Traduttori: Livia Pettinau, Angela Gesmundo, Carla Tavares e Nicola Petrucci
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Africa Rossa, di Giovanni Bucciol (pag. 18). Da oltre mezzo secolo si confrontano, da una parte, l’etnia araba a nord, bianca e di religione musulmana, tradizionalmente guida del Paese, e, dall’altra, i neri dei territori del sud, cristiani e animisti, che da anni chiedono uguali diritti. Il recente accordo per il futuro assetto del Paese prevede una fase di transizione di oltre sei anni con un Governo di unità nazionale, cui farà seguito un referendum. Questa non è la prima intesa a vedere la luce, ma è anche un’urgente opportunità per sperare in una pace attesa da troppi anni. Prospettive africane, di Nicodème N’Kashama N’Koy (pag. 28). I problemi africani sono anche alla base di un’immigrazione, spesso illegale, che quotidianamente si riversa in Occidente. Solo tale ultimo aspetto è di per se sufficiente per comprendere come i vari problemi africani finiscano comunque per riversarsi fuori dal continente. L’impegno occidentale in Africa, sapientemente indirizzato, potrebbe risolvere a monte molte incidenti situazioni di disagio. Dal suo canto l’Europa potrebbe giovarsi della vicinanza di un’Africa da valorizzare, che potrebbe a sua volta fornire un domani utili opportunità e sotto vari aspetti. A cominciare proprio da un corretto utilizzo delle sue immense risorse umane e naturali, delle quali il benessere mondiale non può più privarsi. Lottare con successo, di Filippo Di Pirro (pag. 36). Le «Strategie di Coping» aiutano a
definire le reazioni individuali nelle situazioni che comportano fatica, logorio e stress, formulando previsioni sui possibili comportamenti. In tal modo è possibile valutare l’affidabilità individuale in termini d’impiego, ma anche organizzare programmi di riambientamento dopo prolungate permanenze in Teatri Operativi a elevata intensità. Questo per garantire l’efficienza del personale anche sotto il profilo psicologico e tutelare la sfera interiore. Il ruggito dei Lagunari, di Mario Garano (pag. 48). Eredi dei «Fanti da mar» della Serenissima Repubblica di Venezia, i Lagunari, specialità della fanteria moderna, sono impiegati nelle aree di crisi dove hanno saputo guadagnarsi la stima degli alleati e il consenso delle popolazioni. La componente femminile preziosa risorsa per l’Esercito, di Domenico Rossi (pag. 58). La Legge 380/1999 ha aperto gradualmente il mondo militare alle donne senza alcuna preclusione di incarichi e di carriere, mediante aliquote annualmente stabilite dal Ministro della Difesa su parere della Commissione Pari Opportunità. Questo sta avvenendo con un contestuale adeguamento infrastrutturale che tutela i vincoli architettonici e urbanistici nazionali. Per il 2005 è prevista l’immissione di 2 350 Volontarie in Ferma Prefissata di un anno (VFP 1). Fondamentale è stata nei Teatri Operativi la presenza delle donne, rivelatasi fondamentale nei rapporti con le popolazioni locali. Il convoglio d’assalto terrestre, di Claudio Berto (pag. 70). Nel 2003 nella Conca di Khost, in Afghanistan, reparti statunitensi e italiani si cimentano nel controllo del territorio percorrendo le fredde e polverose piste dell’Hindokush, tra i 1 500 e i 3 000 metri. Uomini e mezzi appartengono a prestigiosi reparti di montagna, ottimamente addestrati e dotati di apparati altamente tecnologici. Questo per un
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migliore dominio dell’oscurità e una più stretta integrazione con le forze aero-tattiche. I movimenti, sempre effettuati in un territorio controllato da forze ostili, sono finalizzati a raggiungere aree da rastrellare per individuare armi, predisporre Zone di Atterraggio Elicotteri (a premessa di avioassalti), controllare i valichi di confine, acquisire informazioni su terroristi, proteggere convogli. Uno dei più adatti elementi utili allo scopo è proprio il «Convoglio d’assalto terrestre», detto anche Ground Assault Convoy, ma gli uomini lo chiamarono, da subito, GAC. Ecco come è nato e come oggi opera. Operazioni basate sugli effetti, di Leonardo Di Marco (pag. 82). La metodologia delle Effects Based Operations (EBO) si basa su: individuazione dei sistemi interessati alla crisi in esame (amici, contrapposti, neutrali); analisi dei sistemi stessi quali entità complesse, sensibili all’interazione articolata di fattori umani e geografici; definizione degli effetti da perseguire su tali sistemi; individuazione, a livello strategico, delle capacità politiche, diplomatiche, economiche e militari necessarie e, a livello operativo e tattico, delle formazioni e degli equipaggiamenti letali e non, atti a raggiungere gli scopi; costante valutazione dei risultati conseguiti; correzione degli scostamenti di ogni tipo. La Leva se ne va, di Giovanni Cerbo (pag. 94). La legge licenziata di recente dal Parlamento, concernente la sospensione del servizio obbligatorio di leva e la disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, oltre che venire incontro alle esigenze operative dello strumento militare, ha interpretato simmetricamente un bisogno di cambiamento maturato nella società negli ultimi decenni. Si chiude un’epoca e cessa di vivere un «istituto» che ha segnato icasticamente il lento e difficile cammino unitario del nostro Paese nel suo processo di crescita sociale, culturale, democratica, tecnica e scientifica.
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Lo stretto rapporto tra mondo militare e società civile in germania, di Maurizio Sulig (pag. 100). Tutto ciò viene perseguito ricercando costantemente il contatto attraverso differenti formule associative. A queste si aggiunge la felice soluzione dell’Ufficiale e del Sottufficiale destinati al rapporto con il mondo giovanile, allo scopo di suscitare e mantenere l’interesse per la realtà militare. La coraggiosa Rimini in lotta per la libertà, di Filippo Cappellano (pag. 124). Sui vari fronti caddero 41 partigiani riminesi, 22 dei quali in combattimento, 16 fucilati e 3 per impiccagione. Questi ultimi patirono il martirio nella centrale Piazza Giulio Cesare il 16 agosto 1944. Tale luogo sarà poi chiamato Piazza dei Tre Martiri. Rimini fu liberata il 21 settembre 1944, a seguito dell’offensiva alleata contro la «Linea Gotica».
Red Africa, by Giovanni Bucciol (p. 18).
For more than half a century, two ethnic groups have been confronting each other: to the North, the Arabs, white, Muslim and traditional leaders of the Country, and to the South the Christian and Animist Blacks, who for years have been claiming equal rights. The recent accord on the future structure of the Country envisages a transition phase of more than six years, with a Government of national unity, followed by a referendum. This is not only the first agreement pulled off, but also an urgent opportunity to hope for a peace which has been awaited for too many years. African Prospects, by Nicodème N’Kashama N’Koi (p. 28). The problems of Africa are also at the roots of the daily pouring of the often illegal immigration to the West. This aspect is sufficient in itself to understand why the various African problems end up by streaming outside the Continent. The Western commitment in Africa, if wisely directed, could solve at the root many difficult situations. Europe, for its part, could take advantage of its proximity to a developing continent which tomorrow could provide good opportunities in many ways, starting with the correct use of its immense human and natural resources, which are indispensable for the welfare of the world. Fighting successfully, by Filippo Di Pirro (p. 36). «Coping Strategies» help to define the individual reactions in situations involving fatigue, strain and stress, by making forecasts on possible behaviours. It is thus possible to evaluate the individual reliability in terms of employment, and also organize re-adaptation programmes after a long stay in high-intensity Operation Theatres. This is done in order to guarantee the personnel’s efficiency, also from the psychological viewpoint, and safeguard their inner sphere.
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The Roar of the «Lagunari», by Mario Garano (p. 48). Heirs to the «Fanti da Mar» the marine infantrymen of the «Serenissima», the Republic of Venice, the «Lagunari», a special branch of the modern infantry, are employed in crisis areas, where they have earned the high esteem of allies and the acclaim of the populations. The Female Component, a Precious Resource for the Army, by Domenico Rossi (p. 58). Law 380/1999 has gradually opened the military world to women, with no limitations in jobs and careers, through annual quotas fixed by the Ministry of Defence, upon the advice of the Equal Opportunities Committee. This is taking place with a parallel infrastructural adaptation which takes into due account the national architectural and city-planning regulations. For 2005 the Defence envisages the admission of 2350 Women Volunteers with a fixed term of service of one year (VFP 1). The presence of women has been fundamental in the Operation Theatres, where they were of primary importance in the relations with the local populations. The Land-assault Convoy, by Claudio Berto (p. 70). In 2003, in the Valley of Khost, in Afghanistan, U.S. and Italian formations are engaged in the control the territory, driving along the cold and dusty tracks of the Hindu Kush, between 1500 and 3000 metres of altitude. Men and vehicles belong to excellently trained, prestigious mountain units and are equipped with highly technological instruments, which give them a good control in darkness and a closer integration with the air-tactical forces. Their movements are always made on a terrain controlled by hostile forces and in areas which must be combed in order to find weapons, prepare Helicopter Landing Zones
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(in view of air assaults), check border passes, acquire information on terrorists and protect friendly convoys. One of the most suitable and useful elements is the «Ground Assault Convoy», which the men have been calling «GAC» from the beginning. Here is how it was born and how it works today. Effects Based Operations, by Leonardo Di Marco (p. 82). The method of the «Effect Based Operations» (EBO) is founded on: determination of the systems involved in the crisis (friends, foes, neutrals); analysis of the systems as complex entities, sensitive to the multiform interaction of human and geographic factors; definition, at strategic level, of the necessary political, diplomatic, economic and military capabilities and, at operational/tactical level, of the formations and the lethal or non-lethal equipment capable of achieving the goals; constant evaluation of results; correction of any type of deviation. Conscription Departs, by Giovanni Cerbo (p. 94). The law recently approved by Parliament, concerning the suspension of conscription and the system of rules for the volunteers with a fixed term of service, besides meeting the operational requirements of the military instrument, is the symmetric interpretation of a wish for change felt by society in the last decades. An era is closing, with the end of an «institution» which marked the long and difficult progress of our Country during its social, cultural, democratic, technical and scientific growth. The Close Relation Between the Military World and Society in Germany, by Maurizio Sulig (p. 100). This is pursued by constantly trying to find contacts through different forms of association. Another well-chosen solution is to
task a number of Officers and NCOs with establishing relations with the young, in order to kindle and maintain their interest for the military. The Brave City of Rimini and its Fight for Liberty, by Filippo Cappellano (p. 124). Forty-one partisans from Rimini died on various fronts: 22 fell in combat, 16 were shot and 3 were hanged. The latter were martyred in the central Piazza Giulio Cesare on August 16, 1944. Later the square was called Piazza dei Tre Martiri. Rimini was liberated on September 21, 1944, after the Allies’ offensive against the «Gothic Line».
Afrique rouje, par Giovanni Bucciol (p. 18). L’ethnie blanche et musulmane du nord, leader traditionnel du pays et l’ethnie noire des territoires du sud, chrétienne et animiste, réclamant depuis des années des droits d’égalité, s’affrontent désormais depuis plus d’un demi siècle. L’accord récent sur l’organisation future du pays prévoit une phase de transition de plus de six ans avec un Gouvernement d’unité nationale, à laquelle fera suite un référendum. C’est accord, qui n’es pas le premier en son genre, fait espérer en cette paix si attendue. Perspectives africaines, par Nicodème N’Kashama N’Koy
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(p. 28). Le phénomène d’immigration, souvent illégale, auquelle doit continuellement faire face l’Occident, n’est pas sans rapport avec les problèmes auxquels se heurte l’Afrique. Cela suffit à expliquer pourquoi les problèmes du continent africain finissent par avoir des conséquences intercontinentales. Orienté correctement, l’engagement de l’Occident en Afrique, pourrait résoudre en amont de nombreuses difficultés. Quant à l’Europe, elle pourrait profiter de la proximité de ce continent qui possède des richesses pouvant être mises en valeur et qui pourrait offrir à son tour d’intéressantes opportunités pour l’avenir. Et ce en commençant par l’exploitation correcte de ses énormes ressources humaines et naturelles dont dépend d’une façon sans cesse croissante le bien-être mondial. Lutter avec succes, par Filippo Di Pirro (p. 36). Les «Stratégies de Coping» permettent de définir les réactions d’un individu dans des situations à risque de stress, fatigue et dépense nerveuse, en élaborant des prévisions sur les différents comportements pouvant se produire. Ainsi, il est possible d’évaluer la fiabilité de l’individu au moment de l’action et sa capacité d’organiser des programmes de réadaptation après une longue permanence sur un théâtre opérationnel astreignant. Et ce afin de garantir l’efficience du personnel en sauvegardant son équilibre psychologique et sa vie intérieure. Le rugissement des «Lagunari», par Mario Garano (p. 48). Héritiers des «Fanti da mar» de la Sérénissime République de Venise, les «Lagunari» (soldats de l’infanterie italienne moderne spécialisés dans les opérations de débarquement) sont employés dans les zones de crise où ils ont su se distinguer, gagnant ainsi l’estime des alliés et la confiance des populations.
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Les femmes: une ressource precieuse pour l’Armee, par Domenico Rossi (p. 58). La loi 380/1999 a graduellement ouvert les portes du monde militaire aux femmes, sans aucune discrimination quant à la carrière et aux fonctions. Les quotas étant établis annuellement par le Ministère de la Défense avec l’avis de la Commission pour l’Egalité des Chances. Le processus s’accompagne de l’adéquation nécessaire au niveau des infrastructures, dans le respect des contraintes nationales en matière d’urbanisme et d’architecture. Ainsi, en 2005, les femmes qui s’enrôleront pour une période de service de un an seront au nombre de 2 350. La présence des femmes s’est avérée fondamentale dans les théâtres opérationnels, grâce aux rapports qu’elles ont su entamer avec les populations locales. Le convoi d’assault terrestre, par Claudio Berto (p. 70). En 2003, dans le Bassin de Khost, en Afghanistan, des unités américaines et italiennes s’essayent dans le contrôle du territoire en s’engageant dans les pistes froides et poussiéreuses de l’Hindokush, situées entre 1500 et 3000 mètres d’altitude. Hommes et moyens proviennent des prestigieuses unités de montagne, parfaitement instruites et dotées d’équipements hautement technologiques. L’objectif visé étant d’améliorer la maîtrise de l’obscurité et d’optimiser la coordination et la collaboration avec les forces aéro-tactiques. La mission, effectuée sur un territoire contrôlé par les forces hostiles, vise à atteindre des zones pour y rechercher des armes, préparer des pistes d’atterrissage pour les hélicoptères (comme préliminaire aux assauts aériens), contrôler les cols de frontière, recueillir des renseignements sur les terroristes, protéger les convois. Le Convoi d’Assaut terrestre (Ground Assault Convoy) ou GAC tout court pour les sol-
dats, s’avère particulièrement indiqué et efficace à cet effet. Voici comment il est né et comment il agit aujourd’hui. Operations basees sur les effets, par Leonardo Di Marco (p. 82). La méthode des Effects Based Operations (EBO) repose sur: l’identification des éléments ou systèmes intéressés par la crise (amis, antagonistes, neutres); analyse de ces éléments ou systèmes en tant qu’organismes complexes, sensibles à l’interaction des facteurs humains et géographiques; définition des effets recherchés sur ses systèmes; définition, sur le plan stratégique, des capacités politiques, diplomatiques, économiques et militaires nécessaires et, sur le plan opérationnel et tactique, des formations et des équipements, létaux et non, permettant d’atteindre les objectifs; évaluation constante des résultats obtenus; et correction des écarts éventuels à tous les niveaux. Service militaire obligatoire adieu, par Giovanni Cerbo (p. 94). La loi adoptée récemment par le Parlement sur la suspension du service militaire obligatoire et la discipline des volontaires s’engageant pour une période préfixée, non seulement répond aux exigences opérationnelles de l’instrument militaire, mais elle interprète et traduit également un besoin de changement qui s’est fait sentir au sein de la société au cours de ces dix dernières années. Ainsi, une époque se conclut et une «institution» cesse d’exister qui avaient marqué le long et ardu chemin de l’Italie vers le développement social, culturel, démocratique, technique et scientifique. L’etroit rapport entre le monde militaire et la societe civile en Allemagne, par Maurizio Sulig (p. 100). Ce rapport s’établit à travers la recherche constante de nouvelles
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formes associatives. Parmi cellesci il convient de souligner l’heureuse solution consistant en la création de la figure de l’Officier et du Sous-officier chargés d’entamer des relations avec le monde des jeunes dans le but de susciter et de maintenir leur intérêt envers la réalité militaire. Courageuse lutte de Rimini pour la liberte, par Filippo Cappellano (p. 124). Cette ville aura vu mourir 41 de ses habitants, dont 22 sur le champ de bataille, 16 fusillés et 3 par pendaison. Ces derniers furent exécutés sur la grande place Giulio Cesare le 16 août 1944. Par la suite cette place sera appelée «Piazza dei Tre Martiri» (Place des trois Martyrs). Rimini fut libérée le 21 septembre 1944 après l’offensive des alliés contre la «Ligne Gothique».
Rote s Afrik a, von Giovanni Bucciol (s. 18). Seit über einem halben Jahrhundert gibt es die Konfrontation zwischen der arabischen Bevölkerung im Norden - weiß, Muselmanen und traditionelle Führer des Landes - und den Schwarzen des südlichen Territoriums, ihrerseits Christen und Animisten, die seit Jahren nach den gleichen Rechten verlangen. Die kürzlich getroffene Vereinbarung für die künftige Ordnung des Landes sieht in der über sechsjährigen Übergangsphase eine nationale Einheit als Regierung
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vor, die aus einem vorausgehenden Referendum gebildet wird. Dies ist zwar nicht die erste Entente, die Licht erkennen lässt, aber es ist eine Möglichkeit, auf raschen Frieden zu hoffen, auf den ohnehin seit viel zu langer Zeit gewartet wird. Afrikanische Perspektiven, von Nicodème N’Kashama N’Koy (s. 28). Die afrikanischen Probleme sind auch Grundlage für die - meist illegale - Immigration, die sich tagtäglich über den Okzident ergießt. Alleine dieser Aspekt ist ausreichend, um zu verstehen, wie die verschiedenen Probleme Afrikas über den Kontinent hinausgetragen werden. Ein sinnvoll und gezielt eingesetztes Engagement des Westens könnte von vorne herein viele unangenehme Situationen und Zwischenfälle in Afrika lösen. Europa könnte seinerseits Nutzen aus der geografischen Nähe Afrikas ziehen, das wiederum eine Aufwertung erlebt und verschiedene interessante Möglichkeiten mit den unterschiedlichsten Aspekten bietet, beginnend bei der korrekten Nutzung der immensen humanitären und naturalistischen Ressourcen des Landes, die bedeutend zum weltweiten Wohlergehen beitragen würden. Erfolgreich kämpfen, von Filippo Di Pirro (s. 36). Die «Strategien von Coping» helfen bei der Definition der individuellen Reaktion in mühevollen, nervenaufreibenden und stressigen Situationen, indem sie die daraus folgende wahrscheinliche Verhaltensweise aufzeigen. Auf diese Art und Weise ist es möglich die individuelle Zuverlässigkeit im Einsatz zu bewerten. Es bietet aber auch die Möglichkeit zur Erarbeitung von Programmen, die zur Wiedereingewöhnung nach längeren Aufenthalten in operativen Einsatzgebieten mit hoher Intensität die-
nen. Dies garantiert die Effizienz des Personals auch unter psychologischem Profil und den Schutz der inneren Sphäre. Das Gebrüll der «Lagunari», von Mario Garano (s. 48). Die Erben der «Infanteristen des Meeres» («Fanti da mar») der ehemaligen Republik von Venedig, die «Lagunari», eine Spezialeinheit der modernen Infanterie, sind in Krisengebieten eingesetzt, wo sie sich die Achtung der Alliierten und die Zustimmung der Bevölkerung zu verdienen wussten. Die weibliche Komponente, eine wertvolle Ressource des Heeres, von Domenico Rossi (s. 58). Das Gesetz 380/1999 hat den Frauen die Welt des Militärs eröffnet, ohne jegliche Behinderung der Einsätze und der Karriere. Die graduierten jährlichen Anteile an Frauen werden vom Verteidigungsministerium auf Empfehlung der Kommission für «gleiche Möglichkeiten der Geschlechter» (Commissione Pari Opportunità) festgesetzt. Dies geschieht unter der entsprechend notwendigen Anpassung der Infrastruktur, bei der die nationalen architektonischen und urbanistischen Verhältnisse zu berücksichtigen sind. Im Jahr 2005 ist der Einsatz von 2 350 einjährigen weiblichen Freiwilligen geplant (VFP 1). Die Präsenz von Frauen in operativen Einsatzgebieten ist fundamental, insbesondere im Umgang mit der lokalen Bevölkerung. Der Boden-Angriffs-Konvoi, von Claudio Berto (s. 70). In der Mulde von Khost, in Afghanistan, wurden im Jahr 2003 Abteilungen der amerikanischen und italienischen Armee auf eine harte Probe gestellt, als sie bei der Kontrolle des Territoriums die kalten und staubigen Pfade des Hindokush zwischen 1 500 und 3 000 Meter Höhe zurückleg-
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ten. Männer und Fahrzeuge gehören zu den wertvollen Gebirgsverbänden, die optimal ausgebildet und mit hoch technologischen Geräten ausgestattet sind, die der verbesserten Herrschaft über die Dunkelheit und der engeren Integration mit den flugtaktischen Kräften dienen. Die Fortbewegung in einem Territorium das von feindlichen Kräften kontrolliert wird dient dazu, diese Gebiete nach Waffen zu durchforsten, Landeplätze für Helikopter zu schaffen (Voraussetzung für Luftangriffe), Grenzüberschreitungen zu kontrollieren, Informationen über Terroristen einzuholen und andere Züge zu beschützen. Eines der geeignetsten Elemente für diesen Zweck ist genau dieser «BodenAngriffs-Konvoi» oder auch «Ground Assault Convoy», den die Männer von Anfang an GAC nannten. Lesen Sie hier wie er entstand und wie er heute operiert. Auf Effekten basierende Operationen, von Leonardo Di Marco (s. 82). Die Methode der Effects Based Operations (EBO) basiert auf: Erkennen der Systeme die an der zu prüfenden Krise beteiligt sind (Freunde, Gegenspieler, Neutrale); Analyse dieser Systeme auf ihre komplexe Bedeutung bei entsprechender Sensibilität auf artikulierte Interaktion der menschlichen und geografischen Faktoren; Definition der zu verfolgenden Effekte auf diese Systeme; Identifizierung - auf strategischem Niveau - der politischen, diplomatischen, ökonomischen und militärischen Fähigkeiten, die notwendig sind und - auf operativem und taktischem Niveau - der Formation und der Ausrüstung, ob tödlich oder nicht, zur Erreichung der Zielsetzung; konstante Beurteilung der erzielten Resultate; Korrektur von Abweichungen jeglicher Art. Grundwehrdienst ade,
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von Giovanni Cerbo (s. 94). Das kürzlich vom Parlament verabschiedete Gesetz in Bezug auf das Aussetzen des obligatorischen Grundwehrdienstes und der dafür vorgesehene Einsatz von freiwilligen Zeitsoldaten in den Truppen kommt nicht nur den operativen Bedürfnissen des militärischen Apparats entgegen, sondern interpretiert parallel dazu das in den letzten Jahrzehnten gereifte Bedürfnis nach Veränderung in unserer Gesellschaft. Eine Epoche endet, ebenso wie das «Institut», das lebensnah den langsamen und schwierigen Weg unseres Landes in seinem Prozess des sozialen, kulturellen, demokratischen, technischen und wissenschaftlichen Wachstums mitgestaltet hat. Die enge Beziehung zwischen der militärischen Welt und der Zivilgesellschaft in Deutschland, von Maurizio Sulig (s. 100). Diese wird gewährleistet, indem der konstante Kontakt gesucht und durch die verschiedensten Formen von Vereinigungen gefördert wird; ergänzt durch die glückliche Situation des Offiziers und des Unteroffiziers deren Aufgabe es ist, die Beziehung zur Jugend zu pflegen mit dem Ziel, das Interesse für die militärische Wirklichkeit zu wecken und zu erhalten. Das mutige Rimini im Kampf um die Freiheit, von Filippo Cappellano (s. 124). An den verschiedenen Fronten fielen 41 Partisanen aus Rimini, davon 22 im Kampf, 16 durch Erschießen und 3 wurden erhängt. Diese Drei starteten am 16. August 1944 ihr Martyrium im Zentrum auf der Piazza Giulio Cesare. Dieser Ort wird in der Folge in «Piazza dei Tre Martiri» (Platz der 3 Märtyrer) umbenannt. Rimini wurde am 21. September 1944 befreit, als Folge einer Offensive, die sich gegen die «gotische Linie» richtete.
el bienestar mundial.
