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condizioni atmosferiche e delle difese antiaeree britanniche, rinnoIn rotta verso Londra: inesorabili, metodici, | bombardieri germanici, superando gli ostacoli delle avverse e percosso dal rombo delle esplosioni vano quotidianamente i loro attacchi; mentre il cielo della capitale è sinistramente illuminato dal chiarore degli incendi
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SOMMARIO Dalla pagina 439 alla pagina 468 SPECTATOR: Il viaggio di von Ribbentrop a Roma - GIUSEPPE CAPUTI: Guerra navale a tavolino - ARTURO PIANCA: Specialisti d'aviazione - MARCO RAMPERTI: Osservatorio - GASTONE MARTINI: Guerra aerea a oriente e ad occidente - ADOLFO FRAN-
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La fulminea marcia su Sidi el Barrani Continua la battaglia di Londra - Bom» bardamenti sulla Germania - Uomini co-
se 0. avvenimenti. Nelle pagine pubblicitarie (da I a XIV)
Diario della settimana - Notizie e indi-
screzioni - Pagina dei giochi - Bottega d'allegria.
DIARIO DELLA SETTIMANA 19 Serene - Roma. Ilministro degli Esteri del Reich Joachim von Ribbentrop giunge alle 12,56, ricevuto alla Stazione Termini dal conte Galeazzo Ciano, dagli ambasciatori von Mackensen e Alfieri, dalle autorità di Roma
21 Serremsre - Roma. Il Segretario del P. N. F. ha inviato al Duce la seguente relazione: « Duce! La « marcia della Giovinezza»sìè conclusa questa mattina. I giovani del Vostro tempo vengono così avere percorso în soli ventun giorni, 420 chilometri, in
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San Sebastiano. Sull'eplsodio di Dakar le notizie diramate ufficiosamente da sono tutt'altro che chiare. Ml Ministro londinese delle Informazioni smentisce che vi sia stato un tentativo di sbarco di truppe britanniche a vendo che « il tentativo di sbarco è stato attribuito alle forze inglesi dal Governo di Vichy le cui informazioni
Ginevra. L'ex-ministro dell'Arla francese Guy La Cham. bre viene arrestato alla frontiera ispano-francese al PerNus. Brusselle. Si annuncia: Il Ministro degli Interni spagnolo Serrano Suîier, proveniente da Berlino, è giunto oggi a Brusselle ove è siato ricevuto ufficialmente dalle autorità militari e civili germaniche e dalla colonia spagnola di Brusselle.
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perfetta efficienza fisica. tecnica militare impeccabile Ciang Kai-scek attraverso la Birmania ed ba infine riPeTtM fervore sempre crescente. L'organizzazione delser- cordato che alla chiusura di tale via si era addivenuti il 18 luglio scorso per ladurata di tre mesi. ovunque e hanno accolto con “Brent: dimenrazioni di affetto, che Berlino. Un lungo e importante colloquio ha luogo nel nuovo palazzo della Cancelleria tra il Fùhrer, il ministro degli Esteri spagnolo Serrano Sufier e il ministro von Ribbentrop. Con oggi, ll primo raggruppamento è concentrato a Vicenza, il trati a Padova. Tutti in sosta, con accresciuto fervore nella Rome. Al ministro germanico della Scienza, dell'Istruloro preparazione militare, in attesa degli ordini che vorzione e dell'Educazione del Popolo, viene conferita la rete dare ». nomina a dottore « honoris causa » dell'Università di Roma. La consegna viene effettuata dal Magnifico Rettore 22 Serrmune - Roma. Si annuncia: Il Duce ha ricevuto durante una solenne cerimonia. a Palazzo Venezia in visita di congedo il Ministro degli Affari Esteri del Reich, Joachim von Ribbentrop. Erano San Sebastiano. L'Agenzia ufficiosa britannica comunipresenti tl Ministro degîi Affari Esteri conte Ciano, l'Amcava ieri sera che non si avevano a Londra informazioni latore di Germania von Mackensen e l’Ambasclatore degne di fede sul corso delle operazioni intraprese a d'Italla a Berlino Alfieri. Il cordiale colloquio è durato olDakar. Invece di informazioni l'Agenzia stessa diramava tre un'ora. un « chiarimento ufficioso » nel quale si affermava che la nuova impresa piratesca è stata organizzata dagli inFirenze, Giunge Il ministro del Reich per le Scienze, 1'1atruzione e l'Educazione del Popolo, dott. Bernardo Rust, glesi perché il porto di Dakar se cadesse nelle mani del nemico costituirebbe una importante base per la ricoricevuto dall'Eccellenza Bottai. gnizione specialmente aerea delle rotte dell'Atlantico meBucarest. Solenni cerimonie hanno luogo nella ricorrenza ridionale. Nella notte il Ministero delle Informazioni ha della « Giornata del martiri».Tremila Guardie di Ferro diramato una lunga nota in cui, dopo aver spiegato, a cadute per la Patria vengono commemorate. suo modo, come si sarebbero svolti gli avvenimenti di Dakar, conclude affermando che tutte le forze implegate 23 Serrixmne - Addis Abeba. Nella ricorrenza del Mascal in quel settore sono in procinto di essere ritirate. | sacerdoti della chiesa scismatica d'Etiopia rendono omagfio al Vicerò. Sen Sebastiano. 51 ha da Londra che durante la notte scorsa si sono ripetute molto intense le incursioni degli aviatori germanici tanto nelle regioni meridionali dell’isola quanto sulla Capitale, con efficaci bombardamenti. La prima incuraione, incominciata al calar delle tene» bre, sì è protratta per lungo tempo. I fasci di luce del rifiettori cercavano attivamente, gii| i nemici nel cielo nuvoloso riuscendo con difficoltà e per brevi istanti a individuarne qualcuno, mentre velocissimamente passava IMPERMEABILI s da una nuvola all'altra. Le batterie antineree sono state in azione durante tutta la notte particolarmente nel distretti oceidentali della città. ABBIGLIAMENTI SPORTIVI Numerose bombe ad alto esplosivo hanno demolito molti obiettivi, tanto a Londra quanto nelle regioni meridionali. late 24 Serrenne - Roma. Il Duce ha ricevuto, presente il Ministro dell'Educazione Nazionale, il Ministro del Reich per le scienze, l'istruzione e l'educazione popolare, Bernardo Rust, e lo ha intrattenuto in cordiale colloquio. Berna. Siha da Vichy che 120 aeroplani francesi partiti dal Marocco hanno bombardato Gibilterra per rappresaglia in seguito al bombardamento di Dakar effettuato jeri dalle navi inglesi.
Dakar. Anche l'Agenzia Reuter smentisce lo sbarco, seri»
quio per due ore. Roma. Di ritorno dalla Germania rientra il Ministro dell'Africa Italiana Teruzzi. Berna. Si ha da Vichy che è stato emesso un atto formale di accusa contro Daladier e Gamelin, i quali fino ad ora. com'è noto, erano trattenuti soltanto in carcere preventivo. 20 Serremme - Roma. IlDuce riceve nuovamente il Ministro degli Affari Esteri del Reich, Joachim von Ribbentrop, alla presenza del conte Ciano e degli Ambasciatori von Mackensen e AMeri, e lo intrattiene in cordiale colloquio dalle ore 17 alle 18. Berlino, Tì D.N.B. ba da Lisbona che a Port Elizabeth {Bud-Atrica) sono scoppiati gravi disordini antibritan-
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sappiamo da qual fonte provengono ».Ma I" giunge: « L'unlea- informazione giunta. a FIA
la agfino a
dire però con tutta certezza che gli Ingles non hannon fatto alcun tentativo disbarco a Dakar o nei dintorni ». di che la stessa annuncia sibillinamente che «a bordo delle navi inglesi andate a Dakar è imbarcato un Corpo di spedizione ». 25 Sermamae - Roma. Il ministro per l'Agricoltura e le Foreste invia al Duce unrapporto nel quale espone | progressi compiuti nella bonifica del latifondo steli! Da detto rapporto risulta che i lavori hanno proceduto con il ritmo previsto dalle istruzioni impartite dal Duce.
Il portavoce del Ministero degli che l'Ambasciatore degli Stati Uniti non ha fatto alcun passo presso il Ministero degli Esteri giapponese per quanto riguarda la questione dell'Indocina, ma che non è da escludere che qualche cosa di simile possa avventre. ‘Egli ha pol detto che, probabilmente, il vice ministro degli Affari Esteri ha discusso con l'ambasciatore inglese la questione della chiusura della via dei rifornimenti a « L'IUustrazione Italiana » è stampata su carta fornita dalla S. A. Ufficio Vendita 'Pattmate = Milano Fotoincisioni Alfieri & Lacroir ____—__ eee"
NOTIZIE
E INDISCREZIONI
RADIO
I programmi della settimana radiofonica italiana dal 29 settembre al 5 ottobre comprendono le seguenti trasmissioni degne di particolare rilievo: ATTUALITA CRONACHE E CONVERSAZIONI Domenica 29 SerremmRE, ore 9,55: Radio Rurale. — Qre 1415: Radio Igea. — Ore 17,15: Trasmissione per le Fot Armate. vata — Ore 21,15 (circa): I Programma. Aldo Valori: Attualità storico-politiche. — Ore 22 (circa): 1 Programma: Le cronache del libro: Ezio Saini: Libri di poesia. LuwepÌ 30 Serramure, ore 12,25. Radio Sociale. 3 — Ore 17,15: Trasmissione per le Foi Armate. de ve — Ore 19,30: Radio Rurale. — Ore 20,20: Cronache Fasciste. Marrenì 1° Orrome, ore 12,25: Ricerche di connazionali all'estero. — Ore 17,15: Trasmissione per le Forze Armate. «© — Ore 20,20: Cronache Fasciste. — Ore 21,20 (circa): I Programma. Vo. ci del mondo. — Ore 22 (circa): I Programma. Conversazione di Vincenzo Costantini: L'antico quadro di guerra. Mercoenì 2 Orrome, ore 12,25: Radio Sociale, — Ore 17,15: Trasmissione per per le Forze — Ore 19,50: Conversazione di Riccardo Del Giudice: La scuola del lavoro. — Ore 20,20: Cronache Fasciste. Guovenì 3 Orrome, ore 12,25: Ricerche di connazionali all'estero. — Ore 17,15: Trasmissione per le Forze Armate. — Ore 19,30: Da Assisi: Funzione per il « Transito » di San Francesco nella Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola. — Ore 20,20: Cronache Fasciste. — Ore 21 (circa): I Programma. Aldo Valori: Attualità storico-politiche. Vaxznnì 4 Orronne, ore 10: Dalla Basilica di San Francesco in Assisi: Messa Dies Sanctificatus. — Ore 12.25: Radio Sociale. — Ore 14,15: I Programma. Conversazione di Alessandro De Stefani. — Ore 17,15: Trasmissione per le Forze Armate. — Ore 19,30: Conversazione di monsignor Enrico Pucci. — Ore 20,20: Cronache Fasciste. — Ore 21 (circa): I Programma. Conversazione. Saparo 5 OrrosrE, ore 11,30: Trasmissione dedicata ai dopolavoristi in grigioverde. — Ore 12,25: Ricerche di connazionali all'estero. — Ore 17,15: Trasmissione per le Forze Armate. — Ore 19,30: Tito Alippi: Caratteristithe sstromeltorologiohe del mese di ottobre. — Ore 19,40: Guida radiofonica del tu. rista italiano. — Ore 20,20: Cronache Fasciste. LIRICA OPERE E MUSICHE TEATRALI Domexica 29 Serremme, ore 20,30: I Programma. Stagione Lirica dell'Elar: I Pagliacci, Opera in due atti di Ruggero Leon. cavallo. Interpreti: Adriana Perris, Francesco Merli, Enrico De Franceschi, Gino Del Signore, Ottavio Serpo. Direttore mae. stro Ugo Tansini.
Maxreì 1° Orrosne, ore 20,30: I Pr gramma. Stagione Lirica dell'Eiar: Emiral, Opera in un atto di Bruno Barili. In. terpreti: Antonio Melandri, Emilica Vera, Saturno Meletti. Direttore maestro Fernando Previtali. — Ore 21,30: I Programma. Concerto sinfonico-vocale diretto dal maestro Fernando Previtali. Mencotnì 2 Orrosae, ore 13,18: Il Programma. Concerto di musica operistica diretto dal maestro Ugo Tansini. PROSA COMMEDIE E RADIOCOMMEDIE Domenica 29 Serramane, ore 20,30: Il Programma. Il Vestito verde scuro. Un atto di Alessandro De Stefani. Luxe 30 Serremme, ore 20,30: I Programma. La capanna è il tuo cuore. Tre atti di Giuseppe Adami. Mantenì 1° Orronne, ore 20,30: Il Programma. Una rottura. Un atto di Carlo Salsa. (Novità). Vaxeroî 4 Orrosne, ore 20,30: Il Programma. Incontro sentimentale. Un atto di Luigi Antonelli. Sanaro 5 Orromaz, ore 20,30: I Programma, La ballata dell'orsa minore. Tre atti di Carlo Veneziani.
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CONCERTI SINFONICI E DA CAMERA Domenica 29 Serramms, ore 13,15: Il Programma. Concerto sinfonico diretto dal maestro Fernando Previtali. Lunzoì 30 Serremne, ore 22 (circa): 1 Programma. Concerto del Quartetto Ferro. Martenì le Orromas, ore 13,15: 1 Programma, Concerto sinfonico diretto dal maestro Armando La Rosa Parodi. Mercovet 2 Orrosie, ore 20,30: I Programma. Concerto diretto dal maestro Emilio Salza. Giovenì 3 Ortone, ore 20,30: 1 Program» ma. Musiche per orchestra dirette dal maestro Tito Petralia. Ore 22,15: 1 Programma. Concerto della violinista Lilia D'Albore. Vexenoì 4 Orrome, ore 20,30: 1 Programma. Concerto sinfonico diretto dal maestro Armando La Rosa Parodi Sanaro 5 Orrosas, ore 2140: 1 Program ma. Concerto del pianista Vico La Volpe. VARIETA' OPERETTE - RIVISTE - CORI . BANDE Domenica 29 Serremene, ore 13,15: 1Programma. Orchestrina diretta dal maestro Carlo Zeme. — Ore 21 (circa): Il Programma. Orchestra Cetra diretta dal maestro Barzizza, — Ore 21,50: Il Programma. Musiche brillanti dirette dal maestro Tito Petralia. — Ore 22,10: 1 Programma. Orchestrina moderna diretia dal maestro Seracini. Lumen 30 Serremsre, ore 13,15: 1 Programma. Orchestra Cetra diretta dal mae. stro Barzizza. — Ore 20,50: Il Programma. Musiche brillanti dirette dai maestro Ennio Arlandi — Ore 21,30: Il Programma Orchestrina moderna diretta dal maestro Seracini. Mamrenì 1° Orrome, ore 12: Il Programma. Orchestra Cetra diretta dal maestro Barzizza, — Ore 13,15: Il Programma, Orchestrina moderna diretta dal maestro Seracini. — Ore 21,25 (circa): Il Programma. Musiche brillanti dirette dal maestro Tito Petralia. Mencoenì 2 Orromne, ore 15: Il Programma. Orchestra Cetra diretta dal maestro Barzizza. — Ore 20,30: Il Programma. Orchestrina moderna diretta dal maestro Seracini.
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BELLE ARTI + La Presidenza della Biennale di Venezià ha dato mandato al pittore Italo Brass. allo scultore Antonio Maraini ed all'incisore Fabio Mauroner di designare per un premio, consistente in una medaglia, un artista per ciascuno dei concorsi Banditi dalla XXII Biennale per pittura, scultura ed opere di bianco e nero, I tre artisti, riuniti in commissione, hanno presentato le loro conclusioni alla Presidenza della Biennale, che le ha interamente approvate. Sono pertanto designati per il premio, o segnalati per particolari meriti, i lavori seguenti Per l'affresco la medaglia viene assegna. ta a Ritorno di Legionari di Giovanni Barbisan, mentre si segnalano per parti colari meriti i lavori: Si fondano le città di Enrico Gaudenzi; Le nuove città di Giuseppe Leone e La Famiglia di Erman. no Toschi. Per il bassorilievo la medaglia viene assegnata a La Famiglia di Salvatore Messina. mentre vengono segnalati | bassorilievi: La Famiglia di Enzo Pasqualini; La Marcia su Roma di Francesco Scarpabolla e Le nuove città di Antonio Mennella. Per l'incisione la medaglia è assegnata a L'Ala d'Italia di Bruno da Osimo. Particolare menzione viene fatta delle opere È dalle rive det Piave che noi abbiamo iniziato la marcia di Armando Baldinell il trittico La Bonifica di Marina Battigelli è La cornice di Luigi Diana Per la medaglia, il premio è assegnato a Pattinaggio di Paladino Orlando Orlandi. ni, mentre si segnalano le medaglie: Arciere di Filippo Sgarlata; Preolimpiadi e Regatante di Antonio Carestiato; e Medaglia sportiva per la G.LL. di Romano Vio. Per il ritratto in pittura, la medaglia è assegnata al Ritratto estivo di Giuseppe Novello, mentre vengono segnalati i dipinti: Îl cameriere di Dina Bellotti: Il pittore Brilla di Eso Peluzzi: Ritratto in nero di Bernardino Palazzi; Bambina e Mia madre di Alda Ghisleni; Mariuccia di Ugo Vittore Bartolini; Giovinetta di Salvatore Gagliardo: Pastorella che dorme di Piero Ducato; Bambina e Collegiali di Ernesto Marchiò Quarti; Autoritratto, Mia madre e Signora P. di Aldo Pagliacci; Signora De Gironcoli di Renato Vernizzi. Per ll ritratto in scultura, ln medaglia è assegnata al bronzo Costanzo Ciano di Angelo Righetti; mentre particolare menziohe viene fatta delle sculture: Mia madre (bronzo) di Marcello Mascherini: Ritratto (pietra) di M. M. Lazzaro; Mia sorella (bronzo) di Adriano Alloati; Ritratto (bronzo) di Bruno Innocenti; ‘Il piccolo Meni (cera) di Enrico Pernigotti; Ritratto (creta) di Giuseppe Virgili; Nora (cera) di Alcide Ticò; Il principe Georgis ed Esmefalda (terre cotte) di Antonio Lucarda. Per il concorso Venezia, ln medaglia viene assegnata al dipinto Canal Grande di Fioravante Selbezzi
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MUSICA * Il Ministero della Cultura Popolare ha approvato la nomina della Commissione di esame per le opere liriche presentate al secondo Concorso della Scala. La Commissione è risultata così composta: Eccellenza }l maestro Umberto Giordano presidente, in rappresentanza del Ministero stesso; maestro Gino Marinuzzi. maestro Riccardo Pick Mangiagalli, maestro Carlo Gatti, commissari; maestro Car. lo Gatti in rappresentanza dell'Ente Autonomo del Teatro della Scala; maestro Gaspare Scuderi in rappresentanza del Sindacato interprovinciale fascista musici. sti. La Commissione inizierà quanto prima 1 suoi lavori. Le opere prescelte verranno rappresentate al termine della prossima stagione lirica. © all'inizio della stagione dell'Anno XX (1941-42) * Il maestro Francesco Santoliquido ha portato a fine una nuova opera ìn quattro atti, intitolata Le porta verde. Anche il maestro Armando Mercuri sta per terminare l'orchestrazione di una nuova opera dal titolo Le rupe. Il Mbretto di questa opera è di Armando Romano.
# A Gmunden è stato dedicato un museo a Brahms. Una parte notevole di esso è occupata dalla collezione delle opere di Brahms messa insieme dal suo amico Miller, il quale ha anche raccolto un numero notevole di ricordi sul grande com. positore tedesco. Tutti i libri e tutte le Pubblicazioni su Brahms sono entrati a far parte di questo importante museo. * Il Ministero delia Cultura Popolare ha segnalato a tutti gli Enti lirici e le imprese nazionali l’opera în tre atti del mae. Stro Ugo Bottacchiari L'uragano, già pre. miata dalla Reale Accademia d'Italia. 1l ll. bretto di quest'opera è stato tratto dal poema tragico di Vittorio Locchi, il poeta soldato caduto gioriosamente durante la grande guerra europea. * Le annunciate celebrazioni verdiane per il quarantesimo anniversario della morte del sommo Maestro italiano (anniversario che cadrà il 27 gennaio del 1941) si inizieranno al Teatro Reale di Roma il
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tare da Viarisio, Porelli ed Isa Pola La casa di tutti. DI ottenuto recentemente un grande successo allo Stantstheater di Dresda. Nicola Manzari è annunciata, per ora, Magia con la Comla di Mario Ferrari; di Cesare Menno Avventure con * L'orchidea di Sem Benelli ha costituito ll maggior Chisciotte, con la stessa Compagnia di Mario Ferrari: successo di questo anno a Buenos Aires, nella interpreè di Umberto Morucchio Passaggio dell'Equatore con la tazione dell'attrice Mecha Ortiz. Il lavoro ha avuto sesCompagnia Viarisio-Porelli-Pola. A questo già cospicuo santa repliche al Teatro Politeama e sarà ripreso prossielenco di novità sono da aggiungerne parecchie altre, del. mamente. le quali daremo notizia nelle prossime settimane, * Piero Mazzolotti ha già consegnato due sue nuove TEATRO * I teatri tedeschi ospiteranno, nell’anno teatrale che commedie a Maria Melato e a Dina Galli. Il lavoro desta per iniziarsi. le commedie italiane. Il Komoealla Coni la Melato sì intitola Ritorno al Padienhaus di Berlino presenterà Il pozzo dei miracoli di stinato * Nell'elenco delle Compagnie primarie del prossimo Corra radiso ed andrà in scena prestissimo: quello per la Come Achille, protagonista l'attore Georg Alexander. anno teatrale già pubblicato in questo Notiziario sono a pagnia Galli La Colonnella. Mazzolotti ha pronta una Questa commedia ha riportato il mese scorso un grande tutt'oggi da apportarsi poche aggiunte. Le 18 Compagnie terza commedia dal titolo Tre uomini e un angelo, e laallo Schauspielhaus di Brema. Il teatro Komoedie di cui fu preannunciata la costituzione tra il settembre e successo vora ad una quarta, Una coppia novecento. del Kurfirstendamm annuncia la ripresa del grande suc|primi del prossimo novembre hanno avuto tutte l’approcesso della passata stagione, Gli uomini non sono ingrati vazione del Ministero della Cultura Popolare, e la maggior CINEMA Alessandro De Stefani, con Ida Wlst; e presenterà parte diesse hafissata la data di riunione e di debutto. diL'uomo, la bestia e la virtù di Pirandello, nonché Il servo Così la Compagnia di Ruggero Ruggeri, amministrata dal * ft imminente l'inizio nel teatri di posa di Cinecittà di due padroni, di Goldoni. col noto attore Rudolf Plate. Si'vestri, inizierà la sua attività, al Verdi di Pavia, negli dei seguenti film che fanno te, insieme con quelli di Cesare Giulio Viola sarà portato in giro dalla ultimi giorni di ottobre. La Compagnia di Renzo Ricci si Canadà già precedentemente annunziati, del programma di progrande attrice germanica Agnes Straub. Cavour (Villariunirà a metà ottobre al Sociale di Lecco. e la sera del franca) duzione della nuova stagione: di Forzano è stato rappresentato nel mese scorso 21 ottobre darà a Como la prima rappresentazione in Italia all'Altes-Theater L'uccellino di famiglia, del Consorzio ELA. direzione rinnovando il grande sucdella commedia di Sem Benelli La festa. La Compagnia di cesso di Berlino, diLaLipsia, generale di Giuseppe Amato, soggetto di Zavattini, regia prima rappresentazione fu data in Laura Adani, con Filippo Scelzo primo attore, ha stabilito di E. L. Bragaglia, interpreti principali Armando Falconi, serata di gala per l'inaugurazione della fiera di Lipsia. di riunirsi in una città della Lombardia alla fine di noPina Renzi e Alberto Rabagliati. L'alba il € la notte di Niccodemi, dopo il grande vembre e di essere al Carignano di Torino il 18 dicembre. Marco Visconti, della C.I.F., soggetto di Mino Novasuccesso riportato allo Stantstheater di Monaco, è stato La Compagnia del Teatro Eliseo riprenderà la sua attività rese, regìa di Bonnard. interpreti Carlo Ninchi, Mariella impegnato dal Thalla-Theater di Amburgo e dallo Staatsnel suo Teatro romano il 29 novembre. La nuova CompaLotti, Guglielmo Barnabò e Marlo Gallina. theater di Berlino. Lo Staedtische Theater di Wuppertal gnia di Antonio Gandusio, con Cesarina Ghera'di, Lina Un nastro bianco, della Manderfilm, soggetto e regia darà in ottobre L'illusione dei giorni e delle notti di RosTricerri, Angelo Bizzarri, ecc. ha iniziato in questi giorni Oreste Blancoli, interpreti Dina Galli, Paola Borboni, so di San Secondo. Lo Schiller-Thenter di Berlino e lo di (27 settembre) le sue recite al Verdi di Fiume: ed fl 10 otGermana Paolieri, Lisa Zoppelli, Edoardo e Peppino De Sehauspielhaus di Francoforte sul Meno presenteranno, fra tobre anche Dina Galli si ripresenterà alle ribalte, cominFilippo e Cesco Baseggio. | primi spettacoti, Un colpo di vento di Forzano, che ha clando all'Argentina di Roma. Per il 12 ottobre è fissato Ii pozzo dei miracoli, della I.C1.Il debutto al Teatro Alfieri di Torino Beretta, soggetto dalla commedia della Compagnia di Camillo Pilotto, omonima di Bruno Corra, regìa di n n n con Guglielmina Dondi prima attrice. Righelli Il 30 novembre si presenterà al pub. Madre, della Itala Film, soggetto blico del Corso di Bologna la nuova di Guido Cantini, regìa di Brignone, formazione Tofano-De Sica-Rissone. interpreti Beniamino Gigli. Emma Tra la fine di ottobre e i primi di noGramatica e Ugo Ceseri. vembre cominceranno anche la Compagnia Merlini-Cialente; la Compagnia * A Tirrenia hanno avuto inizio Viarisio-Porelli con Isa Pola prima le riprese del nuovo film della Ma attrice; la Compagnia di Emma Gra. nenti Le figlia del corsaro verde, matica, e la Compagnia di Evi Malla cui vicenda è ricavata da un ro: Luigi Cimara ed Armando manzo di Emilio. Salgari. La regia è stata assunta da Enrico Guazzoni € tra i principali interpreti vi sono: * In questi giorni è stata definita Fosco Giachetti, Camillo Pilotto, ed approvata anche la nuova ComDoris Duranti, Mariella Lotti, Car: men Navascuès, Tina Lattanzi, Enpagnia di Nino Besozzi e Sarah Ferrico Giori, Lugi Almirante, Sandro rati. che si riunirà a metà ottobre Ruffini, Polidor, Mario Siletti. nell'Italia settentrionale. Ne faranno parte Donatella Gemmò, Gilda Mar. * Piccolo mondo antico, jl film chiò, Isa Querio, Gizzi, Sibaldi, PeATA-LCI. tratto dall'omonimo stelli ed altri. La Compagnia metterà romanzo di Fogazzaro sarà replizzato in scena varie novità, tra cui una di nello stabilimento Fert dl@Torino. Nicola Manzari, Harcaiana, di VanAlida Valli e Annibale Betrone sa: ni, L'amaro tè delle 5 di Koselka e ranno | protagonisti; Ja parte di Om. riprenderà Lulù di Bertolazzi, L'atbretta sarà sostenuia da ‘Mariù Patrice cameriera di Ferrari e Una donscoli di Bologna, vincitrice del conna senza importanza di Wilde. corso all'uopo bandito. Il regista è Mario Soldati. * Molte commedie nuove di autori Italiani sono annunciate per la pros. * A Civita Castellana, a Nepi, a sima stagione autunnale e invernaRonciglione, a Manziana, dove si : anche se non tutte finite. Le due sono girate Je pericolose scene della di Sem Benelli sono già nelle mani fossa dei leoni, e in altre suggestive degli attori che dovranno metterle Plaghe della campagna romana con. in scena; e sono: La festa, affidata a tinuano le riprese del film che B! Renzo Ricci, e Oro vergine, scritta setti sta realizzando per il Consorzio per Pilotto e la Dondi. Gherardo EN.IC.-Lux La corona di ferro. Gherardi sta lavorando alle ultime Luisa Ferida, Elisa Cegani, Rina Mo. scene di San Domingo per Ruggero relli, Umberto Sacripante, Paolo Ruggeri, di Cappuccetto rosso per la Stoppa, Osvaldo Valenti e Primo Compagnia del Teatro Eliseo, e di Carnera sono gli interpreti princiAppuntamento a mezzanotte per la pali. Compagnia Tofano-De Sica-Rissone. Questi sacchettini profumati con pura essenza di * Con la regia di Piero Ballerini Di Gino Rocca sono annunciati due e con l'interpretazione di Enzo Fierlavori nuovissimi: Volo a vela, destinato alla Compagnia di Tofaho, e monte, che conobbe il suo momento L'uomo più solo del mondo, promes. di celebrità come pugilatore, si è iniziato a Torino il film L'ultimo to a Ruggero Ruggeri, il quale di combattimento. Rocca darà anche quel Re povero che egli mise in scena con successo due * La «Incine» realizzerà prossianni or sono in due sole città, pomamente negli stabilimenti di Tirco prima di sciogliere la sua Comparenia un film su Heinrich Schliegnia. Di Alessandro De Stefani la di collocano nei cassetti e negli armadi per promann, archeologo tedesco famoso al Compagnia Tofano-De Sica-Rissone quale si devono gli scavi più imannuncia La dell'America. Dopo lunghi anni di silenzio anche portanti di Troia e Micene. Alessandro Varaldo sì appresta a ri* Ultimato è il missaggio del presentarsi a'la ribalta, con una nuovo film interpretato dal tenore commedia comica in tre atti dal Giuseppe Lugo Cantate con me. Di tolo L'ombra viva, che Dina Galli ha questa produzione S.A.F.A. che già Incluso nel suo rio. La ner neutralizzare col loro aroma fresco e ball'E.N.LC. distribuirà in esclusiva, ri. stessa Galli darà Duetto di Gugliel. cordiamo i dati essenziali, cioè il mo Giannini, e Ci penso io di Arregista, Guido Brignone e gli inmando Curcio. Ugo Betti ha affidato terpreti che sono, accanto al Lugo, a Sergio Tofano la commedia di gedamico gli odori dei luoghi chiusi e affollati e Laura Nucci, Rubi d'Alma, il Cenere comico I nostri sogni. Vincenseri, il Sinaz, lo Stival ed Ernesto 20 Tieri — uno dei nostri più fecondi Almirante. scrittori di teatro, sceso per primo La cura messa nella realizzazione, nell'agone, a'la vigilia del nuovo anla valentia degli interpreti e la pono teatrale. con due lavori, accolti polarità acquistata da Giuseppe Luentrambi dal più lieto successo: La go con La mia canzone al vento parte di marito, apparsa nel, fasci dovrebbero concorrere a far prevecolo di questo mese di « Scerlàrio>. Un sacchetto Lire 3,50 — La scatola di sei pezzi Lire 21 dere — secondo quanto si assicura — e La bugiarda, messa inscena aRola migliore accoglienza anche per ma dalla Compagnia di Mario Ferquesto secondo film che tra l'altro rari — ha scritto per Ruggero Ruglancerà due nuovissime canzoni dogeri L'ape regina, e sta lavorando ad vute ad uno dei più popolari comalmeno altri due lavori. Dino F: III LILLO positori del genere. coni e Oreste Biancoli faranno reci LITI
3 ottobre, con la prima rappresentazione del Vespri siciliani, che da moltissimi anni non si eseguono più nell'Ur. be. L'opera sarà diretta dal maestro Tullio Serafin. Seguiranno, fino al 31 ottobre, le rappresentazioni di altre quattro opere verdiane. e cioè della Forza del Destino, del Trovatore, dell'Otello e del Falstaff.
