più comuni della. vita giornaliera, anche se non è attribuibile neppure a una ricerca operativa spicciola, e che, su altro pia110, sono reperibili atti da attribuire a una R.0. a:nte litteram, svolti quando non si era ancora impostato il suo concetto. Il riferimento a una ricerca operativa sui generis e di adozione SJJontanea per istanze di vita pratica. può servire a controbattere addebiti cìi artificirn-iità e di superfluità mos<;j dall'ordine d'idee cui si adegua la R.O. In cffoUi molti atti di decisione della vita comune matuM rano attraverso processi di tipica marca R.O. , pr:r qna.nl~) il più delle volte ne manchi la nozione esplicita. Il fatto è da attribuire all'abitudine dell'uomo civile e dotato di cultura di agire « a ragion veduta >), vale a dire dopo aver valutata una situazione di fallo e soppesati i «pro» ed i « contra » degli atti che esso intende compiere. Non altera l'analogia effettiva dei procedimenti seguiti, nè l' essem,a della ricerca, il fatto che nei problemi 1le1l:l vita comune i dati di base siano d'apprezzamento immediato o quanto meno molto rapido e invece nei problemi di una R.O. specifica siano di regola di determinazione anlua, talchè in qualche caso viene richiesto un lavoro venunente impegnativo per definire impostazione e parametri in giuoco.

4. - Caratteristiche


58

Il · riconoscimento di a lteggiamenti spontanei dello spiri.to umano consoni ai canoni della R.O. legittima un giudizio di riconoscimento di m erito a priori a favore <li una prassi che in ultima analisi deve essere considerata alla streg ua. <li un adeguamento di attività importanti a un ideale tec nico superiore, del tutto consono a / ormae mentis dell'epoca della civilt~l meccanica. D'altro canto. l'interesse della richiesta presentata alla R.0. di suggerire 1a. decisione più conveniente, già identificata nella pitì · ra:1.io11ale, deriva dal fatto che nell'ordine comune delle cose Ja convenienza dell'azione non ri.sulta assicurata per .il solo fatto di essere C( ragionala ». Il raziocinio comune si affida al buon senso e all'esperienza. individuale e proprio qui sono i suoi lati deboli. Il buon senso risulta spesso sfocato, oltre che conivo a trasc1irart: molti elementi di un prnces.~o dal più al meno sempre complesso ; l'esperienza b:>nd<> arbitrariamente a proiettare il presente nel futuro, arbitrariamente p erchè trascura che Cùl tempo il dàto d'cs_perienza diviene sempre più difettoso in termini d'aggiornamento. Per contro la decisione suggerita dalla R. O. è infonnata a un <( iter )) scienlilìco, di cui è caratteristica saliente di non prendere in considerazione soltanto alcune parti di una determinata opera:1.ione, ma di esaminarle nella loro totalità - in genere mediante l'adozione di uno schema o modeU.> appropriato - in modo che emergano debitamente i legami reciproci dei fatti indagati, le loro interdipendenze eù i loro mutui effetti; e di assoggettare questa totalità ai procedimenti d'indagine propri delle scienze esatte. Incidentalmente si sottolinea l'importanza. che viene ad assumere radozione di un modello conveniente, per l'influenza che l'atto ,riverbera. sulla risolubilità di ciascun caso con-


39

creto e sul valore effeLtivo dei risultati conseguiti di volta ìn volta. Quanto sopra. costituisce un apprezzamento intrinseco di merito. Un apprezzamento estrinseco sì può impostare sulla funzionalità dei procedimenti di R.0. A quc>.slo proposito, e facendo riferimento a lle applicazioni belliche, basterà ricordare che in guerra la R.0. ebbe origine da.Ha necessità di accrescere l'efficienza di forze armate e di armi, disponibili in Gran Bretagna in misura inferiore a lle richieste di momenti eccezionali; facendo riferimento a compiti pacifici, che in pace la sua attività si pu~l ritenere con fondamento puntualizzata nel conseguimento di due scopi fondamentali, attraverso la 1isoluzione di un numero generalmente considerevole di problemi particolari : raggiungere il massimo potenziale produttivo mnsenlito dalla disponibilità di uomini, di mezzi materiali e di risorse economiche e :finan7iarifl; in dipendenza del conseguimento di tale scopo, definire 1e modalità da adottare per colmare le lacune che si rilevino nei singoli settori scientifici, tecnologici e produttivi della potenza di uno Stato e che costituì~ scono i parametri più importanti della sua affermazione in pace e in guerra. In merito alla R.O. e all'au~ 5. - lt. O., automasione ed il criterio di rasionalità.

t.ornazione molto è stalo già.

scritto e ripetuto, anche se non sempre gli argomenti sono risultati centrati e le deduzioni e le previsioni fondate. In genere, per la stessa necessità di richiamare l'attenzione di menti distratte o assorte o prevenute, si è stati portati a esagerare i futuri sviluppi degli ordini d'idee e di fatti riuniti sotto l'etichetta deJla R.0. e dell'automazione, col risultato Ji


40

dar luogo a critiche giustificate, a scetticismo e anche ad atteggiamenti negat ivi, proprio in confronto di argomenti che meritano il più vivo i11teressamcnto. · Infatti si tratta di questioni cui si <leve dedicare la migliore a ttenzione da parte di organizza.lori, di progettisti, di dirigenti d'impresa e che in definitiva inl.ernssano tutte le persone colte. Attenzione e interessamento sono giustifica li e sollecitati per il fatto che R.O. e automazione, ancht: senza dare cre dito agli entusiasti , sono destinate indubbiamente ad esercitare influenze profonde sulla vita individuale e sociale sia per azione diretta, mediante cospicui perfezionamenti dei pro-· cedimenti produttivi e la conoscenza approfondita del mecca nismo d'importanti attività. sino adesso viste in termini ec·· ,:essivamente semplicistici , sia per azione indiretta, mediante l'fodividuazione spinta ai suoi estremi di procedimenti preferenziali. Preferenziale t'. quel che è razionale. L'attributo 1< razionale >> è comparso più volt~ accidentalmente nell'esposi?.ione, ma è del tutto a proposito ; da notar'! inoltre che il concetto di razionalità non si esaurisce in se stesso, perchè sbocca sistematica mente ne11'altro di cc effic ienza ,l . E ffu.:ienza, o per meglio <lire il conseguimento della massima e fficienza in un determinalo settore o processo, è il tema permanente di ogni attività, concreta in ambienti tecnicamente provveduti ed evoluti, ha~ia considerare, per render- , sene ragione, il valore attribuito al conseguimento dell' dlici en;~a della tecnica più progredita del mondo, quale è la tecnica americana. A sua volta c:fficiem:a è tm derivato del principio di rendimento.


41

Macchine e organizzazioni sono considerati efficienti allorchè lavorano con alti rapporti di rendimento. La. massima efficienza allora è contrassegnata dai più alti rendimenti conseg1.1ibili in pratica. Quando sono raggiunte le condizioni di efficienza, ed a maggior ragione quelle di massima eflkien:1.a, le attività in· azione meritano d i essere considerate esercitate « razionalmente 1; . Del resto questa tendenza al razionale costituisce un imperatjvo categorico della tflenica. moderna: qualunque sia lo scopo della cosa realizzata, realizzarla in rm1do che corrisponda il meglio possibile allo scopo. L'importanza d'impostazioni rn.:1.ionali nell'attività pratica risulta presto confermata sol che si ponga mente alle perdite che si verificano nei proces.."li informati a rapporti di rendimento eccessivamente bassi cd ai profil.ti che si possono trar7 re eliminando o riducendo al minimo gli sprechi. Di qui l'incentivo a razionalizzare i processi produttivi e di distribuzione e ancora, è bene affermarlo senz'altro, il valore della R.0. e dell'automazione mme sistemi di razionalizzazione. Mentre nei termini prec:eclen11 si vengono a individuare punti di contatto e di comune operatività di R.O. e di aut0mazionc, conviene notare che i relativi sviluppi rivestono un interesse particolare anche in vasti campi d'attività militare pcrchè ivi, in pre-c;enza cli coefficienti di rendimento assai bassi, sono considerevoli i margini fli pmfitt,.) realizzabili colr adozione di processi di crmiproual(.l ra.,.-ìonal,:tà. Si è detto << adozione di processi di comprovata razionalità )>. Ciascuno dei termini della precedente proposizione ha un significato preciso. I problemi scientifici sono impostati e risolti per principio,

6. - La ri1olusione razionale dei problemi tecnici.


42

e per evitare gli inconvenienti che deriverebbero dal procedere altrimenti, secondo metodi rigorosi. Quando i metodi rigorosi non sono disponibili, una considerevole parte del lavoro di r icerca scientifica. è rivolto a detenninarli. E in effetti sarebb~ impensabile una trattazione non rigorosa di un prohlerna specifico di matematica o di fisica. Invece i problemi tecnici, anche quando le soluzioni s'informino alla metodologia delle scienze esatte, non sempre uti. lir.zano procedimenti rigorosi. Anzi f: frequente che i solutori se ne astengano o perchè i procedimenti rigorosi sono di non facile applicazione o, in altri casi, perchè non ritengono indispensabile di 1icorrere a strumenti molto sottili data la grossolanità dei risullati considerati sufficienti, o infine perchè cc si è sempre fatto così )), cioè si è proceduto per tenta·· tivi e in ultima analisi a caso e in <lefmitiva si è rimasti soddisfatti di risultati la rgamente imperfetti sia per mancanza di spirito critico, sia per indifferenza, sia per tradizione deteriore, che ha presa autorità col procedere del tempo ed è d ivenuta nonna non discussa. Pera lt.n, le accenna te circostanze sono sempre meno accettabili. Lo sviluppo deJle ricerche srientifìche e delle tecniche importa una complessità progressiva dei problemi relativi all'ordine del giorno e una crescente esigenza di precisione nella loro risoluzione, che ha trova to accoglimento in procedimenti e st.mmenti perfezionati d i calcoJo, dei quali som) esempi emergenti le macchine calcolatrici moderne, che utilizzano Iuli.e le risorse dell'attuale elettronica e della meccanica di prec1s1one.

Di conseguenza imposta r.ioni di pensiero e disponi bilità dì mezzi convergono verso la negazione dei procediment; « alla meglio » e verso la valorizzazione di metodi sicura-


43

mente razionali. Nè restano estranei a questo indirizzo i pro blemi della tecnica militare, per quanto considerevoli siano le difficoltà. da superare in pratica. Di qui un nuovo incentivo verso orientamenti concettuali del tipo << R.O. )), i quali si condensano in un atteggiamento d'insoddisfazione verso i dati di fatto asseriti e non pro~ vati, verso i procedimenti d'uso grossolani, provvisti del solo e mediocre prestigio di un lnngo e,;erciz.io incontrollato, e uella ricerca di stnunenti e vie migliori, in altre parole nell 'inven:,,ione di procedimenti soddisfacenti per razionalità e rendimento e prima ancora nel controllo sistematico di quelli alla mano. Dopo di che risulta convalidala la tesi che la R.O., per quanto in gran parte prodotto spontaneo di momenti fortunosi, è veramente figlia del suo tempo in quanto istruisce sui criteri raziona.li per l'esecuzione di atti concreti. Alla tesi enunciata si deve affiancare l'altra, che la completa r: ne de-· limita il lato funzionale, che la R.O., prima di essere un'attività specifica, è un modo peculiare, e si dovrebbe dire migliore, di pensare e di agire i11 vista della risoluzione di problemi tecnici, l'attrihuto « l~cnico' >) inteso nella sua accezione più estesa. Ritomandc> al concetto di efficienza già accennato, la R.O. indica le condizioni che assicurano la maggiore efficienza e le realizza attraverso il controllo che sussistano le condizioni necessarie e sufficienti per conseguirla, cioè le condizioni in virtù delle quali una determinata attività. risulterà svolta nel modo più redditizio, che è anche il più economico, col minimo consumo di beni strumentali (e si ricordi che anche il lavoro e il tempo, secondo i casi, sono beni strumentali) o, ciò che equivale, col miglior risultato in rapporto all'impiego dei mezzi disponibili.


44

La ricerca della maggiore cfticicnza non si esaurisce in sede di R. O., anzi si può dire che se quivi prende origine e succes..c;ivamente indirizzi, la risolu~ zione più esami.ente del problema fondarnenta)e ha luogo invariabilmente in termini cibernetici. La cibernetica alla quale si fa riferimento è quella generale , che prescinde dalle specìalizzazioni de11e comunicazioni o della biologia e si occupa dei sistemi di macchine, cui si è già fatto cenno, in quanto utilizzano l'a zione di una macchina sull'altra - si. potrebbero dire le relazioni fra le macchine-, un 'azione mutua che è alla base dell'automazione. Anche prima di giungere all'automazione integrale, che al momento non è in causa, esistono sta.di molto interessanti di aulornatism o parziale, offerti da macchine nelle quali una ,:( piccola )> porziorn~ ddl 'energia in giuoco, ma opportuna. me11le q11alif1cata, ritorna sul circuito d'alimentazione energetica e ne modifica le ca.ratterisljche, a]lo scopo di modificare ìl fom,ionamento del sistema, col risultato di giungere all'autocontrollo di un processo di lavoro e di conseguire risultati specifici, condensabili sotlo i ten:nini generici di un:i prestazione più intensa e di miglior qu::i lilà. In un 'ulteriore semplificazione di concctli , si potrebbe dire c:hc~ la cibernetica è la scienza delle azioni minime capaci di provocare grandi effetti , come a ppunto accade quando col giuoco di quantità trascurabili di energia, in termini di confronlo, vengouo modi fi cati s,~cornl r.1 scopi prestabiliti atti che mettono in azione quantità di energia straordina.r iamenl.e maggiori. La proposìzÌone precedente è~ 1111 ennndato particolare del (< principio della retroazione n o , per usare un tennirie.

7. - Cibernetica e condizioni d'efficiensa.


45

anglosassone che ha pre.cipuamente. il merito di riattaccarsi all'origine americana della cibernetica, del feed-back. Al principio del feed-back si riconnettono, dopo che è nata la nuova scienza, dispositivi svariati come i soccorritori o t ( relais ,, meccanfr:i, eletlrici ed elettronici ed i regolatori (o più propriamente gli << autoregolai ori )) ). E poichè questa è 1a via per conr.epire o attuare congegni automatici, dai quali derivano attraverso differenti modi di realizzazione macchine calcolatrici - l'automatismo quasi pensante - e macchine operatrici autocontrollate - l'automatismo del lavoro - , che nulla vieta di pensare accoppiate o combinate per dar luogo a sistemi di macchine che prescindono in larga misur:-t da interventi esterni per il loro esercizio, la cibernetica è anche la scienza dell'automatismo, sia parziale, sia integrale, !a matrice dei processi d'automazione~ la sede d' invenzione e di messa él punto delle macchine che conoscono a rnemoria il lav oro loro richiesto e sono capaà di eseguirlo con 1.ma rapidità e con una perfezione nettamente sufJeriori al,le . miglio-,:i prestazioni umane. Anche in quesio campo nulla di assolutamente nuovo. A parte il fatto che il primo esemplare dei regolatori deve vedersi nel regolatore di Watt, applicato da quasi due secoli alle macchine a vapore per controll:une l'ammissione, e che dei fenomeni di retroazione una delle applicazioni più spicciole è quella dell'effetto di reazione utilizzato da alcuni decenni negli schemi radioelettrici, congegni di un automatismo più o meno pronunciato sono presenti largamente e da tempo in macchine d'uso civile e militare, armi comprese. L'interesse della constatazione che nei nuovi concetti si inseriscono vecchi congegni consiste nel fatto che essa meltc a fuoco la nozione dell'appartenenza della cibernetica, e con essa dell'automazione, a quegli sviluppi scientifici e tec.nici


che consistono in una sistematizzazione e generalizzazione di concetti non tutti necessariamente nuovi, che peraltro in una nuova sistematica rivelano analogie e relazioni a ltamente feconde. Proprio della cihernetica è stato detto che le bra.nche delle scienze di cui si occu!)'c:1. erano già conosciute per la mag gior parte prima di essa è si sviluppavano in modo indipendente e che pertanto il merito dei suoi fondatori non è di averle create, bensì di avere rivelati i legami sottili che esistevano tra di loro (L. De Broglie). La rivelazione di quei legami, ai quali si è fatto riferimento più volte, dà corpo a nuove concezioni generali, alla unificazione di teorie che per H passato si ritenevano estranee, porta a fornire nuovi schemi generali d'interpretazione che le contengono tutte come casi particolari, schemi che a lnro volta offrono gli spunti di nuove e migliori visioni di fatti. Una conseguenza sorprendente del valore d'indirizzo che possono assumere le nuove concezioni, e perciò meritevole di accenno, è un minor pregio delle speci::iJi7,zazioni, s' intende nel campo scientifico, specializzazioni che pure sono state un obietlivo favorito del progresso tecnico consiclera.to sotto un di verso angolo visuale . Sui piani più elevati raggiunti, scienza e tecnologie dimostrano anastomizzazioni impreviste e soprattutto indicative, per effetto delle quali gli ulteriori progressi esigono conoscenze in campi disparati, sollo pena, in caso contrario, d'imperfetta impostazione di problemi e di sterilità di risul: tali. In queste circostanze la specializzazione stretta presenta l'inconveniente grave della visione incompleta, proprin laddove t: richiesta la conoscenza approfondita di tutte le discipline che vengono ad essere chiamate in causa, anche se si


47

esclude la conoscenza più profonda. l'cr chiarire un corso d'idee , in verità poco comune, si ricorda l'affermazione che, nella risoluzione dei nuovi problemi . il fi sico deve es.w.re un poco biologo, il biologo un poc:u matematico, il matematico un poco filosofo . Sempre in quest'ordine d'idee, si è giunti ad auspicare d i i.rivestire di taluni importanti problemi d'innegabile carattere milita.re studiosi provvisti di un'cccel1e11te preparazione ge· ncrale di contenuto scientifico ma praticamente privi di cognizioni in m~teria militare. Mette conto dire che i risultati raggiunti in casi particolari sono riusciti di conrerma di criteri per lo meno inconsueti e di conforto a insistere nel nuovo indirfazo. Naturalmente esistono cause determinanti, da compendiare nel fatto c:he in argomenti essenzialmente nuovi valgono pj1ì le d oti d 'in telletto e di riccrc.:a, che debbono e.<;sere spiccai.e, che bagagli cospii-ni di cognizioni ac.q11isite. Tnoltre menti nuove hanno maggiori facoità di giudizio autonomo, non influe11zato nè vincolato da preconc.etli, cri è proprio in questo senso che si è: fatto cenno a.gli effetti <la.nHosi della <1 routine >•. Anche in R.O. e in cibernetica le m enti da applicare con rcncli111er1to e con più alla. promessa di risultati agli studi corris pondenti sa.ranno le più aperte ai metodi d i ricerca scien tifica, le più pronte a cogliP.rne i risulta ti imprevisti, in qualsiasi direzione si manifestino, abili nell'impiego di mezzi di laboratorio, flessibili e tenaci al tempo stesso nel perseguimento di uno scopo determinato e paga nte, c~paci di attingere i più alti piani concettuali e al tempo stesso di mantenere i piedi poggiati sul solido terreno. In termini di R.O . militare, gli esperti non saran no d i necessità dei tecnici militari. Di frequente saranno giovani


laureati in scienze esatte e n aturali, dotati opportunamente cli qualità di carattere che· li abilitino a compiere con rendimento quel che si dice « lavoro di gruppo n. Ad essi si affiancheranno i tecnici militari, sotto la duplice veste ,li presentatori di quesiti e di assistenti com petenti per quanto r iguarda presta zioni dei mezzi in esperimento, loro impiego e validità di conclusioni. 8 . - . La R. O. ~ il proJre~•.0 degh strum enti matemahc1.

Nel corso della pmc;enle trattazione gli argo.me11t j esposti ne banno elevalo il

tono sino a toccare piani d i considerevole val.ore concettuale . Molto prohahilmentc le considerazioni che seguono segnano un ali ro passo in tal senso, che si. compie a malincuore per tem a di c,1derc in difetto di chiarezza. espositiva, ma r:he nondin1eno si ritiene di dovt:ir compiere in vista di esaurire i terni fondamt'11ta li deJl' argomento assunto. Esse si .rifer iscono a una situazione rii r.risi <'hP. pn::senterehbero gli strumenti matemalici, che p ure sono tanta parte delle a pplicazioni di R .O . e in genere della progettazione tecnica , situazione di crisi rlt'tla quale è d ' uopo riconcsc.:en~ una delle cause decisive ,li limitazion e ,ldle facoltà e <lei risultati dei procedimenti iri discorso e dalla cui eliminar.ione sono da all.endersi, per cont ro, imprevedibili progressi nel campo teorico e in quello pra tico. La constatazione di crisi deriva dalla situazione d' inadeguatezza delle matematich e attuali ad aggred ire con rendim ento estese e importanti dassi dei problemi in q uestione e di conseguenza nella esigenza di nuovi procedimenti di calcolo, o come suol dirsi di nuovi algoritmi , tali cioè da rispondere aJJc esig~nze risolut.ive di quella problematica di nuovo tipo che il progresso ~ ientifico e tecnologico va accumulando.


49

Le cause delle accennate circostanze non sono facilmente 11knlificabili, ma una emerge tra le multe che è consentito 11111sidcrarn in aziom.. I .o s viluppo delle matematiche, per tutto il periodo ri 11:1!-c:irnentale e m oderno , ha avuto di mira il progresso delle ~i:icnze fisiche. Di conseguenza le matematiche hanno ass111Jlo la struttura cli sr.ienza delle grandezze e sotto questo punto di vista hanno assolto una funzione ammirevole, che non ha presentato flessioni sinchè esse sono state applicate all~ gnrndczze mis urabili direttamente, vale a dire sinchè le applicazioni h a m10 avuto per oggetto il mondo della macrofis ica. È da nota.re inoltre che le matematiche delle grandezze, in specie nelle loro branche più elevate , hannu utilizzato un w ncelto di continuità - si ricorda l'adagio: « natt{ra n.on facit salfas » - che invece le ricen:l1e m oderne hanno dimost rato fallace, dopo che. da tutti i fonomeni ùell;1 mic.rnfi:oica è emersa una netta d iscontinuità. Da tali fatti è derivata una crisi di rigore logico , che si può mir1ìmizzare nei suoi ri:fles~i. pratici, ma che nou si elimina, che non intacca le attitudini funzionali dc1la mc1tema · tica delle grandezze, in quanto ha per oggetto i fenomeni del m acrocosmo, ma che comunque rende avvertiti della esigenza e della utilità di una concezione p iù generale e più soddisfacente concettualmente da porre a base cli un pensiero matem atico atto a servire di strumento non solo nello studio dei fenomeni del macrocosmo, ma anche in quello dei fenomeni del microcosmo. Il rilievo acquista maggior merito se si considera che le matematiche a servizio delle grandez;,.e materiali, dopo avere assolto in modo ·ammirevole il proprio compito, si sono invece dimostrate imperfettamente adatte quando sono state ·I


~o applicate a servizio di fenomeni biologid e d i fenomeni economici e in genere della fenomenologia complessa connessa coi fatti del mondo vivente. Tutto questo rende attuale la ricerca di nuovi strumenti di calcolo, una matematica nuova in a ltre pa rnle, da identificare con ogni probabilità con quella in fonnaz ione sul con -· cetto di forma e successivamente su quello di o rgani zzazione, in luogo del concetto di grandezza proprio delle matematiche tradizionali, rispetto ai q u ali quc.<;f'ultimo n on sarebbe più che un caso limite. P er 11na tale estcnsio11P o evoluzione d elle matematiche si possono supporre pu11 f i di partenza nd sistema attuale di cognizioni, ad esempio, la teoria delle equazioni integrali r.on i suoi sottocapitoli : caJco]o delle variazioni, analisi combinatoria ecc. Questi punti di partenza e altre teorie malernatiche citate più oltre sono forse, rispet to alla matematica cli domani, ciò che gli inizi del calcolo intinitesimale prima di Newton e d i Leibniz - il problema delle tangenti, il calcolo dei volumi e <:osì via - possono considerarsi rispe11 o al sistema sviluppato cla quei grandi m:-i tem a tici e dai )oro successori in tre secoii <li progresso della scien za. L a lunga diRressionc non è fine a se slf'$.'1.'1 . Essa ha per scopo una constatazione e una deduzione. La constatazione si riferisce all 'elevatezza dell'ordine di pensieri cui si è condotti dal tema assunto, da interpretare com e conft',.rma dell'alto valore speculativo, oltre che pratico, di molti argomenti che lo concernono; la deduzione vale a mettere al posto che presumibilmente loro spetht talune nuove modali tà di cakolo, o le teorie dalle quali queste ultime prendono spunto, aJlc quali si fà ricorso, o si è in procinto di far rir.orso, nella risoluzione di problemi di R.O. , éome la pro-


51

1:1:1111mazione lineare, l;:i teoria dei giuoch i (di abilità.), la teo, 1:1 dei fenomeni cli allesa o delle code, la teoria de11a con , m n•11za, la teoria delle decisioni e la leoria connessa d cll ':1 11a lisj progressiva ecc. Si fratta di teoriche particolari, che un progresso pre-

vnlil,ilc di studi porterà forse a considerare co1,titutive di una nuova m atematica - sia qnella postulata poco sopra o sia un ' altra - non appena maturifa di tempi e opera di m enti hcn dotate av.rn nno preparato una realizzazione in ta l senso. È legittimo pensare che ]a R.O. tra rrà un grande profitto in molte d elle sue manifestazioni clalla nuova matematica, ,lopo avere utiliz:r.ate a fondo le possibilità anch'esse considerevoli offerte cfalle matematic11e attuali.

9. - Convicm~ ritornare

a problemi più spiccioli, ma

11 011

1~ r questo di secondaria importan:r.;i , per concludere con un ,11:c.ennn ai presumibili sviluppi <lclh R .O . in Italia, con rifcrim~nto particolare a una .R.O. militare . · Att ualmente esistono in Paese esperti cli R.0., sia civili, sia militari, jn un numero limitato di unità , che lavorano sui .m argini di attività ordinarie nell'intento di gettare le basi di una R.O. efficiente, :\ ~omiglianza di q 11anto si vede fare presso le na'l.ioni più progredite e in spec:ie in America, in Gran Bretagna f\ in Francia . In questi Paesi infatti la R.O. è entrata tra le attività cor:rcnli e di esercizio normale d elle grandi amministrazioni statali e delle grandi imprese di produzione industriale. Sulla. scorta di espcriem.c già n umerose e concrete , non vi A dubbìo che nel prossimo avvenire la R.O. incon1rerà un grande svil uppo sotto la richiesta· di problemi importanti ch e da essa attendono solmdone e la spinta contemporanea di menti capaci di approfondire i suoi m etodi, di trarre debito


52

profitto dai suoi procedimenti e di costituire una prassi versatile e sicura a conforto di un'attività di direzione di crescente impegno. Nel campo civile, come nel campo militare, sono già al lavoro i primi esperti e si affrontano gli argomenti proposti daJJe esigenze di formazione di un personale di particolare abilitazione; in entrambi i campi sono altresi all'opera cen~ tri e nuclei di R.O., in qualità di palestre di appositi gruppi di lavoro, incaricati di promuover~ gli studi generali e più di frequente investiti di problemi particofari c-oncreti . È inoltre da segnalare la crescente partecipazione di grandi imprese produttive agli studi e alle applicazioni in discorso, mediante la costituzione di uffici e di gruppi di R.O. Un obiettivo immediato, in questa fase iniziale di forma-· .zinne di concezioni e di quadri, è la divulgazione degli scopi e d~i metodi della R.O. per incrementare per accesso volont~rio il numero. dei suoi cultori, dai quali sortiranno a hrcw scadenza gli esperti operativi, e la diffusione in più vasti ambienti, a cominciare naturalmente da quelli meglio qua· lificati per utilizzarle, della conoscenza delle possibilità prati.che dei nuovi metodi e dei nuovi strumenti di ricerca e dei risultati conseguiti in problemi specifici ed in classi di problemi, a mano a mano che risulteranno acquisiti.

*


CAPO

Il

SCOPI E MEZZI DELLA RICERCA OPERATIVA La R.O., una branca recente del1a ricerca scientifica in attesa ancora di umt completa sistematizzazione, ha tuttora in formazione concetti di base e criteri <l'applicazione. E per quanto que~ta formazione proceda con indiscutibile successo, è da prnvedère che Ja sedimentazione deJJe idee relati.v~ richiederà ancora qualche tempo. È un fatto che soltanto da pochi anni si parla di R. Ò. al massimo da 1rna quirnlir.ina d'anni - f: di conseguenza è autorizzati a pensare che in precedenza. o non se ne era sentito il bisogno o i problemi oggi considerati materia di l{.0. erano risolti con altri metodi o infine restavano insoluti. Le prccedentj deduzioni sono (ondamentalmcntc cor.r elte, ma. 11011 centrano la questione. I motivi deJla recente affermazione della R.0. e quelli analoghi della sua prevedibile espansione sono numerosi e in gran parte diversi da quelli testè presentati . . E se taluni sono molto ovvi, si potrebbe dire banali, altri invece prendono sostanza e vigore da fatti di grande portata, come il grandioso progresso contemporaneo delle scienzf! e delle tecnologie e la complessità raggiunta dall'esercizio di

1O. - Origini della R. O.

si


54

attività tt:e.:niche, e trovano perfino riferimento in un'aggiornata concezione filosofi.ca della vila. Senza dubbio è banale affermare che non si è parlato di R .O. sinchè non se ne è sentito il bisogno. I falti non precedono le idee, perchè sono le idee che generano i fatti. Il coucctto cli R.O. si è formato gradualmente ed è stato prodotto presumibilmente più spontaneo che meditato di uno stato <li neccssit:), prodotto che, dopo aver fornito con larghezza i risultati che venivano richiesti, ha dimostrato una vitalità più duratura di quanto potessero far pensare le cin;ostanze che lo avevano promosso e l 'attitudine a dar luogo a nuovi e importanti esiti. Era at:c.:aduto che nel corso dell'aggressione di estrema violenza suhìta all'inizio della ~ conda guerra mondiale dalla Gran Bretagna alcune eminenti personalità politiche e della scienza 11ensasscro possi bile d'integrare le facoltà <li resistenza e di reazione del proprio Paese mediante lo sfruttamento 1xH"tatn agli estremi limiti , cioè razionalmente condotto, di un poten:r.iale bellico che era sul punto di dimostratsi inadeguato ai compiti formidabili c1d momento cruciale. A questo scopo d'integrazione una serie cospic:ua di problemi tecuici molto ardui e di gnrnde importanza, interessanti lo sforzo di guerra, veniva aggredita e risolta con procedimenti ptopri delle scienze sperimentali ad opera di scienziati abili e d i provato patriottismo. I risultati positivi dell 'esperimento, frutto ad un tempo di competenza scientifica, di capacità di sperimentatori e di fervore di sentimenti civili, hanno costituito l'atto di nascita. della R.O. Peraltro occorre notare, e l'annotazione è meno banale, che i risultati sono stati positivi perchè il progresso scientifico avev;t raggiunto piani molto elevati e perchè la mentalità


55

ù ci primi esperti operativi, anch'essa nutrita di una progreù ila conoscenza scientifica, aveva trovato un campo propizio per la sua espHcazione in · una crescente tecnicizzazione della vita ìn generale e della guerra in specie. Occorre infine n otar.e, e l'annotazione presenta un interesse ancora maggiore, che lo stato di ncces.-sità, una volta terminata la gu erra, non è cessato, se pure è persistito sotto l'istanza di esigenze diverse, e la. RO. è divenuta 1a risposta opportuna a nuove n ecessità di fatto, risposta n on più spontanea per quanto ancora non pianificata . Le nuove necessità. di fatto hanno molteplici causali, derivanti in genere da una situazione in formazione che è pos· sibile sintetizzare nel con cetto di un'attività umana esplicantesi in problemi d'organizzazione di crescente peso, la cui defiw.ione porta a individuare taluni punti fondamentali e di innegabile valore indicativo di un proces.50 evolutivo meritevole di molta attcmfone . Premessa l'csisleuza di tipi partic:olari di problemi da denominare operativi in quanto pertinenti a operazioni nel senso già dìchiarato (Cap . I - n. 2, noi.a 2), quindi con una accezione non più esclusivament.e e nemmeno prP.valP.ntemente militare, queste cause sono: 1) l'aumentata complessità dei problemi operativi, cioè di quei problemi <l'organizzazione e d'esecuzione cui danno luogo m olte attività militari e non militari , come Lo sono le economiche, le ind ustriali, le tecnologiche, ecc.

2) la caratteristica dei problemi operativi di essere pro-

blemi di awne, quindi tipicamente dinamici, accessibili con vantaggio a procedimenti sistematici d'integra:done successiva, operazione durante e secondo i ris ultati di fatto riscontrati nel corso dell' operazione.


S6

I m etodi risolutivi dei problemi ordinari non sono adeguati nelle accennate circostanze e in particolare non sono validi in presenza di effetti di relroazione generica <lel tipo feed-back c1ei dispositivi d'automazione, sempre più frequenti nei problemi che si sono d etti d'azione. 3) l'inammissibilità della scissione artifìcio.~a in fasi distinte ed a se stanti della maggior parte dei processi complcs!'>i messi in atto da problemi d'azione, per il solo fatto d ' interessare discipline tradizionalmente d ifferenti. In tali circostanze la . scissione provoca una visione distorta o quanto m eno imperfetta di un corso <1i fatti per ipotesi e per. constatazione non semplice e perfino inesatte interpretazioni di cause e<l effetti. Anzichè scindere un processo evidentemente unitario per assegn are i problemi parziali a esperti specificamente compe · tentj . si afferma il criterio di riunire i mm petenti (ernppo} cd affidare il processo globale al loro esame collegiale (lavoro di gruppo). 4) l'of>f>ortunità di afJfnezzar e i reciproci riflessi tra un corso di fatti e l' a,n7,itmte. n el quale i falli si svolgono.

Detta opportunità è sempre più manifesta in presenza di problemi dipen denti da un numero co11siderevole di fattmj (parametri), dei quali l'aliq uota non nota o mal nota è rife ribile a un dato ambien te fcn ome11ico. Allora p u<> convenire di ragguagliare l'insieme d ei parametri ignoti o mal noti a un effetto d'amhiente. L'applicazione <lei criterio è un nuovo incentivo all'esame in toto · e al tempo stesso l 'esigenza va.le a sottolinf'.are la complessi tà di taluni tipi di problemi e la difficoltà d i giungere a una soluzione soddisfacente con procedimenti ordinari.


57

N cl suo indirizzo fondarnen.,. tale la R.O. rispecchia il momento attuale ciel pensiero scientifico e con questo atteggiamento si riconnette ai piani più elevati della conoscenza. L'uomo moderno ha visto intaccare il grandioso edificio di una ricerca scientifica fondata sulla indiscussa validità di un principio di causalità, da cui derivava la visione confortante di un mondo ordinato in modo immutabile da leggi fisse, il cosiddetto ordine dell'universo, nel quale la certezza degli avvenimenti era pari al rigore consequenziale dì caus,: determinanti e di conseguenze necessarie. Infatti si era venuto formando un nuovo ordine d'idee, nel quale un criterio d'incertezza sostituisce una certezza riconosciuta inesistente e in forza del quale è soltanto conscntiro congetturare mère probabilità di eventi, al più tanto grancli in determinati casi da potersi considerare certezze di valore pratico, ma non per questo certezze assolute. Il nuovo ordine d'idee deve la sua autorità, come la sua necessità e la sua fecondità , al moltiplic:arsi di prnhlemi tli una categoria particolare, aventi in comune la caratteristica di vedere in azione un numero consiclerevole di parametri, per di più non 1utti valutabili con es:.1.l:te;r,za, taluni nemmeno noti, problemi che spesseggiano in branche tra le più mo· derne delle scienze, affermatesi anche in campi molto differenti quasi a dimostmre la generalità del fenomeno, basta citare la fisica nucleare, la biologia, le scienze economiche -~ quelle sociali. Il falto, che si avverte ìn concomitanza della crisi del concetto di continuità sul quale, è ben noto, è impostata h matematica attuale (n. 8), impone una revisione d'impostazioni concettuali, anche se non costituisce un pericolo per la 11. - La R.O. e la necessità · di limitare il rischio.


58

solidità dell'attuale e<li:ficio della scienza, dato che in linea d1 a pprossimazione anche elevata, quindi generalmente sufficiente, que.c;ta resta idonea alla giustificaxione dei fenomeni, ahncno sim.: hè il mondo fenomenico s'identifica con un macrocosmo e sinchè i fenomeni sono pertinenti a una ma crofisica . Merita attenzione la circostanza che mentre il pe11siero teorico è alquanto scosso dalla riconosciuta indelP.nninatezza di fatti fondamental i, l'attività pratica si trova in presenza della sconcertante realtà di dovere vedere semplici probabi.lità statistiche nei fatti già considerati più certi. P er di più L'in certezza. degli eventi è aggravata in rnisura talvolta. considerevole dalla difficoltà di va lularc debitamente lulli i parametri in azione. Vi qui la 11e<.:essità di prernunirsi contro eventualità. diverse dalla previsione formulata secondo i criteri correnti. In altri termirù, Ja previsione è diven uta aleatoria. e la alea comporta un ris,;bio inevitabile in teoria e in pratica. È quindi razionale l'indirizzo che tende a ridmn:: il rischio ai mi 11imi termini in ogni circostanza di qualche rilievo . L'indirizzo prende consistenza, secondo un coerente ordine d 'idee, mediante l'applica;,jone di procedimenti sperimentali e di. accorgimcnli logici alla risoluzione di quei problemi i quali, per il fatto di coinvolgere attività. umane, si formano aì margini delle scienze esatte e naturali e contemporaneamente risentono dcll'inflnenza di altre discipline, come le morali, le economiche ~ le sociali, problemi che me· rilano di essere considerati operativi nel significato già dichiarato, pcrchè partecipano e sono intessuti di attività umane e in dipendenza di tale partecipazione presenta110 caratteristiche di razionalità soltanto mediata. Naturalmente non sono mancati e non mancano dubbi


59

circa gli esiti dell ' applica;,.ione a tali classi di problemi dei procedimenti in vigore per i problemi delle scienze esatte, in altre parole circa. la legittimità e l'utilità di . trattare problemi connessi con attività peculiari di uomini alla stessa stre,gua di problemi della materia. Peraltro è ammissibile ima utilità generica, quando siano osservate determinate cautele, e un rendimento soddisfacente di tecniche intese a limilare il rischio, vale a dire a ridurlo a valori tanto esigui da t\<;sere a.ccettallili. Le tecniche accennate rientrano nella competenza di una R.O., la qmtle per impostarsi su considerazioni del gener~ di quelle testè brevemente riassunte si estende evidentemente anche al campo delle relazioni umane e tocca perfino i motivi di una filosofia umana, in quanto dà norme di comportamento in vista di attività. concrete. Secondo questa visione la R.0. è da considerare come una prassi efficace per diminuire il rischio insito nell'azione e poichè l'azione dciiva da una precedente decisione, per diminuire il rischio della decisione o anche, con nn giro di parole in gran parte equivalente, per giungere a una specie di <e valutazione dell'errore )> , visto che si tratta di calcolare il rischio inerente a una determinata decisione. Va.lutazione dell'errore e calcolo del rischio che ne deriva consentono dì eliminare una parte consistente delle consegi.1enze dell'incertezza che comporta l'esercizio di attività aleatorie, con vantaggio considerevole, anche in base ad apprezzamenti. meramente intuitivi, dell'esercizio delle attività in questione. Sulla scorta delle considerazioni fatte, la R.0. assume il merito di una revi.sione critica del comportamento dell' <( Ope·· ratore )> , basata sulla predeterminazione di un certo numero di linee d' azione o di facoltà d'operazione e sulla precisa-


60

zione delle alee connesse· con ciascuna di esse, in sostituzione della decisione arbitraria, intuiti.va o deduttiva , quando ragiom1l::i, intuizione e ragionamento che restano drcoscritti a circost.:uw.e del tutto fortuite.

Qua.rido ]'esito è noto e quindi di merito a pprezza bile in via prelisuboptima o ottima le. minare, la decisione è priva di riEssa non ha allerna( ive : è ottima per ipotesi e di schio. fatto. In altre circostanze 1e ;:i ll'ernative esistono, poichè la valutazione dei fattori in azione non può aver luogo in modo esatto ed è necessario limil arsi a valutazioni solta nto approssimative. Allora prendono consistenza a lee derivanti da divergenze probabili., praticamente inevitabili, tra valutazione approssimatét ed effettiva consistenza di fattori. È corretto il criterio di ren<1ere mi11ime le a lee, poichè sono inevitabili. Questo è il compilo de11a. suboptimazione o della ottimali1,za2.ionc. Allora la R.O. dù:ien,~ una tr~cnica della ottimalizzazionc della decisione. Se si tiene presente che il caso accennato t) il più frequente, si è indoti i a concludere che la determinazione di soluzioni otlimali riveste il più grande interesse. In assenza di soluzioni oUirne nella risoluzione di pro blemi affetti da parametri incerti e perfino ignoti, è compito del ricercatore operativo di scegliere, con cautele op · portunc e con discernimento, fa. soluzione da ritenere più vantaggiosa h-a le varie soluzioni possibili per ipotesi, cioè la solu;•.ione ottimale. Evidentemente la ottimalizzazione imporla una ~celta tra un numero di alternative ristretto, norma.1mente inferiore alle alternat ive reali, per ipotesi e di fatto molto numerose e spesso non numerabili. L'accennato indirizzo è largamente operante · nell'ordì12. - La de e is i on . . e


61

naria attività umana, ciò che costituisce uno dei motivi principali del ricorrente riconoscimento di atteggiamenti e pro. cedimenti di R.O. che si sono detti ante liUeram. In quest'ordine d'idee sarebbe giustificato l'apprezzamento della KO. come uno sforzo di sistematizzazione e anche di perfezionamento di modi d'azione esercitati largamente e da tempo. Un'altra nozione interessante si riferisce all'inciden1..a del livello di ottimalizzazione adottato. Procedere a. un livello poco elevato non è producente; occorre operare almeno al livello immediatamente superiore all'ordine di approssimazione previsto necessario nell' « operazione » in esame. Incidentalmente si nota che l'apprezzamento della incidenza delle ottimalizzazioni a differente livello costituisce lo spunto per un'analisi scientifica del problema della selezione dei procedimenti di R.0. Ritornando all'argomento " soluzioni ottimali )), es.."o sì può consiòerare frutto ài una. impostazione raz.ionaltl d'idei che assume a11torità col procedere del tempo per effetto della. accresciuta difficoltà di esercizio dell'impresa e degli acw;sciuti rischi dell'imprenditore, in dipendenza dei compiti divenuti correnti e dei mezzi messi a disposizione dal progresso tecnico. Al giorno d'oggi gran parte dell'attività tecnica o economica s'informa, per necessità di cose prima ancora che per disegno meditato, alla individuazione di decisioni le quali, per l' (( iter )) seguito nella loro formazione, non possono es sere altro che decisioni ottimali. Risultati del genere sono sempre meno assicurati da procedimenti lradizionali, per quanto tutt'altro che privi di merito, e d'allra parte le alee derivanti da procedimenti tradizionali hanno raggiunto entità molto considerevoli. In questa realtà di fatti 1a R.O. ha trovato un terreno pro-


62

pizio di diffusione, poichè si · è dimostrata idonea a fornire soluzioni convenienti chiamando a contributo 1) l'apprczzamr.nto diligente dei dati d'impostazione, facendovi convergere di volta in volta. cultura. scientifica., istruzione, informazione e a ccerta mento s1atistico; 2) ]'adozione di metodi raziona.lì per la. risoluzione di svariate classi di problemi, cioè la loro tr~1ttazione rigorosa dal punto di vista logico.

Di c1ui il ricorso sistematico, ogni qual volta conveniente, alle impostazion i risolutive di tipo matematico, sulle quali converge anche~ la richiesta cli dati di soluzione di tipo quan-

titativo; 3) la cliscussion(' lki risultati, come modalità corrente di verifica de11a loro rispondenza., e l'esperimento, sia nel corso del1a ricerca. p('r determinare o controllare il valore di parametri imperfettament e noti, sia al suo tennine, per convalidare il merito eff.,ttivo ilf'i risnltati co11segni1i; 4) le modalità opporturw di decisiont>, allo scopn e.li aclol.tarn a ragion vedula tma linea -determinata di azione tra quelle ritenute accessibili, per ipotesi in numero e di contenuto tale da consentire e dare pregio a una scelta effetti.va. In definitiva la R.O. è una tecnica sfJecifica per la decisione razionale. Il merito di una metodologia <l'avanguardia è sottolineatQ dal fatto che, in dipendenza dei procedimenti adottati, i risultati sono esibiti di regoht in termini quantitativi e la scelta tra le variè soluzioni· disponibili verte su dati determinati.


63

Da un punto di vista metodo13 · : La ricerca .integrata Jogir:o-sistematico riveste intecd •1 gruppo di lavoro. resse la definizione del posto d:1 assegnare alla R.0. nell'edi:fido delJa scienza moderna e dPlle tecniche che da questa hanno preso origine. Certamente essa non è ricerca pura, per quanto all'occorrenza tragga partito e anche solleciti contributi di scienze pure, e nemmeno è una ricerca applicata, come potrebbe arguirsi se si considera che essél sta costruendo una prnpria. pras.i;;i e in questa costruzione, tuttora in corso, una unii:ù concreta di procedimenti deve essere chiesta a nn lavorn ulteriore di sistematizzazione di concetti e soprattutto di éttti. Piuttosto è da ritenere un metodo di penetrazione dì problemi complessi, che utilizza in modo eclettico i contributi di scienze disparate, è in altn; parole quel che si pof:1'ebbe dire t,tna ricerca integrata. Il concetto di ricerca integrata è fecondo ?. ;11 tempo stesso denso di significato. Esso individua un indirizw di ricerca differenziata, rispetto a una comune ricerca applicata, destinato ad estendersi per effetto del carattere di confluenza di più scienze che vanno assumendo molle tm le branche più recenti della ricerca scientifica. 11 concetto s'imposta sull'applicazione di procedimenti di aggressione dei problemi corrispondenti, procedimenti che s1 potrehhero dire concentrici. I problemi infatti sono attaccati da. molti lati ad opera di ricercatori· esperti in distinte discipline e l'azione di concerto trae vantaggio, oltre che da una convergenza di tecniche e 'di sforzi, dall'apporto dì solid~ conoscenze in domini scientifici cli accertato rigoglio e di ricco patrimonio. Di qui una nuova e valida ·giustifica.:done del ricorso alla pratica del lavoro di gruppo, già vista nella opportunità di


non scindere artificiosamente problemi complessi (n. 10) e adesso confermata dall'utilità di un'aggressione concentiic:t dcli' oggetto di ricerca. L'indirizzo è destina i.o a estendersi perchè la R.O., come attività razionale e scientifica di recente formazione, non si appoggia a una sdenza parl.icn1are, ma è essa stessa una zona. d'incontro di varie scienze, come lo sono altre disdpline scientifiche modeme, ad esempio la cibernetica e l'eletlronica, due parenti prossime colle quali è difficile stabilire netti confirù, tanto i rispettivi c,ampi d'attività risultano strettamente imbricati e parzialmente sovrapposti. Ancor meno la R.0. è una ricerca specializzata, per quanto convochi esperti d i conveniente specializzazione su ogni genere particolare di problemi e per ogni differente classe di problcnù si pos.,;;1 a rigore cnngettumre una particolare ricerca operativa. ~1~i falli sussiste una R.O. militare, deih ,pmle si possono intqve<lern nnmC"rose ripartizioni , e varie KO. civili, che si applicano a problemi di organizzazionl', di programmazione di attività disparate, di razionalizzazione di procedimenti e così dì seguito. Anzi la R.O. m~ga in linea di massima, sia pure limitatamente ai prop1i fini, come è naturale, l'utilità de1la speciaiizzazione perchè supera sistematicamente le facoltà dt>l· 1' esperto specia1i:-:zato. In effetti il ricorso alla R.0. ha luogo dopo constatazioM che un problema obiettivo esorbita dalle possibilità risoh:.tive di una determinata metodologia specifica e deve essere affidato a una pluralità di esperti, ciascuno versato in una disciplina particolare ma officia.to a impegnarsi in materia non di stretta pertinenza, e ancor più trae vantaggio da un'éUII·· pia visione dei fatti, che in genere non si accompagna con una stretta specializzazione.


65

Piuttosto il segreto del suo successo è da individuare nel1:t s ua essenza di ricerca impostata sull'esercizio di modalità di verse di aggressione contemporanea di problemi pratici, sulla r.nnfJuenza di sforzi che ne risulta, sull'affinamento dei procedimenti cammin durante, favorito dalle consultazioni periodiche tra i membri del gruppo di lavoro, nella forma di aggiustamenti successivi e ripetuti di sforzi e di perfezionamento instancabile di risultati. U lavoro di gruppo dà origine al problema <lel capo gruppo, problema di precisazione di competenze più che di organizzazione, perchè sotto questo punto di vista la designazione risulta facilitata dallo stcs.5o spirito di ricerca che f' insito nella mentalità di tecnici. Il più delle volte la grn.dazione delle collaborazioni che si stabilisce automaticamente nel gruppo di lavoro fornisce l'indicazione più efficace circa la. ~twnu del capo gruppo. Peraltro in ricerche di particolare irnportanza e difficoltà il capo gruppo può essere ricercato al di fuori dei componenti del gruppo, ad e.sempio prcs..<:o i centri elevati di studio, presoo la grande industria o infine presso le gra11di organizzazio11i economiche. Una norma generale ha. acqufr,lato il valore di prescrizion::: categorica. ed è quella del valore crescente della conoscenza e in specie della conoscenza scientifica. U II tempo si soleva dire che volere è potere; oggi è certo che non basta volere, perchè bisogna anche sapere. Ccrtarnente non si tratta di preparare i filosofi da porre a capo della repubblica <li Platone, ma è certo del pari che ingegneri e scienziati sono investiti di necessità di una quantità. di questioni c:he concernono al tempo stesso piani elevati cli conoscenza scientifica e piani elevati di azione politica e dj governo, in quanto toccano molto da vicino gli ·interessi pri-


66

mordialì .degli Stati, da11a difesa nazionale alla prosperità. dei paesi e agli standar~ di vita dei loro cittadini. <e La seconda guerra mondiale ha mostrato una curiosa evoluzione in quanto ai suoi attori: il personale militare è stato sin dall'inizio soppiantato dai tecnici ... : pu<'> aJTerma..rsi oggi che è stata una guerra d' ingegneri. Essa si chiude cnlh bomba atomica, perciò con una specializzazione ancora più spinta, <:on una promozione degli scienziati al primo posto della difesa nazionale )> (5). Ingegneri e scienziati valgono qui per individuare due piani di conoscenza tecnica e scientifica, che colla loro altez.. za indicano il cammino percorso da un progresso scientifico in marcia . . l problemi a!{ilali dalle correnti attività di pace e di guerra, in riflesso di atti organizzativi divenuti di grande comple.•,sit:'t e di pericoli sempre più gravi cli disorganizzazione, non, sono ctm.7!{:nù:.ntem,entP: risolti .w: non facendo con· vergere nello sforzo risol'Uti?Jo stali maggiori di scienziati ed eserciti di tecnici. T..a R.O. non impone la

1·muta · a prospettare delle soluzioni ed a com::darle di un gill(lizio di merito relativo (il procedimento è implicito anche quando viene prospettata una soluzione sola, perchè l'eliminazione delle altre ha avuto luogo in via preliminare). Questa linea di cnnclntta è suggerita da un duplice ordine di motivi. Tn primo luogo l'esame, per quanto diligente e concentrico', non ha potulo includere quei dati di fatto che 14. - Decisione e predecisione.

· · <1ec1smne; f'i;sa s1·

(5) J. THIRAno: F.n;rgìa Atomica e UnìvenQ. Ed. Mondadori, Verona., 1.952, pag. 233 .


67

..,,,n,> tuttora oggct lo di valutazioni sintetiche e sommarie in forma di giudizi soggettivi., .i ntuitivi e difficilmente giustificabili logicamente, co~e molti paramet ri sociali, economici e politici, che pure acquistano tanto maggiore ril ievo quanto più alto è il piano sul quale viene esercitata l' attività obiettiva. La val11ta;1,ione di questi parametri, come l'appn~;1,;1,ame 11to di altri imponderabili di tenipo e l uogo, di opportunità e di convenienza in relazione a situazioni fluicle attuali o in formazione , il1we essere Lasciata all' individuo o all'urga.no. responsabile, il qua le è tenuto a considerare il mc1ito d ei giudizi richiesti e ottenuti d alla R.O. e ad agiJ:e con piena informazione, nel modo giudicato migliore per sua sciem:a e coscienza. In secondo luogo il fatto stesso <ldlà responsabilità ine· rentf~ nella d ecisione esige che qur$ta. sia presa colla mag giore liberi:\ di scelta, ia.11to -più che ]a R .0 . non può ;:issicurare l'esito e qualsiasi soluzione adottata esige il controllo nel r,orso della eser:uzione, pct conformare l'azione alle mo<lific.a.zinni della siluazione intervenute dopo l'in izio dell'operazione rispetto aJla iniziale die è servita di h~se. In breve, sia l'organ o, sia il singolo responsabile, un:t volta in possesso del responso della H .O., ne tiene il conto che giudica opporhmo, ivi compreso anche quellci d i non farne alcun coni.o. Esso è quindi in faco1t;i di agire anche in senso opposto, scw..;\. l'obbligo di giustificare presso terzi 1:: d eroga dai suggerimenti riccvul i, nemmeno nel caso che 1a d eroga abbia avuto per conseguenza risultali nP-gativi. Secondo quest' ordine d'idee, che evidcn tP.rnèntc c~involge argomenti di considerevole interesse morale e pratico, il ricercatore operativo, o l'analista come viene detto in America, è giustamentr denominato << predecisionista >,,: cÒn un


68

termine di suono e di pronuncia alquanto difficili, ma di valore .semantico prcgevol~. lnfalfi ·esso inquadra debitamente le funzioni della R.O. contro la tendenza, da parte ,l'entusiasti incauti, di attribuirle compiti che esulano da possibilità effettive e, delin eato un quadro di giusti lirnili, toglie mordente alla inclinazione di scettici ad oltran za, soprattutto male informati , di negarle qualsiasi utilità di coni ributi . Salvo abbandon are il termine a favon : <li altr i più rispondenti, fos.<sero p ure quelli di <( tecnico della decisione » o anche più generi,..:a111e11le <li e< ricercatore operativo l > già usato, è inrluhbio che il predecisionista è il collaboratore più diretto del capo responsabile dell'impicsa. Tale colla borazione rcn<le impe11sabile un antagonismo lra c::ipi d'impresa. e op1:ralori di R .O. Si soggiunge d w la funzione non manr.a di analogie con incombenze in allo d a tempo presso uffici direttivi civili e militari. lu t1u11dro milirare svolgono attività. predecisioniste i moderni Sta ti Ma ggiori, talchè l'affiancamento a quest'ulli..mi di uffici o gruppi di RO. ùeve interpretarsi come il perfezionamento d i un' attivib) già. esplicata per esigenze a; fatto in vista di un",tccrcsciuta ùiff1colti e complessità di funzioni . · · · Una volta messa la questione nei termini indicati, sembn1 che lo scetticismo o anche soltanto gli atteggiamenti di distacco e di disinl.eTesse, da non confondere con dovute ca utele verso ciò eh~ è 11uovo e ancora imperfettamente a. punto, siano per lo meno fu ori luogo. La R.O. si è afferma.la, <lopo i servizi resi in guerra, pro prio in quegli ambienti della grande. industria e delle grandi organizz~ziÒni. commerciali che, obbligati a render conto di profitti e perdite ai loro azionisti ed a ~ostencre la concorrenza


69

in termini di efficiem,a. di produzione, non perdono il loro tempo dietro chimere e per contrn sono portati ad apprezzare q uel che contribuisce efficacemente all'economia. dello sforzo e dc11a spesa, in altre parole alla huona organizzazione prod utti vistica ed economica. L'apprezzamento competente e controllato degli accennati ambienti è tanto progredito che la R.O. in campo civile ha lasciato molto addietro una R.O. militare, vale a dire una R.O. intesa a risolvere problemi militari d'organizzuzione e operativi. Si è fatta citazione dì um, R.O. civile e di una R.O. militartt sulla ba."e dei problemi investigati <fa1J'una e dall'altra, ma la discriminazione, come si è già notalo, è in gran pa rte fom1ale e quindi scarsamente operante. Quando variano i campi d'applicazione e le classi di problemi, mutano mezzi e scopi; non niutélJlo in sostanza facoltà e proceùirnenti. Di conseguenza è concepibile cd anzi da prevedere il trasferimento dei progressi ,1a.ll'una all'altra ed esso ha luogo di fatto, ciò che autorizza la dedu;~ione di un'effetfrva unicità intrinseca e fondamenla le della R.O., qualunque sia il campo nel <1ualc viene esercitata. Una effettiva unicità ha per conseguenza che le afferma· zioni conseguite in un campo vanno a vantaggio del progresso generale della ricerca, allo stesso modo che non tardano a trovare applicazioni in direzioni anche del tutto diverse. Questa precisazione ha consiclerevole importanza per un giudizio positivo circa gli ulteriori sviluppi della. R.O. Essa inoltre è garanzia di economie di sforzi e anche di convergenze di procedimenti di particolare pregio, nella formazione di una. prassi coerente di R. O.


70

lYL

L. Hurni, inaugurando a

15. - ·Fasi 8 momenti Chicago la e< Operations Renell'eserci:z:io C' • t " · . . . della R.O. · searc h ;:,r,cie, y o f ,-imeri-. r:a » (6), ha ri~sunto in tre fasi il processo generale di una

investigazione di R.0.: 1) l'impostazione del problema, 2) laricerca propr. detta ·e la sintesi, 3) la. decisione. Ciascun:.t fase consta di più momenti. · La fase d'impostazione presenta. tre momenti: . . . a).,defini:iione del sistema <l'informazione di base, b) . determinazi~ne delle . .caratteristiche operazionali. delle questioni in studio, . . e) ridimcn~ionamento dei punti a) e. b) in base alle caratteri~fiche Òpl:raziònali accertate per effetto delle attività. svolte ai punti citati.

La fase della ricerca e sintesi presenta almeno sei mo . in.enti: · · d) determinazione dei metodi e delle unità di misura, · e) preparazione dì un modello, l) selezione dei metodi ma.tematici ulili, g) discussione dei criteri di couformità operativa del modello, · h) interpretazione del modello senza deformare .l a struttura: fondamentale · dei fatti investigati, i) inventario e classificazione di merito comparativo delle alternative che si prospettano (tipi d'azione o linee ùi azione) al re!';ponsahile per le decisioni di competenza. (6) M. L. HvRNI: Observations of America ,, . n. 3, I95·l·

m1

R.O.

«

Journal ' of 0 .R. Socicty


71

La fase della decisione sì sviluppa a sua volta attraverso tre momenti principali: .. l) descrizione della questione in esame,

m) presen1.azione delle allernal.ive, coll'indicazione delle difficoltà da superare, · dei vantaggi e degli inconvenienti inerenti a ogni alter·,:mtiva presentata, n) ipotesi, scopi e limitazioni inerenti a ciascuna alternativa.

Normalmente la R .O. si ferma a questo pnnto, ma non è da escludere che a richiesta dell'organo eseculi vo ne sia so~· lecitata l'assistenza durante una parte o tutto il corso della azione successiva. A <p1e:-;to proposito è utile chiarire che cosa s'intenda cspri· mere colla locuzione tipo d'azione o linea d'azione. Si tratta di un'espressione sintetica che ingloba tutti gli atti pertinenti a una detenuinala condotta, che può essere trasferita ad altre espressioni particolari - e lo è difatti in ta.111ni sviluppi teorieo·pralici di R.O. - crune atteggiamento, comportamento, politica o strategia, tutti e in specie i due ultimi con significato specifico e limitativo rispetto all'accezione più generale dei termini. Evidentemente il trasferimento da linea o tipo d'azione a comportamento o strategia implica una soggettivizzazione del· l'attività operativa, che è peculiare della R.O. e che non ha riscontro in altri domìni scientifici, soddisfatti di una completa indifferenza di fenomeni ri8pelto ad attori più o meno necessariamente coinvolti. Sull'argomento, di considerevole interesse eristico, si ritornerà più oltre (dr. Cap. VI). Per il momento è sufficiente constatare che tipo o linea


72

d'azione sono locuzioni abbastanza. generiche e pertanto suscettibili di assumere un conveniente significato in R.O. Come applicazione ,It'.lla tesi esposta si formula. una d1,finizione : e< La R.O. iudividua lince d';izione per svolgt!Te determinate ·operazioni e le correda di una serie d'inforrnazioni (casistica. di dal.i) concernenti le alee connesse con ciascuna, da porre a base della scelta della soluzione conveniente >>.

