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L'Illustrazione Italiana 1940 n.35

Page 1

compie sul vastissimo teatro Silenziosa ed assidua è l'opera che la ricagnizi one

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NELLA QUALE EGLI DICHIARA COME LE PILLOLE DI SANTA FOSCA ESERCITINO UN’AZIONE EFFICACE MA BLANDA, SENZA CAGIONARE ALCUNO DI

QUEI DISTURBI PROPRI ALLA MAGGIORANZA DEI PUROANTI.

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SOMMARIO Dalla pagina 313 alla pagina M4 SPECTATOR: Un problema da risolvere: Grecia e Albania - ARTURO PIANCA: Si scardina la porta di Gibilterra - MARCO RAMPERTI: Osservatorio - FEDERICO PETRICCIONE: Canzoni del tem-

po di guerra: patriottismo in pillole -

MARIO CORSI: Teatro patriottico dell’Ottocento - ADOLFO FRANCI: Uomini donne e fantasmi - RAFFAELE CALZINI: Lampeggia al nord di Sant'Elena (romanzo) - ANGELO GATTI: Sulle vie dell'epopea - BINO SANMINIATELLI: La lucciola (novella) - ALBERTO CAVALIERE: Cronache per tutte le ruote. — Il Convegno di Vienna - I Battaglioni Volontari della G. I. L. davanti al Segretario del Partito a Genova - Vi-

sioni dell'avanzata delle truppe italiane

nella Somalia inglese - Londra sotto i violenti attachi degli «Stukas» ger

manici.

Nelle

pagine

pubblicitarie

(da I a XII)

Diario della settimana - Notizie e indiscrezioni - Pagina dei giochi - Bottega d'allegria.

DIARIO DELLA SETTIMANA 22 Acosto - Berlino. Il Comando Supremo delle Forze Armate tedesche comunica aeree del 21- agosto sulle isole « Durante le incursioni britanniche sono stati attaccati con successo numerosi impianti industriali portuali e ferroviari come anche quindi aviazione. L'azione delle bambe ha potuto campi dici essere constatata sugli impianti industriali Skegness Great Yarmout, Witney, Coventry, Bournemouth e sugli impianti è stata Nei cantieri di Southampton portuali di Bridiington. Durante un attacco su convoglio, sulle una nave. colpita orientali coste dell'Inghilterra, si è riusciti n danneggiare nostra La mercantile. nave gravemente con una bomba una efficacemente con aviazione da combattimento ha attaccato basud-est di Londra, bombe fabbriche di neroplani alAttacchi aerei nemici con luardi difensivi di Brighton. hanno causato nella bombe nella Germaniapochisettentrionale Il nemico ha perso jeri del 22 agostoSei nostri danni. notte apparecchi. sette apparecchi mancano » £ morto lord Strickland San Sebastiano. Si ha da Malta: maggioranza dei Mori. capo della conte delle Catene dele Governo di Malta. Era nato a Malta eletta nel Consiglio Îl 24 maggio 1861. Egli fu l'esecutore della politica di soffocamento dell'italianità di Malta fatta dal Governi di Baldwin e di Chamberlain si 23 Acosto - Atene. Un'importante riunione notturna svolge con l'intervento del Re, nella sede del Ministero degli Affari Esteri. » annuncia che lì al CanBasilea. L'Agenzia « Telepress suo ha lasciato Berlino per far ritorno celliere Hitler Quartier Generale sul fronte occidentale Jacomoni. Il Luogotenente Generale, 24 Acosro - Tirana. sulla il Campo spiaggia di Durazzo ha visitato stamane fascisti, avancirca duemila giovani + Dux » che accogliealbanesi, Regno, di tutte le regioni del quardisti e balilla del P.N-F e del Campo ispettore fieevuto dal Comandantitaliani rito dele albanesi. Dopoha ilrivolto Parini dal gerarchi ni alza bandiera il Luogotenente Hagenerale concluso assicurando giovani parole di incitamento. e il presso ll Re e Imperatore Sie i renderà interprete con tanto enattaccamento espressieducate Duce del sentimenti di generazioni clinel albanesi tusiasmo dalle nuove le del Luogotenente Generale sono Le ma fascista. con vibranti acclamazioni al Re e al Duce Sulle accolte

Tangeri. Dal confine spagnolo di La Linea si informa che nel pomeriggio di jerì un apparecchio ha bombardato le navi da guerra ancorate a Gibilterra nonostante la vi» vace reazione dell'artiglieria controaerea. Nella piazzaforte regna visibile orgasmo anche tra le autorità tanto più che a quanto appare dal risultati del bombardamento del 21 agosto. che ha costato la vita a numerosi artiglieri delle batterie controneree e del posti di ascolto, gli aviatori italiani colpiscono con precisione tutti gii obiettivi pre stabiliti. L'orgasmo è tale che per un nonnulla sibilano le sirene dell’allarme ed leri si verificò un pandemonio quando fu scorto lontano un apparecchio dal colori nazionali visibilissimi che compiva un usuale voli di allenamento sul territorio spagnolo. Secondo le dichia fazioni di operai spagnoli che durante la giornata lavorano nella piazzaforte pernottando pol a La Linea gii incendi provocati a Gibliterra dal bombardamento italiano del 21 sarebbero stati vistosi ed avrebbero distrutto un grande porto che sorge presso Il Comando marittimo e l’arsenale feri il cannone tuonò sul mare dalle 18 fino a circa le © nella piazzaforte si fece subito correre la voce che si trattava di manovre della squadra. Tra le navi rientrate in questi ultimi giorni a Gibilterra alcune presentano serie avarie € tra di esse è una corazzata da cul sono stati sbarcati numerosi morti e feriti 25 Acosto - Bucarest. I negoziati buigaro-romeni di Cralova portano a un accordo sulla data di sgombero della Dobrugia. La data è prevista per il 10 ottobre. Mosca. L'Agenzia «Tass» informa che nessuna richiesta è stata faîta dal governo sovietico alla Turchia per 1) passaggio della sua flotta attraverso 1 Dardanelli in caso di guerra 26 Agosto - Berna. Un comunicato dello Stato Maggiore dell'Esercito dice che l'altra notte, tra le ore 23 e fe 2. aeroplani inglesi hanno nuovamente sorvolato il territorio svizzero. Il Consiglio Federale ha protestato ficamente presso ll Governo britannico per la nuov lazione del cielo della Svizzera da parte di aeroplani ingiesi nd onta delle assicurazioni date dal Governo britanfico il 20 agosto. 1 giornali svizzeri stigmatizzano aspra» mente la nuova violazione del cielo svizzero avvenuta ad opera dell'aviazione inglese. Il quotidiano « Bund »scrive N tale proposito che la nuova violazione inglese del cielo svizzero si è verificata all'indomani delle assicurazioni Ufficiali fornite da Londra al Governo federale che non Mi sarebbero più verificati atti del genere. All'indignazione contro la nuova violazione della nostra sovranità — seriVe il giornale — si aggiunge la dolorosa esperienza di non

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poter prestare fede alla parola data dal Governo britannico. Non v'è chi non approvi — conclude il giornale — l'atteggiamento del nostro Governo, che alla nota di protesta rimessa a Londra ha fatto seguire la voce del cannone che la notte scorsa ha tirato contro gli intrusi Tangeri. Muore a Larache (Marocco Spagnolo) il Duca di Guisa. Era nato a Parigi il 4 ottobre 1874 27 Acosro - Roma. Il Duce riceve il generale Molzo che dopo cinque anni. avendo raggiunto 1 limiti di età, lascia il Comando dell'Arma dei Reali Carabinieri. San Sebastiano. L'Agenzia ufficiosa britannica dirama dal Cairo la notizia che il Primo Ministro egiziano, Hassan Sabry Pascià, ha presentato le sue dimissioni a Re Faruk ì quale lo ha incaricato di formare un nuovo Gabinetto, Succemivamente veniva comunicato che il Presidente del Consiglio egiziano Hassan Gabri Pascià ha smentito che il Gabinetto s sia dimesso. Sembra che divergenze fossero sorte tra | varl Ministri e il Presidente del Consiglio © che queste divergenze siano state ora composte.

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AGnîe 175: Trasmissione per Je Forze Ls — Ore 20,20: Cronache Fasciste. — Ore 22,30 (circa): I programma.

Voci

SSunito7 Serreemee, ore 1030: Radio Scolastica, — Ore 11,30: Trasmissione dedicata al dopolavoristi in grigioverde. — Ore 17.15: Trasmissione per le Forze Armate, — Ore 19.40: Guida radiofonica del turista italiano. — Ore 20.20: Cronache Fasciste. — Ore 21,30: I programma. Le cronache del libro. Ezio Saini: « Libri di poesia ». LIRICA OPERE E MUSICHE TEATRALI Domenica 1° Serremme, ore 20,30: I programma. Stagione Lirica dell'Elar: I Puritani, opera in tre atti di Vincenzo Bellini. Direttore maestro Tullio Se. rafin Marrenì 3 Serremae, ore 20,30: I programma. Concerto sinfonico-vocale di-

Zno: n) 5 sermone 20,90: I programma. "sta Stagione lirica dell'Elar: 1

Puritani, opera in tre attdi Vincenzo Bellini. DIrettore maestro Tullio Serafin. Santo 7 Serremmne, ore 13,15: Il programma. Concerto sinfonico diretto dai maestro Giuseppe Morelli CONCERTI SINFONICI E DA CAMERA Domenica 1° Serra. ore 15: Trasmissione Con. da Siena: Il programma. certo degli iscritti all'Accademia Chigiana. Luwmì 2 Serrexzez, ore 21,50: I programma. Concerto sinfonico diretto dai maestro Alberto Erede. Mencotrnì 4 Serrexmme, ore 21,50: I programma. Concerto del violoncellista Camillo Oblach. Vexzzoì 6 Serremae, ore 13.15: I programma. Concerto sinfonico diretto dal maestro Giuseppe Morelli. — Ore 15,15: Il programma. Concerto scambio Italo-Brasiliano. — Ore 2140 (circa): I programma. Concerto del yiollnista Enrico Campa 'Sknaro 7 Serremane, ore 15: Il programma. Da Sie. na: Concerto degli iscritti all'Accademia Chigiana — Ore 20,30: I program. n

LE SRUCIATURE DEL SOLE Escursionistil

l'ebbrezza delle alte cime, se Il corpo sarà perfettamente sano. Difendetevi i dal sole dii altaalt

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ma. Musiche per orchestra dirette da) mae. stro Ennio Arlandi. TEATRO COMMEDIE E RADIOCOMMEDIE Domenica 1° Serreaee, ore 14,30: Il programma: Il tacchino, scena di Gino Valori. Luweoì 2 Serremse, ore 20,30: 1 programma. Questi ragazzi, tre atti di Gherardo Gherardi. Marte 3 Serrzmane, ore 20,30: Il pro. gramma. Le voci della Radio, un atto di Vittorio Minnucci. Mencocenì 4 Serremune, ore 22.40: I pro.

Vasa: dai

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L'ILLUSTRAZIONE

E INDISCREZIONI

RADIO I programmi della settimana radiofonica italiana dall'1 al 7 settembre comprendono le seguenti trasmissioni degne di particolare rilievo ATTUALITA' CRONACHE E CONVERSAZIONI Domenica 1° Serremmre, ore 10: Radio Rurale, — Ore 14.15: Radio Igea. — Ore 17,15: Trasmissione per le Forze Armate. - Ore 20,20: Conversazione del cons. naz. Ezio Maria Gray. — Ore 21,30 (circa): I programma. Aldo Valori: « Attualità storico-politiche » Luwenì 2 Serrammne, ore 12,25: I programma. Radio Sociale. — Ore 17,15: Trasmissione per le Forze Armate. Ore 19,30: Radio Rurale. — Ore 20.20: Cronache Fasciste — Ore 22.30 (circa): I programma. Con. versazione di Luigi Bottazzi: « Viaggi in terza classe ». Manteoì 3 Serremmne, ore 17,15: Trasmissione per le Forze Armate. — Ore 19,30: Conversazione del prof. Mario Musella: « Artritismo di ogni età e cure d'uva ». — Ore 20.20: Cronache Fasciste. Ore 21,15 (circa): I programma. Conversazione di Marino Lazzari — Ore 22.20: I programma. Conversazione di Mario Ferrigni: « Da vicino e da lontano ». Mencorenì 4 Serremsae, ore 12,25: Radio Sociale. — Ore 17,15: Trasmissione per le Forze Armate. — Ore 20,20: Cronache Fasciste. — Ore 21 (circa): I programma. Con-

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gramma. Musica varia diretta dal maestro Cesare Gallino. — Ore 12,25: I programma. Orchestra diretta dal maestro Angelini. — Ore 21: Il programma. Di tutto un poc , ri. vista di Fellini e Maccari

plesso di strumenti a fiato diretto dal maestro Egidio Storaci — Ore 21 (circa): Îl programma, Mu. siche operettistiche dirette dai maestro Cesare Gallino. — Ore 21.40: I programma. Orchestrina diretta dal maestro Carlo Zeme. — 0 progr. Ti signore delle rose bian scherzo. di Mino: retti e Carmagnini

NEL MONDO DIPLOMATICO # In occasione della riunione a Berlino del Comitato governativo itallano e di quello germanico per il rego'amento delle relazioni economiche italo-germaniche. l'Ambasciatore se. nat. Amedeo Gian. nini. capo della de. legazione italiana. ha avuto în parti. colare contatti con il Ministro degli

— Ore 22: Il program. ma. Musiche brillanti dirette dal maestro Ennio Arlandi. Lunenì 2‘SerreMmane, ore 13,15:

I programma. Or-

chestrina diretta dal mae.

stro Carto Zeme. — Ore 1335: 1 pro gramma.

Concerto scam-

bio italo-tedesco siche militari.

di

mu-

— Ore 2030: Il proOrchestra diretta dal maestro Angelini.

gramma.

Il

pro-

ti dirette dal maestro sare Gallino.

—

Ore

21,10:

Ce.

gramma. Musiche brillan.

Ore 22: Il program.

ma.

*

Musiche popolaresche. Martepì 3 Serremare, ore 13,15: I programma. Musiche per orchestra, dirette dal maestro Ennio Arlandi. — Ore 14.15: I pro. 1a, Orchestra diret. ta dal maestro Angelini.

— Ore 1530: Il pro gramma. Un nodo al fazzoletto, scherzo di Pacifi. co Di Giacomo. —

Ore

21

Esteri von Ribbentrop e col Ministro del. l'Economia dott. Funk. In tali contatti è stato constatato che le vedute dei due Governi sono completàmente concordi anche sulle questioni di carattere economico, oltre che di carattere politico. La delegazione italiana ha lascia. io Berlino salutata alla stazione dall'Ambasclatore Alfieri. Il quale, durante 1 Javori, è stato in istretto contatto col prestdente senatore Giannini. * Il Duce, presente il Sottosegretario di Stato all'Aeronautica, ha ricevuto, accom ti Ministro di Bulgaria a Roma Detsko Kavadgiof, dall'Addetto militare ten. col. Strachimit Veltchey e dal ten. Vasselin Atanossoft loro comandante, venti allevi ufficiali bulgari ospi. ti della R. Accademia aeronautica di Caserta, | quali hanno compiuto un periodo di allenamento sui nostri apparecchi. La Le. gazione bulgara ha dato pol un ricevimento in onote del venti ufficiali bul. gari, al quale ricevimento è intervenuta anche una delegazione di ufficiali itaMand. + Il sorvolo sul terri torlo svizzero di aeropla. ni inglesi diretti in Italia, dove hanno bombardato alcune città, ha dato luo. go a un'intervento diplo. matico da parte del Mi. nistro della Svizzera & Londra presso il Governo britannico, 1l quale — se condo quanto afferma un comunicato avrebbe espresso il suo « profondo rinerescimento » "per la violazione del clelo elve. tico e avrebbe dato assi. curazione che sono stati trasmessi ordini all'aviazione inglese affinché sia evitato Îl sorvolo della Svizzera.

(circa): II Banda della

energica chese Sanfelice, Console d'Italia presso Il Governo del Principato di MoNaco, è stata ottenuta lu immediata destituzione dalle loro funzioni del direttore generale della pubblica sicurezza e di al tri funzionari, 1 quali rimasero inattivi in occasione di una ignobile gazzarra, organizzata, a Montecario, dalla plebaglia del luogo contro italiani reduci dai campi di concentramento di San Ci. priano. * Un vasto movimento diplomatico sta effettuan dosi ne! Giappone. Un co. municato ufficiale annun. cla che sono stati richia. mati gli Ambasciatori da Washington, da Ankara. dalla Cina, da Rio Janetro e da Vichy. Sono stati pure richiamati i Ministri plenipotenziari dalle sedi di Messico, Spagna, Canadà, îran, Unione Sud-Atri. cana, Afganistan, Perù, Ungheria, Argentina, Finlandia, Romania. Cile. Co. lumbia, Venezuela, Lettonia, Egitto, Panama. Buli, Irak, Sono stati in. ine richiamati numerosi Consiglieri d'Ambasciata e Consoli generali giappone. si in diverse capitali e città estere.

ore 13.15: I programma. Orchestrina diretta dal maestro Carlo Zeme. — Ore 14,25, Il pro. di Roma. — Ore 20,30; 1 programma. Musiche per orchestra dirette dal maestro Cesare Gallino. — Ore 21: Il programma. Il romanzo dell'arcobaleno, fantasia di Ezio D'Errico. Quarto capitolo AzzUrTO. Giovenì 5 SerremsE, ore 13,15: I programma. Concerto di musica leggera diretto dal maestro Ennio Ariandi. — Ore 14.15: I program. ma. Orchestra diretta dal maestro Angelini. — Ore 20,30: Il programma. Banda della Milizia Contraerei.

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D E di 2) nelle LI line Csorarie 7) delli &, timeria Valinine ‘ Mila VO del capitolo 11 quale ha fornito i fondi necessari, sarà in bronzo come quelle delle Basiliche di San Pietro e di San Paolo. L'amministrazione ba affidato l'opera al prof. Pogliaghi di Milano il quale ha già presentato | bozzetti. Essa misura m, 2,35 di larghezza per 4.58 di altezza divisa in due battenti ognuno dei quali ha cinque quadri incorniciati raffiguranti episodi della vita della Madonna. % In Piazza S. Pietro, nell'ultimo lotto a destra di chi guarda la Basilica, fra la iniziata costruzione del Palazzo di Propaganda e Il porticato, si è dato inizio al lavori di un altro palazzo a cura del Vaticano. Sono stati chiusi perciò 1 passaggi sotto il corridore di via del Manzerino © via del Falco,

* Ad arcivescovo di Relms è stato nominato mons, Agostino Marmottin.

LETTERATURA x Il libro dell'avvenire — è stato pronosticato — sarà una raccolta documentata ad uso delle persone che non amano le lunghe narrazioni. Un libro da vedersi insomma. E questa sembra infatti la formula adottata dall'editore Garzanti per un libro del quale annuncia prossima la pubblicazione: La vita è dura ma è comica di Gec. In questo libro sfilano venticinque anni densi di storia, attraverso la caricetura di tutto il mondo, 1890-1915.

* 11 22 agosto è mor.

to a Toledo il Cardinale Primate di Spagna Isidoro Gomà y Tomas, una delle figure più e-

minenti del Sacro Collegio. Aveva 71 anni. Teologo, umanista scienzia-

to, pastore di anime, autore di numerose opere

di apologetica, lascia orma profonda delle sue

attività

nella

Spagna

specialmente durante gli ultimi anni della guerra liberatrice. Amicissimo e non di rado ascoltato consigliere di Franco, il Card. Gomà rappresen. tava l'adesione morale della chiesa cattolica al movimento che ha salvato la Spagna dall’ narchia e dal comuni-

smo. Questo suo preciso

atteggiamento egli affermò di fronte alle non poche correnti antifranchiste tra | cattolici sopratutto in Francia. La lettera dell'episcopato spagnolo che rese a Franco la più chiara giustizia e condannò, al lume della dottrina cat-

tollea 1 suoi oppositori,

è opera sua. Èra stato creato cardinale da Pio XI nel 1935. Con questo

decesso il Sacro Collegio x riduce a 55 membri da 61 che presero parte ai Conclave del marzo

1909.

* È stato nominato vescovo della Cattedrale di

Stati

Sant'Agostino

degli

Uniti, mons.

Giu-

seppe Hurley, prelato americano molto noto nel mondo ecclesiastico romano, perché da circa

sei anni era addetto alla segreteria di Stato, particolarmente _incaricato dei rapporti fra il Vati-

cano

Non

e gli Stati

c'era

Uniti.

avvenimento

che Interessasse il Nord America

figurasse

nel

quale

mons.

non

Hurley

che per l'alta cultura, per la bontà del carat.

tere, per ìl temperamen.

to naturalmente sbriga. tivo, sì era creata molta simpatia. Prima di esser

trasferito

a Roma

ave-

va

tenuto

importanti

te.

È nato

a Cleveland

uffici nell'estremo Oriennel 1894. Sarà consacra. to a Roma dal Cardinale Segretario di Stato ap.

ORE per le qi N questi giorni. X Nella Basilica di S. Pietro si sta eseguendo l'impianto stabile. degli altoparlanti. x Il Card. Maglione a nome del Santo Padre ha indirizzato una lette. ra di incoraggiamento in occasione della V setti. mana di Studio per | laureati cattolici che si terrà a Camaldoli nel corrente settembre, dal 4 all'11. Il giorno 4 il Papa Hoeveri in solenne ‘udienza tutti i resentanti dior di ‘Azione Cattolica.

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

MARCA PRIMA

—

IV

FABBRICA

ITALIANA

commenti a questo quarto di secolo poiché è ormai dimostrato che nulla, come la caricatura, ha il dono di incidere ed insegnare profondamente la storia. Anzi è stato detto che la « caricatura è un'arte profetica ». E scorrendo le pagine di questa autentica antologia dell'umorismo cavallo tra due secoli, il lettore se ne può convincere talmente troverà ancora attuali, e forse ancora profetiche, molte delle vignette riprodotte. Dello stesso autore Garzanti pubblicherà tra breve un'altra opera che susciterà un particolare interesse: L'intesa cordiale. Ecco un libro che commenta più e meglio di una serie di discorsi o di una collana di articoloni di giornale, una verità. Commenta e documenta. La verità che la Francia ha sempre avuto come sua vera nemica l'Inghilterra, e l'Inghilterra sola. Gec ha racco!to in questo interessantissimo volume centinaia di caricature francesi. non di oggi ma di tutto il periodo storico che va dalla creazione della Terza Repubblica sino quasi al suo attuale crollo, le quali dimostrano evi. dentissimamente che l'opinione pubblica fran. cese — manifestata da quel sensibilissimo sismografo che è la caricatura — ha sempre intuito nel vicino d'oltre manica l'imp'acabile avversario. È una raccolta di preziosi documenti caricaturali che parlano da se. Non hanno bisogno di commento. È la battaglia che la parte sana della Francia ha sempre cercato di condurre, fosse pure armata soltanto della punta affilata di una matita, contro l'Inghilterra che cercava di umiliaria e colonizzaria trattandola esclusivamente come una comoda testa di ponte în Europa. Tutti i più grandi disegnatori francesi sona, stati anglofobi sfegatati. E nel volume sono riprodotte pagine e pagine che lo dimostrano con grande evidenza. E pagine rare e preziose le quali a loro tempo suscitarono le ire di Londra che riuscì con la sua prepotenza a far sequestrare e distruggere quel documenti dei veri sentimenti del'a Francia libera e non inquinata dalla democrazia e d: farismo. Le giorni Fachoda, il Madagascar, la rivolta della Francia contro la barbarie britannica del Sud Africa, il ricordo inde. lebile ’dell’ umi”iazione del Grande Corso.e persino la ribellione contro l'avidità e la doppiezza inglese dopo Versaglia, tutto si trova documentato in questo volume con la più efficace delle armi: la caricatura. È per opera del più grandi caricaturisti francesi da Willette a Caran d'Ache. da Abel Falvre a Veber, da Forain a Nob e mille altri, Nel capitolo introduttivo è dimostrato come la caricatura inglese. sin dai suol primi vagiti, si scatenò contro la Francia del Re Sole, della Rivoluzione per sfociare infine nella livida campagna antinapoleonica di Gillray. * G. A. Castellani, noto e valoroso giornalista, pubblicherà fra Qualche giorno col_tipi lella casa editrice Garzanti un'opera d'uri profondo significato storico @ di un alto valore doNEL 1878 cumentario: Garibaldi la Prancia e il Mediter= raneo.

Gli anni del grandi scandali francesi (Affare Dreyfus); delle rapaci imprese coloniali inglesi (Egitto, Cina. Sud Africa); gli anni delle grandi invenzioni (automobile, aeroplano, telefono, fotografia fonografo); gli anni delle prime afferm zioni imperiali della giovane Italia (prima campagna d'Eritrea, guerra libica anni densi di vita mondana, letteraria (Carducci, D'Annunzio, Tolstoi, Rostand, ecc.); anni di grande evoluzione della moda (dalla crinolina alla jupe-culotte) e di grande emancipazione. femminile. Tutto questo vi si snoda sotto gli occhi nell'elegantissimo volume, per la maglia di seicento caricature in nero ed a colori tratte dai giornali di tutto il mondo. Esse costituiscono Î più sagaci e intelligenti

STELLA D'OROLOGERIA

-

FONDATA


ri artisti, dai più noti al meno conosciuti. Il pregio della iniziativa, dicut va dato merito al Sinda-

‘anata datutti | ja. mala opposti aleaspira tare senza quelle difficol-

tè, ch'ewsi generalmente

ne e mussoliniane per compimento diuna Italia

Particolarmente notevole l'Atleta impostato con sicurezza e disinvoltura non comuni. I bozzetti, tra cui più notevole Ii sa) filpittore Nando Coletti si può dire un innamorato della campagna veneta, ch'egli interpre» ta nel suo carattere aggiungendovi un aingola-

corrispondente a Parigi, scrittore di politica e di storia,

ne di vicende particolarmente fantastiche ediscorribande divertentisime, anche se inverosimili, aldilà del mondo reale. L'opera si conelude con un delizioso idillio tra 1 due bambini al quali l'autore dedica dolcemente patetico e malinconico, compare meglio in alInfantile |così. fresche e genuine da lassetaro: “anche qune acqueforti e specialmente nella Noghera morta, che nel lettore adulto, un incancellabile ricordo di autentica poesia. Franco Battacchi costiti un po' la novità di questo primo gruppo di espositori. Si tratta di un giovane di non comuni attitudini, specialmente di. segnative. La sua fantasia 6malinconica si esplica con effetti drammatici e suggestivi. Il Ritratto di marinaio è originale ed «ficace.

* Interesse e curiosità ha suscitato tra i bibliofili la pubblica. zione coi tipi di Garzanti che la Dr.ssa Agata Lo Vasco ha fatto di una sua opera intitolata Le biblioteche. d'Italia nella seconda metà del secolo XVIII, Quella parte delle « Cartas Familiares »che la Dott. Lo Vasco ha con intelligente amore studiata ed ora resa pubblica in questo volume che la Reale Accade. mia d'Italia giudicò degno di premio, ci porta da Milano, per le varie regioni della Penisol

torno

ai

manoscritti

e

Apa sr

al

bri rarì, le persone con le quaTa dina

a noi

e ini

i |

sioni nuove e gradite. Scegliendo a caso fra i tanti quadretti edepi. sodi, arrestiamoci a Milario, città ricca di istituzioni culturali forse più che, altra d'Italia che oflerse all’ nella sua corsa dall'una all'altra Biblioteca, da un archivio all’altro, l'opportunità di avvicinare molti famosi letterati

O

* Come già è stato annunziato, nel corrente settembre, verrà inaugurata ad Hannover una esposizione nella quale figureran. no settanta opere scelte fra quel le esposte alla Mostra del « Se. condo Premio Cremona » Le opere sono di 62 pittori, tra 1 quali. notiamo Pietro Gauden. zi, Cesare Maggi. Alessandro Po. mi. Leonardo Dudreville, Gil Pansiotti d'Amico, Giuseppe ziosi, Adele Zandrino, e Baldas: sare ‘Longoni. E

i

CORRIERE DELLA « DANTE »

i }

Composto ditalcoventilato esta bianco, acido borico e fior

* Roma. Sotto gli auspici della Presidenza generale della « Dante + e del Comitato Centrale d'Azione Maltese, hanno avuto in altre importanti città d'Italla imponenti raduni. durante i quali patrioti maltesi hanno rievocato storia dell'oppressione inglese e l'irriducibile italianità dell'isola che fra breve sarà per sempre riunita alla Patria.

di riso, questo prodotto ha insètutti i requisiti delle mi-

gliori nolveri datoeletta, e inpiù una forte percentuale di

Lavanda Coldinava l'olio essenziale ben noto ner le sue virtà antisettiche e

* Roma. Fra pochi giorni ver ranno pubblicati gli ultimi due volumi della collana « Civiltà ita. liana nel mondo », edita a cura della Sede Centrale della «Dante». Tale «Collana » consta di 20 volumi nel quali illustri studiosi testimoniano ed esaltano il con. tributo dato dagli Italiani in ogni tempo alla civiltà ed alla prosperità di tutti i continenti.

deodorizranti. Der la toeletta dei bambini e degli adulti, ner dona fatta la barba, nelle eccessive tragpirazioni, quando la nelle soffre di arrossamenti, escoriazioni e screpolature, questo talco assorbe, rinfresca, ammorbidisce e cicatrizza. Boccotta

oristallo

L 12

-

Astuccio L 3,50

* Una esposizione che merita di emere ricordata è quella per. sonale dello scultore Aldo Fur: lan fatta, or non è molto, nella galleria della « Barcacela » a Ro. ma. Questo giovane friulano, na. to elfca trent'anni fa a Pordenone, possiede interamente il suo mestiere. Gli si aggiunga una buona cultura. specie per quel che riguarda l'arte della sua regione natale. Egli si dedica prin: cipalmente al ritratto, Con modellatura salda ed eMcace, a vol. ta a volta nervosa e riassuntiva, U Furlan riesce quasi sempre a Fappresentare con acume e penetrazione il carattere umano. A). cune sue teste meritano vera. mente d'essere segnalate.

O * Perugia. Il Presidente Ge-

nerale, cons. naz. Felicioni. ha tenuto al Dopolavoro delle Forze Armate una commossa ed alata commemorazione di Italo Balbo.