Africa roja, Giovanni Bucciol (pàg. 18). Llevan más de medio siglo enfrentándose. Por un lado, la etnia árabe blanca y musulmana del norte, líder tradicional del país, y por el otro, la etnia negra de los territorios del sur, cristiana y animista que viene reclamando desde años derechos de igualdad. El reciente acuerdo para la futura organización del país prevé una fase de transición de más de seis años con un Gobierno de unidad nacional, al cabo de la que se habrán de celebrar votaciones referendarias . Dicho acuerdo no es el primero pero sí esperanza al país sobre una concreta posibilidad para conseguir esa tan añorada paz. Perspectiva africanas, Nicodème N’Kashama N’Koy (pàg. 28). Las causas del fenómeno de inmigración, a menudo ilegal, que está experimentando cotidianamente el Occidente, se identifican también en los problemas que agobian a Africa. Esto ya basta como para explicar que los problemas africanos acaban teniendo repercusiones intercontinentales. Correctamente orientada y encaminada, la intervención de Occidente en Africa, podría resolver a las raíces apremiantes situaciones de desasosiego. En cuanto a Europa, ésta podría aprovechar la cercanía de ese continente aún todo por valorizar, ya que a su vez Africa podría brindar interesantes oportunidades para el futuro. Empezando por el adecuado aprovechamiento de su inmensa riqueza de recursos naturales y humanos de los que depende cada vez más
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Luchar con exito, Filippo Di Pirro (pàg. 36). Al formular previsiones sobre posibles comportamientos, las «Estrategias de Coping» permiten definir las reacciones individuales en las situaciones que conllevan estrés, fatiga y desgaste. Conque se vuelve posible evaluar y comprobar la fiabilidad del individuo a la hora de actuar así como su capacidad para organizar programas de readaptación tras una larga estadía en teatros operacionales comprometidos. Lo cual permite garantizar la eficiencia del personal salvaguardando su equilibrio psicológico y su vida interior. El rugido de los «Lagunari», Mario Garano (pàg. 48). Herederos de los «Fanti da mar» de la Serenísima República de Venecia , los «Lagunari», especialistas de la infantería moderna, intervienen en las zonas de crisis donde se distinguieron conquistándose la estima de los aliados y la confianza de las poblaciones. La componente femenina: un valioso recurso para el Ejercito, Domenico Rossi (pàg. 58). Con la ley 380/1999 se fueron abriendo gradualmente las puertas del mundo militar a la mujeres, y ello sin discriminación alguna en cuanto a cargos y carrera. El ingreso de las mujeres en el ejército se hizo cumplimentando cuotas dispuestas anualmente por el Ministerio de Defensa tras consejo de la Comisión para la Igualdad de Oportunidades. Este proceso se acompañó de una adecuación de las infraestructuras, realizada de conformidad con las condicionantes arquitectónicas y urbanísticas nacionales. Para el año 2005, se prevé el enrolamiento voluntario de 2 350 mujeres por un periodo de un año. Resultó fundamental la presencia de las mujeres en los teatros de operaciones por las relaciones que éstas
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lograron entablar con la poblaciones locales. El convoy de asalto terrestre, Claudio Berto (pàg. 70). En 2003 en la Cuenca de Khost, en Afganistán, unidades estadounidenses e italianas se arriesgaron en el control del territorio recorriendo las frías y polvorientas pistas de Hindokush situadas entre 1 500 y 3 00 metros de altitud. Hombres y medios pertenecen a prestigiosas unidades de montaña, perfectamente instruidas y dotadas de equipos altamente tecnológicos. Lo cual hace posible mejorar el dominio de la oscuridad y optimizar la coordinación y colaboración con las fuerzas aerotácticas. La misión, llevada a cabo en un territorio controlado por fuerzas hostiles, pretende rastrear el área para localizar armas y preparar zonas de aterrizaje para helicópteros (preliminar para los asaltos aéreos) , controlar los pasos de frontera, conseguir informaciones sobre terroristas, proteger los convoyes. A estos efectos, particular utilidad y eficacia cobra el denominado Ground Assault Convoy («Convoy de asalto terrestre») o más simplemente GAC como lo llamaron desde un principio los hombres de las unidades. Este artículo nos cuenta como nació y como trabaja hoy en día esta unidad. Operaciones basadas en los efectos, Leonardo Di Marco (pàg. 82). La metodología de las Effects Based Operations (EBO) consiste en: identificación de los elementos o sistemas involucrados en la crisis (amigos, antagonistas, neutrales); análisis de los mismos como entidades complejas, sensibles a la interacción de factores humanos y geográficos; definición de los efectos deseados en dichos sistemas; definición, a nivel estratégico, de las capacidades políticas, diplomáticas, económicas y militares necesarias y, a nivel opera-
cional y táctico, de las formaciones y equipos, letales o no, más indicados para lograr los objetivos; constante evaluación de los resultados obtenidos; corrección de las desviaciones a todos los niveles. Adios al servicio militar obligatorio, Giovanni Cerbo (pag. 94). La ley recientemente adoptada por el Parlamento en cuanto a la suspensión del servicio militar obligatorio y a la disciplina del enrolamiento voluntario con plazo prefijado, no sólo responde a las exigencias operativas de la herramienta militar, sino que también interpreta y satisface una necesidad de cambio experimentada por la sociedad en estos últimos decenios. Así es como finaliza una época y deja de vivir un «instituto» que ha marcado el lento y difícil camino unitario de Italia hacia el desarrollo social, cultural, democrático, técnico y científico. El mundo militar y la sociedad civil en Alemania, Maurizio Sulig (pàg. 100). Es constante la búsqueda de formas asociativas encaminadas a mantener e intensificar las relaciones entre el mundo militar y la sociedad. Entre ellas cabe señalar la exitosa solución que consistió en la creación de las figuras del Oficial y del Suboficial, encargadas de entablar contactos con los jóvenes, y ello con el fin de suscitar y fomentar el interés de los mismos por el mundo militar. La valiente Rimini lucha por la libertad, Filippo Cappellano (pàg. 124). En los distintos frentes murieron 41 vecinos de Rimini, de los cuales 22 en combate, 16 fusilados y 3 en la horca. Estos padecieron el martirio en la plaza central Giulio Cesare el 16 de agosto de 1944. Dicha Plaza sería denominada luego «Piazza dei Tre Matiri»
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(Plaza de los Tres Mártires). Rimini fue liberada el 21 de septiembre de 1944, gracias a la ofensiva de los aliados contra la «Línea Gótica».
África vermelha, de Giovanni Bucciol (pàg. 18). Há mais de meio século que se confrontam, de um lado, a etnia árabe a norte, branca e de religião muçulmana, tradicionalmente guia do País, e, do outro lado, os negros do território do sul, cristãos e animistas que há vários anos pedem iguais direitos. O recente acordo para a organização do País prevê uma fase de transição de mais de seis anos com um Governo de unidade nacional, ao qual se seguirá um referendum. Este não é o primeiro acordo a ver luz, mas é também uma urgente oportunidade para ter esperança numa paz esperada há muitos anos. Perspectivas africanas, de Nicodème N’Kashama N’Koy (pàg. 28). Os problemas africanos estão também na base de uma imigração, muitas vezes ilegal, que quotidianamente se propaga no Ocidente. Só este último aspecto é já por si suficiente para compreender como os vários problemas africanos se acabam por propagar fora do continente. O empenho ocidental em África, sábiamente encaminhado, poderia de
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SOMMARIO SUMMARY SOMMAIRE INHALT RESUMEN SUMARIO longe resolver situações acidentais de dificuldade. Do seu canto a Europa poderia beneficiar da proximidade de uma África a valorizar, que poderia por sua vez proporcionar, num amanhã, úteis oportunidades e sob vários aspectos. Começando precisamente por uma correcta utilização dos seus imensos recursos humanos e naturais, dos quais o bem-estar mundial não se pode mais privar.
são de 2 350 Voluntárias em Ferma pré-estabelecida de um ano (VFP 1). Importante foi, nos Teatros Operativos, a presença de mulheres, que se revelou fundamental nas relações com as populações locais.
O rugido dos Lagunari, de Mario Garano (pàg. 48). Herdeiros dos «Fanti da mar» da Sereníssima República de Veneza, os Lagunari, especialidade da infantaria moderna, são empregados nas áreas de crise onde souberam cativar a estima dos aleados e o consenso das populações.
O esquadrão de assalto terrestre, de Claudio Berto (pàg. 70). Em 2003 na Conca de Khost, no Afeganistão, repartições dos Estados Unidos e italianas empenham-se no controle do território percorrendo as frias e empoeiradas pistas de Hindokush, a entre 1 500 e 3 000 metros. Homens e meios pertencem a prestigiosas repartições de montanha, perfeitamente treinados e dotados de aparelhos altamente tecnológicos. Isto para um melhor domínio da escuridão e uma mais estreita integração com as forças aero-tácticas. Os movimentos, sempre efectuados num território controlado por forças hostis, conseguiram atingir áreas a limpar para identificar armas, preparar Zonas de Aterragem Helicópteros (como premissa de assaltos aéreos), controlar as passagens de confim, adquirir informações sobre terroristas, proteger comboios. Um dos elementos úteis mais adequados ao objectivo é precisamente o «Esquadrão de assalto terrestre», dito também Ground Assault Convoy, mas os homens chamaramno, desde logo, GAC. Eis como nasceu e como hoje opera.
A componente feminina preciso recurso do Exército, de Domenico Rossi (pàg. 58). A Lei 380/1999 abriu gradualmente o mundo militar às mulheres sem qualquer discriminação de encargos ou carreiras, mediante quotas anualmente estabelecidas pelo Ministério da Defesa sob parecer da Comissão pela Igualdade de Oportunidades. Isto está a acontecer com um contextual adequamento de infraestruturas que tutela os vínculos arquitectónicos e urbanísticos nacionais. Para 2005 está prevista a admis-
Operações baseadas nos efeitos, de Leonardo Di Marco (pàg. 82). A metodologia das Effects Based Operations (EBO) baseia-se em: identificação dos sistemas interessados na crise em exame (apoiantes, opositores, neutros); análise dos mesmos sistemas, dos quais entidades complexas, sensíveis à interacção articulada de factores humanos e geográficos; definição dos efeitos a perseguir em tais sistemas; identificação a nível estratégico, das capacidades políticas, diplomáticas, económicas e militares necessárias e, a ní-
Lutar com sucesso, de Filippo Di Pirro (pàg. 36). As «Estratégias de Coping» ajudam a definir as reacções individuais nas situações que comportam fadiga, desgaste e stress, formulando previsões de possíveis comportamentos. De tal modo é possível avaliar a confiança individual em termos de emprego, mas também organizar programas de reintegração depois de permanências prolongadas em Teatros Operativos de elevada intensidade. Isto para garantir a eficiência do pessoal também sob o perfil psicológico e tutelar a esfera interior.
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vel operativo e táctico, das formações e dos equipamentos letais e não, aptos a atingir objectivos; constante avaliação dos resultados conseguidos; correcção dos afastamentos de todo o tipo. A recruta là vai, de Giovanni Cerbo (pàg. 94). A lei aprovada recentemente do Parlamento, relaccionada com a suspensão do serviço obrigatório de recruta e a disciplina dos voluntários de tropa em recruta préestabelecida, mais do que vir ao encontro das exigências operativas do instrumento militar, interpretou simétricamente uma necessidade de mudança amadurecido na sociedade nas últimas décadas. Fecha-se uma época e deixa de viver uma» instituição» marcou naturalmente o lento e difícil caminho unitário do nosso país no seu processo de crescimento social, cultural, democrático, técnico e científico. A estreita relação entre mundo militar e sociedade civil na Alemanha, de Maurizio Sulig (pàg. 100). Tudo é perseguido procurando constantemente o contacto através de diferentes fórmulas associativas. A estas junta-se a feliz solução do Oficial e do Sub-Oficial destinados à relação com o mundo juvenil, com o objectivo de suscitar e manter o interesse pela realidade militar. A corajosa Rimini em luta pela liberdade, de Filippo Cappellano (pàg. 124). Nas várias frentes caíram 41 partidários rimineses, 22 dos quais em combate, 16 fuzilados e 3 por enforcamento. Estes últimos sofreram o martírio na central Praça Giulio Cesare, a 16 de Agosto de 1944. Este lugar será depois chamado Piazza dei Tre Martiri (Praça dos Três Mártires). Rimini foi libertada a 21 de Setembro de 1944, como seguimento da ofensiva aliada contra a «Linha Gótica».
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Lo scontro che non c’è mai stato, di Antonio Ciabattini Leonardi (pag. 10). I confronti tra civiltà catturano da tempo le attenzioni di studiosi e analisti di geopolitica. Il precursore fu lo storico inglese Arnold Toynbee, nel 1946, con il volume «Civiltà a paragone». Nel 1997, invece, Samuel Huntington nel libro «Lo scontro tra le civiltà e il nuovo ordine mondiale», prefigurava scenari mondiali caratterizzati da confronti basati sulla cultura. La realtà, spesso si discosta dalla teoria. L’Iraq verso la svolta, di Armando Novelli e Massimo Panizzi (pag. 20). L’Iraq ha voltato pagina. Non soltanto per la percentuale elevata di votanti, ma anche e soprattutto per l’entusiasmo e il coraggio degli elettori, recatisi in massa alle urne anche a rischio della propria incolumità. Terminata la fase di transizione, iniziata il 28 giugno, ne è cominciata un’altra non meno delicata e irta di insidie. Infatti, il Governo neoeletto, ora pienamente legittimato, si troverà ad affrontare, oltre alle persistenti minacce alla sicurezza, il compito di dotare il Paese di Istituzioni stabili che rappresentino le varie etnie. L’Esercito del Cile pronto per le sfide future. Intervista al Generale di Corpo d’Armata Juan Emilio Cheyre Espinosa, Comandante in Capo dell’Esercito, a cura di Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (pag. 42). Repentini mutamenti di scenario inducono sensibili varianti operative negli strumenti militari. Non ci si confronta più solamente con una minaccia convenzionale, bensì bisogna fronteggiare rischi difficilmente prevedibili, che potrebbero concretarsi, in tempi e luoghi indeterminati, con modalità differenti e generalmente asim-
metriche. Non ultimo vi è il terrorismo, assurto prepotentemente alla ribalta della scena politica, economica, militare e naturalmente mediatica. Gli eserciti moderni oggi sono impegnati in un processo di adeguamento che si avvale della cooperazione e della collaborazione internazionale, senza peraltro prescindere da avvedute scelte tecniche e industriali, anche in ragione delle nuove operazioni di «Stabilizzazione» e «Ricostruzione» nell’ambito del Nation Building, espresse in ambiente interforze e multinazionale. Vediamo come tali tematiche sono state affrontate e risolte dall’Esercito del Cile, Paese di antiche tradizioni, molto vicino all’Italia per legami umani e culturali. La Convenzione di Ottawa, di Giorgio Scarchilli (pag. 54). Il vertice ha riesaminato quanto sottoscritto a Ottawa nel 1997, concordando un piano di lavoro per il successivo quinquennio. L’iniziativa è servita a: sintetizzare le principali iniziative intraprese dagli Stati Parte nel primo lustro di attività; illustrare i piani di bonifica dei Paesi in cui è segnalata la presenza di mine antipersona; evidenziare il numero degli incidenti annuali causati da queste; discutere e approvare il «Nairobi Action Plan 2005 - 2009». Dalla Conferenza è emerso che i progressi ottenuti nella trasparenza delle informazioni sono stati tanti. Nei prossimi cinque si prevede di distruggere gli arsenali non in linea con la Convenzione, procedendo contestualmente alle operazioni di bonifica. Moderni ed efficaci veicoli da combattimento, di Vito Dell’Edera e Gaetano Di Lorenzo (pag. 64). La politica di approvvigionamento tiene conto delle risorse finanziarie che potranno essere messe a disposizione per gli investimenti della difesa. Nel settore dei mezzi da combattimento, nel breve e nel medio termine, si tenderà a: completare lo sviluppo dei nuovi veicoli; migliorare la protezione balistica da mine e cariche cave; avviare programmi di ammodernamento per i mezzi già in servizio, quali le blindo Centauro e i carri armati «Ariete». Importante è il ritorno d’immagine per l’industria nazionale della difesa, che è così in grado di inserirsi nei programmi di
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cooperazione internazionale. Il sostegno al moderno combattente, di Corrado Lauretta (pag. 80). La sospensione del servizio militare obbligatorio fa raggiungere alle Forze Armate italiane una nuova e più attuale configurazione. Il soldato del nuovo millennio si presenta con una connotazione spiccatamente professionale, idoneo a operare in un contesto multinazionale e in vari scenari operativi. Tale nuovo assetto, unitamente alla necessità di ottimizzare le risorse disponibili, impone una revisione delle procedure operative e logistiche dello strumento. Radicali potrebbero essere le innovazioni da apportare alle tradizionali funzioni dell’alimentazione, dell’equipaggiamento e dell’accasermamento, anche perché l’attuale quadro normativo deve tenere conto della professionalizzazione. Innovazione queste che, coniugando le esigenze funzionali, qualitative, tecnologiche ed estetiche e integrandole con la realtà industriale, faccia derivare un elevato standard qualitativo che soddisfi pienamente i bisogni primari del soldato. I traguardi del comitato NATO delle forze di riserva nazionali, di Giampaolo Bormetti (pag. 90). La necessità di disporre di figure professionali fino a qualche anno fa impensabili nell’ambito delle Forze Armate, valorizza di molto le Forze di Riserva. Una mirata interazione tra strumento militare e società civile è allora quanto mai opportuna. L’armonizzazione degli sforzi tendenti a favorire la crescita e lo sviluppo delle Riserve deve altresì andare di pari passo con la considerazione che le Forze Armate sono patrimonio comune della Nazione e, quindi, di tutti. La scomparsa della Leva aprirà un’era assolutamente nuova per il Paese, chiamando cittadini e Istituzioni a una simbiosi davvero al passo con i tempi. La fedeltà, di Angelo Marchesi (pag. 102). L’insegnamento alla fedeltà deve costituire una tappa fondamentale del processo formativo ed educativo del cittadino, il quale deve apprendere progressivamente come inserirsi nella società e quali sono i valori fondamentali del vivere civile. In questo delicato processo di crescita interiore, non si può prescindere da vari pila-
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stri educativi, quali la famiglia e la Scuola. Su tali queste rilevanti tematiche non sono possibili tergiversazioni o ritardi di nessun tipo. Anche in questo ambito, infatti, esiste un impegno di «fedeltà» ai compiti educativi che nessuno può eludere o rinviare ad altri. La passione di Cristo, di Attilio Claudio Borreca (pag. 108). La crocifissione di Gesù Cristo è, da oltre duemila anni, uno degli avvenimenti più esaminati della storia. È proprio comparando la prospettiva storiografica con i testi dei Vangeli, che emergono ogni volta conferme capaci di coinvolgere studiosi e credenti, fornendo puntualmente spunti di riflessione in grado di travalicare le epoche, per assumere significati morali ed etici sempre attuali. La guerra che aprì al Sol Levante le porte dell’Asia, di Massimo Iacopi (pag. 122). Nonostante il riconoscimento dei territori acquisiti sul campo in Manciuria e la legittimità degli interessi politici, economici e militari nei confronti della Corea, il controllo della metà meridionale dell’isola di Sakhalin, per via degli 80 mila caduti in combattimento e 450 mila feriti, i giapponesi giudicano irrisori i vantaggi conseguiti. Tra l’altro, la Russia non risulta obbligata a versare riparazioni di guerra al Giappone che ha sostenuto un conflitto costato quanto l’equivalente di sei anni di prodotto nazionale. Dal novembre 1905 la Corea diventa un protettorato nipponico, per essere poi annessa nel 1910. Il Giappone, da quel momento e fino all’amara conclusione della 2a Guerra Mondiale, non avrà che un solo obiettivo: il mantenimento e l’espansione del suo impero.
The Clash That Never Was, by Antonio Ciabattini Leonardi (pag. 10). The contrasts between civilizations have long attracted the attention of scholars and analysts of geopolitics. Their forerunner was English historian Arnold Toynbee in 1946, with his book «Comparing Civilizations». In 1997, Samuel Huntington, in his book «The Clash of Civilizations and the Remaking of the new World Order», prefigured world scenarios characterized by confrontations based on culture and religion. But reality often diverges from our predictions. Iraq Towards a Turning Point, by Armando Novelli and Massimo Panizzi (p. 20). Iraq has turned over a new leaf. Not only for the high percentage of voters but also, and mainly, for the enthusiasm and courage of the electors, who went to the polls risking their life. After the transition period which started on June 28, another phase, no less dangerous and insidious, has begun. In fact, the just elected and fully legitimate Government will have to face, besides the persistent threats, the task of providing the Country with stable institutions representing the various ethnic groups. The Chilean Army is Ready for the Challenges of the Future. Interview with Lieutenant General Juan Emilio Cheyre Espinosa, Commander-inChief of the Army, by Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (p. 42). Sudden changes in the scenarios cause sensible operational variations in military instruments. It is not only a matter of facing conventional threats, but also of confronting risks which are hardly foreseeable and could materialize at unpredictable
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times and in indefinite places, with different and generally asymmetric forms. One of these threats, and not a negligible one, is terrorism, which has forced itself to the forefront of the political, economic, military and - of course - the media scene. Today’s modern armies are engaged in a process of adaptation which can avail itself of the international cooperation without excluding a recourse to wise technical and industrial choices, also in consideration of the new «Stabilization» and «Reconstruction» operations expressed within the «Nation Building» missions, within joint and multinational environments. Let us see how these subjects have been dealt with and solved by the Chilean Army, in a Country with ancient traditions and very close to Italy as regards human and cultural bonds. The Ottawa Convention, by Giorgio Scarchilli (p. 54). At the UN Headquarters in Nairobi the representatives of no less than 120 Countries, out of 140 members, plus those from governmental and non-governmental organizations, have tackled the thorny problem, and their conclusions were approved with general favourable consent. Modern and Effective Combat Vehicles, by Vito Dell’Edera and Gaetano Di Lorenzo (p. 64). The procurement policy takes into account the financial resources which can be made available for defence investments. In the field of combat vehicles, in the short and medium term the tendency will be to complete the development of the new systems, improve their ballistic protection from mines and hollow charges and start modernization programmes for the vehicles already in service, such as the «Centauro» armoured cars and «Ariete» tanks. The image return is important for the national defence industry, which can thus be included in the programmes of international cooperation. Supporting the Modern Fighter, by Corrado Lauretta (p. 80). The end of conscription gives the Italian Armed Forces a new and more modern configuration. The soldier of the new millennium has a distinctly professional cha-
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racter and is able to work in a multinational context and in different operational scenarios. This new quality, together with the need to optimise the resources available, involves a reassessment of the instrument’s operational and logistic procedures. The innovations to be introduced in the traditional functions of providing victuals, equipment and quarters could be very radical, also because the new rules must take professionalism into account. These changes, combining functional, qualitative, technological and aesthetic requirements and integrating them with the industrial reality, should generate a high qualitative standard, which should fully satisfy the soldier’s primary needs. The Goals of the NATO Committee for National Reserve Forces, by Giampaolo Bormetti (p. 90). The need to have on hand, within the Armed Forces, professional figures which were inconceivable just a few years ago, greatly increases the value of the Reserve Forces. Therefore, a careful interaction between military instrument and civil society appears to be very appropriate. The harmonization of the efforts aimed at fostering the growth and development of the Reserves must also keep up with the awareness that the Armed Forces are a common wealth of the Nation and thus belong to all citizens. The end of conscription will open a completely new age for our Country and summon people and institutions for a symbiosis really in line with the times. Loyalty, by Angelo Marchesi (p. 102). Teaching loyalty should be a fundamental step in the formation of the citizen who must learn, step by step, to become part of society and acquire the basic values of a civilized way of living. In this delicate process of inner growth it is impossible to prescind from certain educational pillars, such as family and school. On these important subjects there can be neither tergiversations nor delays of any kind. In this sphere, in fact, there is a commitment of «loyalty» to the educational duties, that cannot be eluded or delegated to others. The Passion of Christ, by Attilio Claudio Borreca (p. 108).
An event that for more than 2000 years has been deeply moving historians, theologians and philosophers. The chronicle of these tragic and supernatural events can be a valid source of knowledge, characterized by ethical and spiritual connotations which are still of great and intense topical interest. The War of the Rising Sun, by Massimo Iacopi (p. 122). Despite the recognition of the territories acquired on the field in Manchuria, the legitimacy of their political, economic and military interests in relation with Korea and the control of the southern half of the Sakhalin island, due to their 80,000 soldiers killed in battle and 450,000 wounded, the Japanese consider those advantages insignificant. Among other things, Russia is not obliged to pay war reparations to Japan, which had sustained a conflict that cost the equivalent of six times the Nation’s gross product. In November 1905, Korea became a Japanese protectorate and in 1910 was annexed to Japan. Since then, and until the bitter end of WWII, Japan has had only one objective: the maintenance and expansion of its empire.