*


CAPO

III

LA R I CERCA OPERATIVA COME TECNICA DELLA DECISIONE Il progresso generale della civiJtà meccanica ha aumentato in misura considerevole la <lisponibilità. di beni strumentali e di conseguenza le facoltà di prnduzione di beni di consumo e di servizi, nonchè il peso dei problemi di organizzazione e di esercizio dell'impresa, oggi presenti in termini nemmeno concepibili :11l'cpoca in cui l'atti:vità pruduttivisl ica si conformava a schemi organinativi e funzionali di caratteristiche semplicemente artigianali. La congiuntura importa il fatto di considerevole valore critico e ciii nonostante rararnente posto in rilievo o quanto meno posto nel rilievo che merita, che trasferire ai tempi d'oggi abitudini mentali e procedimenti d'esecuzione del buon tempo antico, senza sottoporli a una diligente opera di revisione e di adeguame11to alle nuove esigenze, è altrettanto pericoloso per il dirigente d 'impresa quanto per il conduttore il procedere a forte velocità. su di una. strada di intenso traffico senza ri!.pcl tare le norme dì circolazione: e l.1 segn aletica stradale: gravi incidenti si verifica110 a più o men o h reve scadenza di tempo e quand'anche gli avvenimenti non assumano un aspetto catastrofico, ben presto si ma.nifestano e poi si aggravano quelle situazioni caotiche che sono 16. - Origine di una tecnica della decisione.


74

il s(:gno premonitore dei processi di disorganizzazione e di disfunzionamentu. ~uesto infatti è l'evento corrente: la deroga dalle buone norme di gestione dell'impresa, deroga nella quale si può sintetizzare il difetto d'organizzazione e d'esercizio, in defirùtiva. l'errore di concezione e di azione, porta a effetti di crisi hrnzionale, che logicamente sono tanto più grn.vi quanto più complessa. è l'organizzazione colpita, co111plessita. a sua volta imposta dal considerevole sviluppo di processi produttivi e dalla grande capacità di produzione degli impìanti moderni. ln altri termini l'errore viene pagato sempre più càro <:-> quindi è un incidente sempre meno tollerabile. Ancor pii! incisivamente si può dire che l'errore è un lusso che nessuno considera di buon gusto e che pochi ormai si possono permettere. Le poste in giuoco nei conflitti d'interesse accesi nello svolgimento d'attività di rilievo escludono qualsiasi atteggiamento di leggere7.za. Di qui la norma sempre più prevalente , anche quando irnisprcssa, di evitare a tutti i costi l'errore e di cautelarsi contro il rischio ad esso inerente. L'errore deriva da tre cause principali: l'imperfetta conoscenza della natura (l'ignoranza), J'iÌ1cidenza dei fatti fortuiti (il caso), l'incertezza circa il comportamento altrui (l'antagonista, avversario o conconcntc) . In dipendenza molli problemi che coinvolge l'attività umana (problem i d'impresa) abbandonano il comodo ma irreale limbo della impersonalità p~r soggettivarsi in conformità della loro consistenu concreta e in pari tempo prendono sostémz,t, più per forza di cose che per progetto illuminato d'interessali, i provvedi-· menti atti a garantire contro il rischio dell'errore, come la istruzione e il perseguimento del progresso della conoscenza,


75

il perfe7..ionamento della direzione d 'impresa, ·l'associazione e l'assicurazione e d'altra parte si vedono impostare tecniche specifiche, le quali icrnlono non solo a disciplinare il caso. e qui soccorrono teoria della probabiJità e lecniche statistiche, ma anche a definire il comportamento pi1ì opportuno in determinate circostanze, cioè introducono la nozione di raziona- · lità degli atteggiamenti soggettivi; per dare luogo a !:ioluzioni certamente razionali dei problemi più svariati <l'attività uma na, nella fondata ipotesi che la soluzione razionale assicuri la solll:done ottima o quanto meno una soluzione ottimale (n. I4). I procedimenti impiegati a llo scopo sono molteplici e di vario tipo, ma. è consentito di considerarli n el loro complesso manifestazioni di Ullil specifica « tecnica c.ldh decisione )) , in riconoscimento della sua finalità permanente di risolvere in modo razionale i problemi di decisione. La locuzione . 1, tecnica della 'decisione >) è suffragata altresl dalla prcvi:;iuHe. e dall 'intenzione di raggiungere lo scopo mediélllte l'applicazione di procedimenti di tipo scientifico. AJ momento presente una tecnica della decisione è a ncora in fnnnazione, nè le si può attribuire un contenuto com piulamente definito. Per di più essa assume. aspetti differenti ser.011do i campi nei q uali è chiamata ad a pplicare i suoi metodi, in dipendenza delle caratteristiche tipiche dei problemi oggettivi, cioè della problematica spcc.ifica d i ciascun campo d'azione. Di qui la constatazione .d 'indirizzi e di metodi particolari, secondo la specie delle attività cui essa è applicai.a e l' esistcnra di procedimenti risolutivi caso per caso o classe per classe di probll".mi , i quali coprono l'intera gamma. de1le soluzioni, dalle esatte a quelle soltanto approssimate, ma di approssimazione nota e talora perfettibile a volontà e secondo


76

diligenza d'operatori, e infine alle inesatte in termini convenzionali, peraltro provviste di m1a elevata probabilità di costituire di fatto soluzioni accettabili (ad esempio, le soluzioni che si sono già dette ottimali) e pertanto d'adozione preferenziale rispetto a soluzioni estemporanee e di carattere esclusivamente empirico. Mette conto ùi porre in rilievo, sia pure di pas.,:;aggio, eh~ gli accennati procedimenti, . pur nella loro attuale eterogeneità. e d isparità di rigore, si conformano a quella conce1.ione del comporlarnento razionale che B . Russel ha definito che « that habit o/ basing om· hclu:f upon observatùm and inferences as impersonal and as much disvesled of local and tcmperamental bias, as is possible for human l>eings » (7). Una v olta accertatane la possibili I~ , oltre d1c I' or~ portnnità ~ anche la necessità, è allettante a prima impressione la concezione di un,i. tecnica della decisione idonea a fommlare prescrizioni di valore assoluto. D'al tronde la concezione non è nuova, se pure rinnovata sotto le istanze di una problematica ardua e ùi crescente comJJJcssit~ . Basta riferirsi alle proposizioni del T,eibniz, il quab ebbe l'intuizione, senza. peraltro realizzarla in pratica, di una manien1 di affrontare i problemi logici come problemi di una contabilità e< sui generis )) , mediante l'imbastitura di una e< logistica » in veste di stsmnento universale di natura logicomntematica. Di qui il suo noto adagio: « invece d i d iscutere, ca le.oliamo ». 17. - Valore e limiti di una te cnica de lla decisi one .

(7) 15. R ussct. : H i:;tury of W este"'" P hilosuphy. G. Al leJ1 & Unwin Lm 1. London . J<J.55, pag: 864.


77

Dell'accen11ato ordine d'idee, la co111~e;,.ione più fruttuosa è stata sino acle!:>So quella ,lel ricorso a stnnnenti matcmatjci, convalidata dal potente contributo che questi hanno fornito a l mira.bile sviluppo delle scienze modt~.me della natura, assistiti da un'as..c;iomatica., assurta a importan;,.a di disciplina a sè stante, in qualità di preventivo o di correttivo nei confronti dell'errore logico sempre in agguato. Senza volere sostenere che la lesi a bbia un valore perm anente, è innegabile l'impostazione prevalentemente matematica che tende a<l assumere al giorno d' oggi una tecnica della decisione, sìnp a dar luogo a proprie esigen;,.e in fatto di algoritmi da impiegare e quindi all'aperturn. di nuovi campi di ricerca matematica. In questo senso il metodo scientific:o nell'esercizio della impresa o nel governo tleU'azienda , int·esi entrambi i termini nella loro accezione più vasta, è divenuto assai più di un'intenzione, perchè lo si può considerare ormai un indirizzo denso di contenuto e operante, nella cui applicazione occorre fare riferimento a1l'csse111.a della prohlematica offerta da ciascun campo di attività specifica. Questa è da distinguere secondo le caratteristiche dei paramebi in azione, da noti ad apprnn.abili con un'approssimazione perfezionabilP. secondo necessità entro determinati limiti e ad incerti e dipendenti da circostanze dal più al m eno aleatorie. Mentre per i problemi del primo tipo le soluzioni esatt.·e sono reperibili mediante procedimenti rigorosi o pressochè tali, ·e il pressochè è suggeri to da consid1mtzioni di tempo a disposizione e di diligenza da spendere da parte di opera.tori competenti - due più due fanno .quattro ed il risultato di una somma non è stato considerato mai opinabile - , nella risolu½ione dei· prohlemi che presentano patamctri a.lea.:..


'78

tori le soluzioni .sono affette da · alce di varia consistenza, in presenza delle quali al massimo è consentito di accogliere i risultati conseguiti alla stregua di semplici probabilità, cioè · di fatti attendibili sempre che non si esdnòa l'a,rverarsi di eventi diversi. È ovvio che in questi casi il valore normativo dei risullati s'inflette considerevolmente. I risultati possono essere considerati validi · o non validi secondo il giudizio di chi ha l'ufficio di utilizzarli, in dipendenza di che prende consistenza un c:oe,fficiente soggettivo di valutazione di merito e un'esigenza oggettiva d'integrazione mediante aJli successivi allo scopo di perlezionarne il contenuto in vista della risponclenza della decisione pendente. D'altra parte i problemi affetti da parametri aleatori - · in breve i problemi aleatori - eludono l'efficacia dei metodi ordinari di calcolo ccl . esigono l'uso di strumenti speciali, conformì alla loro esse11:1.a e alla finalità di raggiungere risultati quantitativi di esattezza sufficiente. Una tl';(~nica della decisione trova in qneslj casi argomenti di applicazione promettenti e prcssochè esdusivi; tanto da consentire di configurarla come una disciplina specifica per la risoluzione di una problematica che sfugge a metodi ordinari e non · ammette procedimenti risolutivi di tipo classico. La discriminazione di cJassi di problemi, · distinte per caratteristiche d'imposta:,..ione e per modalità di risoluzione, presenta un elevato va.lore ontologico ed ha riflessi perfino nel campo di una normativa morale, in quanto dà criteri per definire la responsahilifa che importa la decisione (n. 23) . · Restando per il momento in campi puramente tecnici, è da pensare che gli esperti di tecnica della decisione porteranno .in misura preferenziale la loro attenzione sui pro- ·


79

blemi a leatori. e che il loro compito precipuo consisterà, nel quadro dottrinale, nel trasferire il maggior numero possibile d i tali problemi nel novero di quelli risolubili con procedimenti di tipo ordinario e per l'aliquota refrattaria al trasferimento nell'inventare strumenti idonei per soluzioni di approssimazione sufficiente, in guisa da ridurre ai più ristretti termini i procedimenti di decisione consuetudinari, di carattere empirico.

18. - Si ti già fatto largo ncorso a concetti e tennini matematici. La circostanza deriva dal fatto che la matemalka fornisce con larghezza procedimenti logici rigorosi e inollre ~ chiamata di necessità in causa allorchè sono rkerr.a.li risultati quantitativi, come tali espressi da numeri e implicanti un calcolo numerico. Peraltro non si d eve mai perdere di vista che la matematica è un mezzo e non un fine, appena si esca fuori da incombenze puramente dottrinali e tutte le volte che si abbia di mira la risoluzione di problemi pratici. Infatti il fine resta sempre l'indivicluazionP. di soluzioni ottime od ottimali di dctenninati tipi o classi di problemi . Nè il ricorso a mezzi matematici deve essere incentivo. alla superfetazione matematica ed al rigorismo o all'assioma.. tizzazione eccessivi, di danno per l'economia del pro-. cesso risolutivo per il solo fatto di essere eccessivi ed a parie ogni altra ovvia. considerazione. D'altronde non interess:mo risultati puramente formali. Lo scopo è b:m diVfirso: si traila in via prelirnirare di acquistare buone aperture di vista su] procedere intd.nscco dei fatti e sul giuoco l'.eciproco dei fattori in azione, per ipotesi numerosi, cioè sul maggior numero di elementi che condizionano un problema obiet-


·ao tivo a cominciare naturalmente dai più importauti, e in via definitiva di apprezzare debitamente il merito effettivo dei dati risolutivi ai quali si è pervenuti o si pm) pervenire. In queste circostanze ccl a maggior rag.ione che altrove, più che il rigorismo ha va.lore il criterio opposto <li considerare inutili risultati troppo fini, in spede quando le altrenaturc sono grossolane o quanto meno quando non è prevedibile di utili;,,z.are convenientemente una grande finezza di r isultati. Per contro è gcmffalmenfo opportuno stabilire in modo esauriente il grado <li precisione raggiungibile e utile, ciò che esclude a priori la convcnienz:t di rict!rcar e soluzioni esatte con un lavoro concettuale e d'esecuzione considerevole se l'esatte;,,za raggiunta. a caro p rezzo deve essere infirmata •la circost;i,r1ze inevitabili inerenti ai fatti in esame. Per evitare inconvenienti del genere e per nrnntcnere inquadrata la ricerca nel concetto di economia come si è prt;visto n ecess.·uio, torna a emergere la necessità di un'approfondita conoscenza del meccanismo che wnnette i fatti investigati, in funzione cli condizioni reciproche di cause e di effetti. E certamente non è sottigl~ezza inntile m ettere in guardia circa le conseguenze di errori non d'impostazione, ma di esc.·cuzione, come quelli che derivano dall'ordine di approssimazione di ciascun::t operazione parziale, in relazione al grado finale di approssimazione ritenuto necessario (errori di arrotondamento). ln conformità delle esigenze indicate non è indispensabile, ad es. nèllo studio del moto di tm congegn o nell'aria, e spesso è anche inutile, apprezzarne il peso sino a. frazioni di milligranm10 quando gli sca.rti n ella produzione industriale di ciascu11 congèg,io sono di un ordine ,i-1ille .voli.e più graiide e l'imperfezione della valufazione di parametri es-


81

senziali per stabilire la legge del moto (come temperatura, pressione, densità del mezzo, ecc.) non consente di apprezzare quest'ultimi che in termini di larga approssimazione (8). D'altro canto esistono problemi, e per esempio la problematica operativa militare ne conta multi, nei quali la difficoltà veramente considerevole e talora praticamente insuperabile di aJfrontàrn i problemi stessi in termini d'impostazioni convenzionali li ha fatli considerare per lungo tempo accessibili soltanto a proccdinumti empirici che, anche se rispondenti in linea d'appmssimazione sufficiente, non sono 1 piì1 rispondenti in linea di procedimento mncettuale. In questa caratteristica di molta parte dei problemi operativi e anche di queJH economici e produttivistid si deve vedere la causa.le del ricorso pressochè si.stematico a metodi estemporanei e tradizionali di solu:-:ione e, nelle loro forme migliori, a metodi intuitivi, come si riscontra nei. problemi <l'irnpiego di forze armale. Ora se questo poteva am mettersi quando i problemi in discorso erano di modesto rilievo e risultavano limita.te le con(8) Per ;;ott-olin!"..arn l' inu tili1h rli luJurn.: precisazioni in relazione all'ordine di grandezza corrr.ntP. degli eiruri cli valutazione di elemen ti fondamentali s i riferiscn il seguP. nte au,c,<lJulu. Un gruppo di Jjliologi esam inava un terreno in present.a del proprietario, un contadino am:iano, pP-r ùeterm i11arnc l'età geologica. Il prop rietario, intromessrn;i :i. 1111 c-R.rto mome nto nella conversa,zione, asseri di ritenere che l'età del t erremo rossP. di lrecLeI1tumilaquindici anni. Poichè l'ordine di grandezza ·.tella. v:i.lnt:i,.iooe e1·a acccttabìlc, i geologi portarono la lo ro attenzione d ivertita sulla precisazium; <lei 1.5 anni e ne chiesero la ragione. Il proprietario rispo!:le d1 e quiuùici anni prima un altro gruppo di studiosi aveva. stimata !'cl:;\ gP.ologic,t i_lcllo stcs30 terreno di trecentomila, a nni e quindi .nggi P.ssa dove vtt avt:r•; il valore che egli a veva indicato poco prima. gui si è in presenza <li una prP-C'isazionc irrc1,zionale e inutile. P:ccisazioni che superano stmsibil menlc la finezza cli un processo globale., cli caicolo sono anche dannose pèrchè inclucono i meno avyertiti 'l. prc~urnc.rc un'esaurienza di analisi che in cealtà non sussfate.. 6


82

seguenze di errori inerenti ai J.>rocedimenti seguiti, il pm delle volte inglobati nei larghi margini d'incertezza conseguenti a.i procedimenti grossolani di consuetudine - ed era invalsa l'abitudine di procedere a interventi correttivi nel corso stesso dell'operazione, abitudine che aveva contribui lo a cla-re un'impronta particolare, l.ra arti[,rianale e romantica, alla tecnica operativa, oltre che a costituire uno dei maggiori impegni dell'azione di comancln durante le operazioni - non è più tollerabile oggi dal momento che i problemi sono di regola tanto complessi da escludere la rispondenza di soluzioni ca.<;uali ed anzi esigono decisioni accuratamente ponderate, infine e soprattutto dal rnomenlo che i tempi di esecuzione hanno tendenza a restringersi tanto da rendere molto aleatori interventi correttivi estemporanei nel corso stesso dell'azione. Questi sono i motivi per i quali si prescrive la costante preparazione e l'osservanza di programmi particolareggiati, .di cui è indispensabile seguire lo svolgimento, per dare luogo agli interventi, anch'essi pianilicati, per q_uauto riguarda mezzi, tempo e luogo e quindi da esdmlere realizzabili e realizzati mediante a tti dal più al meno improvvisa.ti, interventi da inlerpretare come appuntamenti di obbligo che non si ritrova.no una volta perduti e che pertanto è irnlispf n-sabilc non perdere. · · In presenza di esigenze di decisione d'interesse veramente considerevole, sono destinali ad assumere importanti funzioni sia quella tecnica della decisione della quale si è fatto cenno. ripetutamente, sia i suoi tf,cnici, decisionisti o predecisionisti (n. r4), l'una e gli altTi impegnati in contributi essenziali in vista della razionalità delle decisioni di competenza di organi esecutivi, con particolare riguardo di quelli più elevati.


L' e-'ìigen.za di una tecnica della ilecisioue trova · assolvimento nell'esercizio della R.O. Allora decisionisti o predecisionisti sono da identificare in esperti di R.0. A complemento della definizione implicita della R.O. insita nel titolo del presente Capo. è da considerare che l'elemento caratteristico della prnh1ernatica operativa consiste in una spiccata instabilità d ì situazioni e nell'incidenza di fattori anlagouisti che si manifestano in gran pari.e del1e attività d'impresa, siano attività economiche, industriali o 19. - Tec:nic:a della decisione e ricerca operativa.

militari. All'aggressione di tale prnblematica si è ded:cata la R.O. dopo i successi riportali nella seconda guerra mondiale e una volta smobilitata, in primo luogo ai problemi di programmazione industri;.i le, e. conviene dire che lo ha fatto con molto successo. Incidentalmente si deve notare d 1e la R.O. s'informa .a uno spirito di ricerca non 1rgato nec:ess:ui:unente alla natura bellica dei problemi. l.a circoslanzc1. spiega il fatto che molti saggi e studi svolti tra il I 9zo ecl il J 940 possono essere attribuiti ad attività di qucUa. ricerca operativa che si . è <letta ante littu am,. L 'attribuzione può essere ripetula , con minore utilit~ . considerando ricerche svolte in tempi · ancor più lontani. È evidente che una R.0. vera e propria si è avuta soltanto dopo che deliberatarnente si è vista l'opportunità di risolvere con criteri scientifici argomenti che in precedenza seguivano un #er risolutivo di ti_p o diverso. L'identificazione di un processo ormai sconfato ha ùn significato interessante anche dal punto rii visi.a delle appJir:azioni militari, nel senso che il passaggio compiuto al te,rmine· delle ostilità può aver luogo in direz.ione opposta ogni


qi1alvolta se ne presenti la necessità.. In dipendenza .i risu~tati conseguiti da una R.0. civile sono di profitto in vista di una R.O. militare e, ancor più importante dal punto di vista concèttuale e dell' orgauizza:1.ione della nuova discipli.:.. na, si può persino escludere che esist,t una R.O. tipicamente militare e una R.O. tipicamente civile. La metodologia è in gran parte mmllne nei due campi e se una discriminazione è pensabile e nperan1e essa verte precipuamente sugli · scopi prefo;.~i e sulle queslioni presentate ai ricercatori, anche queste permutabili f! trasforma bili con relativa focìlìtà. Cosi restano convalidale le congetture di proficue collaborazioni e di frequenti convergenze di mezzi e d ' intelligenze nella risoluzione dei problemi d ' esercizio d'impresa, siano civili, siàno militari. · Il termine di eserd;r,io <l'impresa non è usato qui per la prima volta, ma stavolta vale soprattutlo a mettere in lucé che i problemi -:-el:.itivi snnn 1dlti loro lince generali problemi di · organizzazione e di funzionamento di organi od organismi investili di compiti df!finiti, anzi di organiu.azione in vista di un fu11:l.ilmamento, e comf! tali hanno essenzialmente di mira il miglior esito di un'attività specifica·, in allre parole sono problemi nei quali si 1·ichiede di rendere massimo (o di massimizzare) qualche aspetto fondamentale del processo stesso o al contrario di renderlo minimo (o di minimizzarlo). Ora problemi del genere, in quanto affetti da parametri variabili in funzione sia del tempo, sia di altri fattori intrinseci o esterni di natura tecnologica o economica, e per d i più variabili con legge imperfettamente nota, si diversificano da una problematica · convenzionale, per ipotesi affetta d :. fattori costanti. Il precedente accenno lascia suppùrre che le modalità ri-


85

solutive saranno con molta probabilità di tipo diverso da quelle cui fanno ricorso le ordìnarie tecniche di calcolo, le quali dal canto loro, se applicate, o d aranno luogo a risultati imperfetti o dovranno essere poste in azione dopo a vere modificato sensibilmente l'impostazione dei problemi oggettivi. Ad esempio, una delle modificazioni più comuni consisf-erà nel supporre costante qualcuno d ei para.metri variahil i, co1le conseguenze che saranno da. attendersi. In effetti ivi hanno largo impiego il calcolo delle probabilità., la statistica matenrnl.ka, il c?Jcolo delle variazioni ecc. e di queste branche sono uliliY-:r,ate le forrne meno correnti, come i modelli probabilistici dét riferire a lla parte dinamica della teoria cldh prnbabilità, cioè ::ii ('osiddetti processi aleatori di tipo non classico, ed i problemi varia,,ionali prevalentemente del tipo <e al contorno )•, dei quali, come è noto, non esistono metodi generali di soluzione. Le la.cune di una metodologia. risolutiva gcn<:r:a.!c rns1ringono ad accedere a procedimenti caso per caso e per la piiì parte approssimati. L'approssimazione è ,fotcrminata da lla hasformazione <lei problemi obiettivi, anche St'. dfcltuata colle opportune cautele, o in schemi atti a. rientrnn: in <~asi risolubili - e si tratta di un'approssimazione dei problemi-. oppure dal1a rinuncia a soluzioni esatte, o perchè non reperibili o perchè non è conveniente ricercarle per economia di pensiero e di lavoro - e si lrntta di un'approssimazione delle soluzioni ·--. Si soggiunge che la <liscrimimt:r,ione è soltanto esemplificativa, perd1è nulla si oppoue in linea di prindpio a che si ricorra a.d m1tram bi i prnc.edimenti in fasi diverse di un processo risolutivo complesso e perfino in t1na stessa fase. La necessità di considerare adeguate soluzioni soltanto approssimate ha un significato gnoseologico che conviene sot-


86

tolineare. Di fatti essa reintroduce ('.incertezza circa il me, rii.o della soluzione che la tecnica della decisione si era prop0sta di eliminare e di qui le alee del comportamento e il rischio dell'azi.one, poichè pur essendo molto probabile che gli eventi procedano scconcln previsioni, non è consentito escludere contingenze differenti clai risultati dei computi fatti. Si rirna11da a lle conclusioni per trarre qualche deduzione orientativa dalle circostanze accennate (n. 23). P er il momento si so ltnlinea la tendenza dell'argomento a sconf111are su questioni di contenuto precipuamente filosofico , che sono al di fuori e al di sopra del tema assunto . Procedirnenl.i di calcolo approssimato, come quelli ai quali si è fatto riferimento a.I numero precedente, sono noti tla tempo, come il metodo clellt~ approssimazionì successive o <li iterazione, ecc. Peraltro più di recente, sotto l'istanza delle r.ircostanze accennate, si è avuta in proposi to una evoluzione verso procedimenti di tipo particofo re, incrementati dall'entrata in ftmzione delle macchine calcolatrici moderne a grande prestazione. L'appli.cazionc delle macchine calcolatrici cosiddette elettroniche a servizio della tecnica della decisione ha avuto due ordini importanti di conseguenze: in •tuanto hanno reso effettuabili in un tempo ragionevole e sovente assai limitato (pochi minuti e anche por.lii secondi) calcoli che avrebbero richiesto un tempo inacceuabile se eseguiti mediante calcolo numerico diretto, hanno introdotto nella pratica corrente calcoli basati sulla ripetizione di operazioni analoghe per un numero grandissimo di volte; in quanto hanno reso partecipi di funzioni specifiche e importanti delle macchine - le cal20. - Tecnica della decisione e macchine calcolatrici moderne.


87

colatrici moderne - hanno dato lo spunto a visioni, in verità in gran parie fantasiose, circa la possibilità di realizzare « macchine pe.- deci.dere )>, provviste di doti d'efficienza e di esattezza di risposta estensibili a volont:'i. e quindi superiori a piani <li Cacoltà umane. È bene sgombrare in via preliminare il campo da infatuazioni di scarsa aderenza alla realtà coll'affermazione che non si tratterà mai di macchine in grado di compiere in modo autonomo e rigoroso atti di pensiero, quali occorrerebbero per decidere in presenza di alternative complesse. Al piiì le macchine calcolatrici di maggiori prestazioni possono essere di valido ausilio per lo studioso intento a risolvere tipi determinati di problemi <li crescente interesse pratico; resta peraltro fermo il concetto che un'attività di pensiero vera e propria è attributo esclusivo e non trasferibile e responsabilità ddla. mente umana. Ma ~ le macchine non hanno facoltà. <li sostiluire le funzioni fondamentali di un pensiero induttivo e deduttivo, non hanno intuito e tanto meno sono in grado di stabilire e di riconoscere nessi logici, si prestano però a riconoscere condi1.inni di eguaglianza e di diseguaglianza e,l opera.no con un.:l, cclc1ità, nell'r~,;;ecuzione di computi numerici, che è limitata soltanto da Ienomeui d 'inerzia, con una capacità cli mem01ia estensibile entro larghi limiti a. volontà, con un'assenza di errore ragguagliabile all'arresto in ca.so di errore e perfino al1' autocorrezione. Pertanto pongono a disposizione di utilizzatori esperti m1a memoria formidabile, certamente molto superiore a quella dell'intelletto umano, e una velocità di esecuzione, nel campo del calcolo numerico, molto maggiore del calcolatore più addestrato che ricorra ai procedimenti normali di calr:olo, oltre che l'attitudine a eseguire in modo d~I tutto


88

automatico una successione complessa di calcoli (programmazione delle calcolazioni). Si tratta ccrtam~nte di prerogative eccezionali sia pure in campi strettamenle ùerìniti, che rendono raggiungibili risultati molto interessanti solo che le si utilizzino• opporhmamente, adattando in modo conveniente i procedimenti applicativi. Ad esempio, una memoria formidabile congiunta con una rapidissima esibi7,ione <li risultati sono alla base di particolari elaborazioni e utilizzazioni. di dati statistici e attraverso la trasfom1azione di problemi rrnttematici in esperimenti statistici offrono 1111 meloe.lo per la risoluzione di problemi matematici non risol11Lili agevolmente in altro modo. La più semplice delle m acchine per <lcc:idere, se di macchina si può a ncora parlare per il solo fatto di ripetere lo schema concettuale di macchine calcolatrici ben più complicate, è la battuta di una rnonnt:1. ::i. testa e r.ror.e, pr()("cdimento del tutto casuale, anzi il prototipo della decisione affidata al caso, r.he nessuno penserebbe pott;r costituire criterio di decisione razionale. D'altra parte è noto che colla ripetizione per un numero molto c:onsiderevole di volte, una determinata operazione semplice cessa di avere un esito fortuito per conformarsi ai risulta.ti previsti dalla teoria della probabilità. Fatte tali premesse, considerato che 1a memoria della macchina può dare ragione c.on suffìciente rapidità di un « ordine >> di fatti casuali e q uindi della divergenza da quest'ordine per effetto d'infln~nze cm1tingentj difficilmente apprezzabili altrimenti - esse potranno essere ad esempio la individuazione di un parametro personale nella battuta della moneta o dell'osservanza di sequenze prestabilite non normali (galL'-sia.ne) o infine dell'imperfezione materiale della


89

moneta o del sistema di battuta - la macchina non solo è in condizioni di rilevare gli effetti delle accennate influenze contingenti, ma anche d'indica.re un comportamento atto a sfruttare la circostanza, cioè a vincere contro un battitore che non sia assolutamente impersona]e, il che costituisce innegabilmente un atto di decisione. A parie il fatto che nessun individuo è assolutamente impersonale, il che si ricorda a conferma della consistenza. del caso esposto e in pari tempo per riferirsi alla nozione di. (< equazione personale)) dell'operatore, di considerevole interesse pratico ed accertabile mediante esperimenti di deviazione ,lal comportamento assolutamente casuale o gaussiano, è innegabile che nella circostanza la macchina è capace di decidere razionalmente (nel senso cioè di assicurare la vincita, se questo è l'obiettivo di cbi la utilizza). Quel che importa porre in rilievo è che nei termini citati 1a macchina calcolatrice è divenuta una macchina ix:r la decisione razionale, in conseguenza di una profonda elaborazione d'impostazione problematica e della richiesta di risultati che corrispondono a una programmazione della sua utilizzazione in vista di risultati possibili e voluti. Si è alquanto insistito su di un esempio a prima vista banale perchè esso vale a illustrare in modo chiaro funzionamento e rendimento pratico di macchine calcolatrici moderne in talune categorie d'impieghi di diretto interesse. Emerge dalle note pre('.edenti la parte molto importante ::issunf:a dalla prograrnrnazim1e nell 'uso delle rmH:r:hine in pRrola. J.n effetti le calcolatrici numeriche sono atte ad eseguire soltanto operazioni aritmetiche, anzi non effettuano che la. somma di numeri, dalla quale, come è noto, è immediato il passaggio alle altre operazioni fondamentali dell'aritmetica. .


90

È merito di un'opportuna programmazione il passaggio dalle operazioni fondamentali a calcoli più complessi e talora anche molto complessi. Il fatto che con sole somme si giun~a a risolvere sistemi lineari d'equazioni o ad integrare equazioni differenziali si spiega colla faco ltà di ricorrere a processi di trasformazione, prima d ' introdurre i dati nella macchina, che rendono relati va menle sem plice il calcolo di determinanti anche di ordine elevato o che trasferiscono un'integrazione al calcolo dei coefficienti di uno sviluppo in serie od a quello delle ordinale successive d i un' intcgra ziorw numerica (metodo di Simpson) o i orme a un proccdimc111 o 11umerico iterativo. L'accesso a lle macchine ca lcolatrici richiede di regola lo impiego di procedimenti risolu tivi indiret ti, nella cui predisposizione cons i:.;le tina fa se dell'at1ività di progra mmazione, delta di codilirnzil}ne, che tende ad adattare il problema matematico oùidì ivo a l procedimento di calcolo n umerirn pii) conform':' r1lk ,d l i1wlini rldl;:i rnard,ina. li gill<fo .io dcll,t conformità alle attitudini della macchina speHa al tecnico che sovraintende al suo funzionamento; lo aclaUa1r1en lc1 dd pron:dirncnto spetta al mal.ematico, il quale dispone dei metodi d'iterazione già citati, oppure di quelli d' esecnzione di opera7Joni casuali secondo schemi probabilistici JJrestabilili (il cosiddetto metodo d i Monte Carlo; per restare nell'esempio della mo11eta battuta, una successione casuale di cifre o e r) , oppure ancora del metodo di sostituzione di uno schema diverso, ma éLlla mano, a uno schema dato ma inaccessibile , e producente gli stessi effetti fisici del!' originale (prnr.e<limenti cosiddetti di << simulazione »). T~ precedenti note hanno avuto cssenzialmenle di mira di svolgere un rapido cenno su di un argomento suggestivo e largamente dibattuto, oltre che da tccnid, <la persone di 1

cultura.


91

Le macchine sono strumenti nelle mani dell'uomo e 11ulla più. Nei loro riguardi non sono congetturabili attitudini di autodcr.isionc e di sostituzione totale dell'intelletto umano, come sarebbe nect>~<iSario per trasferirle <la serventi ben congegnati a organi capaci di pr<',stazioni di pensiero. Per quanto la concezione delle relazioni tra macchina e macchina abbia assunto ormai un significato concreto ecl il suo sviluppo prometta progressi straordinari e forse sinora imprevedibili sulla Jinea di macchi.ne sempre l)iù disimpegnate da interventi umani, già s'intuiscono i limiti di un progresso che la ragione suggerisce non potere essere illimitato (cfr. Capo X). La macd1ina ha sostituito l'energia meccanica allo sforzo manuale; la macchina acl azione prognunmala è in via di sostituire l'intelligenza dell'uomo. Ma è ovvio che la srn,t ituzionc=: è valida enlro i limiti di un programma e di un determinato ciclo produttivo. Non è pensabile nel quadro della invenzione e tanto meno in quello del sentimento, inlt:~o come origine e motore di atti di volontà. La macchina ad azione programmata è peraltro in condizione di svolgere la grande massa delle attività ripetitive oggi svolte dagli uomini. Nella piana proposizione è insita una grande luce dì progresso civile e fors'anche dì evoluzione' spirituale. Ciò posto, l'attributo di oracoli elettronici talora usati nei riguardi delle grandi calcolatrici numeriche o analogiche è gratuito e al postutto illegittimo. Una tecnica della decisione integralmente automata non è congetturabile. Ciò non esclude che la tecnica della deci~ione possa trarre grande profitto dall'applicazione intelligente <li procedimenti del tipo illustrato brevf',.menl.e. Essi infatti possono proporsi sia 1a risoluzione di pro-


92

blcmi specifici, non risolubili per altra via. o di soluzione eccessivamente onerosa, sia la ripetizione di soluzioni, con variazioni casuali o prestabilite di parame1ri, che corrisponde a un'esperimenlazione sui generi..;;, di facile accesso e di grande ausilio in delen ninati casi (dr. n. 35). La im rx1s l;1zio11e di u11 p rohlema operativo esige in via preliminare la. deter rni11a zio11c delle relazioni tra i fattori in azione. Tali relazioni sono suscettibili di un ·esposizione descrittiva, ma trattandosi in genere di dati qua ntitativi espressi sotto forma di nume ri, con ri fe rimento ad opportune uniH1 di misura, di preferenza le relazioni accenna te assumono la forma d i fu nzioni di varia bi li, secondo le nonne correnti di simbolismo matcm~llico, e in q uesti termini si raggiungono anc.h~ eronnm i;i di ] ll' n :;Ì('r() P di lavoro. Conform cmrnfc alle prP-rnesse, l'impostazione dei problemi connr.ssi con 1111 progeHo operativo assume l'aspetto dcll'indivi<l11a.;,,io111! cli 11m, funzione e la soluzione è offerta dai dati numerici (radici), che soddisfano le equazioni (o le diseguaglianze) dedotte da lla rappresentazione funzionale. Jn tali termini, la risoluzione di un problema e conseguentemeI1te la definizione di un progetto sono ricondotti alla ricerca d elle radici delle equazioni (ordinarie e differenziali), la cui formulazione, ad opera. di ricerca.tori . operativi, rappresenta il primo atto della. ricerca. Un problema bene impn,;t:i to ~ già in gran pa rte risolto. Pertanto la formulazione delle equazioni risolutive o, pi1ì in breve, l'impostazione di un problema in termini appropriati, è la parte concettualmente più elevata del proces-;o risolutivo. Poichè i problemi sono complessi per ipotesi, in vista de]-

21. - Schemi e modelli nella R.O.


93

l'impostazione si d eve procedere a un lavoro di semplif1ca.zione che costituisce un'incombenz a sempre molto delicata. Ma occnrrn soggiungere che l'esigenza ha carattere del tutto generale. Nessun problema pratico è risoluhile , eccetto il caso di prnblfm1i elementari che qui non interessano, se non semplilkatn in precedenza, anche se quel che si è detto lavoro di semplificazione è svolto sovente in modo implicito nel corso dell'impostazione e q uindi non risulta evidente. Naturalmente la semplifìcàzione non deve àlterare troppo sensibilmente i ra pporti funzionali clei fattori in azione, si potrebbe dire non deve snaturare il problema. In conformità di tali premesse, la semplificazione ha esito col 1imuovcre quel che non è essenziale sotto il duplice punto di vista della ricerca in at I.o e del funzior: amento del sistem,t investigato, nel mentre, in pali tempo, si cerca di ridurre nella. maggior misura quella che si può chiamare la carica di. aleatorietà presente nel caso concreto . L'abito della Ticerca. e dell'esperimento su fatti sempJifi .. eati, corrente nella indagine scientifica, è peculiare dcJla R.O. Esso conduce alla sostituzione del problema <~onncsso acl un caso concreto con un problema più semplice cledotto dalla trasformazione del caso concreto in uno « schema >> o cc modello )> (1Jattern secondo gli studiosi di linh'lHI inglese), sul quale è più immediata e anche più agevole la definizione delle accennate relazioni di funzione. Del resto La ragione dell'uomo colto è ahituata a lavorare su schemi, spesso costruiti spontaneameute e talora inconsciamente, e l'esemplificazione è immediata e superflua. Nella costruzione di un modello, quale opera a ragion veduta del ricercatore operativo, dellhono proporsi due obiettivi principali, già impliciti nell'esigenza di non eliminare ciò che è essenziale: conservare nel modello tutto quanto


94

costil.tusce caratteristica differenziale dell'originale; conser-

vare nel modello tutto quanto concorre al funzionamenlu specifico dell'organismo investigato. In altre parole, ogni nwde11o deve presentare due qualità fondamentali per essere idoneo: deve essere simile all' originale e deve funziona re come questo. L'esigenza, intuitiva prima di essere dimostrata, ha il valore normativo di 1ichicdere accanto all'esperto di R.0., di consueto non profondo nella. conoscenza dell'organismo sottoposto a ricerca, u n espeiio <li organizzazione e funzionamento di quest'ultimo, per lo pi,ì un tecnico facente parte dell'esecutivo cui sono destinale le proposte di R.O. Jmpostato il prohlema occorre procedere alla soluzione. Nell'ip0trsi gi;'i ;.iccolta di problemi affetti da parametri aleatori, la H..O. si trova in presenza di un'alternativa cruda quanto sem plice : possibilità o impossibilità di realizzare una. solnziom·, '-Ìa p1m.• in terrnmi di larga approssimazione. Nel caso d'irnpossihililà , la linea da seguire è l'ulteriore semplificazione del modello. Il limite di applicazione del procedimento è S(:g nal o clal momento in cui il modello, sotto i colpi delle forbi ci che lo sfrondano, cessa di costituire una mppresentazione accettabile del caso proposto. È evidente che a partire d~t questo momento la sua considerazione non 'riveste più un interesse pratico. Prima ancora di raggiungere il limite accennato ed a maggior ragione quando tale limite è raggiunto, occorre ritornare sui passi di una sr.hf'111atizzazio11e riconosciuta eccessiva e, ove sussista ancora l'irnpossihilità di una soluzione in termini consueti, creare apposite modalità risolutive. In quest'attività creativa., o d'invenzione, nella quale qualcuno limita erroneamente l'attività della R.O., quasi dii : essa fosse una branca applicata delle scienze matematiche


95

i11 lesa a

risolvere problemi non 1iscilubili con metodi correnti.

s l:L in effetti una delle incombenze più ardue e più elevate di

R.O. in formazione. E ssa è in promettente sviluppo ecl ha gi~t dato luogo ai procedimenti di simulazione, al ricorso a serie stocastiche, a i metodi di reiterazione, posti alla mano daHa disponibilità di macchine calcolatrici a grancle prestazione, ai metodi di verifica di valori casuali, scelti secondo criteri di rapida convergenza verso le soluzioni effotlive, propri delle soluzioni per tentativi, per non citare che alcuni procedimenti di un numero già considerevole e in progressivo aumento. t 1n ::i.

Si è già avuta occasione di fare riferimento alla nozione di un e< tempo di servizio 11 nella R.O. (n. 3). Adesso è opportuno rilornare con qualche maggiore estensione sui tempi oc:correnli caso per caso per la risoluzione di problemi concreti, in considerazione degli orient.unenti che ì risultati dell'analisi determinano circa la op,...rathità della ricerca in esame (9). Una cnnsla.lazione di qualche interesse è che, ad eccezione di casi di minore rilievo, i tempi di servizio sono di regola considerevoli, in specie in rapporto ai tempi d' esecuzione delle attività interessate.

22. - Le costanti di tem'.po della R. O.

(g} f.: bP.ne tener present<; d1c la R.O. si è atfom1ab quando è stata apprn,.,ata a dov P.J.e la nozione ùi « sistema » nella deten n ina;,;ione dei risult-tti, r.ioi, <lP.lhi dipen denza ùegli esiti dall'azione congiunta dei moltcplid fattori c.he condizionano un'attività per ipotesi complessa. P e rta nto ·il p rimo comp ito :ld ricercatore operativo è di riconoscere la i;trnttn r;,. <li,l sistema chi: interessa; un successivo consiste nella individùazimm dellf'I rnn<li,.ioni di hmzio namcnto globale; il final e comporta la. realizza:1.iono delle i:o odizio11i <li miglior rendimento. Qui RÌ è a l piano delle funzioni elementari, cioè di esecuzione. Quando 1:i. ricerca si est(,iu.lc a si.stcnù più complessi, le varia.bili di ottimazione · o <li subopti.111izzc1zionc del funzionamento sono date dalle


96

Essi sono costituiti da fasi successive di atti necessari, che vanno dagli orientamenti prelimina ri al1e puntualizzazioni successive su di un problema assunto, fasi che a titolo csemplitical.ivo si possono riasswnere nelle seguenti: 1:) presa di conoscenza in seguito a presentazione dell'organo esecutivo ; 2) impo,.;tazione del problema; 3) attribuzione dei compiti indivicluali;

4) <liscus,.;ione dcll'imposta.zione ed ,w~ntua lmcnte sua revisione e ridistribuzione d ei comp iti ind ividua li. In questa fase sono l'hia mate a conn irso nuove collaborazioni, in 1·clazinne alle csigcnz~ ac,cr1 a lc in sede di discussione dcll'irupostazione ; 5) risnlu,.,ione del problema. Nella fase sono da inserire, quarn1o si faccia ricorso a macchine ca lcolatrici, i tempi di codiftcazione, per ada ttare il problema all'esercizio delle macchirre; 6) discussione collegiale della soluzione e redazione della relazione circa il lavoro svolto, i criteri seg uii.i e l'interpretazione e la validità dei risultati raggiunti; 7) presentazione della soluzione (o delle soluzioni) all'organo esecutivo committente. In aggiunta allt~ precedenti fasi, sono da prevedere contatti tra gruppo <li ricerca e organo esecutivo o suoi rapcara.tteristiche ili strnttnrn rlP.l sistema. In qu,.:sti tc:,nini si è giunti ai piani dell'organizza:r.ionfl o dfllln d i.reziom, kcnica, secondo stadio di R.O. A ua piac.o ancor p iù f'l1., v::i.10 di r icerca e di gerarchia dei sistemi, ),:, variabili, cioè le incognite ,t:i. rleterruiuare, suoo gli obiettivi da. raggiungere., i compiti da a,s.,1.;n:t(fl ed i p:occùimcnti da seguire per r-:i,ggiunge~e gli obiettivi. Si è giunti ormai al pi:tno dì pertinenza dei capi d'impresa o della politica o del governo cl'imprnsa., cioè <1lki stadio più elevato della. · R.O.


97

presentanti qualificati, allo scopo di precisare le richieste. di concertare ed effettuare esperimenti, d i prendere a tto di ridimensionamento di richieste, in vista di mantenere o di riportare la ricerca entro quadri cli effettiva risolubilità. Comunque, a.ncbe procedendo per stime a grossi blocchi, il tempo occorrente per passare dalla commissione alla presentazion e della soluzione di un problema ad opera di un gruppo di ricerca è d'ordinario dell'entità di settimane e an cor più di frec1uente dell'entità di mesi, per non tener conto di problemi di tipo particolare, i quali 1ichiooono un impiego di tempo ancor maggiore, i11 quanto si pensano esorbitanti dal quadro cli una R.0. corrente. Le preced,mti considerazioni han no l'interesse, oltre che di consentire l'apprezzamento di un d ato d'esercizio im~ portante nella pratica delJ;.i ricerca, di portare alla conslata.zionc che in presenza di tempi generalmente considerevoli si impone una sele7,;ionc <lei problemi ùa presentare alla R.O. D ate le premesse, la selezione verte essen zialmente sulla opportunità dcll'inte1·vento <lella R .O. in relazione alle con dizioni d i utilizzazione dei ~uoi responsi. Evidentemen te può dirsi crmlroindicato ogni qualvolt a sia prcsw11ibilc che i responsi giungano tardivi. Pertanto la R.O. svolgH per lo più attività di carattere preparatorio o si applica a processi o ripetuti o che implican o lungo impiego dì tempo; si presta meno o nt11la n ell' inu ni11enza o n el corso stcs.<.o dell 'esecu zion e di atti che si concludon o rapidamente. La tesi assume un sig:nlfìcato partirnlare in vista di app licazioni militari , in quanto confem1a quanto poteva anche ritcn~rsi intuitivo, che la R.O. non affetta coi risultati pratici i <1uadri esecutivi più mod esti, se non in termini di una normativa elabornta in piani superiori e da rendere di prescrizione attraverso i ca nali consueti. L' azione cli detti qua1


98

dri diviene argomf'.nto di riçcrca quando i problemi relativi acquistino la generalità di problemi d 'impiego, e ancora una volta int.eressino piani superiori di coma ndo. Infatti in tali te.nnini e.ssa dispone di relativa disponibilità di tempo e di a t· trezzature d'analisi e sperimentali; in ogni altro caso dovrà conformarsi a procedimenti consueti . Da aggiungere che le . fasi d'attività elencate non esauriscono sempre la casistica applicativa . Si è fatto cenno ad esigenze sperimentali ed a vaglio d'esperienza. Le une e l'all.ro richiedono buoni contatti tra organi di ricerca e organi esecutivi, nonchè la programmazione e a ttuazione d i attività da svolgere di concerto tra gruppi di ricerca e utilizzatori dei dispositivi e dei procedimenti s uggeriti dai ricercatori. 11 tempo richiesto dagli esp<~rim e nli è in genere dipendente dagli esiti stes.-;i delle prove, cioè non è definito che a po"t(',rìor( comunque ?>. di c ntit?i gr.ner:ilmcntc consiclcrcvolc.

Si aggiunga che per il miglior successo della R.0 . occorre lasciare agio di tempo e serenità di spirito ai ricercatori, i quali, in caso d 'urgenza, trovano nei loro sentimenti personali gli impulsi più efficaci per il sollecito raggiungimento degli scopi proposti , piuttosto che nell'imposizione d' autorità dì limiti ristretti di tempo. Non è raro il caso che le buone soluzioni siano il frutto di circostanze fortui te o di intuizioni improvvise, tutte circostanze che non è consentito di sottoporre a scadenze fisse e nemmeno di inquadrare in una stretta disciplina di lavoro, che in definitiva coercirebhe le presta zioni individua]i, da richiedère informate a doti spiccate d'iniziativa, ancorchè non eccezionali. In conclusione la R. O. è attività preparante in vista della solu,zinne di classi di fnohlerni o di problemi tipici com,plessi, piuttosto che tdtivilà tla s1Jolgere di volta in volta in vista di problemi conti?igenti e di modesto n:iicvo.


99

In chi usa delle considerazioni fatte sino adesso conviene apprnrondire il valore e.la attribuire ai responsi di una tecnica della decisione <' gli cvl'.ntna.li riflessi circa la responsabilità di org;rni esecutivi. L 'argomento, trattato con particolare riguardo a lla prassi operativa militare ma <li evidente interesse generale, tende a dirimere il dnbbio se la decisione degli organi esecuti vi debba considemrsi strettamente vincolata dal parere dei ricercatori operativi, in a ltri termini se tali pareri abbiano valore di norma tassativa, oppure siano da considerarsi a lla stre~ua d 'imlica.-:ioni esclusivamente orientative e in questo caso quale efficacia meritino di avere attribuita. È evidente che la convalirla dell'una o dell'altra interpretazione ha riflessi morali indubitabili. oltre che nn effettivo interns~e pratico, perchè investe il campo molto delicato della direzione d'impresa e della responsabilità dei e.a.pi , responsahilità che risulterebbe mndivisa e fors 'anche assorbila da quella collcgia.le dei tecnici operativi, se i responsi di costoro dovessero assumere il valore prescrittivo di un'osscrvarm.t obbligatoria . Si sente il dovcrn di affermare senza. incertezze che a una interpretazione in tal senso si oppongono motivi tecnici e motivi morali, i quali confluiscono verso l'indica.-:ione di responsi soltanto facoltativi , alla quaJe del resto si giung~ anche su basi pu ramente intuitive e sopratlul\o in forza di esigenze preminenti di funzione di direzione. Si soggiunge che l'a.rgomento a cquista maggiore rilievo quando la funzione di direzione venga svolta nel quadro di forze armate, cioè quando si tratti di una fo nzione di comando. Sinora, convinti della loro fecondità per il pmgresso della 23. - Valori di responsi di R.O. e respo,uabilità di decisione.


100

nuova prassi risolutiva, sì è rivolta particolare diligenza a mettere in .risalto le analogie tra R.O. civile e R.O. militare, analogie consistenti per · quanto riguarda metodi di ricerca e in. specie procedimenti risolutivi, quest'ultimi uniformi più che analoghi, in quanto derivano dall'accesso a una comune metodologia di tipo prevalentemente matematico . . Di fronte alla questione testè formulata conviene modificare l'impostazione dialettica. Adessr.,, dopo avere individuate le analogie ed esaminate le possibilità di utilizzarle, debbono essere vagliati gli clementi differenziali tra ricerca civile e ricerca militare, pcT trarne clementi a favore dell'una o d ell'altra tesi. È un fatto che la grande maggioranza dei problemi d' esercizio dell'impresa civile verte su dati certi - e con questo non si esclude l'affacciarsi di problemi affetti da parametri aleatori - , colla conseguenza di un'impostazione ben definita anche qua11Ju i problei~li sono veram(;nt(; ardui. Su questa base assume un contenuto del tutto. consequenziale )<!, tendenza del capo d'impresa civile verso responsi di R.0. aventi forza di prescrizione tassativa. La direzione dell'impresa industriale o commerciale se ne sente confortata e non solo accetta, ma sollecita istruzioni di osservànza obbligatoria, semprechè risultato d'indagini rigorose ed esaurienti, tanto più che la esperienza ne dimostra e conforma il profitto. Tutt'al piiì si vede discrn,sa la sede in cui è più conveniente che vengano forniulali gli accenna.ti responsi, l'organo che provvede alla loro diramazione e Ja modalità di controllo dei loro esiti, se ad esempio, a cura di. uffici che fanno parte della direzione dell'impresa e alla diretta dipendenza ciel suo capo oppure di uffici subordinati, sprovvisti di funzioni direttive e dotati di sole incombenze esecutive o iufine a cura di organi estranei alla impresa, ai quali le questioni da ri-


101.

solvere verrebbero p rospettate come problemi tecnici e dai quali si riceverebbero in risposta istruzioni precise e obiettive. l n molti casi viene adottata l'una o l'a.ltra soluzione, adeguandosi a esigenze. <li funzionamento d'impresa che non hanno alcuna rela zione colla R.O. , come quelle di riservatezza circa processi industriali e circa situazioni :finanziarie, che t rovano molto sensibili gli ambien ti interessati, o quelle attinenti al prestigio dell'impresa e aJle prerogative di ca pi e . in generale di personalità e di uffici investiti di compiti direttivi . . NeJl'attività operativa militare. si sarebbe tenta.ti di dire neJJ'esercizio dell'impresa mil itare, le cose procedono di regola in modo diverso. Senza disconoscere che anche qui esistono problemi pcrfcttameute definiti e suscettibili di soluzioni univoche cd esatte - che quando esistono sono da a<lot· tare sen za riserve ed obiezioni - , sta il fatto che se ne incontrano molti altri di ben differenti ca.rntteristir.hc ·d'impostazione e di risoluzione. Occorre aggiungere che è tra questi ultimi che si trovami quelli di maggiore import::rnza. Precisando, si trat1 a di quei problemi che vedono in a zione parametri numerosi e per la maggior parte di appre1.... zamento aleatorio e per una parte a.nch' essa considerevole imperfetta.mente noti , q uando non sono ignoti dd 1ulto. Tn queste circostanze non è consentito a.spirare a soluxioni esatte. Le soluzioni sono soltanto approssima.te e per di pi,ì lo sono con gradi d'approssimazione variabili da caso a. c:-iso e sovente non d e1tmninabili, in genere modesti e ~nche m olto

modesti. Quando 1ton esistono soluzioni esatte, è fue>r di luogo· attrihttire ai ri.s11Uati valori di fJrescrizione tassativa . Al massimo si potrà dare loro un valore semplicemen te orientativo o in formativo, del tipo del consiglio o ancora del


102

èhiariniento inteso · a prospettare particolari punti di vista o infine del contributo a un'analisi <li fatti che è vantaggioso in ogni caso che sia la più esauriente possibile ed a questo fine ricorre alle fonti e alle modalità d'informazione più disparate. D'altra parte l'azione esige la decisione ed è sempre e ancora il comandante che è tenuto a integrare di propria scien;.:a e coscienza i dati a disposizione, ivi compresi i responsi eventualmente imperfetti dei ricercatori operativi che in definitiva è autorizzato anche a modificare, pcrchè vi introdurrà tutti gli e1ementi completi vi che sono a sua conoscenza, non escluse le intuizioni, le quali prendono consistenza da mature esperienze profes.siona li , da capacità innate o acquisite e perfezionate di stabilire correlazioni tra fatti disparati, clednt.te più in linea di sensi bilità che di ragionamento, da contatti prestabiliti o forluit i nei quali hanno esito ]e collaborazioni consu1~l.e tra, comandanti di tutti i gradi ed i loro ambienti di lavoro. Queste sono le circosta nze che, pur neH'epoca di una R.O. in sviluppo e di cervelli elettronici in funzione , conservano o reintegrano, se mai fu menomata, Ja piena rcsponsahilità dei comandanti di tutti i gradi. Evitando entusiasmi eccessivi, è invece equilibrato e razionale non vedere nell'una e negli altri null'altro che strumenti, se si vuole di gran pregio, dei quali è necessario stabilire in via prelimimne limiti di prestazioni e consistenza di contributi, al momento stesso che vi si fa ricorso. La conclusione, se una conclusione è neces...aria, verte su di un'assoluta discrezionalità di comandanti in fatto di accoglimento dei responsi di R. O. La facoltà di respingerli eventualmente, anche senza rendere espliciti i motivi del loro rifiuto, è un incentivo a sol-


103

lecitarlì e un modo per inquadrare debitamente le responsabilità di ciascuno in attività che per tanta parte sono di esecuzione. Ma è naturale che le sollecitazioni saranno tanto più frequenti e phì pressanti quanto meglio la R.0. si dimostrerà adatta a dar luogo a efficaci collaborazioni ed estranea ad atteggiamenti di costrizione, che non sarebbero ammissibili al di fuori dei quadri di dipendenza gerarchica, disciplinare e tecnica. D'altra pa.rte è da escludere che i ricercatori operativi si sentano menomati per non vedere accolti o per vedere accolti soltanto parzialmente i loro suggerimenti. Nella loro cnllura professionale e nella conoscenza acquisita dei fatti sui quali si svolge la loro attività di ricerca, essi sono i primi a riconoscere che se si può chiedere molto .alla metodologia di cui sono gli esponenti, non le si deve chiedere tutto. Tra i due concetti di parzialità e di totalità di risultati esiste senza dubbio un vasto spazio che, in conformità delle constatazioni fatte, resta inesplorato dalla R.0. Esso rimane affidato ancora alla immaginativa, al senso operativo, al.lo spirito di decisione di uomini sperimentati, cui sono affidate funzioni e rcsponsahilità di comando. Iu pari tempo è bene ricordare che la R.O. è una disciplina in formazione e per di più in promettente sviluppo. Spetta ai suoi cultori di estenderne le prestazioni in quelle zone nelle quali per il momento è meno efficiente. E sarà la lezione dei fatti a dare in seguito l'indjcazione più autorevole c.he valga a contemperare un promettente avvenire della R .O. e la permanente esigenza di un'azione di comando sicura e illuminata.


CAPO

IV

LA R ICE RCA OPERAT IVA NELLA SOLUZJONE DEI PROBL EMT TATTICI

24. - La risoluzione de i pro ble mi tattici In te rmini di R.O.

La R. 0. , nel suo sviluppo , ha dato molteplici e

convincenti prove <l'efficacia d'intervento nella risoluzione <li problemi d i caral.tere militare ed anzi essa ha mosso i primi passi in questo c.:impo e successivamente ivi ha dimostra la una fun zionalità, spiccata. e perfino sorprendente clura.r1 le la ~ucrra gucrn :ggiat:1 . L'intervento ha assunto due aspetti principali : l'applicazione di una metodologia scicul i fica sia nelle attività di risoluzione, sia in queIIc di sperimentazione in gran p:i.rte connesse, intesa come l'adozio11e dei procedimenti più razionali di stud io e applicativi in un complesso d'incomhenze nelle quali la razionalità è stata sempre ricercata , c:ome è logico, ma talvolta è risul tafa. infirmata da un empirismo ritenuto inevitabile e accettato come un male ner.~sim.rio; l'abito a considerare i problemi di caratteTe militare, 111 specie q uelli pertinenti alla organizzazione c al fum ionamcn1.o di mezzi in dolazione alle forze armate, comP. classi di problemi i quali poteva no trarre buon profittù ,la procedimen1i risolutivi differenti da. quelli di consuetudine e d ivenuti tni.d izionali perchè a.ceettati senza riserve, almeno come risultati fina li se non come processo risolutivo .


105

L 'impostazione concettuale deve porsi a causa della d iscussione di molte posizioni aprioristkhe e in realtà non completamente giustilìcate ; della individuazione di lince di azione meglio rispondenti; in definitiva di un'economia di sforzi e di· mezzi , in primo luogo di un migliore rendimento di molti strumenti importanti, risultato t utt'a Hro che trascurabile dal momento che l'attività operativa militare, per un complesso di cin.:ostanze che non è necessario invt>~c;tigare, è esercitata in genere ih condizioni d 'insufficiente disponibilità cli mezzi e quindi è destinata a tntrre grande vanlaggio dallo adeguamento a criteri di economia e d' impiego nt7,ion ale di heni e di servizi. Di regola la linea seguita è staia quella della trasformazione di un problema obiettivo in uno schema sem plificai.o (n. 2I ), da sottoporre alla riccrc~. e della utilizzazione di tutte le analogie e · di tutte le r.ollaborazioni offerle · dalla conosr.i~nz;i. scientifica ; della discussione dei risultali teorici conseguiti collo schema semplificato; della restituzione dei fat ti nella loro integrità , risalendo da schema e da risultati relativi verso il problema concreto; dcll 'esperimento pratico <lei risultati teorici, per tener conto dei suggerimenti che è in ~ ado di fornire soltanto il vaglio della pn1tica. Procedimenti del genere sono confacenti alla sostanza di problemi la cui soluzione, lo si è già rilevato, dipende da numerosi parametri non tutti noti o in parte almeno noti soltanto imperfettamente e si possono interpretare come un procedimento di risoluzione per tenlativi (ad esempio, per a pprnssima.zioni successive) òi un probhm1a complesso, d el quale nella sostanza non è agevole e sovente non è possibile la soluzione diretta con i metodi correnti , procedimento che ~i co11sidem convalidato da successo quando i risultati sono accettabili.