La vita che 1 due bambini in comune nella b Sere "affascinante deserizio.

tanno

V —

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


partecipazione di noti artisti liri concerti sì svolgeranno al T' nale di Firenze, av tanza artistica e saranno a polarissimo. * Numerose e grandi tazioni musicali destinate al popolo nno ini zio col primo settembre a Napoli. Venuta meno, quest'anno, Ja possibilità di dare Spettacoli. nel nuovo grande teatro all'aberto della Mostra d'Oltremare, la Podesteria e la Soprintendenza del Teatro San Carlo. su direttive del Ministero della Cultura Popolare, hanno deciso di dare nel massimo Teatro napoletano una serie di grandi spettacoli lirici a prezzi popolari. Saranno rappresentate opere di celebri compositori italiani e di W

ing. E. WEBBER &C. Via Petrarca, 24 - MILANO Buenos Aires. Il Fiduclario della + Dante » per l'Argentina, prof. Mario Chi. ni, ha tenuto nella sede del Comitato una dotta e vibrante conferenza su « San F cesco poe Con tale conferenza si è iniziato un cielo azioni! dei grandi Umbri. MUSICA figura e l'opera di Giuper disposizioni del Duce, Leppe

* Nel Giappone per ordine del Mini stero dell'Interno è stata proibita Ja _musica del jazz, considerata un genere totalmente estraneo allo spirito ed al gusto del paese. Il Governo giapponese ha considerato il jazz una merce d'importazione che costituiva una specie di sto: nel quadro della vita nazionale: e per di più di una stonatura di importazione americana; cioè di un paese col quale i rapabtempo qualche porti politici sono da bastanza tesi. + La Spagna celebra quest'anno il quardel musicista nascita ntenario

Occhiale

ZEISS-PERIVIST

odel centenari do Da VitIl nia 1 natali. idiede Daria oo della, Paso

una buona vista. La simai è Ilnecessaria Oggi più nelchetraffico, rendimento nel lavoro @ Il vostro curezza da esso, perciò non lo dovreste tra-

nranno degnamente rievocate @ celebrate în occasione del quarantesimoM

toria venne in Italia nel 1565 per compiervi gli studi ecclesiastici e musicali, ed al Collegio Romano ebbe n maestro Pier Luigi da Palestrina e per condiscepoli | figli di lui Angelo e Rodolfo, anch'essi musicisti e compositori. Certamente il Da Vittoria studiò con passione le opere del suo illustre maestro. Uscito dal Collegio Germanico, fu accolto come maestro di cappella e organista nella Chiesa di Santa Maria di Monserrato ed in quella di San Giacomo degli Spagnuoli; e poi ebbe l'incarico di insegnare il canto al Collegio Germanico e nel 1572 successe al Palestrina al Collegio Romano. Visse pol in particolare comunione di spirito e di ope-

benessere dipendono scurare. Le lenti Zelss-Punktal procurano la gioiosa soddi-

orte del sommo rio deli lifversario cado 11Cultura 27 genna Popolare ha pivaraigieroche della pertanto disposto un ciclo di manifestafan celebrative, che avrà Inizio nelstraor. proscon un corso Roma in simo ottobre di rappresentazioni Simmorto di opere vers diane al Teatro Reale dell'Opera, a rattere popolare ma con i migliori mae"iti ela ardot scena Mricanel maggior italiana Pol, sera deldella.2? gennaio,

stazione

di

un

campo

vasto

visivo

nitidissimo

in tutte

direzioni ‘esoppli ppaeone Sp Moizo per gii occhi. at

le

°

La lente perfetta!

numero dei teatri lirici italiani, compresi quelli degli Enti Autonomi, avrà luogo una solenne celebrazione verdiana. Quel teatri che iniziano di consueto la loro stagione doi 0 tale data terranno invece la cele-

.

Contro

diSeoeDi Sua tt durant Dessiona liane di concerti, con a capo la R, Acca-

la luce abbagliante

Neri, Musicò molte San Filippo Feaudi:con genere di composizione dacuisì

del sole

in est 1a forma de rampe svilup) dicò anche molta della sua attività alla

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: 8Cooln) ipomejo. great Emanuele At n di denla Fire dedicheranno alla manifestazione Firenze,

L

nazionale un, grande concerto sinfonico e

Musica polifonica. Nel 1594 tornò in patria, dove si spense il 27 agosto del 1611 TEATRO sx Siamo oramai agli ultimi agoccioli dell'anno teatrale, e le Compagnie di prosa in attività sono ridotte a cinque, delle quali tre a formazione estiva (la Compagnia dei grandi spettacoli gialli diretta da Romano Calò, la Compagnia diretta da

pi

E

: “”“ d'Itacittà Infine, nelle principali MILANO A _MECCANOPTICA —_—(ARALZEÎS) CORSO iustran= promosse" conferenze Visti lataranno N. 89618 ITALIA N. 8 - TELEFONO grande Maestro, vita © DI ed analogamente si l'estero, presso —ICIENA_J naprresentANZA cENERALE PER L'ITALIA E 'imPERO ca antlogamente sifarà all'estero, vocale.

della « Dante Alighieri » * Nei giorni 15, 21 e 22 settembre

l'or.

chestra del Teatro Comunale di Firenze darà tre grandi concerti sinfonici con Ja

BANCO » NAPOLI ISTITUTO

DI

CAPITALE

Quanto di meglio la natura offre all'uomo pel suo sostentamento è contenuto allo stato di principio nutritivo concentrato sotto minimo volume nella ben nota

CREDITO

DI

FONDATO

NEL

E RISERVE

DIRITTO

PUBBLICO

1539

L. 1.552.000.000

400 FILIALI IN ITALIA, IN: AS LUBUA N_ICASSE ITALIANA NELL'AFRICA FILLAZIONE BANCO

IN ALBANIA: DI

NAPOLI

ALBANIA

Tirana -Argirocastro -Berat- Coriza Delvino - Durazzo - Elbasan- Fieri Piscopia Kukes - Porto Edda Scutari - Valona

|

FILIALI ED UFFICI NELL'AFRICA ITALIANA: L'Ovomaltina

è fonte di vi.

goria fisica tanto per il sano

come per il malato, tanto per il bimbo come per l' adulto.

nominando questo giornale, 184 alla Ditta

Addis Abeba : Asmara - Decamerè Massaua - Tripoli - Mogadiscio DIPENDENZE

ALL'ESTERO

Argentina: Buenos Aires Stati Uniti d'America: New York LE OPE ERVIZI

w'ruinstRAziIONE”

ITALIANA

vi

Chicago


Giulio Stival e la Compagnia diretta da Luigi Carini), e due di recente formazione e destinate a continuare immutate durante il prossimo anno teatrale (quella di Maria Melato, diretta da Marcello Giorda, e quella di Raffacle Viviani, che h iniziato le sue recite giorni addietro al Teatro Eliseo di Roma con la commedia di Ettore Petrolini Chicchignola. Negli ul. timi giorni di agosto si è riunita la nuova Compagnia di Mario Ferrari, di cui è imminente il debutto. Nella prima quindicina di settembre non si avranno altre riunioni di nuove Compagnie. * È quasi finita la costruzione, ne pineta di ponente di Viareg. gio, di un nuovo grande Teatro stabile all'aperto che verrà inaugurato nella ven a estate, £ stata scelta l'area in cui avvennero Eli spettacoli lirici degli anni passati. Si tratta di una vasta gradinata. capace di oltre 3000 spettatori e forma» ta di un edificio în muratura la cul im ponenza nulla toglie al carattere di pineta. Un piano inclinato antistante aldetta gradinata completa la cavea siallo spazio dell'orchestra, sì che ità del teatro risulterà di circa 4000 posti, tutti in ottime condizioni di visibilità e audibilità. La gradinata, lunga 40 metri e profonda 70 ha un rivi Stimento marmoreo. L'edificio ha parti ornamentali intercalate di travertino « di mattone cotto antico, Il Teatro è sta to costrulto a spese del Comune di Via reggio, per iniziativa del suo Commissario Prefettizio marchese De Zerbi e su progetti del noto valoroso architetto Virgilio Marchi. Sarà gestito dallo serittore e impresario viareggino Enrico Pe In questo magnifico e pittoresco Teatr nel prossimo anno si daranno spettacoli di prosa e di musica e sì faranno an che manifestazioni ginniche. ORGANIZZAZIONI GIOVANILI * Il Comando Generale della GIL a dato un nuovo ordinamento alla Accademia di scherma. anche per incre mentare l'afMusso dei giovani: non viene più richiesto, infatti, per accedervi. un diploma di scuola media di secondo grado, ma è sufficiente l'ammissione al IV corso inferiore di istituto magistrale di istituto tecnico o di ginnasio, Per l' no scolastico 1940-41 è bandito un con corso per settanta posti. Durante i primi quattro anni del corso gli allievi conseguiranno _ l'abilitazione inagistrale, pur svolgendo attività scher pistica, e nell'ulteriore anno di studio, insieme al completamento professionali apprenderanno anche quelle cognizioni politiche e scientifiche che sono indispensabili per l'espletamento della mis-

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sione loro affidata, conseguendo infine il diploma di maestro di scherm * I battaglioni del giovani fascisti vo lontari, costituiti al o scoppio della guer ra, dopo due mesi di addestramento e di lenamento, sono stati trasferiti dalle lo. calità della provincia di Savona, ove fino ad oggi hanno risleduto, a sedi della regione Questo trasferli lo sco po di allenare | giovani a lunghe mar ce per via ordinaria, di selezionarii fis camente, di far conoscere alle popola prestanza guerr jani la fiere di far conoscere aglioni G.LL., le regioni dell ot guire infini ione logistie 1 battaglioni, essendo to riguarda le risorse po. ziative dei Comandi fedi perimen: sibilità del ce to » presenta di grande inter 1 battaglioni, riuniti in due raggruppa nti. sì sono trasferiti seguendo due iti ari paralleli, della durata di 23 gior € della lunghezza di circa 420 chilo: metri. I complessi si sono momi per sca lioni. distanziati di una tappa. attrave fo ‘laLiguria, Il Piemonte, la Lombardia e Il Veneto Il Comando generale della G.LL. aveva Istruzioni perché la rain marcia si svolgesse r antrolti, ispezioni lo curato un perfetto tr In tal modo | nostri giovani. percorren. do zone rieche di memorie storiche e a tistiche, che sono state loro brevemen te il hanno sentito vicino a lo ro l'entusiasmo delle popolazioni che li hanno ammirati nella composte guerriera SPORT # Ciclismo. Avendo perfezionato gli ac cordi con la D. RK. V. circa la giornata dell'Asse, che si sv settembre al Velodromo V no, il di rettorio fed ne del Com ompoJone nel »d0 seguimento professio ti: Coppi e Cinelli. Velocità dilettanti uadra, m. 4000: Biondi, Marini, Mo i e Mumechi, Tandem dilettanti: Mu socchi e Nervi. Per le altre gare } primi tre classificati dei prossimi campionati. ® Ippica. Risentito dopo un galopy fornito durante )a preparazione in vista della corsa berlinese per il Gran Premio della capitale del Relch |l tre anni Sirte a NRazza del Soldo, vincitore del Gran Premio di Milano, dovrà essere ritirato tall'allenamento. (Continua a p

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VII] —

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


|

3

'URICEMICI RICORDATE

-

sE

A tavola si lorma L'acido wico ...atavola bisogna combatterlo

SPESSO SI MANGIA SENZA RIFLETTERE © La principale causa dell'uricemia risigde nell'alimentazione poichè anche i cibi più semplici e di uso comune contengono sostanze dette «purine» che producono l'acido urico. È dunque a tavola che bisogna combattere il formarsi dell'acido urico, provocarne lo scioglimento e facilitarne l'eliminazione

CRISTALLI AGUZZI DELL'ACIDO URICO CHE PROVOCANO NELLO ORGANISMO GRAVI SOFFERENZE

PREVENIRE VAL MEGLIO CHE CURARE @ «La mia salute è ottima, non ho bisogno di curarmi, mangio quanto più mi piace e sto benissimo» Ecco in sintesi una illusione che purtroppo il tempo smentisce, poichè l'acido urico lentamente, ma sicuramente, si deposita, si annida nel vostro organismo e d'un tratto ne appariranno i primi sintomi dolorosi. L'uso costante, a tavola, dell'IDROLITINA SUPERLITIOSA digestiva e diuretica, impedisce l'accumularsi dell'acido urico, lo scioglie e ne facilita l'eliminazione e Prevenire un male val meglio che curarlo!

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DA TAVOLA "DI SAPORE

FT

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L'ILLUSTRAZIONE Direttore ENRICO CAVACCHIOLI

Anno LXVII -N. 35 1 SETTEMBRE 1940.XVITI

Dopo la riunione del delegati ungheresi e romeni a Turnu Severin, dove non è stato possibile’ giungere ed una soluzione soddisfacente per | due Paesi, il convegno di Vienna al quale partecipanoIlconte


I BATTAGLIONI LA

MARCIA

DAVANTI

VOLONTARI DELLA

INIZIANO

GIOVINEZZA

AL SEGRETARIO

DEL PARTITO

I Battaglioni Volontari della Gioventù Italiana del Littorio partiti alle prime luci dell'albi le vie centrali di Genova tra un continuo entusiastico acclamare della cittadinanza che a. ‘marziali reparti. Ecco, presa dall’alto, un veduta della Via XX Settemi

lo hanno superbameni mirata al passaggio o afilamento.


UN

PROBLEMA

DA RISOLVERE

GreECIA E ALBANIA 1 è indotti talvolta a ritenere che la moderazione, non disgiunta dalla necessaria fermezza, dimostrata dall'Italia all'indomani dell'uccisione del patriotta albanese Daut Hogja, notissimo pei suoi ardenti sentimenti irredentisti, abbia persuaso la Grecia a tutto osare, fingendo di dimenticare che l'Albania non è sola, perché dietro l'Albania si leva la potenza dell'Italia. Se non è così, come si spiega il nuovo

assassinio

perpetrato

da greci nella persona di un altro patriotta

albanese,

Shevket

Osman Taka, di Filataj? Come al solito, le autorità greche, hanno cercato di alterare la verità, affermando che questa cospicua personalità del mondo albanese si era suicidato impiccandosi a un albero. La verità è ben diversa: Da una diligente inchiesta promossa dal giornale Tomori di Tirana e suffragata da numerose testimonianze di profughi, risulta, invece, che lo Shevket Osman Taka fu ucciso lungo la strada che conduce ad una sua proprietà. La figura di questa nuova vittima dell’irredentismo albanese è stata messa nella dovuta luce dalla stampa locale. Si tratta di un antico funzionario, che dopo avere per vari anni risieduto a Tirana, al servizio dell'amministrazione dello Stato, si era, da ultimo, indotto a rassegnare le dimissioni, disgustato dalla politica del Governo di Zogu, intrigante e concussore. L'uccisione di qu o pa triotta della Ciamuria risale al maggio scorso e solo di recente se ne è avuta notizia,

perché il Governo greco mise in opera tutti i mezzi

per occultare il delitto.

Non è, certo, con questi sistemi, che la Grecia può illudersi di perpetuare

zione che domanda

una

radicale revisione

Questi

sistemi

non

una situa-

sono muovi.

Fin da

quando, nel 1912, la vittoria riportata principalmente da Bulgari e Serbi sui Turchi eccitò gli appetiti della Grecia, il Governo di Atene ha cercato sotto tutti i regimi di ingerirsi di cose albanesi, attirarsi popolazioni albanesi ed anche sopprimere quelle popolazioni albanesi che non si lasciavano attrarre. In quest'opera si distinse particolarmente

Venizelos col far sorgere torbidi nell'Albania meridionale, il così detto

«Epiro del Nord», allo scopo di sollecitare dall'Europa un mandato di occupazione. La penetrazione greca era basata sull'equivoco- di dichiarare greci tutti gli albanesi di religione ortodossa: gli altri che sono mussulmani venivano soppressi. Le bande greche organizzate per la distruzione dei paesi mussulmani erano dirette da militari greci e garantite alle spalle da truppe greche. Venizelos faceva inoltre venire dalla sua isola centinaia di banditi i quali avevano parte eminente negli eccidi, nelle distruzioni è barbarie commesse. Troppo lungo sarebbe elencare î massacri commessi in quell'epoca nell'Albania meridionale che ne fu preservata solo dopo l'occupazione italiana, ma non gj: può non ricordare, a proposito della Ciamuria, territorio nettamente albanese incorporato nella Grecia dal trattato di Londra del 1913, che dopo l'annessione i greci vi distrussero subito ben dieci villaggi con 1200 abitanti e compirono atti di inaudita violenza c intro la poca popolazione superstite. Le bande cretesi trucidarono 75 notabili albanesi della Ciamuria, che erano stati attratti nel villaggio di Scupitza col pretesto di dover rendere omaggio alle autorità militari greche. Sotto la temporanea occupazione italiana del 1917 quelle infelici popolazioni trovarono un po' di respiro ed espressero in tutti { modi la loro riconoscenza ad un regime militare che lasciò il ricordo di una amministrazione larga e giusta quale mai esse avevano goduto sotto i Turchi e, meno ancora, sotto i greci.

Senonché l'occupazione italiana dell'Epiro durò appena quanto la guerra, poi la Ciamuria ricadde sotto il giogo greco come prima e peggio di prima. L'oppressione greca si spiega col fatto che la Ciamuria vuol essere albanese, mentre la complicità delle Potenze democratiche si spiega con ragioni di ordine strategico. Im previsione della inevitabile espansione italiana in Albania, esse temevano che la costa prospiciente a Corfù restasse nelle mani dell'Italia e, conseguentemente, togliesse valore a quella posizione riservata alla flotta inglese. Frequenti furono le proteste degli albanesi. Esse pervennero fino alla Società delle Nozioni, che, naturalmente, non volle mai esaminarle con la dovuta serigtà. Nel 1926, quando più grave si rivelò il dramma della gente albanese, il Governo‘di Atene in tina nota diretta a Ginevra promise solennemente di sospendere contro di essa ogni provvedimento di eccezione. «La popolazione della Ciamuria — diceva la nota — godrà dello stesso trattamento, in diritto e in fatto, degli altri cittadini ellenici. Tutti i provvedimenti eccezionali, che il Governo ellenico ha applicato a questa popolazione saranno aboliti ».Nulla è avvenuto. Le proprietà albanesi sono state date ai profughi greci affluiti dall'Asia Minore. La gente albanese è stata gettata nella miseria e costretta a emigrare o disperdersi nelle oscure zone del proletariato. E non è tutto. Dal giorno della definizione dei confini, î greci non hanno mai abbandonato il piano di una annessione dell'Albania meridionale. Come si sa, î greci amano parlare di un Epiro del nord per definire questa parte dell'Albania e confonderla com il territorio greco. Ma tutte le carte geografiche ed etnografiche più accreditate hanno provato chiaramente che la regione chiamata Epiro non è altro che la zona meridionale della vera Albania, è insomma terra non. greca ma albanese; così che non una parte dell'Albania appartiene nazionalmente alla Grecia ma una parte della Grecia appartiene nazionalmente all'Albania. Opportunamente un articolo del Giornale d'Italia del 22 u, s., trattando dei diritti degli albanesi, prospettava nei seguenti termini la questione dell’irredentismo albanese e ne indicava con molta chiarezza la soluzione. Per restare nel caso della Grecia, rimane chiarito che non soltanto la Ciamuria, della quale oggi più si parla dopo l'assassinio di Daut Hogja, ma tutte le regioni nelle quali sono in maggioranza le genti albanesi, ossia una parte del territorio di Janina, costituiscono la sostanza del problema, nazionale e politico, aperto fra l'Italia e la Grecia che si impone in un modo o nell'altro ad una definitiva e giusta soluzione. Sarebbe per lo meno singolare che le Potenze dell'Asse, dopo avere in ogni modo incoraggiato la pacificazione nazionale oggi già in corso fra taluni paesi balcanici, anche a costo di rilevanti sacrifici terri toriali, tollerassero in altre regioni di più immediato interesse la sopravvivenza di violenti regimi antinazionali e anticivili i quali possono minacciare in ben più acute forme il necessario ordine nuovo nei Balcani». Dopo di che, si comprende fin troppo a cosa miri la politica di Atene nei confronti dell'Albania e dell'Italia. Verso l'Albania sono all'ordine del giorno repressioni e persecuzioni di ogni genere, mentre verso l'Italia si ostenta una disinvoltura estremamente pericolosa. È probabile che l'atteggiamento della Grecia trovi la spiegazione nel mito dell'onnipotenza britannica. Questa persuasione e la «garanzia» di Londra la portano ad accentuare la politica di snazionalizzazione degli albanesi e, in pari tempo, a farsi strumento dell'Inghilterra per tutto quanto possa occorrere nei Balcani, dove la politica inglese è stata clamorosamente battuta. Non è un mistero Ghe l'Inghilterra non ha rinunziato — né mai rinunzierà — a ordire intrighi nella Benisola balcanica. «La favola delle sollevazioni albanesi contro l'Italia — scriveva il Giornale d'Italia nell'articolo ricordato — dovrebbe evidentemente creare l'alibi

Porti e basi nave ) i guerra inglesi secondo 1 rillevi tedeschi.

alla politica greca, sempre sostenuta dal Governo britannico, dell'avanzata imperialista nel territorio dell'Albania indipendente, Non v'è dubbio che l'Albania e l'Italia abbiano da calcolare su un tale disegno offensivo greco-britannico. Al quale conviene rispondere con la fermezza di una politica responsabile, che non cerca avventure, ma è pronta alla difesa dei diritti nazionali dell’Albania e dell'ordine balcanico fondato sulla giustizia, oltre che alle ragioni di guerra dell'Asse». A proposito dell'ordine balcanico fondato sulla giustizia, conviene ricordare che le trattative fra la Romania e la Bulgaria per una più equa definizione dei rispettivi confini, si sono felicemente conclusi a Craiova. La Dobrugia meridionale ritornerà alla Bulgaria, come volevano la geografia e la storia. La nuova linea di confine, che ritornerà ad essere quella del 1912, partirà da Silistria sul Danubio e si prolungherà fino al Mar Nero, al sud di Mangalia, Le trattative riguardanti lo scambio delle popolazioni e il metodo di compensazione

proseguiranno

nei prossimi giorni.

La Bulga-

ria procederà al trasferimento di tutti i romeni residenti nella Dobrugia o viventi Bulgaria. Si tratta, secondo calcoli approssimativi, di circa cinquantamila persone. Così si è riparato ad una palese ingiustizia. Dal punto di vista etnico, la Dobrugia non aveva ‘mai cessato di essere bulgara, mentre dal punto di vista economico la perdita di tale regione — la « terra del grano d'oro» — aveva sempre significato, per la Bulgaria, in danno considerevole. La Dobrugia meridionale è una regione eminentemente agricola. Le terre coltivabili sommano a 664.088 ettari, che rappresentano oltre il 30 per cento della superficie totale. Vi prevale la piccola proprietà direttamente coltivatrice. Per dimostrare l'importanza della produzione agricola della Dobrugia nelle esportazioni bulaare, basta ricordare le cifre riferentesi al traffico uscita del porto di Varna. sbocco marittimo naturale della produzione di. quella regione. Da 1.052.000 tonnellate del 1911, il traffico era disceso a 700.000 tonnellate dopo che Varna aveva perduto il suo retroterra. Nessun dubbio che si è fatta opera di giustizia. D'altra parte, nei giorni scorsi la stampa bulgara ha ricordato che nel 1878, quando al Conaresso di Berlino fu prospettata la cessione della Bessarabia alla Russia da parte della Romania, che avrebbe dovuto venirne compensata con l'acquisto della Dobrugia, la Camera e il Senato romeni insorsero unanimi contro una simile eventualità. « Noi non possiamo cedere la Bessarabia in cambio di compensi territoriali — disse il Presidente della Camera romena nella seduta del 28 gennaio 1878. — No, noi non siamo un popolo conquistatore; non vogliamo seminare il germe di futuri disaccordi per l'annessione di territori che non ci appartengono». Non altrettanto può dirsi delle trattative fra la Romania e l'Ungheria. Esse sono state interrotte per l'impossibilità di trovare un punto d'intesa. Ma — come si legge nel comunicato conclusivo — « esiste la prospettiva che le conversazioni siano riprese nel più breve tempo» SPECTATOR


ALESSANDRIA:

ASILO

VIOLATO

PORTO

DELLA

SQUADRA

INGLESE

OCCIDENT

L'Egitto preso nel capestro

di un trattati rette a colpin

nei suoi impianti. Diamo

qui

o Il porto di 4 inglese e dal quale prima o poi le unità nemiche douna pianta del porto di Alessandria d'Egitto


I COMUNICATI DELLA

NOSTRA

N. 75 n Generale delle Forze Armate comunica: Ue nce formazione aerea ha bombardato gli obiettivi militari di Gibilterra. Un velivolo non è rientrato. Nel Mediterraneo orientale una nostra torpediniera ha afio un sommergibile ed un nostro sommergibile ha si-

Nel’,

dai MOstvi Dubar a Cocacia (Chenia): Quartier Generale delle Forze Armate comunica: îisommergibile ingiese, di cui al bollettino n. 75, è stato affondato torpediniera « Papa »: detto sommergibile ha lanciato ben tre siluri senza alcun risultato contro la torpe=

GUERRA

sistenze avversarie, il tre agosto occupava con il grosso Dabat e con un distaccamento, Madda, mentre una colonna fian». cheygiante raggiungeva Girreh. Proseguendo rapidamente l’azione, il giorno 5 raggiungeva ed occupava Zelia, mentre avviava su Dobo la colonna fiancheggiante. Il gruppo De Simone tra il 3 edil5 raggiungeva ed occupava l'importante centro di Hargeisa, respingendone le forze nemiche che ripiegavano sulle posizioni retrostanti, incalzate dalle nostre avanguardie. La colonna Bertello, superan{o gravi difficoltàditerreno € di clima, raggiungeva, Cadueina, respingendo ilpresidio inglese inseguito e mitragi dalla nostra aviazione. Alla sera del giorno 6 le operazioni della prima fase, che. fu di avvicinamentoedovette easenzialmente superare gravi difficoltà logistiche, erano termi» nate. A sinistra Bertoldi, rassodata l'occupazione di Zella ed occupato Dobo, provvedeva alla occupazione n dì confine con la costa francese dei Somali (Brigata Agosti) e ritirava sulle basi di partenza le truppe esuberanti al presidio della zona occupata; a destra, Bertello, in sosta a Oadueina con i fedelissimi Dubat, dopo otto giorni di marcia senza trovare una goccia d'acqua, vi si faceva raggiungere dai rifornimenti.

, è venuto a galla mostrando la chiglia e poco dopo si Pavia. Il porto di Alessandria d'Egitto è stato nuovamente bom-

bardato da una nostra formazione gerca. "Altra formazione aerea, individuato un convoglio nemico, ‘caccia! navigante nel Mediter. ‘ha sottoposto ad intenso bombardamento.

PE

Incursio! ini aeree

scarsamente redditizie sono state compiute settentrionale, a Bomba ed a Derna, ‘morto e cinque feriti. Altre incursioni n ascari @ cinque cl tra i nativi e ta sono ti state o lorimesse n cui erano ricoverati quattro autoca: ‘Massaua e all'isola di Harmil (Massaua) ove non si sono perdite né danni. l,

orientale:

i

ime LE DIFESE AVVERSARIE TRAVOLTE DAI NOSTRI. Il l'attacco, fa-

partecipato tutte le genti dell'Impero, remotamente o solo recentemente assoggettate, ma tutte saldamente inquadrate nei nostri battaglioni coloniali e sinceramente fedeli alla nostra bandiera. La conquista della Somalia, oltre ad essere una grande vittoria, costituisce anche la più schiacciante smentita della nda con la quale l’Inghilterra pretendeva di creare |. una situazione politica precaria ed insostenibile: essa realizza quella unità delle genti somale sotto la bandiera dell'Italia fascista che era da tempo ardente aspirazione di quelle popolazioni, come hanno ampiamente dimostrato le mumerose sottomissioni effettuate durante il corso Man mano che l'occupazione si estendeva nei centri più importanti, già sedi di distretto inglese, i funzionari di governo dell’amministrazione dell'Africa Italiana hanno iniziato la lora attività politico-amministrativa, con grande soddisfazione delle popolazioni che continuano ad accorrere per dichiarare la loro sottomissione e fare atto d'omaggio al Governo d'Italia. N. 79 Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica: Una nostra formazione aerea ha bombardatola base di Hal Far e Malta. Dieci caccia inglesi, già in volo, hanno tentato di impedire l'azione, ma sono stati immediatamente attaccati dalla nostra caccia di protezione. Ne segui un accanito combattimento durante il quale sono stati abbattuti quattro velivoli inglesi ed uno nostro. Nell'Africa settentrionale due cacciatorpediniere inglesi, che avevano iniziato un'azione di fuoco notturna contro Porto Bardia, sono stati attacccti e messi in fuga dai nostri bombardieri te intervenuti. Altri attacchi aerei s0no stati effettuati da nostre formazioni contro i mezzi motorizzati nemici tra Sidi Barrani ed il confine cirenaico: tre autoblinde sono state distrutte, Tutti i nostri velivoli sono Un'incursione nemica a Tobruk ha causato cinque feriti e levissimi danni materiali. Do successivi cocertamenti risulta cheorme lazione: nemica Tobruk, di cuial bollettino agosto, due velivoli nemici sono stati abbattuti dalle batterie C. A. della R. Marina. Nell’Africa orientale nostre formazioni aeree hanno bombardato gli aeroporti di Garissa e di Waljr (Chenia) e posizioni nemiche a Daga River Post (Basso Sudan). Incursioni aeree nemiche hanno avuto luogo la notte scorsa sul Piemonte e sulla Lombardia; i velivoli nemici, provenienti sempre dalla Svizzera, sono stati posti in funa dalla nostra caccia, lasciando cadere tre bombe nei pressi di Anione (Borgosesia) e tre nei pressi di Alessandria, causando un principio di incendio ad una cascina. A Mariano Comense sono st@ti causati due morti tra la popolazione e lievi danni qlle abitazioni private, Insieme alle bombe sono stati lanciati i soliti manifestini.

N. 80 Il Quartier Generale delle Forze Armati dica: plaPase navalediAlessandria è stata nuovamente bom, @ ondate successive, da nost N Tutti i velivoli sono rientrati. demo radizio Un aereo da bombardamento inglese, costretto a scendere in mare presso Lampedusa, è affondato; l'equipagaio, composto di un ufficiale e due sottufficiali, è stato salvato e fatto Un nostro sommergibile, operante nell'Atlantico, ha silurato e gravemente

danneggiato

una grossa petroliera nemica.