Lavanda Coldinava
fumare la Biancheria e di portano sulla persona
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
NOTIZIARIO
TENDE COLONIALI MATERIALI PER ATTENDAMENTO
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
TURISTICO
* Una nota particolare di molti dei nuovi film che saranno presentati quest'anno dalla ToblsMONTI - LAGHI - SPIAGGIE Cinema è quella di avere DI CURA un carattere prettamente STAZIONI biografico. Ea infatti s0+66 no dedicati a far rivivere sullo schermo le più grandi personalità della storia germanica, illustrando VENETO vele nei contempo dei periodi salienti delia storia tedesca. Oltre al film Ohm ASIAGO © Kriger che verrà interCelebre staz. invern. - Alberghi Detiz. sogg. estivo. - - Attraz. piedi pretato da Emilio Jan- Tennis - Escurs. - a_ Monte Pena. i Appart. nings, si notano. fra le no di battaglia dell’Altipia campi mi auto in ed altre pellicole del ge 50 per cento da tutte fer. Riduz. Cengio M. Ortigara nere, Il grande Re, dedile stazioni. - Informaz.: Azienda Autonoma. cato alla figura di Federico Il di Prussia (regista PADOVA Velt Harlan e protagoniBasiliche sta femminile Cristina Città di Sant'Antonio - Famosa per lelesueopere La di DoSòderbaum), Bismarck, orSili affreschi di Giotto e di Mantegna, mai alla vigilia di essere dintorni (Colli Euganel) - In sett. Eiltello » Magnif. prolettato a Berlino, reaLorse al trotto - Inform.: Ente Prov. per il Turismo e lizzato dal regista WolfUffici Viaggi. gang Liebeneiner; il Cane e celliere di Ferro è intereee] pretato dal noto attore Paul Hartmann, mentre In linea di massima saranno trasferibili altri nomi di primo piano figurano nella soltanto tre giuocatori per società, a parlista, quali Lil Dagover, Maria Koppenhòtire dalla stagione 1943-44. Quanto ai comfer, Kiithe Haag, Friedrich Kayssler, ecc. pensi, essi non potranno superare le liUn altro film del genere è Schiller, anch'esfe 200.000 per giuocatore di categoria A, #0 in via di compimento, eseguito sotto lire 100.000 per la B e lire 50.000 per la la direzione artistica di H. Maisch ed in©. Anche nel numero massimo di giuoterpretato da Horst Kaspar, Heinrich Georcatori in carico alla società si è portato ge, Lil Dagover, Friedrich Kayssler. Anuna limitazione, nel senso che essi — per che il soggetto del film Agnes Bernauer, le società di serie A e B — non porealizzato dal regista Velt Harlan con l'attranno superare il numero di venti a trice Christina Soderbaum, rientra nella contratto intero più dieci a mezzo conclasse delle pellicole a carattere biografico. tratto, * Alpinismo. Tre rocciatori della seORGANIZZAZIONI GIOVANILI di Padova del C.A.I, Antonio Bet* Dal 24 al 29 settembre si svolgono a zione tela, P. A. Sagramora e Aldo BianFirenze | campionati nazionali sportivi Mini, hanno scalato la scorsa settimana femminili della GIL. Vi partecipano le ina torre della zona delle Dolomiti di vincitrici delle eliminatorie federali, oltre Sesto In Pusterla prima mai raggiunta tremila organizzate, tra giovani fasciste e La torre, che è stata intitolata al nome giovani italiane, provenienti da tutte le del colonnello Antonio Gioppi, medaglia provincie d'Italia. d'oro, caduto sul Pasubio, sorge al lato I campionati comprendono sei prove, ovest dei Tre Scarperi, in una delle redi audacia e di grazia: atletica leggera, gioni più interessanti delle Dolomiti. nuoto, pattinaggio a rotelle, tennis, scher— Una ardita impresa è stata comma, tiro a segno. piuta da Giuseppe Marini e Mario LeuL'atletica leggera è Ja prova che racsclatti del C.A.I. di Sondrio, i quali hancoglie il maggior numero di concorrenti. no effettuato la prima salita per la paLe gare si svolgono allo stadio « Berrete nord al Pizzo Scalino (m. 3323). 1 ta». Le eliminatorie e le finali del nuoto due arditi alpinisti, partiti in piena notte è dei tuffi vengono effettuate nella pidal rifugio Cristina, hanno attaccato alscina della Casa G.LL. che è all'uopo opl'alba la ripida parete e dopo aver suportunamente attrezzata. Le altre prove perato passaggi di sesto grado, e una insi svolgono sugli adatti campi di cui sidiosa placca liscia ritenuta inaccessibile, Firenze dispone. dopo 15 ore di sforzi hanno raggiunto la 4 Il Comando Federale della G.LL. di vetta del Pizzo Scalino che si erge dal punto di attacco della parete nord a cirReggio Calabria, tramite il Comando Mica 450 metri di altezza. La nuova via litare Marittimo della Sicilia, ha offerto è stata intitolata alla memoria di Italo la bandiera di combattimento alla Regia torpediniera Alcione. La bandiera era Balbo. racchiusa in un artistico cofano eseguito * Tennis. Anche quest'anno il tennis dagli allievi dell'Istituto d'Arte « Mattia italiano, compatibilmente con la situazio. Preti » ne, è stato molto attivo sia per numero * Allo scopo di adeguarsi alle necesdi tornei sia per numero di gare intersità del reparti mobilitati, il Comando Genazionali. I tornei italiani e soltanto nerale della G.LL. d'intesa col Ministero quelli a carattere internazionale sono dell'Educazione Nazionale ha disposto che stati dodici e precisamente quelli di San l'inizio degli esami di riparazione della Remo, Alassio, Genova, Palermo, Taorsessione straordinaria per gli studenti apmina, Roma, Capri, Ferrara, Livorno/Vapartenenti ai battaglioni GIL. sia rinrese, Milano e Merano, mentre gli inconViato dalla data inizialmente fissata (giortri internazionali maschili sono stati sette no 8 ottobre p. v.) al giorno 18. | quali sono stati caratterizzati da altrettante vittorie azzurre e precisamente * Con la partecipazione di quarantuno tre con la squadra ungherese, due con corridori in rappresentanza di nove G.U.F. quella germanica, una con quella jugosi sono iniziati sabato 21 scorso al Velo= e una con quella romena. Negli inGromo Vigorelli di Milano 1 Littoriali di slava contrì femminili si sono registrati una Ciclismo. Nella finale dei mille metri si è vittoria (Italia-Ungheria-Svizzera) e una imposto con netta superiorità il varesino sconfitta (Italia-Germania). Visco Gilardi. Ecco i primi risultati — Un'altra e non meno importante ma1000 m. con partenza da fermo: 1° Visco nifestazione | giovani della seconda in 1°13”; 2* Lorenzetti categoria avràperluogo Gilardi il 4 ottobre a Roma. (Torino) (Varese) 1°16”1/5; 3* Muller (Bologna) tratta della terza edizione del trofeo Velocità m. 800, finale per {l 2* e 4° po- SiManusardi che il C. T. Parioli farà svolsto: l° Ponzani (Milano); 2* Cicognani gere sul propri campi. (Bologna). — A causa delle difficoltà sorte nel com. ‘Gara tandem, finale per il 3», (Varese); de e 5* pilare il ruolino di viaggio, i giuocatori Gilardi-Modesti posto: 1° Visco De Stefani e Canepele hanno dovuto riMerlino-Grassotti (Torino); 3» Cell-ZeÈnoblo nunciare all'invito loro rivolto dalla Fe(Apuania) per 11 3* derazione giapponese. metri. finale ‘Inseguimento1° 4000 Torino. 2» Bologna; e 4 posto: * Atletismo, Il 5-6 ottobre si svolgeranno a Napoli i campionati nazionali SPORT di ginnastica artistica femminili e ll 19-20 dello stesso mese quelli maschili. In base o di divisione * Calcio. Al campionat sarugby alle disposizioni federali, quest'anno i di XD nazionale per l'anno ginnasti della sezione maschile che hanFanno ammesse di diritto le seguenti otto società: Amatori Rugby Milano: A. R. Torino; Guf Bologna: Gut Firenze: Guf Milano; Gut Parma: Gut Roma e Gut Torino. Oltre la partecipazione delle suddette otto socie= tà. potranno prendere parte al campionato an-ne società che Che altre o domanda alla facelan Federazione — Alcune importanti direttive di massima sono state di recente stabi. lite dalla FIGC. Così in materia di contratti e di stipendi, si può preci» sare che — a partire dalla stagione 191-412 — 1 massimi di stipendio consentiti sono di lire 3000 per la serie A, L. 1500 per la serie B è lire 500 per la serie C. In relazione sono stati fissati limiti per 1 trasferimenti.
no otienuto almeno la media di otto e cinquanta nelle varie prove selettive di zona. dovranno sottostare ad una nuova prova, perché al campionato nazionale sono ammessi 12 ginnasti per categoria. * Ippica. Il classico concorso ippico internazionale di Merano sarà dotato di centomila lire di premi. A conferire maggiore lustro alla più ricca manifestazione europea è giunta una magnifica coppa offerta dal Re Imperatore. Il concorso si inizierà il 12 ottobre e terminerà il 21 ottobre col premio del Re Imperatore. lire 10.000, categoria a tempo, per 1 23 cavalli meglio classificati complessivamente nel concorso. Al concorso parteciperanno sicuramente i migliori cavalieri fermanici guidati dal maggiore Momm ATTUALITÀ SCIENTIFICA * La recente notizia riguardante il programma in via di pronta attuazione per la produzione di oli lubrificanti nel moderno stabilimento di Livorno ci dà lo spunto per rammentare — molto opportunamente — che il grandioso piano autarchico per il campo petrolifero, a suo tempo studiato ed iniziato, sta per avere il suo vittorioso epliogo. Com'è noto, in cifra tonda il nostro fabbisogno annuo di prodotti petroliferi — naturalmente in tempo di pace — si aggira sui tre milioni di tonnellate, comprendendo in tale cifra all'incirca un milione di tonnellate di benzina per gli usi civili e centomila tonnellate di oli lubrificanti di tutte Je qualità, il resto essendo dato dai fabbisogni militari e da quelli della marina mercantile e da guerra per la nafta del focolari e dei motori di propulsione ed ausiliari. In Italia sono sorte da. qualche anno varie raffinerie a ciclo completo, che partono cioè dal petrolio grezzo a ricava» no per distillazione i vari prodotti carbu. ranti e lubrificanti, comprendendo inoltre reparti finali in cui determinate frazioni distillate sono sottoposte a raffinazione supp'etiva per ricavare lubrificanti pregiati destinati ad usi speciali (automobili, motori a combustione interna in genere, turbine ecc.). oltre ad impianti per la produzione di oli extra-raffinati isolanti per trasformatori elettrici e di oli bianchi di vaselina di tutte le qua compresi quelli inodori ed insapori per applicazioni alimentari e farmaceutiche Anzi, per questi ultimi compiti (o'1 isolanti ed oli di vaseline) sono sorte parecchie piccole raffinerie che partono di una data frazione di distillato fornita dalle raffinerie principali: sono impianti raggruppati di solito a stabilimenti già esistenti per trattamento oli che prima provenivano diret dall'estero, condotti da ditte già note sul
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Jercato italiano per il fatto che trattandosi di enti di media grandezza meglio sì prestavano — rispetto ai grandi organismi — a quella necessaria elasticità di produzione che porta alla possibilità di produrre tipi vari di lubrificanti — sia oli che grassi e prodotti affini — secondo i desideri e le necessità della clientela, e pertanto anche nel nuovo ambiente autarchico svolgono una preziosa opera industriale e commerciale, quest'ultima parti. colarmente apprezzata per la specializzazione della produzione a cui possono arri. vare. L'entrata in funzione dello stabilimento di Livorno per quanto concerne i lubrificanti è dunque un cospicuo passo verso la quasi totale eliminazione delle importazioni, cosa alla quale si tende con ogni mezzo, poiché un conto è importare l'eventuale grezzo di cui si può aver bisogno come materia prima. (le nostre fonti Immediate non sono purtroppo sufficienti alle nostre necessità, almeno per adesso) ed un altro conto è evidentemente l'importazione del prodotti finiti: in que. sto caso si deve pagare all'estero un prezzo maggiore, a scapito della nostra economia e della nostra bilancia commerciale, mentre nel primo caso si limita notevolmente ll valore dell'importazione e si ba anche il vantaggio di possedere in Italia un'industria nuova che dà lavoro a nostra gente, oltre all'evidente esperien. za fatta in un campo nel quale prima eravamo quasi completamente assenti. Non solo, ma se in un domani che tutti ci auguriamo vicino, potremo assicurarei permanenti fonti di alimentazione — meEllo se addirittura nostre — ecco allora che la nuova industria petrolifera itallana sarà già completamente attrezzata per svolgere in pieno | compiti tecnici che ticamente le verranno assegnati: al principio Infatti, cioè fino da quando si è decisa l'entrata in attuazione del plano petrolifero autarchico, i tecnici sono partiti con un programma ben definito, che consisteva nel seguire la tec: nica. altri fino ad un certo punto per poi per conto proprio nuovi processi ersi macchinari più consoni alle nosire necessità ed aîla modernizzazione che si voleva dare ai nuovi impianti. Per tale ragione sorsero laboratori sperimentali che erano veri e propri stabilimenti — sia pure in piccola scala, per quanto già eret. ti con impronta industriale che studiarono vari aspetti del complesso problema € poterono conseguire brevetti originali che permisero all'Italia di dire la sua parola — ascoltata parola — nei « trust» internazionali di tecnica petrolifera: basti al riguardo accennare al problema dell'idrogenazione dei grezzi, a quello dell'arriechimento delle ligniti da distillazione, alla fabbricazione delle benzine speciali (ad alto numero di ottano) per l'aviazio(Continua a pag. XII)
Rofierneria Sitinise - Meina | IX —
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
AFFASCINA
E
PERSISTE
L'ILLUSTRAZIONE Direttore ENRICO
A
N
CAVACCHIOLI
A
ANNO LXVII - N. 39 29 SETTEMBRE
L'incontro fra il Duce e von Ribbentro;
e caratterizzato da assoluta comunanza
improi
1940-XVII
iva
cordialità
a vivaha corisuscitato sulla prontato pace futura,
PROBLEMI DEL MOMENTO
IL VIAGGIO DI VON RIBBENTROP A ROMA
pena
nd
d
S t verro che la visita a Roma del Ministro degli Esteri germanico con Ribbentrop som
rivestiva
alcun
carattere
eccezionale,
dato
che
rientrava
nel
sistema
di
periodici incontri che sono preveduti dallo statuto delle Potenze dell'Asse che il corso della guerra, coi suoi continui riflessi politici, rende più che naturali. Nulla di più vero, ma ciò non toglie che questa stessa normalità abbia assunto un carattere tutto particolare per l'importanza degli avvenimenti che si svolgono sotto i nostri occhi e che hanno indotto il Ministro degli Esteri del Reich a prolungare oltre il termine preveduto il suo soggiorno a Roma. Come era inevitabile, la stampa neutrale, ìn particolare quella americana, si è abbandonata ad ogni sorta di ipotesi circa la natura e la portata dei colloqui dì Roma, ma non occorre certo dichiarare che si tratta di fantasie destituite di qualsiasi fondamento e attendibilità. Fra l'altro, si è detto che Serrano Sufier aveva sottoposto al Fihrer una proposta di mediazione del generale Franco e ci von Ribbentrop si era recato a Roma per disc terla col Duce, Ma negli stessi giorni l'e United Press» comu» » si smentivano categoricamente tutte le nicave da Romu che da «fonte compe
Il ministro degli Esteri germanico a Roma: il saluto di von Ribbentrop al comandante del reparto schierato all'useita dalla Stazione. - Il conte Ciano e l'illustre ospite s'intrattengono cordia’mente in attesa che il treno parta alla volta di Berlino.
informazioni riguardanti proposte di pace. « Se sarà necessario — sopgiungeva la dichiarazione autorizzata noi lotteremo fino all'ultimo sangue. Oggi non ci può esse e questio di proposte di pace, ma unicamente della capitolazione del nemico »
È, infine, da notare che questa strana « voce » contrastava singolarmente con una noia da Madrid secondo la quale è corrispondenti dei giornaii inglesi residenti nella cai tale spagnola erano stati convocati dall'ambaaciatore Hoare, che aveva loro pro-
aspettato
sotto
tinte alquanto
oscure
lo stato attuale
dei rapporti
fra Madrid
e Londra.
Che la Spagna non sia estranea alle vicende diplomatiche in corso, è fuori dubbio, senso prospettato dalla stampa americana, in cerca di notizie sensazionali,
Come
affermavano concordemente i giornali tedeschi nei giorni scorsi, la Spagna , oramai, al sistema dell'Asse e, come tale, sarà chiamata, a suo tempo, a appart
partecipare alle nuova organizzazione dell'Europa e dell'Africa. Per quanto concerne pagna rivendica Gibilterra e nessuno potrebbe misconoscere il fondal'Europ mento di tale pre a. D'altra porte la Spagna occupa una posizione rilevante in Africa, posizione che le fu insidiata in mille modi, alla vigilia della guerra mondiale,
dall'Inghilterra
grammi
imperialisti,
e, più
ancora,
dalla
Francia.
Ora
non
è ammissibile
che
in una
generale revisione dello statuto dell’Africa la Spagna non di bba avere l soddiafazioni. Secondo le dichiarazioni degli stessi uomini responaabili della Spagna risorta, la Spagna non aspira né a Rabat, né a Fez, né a Marrakech e nemmeno a Casablanca. Ciò che gli ambienti coloniali di Madrid richiedono non è la soddisfazione di proma
la
restituzione di territori
che le sono dovuti, il ritorno a
trattati di data non antica, che la Francia aveva avuto cura di rendere di fatto inoperanti, I limiti rispettivi delle due potenze interessate al Marocco furono fissati dal trattato franco-spagnolo del 1912, che riduceva a 28,000 chilometri quadrati la zona spagnola nel nord del Marocco, ne escludeva Tangeri e sopprimeva l'occupazione spagnola sulla riva destra del Braa — quale era stata riconosciuta dal trattato franco» spagnolo del 190 lasciando, di conseguenza, il territorio spagnolo di Ifni incwi to nella Mauritania francese e senza comunicazione col Marocco settentrionale, Ma .
meno questo trattato
fu osservato. Si ricordi la campagna intrapresa nel 1925 dalla
Spagna e Ualla Francia per domare la ribellione del Rif, In quell'occasione la Spagna
di Primo de Rivera autorizzò — a fini militari — l'occupazione, da parte della Francia, dei territori di Beni Zernal e di Gheznayo l'impegno della restituzione non appena
fosse terminata la campagna
contro i ribelli.
Ma la campagna
che sono fra i migliori del Marocco, non furono sgomberati.
evident
finì
e i territori,
che la Spagne
di Franco non può rassegnarsi a simili manomissioni dei suoi diritti, Non è quindi da escludere che, a tempo debito, ria rimesso in questione lo stesso trattato franco»
spagnolo del 1912. È sintomatico, del resto, che nel suo recente
viaggio in G mania
il ministro Serrano Sufier fosse accompagnato dall'alto Commissario spagnolo al Marocco Tomas arci a Figueras e che a ricevere alla stazione di Roma von Ribbentrop,
si trovasse
anche
l'ambasciatore
di Spagna
presso
il Quirinale.
Molti si domandano, nella stampa internazionale, quale sarà il prossimo atteggia-
mento della Spagna, che all'inizio del conflitto attuale dichiarò la propria neutralità per passare, in un secondo tempo, alla non belligeranza. Non si può dare nessuna
risposta ad un simile quesito. Alcuni giornali svizzeri hanno formulato l'ipotesi che Spagna,
pur
senza
intervenire
direttamente
nel
conflitto,
collabori
con
le
Potenze
dell'Asse prestando a queste delle basi aeree e navali nella fase decisiva della lotta ro l'Inghilterra, Non c'è nulla di assurdo in una simile ipotesi, che, mutatis mudis, riprodurrebbe nella Spagna la situazione che sì è verificata nell'Egitto. la Per la cronaca — e non per altro — si deve registrare l'allarme suscitato in Fra dal risveglio della Spagna e dai viaggi di Serrano Suîier. Giorni fa, alla fine di w pranzo offerto a Vichy dall’Associazione dei giornalisti americani, il Ministro degli Esteri francese, Baudouin, dichiarava che, allo stato delle cose, « poche iniziative erano oramai, consentite alla Francia» salvo quelle riferentisi all'Impero coloniale, che, per le stesse condizioni dell'armistizio è affidato alla custodia della Francia medesima. «Noi — concludeva il Baudouin — non ci rifiutiamo a negoziati, ma ad una condizione: che essi rispettino l’unità dell'Impero e la sovranità della Francia», C'è solo da osservare che il Ministro degli Esteri francese giuoca sull'equivoco, perché la salvaguardia dei possedimenti coloniali francesi è affidata alla Francia in vista di eventuali manomissioni inglesi e degli intrighi che, d'accordo con Londra, va ordendo il generale De Gaule. Ora tutto ciò non può in nessun modo compromettere le eventuali decisioni delle Potenze dell'Asse rispetto al nuovo assetto africano. Se it Ministro Baudouin è in buona fede, dimostra di non avere nessuna comprensione del momento storico; se non lo è, sarà presto disingannato. La verità è che le Potenze dell'Asse si preparano a dare un nuovo assetto all'Europa e all'Africa, ispirandosi a criteri di giustizia storica e alle indeclinabili esigenze della civiltà. Il trattato di Versailles è oramai un ricordo e un mondo nuovo sta sorgendo: il mondo del lavorò, il mondo delle nazioni proletarie, fondato sulla solidarietà e la collaborazione. Quanto è avvenuto nelle settimane scorse nel Sud-est europeo è di per sé estremamente significativo. Annose vertenze, rese più aspre dagli intrighi della diplomazia franco-inglese;»fedele al malaugurato principio del divide et impera, sono state felicemente risolte mediante arbitrati ispirati a saggezza e ad un alto senso posizione della Grecia, delle necessità dell'Europa di domani. Equivoca resta ancora lacapitolo del funesto inma essa pure dovrà avere i necessari chiarimenti. «Un altro — scriveva giorni trigo britannico cui la vittoria italiana metterà fine nel Mediterraneo l'Inghilterra esersegni certissimà per che l'influenza è fa la Frankfurter Zeitung — da un incidente, un indizio sono or giorni stato è cita sulla Grecia; influenza di cui rifugiatosi per comunicato italiano segnalato, ad un piroscafo britannico danneggiato e
le riparazioni, contro ogni regola internazionale, nel porto del Pireo. A parte la violazione evidente, è questa una prova dei rapporti greco-britannici, che, del resto, sono sufficientemente illuminati dalla nota garanzia » Un altro problema che ha trovato la sua soluzione è quello che sì riferisce all navigazione del Danubio, Nella perte dodicesima del trattato di Versailles si dichiarava internazionale il Danubio da Ulm in poi e si disponeva (art. 357) la costituzione di una Commissione internazionale, chiamata ad assumere l'amministrazione del fiume e ad esercitare diritti di imperio sugli Stati rivieraschi o comunque interessati al traffico danubiano. Gli avvenimenti recenti hanno ennullati i poteri di questa Commissione. Occorreva addivenire ad una nuova sistemazione e proprio nei primi giorni del corrente mese si svolgevano a Vienna delle riunioni fra gli esperti dei governi interessati sotto la presidenza del delegato germanico. Secondo un comunicato del D. N. B. è stato deciso lo scioglimento della Commissione internazionale e firmato un ‘accordo provvisorio, che assicura la regolarità della navigazione danubiana. Alla stessa data del
comunicato berlinese, una nota dell'Agenzia Tass faceva sapere che il Commissario aggiunto agli affari esteri Vychinski aveva ricevuto, il 10 settembre, l'ambasciatore del Reich von Schulemburg, al quale aveva dichiarato che l'Unione sovietica, « nella sua qualità di Stato danubiano», non poteva rimanere indifferente al regime della navi-
gazione sul Danubio e astenersi dal partecipare alla soluzione dei problemi ad essa
relativi. Di conseguenza, il Governo sovietico sperava di ricevere dal Governo tedesco le informazioni necessarie. Non risulta, finora, che la risposta del Reich sia stata con-
segnata a Mosca; ma un articolo della Berliner Bòrsen Zeitung del 19 u. s, dopo avere avvertito che l'Europa del sud-est è, per le Potenze dell'Asse, una regione di speciale importanza, mentre altre grandi Potenze, quali l'America e l'U.R.S.S., « hanno vasti spazi sufficienti alle loro necessità », dichiara apertamente che «si verrà incontro a tutte le giustificate richieste sovietiche ». Anche da questa parte, non c'è posto per gli intrighi britannici. E ce ne sarà sempre meno man mano che procederà l'inflessibile volontà liberatrice della Germania e dell'Italia unite, SPECTATOR
Ii socciorNoO DI VON RIBBENTROP NELL'URBE
442
risolveva di mutare fulmineamente il concetto di operazioni, penetrando direttamente, per la direttrice costiera, su Sollum prima, e quindi su Sidi Barrani. Il mattino del 13, infatti, una divisione di truppe metropolitane e due divisioni libiche attaccarono decisamente nella direzione Sollum-Uadi Halfaia, e sorprendendo in pieno il nemico, piombavano d'un salto su Sollum e l'oltrepassavano nella giornata stessa, ed in quella del 14 di circa 25 chilometri, fino alle località di Tidam e Khadim Bisogna intendersi subito, circa l'entità reale e la consistenza sul terreno di queste località. Sollum, sì, è una cittadina, che consta di due parti; quella alta costituita essenzialmente da un vasto quadrilatero di caserme
inglesi,
che
che
tanto
stanno
a
dimostrare
tutta
l’im-
portanza militare attribuita dagli Inglesi a questa pic-
cola
città,
essi
avevano
tenuto
ad
incorpo-
rare nell'Egitto, facendosela cedere da noi, insieme con tutto il territorio desertico fino a Sidi Barrani in cambio dell'oasi di Giarabub; quella bassa, invece, composta di poche case, in massima parte, oggi, semirovinate, che si specchiano nella baia tranquilla, Tutte le altre località, che si vedono segnate nella carta, fino a Sidi Barrani, comunque siano denominate, Sidi, o Ber, o Uadi, seguite da nomi più o meno complicati e non facili a ritenersi, non corrispondono per lo più, sul terreno, che ad un muro più o meno diroccoso, un pozzo, un semplice incrocio di carovaniere. Alla sera del 14, dunque, le nostre avanguardie si erano spinte fino alla località di Tidam e Khadim, mentre il nostro tricolore garriva al vento sulle caserme di Sollum, che gl’Inglesi avevano sgombrato in gran fretta eppure con molta meticolosità, insieme con tutto l'abitato,
Fu nella serata del 14 che il nostro Comando Superio-
re giudicò giunto il momento opportuno per la manovra
decisiva, che doveva darci il possesso di Sidi Barrani, l'importante centro difensivo nemico, l'avancorpo ben munito del campo trincerato di Marsa Matruh, Ordinava, quindi, che colonne celeri, costituite da una Divisione Camicie nere (XXIII Marzo) e dal raggruppamento Maletti scavalcassero le truppe che avevano fin lì operato e puntassero risolutamente su Sidi Barrani. Si trattava di superare una cinquantina di chilometri almeno, lungo un tronco di pista ancor più sconvolto, più tormentato, più difficile di quello già traversato: tratti ricoperti da veri montucoli di sabbia, entro i quali gli automezzi affondavano fino al mozzo delle ruote, si alternavano ad altri — più presso al mare — nei quali, attraverso
l'esile strato di bitume
che un tempo
li rico-
priva, affiorava l'acqua, formando dei veri acquitrini Per dippiù, il deserto era infuocato da una temperatura infernale: non meno di 45 o 50 gradi!
Pure, le nostre magnifiche truppe seppero affrontare ogni disagio e superare ogni difficoltà, compiendo nella giornata
màta.
del 15 oltre metà
del percorso,
verso
la
Nel pomeriggio le teste di colonne erano giunte a Bug-
Bug. un nome buffo, dato ad un avanzo di poverissimo fabbricato sorgente ad un incrocio di piste, che i nostri soldati non tardarono a mutare in buco-buco... Ma c'era poco da scherzare, perché fu proprio lì che il nemico scatenò un fuoco formidabile di artiglieria, con l'illusione evidente di riuscire ad arrestare o, almeno, a conte-
nere la nostra avanzata.
Ma fu tentativo vano, e nella giornata del 16 Ja manowra del nostro Comando si concludeva vittoriosamente
LA VISITA DEL MINISTRO RUST A ROMA: - Il ministro germanico per le Sefenze, l'Istruzione e l'Educazione del Popolo, Bernardo Rust, giunto a Roma, proveniente da Fire! , è stato ricevuto dal Duce che lo ha intrattenuto a cordisle colloquio. - In alto vediamo il Duce con il ministro Rust, con l'Ecc. Bottai e con l'ambasciatore det Reich a Roma Venezia. - Qui sopra Dopo il suo arrivo a Roma il ministro del Reich, che von Mackensen, dopo il colloquio a Pala. era stato accolto cen calorose dimostrazioni, si è recato al Vittoriano dove ha reso omaggio al Milite Ignoto
con l'ingresso delle punte più avanzate in Sidi Barrani, tra le cui case, tutte basse, ad un piano solo, ed ancora abbastanza ben conservate, veniva issato «il gagliardetto della Divisione XXIMI Marzo. II territorio egiziano era stato violato per circa 100 chi-
lometri; due degli importanti suoi centri difensivi erano stati strappati all'avversario; perdite rilevantissime gli erano state inflitte, tanto da potersi calcolare che metà
circa delle sue forze corazzate sin andata perduta o ri-
i Come SIAMO ENTRATI IN EGITTO
masta inutilizzabile, nel disordinato ripiegamento attra verso il deserto.
La stampa britannica e quella egiziana si erano af-
frettate a profetare che una nostra operazione nel deser.
to avrebbe avuto, sì e no, cinque probabilità
di succes-
so su cento, e soltanto se fosse stata effettuata nella stagione più propizia. cioè fra il novembre ed il marzo.