106

È bene dire subito che il risultato è da considerare conse-

guito in termini accettabili di conformità, di lavoro e di tempo, quando le approssimazioni successive sono rapidamente convergenti verso la reale consistenza dei fatti, il che equivale a far leva sulla tesi che gli esiti voluti sono più facilmente raggiunti quando il problema è tclativameritc semplice. Altrimenti i 1isuJtati restano vaghi e di scarso merito, colla conseguenza della necessità di ritornare ai metodi empirici d'uso, poichè si è in presenza d'incombenze d'inderogabile assolvimento. , Per questi motivi la R.O. militare ha dato buoni frutti in classi di probleµri relativi all'organizzazione ed al funzionamento di mezzi o semplici o quand'anche non semplici, ben determinati per consistenza di elementi in azione e per caratteristiche operative e ambientali. Per gli i-;tessi molivi, altre classi di problemi sono rimasti sinora inaccessibili ai procedimenti in discorso, ad esempio i problemi d'impiego dei reparti, e poichè · si tratta di problemi di grande interesse nel quadro delle forz.c annate e in specie delle forze armate terrestri, la mancanza di applicazioni frnttuosc ha costituito una lacuna indiscutihilc della nuova prassi e l'eliminazione della lacuna, uu compilo impegnativo della R.0. È quindi naturale che gli sforzi dei ricercatori si siano rivolti con particolare diligenza verso la considerazione degli accennati problemi e si siano proposti l' individuazione di procedimenti specifici da applicare alla loro risoluzione. Si vedrà più oltre che la fatica è stata premiata da esiti superiori a quelli sperati in partenza, perchè oltre che addivenire a soluzioni razionali del tipo (e controllo de1la soluzio. ne » o scelta del più conveniente tra due o più procedimenti risolutivi, è possibile realizzare dei veri metodi di controllo dell'efficacia dei provvedimenti di organizzazione e di


107

impiego, che danno luugo a risultati preferenziali o per lo meno integrano le modalità tradizionali di esperimento di ordinamenti e di dotazioni impostate su esercitazioni pratiche <li campagna. È tipica. la dipendenza. della soluzione di problemi d'impiego di forze terrestri, e in particolare di quelli riguBidanti le minori e le minime unità, da n umerosi parametri non valutabili in termini esatti e tanto meno accessibili a rappresentazioni concrete m cdianle espressioni di tipo matematico. T ale dipendenza è in molti casi all'origine di difficoltà praticamente insuperabil i d 'impostare i problemi relativi in termini da renderli acr.e.ssibili ai procedimenti rigorosi di una R .O. classica. Ciò posto, è evidente la necessità di applicare criteri risolutivi differenti, di cui rw.rtanto mette conto illustra1"ù brevemente fondamenti logici e portata pratica. È consuetudine clella mente raziocinante cli attribuire al caso quello che ha cause ignote, anzi di fare consistere il caso nella confluenza tli tma causalità ignota o mal 11ota. In definitiva è una condizione d'ignoranza (o qu:rnto m eno di imperfetta conoscenza, il cosiddetto argimientmn il(noran tiae) quella che induce ad attribuire aJ c,aso u~ evento determinato e constatalo e in quest'ordine d'idee è consentito affermare senza tema <li smentita. che qualora tutte Le cause fossero note, qualsia..c;;i problema obiettivo risulterebbe accessibile a soluzione, naturalmente facendo salva l'entità di. sforzo risolutivo. Pertanto è consequenziale l'atteggiamento mentale tendente ad approfondire la ricerca delle cause, per eliminare la necessità di ricorrere all'intervento <lei caso, ed è ammis-

25. - Criteri per la tratta1:ione di casi d'Impiego.


108

sibile che per contro si ricorra alla configurazione di una causalità anodina quando l'individuazione delle cause in.,_ contri in pratica difficoltà insom1ontabili. Peraltro nell'antinomia. tra. causalità e casualità il ca.so, acceso dall'ignoranza di fattori non trascurabili, non è un caso arbitrario, anzi resta esclusa l'interpretazione di un caso che esercita un'influenza sregolata e <ruindi del tutto imprevedibile. D'altra parte se dietro il caso vi è un coacervo di fattori ignoti o mal noti, i quali pur nondimeno esistono e sono operanti secondo linee stabilite e invariabili anche se non conosciute, è evidente che si tratta di un caso che obbedisce a norme cd i cui esiti sono consistenti, anche se apprezzabili in prima ipotesi in linea d'approssimaiione insufficiente. L'incombenza si b"asfcriscc allora a rendere suflìciente l'approssimazione, cic) che si richiede all'~perienza, sia. sotto la forma di esperimento diretto, sia sotto quella di espP.rienza elaborata costituita da] dato statistico. La considerazione precedente è alla base del frequente ricorso alla tecnica statistica in R .O. e dei legumi importanti d1e- sussistono tra R.0. e statistica.. Per quanto interessa più diretta.mente, la c:-15-ualità in R:O. non è una volontà antagonista indetenninala, si po· · trebbe dire un genio malefico perchè capace di giuncare dei brutti tiri, per effeHo dei quali un certo ordine di fai.ti procede in modo dd tutto imprevedibiJe. Essa è piuttosto un complesso di fattori in azione in una data contingenza, che per non essere valutabili nè. nel loro insieme, nè tanto meno singolarmente, conviene appren;.ire negli effetti finali, in una sequenza di fatti obiettivi integrale o selezionata. Allora il riferirsi a una casualità non è altTO che un modo di dire, o se si vuole una terminologia specifica, adottata


109

per individuare un procedimento logico accettabile, anche se non è il migliore. Importa notare che nei concetti espressi colle proposizioni precedenti è implicita la definizione di un procedimènto di ricerca, che si tratta di rendere pratico e che è consentito definire nei seguenti termirù: in un fatto complesso e dipendente da cause disparate, imperfettamente note, gli elementi ignoti o mal noti sono suscettibili di essere ra,pfrresentati in funzione dei loro effetti anzichè delle loro cause. li criterio è razionale e d i valore genera1e, per quanto sì presti a distinte modalità d'applicazione secondo numero e importanza dei fattori sconosciuti. Tutt'al più potrà. risultare opportuna la ripartizione dei problemi cli cui si tratta in classi distinte secondo i differenti gradi ili approssimazione in confornùtà dei quali risulta pòssibile, in dascun caso, determinare i parametri di prevalente operatività..

26. - Un esempio tratto da procedimenti ben conosciuti può servire a. chiarire l'argomentazione svolta. Assai prima che si affermasse una R.O., il tiro delle armi da fuoco è stato oggetto di procedimenti empirico-rét7..Ìonali basati sulle caratteristiche delle trajettorie e sulla legge di dispersione dei colpi, materializzata sperimentalmente nella cosiddetla. rosa del tiro o dei colpi. È pensabile, e !lll'occorrènza diniostr.-1.hile, che quando siano noli tutti i dati di problema, molti dei quali momentanei e in numero ancora maggiore di difficile apprezzamento in modo esa.Uo, il punto d'arrivo di un projetto lanciato da. una bocca da fuoco, l'uno e l'altra di caratteristiche note, se.condo dati angolari e velocità iniziale determinati, può essere previsto mediante il calcolo con precisione assoluta. L'imperfeHa conoscenza di molti dei dati accennati e la


no inopportunità di compiere lo sforzo considerevole richiesto dal loro esatto apprezzamento hanno portato all'adozione e alla diffusione di un procedimento approssimato, di approssimazione sufficiente ai fini pratici talchè è ormai di uso generale e considerato adeguato alle esigenze <l'impiego, basato sulla nozione della rosa dei colp.i e dell'aggiustamento del tiro. Ciò non esclude che talora il procedimento possa risultare in difetto, ad esempio quando il tiro ha luogo in circostan;t,e molto diverse da quelle assunte per normali, e alkmt si è costretti a ritornare al calcolo diretto dei dati di tiro, previo accertamento accurato dei dati del momento e delle caratteristiche ;imbientali. La storia dell'artiglieria e quella della tattica, che per tanta parte procedono di conserva, illustrnno i casi nei quaii perfezionamenti importanti dei procedimenti di tiro hanno assicnrala una prevalenza effettiva a una delle parli contrapposlt'. pr~va 1(,nza cht> è ~tata con~crvafa ::;inchè. i nu0vi metodi non si sono generalizzati e non sono divenuti patrimonio co:::i~unc.

Il procedimento approssimalo, ritenuto 1ispondente, è an·· cor oggi alla base della tecnica del tiro. Per di più si è perfino tratto partito dalla dispersione naturale dei colpi in un'azione prolungata di tiro per conseguire una voluta distribuzione di effetti, realinando in modo automal.ico quello che altrimenti sarebbe stato necessario richiedere ad apposite variazioni dei dati di tiro. Comunque la disb·ihuzione nom1ale dei colpi non è arbitraria perchè. escludendo errori materiali che sono fuori causa, tutti i colpi caclnno entro la rosa e perciò, quando questa è centrata, entro un determinato raggio dall'obiettivo. Tutto questo è ben noto a qualsiasi graduato di fanteria, <li artiglieria o carrista. Ai fini proposti interessa porre. in r ilievo che su) tiro ed i suoi effetti non agisce un caso anodino,


111

bensì quel caso particolare di cui è già fatto cenno e che, chiamato in causa per l'ignoranza delle condizioni di fatto nelle quali ha luogo il tiro stesso, obbedisce alle leggi di probabilità e compendia nei singoli scarti da valori medi rilevati volta per volta gli effetti di numerosi parametri che non è facile valutare uno per uno e che non è indispensabile apprezzare con esattezza. Falli del genere sono c.:omuni nei casi d'impiego cli forze armate terrestri, sino a costil.uirne un aspetto peculiare. Di q ui l'interesse di un criterio di soslituzione degli effetti all~ ca.use (n. 25) e l'utilità di approfondirne le applicazioni sino a farne, se possibile, la base di una specifica metodologia risolutiva. Nella loro stragrande maggioranza i casi concreti d' impieg-o, in ambiente terrestre . :ziane dei problemi tattici, vertono su di una casistica costituita da elementi di situazione, da fattori tecnici, da esigenze di atti necessari (rispettivamente ambiente, mezzi e scopo), tutti dal più a.I m eno definiti in termini che talvolta non superano il valore di un'opinione. Evidentemente si è in presenza di una schematizzazione molto generica e di consistenti incertezze, che rendono vano j} ricorso a procedimenti analitici di tipo matematico corrente, come d'altra paite vorrebbero le richieste di dati quantitativi, quali presupposti della maggiore com:rete1.za ed esattezza di risposta. , Un altro interrogativo si affaccia quando s' intende stabilire quali grandezze rappresentino gli accennati dati quantitativi e in quali unità ne convenga realizzare la ra~ presentazione. In genere si tratta di dati relativi a mezzi inizialmente

27· - L.f valutazione degli effetti nella risolu-


112

in azione ed a quelli residui dopo un'azione prestabilita e di dati <li tempo e spazio corrispondenti all'assolvimento di un determinalo compito, in genere sintetizzato da obiettivi da conquistare (azione offensiva) o da difenclere (azione difensiva). Quindi si ha a che fare o con numeri puri o con dimen, sioni di spazio o di tempo. Di regola è ancora richiesto di stabilire una congruenza tra uomini e mezzi (forze) e compiti (obiettivi), che 1·isulta conseguita quando gli obiettivi sono raggiunti (lennine spaziale) entro un tempo massimo (termine temporale) senza che sia infirmata al di sotto di una soglia prestabilita la capacità combattiva dei reparti impiegati (cla lo operativo). Ciù premesso, nella constatata difficoltà di porre in essere solu~ioni dirette, il criterio risolutivo può assumen : l'aspcHo di procedimento per iterazione. Nell'intenzione di stabilire un raffronto tra procedimenti tradizionali ed i nuovi pror.edimenli proposti, si può sostenere che i primi, basati per forza di mse su e mpirismo ed estemporaneità di decisioni, si fermano ai risultati del primo tentativo risolutivo, che accettano per buono (senza pcraltrn escludere che nel travaglio della decisione non siano state affacciate allre soluzioni, circostanza che non a ltera il giudizio sul metodo, dato che non sono a lla mano procedimenti per stabilire quale di esse è la migliore), i secondi si traducono in una serie numerosa, anzi teoricamente illimitata, di tentativi e cli risultati in base ai quali è consentito valutare un esito. Variando i parametri in azione variano gli esiti e, in una serie abbastanza estesa di prove (ciascuna. costituita da un c:o11grno numero di esperimenti con parametri invariati), è legittima la valutazione del merito mmparativo di una combinazione di valori parametrici.


113

La combinazione di maggiore merito dà luogo a una soluzione ottimale, secondo l'interpretazione già data al termine (n. 12). Evidentemente si perverrebbe alla soluzione ottima nel caso generalmente improbabile che la serie estesa di prove esaurisse tutti i ca.si possibili. Allora l'elemento discriminante a favore dei nuovi proc.edimenti, cioè di una metodologia di R.0. applicata ai prnhlerni in discorso, consiste nella idoneità tipica di questa ultima a stabilire il nierito della soluzione, si,a pure in termini di relativi'tà e non assoluti. Come si tornerà a conformare in seguito, la circostanza può essere invocata per difTerenziare i campi di applicazione dei procedimenti tradizionali e di quelli postulati di R.O. Le soluzioni di R .O. richiedono tempo e talma molto lcrnpo, personale spedalizzato ed equipaggiamenti speciali; possono servire a sperimentare ordinamenti o dotazioni od a convalidar~ una d0ttrina; non ~i prestano per esigenze di decisione immediata sul campo dell'azione. Quivi la decisione perma ne appannaggio e nhhligo esclusivi degli organi esecutivi (comandanti e mrna.ndi), preparati dall'esperienza del servi1,io e, se si vuole, da esercizio di R.O., ma agenti con assoluta autorità e discrezionalità di funzioni. Il riconoscimento di limiti pratici di operatività nelle fasi esecutive non interferisce sul me1ito della R.O. e dei suoi procedimenti nelle fasi di studio e di prepa.ra.zione per quanto ha tratto ad aggiornamento cli dottrine e di ordinamenti o, nelle fasi di formazione del personale, per quanto si riferisce all'addestramento dei quadri. Esso vale a relegare tra le fantasie cli cattivo gusto, se mai si è affacciata, la figura del comandante che chiede ai ricercatori operativi lumi per fronteggiare una situazione nuova e imprevista ed a porre su piani suoordinati e presua


114

mibilmente di scarso rilievo una funzione integratìva della R.O., operazioni durante, rispetto alle attività tradizionali. Un atto tattico, comunque impostato e condotto, ammette di essere sintetizzato in due dispositivi di forze contrapposte (in cui si compendiano gli elementi organici), nei compiti loro assegnati (iri cui compendiano 1e <lne situazioni e le indicazioni degli atti da compiere a partire da un momento iniziale), infine in un complesso di elementi vari, che raggruppa tutti i rimanenti e che è ammesso di regola di riassumere sotto due voci di contenuto denso: fuoco e terreno . it bene dir subito che la conveniente rappresentazione ,l,~gli effetti del fuoco e del terreno dà la chiave risolutiva veramente efficace nella problematica delle operazioni di forze terrestri, a comincia re da lle unità di minimo ordine gera.r,~hìco. Allo scopo proposto, prnscgncndo nf!l proce,limento analitico iniziato, risulta convr~nienl:e scindere l'atto d'impiego, anche semplice, in fasi el~rr,~nl.iri, accertare le condizioni di fatto al termine di das1~1111a f..tse elementare e di. qui risalire a una situazione corrispondente, infine passare dalle situazioni elementari alla situazione al termine dell'atto di impiego, per somma logica di quanto è avvenuto nella sequenza. di fasi elementari. Le fasi elemenl:ui sono convenientemente individuate in termini di movimento e d'incidenza di eventi probabili per effetto del foocn erogato o subìto . In genere si tratta di con getturare il pass·aggio da una posizione precedente a una successiva (e in questo passaggio consiste la fase e,lemenlare) e di valutarn gli effetti delle azioni di fuoco esercita.le da.11e dw~ parti:

28. - Fuoco e terreno.

si


l],:;

Ci<) posto, la voce « fuoco )) compendia gli effetti dello armamento più eflicace· ,in azione dalle due parti; la voce << terreno », facoltà. e celerità di movimento, condizioni di m pertnra alla vista e al tiro, rendimento delle armi e in gcnern <lei mezzi in azione. Anche nei termini schematici accennati, 1a. rappresentazione rende atto della nota interdipendenza di effetti t.ra fuoco e terreno. Per esigenze di semplificazione è consigliabile cli limita.re l'analisi degli effetti del fuoco ai colpi sparati cl11ra.nte ogni alto elementare ed a quelli messi a segno. Le condizioni di favore o di svantaggio offerte dal terreno alla esecnzione e all'efficacia del fuoco possono essere incluse, come termini correttivi, nella vn.lutnzionc della voce (< rnncn •> o, se In si ritenga più opportuno, come cocfficicn1i f'.mpirici nella valutazione della voce << terreno ,,. · L 'impostazione concettuale ac:cenna.ta. si realizza, in termini rappresentativi sintetici, sovrnppon~nclo alla. rnpprP-sP.ntazione del terreno (cnrla topografica) una grigliai nra. o quadrettatura in genere uniforme e di lato mrris pornlenfe ;i.Ila finezza di analisi vo]utn dall'atto tattic:o obiettivo (10). Si soggiunge che il procedimento proposto implica la validità del criterio d i sovrapposizione degli eiTe11 i, <~i It:rio che si può considerare legittimo dopo che le cause sono state rese indipendenti. Sul piano qu::ulreHal.o la. valutazione del terreno si traduce nell'iscrizione in c:iascnn qua.dretto di m '1 coefficiente numerico, riferito a una scala. empirica che condensi in modo conveniente i fattori pertinenti già sommariamente indicati;. la valutazione del fnnco si trasferisce a un procedimento di (ro) Le dimensioni rlella qn adretla.lura soriu suggerite <lalla s.c ala della. . ca.rta topografica. e qncRtn i', <lipeodent e dttll'importanza organica dei reparti in azione. P e r le m i nor i 11nitn i r!uadn•tti hanno <limcnsiçni da

roo. a

250

m.


116

simulazione, atto a dar luogo agli stessi evi::nti, <lurante il tempo e nelle condizioni di movimento tra centro e centro di quad retto, che sarebbero il risultato di una reale azione di fuoco. l{cstano da precisare le modalità di rappresenl::iiionc effettiva dei fattori in pa.rola e di valutazione di effP.tti in ciascuna fase elementare, che naturalmente sono soggette in larga misura a variazioni secondo circostanze particolari di problemi e preferenze di eseculori. Per inquadrare Je idee s'iuclicano, tm le molte proponibili, due solazioni concrete, cm1sislcnli, quella relativa al terreno, nell'::icr.crtamento delle c.:on,liziooi <li possibilità o d'impossibil ità elci movimento secornln le direzioni individuate dalJe congiungenti i centri di q uadrati adiacenti della quadrettatura (<la contrassegnare rispettivamente colle cirre I e o) (11), oppiuc, se si vuole addivenire a una rappresentazione più pn~<"isa df'gli f'ffrtti ctP.1 p;mun etro terreno . nella formul:n.ione di una. scala di valori, costituita d:i un numero limitato di termini (da dieci a venti termini, con i valori da o a rn od a 20), che cumulano condizioni di facili~ ta.zionc o di ostacolo al movimento e cli copertura. alla vista (ed cventu;ilrnenlr. al tiro); quell:i. n:lativa al fuoco, nella istituzione di un procedimento proba.hilistico meccanico atto a riprodurre i risultati delle azioni di fuoco che è consentito supporre esercitate nel tempo di durata della fase elementare, in termini di obiettivi colpiti e della, loro efficienza residua in base a caratteristiche d i bocche da fuoco , di sagome di obiettivi e di condizioni di tiro (12). ( 11) L' ado1.ione delle cifre ~ c o si p n:sta al l' immediato trasferirnP-11tn dei dati COl'Tispondentl in m,lCCh ine c.alr.olatrici, che, come è noto, mm· fruiscono in genere di uuwernzione binaria. (u) Se i cocfficil'nti o temiini rlclla _,a empirica « tc..'tT'l'oo » si tra· d ucono in quote o altezze ùi prismi mtti a sezione quadrala 1.:orrispoJ1-


117

I coefficienti o quote-terreno costituiscono evidentemente argomenti di decisione per l'effettuazione di movimenti eJem entari di passaggio da una posizione attuale a una successiva (fase elementare); la simulazione del fuoco porta alla determinazione dei mezzi posti fuori combattimento e di quelli rimasti efficienti (complementi ai precedenti rispetto agli organici iniziali o superstiti), dopo le azioni di fuoco nel tempo del movimento elementare. basata sull'analogia tra probabilità di colpire (n di essere colpiti) e le estrazioni a sorte di una palla nera da un 'urna contenente palle bianche e nere in dosatura r:orrispondente alla probabilità effettiva di · colpire o di essere colpiti (o altro dispositivo meccanico-probabilistico idoneo a dar luogo a risposte conformi). Procedimenti del genere di quelli testè accennati pongono in presenza della necessità di eseguire, per essere esaurienti, un numero di operazioni di . calcolo veramente ingente, non appena l'atto di impiego analizzato sia alquanto complesso per numero di mezzi partecipanti e ]'analisi sia estesa. a nn numero di fasi elementari che superi anche di poco i primi uumeri interi. Di qui la necessità già adombrata di ricorrere a macchine calcolatrici a grande prestazione, soHo pena, in caso d'impossibilità, di essere costretti a. 1·j1111nziare alla risolu-

29. - Critica delle moda Iità d'applicazione.

,fantP. all'nren di u1:. deuwnto <li quadrettatura,, un terreno obiettivo viene acl P.!'.sP. rP. rapp1eseutato come un mo5a.ico di prismi di diffornntP. ::i.ltP.zza ed ·i ! movimento <li uu rrwzzo (arma o reparto) segue lu lc6b,i elci mo"i mento di uo::i. mas~a ix:.santc libera di muoversi sulla s11petikie P-p•w.za-\a del mosaico hi- o trict imensionak (a dimensioni non omogenee). L'analogia. avvP.rt.i ta si J:lrl'.sta a intuitive realizzazioni meccaniche. · Nel caso r.hn piò, elementi supcrtìcia.li contigui ri.~ultino affetti ,1:.t q uote o coeffidcnti P.gonli :;i l in facoltil di movimenti ad arbitrio, che sono da. congicJcr,uP. come :;vj]uµyi distinti di uno ste$O problema.·


·1rn

zìone .razionale per ritornare alle decisioni intuitive o a.I fHU a quei dati generici sui quali è tuttora impostata l'att.ivilà operativa corrente, i quali esigono sistematicamente l'ada.t.tamento ai casi concreti mediante interventi soggettivi e integrazioni opinabili, caso per caso. Anzi conviene dire · al proposito éhe la macchina calcolatrice assume in ultima analisi la funzione di un giudizio arbitrale competente, tempestivo, perchè rapidamente esibito, certamente obiettivo, la competenza essendo accertata almeno nel quadro della rispondenza delle norn1e d'arbitraggio adottate in pratica e introdotte nella (( memoria )> della calcolatrice o applicate di volta in volta secondo richieste del caso concreto. È interessante porre in rilievo che nei termini indicati l'esercitazione del tempo di pace è trasferita sul piano di un esperimento rigoroso, atto a tener luogo <li esperimenti pratici molto più onerosi per impegno di personale . tempo e spesa, quindi a fornire dati d'espe.rienza di effettivo valore probativo per la programmazione e per l' attuazione di attività organinative ed esecutive d'interesse di una o più forze aTmate (13). {13) L'impiego <li macdùM calcolatrici celeri {numeriche) impone alcune limitazioni e servitù., d'altra parte di vincolo relativo, le quali non interessano direttamente gli utilizzatori, bensì gli operatori delle macchine, ma comunque è bene siano note per orien tamento ·generale. Il fatto su~tanzialc è clic la macchina calcolatrice non è in grado che di eseguire addizioni (u. 'lo). Così la suttrarionc si effettua come addizione del c:omplernentu (rj:;pctto a JO n + 1, se n è il numero delle cifre del numero da lìOUrarrc) e la moltiplicazione come addizione di n addendi eguali. si, " ,,, il molt.iplicaturc, La divisione ò la moltiplicazione per ff reciproco del d iv.i:;ore e quindi è ricondotta anch'c3sa a un'addizione, tramite nna moltiplicazione. Per lt, altre oper.1zioni si fà ricorso. sempre allo stes!IO scopo, a particofa.ri teo,~u,i ddla teoria dei numeri. Pef adeguar.ii al precedente schema di computi. la macchina calcoln,tdce deve compiere uu numero molto più considerevole di ope.r azioni di un calcolatore ordinario, ma il fatto non ha rilievo sinchè il tempo


119

Conviene adesso procedere o. qualche precisazione circa i l numero di operazioni di calcolo, che si è detto genericamente « veramente ingente >) , in effetti superiore a una valu-

tazione estemporanea o, quel che più conta, ai limiti pratici di calcoli e calcolatori ordinari. È d'uopo infatti considerare tutte le alternative possibili, p er scegliere quelle da. adottare come pjù convenienti in base ai risultati delle accennate alternative. La successione di alternative elementari che dà luogo al risultato più conveniente costituisce la soluzione ottimah~ del ca5o d'impiego (non l' ottima, per le semplificazioni e le convenzioni in1:rodotte). Ora. per un solo mezzo (arma o reparto) e per le mo~<,;e clcment.ari .corrispondenti alla progressione per un d1ilomcb"o, uve si adotti una grigliatura cttometrica e ove si facciano esclusioni dì movimento r etrogrado, il nwnero di all~mative raggiunge t~oricamrmt<'. In ro~picm, cifra di 5~=· .1.953. 125. Evidcntcmi:nl e l' incombenza di esaminarle tulle secondo proccdimenli ordinari risulta estremamente gravosa (anche qui, sostil.ucndo alle qua.1i lìcbc inckte1111i11ate dati numerici, si prospP.lla il caso di im pegna.re per oltre 3 anni e 6 mesi un calcolatore che impieghi un solo minuto per ca.knlare il risultato di ciascuna mossa). Il ricorso alle macchine cakolal rici riduce il minuto di calcolo del risultato di ciascuna mos.~a a un decimillesimo di secondo . Il rapporto dei due tempi ~ pari a 6oo .ooo ; i 3 anni e 6 mesi divengono circa 3 minuti. Questo !solo dato conferma l'a.tlih1dine delle macchine calimpiegato per ciascuna operazione è str.1.ordinariamento minore ùi quello impiegato dal 1.:alcolatore ordinario. La vcl or.il.ù. ùi opcra:>:ione cli nna rnkolatrice celere moderua è intorno a un d E".<.imilles.imo d i secondo pf'r uu' atl<lizione e di mezzo millesimo cli secondo per una moltiplicazione.


120

colatrici moderne a lavorare come congegni d'interesse militare diretto. Si aggiunge che esse hanno altri meriti e di ancora maggior rilievo.

In verità un procedimento risolutivo del tipo postulato, più che a pervenire a una soluzione, intesa nel senso d'indicazione di una serie di atti da compiere per la condotta razionale di un'operazione mediante l'impiego di mezzi dati, in vista del conseguimento di uno scopo prestabilito, si presta alla << verifica >l del merito di una soluzione, mediante l'accertamento di quello cbe accadrebbe con molta probabilità quando si adottasse uno schema prestabilito di azione in prestabilite circostanze di mezzi e di compiti. In altri termini si dovrebbe dire che il procedimento risolutivo ha molte analogie con un esperimento d' impiego. L'esito di nn esperimento ha il v::ilon'! intrinsem <li un risultato statistico. Pertanto il merito del procedimento aumenta quando si procede a un numero considerevole di prove e sulla loro sc:orta si addi viene alla raccolta di un considerevole nnmern di risnllat:i e a.ll'a.pprezzamcnto di un loro valore medio. Un'ulteriore estensione dell'efficacia del procedimento viene conseguita col variare i dati. di problema., allo scopo di istituire un confronto tra modalità differenti d'esecuzione, realizzate coJJa variazione sistematica dei· vari fattori in azione, presi in esame ciascuno alla volta. Allora sarà consentito di accertare con fondamento quali circostanze presentano preminenti titoli preferenziali e con tanto maggiore fondamento quanto più esauriente sarà stato l'esperirnenlo sia per criteri d'impostazione, sia per modalità d'esecuzione. Le consuetudini dell'attività addestrativa dei reparti, in 30. - Utilinasione dei risultati.


121

quadro strettamente militare, cd i metodi di collaudo applicati nell'industria rendono conto immediatamente dell'interesse effettivo dell'apprezzamento pratico di tali titoli, effettuato su basi irrefutabili. Il merito del procedimento è a umentato dal fatto che le risposte sono precise ed espresse in termini quantitativi accettabili, quando impostazione e sviluppo siano stati curati convenientemente. In rea lfà si è in prescn~a di una nuova metodologia risolutiva di problemi non nr.cessariamentc milit;ui, quindi suscettibile di molteplici applicazioni, che merita cli essere presa in co11sid,~rn:1,ione sotto due punti di vista importanti. Il primo è che un procedimento del genere, implicitamente considerato applicabile a problemi d'impiego di minime e minori uni'tà lli forze a rmate ter restri, in pratic:;:i è estensibile con adattamenti intuitivi anclie alla risoluzione ùi problemi d i interesse di gruppi maggiori di forze, h,j c.ornprese le m aggiori G.U. Le soluzioni pe1· gruppi lllà~iori sono da perseguire sia come risulla11ti degli esiti riscontrati in pia ni di impiego di clementi costituenti , m0<lalità invero a lquanto laborios..i , sia con analisi diretta di alti su piano elevalo, i cui fatti df~mcntari sono costituiti da a lti d'impiego cli 1mità di ordine immediatamente inferiore. Il secondo punto di vista è che i procedimenti accennati, implicanti l'uso di m acchine calcolatrici acl elevata prcsla;,.ione (per lo più numeriche, ma anche analogiche), non sono cla interpretare com e la risoluzione « a ma cchina >> di problemi tattici, bensì esclusivamente come il ricorso a mezzi ausiliari di calcolo che divengono hen presto indisp ensabili allorchè i computi numerici, in gc111:re singolarmente semplici, risultano molto numerosi e costituiscono un oncrn non tollerabile in dive:r~a sede. L'adozione del calcolo automatico, corrispondente allo


122

accesso a macchine calcolatrici, richiede, oltre a llo studio analitico dei problemi, an che la loro trad uzione nella. lingua comprensibile alle macchine, cui si è già. fatto riferimento col termine di << c.odificaz.ione )) dei problemi obiettivi. La codificazione r ichiede in gen ere un tempo considerevole, oltre che l'in tervento di tecnici specializzati, m a essa ha luogo una volta per molte nel caso di risoluzione per iterazione, n el senso già dic:hiara to, di problemi specifici. Anche molti d a.ti di uso ricorrente possono essere introdotti una v olta per tutte n ella cosiddetta « memoria >> d elle mac:d1ine. A conclusione della rapid a analisi svolt,L interessa sotto · lineare la possibilità, sia m ediante l'impjego di macchine, sia che se ne prescinda , di redigere consu11Livi rli eventi, passando da alti (o mosse) elementari a seq uenze c.omplesse, che configurano i risultati d ell'azione tattica e offrono spunti p regevoli d i esperitmza e di critica in m ateria nell::t. quale le esperienze sono di ardua esecuzione e di diffic:ile discussione.

*


CAPO V

CAMPI E LIMITI DI V.ALID1TÀ DELLA RICERCA OPERATIVA L'interesse crescente verO so la R. . , che si conri:z::z:o fondamentale della R.O. . ;;tata in ambienti disparati e di varia importanza e qualificazione, civili e militari, si può fare risalire a nn convincimento e ad un riconoscimento diffusi: .il convincimento, suffragato dall'esperienza, rfellc facoltà di rendimento delle .::.tiività disparate che si raggruppano sotto una denominazione ospitale; il riconoscimento, ormai convalidato eia un'ampia documentazione e quindi certamente fondato; del valore eristico degli orientai:nenti cui s'informa la R.O. come indirizzo risolutivo di problemi di considerevole interesse pratico. È un indirizzo che, come già constatato, persegue lince di indiscussa razionalità e<l è promettente in campi importanti, nei quali per di più la problematica era oggetto sino al recente passato di procedimenti prevalentemente empirici per difetto di modalità di ma.ggiore merito concettuale e di più soddisfacente rcmlim~nto effettivo. Del 1·esto si tratta di una manifestazione di orientamenti . in progressiva affermazione in molti ambienti sensibilizzati dai riflessi del progresso scientifico moderno. Nel campo della produzione la razionaliz.zazi.one tende .a usare .meno 31 . - Considerai;ioni sull'indi-


1:14

fatica e più intelligenza (nel campo delle operazioni militari maggiore sforzo concettuale e meno sangue in guerra, in pace migliori sistemi organizzativi e minore spesa) e trova il suo scopo immediato e la sua giustificazione, ammesso che occorra, in un alleviamento del travaglio umano nei suoi effetti sociali, e in minori oneri di produzione nei suoi effetti. economici. l\fa sarebbe re.stringere 1mlebit<1mente il valore di 11n movimento di pem;iero e di linee d'azione corrispondenti di ben più vasta influen1.a e rivolte verso mt>Je pi1ì alle trascn~ rare che la razionalizzazione dell'attività uma11a è al tempo stesso causa ed effetto di maggiori facoltà d ' azione e di accresciuta comp1essÌLH. <li funzioni , derivant i da progresso sdcntifìc.o, da evoluzione imlnstri::ile <~ clai falli sociali che sono il portalo dell'uno e dell'::illra. Le maggiori facoltà d'azione, in ma.no a uomini ben pensanti, sono da. giudicare fatti nettamente positivi; ln maggiore complessità di funzioni introduce invece aspetti negativi, da considerare nn male inevitabile in presenza di contropartite utili di maggior rilievo, un male da curare con maggiore impegno e in definitiva un più acuto senso di responsabilità nella gestione d'impresa. Questo acuito senso di responsaliilità induce a riconoscere che atti molto impegnativi, come finalità e come esercizio, non potrebbero essere assolti a dnvern se non venisse chiamato a concorso un modo di procedere che si suole chiamare sdentifico e che in sostanza è azione impostata sulla conoscenza di cause cd effetti la migliore possibile e su dimensionamento di . sforzi e di obiettivi, cioè quella che altrove si è già d1iamata « azione razionale >) • . · Il riconoscimento della neces.c;;ità di procedimenti di tipo scientifico implica l'abbandono di criteri prevalentemente


125

empirici e di tipo traùizionalistico, eredità cli un passato fors 'anche non lontano nel tempo, peraltro reso remoto da una gigantesca evoluzione tecnologica e sociale. &:condo tale impostazione critica, la R.O. è un indirizzo di tipo scientifico e perciò di razionalizzazione da far valere n el campo del pensiero e sopraUutlo in quello delle attività pratiche, applicato a problemi ntwvi che per suo merito divengono suscettibili di soluzioni rigorose ed a probknù n"ti, che per suo merito risultano risolubili in modo più perspicuo e pi1ì soddisfacente. Dopo tali premesse è d' uopo riconoscere che la R.O. ri~ sponde a esigenze di necessità piuttosto c.:he a presupposti di libera scelta. D 'altro canto riconnettere la R.0. a correnti di pensiero e d 'azione in via d'incv.ilabile affermazione equivale a riconoscerne più certo l'avvenire, non legato a situa.zioni contingi,:nli e mutevoli, bensì provvislo della forza d ' urto e di p cm:!r:i.zionc di modi connessi wu ,ma realt.:.. in via cli formazione piì1 alta e più ricca di promes.<;e. L'atto razionale esclude l'errorn e per converso il contenuto <l 'errore probibile è in rapporto diretto col difetto di razionalità. Mette appena conlo di ripetere che l'errore diviene un accidente sempre più costoso e sempre più da evitare in presenza di attività che aumentano d'impegno e diminuiscono di flessibilità. La R.O . .~i propone di diminuire l'incidenza dell'errore agendQ in modo efficace suUe cause che lo provocano. Sono cause di errore l'imperfetta conoscenza di causalità, dovuta a lacune nell'apprezzamento dei fattori in azione, resa più probabile in presenza di fatti molto complessi (errore per ignoranza), e l'incertezza circa il comportamento di antagonisti agenti con una estesa libertà d'azione e da considerare entro estesi limiti arbitrario, presenti nei con-


126

filtti d'interessi e dei quali non è consentito prevedere gli atti se non in termini di semplice presunzione ( errore per incertezza). Sull'errore per ignoranza si può operare perfezionando la conoscenza dei fatti e in questo senso lavorano il progr~o scientifico e tecnologico, l'istruzione e l'addestramento; sull'errore per inr:ertezza , col ricorso caso per caso a informazioni, a dati <l 'esperienza, a congetture controllate o da controllare. In ogni c-,aso, ammesso inevitab ile l'errore, occorre individuarlo, dr.limitarlo e calcolarne entità. e incidenza. Se l'errore per ignoranza è eliminabile, anche persistendo una conoscenza insufficiente del mondo fenomenico, per la assoluta obiettività di quelle che a un ce1·to momento costituiscono le interpretazioni di fatto di una <:a.nsalilà sperimentale, e sono le cosiddette leggi della natura ed i lnro corollari u.ppliullivi, l'em 1re per incertezza incide ir. pcnn:incnza sull'attività umana, per la sua prevalente soggetlività e per la mutevole rispondenza in presenza di una serit: <l1. moventi e di scopi per suo conto assai estesa. Di qui il convincimento diffuso dell 'i nduttabilitit del1' errore ed il eletto, in verità pcssimist:-t. d1c il successo arride a chi commette, nell'azione compet iliva, il minor numero di errori. La R.O. contrappone a una concezione negativa., e <la giudicare fondam entalmente pessimista, dell'errore inevitabile, 1a tesi positiva e di colore ottimista del successo attributo di chi, in procinto di agire o nel corso dell'a.zione, studia più d iligentemente le alternative che gli si presentano, valuta con ponderazione i « pro » ed i H contra )I d i ogni alternativa, infine decide a ragion veduta. La R .0. si propone' di contribuire in modo efficace e


127

talora decisivo a questo lavoro di studio, di valutazione e di decisione, formulando e ponendo a disposizione criteri ùi comporlamento corretto in casi nei quali è effettivamente difficile definire un comportamento corretto. L'ordine d'idee riveste un considerevole interesse nella estesa casistica di esiti dipendenti dal comportamento di antagonisti. Nell'attività corrente dell'uomo <l'azione, questa è com-petizione anche quando manca. la. figura precisa di un antagonista, poichè è compHti:. .ione am:h~ l'operazione con mezzi inferiori a quanto è necessario e poid1è l'ambiente è di regola ostile nei riguardi di colui che cerca. <li modificarlo secondo un proprio criterio e presumibilmente a proprio vantaggio. Pertanto il successo è l'esito favorevole della competizione, vale a dire è sisl.ematicamente un successo competitivo. Allora il successo competitivo è la ricompensa meritata del più abile e del più provveduto in una situaziont• d ' a nlagonismo permanente, la quale esige in ogni Jnornenlo l'atto meglio informato in relazione a uno stato di fatto e meglio intonato in vista degli ulteriori sviluppi . All'opposto, configuraTe l'attività d'in,livid1ù e di collettività improntata in larga misunt a una volontà arbitraria e accettarne le conseguenze, qualunque esse siano, equivale a trascurare in modo indebito e anche pericoloso una realtà concreta di valore determinante. Un successo c.ompetitivo è legato da condizioni di necessi1à che occorrn rendere sufficienti a un'adeguata razionalità. di azione, 1a pi1ì elevata possibile, che prende il sopravvento sul conconente e sull'avversario per ipotesi meno raziona.le e ciò in virtù di una insuperabile logica di fatti. La. razionalità è sufficiente 11uando l'agente, dopo avere 1


128

preso in esame i fattori in giuoco senza averne esc:luso nessww di quelli che esercitano un'azione di rilievo, è nelle condizioni di valutarne a dovere gli effetti, dì agire in stretta conseguenza e di assicurarsi i maggiori risultati che è lecito ripromettersi di fatto .

32. - Che cosa ' si

Le argomentazioni svolte sino a qui

po1rebbcro far ritt>.nere superflua la domanda, come riferentesi a questione ampiamente trattata, se non completamente risolta. In realtà conviene approfondire l'argomento e un'ulteriore precisazione (li concetti generali si raggi unge analizzando la attività di competizione nella sua caratteristica d i dare luogo a una problematica particola.n::, in quanto non suscettibile di soluzione secondo i procr:<lirnenti ordinari. Poichè detta atlività è corrente nell'esercizio dell ' a zienda o <lell'impresa civile e nell'impiego di mezzi militari, l.1 tesi implica che la direzione d 'impresa ~ l'azione d i com:rndo, con-elativa in quadro militare, danno luogo a problemi che importa risolvere media nte p rocedimenti divnsi dagli ordinari riconosciuti inefficaci e di crescente diflicoltà d i risoluzione coll'accn·.sciuta complcssiti't delle fu nzioni corrispondenti. La R.O. si applica all'invenzione d egli accennati procedimenti e di qui l' interesse che essa presenta per tecnici civili e militari. L'irnlfTicacia dei procedimenti risolul.ivi che si sono detti ordinari è dovuta a mol1eplici cause, lra le quali emergono due ordini tipici di fatti: le lacune già citate della conoscenza del meccanismo di causa ed effetto che r~gola i casi obiettivi, dalle quali deriva una difficnHà consistente e spesso insuperabile d'impostazione risolutiva canonica; il rendimento manchevole degli algoritmi alla mano in un ambiente fenorichiede alla R. O.


129

menico che per essere intessuto di motivi umani vede la obiettività delle leggi naturali r.ompromessa da.lle polarizzazioni d~li int~tes.~i contrastanti. E ntrambi gli ordini di fatti hanno un ·contenuto negativo. È di contenuto positivo la 1~ongettura che progressi considerevoli in materia sono da attendere dal perfezionamento delle cogni1,ioni circa gli aspetti intrinseci dell'organizzazione e della gestione <l'impresa, ivi compresi quelli che più direttamente ne concernono i lati umani e sociali. Altra deduzione legittima è che col progresso della. conoscenza deJle scienze e in particolare col progrcss1.1 delle matematiche applicate, problemi oggi n on risolubili in modo rigoroso lo potranno divenire in seguito di tempo, in virtù dell'invenzione di 11uovi proce,lirncnti di calcolo e deJla disponìbiliuì di strumenti di calcolo capaci di opportune prestazioni. Cio significa altn~sì che acquista un interesse considerevoli:: e An che pratico h, ,,forz.u Ji ricerca rivolto a mettere a. punto modalità risolutive della problfmiatica di cui si tratta . Un pii'1 ampio ccru10 in proposito coi:;tituisce una precisazione circa quanto pu<'> e deve richiedersi alla KO. e per~ tanto m erita di essere svolto. TJa scelta di un itinerario tra due localil~t inserite .in w1a rete di comunicazioni di determinate caratt eristiche ad uso di mezzi di trasporto di prestazioni note ~ un problema ordinario di calcolo numerico quando si adotti un criterio di hase ben determin ato , ad esempio il criterio del minimo percorso. Il problema rimane di eguali ca.ratteristichc, sia pure con un contesto più complicato, quantlo si aggiunge la considerazione di criteri di economia. di e_<;ercizio e di lunghez:1.a virtuale di tronchi stradali. Esse invece mutano · allorchè si progettino, nelle circo~ stanze i11dicate, trasporti di prodotti agricoli di futuro 9


130

raccolto o trasporti turistici, poichè subentrano alee di prod uttività e di richiesta di con~umatori e rispettivamente di volume di correnti d 'aflluen;,.a di turisti, dimensionate da molteplici fattori, non tutti di analisi immediata. Una determinazione necessaria e _sufliciellte del problema si ottiene mediante opportune previsioni nelle quali confluiscono elementi statistici e valuta zioni soggettive. Con q ueste si entra nel campo della R.0. Il metodo valido consiste in un 'ampia raccolta di dati d'espP.ritmza e nella conferma delle valutazioni soggettive median1e la discussione esauriente delle ipotesi formulate per inquadrare il problema . · Le difficoltà. aumentano quamlo entri in giuoco la concorrenza, ad esempio Ja produzione agricola di altre wnc o l' esercizio di altri mezzi <li 11 asporto, per non citare che alcuni dei tipi di variazione cl' i111postazionc problematica tra i molti congetturabili. Allora p rnncle consisten za l'i n nuenza di fattori agellti in modo indiretto e in genere <li d iffi cile accerta mento, come la propaganda, le illd inazioni prevalenti di d assi di utenti ·o d i cons urrn1.1ori, le condizioni mctcorologid1P., le d isposizioni di auto1ità amministrative Iocah, gli effetti po!';itivi o negativi di contingenze economiche, ccc. Adesso il problcm;:i. ha assunto il contenuto tipico <li caso di R .0.: esso 111m è più suscettibile di una soluzione rigorosa, bensì · ammcll~ verosimilmente varie solu1ioni in dipendenza dell'accclla:r.inne di determinate prcmcssP- in una serie generalmente c.<.1esa nella quale si p uò atting~re con relativa. libertà di scelta, avendo di mira il c:nnseguimento di requisiti prestabiliti. Nei casi assunti come esempio la d ecisione di <1,dottare un programma di trasporti definito com e percorsi , mezzi, orari, tariffe, ccc. è affidata in larga

un


J:l l

parte alle determinazioni di un organo d i progrnmtnazionc, il quale, per ogni soluzione, valuta peso e.lì premesse e consistenza di previsioni e su tale scorta ipotizza 1111a maggiore o minore convenienza di atti. Se è evidente l'inutilità. d'interventi di tipo particolare quando i problemi ;:immettono una soluzione unica ecl esatta o anche quando i problemi, anc:nrchè rir.hicdano procedimenti risolutivi 1111.t 'altro cbe semplici, trovano soluzioni ritenute generalmente valide per lunga esperienza, come ar.ca cle per molti prohlemi di carattere strettamente 1ccnico, ben differente è la situazione quando la cfofinizionc dei <la li di problema non è possihile con esattezza, per il fa tto che essi sono irnpcrfettamcnh~ noti e talora nemmeno ci 1urncrabili in modo tassativo. Allora i problemi rientrano odia categoria che si è già ,lenominata dei « problemi a lr,a1ori n e le solwjoni comportano al~. sono r.io~ soluzioni aka.torie. Nulla vie1a che, in omaggio a una geneu JifJ. rndrn]uJogica , si faccia no oggetto cli attività di R.O. anche i prohlemi del primo tipo. Importa però constatare che in questi casi il ricorso alla R .O. è atto di libf!Ta scelta e qui,l(li non risponde a condizioni d i necessità. Lt libera scelta. in ,1uesto caso si può attribuire a indirizzi cli razionalità gc'. rwrica, che si sono sempre imposti nell'attività umana senza risalire a una R.0. vera e propria, come non si può aUrilmire a ricerca operativa la nozione del maggior valore del baslo11e rispetto al braccio nudo pflr condurre il bestiame al pasr.t>lo, nozione che probabilmcnf P. era già acquisita dn parte delJ'uomo di J'\eanderthal. Ma razionalità generica d'azione non ha da fare che ben poco con razionalità d'esercizio d'impresa, quale è richiesta a lla R.O. Una contabilità in contanti, in te.nnini di totali d'entrate


132

e di uscite, non presenta materia di R.0. e da tempo, -in altro campo, l'ingegnere e il tecnico hanno affidato i loro strumenti di progetto e di verifica, anche allorchè i procedimenti d'uso verlono su dati di larga appros..c.;imazione o perchè noh vale la pena di un'approssimazione maggiore o perchè l'approssimazione dei dati è 1,e.,fettibile a volontà. sempre che ne valga il conto. I problemi del secondo tipo invece, frequenti nei settori dell'industria, ridella difesa nazionale, dell'economia chiedono valutazioni particolari, che essere in parte considercvolè di contenuto soggettivo sono in ultima analisi frutl.o d'opinione. La R.O. tavora allo scopo di ridurre nella maggiore misura i fattori soggettivi delle valutazioni, aumentandone la carìca di oggettività, e di guidare l'opinione per renderla più centrata e più obiettiva, in quanto necessari'amente esercitata. · L'opinfone, anche esercitata in modo cauto. (ii per sè non sostituisce che imperfettamente il dato di falto e l'asserzione è tanto più vera quanto più, per ipotesi. e in effetti, la realtà è complessa e di difficile investigazione. In termini matematici, · supposto un problema concreto rappresentato rile<liante dati noti ed elementi variabili, si dircbbé che i dati 11oti noil sono apprezzabili in modo esatto. In tal caso le solu'.1.ioni non sm10 esatte e sono da accogliere cnlla riserva esj)lic.ita cli non escluderne a.lh'e, . eventualmente piiì vicine a ·una soluzione rigorosa e razionale per èccellenza., t ira.asta ·inac.'cessibile. L'importanza delle categorie di problemi che dipendonò da apprèzzamenti aleatori e la constatazione della loro incid.e nza in · qtìella che si è citata più volte come attività di impresa, in quanto soggetta a concorrenza, a conflitti di interessi· ed· a fattori ambientali o naturali, prodotti di una

e

per


133

causalità poliedrica e in pratica non assoggettabile a una analisi esauriente e definitiva, autorizzano a dedurre che molti ·sono i casi di rilievo che attendono gli indirizzi riso.. lutivi dalla R .O. Sotto questo pnnto di vista, la R.O. assume l'aspetto di un sistema di tecniche particolari intese alla risolnzione di problemi affetti da parametri aleatori. È mo11 o probabile che ulteriori e importanti progrt>-"1Si della R.O. consisteranno nella gene:ralizza7.iop,e delle tccni~ che risolutive in q uestione, sino a far ]oro assumere conte-. nuto e importanza di w1a nuova branca. delle matematich.~ applicate (Cap. VI).

11 riconoscimr.nlo di una 33 . - Metodologia tlella R.O.

applicazione specifica .della

R.O. nella risoluzione di problemi affetti da pa rametri alea~ toii riveste un sig11ilu:a to gnoseologico sul quale sarebbe in1.eressanle soffermarsi. Per il momento imporl,t notare chti, cl,,te Je premesse, lo scopo della R.0. può essere raggjunto se~ endo ùue linee concettuali d istinte per esigenze éS!Jli~ilivc , in realtà coupe~ ranti nella risoluzione di problemi u HH.:r eti: l'invenzione di appropriate modalità risolutive, in gemere di nuovi algoritmi o di nuove applicazioni di algoritmi noti (si cita in proposito l' apporlo offerto dal calcolo delle probabilità, dai metodi statistici e, pii't di recente e tuttora in formazione, quello d a a llribuire alla teoria dei giuochi); la risoluzione di quella che potrebbe denominar:;i, in conformità di una carica <li. ogget tività già citata, la carica di aJeatoriet.à dei parametri di un caso concreto ( o di ima loro aliq uota di preminente importanza), dopo di che i problemi affelti da paramelri aleato.ri, o pil'.1 in breve i problemi aleafo ri, sano ricornlutti


134

a tipi ordinari cd ai procedimenti risolutivi corrispondenti. Entrambe le due lince concettuali sono utilizzate dalla R.O. In questa sede interessa precipuamente approfondire le modalità atte a ridurre la cosiddetta carica di aleatorietà, in considerazione del ·valore esplicativo eh' esse rivestono al riguardo a metodi e possibilità della R.O. Si è già insistito sul fatto che le classi di problemi da soUoptn-re .ai procedimenti di riduzione accennati sono dense di imnì e per di pi.ù di temi di considerevole interesse pratico perdi.è perti.ne11ti alle citate attività d'impresa. Poichè si tratta di problemi che concernono incombem~e non eliminabili, si dovrebbe (lire di soluzione necessaria, e poichè le decisioni degli organi clircUivi (<lelli ta lom anche « esecutivi » secondo l'uso anglosassone), da confonnare alle soluzioni accel.tate, sono di elevato impegno in quanto si propongono di vincere concon-cnti o avversari oppure lo inOuenze negative di un ambiente imperfetta.mente noto (che può anche essere la cosiddetta <( natura )) ), l'individuazione di modalità d'operazione òttime o comunque migliori di que1le dell'antagonista assume considerevole importanza, come è di stretta osservanza la loro applicazione. Se si ammette, come sembra doveroso, che i procedimenti empirici, siano pure tradizionali, non assicurino che in caso ec~ezinnale l'atteggiamento ottimo e che invece questo consista nel seguire procedimenti strettamente razionali, la ricerca di soluzioni razionali s'impone come garanzia della rispondenza delle dccfaioni a presupposti veramente essenziali. In pa1ticolare soluzioni e procedimenti razionali sono indispensabili quando i mezzi disponibili sono inferiori a condizioni di sufficienza, ciò che accade di frequente nella


135

attività operativa militare, cd allora s'impone . fa. prescrizione di raggiungere il massimo risultato colle disponibilità di fatto, ciò che esige il più elevato rendimento, in senso assoluto e di confronto, di mezzi elementari e dì sistemi complessi. La circoslan7.a. può essere invocata quando si tratti di giustificare le prime affermazioni della R.O. in applicazioni belliche durante 1111 periodo durissimo della seconda guerra mondiale. Ora la solu:done esatta è certamente razionale, qui11di da preforire (e la df:(:isione corrisJJondente << oUima )) ), mentre la soluzione aleatoria, e in genere qualsiasi soluzione approssimata, presenta di 1·egola lacune, come procedimento razionale, sì da cloversi presumere in difetto più o meno grave ma costante sotto qu esto punto di vista. Tra le soluzioni aleatorie è da preferir.e sempre quella <'hc si ::tvvicina di più a!b soltu ionc esa.lla. Allocu. l'jmpostazione della discussione si trasferisce alle modalità più rispondenti per avvicinarsi il più possibile a.Ila soluzione !:'.$atta, per ipotesi non reperibile. Le accennate modalità sono pertinenti ai processi di « ottimali7,zazione » o di « suboptimazinne )) , dei quali si è già. detto (n. r4). Le soluzioni ottinlali non s'identificano colla soluzione ottima se 110n in casi eccezionali e pertanto non invocabili. In particolare sono soluzioni ottimali 1c soluzioni che provengono dalla modificazione di un problema concreto aJlo scopo di renderlo accessibile a procedimenti risolutivi alla mano, effettuata con accorgimenti che perchè siano appropriati in primo luogo non debbono interferire sulla funzio nalità dei fatti che lo caratterizzano od al più interferirvi in misma tollerabile.


136

La modificazione di un problema concreto consiste di massima nella sua semplificazione (n. 34) . La soluzione (o le soluzioni) di un problema semplificato deve l"'~•,sere accolta con molta cautela come soluzione ottimale di un problema complesso originario ed a maggior ragione lo deve essere se detta soluzione (o dette soluzioni) 'è anche essa approssimata. Di norma i risultati corrispondenti debbono cs.<,cre integrati con diligenza m edi.ante un processo inverso dal semplice al più complesso, che valga a reintrodurre gli clementi dirninati nel corso della semplificazione, in breve mediante una. restitu.tio ad integrum per quanto possibile completa. In una sua funzion e molto promettente e perciò meritevole di particolare attenzione, la R.O. viene applicata alla indivi,luazione di soluzioni ottimali. nell'intendimento di diminuire, solto l'aspetto pratico, il ri~hio insito nella decisione, ciò dw costih.1isce un altro modo di csprimcrn il criterio che si è già. tlelto di diminuzione della carica di aleatorietà dei problemi in di.s cussionc, una tesi di preva.lente contenuto concettuale. Dim inuire non vuol d ire eliminare. L'eliminazione completa cli alee e di rischio non è perseguibile che mediante soluzioni esatte, cioè a l di fumi ,li compiti normali di R.O. Quando le soluzioni sono soltanto ottimali, anche nel caso del miglior risultato della ricerca, il quale è migliore soltanto alla condizione esplicita della validità delle ipotesi formula.te e accnlle nel corso della semplificazione, sussiste pur sempre un'incertezza nei riguardi degli esiti effetti't'Ì, da superare in sede di esecuzione colla facoltà degli organi esecutivi responsabili di modificare e anche di rifiutare le . proposte dei ricercatori operativi, coll'esercizio del controllo sul corso degli avvenimenti successivi e coJl 'obbligo, alla


1n

occorrenza, d'interventi iùonei a ricondurre detto corso agli sviluppi prestabiliti e agli esiti voluti, nell'eventualiià che se ne sia allontanato in misura <la ritenere inaccettabile. Posti in rilievo i presupposti con34. - La R. O. come cettuali della R . O. e le linee disciplina autonoma. principali di una sua metodologia, sì affaccia logico il quesito se la R.0. possa aspirare, sin d'adesso o in segiùto cli tempo, ad esempio quando nella sua progressiva affermazione abbia raggiunla una più adegua~ completezza formale e concettuale, ad assumere l'aspetl'o -di una disciplina autonoma , in altre parole possa insP.rirsi come specifica materia d 'insegnamento tra le ,,umerosP- esistenti nell'online universitario degli studi, ciò r:he importerebbe di farne materia di apposite cattedre d'insegnamento , da a ttribuire a<l appositi docenti, nell'interesse di particolari discenti. La risix,~ia motivata al precedente quesito è evidentemente connessa con <1uella che è cornsentito <lare a un altro di ancor maggiore c.nntenuto pratico, pertinc11tc ai modi di formazione di espert i di R.O. In ali re parolP-, ha diritto di esistere una scuola di R.O.? Se per una scuola di R.O. s'intende un corso di studi di programma ben dimensionato, avente lo scopo di abilitare alla ricerca e in definitiva rivolto alla formazione degli accennati esperti, la risposta è senza dubbio affermativa . In effetti, a parte la pratica di affidare compiti dì R.Q. anche a individui del tutto nuovi, ma ben provvisti per ciò che si riferisce a doti intellettuali ed a studi compiuti, è logico che uno studio approfondito in m aterie matHmatiche pure e applica.le, in quanto affinamento di dette doti personali e acquisto di stn1menti e <li una prassi d'a nalisi indispensabili , nonchè una buona presa di contatto con quelle


138

che costituiscono tecniche specifiche della R.0., siano necessari più che utili. Essi danno la certezza che sono bene alla mano cognizioni fondamentali, in difetto delle quali l'opera ,Icgli esperti procederebbe con difficoltà ed i loro interventi risulterebbero di scarsa, se non di nulla portata. Per contro, se per una scuola di R.O. s'intende una cattedra apposita (e la posizione concettuale nùn mula ove si tratti di più cattedre), la risposta resta molto incerta. Con tutta probabilità essa dovrebbe essere rimessa a un futuro più o meno lontano, per fruire delle esperienze concrete che nel frattempo avranno potuto essere raccolte. Per il momento conviene l.rim:ernrsi pci- lo meno dietro un dubbio consistente circa la rispoll(lenza di lince d'azione informate a criteri del genere. La cattedra esige una disciplina ben definita e compiutamente sistemati:t.zata, propria di attività scientifica giunta a .completa ma.hrrn.:t.innc, attributi che non si possono assegnare alla R.O., data la sua recente origine e la sua soslanza di un ordine d'idee in formazione, più volle affermata.. Una disciplina ben definita e sistematizzafa compiutamente riguarda più una branca di atti.vità scienti-fica. di vecchia data, di conseguenza divenuta statica, che una. branca giovane, dinamica, ancora in via di prendere nozione dei propri campi d'intervento e dei propri metodi d'a:t.ione. In effetti un insegnamento specifico, che a tanto si rivolge il riconoscirneuto di una di~iplina autonoma, rivolto a giovani menti alla ricerca cli un loro assetto di pensiero, verte di norma su ma.teria concettualmente assestata, si sarebbe inclini a dire a un dialogo tra pensiero e ordine fenomenico effettivamente esaurito, perchè è stato detto tutto quanto si poteva dire intorno a una determinata classe cli fatti e pcrchè dell'ingente materiale raccolto intorno a uno specifico


ordine d'idee in decenni e anche in secoli di la voro di ricerca si è ben definito quale è il r:nrpo essenziale e d ura.I.uro. Non s'insegna che ciò che è divenuto un corredo di conoscenze certamente stabile, se non proprio un corpo morto e imbalsamato. Ora Ja R.O. è ben diversa cosa. E ssa è ancora m ateria nuida, a contorni imperfettamente tracciali, in attesa di una sistema zione, alla <1uale si ad<livHrrà per forza di cose, comunque non imminente, e di una precisa zione di compiti che in pratica si dovrà richiedere all'P.scrci..zio e ad i~tanze di . vita concreta, piuttosto che ad impostazioni aprioristiche di pensiero . Altrove si è accennato alla caratteristica della R.O. di. chiamare a cm,tributo mcto<li e conoscenze svariati, 1x:1 atting-cre a piani superiori di ricerca, quindi più alti di quelli pertinenti alle attivitft contribucn1 i e in questa facoltà di supPriore operativi tà si sono visti il suo m ciito e ia s ua c-. aratterì~lica differenziale più spiccala. E poichè la tesi implica l'acquisto preliminare <li quei metodi e tli 1.1ueUe conoscenze, in questo senso si è a111mcss;1 e si vede necessaria un'abi litazione propcdculic;a alla R .O., di preciso scopo, ma di contP.nuto vario. Ma vi è dell'altro. Una dottrina autonoma imporla una specializzazione e una nuova dottrina una nuova spocia lizzazione. Una specializzazione restringe il campo d'azione degli esperti; la R.O. Jo vuole allargato P. lo estende di fai.l o ad argomenti nuovi e pcrfmo non consueti. In allrn parole la R .O. è antispeciafo:zazione in att<.,, concettua le e di prassi, di alti e di linguaggio. Infatti essa si propone fo nclamentalmente di convogliare esperienze diverse, acquisite nell'esercizio di at tività scientilid1e e filosofich e distinte, nell'esame di un unico tema del momento, d i cui interessa definire dati


110

risolutivi secondo lince razionali, che si lraducono in economia di lavoro e in rispondenza di esili. È ancora da tener presente, impostando un programma di collaborazione come il precedente, che coUaborare vuol dire prima di tutto intendersi. Per intendersi occorre abbandonare mentalità e frasari particolari di vecchie discipline ed adottare una mentalità e un linguaggio comuni, che avvicini matematici, fisici, biologhi, :filosofi e renda al massimo fruttuosi i reciproci scambi d'idee. Un nuovo linguaggio pa1iic0Jare, corrispondente a tma nuova disciplina, non po~ trebbe che aggiungere confusione a quella esistente e difficoltà a quelle già. in atto. Pertanto si conclude esprimendo il convincimento che no11 sia. anr,ora maturo il tempo per una R.0. in veste di disciplina aulonoma. Oggi un ordine d'idee del genere rischi~rel1he d'isterilire in canoni fissati troppo per tempo una materia viva , 1·ìcca di pronwssc di frntti a prnp0sito delln quale molto resta ancora da fare e che è ben lontana dal costituire un repertorio di prassi consuete, come vogliono c,-sscrc materie tipiche d'jnscgnamento. I

È già emersa incidentalmente

(n. 31) l'esigenza della R.O. dì una collaborazione tra ricercatori operativi e tecnici degli organismi sottoposti a indagine, come è stata già. accennata (n. 13) altresi l'à.ttività di collaborazione che deve svilupparsi tra ricercatori operativi. Il fatto assume un significato nonnn.tivo che merita di essere illustrato e richiede al tempo stesso un'analisi più accurata. Un'attività. di collahorn.zinne è conse1.1uenziale in uua Ticerca che si è eletta integrata; per di phì essa presuppone .per principio l'intervento di p iù individui. J motivi per 35. - I gruppi di lavoro.