Nell’Africa orientale incursioni aeree a Mopadiscio hanno

N. 78 ‘Quartier Generale delle Forze Armate comunica la sePer relazione sullo svolgimento delle operazioni militari nelle Sonnino della Somalia britannica eroprevista dal

lese, Rae ina per ildominio delle Rosso el'Oceano Indiano, rim a

eri © ingenti

stretti,

guarnigione

cine TerzaTafase: co Oo1 a 19 sporto: : superata superatain in talmodola le difensiva del nemico, le nostre truppe

repai ai polizia. I TL semarti edipolizia, settore centrale Corpo cammellato a protezione ‘nel forze po SIEDE

Somaliland.

ini

lo proteggendo, le sottostanti colonne, bombardava e volgeva in fuga rinforzi nemici accorrenti infliggendo loro sensibilised iniziava un sistematico bombardamento delle € da guerra che il nemico faceva affiuire nel . Una nostra colonna autocarrata, costituita tratti da tutte le Forze Armate, 3 ‘un battaglione volontari si di Camicie Nere e da uno indigeno, agli del Luogotenente Generale Passerone, partita da Zeilungo la strada co«ppo De Simone

nii i

Dpr tibiato Sionli,contato,da la cui costruzione È,

Il nemico, ancora una volta proveniente dalla Svizzera, ha effettuato incursioni aeree su varie province dell'Italia set-

proseguivano nella loro avanzata: XV Brigata su La Faruk, he; sinistra dalla XIII e adestra dal delletando Bertello con il compito di avvolgere le difese da

perma?

tn corpo dipoli areeimo

grosso delle di Berbera, cuore

quantità di materiali, tra cui artiglierie.

po 'usttro giorni di. lotta accanita il sistema difensivo in-

dell

Corpo cammellato, formato

N. 81 11 Quartier Generale delle Forze Armate comunica: pltell'Africa aettentrionale, sono,stati| bombardati dalla nomezzi mecca: zati a Bir Sceferzem e baracSementi\viazione SidiBarni im convoglio nemico, scortato da navi da guerra, èstai ripetutamente bombardato da nostre Jormazioni gere nel Mediterraneo orientale.

l'artiglieria metodicamente, di difese a

di

ri italiano

‘numero di battaglioni e batterie rinforzate con unità torta“(Bottaglioni Camicie Nere), unità mi telional ‘mortai, unità autoblinde, di carri veloci irtiglieria campale e contraerea, Italiana e da gruppi di banTali forze, agli ordini del Generale di Corpo

che tale ultimo baluardo ii

, investito frontalmente ed Lioni indiani con ac-

Guglielmo. Nasi, erano ri im tre gruppi:di ‘ordini det.Generale diCorpo d'Armata d'Armate Sisto

f parte levano raggiunto leloro posizioni dipartenza; la piodore: Bertoldi, iraGialelo. alconfine conlacosta Jranmille chilometri, per strade rese difficili dalla stagione delle

merose @ carri armati, ingenti quantità di munizioni,di viveri e di materiale del genio e di sanità. Nelle nostre mani sono inoltre rimasti qualche centinaio di pridelle truppe regolari e tutte le truppe somale ammontanti (a circa un migliaio diuomini. fa truppe erano state impiegate per proteggere reo inglesi e abbandonate poi al loro destino. Il loro rastrellamento con-

tinua, 'Per virtù dei capi e valore delle truppe, in appena17 giorni la Somalia britannica era così definitivamente conQquistata conladecisione e larapidità con laquale è ormai costume dell’Italia fascista ed imperiale di condurre le sue imprese coloniali. IL MAGNIFICO COMPORTAMENTO DI TUTTE LE NOSTRE FORZE. Merita di essere segnalato il magnifico comportamento delle truppe nazionali, artiglieri, carristi, Camicie Nere, motociclisti, mitraglieri polizia A. Î., autieri e personale sanitario; e così .il valido contributo dato dall’Aviazione, con le sue azioni di ricognizione e di bombardamento, con le crociere e le incursioni a bassa quota sugli aeroporti

del nemico, delle formazioni da caccia. All’impresa hanno

tale, le incursioni aeree nemiche hanno avuto luogo a Harar, dove è stato colpito 1" militare indigeno, ea Dessiè, dove è stata colpita l'infermeria pre= complessivamente sono stati causati 8 morti e una ventina di feriti. Un velivolo èstato abbattuto. A Massaua è stata colpita con lievi danni una casa dipeA i i nemici, sempre provenien: frontiera svizzera, Piemonte e sulla Lombardia. In seguito all'efficiee intervento della difesa aerea econtrogerea sisono a lanciare qualche spezzone incendiario presso Nichelino, in provinciadiTorino, incendiandoun

N.1 83 «uartier Generale delle Forze Armate comunica: Nostre formazioni aeree hanno bombardatola base navale di Ai iria d'Egitto e hanno lungamente sorvolato, ? nonostante il tempo avverso, il Canale di Suez tra Porto Said ed Ismailia gettando bombe sull’imbocco nord del Canale e iltraghetto diAl Kantara sul quale'la ferrovia che unisce l'Egitto alla Palestina passa attra il Canale. fell’Africa orientale bande ‘hanno occupato il forte inglese di Polignac nei pressi del Lago Rodolfo. Formazioni aeree hanno bombardato la stazione ferroviaria di Khashm El Ghirba (Sudan) e i campi di aviazione di Waijr e di Garissa (Chenia). Ai confini del Sudan con l'Eritrea un reparto inglese con alcune autoblindate ha tentato un'incursione nel nostro territorio. Affrontato presso i pozzi di Adardè da una nostra banda rinforzata con ascari di polizia è stato fermato e dopo combattimento respinto. Il nemico ha potuto caricare sugli automezzi numerosi feriti lasciando tuttavia sul terreno oltre una diecina di morti (australiani), mitragliatrici e armi varie. Noi abbiamo avuto lievi perdite. Altro tentativo di forti pattuglie nemiche contro il nostro posto di Gallabat è stato facilmente respinto dalle truppe coloniali di quel presidio,

318


Tutte le difese. apprestate da lungo tempo, travolte, distrutte. La vittoria decisa, battaglia fascista quella che ha portato alla conquista della Somalia britannica. il gagliardetto, sulle posizioni abbandonate dal nemico in fuga. cisti, Camicie nere, dubat, ascari, salgono, come qui sulla ridotta di Girreh, a piantare il tricolore e


die

isione della celere marcia compiuta dalle truppe italiane su Berbera malgrado l'accanita resistenza opposta dalle retroguardie nemiche composte per lo più da battaglioni indiani. Gli autd mezzi che si vedono avanzare sulla pista sono quelli di una colonna di CC. NN. automontata che procede rapida coi suoi uomini verso gli ultimi baluardi ingl

è truppe di colore che hanno partecipato alle azioni per la conquista della Som: annica hanno dato magnifiche prove di valore e di fedeltà. Uomini di tutte le razze dell'Impero ben inquadrati dai nostri ufficiali, sono stati impegnati în aspri e sanguinosi combattimenti dai quali sono usciti vittoriosi. Qui una colonna cammellata in marcia verso Berbera

n°

e

o

:

ds

2

È

ra

mnostante le difficoltà del terreno che gli inglesi ritenevano insormontabili alla stessa stregua che consideravano imprendibili gli apprestamenti difensivi da tanto tempo organizzati, nonostante la temperatura torrida, le colonne italiane occuparono la Somalia britannica con rapida manovra. Qui vediamo la colonna di CC. NN. che occupò Zeila e da questa località raggiunse Berbera.


riservate all'all mere erano af a

ta e più semplicemente n nate della fiera di San Bartolomeo e di nelle settimane di Natale, di Pasqua @ davano jmOndate le rive del va

occasionali.

viaggia

anche ca pagnie di comici girova Poveracei accontentavano tende e disporre giacigli in un magari lega dovi alla catena un » ingabbiandovi immie e cani da

nto che risvegliavano la curiosità e l'euti vgazzi Mentre le vecchie ere di Somtbwark

maggio

erano

wieh.

Talora in quei giorni di ressa si erano

finite

col

dente

fiorenti quelle di San Bar

-1817Romanzo

LOCANDA

CON

PORTO

di

RAFFAELE

STALLAZZO DI LIVORNO,

«Locanda con stallazzo "AI p ai prim era famosa, nel quartie: di White Chapel, l'Ottocento quando ancora la. grande Mile End ilRoad ter arganello che segnava

da un circolante come mine della città. Il quartiere di White Chapel

l'East End era aristocratici di Londra. Vi avventurava qual fun anagliato » giovanotto amante delle o delle gare violente e popolaresche ja londinese la Locan Ma sulla vastità e sulla ip e faceva affari da «Al porto di Livo l'emblemaMleggiava di quel brigantino in a vele spiegate come da insegna anl muro della ferro battuto che le faceva adro dipinto che raffigurava il dei morì » conosciuto da tutti È famoso « monumento aneo e amato naviganti del Mediterr erano divise in i. La locanda e la sua attiv vera e propri taverna; stallazzo e locanda ta e cipalment frequenta da gente di La taverna era prii

e panche della taverna quei curiosi e soldati dei granatieri che,

giovanotto da poco arrivato in c

Vi sìdavano con © vi tenevano il recapito uomini della Compa Ile Indie e della flotta di guerra. Nella taverna l'odore era quello tipico della stiva portato dentro e sciorinato dagli scafandri, dalle brache, dai cappucci La taverna co sera di un'im inzuppati di salm imposta di due brace he si incon mensa camerata lo retto dove fl vasto offiate di fumacda. Lung

assiat

e furfanteschi ubbriac avan coccar

arruolato nel.

CALZINI

mare è di mi paese, marinzi 0 sensali. accaparratori armatori, ingaggia ri di urme, gente che aveva a che vi pescatori fare € lo navi

scintille quercì

e di

duravano

e le due di Greem

ercito che andava a combattere in India © sal continente Una brigata di lucche approfittava di quegli af. follamenti delle fiere e de ricon Livorno » nir a smerciare al hastro che erano venuti di oda all

ento. Minuscole riprodu

busti di pers naggì, ripeti

tue canovia tori

dello

pn di edifici

mandav

stile

Impero

ni poverissime

in visibilio gli

i fre

tannico, Erano un paio di famiglie che avevano il lore i tra i docks e il recinto cla trale di Santa Caterina. Si chiamavano Toschi Ila taverna era nella via del Porcospino e

camino mandava tavolacee di

te parallelamente alle panche ta mi sedili privilegiati e serbati ai i mercanti di perle e ai procacciatori di erti di pelle e imbottiti assicurazioni erano r I marinai cas minavano ondeggiando snl pavimento di «tek na coperta di veliero e infatti quel bellissimo legname, incorruttibile come quello che fa sciava la pareto, era stato comperato a Dover all'asta nave che aveva varcato durante la demolizione di molte volte l'Atlantico ai tempi gran della pirateria © del blocco continentale. La locanda e lo stallazzo (uomini e cavalli avevano

poche comunieazioni e scarsa affinità di costumi con la

taverna) occupavano i tre quarti dell'edificio. La locan da tutte le camere del primo e del secondo piano tran

con la sua via

parallela

a

via dell'Antica Quer di cortile che si p aveva battenti © rim da

un

guardi

intabarrato

che

poteva pas un braciere. Da quella m sare una berlina di raggu: i: un famoso cocchiero si era provato vittorio re il gie ro del cortile con un tandem di due caval Hama

È


1 drizzava una pompa che rigocciolava “dale

| la cannella grommosa sull’abbeeratoio dei cavalli. Dal-

‘l’ultimo piano dell’edificio pendevano le carrucole che |dervivano a caricare e scaricare il fieno. Alcuni devoli lords, di quelli che erano allora inv «cocchiomania » e, per contrasto col dandismo preto da Brummel e da suoi seguaci e ostentato dalle ‘preziose ridicole dell'Altmark, avevano modi e linguag-

gi di stallieri frequentavano lo stallazzo del « Porto di Livorno » e vi bevevano alla buona con il maniscalco,o

brindavano con gli impolverati cocchieri che battuto

quiBath.

avessero

un record percorrendo la strada di Brighton o

Dalla taverna del « Porto di Livorno » erano mossi alTeune volte questi eleganti

messeri, roteando la frusta, di-

retti all'appuntamento dei « four in hand », dei « quattro

dn mano ». Raggiungevano il luogo dell'appuntamento Square e di.lì si lanciavano tn una gara cordiale fino a Salt Hill dove erano appreni e cene famose, Le donne e le fantesche

della locanda, aprendo i vetrini delle loggio,

avevano

tuto ammirare celeberrimi ed eroici membri del club î «quattro

în una

mano»,

come

Barrymore

ex cocchieri e figli di cocchieri che l'abilità

e Lad,

di tenere

alla guida con una mano sola quattro cavalli dall'alto

|

del cocchio aveva

pareggiato al livello dei gentiluo-

mini.

I

csvalli erano di classe come

i padroni e non 4

turavano delle povere bestie da ttavano di r ferrate 0 sbrigavano mestieri di fatica. Uno dei fratelli Luperi, affittuarii della locanda, Stefano, teneva

la bottega da

maniscalco. La luce del suo fornello rag-

berrettaceio

di pelo che gli

b

cop:

delle orecchie; dai lobi, ua i leggermente pelosi, pendevano orecchini d’oro. Il viso era nobile: un viso

di corsaro con un naso d'

nuotatore. La forzata immobilità degli ultimi, due an-

ni lo aveva ingrassato e appesantito; i baffi nerastri

‘ondavano

la bocca che masticava parole e ta-

bacco nello stesso tempo. Un colore olivastro patinava le guancie, e Je mani che lavoravano a muover le leve

della

carrozzella

meccanica

che

gli permetteva

di

ostarsi dalla na ul cortile e anche di spingersi nelle giornate di bel tempo, fino al erocicchio di White Chapel o fino ul fiume. In tali occasioni sosti. tuiva il berretto di pelo con quello cerato nero del

marinaio e ai baffi, ordinariamente piegati alla cine» se, dava un po’ di cosmetico e una linea verticale che ricordava

1 bei tempi, La moglie, Ja Bice, una bruna iano era stata da giovane mansuetis-

sima 6 candida; ma

gli anni, e quella scuola di prepo-

tenza e infal ibità,

vevano

formata

in una vira.

go dispotica; le treccie brizzolate avvoltolate sul capo e annodate sopra la fronte, le formavano una corona che aumentava là dentro il suo prestigio e la sua superbia.

I sei figli: Vasco, Stefano, Ferruccio, Erasmo, Uguccione e Nello erano nati nei primi anni del matrimonio; ancora nell'altro secolo. La figliola era nata il primo

giorno del nuovo secolo ed tra stata battezzata col nome di Nicoletta, Tutti avevano tremato per la sua salute. Era un cosino al quale la nebbia

di Londra pareva

togliere il fiato e il colore; ma, a poco a poco, si era irrobustita © allungata. Pettinata come la madre; ma di

e che zoccoli di animali e stivaloni di cocchieri e

10 della taverna si parlava di arti navali e di avven-

per

scudieri rimescolavano da mattina a seta. Se nell)

peschereccie, nel cortile tutto era terrestre © i cone

tratti riguardavano a preferenza i foraggi occhi. e le selle.

i.

î

i puledri i

‘alieri e scudieri, quegli nmbigui

pi

atiglioni e mediatori portavano appiccicati ai tabarri, Le

le pellegrine odori e discorsi di terra, di campagna, di “ strada. Nella taverna si mesceva n preferenza la birra

hera e nel cortile si servivano più di frequente il gin,

il rum,

Quando

quahdo si

c'era una partita a boxe o una

rissa,

improvvisava un ballo o un banchetto i due

| inondi, quello del cortile e quello della

taverna, oc

1 Monalniento si moscolavano. Se bisognava far un fronte unico contro un nemico

esterno, fossero pure le guar:

die, allora Valleanza e la mutua assistenza divenivano,

A0

ma

un biondo oro e di una pelle bianca che sì imporpora» va ad ogni emozione, portava in quel viavai di gente

giaya a ventaglio strisce rosse sul fango molle e puzzo-

.

paralizzati;

mente era. a,la voco stentorea e Jo sotto le dg ancora folte e nere sfavi

come «i dice oggi, nutomatiche, Non c'erano distinzioni

separazioni di terra e di mare. 1 padroni di quel.

-— Mangolo di Londra

si sentivano

solidali e mostravano

| @hiaramente di appartenere non a una sola razza; ma a una famiglia sola. Dimenticavano in un momento è sot. l'impeto delle pi ni, le buone maniere, la lingua

Shakespeare e le norme

Sor regolava

dell’

Al _soggio

Livorno,

ia Nîco era un uomo

aveva fatto tutt

cui, imbarcato

ra

ra un veliero della Compagnia delle di mozzo, aveva fatto il giro dell'Afri-

a Bombay. Dopo molti viaggi, în una iero a Livorno, aveva sposato una cugina più giovane di lui, l'aveva portata a Londra,

la come cameriera o guardarobiera (non sapeva

bene) in una casa signorile, Due mesi

innanzi la nascita

i del primo figliolo, Nico aveva portato a termine un otfare di contrabbando e con le sterline messe da | parte aveva

preso

in affitto per ventinove anni la casà

‘con uttiguo cortile, bottega di maniscalco e stallazzo che avevano aegni tato fama e distinzione all'insegna del

«Porto d

. Da quel momento era incomin-

ciata la immigrazione dei rnesi a Londra. Il clan antito di anno in anno, i primi immigrati tra loro, avevano cominciato a fare regolarmente figlioli che minacciavano di sposarsi tra loro

filone di biondi;

uno

coi

visi bronzei

e

‘grifagni dei barbareschi, l’altro con le tozze figure, gli ‘occhi cerulei, i capelli biondi o rossastri dei liguri. Si

deline:

io fin da bambinî

caratterizzandosi

con

©

le

nobiliare

condannato

alterigia

nelle mogli

montata

su due

e soprattutto

in se

stessi. Invece di riportarla al comun denominatore del «Porto di Livorno », sierano quotati alla brava, senza calcoli, per fatla studiare.

zione. Per la sola femmina

così aggeggiata fin da bambina che pensarono di po terne fare iorno quasi una lady, o di durle uno stato, e impiegarla come una « guardarobiera ». una @ cameriera » una « istitutrice » come avevano suggerito tiaveva fatto rintronare il parlatorio: « Niente camerie biente serva! Servitori livornesi non se ne conoscono e non saremo noi a stabilire questa bella usanza ». Si era poi rivelato poco alli volta che stoffa di ubbidienza

non ce n'éra in Nicoletta e che la educazione imparti-

tale dalle monache aveva piuttosto scoperto che attutito il suo carattere ribelle e quella volontà di comandare che si sfogava durante i mesi estivi e nella settimana di Natale quando, tornata al «Porto di Livorno

tiranneggiava fratelli e nipoti, anche quelli che avevi arecchi anni più di lei. Soltanto il vecchio, conservava

il mare

mai,

|Quelli che si erano dati al mare, che avevano sposato non lo abbandonavano

nivano

a casa

| più spicciola. Erano rimasti cattolici ferventi e bestem| miatori

in un paese di protestanti e di ipocriti.

stipite

della

|. Queste contraddittorie virtù si mescolavano a vizii e a ». difettacci cospicui che erano già in germe nel capodinastia,

Egli

aveva

ottantun

anni,

gli

—

E aveva

imparato

a

distinguere i lettori di un giornale o dell’altro dall’abito o dal diverso sussiego. In grazia di una busta di cuoio che, in antico, aveva servito a un postiglione morto di sincope alla taverna del « Porto di Livorno », î

fogli appena stampati si conservavano asciutti. Impresa non facile col clima di Londra e in quegli

anni di

guerra e di pace, 0, come si suol dire, di « avvenimenti

palpitanti », quando i giornali vanno a ruba e te li strappano dalle mani prima che tu possa gridare il contenuto

era

delle notizie

passito

dalla

recentissime.

Ben presto Frik

vendita

dei

quotidiani

di muffa

dove

andava

lettura. In quella specie di sordida di tegole

verdi

baracca

alla

loro

coperta

ogni

mattina

per la resa dei fogli invenduti, una vecchia dai capelli

rossi (in antico era stata maestra a Stratford) gli aveva insegnato a leggere e a scrivere, Egli aveva appreso

molte notizie di prima necessità sugli usi di Corte e le parentele del Reggente, sulla costituzione e sulla posi-

zione dei diversi partiti tanto alla Camera dei Lord

quanto a quella dei Comuni, Frik fingeva di darle ragione perché questo era il suo tornaconto;

ma

di sé e istintivamente non condivideva affatto le sue

opinioni politiche né la sua ammirazione.

Era un po’ sorda e non le era mai ride di ca

pire bene quel cognome italiano intramezzato da una «r»

impronunciabile,

Così dopo

molti

sforzi aveva

sebbe-

potestà, e tutta Ja voce necessaria per gridare attraver-

so il cortile se Nicoletta aveva fatto qualche marachel-

la o rubato la torta in cucina o legato due gatti insiea corte:

bisognava andare

(un autentico e devotissimo paggio)

DITTA

“ PELELÉ

gna e venduto,

— Ehi Frik! — gli gridavano le fantesche e gli av-,

ventori

dalla

loggia

ricorrente

al primo

piano

tutto”

intorno al cortile, — Ehi! Che nuove? Quando pas serà il « bill » dei ghiottoni. M nonno no; il nonno non gli dava tanta soddisfa zione; non si fidava né di lui né d ornali; era trop-

po vecchio, ne aveva lette tante di fanfaluche e ascoltate tante di promesse! E che tutto doveva finire e che

‘a liberare il mondo da questo e da quest'altro!

riechi ce ne saranno sempre! Deboli e pre-

ho visti qui e via di qui! Previsioni? Ma visioni si possono fare? E come la « meteorologeria »_ 0 qualche cosa di simile. Ditelo a chi ha

Talora, alla fine di questo monologo alzava la voce

vano in strada:

Pelelé come

sta Boney?

giornali? Che cosa fn? Invariabilmente Frik, senza

Se ne parla ancora sui

dir parola, metteva

polsi uno sopra l'altro e li alzava verso il cielo nell’at-

teggiamento di un prigioniero implorante, fingendo di

non poterlì disciogliere. — Bene; bene,

— Allora anche questa notte possiamo dormire tran-

Per quasi trent'anni quel nome aveva fatto tremare

E BOB,

Londra.

merita una biografia a ‘parte perché una

tosi si univa il puzzo di strinato dei cavalli ferrati e

quello grasso del letame che veniva caricato sulle car-

riole. Bracciate di fieno salivano e scendevano per la carrucola del fienile, per essere avviato alla campa»

quilli.

u

fisionomia

al momento

la cucina fumante di salsiccie a bollore e di polli braciole di maicle schidionate sullo spiedo, i gatti e i cani si davano convegno alla porta dove si di no equamente pedate e nvanzi, A quegli odori appeti-

—

i

un paggio

anni

per cone

I letti eran stati rifatti nella grandissima camera “de

nelle giornate. divigilia poteva ospitare fin venti og

e rivolgeva una domanda a Frik, gridando che lo udi-

la liberava da quegli obblighi di diritto comune,

vorno » che avesse

al « Porto

del

Totti erano passati per quella corte di

quattordici

rientrava

luce del giorno

presso la carrozzella

paterna.

N «paggio»

sera, il ragazzo

dell'ultima

viaggiato per mare che si possono prevedere le burrasche, Chi annegherebbe e che cosa mangerebbero i pesci?

Vieni

era il suo turno: e nemmeno l’esser graziosa e delicata, il frequentare la scuola (delle monache nientemeno) luvere

che nessuno, alla locanda del « Porto di Livorno », chia-

due

—

bubbo, inginocchiarsi @ ricevere senza fiatare quella cresima

gusto il nomignolo, lo aveva adottato. Si può esser certi

devano la sua popolazione che aveva l'abitudine tutta italiana ribuire dei soprannomi: alcuni chiamavano il' ragazzo Frik, altri Pelelé.

a prendere

me per la coda o spalmato di miele l'interno del ber-

retto del cuoco, Altro che arie di «lady» e passetti schiaffi! Macché:

Dapprima egli, per natura permaloso, se ne era risentito; ma da quando anche Nicoletta aveva trovato di suo

la patria

era il solo di tutta quella dinastia del «Porto di Li-

DI mella morta stagione a contare i ‘figli e i quattrini e ad

penny.

durre gli animali agli abbeveratoi. »,

parte. Era il figlio di Vasco, il capocannoniere, aveva

aumentare il numero degli nni e degli altri. Ma sapevano far più presto i figli che i quattrini. Di Londra, ‘dell'Inghilterra, conoscevano ben poco; quel tanto che poteva servire ni loro commerci evalla vita quotidianà

Due

di Livorno » era l'ora di maggiore traffico; In taverna

del casato valeva la pena

Al mestiere dei tavernieri

quando avevano

Gazette,

Si approfittava

di compiere un sacrificio pecuntario è interrompere l’avita ineducazione della famiglia. Era così « bellina

il lavoro di maniscaleo o di

va a divenire pesante.

re, Invece di « chicchirichì » gridava: — Times! West. minster

era piena di avventori, nel cortile circolavano i cavalli.

«all'inglese », per lei, ultima nata, «i era fatta un'ecce-

le aringhe e dei merluzzi.

sidedicavano i rossi

ia di un galletto, e lo

faceva riconoscere subito tra gli altri giornalai del quar-

Quando, verso

Mentre essi erano cresciuti e diventati uomini con poca grammatica, scarsa ortografia e nessuna educazione

| raggiunto una certa età e

degli albergatori

pre dritta e spavalda

maya‘il bambino Federico. Due uguali tendenze divi-

avrebbero

nélla marina mercantile o

|cocchiere o di fabbro comi

mentre camminava a piccoli salti e

canterellando, Quel fiocchetto rosso su quella testa sem-

Quei maschiacci già accasati e vissuti, irrobustiti dalle fatiche dai tempacci e dai disagi dei loro mestieri erranti, si vantavano della sorellina quasi aristocratica, le perdonavano delicatezze e schifiltose riserve che

navano.

‘qualità fisiche © psichiche dei genitori, gli uni bonarii erosi © furiosi, gli altri attaccabrighe © dialet fe Lupéri di pelle bianca si ndattavano anche n | mestieri cittadini e manuali, îbruni pigliavano tutti lu wia del mare. Si arruolavano

di brustia

lanciandolo in aria

pronunciato: «Lupele » è gli altri scolari avevano finito per chiamare il loro compagno giornalaio « Pelelé ».

una figuretta

rossi e su una

da presentazione

e continuare la specie © la taverna del «Porto di Lila fine del secolo. C'erano due filoni di ticci come l’ede un filone di e un

e gli stallieri armati

nella bella stagione se ne serviva come di un disco,

che tutti le perdo-

zoccoletti.

ascoltato il suggerimento, memore della propria ener;

Un puese pieno ssole e di vento su un mare azzurro in cui si speci (=alpine

strigliatura

di ramazza,

midamente le monache presso le quali era affidata in pensione. E subito ln Bice che l'accompagnava e aveva

Bretagna. C; piadialetto del loro paese d'origine.

Li wano gli ulivi e le vigne:

di ogni risma e di bassa condizione, tra i cavalli pronti

cugini e e troppo grandi; al ciali berretto rotondo di marinaio, di color azzurro cupo con un fiocco rosso al centro. Durante i mesi freddi se lo calava sulle orecchie per difenderle dal freddo; ma

e un

del nostro

carattere

racconto

a

e sì

chiamava Frik o Pelelé perché chiamarlo secondo il nome di battesimo, Federico, era dargli un'importan-

La vita del vecchio Nico e la vita di milioni

di uomini in quei trent'anni favolosi si era agitata o placata in quel nome.

— Finito? Sarà proprio finito?

Dava due o tre colpi di leva alla carrozzella e, su-

perato il piccolo gradino che separava losteria dalla fanghiglia del cortile, enti and: met icino al camino: poi

za che la sua statura non meritava. Frik era piccino, un po’ gracile; più intelligente che furbo. Aveva un viso arguto e ‘appassionato’ che lo sguardo profondo e

geva con un crescendo di voci e di richiami e di passi la vita della taverna che, approssimandosi « Pora della

allegro

sor-

chiusura delle osterie, alberghi, birrerie, caffè, case da

ragone appoggiando le mani ai fianchi e agitandole come

riere o dovevano partire di buon mattino per Brigh-

illuminava

a tratti accompagnanidosi

riso_ della bocca un'po’ grave dove i due ca luppati forzavano

a un

due pinne, Del resto, quella del gesticolare,

era una sua

caratteristica.

l'inverno

coperte

di geloni

a questa

sua

astrazione

interessata

si svol-

tè e da giuoco », cresceva di tono, Rimanevano aperti fino alla mezzanotte la locanda e lo stallazzo per co-

leggermente la

— Paio un tricheco — diceva — e Le mani,

Intorno

e

modo dei viaggiatori che arrivavano con le ultime corton, Portsmouth.

(Continua)

RAFFAELE CALZINI


SI SCARDINA LA PORTA DEL MEDITERRANEO (NOSTRA

CORRISPONDENZA

PARTICOLARE)

Base aerea di X Y.

‘Acarexaccio di Gibilterra non tiene più. È corroso, cigola. La grande porta di accesso al Mediterraneo si scardina con un rumore sinistro di ferrivecchi È finita per quest'ultimo simbolo del popolo jugulatore d'oltre Manica

| costretto dal fatale corso degli avvenimenti a rintanarsi nelle sue cittadelle mentiFinché Il coperchio terrà rpotta Tipiatfunnosamente und il coperchio tiranoosi su capo.

cai ea nelle identiche condizioni di Malta, cioè le è premento. Gran ventura che le rimanga l'arla che respira, quanto alle rimanenti sue manifestazioni, niente da fare. La leggendaria roccaforte posta a guardia dell'estremità meridionale d'Europa per il comodo ed il servizio di Londra, non conta più nulla. Addio radioso passato di prestigiosa potenza, addio truci bastionate protese con le bronzee canne di mille cannoni sulle navi di liberi popoli costretti alla ne

umiliazione

di un passaggio obbligato che tanto ricordava

559 sli apperecchi da caccia tiaiicni Terne ce cemente todidiItMalta ri forviezione da DONBERS mercà viastendo STA demente, Rennodate bassapiie allaesa Malese nel cinio GL Miatarea arioÎlcornopio ir sio » Una veduta aerea di Kartum, nel Sudan,

per una ennesima missione di guerra.

le forche caudine!

