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REGOLAMENTO DI ESERCIZI PER LA CAVALLERIA

Page 1

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MINISTERO DELLA GUERRA

ISPETTORATO GB!"KRALK Dl CII.VAI.f,BHI A

N. 108.

REGOLAMENTO nr

'

ES~UCIZI

CAVALL~RIA

PER LA VoLtnlE

I.

ISTRUZIONE INDIVIDUALE A PIEDI

ED A CAVALLO

fCDIZIQNg ~9fi

VOGHERA ENRICO TIPOGRAFO IIDJTORH DBI. OIORNAI•• llll,l 'rAl\K

Roma, tOii


:\fiNISTERO DELLA GUERRA (StlGRKTAill ATO GBJ\RJIHR- 01\"l<tONt: STATO \1.\~GIOIIE :$G7.101'1': ~·)

È approvato il presente Regolamenfo di esercifli per La eaoalleria; volume I, I~truzione indioiduale a piédi ed a ca-oallo, {'h e abroga il tomo I. parte l, /f'ltrw•ione individuale in data 16 gen· naio 1896 e il tomo I, parte Il (bozze di stampa} lei t 007 .

Roma, 3 ottobre 1912.

IL

MINISTRO

l?. SPINGABDI.

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RE~ISTRAZI O~E

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2

3

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5

llELLE VA lUA.l\1'1.


\'TTI

n. Allineamento. ., • Pog. !3. Contare per due. • !4. Rom11ere le righe • 25. liarei a . • . . • !6. Passo ordinario . • 27. Passo di corsa - Corsa veloce • 28. l'ìormo circa il modo di r~olare gli esercizi per la corsa e per la corsa velo~e 29. Cambiare Il passo . • 30. l~ormare . . . . . . • 31. Segnare il passo. . . 32. Voltare a destra, a sinistra e lndietr•l, obiJIIUnre m<•rciando . , • 33. Indietreggiare. • 3~. Sfilare per uno •

lJ !3 13 13

H t4

15

15 !5

15 16 16

ESERCIZI I!LEMRNTARI CON LA SCIABOI./o.

35. Premessa . . • . • • .

"''!l•

36. Mo<11 di ~1ortare la sciabola. 37. F.strarre la sciabola . ~8. Saluto per la truppa . 311. Saluto per gli umciali 40. Rimetter~ la sciabola. H. PJ'e~entare '1a sciabola. 4'.1. Scla~ola alla spalla • 43. fllposo

16

17

18 19 i9 20 20 :!0

•U

E!ìKRCI7.1 EI.EMENTAIU C()N LA LAN'CIA.

. . . Pied-lanc • . 46. Riposo . . . !7. Pre,;entat-lanc i8. nracc-laoc. . 49. Spali-lane . . 50. Disporre le Jai\Cie in fascio 51. Saluto colla làoeia . . . . 5t. Levar·e e mettere il fodero. H

Prem~ssa.

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24


CAPO

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lllane:;;.:io delle

~trual.

!LUfiiGGIO DSLLA SCIABOLA R OI!LL~ !,ANCIA.

53. Generalita . . . . . . . . 54-55. Norme per l'insegnamento. 56. Prendere e serrare gl'in.tervalli 57. Posizione • come a ca vallo • .

. .

~

.

l'tlg.

~5

•

2fi

• 27 • 28

.

6/aneggio della leiitllola.

uS. ti!l. 60. tH. 6~.

63.

M.

65. 66.

67.

Estrarre la sciabola-. . . . Modo d'Impugnarti la sC)abola Posizioni di guardia Colpi di punta Colpi di taglio . . Parate • . . . . Attacchi contro ranteria . Posizione per la carica . Esercizi e norme per il combalUmeuto . Esercizi di scherma a piedi. . . . .

Pag. '!O

• 29 • 2S •

30

• 3t • 32 34 35 35

36

MMteggio della la11caa.

68 Posizione di portat-lanc •

l'fig.

.. ... .

69. Presentat-lanc

70. 71. 7!. 73. 7~.

. . Cose-lane • . . . . , Posizioni di guardia . Mollnelll . . • . ·· . Col pl di lancia . . • Posizione per la carica

75. Parata . • • . - .

76. Norme por il combattimento .

~

37 37

38 38 40 ~t

43 43 44

,___

MA;>BOGIO DBL MOSCB!TTO K DBLLA PISTOLA.

Maneggio del lli03cheUo.

77. Avvertenze • . . . . . 78. Posizhine di brace' arm • 79. Saluto da brace' arm 80. Posizione di bilauc'arm . ~ 8L Du brace' arm a bi lane' arm

, Pag. • • •

45 45 45 46

• 46


xn

13 ~. Montare e saltare a ca1•allo 135 Smontare o >altare a terra. 9l 136. Aggiustare ltl :.t.aiTe. • . • : • • 9! 137. Aggiustare lo redini. - Vari modi di disporle nPIIo

mani . . . . . . . . . . . . . . .

93

138. Movimenti delle mani per guidare il cnvall!l . !.39. Pressione delle gambe. . uo. Avanzare' nl passo . • . . .

• 94

94 94

IH. Fermare dal passo . . . . : l U. Volt.aro a destra e a sinistra .

9t

95

nella cavallerizza H4. Uscire dalla ravallerizza. . . 115. Ca,•nlcaro a IO$DO destra ed a mano sinistra U6. Ca' a lcnro In circolo.

143. Rntrar6

t

95

• 96 96 96

96

H7. Trotlo . . H8 Rimottero al passo. U9. Fermare dal trotto

97 g~

!50. Tngllnro la cn vallenzta 151. Cambiamento di mano diagonale

15:t. Volta. . . . . . . . . •

i53. CamlliarMnlo di volta. • • i&,, Cambiamento a mezza volta

Q7 97 98 98

98

9S

155. Cambiamento trasversale 157. 'l'rotto allungato. • . . ·• ta8 . Rompere al galoppo dal trotto t59. Snodameotl. . . .

•

98 99 • U9 • i.OO

!GO. Passare la .barriera. • • • .

• iOO

!56. RipoM. • . . . . . . .

Bsereizi lndi11iduali. IGI. Premes5a. • • . • • . . • 162 Fllpotere i precedenti esercizi . !63. Mezza volta . . . . , •

!6'. Dietro fronte Individuai~. 1• • i65. Obliqui , , , , • , , ,

. Pag. 103

• toa

... ' .

........· • lO~ •~ • !04 • i04


x1n !66. 167. l es. 169.

Trotto di scuola. • Indietreggiare. . . Cavalcare a volontà. Salto della barriera. b)

Pag. 105 • (05

• 106 • 106

Bstrc&zi all'ape1·to.

170. Cadenza delle andature • . . , , , • Pag. 107 17L Cavalcare a gruppi e indivilluahnento. . . . . . • !03 172. Percorrere terreno vario passando ostacoli naturali . • f09 jO PERIOOO

(in tn·lglia), 173.

Progressione • . a)

IH. Montare e smontare . . . . Modo di impugnare le redini. Azione delle mani . · . . • • Azione delle gambe. Azione etei peso etei cavaliere. 179. Mezza fermata. 180. Intera. fermata. 181 . Appog,sio . . tS~. Ga loppo . • • 189. SnlLO rtella barriet'<t 175. 176. 177. W\.

184. 185. 186. 187. 188.

• Pag. HO

Esercizi in cavallerizza.

b) 8$ercizi all'ape1·to. Bipetore gli esercizi fatti in ftlctto. Galoppo allungato e carriera . . . Cavalcare Isolatamente sulle strade Cavalcare in terreno vario . . . . Salto degli ostacoli in campagna . c)

, Pag. tH • Ut

• H2 •W! J

~{2

• H3 • U3 • U3 H4.

• H5

Pn.g.

115

• 116 • 117 • Hll

• Ul

8sereizi con lt armi.

189. Prrm~~sa . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 12~ 190. ,NonliO wmuui per il maneggio della sciabola e della lancia . . . . . . • . • 124 ~OL F:sert:izl coutro bnrsagli ilss i . . . . . . . • t2~ 49i. Della carica. . . . . . . . . . . . . . , ti7 193. Uso del moschetto a ca''allo. . . . . . . t i?


CAPO s•

l•trasione degli aozla'lll. t~~. Progre~sione-

Generallta . . . • • . . . ·. Ptrg. 195. Eserci1.i individuali al galop(lo . . . . • . . • • l96. Ripetere gli esercizi all'aperto ratU nella istrnzio11e dellol reclute. . • . . • . • • i97. Esercizi di combattimento . • t98. Maneggio della pistola 1~9. Allenamento • . . 200. Eserci?.i di nuoto. . • 201. Passaggio di 6umi . • !OS. Servizio d 'ordinanza .' •

t29 130 130 131

l34 t34

l37 142 H6

CAPO &•

••troziooi eomplemen&ari.

Z03.

Prerue~~a.

. . . . . • . . . .

!0!. Marce di prolungata resistenza . .

:105. Cacce e. simulacn dl cacce a cavallo 206. Salto di ostacoli di considereYoli dlme1lSiOn1 . 107. Preparazione di un cavallo alli\ corsa.

• l'ag. U9 • • • •

!.50. !.56 i58 l6i

Lavoro àlla eorda,

208. Premessa 109. Attrezzi • itO. Lavoro in circolo su. Lavoro all'ostacolo .

Pag. l69

tti. Progressione 113. Premessa

1'4(1.

• l69 • l7i >

173·

!75

• • l71>


xv l' PII\IODO

• . . . Pag. !711

214. Ammall!imeoto • t" PIIUODO. ~15:

Paq.m

Generali!!. • . •

216. Equilibrio e cadenze . 217. Galoppo , . • .

t90

\!18. Maree • • • . • •

191

219. Salto degli ostacoli

19~

188

CAPO

8"

Equl&aziooe di

naola. Pag. t93

2~. PRBilBSSA . ~21.

Generalità

,

t• 2~~-

195

PKRIOOO.

Mezzi posseduti dal cavaliere

\l2a. Equllib~io del cavallo . .

196

.

•

r

• 200

SO PKRIODO.

!U. Flessioni • . . . 22G. Piego ~6. Fl~sloni della groppa : ~7. Indietreggiare •

228. LocomoZione \!19. Passo • . • • t30. Trotto • . . .

!31. Andature lateràlì . !3j. Volle sul posto ~33 .

Ritlnlone . . •

!ot

-·

Pag. • \!03 t !l06 • 1107

,08 • 109

• •uo • 210 \!U •

l'H6

il~. Pisso riunito ·

• 217

tU. Trotto rlunll4 • ,

• S!8


xvr 236. Galoppo 237. Galoppo rtumto ~38. Volte . . • . :!39. Cambiamenti di ruano . !~O. Cambiamenti di galoppo da t.erra. ':tU. Dietro fronte • . . . . • • . ~4:1. Raddoppio • • . . • . . . •.• :!43. Cambiamento di galoppo in aria . ~"· Piroette • • . • . • • • • • .

Pag. !l9 • !'20

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PARTE IS'I'IHJZIONE

I.

INDIVIDUAI~E

A

l"lli:OI

PREMESSA.

1. Scopo dell'Istruzione.- ll valore di una truppa di ca.valleeia dipende dal modo col quale venne rormato ogni singolo militare, e dall' addestramento dato a ciascun cavallo. Scopo· dell'istruzione individuale, è dunque quello di preparare uomini e cavalli alloro migliore impiego in guerra. Il UJI:l~uùo ùa ·seguirsi è suggerito o limitato dal fine cui si tende, laonde tutto ci6 che non ha relazione con l'impiego in guerra deve essere escluso dall'insegnamento. 2. Norme per l'Insegnamento. - L'istruzione della recluta e l'addestramento Jelle giovani rimante devono essel'e curati al massimo grado : a causa della brevità della ferma e della molteplicita dei servizi, assai diffiCilmente il soldato può imparare più lardi quanto venne trascurato da principio, e il cavallo non dimentica quasi più le cattive ab~tudini acquistale .nei primordi del suo· a1destramento. Nella l'ecluta, di pari passo cbn la istruzione materiale, bisogna svegliare anche i senlimenti morali, elevt~rli e nobilitarli, .infondeudo in essa t - Regolam. di ue, cizj per la

cavalieri~.


2 quello spirito caoallerislico, che, basato sull'a• more e Slllla confidenza nel cavallo, e sulla' fiducia del proprio valore, si esplica nella prontezza a decidere e nella rapidità ad eseguire. Il soldgto educato a questi sentimenti, non solo durante le istruzioni ma anche fuori di servizio, diventa sprezzante del pericolo, riconosce nell'attacco il suo elemento, e, costretto a cedere, spia il mezzo per ritornare con più propizia sorte ad agg-t·edire. Il militare di cavalleria si trova spesso in cir-·· costanze nelle quali deve operare col proprio criterio e non trova consiglio che in se stesso: occorre perciò che egli sia presto abituato a com· prendere bene lo spirito degli ordini eh& ricevè, per informare ad esso le pr·oprie azioni. . Scopo principale dell'istruzione teorica è quello di acuire mente e raziocinio òAl soldato. Perciò l'isb-uttore deve sempre accertarsi, èon appropriate domande, se le cose spiegate soo.o rettamente as~imila'te, ma· deve accontentarsi di brevi risposte date a voce alta e .chiara, e non obbli· gare ·n soldato ad esercizio meccanico di memoria. Fra gli esercizi pratici, quelli· che mirano soltanto ad appagare l'occhio sono da escludersi, quali inutili giuochi rappresentativi. Al capitano spetta l'importantissimo compito di dirigere l'istruzione delle reclute e l'addestramento delle giovani rìmonte: egli coadiuvato dai suoi subalterni e dai grad uati di truppa dello squadrone, pe1· temp_o e con amore preparati alla non facile missione di istruttori, ne è personalmente responsabile ed in conseguenza deve.


/

3 essergli lasciata la maggiore libertà e la più ampia iniziativa Deve poter essere coadiùvato nell'istruzione del maneggio della sciabola anche dal sottuffi.cia1e maestro di scherma; a questi incombe inolrre la preparazione di ottimi sottoistruttori ed a ciò deve provveqere per tempo il Comando del r eggimento coh congt•ue disposizioni. Le prescrizioni e le norme del regolamento· tendono a conseguire risultati uniformi; ma da . ciò non deriva la necessità di usare metodi uniformi nell'addestramento. L'insegnamento dell'equitazione e l'addestramento dei poledri, per la loro importanza, vengono generalmente affidati ad ufficiali; pur tutla via tutti i graduati, in ragi-one del grado, devouo possedere le cognizioni necessarie per coadiuvare e provvisoriamente anche supplit·e gli ufficiali. ' . 11 graduato, per essere capacè d'istruire nella equitazione, deve acquistare pratieamente l'ab•· lità necessaria per poter conoscere attitudini ·e mezzi dei cavalieri e dei ca valli; teoricamente deve imparare metodo e regole dell'insegoamento, quali risultano dalle pre:::>crizioni regolamen t!i!li e, sopt•atutto, dalla giusta assimilazione dello spirito che le informa. Perchèl'islruzioneriesca protìLtevole, gli istrut· tor i devono t'érier presente ls'é"guenti precetti : a) i'2fondere fino da P!in.c}.Pio !iJIJ! recluta l'amore al cavallo. Tralland<l bene il cavallo e ren~ confidente, si evitano molte delle dif,ficolté. inerenti alla istruzione degli uomini,ed al pr opr·io addestramento i


''

)

... b) l'esecuzione rigorosamente esatta e perfettamente simultanea è soltaO"toi:ieeessaria per certi alti ; · c) precipitare l'istruzione ne ritarda i progressi, piuttosto cilè acèelerarli. Non si ha dqnque'da -esigere troppo, ma invece tener conto della intelligenza e della robustezza dì ciascuna recluta; e, specie nei primordi dell' is~ruzione, sono da prevenire con ogQi cura gli inconvenienti, il cui danno sta più nelle conseguenze morali che esercita che nelle- materiali del momento. La recluta soag!ia quasi sempre per semplice igno· ranza: occorre perciò usare molta pazienza, e iudagare )a causa degli errori tenendo conto delle condizioni del cavaliere, e anche di quelle del ca vallo. Non bisogna poi abusare delle forze della recluta; chè spesso ne veugòno malattie, che allontanano la· recluta dal sP-rvizio. Invece il modesto e progressivo svolgimento dell'eserci'zio, interrotto di tratto in tratto con opportuni · riposi1 sviluppa la robustezza del giovane soldato, ne promuove il benessere fisico, e con questo l'interessamento all'istruzione. d) i movimenti troppo ri pelu!i stancano, qui orli occorre CUràre la ;!ìrietà degli esercizi. Pur seguendo una razionale progressione, non conviene dunque aspettare a passare all'insegnamento di un nuovo esercizio che si sit~. ottenuta la perfezione in quello che lo precede; e) l.eJ.ung~spiega4ioni nolUie$cono efficaci e non aiutano ad istruire prontamente: conviene anzi spiegare poco, e non prima di aver mostrato ciò che si vuole spiegare. L'abilità dell'istruttore consiste. nel tro~are espedien,ti per


& potersi far compPendere anche dai più tat•di. Le esecuzioni per imitazione, sempr·echò possibile, debbono essere considerate come fondamentali / nella istruzione individuale ; ~ f) faJ:!LlllOlto assegnamento sul s.entimento d'amor _ru:ruu:i.o.,., il quale, se opportuname~ molato, spinge a difficili imprese e sveglia. una nobile gara in og-ni evenienza. Giovano a tale intento tanto la lode quanto il biasimo, ~e opportunamente dispensati. Parole d'encomio innanzi aJ_ri)l.at.l.o, mettere in evidenza lo zel0"'6l'"ttbilftà, dimostrare benevolenza e prescegliere per mis· sioni di fiducia, sono ottimi mezzi per destare l'emulazione; al contrario, parole o gesti ingiuriosi o beffardi nuocciono alla dignila dell'istruttore, disanimano il soldato e sono grave mancanza di disciplina che merita severa punizione; )' o> le correzioni debbono sempre essere in· dividuaTI. L'istruziona non deve mai per nessun motìvo essere considerata come mezzo di punizione; h) t•ammentare in una parola che la truppa obbedisce s~condo il modo con cuie corna'n aata, e cli6 un ripar.tò-rìtlètte nel suo portamento e nei risultati le doti dell'istruttore. Con l'esempio gli istruttori vivificano il metodo: quindi essi de· vono saper· benissimo le cose che insegnano. 3. Norme per i comandi. - I comandi sono generalmente divisi in due parti: la prima d'avvertimento, la seconda d'eset;uzione-:--11 comando d'avvertimefffo, stampato con carattere italico, è sempre pronunziato come sta , scritto, in modo naturale, e non . più forte di quanto è necessario.


8 Il ~o d'esecuzione, stampato con carat· . tere maiuscolettQ,e'pronunziato cpo voce recisa e in modo tron.c.o~ Generalmente questo comando è di una sola sillaba ; quando ne abbia di più, si pronunzia con maggior for·za quella su cui cade l'accento, senza per·ò omettere le 'altre. 4 Tra il comando di avvertimento e quello di esecuzione deve farsi una breve pausa, affinché il cavaliere abbia tempo di prepararsi ad esegnire il movimento. 5. Per l'esatta esecuzione dei movimenti, gli ufficiali e i graduati di truppa devono acquistare unif'ormita nel· tono e nella cadenza dei comandi. \ 6 L'ultimà sillaba di ogni comando ne detér"\ miua .l'immediata esecuzione, eccetto che il mo·

Z

\.. vimento dobba osset'e diviso in tempi.

7. Nelle prime lezioni, per agevolare l'istruzione alle reclute, alcuni movimenti sono divisi in parti alle quali si da n·nome di tempi. Quando un movimento déve essere esegurto in tempi , Io istruttore ne divide la spiegazione in altrettante parti che espone separatamente per ogni tempo. Al comando che indica l'esercizio da farsi, l'istruttore fa eseguire volta per volta, a guisa di comando, il numero progressivo segnato nel re· _gol amento. Le reclute nel compiere H tempo, ripetono il numero Cl)n voce recisa ma non troppo forte. 8. Allorchè le reclute eseguono bene l'eserctzio diviso in tempi, l'iskuttore tralascia le spiegazioni ed accelera grada~amente la numerazione fino. ad ometterla, esigendo che al comando


., di esecuzione l'esercizio venga fatto per intero segnandone 'i t.;,mpi solo con brevissime pause. 9. Nel dare il comando, l'istruttore si colloca m modo da essere visto e udito da tutti i cavalieri.

CAPO 1° ESEHCIZI INDIVIDUALI SENZ' A.RMI E CON LE ARMI.

Avvertenze generali.

•

· 10. L'istruzione a piedi comprende: gli esercizi individW.i senz'arrni e co~i e gli.!!er:_ cizi di ginnastica . Con gli esercizi individuali s'msegnaai soldati a muoversi con portamento milit.ArA, P.d a mAneggiAre le Armi ; gli esercizi di ginnastica servono a dar'e alle loro membra scioltezza ed agilità e a prepararli all'equitazione. 11. Gli esercizi ginnastici devono procedere di par'i passo ed essere alternali con gli eserciti individuali. ""' 12. Gli esercizi .individuali comprendono tre \ periodi: l t • Esercizi individuali senz'armi ed esercizi elementari ·con la ·sciabola e con la lancia; 2• Maneggio della sciabola e della lancia; 3• Maneggio dsl moschetto e della pistola. . / In massima queste tre paJti sono interamente insegnate alle reclute nei primi gttatlro mesi della loro istruzione. La prima pat;.te non é più ripetuta in seguilo . agli anziani. "

L


Il maneggio della pistola s'insegna ai soli solflati anziani che per il loro grado e per la loro carica devono essere provvisti di tale arme. Esercizi individuali senz'armi

~

13. Definizioni. - Chiamasi ;:irJa la riunione di 1ù cavalieri disposti a fianco l'uno all'aJlro su ,.!lna linea retta. L;-;Jèroallo7 nei senso della fronte,· fra riparti o cavalieri è misurato da gomito a gomito. Durante gli esercizi individuali l'intervallo é uello stimato conveniente dall'istruttore, in quelli · olleltivi di cinque centimétri. Nella riga si distinguono il centro e le ali. Se la riga é composta di un numero impari di cavalieri, quello di mezzà dicesi cavaliere del centro; se di un numero pari, dicesi del centro quello che si trova a destra del P,Unto di mezzo della riga. Le estremita di una riga si chiamano ali; e tanto queste quànto i cavalieri estremi si dicono di destra o di sinistra secondo che si trovano dall'una o dall'altra parte. r Chiamasi colonna la riunione di più ~avalieri l disposti uno dietro all'altro. La distanza nel senso di profondità, fra due riparti o fra due cavalieri disposti in colonna, si misura dal tallone di nuello che precede alla punta del piede di quello che segue. La distanza fra i cavalieri nella colonna é normalmente un metro circa. Se l'intervallo di riga é di cinque centimetri, lcome negli esercizi colletUvi, formandosi la co-

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lonna per marciare, i cavalieri acquistano la di§Ianza voluta facendo corti i primi passi. 14. Avvertenze. -Le reclute vestono l'uoifot·me di fatica senza spèr.oili sostituendo gli abiti. di panno a quelli di tela quando il clima lo richieda. Disposte le reclute nel modo che ritiene più adatto per l'istruzione, l'istruttore Yerifica rapi· dam~nte il regolar·e assetto dell'unifòrme. _ Le posizioni ed i movimenti senz'armi si inse• ~oanò al principio a ciascuna recluta, poi (ma non prima di avere ottenuto un'esecuzione iodi·viduale soddisfacente>' si fanno ripetere da tutta 'la squadra insieme. . · Per maggior~ brevità si designano col comando !òlesso con cui si fanno eseguire. L'istruttore prende la posizioné ed eseguisce il movimento che vuole insegnare, le reclute, imitando quanto egli ha fatto, si esercitano ciascuna per proprio conto ripetendo il m.ovimento fino a che non sia dato il comando di riposo. L'istruttore esaminà successivamente tutte le reclute della squadra;_re~tifica e corregge scrupolosamente, e, se del caso, mostra di nuovo (l movimento ed accompagna l'esecuzione propria e quella della recluta a cui si rivolge con qualche acconcia parola di spiegazione. Quando un movimento è bene eseguilo indivi- . dualmente, l'istru ttore lo fa ripetere, al comando, da tutta la squadra insieme dopo averla disposta in una riga, se non Io fosse.

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Comando•


10

Le calcagna unite sulla stessa linea, le punte dei .piedi egualmente aperte ~:~ distanti fra loro quanto è lungo il piede, le ginocchia tese senzH sforzo, il busto a piombo, il petto aperto, le spalle ·alla stessa altezza, le braccia pendenti, le mani naturalmente aperte con le palme rivolte verso le coscie, le dit~ unite col" pollice lungo la ~!!!li laterale dei pantaloni, la testa alta e dritta, lQ sgl,!~rd~ ~ireUQ_avan ti. Ha particolare imporLanza il giusto collocamento dei piedi. :16. Posizione di riposo. - · Comando: Ri-POSO.

I soldati sono dispensati dall'immobilità e pos1sooo scambiare qualche parola sottovoce coi vicini ; debbono, però aver cura di non perdere I'RllinaAmAnlo 17. Saluto - Si saluta sempre con la mano destra : coma n do :

Sa-LuTo . . Si porta prontamente la mano destra alla tesà del copricapo, con le estrerrlità dalle dita al disopra deWocchio destro; la mauo sulla stessa linea dell'avambraecio con la palma volta in basso, le dita unite e distese, l'indice e la punta del pollice a contatto dell'orlo della tesa. Per far riprendere la posizione normale: comando: DUE.

Si abb.a ssa con vivacità la mano rasente al corpo.


Nel fare il saluto, il cavaliere volge la testa verso il superiore e lo fissa in volto. L'istruttore fa eseguire il saluto da fermo e· marciando ad ogni recluta, pr·esentandosi ad essa ovvero facerldosela passare davanti o venire incontro. La posizione del saluto deve essere presa a tre passi di distanza dal superiore· ed è conservata per il tempo di quattro passi. 18. Vqltare, a destra e a sinistra. - C0rnando : A deslr (o sinislr )-FRONT. .

.

Si alza la punta del piede sinistro e alquanto il piede destro, senza staccare i calcagni, si fa con vivacità un quarto 'di gii10 a destra (o sinislrfl.) sul calcap;no sinistro. . 19. Formare la colonna.- I movimenti a destrlronl e a sinistr -front eseguiti col corrispon· dente da una riga di cavalieri servono a formare la colonna dalla parte inçlicata. 20. Voltare la fronte indietro - Comando: Dietro- r•RONT.

Si porta il piede sinistro indietro in modo che il suo incavo sia a cinque dita dal calcagno destro, e, girando ~ui calcagni, si fa con vivacità un mezzo giro a sinistra, e si riporta il calcagno sinistro sulla Jineà del destro. 21. Obliquare -Comando : Obliqu.'-oEsTn (o siNISl:R).

Si eseguisce cornei'a destr (o sinistr)-FRONT ayverlendo di far· solo un ottavo di giro.


12 /n-FRONTE.

Con obliquo dalla parte opposta si rivolge la fronte nella primitiva direzione. 22. Allineamento. - 'Formata la figa, l'i~truttore indica il èavaliere del centro. Due passi innanzi a questo è collocato un graduato, che si chiama guida.

Per l'esecuzione degli allineamenti l'istruttore ponendosi dinanzi alla riga osserva se tutti hanno il prescritto intervallo fra gomito e gomito . . A vvet•te quindi i cavalieri che per essere ben allineati occorre che i piedi siano nella giusta posizione e che ciascuno, senza muovere le spalle o p~egare il busto, volgendo la testa verso il centt•o della riga in modo che l'occhio sinistro (o destro) corrispond> a ella metà' del petto, veda ROltAnto il profilo dei due compagni vicini. Spiega ' inoltre che il cavaliere del centro deve sempre trovarsi a due passi dietro la guida, il che non si può ottenere, specialmente marciando, se gli altri cavalieri lo spingono lateralmente, e chè i ca~alieri d'ala devonò tracciare esatl.amente la fronte della riga r~golandosi sulla guida. Comando: ALLINEAMENTO.

Il cavaliere del centro si colloca sollecitamente dietro la guida, gli altri voltano la testa verso il . centro e su di esso si allineano, avanzandosi o retrocedendo a· pi_ccoli passi. FISSI.

Rivolgere la tesla di fronte.


.... 23. Contare per due - Comanélo: Contate

per,-nu~.

La numerazione· si fa contemporaneamente dal centro verso ciascuna ala. La recluta del centro e q\lella alla sua sinistra, volgendo rispettivamente la testa a destra e a sinistra, contano a mezza voce uno e rimettono la testa di fronte. Le reclute, situa le a destra e a sinistra delle due ora dette, volgendo rispettivamente la testa a destra e a· s inistra, contano alternatamente due, uno, e riltlelt.ono la lesta di fronte. 24. Rompere le righe. - Comando: Rompete le righè-MARC.

Le reclute escono di riga eseguendo il salu~o e vanno a loro piacimento, senza però allonlanRrsi dai limiti stabiliti dall'istruttore. Per formar di nuovo le righe, si fa sonare il segnale dell'adÙnat.a, o si comanda: /n-RIGA .'

Le reclute, correndò, ·vanno a rimette t si in ·rjga al pos to di prima; vi si dispongono nello s tesso oedine e stanno in riposo. 25. Marcia. - Comando: Aoanti-MARC. ·

La marcia si comincia sempre col piede sini· stro: al comando di avvertimento si porta leggermente il peso del corpo sulla gamba destra. La marcia si esegUJsce con passo sciolto e vi- · vace, con portamento mar.ziale, tenendo la testa alta, lo sguardo fisso avanti, il pe~l o 11-perto: le /


t4 braccia, naturalmente pendenti, accompagnano il movimt>nto del corpo.

\

26. Passo ordinario. - La lunghezza del passo ordinario è di m. 0.75. La caderiza è di 120 per minutc1. Affinchè le reclute possano acquistare più facilmente la esatta cadenza, l'istruttore conta di tralto in tratto ad alta voce uno, due, ripetute volte, con l'avvertenza di dire uno quando si posa a terra il piede sinistro e due quando si posa il destro. Questo modo di dar la cadenza ai soldati in marcia è ammissibile solo ne~li esercizi delle rel clute in ordine chiuso. 2ì. Pa~so dl corsa. -Corsa veloce - li passo di corsa è luogo m. 0.90, la cadenza è di 170 per minuti. Comando;

l j

1

Di-CORSA.

La corsa dev'essere leggi era e sciolta, la t.esta alta, lo sguardo diretto avanti, la bocca chiusa, le gambe un po' piegate, i talloni sollevati da terra il bus to inclinato innanzi, il petto aperto, le braccia piegate, gli avambracci pressoché orizzontali, i pugni chiusi. Corsa oeloce. Il passo non h~ lunghezza né ca· danza determinate. Comando: Corsa--VELOCE. '

Le r~cluLe si slanciano avanti con la maggiore . celerità p0!>!>ibile. 28. Norme .circa ìl modo di regolare gli eser~zl per la corsa e per la corsa veloce. - Gli esercizi deb· pono ·essere regolati in guisa che i soldati vi si


15

abituino a poco alla -volta, prima senz'armi e poi col moschetto. Le reclute vengono esercitate ad eseguire movimenti r.eleri, anzichè adoperando corsa conti· nuata per tempo via via magg•ore, usando la corsa a brevi intervalli intramezzati da riprese . di passo vili via minori. La corsa veloce deve essere spin ta grado a grado fino !l distanza di 200 metri. Gli e::;ercizi della corsa trovando la loro applicazione negli appiedamenti, devono essere molto curati . 29. Cambiare Il passo. - S'insegna a cambiare • il passo a ciascuna recluta separatarrieote, dando il comando cAMBU.TE un momento prima che il piede destro si posi a terra. Posato quel piede gli· si riunisce l'altro e si riparte col primo: lutto ciò noi tempo di un solo passo. 30. Fermare. - Comando: ALT.

Terminare il passo .col piede ~he è·innanzi riunondovi l'allro. 31. Segnare Il passo. - Per sospendere moroenlaMamenle la rparcia senza pérdere la cadenza · del passo : comando : Segnate il-PASS~. S.i segna la Cadenza ~lzando un poco i piedi. Per far riprendere la marcia: comando: .Aoanfi-MA RC.

32. Voltare a destra, a sinistra e Indietro; obliquare marciando. -- l comandi sono quelli indic4ti ~i

un. 18, 29 e 2l.


\ \

Pet• vollarsi 8 destra o 8 sinistra, la reclula gira sulla punta del piede che si trova avanti al· lorchè è dato il comando di esecuzione. Pe1· volgersi' in dietro, gira a sinistt•a sulle ' punle dei piedi, tosto che, dopo il comando di eseeuziooe, il piede destro viene a trovarsi avanti al sinistro. 33. Indietreggiare. - Si usa per brevissimo tratto. Comando: Indietro-MARe. Muovere indietro con passi di m. 0.50 e della ocadenza di 75 per minuto, quindi : ALT.

l

34. Sfilare per uno. - Ordinale le reclute in colonna, l'Istruttore comanda : Per uno a cinque passi sjllate-MARC. Le reclute, al comando mare, partono s uccessivamente appena ciascuna abbia la distanza di cinque passi da quella che precedè. Tre p~ssi prima di giunge l'e o ve è l'istruttor"', dirigono lo sguardo su çli esso volgendo alquanto la testa, e prendono la posizione del saluto, che abbandonanò dopo avere oltrepassato l'istruttore di un· passo. A venti passi .di là dall'istruttore, la g\}ida in testa della colonna si ferm.\1, e le reclute serrano la distanza in modo che rimettendosi in linea si trovino a intervallo di riga. Esercizi elementari con la sciabola.

35. Premessa.- Le reclute non appena marciano con sufficiente franchezza, ed in genere dopo le prime due o tre settimane d'istruzione, sono ar.


ma te di sciabola e con questa eseguono i seguenti esercizi e ripetono tutti quelli dell'istruzione individuale senz'armi. 36. Modi di portare la sciabola. · 1° 1mpugnata con la mano sinistra sotto la fascetta, il mignolo a contatto della medesima, il pollicè disteso sulla parte pialla del fodero il laglio a sinistra, in modo che l'elsa sia dietro l.__l'avambraccio, la cresta ad un palmo dal suolo; 2° con la guardia avanti e la mano sinistra appoggiata sull'impugnatura, in modo che la cresta rimanga sollevata dal suolo non più di 10 r.ootimetri; Il primo di questi modi si usa nella posizion,e di attenti del cav~liere a piedi, e camminando sotto le ar·mi. Il cavaliere a diporto può invece usare a piacimento i due modi descritLi, sia fermo, sia mar, ciando; incontrando un superiore saluta simza cembiare la posizione dell'arme; dovendoglisi presentare usa il primo mqdo come per la posizione d i aLlenti. Col mantello indossatO, la sciabola viene portata fuori da questo indumento ed impugnata nei due modi suddetti. Quando la sciabola é estratta, il foderq è sempre impugnato con la mano sinistNl come è detto per il primo modo. Dovendo eseguire nella i·iga chiusa gli esercizi descritti ai nn. 18,20 e 21, il ca vali ere, al eomandÒ d'avvertimento, solleva il pugno sinistro fino all'altezza del fianco, in modo che l'arme o il fodèro della sciabola rimanga quasi verticale; com· i - llegoi. eli eset·cizl pe1· la cavalleria.


18 piuro il movimento comandato, il cavaliere rimette l'arme o il fodero nel!a posizioue normale. 37. Estrarre la sciabola. - Essendo.il cavaliere sull'attenti, l'istruttore comanda : SCiabl-M A NO.

Al comando d'avvertimenJ,o sciabl, il cavaliere spinge in avanti la guardia della sciabola e coo la mano sinis'tt·a impugna il fodero fra la fascetta e la bocchetta, pollice in dentro; guardand.o la sciabola, ne prende con la destra l'impugnatura, il pollice disteso sul dorso, le altre dite avvolte e strette attorno l'impugnatura stessa; cava la lama un palmo circa dal fodero e t'i volge· lo sguardo innanzi. Al comando di esecuzione mano, portando con la sinisll·a il fodei'O alquanto indietro e stendendo vivomcnto il ,!:il:ucciu do:otro innanzi e in alto, il cavaliere estrae interamente la lama e la sollevà verticalmente col taglio a destra; da questa posizione, abbassando il pugno e piegando il braccio, porta la.laro.a davan ti al corpo q'uasi in direzione verticale; colla mano sinistra la prende a 10 centimetri dall'impugnatura, n' taglio innanzi. Introduce quindi la mano destra nella ,7 . dragona, assicurando questa al polso, e, ripren- ., ·,. · dando di nuovo la sciabola con le prime tre dita della mano destra, il pollice dietrç> l'impugnatura, l'indice e il medio naturalmente avvolti innanzi, le altl·e dita unite dietro l'impugnatura, la porta contro la spalla destra in modo eh<:! la costa sia nel vuoto della medesima, il braccio semileso, il gomito spinto innanzi nella rlirezione della spalla, il pugno alquanto più basso del fianco.


i9 Questa è la posizione di attenti con la sciabola alla spalla detta :- spall-sciABL. 38. Saluto per la truppa. - Il cavaliere colla sciabola nel fodero saluta come senz'armi (n.17). Colla sciabola sguainata : da fermo pren·de la posizione di attenti (spall-sciaQl); marciando rettifica la posizione dell'arma e volge la testa verso il superiore fissandolo in volto a tre passi di distanza da esso e fin che non l'abbia oltrepas· sato. · 39. Saluto per gli uffìciàll.- Colla sciabola sguai· nata l'u't:fh:iale çla spall- sciabl, eseguisce il sa· luto in 4 tempi. 1. Alzare l'arme verticalmente innanzi all'occhio destro; il taglio a sinistra e la guardia contro la spallà destra. 2. RtendP.l'A in giù a scatto il braccio, e abbassare la punta dell'arme fino a lO centimetei circa da terra con la lama io dir('zione obliqua, ·taglio a sinistra, la guardia presso la costura dei pantaloni. · . 3. Rialzare la sciabola nella posizione del 1• tempo. 4. Ritornare a spall-seiabl. Dovendo fare il saluto marciando, si eseguono ·· il primo P d il secondo movimento s('i passi prima di giungere al superiore, 11 terzo e il quarto sei . pass i dopo. 40. Rimettere la sciaboht. - Comando : Rimettet-SCIABL.

Al rimettet, il cavaliere con la mano sinistra spinge avanti la bocchette. e quindi impugna jl , fodero fra la bocchetta e la fasce~ta, pollice in


20 dentro; distendendo in alto Ubraccio destro; sol- · leva la sciabola verticalmente, taglio a sinjstra; si ferma un moment0 in questa pqsizione, nello stesso tempO' che la · mano destra impugna la sciabola a piena mano . .Al comando seiabl, senza mu0vere i, l gomito, dvoÌge in basso la punta dell'arme e guardando l'imboccatura del fode.ro, .vi introduce la lama, .rasentando con la costa H braccio sinistro. Le~a il pugno dalla dragona e lo riporta lungo il lato deslro; la mano sinistra riprende la posizione , normale. 41: Presentare la sciabola. - Da spall-$ciabl, comando:

Presentat-sciABL. Il cavaliere distende .in alto· il braccio de.~tro,' solleva la lama ·verticalmente, taglio a sinistra,

impugnando la sciabola a pien.a mano; fel·ma· tosi un momento in ques~a posizione, ria'bbassa il braccio e porta i,l pugno all'altezza ~ quattro dita dis tante dalla spalla destra, conserv~ndo 1a lama vertièale ed il taglio a sinistra. 42. Scia~ola alla spalla. - Per far riportare,. la sciabola àlla spalla. - Comando: $ pall-SCJA'BL , Con una spinta dal :Oasso in alto del buaccio destro ed allargando alquanto la mano fa scot:· rere in ·su l'impugnatura nel~a mano stessa, in modo che il b.ottone del codolo venga ad ap-· poggiare nella palma; impugnando quindi la sciabola come nella posizione di sciaòl-mano, la -ciporta alla spalla, conservando in -tutti i movitnenli la lama verticale.


21

43 Riposo.- Da spall-sciabl, al comando: Bi-POSO.

Due modi di riposo: 1° Il cavaliere porta il pugno destro contro la piegatura della coscia sinistra, la lama quasi vt~rlicale, laglio a sinistra, e appoggiala al bracéio sinistro, la mano sinistra sopra la destra, quasi a sostegnt>, con le unghie verr;;o il corpo. 2° 11 cavaliere pone le bracci& collserte al petto, in modo che' l'avambraccio destro appoggi sul sinistro; l'impugnatura dentro la piegatura del braccio sinistro, la lama verticale, il taglio a sinistra. Il resto come senz' armi. Al comando: At-TENTI

riprendere la posizione di spall·sciabl.

.

.

Esercizi elementari con la lancia.

44. Premessa. - :Nei reggimenti lancieri si da principio ai seguenti esercizi elementari con la lancia tosto che le reclute abbiano compiuti gli esercizi elementari con la sciabola. 45 Pied·lanc. -Essendo il cavaliere sull'alteuti impugna la Jancia _con la mano destra all'altezza della spalla, il pollice chiuS<o sull'indice, le unghie in diet.I:o, l'avambraccio naturalmente appoggialo all'asta, questa v~rticale ed jJ calciolo a terra a 0"',10 d'intervallo dalla punta del piede destro, senza oltrepassarl'a . Questa è la posizione di attenti con la lancia.

j


22 46. Riposo. - Al comando: Rt-POSO

il cavaliere appoggia la lancia nel vuoto della spalla destra, la mano destra distesa sull'asta; il resto come senz'armi. Al comando: At-TENTI

il cavaliere prende la posizione di pied-lanc. 47. Presentat-lanc - Al comando:

l

Presentat-LANC

il éavaliere impugnata la lancia come nella posizione di pied-lanc, disLende il braccio destro in modo che l'asta risulti inclinata innanzi. Per riprendet·e la posizione di allenti, comahdo: Piect-LANC

il cavaliere· raddrizza l'asta ripiegando il braccio. 48. .Bracc-Iane . - Da pied-lanc al comando: Brace-L;. Ne

il cavalier~ appoggia la lancia nel vuoto della spalla destl'a, e, distendendo il braccio naturalmente', impugna l'asta col pollice avanti, l'indice disteso e le altre dita dietro; e la rialza quindi verticalmente piegando alquanto il braccio destro fino a che il calciolo sia a 0"' ,10 dal suolo. Al comando:

.

.

Pied- LANC '

il cavaliere socchiudendo la mano déstra, làscia scorrere la lancia a t-erra e facendo risalire la mano lungo l'asta riprende la posizione di attenti.


49 Spall-lal)c. - Al comando: Spalt-LA.NC

dalla posizione di brace-lane, il cavaliere alza alquanto la lancia e appoggiatala sulla spalla destra, in modo che la punta ~ia diretta indietro a sinistra, cambia la posizione della mano, mettendo il pollice sotto e)e altre dita sopra l'asta, e trene il braccio e il gomito destro haturalmente abbassati. Q.uesta posizione si adopera per marciare. Al comando: Br•acc-LANC.