141

effetto dei quali il lavoro di R.O. è tipicamente un lavoro collegiale, affidato di regola a piccoli gruppi di esperti nei cosiddellj e, gruppi di lavoro » . sono principalmente i requisiti di razionalità già postulati e la c.nmplessilà ipofo.Y.ata dì problemi oggettivi. La ricerca, per essere ra7.ionalmente condotta, deve es~ sere affidata all'esperto. Se il problema è molto complessò e implica cognizioni solide in branche scientifiche disparate esso non può esser e affrontalo da un solo esperto. Se inoltre non è scindibile in parti scpasatc, da afficlare ciascuna a un partic:olare competfmte, senza modificarne in modo inaccettabili:: la consistenza., occorre riunire un congruo numero rli esperti, ciascuno ahilitato in una delle branche scientifiche interessate dal caso c.oncrcto, e portarli a lavorare di concerto. In tali tennini si fa giustizia. della tesi insostenibile che un gruppo d'individui ahhia maggiori d oti di razionalità dei singoli componenti (è ~fal<, ,i,,;sc..1 valv acuramente c he se l' indi viduo non è razionale, non lo è n emm1mo il groppo). Nel gruppo non sì somma. la rnziona.lità; si somma la com pe. tenza. D 'altronde il gruppo non rappresenta un accorgimento di lavoro di libera scelta; esso risponde a un'esigenza non deroga.bile e quindi di stretta os.<;ervan.za, r.iò che implica l'accettazione dei suoi vantaggi e dei suoi sva11ta1;gi. L 'esperienza ha provato che nel gruppo di lavoro, aJlorchè sussistono le premesse di un acleguato rendimento di insieme, ciascuno dei partecipanti porta un conlribi,to diretto ed effettivo, in rapporto alle pròprie attitudini e alla propria competenza. Gli svanlaggi sono costituiti dalla difficoltà di realizzare le a ccennate prem<'_,,;;e di adeguato rendimento. Un lavoro di gruppo non esclude, anzi rende preminente la fu nzione di un capogruppo, c:ui è deferita di regola l'in-


14,2

combenza, per così dire disciplinare e in parte formale, del coordinamento deJ Javnro comune, oltre il compito, anche esso in parte formaJe, di presiedere le riunioni di gmppn, e quello molto più impegnativo di indirizzare le condusioni della ricerca e t1i presentarle. Comunque in ogni caso la funzione di capogruppo ha un certo rilievo e<l è affidata in genere a Wl elemento dotalo di prestigio e dell'ascendente sui colleghi che deriva cla titoli di tatto, d'intelligenza e di studio. · Le premesse di rendimento sono legate a llP P.sigenze funzionali di un lavoro che ha fasi individuali e fasi in comune, quest'ultime costituite dalla discussione collegiale dei risultati raggiunti di tempo in· tempo e nelh fase conclusiva. Esse sono determinanti per definire caralteristichP. personali e modalità. generali d'impiego di ricercatori operativi . Le caratteristiche personali riguardano doti inlellettuali; capacità tecnica e attitudine alla. c01l,1horn:,inrw. Quelle tecruche si sintetizzano in una vasta esperienza sr.ientifica, possibilmente in pi1ì e.li un campo professionale. Un esperto, che sfa passato aliravcrso due o tre campi dì a.ttività scientifica, ha quàlifa preferenziali per divenire un bmm ricercatore operativo . I,' argomento, di considerevole significato indicativo, meriterebbe mm trattazione ampia. Qui basterà porre in evidenza il fatto che la R.0., come attivi!~. rivolta. alla risoluzione di problemi che interessano più campi di ·conoscenza scientifir.a e le tecnologie corrispondenti, è tipicamente attività antispecializzazione (n. 34). Un·a situazione di fatto che induce a vedere effetti controproducenti in una specializzazione spiccata, sinora considerata requisito vantaggioso, è indizio di una svolta importante nello sviluppo della tecnica.


145

Essa è · da interpretare come esaurimento della materia peculiare di téùune importanti branche scientifiche e cnme necessità conseguente di lavoro sui margini dei rispettivi domini, ove sono incerte le competenze perchè in genere conver·gono discipline sino adesso considerate distinte. La ricerr,a sdenl:ifica, dopo essersi approfondita nei campi specifici assegnati per consuetudine di studi a ciascuna de1le sue ripartizioni, oggi progredisce in modo parlicolare Iavomndn in quei setlori meno esplorati che esistono a.i margini degli accennati campi spc~:ifici e che di conseguenza chiamano in causa cognizioni cstraiiet> al pal rirnonio culturale corrente di ciascun cainpo. E sono proprio i campi meno esplorati che offrono migliori prospeltive di progresso. Le specializzazioni, indispensabili nelle attività applicative, sono meno producenti in quelle creative o d 'invenzione (cfr. Capo VII). Chi per prcpa razion~ t'. pe r PS<~rcizio prof,,ssionale è condotto a lavorarn in proforn.lilà in un campo hen definito (e tale è l'attivitA dello spcci:ilizzato) . trova difficile uscirne, come occorre quando sorgono problemi che inlernssa.no anche altri campi di ricerca. In tali c:ircostanze si manifestano i110Hre difficoltà effettive di comprensione e di reciproca. comunicazione, a .cominciare- da quelle offerte da terminologie. particolari per giungere alle formae m entis proprie delle varie specializzazioni. D'altro canto la rnnosc:enza enciclopedica non è più realizzabile . al giorno d'oggi, data l'estensione raggiunta dal sapere. In questi tem1ini si è trova.to incidentalmente un nuovo argomento a favore dell'impiego di gruppi di esperti nena R.O., applicato in modo sistematico. Infine, per quanto riguarda l'attitudine aUa collaborazione, essa consiste ne11e doti ~he valgono a mantenere fru1-


H4

tuos~ le relazioni di studio e di lavoro e che più in generale facilitano le rcla7.ioni umane. Un vivo interesse per la ricerca, accompagnato ùa un certo disi!)teresse per il successo personale, un elev"'alo prestigio basato su capacità di fattivi contributi al lavoro comune, oltre che sui litoli personali di studio e d i lavoro già citali, uno spiccato senso di cameraUsmo, jn cui entra lo apprezzamento e la comprensione della fatica altrui, congi1111 ti a un tratto fine e perfino a qualità di houmr,r, costihriscono aspetti importanti del carattere del buon ricercatore opcra.1.i.vo. Si è fatto cenno poco sopra a formae m entis <li specializzati. La mentalità degli t'$perti d i R .O. ha 1m 'esigenza specifica che mette. conto di a ver presente . Ne sono doti indispensabili, e non comuni quando richic,;le in grado spiccato, l'immaginativa, lo spirito creativo, la curiosilit, la capacità d'applicazione, la comunjcativa, l'entusia.smn ~P 07f1 infat uazione, la costanza senza testanJaggine, inli11e un vigi le senso di prevenzio11e contro le tesi non provate o provate soltanto imperfettamente, gi~. riconosciuto alla base del cauto dubbio cartesiano. TI dubbio cade colla dimostrazione solare della tesi controversa, esente da lenocini e da sofismi . La molteplicit:it e la pcculiru:itil delle doli accennate rend ono difficile un giudizio a priori sulla idoneità dj uno slndìoso a divenire un buon esperto di R .0. Soltanto lo esperimento è probativo. Tcsts e colloquio opportunamente organizza.ti e condotti forniscono ottimi spunti di selezione; i soli titoli ar.cademici in genere non sono sufficienti. Inoltre sussiste il fatto che il <lifetto di una dote mette in difetto il loro complesso, pcrchè in genere non vi è possibilità di compenso in virtù di altre eventualmente possedute in larga misura, oppure il compenso è molto imperfetto.


145

In differenti termini, si può dire che un buon equilibrio di caratteristiche è preferibile a qualità anche eccezionali contemporanee a elementi negativi di rilievo. Per moti vi del genere studiosi di merito, peraltro a bituati a studi astratti

e tipicamente individuali, come i matematici puri, non sempre hanno dato luogo a buoni risul ta ti quando sono stati applicali a problemi concreti di R.O. Il lavoro in gruppo ha altri rifl essi. I vi il singolo, data la sua competenza. personale, non ha m prati ca superiori, nel senso di persone capaci <li controlla re il suo operato e prima a11cora d'instrada ilo: la guida estranea ha un'efficacia di semplice indirizzo ge11cralc. Allora le attitudini a redigere cd a sP.guire on prograrnr m1 di l:lvoro personale , nel q uadro di un lavoro in comune, e le q11alità di autocritica - si potrebbero dire le doti d 'autoc,mtrnllo acquistano grande importanz.a. 11 ril:eTcatore operativo deve essere il principale propulsore di se stesso, deve sapere agire <l' iniziativa e procedere secondo l'indirizzo eh<: ha contribuito a ~ceglicrc a r agion veduta, malgrado le difficoltà riscontrate, ma deve essere anche in grac.lu di modificarlo, accogliendo senza preve11zioni il suggc1imento dei fatti che emergono nel corso stesso clella ricerca. Tale è infatti l'atteggiamento di chi esplora situazioni nuove, non ancora sperimentate, o addirittura intende orientarsi .-:irca prospettive in formazione, che non ham10 equivalenti nel passato. Soltanto la constatazione di un difetto di razionalità lo pnò cnnvinccrc che l' indirizzo di lavoro seguito è giunto a un p unto morto e che è necessario rivedere passo a passo il cammino percorso, per riprenderlo secondo un migliore indirizzo, a partire dai d sultati corretti più vicini. IO


M6

La trattazione svolta brevemente nel presente capo conferma la tesi, d'altra parte ovvia, che se la R.0. si adopra alla solm'.ione di problemi particolari o di loro classi, essa raggiunge i risultati proposti soprattutto mediante la. preparazione dei suoi esperti e mediante l'organizzazione del suo lavoro. J,a R.O. è più un'incombenza di preparazione e di utilizzazione di uomini ben dotai.i che di progresso in determinate branche scientifiche (altrove si è detto che è più portato di mentalità che dì tecniche risolutive generali). La. b~_._j 1:ivda un a.ltro aspetto della R.O., anch'esso di ,particolare significato indicativo. Nella crescente difficoltà di disporre di uomini in pos,sesso delle doti e deHe cognizioni richieste da. una direzione d'impresa di crescente complessità d 'organizzazione e di esercizio, la<ldovc in passato si è slati soliti di fare affidamento su uomini di qualità eccezionali, e come tali non sempre disponibili :1 rir.hi,-:st:1, og6,; si m:rnifr,_<~t:i !:i tendenza ad . abilitare uomini di qualità ordinarie, quindi più largamente disponihili , pcrchè assolvano in modo conveniente compiti . anche ardui. L'abilitazione nel senso indicato richiede l'adozione (e · anche l'invenzione, ove non esistano) di appropriati nrntodi di lavorn, avvalorati da opportuni indirizzi di preparazione individuale. I metodi di lavoro sono in sintesi quelli che sostituiscono all'attività di ricerca di singoli un'atlivilà collegiale e cli essi si possono considerare manifestazione corrente i gruppi di lavoro. Quindi anr:l1t sotto questo · punto di vista la R.O. è espressione di procedimenti più aggiornati e 11iù producenti, · che inoltre le assicurano, al di fuori di una fun'./,ione tecnica, anche una funzione di carattere sociale e la rendono idonea.


H7

a svolgere una pari e di rilievo per il 'J)rogrcsso generale, attraverso il perfezionamento dei metodi di gestione <l'impresa e più in generale del rcnclimento del lavoro. La concezione prospettata non è stravagante e 1l'altronde la si può riconoscere già opernnte, aJ1cor prima di essere inquadrata con precisione nella nozione di R .0. , nella contemporanea evoluzione della direzione d'imprPsa, che diviene anch 'essa per gra1li coUcgialc r: in primo :i vvici1lamento 3.SSUffiC tale cons istenza attra:veTSO J'incrCDl<'lltO di r.ons11Jenzc tecniche e di adviser.-:, e nell'infoltirsi ·ch·gli sl at i maggiori presso i comandi elevati di forze annat e in guerra, t i più di recente, suhcritrata in campi <:i vili e mi litari l'ri.ttività di R .0. , · nella richiesta crescente di collabora zioni rivolta ai ricerca.lori operativi. Senza 1lubbio risponcle a criteri di razi<ma li lù d omandare a una metodologia. alla prnpar:izion,• r all ' "rg"rni:~z:izio~1<'. .del personale, quanto un tempo era c:onsidcr:i to ;ill r ilmto e contributo della genialità. La. direzione collegiale dell'impresa r ca lìz:1,a tali condi.z ioni nelle forme suggerite daJla pi·a.tic:,i.. In seclu di progetto ,essa dimostra una. .esigenza sempre. maggiore di daf i P.l:1horati a conforto dclJa dec isione e vuole assolte nuove esigenze nel corso s k~'sSO dell'azione, in vista d'intervcnti correttivi che costituisco110 altrettanti atti successivi di decisione. Resta aperta la questione·.intoi'no a <:omc sia conveniente r egolare le incombenze .di singoli e di gruppi, per salvaguar daie .gli attributi di compet,mz.a. ~ di responso liilit~ di decisione, questione d'interesse prcw ìnente nelle prassi della dire:-.ione d'impresa e dell'a zione di coman<lo . P rima di affron tare l'argomento conclusivo del temn. :a ssunto, sì vuc;ilc ricordare·,un nwrito esterion: dell'indirizzo


148

razionalizzante dell'azione, da vedere nella facoltà di convinzione insita nelle risoluzioni e disposizioni perst1asive, pen:hi-: ne emerge corretta la Jinea di pensiero che le ha guidate ed evidente la corretta consequenzialità degli atti a1Je premesse. . Se si pone mente che agire è comandare e comandare è peEma<lere e convincere, è indiscutibile che improntare la aUività di direzione o di comando a criteri d' ineccepibile ni.zionalilà vuol clirn facilitarne l'esercizio (anche se ciò avviene attraverso una preparazione più complessa e più ardua d egli atti dispositivi) e migliorarne i risultati. Migliorare i ris1ùtati dell'attività di dirnzinne o di co.mantlo equivale a organizzare il succesS<L La proposizione è singolarmente espressiva, senza uscire dai limiti di una valutazione equilibrata di atti e di scopi..

Sia il gruppo di lavoro. sia le · l1e, sia · infìne Ie :.:onsu Ienze t·ecmc a ltre fom1e di partecipazioni collegiali alla decisione sono da inte1vretare come applicazioni mncen1.richc alJa risoluzione di problemi concernenti una attività di esecuzione prevista o in corso, in vista della sua migliore esecuzione. · Un'applicazione concentrica implica più Jinee d'azione: ciascun esperto contribuisce al buon esito del lavoro cmnune seguendo una sua linea d'azione. Perchè i contsibuti abbiano luogo nella migliore maniera · ocrnrrn ~ss~re precisi ndln stabilire posizioni reciproche e relazioni tra organi di ricerca e organi esecutivi e in particola1c i rapporti tra esperti di R .O. ed clementi direttivi. A prima imprnssione si potrebbe giudicare opportuno il provvedimento di trasferire le direzioni d'impresa a gruppi

36. - La R.O. e la funsionc di direzione.


149

di R .O. La concezione merita di essere presentala per escluderla senz'altro. A parte il fatto che la R.O . assolve di massima compiti oonlingenti, come esige l'applicazione a problemi concrn1i, mentre l'azione di direzione è permanente, e che la stess;ci. formaxione di gruppi di R.0. è soggetta alle modificazioni richie~le dalle caratteristiche <lei problemi da risolvere di volta in volta, mentre gli organi dircUivi I ra,ggono vantaggio da una continuità di funzioni che consolida l'esperienza e la conoscenza degli organismi dipcndeut i, l'esigenza di una netta separazione funzionale, senza preg iudizio di contatti efficaci ai più alti livelli ac.1 ogni occorrenza , induce a consigliare una spiccata <lillerem.iazione tra g li uni P gli altri, la c1ualc in linea subordinala assicura i grnppi di R .O. contro le posi1ioni preconcette, facili invece a fo r marsi 1wr effetto delle consuetudini ,li lavoro, nell'ambito cli organi permanenti. I rapporti tra orga ni costituzionalme11l c e fun zionalmente differenziatj sono più facili quando sono definite le rispettive incombenze e sono evitate con r.u.ra. le sovrapposizioni di competenze fl le interferenze che ne in-flettono il rrndimcnto. Inoltre su tali basi si giunge a un'opportuna sislemazione della questione molto delicata del1a r esponsabilità di decisione in fasi di applir.azione dei responsi cli R.O . Ammcss;o, . come a ppare fuori ,foscussio ne, che le incombenze di decisione spettino agli organi direttivi, quale è il peso da a.I tribuire, in sede di decisione, ai responsi di R .O.? La questione è sta ta già discussa, al Cap . JIT (11. 23), con particolare riguardo alla. funzione di comando. :\ferita peraltro di essere approfondita. t, risolta in temuni. assolutamente prec1s1, m considerazione dell'importanza eccezionale ch'essa riveste.


150

L'alternativa verte· sull'osservanza obbligatoria o facoltativa dei citati responsi e la tesi più valida: è da vedere 6biettivamente . in · carattere. obbligatorio· quàndo sì tratti di esiti certi 'in un carattere . facoltativo in caso diverso, in particolare allorchè esistono· alce · c6nsistcnti. ' · · Coi;formemente · tale ptesà. di posizione, nelle soluzioni t;ltimàU è · in genere in quelle aleatorie i contributi di R .0. nt>11 superano il valore di cònsigli o di suggerimenti, di · cui gli organi · dfrettivi. ·sono · interessati · ·a prendere conoscenza per accertarne l'opportunità di accoglierli · e in c:J.so a fferma.!. ti.vo per ·aefii:iirne le modalità d':applicazione. In definitiva, · un'ampia discrezionalità d a parte degli organi dtrettivi · nei confrorjti dell'adozione dei procedimenti proposti Ìri sede di R .O. La d iscrèiionalità è tanto più estesa qua nto è piìì ti lea: torìa la soluzione proposta. Il criterio, di considerevolt: iul,:;1,:;~~t: Jvli1iuul'Ìo e prn.licu, :è convalidato dalla necessità di lasciare arbitri gli organi <lirettivi di ogni atto da compiere non solo in os.c;ervam.a del principio di non inforferenza nell'azione che loro spetta, ma anche in considcraiion<~ ck lb <piota di rischio presente irt ogni proposta (1i . 33), qu nb:1 cli rischio che richiede l'ulte:. riore considerazione rli fatti che gli esperti operativi non hanno potuto prendé:re in esame, o d'informazioni che noli è· consentito valutarè alla slregua di dati di fatto o infine di moventi non idcntifiè.abili nemmeno in senso lato con una causalità concreta. È evidente allora. che attraverso la discrezionalità degli organi direttivi o di comando resta aperta la strada alle considerazioni di · prestigio e di onore (in specie nel campo militare; non esclusive di questo); che -non sono tradudhili in termini di rendimento economico e quindi nemmeno in

e

un·

a

ma


1Sl

termini di rispondenza a una razionalità d'azione in senso stretto. Ma soprattutto risulta incontrastata la responsabilità inalienabile di decisione dell'organo direttivo, di singolare valore normativo in sede di R.0. , che è giustificata dalla facoltà di accettare o di rigettare le proposte relative e in definitiva si traduce in un preciso diritto di sindaca.to e di controllo sui suoi · risultati. In altre parole i responsi di R.O. non supera.no i limiti di atti di collaborazion e, di osse1·vanza fac0Itativa da parte dei destinatari, e non diminuiscono la responsabilifa d i 1iuesti ultimi, dirigenti e comandanti. Nè costoro si addnssano una consistente résponsabilità per avere rigettato il parere di esperti operativi, anche quando gli avvenimenti s11cc,~ssivi dimostrino che sarebbe stato conveniente accoglierlo . La responsabilità della decisione non risulta sottratta all'organo di direz:ìonc e ùi comando nemmeno rtl'll e fasi della più intensa e fruttuosa applicazione della R.O. Dati i piani nei quali si svolge fa. collaborazione, sempre elevati. questa risulterà senza contrasti bene accetta se r<>conda ; da altra parte la R.O. ha gi.:i. lfssolta una funzione di grande imporfanza allorchè ba portato contributi sostanziali alla decisione meglio informata, q1ùndi più razionale , e questo è in primo luogo e in ultima analisi il suo compilo e lo scopo :finale della sua applicazione.


CAl'O

VI

LA RISOLUZIONE DEI PRORLEMJ OPERATIVI E LA TEORIA DEI GIUOCHI Le ricerche intorno a indirizzi razionali nella risoluzione dei problemi operativi offrono largo campo d'applicazione intelligente, perchè sono ben lontane dall'essere esaurite e quando anche non giungano a risultati pratici immediatamente utilizzabili, e ancor prima di giungere a r isultati pratici, portano

37. - Problemi operativi.

buona luce sulla essenza, t;uHc carn.Ucri:;licl1c <liffon.:n:e,iali dei

problemi in discorso e sul va lore effettivo dei procedimenti risolutivi adottati caso per caso. È necessario premettere che l'attributo <( razionale >> dato agli indiri7.zÌ risolutivi, oltre che in senso proprio come praticato sinora, è usato qui in contrapposto a << empirico », cioè ha il significato di ragionato, dedotto in modo rigoroso, scientifico, e nell'azione è la negazione cli (< arbitrado >>. Ha sempre sorriso a1l'uomo raziocinanlc, e per questo non occorre ricorrere al Leibniz e alla sua « logica universalis )) , d'investire i prnhlerni accesi daJla propria attività, i più disparati, secondo pr oce<.limenli irrdnt.a.bili, ciuindi convincenti e sicuri nei risultati, in lireve cli dare alla dialettica e alla logica la certe;,.za di. un rendiconln contabile. L'atteggiamento ha allresì. altri motivi. L'uomo ha sempre cercato di disporre di dal.i certi e di elementi di ri(eri-


153

mento indubitabili, in un mondo sensibile che gli è a pparso sempre molto avaro cli certezze, sino a m eritare la c.onsiderazione di ostile e m alevolo. L'atteggiamento verso metodi e soluzioni razionali tende a diminuire Je incertezze dei risultati, che annebbiano i suoi campi d'azione, in defini tiva a diminuire alee e rischi o dell'azione. È doveroso ricordare altresì che indirizzi del gener.e n on sono nè facilmente, Tifi generalmente realizzabili . Intere d assi di problemi ed in primo luogo quelli di contenuto sociale, econom ico, operativo, sfu;gono a p rocedimenti rigorosi di soluzione. Di conseguenza e per quanto interessa, i problemi operativi militari sono risolti di consueto, a differenza di quelli delle sdenze esatte, seguendo procedimenti empirici, suggeriti dalla pratica e coHtrollati secondo esperienza, il cui merito è sempre relalivo e si perfeziona coll'applic.:.a zione d ella )ogicn nell'cf:ame d ei casi concreti {14). I procedimenti d el genere rientrano, seconùo 1111 apprezzamento analogico, n P.l novero d elle soluzioni <li tentativo o di verifica successiva. e, quando mi'.l 11chi l'amJlisi circa il merito delle soluzioni P. la verifica. non a bbia luogo o non sia esa uriente, nel novero clelle soluzioni a rbitrariP. . TI 11w dus agendi è presto descritto. In una serie limi1afa di soluzioni previste confacenti, se ne sceglie una in base a un esame sommario cli vantaggi e svaHtaggi. La soluzione prescelta è sottoposta a.d analisi più accurata e secondo l'esito dell'analisi è adottala o messa .da parte. Confonncmcnle ;illa soluzione adottala si stabiliscono le modalità d'esecuzione. Nel corso dell 'csecn:1.ione è ancora l'e$perienza, a.Imeno in linea di sufficiente approssimazione, ( 14) Cfr. Glc"o. S1.:YrNo: anno nr, n. J , l954·

La Logicu Opcrat,va . « A l en- F l nmurnw "·


154

che offre argomenti di convalida circa la congruenza dei risultati o suggerisce modificaziorù, per effetto delle quali la linea risolutiva può risultare alterata anche profondamente. Evidentemente il 1nodus agendi è adattalo alle circostanze di fai.lo , come è opportuno anche in considerazione del carattere eminentemente dinamico delle situazioni d a affrontare di momento in momento. Il procedimento è accettato anche se non è il più so,ldisfacciitc sotto tuHi i punti di vista, ma non si può tacere che nell'accettazione ha una parte decisiva la manca nza di procedimenti migliori . I precedenti cenni valgono a confermare la difficoltà di una metodologia risolutiva dei problemi operativi militari e generali di tipo rigoroso, che s i a<legui a indirizzi di pensiero moderni. Nell'attesa dell'eliminazione di tali difficoltà i problemi in disc:orso restano tra i più ardui in vi.sta di soluzioni corrette e ùebbonu r.sstm:: a.ff1dali .-id i;;sp e1t i, abilitali con apposito tirocinio alla loro trattazione, in possesso <li una ampia scorta di dati d 'impiego, affinati dall' csen :izio alJe intuizioni felici di quel che è possibile e di quel che conviene fare in ogni contingenza, intuizioni nelle quali s i condensa il noto « senso tattico )> o più estensivamente un << senso operativo >>. Comunque non si può negare che le accennate linee risolutive , ol!re c:he importare un considerevole impiego di tempo, soprattutto non assicurano una soluzione certamente vantaggiosa, o, per usare un termine di cui si è già vista la rispondenza, una soluzione ottima . .E poichè è stato sempre sentito il bisogno di guadagnare in perspicuità di procedimenti e in qualità di risulta.ti, attesa la gravità delle poste in gi.uoco nell'attività. operativa e le alee formidabili inerenti all'adozione di una soluzione


155

soltanto · intuita e comunque non conforta ta dal riconoscimento di nessi rigor osi di premesse e conseguenze, banno allettato le menti meditative gli sforzi rivolti n risolwire i problemi in questione seguendo lince d'jneccepibile razionalità. E poichè anr.ora sono tali quelle a pplicate alla risoluzione dei problemi <lelle scienze esatte, i primi e r ipetuti tent,ttivi hanno avuto per scopo I' a.pplkazionl! dei metodi risolutivi delle scienze esatte alla risoluzione clella problematica operativa. · Le diffir.ollà più consistenti per rag~ungere lo sr.opo indicato sono note. Esse provengono dal fatto che, nrnnlrn nella problematica delle scienze esRtte i fattori in azione sono noti direttamente o almeno stati<1ticamente e quindi csprimihili in termini quantilalivi, la problema tic.a. dei fatti operativi, per la larga partecipazione di parametri umani e per una meditata analogia a fatti sociali, infine per la comples::.ità strutturale e funzionale dì questi, vede in aY.ione oltre che fattori noti ò da supporre tali, anche fattori dipendenti da parametri mal noti o ignoti, !:.pesso dipendenti da t"'.VP.nti futuri sui quali si possono fare solhmto presunzioni od esprim ere opinioni , e dagli atti e dalle intenzioni di agenti che aì momento dell'impostazione del problema non hanno ancora esplicata la loro azione e che dispongono non solo di una estesa libertà d'azion e, ma sono determinati ad esercitarla ncJla. maniera più imprevista e anche più nociva per la parte contrapposta. Il concetto cli uria volontà ostile, in breve di un avversario, è" un conceUo del tutto nuovo nel campo scientifi co, ma è concetto che appena formulato è apparso fecondo e c.hiarificatore. In sua presenza, il solo accostamento consentito per i problemi operativi è quello con alcune classi di problemi


156

economici, in particolare con i problemi nei quali si valuta il comportamento conveniente dell'impresa in casi di concorrenza. In tali drcostanze si suole definire comportamento conveniente, cioè comportamento .razionale e viceversa, quello del1'opcratorc che si assicura un massimo di va ntaggio (in economia si suole dire: un massimo di utilit.\) o, di'> che equivale, d1e raggiunge il sno scopo col minirno sforzo. In conformità di tali premesse, i tentativi di una trattazione razionale vengono imposh1ti sulla considerazione che se l'operatore economico si dovesse scostare da quello che si è definito il comportamento razionale, egli danneggerebbe se stesso, ciò che è da esclude.re per ipotesi, poichè si è ammesso che egli tenda a realizzare il massimo profitto. Si tratta, in altri termini, di pervenire a.Ila va.lutazione di un caso di massimo {o di minimo). Ogni ttualvolla. uu problema è riducibil., ,.1. u11 caè>u d el genere, esso trova analogie fisiche e strnmcnli matematici a disposizione. Diverso è il caso quando entra in giuoco la concorrenza e per effetto di questa l'economia ed il comportamento dello operatore cessano di dipendere da parametri che si possono dire (< morti >> (come nell'economia che i tecnici chiamano di Robinson Crusoè o nelle forme monopolistiche pure), perchè si vedono in azione parametri che per contrapposto si diranno << vivi )> , i cui va.lori deriva.no dal comportamento altrui o ne sono influenza.ti anche solo in parte (come ne] duopolio o nelle forme più complesse che ne d erivano). L'intervento di parametri vivi ha. alterat a ogni possibile impostazione di tipo tradizionale. I risultati non sono a.cceltabili ove si prt>.scinda dalla vnlonltt operante del concorrente o dell'avversario d1e dir si voglia.


157

L 'introduzione del concetto di et avversario >), nel caso citato in dipendenza di un fatto di concorrenza., in generale legato a risultati com plementari, per effetto <lei quali il vantaggio di R, è l'indizio di un accostamento tra alcuni tipi

di problemi economici e la gcnen1.lità dei problemi operativi. Per quanto int·eressa, l' accos la.me11to è nt.ile allo scopo di trasferire a problemi operativi processi risolutivi in uso per problemi economici. Ora è stato compiuto con successo lo sforzo di adottare ne-i problemi economici, o almeno in alcune loro classi, un procedimento risolutivo che tiene debito conto di paramet ri vivi e morti effettivamente in azione caso per caso e che ~ s uggerito dall'analic.;i del comportam ento razionale dei giocatori in taluni tipi di giuochi. Il giuoco non è l'elemento sostanziale della ricerca; esso non ha altro requisito che di dare consislfmza a un contrasto d'ìntern,;;.:;i - più :;opn1. si è d etto a risultali complementari --, contrasto che è raffigurato in modo esa urieute dalle regole di giuoco e dalle poste ripartite. Ancor più interessante concettualmente è il fall o che, in virtù q.ell'urnilisi del comporlamento razionale <lei giocatori e della teoria matematica dei giuochi, cosb11ita i11 questi ultimi decenni, per la prima volta si vede i111Todotta nel calcolo la considerazione di due parli in conflitto d'interessi o più in generale perseguenti scopi a ntagonisti, talchè il successo (o la vincita) dell'una parte dehba comportare l'insuccesso (o la perdita) per l'altra parte. Si può aggiungere che il procedimento è risultato tanto fecondo, eh~ ha dimostrato attitudine a estender.si oltre i limiti originari, ~r essere applir.alo con profitto a casi nei quali gli scopi sono antagonisti ed i risultati sono complementar i soltanto JX!r lata analogia, come nell'interpretazione della frc-


158

quenza statistica di un fenomeno in termini di esito di un giuoc.:o (d'abilità) tra natura e operatore. Cerlamcntc · si tratta di un modo di considerare i fatti sinorn estraneo alla metodologia matematica e la circostanza ha colpito gli stwUosi, i quali si _sono adoperati in questi ultimi trent'anni - i primi passi della teoria dei giuochi, ad opera di J. v. Neumann, risalgono al 1928 - ad approfondire la teoria accennata e sono pervenuti a risultati veramente interessanti. Pas..;;an<ln dalla teoria a.lla pratica appl icaziorie , gli economisti, consueti agli strnmenl.i matematici per la 1·isoluzione dei loro problemi, hanTJo intuito e successiva mente constatat0 che il nuovo ordine d'idee a priva l'adito a possibilità meritevoli d'a.tt:em·ione. Sulla base delle esperienze cconomidu:, che cosa si può dire a proposito dei problemi operativi? L'argomento è avvincente. In via preliminare, si tratta di vedere qua11tu un comportamento economico razionale si possa identificare con un comportamento operativo razionale. Ancor pita, oltrepassando un'a nalogia che non è fine a se stessa. ma mezzo per l'indi viduazione di procedimenti redditizi nel e.uopo che interessa più direttamente, si tratta di accertare quale contribui-o nna teoria dei giuoc:hi in forma.zione possa dare alla risoluzione di problemi operativi ed n quali tipi in modo preferenziale. Nello sviluppo della 1icerc.a informata. alle prece,lentj linee, una diffidenza. generica nei confronti di modalità d i r,akolo molto nuove e per di pit1 ancora non messe a punto perfeltamente cede ben presto il posto, in un esame obiettivo, al vivo interessamento che deriva dal carattere suggestivo del nuovo ordine d'idee e da)]a previsione di suggerimenti apprezzabili di tecniche risolutive.


159

È doveroso premettere che per adesso non c'è an cora da

ripromettersi una chiave di efficacia universale. La teoria non

i:- ancora. ma.tura in questo senso e inoltre debbono essere perfezionati gli strumenti.. Basta co11siderare che pur restando nel campo dei giuochi più comu11i, quelli che presentano un numero cospicuo di alternative esigono jf ricorso a calcolatrici elettroniche di alta prcslazio11e (dr. in proposito quanto detto al r.apo IV per la risoluzione di taluni tipi di problemi tattici) e che, qualora il numero di alternative sia m olto elevato, r.orne si riscontra nell'ordin ario giuoco degli scacchi, è tuttora da escludere un calcolo diretto di comportamento ottimo. Ciò significa che n on si può ancora g i1mcare a macchina una partita . a sc:-.ar.chi e che l' unico sist1~ma pratico di risolvere un problema complesso di sr.arx:hi resta sempre di giuocare la partila secondo il metodo ordinario. P eraltro si è già in grado di dedurre dalla teoria. d ei giuochi indirizzi veramenb~ inleressanti dì ordìrn~rn11cettuale, che co;:; liluiscono premesse concrete per i prossimi sviluppi . Sono queste circostanze che hanno indotto rt dedicarn una particolare attenzione all'approfondimento <ldla materi;i, precipuamente allo scopo d'informarsi circa ìl punto raggiunto dalla nuova brn.11ca delle matematidit t circa gli sviluppi di cui è lcd'la l'attesa nel campo delle attività. opcraUve. Si è già ampi:. mente discussa )a caratteristica <lei problemi opera. tivi di porre in ;i zione un numero generalmente considerevole di parametri, che non è agevole e talora nemmeno possibile di recensire tassativamente e pc1· di più eterogenei, una parte pertinente all' ambiente opera-

38. - La teoria d e l comportamento ottimo.


160

tivo, una parte ai mezzi impiegati, una parte infine connes.."a coll'elemento umano, che assumé di regola un'importanza non trascurabile, nè tanto meno eliminabile (nn . ro; 17 e

altrove). In particolare i parametri umani, t i meglio con componenti umane, sono stati sempre e giusl:amente considerati tra i più difficili da valutare con precisione sufficiente e nella loro incidenza nei problemi operativi si è visto contemporaneamente una caratteristica diffnen;.,.ìale e una consistente difficoltà per conformarne le tecniche risolutive a una metodologia di carattere scicntitir:o. È esatta questa visione di fatti cd è proprio insuperabile la <liflic.nltà prospettata? Certa.mente lo è alla stregua di una causa lil.à integrale della partecipazione umana e lo è con moll.1 p roba bilità allo stato attuale dei mcz1.i e.l 'indagine e di risol111.io11c applicabili ai problemi opcra1jvi. Pt~raltro le diffico ltà possono csscn : st·:11sibilmente ridotte ove si passi colle dovute cautele <lall'irnli viduo alle collettività organizzate e inquadrate che coslit11iscm10, in quadro militare, i reparti d 'imp iego, e in quadro civile, le aziende produttivistiche, e quando si provv,~cla. all'invenzione di m ezzi d'analisi atti alla risoluzione e.li. problemi affetti da para.metri umani, intesi n el senso giiÌ. dichiarato. In effetti <.1uesti ultimi non vanno assinùlati ad agenti meccanici, spogliati arbitrariamente di carntteris1iche essenziali di mobilità di atteggiamenti in confronto di situazioni esterne anch'es.,;;e varie, bensì sono da ragguagliare ad agenti dotati d ' incnsta,i za di presentazione e ò'a7Jont~. però conforme a tipi medi o standards di comp01iamento. Questi tipi sono praticamente stabili e di d ebita generalità. Seguendo analoghi criteri in economia è stato individuato


161

l'uomo economù-,o, individuo o collettività cni si attribuisce un comportamento determinato, e sulla sua scorta è stata edificata la teoria che definisce Je condizioni del comportamento razionale in economia. Nel quadro operativo si tratta d 'individuare il tipo <lell'uorno in azione, del combattente per quanto riguarda i problemi operativi militari, e cli affidarlo alle analisi speculative e pratiche, valide per a ccertare i canoni di una razionali là di atti, da prendere a nonna nell'interpretazione e nel r,ontrullo di parametri urruuù. Concorre aù attribuire un valore consistente all'ordine di idee indicato il fatto che se l'intimo u rm1 no è senza dubbio mal sondabile e sono imprevedibili nella loro mutevolezza le reazioni dell'ir1ùividuo alle sollecitazioni psichiche e morali dell'ambiente operativo, non è men veni clte l'i11dividuo isolato è una mèra astrazione e che pertanto ronvie11e risalire da quello all'aggregato r.he lo accoglie " lv .;v1i.li~io11a, nel caso in discorso reparti disciplinati e addestrali e non folle, e di qui ritornare a ogni occorrenza all'inùivi<luo tipo, valore medio di un ambiente delimitato e non di una generalità di indivi,lui che non àvrebbc senso, sul quale l: legittimo operare in base a una fenomenologia che è lecito i;onsidcrare costante entro limiti determina.ti, sugge1iti dalla pratica e da.I genere di problemi investigati, a nche se non di costanza assoluta. Gli aggregali inquadrati e addestrati ai qmi.li si è fatto riferimento, pur assumendo entità e config11razio11i disparate dalle minime unità a lle G.U. complesse, i nv,"stono situazioni che perdono di nnidità e acquistano in nm,.:islenza col procedere dal semplice al complesso e divengono progressivamente meno evasive all'indagine e alla trattazione sistematica ùi. quanto non lo siano in11egabilmente in<lividui isolati o ]oro gruppi elementari, anch'essi non separabili in pratica dai più Il


162

vasti ambienti sociali ii i qua li appartengono per nascita, per elezione o per costrizione. · I grandi numeri agiscono semplificamlo. La semplificazione più interessante in argomento è che i problemi da individuali divengono collctlivi, n on più espressione di una causali1à pura e nemmeno di una contingenza o di una libertà perfetta, b ensì di un giuoco dinamico di fattori, in conseguenza del quale prcndo110 sostanza orientamenti d'insieme d i valore concreto, che entro convenienti limiti costituiscono invarianti di grand,-: i11lcresse pratico (15). Allora è consentito superare J'inùividno e la sua mutevolezza, come volevasi, qua.le soggetto 11 oggetto a se stante e considerarlo parlecipe di una colle11ivit:ì . L e alee connesse co1le manifestazioni di un mondo interiore si t ra.sferiscono a risultati generali defmibili statistica mP.111e, rnm0. risulta. defi11ito n ello stesso modo l'individuo tipo, una astrazione r.ome esistenza effettiva, concrete1.za operante com\· manifesta zione <lei parametri umani in azione caso per caso .

39. - Uu ostacolo più consis11-mt·P. in vjsla d ella rt'!(lazione di una normativa di comporutmento in q uadri operativi ha un'origine del tutto <liffcrcnlt.. Ogni operazione svolta in curnlizio11i di contrasto d'interessi, in particolare ogni operaziont1 di guerra, n on può essere configurata come un atto isolalo, svolto in completa libertà d 'azione, in quanto l'azione ha r.orso superando l'opposizione dell'avversario, da considerare immanente, come è presente di fatto nella maggioranza dei n1si. Se i faHori umani sono c:oncle11sabili in parametr i relativamente e anche sufficientemente stabili , in sp ecie quando si (1.5) Cfr. G<1n , P. ~ 't.l l'INO : P,,ohlem i dcll' E sercito. CollezionA Gladio, Roma, 1954, p:i.g. 189.


163

tratta di aggregati organizzati e omogeneizzati di qualche entità, esiste pur nondimeno il fatto che un comportamento soggettivo non è assolutamente determinante in proprio, in quanto ogni risultato è subor<liuato ad azione e ad informazioni e previsioui di azioni promosse da altri. Tn breve, comportamento soggettivo e azioni promosse da altri sono reaJlà che prendono consistenza per l'esistenza di due parti contrapposte. Il substrato costante di un prohlema operativo è quello di un rapporto reciproco di due parli, il c11i r.nmportamento generico e quindi il comportanrnnlo ottimo e I>ii', in generale ogni esito di comportamento dipendono da molte variabili vive (nel senso già indicato e adesso rivolto a distinguerle dalle variabili morte dei problemi ordinari delle scienze esatte), deJle quali dascuna parte cc mtrolla solt::into un'aliquota, mentre l'esito generale dipe11de d:-i. tutte IH variabili m azioni::. Situazioni rld genere non sono trad111:ihi1i in problemi risolubili con algoritmi noti, ql1alunquc sia 110 le .l imitazioni e le condizioni accessorie che si possono congctt,1rare. Qui non si è più in presenzn di problemi di ma~.simo e minimo, bensì a problemi nei quali 11n esito massi1110 di una parte è congetturabile soltanto contemporaneamente a un esito minimo (m1llo o neg;.i.tivo) dell'alt.:ra: U na nuova terminologia subordina gli esiti cli tale tipo ;i una condizione di « minimax » (n. 40). Del resto è ovvio che un fatto assol utamente nuovo di un eltwato ordine concettuale esiga un'i 111vostazione nuova di online logico-matematico. T.a n1.4ova impostazione è realizzala, lo si è già accennato, dalla teoria dei giuochi. La precedente proposizione non deve interpretarsi come l'affermaY.ione della risolubilità acquisita dei problemi ope-


164

rativi sulla falsariga cli problemi di giuochi, sinora non meglio identificati. Se non sono da escludere apporti positivi consistenti da parte della nuova teoria a11a definizione del comportamento ottimo in quadri operativi, non vi è dubbio che molta strada dovdt essere percorsa per giungere a risultati pratici di rilievo. Ma sta il fatto che la teoria del comportamento ottjmo - e per inciso si prospetta la possibilità di utilizzare una normativa. di comportamento ottimale o di suboptùniY.,..,azionc ne1 senso noto - ha già trovato promettenti appUcazioni in campo economico , ove ha sostituito precedenti analogie fisiche meno convincenti od ha consentito interpretazioni esaurienti di problemi rimasti insoluti o risoluti con larga. :u-bitrarietà. Anzi proprio da questi risul t.:1t i è stata cong~tturata operante l'amilogia tra problemi c('o11omici e problemi operativi e sugg,~rib1 l'est('nsionc a qu1~sl'nltimi di una prassi risolutiva già provata feconda per i primi . Quali sono le hasi di una (( teor ia deJ comportamento ottimo >> ? Quale è il comportamento ottimo in casi elementari di conflitto <l'in1·eressi, offerti da taluni giuochi esistenti o inventa.ti? Quali le prospettive, per quanto interessa, cli 1111 ulteriore sviluppo della teoria dei ghwchi? R oggetto del presente capo di fornire qualche elemento orientativo di giudizio in merito ai precedenti inl.errogativi. Prima di affrontare il tema a._c;sunto, è di qualche interesse porre in rilievo che, sulla scorta ùelle considerazioni fatte, i problemi operativi stanno per essere sottratti all'inserzione d' obbligo in quella problematica in sofferenza, p er la 4uale le matematiche al.I uali non dispongono di stnnnenti validi, sono cioè praticarn~nte inoperanti. Si potrà obiettare che questo difetto di operatività non


165

costituisce un danno considerevole, perchè saià sempre con I iI o di fare << come si è fatto sempre », cioè di risolvere alla meglio i casi r:oncreti operativi, qualunque sia la loro importanza e quella delle poste in giuoco, oppure di restare legati alla pseudo razionalità di quelle nonne, tipo eterni princìpi dell'arte militare, r.he hanno clato origine a una metafisica operativa militare priva di a ttributi di rigore Jogico, tanto da r:onsentire sulla loro scorta perfino procedimenti in opposizione tra loro. Secondo il nuovo ordine di pensieri m1a razionalità effettiva di soluzioni, quindi di r:ornportarnento, si dc<lnce in base alln. premesso. che il vantaggio massimo assicurato da un determinato comportamento coincide col minimo esito per l'avversario. La teoria dei giuochi, lo si è già. ,letto, ancora in larga parte in formazione. ha gi~ <fato provti convincenti ciella sua fecondifa. Essa dispone ormai di un 'estesa lettcralura dovuta ai contributi di matematici e di economisti , nella qnale figurano opere fondamentali (r6) e cominr.ia.110 a comparire i contribu1i dei ricercatori operativi. Se la sua applicazione ai problemi cconoroid si è già dimostrata feconda, è invece molto recente la sna applicazione ai problemi operativi e ancora da iniziarn quella aj problemi militari, per quanto le analogie tra situa;1,ioni operative e situazioni economiche non siano sfog~ite a molti ricercatori e se ne possa vedere il riflesso nella stessa terminologia che

scn

(r o) ~i citano 1ra molt i, pr.r il loro pn·mirn:nt c interP.sse <.: la profon clitA <.:<l esaurien7,n di tratta?.ionc: .M.cK JN si::v : Jntrod·zu;ti()n to the TheM.Y ()f Game.~, Mc. (;raw-lTill Boo k Cornp::iuy . .New York, Toronto and T.ouùon , 1952; 1. v. NRUMA~N 1: O. i\10RGEN STU N : Then~y ()! (;a111.es and f.:,,mwmic Dehrwiv1ir. P rinc.etuu Univen,ity Prcss, P rinc.eton. -r952 (2"' Ed .).


166

fa riferimento corrente a « strategie J>, nel senso di tipi di comportamento. Le applicazioni operative, civili e militari, sono da vedere come l'acquisto di uno strumento d'analisi e 1isolutivo idoneo a un ottimo lavoro, se affidato in buone mani; in linea subordinata, come la visione da un punlo di. vista diverso dal consueto di una estesa serie dì questioni, dalla quale è congetturabile che possano trarsi pregevoli orientamenti. Mollo probabilmente sarebbe avventai.o di considerare infondata la previsione che in un prossimo avvenire l'impiego di forze aeree, navali e forse a nche terres1ri possa trovare elementi consistenti di decisione in concel1 i e in prassi suggeriti dalle applicazioni della. teoria dei gi11ochi ai problemi operativi militari. Peraltro, per non citare che un caso molto noto, i problemi di tiro si risolvono (·nnf'ntenwnle in base a concetti probabìlislid originariamente derivati da una 1n,ria dei giuochi d'azzardo. Previsioni in tal senso non debbono stupii-e, allo stesso modo r:he O. Morgenstcm non si mcravigliernhhe « se entro IO o 20 anni i grandi gruppi economici decicless~ro fa loro pol.itica in ha.se a calcoli di tal genere )) (17).

Poco sopra è stato fatto ri40. - Cenni di terminologia. ferimento ai giuochi d'azzardo. È bene dire senz'altro che ogni qualvolta si parla di teoria dei giuochi, i giuochi presi in considerazione sono i giuochi d'abilità, come quelli che richiedono decisioni appropriate da parte dei giocatori. {17) Cfr. O. MORGBNSTUN: Lu T eoria d.ei Ciuochi e del Comportam ento E1;1momù;n, d:l cc fnflust ria ». 11. ;j , J951, pag. 330.


167

I giuochi cosiddetti di società. (Parlor Games, Gesellschajt.~piele, J eux de Sor:iéte) si distinguono in giuochi di azzardo (Games of [pure] chance, Jeux de Hasarà) e in giuochi di abilità (Games of Strategy, J eu,c de reftexion). Tra quest'ultimi rientrano il poker, il bridge, ecc. Il vocabolo « stralf'.gia n introdotto colla denom inazione inglese e la locuzione <e giuochi di strategia l>, ormai entrati nell' uso, sono usati sen;,:a dubbio in senso improprio, rispetto all'accezione militare del termine, ma il loro impiego è così diffuso ncll'intendi1mmto d ' indicare un comportamento di gi11oco, ch e ormai risullerebbe difficilmente sostituibile. È quindi opport uno confermare che i giuocbi ai quali si farà costantemente riferimento sono i giunchi di abilità, in cui entra il caso, in genere sotto la forma di una situazione iniziale o di situazioni successive costituile in base alle « regole » del giuoco (acl esempio, una prima distribuzione di <'arte e quelle successivi'\), situazioni che:; p rescindono iu larga parte d alla volontà ùei giuocatori, ma nelle quali l' abilità di r:o!'ltoro viene effet1ivamente messa alla prova allo scopo di reali;,.zare un com po1t amento o strateg ia, tali da assicurace la massima vincita (o la minima. perdita), strategia da. considerare oltima per definizione. l n vista delle applir.a;,.ioni di cui tratta..:;i, i giuochi di strategia superano le esclusive finalità di passatempo. « Aside from this application within the sphe re o/ social amusement, the theory oj gamr:s 1:s gaining i-mportance because of its generai uf>f>licability to situati01is which involve conflicting interests and in whù:h the ouùome i.,; r:rmtrolled partly by one side and partly 7,y the opposing side of the conflict. Many c<mfiict sitttations which form the subject of economie, social,, political or milita:ry discourse are of this kind » (18). ( r8)

J .C.C .

M<.:K TNSEY. l. ~- , vag.

l.


168

I giuochi di strategia possono essere giocati da una sola persona, come i solitari, oppure da d ue o più persone. Poichè il fatto emergente è costituito dal comportamento di due parti aventi interessi contra.s1anti, in quanto la vincita dell'una comporta la perdita dell'a]lra (e con questo non si pregiudica il fatto che un ginocatore sia sostituito in effetti da un gruppo o team d'individui aventi interessi conformi, nè l'altro di. meno immediata percezione che un solitario è una partita a due giuoc,ata contro il caso, posto in essere dalla. situazione iniziale dei pezzi e dalle regole del giuoco), si fa riferimento sistematico a giuochi di due o pìù persone. Il loro numero è considerevole: poker, bridge, canasta e molti altri, tra i giuochi di carte; morra, tra i giuochi colle dita, dama, scacchi e altri, tra i giuocbi con pezzi particolari . 11 numero dei giuochi aumenta inoltre perchè, per fini di studio, dai giuoclù correnti si passa spesso a inventare giuochi particolari , in genere più semplici e quindi me~lio adatti a investigazioni teoriche ed a presentazioni pratiche. Una determinala strategia prende la forma di un seguito di mosse (o gioca.te), scelte dal gioc:atorc in una disponibilità generalmente estesa di mosse consentite dallo regole del giuoco, secondo una scella volontaria .e intelligente, la quale tien conto dello scopo da raggiungere, della propria e altrui situazione del momento e delle informazioni o supposizioni legittime circa il comportamento della parte contrapposta. La scelta risolve un'alternativa semplice (duplice) o molteplice. Quanclo l'a]ternativa è duplice, l'analisi dell'alternativa pi,ì convenien1e (la scelta oti ima.), cioè la scelta della mossa che assicura o prepara la vincita, è facile. Quando la alternativa è molteplice, ad esempio di alcune diecine per un giocatore e di alcune centinaia di scelte per l'altro, la decisione ottima si basa su un'analisi molto complicata, tanto


169

da superare le facoltà pratiche anche disponendo di macchine calcolatrici elettroniche. Si è già avvertito che per il momento almeno non è pensabile di effettuare co) calcolo una partita completa a scacchi (ma si possono risolvere finali). I giuochi nei quali la vincita di una parte è eguale alla perdita dell'altra si dicono « giuochi somma-zero >>. Ad essi appartengono tutti i giuochi di strategia. Per le applicazioni de11a teoria dei giuochi all'economia, dato c:he di norma nelle transazioni tutti i pa.rtecipanti realizzano un profitto, come accade ad esempio nei processi di scambio (in ca-so diverso non sussisterebbe motivo di agire), si ricorre a giunchi inventati, detti « giuochi sommac.osl.anl.e >), con costante per ipotesi diversa da zero. Essi peraltro non interessano il campo operativo. La vincita è data da un apprezzabile vantaggio (in genere da una somma in danaro), prestabilito secondo le regole del giuoco e gli accordi preliminari tra i giocalori. Ai :fini di studio essa è condensata in un « numero )>, che non interessa sia costituito da lire o da un qua lsiasi altro valore. La teoria dei giuochi, comunque formulata, deve proporsi <l'indicare la st.mtegia che assicuri la vincita, la quale strategia costituisce per definizione il comportamento razionale del giocatore, e di mettere a disposiz.ione di costui le regole di strategia atte a rendere minima la perdila. in caso di sconfitta. Inoltre deve suggerire un comportamento conveniente per il caso che l'avVf:rsario si comporli irrazionalmente e deve specificare quale esso sia.. Un'ulteriore discriminazione conviene fare tra strategie pure o dirette e strategie miste o statistiche. Le prime corrispondono a una scelta esclusivamente ragionata delle mosse; le seconde, all'adozione di un criterio


I70

sussidiario a suffragio della decisione circa la mossa da. effettn.are, in genere di carattere statistico. Le strategie miste valgono per i casi nei quali strategie pure non sono adeguate per la definizione univoca della scelta. Esse si basano sull'introduzione di un coefficiente di probabilità, scelto opportunamente dal giocatore o suggerito dalla teoria. L'adozione di un coefficiente prohahi]istico (o statistico) aumenta il segreto circa. la. slrategia effettivamente seguita. Ancora una discriminazione : i giuochi di strategia sono distinti in due classi, giuochi univocamente determinati e giuochi non determinati univocamente. La leoriR dei giuochi ha· la sua base nel cosiddetto (l teorema fondella teoria dei giuochi. damentale )>, dimostrato da J. v . Ncumann originariamente far.P.nclo riror~ :1 sottili nrg0mentazioni topologiche (teorema. del punto fisso di Brouwer), successivamente appoggiandosi alla teoria dei corpi convessi. Ai tini a.ssunli non l: necessario enunciare il teorema fomla.mentaJe, nè tanto meno dimostrarlo. Limitandosi a un'esposizione sommaria dell'argomento e supposto possibile (come lo è di fa.tto) di censire tutte le strategie a disposizione dell'uno e dell'altro giocatore, si può pensare di disporre quest'ultime sui due lati di un rettangolo e d'indicare, agli incroci delle orizzontali (righe) e delle verticali (colonne) condotte per le singole strategie, i valori delle vincite corrispondenti, segnati colla convenzione di esprimere con un numero positivo le vincite di un giocatore, con un numero negativo le vincite dell'altro (per definizione, la vincita. di un giocatore è la perdita dell'altro). A lavoro compiuto, si è tracciata una figura che si chiama 41. - Cenno sommario


171

la « matrice dei pagamenti,> (payoff matrix) o semplicemente « matrice >> del giuoco. Come è stata tracciata, la matrice del giuoco presuppone un giunco elementare tra due persone (P 1 e P 2 ), nel quale dasr:nno dei giocatori dispone di una sola mossa.; questa compiula e accertato il risultato, resta definito il pagamento che P 1 deve fare a P 2 o viceversa, in dipendenza delle regole del giunco. Un giuoco elementare come il precedente è denominato da alcuni trattatisti <{ giuoco rettangolare )). La sua importanza risiede nel faifo che esso non è un tipo partì.colare di giuoco; al contra.rio, una. estesa varietà di giuochi può essere ricondotta a forma. rettangolare. T,a matrice di un giuoco è esprimibile mediante una funzione f(a ,,,k), nella quale i valori di a sono quelli e soltanto quelli ripmtati nella riga li e nella colonna k della matrice. La strategia ottima è individuata. allora dalla. identità: max min f(a r...,.)= min max f(a ~. ~ ), r:he è l'cspre"siorie simbolica della condizione di minimax (n. 39). L'incrocio della riga la somma dei cui valori è maggiore di Iutf e le altre colla colonna la somma dei cui valori è minore ,li tutte le altre (quando esistono) determina un elemento caratteristico della matrice, che si dice << punto di sella >, (saclt.lle-poi'.nt). La teoria dimostra che perchè sussista la conili.,.jone di minimax è necessario e sufficiente che la matrice del giuoco presenti un punto di sella. La verticale e l'orizwntale per il punto di sella individuano le strategie ottime tra quelle segnate sui borcli della matrice. Non tutte le matrici hatmo un punto di sella. Un'estensione della teoria consente la definizione di un punto di sella << strategico », mediante il ricorso a.11a nozione di « strategia mista >> (n. 43).


172

Di conseguenza è consentito affermare che qualsia.si giuoco rettangolare presenta un punto di sella, ordinario o strategico. In termini di teoria dei giuochi la precedente proposizione si può enunciare come segue: << ogni giuoco rettangolare ammette una vincita (e una perdita) e ognuno dei g.iuocatori dispone di una strafogia ottima ». Altra conseguenza delle premesse fatte è che una strategia oNima esiste eà è individuabile in ogni situazione più complessa (o giuo'Co più comf>lesso), che si pos.ta ridurre, con opportuni artifici e con ltf>Propriate congetture, alla forma rettangolare.