Secolare privileg.o esercitato con sdegnosa alterigia, addio! Gibilterra è perduta per gli Inglesi dal giorno in cuì la sua vulnerabilità è stata indicata dall'ardimento dei piloti fascisti | quali hanno dimostrato al mondo che nulla può opporsi alla loro marcia vittoriosa, ch'è la marcia dell’Italia di Mussolini. Perciò Gibilterra ha piegato sotto il, peso delle bumbe fasciste, una, due, tre volte. Tutto questo nello spazio di un mese e ancora ne avrà da vedere e da sentire, perche l'audacia ed il coraggio italiani non conoscono confini, specie quando sono affidati alta quintessenza di queste virtù del popolo incarnate dal suoi aviatori. Gli aviatori sono veramente i paladini del popolo italiano nella guerra contro l'Inghilterra combattuti specie nel settore metropolitano, quasi esclusivamente da loro insieme con i camerati della Marina, Di ciò gli aviatori fascisti sono pienamente

coscienti

tutto

efficacissima,

e

fieri,

e le dimostrazioni

ssi fin qui date lo dicono ancor

da

meglio delle nostre parole. Gran bella azione quella del terzo bombardamento di Gibliterra! Azione soprat mirabilmente

riassunta

dal

corrispondente

può

essere

dell’Associased

Press da La Linza, il quale così chiudeva il suo dispaccio all'agenzia: «La rocca di Gibilterra pare un vulcano in eruzione... ». La preziosa testimonianza del giornalista

americano,

la cui

imparzialità

non

messa

in dubbio

(anzi,

avremmo dovuto aspettarci il contrario!) rende chiaramente l'immagine di ciò che deve essersi svolto a Gibilterra nella notte dal 2 al 23 agosto. La Linea, tuata alle spalle di Gibilterra, è un inv.diabile posto d'osservazione, e ce lo immaginiamo il nostro americano comodamente seduto sulla terrazza dell'albergo, accanto alla bottiglia di Brendy ed ai suoi sigaroni, godersi lo spettacolo del bombardamento, fregandosi ad ogni nuovo tonfo le mani per la soddisfazione del meraviglioso servizio che di Îì a poco avrebbe inviato alla sua agenzia. Bravo collega! Quell'immagine del vulcano gli è proprio riuscita ed ha gliato corto in partenza a tutte le smentite che Londra si sarebbe affrettata a dare (ma è rimasta zitta). Condotta con la consueta perizia

e freada aetermi-

è svolta, come le nazione, l'incursione su Gibilter due precedenti, nelle ore nottume usufruendo della favorevole fase lunare. L'immensa distanza (bisogna calcolare che c'era anche il ritorno) tutta su mare aperto,

fu superata

a cuor

leggero dagli

equipaggi.

scelti fra quelli adusati alle lunghe navigazioni; nu merosi, infatti, dei partecipanti a queste insursioni provengono dagli atlantici di Balbo e da quelli della Lati. La formazione era partita a carico completo di carburante e di bombe allo scopo di portare la maggiore offesa consentita all'avversario. Giunti sull'obiettivo a notte alta, quando la luna era

ormai

prossima al t: onto, gli rei trovarono tempestosissima da parte della difesa

un'accoglienza

contraerea probabilmente rinforzata dopo le preceden ti amare sorprese. Insieme con le batterie entra ano in funzione le fotoelettriche sincronizzate che si sforza ano tensc mente di confondere i bersagli alla visti degli aviatori dentro maree di luce abbagliante. Quando tn apparecchio era preso dentro la petulante

scia

lumi

g! nosa, gli era difficile impresa sbrogliarsi, tuttavia nessun animosi piloti non si lasciarono vincere da sentimento all'infuori del loro coraggio, della loro volontà e del più alto senso del dovere. Così, con calma, con precisicne, con sicurezza, ccn discsrnimento, le bombe furono saggiamente distribui le opere fort:fite, attraverso vari passaggi, su tutte capitali cate e sul porto, obiettivo di importanzaal momento Un provvidenziale raggio lunare, uscito i, batté ooportuno da certi fastidiosi rannuvolament sopra

una

massa

gigantesca

che

sembrava

pieno volersi acquattare in fondo ad un bacino dell'arsenale dopo la La Resolution in corso di riassestamentoragazzi che «sdrumata » dell’isola Formentera! Sotto in direzione del gli Dei ci sono benigni! La serie parti carezza nuova la che certi essere la corazzata e si può Resolution la se Così, segno. ha lasciato un buon velleità, avrà dovuto poteva ancora nutrire qualche propositi. rimandare di parecchio i suoi bordo degli apparecchi. Vasti incendi, visibilissimi da sulla superficie della sprizzavano un poco dovunque cittadella, ad indicare che i centri avevano consegulio più grosso il colpo buoni risultati. Maquando stavano fu fa gli aerei

in

finire dell'azione,

3 precisionea svol.svol che conPireitn nte tipia danno Siazioni entonotizia delle Forze diretti delle Generaleapperecchi del. Quartier |bollettini bombardam da Armate Quotid Qui vediamo bombardieri | nostri gonoianome


Malta che nel bagaglio delle illusioni inglesi doveva costituire la maggiore base mediterranea cont ‘Italia ha ormai perduto ogni valore strategico e bellico. I ripetuti, intensi bombardamenti oper con assoluta precisione dagli aviarori italiani hanno ridotto gli impianti portuali, i cantieri, le ope di difesa a cumuli di macerie. Qui vediamo (sopra a sinistra) l'isola fotografata dall'alto con Porto Grande della Valletta; il campo di Hal Far durante il bombardamento di cui al Bollett N. 79 (a destra) e (sotto) ci troviamo a bordo di un Cant Z. 506 in ricognizione sul Mediterrane

situati sul fronte libico l'attività dei nostri piloti è incessante. Una forzione arriva da un bombardamento eseguito sulle basi nemiche, e una ne parte per altre mète dove v'è da schiantare la resistenza inglese, Qui assistiamo a un trasporto di bombe di grosso calibro incendiarie e dirompenti a bordo di apparecchi in partenza

la virata terminale per imboccare la rotta di ritorno. Passando sulla verticale esatta del vertice della fortezza, il capopattuglia mollò l'ultimo rimasuglio degli esplosivi, prontamente imitato dai gregari. Allora si vide salire su dal basso una vampa gigantesca che sprizzò nell'aria tutto un susseguirsi di altre vampe minori. Pareva la rosa d'un fuoco d'artificio. Cos'era successo? Forse era stato colpito un deposito di munizioni, oppure una cisterna di petrolio, od altri materiali infiammabili ed esplosivi. Dev'essere stato in questo momento che il giornalista americano, sobbalzando sulla sua sedia, concepì l'immagine del vulcano in eruzione, Per un lungo tratto del volo di ritorno, fin quasi all’alba, gli equipaggi, guardandosi alle spalle, si goderono lo spettacolo degli incendi di Gibilterra. Le fiamme — narrarono all'arrivo — si riflettevano sul mare in chilometriche strisce tremolanti ed il cielo era percosso fin nelle altezze supreme da sinistri bagliori. Se Gibilterra piange, Malta non ride. Nessun respiro, questa è la consegna dei nostri bombardieri. E veramente si può affermare che il nemico non ha nemmeno il tempo di respirare sotto

i loro

attacchi,

vieppiù

cruenti

e

tenacissimi.

pilota

B, ed

Malgrado le severe lezioni che ogni volta incontra nei suoi tentativi di navigare le acque mediterranee, l'Inglese si azzarda, di quando in quando, all'avventura, ché non si può definire altrimenti tale genere di imprese, Così una prima formazione navale è stata sorpresa e bombardata dai nostri aerei nel Mediterraneo orientale il 22 agosto. Il giorno successivo la medesima sorte capitava ad un convoglio britannico scortato da due cacciatorpediniere. La nostra ricognizione è sempre vigile ed è diventato impresa difficilissima sfuggirle, Per avere un'idea del lavoro, veramente meticoloso, compiuto quotidianamente dagli aerei della ricognizione marittima, diremo che l'intero bacino mediterraneo è stato suddiviso sulla carta da un numero imprecisabile di quadratini ciascuno col suo esatto indicativo. Ogni base aereonavale, ha affidata la sorveglianza di tanti quadrati corrispondenti ad un determinato settore, e sempre sugli stessi quadrati incrocia quotidianamente lo stesso equipaggio, in maniera che gli uomini hanno una conoscenza assoluta della propria zona. In tal modo si comprende come la vigilanza riesca semplificata e sicura più che con qualsiasi altro mezzo. L'osservatore A

si accompagna

sempre

col

entrambi

incrociano

esclusivamente

sul

tratto

di

mare C, riguardo al quale il Comando può essere sicuro in ogni momento, così come lo sarà dei trat ed F, Individuato il quadrato, dove nel determinato istante viene avvistato l'avversario, riuscirà facile per il bombardiere portarvisi. In tal modo l’azione è semplificata, guadagnandone in tempestività e potenza. Parliamo dei cacciatori, i nostri intrepidi, valorosi cacciatori che hanno avuto un'altra delle loro grandi giornate sul finire della passata settimana: per l'esattezza sabato 24 agosto. Quattro apparecchi inglesi abbattuti nel corso di un combattimento contrassegnato da momenti di grandezza epica. L'episodio è ricordato nel Bottettino N. 79 del Quartiere Generale. Quel giorno una formazione di bombardieri, suddivisa in due pattuglie a breve distanza l'una dall'altra, si dirigeva


Se Hal Far, il Porto della Valletta, il Forte di San Leonardo sono stati dannepgiatissimi d berdieri italiani operanti nel cielo di Malta, miglior sorte non è toccata a Marsa Scir tenale di Calafrana che qui sopra vediamo fotografati dalla nostra ri me. | tiasimi obiettivi sono stati centrati più volte con effetti disastrosi malgrado la vioteni traerea e gli attacchi della caccia nemica. - Sotto: a bordo di un idrosi! raneo. L'equipaggio sta effettuando operazioni disrilevam

|

su Malta per colpito, comevi «

a

t tha Due Hurrican

Hal Far, mai abbastanza scorta di cacc fianchegi vento e densi banchi nuvc riuscì la sorpresa nemica à si apprestavano al prim cio, co destro da raffiche di mitragliatrici. eri e la caccia di scorta. Immed

e strutture. L' i nostri di mitraglia, Un terzo appa> sotto una schioppettata e cadeva giù, vorti-

v

pote compiere il loro lavoro su ta dei caccia li a a protezione,

a muso

basso

nell

pochi minuti Il nemico ebbe ur n

che gli ostante l'intrepido cacciatore 6 non lo vide pre vittoria

nel corso

di

ibattività durante il quale il gregario « abbandonare la lotta. Fo ava in un disperato salva tura scomparve come assorbito dalla

s. subito dopo il loro ritorno dall’eroica impre lore della bsttaglia, 1 loro occhi bruciavano per l'as grande tensione, ma le loro voci erano tranquille. quasi pacate @ grande modestia raccontarono. Il loro camerata ferito, nel lettuccio dell'infermeria, dimostri h'egli una immensa serenità ed anch'egli raccontò. Sapete come portò a casa, în salvo, l'apparecchio? Semplicemente assicurandosi îl piede maciullato con la funicella del paracadute, perché non gli ostacoli anovra d'atterraggio. Capito? Questi si chiamano aviatori fas ARTURO PIANCA


TEMPESTA

SULL'INGHILTERRA

LONDRA SOTTO I VIOLENI ATTACCHI DEGLI «STUKAS, GERMANICI


SQUILIBRI MENTALI IN INGHILTERRA. Bombardamenti su bombardamenti si capisce come i nervi rimangano scossi, come allucinazioni e le interpretazioni turbino l'esistenza del popolo già abituato ai cinque pasti e ora leridotto a una sola cattiva digestione. Di tali disturbi mentali diano in questa pagina due documenti. sopra è Churchill che si crede un generale, nonostante. ln mezeatuba e dà istruzioni ad alcuni-Qui ufficiali d'artiglieria durante un'ispezione alle opere fortificate 11 suo bastone da passeggio sta al posto quello di maresciallo, In alto è un disegno nel quale si vede secondo l'immaginazione di un pittore di inglese, la mostruosa macchina di guerra con cui i germanici sbarcheranno in Inghilterra. Metà corazzata e metà carro armato. Il pittore, Montague Black, soffre di incubi probabilmente dovuti a troppe bottiglie di acquavite.


329

ILLUSIONI E DELUSIONI DELLA VECCHIA INGHILTERRA


Birata col più fresco viso, è per ragloni emblematiche: le stesse per cui l'alfiere è seffiPerò è la bandiera,

anziano del reggimento.

pre l'ufficiale meno

non

il portabandiera

che conta. Giovinezza è uno spicito, non un volto, Se le bastasse avere un voito, non si

OssERVATORIO

capirebbe perche ia più rattristata arte poetica sia sempre stata Ìl retaggio dei piu giovani, nell'età più acerba, da Chatteron e da Gilbert sino agu ermeuc. attuani: i quali

può darsi siano rivoluzionari nella forma, ma sicuramente nello spirito appauono altrali-

fi, nostalgici, senescenti quanto ma.: non d'altro pervasi che da sospiri d'affanno o da

brividi a agonia. Ne è questa una novità: poiche prima dell'attra guerra i cosiddetti

trepuscolari, comincianuo da Corazzini e Ga Gozzano, ci avevano tatto uaire IOVANI E VECCHI. — Quello che ci ha fatto sapere G. B. Angioletti, scrittore di molto riguardo, circa i rapporti fra vecchi e giovani, confesso di non averlo capito bene. Premesso che i giovani, da noi, godono di una minore autonomia che in altri paesi (il che può essere vero, benché personalmente non mi ri-

sulti) egli ne deduce (deduzione acrobatica, ma rispettabile) che la loro minore indi-

i loro gran lamenti ali aipa dei vent anni; mentre Marinetti € tuttora în grado ai predicarci Vigore

e coraggio,

in.odio

agli ermetici

chiari

ai luna,

quarantina

0a inconscio, ii suo olocausto cieco 0 volontario,

e il futurista

Carrà

ha già sentenziato

(parecchi

anni

fa...)

che a trenta un uomo è putrefatto. Scomparirà dunque nell'ombra, G, B. Angioletti, al primo

segno

che gli verrà fatto dal limbo radioso degli aspettanti,

dei coscritti.

Tale, se ho capito bene, la conclusione anche troppo chiara del suo discorso un qual-

quelli che affrontano il raggio dei riflettori, come Armando Falconi, e quelli che s'ac-

sofia ci ha convinti, ormai, non essere il tempo che un'opinione? Non che il relativi-

smo di Einstein abbia molto a che vedere nella faccenda, e nemmeno il confusionismo di Pirandello. I lettori sanno che questi numi spirituali della contemporaneità non furono mai i nostri: ma poiché la gioventù crede in loro, l'anzianità ha tutti i diritti di consolarsene, considerando che secondo le teoriche dell'uno e le commedie dell al-

tro neppure il tempo ha dei limiti accertati; e che di tutte le «relatività » da essi affermate, questa è la sola provata, comprovata, evidente, indiscutibile. Ci si può sentire morituri a vent'anni, come Weininger, e arzilli a centodieci, come quel turco che

ha figliato l'altro ieri il suo trentesimo rampollo. L'umana esistenza non è una clessidra, che si vuoti a seconda degli istanti che passano. Vi sono le lunghe giovinezze, come vi sono le alte stature. Vi sono gli ormoni tenaci, come vi sono le dentature re-

sistenti! Chi lo misurerà, allora, il diritto a vivere e a comandare in proporzione degli anni? Se allo scoccare dei quaranta tutti quanti si dovesse abdicare, sull'esempio del riguardoso Angioletti, per fare posto alle reclute, tante giovinezze durature rischierebbero d'andare perdute, per aver lasciato il posto a tant'altre labili o fallaci, Anche l'umanità ha i suoi chelonidi secolari e le sue farfalle d'un giorno. Se così non fosse, Rameau non avrebbe scritto la sua prima musica a cinquant'anni, Pirandello la sua prima commedia a cinquantuno; né Socrate avrebbe imparato la danza — che al suo tempo era un'arte — a sessanta; né Platone dettato a sessanta le sue massime fondamentali; né Goethe pensato la seconda parte del Faust a settantacinque, Verdi il

Falstaff a ottanta, Humboldt a ottantaquattro la sua opera suprema. E ciò non accade,

sî badi, soltanto nella sfera intellettuale, ma persino nel campo atletico: ché da Fitzimmons a Girardengo, sino a quello svizzero cinquantenne che sei anni fa conquistava ancora a Milano un primato di marcia, negli stessi cimenti sportivi più e più volte si sono visti i tardoni prevalere sui comincianti: il che è davvero sorprendente, se sì considera la labilità del nostro apparato muscolare in rapporto alle restanti infinite energie dell'organismo. Persino nella vita fisica, ormai è dimostrato come vi siano delle giovinezze di continuo rigerminanti. Parve una panzana, tempo fa, la notizia di quel bisnonno ungherese a cui erano rispuntati gli incisivi: e invece è intervenuta la scienza a spiegare il fenomeno come possibilissimo e naturalissimo, Noi tutti serbiamo, entro noi stessi, il segreto di molteplici, miracolose rinnovazioni; e certo si tornerà a campare sette secoli, come i Patriarchi della Bibbia, il giorno che si troverà il modo di coltivare razionalmente queste occulte semenze della nostra energéia, alla stessa guisa che i Giapponesi hanno trovato il modo di far ricrescere sette volte in un anno le fra-

qui parvie.

per la verità,

bisogna

ricunoscere

che l'apporto

il suo griuo e il suo palpito susc.tuti da

Una vera, immane, misteriosa grazia di Lio. wuesta « giovinezza » Unouta, ettert.vamene, tanto

nes ivaua

Je due

cendono intorno candeline da morto, come la contessa Castiglioni. O matti, quindi, o

di tarli, e non

che

nella

Germania

in armi:

hanno

superato

la cinquanuna;

ma

non

dimentichiamo

cne,

al

mezzo

nei riguarai

deilo stato civue, essa e pur sempre una giuvinezza relativa, superante in ogni caso quei linuti cne lo scritto angioletuano parrevbe imporre alia nostra rinunzia definiva. I

e quelli che si danno prigionieri alla sua prima offensiva, al primo dente scalzato o capello incenerito; quelli che indietreggiano alla vista dell'abisso, senz'osare d'afron-

suicidi, innanzi alla calante notte. Questa è la regola. Non però la saggezza. Ame pare che sì possa rimanere vivi anche nella penombra, e godersi misuratamente, armoniosamente la luce del tramonto sino all'ultimo baleno: e cioè sino a quando penserà Dio, e non Carlo Dalmazzo Carrà o Giovan Battista Angioletti, a metterci le braccia in croce, e a chiuderci gli occhi per consegnarci all'al di ià. Giovani... vecchi... Ma che parole son queste, dunque, dopo che tanta moderna filo-

grandi

Capi

e

di

là

del

cammino

dantesco SONO Lutti 1 pruiagosusii deli universale coMIlitto; dal grigio ptalin, ch'è riuscito

a schiantare Nel suo pugnu di ferro quamii verai rampolii gli nunno suscitato cunuro rivoiuzioni

di cesura

e au sinistra,

sino

al

vecciio

Churenul,

mosuuoso

ma

goroso, cui soilanto si deve se l'ingnuterra non ha ancora piegato i ginuccni:

a dubitarne:

riserbate

ai Narsete,

ai lanuolo,

ai Muiike

di uttania

e piu. Certo,

protugioso

Ina Nun si Qunemucui Cie, bue IN Vania gaguafula, egii ha superato 01 ben sei

lustri letà di Napuicvune al punte d'Arcole, e armeno Wi uno Rubicone, 6 che segli avesse seguito desempio aeilo scritture

Queua di Angivietti,

fissuto da coslui per scumparire, le Sue qimussioni surebvero avvenute

Cesare al al lampo

da capitano

daruglieria, e torse che si torse che no la Leimunia avrebbe truvato, nell anno 1540,

Un dutro comandante darmata capace di conuuria sino a Narvik ed a Dunkerque...

An conciusione, Iexturi Mucl, Dui MUEUralevi la Vecciiezza Ma Neppure Gudiiatsà,

Malvezzo nel muturi, beswenuma negi ucerbi è questa Lendenza a non cunceuere Alieta

avanzata

tutte

Quelle

pussibuià

di

recupero,

mancando

avrebbe pensulo, Ga se sula, a Suppilmeria nei genre Umano: cerle

busse

specie

annali,

Vecchi a morire

Gincum

Der cui

è sviluno

vecio

la seivagailia

possibi

‘nei

Duse.

eulicatrici,

honcne

ca

quell iniume

culu

che

nun

puo

civuta

ha

invece

che

giovine, è slum

La

incomunciando

Uomucio

le Quali

la navura

com'e uimostrato in

australane

che

reiegano

10 Cama agi alberi sucri. Così puo lare il bruto, appunto, piu fucuncsre

€ cuuente

burbu

la temmina

ricunusciuto

dalle superiuri,

e sempre i’ proiel, suno provvisu duna stesso Nudo

Ubu

tuue

s,ess0,

e cusì Umero e cieco, alio

cunuto,

Anzi,

piu. un

pupolo

là prima

inianzia,

| Uituna

pugnia di Uesure Luuvvici, Lacclumaw Gel riNCIO: € resianuno inaeme licatezza con cui que trentenni

maturità,

Ur

la

un

«nno

pranzavo

autore del Vespro sicluano, su una

in

terrazza

chuno da essi invitato, nun osando tuccar cibu prima chegli lo fucesse, tacendo ed

incaunandusi ad vgii suo cenno, giungendo le bruccua in cruce sul petto ogni volta cne

l'avo

pensavamo

si degnasse

surridere!

Così

Urulta

i suoi

vecchi

a quelieltro popolo decrepito che si godeva

un

popolo

giuvine;

ricomincia; che lo stesso ultimo anelito della fiamma è ancura una luce? Perchè sopprimerii? Perché spregiari Perché rinnega:li? A me pare che il rispetto del

passito pussa coesistere con l'amore del presente; che la fiducia in ciò che dev'essere non escluda la memoria di ciò ch'è stato: tanto più che prevedere, spesso, non è che un modo di ricordare, e che le nostre speranze assumono, senza che noi ce ne accorgiamo, la forma stessa dei nostri rimpianti. Finché viva, o Angioletti, la vecchiaia non è il ramo secco, bensì la radice della giovinezza: e svellerla, o solri , nd non sii PUÒ. può, tanto offenderla,l non sii deve,ve, non sii riesce, MARCO RAMPERTI

i pas-

saggi della mezza età, così come il morbillo quelli della prima e l’uricemia quelli dell'ultima. Ma il suo stesso proposito rinunciatario è forse il sintomo di una

forza, sicura anche se implicita, che gli permette di pîovare, in confronto dei più giovani, un sentimento protettivo; di esprimere in grazia loro un'intenzione, comunque, generosa. Egli non sarebbe così prodigo, se non fosse ancora abbastanza vivo; e le sue parole disperate non vanno intese che come uno slancio di pu-

ro affetto da fratello maggiore verso i minori. Oppu-

re sono una crisi di nervi, una menopausa della volontà. È provato che il primo capello bianco fa assai

più paura dell'ultimo. Papini, a trent'anni, scriveva uom

finito:

però a sessanta,

accumulando

opere, dimostra

quanto

con

sia

pronto} proîffisSimo* &*ricominciare. Carrà, nel 1913, si sentiva"péetituro; oggi* alle* soglie dell’Accademia, si

risente balilla. Così*sccade; sovente, ai paesaggi di nostra immaginazione: che‘essendo»-0 apparendo, velati nuvole luttuose tra marzo e aprile, verso l’autun-

no si discoprono più sereni che mai;\e mentre ‘eravamo già afflitti, al sole maggiolino, di veder seccate le

primule, ecco esultiamo, con le prime nevi, che la

stessa pendice sì riempia di colchici o di crisantemi. Nella nuova Italia, direte voi pure cantato e si canta « Giovinezza». Verissimo. Ma giovinezza è uno stato d'animo, non un attestato municipale. S'essa è fi-

e noi

in quegii stessi giorni una

rivista, T'uer les vewr... juwar..., trulta da un romanzaccio di Champsaur, dallo stesso titolo schifoso. Perche ucciderli, insomma, questi vecchi: posto che la vita-sempre

min di nostra vita, si dichiara rassegnato a perdersi

Un

com-

siupelutti nel vevere luttenziune, la unilezza, Ja dedupiumauci del Sul Levante inuattenevano un vec-

per sempre nella selva oscura, contrariamente all’esempio del Poeta, e a scomparire per dare il passo ai giovinetti, obbedisce a quella voluttà catartica, o a

esito ifisigne opere’ su

è

la camzie; piu € svigorito, e lu spregia. Derise aq Alessunuiia, ]e

quel pensiero che può

che caratterizza

le

Wsste CUFVe suno vHUrUte a Sparta. Fupulo di ferro, di guppunese fa sucii uue stauî deli esist.nza:

i

0 alunne

vecchiaia

per cui ì conuvtt.eri,

bianca:

e Arisiuieie

ua

samente delle gengive? Certo quando G. B. Angioletti, nel mezzo del cam-

testamentario,

è

Quel Keichenau che sulla In acqua armato e suvalato, alla tes dei suoi bombardieri:

rimettere i denti assai più normalmente e vantaggio-

quell'impulso

vi-

quel-

lingnuterra ce tanto spero, ma invano, gal nuviZiO Mu Inctussimo Luen! Ura quando si dice cne lla e Germania vinceranno, come V.nsero, grazie a dei generati giovani quali Gruzuuni e von teschenau, sj Vuvl semplicemente uusegnare che custoro SUNO Chpaci, A Cimquaniasei Qui, Gi Culnpiere queve gesta cne Una volta parevano

gole dei campi. Rinascono le viole, i grani: perché non dovrebbero rinascere anche le umane potenze, dopo la prima sfioritura? E dev'essere proprio un uomo di pensiero

i

della vittoria, là dov'esso prevale col suo siancio, 11 suo improvviso, il suo genio conscio

due

tarlo, e quelli che «fuggendo in avanti», secondo la celebre definizione inglese, si buttano a occhi chiusi nel baratro; quelli che s'imbevono d'illusione, e quelli che sinnebriano di disperazione; quelli che si tingono i capelli, e quelli che se li strappano;

ribattuti

Quierno dei giovani alla poritica e aila guerra è formidabile; ch'è anzi l'indice, la ragione

che poco oscuro. Cupio dissolvi, I colleghi coetanei, per non parlare dei più attempati, sanno quel che li aspetta... Angioletti, appunto, è un uomo di mezza età; e si sa come gli uomini mezza età

si dividano solitamente in due categorie: quelli che non vogliono arrendersi al tempo,

gli sono

Yenomeni verbali, dirà angioletti, che nulla provano alla stregua degli eventi: ché

Oggi e tempo

è passata;

già

vatcini,

dei

quello

in

pendenza è però una promessa, una garanzia di maggiore autorità; e che insomma gli anziani, per non dire i vegliardi, debbono essere pronti a lasciare loro il passo, in

qualsiasi momento ed occasione, Quanto a lui, lo scrittore, è già pronto al sacrifizio, La

mentre

sessanta: sessunt anni, sì, ma «uno migliore dell'altro», come avrebbe detto quela Ninon de Lencios cne vantava, nel campo degli amori, la sessa resistenza del capo futurista

È questa una miradolosa fonte di perenne giovinezza? Vi savebbe da crederlo vedendo la fanciulla vi si disseta, mq si può escluderlo osservando come intorno ad essa non si affollino migliaia di creature cheumane,

330


SULLE VIE DELL'EPOPEA ii

di

È

a

E

ANGELO

{IV » Gontinuazione),

GATTI

Accademico

d'Italia

È sr

È

xv

i?} moria un mondo vero, che per gli altrì era favola; né ottANTO quel tre uomini avevano negli occhi il fub gore dei cieli, e nelle narici il profumo delle terre

I POLO

della terra. Dio solo, che

col suo aiuto l'avevano percorsa, sapevano fra gli nemini dell'Occidente che esistesse. È, al racconto, gli ascoltatori ammutolivano; a poco apoco laleggenda si ppi

allineati senza interruzione sul mare di « Tscin »

(China), di fronte al paese di Zipangu (Giappone) che

giace proprio dove nasce il sole, e ha i palazzi coperti d’oro; e le isole della Sonda, così ricche d'aromi il mare

de di Adamo. Hanno conosciuto tutte le sorta di genti; i Turcomanni, «che adorano Malcometto, e so-

mo semplice gente, e hanno sozzo linguaggio, © stanmo în montagne e in valle, e vivono a bestiame», i Persiani che «lavorano bene tutte le cose da cava.

lieri; le loro donne lavorano tutte cose, a seta e ad

oro, e a uccelli e a bestie, nobilmente »; i mercanti dove «la terra è inferma

molto: e se

cuno mercatante di altra terra vi morisse, lo re piglia tutto

il suo

parte

di sua terra per istare

avere ». Gli abitanti

di Peym,

« hanno

cotal ‘costume: che quando alcun uomo e'ha moglie si venti di, com'egli

è par-

tito, ove va, puote prendere altra moglie ». XII

Gorna gli idolatri, i maomettani, i cristiani nestorini,

în luoghi freddi e in montagne e in valli... Egli hanno carrette coperte di feltro nero, che, perché vi piova

sempre verdi © stagni di smeraldo, seminati di ninfee.

rette pongono loro femmine e loro fanciulli ». Ml lore capo «lo gran Signore di signori, che Coblay Cane è e

amore.

È «di

bella

è di mezzana

Egli è canuto di bella maniera; egli è troppo tagliato

«di tutte

le membra.

Egli hae

E

giatori sanno un placido impero di Bir mania, e un regno di Locac (Siam) onusto d'ele-, fanti, d’oro e di kegno tintorio, e un paese di Bengala santi

sempre

immobili, e, oltre la città di Madras, dove San To

maso ha predicato, di là dal mare, verso occidente, un

regno cristiano .dell’Abissinia, un'isola di Sansibar e,

forse, un'altra isola grandi

1a di Madagascar. Tutto

sanno i tre; e anche una sconsolata regione sotto il polo; la Siberia, dove è soltanto gelo e tenebre:

non

sì cammina laggiù se non su slitte tirate da cani o da

grandi bestie con le corna di cervo; ghiacci eterni la circondano.

xIV U= sera, venendo col vento d'oriente, una nave entra

nel porto di Venezia, tre uomini ne scendono. Tavviano alla piccola calle di San Felice, battono all'uscio della casa dei Polo; oramai è scuro, il portinaio,

ti quei signori Polo che tornavano col loto mirabile

i porti dell'O-

bi ti gente SiSpara ‘delmare della China; e manon eraavevano

quasi della stessa civiltà degli Asiatici, paese. visto che l'orlo meridionale dell'immenso ‘ambascèrie mandate dal Papa al Gran rai d

il 1245, la parte settentrionale

di

Jeune sir LI

e Eadreadi Longjumel, Giovanni del Piano di Carpine

ini, che sormontavano candidi I cigni dormivano premo alla ri-

nel clelo di giada uccelli rosi e azzurri, parzi di in grandi

nuvole,

e sparivano per ritornare rapidi e rumorosi. Ma nel profondo, | sotterranei dragoni attorcevano, che minacciano gli uomini; e nel riti celesti, che li salvaguardane nettezza, perfezione; qualche cosa di sontuoso e di necessario, di vivo e di riposato, di presente e di eterno. « Memser Marco del Milione », dicevano gli arxuti Veneziani, ma ammiravano. Ognuno aveva bisogno di credere alla bellezza e alla grandezza della terra, XVIN

Gicciti, quando Marco Polo, tre anni dopo il ritor no, fu fatto prigioniero dai Genovesi nella batte: glia di Curzolà, e chiuso nella prigione; e là, trovato Rusticiano

da Pisa, gli dettò il libro dei suoi viaggi,

che subito si diffuse ira la. gente, il gioioso stupore e

ansia

dei concittadini

diventavano

presto sentimento

comune. « Signori Imperatori e Re», diceva sicuramente Marco, come sì testimoniame per l'eternità, « Signori è Re, duchi, conti, marchesi e cavalieri,

allIndo, e dell'Asia continentale

ta

d'animo e la ferocia, tutto consegui-

rà îl risaltato di scoprire. È il

biltà © grandezza se non nello scoprire, xx all'uomo, scoprendo,

di creare,

i

piani. i fiumi sconosci

Per millenni

e

Si

giatore li ha visti, il sole ha quel fulgore, i menti

sono così azzurri, i piani tanto sterminati, nei marì

si tuffano i cieli, e li colorano di sé.