,

il cavaliere cambia la posizione della mano, e rimette l'asta verticale. l movimenti di pied-lanc, riposo, brace-lane e spall-lanc si devono anche eseguire in modo analogo con la mano sinistra, dovendo i cavalieri prendere tà.li posizioni allorclìè hanno il cavallo a mano. 50. Disporre le lancie In fascio . - Comando: F~cio-LANC.

I due cavalieri che si trovano a destra e a sinistra del cavaliere del centro si avanzano di quattro passi; il cavaliere di sinistra porta con sé la lancia del cavaliere del centro; essi anno· dano le 3 lancie insieme con urla delle ciiJ~hie portalancia, e, distaccando i calcioli ad un metro tra loro, le dispoJ!gono a triangolo. Ciò fatto i due cavalieri ritirano le lanéie dei cavalieri della rispettiva squadra e le appoggiano in fascio intorno alle prime, indi ritor.nano in riga.


24

51. Saluto colla lancia..- ,Il cavaliere a piedi armato di lancia saluta mettendosi a brace-lane e battendo un colpo sull'asta con la mano sìnistx:a distesa presso alla ~palla.destra. Questa posizione è presa e conservata per il tempo di tt•e passi anche marciando ed è accompagnata dal volgere della testa e dello sguardo verso il ~uperiore. , 5 levare e mettere Il fodero (Per gli armati di lanci coll'asta di fra~sino) . Comando: Si eseg isce in 5 tempi: 1° Imp nare l'arme con la màno sinistra che si porta ontro !~anca des~r~, l'ast~ appog;giata su d'ess~, la punta della )ancia innanzi, .il gomito sinistro ll_derente al ~rpo, il destro ab· bassato naturalme.nte, in 'm6do che il dito mi-

gnolo sia sulla Jine·~el 9ihturino.

.

Portare la ma o ~estra avanti 1ft sinistra quanto è neces~ario à compiere il moyimento, spingere l'arme indi,étro\ direttamente, distelldere il braccio destro; fà.re scorrere la iancia sot(o il pollice sin'istro che\i fepma al piu'olo di mezzo, e posar.e leggerment~ il calcio a terra. 3o Con la mano destra sbòllonare il correg~iolo del fodero e toglierlo, infilandolo fra il secondo e il ~rzo bottone delia giubba, assicurare il correg~iolo al quat•to bottone ~ riprendere l'as.ta c9n la mano destra, come nel \econdo moviment.O. · 4? Alzare da terra il calciolo con )a mano destr.a, spingere la lancia innanzi, !asciandola scorrere nella sinistra che si ricbiude sotto Ìa 2~


25 ci~ i~ porta-laneia; restare come ~primo 'moviD;~ent.o.

/

con" le due mani

5° La ·are la lancia __pau la mano sinistra, rialzai' la con~ e5_9:ri ripor la a pied·lane. Per ri~etlere · fodero, comando: Mett~- ODER.O.

Si és'eguisèe in modo analogo, "'l'Ì-~ttendo il . fodero al terzo te mp? dove é deLlo di lè'vaL·lo.

MANEGGIO DELLE ARM I. Maneggio della sciabola. e della lancia..

" .

53. Generalità. - Il maneggio della sciabola per i cavalleggeri, come quello della lancia. per i lanciei·i, deve diventare l'esercizio ginnastico preferito del soldato. 'di .cavallerìa. Nei reggimenti di cavalleggeri iL maneggio della sciabola per le reclute <(.Ominciàl'òsta-t!hlr · esse. ~omano • co~1(_il prirMp~o~e: serCIZI. ' • ""Nei reggimenti armati di lancia, appena compiuto Ti p~zi.detto le reclute principiano subito il ma-neggio-tlella lan.c~ ma converrà alternarlo quasi contemporaneamèirrè-colmane~gio della sciabola. . 54. Norme per l'lnsegnà'111ento. - Questi esercizi a piedi sono una preparazione al maneggio della sciabola e dell& lancia ~ cavallo ed hanno per


26 iacopo di istruire la truppa nell'impugnare e maneggiar l'arme pet· vibrare colpi di punta e di taglio potenti, veloci e ben diretti, e parare con pròntezza e precisione. È b~ne che, ,fino a compiuto insegnamento, questa istruzione sia .fatta tutti i giorni con ragionata progr•essiol'le. Le 1 rec!ute sono istruite da prima individuaimente, poi e'sercilate per gruppi di 2 o 3, e quindi per sezioni da 5 a 8 L'istrullore si serve di una sciabola di Jegno. 55. Durante gli esercizi di maneggio d"arme che si fanno nella posizione eome a caoallo, i ca· valieri prendono il riposo da qualunque posizione d'arme' e pòc:;sono essere a questa r ich;arnati col relativo comauJo senza passat·e per la posizione di attenti. Nel prendere dal riposo la posizione comandata, i cavaliel'i si mettono aoch-9 come

a cavallo. AÌ comando attenti essi prendono sempre la relativa posizione con la sciabola alla spalla (37) o a pied-lanc (45). l colpi di punta e di Jaglio sono da principio insegna~i per tempi (prima in tre, poi in due), perché~ il soldato impari ad adoperare la maggior forza possibile; poi i" tempi si riuniscono in uno solo. In tutti i colpi e in tutte le parate l'arma deve essere sempre impugnata nel modo prescr itto. Impugnare bene l'arma e adoperare oppor tuoame11te tutta la ·forza .del hraccio, sono condi· zioni essenziali per il buon maneggio di essa. Quanto più questa è ferina ed equilibratà rrel pugno, tanto !Jiù riesce fucile maneggiarla e tanto maggiore è la potenza del colpo.


l

!

'J/7.1

Sono requisil~di ogni colpo la poten3a, la lungltez::a e la direz.ian..e. La poten.;a, perchè il colpo r-iesca mettere l'a~I·sado. fuori combatrimeùlo. . La lunghezza, perchè l'avyersari.Q.possa essere toccat·o alla massima di§lanza. · o:b!: tteruar~e, p'fr""cll~Q.!.po sia_porlato la dove si vuole, e, se di taglio, 12er ftlo èMò'di

~

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Il soldato deve essere abituato ad accompagnare éon lo sguardo ogn i colpo. Tra tutti i colpi il più micidiale è la puntata, ma i eolpi di taglio sono i più ' istintivi, perciò il cavaliere deve essere specialmente esercitato ad atlaccnre l'avversario coi colpi pei quali ha miglior disposizione. / · · 56. !!'endere e serrare gli intervalli. - L'i st~uttore de:si~nato li C~vlftliSMtlel cen(ro, fa pr endere gli intervalli col· comando:

1

Dal centro a... passi- MARO.

Il cavaliere del centro si avanza di un passo; tutti gli altri e!!eguono un a destra o un a sinistra seC'ondo che si trovano alla destra o siuistrà del centro. I cavaliet•i d'ala, subilo dopo essersi mess i di fianco, marciano direttamente; gli altri si mettonJ !n marcia successivamente, appena ciascuno ab bia la distanza comandata da qùello che precede All'alt dato dall'istruttore quando l'ultimo ca· 'l'filiere partito ha le distanza stabil}la, Lutti si fer~ mano, si rimettono di fronte e si allineano syl centro. ' l

l

..

'


28

l

•l

Dovendo far riprendere gl'intervalli da un'ala , si comanda: Dalla destra (o sinistra) a... passi-MaRe.

11 movimento si eseguisce in modo analogo al jprecedente, con la ditierenza che si avanza di un passo il cavaliere di destra (o sinistra) invecb di quello del centro, e _che la truppa si volge tutta o sinistra (o a destra). L'allineamento viene regolato sul cavaliere di destra (o sin1slr.a). Per il maneggio della sciabola si fanno prendere 5 passi· di intervallo, per· quello della lancia ne occorrono 7. . Gli intervalli si chiudono al comando: Sul centro (sulla destra o sulla sinistra)-

l

SrRRATE. ·

Il cavaliere del centro (o quello dell'ala indicata) fa un passo innanzi, gli allri eseguono un a destra o un a sinistr•a, serrano a .un passo,. si meltono di fronte nella riga, e si allineano sen· . " z'a)Lr·o s ul cavalierR(IJ del centr·o (o dell'ala indicata). Le prime volte con squadre poco numerose è anche ulile di eseguire il manel!gio d'arme djspooendo le reclute in colonna a conveniente distanza, arniche in linea. 57 Posizione c: come a cavallo :.. - Comando ; Come a- CAVALLO. PorTare latera~!e il piede destro a un pas.."'o dal sinisLrQ, porre la mano sini$LJ:a chi~an7.i al c<:frpo come ·per tenere le redini 1 e ~no \ destra sulla coscia col·pollice indietro e l'indice cl:le tocchi l'inguinè; il braccio naturalmènLe piegato


~9

il gomito spinto innanzi, senza sforzo, la spalla nella posizione ·normale. Maneggio della sciabola.

58. Estrarre la sciabola.- Dalla posizione com·a caoalto per estrarre la sciabola dal fodero_-;!.:dA ì1 comanc(O : -

-

.

. Sc~o ..

Al.çomand6 sciahl, far passare la mano.des t~a sul braccio sinistro, impugnare la scjnl)ola e eS:'It·arre per un palmo la lama ctal fod.~o, resìsteudo Còntrcrit"penàaglio del canturino con l'ttvambraccio-ei~o-:--

j

t

-AI comando m~no, estrarre interamente la lama e portada alla spalla. Nella posizione come a cavallo il codolo dell'impugualurt~ appoggia· pr·esso la piegatura della coscia. 5!':1 Modo d'impugnar la_sciabola. - L'impugna cura incassata nella palma delle mano è sempre serr•nla dalle prime q!lattro dita; il pollice diste.so s ul dorso dell'impugnatura.' È di somma importanza insistere sul mocio d'impugnar bene la sciabola, ed in modo cioè che l'at'rna sia ben ferma nel pugno. 60. Posizioni di g!Jartlia. . - Le posizioni di guardia pet• il mane:rgio della sciabola a cavallo sono t~ innan;-i, a destra, .e a~ra. Comando:

-

Innan;i (o a destra o a sinisira)-IN GUA:RDJA. N ella posizione di innanzi in guardia il brac· cio e piegato col gomito naturalmente ~d~rente al fianco, il pugno sopra e a due dita _dal sinistro,


so ,

la punta un palmo più alt&. deHa testa, la lama diagonale a sinistra, il taglio in basso.

A destra in gu,ardia e a sinistra in guardia, il cavaliere girando alquanto il corpo dalla parte indicata porta il pugno ~erso il fiAnco col brael cio piegato, lenendo la sciabola come nella posi\ z.ione innan.:ri tn guardia. N ella pos izione a de"-!! tra in guardia il gomito é a contatto col fianco.

·· \\

Da qualunque posizione• di guardia si può dir·et.tamente passar·o a sciabolare e difendersi in altra direzione, senza che occorra mettersi prima in guardia da quell.a parte. 61. Colpi di punta. - l colpi di punta sono orizzontali o dall'allo in bii.'SSQ, secondo che dirètti uomo a cavallo. o ad uno a piedi. ad a) Colpi di punta orinontali. Due per la posizione innan::i in guardia ed uno per ciascuna delle posizioni a destra e a . sinistra in guardia. Dalla ·posizione di innanz:i in guardia, co\ mando:

\

un

Colpo di punta obliqu'a destra (o a sinistra)\

PUNTATE

(3 tempi).

1° Alzare il braccio, col gomito piegato, e portare il pu~no all'altezza della spalla, la punta dne dita più bassa del pugno, il taglio a destra, in • modo che il braccio e l'avambraccio for·mino un apgolo acuto e che f{Oroito, pugno e lama si tro· 1 vino sulla stessa linea retta, il pugno dislaute un palJno dalla spalla.


i:S1

2° Stendendo ·con veemenza il braccio in a_. vanti, vibrare il colpo di punta io direzione obliqua a desLra (o .sinistra), la lama col taglio a destra, accompagnando il movimento col busto. 3c:, Ritornare io guardia.. Le puntate innanzi si fanno a principio una per volla e divise per tempi; poi riunendo il primo tempo al secondo; quindi i tre tempi si riuniscono in uno solo; e in fine, quando il ca vali ere ha imparato a vibrare separatamente i due colpi si eseguono di seguito, al semplice comando puntate, cominciando con quella oòliqu'a destra. In questo caso, vibrato il primo colpo, si ritrae il braccio come nel primo temp6 di puntate quindi si vibra jl secondo. Dalla posizione di a destra (o sinistra) in guqvr.iia, si dà il comando: PUNTAT:&

Girando il busto alquanto dalla pa1·te indicata eseguire il colpo di punta seuza dividerlo in tempi in dil·ezione della propria spalla destra (o siuislra) b) Colpi di puni(l in ba~so, Soi10 due, tino a dest1·a ed uno.~ sinistra. Comando: A destra a basso (o a

sinistra a basso)-

PuNTATE.

Vibrare il colpo più lontano che sia possibile, con la punta della lama verso terra, piegando mol 1o il busto. Oa~a la puntata tornare in guardia. f>2. Col!ll di taglio . - I colpi · di taglio sono vibrati da des lrll o ua sinistra per colpire'l'avver-. '


il~

.sario dalla testa ai fianchi ed' anche alla mano che t'iene le r edini. Comandi: Colpo di taglio- (DA .DESTRA). - (3 tempi):

r:

t• Sollevare le sciabola.e portare il pugno all'altezza e a un palmo dalla tempia destra colla lama diagonalmente Ìndietro e il taglio rivolto in alto. 2• Stendendo il braccio, vibrare con veemen~a una sciabolata in senso diagonale dalla propria spalla destra al fianco sinistro, accompagnando col corpo il movimento del braccio e fermando la sciabola all'altezza del bersaglio che si vuoi colpire. 3° Riprendere la posizione di gu~rdia. · Colpo di taglio - (oA SINISTRA). - (3 tempi) : \ 1° Sollevare la sciabola e portare il "'"\Jgno all'altezza e A un pai(Oo dalla· tempia sinistra colla ·lama diagonalmente indietro e il taglio r • volto in alto. 2o SlendendQ il braccio, vibrare con veemenza una scia boiata in senso diagonale .dalla propria spalla sinistra al fianco destro, accompagnando col .eorpo il movimentÒ ,del braccio, fermandola sciabola all'altezza del bersaglio che si vuoi . colpire: · l Colpo di taglio -

(DA DESTRA E DA SINISTRA). -

Vibrare i due colpi di seguito da destra e da sini· / stra senza ri_mettersi in g uardia)tra ~·uno e l'altro. I colpi di taglio si eseguono analogamente tanto / dalla guard ia di destra come dA quella di sinir<lra. 63. Parate. - Le parate a cavallo sono cinque:

innanz!, a destra,. a si,n~st:a, di s~micerehio

\ a destra, di. sem,eerchto a smtslra. S1 eseguon

..


ag In un tempo solo; meno le parate di semicerchio, ( le quali a principio sono eseguite 1n tre tempi, poi in due, riunerrdo il primo al seconde, e infine in uno solo. L'istruttore, nell'insegnare le paral~, fa vedere praticamente i colpi di punta e di laglio dai quali esse difendono. a) La parata innaTJ,~i .difende tutto il lato sinistro del cavaliere e anche il collo e la testa del cavallo. Comando: Innan~i-PARATi.

Portare la sciabola col pugno al disopra della testa, il braccio quasi teso, la lama diagonalmente innanzi, punta verso terra, laglio in alto; lQ sguardo tra la sciabola e il braccio, diretto all'avvet·sario. b) Le .Parate a destra ed sinistra sono costituite dalle due analoghe posizioni di guardia, e difendono i fianchi e la figura esterna od interna; . · c) Le parate di semicerchio pat·ano i colpi d1 baionetta. ·t·· ·comando: Di semicerchio a destra-PARATE (3 tempi), o pure: Di semicerchio a sinistra-PABA'rE (3 tempi). Per la parata d.i semicerchio a .cles.tra: 1. Stendere il braccio in alto, in modo che la sciabola si trovi con la punta in alto e il Laglio indietro. 2. ,Con vibrata rotazione di braccio da indietro in avanti, eseguire la parata col dorso dell'arme

a

3 - Regolam.

d~

ese1·cizi pet• la cavalleria.


• fH

• e in modo da compiere col braccio tutto il giro, prendendo subito la posizione per il colpo di taglio da sinistra. 3. Ritornare in guardia. Per la parata di semicerhio a sinistra: 1. Girando il busto a sinistra, distendere il braccio in alto come nella precedente parata, col fìlo della lama in avanti. . 2. Con vibrata rotazione del braccio da avanti in dietro, eseguire la parata in modo da compier e tutto il giro, prendenc{o subito la posizione; pe r il colpo di tagliQ da destra. 3. Vibrare un colpo di taglio o di • punta e t•iprendere la posizione di guardia. Dalle posizioni di guardia innanzi, a destra e a sinistra si eseguono le diverse parate con i comandi:

l

... ~

.

Innanzi A desira -PARATE A sinistra Di sèmieé'rchio a destra Di semicerchio 'a sinistra · Attaccato od attaccante, iL cavaliere deve mirare ad offendere piuttosto che a d~fendersi. Perciò all'istruzione delle parate non si deve de<licare troppo tempo. 61. Attacchi contro fanteria. - Comando d'avvertimen(o: Contro fanterìa. Quindi: Fanteria a destra. (o a sinistra)-ATTACCATE: Eseguire: . 1° Parata di semicerchio a destra (o sinistra).


35

2• Colpo di taglio da sinistra (o viceversa), e quindi posizione per vibrare una puntata. 8° Colpo di punta a basso a ·tlestra (o a sinistra). 65. Posizione per la carica. - Quella del secondo movimento dell'innan~i puntate. Coma_ndo:

Per la

eari~a-CARICAT.

Dalla posizione per la carica si passa a qua· lunque a ltro movimento o allo .spall sciabl. 66. Esercizi e norme per il combnttlmento. - Allorchè il cavaliere è addestrato nei colpi cl.i punta e di taglio, l'istruttore, mettendolo io grtardia innaMi, a destra, o a sinistra, gli fa ripetere gli stessi colpi su bersagli determinati. Con tale utile esercizio, si ottiene praticamente l'esalta · esecuzione dei colpi. L'istruttore, per abbreviare l'insegnamento . teorico a cavallp, comin.cia fin d'ora a inculcare: ai cavalieri le seguenti norme: Attaccare .anzichè difendersi; l colpi di punta, sarebbero da preferirsi perché più effi<',a,ci ma conviene che ciascun'o usi di prefei·enza quei colpi che istintivamente gli riescono più facili. Dirigere per quanto è possibile le sciabola te al visQ e alla mano sinistra; Attaccando di fronte, procurare di avere sempre ra'vvet•sario a destra; . Non lasciarsi guadagnare il lato sinistro; l nseg11endo un · cavaliere, metLersi alla ~ua sinistra.

i l


\

L'islrullore fa inoltre capire praticamente alla recluta come il colpo di punta non possa darsi che ad una conveniente distanza dall'avversario, e il colpo di Laglio sia più opportuno quando la distanza é cosi drminuita da non polersi più vi: brare la puntata. Quando poi l'àvversario sia tanto ravvicinato da non potergli più vibrare nemmeno la sciabolàla, il cavaliere cerca di colpirlo con la guardia della sciabola, lama diagonalmente indietro, vibrandogli un colpo di pugno clall'alto al basso. Nel combattimento cor po a corpo, il cavaliere tenta ~,~nche di scavalcare ravversario tirandolo prima a sé c poi respingendolo violentemente tutto ad un tratto; qualora poi dovesse esser:e preso allo stesso modo, egli procura di s'errarsi· contro l'avversario, cavallo contr·o cavallo, spingendolo a sua volta in modo da farlò cadere. Questo est~rcizio si farà nelle cavallerizze mon. , tando a pelo ca valli adatti. 67. Esercizi di scherma a piedi - In questi eserci.zi che hanno per· iscopo di preparare i cavalier·i al combattimento individuale a cavallo, questi dovranno essere muniti di una maschera, di guanto e di sciabola da scherma. L'istruttore di scherma, in principio, messi 1 cavalieri su di una sola riga, ad intervallo di cinque passi, farà loro prendere la posizione come a ca vallo' ed in · guardia. Poi ad uno ad uno li eserciterà a vibr·are i colpi di taglio lasciandosi toccare, e cercando che il c(;lvaliere distenda più che gli é possibile la sciabolata, di· rigendola dove gli é stato comandato di colpire. Assicuratosi che abbiano anpreso ben.e queste


37 azioni, attaccherà a sua volla, prescrivendo al cavaliere la parata che deve fare e costringendolo ad una pronta risposta. Allorché poi si sarà assicuralo ché i cavalieri eseguono bene questi esercizi, porra i cavalieri su due righe uno di fronte all'altro, e li eserciterà ad attaccarsi ed a difendersi, prima con azioni comandate e poi a volonla. Jllane:;gio della lancia.

68. Posizione di portat-lanc. - Il cavaliere, nella posiziotie come a cavallo, impugna l'arrne all'altezza della spalla, le unghie' in dietro, il braccio naturalmente piegato, la lancia ve!'licale col calciolo a m. 0.05 dalla punta del piede destro; questa é la posizione di portai-lane. Il cavaliere a piedi armato di lancia, al comando com'a caoallo, prende senz'allro la posizione di portat-lanc. 69. Presentat-lano. - Dalla posizione come a cavallo al comando: Presentai-LANe.

-

Distendere il braccio destro, inclinando la lancia innanzi. Bip(J8-LANC.

t·

Appoggiare la IMcia nella mano sinistra, che la prende col pollice e l'indice; facendo passare l'avambraccio destro a destra dell'asta, introdurlo sino ~ meta della cinghia; dopo cne la sinistt•a ha lasciato la lancia, premere il braccio destro !.\Uila cinghia; spingere l'arme in dietro e portare la mano destra sulla coscia com'è pre· ' scritto a cavallo.


' l

38 Portai-LANe. Togliere la mano destra dalla coscia, e con un movimento del braccio destro far cadere la lancia nella mano sinistra, che la prende col pollice e l'indice; liberare poi il braccio dalla cinghia, impugnare la lancia con la t'nano destra, prendere la posizione di poriat-lanc. · Quando le circostanze lo consigl iano, com,e, ad e:;;empio, alloréhè debbonsi condurre cavaJli sot(omano, la lancia può essere portata in posizione di ri!'os-lane àl braccio sinislr'O. 70. Cosc·lanc. - Al comando: Cosc--LANC. La lancia, ditlla posizione di ripos-lanc come da quelia di portat-lanc, viene impugnata al centro di gravità con le primè quattro dita nella cinghia porta- lancia erl appoggiata alla coscia destra, la punta in direzione diagonale a sinistra. ·Per passare dalla posizione ·di cose-lane a quella di portai-lr;,nc alzar l'arme vertica-lmente, ùare uno sguardo in bass'o a destra, emetterla nella posizione indicata. Dalla · posizione di cose-lane si può, occorrendo, prendere direttamente quella di ripos-lanc e da ciascuna di queste posizioni si può veqire a cose-lane ·senza passare per il portat-lane. 71. Posizioni di guardia.- Le pos1zioni di guardia con la lancia contro truppe a cavallo sono; Innan::i, A destra, .A trinistra.


1HI

Si deve incominciare con l'ìnna~.ti in guardia, e ritornarvi prima di passare ad altra azione; per ciò la spiegazione di tutti i movimenti incomincia e finisce con la guardia innan.:i, per in· segnare il giro che deve seguire la lancia, e la posizione che si deve prendere in ogni guardia. Nella posizione com'a cavallo al comando:

Innanzi

in-GuARDIA.

Fare allo di cavare il calciolo dall'astuccio, facendo scorrere la mano st}.ll'astu fino all'a l l~zza del fianco e, 'girando il pugno, ~liare l'asta verticalmente, fino a che il pugno sia aiJ'altezza della mammella destra, le unghie in dietro, l'avambraccio contro l'asta; abbassare vivamente la punta avanti, in mod•> che l'asta sia orizzontale, in equilibrio, stretta sotto l'ascella destra rra il braccio e il e-orpo P. impugn11tA con le unghie in ~:~u; il corpo avanti. Al comando: A desit·a (o a sinistra) in-GUARDIA. Volgere prontame~te il busto dall~ parte indicata, marllenendo la lancia nella s tessa posizione. Dalla guardia a destra o a sinistra al comando:

Innan.:i

in-GUARDIA.

R'imettersi prontamente di fronte, e riprendere la posizione indicata. Le posizioni da usarsi contro ll'uppe a piedi corrispondono rispettivamente alle tre indicate contro cavalieri, con la differenza che la punta della lancia dev• essere diretta al petto ,dì un uomo a piedi. Perqueste guardie servono i pre-


40 cedenti comandi con .J'aggiun la di: bàs,so, dopo le parole: innan:;i, a destra o a sinistra. Per passare da una di queste guardie a un'aUra, si deve prima portare la lancia orizzontale. Da una posizione di guat•dia qualunque al comando :

Portai-LANe. Riprendere la guardia innanzi, poi alzare la lancia verticalmente, dare 11110 sguardo in basso a destr-a e poggiare il calciolo a terra nel mqdo già indicato. · Da portai-lane il cavaliere si melle in -quàlunque guardia, passando prima innànzi in guardia. · Da una posizione di guardia qualunque~ il cavaliere si rimette direttamente nella posiziope di cose-lane: da questa può direttamente ]Jil8Sare a una qualunque delle posizioni di guardia. 7~. Molinelli. - I molioelli non sono azioni di . · attacco o di parata; si fanno per l'end er e a gili i cavalieri· nel maneggio della lancia. · Vengono eseguiti soltanto da cavallo, mai da terra, e l'istruttore, per insegnarli e per farli eseguil•e le prime volte dalle reclute, si serve del cavallo ginr.rastico e poi di qualche cavallo mollo tranquillo. Al comando:

•

Indietro a

sinistra-MOLINELLO . (2

tempi)•

1. Stando innan•i in guardia, cambiare la pos izione della mano desLt·a, il pollice sotto l'asta, le altr·è dità sopra; alzare la punta della lància -verso destra. t '


41 2. Abbassare vivamente la punta della lancia a sinistra, portando la mano a sinistra e all'altezza del mento, sollevare più che si può il gomito destro, far descrivere alla punta della lancia , un cercl:lio e mezzo rasente il lato· sinistro, la pwita in Jlètro come nella guardia in dietro a sinistra; il pugno destro con le unghie in allo, all'altezza e ad un palmo dalla q1ammell1a destt·a, il corpo dritto, lo sguardo ava.nli. Da indietro a sinistra moUMllo al comando : Innan~i-MOLtNELLO

(2 tempi).

1. Alzare il calciolo vet·so sinistra; la mano destra a due palmi" e dirimpetto alla spalla sinistra, l'asta appoggiala sul braccio sinistro. 2; Dare una spinta col braccio, abbassando vivamente con la mano destra il calciolo rasente il lato destro; nesc-t>ivere con la punta un cet·chio e mezzo rasente la spalla destra, mettere la lancia orizzontale con la punta innanzi sotto l'ascella destra come innanzi in guardia, quindi voHare la mano con le unghie in su, I cavalieri adde~trati ·a eseguire i molioelli senza spiegazioni H fanno a volonta al comando: A volontà-MOL1NI·:t.Lr.

molinelli si seguono senza if1terruzione sino al comando: Innan~i in-·GUARDIA.

)

73. Colpi di lanci\. - Le puntate colla ·lancia si vibrano: Innan~i,

A destra,


. 42

A sinistra, lnrtanzi basso, A destra basso, A sinistra basso. A prmcipio le puntate si fanno eseguire nella direzione verso la quale il cavaliere sta in guardia; poi in qualunque direzione, senza chiamar prima in guardia da quella par·te. Conviene abituare i lancieri a dar. colpi di seguito in direzioni diverse. In queste a~ioni il pugno dev'essere ben chiuso, il braccio flessibi le. Nel vibrare un'a puntata, si deve mantenere la punta della lancia alquànto più bassa del pugno, dir·igendola al busto dell'avversario; si deve perciò impugnar la lancia un po' dietro al centro di gravita. · Da innanzi in guardia al comando: PUNTATE.

Vibrare una puntata, avanzando la spalla deslt•a, piegando il corpo avanti e distendendo interamente il braccio; la mano destra con le unghie in alLo, l'asta appoggiata sull'avambeaccio destro e sotto l'ascella. Vibrato il colpo, il cavaliere si mette subit.o. innanzi in guardia. Da innanzi in guardia o da innanz'i basso in guardia al comando: Basso--PUNTA TE.

Movimento come il precedente, con la diffe. ren~a che il colpo è vibrato ad uomo a piedi. Eseguito il colpo, il cavaliere ritorna innanzi in guardia. · Da ·a destra in guardia al comando: PuwrA.TE.


43

Vibrare con vigoria una punt.ala rla quella parte osser·vando le regole già, delle. Da a destra in guardia, o da a destra basso in guardia al comando: Basso-PUNTATE.

Dar la puntata come nel movimento precedente; la puntata è dirella ad uomo a piedi. Da a sinistra in guardia al comando: · PUNTATE.

Vibrare una puntata rasentando il petto col pugno, le unghie in su, il braccio· disteso; l'asta. appoggiata sull'avambraccio sinis tro e solto l'ascella destra. Vibrato il colpo, ritornat'e a sinistra · in guardia. Da a sinisi[a in guardia, o da a sinistra basso in yuardia al comanùo :

Basso-PUNTA TE. Movimento simile al precedente, dirigendo la puntata ad uomo a piedi. . Dl poi si esercitano i èavalìeri a vibràre colpi di punta in direzione diversa da quella della guarùia, facendo precedere al comando puntate l'avvertimento: a destra basso, a sinistra, ecc. 74. Posizione per la carica. - La posizione per la carica è quella di innanzi in guardia, e si seguono te stesse norme dale per la sciabola. 75. Parata. - Dalle guardie al comando: PARATE."

Girare con forza la lancia da destra a sinistra. e da sinistra a destra, stringendo l'asta tra H


44 braccio e il corpo, e proseguir sino al comando in-guardia o puntate. Quando il cavaliere è perfettamente addestrato nel maneggiar l'arme, si fa esercitare a v6Ìonta col comando : A oolontà-ATTACCAT.

.Egli frammischia le puntate alla parata senza tenere progr·essione, sino al comando i n guar dia o cosc-fanc.

76. Norme per j l combattimento. -Assalire più che peusa!'e a difesa, specie contro un solo avversario. Contro corazz{eri dirigere la puntata soUo l'ascella. · Attaccati a destra o a sinistt·a da fanteria 7 sviare il colpo di baionetta con la parata da destra a sinistra, perchè il fante ha minor forza'a sostenere l'urto da sinistra a destra che da destra a sinistra. Assaliti da più cavalieri, usare la parata intorno. Tener lontani i cavalleggieri· per potersi valer·e utilmente della lancia. Di fronte a un fante in posizione di difesa, fare una finta a sinistra, per obbligarlo a scoprirsi a destra, e quindi tirare con forza un colpo. Per difendersi contro un cavaliet•e che insegQe, o per tenerlo lontano, vibrare un colpo dall'avanti all'indietro, tenendo la lancia orizzontale, in modo da colpire col calciolo l'avversario o il suo cavallo. In conformità di queste norm·e, l'istruttore deve esercitare un cavaliere per volta, il quale a tale s~po viene armaLo d'asta di lancia con la estremita imbottita; e deve assalirlo egli stesso con


45 sciabola, lançia o f~cile di <legno, per renderlo destrG agli attacchi e alla dìf'esa. È utile esercitare i cavalieri a vibrar puntate contro busti di paglia ad altezza d'uomo. ~Maneggio del moschetto e della pistola. Uancggio del· mollchetto.

77. Avvertenze. - Prima di Qar pl'incipio a questa

)

'istruzione s'insegna alla recluta la pratica del moschetto (Istruzione sulle armi e sut" tiro). Il cavaliere che si esercita nel maneggio del moschetto o ~he presta servizio con tale arme non porta la sciabola. ' I cavalieri sono disposti io una riga di fronte, prima a intervallo, poi a contatto di gomiti. l movimenti col moschetto devono essere esegui t i con vivacità. Il corpo deve rimanere in giusta posizione e non secondare i moli delle braccia. I movimenti del maneggio ciel moschetto richiedono esattezza, ma non piena simultaneità. Col moschetto sì ripetono gli ~?sercizi inse" gna li precedent.emente senz'armi. 78. Posizione di bracc'arm. - L'arme, appesa per" la cinghia alla spalla destra, é tenuta vertica,Je con la canoa leggermente volta a sinistra ; la mano destra, col pollice dietro e le quattro dita avanti ne impugna la cinghia vicino alla mag lietta inferiore e tiene il calcio aderente alla coscia. 79. Saluto ~a bracc'l!-rm. - Comando: .Sa-LUTO,

!

(

\


4ti

Si porta con vivacità la mario sioisìra distesa alla cinghia del moschetto, l'avambraccio orizzontale sul petto. Questa posizione è conservata per il tempo di tre passi. Si l'iabbassa vivamente la mano, racendola passare r·ascnte al cor po. Rt-Poso. Tenendo sempre l'arme alla spalla, il cavaliere ha la libel'tà di cambiar la posizione della mano des tra. Al comando di attenti pr endere la posizione di bracc'arm. ' 80. Posizione di bilanc' arm. - La mano destra impugna l'arme al centro di gravità, col pollice in dentro, le altre dita in fuori, e la porta orizzontale con la bocca avanti, il braccio naturalmente disteso, la mano sinistra lascia la cinehia appena la mano desl.ra ha impu~nato il mo-

schetto. 81. Da brace' arm a bilanc' arm. -·Comando :

Btlanc-ARM. Pren-ciet•e la cinghia con Ja mano sinistra vicino alla spalla; e còn la destra vicino alla maglietta inferiore ; por·tar e l'ar me davanti al corpo, canna a destra. 82. Da bilanc' arm a brace' arm. - Comando :

Bracc-ARM. La mano destra porta l'arme verticale davanti al corpo, la sinistra pr ende la cinghia vicino . al bocchino e porta. il moschetto a bracc-arm. 83. Posizione di fianc'arm. - Il moschetto eon la baioneLLa inl;)stata ~ tenuto con Ja mano destra


IJil

contro la coscia, l'impugnatura tra l'indice e il medio, l'indice e il pollice attraverso al ponticelio; le altre tre dita chiuse e ripiegate sotto l'oUuratore; la canna verticale, _appoggiala al braccio natur-almente disteso. Al comando: Ri-POSO.

Portare il pugno destro contro la piegatura della coscia sinistra, appoggiando la canna sull'a-vambraccio e· la mano sinistra sopra la destra con le ung-liie verso il corpo. 8t Da bllanc' arm a fianc' arm. - Comando : FianC-ARM.

Raddrizzare l'arme a piombo e sQIIevarla, alzaodo la mano destra fino all'altezza dell'anca; impugnare il moschetto con In sini~t.ra sntt.n il bocchino; la mano destra l'impugna come per la , posizione di fianc'a.-m. 85. Da fianc' arm a bila ne' arm. - Al ~ornando : Bilanc-ARM. Col braccio destro portare l'arme verticale venti centimetri avanti alla spalla destra, . mentre la mano sinistra l'impugna sotto il bocchino; la de· stra impugna il ID<?SChetto al centro di gravità, col pollice in dentro, le altre dita in fuori; la mano sinistra abbandona l'arme; la destra l'abbassa e la porta in posizione di bilq.nc' arm. 86. PoslzJ·one di presenlat-arm . - L'arme è tenuta a piombo ·davanti alla verticale che passa per l' l>Cchio destro, eolla canna ind.ietf'o; l'alzo a 10 cenlimetri dal corpo o contro H pastrano

'

---- ..

1


e,rrotolato, la mano smrstra la sorregge pel fusto sotlo àl bocrchino, col pollice disteso lungo il fusto senza oHrepessar1o, lè altre dita unite e piegate io traverso; J' avambraccio sinistro orizzontale, il gomito stretto al corpo; la mano destra stringe l'a·rme all'impugnatura col pollice dietro, sotto e contrn il bottone · dell'otturatore, le altre dita avanti, unite .e leggermente piegate; il braccio destro naturalmente disteso. 87. Da .flanc' arm a presentat' arm.- Comando : l?resentat-ARM.

Si eseguisce in due tempi: 1. Sollevare l'arme col braccio destro, portan· dola a piombo davanti .alla verticale che passa per l'occhio destro, çanoa indietro, l'aJzo a LO centimetri dal corpo o contro il pastrano arrotolato, "' stringerla vivamente con la mano sinistra sotto al bocchino, il pollice lungo il fusto senza oltrepassarlo, le altre dita unite e piegate in traverso, l'avambraccio sinistro orizzontale e stretto a1 corpo. 2. Portare cop vivacita la destra all'impu· gnatura e pr-"ndere la posizione di presentat'arm• . 88. Da presentat' arm a (lane' arm. - Comando : Fianc-ARM. Con la mano destra impugnare l'arme come per la posizione di ji.anc'arm. 89. Posizione di tracoll' arm. - l~'arme, appesa per la cinghia, dalla spalla sinistru al fianco de· stro, riesce disposta diagonalmenlf' , appoggiata col lato sinistro del fusto al dorso, canna: a sinistra, bocca in alto, a circa 30 cenLimetri dalla spalla sinistra.

..


49

Questa posizione si usa a cavallo e nei !:lervizi , di pubblica sicurezza. Essa é specialmente usata dai cavalleggeri. 90. Da qualunque ·posizione a traooll' arm. - Co· mando: Tracoll-ARM. Si porta l'arme verticalmente canna indietro, col pugno destro all'altezza ed a 15 centimelrt circa dalla mammella destra, moschetto impu- ~ gnato a piena mano sotto l'alzo. La mano sinistra prende la cinghia a metà lunghezza, pollice verso il corpo, e, scostandola dal moschetto, la porta nll'allezza della !_empia sinistra a un palmo dalla medesima, introducendo la testa (t'a la cinghia l e l'arme. La mano destra abbandona il fusto e la cinghia, spingendo il moschetto dietro le reni. , 91. Da tracoll'arm a qualunque posizione. - Co· mando: quello della posizione che si vuoi pren- 1\ dere. · La mano sinistra impugna la cinghja A meta 1 lunghezza,· il pollice verso il corpo; la rn!'mo destra s'inlt·oduce tra 1a cinghia ed il fusto del moschetto. Col braccio destro si dà una spinta al~· l'arme, in guisa da poterla prendet•e all'impugnatura, quasi all'altezza. della spalla destra, e, sollevando il moschetto orizzontalmente all'iodietro lo si disimpegna dalla lesta q si prende a posizione comandata. 92. Da brace' arm a baionett' cann . Comando:

l

q·

J

•

Baionett-cANN.

l

Eseguito ili• tempo com~ per venire a U1la~c'arm

!a mano sinistra impugna l' arme sotto al boe... - ll_egoJam. ai ese1·ç~zi :pet· fa cavalLeria. v


chino, canna a sinistra, e la tiene ver~icalmente a 10 centimetri davanti al corpo; la mano destra solleva in alto la baionetta. Si prende quindi la posizione primitiva. 93. Ripiegare la baionetta. - Da qualunque posizione : comando :

l

Ripiegate-LA

BAIONET1'A,

.

La mano sinistra prende e sostiene l'arme )ocome nel movimento la mano destra preceden~e;

ripiega· la baionetta. Si riprende quindi la .posizione primitiva. Le baionette si in13stano e si ripiegano anche dalla posizione di bilaTie'arm, sia in marcia che da fermo. 94. Crociat' et. -Da bracc'arm con la baionetta inastata, al comando : Crociai-ET .

/l.

.Eseguire il primo tempo come per venire a bilanc'arm, volgersi obliqu'a destr, spostando il piede destro indietro e a destra di circa mezzo passo, secondo ·la propria statura, far saltare l'arme dalla mano .destra nella sinistra, che la prende· sotto l'alzo col pollice disteso lungo il fusto e con le altre dita unite e piegate; la mano destra va a stringere l'impugnatura e l'appoggia sotto la mammella destra col calcio sotto l'avambraccio. L'arme è tenuta con la canna in alto e la bocca a livello delle spalle, le ginocchia sono tese, il peso del corpo è ugualmente ripartito sulle gambe, la testa rivolla di fronte con lo sguardo fisso in ~vanti.


51 Al comando a BraeC- AI\M.

Rimettersi di fronte_, raddrizzare l'arme davanti all'occhio destro e prendere la po5izione coman · data. Da bilanc'arm si fa il crociat'et e viceversa. 95. Ispezione del moschetto. - Da qualunque po· sizione1 al comando:

JÌ Ispe.rion-AR.~t.

Peenì:iere la posizione di crociat'et, ed aprire l'otturatore, riportando la mano destra all'impu- · gnatura . Quando si presenta chi deve ispezionare l'arme, sollevarla con la mano sinistt·a, la bocca in alto, la canna a destra, il braccio sinistro su·etto al corpo, il pugno all'altezza.della .spalla. Nello stesso tempo riunire il piede destro • al sinistro e ritornare di fronte. Se chi ispeziona vuoi prendere l'arme, consegnarla, distendendo il braccio avanti. Riprenderla con la mano sinistra. Appena ripresa l'arme, o che il supet·iore è passa lo, ritornare alla posizione di crociat! et senza aspettare altro comando, mettere l'ollul'a· tore in posizione ordinaria, e riprendere la posizione che si ·ave,:a prima dell'ispezione. 96. Posizione In ginocchio. - Portare indietro la gamba destra, p6sare a terra il ginòcchio destro ma un .po' a destra, piegando il ginocchio sinistro quasi ad an·golo retto, lo sguardo fisso in avanti. L'ar.me è inclinata avanti, quasi orizzon· talmente, stretta con la -mano destra all'impu·

l l


52 gnatut•a e con la sinistra· al fusto, l'avambraccio appog~iato sulla coscia sinistra. Comando s /

) ' ln-GrNOCCHIO.

Per drizzarsi e prendere la posizione primitiva, comando: RITTI.

97. Posizione a terra.- Appoggiandosi sull'at·ma posala col calcio 'in avanti, mettersi bocconi. Il corpo appoggia alquanto s ul fianco sinistro, le gambe sono distese o leggermente aperte ovvero incrociate, secondo che torna più comodo; l'arme con la canna a sinistra, la bocca alla a m. 0.20, . da terra e il calcio a tet·ra, è sostenuta dalla si· nislra presso l'oJzo e stretta con la mano destra all'impugnatura, l'avambraccio destro sopra il calcio. Da in ginocchio si passa alla posizione a terra ed a quella di seduti e viceversa. Si prende questa posizione al comando : A-TERRA.

Per drizzarsi e prendet•e la posizione di bilanè'arm : comando: 'RITTI.

98. Posizione di seduti. - Sedersi nella posizione che torni più comoda, aiutandosi con la mano destra e portando l'arme nella mano sinistra che la tiene orizzontale, can na in alto, bocca iq avanti,


53 L'arme col Jalcio a terra ed inclinata avanti in direzione della ft·onte, è stretta con la mano destt·a all'impugn'a tura e con la sinistra al fusto fra l'alzo e la fascetta. Comando·: SEDUTI.