L’affrontement qui n’a jamais eu lieu,
par Antonio Ciabattini Leonardi (p. 10). La confrontation de civilisations est une question sur laquelle les chercheurs et les analystes spécialistes de géopolitique ne cessent de se pencher depuis des siècles. Parmi ceux-ci, le précurseur a été l’historien anglais Arnold Toynbee dont l’ouvrage «Confrontation de civilisations» est paru en 1946. Au contraire, en 1977, dans «L’affrontement des civilisations et le nou-
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vel ordre mondial», Samuel Huntington préfigure des théâtres mondiaux caractérisés par les confrontations liées aux différentes cultures. La réalité, cependant, ne correspond pas toujours à la théorie. L’Iraq au tournant, par Armando Novelli et Massimo Panizzi (p. 20). L’Iraq a tourné la page. L’affluence des citoyens aux urnes et surtout le courage et l’enthousiasme dont ceux-ci ont fait preuve en risquant leur propre vie en sont l’exemple probant. Une fois conclue la phase de transition, commencée le 28 juin, une autre démarre qui n’est pas moins délicate et dangereuse. En effet, le gouvernement élu, désormais pleinement légitimé, non seulement devra faire face aux menaces constantes contre la sécurité, mais il aura également à doter le pays d’institutions stables susceptibles de représenter les différentes ethnies. L’Armée de terre du Chili est prête à relever les défis du futur. Interview du Général de Corps d’Armée Juan Emilio Cheyre Espinosa, Commandant en chef par Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (p. 42). Les changements soudains qui se produisent sur les théâtres appellent des variantes opérationnelles aux niveaux des instruments militaires. Aux menaces conventionnelles viennent s’ajouter des risques difficilement prévisibles pouvant se manifester à des moments et en des lieux imprécis, suivant des modalités différentes et souvent asymétriques. Parmi ceux-ci, il convient de signaler le terrorisme qui a fait violemment irruption sur les scènes politique, économique, militaire et, cela va sans dire, médiatique. Les armées modernes ont engagé un processus d’adéquation caractérisé non seulement par la coopération et la collaboration internationales, mais aussi par la prise de décisions avisées sur les plans technique et industriel. Et ce en vue des nouvelles opérations de «Stabilisation» et de «Reconstruction» entreprises dans le cadre du Nation Building, à travers les interventions interarmées et multinationales. Voici comment l’Armée chilienne a affronté et résout ces questions. Le Chili et l’Italie étant deux pays proches
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de par les relations humaines et culturelles qu’ils entretiennent. La Convention d’Ottawa, par Giorgio Scarchilli (p. 54). Après avoir réexaminé ce qui avait été convenu à Ottawa en 1997, la conférence au sommet a mis au point un plan de travail pour les cinq prochaines années. Cette conférences aura permis de: résumer les principales initiatives menées à bien par les Etats lors des cinq premières années d’activité; illustrer les plans de déminage des pays où la présence de mines antipersonnel a été signalée; signaler le nombre annuel d’accidents provoqués par ces mines; discuter et approuver le «Nairobi Action Plan 2005-2009 ». De la Conférence il se détache que les progrès obtenus quant à la transparence des informations ont été nombreux. Dans les cinq prochaines années il est prévu de détruire tous les arsenaux ne répondant pas aux dispositions de la Conventions et de procéder également aux opérations de déminage. Des véhicules de combat modernes et efficaces, par Vito Dell’Edera et Gaetano Di Lorenzo (p. 64). La politique d’approvisionnement tient compte des ressources financières pouvant être affectées aux investissements dans le secteur de la défense. En ce qui concerne les véhicules et les engins de combat, la tendance, à court et moyen terme, sera la suivante: achèvement de la mise au point des nouveaux véhicules; amélioration de la protection balistique contre les mines et les charges creuses; mise en marche de programmes de modernisation pour les engins en service, tels que le blindé Centauro et le char «Ariete». L’industrie italienne de la défense, dont l’image publique s’en trouvera ainsi améliorée, pourra prendre part aux programmes de coopération internationale. Le soutien au soldat moderne, par Corrado Lauretta (p. 80). La suspension du service militaire obligatoire exige des Forces armées italiennes une configuration nouvelle et actualisée. Le soldat du nouveau millénaire présente des caractéristiques hautement professionnelles, d’autant qu’il est appelé à opé-
rer dans un contexte multinational et dans des théâtres opérationnels des plus divers. Cette nouvelle condition impose non seulement l’optimisation des ressources disponibles mais aussi la révision des procédés opérationnels et logistiques. Les innovations au niveau des fonctions traditionnelles telles que l’alimentation, l’équipement et le casernement revêtent une importance primordiale à cet effet, d’autant que le nouveau cadre législatif ne saurait ignorer l’aspect de la professionnalisation. En conjuguant les exigences aussi bien fonctionnelles et qualitatives que technologiques et esthétiques, et en les insérant dans le contexte industriel, ces innovations donneront lieu à des standards de qualité élevés susceptibles de satisfaire pleinement les exigences de base du soldat. Les objectifs du comité OTAN pour les forces de réserve nationales par Giampaolo Bormetti (p.90) Le besoin de disposer de figures professionnelles, inconcevables au sein des forces armées il y a quelques années seulement, ne fait qu’accroître l’importance des forces de réserve. Une interaction ciblée entre l’instrument militaire et la société civile s’avère plus indispensable que jamais. L’harmonisation des efforts visant à favoriser la croissance et le développement des réserves est d’autant plus nécessaire que les forces armées constituent un patrimoine commun de la Nation, et par conséquent, appartenant à chacun d’entre nous. La suspension du service militaire obligatoire inaugure une nouvelle ère pour l’Italie: les citoyens et les institutions étant appelées à vivre en symbiose pour répondre aux exigences modernes. La fidélité, par Angelo Marchesi (p. 102). L’enseignement de la fidélité doit constituer une étape importante du processus de formation et d’éducation du citoyen. Celui-ci doit apprendre progressivement la façon de s’insérer dans la société et acquérir les valeurs qui s’avèrent fondamentales pour vivre de façon civile. Au cours de ce délicat processus d’épanouissement intérieur, deux piliers de l’éducation tels que la famille et l’école sont indispensables. Aucun retard, aucune négligence ne sont admissibles à cet égard. Ici aussi, il
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existe un engagement de «fidélité» envers les tâches liés à l’éducation que personne ne peut éluder ou confier à quelqu’un d’autre. La Passion du Christ, par Attilio Claudio Borreca (p. 108). La Crucifixion du Christ est, depuis plus de 2000 ans, l’évènement les plus étudié de l’histoire. En effet, la confrontation de la perspective historiographique et des textes de l’Evangile, fait sans cesse apparaître des confirmations qui ne manquent pas d’intéresser aussi bien les chercheurs que les croyants, inspirant chaque fois des réflexions qui vont bien au-delà des époques et dont les contenus éthiques et moraux sont toujours d’une grande actualité. La guerre qui ouvrit la porte de l’Asie au Soleil Levant, par Massimo Iacopi (p. 122). La reconnaissance des territoires acquis sur le champ de bataille en Manchourie, la légitimité des intérêts politiques, économiques et militaires vis-à-vis de la Corée et le contrôle de la partie méridionale de l’île de Sakhalin, sont pour les japonais des avantages tout à fait dérisoires ne suffisant pas à compenser 80 000 morts et 450 000 blessés. De plus, la Russie n’est pas tenue à payer les réparations au Japon, pour lequel le coût du conflit a représenté l’équivalent du produit national brut de six ans. En novembre 1905, la Corée devient un protectorat japonais pour être annexée en 1910. Depuis lors et jusqu’à la conclusion amère de la Seconde Guerre mondiale, le Japon n’aura d’autre objectif que de maintenir et d’étendre son empire.
Ein Kampf, der nie stattgefunden hat von
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Antonio Ciabattini Leonardi (S. 10). Seit langer Zeit ist die Aufmerksamkeit der Gelehrten und der Analytiker der Geopolitik auf den Vergleich zwischen Kulturen gerichtet. Der Vorlaeufer war der englische Historiker Arnold Toynbee, von dem im Jahre 1946 das Buch «Die Kultur am Scheideweg» erschien. 1997 kam das Buch «Kampf der Kulturen Die neue Gestaltung der Weltpolitik im 21. Jh.» hervor, in dem Samuel Huntington eine Welt darstellte, wo sich die Kulturen gegenueberstellten. Die Wirklichkeit weicht sich oft von der Theorie ab. Irak an den Wendepunkt von Armando Novelli und Massimo Panizzi (S. 20). Irak hat den Kurs geaendert. Nicht nur fuer die hohe Stimmgeberzahl, sondern auch fuer den Enthusiasmus und ueberhaupt den Mut der Waehler, die unter Lebensgefahr zur Wahl gegangen sind. Nach der Uebergangszeit, die am 28. Juni angefangen war, ist eine neue, nicht weniger schwierige und gefahrvolle Zeit begonnen. Die neugewaehlte und jetzt voellig rechtmaessige Regierung wird sich nicht nur mit den andauernden Sicherheitsdrohungen auseinandersetzen, sondern auch mit der Aufgabe, das Land mit stabilen Institutionen zu versehen, die die verschiedenen Volksgruppen vertreten koennen. Das Chilenische Heer ist fuer die Herausforderungen der Zukunft bereit. Interview mit dem Generalleutnant Juan Emilio Cheyre Espinosa, Oberbefehlshaber der Steitkraefte, von Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (S. 42). Ploetzliche Veraenderungen fuehren betraechtliche Operationsvarianten in den militaerischen Mitteln herbei. Wir vergleichen uns nicht mehr und nicht nur mit einer konventionellen Gefahr, sondern muessen wir auch schlecht vorsehbaren Risiken entgegentreten, die sich in unbestimmten Zeiten und unter unklaren Umstaenden, auf unterschiedliche Weise und asymmetrische Art, verwirklichen koennten. Unter den Ersten gibt’s den Terrorismus, mit Gewalt zu der Buehne des politischen, oekonomischen und militaerischen Geschehens, und naturlich der Massenmedien, emporgestie-
gen. Die modernen Heere sind heute mit einem Anpassungsverfahren engagiert, das von der internationalen Kooperation Gebrauch macht, ohne von umsichtigen technischen und industriellen Entscheidungen abzusehen, die, auch im Verhaeltnis zu den neuesten Operationen von «Stabilisierung» und «Rekonstruktion» im Rahmen von «Nation Building», den Einsatz von mehreren Staaten und deren Streitkraefte aeussern. In dem Artikel wird es erzaehlt, wie diese Probleme von dem Chilenischen Heer, in einem Land von antiken Traditionen, das wegen kulturellen und menschlichen Beziehungen Italien so nah ist, behandelt und geloest worden sind. Das Abkommen von Ottawa, von Giorgio Scarchilli (S. 54). Der Gipfel hat nachgeprueft, was 1997 in Ottawa unterschrieben wurde und hat ein Arbeitsplan fuer das nachkommende Quinquennium ausgearbeitet. Die Initiative hat dazu gedient, die Haupunternehmungen der Teilnehmerstaaten in dem ersten Jahrfuenft zusammenzufassen; die Entminenplaene jener Laender, wo die Tretminen gemeldet sind, zu erklaeren; die jaehrliche Statistik der Unfaelle, die davon verursacht werden, herauszustreichen; den «Nairobi Action Plan 2005-2009» zu diskutieren und zu genehmigen. Von der Konferenz ist es herausgegangen, dass die Fortschritte, die man dank der Transparenz der Informationen gemacht hat, viele sind. In den naechsten fuenf Jahren sieht man vor, die nach der Konvention nicht berechtigten Arsenale zu vernichten und dementsprechend Meliorationen durchzufuehren. Moderne und wirksamen Kampffahrzeuge, von Vito Dell’Edera und Gaetano Di Lorenzo (S. 64). Die Proviantversorgungspolitik beachtet die Ressourcen, die fuer die Verteidigungsinvestitionen zur Verfuegung gestellt werden koennen. In dem Bereich der Kampffahrzeuge, strebt man nach folgenden kurz- und mittelfristigen Ziele: die Entwicklung neuer Fahrzeuge auszubauen; den ballistischen Schutz gegen Minen und Sprengladungen zu verbessern; Modernisierungsprogramme
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fuer Tanke und Panzer wie «Centauro» und «Ariete», die schon im Dienst sind, in die Wege zu leiten. Dies ist sehr wichtig fuer die Geltung der Verteidigungsnationalindustrie und setzt sie in die Lage, an die internationalen Kooperationsprogramme teilzunehmen. Zur Unterstuetzung des modernen Soldaten, von Corrado Lauretta (S. 80). Nach dem Ende der Militaerpflicht haben die Italienischen Streitkraefte eine neue und aktuelleren Gestalt angenommen. Der Soldat des dritten Jahrtausends zeichnet sich durch den berufsmaessigen Charakter aus, der ihn dazu befaehigt, in verschiedenen Operationsgebieten und im Rahmen der Zusammenarbeit mit anderen Laendern, taetig zu sein. Die neue Gestaltung und die Notwendigkeit, die verfuegbaren Ressourcen zu optimieren, erlegt eine Nachpruefung der logistischen und operativen Verfahren. Da die aktuellen Normenbestimmungen die Rationalisierung in Betracht ziehen sollen, koennten radikale Erneuerungen in den traditionellen Bereichen der Verpflegung, Ausruestung und Kasermierung gebracht werden. Diese Innovationen stellen zweckmaessige, technologische, qualitative und aesthetische Erfordernisse zusammen und integrieren sie mit der Industriewelt, um ein hoeheres Qualitaetsniveau zu erreichen, das die Beduerfnisse des Soldaten voellig befriedigen kann. Die Ziele des NATO-Ausschusses der Nationalreservekorps, von Giampaolo Bormetti (S. 90). Die Moeglichkeit, innerhalb der Streitkraefte, ueber Fachpersonal zu verfuegen, was bis vor einigen Jahren unvorstellbar war, verstaerkt die Reservekorps. In dieser Aussicht ist auch eine gezielte Mitarbeit zwischen Militaereinheiten und Zivilgesellschaft aeusserst erwuenscht. Die Anpassung der Anstrengungen zur Foerderung des Wachstums und der Entwicklung der Reservisten muss Hand in Hand mit dem Begriff gehen, nach dem die Streitkraefte gemeinsamer Schatz der Nation, sowie jedes Menschen, sind. Das Ende der Militaerpflicht wird fuer das Land eine neue Epoche eroeffnen, in der Buerger und Institutionen zu einer mit der Zeit Schritt halten-
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den Einheit aufgerufen sind. Die Treue, von Angelo Marchesi (S. 102). Die Erziehung zur Treue muss ein Schwerpunkt der Ausbildung des Buergers sein, der stufenweise lernen soll, wie er sich in die Gesellschaft einfuegt und welche Werte an der Basis des Zivillebens sind. In diesem delikaten Entwicklunsgang des Innenlebens kann man nicht von Familie und Schule absehen. Ueber so ein bedeutendes Thema ist keine Verspaetung oder Unentschlossenheit mehr moeglich. Es gibt tatsaechlich auch in diesem Bereich eine Verbindlichkeit zur «Treue» jenen Erziehungsaufgaben, die niemand umgehen oder anderen weiterleiten kann. Die Passion von Christ, von Attilio Ckaudio Borreca (S. 108). Die Kreuzigung von Jesus Christus ist seit mehr als zweitausend Jahren, eines der nachgeprueftesten Ereignisse der Geschichte. Von der Vergleichung der Geschichtsschreibung mit den Texten der Evangelien kommen immer noch Bestaetigungen hervor, die Gelehrten und Glaeubigen umfassen und ihnen Uberlegungsanlaesse anbieten, die die Zeit ueberschreiten und immer aktuelle moralische und ethische Bedeutung gewinnen. Der Krieg, der dem Lande der aufgehenden Sonne die Tuere Asiens oeffnete von Massimo Iacopi (S.122). Trotz der Anerkennung der in der Mandschurei eroberten Territorien, der Rechtsgueltigkeit der politischen, oekonomischen und militaerischen Interessen Korea gegenueber und der Kontrolle des suedlichen Teils der Sahkalin-Insel, erkennen die Japaner, wegen ihrer 80.000 Gefallenen und 450.000 Verletzte, die erzielten Vorteile als unerheblich. Ausserdem ist Russland nicht verpflichtet, Japan, einem Land, wo der Krieg so teuer wie sechs Jahre Nationalprodukt gekostet hat, Kriegsentschaedigungen einzuzahlen. Seit November 1905 wird Korea zum japanischen Protektorat und 1910 wird es annektiert. Von da ab und bis zum Schluss des 2. Weltkrieges wird Japan kein anderes Ziel verfolgen, als die Beibehaltung und die Expansion seines Reiches.
El enfrentamiento que nunca se dio, por Antonio Ciabattini Leonardi (pág. 10). Las confrontaciones de civilizaciones llevan tiempo capturando la atención de estudiosos y analistas de geopolítica. El pionero fue el historiador inglés Arnold Toynbeen con su obra «Parangón de civilizaciones» de 1946. En cambio, en 1997, Samuel Huntington con su libro «El enfrentamiento de civilizaciones y el nuevo orden mundial» prefigura escenarios mundiales caracterizados por enfrentamientos de culturas. Sin embargo, la realidad no siempre corresponde a la teoría. Iraq hacia un viraje decisivo, por Armando Novelli y Massimo Panizzi (pág. 20). Iraq hizo borrón y cuenta nueva. Lo comprueba no sólo el número elevado de votantes sino también el entusiasmo y el valor con que los electores acudieron a las urnas haciendo peligrar hasta su propia vida. Al finalizar la fase de transición iniciada el 28 de junio, empieza otra, igual de delicada y peligrosa. De hecho, el gobierno electo, ya plenamente legitimado, además de hacer frente a las persistentes amenazas contra la seguridad, habrá de proveer el país de Instituciones estables en condiciones de representar a todas las etnias. El ejército de Chile está listo para aceptar los retos del futuro. Entrevista con el teniente general de las Fuerzas armadas Juan Emilio Cheyre Espinosa, General comandante del Ejército, por Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (pág. 42). Los cambios repentinos que se dan en los escenarios vuelven necesarias importantes variantes operacionales en las herramientas militares. La amenaza a la que se hace
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frente ya no es sólo convencional sino que también presenta riesgos imprevisibles que podrían concretarse en lugares y momentos indeterminados, con modalidades distintas y generalmente dispares. Entre éstos, resalta el terrorismo, con su aparición prepotentemente en las escenas política, económica, militar y, por supuesto, mediática. Los ejércitos modernos han emprendido un proceso de adecuación caracterizado además de por la cooperación y colaboración internacional, por sensatas y prudentes decisiones en ámbito técnico e industrial. Y ello con miras a las nuevas operaciones de «Estabilización» y «Reconstrucción» realizadas en el marco del «Nation Building», a través de actuaciones interejércitos y multinacionales. Aquí vemos cómo el Ejército chileno encaró y resolvió estos asuntos, siendo Chile un país con antiguas tradiciones que mantiene con Italia estrechas relaciones humanas y culturales. La Convención de Ottawa, por Giorgio Scarchilli (pág. 64). Tras analizar lo dispuesto y firmado en Ottawa en 1997, la cumbre concertó un plan de trabajo para el quinquenio sucesivo. Dicha iniciativa estaba encaminada a: sintetizar las mayores actuaciones llevadas a cabo por los Estados durante el primer quinquenio de actividad; ilustrar los planes para la retirada de minas en los países en que fue señalada le presencia de minas antipersonas; evidenciar el número de accidentes anuales causados por dichas bombas; discutir y aprobar el «Nairobi Action Plan 2005-2009». De la Conferencia se desprendió que fueron numerosos e importantes los adelantos logrados en cuanto a la transparencia de las informaciones. Quedó establecido que en los próximos cinco años serán destruidos los arsenales que no cumplieren lo dispuesto por la Convención, a la vez que se procederá a las operaciones de limpieza de minas. Vehículos de combate modernos y eficientes, por Vito Dell’Edera y Gaetano Di Lorenzo (pág. 54). La política de abastecimiento toma en cuenta los recursos financieros que serán asignados a las inversiones de la defensa. En lo que se refiere los medios de comba-
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te, la tendencia, a corto y medio plazo es la siguiente: completar el desarrollo de los nuevos vehículos; mejorar la protección balística contra minas y cargas huecas; poner en marcha programas de modernización para los medios en servicio, como el tanque Centauro y los acorazados «Ariete». Cobra particular importancia el que se beneficie la imagen pública de la industria nacional de defensa, la cual, de esta forma, puede integrarse en los programas de cooperación internacional. Un apoyo para el soldado moderno, Corrado Lauretta (p. 80). La suspensión del servicio militar obligatorio hace que las Fuerzas armadas italianas tengan que cambiar y actualizar su configuración. El soldado del nuevo milenio presenta características marcadamente profesionales, puesto que está en condiciones de actuar en un contexto multinacional y en varios teatros operativos. Conque, además de volverse necesaria la optimización de los recursos disponibles, se hace imprescindible la revisión de los procedimientos operacionales y logísticos. Resultan sumamente importantes a estos efectos, las innovaciones realizadas en el ámbito de las funciones tradicionales como la alimentación, los equipos y los cuarteles, sin olvidar que el nuevo marco legislativo no puede pasar por alto la profesionalización. Al aunar aspectos funcionales, cualitativos, tecnológicos y estéticos e integrándolos en la realidad industrial, dichas innovaciones permiten lograr altos estándares de calidad que satisfacen plenamente las necesidades básicas del soldado. Las miras del comité OTAN de las Fuerzas de Reserva nacionales, por Giampaolo Bormetti (pág.90). Ante la necesidad de contar con figuras profesionales que hasta hace pocos años atrás eran impensables en el ámbito de la Fuerzas armadas, se valorizan considerablemente las Fuerzas de reserva. La interacción entre la herramienta militar y la sociedad civil resulta más indispensable que nunca. La armonización de los esfuerzos encaminados a fomentar el desarrollo y el incremento de las reservas, cobra importancia a raíz del hecho que las Fuerzas armadas son patrimonio común de la Nación y, por ende, de todos.
Tras la suspensión del servicio militar obligatorio, Italia ingresa en une era totalmente nueva y al día, caracterizada por la simbiosis entre ciudadanos e Instituciones. La fidelidad, por Angelo Marchesi (pág. 102). La enseñanza de la fidelidad ha de constituir una etapa fundamental del proceso formativo y educativo del ciudadano. Este tiene que aprender progresivamente cómo integrarse en la sociedad y cuáles son los valores primeros de la vida civil. En este delicado proceso de desarrollo interior, resultan imprescindibles algunos pilares de educación como la familia y la escuela. A este respecto, no pueden admitirse ni atrasos ni descuidos. En efecto, existe un empeño de «fidelidad» en cuanto a las tareas educativas, que nadie puede soslayar o delegar en otros. La Pasión de Cristo, por Attilio Claudio Borreca (pág. 108). La crucifixión de Cristo lleva más de 2000 años siendo una de los acontecimientos más estudiados de la historia. Cada vez que se compara la perspectiva historiográfica con los textos del Evangelio, se desprenden confirmaciones que involucran a estudiosos y creyentes, dando lugar a reflexiones y pensamientos que superan el tiempo y las épocas y cobran un valor moral y ético de mucha actualidad. La guerra que la abrió la puerta de Asia a Japón, por Massimo Iacopi (pág. 122). Pese al reconocimiento de los territorios adquiridos en el campo de batalla en Manchuria, a la legitimidad de los intereses políticos, económicos y militares para con Corea y al control de la parte meridional de la isla Sakhalin, los japoneses estiman las ventajas conseguidas en irrisorias e insuficientes como para compensar a 80 000 muertos y 450 000 heridos. Además Rusia tampoco le debe reparaciones de guerra a Japón, al que el conflicto le costó un monto equivalente al producto nacional de 6 años. En noviembre de 1905, Corea se convierte en un protectorado japonés y es anexionada en 1910. Desde entonces y hasta la amarga conclusión de la segunda guerra mundial, el objetivo de Japón no fue más que el mantenimiento y
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la expansión de su imperio.
O combate que nunca existiu, de Antonio Ciabattini Leonardi (pág. 10). Os confrontos entre civilizações captam, há já algum tempo, as atenções de estudiosos e analistas de geopolítica. O precursor foi o histórico inglês Arnold Toynbee, em 1946, com o volume «Civilizações em comparação». Em 1997, por outro lado, Samuel Huntington, no livro «O combate entre as civilizações e a nova ordem mundial», prefigurava cenários mundiais caracterizados por confrontos baseados na cultura e na religião. A realidade muitas vezes afasta-se da teoria. O Iraque em direcção à viragem, de Armando Novelli e Massimo Panizzi (pág. 20). O Iraque virou a página. Não só pela elevada percentagem de votantes, mas também e sobretudo pelo entusiasmo e a coragem dos eleitores, que se dirigiram em massa às urnas mesmo sob risco da própria incolumidade. Terminada a fase de transição, iniciada a 28 de Junho, começou uma outra não menos delicada e cheia de ciladas. De facto, o novo Governo eleito, agora plenamente legitimado, encontrar-se-à a confrontar, para além das persistentes ameaças à segurança, a tarefa de dotar o País de Instituições estáveis que representem as várias etnias. O Exército do Chile pronto para os desafios futuros. Entrevista ao General do Corpo da Armada Juan Emilio Cheyre Espinosa, Comandante em Chefe do Exército, ao cuidado de Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (pág. 42).