Ogni giorno lo scopritore, andando, plasma il mom

do; dormiva inerte, ed egli lo suscita, quasi lo semina, come il buon agricoltore che va innanzi e im dietro per il campo. Gioia alacre e stupita della pro pria potenza: che cosa creerà egli quest'oggi? Sarà la foresta profonda, e, in una radura gli uecelli di para: diso che volano di ramo in rame con la mollezza pa

sante del velluto? O i laghi lucenti alla luna, tra È menti; sulle rive, è cervi, le gazzelle è i bufali, che

s'abbeverano, fuggono con galoppi sonanti al ruggito del

leone, O saranno i vasti fiumi lutulenti, dove giocano gli ippepotami rivali del leviatano, e dormono gli al-

ligatori dalle bocche mostruose? È ce questo è il lavoro d'oggi, domani, che cosa creerà domani? La strada è lunga, la terra immensa, la vita stupenda. Ansioso, egli, che da tanto tempo cammina, vorrebbe cante il mondo che ha ingrandito gli sta addomo come un mantello sontuoso, lo straszico lo sof foca, la fatica lo spossa, il sangue s'impoverisce, la E ccp lo brucia, il respiro sì mozza; non importa, nesno l'a ti, solo; finché può. Solo, _# re; solo, senza legami; solo,

ma la commozione wanisce presto, e viaggio, la lontananza e le pene. xx

Proni verrà il più grande e il più sfortunato fra gli scopritori di terre; l'esempio, nei pensieri, nel sentimenti, nelle speranze, nelle disperazioni, nel brevé e nella

sventura

continua,

sopra tutti immor

e, dopo pochi anti d'isicertezza conto «del nobile cavalleto di Venezia, del. grando Viaggiatore che ci descrive le meraviglie. del mondo, che egli stesso_ha vedute; dall'arto: sino all’occauo, nulla di simile si è mai udito », suicitava la feblire

giare. Da una riva salpata ogni giorno da

delle scoperte.

i sapienti di commografia, i Calzadi

4

navi per l'Oriente e per l'Occidente, giungerà ad un'al: tra riva; e non sarà se non un'anima e una mente ì di conoscere quanto si sn e quanto s'immagina della

terra. Sui moli di Lisbona i piloti che tornano dalle | isole Canarie e dalle Azzo:

nella casa e nelle strade ei T

nei conventi e nelle adunanze i poveri frati o i cardinali

$

famosi; nei palazzi e nelle corti i Re e i grandi baroni;

xx

A uouni uomini, specialmente Italiani, andranno incon. tro al Sole. Odorico da- Pordenone, Gerardo, Pellegrino è Andrea, Giovanni de' Matiguolli da Fi.

renze, poveri frati, o vescovi francescani; Guglielino erano sem)

so, la grandezza

© premio di lungo studio e salda fede. Dall'infanzia quest'Italiano andrà vagabondo, preso dall'ansia di che

da Modena,

avevano conosciuto nulla,

Trife

tale. Apparirà Cristoforo Colombo, e la scoperta sarà”

chi, lui e i viaggiatori, ed egli padroni, e finalmente apre, Ma erano veramente cambia avevano frequentato

Usodì

oro e fama; dalle galee turrite, armato di ferre conterie, scenderà, minacciando e distruggendo,

trionfo

faccia ingrugnito a domandare ai © tutti sono vee vogliano. Quanti anni sono passati, fatica a riconoscere i destino.

do da lenti canali t ponti trinati di marmo,

luce, si stringevano ed allargavano

lo viso

XI

nomini

Che cosa erano le chiese e | palazzi della patria, inconfronto ai templi di porpora e d'oro, ed ai chioschi impe riali? S'alzavano tra i giardini di rose, separati dal monva;

bianco e vermiglio come rosa, gli occhi neri e belli; lo naso ben fatto e ben gli siede ».

dove tra fiumi e foreste vivono

Antoniotto

sulle nuove spiagge. Ma ogni passione, ogni desiderio, | ogni illusione, il bene e il male, il giusto © l'ingiu- DI

millenni il sole

vero; © quell'universo ognuno voleva conoscere. Ve nezia scoloriva al paragone delle capitali lontane, intor no a cui, nella luce abbagliante, v'alternavano boschi

suso, non si bagna nulla cosa che dentro vi sia, Egli le fanno menare a buoi e a cavalli, e in sulle car

piccolo, né grande,

Italiani,

di avventura, esplorerà le isole degli aromi spezie, e conquisterà con la violenza o con l'a

anzi

4 terra è verde, l'uomo è giallo e il cielo azzurro », diceva la gente dei nuovi paesi, per definire l'uni

molta erba e buona pastura per le loro bestie; di state

ira reverenza

due

la casa; era la casa dei

A notte, mentre il silenzio © l'oscurità salivano dal l'acqua ferma della laguna, e messer Marco cominclava a parlare, il mon © forma, Sotto eleli di lapisl rauchi pavoni © irosi pappa colori rosi, arancione, verdi, azzurri, lavano, gridavano, tumultusvano zie, Fiori stupendi, larghi e fondi come grandi coppe, sboceiavano improvvisamente su steli giganteschi, e ondoleggiavano, Ora vi udivano musiche dolcissime di strumenti sconosciuti; canti di donna, schiamazzi di scimmiette, urla di belv i fiami trasportavano paglie d'oro: le viscere di pietre preziose. Nella fluente neta i ricordi sciamavano; i più animosi e fantasiosi uditori sentivano caldo al cuore, e sognavano di partire anch'essi.

ghi, i sapienti, ecco «i Tarteri », popolo dominatore, «che dimoreno lo verno in piani luoghi ove abbia

né

oramai guardavano

laghi.

XVII

i pastori, i predoni, i mercatanti, i guerrieri, i ma-

chiamato

ancora

novese, e Alvise Cadamosto 0 da Mosto, veneziano.

XVI

circostante, e la grande

isola di Seilan (Ceylan), tutta coperta di gemme, nel

mezzo della quale è il monte con l'impronta del pie

di Cormos

î olemeo Diar e a Vasco de Gama: fra Salperanno di

Coll'ansia intima e col sorriso ineredule sulle labbra, 3

i propri occhi i viaggiatori hanno veduto i porti,

bene

l'aveva creata, e loro che

formava intorno al più arguto narratore, a messer Marco.

tutto

bi

signori illustri,né Dogi, né Re, né Pontefici, nemuno possedeva la loro sterminata ricchezza. Di tanta parte

x

da

ì lie

a tutti gli altri misteriosi. Viveva soltanto nella loro me-

o dell'ansia degli scopritori di terre

mercante,

Nicolò

de' Conti! da Venezia,

\

anche mercante, seguiteranto a camminare verso l'ASia: dui conventi e dai fondachi usciranno i primi

gli

Fiaggio di Ugolino e Guido Vivaldi di Genova, che si

scopritori. Altri, e specialmente i Portoghesi, dopo il

nei profondi dialoghi con se stesso e con la Bibbia, tutto

lo inciterà all'impresa. L'immensa grandezza di questo uomo è nella preparazione della scoperta, prima del trionfo.

Negli anni

potenti o dei caritatevoli,

in cui, bussando

alle porte

deî

come un mercante che abbia

innumerevoli serigni di gioie, apre a tutti il regno delle — meraviglie e dei sogni; e alla fine dello stupendo raeconto vede gli ascoltatori dubitosi guardarlo con pietà;

in quegli anni egli è gigantesco. Dove gli altri viaggia-

torì, cominciando dai Polo, vanno innanzi perché il caso,

Lf


TRE

ionumerevolmente

si o uomini diversi, o simili; si annunzieranno

i secoli in cui l'individuo grandeggerà. Passeranno ancora anni; scoperta la terra e svelato, in quanto è vyia alla mèta con argo»

possibi

l'ansia

Celi, cardinali Mendoza, regine Isabelle;

l'oriente dal ponente»,

sole, invece di

d'uomini, che lu solleverà e sconvol.

commovente alle moltitudini. Forse, di tutte le fatiche, fu la più bella. Certo, la più

, stanco, povero,

membra

Questo solitario, questo ten:

pizzico folievito messo in una

ua, vedendolo “giungere al ‘con: con un figliuoletto

spossato, che egli ha in sé tanta rivoluzione d’uomini e di mazioni? Ma la mattina dello sbarco glorioso di pi San Salvador non ha lo splendore di quella în eni il consesso dei dotti di Siviglia rifiuta di credergli, ‘ed

_ egli, deriso, se no va col suo sogno.

o XXIII

1, il lungo camminare cambierà in lungo indagare; il ricercare uom stesso; il desiderio di sterminati paesi, nel desiderio di idee

e

di sentimenti

senza

limiti.

Scoperta

— Gli aeroplani inglesi?

nuove

in agguato, segreta, la natura. L'impresa forse è ta delle passate; pure la lotta non contro esseri ma per la verità, la fa meno chiara e meno

sbarcare nell'Asia di

| Marco Polo seguendo il cammino del

cose

— Chiudi la porta.

gni dove non minacciano né belve, né uomini,

Ini stesso e isuoi non contano più; necessario è soltanto «trovare

di trovare

cambierà; ed oggi, per esempio, jcroscopi.

i,per nuove strade. Non ci sono principi

quella di scoprire Ja terra intima, la più accessibile

Notizie sportive...

No, no, questo no — dissero le vecchie,

Disse Francesca:

— Chiudi la finestra — dissero le due vecchie, + La luna era calata dietro il monte e la notte era rima-

a tutti, diciamo la parola, la più ‘umana. Bastava avere saldi

volontà. per

riuscire

bene;

anche il mercante

re grandi. Chi è mai se non un mergante veneziano questo piccolo uomo, che può dire tranquillamente parole come queste: « E sapiate vera mente che... dapò ch'el nostro segnor Dio creò Adam

— Si beve il vin santo?

— Con tutti questi morti in guerra... — disse Giudiua

seccamente. Uhdi, Fr, trrr, tac, tac, uuuusch, pi pi-pi-pi... sta sola. La

campagna

aveva

monti s'erano uccosciati.

perso

il suo

lievito,i

Disse Giuditta:— Senti, senti...

nostro primo padre... e non fu uomo mai, né cristiano,

E Teresa, subito: — Cos'è?... Disse Giuditta: — Non so, ma stasera mi par che abbia a suecedere qualcosa. Dopo un breve silenzio la nonna Teresa disse: — Mi

né saraceno né tartero, né pagano o d'altra fede, che

par di sentire di tanto în tanto certi rumori... C'è qual

mai cercasse tanto del mondo, quanto fece messer Mar.

cosa di sospeso, si direbbe, nell'aria.

co, figliuolo di messer Nicolò Polo, nobile e grande cittadino di Vine Deo gratias, Amen. Amen ».

(Continua)

la terra,

— Come cosa? — coppit zia

— Come, aeroplani,

Giuditta,

— L'hai chiusa bene hapreci — Quando si beve questo vin santo? — Senti, senti... questo è un aeroplano.

ANGELO GATTI

Trerr.. tu tutu tututu...

— Bevi, non fare le moine. Dice il proverbio: « Tutti i belli si fanno pregare ».

— Bella

La

parevano camminare su delle rotelle: resti di un poriodo brillante alla ricerca di uno stile, ormai vergognosi

di sé e mpuesati, i quali non avevano senso che ‘in un insieme, come le figure di un girotondo. Un calendario

|LUCCIOLA

da afogliarsi, dietro la testa delle vecchie, dava l'immagine del tempo da sopportare.

La notte era caduta pesa del calore ussorbito dal suolo. I cervi volanti, col corpo obliquo, sostenuto con

sforzo dalle ali spiegate sotto le elitre rigide, a cozzare di traverso contro i vetri, Gli uccelli in amore,

sugli

NOVELLA

BINO

alberi più alti del bosco, con la testa ficcata nelle

et lo ali pendenti, la coda agitata da un movimento laterale e continuo, mandavano dei iti portati dal

DI

vento col frusciare delle fronde. Una cantaride cadeva secca sulla tavola a pancia all'insù, In un angolo della

SANMINIATELLI

stanza si sentiva lo sfregamento metallico e segreto di

una cavalletta. 7 £

* pue vecchie stavano nel salottino. Teresa era nonna, Giuditta nubile. La finestra era chiusa

© oscurata da una tendina azzurra, Il lume che

pendeva sulla tavola tonda aveva uno schermo

| lasciato in

piedi senza vita. Sulla consolle di marmo

c'era un Gesù Bambino di cera con un cappello a tuba

| ia capo, seduto su delle rocce di carta velina, in una | \eustodia di vetro, Era un gentile lavoro delle monache amiche

della zia Giuditta; ed era su quella consolle da

| tanti anni. Da tanti anni era là che la polvere era entrata da tutte le fessure e c’era una mosca morta che perdeva

Disse: — Come stai zia Giuditta?

—

d'aspetto.

—

ci fosse entrata, La cera del Gesù Bambino

Poi, come se non l'avesse finora veduta, ln zia Giu

ditta disse: — Non ti vergogni senza le calze? Disse Teresa: — Non ti vergogni se ti vede il priore?

‘. Era.la consueta «sommossa delle virtuose », come diceva Francesca.Le due sorelle avevano un talento spie cato per lo sdegno morale. Si udì un rumore, Disse la nonna Teresa: — Cos'è questo rumore?

Disse la zia Giuditta:

così che pareva sulle ventitré.

— C'è fuori la luna.

ficcata da secoli nella valle donde appariva greta. Quella vita Francesca la conosceva dalla nascita,

per paura dei fulmini, con la porta

a una frateria per potersi confessare tutte le mattine.

Per questa

ragione

detestava

la campagna.

Teresa aveva avuto sette figli maschi

figli generi e nuore, gliene

La nonna

i Inoghi dove si sente parlare la nostra anima.

— Se ci vedono gli aeroplani...

le chiamava le zie ed era sempre allegra.

il

Francesca si mise a ridere. Disse: — Vedete, anche priore... isse ln zia Giuditta: — Se l'ha aperta anche il

le sue preoccu-

priore... In quel momento entrò una lucciola e percorse il

— Copriti, Teresa, fa freddo (se la sorella usciva

ciole. La luna calava. Era una lunaccia smemorata, né

La

Da

zia Giadita

par pazioni,

era

sopportabile

reria, Poche e fisse erano

senza

volerlo

e

A fesa io scialle). «_—

Sputa i noccioli, Teresa, che tu affoghi (se man

vi giava le ciliegie).

Quando camminava

salotto a grandi respiri. Il grano era costellato di luo-

tonda né a spicchio, apparsa così per mostrare la via agli aeroplani e rituffarsi senza ricordo della propria ne. Era così rosse vicina ‘che pareva la boeca

il suo bastone faceva il medesimo

rumore dei suoi pie

Dicevano i parenti, gli amici:

« Come stai Giuditta? »;

‘foglia d'autunno, dal naso adunco e opaco come corno. aspettava dalla vita futura tutto quanto gli era man.

sorrideva come

una bambina

accennando alla sorella

| senza farsene accorgere. Il suo sguardo aveva un’ironia sottile e accomodante,-un modo ingenuo di vedere le 3 insieme a una solida rispettabilità attraversata da desideri fanciulleschi. La cpp era foderata di carta di Francia di colore ‘oscuro, i come viola, a dorature tra il vedi e il non

DINE: gunlesta di eangizate insdrapoa. E; pu quella, nl:

cune fotografie ingiallite coi puntini neri fatti coll’in| «chiostro al posto degli occhi sbiaditi. Verano, messe per bene in giro, come în conversazione, seggiole di bambù e poltrone a frange, di quell'epoca in cui tutto, anche le poltrone, dissimulava le gambe, e le donne

terra ebbe un brivido come se le foglie degli alberi e le messi fossero scosse da un vento che non era né delli — Pare una vedova quella Iunaccia —

disse la zia

Giuditta parandosi gli occhi. i per la tua festa, zia Giuditta? — Col nervo sciatico che mi duole...

Disse ‘allora Teresa, piena di boriomia: — Eppure

devi bere. Oggi è la tua festa.

La zia Giuditta batté per terra il bastone:

—

messa direttamente in causa, protestò,

— disse Francesca,

— Male. Verranno i ladri e gli assassini— disse la zia Giuditta, e olnse rinite ner safe = .. € quello le Volpaie? E quelli di Cariglia-

na? — disse la zia Giuditta, hi — E quelli delle Malorie? E quello di Bocca Mariana? — disse la nonna Teresa.

— Cos'è questo rumore?

< — È la radio — disse Francesca.

— Senti, senti... È Dopo un momento di ro la zia Giuditta levò capo rapace sul corpo dolorante e, spalancando glî occhi dietro gli occhiali tondi da gufo, disse: — He

paura.

La figlia aprì la porta di ‘casa.

— Chiudi, chiudi — dissero le vecchie. — C'è la con.

travvenzione,

— Se ei son le guardie che girano di notte perla

campagna, vuol dire che i ladri scapperanno — die

Francesca. — Ma c'è la contravvenzione, — disse la zia Giuditta

spaventata è incattivita.

A un tratto disse la nonna: — Senti, senti... —

Ma il cane dove l'hai lasciato?

La lucciola non si vedevapiù. Aveva porta,

presa

da una

e

infilato una

corrente Pa‘aria. Francesca

sturò

— Viva la zia Giuditta!

— C'è poco da dir viva.

La zia Giuditta si levò faticosamente, diritta e legnosa

“come un burattino, tenendo nella mano destra il basto-

ne © nella sinistra un involto che era lo scialle © la bottiglia d'acqua calda, tutto insieme, Disse: — Ora vi fo vedere come cammino col mio nervo sciatico. Prima

era una gamba, stasera sontutte è due. La zia Giuditta s'era messa, quella sera, le_ scarpe

alla rovescia e non se n'era accorta. La nonna si mise

a ridere col suo risolino benigno. Anche lei aveva tanta paura ma non voleva farsene accorgere per non spaven. tare gli altri. Aveva parato, nella sua vita difficile, a

la zia Giuditta:

divano quanto se stava in piedi come un burattino, aveva un viso sveglio e adunco © la testa sempre ritta. In

duro,-con lo scialle, la borsa d’acqua calda aipiedi, le

‘cato in. questa. La nonna Teresa, invece, grassoccia e bonaria, e provetta delle cose e delle pene del mondo,

mamma,

sorridendo, con gesti saggi e infantili. Poi, a un tratto,

si fermò in ascolto: — Senti senti... — La luna non c'è più, e gli aeroplani non ci vedono

fornace. Disse nonna Teresa: — Uh, la lucciola!

terra né del cielo.

te, occhialuta, dalla pelle gialla e trasparente come una

che

suo tacito e triste impero la luna era scomparsa

Entranoi pipistrelli — rispose secca Giuditta.

obliquamente, è un'ala fredda s'era schiusa sulla terra, e per un attimo, prima di consolidarsi nel buio, la

tinchi, la testa ritta, impertinen-

disse la zin Giuditta

S'era di giugno, La zia Giuditta stava infilando il cor. ridoio per andare a letto. Tanto quand'era sdraiata sul

Rispondeva secca la zia Giudi! — Male, E ansora: Come va zia Giuditta?

> Ancora la zia Giuditta rispondeva: — Peggio. La-zia Giuditta se ne stava semidistesa su un divano

E

© per tale ragione le dava inquietudine come, in genere,

e femmine, e, tra

avevano fatte passare molte

e di brutte.L'ultima figliola, Francesca, si era dedicata

alle vecchie,

A inoltrarvisi la valle si

—

vaiche bisognava vedere!

il vin santo:

Francesca aprì le finestre, La casa che al

< La zia Giuditta avrebbe voluto vivere in un apparta-

mento a terreno

| corazzata di bandone per paura degli assassini © vicina

|

-- Saranno gli neroplani inglesi,

Francesca, le hai chiuse bene le finestre?

era

éolata col tempo, e la tuba gli si era spostata in capo

|

Non sembra

— Bah, tu lo sai. Mi duole il nervo sciatico.

una a una le zampine e poi la testa, e non si sapeva

«come

Male.

. — Peggio. — Ti duole qualcosa?

pei carta velina anch'essa azzurra a frange. Sulla tavola, roprio sotto il lume, era posato un vaso a fiorami senza iori, come se la luce dell'elettricità l’avesse sterilito e

ep Mps,

sì davvero!

aveva preso il complimento sul serio. — La mamma era vispa in gioventà, Ballava e beve.

Faremo la musica con la radio — disse Francesca.

Disse la zia Giuditta: — guerra. —

Attenta alle notizie della

Poi, tenendo ritto un dito ad ascoltare: —

Senti, senti...

— Cos'è? — disse la sorella. — Non vuoi la musica? — disse Francesca. — No, no, le notizie, — dissero insieme le due vecchie. Giornale radio. Ripetiamo il bollettino diramato stamane dal Quartier Generale delle Forze Armate. — Sssss,

lei ogni femminilità s'era andata, con gli anni, essi cando.

Entrò in frasi seguita dalla sorella. Avevano rateat-

tato cuscini,

borse, panchetti per î piedi, e s'incammina-

vano una dietro.l'altra, s'imbarcavano per la loro notte

come per un viaggio, Dormivano insieme. Chiusero la porta e Francesca udì delle voci dietro la porta.

— Le avranno chiuse bene tutte le porte e le finestre? — Senti, senti...

— Nom V'accostare agli spifferi, Teresa,

— Che diceva il giornale dei bombardamenti? —

Zitta, zitta, l'hai sentito questo rumore?

— Un aeroplano...

— Senti, senti... — Un aeroplano.

Non potevano sopportare i silenzi. Avevano bisogno

di mobiliarli per paura, Poi le voci s'andarono smorzando e succedette il silenzio notturno.

Allora, stendendosi sul letto come una morta, le lab-

bra senz’orlo, rigide, pallide, come intagliate in una fa dura, la ziaGiuditta si Paol


TI bidati tedeschi che riparano le condutture delle fontane di Versaglia

ti dilettanti fotografi che riporteranno in Germania il ricordo del loro lorno in Francia. - Sotto: Un giro sulla moto intorno al Parco di Versaglia.

Davanti

al

Ca:

la | sempre, sostano oggi i vittorio tedesco fu umiliato dall'iniquità di un trattato che voleva una Germania annientata e schjava per ssaglia, dove venti anni fa il popolo dell'occupazione di Parigi hanno convinto i cittadini francesi della loro grande civiltà e della loro profonda umanità.


tresca e spigliata, per la quale ha scritto i versi un altro della « vecchia guardia », Domenico Furnò: «Mò ‘o sulda-

«ADDIO, BIONDINA...», CANTA TUTTO IL REGGIMENTO...

to nun tene età! — ch’ogne età è na giuventà — Quarant'anne? che songhe cchiù?

CANZONI DEL TEMPO DI GUERRA: PATRIOTTISMO IN PILLOLE

— Cinquant’anne? ch'e ccun-

te a ffà? — Quanno se va a cumbattere — p' ’a Patria e ‘a libbertà: — "o suldato, —

"o suldato non tene età!. Il Furnò

è anche

autore

dei versi Addio, biondin piacevolissima canzone-mi cia di Gaetano

Lama; e in

essi dice, fingendosi soldato e

rivolgendosi alla donna amata: «Ma, pe' chi sa, mmano

‘o nemico aggio a cadè -lasso stu core priggiuniero mmano a tte! », Grazioso mo-

tivo poetico, indubbiamente, sebbene ricordi quello muro-

liano di Cuntrora

E

Santa

Mamma

di Piedigrotta,

la Madonna

della chiesa

celebrata

d'’austo.

Povero caro grande Ernesto! A Piedigrotta 1939 era ancora sulla breccia. Quest'anno egli, che dorme il grande sonno senza risvegli, compare in qualche fascicolo di canzoni con vecchie liriche, consegnate da tempo agli editori o

dai canti set-

tembrini partenopei, è oggi, al pari di tutte le altre sacre immagini, una Ma-

donna di guerra. A cigli asciutti, con ferma fede, le madri le spose le fidanzate le sorelle napoletane pregano la Vergine Madre, e alla Sua protezione affidano i cari combattenti. Le donne di Napoli credono in Dio e nella Sua giustizia, e credono nell'Italia e in Chi dal volere Supremo è stato chiamato a guidarla. Giorni or sono, passando per i portici della Galleria Principe di Napoli al Museo, ho visto, nella cappelluccia del Crocefisso, la veste rossa di Gesù Cristo in croce tutta ricoperta di fotografie di fanti, di marinai, di avieri, sì che il rosso della stoffa era scomparso e sul legno della statua, come cioè sulla carne del Figlio di Dio, erano le effigi dei com-

ritrovate dagli amici nei cassetti, Ecco, voglio ricordare

Cuntrora

d'austo.

È

lirica

profumata e pittoresca. «Cun-

battenti: le effigi di coloro che la pietà religiosa aveva affidato alla protezione della

trora d'austo. —

divinità, La stessa cosa ho notato ieri, nella chiesa di Piedigrotta. Alla Madonna, alla Madre divina, le madri in ansia chiedono conforto e aiuto. Ma senza disperarsi, senza piangere, senza urlare, In quest'anno XVIII, le donne sanno essere degne, sanno emulare in coraggio e risolutezza gli uomini in armi. Così, quest'anno, anche le canzoni hanno un piglio eroico. Non v'è stata impresa

P' "e viche

spiche. — L'asfardo se squa-

glia p' 'a loggia nfucata, —

se mmesca "o profumo d' "a sòvera acerva — c' 'o senzo

di guerra che, quaggiù, (ccà, se fatica e canta — sotto a stu cielo bello!) non sia stata

cantata, I nostri bisnonni cantarono, in versi ingenui ma schietti, la gesta garibaldina. 1 nostri nonni, alla prima guerra coloniale, cantarono l'Africa di Adua, di Dogali e di Càssala, (Ricordate? Africanella, a Càssala — vincéttemo, overo è. — L'Italia resta

asprulento ’e cunzerva — e

erispina; e fece chiasso. Molti napoletani in grige chiome la ricordano ancora. E sono vivi entrambi gli autori, e ancora in gamba: Roberto Bracco e Carlo Clausetti). Inutile che rievochi le canzoni dell'altra guerra. Dal '915 al '919, se ne scrissero alcune centinaia; e molte furono o sembrarono belle. Una di esse canzoni assurse a inno, la Leggenda del Piave. Oggi E. A. Mario, che di quell'ispiratissimo canto fu poeta musico ed editore, lanciando un modernissimo «Quaderno del tricolore », si chiede: È lecito, in materia di canzoni, risollevare la questione della poesia patriot-

modo

in Africa, — io resto 'mpietto a tte..

‘addore d' "e panne

quanno partette, pe’ stà cchiù

sicuro — stu core è rummaso cu ttico...», Caro dolce poeta, Murolo,

Serissero canzoni patriottiche, canzoni di guerra,

Alla quale canzonetta, arguta e maliziosa, fa seguito l’altra, dedicata a un collega di Ciamberlino, l'altra che dal nome di battesimo del protagonista è intitolata Antonino,

La canzone patriottica di Libero Bovio si intitola Patria ed è in dialetto. Bovio, che versifica molto gradevolmente in lingua ed ha al suo attivo numerosi successi di «eanzoni non dialettali, ha quest'anno, col fido Gaetano Lama, il quale l'ha musicata deliziosamente, una garbata lirica Maggio lontano: «Che nostalgia di mare — Che

fiostalgia di sole. — Vorrei, chiudendo gli occhi, sospirare — insieme a te le eterne

tre parole — dorate di sole — azzurre di mare! ». Ma la-canzone 1940 da Libero Bovio offerta alla Patria in armi è lirica dialettale. In essa il poeta che, nel 1915, scrisse Canzone ’e surdate e "A mamma, riprende i suoi temi preferiti. Ricordate?: «’A patria, sissignore, 'a patria è santa. — Che vo”? Vo' 'e figlie nuoste, Èccuce ccà. —

o *nguerra e cantano — Ma ’a mamma, no, nun canta — pecchè nun po' cantà...».

tavolta, protagonista di Patria è il padre del combattente:

« Tant'anni fa pa guerra

partette io. — E sissignore — sta vota se ne va nu piezzo 'e core... — sta vota parte ’nguerra ‘o figlio mio...

mamma...

—

E parte e canta:

È ’a patria ca me chiamma. — Nun tengo

E pare 'a voce 'e mamma, — Tornano!

— So' figlie ’ mamma, e tornano

doppo vinciuta ’a guerra; — e tornano cantanno: Italia, Italia! — Basta ‘o sole ’e l’Italia — pe fà lucente tutta quanta ’a terral...». E, nel ritornello della commossa e movimentata terza parte, il poeta conclude; « Nu surdato ’e l’Italia — vale tutta ’a ricchezza 'e l'Inghilterra! » ‘Ha musicato Patria uno dei veterani della canzone di Napoli, il valentissimo Nicola Valente, musicista colto e ispirato; e il commento ai versi boviani è felicissimo. Ma di Valente io preferisco ’O suldato nun tene età, una canzone-marcia facile e sincera,

can-

zoni militari i due più grandi poeti vernacoli di Napoli? Non so, non credo. Nel grosso volume che raccoglie il

meglio della lirica digiaco-

miana, di sicuro, non v'è traccia di quello che E. A.

»).

scritto una musica agile, burlesca e facile a ricordarsi: « Eden! Eden! Eden! — Mamma @ babbo han già predetto il tuo destino, — Eden! Eden! Eden! — Fu perciò che ti chiamarono Antonino... — Con un nome sì piccino, — la figura d'un omino — e l'ingegno « rabbino, — che vuoi far? — Eden! Eden! Eden! — La tua patria con te ha fatto un magro affar! ».

il

colpito al cuore? « Stu core, risponne Ciccillo, ti giuro, — mia cara, che ho fatto uno scherzo al nemico — Da

delle canzoni patriottiche ispirate dal più luminoso tempo mussoliniano, sarà oppor-

e sul mar! ».