42. - L'aver posto un giuoco qualsia si gotto Ja forma di matric.e rende particolarmente redcli t i;,,ia l'a pplicazione del calcolo matriciale. Si vedrà ancora <li scgt1ito che gran parte della teoria in questione, come d'altra parte di molte teorie di tipo matemalico, dipende per il suo s\'iluppn d:ill':idm:ione di punti di vista concettua li, d1e consentono di applir.are a ogni situazione più compkss;::i 11~ 11orme dimostrate valide per una piì1 semplice e Ji ricorrere a procedimenti convenienti d'analisi matematica. Infatti la teoria registra un progresso importante colla dimostrazione che qua lsiasi giuoco tia n-giocatori, il quale si svolga con un numero finito <li mosse, si può riportare sempre alla soluzione di un giu0<~0 n~ltangohtre. Il procedimento mediante il quale si cJefinisce un giuoco rettangolare equivalente a un giuoco qualunque, non rettangofare, dicesi << normalinazionc i> del ginoco qualunque ed il g.iuoco rettangolare corrispondente e< forma normale >>. Il giuoco originano viene denominato « giuoco in forma estensiva ». Nei termini precedenti la teoria ha già risolto il problema


173

fondamentale per i giuochi tra due persone e per quelli tra n-persune trasferibili a gìuochi tra. due persone con un numero finito di mosse. Invece essa è ancora incompleta per i giuochi tra n-persone con un numero infinito o indefinito di mosse. <e The theory of games is stili far froni a satisfactory state of development )) , ha detto uno dei suoi più eminenti trattatisti, il MacKinsey .. In questa incompletezza di sviluppo è compreso iJ campo di attività del prossimo futuro. La constatazione della situazione attuale e del lavoro impcndente costituisce una promessa per l'avvenire. Del resto nell'evoluzione storica di molte branche delle matematiche, giunte ormai a uno stadio di completezza concetluale e formale, si riconoscono analoghe cii-costanze. La teoria. deJJa probabilità, che ha avuto modeste origini da ricerche a.nalitiche sui giuochi d'azzardo e che pc1ianto è sorta colle analogie formali già rilevate rnll~ froria in discorso, ha mosso i suoi primi passi nel XVll secolo ed ha utilizzati i mezzi messi a disposizione dalle materna I iche contemporanee; successivamente ha ragginnlo pian i elevali di alt.~1/.1/.a concettuale e di fccondit1. d'applicazioni non soltan to per l'applicazione di menti geniali nel corso di b·c secoli, ma anche a causa dell'invenzione di nuovi algoritmi, intervenuta nel frattempo, come il calcolo differenziale e la teoria delle funzioni. La teoria dei giuochi (di abilità) è in corso <li perfezionamento in virtò dell'attività che le è dedicata. da gruppi di studiosi di valore, che ne curano gli aspetti teorici e le app1icazioni pratiche. Le difficoltà da superare non sono soltanto formali. Di queste si trovano esempi in tutti i campi della ricerca scientifica e in quelli delle stesse matematiche elementari,


li4

molti suscettibili di perfezionamenti esplicativi ed espositivi, naturalmente di differente misura. Ba...ta ricordare a questo proposito l'ultimo problema di Fermat, celebre nella storia delle matematiche e tuttora insoluto in una teoria dei numeri che costituisce una deJJe branche più e da più tempo approfondita. Per di più in questo, come in altri casi analoghi, si tratta di dimostrare rigor[)sarnente una proprietà accertata e nota da tempo. Nella teoria dei giuochi la sii 11:1;,,ione è ben diversa. Si tratta, come osserva acutamente il McKinscy, di sta.bilire quale estensione formale della teoria è utile in vista delle applica1.ioni pratiche che l'hanno promossa e quali modificazioni ddla teoria già edificata sono necessarie in vista cli applica;,,itmi a detenninati casi concreti. Le difficoltà da superare sono soprattutto concettuali. Occorre penr~nire ll visioni pnvl11eeriti d i classi di fatti e per queste dedurre e successivamente riconoscere v:1,lide propriet\ generali adatte a dar luogo a risultati di portata effettiva.; occorre inoltre definire i tipi di strnmenli matematici ada Ui. allo sviluppo e alle applicazioni pnivisti; infine occorre procedere al completamento e alle generalizzazioni dei progressi parziali in vista della creazione di uno strumento di operatività generale. In queste incombenze si ricorre a forme molto evolute del pensiero matematico. Così è risultato utile l'accesso a concetti ed a proprietà. topologiche ed è di uso corrente il riferimento a spazi n-dirnensiona.li nei piani attualmente raggiunti; per gli ulteriori progressi e la definitiva impostazione e formulazione di una l.eoria generale dei giuochi si imporrà l'invenzione di opportuni a]goritmi ed il conveniente adattamento di altri già no1i.


m, Una teoria indubbiamente complessa e sottoposta a una sintesi. espositiva spinta lascia _di necessità molti punti oscuri, a nche nel quadro modesto di esclusive finalità informative che si è assunto. Per chiarire in qualche maggior misura i concetti esposti si presentano alcuni semplici esempi pratici, rimandando ai testi specializzati per un approfondimento dell'argomento, se ritenuto necessario. La maggior JY.lrte dei giuochi correnti è t roppo complicata. per regole di giuoco e per matrice dei p agamenti; di conseguenza, m 1m primo avvicinamento, si ricorre a un giuoco ipoletico, che è definito dalla seguente tabelJa:

43· - Esempi concreti.

I {,.." ..

' , .., l' 2 '

p ', 1

(r)

(2) I

,,

·- - - - ··

s

(5)

(4)

) )

IO 2*-19 --- -

7

:;1

-I

o

5

2

7

(3) _ -.~

-4

-I

(I) '

(2)

S

3

-I

I-

2

13

_ 1

I

_

r_l _2_1--=5

I2

I

iI

j

I numeri tra parentesi sul contorno rapprescnla 110 le stra tegie disponibili per P 1 (Iato verticale) e quelle disponibili per P2 (lato orizzontale); i numeri incasellati r:i pprcscntaoo le vincite (o le perdite) derivanti dall'applicazione di una. particolare strategia. <la parte di P 1 e di P z; il p unto rl i sella esiste ed è segnato con un asterisco : esso si trova a li' incrocin della riga di S maggiore (somma = 3r) e dell~L colonna di S rp.inore (somma '""' -2). Le stral.egie ottime sono la (1) per P1 e la (2) per P 2 •


176

Passando adesso a un giuoco effettivo, si trae un altro esempio da quello di << testa e croce ». Esso è giuocato, come è noto, battendo una moneta da parte di ciascuno dei due giocatori. Vince il giocatore di turno che ha battuta. Ja stessa faccia dell'avversario. In questo caso esistono per ciascun giocatore due sole strategie, rappresentabili con (I, - I), e la matrice dei pagamenti, colle notazioni solite, assume l'aspetto della seguente

tabella: ""' P., P, ""-

I ( 1)

(r)

r

(2)

- I

s

(2)

I

S

- - --- r

I

o

1- I ' -:-

01'

o

In questa matrice non esiste punto di sella . Non esiste quine.li una strategia ottima. Allora è necessario ricorrere alla. nozi.one di strategia mista. Se nno dei giocatori sapesse in prcce<len;,.a quale faccia presenterà la moneta dell'altro, batterebbe la. propria in modo da mostrare la stessa faccia. Di solit o nou lo sa e allora batte la moneta a caso. Il caso è l'equivalente del rapporto statistico del 50%. La battuta a caso equivale all'adozione di una. strategia mista. Riassumendo, si commetterebbe un grosso errore se si giudicasse la teoria dei giuochi come preparazione di norme atte ad assicurare la vincita iri partite effettive di giuochi ordinari, alla stessa maniera che sarebbe erroneo consic.lerare

44. - Considera sioni conclusive.


177

il calcolo delle probabilità una guida sicura per vincere al lotto o al tavolo della <e roulette >>. Nei giuochi ordinari d'azzardo il calcolo delle probabilità istruisce al più sul numero dei casi favorevoli e di quelli contrari, incentivo a non giuocare, in genere trascurato dai giocatori. Nei giuochi d 'abilità e in quelli ipotetici che se ne sono derivati, ad uso degli sviluppi teorici della corrispondente teoria, si deve vedere molto di più e qualche cosa d.i meno, in quanto lo studioso si propone di ricavare norme di com~ /Jortamento in situazioni che coinvolgono conflitto d' interessi tra operatori razioànanti. Allora le regole dei giuochi :fittizi ed i valori delle vincite e delle perdite non interessano nella loro consistenza effettiva, hensì in funzione di riferimenti e di materia di operazioni algebriche in processi deduttivi, dei quali importano esclusivamente le deduzioni di carattere generale. I precedenti accenni rendono ragione di c.lue caratteristidie emergenti della teoria dei giuochi, che consistono nella acquisizione di risultati validi, in campi <livf:rsi da <1udli. <li. dirntto interesse di giocatori ordinari, e nella difficoltà di esprimerne i risultati se non facendo ricorso a formulazioni strettamente matematiche, cit'J che cl'altronde è consueto nelle applicazioni delle matematiche superiori. Infine, fatto non nuovo in ricerche di alto contenuto concettuale, la teoria dei giuochi offre contributi alla risoluzione di problemi gnoseologici anche non pertinenti strettamente ad essa. A 'questo genere di contributi appartengono l'abbinamento di problemi di giuoco e di problemi di progranimazione lineare e l'interpretazione del lavoro dell'esperto statistico come un giuoco colla natura in veste . di giocatore non razionale. 12


178

Una deduzione sorprendente di carattere economico è che corso ed esito del rilevamento statistico (o, in altro campo, di campionatura) sono da subordii1are alle difficoltà · inerenti a11'accertamento (difficoltà = costo), talchè se quest'ultimo è eccessivamente oneroso l'operatore statistico può essere indotto :i seguire linee di condotta puramente casuali, ciò che può interpretarsi come il ricorso a un'argomentazione per ignoran:r..a. La rapida escursione in un campo di ricerche in gran parte nuovo e suggestivo, o1tre che finalità informative, ha avuto altresì un obiettivo specifico, quale è quello di porr~ in rilievo le possibilità connesse con particolari ordini d'idee, possibilità per ades.-:o non precisabili, ma desl:inatc probabilmente a essere definite c<l a. <live11i.-e operanti. (< La théorie: des jeu.x constilue un apport apfrréciable ù l' ensemble des méthodes d e la re.cherche opérat'ionnelle. On s' aperçoit aisérmmt que certuins pruhlèmes dunt trai:te ta recherche opéra.t ionnelle , appartienn ent à une catégorie pour laquelle on ne peid afJpliquer le simple principe tle maximisation . Lorsqu'it s' agit de que.stions militaires, on /Jeut considérer une situ.af.fon t,1ctiqu,e comme un jeu ou, chacun des chefs adverses, a1;ec ses Jwm·mes et son matériel, est un joueu.r. Dans les situution stratégiques, les joueitrs sont représentés PaY la totalité des forces nationales, ou, comme e' est plus probable dans les guerres nwdernes, par la. totalité des nations elles-méme.~. De meme, chaque fois qii'il y a concurrence dans le domaine économique, il y a jeu. L' appHcation de la théorie des jeux à de ulles situ.atiuns dépend, dans une large mesure, de la précision et de la rigu,eur avec laque.lle on peut exprimer les choix àes cf>Ups et leurs conséquences. La jm.ncipaJe difficulf.é à résoudre est de décrire


179

ces choix et le·u.rs c01~séqwnu:es, de sorte qu,e la solution du jeu soit f-ructueuse aans ses ajJplicatio11-s >> (rg). In un campo più generale di apprezzamenti, si constata che con Ja teoria dei giuochi le matematiche abbandonano per la prima volta l'assoluto distacco da quelle congiunture di contrasto tra agrmti raziocinanti sempre ossenrato in og1ii altro caso, congiunture la cui importanza emerge quando le si riconoscan o il substrato 11011 evitabile di gran par le della problematica sociale e di queJla operativa, ivi compn~si i problemi militari . Non solo le matematiche vengono posh: in condizion e di portare contributi diretti e probabilmente di rilievo alle concezioni, impostazioni risolutive e soluzioni effettive dei problemi relativi, ma lo stesso concdto di risrliiu ì: suscettibile di assumere un aspetto quantitativo, con grande vantaggio per la precisazione di facoJfa e ,lì possihilit;'1. È vero che si è soltanto all'inizio dei nuovi indi rizzi di pensiero e r.he resto <la percorrere w~a !:mg:i e .J iflì~ilu t>lrnd u perchè essi divengano una prassi opcra11l c . T primi indizi di questa auspicat;.i operatività sono offrrii ila qnci prohlcmi ch e per la loro semplicità intJin!Seca, clw 11011 i: ncr.cssa riamcntc semplicità concettuale, o per la loro ma 1~~iorc :icc<'ssibilità a processi di semplificazione, si prestano meglio t•llo scopo. Del re!-;.10 basta riferirsi ancora 1111:-1 volt a all 'enorme progresso compiuto dal rA'llcolo delle p 1ob:1bilWt e alle sue analogie g<".neriche colla teoria dei giunchi , anch'esse accennate a più riprese, per confermare la porta.la evenl 11nlc di concezioni che à primo esame si sarebbero potut e r itenere futili o al massimo d:.i. fare oggetto soltanto di c:11 riosilà. erudita. In attesa dei possibili sviluppi, le concczion i mat urate (19) Cfr. J .F .•\1cCLOSK Y.V e ! -".)! . T Nf.PF.TI,: ln t,odu.r.tion à la R ec-Ju:.rcllc Operationn.el/e (0()1',mliuns R e.~earch fo,· Man;igem(•nt.), <:ap. VIII,

pag .

10 3.


180

nello studio della teoria dei giuochi già dimostrano facoltà di interpretazione di fatti del maggiore interesse. Tali sono, per citare soltanto alcuni esempi, la precisazione di una nonna preferenziale di comportamento sulla base della strategia ottima, la valutazione quantitativa dello svantaggio derivante dallo scostarsi da quella stral.egia, l'accertamento di un comportamento dell'avversario, infine la precisazione della nozione di (< errore >•, quale misura dello spostamento da un comportamento a un altro di minore razionalità, precisazione che rende fondato quantitativamente un ;dte.ggiamento critico . I pror.essi formativi di nuove dotbine sono sempre gradua.li . In questa gradualità. <li formazione i primi e più importanti temi sono quelli di rnrattere concettuale. La teoria dei giuochi ne è ricca, ciò che dà sostanza alle esigenze di completamento e pregio al lavoro di approfondimento. Si. considererà raggiunto uno degli sr:cpi pi11 importanti tra quelli proposti, se l'analisi svolta avrà. rid1iamal.a, o piuttosto avrà contribuito a richiamare, l'athm:-:ione di tecnici sovrac:c;:1 richi di lavoro e quindi in difficoltà talvolta di riferirsi alle fonti, su di un complesso di c:onosr.enze sino adesso patrimonio di un numero assai ristretto di studiosi. Le proprietà messe a fuoco da una teoria dei giuochi in prometterite sviluppo, ed i concetti avvalorati da questa, possono costituire cffir:aci contributi alla risoluzione razionale di classi d i problemi interessanti e non risolubili oggi secondo pror.edirnenti corretti, dei quali è ricca, per motivi ormai ripetuti, la tecnica operativa. Quand'anche mancassero altri obiettivi, basterebbero le precedenti indicazioni per confermare l'interesse generale e quello professionale, per molte categorie di esperti, degli argomenti svolti nei paragrafi precedenti. ·


CAPO

VII

LA RICERCA OPERATIVA GEKERALIZZATA . UNA TECNICA D'INVENZIONE TrnJ.tando in altra Sf"..de deBa R.O. (20) si è fatto accenno a una R.0. generalizzata, un'attività di riceJ'Ca razionale volta a risolvere problemi d'interesse civile e militare più vasti di quelli di competem.a di una R.O. in senso sfrctto e inoltre si è proposto il quesito se una generalizzazione come wpro. hu w1 cffoUivo coulcuuto allo stato attoalc delle scienze e delle tecnologie connesse e, qualora esista un contenuto concreto, quali ne siano i limi li, i risultati che è lecito 1·iprnmettersene, infine quali sia.no le caratterisliche e le finalità di una generalizzazione effottiva . Qui si intende rispondere ai precedenti quesiti ed a questo scopo si premette un breve cenno circa i limiti reciproci tra R.O. e R.O. generalizzata, per poi svolgere una discussione più ampia. sulle funzioni e"-entuali da attribuire a questa ultima. A prescindere dalle difficoltà già rilevate di definire e determinare completamente funzioni e prestazioni della R. O., su di un fatto generale sembra che si possa invocare il con45. - La R.O. generaliz:z:ata.

(20) Cfr. (;en. P. SUPINO: La Ricerca Ope.rn,tiva, n. 2 3. Notiziario Tecnico S.M.E. (1953), riportata nel volumP. " La Rìr.P.rc~ Ope.mtiva "• edito nel r955 dal Mio.istero Difesa-Aeronautica.


182

senso: che essa lavora sui marguu di tecniche d'impiego, coll'obiettivo di definire norme razionali cli progetto e di esecuzione. Pertanto, lo si è già os.,;ervato nella sede citata, i suoi studi investono problemi iuer.enti all'ìmpicgo· cli una vasta congerie di apparecchiature (e non alla. costruzìone) ed i suoi esperti c.:<.>municano le loro proposte, essenzialmP.nte sotto la. forma_ di norme d'impiego, agli organi cscwtivi che utilizzano le a pparecchiature, nella dizione generica csscn<lo incluse le cose più disparate, da singole macdùne cd armi a · reparti di fabbrica e intere fabbr-icbe ed a reparti di Fone Armate e G.U. di ordine supc :riore. Quindi obiettivi circoscritti, ma non per questo meno importanti, che per cli più non d iminuiscono ]'interesse prevalentemente pratico della ricerca, dato che in campi limitati è più agevole lavornre in profondità. e pervenire a risultati cl'immedinto vantaggio per l'impiego. In rcalt.à la R.O., col procedere d elle attività che le sono state attribuite come peculiari, è salita a piani suptlriori di prestazioni::, poichè si è dimostrata idonea. a divenire un sistema di procedimenti, più d1P. nna congerie di procedimenti, sino a raggiungcrn il va lore di un metodo generale per risolvere estese classi di problemi, dalla programmazione delle operazioni a lla sc~elta de~li operatori ed ai metodi di controllo e di sperimentazione. PeraHro, se la R.O. , oltre che un'attività specifica in azione c.Ji volta in volta, è un indirizzo e un metoùo di ricerca e perfino un'attitudine, è p ensabile di vederla esaurita nella definizione di una normativa d'impiego, pe.r quanto importante qu~i a possa essere, e non è congetturabile invece che le possano essere p:roposte mète ancora più lontane? In effetti le mète più lontane esistono e sono da identifi-


183

care nell'estensione delle facoltà di una l{.0. ancora in formazione verso i vasti campi dell'invenzione, sino adesso dominio incontrastato di una genialità. esercitata episodicamente. L'esplorazione dei campi accennati, certa.mente fuori della competenza di una l{.0. ordinaria, sarebbe di competenza di una R.O. generalizzata, la quale vi troverebbe i motivi di una propria legittimità e di un proprio contenuto . I limiti reciproci tra l'una e l'altra sono da vedere allora nella discriminazione, abbastanza intuitiva e d 'immediata percezione, tra problemi d'impiego e problenù d 'in venzione. A questo proposito è evidente che i problemi d'impiego riguardano attività ripetibili, che utilizzano congegni già realizzati; t problemi d'invenzione concernono concezione e progettazione di attività nuove e di congegni da realizzare. Naturalmente si pre..<.;enta subito il quesito se sia. a.rnmissihile e anche utile abilitare la R .O. alla risolu:'.ione di problclllÌ cl' invcm:iune, applicamlu lorn i m tx li e«L i mezzi già collaudati per i problemi d'impiego, sino a farle assumere nei riguardi di quelli le fun zioni <li una tecnir:a dell'invenzione, investendola di compiti del tutto nuovi, nettamente più elevati e, come si potrà confermare i11 seguito , d'interesse superiore. La risposta sembra possa essere affermativa. Certo una tecnica d'invenzione, anche se identificata in una R.0. generalizzata, non è de~tinata a sostituire la genialità inventiva - impresa assurda, perchè la genialità inventiva partecipa di attività psichiche di origine e di corso mal noti, non ripetibili a volontà, nè di dote comune, e dell'intervento di circostanze che neUa maggior parte non sono suscettibili d'ordinazione - , bensì a realizzare le migliori condizioni di rendimento dell'attività inventiva. È di convalida in questo orientamento di pensiero da un


184

lato la convinzione dell'importanza dell'inven~ione per il progresso scientifico e tecnico e quindi per la prosperità e per la potenza delle collettività che lo coltivano, dall'altro la constatazione che sovenle ]'invenzione non giunge a buon porto o vi giunge in ritardo per la mancanza di mezzi indispensabili o di condizioni di favore, l'una ovviabile e le altre riducibili a provvedimenti amministraUvi o se si vuole organizzativi, e che pertanto i provvedimenti valevoli a facilitare corso e successo dell'attività inventiva meritano la più diligente attenzione di uomini e di organi respC1nsabili. Le prnce<lenti considerazioni giustific,rnn l' interesse generale, oltre du: quello scientifico, di una tec.nica d'invenzione e di consegmmza di una generalizzazione delhi. R.O . in funzione <l 'inquadrn mento deHa. tecnica accennata. Una tecnica dcll'inve11zione si traduce in un'organizzazione dell'invenzione, dnè nella pianificazione delle at1 ività disparate che ne assì c:ur;1 110 la fecondità, siano esse l'indicazione degli scopi, la programmazione del lavoro e la ripartizione dei compiti, l'assegnazione di mezzi tecnici e fmanziari, ecc. Essa prescinde dal meccanismo poco noto in forza del quale nasce l 'idea nuova e felice; insiste invece sulle condizioni di facilitazione che è consentito rendere operanti, offerte dalle collaborazioni di esperti , dalla disponibilità d'unpiant i sperimentali, dall'assegnazione di finanziamenti, !e quali s'informano al criterio basilare di n on lasciare intentata nessuna buona via, ciò che implica l'esercizio degli atti necessari alla sua realizzazione per ogni ic.Iea della quale sia stato riconosciuto il fondamento e l'utilità della attuazione

46· - Necessità di [una tecnica d'invenzione.


185

pratica e, nello stesso tempo, che le nuove idee debbono essere sollecitate e non debbono essere rigettate se non a ragion veduta, dopo averne constatata l'inapplicabilità con i mezzi a disposizione. L'organiz;,.a1.ione postulata risponde al crit('J"ÌO, oltre tutto criterio sP.mpre più consistente col perfezionarsi della conoscenza scientifica, che ormai la maggior parte delle invenzioni e de11e scoperte esula dalle pos..">ihilità di un individuo isolato e per contro richiede il contributo di estt·A -;e collaborazioni di studio, costruttive e d'esperimento, le 1p1ali sono reperibili soltanto presso organismi convenicnteme11te dotati e, se possibile, ~,rmane11temente investiti. Organismi del genere non sono mancati in pa ssato, sia presso le cosiddette ({ scuole », che hanno fatto capo a scienziati famosi, per lo più nella loro veste di docenti titolari di importanti cattedre universitarie, sia presso i laboratori della granùe i1ìdust.riu, ma per molti motivi scuole e la[Jorn lori sembrano dar prove di un diminuito re11dimento, le une legate alla prt'A -;enza di maestri d'indi<;c:ns.-;o valore e assorbite da prcrnine11ti esigenze d'inscgnamcmto, gli altri vincolati a intcrcs..,;;i p;.irticolari e strettamente pn'lscrittivi circa scopi e modalit~ di realizzazione. Di qui la neces..<sità di accendere e di rendere fruttifere le collaborazioni delle quali si è fotto cenno e quelle partecipazioni di concorsi ù 1 difetto delle quali vifme negato in pratica qualsiasi risultato concreto, da esercitare con modalità adatta, cui si dovrà richiedere in primo luogo la obiettività e il disintercs.<;1: della ricerca per la ric.en.:a. D'altra parte questa è sta ia la linea seguita in guerra da quei paesi, in primo luogo la Gran Bretagna, eh<! ha 11110 dato prova, durante la seconda guerra mondiale, cli aver meglio compreso il peso dedsivo che poteva avere sulle sorti


186

del conflitto il primato in una competizione scientifica, la quale si presentava con aspetti sen:-.a precedenti. Le collaborazioni pitì eteroclite sono sl,ate messe alla prova e si sono perfino curati la raccolta e il vaglio delle proposte presentate anche anonime e informi dagli uomini della strada, mediante il funzionamento di appositi uffici accessibili al pubblico. La situazione non è mnt.ata in seguito di tempo, se non nel senso di rendere più ac11t:a J'e::sigenza di primato (2r). Un valente scienziato francese si esprime nei seguenti termini in proposito: {< La seconda guerra mondiale ba mostrato una curiosa evoluzione in qmmto ai s uoi a ttori; il personale militare è stato sin dall'inizio soppiantato dai tecnici e questo si è verificato nei carri armati, negli aerei, nei sommergibili, nelle tclecomunica1.io11i e nella difesa contraerei: può affermarsi oggi che è stata. una guerra d ' ingegneri. Essa si chiude con la bomba a tomica, perciò con una specializzazione ancora. pi1ì spint:i , r.on una promozione degli scienziati al primo posto della difesa nazionale >i (22). Del resto non è ncccssa1io riferirsi ad eventi di guerra. Sono molto recenti i fatti che dimostrano l'esistenza. di una vera corsa ai primati scicnlitic:i ed al Taggiungimento di importanti obiettivi tecnico-militari in tempo di pace: basta citare la bomba II ed il missile i11tercontinentale. I comunicati diramati durante le varie fasi della corsa ai primati dai governi interessati semhrano bollettini di guerra e di vittoria e difatti non è da escludere che la disponibilità (u) Cfr. quanto si legge in J. THTRAUD : Ener,:ia Atnmi;-;a 11 U niv Mso, Ed. Mondadori, Milano, 1952, pag. 234: <( Nl-'Ssuna nazione potrà vantare una tecnica pro,;re<lita de fmitiva, se dovesse abbandonare lo studio e la ricerca. in quesl;(I ·campo. •< I popoli, oggi, hanno già scelto : essi si trovano coinvoll.i, se vogliono sopravvivere. nel ciclo delle ricerche scientilicho approfondite e da ora in poi non vi sarà più possibilità di tregua"· (22) J. 'fHlll!\UD, J. C, , pag. 233.


187

di un'arma nuova e contro la quale, come tale, manca per :1 momento la difesa e la. risposta, possa comporl are una modificazi one sostanziale di rapporti di potenza tra due blocchi di forze in conflitto potenziale. Le stesse modificazioni, per quanto m eno evidenti, possono essere la conseg uenza di nuovi processi ind ustriali, i quali importino una variazione importanfe della disponibilità e dell'utilizzazio111~ d i m aterie prime cosiddette « strategiche ». Inoltre si <leve notare che non sono esclusive esigenze di guerra a richiedere in modo imperioso che siano sfruttati al massimo i risultati del progrcs..c;o scientifico e tecn ologico. La stessa csigen:,..a di progresso civile e forse di sopravvivenza del genere wna.no, in lotta perma nente contro un a mbiente strutturalmente ostile nella quale si sono visti i motivi ,l i una cosiddetta ,<lotta per la vita :•> , esigenze sem p1 1· p resenti e quindi da soddisfare anche in lempo di pace, rich iedono che non si esau1 i~i:;.mo gli strumenti per modificare l'arnhiente di vita dell'uomo nel senso più favorevole al s uo sviluppo (n. 47). Una guerra d 'ingP.gneri è una realtà che certamen te n on autorizza a trascurare armamenti e lattica convenz ionali. Ma sarebbe del pari erroneo dimenticare che la guerra è diven uta in larga parte 11n confronto di m a.c chinc e una gara <li ingegni e che quello che è accaduto nella guerra pas.<;a.ta si ripeterà in avvenire su di una scala m aggiore, come d el r esto si avverte dai segni percep ibili sin d ' adcs.c;o, sol che si ponga debita atten zione alle forme che stanno :1ssumendo i con (ronti di potenza sui quali s' imposta.no le relazioni internazionali. Si è parlato p oco sopra di esigenze da soùdisfarc anche in tempo di pace. Infatti dilatando la visione al di fuori di concezioni esclu-


188

sivamente belliche, per investire ordini di fatti di carattere più generale, si avverte che il benessere del genere umano viene a dipendere da una spirale indefinita di nuove invenzioni e scoperte, alle quali si dovrà richiedere in primo luogo di a."i..'licur,:1.re i fahbi!,ogni in materie prime alimentari, di trasformazione cd energetiche di masse d'uomirµ in rapido accrescimento.

47. - Il potenziale inventivo.

In un ambiente di vita limitato, sempre più den-

samente abitato e quindi sempre meno prodigo di beni di consumo a buon mercato, i] progresso dell'umanità, poco fa si è detto la sua sopntvvivenza e forse il termine è più esatto, non possono essere fondate soltanto sulla eredità del passato, bensì ridtit'.clono uno sforzo costante atluale, rivolto a prepararP. il maggion-: coa.cervo <li premesse per l'avvenire prossimo. Si sarebbe indotti a dire che l'umanità no11 può vivere esclusivamente di rendita, nè tanto meno può vivere intaccando sempre più profondamente il capitale che possiede. Essa <leve crea.re di continuo nuove risorse, con uno sforzo cospicuo e incessante, che è legittimo sintefo,:t.are in una vera « mobilitazione di cervelli )) e che è inteso a elevare una facoltà creativa, che più olhe s'identificherà in un potenziale inventivo .. Non si tratta di creare soltanto modeste utilità in visla di una vita più facile per il maggior numero di uomini, e sarebbe gìà incombenza ardua e meritoria, nè si tratta di vincere soltanto delle guerre, ed è anch'esso compito di estremo impegno: il problema è molto più vasto e molto più ponderoso, perchè si richiede di preparare per tutti nn avvenire


189

meno oscuro di quanto lo lascino presagire valutazioni fondate sui fabbisogni e sulJe disponibilità di beni e~nziali. La civiltà meccanica contemporanea sperpera in processi irreversibili ricchezze disponibili in misura già molto limitata e la circostanza è aggravata dall'aumento de11a popolazione mondiale e dall'incremento del tono di vila di strati sempre più vasti di umanità. Un'esigenza. primordiale s'impone. << Dobbiamo continuare a inventare nuove tecniche ed a guadagna.re il pane non soltanto con il sudore dei nostri muscoli, ma con il metabolismo del nostro cervello >) (23). Ed ecco prender sostanza un nuovo problema, o q uanto meno un problema non sentito sinora (:1m11~ fatto uni versale e inderogabile, il problema di coonlinare il metabolismo cerebrale di migliaia di uomini, in effelti s i dovrebbe dire del maggior numero possibile di uomini, in vista dell'assolvimento di un compito <1'impor1am:a prima ria per l' :ivvenire di tutti. Forse non mancheranno le facili ironie intese a tacciare di esagerazione la precedente propos i,..io111~. Esse snno mal poste. È già stato fatto ricorso al concetto di « mobilitazione dei cervelli )> e adesso affiora quello di sfruttamento intensivo del <c metabolismo cerebrale >1. Enl.ramùi si riferiscono a concezioni per nulla stravaganti. A provare invece che essi rispondono a ordini d'idee molto equilibrati e soprattutto fondati vale ancora una citazione. e< Dobbiamo coltivare la fertilità del pensiero come abbiamo coltivata l'efficienza dell'amministrazione... Non possiamo permeUerci il lusso di esaurire i cervelli della nazione come abbiamo esaurito le risorse del suolo ... Abbiamo (·23) N. WmNu1.:: Introduzione al!a Cibernetica. Ed. Einaudi. l'orino. Jti\g. 7~.

1 953,


190

bisogno di un'organizzazione che stia attenta alle nuove invenzioni e alla nostra sempre crescente necessità di ritrova li » (24). Naturalmente quando si fa riferimento a una nuova UTga· nizza1ione non si chiede la creazione di una nuova burocrazia, atta soltanto a trasformare in (e routine,> un'attività che deve essere agilmente dinamica. Si tratta piuttosto di dare corpo e funzionalità a un orientamento mentale e poi di porre in atto i provvedimenti che valgano, oltre che a coordinare un lavoro svolto in campi disparati, a conforl a.rlo <li apprezzamento, di assistenza, di facilitazioni di esperimento e ancora, con visione più lontana, di creare i ricercatori d elle generazioni venture. Il quadro l.raccia lo è c:omplcsso e pre::;cnta molteplici aspetti, da att ività legislative a inco mbenze d i formazione culturale e professionale e quincli di onlinamento dell'istruzione pubblica in senso lato, rii selezione 1-: impiego rli uomini , a coordinamento d'iniziative d i ~ruppi economici e inrlnstriali, a diffusione e incoraggiamento dello spirito d i ricerca , infine alla creazione e alla utilizzazione d 'impia nti di studio e sperimentali e al con vogliamento delle relative attività complesse verso ohietl ivi <.li preminente importanza. Importa notare che molte delle incombenze cita.te non implicano contropartite immediatamente rimuneratrici. e non sono che alcune di una congerie assai più numerosa, o se una rimuner.v.iune esiste, essa non è personale e per il fatto di essere differita esula dall'interesse diretto e attuale di individui e di gruppi Tistretti. Le precedenti considerazioni inducono a concludere che gli interessi in giuoco hanno essenzialmente il valore d'inte(:t4) N.

W I BNF.R,

I.

C.,

pag. 72.


191

ressi pubblici, quindi da affidare a. enti pubblici, che, dato l' alto livello al quale saranno chiamati nd operare, dovranno rivestire gli attributi di enti statali. Conferma la necessità di nconcrc a funzioni statali, oltre che l'essere le d ' i11vensione. nuove invenzioni d 'interesse gen erale e richiedenti mezzi che generalmente non sono a disposizione di gruppi limitati e tanto meno d'individui, l'analisi del proet"-•,so secondo cui in generale si addiviene all'i nvenzione. Si tratta cli un processo molto complesso, nel quale se sono presenti indubbiamente elementi casuali sembra da escludere un'assoluta casualità. Il fatto che inventori e scopritori diversi e se112.a alcun contatto tra di loro pervengano pressochè conlemporancamente a risultati identici o molto simili è- troppo frequcn1e per dovere essere attribuito a mèra coincidenza. Piuttosto si può arguire che nella storia della civili ;', si siano presentati e si presentino momenti nei qua li, ùupu 1111a. maturazione gradua.Jc e quindi lenta, una. scoperta è ma.I11ra e quindi imminente. I mezzi d'inùagine a disposizione convergono verso uno stato di predisposizione che costituisce 1111a condizione necessaria per la realizzazione dell'ìnvcnzionP- n della scoperta e lo spirito dei ricercatori, nei diversi paesi, è teso in una stessa direzione. Tra costoro uno è più so1Jecito a rendere la conc1i :r.ione necessaria anche sufficiente o anche è più fortunato - e a questo incidente irrilevante in senso storico si ]imita probabilmente ]'elemento casua]e dell'invenzione - e coglie il merito, ma non sempre i p rofitti. P eraltro l' annuncio di

48 . - Il processo


192

rado sorprende gli iniziati, molti dei quali erano già sulla strada giusta. Le dispute di priorità, tanto frequenti nella storia clel pensiero e in quella de11e invenzioni, ai fini della tesi hanno precipuamente il merito di confe1mare una phualità. di scopritori, nella quale si riconosce un indizio consistente della situazione generale configurata. D'altra parte il progresso delle scienze non è l'opera di pochi grandi della scienza, come la storia non è fatta soltanto dagli eroi di Plutarco. Occorre inserirvi l'azione delle masse, delle contingenze politiche e dell'organizzazione sociale. Nei precedenti termini risulta im poslalo il problema della incidenza statistica dell'invenzione e lo si avvia a soluzione, almeno nelle sue grandi lince, colla concezione dell 'invenzione quale risposta a istanze cl'organismi sociali, sensibili al particolare aspetto sul quale il fall.o nnovo ~s,~rr.ita <li volta in volta il suo riflesso, e quale il portato <lei grado cli maturità raggiunto in pari tempo dalle scienze e dalle tecnologie interessa.te , infine quale risultato del lavoro crc,ttivo di uomini parlirnlarmente dotati e per di più par tecipanti a piani di conosc~n;.1,a, e di capacità realizzatrici . i quali sono espressione caratteristica di un dato ambicnlc sociale in un determinato momento della sua esistenza, in b reve di un potenziale d'invenzione, esistente a un dato momento, al quale si è già fatto iifcrimento. Il precedente accenno può essere invocato per dare una motivazione generale del fervore inventivo che si è manifestato durante le due guerre mondiali. La risposta a quelle che si sono dette le istanze sociali è stata veramente conside~ revole, prima di tutto perchè le istanze erano ingenti, dato che si trattava di grandi popoli tesi ìn un immane sforzo


193

di g uerra, in secondo luogo perchè, specialmente n ella seconda guerra mondiale, si è a ffacciata ben presto la realtà della guerra scientifica .e in linea. dipe nclente si è iniziata la corsa alle a rmi segrete, una vasta ser ie di armi non convenzion ali, in altre parole si è richiesto mollo a.lJe nuove invenzioni e agli inventori. Un'altra circostanza ha favorito i l formarsi di un vib rante clima inventi vo ed è stata una co11siderevolc ricchezza <li cognizioni scientitiche per così dire clisponibili per lo sfrutta.mento, accumulai.a. col lavoro di dccc1111i di intensa a tlivilà d i pensiero a cavallo dell 'inizi o del secolo. N ei precedenti termini si è giunti a ll'apprezzamento diretto cli un concetto nuovo, quale è quello di potenziale culturale, che si può pensare configurabi le i 11 1111a funzione ;.id incr em enti nettamente positivi cd ,\ evidrntr mcnl,~ connesso coll' altro c,oncetto, già prcscn1 alo (n. 47), di pnt1~nzialc inventivo, quest'ultimo per contro ;.,u;.;1..,llil, ilc Ji alime ntazione mediante nuovi apporti cli sostam:iale import:111;,.a, op pure cli esaurirsi per effetto ,li uno sfrul1 a 1111:11lo int<msivo, non controbila11ciato da adegua.ti contributi positivi. Accolti i due com~etti, il riverhcrar,;;ì -;11llr faco ltà inven tive di un popolo o di uno Stato, a un chilP1m inato momento, del coacervo d i fattor i cultura.li, sociali e polit ici ind uce ;l, vedere in tali fattori e nelle loro 11111111e r<'lazioni i parametri d i quel potenziale inventivo che si è gi:'1 ricorda to più voll~. Di c:onseguenza agire sugli. accenna li pa rametri significa incrcmenbu-e la fecondità in ventiva. La tesi esclli(le un' interpretazione ('St:lusivamentc casualistica d ell'invenzion e e, fatto di maggiore interesse p ratico, ::ipre l ' adito a lla congettura e alla individ uazione di attìvif:.à specifiche intese a raggiungere risultati wncreti e di merito nel campo dell'in venzione.


194

Tali attività interessano i piani sociale, politico, legislativo, amministrativo. Per il fati.o di operare su collettività, la loro azione sugli individui è di norma indiretta, senza che per q uesto sia meno dlìcace. Esse rivestono l'importanza che loro deriva, ammesso pacifico l'interesse dell'invenzione per il progresso civile generale, dall'essere una via redditizia, e spesso anche l'unica via, per favorire l'attività creativa degli inventori e attraverso 11uesla il progresso delle scienze e tecnologico, dal quale t~ lecito al1endersi ulteriori incrementi dell'attivilà inventiva. Coll'evoluzione della società umana t~ sempre più eccezionale la costituzione o la ricostituzione di un potenziale inventivo per effetto di processi del tutto sponlanei e comunque lo è in misura e con ritmo difformi dalle effottive esigenze. Di conseguenza esiste una concmla necessit.à. di farla oggetto di un'azione concertata ed a n 1gio11 veduta. D'altra. parte si tratta in definitiva di una specie d'investimento a lunga scadenza dei cui frutti henefìr:ia. la collettività e che rientra pertanto nell'interesse e 11e lla n:.,;ponsahilifa della collettività. In base a tali considerazioni l'incombenza 1-isale ancora una volta alla pubblica amministrazione e per rp1esta ai suoi organi esecutivi più elevati. L'intervento di gruppi in rapprescntam,a d'interessi e d'iniziative private non è da. escludere, ma non supera il valore di un fatto per lo 1-1iù di carattere accessorio. È ovvio che l'attribuzione

49. - La R.~. e l'i.ncrem~nto del potens1ale inventivo.

di un'attività a pubblici poteri non risolve il problema

dell'esercizio dell'azione relativa: occorre precisare gli enti e definirne le funzioni, cioè individuare una mente e dei muscoli in vista di un lavoro complesso sia dal punto di vista


195

concettuale, sia dal punto di vista pralico, e prima ancora occorre indicare un indi ri;,. w e delle proceclme. La l'esi è che indirizzo e procedure p otrebbero es.c,;ere quelli <leIJa R.O . generalizzala., nè si pensa che essa possa essere tacciata di semplicismo e d'inefficacia. La. R.O. generalizzata, in un'aggiornata interpretazione delle sue fun:doni , non è più e noh è soltanto un modo prefe renziale di condurre determinati ordiuj di ricerche, bensì una tecnica per coordinare il nietabolismo cerebrale del maggior numero di ricercatori. che sia opportuno interessare n ella. ricerca. E la sua funzione fondamentale e la sua ragione d'essere principale si dovrel,ùero vedere nella attitudine ;i fornire quadri esperti e ind irizzi· validi in vista dell 'assolvimento di un compito di primo piano. Quak11110 potrà obiettare che non si sente il bisogno di ricorrere a una R.O. generaliz:,;ata, in nn disegno d'adeguamento clr.ll'invP.ntiva del quaJc si è già illu~lrata.la necessità, dal momento che sinora non sono ma nrate nè invenzioni, nè scoperte ; hasta porre mente ai livelli raggi11111i da scienze e da tecniche seguendo vie che si potrebbero dire tradizionali . L'obiezione è respinta <fa lle considerazioni svolte al numero precedente. Si soggiunge che a sostegno dc.JJ'ordine <li idee espresso poco sopra si possono addurre altri due mnlivi sostanziali. Il primo di questi è costituito dal fatto che le vie cosiddotte tradizionali sono in procinto di esaurire la loro fcconclifà. L'invenzione, dopo essere stata a lungo prodotto d'ingegnosità individuale, di nn tipo che si potrcbhe dire artigiano - e in particolare lo è stata nel XVIII secolo e nella prima metà del XIX-, è divenuta in seguito rli tempo il prodotto di tecniche che esulano in modo sempre più evidente dalle


196

possibilità di singoli individui per costituire appannaggio di grandi organismi di ricerca. L'invenzione da artigiana si è trasformata in industriale ed in questi termini ha seguita una linea generale di evolu,r..ione economica e produttivistica, che ju definitiva è la stessa linea per la qùale la fahhrica artigiana ha dovuto lasciare iI poslo à.1 grande stabilimento industriale. Allo stato dei fatti ed al mmnento presente, l'invenzione è · prevalentemente incombenza <lei grandi laboratori industriali, ma non è certo che il procedimento sia il più rispondente o possa continuare ad esserlo a lungo. Il grande lal,oralorio industriale, come tale legato agli interessi di gruppi, è probabilmente l'ambiente meglio preparato per sviluppare le idee già acquisite, ma è anche quello meno efficiente per la concezione <l'i<lee nuove. La parte avuta dai grandi laboratori nel progresso tecnico del recente passato, in specie nel periodo tra le due guerre mondiali e ancor più durante la seconda guena mondiale, non deve creare illusioni. Essa è dipesa tlalla disponibilità di un'ingente massa di cognizioni s~ientifiche non ancora applicata in scopi pratici, quel che si è già detto un alto potenziale inventivo (n. 48). L'intenso sfruttamento dell'ingente massa ha sensibilmente ridotto il potenziale inventivo e contemporaneamente ha imposto il problema clella sua reintegrazione, la qua le ha luogo su piani sempre piì1 elevati e quindi con difficoltà di cn.-scente consistenza. Affennare che i grandi laboratori sono ottimi utilizzatori e scadenti creatori d'idee, equivale a sostenere ch'essi sono· imperlettamente idonei ad assolvere l'accennato compito di. teintcgrazione. Nè poteva essere altrimenti sotto il segnò


197

del mercantilismo, del conformismo scientifico e degli oneri inerenti alle trasformazioni d'impianti. Il primo rifiuta il n uovo, anche se certamente migliore, quando non assicuri un profitto maggiore, profitto che invece si può vedere menomato, almeno pro tempcwe, da nuovi ri fTovati ·11~c11ici, le cui caratteristiche merceologiche non siano <li &rntdimento dei consigli d'amministrazione che alimentano le ricerche di mezzi finanziari. Jl conformismo scientifico rifiuta il n uovo, anche migliOTc, perchè non sa o n on vuole clistacc:usi dal vecchio .a a nche soltanto perchè l'adozione del nuovo implica un rir.onoscimento di merito dato controvoglia a un ente concorrente. Infu1e gli oneri di trasformazione sono innegabili e impongono cautele pa.rt.icolari, tra le quali emerge 1a tendenza a fruire di contributi pubblici, nelle varie forme sotto le quali sono corrisposti (sgravi fiscali, protezioni dogano.li, 1.:rnnrnissioni assicuratP., ecc.), ·quando non s'imponga la realizzazione d'impianti piloti o d 'impi~mti sperimentali a carico della finanza pubblic,1.. È logico che qualsiasi progresso soggetto alle esigenze di cnula bilit.à a. breve scadenza, per loro conto del tutto rn.gion evoli , è in definitiva. un progresso .sub ·cond1'.twne e che non è possibile escludere che la condizione neghi · ò qua nfo meno infirmi . ogni progresso effettivo. · Se il profitto immediato è giudicato preferibile aJJe speranze di domani, per quanto. concrete , anche l' ucdsion" della gallina dalle nova d'orCl diviene un atto vantaggioso. Bisogna convenire che nn proc:edimento industria.le più perfezionato, che assicuri ad esempio un prodotto di maggiore durata, non sempre è ben visto da una produzione che punti in moclo prevalente suJl'awnento del ,< fatturato » e pertanto


198

sia incline alla fabbricazione <' a 1111 -.;rncrc10 di prodotti più d eperibili (25) . Un secondo motivo è da v,·1k rc ncll'a.,;petto che s ta assumendo l 'opera di ricc i ca ~.wi1·11t ilìca e quella di scoperta o d'invenzione che ne ì_· i I p1 , iùotto più pregevole. Nell'inven:r.imw s i .1 :,sisl t· alla confluenza in misura sempre maggiore d i hr:11wh, · ddla conoscenza disparate e t radi:.donalmentc clisl 11 1l1• t· il p rocesso va assumen do molto rilievo: La cong iu11t111:1 4'· sla ta affrontata, per quanto riguarda me..: todo ri i 1i,·,·1ca . in parte mettendo all'oper-.t i (< gruppi di lnvuro >• t: i:ì rir ordati (n. 35), nei quali vengono a essere rappresc11l al i i differenti rami delle scienze e della tecnica che sono chiamati a con tributo di volta in volta, in parte lasciando maturare quel processo di antispecializzazione, il 11ualc è una realtà del momento, molto meritevole di atten zione (11 . 34 e alt rove). Gli uni e l'altro appa rtenizono alla metodologia della ! LO. e costituiscono di conseguenza interconnessioni efficaci tra ricerca scientifica e invenzione da un lato e R.O. dal1'altro. Mette conto di rilevare come, a lla luce 1lelle precedenti Cùllsiclerazioni, il procedimento dei gruppi di lavoro ammdl1i un 'i11tt>rprcta zion c più peculiare di qucl1a accolta comunem ente . Come si è già rilev,l to, n on si tratta di sostituire un lavoro collettivo a un lavoro individua le; si tratta piutlnsto di fare convergere differenti competenze specifiche su di una de(25) E istmt-tivo dforirsi a q ua nto "' avvenuto ~ t la Jibra 5-rn. La 5- 10, trova ta ,111 V .H . Carotbcrs. realizzatore tra l'altro del poliarnido 6fi, detto « nylo n ", i, una fibra t1 i ro;,sistcnza eccczioualc all'usura., che non v euuc p rodotta iu scala indust ria le pcrchè la sn n diffusione sui mercati :\V rebbc modific-.1.io in modo non <:ouvcniente i <'..OSiddctti « cicli di smercio ».


199

terminata attività di ricerca, attribuendo a ciascuna un compito particolare, e di realiz;.:are a suo tempo il mosaico dei contributi individuali (o dei sottogruppi), nel quale consisterà la risposta del gruppo all'incarico ricevuto. I gruppi di lavoro sono gruppi ùi ricerca, suggeriti dalle stesse esigenze della ricerca scienl ilìca, nei riguardi delle quali suno da considcmue poco più che soluzioni di tentativo. Per trasformare -soluzioni di tentativo in soluzioni normali è indispensabile fare lavorare i gruppi di ricerca 11el quadro di un indirizzo unificatore, permanente e suscettihile di perfeziona.mento secondo suggerimenti d'esperienza o secondo richieste particolari, caso per caso. È la funzione d'indirizzo, cogli scopi accennati, che si vedrebbe affidata alla R.0. generalizzala e per questa al1'ente che ne assumesse l'incarico. La R.O. generalizzata, come a m aggior ragione la sua affine minorn, la R.0. ordinaria, non sono destinate ad essere investite delle fnn;.:ioni di discipline scientifiche a sè stanti, bensì ad assumere l'ufficio di regolatrici e coordinatrici del concorso e.li discipline va rie, per consentire che ciascuna di queste possit portare il suo contributo e che cia.scw1 partecipante - individuo o gn1ppo - possa lavorare nelle migliori concJìzi.oni di collaborazione reciproca e di rcnclimento complessivo.

Se pure è difficile per i contemporanei prenderne conoscenza, le gen erazioni vivono del pa.,;;.~to ed il progresso coevo è un dono di coloro che furono. Ma m me l'individuo non può -vivere degna.mente d i doni, anche alla società incombe l'obbligo di lavorare intensa-

50. ~ Organi.nazione . dell'invenz1one e progresso generale.


200

mente per coloro che verranno, senza rifiutare l'eredità del passato - il rifiuto sarebbe impensabile - , .anzi facendone pedana verso mète più alte. A quest'obbligo risponde la ricerca per la ricerca. Del resto l'inclinazione alla ricerca, indizio <li una nohile curiosità di cause degli eventi del mondo fenomeni:o, è una caratteristica distintiva p,d eletta <lel1' uomo raziocinante. La ricerca per la ricerca vuol clire la ricerca. con esclusione di scopi meramente mercantili, i quali smorzano gli slanci dell'intelligenza creatrke, specialmente in 'luei settori di straordinaria importanza JJer il progresso scientifico, nei quali maturano idee fondamenta li , ma non per .questo i..J:nmediatamente paganti. Per chiarire il. concetto si può chiedere q uale grande società per azioni o quale gruppo indush;a}e avrnbbern potuto assumersi l'onere di sovvenzionare la scope,rf a. del calcolo infinitesima.le, opera di Newton e d i L,~ihni7. .., di <h1e secoli di epigoni, che pure oggi è lo strumento mediante il quale molte sciem.e applicate hanno superato un precedente stadio di modesto empirismo, o la scoperta della relatività generalizzata, opera di Einstein, la quale ha aperto la strada all'utilizzazione dell'energia nucleare. . Col procedere del tempo a umenta il numero dei casi in cui si sente vivo il bisogno ,li progressi effettivi in campi di speculazione pura. La creazione intellettuale obbedisce a stimoli diversi dal lucro immediato e pur non escludendolo trova incentivi più alti e anche più efficaci, che si riconoscono operanti nella maggior parte delle grandi scoperte e delle grandi invenzioni, nella sete di verità di singoli ricercatori o di loro gruppi, nel q~dro di una maturità di tempi e di perfezionamento di conoscenza scientifica, che rappresentano l'ambiente di fa-


201

vore per la. concezione e il perfczionamentu di ogm nuova idea. Poichè si è riconosciuto che l'invenzione corre pericolo d'inaridirsi se non è organizzata, occorre procedere alla sua organizzazione. Poichè si è altresi constatato che l'invenzione non può essere org,rnizr.ata come una prestazione d'opera ordinaria, è evidente che l' organizza1ionc deve procedere secondo indirizzi propri, ovviamente i più rispondenti, i quali sono <la sintetizzare in una precisa (< obieu.ivizzazioqe ». Obiettivizzare la invenzione vuol dire afficlarla a prestazioni in larga parte volontarie, favorirla con opportune provvidenze nella forma di facilitazioni di vita e di lavoro e di assegnazioni di comodità e di mezzi sperimentali e di studio, infine inqua1lrarla molto lascamente in enti elevati d 'interesse pubblico. Tra le provvidenze opportune rientrano i contatti tra uomini òi studio, le corrispond<.m~ trn le s<;uulc, le ,risi.te, i congressi su piani nazionali e internazionali, i simposi, i seminari, ecc. Ogni diversa linea è controproducente e piena di alce consistenti, quindi rnm trascurabili, circa l'esito dell'opera indispensabile di conservazione e di r~integrazione dei potenziali inventivi. Scmprn in quest'ordine d'iùee, il quale pre.<,einde naturalmente dalla circostanza eccezionale e fortunata della comparsa di nuovi genii della scienza e della ricerca, capaci come tali di svolgere un'opera personale d'altissimo rilievo, pokM si tratta di circostanza tutt' altro che improbabile ma certamente soltanto probabile, sarà opportuno reagire contro alcuni atteggiamenti negativi che si riscontrano nei campi che interessano, come l'isolamento di determinati settori delJa conoscenza, il rispetto eccessivo delle noTIDe di riserva.tez.za e


202

di segreto - ad esempio, il segreto per esigenze di difesa nazionale è legittimo per determinati congegni, ma non è rngionevole nei confronti dì leggi di natura - , la specializzazione spinl:a, che crea i compartimenti stagni nelle intelligenze ed ha l'effetto controproducente di escludere la visione ampia dei fatti e di mettere in seria <.li:ffi.c oltà le collabqrazioni per incapacità d'intesa reciproca, infine le inammis.<.ihili I.orci d'avorio. L'argomento presenta un interesse certamente generale, oltre che scientifico e tecnico, e quindi merita l'attenzione di governi e di alte amministrazioni pubblid,e. A questo proposito non si può fare a meno di tornare a insistere sulla necessità d ella creazione di un'organizzazione apposita, atta a consentire uell'iri(eresse pubblico l'utilizzazione di un'inven zione d'inte resse pnlihlico e , prima ancora che ne sia dimostrato l'interesse puhhlicn, capace di assicurare che le i<lee <li vak ,re ,;ara11110 <leLilamente esaminate,

approfondite e applicate, colla sola precauzione elementare del controllo preliminare del loro valore concreto. Nei precedenti termini si ritengono compendiati i punti s,ilienti <li una politica lungimirante di utilizzazione degli ingi=:gni, la quale, in prima istanza e senza ipoteche incaute sugli ulteriori sviluppi, può vedersi in un'opportuna organizzazione della R.0. La fondatezza della tesi deriva dall'identificazione già postulata della. R.O. generalizzata in una ma trice dell'invenzione scientifica e tecnica, la prima intesa come ideazione geniale, la seconda come applicazione originale e rispondente. Naturalmente tutto l'ordine di pensieri esposto deve essere ulteriormente discusso e in particolare ne debbono essere definite le modalità d'applicazione, pcrchè da queste in modo precipuo deriverÌ:I. la sua funzionalità e la sua fecondità.


203

La R.O. generalizzata può essere una sede adatta per la esplic.ali:ione di un'importante funzione e può anche risultare inadeguata. L'alternativa, che è doveroso prospettare, non toglie valore alle tesi svolte e alle dedu:ci.oni che se ne sono traU~; al più mette l'accento sull'inten·~~se della prova dei fatti e sulla necessità, se questa fallisse, di trovare un' altra soluzione. Se il progresso generale del prossimo futuro dipende in qualche misura da una solu:t.ione opportuna delle questioni esaminate, non è esagerata la tesi di coloro che attribuiscono all'appropriato inquadramento delle facoltà creative dei cervelli umani altrettanta importanza di quella del perfezionamento dei procedimenti estrattivi e del roiglioramenlo dei metodi culturali dei suoli. Su qm•~;,le premesse si basa l'intert>~,;..-:.e specifico di una tecnica dcll'invcn7Jone e di y_ui l'impurla:nza di definirne indirizzi ed esercizio.

*


PARTE

IJ

L' A UTOM AZI ONE


CAPO

VIII

L' A U T O M A Z T O N E

La maggior parte degli autori e dei testi che trattano di (e automazione » clerlicano largo spazio, in via preliminare, alla definizione ciel contenuto di una materia designala da un neologismo senza dubbio brutto, ma proprio per questo dotato di espressività (n. r). In linea. generale il criterio è giusto; Io è meno nel caso particolare, almeno come atto propcdcufa:o, pP.rc.hP. c<::iste: una effettiva difficoltà di addivenire a una definizione esauriente e soddisfacente e questa è desunta gcnerahnenle dall'individuazione dei mezzi e dei fini del controllo automatico o comando automatico delle macchine, va.le a dire si presenta a posteriori come risultato dell'accennata individua7jonc. È bene dire subito, poichè si è fatto cenno a macchine, che una trattazione generica sull'automazione non ha niente a che fare con un trattato di meccanica applicata. Essa si eleva ben presto al di sopra del piano di una scienza applicata, per interessare argomenti e problemi di carattere vario, dall'economico al sociale, poichè tocca. cli volta in volta quei;lioni di organizzazione, di produzione, d'impiego lavorativo di personale e sconfina facilmente in aperture di vista sui modi di vita umana del futuro immediato, per 51. - Concetti

generali.


208

tacere degli « excursus 1> che autorizza e quasi sollecita su · di una visione globale dell'avvenire della società e quindi di uno stadio d i civiltà prossimo, in via di formazione e di consolidamento. Automazione è contrazione di automatizzazione (cfr. n. 66), un vocabolo eccessivamente lungo per le abitudini del giorno d'oggi, improntate a febbrili attività di lavoro, ed è vocabolo che dopo contratto ha assunto un valore semantico diverso dall'originale forma distesa, ciò che ne giustifica e ne promuove l'ad ozione e la fortuna. Automatizzare significa rendere Rutomatico un congegno; automare è qualche cosa di diverso e sovente di molto più impegnativo, poichè si tratta di rendere automatici dei sistemi di congegni dal più al meno complessi. Evidentemente si è in presenza di un nuovo online di fatti, che forse è consentito sintetizzare in un processc.i d'integrazione, il quale forrusce uno strmncnlo pi1ì dficie11t.e nel suo c.omplesso delle sin~ole parti che lo compongono. Un congegno automatico puù essere fine a se stesso e anzi in genere lo è; un ·sistema anlomato è di regola un procedimento che assicura maggi.ore perfezione di lavoro, maggiore economia di personale, una riduzione di costi, vale a dire un lavoro migliore a minor prezzo. Ma anche questa è una visione parziale, messa a fuoco in misura prevalente sull'aspetto economico dell'argomento, sul quale sarà opportuno ritornare, che peraltro non è il solo di rilievo e nemmeno il più importante. Crite,ri di metrnlo consigliano di prendere lo spunto dall'aspetto mer.r:anir:o ddl'au1oma;,.icme, che consiste in una tipica modalità di controllo del la.voro di una macchina. Sotto questo punto di vista vi è una diffusa inclinazione a considerare l'automazione niente più di uno stadio avamato


209

del processo di meccanizzazione, in corso sin dall'inizio della moderna epoca industriale. Anche questo concetto è fondato, ma lo è soltanto in parte e conduce a una visione parziale dei fatti. Senza dubbio le radici dell'automazione sono nella meccanizzazione, i:na i suoi frntti non sono quelli di una meccanizzazione avanzata; essi sono qualche cosa di nuovo. Il nocciolo della questione è proprio qui: nell'automazione esiste una fori.e carica di novità e a l suo 1iguanlo viene riclùesto di frequen te quale sarà il risultato di questa novità. Non mancano le 1·isposte al prece<lenf.e quesito e una vasta letteratura è già comparsa in proposito, in genere peraltro solto la forma di trattazione rapida ed episodica, dato che la. materia verosimilmente non è ancora giunta a tale maturazione da consentire impostazioni c.lefìni tive e sviluppi assolutamente esaurienti. Viene allora fatto di chie,lersi, poichè molti hanno già interloquito in argomento, quale intnP.c;c;P. possa avere un nuovo intervento. Lo scopo esist.e e non è privo di rilievo. Le idee non sono ancora a fuoco, sono confuse e non è facile chiarirle, tanto più, e ciò si giudica di maggiore ìmportam:a, che si vedono fare ad arte o i nconsciamcnte strane confusioni, in genere a limentate dalle preoccupazioni di vario genere che l'automazione susci ta , siano esse quelle dei suoi possibili riflessi sociali, derivanti da una probabile minore occupazione e da una certa modificazione d'impièglii, 'siano quelle di nuove tecniche produ ttive, che è da presumere facciano risultare superate e da rigettare le tecniche in uso oggi, siano quelle suscitate da un'a,rversione · generica contro il nuovo, in quanto impone l'abbandono di abitudini divenute comode e soprattutto u110 sforzo di applicazione per partecipare ai nuovi ordini d'idee ed ai fatti nuovi' èhe essi


210

portano seco, siano i11fi11e le apprensioni indefinite che nascono all'udire il termine ùi << seconda rivoluzione industriale )> che si considera iniziata dall'automazione (la prima rivoluzione industriale, mette appena conto di ricordarlo, è quella provocata dall'avvento delJe macchine). Qualunque siano per essere gli effetti dell'automazione e del corso d'idee e di fatti che le è connesso, è conveniente essere preparati ad affrontarli ed a trarne profitto ed eventualmente a subirli, secondo i casi, ciò che richiede di essere bene informati aJtraverso studi obiettivi ed equilibrati. È un contributo secondo questo in,lirizzo lo isolare la sostanza dei fatti e accertare il loro v;i lorn, per passare su basi concrete alle previsioni circa gli sviluppi di maggiore interesse generale nel prossimo futuro. Da 1empn immemorabile il la voro del1' uomo e, consistito · · ne 11'opera d el suo braccio e della. !òua rnano guida.ti (cioè controllati) dalla sua mente, l;i <111a le sta bilisce scopo e modo di ciascun particolare atto di lavoro. Inc.identalmentc si pone in rilievo che si è in presenza ùi un altro neologismo, si potrebbe dire semantico, << controllo », <lei quale interessa dire che, per influenza de11'mnofono anglosassone (to contro{), ha acquistato un significato più denso dell'originale, significato che in via approssimativa. si è ritenuto poter concr·ela re accostandosi al concetto di guida. Dopo di che, lascia.ndo <la parte questioni lessicali sottili, si userà correntemente << controllo >) e <( controllare » nel significato più denso soprn accennato. .Molto più di recente, in confronto dei tempi immemorabili ai quali risale il lavoro umano, il braccio e la mano sono stati sostituiti dalla macchina, che ha altresl adottato e sovente

51. - Il controllo delle macchine.