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SOMMARIO SUMMARY SOMMAIRE INHALT RESUMEN SUMARIO Repentinas mudanças de cenário induzem sensíveis variantes operativas nos instrumentos militares. Já não nos confrontamos apenas com uma ameaça convencional, mas também é preciso enfrentar riscos dificilmente previsíveis, que se poderiam concretizar, em tempos e lugares indeterminados, com modalidades diferentes e geralmente assimétricas. Não em último vem o terrorismo, elevado prepotentemente à ribalta da cena política, económica, militar e naturalmente mediática. Os exércitos modernos hoje estão empenhados num processo de adequação que se vale da cooperação e da colaboração internacional, sem por outro lado prescindir de prudentes escolhas técnicas e industriais, mesmo em razão das novas operações de «Estabilização» e «Reconstrução» no âmbito do Nation Building, expressas em ambiente interforças e multinacional. Vejamos como semelhantes temáticas foram enfrentadas e resolvidas pelo Exército do Chile, país de antigas tradições, muito próxima da Itália por ligações humanas e culturais. A Convenção de Ottawa, de Giorgio Scarchilli (pág. 54). O vértice reexaminou o que foi assinado em Ottawa em 1997, concordando um plano de trabalho para os 50 anos seguintes. A iniciativa serviu para: sintetizar as principais iniciativas empreendidas pelo Estados Parte no primeiro lustro de actividade; ilustrar os planos de beneficiação dos países nos quais vem assinalada a presença de minas anti-pessoais; evidenciar o número dos incidentes anuais causados por estas; discutir e aprovar o «Naiorobi Action Plan 2005-2009». Da Conferência emergiu que os progressos obtidos na transparência das informações foram muitos. Nos próximos cinco prevê-se de destruir os arsenais não em linha com a Convenção, procedendo contextualmente às operações de beneficiação. Modernos e eficazes veículos de combate, de Vito dell’Edera e Gaetano Di Lorenzo (pág. 64). A política de abastecimento tem em conta os recursos financeiros que poderão ser postos à disposição para os investimentos da defesa. No sector dos meios de comba-
te, a breve e médio prazo, tender-se-à a: completar o desenvolvimento dos novos veículos; melhorar a protecção balística de minas e cargas; encaminhar programas de modernização para os meios já em serviço, tais como blindados Centauro e tanques «Ariete». Importante é o retorno da imagem para a indústria nacional da defesa, que está assim à altura de se inserir nos programas de cooperação internacional. O apoio ao moderno combatente, de Corrado Lauretta (pág. 80). A suspensão do serviço militar obrigatório faz atingir, às Forças Armadas italianas, uma nova e mais actual configuração. O soldado do novo milénio apresenta-se com uma conotação distintamente profissional, apto a operar num contexto multinacional e em vários cenários operativos. Semelhante nova ordem unida à necessidade de optimizar os recursos disponíveis, impõe uma revisão dos procedimentos operativos e logísticos do instrumento. Radicais poderiam ser as inovações a trazer às tradicionais funções da alimentação, do equipamento e do aquartelamento, mesmo porque o actual quadro normativo deve ter em conta a profissionalização. Inovações estas que, conjugando as exigências funcionais, qualitativas, tecnológicas e estéticas e integrando-as com a realidade industrial, faça derivar um elevado standard qualitativo que satisfaça plenamente as necessidades primárias do soldado. As metas do comitato NATO das forças de reserva nacionais, de Giampaolo Bormetti (pág. 90). A necessidade de dispôr de figuras profissionais, até há alguns anos impensáveis no âmbito das Forças Armadas, valoriza muito as Forças de Reserva. Uma mirada interacção entre instrumento e sociedade civil demonstra-se portanto oportuna. A harmonização dos esforços tendentes a favorecer o crescimento e o desenvolvimento das Reservas deve ir a par com a consideração que as Forças Armadas são património comum da Nação e, portanto, de todos. O desaparecimento da Recruta abrirá uma era completamente nova para o País, chamando cidadãos e Instituições a
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uma simbiose realmente a passo com os tempos. A fidelidade, de Angelo Marchesi (pág. 102). O ensino à fidelidade deve constituir uma etapa fundamental do processo formativo e educativo do cidadão, que deve a prender progressivamente como se inserir na sociedade e quais são os valores fundamentais do viver civil. Neste delicado processo de crescimento interior, não se pode prescindir de vários pilares educativos, entre os quais a família e a Escola. Sobres tais relevantes temáticas não são possíveis evasivas ou atrasos de qualquer tipo. Também neste âmbito, de facto, existe um empenho de «fidelidade» às tarefas educativas que ninguém pode evitar ou remeter a outros. A Paixão de Cristo, de Attilio Claudio Borreca (pág. 108). A cruxificação de Jesus Cristo é, há mais de dois mil anos, um dos eventos mais examinados da História. É precisamente comparando a perspectiva historiográfica com os textos dos Evangelhos, que emergem, todas as vezes, confirmações capazes de envolver estudiosos e crentes, fornecendo pontualmente temas de reflexão à altura de passar além das épocas, para assumir significados morais e éticos sempre actuais. A guerra que abriu ao Sol Nascente as portas da Ásia, de Massimo Iacopi (pág. 122). Apesar do reconhecimento dos territórios adquiridos na Manchúria e a legitimidade dos interesses políticos, económicos e militares em relação à Coreia, o controle da metade meridional da ilha de Sakhalin, por meio dos 80 mil caídos em combate e 450 mil feridos, os japoneses julgam irrisórias as vantagens conseguidas. Por outro lado, a Rússia não é obrigada a pagar indemnizações de guerra ao Japão que sustém um conflito que custou o equivalente a seis anos de produto nacional. Desde Novembro de 1905 a Coreia torna-se um protectorado nipónico, para depois ser anexada em 1910. O Japão, desde aquele momento até à amarga conclusão da 2ª Guerra Mundial, não terá mais nenhum objectivo: a manutenção e a expansão do seu império.
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Nation Building, espresse in ambiente interforze e multinazionale. Vediamo come tali tematiche sono state affrontate e risolte dall’Esercito della Confederazione Elvetica, un Paese a noi molto vicino per geografia, storia, rapporti umani e legami culturali.
Nuove analisi e prospettive irachene, di Andrea Margelletti (pag. 16). Per favorire la stabilizzazione del Paese, la comunità internazionale dovrebbe continuare il processo politico in corso, proseguendo nello sviluppo della sicurezza e ultimando la ricostruzione sociale e materiale. Gli aspetti sui quali maggiormente puntare potrebbero essere tre: il coinvolgimento delle tribù; un ruolo più attivo e primario dell’Unione Europea; una Costituzione federale in grado di garantire allo stesso modo tutte le componenti sociali, privilegiando il ruolo e la visibilità che democraticamente spetta loro. Lo strumento militare svizzero baluardo di stabilità e sicurezza. Intervista al Tenente Generale Luc Fellay, Comandante delle Forze Terrestri elvetiche, a cura di Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (pag. 36). Proseguono le interviste ai Capi di Stato Maggiore degli Eserciti con i quali la nostra Forza Armata opera frequentemente. I repentini mutamenti di scenario inducono sensibili varianti operative negli strumenti militari. Non ci si confronta più solamente con una minaccia convenzionale, bensì bisogna fronteggiare rischi difficilmente prevedibili, che potrebbero concretarsi in tempi e luoghi indeterminati, con modalità differenti e generalmente asimmetriche. Non ultimo vi è il terrorismo, assurto prepotentemente alla ribalta della scena politica, economica, militare e, naturalmente, mediatica. Gli eserciti moderni, oggi, sono impegnati in un processo di adeguamento che si avvale della cooperazione e della collaborazione internazionale, senza peraltro prescindere da avvedute scelte tecniche e industriali, anche in ragione delle nuove operazioni di «Stabilizzazione» e «Ricostruzione» nell’ambito del
Politica industriale, di Bruno Tabacci (pag. 42). L’attuale fase di congiuntura, che peraltro interessa pure i Paesi dell’Unione Europea, si riflette in vari settori, Difesa compresa. Importanti risultano quindi le politiche dei governi, miranti al recupero, alla stabilità e allo sviluppo dell’economia. Attualmente l’Italia, così come l’Unione Europea e i suoi Stati membri, sono impegnati a individuare soluzioni e rimedi per agevolare il ritorno di un ciclo economico favorevole. Per il nostro Paese, gli ultimi dati relativi all’andamento del prodotto interno lordo segnalano la necessità di individuare interventi specifici. Però solamente attraverso un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, dalle classi dirigenti alla società civile, l’andamento congiunturale potrà essere invertito. Quello che non serve, tuttavia, per uscire da questo momento particolare, è la sfiducia che sfocia nell’immobilismo. Il bilancio della Difesa, di Francesco Lombardi (pag. 52). Le risorse che il Parlamento destina alla Difesa sono pur sempre il punto di equilibrio tra volumi complessivamente disponibili, obblighi pregressi, impegni internazionali, politiche settoriali e vari altri fattori. Dal 1997 il bilancio ha affiancato una classificazione economica alla tradizionale ripartizione finanziaria, per dare avvio a quel processo di cambiamento, tuttora in atto, nell’intera Pubblica Amministrazione, teso a utilizzare meglio le risorse disponibili. Ma che sia letto in chiave finanziaria o in chiave economica, il bilancio consente un’immediata visione di quali settori, progetti o attività potranno contare su risorse adeguate e di prevedere eventuali punti critici. L’Uzbekistan infuoca l’Asia Centrale, di Osvaldo Baldacci (pag. 62). L’Uzbekistan insieme a Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan e Tagikistan, è una delle nazioni post sovietiche della
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regione. Nel Paese centro-asiatico, che ha notevoli risorse naturali ed è ancora alla ricerca di democrazia, persistono povertà e crisi economica, unitamente a collasso delle infrastrutture e del sistema produttivo. Scarsamente organizzata è l’opposizione, priva com’è di personalità di spicco e poco radicata su un territorio sensibile al diffondersi dell’integralismo islamico e luogo di confronto tra superpotenze. Il cammino verso la democrazia, l’apertura a un Islam non violento e alla libertà religiosa, passando attraverso l’affermazione dei diritti umani, resta quindi l’unica strada percorribile. Naturalmente coinvolgendo tutte le realtà, dai gruppi etnici ai rappresentanti dei clan, dai coltivatori di cotone ai burocrati, dai rappresentanti religiosi ai movimenti politici laici. Questo va però accompagnato da uno sviluppo economico tangibile e dal sostegno, concreto ed evidente, della comunità internazionale. Il futuro è oggi, di Francesco Capillo e Roberto Villani (pag. 82). A breve termine, è auspicabile che la funzione logistica della Forza Armata avvenga in forma integrata, nell’ambito di strutture commerciali già esistenti e operanti in una rete informatica. In questo modo il Comando Logistico e il Comando delle Forze Operative Terrestri saranno in grado di intervenire, con ridotti costi di gestione e massima tempestività, in qualunque Teatro d’Operazioni utilizzando quanto già disponibile in Patria. I produttori potranno così riavviare o intensificare la produzione di uno o più beni o servizi, come pure proporre e avvalersi delle più recenti innovazioni. Attualmente l’Esercito Italiano già possiede un collegamento informatico in rete, il Sistema Informativo Gestionale dell’Esercito (SIGE), che dispone di una vasta banca dati aggiornata da Enti, Distaccamenti e Reparti della Forza Armata, che sarà la base per arrivare a una logistica di rete ancor più flessibile, efficiente e aderente allo sviluppo delle future operazioni. Sminamento tecnologico, di Mario Tarantino (pag. 92). Il meglio della tecnica può oggi essere
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We see how these themes have been tackled and solved by the Army of the Swiss Confederation, a Country very close to us for reasons of geography, history, human relations and cultural bonds.
usato per prevenire danni gravi alle persone. In particolare: le metodologie basate sulle radiazioni elettromagnetiche e i sensori chimici. Questi ultimi consentono la pronta rivelazione dell’odore emesso dagli ordigni esplosivi. Ma possono essere di grande aiuto anche la fisica nucleare e, persino, le unità cinofile. La fedeltà, di Angelo Marchesi (pag. 106). L’insegnamento della fedeltà deve costituire una tappa fondamentale del processo formativo ed educativo del cittadino, che deve apprendere progressivamente come inserirsi nella società e quali sono i valori fondamentali del vivere civile. In questo delicato processo di crescita interiore, non si può prescindere da vari pilastri educativi, quali la famiglia e la scuola. Su queste rilevanti tematiche non sono possibili tergiversazioni o ritardi di nessun tipo. Anche in questo ambito, infatti, esiste un impegno di «fedeltà» ai compiti educativi che nessuno può eludere o demandare ad altri. Le Ali delle forze di terra, di Filippo Cappellano (pag. 112). L’Aviazione dell’Esercito, che ha numerosi compiti di supporto alle operazioni terrestri, ha una lunga storia e grandi tradizioni. Dopo essere stata inserita per breve tempo nell’Arma di Cavalleria, dal 2004 è tornata a essere una specialità autonoma. È costituita da nove reggimenti di volo e di sostegno logistico, oltre a reparti minori autonomi e a una specifica Scuola. Equipaggiata con aerei di collegamento ed elicotteri da trasporto, ricognizione e attacco, l’AVES dispone di una delle più consistenti flotte aeree delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato.
New Analyses and Prospects in Iraq, by Andrea Margelletti (p. 16). In order to foster the Country’s stabilization, the international community should continue the political process under way, pursuing its development and security and completing the social and material reconstruction. The attention should mainly focused on three aspects: involvement of the tribes, a more active and primary role of the European Union and a federal Constitution that can equally guarantee all components of society, emphasizing the role and visibility to which they are democratically entitled. The Swiss Military Instrument, a Bulwark of Stability and Security. Interview With Leutenant General Luc Fellay, Chief of Swiss Ground Forces, by Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (p. 36). We continue the interviews with the Chiefs of Staff of the Armies with which our Service frequently operates. The sudden variations in the scenarios cause considerable changes in the military instruments. We are no more confronted by a conventional threat only, but we have to face risks very difficult to foresee, which could take shape at indeterminate times, in indefinite places and with different and generally asymmetric forms. One of these risks, and not a lesser one, is terrorism, which has pressingly risen to the political, economic and military scene and, of course, in the media spotlight. Today’s Armies are engaged in a process of adaptation which avails itself of international cooperation and collaboration, without neglecting, moreover, the need to make wise technical and industrial choices, also in view of the new «Stabilization and Reconstruction« operations conducted in joint and multinational environments within the «Nation Building» concept.
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Industrial Policy, by Bruno Tabacci (p. 42). The present unfavourable economic situation, which is prevailing also in the Countries of the European Union, affects several sectors, including Defence. Therefore the Government policies, aimed at rescuing, stabilizing and developing the economy, are particularly important. Italy, together with the EU and its member States, is engaged in finding solutions and remedies apt to facilitate the return of a favourable economic cycle. As regards our Country, the latest data on the trend of the GDP signal the need to find specific measures, but only through the assumption of responsibilities by all, from the leading class to society as a whole, it will be possible to reverse the negative trend. What is certainly not needed in this particular moment is lack of confidence, which easily turns into inactivity. The Defence Budget, by Francesco Lombardi (p. 52). The resources destined by Parliament to the Ministry of Defence are the balance point between amounts available as a whole, previous obligations, international commitments, sectorial policies and many other factors. Since 1997 an economic classification has been added to the traditional financial allocation, in order to start a process of transformation, still under way, of the entire Public Administration, aimed at a better use of the available resources. In any way the budget is considered, from a financial or economic viewpoint, it permits to have an immediate vision of the sectors, projects or activities that can count on adequate resources and to foresee possible critical points. Uzbekistan Inflames Central Asia, by Osvaldo Baldacci (p. 62). Uzbekistan, together with Kasakhstan, Kirghizistan, Turkmenistan and Tadzhikistan, is one of the region’s postSoviet Nations. This Central Asian Country, rich in natural resources and still in search of democracy, is troubled
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by poverty and economic problems, made worse by the collapse of infrastructure and productive system. The opposition is poorly organized, lacks eminent personalities and is scarcely rooted in a territory that is sensitive to the spreading of Islamic fundamentalism being, at the same time, a place of confrontation between superpowers. The progress towards democracy, the overture to a less violent Islam, religious freedom and the affirmation of human rights are therefore the only practicable way. Obviously, all realities must be involved, from the ethnic groups to the representatives of the clans, from cotton growers to government officials, from religious representatives to lay political movements. All this, though, must be accompanied by a tangible economic development, and be concretely and clearly supported by the international community. The Future is Today, by Francesco Capillo and Roberto Villani (p. 82). In the short term, hopefully the Service’s logistic function will take place in an integrated form, within already existing commercial structures working in a computer network. In this way the Logistic Command and the Operational Land Forces Command will be able to conduct timely interventions, with reduced costs and maximum speed, in any Operations Theatre, using assets already available in the Country. Thus, producers will be able to resume or intensify production of one or more types of goods or services, as well as to propose and employ the most recent innovations. At present the Italian Army has already at its disposal a computer net, the «Army Information Management System» (SIGE), with a large data bank updated by the Service’s Bodies, Detachments and Units, which will be the starting point of a logistic network, more flexible, efficient and adequate to the developments of the future operations. Technological Mine Removal, by Mario Tarantino (p. 92). Today the best technical finds can be used for preventing serious damages to persons. The methods based on electromagnetic radiations and chemical sensors are of particular importance. The sensors permit a rapid detection of the
smell emitted by explosive devices. Also nuclear physics and even canine units can be of great help. Loyalty, by Angelo Marchesi (p. 106). The teaching of loyalty must be a fundamental step in the educational and training process of the citizen, who must progressively learn how to fit into society and what are the basic values of civilized life. In this delicate process of inner growth, one cannot ignore certain educative pillars, such as family and school. On these very important subjects no delays and prevarications of any kind can be condoned. As a matter of fact, also in this area there is a pledge of «loyalty» to the educational tasks, and this cannot be eluded or delegated to others. The Wings of the Land Forces, by Filippo Cappellano (p. 112). The Army Aviation (AVES) has numerous tasks in support of land operations. It has a long history and great traditions. For a short period of time it was included in the Cavalry, but since 2004 has been again an autonomous Speciality. It consists of nine regiments, with their flight and logistic support units, plus some minor formations and a special School. With its liaison airplanes and its transport, reconnaissance and attack helicopters, AVES commands one of the most numerous air fleets of the Armed Forces and the Armed Corps of the State.
Nouvelles perspectives en Iraq, par Andrea Margelletti (p. 16). Pour favoriser le processus de stabilisation du pays, la communauté internationale devrait poursuivre le processus po-
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litique entrepris, tout en maintenant son engagement en vue du rétablissement de la sécurité et de la reconstruction sociale et matérielle. Pour ce faire, trois aspects s’avèrent importants: la participation accrue des tribus; l’attribution d’un rôle fondamental et plus actif à l’Union européenne; une Constitution fédérale visant à offrir les mêmes garanties à toute la population, en privilégiant le rôle et la visibilité que la démocratisation attribuera à ses composantes sociales. L’instrument militaire suisse: un bastion de stabilité et de sécurité. Interview du Leutenant Général Luc Fellay, Chef de l’Armée de terre suisse, par Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (p. 36). Les interviews des Chefs d’Etat major des Armées avec lesquelles la Force armée italienne maintient des relations fréquentes, se poursuivent. Les changements soudains qui se produisent sur les théâtres appellent des variantes opérationnelles aux niveaux des instruments militaires. Aux menaces conventionnelles viennent s’ajouter des risques difficilement prévisibles pouvant se manifester à des moments et en des lieux imprécis, suivant des modalités différentes et souvent asymétriques. Parmi ceux-ci, il convient de signaler le terrorisme qui a fait violemment irruption sur les scènes politique, économique, militaire et, cela va sans dire, médiatique. Les armées modernes ont engagé un processus d’adéquation caractérisé non seulement par la coopération et la collaboration internationales, mais aussi par la prise de décisions avisées sur les plans technique et industriel. Et ce en vue des nouvelles opérations de «Stabilisation» et de «Reconstruction» entreprises dans le cadre du Nation Building, à travers les interventions interarmées et multinationales. Voici comment l’Armée helvétique a affronté ces questions. La Suisse et l’Italie étant deux pays proches non seulement de par la proximité géographique mais en raison également des relations humaines et culturelles qu’ils entretiennent. Politique industrielle, par Bruno Tabacci (p. 42). Le secteur de la Défense ressent lui aus-
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si le contrecoup de la conjoncture qui caractérise actuellement les pays de l’Union européenne. Aussi les politiques des gouvernements visant à la reprise, à la stabilité et au développement de l’économie s’avèrent-elles très importantes à cet effet. Actuellement l’Italie, ainsi que l’Union européenne et tous ses Etats membres, s’emploie à trouver des solutions et des remèdes susceptibles de favoriser la reprise d’un cycle économique favorable. En ce qui concerne l’Italie, les chiffres sur la marche du produit interne brut mettent en évidence le besoin de définir des actions spécifiques. Or la conjoncture défavorable ne saurait s’inverser sans la responsabilisation de l’ensemble de la population, tant des classes dirigeantes que de la société civile. Pour surmonter cette situation difficile il faudra éviter toute méfiance portant à l’immobilisme. Le bilan de la Défense par Francesco Lombardi (p. 52). Les ressources que le Parlement affecte à la Défense reflètent en quelque sorte le point d’équilibre entre le total des ressources disponibles, les obligations précédentes, les engagements internationaux, les politiques sectorielles et d’autres facteurs encore. Depuis 1977, le bilan prévoit une classification économique venant s’ajouter à la répartition financière traditionnelle, en vue de mettre en œuvre ce processus de changement, actuellement en cours, au sein de l’Administration publique, en vue d’ optimaliser l’utilisation des ressources disponibles. Qu’il soit lu en clef financière ou en clef économique, le bilan offre un panorama clair des secteurs, des projets ou des activités pouvant bénéficier de ressources appropriées leur permettant de parer à d’éventuels situations critiques. L’Ouzbékistan enflamme l’Asie centrale, par Osvaldo Baldacci (p. 62). L’Ouzbékistan est, avec le Kazakhstan, le Kirghizistan, le Turkménistan et le Tadjikistan, l’une des nations post-soviétiques de l’Asie centrale. Le pays, riche en ressources naturelles, est encore à la recherche de la démocratie et traverse une cirse économique caractérisée par la pauvreté et la détérioration des infrastructures et du système de production. Sur le plan politique, l’opposition est insuffisamment organisée, faute d’une fi-
gure politique brillante, et peu enracinée dans un territoire où l’intégrisme islamique et les affrontements entre superpuissances semblent facilement prendre pied. Le processus de démocratisation et l’acceptation d’un islam non violent ainsi que de la liberté religieuse, à travers l’affermissement des droits de l’homme, représentent le seul chemin possible que devra emprunter, cela va sans dire, l’ensemble de la population, des groupes ethniques et des représentants des clans, aux cultivateurs de coton et aux bureaucrates, en passant par les représentants religieux et les mouvements politiques laïques. Ce processus devant être accompagné d’un développement économique tangible et de l’appui concret de la communauté internationale. Le futur est déjà là, par Francesco Capillo et Roberto Villani (p. 82). Il est de plus en plus souhaitable que la fonction logistique de l’Armée soit intégrée dans les structures commerciales existantes opérant dans le cadre d’un réseau informatique. Le Commandement logistique et le Commandement des Forces opérationnelles terrestres pourront ainsi être à même d’intervenir dans n’importe quel théâtre d’opérations en ayant recours aux structures disponibles dans le pays, et ce à des coûts de gestion réduits et en temps utile. Aussi, les producteurs pourront-ils relancer et intensifier la production de biens ou de services ainsi que proposer et profiter des innovations les plus récentes. A l’heure actuelle, l’Armée italienne dispose d’un Système d’Information pour la Gestion en ligne avec le réseau informatique, dont la banque de données, sans cesse actualisée par les organismes, les détachements et les unités de l’Armée, sera le premier pas vers une logistique en ligne encore plus flexible, plus efficiente et plus conforme à l’évolution des opérations futures. Déminage technologique, par Mario Tarantino (p. 92). La technique offre aujourd’hui ce qu’il y a de mieux pour ce qui est des moyens visant à prévenir les atteintes graves aux personnes. Parmi ceux-ci, il convient de signaler, en particulier, les méthodologies basées sur les radiations électromagnétiques et les senseurs chimiques. Ces
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derniers permettent en effet la détection de l’odeur se dégageant des explosifs. La physique nucléaire et même les unités cynophiles s’avérant tout aussi utiles à ces effets. La fidélité, par Angelo Marchesi (p. 106). L’enseignement de la fidélité, ou du dévouement, doit constituer une étape importante du processus de formation et d’éducation du citoyen. Celui-ci doit apprendre progressivement la façon de s’insérer dans la société et acquérir les valeurs qui s’avèrent fondamentales pour vivre d’une façon civile. Au cours de ce délicat processus d’épanouissement intérieur, deux piliers de l’éducation tels que la famille et l’école sont indispensables. Aucun retard, aucune négligence ne sont admissibles à cet égard. Ici aussi, il existe un engagement de «fidélité» aux tâches liées à l’éducation que personne ne peut éluder ou confier à quelqu’un d’autre. Les Ailes des Forces terrestres, par Filippo Cappellano (p. 112). La Force aérienne de l’Armée, qui fournit un appui précieux aux opérations terrestres, tire son orgueil d’une longue histoire et de grandes traditions. Après avoir fait partie, pendant une courte période, de l’Armée de la Cavalerie, elle redevient, en 2004, une spécialité autonome. Elle compte actuellement 9 régiments aériens et d’appui logistique, outre des unités mineures autonomes et une Ecole spécialisée. Equipée d’avions de liaison et d’hélicoptères de transport, de reconnaissance et d’assaut, l’AVES dispose de l’une des flottes aériennes les plus importantes des Forces armées et des Corps armés de l’Etat.