Da seduti si passa alla posizione di a terra e a quella di in ginocchio e viceversa. Per drizzarsi e prendere la posiziono di bi· lanc'arm.:. comando : , RIT'l'l.

ln qualunque delle tre posizioni di a terra, in ginocchio e seduti può essere dato alla truppa il comando: RIPOSO.

A questo comando, i soldati continuano a ri

maner., nella posizione che avevano precedentemente (se sono in ginocchio possono anche mettersi a sedere), prendono l'atteggiamento che a ciascuno tomi p_iù comodo per riposare.. Pos. sono scambiare qualche pat·ola · so~tovoce. . Per richiamare i soldati al silenzio e alla po· sizione che avevano prima dél riposo si dà il comando: At-TENTL

()at•i care, 8 parare, searicare l'arntB e regolare l'alzo.

La pratica del moschetto ed il debbono ess~re già stati inse!"!nali secondo le nor·me dell' Istruzione sulle at•mi .e · l:!Ul tiro. 99. Premessa. -

puntam~nto

\


• esegulta da reparti di truppa non Neila carica si esige la simultaneità d'esecuzione, movimento per movimento, ma che tutti carichino con celerita e precisione. 100. Caricare l'arma. - Qa qualunque P.Osizione: al comando : CARlCAT.

Essendo in piedi, seduti od in ginocchio, pren• dere la posiziQne di crociat'et (anche se l'arma è senza baionetta); caricare l'arma nel modo indicato dall'istruzione sulle armi e sul tiro e rimanere nella posizione di pronti in piedi. seduti od in ginocchio, cioè a crociat'et con l'otturatore in posizione di sparo. Essendo a terra volgere la canna in alto ; appoggiarsi maggiormente sul fianco sinistro, eseguirA la carica; e rimanere nella posizione di pronti a terra, cioè a terra con la canna in alto e l'otturatore nella posizione di sparo. 101. Levare Je cartucce. - Da qualunque posizione: al comando: · LEVATE LE CARTUCCE.

Prendere, se già non si ha, la posizione di pronti, aprire l'otturatore, togliere- il caricatore dal serbatoio, e metterlo nella giberna, mettere l'otturatore in posizione ordinaria e prendere la posizione di bilanc'arm o in ginocchio o a terra a seconda della posiLione che sì aveva prima. Qualora vi fosse nella camera una cartuccia, aperto l'otturatore, si prende colla mano destra la cartuccia sciolta, quindi si toglie il caricatore dal serbatoio e lo si meLle nella mano sinistra


55 fra le qualtro dita e l'arme, s ì rimetle la cartuccia sciolta nel caricatore che così ricompo>SLO si metta nella giberna. 102. Prendere la posizione di pronti e regolare l'alzo. - D~' qualunque posizione d.opo aver designalo il bersaglio al comando: ' Alzo sei (sette, otto • . . ... quindici) (1) o pure alzo abbattuto (o rovesciato). L

..

•••••

Prendere la P.osizione di pronti e regolare l'alzo. '103. Da pronti In piedi, lu ginocchio, a terra e seduti passare a qualunque posizione. Mettere l'oUuratot·e in posizione ordinaria, abbattere l'alzo e ript•endere la posizione ordinata. ·LO~ Sparo dell'arme. - Da pronti in pietli ed in g inocch io qopo aver designato il bersaglio e indicato l'alzo al comando : FUOCO

.

venire a P un t e far partire il colpo; aprire l'ottu· ratore per espellere il bossolo; ricaricar e il ser· baloio se- è vuoto; chiudere l'otturatore e con-· · tinuare il fuoco. 105. Cessare Il fuoco. - Da qualunque posizione al comando : CESSATE IL F QC.

Céssàre immediatamente il fuoco; caricare l'arma, s'è scarica; mettere l'otturatote in posizione ordinaria; abbatlel'e l'alzo, assicmarsi c.he la car· lucciera sia beu chiusa, riprendere la posizione che si aveva prima. (i)

Si soLtointende Bllomelt"-

1 l


M Avvertenza. Nel corso dell'istruzione pei' eseguire la carica e lo sparo dell'arme, si fa uso di cartucce da esercitazione o da salve. In mancanza di esse si simula l'esecuzione della carica, si regola l'alzo e si mette l'arme in posizione di sparo, evitando però nel far fuoco di eseguire lo scatto. ,

Punta~

e parate eon la baionetta,

106. Premessa. - Questi movimenti servono nel combattimento corpo a corpo. Essi sono eseguiti individualmente . . Quando il cavaliere ba appreso i diversi movimenti, l'istruttore, munito di un'asta con capocchia imbottita, lo esercita nei colpi e nelle parate. ¡ 107. Posizione 111 guardia. Da òracc'arm, bilanc'arm al comando: /rt-GU~!.RDIA,

Prendere la posizione di C1'0ciat'et, portando il piede destro circa 50 centimetri dietro al sinistro. 108. Puntate. - Dalla posizione di guardia al comando: PUN't'ATE.

Avanzare il piede sinistro di circa 50 centimetri, stendendo la gamba destra senza muovere il piede; vibrare una puntata al petto o a l fianco dell'avversario, s tendendo ambe le braccia, in modo che il calcio venga all'altezza della mammella destra; poi tornare in guardia.


57 Se la puntata è diretta ad uomo a cavallo, per maggiormente allungare il colpo, nel momento -..., che si spinge l'arma la s i abbandona con la mano sinistra, sostenendo il calcio con l'avambraccio destro e si ritorna sollecitamente in guardia. 109. Parate. - Dalla posizione di guardia al comando:

Destra (o sinistra)-PARATE. Con la mano sinistra spingere l'11rma e urtare quella dell'avversario · per isviarla dal proprio corpo, e tornare in guardia. Questa parata serve per qualunque colpo diretto al fianco, al petto o al volto. Dalla posizione di guardia al comando: BaSSO- PARA TE.

Rovesciare l'ArmA in modo che la baionetta s ia obliqua verso terra, il pugno destro innanzi e all'altezza della fronte, il gomito sinis tro contro il cot·po; s~iare l'arma dell'avversario e tornare in gut~rdia. "'lloviruenti preparatori per gli esercizi in o~<line sparso.

110. Generalità. - Al termine del maneggio delle armi, per- predisporre il cavaliere al combattimento a piedi, lo si esercita a valersi del moschetto su terreno vario indicandogli il valore che posson9 avere i vari ostacoli nell'uso del fuoco. L'istrultore fa compt•endere al cavaliere come gli argini., le scarpate, le strade incassate, i fossi,


5M

l

i rialzi di terra, gli alberi, ecc. danno agio a poter far uso efficace del moschetto nel tempo stesso che proteggono dal fuoco nemico. I nsegna le posizioni piu comode che si devono prendere dietro questi ripari per ben tirare, dice come i tralti piani e sgombri si debbano attraversare di corsa per raggiungere un successivo appostamento; come le messi alte, i cespugli possano servire per occultarsi al nemico e procedere iodisturbali,· come invece i tratti boschivi urga attraversarli in fretta per tema d'insidie. 111. Movimenti. - L'avanzare, lo spostarsi late· ralmenLe e lo indietreggiare su questi terreni, l'istruttore lo insegna facendo eseguire al ca''aliere i seguenti movimenti che si riferiscono ad una fronte nemica preventivamente indicata: .Aoanti. - Da. fermo o in movimento in qualsiasi direzione, marciare diretto verso il nemico· Dietro-FRONT. - Da fermo o in movimento

(

l 1

in qualsiasi direzione, marciare in direzione op· posta al nemico. Obliqu'a destr (o sinistr)-FROWI~: - Da fermo o marciando di fron te, eseguire l'ottavo di giro dalla parte indicata e muovere obliquamente. A destr-FRONT (od a sinistr-FRONT). - Da fermo o marciando di fronte, eseguire il quarto di giro dalla parte indicata e muovere di fianco. Alt. -Marciando in qualsiasi direzione, fermai·si volgendo subito la fronte al nemico; e appostarsi come è consentito dal terreno. I movimenti suddetti sono prima fatti eseguire cor$a. al passo e poi si alterna il passo con

la


Mane;;gio den a pistola a ro&azione.

112. Generalità. - La pistola a rotazione é por- . lata tanto a piedi quanto a cavallo dentro apposi'ta fondina appesa al cinturino della ·sciabola lungo il fianco destro, in modo che le due correggio1e della fondina s i trovino una rer parte dall'osso dell'anca; la correggiuola della pistola, assicuraLa con nodò scorsoio alla campanella della coccia, viene messa al collo sotto il colletto della giubba, col p~ssante scorrevole J'ra il secondo e il terzo .bottone. La. pistola s'impiega negli s contri parziali, nel servizio di pattuglia, negli attacchi contro nemici sparsi, isolati e d1visi, contro artiglieria: in tutti quei casi, in somma, ove il fuoco può produrre risultati senza pAricolo di col pire i propri compagni. Quando si adopera quest'arme si deve però sempre tenere ia sciabola appesa al pugno con la dragona. Il fuoco della pistola a rotazione è escluso in modo assoluto nelle cariche in linea. I cavalieri armati di pistola a rotazione sono esercitati nel til'o a bersaglio con quest'arma anche da cavallo e alle varie andature. Le posizioni e i movimenti per il maneggio dell& pistola sono simili a piedi e a cavallo. Il cavaliere appiedato· spara a tiro .intermittente od a liro continuo ; a cavallo spara a tiro continuo. Pe.r l'esercitazione fatta a piedi come. a caoallo, si fa prima prendere al cavalier~ questa po~ iziooe nel modo prescrillo per. il maneggio della scia-


ou boia e della lancia: tra un cavaiiere e l'altro basta però l'intervallo d'un passo. 113. Posizione in all' arm. - La pistola in posi· zione di sicurezza od a cane armato, secondoché debbasi eseguire il tiro a movimento continuo ed intermittenle, impugnata in piena mano, con l'in dice disteso lungo il ponticello, è tenuta con l& bocca in alto, cannà indietro, il pugno all'altezza della spalla destra, un palmo circa piu avanti. Questa posizione si prende ogni volta che si aspetta ad arme cari'ca il momento di far• fuoco. 1'14. Punt. - La pistola in posizione di sicurezza ed a cane armato, impugnata dalla mano destra con l'indice sulla coda del grilletto, è sp~a­ nata all'altezza degli occhi a braccio disteso natuealmente in avanti: l'occhio destro (od il sinistro, indifferentemente) punta l'arma traguardando il be!'SAgliO per lA tacca OÌ mit•a ed il mirino. 115. Movimenti principali. - Dalla posizione di at. tenti con la pistola nella fondina al comando :

In alt'arm. La mano destra sbottona il coperchio · della ofndina, impugna il calcio della pistola dietro al ponticello, la estrae, tenendo l'indice lungo il ponticello, e la porta alla posizione comandata. Da in alt'arm al comando :

Caricat'arm. La mano destr·a passa l'arma nella sinistra, che la impugna dietro al ponticello, il pugno contro lo stomaco, la canna a destra, la bocca verso terra e in direzione diagonale avanti. Quindi si carica l'arme. Assicuratosi che il movimento


del cilindro sia libero, tornare nella posiZione in alt'arm o a quella che sarà comauda~a. Da in alt'arm al comando : Leoate le cartucce. Per levare i bossoli o le cartucce, la mano destra pone l'arme nella sinistra, che l'impugna come per caricare; quindi si !:'carica l'arme. .• Da· in alt'arm al comando: P un t. Disteudendo il braccio de'sll'o e girando nello stesso tempo il busto nella direzione verso cui si deve pun(are, si abbassa gradatamente la canna, si spiana l'arme all'altezza dell'occhio destro; chiudendo quindi l'occhio sinistro, si punta appoggiando nello stesso tempo leggermente la seconda falange dell'indtce sul grilletto. Si a!':Arr.ilA il cavaliere a puntare nelle diverse direzioni al comando : A oanti (a destra, a sinistra, in dietro a destra, i11dietro a sinistra, basso a destra basso a sinist1'a)-PUNT. Da punt al comando : Ritirat'arm. P iegando il braccio, ripor tàre la pistola nella posizione in alt' arm; in pari tempo, tolto l'indice dal grilletto, distenderlo lungo il ponticello. Da ·punt al comando: Fuoco. Fare scattare l'arme. Se si devono eseguire i colpi continuati, tanto li cavallo quanto a piedi, !:arme è sempre tenuta


nella ·posizione di punt, fino che sono fatti tutti i colpi che furono comandati. Da in alt'arm al comando :

Rimettet'arrn Piegando il braccio in basso, introdurre l'arme • nella fondina, e con la mano destra abbottonare il coperchio. La mano torna nella posizione che aveva prima di maneggiar l'arme. Da in alt'arm al comando:

Lasejat'arm. Distendendo il braçcio destro verso terra, ab· bandonar l'arme lungo il fianco destro, !asciandola S(ISLenuta dalla correggio! a. Per evitare guasLi nell' arme, una volta insegnato questo ~ovimento, non si fa più ripetere. Da lasciat'arm al comando :

In alt'arm. Piegando alquanto il corpo a destt·a, impugnare con la destra la pistola a piena mano dietro al ponticello e porlarla ne.lla posizione in alt' arm. Da qualunfJue posizione: ·

Ispe3ion'arm. Portare la pistola 11ella posizione in alt'arm. Quando il superiore, si presenta per ispezionare l'ar·me, il cavaliere, distendendo il braccio avanti, gliela presenta con la bocca in alto e la canna indietro. Quando il superiore restituisce, o senza pren· derla passa avanti, il cavaliere senz'altro comando1 la rimette rielia fondina.


H6. Avvertenze. - Da una posiZione si può passare direttamente a un'altra, anche se il movimento necessario non è fra quelli qui sopra spiegati. · Quando la pistola é carica il cane è sempre tenuto sulla_tacca di s icurezza.

CAPO go ESERCIZI 'DI GINNASTICA.

1'17. Premessa. - Gli esercizi di ginnastica sono descritti nella apposita istruzion..: di ginnastica militare ove si danno le norme dettagliate per gli istruttori e per lutti gli esercizi convenienti a trasformare la recluta in soldato alto alla guerra facendogli acquislSJ"e forza di resistenza, forza muscotare, destrezzA ed energia morale. Nel presente regol'amenlo sono esposti soltanto gli esercizi di ginnastica speciali per l'arma di cavaiJeria e cioè : volteggio sul cav~llo ginnastico ; volteggio alla corda ; ginnastica con la sciabola. Degli esercizi ginnastici contenuti invece nella sopra citata istruzione verranno praticati quelli che 'meglio si prestano a sviluppare in breve tempo la s veltez.za delle reclute di cavalleria. Le reclut-e alterneranno gli esercizi ginnastici in parola con quèJli speci9li qui descritti. 118. Volt~ggio sul cavallo ginnastico - Gli eser- ' cizi qui descritti sono eseguiti sul ~vallo ginna~tico per preparare quelli .di volteggio alla cord&. ·


Il volteggio é indispensabile per imparare a saltare a cavallo ed a terra e per equilibrare il cot·po nel montare, e nello.smont~;~.re da cavallo; a) Portat·si in appoggio sulle braccia. La r~cl~ta, di fronte alla spalla sinistra del cavallo, con una mano alla crini_el'a, jl mignolo contro la radice di questa e l'aUra mano sul gar. rese, al comando: Sulle braccia- APPoGaro, pet• mezzo di qualche spinta sulla punta dei piedi, solleva il corpo e si porta in appoggio sulle braccia, alzando più che può il busto e piegandolo avanti. Al comando: A-CAVALLO,

passa là gamba destra orizzontale sulla groppa · e siede leggermente. Se invece da sulle braccia·appoggio si vuoi fare scender la recluta a terra, si comanda: A-TERRA·

' Essa viene a terra sulla punta dei .piedi, piegando le gambe, fronte in avanti, col fianco destro presso la spalla del cavallo. Essendo a cava llo, viene a terra con lo stesso coluando, passando prima per la posizi.o ne di sulle braccia appoggio. · l b) Volteg{Jio. lpalla posiziCJne di appoggio mediante lo slancw della gamba destra, che si distacca lat.eralmente ed alla quale si unisce subito la sinistra, la l'e· çJuta eseguisce il voi leggio venendo a terr~ dalla


UJ

(Jarle opposta sulle punte de1 pteili, le gambe p.egate, la spalla sinistra accanto alla spalla del cavallo. Nel momento in cui spicca lo slancio pet> il volteggio. deve abbassare la t~sta, a lzare e ~tevdere con ~emporaoeamente in alto le.gambe, in modo che passino per quantd è possibile, alte, . unite e tese, sulla groppa. Comando: Dall'app O{] gio-VOLT EGGIO. c) Saltare a cavallo di fianco · in un tempo solo. La recluta, di fianco alla spalla sinistra del cavallo, con la mano attaccata alla criniera, salta a .cavallo senza passare per l'appoggio facendo forza con la mant1 su:iistra; lo slancio é dato alla gamba· destra ; la spinta è presa s ulla punta del piede sinis ~ro.

Questi esercizi si fanno poi anche dalla spalla destra del cavallo. Ogni esercizio, dopo essere stato spiegato dal· l' istrullore, é eseguito dal sotto istruttore o da altro abile· volteggiatore. Volteg;;io alla eorda.

l

119. Premessa. - I cavalieri della sezione sono disposti su · una sola riga fuori del circolo percors o dal cavallo. Per eseguire il volte{!g io, ciascuno, pe1· turno, va al centro del circolo dielro all'isLr uttore, la -. giìando la pesta cle( cavallo appen'a questi é passato; quindt taéendo scor•rere la mano interna lungo la corùa, · perché il cavallo non gli volga l~ ~ nrqolarn. 4i esercizi pct· la cavalleriq.

-

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66 groppa, e secondando il movimento di questo, si avvicina alla spalla ed eseguisce l'esercizio nel modo spiegato qui in appresso. Per riprendere posto in riga deve evitare di attraversare la pesta dinanzi al cavallo. I cavHiieri si susseguono prontamente. Giova im:,isLerè molto su questo utilissimo es.ercizio. 120. Volteggio a pelo. - Per evitare inconvenienti o disgrazie, il volteggio é eseguito prima al passo, poi di trotto ed in u!Limo rli galoppo, benché per effetto della spinta del cavallo sia più facile di procedere in senso inverso• . L'esercizio deve essere pt•ima a mano sinistra poi a mano destra. L'abilita del volleggiatore dipende quasi esclusivamente dall'accordo del passo del cavaliere con quello del cavallo; è perciò necessario anzitutto insegnar-e bene questo. Avvicinatosi alla spalla del cavallo, il cavaliere, mentre' mantiene la corda nella mano in· terna, senza impedire l'azione dell'istruttore, nella maniera· medesima, afl'ert•a còn la mano ' esterna, le unghie in giù, la maniglia della fascia, appoggiando l'avambraccio sul dorso del cavallo, e continua a camminare parallelamente ad ~~sso, procurando di regolàre sul passo di questo la cadenza e la lunghezza del proprio, mantenendo il suo corpo di fronte, e posando i piedi sempre direttamente innanzi. L'istruttore comànda : In oolttggio

A - CAVALt..o.

Alla pt'ima parte del comando il cavaliere la·


67·

sciando la corda impu~na anche con la mano intet·oa la maniglia, le unghie in giù e prosegue a camminare di fro.nte accanto alla spalla del cavallo. · Alla seconda parte, spicca un piccolo salto innanzi, rimanendo i piedi in aria e buttandosi insieme a lert·a, di fianco ai pie.di an,teriori del cavallo, e sollevato dall'impulso pt·odotto dall'avanzarsi di questo, fa passa~.:e la gamba esterna sopra la groppa e, chiude·ndo la gamba int,eroa contro i fianco, si siede leggermente sopra il dorso. L'istruttore deve porre ogni cura cbe la spint~J sia presa nel modo anzidetto, ripetendo al «av~t liere di compiere il volLeggio se non lo vede nella · giusta altitudine. · Per insegnare tale spinta agli inesperti, è buona regola far loro eseguire isolatamente un salto inr nanzi coi piedi riuniti, dopo avet· fatto qualcb~ passo di fronte. · Pel volteggiare a galoppo, il cavaliere deve se· condat·e l'andatura del caYt:tllo a piccoli salti, po· sando sempre avanti la sua gamba interna con l'avv~rtenza di mantenere sempre il corpo di fronte. Qualora per procedere in tal modo il cavaliere trovi difficoltà a mantenere ambedue le mani alla maniglia, può impugnare questa solo con la. mano esterna, portandovi l'interna nell'allo di battere i piedi al suolo per voUeggiare. A q•1alunque andatura, però l'appoggio di ambo le mani sulla maniglia rende il cavaliere più leg· gero coll'avanzare ·e più agile nel volteggiare. Per far volteggiare a terra l'istruttore comanda: A-'l'J!:RR~.


63 Il cavaliere, impugnata la maniglia, fa forz.a sulle braccia, fa passare rapidamente la gamba intet'aa contro il fianco del cavallo, riunisce a questa l'altra e posa i piedi riuniti a terra di fianco alla spalla del cavallo, dopo essersi rivolto nella direzione di questa, mediante un istantaneo ' appoggio sulle braccia. Quando i cavaliet·i eseguono correttamente il detto movimento, l'istruttore lo fa ripetere con maggior sollecHudine ed energia, facendo omet· tere la momentanea fermata in appoggio e spin· gere in vece ·vigorosamente le gambe in dietro, mentre il cavaliere si puntella sulle bt•accia, af· finché questo possa saltare a terra in un tempo solo. Quando il cavaliere ha imparalo a volteggiare a terra e a cavallo camminando per breve tratto fra un esercizio ;e l'altro, l'istruttore fa riunire i due movimenti in un solo tempo, spiegando che nel venire a terra, se si contraggono leggermente le gambe nel momento in cui i .pieùi toccano il suolo, si riceve un impulso sufficiente per riportarsi sul dorso quasi senza impiegare la forza delle braccia. ' I cavalieri sono. pure esercitali a volteggiare a terra mediante il movimento di scavalcare una gamba sull'incollatura. La maniglia deve essere impugnata saldamente nel momento dj scavai· care la gamba esterna sul collo del ca vallo; le due mani, passando subito successivamente sopra la stessa gamba, impugnano estern ~:~mente a questa la maniglia; si devono posare i piedi di fianco · all'anteriot'e del cavallo spingendosi più innanzi secondo la velocità . dell'andalurli.


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121. Volteggio compieto. - Quando i cavalieri hanno sufficiente abilità nell'eseguire i volteggi dalla parte interna, l'istruttore insegna loro il voi- ~ teggio completo, ossia a -passare da l~rra destra a terra a sinistra e viceversa, !;uperando il cavallo. C~ò si esegue facilmente aumentando la spinta· prodotta dalla contrazione delle gamb"e nel mo- f mento in cui i piedi uniti toccano n suolo . . A principio l'istr~ttore richiede che il cavaliere superi una sola volta il cavallo dall'interno allo esterno, e che abbandoni la maniglia nell'atto di \ posare i piedi esternamente pei· allontanarsi de- \ finilivamente dal 'cavallo. Poscia lo fa volteggiare in sirnil modo più volle · di seguito, fino a che il cavaliere riesca a battere anche esternamente i piedi uniti una sol volta di r.anco all'anteriorA .. 122. Sedere sul cavallo. - Questo esercizio, che giova a dare disinvoltura e sveltezza ai cavalieri, si esegue facendo scavalcare una gamba sull'incollatura, oppur~ facendola passare sopra la groppa e quindi sotto all'aiLra gamba, mediante un l'orte appoggio sulle braccia. Compiuto il movimento, il cavaliere deve rima, nere seduto sul dorso del cavallo, con le gambe dalla stessa parte, i pugni fortemente attaccati alla maniglia, le spalle di fronte. Abitualo a sedere da ambo la parti, il 'cavaliere ·viene esercitato a passare da una all'altra di queste posizioni, sol!evandosi alquanto sulle brac· eia e facendo passare insieme le due gambe sullu groppa.

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70 123. Esercizi vari. - Col progresso di questa istruzione gli esercizi sopraindicati possono essere insieme combinati. Come norm!l si suggerisccno all'istruttore gli esercizi seguenti per i quali ser vono, opportunamente impiegati e combinati, i comandi sot'tosegnati ~ Da terra all'interno a cavallo. Da cavallo a-terra internamente ed esterna· monte. D~ cavallo sedAre internamente ed · esterna- l mente. Da terra all'interno-sedere esternamente. Da seduto esternamente o internamente-toc~ care terra e sedere dalla parte opposta. Da cavallo- toccar terra da una parte e sedere dall'opposta. Da seduto da una parte-sedere dall'altra. Volteggiare· totalment~ il cavallo e sedere internamente. . · Comandi: A-CA v ALL.O . A-TERRA

~

~

A-SEDERe .

l

Intern(:lmente Esternamente Internamente Esternamente

Volteggio completo. b) Volteggio in coperta. - La coperta si piega nel modo usato per disporla sotto la sella. Questo volteggio si eseguisce con ·Je stesse norme che in quello a pelo: esso presenta mag/ giori diffir.oltà a causa .del volume della coper.ta ~ della poca adesione. "Ua al dorso d'el cavallo .


IJ.

c) Volteggio in sella. - Questo esercizio presenta maggiori difficoltà qei precedenti a causa del volume della sella e della differente 'posi· filone dei pugni. 11 1 cavaliere àppoggia la mano esterna sul pomo della sella afferra con l'interna una ciocca di crini a mela dell'incollatura. . , A tutti i. ca vali eri si deve insego,are a saltare a cavallo e a terra in volteggio con la sella. Gli esercizi più complessi vengono insegnati a coloro che ,hanno maggiori attitudini. E!lel•cizi di ginnlll'ltiCla cou la 8Cil\bOII\,

124. Premessa . .- Questi esercizi hanno pel' scopo di rendere forte e sciolto il braccio, flessibile ed elastico il corpo, e di preparat•e il cavaliere alla scherma e al combattimentq a cavallo, renden· dolo familiare col maneggio della sciabola. Il maestri . di scherma dei reggimt}oti cureranno io modo speciale l'istruzione dei sott'ufficiali e dei caporali-maggiO L'i, onde questi alla loro volta possano ottenere dai propri dipendenti i maggiori risultati possibili. 125. Molinellp di testa a sinistra e a destra io tre movlmenth - Dalla poSi2ìiOoe di guardia innanzi, per principiare i molinelli, l'istruttore mettera il Mvalière nell& posizione per la puntata ; quindi 'avvertirà che si devono eseguire i molinelli di testa in tre movimenti e che ogni movimento sarà indicato coll'uno-dtte-tre. Pel molinello dì testa a sinistra dali!) positura por Ja puntata al comanclo: Uno:


72 Con un giro di pugno a des tra si volge il lllq in allo senza alzare il. pugno. Due: Si abbassa perpendicolarmente la lama colla punta verso terra, piegando il braccio e portando in pari tempo il pugno a sin istra a un palmo ~irca innanzi alla testa ed all'altezza della mede. sima, col filo della sciabola rivollo a sinistra, cos icchè lo sguardo passi fra la sciabola e l' avam 7 braccio; nello stesso tempo s i porta il peso del corpo sullà gamba sinistra, piegando il ginocchio sinistro e stendendo alquanto il destro. · Tre: Si portano pugno e corpo ancora più indietro, quindi, stendendo nuovamente il ginocchio e riportando il peso del corpo sulla gamba destra, si vibra un colpo di taglio, procurando che la sciabola descriva un arco di cerchio dall'alto in basso, accompagnando col peso del corpo l'avanzarsi , del ferro. Il braccio èlestro resta taso in modo che il pugno venga all'altezza del mento, la sciabO'Ia quas i orizzontale, colla punta quattro dita più alta del pugno, il filo verso te1•ra. ./ Pel molinéllo di testa a destra, dalla posizione. per la puntata a1 comando : Un.o :

Con un giro di pugno s i volge il filo della sciabola a sinis,lra. Due: Si abbassa perpendicolarmente la lama colla punta verso terra, piegari'dn i l braccio e portando


73

il pugno un poco più ·alto della lesta e a quattro dita distante dalla tempia destra in modo che la . sciabola venga a trovarsi in direzione della spalla destra, col filo rivolto a destra e la punta distante il meno possibile dal corpo, lo sguardo fra llavambraccio e la sciabola; in pari tempo, come nell'ànzidetto movimento, il peso del corpo. si trasporta sulla gamba sinistra. ·

Tre: Si portano, per quanto è possibile, pugno e corpo ancora più indietro, e.quindi, stendendo la gamba sinistra e portando il peso Jiel corpo sulla gamba destra, si accompagna l'avanzata del ferro con movimento del corpo, e l'acendo descrivere un semicer chio alla sciabola, si vibra un colpo di taglio r estando col braccio leso come nella posizione . descritta pel molinella a Sinis tra. In ogni molinella, ogni volta che si e::~egu~ il terzo movimento, portare indietro e stringere il pugno destro per aumentare sempre di più la velocità della sciab.ola. Per facilitare poi tutti i molinelli di destra, si avverliré. il cavaliere che troveré. un gran giovamento piegando le reni nell'atto che portà indietro il ferro. 126. Mulinelli di testa In due ed In un movimento solo. - Allorquando il cavaliere avrà acquistato sul'flciente abilità nei molinelli di testa in tre movimenti, sarà istruito per l'esecuzione degli stessi mollnelli in due rnovirn8.(lti, e quindi in un tempo e movimento solo. Per i molineHi di testa in due movimenti, dopo che il cavaliere sarà già messo nella posizione per la puntata, i comandi sono:


74

Per i molinelli di testa a destra (o sinistra) in due movimenti-uNo, DUE. Al comando: UNo:

Si esegue il primo movimento, cioè quello che serve a voltare il .filo della sciabola o in allo, o a sinistra. Al comando: DuE:

Si eseguono simultaneamente il secondo e il terzo mo.vimento. Per i molinelli di testa in un tempo solo si tralasceranno le diverse fermate riunendo ed eseguendo i tre movimenti in un tempo solo, e quindi al ca.valiere, che gia si troverĂ nella po!>izione per la puntata, ,!"i comandera: i molinelli di testa in un tempo solo-

p,,.

UNO, DUE.

Al comando: UNo: .

Si esegue il molinello di testa da sinistra. Al comando: DuE:

Si esegue il molinello di testa da destra. 1-27. Mollnello di figura a sinistra in tre movimenti.Come pei molinelli di testa, cosi pure per quelli di flgura, si metterĂ innanzi tutto il cavaliere nella posizione per la puntata: quindi al comando: UNo:

Si volgerai-w con un ~iro di pugno le unghie in allo, il filo a sinistra.


"'' DuB:

Alzando pèr movimento di ant!braccio la punta della sciabola, si porterà il pugno dall'alto in basso all'altezza della · testa, colle .unghie ·rivolte alla · tempia sinistra e distante un palmo circa dalla medesima, la sciabola verticale, il filo rivolto indietro ed il peso del corpo sulla gamba sinistra. TRE:

Abbassando indietro la lama, fin 'quasi in posizione orizzontale, tìlq a sinistra, si farà descrivere alla lama un semic.erchio orizzonl.ale all'altezza della spalla procur·ando di stendet·e bene il braccio e di trasportare nuovamente il peso del corpo sulla gamba destra, in modo ch6, compiuto il movimento, il cavaliere si trovi alla po~izione per la puntata. ' ' 128. Molinello di figura n destra in tre movimenti. -

Per eseguire il molinello di f1gura a des~ra, l'i· stt•uttore farà prendere la posizione per ·la puntata, ed al comando : UNo: ,

Si volgeranno con giro di pugno le unghie in basso e il filo a destra. Du r;: : ·

Alzando la sciabola per movimento 'd'avarn' braccio, si portera il pugno dall'alto in basso, · distante y.n palmo circa Clalla tempia . destra all'Altezza della medesima, le unghie in avanti, la punta inclinata alquanto a sinistra, il filo a destra e il peso del. corpo sulla gamba siniswa.


16 TRE: Abbassando indietro la lama fin quasi m posizione orizzontale, filo a destra, si farà descrivere a lla lama un semicerchio orizzontale all'altezza della S{>alla, procur·ando di stendere bene il braccio destro e di portare il peso del ~orpo sulla gamba destra, in modo che, finito il movimento, il ca·valiere si trovi alla· posizione per la puntata col taglio a sinistra. Per facilitare il molinello orizzontale di destM si piegherann-o le reni e s i spinger·a indietro la spalla sinistra all'avanzaesi del ferro, non distac· cando troppo nel giro il pugno dal corpo. · 129. Molinella di figura a destra e a sinistra in due e In un movimento solo. - Eseguiti questi motinelli in tre movimenti, si fa t•anno eseguire in due, tra· lasciando di fermarsi al secondo movimento, che verrà unito al terzo, come già fu spiegato pei molinelli di testa. Da due movimenti si passera a far li eseguire in un tempo solo, alternandoli uno da destra e l'altro da sinistra.


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· PARTE H. IS'l'IUJ ZIO~E J~DIVJDIJA.I.E

4. V.& V &.l.LO

...

130. L'istruzione individuale di equitazione, e cu1 norme sono raccolte nél presente volume, è ispirata al principio di formare cavalier'i e cavalli capaci di manovrare e proficuamente comballare nelle condizioni impostèci dal progresso delle armi da fuoco, dalla peculiare stt•ullura dei

nostri terreni e dalla brevità d1-1lla ferma. Ad ottenere ciò neces.sita fermamente convincersi che, nella istruzione a ca vallo, il lavoro individuale dev'essere la regola, quello collettivo l'eccezione; per<:<bé soltanto con cavalieri béne isll·uiLi individualmente si poll'à raggiunge•·e lo scopo precipuo di av~e l' ar:-rnonia nell'insieme e la forza viva nelle masse al momento d~ll'azione, senza sciupio alcuno per imperizia ed orgasmo. Il principio suggerisce il metodo, ma è sopralutto nell'applicazione del metodo che risiede l'essenza della istruzione. E poiché non è razior\ale sottoporre l'a-ndamento dell'istruzione a-cavallo a rigida disciplina prescrivendo passo a. passo quanto dev'essere

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praticato, cosl qui viene lasciata quella elasticita di cui l'equitazione ha bisogno per. riuscire ad• un tempo· facile e gradevole. Il presente regolamento, per cio, insegna il meccanismo dei movimenti individuali; l' applicazione è lasciata al discernimento di chi istruisçe. Queste le basi della nostra equitazione militare, che appunto coincidono con le condizioni irnposteci, come dicemmo dal progresso delle armi da fuoco, dalla plastica dei nostri terreni e dalla brevjtà della ferma .

. CÀPO 4° ISTRUZIONE DELLE RECLUTE. Gener&lità..

131. Lo scopo al quale si deve essenzialmente mirare, nell'impartire questa jstruzit•ne, è quello di mettere fin dall'inizio il cavaliere in una giusta comunicazione con il cavallo mediante un leg~ero contatto, che l'ideale vorrebbe mantenuto in qualunque momento, con la bocca di esso; ed in pari tempo di dare alla recluta un assetto in sella solido, comodo, militarmente estetico, tale da non contrastare mai al cavallo, nemniEmo col peso del corpo, quella completa libertA di movimenti a questo indispensabile per eseguire col minimo sforzo~ e quindi di buona voglia, tutte le · azioni che il cavaliere gli richiede. Data la difficolta per ogni cavaliere, anche pro. vetto, di màntenere durante ogni cambiamento 4i


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equilibrio del cavallo ìl leggero contatto di cui sopra, occorre cercare d'infondere snbito alla recluta, come principio- base di tutta la equitazione naturale: di preferire una superflua libertà di bocca ad una diminuzione, per quanto minima, . della dovuta liberta; dimostrando come gl'incon· · venienti che possono nascere nel primo caso siano · 'piccolissimi in confronto di quelli deleteri che produce inevitabilmente il secondo. Per questo è utile che nelle cavallerizze le reclute• trovino le barrleré a terra, quasi facenti parte del piano· della cavallet•izza stessa, e che sin dalla prima volta vi passino sopra al passo portando sempre le mani avanti. In quanto all'assetto in se~la, la prima idea da infìllrare alla recluta per ottenere subito una solidità relativa, è quella del tallone basso. À raggiunget·e il più pre!;lt.o lo sr.opo occorre · sopprimere ogni difficollà, e quindi: a) sella e staffe fin dall'inizio dell'istruzione; b) cavalli montati in precedenza, ed esclusi assolutamente quelli che tirano cà!ci; ·e) nei primi due o tre giorni, ogni recluta viene accompagnala fuori della cavallerizza da un anziano a cavallo, ìacendo uso di una tet·za redine. Questi ins,egna aJla· recluta quello che esige l'istruttore. È bene che anche i cavalli degli anziani siano mossi prima. Man mano che si vede una recluta tranquilla e a posto, si ordina all'anziano di !asciarla. Messe al trotto le reclute unitamepte agli anziani fin dal primo giorno, si dice a quelle d'imitare quest~ nel t rotto legge11o, come li avranno


80 già imitati (anche io co1·tile e nella scuderia) nel montare e smontare da 'cavallo. Invitare sovente le reclute ad inclinare il busto innanzi cen:ando di accarezzare il qa,vallo sulla ·spalla interna, pt:lr ottenere subito da esse che . prendano l'assetto sulle ginocchia e sulle coscie. Consigliare di non .fasciare · mai il cavallo coi polpacci. Non dire mai di tenere le punte dei piedi. in dentro, ma invece far capire, sopra- 1 tutto con l'esempÌo, che cosa s'intende per suola in fuo ri. Insistel'e per ottenere il Lallone b'asso. L'istruzione deve procedere facile e piana, mai monotona; dio'ertente per i piìt, tendente n formare il cuore del caoaliere, senza procurargli disgusti e cattive im pressioni derivan~i dalla fatica non compresa e dalle cadute molte volle pericolose per il fisico, sempre dannose per il rnorlll~ .

L'istruttore deve cercare di ordinare ai singoli cavalieri movimenti che no'n possano essere es~­ guiti per imitazione. È superfluo aggiungere che tale sistema d'istruzione per dare i frutti desiderati, richiede riegli istruttori oltre la voluta capacità, anche la profonda ~o n vinzione, e che siano animali da ver'tl. passione per il cavallo e per la missione che compiono. Il constatare ad ogni istante che si é ottenuto un progresso, anche piccolo, da una recluta, deve esse~·e già per l'istruttore · un compenso tale da rendere anche a lui divertente il suo lavoro. E la progressione di questa istruzione dev'essere una successione continua di avvertimenti, consigli, approvazioni, corre4ioni, esempi da dare


81 a tempo e luogo incessantemente e ·individualtnonte; non trascurando di assicurarsi volla pet· volta per mezzo di domande che tutto sia stato compreso anche dalla mente più tarda fra quelle che si devono educa!'e. E opportuno notare come tale sistema d'istruzione vada perfettamente d'accordo con quello dell'istruzione del cavallo. Procedendo costarltemente, cou progressione sc!'upolosa e di pat·i passo nei due insegnamenti si potranno raggiungere i migliori risultati senza che l'uomo ed il cavallo abbiano potuto accorgersi, e quindi diffidare, delle difficoltà superate per arrivarvi. Lo scopo é di fare dei combattenti a cavallo, vale a dire dei cavalieri che possano servirsi delle armi senza nessuna preoccupazione dell'animale cho montano, ma anzi col morale eleoato per la fiducia e confidenza che il cavallo ha loro ispi· rata. Soltanto la scuola individuale pu6 far nascere qutlsla fiducia, ove si tenga sempre presente che il lavot·o individuale a volontà del cavaliere dev'essere la regola; il lavoro in sezione, a volontà dell' istru#.f)t'e, l'eccezione. Appena si abbia la voluta confìdenza al trotto, si dice alle reclute di metlersi al galoppo, usando all'uopo una baccheltìna, della quale é bene ognuna di esse sia provvisla. Da principio ie barriere devono essere poste contro lo steccato, poi isolate; esse possono es· sere sollevate di 25 o 30 cm. e devono a tale 6 - Regolnm. <U ese1·cizi ài cavalleria.

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altezza essere tenute per gran parte dell'istru. zione. È anche inteso che il graduato che coadiuva l'istruttore, dev'essere.. capace di montare ogni cavallo che accenni a viziar;;i, a causa dell'imperi~ia momentanea del suo cavaliere, per modo d'inse(lnare alla recluta come rimetterlo sollecitamente a posto. Al galoppo insistere più che mai nel fare accarezzare le spalle del cavallo. tenendo le reni avanti, per combattere la tendenza a portare il corpo indietro, prendendo in tal modo un asseilb falso e dannoso. . Assetto. - Busto elastico e Eronto a secoudare i movimenti del cavallo; reni avanti, spalle ~ tes~ta e ~ciolta. ,---;..---- \ Le braccia natural~~ n~e_l~gg,tr­ meiJte pìegaLe al gou!_i.!:g, l~ U l tlll t nfllla stessa di· razione dell'avambrllccio, i polsi elastici e sno- l dati. - I pugni non troppo chiusi per non dare rigidezza alla mano ed impedire che. il cavallo abbia nei diversi cambiamenti di eq!lilibr•io la libertà necessaria. Le coscie oblique in avanti, le ginocchia ferme, ma snodate, per non puntar~ col piede sulla staf1'a; le gambe naturalmente cadenti ; il tàllone basso e la suola in fuori. Avvicinare il più possibile l'inforcatura all'arco anteriore del1a sella. · 'Per mostrare poi alla recluta l'assetto volLllo, è utile che l'istruttore a cavallo,,si 11)etta in posizione perfettamente corretta, ma col busto in appiombo, per mostrare come si possa inclinare leggermenLe il corpo verso l'incollalura del cavallo,


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pur mantenendo la testa alta, le reni avanti e le spalle indietro. Per combattere la rigidezza ed impedire che il cavaliere prenda il vizio dannoso di fissare abituaJmente le orecchie del cavallo, interrogarlo sovente, invitarlo a guardare subito da tutle le parti, in ,qualunque momento, in m~do ?a costringerlo a s'entire dalla mano quando il c~vallo ila bisogno di cambiare equilibrio. La mano non lo ingannerà mai; l'occhi0 può ingannare sovente. In seguito si cerchera di fa1· comprendere alle reclute come i .nemici del cavallo montato siano: il dolore che ·gli produce in bocca l'azione del · ferro, il peso del cavaliere che non rispetta le reni, il peso deija ·bardatura, gli speroni. Dimostrare come il cavaliere che cerca !iull.a. bocca_o sulle reflini (o peggio- ancora su quella esu queste insieme) il punto d'ae_polffi:!.o per mantenersi in equilibrio, contrari il carattere e logorr il fisico dell:.animale. · -• Di qui l'•m_E?rta~d~ll'assetto su_!!~J~.!n~~hi.a e siille coscia, che rende al cavallo..,1iù~2!.:' t~ peso del cavaliere. a l ter mine di otto o dieci giorni d'istruzione tutte le staffe saranno state volta a volla regolate dall'istruttore e dal sottoistruttore. Non dire mai mani ferme; cercare invece ·di far comprendere al cavaliere il significato della prescrizione di andare con ta bocca del cavallo, cioè di 'manlettere. costante a leggero appogqio, assecondàndo con la mano tutti i cambiamenti di posizione che fa la testa de~ cavallo alle varie andaLure, specialUlente al galoppo.