Ul

incorporato gli strumenti impiegati ùi volta in volta, r.ol risultato di ottenere un lavoro maggiore con una. minore fatica, e in tempi ancor più vicini un lavoro migliore oppure un lavoro in comfo:ioni non confar:enli a prestazioni umane .. Così si è affermata fa macchina ed è ~ntrata successivamente nella vita corrente sino a costituirne un ingrediente ormai necessario e così è stata ar.ip1isita come cosa. ormai connaturata la sua potenza di lavoro tanto superiore a quella del lavoro musr.olare dell'uomo. La macchina è divenuta famigliare (ma soltnnto oggi e non in un pn ss:,to lont·mo anche di poco), come è aJtrettanto famigliare la nozione di un uomo che controlla una macchina, val,~ a dire che ne costituisce la men1.t'. e la utilizza in muc1o opportuno in vista di imo scopo determinato, in genere 11na prestabilita attivif~t di lavoro. Meno comune è il riconnsdmento che in og11i attiv.ifa di lavoro C!lislt- una funzione: di hivoro e una fU11zit,11e Jj t:uut.rollo, per qua.nto il fatto sia ovvio appena fat to constatare e non susccttihi]e di controversia . Ma appena fatto constatare s'intuisce aJ1rnsì la possibilità che le 1listinte funzioni, ::issegnate per com.;uetucline a. nna macchina e ad un uomo, siano assolte da due mar.d,i11P., le quali, una volta accoppiate, ne coslituiscono in pratica un~ sola, se pme con nuove caratteristiche. Le due macchine sono una dì lavoro, l'altra di controllo e il loro accoppiamento dà luogo a una macchina aulomata, cioè a 1111 processo elementare e tipico di automazione. I t<mnini accoppiare e accoppiamento sono forse troppo ricchi di significati specifici per adatta1·si, senza qualche c.hiarimento, all'ordine di concetti espresso. Nel caso del1'automazione accoppiamento si ri ferisce a un'interconnessione en ergetica, in virtù deJJa quale uua parte


212

dell'energia in giuoco, in genere una parte molto piccola rispetto alla totale, viene prelevata ad opera del dispositivo di controllo, per regolare il .funzionamento del dispositivo di lavoro. · · Quindi alla base del1'automa;,.io11e si trova u11a connessione energetica. I dispositivi mecca,nici ed elettrici coi quali la connessione energetica viene posta in atto agiscono · in modo non dissimile, per quanto riguarda effetti e risultati, da un operatore o, pP-r essere pitì precisi, dal sistema nervoso di · un operatore adibito alla sorveglianza (controllo) di una inacchina. Il dispositivo in funzione di controllo, o più brevemente il dispositivo o la macchina dì èonb-ollo, lavora infatti come uri sistema nervoso umano. La sostitu zione di quello a questo trova la sua ragione nel fatto che anzi la macchina <Ìi controllo lavora meglio del controllori-! umano nel senso che, se è ben costruita e ben rngoh là. (' nwnn ".nggf'! ht ::id !:'rrori e soprattutto che è in grado di lavorare a livelli d i velocil:\, temperatura., dUJ'ala, condi;,.ioni d' irradia zione e complessità di lavoro che risulterebbero proihitivi per interventi esclusivamente umani. La consuetudine della macchina di controllo non è ancora pari alla consuetudine colla macchina di lavoro (operatrice) e in generale non si è ancora preparati a riconoscere la realtà della sùa superiorità sulle facoltà dell'uomo. . In questa impreparazione generir:a sla la difficoltà <ii comprendere sos1an7.a e portala dell'autnma:.done. Ma è soltanto questione di tempo e di esercizio il vederla scomparire, cioè di abitudine a corso nuowi d'idee è di fàtti'. · Intanto si deve constatare che aumenta contint'lamente il numern e l'importanza delle attivìHt produttive che non potrebbero essere esercitate se in via preliminare non fossero

un


213

sta te largamente automate: per citarne una fra molte, di intuitivo valore probativo, l'industria nucleare. La. nozione d 'automazione è suscettibile d'interp1·ela.zione in senso stretto e in senso lato. Dalla discriminazione tra le due interpretazioni deriv:.1 110 deduzioni interessanti e di effettiva efficacia d:'indirizzn, talchè conviene svilupparla brevemente. In senso stretto automazione significa realiz7~zione ,: utilizzazione di macchine automatiche, un problema essenzialmente tecnico, e con questo ancora molto r.omplesso, per la cui soluzione ocr.orre fare ricorso alle ter.nnlogic più r ecenti e più fi ni , quali l'elettronica, la. tecnica dei circuiti clcttrid e la meccanica di precisione, le quali a loro volta obbligano a risalire all'elcttrotf'.cnica, alla meccanica gerw r:i le ed a quella delle macchine, all:1 fìsica tecnica e alle 11J.Ll01rnatid11: , per non citare che alcune discipline fon clnmcntali. In 1-emm lato automazione signifo.:a un nuovo ordine di fatti, connesso colla fabbrica automatica (au.tomatic factory) e p jù in generale colla proclnr.ionc di beni rli c:o n s 11 rn o 1~ sln1mentali a prescindere dalla. partecipazione dell' uomo in una misura che in fonrìa può essere già totale, in pr:1tica è tanto larga q uanto lo consentono e lo esigono circostmize di contenuto piì1 economico che tecnico. Ciò premesso, è ovvia l'opportunità di procedere per gradi nell'analisi della questione e di svolgere un breve cenno circa la realizzazione deJle macchine automatc, cumc premessa logica della tratbi1,ione dell'argomento più. suggestivo offerto <;faJla fabbrica automata e dalle applicazioni che ne derivano. Si è già accennato che la rr.alizzazione delle macchine a utomale riposa su pariicolari inltm:onnessioni energetiche.

53. - La no.sione di automasio11e.


214

Una interconnessione ·energetica consiste 'in linea schematica in una maglia circuitale chiusa (circuito chiuso, closed loof> degli autori anglosassoni, boucle fermée degli autori francesi), attraverso '1;1, quale ha luogo il prelevamento di energia destinata a mettere in azione il dispositivo di controllo. In effetti, fa maglia circuitale chiusa è la sede deJ fenomeno fondanienta]e detto di feed-bach o di contrornazioue: l'una è lo strumento, ·rattro è la modalità secondo la quale si realizzano i congt:',g11i automatici moderni . J congegni automatici di controllo sono detti. anche dispositivi d 'autoregolazione. Il. ricouoscimento di un principio comune fo tutti i sistemi automatici di controllo o d'autoregolazione è posteriore alle prime applicazioni, sporadiche, di controllo a.ulomatico, ed è emerso dopo che quc~te sm10 divenute più frequenti in risol11zio11e di problemi tecnici specifici, eh.e in taluni casi si sono dimoshati molto complessi. rmt appena avvenuto è stato motivo <li un pnigresso molto rapido in materia. Nel campo pratico hanno contribuito a q11f!Sto progresso lo sviluppo di tecniche pa rticolari e delle relative teorie. Tra le prime si cita di nuovo l'elettronica, tra Je seconde, la teoria dei servomeccanismi e della regolazione automatica, con particolare riguardo allo studio delle caratteristiche dei fenomeni transitori. I tubi P.leUronici prima, poi i (( transistors ,> e derivati hanno fornito i mezzi per costruire amplificatori di potenza sensibile e versatili, idonei a trasferire su livelli adeguati le potenze molto piccole prelevate dalla controreazione; la teoria dei servomeccanismi ha messo in luce le caratteristiche funzionali dei regolatori e dei sistemi regolati e le proprietà delle interconnessioni, o connessioni reciproche, con un con-


.215

tributo essenziale all'affermazione dell'automazione in senso stretto (26) . La maglia· circuitale chiusa di controreazione assicura la conformità a valori prestabiliti dei parametri controllati (un caso particolare è costituito da un parametro controllato di grandezza costante), percbè le variazioni di questi ultimi vengono c.or-rette indipendentemente <falle cause che le hanno provocate. È evidente che la correzione è necessaria. soltanto qualora si manife!:;ti nna deviazione o « scarto ii rispetto alle condizioni volute, ciò che imporla che la correzione non ha luogo se lo scarto non è avvertito quantitativamente. Tale circostanza esige, per )'entrata in azione della funzione 1·egolatrice, che gli scarti siano misura.ti mediante strumenti di misura, i quali coslituiscono l'organo di se11so del congt>,g110 di autoregolazione, che prima ancora <'$.<;i siano misurahili, r.he infine l'oprr::tlività del sistem:.:. in !crTnini cli variazioni tli grandezza., di misura di variazioni e d'in1 erventi correttivi si mantenga in limili di tempo uti li per l\1pplicazionc eh,~ ne viene fatta di voli a io volt.1. L'esigenza indicata per ullima si traduce, in sede di pro(·itj) t ~n <lispositi.vo di rcgolaz:onc può funzionare i11 due modi fondamentali ilifforcnti : - può avere il co mpito di ricondurre il para metro <fa. regolare a 1,n valore prestabilito quru,ùo se ne allontani pr:, effetto <li una cans.a. perturbatrice, allo scopo <lì assio.:urare un regimo pimn aw:utc. ln questo c.a.,;n si ha un regolatore sr.m_[llice o, in breve, un rngolato1e; - oppum il comvito dì fare seguim al pa.uunctro da r egolare una serie di valori sncr.P.ssivi variabìli. col tempo (in rap porto a una graJ1<lczza di rìferirnent.o), ripurtandolo costantemnnle agli accennati valori. Tu questo caso non v i À rf".guuc pcananente, comr. nP.1 pn•cc<lcntc. bensì nna successione di regimi tiau::.itori detcnninati dal fatto che una regolazione, aypcna realiz:z;1t:J., viPUe annullata. dalla varin,.ion~ succcs.qiv.1 rispe1tto alla 1,rrandezz:a <li riforime.nto. In qneslo caso si ba un rogolatoru di corrisponden7."l. A il d ispusitivo regolatorr. si dice funzionante come " st..-rvomcccanismo "·


216

getto, nella condizione necessaria e sufficiente per il buon esito del processo automato, che si può riassumere nella proposizione: il · controllo deve essere confacente ai fini della azione controllata. La condizione non è di facile acquisizione. Ad esempio, nel caso di autocontrollo parziale il congegno di controllo non deve sfuggire agli ope.ratori; nel caso di autocontrollo totale, deve essere evitata l'operazione errata, mediante l'instradamento su linee di riserva corrette ed eventualmente mediante l'arresto del funzionamento (27). In ogni caso assume considerevole importanza l'azione di supervisione (cfr. n. 54). A questo proposito non si deve dimenticare che esistono motivi tecnici d'imperfetto funzionamento. Un dispositivo di controreazione, in quanto autoeccitato, tende a. divenire insl.ahile (oscillazioni delle fasi transitorie); in quanto opera mediante apprezzamento quanlil.al.ivo di scarto e un corrispondenl.e intervento correttivo, non esercita un'azione utile se apprezzamenti metrici e interventi correttivi non avvengono con adeguata rapidità . La duplice esigenza accende problemi tecnici che hanno assunta grande importanza per la rispondenza dei processi di automazione. È evidente che è necessario diminuire le caratteristiche (:n) ln pratica non è con5fml.ito ù 'auu,cntare oltre certi limiti com· ple;;sità di congegni e velocità <li fu n:donamcnto. anche se in linea. teo. rica tali aumenti migliorino l'efficien:m del <lisµositivo. I Duiiti ùi velocità di risposta si ~1lnv:1.oo e,)1 r.ico~so a ma.cchine ciherne.l:icbe, <.:Q1uc i calcolatori (computar.~: ElllctYCmic Comput.:rs od A1,tomatic Com/11!.te,,s, <la cui le sigle EC e AC dr.Ha. maggior parte dei di· spositivi dnl genere), capaci cli ricevere istruzioni (infnr.mazioni) e <li eia· bora.rle aritmf:tiramente e logicamente. La. nozione riportn a.i legami funzionali che si riscontrano tra auto, mazione e cibemetir~'\ (n. 54).


217

inerziali dei sistemi regolatori ed a questo fine è <li preminente valore ]'adozione di equipaggia.menti elettronici o, in caso di potenze considerevoli, d ei nuovi motori a corrente continua a grande velocità di risposta , o ancora l'inserzione di anticipatori capaci <li compensare i ritardi di tempo dovuti a fenomeni d'inerzia, dò che ha costituito un progresso ancor maggiore. P er di più è concepibile concettualmente ed è stata realizzata in pratica una controreazione operante secondo stadi plurimi, dei quali w1 snccessivo è applicato a controllare Ia azione di uno stadio precedente. I cenni alquanto particolareggiati sopra esposti hanno lo scopo di colorire gli oneri d'applicazione d i una conce7ionc che in teoria è molto lineare. Mn è proprio dal supera.mento di difficoltà del gene:re che deriva una fecondità singolare in pratica di una conc.e;1,ione di per sè non producente, cioè sinchè resta avulsa ifa 11P. sue applirazioni . Si aggiunga che gli in1enrenti correttivi di regolazione, assun li in prima apprrn,gimazi.one conformi a v.ùori fissi , possono essere resi a vo1011tà ed entro larghi limiti più flessibili, in Telazione a specifiche necessità di lavoro, coll'inserzione nel congegno di controllo di un organo d 'informazione (28), destina to a dare a monuinto debito le istruzioni corrispondenti a {2l:IJ 1nformazione, in te rmini cibenmtici, è trasmissione e rirA'lz iou.:. <li segnali, nelle v:trie Spt'dc da impulsi elett., ici u meccanici a m e.•,sn.ggi (a<I PS. i;c in qua.lch6 mo,ue utu del processo ohiet t ivo s'inserisce la mnntP

dell'11o u1u) . TI p r:el:u<lcnte cenno stn.bil i~c,., un nesso molto in(en:ssantc trn. antn·· maziorrn e kcnica dell'infonnu.zionc. Inoltrn 1ecc11ti studi h anno porta to a constat:ue cht' l'infonnai iora~ può es!'llm • t.m ttata come una. gm111Jezza tisica. In pa.rt.;rolarc., può essere misurafa in modo preciso (unit~ di. mi!;ura il « bit ,, [ Ri·itu.,-y V igit] , secondo .T. T11r.key e Ch. Shannon) . La recentissima teoria dc-ll' infonnn.zionc è una teori;i stnti!;tica. I suoi svil uppi sono difformi dalle teorie che rientrano in qa:ulri di m eccanica classica.


ns un'azione particolare, o pedìno una calcolatrice analogica o numerica, atta ad elaborare dette informazioni durante il fun~ zionamento di. un sistema automato in alto grado. La macchina calcolatrice consente di calcolare molto rapidamente (ciò che eqtùvale a prescrivere in anticipo) l'entità delle corre:,;ioni <la apportare a un dato momento per ottenere un risultat o determinato (dr. nota 27) . Nattualmente le migliori condizioni sono raggiunte qu,ando le istruzioni e le correzioni riguardano 1.<,n periodo esteso di funzionamento della rnacchina e possibilmente 1m intero ,processo di lavaro, fJoù:hi: in tali f:ermini dall' automazione della macchi1ta o rld sislema complesso di macchine si è passati aU' automazione dd f>rocesso. I concetti sviluppati , che hanno preso lo spunto dalla nozione di una magfot cirrni tale semplice, nella sua qualità di sede dell' effetto d i con lrorea.zioru~. hanno porta to a quella di sistema <li p iù ma glie (stadi s1H:<:essiv i cli con troJlo) cd alla co11fig urazione di equipaggiamenti particolari, atti ad aumentare l'efficacia della regolazione, infine alla previsione del)' inserimento di ma.cchine calcolatrici automatiche, da considerare aulmna:,;ione nell'antomazionc. Così si è giunti alla concezione di. una « su per-regolazione l>. I differenti concetti rappresentano momenti fondamentali del progressivo sviluppo dell'automazione in senso stretto, la quale di conseguem.a è giunta oggi a un grado elevato di efficienza.. I sistemi di controllo e quindi l'automazione in senso stretto sono molto più difiusi nella vita corrente dell'uomo civile di quanto possa pensarsi a prima e imperfetta valutaz10ne. I dispositivi corrispondenti, << automi >> o {< automati ,>, 54. - L'automazione in senso lato.


219

sono utilizzati molto di frequente per esigenze di comodità, di rendimento o per sostituire l'opera dell'uomo quando essa incontra particolari difficoltà o diviene pericolosa. Sui piani più elevati, è interessante e significativa la menzione del · fatto che dalla loro applicazione ed estensione dipendono due realizzazioni da considerare emblematiche dcli' epoca contemporanea: la fabbrica automata, il missi]e teleguidato e l'autoguidato. Si è fatto cenno ad applicazione ed estensione. In effetti l'automazione presenta in modo spiccato la caratteristica di una vitalità aggressiva, in dipendenza della quale se ne moltiplicano a vista d'occhio i campi d'impiego e se ne elevano le prestazioni in ciascun campo. Con tutto questo non si prospettano che gli sviluppi logici di una linea evolutiva individuata da tempo, rinunziando di partito preso a fare lavorare eccessivamente imma(;ino.ti vu e fantasia. Del resto lP- origini di un processo complesso, di cui la automazione è un più recente portato, sono da 1icen:are ju quelle stesse (lel progresso scientifico, sotto l'aspeUo particolare di progn~ssn meccanico. Tutta l'industria moderna, figlia <lel progresso mecca nico, ha mosso i primi passi con i controlli diretti. Un controllo diretto importa misura, confronto, valutazione della correzione, esame del risultato: l'operaio legge gli strumenti di misura e apporta le correzioni necessarie perchè il <{ pezzo >, risulti conforme al modello. Meccanicamente la maglia di conlsollo JHacchina-strumento di misura è aperta; diviene chiusa e operante, nel senso indicato, quando s'inserisce l'operaio. Collo sviluppo della tecnica è stato possibile fare di più e meglio: gli strumenti di misura sono stati inseriti nei dispositivi di controllo


220

e si è attribuita loro una facoltà diretta d'intervento. Adesso la maglia di controllo è chiusa meccanicamente; 1' opera de)1'uomo non è più necessaria e viene estromessa. Il risultato: un guadagno sensibile di tempo e in qualità di lavoro; inoltre, un'incidenza netta. sui costi di mano d'opera. Sinora si è trattato di applicare nuovi strumenti su vecchie macchine, ma non è stato altro che un primo passo. Un progresso più importante proviene rfal fa.tto che sulla scorta delle nuove concezioni sono consentiti nuovi criteri di progetto e di funzionamento d'impianti. Gradualmente le nnove macchine divengono diven;;e da quelle vecchie e ben pr.-.sto molto diverse; quel che più imporla, assicurano prestazioni e produzione molto elevate, da portare a netto credito dei processi automatici di controllo ai quali esse s'informano. Le linee di un'evoluzione di macchine, individuata nei termini precedenti, hanno un interesse ermcneutic:o veramente considerevole. I c:onl rollori meccanici (servomeccanismi), da semplici o specializzati per il controllo di un solo parametro, sia. esso temperatura, peso, densità, dimensione ecc., divengono in seguito atti ad esaminare più paramelri, vale a dire multipli, sino a comprendere tra i parametri regolati tutti quelli che interessano il funzionamento globale di un intero impianto industriale. AI controllo speciali:,:7ato si è sostituito il gruppo di controlli; all'automato semplice si è sostituito il processo complesso d'automazione, L'obieHivo impegnativo e prestigioso e.li connettere in modo automatico il controllo di lavoro dalla materia prima o dal semilavorato a] prodotto finito, compreso il controllo


221

di qualità nelle singole fa..c;i di lavorazione e al termine di questa, è in vista. E sso è raggiunto quando il gnippo di controlli, od i gruppi, sono divenuti tanto efficienti da dar luogo agli interventi correttivi a ogni momento della sequenza lavorativ a in cui sono n ecessari (ciò che in termini matematici si può interpretare, con eventuali riferimenti all'utilizzazione òi calcolatrici, come l' altitudine a risolvere i sistemi d'equazioni che definiscono le 1·elazioni tra atti d el processo la vorativo e controllo del prodotto finito). I.' automazione in senso stretto è divenuta automazione in senso lato, l' a utomazione del processo completo, lo schema elementare della fabbrica. automata (full aidomalimz) . P er il fatto che i sistemi complessi banno un'operatività nettamente superiore alla somma di q uelle dei componenti il processo obiettivo ha acquista to una m aggiore efficie117.a. In <1uesta m aggiore efficienza d ei sistemi automati mmplessi è il merito sostanziale dell':mtnma;,;ione in senso ldlo. In effetti , i' automazione in senso lato è un f)rr>Ct~dù,n.ento nuovo e di doti superiori non in qi,anlo si .~ono automati i controlli delle macchine. bensì. in quanto detti coiitrotti: sono stati genr,ralizzati e sono stati collocati nelle connessioni trll macchine, in modo da consentire sistemi di macchine dotati di superiore efficienza. L'argomento presenta ~rrande interesse gnoseologico e merita pertanto di essere precisato nelle sue premesse, nei suoi sviluppi e nelle sue implicazioni anche non immeòiate. P rima di procedere alle accCJrnate precisazioni è opportuno chied ersi ·s e un processo automato è suscettibile di essere totale, oppure se esistono limiti a un automatismo àl 100 per cento di carattere teorico o pratico. La questione san\ trattata· più olfrè ·(nn . 6g , 76), ma si n da a.desso è opporhm o dedurli da.lI' assurdo di un processo


222

produttivo di durata indefinita dopo che abbia avuto inizio, sotto la sola condizione di una conveniente alimentazione. Detti limiti sono di carattere tecnico ed economico. Prendendo in considerazione, per il momento, solo i primi, essi sono costituiti da attività <l'intervenlo estraneo prevedibilmente inevitabili, per quanto riducibili a entità minime assolute, quali la manutenzione e la supervisione, quest'ultima indispensabile anche in 1ucsenza di dispositivi ad automazione spinta (sistemi superregolati}. L'incombenza di supervisione non sembra assolvibile aJ di fuori dell'intervento umano. Quindi essa implica una limitazione costante d'automazione. Qualsiasi automato, anche superregola.to, non ha facoltà d'azione oltre le previsioni di progetto. In particolare esso è abilitato a correggere errori pnwisti, si potrnhhero dirf! correnti; non corregge l'errore imprevisto, perd1è come fati.o accidentale e del tutto nuovo, non è stato preso in considerazione in sede di progetto. L'imprevisto, perchè imprevedibile, ripropone la necessità dell'intervento umano come mezzo unico di una funzione essenziale nel processo produttivo automato, cioè in una sequenza di fatti che è da interpretare come una estromissione dell'uomo e in definitiva in un declassamento dell'intervento umano. L'imprevisto è il fatto casuale, attribuito a cause ignote. Senza escludere che in avvenire il progresso della conoscenza possa eliminare o quanto meno limitare considerevolmente l'ignoranza e quindi il fatto casuale, sino a consentire soluzioni automative praticamente integrali in sostituzione di nna coercizione teorica di facoltà non superabile, è da prendere atto che oggi è l'ignoto che ripropone il valore della mente umana in termini di una facoltà d'intervento che su-


223

pera in misura considerevole le facoltà similari del più efficiente congegno d'automazione. Se è consentita un'interpretaz.ione generale dei processi automati, tentala trascurando le alee co1111esse con deduzioni basate su elementi di giudizio scarsi e controversi, data la recente affermazione della te<:nica in discorso, essa è quella di un costante e rapido superamento dei termini appena raggiunti, per volgere verso nuove mète non ancora ben definite e quindi ùifficili a sottoporre a valutazioni di merito ed a previsioni <li ulteriore corso. La circostanza ha provocato la fioritura. di una letteratura tecnica che ha assunto aspetti di romanzo da un lato, da un altro il contenuto di un'indagine teleologica, in de:fi- . nitiva due modi distinti d'interpretare i risultati di uno straordinario progresso tecnologico e di prnporrn il prnhlema d el contributo effettivo delle concezioni e degli atti che esso autorizza e consente alla felicità dell'uomo. Multi si sono soffermati sugli effetti sociali d i un procedimento produttivo che si manifesta, anche a prima vista, ne11a forma di una massiccia sostituzione di macchine al lavoro umano e come una rinunzia più o meno completa del1' uomo a impieghi validi per il suo perfezionamento. In dipendenza, e secondo i vari orienta.menti mentali, sono state fatte previsioni di disoccupazione in massa - è stata configurata una disoccupazione tecnologica - o di sottooccupazione o ancora , all'opposto, cli riduzione di obblighi di lavoro per una mercede stabilita, ragguagliata a uno standard di vita accettabile e considerato ormai acquisito, evidentemente due modi pressochè opposti di concepire un ordine unico di fatti. 55. - Precisazioni in tema d' automazione in senso lato,


224

Risponde a criteri cautelativi, sempre opportuni in presenza di materia non sc<limentata e a ncora fluida, supporre che quella che si suole chiamare « la seconda rivoluzione industriale » importi, per il solo fallo di essere una rivoluzione, m odificazioni profomle di proces.c.;i produttivi e d'impiego del personale, sino a determinare nnovi modi <li vita e forse n uove strutture sociali, e al tempo stesso pensare che le a<:cenn ate modificazioni non d ebbano di ncccssi tà assumere aspetti catastrofici, se mm altro in virtù dell'inerzia delle organizzazioni esistenti, che attenua gli effcl.li J '11rto dei nuovi proced in1enti produttivi. Del resto è g:ra l 11i l;i l' adozione del tennin e « rivoluzio11e )) e tutto lascia pt.:n~a re a un'evoluzione profonda e di ritmo sostenuto. Ma. anche in sede d 'evol11zinne si cn11s0Iideranno senza dubbio modalità differenti di ricli icsla e di prestazione <l'opera , nel senso che sarà richies to :-;cmpre meno di lavoro muscolare e sempre più d i Jav orn cerebrale, ad opera d 'intelletti qualifica.ti .1-'1,;r doti naturali e lX'l" tormazicme professionale. Queste previsioni, una volta rico11osciute consistenti, autorizzano alcune deduzioni inl crl'ssa.11t·i. L ' automazinne è destinata a un certo a vvenire, naturalm ente più imm c,liato in tcu11i11i di automazione in senso stretto, più lontano in termini ù i au tomazione i n senso la to. In quest'ultimo qua.d ro le realizzazioni sono più lente, oltre che per il maggiore onere che importano, per non essere ancora risolto in modo non controve,tso l'argomento cruciale d ella conve11ien za economica della piena att uazione, per la cui tra ttazione esauriente occon-e che vengan o esamina.li a fondo problemi fondamentali, come tiuelli del costo dei nuovi impianti e di trasfonm1zionc dei vecchi, dei tassi di sencscem·.a di ogni impianto di prossima attuazione per effetto del rapido superamento di tecniche oggi considerate o a giorùo· ·ì>, della


225

rigidità considerevole degli impianti automati, del lor.o adattam ento a vari formati d 'imprese (grandi , medie, piccole), e perchè non si dispone ancora di adeguati dati d 'esperienza circa i reciproci riflessi tra produzione a.utomata e mercati di smercio, quest'ultimi nelle loro caratteristiche di assorbim ento in funzione di posizione, estensione, popolazione ecc . Certamente, come impianto nuovo, la fa bbrica automata ei:;jge un ingente immobilizzo di capitali; il costo di gestione è presumibilmente inferiore in confronto d'impianti ordina1·i; elimina il problema della mano d'opera specializzata, per quanto crei quello dei propri supervisori, comunque in num ero a.ssai limitato, ciò che è molto importante in aree sottosviluppate culturalmente o nel caso di nuove industrie o di 11uove industTi.alizzazioni; la sua produzione è ingente e cli ottime caratt,~ristiche; si l'i volge in modo nettamente prefcnmzia.le verso fabbricazioni standardiz:,.a.te e poco o punto soggette a modi{ica?.ioni (in conseguenza della già cit;.1ta rigidità. dei proccs.<.;i automati) , perchè qualsiasi modificazione di tipi o an che ili particolari costruttivi implica un grosso lavoTO; presenta .in lìne una considerevole complessità d 'organizzazione e d 'esercizio. P er effetto d1~1le varie modalità. coli~ quali si esplicano le caratleristichc fa vurevoli o svantaggiose della fabhrica automata, questa è cfa. ritenere cli più imme<liata realiz:lazione per nuove attività industriali in zone di nuova industrializzazion e, in confro11to di zone ch e hanno già raggiunto un alto sviluppo industriale e dispongono d'impianti ingenti e numerosi, l'ordine di precedenza tra le varie industrie essendo subordinato alla produzione di semilavorati ù1 grandi masse o non differenziate o con differenziazioni ben definite (industrie chimiche, di raffinazione degli olii minerali, d ella i;.arta, del vetro, calci, cementi e laterizi, metallmgia pesante) o di prolS


22<,

dotti finiti in pochi tipi soggellj a grande smercio (come talune branche dell'industria meccanica, siano parti speciali di macchine, come i cuscinetti a sfere, siano parti di ricambio, come ud esempio i pistoni). Ma anche se non immediata in molti settori, è ceri.o che la fabbrir.a aulomata e l'automazione in senso lato costituiscono lo s1ac.Jio più avanzato del processo d'automazione integrale e meritano la più dHigentc attenzione come lo spunto e la giustificazione delle implicazioni di carattere tecnico, economico e sociale che interessano di volta in volta. Lo sviluppo logico della trattazione assunta porta appunto all'acccrtamenlo di tali implicazioni e alla loro discussione, allo scopo d'indica.re con conoscenza di circostanze i piani prossimi che l'automazione è per raggiungere cd i suoi riflessi sui modi di vita dell'uomo civile nel prossimo avvenire. L':tntomazione è destinata a esercii.are 1111'i11nuenza formativ;-i di allivitù e anche di modi di vita sia in linea di.retta, sia p~r d 'fdli immediati. Gli effetti mediati concernono l'esplicazione degli atti corn-mt i in un mondo contraddistinto da una grande produzione e quindi da una disponibilità i11genle di beni cli consumo e di beni strumentali, per di più largamente estensibile a richiesta. In linea. diretta essa si dimostra modificatrice di modi d'azione e, attraverso questi, di modi di pensare e di concepire i fatti di strntturazione e di esecuzione. Nel campo tecnico l'automazione esige, in via preliminare, l'accertamento delle migliori caral1.eristiche di struttura e dei migliori collegamenti di organi elementari. Pror:essn tipicamente razionale, essa richiede strutture razionali; d'altra parte non è più sufficiente che lavorino hene i sistemi sem56. · Riflessi prossimi futuri dell'automa:z:ione.


227

plici, poichè debbono svolgere ottimo lavoro i sistemi complessi, ciò che impone un secondo stadio di studio e di progetto, secondo stadio inesistente in passato anche recente. Studi e progetti del gem:re sono compito di una nuova branca d'ingegnciia, l'ingegneria dei sistemi. La fabbrica, intesa come la sede di un processo prndnt1.ivo, nou è più soltanto la riunione, suggerita da lradizinni di lavoro o da esperienze artigianali, di un certo nunwrn di macchine; essa è un sistema di parti, legate da rapporti tra materie d'alimentazione {materie prime o semilavorati). prodotti i nlermedi e prodotti finali, tale da realizzare nel rnodo più efficiente i propri presupposti, quindi da concepire e costrnire secondo una concezione unitaria e di stretta razionalità. Inutile dire che la maggiore dticien1..a è nel contempo una ottima garanzia per il superamento cli difficoWt di gestione e di assolvimento di postulati economici e 1.er.nici, i r.ni pnnti essenziali sono concorrenze da vincere e stacli di progri•.-;so tecnologico da utilizzare. È stato detto che il funzionamento di un grande organismo, il quale assolve un'incombenza di produzione, può essere schematizzato in un sistema complesso di processi correlativi. Ciascun processo consuma i prodotti ed i servizj di altri settori del sistema e al tempo stesso fornisce a tiuelli i propri prodotti e servizi. Come nell'automazione in senso stretto le caratteristiche di funzionamento di un servomeccanismo sono determinate da.ile u:.IBtallazioni di misura, di comunicazione (informazione) e di controllo di cui la macdrina è dotata, così nell'automazione in senso lato le caratteristiche cli preslaiione di un organismo complesso dipendono dalla slrnltum degli organi


228

componenti e dal funzionamento delle loro connessioni re-

ciproche. L 'automazione, sia in senso stretto, sia in senso lato, ma in specie quest'ultima, ha avuto il risultato di mettere in evidenza e poi di :wvalorare gli effetti di sistem a cd ha raggiunto tale risultato nel modo più convincente per l'uomo comune, poicht'. ciò è accaduto e accade in termini di ecrellenza e di larghezza di produzio11e. Era logico che, in omaggio alla tendenza alla gc11 t!ralizzazione che è propria della mente umana e che è producente in modo particolare in qua.11to negli aspetti generali porta a riconoscere norme basilari e princìpi di valore universale, si tentasse di estendere la concezione del sistema, delineata nei precedenti termini, ila. un estremo alle grandi collettività umane e dall'altro ai fenomeni da c11i dipende l'attività vitale <lei singoli individui. Il tentativo è stato compiuto da alcuni stndiosi ed ha portato a congetture molto suggestive. li temH non è trattato in 11utd a se.:le e viene citato soltanto per i.ndicare qua nto sono lontane talune implicazioni dell'argomento, nonchè il loro contenu1o ermeneutico. Per restare adcnmti ai fai li più concreti e di più immediata utiliz,.azione, s i vuol farn riferimento alla considera:1.ionc che le modalità. di lavoro delle m acchine a11tomate 1{cl i loro riflessi sociali s'inseriscono in un processo particolare, già in corso prima della loro recente comparsa, che si può interpretare come un accrnscimento d'investimenti strumentali e una diminu;1,ione di lavoro manuale nella grande maggioranza delle attività produttive, da cui deriva una modificazione del rapporto tra investimenti~ spese globali e un fenomeno analogo, ma non concordante, tra produzione e impiego di personale. In dipendenza, se sino al recente passato l'importanza della produzione e degli investimenti era commisma la al


229

numero degli individui al Ja.voro, oggi il criterio ha ccs.<;ato

di essere valido e domani dovrà punh1alizzarsi esclusivamente sulla potenza assorbita, è vero già implicita nel numero di operai, ma più conforme a individuare le dimensioni di una attività produttiva che è affidata in misura prevalente a macchine. Il rapporto fra investimenti e produzione diminuisce anche in presenza di grandi investimenti, per l'aumento della efficienza di produzione, e la. tendenza ha assunto maggiore rili,wo negli impianti automati (nell'ipotesi perma11ente di un'automazione razionale). Ma perchè i termini del rapporto si manlengano economicamente convenienti in preseID'.;t di investimenti accresciuti occorre che la produzione divenga massiccia e si mantenga la.le per un periodo <li tempo superiore a soglie di minimo sensibilmente eleva le . Nell'acc.tmnata tendenza è la ragione dell'ineluttabile aJfe.rm:..zionc ddl'autowazione, sia pure a tempo difforito, a.Ilo stesso modo c:he l'onere dipendente dal rh;petto dr.lle accennate soglie <li minimo importa 1111a remora alln sua applicazione immediata. A l contrario il rapporto tra pro<lu:t.ione e persona.le impiegato è in diminuzione nctl..i. In questo fatto si riconosce un motivo c1i convenienza per l'impresa, mentre ne è meno c:hiara l'interpretazione nei confronti della collettiviLH e della sodetà. Ma anche qui si è di. fronte a. un processo, che si è manifestato sin dagli inizi del secolo, sul quale l'automazione ha soltanto posto l'ac:i.:.ento, processo che è lecito sintetizzare nell'aumento consid~revolc di operai qualificati , nell'aumento con incrementi che decrescono col proc:e<lere del lempo di operai scmi<1ualificaU e nella diminuzione costante ùi operai non qualificati, personale d'opBre manuali e braccianti. Le fakidie di mano d'opera da imputare all'automazione


230

riguardano in specie i semiqualificati e sono totali per i non qualificati; per i qualificati si avvertono esigenze di modificazioni di qualificazione (nuove specializzazioni). Nella circostanza si <leve riconoscere un nuovo motivo di convenienza cconomic.a, particolarmente emergente in caso di processi produttivi gravati <la ingenti oneri di mano d'opera e nelJe zone industriali, nelle quali la mano d'opera ha. conqui~tate le mercedi più alte. Dalla circostanza de rivano altresì condizioru preferenziali per l'automazione tanto nei Paesi che dispongono di grandi e potenti organizzazioni operaie (dopo vinte le eventuali resistenze che quest'ultime siano indotte a opporre alla sua applicazione), quanto in quelli che sono praticamente sprovvisti di rnano d'opera qualificata. I due estremi si verilica110 di consueto nei Paesi a,l altr1 ind ustrializzazione e nei Paesi sottosviluppati o all'inizio della loro industrializzazione. Mmitm nei primi s i potranno avere cri;;i <l'impiego, con conseguente everitu:.tle disoccupa1.ione e p i1ì probabile sottoc-

cupazione (che non saranno ckmenl:i di crisi se le provvidenze politico--socialì varranno ;1 evitare diminuzi.oni d' impiego e flessioni di salari), sia pme correUe coll'aumento della produzione, con salari arli:6.ciosamente elevati e col progresso generale degli stand11.rds di vita, nei secondi saranno evitati i fatti opposti e simmetrici delle crisi di mano d'opera specializzata e della difficoltà dell'istruzione su vasta. scala, intesa ad abilitare in arti e mestieri masse illetterate o pressochè tali. Quindi a parte circostanze locali, economiche e spirituali eventualmente in contrasto coll'automazione e soprattutto coJle sue prelllf'$Se concettuali e pratiche, i Paesi all'inizio dello sviluppo industriale troveranno in essa condizioni preferenziali sotto importanti punti di vista e incentivi ad adot-


231

tarla, col risultato di acquistare in tali termini ulteriori far,oltà di concorrenza nei confronti di Paesi di antica industrializzazione, in aggiunta ed a variante di quelle ritenute sino adesso predominanti offerte da una larga tii<.ponihililà di mano d'opera a buon mercato, che per conto proprio è destinata a perdere molta parte della sua importanza. Il senso generale <lell'evoluzione connessa coll'automazione consiste in un progressivo accr:ntranrnnto e perfezionamento di attività <li produzione, cui corrisponde su piano organizzativo una tendenza alla concentrazione delle imprese, probabilmente con trasferimento dei centri di gravità economici di categorie produtlivistiche c1 ddl'altivilà industriale d'interi Stati dalle medie e piccole azierHle, eliminate o assorbite, alle grandi e grandissime. Di qui il pericolc d'affermazione di temknz,~ egc mo11iche e della formazione di un nuovo totalitarismo industriale. Infatti è evidente d1e la concentrazione d'imprese si concreta neJlo stesso tempo, e sotln aspetti molto importanti dal punto di vista sociale e politico, in una concentrazione di potenza economica e finanziaria, la quale prepara spesso situazioni in contrasto con concezioni di liberismo economico e di democrazia politka. La concentrazione di potenza industriale, economica e finanziaria, attribtùsce ingenti facoltà d'azione a una minoranza detentrice della ricchez7.a, c:he ~ indotta a utilizzarla secondo interessi diretti, togliendole a.lla maggioranza, per di più inabilita.la. tfa una decrescente disponibilità di mezzi di vita che puù giungere sino alla indigenza. La previsione è probabilmente inficiata da pessimismo, 57. - Conseguenze politiche e sociali dell'automazione.


232

perchè non mancheranno nella generalità inten •eoti illuminati e accorti allo scopo di evitare sitt1azioni di r.risi che non tomano a vantaggio di nessuno, ma non è men vero che si tratta di una eventualità effettiva, per quanto deprecabile , pertanto da non perdere di vista appunto per evitarne l'insorgenza. Le condizioni di favore che l'automazione crea per la gnmde impresa sono evidenti ; meno evidente è il destino delle imprese minori, deJJc quali in genere si prevede la scomparsa, si è gi.à detto per eliminazione o per assOThimento. La congettura più realistica ed equilibrata da fare in proposito è quella della. sussistenza delle imprese minori per assolvere fun zioni che n on sono convenienti per le grandi, per le stesse carntteristichc del loro esercizio. Jn a ltre parole le piccole imprese rcstcrcbhero in vita per colmare le lacune delle grandi, condensabili nella. loro rigidità funzionale, oltre che per lavorare nelle zone disclegnate da quelle, perchè sprovviste di attributi di profitto conveniente, a nche solo margirn1 le. La piccola impresa (e anr.he la media), più aclaUabile a cicli d i lavorazione misti o b revi, quindi meglio idonea a lavori particolari, minuti cd episodici di cui prcvcdihilmente r1on cesserebbe la nP-cessità, avrebbe aJlora assicurata una esistenza ai margini della grande, per assolvere compiti che questa rifiuta di assumere per motivi tecnici ed economici, ed anzi verrebbe ad acquistare una n uova funzione , di carattere integrativo, tutt' altro che priva d 'importanza. e forse non eliminabile. Sempre restando nei faLti d 'ordine generale, i n una economia sotto l'insegna dell'a utoma zione, gli ingegneri ed i loro assisten ti tecnici ed i dirigenti d'azienda (managers) diver-


233

ra11110 i fattori decisivi della vita economica. Ad essi si chiederanno prestazioni elevate per merito e per effetti. Se si esclude per il momento di r:onsi.derarc la funzione del capitale (investimenti industriali), nella duplice forma di finanza pubblica e di proprietà privata, la congiun tura comporta un

sensibile declassamento della categoria presta.tori di servizi. Si è di nuovo in presenza cli una situazione di rottura di equilibrio, con~eguenza deJl'automazione, stavolta cli aspetto precipuamente umano. La modificazione già citata del rapporto di grandez:,;a tra produzione e impiego di mano <l'opera è appunto indice di nn equilib1io divenuto instabile e in pari tempo è un segnale d'alla.rme e invito alla ricerca di un nuovo equilibrio. Forse questo potrà essere raggiunto su pi~ni d 'impiego più elevati, secondo un processo del <1uale si è già fatto cenno (n. 56), ma è altresì da prernmere che in presenza <li forti inflessioni d'impiego, il ritorno a condizioni dì piena occupazioni'\ si.a subordinato a una politica d 'emergenza di lavoli <l'interesse puhbliro, nrnn ifcstél7ionc di un'economia pianificata e d'intervcn1i statali, cbtt l'affennazionF. dell'automazione solleciterà su questo come su molti altri punti. Nel complesso, ed il fatto è largamente previsto prima ancora di esser provato da un'csptffienza, che pt.1r ora è ancom in formazione, l'avvento dell'automazim1e si prescnla conclizionato da fattori tecnici , economici, sociali e politici, i cui effetti combinati si concretano in limiti non superabili per il momento e in cautele d'applicazione, in si11tesi nella presenza di una. fase preparatoria, la cui funzione è la predisposizione alle prime fasi applicative, rnc<liante l'approfrmdimento dei problemi connessi, e Ja defurizione degli atti corrispondenti . È da. questa situazione c:be si può attendere una


diminuita potenza d'urto dei nuovi procedimenti, alla quale si è già fatto cenno (n. 55), e di qui la sua importanza. I limiti sono economici più che tecnici e, in linea subordinata, almeno per il momento, di carattere politico-sociale. Il valore subordinato di quf'sti ultimi dipende dall'influenza, sulla loro consistenza e importanza, delle modalità seguite per risolvere i problemi economici e tecnico-economici che condizionano in pratica le realizzazioni delle nuove tecniche della produzione. Detti problemi sono accesi da oneri di tra.sforrn;i,iione dei vecchi impianti e di costruzione dei nuovi, da oneri di manutenzione, da alee di esercizio, infine, e qui il problema da economico diviene in gran parte tecnico, dallo stadio raggiunto dalle applicazioni automatiche. La constatazione di essere in stadi tuttora intermedi e la previsione d'importanti progressi prossimi futuri implicano il rapido superamento di quanto venga oggi posto in atto, ciò che può imporn~ o l'attesa. cauta o quanto meno l'adozione del criterio di un rapido ammortamento, equivalente a nuovi e maggiori oneri d'impianto e di eserci.:zio . I problemi tecnici a lor volta subiscono l'influsso delle circ,oshrn:1.e economiche. Infatti sono amhivale11ti questioni come tipi di produzione (i tipi della produzione ordinaria non sono in genere adatti alla produzio11e automata), costi di produzione, m~sorbimcnl.o di mercati, formazione e impiego, in breve disponibilità. di esperti per il progetto, costruzione e funzionamento d'impianti automati. L'ambivalenza regre<lisce, per la prevalenza del contenuto tecnico, in presenza ,li questioni attinenti. al progresso dei metodi produttivi, adattamento dei processi produttivi ai fini e aJle esigenze della produzione automata, ecc.


235

Con ogni probabilità i limiti oggi esistenli e rilevabili sono soggetti a spostamenti secondo circostanze in corso di matu. ra2ione ed essenzialmente secondo i piani raggiunti dal pro~ gres.'\o tecnologico, cioè sono limiti mobili. Dì conseguenza i limiti attuali non saranno quelli di domani. In questa mutevolezza d'imposta.zioni è da presumere che il tempo lavori a favore dell'automazione, sino a presentarla in termini di necessità. È infatti impensabile che si possano rifiutare i doni del progresso tec:ni<:o, per quanto gravi siano gli oneri che li accompagnano. D'altra parte, a questo proposito, sono destinai.i a svolgere una funzione importante, e forse decisiva, gli interventi, prevalentemente politici o suggeriti ,la esigenze di governo, costituiti da partecipazioni statali e da condizioni legislative e regolamentari offerte all'attuazione delle nuove tecnìchc. Le condizioni legislative e regùlamentari saranno prevedibilmente intese a determinare un ambiente di facilitazione delle iniziative privatf: e miste, privatistiche e statali. La. partecipazione dcJlo Stato, in termini di coìnteressamenio della finanz~ pnbblica , tenderà. ad assicura.re=: la duplice fina. lità. di secon<lare gli aspetti utili dell'automazione e di contenere quelli meno favorevoli, in specie se giudicati tali soltanto in linea contingente. Un rapido cenno merita l'automazione della produzione industriale, in previsione di emergenze gravi, e in particolare delle industrie alljnenti alla produzione di guerra e, in termini più ampi, p:utecipanti alla formazione dei poteuz.iali bellici. Pur dservando altrove maggiore spazio a un argomento di considerevole interesse (Cap. XI), sin d'ora conviene affermare che l'automazione preferenziale di quelle risponde a


236

caratteristiche di produzione di guerra, a lor volta. funzione di esigenze di consumi di guerra, ed a caratteristiche di prodotti, conformi alle richieste di fabbricazione in grande serie. Inoltre essa ha l'attributo di grande pregio di assicurare grandi volumi di produzione pregiata, in esito a una domanda . che sorge all'improvviso, e di superare la difficoltà di avere rapidamente disponibili le ingenti masse di specializzati che sarebbero indispensabili nel caso di prodn:done ordinaria dì ingente volume e di elevate qualifa. È da ritenere che la facoltà di favorevole risposta del)'automazione alla maggior parte della prnduz.ione di guerra costituisca un contributo molto interessante del nuovo indirizzo produttivistico alla prassi militare. In dipendenza della loro importanza, i procedimenti di automazione meritano l'attenzione particolare delle autorità responsabili dell'organizzazione d'e111ergenza di uno Stato e, per quanto nella materia è di loro im:omh~ma , deJle autorità militari più elevate.

*


C APO

IX

LE IMPLICAZIONI DELL'AUTOMAZIONE In ogni riunione di studio circa temi, modalità. e risultati della automazione viene r iproposta, in via preliminare, la defmizione del significato del vocabolo « automazione >J. Si tratta di una 1i chiesta ricorrn11te, come ben sa chi si interessa dell' argomenlo, che se risponde a. un giusto criterio di m ctoJu in lim~a gcn~rnle qui iuteressa a dimostrazione della manr,anza, tuttora , di una. definizion e d'automa zione concordemente accettata.. ln el'fetti, quando fa difetto WJa definizione generale, i; necessario farne a. n rnno oppure accontentarsi, anche se insoddisfai;entc, di quali:una delle molte definizioni di tentativo apparse su trattati e llt'riodicì che si occupano della materia e che proprio col loro numero attestano la perd urante incertezza <lelle opinioni circa contcnulo e finalità dell e a ttività che si sogliono riunire :,;otto l'etichetta ospitale di e, automazione >J. Sta di fatto che l'automazione può esser«:: de.finita in modo diverso secondo il punto cli vista in cui si pone l'osservatore, d ata la pluralifa e la complessità d egli argomenti sui quali s'imposta il concetto. L'automazione p uò essere vista coll' oc~ hio e colla mente 5 8, - Pre c isa zioni su ll.a nozione d'auto mazio ne.


238

dell'industriale e in genere del dirigente d'azienda, come può essere vista coll'occhio e colla mente dell'ingegnere e in genere dell'organizzatore tecnico d'impresa, come lo può essere colla mentalità e gli scopi dell'uomo di governo, dcll'organizzatore sindacale, del tec,nìco militare e dar luogo ogni volta a deduzioni diverse ed a maggior ragione a previsioni ed a conclusioni non solo disparate, ma anche contrastanti. Una p1ima e immediata deduzione, che si tratti di materia ancora fluida, nella quale ciascuno può intravvedere i li.neamenti che meglio sono conformi al suo particolare indirizzo mentale, come accade guardando le nuvole o la faccia della luna, è più un truismo che una spiegazione. Anche l'obiezione che l'autorna1,ione dà luogo a problemi complessi e importanti, che interessano a un tempo produzione, organizzazione del lavoro, impiego e qualificazione di capacità direttive e di mano <l' oprrn , istrn,.,ìone, difesa nazionale e altro ;:im:ora, non porta mol1a luce e certamente non contribuisce a risolvere le 1111P.slioni lasciate in sospeso dalla man(:an:1.a di una definizione=: esa111·iente. D'altro canto una definizione nasce da uno sforzo sintetico che valga a racchiudere entro il giro di una frase una adeguata facoltà descrittiva e delimitativa e non può essere soslituita da pagine e pagine di discussione di argomenti vari, sia pure ben condotta. Nella carenza dell'atto sintetico f! ginor:oforza fare a meno di una defiuizione e ricorrere all'intuir.ione, diffusa anche se sommaria, superficiale e i11 definit iva impredsa, che l'automazione è esclusione dell'uomo cfa.ll'attivilà lavorativa, csdn.., sione che assume il suo pieno significato quando si abbia presente che lavoro non è soltanto produzione di beni di consumo mediante opere di estrazione o di cultura e di trasfor-


239

ma:1,ione, ma è anche prestazione professionale e attività di gestione, cioè comprende qualsiasi cont ributo d 'azione che l'individuo può dare a.i suoi simili singoli o associati. Ancor più meritevole d'atten7.ione è il fatto che siuora l'automazione si è r ealizzata più per forza di cose che per l'attuazione di programmi pnistabiliti e che d'altra parte il suo contenuto si va consolidando grad11a.lmentc e in pari tempo si va estendendo progressivamente, talchè sin d'ora sarebbe indebito di pensarla come una sinossi d'argomenti di carattere esclusivamente produttivistico e invece merita di essere considerata lievito di nuove realtà tecniche, economiche e sociali, destinate a imprimere una vasta impronta all'avvenire prossimo dell'umanità. A questa situazione d 'incer1ez7.a d 'idee e di ricchezza di promesse o q uanto m eno di prnvisioni fa riscontro la singolarità del voca1,nlo <e automazione >l , il quale, n ella sua stessa '1\1:llità d 'innegabile u eologi!,rnu, al cui s uono incornmdo si va facendo orecchio, assolve alla perfezione il compito di dan~ m, nome certamente nuovo a un corso d'idee altrettanto , nuovo. E il corso d' idee in qucstio11e è certamente nuovo, anche se è alirrn:ntato in parte tutt'..iltro che trascurabile di concetti già acquisiti, i quali anch'essi acquistano uu signi-

ncato diverso e più operante per combinazione reciproca t" con altri più moderni, in vista di una loro pasficolare sistematizzazione e della conflueuza. verso nuove finalità . Forse ha qualche efficacia per la precisazione del concetto in esame, da inserire, è bene averlo presente, nella realtà effettiva di un'.u1hmsa meccanizzazione, l'individuazione <lei suo momento iniziaJe nell'adozione del movimento del pezzo di lavoro a prescindere da interventi manuali cd il ric.nnoscimento dei suoi sviluppi immediati nelle implicazioni di tale concezione semplice, ma fondamentale, da vedere nell'en-


240

trata in servizio di apparecchiature di comando di macchine e di controllo di lavoro. Di conseguenza, i dispositivi di sposi.amento di materiali in lavorazione (transfer machines) hanno avuta una funzione determina o te nel sorgere dell' auiomazione e nell'affermazione di quello che, come si chiarirà meglio in seguito, è un primo stadio d'automazione. Peraltro il concetto di movimento automatico diviene ben presto troppo limitato, dati i campi estesi che l'automazione viene interessando nella s 1ra spiccata attitudine a superare continuamente i suoi termini. Come già accennato, a.I movimento automatico, e per soddisfare le sue istanze, si aggiungono ben presto dispositivi di controllo di movimenti e di lavorazioni. Intanto l'effide.n za dei dispositivi di controllo a umenta in misura st raorclinaria. È consentito pn~parare nuovi stadi di automazione, contraddistinti da crescent i facoltà d 'autoregolazion e e da progressiva eliminazione 1l ' i11ferventi manuali (29). Nei più recenti stadi raggi1111l i l'autnmazione si dimostra capace di dare una nuova irnpronta al lavoro umano, impronta tanto originale e profu11da da essere considerata causa delerminante ed esponente al tempo stesso di una svolta della r.iviltà contemporanea. È in questo senso che si è fatto riferimento all'automazione come al morr11:mto iniziale di una sr.c(rnda rivoluzione industriale (o secondo altri, di una terza). (·i •)j A <.:onkrma <iell"ìn terpret",;inne si ricorre a u oa postilla. r:ti m crlogir::i.. La paml,, " rmlumutiun » è stata imping::i.l,~ vt·r la prima volta da.i tecnici dr.Ila Furtl come abbreviaziono {r.011(111:r.ionc) <lcll'cspr~ssione "ni~!omahr. rnntimi " , appunto con riferimont o ~Ila ri:,oluzionc dei pro• b l~mi di tra.sporto J i m ateriali nel corso di un r.iclo kwo.r-d tivo.


241

I concetti gi.à accolti, dei quali si è fatto cemio, riguardano il mondo delle macchine, delle quali si sa già molto dopo decenni di mec-· canizzazione. Essi riguardano met_odi di lavoro, tecnologie, meccanismi, progettazioni. Il mondo delle macchine è il fondamento e il presupposto · dell'automazione. I nessi tra questa e quello sono assolutamente necessari e sono tanto stretti che è arduo in molti casi distinguere dove quest'ultima prende origine di fatto. Risalendo nel tempo s'inr.onlrano automatismi, qualche volta anche curiosi, che hanno pieno diritto di essere inclusi in tecniche d'automazione in anticipo. Se non sono ancora automazione di pieno diritto, ciò dipende ,1al fatto che per rea1izzn.re l'automazione non basta. applicare qualche congegno automatico; occorre che .mssista la finalità specifica di u,n minore intervento umano e il risitltato di u,n. prodotto migliore sotto l'aspetto qualitativo e quantitativo e che finalità e risuUato siano conseguiti in modo tanto spiccato, da dovere essere r:onsùlerati ftdli tif,icamente nuovi nel ca1npo della produzione. T progressi più recenti hanno confermato tale indirizzo e concernono il perfezionamento dei processi lavorativi in vista dell'espansione della produzione, dell'adeguato compenso ·dei capitali investiti e dei maggiori salari consentiti da una produttività intensa a costi minori, conseguita mediante l'ausilio delle tecnologie più perfezionate. Ceri.a.mente la traduzÌ(.lne in pratica di tali presupposti solleva formidabili. problemi, per la cui soluzione occorre r.hiamarn a conwrso i più recenti sviluppi scientifici e le 59. - Dalla macchina ordinaria alla macchina automata.

16


!42

più recenti tecniche di lavoro, centrate su energia dettrica, su motori elettrici e su dispositivi elettronici di controllo. Sinchè gli accennat i problemi non saran no risolti convenientemente - convenienza che r.oinvolge buoni risultati e.,~onomici fl buone soluzioni tecniche - l'automa7.ione resta più una realtà in fieri che un fatto del t utto concreto. Peraltro nulla si oppone concettualmente, e niente d ' insupernbilc si oppone in pratica, alle risoluzioni convenienti posh1late necessarie, talchè l'automazione è un fatto innegahile in via di formazione e, è c:onsentito pensarlo, in via di rapida formazione. È quindi un fatto che merita di essere considerato, csa.minato e discus..<:;-0 per prepararsi ai nuovi sviluppi che es.so implica, per trarre da questi il maggiore va nlaggio ed escluderne il danno, nella. fondata previsione che esistano riflessi positivi e riflessi negativi, e sopmttutto per evitare di essere superati <la altri più solleciti e pi,) diligenti nelle situazioni competitive che r-ostituiscono b . nnnna della vita moderna, sia inclividuale, sia associata. In tale futura rca.ltà, oltre r.he i progetti ddla fabbrica automata, la push-hutton factory di un nuovo paese delle meraviglie di un'Alice in veste ùi tl-!rnico, trova posto anche Ja prospettiva ,li una migliore condizione di vita. di gnmdi ma.<;se d'uomini, prospettiva. giustificata dagli sviluppi scientifici e tec:nologici dei (tuali si è sfa.ti testimoni sinora e di quelli che riserba l'avvenire. Per inquadrare debitamente le esperienze del passato e le prospett ive dell'avvenire conviene fare riferimento al progresso d el lavoro umano e rfassnmerne le tappe, a partire dai tempi più remoti. In una lunga fase iniziale (ra fase), the include tempi preistorici e storici sino a t utto il Rinac;;cimen to, il processo lavorativo è basato sull' impiego dell'uomo come fonte di


243

energia e come controllo del lavoro. L'uomo è a servizio dell'utensile e poi di modeste macchine operat'rici. Le potenze in azione sono limita.te alle prestazionì dell'uomo comune, continuative o saltuarie. La 2• fase s'inizia coll'impiego della macchina motrice come fonte di energia (mediante trasformazioni energetiche a lor volta soggette a importanti p erfezionamenti), fatto rclativrunente recente in confronto della dnrata ddla fo sc precedente. Realizzata la generazione mcr.canica di energia, le potcDY.e a disposizione aumentano a volontà, almeno 1:mtro larghi limiti. La macchina mofrice si accoppia alla macr.hina operatrice . È la meccanizzar.ione, l'epoca della prima rivoluz.ione industJiale, la nascita dell'industria. moderna. Si è in presew.'l di una. te.rza fase, a llon:hè il con1rollo del Ja.voro passa dall'uomo, che lo ha conservato sinora, alla mar.china, in ba.se aUa nozione molto posteriore percl1i': rlel tutto recenti:', di comunicazione tra macchina e ma.cc.hina.

Nelle nuove mac.chine P.Sistono tipicamente due circuiti energetici, uno di lavoro, l'altro di controllo del lavoro, in strctfa relazione reciproca (macchinr. automat.ichc). L a rapidità e la prccis1one del lavoro superano il Jimil"e del1e presi-azioni umane correnti. Sono consentili lavori in condizioni d'esercizio proibitive per l'uomo (temperatura, pressione, irradiazione ecc.). La terza fase segua l'inizio di una nuova. rivolu:,done industriale, caratterizzata daJlo sfruttamento intenso di nuove fonti d'fmergia, tra Je q uali primeggiano il petrolio ed i suoi derivati. Nei circuiti di controllo delle macchine cominciano a.


244

essere inseriti organi ·di memoria e di riferimento, che rendono possibili comunicazioni di regolazione, variabili secondo esigenze di una sequenza programmatica. In più, le macchine automatiche sono connesse mediante dispositivi di trasferimento delle materie irr ]avorazione (processi (< transfer »), che eliminano l'intervento dell'uomo dall'inizio al termine del processo lavocativo. È la quarta fase. Adesso le macchine automatiche presentano tre circtùti energetici: uno di lavoro, uno di controllo e infine uno di trasporto, sono cioè divenute macchiue automate. L'automazione è in atto. Le macchine automate sono raggruppate in gruppi o sistemi di macchine. In una fase uJtcriore, attualmente ai suoi inizi, si costituisce la fabbrica automata riunendo in sistemi complessi sistemi di macchine di strutturazione d'ordine inferiore. La: presentazione del concetto di ordine di struttura nei sistemi di m;icchinc f'. SÌGT1ifìcativ:c1. L'indiriz1.o rlc11':wtom::l7.ionc P. verso la reali:-:zazione cli strutture d'nnlin~ sur~riore, in vista di assic:nrare nel modo più rispondente i postulati ad essa propuslì. Questa è la fase (quinta), considerata da taluni come inizio di una terza rivoluzione industriale .