Invece. l'azione è stata compiuta proprio nella stagione più avversa — nei mesi, cioè, nei quali più frequente infierisce il ghibli — ed ha costituito per il nemico una reale sorpresa: proprio quella sorpresa, che ìn un teatro di operazioni come questo sembrava essere da escludersi a priori,
Dal fronte egiziano, settembre.
1 seanate dell'avanzata fu dato il mattino del 13 settembre, dalla cosidetta « caserma dei carabinieri», un modestissimo fabbricato, a poco più di cinquecento metri dalla ormai famosa ridotta Capuzzo, che serviva di ricovero alle guardie di frontiera, Ora, la caserma è tutta sbrecciata e scalcinata, come la vicina ridotta dai colpi di artiglieria; per terra, abbattuti ed infranti, giacciono i cippi di confine. E finisce là il magnifico nostro asfalto della litoranea Balbiana, per cedere il posto all’orribile pista sabbiosa, che per Sollum e Sidi Barrani si protende nel deserto Marmarico per circa 500 chilometri, fino a Marsa Matruh. Già, però, da qualche giorno erano incominciati i
movimenti
preparatori delle nostre truppe. Nel suo
primitivo disegno di operazioni
il n+stro Comando
Su-
periore aveva concepito un attacco aggirante da sudovest, e cioè dalla zona di Sidi-Omar-Scefverzen, contro l'ala destra avversaria: tale attacco avrebbe dovuto,
poi, esser integrato al momento opportuno con una duplice azione avvolgente su Sidi Barrani. Ed appunto in
rispondenza‘a tale concetto operativo si erano
svolte
le prime mosse delle nostre truppe; specialmente quelle di un grosso raggruppamento di truppe libiche (Maletti).
ch'era stato ostacolato
notevolmente
nella sua ardua
marcia dall’aviazione e dall'artiglieria avversaria. Il nostro Comando, allora, intuito che il pronunciarsi del movimento aggirante per la destra era valso a richia-
mare verso sud la maggior parte delle forze avversarie,
Sono da porsi, ancora, în rilievo i veri miracoli, che i nostri Comandi hanno compiuto nel campo logistico, e che hanno assicurato il successo dell'operazione. Vero è, anche, che alle provvidenze oculatissime degli organi competenti hanno corrisposto,
come sempre, l'eccezionale parsimonia delle nostre truppe, la loro refistenza
alla fatica ed ai disagi, il loro spirito di sacriSono queste qualità essenziali del nostr che unite alla genialità dei capi, rappresentano Pre rentigia migliore per le ulteriori, sicure vittorie. Già le nostre vedette del d appuntanoic gli sguardi lontano all'orizzonte, ed leserto il miraggio della vittoria splende nei loro volti abbi ronzati e sorridenti. AMEDEO TOSTI
VISITA A «SUPERMARINA»
GuERRA NAVALE A TAVOLINO XXXX,
settembre
190
urenmartxa ». La lingua parlata dalle Forze Armate fatto sue le abbreviazioni del linguaggio telegrafico, rendendo familiari le strambe parole convenzionali nelle quali si sono condensate intere designazioni di cemanido, con le precisazioni e gli attributi. Siamo dunque nel centro motore e coordinatore di tutta la guerra marittima, senza essere per questo sulla « plancia ammiraglia » di una corazzata e neppure in una grande base
costiera. Poco o nulla interessa anzi notare dove esattamente sia il cervello della guerra marittima e — per quanto dobbiamo narrare e considerare — non importerebbe neppure riferirsi La sala degli apparati trammittenti in una stazione radiotelegrafica della Ri rina, da dove partono alla tale o alla tale altra marina moderna. In fondo, per quale le comunicazioni per le navi che si trovano in navigazione. - Mo ne I magione radisteleoranco’ delia Repia che riguardo, potremmo perfino riferirci indifferentemente alMarina. La sala degli apparecchi riceventi mentre si decifrano i rapporti. la prima o alla seconda guerra europea del XX secolo. È bene notare tuttavia che, quantunque già nel 1915 esistessero le premesse tecniche della «guerra navale a tavolino», sclo nell’anno XVIII la guerra mediterranea trova razionalmente sviluppata questa concezione e compiuta l'organizzazione che essa presuppone per essere messa in pratica. Nella guerra moderna le forze navali contrapposte hanno agito e continueranno ad agire come se invisibili fili le rilegassero alla terraferma e ne regolassero i movimenti. La direzione della guerra marittima si è trasferita — fatto nuovo nella storia navale — dal mare alla terra, dalla instabile piattaforma della nave ai tavoli degli ammiragliati, stabilmente installati fra solide mura. La causa di questo fenomeno, di questo sdoppiamento e trasferimento di funzioni e di responsabilità, si deve ricercare nell'avvento della radiotelegrafia. La grande invenzione di Marconi, portata sul mare come strumento di pace e di solidarietà per la salvezza delle vite umane, non ha tardato a trasformarsi in un formidabile mezzo di guerra che proprio sull’elemento liquido doveva produrre le più profonde trasformazioni nei metodi bellici e nei criteri di impiego delle forze. Anche per gli eserciti la telegrafia senza fili ha rappresentato un mezzo nuovo assai utile per lo scambio delle notizie e degli ordini; ma in sostanza in terraferma le linee telegrafiche, seguendo da presso gli alti comandi, e il cordoncino telefonico, seminato a decine e decine di chilometri attraverso la campagna e fino ai camminamenti e sulle linee sconvolte delle trincee, già risolvevano i problemi dei collegamenti integrando o precedendo le notizie e i comandi scambiati da messaggeri a cavallo o da portaordini motorizzati. Invece sulla distesa uniforme e pressoché deserta del mare le cose andavano altrimenti; în pace e in guerra il comandante d'una squadra navale, che avesse preso il largo, o d'una singola unità in acque lontane era il solo responsabile e arbitro delle decisioni e delle azi ni della forza posta alle sue dipendenze. Perciò, mentre per gli eserciti si andava delineando e precisando la tendenza a creare e organizzare dei grandi quartieri generali — vere capitali militari delle nazioni in guerra — dove a distanza notevole dalle linee del fuoco si potesse ritrovare la tranquillità e la vastità di ambiente per acquistare la visione panoramica degli avvenimenti e conseguentemente la possi bilità di controllarli e dirigerli, nulla di simile sembrava attuabile nel dominio della guerra marittima che conservava a tutti — dal capo supremo della flotta al più umile gregario — il privilegio glorioso di schierarsi sulla linea del fuoco nella stessa turbinosa atmosfera e în assoluta parità di rischio. La radiotelegrafia — dicevamo — ha però superato in pochi anni questa concezione del massimo comando navale per sostituirla con schemi meno epici, ma più organici. Gli ammiragliati, i ministeri gli alti comandi delle marine da guerra 0 come altro si vorranno chiamare, hanno così un poco alla volta incorrinciato ad associare alla loro preesistente funzione costruttrice, amministrativa ed organizzativa anche le funzioni addestrative del tempo di pace ed operative del tempo di guerra. Le attribuzioni si sono smistate e ripartite, trasferendo a terra tutte le operazioni che a bordo riuscirebbero difficoltose o addirittura impossibili Evidentemente la funzione tattica operante è rimasta sul mare, sugli scafi veloci, agli uomini che sono accanto ai lanciasiluri e ai cannoni pronti La scuola dei marconisti della Regia Marina. Allievi durante l'addestramento alla ricezione le auricola: auricoli ire in un'aula della scuola.
mergibili se la sorte li porterà abbastanza vicini. Ma Je situazioni in mare si trasfor-
mano continuamente; mutano contorno e colore come nuvole al tramonto strappate
dal vento.
Ed ecco la necessità di ordinare spostamenti dei punti di agguato dei sommergibili, variazioni d’itinerario degli aerei da ricognizione, sospensioni e riprese del traffico dove un som-
mergibile nemico è stato avvistato 0
distrutto, ripiegamento verso le basi di forze leggere minacciate
da forze
soverchianti o uscita in sostegno di nuovi reparti che faranno a loro. volta ripiegare il nemico; e ordini di accensione, di approntamento, di salpare, di trasferirsi, di iniziare, di so-
spendere, di riprendere lavori e ma-
nutenzioni alle navi che sono negli arsenali, nelle basi vicine e lontane. Una somma enorme di decisioni, di lavoro e di responsabilità. Come da un
podio, l'autorità centrale imprime il
ritmo appropriato alla guerra navale e regola l'intervento e le battute di ogni strumento del potere marittimo in modo che l’opera di ciascuno suoni in armonia con quella di tutti. C
me ad un direttore d'orchestra, tutti guardano
all'alto comando,
tutti vi
sì congiungono direttamente o indirettamente, ma sempre în modo rapido e sicuro, attraverso una ragnatela vasta e intricata di collegamen-
L'apparecchio nebblogeno di un'unità italiana in navigazione distende sul mare un'impenetrabile cortina di fumo.
ti telegrafici e telefonici e un sistema
di potenti stazioni radiotelegrafiche. a scaricare contro
il nemico
il loro micidiale contenuto esplosivo,
L'esito delle battaglie navali è rimasto in buona parte affidato al coraggio, alla pe-
rizia, alla prontezza degli Stati Maggiori e degli equipaggi, che vivono in armi sul
mare. Ma lontano dal mare, esterna e quasi estranea in apparenza alle forze navali,
Xi intesse una rete di ordini e disposizioni, di formazioni e di comunicazioni, di studi © di progetti, che nessuna nave potrebbe imbastire in porto e tanto meno in mare, È del resto, di tutta questa organizzazione, alle forze navali in mare interessano
solo i frutti. e le conclusioni. Così attraverso ogni sintomo, manifestazione o notizia
si controlla costantemente la ripartizione delle forze nemiche fra le sue basi navali, ni seguono l'attività delle unità da guerra e | movimenti del traffico mercantile, si spiano le mosse e le intenzioni dell'avversario, L'esplorazione aerea, l'intercettazione radiotelegrafica, la stampa estera, i sommergibili in agguato, le navi in crociera, le
stazioni costiere di vedetta, gli interrogatori dei prigionieri, 1 rapporti dei coman-
danti, tutte queste ed altre fonti ancora convogliano senza interruzione il flusso delle
informazioni sulla situazione nostra e su quella del nemico attraverso le quali l'alto
comando a terra si costruisce un quadro della realtà assai più completo di quello
La lingua dei trasmettitori e dei telescrittori, dei telefoni e degli apparati Morse è un incomprensibile idioma fatto di gruppi di cifre o di strane combinazioni di let-
tere, di parole e di sigle convenzionali. E questo linguaggio impenetrabile che ha per vocabolari i codici e i cifrari, per grammatica le norme segrete che regolano i servizi radiotelegrafici e quelli della cifratura, consente alle navi in mare di scambiare
ordini e notizie fra loro e con la direzione terrestre della guerra marittima senza
che l'avversario in ascolto possa trapelare il segreto dei preparativi e delle intenzioni della flotta che gli si oppone. Però a lungo andare, registrando i messaggi che il nemico ha trasmesso, mettendoli in relazione allo sviluppo degli avvenimenti ai quali
verosimilmente si riferiscono, analizzandone e comparandone i testi con meticolosa,
tenace e geniale indagine — che ricorda quella che ha condotto alcuni studiosi me derni a rivelare i reconditi significati delle iscrizioni tornate in luce dopo millenni
a narrarci le storie delle più antiche civiltà, — attraverso questa fatica da certosini solo in apparenza estranea al fragore e alle vicende della guerra, i crittografi riescono a imparare la lingua segreta del nemico e a dare preziose notizie sui progetti, gli spostamenti, ì rifornimenti, le avarie, le difficoltà e quanto altro racconta nei suoi
e che
messaggi radiotelegrafici.
Poi vi sono le navi isolate, i sommergibili in missione, gli aerei in esplorazione; vi è un traffico mercantile, vi sono i trasporti militari; e i dragamine, e i cacciasom-
stazioni radiotelegrafiche.
che posseggono
una divisione o una
squadra
navale che hanno preso
il mare
quindi occorre sostenere secondo i casì con notizie o consigli, ordini o direttive. mergibili, e i posamine.
Ogni parte, ogni cellula della marina
Ma naturalmente anche il nemico porge l'orecchio alle nostre trasmissioni, anche il
nemico ha dei crittografi che presto o tardi impareranno il linguaggio delle nostre Occorre
meno possibile e soprattutto
da guerra
o mercantile
deve essere seguita
mentalmente nella sua attività e nei suoi spostamenti; e occorre evitare o prevenire
incontri equivoci, o preavvisare le unità e i gruppi ignari che la loro rotta s'incro-
cia con quella di navi amiche o di piroscafi neutrali che non devono essere offesi, o si interseca invece con la probabile direttrice di marcia di reparti nemici da ricer-
care nella notte, o da sfuggire di giorno perché prevalenti, o da attaccare con | som-
dunque
lasciar parlare le
=.
È
massima
prudenza;
occorre
parlare
il
stazioni terrestri a preferenza degli ap-
parati radiotelegrafici delle navi. Questi ultimi infatti rivelano al nemico non solo la esistenza di forze in mare, ma, attraverso la determinazione della direzione donde' provengono le onde elettromagnetiche, oggi resa possibile dalla tecnica, gli indicano perfino la esatta posizione dell'unità che ha emesso i segnali radiotelegrafici. Ma c'è un'ultima e più forte ragione che conferisce necessariamente alla direzione terrestre della guerra marittima una funzione informativa e regolatrice decisamente preminente sulle analoghe funzioni
i
assolte dal comandante in capo delle forze in mare. Solo chi è a terra, nel centro ner-
voso della guerra navale, può mantenersi a contatto diretto e costante con tutte le altre autorità politiche e militari, può essere minutamente informato,
giorno per giorno, ora per
insomma
sotto mano quella messe di
cia, della situazione e della attività delle altre Forze Armate in tutti gli scacchieri principali e secondari, ha dati e di notizie, riceve quel complesso di superiori direttive politico-
militari in base alle quali soltanto si
possono prendere nel momento più opportuno le decisioni supreme e îrrevocabili. Una grande carta nasconde una vasta parete. Frecce e bandierine
colo-
rate, minuscole sagome di corazzate e di piroscafi, di siluranti e di sommergibili infisse con grossi spilli riproducono in evidente forma visiva la distribuzione
geografica e delle forze
contrapposte e, spostandosi sulla su-
perficie di cartone, ne seguono in scala gli arrivi, le partenze, gli effettivi movimenti
sulla superficie del mare,
legrammi
di movimenti.
conosciuti attraverso il fluire ininterrotto di messaggi di scoperta e di teSembra
un
giuoco da ragazzi che alle giostre di soldatini di piombo, con simboli ingegnosi e regole strane abbiano sostituito un innocente carosello fra navi di carta! Ed è invece l’immagine d'una partita drammatica; il giuoco del alcune vane iniziative del nemico, il completo dominio del Mediterraneo. La flotta ingleseoche La Marina italiana mantiene, mal lia ‘d’incontrare la giovane Marina dell'Italia Fascista » se ne rimane per quanto le ‘secondo la propaganda londinese sibile chiusa nelle sue sei qui vediamo le potenti artiglierie di un'unità nostra dislocata nel Mediterraneo.
fuoco e del sangue combattuto sul mare, intrepidamente, per una Patria
più grande
GIUSEPPE
CAPUTI
LAMPE GGIA ALINORD DI SANT'E
LENA
-1817Romanzo
di
RAFFAELE
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. - Nette puntate precedenti l'autore ci presenta in un quadro stupendo per potenza descrittiva il quartiere londinese di White Chapel, ci primi dell'''800 dove si affollano marinai, armatori, sensali, postiglioni e frequentatori di fumerie di oppio. Una locanda è famosa nel quartiere, quella che ha per insegna « Al Porto di Livorno »ed è condotta da una famiglia di livornesi: { Lupéri. Di codesta famiglia conosciamo Nico, il espostipite, la moglie Bice, i figli Vasco, Stefano, Ferruccio, Erasmo, Uguccione, Nello e Nicoletta. Quest'ultima ha per paggio un figliolo di Vasco che si chiama Federico ma che tuttt chiamano Frik o Pelelé. Frik combina una curiosa società coi negro Bob: essi incontrano uno sconosciuto (che in regi è Natale Santini, servitore fedele di Napoleone) appena sbarcato e Fri lo conduce al « Porto » perché vi passi la notte. Santini conosce Vasco e Nico e quindi confida & Frik la sus identità.
La magia di quella apparizione si creava poco alla volta; non erano più in una povera camera di locanda nel sobborgo dell'East End di Londra. Quello che si udiva non era il mantice del maniscalco, ma il singhiozzo del mare; al di là del vocio e dello scalpiccìo che si infangava nella strada andando e venendo dalle Minories nella
CALZINI
sa come a vietarne l'accesso e teneva una delle sue gros. se mani sulla spalla di Frik. Frik gli era andato ist tivamente vicino ma non vedeva l sgattaiolarsela. Si trovava fronte a un interrogativo che si era posto molte volte; ma ‘questo apriva l’adito a un altro enîgma più grande. Realizzava per la prima volta la umanità di un personaggio che gli era parso indefinibile e irreale; l'uomo che nella sua fantasia di ragazzo aveva occupato le nuvole e le ‘onde, spaziato nelle reggio e sui campi di battaglia, prendeva una statura, un respiro. Non gli ritisciva di giudicare se apparteneva 'al bene o al male, se era un mostro creato «per la dannazione della umanità » come dicevano i giornali, o un «arcangelo venuto sl mondo per liberare i popoli dalla schiavità »' come diceva qualche giornalaio. Il còrso seguitava a vuotare la borsà e la cassett traeva indumenti, oggetti che, nella temperatura calda e umida dei tropici, sierano impregnati di salsedine e coperti di muffa. Li distendeva sul materasso e sul canterano gesticolando, facendone a voce alta l'inventario, mentre le ombre delle ‘braccia segnavano a chiaroscuro sul soffitto il profilo di due ali in volo. — Ta conosci le vie di Londra? — Certamente e anche le piazze, i ponti, le chiese,
i elubs dei signi i, i teatri, i parchi... — Ba basta; ame basta che tu sappia guidarmi per la ittà, farmi da interprete e noleggiarmi un ca ne fosse bisogno. i e vetture ne troverete quando vortete al di Livorno » che è la prima locanda di Londra. è da tiro. i bene il tuo mestiere e se non fossi un livorne di essere corso. 1 momento si udì la voce dellà sora Bice che rassegna delle camere e chiamava: — Frikf — Vedete? Io ho sempre qualcosa da fare; sono di aiuto
a tutti,
— Benissimo. Sarai di aiuto anche a me; ma quello che io devo fare è molto importante e soprattutto (e qui abbassò la voce) è molto segreto. Deve essere molto segreto. — Pose verticalmente l'indice attraverso le lab bra chiuse per dare più vigore e più significato ‘alla sua raccomandazione. .— E, per cominciare, dovresti trovarmi una camera. — Il dentista non tornerà in città prima di sabato; oggì è soltanto mercoledì. — Ma io non posso tenere queste cose, « queste cose », in mezzo agli arnesi e ai ferri di un cavadenti! — Capisco; capisco. — Parlane tu al a padrona. Certo gliene parlerò e le dirò di Nel pollaio. ollaio?
Come
sarebbe
a dire?
— Non è un vero pollaio: è una grande camera sopra la cucina,
e
calda. Vi
voi?
E'chi
dormiamo
noi ragazzi
d’in-
verno; fa tanto chiasso che è soprannominata il « pollaio ». Ma io possiedo anche una casa, non pro: prio' una casa, un « recapito » sul fiume. — Sè ‘tu mi trovassi una’ bella cameretta potresti poi passare a dormire con me, Con
penserebbe
a tenere
«la ‘disci.
plina » tra i ragazzi? Tra quei ragazzi! Lasciate fare a me. — Rispondeva con molto sussiego; i suoi ‘oechî si spalancavano ‘per giudicare e ‘misurare dal basso ‘în alto quell'uomo che lo aveva chiamato a collaborare.
Da un lato l'offerta del Santini,-e quel tanto di ay
venturoso
e
di misterioso
getti lo attraeva e lo
clie trapelava dai suoi pro-
divertiva; ma, dall'altro, egli non
poteva, di punto în bianco, abbandonare la sua «ditta è, cedere la «quota sociale è a' Bob Il socio sarebbe fini.
to in miseria o in prigione «per ubbriachezza ripugnantè è molesta », E poi, chi'avrebbe più guidato gli
avventori
dalla
che voleva
diventare
banchina
al
«Porto
di
Livorno»?
Dubbi prudenti e legittimi nell'animo di un ragazzo un
grinde
uomo
d’affari e che
E
fucilazione come Ney, o tornando in Itali; la fucilazione come Murat. E vi erano anche mata inglese e tedesca favorevoli all'esi. come trovarli? Come riunirli? A chi riAbituato da ragazzo alle solitudini selvag-
it i
macchia, e della calanca sentiva lasua impo»
TE
AMICIZIE E ALLEANZE Dopo
otto giorni Natale Santini era diventato un
argomento di primaria importanza nelle conversazioni | del «Porto di Livorno », Si parlava di lui nel « pol 3 frio>,quando Frik rientrava a dormire, e nella cucina i il edrso faceva capolino “pieinsegnare alla sora Bieo
E qreprr
lia raccolte negli scali dell'Atlantico, e per
prestavano
la chitarra canterellava
certe
melanconiche e amare come l'odore del ginoto a chi naviga lungo le coste della ma-
{NI ib
in tutte le circostanze e parova
che sapesse
rienciva un finimento o suggeriva farmachi e per i cavalli © peri cani che si aggiravano
prendere la mira e bastava dargli una carabipistola per vederlo compiere prodigi da + Una volta disse sottovoce a Frik che selvaggina gli era sfuggita cinque mesi in-
© strizzò l'occhio.
« Pam!
di e sparava a volo dentro
Pam!v».
Misarava
gli oggetti che i ra-
|
pazzi gli buttavano dalla loggia chiamandolo per nome,
non
ne ha mai
lo spettatore avvolto in un mantello da
un colletto di volpe, aveva un'aria
pastore ornato da
innocua e conta
teneva con una mano alla falda del mantello completava quell'insieme italiano e pittoresco.
stivo dipendeva il successo della missione segreta che avrebbe dovuto infiammare in un momento tutta Londra e avrebbe illuminato i loro autori con la luce della celebrità. Per strada non parlavano mai di questo; ma si senti
vono « importanti », « minacciosi », Le eleganti carrozze
che nella furia dei nervosi cavalli erano lì lì per arro-
i
vano contro di loro dietro le cancellate
col
al cuore! Mangiagli lu cnore!
galoppo dei loro purosangue, i levrieri che si avvénta-
di vendetta. Si sentivano quasi di ap5 aue amanio al suo sangue i rossi e i bruni della stirpe
erano gli aspetti più evidenti e più frequenti coi
Lupéri!
Entro l'immensa monotonia
della capitale
diterraneo.
Se i Lopéri sì fossero
incontrati
rorno o in Ajaccio probabilmente
col Santini
si sarebbero
a Li
dati ia cagnesco e abbaruffati; ma in quel nord senza
Ince e senza
cuore si
egli aveva
tivano fratelli, Era trapela-
una vendetta
da compiere.
La
fami.
glia dei livornesi con tute le sue propaggini e tutte le
tre generazioni era pronta a dargli un aiut
da
giano,
palio 0 da giuoco del pallone. 1 Lupéri si erano
facilmente persunsi che si’ trattava di aiutare uno della loro razza
anche se amisuratamente
più grande e più
lafelice, ma non osarono, offrirsi per orgoglio, e per orgoglio Santini non chiese. Sentivano
alla
da anni intorno
loro fatica e al loro ostinato tradizionaliamo l'in
comprensione e In prepotenza degli anglosassoni. Se avevariò
adottato
qualche
sfumatura
inglese
î loro
8 i loro costumi sotto quella corteccia erano
ostentava corte manie
lirava nel cortile
eòme ua reginetta in esilio. aveva di lei e fino dall'infanzia aveva subito ela sua autorità, Fin da bambino era
tre anni meno il suo fascino il suo ubbi.
diente e umiliato servitore, sottostand.
moi capricci è
alle sue crudeltà fanciullesche. «Covava. nel cuore ‘una
gelosia sorda per quelli che la circondavano, che poi
Waibo trattarla a tu per ta e non tremayano all'idea di baciarla. Non sapeva che doni farle, come sembrare grande ai suoi occhi,
Nicoletta
avendogli
detto: che,
Prik aveva
di bere una bottiglia
d'inchio-
per conquistarla, bisognava fare.un atto di coraggio, minacciato
stro, sì era proposto
di
‘orrere, in equilibrio sulla
grondaia, tutto il tetto della scuderia. Finalmente: era montato în groppa a Rom, deciso. a. fargli .saltare. Ja Wasca dell'abbeveratoio, ma dopo due sgroppate era fi.
mito in un mucchio di strame tra le risato di tutti. — Come puzzi! — gli aveva detto per complimentarlo la sna Dulcinèa! Ed egli si era ritirato a piangere. nel tuo rifogio al fiume tra le casse e i barili. Là, almeno, si era sfogato con Bob, — Va via che sei un negro, un povero negro! — Bisogna guadagnare tanti. denari, essere coraggioso. — Sognava di vedere Nicoletta in pericolo 0 almeno in diffi. soltà per difenderla o correre a liberarla. e ottenerè uno sguardo riconoscente, una parola (non osava pensare un bacio) che lo ricompensasse.
n
Dal momento in cui divenne un collaboratore e un
confidente di Santini si illuse di crearsi «una posizio»
te ». Dapprima veramente non aveva fatto che l’« indica. tore di piazza ». i, che non conosceva Londra aveva impiegato i primi giorni a orizzontarsi in quel mare
di case, di palazzi. Per chi era vissuto a Parigi come Santini, la città non appariva certo imponente né
bella. Strade e vie tortuose, palazzi poco elevati e poco
dei giardini,
una società, una città, Ji considerava estranei.
renza con la quale li squadravano i bett del magazzini, i librai dalle
quali
L'indiffe-
librerie, gli imparruccati
magistrati e banchieri avviati agli uffici,
fensiva.
Presentivano che con loro fac
nel viavai di Londra ostile e scettica, il nemico non ancora ucciso, non ancora eliminato del tutto: quello
che poteva farli tremaro. Se Santini avesse trovato la
via giusta, la «voce » che si credeva soffocata per sempre avrebbe
ato nella camera dei Lord e del Comu.
ni. Avrebbe bollato il.governo degli aguzzini e dei boia,
Ma un passo falso avrebbe memo Santini nelle mani della polizia e stroncata la sua impresa prima dello
inizio,
— Ti palo proprio un brigante?
scherzosamente
poco per chi voglia presentarsi giornale 0 a un club politico 0 a.un caffè di rivoluzionari e recitare ‘questa « Remontrance »che ho in corpo! — Il padrone gli aveva detto che bisognava arri.
le .
del Parco, di San. Giacomo.
Pelelé non ra
indovinare i gusti del suo taciturno compagno e, dopo iergli mostrato dal ponte di Westminster il. piroscafo
‘ingo' fumaiolo che era apparso da un paio d'anni
| sul Tamigi e ora faceva ilservizio passeggeri « dae
in cortile si imbatté in Romanus appena staccato
dal carro
© ancora
tutto bardato:
veniva
innanzi da
solo. © si avviava passo passo verso l'abbeveratoio: —
Romanus! Romanus! — e accarezzò il lungo muso del l’animale che riconobbe l'odore delle sue mani e nitrà sperando di ricevere
una carota.
Sulla panca appena fuori della taverna Bob chiva le sue lunghe gambe al sole,
sgran-
— Che cosa fui costì, lazzarone?
— Io bensare: Bob sempre bensare o bregare buon Dio per miei peccati. Bob povero peccatore! — E rideva © drizzato in piedi alzava verso il cielo le sue lunghissime braccia mentre accennava coi piedi un ritmo di dan-
xa, E poi batteva le palme l'una contro l’altra passando dalla meditazione all'allegria, dalla contemplazione alla danza, Quell'anemico sole londinese gli faceva venire Il formicolio nelle gambe! — Vieni, andiamo al porto — disse il ragazzo che sî era subito distratto. —
Oggi è una bella giornata e bi-
sognerebbe approfittarne per distendere al sole le immagini, 1 fazzoletti, le carte geografiche, l’esea degli nc-
edarini.
— lo non botere; io asbettare negro molto importante, negro di mio paese; bersonaggio;
vizio grande casa, lui vestito d'oro, — Vestito d’oro?
lui sdare ser-
— Certo, e cappello con piume, Lui sdare sulla porta con grande bastone d'oro per cacciare cani che lisa peene io
osderia
lui
dire: «
Page
uri
— Di Lady Holland? =
mercato; presentarti
rtone di Lady
SI
Holland »,
Sì, Lady Holland ercola di nostro paese. — Del tuo paese? Sì, molto più piccola molto
bella di noî, ma
lo importante e moldissimo ricca, cavalli, carrozze. _ 3 aspetti qui il tuo amico? — Sì. — E come non me lo avevi mai detto? — Tu non me lo uvevì mai domandato.
Che cosa bisognava gridare: al miracolo? Al prodi-
Holland 0 a Lady Holland, Erano i suoi soli difensori
gio? Si; forso in quella casualità strana c'era il primo filo da dipanare, Ritornò di sopra: bussò all'uscio dell'abbaino. Nessuno rispondeva. Allora disse: — To! Sono io: Frik, Pelelé. — Dopo un momento l'ascio
di Castlereagh, difensori implacabili di quel regime di fredda crudeltà che aveva relegato il nemico vinto
a colloquio con le reliquie. Uscito sul pianerottolo chiuse la porta dietro di sé. Il ragazzo con voce affannata
vare di soppiatto e senza
suscitare sospetti fino a Lord
nella capitale del Regno Unito; ma per questo erano certamente vigilati dagli agenti di Lord Batburst e
al 160° di latitudine sud.
Se Santini si fosse presentato alla porta di un perso:
maggio così in vista sarebbe stato ricevuto? E se avesse scritto una lettera non sarebbe stata intercettata dalla censura? Che indirizzo avrebbe potuto dare? Quello della locanda del «Porto di Livorno» in quella straducola del Porcospino nel quartiere dell'East End? Non era certo una raccomandazione e men che meno quello della «ditta » allo sbarco di Portsmouth; sotto
si sapere; Santini aveva la faccia stralunata: era stato d
emozione © dalla corsa su per lo scale lo mise
corrente la sun scoperta; ormai sapeva l’indi rizzo degli Holland, aveva modo di Calife Entesaeta,
di far sapere che Santini era arrivato, che era mesag-
gero di una lettera per Lord Holland, il marito della creola. — Bah! Bah! Bah! — mormorò incredulo il còrso
lu nuca, — Mi fido poco dei miracoli e ancora meno dei negri.
lo casse di tè e tra i barili di pesce in salamoia... « Ri.
volgersi a Bob, negro qualche volta ubbrinco! ».