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Per ottenere questo, bisogna che le spalle, i gomiti e i polsi siano flessibili ; ed allora anche i cavalli comunemente detti duri di bocca non punteranno sulla mano. Ripetere, fino a ~be tutti le·abbiano comprese, le seguenti avvertenze nel ca val care a volonla: I. Eseguire sempre ad ogni angolo della cavallerizza l'azione di redini necessaria per farvi entrare il cavallo, r egolandosi come se si volesse girar·e il cavallo in fuor·i. Il. Ogni qualvolta un cavaliere si tròva dietr'o ad un altro, con la stessa andatura e ca !enza e nella stessa direzione, ad una dislanr.a minore di 4 o 5 passi, fare subito un movimento qualunque per non seguire più oltr e chi prPcede. III. Fermare sovente il propriotcavallo. ' IV. Fare i cambiamenti di caden.:a al trotto e al galoppo. Non, si devono dare norme precise pet• far rom pere il cavallo alle varie-~ndature. La,..crare cl1e ' la recluta provi e s'ingegni per conto suo, aiutarla e correggerla solo quando è necessario. Non parfare jn principio, di galoppo giusto; non insisterpi in seguito, per non infillrare l'idea che il cavallo debb,a galoppare da una parte piuttosto cb.e dall'altra. . Come dato di fatto però. in seguito si fa notare che quasi tutti i ca vaili montati in tal morlo rompono giusto in cavallerizza per naturale equilibrio. Quando le reclu$e hanno anche imparato a trottare sempre sul diagonale interno si spiega come ciò facilita molto il rom per e al galoppo interno. Rip1·endere però fin da prinéipio i ca-


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valiel'i che per rompere al galoppo guardassero la spalla interna del cavallo. Esercizi che si suggeriscono. - Giuoco della rosa. Inseguimento di un cavaliere per parte di uno.., due o più cavalieri Piccole siepi da sall.are. Esercizi ginnastici semplici, sempre con le redini in mano. Cavalcare a coppie a volontà e in sezione. Piccoli eset•cizi di combattimento contro un fantoccio messo a cavallo. Di pari passo a questa equitazione , fatta in cavallerizza va svolta l'equitazione all'aperto. In una quindicina di giorni di b~n inteso la· voro in cavallerizza, l'istrutlore pu6 mettere le reclute a cavallo in guisa che non riesca peri· coloso portarle all'aperto. Giova convincer si che con l'equitazione all'aperto la recluta può facilmente fortificare il suo assetto in sella, poichè quivi irnpt~rli come meglio deve regolare il suo equilibrio per essere t'erma nelle diverse azioni e posizioni che prende il cavallo, anziché con ìl lungo esercizio senza s taffè. Per i primi tempi le reclute disposte a volontà sono esercitate ad incontrarsi e sorpassarsi; di poi sono disposte a frolle. In detta formazionè i cavalieri per le prime volte devono avere fra · loro distanza ed intervallo·da 1 a 3 passi. L'istruttore deve avere somma cura di distaccare sovente qualche cavaliere dal gruppo. Si dev'e subito far comprendere alla recluta come debba contenersi perché il cavallo lavori bene in campagna, poiché il cavallo lavora bene e volentieri quando il cayaliere si studia di rendergli meno disgustose che può le proprie

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azioni !asciandolo completamente Jìbero nell'impiego delle forze e degli equilibri. Proporzionatamente si fanno eseguire delle trottate e dei piccoli galoppi usando, nella durala, la voluta progressione ed esigendo che ciasc:mo guidi il proprio ca vallo e lo l'accia camminare diritto conservando la calma e la cadenza. S'insista perché le mani siano tenute basse con appoggio leggerissimo lasciando i eavalli con l'incollatura dis1esa, i pugni sempre pronti a cedere e ,ad avanza!'si quando il cavallo mostra di voler disLendel'e maggiormente la testa etl H collo in avanti, a t'esistere quando iu vece vuole . torcere il col!o lateralmente per deviare opput·e lo distende in avanti per reagire od opporsi alla mano che lo trattiene; il busto fermo e leggeflmente inclinato· innanzi, specie nei galoppi; le gambe pure fet·me, aderenti, ma non forzatamente, al costato; il piede tutto introdottO nella staffa, con il tallone costantemente spinte/ in basso e la suola in fuori. Si deve osservare che i cavalieri aiutino i cavalli senza asprezza, ed usino la dovuta progressione proporzionando sempre gli aiuti alla sensibilità del cavallo, e che in questi aiuti non irrigidiscano mai la· mano. S'insegni che nel trattenere in generale, e con cavalli nervosi in particolare, é ulile rilasciare tutti i muscoli del corpo, evitando in special modo di distendere le gambe avanti ptJ.ntando sulle staffe, e che, obbligati qualche volta a tirar e le redini, non si debbono mai alz(l.re le mani.


87 Quando si è ottenuto che i ca"alieri non con· Lt·tu·ino più i ca valli ne!randare e elle ques U lavorino tranquilli con l'incollatura distesa parallelamente al terreno guardando dove mettono i piedi, si può incominciare con buon successo il lavorò attraverso ter reno accidentato. In questa istruzione di <:ampagaa, assume importanza capitale l'esempio .dato dall'istruttore e da qualche soldato anziano, s ia per quanto riguarda la correttezza della posizione, sia per infondere calma e risolutezza nell'affrontare le difficoltà, sia e sopratutto per dimostrare il grande effeLLo che produce jJ cedere, portando le mani avanti di quel tanto che il cavallo nell'eseguire il movimento domanda. 132 Ripartizione dell'istruzione. - L'istruzione a cavallo delle recJute si di vide in due periodi: (1) t• l::;li'U:Gione in

fi-!

letto; In cavallerizza ed al20 I s truzione in l'aperto. mor·so; La durata di ciascun periodo é determinata in massima dal grado di abilità raggiunto dai cavalieri. Non devesi- pres tabilire il s imulLaneo passaggio dall'uno all'altro periodo di tutti i cavalieri, quando, per varie ragioni, il loro grado di istruzione è troppo disparato.

(t ) Con l'adozione del morso snoclato l'istruzione in Oletto si compio facendo uso del Il letto abbeveratolo . .Nella istru7Jone In mors.o si fara menzione delle. r~dioi sup'eriori e di quelle inferiori applicate al morso snodato-


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Primo periodo. (in filetto).

133. Si dà alle reclute equilibrio ed assetto in sella, e si insegna a condurre il cavallo col filetto. Uniforme ordinaria con berretto, senz' armi e ' senza spe1·oni. Il cavallo in sella con staffe e filetto. Le reclute nei primi giorni accoppiale ad anziani. PROGRE SSIONE. a) In cavallcl·izza.

Esercizi preparatorf.

Montare e saltare a cavallo. Smontare e saltare a terr~. Aggiustare le staffe. Aggiustare le redini e va1·i modi di. disporle nelle mani. · ~rovimenti delle mani per guidare il cavallo, Pressione delle gambe. Avanzare al passo. Ferma11e dal passo. Voltare a destl'a o sinistra. Entrare nella cavallel·izza Uscire dalla cavallerizza. Cavalcare' a mano destra ed a mano sinistra. Cavalcare in circolo. Trotto.

, ......


Rimettere al passo. Fer mare dal LrotLo. Tagliare la cavallerizza. Cambiamento di mano diagonale. Volta. Uambiamento di volta. Cambiamento a mezza volta. Cambiamento trasversale. Riposo. Trotto ali ungatò. Rompere al galoppo dal trotto. Suodamenti. Passare la barriera. Esercizi individuali.

Ripetere i prècedenli esercizi. Mezza volta. Dietro front individuale. Obliqui. Trotlo di scuola. Indi e treggiar~.

Cavalcare a volontĂ . Salto della barriera. b) All'aperto.

Cadenze delle andature. Cavalcare a gruppi ed individualmente. Percorrere terreno vario e superare osli.H;Oli naturali.


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a) In cav &lllea·;,..za.

Esercizi preparatori.

134. Montare e saltare a cavallo. - La recluta impara questi movimenti per imitazione vedendoli eseguire da~ soldato anziano che le viene assegnato. Non si fa eseguire l'esercizio di saltare ·a cavallo se prima la recluta non lo ha bene imparato sul cavallo ginuastico, onde evitare di disgustare il cavallo con calci agli stinchi e stiramenti lunghi e dolorosi della criniera. Comando: A cavallo. Dalla posizione del cavaliere a piedi col cavallo a IIHIIIO (Pr~;~Li~.:a ùel ~o:t1 vallo) volgt:H'l;i verso la spalla del ca vallo av,vicinandosi alla medesima, prendere con la · mano sinistra le redini del' filetto con l'anulare in mezzo, e affet·rare con la stessa · mano, col palmo rivolto in alto, l'arco anteriore del la sella. l'iegando e alzando la gamba sinis tra, introdurre il piede si'nistro per un terzo nella staffa, senza toccare con la punta il ventre del cavallo; prendere due o tre spinte sul piede destro e, afferrando con la mano destra la pateLla della sella, raddrizzarsi sulla gamba sinisti·a e rimanere per un islanle in appoggio. Portando il peso del corpo sul braccio sinistro, passare la gamba destra naturalmente· piegata sulla groppa senza toccarl.a mentre la mano destra s i porta all'arco anteriore; sedere leggermente in sella; introdurre il piede


destro nella staffa e prendere le redini una per mano. Queste, affibbiate alla loro estremità, passano fra l'anulare ed il mignolo ed .escono fra l'iùdice ed il pollice che preme su di esse. Le redini sono rivolte in modo che la loro faccia interpa sia a contatto del collo del ca vallo; le loro estremità cadono lungo la spalla destra del cavallo. Per saltare a cavallo prendere còlla mano sinistra, insieme. alle .redini; una ciocca ai ,crini a metà dell'incollatura e porre la mano destra all'at·co anteriore della sella. f>iegando alquanLo le gambe, sollevarsi in appoggio' sulle braccia · mediante una vigorosa spinta sulla punta dei piedi, lo sguardo alla lesta del cavallo. Successivamente far passare la gamba destra sopra la groppa mantenendo le braccia tese e prendere un leggero assetto in sella ·~ome è dello pAr mon· tare a cavallo. Dopo che le reclute hanno imparalo a montare e 'salta,re a cavallo dalla parte sinistra, si esercitano in modo analogo dalla parte destra. 135. Smontare e saltar~ a terra - Si fa pure esa· guire per imitazione. Comando: A terra.

Per smontare ~ !inistra passare le redini nella mano sinistra e afferrare con la stessa mano l'arco anteri01·e della sella sttl quale va ad appoggiare anche ' la mano rlestra; togliere il pieJe destro dalla staffa. Facendo rorza su'lle braccia, alzare alquanto il sedere dalla sella, far passare la gamba destra sulla· groppa senza toccarla,


92 riunirla alla sinistra mentre ia mano destra si porta alla paletta, e rimanere per un istante in appoggib con le gambe tese. Togliere la mano destra dalla paletta piegando la gamba sinistra, e\ nel temp·o stesso, facendo un leggero obliquo a destra col piede sinistro sulla staffa, pc•sar·e il destro a terra; levare il sinistro dalla staffa per riuuirlo al destro e pren. dere la posizione del cavaliere a piedi col cey./. vallo a' mano. Per sa!lare a• terra a sinistra appoggiare le due man i sull'arco anteriore della sella, far forza sulle braccia, s'cavalcare la gamba destra riunendola ali~ sinistra e regolarsi come é detto per ~olteggiare a terra al N. 118. Lo smontare t>d il sallare dalla parte destra si eseguiscono in modo analogo a quello descritto pe" la sinistra, . Si può smoo lare passando una gamba sull'incollatura tanto a sinistra quanto a de:;;t.ra, nel modo insegnato nel volteggio, avvertendo di togliere prima i pi'edi dalle staffe e riunire le redini nella mano opposta alla gamba che scavalca, per far le poi passare nell'altra mano prima di scendere, l 136. Aggiustare le staffe. - A man.o a mano che le reclute perfezionano il loro assetto in sella v1ene regolata la misura degli stafflli, tenendo conto della reazione di ciascun càvallo. Non si deve parlare di s taffare corto o lun~o, ma si fa invece comprendere che la staflatut·a è una sola - ·quella giusta. La staffalura è giusta quando il cavaliere nel suo giusto assetto in sella e col cavallo in ap-


93 piombo sulle quattro estremità conserva un comodo appoggio sulla panca della staffa. Con le armi alla mano, se le stalle sono bene aggiustate, il cavaliere deve poter· vibrare una sciabolata o una puntata, senza perdere la sicurezza dell'assetto in sella col sollevare le ginocchia. 137. Aggius!are le redini. Vari modi di disporle nelle mani. -S'insegna alla recluta dall'anziano facendo

vedere e poscia eseguire. P~r r,accorciare una red ine far scorrere la mano verso l'incollatura, mentre l'alLr'a mantiene fissa e leggermente tesa la redine con le pl'ime due dila \t Oo\·endole raccorciare tutte e due,. fare Io stesso movimento successivamente per ciascuna di esse. Per allungare le redini, !asciarle scorr€\re nelle mani sollevando il pollice, fiochè $Ì sonlu diminuito l'appoggio. Per riunire le due redini in una mano, [!Or· tare questa innanzi alla met'à del corpo, aprire le prime ke dita, farvi passal"e l'altr·a redine fra l'anulare ed il medio, e farla uscire soLto la prima tra l'indice e il pollice. Con la mano libera quìndi prendere ·di sopra al\'alka mano le estremità delle due redini affibbiate e abbandonarle sulla spalla corrispondente del cavallo; chiudere il pugno che tiene le redini. Porre la mano libera chiusa s-ulla coscia, col mignolo appoggiato presso la piegatura della med~sima, il pollice disteso sull'indice e diretto verso l'incollatura del ca vallo, il braccio naturalmente cadente, la spalla, nella posizione normale.


94 Per riprendere ttna redine per mano, introdurt•e l'indice, il medio o l'anulare della mano libera tra le du~ redini dinanzi alla mano che le tiene, e riprendere la posizione del cavaliere cori le r edini alla mano. 138. Movimenti delle mani per guidare Il cavallo.-' Per trattenere, tir§re gra'ùatamente in _modo eguale . le r,_edini ·ver so l'it1forcatura~dendo le ginoè:" cltia senza pot'Tare le gaiiibe avanti, e ciò fìno a chtl il ca vallo · abbia ob_bedito. Per cedere,-&Jlentare grt~d~l!!_~enle e in ~ eguale ambedue le redini cou ....._m.ov1menlo owo~to a q~ trattenere. Per girare a destra (o a sinistra), ti: .are la redine destra (o sinistra) ritraendo il pugno verso l'inforcatura ; col pugno sinisteo (o destro) cedere di altrettanto, mantenendç> la redine aderente all'incollatura.· 139. Pressione delle gambe. - Senza staccare nè solle~are il ginocchio, premere il ventl·e del cavallo con la parte interna dei polpacci, impiegando rorza propol'zionata alla sensibili là del.cavallo; ripetere, se fa bisogno, tale azione, staccando se occorre le gambe e riavvicioandole con forza sempre maggiore. 140. Avanzare al passo. - L'istrultor·e comanda: Passo, che preso dagli anziani viene imitato dalle reclute. 141. Fermare dal passo. -"Comando: Alt. Trattenere gradatamente si fermi.

i!

cavallo fino a che


142. Voltare a destra e a sinistra. - L'istruttot'e a fine dt esercil.al'e le t'eclute a mettere in pratica i movimenti necessari per girare il cavallo, fa eseguire voltate a des tra e a sinis.tra, facendole dapprima eseguire sempr~ alla s tessa mano. Le volla le devono essere esaguile avanzando senza cambiare cadenza. 143. Entrare nella cavallerizza .._ Fin che le reclule non sono in g1·ado di recarsi nella cavallerizza a cavallo, vi sono condotte coi ce. valli a mano unitamente agli anziani. Entrano rasentando lo steccat0 e si dispongono sulla linea mediana della cavalle1·izza a due pa$si' d'intervallo al comando dell'is t m llo re di : In linea a destra (o a sinistra) dalo quando il cp.valiere di tosta é giunto presso il termine dellatb lungo. I,.e reclute volgono contempot·aneameo te dall~t p!:lrle iudicala e si fermano al comando di Alt che è dato quando stanno per raggiunget'e la linea mediana. t'istrullore, fatte salit'e le reclute a cavallo, le dispone sulla pesta al comando:

Per uno a .. passi. Il cavaliere di destra m uove al pa~so dit'OLla· mente verso la pesta, dove giunto gira a sinistra; gliaJlri cavalieri muovono egualmente l'uno dopo l'altro. Quando 'le reclute entrano nella cavallerizza a cavallo, s i portano senz'altro sulla pesta.


96 L'istruttore può talvolta alternare i movimenti a volontà con quelli d'insieme e per insegnarne il meccanismo ripartire le reclute in 2 sezioni. 11-l. Uscire dalla cavallerizza.- Coi cavalli a mano o montati, le r eclute escono dalla cavalle1·izza senza prima disporsi in linea, al comando :

Dalla caoalleri:ua. H5. Cavalcare a mano destra ed a mano sinistra. Dicesi cavalcare a mano destra o a mano sinistra, secondo che si ha il fianco dest~o il sinistro volto verso il centro del la cavall erizza e che per passare l'angolo si git·aadestra od a sini· s~ra. La redine, il pugno e la gamba che si trovano verso il centro diconsi inte rni; esterni gli opposti. 146. Cavalcare in circolo. - Quando le reclute hanno acquistalo sufficiente franchezza sulla linea retta, l'istruttore le esercita a cavalcare in circolo, insegnaQ.do il movimento al passo e tae:endolo poi eseguire di trotto. Il busto dev' es~ere alquanto piegato in dentro per mantenere più facilmente l'equilibrio. Comando:

o

In circolo. I cavalieri di testa delle sezioni vollano gra· datamente il cavallo e per corrono· un circolo, g rande in modo da toccare i due lati lunghi. Gli altl'i seguon o occupando tutta la cil•confet•enza.

Sulla pesta. I cavalieri di testa, seguiti dagli allri, rjtornano sui lati lunghi . 147. Trotlo. - L'istruttore comanda:

Trotto


. 97.

cf1e preso dagli anziani vien., .milnto dalle r.eclute. Si fa sempre uso del lrolto leggiert che gli a òziani incominciano subito ad insegnare alle reclute (i). 148. Rimettere al passo. - Comando: Pa8so. Tt•attener e fino a che il ca; allo non si sia messo al passo; quindi eed~re . 149. Fermare dal trotto. -Comando: A.tt .

l

Trattenere con azione più energica e prolùngata fino a che il ca vallo non si sia fermato. 150. Tagliare la cavallerizza. - Oomando:

•Tag.liate:I cava!!_eri di !eslaJ...ROCO prima di giungere alla meurdel lato lungo, girano '"dir igendosi perpendicolarmente al lato opposto e t•ientrano sulla pesta girando dalfa stessa parte. Gli altri seguono. 1'51. Cambiamento di manò diagonale. -Comando: • Cambiamento diagònale. · l c·avalieri di testa giunti alla tlne del lato corto oltrepassano l'angolo, indì girano a pol!'tr a poco in dentro ed attraversando diagonalmente if qua. drilungo s i dirigono al lato lungo opposto in modo da giunger vi 9 passi circa prima dell'angolo; gli altri seguono. (t) Nel trotto leggiero Il cavaliere invece di baU~re Il sedero in sella ad ogni tempo si m•ntiene sollevato sulle stalfe durante la spinta di un bìpede per sedersi poi leggermente ip sella quando il cavano poggia a -terra l'all.ro bipede.

7 - Rego/am.

!li em·ciii <1Je1· la ca1Jallvtia,

~


98

--

152. Volta. - Comando: Volta. I cavalieri di testa, dopo ollrepassalo l'angolo si regolano mode da per correre un circolo che abbia un diametro un po' inferiore alfa metà del lato corto. .J.oanti.

in

Si pl:'osegue sulla pesta. 1[>3. C~tmblamento di volta. -Per far cambiat•e di mano alle sezioni che sì trovano s ulla vo1tà l'istruttore comanda: Cambiamento di oolia. I cavalieri di testa, mediante un cambiamento di mano si portano a formare una volla nell'angolo vicino. Gli altri s~guono. ·1M. Cambiamento a mezza volta. - Comando: . · Cambiamento a mezza oolta. I cavalieri di testa, quando swmo per giungere alla meta del lato corto, giJ.lano e si dirigono al1a" ~età del ·Jato lungo ultimamente percorso, ·dove ri prendono la pesta ; gli allri fanno lo stesso· seguendo alla prescritta distanza. 155. Cambiamento trasversale. - Comando : Cambiamento trasoer,sale. l cavalieri di testa, dopo aver oltrepassata la metà del Jato lungo, girano dirigendosi al Jato opposto e cambiano di mano. 156. Riposo. - Comando: Riposo. Ogni cavalìere allunga le redini per lasciar ab· bassar,la testa e distendere iJ .collo al cavallo; se


99 in moto, lo aiuta solo qnauto occorre perchè non s i fermi;. può muovere il busto, ma non deve alterare la posizione delle gambe. _ Durante il riposo si accarezzano i cavalli sul col1fo, snlle spalle, sulla gt•oppa, con una mano o con l'altra, r·iunendo le redini nella. mano oppos ta e piegando convenientemente il .busto, senza spostare le gambe. Per chiamare l'attenzione l'istruttore comanda : Attenti. 157. Trotto allungato. -Comando: .· A,llungate.

Accelerare graJatamente. la cadenza ael trotto con aiuti delle gambe, dando m!lggiore appoggio cop le reùini·. Nel trotto allungato il cavallo deve avere l''inc.ollatura distesa sul prolungamento della linea dorsale: deve entrare poco negli angoli. Dopo aver compiuti alcuni giri, le sezioni veogonp messe al trotto ordinario col comando: Rallentate.

Tratte11ere gradata mente il cavallo fino a r.prender·e l'ordinaria . cagenza. 158. Rompere al galoppo ·dal trotto. - N'ell'intraprendere questo eserc•zio, s'insegna alla recluta a spingere il cavallo oHre che con le gambe anche con il colpo di lingua e con lo scudiscio. Il galoppo ~·incomincia sempre sulla linea cir· colare perché · il cavallo dovendo percorrere una linea cur.va, si trova già, naturalmente disposto a p1·endere il galoppo sul piede interno ed ha inoltre .minor tempo di prècipitare l'anda·


J.VV

tura; la recluta poi seguendo sempre la stessa circolare trova al .galoppo più facilme(tLe il propriq equilibrio.

ljne~

Coma~d?: Allunga~e,

galoppò.

l cavalieri spingono sempre più i <:avalli, por·

~ndo

i pugni alquanto in fuori. · 1 L'esercizio del galoppo dopo essere stato ri- petuto in cir·colo, è l'atto eseguire anche sulla pesta, ma con lo stesso sistema, cioè rompendo dal trotto e passando per questa andatgr.a- nel rimettersi al passo 159. Snodamenti. - Quando le reclute hanno sufflcien te equilibrio, l'istruttore le esercì ta negli snodamenti, con progl'essione, alle tre andature af-· finc~è acquistino maggior scioltezza.· · L'istrutrore fa tenere le AslPemità delle redini in una mano, col comando:

Estremità delle redini nella mano destra (o .sinistra). In moto, i cavalieri di testa non eseguono i· mo-vimenti di snodamento; tutti gli altri tengono ·le éstremita delle ..redini nella mano. Pèr ottenere tranquillita nei cavalli e ricavare da questo esercizio buon'i risultati, l'istruttore si attiene alle segueo.~i norme : • 1• Far eseguire una trottata di qualche du· rata, tenendo con una mano le estremità delle redini, prima di prendere le posizioni ginnastiche. 2° Disporre convenientemente i graduati e soldati anziani a piedì. _ 3° Far accarezzare frequentemente i cavalli • .l


101

4• Esigere di tenere nella posizione normale le ·estremilà delle · redini nella mano estel'na; mentre il braccio interno sta naturalmente pen· dente lungo il corpo. a)

Posi::ioni.

Mano destra Mano destra • ,

o

o

sinistra sinistra

a-PUGNO.

al-FIANCO.

Si prendono queste pos izioni come nella gmnastica, conservando le estremità delle redini in una mano. b) Movimento de( braccio destro o sinistro.

Le spinte e le rotazioni delle braccia si fauno pure come nell'istruzione di ginnastica, avver lenùo di non irrigidire il braccio per non solle. · vara il sedere di sella. c) Movimenti del busto.

Nei piegamenti avanti accarezzare il cavallo dalla spalla fino all'aval)\bl·accio. Nei piegamenti indietro- che a cavallo devono consistere solo nel voltS;re il busto alq uanto indietro a destra ~ ..t sin is tra - accarezzare la groppa, guardando sempre dalla_parte verso la quale si è voltati. Tali movimenti non devgno essere forzati. d) Movimenti delle gambe.

-Comando~

Gamba tlestra (o sinistra) a-vANTI. Senza stacca~e il ginocchio, stendere avanti la gamba in direzione della coscia, abbassando la punta del piede; inc]i rioi<~.!l;~"~ ... nella posizione d1 prima.


102 Continuare il movimento sino al comando: A-POSTO .

Gamba destra (o sinistra) in-DIETRO.

Senza muovere il ginocchia, piegare la gamba verso il fianco del cavallo indi abbassarla nella prima posizione. Continuare il movjmento fino al comando : A-POSTO.

Insegnati partitamente questi due movimenti, l'esercizio dovrà -con sistere nel far eseguire di seguito i movimenti avanti e indiell·o col comando: aoanti, indietro, continuando fino al comando: A-POSTO.

I movimenti si eseguiscono poi con la gamba sinistra, e per ultimo con le due gambe nello stesso tempo : i comandi sono analoghi ai precedenti. 160. Passare la barriera.- Durante questo periodo le reclute sono già state abililate a 'passare l'llle varie andature sulle barriere disposte a terra. Col proseguire dell' istl'uzione, le bàrriere vengono ai poco sollevate, e '!'esercizio, non esigendo s forzi dai cavalli, può essere continuato per qualche tempo durante l'istruzione, giovando all'equilibrio delle reclute. Deve essere eseguito sempre con le r~ini alla mano per incominciare a capire gli equilibri del cavallo. Le reclute de· vono esser molto esePcitate a passare le bar-_ rlero accarezzando la spalla interna del ·cavallo, mentre la mano esterna, cne tiene le redini, si porta a vanti sull'incollatura.


'

Esercl;tl Individuali.

161. Premessa. - Dopo i sopradetti eserciZI s1 passa subito al lavoro individuale facendo ripelet·e a ciascuna recluta i movimenti che ha già pr~ticati in sezione, ed eseguirne alcuni altri per meglio imparare a guidare il cavallo. · . Le norme date nelle generalità per questa is truzione, valgono a tracciare iltnetodo per l'istruttore non dimenticando che la base dell'istruzione individuale è il lavoro a· volontà del cavaliere. ~ Allorché si vogliono riunire le reclute in una o due sezioni, e cessare dal lavoro indi\\iduale, · l'istruttore designa i cavalieri di· testa e la di· stanz.a da tenere con il •comando: · Sul t!analiere (tale) a .... passi in

se~ùme

a

mano destra (o sinistra).

Ovvero: Sui caoalieri (tali) a ...... passi in sezione a mano destra (o sinistra).

Tutti si dispongono dietro ai cavalieri indicati. 162. Ripetere l precedenti esercizi. - Ne1 ripetere individualmente gli esercizi già esegui ~i precedentemente, l'istruttore esige' maggiore correttezza nella loro esecuzione. Rammenta alle reclute che, per decidere il ca· vallo a rompere al galoppo dal trotto, bisogna aume~tare •l' intensità degli aiuti delle gambe, tzi·ardando in fuori. Per mantenere il cavallo al galoppo, special~rcnle negH. angoli della cavallerizza, dove è più /


104 facile che diminuisca J'andaluJ•a, la recluta &\lmenta se ce n'è bisogno gli aiuti delle gambe. La cadenza del galoppo che può usarsi nella cavallerizza è alquanto più cortA di quella normale di manovra che si adopera sèmpre all'aperto. Gli eserc1zi di tagliare la cavallerizza e di cam biare di mano trasversalmente si riPetono indivi: dualmente da qualllllque punto della cavallerizza. Le volte si eseguiscono anche individualmen[e in qualunque punto della cavallerizza, ma la toro amp!ezza deve essere un po' ridotta fino ad avere 6 passi di diametro. Il cambiamento di , mano diagonale è invece eseguito successivamente nei punti già indicati al N. 161 usando le stesse avvertenze per non 'incontrarsi. 163. Mezza volta. - Comando: M e:ua oolta. Ogni cavaliere descrive un semicircolo del diametro un po' iofer!ore a quello della volta, quindi p1·ende una direzione. diagonale per ritol'nar.e sulla pesta, cambiando di mano. 16!. Dietro front lndivfduale. - Comando: Dietro front a sinistra (o a destra). Ogni recluta gira il cavallo per due volte consecutive dalla parte indicata, percorrendo un semicircolo di sei passi circa, quindi marcia direl· temente, e giungendo alla pesta cambia di m~no. 165. Obliqui. - Vengono iniziali' in ll\Oto. Comando: Obliq-DESTR (O SINISTR).


1U:>

La recluta ra compiere dolcemente un mezzo giro a destra (o sinistra) al cavallo e prosegue direttamente路 dr passo, se era fermo, o all'andatura che aveva. Dopo pochi passi l'istruttore comanda: In fronte. La recluta girando il cavallo nel senso oppos to si rimette nella direzione di prima. i66. Trotto di scuola. - Eccezionalmente si l'a uso del trotto dt scuola, e soltanto nella cavai le rizza. Coniando: Tr'otto di seuola. 路, La recluta segna ogni tempo di trotto

ballend~

il sedere in sella e toccando coi piedi la panca

delle staffe. 167. Indietreggiare. - Comando: Indietro. Fermare prima il cavallo se era tn moto, lirare le redini con i pogoi bassi e con azione uguale e crescente fino a che il cavallo obbedisca. Appena il cavallo ha fatto un passo indietro, cedere con tranquillita, e ripetere la trazione e la ceduta in modo che il cavallo indietreggi con calma. Le gambe secondano il movimento delle mani contenendo la groppa sulla linea dritta, pt路onte a -eorreggere le deviazioni e a impedire che il caval1o precipiti. 路 Il cavaliere deve essere in grado di potere ad ogni istante fermare il cavallo o spingerloinnanzi. Questo esercizio non deve eseguirsi che eccezionalmente e soltanto per pochi passi. Lo si fa eseguire alla recluta quanto basti per apprenderlo


168. Cavalcare a volontà. - L'istruttore esercita . le reclute a muoversi a volontà all'andatura da lui data. Per questo esercizio comanda: A oolontà.

Le reclute eseguiscono a loro scelta i diversi movimenti imparati, con l'avvertenza di tener·<; la destra incontrandosi e di cavalcare sempre da sole. Il lavoro a volontà offre la più completa e proficua applicazione del principio dell'equilazione individuale; occorre quindi che l'istruttore vi insisla e ne faccia oggetto d.i speciale cura. Le re: clute sono dapprima disposte a volontà ad una stessa mano e quando esse hanno acquistato in tale esercizio sufficiente capacità si dispongono alle due mani prescrivendo loro da principio soltanto l'andatura la quale può anche non essere uguale per tutte. h: anche oppor~uno che alla fine della lezione le reclute vengano messe a volontà in luoghi aWgui alla cavallerizza,lasci;:mdols sul . riposo. 169. Salto della barriera. - L'esercizio di passare la barriera, come è indicato precedentemente, deve essere continuato per tutto il primo periodo dell'istruzione. È opportuno che barriera sia sempre tenuta lia.ssa dovendo quest'esercizio_abilitare la recluta sollanto ad imparare quali sono le movenza del ca vallo nel salto, per assecondarlo nei suoi equilibri. L'istruttore avverte e fa vedere che il cavallo per spiccare il salto ha bisogno di distendere l'incollatura e di porlare la punta del naso a vanti,

la


lV/

per conseguenza non deve essere disturbato; a tale fine il cavaliere deve assecondare i movimenti del cavallo con .l'assetto del corpo e con lo spostamento iu avanti delle mani. Quando la recluta eseguisce bene i! salto con le redini a due mani, l'istruttore le fa ripetere l'esercizio con le redini nella mano sinistra che /può essere avanzata fino sull'incollatura per accarezzarla, mentre il braccio destro cade naturalmente lungo il corpo. b) I!JfiJorcih:i all'aperto.

170, Cadenza delle andature. - Attenendosi alle gorme generali date per avviare le _reclute nell'istruzione all'aperto, si deve fin dall'inizio far comprendere ad esse Ja cadenza delle varie an- · dature, per modo che il r itmo di ciascuna andatura sia sentito M I cavalcare e si faccia abituale nel cavallo e nel cavaliere. La cadenza nelle andature deve essere oggetto di particolare cura, perché da essa derivano, oltre la lena ed il vi.gore dei cavalli, l'ordine,, la compattezza e l'allineamento dei reparti. Le cadenze nbrmali per marce e manovre sono : passo 100 metri al minuto; trotto 200 metri al minuto; galoppo 350 metri al minuto. Non·occorre uno speciale esercizio per istruire la recluta t>d abituare i cavalli a tenere la cadenza nelle varie andature; basta che l'istruttore ne abbia particolare ~ura nel corso di tutti gli esercizi; soltanto l'andare ed il ritornare dalle istruzioni all'aperto è già mezzo sufficiente per fare ap-


108 prendere il ritmo, semprechè l'istruttore cavalchi in testa o vi faccia cavalcare un graduato. 171. Cavalcare a gruppi e individualmente.- L'istruttore dispone da _prima le reclute in gruppi di 5, o 6 sussegueotisi· a conveniente distanza. Ciascun gruppo è guidato per le prime volLe da ·graduati o cavalieri provetti. Messi i cavalli al trotto, vi sono mantenuti per alcuni minuti, indi si richiamano al passo. / , mtenula sufficien'te tranquilli Là e calma al trotto, si ripete l'esercizio a l galoppo. Per questo esercizio è bene di scegliere un terreno che permeLta di percorrere lunghi tratti in linea retta o con larghe curve. L'istruttore fa poi cavalcat'e individualmente disponendo le reclute a gruppi. P erché i cavalli non presentino difficoltà a staccarsi dal gruppo, egli invita successivamente le r eclute, una per volla, a partire al passo da sole e a dirigersi su di un punto lontano e ben visibile, mantenendo il cavallo in direzione costante. Ripete poi l'esercizio alle a!Lre andature e aumenta gradalamènte i punti sui quali la recluta deve successivamente dirigersi prescrivendoÌe an che di cambiare l'andatura dall'uno all'altt·o punto Se qualche cavallo fosse restio ad uscire dal gruppo, l'istruttore fa allontanare i cavalieri vicini di modo che, rimanendo isolata, la recluta invitata ad useire può assai più facilmente decidere il proprio cavallo ~ marciare verso la di· rezione indicata. Egli ·avverte che non si deve girare stretto ad and~~ura 'Veloce; peréiò la reciltla essendo al ,ga

'


109 loppo, meHe il cavallo al trotto prima di compiere il giro e poi rip8'rte alla precedente andatura. L'esercizio di cavalcare individualmente è della massima importanza -perchè con esso la recluta melLe ~n pratica lutto quanto l~ venne insegnato, ed acquista gr.adatame!)te il laLLo a cavallo. 172. Percorrere terreno·vario passando ostacoli naturali. -Ottenuta la tranquillità e la giusta cadenza nelle andature, accertalo che la recluta ha preso confidenza col cavallo, si può incominéiarea farle superava qu~-tlche passaggio non di.fRcile avendo cura di evitare disgrazie che specie da principio scoraggiano la recluta. Nel fare eseguire i passaggi si deve· osservare, cmpe in lutto, una razionale progressione, ed esigere che là recluta lasci che il cavallo guardi ed osservi bene ciò che de~e fare, con tranquillilà e col minor dispendio di.forze,affinchè si possu

conservare per una fa tica improvvisa e non prenda avversione al lavoro. Indipendentemente dagli ostacoli che debponsi saltare, possono incontrat•si in campagna fossi , dislivelli di terreno, discese, salite, piccole s iepi che, se sono di poco conto e tali da permellerlo, devono dai cavalieri essere superati alle diverse andature. ·Si deve insistere perchè in nessun caso, prima di fare un passaggio, il cavaliere allarmi il ca· vallo col prenderlo troppo in mano- o con l'aiutarlo senza b.isogn.o, per evitare che il ca vallo si t'ifiuti o precipiLi. I l cavallo deve invece procedere risoluto, _sempre con ugtfale appoggio.e senza aumentare o diminuire la cadenza o l'andalul'a.


110

Secondo periodo. (in hnglia).

1'13. Si insegna alle reclute a guidare il cavallo col morso e a maneggiare le armi a cavallo. U nifot·me ordì oa r·ia, berretto; dapprima senza armi, poi con le armi. PROGRESSIONE.

'

a) Esercizi in cavallerizza: Montare e smontal'e. Modo d'impugnare le redini. Azione delle mani. Azione delle gambe. Azione del peso del cavaliere. Mezza fet"mala. Intera fermata. Appoggio. Galoppo. Salto della barriera. b) Esercizi all'aperto: Ripetere gli esercizi falli in fllello. Galoppo allungalo e carriera. Cavalcàre isolatamente sulle slr'ade. Cavalcare in terreno vario .. Salto degli ostacoli in campagna. c) Esercizi con le armi : P t'emessa. Norme comuni per il maneggio della sctabol<l e della lancia. Esercizi contro bersagli fissi. Della carica. Uso del moschetto a cavallo,


111 o) E'4C>reiz in eaYallerizsa.

174 Montarè e smonlare. - l cavalli vengono condotti a mano nel luogo dove i -cavalieri devono mont1are; le redinii nferioridel morso sull'incollatuJ'a, quelle più alte nella mano destra a un palmo dalla barbozza, impugnando con la mano stessa le estremità delle redini. Per montare e smontare valgono gli stessi cotnandi e le stesse norme date nell'istruzione in fìÌetto, con l'avvertenza che, prima di.fnontat'e, la recluta passa sull'incollatura le redini superiori. Preso assetto in sella il ca vali ere dispone le quattro redini nelle mani come è indieato appresso. 175. Modo d'Impugnare le redini.- Le redini sono impugnate a due per mano; quella lofet•iori fra gli anulari ed i mignoli, quelle super•iori sotto i mignoli. Con le redini cosi impugnate la mano sin il: tra può anche eccezionalménte, quando un cavallo tiri molto al galoppo, trattenere le estremita delle redini destre con le prime .tre dita. l due pugni sono tenuti bassi in prossimità dei garrese come è detto per il filetto. Il modo ora descritto d'impugnare le redini è quello normale che si usa in ogn.i circostanza · tanto nella cavallerizza quanto all'aperto. Con le armi alla mano le redini sono impugnate dalla sola mano sinistra: quelle inferiori con l'aou~ lare in mezzo, la destra delle superiori fra l'indice cd il medio, la sinistra in piena mano sotto il 'mignolo. Le quattro redini escono fra il pollice e l'indice col pollice çhe Dreme sopra di esse,


112

Il pugno sinistro segllèt~do la naturale direzione.. clell'avambracéi.o, con le unghie rivolte in basso, è tenuto in prossimità del garrese per quanto lo consente l'arco anteriore della sella. Anche impugnanç!o le armi la mano destra può agire sulle redini destre mantenendosi un palmo avanti alla mano sinistra. · N.ecessiLa abilitare le reclute a guidare il ca-. vallo con la sola mano sinistra prima di far loro portare le armi. '176. Azione delle mani. - Le mani per mezzo delle rediA i dirigono. il ca vallo. Pt:ll' trattener·e, si ritraggono i pugni verso l'inforcatu ra. Per cedere, si avanzano i pugni di quanto è necessario. . Per voltare a destra, si tirano le redini destre. Per volla re a sinistra, si tirano le rodini sinistre. 1i7. Azione delle gambe .. - L'istruttore insegna che se Ie .due gambè agiscono insieme con egual forza, il cavallo avanza direttamente; se agisce una sola gamba il cavallO sposta il posteriore dalla parte opposta alla pt·essiòoe. L'azione delle gambe combinata con qu~ll{l delle mani mette in aLtenzione il cavallo e lo de- . termina ai movimenti. 178. Azione del peso del cavaliere . .....- Il busto del cavaliere deve essere pieghevole per mantenersi sempre nel giusto eqùilibrio, pronto da assecondàt·e i movimenti del cavallo. Pet' fermarsi, occorrendo, deve piegarsi indietro; nelle celeri andature e sugli ostacoli deve piegarsi innanzi.


113

Nelle voltate, per invitare il cavalro al movimento e facilitarglielo, il busto va piegato dalla parte verso cui si gira. 179. Mena fermata. - Consiste in un'azione simultanea e concorde delle mani e delle gambe. Essa si adopera per richiamare in equilibrio il cavallo quando si appoggia sovercbiamente sulla mano; per rimettere alla cadenza dell'andatura il cavallo che la precipita; per diminuire di un grado l'anrlatura. 180. Intera ferm~t!J.·- Serve a fermat·e il cavallo da qualunque andatura, mantenendolo dritto e con le estremila a piombo. Il piegamenlo del busto indietro può, se è nece~sai'io, sussidiare l'azione delle mani e ueile gambe. Ottenuto lo scopo bisogna cedere gradatamente e cessare di premere con le gambe. 181. Appoggio. - Appoggio o appoggiare dicesi il muoversi di fianco del cavallo senza guadagnar terreno innanzi o indietro. Questo movimento serve per i piccoli spostamenti laterali e si fa a passo lento. Comando: l..ppoggiate a destra (o si nistra).

Dopo aver fermaLo il cavallo, se in moto, spostare i pugni a destra (o a sinistra) per obbligarlo a portare l'anteriore dalla parte indicata; spingere quindi il posteriore con la gamba opposta io modo che questi segua il movimento dell'anteriore. Continuare cosi a fargli lentamente guadagnat· terreno di fianco, badando che l'anteriore preceda di un passo il posteriore. 8-

Regolam. di ese!'cizi per la cava!le1"ta.


tU Dopo pocht ..,dssi l'Istruttore

c~manda:

Alt.

Fermare e raddrizzare il cavallo, riportandp i pugni alla posizione ordinaria e aumentando la pressione della gamba che si trova daJla parte verso la quale si appoggia. L'istruttore per insegnare l'appoggio lo fa da pprima eseguire guadagnando terreno inna n'zi · mediante l'esercizio della mezza volta. 182. Galoppo. - Dopo aver ripetuto l'esercizio di rompere al galoppo dal trotto allungato, l'istruttore insegna il modo di prenderà il galoppo passando r apidamente dal passo al trotlo e da questo al galoppo anche sulla linea retta. L'istruttore fa precedere le seguenti nozioni elementari : Al galoppo il cavallo procede a salti movendo le estremità in tre tempi : il primo segnato dalla g_amba n.osterìore esterna, il secondo dal bi~de _diagonale esterno7Jt ~o d_!lla gamba anteriore tnlerw. -....... Il galo.ppo dicesi destro quando ciascun piede destro tocca il suolo più avanti del rispettivo sinistro, e si dice sinistro quando ciascun piede sinistro tocca il suolo più avanti del rispettivo · piede destro. Il 'galoppo è disunito quando il cavallo galoppa a destra con le anteriori e a sinistra con lep·o· steriori, o viceversa. ' Si dice falso quando il cavallo galoppa sul p· sinistro .essendo a mano destra ,e sul piede stro essendo a mano s inistra.