Neue Analysen und Perspektiven fuer den Irak,
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von Andrea Margelletti (S. 16). Um die Stabilisierung des Landes zu foerdern, sollte die Internationale Gemeinschaft die bestehende politische Entwicklung und eine zunehmende Sicherheit, sowie die soziale und materielle Rekonstruktion unterstuetzen. Man sollte sich im wesentlichen auf drei Punkte konzentrieren: die Einbeziehung der Stämme; eine aktive Hauptrolle der EU; die Schaffung einer föderalistischen Verfassung in der Lage, alle sozialen Einrichtungen, unter Berücksichtigung der ihr zukommenden demokratischen Rolle, zu garantieren Der Schweizer Militärapparat, Bollwerk der Stabilität und Sicherheit. Interview mit dem Leutnant-General Luc Fellay, Oberbefehlshaber des Eidgenössischen Heers, von Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (S. 36). Die Interviews mit den Oberbefehlshabern der Armeen, mit denen unsere Streitkräfte häufig kooperieren, werden fortgesetzt. Die plötzlichen Situationsveränderungen bringen sensible operative Varianten der militärischen Mittel mit sich. Man wird nicht nur mit einer konventionellen Bedrohung konfrontiert, sondern muss sich schwer vorhersagbaren Risiken stellen, die sich für unbestimmte Dauer und an unbestimmten Orten konkretisieren könnten, auf unterschiedliche und in der Regel asymmetrische Art und Weise. Nicht zuletzt gibt es den Terrorismus, der gewalttätig ins Rampenlicht der politischen, wirtschaftlichen, militärischen und natürlich der Medien-Bühne getreten ist. Die modernen Heere sind heute in einen Prozess der Anpassung eingebunden, der sich internationaler Kooperation bedient, ohne allerdings von der umsichtigen Auswahl technischer und industrieller Mittel abzusehen, auch im Hinblick auf neue Operationen zur «Stabilisierung» und «Rekonstruktion» im Zusammenhang mit dem «Nation Building»; eine Auswahl, die sich im Rahmen der Beteiligung unterschiedlicher Streitkraefteeinheiten auf multinationaler Ebene ausdrückt. Untersuchen wir, wie solche Thematiken vom Heer der Schweizer Konföderation angegangen und gelöst werden; ein Land, das uns geografisch, histori-
sch, menschlich und kulturell sehr nahe steht. Industrielle politik, von Bruno Tabacci (S. 42). Die aktuelle Konjunkturphase, die u.a. auch die EU-Länder angeht, spiegelt sich in verschieden Sektoren, auch in dem der Verteidigung, wieder. Bedeutend sind demzufolge die Politiken der Regierungen im Bezug auf der Wiedererlangung der Wirtschaft, seiner Stabilität und Entwicklung. Momentan ist Italien, sowie die anderen EU-Mitgliedsstaaten, damit beschäftigt, neue Lösungen und Heilmittel zu finden, um einen neuen Wirtschaftsaufschwung ermoeglichen zu koennen. Die neuesten Daten des Bruttoeinkommens ergeben für Italien die Notwendigkeit, besondere Strategien zu entwickeln. Dieses laesst sich jedoch einzig und allein durch das Verantwortungsbewußtsein aller erlangen, bei den Staatsbeauftragten angefangen, und nur so könnte das Konjunkturergebnis geaendert werden. Dieser besondere Zustand fordert ein starkes Zutrauen oder wuerde, im gegenteiligen Fall, zu Immobilität führen. Die Verteidigungsbilanz, von Francesco Lombardi (S. 52). Die vom Parlament für die Verteidigung zur Verfügung gestellten Ressourcen sind immer ein Ausgleichspunkt zwischen insgesamt verfügbaren Mitteln, bestehenden Verbindlichkeiten, internationalen Verpflichtungen, Sektorenpolitiken und verschiedenen anderen Faktoren. Seit 1997 hat der Verteidigungshaushalt der traditionellen Finanzverteilung eine wirtschaftliche Klassifikation an die Seite gestellt, um jenen - heute noch laufenden - Veränderungsprozess in der gesamten öffentlichen Verwaltung in Gang zu bringen, der entwickelt wurde, um die verfügbaren Ressourcen besser zu nutzen. Ob unter finanzpolitischen oder wirtschaftlichen Gesichtspunkten betrachtet, die Bilanz ermöglicht eine unmittelbare Einschätzung darüber, welche Sektoren, Projekte oder Aktivitäten mit angemessenen Geldmitteln rechnen können oder ob eventuell mit kritischen Momenten zu rechnen ist. Usbekistan entflammt Zentralasien, von Osvaldo Baldacci (S. 62). Usbekistan gehört zusammen mit Kasa-
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chstan, Kirgisistan, Turkmenien und Tagikistan zu den postsowjetischen Nationen. Das zentralasiatische Land verfügt über beträchtliche Naturressourcen. Ungeachtet der Armut und der wirtschaftlichen Schwäche, einer fehlenden Infrastruktur und Wirtschaftsproduktion, fragt das Land nach Demokratie. Die wenig organisierte Opposition, mit wenig bedeutenden Persönlichkeiten, ist auch kaum verbreitet in einem sensiblem Gebiet des islamischem Integralismus, das zudem Interessengebiet der Supermächte ist. Der alleinige Weg zur Demokratie führte über einen friedlichen Islam, über die religiöse Öffnung und die Einhaltung der Menschenrechte. Zu berücksichtigen sind hierbei auch die unterschiedlichen Sozialstaende und Voelkergruppen, vom Baumwollhersteller zum Bürokraten, von den religiösen Vertretern zu den laizistisch-politischen Bewegungen. Dieser demokratische Prozeß muß jedoch von einer realen Wirtschaftsentwicklung und einer konkreten internationalen Unterstuetzung gefördert werden. Die Zukunft ist jetzt, von Francesco Capillo und Roberto Villani (S. 82). Kurzfristig ist es wünschenswert, dass die logistische Funktion der Streitkräfte vervollständigt wird, d.h. im Rahmen von bereits bestehenden und in einem digitalen Netzwerk operierenden Handelsstrukturen stattfindet. Auf diese Weise sind die Logistikabteilung und das Landstreitkräfte-Kommando in der Lage, bei reduzierten Kosten in kürzester Zeit in jeglichem Einsatzgebiet einzugreifen, unter Verwendung der bereits in der Heimat zur Verfügung stehenden Mittel. Die Hersteller können so die Produktion von einem oder mehreren Gütern oder Dienstleistungen wieder in Gang bringen oder intensivieren, oder auch die aktuellsten Innovationen beantragen und einsetzen. Derzeit besitzt das Italienische Heer schon ein digitales Netzwerk, das Informationssystem für die Armeeverwaltung (Sistema Informativo Gestionale dell’Esercito SIGE), welches über eine umfangreiche Datenbank verfügt, die von Anstalten, abkommandierten Abteilungen und anderen Sektoren der Streitkräfte auf den neuesten Stand gebracht wird und die Basis bildet für eine noch flexiblere und leistung-
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industrial. Y ello con miras a las nuevas operaciones de «Estabilización» y «Reconstrucción» realizadas en el marco del «Nation Building», a través de actuaciones interejércitos y multinacionales. Aquí vemos cómo el Ejército suizo encaró y resolvió estos asuntos, siendo la Confederación helvética un país geográficamente cercano que mantiene con Italia estrechas relaciones humanas y culturales.
sfähige Logistik im Netz, die auf die Entwicklung der zukünftigen Operationen zugeschnitten ist. Technologische Entminung, von Mario Tarantino (S. 92). Heute können die besten technischen Instrumente eingesetzt werden, um schweren Personenschäden vorzubeugen. Im besonderen sind das jene Methoden, die auf elektromagnetischen Strahlungen und chemischen Sensoren basieren. Letztere ermöglichen das sofortige Aufspüren der Geruchsstoffe, die von Sprengkörpern ausströmen. Auch die Nuklearphysik und sogar Hundestaffeln können sehr hilfreich sein. Die Treue, von Angelo Marchesi (S. 106). Die Vermittlung der Treue soll eine grundsätzliche Stufe im Ausbildungsprozess des Bürgers darstellen, welcher fortlaufend lernen muss, wie er sich in die Gesellschaft eingliedern kann und welches die wesentlichen Werte des zivilen Zusammenlebens sind. Für diesen schwierigen inneren Wachstumsprozess sind verschiedene erzieherische Eckpfeiler wie die Familie und die Schule unerlässlich. Im Rahmen dieser wichtigen Thematiken darf es keine Ausflüchte oder irgendwelche Verzögerungen geben. Auch in diesem Umfeld gibt es eine Verpflichtung zur «Treue» bezogen auf die erzieherischen Aufgaben, die niemand umgehen oder auf andere abwälzen kann. Die Flügel der Landstreitkräfte, von Filippo Cappellano (S. 112). Die Luftwaffe, welche vielfältige Aufgaben zur Unterstützung der Operationen zu Lande erfüllt, hat eine lange Geschichte und bedeutende Traditionen. Nachdem sie für kurze Zeit der Kavallerie zugeordnet gewesen war, wurde sie 2004 wieder eine autonome Spezialeinheit. Sie besteht aus neun Flug- und logistischen Unterstützungs-Regimenten, darüber hinaus verfügt sie über kleinere selbstaendige Abteilungen und über eine spezielle Schule. Die AVES ist ausgestattet mit Verbindungsflugzeugen und mit Transport-Aufklärungs- und AngriffsHubschraubern und besitzt eine der größten Luftflotten der Streitkräfte und der staatlichen Armeekorps.
Nuevos análisis y perspectivas en Iraq, Andrea Margelletti (pág. 16). Para facilitar la estabilización del país, la comunidad internacional debería proseguir el proceso político en curso, continuando a fomentar el proceso de seguridad y finalizando la reconstrucción social y material; las actuaciones de mayor interés a estos efectos podrían resumirse de la siguiente manera: involucración de las tribus; fortalecimiento del papel de la Unión europea; definición de una Constitución federal encaminada a ofrecer las mismas garantías a todos los componentes sociales, asegurando a los mismos el papel y la visibilidad que democráticamente les correspondan. La herramienta militar suiza: baluarte de estabilidad y seguridad. Entrevista con el Teniente General Luc Fellay. Jefe de las Fuerzas Terrestres helvéticas, Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (pág. 36). Siguen las entrevistas con los Jefes de Estado mayor de los Ejércitos con los que la Fuerza armada italiana mantiene frecuentes relaciones. Los cambios repentinos que sufren los escenarios vuelven necesarias importantes variantes operacionales en las herramientas militares.. La amenaza a la que se hace frente ya no es sólo convencional sino que también presenta riesgos imprevisibles que podrían concretarse en lugares y momentos indeterminados, con modalidades distintas y generalmente dispares. Entre éstos, resalta el terrorismo, con su aparición prepotente en las escenas política, económica, militar y, por supuesto, mediática. Los ejércitos modernos han emprendido un proceso de adecuación caracterizado además de por la cooperación y colaboración internacional, por sensatas y prudentes decisiones en ámbito técnico e
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Política industrial, Bruno Tabacci (pág. 42). La coyuntura que están experimentando actualmente los países de la Unión europea, se repercute en varios sectores, y entre ellos la Defensa. Resultan importantes, por lo tanto, las políticas de los gobiernos encaminadas a la reactivación, estabilidad y desarrollo de la economía. Hoy día, Italia, así como la Unión europea y sus Estados miembros, se está esforzando en encontrar soluciones y remedios para facilitar la reactivación de un ciclo económico favorable. En lo que respecta Italia, los últimos datos relativos a la marcha del producto interno bruto arrojan la necesidad de definir actuaciones específicas. Sin embargo, sólo a través de la responsabilización de todos, tanto de las clases dirigentes como de la sociedad civil, se podrá invertir la marcha de la coyuntura. Lo que no sirve para salir de esta situación difícil es la desconfianza que lleva al inmovilismo. El presupuesto de la Defensa, Francesco Lombardi (pág. 52) Los recursos que el Parlamento destina a la Defensa reflejan el punto de equilibrio entre el monto total de las disponibilidades, las obligaciones anteriores, los compromisos internacionales, las políticas sectoriales y otros varios factores. Desde 1997, al desglose de fondos tradicional del presupuesto, se adjunta una nueva clasificación económica, con el fin de dar ejecución a ese proceso de cambio, ya en vías de implementación, en la Administración pública, encaminado a optimizar la utilización de los recursos disponibles. Leído tanto en clave financiera como económica, el presupuesto brinda una visión de los sectores, proyectos o actividades que podrán beneficiarse de recursos apropiados y precaver, de esta manera, eventuales situa-
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ciones críticas. Uzbekistán abrasa Asia central, Osvaldo Baldacci (pág. 62). Uzbekistán es, junto con Kazajstán, Kirguizistán, Turkmenistán y Tadzhihistán, una de las naciones pos-soviéticas de Asia central. El país, rico en recursos naturales, todavía se encuentra en una situación de pobreza y de crisis económica caracterizada por el desmoronamiento de las infraestructuras y del sistema productivo. En lo que respecta la política, la oposición resulta escasamente organizada al no contar con una figura destacada y estar poco arraigada en un territorio donde se asienta fácilmente el integrismo islámico y se enfrentan las superpotencias. El proceso hacia la democracia y la apertura a un nuevo islamismo no violento y a la libertad religiosa, a través de la afirmación de los derechos humanos, representan el único camino a recorrer. Y ello, involucrando a toda la población, desde los grupos étnicos y los representantes de los clanes, a los cultivadores de algodón y los burócratas, pasando por los representantes religiosos y los movimientos políticos laicos. Este proceso tiene que acompañarse de un desarrollo económico tangible y del apoyo concreto de la comunidad internacional. El futuro es hoy, Francesco Capillo y Roberto Villani (pág. 82). Conviene que, cuanto antes, la función logística de la Fuerza armada se vuelva una función integrada en el ámbito de estructuras comerciales existentes e incluidas en una red informática. De esta manera, el Mando logístico y el Mando de las Fuerzas operacionales terrestres estarán en condiciones de intervenir en cualquier teatro de operaciones utilizando las estructuras disponibles, y ello con menores costos de gestión y mayor tempestividad. Conque, los productores podrán reactivar o intensificar la producción de uno o varios bienes y servicios, así como proponer y contar con las más recientes innovaciones. Hoy en día, el Ejército italiano ya dispone de un sistema en co-
nexión con la red informática, el Sistema Informativo de Gestión del Ejército (SIGE), que cuenta con un importante banco de datos continuamente actualizado por Entidades, Destacamentos y Unidades de la Fuerza armada. Dicho sistema volverá la logística on-line aun más flexible, eficiente y conforme con el desarrollo de las futuras operaciones. Desminado tecnológico, Mario Tarantino (pág. 92). Hoy día, la técnica brinda lo mejor en cuanto a medios para precaver daños graves a las personas: las metodologías basadas en las radiaciones electromagnéticas y los sensores químicos. Estos permiten la detección inmediata del olor que se desprende de los dispositivos explosivos. Pero también resultan de igual utilidad la física nuclear e, inclusive, las unidades cinológicas. La fidelidad, Angelo Marchesi (pág. 106). La enseñanza de la fidelidad ha de constituir una etapa fundamental del proceso formativo y educativo del ciudadano. Este tiene que aprender progresivamente cómo integrarse en la sociedad y cuáles son los valores primeros de la vida civil. En este delicado proceso de desarrollo interior, resultan imprescindibles algunos pilares de educación como la familia y la escuela. A este respecto, no pueden admitirse ni atrasos ni descuidos. En efecto, existe un empeño de «fidelidad» en cuanto a las tareas educativas, que nadie puede soslayar o delegar en otros. Las Alas de las Fuerzas terrestres, Filippo Cappellano (pág. 112). La Aviación del Ejército, encargada de numerosas tareas de apoyo a las operaciones terrestres, tiene historia y tradiciones antiguas. En 2004, tras formar parte de la Caballería durante un breve periodo, se volvió de nuevo una especialidad autónoma. Cuenta actualmente con nueve regimientos de aviación y de apoyo logístico, además de unidades menores autónomas y su propia Escuela especializada. Equipada con aviones de enlace y helicópteros de transporte, reconocimiento y ataque, el AVES dispo-
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ne de una de las mayores flotas de las Fuerzas armadas y de los Cuerpos armados del Estado.
Novas análises e perspectivas iraquenas, de Andrea Margelletti (pág. 16). Para favorecer a estabilização do País, a comunidade internacional deveria continuar o processo político em curso, prosseguindo no desenvolvimento da segurança e concluindo a reconstrução social e material. Os aspectos aos quais principalmente se deve apontar poderiam ser três: o envolvimento das tribos; um papel mais activo e primário da União Europeia; uma Constituição federal capaz de garantir do mesmo modo todas as componentes sociais, privilegiando o papel e a visibilidade que democraticamente lhes compete. O instrumento militar suíço baluarte de estabilidade e segurança. Entrevista ao Tenente General Luc Fellay, Chefe das Forças Terrestres Helvéticas, ao cuidado de Giuseppe Maria Giovanni Tricarico (pág. 36). Prosseguem as entrevistas aos Chefes do Estado Maior dos Exércitos com os quais a nossa Força Armada opera frequentemente. As repentinas mudanças de cenário induzem sensíveis variantes operativas nos intrumentos militares. Já não nos confrontamos apenas com uma ameaça convencional, mas é necessário enfrentar riscos dificilmente previsíveis, que se poderiam concretizar em tempos e lugares indeterminados, com modalidades diferentes e geralmente assimétricas. Não por último vem o terrorismo, ascendido prepotentemente à ribalta da cena política, económica, militar e, naturalmente, mediática. Os exércitos mo-
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dernos, hoje, estão empenhados num processo de adequação que se vale da cooperação e da colaboração internacional, sem prescindir de prudentes escolhas técnicas e industriais, tendo em conta as novas operações de «Estabilização» e «Reconstrução» no âmbito da Nation Building, expressas em ambiente interforças e multinacional. Vejamos como tais temáticas foram enfrentadas e resolvidas pelo Exército da Confederação Helvética, um país muito próximo de nós na geografia, história, relações humanas e ligações culturais. Política industrial, de Bruno Tabacci (pág. 42). A actual fase de conjuntura, que para além do mais interessa também os Países da União Europeia, reflecte-se em vários sectores, incluindo a Defesa. Importantes resultam, portanto, as políticas dos governos, miradas à recuperação, à estabilidade e ao desenvolvimento da economia. Actualmente a Itália, assim como a União Europeia e os seus Estados membros, estão empenhados em individuar soluções e remédios para facilitar o retorno de um ciclo económico favorável. Para o nosso País, os últimos dados relativos ao andamento do produto interno bruto assinalam a necessidade de individuar intervenções específicas. Mas só através de uma assunção de responsabilidade da parte de todos, desde as classes dirigentes à sociedade civil, é que o andamento de conjuntura poderá ser invertido. O que não é necessário, todavia, para sair deste momento especial, é a desconfiança que desemboca no imobilismo. O balanço da Defesa, de Francesco Lombardi (pág. 52). Os recursos que o Parlameno destina à Defesa são sempre o ponto de equilíbrio entre volumes conjuntamente disponíveis, obrigações, compromissos internacionais, políticas sectoriais e outros vários factores. Desde 1997 o balanço pôs lado a lado uma classificação económica à tradicional repartição financeira, para fazer partir o projecto de mudança, ainda hoje a decorrer, em toda a Administração Pública, atento a utilizar melhor os recursos disponíveis. Mas seja lido em código financeiro ou em código económico, o balanço consente
uma imediata visão de quais sectores, projectos ou actividades poderão contar com os recursos adequados e prever eventuais pontos críticos. O Uzbequistão enfoca a Ásia Central, de Osvaldo Baldacci (pág. 62). O Uzbequistão ao lado do Kazaquistão, do Kirguizistão, do Turquemenistão e do Tagiquistão, é uma das nações postsoviéticas da região. No país centroasiático, que tem notáveis recursos naturais e ainda está à procura da democracia, persistem a pobreza e crise económica, juntamente ao colapso das infra-estruturas e do sistema produtivo. Escassamente organizada está a oposição, sendo privada de personalidades de relevo e pouco radicada num território sensível ao difundir do integralismo islâmico e lugar de confronto entre super-potências. O caminho para a democracia, a abertura a um Islão não violento e à liberdade religiosa, passando através da afirmação dos direitos humanos, resta ser, portanto, a única estrada possível de percorrer. Naturalmente envolvendo todas as realidades, desde os grupos étnicos aos representantes dos clãs, desde os cultivadores de algodão aos burocratas, desde os representantes religiosos aos movimentos políticos laicos. Tudo isto vem, porém, acompanhado por um desenvolvimento económico seguro e pelo suporte, concreto e evidente, da comunidade internacional. O futuro é hoje, de Francesco Capillo e Roberto Villani (pág. 82). A curto prazo, é previsível que a função logística da Força Armada se realize de forma integrada, no âmbito de estruturas comerciais já existentes e operantes numa rede informática. Deste modo o Comando Logístico e o Comando das Forças Operativas Terrestres estarão à altura de intervir, com custos reduzidos de gestão e máxima oportunidade, num qualquer Teatro de Operações utilizando tudo quanto já está disponível na Pátria. Os produtores poderão assim reencaminhar ou intensificar a produção de um ou mais bens ou serviços, ou também propôr e valer-se das mais recentes inovações. Actualmente o Exército Italiano já possui uma ligação informática em rede, o Sistema Informativo de Gestão do Exército (SIGE),
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que dispõe de um vasto banco de dados actualizado por Entes, Destacamentos e Repartições da Força Armada, que será a base para alcançar uma logística de rede ainda mais flexível, eficiente e aderente ao desenvolvimento das futuras operações. Desminamento tecnológico, de Mario Tarantino (pág. 92). O melhor da técnica pode ser hoje usado para prevenir danos graves às pessoas. Em especial: as metodologias baseadas nas radiações electromagnéticas e os sensores químicos. Estes últimos consentem a imediata revelação do cheiro emanado pelos engenhos explosivos. Podem também ser de muita ajuda a física nuclear e, até mesmo, as unidades cinófilas. A fidelidade, de Angelo Marchesi (pág. 106). O ensino da fidelidade deve constituir uma etapa fundamental do processo formativo e educativo do cidadão, que deve aprender progressivamente como se inserir na sociedade e quais são os valores fundamentais do viver civil. Neste delicado processo de crescimento interior, não se pode prescindir de vários pilares educativos, entre os quais a família e a Escola. Sobre estas importantes temáticas não são possíveis evasivas ou atrasos de qualquer tipo. Também neste âmbito, de facto, existe um empenho de «fidelidade» às tarefas educativas que ninguém pode evitar ou remeter a outros. As Asas das forças terrestres, de Filippo Cappellano (pág. 112). A Aviação do Exército, que tem numerosas tarefas de suporte às operações terrestres, tem uma longa história e grandes tradições. Após ter sido inserida por breve tempo na Arma de Cavalaria, desde 2004 que tornou a ser uma especialidade autónoma. É constituída por nove regimentos de vôo e suporte logístico, para além das repartições menores autonómas e a uma específica Escola. Equipada com aviões de ligação e helicópteros de transporte, reconhecimento e ataque, a AVES dispõe de uma das mais consistentes frotas aéreas das Forças Armadas e dos Corpos Armados do Estado.
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e nella lotta al terrorismo internazionale. Di queste e di altre problematiche ci parla il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito tedesco, Tenente Generale Hans Otto Budde.
Informare, comunicare, promuovere, di Daniela Bracco (pag. 16). L’Esercito, portatore di una condizione atipica, deve sfruttare al meglio gli strumenti mediatici per acquisire consenso e rilanciare i valori di unità e solidarietà nazionale. Nuove prospettive per le Associazioni d’Arma, di Mario Buscemi (pag. 26). L’«ARDE» – Associazioni Riunite dell’Esercito – è un nuovo sodalizio costituito per conseguire una migliore cooperazione con la Forza Armata, dando concreta attuazione al concetto di «Esercito allargato» ormai ampiamente acquisito. Particolarmente innovativo sarà il ruolo di rappresentante nazionale del personale in congedo dell’Esercito nei rapporti con l’estero, nel quadro di una serie di incontri tra Associazioni ed Eserciti europei. La riorganizzazione dell’Esercito tedesco, di Hans Otto Budde (pag. 30). I nuovi scenari politico-strategici hanno avuto grande influenza sulla Bundeswehr. È, infatti, in itinere un processo di razionalizzazione che porterà le forze terrestri ad assumere un ruolo più incisivo nella prevenzione e gestione delle crisi
La Guerra Asimmetrica, di Roberto Bernardini e Cesare Chiari (pag. 40). Il Comando Divisione «Mantova», nel corso delle Esercitazioni «Invitta ’05» e «Solstizio ’05», ha sperimentato alcune procedure operative di grande interesse. Riconfigurare l’Esercito, di Giuseppe Maggi (pag. 60). Lo strumento terrestre deve confrontarsi con le trasformazioni geopolitiche in atto per affrontare le sfide del futuro e competere con i Paesi alleati. Quanto è stato realizzato in Francia, Regno Unito e Germania può essere un utile parametro per l’addestramento degli uomini e l’ammodernamento di armi e mezzi. Il Trattato sulle Armi Convenzionali, di Giorgio Scarchilli ed Emanuele Massara (pag. 70). La Convenzione è uno strumento legislativo flessibile, capace di concatenare le norme sul controllo degli armamenti ai principi etici del diritto umanitario internazionale. Le inutili sofferenze causate dall’utilizzo improprio delle armi sono il fulcro su cui ruotano le limitazioni e il divieto di impiego sanciti dai Protocolli. Purtroppo, dopo poco più di quattro lustri dall’entrata in vigore, gli esiti conseguiti sono scoraggianti. Come affrontare un’emergenza,
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di Filippo Di Pirro (pag. 82). Oggi è particolarmente avvertita dalla collettività l’esigenza di una vera e propria cultura dell’emergenza ed è necessario imparare a organizzarsi per affrontarla efficacemente. Ciò riguarda in particolare l’organizzazione militare, il cui personale, oltre a essere direttamente e istituzionalmente più esposto a determinati fattori di rischio, è comunque spesso coinvolto nel ruolo di soccorritore. La «Teoria dei Giochi» utile ausilio professionale, di Giovanni Semeraro (pag. 92). Per secoli gli studiosi hanno cercato di trasformare l’arte militare in una scienza esatta e di inquadrare le decisioni strategiche in una struttura di funzioni matematiche. A tal fine, la «Teoria dei Giochi» costituisce un nuovo approccio mutuato dal mondo economico. In tale teoria, senza alcun significato ludico, si fa riferimento a una situazione in cui le decisioni di più soggetti sono interdipendenti: quando uno prende una decisione deve anche valutare le mosse altrui. Più in particolare, il vantaggio di ciascuna scelta non dipende solo dalla propria decisione, ma anche da altri soggetti. Come comunemente accade nei conflitti militari, dove le scelte sono simultanee e indipendenti. Operazione «Shingle», di Claudio Morino (pag. 106). Appena il Primo Ministro britannico Winston Churchill fu informato che le truppe sbarcate, il 22 gennaio 1944, tra Anzio e Nettuno erano state chiuse in
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una sacca e combattevano per non essere rigettate a mare, comprese che i suoi piani di rapida conquista dell’Europa centro-orientale, passando per la penisola italiana, stavano naufragando. Si affermava, così, il progetto americano di un grande sbarco sulle coste francesi. Per Stalin si profilava la possibilità, sfruttando le diverse ottiche alleate, di puntare velocemente al cuore dell’Europa. Il contributo dell’Esercito nella ricostruzione del Triveneto, di Filippo Cappellano (pag. 118). All’indomani della vittoria e della liberazione del Triveneto il Regio Esercito fu impegnato in molteplici attività in sostegno della popolazione: distribuzione di generi alimentari, assistenza sanitaria, mantenimento dell’ordine pubblico, bonifica del campo di battaglia, ripristino di fabbricati, strade, ponti, ferrovie, argini dei fiumi, reti idriche ed elettriche. Più volte è stato rilevato che la Prima guerra mondiale ha rappresentato l’inizio di una nuova epoca. Quanto avvenuto in quei territori può senza dubbio considerarsi una pietra miliare della rinascita nazionale.
the fight against international terrorism. These and other problems are examined by the Chief of Staff of the German Army, Lieutenant General Hand Otto Budde.