VI
Si consultavano tra loro; si seambiavano i loro pro
gotti. —
Non sei buono a niente, sei soltanto un ragazzo:
ho torto di arrabbiarmi con te, dovrei prendermela con me stesso, Sono un buono a nulla. — Aveva una grinta burbera che non ammetteva repliche, il còrso, e si aj
girava nella camera illuminata da un pallido sole di fino febbraio, La sora Bice lo aveva cambiato di alloggio. San:
tini non stava più nella camera
del dentista;
ma
in
una specie di abbaino la cui finestra rettangolare guar-
dava sopra un confuso e irto culmine di tetti, di loggie
sormontati in lontananza dai pinnacoli della Torre. Quando faceva brutto tempo si, udivano, portate dal vento, le campane dei velieri che risalivano il fiume e le
poltura piccola e, compassionevole di un bambino. San-
Park dove caracollavano a cavallo i a Hyde | Wedere ST che, pochi anni prima, frequentavano le
alla loggia rimbombò passo passo sotto i suoi piedi.
— No, no; non proprio un brigante, Del resto io ho un uspetto cittadino e so parlare inglese. Ito per uno che vende giornali 0 fa da guida
‘penzolanti davanti le botteghe e le locande i caffè e i potuto
in singhiozzi. La scaletta di legno che univa l’abbaino
a Pelelé.
‘maestosi tra il verde traboccante dalle cancellate e dai
‘mugiccioli dei giardini e dei parchi: molte insegne
Desiderava essere solo; non si volse a guardare il ragazzo pallido e imbronciato che rineulava verso la porta trattenendo le parole e le lacrime per non scoppiare
— Domandava
cannonate più lontane delle navi da guerra che scendevano verso la foce. La cassetta in cui era stata riposta
‘ritrovi da tè. Scorci di vita elegante avevano
messo în ginocchio e trafficava intorno alla cassetta per
visti e i
tarlì, i ricchi cavalieri che li schizzavano di mota
inglese si ridestavano i logami dello stesso ceppo me-
i
in uniforme
cannoni li conosce per averne sentito parlare! ». Sul passaggio delle guardie a cavallo, o alla sfilata dei reggimenti che andavano alla piazza d'armi, fieri di
è gridandogli come egli uveva insegnato: — Colpiscilo Non si supeva con chi ce l'avesse, ma si parteci. Ppava con una solidarietà paesana alle sue collere,
N
vile; soldati
Pure dalla loro astuzia e dal loro coraggio tempe-
1 cortile. La sua abilità più stupefacente era
H
Ml ragazzo lasciò la moneta sul tavolo e voleva affer-
rare la mano del suo grande amico; ma costui sì era vano dire: «Il pittore di queste tele dev'essere un ch
dinesca; il ragazzo dal berretto di marinaio che si
Aggiustava una martinicca di car
BL
lui, e gli mise in mano mezza
lunghi fucili, di altissimi cappelli, di stivali lucidi, quel.
dell'Elba o della Corsica.
era pronto a dare una mano a tutti, ad ar
vita della città. Di
io il piano sarebbe stato compromesso. La inabilità sarebbe stata colpevole come un tradimento. Licenziò Frik; gli disse che non aveva più bisogno di
ricetta sul modo di mettere allo spiedo il
Arp di cucinare in salmì il corvo, Nelil maniscalco, e scuderia x bottega di imperava Biondo, il noleggiatore di cavalli, Sane era accolto volontieri perché portava notizie fre-
alla formicolante
a un cinghiale inferocito sapeva come cavarma non nelle reti del protocollo, nell'ignoto del 0 © del convenzionalismo inglese. Se avente
con la massima cura la redingotte grigia pareva la se-
tini la guardava in quei momenti di disperazione come per chiedere alla reliquia un incoraggiamento, un'ispi-
razione. Erano passate due settimane dal giorno. del burrascoso sbarco, più di tre mesì da quando egli era partito da Jamestown. Non si veniva a capo di nulla, non si era fatto un passo innanzi! Sapeva che nella capitale inglese erano rifuginti e nascosti molti ufficiali della Grande Armata.
LADY
HOLLAND
Santini dovette presto ricredersi; dopo un paio di giorni il ragazzo era stato «introdotto » presso il negro
che si vantava di cssero guardaportone în casa di Lord
Holland; e in realtà era poco più di un portiere. Dalla stalla signorile ed elegante alla cucina sontuosa e pingue
il passofu breve. Un nuvolo di guardarobiere, di cuci-
niere, di cameriere che sì riunivano a tavola alle quat: tro del pomeriggio ammise a
il «ragazzo italiano ». Questi
pranzo e come per carità
si cattivò tra un piatto e
Taltro la simpatia di esse è, all'ultimo momento, si lasciò
sfuggire un segreto. Era o non era la loro padrona
guna certa Elisabetta! Vassal moglie di Enrico Riccardo Fox, lord Holland ». Sì? «Ebbene un tale che era ve-
nuto da un'isola lontana aveva una lettera per lei. Egli lo conosceva, aveva visto Ja lettera e, sapeva che c'era
scritto un segreto di Stato », « Un segreto di Stato? ». Un
segreto che soltanto Lady Holland doveva conoscere poiché conteneva le, indicazioni per ritrova
«Di chi era la lettera? ».« Dios
x 6a 1a enel
RAFFAELE CALZINI
SIDI EL BARRANI UNA MARCIA FULMINEA DI CENTO CHILOMETRI
Alba
su
un
campo
d'avi
me
della
Marmarica
lancerà
all'insegui-
ultimi preparativi intorno al trimotore da bombardamento
le di
lì a
poco
si
mento dell'avversario per. contrastargli la ritirata
Una pattuglia veloce
di bersaglieri motociclisti in-
i del servizio di esplorazione, apre la mar. una
colonna
di
fanteria
autoportata
ch
sulla pista in direzione di Sidi el Barrani
601 TAM pre èRR
Fasi della grandiosa manovra strategica ideata dal Comando italiano che ha portato in pochi giorni alla conquista di Sidi el Barrani: l’impiego di carri armati veloci a coperta delle colonne avanzanti.
Il terreno sabbioso e infido non arres la corsa degli autocarri che, oltrepassa Sollum, proseguono puntando su Si Barrani, prima tappa dell'avan SOTTO: colonna di autocarri recanti bordo reparti di truppe sahariane di rante una sosta sotto il sole infuocati prima di riprendere la marcia n
aprirantiro inferridurranno al silenzio le batterie britanniche. A DESTRA; il terreno è apro e pieno d'insidie, la temperatura torrida: ma 4 nostri
superarono la prova sugli altipiani d'Etiopia avanzano verso la vittoria. A SINISTRA: nel. la Marmarica con Quistata si orge» nizzano senza in dugio i servizi: i genio provvede a stabilire le com nicazioni te che fra le li
sultati per il contro SOTTO za dei ser gistici, p tutti ‘qu
La fulminea az ‘one su Sidi el Barrani, che ha sorpreso e sconvolto ico, stata anche un capolavoro di perfetta pre; ha permesso alle nostre truppe rparazione logidi superare
i duri ostacoli,
D'AVIAZIONE (NOSTRA
CORRISPONDENZA
PARTICOLARE)
ox ditemi che non è vero: quando voi vedete un aeroplano passare alto sulla vostra testa, voi non pensate che a una sola persona tra quelle che si trovano a bordo dell'apparecchio. Voi pensate al pilota. Sapete, sicuramente, che in quella leggera carlinga vi sono un motoristà, un marconista, un armiere e un fotografo, ma la figura che prima e sola si affaccia alla vostra mente è quella del pilota. Il pilota è il capofamiglia, è il primo attore, è il centroattacco, è quello che volete, ma sempre insomma l'astro di prima grandezza che con la sua luce viva lascia, senza volerlo, gli altri nell'ombra. È l'aquila d'oro, È l'uomo che porta l'emblema del volo non soltanto sulla divisa, ma anche nel concetto di tutti coloro che non volano o che sono lontani dalla vita dell'Aviazione. Questo succede in tempo di pace e accade anche in tempo di guerra. Ora parliamoci francamente: fino a quando non c'è sopra un altro apparecchio con tanto di mitragliatrice in funzione, finché non vi sono quegli zufoli lunghi e sottili che da terra mandano su per migliaia di metri le loro note scoppianti e ti suonano intorno un concerto da far invidia a un musicista moderno, che il pilota venga onorato e gli altri dimenticati è poco male, ma adesso che tutti rischiano con un medesimo entusiasmo la pelle, ogni attenzione volta all'uno piuttosto che all’altro mi ha un curioso sapore d'ingiustizia. Per questo mi son proposto oggi di parlare degli specialisti d'aviazione, di questi ragazzi che hanno call sulle mani, che sulle orecchie recano l'impronta della cuffia radio e che serbano una sola ambizione, quella di far funzionare perfettamente la parte, il pezzo, l'oro loro affidato in quel robusto, e delicato al tempo stesso, corpo meccanico che si chiama aeroplano. lo già conoscevo questi ragazzi attenti, silenziosi e entusiasti. Quasi tutti figli del popolo, sono usciti una mattina dalla loro casa operaia, hanno guardato il cielo e hanno capito che il volo è la maggiore ebbrezza concessa all'uomo, Io ho conosciuto molti di codesti zi quando ancora indossavano i loro abitucci borghesi e qualcuno aveva appena smesso i calzoncini corti, li ho conosciuti în quel fremere timido che è proprio dei giovanissimi quando l'ansia per un gran gesto o per un passo audace li prende, Si era alla vigilia della guerra etiopica, era stato appena aperto il concorso per l'arruolamento degli allievi specialisti e nelle sedi dei Fasci in provincia, nei Gruppi Rionali in città, arrivavano a frotte, operai, artigiani, contadini, stanchi per u giornata di dura fatica, ma così carichi di passione che a lasciarli fare sarebbero saltati su un aeroplano anche senza averne mai visto uno da vicino. Noi ufficiali dell'Arma dovevamo spiegare loro i termini del bando, dovevamo illustrare per loro in modo chiaro la vita Il trimotore è rientrato dall'azione: gli specialisti lo prendono in consegna e attendono alla revisione dei motori e alla verifica dei delicati congegni delle eliche. - A sinistra: fra poco l’apparecchio sarà pronto per una nuova rischiosa missione di guerra,
dei reparti aeronautici. La mitragliatrice già l'avevano: quella delle domande, dei per= ché e dei com'è che ci arrivavano addosso così fitti da non riuscire talvolta a controbatterl con altrettante risposte. Qualche giorno fa ho voluto andare a rivederli, o meglio ho voluto trattenermi un po' più a lungo con questi specialisti che anche se qui
30ta nia gi
ci sono
sovente
vicini pure il tem-
po non c'è sempre per indugiare in discorsi e ricordi, In un aeroporto di guerra gli uomini come le macchine bisogna andarli a cercare. Ordine sparso, per capirci. Se il nemico dovesse arrivare bisogna offrirgli il mi nor bersaglio possibile e rendersi invisibili ai suoi occhi quanto più riesce. Tuttavia ‘gli specialisti che io cercavo ho potuto trovarli subito. Si riconoscono per le loro tute azzùrre. Volevo arrivare senza esser notato per non distrarli da quel loro lavoro che quando si svolge intorno a un grosso apparecchio li fa somigliare a forinicole che si muovano sul tronco e i rami di una pianta. I motoristi sono arrampicati sulle scalette davanti alle eliche, guardano il motore, lo ascoltano un po' come fa il medico sul cuore del paziente, provano un contatto, si assicùrano che una saldatura non faccia brutti scherzi. Intanto i montatori gîrano intorno (Continua a pag. 452)
al confini e a Sid confine.
in ogni part di G
GRAZIANI E LE SUE TRUPPE SULLA VIA DELL'EGITTO
d’Italia Rodolfo Graziani che in un rapporto alIl Maresciallo reparti Duce ha esposto il magnifico comportamento dei di Sidi el Barrani. metropolitani e libici nella nelconquista porto di Alessandria dopo vasti incendi dei bombardieri A destra: ‘un'incursione italiani.
Î
|
Oscuro è il lavoro dei nostri specialisti negli aeroporti di guerra: eppure meriterebbe di essere conosciuto perché rappresenta un prezioso, indispensabile coefficiente delle vittoriose imprese dell'ala italiana. Eccoli qui mentre caricano a bordo di un apparecchio, da caccla ll nastro della mitragliatrice € mentre presso il bombardiere si apprestano a rifornirio,
alla fusoliera, passano le mani sulle centine, suì piani di coda. Mani rudi, ma tocco delicato, osservazione minuta, attenta. Ci mettono tanto amore in questo lavoro quanto forse ne ponevano le loro mamme nell'ordinarli e ravviarli perché si presentassero tutti a puntino al signor maestro delle elementari. Gli armieri pensano al caricamento delle bombe, strizzano un occhio e con l'altro serutano nelle canne delle mitragliatrici, regolano i traguardi. Sanno bene che se una bomba non dovesse esplodere o una mitragliatrice incepparsi sarebbe una penna di meno strappata alle ali della vittoria. Più in là i marconisti intenti a rivedere punto per punto gli apparechi radio. Medie frequenze, reostati, impeamplificatrici, detettrici, rettificatrici, queste son parole della radio che tutti più o meno conosciamo, ma questi nostri marconisti sanno ben altro, cercano ben altro, e forse per questo i loro stessi commilitoni li considerano un po' come dei maghi che operino, se non sortilegi, almeno un qualche misterioso artifizio, Così ho ritrovato gli specializzati che ero andato a cercare, ma ho potuto mantenere l’incognito soltanto per poco, ché mosso appena qualche passo verso di loro subito uno mi si è presentato, — Non mi riconoscete? — mi chiede presenJomisi sull’attenti. Veramente non lo riconosco, ma tuttavia mi dispiace di dirglielo e salvo la situazione con un: — Ma già! Ti trovi bene? — Signorsì, molto bene, Sento dalla pronuncia che è un lombardo e con qualche interrogazione generica riesco a sapere dove ci siamo conosciuti. In un'adunata propagandistica tenuta parecchi anni or sono in un piccolo paese della provincia di Milano. Mi confessa che per venire a sentire quel che. io avrei detto aveva piantato quel giorno la bottega di maniscalco di-suo padre e si era poi buscato qualche scapaccione «tipo pesante ». È un piccolotto, tarchiato, biondo, con due occhi azzurri che sembra glieli abbiano fatti apposta per intonare con la tinta della divisa d'aviere, volato? Hai fatto voli di guerra? — mi risponde quasi dispiaciuto che lo abbia potuto pensare a lui come a un aviere attaccato al suolo. — Cinque volte su Malta e poi quando ci fu quella sbattuta con la squadra inglese sul Mar Jonio! — Bombe? — Be' — dice un po' rammaricato — io con quelle non c'entro, sono motorista, ma c’era con me qualcuno che non sbagliava certo il tiro! Che vampate e che colonne di fumo! Si era avvicinato a noi due qualcun altro e così mentréè io seguitavo a domandare al piccolo motorista biondo notizie sulla sua permanenza alla Scuola di Capodichino e ora al reparto, una cerchia di ascoltatori sì era andata formando. C'era da far parlare altri tra quelli che mi stavano intorno, c'era da cogliere un bel fascio di quelle espressioni che traggono da ogni singolo dialetto una forza di spontaneità incisiva già io mì accingevo
e pittoresca, ma quando a sentir tradotto in pa-
role l'esuberante entusiasmo che brillava in quella cerchia d'occhi neri azzurri o castani, quando già con qualche gesto più di uno dei miei specialisti dimostrava l'impazienza di comunicarmi un suo pensiero, una sua osservazione, un suo commento, si udì un richiamo. Si sgranò davanti ai miei occhi una fila di scattanti braccia levate nel saluto romano e li vidi tutti allontanarsi di corsa. Una partenza in vista. Filarono rapidi, certo verso gli apparecchi nascosti, ma che ognun d'essi sapeva perfettamente dove si trovavano, Dopo poco infatti udii chiaro il suono dell'eliche avviate e vidi uno dopo l’altro alcuni apparecchi da bombardamento levarsi in volo, Su ognuno erano saltate alcune di quelle tute azzurre e quei ragazzi andavano ora a cercare il nemico con lo stesso animo lieto col quale si erano poc'anzi riuniti intorno a me, Rimasto lì solo mi voltai sentendo brontolare malamente qualche parola alle mie Era uno rimasto a terra, ma barbutospalle. questo e con sul viso già i segni dell'età, un
certamente. — Vedete —
richiamato
disse — le solite parzialità!
C'è da volare, c'è da andare a cavarsi qualche bella soddisfazione e sono sempre loro, quei ra-
gazzacci, i preferiti! Poi si rimise al suo lavoro intorno a un reci-
piente di carburante e non alzò la testa neanche quando un ultimo apparecchio passò sopra il
campo. Forse temeva che jo scoprissi suoi occhi qualche cosa che sulle ciglia di unneivecchio sole dato non deve apparire. ARTURO PIANCA
in una bella inquadratura di « Abbandono», il film che Mattoli ha diretto nei cantieri di Cinecittà per la Sangraf, A SINISTRA: il duca di Richelieu (Carlo Lombardi) ela Marchesa di Prie (Ninì Gordini Cervi) ad una serata musicale alla corte di Luigi XV. È una scena del film Italcine «La prima donna che y ‘egi=
sta Neufeld. (Foto Ciolfi)
FILM DELLA NUOVA STAGIONE
INISTRA: «Zenobia» gnato il secondo ditivo?) di Hardy da Stan Laurel. Di fronte al faccione da buono del popolare Ollio anche Jean Parker, Billie Burke e
Oliver
H.
Langdonin
sorridono.
A DESTRA: con l'atteso «S cielo» il film Guarini gira per la Continentalcine - Artisti Associati, Isa Miranda ritornerà ai suoi ammiratori italia lungo intern woodiano.
«KASA» OMBRELLO GIAPPONESE
e ad esempio l'omb tare il
null
ma questo in oma; alla moda che muta
A: un caratte dove un È sa ‘on un bel
antich 00, di Kiyo JItamaro,
ed è r Ua fabbrica
La } te
l’
ELE EPOP
pade
(VIM - Continuazione)
ps non potevano riposare, perché i Volterrani, con meravigliosa alacrità, dietro ai bastioni perduti
FERRUCCI
ne costruivano
altri; © la mattina
rebbe sgorgata la concordia dei popoli. Non più
re, non più dolori, non più sangue; serenità, tolle-
i pace soprattutto, la bella fruttuosa, ci
dopo tutto sarebbe
pace. Ed Enrico VII d'Inghilterra gli si di: Carlo V lo nominava consigliere di
stato da ricominelare, Il Ferrucci era tornato alla for
tezza, I suoi luogotenenti cercarono di incitare i sol-
o del Capo sorto dalla necessità
dati a continuare la
d'Austria
utilmente, Anche il Fer-
i ed Erasmo sembra ancora oggi a.noi uno
avessero assalito nella notte questi ultimi, assai proba-
tempo, però. Mentre egli faceva della piccola città il centro d'azione delle il periali, interrompendo le comunicazioni d'Empoli con Firenze. E nell'aprile del 1530, Volterra, ad istigazione di Alessandro Vitelli, si ribellava ai Fiorentini; sic-
ché Bartolo Tebaldi, Commissario della Repubblica, doveva dalla città rifugiarsi nella fortezza, dove era
assèdiato dai ribelli e dagli imperiali. La signoria de-
dusse i suoi all'assalto a dispetto della stanchezza,
degli avversari, in brevissimo tempo egli ebbe nelle
mani Volterra. Aveva fiaccato, più che i corpi, gli and mi dei nemici. XIX 4 lettera,
di Santo Austino, dove avevan fatto il fondamento lor: Et quel che ci diede più molestia, fu l'essere combat.
terrani rovesciavano dai tetti e dalle finestre, camminare voluto uccidere, e che ora amava come un fratello;
e
Ferrucci riluttante, perché non fosse offeso, preludendo
he mese dopo, a
terra, in un teatro ristretto di guerra, col nemico di-
manzi agli occhi; costretto aduna sola specie ditattica, quell'uomo,
di quei
comandanti
che hanno
bisogno
di vedere per operare, e il pensiero dei quali è piuttosto di reazione che di azione (o almeno di azione riflessa che di azione intuitiva) diede la misum di se
tuti da tre lati, per aver loro traforate le case, di sorte
passavan l'una sull'altra, et offendevon, senza potere essere offesi, le forze de’ nîmici. Quali alquanto fecion temere le nostre fanterie... Vedendo io con li occhi questo, fui forzato a fare di quelle cose, che non eron l'offizio mio; e così imbraceiai una rotella, dando col. tellate a tutti quelli che tornavano a dreto: finalmente
torta labellissima impresa, rammenteremo più spoil principio. Uscito il Ferrucci
con la patente di Commimatio
da Em-
generale di cam-
delle genti dei Fiorentini, a tre ore di notte del
prile, con duemila fanti e centocinquanta cavalli,
inò tutta la notte, e, alla mattina appresso, si in-
ò allo Spedaletto con altre truppe, comandate dal
Camillo
Appiani, signore di Piombino, venute
Continuando a marciare in ordinanza, giunse alle ore 22 del giorno 27 a Volterra, dove, par-
Vitelli, erano rimaste ad assediare la fortezza compagnie d'Imperiali, col Commissario di CleVII, Taddeo (o Tito) Guidueci, zio materno del lon ostante l'opposizione nemica, il Ferrue-
t la porta di soccorso nella fortezza. Aveva î camminavano senza riposare da più di ven 3 nella rocca non c'era altra vettovaglia che
di razione di pane e sei barilotti di vino jeché, se egli non avesse, con la solita previ-
LERUAL DAI 7î
tto, prendere ad ogni soldato pane per due avrebbe nemmeno potuto sfamare le trup-
“R
egli, senza sbigottirsi, dimostrò ai suoi la subito, efucapito eobbedito. di combattere cominciò.
£i3 Pi |
| È È 4 pb
aspre
‘altezza del primo bastione, riu
piantarvi la bandiera furono lo Strozzi col Ferrucci, Ma la conquista degli altri due bastioni, e delle trincee. alzate dietro la piazza, non fu altrettanto facile, sia per-
ché i nemici erano Teri nelle perché sapendo
che cadute
persa, combattevano
quelle
disperatamente.
sii
difese,
ittà
sin
era
Pure, dopo da
rissimo contrasto e molte morti, a riotte fatta ogni re-
sistenza: fu vinta: ma gli ascalitori, rotti dalla fatica,
quasi senza cibo da ventiquattr'ore, contusi, per di più,
tina terribile tempesta di grandine, giacevano esuusti
contrastile
vano, e: sarebbe stato necessario sacrificarne, o almeno
renze la sorto sarebbe stata decisa in battaglia cam- | pale; la quale, se propizia, avrebbe rifornito la città assai più che le vettovaglie
faticosamente
tenute
ine
sieme per tanta strada. Garibaldi avrebbe senza dubbio mareiato.
speditamente
-0 leggermente;
Francesco
Fer: _
rucei volle adempiere i due compiti insieme,
XXI 4 strada per Firenze, fio a un certo punto, era ob» —
L' bligatar (Ferrucci ‘non poteva” passate se ,nopifi i che uncora
appartenevano
ai Fiorentiniy
isa, invece; avrebbe potutò
marciano su Pistoia: ma era occupata dal Vitelli, e per prenderla
sarebbe
occorso
combattere,
né poteva. Nom
di affacelari alla pianura dal Montale, sulle ultime
una picca in mano
volgemmo' a ignorimmo
tutto. Assalicci la notte, né
del
sì potette andare più avanti;
et stavamo in modo tale, che nessuno poteva stare più in più..». xx
M==
il Ferrucci presidiava Volterra e teneva in
iscacco le soldatesche del marchese del Vasto e
di Fabrizio Maramaldo (col quale ultimo, per pià motivi, aveva acceso una di quelle implacabili
inimicizie
che allora erano tanto frequenti, e finivano quasi sempre con l'ammazzamento di uno degli avversari), le cose di Firenze precipitavano.
Nel luglio del 1530 l'assedio, che durava già da no-
ve mesi,
aveva ridotta la città all'estremo; i più sor-
didi cibi, finanche
i topi dello fogne, ingannavano
la
fame, piuttosto che suziarla, 6 ai bastioni accorrevano
otnbre d'uomini, non soldati; sebbene l'animo dei più fosse ancora
| —. _
mente valore, ma non essenziale. Sotto le mura di Fi. {|
di me; ed insignoritici del riparo, comincimamo a spin»
tutt'arme, con
AI
Firenze da settentrione. Il condottiero disegnò infatti
colline fra Pistoia e Prato. Le fatiche di Empoli e di Volterra, e la ferita d'una scheggia di sasso alla gamba, in una delle ul! mucce, avevano scosso la salute del Ferrù minatosi con circa 2000 fanti e poche diecime di ca-
x
valli, giunse il 13 giugno a Pisa; ma qui, mentre co minciava a riordinare l’esercito, una violentissima febbre labbatté, Un'altra speranza di
niva con la sosta. Soltanto il 25 luglio, migliorato, riprese a mettere in ordine i soldat uumentò- i fanti da 2000 a 3000, togliendo .il soprappiù dalla guarnigione di Pisa, e i cavalli a 300; fece costruite molte
trombe da fuoco, le quali erano una specie di lancia-
fiamme che, per la loro novità, dovevano specialmente nuocere agli uomini a cavallo nemici; carieò suî muli 12 spingarde; pensò alla raccolta di scale e ‘di strumenti ‘da guastatori; ammucchiò vettovaglie di ogni: genere. per. Firenze: insomma,, provvide con la consueta
diligenza
al
rifornimento
e al muniziona.
mento dei propri soldati. Ogui manovra, però, non
poteva pîù essere una sorpresa per il principe d’'Oran»
ge, che comandava i nemici.
(I
imperterrito. Gli antichi nmiei ed alleati,
prineipale fra tutti il Re di Francia, l'avevano abbando-
nata; Malatesta Baglioni mostrava oramai chiaramente Ila rovina di ‘ogni altra speranza,
XXTV
con l'enfasi dei seguaci del Savonarola é'dei Domeni cani di San Marco, «il novello Gedeone »; e i Signori correre con quante truppe e vettovaglie potesse, in soc-
avevano mandato al, Ferrucci delle risposte; i È glioni, inoltre, gli aveva dato prome: se non pro» — prio assicurazione scritta, che non si sarebbe mosso dagli alloggiamenti o dalle mura, quando -gli Impe- 4
XXI
Maramaldo ebbe, dunque l’ordine d’impedire al Fer: l’entrata în Pisa; non riuscendo a, stargli presso, doveva stancarlo e ritardarlo, e forse; il. Fer
si rivolsero all'uomo chiamato,
comandarono
al Ferrucci
di lasciare Volterra, per ac-
corso della città.
mx:
dendo per la strada, e avanzando lungo le case che la
dell'ingé-
gno militare dei due condottie.
gli restava quindi che salire la montagna, e cercare di là il cammino; poi, schivati i nemici, scendere ma
i
insieme con parecchio lance spezzate che ho appresso
insegne; et vi morì un capitano: et
D' ii
al paragone di lui con Gariba)
per uno,
saltai în su quel riparo con una testa'di cavalleggeri
giere avi rie; et con grande occi XVI
comiri del Ferrucci erano due: far presto, e por forma della menta tare roba con sé. Qui si vide dimostrò, per tornarè È
del capitano fiorentino, e qui
era correre în aluto della città, con munizioni ed armij le greggi, i carriaggi, gli altri bagagli avevano certà
da Volterra conquistata aì Signori: Dieci di
lo Strozzi si levava il morione di testa e lo metteva al
personali. Par di vederlo, mentre andava all'assalto, sotto il grandinar delle»pietre che gli Spagnoli e i Vol-
H
governo, è stupenda. La grandezza è in essa unita alla somplicità, il valore alla modestia, la consapevolezza di sé al riconoscimento dell’opera di tutti.
aprile
i suoì nemici
sperare, un giorno sarà,
posporne, uno. Dei due, più importante senza dubbio
a pari passo con quello Strozzi che altra volta aveva
di patria, fu anche in pace con
di. quel che
che il Ferrucci indirizzò quello stesso 27 di
«Si trovò un rintoppo di trincere, che a volervi passare, vi morì un cinquecento nomini, fra l'una parte e l’altra, dei più segnalati che fussino nelle bande; né si maneò per questo di non le passare; et passate che avemmo le prime, demmo in un altro scontro di trincere, et di nuovo le pigliammo; insieme con la
amore
che però, biso;gna
voce
della fame © delle ferite. Il compenso dell'indomita osti»
liberava allora di riprendete ad ogni costo la città; al.
Furono, i mesi di Volterra, la consacrazione del comandante esemplare. Là, egualmente capitano e sol. dato, il Ferrucci pensò ed operò ottimamente; là, per
nostri: solitaria e ragionevole
nazione venne: poiché superata quell'ultima resistenza
l'impresa era designato Francesco Ferrucci, concorde nel volere.
l’invitavano
i come
i Volterrani, certamente meno stanchi dei Fiorentini, bilmente li avrebbero vinti e obbligati a rinchiudersi nella fortezza: ma non osarono, Rifulse invece la virtà del Ferrucci che, alle prime luci della mattina, ricon-
e il re di Polonia
le università lo, invitayano fra i mae
e Diirer la ritrattavano. Ma nessuno, dopo lo e d’ammirazione, lo ascoltava,
riuscì a rianimare la sua gente. Se gli Spagn
campagna, la Lastra a Sign
È
dovevano unire; dalla concordia degli eletti
XVIK
FRANCESCO
Kai
d'Italia
Accademico
GATTI
ANGELO
di
saga
aveva
tempi; eppure la generazione del Ferrucei visto i miracoli
più falgidi della fede e
dell'opera umana. L'America, le ‘Indie, il Capo di Buona Speranza erano stati scoperti; la stampa avevà portato il pensiero, tempre_rivoluzionario, nelle pacifiche città, e nei borghi addormentati; gli astri ave vano rivelato i loro vi nel cielo, e la coordinazione
© la ‘dipendenza dai sistemi; finalmente un monaco
aveva. battuto dalla porta: della Cattedrale di Witten-
berg alle chiuse mura della religione ufficiale. Cristo. foro
Colombo,
Gutenberg,
Copernico,
Lutero
erano
apparsi; e ancora ‘viveva. il: grandissimo Erasmo,
Erasmo, che. alle. genti andava gridando pace. Pace fra le. nazioni, Pace fra le dottrine. Pace per opera
dei saggi o dei buoni di tutti i paesi. I sapienti, i pensatori, gli artisti, tutti gli uomini d'ingegno e di cuore
3
G tÀ questi, padrone delle strade di Val d'Arno, ave va intercettato molte delle lette
LI
riali avessero ;affrontato il Commissario fiorentino. Il _ rucci avrebbe fatto bene a rivoltarglisi contro, e sbaraz=
zarsene, finché era. solo. Ma giunto. il. Commissario fiorentino: a Pisa, e la sera del 31 di luglio partito per
Lucea, con l’intenziorie di attraversare la montagna,
l'Orange allargò -il disegno, e si propose. di chiamare a sé il grosso dell'esercito, per distruggere. l’avversa= rio. Diede! quindi .ordine ad Alessandro Vitelli, a _Pî-| stoia, dî salire verso la Pruneta con i propri sol
con'i Bisogni spagnoli » con le Bande panciatiche pi stoîesi; ed egli stesso, con circa 4500 uomini, dei. q f 800 a cavallo, ‘marciò per Poggio a Cajano e -Pistoia _ verso la battaglia. In quei ‘4509, nomini c'erano» Spagnoli, Tedeschi ‘e Italiani:
tutte- erano: truppe buone,
alcune ottime, e le ‘comandavano
dell’esereito. imperiale.
i migliori
capitani
RITRATTO DI UN UOMO BARBATO
zione a
distanza, ch'egli aveva votato al dolce fantasma
materno.