)l


115

Per ottenere che il cavallo appena partito al trotto prenda tosto l'andatura del galoppo, la recluta aumenta l'aiuto delle gambe cedendo nello stesso tempo con le mani, affinché il cavallo abbia libertà di spiccare il pl'imo salto del galoppo. L'istruttore per le prime volte mette le reclute al galoppo coi due successivi comandi di trotto e galoppo, poi può dare sollanto quest' ultimo comando, avvertendo che n ell'eseguirlo le reclute·devono seguire egualmente la progressione. Non deve esigere che i cavalli galoppino giusto. Al galoppo il cavaliere mantiene i pugni bassi, le reni spinte innanzi, e ·sfiora con le natiche la se!Ja. L'esercizio del galoppo, convenientemente pro· lungato, dà al cavaliere giusto assetto, conrìdenza e unione col cavallo.

·

Per passare dal 'galoppo al passo si segue in senso inverso la stessa progressione con i comandi noti. La recluta trattiene gradatamente con azione sempre .crescente fino a che il cavallo abbia p1·eso l'andatura comandata. 183. Salto della barriera. - L'e!>ercizio eseguito nel precedente. periodo deve aver dato al.le reclute bastante tatto con la bocca del cavallo per prepararle a saltare con il morso. È buona regola però di avere sempre un maggior appoggio con le redini superiori. Nella ca vallerizza, oltre alla barriera, s i usano piccole siepi, graticciate e s taccionato. b) E8ereizi all'aperto.

184. Ripetere gli ·esercizi fatti Il! filetto. -

Si ripetono tuUi gli esercizi fatti in filetto insistendo


116 maggiormente sulla cadenza delle andature e sulla tr,anquillità nei percorsi. 185. Galoppo allungato e carriera. - Il galoppo allungato si insegna esercitando in terreni sui quali si possa galoppare parecchio tempo in li· nea retta o con curve appena sensibili. L'istruttore v'inizia le reclute durante gli ordinari esercizi all'aperto coll'allungare egli stesso il galoppo cavalcando in testa e spingendosi po· scia gradatamente alla carriere. Potrà anche suddividere i cavalieri in gruppi guidati ciascuno da un graduato, avvértendo in 0gni modo di non dare carattere di speciale preparazione a questo esercizio, per non mettere l'orgasmo nei c&valli e nei cavalieri. Dal galoppo di manovra si deve passare al galoppo alhmgato ed alla carriera gradatamente invitando il cavallo ad Accelerfa r·e l'andatura colla pressione delle gambe o concedendo una maggior0 libertà colle redini a quelli che pel" loro natura sono tratti a ciò fare da sè. P er rallentare, i cavalieri, tenendo le ginocchia strette, daranno lunghe chiamate ritraendo -ed avanzando i pùgni e conservandoli sempre · bassi. L'istruttore fa notare alle reclute che nel galoppo allungato, il cavallo percorr·e circa 500 metri al minuto e che alla carriera spiega tutta la ve· iocila, di cui é capace. Il galoppo allungato e la carriera, essendo esercizi faticosi, non devono soverchiamente essere protratti e r_ipetuti. L'istruttore si !'egolerà in modo da percorrere

.

..


cir·ca 350 metri al galoppo di manovra, 400 al t;aloppo allungalo e 100 alla carriet'a. 186. Cavalcare isolatamente sulle strade. - Quale complemento degli esercizi mdividuali indicati al N. 168 l'istruttore abitua le reclute a cavalcare isolatamente sulle strade. Col concorso dei sotto istruttori distribuiti convenientemente, secondo le condizioni topograftche, le reclute possono essere isolatamente vigilate. Perché alle reclute riesca più faci le allontanarsi dalle aHt'e, l'istruttor(il da principio può di.sporre la sezione a volontà; quindi incamminarle una per volta in date direzioni; poscia è n~::ces$ario tenerle più riunite e chiamarle ad avanzarsi isolatamente. La recluta nello st.accarsi procura di non arrecar danno ai compagni e ai r AvAlli r.on ~hia­ mate violenti e con l'uso inopportuno dello sperone; anche quando l'istruttore ordini di partire al trotto od al galoppo,-si deve staccat'e al passo, . e spingere gradatamente il cavallo all'andatura comandata quando· si sia scostata e senta che quello vi é pt'edisposto. Per staccarsi mentre la sezione è in moto, al·. lunga gradat-amente l'andatura tino a prendere quella comandata. I cavalli esitanti possono essere accoppiali con aUri sicuri ; questi a un certo punto se ne stac cano deviando. I cavalli che accennano ad aumentare l'anda· tura ordinata, non devono essere tra~Lenuti con movimenti ruvidi della rnanq, ma gradatamente


118 e con dolcezza, acquietandoli con la voce e con le carezze. Si deve far camminare il cavallo sulla parte meno dura e più sa9biosa della strada. L'istruttore suggerisce di guardare innanzi, allo scopo di scegliere le parli della strada P,iù convenienti al cavallo, evitando i marciapiedi, i selciati, la breccia e il ghiaccio: di non girar slt'etto, specie di galoppo : d~ far ritorno di passo alla sezione. 187. Cavalcare In terreno vario. - Ques~o es~r­ cizio di grande utitita, ir'iiziato già nel primo periodo, dève cootinu.are con maggior sviluppo ; e l'istruttore deve, qualunque s iano le condizioni di terreno nella guarnigione, trovare mezzo di praticare questa proficua istruzione. I n massima, i gruppi cavalcano a frotte, seguendo il loro capo e cercando il cammino più conveniente. Gli istrutlot•i approfittano di questi esercizi per insegnare alle reclllle Je normo più · importan li per le circostanze i.1 cui si può trovare un cavaliere isola:to.

Scendere e salire pendii. Le ripide discese saranno fatte al passo, e sempre direttamente. Giunto in prossimità della discesa il cavallo distende il collo ed abbassa la testa per meglio osservare e portare le posteriori sotto al centro di gravità. Se il ca vallo é contrariato in questo movimento, quasi sempre, o si rifiuta, o vi si butta furioso. È dunque essenziale che il cavaliere lo lasci fare ed accompagni passivamente


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il movimento di estensione della testa e del collo col portare innanzi le mani senza muover·le lateralmente. Il corpo è mantenuto fermo e di appiombo e le gambe, se è necessario, pulsano opportunamente e con forza crescente finché il cavallo abbia intrapreso la discesa, il cavaliere porta il busto proporzionatamente indietro. Oc:!Orre ~are attenzio~e a che il cavallo non si metta di tra verso nel discendere o qel.'chi dr voi tarsi e tornare indietro; l'una e l'altra cosa sono pericolose. Anche le salite ripide sono affrontal~ sempre direttamente. È bene però che siano intraprese ad andatura moderata, specialmente se lunghe affinchè il cavallo non consumi in principio quella for·za che più gli dovrà servire in ultimo. Ta.Ivolta è-meglio farle ad andatura risoluta quando sono brevi e ripidissime, perché allora il cavallo nniRr.e la forza muscolare a rynella d'impulso e di slancio. · Arrivando in prossimità di una salita si abbassano ed avanzano le mani, perché il cavallo dis tendendo il collo e· la testa possa portare in avanti il centro di gravita. Nella salita il cavaliere ir)clina il bustd innanzi e si aggrappa, se è necessario, alla criniera con una mano. Se il cavallo desiste dalla volontà di avanzare si pulsa vigorosamente con le g&mbe e si dà anche dello scudiscio attraverso il ventre. Se accenna a tornare inclieLro o devia, invece di tirare l'una e l'aUra redine) si dà lo scudiscio sul. muso, o se ne fa minaccia. Le cll:!lile e le discese quando sono molto lunghe "' la loro ripidità è tale da poterlo permet'"'-


120 tere, devono farsi di traverso e serpeggiando, perchè cosi il cavallo le può compiere piti comodamente e con minor f~tica. Altri pa.ssaggi. /

E' utile che cavalli e cavalieri siano esercitali ad entrare ed uscire dai fossi e percorrervi, se il terreno dentro é buono e pt·ivo di ciottoli, qual· che tratto alle diversa andature. Per scendere e salire dai fossi, il cavaliere si regola come per le discese e salite. Quando scende ha cura di combattere la tendenza che hanno molti cavalli di saltare sulla riva opposta chiamandolo con una redine lateralmente. Per salire procura di gi· ra,re con energia il cavallo per·pendicolarmente alla riva tirando una redine e cedendo l'opposta fino al momento in cui ìl cavallo sta per sollevare l'antcrioro.

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Per attraversare terreni paludosi, camminare lentamente, evitando di seguire le orme di altri cavalli pet' non affondare maggiormente. Molti altri passaggi, anche di qualche difficoltà, possono con confidenza essere praticati se il cavalier·e avra imparato ad assecondare e favorire tutti i movimenti naturali del cavallo e l'abitudine che prende di guardare dove mette i piedi. Altro utile· esercizio che si deve fare ~avente è quello di pot·tarsi prontamente dalla strada sul tert•euo laterale, o passando gli ostacoli che de· .• limittfno la strada, o saltandoli. Data la struttut·a dei nostri terreni, per noi é di caoilale imoorl.anza il portarsi rapidamente, senza esitazione alcuna, dalla strada sul terreno laterale, a scopo di evitare un urto, di diminuire


gli effetti di fuoco nemico, di spiegarsi velocemente e caricare. Ottenuta, con le lungl:te galoppate ad andatu1·a cadenzata e coi passaggi progressivamente difficili, la tranquillità nei cavalli, l'assetto, l'equilibri9 ed il tatto nei cavalieri, si potrà insegnare a sallar'e quegli ostacoli di campagna che non si possono altrimenti passare. 188. Salto degli ostacoli ·in campagna. - I n questo esercizio mentre il cavallo impara a superare col solo dispendio delle forze strettamente indispensabili gli ostacoli in campagna che non si ·possono altrimenti passare, il cava lier~ acqui· sta tatto e fermezza in sélla, essendo il salto quella fra le azioni del r..avallo in cui cambia, in pochi secondi, più volte é' marcalamente i propri equilibri e le sue posizioni. · Quando un cavaliere favorisce per bene un ca· vallo nell'esecuzione del salto,- egli ha qualità piu che sufficienti per non disturbarlo in un'altra azione qualsiasi. Il cavallo deve procedere verso l'ostacolo vo· lenLeroso, calmo ed attento, perciò la recluta deve evitare ogni movimento ed azione che gli possa recar dolore. La recluta affronta l'ostacolo' sempre perpendicolarmente ad andatura cadenzata, conservando al cavallo la lesta diritta con l'uguale appoggio, tenendo le mani all'altezza dei garrese ed evitanùo in modo assoluto di rnuoverle latera lmente. Deve invece, presso l'ostacolo, avanzare i pugoi, di quel tanto che consenta di mantenere la stessa t11nsione di redini e permettere al cavallo di di· stendere il collo e la lesta.


Qualora il ca'l'allo tenti dì rallentare, la recluta deve aiularlo colle gambe in modo che esso non possa sottrarsi all'appoggio. Non gravita con il corpo troppo indietro o troppo innanzi e non dà alcun aiuto di gamba che non sia strettamente indispensabile per man· tenere al cavallo la cadenza ·o l'andatura. Non appena il cavallo ha scattato, la recluta accompagna col busto lo spostamento del centro di gravità in avan1i, senza però distaccare troppo il sedere dalla sella, e nello stesso tempo evita. in qualunque modo di attaccarsi alle redini, facendole se occorr'e, !;!COrrere fra !e dita perché il cavallo possa completamente distendel'e l'in-collatura. Questo movimento di ceduta quando il cavallo trovasi per aria, é della massima iinporlanza, poichè il minimo urto in questo tempo da par te del cavaliere può compromettere l'es_ilo dei salto oltre a recare forte dolore al cavallo. Anche in questo esercizio devesi osservare scrupolosamente la progt'essioue,incòminciaudo sempre dagli ostacoli di piccole dimensioni, e non andare su quelli di dimensioni maggiori prima che il cavallo abbia compiuto per bene il salto antecedente. Cavallo e cavaliere devone essere esercitati tanto sugli ostacoli di elevazione quanto su quelji eli estensione, dando la preferenza al salto dei fossi e delle fenees essendo gli ostacoli più co· muni ad incontrarsi in campagna. e) E1.1ercizì con le arrui.

189. Premessa. Prima ai abiLuano le reclute a


portare le armi alle diverse andature, e poi si esercitano. a maneggiat·le. Verso la fine del periodo le reclute indossano la tenuta di marcia , e i cavalli portano la sella carica. L'istruzione e l'esercizio del maneggio d'armi deve aver carattere individuale e mirare essenzialmente a cho ciascuna recluta vibri i colpi con fot·za, rapidila e giosta direzione. Il maneggio della sciabola e della lancia si fa da fermo ed al passo per istruire : al galoppo per ~.sercitare.

Per istruire, i cavalieri possono essere disposti uno dietro l'altro od uno a fianco ~ll'altro a distanza od intervallo fra loro da permettere il maneggio dell'arrna; al passo però è da preferire la prima di queste "'lisposizioni, riuscendo difficile, anche per cavalieri provetti, marciare mantenendo intervalli, allineam~rito e direzione mentre si ado.· perano le armi. Per esercitare necessita avere estesi tratli di lf'rreno da percorrere al galoppo maneggiando l'arma. Su questo terreno vengono. collocati, in varie direzioni, cavalieri o segnali che indichino i punti estremi sui quali devono dirigersi le reclute che si esercitano. Queste, tenute a volontà in un de· ter minato spazio sono fatte partit'e a 4 o 5 alla volta tante cioè quanti sono i punti di direzione segnali. Lungo i vari percorsi sono collocati i sotto-istruttori per osservare e correggere poscia ogni singola recluta. ' Si deve tener presente di non fare partire su di uno stesso petcorso altt·o cavai· ere se quello che precede non é giunto alla meta.


12~t

Le reclute, dopo il percorso, ciascuna per suo conto ed al passo, ritornano al luogo di partenza. 1'90. Norme comuni per il maneggio della sciabola e

della lancia. - li mnneggio della sciabola e della lauc.a a cavallo si fa come è indicato nella istruzion6 a piedi aggiungendo per la lancia la posizione eli - lancia a terra - che di piè fermo il lanciue per comodità prende, posando a lert·a il calciolo della lancia vicino all'anteriore del cavallo e tenendo l'ast.a verticale impugnata a un terzo circa dalla punt.a. Nel maneggio di ques.Le armi si deve tener pre· sente che l'elfìcacia dei colpi è data più d'ogui altro dalla maneggevolezza del cavallo, e che vibrando l'arma si devono assecondare con il busto i movimenti del· braccio per imprimere la massima forza ed offendere più lontano. Nel piegare il bus to per dat•e la pn ni.AtA innanzi, si deve ap· poggiare la ma no sinistra sull'incollatura, e sollevare, ::;e è d'uopo, il sedere puntando sulle staffe. In tulli questi movimenti si deve evitare di di· sturbare il cavallo; e ciò- si può ottenere mantenendo la mano sinistra indipendente dai movimenti del busto e della destra, appoggiandola anche sull'incollatura. 191. Esercizi contro bersagli fissi. -Sono gli ultimi esercizi con le at•mi che si fa nno eseguire alle reclute nel periodo della loro istruzione speciale perché si perfezionino nel vibrare colpi ben eliretti ed efficaci contro un dato bersaglio. Devesi sempre approfittare dell'andata e r ilor no de'reparti dall'is tr-uzione esterna a cavallo percbè tutti i cavalieri prendaqo l'abitudine di esercitarsi giornalmente a vibrare sciabolate o colpi

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cii lancia contro bersagli fissi disposti nei cortili delle caserme e nelle cavallerizze scoperte. È altresì necessario che si abbiano disponibili : 1• Una striscia di terreno appositamente pre· part')to o un grande quadrilungo. '2o Diversi bersagli adatti allo scopo, da disporsi a terra e sopra sostegni a conveniente altezza per i colpi di l.aglio e quelli di punta. Per i colpi di laglio si costruiranno dei busti l'ivesliti di cuoio snodati nel senso dei due fianchi e dall'avanti all'indietro, dimodochè possano cedere al colpo di laglio che il cavaliere deve vibrare per forza senza timore di risentirne, il contraccolpo nel braccio. Apposite molle poste dietro e di fianco ai busti faranno si che questi meccanicamente riprendano la loro primitiva posizione subito dopo r icev•JlO il colpo. Queste molle dovranno essere robuste, sia per non andare soggette .a frequeuti riparazioni, sia per costringere il cavaliere a vibrare con forza il colpo, per ottenere l'efletto voluto, di far abbassare cioè il busto. 3° Si porranno su appositi soste~ni blocchi di argilla umida dandovi la forma presso a poco di una sfera della grandezza delJa testa di un uomo; su questi blocchi le sole ·sciabolate cbe colpiranno fdr temente di taglio potranno penetrare, e c·osì non solo l'isLJ·utlore ma il cavaliere stesso avrà campo di vedere gli effetti della propria sciabolata. 4° Pei colpi di punta si pianteranno io te1·ra, a distanza conveniente uno dall'altro, dei pali aventi ciascuno assicurala ad angolo retto e ad altezza opportuna un'asta orizzon tale col braccio più lungo dalla parla rlo.lla pi:;la percorsa da.l


126 cavaliere. A ciascuno di questi bracci e dalla parte opposta a quella da cui proviene il cavaliere verranno appesi, per mezzo di chiodi, alcùni anelli di ferro di varia grandezza, che il cavaliere dovrà infilare e staccare. 5o Si porranno a terra imbottiture di paglia rappresentanti fantocci o semplicemente Leste di fantocci allo scopo di r endere de$tri i cavalieri obbligandoli a portare in basso la loro azione. Le distanze fra i bersagli sono determinate secondo l'andatura alla quale si fanno gli esercizi; la loro disposizione, s econdo la successione e la natura dei colpi che voglionsi eseguire•. · I <'avalieri, marciando in mezzo alla pesta, devono avere i bersagli alti a due passi circa dai fianchi se armati ~i sciabola, e a tre passi se ar- · mati di lancia ; queste d1slanze sono necessarie per abituarli a vibrare colpi da lontano, pur mantenendosi forti ed equillbrati. Per la buona riuscita dei diversi colpi, oltre a tutte le norme stabilite nell'istruzione per il maneggio della sciabola e della lancia, è necessario che l'istruttore f!lccia osservare ed insegni come si debb~ calcolare il t empo per vibrare il colpo secondo la veiocità del cavallo. Egli avverte inoltre che per dare maggior forza ai colpi, senza perdere l'assetto e senza disturbare il cavallo nè perdere la direzione di ma1•cia muovendo il pugno sinistro, è bene.di appoggiare questo all'arco anteriore della sella. Dopo aver .abituato i cavalli ad avvicinarsi ai bersagli, si esegu iseo no gli ese•·ci_zi, prima al passo poi al galoppo..


i27 Durante questo esercizio, il riparto é tenuto a volontà e mai vicino ai punti di partenza e di aùivo. 192. Della carica. - Caricare vuoi dire slanciarsi di carriera sul nemico con l'arme in pugno. Esercitate a sufficienza le r eclute nel maneg~io delle ·a rmi, esse si trovan·o in grado di poter eseguire la carica, essenrlo già state abilitate nella carriera. Per esercitare le reclute nella carica si sèguono le norme dale per il passaggio progressivo dal galoppo al galoppo allungato ed alla, cat·riera. L'is truttore -fa portare-le armi con il comando attenti per la carica, e quindi fa: caricare al comando: caricat. A questo comando i cavalieri no!l devono fare altro che prendere con l'arme e con il corpo la posizione di .caricat, essendo già i ca valli alla .carriera per il volet·e dell'istru-ttore -o del graduato che é in testa. 193. Uso del moschetto a cavallo. - a) Uso del' moschetto a caoallo e modo di portarlo alla mano. Normalmente a cavallo non si fa uso del moschetto tranne che nel servizio di s icurezza. Sull'attenti tenere il moschetto nella posizione di in aH'arm, e cioè con la destra all'i mpugnalura, il polijce dietro e le altre· qualteo .òita avanti, il calcio appoggiato sulla coscia destra, la canna indietro. I o riposo marciando, tenerlo con la de~tra al· l'impugnatura, il fusto appoggialo all'avambraccio siuistro, il calcio a ppoggiato sù.Ua coscia destra, la canna indietro. In riposo da fermo, si può anche tenerlo impu· gnato come in alt'arm e appoggiato alla spalla, destra.


12a b) Mettere e leoare il moschetto dal porta moache{to, metterlo a tracoll'arm. A piedi, per rimettere il moschetto nel porta moschetto, impugnarlo con la sinistra contro l'alzo bocca in basso, canna a destra; con la mano destra scostare il éappuccio e far entrare la canna nel tubo finchè la bocca appoggi sul fondello; con la stessa mano far passal'e il cappuccio sul con~egno di chiusura e far enh•are il bottone nell'occhiello della linguetta. Per estrar l,o, togliere con la destra la linguetta dal bottone e SC9f>rire il congegno di chiusura spostando il cappuccio; quindi prenderlo con la sinistt·a all'impugnatura, estrarlo e· portarlo a brac-arm o a bilanc-arm secondo le circostanze. A caoallo, la recluta non armala di lancia leva il moschetto dal porta-moschetto nel modo seguente: Comando : In alt- arm.

Oon !a destra imp·ugoare la punta dellalinguella, disimpegnar·la dal bottone e spostal'e ii cappuccio del congegno di chiusura; volgersi indietro a destra, prendere il moschetto all'impugnatura con la destra, le unghie rivolte al corpo; estrarre l'arma, e rimettendosi di fronte portarla io alt, arm. La recluta armata di lancia, mette prima la lancia nella posizione di riposo e poi eseguisce lo stesso movimento. · L'istruttore esercita pure a mettere il moschetto a tracoll'arm (90). Questo porto di moschetto è !:'emprc usato nei reparti di cavalleggeri quando si è in vicinanza der nemico. Comando: T racolt'-arm.


129 La recluta annata di lancia non meLLe il moschetto a Lracoll'arm. Pèr rimettere il mosclietto nel porta moschetto: Arm'a-poslo.

se la recluta ha il moschetto a tracoll'arm se lo toglie e quindi, tenendo la mano all'impugnatura, porta il moschetto lateralmente a destra, ne abbassa la bocca, si volge in dietro a destra e lo introduce nel tubo con la canna avanti ;-con la mano destra copre l'otturatore col cappuccio e ferma la lingu~:: Lta al botlone. c) Fuoco da catJallo. - Lo sca1·so impiego che il cavaliere deve fare di questa specie di fuoco non esige un'istruzione speciale di tiro: basta a tal uopo che la recluta m•eguisca da cavallo il tiro con cartucce da salve, prescritto dall'istruzione sulle arml e sul liro per la cavalleria.

CAPO 5°. ISTRUZIONE DEGLI ANZIANI. Progressione. Gene1·alità. Esercizi individuali. al galoppo. Ripetere gli esercizi all'aperto fatti nell'istru· zione delle reclute. Esercizi di combattimento. Maneggib della pistola. Allenamento. · Servizio d'ordinanza. 194. Generalità.- L'istruzione degli, anziani, alla. quale devono pure essere iniziale le reclute tqsto O - RcgoiJJm. 4i eserdzl per la cauallorla,

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130 ultimato il periodo di coscrizione, consiste in una razionale ripetizione di tutti quegli esercizi indicati nel capo IV, i qnali a c:centuando maggiormente il lavoro individuale mirano altresì e !iOpraLutto a perfezionare il cavaliere nell'istruzione di campagna. Perciò in questa istruzione, pur fac~ndo qualche ritorno agli esercizi mdividuali in cavallerizza, devono i cavalieri ess·ere esercitati sempre ed m qualunqi.te stagione all'aperto, maneggiando le at•mi, cavalcando in terreni inceppati e rotti da ostacoli, curando in m odo speciale e continuo la serenità nei cavalieri e la tranquillità nei .c a valli. Con ciò i cavaliel'i acquis tano intera tlducia nel valore dei loro cavalli e nella loro capacità a servirsene ; e questo elevato sentimento individuale dà la m isura .ài quanto si può poi intraprendere nel lavoro d'insieme, ed è garanzia di r iuscita di ogni tentativo n~l quale un capo audace e dotato d'iniJiativa, voglia cimen tarsi. Hl5. Esercizi individuali al galoppo. - Si possono ripetere al galoppo nella cavallerizza ,gli esercizi individuali indtcati nella istruzione delle r eclute ; dovendo cambiare d~ mano, il cayaliere giunto alla nuova pesta si mette al passo st·mza comando, dispone il cavallo a ll'altra mano e lo chiama di nuovo al galoppo. 196. Ripetere gli esercizi all'aperto fatti nella istru· zlone delle rec(ute. - Nei cavatieri anziani l'istruzione a ll'aperto deve assu mere il ca~'aLlere di vera istruzione di campagna fatta non soll.anLo a ·scopo di abituarli a percorrere terreni' accidentati, ma anche a scopo di coNhaltervi.


131 Bi ripetono con maggwr arditezza tutti gli esel'cizi eseguiti dalle reclute e si eseguiscono qu~gli altri che a seconda del terreno di guarnigione, gli istruttori ritengono utile fare eseguire. Fra gli altJ'i devono essere cur~i quelli del pas~aggio e del salto doi fossi~ pratit"ali sovente quelli del rapido disciognersi e del rapido riorùinarsi in aperta campagna quelli di abbandonare rapidamente la formazione di colonna sulle strade, buHarsi nel terreno laterale, schierarsi ed as~alire. 197. Esercizi di combatljmento. - Gli esercizi di combattimento htwno pe~ iscopo di insegnare a~ cavalieri il modo di co'mportarsi negli attacçhi 'individuali della mischja e di abil1,1are i cavalli acl. alfrontarsi gli uni contro gli altri. Questi esercizi non sonò eseguiti da tutti cavalieri, ma solLanLo dai più abili o doi più destri, montati sui cavalli più adatti. Gli altri cavalieri assistono all'esercizio. . I cavalieri che eseguiscono questi esercizi, oc · · co1·re siano provvis ti di maschera di scherma a cui sia aggiunto 1.1.11a gorgiera ed un coprinuca, di un guanto usuale di .scherma per> la mano deslt•a e di uno per la sinistra che copra solo la mano, lasciando libere le dita. Essi faranno uso di sciabola da scherma e di lancia con punta garantita. ·1 cavalli sat·anno abituati ali~ vista delle maschere ed al rumorè dei colpi con eset·cizi da fArmo, e, per esercitarli ad incontrarsi e ad oltrepassarsi senza esitazione e coo tranquillità, si metteranno di fronte ad una certa distanza e po..

e


sCJa si faranno andare incontro al galoppo passandosi l'un l'altro mollo vicini. Prima d'incominciare, l'istruttore avvertirà che, .sebbene, in caso vero, i colpi debbono esset•e vigorosi, tuttaxJ§1 negli esercizi, quelli di sciabola non debboncressere yibrati con forza contro le . parti indifese, e, per quelli di lancia, sarà bene che il laociere, si limiti ad indicare la direzione del colpo senza loccare l'avversario. Sciabola contro s,c iabola.- Si metlono .di fronte i cavaliel'i ad un certa distanza con la sciabola impugnala e si fanno incontrare al comando ATT.ò.CCATE

le prime volte di passo, poi a galoppo. Ogni ca-

valiere deve assalire senza esitanza l'avversario, per vibrargli una puntata o una sciabolata. PAr rappresentare l'inseguimento, ai fanno galoppare j cavalieri nella stessa direzione per uno spazio di 200 o 300 passi; essi devono combattere mentre uno finge di essere inseguito e l'allro di inseguire. Quello che insegue, non riuscendo a guadagnare il fianco sinistro dell'avversario, deve mirare a colpirgli il braccio destro per vibrargli poi una puntata. Quello inseguito, quan.do s'accorge di essere raggiunto, cerca la propria sal vezza nell'at·te del cavalcare, s'attraendosi ai colpi dell'avversario. È utile per prepararsi a questo esercizio df eseguirlo prima senz'arme. 11 cavaliere che insegue deve dare co11 la mano un colpo sulla spalla sinistra dell'altro, il quale a sua volta cerca di sottrarvisi. Sciabola contro lancia . - Illanciere dòve te·


i33 ner l'arme ben salda solto il braccio e bassa, fino al momento di punlar·e; stende il braccio · quando sia sicuro del colpo. Attaccato da più avversar·i, procura di separarli allontanandosene , per assalirli poi isolati, fermandosi a un tratto e gir•andosi prontamente. l n tutt'i casi gli conviene di aver l'avversario lontano direllamenle avanti a sé o sul fianco destro. Il cavalleggiero, nell'affrontare un lanciere, deve cer·care di guadagnargli il fianco sinistro, di spingergli con un colpo la lancia in allo per avvicinarglisi e colpirlo. N eli' inseguimento, poi che il lanciare si difende meglio in dietro a ~ioislra che in diell·o a destra, il cavaUeggiero cerca di attaccarlo da questa parte. In tutti i casi deve procuPare di sviargli la lancia e di stargli stretto al fianco p~1· colpirlo. Lancia contro lancia.- Questo esercizio, esclusivo per i reggimenti lancieri, deve esser fatto con le dovute cautele, per i danni che possono derivare da un colpo di lancia quantunque spuntata. Qualche volta, per esercitare il lanciare nelle parate intorno o di semicerchio, conviene farlo assalire da più cavalieri. Caoaliere contro (ante. - Nel combattimento contro fanteria, il cavaliere, armato di lancia o di sciabola, deve u~are esclusivamente le puntate basso e i colpi di taglio. . Per insegnare a difendersi dalla baionetta, s~ fanno eseguire esercizi con appiedali forn iti d1 fucili di legno e di maschera e guantone.


13.1

Altro importante esercizio per la cavalleria, al quale è opportuno che, a differenza di quelli preceden ti, prendan parte tutti i cavalieri e tutti ·i cavalli, è di abituare gli uni e gli altri a gettarsi arclitemente sul fante, anche quando fa fuoco: a questo scopo vengono eseguiti finti attacchi a stormi a trave.rso una squadra di f~;~nteria distesa o pure di ·appiedati;-se non si può disporre di fanteria. _ .._. • L'esercizio si eseguis ce progressivamente alle tre andature. I cavalieri attraversano la squadra; ollrepassatela di 20 passi circa, con un dietro' fronte individuale si avvicinano di passo ai fsnti, i quali, tenendo il fucile al piede, accarezzano i cavalli. Ciò serve a togliere l'apprensione del fuoco a questi ultimi, e ad abituare gradatamente i fanti stessi ad as{>ellare con freddezza una carica di cavalleria. Talora si possono anche schierar•e con intervalli i carri degli ;,quadroni carfchi d'uomini che facciano fuoco col moschetto; a traverso si fanno passare i cavalieri- a slor.mi, dopo una lu1,1ga galoppata. Da prima conviene proseguire oHre la linea dei carri, po'i arrivarvi, fermarvisi e simÙtarvi la mischia che, in guerra, seguirebbe l'attacco di una batteria o rli un convoglio. 198. 'Maneggio della pistola - A cavallo la pistola si porta e si maneggia come a piedi ma occorre insistere perchè il cavaliere prenda l'abitudine di lenersì sempre nella posizione di in alt-arm sìnché non sia venu1o il momento di puntare e sparare. 199. Allenamento. - L' Allenamento riduce il ca vallo, me\tiante un la vor·o J·azlonale ed iA'ieoicò


135 in quello stato di vigoria che }(l rend e capace di fornire il massimo della sua resistenza e della sua velocità senza soffrirnf'. Generalmente il lavoro che nei reggimenti si esige dal ca vallo per le necessità dell'istruzione basta a ri ottenere questo risullalo. Infatti il lavoro rE-golare e melodico incomincia· con l'arrivo delle reClute, nel quale periodo si esige poco dal cavallo, poscia le sue fatiche aum~u ­ tano col progred·ire dell'istruzione. Il lavoro per .lo sviluppo del galoppo e per la car•riera, con riprese di trotto e di galoppo progressil amen te di maggior durata offrono il mezzo di allenare i cavalli, senza sottoporli ad un lavoro ·speciale. Gli esercizi dei riparti e il servizio di campagna che rendono completa l'istruzione, conservauo·i tavalli nello stato d'allenamento che occorre per :sulLupurli alle fatiche delle manovre o al :servi-

zio di guerra. Anche l'aumento progressi v o del peso, necessario all'allenamento, &'.'viene naturalmente: perché mentre a principio il cavallo porta soltanto la sella e il cavaliere, a poco a poco si aggiungono le armi e lutto il c·arico. Con l'allenamento non si tr•atla di ottenere risultati straordinari dai migliori- cavalli, ma che tutti siano alti al servizio di campagna e vi perdurino. l cavalli bene allenati e ben governali non sono panciuti, hanno museolf sviluppati, il pelo lucente e l'occhio vivace. Coi loro movimenti cahni ed elastici manifestano la forza acquistata. Alle esercitazioni estive succede un periodo eli r1poso relati~o che dura flno all'arrivo delle rP--


clute, e che é utile alla salute dei cavalli. Ma anche in questo periodo, se l'alle11amento é stato beue eseguito, pochi giorni bastano per rimettere, se occorre, i cavalli in buon~ condizioni di lena. È nocivo pa >sare repentinamente dal massimo della f~tica a un riposo assoluto; é utile invece il lavoro li'anquillo all"aperto. 8 •!, per circostanze speciali, lutti o parla dei cavalli di un 'reggìmento devono essere soLloposti a gran lavoro senza esservi stati preparati dall'andamento ordinario .. delle istruzioni, con viene eff~ttuara uno speciale esercizio di allenamento, aumentando, come necessaria conse$uenza, la raziooe di avena. A questo speciale esercizio di allenamento de· vono essere abilitati i cavalieri anzian i. Questo esercizio si fa su gleba elastica o pesta sabbiosa sotto la direzione dei comandanw di ~qua .lrone. Nell'allenamento devesi rivolgere particolare attenzione alla respirazione dei cavalli, perchè anche i migliori possono esaurirsi se i polmoni sono troppo al-faticali. In istalo di quiete il cavallo sano respira otto e !>ino dieci volte al minuto, senza un movimento troppo visibile delle narici e dei fianchi. 11 galoppo aumenta. bensl sen!;ibilmente la re· spiraziooe; ma, rimesso al passo, il cavallo mani lesta il proprio benessere sbruffando, e dopo pochi minuti deve avere la respirazione nuovamente tt•anquilla. I cavalli che non rispondono a queste condi;doni devono essere lolli dall'allena· mento in comune e rioforza,Li progressivamente con esercizi più moderati.


1i:li

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I cavalli non devono essere spinti fino alla spossatezza; perché con ' un procedimento di istruzione male inteso ed irrazionale si logorano inutilmente. Tanto con !;allenamento naturale quaulo con quello speciale si sarà ottenuto un risultato soddisfacente quando i quadrupedi conservino il vigore necessario per la carica dopo un percorso di 2000 metri, almeno, a galoppo, preceduto da una tr ottata di circa mezz'ora. · / Questi dati sono semplicemente approssimativi; l'istruttore deve regolarsi dall'aspetto e dalle condizioni dei cavalli durante il lavoro. Non é mai il caso di sotloporre ad allenamento ì. cavalli inferiori ai 6 anni, pe!'chè essi non devono prendere parte alle manovre. 200. Esercizi di nuoto. - Pet• il passaggio di fiumi a nuoto con interi ri parti di cavalieri in armi, su cavalli bardali, 'si richiede lunga preparazione, poco conciliabile con la brevita della ferma e con le molteplici esigenze delle altre istruzioni. Un più modesto, ma possibile obbieLtivo, è quello di preparare, con gli abili nuotatori del reggimento e con C!l. valli già esperimentati, un riparto di arditi cavalieri capaci di passare un fiume inguadabile, per adempiere speciali missioni. A questo scopo e a quello di predisporre tutti gli uomini e i cavalli ai passaggi cb e possono"essere eseguiti nel modo appresso indicato, conviene istituire una scuola di nuoto nelle guarnigioni dov'é possibjle. Con questo esercizio si ottiene, se non altro, di ispirare confidenza nell'acqua agli uomini e ai cavalli.


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Da prima si Istruiscono separalameute gli uni e gli altri, poi i nuotatori scelti insieme coi ca · valli. Questa· progressione è necessaria, perchè in genere il cavallo si rit}uta di éotrare in acque profonde, e non passa una 'rorte corrent,e senza esservi eccllato. a) Cavalli soli.

Anzi lutto si devono familiarizzare i cavalli con l'acqua, facendoveli passare alcune volte a un'altezza d"i ·t melr.o e di 1,2'0 su fondo sodo. I primi esercizi di nuoto devono esser fatti in un,corso d'acqua non molto largo e che non abbia corrente troppo rapida, perché vincerla é. per i cavalli la maggiore difficollà. Sulle que rive il terreno dev'essere spianato e ben consistente pee 100 metri almeno a valle, affinchè' i cavalli che fossero trasportati dalla corrente possano facilmente uscire. L'acqua dev'essere di tale profondità, che i caval'li impennanèlosi non trovino appoggio sui piedi posteriori, perché, se si abituassero a cercat•e il fondo, trovandosi poi in acque profonde scomparirebbero momentaneamente: èiò Ji renderebbe ricalcitranti, e farebbe pericolare il cavaliere. Por indurre i cavalli a passare una corrertte conviene condurli isolatamente con la corda, senzn sella e in semplice filetto, le redini sull'incollatura e passate nel sottogola, la corda attAccata' all'anello sinistro. L'istruttore da una barca ne regge il capo.


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T.a barca non dev'esserE> troppo leggera, per• ··"è il cavallo non la tiri a sé, né troppo pe~ante, n!llnchè si possa, se occorre, s~conda re i movimenti di quello. È tenuta sempre a monte e a circa 5 metri dal cavallo. La maggior parla dei cavalli appena sentono mancare il fondo o inconll·ano corrente farle, cercano di retr·ocedere. I remalori devono vogare con forza per vincere. la loro resistenza. Quando il cù.vallo ha· preso la giusta direzione In barca ne seconda - il movimento, in modo che la corda non sia mai tesa. A facililare l'esercizio, giova mettere in vista qualche cavallo sulla riva d'approdo. Quando ,5 o· 6· cavalli sono giunti all'altra riva· e si vuoi ricondurli a quella di partenza, uno di questi - quello che ba dimostrato maggior difficoltà- é pr-e~o di nuovo con la c.:or·ùa: gli altri, condolli nell'acqua da alcuni uomini precedentemente traghettati sulla riva opposta, vengono spinti avanti in libertà perché lo seguano. Quas i sempr·e essi nuotano volenlerosi dietro al cavallo che vione ricondolto con la corda: b} Cavalli montati.

Dopo alcuni esercizi, si addestrano i buoni nuotatori a rilornare alla ri,•a di partenza montando a dorso nuùo finchè i cavalli fanno piede. Tnlrodolli i cavalli nelJ'acqua con le redini annodaLe sull'incollalura, appt·ma questi si mettono a nuota1•e il cavaliere apre le gambe, sguscia di fianco al cavallo a monte di esso, e nuota co.n lP. gnmbe tenendosi con una o due mani alla crinier a. le braccia distese. il corpo quasi orizzon-


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140 tale, in gran parte immerso nell'acqua; se occorre può anche guidare con le redini. Appena si accorge che il cavallo ha trovato fondo lo inforca di nuovo. Dopo alcuni giorni si possono fa1·e questi eser: cizi in senso inverso, cioè nuotando dalla riva <li partenza. Nelle prime lezioni l'istruttore si serve di cavalli che nu0tano sicuri e tranquilli. I cavalli montati non devono essere condolLi con la corda.' Una barca a valle accompagna sempre i nuotatori. Dopo la scuola· di .nuoto si può fare qualche passaggio col riparto dei nuotatori scelti, .a1·mati, su ca valli sellati. ll cavallo sellato nuota con uguale facilità che senza sella. Si allentano un po· le cinghie, si scioglie il barbazzale, e si guida il cavallo soltanto con le redini del filetto. Nell'eseguire questi esercizi i cavalieri si spogliano dei loro abiti o li ~engono indossati per essere in gradq, all'atto pratico, di adottare entrambi i sistemi secondo consigliano le circostanze. Nel primo caso per tr&spO!'tars i appresso gli abiti in modo da ·bagnarli il meno possibile, il ca vali ere ne fa un involto ben chiuso e legato che trascina nuotando alla riva opposta. Perchè l'invo!Lo galleggi bene \n modo da proteggere gli abili è bene di osservare le seguenti norme: a) steso il pastrano a terra si coprono con le maniche e la mant.ellina le tasche e la spaccatura posteriore che rappresent~ no le princi-


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pali falle per le quali può peòetrare- l'acqua nell'interno; , b) si mettono quindi come primo strato il colbacco od elmo, la boraccia e i gambali, entro i quali si introducono gli sli va lini; successivamente si sovrappongono gli altri oggetti in quest'ordine : giubba, pantaloni, mutande, camicia, farsetto, il lutto disposto in modo da Ùon oltre· passare lo spazio occupato dal primo s trato, anzi da rimauerne alquanto più in dentro; c) si chiude l'involto in modotia non lasciare aperture specialmente in basso, o lo si lega con la corda. da· foraggio annodandola in croce, !asciandone un tratto libero verso il basso dell'in· volto perchè nel trascinarlo non si capovolga; il) nell'altra versare il fiume i nuotatori pro· curano di evitare · all'involto scosse troppo violonLc, o appena toccano fondo Io sollevanb por-

tandolo sulla testa. Le firmi vengono lasoiate appese alla sella come nell'ordinario afferdellamento, la lancia va però assicurata strettamente all'arc.o posteriore con la correggia reggi-lancia. La pistola e le munizioni si collocano nell'involto insieme alle rispettive buffetterie. c) Uomini soli.

cavalieri dello squadrone che non sanno nuotare. o son deboli nuotatori, possono in poche lezioni divemre àbbastania abili con un buon metodo di nuoto (1). (l) Vedi regolamento esercizi fisici.


201. Passaggio di fiumi. a) A guado. Passare un fiume a guado nùn é impresa difficile per un corpo di cavalleria, specie se i cavalieri dd i cavalli hanno potuto essere istruiti nel nuoto. Prima d'incamminare la truppa, si fa riconoscere la natura del guado. Se si tratta di un guado già percot·so, se ne segue senz'altro la tt·accia; in caso diverso, bisogna tagliare la corrente obliquamenLe, fissand; sulla sponda opposta un punto d'arl'ivo, che non 3i possa perdere di vista. I cavalieri guidano con le redini del fil etto; ri· partiti in piccole frazioni, che si seguono a breve distanzà, procedono a passo risoluto, pet• ev.~­ taTe qualunque fermttlli u"ll'tt~;qua. Stl il è~ vallu raspa o scalpila, è indizio che si vuol coricai·e nell'acqua : si aiuta·con le gambe pt<r costringerlo ad avanzare. b) A nuoto.'