To Inform, Communicate and Promote, by Daniela Bracco (p. 16). The Army, bearer of an atypical condition, must exploit at best the instruments provided by the media, in order to acquire a favourable consensus and relaunch the values of unity and national solidarity. New Prospects for the Veterans’ Associations, by Mario Buscemi (p. 26). «ARDE» – Joint Army Associations – has been recently constituted in order to achieve a better cooperation with the Service, giving a concrete form to the «Widened Army» concept, by now amply acknowledged. An innovatory feature will be its role as a national representative of discharged personnel in their relations with the outside world, within a series of meetings of European Armies and Associations. The Reorganization of the German Army, by Hans Otto Budde (p. 30). The new politico-strategic scenarios have greatly influenced the Bundeswehr. As a matter of fact, through the rationalization process under way, the land forces will assume a more incisive role in the prevention and management of crises and in
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The Asymmetric War, by Roberto Bernardini and Cesare Chiari (p. 40). During the «Invitta ’05» and «Solstizio ’05» Exercises, the Headquarters of the «Mantova» Division is going to test some very interesting operational procedures. Reconfiguring the Army, by Giuseppe Maggi (p. 60). The land instrument must face the ongoing geopolitical changes in order to meet the challenges of the future and compete with the allied Countries. What has been achieved in France, the United Kingdom and Germany can be a useful parameter in the training of men and in the modernization of arms and systems. The Treaty on Conventional Arms, by Giorgio Scarchilli and Emanuele Massara (p. 70). The Convention is a flexible instrument, which can link together the norms on armaments control and the ethical principles of the international humanitarian law. The unnecessary sufferings caused by the improper use of arms are the cornerstone of the limitations and prohibition of employment sanctioned by the Protocols. Unfortunately, after more than two decades from the enforcement of the Treaty, the results are discouraging.
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How to Face an Emergency, by Filippo Di Pirro (p. 82). Today the need of a real culture capable of effectively facing the emergencies is particularly felt by the communities, which must learn to organize themselves in order to confront them successfully. This concerns especially the military organization, whose personnel, besides being directly and institutionally more exposed to certain factors of risk are, in any case, always involved as rescuers. The «Game Theory», a Useful Professional Aid, by Giovanni Semeraro (p. 92). Students have strived for centuries to transform the art of war into an exact science and to frame strategic decisions within a structure of mathematical functions. To this end, the «Game Theory» is a new approach borrowed from the economic world. This theory, with no «playing» meaning, refers to a situation where the decisions of several subjects are interdependent: when one takes a decision, he must also evaluate the moves of the others. In particular, the advantage of a choice does not depend only on one’s own decision but also on other subjects. This, in fact, generally happens in military conflicts, where choices are simultaneous and independent. Operation «Shingle», by Claudio Marino (p. 106). When British Prime Minister Winston Churchill was informed that the troops landed between Anzio and Nettuno on January 20, 1944 had been locked in a pocket
and were fighting to avoid being thrown back into the sea, he understood that his plans for a rapid conquest of Central-Eastern Europe, through the Italian peninsula, were falling through. Thus, the American plan for a large landing on the French coast gained ground, and Stalin could perceive the possibility of heading quickly for the heart of Europe, exploiting the different perspectives of the Allies. The Army Contribution to the Reconstruction of the «Three Venetias», by Filippo Cappellano (p. 118). Soon after the victory and the liberation of the «Three Venetias», the Royal Italian Army undertook many activities in support of the population: distribution of food, medical assistance, maintenance of law and order, clearing of the battlefield, restoration of buildings, roads, bridges, railways, river banks, water systems and electric networks. It has been repeatedly pointed out that the First World War was the beginning of a new era. What has occurred in those territories can undoubtedly be considered a milestone in the rebirth of our Nation.
Informer, communiquer,
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promouvoir, par Daniela Bracco (p. 16). Porteuse d’une condition atypique, l’Armée doit exploiter au mieux les ressources médiatiques en vue d’obtenir le consensus et de relancer les valeurs liées à l’unité et à la solidarité nationales. Nouvelles perspectives pour les Associations de l’Armée, par Mario Buscemi (p. 26). L’«ARDE» – Associazioni Riunite dell’Esercito – (Union des Associations de l’Armée) est une nouvelle association qui a été créée pour améliorer la coopération. C’est ainsi que se concrétise le concept, désormais communément admis, d’«Armée élargie». L’élément innovateur consistant dans le rôle de représentant national que jouera le personnel de réserve au niveau des relations avec l’extérieur, dans le cadre d’une série de rencontres entre les Associations et les Armées européennes. La réorganisation de l’Armée allemande, par Hans Otto Budde (p. 30). Les nouveaux théâtres politicostratégiques ne sont pas allés sans influencer la réorganisation de la Bundeswehr. Aussi, un processus a-t-il été entamé en vue de la rationalisation des forces terrestres, lesquelles joueront un rôle accru dans le cadre de la prévention et de la gestion des crises ainsi que dans la lutte contre le terrorisme international. C’est là l’un des nombreux thèmes abordés par le Général de division Hans Otto Budde, Chef de l’Etat major allemand. La Guerre asymétrique, par Roberto Bernardini
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et Cesare Chiari (p. 40). Au cours des exercices «Invitta ’05» et «Solstizio’05», le commandement de Division «Mantova» expérimentera des procédés opérationnels du plus haut intérêt. Une configuration nouvelle pour l’Armée, par Giuseppe Maggi (p. 60). L’Armée de terre doit affronter les transformations géopolitiques en cours pour être à même de relever les défis du futur et de rivaliser avec les pays alliés. Ce qui a été entrepris en France, au Royaume Uni et en Allemagne pourrait constituer un paramètre utile pour l’instruction des hommes et la modernisation des armes et du matériel. Le Traité sur le Armes conventionnelles, par Giorgio Scarchilli et Emanuele Massara (p. 70). La Convention est un instrument législatif flexible associant les normes sur le contrôle des armements et les principes éthiques énoncés par le droit humanitaire international. C’est justement à la lumière des souffrances inutiles provoquées par l’usage impropre des armes que les Protocoles prévoient des contraintes et des interdictions qui en limitent l’usage. Malheureusement, quatre lustres après son entrée en vigueur, les résultats sont fort décourageants. Comment affronter une situation d’urgence, par Filippo Di Pirro (p. 82). Aujourd’hui, la communauté éprouve de plus en plus le besoin d’instaurer une véritable culture de l’urgence: aussi faut-il savoir
s’organiser pour l’affronter de façon efficace. Cela est d’autant plus vrai plus l’organisation militaire dont le personnel est non seulement plus exposé, directement et au niveau institutionnel, aux facteurs de risque mais aussi souvent impliqué dans des opérations de secours. La Théorie des jeux: une aide professionnelle fort utile, par Giovanni Semeraro (p. 92). Les chercheurs se sont efforcés des siècles durant de transformer l’art militaire en une science exacte et d’encadrer les décisions stratégiques dans une structure de fonctions mathématiques. A cet égard, la «Théorie des jeux» représente une nouvelle approche empruntée à la sphère économique. Cette théorie, dépourvue de toute signification ludique, se rapporte à une situation caractérisée par l’interdépendance des décisions prises par plusieurs sujets: lorsqu’un sujet prend une décision, il doit tenir compte et évaluer l’action d’autres sujets impliqués. En particulier, l’avantage présenté par une décision n’est pas lié seulement à celui qui décide, mais il dépend également d’autres facteurs extérieurs. Tel est le cas, généralement, des conflits militaires, où les décisions sont simultanées et interdépendantes. Operation «Shingle», par Claudio Morino (p. 106). Lorsqu’il apprit que les troupes qui débarquèrent le 22 janvier 1944 entre Anzio et Nettuno avaient été encerclées et luttaient pour tenir la place et ne pas être repoussées dans la mer, le Premier Ministre Winston Churchill comprit aussitôt que
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son ambitieux projet visant à la conquête de l’Europe centrale et orientale à travers la péninsule italienne avait échoué. C’est ainsi que s’affermit le projet américain prévoyant un débarquement en masse sur les côtes françaises. Quant à Staline, il entrevit la possibilité de viser le cœur de l’Europe, tirant le meilleur profit des différentes approches des Alliés. Le concours de l’Armée dans la reconstruction des trois Vénéties par Filippo Cappellano (p. 118) Au lendemain de la victoire et de la libération des trois Vénéties, l’Armée royale s’employa à aider la population en assurant des activités telles que: distribution de denrées alimentaires, soins médicaux, maintien de l’ordre public, déminage des champs de bataille, rétablissement des voies ferrées, de ponts, de routes, de digues et de réseaux électriques et hydriques. Il est communément admis que la Première guerre mondiale a marqué le début d’une ère nouvelle. Or, les évènements qui ont eu lieu sur ces territoires sont sans aucun doute une pierre milliaire de la renaissance nationale.
Informieren, kommunizieren, foerdern,
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von Daniela Bracco (S. 16). Das Heer muss die unterschiedlichsten und ungewoehnlichsten Aufgaben wahrnehmen und insofern auch alle Moeglichkeiten zur Verfuegung haben, um einen allgemeinen Konsens zu erlangen und Werte wie Solidaritaet und Nationalzusammenhalt zum Ausdruck zu bringen.
Hans Otto Budde.
Neue Perspektiven fuer die Waffenvereine, von Mario Buscemi (S. 26). ARDE (Associazioni Riunite Dell’Esercito - Waffenvereine) stellt eine neue Einheit dar, im Hinblick auf eine verbesserte Zusammenarbeit mit den Streikraeften zu versichern, die bereits im Konzept des «Esercito Allargato» (erweiterten Heeres) weitgehend verwirklicht wird. Neu ist dabei die Figur des Nationalvertreters des vom Heer entlassenen Personals und sein Einsatz in den Aussenbeziehungen, im Rahmen der Treffen zwischen Vereinen und europaeischen Streitkraeften.
Das Heer neu gestalten, von Giuseppe Maggi (S. 60). Die Landenstreitkraefte muessen sich auch mit geopolitischen Veraenderungen befassen, um den jeweiligen Herausforderungen entgegenzusehen und mit den alliierten Maechten Schritt halten zu koennen. Das, was bereits in Frankreich, Deutschland und in den Vereinigten Staaten verwirklicht worden ist, kann als nuetzliches Parameter fuer die Ausbildung der Soldaten und die Modernisierung der Waffen und Ausstattung dienen.
Die Reorganisation des Deutschen Heeres, von Hans Otto Budde (S. 30). Das neue politisch-strategische Szenarium hat einen grossen Einfluss auf die Bundeswehr gehabt. Hier gilt es einen Weg zu verfolgen, der es den Landenstreitkraeften erlaubt, eine praezisere Rolle in der Vorbeugung und Bewaltigung der Krisen und in dem Kampf gegen den Terrorismus einzunehmen. Ueber diese und andere Probleme spricht der Oberbefehlshaber der Deutschen Bundeswehr Generalleutnant
Der asymmetrische Krieg, von Roberto Bernardini und Cesare Chiari (S. 40). Das Kommando der Division «Mantova» wird im Lauf der Operationen «Invitta 05» und «Solstizio 05» einige taktische Vorgehensweisen von grossem Interesse zeigen.
Das Abkommen ueber die konventionellen Waffen, von Giorgio Scarchilli und Emanuele Massara (S. 70). Die Vereinbarung ist ein flexibles Gesetzinstrument in der Lage, die Kontrollmassnahmen der Bewaffnung mit den ethischen Prinzipien der internationalen Menschenrechte zu verknuepfen. Das unnoetige, von der unangebrachten Waffenbenutzung verursachte Leid ist der Hauptgrund der Verbote der Protokolle. Trotzdem sind aber nach kaum vier Jahrfurnften Gueltigkeit dieser Anordnungen die Ergebnisse enttaeuschend.
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Wie man sich mit dem Notfall auseinandersetzt, von Filippo Di Pirro (S. 82). Das heutige allgemeine Erfordernis nach Sicherheit bedarf echter Notfall-Kultur und daher ist es entscheidend, sich organisieren zu koennen, um Krisensituationen effizient zu begegnen. Diese Aufgabe erfuellt in erster Linie die Militaerorganisation und ihr Personal, das besonderen Risikofaktoren direkt ausgesetzt ist und dennoch als Institution oft die Rolle des Hilfeleisters spielt Die «Spiele-Theorie» als nuetzliche professionelle Hilfe, von Giovanni Semeraro (S. 92). Jahrhunderte lang haben Forscher versucht, die Militaerkunst in eine praezise Wissenschaft umzuwandeln und die strategischen Entscheidungen in ein System von mathematischen Funktionen einzuordnen. Zu diesem Zweck bildet die «Spiele-Theorie» eine der Wirtschaftswelt entliehene neue Annaehrung. In dieser Theorie nimmt man ohne jegliche spielerische Bedeutung, Bezug auf eine Situation, in der die Entscheidungen mehrer Individuen voneinander abhaengen: wenn jemand einen Entschluss fasst, muss er die Bewegungen anderer mitberuecksichtigen. Genauer betrachtet haengt der Vorteil jeder einzelnen Auswahl nicht nur von der eigenen Entscheidung ab, sondern auch von anderen Personen. So wie es ueblicherweise im Fall von militaerischen Konflikten geschieht, wo die Auswahlprozesse gleichzeitig und unabhaengig voneinander
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stattfinden Operation «Shingle», von Claudio Morino (S. 106). Sobald der britische Premierminister Winston Churchill darueber informiert worden war, dass die am 22. Januar 1944 zwischen Anzio und Nettuno gelandeten Truppen in einer Bucht eingekesselt waren und darum kaempften, nicht ins Meer zurueck getrieben zu werden, begriff er, dass seine Plaene zur schnelle Eroberung Mittel-und Osteuropas ueber die italienische Halbinsel zum Scheitern verurteilt waren. So setzte sich das amerikanische Projekt durch, nach dem die franzoesische Kueste vom Meer aus erobert werden sollte. Fuer Stalin zeichnete sich die Moeglichkeit ab, die verschiedenen Standpunkte der Alliierten auszunutzen und schnell ins Herz Europas zu zielen. Der Beitrag des Heeres zur Wiederherstellung des «Triveneto», von Filippo Cappellano (S. 118). In der Folge der Eroberung und Befreiung des Triveneto wurde das Koenigliche Heer vor der Aufgabe gestellt, der Bevoelkerung Hilfeleistungen zu erbringen: Lebensmittelversorgung, Gesundheitsbetreuung, Aufrechterhaltung der oeffentlichen Ordnung, Entminen der Kampfzone, Wiederherstellung von Gebaeuden, Strassen, Bruecken, Gleisanlagen und Flussdaemmen, ebenso der Wasser- und Elektrizitaetsversorgung. Mehrmals wurde behauptet, dass der erste Weltkrieg den Beginn
einer neuen Epoche dargestellt hat. Fuer das, was sich in diesen Gebieten abgespielt hat, kann man sicherlich von einem Meilenstein der nationalen Renaissance reden.
Informar, comunicar, promover,
Daniela Bracco (pág. 16). El ejército, caracterizado por representar una condición atípica, tiene que aprovechar de la mejor manera los recursos mediáticos para conseguir consenso y relanzar los valores de unidad y solidaridad nacional. Nuevas perspectivas para las Asociaciones del Ejército, Mario Buscemi (pág. 26). «ARDE» – Asociaciones Reunidas del Ejército – es una nueva asociación creada con el fin de mejorar la cooperación con la Fuerza armada, concretizándose de esta manera el ya difusamente adquirido concepto de «Ejército ampliado». Un elemento innovador radica en el papel de representante nacional que desempeñarán los reservistas del Ejército en las relaciones con el exterior, en el marco de una serie de encuentros entre Asociaciones y Ejércitos europeos. La reorganización del Ejército alemán, Hans Otto Budde (pág. 30).
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De cara a los nuevos escenarios políticos y estratégicos, el Bundeswehr emprendió un proceso de racionalización según el cual las fuerzas terrestres desempeñarán un papel más incisivo en la prevención y gestión de las crisis y en la lucha contra el terrorismo internacional. De este y otros temas nos habla el Teniente General Hans Otto Budde, Jefe de Estado mayor del Ejército alemán. La Guerra asimétrica, Roberto Bernardini y Cesare Chiari (pág. 40). Con motivo de los ejercicios «Invitta ’05» y»«Solstizio ’05», el Mando de División «Mantova» experimentará algunos procedimientos operacionales de mucho interés. Nueva configuración del Ejército, Giuseppe Maggi (pág. 60). La herramienta terrestre tiene que hacer frente a la transformación geopolítica en curso para afrontar los desafíos del futuro y competir con los países aliados. Lo que se ha realizado en Francia, Reino Unido y Alemania podría ser un buen parámetro para la instrucción del personal y la modernización de las armas y de los medios. El Tratado sobre las Armas convencionales, Giorgio Scarchilli y Emanuele Massara (pág. 70). La Convención es una herramienta legislativa flexible, que asocia las normas sobre el control de los armamentos a los principios éticos del derecho humanitario internacional. Los límites y las prohibiciones en cuanto a la utilización de armas
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SOMMARIO SUMMARY SOMMAIRE INHALT RESUMEN SUMARIO fueron sancionados por los Protocolos a raíz del sufrimiento inútil ocasionado por el empleo impropio de dichas armas. Lamentablemente, cuatro lustros después de la entrada en vigor de la Convención, los resultados conseguidos siguen siendo desalentadores. Como hacer frente a una emergencia, Filippo Di Pirro (pág. 82). Hoy día, la población advierte cada vez más la necesidad de que se instaure una «cultura» de la emergencia propiamente dicha. Asimismo resulta indispensable aprender a organizarse para afrontarla eficazmente. Lo cual interesa tanto más la organización militar cuanto que su personal además de estar directa e institucionalmente más expuesto a determinados factores de riego, interviene a menudo como socorredor. La «Teoría de los Juegos»: un auxilio profesional útil, Giovanni Semeraro (pág. 92). Los estudiosos llevaron siglos tratando de transformar el arte militar en una ciencia exacta y de enmarcar las decisiones estratégicas en una estructura de funciones matemáticas. A este respecto, la «Teoría de los Juegos» constituye un nuevo enfoque inspirado en la esfera económica. Dicha teoría, que nada tiene que ver con el sentido lúdico de la palabra juego, se refiere a una situación caracterizada por la interdependencia de las decisiones tomadas por distintos sujetos: al tomar una decisión, no se puede prescindir de tomar en cuenta las actuaciones de los demás sujetos implicados. En
particular, la ventaja de cada decisión no depende sólo del que la tomó sino también de otros sujetos. Como ocurre a menudo en los conflictos militares donde las decisiones son simultáneas e interdependientes. Operacion «Shingle», Claudio Morino (pág. 106). En cuanto se enteró que las tropas desembarcadas el 22 de enero de 1944 entre Anzio y Nettuno habían sido acorraladas y luchaban para mantener su posición, el Primer Ministro británico Winston Churchill se dio cuenta que estaban naufragando sus planes de conquistar rápidamente Europa central y oriental, pasando por la península italiana. Así fue como se consolidó el proyecto norteamericano que preveía un desembarque masivo en las costas francesas. Stalin, por su parte, vislumbraba la posibilidad de conquistar el corazón de Europa aprovechando los distintos enfoques de los aliados. La aportación del Ejército en la reconstrucción de las tres Venecias Filippo Cappellano (pág.118). Inmediatamente después de la victoria y de la liberación de las tres Venecias, el Ejército real se dedicó a llevar a cabo innumerables operaciones encaminadas a ayudar a la población: reparto de alimentos, atención médica, mantenimiento del orden público, desminado de los campos de batalla, rehabilitación de edificios, carreteras, diques, puentes, ferrocarriles, plantas eléctricas y redes hidráulicas. Se suele decir que la Primera
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guerra mundial representó el comienzo de una nueva era. Lo cierto es que lo que sucedió en aquellos territorios es un mojón que marcó el renacimiento nacional. Informar, comunicar, promover, de Daniela Bracco (pág. 16). O
Exército, portador de uma condição atípica, deve usufruir, pelo melhor, dos instrumentos mediáticos para adquirir consenso e voltar a lançar os valores de unidade e solidariedade nacional. Novas perspectivas para as Associações de Armas, de Mario Buscemi (pág. 26). A «ARDE» – Associações Reunidas do Exército – é um novo sodalício constituído para conseguir uma melhor cooperação com a Força Armada, dando uma concreta actuação ao conceito de «Exército alargado» já largamente adquirido. Um pormenor inovativo será o papel de representante nacional do pessoal em licença do Exército nas relações com o exterior, no quadro de uma série de encontros entre Associações e Exércitos europeus. A reorganização do Exército alemão,
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de Hans Otto Budde (pág. 30). Os novos cenários políticoestratégicos tiveram grande influência sobre a Bundeswehr. Está, de facto, em caminho, um processo de racionalização que levará as forças terrestres a assumir um papel mais incisivo na prevenção e gestão das crises e na luta ao terrorismo internacional. Destas e de outras problemáticas nos fala o Chefe do Estado Maior do Exército alemão, o Tenente General Hans Otto Budde. A Guerra Assimétrica, de Roberto Bernardini e Cesare Chiari (pág. 40). O Comando da Divisão «Mantova», no curso dos Exercícios «Invitta» ’05 e «Solstízio ’05», experimentará alguns processos operativos de grande interesse. Reconfigurar o Exército, de Giuseppe Maggi (pág. 60). O instrumento terrestre deve confrontar-se com as tranformações geopolíticas em acto para enfrentar os desafios do futuro e competir com os países aliados. O que se realizou em França, Reino Unido e Alemanha pode ser um útil parâmetro para o treino dos homens e a modernização de armas e meios. O Tratado de Armas Convencionais, de Giorgio Scarchilli e Emanuele Massara (pág. 70). A Convenção é um instrumento legislativo flexível, capaz de encadear as normas sobre o controle dos armamentos aos princípios éticos do direito humanitário internacional.
Os inúteis sofrimentos causados pela utilização imprópria das armas são o fulcro sobre o qual giram as limitações e a proibição de emprego decretado pelos Protocolos. Infelizmente, após pouco mais de quatro lustres da entrada em vigor, os êxitos conseguidos são desencorajantes. Como enfrentar uma emergência, de Filippo Di Pirro (pág. 82). Hoje é especialmente advertida pela colectividade, a exigência de uma verdadeira cultura da emergência e é necessário aprender e organizar-se para a enfrentar eficazmente. Isto diz respeito, em particular, à organização militar, cujo pessoal, para além de estar directamente e institucionalmente mais exposto a determinados factores de risco, é, de qualquer forma frequentemente, envolvido no papel de socorrista. A «Teoria dos Jogos», útil auxílio profissional, de Giovanni Semeraro (pág. 92). Durante séculos os estudiosos procuraram transformar a arte militar numa ciência exacta e enquadrar as decisões estratégicas numa estrutura de funções matemáticas. A tal fim, a «Teoria dos Jogos» constitui uma nova aproximação permutada pelo mundo económico. Em tal teoria, sem qualquer significado lúdico, faz-se referência a uma situação na qual as decisões de vários sujeitos são interdependentes: quando um toma uma decisão, deve também avaliar os movimentos dos outros. Mais precisamente, a vantagem de cada escolha não depende apenas da própria decisão, mas também da de outros indivíduos. Como frequentemente acontece nos conflitos militares, onde as
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escolhas são simultâneas e independentes. Operações«Shingle», de Claudio Morino (pág. 106). Logo que o Primeiro Ministro britânico Winston Churchill foi informado que as tropas desembarcadas a 22 de Janeiro de 1944 entre Anzio e Nettuno tinham caído numa armadilha e combatiam para não serem deitadas ao mar, compreendeu que os seus planos de rápida conquista da Europa centrooriental, passando pela Península Italiana, estavam a naufragar. Afirmava-se, assim, o projecto americano de um grande desembarque nas costas francesas. Para Staline delineavase a possibilidade, disfrutando das diversas ópticas aliadas, de apontar rapidamente ao coração da Europa. O contributo do Exército na reconstrução do triveneto, de Filippo Capellano (pág. 118). No dia seguinte à vitória e à libertação do Triveneto, o Exército Régio esteve empenhado em múltiplas actividades de apoio à população: distribuição de géneros alimentares, assistência sanitária, manutenção da ordem pública, saneamento do campo de batalha, restauração de fabricados, estradas, pontes, ferrovias, margens dos rios, redes hídricas e eléctricas. Outras vezes se comprovou que a Primeira Guerra Mundial representou o início de uma nova época. Tudo o que aconteceu naqueles territórios pode, sem dúvida, considerar-se uma pedra miliária do renascimento nacional.