Ciccillo,

mai il nemico non lo abbia

tuno cominciare da lui, E. A. Mario, poeta e musicista. Il « Quaderno del tricolore » che accoglie la nuova produzione canzoniera dell'infaticabile artista, si inizia con una Marcia d'acciaio (e L'acciaio, non l'oro — strumento è di pace e di guerra...») e si conclude con una Canzone dell’allarme («Quando di notte l'allarme si sente — non bisogna aver paura: — basta pensar che l'Italia è presente — contro ogni minaccia

e per la quale ilmusicista, E. A. Mario, fedele alleato del gustoso versificatore, ha

risponde

soldato ferito al torace, alla fidanzata che gli chiede come

tica come sottoprodotto, o cascame che dir sì voglia, della poesia dottoralmente intesa

Non si creda che l'acuto e appassionato poeta e musicista popolare — che ama porre, a mo' di epigrafe, su ogni pagina che rechi il testo di una sua lirica patriottica, una frase o un detto di alto contenuto politico, a preferenza del Duce, ma anche di Mazzini o di Sorel, di Federzoni o di Ansaldo — non si creda che egli freni il proprio estro, limitandolo all'inno grave e solenne. Ché, anzi, assai più di frequente, egli si compiace della sorridente protesta ironica, ed è sbarazzino e sfottente. Esempio piacevolissimo: Quell'uomo dal fiero ombrello... « Quell'uom porta “sempre l'ombrello, — ma il tempo non osa sfidar. — E spera che il tempo sia bello, — che mai glielo faccia adoprar... — Un brutto acquazzone — lo investe, Jo bagna — ma lui non si scompone: — per nulla sì muove o sì lagna, — ma calmo e tranquillo canticchia così: — Piove... piove... piove... — Per ogni ‘dove, - non si può andar. — Piove... piove... piove... — Sia qui che altrove, - meglio è restar. — Tremende terri] prove — dovrebbe l'ombrello affrontar! — Piove?... Piove?... Piove! — Piove sui monti, giù al piano

"e cula*

ta, — Ciccillo è venuto in licenza ’a matina...», In qual

È una canzone di quarantatré anni fa, epoca

dai critici? E conclude, superando il preconcetto di quanti vorrebbero la poesia patriottica delle canzoni talmente elementare da essere persino sgrammaticata: Anche la poesia delle canzoni, « patriottismo: in pillole», è poesia quando è tale, ma purtroppo lo è assai di rado, e purtroppo fiorisce tra una fitta gramigna di improvvisazioni penose, Bisognerà, ancora una volta, dare ragione ad E. A. Mario. E, riferendo del patriottismo in pillole dell'anno 1940, ossia delle canzoni di questo anno di guerra, ovvero

oscura...

Non è un quadro di Migliaro, La fotografia illustra un vicolo napoletano, con una scalinata dominata da un Crocefisso: assidua méta di fedeli.

— s'arròsteno e addòrano "e

Mario chiama patriottismo in pillole.

Ma

io ricordo

Salvatore

Di

una

canzone di bersaglieri, scritta da

Giacomo

quasi trent'anni or sono, una canzone che aveva un ritornello all'incirca così: « Strigne

'o fucile

e aspetta;

—

scòrdete ’e tutte quante, —

La statua della Madonna di Piedigrotta — scultura lignea della seconda metà del Trecento — non è la Madonna della canzone soltanto. Ai suoi piedi si ammassano centinaia e centinaia di fotografie di combattenti...

Lucente comme a nu brillante — ncielo na stella sta...». E la stella del bersagliere digiacomiano era di sicuro la Stella della Patria. Per Ferdinando Russo, la cui vasta e copiosa opera fu solo in parte esplorata dall’acuto e amoroso raccoglitore Pasquale Ruocco, cercherò invece in una delle Lettere dall'Africa, che sono del '97. Parla il reduce di allora, e narra dell'eroismo di quei primi soldati d'Africa italiani: « Ma chi cade, cadenno se strascina — pe mmiezo ’o sango, addò vede 'a bannera! — E te pare na stella d’ a matina — ca luce 'ncopp’ a chella massa nera!». Anche in questa quartina c'è una stella, come il lettore avrà potuto constatare; e luminosissima stella anch'essa. Ma la Musa delle canzoni d'oggi non vuole malinconie. Opportunamente, uno dei più gai creatori di canti popolari a larga diffusione, quel Gigi Pisano che da molt'anni lavora alacremente in compagnia del bravo maestro Cioffi, ha concluso con un accenno

di viva attualità una sua canzonetta spensierata, intitolata Tuppittù: onomatopea del colpo battuto sull'uscio:

«Diceva

una potenza

impertinente:

—

nuie cu ’e sterline

tutto ci accattammo... — Ll’Italia parla ma nun fa mai niente, — e appena arape ’a

vocca ci ’a mangiammo: — Ma che razza "e capriccio l'è venuto — vulesse Malta, Tunisi e Gibute. Tuppittù - Chi sarrà? — No Marianna nun arapì. — Io sto' ccà! Ma chi sì"? — So' l'Italia e aggio trasì... — E, quanno traso, faccio chello che ddich' ad

*

21,

,: TE f'assicuro, amica mia diletta, — me piglio tutto chello ca me spetta. ».

È poesia ingenua, non v'è dubbio, ma è spontanea; nella sua concezione popolare e

popolaresca. Anche Bruno Cherubini, autore dei versi di Corri... torri... giù in cantina (molto vivacemente musicata da Mario Ruccione, il compositore di Faccetta nera e di Chitarratella) non ha inteso di scrivere una lirica che lo affidi alla posterità; ma la sua canzonetta avrà una pronta diffusione, e sarà gustata e canticchiata con piacere

anche dai combattenti, nelle ore di tregua della battaglia, Spesso i versi ingenui sono i più effica iù opportuni. «La mia Patria è un'altra sposa — te, ma ancor più bella. — Qui si canta un'altra cosa — bello è vincere o morir! come », dice il soldatino della canzone Biondina mia di Bertini e Cannio; facile e semplice nei versi, chiara e gradevole

nella festosa musichetta.

Per chi sono state pensate e scritte queste non presuntuose canzonette? Pel popolo, per il generoso e impetuoso popolo nostro. gli riesciranno gradite, gli autori avranno raggiunto il fine. Altrimenti... sarà perSe un'altra volta, La vita di un popolo non sì misura ad anni... Napoli, Agosto del ‘940,

FEDERICO

PETRICCIONE


TEATRO

EROICO

MBREBLOTTOCENTO aomerto ha lasciato scritto: «Nel giorno del

giudizio finale l'inchiostro dello scrittore

sarà stimato allo stesso prezzo del sangue

del guerriero». Il che vuol dire che al

tempo

del

Profeta

mussulmano

gli scrittori

—

e

scrittore era anche Maometto — godevano un'estimazione grandissima, se si arrivava a paragonarli, nientemeno, agli eroi. Noi, però, con tutto il rispetto dovuto a Maometto e pur appartenendo alla stessa categoria professionale, ci guarderemo bene dal mettere sui piatti della stessa bilancia da una parte i combattenti e gli eroi dell'Indipendenza italiana e dall'ultra in massa gli scrittori di quell'epoca fortunosa e gloriosissima, Solo, in quest'ora in cui la grande tradizione dello spirito guerriero e dell'ardimento consapevole e pronto ad ogni sacrificio della gente italica si rinnova nelle battaglie della terra, del mare e del cielo, ci piace ricordare — e riteniamo non inutilmente — quello che di patriottico e di costruttivo ebbe il Teatro italiano dell'Ottocento. Senza voler entrare qui sul terreno della sua precisa e definitiva valutazione artistica, dobbiamo innanzi tutto riconoscere a suo titolo d'onore — e perché non di gloria? — che il nostro Teatro ebbe, durante il secolo scorso, un alto e nobile compito nazionale. Seppe cioè essere a volte un efficace e salutare strumento politico. Ci furono, nell'Ottocento, momen» ti în cui si scrivevano tragedie, drammi e commedie come si buttava giù un proclama al popolo. C'era, nella nostra tormentata Penisola, una notevole parte di pubblico che chiedeva agli autori drammatici e agli attori dei pretesti per inscenare in teatro dimostrazioni popolari e per infiammare così gl'italiani alla lotta per l'Indipendenza, Sì cercavano nei lavori le allusioni, si coglievano gli accenni all'amor patrio e alla libertà; e bastava un'apostrofe contro lo straniero, un richiamo alla gloria d'Italia, un'invocazione anche timida e velata, al giorno non lontano della riscossa, per sentir prorompere, nelle platee, applausi e manifestazioni di delirante entusiasmo. Giova qui non dimenticare che fin dagli inizi del secolo XIX la scena italiana s'era andata popolando di attori e di attrici di eccezionale statura: attori dal le forme michelangiolesche e dalla voce tonante, attrici dall'aspetto maestoso e dall'atteggiamento e dall’espressione regali, naturalmente portate a calzare il coturno tragico, Si chiamavano, solo per citarne qualcuno, Gustavo Modena, Giuseppe Demarini, Antonio Lombardi, Gaetano Gattinelli, Adamo Alberti; e si chiamavano Carlotta Marchionni, Assunta Perotti, Carolina Internari, Rosa Romagnoli, e più tardi Adenide Ristori e Adelaide Tessero. Con attori e attrici di questa fatta, in un'Italiache era tutta un fermento di aspi-

razioni nazionali edi fremiti di riscossa, era logico, era naturale che allignasse un teatro eroico e patriottico. Per parlare di questo Teatro, a giusto titolo dovrem-

Gustavo Modena (da una stampa della metà dell'Ottocento).

Ritratto di Alemandro Manzoni dell'Hayex (Galleria di Brera).

rente nel "31 col martirio dei Fratelli Bandiera, con l'esecuzione di Pasquale Muratori e dei suoi seguaci tra | contrafforti dell'Appennino toscano, il ‘48, insomma, che era già nell'aria e nel cuore degli italiani, allontanarono il put e gli attori dal Teatro che veniva di oltr'Alpe e dischiusero

le porte del nostri palcoscenici agli autori nostrani. Irruppe allora nel Teatro una folta schiera di scrittori,

che di pre-

no

erano

ferenza componevano drammi storici inneggianti alle anti. che glorie d'Italia, alla belle suo cielo, al sorriso del suo sole, ai fasti della sua arte imperitura. Principi, condottieri, navigntori, mecenati, poeti, pittori e artefici popolavaquesti

lavori,

nei

quali

immancabilmente

anche

personaggi che impersonavano l'odiata tirannide straniera.

mo muovere da Alessandro Manzoni che, tornato verso il 1815 da Parigi, dopo aver enunciato delle teorie storico-critiche sull'arte drammatica, volle anch'egli cimentarsi in questo campo, scrivendo due tragedie: Il Conte di Carmagnola e l'Adelchi. Ma il discorso ci porterebbe

troppo

la nobiltà

del verso,

lontano

dal nostro

più

modesto

patriottico

fu alla

che seguirono,

e dal

La celebre attrice Carlotta Marchionni (da una stampa della metà dell'Ottocento)

assunto. Se nelle due tragedie manzoniane, così precipue pei loro valori storici, religiosi e morali e per base, negli scrittori

il sentimento

romantici

Manzoni presero spesso le mosse, questo sentimento patriottico fu più palese e più esteriore: a cominciare dal Pellico, il quale nei suoi drammi cercò di far

vibrare la corda del patriottismo non

in forma astrat-

ta, ma con accenti concreti e attuali. Ed al pari del Pellico, un altro drammaturgo della prima metà dell'Ottocento, il cremonese Carlo Tebaldi-Fores — assai

ferocemente bistrattato, e non senza motivo, dal Foscolo — compose egli pure delle tragedie storiche alla maniera manzoniana, col proposito palese di scuotere imprese patrie gli spiriti ignavi e incitarli a grandi soltanto Ma se le tragedie del Manzoni affrontaronoprova un paio di volte, e con esito nonsololieto,la laFrancesca sce-da Pellico del drammi dei e nica, quasi durante conquistò e rappresentata fu Rimini Tebaldi mezzo secolo le platee italiane, i lavori del non raggiunsero mai le ribalte e fallirono dunque il loro scopo. Al contrario, nei primi decenni dell'Ottocento furono largamente recitati, e non pochi con discreta for-

dei quali, tuna, i drammi di altri scrittori, alcuni artistico, andarono famosi; di assai più basso livello lasciato a noi nemmeno mentre di sé non hanno o il precedetter che quelli Furono nome. del Ficordo straniero, *48, anno di reazione al repertorio teatrale soprattutto francese, che per lungo tempo aveva man:

tenuto un vero e proprio predominio sui nuovo avverrà più indizi sulla fine come italiani: nto edi i primi del Novecento. dell'Ottoce La corrente rivoluzionaria repressa nel ‘21 e rifl»

L'attrice Giovannina Rosa nella « Pia de’ Tolomei» (da una stampa torinese del 1840).

L'attrice Antonietta. Robotti della Compagnia Reale Sarda (stampa del 184).


Adelaide Ristori allorché fece il suo ingresso nella Reale Compagnia Sarda (da una stampa dell'epoca).

L'attore

Gaetano

Gattinelli

in una

delle sue

L'attrice Adelaide Tessero nel 1870.

maggiori

interpretazioni (da una stampa del 1842).

In questo Teatro biografico-storico-patriottico

si ci-

mentarono persino i maggiori letterati del tempo. I nomi di parecchi di loro dicono ben poco oggi alle mostre orecchie: ma allora andarono per la maggiore,

e non pochi credettero di essersi assicurati addirittura

l'immortalità. Ricordiamoli. Si chiamavano Carlo Marenco, Francesco Dall'Ongaro, Giuseppe Battaglia, Giovanni Sabbatini, Achille Montignani, Savino Savini, Giambattista Niccolini. Stanislao Morelli, Riccardo Castelvecchio, Leopoldo Marenco. Tutti anime ardenti di patriotti. Ma chi rammenta i titoli dei loro drammi,

che, pure, taluni, riportarono successi strepitosi e de-

starono

scintille

di puro

amor

patrio nel

migliaia e migliaia di spettatori italiani?

cuore

di

Nei primi drammi di Francesco Dall'Ongaro, autore del famosissimo Fornaretto di Venezia, e in quelli del

triestino Giuseppe Revere, autore de I Piagnoni e gli Arrabbiati al tempo di fra Girolamo Savonarola, di un Sampiero di Bastelica e di quel Lorenzino de' Me-

dici da cui senza riguardi e a piene mani attinse Ales-

sandro Dumas per Une nuit è Florence, che non valeva molto di più, e in quelli di Carlo Marenco di Ceva, un manzoniano egli pure, che scrisse delle vicende molto movimentate, facili nell’espressione, tutte pervase di sentimentalismo, come andavano a genio alle platee del tempo, con personaggi cari al grosso pubblico — tiranni e condottieri, innocenti e colpevoli, invariabilmente redenti dalla loro sostanziale magnanimità e dalla loro morte crudele — i

temi d'’italianità e di riscossa erano,

per la verità,

appena adombrati. E si capisce, data la ferocia dei Governi dominatori e pavidi e data la vigilanza bestiale delle loro censure, Difatti, non pochi lavori del genere non poterono in quegli anni arrivare alle ri-

balte. Così il Masaniello del Sabbatini

fu dalla cen-

sura proibito perché l'argomento troppo palesemente rivoluzionario, e solo nel "48 poté essere recitato, a beneficio dei volontari che in quei giorni accorrevano sotto le bandiere di Carlo Alberto per la guerra del-

l'Indipendenza, Da principio il suo successo fu mo-

desto; ma in seguito, riportato sulle scene da Alemanno Morelli e da Francesco Augusto Bon, il Ma-

saniello mandò in delirio le platee di mezza Italia. Costretti i Governi, sotto

la spinta degli avveni

menti, a concedere delle franchigie costituzionali, o delle parvenze di esse, una folata d'a: nuova penetrò sui palcoscenici italiani, e i drammi che atteggiavano un fatto storico di libertà e d'indipendenza

nazionale presero l’aire e si moltiplicarono. Si videro allora degli autori assumere nel Teatro atteggiamenti e linguaggio rivoluzionari, a viso aperto. A voler fare un elenco dei drammi storici e patriottici che affrontarono, con maggiore o minore fortuna, il giudizio delle platee tra il 1840 e il 1860, oc-

correrebbero tempo e non poco spazio. Accenneremo,

dunque. soltanto ai più significativi o che ebbero mag-

giore risonanza nsl cuore degli Italiani.

Più fortunato del Sabbatini sonra ricordato fu Gia-

cinto Battaglia, il quale vide i suoi drammi arrivare alla ribalta col sussidio dei maggiori

attori del tem-

po e soprattutto della famosa Compagnia Lombarda di cui facevano parte il Modena e il Morelli. Poi la Luisa Strozzi del Battaelia ebbe a protagonista la giovanissima Adelaide Ristori, e Luigi Vestri fu il primo interprete del suo Filippo Maria Visconti. Mol-

ta rinomanza godette in quel periodo anthe Achilfe

Montignani, un caldo patriotta che esulò dopo il ’48 in Piemonte e qui scrisse un dramma dal titolo Adalberto all'assedio della Rocella, in cui erano esaltati il valore e le virtù della Casa sabauda. e poi la com-

media Un matrimonio sotto la Repubblica. che fu uno dei primi gradini della grande ascesa di Ernesto Rossi.

Adelaide Ristori in una delle sue interpretazioni tragiche (da una stampa francese).

Un altro ardente italiano, cospiratore mazziniano ed

anch'egli esule in Piemonte dopo la «fatal Novara», Savino Savini, scrisse tra l’altro un dramma

dal titolo

Emma Liona, nel quale crano rievocati i patriotti del-

la rivoluzione napoletana del 1799, vilmente straneolata dall'ammiraglio inulese Nelson. con la comvlicità di Lady Hamilton e del borbone Re Ferdinando IV: tema, questo, ripreso nel 1881 da Pietro Cossa nel poema drammatico I Napoletani del 1799.

Accanto a questi

scrittori ebbe fama larga e dura-*

tura Giambattista Niccolini. che il De Sanctis definisce però poeta «magniloquente ». Il Niccol'ni (17821861), poeta tragico ampliamente ricordato nelle storie

del teatro italiano e in particolar-modo in quella del

Bertana (La Tragedia) e collocato agli antipodi del Pellico guelfo per l'ideale politico-religioso da Jui nc-

carezzato, ma non agli antipodi per l’arte, ché di fatto romantici alla fine furono l'uno e l’altro, cominciò mol-

to per tempo a scrivere per il teatro e molto scrisse. Da principio si dedicò a traduzioni, rimaneggiamenti ed esercitazioni

classicheggianti,

ma

di questa

spruzzate

—

dice il

Bertana — di « patetiche soavità sentimentali ». L’ultisua

tragi

maniera

fu, nel 1816, il

Nabucco, una vera e propria allegoria storica in cui nel personaggio e nelle vicende del re degli Assiri rrano raffigurati Naroleone I e il suo tramonto. Negli

avari e perversi Fenici. che istigavano e comrravano

nuovi nemici contro il monarca assiro era facile riconoscere el'inglesi. Nel secondo lungo periodo della sua attività teatrale il Niccolini. pur seguitando a detestare il romanticismo, che definiva una « peste ». ri-

sentì l'influsso dei grandi autori stranieri di cui. era venuto

facendo

la conoscenza

(Shakespeare,

Byron,

Schiller. Goethe, Hugo) e delle nuove idee sull'arte drammatica che ormai s'erano diffuse ovunque. e seris-

se tragedie a carattere nazionale in cui il patriottismo Pietro Cossa.

affiorava spesso e spesso trovava alti e fervidi accenti lirici. Di questo periodo furono l'Antonio Foscarini (1872), che pur esaltando l'indipendenza della Serenis-

|

Ì


L'attore Luipi Vestri (da una stampa della prima metà dell'Ottocento).

L'attore De Marini (da una stampa della prima metà dell'Ottocento)

sima molto dispiacque a Venezia, a cui parve che il Niccolini avesse tradito la storia e oltraggiato la caduta della Repubblica; il Giovanni da Procida (1 tragedia storico-politica in cui era affermato il diri nazionale italiano ed era bollata «la mala signoria » dei francesi; il Ludovico Sforza (18%), con cui il poe mirava a scuotere i suoi compatrioti più con le ram pogne che con la lode e l'esaltazione; e, iinalmente, l’Arnalao da Brescia (1843), poema drammatico con cui il Niccolini chiuse la sua carriera di autore, L'Arnaldo fu proclamato 1l suo capolavoro. Il Settembrini

quanto si proponevano soltanto di far propaganda di idee rivolu: le e d'infiammare le masse ail amore spesso, rozzi drammoni più 0 meno dell'Italia. E nature di vecchi motivi ìn cui si licrimogeni 0 vedevano muovere fantocci tricolori da un parte e giallo-neri dall'altra, ed in cui la nostra bandiera era sventolata sulle teste di eroi di stoppa e su cartone dipinto. Si propinavano al pubblico avori d'occasione, come La morte di Radetzki, allora era ancora vivo, come La casa d'Austria, o La morte di Ugo Bassi, in cui il popolino vedeva l'eroico sacerdote sotto il piombo austriaco nella di Bologna, Ma il più verista degli autori tici di quel tempo fu indubbiamente Stefano ante cantato Pellor detto il Passatore, il fanta da A aldo Fusinato, Il qu le Passatore si presentò una ser a con la sua banda sul palcoscenico del testro di Forlimpopoli, coi tromboni spianati verso il rispettabile pui vi successo impressionante come fore le noi scene nun ne hanno più registrato. Dopo il 1860 il processo di dissolvimento nello spirito intico-patriottico si fece, nel teatro, sensibile e per effetto anche della quasi realizzata unità Sì maturavano | ti di © Il Paese s’incammi» vovi destini, Tuttavia, mentre il ro ant.cismo ndo e sull'orizzante si profilava l'ava esa vento di u teatro verista e borghese, il dra ma clorico-patriottico continuò ad avere i suoi assertori in auditorì è temperamento, sensibilità, cultura e teni verse, a volta addirittura antitetiche, quali Paolo Ferrari, Pietro Cossa, Tom Gherardi del Testa, Teobaldo Cicconi, Leopoldo Marenco, Giuseppe Giacosa. Ecco una serie di nomi noti, notissimi e qualcuno ancor molto caro alle nostre platee di oggi. Ma di questi insigni scrittori di te 0 della seconda metà del

lo giudicò

« più

l’Arna.do

da

che

un

dramma,

una

battaglia

e una

riscossa»,Tutto infarcito di declamazioni © discussioni politiche e religiose, tendenzialmente anticler.cali, Brescia

parve

agli

italiani

del

Risorgi-

mento una tipica espressione del loro patriottismo. C'erano personificati, nel dramma, la coscienza della nazionalità italiana, la rivendicazione dei suoi diritti all'esistenza, l'orgoglio per le giorie del passato, il dolore e la vergogna per la situazione presente, l'odio contro

lo stran.ero.

Per

tutto

questo

diede

rinomanza

grandissima allo scrittore. Ma non occorsero molti anni perché l'oblio discendesse anche sul nome del poeta tragico che aveva sentito lo scroscio fragoroso degli applausi allorché il suo Arnaldo da Brescia gridava: Libertade

e

Dio!

Libera sia Roma, l'Italia, il Mondo, E poi la morte a Dio mi riconduca!

Lo stesso sentimento d'italianità e d'amor patrio che caratterizzò l'opera degli scrittori che abbiamo fugacemente ricordati ispirò parecchi lavori del ligure Paolo veriGiacometti, di cui un dramma d'altro genere stico e a tesi —, La morte civile, è pervenuto fino a noi sotto la specie di «cavallo di battaglia »dei nostri maggiori attori. Il Giacometti, diede al teatro italiano i drammi

storici Isabella del Fiesco,

Bianca

N drammaturgo Poolo Giacometti (da una stampa del 1859).

Ma-

ria Visconti, Luigia Sanfelice, Maria Antonietta & portata l'anno scorso alle nostre ribalte da &mma Gra

matica), Elisabetta regina d'Inghilterra, Torquato Tes-

so, enel 1841 la commedia satiricaepatriottica Il 0 e la ballerina, che attraverso la grande arte di Adelaide Ristori, per vari decenni continuò a destare flammate di vivo entusiasmo, specie alla fine del secondo atto, che provocava infallantemente dimostrazioni al grido di « Viva l'Italia!». Dopo il Niccolini è da ricordarsi un altro toscano, Stanislao Morelli: più per un dramma — l'Arduino d'Ivrea — che per l'intera sua opera teatrale. Negli ultimi anni dell'Ottocento Giovanni Emanuel recitava ancora questo popolarissimo lavoro, con potenza dram: matica veramente eccezionale, riportandovi un succe faceva mn so enorme. Il Morelli in questo suo lavoro nifestare da Arduino conte e marchese d'Ivrea, vissu nell'undec.mo secolo, idee di patria e di nazionalità cheiprincipi di quegli oscuri tempi nemmeno sog vano ed i popoli nemmeno sapevano intravedere; e 2 addirittu un certo momento gli faceva vaticinare Ma l'Ardu.no del Motempi del nostro Risorgimento.teatrale, impetuoso, ardirelli era un bel personaggio ‘aloroso in arme, pronto all'ira Di

Ernesto Rossi mel « Nerone » di Pietro Cossa (1474).

più,

nei «pascare nei luoghi comuni. Per tutto ì com.ci. netti», come dicono ancora oggi per quasi mezzo sei questo l'Arduino d'Ivrea corse intercolo di teatro in teatro, fra clamori di applausi,Giovanni pretato prima da Tommaso Salvini e poi da : Emanuel. par. storico del miglicre teatro #2 Fin qui si è parlato metà ne, dell'Ottocento. prima della triottico cifu. tc produzione drammatica a questa già vastaal "60, di. drammi “7 prattutto dal "48 e fuoriun daveroognidiluvio pretesa artistica‘ Eediocre fattura fine del tutto specifico e attua's quali avevano un

una delle sue interpretazioni, verso il 1460.

Salvini, Maieroni, Fannj Sadowsky e Fabbri nella « Fran cesce da Rimini» di jvio Pellico, al Sen Carlo nel 1865,


stre platee. La partita a scacchi, Il trionfo d'amore, Il fratello d'armi, La signora di Challant e Il Conte Rosso possono considerarsi come gli ultimi esemplari (e tra i più fortunati) del teatro romantico-patriottico italiano dell'Ottocento. Toccherà

al primo anno

del Novecento di celebrare solennemente e gioiosamente nel teatro il romanticismo dei patriotti italiani

del secolo allora allora finito con una bella e fortunata commedia di Gerolamo Rovetta, intitolata precisamente Romanticismo. Lungi da noi la pretesa di attribuire al teatro pa-

triottico dell'Ottocento — specialmente a quello prima del '70 — valori eccezionali e decisivi sul corso degli avvenimenti storici che portarono alla formazione di una coscienza nazionale negli italiani, alla preparazione della riscossa ed al raggiungimento dell’unità e dell'Indipendenza. Sarebbe addirittura fi sare la storia. Pensiamo, piuttosto, che fu l'ambiente e il clima politico del secolo a produrre un siffatto teatro;

Il primo atto del « Conte Rosso » di Giuseppe Giacosa, nella interpretazione di Andrea Maggi (dritto sotto il baldacchino). secolo scorso non sono precisamente le opere a fondo storicopatriottico che oggi si ricordano. Nessuno di noi, o pochissimi, e chissà in quali circostanze, avrà visto recitare Nessuno va al campo,

in cui il Ferrari seppe

efficacemente

e nobilmente

rap-

ma

che questo

alla sua

volta

contribuì,

MARIO CORSI (Stampe e fotografie della raccolta Rasì della Biblioteca della SIA.E. di Roma).

presentare il vivo fervore patriottico di uomini e di donne, di vecchi e di giovani, di padroni e di servi, e immaginò con molto garbo e tessé con molta finezza una sottile trama dì simulazioni e di strattagemmi per cui sembra che nessuno dei personaggi maschili della commedia si preoccupi della prossima guerra dell'Indipendenza, mentre si viene a scoprire da ultimo che tutti, compreso un timido abatino, si sono segretamente arruolati, l'uno ‘all'insaputa dell'altro, e sono in procinto di partire per

il campo e di offrire il proprio braccio e la propria vita alla

patria. E chi del mite e bonario Gherardi del Testa ricorda oggi le commedie Le coscienze elastiche e Il vero blasone, in cui lo

scrittore, già volontario e combattente a Curtatone e a Monta-

nara, dove cadde prigioniero degli austriaci, si studiò di riprodurre le condizioni politiche della Toscana nel '59 e le vicende dell'annessione della Toscana al Piemonte? E di Teobaldo Cicconi — un patriotta ardente, egli pure, che fu soldato e com-

batté a Udine e a Venezia, — autore de La figlia unica e de

La statua di carne che qualche nostra valorosa attrice pochi annì addietro recitava ancora, chi ha più memoria del patriottico lavoro I Garibaldini e dell’allegoria drammatica della guerra

del 1859 che s'intitolava, Troppo tardi ed in cui campeggiava la figura di Vittorio Emanuele II? Di Leopoldo Marenco, invece, qualche dramma a fondo storico-patriottico tornò alla ribalta durante la grande guerra ed anche più tardi: così la Celeste, e così Il falconiere di Pietro Ardena, che per alcuni decenni dell'Ottocento passarono di trionfo in trionfo in tutti i teatri italiani, ma fecero dire ad un critico, l’arguto Yorick, che coi lavori del Marenco «il teatro divenne un nido di tortorelle e di colombi, il linguaggio poetico si ridusse a un continuo ro-

tondeggiare di sonetti e di madrigali, e sulle tavole del palcosci nico ebbe vita un formicolaio

Teobaldo Ciconi, l'autore dei « Garibaldini » e di ‘« Troppo tardi!».

di drammi,

pargoletti piccinini

tutti pieni d'amorini». Ed eccoci a Pietro Cossa poeta non più romantico, ma piuttosto realista-borghese (il Croce lo chiama un «gregario del verismo»), amante della patria e della libertà, ma senza scalmanarsi, della libertà religiosa, ma senza eccessivo entusiasmo, esaltatore dell’eroismo e delle virtù civiche, ma senza proporsele

come imperativi categorici. Scrisse molti drammi storici; ma uno

solo di soggetto e tono patriottico: I Napoletani del 1799, di cui

già si è fatto cenno: dramma

che

tevole

estremi

descrive potenza

con

no-

scenica

gli

della

li-

momenti

Flavio Andò, l'ultimo grande attore romantico dell'Ottocento, nella parte del Conte Vitaliano di « Romanticismo »di Gerolamo Rovetta.

bertà partenopea, sommer-

sa

in mezzo

alla pazza

gioia dei lazzaroni, le stragi orrende a cui essi si abbandonano, le violenze, i tradimenti e i raggiri della ignobile cricca del vincitore di Abukir, e la serena, rassegnata e dolce sofferenza dei. patriotti, In

questo dramma s'intravedono veramente, attraverso l’incomposto tumulto degli avvenimenti discorsi, le future

e dei riven-

dicazioni dei patriotti e la prossima

resurrezione del-

ponendo

‘una

l'Italia. Ed eccoci, infine, a Giuseppe Giacosa, il versatile ‘autore piemontese che cominciò dopo il ’70 la sua attività da romantico com-

Gerolamo Rovetta che con « Romanticismo » Ghiuse il ciclo dei drammi patriottici dell’ "800.

collana

di

drammi e drammetti in cui, per dirla col Carducci, era confettato in poesia un ‘medioevo falso e convenzio-male; ma che aveva tutti

i coefficienti per interessare ed entusiasmare

le no»

e

potentemente, a divulgare il concetto della libertà, ‘a mantenere accesi gli spiriti nell'amor patrio, a ridestare l'orgoglio delle grandi virtù italiche, a credere nei propri destini e a prepararsi alla lotta con spirito di rinuncia e di sacrificio. Il teatro storicopatriottico dell'Ottocento produsse quel fenomeno di piena e rapida comunione tra palcoscenico e platea che oggi, con gergo sportivo, si usa chiamare tifo. Dunque, ebbe mezzi efficaci d'espressione, fu un teatro teatrale e raggiunse uno scopo: alto e nobilissimo. Chissà che in un domani non lontano, nel nuovo clima creato dal Fascismo e dall'attuale guerra, non si torni, con nuova sensibilità, ad un teatro che esalti aricora, in forme diverse, le folle; ad un teatro che abbia la sua ispirazione nelle grandi vicende e nelle grandi passioni della Nazione. Cioè, ad un grande teatro storico attuale.

