Skip to main content

L'Illustrazione Italiana 1940 n.28

Page 1

[N

_

L'alpino anfratti, sot o e gligli anfratt scalata tratra le rupi e e i pino e e iil suo mulo hanno la scalata superato anche questa volta 1 la montagna per affrontare il nemico. Sul fronte occidentale on in marcia Qui: artiglieria ar gia RR forti francesi, è stata aspra e cruenta. Una battaglia due volte combattuta e vinta: contro'il nemicoc e contro la montagna.

Davide Campari

& C.

Milano.

Po

se

i


LA

SETTIMANA

LA

ILLUSTRATA

(Variazioni

di Biagio)

Commentando 11 misfatto di Orano Ss La iena: — Noi non saremmo arrivati a tanti Lo sciacall Questi inglesi ci fanno una concorrenza sleale.

Churchill ai Comuni — Con sincero rammarico devo annunciare i provvedimenti che, mio malgrado, sono stato costretto a prendere contro la flotta francese.,,

CENTRO

SETTIMANA

— Come erano più amabili con noi inglesi i governanti italiani del passato! Nel 1897 Rudini ci cedette Cassala. — Mentre ora Mussolini ce l'ha ripresa.

B ERTELLI

SANATORIALE

DI

ILLUSTRATA

(Variazioni di Biagio)

11 naufragio politico in Francia Dei vecchi uomini politici sì salverà forse Laval attaccatosi al salvagente della «riforma costituzionale ».

SONDALO

ALTA VALTELLINA (SONDRIO) TRATTAMENTO COMPLETO (CLIMATICO - SANATORIALE - ELIOTERAPICO - MEDICAMENTOSO - CHIRURGICO) DELLE MALATTIE DI PETTO SISTEMAZIONI CONVENIENTI E ADEGUATE ALLE ESIGENZE DELLE VARIE CLASSI SOCIALI A

B

E T

I N

A

vis a 150.0 c000

(Alt. s. m. 1100 - 140 camere)

LL

pnIpibiLi

* "AM

A»

(Alt s. m. 1250 140 camere) Primo Sanatorio italiano Dr. A. Zubiani - Dirett. Dr. Edoardo Tarantola

PINETA pi SORTENN.

TORTELLINI BERTAGNI - so10cna

con la

MAMME!

TINTURA

nia votribimbio Santina

D’'ASSENZIO

magrino

date

loro

vALCHEBIOGENO ricostituente portentoso nell'infanzia In tutte le Farmacie

ARTURO

VALLESANA

Direttore: Dott. Donato Giaquinto

Direttore: Prof. Piero Zorzoli

ESIGETE DAL VOSTRO FARMACISTA LE BOTTIGLIE ORIGINALI BREVETTATE

MANTOVANI

ANTICO FARMACO VENEZIANO USATO DA TRE SECOLI Produzione della FARMACIA G. MANTOVANI VENEZIA

da gr. » »

» »

50 a L. 4,50 100aL. 7,40 375aL.14,25

AGATA

VASCO

LE BIBLIOTECHE D'ITALIA NELLA SECONDA META DEL SECOLO XQIII

p: AMARO

LO

Volume in-8° di pag. 140 GARZANTI

ROBERTO

ZANUSO.

EDITORE

+

MILANO

CANTALUPO

DESERTO

FUAD PRIMO RE D'EGITTO

L'avventura che Zanuso narra nelle pagine del suo romanzo, ha per sfondo l'Africa Meridionale; quella parte dell'Africa che l'Autore conosce molto. bene per lunga consuetudine di vita. Arturo Zanuso non trae però da questo ambiente nessun pretesto colorito: come tutti i veri viaggiatori egli ha imparato che tutto il mondo è paese e che il pittoresco eccessivo è una specialità di alcuni giornalisti che, lavorando di fantasia, si preoccupano solo di comporre una bella descrizione senza cercare di capire l'animo e 'ì drammi dei popoli che incontrano. sul loro cammino.

Il kedive Ismail aveva offerto all'Europa capitalista il più vistoso dono che mai sovrano avrebbe potuto farle: l'impresa del Canale di Suez. Aveva consacrato la sua vita alla colossale iniziativa di civiltà, che i maggiori industriali dell'Europa, i più grandi uomini del tempo, i pionieri delle maggiori imprese del progresso avevano sognato, che Napoleone aveva soltanto progettato e alla quale gli Italiani avevano dato un contributo essenziale — l'idea madre tradotta in disegno tecnico, e gli studi preparatori. La sua politica fu sempre contraria alla dominazione inglese alla quale dovette sottostare e venne in Italia in esilio. Ismail ispirò e guidò Fuad, sesto dei suoi figli che durante tutto il suo regno non volle che sviluppare l'opera del genitore, non soltanto perché essa non morisse, ma anche perché risorgesse, come è sorta la nobile persona paterna nella pienezza dei suoi meriti. E in molti rami dell'attività nazionale, il figlio non ha potuto neppure ampliarla, perché essa era già stata lasciata dal padre avanzatissima e quasi perfetta.

Volume

in-16° di pagine 232

LIRE

DODICI

L, 10

TIPO BAR

in bottiglie da un Iltro

-1Z2Z>DNIDO = Volume

in-8° di pagine 240.

LIRE

VENTI

sconto del 10% sul prezzo di copertina, franco di porto. Inviando vaglia alla Casa Editrice GARZANTI - MILANO, Via Palermo 10, riceverete i volumi franco di porto. Agli Abbonati de L'Illustrazione Italiana


L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA

DIRETTA

DA

ENRICO

ABBONAMENTI: Italia, Impero e Albania, e presso gli uffici postali a mezzo del « Servizio Internazionale Scambio Giornali » in Francia, Germania, Belgio, Svizzera, Ungheria, Slovacchia. Romania, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Lettonia, Lituania. Anno L. 210 - Semestre L. 110 - Trimestre L. 58. Altri Paesi: Anno L. 310 - Semestre L. 160 - Trimestre L 85 C/C. POSTALE N. 3/16.000. Gli abbonamenti si ricevono presso la S. A.ALDO GARZANTI EDITORE. MILANO - Via Palermo, 10 - Galleria Vittorio Emanuele 66/68, presso le sue Agenzie în tutti i capoluoghi di provincia e presso i principali librai. Concessionaria esclusiva per la distribuzione di rivendita: MESSAGGERIE ITALIANE - BOLOGNA - Via Milazzo. 11. — Per i cambi d'indirizzo inviare una fascetta e una lira. Gli abbonamenti decorrono dal primo d'ogni mese. — Per tutti gli articoli, fotografie e disegni pubblicati è riservata Ja proprietà artistica e letteraria, secondo le leggi e i trattati internazionali. Stampata in Italia

SOMMARIO Dalla pagina 35 alla pagina 68 SPECTATOR: L'incontro di Ciano col Fiihrer - AMEDEO TOSTI: Da Mers-elKebir a ,Cassala - MILES: A Mentone italiana - GASTONE MARTINI: Intermezzo aereo - MARCO RAMPERTI: Osservatorio - GIOVANNI BIADENE: Villa Mèdici ridiventata italiana - ADOLFO

FRANCI: Uomini donne e fantasmi SILVANO CASTELLANI: Il cinema nella Germania in guerra - LEONIDA REPACI: Ribalte a lumi spenti - MURA: Vento di terra (romanzo) - BONAVENTURA TECCHI: La vedova timida (novella) - COSIMO GIORGIERI-CONTRI: Spiragli (novella) - ALBERTO CAVALIERE: Cronache per tutte le ruote. — Protagonisti del vittorioso combattimento, navale nel Mediterraneo - I funerali di Italo Balbo a Tripoli - L'ora «H» sta per scadere - La battaglia navale di Orano - Uomini cose e avvenimenti.

Nelle pagine pubblicitarie (da I a XIV) Diario della settimana - Notizie e indiscrezioni - Pagina dei giochi - Bottega d'allegria.

Banca d°’America e d’Italia Sede

Abbozia Aiossio Albenga Bori Bologna Borgo a Mozzono Costelnuovo di Gorlagnona Chiavari Firenze Genova Lavagna Lucca Milano

Direzi

e Generale:

MILANO

4 Luatio - Ginevra. Il Governo francese ha pubblicato da Clermont Ferrand un comunicato ufficiale nel quale è detto che nella mattinata del 3 luglio forze importanti britanniche, composte di tre navi di linea venute dal Mare del Nord si sono presentate davanti alla baia di Mers El Kebir, che è la base navale di Orano, dove si trovano, conformemente all'accordo dell'armistizio, alcune unità della flotta francese, tra cui le corazzate « Dunkerque » e « Strasbourg», ancorate nella rada. L'ammiraglio britannico ha trasmesso al vice-ammiraglio francese Densoul, comandante la squadra, l'ordine di arrendersi o di affondare le navi francesi. L'ammiraglio britannico ha accordato sei ore di tempo per prendere una decisione, ma senza aspettare che scadesse îl termine concesso, idrovolanti britannici della Marina da guerra hanno sbarrata la rada di Mers El Kebir con mine magnetiche. Poiché l'ammiraglio francese ha rifiutato di sottostare all'intimazione, Ja flotta britannica ha aperto il fuoco sulle navi da guerra’ francesi alle ore 17,40. Dato questo attacco inqualificabile, continua il comunicato, îl Governo francese ha ordinato alle unità della flotta francese che erano ancorate nelle vicinanze delle navi inglesi nel porto di Alessandria di salpare immediatamente le ancore e di prendere il largo, e se necessarlo con la forza. Inoltre, dato che l'attacco è tanto più ripugnante in quanto è Stato effettuato dagli alleati di ieri, l’Ammiragliato francese ha ordinato a tutte le navi da guerra francesi che si trovano in alto mare di sequestrare tutte le navi mercantili britanniche che incontreranno e rispondere a ogni attacco con i propri cannoni. 5 Luetto - Roma. Il Conte Ciano, in seguito ad invito del Governo del Reich, è partito stamane per Berlino, ove si tratterà per una visita di alcuni giorni. Nel suo viaggio il Conte Ciano è accompagnato da alti funzionari del Ministero degli Affari Esteri. Ginevra. Il Governo francese annuncia ufficialmente che ha avuto luogo a Vichy il 4 luglio un Consiglio dei Ministri che si è riunito sotto Ja presidenza del Presidente della Repubblica francese Lebrun. Dopo di avere preso conoscenza dell'ingiustificato attacco che una potente squadra britannica ha lanciato contro una squadra francese nei pressi di Mers El Kebir, il Consiglio dei Ministri ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con la Gran Bretagna. 6 Luatro - Roma. Si riunisce sotto la presidenza del Duce, il Consiglio dei Ministri. Il Duce commemora Italo Balbo. Il Maresciallo Graziani viene nominato Governatore) della Libia. Viene approvato tra gli altri un disegno di legge per il risarcimento dei danni di guerra Berlino, Trionfali accoglienze riserva la cittadinanza berlinese al Fiihrer che torna alla capitale per incontrarsi con il Conte Ciano. Berlino. Giunge ricevuto dalle più alte gerarchie del Regime Nazionalsocialista il ministro italiano degli Esteri, Conte Ciano, Entusiastiche dimostrazioni di popolo lo salutano. 7 Luotto - Berlino. Il D.N.B. dirama il seguente comunicato: Il Fihrer ha ricevuto a mezzogiorno, alla presenza del ministro degli Esteri, von Ribbentrop, il ministro degli Esteri d'Italia, Conte Ciano. I due uomini di Stato hanno avuto un lungo colloquio. al quale hanno preso parte l'ambasciatore d'Italia a Berlino, Alfieri, e l'ambasciatore del Reich a Roma, von Mackensen. 8 Lucio - Roma. Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica il primo elenco dei Caduti delle Divisioni che hanno operato sul fronte alpino occidentale e insieme quello dei Caduti in Africa Orientale Italiana.