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Guerra al terrorismo, di Giancarlo Bove (pag. 8). L’articolo descrive un modello di difesa e sicurezza preventivo, che tiene conto del ruolo svolto dall’Intelligence quale strumento di analisi previsionale e gestione strategica delle informazioni. Somalia alla ricerca dell’equilibrio, di Nicola Gallippi e Franco Carlini (pag. 30). Il Paese oggi è frammentato da infinite divisioni. Nelle aree controllate dalla Gran Bretagna, durante l’epoca coloniale, esiste dal 1991 il Somaliland, Stato non riconosciuto dalle Organizzazioni internazionali. Nel 1998, le Regioni nordorientali hanno dichiarato la loro indipendenza con il nome di Puntland. Le Regioni meridionali, infine, sono preda di vari «signori della guerra» sempre in lotta tra loro. Il «NATO budget», di Alfredo Mesolella (pag. 40). L’Alleanza è impegnata in una rimodulazione che riguarda tutti gli aspetti del suo programma. In particolare nuove missioni, nuovi membri, nuove capacità e, non ultimi, nuovi strumenti di gestione delle risorse.
La base di fuoco «Salerno», di Claudio Berto (pag. 48). Costituisce l’unico sistema idoneo ad assicurare una proiezione di potenza al di fuori delle principali concentrazioni di forze. Inoltre consente la disponibilità, in aree ostili, di rifugi sicuri, all’interno dei quali armi a lunga gittata garantiscono l’eventuale, ma spesso necessario, supporto di fuoco. I materiali peculiari, di Mario Roggio e Arturo Salzano (pag. 56). Le sempre più ridotte dimensioni dell’Esercito hanno fatto accrescere la presenza percentuale di questi materiali specialistici, prima considerati di «nicchia». Nelle riflessioni che seguono emergono, in particolare, le problematiche relative agli approvvigionamenti, al mantenimento e ai rifornimenti. La prevenzione e la tutela della salute, di Concetto Masuzzo (pag. 66). A distanza di undici anni dall’emanazione del Decreto Legislativo 626/94 e a cinque dal regolamento applicativo di cui al Decreto Ministeriale 284/2000 sono maturi i tempi per un ulteriore passo in avanti a tutela della salute del personale delle Forze Armate. I nuclei cinofili dell’Esercito, di Ugo Gaeta (pag. 74). A poco più di tre anni dalla costituzione, i risultati conseguiti possono considerarsi più che lusinghieri, ma non
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rappresentano un punto di arrivo. Entro il 2008, infatti, si dovrà arrivare alla completa acquisizione della capacità operativa di tutte le componenti cinofile. Volontari Congedati, di Salvatore Cuoci (pag. 92). Per agevolare il collocamento sul mercato del lavoro dei Volontari di truppa, il Ministero della Difesa ha stabilito numerosi contatti con il mondo dell’imprenditoria pubblica e privata e con gli uffici regionali competenti in materia di promozione occupazionale. Giovani dinamici, duttili nella formazione e flessibili nell’impiego rappresentano professionalità specifiche di sicuro interesse. La grande madre Prussia, di Daniele Cellamare (pag. 100). La comparazione tra l’Esercito prussiano e quelli di altri Stati europei, ci aiuta a comprendere come le tendenze del pensiero militare, elaborate nel XIX secolo, abbiano influenzato la formazione delle guerre totali scoppiate nel secolo successivo. La distruzione di Gerusalemme, di Attilio Claudio Borreca (pag. 114). Non ci fu posto per la pietà. Nel leggere la cronaca di quei tragici e terribili avvenimenti non possiamo non avere un moto di raccapriccio per vicende così crudeli. Perché i Romani, notoriamente generosi, repressero con tanta violenza la rivolta dei Giudei?
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The War Against Terrorism, by Giancarlo Bove (p. 8). The article describes a defence and security model that takes into account the role of the Intelligence as an instrument for the previsional analysis and strategic management of information. Somalia in Quest of a Balance, by Nicola Gallippi and Franco Carlini (p. 30). Today the Country is fragmented by infinite divisions. In the areas controlled by Great Britain in the colonial era, since 1991 there has been Somaliland, a State not recognized by the international Organizations. In 1998 the north eastern Regions declared their independence, taking the name of Puntland, and the southern Regions are an easy prey to various «warlords» always at war against each other. The «NATO Budget», by Alfredo Mesolella (p. 40). The Alliance is engaged in a
reorganization that concerns all aspects of its programme. In particular, new missions, new members, new capabilities and, last but not least, new instruments for resource management.
constitution, the results produced by these units can be considered more than satisfactory but they are not a final goal. As a matter of fact, by 2008 every dog component will have to acquire all its operational capabilities.
The «Salerno» Fire-Base, by Claudio Berto (p. 48). It is the only system that can ensure a projection of power outside the main concentrations of forces. Besides, it permits to have safe haven inside hostile territories. Shelters where the potential – but often necessary – fire support is guaranteed by long-range weapons.
Discharged Volunteers, by Salvatore Cuoci (p. 92). In order to facilitate the entrance of the rank-and-file Volunteers into the labour market, the Ministry of Defence has made numerous contacts with the public and private enterprises and with the regional offices dealing with occupational promotion. Dynamic youths, adaptable in their employment, are very interesting specific professional figures.
Peculiar Materials, by Mario Roggio and Arturo Salzano (p. 56). The more and more reduced dimensions of the Army have increased the percentage of these particular materials, which used to be considered «niche» equipment. The following reflections throw light on the problems concerning procurement, maintenance and supply. Prevention and Health Safeguard, by Concetto Masuzzo (p. 66). Eleven years after the issue of Decree Law no. 626/94 and five years after the enforcement of the norms of the Ministerial Decree no. 284/2000, the time is now ripe for a further step forward to safeguard the health of the Armed Forces’ personnel. The Army’s Dog Units, by Ugo Gaeta (p. 74). A little over three years after their
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Great Mother Prussia, by Daniele Cellamare (p. 100). The comparison between the Prussian Army and the Armies of the other European States helps us to understand how the trends of military thought, worked out in the 19th Century, influenced the formation of the global wars that broke out in the following Century. The Destruction of Jerusalem, by Attilio Claudio Borreca (p. 114). There was no mercy; when reading the chronicle of those tragic and dreadful vicissitudes we cannot but be horrified by such cruel events. Why did the Romans, who were known for being very generous, repress the revolt of the Jews with such violence?
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SOMMARIO SUMMARY SOMMAIRE INHALT RESUMEN SUMARIO
instruments pour la gestion des ressources.
Guerre au terrorisme, par Giancarlo Bove (p. 8). L’article décrit un modèle de défense et de sécurité préventive basé sur le rôle du Service de renseignements en tant qu’instrument pour l’analyse prévisionnelle et la gestion stratégique des informations. La Somalie à la recherche de l’équilibre, par Nicola Gallippi et Franco Carlini (p. 30). Le pays apparaît comme un territoire fragmenté et déchiré par d’innombrables divisions. En 1991, la république indépendante du Somaliland, non reconnue par les Organisations internationales, est proclamée dans les régions autrefois colonisées par la Grande Bretagne. En 1998, les régions du nord-est proclament leur indépendance en instituant le Puntland. Quant aux régions du sud, elles deviennent l’objet des disputes incessantes entre les «Seigneurs de la Guerre». Le «NATO budget», par Alfredo Mesolella (p. 40). L’Alliance s’emploie actuellement à la réorganisation générale de son programme, prévoyant, entre autres, de nouvelles missions, de nouveaux membres, de nouvelles capacités et de nouveaux
La base de tir «Salerno», par Claudio Berto (p. 48). Il s’agit du seul système en mesure d’assurer une projection de puissance hors des principales concentrations de forces. Dans les zones hostiles, le système offre en outre un refuge sûr pour les armes à longue portée destinées, en cas de besoin, à assurer un feu de support. Les matériels spéciaux, par Mario Roggio et Arturo Salzano (p. 56). Pour faire face aux nouveaux besoins dérivant de la réduction progressive de ses dimensions, l’Armée fait de plus en plus appel aux matériels spéciaux, considérés jusqu’à présent comme des produits de créneaux. L’article souligne les problèmes liés à l’approvisionnement, au maintien et à la fourniture de ces matériaux. La prévention et la sauvegarde de la santé, par Concetto Masuzzo (p. 66). Onze ans après la promulgation du Décret législatif 626/94 et cinq ans après celle du règlement exécutoire prévu par le Décret ministériel 284/2000, les temps sont mûrs pour poursuivre et intensifier l’action engagée en vue de la sauvegarde de la santé du personnel des Forces armées. Les unités cynophiles de l’Armée, par Ugo Gaeta (p. 74). Quoique fort satisfaisants, les résultats obtenus au bout trois ans d’activité ne sauraient encore
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être considérés comme un point d’arrivée. En effet, l’ensemble des unités et toutes leurs composantes devront être pleinement opérationnels d’ici l’an 2008. Volontaires libérés, par Salvatore Cuoci (p. 92). Afin de faciliter le placement des volontaires de troupe sur le marché du travail, le Ministère de la Défense est entré en rapport avec de nombreuses entreprises privées et publiques ainsi qu’avec les bureaux régionaux compétentes en matière d’emploi. Ces jeunes faisant preuve de dynamisme, de souplesse et de flexibilité vis-à-vis de l’emploi et de la formation, représentent en effet un potentiel professionnel intéressant. La grande Prusse, par Daniele Cellamare (p. 100). En comparant l’Armée prussienne avec celle d’autres Etats européens, l’on comprend mieux à quel point la tendance de la pensée militaire du XIXème siècle a influencé la formation des guerres totales qui se sont succédées pendant le siècle qui suivit. La destruction de Jérusalem, par Attilio Borreca (p. 114). Ce fut une répression impitoyable: en lisant la chronique de ces évènements tragiques et terribles il est impossible de ne pas s’horrifier face à une telle cruauté. Pourquoi les romains, notoirement si généreux, réprimèrent-ils avec autant de violence la révolte des Juifs?
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SOMMARIO SUMMARY SOMMAIRE INHALT RESUMEN SUMARIO Einsätze, neue Mitglieder, neue Kapazitäten und nicht zuletzt neue Mittel zur Verwaltung der Ressourcen.
Terrorismusbekämpfung, von Giancarlo Bove (S. 8). Der Artikel beschreibt ein Modell zur Verteidigung und zur präventiven Sicherheit, das die Rolle der Geheimdienste für die Anfertigung von prognostischen Analysen und für die strategische Handhabung der Informationspolitik berücksichtigt. Somalia auf der Suche nach einem Gleichgewicht, von Nicola Gallippi und Franco Carlini (S. 30). Heute ist das Land aufgrund von unzähligen Aufteilungen zersplittert. In den Gebieten, die während der Kolonialzeit der Kontrolle von Großbritannien unterstanden, besteht seit 1991 Somaliland, ein Staat, der von den internationalen Organisationen nicht anerkannt ist. Im Jahre 1998 haben die nordöstlichen Gebiete ihre Unabhängigkeit unter dem Namen Puntland erklärt. Und die südlichen Landesteile schließlich befinden sich in den Fängen verschiedener «Kriegsherren» in ständigen Auseinandersetzungen um die Herrschaft. Der «NATO-Haushalt», von Alfredo Mesolella (S. 40). Die Allianz ist mit einer Neuausarbeitung beschäftigt, die alle Aspekte ihres Programms betrifft. Insbesondere neue
Die Waffenbasis «Salerno», von Claudio Berto (S. 48). Sie stellt das einzige geeignete System dar, mit dem eine Machtdemonstration außerhalb der wichtigsten Zusammenfassungen der Streitkräfte garantiert werden kann. Darüber hinaus ermöglicht sie in feindlichen Gebieten die Verfügbarkeit von sicheren Zufluchtsstätten, in deren Innenraum Waffen mit großer Reichweite eine eventuelle, häufig jedoch notwendige, Feuerverstärkung bieten. Die besonderen Materialien, von Mario Roggio und Arturo Salzano (S. 56). Die immer reduziertere Größe des Heeres hat dazu geführt, dass der Anteil von hochspezifischen Materialien, die vorher als «Nische» angesehen wurden, heute in einem deutlich höheren Prozentsatz vorhanden ist. In den folgenden Betrachtungen werden insbesondere die Problematiken bezüglich der Versorgung, der Wartung und des Nachschubs thematisiert. Prävention und Gesundheitsschutz, von Concetto Masuzzo (S. 66). Elf Jahre nach Inkrafttreten der Gesetzlichen Verordnung 626/94 und fünf Jahre nach der ergänzenden Regelung durch den Ministerialerlass 284/2000 ist es Zeit für einen weiteren Schritt nach vorn zum Schutz der Gesundheit des Armeepersonals.
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Die Hundestaffeln des Heeres, von Ugo Gaeta (S. 74). Etwas mehr als drei Jahre nach Einführung der Hundestaffeln können ihre Ergebnisse als hochbefriedigend angesehen werden, und es ist noch kein Endpunkt erreicht. Bis 2008 sollen alle Hundestaffeleinheiten komplett zum Einsatz zur Verfügung stehen. Verabschiedete Freiwillige, von Salvatore Cuoci (S. 92). Um ausscheidenden freiwilligen Mitgliedern des Heeres den Einstieg in den Arbeitsmarkt zu erleichtern, hat das Verteidigungsministerium zahlreiche Kontakte zu öffentlichen und privaten Arbeitgebern sowie zu den für Beschäftigungsförderung zuständigen regionalen Behörden geknüpft. Dynamische, ausbildungswillige und flexible junge Leute bieten spezifische Berufe, die sicherlich von Interesse sind. Große Mutter Preußen, von Daniele Cellamare (S. 100). Der Vergleich zwischen der preußischen Armee und den Streitkräften anderer europäischer Staaten macht verständlich, wie die im 19. Jahrhundert entwickelten Tendenzen in der militärischen Auffassung die Entstehung der totalen Kriege, die im nachfolgenden Jahrhundert ausgebrochen sind, beeinflusst hat. Die Zerstörung Jerusalems, von Attilio Claudio Borreca (S. 114). Es gab keinen Platz für Mitleid; beim Lesen der Berichte über
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diese tragischen und schrecklichen Geschehnisse überfällt einen das Grauen angesichts einer derartigen Grausamkeit. Warum haben die als großzügig bekannten Römer den Aufstand der Judäer mit so viel Gewalt niedergeschlagen?
Guerra contra el terrorismo, por Giancarlo Bove (pág. 8). En el artículo se describe un modelo de defensa y seguridad preventiva basado en el papel desempeñado por la Inteligencia como herramienta de previsión y de gestión estratégica de las informaciones. Somalia busca equilibrio, por Nicola Gallippi y Franco Carlini (pág. 30). El país resulta fragmentado a raíz de infinitas divisiones. En 1991, en las áreas controladas por Gran Bretaña durante la época colonial, se proclama el Estado de Somaliland, que no reconocieron las Organizaciones internacionales. En 1998, las regiones norteorientales declaran su independencia proclamando el estado de Puntland, mientras que las regiones meridionales se vuelven objeto de disputas continuas entre los «Señores de la guerra».
El «NATO budget», por Alfredo Mesolella (pág. 40). La Alianza se está ocupando en revisar su programa bajo todos sus aspectos, en particular en lo que se refiere a nuevas misiones, nuevos miembros, nuevas capacidades, e incluso nuevas herramientas para la gestión de recursos. La base de fuego «Salerno», por Claudio Berto (pág. 48). Es el único sistema capaz de asegurar una proyección de potencia fuera de las mayores concentraciones de fuerzas. Además, en las áreas hostiles, constituye un refugio seguro para las armas de largo alcance destinadas a garantizar, en caso de necesidad, una cobertura de fuego. Materiales especiales, por Mario Roggio y Arturo Salzano (pág. 56). A raíz de las nuevas necesidades que se derivan de sus dimensiones cada vez más reducidas, el ejército aumenta la utilización de materiales especiales que hasta ahora se consideraban como productos de segmento. En el artículo se señalan en particular los problemas que se plantean en cuanto a abastecimiento, mantenimiento y provisión de los mismos. Prevención y protección de la salud, por Concetto Masuzzo (pág. 66). A los once años de la promulgación del decreto legislativo 626/94 y a los cinco de la del reglamento aplicativo dispuesto en el decreto ministerial 284/2000, es hora que se de otro paso más hacia la
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protección de la salud del personal de las Fuerzas armadas. Los servicios cinológicos del Ejército, por Ugo Gaeta (pág. 74). Aunque muy satisfactorios, los resultados logrados al cabo de tres años de actividad no pueden considerarse como un punto de llagada puesto que de aquí al año 2008, habrán de ser plenamente operativos todos los equipos y componente de los servicios cinológicos. Voluntarios licenciados, por Salvatore Cuoci (pág. 92). Para agilizar el ingreso de los voluntarios de tropa en el mercado laboral, el Ministerio de Defensa ha tomado contacto con numerosas empresas públicas y privadas y con las oficinas regionales competentes en materia de empleo. De hecho, jóvenes dinámicos, dúctiles y flexibles en cuanto a formación y empleo, representan profesionalidades específicas de indudable interés. La madre Prusia, por Daniele Cellamare (pág. 100). Al comparar el ejército prusiano con el de otros Estados europeos, se entiende hasta qué punto las tendencias de las ideologías militares, elaboradas en el siglo XIX, influenciaron la formación de las guerras totales que estallaron en el siglo sucesivo. La destrucción de Jerusalén, por por Attilio Claudio Borreca (pág. 114). No hubo piedad alguna. Leyendo la crónica de aquellos acontecimientos trágicos y
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terribles, no podemos sino horrorizarnos y estremecernos ante tanta crueldad. ¿Por qué los romanos, notoriamente tan generosos, reprimieron con semejante violencia la revuelta de los Judíos?
Guerra ao terrorismo, de Giancarlo Bove (pág. 8). O artigo descreve um modelo de defesa e segurança preventiva, que tem em conta o papel desempenhado pelo Intelligence, qual instrumento de análise de previsão e gestão estratégica das informações. Somália à procura do equilíbrio, de Nicola Gallippi e Franco Carlini (pág. 30). O país, hoje, está fragmentado por infinitas divisões. Nas áreas antes controladas pela Grã-Bretanha, durante a época colonial, existe, desde 1991, o Somaliland, Estado não reconhecido pelas Organizações internacionais. Em 1998, as Regiões norte-orientais declararam a sua independência com o nome de Puntland. As Regiões meridionais, por fim, são presas de vários «senhores da guerra», sempre em luta entre eles. O «NATO budget», de Alfredo Mesolella (pág. 40).
A Aliança está empenhada numa remodelação que se relacciona com todos os aspectos do seu programa. Especialmente novas missões, novos membros, novas capacidades e, não por último, novos intrumentos de gestão dos recursos. A base de fogo «Salerno», de Claudio Berto (pág. 48). Constitui o único sistema apto a assegurar uma projecção de potência fora das principais concentrações de forças. Para além disso, consente a disponibilidade, em áreas hostis, de refúgios seguros, no interior dos quais, armas de longa projecção garantem o eventual, mas necessário, suporte de fogo. Os materiais peculiares, de Mario Roggio e Arturo Salzano (pág. 56). As cada vez mais reduzidas dimensões do Exército fizeram acrescer a presença percentual destes materiais específicos, antes considerados muito especiais. Nas reflexões que se seguem emergem, especialmente, as problemáticas relativas ao aprovisionamento, à manutenção e aos fornecimentos. A prevenção e a tutela da saúde, de Concetto Masuzzo (pág. 66). À distância de onze anos da publicação do Decreto Legislativo 626/94 e a cinco do regulamento aplicativo, de cujo Decreto Ministerial 284/2000 já amadureceram os tempos para um ulterior passo em frente na tutela da saúde do pessoal das Forças Armadas. Os núcleos cinófilos do Exército, de Ugo Gaeta (pág. 74).
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A pouco mais de três anos da constituição, os resultados conseguidos podem considerar-se mais do que satisfatórios, mas não representam um ponto de chegada. Até 2008, dever-se-à atingir a completa aquisição da capacidade operativa de todos os componentes cinófilos. Voluntários dispensados, de Salvatore Cuoci (pág. 92). Para facilitar o colocamento, no mercado de trabalho, dos Voluntários de tropa, o Ministério da Defesa estabeleceu numerosos contactos com o mundo do empreendimento público e privado e com os gabinetes regionais competentes em matéria de promoção ocupacional. Jovens dinâmicos, flexíveis na formação e no emprego, representam um específico profissionalismo de seguro interesse. A grande mãe Prússia, de Daniele Cellamare (pág. 100). A comparação entre o Exército prussiano e os de outros Estados europeus, ajuda-nos a compreender como as tendências do pensamento militar, elaboradas no séc.XIX, influenciaram a formação das guerras totais desencadeadas no século seguinte. A destruição de Jerusalém, de Attilio Claudio Borreca (pág. 114). Não houve lugar para a piedade; ao ler a crónica daqueles trágicos e terríveis acontecimentos não podemos não ter um impulso de horror para eventos assim cruéis. Porque é que os Romanos, notávelmente generosos, reprimiram com tanta violência a revolta dos Judeus?
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Una democrazia universale, di Giuseppe Romeo (pag. 10). Dagli scenari del Medio Oriente e dell’Asia Centrale, come dell’Africa subsahariana, ciò che si evidenzia è l’assenza di un’esatta percezione del senso di legalità nel mondo. Una percezione che non può esaurirsi soltanto all’interno di un ordinamento nazionale, ma che deve risolversi nel caratterizzare le relazioni mondiali in cerca di stabilità. Un valore che si realizza nel consenso espresso nel rispetto di regole comuni, nella condivisione di diritti e di opportunità. Una Democrazia universale che sia patrimonio della diversità. Al centro dell’Africa, alle soglie dell’inferno, di Nicodéme N’Kashama N’Koy (pag. 20). Burundi, Ruanda, Uganda e Congo sono teatro di atroci guerre tribali, in uno scenario di aggrovigliata cupidigia verso il sottosuolo più ricco del Continente. Nazioni Unite, Unione Europea, in particolare l’Italia, con la sua diplomazia e influenza, possono dare un prezioso contributo per mettere fine a questa penosa situazione.
Le Associazioni degli Eserciti Europei, di Cristiano Maria De Chigi (pag. 28). Aderiscono, oltre all’Italia, Francia, Germania, Lettonia, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Svezia, Svizzera e Regno Unito. L’obiettivo è quello di raggiungere una piena integrazione tra Associazioni di ex militari ed Eserciti dei Paesi Europei per promuovere l’immagine delle Forze Armate tra coloro che si riconoscono nei fini e nei valori di cui il sodalizio è portatore. Viaggio a Beirut, di Nello Rega (pag. 34). «Voi italiani siete importantissimi qui in Libano. ITALAIR ha un ruolo determinante nella nostra missione. I vostri militari sono indispensabili perché consentono il controllo della blu line dal cielo. Unici nel dialogo con la popolazione». Dalle S.A.S. ai P.R.T., di Antonio Ciabattini Leonardi (pag. 40). Nell’immediato dopoguerra le Sezioni Amministrative Specializzate hanno rappresentato il cuore della politica di integrazione dell’Algeria alla Francia. Oggi, in Afghanistan, la NATO ripropone con le P.R.T. un’analoga formula, che dovrebbe consentire la ripresa socio-economica di questa martoriata terra. In tale contesto la partecipazione dell’Esercito Italiano rappresenta un modello
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d’intervento completamente nuovo rispetto a quanto precedentemente attuato nelle altre missioni di peace-keeping. Un progetto per il futuro, di Giuseppe Maggi (pag. 54). Lo Stato Maggiore dell’Esercito ha lanciato un progetto denominato «FIT 2025 - Forza Integrata Terrestre 2025» con il quale intende guidare il processo di evoluzione della Forza Armata al fine di disporre, senza soluzioni di continuità, di uno strumento operativo in linea con quelli dei principali Paesi alleati e funzionale ai compiti che, presumibilmente, dovrà assolvere nei prossimi venti anni. Validità di una possibile Riserva Nazionale, di Giovanni Ridinò e Gian Paolo Bormetti (pag. 66). Le esigenze di bilancio e i numerosi impegni nei vari scenari internazionali, suggeriscono il ricorso a personale potenzialmente disponibile, come già avviene in molti Paesi della NATO che tradizionalmente fanno ricorso all’istituto delle Forze di Riserva. In questo modo il nostro Paese potrebbe contare su giovani addestrati e prontamente inseribili nelle unità operative. Il Centro Tecnico-Logistico Interforze N.B.C. e la Convenzione sulle Armi Chimiche, di Giacinto Costantino e Renato Morlino (pag. 76). Il Centro, alle dipendenze
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European Union – especially Italy, with its diplomacy and influence – can give a precious contribution to end this distressing situation.
dell’Ispettorato Logistico dell’Esercito, si pone all’avanguardia nell’applicazione di una Convenzione che ha lo scopo di eliminare lo spettro della guerra chimica. I battaglioni volontari tunisini, di Filippo Cappellano (pag. 94). I residenti italiani in Tunisia, con encomiabile slancio patriottico, si offrirono per combattere l’ultima disperata battaglia contro un nemico soverchiante. Un volontarismo generoso e disinteressato che, seppur destinato a sicura disfatta, seppe illuminarsi di generoso eroismo. Un fulgido esempio di orgogliosa italianità su cui ingiustamente è calato il velo dell’oblio. Gli Italiani nei Balcani, a cura di Nicola Serra (pag. 108). Sulle brulle pietraie, sui sentieri e sulle doline del Montenegro e del Sangiaccato, nelle giogaie dell’Erzegovina e i valloni della Bosnia in tanti caddero combattendo eroicamente. In un momento tragico della Patria lontana, dopo aver rifiutato sdegnosamente le infamanti proposte di resa e di collaborazione, seppero riscattare l’onore e la dignità del popolo italiano. Meritano l’appellativo di «garibaldini» e il privilegio di indossare la camicia rossa per aver combattuto valorosamente e con gli stessi ideali di chi aveva seguito «l’Eroe dei due Mondi».