«La partita a scacchi» di Giuseppe Giacosa, nella interprei tazione di Adelaide Tesero, Salvadori, Bertini, Francesco Ariale e la Bergonzio, al Folitenma ‘di. Genoa cai 1873.

340


Gar

Sotto: la nuova chiesa di e San Luigi sorta per» a‘dareCampouna Tizzoro. propia + parrocchia agli abitam de Ciro diete Rare Fercalictto Curio: Guasio Merdhett. n°

Qua voluto dal è Palepeio cre

Giorno DI PRESTA A CAMPO TIZZORO evole valle del Rio Rubro ‘vomo che col suo autarchico calesse per questa in ver dirmi un trat: mi conduce verso Campo Tizzoro, si volge a Sembra la chioce ia coi pulcini intorno. L — Ecco, la chiesa nuova è quella lassù. implice e bonario che col suo parlare un po' Vero. Codesto uomo di aspetto s

|

cantato di toscano puro ha accompagna sa di Campo Ti guagli, ha avuto un'immagine felice: la nuova chiesi chioccia coi pulcini intorno, bianche Le fanno corona, sparse qua e là, le casette roppo dal tem esse temano di st e pare quasi, nel verde circostante, che a cercare questo nome nche sulla cristiano. Questo è Campo Tizzoro. Se si andasse ri. difficilmente si troverebbe, ché questo più minuziosa e compiuta carta geografica sn pochi pistoiese, delle piante sulla montagna dente paesino è sorto tra la guardiaquattromila si dice popolazione, ria ne RUS nucleo anni. Oggi la popolazione è di circa legge, meglio abitanti: questo la per andrebbe i questi fosse questa parola voluta dalla giungono da un'unica fonte. Chi sor essi cui il benessere e i mezzi di viverel'attività dell'operaio con quella del rurale? Sono Metallurgica tavoratori che bene sommano Società de industriale: azienda grande una di dipendenti questa fraquasi tutti addietro per capire come sorgesse anni parecchi a risalire © maestosa la Italiana. Bisogna e dalla rievocazione balza subito nella tendeva la vita non zione di San Marcello Pistoiese, Orlando, Cavaliere del Lavoro, riochein resse, ma come una figura di un uomo, di Luigi gere unicamente nel prc sv da re di Campo Tizzoro come un gioco egoistico sé e per gli altri. Non si può p lavoratore tenace ed indoverosa fatica da compiere per Luigi Orlando che f Senza mettere nella viva luce che merita tecnic inerenti alla sua non soltanto dei problemi pere lero si volse nssisuo il tegro, che fu studioso di appassionato queste A sociali. questioni vaste sono molti anni che industria. ma anche principî di giustizia e di umanicoloso per il buon vivere del duo e sempre informato a volle vedere alcunché di mir di altri Luigi Orlando con in certe teorie fordiane si di stabilire che assai prima per i suol lavora» seppe lavoratori; ora vale la pena pregio, alto più conferisce i quella sua modestia che all’ingegno e duraturo. profondo fin dal 1502, tori creare un benessere della Metallurgica Italiana erano preso proprie dire Luigi Orlando che aveva ale tut dedicò industri azienda grande alla Metallurgica della sviluppo Lo stirpe. sua della Salui Tizzoro, Campo di menti stabili piantare gli di aver tetto presso per le maestranze Orlando ben scarse le possibilità program gettò le basi di un paese che potesse mi Luigi bee e con precisi


Nel giorno della cerimonia per la consacrazione della nuova chiesa di Santa Barbara e San Luigi a Campo Tizzoro. - Qui sopra le autorità e gli invitati alla l'interno del tempio durante la consacrazione celebrata dal Vescovo di Pistoia e Prato

raccogliere nelle sue case la grande famiglia operaia che lavorava alle sue dipendenze. Quando Luigi Orlando non fu più, l'opera da lui iniziata fu continuata da suo figlio Salvatore Orlando intelligente continuatore dell'opera paterna, che ancor oggi è alla testa del’ grande organismo industriale, Ecco come sorse quel centro operoso ch'è oggi Campo Tizzoro. Nell’ampio piazzale sul quale il sole si distende come un gran drappo d'oro, di Santa

Barbara

si leva con linee semplici e armoniose

quale

la concepì

la chiesa chitetto

Carlo Ottavio Marchetti cui non fu dalla Volontà Divina concessa la gioia di vedere la chiesa affollata di fedeli. All’interno, quando io vi entro, spiccano sulle grandi vetrate in una solenne armonia di colori le figure sacre di San Francesco d'Assisi e di Santa Caterina da Siena. Il tempio ha, pur nel fresco dei suoi marmi, nel nuovo dei suoi confessioriali, nella lucentezza delle canne del grande organo, la raccolta severi di un luogo dove gli spiriti devono convenire per purificarsi nella preghiera. È Ja chiesa che Luigi Orlando, nel suo amore cristiano, nella sua fede salda sognò in vita come la parrocchia di Campo Tizzoro. La parrocchia: noi spesso pronunciamo questa parola senza troppo ricordarci dell'importanza morale oltre che religiosa di una parrocchia, di un tempio vale a dire che in una riunione di umane creature esercita l'altissimo compito di guidare e amministrare anime. Luigi Orlando la cui esperienza nasceva dal con-

cerimonia. - In alto

tinuo contatto con uomini non sempn di accogliere nella mente rozza il pen siero di Dio, non sempre preparati dalla Chiesa e dalla scuola a sopportare le asperità della vita, ebbe, come sogno che lo accompagnò fino al trapasso, il sorgere di una par rocchia di Campo Tizzoro. Egli sapeva, nella sua mente illuminata, quanto bene una parrocchia avrebbe arrecato al paese, quante unioni avrebbe benedetto e quante nasci te; egli sapeva che la parrocchia, davvero come la chioccia coi suoi pulcini, avrebbe ben mantenuto la coesione di ogni nucleo famigliare e provveduto al sostentamento degli spiriti non meno necessario dì quello dei corpi Salvatore Orlando, il figliolo del grande capitano d'industria, continuò l'opera paterna con amorosa tenacia, ben coadiuvato dalla gentile signora Jetta Orlando, e la mèta fu raggiunta. Pochi giorni prima del mio giungere a Campo Tizzoro la parrocchia è stata consacrata dal Vescovo di Pistoia e Prato con una suggestiva e solenne cerimonia, poi festeggiata con un grande concerto di musica sacra. Giorno di gran giubilo questo, mi si è detto, per l’industre. paese che molti chiamano il «Villaggio Orlando ».Vi erano convenuti tutti i membri della famiglia Orlando e i dirigenti della Metallurgica Italiana a ricevere il Prefetto di Pistoia, il Vescovo di Pistoia e Prato e le Autorità. Dopo la consacrazione del tempio, il concerto pel quale i compagni operai degli stabilimenti di Livorno, cantori di riconosciuta fama, avevano prestato l'arte loro.


Il Prefetto di

signora Jetta Oi

(in omaggio a Colui che la Adesso la chiesa di Santa Barbara e San Luigi e non soltanto come un tempio di fede m la volle) è qui davanti ai miei diocchi volontà e d'ami

pare, ma come un monumento raggio di sole che trapela da Vi siamo in tre: io, una vecchina e un bimbo. Un paffuto del fanciullo una vetrata sfiora il capo canuto della vecchia e Il visetto Da. gregge a pascolare nel verde Fuori, le case di Campo Tizzoro sono un piccolo subito gli s lol vedere nell'interno, oltre le finestre aperte l'occhio indis sonoqueal lavoro Gli uomini e | figlioli ‘pira per tivela l'ordine e il nitore di queste abitazioni! nello stabilimento mentre le mogli e le madri badano alla mo voler

me Quando lascio Campo Tizzoro, già il solevane piomba Ban'ileraiiia. ciclo dbaMelia al cimalas | Seeiniciibiosi daria de sa ch mi Siad tiumiso > pearl ge parta

vermentgoo

serenità.

di

i presenta

tutt

Eppure

semplice

alcun Mfacolo. Gli è che questo villag:

e

naturale

paria

9

°

le pre perfettamente organizzato se ondo Metal operai della tive di Salvatore Orlando, Qui gli lie nu sposano, costitui: lurgica crescono, si dall'asilo, vanno questi figlioli. he di

alla scuola professionale per poi nsioni per le della risultano meglio disposti, delle maestranze famig tallurgica Italiana. È così che nella il grande figlio pre

scuola elem

entrare a far parte, con quelle operaia

Tizzoro

Campo

di

sovente

posto del padre quando questi dopo

ann

venticinque

di lavoro fedele e disciplinato percepisce la pensioni che l'azienda gli assegna. Anche a starci, com è capitato, poche ore in questo felice avverte che l'armonia vi regna n i monti intor come il verde ammanta i declivi di rado gli abitanti no. Voglio credere che desiderio di muo Campo Tizzoro sentano il 0 a Lucca a qui per una corsa a Pistoi vorno.

ambini

na,

Per i giovani scuole

nde

vi sono campi

costruite

agrarie

dall:

vi sono,

per

sportivi,

Metallurgica

perché

1

nell'operaio r

n basta si estingua l'amore alla terra sociale, tutta impr sta perfetta organizzazione ta alle norme fasciste che come tun antesigni feconde con mo rese figlio il che e intuì Luigi Orlando vi sono spacci di viver dernità e larghezza di vedute, ben nutrire sé stess che permettono all'operaio di e medicinali, vi è tu la sua famiglia, vi è medico e mc quel che occorre per una perfetta salute fisica le, dalla Casa del Fascio, alla parrocchia, alla pales

prim

quer r mbra di dsentir scoppiare un applausc nel mio cuore.

Se

un'aria

a ch, la chiesa que torio

Domenica prussima

veduto dalla Via Modenese. -Sotto a sinistra e sie di Cempoll Tiazoro, refettorio della scuole e la palestra. è destra:

MONTANELLI


344

UOMINI

DONNE

E FANTASMI

Mostri, BELLE DONNE E MILIONI SULLO SCHERMO ento di milionî, Il figlio di Frankenstein, La grande avventura, il passato che torna... Quanto a titoli il cinema non scherza. I più reputati

« appendicisti » che sarebbero poi i santi padri

di certo cinema romanzesco e romantico, non riuscirono mai ad inventarne di altrettanto belli e sonori. Comunque l'occhio, in questi ventilati giorni di fine agosto, si posa su codesti titoli, divertito e contento. Non c'è, se mai, che l'imbarazzo della scelta. Ma per il cronista la cosa è diversa. Per il cronista tutti i titoli sono uguali, già che a lui corre l'obbligo di vedere i film per riferirne, bene o male, ai suoi lettori... Al cronista non è dato di scegliere, di soffermarsi sulla soglia del cinematografo con l'aria imbarazzata del passante a cui si legge chiaramente in faccia l'interna domanda: entro o non entro? Questo del cronista può sembrare un privilegio, ma se ci pensate bene vedrete che si tratta di un privilegio pochissimo invidiabile...

Tant'è:

Un'inquadratura del film «Il figlio di Frankenstein» che passa in questi giorni sul. nostri schermi. Le parti principali sono affidate a Basil Rathbone, Boris Karlof e Bela Lugosi. - Una scena di « Vento di milioni »con Armando Falconi, inati e Vivi Gioi, Regia di Dino Fi'alconi.

riprendendo queste cronache dopo due settimane di silenzio,

non vi dico quale sia il mio stato d'animo, Lo indovinerete, pensando che fino a tre 0 quattro giorni fa mi trovavo in una campagna fiorita e lontana da ogni centro abitato. In una campagna dove la sera si va a letto con i polli e la mattina ci si alza col primo pispillare dei passe-

rotti sotto la gronda, Laggiù, niente cinematografo. Il ragazzotto che vi accompagna a caccia non ba mai visto, pensate, un film, non ha mai sentito nemmeno nominare Greta Garbo, E gode lo stesso di ottima salute: dorme come un ghiro, mangia come un lupo, è felice come una lodola. Laggiù l'unico spettacolo è quello offerto dalla natura, che mu-

ta e varia ad ogni passo. Di giorno, ci sono quei prati e campi intorno, distesi beatamente al sole, e quelle colline un po' più lontane sulle quali si arrampicano i teneri e diritti filari delle viti; di notte, il cielo così folto di stelle che, a guardarlo appena un attimo, ti senti afferrare da un'indicibile commozione e da un ineffabile stordimento...

Potete dunque immaginare con che animo, dopo qualche giorno di

quella vita, io abbia varcato la soglia di un cinematografo. Potete immaginare con che animo abbia seguito le avventure, ad esempio, di

quel fastidioso mostro che sì chiama Frankenstein, la cui parentela incomincia

a diventare

un

tantino invadente.

Vì ricorderete

infatti che

non sono passati molti mesi da quando si vide « La moglie di Frankenstein». Ed ora ecco il figlio. E state pur certi che il nipote è per la strada... Mi sembra di avervi già detto che non ho alcuna simpatia per i mostri truccati e imbellettati dello schermo. Non mi spaventano e mi fanno sorridere, Ma se non ho simpatia pet quei mostri tanto meno ne ho per coloro che li incarnano. Non mi hanno mai commosso i virtuosismi di quel maestro del trucco che fu il povero Lon Chaney;

figuratevi

se mi

commuovono

quelli,

non altrettanto

geniali, del suo

discepolo Boris Karloff. Il quale mi è sempre parso un mediocre attore e un meno che mediocre artista dello spavento. Forse sono ingiusto, ma

non ho potuto mai vincere l'antipatia ispiratami da questo epigone uggioso e stralunato, con una fissità, nello sguardo, da finto inatto e senza alcun accento che lo riveli, un attimo solo, personalmente convinto di quello che fa. Forse sono ingiusto, ma vorrei che Boris Karloff

e quei film dov'egli agisce, poveri quasi sempre d'invenzione e tenuti su con gli s-illi, un vento di tempesta se li portasse via e non se ne

sentisse pariare mai più... Un mostro e una bella donna, I misogini, i filosofi scontenti e i predicatori apocalittici dicono che non c'è molta diversità un mostro e, scusatemi, una

tra

bella donna e che entrambi tengono del diabolico piutto-

sto che del divino o dell'umano, Sia come sia, i miei occhi, sconfortati dalla visione di Boris Karloff e del suo mostruoso Frankenstein, si sono alquanto rallegrati posandosi sul dolce e austero sembiante di Lil Dagover, caro ricordo di anni passati, caro ricordo e luminosa immagine di tempi felici, riapparsa in un film di Fritz Kirchoff, Il passato che torna, dove una vecchia e romantica situazione è rinfrescata da una regìa avveduta e robusta e dalla presenza di un attore di singolare personalità, quale Peter Peterson. Lil Dagover ha gli anni che dimostra e dello splendore di un tempo

non le restano se non gli occhi, grandi e pensosi. Costretta in Una parte quasi tutta passiva, ella ha qui certe fissità di sguardo, certe immobilità di statua, le quali tengono piuttosto di una studiata composizione che dell’improvviso di un'estrosa e mossa crea-

zione. Tuttavia quel suo modo di muoversi e di atteggiarsi porta ancora il segno di una

straordinaria nobiltà e signorilità, Ed è per quel segno, sempre più raro oggi, che qui si rende il dovuto onore a questa ormai stanca e un po’ appassita signora dello schermo.

prima prova di regista con ansia, ma con ansia vera, Perché speravo che da te, dal tuo ingegno, dalla tua capacità ed esperienza, fosse per venire al nostro cinema qualcosa di nuovo e di bello. Tu sei un artista e quindi hai diritto alla mia stima ma

in quanto

tale non

puoi sottrarti

alla mia

severità,

Se tu fossi un mestierante

qualsiasi ti avrei sbrigato în quattro e quattr’otto. Ma coi con te il discorso, se non lungo, vuole essere cauto “e pieno di circospezione. Il cinema ha e avrà “sempre bisogno di ingegni come il tuo e per ciò se codesti ingegni li scoraggiassimo sin dall'inizio commetteremmo non solo una cattiva azione, ma un'azione contraria all'interesse della cosa che ora ci sta a cuore. Lungi dunque da me l'intenzione di scoraggiarti, caro Falconi. Hai incominciato e vai pure avanti. Sono certo che col tempo riuscirai a darci un film degno delle tue capacità e del tuo ingegno. E allora mi vedrai in prima fila ad applaudirti di vero cuore. Ma, nell'attesa, permettimi ti dica, caro Dino, che io al posto tuo avrei dato di frego a Vento di milioni e lo avrei ripensato e rifatto da capo. Con questo non voglio dire che, così com'è, quel film,

bene o male, non stia in piedi In piedi sta e, ancorché stentatamente

mente,

cammina;

ma

con

quali puntelli

non

c'è bisogno

te lo dica

e confusa-

io, essendo-

tene di certo accorto tu stesso. Ma da te, scusami, io non mi aspettavo (ti avrei

Ea eccomi, caro Dino Falconi, da te. Tu sai quanto ti voglio bene e non da oggi, ma da anni, Quando, e mi accade spesso, io ricerco e rivivo con la memoria il «tempo perduto», nel buio che s'illumina ritrovo nitidissime quelle lontane serate fiorentine, trascorse, in un'ospitale casa di amici, ‘insieme a te e alla tua buona, grande mamma. Tu allora non pensavi al cinematografo e forse un po' lo spregiavi, essendo tutto infuocato, invece, dall'amore per il teatro. Non pensavi al cinematografo e neanch'io, vedi, avrei mai potuto immaginare che, a tanta distanza di anni, ci saremmo ritrovati tu regista e io critico cinematografico; tu da quella parte ed io da quest'altra, con una siepe nel mezzo che ci divide e ci impedisce di prenderci a braccetto, come una volta. E tu devi credermi se ti dico che mai mi sono sentito nell'imbarazzo come ora che devo giudicare un film immaginato, sceneggiato e diretto da te, caro Dino. Preferirei, credimi, non essere a questo posto e prendendoti, come una volta, a braccetto, vorrei dirti: — parliamo d'altro; parliamo, se vuoi, del nostro non dimifigticato teatro. — Ma già che la provvidenza ha voluto altrimenti,

facciamo finta, caro Dino, che quella siepe — io di qua tu di là — fra noi non esista e saltiamola a piè pari e venendoci rispettivamente incontro a mani tese, guardia: moci bene negli:occhi. To ti ‘attendevo, anche di questo non devi dubitare, alla tua

fatto torto), un film claudicante, ma un film che camminasse diritto e spedito; un film rigoroso e intelligente al posto di un film cincischiato e pieno di reminiscenze (da Charlot a Clair, te le potrei indicare una per una), male concepito e peggio svolto. Tu hai voluto fare una satira di certi ambienti e costumi, soprattutto stranieri, che

oramai appartengono a un mondo distrutto o in via di distruzione. Nobile proposito.

Ma una satira, vedi, o anche una semplice caricatura, suppongono un ardore moralistico o un acceso spirito di polemica che nel tuo film non c'è. Tu ti sei tenuto beatamente alla superficie, pago

di far muovere

i tuoi fantocci

con

una

certa comicità

farsesca tutta esterna e comunale. Tu hai voluto divertirci con quattro spiritose scenette messe insieme alla brava. Ci sei riuscito? A giudicare dalle risate del pubblico

direi di sì. Ma io che non mi sono affatto divertito, riscusami, a Vento di milioni, avrei voluto da te ben altro. Almeno

(in fondo, come vedi, mi contento di poco), che fallito

l'intento satirico e miseramente naufragato lo spirito caricaturale, tu avessi tenuto d'occhio e qua e là frenato, corretto e irrobustito l'invadenza, il gigionismo e la sfiaccolata recitazione dei tuoi interpreti, che non nomino per non aggiungere dispiacere a dispiacere. Ma sarà per un'altra volta. Sono sicuro che ti prenderai presto una bella rivincita. Ed è con questa sicurezza che affettuosamente ti saluto. ADOLFO FRANCI


CRONACHE PER TUTTE LE RUOTE Signori, voglio mettervi al corrente di quanto accade în questo basso mondo. Nemico della critica opprimente. che d'ogni cosa vuol toccare il fondo, vi dirò tutto in rapide battute, senza guastarvi Il sangue e la salute.

Londra dà in fitto, con un buon ribasso, varie località dell'emisfero occidentale... £ appena il primo passo su tutte le colonie dell'Impero ormai s'impone - e il pubblico lo invoca un cartello simbolico: « Si loca » Dalton, ministro inglese (oh che ottimismo!) canta vittorie senza alcun pudore. Si sa che in generale il daltonismo non fa veder che un unico colore, il che ci spiega subito ogni cosa il signor Dalton vede tutto rosa Il popolo di Londra è più tranquillo, perché la City nella nebbia è immersa. Ora capisco anch'io perché Ciurcillo quella tranquillità non l'ha mai persa infatti, come tutti avran notato, il suo cervello è sempre un po' anneb[biato, Sir Arcibaldo Sinclair (col pensiero) ben presto invaderà Roma e Berlino risalendo il Danubio dat Mar Nero e il Tevere fatal da Fiumicino. Niente di strano se ci chiederemo: * ma quello è un Arcibaldo o un arciscemo?

Londra Na colonie ancora in abbondanza Cooper ha detto con parola acuta € la Terra del Sdmali, in sostanze, è l'unica colonia che ha perdute. E Francia, e Belgio, e simili paesi non eran forse già colonie inglesi”. Ha dichiarato Churchill che i famosi scopi di guerra, tanto sbandierati dal laburisti arcigni e caviliosi sono argomenti troppo superati perché il pubblico ancor se li selroppi. Adesso, aLondra, parlano gli... scoppi! Per poche dracme, in Grecia, un vil sicario ha fatto un altro martire albanese; poiché un giusto castigo è necessario, il panico dilaga in quel paese. La garanzia di Londra è problematica, per cui le situazione è assai... drecmatica! L'agricoltore Pietro Garbarino, per incassare l'assicurazione. & Terzo d'Acqui, incendia un suo villino minacciando un disastro. Ora è in prigione, mentre l'autor d'un simile sinistro, a Londra, lo farebbero ministro. Mentre ritorna in tandem a Milano da una gita sull'Arda — a Fiorenzuola — un giovane dottore (il caso è strano) vede un fantarma e perde la parola era forse il fantasma d'un malato che alle sce cure un di venne affidato. Quel caso non è nuovo, Ultimamente una donna dal tandem è caduta presso Viareggio: non s'è fatta niente, ma per un giorno o due rimase muta. So già, lettore, che un'idea fi coglie domani compri un tandem a tus moglie

IL GIUDIZIO del GRANDE

=ISCHIROGENO cISCHIROGENO È UTILE ANCHE AI SANI

Genova, 7 novembre 1930 XVII Caro Comm.

Battista

controllato

aver

quello

che

nella

ho veduto

casistica

mia, questo posso ora dirVi a complemento di quanto Vi ho detto tre anni addietro. L'uso continuato del Vostro ISCHIROGENO mi ha Dopo

dimostrato che esso

come

ha un grande valore

tonico

stati morbosi, ma che è del pari grandemente

in vari

utile

nei soggetti sami quile mezzo attivo nel mantenere la resistenza organica così necessaria per prevenire o checom-di desiderabile battere utilmente ogni malattia. Sarebbe questa proprietà tenessero conto i Medici nel loro esercizio. VÌ saluto caramente. Senatore EDOARDO MARAGLIANO Protessore Emerito di Clinica Medica nella R. Università di Genova

insigne L'autorevole parola del Sommo Maragliano, il ClinicoOGENO

Gl'Inglesi hanno scovato un obiettivo, fra vecchie querci diffondendo il panico; il mausoleo di Bismarck... E il motivo? Voglion privare il popolo germanico delle materie prime, e, se non erro, il sommo Cancelliere era... di ferro!

di fama europea, non lascia dubbio che l'ISCHIR il primato come ricostituente.

leve preferire nei casi di neurastenia, anomia,

clorosi,

cefal

Agisce Secondo una statistica, che_ studia la nostra attività universitaria. la nuova gioventù vieppiù ripudia la bella Facoltà veterinario. compiaciute, Credete che le bestie, — Tutta salute! si diranno così:

che re Giorgio, di nascosto S'apprende è tanto; s'è squagliato da Londra, or non disposto è ma non importa:più, il pubblico senza rimpianto vederlo aJl non male è che perfino il suo ritratto (leggi sterlina) è molto... rarefatto. a, a quanto a pare. Quest'anno l'Inghilterr non espone Smirne; dato il. . maltempoil, fatto di Mare € dopo, a eopartenon vuol che più sentirne. Mediterran quei Tedeschi che non hanno sosta, con lo stesso, poveraccia, è così... esposta

SCIENZIATO

Prof. Sen. EDOARDO MARAGLIANO

Al Trofeo femminile natatorio donne già si sono iscritte. settanta fon è davvero un numero irrisorio, sconfitte, 2 Certo vi sarandire: molte nel tenersi @palla. Md ‘non vuol ia donna d'oggi ha un'arte che non falla tristanChurchill ha detto — oh ll vecchio{zuolo! pericolo è passato. che per Londra è ilstata rasa al suolo. Marsa Matruk to... è termina Ed il mese d'agostoe mano al portafogli Meriti, inin gamba vista: tornano le mogli Disastri

ALBERTO CAVALIERE (Disegni di Guareschi)

di malaria, lattie acute

spossatezza, d'influenza ed Infettive

ed in

dispepsia

atonica.

le convalescenze

di ma.

inappetenza,

energicamente

tutte

nei postumi delle febbri

dal Sì prende a cucchiai prima del pasti. E' usato anchetezza, Nella spo: diabetici, perchè non contiene zucchero. comunque prodotta, ridona le forze. Chi ne fa uso tutto l'anno mese. può sospendere la cura per una settimana dopo ogni

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(Continuazione Sport) * Tennis. I direttorii di zona sono stati invitati a segnalare i nominativi del giuocatori e delle giuocatrici di età inferiore ai 18 anni ritenuti meritevoli di parteci» pare alla prima serie di allenamenti collegiali di terza categoria che avranno luogo. sotto la guida dei migliori allenatori italiani, nei giorni dal 12 al 23 settembre a Trieste, Alessandria, Firenze e Napoli, * Varie. Un’ardua ascensione è stata compiuta il 18 e 19 agosto nel gruppo del Rosa da due ufficiali del 3 Alpini entrambi appartenenti al C.A.I, di Torino, il ten. E. Adami e il ten. A, Cicogna. Partiti dal Rifugio Zamboni (m. 2070) i due ufficiali hanno bivaccato su una morena a destra del ghiacciaio del Rosa: Ripreso il cammino alle 2 del mattino e superato faticosamente un canalone di 800 metri, alle 21 giunsero sotto una barriera di seracchi strapiombanti. Approfittando della luna, Adami e Cicogna decidevano di proseguire e dopo avere attraversato difficilissimi canali ghiacciati (un solo tratto di 150 metri richiese un duro cammino di otto ore) raggiungevano la vetta alle 7,30, con un complesso di 30 ore di ininterrotta scalata.