Se il corso d'acqua è inguadabile e di tale larghezza da rendere dillicile la costruzione di unjponl~, il modo più pt•alico di passarlo con un riparto di cavalleria é di far nuotar.e i càvalli rimorchiati da barche o zattere-, tra sportando su queste gli uomini, .le armi e le bardature. . Una barca da pontieri M . 1860, una barca del commer cio, della portata di circa40 quintali, condotte a 4 remi, o una zattera della portata di circa 30 quintali, condotta ad 8 remi, sono suf· ficien ti per rimorchiare 5 cavalli ciascuna e tra-


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sporlare i t•ispelLivi cavalieri, le armi e le bardature. Una zattera della portata suddetta é sufficiente per trasportare un pezzo d'at·tiglieria a cavallo con l'avantreno e tutti i finimenti e le bardature. À.lla barca da ponlieri o del commercio si fissa u poppa un tra vetto lungo circa m. 3,50, al quale vengono ~gali 5 occhielli di corda, uno al cen· tro, due alle estremità e gli altri due negli in· tervalli. Al la zattera il ~ravello è pure messo a poppa; - è assicurato all'altez.za di circa m. 0,80 dal piano galleggiante, per mezzo di ritti inchiodati o legati alle travi sommerse. Gli occhielli servono per assicurare i cavalli alla barca nel momento della partenza. Sulla riva di partenza, scelta a fondo solido; e tale che i cavalli siano costretti a nuotare il più presto possibile di fronte alla barca allestita come sopra, vien disposto un gruppo dì 5 ca· valli condotti a mano dai cavalieri con il moschetto a tra~olla . Si sganciano· i barbozzali si passano le redini dentro al sottogol~ e si annodano sulla incollatura. Quindi nell'anello inferiore della ciappa della cavezza si fa passare· una corda della tuoghezzo ti i circa 4 metri (o la corda da foraggio), raddoppiata su sé stessa. Le estremità di quesla corda sono tenute tutte dal cavaliere del centt'O di ogni gruppo; gli altri levano le selle e le porgono ai bat·caiuoli, i quali le dispongono con ve· nientemenle sotto le vogarole e gli scalmi (ap~ poggi del remo).


144 I lancieri, prima d'introdurre la corda nell'anello dolla cavezza, consegnano ai barcaiuoli le lance; questi le allogano s ul fond·o del·!a ba1•ca. Fatto ciò, i cavalieri s'imbarcano; quello del centro porge agli altri le corde dei rispettivi cavalli, le quali vengono passate negli occhielli di fronte ad essi, dando un giro morto intorno al • travello o agli occhielli stessi, ma senz~far nodi, in modo da poter tenere il cavallo, qualunque sforzo faccia, e da poter disimpegnàre la corda, quando fosse necessario. Quindi la barca vien messa in moto, la prora. diretta al punto d'approdo. Questo, scelto piu o meno a valle secondo la velocità .della cot·rente, deve avere sponde consistenti e a dolce pendio per un lungo tratto verso valle. Per far decidere i cavalli ad entrare nell'acqua, si colloca loro dietro un cavaliere munito dì lt·usta o di lunga pertica. Il pilota con un quinto remo dirige la prora. 1 rematori per vincere la 'forte resistenza che generalmente oppongono i cavalli entrando in acqua, devono puntare gradatamente fino a che i due di prora non toccano più fondo; allora questi cominciano a vogare, mentre gli altri cpntinuano a puntare, fino che a loro volta s i.apo obbligati a vogare: ciò per evitare che la barca _si fermi tutt'a un tratto. Nelle prime vògate si deve spiegare la massima forza, per far decidere i cavalli al nuoto. Quando il cavallo sente mancare il fondo, e impennanàosi cerca di voltare in dietro, il cavaliere seguita a tenerlo per la corda con tiua mano, e con l'altra afferra il montante per co-


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triogerlo ·a tenere la lesta sul pelo d'acqua e rivolLa verso monte. . Se tuttavia il eavaHo persiste nel voler toraare a riva, si deve allungare la corda quanto più t\ possi.bile e !asciarlo rovesciare, affiuchè poi si dècida a nuotare: nessun male può derivarne. Appena i cavalli si siano disposti trauquillamente al nuoto, i cavalieri allungaoo subito le corde, loglienòone le estremità dagli occhielli del lravetto e tenendole a mano libera. Se un cavallo taglta Ja strada ad un altro e le l'ispetli\re corde si vengogo ad incrociare, i ca' valieri se le sc~mbiuno. Giunli a pochi passi dal punto di approdo, i ca· valieri abbandonano ùn capo della loro corda, gillandola in acqua, e tirano l'aflro a sè, per farla · uscire daiJ'anello della cavezza. Intanto che i cavalli raggiungono la riva per loro conto, ·la ba rea apprqda; i ca vali ori sbar· caò.o, riprendono i cavalli e ritirano le selle e le armi dai rematori. Questi ritornano tosto al punto di partenza. Quando sulla riva d'app!'odo sono giunti alcuni ca valli, i seguenti mano a mano che toccano terra, si riu)liscouo spontaneamente ad essi ; di maniera che i cavalier·i prima di prendere i loro cavalli, possono ritirare le armi e le bardature. Trattandosi del primo gruppo, é bene che un paio di cavalieri, dopo aver lasciata la corda, sallino celeremente a Lerra, per ricevere i primi t:avalli _ Nel modo descritto, con qualLro barche si può in 30 minuli far passare ad nn mezzo squadrone iO -

Regolam. di esercizi pet· la cavalleria.


H6 un fiume della larghezza di circa 200 metri (la cui Lraversata, secondo la corrente, può diventar e ·di 250 o 300 metri) ; 10 o 15 minuti dopo la par. Lenza della prima -barca, si possono già distaccare dal punto di arrivo pàttuglie di esplora7 zione. Se si hanno quattro barche, si può disporle sulla riva di partenza a 15 metri d'intervallo, e farle partire a coppie alternate, cioè la t• la s•, la 2• e la· 4• : ciò per impedire che due barche rischino di urtarsi per la resistenzlfche oppon· gooo i cavalli. Sulla riva di partenza si tengono solamente i cavalli che devono entrare subito in acqua; gli altri si tengono alquanto in dietro e possibilmente nascosti alla vista dei primi, perché non siano maggio!'meote tentati di tornare in dietro. Sulla riva d'approdo invece, i cavalli si tengono presso la sportda, anche sellati, per invitare gli alu·i a raggiungerli. ~ Non avendo corde a disposizione, i cavalli possono essere tenuti presso le barphe con le red ini o anche con la coréggia da cavezza. Quando la velocità della cort'entesupera m. 1,50 al secondo, conviene far passare al massimo tre cavalli per ogni barca. I cavalli possono anche· passare nuotando per gruppi guidati dai nuotatori scelti-nel modo indicato nel numero precedente. 202. Servizio d'ordinanza. - Il servizio d' ordi.nanza, che il cavalier~ deve compiere presso i pPopri capi o negli stati maggiori delle gran di unità de~l'es ercito1 consis te nel seguire il supe

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riore al quale é addeLLo, e nel porl.sre avvisi o notizie scritte o verbali. Il comandante dello squadrone deve aver cura, che Lutti i suoi dipendenti siano con diligenza ist~uiti teor icamente in ciascuno di tali doveri, e praticamente esercitali secondo le regole se· gueoli. _ Il cavaliere d'ordinanza segue il superiore a 5 pass~ per esset·e pronto a riceverne gli ordini, e a tenergli il cavallo se smonta. In ques_to caso, va sollecitamente alla destra di lui, salta a tel'ra, toglie dall' incollaL~tra deL proprio cavallo le redini superiori e vi fa passare il braccio destro; impugna cqn la destt·a il montante destro del ·cavallo del s uperiore, e con l a sinistra ne tiene fermo lo staffile destro, mentre quegli smon.ta; in fine prende ambedue i cavalli, tenendosi in mezzo, e segue, se occorre, il superiore alla su accennata distanza. Qu'ando é chiamato per ricevere ordini, va alla sinis tra dèl s uperiore, nelta pre.scrilta posizione, annunci.audosi con la parola: eomandi. Gli ripete gli avvisi verbali prima di allontanarsi, e se li fissa bene m mente (se occorre li segna sul taccuino) per poterli comunicare integralmente. Raggiungendo il destinatario, gli si avvicina a destra e ripete l'avviso, premettendo : Il siy'(tor comandante . . . avverte. Congedato, rilorna al suo superiore e gli annunzia la comunicazione delle notizie, ap:giungendo, se richiesto, gli schiarimenti sulla via


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percorsa e sul luogo dove trovò il destinatario. Gli avvisi scritti; quando i cavalieri non siano muniti di un'apposita borsa di cuoio, vengono riposti nella tasca della giubba o del pastrano. In generale al cavaliere d'ordinanza è indicata la strada da percorrere: se ciò non avviene, o se egli non la conosce, è in obbligo di richiedere tale indicazione. . Se il cammino gli viene prescmilto, non può dev iare che per gravi motivi, r.è fermarsi, né perder tempo. Generalmente le ordinanze non si mandano isolate a grandi distanze. Nel giungere presso il destinatario, l'ordinanza gli s i avvicina dal lato destro, e stendendo il braccio porge il piego, aggiungendo: Dal signor comandante •. • •• Quindi si scosta di qualche passo e aspetta s ull'cttlenti di essere ·congedata. Se il -superiore è a piedi, l'ot•dinanza salta a terra a conveniente distanza e presenta il piego con la mano sinistra, tenendo con la destra il cavallo. Consegnato il piego, dopo un breve riposo, ritorna al suo po.sto, salvo ordini in contt•ario del superiore. Durante gli esercizi sul servizio d'ordinanza, l'istruttore cerca d'infondet·e i seguenti principii: Variare le andature, senza spingerle fino lli limiti estremi consentili cqi mezzi del cavallo, e conservando le prescritte cadenze. Nel partire camminare al passo, più o meno a lungo, per dar lena al cavallo.


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Fare possibilmente al passo le forti salite e le · discese. Seguire una progressione crescente nella durata delle riprèse rli trollo. Subordinare la durata delle riprese di passo al gt•aclo di rapidité. col quale il cavaliere deve compiere il suo Lragitlo. Cercare in ogr.i circostanza i terreni soffici,' i quali affaticano meno il cavallo e gli conservano le membra; perciò sulle strade mantener! o ai lati, piuttosto che in mezzo. Terminare il tragitto con una ripresa di passo tanto più lunga, quanto più esteso e difficile sarà stato il cammino . Finalmente a quèstì principii genera li l' Istruttore aggiunge i consigli che gli suggerisce l'esperienza, e le osservazioni che può offrire !l teneno sul quale gli osorcizi' si eseguisr.ono.

CAPO 6°. ISTF\UZIO NI COMPLEMENTARL

Norme per esercizi speciali di equitazione a ll'aperto. 203. Premessa·. - Trattasi di una serie di esercizi pet• l'esecuzione dei quali occorrono cavalieri provetti e cavalli di mezzi superiori a quelli della media di truppa. Per alcuni di essi sono anche sodispeosabili speciali altitudini tanto nei cavalieri quanto nei cavalli .. A questo ct·iLo!'io o alle condizioni di terreno e di tempo devono quindi


't bO

informarsi i comandanti ·di corpo nell'ordinarne o nel concederne l'esecuzione. Scopo di tali esercizi è tuttavia quello di coltivare '['ardire e la paSl'<iOne nel cavalcare, di far sempre meglio conoscere i requisiti e la potenzialita del cavallo per tenerne conto nel suo gmslo impiego. . ' Le norme che si dànno non possono ess~re complete né tassative, esse rappresentano soltanto una guida. 204·. Mar ce di prolungata resistenza. - Nell'l.struflione per le marce e per il seroi:1io di esploraflione e di sicure:lza in campagna sono . contenute le norme generali per le marce dei reparli. Qui si danno alcnne norme speciali per le marce di prolungata resistenza, applicabili tanto ai cavalieri isolati quanto ai reparti incaricali di speciali miseioni. In tempo di guerra la preparazione alle marce di maggior resistenza è data in gran parte dalle fatiche gia sopportate e· da una corrispondente nutrizione; inQILre l' imporlanza dello scopo da raggiungere giustifica lo sforzo anche se dannoso per le condizioni dei cavalli. In pace, invece,~ per esercizio, una mela raggiunta a prezzo della salute del cavallo non deve dar luogo alla lode, ma al biasimo. È necessario anzitutto di procedere ad una scelta razionale dei ca valli, escludendo quelli meno sani di estremità, e specialmente di polmoni, per i quali il lungo e rigoroso lavoro di allenamen.t.o potrebbe riuscire fatale. Sono preferibili i cavalli di indole piuttosto fredda, bene in carne e non troppo adiposi, con


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solidi muscoli e tendini elastici, con buon appetito e con facili e regolari funzioni digestive; qualità tutle che si riscontrano nella maggior parte dei cavalli che prestano regolare servizio. Qualora invece qualche cavallo fosse troppo grasso e da mollo tempo lontano dal lavoro si rende necessaria una preparazione pt•eliminare per una quindicina di giorni durante i quali dopo aver somministrato al cavallo un buon purgante lo si sottopone ad un moderato e progressivo Javor·o di passo, analogo a. quello che si fa nel primo periodo d'allenamento propriaiJ1ente detto. Si ottiene cosi che il cavallo liberi il polmone dal grasso interno, U quale ne ostacola il regolare funzionamento, acrtuisti appetito e riattivi le facoltà digestive, poi che riprenda forza progres· sivomente.

ll lavoro in coperta che si credessé di fàre per ottenere tale scopo, non sarebbe opportuno, s ia per non precipitare gli effetti, sia per ev.ita.re le fo.rti !'iudate. · · Norma costante in questo periodo preparatorio e in tuUo il r esto dell'allenamento dev'essere quella di mettere- con gradazione il cavallo in tale stato da poter sopportare il lavoro d'allenamen~o e affrontare occorrendo anc_ h e sforzi maggiori senza risentirne alcun danno, · La durata dell'allenamento. può determinarsi in 30 giorni circa, da suddividersi in tre periodi di cui il primo di 5, il secondo di 20, l'uiLimo di 1 5 giorni. Nel primo _{leriodo si deve abituare il cavali~ alle lunghe passeggiate al passo, interrotte d1


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quando in quando da brevi trottate. Con la pro-· gressione, aiLra condizione indispensabile di riuscita, il cavallo viene, durante questo periodo, a compiere un lavoro di selle o oLLo ore, e anche . più, nello stesso giorno; vale a dire, da principio, tre ore nel mattino e una nel pomeriggio, procurando di evitare le ore calde, poi Ire e due, tre e tre, quattro e tre e, infine, quattro e quatlro. Il passo dev'essere molto lungo, il tt•otto corto, equilibrato e naturale, le fermate brevissime e alquan Lo frequenti. Dul'tmte queste fet•mate è bene di dare al cavallo qualche po' d'erba, di fieno, di avena 0 pane, a fine di non lasciar mai indebolire lo stomaco. È anche opportuno di fat· r~nfrescare la bocca al cavallo con un po' d'acqua. • Cosi il cavallo si ·abitua poco per volta ad accelerare le operazioni digestive che egli può compiere marciando anche dopo una sola ora di oosla nella scudèrta, purché il cavaliere abbia l'avvertenza di incamminarlo al passo, conducendolo a mano dietro di sé per un buon tratto di s trada . La mania col cavallo a mano è anche un buon mezzo per da~: riposo ·a l cavallo continua ndo a per correre la strada. La nutrizione del cavallo in questo periodo può essere limitata a· 5 kg. di avena, da distribuirsi in quattro volLe (1/, kg. prima del lavoro e 2 kg. dopo il lavoro, tanto al mattino quanto nel pomeriggio), con fieno a discrezione specialmente durante la nott~. L'acqua, limitata a non piti di tre litri prima del lavoro, può esset·e data a discrezione ,..dopo il lavoro quando il cavallo sia stato completamente governato, pur avendogli Mcordato di berne un litro e di mangia r e un po,


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di ottimo fieno, appena rientrato !n scuderia, per 1·istorargli lo stomaco. Con l'aumentare dell'avena é opportuno di rinfres<tare il cavallo con orzo cotto, insalata, caI'Ote, sale pastorizia ecc. da mescolare all'avena rlella sera. · Le attenzioni per il cavallo in scuderia e fuori clevonù naturalmente raddoppiarsi avvertendo che la lettiera sia sempre abbondante e fresca pcrchè esso vi riposi volentieri, che la ferratura si mantenga in perfello stato; che insomma il cavallo conservi un manifesto benessere. Quando ciò non si verificasse devesi senz'altro sospendere il lavoro e non riprenderlo fin che il cavallo non si sia r imesso in huona salu te. Il primo periodo può finire con una giornata di riposo nella quale però é sempre bene di far . uscire ugualmente il cavullo dalla !'lr.nderia. per u11a bt·eve passeggiata a mano nelle stesse ore nelle quali era abituato a lavorare. Nel secondo periodo, mantenendo sempre lo stesso orario e seguendo la razionale progressione si comincia a trottare più a lun ~o considerando il passo soltanto più come un riposo. Dappdma si alternano le LroLLa te di 10 in '10 minuti avverlendò però di cominciare e finire sempre la marcia al passo, col cavallo a mano. Verso la metà del periodo si riducono a 5 mi· nuti le riprese di passo mantenendo quelle di trotto a.1<Y, aumentandole poi a 15'. Quanclo, verso la fine del periodo, le trottate raggiungono 30' e anche 40 minuti, le riprese di passo ritornano s 1<Y, e in questo caso è anche opportuno di farle a piedi.

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Perchè il molto lavoro che si fa in questo periodo sia sopportato ·dal cavallo senza inconvenienti, conviene regolarlo in modo da al·lernarne · l' intensità, cosi che se al mattino ebbero la prevalenza le lunghe LroUaLe, siano nel .pomet·Ìggio compensate con lunghe riprese di passo o viceversa. Talvolta invece il lavoro rigoroso potra proseguire per tutta la giornata, tal'allra si la'Scia il cavallo in riposo ·accontentandosi di passeggia te a mano. È anche utile, per abituare il cavallo ~;~lla varierA, di raggiungere con illavoi·o mattutino un dato punto ove esso possa trovare buon ristoro in scùderia, e ripartire di la nel pomeriggio per far ritorno alla propria sede. I giorni di riposo non dovrebbero, in totale, sommare a più di tre o quattro nella durata del periodo ; l'avena può aumAntare gradatamente fino a 6 o 8 kg. ; una quantità maggiore not:~ sarebbe facile distribuirla razionalmente, né il cavallo potrebbe, nella più parte dei casi, bene assimilarla. Nel tet·zo periodo n ·lavoro decresce alquanto in modo che il cavallo possa arrivare al giorno della prova senza traccia di fatica, vivace e nel pieno. vigore delle· sue forze .. La diminuzione di lavoro non è però immediata, né troppo sensibile, ma appena quanto basta perché il cavallo ne risenta il beneficio. Alla fine le ore di. lavo!'o possono essere ridotte - a 4, e la durata delle trottate diminuila in proporzione. Quantunque sia da tenersi presente che anche il cavallo, come la maggior parte degli animali,


ama di riposare la notte, é opportuno in questo periodo di fargli compiere brevi marce notturne perché si abitui a camminare nell'oscurità. L'allenàmento è faLlo in massima sulle strade cambiandole sovente, specialmente al ritorno pet• quanto è possibile; cosi il cavallo si annoia meno che girando nei quadriluoghi o nello piazze d'armi, e gli viene il desiderio di raggiungere la meta; è meno disattento, e quindi osset·va dove posa il piede evitando d'inciampare, il cho rappresenta il più grave pericolo nelle lunghe marce. A meno cile il piano stradale sia perfeltamenle orizzontale, nel qual caso sono prefer·ibili i !ali di esso, pet•ché meno dur i, è meglio percorrere la linea .centrale per evitare che il cavallo marci fuori d'appiombo. Nell"aLlraversare zone montuose bisogna guadagnare tempo trottando nei trat ti pian i, fare le salite e le discese, specie se r·ipide, a piedi, per risparmiare le spal_le ed i gai"elli del cavallo . Un allenamento cosi regolato e, che, natura!· mento per circos tanze di tempo o d' altr·o ordine, può essere anche alquanlo ridotto, mette il cavallo in condizioni di sopportare senza alcun danno lunghe e ripetute marce, nelle quali è necessario di osservare le norme tenute durante l'allenamento stesso. La condotta del cavàliere lungo la marcia non ditl"erisce dunque per nulla da quella che egli deve osservare nell'allenamento; "olendo tuttavia fare un esempio si può aggiungere che per eseguire una marcia dì' un centinaio di km. nel corso di una giornata conviene intraprenderla nelle pt•imissime ore del mattino, dare un primo


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riposo di 3/ 4 d'ora dopo il 40• chilometro sommi• nistrando nello stesso tem1 o '/! kg. di avena ; fetmarsi al 60' km. e t•ieoverare il cavallo i1 1 scuderia, per riprendere la marcia allé ore 16; dovendo proseguirla durante la notte, evitare di. far uso di lanterne a meno che ciò !)ia assolutamente in Jispensabile. 205. Cacce e simulacrl di cacce a cavallo. - Le prime si eseguiscono al daino o cervo, o alla volpe per mezzo di cani di razza. speciale e addestrati a questo esercizio. I cavalieri guidati da un c~tpo (master) seguono la pesta dei cani e as· sisLono allo inseguimento e alla presa dell'animale per parte di questi. Nei siroulacri di cncce, la volpe o il daino pos· sono essere rappresentati da un cavaliere che segna la strada percorsa mediante carta tagliuzzata (pa.pP.rhunt.), i cani rappresentati pure da alki cavalieri sono incaricati di rintracciarla,per indicarla al master e al resto dei cavalieri. Altre volte invece, il cavaliere che rappresenta l'animale cacciato, trascina seco attaccala ad un uncino (Draq) un pezzo di càrne putrefatta, e alcuni segugi appositamente addestrati lo r intracciano seguiti dal gruppo dei caccialori. La corsa al campanile consiste nel raggi ungere un punto determinalo e visibile situato a parecchi km. di distanza, senza che sia stata tracciata alcuna pista, o indicata alcuna strada da percorrere. Il ve1·o scopo di lulli questi esercizi, e di altri consimili, è quello di percor1·ere a veloce anda· tura lunghi lralti di terreno ignoto e rotto da ostacoli naturali o arlifir'"'li. )


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Essi possono considerarsi fra i più utili per dare ai cavalieri fermezza e disinvoltura, abitudine a trarsi d'impaccio nelle più svariate co]ltingenze e, quello che più importa, per persuadorli di quanto sa e può fare un cavallo che s ia monLSLo con risolutezza e non inceppato nelle suo azioni naturali. Benchè i cavalli degli ufficiali e, sino ad un certo punto, anche quelli dei graduati o dei cavalie t•i scelli di truppa, siano in grado di prendervi parte, tuttavia quando si tratta di esercizi con prolungati e veloci galoppi, ostacoli duri, estesi od elevati, giova la preparazione. Un progrossivo esercizio uel salto, passeggiate di una certo. dura~a nelle quali si abitui il ca vallo ad andare di passo senza. l'appoggio delle redini, fratnezzate da galopv "'ol ·cavallo disteso; una nutrizione di alcut. ,.;.,. ~ fiÌÙ abbondante nell'avena mettono presto il ~vallo nelle volute condi"ioni. Out•ànte l'esercizio il cavaliere deve t.ener per norma di non fare spreco inutile delle forze d.el cavallo, di non disturbarne male a proposito le azioni, di non aiutarlo intempestivamente nel !'allo e nei passa·ggi difficili, per modo che egli possa superarli senza superfluo impiego di forze. Deve anche propot•zionare la durata delle veloci andature alle regolat•i funzioni respiratorie perché il polmone si stanca più presto delle gambe e se in terreno piano o con leggero declivio si può impunemente perdurare per più tempo a galoppo, dove il terreno si va elevando conviene moder~re l'andatura in ragione dell'elevazione.


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L'abitudine di questi esercizi ra palese di quanta utilità sia il tenersi saidi in sella senza distur· bare il cavallo con le mani o col peso del corpo; essa infonde confidenza al cavallo il quale impara a procedere sicuro pet>dislivelli e disuguaglianze superando volonteroso e cab1o ostacoli più aif· .fìcili di quelli sui quali si viene esercitando e che spesso rifiuta. I cavalli che si recano ar ritrovo di caccia (meet) o che oe ritornano, è bene siano condoW sottomano. Dovendoli montare non devesi alterare nelle tro[tate la cadenza del trotlo leggero. 206. Salto di ostacoli di considerevoli dimensioni. ·L' esercizio ·di superare ostacoli di dimeòsioni consid~revo)i deve essere riservato a cavalli che ne abbiano le attitudini e che vi siano stati pre· ventivaroente addestrati. Questo esercizio oltre contribuire ad infondere coraggio nei cavalieri e nei cavalli in generalP,, può trovare utilissime applicazioni in campagna, pet•cui è oppot•tuno che sia esteso anche a un certo numero di cavalli di truppa scelti appositamente. Il salto non rappresenta per il cavallo uno sforzo contrario alle sue abitudini naturali, e lo si può po·rtare ad eseguirlo cou la stessa calma e la stessa spontaneità con ld quale lo si abitua alle lunghe galoppate, senza che ciò torni a pregiudizio del suo benessere fisico. 11 razionale e progressivo esercizio può ottenere questo scopo con facilità senza impiego di aiuti e di mezzi speciali, ma è però essenziale che chi addestra il cavallo non gli ai'rechi


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alcuna sofferenza nè Io contrasti nel giusto e naturale impiego dei suoi equilibri e delle sue . forze. . A tal uopo è necessario anzitutto di seguire una razionale progression·e : Scelto il soggetto che si intende di addestrare a questo speciale esercizio si comincia col fargli passare ostacoli poco rilevanti sia per la loro entità sia per la impressione che possono produr1·e. Fin che il cavallo va bene .si aumenta g1·adatamente l' entità dell'ostacolo, sia in allezza, sia in estensione; appena si scorge che per qualunque causa gli è venuto meno il coraggio si diminuisce l'ostacolo per riprendere Ja progressione ascendente · più tardi. Gli ostacoli da usarsi devono avere una certa solidità ma non è necessa1'io nè opportuno che questo sia eccessiva perché il dolore provato

dal cavallo urtandoli, o cadendo, può disgustarlo e avvilirlo in morlo de~oiLivo. Più che dalla tema del dolore per i colpi dati contro l'o_stacolo, il cavallo dev'essere invitato a saltare dall'l confidenza nel cavaliere nel senso che egli non abbia da temere da questi nè sofferenze, nè contrasti. Perciò duve essere norma cost-ante di condurre il cavallo all'ostacolo direttamente con uoa o due redini per mano, guidandolo ..:o n le radiai superiori e mantenendo un appoggio regolare; le redini semitese, i pugni bassi all'altezza del garrese. Incamminax:e il cavallo gradatamente alla voluta andatura e mantenerlo diretto senza spostare i pugni lateralmente. Se tenta di deviare a .sinistra .qrare la r~qe ~'e"aa~a,1ch_tl'aiu(o

4!lk


160 5amba destra; agire analogamente con la redine e la gamba sinistra se tenta di deviare a destra. In prossimità dell'ostacolo avanzare alquanto i pugni per pet•mettere al cavallo di distendere il collo e di osservat•e l'ostacolo, senza per questo diminuire l'appoggio sulla bocca. Tenere fermo il busto ed evitare di stringere troppo i polpacci e tanto meno di a,vvicinare i talloni per tenersi in equilibrio. Appena il caval1g ha scattato col posteriore, avanzare più che é possibile i pugni in direzione della bocca del cavallo per perrneltergli di distendere ancora l'incollatura e spostare il proprio equilibrio in avanti. Per facilitare questa seconda ceduta mentre il cavallo è in aria è opportuno di portare un po' il corpo in avanti, mantenendo però sempre le ginocchia ben ferme o :st~rrate contro 1 quartieri della sella, quasi come perni dell'equilibrio del cavaliere lasciando scorrere fra te dita quella quarÙilà di t•edine necessaria al cavallo per distendere l'incollatura. Con cavalli generosi e s inceri, e tanto più con quelli nervosi, é bene evitare anche di stringere l'inforcaLur'a perchè non abbiano a precipitare e confondersi nella scelta del tempo. È regola genera le di non aiutare il cavallo per incitarlo a saltare, e ~iò per la grande difficoltà a farlo a tempo giusto e pP-r il pericolo rli far precipitare il cavallo; lo si può fare nel solo caso in cui questo, esse'ndo andalo all'ostacolo con calma. e cadenza, segni un tempo di arresto prima di spiccare il salto. La passioità del cavaliere, necessaria sempre è tanto più da osservarsi col crescere dell' im•


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portanza dell'ostacolo, perché allora il cavallo ha sempt•e maggior bisogno di non essere disturbato e di misurar bene il salto. Questa passività non va però intesa in senso assoluto, e tanto meno· deve confondersi con a!>· bandono timoroso che rende indeciso il cavallo anche meglio disposto. Anzi, appena il cavallo, . per difetto di addestramento o per l' impressione ricevuta dall'ostacolo, accenna ad indecisione, a traLLenet•si, o a deviare, il cavaliere deve prontamente fargli intendere che non é clispo~t"o a concedergliene il modo, sia aiutandoiÒ energicamente con le gambe, sia agendo con una di esse e la redine corrispondente come sopra è detto. · · L'aiuto delle gambe prima dell'ostacolo é anche opportuno pet• non far diminuire al cavallo l'andatura, affinché esso non ?arda nulla del suo slancio. Io massima però il cavallo deve acqui· stare la buona volonlà a saltare con l'esercizio, per cui non poLrà dirsi bene addestralo che quando non abbia bisogno di alcuno aiuto nè prima nà all'aLto del salto. Il cavallo deve anche formarsi l'occhio e lo stile nel sallo, vale a dit·-e l'abitudine di scegliet•e con opportunità e pt'ecisfone il momento del salto, e poi di compierlo con naturalezza, franchezza e buona volonta. Queste doli si fanno acquistare al cavallo con l'esercizio e con la progressione vincendo la ~ua ripugnanza per l'ostacolo con molla paziMza e modi pet'suasivi, cominciando da ostacoli di pochissima entita, lasciandogli sempre piena liborl.8 , H -

Ileo o'a m. di B$erciz' per la cavoli orla,


di osservarli, e non incitandolo con nessun aiuto perché il sal !.o sia spontaneo e naturale; no a rialzando, infine, l'ostacolo se il salto precedenLe. non é stato compiut.o bene. Uguali criteri presiedono l'esercizio da farsi dal cavaliere per abilil.àrsi a saltare ostacoli considerevoli. Egli deve prendere cioè l'abitudine, mediante la razionale progressione, di secondare il cavallo, e non già di portarlo durante il salto, né deve passare ad ostacolo supel'iore se non ha agito correttamente in ('{!lello inferio1·e. Come il Clistendere il co.\lo e la testa è il movimento più importante per la buona esecuzione del salto da parte del cavallo, cosi il portare i pugni a vanti in direzione delle spalle cedendo le redini, per permellere al cavallo tale movimento I'appresenta per il cavaliere l'alto più essenziale e quello che meglio contribuisce a rendergli sicuro l'assetto. Una volta superato l'ostacolo il cavaliere ed il ca vallo r·ipr'endono l'equilibrio, l'appoggio e l'alJ:datura che avevano prima di iniziare il salto. Nell'istruire il caval lo a saltare se il terreno non offre spazio sufficiente pe1• permettere al cavallo d• procedere per un t:erlo t1·atto direttamente, è opportuno di non farlo girare semp1•e dalla sles>;a parte perché non prenda l'abiludioe di obliquare · dopo, e anche durante i l salto. 207. Preparazione di oo cavallo alla corsa. - La prP.parazione di" un ca vallo alla corsa si oWene medianle l'allenamento, delto anche più special· mente intrenmnento. (training). Non si po~sono dare a l riguardo norme assolute, poiché l'età, la costituzione, il carattere di


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ciascun cavallo richiedono un appropriato trattamento, e, una quantità di lavoro che sarebbe insuffici.,eote all'uno, potrebbe invece sfìoirne un altro. Solamente l'osservazione e l'esperienza possono pol'tare a conoscere il giusto punto a cui si deve giungere per _mettere un cavallo in per ;etta condi~ione, evitando di presentarlo alla corsa non sufficientemente preparato ovvero oltrepassato di condizione (over-trainfn{J)-

Perciò si accenna qui solo a qualche criterio generale 'clfe possa darne un'idea ~ommaria.' · Coll'intrename.nto si deve mirare ad ottenerè nel cavallo un perfetto stato di salute, ~n mas. simo sviluppo muscolare· ·e uo funzionamento del polmone che liberate do ogni grasso interno . permetta al cavalle di sostenere senza affannarsi un'andaLu1·a molto celere in rapporto alla distanza. • Il giusto concetto del ·rapporto fra l'andatura e la distanza che non si potrebbe precisare in cifre, costituisce la maggiore difficoltà, sia per la preparazione, sia per lo scopo da raggiungersi. È però a(orismo consacrato dalla esperienza che non è f'ff distanza, ma l'andatura che t~.m­ mazza, così che· mille meki fatti mollo lestamente rapp1·esentano uno sforzo maggiore, di quallro o cinquemila ad un moderal.o galoppo di caccia. Questo principio non deve per ciò essere mai dimenticalo per non andare incon'tro a disillusioni. Per portare un cavallo alla sua giusta condizione di allename.n_to ocçorre un lavoro progres· sivo. Questa progressione però non dev~asi intendere continuati.va, ma bensi a successive riprese,


che vadano gradatamente aumentando, alternate da relativi riposi. Perciò la preparazione del ca· vallo alla corsa può sommariamente dividersi in periodi. Prima d'intraprendere il primo periodo e, talvolta, fra pef,'iodo e per\odo, qccorre purgare il cavallo per predisporne lo st;)maco alla maggior quantità di avena, che gli si deve somministrare,. diminuendo ·i! fieno, impedendo che mangi pa· glia ed altri alimenti voluminosi e poco nutritivi, non escludendo però di tanto in tanto qualche alimento ri :lfl·esca nte, come : pa~toni di crusca o di seme di lino, carote; o erba mischiata alla biada. ' Nel primo periodo si ha di mira anzitutt.o di dare al cavallo un buon fondo di salute; per conseguenza si fanno lunghe passeggiate, alcune trottate, e moderati galoppi. A questo periodo .preparatorio segue un periodo di allenamento più propriamente detto : la velocità d ell'a nda~u ra e . la di~tanza da percorrersi vanno a mano a mano aumentando, non pcr'ò da un giorno all'altro, ma alternando con fì<\Zionale vicenda le galoppate più lunghe e più veloci con galoppi corti e moderati (ean ters) e anche con giornate di passo e di trotto. Per ogni gruppo d1 gio!'ni di un lavoro così distribuito aumentano, sebbene non contemporaneamente né con pro · gressione assoluta, la dis tanza e la velocità, fin o . u r aggiungere con questa la massima.In capo a questo periodo il cavallo viene a raggiungere un certo grado di condizione. Per non arrischiare che le forze anzichè aumentare · ·engano poi a diminuire nel periodo successivo,


165 l'uno e l'allro occorre tornare alquanto indietro, o, come sì suoi dire, rimettere ancora il cavallo un po' basso a condizione. Il detto periodo successivo si riprende non dal gt•a.do di lavoro che gia si era giunti a dare, ma da un punto più indiolro per condurre poi gradatamente il cayallo a percorrere pet· alcune volle la distanza ·della corsa, con l'andatura che, in pàragone della distanza stessa, si dovrà presumibilmente tenere in corsa. Con l'aumentare dell'andatura, la scelta di un buon terreno acquista importanza sempre mag, giore. Per far perdere ai cavalli il grasso soverchio erano prima molto in uso le sudat~ con le coperte; questo sistema va sempre us11lo coa molta moderazione e si è riconosciuto che con molLi cavalli val meglio farne a meno. L'allenamento vuoi esse•·e più rigoroso per le corse piane che per le cot•se di ostacoli, nelle quali vi è meno andatura . Sia per le une che per le altre, ma specialmente per quelle piane, . giova però in massima di non far lavorare un cavallo da solo pe•·ché ciò potrebbe disgustarlo se esso ha un po' di carattere e, del resto, non si tirerebbe fuori abbastanza andatura: è dunque opportuno di far galoppare in compagnia. Tuttavia i cavalli alquanto ner.vosi devono essere galoppati da soli, pokhè galoppando in compagnia, tanto più se ripetulamenle, si logorano troppo. Essendo stato premesso come sia difficile di raggiungere e di non oltrepassare il giusto punto che dà la perfetta condizione, è bene di dare an• ll'a

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166 cora qualche cenno sugli inconvenienti ai quali si può andare incontro nelfuno o nell'altro caso. Anche con un lavoro del tutto insufficiente allo scopo, il cavallo può trovarsi in ottimo stato di salute, camminare volentieri e far credet·e di possedere una certa resistenza perché sopra una lunga distanza sostiene un'andatura apparentemente celere, ma che si rironoscerebbe non esser tale quando lo si facesse galoppare in compagnia di cavalli in condizione. Ciò può indurre in grave · errore, e il presentare alla corsa un cavallo cosi insufficienternen~ preparato potr~bbe causargli danni considerevoli per lo sforzo che farebbe, tanto maggiore, quanto più la sua indole é generosa. Invece un cavallo che abbia ollrepassato anche di poco la condizione lo manifesta abbastanza ~viùeatemente perdendo l'&f•petilo, mostrondosi svogliato o eccessivamente net·voso, dimagrando· sensibilmente, vuotandosi nei fianchi, i quali devono per contro conservarsi sempre pieni anche col ven"tre ritratto. Per poco dunque che l'allenatore sia oculato, questi sintomi gl'indicheranno di d·iminuire il lavoro prima di giungere al punto di danneggiare irrimediabilmente l'animale U caso più fr·equente e più naturale si riferisce pet•ò ad un grado di preparazione che si scosti .di poco da quello voluto non sapendo giudicare se debbasi proseguire con lo stesso lavoro o cou uno più rigoroso, ovvero diminuirlo alquanto. In rtuesto dubbio S•lrà meglio moderare che spingere, perché se così facendo si dovesse pure diminuire alquanto la probabilita dl vincere, si ha


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però la éertezza di non recar danno al cavallo; anzi se gueslo deve prender parte a più di una corsa, la prima gli servirà come un buon galoppo di preparazione alle s uccessive. Quanto si è ora accennato circa i sintomi di ura preparazione incompleta o oltrepassata non è però riferibile che alla maggior parte dei casi perchè vi sono cavalli i quali, mentre all'aspetto sembrano alquanto sfiniti, mostrano poi alla pr.:>v:a di possedere tutta la loro eu ergili, e allri che corrono meglio quando sono piuttosto grassi. Concludendo: l'impossibilità di dare qualsiasi precetto assoluto è ciò che rende difficile l'arte dell'intrènamen lo. La qualità del cavallo e la sua condizione sono, per la riuscita, coefficienti importantissimi ai q~ali _ devesi però aggiungere il modo del comportarsi del cavaliere durante la -corsa. La calma e l' energia sono le due qualità che maggiormente si richiedono: la calma, per giudicare freddamente del modo come si svolge · la cursa, delle condizioni favorevoli e sfavorevoli ll.l proprio cavallo cbe si producono al momento secondo l'andatura, il posto che s'è potuto occupare a secondo che uno piuttosto che l'altro dei competitori si mostra temibile; l'energia, per approfittare prontamente di ogni condizione favorevole, e per ottenere dal cavallo al momento opportuno tutto quanto è in grado di dare. Si (leve però solamente insistere a richiedere con- tutta 'l'energia il massimo sforzo, quando, presso la fine della corsa, si scorge ragionevol · mente di avere •1ualche probabilila di vince1·e : una certa lotta è giustificata anche per otte-


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nere il secondo o il terzo posto, ma nulla è più deplorevole che il frustare e maltrattare il cavallo per disputare i posti successivi. Cosi pure è altrellaato scorretta e disdicevole la lotta inutile, sia per raggiungere un posto che non si può evidentemente più ottenere, sia per mànlenere quello che altri più non contende; il frustare, insomma, barbaramentesen~a poter con èiò cambitwe l'esito della corsa oramai affermatosi. Già fu accennato come l'iuLrenamenLo p.er le corse con ostacoli abbia un carattere meno rigoroso, e ciò in ragione. dell'andatura la quale non potrebbe essere artreltanto celere sopra la lunga distanza di tali corse, e per la stessa conseguenza del dover affrontare gli ostacoli. L'andatura però, per quanto inferiore a quella delle corse piane, è sempre tale che l'abitudine a saltar e senza diminuirla richiede uuo :speciale

esercizio, né basterebbe il conoscere che il proprio cavallo è uu buon saltalore all'andatura di" · caccia. Per avere la sicurezza che il proprio cavallo compia corretta me~tle il percor•so non è nem meno sufficientè l'accertare che il cavallo riesce a superare una volla lanlo gli ostacoli quali li troverà in corsa, ma O<:corre di ripetutamente esercitarvelo· e compiere talvolta in esercizio la distanzn sui diversi ostacoli e con l'at tura che si dovrà tenere io corsa. È da notare però che ·alcuni cavalli già rotti a questo ~enere di corse si mostrano svogliati nel saltare per esercizio, mentre poi saltauo benis· simo in corsa; in questo caso è bene di evitare


169 . di disgustarli e conviene di aspettare a saltare il giorno stesso della corsa. Tutto quanto é stato detto fin qui, sia per le corse piane, sia per quelle con ostacoli va inteso iu modo molLo relativo secondo la classe dei ca valli nella quale si deve competere. Lavoro alla cot•da .