Ma imaginava la sua sofferenza, il suo mar-
tirio, Si era ella accorta di tutto questo, del sospetto
che pesava su di lei, del dolore orribile dell’uomo che
le viveva
into? E, se se m’era accorta, come non potuto far nulla contro il sospetto, contro il
aveva
dolore?
CONTRI
GIORGIERI
COSIMO
DI
NOVELLA
È di4 & non
le tempie.
Ca Sempre quel dubbio, che ricadeva sul suo capo, sul capo dell AL! Mareo non giudicava. Il dubbio su lei non toe cava ne] minimamente l’affetto postumo, l’adora-
Ma allora... Non si interessano, quando
unite... Dunque
|
|fa T «siguorino »ha bisogno d'altro? Siamo tuttiq 3 ancora. lo, Marianna, la mia vecchi | glio, ilquale haifigli grandi, ormai t
vecchi | |
Dese sit qui accanto, nel podere... Siamo di famiglia.. E vi abbiamo aspettato tanto tem-
| po. Che cè?... Una
donnetta
incartapecorita, sorridendo con gli ve-
ehi piccoli, sotto
la grande cuffia paesana,
, ame
| imiceò al marito © posò sul tavolino, con cura, una ruppiera fumante...
— Che c'è? — disse il «signorino » voltandosi.
s1
| |
N diminutivo poteva
confarsi alla sua statura niagra
sebbene alta, alla sua corporatura ancora sdutta. Ma il Viso non eri più quello di un giovinetto, con la pelle some atfaricta, co tatti maresti; su cui gli anni co Miinciavano a segnare 5l lento luvorio della vita, le ‘rughe ammonitrici. Pure, il vecchio fattore lo chiamava ‘ancora così. ©— Signorino, una tizza di brodo che Marianna vi ha preparato... Prendetela prima di andare a letto... Il vostro signor padre faceva sempre
(If
cori...
arco ci avvicinò alla tavola, fiutò, © disse: — Buono! ?.. — fece Marianna raggiante. — Quando abiputo che arrivavate... Veramente,
|9
—
Ho
pranzato
in treno:
c'era anche
al wagon-restaurant.
— Ah! — disse Marianna con una specie di ripro» wazione, senza
La
capire. —
Non avete
appetito?... Ma il
brodo, almeno; quello rimette lo stomaco... — MI trovi sciupato, eh? —
disse Marco piantan-
‘ dolesi in faccia, e prendendola per le braccia... Di' la
verità... Eb?! —
Fatemi
il piacere..
Noi siamo
Tale e quale come prima. Solo qua... - Accennava
vecchi... Ma vol!
le tempie già sguarnito. Marco rise ancora
un riso non sincero... — Eh! vedrai domani, alla luce... Argento! ma ar gento buono... Ora, via, marche! Berrò il tuo brodo, ì
‘quando
il
sia certo
che non
mi scotti più... Casco
dal
Adolescente
era stato miesso
in collegio. Il padre
veniva a trovarlo di rado, adducendo a pretesto, forse
A se stesso, | numerosi lavori della campagna, le occupazioni
della
sua
amministrazione
rurale.
Poi, la
giovinezza, la maggiore ‘età. Marco immesso nel godi-
mento dei beni materni, aveva potuto acconciarsi la
suavita, dasé e per #. Viveva in città, facendo alla villa rare apparizioni, che il padre non cercava di rendere più frequenti. Ve-
è nella persona.
Anche
il padre
era
alto: ma di complessione quadrata © robusta: con un
volto adusto, pieno di energia, con un collo largo e
un
petto
possente:
quel collo,
mpoplessia si doveva fulmine...
quel petto
poi abbattere
come
su
cui la
lore di arabo, pareva l'esemplare un'altra
razza.
Il padre
era
Marco parve un
N°
istante tedito
richiamo al ricordo paterno:
da quel continuo
© sì voltò istintivamente
verso un angolo della stanza, dove, su un cavalletto di legno, entro una vecchia cornice posava un ritratto.
Gli occhi di Beppe seguirono il suo movimento.
camminatore,
—
mormorò.
i Via, via! — interruppe Marco bruscamente.
—
Alle sei.
Contento? Rimasto solo, Marco si rimise intorno alle
sue
il
valigie
per
trarne
gli oggetti
necessariî
per
la
notte, Non li trovò subito; trovò invece, a fior di tutto,
suo pensiero di quei cinque anni di assenza, Il suo
| pensiero, pungente
dapprima,
poi
sopito,
poi
quasi
obliato, ritornante adesso; come una scintilla balena quando il selce è percosso...
La sera fasciava la villa di silenzio. Non si udiva,
| i
dalla campagna
intorno, che un gracidare
(rane, il muglio di un torrente
vicino di
remoto. Marco lo ri-
cordò... Così anche «quella sera », quella sera grave, in cui il coro placido ed assiduo aveva fatto bordone
al tumulto
del suo cuore. Cinque anni prima. In villa, una sera d'autunno, nell anno che
‘Terminate tutte le tristi incombenze della sepoltura,
servatore e autocrate e, senz’essore avaro, trovava che
chi spendeva per gli altri era un imbecille. E così, tra differenze d'ogni genere e lontananze sempre più lunghe, la loro vita era scorsa: fino al termine di una di cme.
onnò un'altra volta, qualche tempo dopo. Come mi Jiti
me aveva avuto la forza Come mai ad uno dei sorichiami di Beppe, più insistente questa volta, per-
si ricordava, quella sera: Vedeva, come allunga e solida, incorniciata da una folta
quel
re
portanti da eseguirsi
come se, a quel modo vedendolo
che, nelle loro rare di-
tinuatore, egli avesse dargli: — Che fai tu qui?
ìntento
a
riparlato
per
sceverar
carte
bisogna dell'erede e del con
dirgli, per gri.
E con voce più bassa, contenuta, ma
— Tntruso!
indugio,
come
mai
d'an tratto, ecco che il passato lo riprendeva. Guardò
di lui nessuna certezza ancora. Se il fantasma non gli incontro
un suo amaro
dubbio, lo accoglieva con un
sorriso ambiguo, come a
Chissà!
dell'ombre, o aldilà, for. Forse veramente aveva
risposta al suo
dubbio.
0 forse non era una cosa importante, neppure?
For-
se, lasciate indietro le piccole verità, le piccole a
scussioni, egli talvolta lo aveva fatto tacere con una sera,
senza
pei vetri della finestra la compagna dormente; gli parve che tutto respirasse un alito di pace. Ma dentro
campagnuolo. Gli occhi, le tempie un po'
ti, l'aspetto, anche nel ritratto, rimaneva robusto, quale sgomento ‘Marco si era voltato verso quella
quella
trattava di un affare grave, secondo lui, di la-
aveva risentito svegliarsi in lui l'istinto del pa-
drone che vuol vedere, vuol provvedere, da sé?
‘uratamente tenuta; l’unica civetteria di
incavate. Alte tempie, dei fili, o meglio, delle ciocche
yoce:
vi
gridava più: «Intruso! » gli mandava però ancora
Guardò di nuovo il ritratto. Marco, come lo aveva
rdato, lora, 1
rezze degli uomini, forse, sì, anche questo era inut
trarsi, assorbendosi tutto nel lavoro. Stette sempre in moto
dalla mattina alla sera, a sorveglia-
re, e a dar ordini. E metteva in questo suo ufficio come
un'asprezza. Più temeva di aver tutto usurpato e più valeva affermare anche a se stesso la pienezza dei suoi diritti. I dipendenti, con a capo il vecchio fattore, lo consigliavano a non affannarsi così, a prendersi un po' di riposo. Egli non voleva. Pensavano quelli allora che un'improvvisa avidità
sferzante:
lo tenesse;
e forse in cuor
loro paragonavano la rude ma bonaria incuranza del
padre con la sua meticolosità guardinga e quasi diffidente...
Mo
era partito; 0 fuggito? E ancora, negli anni
che erano, passati dopo quell'attimo, sempre l'at.
timo stesso gli era tornato al pensiero, Come, tra le
— Il signor Marco è cambiato, — si dicevano. — Già anche di aspetto non si riconosce più. Quando è
venuto non era già florido; ma adesso...
La primavera finì; e venne l'estate. Le messi matu-
carte, in cui distrattamente aveva messo le mani e dove di tanto in tanto leggeva abadatamente qual: cosa, intestazione di una lettera, somma di un conto,
gne, sui piani e sui clivi, nelle piccole case dei colo-
come mai quel piccolo plico, venendogli scoperto, gli aveva dato subito la sensazione di qualche cosa di
che cominciarono
importante? Per un momento
era stato
punto di distruggerlo
senza aprirlo, Poi, aveva serollato le spalle, aveva sor-
rarono, le vigne si inturgidirono. Poi su solchi e vini, suì brevi sagrati, delle notizie assaî meno
n circolare:
un
nome
georgi-
crebbe,
la
vocedi una progettata impresa... L'Africa. l'Africa... 1 più anziani se ne ricordavano ancora: î padri ne avevano qualche volta parlato al figlioli... Tempi disgra-
riso... Forse che suo padre poteva aver avnto dei se
ziati.. Adesso, con i tempi
così tranquillo, così sereno, così filosofo, un poco o
l'avventura, il senso della vendetta e delle riparazioni incitavano...
greti sentimentali, nella sua vita limpida -di campagnolo e di nomo d'affari? No: egli se lo rico molto
egoista,
unicamente
occupato
delle
semine
e
dei suoì raccolti. Allora? Via, un breve sguardo anche cestino... e tutto
finiva
li. Non
poteva
finire, Marco
svolto mutamente
dinanzi ai suoi occhi, risalendo: im
si era
dietro nel tempo; un dramma così angoscioso e così appassionante perch'egli, egli Marco, ne era l'ignaro protagonista...
Come
mai
suo
padte
aveva
scritto, e
Mon mandato, quelle lettere ud un amico? Se ne era pentito? O erà stato, quello, uno sfogo destinato
dissimili l'una dall’altra, di cui l'una non
— No, non è vero; non è possibile che sia verd!
A poco a poco, nella distanza, quel tumulto di emozioni si era alquanto pacificato in lui. Era tornato: e,
il padre era con-
a ri-
manere incompiuto? Forse. Tre lettere senza lettera | sun punto particolarmente sensibile. Fra lui e suo pa ‘dré c'era stato sempre un freddo, un vuoto; un’abitudine di parche parole e digesti vaghi che segue tra che poco s'intendono, che sono pro-
tamente:
tale e le sue abitudini di ricchezza:
aveva letto... E compreso. Tutto un dramma |
scolpita anche tratti, lo riprese. Non lesse più, gettò il plico nel fuoco gemendo ancora, più soffoca-
egli
umanitario, come comportavano la sua pigrizia men-
a quelle carte, un gesto per buttare anche quelle nel
La
barbata; poi nello specchio di contro riflessa la sua, glabra, pallida, quasi minuta. E il senso della diversità,
marcie: e in fatto di cibo preferiva la qualità alla quantità, Marco era, dentro di sé, vagamente liberista ©
— Se sapesse che siete tornato, come sarébbe con-
tento!
ancora verso il ritratto
chi
carte, nella malinconica
— Che dici?
|
neva dalla madre è che lo facevano così diverso da lui, al morale come al fisico?... AI fisico? Marco si voltò
di un altro tipo, di
cacciatore,
parola aspra, con un motto rude, così, pur quella volta,
Va
Questa la ragione dei suoi silenzi, della freddezza, quasi del distacco amaro, con pareva seguir ei
mangiatore, Sedeva a tavola con voluttà, inghiottiva come uno struzzo. Marco non amava la caccia e le
peli a quell'ora... Proprio a quell'ora precisa. Le sei.
Anche il vostro signor padre, sapete, era sempre în
la era mai venuto a rassicurarlo?
Quanto a luî, Marco, alto ma esile, con quel suo pal-
gine, quella sera. Come s'essa si fosse dovuta ani © riprendere lor fulgore gli occhi, e la bocca riaver
—
Se dunque fosse vero? Egli, suo padre, aveva pensato che fosse... Tutta la vita aveva pensato così? Nul-
un colpo di
sonno... Domattina mi svegli alle sei, Beppe? Che? Il vecchio ebbe un gesto di compiacenza, Mattiniero? Tanto meglio. Il padrone mattiniero fa la casa ricca...
I
versi erano, anch’essi.. E se non lo amava non era possibile che ciò fosse vero? Quando una donna non ama, la tentazione non è sempre all'agguato? Forse busta sì poco.
in lui, lo sviluppo di tutte quelle qualità che egli te-
niva, si abbracciavano, si dicevano le formule del ritrovamento e dell'addio. Ma nulla più. La distanza fra loro due cresceva, come la differenza dei gusti, delle idee, delle abitudini; materiata anche fisicamente, quasî, nell'aspetto.
ella
tura. Ma Marco
ricostruiva. E rivedeva, nella nebbia
del tempo, del primi anni della sua infanzia, la figura di sua madre, morta giovanissima, rimastagli nel pen:
migliori, nel buon sangue
schietto, dove germogliava l'audacia, l'orgoglio del. I giovani avevano quasi
tutti delle
woneggiavano
dinnanzi
alle
penne al
‘accetta nera...
Partiamo...
Partirò...
lo:
parlavano di richiami, di città lontane, di calar seo riosi, di mari attraversati, di spiagge raggiunte... E si ragazze...
Cantavani
L'Africa... l'Afri-
può essere nominato ufîciale... Sarà lunga la cosa? Dice che è contento... Anche noi Solo la mia vecchia piange un poco... del fattore della Cervia è richiamato come nficiale. — Quello che voleva sposare la vost interrogò Marco, quasi
acerbo. Il
durare... Quella, la donna di cui suo padre aveva dubitato? E perché? Le lettere non dicevano il nome.
— Vossignoria lo sapeva? Io no. Ma Nicolina è ta ragnzza dabbene. Non farà mai che quello che faro.
Su quali indizii ildubbio terribile si fondasse; se esso
matura e i capelli bruni come la notte, su quel viso
non fosse piuttosto il prodotto di una fantasia malata,
pallido e nitido di
siero
come
un'imagine
di bellezza
troppo
tenné
per
Ma tutto era chiaro ugualmente. « Se questo figlio che ho voluto amare, che pure amo, forse, non fosse mio? ». il‘rancore, di un amore geloso che non si sente ricam-
Una
ragazza
onesta,
certo:
ma
così bella
col
personale flessibile, coi suoi occhi color di Prtiza bianca... Nicolina, che egli ricor-
dava di aver visto anche quella mattina quando pas
La SETTIMANA ALL'ESTERO
— Il tuo damo parte per l'Africa, è vero? — Non ho damo, signore, — Mi rineresce per lui.
— Chi
lui?
i
n
c'è, — disse Marco ridendo... Poi,
facendosi più seri - Se £©, invece, e tu gli vuoi bene,
il tuo bene gli porterà fortuna. Non dicono, che chi è amato, non muore alla guerra? Ecco, frase noi, io invece, — soggiunse conun po' di amarezza partissi — non avrei questo talismano... Nessuna qui mi vuol, bene. lerialzare la testa piccola fiera, un momenpoi riabbassarla. Il suo seno erotondo e casto © si abbassava. lo sa, —
disse
con
un
filo di
Sempre più l'ottobre volgeva alla fine: l'autunno pareva d’oro. E un'altra volta che si trovò da solo a solo a parlar con Giuseppe, N isse tranquillamente: — Prepara tutto, Beppe; anch'io parto...
Fu l: guerra, la conquista; la fulminea © gloriose. Quando fu finita, subito, questa volta senza più alcuna esitazione, Marco tornò. Arrivò di sera come sempre. E, come sempre, tutto lo aspettava, eguale: le forme, le persone che egli aveva tanto ripensate in quei mesi, laggiù nelle lontananze aride ‘o piovose, torride o tempestose, fra gli i, le fatiche, gli stuporì, le speranze, le gioie della vittoria finalmente conseguita. Gli pare adesso di non essersi mai allontanato da quei luoghi ove torna: gli pare di non averlì mai lasciati. Oh! quel sopore dell’aria che ln primavera torna a diffondere: e quel mormorio degli alberi e dell'erbe; e quelle voci e quelle ombre che accorrono... Anche le persone acdue vecchi dal cui ossequio devoto egli si deve svincolare a fatica. Arrancano dietro lui interrogando rispettosi, tacendo ammirati, rispondendo commossi: — Non stancatevi adesso, signor padrone... Ve: drete tutto, domani, «Signor padrone ».. Non lo chiamano più «signo. rino ». E quelle parole gli risuonano grate all'orecchio. Ma quell'idea ch'egli debba riposarsi gli pare straordinariamente bizzarra: bizzarra come l'affetto un poco timoroso con cui lo sogguardano. Che trovano in lui? Egli pensa di avere l'aspetto affaticato, di apparire stanco alla loro segaligna robustezza. Eppure anch'egli si sente forte come non mai... M: ha capito. Trasandato, eh? E involontari ssa una ma sul mento, ove gli par di sentire, soltanto allora, l'ingombro di una barba insueta, che deve comporgli ormai da tempo una faccia da zappatore o da orco.. — Mi trovi giù, ch, Beppe? La vecchia, più pronta, interviene: iù, no. Cambiato, eh Beppe? Beppe annuisce fervidomente. Marco sorride. — C'è sempre Francesco, il barbiere, in paese? Bisogna che me lo mandiate a chiamare subito E si toccò di nuovo le guance. Beppe lentamente na turalmente volse gli occhi verso l'angolo della stan: . verso il ritratto. Marco seguì quello sguard chiese rudemente al vecchio, — Ma non aspettò la risposta. Una sensazione strana, incerta e confusa si destava in lu trovò come chi, entrando in una camera buia, che pur conosce, esita dapprima: poi sente d'un tratto che le cose stesse lo guidano... - Pensate all'acqua calda per la mia barba, Marianna... Mentre i due si muovevano, egli corse allo specchio di contro, vi avventò qu viso. E trasalì... Gli parve che il ritratto vi si riflettesse; non più la sua imagine sola. E ritratto e imagine gli parvero usuali. Maturata l'espressione, mutato il pallore tadino di un adusto color di fatica, infossati gli ocma più vividi per il sangue più ricco, scarse un le tempia, ma aceusanti di più ln prominenza della fronte solida, ecco, le imagini erano uguali. E ‘endendo dalle tempia alle guance, al mento, quella ombra bruna compiva la somiglianza: pareva quasi la vegetazione di un albero pari a quella di un altro della stessa specie, che assicura e completa la natura medesima Allora, d'un tratto, Marco si scosse, tornò dallo specchio al ritratto, afferrò Beppe per il bottone della giubba: — Trovate che gli somiglio, forse? — Gesummaria! — fece Marianna, giungendo le — Due gocce d'acqua — confermò Beppe... — L'ho sempre detto io... Adesso poi... — L'acqua calda, — disse in quel momento, accanto a loro, una voce dolce. un poco spaurita... — L'acqua calda
per il signor
padrone.
TA
Marco vide gli occhi scuri, il viso puro di Nicolin Un silenzio pas ò. Per la finestra aperta entrò un soffio di primavera, silenzioso come un fruseìo, Il ritratPer quel profumo Marco ri i quando sua madre gl familia sorreggerlo. Allora guar accampò faccia a faccia, con occhi sicuri; e mormorò, come a se stesso: È ; — Ecco... Guardami... Mi riconosci? Sono io. Sono Marco, tuo figlio.
COSIMO
GIORGIERI
CONTRI
rit della Regina Madre Elena in Romania dopo fa d'esllio: l'incontro con il figlio Re Mi chele all'arrivo alla stazione di Bucarest
I ministro spagnolo Serrano Sufier, durante il suo soogiorno a Berlino, partecipa ad una, serata. in suo onore al Plaza, ospite del dott. Ley.
La mattina del 21 settembre reparti di truppe bulgare di cavalleria e di fanteria hanno varcato l'aritica frontiera romena e iniziato l'occupazione dei territori della Dobrugia restituiti alla Bulgaria dall’accordo di Craiova. Ovunque le truppe sono state accolte entusiasticamente ed hanno ricevuto omaggi di fiori dalle popolazioni redente che hanno an= | che inneggiato al Duce e al Filhrer clia cui opera di giustizia è dovuta la riparazione al trattato di Newilly.
E accu,-». Tante parole, tante accuse. verità, alme“a povera età matura, che ,in esonerata dai ilipesa, negletta, bistrattata gli anfra che ti, Anglolet o
OssERVATORIO
chi è che si oppone alla leva dere loro onori e guadagni; chi si villane? È vero il contrario,
un'altra differenza OMBE AGLI INGLESI, CIBI AGLI ANIMALI, — Vedete sempre impoverito, fra gli Inglesi e noi in questa guerra: gli Inglesi, avendoci stati costretti
e avendoci dichiarato il blocco per affamarci del tutto, sono
vettovagliamento. Noi, a uccidere le bestie dei loro Zoo per mancanza di al lumicino, non abtrovarci che non essendo mai stati ricchi dovremmo ora Sono ripassato, anblamo mai ospitato e nutrito tanto bene quelle del nostri. affollati, fioriti, Napoli: di dall'Acquario Roma, di Giardino che di recente, dal n Ber-
di vedere a San Francisco, ad Amburgo,
festosi come appena m'era capitato può gareggiare con tutti. Quanto lino. Poiché anche su questo punto, ormai, l'Italia e mirifici acquisti, dal leone di Persia ni giardini di Milano, conoscete i suoi nuovi
pangolino al casoaro, Quando ci avranno messo anche un
al vitello marino e dal s'azzuffino — la colleChurchill in gabbia — bene separato dalla jena, perché nonquei lontani giorni, non zione delle fiere sarà completa; e ricorderemo sorridendo bestia feroce c'era
a far la parte della più di venti o venticinque anni fa. in cuipuma, tutto impidocchiato e freddoloso, fra soltanto una specie di gattone, chiamato riguardo, sin le galline le cui sbarre si spingevano a razzolare, senza un'ombra di una pena. una barbarie. del guardiano; e la signora Leda Raffaneli scriveva ch'era lasciare una povera bestia incarcerata fra tanti grassi polli in libertà...
nella loro luce Ma fossero soltanto le grandi città d'Italia, a ospitare gli mnimalisono messe anche sì sl calda, nella loro carità sì generosa! Gli è che attualmentesuaci vaghezza, la sua rala le piccole. Vedete Como, ad esempio. Pel suo ordine, ad alcun altro della cede la non comasco Zoo lo previdente, e provvidente zionalità Vi sono del penisola, e forse del continente. E che ricchezza, che varietà d'esemplarl! spire e spalancando fauci smirettili in letargo che, quando si sveglieranno, snodando nella notte dei tempi, l'iguana darci un'idea di quello che fossero, surate, terrificante — torquatus ursus — orso un C'è o il serpente massonico. un coccodrillo che tien all'aspetto, che viceversa gioca a nasconderella col custode; e fo) ad ogni passaggio chiusi gli occhi, rinprendone però uno (vi giuro che l'ho visto e la cucciolo, un come docile Berberia, di giovinetta, e un leone, un vero leone di
così: avendo egli divorato, in cul estrema timidezza mi è stata spiegata dal guardiano vede tutti nol, « dall'interno». intore col suo canocchiale, orn
solito guardiano torna Un altro leone di quello Zoo, viceversa, è temibilissimo; e illepri, cani, antilopi, gazè spiegarmi come in libertà quel feroce mangiasse di tutto: sua somiglianza con l’uomo, zelle. Però a tutte preferiva ln scimia. a causa della
rivolgo allora al coccodrillo, la cul l'uomo, per la sua superiorità sulla scimia. Mi fenditura d'un tronco, per non met. bocca spalancata in uno sbadiglio si direbbe la di qualche tere Il Re della foresta in tentazione di appetito, e non attirarmi { rimbrotti m'appare. in un Leda Raffaneli rediviva. E a pochi passi dal snuriano appisolato vizibilio di scintillazioni, un recondito acquario. In cul vista assolutamente mi sbadi ciprini lordisce. Non lo sapete dunque, amici comaschi. che In vostra collezione
per la legge sull'oscuramento, chinesi e di pesci hawaiani (così fastosi e Iuminosinel che. suo piccolo quelle ultrafamose di #'è dovuto inazzurrare le sabbie del fondo ) vale ripensando il Monaco e della California? Sono rimasto un'ora buona a contemplarla. mai Dio nbbla mes * perché immemorabile: tempo da mistero che mi tenta oppure w luce in corpo a bestie tanto cretine, Ch'essi ma! siano un'anticipazione, di spirito 1 poveri 1 cioè e primi, i legoria del Paradiso: în cul gli ultimi saranno più vicini ni raggi del Signore? Ma non è lo splendore solo del vostro acquario
che ho considerato, o amici co-
al ciprini rifulgenti voi avete dato maschi. Da gente pratica, oltre che ornata, insieme utili, di cui in una quantità di pesci nostrani. meno mirandi ma più avete voluto mouna serle di vasche arente, rinfrescate e alimentate a dovere, crescita e di feconstrarci, come în tante tavole fribeliane. | successivi progressi di quesito fra { più importanti dell'economia nazionale, a cui giu-
dazione, $ questo un e su cui presto mi permetterò stamente gli ittiologi vanno dedicando cure Infinite. dei cavedani anch'io di dire la mia, con la dovuta modestia, parlandovi dei barbie ancora ricchi di preda. delle acque piacentino. Poiché i nostri flumi. grazie a Dio, sonoassistere sulle rive della
1 laghi, molto meno. E purtroppo, un mese fa, ho dovuto sbrogliare a una ben magra pesca. Quei poveri tramaglini, Intenti a mi facevano penl'acume tremebondo d'un pesciolinetto dai fitti Incastri delle reti. Bisogna rifornirle,
Tremezzina
sare a un collegio di critici intenti a decifrare una poesla ermetica?
premiamonopolizzatrici, che complotta certe Soccorso, che compila certe antologie e prebende, soltanto in virtà di un certe
zioni letterarie, che pretende di un'impazienza e di una supponenza genio ancora ignoto, di meriti di là da venire, sangue pruriginoso? Capelli bianchi, fra non altro ispirati che dall'età inesperta e dal di biondissimi e di nerissimi; né vorrei questi invadenti, non vedo, Ne vedo invece tornasse a rizzarsi dall’avello cuccagna, di alberi i che il Carducci, a certi fanciullesch fa: «Noi siamo giovini, giovini, per rimormorare quel suo sarcasmo di sessant'anni sulla sua bocca sdegnosa. »*, che oggi certo inasprirebbe, e chissà quanto, e l'impudicizia degli adoMa ». «Il pudore senile: ecco una cosa necessaria i impavidi, i dispregi temerari? lescenti, dunque? Da che parte stanno gli esibizionism
noi tutti dopo i quaranta dovremmo essere portati
A sentirli, gli scrittori giovinetti, i nonni dei cannibali. E invece jo sugli alberi a marcire, beccati dagli avvoltoi. come ed evidenti, perché s'iniziano vi ho provato con cento esempi — facili, al postutto, vantata nei labari e nelle coi nomi di Mussolini e di Hitler — come la giovinezza ni e più in là. quaranta, ma a cinquant'an canzoni possa sussistere, non solo a trenta e che tali esempi non contano; e in verità mi stupisce,
che io ho
voi ribattete, chì dunque dovrei occutorto di citare esclusivamente dei capitani e dei poeti. E di della razza? Di ciò che parmi? Degli ignoti, o degli eroi? Del fiore, o del deteriore ifica niente? «Io accennavo chiaramente a vale qualche cosa, o di ciò che non di una borghesia danamembri semplici ma condottieri non e artisti quei vecchi non lungo i piaceri dell’esia più godere di scopo solo al giovani rosa, i quali si fingono disgustoso spettacolo di narstenza, e nulla possono offrire al mondo all'infuori di un e al loro cuore e sopravviver vogliono che eIsismo... To me la prendevo con j vecchi ».Oh, Angioletti: se in alla loro mente, quando cuore e mente si sono affievoliti... così angusti termini aveste posta la questione, in verità essa sarebbe stata troppo
Ora
del. la vostra intelligenza che per la mia, Poiché codeste sono verità
misera, sia per da uno scritl'Ambrogino: ingobbite, arcicanute verità che in un giornale moderno, vi parlo di condottieri, e tore di polso, non dovrebbero neanche essere accennate. Io in nome di Dio, uomini di voi mi parlate di rimbambiti! Ma cosa volete che contino, da porre ostacolo all'urtal sorta? E dove vi pare ch'essi abbiano vigore e potere tali li esclude; essi gere della giovinezza? Frolli e scemi a quel modo, la vita da sola degli avvoltoi! E muolono da sé. Né pure c'è bisogno, allora, di caricarli sull'albero ancora fu colpa soprattutto non dite, non dite che quando la gioventù non si mosse
le nuove generazioni nella dei maturi, i quali «con molle compiacenza lasciarono e il comando». Poiché, a parte il
ieratezza sempre impedendo loro di sperimentar il più forte, principio biologico il quale stabilisce che il comando se lo prende sempre di cervi e cioè chi ha il diritto di prenderselo — legge che vale tanto pei branchi sottiche per le simbiosi umane — non è lecito neppure con la più avvocatesca nto non sia l'impedime o, dove là impediment un con un'assenza gliezza, di giustificare
portato. Vero che nel vostro scritto — ed è la vostra più sorprendente attestazione e —il voleste soltanto «far risaltare la diversità riscontrabile fra certi paesi d'Europa posto ai gionostro»:quei paesi, cioè, « dove l'ostinarsi dei vecchi nel negare il loro come quelle vani era un fenomeno che troppo spesso avevo avvertito... ricordando vivre vacua ed gioventù tanto sportive ed emancipate (sic), tutte intese a una joie de
insulsa, non sapessero poi assumere vere e proprie responsabilità di comando»! Joie
dalde vivre? Dunque, la Francia. Quella Francia che, se non erro, nel 1918 fu salvata meno l'ottuagenario Clemenceau, allo stesso modo che nel 1940 fu perduta dagli assai
attempati Reynaud, Mandel, Daladier e Gamelin, tutti oggi sconfitti e sotto processo. vi-
tanto Ma ora lo vi domando: se quella giovinezza era così sportiva, come mai fu poté tratziosa? E poiché per giunta era emancipata — parola vostra — chi o che cosa tenerla dal raggiungere i posti di comando? La verità è che la Francia era tutta fradicia: la giovane e la vecchia. Ma a questo punto il mio contraddittore, forse per diqualsiasi mostrare di sentirsi ancora giovine nei miei riguardi, dice quello che direbbe novizio, per farsi valere, di fronte ad un anziano: e cioè una scortesia. Dice, senza, per i necessità e senza diritto, che gli scritti miei sono sempre «troppo brillanti suol gusti », Accetto la prova d'emancipazione ch'egli mi offre: un'emancipazione critien ch'io non mi sono mai permessa con lui, per dirgli che gli scritti suoi sono sempre giovine più essendo zircone, Lo rassegno. mi e troppo opachi per i gusti miei, L'accetto, del diamante (poiché veniva da un'officina chimica, anziché da una profonda cava naturale) l'accusava di brillare troppo. A che il vecchio gioiello rispose che non era colpa sua, insomma, se natura l'aveva fatto diverso, troppo diverso da uno zircone.