VALSTAR IMPERMEABILI

Molfetta Nopoli Piano di Sorrento

Capitale versato L. 200.000.000

Pontecognono Prato Fapollo Roma $: Margherita Ligure San Remo

Riserva ordinaria L. 9.500.000

Sestri Levante

L'ILLUSTRAZIONE

Socinle:

ROMA

FILIALI:

DIARIO DELLA SETTIMANA

IraLiana

—

II

ABBIGLIAMENTI

SPORTIVI

ani « L’Illustrazione italiana » è stampata su carta fornita dalla S. A. Ufficio Vendita Patinate - Milano Fotoincisioni Alfieri & Lacroix

CAVACCHIOLI

ALDO GARZANTI EDITORE MILANO - VIA PALERMO, 10 Direzione, Redazione, Amministrazioné e Pubblicità: Telefoni 17.754 17.155 - 16851

Ginevra. Sì ha da Tolosa: Il Consiglio di guerra della 18* regione riunitosi a Tolosa si è pronunciato sul caso dell'ex generale De Gaule attualmente al soldo dell'Inghilterra. L'ex generale è stato condannato a 4 anni di prigione e a cento franchi di ammenda per rifiuto di obbedienza e per avere incitato i militari alla ribellione. 9 Luetio - Roma. Si comunica: Il Duce, accompagnato dal sottosegretario di Stato per l'Aeronautica generale Pricolo, si è recato stamane alle ore 9,30 a Guidonia per visitare alcuni nuovi tipi di apparecchi di prossima o recente dotazione ai reparti dell'Aviazione italiana. Ricevuto dall’ispettore tecnico militare aeronautico, dal direttore de. gli studi e dell’esperienze e dagli ufficiali generali e superiori di residenza a Guidonia, il Duce si è immediatamente ‘portato sul campo di volo, dove ha minutamente esaminato otto nuovi tipi di apparecchi fra cui due da caccia, due da bombardamento veloce a grande raggio. uno da ricognizione strategica e medio bombardamento, uno da grande trasporto, uno da collegamento ed uno da scuola acrobatica. Resosi conto delle elevate caratteristiche di volo degli apparecchi esaminati. il Duce ha espresso ai propri collaboratori il suo compiacimento. Berlino. Il Conte Ciano visita i territori dove si è svolta la battaglia delle Fiandre facendo sosta a Dunkerque, La Pannes e Lilla. Vichy. La Camera e il Senato francesi accordano pieni poteri al Presidente del Consiglio, Marèitiallo Pétain, per la riforma della Costituzione. Tokio. Un messaggio da Singapore segnala che il transatlantico francese « Ile de France » stazzante 43.450 tonn. è stato sequestrato in quel porto da navi da guerra britanniche, L'« Ile de France » proveniva dagli Stati Uniti via Australia. 10 Luasro - Berlino. Il « D.N.B. » comunica: « Alla pre. senza del Ministro degli Esteri del Reich Von Ribbentrop e del Mniistro degli Affari Esteri d'Italia Conte Ciano, il Fihrer ha ricevuto stamane nella sua residenza di Monaco il Primo Ministro ungherese Conte Teleki e il Ministro degli Esteri Conte Csaki, giunti in questa città per invito del Governo del Reich, La conversazione si è svolta nello spirito dei tradizionali rapporti di amicizia fra 1 tre Paesi »,


{U DI

NOTIZIE E INDISCREZIONI RADIO I programmi della settimana radiofonica italiana dal 14 al 20 luglio comprendono le seguenti trasmissioni degne di partico. lare rilievo

— Ore 17,30: Trasmissione per le Forze Armate. — Ore 20,20: Commenti fatti del giorno, — Ore 21,40 (circa): I programma. Con. versazione di Giovanni Mosca: « L'unico amico» Maxreoì 16 Luasio, ore 17.30: Trasmissione per le Forze Armate. ATTUALITA — Ore 20.20: Commenti fatti del giorno. CRONACHE E CONVERSAZIONI — Ore 19,50: I programma. Conversazione del prof. Nazzareno Padellaro, Domenica 14 Luetro, ore 10: Radio Rurale. Mencotent 17 Luotro, ore 12,20: Radio Sociale, — Ore 14,15: Radio Igea. — Ore 17,30: Trasmissione per le Forze — Ore 17,30: Trasmissione per le Forze Armate. Armate. — Ore 19,45: I programma, Rubrica fi— Qre 20,20: Commenti fatti del giorno. latelica — Ore 21,15 (circa): I programma. Le — Ore 20,20: ©0mmenti fatti del giorno. cronache del libro: Emilio Cecchi, accade. — Ore 21,10: I programma. In una vemico d'Italia: « Letteratura narrativa ». treria. Impressioni di Mario Ferretti. LuwepìÌ 15 Luetio, ore 12,20: Radio SoGrovepì 18 Luetio, ore 17.30: Trasmisciale. sione per le Forze Armate, — Ore 20,20: Commenti fatti del giorno, — Ore 20,30: I programma. Le battaglie legionarie in terra di Spagna: «Le Camicie nere nella battaglia del Levante » rievocazione del luog, gen. Giuseppe Con. ticelli — Ore 20,30: Il programma. Ribalte spente, impressioni di Vittorio Veitradini e Gianni Longanesi Venernì 19 Luotto, ore 12,20: Radio Sociale — Ore 17,30: Trasmissione per le Forze ‘Armate. — Ore 20,20: Commenti fatti del giorno, — Ore 21,40 (circa): I programma. Le cronache del libro: Edoardo Lombardi « Letteratura scientifica » — Ore 22,30: I programma. Conversazione del maggiore Ugo Maraldi: « La vita segreta di un cannone » Sanaro 20 Luetio, ore 10,30: Radio Scolastica. — Ore 11: Trasmissione dedicata ai dopolavoristi în grigioverde. — Ore 16,30: Trasmissione dalla Colonia’ Marina Costanzo Ciano di Cervia, — Ore 17,30: Trasmissione per le Forze Armate, — Ore 19,40: I programma. Guida radiofonica del turista italiano, — Ore 20,20: Commenti fatti del giorno. LIRICA OPERE E MUSICHE TEATRALI LE SRUCIATURE DEL SOLE DomenIcA 14 Luatto, ore 20,30: I proTO ALTRE LEZIONI DELLA PELLE gramma. Stagione lirica dell'Elar: Tosca. Opera in tre atti di Giacomo Puccini, Interpreti principali: Iva Pacetti, Giovanni Perché gli ozil della vita di Malipiero, Carlo Tagliabue, Ernesto Domispiaggia ritemprino il corpo Nici. Direttore maestro Ugo Tansini. Marrepì 16 Luatio, ore 21,15: I programe lo spirito, è necessario ma. Concerto sinfonico vocale diretto dal maestro Ugo Tansini col concorso di Iva prevenire e combattere le Pacetti, Giovanni Malipiero, Carlo Tascottatur: prodotte dai gliabue. TEATRO benefici ma insidiosi raggi COMMEDIE E RADIOCOMMEDIE solari. Poche applicazioni Domenica 14 Luotmo, ore 21,15: Il prodi TSEHAMBA-Fii danno la gramma, Gli straordinari casi del dotto, Momo: I due fratelli, tre atti di Mario certezza di evitare tali diDatri. Luwenì 15 Luetio, ore 22: I programma. sturbi e trasformano ogni I galli del brigantino « Il Nazzareno ». Scearrossamento della pelle in ne di vita marinara di Alflo Denaro, Mencotevì 17 Lustro, ore 22: Il prouna abbronzatura. gramma. Felicità. Due atti di Enrico Lerano. Giovenì 18 Luotto, ore 21,35: I program. ma. Garibaldi. Poema drammatico in 4 atti di Domenico Tumiati. CONCERTI Depositario per l'Ialia, Colonie # Albania SINFONICI E DA CAMERA G INI -.MILANO Lunrnì 15 Letto, ore 21,15: I programma. Concerto della pianista Maria Luisa Faini. MarriDì 16 Luetto, orè sconta Agg: ] | 13,40: Concerto diretto dal maesiro Fernando Previ tali, col concorso del vio. linista Mario Stasi. Mencoepì 17 Luetzo, ore 12: Il progr. Musiche per grande orchestra dirette dal maestro Previtali Grovent 18 Luetto, ore 20,40: I programma, Concerto sinfonico direito dal ffiaestro Armando La Rosa Parodi. Vexenpì 19 Luauo, ore 12: II programma. Musi. che per grande orchestra dirette dal maestro Armando La Rosa Parodi. — Ore 20,30: I program. ma. Concerto del violoncellista Camillo Oblach, al pianoforte Giovanni Bonfiglioli. Samaro 20 Luatto, ore 20,30: I programma. Concerto di musiche italiane dirette dal maestro Armando La Rosa Parodi. — Ore 22,10: I program. ma. Concerto del Quartet. to Poltronieri VARIETA' OPERETTE -' RIVISTE GORI . BANDE Domenica 14 Luatid, ore 13,15: +Orchesifa © diretta dal haestro, Angelini. © .— Ore® 15,30: II programma. Una boccata d'aria pura; rivista di stagione di Angelo Nizza.

NIA

EFUMC CIPRIA

cOÙ

LA GRAN

d

MARCA

NAZIONALE

;OMMBCKSARL-PARMA Un soggiorno nella celebre Stazione

Termale di

MONTECATINI vi ridarà,

con

BIBITE

ISCIAMBA-Li1

la salute, .

STOMACO .- FEGATO MALATTIE TROPICALI Tutte

risorse

de'la

Fisioterapia - In

lazicni

Assistenza

la gioia

BAGNI

.

di vivere

FANGHI

- INTESTINO -. RICAMBIO - OBESITÀ . REUMATISMO

medica

specializzata Oltre per

100.000 ospiti stagione

Piùdi220alberghie pn sioni di ogni categora

Meravigliosi parchi e vasti giardini Manifestazioni

mon

dane e sportive dsl più

alto

interesse

RIDUZIONI FERROVIARIE

INFORMAZIONI ; Ufficio Montecatini Terme (Pistoia) presso Firenze e tutte le Agenzie di Viaggio

SALUTE:

SUPREMO

DONO

DELLA

IÎ —

VITA ®

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


neamente al conte Ciano, si è recato a Berlino l'Ambasciatore di Germania pres. so il Quirinale von Mackensen: il nostro Ministro degli Esteri è stato accompa‘gnato dall'Ambasciatore Buti, dal Ministro Celesia, capo del Protocollo, e da altri funzionari del suo ministero. In tutti gli incontri che il conte Ciano ha avuto a Berlino e nella visita al fronte occidentale, era presente l'Ambasciatore d'Italia presso il Reich Ece. Dino Alfieri

— Ore 20,30: Il progr. Melodie e canzo ni. Orchestra Cetra diretta dal m, Barzizza. Luxepì 15 Luatro, ore 14,15: Orchestra Cetra diretta dal maestro Barzizza. — Ore 20,30; I progr. Il corteo delle rificolone, fantasia su musiche di G. Pietri. — Ore 20,30: Il programma. Musiche brillanti dirette dal maestro C. Gallino. — Ore 21,15: II programma Antica stampa ‘reneziana. Fantasia di R, Aragno. — Ore 21,45: Il programma, Banda dei Reali Carabinieri diretta dal m. Cirenei. Martepì 16 Luatio, ore 20,30: Il progr. Musiche brillanti dirette dal m. Gallino. — Ore 20,50: I programma. Veggente nell'intimità, scena di Ezio D'Errico. — Ore 21/15: II programma. Orchestra Cetra diretta da) maestro Barzizza. — Ore 22: II programma. Leterno ragazzo, biografia romanzata di Spadaro trac-

da Mario Celrano. ciata Mencorenì 17 Luatio, ore 13,15: I programma. Concerto diretto dai maestro Ce. pere: garno, Musiche DEI. AS0zIdal pregramma, SaR maestro Atlandi. lanti dirette Ore 20,30: diretta II progr.dal Melodie e canzoni. — Orchestra m. Barzizza, — Ore 21,15: Il progr. Corpo musicaleR. Aeronautica diretto dai m. DI Miniello. ito ao pe 18 82% programio ma. Concerto di musica leggera diretto dal maestro "Ore Arlandi. 20,45: Il programma, Musica ope-

* In tutto il mondo ha avuto profonda dolorosa ripercussione la. notizia della morte di Italo Balbo: le comunità italiane all'estero parteciparono alle manifestazioni commemorative che si svolsero alle sedi diplomatiche e consolari d'Italia e presso i Fasci. Particolare solennità hà avuto la commemorazione del Maresciallo d'Italia, organizzata dall'Ambasciatore d'Italia a Berlino, Dino Alfieri,

7

Y 4 ;

diretta dal maestro C. Gallino. e 21,30: II progr. Canzoni e melo. estra diretta dal m. Angelini. Venenpì 19 Luatio, ore 13,30: I programma. Orchestra diretta dal maestro Barzizza, — Ore 21,30: I programma. Musiche brillanti dirette dal maestro Tito Petralia. — Ore 21,30: II progr. Musiche popola.

i

x

®

Sanaro 20volò Luotio, 21: I programma L'uccellin volò. oreVarietà — Ore Musiche lanti dirette21: dalII programma. maestro Cesare Gallino.bril— Ore 21,40: II programma. Melodie e canzoni. Orchestra diretta dal m. Angelini. -

NEL MONDO DIPLOMATICO sn sine

O Dardi ue a E O STMARIA E AEri

ho, ‘otra “ché nelpolitica campo.militare, anche estera. Tutte le

in quello della Cancellerie dell'estero, tutto il mondo dipiomatico hanno seguito con eccezionale Interessi erlinoCiano, del no-il stro Ministro degli Esteri conte quale si è incontrato col Fuhrer, col quale ha avuto un lungo colloquio, col Ministro von Ribbentrop del Reichgermaniche, Esteripersonalità degli altre con Data lae importanza dell'avvenimento, contempora-

x

ACQUA VUA

Î

DI YU

7

sy AVANDA' (INAZANAZZI

ITALIANA

-

COLONIA UWPINIL

a

MIIILANO

NOTIZIARIO VATICANO * Il prof. Giuseppe Shenjiro Iokibe della Università Imperiale del commercio di Kobe e membro della Missione Giapponese venuta a Roma alla fine di maggio, ha donato alla Biblioteca Vaticana una col.

ae/A / |

Soavità. e. freschezza, incanto di un'alba alpina.