.208. Premessa.- Il lavoro alla corda, giudiziosa.mente e beue applicato, é di grande utilità: to per addestrare il puledro che per caparbietà non voglia portare il cavaliere. 2• per far lavorare un cavallo che per una ragione qualunque non possa essere montato; 3• per domare il cavallo vizioso con un lavoro cbe non nuoce alla .sua conservazione; 4' per addestrare il cavallo all'ostacolo Il ca vallo é in unito di un caoezzone ed è tenuto per mezzodì una corda dall'istruttore. È neces. sario che il cavezzone sia bene applicalo al cavallo o cioé che il sotto-ganasce e la museruola siano bene aderenti, affinchè il ·montante non possa otlendere, nel lavoro in circolo, l' occhio del cavallo dalla parte esterna. 209 Attrezzi. Cave::::one. Corda. Frw;ta. Sella. Scudiscio. I l cave.uone é formato da una testfera con sguaocie, da un sollogan·asce, da un sottogola e da una museruola. Quasta ha nella parte anteriore un arco di ferro ricoperto di cuoio e mu-


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nito di tre campanelle, una al centro e due laterali, sorrette queste .ultime da due piuoli alli circa 3 centimetri. n cavezzone si mette come il filetto: la museruola si affibbia solto il ferro ·del filetto· in modo da non incagliar l'azione di questo; indi si affibbia il sottogr:>la, e poi il sotto-ganasce. L'arco deve posarsi sulle ossa del naso; a quattro dita dalle narici e in modo da permcL~erE:> che un dito passi liberamente fra esso e il naso: più siretto non avrebbe azione, più largo traballerebbe e ferirebbe. . Alla campanella di mezzo si affibbia la corda . e in quelle laterali, oc~orrendo, si atLaccano l ~ redini. · La corda é una striscia di tessuto di canape leggero, larga da Qm,Oi a 0'",05, e lunga 12m circa; a una sua esLremiLa è aggiunta una punta ·di cuoio con fibbia, l'altra è ripiegata sopra sè stessa in modo da formar·e un occhio largo 010,20. La frusta è formata di un manico a cui viene attaccato ·un cordone. Il manico é una verga tiessiOile, cbe si va assottigliando verso la punta; è lungo 1'",50 circa. L'estremità più grossa è copel'la di pelle per 0•,12 circa. A r.trca Om,t~ dalla punta, esso é ravvolto di spago intrecciato fin dove gli si annoda in capo il cordone per mezzo di un forte occhiello. Questo c-o-rdone è una ti-eccia formata da alcune funicelle, lunga 2m,20; alla sua estremità inferiore si attacca il moz.:one o punta, che serve più specialmente a farla schioccare quando si agita con forza da avanti in dietro. Il moz-


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zone deve essere di seta, stretto da refe, che lo ricopre ll}sciandonc libero un solo fiocchetto. La sella è quella d'ordinanza o quella inglese. 210. Lavoro lo circolo. -Da principio l'istruttore si serve di un aiutante per. potere più facilmente rendere il cavallo obbediente: in seguito poi lavora da solo e può essere certo di ave1·e un cavallo bene addestrato quando esso·ubbi· <.lisce facilmente 1o alla voce dell'uomo, 2• alle indica7:ioni che gli sono trasmesse per mezzo del cavezzone, 3° all'azione della frusta, 4° al- . l'azione combinata di questi tre mezzi. Per ottenere questi risultati bisogna anzitullo che l'istruttore renda il cavalto completamente obbediente alla corda, ponendo speciale attenzione a che il cavallo non tiri mai su di essa. Ciò si oltiene lavorando dappt•ima i l cavallo :su ùi un cir_colo stretto (tm,oQ -2» di raggio) e fa· cendolo cambiare di mano ad ogni minimo accenno a voler portarsi esternamente al circolo, Nelle pt•ime lezion i l'istruttore fa percorrere al ca vallo un circolo a mano ·sinistra facendolo accompagnare per i primi passi dall'aiutante, il quale poi lo lascia e, mantenendosi fuori del circolo lo spinge, se del caso, colla frusta in· modo che il cavallo sia costretto a· spostarsi verso il centro del ch'colo, perdendo così il vizio di tirare sulla corda. Compiuti due o tre giri a mano sinistra l'istruttore fa eseguire un campiamento di mano nel seguente modo: Se-il ca vallo è al lroLto l'istruttore lo chiama al passo con movimenti orizzon~ali della corda


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all'indietro e col ripetuto comando di (( PASSo », perché il cavallo cominci.ad abit.aarsi alla voce dell'i struttor~; poi, raccorcìando ta corda, l'istruttore colla voce invita il cavallo a venire al centro del circolo, mentre in pa:f tempo l'aiutante portandosi dietro il cavallo stesso, facilita l'esecuzione del movimento. Giunto il cavallo al centro l'isteultore impugna la corda colla mano destra a 40 cm. circa dalla museruola e battendo colla mano sinistra sulla spalla destra del cavallo lo invita a spostarsi dal centro cambiando di mano, mentre l'aiutante colla frusta nella mano· sinistra spinge il cavallo ad eseguire il movimento. Durante queste prime lezioni l'istruttore si deve collocare in un angolo della cavallerizza; l'aiutante deve averi:' l'avvertenza d'impugnare la frusta col manico avanti in modo da non spaventare il caval lo e questo viene esercitato a passare òal passo al trotto e viceversa , a fermarsi dal trotto, a partire al trotto da fermo sia sul circolo, s ia portandosi dal centro alla circonferenza. Ciò ottenuto sul circolo stretto si permetterà al cavallo di allargarlo poco a poco, pur mantenendosi sempre obbediente alla volon~à a'ell'istruttore. Terminata l'istruzione al passo ed al trotto è generalmente sufficiente fare accelerare la cadenza per ottenere .il galoppo; qualora . però qualche cavallo a vesse difficoltà a prendere tale andatura sul circolo, l'istruttore deve avere cura di farlo partire chiamandolo dal centro sulla cir-


178 conferenza, poiché cosl il cavallo aiutato con energia facilmente si mette al galoppo. L'istruttore deve però avere l'avvertenza di terminare ogni lezione riprendendo il la voro al passo su di un circolo sLretlo ogniqualvolla verso la fi~e di essa il cavallo cercasse di tirare sulla corda Durante tutto il lavoro infine l'istruttore devo impugnare la corda in modo che essa possa fa cilmente scorrer·e nella .mano per poter concedere, volendo lo, maggiore libertà al cavallo; lo corda deve per ciò essere senza nodi. . 211. La:oro alrostacolo. - Riesce sovente assai utile esercitare il cavallo al salto servendosi dello corda, principalmente qùaodo esso o per poca dis posizione o per• vizi acquisili richieda un continualo lavoro di molti salti. Viene in .tal modo grandemente diminuita la faLico nel cavallo li-

. ber9ndolo dal peso del cavaliere e si conserva la possibilità di regolarlo, cadenzarlo e correggerlo nell'andatura, vantag.gio al quale si rinunzia quando Io si eset•cita scosso nel corridoio. Per poter lavorar·e con ·profitto il cavallo all'ostacolo servendosi della corda è 'indispensabile averlo in precedenza esercitato ed istruito perfettamente ad ubbidi1•e alla volontà dell'islru Lto r ~. Si deve poi osservare la più scrupolosa progressione cominciando col far passare _1!1 cavallo la barriera a terra ed alzandola in seguito man mano che esso acquista sicurezza e confidenza Per far passare la barriera a terra l' istruttore impugna la èorda a due metri circa dalla mu· seruola e passa l' osLa.colo seguito dal ca vallo,


174 lasciandoglielo ben vedere d possibilmente~ anche fiutare: l'istl'Uttore fà in seguito qualche ·p-asso direttamente, e, riloro:ando poi indietro, fa passare l'ostacolo in senso contrario. Ottenuta dal cavallo la necessaria confidenza lo mette in c.ircolo come sopra é detto, ed in modo che l'ostacolo si tl'ovi sulla ·circonferenza. Ingrandisce poi il circolo man mano che il cavallo acquista la voluta . franchezza e non dimostra alcuna intenzione di scartare. Fa così eseguire il lavoro al trotto ed al galoppo alzand,o gradatamente l'ostacolo ed esercitando il cavallo alle due mapi affiochè esso non impari ad obli· qua re. L'istruttore può correggere colla voce, colla frusta e colla corda l'andatura del cavallo ove oc-corra, ma non deve mai alzare l'ostacolo se non quando il cavallo salta correttttmeote da sè colla

gi ust.a cadenza senza bisogno di essere trC'ppo mJderato od aiutato. Durante il salto procura di segui re il cavallo e ùi non recargli alcun urto ·o disturbo col" cavezzone. A questo scopo é conveniente servirsi di · una corda leggiera, la quale ha pure il vantaggio di essere di più facile maneggio. L'istruttore inoltre nell'alzare l'ostacolo tien(}· sempre conto del grado d'istruzione e dei-mezzi d(>l cavallo ed ha per norma di terminare il lavoro su di un ostacolo basso. Quando si esercita il cavallo su di un ostacolt> alto, uel qual caso è necessaria una maggio1·e spinta, o su di un ostacolo con alti inviti sui quali ia corda ·non può facilmente passare si maLte il cavallo in circolo a sei o sette metri dall'ostacolo,


e q_uando esso sarà calmo ed ubbidiente e nella vo· Iuta cadenza lo si invita a staccarsi dalla circo"'ferenza ed n dirigersi all'ostacolo. L'istruttore segue di corsa il cavallo per potergli concedere la necessaria libertà di corda duranl~ il salto. al dì là del quale sì colloca un soldato che· fermi il cavallo a conveniente distanza. L'aiutante in tal caso viene collocalo alla sinistra dell'ostacolo fra questo .e l'istruttOI'e se il cavallo prima del salto si trova in circolo a mano s inistra, viene collocato alla destra nel caso contrario e ciò (Jer togliere al ca.vallo ogni possibilità di scartare.

ADDESTRAMENTO DELLE RIMONTE.

Generalità. 21 2. Progressione. · 1° l~et•iodo- ArnrnaJtsimen to. 2° Periodo - La voro. 213. Premessa. - Il cavallo militare deve essere docile e resistente; deve andare volenteroso da solo, mantenere la cadenza nelle andature, superare o saltare con sicurezza gli ostacoli, avèr .. confidenza con lutti gli oggelli che può incontrare e non t~mere rumori improvvisi ; pretendere di più é inutile se non dannoso. Ciò si ottiene facilmente, anche da cavalli non del lutto ben conformati, con un addestramento razionale iu un lavoro progt•essivo, ove si tenga


116 conto dell'etA, della struttura, della forza e sopra~ tutto del temperamento dt ogni singolo puledro. Ha somma impot•Lariza in questa istruzione la parla che riguat·da l'ammansi mento, poiché con i buoni trattamenti in scuderia, nei cortili ed ovu'nque, si· oltiene più. di quello che nop si avrebbe con il lavoro anche sensatamente fallo ; non bisogna perciò essere avari di carezze e restii dal parlare coulinuamente al puledro. .L'a~estramen to delle rimonta, al pari dell'istru· ztOne dei cavalieri, deve essere individuale, perchè sarebbe dannoso e poco ulile p1·etendere il lavoro individuale dalle reclu te, se i cavalli in.: dividualmeote non foss~ro stati .addestrali. Rifuggire dal proposito di voler condurre da principio l'istruzione dei p_u ledri in ·egual modo per tulli e con eguale progress·o ; ma imporsi invece d'i:sL!·uirli ad uno ad uno, dando a ciasr.ut o tutti ì giorni quel lavoro che necessita. Da quanto precede bisogna farsi persuasi che l'istruzione all'aperto sarà quella che più d'ogni altra potra favor·ire in questa condoUa e portar·ci a quanLo é desider•ato dal cavallo mil tare, perche soltanto all'aperto si possono assecondare le allitudini naturali del puledro, mentre se ne sveglia la volontà, si sviluppano le qualiLa visive e s i opera una salutare ginnastica dei muscoli e dei polmoni. Basta osservat•e la diversa arnbulazione dei puledri al loro pl'imo giungere ai reggimenti per rendersi ragio11e di questo precetto e, per convet·so, dell'assurdo di un lavot•o uniforme specie ~fallo in ambien te rish·eLLo in cui i puledri sono


177 obbligati, con evidente srorzo, a modificare di un subito il loro andare naturale. Ma oltre ai b.uoni precetti occorre procurarsi i mezzi per applicarli. Epperò i comandanti di squadrone devono ogni anno ed in ciascuna cìasse, studiare quali sono quei cavalieri che per indole, per passione, per atliludine: a cavalcare, dimostrano anche predisposizione· a tener bene i puledri e saperli montare. Ed in ess.i, mentre nello squadrone si sta svoÌgendo l'addestramento della rimonta dell'anno in c.orso,si deve sviluppare l'osservazione sulla condotta da tene1·e con il cavallo giovane, deslinan· doli a cavalcare il cavallo anziano . che da principio deve essere accoppiato al puledro, facendoli sovente assistere all'istJ'Uzione e mostrando loro tutti i particolari di questo minuto e paziente lavoro che si apprende soltanto vivendo a contatto del pùledro. È questa una preparazione alla quale assidua- ' mente si deve att~ndere negli squadroni per evitare di trovarsi nelle criLiche condizioni di dover affidare le rimonta a soldati impreparati ed essere costretti a condurrà contemporaneamente l'istruzione· degli uomini e quella dei puledri, qausa sempre .di mes9hini risultati ed anche di disgrazie. All'indole dei puledri, che un esperto comandante di squadrone può fin da principio discoprire, si deve· adattare quella dei cavalieri, non . negligendo di mettere in armonia la conforma· zioue fìs.ica degri uui con quella çlegli aUri.


1.78 Pari alla scelta dei cavalieri, deve essere fatta quella degli istruttori; e l'ufficiale ed i graduali a ciò pt•eposti devono sotto ogni riguardo essere provetti. · Il risultato dell'addestramento é fattore Importante di giudizio sulla capacità tecnica di un comandante di squadrone. L'addestramento di una rimonta si svolge nel corso di un anno, e cioè da un dicembre all'altro. ~i comandanti di squadrone é lasc.iata completa libertà sul modo di condurre in quei dodièi mesi l'istruzione. La passione e la lunga pr·atica devono aver loro conferilo la necessaria capacit$ in materia, e però qui vengono dati sollaoto dei suggerimenti e ·viene tracciata una progressione senza cat·attet·e tilcuno di presci·iUività. · Amrnansimento e lavoro sono i due periodi nei quali s i suddivide l'addestramento. L'ammansimento consiste in qul!llla somma di cure che pazientemente prodigate valgono a chiamare il puledro ~ers9· l'uomo ed a render gli f'amigliare il nuovo ambiente; sl che mansuetudine, docilità e confidenza siano in lui prima che venga·sottoposto al più leggeto lavoro. Il lavoro consiste in quella razionale e metodica.progressione di esercizi i quali, mentre favoriscono lo sviluppo fisico del puledro, lo rendono atto, alla fiotl dell'anno, ad entrare nelle righe. L'a.mmansimento, d'ordinario, si compie nel · corso di circa due mesi riuscendo con esso apredisporr e ll puledro . a S0..0J)Qrlare il ca vali ere in sella.


179 Il lavoro si compie nei restanti dieci mesi. Però é, da considerare che prima del 6° anno di età noll è prudente r ichiedere' nel puledro la completa abilita come cavallo da battaglia, e per conseguenza, terminando l'addestramento allorchè il puledro marc.a soltanto 5 anni e '/~,si deve, nei fi m!àsi che corrono dal decemlwe al·maggio successivo, risparmiargli le maggiori fatiche, facendolo ancora oggelto di speciali cure. È soltanto in questi 6 mesi qhe si abitua il puledro af morso snodato. Quei puledri che a causa di tardo sviluppo od eventuali infermità, non sono in grado di seguire la progress.ione, vengono addestraLi con la rimonta dell'anno successivo, evitando di sottopor li a quall'>ia"i speciale addestramento durante l'anno in co'rso. PrlmÒ periodo. (A mmansimento).

214. L'ammansimento trae origine e si svolge nella continua convivenza dell'uomo con il.pu· ledro. , Il soldato reso capace dalla pratica acquistala frequentando gli anziani nell'addestramento della rimonta precedente, deve avere una ce1•ta libertà, nello squadrone, per dedicarsi al puledro che ha in consegna, in modo che possa condurlo fuori di scuderia quando _crede, goveruado quando vuole e dove vuole, ed usarg1i quel tratto amorevole che ritiene possa sempre più affezionargli il puledro. "


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L'ammansimento perciò non deve sottostare aù orario che imponga l'ora ed il luogo dove devOli O r adunarsi i puledri; anzi si deve evitare che L puledri vengano a trovarsi riuniti allorché iso\~ rlali li amroaosiseòno. Il èòrnpito del comandante di squadrone e degli istruttori consiste, in questo periodo, nelra vigilanza continua per evitare imprudenze da parte dei soldati, nei suggerimenti e t•accoma,ndazioni e nell'intervento pe~sonale allorchè, per la eccezionale. capar·bietà di qualche puledro1 il soldato che lo ha _in consegna avesse bisogno di maggior consiglio ed aiuto. · Per mettere in diretta dimunicazione il puledro con l'uomo bisogna metlet·e ù1 opera tuLle le facoltà che i sen$Ì a ccordano ar cavallo, ò nori limitari>i, come sovente avviene, a volet• comunicare con il cavallo sollanto, mediante il senso del tatto. Più che il tatto, il quale spesso comunica la volontà dell'uomo in modo improvviso ed anche correttivo e repressivo, vale sviluppare nel - cavallo il senso dell'udito rendendolo confidente od obbediente alla voce di chi lo avvicina e·lOca valca; qu~lto della vista che lo famigliarizza con l'ambiente ester no e lo fa esperto nel la voro specie in campagna; quello del gusto che lo all'aziona e lo predispone a1 voleri dell'uomo dal quale spera sempt'e qualche compenso; quello dell'o lfaLlò per il quale il puledro spesso presenta timore di cose e di luoghi che devono invece riuscir·gli comuni. T r·ascurare di ~viluppa re egualmente quel?te facoltà vuoi dire.non fruire di tntle le btronP qua· htà e el i tulli i mezzi che ~ossiede il cavallo.


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Ciò che toglie la prima rusLichezza al puledro e che lo invita a fafsi avvicinare dall'uomo, è la osservazione e lo s timolo.alla imitazione. Pe1' il chè necessila che nei primi gior ni il puledro non sia mai scompagnato dal cavallo anziano al quale ìl soldato farà cal'ezze e dara del fieno, fingendo ·di non occuparsi del puledro che gli è accoppiato. Deve il soldato lasciarsi fiulare la mano e le vesti dal pulédro mentre tl'4'!tta il ca. vallo anziano, ed evitare di guarda1•lo negli occhi ~ comunque rivolgergli la carezza e l'attenzione. ' Non farsi accorgere dal puledro che gli si da importanza: questo é il contegno migliore per eliminare le prime impressioni che il puledro può avere al contatto con l'uomo. . Quando il puled.ro sarà indotto ad imitare il cavallo e che verrà a prendere anch'esso il fieno dalln mano del s oldato, allora q1.1esti deve r ivolgergli la pa1;ola e procurare di accarezzare le guance senza mai fissarlo, ma tenendo l'occhio all'anteriore per evitare la z11mpala, istintiva e · comune nei puledri, specie se di allevamento brado. , Appena il puled1'0 si lascerà toccare, il soldato de ve, oon la mano spalmata d'olio o con una spugna legger mente imbibita, passare sotto il canale delle ganascia e sulla criniera a scopo di allontanargli le mosche cavalline e le zecche. Per purgare di questi insetti le parti genitali, difficili a tocca re, basta. ungere [a coda, per modo che il pulerh·o stesso nell'agitarla compia ciò che il s0ldalo fai'Cbbe con la mano. È veramente s intomatico il cambiamento che avvlene nel pulédro


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appena si sente sollevare dal fastidio di quegli insetti.- il suo contegno verso l'uomo si addimostra subito meno rustico. Non affrettarsi a voler pulire il puledro in tutte le .pat•Li del corpo; sovente oer allettarlo fregargli la radice della criniera fino a fargli allungare il collo ed agitare il musello, indizio di piacere. Tutte ,le volte che il soldato conduce il puledro a mano deve tenerlò a corda piullosto lunga e precederlo con passo lento, soflòr.mandosi ogni tanto senza guardarlo; stendergli qual ah e po' di erba o di fieno a scopo di abituarlo a farsi seguire volenteroso. Pas:sare sovente in prossimi la della mascalcia, fermandovisi ogni tanto e per breve momento. Evitare il più che è possibile di tenere il puledro legato allorché é fuori di scuderia. Non proporsi nè fare atto di •volt:lt' :solleval'6 a forza l'estt·emila al puledro se resiste, ma sollevar·gl1elesollanto·quando volonterosamente cede all'iJ1vito che ad intervalli deve essere ogni giorno ripetuto. Si otLerr·à più facilmente passanc:logli. ri· petutamenle una spugna inumidita da prima e poscia impregnata di acqua lungo le gambe. Non affidare mai al manis caléo il puledro se dal soldato non si lascia con tutta tranquillità sollevare i piedi. Il puledro che si oppone non de"\'e essere ferralo a forza, poiché i mezzi coercitivi usati nella ferratura rendono il puledro cattivo. Questa parte, nell'ammansim~nto, ha speciale importanza, poiché il cavallo militat·e che non si. lascia facilmente ferrare, sovente in guerra é da considerarsi un cavallo pooduto.


i83 Ogni giorno, e fin da principio, i puledri devono esser·e fatti passeggiare, condotti sottomano ora a destra ora a sii1istl'a di un cavallo anziano e tranquillo, e non mai gli uni dietro gli altri in lun ghe colonne, ma sempre a coppie isolate. Con ques~o esercizio salutare al fisico, si addolcisce il caratter•e, si forma l'occhio a Lutti gli oggetti, ·e si abitua l'udito ai r·umori, per modo che il puledro prima già di es!:'ere montato è divenuto confidente nell'andare e come suoi dirsi è istradalo. Questo èsercizio facilita mollo il periodo dell'isLruzione, ed evita lotte fra cavallo e cavaliere, causè di disgrazie e di cattivo risultato sulla l'ill· sella del cavallo. Ove il clima ed il terreno lo permettono, lasciare che durante le passeggiate in campagna, il puledro pascoli qualche poco. È !:>pecialmente in campagna che il puledro si famigliarizza con l'uomo. Prima di mettere la sella al puledro, questo dove essere mansueto al punto da lasciarsi inforcare a pelo in scuder•ia. Non si deve mai ric~orrere ad inganni o violenze per bardare;· inforcare od altr·o, altrimenti ·non si avrà mai il cavallo né ammansito né addestralo, e per ciò non un cavallo militare. In lutto i1 periodo di ammaosi~enlo il soldato che ha in consegna il puledro procura nel tratlarlo di esset·e sempt•e solo, a meno éhe, come si disse, eccezionale caparbietà in qualche puledro non .richieda l'intervento di qualche istruttore. L'aiutante migliore del cavaliere, in questo periodo, è il cavallo anziano.


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I particolari di tutto l'ammansiroento non pos· sono essere detti; essi si apprendono imitando gli esperti e si applicano poscia quasi spontant~aroe~le in grado diverso a s econda dell' inclinazione·-e della passione. dei cavaliet·e. Nel periodo di ammansi mento, come io quello di lavoro, si deve mirare a rendersi padroni del cara~tet·e del puledro, con i mezzi più benevoli e non mai, come da molti si ritiene,faJ•si padroni soltanto della testa mediante l'immorsatura, i pieghi ed altri artifici. 11 cavallo _addome~ti cato sarA sempre pronto ai voleri del cavaliere, il cavallo sotLomesso cercherà sempre di sottra r- · glisi. L'uno la vora, l'altro si affatica; il primo resiste, il secondQ si logora. Seoondo periodo.

215. Generalità. L'inizio al lavoro per il puledro deve lentamente denvare dai progresso dell'amman~ siroento; in modo che il lavoro propriaménte detto non si appalesi al puledro se non quçmdo frà le con,. tinue cure egii abbia quasi inconsciamente acquistato docilità, forza ed equilibrio. E questo lavoro, che ha principio con il sopportare il cavaliere in sella, deve riuscire gradevole al puledro e mai rcnderlo accorto che una certa data ora della giornata egli deve essere sottoposto ad un tirocinio speciale, sottomettendosi al volere del cavaliere. Quando il puledro si lascia tranquillamente inforcare a peto in scuderia e sopporta la sella ed il filetto, il cavaliere monta a ca vallo avendo accanLo un cavallo anziano. put•e mont~to, ed as-

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sieme a questo muova i primi passi nei corlili. In seguito, quando si é sicuri che il puledro non fa difese neJ sopportare il cavaliere1 si va all'aperto.

·Non devono i puledri essere mai montati tenen· doli riuniti in cavaller izza od in cortili. P e r quei puledri che giuocassero di schiena a fine di scavalcare il cavaliet'e, conviene, anziché il filetto, mettere loro un piccolo capezzona e con questo condurli le prima volte, perchè sovente, non le r eni o la caparbietà li stimolano ai salti, ma l'impressione del ferro in bocca, che li porta ad abbassare la lestà e di conseguenza a giuocare d• groppa. . Il cavali~re é in uniforme ordinaria, senza spe· roni e CQn lo scudiscio. Il cavalieee nel cavalcare il puledro si mantiene nell'usuale confidenza con questo, ed anzi aumenta di indifferenza nel tratto ·fiuo al l'aff'AllA· zione , specie se si accorge che il puledro si i m· pressiona e lenta fare qualche difesa. Ciò é ne· cessario per impedire che il puledro assuma con· legno diverso dall'usuale o creda che, montato, debba, come avviene in molli cavalli, eccitarsi e farsi nervoso, dimenticando la mansuetudine acquistata. Valgono, ad ottenere ciò, le frequenti fermale strada facendo, il conversare a vo~e alta dei due cavç.lieri, il far mos tra di non accorgersi rli qual~ che liLulnmza nel proceder e, di qualche scarto o di qualche salto, lo scendere ed il risalire in sella, il farlo pascolarA lungo i fossi, gli argini, ecc. ecc. La minima impressionabilila nell'animo del ca· valiere è comunicata tacilamenle al cavallo e lo allarma; la più piccola incertezza lo fa dubbioso


e restio nel procedet•o; la più insensibile tensione di redini lo distut·ba Agli sca·rti, ai saiL1, agli improvvisi arresti od a qualsiasi movenza straordina ria del puledr o, il cavaliere deve risponder& con pie-ghevolezza delle reni, assecondandolo con elasticità, quasi fos~e par te del corpo del puledr ò stesso, per non esquihbrarsi e non dare rigide chiamate con la mano. Il puledro non si corregge né si pet'suade opponendoglis i, ma invece assecondandolo nelle movenza disordinale pet• le sue prime futili impressioni, mantenendosi passivi in sella e calmissin)i. Questo contegno e la voce modulata ad _amor evole rimprovero, esercitano un ascendente grandissimo sul puledro e lo fanno ricredere per sempre dall'err ore commesso. Il cavallo anziano che s i a ccoppia al puledro, regola su questo la pt•opria andatura per non obbligar.Jo a modificare il s uo andar·e ancora t•ustico, il che gli ·arrecher ebbe fatica. n puledro non deve essere chiamato a l trotto dc.d cavaliere, ma invitato dal cavallo anziano. Ogni squadrone deve pet• turno .avere asse· gnata una zona ·per l'istruzione di campagna nelle vicinanze della guarnigione, e su questa vengono esercitati i puledri solto la vigilanza degli is trutLori. La partenza dalla caserma ed il ritorno devono essere a volunlà dei cavalier~ nel limite di tempo stabilito dal comandante dello squadt·one. Impedire che i puledri, specie nel ritorno, si seguano su di una stessa strada, neppure a distanza; non rientrat·e mai in casern1a con il puledro montato.


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Il tempo impiegalo per l'ammansimento, pOI'la açl iniziare il 2o pet•iodo verso la metà ùel mese di mario, e cioè quando la stagione, anche nelle guarnigioni dell'alta Italia, comincia a fa voriro l'istruzione all'aperto. Però, quando per eccezio· nali conruzioni climatiche non fosse possibile re· carsi all'ap~rto, si deve tuttavia ricorrere alla cavaller:zza. Questa necessità richiede molla oculatezza da par Le degli istruttori ed in ispecìal modo del comandante. lo squad1'one, perché se non difficile riesce far montare e muovere i puledri nella c_a· vallerizza, difficile per contro riesce evitare tutli gli inconvenienti che l'istruzione all'aperto, invece, per sua natura esclude. ln cavallerizza, il puledro, per essere assieme aù altri, è distolto dalla confidenza nel proprio cavaliere e soilanto gli obbedisce se costretto; oma l'aggruppamento e vi si abitua e .vi si vizia; imita facilmente il capat•bio nelle difese; s'impressiona per il disordine che avviene alle biz~arrie da~li altri; si stanca per il monotono girarein un luogo ristretto; non forma l'occhio n è lo Ùdito all'ambiente esterno e ritrae tutto il disgu· sto dell'artificio a cui si riduce l'istruzione di ca· vallerizza; la quale; se sgradita e faticosa per il cavallo an_.ziano, al puledro riesce del tutto nociva. Ma se tutto ciò influisce dannosamente sul ca· rattere del puledro, vi è un altro danno e forse a tulLi superiore che influisce sul fisico. Difficil. mente l'istruttore si può sottrarre alla ,tentazione, specie per muovere al trotto, di di~:~porre i puledri sulla pista gli llni dietro gli altri. Questa disposizione che im}10ne un medesimo ritmo io


tuW nelle andature, quando ancora il puledro ha il suo rustico andare, e che il non compiuto sviluppo o le condizioni di nutrizione e di forza non gli consentirebbero di va_riar~ dalla sua abituale deambulazione, è deleteria per il puledro, perché lo costt•inge a precoce fatica ed a sforzi ·continunli che compromettono seriamente gli ar ti e lo predispongono di mala voglia al lavoro. Nei puled1'i Lolli dagli allevamenti, per quanto la distribuzione ai reggimen ti sia fatta in base alla statura, non vi può essere unif6t·mita di lunghezza e eli celerità- nei movtmenLi, e nocivo r-iesce esercitar li gli uni dietro gli altri su di una pista costl'ingendoli alla cadenza del puledro che è m lesta, specie nel momento in cui iucomfn· ciano a sopportare il peso del cavalier·e. Alla uniformita della cadeoza nelle andature, non si può costringere il puledro, se non quando COtl l'esercizio, avrà acquistalo l'equilibrio; e per ciò anche quando si è costrelli a esercitare i. puledri f}ella cavallet'izza é d'uopo astenersi dal ,1 disporli sulla pesta.~ Il cavallo anziano, che put· ùovrebbe accompagnare il puledro sino a compiuto addestra- · mento per ottenere tutto in vietù dell'imitazione, è allontanalo non appena il cava liere sente che il suo puledro va con sicurezza e che per ciò non si co1•re più rischio con l'andare da solo. E ciò per evitare cbe il puledro si abitui alla compagnia e di conseguenza all'aggl'uppamento, ed anche perchè il puledro trovi soltanto a sempre nell'uomo il suo amico. 216. Equllibtlo e cadel)ze. - L'equil ibrio e la capenza delle a ndature, il puledro le acquista da

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189 sè; anzi in lui si sviluppano con Jo svilupparsi deJ fisico senza bisogno di forzàrlo _con a zioni inopportune o con eserc:zi speciali, cause sempre di sofferenze e di regresso nella via dello addestramento. Oo~1è è per. l'equilibrio e per la cadenza delle andature, cosi è per i movimenti circolari, per il girare a destra e sinistra. Basta una leggiet•a, chiamata della mano, e sovente piLt che la cbiarpata basta il desiderio che è nel cavaliere di voler girat·e, percliè il puledro, quasi suggestionato, giri. Tutto c1ò pot·ta di conseguenza la giusta posiziono della testa e la dovuLa flessibilità in tutte le parti del corpo senza cercarle a ltrimenti; l'esercizio razionale} progressivo, amorevole completa il puledro. É il p1·incipio di eserciiare una azione pas~i va in sella che porto. a questi risullati senza affa- ticare e disgustare il puledro. I l ft!l'marsi, il_ ripartire, l'aumentare o il diminuire l'andatura il ·puledro v'iene ad eseguire. obbedendo alla voce «lei cavaliere cne a poco alla v olLa deve ridursi al colpo di lingua per procedere od aumentare la andatura ed al sibilo del zitlio per diminuirla od arrestarsi. In questi esercizi, il senso dell' udito, nel pu· ledro, deve precedere quelfo del tatto, ed il cavaliere a poco alla volta, a l colpo di lingua farà immediatamente s eguire l'aiuto dello scu· discio o quello delle ga.mbe, a l sibilo del ziltio la proporzionata tensione delle redini, fino 1:11 punt o i-q cui il guiPclro non hA piu bisogno di senlH·e la VOC~ P<-'r oobC'dire.


190 Durante questi esercizi, il cavaliere abitua pure il puledro a camminare attraverso terreno rotto da fossatelli o intersecato da argini e piccole siepi; a scendere nei fossi laterali alle strade e risalirli; se possibile, a percorrere terreno ondulato ed anche attraversare qualche mag:giese. Ciò predispone il puledro a superare con indil'ferenza gli ostacoli e gli fa l'oc.chio ed il piede sicuro in campagna. 217. Galoppo. -Basandosi sullo sviluppo fìsico, il comandànte di squadrone designa mano a mano quei puledri che possono incominciare a galoppare. Il cavaliere che deve far galoppare il suo puledro lo invita a quesla andatura allorchè incontra un tratto :di terreno soffice e piano. Ve lo spinge facendogli allungare il trotto con il ripetuto colpo di lingua ·.e con l'agitare lo scudiscio sopra l'incollatura avvertendo di lasciare le redini lunghe anche se.II puledro, come sempre. avviene, fara qualche salto disordinato. U percorso deve essere breve e dapprincipio non· superiore ai 300-400 metri. Per cessar'e dal ga·. loppo il cavaliere dà la voce al puledJ'O sen~a.. tirare le redini, e mantenendosi fermo sulle ginocchia cede con il corpo all'urto cl1o ~li \l'tane dato dalla groppa, poichè è da tener presente che il puledro montato, forse pel' effetto del peso che ha sulla schiena, allorchè cessa dal galoppo SJ mette bruscamente al passo o si arresta senza marcare alcun tempo di trotto. Col pro greci ire di questo esercizio, il cavalier& fa sentire l'aiuto delle gambe per partire e spin· gere ; dù un po' di appoggio alla bocca, a umenta il percorso ed evila il brusco ed es_quilibrato pas·

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saggio dal galoppo al passo, nocivo certamente alle estremilà, disagevole al cavaliere e non uaturale al cavallo. Il galoppo è la miglior ginnastica per il puledro; . lo sviluppa nelle membra e negli organi respiratori; lo fa più vivace, più intelligente, lo rende agile nel salto, gli da la coscienza della sua forza e ddlla sua velocilà, predisponendolo all'irruenza delrurto e alla destrezza nella lotta. C Jsi il pul~dro, senza risentire del lavoro che compie, si forma a poco a poco e peroorre 11 periodo del suo addestramento facendosi quasi da sé, circondalo dalle cure del suo cav.alier.e, nella pienezza dellà sua vigoria. 218. Marce. _:_ Nei primi mesi, la progressione in questo lavoro fatto allontanandosi sempre più dalla caserma, serve anche di utile e~Arcizio per predisporre il puledro alle marce. In seguito si devono fare delle esercitazioni di marcia, almeno due per settimana incominciando con itinerari dai :1:5 Km. circa, per ·raggiungere · un massimo di 30 Kro. alla fine del periodo. Il carico é aumentaLo progressivamente inco· minciando col far portare la sciabola e poscia la lancia e moschetto. Soltanto per quasté esercitazioni i puledri verranno riuniti, e sempre quando 'é possibile lungo la colonna dovranno esservi alternali cavalli anziani. È durante que!ìile esercitazioni che i puledri devono venire abituali .agli spari, facendo eseguire degli spari a salve da cavalieri monlati su cavalli anziani, sll·ada fa<'enda e mai da r~rmo.


219. Salto degli ostacoli. - Negli ullimi mesi del periodo, quando i puledri hanno acquistato forza ed elasticita, il comandante dello squadrone giudica quali di essi possono esser'e iniz ati al· l'esercizio del saHo degli ostacoli di esten~ione e poscia di elevazione. Il pule•lro é montato, ed é sempre preceduto od è a fianco di un cavallo anziano sicuro, volenteroso e cadenzato nell't~ n dare all'ostacolo. I1 cavaliere non deve far altro in sella che assecondare con il corpo il movimento del puledro nel salto, evi tando assolutamente d' incontrarlo in bo«cà te nendo le redini lunghe. Gli. ostacoli devono essere ostaéoli n.aturali : fossi e siepi che ovunque s'incontrano in cam_pagna; le dimensioni non devono sup<ware da principio metri 1 e mezzo per i fossi e cent. 80 ad 1 metro per. le siepi. . · Dove non. è possibile incontrare.dei muricciuoli e degli alberi abba.ttùti o piccole stacci•>nate, il puledro potrà su questi ostacoli, del resto non troppo comuni in campagna, es_sere esercitato nella .piazza d'armi tutte le volte che facendo l'istrùzione capiia di doverla attraversare. L'ostacolo sul quale si deve maggiormente esercitare il puledro è il fosso. Evitare che i!' salto dell'ostacolo rappresenti un esercizio tutto a sè. per il pu!edro, e per ciò prati carlo durante ·r istruzione e ·mai al l~rmine, avvertendo di non ripetere mai un !'alto, anche se sbagliato, e di allont~narsi subito dal luogo ove il puledro ha saltato, seguitando nella istruzione giornaliera. -


Ultimato il periodo di a:'ddestramento, ·fatto tutto in filetto, e cioè quando il. puledro è sui 5 anni e mezzo, s'incomincia a metter gli iÌ morso. Necessita acc9rtezza nella immorsatura, prere:.. rendo morsi leggeri. · Dal comandante dello squadrone vengono nuovamente adattati gli arcioni ai puledri . Il m orso comincia ad essere usato nelle esercitazioni di marcia, ed ir puledro è condollo il più possibile con le redìni superiori del morso avvertenza che, del resto, deve aversi anche per il cavallo an. ziano. Le norme sopra espos te contengono quanto é sufficiente per svolgere e portare a compiìnenlo l'addestramen to del puledro. La razionalità nel tradurle e la pl'ogressione co~tante nall'applicarle devono esserne la illu· strazione. Il tutto è affidato alla capacità ed alla passione del com!indanle di squadrone. e degli istruttori. ·

CAPO 8°. EQUI T AZIONE DI SCUOLA.

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Premessa.. 220. Quanto é prescritto nell' Istruzion e indivi- , duale ·a ca vallo si ritiene sufficiente, se bene applicato, per ave.r,:e nell'arma cavalli e cavaliel'i abili e deslt'i a qualsiasi im-piego in campagna .. Ma è d'uopo sog-giw1gere che l'arte dell'eq\)ila!'e, ·per chi con larga coguizione e pari alli li là vuoi posseder! a, non si arresta alla pral.iCa' e alt! - Regolam. d l uercizl per la eavallu·ia - Vol. 1.


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l'arditezza del cavalcare a solo scopo di ess~re e che più rigorose discivline conviene ancora osservare per acquistàre le doti non a tutti comuni della finezza nell'equitazione . . Epperò senza rivolgere il desiderio a speciale maestria, forse superflua all'equitazione mililare, occorre che nell'arma siano conosciute e possedute da tutti quei cavalieri che ne hanno le alLi· tudini, le regole che in questo capitolo Yengono es peste. Come fra gli ufficiali, devesi pur anco fra i cavalieri di truppa scegliere, senza riguardo a gradi, cnriche od anzianità di servizio, coloro che negli squadroni dimostrano di possedere le volute qu!llità per p otersi perfezionare nell'equitazione; qualita fra cui non va trascurata la confor mazione fisica, la quale, per chi é tenuto ad un breve tiror.inio alle armi, é coudizione quasi indispensabile. Quanto maggiore è il oumoro di questi cavalieri (ufficiali e truppa) 'altrettanto pregevole ed esemplare riesce l'equitazil(ne nei reparti• .Ma é da considerare che non la' quaoLita, bensì la capacità d i quesli ca vali eri può cus.ti Luire un valor e . fca le masse; "'POiché se fa <:Aie è l'esposizione di quanto qui vien detto, difflcili per converso ne sono il possesso e l'applicazione utile e completa. L'Istruzione individuale soltanto può dare una giusta misura di queslO raffinato lavot'O che, ri-. ruggendo dalla cor eog•·afìa dell'insieme, lascia invero discernere l'utilità dell'opera. /. Eppet'Ò gli istruttori, quale principale elemento, non devono a ssolutamente dtfettare nel possesso combat~enLi,


195 dell'arte, chò se dffelto vi fo.sse in essi, meglio non pralicarll:i. · Generalità,. 221. L'equitazione di campagna può aver dato, al cavaliere intelligen Le e procli ve, un giusto criterio e conseg.uenle conoscenza delle attitudini, della forza, della pieghevolezza e dell'intelligenza del cavallo, seguendolo nelle sue movenza naturali. In base a questi preliminari, si dice al cavaliere corne nel cavallo si possano meLtere in attività le doti che possiede per chiedergli, oltl'e all'andare bene in campagna) ancbe la correttezza nelle movenza, l'eleganza e la gentilezza in un lavoro che raffina cavallo e cavaliere. Ma che prirna di lutto è necessario conoscere il valore - relativo di ciascuna delle qualità di cui il cavàllo · è dotato, in riguardo alla conformazione individqalc. E che per ciò l'equitazione di cui si tralla non deve essere mai disgiunta dalla continua e intelligente osservazione sui mezzi posseduti dul cavallo che si vuol montare. Precetti sull'argomeuto non se ne possono dare poiché la conoscenza del cavallo si apprende non dai tt•attati ma dalla pratica, trasmessa dal provetto ca vali ere al cavaliere novizio; e per ciò la le ammaeslramentc. é lasciato a quello spirito cavalleristico che negli istituti e nei reggimenti mai deve essere trascurato ma sempre coltivato e gelosamente custodito e trasmesso soltanto ai competenti. . Unjtameote a queste indispensabili cognizioni sul cavallo simostranò alcavalierei mezzi che egli


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possiede per chiamai'e il cavallo alla sua volontà, e le azioni che deve esercitare per mettervisi in armonia. Queste e quelle cognizioni vanno di pari passo in un progt•edire intelligente e costante al quale deve presiedet·e la calma, virtù essenziale di ogni buona equitazione. E per tanto qui si traccia una progressione che inizia ed educa poscia il cavalisre nel lavoro cui si mira con questo insegnamento. 1°

PERJODO

Mezzi posseduti dal

cavaliér~.

222. Vari sono i mezzi elia il cavaliere possiede per comunicare le proprie volontà.·al cavallo: Alcuni intimi e proprii a ciascuno e che hanno segreta 'virtù sul cavallo; altri d'indole ri:latet•iale ed a lutti comuni, ma che agiscono e si subordinano· ai prill)i suffragati dall'intelligenza. Di questi ultimi ne fu già fatta menzione nell'istruz;one per le reclute e si riassumono nella azione delle mani, delle gambe e del corpo del cavaliere. Conviene però in questo capitolo rendersi rag~one più esatta dell'azione di ciascuno di questi tre mezzi onde !!impiego riesca giusto ed armonico. Poiché è da pr·emeltere che soltanto l'a~monia dei mezzi suddetti c.oncretano la vqlontà del covaliet·e e predispongono e decìdono l cavallo all'andatura ed al movimento dt>siderato. A'lionedetle mani.- L~ mani, dicemmo, contengono le redini e ' per mezzo di queste agiscono suUa bo~ca del cav~llo, dirigendolo,


Normalmente le mani devono mantenere un leggero e continualo appoggio sulla bo-cca del cavallo. E perciò devono possedere finezza di tatto per sent!re se l'appoggio è giusto; elasticità, per poter trova-t·e e man tenere l'apooggio; leggerezza affincl1è l'appoggio non-produca dolore e divenga troppo fisso. · . Però lale appoggio può variare a seconda della struttura, dell'equilibrio, del carattere del cavallo e dell'esercizio cha si eseguisce. Ali~ andature lente ed unite, per esempio, l'ap· poggio '\IUol essere leggerissimo, a quelle veloci invece vuoi essere costante. Il giusto appoggio si associa alla giusta positura delle mani dipendente più d'ogni altro dalla conformazione del cavallo e specialmente dal rapporto che corre fra le reni e la bocca. Con cavallo ben conformalo, le mani vanno tenute all'altezza del garrese e lateralmente a questo; se troppo alle il cavallo rovescia il collo addolorando le reni e le estremita poster:ori; se eccessivamente basse, il ca'\lallo s'incapuccia, si carica sull'anteriore, s'irrigidisce e punta. Dal giusto appoggio le mani cedono, trattengono, fanno indietreggiare e girat·e il cavallo, con dolci movimenli ai quali concorrono la flessibi· lilà delle braccia e delle spal1e. Oltre a questi principali movimenti le mani esplicano altre funzioni negli esercizi di scuola e che però saranno esaminale in seguito perchè non disgiunte aa azioni complesse. .Azione delle gambe - Le gambe dirigono la parlé posteriore del cavallo in rolazione all'azione esercitata dallo mani. /

t.