A Universal Democracy, by Giuseppe Romeo (p. 10). What stands out in the scenarios of the Middle East and Central Asia, as well as in Sub-Saharan Africa, is the absence of a precise perception of the sense of legality in the world. A perception that cannot be restricted within a national set of laws, but must characterize the world relations in quest of stability. A value that is realized through the consensus expressed by respecting common regulations and by sharing rights and opportunities. A universal Democracy that should be the patrimony of diversity. At the Centre of Africa on the Threshold of Hell, by Nicodème N’ Kashama N’ Koy (p. 20). Burundi, Rwanda, Uganda and Congo are the theatre of dreadful tribal wars, in an intricate scenario of greed for the richest subsoil of the Continent. The United Nations and the
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The European Armies’ Association, by Cristiano Maria De Chigi (p. 28). Besides Italy, the Association comprises France, Germany, Latvia, the Netherlands, Portugal, Slovakia, Sweden, Switzerland and the United Kingdom. The goal is to achieve a full integration between the Associations of former servicemen and the Armies of the European Countries, in order to promote the image of the Armed Forces among those who share the aims and values of the Association. A Journey to Beirut, by Nello Rega (p. 34). «You Italians are very important here in Lebanon. ITALAIR plays a determinant role within our mission. Your servicemen are indispensable, because they enable us to control the Blue Line from the sky and, furthermore, they are exceptional in the dialogue with the population». From S.A.S. to P.R.T., by Antonio Ciabattini Leonardi (p. 40). Immediately after the war, the Specialized Administrative Sections have been the heart of the policy of integration of Algeria with France. Today NATO, through the PRTs, proposes for Afghanistan a similar formula, which should
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enable this tortured land to start its socio-economic recovery. In view of this, the participation of the Italian Army, compared to other peacekeeping missions, is a completely new model of intervention. A Project for the Future, by Giuseppe Maggi (p. 54). The Army General Staff has launched a project called «FIT 2005 - Integrated Land Force 2005», through which it intends to guide the Service’s process of evolution, in order to obtain – without solution of continuity – an operational instrument in line with those of the main allied Countries, and functional to the presumable tasks that the Army will have to perform in the next twenty years. Validity of a Possible National Reserve, by Giovanni Ridinò and Gian Paolo Bormetti (p. 66). Budget requirements and the numerous engagements in the various international scenarios suggest to employ potentially available personnel, as already happens in many NATO Countries, which traditionally turn to their established Reserve Forces. In this way, our Country could count on trained young people that could rapidly be incorporated in the operational units. The NBC Joint TechnicalLogistic Centre and the Convention on Chemical Weapons, by Giacinto Costantino and Renato Morlino (p. 76). The Centre is subordinate to the
Army Logistic Inspectorate and is in the forefront in implementing a Convention whose purpose is to do away with the spectre of chemical warfare. The Tunisian Volunteer Battalions, by Filippo Cappellano (p. 94). The Italian residents in Tunisia, with an commendable outburst of patriotism, volunteered to fight the last battle against an overwhelming enemy. It was a noble and unselfish voluntarism which, albeit doomed to certain defeat, was brightened by a generous heroism. A refulgent example of proud Italian character, upon which an unjust veil of oblivion has fallen. Italians in the Balkans, by Nicola Serra (p. 108). Many of them fell, fighting heroically on the barren stony ground, on the trails and sinkholes of Montenegro and Sanjak, on the mountain ranges of Herzegovina and in the gorges of Bosnia. In a tragic moment for their distant homeland, after disdainfully rejecting the insulting proposals of surrender and collaboration, the were able to redeem the honour and dignity of the Italian people. They deserve the name of «Garibaldians» and the privilege of wearing the red shirt, because they fought bravely and with the same ideals that inspired the followers of the «Hero of the two Worlds».
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Une Démocratie universelle, par Giuseppe Romeo (p. 10). Ce qui caractérise tous les théâtres aussi bien du MoyenOrient que de l’Asie et même de l’Afrique subsaharienne c’est l’absence totale du sens exact de la légalité dans le monde. Une perception qui ne saurait se concrétiser de par la simple existence d’un système juridique national, mais dont devraient être empreints tous les rapports mondiaux visant à la stabilité. Une valeur qui doit se traduire par le consensus, le respect de règles communes, le partage des droits et des chances. Une Démocratie universelle, héritage de la diversité. Au centre de l’Afrique, la porte de l’enfer, par Nicodème N’Kashama N’Koy (p. 20). Le Burundi, le Rwanda, l’Ouganda et le Congo sont les théâtres de guerres tribales atroces alimentées par une cupidité croissante face aux richesses qu’offre le sous-soul le plus riche du continent. Les Nations Unies, l’Union européenne et, en particulier, l’Italie avec sa diplomatie et son influence, peuvent contribuer à mettre fin à cette situation pénible.
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Les Associations des Armées européennes, par Cristiano Maria De Chigi (p. 28). Ont adhéré à cette initiative, outre l ’Italie, la France, l’Allemagne, la Lettonie, les Pays Bas, le Portugal, la Slovaquie, la Suède, la Suisse et le Royaume Uni. L’objectif étant d’arriver à l’intégration, à tous les niveaux, des Associations d’anciens militaires et des Armées des pays européens afin de promouvoir l’image des Forces armées parmi ceux qui partagent les valeurs et les objectifs dont les Associations se font porteuses. Voyage à Beyrouth, par Nello Rega (p. 34). «Les Italiens, sont extrêmement importants ici au Liban. ITALAIR joue un rôle primordial dans le cadre de notre mission. Ses militaires sont indispensables car ils permettent le contrôle de la blu line depuis le ciel. Vous êtes des interlocuteurs irremplaçables dans le dialogue avec la population». Des S.A.S. aux P.R.T., par Antonio Ciabattini Leonardi (p. 40). Dans l’après-guerre, les Sections Administratives Spécialisées ont représenté le cœur de la politique visant à l’intégration de l’Algérie à la France. Aujourd’hui, avec les P.R.T.., l’OTAN propose en Afghanistan une formule semblable en vue de la reprise socio-économique de ce pays tourmenté. Dans un tel contexte, la participation de l’Armée italienne représente un modèle
d’intervention tout à fait innovateur par rapport à ceux qui avaient été mis en place dans les autres missions de maintien de la paix. Un projet pour l’avenir, par Giuseppe Maggi (p. 54). L’Etat major de l’Armée a lancé un projet dénommé «FIT 2025 Force Intégrée Terrestre 2025» avec lequel il entend guider le processus d’évolution de la Force armée afin de disposer, sans solution de continuité, d’un instrument opérationnel s’accordant à ceux des autres pays alliés et s’adaptant parfaitement aux fonctions qu’il sera vraisemblablement appelé à remplir dans les vingt prochaines années. La création d’une Réserve nationale: une solution valable, par Giovanni Ridinò et Gian Paolo Bormetti (p. 66). Pour faire face aux exigences budgétaires et aux nombreux engagements dans les différents théâtres internationaux, l’Italie devrait pouvoir compter sur un personnel potentiellement disponible, tel que le font déjà de nombreux pays de l’OTAN qui ont mis en place des Forces de Réserve. Ainsi l’Italie pourrait compter sur des jeunes instruits pouvant être insérés immédiatement dans les unités opérationnelles. Le Centre technique et logistique interarmées N.B.C. et la Convention sur les armes chimiques, par Giacinto Costantino et Renato Morlino (p. 76). Le Centre, qui dépend de
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l’Inspection logistique de l’Armée, est à l’avant-garde pour ce qui est de la mise en œuvre d’une Convention dont l’objectif est de chasser le spectre de la guerre chimique. Les bataillons des volontaires tunisiens, par Filippo Cappellano (p. 94). Dans un élan patriotique digne d’éloge, les résidents italiens en Tunisie s’offrirent volontaires pour livrer la dernière bataille contre l’ennemi oppresseur. Des volontaires généreux et désintéressés qui, malgré la certitude d’une défaite, firent preuve d’un héroïsme magnanime. Voilà un remarquable exemple de courage et d’orgueil italiens injustement tombé dans les oubliettes. Les Italiens dans les Balkans, par Nicola Serra (p. 108). Dans les campagnes décharnées, les sentiers et les dolines du Monténégro, les montagnes de l’Herzégovine et les vallons de la Bosnie nombreux furent ceux qui luttèrent et moururent héroïquement. A un moment tragique pour la patrie lointaine, après avoir refusé avec mépris les infâmes propositions de collaboration et de reddition, ils surent racheter l’honneur et la dignité du peuple italien. Ils méritent bien l’appellatif de «garibaldini» et le privilège de porter la chemise rouge pour avoir combattu courageusement en partageant les mêmes idéaux que ceux qui avaient suivi le «Héros de deux Mondes».
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Europäische Union, insbesondere Italien, können mit ihrer Diplomatie und ihrem Einfluss einen wertvollen Beitrag leisten, um dieser schmerzlichen Situation ein Ende zu bereiten.
Eine Welt-Demokratie, von Giuseppe Romeo (S. 10). Von den Schauplätzen im Mittleren Osten und in Zentralasien bis hin zu jenen in Afrika südlich der Sahara ist eines deutlich festzustellen: die Abwesenheit einer präzisen Wahrnehmung der Bedeutung von Legalität in der Welt. Eine Wahrnehmung, die sich nicht nur innerhalb einer nationalen Ordnung erschöpfen darf, sondern die sich auch in der Charakterisierung der weltumfassenden Beziehungen zur Erlangung von Stabilität niederschlagen muss. Ein Wert, der verwirklicht wird in der ausdrücklichen Vereinbarung, gemeinsame Regeln zu respektieren sowie Rechte und Zweckmäßigkeiten zu teilen. Eine Welt-Demokratie, deren Reichtum durch die Unterschiedlichkeit charakterisiert ist. In Zentralafrika an der Schwelle zur Hölle, von Nicodéme N’Kashama N’Koy (S. 20). Burundi, Ruanda, Uganda und die Republik Kongo sind Schauplätze grausamer Stammeskriege auf dem Hintergrund verworrener Machtkämpfe um die Bodenschätze, die in diesem Gebiet des Kontinents in der größten Dichte vorkommen. Die Vereinten Nationen und die
Organisation der Europäischen Streitkräfte, von Cristiano Maria De Chigi (S. 28). Außer Italien sind beigetreten: Frankreich, die Bundesrepublik, Lettland, die Niederlande, Portugal, die Slowakei, Schweden, die Schweiz und Großbritannien. Ziel ist die vollständige Integration der verschiedenen Organisationen von ehemaligen Armeeangehörigen und Streitkräften der Europäischen Staaten, um das Ansehen der Streitkräfte speziell unter denjenigen zu fördern, die hinter den von der Vereinigung vertretenen Zielen und Werten der Vereinigung stehen. Reise nach Beirut, von Nello Rega (S. 34). «Ihr Italiener seid hier im Libanon äußerst wichtig. ITALAIR spielt bei unserem Einsatz eine entscheidende Rolle. Eure Soldaten sind unentbehrlich, weil sie die Kontrolle des Luftraums ermöglichen. Und sie sind einzigartig im Dialog mit der Bevölkerung». Von den S.A.S. zu den P.R.T., von Antonio Ciabattini Leonardi (S. 40). Direkt nach Ende des Krieges waren die spezialisierten Verwaltungssektionen das Herz der Integrationspolitik für Algerien in Frankreich. Heute bietet die NATO in Afghanistan
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mit den P.R.T. eine entsprechende Organisation an, welche den sozialen und wirtschaftlichen Wiederaufbau dieses gepeinigten Landes ermöglichen soll. In diesem Zusammenhang repräsentiert die Teilnahme des italienischen Heeres ein absolut neues Einsatzmodell gegenüber allem, was bisher in anderen Einsätzen zur Friedenssicherung durchgeführt wurde. Ein Projekt für die Zukunft, von Giuseppe Maggi (S. 54). Der Generalstab des Heeres hat ein Projekt unter dem Namen «FIT 2025 - Forza Integrata Terrestre 2025» (Integrierte Bodenstreitkräfte 2025) ins Leben gerufen, mit dem der Entwicklungsprozess der Streitkräfte gesteuert werden soll, damit – ohne Unterbrechnungen des Normalbetriebs – ein Instrument bereit gestellt werden kann, das wie die entsprechenden Einrichtungen der wichtigsten alliierten Staaten operativ ist, sowie funktional bezüglich der Aufgaben, die es voraussichtlich in den nächsten zwanzig Jahren zu erledigen hat. Die Bedeutung einer Nationalen Reserve, von Giovanni Ridinò und Gian Paolo Bormetti (S. 66). Die Haushaltsanforderungen und die zahlreichen Aufgaben an verschiedenen internationalen Schauplätzen lassen es ratsam erscheinen, auf prinzipiell verfügbares Personal zurückzugreifen, wie es schon in vielen NATO-Ländern der Fall ist, wo traditionell auf die Reservearmee zurückgegriffen wird. Auf diese Weise könnte
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unser Land auf ausgebildete junge Leute zählen, die direkt in die operativen Einheiten integriert werden können. Das mehrere Waffengattungen umfassende technisch-logistische Zentrum N.B.C. und die Konvention über chemische Waffen, von Giacinto Costantino und Renato Morlino (S. 76). Das dem Armeeinspektorat für Logistik unterstellte Zentrum zählt zur Avantgarde bei der Anwendung einer Konvention, mit der das Schreckgespenst eines Krieges mit chemischen Waffen beseitigt werden soll. Die tunesischen FreiwilligenBataillone, von Filippo Cappellano (S. 94). In in einer lobenswerten patriotischen Anwandlung boten sich die in Tunesien ansässigen italienischen Staatsbürger an, in die letzte verzweifelte Schlacht gegen einen übermäßig großen Feind zu ziehen. Eine großzügige und uneigennützige Freiwilligenbewegung, die in großem Heldentum erstrahlte, obwohl sie dem sicheren Untergang geweiht war. Ein glänzendes Beispiel für stolzes Italienertum, das unverdienterweise in Vergessenheit geraten ist. Die Italiener auf dem Balkan, von Nicola Serra (S. 108). Auf kahlem steinigem Gelände, auf den Pfaden und Dolinen von Montenegro und Sangiaccato, auf den Höhenzügen der Herzegowina und in den engen Tälern Bosniens sind viele in heldenhaftem Kampf
gefallen. Nachdem sie in einer tragischen Zeit fern der Heimat die schmächlichen Angebote zur Aufgabe und Kollaboration verächtlich abgelehnt hatten, gelang es ihnen, die Ehre und Würde des italienischen Volkes zu rehabilitieren. Sie verdienen die Anrede «Garibaldini» und das Privileg, das rote Hemd zu tragen, da sie mutig und mit denselben Idealen gekämpft haben wie der «Held der zwei Welten».
Una democracia universal, por Giuseppe Romeo (pág. 10). Lo que destaca en los escenarios de Oriente medio, Asia e incluso Africa subsahariana, es la falta absoluta de una percepción exacta del sentido de legalidad en el mundo. Dicha percepción no puede concretarse en la mera existencia de un ordenamiento nacional sino que tiene que impregnar todas las relaciones mundiales en búsqueda de estabilidad. Es éste un valor que se concretiza en el consenso, en el respeto de reglas comunes, en la igualdad de derechos y oportunidades. Una Democracia universal patrimonio de la diversidad. En el centro de Africa, el umbral del infierno, por Nicodème N’Kashama N’Koy
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(pág. 20). Burundi, Ruanda, Uganda y Congo son teatros de atroces guerras tribales alimentadas por la intrincada codicia de las riquezas que ofrece el subsuelo más rico del continente. Las Naciones Unidas, la Unión europea, e Italia en particular con su diplomacia e influencia, mucho pueden hacer para acabar con esta dramática situación. Asociaciones de los Ejércitos europeos, por Cristiano Maria De Chigi (pág. 28). Además de Italia, se adhirieron Francia, Alemania, Letonia, Países Bajos, Portugal, Eslovaquia, Suecia, Suiza y Reino Unido. El objetivo es lograr la plena integración de las Asociaciones de ex militares y de los Ejércitos de los países europeos para promocionar la imagen de las Fuerzas armadas entre todos aquellos que comparten los valores y los fines de los que se hacen portadoras dichas Asociaciones. Viaje a Beirut, por Nello Rega (pág. 34). «Los Italianos son muy importantes aquí en Líbano. ITALAIR desempeña un papel primordial en nuestra misión. Sus militares son indispensables porque permiten el control de la blu line desde el cielo. Son Ustedes un interlocutor único en el diálogo con las poblaciones». De las S.A.S. a las P.R.T., por Antonio Ciabattini Leonardi (pág. 40). En la posguerra, las «Secciones
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Administrativas Especializadas» encarnaron el corazón de la política de integración de Argelia a Francia. En la actualidad, con las P.R.T, la OTAN propone en Afganistán una fórmula análoga que pretende agilizar la reactivación socioeconómica de este atormentado país. En este contexto, la participación del Ejército italiano representa un modelo de intervención totalmente nuevo con respecto al implementado en las otras misiones de mantenimiento de la paz.
jóvenes instruidos capaces de integrarse inmediatamente en las unidades operacionales.
Un proyecto para el futuro, por Giuseppe Maggi (pág. 54). El Estado mayor del Ejército ha lanzado un proyecto denominado «FIT 2025 - Fuerza Integrada Terrestre 2025» con el que pretende guiar el proceso de evolución de la Fuerza Armada con el fin de disponer, sin solución de continuidad, de una herramienta a la vez operativa, en línea con las de los demás países aliados, y funcional como para llevar a cabo las tareas de las que habrá de hacerse cargo en los próximos veinte años.
Los batallones voluntarios tunecinos, por Filippo Cappellano (pág. 94). Los residentes italianos en Tunicia, con admirable espíritu patriótico, se ofrecieron para luchar en la última y desesperada batalla contra un enemigo opresor. Unos voluntarios generosos y desinteresados que, a pesar de la perspectiva de una derrota segura, dieron muestras de magnánimo heroísmo. Es éste un maravilloso ejemplo de orgullo italiano que ha sido injustamente relegado al olvido.
La creación de una Reserva nacional: una solución válida, por Giovanni Ridinò y Gian Paolo Bormetti (pág. 66). Por cuestiones de presupuesto y para cumplir con los numerosos compromisos en los varios escenarios internacionales, Italia podría prospectar el recurso a personal potencialmente disponible, tal y como ya ocurre en muchos países de la OTAN que cuentan con Fuerzas de Reserva. Conque, las Fuerzas Armadas italianas contarían con
El Centro técnico-logístico interejércitos N.B.C. y la Convención sobre las armas químicas, por Giacinto Costantino y Renato Morlino (pág. 76). El Centro, que depende de la Inspección Logística del Ejército, está a la vanguardia en cuanto a la aplicación de una Convención que apunta a acabar con el espectro de la guerra química.
Los Italianos en los Balcanes, por Nicola Serra (pág. 108). En los pedregales y los campos yermos, en los senderos y las dolinas del Montegreno, en las sierras de Herzegovina y los cañones de Bosnia, muchos murieron luchando heroicamente. En un momento trágico para la Patria lejana, tras rechazar con desprecio las infames propuestas de rendición y colaboración, supieron rescatar el honor y la
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dignidad del pueblo italiano. Bien se merecen el apelativo de «garibaldini» y el privilegio de llevar la camisa roja por haber luchado valientemente y compartido los mismos ideales de quienes habían seguido al «Héroe de los dos Mundos».
Uma democracia universal, de Giuseppe Romeo (pág. 10). Dos cenários do Médio Oriente e da Ásia Central, assim como da África sub-sahariana, aquilo que se evidencia é a ausência de uma exacta percepção do sentido de autenticidade no mundo. Uma percepção que não se pode extinguir apenas no interior de um regulamento nacional, mas que se deve resolver caracterizando as relações mundiais à procura de estabilidade. Um valor que se realiza no consenso expresso em respeitar de regras comuns, na condivisão de direitos e oportunidades. Uma democracia universal que seja património da diversidade. Ao centro da África, nos limites do Inferno, de Nicodéme N’Kashama N’Koy (pág. 20). Burundi, Ruanda, Uganda e Congo são teatro de atrozes guerras tribais, num cenário de emaranhada ambição pelo
RIVISTA MILITARE N. 6-2005
SOMMARIO SUMMARY SOMMAIRE INHALT RESUMEN SUMARIO
subsolo mais rico do Continente. Nações Unidas, União Europeia, em particular a Itália, com a sua diplomacia e influência, podem dar um precioso contributo a por fim a esta penosa situação. Associações dos Exércitos Europeus, de Cristiano Maria De Chigi (pág. 28). Aderem, para além da Itália, França, Alemanha, Letónia, Países Baixos, Portugal, Eslováquia, Suécia, Suíça e Reino Unido. O objectivo é o de atingir uma plena integração entre Associações de ex-militares e Exércitos dos Países Europeus para promover a imagem das Forças Armadas entre aqueles que se reconhecem nos fins e nos valores dos quais o sodalício é portador. Viagem a Beirut, de Nello Rega (pág. 34). «Vós, italianos, sois importantíssimos aqui no Líbano. A ITALAIR tem um papel determinante na nossa missão. O vossos militares são indispensáveis porque consentem o controle da blue line do céu. Únicos no diálogo com a população». Das S.A.S. às P.R.T., de Antonio Ciabattini Leonardi (pág. 40). No imediato pós-guerra as Secções Administrativas Especializadas representaram o coração da política de integração da Argélia à França. Hoje, no Afeganistão, a NATO torna a propor com as P.R.T. uma fórmula análoga, que
deveria consentir a recuperação sócio-económica desta terra martiriada. Em semelhante contexto, a participação do Exército Italiano representa um modelo de intervenção completamente novo em relação a quanto foi actuado precedentemente nas outras missões de peace-keeping. Um projecto para o futuro, de Giuseppe Maggi (pág. 54). O Estado Maior do Exército lançou um projecto denominado «FIT 2025 - Força Integrada Terrestre 2025», com o qual pretende conduzir o processo de evolução da Força Armada com a finalidade de dispôr, sem soluções de continuidade, de um instrumento operativo em linha com os dos principais Países aliados e funcional às tarefas que, presumivelmente, deverá desempenhar nos próximos vinte anos. Validade de uma possível Reserva Nacional, de Giovanni Ridinò e Gian Paolo Bormetti (pág. 66). As exigências de balanço e os numerosos compromissos nos vários cenários internacionais, sugerem um recurso a pessoal potencialmente disponível, como já acontece em muitos países da NATO, que tradicionalmente fazem recurso à instituição das Forças de Reserva. Deste modo o nosso país poderia contar com os jovens treinados e imediatamente aptos a serem inseridos nas unidades operativas. O Centro técnico-logístico interforças N.B.C. e a Convenção sobre as armas químicas,
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de Giacinto Costantino e Renato Morlino (pág. 76). O Centro, nas dependências da Inspectoria Logística do Exército, coloca-se em vanguarda na aplicação de uma Convenção que tem o objectivo de eliminar o espectro da guerra química. Os batalhões voluntários tunisinos, de Filippo Cappellano (pág. 94). Os residentes italianos na Tunísia, com louvável ímpeto patriótico, ofereceram-se para combater a última desesperada batalha contra um inimigo dominante. Um voluntarismo generoso e desinteressado que, ainda que destinado a segura derrota, soube iluminar-se de generoso heroísmo. Um fúlgido exemplo de orgulhosa italianidade sobre o qual injustamente caiu o véu do olvido. Os Italianos nos Balcãs, ao cuidado de Nicola Serra (pág. 108). Nas áridas pedreiras, nos caminhos e nos barrancos do Montenegro e do Sangiaccato, nas cordilheiras da Herzegovina e nos valões da Bósnia, muitos caíram combatendo heroicamente. Num momento trágico da Pátria longínqua, após ter recusado desdenhosamente as infamantes propostas de rendição e colaboração, souberam resgatar a honra e a dignidade do povo italiano. Merecem a alcunha de «garibaldini» e o privilégio de vestir a camisa encarnada por ter combatido corajosamente e com os mesmos ideais de quem tinha seguido «O Herói dos dois Mundos».