L'ILL'USIRAZIONE

> b î ij

resche. Orchestrina diretta dal m, Seracini.

i

* In seguito alla rottura dei rapporti diplomatici fra l'Inghilterra e la Francia il Sovrano d'Inghilterra ha ricevuto in visita di congedo l'ambasciatore francese Corbin che risiedeva Londra daldear 1933. Tutti i e ae a ea dei e A O e si Tea LI dioaea do i: tagna di rimpatriare. Se esistesse Avai petite Degne loo Stato dei [a rapporti non potrebbe essere più com.

Ù

"

lezione indi lingua pubblicazioni Giappone derno. toglese.sulQuesta opera,mo- ‘1 cui autori cahiiporaneli sono fra i maggiori Siapponci pel locoscrittori dome me danno un quadro completo, seppur sintetico, della vita e del pensiero del Giappone dei nostri giorni. Il prof. Tokibe è cattolico, ha studiato a Roma fra il èd-il '25 e qui ebbe contatto con molti cul tori del pensiero Egli così si è cattolica in sociologia approfondito anchecattolico. e tra le sue pubblicazioni vanno ricordati

uno studioÈ Giapponesi sul marxismosono»e anticomuni l'opuscolo i Perché

sti» + Pio XII a mezzo del Nunzio Apostolico Mons.di Cassulo, dispostoai per ala Bucarest elargizione congrui hasussidi Drofughi romeni provenienti dalla Bessarabia e dalla Bucgwinaz = * Le misure sempre plù restrittive che si continuano a prendere în Vaticano în


LINETTI PROFUMI-VENEZIA relazione all'attuale situazione, sono logiche è spiegabilissime quando si pensi che, ospitando esso Ambasciatori di Nazioni in guerra con l'Italia non deve dare a questa, nel cui territorio vive, il più lleve motivo di dubbì e di timore sulla sua assoluta neutralità. Hanno fatto impressione a taluni alcuni cartelli apparsi în questi giorni in vari punti del Vaticano — all'An. noba p. es. — in cui si diffidano le persone a non trattenersi sul luogo oltre il tempo puramente necessario per il disbrigo delle varie incombenze. Sono minacciate pene severe ai trasgressori, Ma anche questo provvedimento non è în conseguenza di nuove leggi: si tratta dell'applicazione di leggi dello Stato promulgate subito dopo la conciliazione. La legge di Pubblica Sicurezza infatti del 7 giugno '29 che affida al Governatore la tutela dell'ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini ecc. dice che « a tale scopo... anche in occasio. ne di eventi non preveduti da norme generali, prende i provvedimenti che ritiene opportuni »,Chi non ubbidisce è punito con l'ammenda fino a Lire 4500 di multa o con l'arresto fino a tre mesi. LETTERATURA

%* È imminente la pubblicazione del libro di Manlio Miserocchi L'Australia (Editore Garzanti) che possiamo definire una serie di ricordi e di impressioni di vita vissuta Il continente australiano può essere considerato il più giovane dei cinque, se sì ricorda che è abbi stanza recente l'arrivo alle sue coste dei primi immigrati europei, oppure il più vecchio, se sì tien conto .della remotissima antichità dei suoi aborigeni i quali conservano an. cora usi ed istinti degli uomini dell'età della pietra. Esso è del resto un esempio singolare dei più strani contrasti che si possono immaginare. Vasto come l'Europa e in gran parte deserto, fornito di molte ricchezze naturali e avverso a nuove immigrazioni di lavoratori, perve. nuto in alcune città agli orgogli e alle illusioni della civiltà più « evoluta ma ancora percorso in parechi luoghi da tribù di selvaggi. Questo paese, la cui prima società moderna era. costituita da condannati alla deportazione, è diventato in poco più di un secolo esigente e pretenzioso in fatto di democrazia egualitaria; ma i poverì, gl'isolati. non vi hanno fortuna, anche quando si affidano. alla speranza di essere difesi dalle organizzazioni operaie.

srl

ti, molti del quali illustri. Non poche tuttavia le biblioteche laiche e le private. essendo orgoglio di ricchi e Illustri cittadini possedere una propria libreria. Ci vengono così sotto gli occhi codici latini e greci preziosissimi, bibbie rare, libri di scienze naturali molto stimati e costosi per le loro incisioni. pergamene, incunabuli, carte geografiche di ogni genere e tempo. Nella Vaticana il famoso Terenzio. nell'Ambrosiana ll celebre Virgilio del Pe trarca e le lettere di Lucrezia Borgia al Cardinal Bembo unito a lei da «amistad literaria », L'Andres c'informa che la Cattedrale di Milano aveva la sua biblioteca, non ricordata fino al tempo suo quasi da nessuno; ma di antichità non dubbia se Francesco Filelfo morendo nel 1481 lasciava per disposizione testa mentaria | suoi libri alla « Libreria del Duomo o della Cattedrale ».L'Andres fu a visitarla e ci vide tra l'altro le epistole in grande pergamena in folio scritte di mano di Poggio Bracciolini, Tra le raccolte private si ricordano in' Milano quelle

del Ma:chese Trivulzio, di. Valenti Gonzaga, e dell'Arciduchessa Maria Beatrice, in Roma quella dei Barberini, Chigi. Colonna, Borghese, del Cardinal Zelada, del Marchese di Brezé, del Conte Durando Villa in Torino, dei Conti Durazzo in Genova, presso | quali l'Andres ebbe notizia di una superba raccolta di 60.000 stampe, unica in Italia e forse in Europa. * Nella grande produzione itallana il volume «Il Giappone » di Giuliana St migioli che l’Editore Garzanti pubblica in questi giorni, s distingue per la compiutezza, l'organicità e la freschezza delle notizie. L'autrice di questo libro non solo emerge tra gli studiosi per la perfetta co. noscenza della lingua e della storia giap. ponese, ma frequentando per alcuni anni l'università di Kioto ha rivolto tutta la sua attenzione agli atteggiamenti spirituali e politici del;'Impero avviato a sistema in an nuovo ordine Internazionale le idee e gli interessi dell'Estremo Ori Per ciò questo libro, seriamente informativo, sarà

*

letto con tanto maggior profitto dagli Ita liani che cercano di penetrare l'odierna situazione e sanno come il Giappone sia legato all'Italia mussoliniana da spontanee relazioni di simpatia e di solidarietà. * Appare in questi giorni un libro di Arturo Zanuso intitolato « Deserto »_(Editore Garzanti), che per molte ragioni merita un particolare esame, Zanuso ci narra un'avventura africana ‘nella quale | protagonisti. capaci di grandi gesti e di nobili impulsi non rifuggono dalle piccole bassezze che sono talvolta proprie alla natura umana. L'Autore non si preoccupa gran che di quello che le creature del suo romanzo potranno fare o non fare. Egli appartiene alla scuola, se scuola si può dire, di quegli scrittori che narrano con pieno distacco dall'argomento che hanno preso a svolgere, semplici cronisti di fatti che nascono nel lorg spirito e da esso si dipartono senza lasciare in esso la più piccola vibrazione. Per quel che lo riguarda, il, suo compito termina. quando i pers naggi -mostrina di. avere abbastanza vitalità per gire nel senso generale che egli ha. fissato Joto. Si ha l'impressione. che egli. come il buon ,Dio, abbia voluto fornire le sue creature di una specie di libero, arbitrio, il che toglie alui, autore, ogni responsabilità delle loro a zioni. Ci troviamo innanzi a personaggi pienamente autonomi. E questo, non erriamo, significa essere in una posizione diametralmente opposta a quella del romanticismo, Arturo: Zanuso è, e più potrà essere domani qualora perseveri per la stri da scelta, il romanziere antiromantico per eccellenza BELLE

ARTI

*' L'urgenza delle vi. cende e i grandi eventi di questi giorni ci hanno impedito di discorrere’ in modo degno,» come ayremmo volto — della Mostra dell’ Artigianato, chiusasi il mese scorso a Firenze. Epperò ci restringeremo a ricordarla in breve. L'esposizione è ap. parsa a tutti decisameni in progresso su quante la precedettero, sia per la novità e il gusto dell’alle. stimento, sia per l’ampiezza e ln ‘complessità delle presentazioni; le quali hanno ben mostrato quanti problemi della*vita nazionale siano connessi con la vita stessa e la prosperità dell'artigianato, dalla costruzione della gondola per fare qualche esempio, agli utensHi della pesca, lla biancheria femminile, al lavoro dello stipettaio o del ceramista, e via dicendo. Il merito degli ordinatori è stato appunto quello di non fermarsi alle minuterie, facendo la oramai consueta ed abusata mostra di oggetti e oggettuzzi; ma di mirare al grande . artigianato. presentandone i vari aspetti in un.quadro vasto e compiuto, e riassumendone taluno con intendimenti storici, tome, per esempio, nella. mostra di « Un secolo di biancheria da signora » dal 1820 al 1920, curata dall'Ente nazionale della Moda e realizzata da Davide Baffetti E s'aggiungano botteghe e laboratorli, in esercizio; di intagliatori, vetrai, ceramicari, ecc. Particolare interesse destarono la mo. stra del giocattolo evil reparto della ceramica, dove

* Le Cartas familiares dell'Abate Juan Andres, sino al presente quasi sconosciute,. sono oggi rese note agli studiosi dalla dottoressa Agata Lo Vasco, per quella parte che riguarda le biblioteche italiane nell'ultimo ventennio del secolo XVIII in un volume, edito dalla Casa Editrice Garzanti, notevole per svariata erudizione € simpatico interesse, che la Reale Accademia d'Italia ha premiato. Moltissi me le biblioteche ecclesiastiche, né questo ci fa meraviglia, perché la letteratura e la scienza erano ancora in gran parte cura dei religiosi come principali ‘custodi del Sapere. i salve pochis ini, i bibliot cari-direttori 0, «come chiamavano allora, bibliotecari maggiori o. prefetV

— L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


dea. SUCCO dI URTICA eil

(4 {vianovi

O/

conserva AL caro vostro IL MIGLIOR PREGIO LOZIONE PREPARATA PEI DIVERSI TIPI DI CAPELLO ELIMINA

50 (°)

FORFORA

ARRESTA CADUTA CAPELLI, FAVORISCE LA RICRESCITA RITARDA CANIZIE INVIO GRATUITO DELL'OPUSCOLO $

della vostia F. RAGAZZONI . Cosella 93. CALOLZIOCORTE (Bergamo) bellorka le più note manifatture italiane presentarono, dietro apposito invito, servizi da mensa negli stili d'ognuna delle classiche discendenze ceramiche italiane. * La Il Mostra Nazionale d'Arte ispirata allo Sport, che si è aperta a Roma nei Mercati Traianei, è riuscita quasi un compendio delle iniziative e, in genere. della attività del C.O.N.I. nei riguardi dell’arte. La Mostra raccoglie infatti tanto le opere dei concorrenti alle ‘varie gare già bandite dallo stesso C. O. N. I., quanto quelle notate o premiate a San Remo, e quelle scelte da speciali giurie nelle varie rassegne italiane, e ancora quelle di artisti espressamente invitati. La scultura, per le implicite necessità del genere d’arte presentato, vi è predominante, a cominciare dalle mostre postume di Romeo Gregori e Silvio Canevari i quali dediono gran parte. della loro attività artistica alla celebrazione appunto dei ginnasti Il Gregori figura con molte statue tra cui il suo più noto Nuotatore; del Canevari sì vedono i bozzetti di alcune sue statue del Foro Mussolini. Ancora da ricordare sono le statue di De Marchis e Venturini, vin. citori er aequo del Premio Sanremo: e il Lanciatore di palla del Volturani, e quelle di Bortolotti, Martinez e Fioroni. Pittori d'ogni età e d'ogni scuola partecipano alla ri Michele Cascella, a Fausto Pirandello, a Capogrossi, a Cortiello e Gamero. Molto notata l'opera dell'accademico Ferrazzi. Alcune salette sono opportunamente dedicate al cartellone, dove? son da notare i lavori di Boccasile, Canevari, Mancioli ed altri; tra i medaglisti figurano bene Bertolino, Orlandini, |Gugliarelli; |e Taddeini. Né mancano alla fine i futuristi, tra cui Dottori, Prampolini e Ambrosi. MUSICA * Nella collezione dei « Maestri _della Musica » (Edizioni Arione, Torino) pubbli. cata sotto gli auspici del Ministero della Cultura Popolare, sono apparsi in questi giorni altri tre nuovi volumetti, corredati di numerose illustrazioni in rotocalco; è cicè Riccardo Wagner di Giorgio Graziosi; Niccolò Paganini di Ildebrando Pizzetti; e Amilcare Ponchielli di Adelmo Damerini. * Una stagione lirica estiva a- carattere popolare si è iniziata al Teatro Italia di Milano. Sì è formata appositamente una Compagnia lirica di artisti e masse associate, cui hanno aderito alcuni