MARCO
RAMPERTI
insomma. le belle ma povere acque dei nostri laghl: è per ciò tornerò a lodare, avendolo già menzionato
su queste pagine, quello stravagante e falotico.
benemerito e sapientissimo dottor Pirola di Bellano, che allo spinoso problema dell'allevamento già si dedicava, per conto suo e senz'aiuti, allora che lo Stato. non-ancora retto dall’onniveggenza mussoliniana, non
cl pensava né punto né poco. Gli incubatoi del dot-
tore Jariano. visibili appunto nello Zoo di Como. hanno preceduto di almeno vent'anni quelli ungheresi di cui tanto s'è parlato, in questi giorni, a proposito della nuova immissione d'avanotti di fogas nel Bala-
ton. Lo Zoo comacino vi dimostra come anguille, la-
varelli, trote, carpe, persici, bottatrici, facendo una buona comunella insieme, non siano stati altrimenti ‘curati e accreditati da noi, salvando
quanto
ancora
era salvabile. In una vasca a parte, solitario, recluso, va in amore. le acque dolci, Eppure anche il luccio m'ha spiegato un giorno il buon Pirola, e bisogna avere delle attenzioni anche con lui. Insommaperòquesto dolBarbanera, come all'aspetto zoofilo. pauroso la ce nell'anima come San Francesco, accetta ednéama vuole creazione com'è, cum tucte le sue creature; vocosì sono quali i lucci: che si spopoli neppure dei Nuovo nel e av6catt, gli raci, che sul Lario li chiamano Messico gli abogados. Strane coincidenze: non è vero? Ma la nuova Italia è magnanima: e ai lavarelli, no e si moltiplichino, insieme alle trote lucci e gli avvocati. anche i leoni, i coccodrilli, Ii VECCHI. — Il collega ‘ANCORA I GIOVANI E ai suoi apAngioletti, rintuzzando la mia i replica quali m'erano parsi punti su giovani e anziani — quanto offensivi pegli lanto lusingatori pegli uni,non l'ho capito. Vogliamo altri — dice e ripete ch'io di quelle sue proposizioallora trascrivere qualcuna
hanno messo soltanto il luccio: questo assassino del-
e non ni alla lettera? Ex ore tuo judico, Angioletti: facciano se ne parli più. « Non bisogna che i vecchi Non
l'entrata ai giovani... Fessa alle porte, impedendo loro gli onobisogna ch'essi contendano creditoconai avarizia giovani con ani-
ri e i benefici, concedendo libere le porte, insomma!
mo
usuraio.
Lasciar
Non
Doro,
di Gibilterra, oli inglesisonosqualificati anche come zoofii: non basta: ora apprendiamo
sul Reich mon risparmiano neppure gli animali. ‘Ecco un cavallo ucciso da una scheggia di bomba nella campagna della Germania Settentrionale.
x 15°
"GUERRA AEREA A ORIENTE E AD OCCIDENTE 'è un genere di guerra dal quale le potenze dell'Asse hanno dimostrato di voler rifuggire: la guerra spietata contro i deboli e gli inermi. E però sono" prepa-
rate a condurre inesorabilmente
la guerra totale qualunque
sia l'aspetto e la
gravità che essa dovesse assumere. Purtroppo l'Italia e la Germania devono combattere contro quel Paese — l'Inghilterra — che ha inventato l'assedio economico e il blocco. Da quel Paese di falsi uma» nitarii, nel quale persino i sacerdoti chiedono insistentemente al governo di non aver pietà di «nessun» tedesco durante le azioni aeree, partono ogni notte gli aviatori imbaldanziti da una buona dose di whisky per gettare le loro bombe sul territorio germanico occupato dai tedeschi e su quello italiano, Il servizio inglese delle Informazioni garantisce ogni giorno che la R.A.F, ha distrutto obiettivi esclusivamente militari.
Non sappiamo quanta gente al mondo creda ancora con coscienza e in buona fede
‘lle affermazioni della propaganda britannica. Sappiamo soltanto che gli obiettivi degli aviatori della R.A.F. sono in prevalenza casolari dell’aperta campagna, Ora, mentre gli inglesi, che hanno l’ingenuità di confidare su un'infinità di elementi incerti e imponderabili — quali il tempo, la pietà dei cittadini degli Stati Uniti, la nebbia, la temuesta. ecc. —, le potenze dell'Asse, che hanno l'iniziativa su tutti 1 fronti, compreso quello diplomatico. conducono le varie offensive nei varl settori (terrestri, aerei, marittimi e diplomatici) coordinatamente e con metodo. La superiorità lorosimanifesta, oltre che con la vittoria delle armi, con la calma e il metodo con cui
conducono le loro imprese e realizzano i loro successi. è un punto, questo, sul quale è utile insistere per fornire un'idea chiara del disordine e dello smarrimento dell'avversario. È Seguiteci nella nostra esposizione e voi stessi potrete trarre le conclusioni dopo aver
Il Feldmaresciallo Goering che nei giorni scorsi ha compiuto voli di controllo su Londra per assicurarsi degli effetti prodotti dai ripetuti bombardamenti dell'Aviazione germanica, lo vediamo qui mentre in un aeroporto della costa francese contornato dal suo Stato Maggiore attende gli spparecchi reduci dalle incursioni sull’Inghilterra.
l'Inghilterra allo scopo di costringere l'avversario a capitolare o quale preparazione per l'intervento delle altre due forze, e cioè della Marina e dell'Esercito, per uno. sbarco in territorio nemico, sono: la conquista del dominio dell'aria e la distruzione e paralisi delle maggiori industrie, dei più importanti nodi di comunicazione, dei centri fortificati e dei depositi di carburanti, di derrate alimentari e di materie prime d'ogni specie. Tutt'e due codesti obiettivi — dominio dell'aria e distruzione della produzione ne-
mica — sono oggetto della costante attività dell'Armata aerea diretta da Goering. I
giudicato i due sistemi e le relative realizzazioni.
risultati ottenuti
Vediamo cosa è accaduto nel Mediterraneo e sulle sue coste durante | cento giorni, poco più. di ostilità dichiarata fra l'Inghilterra e l'Itali Primo: l'iniziativa è sempre stata dell'Italia; secondo: a dieci azioni aeree italiane
che l’azione di logoramento della resistenza
fanno riscontro due azioni aeree inglesi: terzo: a dieci avparecchi italiani perduti fan-
no riscontro 16 o 17 apparecchi inglesi abbattuti; quarto: in azioni aereo-navali l'avversario ha perduto naviglio o ha subìto danri tali che il rapporto fra le sue perdite e le nostre è di 10 a uno, cioè 10 la Gran Bretagna e uno l’Italia; quinto: i nostri rifornimenti, vale a dire il collegamento marittimo fra la Libia e la madrepatria è continuo e costante e si svolge con una certa sicurezza, mentre la navigazione inglese è teorica» mente impossibile e in pratica avviene, quelle poche volte che è avvenuta, a costo di enormi sacrifici, al punto che si valuta a parecchie migliaia di sterline il costo di un etto di burro che venga trasportato a Malta: sesto: la nostra offesa aerea si svolge. ol-
tre che su tutti i punti delle acque del Mediterraneo centrale e parte dell'orientale e
di quello occidentale, sni niù lontani obiettivi di terraferma. e cioè su Gibilterra, Malta, Caifa. Giaffa, Porto Said, El Cantarah, Ismailia, Suez, Alessandria, Marsa Matruh e. altre località minori oltre il confine cirenaico. e ciò seguendo un preciso programma e a seconda delle necessità strategiche o tattiche e ovindi non una volta tanto a titolo dimostrativo o a caso, ma ripetutamente, ripetutissimamente, di notte e di giorno,
più volte in una stessa notte e in uno stesso giorno, sorvolando immense distese marine o immensi territori desertici o munitissime armatissime basi militari e navali. Nel medesimo tempo. con i suoi moderni e potenti 500 e più anparecchi dislocati nel terri-
torio egiziano e limitrofo. l'Inghilterra ha eseguito due-tre bombardamenti sulla Sicilia (nel primo periodo della guerra, quando Malta era ancora un'efficiente base di
partenza), bombardamenti senza particolare efficacin. auando non addirittura insensati
e bestiali (incursione su Palermo): due-tre bombardamenti senza importanza rulla Sardegna: un bombardamento su due isole del Dodecanneso: poche incursioni su Ben gasi e Derna: molte e quasi sertipre senza notevoli risultati su Tobruk (ultimamente
anche su Bomba); settimo e ultimo: premesso {l postulato douhettiano che « vincere rignifica riuscire a spezzare le resistenze nemiche prima che il nemico giunoa a mezzare
le nostre ». è chiaro che, pur essendo l'Inghilterra un'avversaria potentissima in possesso di basi e di armi di prim'ordine, ha dovuto subire la nostra iniziativa e sacrificare, oltre alle armi ai materiali e alle posizioni strateriche. già una parte di quel territorio che gli stratechi di mezzo mondo avevano preconizzato imprendibile. Ciò dimostra chiaramente, dunque, che la resistenza del nemico è intaccata e indebolita: e non la nostra, Comunque il rapporto di forze dei due antagonisti nel settore medio orientale non potrà mutare che in favore dell'Italia, in quanto l'Italia può
agevolmente e rapidamente rinforzare o semplicemente rifornire le sue armate ope-
ranti sulla quarta sponda, mentre l'Inghilterra, oltre al dominio dell'aria, che non ha mai posseduto, non è più in grado, proprio a causa di codesto dominio dell'aria che
non ha mai potuto raggiungere, di esercitare il dominio sul mare, a dispetto e scorno della poderosa flotta che. invece di esercitare il blocco, è rimasta bloccata, quella
flotta che « cerca invano di misurarsi con la giovine flotta di Mussolini» — come strepita il ministro Alexander — ed è invece costretta a subire l'oltraggio della nostra aviazione — come aggiungiamo noi — tutte le volte che intraprende un viaggio in forze per proteggere un convoglio o per eseguire azioni che meglio si addirebbero ai bombardieri della Royal Air Force, se gli aviatori della RA.F. non temessero le lunghe traversate sul mare e i nostri cacciatori più che i marinai di S. M. Britannica non temano i nostri « Picchiatelli»,i nostri bombardieri, i nostri idrosiluranti. Ma le peripezie della fiotta inglese e le amarezze dell’Ammiragliato non sono ancora
finite. Potrebbe non essere lontano il giorno in cui da bloccata diventasse imbottigliata.
In quanto alla situazione in Africa Orientale e nei settori aerei dell'Oceano Indiano, del Mar Rosso e del Golfo di Aden compresi nel raggio d'azione della nostra ner: nautica operante nei territori dell'Impero, la situazione non è meno allegra per gli inglesi. Le occupazioni territoriali nel Sudan, nel Kenia e di tutto îl Somaliland. occupazioni operate con la cooperazione e con l'ausilio prezioso e indispensabile del-
l'Arma serea, sono la prova più eloquente.
Ecco il bilancio di poco più di cento giorni di guerra fra l'Italia e l'Inghilterra. Da parte italiana soltanto attivo; da parte inglese soltanto passivo. Le parole della sornione Propaganda inglese servono ai gonzi. È curioso che il popolo più taciturno e del mondo si sia messo — per bocca dei suoi rappresentanti politici — a parlare tanto di una soe a dire tante scemenze. Da noi parlano i comunicati ufficiali, che sono brietà e di una modestia veramente esemplari.
per gli inglesi in La situazione sul fronte tedesco è decisamente assài più grave e le sue distruzioni fino entro il quanto che la guerra è penetrata con i suoi orroriAbbiamo scritto « penetrato»perché Cuore della nazione inglese. e quindi dell'impero. in realtà i tedeschi sono riusciti a operare dei veri e proprii strappi alla barriera di insuperabile. combatte contro il territorio metropolitano della Gran Bretagna è anda finora una guerra condotta esclusivamente dall'Arma aerea e segue a grandi linee Douhet i dettami delle ormai classiche teorie enunciate dal generale italiano Giulio
fin dal 1923. conduce contro Gli obiettivi principali della guerra aerea che il Comando tedesco
fino ad oggi
sono
imponenti.
In base alle documentazioni
aerofoto-
inglese dall'inizio dell'offensiva
in grande
grafiche e alle testimonianze dei neutrali (svedesi, americani, portoghesi, ecc.) risulta stile contro i maggiori impianti industriali e militari della Gran Bretagna, e particolarmente
della regione
londinese,
ha causato
i seguenti
danni:
6000
impianti
indu-
striali, di cui 1400 nella capitale, sono stati colpiti e distrutti in parte o totalmente;
il venti per cento degli impianti elettrici e del gas del territorio inglese sono stati distrutti o comunque resi inservibili per parecchi mesi; i più importanti centri fer-
roviarii sono stati disorganizzati; quattro stazioni di Londra sono state gravemente
danneggiate; la metropolitana della capi: è quasi completamente paralizzata; gli incendi nei magazzini e nel porti banno enusato danni colossali che vengono valutati a circa 12 miliardi di marchi.
Si pensi che durante 42 giorni di bombardamenti intensi sono stati lanciati sull’In-
ghilterra cirea 23 milioni di chilogrammi di bombe di tutti i calibri, Soltanto sugli impianti industriali dell'Inghilterra meridionale e centrale, e quindi su Londra, sono
stati rovesciati, durante 700 attacchi aerei, ben 15 milioni di chilogrammi di esplosivo.
Chi sa, come nol, con che metodo precisione e rigore lo Stato Maggiore tedesco conduce l'offensiva aerea in Inghilterra, non ha dubbi sull'esattezza di codeste cifre impressionanti.
«Noi siamo in prima linea », ha detto Re Giorgio nel suo messaggio di lunedì scorso,
In realtà l'assedio aereo tedesco si è talmente stretto attorno alla più grande isola inglese, che le maggiori linee di difesa, su cui i britannici avevano fatto tanto assegnamento, sono crollate. La prima linea di difesa era lungo le coste dell'Olanda del Bel-
gio e della Francia già in possesso della Germania. In un primo tempo i cace'atori della R.A.F. andavano nel cielo di questi territorii a tentare di contrastare il passo ai bombardieri del Reich. Verso la metà di agosto le più importanti battaglie aeree si sono svolte quasi tutte al di sopra della Manica. Alle ore 23 del 5 settembre è incomin-
ciato il bombardamento di rappresaglia contro ln grande Londra. Pochi giòtni' dopo
la caccia inglese, snidata e scacciata dagli aeroporti della costa, si è concentrata nella diecina di campi (fra aeroporti organizzati e piste improvvisate) sparsi nelle immediate
prossimità della capitale. In verità era l’unica soluzione logica per gli inglesi, in
quanto tale disposizione e vicinanza
fra di loro e al centro
della città dei campi
di
partenza e di atterraggio permetteva agli Hurricane ai Gloster e agli Sputafuoco di
fare
rapidamente
massa
nel cielo invaso
a ondate
dai bombardieri
tedeschi.
La di-
fesa antiaerea a terra era stata rinforzata sottraendo le armi ad altre città e ad altri centri d'importanza militare. Ma tant'è: quando sparano luvora: e viceversa. Intanto l'aviazione tedesca, smantellate
i cannoni. la caccia non le difese della costa, ese-
guiva la distruzione di quasi tutti gli aeroporti intorno alla capitale: Londra rimaneva
ancora con i suoi cannoni e mitragliatrici antiaerei; e con i suoi palloni di sbarramento, Bombe cadevano lungo le rive del Tamigi dal mare al Ponte di Londra. bombe cadevano sui docks colmi di ricchezze, bombe nel centro della City, bombe perfino sul Palazzo Reale. Più di 300 palloni frenati venivano abbattuti dai cacciatori
—
alla deriva sul mare, sulla Danimarca, sulla Norvegia, sulla Svezia.
4
germanici; altri 300, in un giorno di burrasca, spezzavano gli ormeggi e andavano
L'implacabile macchina di guerra non molla la sua preda. Dal 5 settembre, di notte e di giorno, con pioggia sole vento nebbia tempesta, in qualunque condizione, a dîspetto delle migliaia e migliaia di bocche da fuoco aeree e terrestri. mutando tattica
ogni giorno e spesso più volte al giorno allo scopo di disorientare la difesa, i bom-
bardieri e gli apparecchi d'assalto tedeschi s'avventano contro îl cuore dell'impero inglese. La maglie dell'assedio si stringono. î Gli inglesi che scrivono sui giornali o parlano ai microfoni della radio non sono
tutti perfettamente d'accordo. Comunque fanno professione di ottimismo. Il Ministro dell'Aria. per esempio, sostiene che la Germania
ha rallentato il ritmo dei bombarda-
menti a causa delle perdite patite e che « presto» la superiorità inglese nell'aria sarà
raggiunta, Come? Non certsmente per virtù divina, dato che le maggiori fabbriche
aeronautiche del Regno Unito hanno sofferto danni irreparabili. Anche Garvin, sull'Observer, si occupa dello stesso argomento. «Se riusciremo ad annullare la superiorità aerea germanica mantenendo una più elevata qualità dei nostri apparecchi
contemporaneamente all'aumento della produzione e all'acceleramento delle forni:
ture americane, noi vinceremo. Altrimenti non vinceremo ». Così scrive il noto giornalista inglese. ' Per vincere, l'Inghilterra deve annullare la superiorità aerea tedesca; per annul-
lare tale superiorità dovrebbe possedere più apparecchi e, sopra tutto, più piloti del-
|
l'avversario. Chi fabbricherà gli aeroplani necessari alla vittoria britannica? L'industria degli Stati Uniti? Gli aeroplani devono essere fabbricati e spediti; e devono
|
giungere a destinazione.
3È
In quanto ai piloti,
questi non si fanno in fonderia.
Churchill ha detto di essere «molto contento di vedere come il nemico si getti da.
solo, a capofitto, in un grande errore».L'errore è quello di distruggere Londra. « Masticate
caramelle
di gomma,
affinché
nei rifugi
antiaerei non
si sentano
1
bat- _
tere i vostri denti quando cadono le bombe. Abbiate riguardo del prossimo», è il monito londinese ai cittadini londinesi.
battuta spiritosa.
E questo non vuole essere —
crediamo — una —
Intanto il tempo passe e gli avvenimenti incalzano. I prossimi giorni ‘e forse mentre
lepgerete queste righe le aviazioni della Germania fitto în altri « grandi errori»
dll
e dell'Italia si getteranno a capo-
GASTONE MARTINI . |
NESSUNA
TREGUA
ALL'INGHILTERRA
GLI STUKAS ALL'ATTACCO
La tempe tare di violenza, non distoglie l'Arma aerea del Reich di inte gli Inglesi dell'inanità della loro resist vediamo infatti { disastrosi effetti prod
,
Li
CI
È.
diminuire sembra aumen-
distruggere per convinenti contro i porti bri-
quota. Si sora in pre
le fiamme.
Questa stupenda fotografia ci mostra uno Stuka appena ha iniziato la picch lo dei gipanteschi docks londinesi sul Tamigi: un attimo e la bomb ‘Rggiunto con precisione assoluta l’obiettivo. - Dai grandi deposi? ‘uati presso il porto di Londra si lo dense colonne di fur losioni e incendi provocati dalle bombe degli aerei germanici.
ghi piloti della R.A.F. non ri sopra il eimite
perta di Amburgo
bel
I
l'uomo
che
nei quartier le giov nenti di Londra, macchia rato di volere l'inasprimento della gue. totalitaria; stiano certi che saran come do
onte, hanno la guerra ce
UOMINI
DONNE
E FANTASMI
MatINcONIcO RITORNO DI OLLIO A”
una certa curiosità di vedere come se la sarebbero rispettivamente cavata Stan Laurel e Oliver Hardy, dopo la loro clamorosa separazione, pensando che un duetto come Ìl loro difficilmente sl scioglie, punto di vista dell'arte, senza fratture e squilibri sensibilissimi. Due p i il cui gioco è appunto basato sulla replica e sul contrasto derivante dalla diversità del fisico e dello stile comico, una volta separati non è facile ritrovino, ognuno per proprio conto, l'essenza più intima e i motivi più splendidi della loro buffoneria. Infatti Oliver Hardy, il pr mo della coppia che abbiamo rivisto solo, hu dovuto cambiare strada e ripresentarsi a noi piuttosto sotto le spoglie di un patetico caratterista che di un puro buffone. Ma anche così scaduto (in un tono infinitamente minore
e a uno stile quasi sempre gene-
rico e approssimativo), si sente che al popolarissimo Ollio manca qualcosa. E le sue oechiatine furbesche, i suoi gesti tra maestosi e autoritari, la sua stessa pinguedine, non hanno quasi più peso ora che non è più lì, a dargli la disturna e il controcanto 0 a fare da polo opposto, l'ineffabile e rintontito Stanio. La comicità di Ollio e per riflesso quella di Stanio (o viceversa), nasceva da un'operazione matematica, era il risultato di una somma.
È naturale che
sottratto un addendo,
la somma non torni più
Del resto provate a immaginarvi Don Chisciotte senza Sancio Pancia o Giacomo il fatalista senza il suo maestro e padrone... Fatte le debite proporzioni e su tutt'altro piano, è accaduto a Oliver Hardy quello che accadrebbe a Don Chisciotte se lo separassimo da Sancio o a Giacomo se non avesse più da ribattere le teorie del Maestro la forza e la filosofia del suo umorismo sono andate quasi interamente perdute. Alla mancanza di Stanio, gli accorti produttori di Zenobia hanno cercato di rimediare mettendo vicino a Ollio una specie di sostituto del suo antico compagno (il proprie tario dell'elefantessa) e l'elefantessa medesima alla cui docile bravura sono affidati i tre 0 quattro motivi veramente comici del film. come anche in quelle sc nette fra Oliver e la paziente bestia, la comicità risulti un tantino tetra e vuota, senza quel che di puntuale e insomma di arioso e spontaneo che veniva ogliere nel serratissimo gioco dei due illustri compari. Per quanto brava e intelli una beStia è sempre
una bestia. E non potrà mai e poi mai sostituire
un uomo.
Constatato il fallimento della comicità di Oliver Hardy, separata dalla comicità di Stan Laurel, che cosa dunque rimane nella pellicola di cui stiamo occupandoc Un caratterista qua e là divertentissimo e sempre in tono (con quel tanto di bonario, di affettuoso e di sconsolato che gli deriva dal suo fisico più che dalla sua arte), flancheggiato da una soave attrice come Jean Parker (l'indimenticabile eroina di « Cavalieri del Texas») e da quelle inarrivabili pazzerellone che sono Billie Burke e Alice Brady, qui non all'altezza di certe loro stupende incarnazioni che han fatto epoca e furono ripetutamente, ancorché pallidamente, imitate (non c'è bisogno, spero, che vi ricordi la Burke, ad esempio, di « Gioia di°vivere» o la Brady dell'« Impareggiabile Godfrey»),ma sempre attrici di straordinaria finezza. Aggiungete che la vicenda di Zenobia si svolge in un paese della Carolina, sulla fine dell'Ottocento. È voi sapete con quale gusto e cura gli americani sanno ricreare la moda e gli ambienti del secolo scorso, Qui particolarmente ammirerete quegli interni chiari e lindi e sereni, quei salotti tra il gotico e ll Luigi XV, con gli specchi inclinati, i mobili di legno scuro, i pavimenti lucidati a cera; quei paesaggi ombrosi e tranquilli del Sud, al limite di foreste tenebrose, che Thackeray descrisse nelle sue Virginians La stofia di Antonio Meucci è nota. Emigrato all'Avana, dal 1833 al 1841, fece un
Politutti | mestieri per vivere, mentre portava a compimento l'invenzione del telefono; della
quale scoperta fu defraudato dagli americani
Graham
Belludîì Boston
ed Elisha
Grey di Chicago. E soltanto nel 1886, dopo infinite peripezie d'olini genere, gli fu riconosciuta da una sentenza della Corte suprema di Washington, la priorità dell'inven-
« La danza dei milioni »ovvero un saggio egativo della nostra cinematografia: gli interpreti sono Nino Beso: e Jole Valeri, il regista Camillo Mastrocinque,
zione. C'era da immaginarsi che nel rifare per lo schermo questa dolorosa e gloriosa storia il compianto Lucio D'Ambra l'avrebbe alquanto romanzata, puntando soprattutto sui motivi patetici e patriottici. E che, messosi su codesta strada, era improbabile lasciasse in pace anche le figure in certo modo sacre. Infatti ci tocca qui di vedere tireto in ballo perfino Garibaldi, esule e ramingo in terra d'America. (Per fortuna il regista ce lo mostra quasi sempre di profilo e di spalle e un po' in ombra, più come un fantasma o un'immagine che come un essere vivo, e l'attore Valenti, che lo incarna, mantiene alla sua recitazione un tono impersonale e quasi ieratico), Ma, a parte il soggetto, il film ha alcune qualità di regia non spregevoli e sebbene ricalchi, soprat tutto nelle descrizioni d'ambiente, lo stile di certi film americani e ci ridia, ad osem pio, un caffè-concerto visto e rivisto (di quanto male fu causa l’« Atlantide »di Pabst, un giorno o l'altro bisognerà dirlo), si segue sino in fondo con qualche diletto. E qu cadrebbe opportuno un saluto a Enrico Guazzoni, il regista appunto di Antonio Meuce che è una vecchia gloria del cinema italiano, uno dei pochissimi nostri registi ai quali va riconosciuto il merito di essere stati i precursori una nuova èra. Come hanno dovuto ammettere perfino i francesi (ved.: Bardèche die Brasillach: «Storia del Cinema »), scrivendo: «Toccava agli italiani imporre finalmente agli americani la formul che li avrebbe indotti ad uscire dal loro Medioevo. S. Klein che cinque anni innanzi aveva prodotto la « Vita di Mosè» rimase tolmente colpito, in un suo viaggio in Eu ropa, da una proiezione del «Quo Vadis? »che comprò seduta stante una copia del film per l'America. Ritornato a Nuova York, prese in affitto l’Astor-Theatre e nell'aprile del 1913 iniziò la presentazione del «Quo Vadis? » in esclusività, come si sarebbe fatto con un dramma o con una commedia, Il successo fu esattamente immediato fino alla fine di quell'anno l'Astor fu gremito e dal giugno dell'anno seguente, ventidue circuiti speciali, fruenti di esclusività locali, lo presentarono con eguale successo în tutti gli Stati Uniti e nel Canadà. Questo giro trionfale segnava la disfatta del «trust» cinematografico americano. Il sistema dei film corti e dei programmi quotidiani era condannato senza appello » Mandiamo dunque un saluto al vecchio Guazzoni, uno dei santi padri della nostra cinematografia storica o a sfondo storico, riconosciut o maestro del film di masse, il cui nome richiama tutta un'epoca, e non la meno importante, stotià del cinematografo. Dato il soggetto e della finalità del «Meucci», Guazzoni aveva ben pocole da fare. deve ad ogni modo alla sua regia se il film nonSi cade quasi nella bolza rettorica e nella convenzionalità che di solito deturpano pellicole del genere. E anche là dove Guazzoni s'è lasciato prendere la mano dal facile e dal vieto diciamolo, dia una teatralità prevista e comunale, e, bisogna ri. conascere che, con un altro dere di peggio. Quanto agli
regista, poteva interpreti,
acca-
che per la prima volta si cimenta in ilunaPavese, parte piena di responsabilità e di se l'è cavata assai bene, contenendo il suoagguati, personaggi linea sobria e abbastanza ferma, E Leda o in una Gloria ha dolcezze espressive e accenti malinconici di sicurissimo effetto. La Gonda, per fisico e spontaneità, sarebbe a posto, se non che mentre gli altri invecchiano (d'azione va dal 1833 al 1886) ella diventa sempre più giovane, E nell'ultimo quadro, fresca e bella come la nelvediamo, Conveniamone dopo cinquant'anni, è un belprimo, miracolo anche per una ballerina spagnola La danza dei
Leda Gloria e Luigi Pavese in una scena del film « Antonio Meucci (Il mago di Cl fon) » che diretto da Enrico Gu rievoca sullo schermo le peripezie dello sfortunato inventore italiano. Il film è stato proiettato in questi giorni.
milioni è uno di quei film che tono di cattivo umore di rallegrare gli metuni. mi come si proporr invecePerciò non ne parlo. le. sciando a voi, o ebbero.il compito di and: larlo a È vedere e di giudicarlettori, lo. Poi qualcun o mi dirà & Ly torto o ragione di considerare quelli pellicola addirittura sprecatissima 2 ADOLFO
FRANCI
S i
Il ministro Serena esce dalla centrale sotterranea di Stazzona. - Sotto rivista le maestranze schierate al suo passaggio.
IL MINISTRO
DEI LAVORI
PUBBLICI
IN VALTELLINA
L'INAUGURAZIONE DI NUOVI IMPIANTI DELL'AZIENDA ELETTRICA MUNICIPALE DI MILANO dell'Azienda Elet1 22corrente l'Ecc. Serena, Ministro dei LL. PP., ha visitatoivarii impiantinell’Alta Valtellina affluenti I trica Municipale di Milano che sfruttano il corso dell'Adda e poi il continuo fabbisogno di L'Azienda di Milano è sorta con modesto programma, ma da tali acque tutta energia assorbita dalla grande metropoli ha spinto a ricercare di ritrarredi ampi serbatoi, l'energia possibile regolandone anche il deflusso mediante la costruzione l'ultimazione Così la portata che scendeva nelle magre invernali a soli 4 me. è salita a 12 e con a 2200 m. di aldel grande bacino di S. Giacomo di Fraele, ora in via di costruzione, situato raggiungerà i 20 me. Portate appaterza, della capacità di 60 milioni di me., la portata minima si pensi che quando energia di quantità notevoli produrre di capaci ma grandi non rentemente il salto globale sfruttabile è di oltre m. 1000 sull'Adda e di m. 500 sull'afMuente Roasco. Altri bacini di capacità minore si trovano a monte delle varie centrali in guisa da ottenere una conveniente regolazione giornaliera consentendo notevoli erogazioni in corrispondenza delle punte di consumo. Particolare esempio di tecnica di accumulo è dato da quello della centrale
Nella sata quadri di una delle centrali. - Sotto: Centrale di Roasco: in mezzo alle maestranze.
Centrale di Stazzona Uno dei grandi trasformatori. - Sotto diga di S. Giacomo di Fraete impianto dei nastri trasportatori dei materiali da costru:
i S. Giacomo di Fraele (in 100 3. L m, Si vede il gruppo delle case degli operai (la Digapoli); la linea tratteggiata indica la quota di invaso.
Presa di Sernio (sbarramento). Particolare di questa centrale è che anche
i grandi trasformatori
italiana e che è stata oggetto di ammirazione da parte di molti esperti
con la facciata prospiciente la valle; con ciò si
sarà ottenuta una con.