ATTUALITA' SCIENTIFICA * Si è accennato agli studi effettuati in Germania sul motore, alimentato direttamente con polvere di carbone ed è comprensibile la curiosità suscitata negli ambienti tecnici e profani da tale notizia, tanto più che sembra vi sia la possibilità di bruciare direttamente nel cilindro anche atri prodotti organici sufficientemente ridotti in fine sud divisione, quali segatura di legno, pula di riso ecc. Come è evidente, la difficoltà da risolvere risiedeva principalmente nel sistema di alimentazione, in quanto ad esso sì richiedeva la possibilità di funzionare senza bisogno di molta sorveglianza, e soprattutto senza guastarsi con troppa frequenza. È noto che in un motore industriale vi è

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Ml cosidetto regolatore che funziona in base alle variazioni del numero del giri. così da dosare la quantità di combustibile inviato nel cilindro: così, se il motore tende ad aumentare il suo regime per effetto di diminuito ci rico, il regolatore decrementa la portata della pompa del combustibile ed il motore scema i suol giri, ragion per cui il regolatore invia maggior quantitativo di combustibile, da cui deriva un incremento di regime, e con suegessive oscillazioni di tal genere, si raggiunge la stabili zazione della velocità. Ciò abblamo voluto dire per far

hanno dovuto affrontare. Essenzialmente, tale dispositivo funziona coll'ausilio dell'aria compressa che trascina la polvere (già dosata) nel cilindro, prendendoia da una sorta di anticamera nella quale essa scende da apposita tramoggia attraverso una valvola che dosa appunto il quantitativo di polvere che passa, in relazione alla durata della sua apertura. Or dunque l'aria compressa trascina la polvere nel cilindro, e qui essa brucia dato che l'aria si trova ad alta temperatura per effetto della forte pressione raggiunta durante la precedente corsa di compressione: per aumentare il tempo lasciato a disposizione alla polvere combustibile onde riscaldarsi, si è tentato con successo il sistema di convogliaria nella precamera (piccola camera in diretta comunicazione — attraverso una strozzatura — colla camera di combustione principale) durante la corsa di aspirazione, così da essere sempre a continuo contatto coll’aria anche durante la compressione, e riscaldarsi gradatamente. Molto fastidioso è stato fl problema dell'usura degli organi metallici esposti all'azione della polvere e basta pensare che bruciando 10 kg. di polvere dicarbone (e con tale quantitativo si fa funzionare un motore da 20 CV per un palo d'ore) si originano almeno 600 grammi di ceneri che a lungo andare ingorgano le scanalature

delle fasce elastiche ed incollano le fasce stesse, ragion per cui si dovette studiare un acconcio sistema atio a por fine ad ogni pericolo. Si provarono vari sistemi, anche un lavaggio semi-continuo con liquidi ed un soffaggio intenso ad aria compressa, ma i risultati non furono come si desiderava, ed è interessante citare che già mezzo secolo prima, il dott. Diesel nelle sue memorie lasciò scritto che la questione più interessante da risolvere doveva appunto esser questa, poiché un motore avrebbe potuto essere congegnato bene fin che si vuole, ma se l'usura dovuta alle ceneri non può essere eliminata, Il motore non può essere apprezzato in pratica come si merita. In conelusione si è visto che sistemi acconci non ne esistevano @ si è finito col dare la massima attenzione ai materiali adoperati, soffermandosi in modo particolare sull'acciaio al molibdeno che nonostante la presenza di polvere nel cilindro porta ad usure paragonabili a quelle che normalmente — cioè col materiali correnti — si hanno nel soliti motori industriali: naturalmente molta attenzione è data anche alla lubrificazione, che deve essere molto abbondante per dilavare continuamente cilindro e stantuffi e disincrostarii. Messo su questa strada, sembra che il pro: blema sia ben risolto: a titolo informativo diremo che il consumo di carbone oscilla fra 280 e 300 grammi di polverino ogni cavallo-ora, cifra molto favorevole se si pensa che nel comuni motori ‘ad iniezione di nafta (e qui il potere calorifico è di 10.000 calorie al chilo) si toccano già 1 200-220 grammi. Ciò conferma a favore del motore a polvere di carbone un maggiore rendimento termico. VITA ECONOMICA E FINANZIARIA * La produzione dello zucchero in Italia. Con un Decreto Ministeriale è stato fatto obbligo alle fabbriche che trasformano le barbabietole in zucchero e in alcole, da destinare le barbabietole della campagna 1940-41 ‘alla produzione di q. 4 milioni 450 mila di zucchero (oltre 50.000 q.li di zucchero da ottenersi dal melasso per baritazione) e tutti i rimanenti quantitativi di barbabietole alla produzione di alcole. I 4.500.000 quintali di zucchero che saranno prodotti nella campagna 1940-41, dovranno essere messi in commercio per il 40 per cento come zucchero cristallino e per il 60 per cento come zucchero raffinato (semolato, pilé, biondo). Le fabbriche non potranno nell'annata 1940-41 produrre tipi di zucchero diversi da quelli sopra indicati. La Confederazione Fascista Industriali ripartirà Ja produzione delle diverse qualità di zucchero tra le fabbriche interessate. Il Melasso, che sarà prodotto nella campagna 1940-41, dalla Javorazione delle barbabietole. dovrà essere destinato come segue: a) per q.li 375.000 a disposizione del Ministro della Guerra, per la produzione dei mangimi: pet qli 200.000 alla produzione del lievito; per q.li 120.000 al'a boritazione: per q.li 250.000 agli altri usi per i quali nel


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che 1" italiana saprà affrontare e superare i complessi emi e) ni quando nel nuovo ordine l'Impero Fascista Reich Germanico alla funzione di centro sulla esportazione verso 1 della benzina Avio ha fatto cadere le ulindustriali del petrolio ternazionale. rallelamente l'Europa non mostra al più im* La prod:luzione mondiale delle più portanti fibre tessili. Secondo le più re- volontà di acquistare | prodotti americani

Una interessante lettera all’ Istituto Nazionale delle Assicurazioni oni la seÈ pervenuta all'Istituto Nazionale delle Assicurazi guente lettera:

Spett. Istituto Nazionale delle Assicurazioni ROMA Direzione Generale

«Sono il fortunato possessore della polizza n. 1.520.007 vin-

Tesoro Serie « cente il premio di L. 1.000.000 per il Buono del « B. n. 1.418.196 estratto il 15 corrente.

L'apparato

«ora il sottoscritto, nel novero dei milionari « Prego volermi comunicare se e quali modalità « guîre per entrare in possesso. del premio.

lavoro della natura. Se si considera che il continuo fluire del sangue attraverso i reni, per esservi purificato, raggiunge entro le 24 ore.l'imponente massa di 500 litri, si può facilmente. considerare quanto questi organi siario importanti. Però in essi,

con « Sono infinitamente grato a codesto Spett. Istituto che «la sua forma di sottosc izione a pagamento rateale ha fatto entra «sì che pure i modesti lavoratori possano entrare, come debbo se-

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CINEMA + Il 21 agosto u. s. sì è riunita in Ricelone la Commissione giudicatrice del « Primo Concorso Cinematografico Riccione»,presieduta dal dott. Frangiotto Pullè, in rappresentanza del dott. Vittorio Mussolini, e composta dal dott. Franco Riganti, dal dott. Rosario Leone, da Federico Pullè, dall'avv. Gaetano Bagalà. Prese in esame le fotografie dei 386 candidati, la Commissione ha invitato a Roma per il provino cinematografico, | sette prescelti dei quali quattro donne e tre uomini. La proclamazione dei premiati avverrà în Riccione durante il corrente mese. + Il regista viennese Gustavo Uckiky gira da qualche settimana una pellicola dal titolo Aspetterò, La sua interprete è Paula Wessely, una delle glorie del teatro e della cinematografia viennese. x» A Berlino negli studi di Johannistahl, Erich Engel gira per conto della Tobis Un vestito azzurro. % Fra breve sarà proiettato a Berlino, la. pellicola girata da Maria-Artur Rabenhalt sulla vita degli acrobati I tre Codonas. Interpreti del film: René Deltgen, Franz Klipstein, Anneliese Reinhold. x Zandonai ha scritto la partitura musicale della pel-

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tivolta da un ingegnere di Como. Il primo progetto di un motoscafo silurante risale al 1906. SÌ trattava di un minuscolo scafo lungo una decina di metri e armato di un siluro. La sua piccolezza, la sua velocità dovevano essere l'unica sua arma difensiva: con. cetto che vediamo adottato anche nell'attuale guerra) Bisogna subito dire però che il progetto non venne attuato: il motore a scoppio era ancora ben lungi dal toccare la perfezione attuale, sicché le qualità nautiche del piccolo scafo apparivano assai problematiche. L'italianissima idea del motoscafo silurante doveva invece avere la sua attuazione e.rivelarsi una delle più felici invenzioni belliche, soltanto nella guerra mondiale. 1 primi Mas entrarono in servizio nel maggio del 1916 nelle basi navali di Venezia e di Grado, che erano le più avanzate e più importanti sentinelle per la guerra marina Nell'Adriatico. Successivamente vennero destinati anche a Brindisi. Loro prima impresa offensiva fu il forzamento del Canale di Fasana. L'esperienza delle prime azioni rese manifesta l'opportunità di sostitulre il motore a scoppio con quello elettrico, per avere una silenziosità assoluta. Furono allora possibili le eroiche gesta per cui i minuscoli scafi, equipaggiati con uomini di grande ardimento e dai nervi d'acciaio, si resero famosi. Inutile ricordare che ai nostri Mas si collegano le leggendarie imprese di Gabriele D'Annunzio, di Costanzo Ciano e di Luigi Rizzo. Un abbonato genovese cl chiede quanti uomini d'equipaggio avevano le tre caravelle di Cristoforo Colombo. Evidentemente il nostro abbonato allude alla Nina, alla Pinta e alla Santa Maria, con le quali il grande ligure salpò da Palos il 3 agosto 1492. Erano centoventi uomini d'equipaggio i quali diedero non poco da fare al loro energico capitano. 1 viaggi successivamente intrapresi da Cristoforo Colombo in America furono tre. È noto che il grande genovese morì in miseria abbandonato dall'imperatore Ferdinando I al quale aveva pure donato un nuovo colossale impero, Fino al 1796 le sue ceneri vennero lasciate nella cattedrale dell'Avana di dove, nel 1898, vennero traspor» tate a Siviglia, Cristoforo Colombo scrisse un diario intorno al suo pri. mo viaggio, pubblicato in francese, poi in spagnolo. In Italia una raccolta completa dei suol scritti venne curata dal Torre nel 1864. Tutte le opere relative a Cristoforo Colombo (Colombiana) vennero pol pubblicate in edizione nazionale nel 1888. Intorno alla psicologia animale (l'argomento interessa un veterinario genovese) esiste un’abbondantissima bibliografia. Argomento formidabile. Le antiche dottrine caldee ed egizie riconoscono agli animali un'intelligenza analoga a quella dell'uomo, Nello stesso modo la pensavano alcuni fiosofi greci, quali Platone e Pitagora, senza contare Diogene il quale — bontà sua — diceva che l'uomo è l’animale più stupido. Aristotile invece attribuisce agli uomini un'anima ragionante, agli ani, mali un'anima sensitiva, Il Medio evo è tutto per gli animali ragionanti. Giordano Bruno nelle sue teorie biologiche attribuisce un’anima perfino al minerali. La grande maggioranza del moderni è incline ad ammettere negli animali vere e proprie qualità intellettive, salvo Descartes il quale enuncia una sua teoria sull'automatismo delle bestie ch'egli considera come macchine perfette, nelle quali la natura agisce secondo la disposizione dei loro organi, allo stesso modo insomma, col quale funziona un orologio. Questa sbrigativa teoria nen è però confortata da alcuna prova, sicché essa appare alquanto arbitraria. Tuttavia anche Buffon, nel suo Discorso sulla natura degli animali, accorda a questi sentimento, coscienza della loro esistenza attuale, capacità d'associazione d'idee, tutto insomma fuorché il pensiero e la riflessione. Ma non è forse !l grande naturalista contraddetto dalla prova, dei fatti e da quanto egli stesso afferma, nella. Storia degli animali a proposito dell'intelligenza delle bestie? San Luigi Gonzaga appartenne alla famiglia dei signori di' Mantova? Questo santo, nato a Castiglione delle Stiviere nel 1568, morto nel 1591 in seguito a febbre infettiva contratta nell'assistere gli appestati, appartenne alla famiglia ducale di Mantova. Fu paggio alla Corte di Filippo Il ed entrò in seguito nel noviziato dei gesuiti a Roma. La sua causa di beatificazione venne promossa nel 1726 da Benedetto XIII.

VERSATO

160.000.000 1940-XVIII

licola Tobls-Itala Film Musica di sogno. Questa produzione italo-tedesca è interamente girata e sarà presentata fra qualche giorno. Beniamino Gigli e Kirsten Heiberg sono 1principali protagonisti. * Herbert Maisch, che fu ll regista della pellicola «D HI 88» è stato incaricato d'inscenare un grande: film sulla vita di Federico Schiller. Il titolo provvisorio di questo lavoro è Ribelli. Fra gli interpreti già scritturati, st può citare Friedrich Kayssier, Sybille Schmitz e Werner Krauss. * Il celebre regista viennese Will Forst, ha_ iniziato una pellicola musicale negli studi della Vienna Film per conto della Tobis. Trude Marlen è stata una delle prime interpreti. scritturate. ALL'INSEGNA DEI SETTE SAPIENTI Come gli inglesi sì insediarono a Gibilterra? L'argomento venne: più volte trattato in questi giorni da giornali e riviste. Riassumiamo brevemente i fatti. Gibilterra fu presa nel 1704. dall'ammiraglio Rooke contro ogni buon diritto. Il dominio inglese, secondo Il trattato di Utrecht del 1713, doveva limitarsi alla rocca senza alcun territorio e senza comunicazioni terrestri con le altre parti del reame di Spagna. ‘Questa clausola paradossale venne più volte violata dall'Inghilterra e dalla Spagna. Gli spagnoli, non rassegnandosi all'inqualificabile sopruso, tentarono in più riprese di tornare ìn possesso di quanto era stato loro tolto con la violenza. In tre quarti di secolo la rocca subì quattordici assedi, riusciti vani perché glì. assedianti perdettero sempre di vista il principale fattore per riuscire nell'impresa: quello cioè di assicurarsi Ja padronanza del mare. in modo che gli assediati non potessero venir riforniti per questa via. p Il trattato di Versaglia del 1783, assegnando definitivamente: la rocca contrastata all'usurpatore, codificava questo ignobile atto di pirateria. Come nacquero i nostri gloriosi Mas? La domanda ci è

S. A. ALDO

GARZANTI

Editrice.;


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Piasentini |

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1. Parte essenzial della locomotiva. È di somma efficacia curativa. Ravenna a te, lettor, qui si presenta. diventa. . Tutto, per lui, pian pian frusto un amante. . 1l dubbio che ha nel cuor sempre È nella storia un tempo assai importante. Della cucina il primo condimento, è un vile che fuggì dal reggimento. Tristi passioni. espresse ìn versi alati. A Jui son tutti | sudditi prostrati. AI fin del giorno, inizia la novena. Figura, femminil ultraterrena.

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Così l'anno comincia e invan finisce. Qualunque indigestion cura e guarisoe.

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di primavera agli aliti tepenti.

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(non a premio)

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Corsaro @ mimumadiero: ecco il suo motto. Dal sol cocente fu così ridotto.

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N. 135 di L L. Jves

TI censore, con esse, all'alto tende. I numi delle nordiche leggende

N. 136 di Piero Palazzi

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(a mossa libera)

Appar Pisa così per chi è in viaggio. î della Turandot un personaggio.

Proletto micidial d'uso vietato. Questo cavallo che per sella è usato, è l'8 orizzonta) tutto sconvolto. Un'erba che il sapon surrogn molto. Li sogna invan chi da miseria è affitto.

proprio vuoi saper che cosu è il mondo e di quale sostanza fatto sia, io tidirò ch'è fatto in fondo in fondo

solo di stravaganze e di follia.

l'umil sottoscritto,

Qui si presenta Fende lo spazio ed nl soccorso grida. | Così comincia e termina l'Aida. . Divino emblema Ell'è di purità i Della Campania insiem porto e città. REUNESO suppuasene

Artifex

Indovinello MATA

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Macchiato il nome di nefande gesta, quanti, per te, perdetteroda testa! frase

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Corsaro Biondo

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SOLUZIONI

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della L, 39 in libri, da scegliersi sul catalogo oltre gli otto giorni non Le soluzioni devono essere inviate

dalla data di questo fascicolo.

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PREMI DI NUZIALITA"

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i solutori un premio di Ogni settimana sarà assegnato tra Casa Garzanti.

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SOLUZIONI DEL N. 32 . — 3 Fu-mo. ori —fornitori -nit 1 VestAGLIA. — 2 Fomi-è-di-MI SSIONARIO = que -

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i solutori sarà assegnato, dalla data di questo fascicolo, Fra Senzilmente un premio di L. 30 in libri da scegliersi fra'p

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quelli editi dolla Casa Garzanti.

= Roma.

: Antonietta Venturini - Genova Milano.

Palermo essere lnziate a L'ustrazione Italiana. Via nate del relativo talloncino, arvono

Ailzno, specificando sulla busta la rubrica a cui si riferite

Le soluzioni di tutti i giochi, accompag

ILLUSTRAZIONE

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Soluzione Cruciverba N. 35

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Concorso permanente

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Soluzioni

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Pubblicazioni ricevute

(La Settimane Enigmistica, 1937)

Lasi Settimana aEnigmistica - Settima. 45,

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Brescia - Quindicinale: duta 13 e 27 luglio 1940. Jliustrierte . Settimanale svizzero: n. 27, 28, 29, 30 lu glio 1940. Arbeider Magosinet . Settimanale

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n. 18, 19, 20, 21 maggio; 22. 23, 24, 26 giugno; n, 27. 28, 25, 30 lugilo 1940.

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— TORNEO MONDIALE

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(continuazione).

Ripeto i dati della quarte mano del Torneo Mondiale Olympic e faceto seguire il commento,

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«Nel sordido come nel sensuale la Gulli mette il segno di una

« Caterina Marasca non è un libro pensato, elaborato, scritto

sua originale ingenuità, Il suo sfogo, senza ritegni e tuttavia innocente, ha indiscutibile la forza dell'autenticità »,

con un piano determinato, con uno stile sorvegliato, con la ricerca elettrizzante, ambiziosa di una parola suadente, di una immagine bella, di una frase musicale, armoniosa, ricerca che se

(Corriere della Sera)

Paxrito

cLa figura della Gulli più che rilievo artistico ne cerca un significato polemico, che impone una revisione attenta di molti

aspetti sociali; tuttavia la sua incarnazione poetica, Caterina Maresca, non rimarrà come un esempio pietoso di un naufrago

amano, ma come affermazione di vittoria e di forza, anche se il suo orgoglio disumano contrasta con la carità domestica e si

sviluppa in fiamme di passione travolgente e in tragici gesti ribelli; poiché în questa somma di npparenti contraddizioni sì delinea

il volto

inconfondibile

di una

inquieta

creatura

del

mostro tempo ». {La Sera » Milano) r

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«Caterina

Marasca,

Gusr. Roporro Cenmerto protagonista

del

romanzo

omonimo,

è

riata da una tragica esperienza vissuta © da un fervido e bizzarro intelletto poetico; a ragione un noto critico ha giudicato l'opera

di Giovanna Gulli una delle più palpitanti creazioni del nostro tempo ».

artistiche

(II Veneto » Padova)

«Giovanna. Gulli, la giovanissima calabrese spentasi l'anno scorso a Milano, cì ha lasciato un commovente saggio della sua

fervida operosità con un romanzo; che se non risponde.a tuttì î dogmi» dell’arte, ha tutta Ja fiamma di un forte tormento da espresso în una narrazione implacabilmente vera, tanto vera

sembrare crudele », (Calabria Fascista)

F. R. Fasiani

è tormento è anche, e soprattutto, gioia e ragione d'emere delVartista modestamente, dell’esteta, che così libera e soddi sfa la son personalità; no, Caterina Marasca non ha dato meanche questa consolazione alla piccola autrice; è un libro

«sofferto ». È stato un diario, forse, della giovinetta pensosa e tormentata: un diario dalle pagine così potentemente, così dolo-

rosamente impregnate d'umanità che qualenno un po” compren» sivo, ha suggerito a Giovanna Gall ne un romanzo, Così

è nato Caterina Marasca © se il libro è un crogiuolo di pati.

menti dalla prima all'ultima pagina è un documento così

intimo

di quanto una creatura sensibile, intelligente e orgogliosa riceve în contraccambio dai suoi simili, che ne possono scaturire medi

tazioni e insegnamenti perfino benefici! ». (Corriere di Napoli) «La

trama

della

Caterina

Marasca,

storia

Lausa Nunziata a

tinte

forti,

cupe, di una ragazza povera e altera che arriva nd essere donna di piacere e di lusso, ba clementi, sembra, autobiografici narrati con crudele sincerità, La Gulli caotica e istintiva merita di essere letta Non so se a lei sia mai stata familiare la lettura di

Hamsun, ma certo qualcosa ci riconduce al potente scrittore

nell’odore di fame che traspira dalle esasperate pagine, nella ossessione degli stomachi vuoti, nell'egoismo e nella disperazione

di una famiglia che è a volta a volta oppressa da fatti esteriori, ma crea sempre a se stessa nuovi motivi di destino infelice ».

(La Nazione - Firenze)

Errore ALLopori


Per

SENTITO

DIRE

Gl'Inglesi, finalmente, cominciano a capire Il significato di certi nomi. Per essi. Bab el Mandeb, la famosa strada marittima situata fra la Soma. lia e lo Yemen e che controlla la via delle Indie, era una volta la porta della ricchezza. Effettivamente, il significato di quel nome arabo è Invece

Porta delle Lacrime. Adesso che il Mar Rosso è diventato un passaggio piuttosto infido, sembra che ll comando britannico, per mandare rinforzi in Egitto e in P lestina. hbbia deciso di far passare le sue truppe da Aden attraverso lo Yemen e l’ileggi Ma, n proposito, in Palestina c'è anche il Muro del Pianto. Certi nomi son diventati per l'Impero britannico terribilmente simbolici lungo la via dell'Indie gli restano soltanto la Porta delle Lacrime ed il Muro det Pianto!

Consumato vegetariano in tazze Dentice alla moda di Nizza Fagiolini all'Orientale Bomba

Vino:

BOTTEGA IN

Viviani

Corvo bianco e Barolo vecchio

DEL GHIOTTONE

TEMPO

DI

GUERRA

DENTICE ALLA MODA DI NIZZA. - Anzitutto pulite per bene il è congelato lasciatelo scongelare lasciandolo esposto aldentice, l'aria (mae senon certo mettendolo al sole!). La decongelazione deve avvenire lentamente e progressivamente; perciò ci vogliono parecchie ore. Prima di cuocerlo bisogna metterio sotto il rubinetto dell'acqua dieci minuti. Tritate alcuni funghi, magari coltivati, Corrente ed un paioper dicircacipolle. Mettete a fuoco un tepame contenente olio, e Sersatevi il trito facendolo colorire per bene. Allorché lo dopo vedete pochi donel tegame il dentice affettato. Affogatelo, Fato, mettete Minuti, con abbondante polpa di pomodoro fresco, un mazzetto di basilico, prezzemolo, origano, ed un bicchiere di vino bianco secco. Ravvivate il fuoco, in modo che abbia a cuocere rapidamente. Quando Ul pesce vi parrà cotto e tenero, prendete un pezzo di burro grosso come una noce e manipolatelo con farina. Mettete questa pallottola nel tepame, e mescolate bene tutto col mestolo di legno, affinché il figo diventi vellutato e morbido. All'ultimo momento irrorate con sugo di limone e gettatevi una manciata di prezzemolo trito. FAGIOLINI ALL'ORIENTALE. - 1 ©faglolini » debbono essere cornetti teneri e senza filo. semi, estraendo pelandoli, levando | ‘Preparate anzitutto i pomodori, di pomoin modo da avere della unpolpa l'acqua, e facendoli ridurre, goccio d'olio, ed Condite con sale eoliopepe,d'oliva, doro, densa e saporita. ed altri cinque contenente ‘Mettete a fuoco un tegame la aggiungetevi poi rosolare, Fate intieri. ma pelati © ‘sei pomodori poi agcuocere pochi minuti,di cottura) prima — lasciatetenuti densa balsa preparata già molto indietro lessati (ma giungetevi i fagiolini ed un pugno di prezzemolo e basilico tritato. Versate un filetto d'olio mentre la cottura si completa. sono fagiolini freddi... e piace. si mangiano questicornetto ‘n Egitto, in Tunisia, freddo mon piatto gente il fagiolino unda sostanziono squisiti. Ma a moltamangiarli ed ottimo caldi, # SÌ può benissimo di legumi. non occorre zucchero BOMBA VIVIANI. - Prezioso gelato perché o di di fragola, di ciliegia. Basta comperare una bottiglia di sciroppo, sei persone) otto uova intiere (perTutto uca. Stemperate, poco eperun volta, ciò d quarto di litro di sciroppo.Mescolate, Bersandovi gradatament b. € freddo, dev'essere Ribvenire a freddo, e lo sciroppo lavorandolo bagnomaria, a ma fuoco al composto il poi portate una cr finché si rapprendepercome Presiolo sempre nello stesso senso, frustino renderio legsbattetelo Ta. Lecdte allora dal fuoco e è colcompletamen te raffreddato mettetevi, feto è ampumoso. unQuando a neve quarto di panna montata Sempre frustando, 0 f acquistato avrete che meringhe quattro o tre li” Siimuzzate così in uno stampo al composto, che inverserete in ERia' EU unitele che dove dovrà Ft ghiaccio e sale tavole scio e ben chiuso, ore. affonderete «formen: in Al momento di mandare0 amaretti-pest fini Manere almeno duebomba ati Novara di di biscotti mo elsparpele lail pane grattato Visconti xe e ridotti come

? — E come antipasto, signore, desideratemosche T Un fuelle da caccia e un acchiappa

signifi Anche gli Arabi hanno cominciato a capire cato di certi nomi. "Tra quelle sagge popolazioni, che sentono ormai vicino il crollo del dominio inglese, da qualche tempo ha preso straordinariamente piede lo studio della lingua Italiana. Prima, quei poveri Arabi salutavano il padrone inglese a denti stretti, mentre, da quando masticano l'Itallano, lo salutano a gran voce e con un sorriso di soddisfazione. Perché il saluto ara

tutti Per tornare alla Porta delle Lacrime, gl'Inglesi, non semfieri della loro nuova meravigliosadellaritirata, Soperdita del a brano eccessivamente preoccupati che agl'Inmalia. Il signor Churchill ba dichiarato sconlo avverrà dove l'Egitto, flesi interessa soprattutto tro definitivo con gl'Italiani Quando l'Egitto, fra non guari, avrà assistito alla imdi Sua Maestà mancabile gloriosa ritirata delle truppe Britannica, il signor Churchill riderà satanicamente, compiangendo gl’Itallani che si saranno cacciati ìn un mare di guai e convincerà gl'Ingiesi che l'fgitto non li interessava per niente, che la vera ricchezza dell’Inghilterra è l'India e che l'India soltanto deve interes. sarla Dopo la trionfale ritirata dall'India, 1! signor Churchill dirà che quel paese.era ormai diventato turbolento, malsicuro, fonte di preoccupazioni e di dispiaceri e che il vero avvenire dell'Inghilterra è nella ricca e fedele Colonia del Capo, memore delle straordinarie vittorie inglesi sui crudeli Boeri. Dopo la fuigida ritirata dal Sud-Africa, terrà una formidabile concione inneggiando al valore delle truppe inglesi e annunciando che, in fondo in fondo, un solo Dominio interessa veramente l’inghilterra: il A quello sì, il signor Churchill ci terrà accani sà che Il ritroverà 1 suoi amici, il suo re, forse anche la sua carica di Primo (e Ultimo) ministro inglese, e soprattutto 1 suol sudati risparmi, che gli permetteranno di vivere tranquillo 1 suoli ultimi anni, solo che usi e di truccarsi l'elementare precauzione di cambiar nome con barbe e parrucche, allo scopo di non essere riconoseluto da quelle popolazioni.

Tempo di guerra « Guarda gli vomir che egoisti! Per Je loro timentati vogliono l'ascui mento mentre disturbano le nostre con | riflettori!

vie, del resto, sono necessarie e, in un certo la fat o capire il mi senso anche utili. £ quel'o che ha nistro sir Arcifesso, pardon!, sir Arcibi uno del tanti uomini di © lento arruolati da Churchill servizio — in un oderoso discorso Egli ha detto che quel che conta è il rim e che il risultato finale sarà l'invasione delle dell'Asse da "parte degl'Ingiesi. E per conv scetticoni, | quali non mancano mal, è giur a sbottonarsi sui grandiosi piani che condurranno quella inv one. accennando a due importanti fiumi il Danubio e ll Tevere — risalendo il corso dei quali { arriveranno fin nel cuore delle due Nazioni. nemiche. L'impresa è certamente difficile, ma non impossibile a n Vol tutti avrete notato come tengano lorogl'Inglesi ritirate, le qu delle in rilievo Il valore strategico or Churchill e del suol princi nel pensiero de pratico, scopo preciso e ben uno collaboratori. arsi, che cosa avverrà? Che definito. A del mondo e torneranno in Burop ossia dall'Oriente, prendendo 1 Tedalla parte oppo al a sprovdeschi © gl'Italiani alle spaîle, assolutamente i due in sicché sarà per loro uno scherzo risalire vista, fiumi suddetti, sbaragliare | nemici e ristabilire portanti nel mondo l'ordine britannico. perché questo ardito piano maturi, oecorre del fempo; ma il tempo, come sappiamo, è, con Benes e Tatari, un alleato dell'Inghilterra. SI spera anche, ora che Lord Mallfax (gl'Inglesi Jo volpe+) hi «santa vuol dire chiamano holly for, che pregante, nell’alleanza del S la sesta colonna istituitoIddio: molti banchieri della City-hanno stanziato, me per la costruzione di sinagoghe

ma | più autoCi sarebbe il pericolo del controblocco, concordi nel dichiarare revoli ministri inglesi sono dituttiprima necessità non manTic in Inghilterra | generi cheranno mal ‘Tra questi generi, non sembra, ma oggi il più importante è Il sale 1ì sale Inglese, naturalmente. Non è un articolo che va molto, ma, in compenso, ta andare

Incontentabilità femminile. — "Oh, Riccardo. che abito grazioso: starebbe molto bene...

credo proprio che ml

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IL CAPOLAVORO DEL

LETTERARIO

NOSTRO

RICCARDO IL

TEMPO

BACCHELLI

MULINO VOLUME

MONDO SEMPRE

DEL

PO

TERZO

VECCHIO, NUOVO

ROMANZO STORICO

1873-1918

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(1812-1848)

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Va ll. LA MISERIA VIENE IN BARCA (1849-1872) in-8°

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x. Il romanziere è stato pari a sé, , prima e dopo; È nel romanzesco e nello storico: lc Il racconto hija cambiato Interessi, ha variato. 1 suol toni, ma senza mai deludere... Bacchelli accompagna le idee e la storia. col suo intero ca!ore, e.1 suol ricordi, le sue speranze di uomo » (CORRIERE DELLA SERA) Premmo. Paxcnazi * Scrittore

Riccardo

Ba

virile e di maschio

midollo

egli

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(PICCOLO DELI.A SERA)

NUOVA

COLLANA

GARZANTI In questi giorni la Casa Garzanti inizia una nuova

collana che incontrerà certo il favore del pubblico che ama leggere e rileggere i più celebrati narratori

del nostro tempo.

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raccoglie, in elegante ed artistica veste editoriale, i più ammirati e celabrati fomanzi della moderna lette-

ratura: quei romanzi insomma che, pubblicati

prima volta fra accese discussioni

di critica

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intensa curiosità di pubblico, sono sempre richiesti sul mercato librario perchè conservano intatto, per

qualsiasi lettore, il fascino della loro vita vigorosa e sincera: opere d'arte squisita e di sicura popolarità.

MANNO_

INIZIATO

Cinelli

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LA SERIE I SEGUENTI IL MIRACOLO

DEL VINO.

DEL

Romanzo.

VOLUMI: PANE

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De Roberto F. -SPASIMO. Romanzo. In-16° L. 10 Mura G, A-LA TANCA FIORITA Romanzo.

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L

10

Serao

M.- SUOR GIOVANNA DELLA CROCE. Romanzo. In-16° L. 10 Bo jer J- LA POTENZA DELLA MEN. ZOGI Romanzo. In-16° L. 10 Dryden B-LA PASSIONE È COME IL VENTO, Romanzo, In-16° L. 10 Lawrence D. H, - L'ARCOBALENO. Romanzo. In-16°

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P.- IL DISCEPOLO DI MASTRO IGNAZIO. Romanzo. In-16° L. 10

SEGUIRANNO: Fanciulli G.: IL TEMPO DELLE ROSE -Foldes J.. PRENDO MA: RITO -Spaventa Rilippi S;NIDO DI VERGINI -Van Eeden: IL IN PREPARAZIONE: Copuasa LL. GIACINTA + Tozzi F. GIOVANI -Neera. ROGO D'AMORE -Morselli È. L.: L'OSTERIA DEGLI SCAPOLI. Poolieri F. NATIO BORGO SELVAGGIO - Gaudenzio L.; PENSIONE UNI: ‘ARA 1848 -Quorantotti Gambini P., LA ROSA Ri Linati C.. CANTALUPA - Giorgieri Contri C.. STEFANIA

TIPOGRAFIA

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ud rn nd a 1a) ai ue tempo, con la storia, e di nutrire co attività pasto riflessiva, di intelletto, di coscienza morale CIgiudica: inte, che co aLe

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L'Illustrazione Italiana 1940 n.35 by Biblioteca Militare - Issuu