I fatti brevemente riassunti sono 60. - Perchè si pro- densidi dcstinoperl'avvenircdecede all'automazione. · gli uomini e per la stessa civiltà e più oltre verrà fatto cenno a qualcuno dei riflessi salienti di ordine tecnico, economico e sociale, ad approfondimento di quanto già detto in proposito (n. 57). In un quadro più modesto si può formulare il quesito di perchè si procede all'automazione. In particolare possono ben proporselo i dirigenti d'azienda, -c onvinti che le attrez- ·


245

zature di cui dispongono funzionano bene e sono lontane dall'essere ammortizzate e preoccupati dai nuovi investimenti, richiesti da complessi sistemi di macchine automate, che essi intuiscono molto ingenti. Analoghi quesiti possono proporsi gli operai e per loro gli organizzatori del lavoro, i quali vedono nell'automazione la concorrente del braccio e de11a mente dei loro organizzati, possono proporsi gli nmnini di governo, gli ingegneri, in .breve tutti coloro che sono interessati alJe attività della produzione. Quesiti del genere, formulati nei termini accennati. sono semplicistici e si prestano male a risposle che soddisfino le più modeste esigenze critiche e soprattutto che portino una luce effettiva sui fatti fondamentali correlativi. Infatti si chwe proù-\denò a qualche modesto sforzo analitico e chiedersi pri- . ma di tutto a quali attività conviene l' automazione, se :unmettc gradi o livelli e grad11alità d 'applicazione, a quali gradi o livelli si riscontra la massima convenienza, infine quaJi sono le prospettive a ragionevole breve .scarlenza. È u11a constatazione immediata che in ciascuno dei settori dell'attività produttiva si procede ad applicazioni automate. Si potrebbe dire che l'automazione è nell'aria, portato non evitabile di un progresso scientifico e tecnico in marcia; che è in corsn d'attuazione nei nuovi impianti, che sarebbe illogico costruire in base a tecniche in via di superamento, nuovi. impianti che ne costituiscono i terreni d'esperimento e al tempo stesso consentono di dare consistenza alle sue istanze; che una volta applicata in impianti di nuova costrnzione declassa i vecchi, ai quali non resta altra scelta, che trasformarsi o morire; che infine esistono e s'incrementa.no in numero e importanza i processi lavorativi che non pofreh-


246

bero essere attuati se non in termini d 'automazione, l'industria nucleare per citarne una fra molte . Naturalmente l'automazione è suscettibile di assumere differenti aspetti secondo le modalità colle quali si realizza una gradualità d'applicazione nel l·empo, che trova motivi nell'esclusione, per la maggior parte dei casi, della convenienza di una conversione integrale o al .100% e quindi sposta il problema sul livello automativo da adottare caso per caso e tempo per tempo, secondo una progressione verticale <leH'automazione, e sul settore dal quale iniv...arc l'automazione, nell' ipotesi generale di una struttura complessa, secondo un'applicazione orizzontale dei processi automati. L 'atteggiamento più cauto e anche il più seguito è di procedere, come d'ohhligo, sulla via dell'automa;,,ione, evita.odo di percorrerla di corsa , cioè procedendo per settori e per livelli in ciascun settore secondo solidi criteri preferenziali, u cominciare dai settori di più faci le e più necessaria. applicazione e dai livelli a11t.omativi ridotti, secondo un criterio generale fondato essenzialmente su elementi di convenienza. Messa in atto secondo l'a1.:ce1111ato critclio , in definitiva circoscritta a funzioni parziali ed a ùisposilivi a.ulmnatici particolari, l'automazione non è nemmeno un fatto nuovo, Da tempo esiste tull.a u11a serie d'automatismi, rlai primi orologi meccanici , prototipi di un automat ismo generico, ai regolatori di macchine, ai tennostati, ai servomeccanismi per ghmgcre ai tempi più recenti, che sono tulli premesse d 'automazione e, sia pure con qmlkhe buona volontà, si possono considerare alla stregua di applicazioni parziali d'automazione. La di~ussìone è giunta a un punto d'innegabile interesse conoscitivo: si tratta infatti di accerta re dove cessa l'auto-


24 7

matismo, che si è detto generico, e dove comincia in realtà l'automazione. La tesi più esauriente in proposito è che l'automazione si aiTermi quando l'automatismo, aumentati numero ed efficienm ùi dispositivi e importanza d'applicaziuni, giunge a imprimere linee nuove e c,ualterisliche peculiari di prestazione ai processi produttivi e attraverso queste a imporre modificazioni strutturali profonde a tutta l'organizzazione aziendale, alle concezioni correnti circa l'organizzazione del lavoro, infine quanùu dimostra in modo evidente riflessi ec()UOmici e sociali che non è possibile e soprattutto non è opportuno trascurare. Il procedimento dialettico punta più sugli effetti che sulle cause, ina è giustificato dalla constatazione che l'automaY.ione si dimostra lievito di irnsfonnazione di modi di vita della società umana, di una potenza insospettata e forse ancora non preeisal,ili:, "pe:cialmcntc proprio con quelli che in modo generico si sono c1elti i suoi riflessi economici e sociali. È bene metter e in rìlievo che l'accennala facoltà di trasformazione prende autorità dalle concezioni sulle quali la automa7ione s 'imposi.a. e alle quali a sua volta dà sostanza e vigore. Un mondo nuovo di possibilità e di risultati si manifesta all'attenzione e a.lla meditazione, nel quale gli indirizzi e gli esiti sono il portato di concezioni sinora inedite, che prendono consistenza a poco a poco e che pure in sede di travaglio formativo affermano una potenza innovatrice, ignorata sino al recente passato. È lecito pensare che la potenza innovatrice propria dell'automazione possa agire in piani concettuali, prima ancora che si addivenga a un'automazione su vasta scala, prodromo di un'ipotetica automazione iJ1tegrale, ammissibile ma ammessa soltanto dopo esperienze probanti, e quindi sia già


.248

operante anche al momento attuale òi un'automazione soltanto parziale. La conseguenza più interessante di tale impostazione di pensiero, interessante in specie dato il carattere di tempo di ·transizione del momento attuale, è che mentre l'automazione · procede con gradualità e con cautela, con punte di progresso in alcuni settori e sensibili stasi in altri (e d'altronde sarebbe ·un nonsenso presumere un'automazione affrettata e indiscri. mina ta), invece le idee procedono rapidamente, sono oggetto di sistematizzazioni proficue che rivelano le correlazioni di · fatti disparati in base ad analogie di funzioni e di scopi, col risultato di costituire categorie vaste di fatti nelle quali questi si ordinano e si collega.no, infine di consentire nuove e migliori interpretazioni e d'individuare nuovi e più chiari indirizzi. In conformità ~i va formando una. dottrina d eJ1 'automa zione, la quak iusiste per il momento sull'individuazione di taluni presupposti determinanti per la sua attuazione e non è da escludere possa assumere in seguito di te mpo un'importanza ancor maggiore, ad esempio quella di una teoria dei procedimenti e dd vrugrammi d'automazione. P er intanto la definizione dei pres upposti determinanti . merita di essere approfondita, in primo luogo come risposta al quesito fondamentale circa i motivi dell'automazione. A premessa di uno sviluppo analitico in tal senso, si pone l'accento sul fatto che l'automazione esige un accurato esame di condizioni di fatto e. di risultati prevedibili. Solo in tali tennini si possono definire m ezzi e modalità opportune, pe.r ipotesi cliverse da mezzi e modalità ordinarie per effetto delle alterazioni strutturali e di funzionamento che l'automazione importa, e si può accertare in via preliminare l'esistenza


249

<le11e condizioni necessarie di possibilità. tecnica e d elle condizioni sufficienti di convenienza economica. Poichè è ovvio che in difetto di condizioni necessarie e sufficienti sicuramente accertate l'automazione si risolve immancabilmente in grave danno se tentata e in genere non è tentata. nemmeno . Ritintra nel processo logico seguii.<> l'esclusione dell'automazione dall'essere una panacea d elle malattie della produzione. Come l'atleta si forma soltanlo dall'individu o sano di corpo e di mente, l'automazione, m:lllifestazione in senso sportivo di per/ormances atletiche ncl campo d ella pro<lul tività, è prospera soltanto nel seno d 'industrie sane e h en dim ensionate, affidate a elementi direttivi competen ti da ceti imprenditoriali attivi e decisi ad affronta.re le maggiori responsahilil.:'t 1.:h' essa importa. Altre condizioni limilat ive sono offerte da d ati d i fallo tP.r.nic.i ed economici di giall<1e 0 c1 1t:1,d,L~ • .Jui qu;tli cuuvicne sgombrare il campo in via prel iminare. Dnl punto di vista tecnico, al momento sono automatizzabili di preferenza a ttività di lavoro a posto 1is.<;o ; le attività di lavoro a posto mohile lo sono genera lmcnte in misura ristretta , per lo pi1ì in quanto presenta.no fasi del primo tipo . Come è noto, le attiviUL di lavoro a posto mobile, che incl11do110 molte at tività cli r.antiere, estrattive e attinenti alle cullure ~1gricole e a ll' allevamento (agraria e zootecnia) sono in fase d i m eccanizzazione, in moli.i casi anche spinta. Dal punto <li visla economico, è intuitivo che l'automazione è paganti' soltanto laddove sussistano le premesse di una utilizzaziorn~ integrale delle apparecchiature corrispondenti, cioè solta nto laddove esistano o si possano determinare le condizioni di un' adeguata c.ollncazfone di prodotti . Condizioni del genere sono spontanee oppure provocate


250

e, se provocate, lo sono in forza d'intcrvcnti specifici, in genere di organismi finanziari o talora di poteri pubblici, interventi quest'ultimi che si propongono la creazione di un ambiente favorevole all'automazione, della quale si vuole l'affermazione per esigenze d'interesse generale. Gli interventi di tale tipo sono suscettibili di alterare anche profondamente quelle che si sono dette le condizioni sufficienti, nel senso di consentire applicazioni automate anche in ambienti scarsi di elementi favorevoli. Si tra.ila di casi di economia diretta o di casi di economia piauilicata. ,lallo Stato, che basta avere accennato per csaurieuza d'esame, perchè rappresentano silnazioni anomale, poco signilicalive in vista. <li una trattazione generale. Nell'intraprendere l'analisi dei presupposti dell'automazione, da interpretarc nel senso di determinanti delle coudizioni di vario genere di favore o di contrasto, è hene premettere una volta per molte che qu~ndo si fa riferimeuto ad attivil.à automate si include anche l'atitomazione delle gesti.oni aziendali, semprechè non si sia fatta esplicita riserva in contrario. Poichè quest'ultima s'indica in genere col termine d'c< automazione amministrativa>), l'automazione industriale comprende anche l'automazione amministrativa. I presupposti, o fattori determinanti, derivano la loro validità dilla deduzione ragionata tratta da premesse da accertare a loro volta valide caso per caso, da conseguenze, anche esse da ipotizza.re caso per caso e da suffragare su basi di e~<1perienza, infine dalle qualità del processo logico che lega le une e le altre, il tutto costituente il quadro nel quale si attua la automazione in ciascuna sua applicazione concreta. 61 · - I presuppost i de I l'a utoma%ione.


251

Le premesse sono costituite dalle esigenze di trasformazione strutturale che l' automazione impone, dai dati di costo delle apparecchiai nre e da quelli di esercizio e di manuten;,-:ione, dai dati di prestazione in resa di prodotti. finiti secondo quantità e qualità, dalle caratteristiche dei cicli <li produzione in termini di ada ltal,ilità a lavorazioni diverse per sopravvenute modificazioni di richiesta, infine dalle condizioni di necessità in prcsen;,-:a. di processi lavorativi dannosi o che superano le prestazioni correnti di operatori abili . Le premesse accennate a titolo esemplificativo (ve ne sono indubbiamente allre, che non è indispensabile citare almeno per il momento, agiscono secondo i çasi in m odo favorevole o contrario . Evidentemente le premesse agenti in modo contrario costituiscono remore nell'affermazione dell'automazione. Ali.re remore sono da vedere nel fatto che in p eriodo di formazion e delle tc1.;uiche a utomate, come l'attuale, i progres..o:;i possono essere tali, anche a breve scadenza di tempo, da rendere superati (od ol1soleti. come si legge talora con un latinism o d'uso anglosassone) impianti di recente realizzazione. I fattori dctcnni mu1ti si riconnel1:ono di volta in volta a motivi tecnici, tina11ziari, economici e sociali e sovente sono variamente intessuti di postulati di contenuto vario a convalida di una stretta interconnessione di causalità che è consueta nei problemi d'automazione e della neccssifa dipendente di v;i lutarne con diligema i disparati aspetti per evitare deduzioni avventate cd erronee. 1) Determina1,iti tecnici. Sono dati dalle concrete facoltà. d'a utoma;,-:ione consentite dallo stadio raggiunto dalle tecnich e interessale, d alle condizioni di fallo in termini di trasformazione <l'impianti, dalle cara ttcrisliche intrinseche dei processi


252

da automare, dal rendimento compara;tivo di applicazioni su

liveJli intermedi (30). Se da un punto di vista tecnico, esclusivamente teorico, oon esistono sin da oggi impedimenti alla realizzazione di impianti automati al 100%, a maggior ragione è possibile autom:ue su qualsiasi grado o livello automativo inferiore, · a.llorchè si tratta d'impianti nuovi. Per contro ]a trasJormazinne d'impianti preesistenti presenta le incognite derivanti dal fatto che l'impianto automato richiede una concezione fondamentalmente diversa dall'impianto orùinario similare, se ·non si ammette di perdere una parte consistenle <1ei vantaggi ripromessi coll'automazione, e Ja diversità di concezione è tanto maggiore quanto maggiore è il livello d'automazione che s'intende raggiungere. Ciò non esclude che la trasforma1,inne d'impia nti è al momento l'attività più diffusa, per lo più impianti adibiti a lavorazioni di sensibile uniformità e continuità (raffinazione petroli, industrie chimiche, vetrarie, lateri7.i e materiali da costruzione, industria della carta, industri;1 sid( 111rgica. pesante e leggera, industrie meccaniche, ecc.) e irnpi~u1ti di produzione energetica o destinati all'assolvimento di servizi (centrali elettriche dei vari tipi, trattament i di combustibili solidi e gassosi, reti di telecomunicazion i, impianti ferroviari, ecc.). Sovente essa si presenta parziale, perchè attuata in settori preferenziali sia per condizioni intrinseche di facilitazione, sia per soddisfare esigenze di lavorazioni partico0

(so) I11 ~euere., miche da u n punii) d i vi~l.a t P.r.nico, l'automazione pJest1ppo.ne In pienn 11t.iliu:1.i.iot1P. delle. macr.hine e assicura come corrispettivo l'alta qnn.lit.'\ dP.I prnclotto. Tn tali circostanze è ridotto a.I mi· nimo ti lavoro <li s upervii;ionc delle lavorazioni ordinarie e sono elimi· na.ti in pratica. i prncedimenti di dassi1icazione preventiva dei pezzi e di

moutagi::io ~elettivo, correnti in molti procedimenti ordinari.


253

lari, nelle quali si maturano le esperienze in vista di ulteriori estensioni. In tema di automazione parziale i precedenti termini riportano implicitamente al concetto già accennato (n. 6o) di una pan:ia]izzazione non solo in senso verticale (ed a questa fa riforimento il concetto di livello o grado d'automazione di un'attività globale), ma anche in senso orizzontale, cioè riferita a settori interni di un'attività più ampia, che in definitiva e in combinaY.ione s'identificano in una parzializzazione della parzializzazione (3 r). Una. r.arat leristica, generalmente controproducente, degli impianti automa.ti in grado superiore a soglie determinate caso per caso, consiste nella loro scarsa flessibilità (si può parlare senz'aJtro di rigidità), intesa come consistente difficoltà di moclifkarn le favorazioni in corso, senza confrontci maggiore d i quella offerta in generale da cicli ordinari di lavorazione. Perlanto, almP-nn al presente, l'automazione si addir.e a processi lavorativi alquanto ri6ridi, cioè non messi in sofferenza da difetto e.li flessibilità. La situazione potrà essere modificata in modo favorevole col progresso dell'automazione, ad esempio quando saranno alla mano dispositivi <li controllo e di regolazione derivati dalle attuali mar.c.hine calcolatrici, capaci di ricevere cd a tempo debito di erogare un'estesa quantità d'informazioni, da applicare nella fattispecie a variazione di lavoraz.ioni ed a modificazione di programmi di lavoro. In definitiva si tratta di perfezionare le comunicazioni tra macchine, in base a un criterio di progresso molto ovvio, dopo che si è indicato nellf! {3r) /\ comJ)letamento di q uanto ar.mnnat.o iu meri to a<l a utomazione pan:iale io senso verticali, e in senso o,;zzontale, uell'autumazione parziale in senso ve rticale, oltre che appmzm.rn pe rce,1Luali <l'a utomazione. si deve tener cont.o dei livelli di rivcl:i.zion e e di controllo po:;tì in atto.


254

comunica.zioni tra macchine il fatto fondamentale d el processo automa lo. Un'altra caratteristica peculi::ire degli impianti automati è l'esigenza di programmazioni e di pro~ettazioni aà hoc di estrema accuratezza, esigen za che nel caso di trasformazioni d' impianti ordinari impor ta un r idisegno generale . È un fatto che i criteri opportulli per lavorazioni ordinarie non si mantengono tali pc-:r impi:rnti aulomati. Le discrepanre vertono su d ati d 'organizza zione, di funzionamento e di utilizzazione di sp:-.z.i, in dipendenza della. differente concezione e attuazione dei cicli di lavoro e della attività generale d'azienda . l\fodificazioni sostanziali f:'Bigono i locali destinati al personale ; a nche i locali previsti per il magazzinaggio di materie prime e d i prodoUi semilavorati da un lato e dall'altro per i prodotti finiti richif'dono sistemazioni d ifferenti. Il ridisegno generak , coi krmini prc.rrr!cnt i riferito agli impianti, si estende anche alle lavora:1.io11i . T tipi di lavorazione influenzano quindi anche i prrnlot fi in termed i e finali. Ove sono adottate lavorazioni a.ut omale i~ conveniente procedere a una nuova progetta zione di p rodotti, per assicurare i migliori risullaJi di lavoro ed il maggiore vantaggio ,lella automazione. L a necessità di un ridisegno generale d'im pianti vale a mettere in rilievo la profond a influen za che l'automazione esercita sui processi lavorativi e attraverso qu esti sulla organizzazione generale della p roduzione . Il progetto della fal,l,rica a1.,tn1nata diviene 1m progetto di sistema,' nello stes.<.o onUne d 'idee la fornitura di macchine diviene fornitura <l'impia nti in funzione. Non si tratta pilì di disporre convenientemente un certo numero di macchine distinte, delle quali interessa soltanto


255

il lavoro singolo; si tratta di rendere operanti sistemi integrati di macchine, nei quaJi ha per lo meno eguale rilievo il lavoro di ciascuna macchina e l'effetto mutuo di macchine interconnesse, compreso il funzionamento delle reciproche connessioni, passate da semplici atti di traspo1io materiale ad atti in genere molto più complessi <li trasferimento automatico, destinali a porre in relazione il Javoro già compiuto con quello ancora da compiere, a prescindere da ogni intervento estraneo. L'ingegnere progettista assume il compito di ingegnere dei sistemi fl<l il costruttore, quello d'installai.ore di un processo globale di lavoro, cioè di un impianto in funzione. È in questo senso che si è già parlato d'ingegneria d ei sistemi (n. 56) e che adesso si fa cenno ad impia nti in funzione, ciò che è molto più di singole macchine in azione (32). Nel progetto e nell'esercizio i singoli scomp:ut i rn!':titniscono elementi non scindibili di un'unità rnmplessa, sempre più strettamente connessa in virtù di vaste anastomizzazioni, qucst'11ltime a lo.r volta importanti quanto più sono elevati i livelli automati realizzati caso per c.aso e quindi destina.te ad assumere maggiore importanza a ma.no a mano che si sviluppa il pro~resso delle p.pplicazioni automative.

62. - 2) Def.erniinanti economici. Naturalmente i problemi di automazione non si esauriscono nella soluzione dei problemi tecnici relativi, j quali, lo si è già notato, costituiscono fattori di condizionamento neCf'$Sari m:t non sufficienti. Se dal punto di vista tecnico nulla. si oppone a tm'automa(32) I tecnici ameticani <lcU"automazione si riferiscono a sy.~ttims int<Jgmtion in opposi1;ione tt blu;;k-hox approach . Cfr. in prnpoRito TI.e Fu·

tu.,e of A.utomatirm. di n.E. \Voouuom;, in Automatirm in Ru.~in.ess <,nd GRARR, Rd. John \Vilcy & Sons Inc. - N.Y., 1957.

lndru.,lry, di E.M.


256

zione integrale, almeno nel campo delle lavorazioni a posto fisso, le difficoltà. prohabili, perchè è presumibile che ve ne siano, derivano da fattori :finan7iari ed economici, anche quando da questi campi provengano insistenti incitamenti verso l'adozione di tecniche automative. Al presente, rla] punto di vista economico e tenuto conto de11o stadio raggiunto dal progresso l.ecnico, si è indotti a formulare ed a ritenere valida la norma generale che il migliore interesse dell'azienda è assicuralo dal livello aittomativo pi,ù alto che sia conveniente dal pttnto di vista economico. Importa sottolineare il fatto che in dipendenza non è giudice competente del livd]o automativo da r aggiungere in ciasr.nn caso il tecnico, bensì il dirigente d'azienda. Ciò vuol dire che se l'automazione è un porlato del progresso ter.nologi.co come concezione e mezzi, la sua alfuazione si adegua soprattutto a postulali economici . Essa consente di forn meglio, di più, più presto ed a minor costo. ln yucsti requisiti sono i fondamenti della sua affcrmaz.io11e e della sua 'Vitalità.. Una. volta che detti postulati si sono ammessi acquisiti, l'automazione non risponde più a circostanze di libera elezione, bensì a esigenze di necessìtit derivauli ila facollA di superamento di concorrenze, che non sono più perseguibili in termini tradizionali d'organizzazione del lavoro e di procedimenti produttivi antiquati. · In termini di espansione, la condizione basilare è costituita dalla peniistenza dei requisiti di vitalità. Inoltre l'espansione è favorita da circostanze a mbientali, in gran parte preesistenti, in minor misura determinate in vista dcll'aulornazione, come l'intraprendenza di celi produttivi, le adeguate disponib1lità finanziarie, le larghe possibilità di collocamento e


257

di assorbimento delle produzioni massicce in m ercati di smerdo già disponibili o da creare. L 'analisi delle circostanze di favore, riunite sotto denominazioni sintetiche per esigenze · csposilive, in realtà .risultanti dall'azione di numerosi parametri variamente operanti caso per caso, presenta un innegabile interesse per l'approfondimento della conoscem~a del fenomeno e per form ulare c-,on c.onoscenza di causa previsioni valide circa sii si.,'Ìluppi prossimi futuri. Le migliori condizioni di favore sono offerte e.la spirito d'iniziativa di classi imprenditoriali e da propizie congiunture economiche. Le fasi d'espansione economica costituiscono il migliore terreno d'impia.nto dell'automazione, in conseguenza dell 'aumento di doma nda e di smercio che le contrassegna. Anche le disponibililà di mercati, cioè l' estensione e la capac:ità di assorbimento deJlc aree di smercio, offrono buoni incentivi. Le precedenti circost:inze si verificano in questo momento negli S.U.A. e anche i11 Russia, ove infalti l'automazion e è perseguita attivamente. La situazione degli Stati d'Europa Occicl1mtale è diversa e giustifica. atteggiamenti più ca uti e previsione di progressi più limitati, per q uanto si riscontrino differenze significatiw tra Stato e Stato. È interessante la constatazione che la mancanza. di una industria efficiente in termini tr adizionali costituisce una circostanza di favor e per l'adozione dei procedimenti più aggiorna.ti , tra i quali s'inserisce naturalmcnh.J l'automazione. Q11t>.<.;to è il caso <li talune zone sottosviluppate in corso di industrializzazioni~ ed è anche il caso di zone industr ia1i disastrate per eventi bellici. Per conlro, la presenza. di un'industria fiorente su basi tradizionali , adeguata alle istanze di una richiesta di mercato 17


258

dinamicamente stabile, costituisce una remora consistente e, pro tempore, anche una condizione di vera interdizione, quando sussistano particolari di:fficom di trasformazione. Un'adeguata disponibilità finanziaria è legata a periodi di prosperità, almeno in zone di economia Jibcra, durante i quali una parte dei profitti è disponibile per nuovi investimenti, d'altro canto sollecitati dalla congiuntura favorevole. Nelle economie pianificate essa risponde a postulati di caral"tere economico-politico, nei quali si ri Aettono esigenze di politica in terna e di politica interna.zinna le, in "i.sta delle quali i dirigenti economici provvedono a destinare ai nuovi impianti di produzione gli ingenti mezzi fina nziari che risultano necessari. In altri casi è la manifestazione di atteggiamenti economir:i competitivi, i quali mirano a realizzare caratteristiche di produzione rispondenti ad esigenze cli fasi d'emergenza. Le facoltà di smercio sono in rd:i.zion~ :i lh C!':ist.:-.nza di grandi mercati con congrue capacità d'asso rhirrn~nto, il cui ordine d'importanza è funzione di potenza dcmog ra;lìca e di livello dì vita elevato. In dipendenza è da escludere che si manifostino condizioni spiccatamente favorevoli nel quadro di unità nazionali ristrette: in esse viene a mancare una delle utiliHt preminenti dei processi autorna livi. Naturalmente accordi internazionali possono migliorare una situazione di fatto inizialmente controproducente. ·Si può altresì obiettare che lo smercio dei prodotti avviene sempre su scafa mondiale, semprechè abbiano le caratteristiche atte a far loro superare gli eventuali ostacoli che si oppongono alla conquista di nuovi mercati. In pratica gli ostacoli esercitano effetti d'interdizione cl1e è indebito trascurare. I mercati accessibili di fatto si restringono entro aree minori, le quali, nel caso più sfavorevole, coincidono con quelle comprese


259

enliu i confini politici, protette dalle provvidenze a favore di ec.onornie e d'industrie nazionali. Ancora una volta i grandi Stati so110 in condizioni di favore e sono invece in condizioni cli <lifetto gli Stati piccoli e an r.he i medi. Gli svantaggi di situazioni del genere non possono essere eliminati che cogli ar:c.ennati accordi internazionali, iutesi a promuovere unioni economiche e merca ti comuni, cioè a realizzare le c.ondiziuni di domanda e di offerta che sono confacenti ai proc:essi produttivi a utomati .

63 . - 3) Determinanti sociali. I determinanti sociali d ell'a utomazione hanno influenze ed esiti che sono tra i pi1'1 d iffi cili da individuare e discutere. Intuitivamente, poichè il primo e più appariscente a spetto sociale dei processi a ulornafrvi si vede in una sostituzio ne di macchine ad uomini e quindi nell'esclusione di qnesti ultimi da attività produttive , si è portati a vedere nell 'automazione un motivo eh d inu uu ila. occupazione o di aumentala disoccupazione. In realtà l'at.:ccnoata vi5ione è semplicistica e imperfetta, per quanto no11 mancl1i di fondamento. L 'automazione non è soltanto una nuova struttura dei processi produttj vi; e.ssa è a nche una. facoltà di realizzare nuovi ambienti d i vi ta e quindi un'attività <li condizionamento dei modi di vila. È da presumere che in piena automazione le condizioni di vita individ uale e ai;sociata non saranno più quelle cui ha assuefatto il lavoro artigianale e industriale e nemmeno quelle corrispondenti a w1a meccanizzazione progretliL-:i.. Il termine già ripetuto di rivol u.Yione industriale si riforis<:e proprio a qneste circostanze e le colorisce a dovere. Tl vedere un'antinomia tra uomini e mac.d,ine è un luogo comune diffuso mollo più di quanto comporli il suo merito


260

effettivo. L'invenzione della macchina che controlla la macchina e in definitiva della macchina autocontrollata mediante l'accoppiamento del dispositivo di controllo e del dispositivo di lavoro, invenzione che l'uomo destina al suo servizio, non esclude l'uomo, ne sposta soltanto i posti d'impiego. È bene superare la barriera conceU:ua.le tlel luogo comune e mette conto di tentare di approfondire con sano spirito critico le circosl:anze di fatto che si verranno a riscontrare a non lontana. scadenza. di tempo. Il traspmio automatico da macchina a macchina, nel quale s'identifica << grosso modo » il momento d'origine del1a automazione, implic.a senza dubbio l'eliminazione di una esigenza effettiva di ma.nova.lanza, ma l'automazione nel suo complesso è fatto di la.le portata che non ammette interpretazioni estemporanee e approssimate. E le interpretazioni debbono essere particolarmente caute in materia d'occupazione, nella quale d'altra parte consiste soltanto uno tra i molti aspetti sociali che l'automazione riveste e investe. Anzitutto è da tener presente il fatto già accennato che il livello d'automazione conveniente, quello che si potrebbe dire il livello ottimo ed è da ritenere variabile da tipo a tipo di produzione e da settore a settore di ciascun tipo, resta sistematic;unente al disotto del 100 % e sovente in misura sensibile. Il costo dell'automazione cresce rapidamente una volta oltrepassato il livello conveniente e raggiunge prevedibilmente altezze d'interdizione quando si tratti di escludere le ultime unità umane. Inoltre, qualunque sia il livello d'automazione conveniente, non è consentito fare una distinzione netta tra quello che è lavoro di produzione e quello che è lavoro accessorio, ma non per questo meno necessario, di manutenzione impianti, di alimentazione in materie prime di trasformazione


261

ed energe1:~chc, ùi raccolta, smistamento e spedizione di prodotti, a parte tutto il lavoro di supervisione e di vigilanza. Nei te1mini precedenti si è sempre nell 'ambito del lavoro propriamente detto e restano ancora escluse le incomb enze di gestione amminislra.tiva, nonchè, su piano più elevato, quelle di direzione d'azienda, anch'esse in larga paxte automatizzabili ma anche, e sempre in considerevole parte, riflettenti funzioni d'indirizzo di attività e di dedsioni aziendali che sono attrihnto e incombenza inalienabili di elementi dirigenti e il mministrativi e di specializzati d ' impianti automati . In aggiunta, non si è in akun modo autorizzati a <:onsid er-.-tre di scarso rilievo l' esigen za di persona.le rivelata dalJa locuzione « sped alizzati d 'impianti automati >>. È indispensabile :i.ssicurare un'adeguata ilssistenza al funzionamento corrente degli impianti , la quale si esle11de dalla sopraintendenza di P.sP.rcù:io alle modifio1zioni d i progrnmmi e di cicli di lavorazione, in dipt'.ndenza d ei critc1i di prod uzione adottati cli tempo in tem po dalla dirnz,io11e di a1.ienda. N el com pl~sso :-i tratta di un lavoro delicat:o di programm:-i zionc meccanica , che ha molta analogia con istrn zioni impartite a)Jc macchine, da svolgere all 'i11izio e durantr. ogni tipo di lavorazione e da riprendere a ogni variazione anche parziale di tipo di lavorazione, in termini di modificazione dclfo .istruzioni impartite in precedenza. I II questo senso specialmente d eve intendersi il cenno già fatto a « spos1amento d'impiego >> e occorre soggiungere che lo spostamento d 'impiego elimina gli impieghi più ledinsi e più mortificanti, i quali avevano dato spunti ben noli ai critici delle condizioni di lavoro imposte dalla meccanizzazione, e soprattutto modifica il valore dei quozienti d'occupazione e di disoccnpazione, perchè dà l uogo a nuovi


262

impieghi; dai quali non è· consentilo fa.re aslra.zione in un esame esauriente dell'asgornento. I nuovi impieghi hanno caratteristiche generali peculiari, tra. cui emergono maggiore carica di responsabilità e minore contenuto di occupazione continuativa. e ripetitiva. Saranno richiesti . supervisori, incaricati di sorvegliare quadri di comando e di controllo parziali e generali, cioè di stabilimento, ,Ii reparto, <li gruppo di macchine, <li assicurare la pcnnanenza tldle condizioni di funzionamenl.o prestabilii.e in sistemi di macchine di grande complessità, di svolgere gli interventi del caso, in genere immediati, in presenza di guasti o di arresti. I nuovi impieghi esigono nuove specializzazioni e le nuove specializzazioni comportano attitudini e cogn i7.ioni diverse da quelle oggi in possesso di operai di fabbriche ord inarie. In definitiva lo spostamento d'impiego si traduce, come era intuitivo, in cambio cli specializzazioni. Si suole dire che l'automazione esige una riqualificazione delle maestranze, la quale presenta senza dubbio a lee che non è esduso siano insuperabili per una parte degli interessati . In conclusione, tra elimina7.ioni pan~iali, spostamenti di impiego e riqualifi.cazio11i si ha u11a. sensibile alterazione delle situaziorù di fatto, sulJa quale si appunta ]'attenzione degli interessati e degli studiosi, non disgiunta secondo i casi da prevenzioni e da apprensioni. In effetti, se la questione potesse essere circoscritta e risolta con conteggi sulla punta delle dita, non vi è dubbio che in ciascun caso si giungerebbe a riscontrare un risultato preoccupante di diminuita occupazione. Ma. non si deve ragionàre sn fatti sl.atid e localizzati. In effetti si è in presenza di fenomeni dinamici e per di più estesi nel tempo, tanto quelli che concernono impiego di


263

uomini, quanto quelli che si riferiscono all'applicazione di proc«*\si autornativi, che sarebbe erroneo proietiarc su di un unico piano, perchè ciò equivarrebbe a trascurare prospettive s paziali e temporali. In particolare vi esercitano rimarchevoli influenze, da cui assolutamente non si può prescind ere, mobilità normale di masse operaie e gradualità d'attuazione d'impianti a utomati. Ammesso che in un dato periodo di tempo si prospettino considerevoli esuberanze d'operai come conseguenza della entrata in funzione d'impianti automati e ipotiu.ata un ' a zione intesa a mantenere le preesistenti quote d'ocr.upazione, il processo di riassorbimento può impostanri su tre ordini di provved imenti tipici: trasferimento ad altre occupazioni, impiego nelle nuove attività. di lavoro previa riqualificazione, man..a.1a reinlHgrazione d ei vuoti natun:ili . Evidentemente il disagio degli intcres.5ati si limita alle conseguenze tlel primo ordinP. tii provvA<limenti: il terzo riguarda essenzialmc11fe i nuovi aspiranti all'impiego. Prescindtmdo per un momento da discriminazioni particolari, che potranno essere prese in cons iderazione in un esame più approfondito dell'argomento, è ovvio che i provv,~dimenti indicati daranno luogo a situazioni di disoccupazione in 1111a condizione statica di occupazione, ma è del pari evidente che tali silua:;1,ioni perderanno gran parte del loro peso quando, come d'ordinario, si è in prnsenza di condizioni dinamiche d'occupazione, se si riscontra che le variazioni dovute a. un dinamismo normale sono all'incirca dello stei;so ordine di grandezza di quelle c:onseguenti all'applicazione di proces.c.i automativi, nella scafa, di grandezza e di tempo che sì può considerare realistica. Ora il cambio d'occupazione è un'cvcntualilà incresciosa allorchè si ammetta la stabilità. del lavoro per la maggior


:164

parte del ciclo d'attività di un lavoratore. La valutazione dei fatti cambia sensibilmente se si riconosce che ta.le stabilità. è un fatto eccezionale, conte confermano le statistiche del lavoro, le quali indicano una mobilità spiccata della massa operaia anche in dcli annuali. In altre parole i cambi d'occupazione imposti daJl'automazione rientrerebbero in larga misura nel dinamismo normale di detta massa. La mancata reintegrazione dei vuoti natura.li, valutabili secondo esperienza al 15-20% annuo, implica che in un numero determinato d'anni un contingente di operai non rinnovato tende a ridursi naturalmente ser.ondo tassi dell'ordine indicato. Se in effetti nella mancata reintegrazione si deve riconoscere una causa d'inflessione d'occupazione, è indiscutibile che la causa agisce in modo dilazionato nel tempo e quindi con riflessi immediati srnor.tati. Poichè per loro conto i provvedimenti d'autnmazioue sono naturalmente distribuiti nel tempo e, una volta decisi, richiedono un tempo considerevole, da tre a sci anni secondo specie d'impianti, se ne deduce che è possibile riclmre a ·valori tollerabili gli effetti immediati di diminuita occupa1...ione, agendo su tutte e tre le linee accennate nel periodo di tempo corrispondente.

64· - Il prossimo futuro dell' automasione.

Le axgomentazioni svolte ai numeri precedenti, di carattere tee-

nico, economico o sociale, sono state impostate sul presupposl.1; implicito di un ambiente produttivo statico, cioè di una produzione dello stesso ordine di grandezza prima e dopo l'automazione. Il processo <lialell-ico corrisponde a una semplificazione di · un problema complesso, ammissibile soltanto fo linea di


265

prima approssimazione. In 1m ulteriore e migliore approfondimento dell'analisi assunl-a, occorre riferirsi a una valutazione più conforme dì fatti. La realtà è data dalla previsione di aumenti o di decrementi della produzione. Ora è ovvio che non si procede all'impianto di processi automativi quando s'inflr.1 le la richiesta di beni di consumo e di conseguenza la produzione con processi ordinari è sutliciente di per ~è o magari lende a divenire esuberante. Pcrlanto l'unico caso meritevole di considcra:,jone è la situa7.ione dei processi automati vi in una economia i11 espansione e a servizio di mercati con potere crescenle di assorbimtmto di beni e tli servizi. In qu'*'te circostanze l'automazione costituisce nna modalità d'elezione per aderire alle is1anze economir.he e per soddisfare le richieste di mercato . Tn altri termini essa si presenta come una huona soluzione lecnica della congiuntura, capac:11 di contrib uit tt in moà o dlìcace alla elevazione dei livelli di vita e quindi a provocare n11ove e maggiori richieste di beni, secondo una spira le di progresso senza dubbio n on indefinita, comunque tanl o estesa. da assicurare la rispondenza della. precedente interpretazione di fatti almeno per un ragionevole periodo di tempo a venire. Ciò premesso, la presunzione dell'affermazione dell'autom azione, basata sulla sua rispondenza a istanze concrete laddove sussistono rocn:ati con cresceuti facoltà di assorbim ento di beni e di servizi, :induce a sviluppare qualche considerazione sui prnbabili influ.,si ch'essa è chiamata a esercitare sulle future condizioni di vita individuale e associata dell'uomo. Una prima considerazione è che, conlrariamentc a opinioni diffuse e dopo quanto si è detto non giustificale, il fallo della disoccupazione non ne costituisce un aspctfo ne-


266

cessario. Non vi è dubbio che hanno contribuito e contri· buiscono a diffondere convinzioni del genere, in verità poco più che stati d'animo non informati adeguatamente, le espe· rienze maturate all'inizio dell'epoca ormai lonta,na della prima applicazione delle macchine in sostituzione del lavoro dell'uomo e successivamente in corrispondenza <li ogni nuova estensione massiccia di mezzi meccanici di lavoro, esperienze che si compendiano alquanto arbitrariamente in categorie di lavoratori in crisi d'occupazione. Peraltro non si deve dimenticare l'afforrna.z.ionc crescente, in questi ultimi tempi, della protezione sindacale degli opera.i, per effetto della quale è da prevedere che l'evoluzione delle forme d'impiego sarà vigilata dai più diretti interessati come non mancheranno intervtm1i positivi di datori di lavoro illuminati e più ancora di orga.ni responsabili di governo e che )'adozione delle nuove forme avverrà nei termini più r'.1mvtmi,1nl.i, quindi accettabili, anche a pre<.;ci ndnf' rla ogni altra circostanza citata per inquadrare i problemi relativi nei loro termini effettivi. Ma soprattutto acquistano interes.-;e a.lc:11nc cousidera.zioni generali che si riassumono nei seguenti pn11Li: r) l'automa;,,icme f: parziale in linea generale, perchè adottata sino al limite contingente di convenienza . Dunque l'automazione integn1le è da vedere limitata a processi lavorativi particolari, in specie a processi <li lavoro pericolosi o svolti in condizioni non confacenti a prestazioni umane; 2) l'applica7,ione ,ldl'automazione è graduale, non solo come livello automativo temporaneamente conveniente a nn:i. determinata attività produttiva, ma anche rispetto ai vari settori di una determinata attività produttiva. Quindi esistono remore consistenti ad applicazioni imme-


267

diate, integrali e su vasta sr.:ala. Con ogni probabilità si assisterà. ad applicazioni parzialì sia in senso orizzontale, sia in senso verticale, provvedendo all'automazione di quei settori per i quali si riscontrano le condizioni necessarie tecniche e le condizioni sufficienti economiche per convalidruue la convemenza; 3) l'automazione crea nuove esigenze di lavoro, rivolte alla realizzazione, esercizio e manutenzione degli impianti relativi, anche se esclude una pa rte del lavoro secondo procedimenti ordinari. Se si tiene presente l'enorme massa di studi e di lavoro richiesta dal perfezionamento degli impianti industria li di og11i tipo secondo i livelli automativi convenienti e le at lività suscita te dalle esigen ze di progresso clell e tecnologie messe a ~ontributo, non è illm;orio il pensiero che l'autorm1zionc donian<lcrù. lu collahor:v:ione di un ingente uumero di uomini per i prossimi decenni ; ·

4) l'automazio11e implica una più ampia produzione di qualità a costi moderati, cioè è atta a soddisfa.re maggiori bisogni ed a determinare di conseguenza un'espansion e della disponibilità di beni di consumo, da interpretare come promessa di migliori condizioni g~nerali di vita; 5) infine, con molta probabilità , essa non tocca quei settori della piccola produzione, che sono impegnati in attività marginali rispetto alla grande produzione . Anzi è fondata la congettura che le al'.cennalt: attività marginali possa110 assumere un maggiore sviluppo coll'affermarsi delle grandi fabbriche automate, per assumcrn i11combcnze che quest ' ultime non trovano conveniente assolvere e, anche al di fuori di sistematiche collaborazioni tra pro,luzionc gran-


268

de e pil:cola, per far fronte a 1;:.<ìigenze locali e di tipi particolari di prodotti. Di conseguenza, senza infatuazioni sempre pericolose, si può arguire che l'automazione disponga di valori poteuziali positivi di gran lunga superiori a q uelli negativi e che com unque questi meritino di essere dehiiarnente corretti, quando non siano eliminabili, anche in considerazione del fatto che l'automazione si afferma per virlì1 propria, in larga .misnra al di fuori di alternative di scelta.

65. - La tesi m 11dusiva è che l'automazione rappresenta il più recente anello di una sequen:r.a di fatti irnpm tanti i quali segnano la via maestra del progresso umano. Colla macchina è stata sostituita l'energ1a meccanica allo sforzo muscolare cd al lavoro man na.le; oggi l'automazione lascia i11travvedere la sostituzione ùelJ'azione programmata all 'intf'lligeJJza. almeno per qu:inlo richir.ric :1ll 'intelligcnza la esecuzione e.l i una serie di aUi prcstahilili e con scopi l1en determina.ti. Naturalmente nè l'una nè l'a ltra sostiluz.ionc, conformi a canoni di necessità e di convcnicnz;1, superano d et! i canoni. Come l'energia mec.canira non ha tolto alcun meriln al lavoro manuale, così l'automazione non infirm a l'intelli~enza d ell'uomo, alla quale restano sem pre apeni campi di esplicazione ampi e probabilmente esclusivi, ani:he nel quadro delle attività. produttive . Si è fat to cenno di azione programmata come caratteristica d cll' aulnrnazione . Un'azione del gem~re ha per oggetto tutto quanto è suscettibile di previsione e quindi in m odo tipico le sequenze dei più disparati processi di lavoro. D ella partecip a~ioue dell'uomo a detti p1·ocessi si vede enucleata la parte più penosa, le incombenze più piatte, ripetute, mono-


269

tone, in definitiva deprimenti dal punto di visla psichico e di ben scarso pregio dal punto di vista spirituale. All'uomo re~c.tano affidati soltanto, ad automazione in atto, gli interventi richiesti da circostanze imprevcdihili, quindi non previste, per quanto rigua rda il lavoro materiale; per quanto ri~arda il lavoro concettuale, continua.no a essere di sua competenza le attività di supervisione , 11el corso delle quali si manifestano le accennate richieste cli interventi, e le atlività di direzione d':u:ienda, attributo di dirigenti qualificati e di operatori specializzati, anche se suscettibili dal canto loro d'importanti applicazioni a utomative, a ttività di <1 irezione che a.c.smnono rilievo sempre più considerevole coi progressi qualitalivi e quantitativi rlelfa produzione. Quivi si costituiscono zone particolari d'applicazione, in cui sono d1iamati a esercitare importanti funzioni taluni dispositivi, tra i più recenti, clelle tecniche elettroniche, zone di piì1 difficile accesso, m:1 che non è conse11tito consi<le1un: marginali, per la. loro premi11ente importanza nei processi produttivi sia ordinari , si;:i r1utomati. Perchè il qu;u.iro sin qui tracciato non presenti zo11e di ombra e pcrchè le previsioni circa il futuro siano grav:-i le dalle minori tare d'incertezza, resta <la fare un breve 1iforimento alla dibattuta questione se l'automazione contribuisca in m aggior misura alla felicità o aJla infclicilà dell' uomo, in altre parole se l'umanità vivrà. meglio domani in un mondo a utornato ad alto livell o di quanto non viva oggi in un mondo meccanizzato. Non è pnssibilc una risposta nettamente affermativa, alm eno sulla base delle esperienze che la meccanizzazione di oggi consente rispetto ;i, epoche precedenti di a ttività artigiane e cultura.li manuali. Nel senso più comune non si può nega.re che la mecca-


270

nizzazione abbia costituito un marcato progre.•,so della cultura e della civiltà, causa ed effetto a un tempo l'una dell'altro; in senso più alto, la queslione si tr::i.sferisc~ alla risoluzione dell'alternativa se il progresso scientifico e tecnologico, di cui l'automazione è un risultato importante, c:onr.orrono alla libertà dell'uomo o lo irretiscono nelle catene di una nuova schiavitù. Una risposta sensata al dilemma puè, ricercarsi nell'analisi degli effetti di alcune tecniche oggi in formazione (le si cliranno comprensivamente le tecniche elettroniche) sui nuovi procedimenti di lavoro e sulle c:onsegucnzc più lontane di questi ultimi. La tesi vale a stabilirne l'importanza veramente di primo piano, sia pure in modo aprioristico e quindi con riserva di conferma dialettica, in attesa di conferma sperimentale. Ogni tecnica installata è autolimitatrice della propria evoluzione e lo è tanto più quanto più sono ingenti 1c sue installazioni . Quindi è conservatrice e, in qu:rnlo le i;, consentii.o, tende a conformare alle sue esigenze )'ambiente in cui opera, · piuttosto che modificarsi per adeguarsi ai bisogni altrui. Perciò una tecnica produttiva cerca d'imporre i suoi prodotti e di sostituire a.I la domanda del ('.onsurnatore la coazione sul consumatore, in genere favorendo quegli indirizzi cli rkhie.sta r.htl le sono piiì graditi. In questi termini la. grandissima industria provoca più o meno scientemente la creazione di standards di vita i quali, anche se elevati, sono sempre standa,·ds imposti e non di libera scelta e come tali infirmano la libertà dei singoli e delle masse. L'automazione, come incentivo verso la grandissima industria e verso la concentrazione industriale e come incre-


271

mento di rigidità di processi produttivi, è una spinta in questo senso, fors'anchc una spinta potente. Se il prossimo avvenire si può pensare come un'epm:a di automazione intensa, le categorie produttrici, sempre più associate all'economia, avranno un accresciuto interesse a divenire clementi determinanti dei modi di vita attraverso il predominio nelle politiche statali. Gli Stati correranno il rischio di divenire succubi di un corporativismo totalitario, paternalistico o feudalistico secondo i casi, di cui in ultima analisi la vittima sarà la libertà individuale . È pensabile che le tecniche elettroniche, col loro progresso, possano restituire alte doti cli flessibilità ai sistemi automati e, per limitare l'esame all'influenza dei fatti tecnici sui fenomeni sociali, possano allontanare il pericolo derivante dall'eccessiva rigidità. dei processi (li lavoro. Le attrezzature elettroniche alle quali danno origine le tecniche in parola ::.ono ~ de1; vati àelle odierne macchine calcolatrici a grande prestazione. Accoppiate con gruppi di macchine automate esse rendono i gruppi idonei a ricevere rapidamente ordini, perchè divenuti a.cr.essibili a istruzioni impartite in modo cd a tempo debiti. I r.omplessi di lavoro più ingenti . vengono posti in condizione di vruiare l'attività in corso a ogni nuova richiesta per assumerne all'occorrenza una sensibilmen te diversa. Le richieste proverranno indifferentemente o da interventi estranei ai complessi o da informazioni già accantonate nel loro interno, in vista dì dar luogo a sequenze lavorative con fasi varie per tipo e per scopi. Nelle sue fonne pi1'1 progredite, verso le quali s'indirizza, l'automazione esa.1ta in modo spiccato la sua carntteristica di superamento dei termini e fa sentire i suoi riflessi ben oltre le realtà. produttive, in campi e.conomici e sociali.


272

Essa rivelerà a pieno la sua capacità d 'influenzare il progresso civile dell'umanità il giorno nel quale giungerà a imprimere nuovi lineamenti alle istanze economiche e sociali de1la società umana . È lecito pensare che quel giorno non sia lontano. I problemi so11evati dalla prevista cvolm'..ione non sono più risolubili in soli termini di produt t.iv ifa di macchine. Molto probabilmente aumenterà l'importanza della conoscenza di ciò che è giusto e ingiusto, che riposa su di una confacente interpretazione degli scopi da proporsi e da conseguire, in breve su di un'aggiornata filosofia della vita.

*


CAPO

X

MACCHINE SUPERIORI E MACCHINE QUASI PENSANTI . Si giudica di qualche in66. - Teleologia delle macchine. teresse di riprendere gli spunti critici offerti dalle consiùemzioni svolte in chiusa del Capo precedente per individuare i tennini dell'evoluzione delle macchine, della quale l'automaà.me è un aspetto e sono fasi salienti la superregolazione e l'accoppiamento con mac., chine calcolatrici, questa volta restamlu iu campi prevalentemente tecnici. È stal:o osservato che l'attuale civiltà meccanica sta foggiando una nuova società umana, i cui lineamenti sono informati non soltanto a relazioni tra uomo e uomo, come è stato fatto costante per le civiltà passale, b,msì a relazioni tra uomo e macchine, tra macchine e uomo e tra macchina e macchina ed è stato posto in i-ilievo l'aspetto premi.nente defle relazioni nelle quali entrano le macchine, di concernere ingenti processi produttivi, al tempo stesso che l'uomo è estromesso in misura crcscenle dai fattori di produzione (33). Se l'accento posto sulle dimensioni dei processi produttivi riveJa un lato precipua.mente tecnico-economico dell'influenza (J3) Cfr. tra l'altro: Gen. P. SUP1NO, Civiltà Meccanica e Automatismo. « ·.'luc:,va Antologia."• n. ·I 8nJ, ma rzo 1956, pag. 3:23. · 18


274

delle macchine, l'estromissione dell'uomo dai fattori di prnduzione rivela un lato essenzialmente tecnico-sociale. L'annotazione mette in evidenza due aspetti tipici, e anche importanti, del progresso delJe macchine. Quali altri aspetti sono constatabili o prevedibili delle relazioni tra uomo e macchine e delle macchine tra loro o, in breve, quale è la teleologia da attribuire alle mar.chine? Allorchè si prende in esame j) problema presentato nei termini concisi e generici del precedente interrogativo, desta sorpresa il modesto interesse riscosso sino al recente passato da un argomento importante per le luci interpretative di eventi importanti prossimi futuri che esso è capace <li fornire. E se oggi molte voci intt=!rlociniscono in materia e una vivace attenzione generale si concentra sui processi di meccanizzazione e d'automazione, non si avverte ancora una perspicuità di visioni, d'ìnle1vreta;1,ioni e tanto meno di previsioni pari all'interesse dell'argomento . Una sensibile incertezza nel valutare debitamente i punti sostanziali dc11e questioni connesse deriva dal fatto che queste non sono state ancora centrate a dovere da pa1ie degli studiosi e, elemento più decisivo, che u mi v:~1111:-izione cent.rata richiede competenza in campi dispa r.:i li e lrndil!.-ionalmente esiran~i della mnoscenza, estraneità che in progresso di tempo si è approfondita colle esigenze di specializzazione che si sono imposte per la complessità assunta dalle varie discipline chiamate a contributo. Queste sono la meccanica, l'elettro logia e la sua branca più recente, l'elettronica, la. fisiologia e la psicologia, le scienze sociali e quelle politiche, gli orientamenti pmduttivistici e finanziari, per non citare che i campi principali interessati, talchè le trattazioni correnti, quando non sono superficiali per adeguarsi a. scopi di divulgazione, peccano in ge-


nere di esaurienza e di profondità adeguata di visione, dimostrandosi encomiastiche oltre il giusto o allarmistiche più del necessario, secondo i punti di vista pan.iali adottati dai compilatori caso per casu. L'atteggiamento dell'uomo di pensiero nei riguardi delle macchine ba attraversato momenti abbastanza clefiniti , il prim o di entusiastic.a. esaltazione, il scmndo di :fiduciosa utili:,,.. zazione, il terzo di raccolta meditazione . Oggi predominano atteggiamenti di secondo e terzo momento. II prcr.e1to di pensare prima e poi agire scmhnt invertito n ella circostanza e il fatto non sorprende. Molti grandi eventi dell'ambiente umano maturano al di fuori di progetti prestabiliti, che sarebbero i soli in grado di valutare in anticipo modi, tempi e finì tli processi evolutivi complessi. Gli avvenimenti stupiscono l'osservatore siR per il loro manifestarsi improvviso e bi lora impressionanl.f!, sia, dopo l'acquistala evidenza, per gli sviluppi di cui si dimostrano all'origine. Il comportamento più mmnne sembra allora consistere nel raccogliere i risultati immediati, in specie allorchè questi si presentano a.Ucltanl i e copiosi, e in un inleresse soltanto di seconda mano su <p1el che riserba l'avvenire. Non si tratta di tagliare l'albero per raccoglierne i fmtti; piuttosto si tratta dì raccogliere i frutti di stagione senza preoccuparsi eccessivamente di quel che potrà accadere nelle annate sur.cessive. Naturalmente un comportamento cui si attribuisce un caral:tere generale non manca di causali, specifiche e determinanti, di cui può interessare l'accertamento. In questa, come in altre circostan:,,,e analoghe, l'uomo è aJ tempo stesso attore e soggetto e spettatore e oggetto di eventi che, pur toccandolo molto diretamente, si svolgono


276

in gran parte al di fuori della sua volontà e nei riguardi dei quali possono · ben poco le intenzioni e le iniziative singole o quanto meno esse non superano il merito di un contributo alla formazione di atteggiamenti collettivi, normalmente di, lenta formazione. · L'attore-spettatore si ferma a una passiva accettazione di eventi .p iù grandi di lui, al più medicata dall'accoglimento del buono e dal rifiuto degli aspetti meno graditi che gli sono concessi di esercitare, Ma a parte queste circoslam:e generali, causa.li più concrete possono essere iudividuate nella comparsa e diffusione relativéunente recente .delle .macchine - con riferimento alla estensione temporale molto maggiore della storia di una umanità priva di macchine - , nella consistenza. e permanenza di tradizioni di pensiero che si sono formate e si sono consolidate quando le macchine non esistevano, infine nella graduale affcrrna~ioue di qucst'uìtime, per effetto cidia quaie la loro pn•,senza si è aITermat:a in modo qua~i surrettizio e dapprima nélla forma allettante di un sollievo per la fatica umana, accolta come possibile e utile integrazione dì modalità di lavoro in uso da parte cli datori e di prestatori d'opera, ignorata da molti altri e in particolare da scienziati e da filosofi. e quindi considerata precipuamente nei portati mercantili e utilitari, ben poco in quelli sociali e ancor meno' in quelli teleologici. In verità altri riflessi del1' avvento delle macchine e in genere clella civiltà mecc:rnica, di pjù immediata percezione, meritano dì esser fatti oggetto di · ricerca, come il sorgere della grande industria e ]a fonna:done di grandi masse operaie, la conr,enlra:;,.ione della · ricchezza in oligar, 67. - Ipertelia delle macchine.


277

chie padronali ·ristrette e le rivendicazioni operaie, · le quali di regola sono emerse colle loro manifestazioni più appariscenti, in prima linea quelle di carattere economico e politico, coll'effetto di .occultare o quanto meno di mascherare le modificazioni profonde di modi <li vita, individuale e collet~ tiva, provocate dalle macchine, piuttosto che dirichiamarvi l'attenzione di uomini politir,i, di sodologhi e di filosofi. Le prècedenti causali barino carattere oggettivo; ·altre invece presentano carattere soggettivo. ' Le ma..:diine sono opera degli uomini ed i costruttori hanno preteso di conoscere tutto intorno alla loro open~, coine i padri di figli che hanno visto nascere e crescere. Ma come i . figli, giunti all'età matura, sono capaci di sorprendere i padri con facoltà e ·m11 a.I livilà <.;he non erano prevedibili nei fanciuJJi, così le macd1ine, note nelle loro più intime strutture da parte di chi le ha progettate e costruite e poi da pa1te di .chi le. utilizza, l'uno e l'altro pertanto in facolt;), .di seguirne il f1111zicrnamento e il rendimento con perfetta ·cono~ scenza di cause e di effetti, di rifornirle cnnvHnientemente di alimento energetico e di materiali dn. trasforma.re, · di porre rimedio · alle irregolarità di funzionamento ecl ai guasti dei loro organi, sono capa.ci a lor volta di provocare profond_e sorprese nei loro costruttori e nei loro utenti. In linguaggio dotto è consentito fare riferimento un'ipertelia delle macchine, le quali sarebbero in procinto di superare ·i fini per i quali sono sta.te costruite, in quanto non più strumenti di obbedienza pa..c;siva, dimostrerebbero ten..: denze inquietanti a dare ìmprnota di sè a circostanze che a prima impressione si riterrebbero estranee o comunque non influenzabili da parte loro; in termini pi1ì correnti, si . prn) fare ricorso alla abusata favola dell'apprendista stregone, · il

a


278

quale non è pii'1 capace di richiamare all'ordine naturale le forze che ha scatenate colle formule magiche male apprese . Le sorprese più sconcertanti derivano dal fatto che la concezione delle macchine, le facoltà. d'intervento nel loro esercizio e la altitudine a utilizzarle concernono soltanto una parte, e per d i più di sottospecie e ljmitata, di quel che può essere materia d'apprezzamento della funzione delle macchine come congegni non tanto adibiti a una attività produttiva specifica , quanto presenti con svariati modi di presentazione e d'intervento in ogni luogo e in ogni momento della vita odierna. Una presen1.a capillare si traduce in effetti ripetuti e penetranti, oltre che in una straordinaria diffusione e in una popolazione ingente di macchine, in breve nel ricorso costante alla loro collabora.zfone m~gli atti più consueti, forse ancora più operante delle grandi concentrazioni di macchine delle fabbrir.he moderne. Quando ::;i prt'~<scinda dali' a.ccem1a la diffusa presenza, si è portati a trascurare in modo inammissibile uno dei motivi preminenti dell'influenza delle macchine sull' avvenire delle società umane. È indiscutibile che se q1.1esta influenza è importante, e su questo non sembra possa esservi dubbio, la trascuratezza. e il distacco debbono la.sciar posto a un'attenzione diligente, rivolta a precisare quello che il prossimo futuro può riservare all' uomo in dipcn<lcnza dell'evoluzione delle maccl1ì11e. Due sono i punti di preminente ri68 · · La connessione licvn nella precisazione di cause ed delle macchine e effe tti assunta: il primo verte sulle macchine superiori. relazioni tra uomo e macchina o soprattutto tra macchina e nomo, vale a dire concerne l'utilizzazione delle macchine ; il ~ecundo considera gli effetti della

le


279

connessione di m acchine (in altro momento si è parlato di accoppiamento di macchine), vale a dire riguarda le relazioni tra macchina e macchina. Utilizza.7.ione e connessione cli macchine sono due nozioni distinte ma di slretta interdipendenza, l'una. consistente in fatti di produzione di beni e di occupazione umana, l'altra consistente in collegamenti materiali e quindi individuabili tra macchine di funzioni diverse ma di reciprnca integrazione, nozioni che, in quanto distinte dal punto di vist.a meccanico quanto interdipendenti dal punto di vista fun:donale, sono separabili, per facilità d'analisi, in tema d'ar:cert.amento dei loro portati tecnici e d 'ogni altro genere. Nell'esame delle relazioni tra uomo e macchine e viceversa. è conveniente prendere in considerazione le variazioni dei due parametri, umano e meccanico, e l'inlluenza di dette variazioni sul progresso tecnico e ~enerale, cioè sulla evoluzione e progresso (kll'nomo e sullo t'>viluppu e pcdc:.:iunamenlo delle macchine, nell'intesa che i termini adottati non pretendono postulare esiti sicuramente positivi, almeno per ciò d 1e riguarda l'avvenire dell' uomo. Il giusto intendimento di non pregiudicare le r.nnclusioni coll'impiego di termini di accezione ben definita nel1'uso corrente, siano esse intuitive o suggerite dall'espcrien:,,a, è indizio di una cautela sempre opportuna quando si affronta un argom1:mto complesso e dibattuto, la quale, nel caso in esame, pnò risultare m eno necessaria se si fa riserva di limitarsi agli aspetti materi.ali e concreti di questa trasformazione di tecnologie e di assetti sociali, nei quali è più agevole trovare solidi argomenti, che inducano a git1dicarla. positiva, cioè partecipazione a un processo certamente evolutivo. Il progresso umano ha grosso modo 1.re aspetti principali: scientifico, tecnologico, morale. Restando fermi, secondo le


280

premesse fatte, agli aspetti scientifici e tecnologici del progresso, è certo ché l'avvenire riserva ancora promesse di grande interesse, baslerebbe citare quel che ha tratto alla conoscenza sempre più profonda del monclo fenomenico e alla interpretazione sempre più aderente del mondo reale. Da questa conoscenza e da questa interpretazione denva:no a loro volta due ordini preminenti di conseguenze: disponìbilità energetiche sempre maggiori e disponibilità sempre più ingente di materie prime. Dalla mntiuenza dei due ordini di fatti, in tanta parte legati l'uno all'altro, deriva la previsione di una progressiva facoltà di dominio sulla natura e una maggiore ricchèzza di beni strumentali e di consumo, in definitiva una sempre maggiore facoltà di modificazione ·dell'ambiente di vita a proprio favore e quindi più facili condizioni di esistenza, ciò che in senso meramente biologico si può interpretare come una possibilità apparentemente illimitata di evoluzione della propria specie umana e in senso sociale come una crescente subordinazione dei modi <li vita a quei procediménti, suggeriti da scienza e da tecnica., cui sono legate le facoltà di dominio sulla natura e di modificazione dell'ambiente di vita a proprio favore. · Anche nel perfozionamen'to delle macchine sono da vedere due vie, .che non è escluso sia.no percorse contemporaneamente: il perfezionamento della singola macchina, mediante la più rispondente realizzazione dei suoi organi come progetto, c()struzione e funz.ionamcnto; la connessione di più macchine, col risultato di più elevate prestazioni, in altre parole la trasformazione delle singole unità meccaniche in groppi di urutà (gruppi di macchine o macchine complesse). La trasformazione in parola è già in corso cd i risultati accertati ne confermano fa portata, che non è espressione retorica chiamare rivoluzionaria.