ITALIANA

TEATRO

De Sica; la Besozzi-Ferrati; la Compagnia di Ruggero Ruggeri, con Paola Borboni prima attrice; la Compagnia del Teatro Eliseo diretta da Gino Cervi, con Andreina Pagnani, Rina Morelli, Amelia Chellini, Carlo Ninchi, Paolo Stoppa: la Compagnia di Laura Adani e Filippo Scel. zo; la Compagnia di Ernesto Viarisio, Isa Pola e Porelli, con la Parisi, la Raviglia Gino Sabbatini e Collino; la Compagnia De Filippo; la Compagnia di Raffaele Viviani. A queste si aggiungeranno sicuramente la Compagnia di Elsa Merlini con Renato Cialente, la Compagnia di Maria Melato e la Compagnia di Emma Gramatica. * Una Compagnia di nuova formazione sarà quella diretta da Tatiana Pavlova, La illux stre attrice e regista si è già accordata con Daniela Palmer, per formare una vasta Compagnia di comples. so, che si propone di presentare grandi spet. tacoli. Ne faranno parte Memo Benassi, Mar. gherita Bagni, Bella Starace-Sainati, Giu lio Donadio e pare anPRIMA FABBRICA che Luigi Almirante,

* La organizzazione delle Compagnie primarie del prossimo anno teatrale 194041 prosegue alacremente. Le organizzazioni sindacali dello Spettacolo e la Di rezione Generale del Teatro hanno già esaminato la maggior parte dei progetti presentati, sicché si può fin d'ora dire che tra ottobre e novembre sì riunirà il maggior numero delle Compagnie già annunciate. Sono ormai sicure le seguenti formazioni: Ja Compagnia di Renzo Ricci, che avrà come prime attrici Eva Magni e. forse, Ernes Zacconi; la Tofano-Rissone-

ITALIANA

D'OROLOGERIANI

fondata nel 1878

La Pavlova metterà in

O ssonPrcoo amor ti a noti registi. Parteciperà anche a qualche lavoro come protagonista. * Gherardo Gherar. di sta lavorando a tre nuove commedie, che saranno rappresentate nel prossimo anno comico. Ecco alcune in. discrezioni su queste novità. La prima. Cappuccetto rosso, è una rielaborazione moderna della nota favola: vista, però, con occhio di poeta. La commedia, d'intonazione schiettamente lirica, sì svolge. a quanto sappiamo, in un clima profondamente suggestivo. Sarà messa in scena dalla Compagnia del Teatro Eliseo, protagonista Rina Morelli. Dì tono completamente diverso è Appuntamento di mezzanotte, destinata alla formazione Tofano-RissoneDe Sica. Porta in scena un episodio tragicomico della Rivoluzione francese. Al centro della vicenda è la figura di un deputato venuto dalla provincia a Parigi in cerca di gloria. La commedia offrirà modo a De Sica d'interpretare un ruolo di vasto respiro e diverso da quelli sino ad oggi a lui affidati. Accanto a De Sica saran. no la Rissone e Tofa: no in due parti di grande interesse. Terza. è una commedia che reciterà Ruggero Ruggeri nel suo ritorno alle scene dopo la parentesi cinematografica. Si intitola San Domingo.

* Sei commedie in un atto, nuovissime, di autori italiani saranno pubblicate nei fascicoli di luglio ed agosto délla rivista di teatro « Scenario », diretta da Nicola De Pirro. I lavori sono Tumulto di Gherardo Gherardi, La città sommersa di Edoardo Anton, Scala a sinistra, Pensione Medea di Sergio Pugliese, La signora Stràgalis di Cesare Giulio Viola, Qui si insegna a rubare di Stefano Landi,

teressatamente hanno promesso di collaborare alla opportuna ziativa, Spettacolo di inaugurazione IL Trovatore di Verdi. * Del pianìsta Alessandro Sienkievicz. si parla oggi come di un autentico prodigio. Na. to nel 1903 a Kazimec, in Polonia, fece i suoi

L'ILLUSTRAZIONE

studi musicali a Varsavia e poi a Tiflis. Fanciullo prodigio, ad undici anni dava già concerti con grande successo in tutta la Russia. Recatosi più tardi in Svizzera, visse per qualche tempo con Paderewski, e quindi si recò a dare dei concerti in Germania, Olanda. Danimarca, ecc. Lo scoppio della guerra lo ha sorpreso mentre stava per partire per l'America, per eseguirvi un giro dei concerti. È rimasto perciò in Svizzera, dove prosegue nella sua attività di concertista e di compositore. Fra le sue più recenti composizioni sono Le immagini del Caucaso, ispirate da ricordi georgiani, con spunti di melodie orientali, tartare ed armene.

—

VI


(DISINPETTANTE

INTESTINALE)

La STITIOHEZZA, la GASTRICA, PINTOSSICAZIONE, il CATARRO BRONOHIALE, l'ENTERITÈ e lo MALATTIE CUTANEE si vincono beno coll’ENTERASEPTIKON RIVALTA che rialza lo forze digestive, toglie le s0verchio aciditàoprepara all’intestino un'materialo più facilmente eliminabile. Ricevendo L. 10 por una scatola oppure L. 5 per $ scatole spedirò raccomand, franco: Prof. Dott. P. Rivalta - Corso Magenta, 10 Milano. (Aut, Pref, Milano 25875; 8-5-35-XIIM)

Ing. E. WEBBER & Cc. Via Petrarca, 24 - MILANO e L'amore imbalsamato di Gino Rocca. Le sei commedie partecipano ad un concorso indetto dall'O. N. D. CINEMA * In interni a Tirrenia e in esterni a Calafunia si gira il nuovo film di Macario Il pirata sono io! con la regia di Mario Mattoli. Altri interpreti sono Juan de Landa, Enzo Biliotti, Dora Bini, Carmen Navascuès, Katiuscha Odizora ecc, Intanto la « Capitani Film », alla quale si deve anche I! Cavaliere di Kruja, ultimato in questi giorni, sta preparando il secondo film di Macario: Non me lo dire! * Si sono iniziate le riprese del Don Pasquale prodotto dalla « Nazionalcine » € diretto da Mastrocinque. Soggetto e inusiche sono tratti dall'omonima opera di Donizetti; interpreti principali: Armando Falconi, Laura Solari, Maurizio d'Ancora, Franco Coop e Greta Gonda.

* Qualche tempo fa venne proiettato in un cinema della capitale del Reich una « pellicola » cinematografica di genere differente dalle normali. Invece di essere impressionata su strisce di celluloide le immagini erano riportate su di una fascia metallica dello spessore di 0,05 millimetri e formata da una lega di ferro ed alluminio, I vantaggi di questa pellicola sarebbero quelli della non infiammabilità e della maggior durata. Contrariamente a quanto si verifica per le pellicole normali, la fascia metallica, invece di essere attraversata da una sorgente luminosa viene illuminata frontal. mente e proiettata sullo schermo per mezzo di un sistema speculare, L'inventore assicura che la trasformazione dei normali apparecchi di proiezione non richiede che una spesa mi. nima. ORGANIZZAZIONI GIOVANILI * Le colonie diurne che la G. I. L. ha organizzato in tutta Italia e che accolgono specialmente i figli del richiamati, si svolgono con la massima regolarità. Diecine di migliaia di fan. ciulli beneficiano, nel nome del Duce, dell'assistenza fascista: le loro condizioni fisiche sono eccellenti. * Con a capo la Medaglia d'Oro Aldo Vidussoni, è partita per la Ger. mania una delegazione del G.U.F. che ricambierà la visita fatta in occasione dei Littoriali, da una delegazione di studenti germanici. * Nella ricorrenza dell'ottavo della morte del Quadrumviro Italo Balbo, per disposizione del Comandante Generale della G.LL., in ogni colonia è stata celebrata la messa al campo. A} la sera, durante il suggestivo rito del l'ammaina bandiera, unBalilla di Li\a fatto l'appello del grande Quadrumviro ed ai piccoli adunati in quadrato, sono state ricordate le Sue gesta eroiche e la Sua morte gloriosa. SPORT * SIRTE: IL MIGLIOR PULEDRO D'ITALIA. - Dopo il Gran Premio dell'Impero (2400 metri - terreno buono) vinto facilmente da Moroni della Razza Dormello-Olgiata battendovi largamente Sirte e dopo il Gran Premio di Milano (3000 metri - terreno pesante) in cui il puledro del «Soldo» precedeva da lontano Moroni era attesa molto la « bella » fra questi due figli di Ortello, e la lotta decisiva doveva essere offerta dall'incontro successivo provvidamente preparato dal Premio Principe di Napoli sulla medesima pista di San Siro, ma sulla ridotta distanza di 2000 metri e con la resa di due chili da parte del vittorioso nel « mezzo milione » È Duello interessantissimo, 100.000 lire da raccogliersi, piena efficienza di entrambi i protagonisti, appello decisivo per risolvere inoppugnabilmen. te la rimasta aperta questione del predominio in una generazione di purosangue davvero assai qualitativa, tanto da essere eguagliata dagli intenditori alle migliori in, queste ultime annate nelle q1 n duzione italiana aveva ri gressi positivi ed indubbi. Donatello II, Nearco e Vezzano col loro notevole valore erano pietre di paragone senza tema d'esagerazione usate ades. so appunto per ingemmare la car“iera iniziale di questi due colossi no-

strì. Quale il più gagliardo? Sirte! C'è voluta la battaglia ad armi corte, disperatamente combattuta ed un finale con il vantaggio di peso per Moroni, vantaggio forse sminulto dallo stato in cui fu ridotta la pista dagli acquazzoni inesorabili scaraventatisi domenica scorsa sull'ippodromo milanese ricolmato dalla folla appassionata che non teme quelle ire burrascose del clelo. Già perché ormai è risaputo come a Moroni i pantani dieno fastidio e molto, mentre Sirte vi si trovi a suo agio come un buon anfibio: tali gusti differenti saranno stati ereditati dalle madri, Silene genitrice di Sirte e Maratta Faustina di Moroni, perché in quanto al padre comune rammentiamo come andasse magnificamente, da gran signore quale era. tanto nel fondo duro quanto in quello bagnato.

Forse se Giove Pluvio non avesse tanto favorito anche ora {l nero cerchiato in viola della Razza del Soldo, già protetta generosamente il 23 giugno largendole la pista prediletta dal formidabile suo enmpione, la partita decisiva del 7 luglio avrebbe sgombrate anche le estreme ridotte In cui si sono cocclutamente asserragliati gli Incrollabili tesiani, incapponiti pure dopo l'insuccesso limpido del loro idole a discutere usando i se ed i ma che possono persuadere unicamente codesti Innamorati per la vita e per la morte, unica passione di colori affascinanti, Conosco bene, anche se mal le ho condivise, simili adorazioni. anzi le trovo spassose, persino necessarie alla vitalità spettacolare del nostro sport. però sorrido insieme a parecchi esperti obbiettivi, mai trascinati da due o tre combinazioni ‘tr

te Jall'arcobaleno, e non critico affatto tali sfoghi della incomprensione nata con lo sport che fà smarrire l'equilibrio normale a tante brave persone nel resto ponderate ed assennate, È un «tifo» divertente per chi estraneo e indenne assiste alle fosi febbrili che esplodono per le infinite calorie sviluppate dall'ora della batosta solenne. Del resto | fedeli di Dormello seguono le orme tracciate dal maestro il quale non è mai stato e non è tuttora tenero per la cristiana rassegnazione al cospetto amaro delle sconfitte. Il senatore Federico Tesio, che non si era subito eclissato. l'altro giorno non ha taciuto di fronte al ribadito scacco, e attribuendolo unicamente alla pesantezza del terreno si doleva perché nella notte precedente, come è buona usanza nella stagione calda, la pista era stata leggermente inaffiata per toglierle l’aridità soverchia e per sopprimere Il polverone creato dal sole abbruclante della vigilia. Orbene se ha piovuto poi sull'umido provvidenziale prodotto artificialmente da funzionari a ciò delegati che non potevano prevedere gli sfoghi temporaleschi, bisogna prendersela con la meteorologia ancora rimasta allo stato approssimativo nelle previsioni che sono € saranno sempre alla mercé dei repentini cangiamenti nella rotta dei cicloni od anticieloni, ovverosia alla mercé d'ogni soffiare di vento nella sua rosa fatale. D'al{ra parte può credere ll maestro che se il tempo fosse rimasto asciutto l'inaftaiura notturna non sarebbe stata avvertita da nessuno, nemmeno da Moroni, perché ll cronometro nelle corse fat. te prima delle cateratte segnò ottime velocità, tali da escludere l'influenza deleteria alla rapidità che è paralizzata dalla fanghi Ciò è detto per insistere sulla assoluta regolarità del secondo successo ottenuto da Sirte. E basterà aggiunwere per coloro i quali non sanno ac. cettare ancora l'incontrovertibile superlorità del puledro del « Soldo». che | fuori classe vincono su tutti | terreni e non cercano scusanti... postume. Apelle, Cavaliere d'Arpino, Ortelto,, Donatello, Nearco, Vezzano. per non citare, con Archidamia ed Amerina, che | più celebri galoppi tori vicini a nol, ricordatelo, fila no stupendamente sta sulle piste rassodate sia su quelle appesantite La vera e autentica classe domina sempre in tutte le circostanze, ed è piegata soltanto dalla resa soverchia del peso, E questo lo sa bene, meglio di noialtri, quel grande studioso ed inarrivabile conoscitore dei purosangue che è Federico Tesio, Se ne persuadano anche | tifosi dei suol magnifici prodotti, Sicché pet conto mio l'ordine di arrivo del « Premio Principe di Napoli » non ammetterebbe appelli di sorta perché la corsa fu lineare, chiara, lampante in ogni sua fase ottima partenza, galoppata in fila indiana comandata dal brillantismo di Moroni che non disturbato si com. portò assai meglio che non nel « Milano», attacco sferrato alla distanza esatta da Sirte che in poche folate, ad un sol colpo di frusta, ha piegato l'avversario tenacissimo in una bella e coraggiosa difesa dispe. rata e vana. Coronary battuta în ultimo pure da Galea (apparsa questa persino minacciosa agli osservatori superficlali per Moroni su cui Gubellini battuto cedeva le redini) forse risente qualche giustificabile stanchezza. Insieme a Galea l'unica cavalla straniera d'origine non ebbe a dire nulla nel duello dei grossi calibri. Non era affare loro, Così la stagione del galoppo milanese si è avviata alla prossima conelusione in bellezza agonistica, cedendoJo scettro all'interregno estivo del trotto. ManraeDi OLIVA * Ciclismo. - A conclusione delle riunioni di propaganda effettuate nella stagione in corso nelle varie località fornite di pista, è stato deliberato di organizzàre sullo scorcio del prossimo settembre, una « Gior. nata della pista» a Milano con la partecipazione di quei corridori che saranno indicati dal direttore della scuola di velocità sulla scorta delle indicazioni fornite dalle riunioni di cui detto. — A partire dall'anno în corso XVIII, per disposizione della F. C. I la grande competizione « Trofeo delimpero « è intitolata al nome del grande caduto per la Patria, Italo Balbo. (Continua a pag, XI)