‘anche degli Stati Uniti d'America. Tutto è scavato nell'interno della roccia per rendere l'impianto invulnerabile attesa la sua vicinanza al confine dello Stato.
maggiore raggiunta dall'impianto di Stazzona. Il nuovo grande bacino di S. Giacomo in costruzione comprenderà
sotterranea
di Stazzona
che è costituita
da tre ampie
vate in caverna in prossimità della centrale.
gallerie sca-
Il Cons. Naz. Prof. Pasini, Vice Presidente della Corporazione
del-
l'Elettricità, e che presiede l'Azienda Elettrica di Milano, ha in un
decennio trasformato completamente gli impianti esistenti di Fraele e Roasco e ora è stata la volta di quello di Grossotto trasformato con la modificazione delle macchine e con l'aggiunta di nuovi gruppi. L'Ece. Serena ha nella sua visita inaugurato l'ampliamento di questa ultima centrale e ha a lungo visitato la centrale sotterranea di
Stazzona.
È questa imponente costruzione un'opera che fa onore alla tecnica
per l'alta tensione sono stati collocati in caverna, Dalla montagna che cela questo grandioso insieme di meccanismi e di strumenti non escono che le lince ad alta tensione i cui cavi anch’ess per lunghi tratti sotterranei trasportano una corrente per 150.000 Volti Le condotte forzate che alimentano le turbine hanno un salto di 90 metri; colossale cascata della portata di 40 me. al secondo che si inabissa nel cuore della montagna silenziosamente e invisibilmente. Il Ministro si è poi recato a visitare la località dove sorgerà il nuovo impianto di Grossotto-Sernio interessandosi vivamente al tipo della centrale che sarà semisotterranea, cioè scavata nel monte ma veniente protezione antiaerea non essendo necessaria la protezione
delle turbine. - Sotto: Costrudi comando Centrale di ana Apparecchi rego or e feriehe mobili per il trasporto a piè d'opera zione di la diga di S. Giacomo di Fraei del calcestruzzo.
ale A sinistra: Uno del gruppi ad asse della centrale sotterranea di Stazzona Une gru della portata di
ila potenza di 18 mila Kw.
Uno dei nuovi gruppi turboalterni una udine p ochi DI il lavoro e per raggi li period! si co perme dosare e
m. avente mes dell
un'altezza
di 70 m.
ino în cui può effettuarsi nsità di costruzione in sul tipo di quelli americani omaticamente con molta ceie benne del a portata di diec i portanti, attraverso la valle nel
cui for lo viene adagiato il La diga è del tipo a gravità a speroni interni così che presenta grande sicurezza con minore impiego di materiali rispetto alle ordinarie dighe a gravità Per portare rapidamente il cemento e i materiali occorrenti sul posto l'Azienda ha costruito una linea filoviaria della lunghezza di ben 50 km. e che dalla stazione di Tirano giunge alla le Cantoniera dello Stelvio; da qui una teleferica di 8 km. di lunghezza fa pervenire i
tti materiali al cantiere: opera grandiosa che consente una grande di carburante e che rimarrà, a lavoro ultimato, in servizio per i bisogni industriali e turistici della Valtellina. Anche in questo l'Azienda che già tante benefiche niziative ha uto per la Valle si è resa particolarmente benemerita.
economi
Le maestranze addette ai lavori in numero di oltre duemila, che alloggiano in un villaggio appositamente costruito dove nulla manca dal punto di vista igienico e assistenziale, sono state passate in rivi= sta dall’Ecc. Serena che ha loro rivolto la parola suscitando una fervida manifestazione all'indirizzo del Duce. Il Ministro accommiatandosi ha espresso al Cons. Naz. Pasini il suo più vivo
elogio per le realizzazioni tecniche e i risultati economici
conseguiti dall'Azienda sotto la sua guida appassionata e sicura,
presenta
il suo
nuovo film:
"DONA Soggetto di ALESSANDRO DE STEFANI
Regiadi
MASSIMILIANO
NEUFELD
10;da” VO,
CARLO LOMBARDI « NINÌ GORDINI-CERVI © GIUSEPPE RINALDI LISA VARNA © GIUSEPPE PIEROZZI © ACHILLE MAJERONI © OLINTO CRISTINA GUGLIELMO BARNABÒ ©RENATO MALAVASI @ AUGUSTO MARCACCI © EMILIO
ETACOI
Distribuzione ((0)
CRONACHE
PER TUTTE
LE RUOTE
Signori, voglio mettervi al corrente — di quanto accade in questo basso mondo: — Nemico della critica opprimente. che d'ogni cosa vuol toccare il fondo, vi dirò tutto in rapide battute, — senza guastarvi lì sangue e la salute.
S'apprende che il dinamico Clurcillo rimanda a miglior tempo le elezioni il popolo, si sa, non è tranquilio per poter darsi a certe distrazioni. Che Churchiti, visto il vento un po’ consi cominci a sentir... totalitario? [trario, Le bombe, a Londra, incendiano il museo delle statue di cera, con gli eroi che conoscemmo al tempi del liceo Nelson, Wellington, Pitt... Inglesi, ahivo!, anche quei grandi e nobili scomparsi dovevano finir con lo... squagliarsi! Da quando l'aviazione travolgente va distruggendo fabbriche e palazzi, in Inghilterra — a Londra specialmente — è triplicato il numero dei pazzi. Naturalmente, Churchill ha il progetto di triplicare pure il Gabinetto. A meno che il cronista non c'inganni, secondo un istruttivo trafiletto, il Re Sole ha ingoiato in sessant'anni N duemila purghe... Giorgio sesto ha detto — Se continuan gli allarmi e se Dio vuole, in questo campo batterò il Re Sole...
Leggiamo che in America, quest'anno, non troveran da vendere il cotone, per cui, com'è probabile, dovranno gettare ‘ai pesci balle a profusione. La Casa Bianca è attonita e sconvoli le... balle non van più come una volta! A Londra, a un'unità della Marina {l nome di Ciurcillo è stato imposto; però, la gente mormora in sordina trovando che quel nome è fuori posto dipinto sulla tela d'un pallone, avrebbe fatto, invece, un figurone! Forse per fare un piccolo dispetto, parlando agl’ingratissimi Britanni, il solito Lloyd George avrebbe detto che questa guerra durerà quattr'anni. Non sballi fesserie quel buon gallese! Scoppian già tante bombe in quel paese.
Poiché a Vichy finisce la stagione, mentre Parigi è sempre un po’ occupata, il governo francese andrà a Lione, per le sue pezze tanto rinomata. Il pio Pétain lì spera — ed io io lodo — di.. rattoppar la Francia in qualche modo. Il mesto Gandhi, in India, ha avuto il titolo di generale... L'anglico reame, di cui già siamo all'ultimo capitolo, aveva prima il « generale Fame »: con quel decreto saggio ed opportuno, adesso ha pure il general... digiuno!
n)
A Londra, vengon dati agli abitanti tamponcini d'ovatta, ad attutire gli scoppi spaventevoli e smervanti di quelle bombe che non fan dormire. Almeno, quella gente dispraziata non sentirà la radio: è una trovata
Per sollevare, nella estrema unzione, fl morale agl'Inglesi un po' avviliti, si parla d'un progetto di fusione fra Regno d'Inghilterra e Stati Uniti Per conto nostro, se mon è che questo, vadano e farsi fondere al più presto
A Gibilterra, quel governatore è un po’ turbato e sembra che condanni a morte i cani e i gatti, pel timore che all'afflitta città rechino danni. Adesso sembra ch'oltre a quelle bestie si mettan pure i... Galli a dar molestie. Anche quest'anno Napoli ha applaudito il solito miracolo: in mezz'ora il sangue del gran martire ha bollito € tutto andrà benone. A Londra, ancora, il miracolo atteso, viceversa, non s'è compiuto: Churchill imperversa. Gl’Inglesi fuggon sempre a briglia sciolta, nelle più varie e più remote plaghe. L'Egitto spera, tutto în una volta, di liberarsi dalle sette piaghe, cacciando via l'inglese tracotante, {l quale le compendia tutte quante. Per protegger le gambe alle signore, dalle punture spesso molestate, s'è preparato un liquido incolore, con cui le calze vengono spalmate. Si spera adesso in un prodotto affine, che serva per spalmar le mutandine... In Indocina, avvenimenti in corso. De Gaulle s'illude d'essere un pirata. Re Giorgio ha tartagliato un bel discorso. Marsa Matruh è stata bombardata. A Londra, bombe, chiacchiere e disgrazie. Mangiate l'uva. Arrivederci e grazie. ALBERTO CAVALIERE (Disegni di Guareschi).
( SL Vous PIATT
79)
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dice il dottore, per mettere in guardia chi può, più facilmente, essere vittima dell’ uricemia. L'uricemia, eccesso di acido urico nel sangue, è un male eredi-
tario e le sue conseguenze sono molteplici e dolo-
rose (gotta, artritismo, reumatismo, obesità ecc. ecc.)
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a Occorre seguire una dieta scrupolosa e bere solo ) 4
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ELDIURETICA . CHE SCIOGLIE LACIDO URICO] ne facilita l'eliminazione e serve a preparare una ottima acqua da tavola di sapore “ini
A. GAZZONI & C. BOLOGNA
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Spesso chi soffre di nervi, vive sempre appartato quasi sotto una campana di vetro, timoroso di essere afflitto da mali inguaribili, sfiduciato in sel stesso e nelle proprie imprese La cura dell'ANTINEVROTICO DE GIOVANNI tonico ricostituente del sistema nervoso, gli ridarà presto le forze perdute e il buon umore perchè
allontanerà
la vera
causa di tanti disturbi:
la
nevrastenia. L'ANTINEVROTICO DEGIOVANNI e consigliato dalla scienza medica è
approvato
di sapore gradevolissimo.
A. GAZZONIc. BOLOGNA] LI
2 naro p>—— ST Il mio illustre Collego. Prof. Achille De Giovanni, ho composto un medicamento che fortifica e tonilica tutto il sistema nervoso. L'Antinevrotico De Giovanni è il miglior mezzo per combattere direttamente quella malattia che si suole delinire - il male dei nervi PAOLO MANTEGAZZA
Antinevrotico TONICO
RICO
TUENTE
...gli altri rimedi mi hanno lasciato in asso: l'Antinevrotico De Gio n vanni, h ben com posto ed effic ) i icacissimo, cura ottimamente l'esaurimento miol nervoso ed è il il miglior mezzo per combattere la nevrastenia. Astor. Pretett Bologno N_277% -17-8.1937.XV. G. BACELLI
De Giovanni DEL
SISTEMA
NERVO
ne, ai lubrificanti raffinati e super-raffinati seguendo concezioni di avanguardia ecc. per comprendere come il piano autarchico del petrolio sia stato attuato in I lia non soltanto nel campo pratico-industriale, ma soprattutto in quello dell'intelligenza: sutarchia, questa, meno appariscente al più, ma certamente più apprezzata e non meno redditizia, in quanto valutabile materialmente ai fini della cessione o dello scambio di brevetti fra gli enti di ricerca delle varie nazioni int ressate agli stessi problemi. Ultima arrivata dunque, in Ordine di tempo, per ragioni che tutti sappiamo, ma rapidamente la tecnica itallana si è imposta anche negli ambienti di lunga esperienza per capacità ed iniziativa. VITA ECONOMICA E FINANZIARIA * Il nuovi rapporti commerciali tra l'italia e la Romania. Col 1° settembre 1940 è andato in vigore il nuovo accordo stipulato tra l'Italia e la Romania il 27 agosto scorso, relativo alla facilitazione degli scambi di merci tra i due Paesi, ed alla regolamentazione dei pagamenti secondo un cambio unico fissato sulla base di lei 950 per lira italiana. Poiché con l'anzidetto accordo sono state adottate le misure per attivare la vendita di petrolio romeno, si ha fondato motivo che quest'importante settore avrà una par. ticolare intensificazione Le statistiche della produzione e dell'esportazione del petrolio e derivati relative al primo semestre 1940, comparate gon quelle del corrispondente periodo del 1939, mostrano una curva discendente più accentuata però per l'esportazione. Infatti, mentre l'indice della produzione è passata da 100 a 98,2, quella dell'esportazione è passata da 100 a 80,5. £ tuttavia da ricordare che le esportazioni del pri mo semestre 1939 furono influenzate dall'affannosa preoccupazione di ogni Paese guropeo — in vista dell'aggravarsi della situazione internazionale sfociata pol nella guerra — di aumentare le proprie scor. te di carburanti, mentre la lieve contra= zione della produzione accertata nel primo semestre del 1940 è da attribuirsi più che altro alla situazione anormale in cui si è venuta a trovare l'industria romena del petrolio, sulla quale tentarono (i far leva le forze capitalistiche e potitiche manovrate dalle Potenze occidentali. Riscattata tale industria dallo stato di larvata soggezione in cul si trovava, potrà d'ora innanzi potenziare su basi interamente nazionali e garantire all'Italia, oltre fila Germania, più larghi rifornimenti troliferi a condizioni più vantaggiose pe-di quelle fatte per Il passato. L'accordo economico concluso con l'Italia il 27 agosto scorso ne è la preliminare conferma. Le statistiche delle esportazioni romene degli ultimi quattro anni sono diverse da Quelle del 1939, in cui appare evidente come la vendita abbia subito un altro orientamento nei riguardi delle potenze occidentali. Le statistiche del primo semestre del 1940 daranno la riprova solare che 1 pronostici dei circoli londinesi sono stati ben lungi dall'avvicinarsi all'agognata realtà, dato che 1 rifornimenti di petrolio romeno alle Potenze dell'Asse sono andate aumentando con lo stesso ritmo col quale sono andate riducendosi sino (ad annullarsi gli acquisti anglo-francesì. + Prospettive della produzione vinicola italiana. La campagna in corso non è stata per l'insieme .dei paesi vinicoli europel tra le più favorevoli di questi ultimi anni. Quasi ovunque, infatti le valutazioni prevedono, a motivo dell'andamento stagionale, raccolti inferiori alle due annate precedenti. Anche in Italia malgrado 1 vigorosi sforzi dei nostri viticoltori la produzione vinicola si pre-
colto del 1957 ma inferiore alla produzione media del biennio 1938-39, che si è aggirata sui 40 milioni di ettolitri. Questa situazione non avrà tuttavia alcuna particolare influenza sul mercato vinicolo e sul consumo polché tempestivi provvedìmenti sono stati presi, come è noto, sia ne! riguardi della percentuale di produzione da destinarsi alla distillazione sia per quanto riguarda 1 prezzi. * Lo sviluppo della tabacchicoltura libica. Un promettente deciso sviluppo va
Ing. E. WEBBER &4C. Via Petrarca, 24 - MILANO assumendo in Libia la coltura del tabacco la cui produzione, limitata prima dell'occupazione a poche varietà e ad un quantitativo non superiore ai 10 mila chilogrammi annui, è salita nel 1934 a circa 460 mila chilogrammi e nel 1938 a 850 mila, quantitativo questo superato nella scorsa campagna. Tale produzione realizzata, attraverso una nuova impostazione delle colture, copre ormai per oltre l'80 % il abbisogno delle ben attrezzate Manifatture tripoline che provvedono all’approvvigionamento di tutta la Libia oltre ad alimentare una discreta corrente di e. sportazione. Potenziate le varietà tradizionali quali il Fezzan ed il Tripoli, a seguito di intensi studi e esperimenti nel campo agricolo ed industriale, sin dal 1927 poteva iniziarsi la coltivazione su vasta scala di nuove varietà quali il Salento e l'Erzegovina gigante in pianura, il Sansum, il Pernotiza, il Xenti Jakà e il Porsuciem sull'altipiano la cui produzione è ormai avviata a notevoli sviluppi. Il numero dei coltivatori sparsi lungo la costa, nella Gefara e sull'altipiano si aggira attualmente intorno ai 1300, cifra queSta destinata ad aumentare per il crescente interesse che va assumendo questa importante attività agricola nel quadro dell'economia libica. * Lo sviluppo della produzione italiana delle ligniti. Con metodica progressione conformemente al programmi stabiliti secondo le direttive del Duce, dall'Azienda Ligniti Italiane, l'estrazione di questo nostro combustibile autarchico si eleva verso sempre maggiori quantitativi Era stato annunciato alcuni mesi addietro che verso la metà dell'anno essa avrebbe raggiunto e superato il milione di ton. nellate ed ecco, che dalle ultime rilevazioni eseguite questa mèta risulta pienamente raggiunta. La guerra e le sue esigenze non hanno dunque impedito questa realizzazione ed è certo che nei mesi successivi il ritmo della produzione s1 manterrà così da giungere al quantitativo prestabilito per l'anno In corso. * Le norme tecniche per la prossima campagna granaria. L'approssimarsi della nuova campagna agraria richiama ancora una volta gli agricoltori italiani sulla necessità di dare il massimo possibile incremento alla produzione del grano, che rappresenta il primo e fondamentale alimento del nostro popolo lavoratore. Il problema più essenziale è quello, come è noto, della concimazione razionale e ordinata, e della scelta delle varietà, le quali devono essere iscritte al Registro Nazionale. La moderna granicoltura esige una complessità di norme da osservare, e l’agricoltore italiano ha saputo attingere alla tecnica moderna tutti | requisiti che stanno a base di un incremento quantitativo e qualitativo. L'anormale andi mento stagionale dell'annata decorsa, che ha influito sul favorevole sviluppo delle coltivazioni granarie secondo le tappe finora raggiunte, non può arrestare l'intrepida costanza dei nostri agricoltori, 1 quali ben conoscono e valutano appieno le tempestive e diligenti premure del Regime onde assecondare le loro giuste
attese e corrispondere
adeguatamente
ee =—_—_—_—______—___ =" LA COPERTINA, L’INDICE E IL FRONTESPIZIO DEL PRIMO SEMESTRE 1940 de L' ILLUSTRAZIONE gratuitamente ai signori richiesta
- anche
con
ITALIANA sono spediti abbonati che ne facciano
biglietto da visita munito
del-
la sigla «cif» - alla amministrazione in Milano Via Palermo, 10. | non abbonati dovranno aggiungere L. 4, rimettendole in francobolli o versandole sul Conto Corrente Postale N. 3/16.000
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
la
necessaria remunerazione. Nella concimazione autunnale del grano non si devono omettere l'azoto prontamente utilizzabile e la potassa. Quest’ultima rappresenta un premio d'assicu. razione che garantisce la costanza della produzione anche nelle annate meno favorevoli. Se si sta alle statistiche si vede che sono i concimi azotati che hanno assunto in questi ultimi anni un fortissimo incremento, mentre i concimi potassici hanno segnato piuttosto un regresso e
LEGIONI E
FALANGI RIVISTA
POLITICA
L'ECC.
DIRETTA GIUSEPPE
E DAL CAPO
CONTE DELLA
quelli fosfatici ‘hanno subito un aumento relativo. È stato a tal uopo osservato da taluni agricoltori che ciò risponde ad un giusto cri. terio di proporzionalità, poiché il frumento con-
suma due volte più di azoto
in confronto
di
quanto non consumi di fosforo. Se non che le concimazioni fosfatiche si devono aumentare in relazione alle maggiori concimazioni azotate, se
non si vuole correre il
rischio di impoverire il terreno di fosforo, e tanto più dovrà avvertire quest’impoverimento quanto abbondante è stata la concimazione di
MENSILE Il 28 ottobre XVIII, edita dalla Casa Editrice Garzanti, uscirà in Italia e in Spagna una grande rivista
DA LOMBRASSA
politica dedicata ai rapporti itale-spagnoli. La rivista bilingue, in 64 pagine, avrà larghissima diffusione, e per l'autorità dei suoi scrittori e la nitidezza delle sue illustrazioni sarà destinata ad avere ampia risonanza.
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religio-
se hanno avuto Il loro
pieno svolgimento,
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una stragrande affluenza di fedeli. Evidentemente l'opera di Governo dell’Italia Fascista _ nel _ territori dell'A. O. I. ha creato
per 1 nativi condizioni
ha
di vita che consentono ad essi di vivere in as-
v
soluta serenità anche in tempo di guerra, Istruttivi confronti si trebbero istituire con
;:
nitrati fra inverno epri-
avanti la semina, o di sostituirlo erroneamente con solfato ammonico e calelocianamide. Queste sostituzioni di elementi fertilizzanti non sosti. tuibili sono un errore, € splegano talvolta il perbassi rendi. ché mentidi dicertigrano.
le popolazioni territori finitimi, deiesposte dalla patria potestà inglese ai più duri colpi della guerra. Significativo il fatto che capi etiopici e clero, recandosi a far parte alle del giubilo abbia. popolazioni, delle Autorità no sottolineato come fl nuovo anno del calendario etiopico tragga vit. auspicio dalla guerra toriosa che 11 popolo ita-
:
NOTIZIARIO
lano combatt
Come corrispettivo, da
COLONIALE p
* L'allevamento del nella Somalia orientale, già britanni-
parte Inglese, si
È
bestiame
ca, sì presenta molto più promettente di quello
che gli inglesi avrebbero voluto far credere. Basta pensare che sino dal 1936 furono esportate da questo territorio pelli valutate circa dieci milioni ailire,perave-
v
La
"
‘
p
i E
gliatrice distribuite con prodigalità dalla Pale-
\
d
stina all'India, in occa. sione di feste religiose, che, presso popolazioni tenute in servità, assumono necessariamente il carattere di manifestazioni di protesta.
, CI
|
conereta del buon nu-
j
mero di bestiame esisino da allora in
Ù
potreb.
Bero ricordare lescudi. le schioppettate e le raffiche di mitrasclate,
* Notizie da Càssala
ME)
informano che col ritor. no degli Italiani în que-
h
sto importante centro sudanese, le popolazioni
native vengono assistite materialmente e moral. mente. tutte le risorse a tal payod necessarie, da parte degli italiani. Coll'au-
”»
mento della produzione
c
zootecnica potrà anche
Il Vicerè — come è stato annunciato — ha, fra l'altro, disposto re-
»
‘essere aumentata lapro-
céntemente è
schea,
trovata
con
le
mura diroccate, le decorazioni sfregiate. I lavori per restituire
Senna puramente locale. produzione
la ricostru.
zione della locale mo-
x
que ‘agricola, la qua=. sotto il governo bri. tannico, ebbe un'impor-
al suo giusto splendore
della
Il caratteristico
gomma, che sino dal si aggirò su un quantitativo corrispon-
i
A
:
è
edificio,
mèta di venerazione dei mussulmani che sentono efficace e profonda la
dente ad un milione delle nostre lire, potrà esend ‘aumentata con re.
influenza degli sceriffi Morgani, i quali da Càssala e Massaua, han-
pa
guiti dal Genio Civile di Asmara. La grande sala, il vero tempio, o Liv di pretioa (Masghid) ha
lativa facilità. Lo stesso può dirsi per l'esportazione del-
no per decenni propagandato la Khatmla, o perfezione, vengeno ese.
Mi mici notevolmente supefa! ‘a quanto si potreb& prima vista pen-
sare. *
MARCA
MEPcEra ti
STE
britannica.
Tntatti i
zio del
n
Lage? anno del
calendario. etiopico —è stato salutato dappertut-
ICA
ITALIANA
forma rettangolare e mi. sura metri 45per 35.
LLA
speculalezione alle ra ir oa
È
D'OROLOGERIA
To Ft di Duce.
ra già corre dai paesi ri-
vieraschi del Mar Rosso so aeI ni
.
FONDATA
NEL
1878
XIII —
lel
limiti
Darfur eoltre: esì
va rapidamente diffon-
dendo per tutte le con: trade nilotiche, non sen-
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Veatte 1) ii
za rincrescimento del funzionari inglesi che ‘ancora risiedono nel Su. dan, 1 quali credevano bastasse al loro prestigio il binomio sterlina-frusta e ora sì accorgono di avere irrimediabil. mente mancato alla missione affidata alla civiltà europea in Africa.
LSSIMA
* 51 ha da Harar che, nell'intento di dare un impulso alla produzione orticola famigliare, il Governo hararino ha indetto un concorso con premi in danaro fra na. zionali che nel termine di due mesi procedano all'impianto di orti a cafattero famigliare nei pressi delle rispettive abitazioni. Un altro concorso, allo scopo di dare incremento alla produzione avicola, è stato pure indetto e dotato di note: vali premi. Questi concorsi rien trano nel piano dell'autarchia a suo tempo tracciato con larghezza di vedute ed | premi vogliono essere tangibile segno d'incoraggia. mento a chi, con le proprie forze, reca un contributo nel settore più specifico dell'autosu@. cienza alimentare. * La conquista della Somalia Orientale già Inglese ed il continuo aumento del nostro prestigio fra le popolazioni dell'Africa e dell'Asia, determinerà anche un numento considerevole del nostri traffici con l'Iran, i quali sono finora piuttosto limitati Il mercato iraniano assorbe finora considerevoli quantitativi di tessuti e filati fta. Hani. Anche le nostre vendite di macchine ed apparecchi e di articoli da abbiglia» mento incominelano a fruttarel somme tutt'altro che trascurabili. Lo stesso può dirsi per le bevande, | lavori di caucetù e di celluloide, le derrate e le conserve alimentari e le droghe. Fra | nostri acquisti sul mercato iraniano occupano | primi posti la gomma adragante, i foraggi ed | semi, i bozzoli e la seta greggia. l'oppio e le pelli conciate somme che nol spendiamo nell'Iran per l'acquisto dei suol tappeti sono sempre, relativamente, molto limitate. Alle volte vi facclamo forti acquisti di frumenti che ora tendono a diminuire * Una notizia proveniente da Stoccolma e riprodotta da quasi tutta Ja stampa mondiale ha segnalato che, recentemente. è stata inaugurata la teleferica « più lunga del mondo » che misura km. 42, unendo due laghi della Norvegia. Va rilevato che la teleferica più lunga del mondo non è quella Inaugurata în Norvegia, bensì la Massaua-Asmara realizzata dal lavoro Italiano fino dall'inizio della conquista dell'Impero. La teleferica che unisce infatti il nostro maggiore scalo dell'A.O.I. con Îl capoluogo dell'Eritrea misura infatti oltre 72 km. ed ha un dislivello di 2300 metri. Aziona 1066 vagoncini della portata di 3 quintali ciascuno è con una velocità di trazione di m. 280 al secondo,
IL GIUDIZIO del
sono lanciati ovunque al loro fianco, fulminando sul nemico con le loro irresi-
stibili cariche.
EV E Cet
ALL'INSEGNA DEI SETTE SAPIENTI Avete mai pensato ai danni recati all'agricoltura dapli insetti nocivi? Così ci scrive un lettore di Piacenza, invitandoci a intrattenerci sull'argomento, in verità assai importante, argomento al quale la valorosa schiera dei nostri tecnici agricoli dedica da tempo studi ed esperienze. Non c'è pianta, si può dire, che a un dato momento del suo sviluppo non sia attaccata, direttamente o indirettamente, da almeno una specie di insetti nocivi. Metà infatti dei cinque milioni di specie di insetti esistenti in natura vive a spese delle piante, sicché l'Ecc. Silvestri, Accademico d'Italia ed entomologo illustre, è giunto alia conclusione che la sterminata schiera cagiona annualmente all'agricoltura un miliardo e mezzo di danni, somma che sale a due miliardi se comprendiamo nel conto i danni recati alle piante ornamentali e boschive. Questa somma enorme è, per altro, ben poca cosa in confronto ai dieci miliardi di dollari che annualmente gli insetti nocivi cagionano all'agricoltura degli Stati Uniti. ‘Avete parlato del Mas, ci scrive un signore di Monza, ma non ci avete detto perché sì chiamano Mas.
cISCHIROGENO È UTILE ANCHE AI SANI Caro Comm. mia,
&>
CAVACCHIOLI,
vai
Direttore
cià
responsabile
questo
Genova, 7 novembre 1938 XVII
Battista
Dopo aver controllato posso
quello che
ora
dirVi
ho veduto
a complemento
ho detto tre anni addietro.
nella casistica di quanto
Vi
L'uso continuato del Vostro ISCHIROGENO
mi ha
stati morbosi, ma che è del pari grandemente
utile
dimostrato che esso ha un grande valore come tonico in vari nei soggetti
sani quale mezzo attivo nel mantenere
la resistenza organica così necessaria
per prevenire e com.
battere utilmente ogni malattia. Sarebbe desiderabile che di questa proprietà tenessero conto | Medici nel loro esercizio. Vi saluto caramente. Senatore
EDOARDO
MARAGLIANO
Professore Emerito di Clinica Medica nella R, Università di Genova L'autorevole
parola del Sommo Maragliano, il Clinico insigne
di fama pipe
non lascia dubbio che l'ISCHIROGENO
porta il primato come
Si deve clorosi,
ricostituent
preferire
cefalea, spossatezza,
Agisce
nei casi di neurastenia, anemia,
inappetenza,
energicamente
dispepsia
Si prende
a cucchiai
prima
diabetici, perchè non contiene
dei pasti.
zucchero.
‘comunque prodotta, ridona le forze.
atonica,
nei postumi delle febbri
di malaria, d'influenza ed in tutte le convalescenze
Nsumo Def. ot. lattie acute ed infettivi 85-11 det
E' usato
di ma.
anche
dai
Nella spossatezza,
Chi ne fa uso tutto l'anno
può sospendere la cura per una sattimana dopo ogni mese,
—_—_____________-—_-—Ty.*-“ ENRICO
SCIENZIATO
=«ISCHIROGENO
* Sì ha da Addis Abeba che fra le truppe indigene figurano anche le « penne di falco ». Si tratta di squadroni di cawalleria, composti di elementi sceltissimi, reclutati nei vari territori dell'Impero. Questi reparti di « penne di falco » han. no già offerto nelle operazioni finora svoltesi sulle fronti dell'A.O.I., uno spettacolo superbo di combattività e di ardimento. Agli ordini dei nostri brillantissi-
mi ufficiali, seguendo il loro esempio, si
GRANDE
Prof. Sen. EDOARDO MARAGLIANO
rTvY»YWVTRTÈOT_P*PPDVF!