Ed è inercè questa relazione che le gambe de· cidono il cavallo a portarsi avanti nel suo giusto equilibrio, a modificare l'andatura, a voltare e in· dietreggiare. L'azione delle gambe si esplica dalle ginocchia in giù; il punto di partenza e di potenza è il ginocchio che mai deve essere so.llevato e distaccalo dalla sella. Nella posizione normale le gambe cadono quas1 perpendicolari dal ginocchio al terreno. Non devono mai disturbare il ca vallo con treppa aderenza al costato, ma devono tenervi leggero contatto pet· non esercitare, se richiesta, azione improvvisa e soverchia. L'azione delle gambe si esplica meJiante la pressione e l'aiuto. La pressione é quella che ha la maggior corrispondenza con tutte le azioni delle mani, e che fa parte integrale delle armoniche movenze del cavallo; l'aiuto é dato per decidere nell'avanzata e corrisponde soltanto alla ceduta delle mani. Nell'applicare l'una e l'altro, le gambe devono por ta rsi dietro alla perpenaicola r·e sopra indicata, ·mentre le ginocch ia articolandosi restano ferme alla sel]a· ed il tallone è mantenuto basso. La struttura, il carattere del ca vallo e l'esercizio che si eseguisce suggeriscono la maggiore o minore intensità della pressione o dell'aiuto. Indipendenti da tutti i movimenti che può e~er­ citare il cavaliere e con il corpo e specialmente con le mani, le gambe v,i si associano però nella richiesta armonia. Se ciò non avvenisse, il cavaliere non sarebbe altro che un rigido s~rumento sul cavallo,


199 J

Deriva pertanto che oltre all'azione in comune, ogni gamba può esercitare un'azione tutta pÌ'O· pt·ia determinando il cavallo, mediante la pressione, a· gravitare il posteriore da una sola parte, ad appoggiare od a procedere obliquamente, fino a che non cessi questa pressione e contempo· raneamenle vi subentri quella della gamba opposta che lo contenga. La parte superiore della gamba e cioé la co· scia, predispone all't~zione la parte inferiore medh!Ote una pressione esercitata sempre di piallo dall'anca al ginocchio. A.:ione del corp_o.- L'azione che esercita il corpo del cavaliere, consiste nell'equilibrio cne il cavaliere ha in sella. Elastico in tutte le movenza del cavallo, il busto non deve mai incontt·are l'azione delle mani uè irrigidire quella delle gambe. Occorre perciò assetto profondo sulle natiche e sulle coscia, fermezza sulle ginocchia, pieghevolezza ai fianchi ed alle reni. Principale qualità è quella di renderio leggero mercé il suo giusto equilibrio. Esso non ha azione diretta, al pari delle mani e delle gambe per infondet·e la volonta del cavaliere al cavallo, ma unito a queste ne facilita l'azione e mai la contraria o disl!·ugg'e. Asseconda nell'a ,·anzare, nel traltanet·e, nel modificare l'andatura, nel girare, nell'appoggiare, nel retrocederé, ed ha funzione di capitale importanza nelle andature veloci e nel salto degli ostacoli. l n visibile quasi nelle sue movenza, il . busto


"

sposta il siw peso ora innanzi, ora indietro ed or lateralmeme. Spostato innanzi facilita l'nvanzaré, le andature ''eloci ed il salto degli ostacoli; spostato indietro facilita il rallentare, l'arrestarsi ed il rell·ocedere; · spostato lateralmente facilita le voltate e i movimenti circolari ed i movimenti laterali. Equilibrio" del cavallo.

•

223. Per equilibrio 4e1cavallo du S<?lla intendesi qùella flLtitudine che il cavallo dà a tutto se stesso sia da fermo che in moto e per la 'Juale si sente pronto e capace ad eseguire le ationi dal cava: liere richiest.egli, ma possibili ai suoi mezzi ed· alla sua natura. Questo equilibrio é· subordinato alla conformazione di ciascun cavallo ed alla conseguente funzione di ciascuna delle sue parti; e deve rispondere al genere di equitazione a cui il cavallo é chi&malo.-Quanto più il cavallo é beo èon.formato, tanto più giusto risulta il rappc)rto nelle parti e più facile qUindi l'equilibrio. Il cavallo da corsa si equilibra spostando il suo centro di gravità innanzi; il cavallo educalo all'alta scuola spostondolo sul posteriore; il cavallo mi litar e ripartendolo su ambi i treni. Da ciò, equilibrar·e un ca vallo non vuoi dire to.glierlo dall'equilibrio naturale, per dargli un equilibrio tutto artificiale, il che in nattira è assolutamente impossibile, ma bensi sviluppa re in lui tutla la potenza motrice di cui é capace, e dare ~ questa un impiego meglio combiuato · e·


rispondente a1 servizio che ii cavallo é chiamato a prestare. P er questo equilibrio che il cavallo militare acquis ta . progressivamente nel corso del suo acl· destramente, esso r ettifica le sue andature e ~i predispone a -tutte le altre movenza ed esercizi che il cavaliere potra richiedergli nella ;5iusta intelligenza fra mezzi e natura del ca vallo stesso. La lu nghezza delle battute è uguale, la levata e la posata dei piedi si fanno ad inte'rvalli eguali, le estremità anteriori s i muovono più liberamente e più alte., e quelle poslet·iori, posando a terra,non · oltrepassano più le anteriori. Al passo si sentono 4 battute ·di piede ben di· stinte, movando il cavallo le esfrernità una alla volla e.i in senso diagonale. Prima avanza una delle estremita a nteriot·i, quindi il posteriore diagonale, poi l'altra anteriore e dopo l'altra posteriore. Al trotto si sentono due battute di piede, movendo il cavallo le es tremità due a due in dia· gonale : in modo che quando le due prime sono per toccare il suolo, le altt•e uue si distaccano slanciando il corpo avanti e, mentrequestastanno per compire il passo, le due primo cedono il terreno, ricominciando il ·movimento. Vi é quindi ' .un istante quasi in visibile nel quale il ca vallo è colle quattro esLremila sollevato dal suolo. Al ~aloppo si sentono lt•e battute, che segnano i tempi nei quali si S(·ompone il salto del galoppo. Il primo tempo é dato da una posteriore, il secondo dall'allra posteriore e dell'anteriore dia· gonale corrispondente, il terzo dall'a!Lra an teriore. Questi tempi, però, o per vizioso addestramento, o per 1mperizia di chi mon ta e sop'rAtutt.o per im•

l


perfezioni o malanno nel cavallo, possono non si può il galoppo falso. Disunilo, e quando il 2• tempo anziché in diagonale si compie lateralmente, o come comunemente dicesi, il cavallo galoppa ad una mano con le ant~::riori ed all'altra con le posteriori. Falso quando il cavallo galoppa dalla mano oppòsta a quella a cui è chiamato. succeder~i come sopra fu detto, ed allora avere da~ cavallo o il •galoppo disunilo o

2o-

PERlODO

F lessioni. 22-i. Scopo di questi esercizi é d'insegnare al ca. valiere il modo di rendersi padrone delle resistenze intuiti ve che il cavallo, mediante la sua forza, può opporre alla volontà del ca valie•·e. La conoscenza di queste forze, delle parli da cui prendono mossa e dei punti in cui si contraggono, non chè le ·cause fisiche che possono promuoverle, servono di guida nel processo della istruzione. Mancando di questa conoscenza, il cavali ere che si accinge a quesfo lavoro, a11ziché vincere le resistenze del cavallo viene invece a promuoverle ed inasprirle, sì che sovente la causa fisica della resistenza nel giovane cavallo, diviene causa morale, e si ingaggia la lotta anziché iniziare un'istruzione. E poiché il cavallo è dotato di una potenza muscolare infinitameìi:te superiore a quella dell' uomo, le sue forze istintive, sostenéndosi le une con le Altre, vincono sempre l'opera di colui (

l


che, ignaro, volesse sottome~ter~e tutte contemporaneamente. Mentre invece conoscendo come le contrazioni delle forze dell'animale banno sede su parti diverse d"l corpo, si é in grado di appr;ofittare di questa divisione per impadronirsene successivamente. L'incollatura e la testa, le reni e la groppa sono le parti dov~ le forze del cavallo più si concentrano per produrre le maggiori resistenze. . ImJ;!~Onirsi con dolcezza e pPogressione di 'meto~rima dell'una e poscia dell' a ltra delle due parti, per armonizzarle in seguito, vuoi dire rendersi padrone dell'animale. ' Sulla incollatura e la testa hanno azione lé m&:ni che trovano il loro ~ffeHo nel piego, sulle reni e la groppa hanno azione le gambe ed il busto che trovano il loro impiego nella pressicme, negli aiuti M uella K•·avitazione. 225.Piego.- Il piego serve adunque ad annullare le resistenze che il cavallo può opporre alla mano: queste resistenze sono !>empre laterali, alle 'o basse·, e si risolvono in contrazioni potenti nella testa alle gauasce, e nell'incollatura. Il piego sì pl'atica prima da terra e poscia da cAvallo Da terr·a. - Flessione della ganas'eia. - La flessione della ganascia si fa da fe1·mo e da terra. l! cavallo in sella e briglia ha le redini suìla incollatura. Il cavaliere per piegare la testa del cavallo a d~stra si pone vicino alla spalla si· nistra di esso. Impugna colla mano destra la redine destra inferiore del-morso al di sotto dell'in· collatura a due palmi circa dalla guardia, e la r~din e sinistra. con la mano sinistra, a quattro


dita dalla guardia ste!';sa. Agisce con la mano destra ritraendola in direzione det proprio corpo mentre cede con la sinistra quasi volesse ~on­ torcere il morso nella bocca del cavallo. Devesi a).!ire con forza graduale e proporzionata alla resistenza cbe può opporre l'incollatura, onde non influire snlPappiombo che dà la immobilità del caval}o. Ma se il cavallo rinculasse 'per sottrarsi allu flessione, il cavaliere insiste nell'azione delle mani fino a che il cavallo non si é arrestaLo a1ion ha ' ceduto. Il cavallo, in questa a ttitudine, deve masticare il morso. Appena ciò ottenuto il cavaliere cessa la tensione delle redini e concede al cavallo di riprendere la sua posizione naturale. Pet· flettere la testa a sinistra, il cavalier~;~ adopera mezzi inversi ai sopradeUi, avendo l'avverlt·nza di alternare le flessioni durante la lezione. Questa f1essiòne della ganascia è della mass ima importanza, poicbè la testa è Jn parte che precede e determina le diverse allitutlini dell'ìncollatut•a; la quale, quand'anche piegata nelle diverse maniere che si diJ;"$1 in seguito, non dareb})e al cavaliere la completa padronanza della testa senza la corretta flessione della ganascia. A bba11samenlo dell'incollatura. -Questo eserci.?.io serve a rendere. elastici i muscoli elevatori dell'incollatura che sono potenti nelle rcsist.P.nze che può oppot·re il cavallo. Il cavaliere si dispone di fronte al suo cavallo, impugna le redini iufel·iori del morso, una_ per mano a breve distanza dalle


265 guardie e cosLringe il cavallo ad abbassare la testa verso terra, mediante azione ese1·citata dall'alto al basso in senso perpendicola1·e. Continua questa azione fino a che il cavallo, in quella atLitudine, non abbandona al cavaliere la testa e l'incollatura. Ciò ottenuto, il cavaliere gli concede di riprendere la posizione naturale. Flessione diretta della testa e dell'incollatura. - Ques.ta flessione è di somma importanza essendo il risultato di tutte le alLre fin qui praticate. Con essa si 1nira. ad avere il cavallo con la testa perpendicolare mediante un leggerissimo contatto della mano. Si può praticare per mezzo dell'azione delle redini superiori del morso o di tutte le redini. Col morso snodato il cavaliere dopo aver preso assetto in sella impugna con la mano

sinistra le redini supe riori egual-

mente tese. Porta la mano des tra avanti la sinistra e l'appoggia sulle redini, a fine di - dare tnl'lggior potenza alla terlsione, la quale va esercitata scrupolo's.amente ed· egualmente su ambe le redini e con crescente progressione fino che il cavallo non abbia ceduto. Quesla tensione della mano va proporziona la alla resistenza dell'incollatura, mentre che con le gambe il cavaliere collliene il treno posteriore del cavano affinché non si sollrag.ga rinculando o spostandosi lateralmente. Il cavallo fa la ceduta, poco ·alla volta e per gradi; e la mano deve ogni voltà diminuire leggermente la pressione sulle redini quasi a compenso, per riprenderla g1'adaLamente fino a cbe il cavallo non abbia pot'lato la sua testa perpendicolat·e al terreno e ceduto completamente a

a


206 qualsiasi resistenza. Il cavaliure può Allora ces sare la tensione delle redini ma io modo pe1·ò che il cavallo mantenga la testa io questa posizione masticando il ·rreno. Allorché questa flessione, mediante ripetuti eser~izi, viene esegnita dal cavallo senza sforzo e con pron tezza, e che basta unleggiero appoggio. della mano per mantenergli la testa per·pendicolat•e, si può essere certi del completo equilibrio dell'un Let·iot·e del cavallo .. 22G. Flessioni della groppa. - Leflessioni della groppa mirt')no a renderei padroni del posteriot·e del cavallo, del p a l'i che le flessioni della ganascia e dell'incollatura ci fanno padt·oni del treno anteriore. Queste due azioni su ambo i treni direttamente esplicale dal cavaliere devono concordemente agire. poiché sarebbe inutile avere flessibilità, legger ezza ed obbedienza nellà testa e nell'incollatur•a se la groppa restasse rigida e pesante. Esaminato in qual modo l'azione delle mani dia il pr·imo risultato, occorre esam inare ora come l'azione delle gambe, dando impulso alla groppa, porti a l secondo. Flessione laterale. - Il cavaliere, montato, melle, mediante le azioni <::opra esposte delle· mani, il treno anteriore nel voluto equi librio, e quindi comincia a far sentire la rressiooe di una delle sue gambe pr emendola dietro la ·cinghia, per fare spostare la groppa dalla parte opposta,. mentre con l'altra gamba all'altezza ùella cinghia mantiene il cavallo sul posto. L'una preme con impuls ioni laterali da destra a s inistra o ·viceversa ; l'altra mediante impulsion i più dolci àgisce dall'indietro alf'avauM. Si che mentre questa man-


207 tiene il cavallo in posizione, queiJa,promuove la rot.azione del posteriore. " L'azione della redine superiore opposta alla parte verso cui deve spostarsi la groppa, facilita l'azione della gamba, mentre le redini inferiori cbs ~ringono il cavallo alla voluta posizione di equilibrio: la groppa spinta lateralmente d&)la gamba si sposta descrivendo a brevi passi un arco . di circolo. Praticato talll. esercizio da un lato, si fa dal· l'altro, per modo che il cavallo obbediente gia alla mano, ed obbedendo alle gambe; viene in breve ridotto nella condizione di descrivere,senzR opposizione alcuna, r,lelle volte col posteriore e di muoversi sulle due piste. 227. Indietreggiare. - L'indietr eggiare è neces· sario per w~llere nel suo gius to equilibrio le forze del cavallo ; le quali, é noto, hanno maggiore preponderanza s ull'anteriore che sul posteriore. lndietreggiaoqo, il cavallo raccoglie il più possibile le sue forze al suo centro di gravitll.; e cosi equilibrato acquista grazia nelle sue mo· venze e nella cadenza delle s ue andature. Prima delle condizioni pe1· l'indietreggiare, è di avere il cavallo flessi bile alla mano, leggero nell'anteriore ed in appiombo. Le gambe del cavaliere, che hanno gia impresso la fli3ssibllità alla groppa, hanno ragguardevole0 azione in quest'esercizio, onde impedire che il cavallo opponga resistenza alla mano con l'irrigidire il posteriore, o vi si sottragga spostandolo lateralmente o rilasciandolo, ponendosi fuori di sé. ·

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208 L'indietreggiare, peno"so lè prime volte al CB• vallo, lo porta dap prima a recJgire cortro g li effetti della mano e quelli delle gambe; ma gli esercizi ai quali il cavallo fu già sottoposto danno al cavaliere il mezzo di manlen·erne le spalle nella giusta direzione in cui la groppa é costretta ,dall'azione delle gambe, e costringono il peso e le fot·ze del cavallo al centro di gravita. In tal mo•io equilibrato, il cavallo non trova più sgradevole il movimento, e non oppoue più resistenza alcuna a questo esl:lrcizio. Il cavaliere, per eseguire il movimento, deve prima cur111'e che il cavallo abbia le anche ~sulla stessa linea delle spalle ; quindi incomincia la tensione eg uale e graduale dellt'J r edini avvicinando le mani al corpo pel' rigettare il peso dell'an~criot·e

indielr_o; tiene le

gallllJ~

vic;iu t:: ttl

corpo del cavallo affinché il corpo non ceda che dopo l'incollatura. A ppena il ca \;allo ba obbedito e che lÙt indietre.g giato di un passo, cede subito la mano quasi a compenso. Se il cavallo spostasse lateralmente la groppa, il cavaliere, mediante la gamba, la riconduce nella perfeLta direzione. . L'eset•cizio non deve protrarsi a luogo; bisogna però ripeterlo sòvente, ma per pochi passi ogni volla . Locomozione. ~ 228. Con gli esercizi sovra esposti, se esegui li con g iusta progressione e finezz a di tatto, il cavaliere si è fat-ta ragione dell'azione che può, coi suoi mezzi, esercitare nelle resistenze istintive del cavallo; ma gll é d'uopo, ora, facililare al cavallo


209 stesso il' modo di esplic11re i mezzi propri con il ginnasticargli le estremità sede delle. resistenze . itlerli e base di tutto Il movimento animale. 229. Passo.- A questo scopo il cavaliere inizia il movimento al passo sulla pista, mantenendo, nei prim'i giri, li cavallo nella giusta posizione di testa, senza ricercargli altro. Poséia, ed a poco alla volla, egli richiede al cavallo, oltre alfa leggerezza, la giustezza e la cadenza dell'andatura, co. minciando con leggera.azione di mano e di gambe a , metlet•e in rappor~o le forze dei due treni. Ma perché il p~sso si compia COll regolarità è indispensatile che. tanto la forza impulsiva delle gambe del cavaliere, quanto quella moderatrice delle mani, siano in perfetla armonia. Allorchè il ca vallo, in questa andatura e sulla linea retta, ha acquistalo facilità, franchezza ed appiombo, si coroin~ia a fargli eseguire dei movimenti circolari e dei· cambiamenti di mano. Per questi movimenti, la redine superiore dalla pgrte verso la quale si vuoi .girare, deve determinare l'inclinazione della testa; quindi segue l'azione delle r edini inferiori avendo pero l'av-. verteoza di non intraprendere il movimento se con l'azione delle redini inferiori non si sono prima vinte le resistenze laterali che il cavallo volesse opporre alla chiamata. La gamba, opposta alla parte vers~ cui si gira, è premuta verso il ventre del cavallo per obbligare il' posteriore a seguire nelle sue orme l'anteriore, mentre la mano dopo aver determinalo il cavallo a girare, anziché spostarsi lateralmente q~asi per- agevolare il movimentv, deve invece con leggera opU - Regolam. ài esercizi per la c11vallerla - Vol. I.


210 posizione mantenere l'equilibrio delle forze durante il giro. 2:~0. Trotto.- Ottenuta faéililà di ese.cuzione in l'juesti esercizi, si intrapr~nde il trotto. Il cavaliere inizia questa andatura moderatanente seguendo le stesse norme dale per il passo. La mano deve aumentare di elasticità e di Onezza 'per mantenere il cavallo perfettamente leggero, evitandogli di appoggiarvisi e di precipi l are la cadenza, i1 che lo toglierebbe dal giusto. equilibrio; le gambe assecondano, con dolcezza di pressione, le mani. In questa armonica azione il cavallo acquista con la cadenza del movimento, la grazia, l'estens ione e la sicurezza nell'andatura, sviluppando tutte le sue belle forme. A questa andatura il ca valiere esercita il cavallo agli stessi movimenti circolari e cambiamenti di mano già eseguiti al passo. L'esercizio del trotto deve essere fatto· a più . r iprese di breve durata ciascuna. 231. Andature laterali. - Reso abile il cavallo, nelle andature . sopradescritte, ad eseguire con precisione i movimenti circolari ed i call!biamenti di direzione si intraprendono le andature laterali. Scopo delle andature laterali é di aumentare nel cavaliere le cognizioni sulle azioni che egli esercita còn le mani, con le gambe e con il busto, e di confermarlo nel giusto concetto dell'armonia che deve sempre esistere nell'applicazione di questi suGi mezzi. Nel cavallo, le andature laterali, costituiscono una ginnastica che serve a reude'rlo più aggrè~


2U

devole nelle movenza e facile a maneggiare ; gli rendono più intelligibili le azioni del cavaliere, lo perfezionano in ~utte le flessioni specie in quelle delle anche; gli sviluppano l'indipendenzf di tutte le parti .del corpo specie delle spalle e gli danno abitudine del giusto equilibrio in tutti i mo'vimenli. Set•vono a rènderlo maggiormente sicuro nelle volle e nei giri stretti insegnandogli ad accavalcare e scavalcare le gambe senz11 urtarsi. Spalla in dentro. -Nella spalla in dentro il cavallo cammina di fianco su due peste, piegato quasi ad ai'co dalla testa alla groppa e verso.la parte opposta a· quella a cui è diretto. Con le gambe anteriori percorre una pesta differente dalle posteriori accavalcando t e interne sulle . esterne per fare il passo laterale. Tale andatura si eseguisce da prima su di una linea circolare e poscia su di una lin·ea retta. Normalmente ·si pratica a l passo, ma può anche essere eseguita al trotto. Per la esecuzione il cav.aliere chiama il cavallo nel piego laterale dalla parte interna e -lo invita con l'anteriore in dentro della pista come se volesse intraprendere un obliquo. Spostate appena di un mezzo passo le spalle, il cavaliere mantiene l'anteriore del cavallo in questa attitudine mediante l'azione della redine esterna, impedendogli di procedere verso la direzione in cfii la redine interna lo ha chiamato. Contemporaneamente la gamba interna preme contro il ventre del cavallo per maotenergli il posteriore sulla pista, mentre la esterna, mediante 'pulsazioni, lo spinge. Alla spinta data dalla gamba esterna deve corrispon·


212

de1•e lo spostamento laterale del!~ mani dall1interno all'esterno, per obbligare il cavallo a fare il passo laterale. Sicché ogni passo è determinato dallo spostamento delle mani dall'interno all'esterno e dal contemporaneo aiuto della gamba esterna. Il corpo de1 cavaliere ·deve pt•opendere più sulla natica esterna. Per cessare da questo proceJere, il cavaliere cede poco alla volta la redine interna mantenendo leggera tensione con l'esterna e diminuisce la pressione della gamba esterna. Sposta le mani all'esterno fino a che l'ap.tet•iore si sia ri~ messo sulla pista del posteriore, e seguita a spingere il cavallo con la gamba esterna. Questo movimento deve essere fatto con dolcezza, gradatamente ed avanzando. Sulla linea retta, per git•are gli angoli in cui questa si spezza nel quadrilungo, il cavaliere diminuisce lo spostamento del}e mani e trattiene di poco con le redini .per obbligare ·l'anteriore a rassi più corti, mentre con la gamba iqterna preme maggiot:mente· per obbl igare il posteriore a fare paesi laterali più larghi e più solleciti. Groppa in dentro- Nella groppa in' dentro il cavallo cammina di fianco su due pe~te piegal.o da lla parte 'Lerso cui procede, spostando la groppa di mezzo passo circa dall'esterno ed accavalcando te ~ambe esterne sulle interne. Al pari della spalla: indentro, ta~e esercizio si ès~guisce tiapprima sulla linea cil'colare e po- . scia sulla linea retta. No1·malmente si pratica al passo.


213

Per l'e!:!ecuzione, il cavaliere chiama il cavallo nel piego laterale dalla parte interna, quindi mediante la pressione delléi gamba esterna costringe il cavallo a spostare e mantenere la groppa indentro. Colla gamba interna spinge il cavallo innanzi, mentl'e con leggero movimenb delle mani gli fa premere le redini esterne contro il collo per po~:re in moto le spalle lateralmente mante· nendole però sulla pista. Per cessare da questo procedet·e, il cavaliere cede poco alla . volLa la ~ensione della redine in- . terna cessa dal movimento delle mani e diminuisce la pressione della gamba esterna mentt·e l'interna, seguita a spingere fino a che il cavallo non si sia rimesso su di una sola pista. P el! passare gli angoli, il ~avaliere accen tua maggiormente lo spostamento

lal~rale

delle mani dal-

l'esterno all'interno, per obbligare l'anteriore ad allargare i'suoi passi, mentre colla pressione della gamba interna farà qua.si cessare il moto pro..: gressivo della groppa, obbl'igandola coll'aiuto dell'esterna a segnare passi sul posto. Costeggio. A questo esercizio il cavaliere può chiamare il cavallo sia in moto sia da fermo. Se in moto. il movimento laterale si fa avanzando, se da fermo lo si imprende spostandosi lateralmente senza avanzare nò retrocedere. In entrambi i casi fe spalle dovranno oel movimento precedere la groppa. In moto, il cavaliere chiama l'anteriore del cavallo· dalla parte verso cui vuole appoggiare mediante azione laterale çlelle mani, e fa seguire il posteriore agendo con le gambe come per la


214 groppa indentro, avvertendo di iniziare il movimento con l'anteriore. · Da fermo, il cavaliere dispone il cavallo al costeggio avanzando di qualche passo e poscia spo· standosi lateralmenle. In entrarròi ·i casi, per cessare dal costeggio, le mani cessano ·dallo (spostamento laterale; la gamba, verso cui si appoggia, ~i oppone al procedere di fianco della groppa, men tre l'al tra gamba cessa dalla pressione. · Qtieste andature laterali, che .devono essere ·eseguite a brevi riprese senza insistervi troppo specie se il cavall9 si mostra impaziente, possono essere .fra loro alternat-e, passando cioè dalla spalla .indentro alla groppa indentro e viceversa, mediante cambiamenti di mano; e dal costeggio A

rle>~lra

passare a quello di sinistra. Si e5egui-

scono anche delle volte, marciando a queste an• dature laterali. 232. Volte sul posto. -Le volLe sul posto si fanno sul cent1•o del cavallo, sulla groppa e sulle spalle. L'esecuzione non deve riescire difficile in vista degli antecedenti esercizi. Si fanno eseguire progressivamente in modo da descrivere prima un quarto di volla poscia la metà ed in ultimo la volta intera. Nelle volte sul centro, il cavallo gira sul pro· prio centro, e le spalle devono convergere dalla parte verso la quale si vuoi eseguire la volLa. Per le volte sul centro, il cavaliere spingo dap· prima il cavallo nella mano, indi con l'azione della redine interna lo chiama, trattenendolo alquanto, dalla parte vérso cui vuole convergere, e colla redina esterna, appoggiata all'incollatura, ve lo


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•

spinge. La gamba interna, premendo al ventre obbliga il treno posteriore a cedere dalla parte opposta, mentre l'esterna lo contiene, affinché .si scosti circolarmente di quanto si scosta il treno anteriot'e ed impedisce in pari tempo che il ca· vallo per· sottrarsi indietreggi • Il corpo del cavaliere si deve mantenere d'appiombo. Per cessare dal movimento, le mani si oppon· gono al movimento dell'anteriore facendo mag· giormenle agire la redine esterna, mentre la gamba interna cessa dalla pressione e la esterna si oppone al ·movimento della groppa. La volta .sulla gt'oppa è quella in cui la gamba posteriore interna del cavallo é perno del giro che descrivono le spalle . 11 cavaliere con l'azione delle mani chiama il treno anteriore al giro dalla parte voluta, mentre con la gamba esterna raddoppia l'aiuto e con l'interna preme perchè il cavallo non sposti l'estremità corrispondente e non rinculi. 11 corpo del éavaliere deve gravitare sensibil· mente verso la parte interna. Per fermare, si cessa l'azione delle mani, la gamba esterna si chiude contro il ventre dej cavallo, per impedirgli .di gettarsi in fuori all'atto di arrestarsi, la gamba interna impedisce il rinculo. La volta sulle spalle è quella in cui la gamba esterna anteriore del cavallo è perno del movi, mento descritto dalla groppa. Il· cavaliere con l'azione delle mani mantiene fermo l'anteriore, abbtissando la mano esterna e cedendo gradatamente coll'interna; con la


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gamba esterna spinge, median.te leggera Pl!lsazione, il treno posteriore nel giro, e con la gamba interna impedisce al cavallo di fare i-passi troppo lat•ghi o eli rinculare. .Il corpo del cavaliere si mantiene d'appiombo. Per fermare si cessa l'azione della gamba esLerna e si cede con la mano. Riunione. •

233.0ttenula, mediante le flessioni, l'elasticilà vo· Iuta in quelle pàrti del corpo del cavallo dove maggiormente hanno contrazione le sue forze istintive, e J'ese facili, le movenza delle eslt'e· mi là, mediante gli e$ercizi di locomozione sopra descl'illi, devesi chiamare il cavallo a riunire le sue forze nel vero centro di gravitA e nel me~zo del suo corpo. · E ciò allo scopo di dare al cavallo l'attitudine più favorevole per l'esecuzione di quanto gli si vuoi richiedere. Questo si ottiene comenen doil cavallo fra (•azione delle mani e quella delle gambe. Non è facile cosa pr aticare pel'fellamente questo esercizio poiché è da riflettere che le due azioni esplicale dal cavaliere, agiscono sul cavallo come potenze contrarie, e che l'una facilmente può sopraffare l'altra e portare ad un ri. sultato oppost~ a quello cui si mira con la riunione. Se l'azione delle gambe è troppo vigorosa, il cavallo si getta subito in avanti, vince l'azione della mano e si melle sull'anteriore, irrigidendosi col dist.ondere il collo od incapucciandosi. Se in-


217 vece é rigorosa l'azione della mano il cavallo vi s i sottrae o indietreggiantio disordinatamente irrigidendo i garetLi e le reni, o si oppone resistendo con tutte-le forze del posteriore o s' impenna. Sovente avviene, in chi è male esperto, d'incorrere nell'eccesso dell'azione delle mani, e per taio motivo si lamentarono e si lamentano pure oggi cavalli iodietr.o della mano e restii. Pochi sono i cavalieri che sanno rendersi esatto conto dell'azione esercitala dalle gambe e dal busto in relazione a quella esercitata dalle mani. Accortezza per ciò nel praticare questa riunione, la quale, se da un latO è sorgente di tutte le più belle movenza de1 cavallo, dall'altro é so· venle causa principale di tutte le caparbietà e dei vizi del cavallo da sella. 234. Passo riunito.- Per muovere al passo rm· nilo, il cavaliere eqtra bene in sella e melle il cavallo io moto a poco a poco spingenàolo grad.!itamenle con le gambe affin~hé venga a dar meglio nel la mano. Con questa resiste se il cavallo vi urta o tenda ad acc.elerare l'andatura, e lo costringe con finezza di tatto a mantenervisi leggero mett-endosi nel giusto portamento di testa e di incollatura. · Gli aiuti delle ·gambe devono succedere concor·di éd in armonia con i movimenti che fa il cavallo nel procedere, e cioè applicali al momento in cui il cavallo leva o pone·a terra le sue estremitil. Ad ogni levata ~i una estremit'à anteriore deve corrispondere l~ pressione della gamba opposta

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218 del cavf?liere, J!lentre 1n mano si mantiene leggiera ed elastica. A questa andalut•a si debbono fare brevi riprese sulla linea reUa; si eseguiscono dei movimenti circolari, dei eambiamenti di mano e qualche ripetizion~ delle andature laterali. Dopo ogni ripresa si permette al cavallo di di· stendersi invitandolo al trotto allungato. 235. Trotto riunito. - Condizione e-ssenziale nel cavaliere é ·di possedere, mercè l'equilibrio, una assoluta ind.ipendenza in sella dalla mano e dalle gambe. Poiché se il ~orpo non si mantenesse in sella per il suo solo equilibrio, il cavaliere dovrebbe ricorrere all'appoggio sulle redini quando queste devono essere tenute leggerissime, ed alla forza delle gambe quando queste non devono esercitare che certe date pressioni od aiuti. Il trotlo riunito, al pari del passo ma con maggiore effetto, raccoglie il cavallo in. un movlmento più abbreviato e vibrato; meglio si piegano le articolazioni e maggiormente si accresce la contrazione dei muscoli fiessot·i. In quesla andatut•a • si perfeziona l'equìlibrio,. si alleggeriscono sempre più le spalle, si raddolcisce l'appoggio e si accrescono l'attenzione e l'obbedienza nel c.avallo. Questo vi acquista quella bella ampiezza di movimenti che fa brillante e maestoso il suo incedere. Il cavaliere chiama il cavallo al trotto riunito· dal tt·otto ordinario gradatamente agendo con le gambe e còn le mani come per il passo riunito, ma con azione proporzionata a questa andaturu. Non esige c]le il cavallo imprenda la riunwno ai troLLo immediatamente. né ve lo man-


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tieue per lungo tempo. Esl!lgutsce i movilllenti circolari, i cambiamenti di mano, avvertendo che il t:avallo in questi movimeuti non si metta indietro della mano né che ro.mp~:~ al galoppo. Se il cavallo cosi tentasse di sottrarsi alla riunione, il cavaliere cessa da questa e lu spinge al 'trollo allungato per riprendere di nuovQ i'esercizio. Galoppo. 236. La pieghèvolezza e la leggerezza nel cavallo facilitano l'i:\sercizio del galoppo. Occorre quindi che il cavalier~va lendosi di queste facoltà · che ha sviluppato ner cavallo, lo predisponga in . quella attitudine · dalla quale esso può impiegare tutte le sue forze per la partenza al galoppo, pt<rsuaso che dalla altitudine in cui è messo dipende la regolarità dei movimenti. . E questa regolarità si appalesa con l'uguaglianza dei salti, con la inalterata cadenza e con la posizione sempre corretta del cavallo. Esperto già il cavaliere a cavalcare al galoppo ed a cognizione del modo col quale il cavallo compie questa a ndatura, non gli ~iesce difficile predisporre il cavallo nell'altitudine per la partenza al galoppo, e chiamarvelo a suo piacimento. Per partire al galoppo destro dopo aver chia- .-• malo il cavallo al passo riun'ito, lo dispone con il posteriore in quel!~ attitudine <$e gli facilitìil primo tempo. portando sotto verso il centro di gravità la sinistt'a posteriore, mentre la mano lo chiama nel piego a destra. Da ciò la necessità di fa'I' spostare un poco a desll'a la groppa per modo che la estremità po-


220 steriore sinistra venga a tracciare, nell'incedere, una linea ·mediana fra le due anteriori. Questa predisposizione, per la partenza al ga· loppo destro, inversa a quella per la partenza al galoppo sinistro, dicesi far muovere il cavali~ a mezz'anca in dentro, cioè dalla parte verso la quale si vuoi partire. 11 cavallo in questa attitudine é pronto a spiccare il salto· a volontà del cavaliere. Un leggerissimo aiuto dato dalla gamba esterna ed una lieve ceduta di mano ve lo determinano. !l cavaliere, per acquistare tatto e finezza, deve esercitarsi - a lungo nelle ,partenze al galoppo mirando sempre a non dislUJ'bare il cavallo nell'atto in cui spicca il salto e mai incontrarlo in bocca nei vari movimenti. Brevi dovranno essere i percorsi e frequenti i riposi, perché il cavullo si stanca in questo lavoro. Alla partenza di galoppo dal passo, seguono le partenze da piè fermo; come al passaggio dal galoppo al passo, fara seguito l'arresta1'si dal galoppo, mantenendo sempre il cavallo nel suo giusto appiombo e pronto, senza af1atto sc.omporsi, a r·ipartire con eguale p1·ontezza e precisione. Alla esecuzione perfetta di questo raffinato lavoro, e di quello che fa seguito, é facile scorgere, come il cavallo non possa pervenire se noo disponendosi nella riunione, e che per cio gli esercizi di cui tratlasi devono essere falLi algaloppo riunito. 287. Galoppo riunito -In questa.andatura il ca-vallo sposta la maggior parte del Sl,lO peso sul treno posteriore, si alleggerisce quasi totalmente nell'anteriore, fa salti più corti c più rilevati ed è


221 sensibilissimo a qualsiasi chiamata della mano o pressione di gamba o movimento del corpo del cavaliere. Il cavaliere ve lo chiama a poco alla volta dal galoppo ordinario nel passaggio degli angoli in cavallerizza;. in seguito.può anche chia· lnat·velo dal passo riunito o dalla riunione da pie fermo. 238. ·Volte_. - A questa andatura riunita il cavaliere eseguisce tutli i movimenti cirMia11i di maneggio, passando progressivameute dalla volta grande alla volta piccola; avvertendo di aumentare, se del caso, la pressione o gli aiuti delle gambe e ·di tenere il cavallo leggero alla mano mediante reciproca concordanza di qùesli suoi ·mezzi, inquantoché iÌ cavallo in tali movimenti tende sovente a buttarsi sull'anteriore. 239. Cambiamenti di mano - Ai. movimenfi circolal'i fanno 5egnit.o i cambiamenti di mano al galoppo. Questi cambiamenti si fanno prima da terra e poscia in aria. Si eseguiscono prima i cambiamenti di mano diagonali. è quelii a mezza volta, poscia. quelli , trasversali. 240. Cambiamenti di galoppo da terra. - In questi movime nti per cambiare da terra,il·càvaliere poco prima di arrivare sulla nuova pesta, mette il cavallo al passo e chiede il movimento in costeggio avanzando. Entralo sulla pesta e fatti due o tre passi, cambia· piego, predispone ·n cavallo sull'altro pied.e e lo chiama al galoppo.• Nei cambiamenti trasversali, l'altitudine del cavallo è cambiala quasi al centro della cavallerizza, dove poco pt·ima di giungervi, il cava.

_.,. ~


here bo. messo il suo <Ulvallo al passo. Il galoppo è ripreso al giungere sulla nuova pista. 241. Dietro fronte. - In questo esercizio il cavaliere dopo aver arrestato il cavallo dal galoppo, gli fa eseguire una mezza volta sulla groppa dalla parte interna e cioè il dietro-front sulla groppa. Dopo di che invita. il cavallo a partire alla nuova mano predisponendovelo nell'avanzare di qualche po' al passo. 2~2. Raddoppio.- :r1 cavallo perfezionato nel co· steggio e 11el galoppo e.d una pesta, si trova predispo!=~tO ad eseguire il raddoppio e cioè procedere al galoppo tracciando due piste : una con· l'anteriore e l'altra -con il posteriore. Il cavaliere ve lo chiama dal costeggio stimolandolo più dell'ordinario per modo che il cavallo dal costeggio al passo od al trotto, rompa al galoppo. Non è difficile per il cavallo tale esercizio, anzi. il cavaliere deve tener presente che molti cavalli prendono tale inclinazione a questa andatura, da contrarre il malverso di gal0ppare sempre con la groppa indentro. Tali cavalli devono, dopo il raddoppio, essere galoppati sulla linea retta. In seguilo il "Cavaliere esercita il cavallo a passAre al raddoppio non più dal costeggio al passo od al trotto, ma dal galoppo su di una pesta . Per facilitare questo passaggio il cavaliere vi chiama il cavallo durante il cambiamento di mano a mezza volta e cioè nel cambiamento a tana da una mano a ll'al tra. Il cavallo eser·citato a passare con prestezza dall'una all'allra mano nel cosLeggio, eseguisca


223 con facilità il passaggio da un raddoppio all'altro. Ciò predispone il cavalJo al cambiamento di galoppo in aria. 2~3. Cambiamento di galoppo In aria. A questi • cambiamenti il cavaliere si avvia gradatamente diminuendo l'indugio frapposto per il passaggio da un raddoppio all'altro. E ciò flno a che il t'addoppio non sia più seguito che da un invisibile tempo, in modo che il cambiamento di mano avvenga senza cenno del galoppo. L'azione armoniosa delle mani, delle gambe e del busto, dev'essere nella sua rapidità della massima dolcezza per far comprendere in tempo e bene cio che si vuole dàl cavallo e nello stesso tempq per non dislur· barlo meoomamente. Per maggiorm·ente esercitarsi in questi cambiamenti, il cavalie re può eseguire una Jinoa tortuosa dall'uno all'aiLro lato corto della cavallerizza. 244. Piroetta. - La pirouette non e che un rapido dietro fronte al galoppo e~eguito senza ~enno da questa andatura. Il cavaliere vi predispone il cava-llo raccorciando poco alla volta e talmente l'andatm·a fino a che il cavallo chiama· tovi, giri l'anteriore sul posteriore facendo perno sulla posteriQre interna; e voltato faccia avanzi cambiando di galoppo. L' esposizione di cui é oggetto il presente capo é improntata a dare indirizzo alla equitazione di scuola per 11 cavaliere; ma di leggeri si comprende come l'educazione di questi é intimamente_legata e deve di pari passo procedere con quella del cavallo; poichè sarebbe cosa im·


perfetta volere rare esperto in ques~'arte il ca. valiert'\ novizio su cavallo già completamente istruito, il quale per intelligenza, generosil.à od abitudine risponderebbe a tutti gli esercizi anche se chiamatovi con azioni insufficienti od errate. N è. il cavaliere si renderebbe ragione delle re· sistenze del cavallo, dell'entità dei mezzi da esplicare, del tempo . neces.sario e del momento in cui l'opera propria ottiene il suo effe tto. Diverso é perciò il principio su cui si basa la istruzione di equitazione per la recluta da quello su cui ha fondamento la presente istruzione. Il buon volere e l'arditezza possono racilmente formare il combattente a cavallo; ma nè !"uno nè l'altra sarebbero sufficienti a fare un buon cavaliere di scuola. In questi si richiedono doti tali che sareBbe vano ricercare in chi non fu dalla natura favorito. -'b~ Per supplirvi non vi sono precetti da dare: occorrono finezza di tatto, e delicatezza di sentimento equestre, qualità che pochi cavalieri posseggono.

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REGOLAMENTO DI ESERCIZI PER LA CAVALLERIA by Biblioteca Militare - Issuu