VII —

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


Anche una lieve deformazione alle giunture delle dita è il segno caratteristico d'inizio della gotta. La gotta, l'artritismo, la uricemia, le malattie del ricambio in genere e l'obesità si combattono con l'uso costante della IDROLITINA * SUPERLITIOSA Diuretica: scioglie l'acido urico, ne facilita l'eliminazione e serve a preparare la più gustosa, la più gradita acqua da tavola.

pane reso

A TAVOLA SI FORMA L'ACIDO URICO A TAVOLA BISOGNA COMBATTERLO A. GAZZONI & C. e BOLOGNA

ETC AL I TMMTEZE GMNTETZIATINN IT Sr

NNO ISACCO

Patti

Sn

Autorizzazione Regia Prefettura di Bologna N 21287 -21 -4_ 1939. XVII


L'ILLUSTRAZIONE Direttore. ENRICO CAVACCHIOLI

I

T

A

I

I

A

N

Anno LXVII - N. 28 14 LUGLIO 1940-XVIIT

nostra storia è stata scritta con la battaglia sul fronte alpino occidentale Un'altra pagina di gloria nella nella lettera al Principe di Piemonte — è stata aspramente combattuta, che — come ha detto il Duce Contro la tenacia dell'avversario e contro le avversità della natura. Riposano ora gli Eroi, caduti dell'onore per la grandezza della Patria, nel luogo stesso che vide il loro supremo non SUI campo vano sacrificio, al cospetto delle montagne che furono testimoni delle loro fulgide gesta. —

Ty——nti


VERSO

LA

FASE

RISOLUTIVA

DELLA

GUERRA

L'INCONTRO BI GCIANO COL FÙHRER ermmana densa di avvenimenti e decisiva per la nuova fase della guerra, che si annunzia imminente, Prima di tutto, il proditorio attacco della marina britannica alla flotta francese nelle acque di Orano, Come sì sa, te condizioni di armistizio avevano rmposto alla Francia il disarmo delle sue navi, ma la Germama e l’Italia avevano sotennemente

assicurato che mai, în nessun caso, le navi da guerra francesi internate sarebbero state adoperate dalle Potenze dell'Asse nella lotta contro t'Inghitterra. Come si spiega, allora, il «colpo» inglese nelle acque di Orano? Parlanuo alla Camera dei Comuni, Churchill ha dichiarato che aveva fondato motivo di non prestar fede alle assicurazioni tedesche e italiane. Ma è fin troppo evidente che questa ragione non vate, È un espediente polemico, non un albi giuridico e, meno ancora, morale. Se ne ha una riprova dalle parole stesse con le quali i Primo Ministro britannico ha cercato di giustificare aì Comuni — e fra gui appiuusi dell'assemblea — un episodio degno della peggiore pirateria. «Ieri mattina — dichiarava Churchul ai Comuni u giorno 3 — abbiamo preso sotto u nostro controlio gran parte aella flotta francese, dopo averle intimato, con forze adeguate, di obbedire alte nostre condizioni ».Queste condizioni erano le seguenti: o passare con la fiotta ingiese, 0 rifugrarsi disarmate nei porti indicati dall'Ammiragliato britannico, o far sattare in ar te navi, Sei ore di tempo per decidere. Ma le sei ore non erano ancora trascorse, che ìl comandante britannico sbarrava la rada di Mers-ei-rKebir mediante mine magnetiche. Dopo di che rinnovava Le ingiunzioni al capo detla squadra jrancese. Li fronte alta risposta negativa, apriva il fuoco. È in quali condizioni! « AL momento dell'attacco — sono parole dì Churchill — le navi francesi si trovavano, in parte, con le macchine non in pressione e, quindi, senza vapore; la qual cosa ha reso assolutamente impossibile l'impiego delle artigliere pesanti ». Ecco a cosa sì riduce il «forte fuoco» francese annunziato da Churchill! La brutale aggressione britannica alle navi francesi ha portato, come era facile prevedere, alla rottura delle relazioni diplomatiche fra Parigi e Londra ed ha, contemporaneamente determinato, da parte dei Governi dell'Asse, una modificazione s0stanziale alle clausole dell’armisuzio. Secondo tale modificazione la flotta francese è qutorizzata a restare armata per fronteggiare ogni evenienza, Un vero colpo di scena

è stata la puboricazione del secondo «Libro Bianco»

tede-

sco, che riporta î documenti rinvenuti in un vagone ferroviario, già sede del comando del generale Gamelin. L'importanza di tali documenti è veramente eccezionale, in quanto essi gettano una

luce vivissima

sui precedenti

immediati

della

guerra

e sulla sua

condotta, da parte

degli Aueatî, fino a queste ultime settimane, Si è assodato che Francia e Inghilterra preparavano tre piani di azione contro la Germania e l’Italia: l'occupazione della penisola scandinava, l'incendio dei pozzi petroliferi russi, la sollevazione armata dei paesi balcanici. L'occupazione della Scandinavia era già in preparazione fra gli Alieati quando la Germania la svento con la sua pronta e arditissima iniziativa, Nessun dubbio è più consentito su tale argomento. Per quanto, invece, si riferisce ai petroli del Caucaso, si trattava di organizzare una spedizione di 90-10 aeroplani, divisi in sei gruppi francesi e tre squadre britanniche, capaci di lanciare in ogni azione 70 tonneliate di bombe ‘su cento raffinerie e sui porti russi di Batum, Po, Grozny e Bacu, Le bombe incendiarie avrebbero distrutto, secondo il parere di esperti americani, i pozZi e la produzione della Russia per lunghi anni, tagliandoli fuori da ogni rifornimento alle potenze dell'Asse. Avrebbero cagionato danni immensi, morti e devastazioni fra le popolazioni russe, mentre il governo britannico annunciava che eranò sempre aperte le amichevoli trattative con il governo di Mosca, Ma per la grande impresa erano necessari il consenso e l’aiuto della Turchia, pur impegnata nelle sue dichiarazioni ufficiali e nel suo stesso trattato di alleanza a non prendere mai posizione contro la Russia. Ma dai rapporti dell’ambasciatore francese ad Ankara, Massigli, sì apprende che il governo turco era d'accordo con gli Stati Maggiori alleati, unicamente preoccupato di salvare le apparenze. « Una simile operazione — domunda Saragioglu a Massigli — comporta il volo degli aerei sul territorio turco e irakeno. Non temete le proteste dell’Irak? ». Era un modo sottile ed eminentemente diplomatico di far comprendere che la Turchia avrebbe lasciato fare, Tanto è vero che gli Alleati avrebbero avvisato

discretamente la Turdhia non appena fossero partiti i loro aeroplani e inviate le loro scuse pel volo nel cielo turco.

Contemporaneamente sarebbero state travolte in una guerra di Oriente la Russia e la Turchia e la Germania si sarebbe trovata isolata, E non era tutto, perché la guerra d'Oriente — secondo il disegno britannico — avrebbe dovuto estendersi a tutti i paesi balcanici; alla Jugoslavia, alla Romania, alla Grecia, oltre che alla Turchia. In

questo settore cento divisioni, secondo i calcoli degli Alleati, avrebbero dovuto entrare

în azione nel compito del blocco e dell’accerchiamento guerreggiato, Le alleanze e le

garanzie unilaterali avrebbero dovuto funzionare seconao i piani prestabiliti. C'è motivo di ritenere che a un certo momento si siuno determinate, nel campo de-

gli Alleati, delle perplessità, Ed è la posizione dell'Italia che inquieta e trattiene lo scatenamento del piano minutamente organizzato. « L'Italia ha la chiave dei Balcani »

— scrive il generale Gamelin il 10 marzo. «Per tutto quanto succede

in Oriente non

l'Italia di fronte a questi avvenimenti»

si dovrà

ripete

dimenticare

lo stesso

Gamelin

la posizione

del-

in un’altra

me-

moria del 16 marzo. Così l'attitudine dell’Italia e poi il suo intervento rovesciano il piano franco-britannico: trattengono le cento divisioni balcaniche, mentre immobiliz. zano il milione e un quarto di Combattenti francesi e britannici sui fronti delle Alpi e dell’Africa; preservano la pace in Oriente e isolano la guerra europea fra i suoi

veri @ grandi protagonisti,

La settimana si è chiusa col viaggio a Berlino del conte Ciano in seguito a un in-

vito personale del. Piihrer., Non occorre, certo, mettere in rilievo l’importanza ecce-

zionale di tale incontro, che è avvenuto all'indomani stesso dell'ingresso trionfale di Hitler nella capitale del Reich. Nessun comunicato è stato diramato sulla natura del colloquio, durato quasi due ore, ma non occorre, certo, lavorare di fantasia per rendersi conto non solo della sua importanza, ma dei problemi sottoposti all'esame. All'indomani dell'armistizio con la Francia incomincia il secondo tempo della guerra, È, quindi, naturale che l’Asse ri-

torni a stabilire în pieno accordo i piani d'azione nel campo politico e nel campo mi-

litare. I due Stati e i due popoli procedono e procederanno in costante e strettissima solidarietà, perché il programma dell'Asse sarà fedelmente osservato e attuato in ogni sua parte,

Ù

La visita a Berlino e i colloqui del Conte Ciano col Fihrer, colloqui ai quali hanno anche partecipato il Primo Ministro ungherese conte Teleki e il ministro ungherese degli Esteri Csaky, hanno suscitato il più vivo interesse in tutti i circoli politici europel. - Qui sopra il Conte Ciano alla stazione di Berlino col ministro von Ribbentrop.