281

69. - 11 termine « connessione », riferito a macchine, è stato usato per esigenze espositive ed ha un valore semantico specifico, diverso da quello lessicale corrente, oltre un significato pregnante che conviene illustrare. Tn un m ondo fenomenico di relazioni reciproche - e q udle in esame sono relazioni tipicam ente reciproche molto dipende, a nche sen:,,a postulare una. dipendenza. totale che pure avrehhe aspetti suggesfrvi, dal tipo e funziona.mento delle com1essi11ni colle qua.li e in base alle quali vengono poste ·in essen i le relazioni accennate. Se le relazioni tra uomo e uomo, soggette da tempo imm ~morabile all'indagine speculativa dei più alti spiriti, h anno assunto soltanto di recente il contenuto di una tecnica pratica, la. tecnica delle relazioni umane, non è meno vero che la tecnica d elle 1·elazioni tra. macchina e macchina è soltanto in formazione - e intanto sfugge a.Ila comprensione della ·m aggior parte delle persone :rnr.hc colte la stessa e&istcrn..a di una tècnic.:a dell'interconnessione di macchine, per non parlo.re d egli effetti immediati e m ediati dell 'interconnessione - e che una tecnica delle relazioni tra uomo e m acchina è a nch'essa arretrata, mentre meriterebbe di i>.r-;sere coltivata con molta diligenza per le indicazioni ch e è in grado di dare circa il miglior rendimento d el binomio fondamentale e per la luce che probahilroente è destinata a portare sui problemi assunti. Si può dire di più, che una volta a ssodati alcuni canoni uomo e macchina., è tentabile. il ]oro trad elle relazioni tra . sferimento sotto un nuovo angolo visu~ le, quP.llo ddk relazioni tra uomini, colla presunzione di nuovi spunti interpretativi, che non si può escludere fecondi, ad esempio in qualità di contributi sostan ziali alla costitu2ione di una teoresi di merito delle relazioni umane.


282

Ritornando ad argomenti di più diretto interesse, è indiscutibile che, in senso stretto, il pro~resso meccanico non è altro che una particolarn manifestazione del progresso scientifico e tecnico generali, se si vuole una manifestazione molto importante. A questo progresso meccanico si fa costante ed esclusivo riferimento nell'uso corrente. Esso si traùuce nella costruzione di macchine sempre più efficienti (n. 7). Il concetto di <'- efficienza >> , che predomina nel campo della organiz1azione industriale, è perfettamente al suo posto anche qui: macchim~ di sempre maggiore efficienza in termini di volume di produzione e di perfezione di prodotto. Peraltro conviene osservare che occuparsi esclusivamente di efficienza non risolve il problema nel suo quadro totale, in particolare non sfiora nemmeno l'argomento suggestivo delle mète più lontane. Dove JJOrlerà questa illimitata efficienza di per se stessa - poichè non si concede che esista un disegno preslahililo che includa anche i fini - , cioè a prescindere da ogni volontà operante o, come si suole dire oggi, da ogni pianificazione, tanto meno configurabile in quanto è sempre ùiffkile prevedere e pianificare a ragion veduta in quadri di contorni incerti e di contenuto indefinito? D'altra parte il perfezionamento della macchina in se stessa non si può enucleare ragionevolmente dal progresso inerente a lla connes.c;ione di più macchine, dal momento che qualsiasi macchina è già un sistema composito di congegni più semplici, dopo di che il criterio d'efficienza si completa di necessità colla considerazione del merito della connessione. Questa pu<'> essere univoca o semplice oppure biunivoca o reciproca, rispettivamente connessione e interconnessione. Funziona.lmente, una interconnessione è una connessione di


W3

effetti in azione reciproca, per ipotesi distinti e informati a scopi specifici. Il passo compiuto dalla connessione meccanica a lla connessione di effetti in azione reciproca riveste un considerevole interesse concetl1:ia1e e pratico: esso è la premessa necessaria e suffir:ie nte per la realizzazione della macchina dalle funzioni autoregolate, una macchina superiore, in quanto idonea a raggiungere prestazioni superiori a quelle delle macchine di tipo ordinario e un'efficienza cosi elevata, in St:nso relativo e in senso assoluto, da presentare caratteristiche veramente sovvertitrici di ordini d'idee consueti. Poichè nulla vieta di concepire l' ulteriore passaggio d alla singola macchina superiore al gruppo di macchine superiori, esl.ew a volontà entro i limiti della operatività della connessione reciproca, è de<lm.ione legittima che l'ultimo porl.atn dell'interconnessione di macchine o della nozione della macchina superiore è la fabbrica c,ostituita da gruppi di macchine superiori inl erconne~ e , una fabbrica ad automatismo integrale o al massimo grado d ' automatism o suggerito da considerazioni non tecniche, la fabbrica a.utomata.

L'analisi svolta ha portato alla concezione di macchine di alta efficienza. funzionale, risultanU dalJa concezione di più macchine, ciascuna. per proprio conto della massima efficienza. meccanica. Il valore deUa concezione consi..-.te nell'individuazione di u n concetto d'organizzazione di macchine, in verità d i carattere generale, che ne vede il perfezionamento nella integrazione d'azione di organi meccanicamente efficienti per proprio conto, in vista di realizzare un'efficien za fun:l'ionale distinta 70. - Conside ra:z:iani sulla retroazione ( Feed. Back)


284

e di piano superiore rispetto a un'esclusiva efficienza meccanica. La tesi implicita nella precedente proposizione ha un considerevole significato eristico. Essa trasferisce l'analisi oltre il qt1adro delle connes.<;ioni meccaniche, ed è già un quadrò di considerevole interesse, per portarla in quadri concettuali e pratici molto più elevati. Il trasferimento della ricerca nei termini accennati. non è fine a se stesso. Dall'accesso a nuovi punti d'osservazione si trae la facolfa di .visioni più ampie e capaci d'includere un maggior numero di elementi e in dipendenza si deducono analogie sintomatiche e raccostamenti suggestivi, di singolare potenza . interpretativa, che valgono a fornire indicazioni pregevoli e ad orientare debitamente l' aHenzione di chi affronti i prnblP.mi ìn questione, provvisto di una preparazione almeno generica. È bene confermare, per il caso che fossP. n<'r.f'_,._~1rio insistere sull'argomento, che interconnessione di rrn1cchine non è semplice acc~ppiamcnto meccanico, inteso quesl' 1111imo a realizzare soltanto trasferimenli (l'en ergfa per l'esecuzione di un lavoro determinato. Pure persistendo il trasferimento d 'energia, che è il tema costante di qualsiasi accoppiamento mecca11ico ( o connessione di macchine), nell'i11terco1;:messione una parte dell'energia in giuoco è sottratta colla finalità specifica d'influire in modo conveniente e prestabilito sulle ulteriori erogazioni energetiche .e in definitiva sulle prestazioni globali del sistema di macchine interconnesse. Nei precedenti termini si torna a presentare il principio di retroazione (o feed-l.uu;k) (n. 53 e altrove), come fondamento della regolazioÌle autotilatica delle macchine, e in pari tempo risultano messt'. a fuoco le funzioni delle connessioni


2!15

reciproche (o interconnessioni), alle quali si è fatto ripe~uto riferimento, come elemento essenziale di qualsia.si macchina autoregolata. In. presenza di fenomeni di retroazione, si constata senza eccezione che anche i più semplici sono relativa.mente complessi, dato che una eventuale semplicità apparente non è che la conseguenza di un'analisi superficiale di fatti, quindi probabilmente imperfetta. Infatti perchè sussista la retroazione e se ne abbiano gli effetti occorre che si verifichino i supposti fondamentali di: I) un effetto reciproco e al tempo stesso z) dissimmetrico, attraverso 3) un circuito chiuso o maglia circuitale (di retroa;r,ione) (n. 53). L'effetto reciproco è affidai.o, In si è già detto, alla sottrazione o prelievo di una. quota parte dell'energia totale, quota parte alla quale è as.<.egnato il compito di regolare il ::;ucr.;c:,;::;ivo funziorrnmento della macchina; la dissimmetria è insita nella quanl it:\ di energia prelevata per la regolazione o controllo di funzionamento, sempre di un ordine di grandezza piccolo, in confronto della totale in giuoco, e sovente di. modestissima entità assoluta; il circuito chiuso è assicurato generalmente da una connessione materiale (e di qui la giustificazione della denomìnaàme), per quanto non siano infrequenti modalità diverse, in cui una discontinuità materiale è completa.la iu modo eterogeneo, ad esempio attravf'JSO il sistema nervoso di un operatore o mediante un collegamento radio. I presupposti necessari rendono ragione della. complessità effettiva ·dei più modesti disposili vi di retroazione. Come schema di funzionamento, il caso più generico si può sintetizzare in azioni mutue e ripetute sotto la forma d'impulsi del tutto definiti in termini d'intensità, .d i direzione e di


286

tempo, i quali seguono percorsi prestabiliti, rispettivamente d'ordine e di esecuzione. La locuzione <( percorsi prestabiliti >> è volutamente imprecisa e non pregiudica la sistemazione di fatto, caso per caso, delle interconnessioni. L'intervento dell'uomo implica la costilu:doue di una maglia mista e gli effetti di una regolazione cosiddetta cc semiautomatica )) ; anche un'azione a distanza prescinde da una sede ordinaria, in quanto ha per veicolo unde elettromagnetiche o meccaniche (ad es. sonore o ultrasonore), nel quadro di una regolazione pienamente automatica. L'introduzione della nozione di tratti non materiali nella retroazione non vale soltanto a sistematizzare debitamente quei casi che si sono detti di regolazione semiautomatica o altri senza dubbio più interessanti di regnlaziorn~ a distanza; essa si presta a1tresì a interpretazioni suggesli ve d i una funzione retroattiva al <li fuur.i di at.tività di ma~d1i11t!, J.>el. e::;empio in quadri umani, interpretazioni che vale la pena di citare a prova della fecondità ed estensibilità dei concetti svolti, oltre i limiti di progetto e di fom:iouamento di complessi meccaruci. cc Si può, per metafora o per mo1tn di spirito, rappresentarsi tutti gli sforzi ,dell'umanità, di l u i.I i i generi, nel corso della storia, come un vasto insieme di a zioni in feed-back, nelle quali esiste un controllo dei risultati già raggiunti e un . avvicinamenlo a un ideale d'altra parte male definito e in parte scoperto durante l'azione stessa. Questa metafora non è prova di valore ed è anche probabilmente più giusta della metafora rivale di uno sviluppo deterministico o dialettico senza controllo assiologico, ma evidentemente non è che uJJa metafora. « Il nocciolo di verità eh' essa contiene è espresso molto meglio, e mo1to più naturalmente, con una concezione che


287

si potrebbe considerare platonica: il mondo attuale degli indi-

·vidui colle sue interconnessioni orizzontali è subordinato a un mondo ideale di essenze e di temi, al quale gli individui partecipano, che li informa e che regola le loro azioni. Anche le intercomunicazioni e informazioni da individuo a individuo o i controlli intcrindividuali non si concepiscono che subordinati a una partecipazione verticale al mondo degli ideali >) (34). Come appare dalla precedente citazione, l'interpretazione di fatti di contenuto tipicamente meccanico e di aspetto strettamente materiale ha offerto l'accesso, secondo 1.1n particolare ordine d'idee, a una concezione che si dilata su campi molto più vasti, che si può accogliere o rigettare ma che non perde la caratteristica singolare e suggestiva di sfiorare i margini di una coscieo7.a interpretativa del comportamento umano. Se non è il caso <l'insislere sn argomenti fondamentalmente asl1·atli e che pertanto sfuggono a conclusioni concrete, non vi sono du bbi circa il profondo interesse gnoseologico della ,l~luzione ch'cssi aut01izzano, di precisazioni circa la. accennala coscienza interpretativa offerte dalla considera zione cl'interconnessione di macchine e di fenomeni di r etroazione. Del resto non può sorprendere, se non a prima impressione, che in un mondo di relazioni, sia quello deJJa vita individuale, sia quello, su altro piano, della vita socia.le, cnr1nessioni e interconnessioni di macchine siano capaci. di fornire lumi su interpretazioni e previsioni di fatti umani, apparentemente del tutto estranei a loro . Quivi sono in azione non soltanto l'importanza assunta dalle macchine nel mondo moderno, ma anche il valore di sistemazione e di progresso d'idee assunto da analogie e pa(J4) R . Run..R, f ,e pmMì!m,1 d11 l'information et la cy1)ernetique.


288

ralleli, che è consentito istituire tra evoluzione <lell' uomo e perfezionamento <li macchine e viceversa. Le deduzioni legittime d i un corso di pen~ sieri ricco di spunti di meditazione non s1. f ermano qm.. La macchina superiore non assume soltanto, per effetto di una retroazione ben congegnata , le facoltà di una macchina abile, quasi intelligente, come appaiono all'inesperto e perfino allo scettico macchine dotate di un automatismo spiccato, le macchine automal.e. Retroa zione vuol dire controllo d' azionr: r: i·z controllo di azione può e.c;sere perfezionaio sino a guida ,l' flZÌone. Dalla guida ù'a1.io.nc a lla decisione a11to noma e di qui alla mani festazione di un intendimento, drn 11011 è certo pensiero, ma che si avvicina mol lo, e si potrebbe soggiungere a volontà, a un'espressionP. cli pensiern, il p:-.,,o ;,. hrrvf'. O se anche il pas.~n non è breve, in specie quanilu dalla imprecisione delle astra:1.ioni s'intenda trasferirsi aJla concrete1.1.a dell'azione pralica, non s i può negare d 11~ sia stata indicata una mèta t:1 segnata una via, sia pure lunga e difficile. La via è quella dell'inserzione <li ma~chine calcolatrici nei circuiti di controllo delle macchine a utomatc, in termini mal'ematici si direbbe deU'associazione della retroazione con dispositivi idonei a l'isuJvere le equazioni che legano ,fa.ti iniziali e dati :finali di un processo attivo qualsiasi (una deliberala gener alizzazione di quel che s inora. si è detto un processo prn<ln1tivo) e ancora deJla rcalizzazio111~ (li un algoritmo matematico, o della scelta trn quelli alla mano da far valere al tempo st esso per la risoluzione delle accennate equazioni e per il funzionamento delle m acchine calcolatrici. Se l'azìnrn~ finale della macchina o del ,gruppo di mac71. · Macchine quasi - pe nsanti.


289

chine automate dipende dai dati d'uscita delle calcolatrici, attraverso modalità di retroazione, lo schema deJla macchina per decidere è già tracciato. Il lato emergente del ragionamento svolto è che esso autorizza l'affermazione che la macchina quasi-pensante non appartiene più all'esclusivo dominio dell'utopia, poichè non è più utopistica dell'interconnessione di una calcolatrice e di un congegno di retroazione già in funzione nella punteria automatica dei pezzi contraerei. Con questo non si ammelJe che le macchine possano pensare nè si presume breveUa.hile a breve scadenza un ordigno del genere. Esiste un enorrne divario tra pensiero e quasi pensiero. La scienza fantastica, quella che con un brutto neologismo si sente talora denominare « fantascienza )>, è il frutto di congel1 ure in gran parte arbitrarie, che sono più pericolose allorchè espresse in forma a-podittica come deduzione indebita di dati di p.:u·tenz.a corretti. Ma non è fantascienza il lavoro di un'immaginativa conlnillata, che agisce in base a deduzioni logiche e cl1e an1.i a que.ste fornisce la materia e di queste valorizza i ri"ulta.li, additandone i più probabili ec.l i più utili. Cert:une11te la macchina quasi-pensante non pensa come un cervello umano, per quanto, secondo una concezione consistente, una parte almeno di quel che si reputa atto di pensiero sia interpretabile in termini di rinessi condizionati, di stretta parentela funzim)ale r.on processi retroattivi. Della dicotomia cartesiana - percezione dell'intelletto, determinazione della volontà - la macchina quasi pensante applicherà soltanto la seconda parte, la determinazione della vnloutà o, come si è già detto, la decisione, con maggior precisione si dovrebbe dire il suggerimento della decisione. 19


290

Ma anche colle limitazioni insopprimibili per il momento, suggerite dal più cauto accoglimento di un corso d 'idee in formazione, la macchina per la decisione ha già qualche merito di superiorità rispetto all'uomo: è molto più rapida, non è accessibile all a !Stanchezza, non commette errori o più precisamenle può essere pm;ta in grado di avvertire gli errori che commette e poi di segnalarli, even h1almente di corregger li, soprattutto non ha passioni . Quindi deciderà correttamente, naturalmente nel settore, ampio o ristretto che sia, nel quale è ::i hilit::itn ad agire. Il fatto presenta un int eresse superiore a q uanto p uò apparire alla prima presa di conoscenza . Se esiste una facoltà d i decidere con eftr1mente, attributo di un a. macchina , tutta l' azione pratica clell'uomo è chiamata a fruirne e ben presto anche il suo mondo mora le verrà a trovarsi in una situazione differente da quella che è considerata consue~.a, per inveterata formazione menta le. Per intanto, e non è fatto di scarso pregio, un nuovo itinerario viene indicato al pensiero, il cuj valorn si apprezza ritornando a concet ti ùi R .0 . dai quali si era preso lo spunto iniziale. Si faccia la congettura di una R.O. la q uale dispone di macchine q uasi-pensanti, del lipo sommariamente accennato. Essa acquista la facoltà ipotetica, che però mette conto rendere pratka e operante, di determ inare in termini che escludono l'errore, v antaggi e svantaggi d i una qualsiasi soluzione d i un problema concreto e di conseguenza cli cleterminare i meriti relativi d i un numero considerevole di soluzioni possibili. La proposizione equi vale ad affermare che la tecnica della decisione ha trovato lo strumento per la decisione, si tratti o non si tratti di una macchina per decidere.


CAPO

XI

L'AUTOMAZIONE E LA DIFESA NAZIONALE Una evol11zio11e molto marcala dei processi cli produzione, che con fondamento viene valutata talora cli caralf e re r ivoluzionario, non pur, mancare di esercitare influssi che pertanl<l interessa accertare e discutere nella loro veste sia di modificazioni strutturali e di funzionamento di organi cli forze a nnal P-. nell~ 'lllali !-fino d a. w d<'r<' i riflessi immediati even tuali dell'automazione, sia di modificazioni dell'ambiente in cui si svolgono iu pace e si svolgeranno in guerra le incornli1:11ze organizzative e d ' im piego delle forze annate, nelle quali sono da VP-<lP-me i. riflessi mediati. Prendendo In spnnto dalle modificazioni amhienta li (le mo1lilkazioni strutturali e di ftrnzionamento si esamineranno in sede di a utomazione militare (n. 75), conviene <lorm:rnùarsi anzit utto qmtli di detti influssi siano diretti e quindi di immediata percezione e quali siano indiretti e da ricercare con pitì accurata :rnalisi, per apprezzarn e a dovere la portata effettiva. Gli influssi diretti si possono compendiare .in un nuovo dimensionamento dei fattori di produ zione ; <pu~lli indiretti sono numerosi e, pur in differe11te misura, coinvolgono t utti i parametri della vita nazionale, in qua nto difesa e produ72. - Aspetti militari dell'automa:z:ione.


292

.zione, sotto diversi aspetti, non lasciano scoperto ne.ssuno degli accennati parametri. Nel loro insieme, gli uni e gli altri provocano alterazioni sostanziali cli condizioni e di situazioni, da interpretare nella loro sostanza e nella loro operatività in termini di variazione dei parametri di un potenziale bellico e quindi d'incremento o di decremento importanti delle facoltà di sostenere e di condurre a buon fine uno sforzo di guerra, variazioni in c:ui si può sintetizzare un effetto globale dell'automazione. Considerati sotto l'aspetto intrinseco, gli accennati influssi si possono condensare in un aurne11l.o considerevole della produzione, in una modificazione conseguente dei criteri correnti per fare fronte a fabbricazioni cd a consumi di guerra, in una differente ripartizione dei carichi che gravano su organi di governo, su organi<.mi di produzi.one e su ceti lavorativi per ciò che riguanla l'organizzazione bellica dello Stato. Facendo esplicito riferimento all'organizzazione di forze armate, è evidenl.e che in clima d'automazione in atto e soltanto per quel che concerne armamenti diminuisce in misura decisiva l'esigenza cli costituire stocks di materiali, dato che esiste la facoltà., e si afferma l'opportunità, di produrre i ma_teriali occorrenti al momento del bisogno, sulla base di prototipi aggiornati e ili processi produttivi di altissimo rendimento. In linea subordinata, nel clima accennato, sono da prendere in considerazione l'eccellenza di qualità, la risoluzione di merito di problemi di fabbricazione che deriva dal ricorso alle tecnologie più progredite, l'incidenza dell'automazione sul fabbisogno della mano d'opera semiquaJiricat.a e di manovalanza che, occorre 1icordarln, costituisce ·1a massa nell'impiego di processi mdinari di iHtxluzioue, tutti argomenti


29:1

sui quali sarà opportuno ritorna.re brevemente più oltre per approfondire in modo adeguato l'esame intrapreso. Da.Ila drastica diminuzione degli stocks d'arma.menti e di dotazioni (gli arsenali di guerra risiedono orma.i nei grandi dist.retl.i industriali) derivano due ordini di conseguenze: la riduzione dell'immobilizzo di beni in tempo di pace, col risultato di uno sgravio importante d 'oneri accollati all'economia nazionale ; un aumento deJla flessibilità delle organizzazioni militari nei riguardi dell'adozione di un armamento aggiornato costantemente, come è consentito non solo in linea teorica dall'utilizzazione sollecita. dei progressi delle tecnologie interessate, adozione che sinora. è stata posta in difficoltà gravi e talora non superabili, dall'esistenza d'ingenti depositi d'armi, destinati dal contemporaneo progresso scientìfico e tecnico a invecchiare rapidamente ed a perdere ogni valore di confronto in caso d i emergenza. NaturaJmçnk esis tono conlropatlite onero;;e alle precedenti circosta nze, costituite dalle predisposizioni necessarie per dare luogo a produzioni massicce al momento del bisogno e in fase a ncora precedente, dall'approntamento e dal mantenimento a giorno d i prototipi, dalla provvista e affluenza di materie prime e semilavorate, dallo smistamento dei prodotli lavorati nonchè, argomento importante al quale si dà, di rado l'importanza che merita , dalla coltivazione e dalla diffusione di <l<:ÌUrine d'impiego che valorizzino a pieno un ii.nnamcnto progredito e in rnpida evoluzione. Evidentemente si tratta di contropartite da valuta.re con cura e da fare oggetto di opportune previdenze d'orga nizza7.ione ed esecutive. Ma non si deve trascurare il fatto che anche nelle linee indicate l'automazione si presenta come la migliore medicina di , quelle c.ircoslanze, anch'esse prodotto del ptog:rcsso industriale=: e cerlarnenle gravide di conse-


294

guenze dannose, che avevano aumentato a dismisura quantità: e tipi dei materiali di dotazione delle formazioni militari e che di quantità e tipi di dotazione avevano fatto remore consistenti della capacità operativa delle forze armate e in definiti va. delle facoltà risolutive delle operazioni di guerra. Se non è avventato fare sin d'aclesso affermazioni precise in merito ai principali aspetti militétri dell'automazione, si vorrehhe esprimere il concetto che questa costituisce un contributo, molto probabilmente di grande valore, alla maggiore efficienza delle forze armate in termini sia di eccellenza di armamento, sia di aumentata capacità operativa <lelle unità di tutti gli ordini delle forze annate. Hasterchhe il riconoscimento di fondatezza del concetto accennato per conceni rn.re sull'automazione l'attenzione, la diligenza e<l il senso cli responsabilità di persona lità e di organi di governo e della produzione. In effetti esistono nitre circostanze, anr.h'f's<sf' di molto rilievo, che inducono ad attribuire all'automazione un'importanza, in materia militare, non dissimile da quella che le è assegnata giustamente in maleria di ecouornta e di pr~ duzione civile.

73. - Si è già fatto cenno altrove (n. 65) a.i due aspetti generali dell'automazione: la c.oncenlrazione dei mezzi produttivistici nella grande fabbrica automata; l'estromissione <li una. parte considerevole della mano d'opera ordinaria dai processi produttivi, sia per eliminazione <l'incomhenze assunte dalle macchine, sia per moditir.azione d'incarichi. richiesta dalle nuove macchine. Entrambi gli aspetti , per quanto operanti a scadenze differite e in propor1.io11e diretta dei livelli d'automazione effettivamente raggiunti (non sarebbe realistico congetturare una


295

automazione generale al roo¾ senza riserva dell'accertamento preliminare <lella sua convenienza economica), sono destinati a riverberarsi in modo decisivo su fatti essenziali di organizzazione militare. Le grandi fabbriche automate possono essere oggetto dì provvedimenti di protezione più facilmente di complessi di pari capacità produttiva, realizzati in base a criteri ordinari, e quindi potranno più facilmente essere poste a.I riparo dei. colpi avversari vibrati allo scopo d'inflettere e poi di distruggere il potenziale bellico. La maggiore facilità di protezione deriva dalla loro peculiare strutturazione e da modalità di esercizio e di partecipazione al lavoro del personale addetto, da vedere sostarwialrnente in adeguate masse coprenti (interramento, blindamento e, dove le circostanze lo consentono, incavermunento). Provvidenze del genere erano già divenute necessarie in dipendenza dcli' accrcsciut:i dticar.ia dcllfl anni :umi~ ~ più genericamente ,ldl · a ument·ata utiliz7..azione dello spazio aereo a scopi offon sivi; esse sono ormai indispensabili, in conseguenza della minaccia nucleare immanente. Del resto esse erano state adottate, nelle forme e ne1la estensione possibili e convenienti allora, sin dalla seconda guerra mondiale, limitatamente a talune attività bellichP- o parabclliche (verso il termine ,lella guerra erano in gran parte incavernate o quanto meno solidamenle blinilate le bas i. delle forze sottomarine tedesche ed erano state realizzate sparsamente, in Italia e a ltrove, installazioni in caverna. per industrie d'armamento o connesse con fabbricazi()ni d'arm i) . Previdenze di tal genere dovranno divenire probabilmente sistematiche ed estendersi alla maggior parte degli impianti militari e paramilitari ed essere considerate di premineute importanza, nell'ipotesi di un nuovo grande conflitto.


296

Infatti, oltre che l'efficacia dì protezione, derivante da una applicazione adeguata a richieste senza. dubbio ingenti, esse avranno il risultato di allontanare le probabilità di crisi di attività essenziali e implicitamente di diminuire i rischi d'aggressione. Inoltre convenienti livelli automativi in industrie chiave hanno il merito di eliminare pressochè completamente le e!>igenze d'avviamento delle fabbricazioni di guerra in caso di emergenza, le quali altrimenti potrebbero assumere aspetti critici in momenti molto delicati, poichè t rasformano l'avviamento citato nell'attua7ione di pianificazioni studiate con ponderazione e con cognizione di dati d i fatto, per la quale sono state prc<lisposle le premesse nece~._arie. Le pianificazioni riguardano i programmi di produzione, le p redisposizioni e le disposizioni relat ive alle materie prime (ivi c.:ornprese le materie energetiche), infine la formazione e Je des1inazioni del persona le d 'alta qualifie.1zione, adibito ul h u.aiuJ1itiuculu <lcgli impianti automatici d 'interesse bellico. L'eliminazione di una mobilitazione massiccia di mano d 'opera, che è stata laboriosissima incombenza per lntli i paesi coinvolti nelle due guerre mondiali, 1: n n fali o ili grand~ interesse e anche di grande impo1i anza. La mobilitazione civile si sovrnppone in genere alla mobilitazione militare, e,1 anche a prescindere da · una contemporaneità assoluta non necessaria, quando è massiccia ne complica in modo eccessivo gli a tti. Per di più essa assorbe una pari.e del potenziale demografi ~o dei paesi interessati tutt'altro che trascurabile, anche se prevalgono orientamenti verso minori esigenze in proposito de11e forze armate propriamente dett e, e soprattutto crea incresciose disparità di oneri tra due grandi masse di popolà2ione.


297

Infine non è da trascurare il fatto che la ridiizione drastica del personale impiegato nelle fabbricazioni di guerra, ridotto agli specializzati delle fabbriche automale di ntunero ~onsiderevolmente inferiore, disensibilizza la produzione bellica dalle condizinni del morale di ingenti masse di uomini travagliati dalle vicende di guerra e soggetti alla violenza mentale di propa~ande scatenate e la estrania di fatto da contingenze del morale di fronti interni e dalJè conseguenze <lei colpi che sono inferti a questo. Un'automazione prngredita presenta inoltre il riflesso, tutt'altro che privo d'interesse anche quando non di primo piano, delle inflmmze disparate che un ambiente di ali.e caratteristiche produttive esercita su tutte le manifestazioni che ivi hanno luogo e sugli stessi modi di vita individuali e collettivi. In particolare ivi si oriP.nl:rno in misura crescente verso un automatismo spiccalo, richiesto e consentito da circostanze che non è indispensa bile I iccm.lare specificatamente, anche le tccnidw che costituiscono base della fabbricazione di armi e rli nwzzi di dotazione. Per di più le tecniche civili d'a11tornazione e quelle di un automatismo avanzato dell'armamento poggiano su cognizioni tecniche, su sviluppi tecnologic:i e su equipaggiamenti scientifici in gran parte comuni e per la parte residua provvisti di consistenti analogie. I progressi delle une sono i progressi delle :-111 re . Perl:rnlo è logico che una nazione pervenuta a piani avanzati d'automazione si troverà in condizioni preferenziali per ciò che concerne armamento moderno e consumi di guerra, cioè per preparare forze run1ate efficienti , e per acquistare e conser74. - Riflessi militari mediati.


2911

vare vantaggi consistenti in m ateria d 'armi nuove e potenti , cioè per precostituire le migliori condizioni di confronti di potenza. Sin d'ora le forze arma te richiedono in copia congegni au tomatici e attrezzature di tecniche elettroniche per missili tele e a utoguidati, p er radiospolette, per mezzi di trasmissione, per radar e r..ontmlli automatici di rotta e del fuoco e così di seguito e molto più è da presumere che richiederanno in a vvenire. In d efinitiva, mentre è da ritenere che non esistano controindicazioni sostanziali nei riguardi di un'automazione progressiva sotto il punto di visla della difesa nazionale, si constatano in quantità circostanze convincenti che costituiscono incentivo a perseguire attivamente i più segnalati progressi iu materia. I riflessi militari dell'automazione cd il conseguente interesse militare cli q1ml1a nascono dal contributo J.l LW ;, 1..c1 pace un ambiente ben dola.l o in tema d 'automazione alle complesse incombenze d' organÌ1/.'l.azione nùlita.re. A <1uesto proposito è da mettere in evidenza l'apporto delle tecniche automa.tive a una prodt17.ione industriale pesante e a un'industria meccanica , clue capisa.ldi della produzione d'annamcnti, cui sor10 da aggiungere le più recr.n1i attività industriali d'applicazione delle tecnìchc elettroniche. Le attuali esigenze di qualità di produzione, in vista di prestazioni eltwate in circostanze severe, hanno già raggiunti i limiti del rendimento di sistemi di produzione ordinari per effetto delle diminuite tollr.ranze, della compattezza delle strutture, delle caratteristiche di montaggio, che impongono un 'esecuzione e.;;lremamente accurata nella maggior p arte degli stadi di lavorazione. Le prestazioni del montatore-uomo sono di conseguenza


299

sottoposte ad ardue prove e sono per divenire strettamente limitative delle caratteristiche dei prodotti finiti. Il montaggio automatico elimina d'un colpo le situazioni controproducenti e dà luogo a nuove pos.'>ihilità pratiche, non ancora completamente esplorale, ma certamente di considerevole interesse. Analoghe annotazioni possono essere fatte nel quadro dei costi. La complessità delle apparecchiature m oderne, e quelle d'uso militare nmi fanno eccezione, si traduce in forte incremento di spesa di mano d'opera, cui occorre aggiungere l'incidenza degli scarti di fabbricazione e gli oneri di manutenzione degli impianti, il lutto da raggua gliare, per ciò che interessa, a costi aggiuntivi. È stato calcolato che il prezzo di una m acc hina mod1~rna, un complesso da offici ua , un'aulo1nubi lc, umL radio, risulterebbe proibitivo SP. i mr1·ndi rii ht vorazione fo:;:,;ero :inc:or:1. quelli di venti o trent' anni fa soll anto. 1 m igliori proceùimenti lavorativi danno luogo a mig liori proclotli. a minor costo. L'a utoma.zinne i.,, nn ulll.:rio re passo importante su di una via ben nota di pcrfczio11amento di processi produttivi, perfeziona.mento che ha tanto contribuito al progresso meccanico del1' epoca attuale. Essa rnncle più efficace e semplifica inoltre il controllo di qualìlA mediante l'uniformità dei prodotti, ridur,4,: le richieste di mano d'opera d'alta specializzazione, che altrimenti raggiungerebbero quote impossibili a soddisfare, coercisce i tempi di fabbricazione, richiede e accelera i progressi della « miniaturizzazione >> cui sono legati montaggi molto compalti e costanza d'efficienza su livelli elevati, infine incide in modo decisivo, colla riduzione drastica degli scarti, sulle perdite di fahhricazione di materiali .


300

.Da un punto di vista strettamente 75 . ~ L'autom~~ione militare si possono distinguere apne l campo m,latare. plicazioni a.utomative ai distinti setlori dell'armamento, dell'~rcizio di servizi, ivi comprese le allività di tipo industriale affidate a stabilimenti militari, e d ell'esercizio della funzione di comando. Qualunque sia il settore, le applicazioni sono subordinate alla constatazione di un esito nettamente positivo in termini d i funzionalità di un'attività particolare presa in considerazione. ciò che p resuppone il risultato favorevole delle modalità applicative e il giuàizin positivo sugli effetti dell 'automazione. · Date le premesse, in ciascun caso risulta indispensabile un lavoro di studio e di programmazione di e~i,perimenti, dei quali i punti principali sono i seguenti, sostanzialmente identici per tutti i settori, data la loro generalità:

·1) precisazione J1-,l11:.: fmalilù, mo<lalità. e utilità. di applicazione;

2) individuazione dei prncedimenti a utomativi di prevedibile applicazione, tenuto conto delle csigen:.'.e di ciascuna. forza armata. o dell'ambito interforze, e loro apprezzamento in termini di rcndimHnto, di difficoltà ù a superare e di eventuali controindicazioni; 3) ricognizione, elencazione e discussione delle attività da svolgere per passa re ·dal progetto all'attua:r.ione delle app]icazioni, in dip<-!.ndenza delle circostanze d i n eces.c;ìtà e di utilità d'applicazione. Siiiora le applicazioni automative in esercizio presso quasi tutti gli eserciti m oderni sono relativamente modeste, essenzialme11te procedimenti di contabilità mcr:caninata e di ela.borazione di dati statistici, cui sono da aggiungere, per


301

quanto rigua rda l' armamento, dispositivi utilizzati nelle armi navali per la direzione centrale del fuo co (occorre ricordare che uno dei primi asservimenti, premessa di automaJjsmo , è stato realizzato per il comando del timone delle navi) e in aeronautica per il governo di rotta e per l' impiego d elle armi di bordo. · Ma è esscnzia.lmente a l di fuori dei pochi campi già. eserd tati che si troveranno gli spunti ed i temi più interessanti e che si potranno registrare i Iisul1 ati di maggior rilievo. A questo proposito si deve ricordare che, anche sotto l'aspetto militare, d a tempo l'automa1,ione si è estesa a tutti i procedimenti (li controllo di macchine mediante allre macchine col prcst~pposto di 11 11 lavoro più pre,'.iso. più rapido e in netto superamento di facolt'1 umane. U 110 degli effetti clelle appl icazio ni a utomativc ù, anche q ncsla volla, l'esciusione pwgress1va dcll" elcmento uomo, naturalm r.nte considerato operatore in Iunzio11i semplicemente r.secutivc. Tale esclusione peraltro 110n è un obiettivo p rincipale ; essa è un portato spesso inevitabile d elle applicazioni aulomative, un incideute subordinal o nella ricerca di risultati più rispondenti per rapicìità, finez1,a e qual ità di esecuzione, incidente che acquista valore determinante quando si prospettano a.Ll.ività che oltrepassino i limiti di prestazione che carattcriz;,;an o l'attivi fa umana. L 'obiettivo costante dell'automazione è sempre una maggiore operatività e un maggiore rendim ento di macchine com unque complesse, a qualsiasi scopo siano rivolte. Ora se si tiene presente che nella voce macchine sono incluse di buon d,iritlo anche le armi , risulterà evidente .il ca raUere d elle applicazioni automative in settori d'interesse m ilitare, pcrchè in definitiva si tra1l,1 di addivenire a moda-


302

lità che assicurano un' incrementata efficienza d elle forze armate. La citazione clell'armamento, in tema di forze annate, è del tutto ovvia, ma non deve indurre nell'errore di giudizio di vedere concluse nei limiti di quello le attività d'automazione d'interesse militare. Ad esempio , merita qualche attenzione l' automazione eventuale delle gP.slioni industriali esercitale direttamente da organi militari. ll problema non può essere a ffrontato debitamente se non dopo risolta in via preliminare l'annosa questione della. convenienza della gestione d iretta di attività del genere e, in linea subordinata., se attività. d el genere che s 'intendano manltmere affidate alle amministrazioni militari, traggano effettivo vant:aggio ,lall'automazione, viste le drc:ostame di lavoro ed i fini proposti . In linea. i:;encrnlc, aulomazione è un procedimento tipicamen1 e razionale per mettere in atto lln'attività pratica, il quale esige a sua volta una razìomùità spiccata. di organizzazione d egli enti cui è conferila. In altre pa.rok· non si fa automazione, o pi,ì ,~sattamentc non la si fa in mo,ln corretto, se non si m odificano gl i orgarù esistenti in modo da predisporli al servizio ed a servizi di dispositivi automati. Un'altra considerazione pcrtincnle : l'automazione predispone all'elevato rendimento, ma a ~na. volta non è redditizia se non quando le lavorazioni ::is..:;umono una mole considerevole e per di più il lavoro è richiesto con continuità, ciò che, congiuntamente alla uniformità. caratteristica <li un procedimento standardizzato, si verifica in convenienl.e misura soltanto per attività centralizzate e quindi ccntralizzabìli. Quando si tratta di centralizza7,ionc di attività e di ac-


303

centramento, si presentano subito esigenze di strutturazione, che debbono essere discusse a fondo e in altre sedi, prima che giungano all'esame degli esperti d'automazione. Per suffragare la tesi, basta indicare un altro indirizzo in merito, autorevole e attuale, che consiste nel decentramento di attribuzioni e di funzioni e che si è giudicato un progresso funzionale quando lo si è posto in atto in sede esecutiva. Evidentemente se un perlezionamento funzionale vi è stato, esso è avvenuto in direzione opposta a requisiti basilari d'automazione, perchè conseguito in termini di attività decentrate. Una conclusione logica è che un'automazione effettiva non si fa se le sl.ruttura:zioni non si adeguano ai postulati dei nuovi processi e, i11 linea subordinai.a, ma anch'essa essenziale, se non si conformano loro prassi, comprese le disposizioni di legge e regolamentari, e mcnfa.lità di t1tilinMnri. Tn ogni altrn caso, ad esempio quando l'accennata conformità di prassi e di mentalità non sia perseguibile o sia da. rimandare ad altro momento, è opportuno limitarsi, con atto interlocutorio, a una meccanizzazione dal più al meno estesa. In tali termini il problema non è più e non è sollantn auto-mazione, ed è già problema irto di difficoltà e pieno d'incognite, è anche strutturazione, si trasferisce cioè all'accertamento ed al progetto della funzionalità di organi centrali e periferici delle istituzioni militari del momento, compito, per 1a rispettiva competenza, dei massimi organi di governo e degli stati maggiori interessati e quindi esorbitante da un quadro specifico d'automazione e da risolvere debitamente nei presupposti organizzativi e d'ordinamento, prima dell'inserzione in tale quadro specifico. Sinora si è trattato di un'automazione che potrebbe dirsi


304

in senso proprio, per differnnziarla da un'automazione estensiva, da vedere nello ~pirito, più che nella forma, che informa criteri e procedimenti automativi, in quel che si è detto già uno spirito <li razionalit;i. in vista di una superiore effic:ienza e da applicare, per quanto interc.ssa, a funzioni di comando in toto e alle loro manifestazioni particolari. P r01mnziarsi circa indirizzi e atti concreti in tema di automazione estensiva è sotto certi aspetti più facile e sotto altri molto più difficile che esprimere giudizi in merito a casi d'automazione in senso proprio. · È più faciJe, perchè in quella si richiedono solo in piccola parte att rezzalure specifich e e nella maggior parte si esaurisce in norme di esecuzione delle attività fondamentali della furo,ion c, per as..,,;icurame i migliori risultati. È più difficile, pcrch è come attività ch e si svolgono e si esauriscono in termini pressochè esclusivamente c:oncettuali, fa ricorso a chiare visioni dei problemi che quelle suscitano, anzi le :~:gc, e u ova. cowpimento soltanto in suggerimenti circosfa nziati circa la più efficiente organizzazione della scaln di comando e circa la sua più efficiente funzionalità. Si tratta <li un campo tradizionalmente riservato agli stati maggiori P. nel quale l'automazione este11siva h a due linee d'azione di piìì evidente apprezzamento da seguire - a prescindere da indirizzi generici che non superano il valore di ipotesi in larga parte arbitrarie, e in verità pertinenti solo molto indirettamente con metodi a utomativi - e sono il perfezionam ento funzionale delle attività d'ufficio e la sic.urezza ed Hlevato rendimento delle reti cli comw1icazioni . Qua ndo si tratta di altività d'uffic:io è facile v edere commesso l'errore cli considerarle di valore esclusivamente formale. Al contrario esse s'informano e rivelano al tempo stesso


30S

il valore professionale dei quadri, le condizioni di relazione reciproca, perfino l'essenziale substrato morale che permea tutta l'azione di comando. Quando si tratta di sicurezza e rendimento di reti di comùnicazioni non si ha in mente il solo aspetto tecnico della questione, per quanto interesse esso possa avere. Si deve altresl considerare la caratteristica essenziale di qualsiasi servizio di comunicazioni e di tutti i servizi nel loro insieme di essere sistemi complessi di uomini e di m acchine e di costituire, colle loro prestazioni, il tessuto nervoso di qualsiasi organizzazione militare. In epoca di affermazioni automa tive molto probabilmente si deve e si può fare nei due settori di estrema importanza accennati, di pari passo colle applicazioni dell'automazione in senso proprio. T migliori risulta.ti saranno conseguiti tenendo bè..n presenti gli clementi non form ali, oltre che quelli formali , 4el fun zionamento degli uffici e la caratteristica essenziale, oltre che quelle tecniche, delle reti di comunicazioni . Si soggiunge che il problema, anche stavolta., non è esclusivamente militare, perchè si ripresenta per le grandi organizzazioni amministrative e produttive pubbliche e private. L'annotazione ha ·l'interesse di rendere accessibili e fruttuose importanti collahora zioni ed esperienze. Tanto l' uno che l'altro argomento sono suggestivi, ma non è possibile svHupparli maggiormente in q uesta sede. L 'accenno, che ne è !';tato fatto, ha avuto precipuamtnte di mira l'individuazione di alcuni temi impor tanti , d'indicarne la presumibile portata, oltre che l'interesse e la suggestività, e di metterne in luce le caratter istiche di maggiore rilievo.


306

P er quanto g li ultimi risultati dell'aulomazio11e sono prevedibili, non vi è m e nto dei sistemi. dubbio che i tempi d'attuazione, vale a dire la dmata d el periodo nel quale i risultati saranno ra.ggiunti materialmente, varieranno a seconda delle attività che le saranno dedicate e della risultante dei successi e degli errori di singoli, di gruppi e di enti pubblici che avranno incombenze d'attuazione. A giudicare da quel che è accaduto in questi a nni, i progressi generali saranno rapidi, poichè ha nno seguito linee di n etto incremento positivo, per quanto subordinati nei particolari d'attuazione a circostan ze accidentali, per di più variabili da caso a ca'-o e da luogo a luogo. Pertanto è giustificato l'apprezzamento di un progresso certo, in q uanto informato a un corso di eventi di una stra.ordinaria capacità intrinseca d 'affermazione, nel quale l' a,lozione di criteri d' imperfetta ct:ntratura per la risolu zione dei problemi m aggiori puè1 avere soltanto l'effetto di dilazionare di qualche armo o al ma ssimo di qualt:he lustrn il ragginngim enl o di mète immancabili. In altre parole l'automazione ha virtù proprie ùi affermazione e si potrebhe soggiungere si affermerà malgrado t utto . Naturalmente la tesi n on autorizza l ' attcsismo. E sistono motivi solidi perchè nazioni e cet i produttivi parlecipino attivam ente ~1 suo progresso, p er m ettersi in buona posizione allo scopo di utilizzarne i vantaggi cospicui e di eliminarne gli even tuali lati meno producenti e soprattutto per vederne per tempo t utte le im plicazioni, in termini di perfezionamento di standaTds di vita e di strumenti di competizione internazionale. Le mète sono congettu rabili in livelli d'automazione progressivamente crescenti, ciò che equiv::ile a postulare il pro-

76. - Il fun:r:iona-


3.07

gresso dell'automar.ioiie consistente nella elevazione di quel che si è detto il livello conveniente d 'automazione (n. 61), con un'interpretazione tecnico-economica del fenomeno che forse è la più convincente. ConcepHi e ammessi un livello cffir.ace d'automazione in ciascun caso concreto, una sua variabilità secondo d rcoslanze generali, oltre che secondo <1uelle particolari, infine una sua tendenza verso valori elevali, d ue sono gli aspetti emergenti del progrnsso automativo, entrambi agenti, con molti altri, su temi relativi a. << difesa nazionale )l: il primo è l'importanza, per qualsiasi realizzazione <li rilievo in termini d'automaziorn~. del progresso <li l.!-!cniche molto a vanzate e in specie di tecni,:he elettroniche, dato che le applicazioni sono basale su equipn ggianwnli elettroni ci complessi; il secondo è il valore e la. sosta11za dei predetti equipaggiamenti, da vedcrn ,'.om~ p:irti ,nmp<111~nti , cioè quali oggetti privi di intcresst' a sé stante, ,. 11nn come prodotti finali, cioè quali oggct1 i che intcres.sano cl i per sé, comP. s,<i rebbero una ra<lio o un'automobile. In effetti gli equipaggiamenti automativi consistono in sistemi di parti, tipiche solo in senso relativo, che acquistano individualità di funzione in quanto entrano o sono chiamati a far lYctrte a lor volta di complessi o sistemi di ordine superiore e che non esauriscono in sè tale individualità di funzione (ed è ciò che li distingue da prodotti finali) , bensì coinvolgono uomini, ÒÌ!>l)OSÌtivi meccanici e proce<limenti dì impiego ed a questa caratteristica del tutto peculiare aggiun gono la finalità di P-Ssere destinati a determinate operazioni che fondamentalmente non sono tecniche o non lo sono csclusi vamente. Altra conseguenza: per il fun zion:.1mento del com plesso automato, come in via preliminare per la sua messa. a punto,


308,

non sono all'altezza tecnici ordinari, si potrebbero dire i tecnici d elle parti componenti, si deve ricorrere di necessità ai t ecnici d ei sistemi , sistemi, è bene ricordàrlo, che coinvolgono rela:l.ioni umane, tecnica delle macchine e criteri di strutturazione. La no:done, più volte emersa, di sistemi complessi e provvisti d elle caratterh;tiche indicate e l'altra di una tecnica e di tecnici particolari dei sic;1emi sono m olto suggestive. In specie, fon:ando le analog-ie e superando qualche riluttan za giustificata d~ll' auda cia d ell'accosta.mento, è concepibile una cÒrrclazione di conformiHt concettuale tra sistemi automati., quali si sono vi5ti poco sopra, ed i sistemi o dispositivi impiegati in operazioni militari, comunque organizzati. Basta. a questo scopo configurare molto laschi i Jcgarni materiali tra le pa rti componenti dei sistemi e fare appello al concetl:o pitt esteso di operazione, al quale si è già fatto riferimento all' itùzio del presente volume (n. I). I tecnici dei dispositivi militari, gli esperti militari e più in generale i quadri di forze armate, assumerebbero allora la qualità cli tecnici di sistem i, nel senso già. dichiarato, questa volta di tecnici di sistemi militari. -Che cosa si deduce dalle conformità e dalle analogie messe in rilievo? La deduzione sulla quale è più producente fermarsi è che, come neì processi automati il 'funzionamento del sistema non è risultato ·diretto ed esclusivo <li funzionamento di parti componenti, ma dipende <la circostanze che si sono determinate in gran parte colla costituzione d el sistema complesso, così nel quadro operativo, militare e anche non militare, il risultato non deve vedersi in termini di azione di singoli elementi agenti su piani subordinati, bensl in ·termin i di azione

e


909

integrata. dei complessi di ordine superiore, ·che- gli accennati elementi vengono a costituire. Tali circostanze modificano i compiti degli operatori, i tecnici dei sistemi, e di conseguenza danno nonne circa le loro attitudini e le prestazioni loro richieste. In ogni caso si è in presenza di operatori non altrettanto tec.nici q uanto richiederebbe fa perletta conoscenza de1le parti componenti del sistema loro af lidato (ciascuna delle quali si suppone funzionare ottimamente per virtù propria o per impegno di altri operatori in a.1.ione sui piani subordinati relativi), per contro perfettamente abilitati a elevare le prnstazioni del sistema complesso, ai quali si domanda di rendere funzional e al massimo il coacervo di relazioni umane, di macchine e di proccJimenti <l'im piego in cui consiste il sistema, in vista di nno scopo importante, conseguito nel modo piiì conveniente mediante l'azione integrata del sistema. Un nuovo legame, que.sta volta di analogia concettuale, si riscontra tra autornaziorn~ e a U.ività operativa e di qui tra automazione e 1iccrca operativa, quest'ultima intesa mm~ matrice di norme di attivilA operativa. L'una e l'altra sono da interpretare alla stregua di processi d'integrazione del tipo accennato, nei cui risultati hanno peso tanto rendimento di singole parti, quanto effetti d'interconnessione, il primo in funzione di condizione necessaria, quest'ultimi in funzione di condizione sufficiente. Un atteggiamento concettuale e pratico diverso, in particolare impostato sul funzionamento C',sd11.<,Ìvo di singole parti, non soddisfa ic esigenze di approfondimento di tutti i motivi effettivi di successo, o d'insuccesso, di un'operazione q ualsiasi. Nello stesso ordine d'idee la riunione di un congruo nu-


310

mero di reparti di lavorazione, ciascuno di ottimo rendimento per proprio conto, non è ancora la fabbrica ottima, nè un ottimo capo reparto è l' ottimo direttore della fabbrica. Del pari, la capadtà operativa <li una G. U. non è ancora assicurata quando tutte Je unità costituenti sono completamente a punto, perchè mancano clementi sostanziali per confermare il funzionamento ottimo del gradino più eJevato. Il suo comandante deve avere doti particolari, e nella particolarità è implicita una superiorità. di valori rispetto ai suoi subordinati, nè l'avere assolto e.fin successo incarichi su piani inferiori Io fa sicuramente idoneo ad assolvcn: l'incarico superiore. Come accade talvolta nella trattazione di argomenti di qualche rilievo concettuale, l'ordine di pensieri r.he si è formato nel corso deJla ricerca ha aperto l'a<lito a una visione particolare dei criteri d'organizza,,JonP. P. d' impiego di strumenti operativi e in certa misura la convalida, visione che non è da escludere possa dar luogo a indirizzi d'organizzazione e operativi di maggior mento di qut!lli in uso. Quello che importa porre in rilievo a conclusione dcli' analisi svolta è i:he in ogni ca.so si tratta <li realizzare sistemi di relazioni umane, di macchine e di procedimenti d'impiego, ciascuno dei quali non è in grado di assicurare il risultato finale voluto, da attendere invece da11'integrazione di attività distinte nel sistema complesso, preordinate e indirizzate verso un fine prestabilito. Nei precedenti accenni si riconosce una nuova presentazione della nozione di « tecnica del sistema», di cui si è già avuta occasione di fare cenno, concezione di uno stadio superiore d'orga.nizzu,ione e di funzionamento, che è d'uopo realizzare per r.onseguire risultati di pregio effettivo.


311

Nei quadri della produzione tale stadio superiore è. l' obìettivo dell'automazione. La nec:essità di addivenire a stadi superiori d'organizzazione e di funzionamento deve essere ben presente alla mente di chi progetta e di chi pone in atto attività. operative, e in specie dei progettisti e degli esecutori a livello elevato, come premessa sempre utile, molto spesso indispensabile, alla individuazione delle modalità più razionali per raggiungere gli scopi prestabiliti.

*


TNDICE Premessa .

Pag. PARTe l -

CAPO T

5

LA RICERCA OPERATIVA

- RICI!RC'.l\ OPERATIVA E AUT0).1A7.J0l\"E

»

27

)>

53

))

73

Defi nizioni o .:ampi cl'tlZione (1 -2) - I m 1upìti attn nli d ella R.O. t i) - Ca.ratt,t>ristich n <lclle a ttività di R.O . (4) - R.O ., automa:>.ionc e il criterio d i l'azional ità {5) - l...a risol nzione razionale dei µroblenii tecuid (6) - Cibernetica e concl izion i ci i efficienza (7) - La R. O. e il p tugresso degli Rbumenti ,uatl'· ro:iti r: i (8-!!).

CAPO Il

- ScoPI

E

:\,1~:zzJ

OF..LLA

RICERCA

OPE-

RAT I VA

Origini dd la R.O. (10) - La R.O. e la Ol'e<:.Ssità ùi lim i1 urc il rischio (r 1) - l~'\ ci ecisiono su boptim a o ott ima]., (n) l.a ricerca integrnta ecl il grup po d i 1:1 voro (r3) - Decisione e prcded isionc (I 4) , Fa.si e momen ti noll'cserci7.io d ell:\ R.O. (15) . CAPO

III

- Lo\.

IHCE:RCA OPERATIV,\

COME

T ECN ICI\

DELLA DECISI ONE

Orib•ine rli una tr.cuica della decisiouc {t6) Vu.Jore o limiti cli una tec.nica della de.ci !!ione (17 ·t ~) • Tocnica ddla. docisione e R.O. (19) - Tecnica <lell:i. decision e e mac. c:-.lline ca loolatrici moderne (20) - S,;hemi "' modelli nella R.O. (z1) Le o ,stanli cl i t 1:lllp o d olla H.. O . (2 2) - Vulore di n:spous i di R.O. e rc3ponfla1Jilità <l i <.lccitii1111c (23).


CAPO

IV

- LA

RICERCA OPERATIVA

NELLA

SOLU-

ZIONE JJEI. PROBLEMI TATTJ.(;J •

Pag.

104

))

123

))

152

Il

I8I

))

207

T.11. risoluzione dei problemi tattici in termini di R.O. (24) - Criteri per la tratta7.ione di casi d'impiego (25 -26) - La valutazione degli effetti nella risohnione dei problemi tattici (27) - :Fuoco e terreno (28) - Critica delle modalità d'applicazione (29) • Utilizza,zione dei risultati (30).

C•..\I'O V

• CAMPI E LDUTI DI VALIDITÀ DELLA

R.0.

Co,1siden:tY..ÌOlli s111l' iullirir.zo foud,lJl1entale

del4~ R.O. (31) - Che c.o:;a. si richiede alla R.O. (32) - .Me.Lodologi,1 della R .0. (33) · La R.O. come ti i!'lcipli na Mtlo11oma (3 ·1) T grnppi <li lrworo Cls) - L'\ R.O. e 1:i. funzione cli climzionn (:16). CAPO

VI

- LA

RISOLUZIONE DEI PROBLEMJ OPER.A-

T iVl },; LA l'EORIA T>El GIIJOCHI

Problemi operativi (37) - La teoria del comportami.:nto ottimo (38-:j9) - Cenni di terminologia (40) · Cenno sommario della tcori<l dei giuochi (41-42) • E3Cmpi concreti (43) - Consid:cJ'a.7.ioni conclusive (44). CAt>O

VIT

-

LA 1m:F.:HCA OPF.:HATJVA GEN1<:1u1.11-:,;ATA:

U\'A TECNICA I>' l.:'N.RNZlnNf:

La. R.O. generd.lizza.ta (45) - Necessità di una ternica d ' invenzione (4fi) - Il poten-

ziale inventivo (,1-7) - Il prnc.esso d'invenzione (48) - La R.O. e l'incremento del potenziale inventivo (49) - Organizzazione dell'invenzione e progresiso generale (50}.

PARTE

CAPO

VIII -

II -

L'AUTOMAZIONE

L'AUTOM.'\ZIO~E

Concetti generali (51) - Il controllo delle macchine (52) . La nozione <li automa7.ione (53). L'automazione in senso


lato (51) - Precisaz::ioni in ù:ma di automa.zione in seu:io lato (55) - Riflessi prossimi futuri d ell'a utomazione (56) - Consegueuze politicho e sociali dell'at1tomazione (57).

CAPO IX

-

LE IMPLICAZIONI DEL I:AUTOMAZIOY E

Pag.237

Precisazioni sulla nozione d' automa.z.ione (58) • Dalla macchina ordiuaria alla macchina antomata (59) • Pen:hè si procede all'automazione {6o) • T presupposti dell'automazione (61~i-63) - Il prossimo fu turo dell' automazione (64-fi-5).

CAPO X

- M ACCHINE SUPf:IUORI E MACCHINI:: QUASI-PENSANTI .

I)

Teleologia <lelle macchine ((,(,) - Ipertelia delle macchiM (67) - L1. conn~sioue delle macchine e le mn.cchine superiori (68-69) Cousi<lcrazioni s111l" retroazione {70) - Macchine quasi penmiuti {71) .

CAPO XJ

-

L'AUTOMAZIONE E LA OJFESA NAZIONALE

Aspetti militari dell'automuzione {72- 73 ) • Riflessi militari mediati (11} - L 'aut omazione nel <'J1.rupo milita.n, (7 5) - li runzionamento d r.i s1sll;mi (76}.

*

))

273


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
SAGGI SULLA RICERCA OPERATIVA E SULL'AUTOMAZIONE by Biblioteca Militare - Issuu