Riparlamo subito. Trattasi di una voce della guerra mondiale, derivante dalle iniziali delle tre parole Motoscafo’ Anti-Sommergibile. Ma Gabriele d'Annunzio, in occasione del. la Beffa di Buccari, consacrò lavvoce Mas quale sigla del motto eroico: Memento Audere Semper. Rimonta, è termine militare e significa rifornimento di cavalli. £ usato anche nel senso di rifare, rimettere a nuovo cappelli e scarpe. L'ideale della bellezza. Ecco una domanda rivoltaci da una signora torinese che potrebbe definirsi imbarazzante, se non fosse che questo ideale varia col variare delle latitudini. Il lungo naso degli europei, per esempio, parve per lun. go tempo ai cinesi molto comico. Ancora ai nostri giorni, del resto, essi lo giudicano ridicolo. I principi essenziali della vanità femminile, invece, sembrano tutti provenire da una stessa origine. Sugli altipiani del Tibet le donne sup. pliscono alla scarsità dei mezzi di cui dispongono con l'ingegnosità. In luogo delle moderne creme di bellezza, si adopera il burro fuso e la loro cipria da giorno è costituita da cenere finissima. Alla depilazione sì provvede con sottili fili di seta fortemente tesi, col quale sistema sembra anzi che il pelo rispunti assai difficilmente. Come lapis per le labbra usano la carta rossa con la quale si involge il tè e come brillantina per i capelli, l'olio di senape che conferisce alla capigliatura una lucentezza di lacca. Chi sono i Marziani? Sono i seguaci o adoratori, in senso assai lato, s'intende, del pianeta Marte. In America esisteva una congrega di questo nome, una delle tante, che aveva niente po’ po' di meno che lo scopo di stabilire sulla terra migliori condizioni di vita, come quelle che, secondo la fecondissima fantasia di codesti bizzarri congregati, dovrebbe regnare nel pianeta Marte. Chi fu l'inventore degli orecchini? Secondo la tradizione sarebbe stato un tiranno il quale, per infliggere una pena dolorosa e degradante ai prigionieri di guerra, aveva pensato di forare îl lobo dei loro orecchi per inchiodare in tal modo i disgraziati alla porta del padrone. Era un segno di schiavitù e perché restasse indelebile, i carnefici Introducevano nella piaga una stecca di legno. Quando pol qualche prigioniero riacquistava la li. bertà, per nascondere in qualche modo il segno degradate, sostituiva alla stecca di legno un pezzo d'oro o d’argento. L'esem. pio venne pol imitato, per tutt'altri scopi, dalla moda femminile. Se è vero che le mosche detestano il colore turchino. Da esverimenti fatti è risultato che mosche, farfalle, e insetti in genere, messi entro una campana in cui si trovavano scatole variamente co'orate, si sono precipitati in quelle dipinte con tonalità chiare, rosa, verde pallido, giallo limone. evitando concordemente, come Inorriditi, quelle dipinte in color turchino, anche pallido. Le farfalle hanno inoltre una predilezione per gli oggetti che hanno lo stesso colore delle loro ali. Le api sole fra tutti gli insetti amano il color blu. Giosuè Carducci venne ta'volta chiamato pagano (assai improvriamente d'altronde) per il suo amore alla forma e soprattutto per le sue prose e i suol versi in cui, specie nei primi tempi. sotto il si. gnificativo pseudonimo di Enotrio Romano, espresse le sue idee nettamente anticlericali. Bolzacchiano, venne chiamato qualche scrittore seguace di Onorato Balzac, potente notomista del'e passioni umane Perchè 1 romanzi che trattano d’emozonanti avventure poliziesche si chiamano libri gialli? La domanda è di un lettore di Barga. Giallo, come attributo di stampa, ebbe la sua prima aoplicazione in Francia dove si chiamava stampa gialla, in contrapposto di stampa rossa che era quella dei sindacati operai fautori deeli scioperi, Ja stampa moderata che sosteneva le ragioni del lavoratori di tendenza opposta. Più ampiamente fu chiamata gialla la stampa nazionalista, belligera, imperialista Tl nome di libri gialli invece trae origine dal colore della copertina che rivestì le prime, fortunate edizioni di tal genere di letteratura di bassa lega, aphorse in Inghilterra dopo la guerra monlale. Come si uniscono fra di loro le lamiere delle grosse costruzioni metalliche, navi, locomotive ecc. Fino ad una quindicina d'anni or sono si ricorreva alla bullonatura, sovrapponendo i margini delle singole lamiere da Unire; ora. con risultati incomparabilmente migliori quanto a economia e sigurezza, si saldano le due estremità delle lamiere stesse, elettricamente, mediante l'arco voltaico.
TÈrr_TyTT——— S. A. ALDO
GARZANTI
Editrice-proprie
ENIMMI
CRUCIVERBA 7 [k4 EZNTAON 15 6 9 11 14 16
TOI 24
VENERE
PARTITA GIOCATA A VENEZIA con note di Severino Zanon 23.19-9.13; 2L17(0)-5,9; 26.21(b)2R23-7.11; 32,28-2: AT; 22.18 (d)-15.22; 27.1812.15; 19.12-8.15;
Quando placato possente fu il mar, de l'orbe i licheni,
domati
|
(mossa sorteggiata 23.19-9.13) Bianco: B, Farinati - Nero: S.
17419 18 20
signor: ti volli crear,,
ché il poi l'hai racchiuso ne' seni.
| diagramma) 1419(f); 23.14-10.26; 29.22-5.10; 28.23-10,14; 23.20 (9)6,10; 3128-7.12 (h); 20.16-14.19,
“Gioia del mondo per sempre d'allor d'amore;
16,7-3.12; 24-20-1531; 22.6-3127; 6.3-27,22; 18.13-9.18; 21.5-1,10; 3.6: 20.14; 6.11-14.19; 17.13 ecc, patta. (a) è la risposta più forte; (b) 25.21 e 28.23 corrette per
la pari;
(€) 13.180); 22.13-9.18; 17.130)23.20-15 10.26; 20.13-14.18; 19.15-11.20; 23.74.11; 28-23-1114; continvi (d) 19.15-12.19; 22.15-11.20; 24.15 ecc,-e una buona 106 zione; 2518-15-19; © 21.18-14.21; 26,10-5.14; 17.10-6.22; 23.20-10,13; :$ — 18.14-10.13; 23.19-5.10; 28.23-1.5; 20.15-11.20; 2415-1922; 5.1-22.27; 31.22-18.27; 1.5-12.16 | 7.12; 1610-13.18; 10.59.13;
È pd5 pa 4
».i
pat
() mossa poco considerata; migliore a questo punto: 17.10-6.13; 23.20-13.17 ed il nero ha diverse probabilità di cita; (g) 17.13 perde con 14.19; 23.14-5.19 ecc. (h) 15; 2823-1419; 23.14-10.28; 18.14-11. 7.11-30.28; 1114-2227; 24.20-26.22; 20,16-22.18; 14. 15-27.30; 21.18-13.22; 5.10-7.11; 17.13-0.18; 10.14 patta; (i) 1115; 21.18 (obbligata: 22.18 è inferiore) 1421; 25,18-6.1 3026-12-16: 19.12-8.15; 22.19 (2821 è debole e 23.19 perde con 1620 e poi 10.14) 15.22; 26.19-13.22; 27.18 ecc; parità; "i 1) 29.26èperdente, 30.26-11.15; 17.13-15.22; 26.19-10,26; 20.18 |
Peril Duomo ha gran da fare. Un saluto sbrigativo. Ecco un rischio da affrontare.
Boezio
Monosillabo adesivo. 3
Chi lo disse lo ripeta. Lo fu il Monti e lo Zanella. M'insegnò fino alla zeta. Cardinal senza mantella.
Frase doppia
GLI ASTROLOGHI
per il destino umano penetrare.
4
14.18 posizione favorevole al nero.
bas
. Un tapin diseredato,
Ti xx xanocx o ilfine chiaro e semplice per cui li vedi i cieli interrogare, è quello di tirare poi x'xxxxxxxX
Sta di Sondrio sui motori.
PROBLEMI
Che mi segua hai già notato. Se nol reggo, son dolori. Fu d'Ulisse }l bel cagnone.
Paggio Vanni
(a premio)
Può mander anche in prigione.
N. 147 di Genesio Pelino (Volterra)
N, 148 di Pietro Piasentin (Venezia)
Verticali
Sciarada
Dell'accusa è questo un capo. Che po' po' mi fai ridire? Ei cantar mi fa daccapo. Qui la seta è da finire, Ogni nave ben ricetta.
L'OMBRA Ci segue sempre da mattina a sera e fresca e scura a l'albero ci attende, e, benché vana, è un'ospite sincera, che pia ci accoglie e dal sol ci difende.
. Dopo c'è ne l'impostura.
7. Di Rovigo in vetturetta.
Alceo
Non m'arriva alla cintura.
È preziosu con un nulla.
Fa cadere ogni speranza,
Incastro
Di Maometto
la fanciulla
Della carne un po' ne avanza.
UN PROVERBIO
ll Bianco muove
in 4 mosse
Son squisiti tai fringuelli Agli antipodi l'hai tu.
Quando noncisono 00000 il topo xxxxx, il falla...
e vince
(non a premio)
N'hanno tre tutti i libelli
Sono morì per lo più. Si buttò nell'Ellesponto, Per cucir la camicetta.
Artifer
Affermò
N.
149 di Fernando Piccoli (Alessandria)
N. 150 di Alfonso Taliani (Pontedera)
il tedesco, pronto,
Designò persona eletta.
L'Arcidiaconissimo
UNA SUOCERA
Ogni settimana serà assegnato tra i solutori un premio di
® vecchia, ossigenata, un vero guaio! | Rusticodi Filippo
7
L 30i libri, da acegliersi sul catalogo della Casa Garzanti. Le soluzioni devono essere inviate non oltre gli otto giorni dalla data i questo fascicolo.
Crittografia mnemonica (frase: 5-6)
MANO
SOLUZIONE
QUESTUANTE
DEL N. 36 Il Bianco muove e vince
Alcide
SOLUZIONI
SOLUZIONI DEL N. 36 1.ORrt0, — 2.L'olio d'oliva. — 3.I mattini = intimità. — 4. L'albero. — S.Non fa una grinza. Premiato:
Bruna Marcora - Busto Arsizio
PREMIO DI COLLABORAZIONE Il premio di collaborazione di L.20per ilmese di settembre
DPI
in î 7 mosse PROBLEMI
DEL
N. 36
N. 137 di M. Telò: 19.22-26.28; 10. N. 138 di R. Foraboschi: 22.18-5.) 25-15.22; 25.20; N, 139 di F. Piccoli: 14.18-12.28; 32,23-21.14; 23.27-24.15; N. 100 di G. Pelino: 1114; 30. (6.5; 26.10; 27.11. Premiato per il mese di agosto: Dott. Adolfo Zizzini,
Ninto
di Milano. è stato assegnato al sig. Ercole Pessina (Alcide)
Il Bianco muove € vim
în 6 mosse
| Premiato:
Gianfranco
Allexich - Castelleone.
Neo | (Vedi
alla pagina
seguente le rubriche Scacchi e
specificando sulla busta la rubrica a cui si rifi Le soluzioni di tutti {giochi, sorompagnate del relativo talloncino, devono eisere inviste a L'Illuatrazione Italiana. Via Palermo 10, Milano,
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Cruciverba N. 9 I
ILLUSTRAZIONE ITALIANA | era
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Dama N. 39
ILLUSTRAZIONE
IT:
Soluzione Scacchi N.
©. FRANZONI 7
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Soluzioni e Solutori del N, 34
10° Torneo delle Nazioni _
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10» Agarkott 18°È Mayer nd
giro dal luglio 1939 al l glio 1940. Direttore del torneo: maestro Mario Napolitano.
È M. Fascigi DD GAMA 3* G. Canavero
?
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d3i
LI
cuori 3 1 quadri
è la più diffusa e la più penetrante... » di facile lettur: (It Popolo d'Italia)
problemi in due mosse è sufietenze
inviare la sola mossa chiave,
per i
studi,
in fre 0 più mosse,
no sorteggiati mensilmente due premi di L. 30 in libri da scegliersi fra
ll Blanco muove e vince
quelli editi dalla Casa Garzanti.
Ri QENAIESE
ordinata; chiara,
Un sano principio del Ponte dice che quando non si può andare alla partita, conviene giocare col minimo impegno possibile. Quindi, a mio parere Nord deve accettare { 3 quadri. Ma poiché non bisogna irrigidirsi netle regole, io riconosco che dato lo speciale andamento della licitazione, Nord possa, senza errare, dichiarare 4quadri, facendo così intendere al compagno, che se egli ha ancora altre forze 0 una speciale favorevole clisposizione di carte (un vuoto, una carta sola) potrà andare a 5 quadri. Ma Sud ha detto tutto, e nel caso nostro, sì guarderebbe dal saUre a 5 quadri.
di musicisti scritte da Maria Tibaldi Chiesa ha avuto un fecondo campo di esercizio nella vita di Niccolò
idea-
| le del più grande violinista d'ogni tempo, non solo tradizione macabra
| mia cavalleresca, generosa, ardente ).
La achiavità dello spazio mi obbliga ad essere talvolta un po” ’’°PPO sOmmArIO nei commenti. A
—Deno att la cortesia evall'acume 5 del si. Mario Monaldi di Roma tr gite pece Ma pietose iti
Restano le magre ma pur prudenti soluzioni del fermarsi a 3
tamente.
VEDA
©! Torneo, e nella discrimina della seconda ipotesi di condotta di ‘00, non era stato accennato alla evidente condizione indispensabile che Est avesse solo due carte di quadri. Ne lo ringrazio vi-
T ORI
ì
« Nelle cinquecento pagine di questo volume Pa-
ganini rivive per incantare e incatenare ancora una
volta coloro che si affisano nella sua figura scarna © bizzarra. La vita dell'uomo straordinario è rievocata con fantasia © severità critica ad un tempo... Storia, che ha tutto il sapore © l'interesse di un intricato e complesso romanzo, pieno di avventure, qualcuna an-
che molto strana e con tinte fantastiche: ma sempre scrupolosamente storia, corredata da una minuzi documentazione ».
(Radiocorriere)
Marto Corsi
Atceo T.
Paganini... L’Autrice ha disegnato una fisionomia da una
=
TT Bianco matta (n 2 mosse
« forse a fiori il compagno potrà fermare. Ma questo forse è #b8Pre iL ma a fiori, avrebbe più correttamente dichiarato a secondo turno
BIR:I,CRIELTECI:
«Il garbo dell’esporre, che distingue le biografie
lontana
.6
problemi
quadri 0 andare a 4 quadri.
« Delle molte vite del portentoso violinista questa
li;
0
ece. occorre invece inviare la soluzione completa, Fra i solutori sara
dino, anzi meglio, due senz'attà, ma il fatto d'aver ripiepato su un colore debole è abbastanza eloquente Quindi niente 3 senza attà,
s
passo
« Interessante ed esauriente biografia, informa! sima di tutte le pubblicazioni che fin qui si sono avute, e arricchita anche da lettere e documenti inediti... Il compiuto ritratto che la signora Tibaldi Chiesa traci di questa gloria italiana della musica è dei più efîi e colori uo de (II Giornale d'Italia) Apriano LuaLpI
|
1° Premio
yo mento al gioco.perderebbe H gloco non bisogno molti a commenti. una Hamano, comedi pure 3 quadri, È giusto questo salto? A me pare che a giuatificario in pieno, |Nord mentrea le3 senz'attà sue possibilità si fermano a 4 quadri. Sud avrebbe dovuto avere, se non maggior almeno il vuota 2 da o una sola carta a picche. Il tre quadri creaforza,a Nord un quesito alquanto imbarazzante, Deve andare a cinque quadri? Deve ar= zardare Il tre senz'attà? Deve fermarsi a tre quadri? Deve andare quadri? Queste sono le soluzioni che egli ha davanti @ quattro n Dalla corrispondenza che riceo, mi accorgo che questa esposi di cinque mani è sempre preoccupante è Nord pensa zione delleiSuelpartitelattanti. del Toi co Totale (diate Olympie haintere È cheL'impegno ha due fori quasi certamente soggette € forse wna cuori 0 >vamente Olympieha interessato vi
N
quadri 11 pieche
O. STOCCHI
» 20,6
»
de
C'è l'ipotesi allettante del tre senz'attà; tre colori sono assicurati
o
Problema N. 968 (Lo Scacchista di Roma, 1935)
546 su 6 rrounti da
Ass
Deb = Cgs
una picche 0 magari tutte e due. La orudenza quindi gli deve far scartare le cinque quadri.
passo paso
Ti Blanco matt in 2 mosse
Le soluzioni devono pervenire alla
condo turno, e dichiara la sua lunga a cuori, che se è quarta, è d'altronde ben capeggiata. Nord annunzia l'altra sua lunga a pieche sempre rimanendo al livelto di uno, e Sud risponde appoggiando le quadri con un salto che annunzia la forza det supporto.
da nisi
passo
RIFLE] : 30118 ì E
rispondenza di 2* categoria, svoltosi
che ha un ottimo supporto a quadri, riserba tale appoggio al se-
lo) 10.62
Fd ecco la Hoitazione
19
29
a doppio
€ sull'apertura con un quadri di Nord, ha più di 3 punti e che dichiara sulla sua lunga maggiore. Estchenaturalmente passa. Sud
81
Bia:
x
39» gaia.
Commento alla licitazione: Nulla da osservare sul passo di Ovest
PE
n
4* M. Monaco
30. Deé A:bi il Blanco
Vs a fr: Q pas
Lod Starke 11° Wilkins
iis Meyer
lle Neubauver 41* Pfatrisch 15° Schmidt O
Rivista entro otto giorni dalia dota di questo fascicolo e devono essere inviate soltanto su cartolina postale, 0 cartoncino, formato cartolina. Per i
Ans Cod
3 senz'attà.
» 19
(I Dad Ab6 da
27, Tal
CCLXX1I — TORNEO MONDIALE OLIMPYC (cont.), Ripeto i daîi dell'a» mano del Torneo Mondiale Olympic -@ ne faccio il commento. Ouest dé le carte, Tutti sono in 1* partita. È compito di Nord e Sed di dichiarare ma di chiudere la licitazione con una dichiara»
Li
» ll .19 > Ho.
AT 16
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abbandona
12
Milano. - Torneo nazionale per cor-
1896)
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18, Tel 19, Tel
|20 Rf1
9. Cbd2 : 0-0 | 25. Ted
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» »
cpicemaseni
P. Michel (Germanis)
500 6 od 1. dieb R c:db
4 di
sini
Studio N, 87
Buenos Alres, agosto-settembre 1939
3. Foltys (Boemia-Moravis)
»
4* Karu e Merrmann
Co
10* Torneo delle Nazioni
1° Premio
Ì
giro nel 1938-40,
Col diet
Di:e7 | 23, Tabl
1° Preaio
tung».Svoltosi ‘a semplice is Habermann punti 17, su 19
Problema N. 948 - 1. Tel-dl
Ros
Co | 20. Dis Ae? | 21 Cicd
È
‘Problema N. 47 - î. Acz-bî
E. SALARDINI CA AA NT I la
Berlîno (Germanio). - 9* lenza Tomeo or-
internazionale
Buenos Aires, agosto-settembre 1939 L. Engels P. Schmidt (Germania) Ckstonia)
e calunniatrice,
« Interessante volume, per il quale è facile prevedere un vasto e meritato successo » (Giornale Storico e Letterario della Liguria) Mario PEDEMONTE
«Maria Tibaldi Chiesa è una suggestiva
trice delle vicende del geniale compositore bile violinista »,
voca-
e mira-
(I diritti della Scuola)
Per
SENTITO
DIRE
E così anche il povero apostolo Blum è dentro (dentro alla francese, s'intende: in un castello per bene. con tanto di panorama sul lago), in inche lui, di rispondere delle sue malefatte innanzi al severi giudici della terza, anzi della quarta e definitiva Repubblica. In fondo, a noi dispiace che anche il geniale inventore dello « sciopero seduto», il felice realizzatore delle quaranta ore circa, colui che « allineò » Il franco e allineò, soprattutto. una spettacolosa serie di fesserie. stia passando {l suo quarto d'ora di dispiaceri. come un qualsiasi Daladier, il quale era con. vinto in buona fede di servire la Francia. ll signor Blum. invece, era convinto di servire l' nità e, In un certo senso, non si può dire che sia mancato al suo scopo. Egli è stato, infatti, uno del nostri più preziosi al'eati, e un minimo di gratitudine da parte nostra s'impone. Difendiamo il signor Blum Egli è stato uno del maggiori esponenti di quelV'«esprit de jouissance », tanto deprecato dall'ottanta» quattrenne totalitario Pétaln. 1 Francesi lo trovavano comodo e divertente. In una rivista che furoreggiava sui «boulevards » all'epoca del Fronte. popolare. l'ameno Presidente del Consiglio faceva la parte di » Figaro »e cantava presso a poco così la famosa cavatina La ran la lera la ran la là. Blum illustrissimo, bravo bravissimo, fortunatissimo
vegetariana Medaglioni di riso Salsa pomodoro fe: »| Spumone dii acetosella
Oh che bel che bel piacepaclere per un 1
per
del nostro gergo Sila cm ero aqui tata, Esto Autisti, figari, Sinea mi Sciopero
Frutta
TERREI pinenesrtia B
OTTEGA
DEL GHIOTTONE
IN TEMPO
DI GUERRA
tutti lo ragazze vogliono, donne,
MEDAGLIONI DI RISO. - Mettete a fuoco acqua e latte, metà e metà, e portate quasi ad ebollizione. Mettete un niente di burro in un tegame e subito versatevi un 300 grammi di riso, irrorandolo man mano col liquido, e tirandolo quasi asciutto. Gustate di sale e di pepe, e poi lavoratelo bene con un bel po' di burro, abbondanti tre cucChiaioni di parmigiano grattugiato, un bel po' di funghi trifolati in precedenza e tritati. Amalgamatevi due o tre tuorli d'uovo, ed infine wersate questo squisito risotto in un grande piatto fondo imburrato. Lisciateto bene, spianatelo, e lasciatelo freddare completamente. Poi tagliatelo fuori con uno stampino oppure un bicchierino, passate ogni e nel pane grattugiato, € poi frippete medaglione nell'uovoin sbattuto modo sia ben secco, quasi croccante. in abbondante olio col piatto di portata ammantato da un tovagliolino Servite caldo, ricamato... ed accompagnate in tavola con una buona salsa di pomo-
vecchi, fanciulli TÀ quarant'ore. ta dhe fermento! qua la serrata presto un aumento! sciobero, sulopero. Non tutti Insieme uno alla volta, Der Selopero, carità sciopero, tra la la là Pronto prontissimo, di Londra agli ordini, difendo e prèdico
dori fresca.
SPUMONE
DI
ACETOSELLA.
-
Mettete
un
bel po’ di mollica
è ll « credo »
Notti londinesi Policemen, arrestate quell'uomo In confidenza: credo che appartenga alla quinta colonna perché mi ha augurato sorridendo un buon riposo.
la libertà.
La ran la lera la ran la là.
di
pane a macerare nel latte Intanto, lavate 500 grammi di foglie di Geetosella, e levate loro la piccola «costa» centrale delle foglie. Mettetele a fuoco in un tegame con parecchio burro, e lavoratele con un eucchiaio o mestolo di legno finché saranno ridotte come un passato. 4 Amalgamate poi questo passato e la mollica di pane, ed aggiunge-
donne francesi: non per la sua prestanza fisica, ohibò! prema per il suo famoso libro Du mariage, inper cuiunaeglidonna
Se
maria a lento forno per circa un'ora
scansfondava il classico uscio aperto. In Italia molti siperfino
Ma
il signor
Blum
era
sopratutto
|l beniamino
dicava il libero amore e la opportunità, al talamo
coniugale
dopo
congruo
un
tevi tre tuorli d'uovo pepe. Montate le chiere a neve dura, ed agiungetele al composto. e fate cuocere a bagnoTersate entro uno stampo liscio imburrato e mezzo.
di accostarsi
tro cucchiai da minestra di crema. Fate scaldare (anche questa, a bagnomaria). Sformate lo spumone quando è cotto e velatelo con quepeg atta Bice Visconti
__—1una vibrata epistola così concepita « Ma vol, scusatemi, cara Eccellenza, passate 1 limiti della decenza! Tutti dicevano con convinzione
di sale e di
di burro. Condite
ed un bel pezzo
Fate una salsetta gustosa stemperando un tuorlo d'uovo con quat-
dalizzarono e un poeta dell'epoca gli indirizzò
£ un
apostolo!
Blum?
£ un
ingenuo, debole, sempre disposto
RICHELMY
che Impressionavano tutta Parigi. in quella maschera tutta pensiero,
sotiò quel rigido vestito nero teduto a cottimo da Spizzichino,
pae
che basta un briciolo di comprendonio per veder subito che il matrimonio. come Jo pratica la borghesia, è la più classica minchioneria. Voler pretendere che una ragazza
SVIZZERA
Vegreede Ste sr Ssseminarrome lee e pargoli — se ciò le quadri — Per poter essere
saggia e scaltrita.
figli legittimi di varii padri.
_g°
e allora, fattasi piuttosto esperta. trovare ‘un coniuge: la strada è aperta Ora. un plausibile dubbio mi coglie lo s0 benissimo che avete moglie. Se voi, da giovane, l'avete scelta così dinamica scaltrita e svelta. secondo ii metodo da vol descritto (era un giustissimo vostro diritto),
In-8° con 100 illustrazioni L. 25 L. 80 Edizione di lusso
Da quando
frescone,
a farsi prendere pel lato opposto. Potevan credere le umane genti che dietro il tremito di quelle lenti dietro quel bioccoli di ba grigi.
LEGIONI ROMANE E PRINCIPI SABAUDI IN
nu-
gr‘Egli, dinaturalmente, « esperienze pubblicando pre-matrimoniali quel »libro in Francia,
Blum?
CARLO
delle
gli Elvezi
.
.
.
per la prima
entrarono
A
6
non sorprendetevi. signor Leone.
volta
nella storia delle guerre di Cesare fino ai giorni nostri, le Alpi non furono mai una barriera ma un tramite di passaggio e di collegamento. Eppure sono scarse le
se grido:
all'anima del beccaccione!
Ma in JI libro fu più csmpreso -ed. ebbe; fin da allora, una applicazione totalitaria
rispondere dinanziai giudici di Riom. La principale ac-
Cip lniiaea Sto esime
pace ‘è la siacricca avessero, tonfalo qualche sino
ancora
le notizie
delle
secoli
di mezzo, dall'ardimento
impronte
e
lasciate
in
la saggezza
do-
PA DE
È, soltatrico4 i della Cami Sebenda, Carlo Richelmy provro a ANO quella vela e ria
Ri
È
gare
materia di storia millenaria.
britannici.
SÌ. mio caro, abbiamo sbagliato:
io avrei dovuto nascere
— Sta certo che oggi non saremmo
qui
= Comunque, non è di questo che ll signor Blum deve cusa che | giornali parigini gli muovevano, durante il periodo delle notti calme, era quella di- aver osteggiato in tutti | modi la costruzione della linea Maginot. « Ecco, Vedete, — scrivevano — se l'incosciente teorico della
: ; opere che trattano delle relazioni tra gli abitatori della valle padana i transalpine: % Di padena a le peali Arecalibita: pets voro sciute
Dialoghi
Lord, tu un purosangue.
prima. oggi
‘ancia non sì sentirebbe sicura e tran-
lla dietro la sua formidabile St SE coi Em Bio cintura i,di fiSi vlc s Sveva Drevisto giusto, è forse, se non si ‘fossero sentiti
così sicuri e così tranquilli, | Fi
vrebbero avuto
-
È
ANA
n°
o
tima fine meco rapide e meno Ingioriten. No. no, se© ancora quella l'accusa che si muove al signor Blum.
Modello lusso L. 27 - Medio L. 13 - Campione L. 3,50 n
Questi
Laboratorio
avrà
monumento.
tutto Il diritto di reclamare
l'assoluzione e il
USELLINI
&
C.
Via
Broggi
23
MILANO
gegno e della sua cultura. Pochi ne conoscono direttamente gli scritti. Chè le opere dell'insigne scrittore napoletano (anche le più famose) sono
Ruggero Bonghi fu uno dei pensatori più alacri
e dei polemisti più battaglieri del nostro
Otto-
cento. Letterato e storico, filosofo e uomo politico, giornalista di varia e vasta cultura, scrittore
da molti anni introvabili, in commercio.
con singolare acume
che per opera di editori e studiosi di buona volontà, fosse colmata questa grave lacuna e rivivesse in una ventina di buoni volumi, utili, attraenti e meritevoli di larga diffusione, il meglio
Era pertanto universalmente
che da Platone aveva dedotto l'argomentare preciso e sottile e dai cinquecentisti e dal Manzoni uno stile esperto di ogni sfumatura e pur agile e fresco e arguto, trattò e discusse con vena inesauribile e tutte le questioni che’ per un quarantennio agitarono le menti e appassionarono gli animi degli Italiani colti. Letto e ammirato allora, oggi è quasi dimenticato. Molti ne ricordano
della produzione bonghiana. L'onorevole impresa fu assunta, per invito dei figli del- Bonghi, da una nota Casa Editrice e sarà in breve tempo
portata a compimento dall’ Editore Garzai Il Comitato di insigni studiosi, presieduto dal Senatore Giovanni Gentile, a cui venne affidato l'incarico della scelta e della cura degli scritti e dell’epistolario, ha già as-
il nòme, sanno che tradusse e
dottamente
commentò i dialoghi di Platone, che scrisse una vita di Gesù, che iniziò una nuova storia di Roma antica, che tentò i più ardui campi
delle scienze morali, della letteratura, della poli. tica. Altri ne ricordano alricer. care e rileggere l'uno o l'altro degli innumerevoli articoli disseminati in giormali e riviste, nei quali
solto buona parte del suo delicato e ponderoso compito, procurando la pubblicazione di nove dei sedici volumi che for-
cune idee e amano
profuse
per
ni i tesori
molti
del
meranno
decen-
suo
in-
NEL COMMENTO DI UN ITALIANO (1866-1874) A cura di MARIA SANDIROCCO
RACCOLTE E PUBBLICATE A CURA DEI FIGLI LUIGI E MARIO
mente
un’ ini-
ziativagià svolta con successo, in
un
recente
passato, dalla Casa. Treves. La Collana, la cui direzione è stata affidata all'eminente prof. Ferrata, docente di clinica medica generale nella R. Uni-
com-
Altri volumi pubblicati L- Programmi politici @ Partiti, a cura did G. Gentile .. . . L30 L IL. Studi manzoniani, a cura di F. Torraca + L30 Il -Discorsi parlomentari, a cura di G. Gentile L.30 IV, V è VI.- Ritratti eprolili dicon iempotanei, a cura di F. Salata Volume L . . 20 Volume li ; L30 Volume Ill L20 di vita religiosa, VII. - Ritratti e . 130 a cura di F. Toi Intorno alla
| visasa
pubblica istruzione, È Candeloro
a
Inrpreperarione:
Vol. I, pagine 530, in-8* L. 30 VOM. 11 e ILL (Um preparazione). Il volume pubblicato e i due in preparazione contengono Je cronache politiche della Nuova Antologia scritte dal Bonghi dal» l'aprile ‘1800 al settembre 1874.
Con la pubblicazione di questa Collana di opere medicochirurgiche l'Editore Garzanti riprende felice-
l'edizione
pleta.
VOLUME IX
NOVE ANNI DI STORIA DI EUROPA
sentito il desiderio
XII.
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alla Casa Editrice Garzanti - Milano,
Via Palermo 10 riceverete i volumi franco di porto. Agli abbonati de «L'Illustrazione Italiana», sconto del 10 per cento sul prezzo di copertina, franco di porto
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ospedaliera.
Embriologia.
A. FERRATA-A.
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TIPOGRAFIA GARZANTI - MILANO
. Stato
e Chiesa,
cura di +. Lw0
a
cura
di
F. Salata. XII - Saggi letterari, a cura di G. Candeloro.
XIV. - Per l'Italia trredenta, a cura di F. Salata. XV e XVI. + Epistolario, @ cura di W. Maturi
versità.
di
via,
compren-
Pa-
derà monografie e trattati di carattere
emi
nentemente pratico. Gli autori delle singole opere saran: no non soltanto Maestri famosi della scienza medica; ma an. che giovani valorosi ai quali l'avvenire
ri-
serva la succes sione alle cattedre universita Tiee ai primaria-
ti ospedalieri. -