« All'inizio del secondo tempo della guerra — mandava al Messaggero il collega Maratea, uno aei tre giornalisti al seguito del conte Ciano — la suuuzione conserva lu stessa estrema chiarezza dell'impostazione originaria, Inghilterra e l'runcia erano schierate contro Germania e Italia. La Francia è stata defimmvamente vinta; continua fino in fondo la lotta della German, e dell'italia contro l'inghuterra. Nei momenti di trapasso dall'una all'attra fase, dalia guerra guerreggiuta que sistemazioni successive è nell'interesse dei vinti e dei loro uccouti cercare d'umbroguare le carte, disorientare le idee, cambiare le posizioni per trarre quaiche vantaggio dallo stato cuotico delle cose, Questa volta la confusione, i trasformismti, 1 gruocni di bussolotti, i sensazionali cOIpi ui scena non hanno la minima possiwua di atteccnire. La vittoria comune non Poirà essere sminuita ne jrodata: essi rimarra sotto u segno della piu severa grustizia, ma la giustizia non surebbe Lale se non oDbedisse alla logica rigorosa, inesorabile della guerra. Il nemico rimane queto che e: un nemico vinto, Come tue chetché avvenga sarà considerato. Come tute dovra presentarsi alla resa dei conti, Ogni manovra per sjuggire alla sorte Lberamente sceta e risolutamente sperimentata, è destata a faure. La Germania e l'itala, pur senza injierire, sono decise a mantenere chiare e nette le posizioni e a trurre aal fatto compiuto le conseguenze previste: le quali conseguenze, come s'è già visto, si concurano col puù alto senumemto di dignità e di civiltà. Kumane la lotta contro l'Inghilterra. La Germania e l'italia sono eguarmente decise a convinuaria con ogni mezzo qino dila vittoria deciswa; a conunuaria nella Manica, nel Mare del Nora, nell’Atiantico, nel Mediterraneo omentale e occidentale, nel continente nero, ovunque sia possibue colpire possessi e interessi britunmaci; fino ‘a schiantare la signoria egemonica che rompe l'equilibrio mondiale e impedisce l'instaurazione della pace », Sono, quindì, dei perditempo quei giornalisti americuni che di recente mettevano in dubbio l'attacco contro l'inghuterra. Esso sì proaurra a tempo debito e sarà con< dotto al nord e al sud nelle condizioni piu favorevoti per giì attaccanti. Germama e Italia hanno disimpegnato il compiesso aeue toro forze dal jronte francese; dispongono di una raddoppiata potenza offensiva. Sulla Manica non occorre più la grossa Hertha per folgorare l'opposta riva; bastano le ordinarie artiguerie d'armata e di corpo d'armata. Per raggiungere l'Inghilterra l'aviazione non deve più superare il Belgio, l'Utanda e la Danimarca, assoggettarsi alle segnalazioni belghe, olandesi, danesi che rendevano servizi inestimabili al nemico. L'attecco sarà svuuppato in tutti i sensi, per tutto il.tempo che risulterà necessario, Questo per quanto concerne l'aspetto propriamente tecnico-militare, Sotto il profilo poutico, invece, c'è ragione di ritenere che te Potenze dell'Asse non lascieranno nulla di intentato per utilizzare a dovere l’ostilità francese contro l’Inghuterra e per evitare l’immeritata delusione delle nazioni balcaniche, che hanno le loro legittime aspirazioni e che non hanno mai nascosto, fin dall'inizio della guerra, le loro simpatie per gli Stati totalitari, Ogni fedelta dovrà essere premiata. È lo sarà in nome di questa giustizia, per la quale Germania e Italia avranno vinto questa durissima guerra. Il tonfo dell'Asse non è dovuto soltanto alla forza delle armi, alla genzalità delle concezioni belliche, alla severità del metodo, alla potenza di una tecnica che non ha riscontri nella storia; ma anche e soprattutto all’uuea animatrice dell'alleanza italo-germanica, a quella intuizione della vita, che è all'origine delle due Rivoluzioni, la fascista e la nazionalsocialista, e che è lu ragione profonda di una solidarietà che gli avvenimenti sono destinati a rendere sempre più attiva e operante. Quella che fino a ieri era la verità per i popoli che hanno trovato l’indissolubile unione nel Patto d'acciaio, oggi è la certezza, l'evidenza stessa per tutto il mondo. Oggi non c'è osservatore imparziale, in qualunque angolo della terra si trovi, che non riconosca, di fronte alla grandezza imponente degli avvenimenti, che la forza dell'Asse è soprattutto

una forza morale, quella forza morale, che ha restaurato

i valori

tradizionali contro le degencrazioni della democrazia plutocratica ed ha proclamato, insieme con la revisione dei trattati iniqui, la necessità di una giustizia internazionale,

capace di promuovere una vera, effettiva, collaborazione solidale fra, î popoli,

La solidarietà politica, economica, morale, delle Potenze dell’Asse è la sicura garanzia dell'ordine nuovo, che avrà per fondamento la giustizia sociale all’interno dei singoli Stati e la giustizia internazionale nelle relazioni fra i popoli. Solo così si costruirà la pace, la pace vera, che sarà tale in quanto assicurerà alle Nazioni, affaticate da vent'anni di iniquità e di sopraffazioni, un lungo periodo di tranquillo lavoro, Dall’Artico dl Mediterraneo l'Europa marcia, oramai, sulla via segnata dal Duce e da R b

ia

SPECTATOR


lascia la nuova Cani al suo

al Castello Belle

mi er mn | au | ULI


Nell'azione che si è svolta il gi grande nave

PROTAGONISTI COMBATTIMENTO

iglio nella zona dell ‘battaglia « Hood »

ne italiana ha gravemente danneggiato e incendiato la qui sopra una foto della nave colpita,

DEL VITTORIOSO NEL MEDITERRANEO

I VINCITORI E I VINTI


nza della Marina ita liana. Un progettato attacco aero-navale contro le coste italiane si è infranto contro una barriera La fiotta inglese ha avuto l'8 corrente nel Mare Jonio un primo saggio della poten l'acciaio e di fuoco. Le nostre navi, in perfetta intesa anche con l'Aviazione, hanno messo in fuya la squadra inglese che ha avuto colpita in combattimento una nave da battaglia per opera delle nostre Rorazhte © Cavour» e «Giulio Cesare »e ha perduto un'altra unità per siluramento effettuato dalla squardiglia « Freccia ».Diamo in questa pagina le navi che hanno partecipato alla battaglia. - Qui s0p: Cavour + {a sinistra nella 1016) in navigazione. - Sotto, da sinistra adestra: la « Cavour » e la « Giulio Cesare »che hanno ini ato il tiro a grande distanza alla quarta salva lo avevano già centrato. - Il cacciatorpediniere « Freccia

la cui squadriglia è stata citata nel comunicato ufficiale.

- La nave portaerei « Ark Royal » colpita in pieno dai bombardieri italiani.


IL commosso SALUTO DI TRIPOLI ALLE SALME DI ITALO BALBO E DEI SUOI COMPAGNI

Tripoli, con tutta la sua popolazione metropolitana e indigena ha tributato alle spoglie del Maresciallo Italo Balbo e dei suoi eroici compagni solenni e commosse onoranze. Il corteo composto dalle bare che erano giunte da Bengasi a bordo di due apparecchi dell’Aviazione Italiana, è passato, dopo la cerimonia di suffragio, tra due fitte ali di popolo reverente. Precedeva il gonfalone abbrunato della città di Tripoli, poi le scorte militari aprivano il cammino agli otto feretri racchiudenti le salme gloriose. Il ricordo del Maresciallo, che come Governatore fu della Libia un appassionato interprete. della volontà del Duce, è appaîso vivo nel dolore che traspariva su i volti delle migliaia di persone schierate al passaggio. Una folla commossa che comprendeva gente di ogni condizione sociale, umili che del grande scomparso avevano avuto occasione di apprezzare le elette doti di cuore, e notabili e commercianti e. professionisti che sempre nel Governatore avevano trovato un intelligente ‘appoggio per le loro iniziativi 0 una parola d’incoraggiamento 0 un atto di giustizia. La salme erano state deposte nel Castello e avanti ad esse già il popolo aveva sfilato per rendere omaggio. all’intrepido combattente caduto sulla via della Vittoria ei ai suoi compagni. Qui a sinistra, dall'alto vediamo i feretri deposti nella provvisoria camera ardente e portati a spalla da ufficiali dell’Esercito e Camicie Nere,


snai

Otto

Tripoli

x

Balbo nell'ultimo volo e nel supremo sacrificio precedono l'affust

le spoglie mortali dei compagni di I! di San Fran dilell'Aria. È terminato il rito funebre nella chiesa ma di Roma, gli eroici caduti hanno ri raggiungere il luogo dove, di fronte al gremite di folla silenziosa e commossa. DeL

autocarri

avvolta

ricoperti

nella bandiera

del tri rolore, recanti

d'Il

llo > posta la bara del Marescia

Ship lazione.


Qui sopra: la Moschea di Cassala.

All'azione su Cassala ha brillantemente cooperato la nostra aviazione che ha spezzonato e disperso colonne di carri armati e truppe inglesi che si ingevano al contrattacco. - Qui sopra: un'autocolonna distrutta dai bombardieri italiani - Sotto: il Cimitero di Cassala dove riposano gli Eroi italiani caduti nel 1894

- Sotto:

un nostro carro veloce verso Cassala.


A -MERSEL-KEBIR A CASSALA

vece, è riuscito a prendere il largo, seguito

da altre sette unità minori ed a riparare

nel porto di Tolone. Contemporaneamente a quest'azione ve-

ramente criminale, che reca nettissima l'im-

pronta del temperamento e dei metodi del-

l'ideatore di essa, — Churchill — altri attentati alla flotta francese sono stati com‘piuti nei porti di Alessandria d'Egitto e di Plymouth, nell'intento evidente di impos-

sessarsi di tutte le navi francesi che, in

FRANC.

I

scitato indignazione vivissima e riprovaziotutto il mondo civile, il Primo Mi-

l'Italia. Ora, è appena il caso di notare che sia la

Germania come l'Italia si erano impegnate,

con le clausole di armistizio, a non mettere

le mani sulla marina da guerra francese ed

esplicitamente, anzi, a non impiegarla per

Cartina dei nostri fronti, mediterra» meo e africano. I treasterischi indicano: ilpunto, fra l'isola diCreta e lacosta dell'Africa Setlazione della presenza di forze navali inglesi successivamente attaccate dalla dove si è avuta laprima Aviazione;ilpunto, nel Mare Jonio, dove la nostra flotta è entrata in contatto con la formazione nemica che aveva proseguito benché , con la collaborazione dell'Aeronautica, al a fuga; il punto a rud delle Baleari, dove ta nella sua rotta, costringei ‘un’altra squadra navale inglese partita da Gibilterra è stata sottoposta all’intensa ed efficace uzione della nostra Arma aerea.

le ulteriori operazioni di guerra contro l’Inghilterra; se avessero voluto pensare a ciò, avrebbero chiesto nella convenzione di armistizio lacessione della flotta francese, — così come la Germania aveva dovuto cedere, con l'armistizio del novembre 1918, l’intera sua flotta — e la Francia, ridotta com'era all’impotenza, non avrebbe potuto certamente opporsi alla richiesta,

Con l'enunciazione, di un sospetto assolutamente non documertato e non documentabile, Churchill non ha fatto che tentare di crearsi un alibi grossolano, senza luscire a dare una giustificazione qualsiasi al gesto di violenza e di rapina consumato, così a sangue freddo, contro l'alleato di ieri. Quandosi pensi, poi, alla maniera in cui l'aggressione è stata perpetrata — mentre, cioè, le navi francesi erano in disarmo, impreparate alla lotta e pressoché inadatte a

qualsiasi difesa — l'impresa della marina britannica, la quale si è mostrata sempre,

durante questa guerra, tanto piena di cautele e tanto ha procurato di risparmiarsi, non soltanto appare

ingloriosa, ma

giustamente

è stata giudicata

in Europa

ed in

America come una vera offesa alla civiltà. All'aggressione improvvisa ed inopinata la Francia stessa non ha mancato di reagire vibratamente, sia mandando suoi aerei a bombardare la base di Gibilterra, sia

dando ordine di affondare tutte le navi

mercantili

britanniche

che fossero incon-

trate sulla loro rotta da unità da guerra francesi, sia, infine, rompendo le relazioni diplomatiche con l'Inghilterra, Chi avrebbe mai potuto predire, appena un mese fa, una così clamorosa e sangui-

nosa fine di quell’alleanza franco-inglese, ch'era stata vantata come il baluardo della libertà e della civiltà del mondo?...

Non

è il caso, certo, per noi Italiani, di com-

muoverci troppo per le sorti della Francia, la quale. avendo liberamente scelto i suoi amici ed avendo sacrificato ad essi quel sentimento di solidarietà europea che avrebbe

dovuto indurla a non legarsi soverchiamente all'egoismo inglese ed a non assecondarlo

ordini del generale Giuseppe Arimondi, mossero alla volta di Cassala. C'erano, tra gli altri, i maggiori Hidalgo e Turilli; c'era l'eroico capitano di cavalleria Carchidio Malvolti, il quale cadde poi, eroicamente, nella battaglia, e fu decorato di medaglia d'oro; c'era, al comando delle bande del Borea, il tenente Gaetano Giardino, colui che doveva esser poi il Maresciallo del Grappa. i La lotta fu dura edaspra, maalla fine i Dervisci furono sbaragliati e messi in fuga, lasciando sul terreno alcune centinaia di morti e feriti, 52bandiere, 600fucili e 700 lancie, oltre a due cannoni ed a molte munizioni. : ta col sangue e col valore italiano, Cassala avrebbe potuto costituire, nelle mani di un governo avveduto e forte, un ottimo pegno di cui servirsi anche di fronte alle sempre crescenti cupidigie britanniche. Senonché, dopo l'insuccesso di Adua, il Governo di Rudinì, succeduto a quello di Crispi, fu preso da una verà follia rinunciataria, e rinnegando quelli ch'erano stati i avveniristici della nostra prima espansione coloniale, si affrettò a restituire — quasi inesplicabilmente — Cassala all'Inghilterra; tanto inesplicabilmente, che lo stesso Lord Cramer, nel ricevere il | grazioso dono, non poté fare a meno di mostrare lasua viva sorpresa che ilGoverno italiano

avere,

fosse ora così premuroso

nel cedere

ciò che

prima

7

tanto

aveva

fatto per

Ora, dopo quarantatré anni, Cassala è tornata ad essere italiana. È una riconquista

ed una rivendicazione, L'azione vittoriosa è stata preparata nel quadro del settore nord dell'Impero dal generale Frusci e curata nei particolari esecutivi dal generale Tessitore, comandante delle truppe dell'Eritrea. Tre leggere colonne — una di cavalleria e carri armati, una di fanteria indigena ed una di truppe autoportate — hanno varcato il confine suda-

nese nelle prime ore del giorno 3, investendo la stretta di Cassale ed il sistema di-

fino alle estreme conseguenze — fino, cioè, a gettarsi in una guerra dalla quale nulla avrebbe avuto a guadagnare — ora paga il fio dei suoi errori. Piuttosto che intendere fl nuovo ordine internazionale ch'era necessario per l'esistenza stessa dell'Europa ed inserirsi in esso, la Francia aveva voluto estraniarsene, perseverando nella vecchia formula di un'alleanza insincera ed ormai priva di con-

fensivo del monte Mocran.

per quanto tardivo, varrà probabilmente a salvare la Francia da altri e fatali errori.

tare, e considerevole, poiché grande è l'importanza strategica di Cassala sia. come

che, tenuto reale; da Mers-el-Kebir. forse, potrà aver inizio un salutare ravvedimento

Mentre le truppe appiedate sostenevano

un'aspra lotta. la cavalleria piombava

sul-

l'abitato di Cassala, ed alle 13 issava il tricolore sulla città conquistata, Superstiti resistenze e tentativi di contrattacco avversario venivano nettamente stroncati e Cassala rimaneva saldamente in nostra mano. Questa conquista, oltre ad un evidente valore storico ed ideale, ne ha uno mili-

nà testa di linea delle due ferrovie per Porto Sudan e per Kartum, sia come ottima ; ope base per futuri e più importanti sviluppì operativi. Cassala! Risorge questo nòme indissolubilmente legato ai primissimi nostri auspi d'Impero; dai più lontani ricordi della nostra infanzia, e ‘accompagnano iniad edessoil Contemporaneamente a Cassala veniva anche occupata Gallabat, il cui abitato, didi cui le immai quelli di. Baratieri, di Arimondi, di Hidalgo, di Stevani, i racconti e l'iconografia valore erano diventati familiari a noi bambini, attraverso ami n

delle nostre prime campagne

d'Africa.

chidagli Egiziani nel 1840, a poca distanza — appena una quarantina di

Fondata a protezione della cvia fluviale dellometri — dal confine etiopico, poi eritreo, ed occupata dall'Inghilterra, la Lig l’Atbara, e quindi dall'alto Nilo, era stata poi irsidiCassala: ma anche

impadron «proteggendo» l'Egitto, aveva rifenuto opportuno la setta epretezione »era stata così efficace che, quando nel 1885 i Dervisci —

viso in due nuclei — l'uno in territorio italiano, l'altro oltre il confine — è noto anche col nome

di Metemmà,

e rappresenta la naturale via di accesso delle carovaniere

verso l'Amara e Gondar. Gallabat, inoltre, è importante centro. di commerci verso l'interno dell'alto Sudan.

Ilcomunicato

del giorno 9 luglio, poi, ha annunciato che le nostre truppe hanno

eseguito un'incursione su Kurmuk, nel Sudan anglo-egiziano, distruggendovi la sta- | zione radio ed. magazzini.

L'azione, quindi, delle nostre truppe si mantiene vigile e costante su tutto il vastissimo settore di operazione, mentre l’ala tricolore non cessa di trasvolare sulle basi avversarie, specialmente su Malta e su Alessandria, martellandole senza posa ed infliggendo loro danni sempre più gravi, e la nostra Marina va cogliendo successi sem-'

la continue, cruente scorrerie, nel Sudan — di fanatici, che allora imperversava, con di Cassala, già creato da Ahmud Pascià, la guarSstaccarono il campo fortificato SC pre più netti, come quelli dei giorni 8 e 9 corrente, nelle acque del Mediterraneo orieni lese siarrese, senza quasi combattere. igi padroni di Cassala, facendone pooni ncanio quindi, i Mahdisti rimasero e del mare Jonio. La Home Fleet sa, ora, di avere di fronte un avversario forte e | Be generaleBarattiù tale fino a quando, nel Suglio184, deciso, che vuole e saprà fare del Mediterraneo il mare veramente nostro! base di partenza per le loro razzie; Colonia fine a ise di porre Eritrea, non della nostra giovane AMEDEO TOSTI | \verni agli truppe, quindi, nostre Governatore renando Cossala. Il 17 luglio di. quell'anno,

—


TRIONFALE ARRIVO A BERLINO DEL FUHRER VITTORIOSO

Il Fiihrer rientrato a Berlino per incontrarsi con il Conte Ciano è stato accolto dalla cittadinanza berlinese con indescrivibili manifestazioni di entusiasmo. Chiusi per l'occasione i negozi e gli uffici un'enorme massa di lavoratori si è versata lungo le vie dove sarebbe passato Adolfo Hitler. Il Capo vittorioso giunto alla stazione è stato ricevuto dal Feldmaresciallo Goering. dalle più alte personalità dello Stato, del Partito, delle Forze Armate. Lungo il tragitto per recarsi alla Cancelleria il Fihrer ha sentito nelle accese invocazioni dei cittadini e delle formami del Partito come tutto il popolo germanico sia saldamente stretto intorno a lui. Diamo in questa pagina alcune visioni dell'avvenimento. Qui sopra, dall'alto, il Fùhrer appena disceso dal treno saluta ì gerarchi. - Hitler al balcone del Palazzo della Cancelleria. - A sinistra: l’entusiastico saluto del popolo berlinese. - Sotto la folla attende l’arrivo del Fihrer


Romanzo

‘RIASSUNTO DELLE Pamela Cortis vive

di

MURA

PUNTATE PRECEDENTI. a Milano sola, facendo.

la

pittrice. Una mattina il padre le annunzia che la

‘mamma sta poco bene e vuol vederla. Incontra sm treno un amico d'infanzia, Alberto De Conti. In villa rivede anche il fratello Gianni; quindi, ri-

stabilita la mamma e dopo esser stata ospite della

madre di Berto, donna Anna, e della sorella Lal-

la, ritorna in compagnia di Berto a Milano. I due giovani si rivedono spesso e ogni volta si fa più concreto il reciproco sentimento d'amore. Pamela riceve la visita del vecchio amico e maestro Tosti e chiestogli di posare dipinge di getto il suo ri-

tratto. Va a Venezia e-Sirmione con Berto e la gita suggella il loro amore, Tosti le propone di

ea.

vendere il suo ritratto al Comune e le chiede se vuol sposarlo: Pamela respinge la richiesta di matrimonio. Dopo che la Commissione ha visto il ro, vanno a colazione in un ritrovo d'artisti dove s'incontrano con Lalla. Insieme si ritrovano ‘alla serata nello studio del pittore Marini. Per Pamela e Berto trascorre un lungo periodo di felicità. Durante l'estate mentre Berto è al mare e fn crociera. Pamela sta con la famiglia a Varese, dove rivede Tosti con il quale si mette d'accordo

sit

Ci

per fare insieme una mostra.

A Sabratha, per un momento, madre

e figlio rimasero distaccati dai com-

pagni di viaggio, nel Tempio Orientale, e donna Anna chiese al figliolo,

afferrandolo per un braccio e obbligandolo a guardarla

negli occhi: — Dimmi che cos'hai... che cosa t'è accaduto... Il tuo contegno è insopportabile...

Ma già la risposta era scritta nell'espressione chiusa e diffidente del volto di Berto.

— Nulla, mamma: nervi — Spiegazione chiarissima, Nervi... Nervi, tu... e proprio durante un viaggio come questo. Non credere ch'io

nobiltà. sulRaggiunsero tutti insieme la comitiva, risalirono Il viaggio l'autopullmann che li attendeva, ripartirono, alcun valore, La signocontinuava e le pause non avevano (erano Berto a chiese rina che piaceva a donna Anna seduti accanto e nelle ore più calde ella appoggiava la testa sulla spalla di lui per dormire) — Mi volete dire perché siete così esasperato? Ho fatto qualche cosa che v'è dispiaciuto? — No. Non sono esasperato per voi. x — Allora?

v'è mai capitato di non

potervi

più

— Per me. Non questi periodi. Ne ho sopportare? lo attraverso uno dipotermi cambiare: penabbastanza di me stesso. Vorrei con un altro cuore. altro cervello,

sentire

sare con un Capito? lo sono sem— No. Ho capito che siete un originale. posso .otpre soddisfatta di me, specialmente quando semplice di voi, tenere tutto quello che voglio; sono più come vedete. e vo-

— E quando non potete ottenere tutto quello. ch

Jete? magari con la — Cerco di prendermelo ugualmente, forza o col sotterfugio. — E se non vi riuscite? mi si accontenta. non finché bile insopporta — Divento — Non potreste essere -più donna..

. — Mi batto con le armi che. posseggo..

nostro col«Vorrei che mammà avesse udito questo edificata ». rimasta loquio, — pensò Berto, — ne sarebbe pensò alla docilità E per tutto il viaggio in macchina affettuosa, e perelegante di Pamela, alla sua remissività e giustificate e fino alle sue ribellioni, sempre logiche poteva accettarle 0 intelligenti anche quando egli non

mostra inammetterle, come quest'ultima storia della

sieme con Cappanera. Ne avrebbero discusso insieme al suo ritorno, e l'avrebbe certamente persuasa a desistere da un progetto che personalmente lo umiliava, Egli non pensava, nemmeno vagamente, che Pamela avesse bisogno di lavorare per vivere, non pensava che una mostra in quelle condizioni poteva risolvere il problema materiale della sua vita. Pamela viveva al disopra delle necessità materiali, e pur controllando giorno per giorno la modesta vita che ella conduceva, non pensava che quella modestia fosse figlia della povertà, ma d'una particolare maniera di vivere artisticamente. Berto s'era rasserenato un poco, nei confronti dei compagni di viaggio, al ritorno. Il pensiero di rientrare nella vita di Pamela, di riprenderne in un certo modo le redini, o per lo meno il controllo, lo tranquillizzava anche se conservava dentro di sé, intatto, il suo risentimento.

«Non ‘bisogna lasciar troppo sole Je donne, — rifletteva, — non c'è mai da fidarsi delle loro immediate e inattese reazioni. Pamela sapeva, o per lo meno intuiva che Cappanera era proprio l’unico dei suoi amici che poteva darmi noia perché è innamorato di lei e lei lo sa... E chi sceglie prima come modello per un suo quadro che fa tanto chiasso, e poi come compagno di mostra? Cappanera. È un dispetto studiato apposta contro di me, 0 si ribella? Posè soltanto il caso? E perché al caso nonproposito, che non so credere che non lo abbia fatto di a finire pensi a dispiacermi... Ma allora dove sono andate intuitiva, sensibile, je sue eccezionali qualità di donna

buon: ‘Appena arrivato non poté correre subito da Pamela. Mammà e la famiglia lo avevano sequestrato, Disfare e rifare î bauli perla campagna varesina, prepararsi per la ‘caccia. Per due giorni non ebbe un momento di tempo per sé, né volle recarsi da Pamela, la sera, dopo una sono giornata sfibrante e irritante. « Pamela non sa che quanArrivato, — pensava per assolversi, — le telefonerò do mammà e Lalla saranno partite e potrò recarmi da

lei senza destare sospetti. Mi accorgo che mi sorveglia= no. Vogliono scoprire il motivo della mia irritazione tripolina. Ma non sapranno nulla. Rimarrò a Milano qualche giorno ancora per via dell'ufficio. La scusa è logion e accettabile »

Pamela, invece, sapeva che Berto era arrivato. Lo ave va saputo indirettamente da un collega pettegolo che le

aveva parlato di Lalla e di conseguenza di Berto e del-

la loro crociera in Libi — Si sono divertiti... Belle ragazze e la suggestione dell’Africa... Figuratevi che cosa può realizzare un: uomo intelligente che possegga un po’ di immaginazione. Per due giorni e due notti Pamela lo attese, sussultando a ogni squillo di campanello, attenta a ogni passo sulle scale, pronta a ogni chiamata telefonica. Poi si rassegnò. «Non voglio impazzire... non voglio impazzire... S'è proposto di farmi perdere la ragione, ma sbaglia... Che cusa gli ho fatto? Perché mi tratta così? Se è in collera con me, poteva venire, chiedermi spiegazioni, sgridarmi, trattarmi male magari, ma non tacere in questo modo odioso., Questo non lo posso tollerare». Attraversava un periodo inquieto e stanco. Uno di quei periodi che nella vita d'una donna

sono peggiori delle

peggiori disgrazie. Non aveva quasi più denari, e già cominciavano ad accumularsi i piccoli debiti. Di vender quadri in quel periodo di fine dell'estate, non c'era da sperarlo. E le giornate passavano pesanti e opache. ll denaro diminuiva, «Lo so che non posso vivere col piccolo mensile che mi manda il babbo, lo so che mi sono messa a spender troppo, ma come tornare indietro? E dove trovare clienti che comperino dei quadri? Non posso: prendere la gente per la gola: «0 mi comperate un quadro o sparo! E nemmeno posso fermare la gente per la strada: eScusate, non vorreste acquistare un paesaggio del varesatto, a olio, già in cornice, quaranta per sessanta? ve lo dò per poco, a prezzo di liquidazione... ».Oppure: «Avete


si sentiva armata contro di lui come non era mai stata. L'esasperazione di prima permaneva în lei e latensione nervosa di due giorni di attesa era ancora viva e dolonav . Riempiva coi sogni il vuoto di quella sua rosa. esasperante attesa. Affacciata a uno dei grandi. finestro— Per esempio? — chiese Pamela, ma sapeva perfetni del suo studio, aperti sul cortile, i gomiti sul davantamente a quali fatti e a quali decisioni eglisiriferiva. mio cuore, e non c’è atto della mia vita che non zale e il volto nelle mani, Pamela attendeva suo mal- Voleva però che tutto fosse precisato, per non incorrere ‘un atto di devozione a te, anche se qualche volta grado, e non s'accorgeva che spesso parlava ad alta voce. in equivoci. È sembra che qualcuno dei miei atti sia un'affermazione sua vita s'era di nuovo chiusa nella strettezza delle — Per esempio, — ribatté subito Berto continuando sue misere possibilità: aveva già cominciato a ridurre a macinare il caffè, — cominciamo dai fatti: quell’inpranzo serale a un semplice caffè e latte, a rinun- contro combinato a Varese con Cappanera, complice ziare al cinematografo, a usare cipria di minor prezzo, forse involontaria tua madre... ma s'era comperata una pelliccia di talpa nera che do— Ti prego di non mettere in dubbio che l’incontro è | veva pagare a'rate mensili. Tornata a Milano dopo il stato casualissimo, sotto i portici, a Varese, mentre riposo în campagna, s'era detta che non poteva trascor- con mamma... rere un altro inverno insieme con Berto senza una pel— Un momento... — interruppe Berto, — un momento. licia, e l'aveva acquistata, senza troppo riflettere, fidanForse, voglio ammetterlo per pura bontà d'animo, non c'enella sua buona stella. Aveva commesso una' follia: ra premeditazione daparte tua, mada parte dilui... da nostre due esistenze stanno al margine d'un circolo chiulo sapeva, Ma l'aveva commessa di proposito, in un moparte di Cappanera? Non vorrai farmi credere che egli so nel quale noi due, innamorati, ci incontriamo, Nel cirmento di calma spirituale, in seguito a un ragionamento ignorasse il tuo soggiorno in casa della mamma... colo chiuso noi siamo due creature che ignorano quello — Oh, Berto, Berto... che ne so io? Ma so questo con che le altre fanno al di là del limite del loro mondo sen| della scorsa stagione, maltrattato dal tempo e dall'uso, certezza: che se avesse pensato a me, che se avesse vo- timentale. È così? È vero? non poteva più servire per le grandi occasioni. Ed ecco la luto- parlarmi, mi avrebbe telefonato. Nessuno glielo — rispose Berto seccamente. Egli capiva ora | necessità d'una pelliccia, sia pure modesta come Ja proibiva. Quando lo abbiamo veduto era: evidente che che ilNo,ragionamento di Pamela tendeva a eseluderlo dal| pélliccia di talpa, ma indispensabile. non s'aspettava di trovarsi di fronte a_me a giudicare la sua vita e non voleva, Ripeté, con l’ostinazione dei | «Se questo mese non vendo nulla, non potrò pagare dalla sua sorpresa, Egli sapeva che la villa della mamma bambini che vogliono aver ragione a tutti i costi: — No. |_Îl trimestre d'affitto, — pensò, osservando una formica è verso il Sacro Monte, noi ci siamo incontrati in VaresePamela finse di non averlo udito. Gli porse la chie| che s'affaticava a trascinare una grossa briciola di pane, città. $ chera del caffè fumante, lo zucchero, il tovagliolo. Sor‘afferrandola, tirandola, spingendola, scavalcandola, Parlava vivacemente, sorvegliando il bricco dell’acqua rise con indulgenza: «Uomo, — pensò, — perché non che cominciava a brontolare e guardando Berto con due vuoi degnarti di ragionare sola volta col cervello | \un misterioso deposito, — e-se non pagherò il trimestre occhi inquieti, sgomenti, supplichevoli. In fondo al suo d’una donna invece che col una tuo prepotente egoismo? ». | d'affitto anticipato non'avrò il riscaldamento, e la porti- sguardo c'era una luce di compatimento che non riusci- Disse: È ‘naia mi guarderà come se fossi un essere spregevole. va a sopprimere. Pensava: «È uno sciocco... perché non — Un «no come questo, non spiega nulla. Noi ab| Mi sembra di essere come questa formica, ma la mia bri- vuol capire... che cos'è questo partito preso contro Cap- biamo vissuto finora nel nostro chiuso recinto d'amore (ciola di pane è la vita... così più grande di me, così pe- panera? Sa perfettamente che fra me e Cappanera i rapci siamo mai occupati di quello che siamo al di sante per le mie forze che non so più da che parte affer- porti sono puramente amichevoli, ma vuol divertirsi a elà non del circolo incantato. Perché? C'è un solo perché. tarla per trascinarla avanti. tormentarmi e a tormentarsi. Ebbene si tormenti, se vuoPerché mentre noi possiamo essere uniti felicemente es'accorse che Berto aveva attraversato il breve le, ma mi lasci tranquilla. Ho altre e più gravi preoc- compiutamente in quell’atmosfera d'amore, siamo fordel cortile. Egli arrivava» di ‘corsa e non aveva cupazioni, io, a cui pensare... Che non tocchi la mia moseparati al di là del limite. E delle creature itò il capo a guardar su. Quando Pamela udì suonare stra... ora.. che non si metta contro questo mio pro- zatamente che siamo, separatamente, ciascuno nella propria strada, | dl campanello della porta, era così lontana dal pensiero getto... Dovrei ribellarmi. Io non posso fare a meno del- ciascuno nella propria casa non abbiamo parlato mai, | di Berto che non immaginò che fosse lui. Chiese, prima la mostra, Ho dinanzi a me tutto l'inverno, la pelliccia perché non ci interessavano, perché non esistevano fino | di aprire: Chi è?». da pagare, l’affitto, il riscaldamento, e ho bisogno di due Tu non m'hai mai parlato di te, — Sono io, Pam... Berto. — E mentre Pamela apriva, paia di scarpe.., Non posso fare a meno della mostra. adellaieri, tuafino vitaa oggi, di ogni giorno; conosco vagamente il egli aggiunse: — Occorre la parola d'ordine, ora, per Lo so che cosa pensa, in questo momento, lo Pensa genere delle tue occupazioni, i nomi dei tuoi entrare în casa? — E si guardò attorno come se dovesse che lo disapprovo, che lo giudico, e questo lo irrita. Ma amici, non so quali sono i tuoiignoro progetti futuri. Al di | Scoprire qualcuno nascosto dietro un-mobile o dentro che cosa posso fare, mio Dio, che cosa?», là dell'amore, soltanto ora mene accorgo, tu mi sei qua| un armadio, Berto diceva: si sconosciuto. E, del resto, io non t'ho quasi mai parPamela era rimasta immobile, attonita, a fissarlo co— Comunque confessa che Cappanera è uno degli amilato di me, del mio lavoro considerato nel senso mateme se non lo riconoscesse o come se egli tornasse da un ci che preferisci. riale ed economico, non t'ho mai detto quali sono le | viaggio nell'altro mondo. Le — Confesso, confesso, e con piacere... È l'amico che mie ambizioni, le mie risorse, le mie difficoltà. Per la | Che cosa ho di eccezionale da sbalordirti? — chie stimo di più: come uomo e come pittore. È l’unico uo- prima volta oggi t'ho parlato del mio amore nei confronti || se Berto, e richiuse la porta dietro. di sé. mo che vorrei avere vicino nella vita' se fossi sola. Per- delle mie idee di libertà e di indipendenza, |__— Non t’aspettavo, — disse Pamela, — non ti aspettavo ché non dovrei confessare questa innocente verità? — Credevo di sapere tutto di te, di non dover apprenbiù.. E mi pare impossibile che tu sia qui, dinanzi a — Perché non aggiungi che è «l’unico uomo che amedere più nulla... mme.. — Non cera stato fra loro nemmeno uno slancio resti » se.. Ammesso che questo «se» possa esistere... — Come si può sapere «tutto» d'una creatura? Apchè li avvicinasse: — Questo è il terzo giorno che sei esista... pena tu sai tutto, ecco che quella creatura è già lontana, arrivato, «Imbecille, — pensò Pamela. — Non-appena l'uomo è ha già sognato, pensato cose che ella stessa un momento. —E questa non è l'accoglienza che mi ‘aspettavo. ._ geloso diventa òttuso, irragionevole. Il buon senso scom- prima ignorava. Non sai nulla di me, caro. Nulla, o .— Che cosa volevi? Che intonassi un inno di gioia ap: pare e la logica annega nella cattiveria stupida. Come quasi. Ma non credere che vi sia molto da scoprire e ‘pena mi sei apparso? Da due giorni non vivo che di donon capirmi se mi ama? Come può non capirmi se da sapere. La mia vita, nonostante sia stata appartata e mmande senza risposta, Credevo d'impazzire. Perché non può crede nel mio amore? Qui è questione soltanto di fiducia, Wiene? Perché non telefona? Perché non mi serive due O crede nel mio amore e allora tutti i dubbi: sono as- solitaria, è a conoscenza di tutti, Il mio bene, e il.mio. righe? Ha fatto quello che ha voluto: mare, crociera... surdi, 0 non crede nel mio amore ‘e allora... allora ini- male hanno fatto cronaca nel mio ambiente e al di là di esso. In ogni modo anch'io non so nulla di te, e belle ragazze, e silenzio. Ma ora è qui, ora è arrivato; tile- amarci senza fede... a. certa che, se sapessi non quello che fai, ma ora è nella stessa città dove sono io: e non sì fa vivo. Gli tolse di mano il macinino del caffè, e vuotando la sono quello che pensi, dovrei ogni giorno, piangere di dispeNon, corre da me, subito, appena lasciate le valige in polvere già macinata nella. caffettiera, disse, trattenendo razione, Io non voglio saper nulla. Io ti amo così come casa... Nulla. Ho atteso una telefonata durante due not- la voglia che aveva di picchiarlo: sei, per quello che mi dai, per quanto mi piaci, per la ti, senza dormire... Nulla, Silenzio, Impazzivo... — Non credo che potrei innamorarmi di lui, ora, nemvita, e per l’amore della vita, che mi hai portato... Non _ Aveva parlato febbrilmente, accavallando le parole, meno se tu non fossi nella mia vita. L'impedimento non interrompendosi quando le mancava il respiro. Aveva le è in te, è in me, Se dovessi dar retta al buon senso do- so se ti conosco bene. Non ho presunzioni da far valere proposito... Ma cerco di intuirti nelle tue lacune, di | lacrime nella voce, come se stesse per piangere. Berto vrei amarlo, ma non posso, perché ti amo, e anche se in perdonarti' nelle tue distrazioni... Io che in amore sono non parlò, l’afferrò ai polsi, la scosse, poi la prese fra lasciassi, continuerei ad amarti. È più forte di me. intollerante, con te divento pazi rassegnata, umile. le braccia e la fece tacere con un bacio. Quella bella tu— miPerò, amore a parte, lo sposeresti. sono domandata spesse volte, il perché di questo | donna fremente di collera, di rivolta, di dolore, di pas— Credo di no, — disse Pamela fissando dinanzi a sé, Mi mio insolito atteggiamento, Ho trovato una sola risposta, sione, di umiliazione gli piaceva in'quel momento più come se parlasse a se stessa. — Credo di no. Sono persuadella sottomessa Pamela di un tempo. Era contento che sa che Cappanera possa essere un marito ideale per assurda, irragionevole, persuasiva, magnifica: perché ti amo. Affermazione indiscutibile, dinanzi alla quale la mia avesse sofferto, che soffrisse ancora, che avesse il cuore una donna come me, ma io non mi sposerò mai. Amo pieno di rancore contro di lui. Sarebbe stato più dolce troppo la mia libertà, troppo la mia indipendenza, per anima ha dovuto sempre inchinarsi. Perché soltanto con te, e soltanto per te, posso entrare nel miracoloso circolo | e însieme più arduo placarla, dominarla, assoggettarla. pensare e per accettare l'idea del matrimonio. Il giorno chiuso dell'amore nel quale esiste la felicità: la nostra Ella tentò di ribellarsi, Per chi la prendeva? Davvero in cui mi decidessi a dire a un uomo: «sposiamoci», . | credeva di risolvere tutto con un bacio? Possibile che quell'uomo potrebbe essere sicuro di essere unico nella felicità. — Poesia... — disse Berto con un tono di scherno. | gli uomini, nella collera, non vedessero che un incitamia vita, e degno di accettare il dono più prezioso ch'io Si sentiva battuto e non voleva ammetterlo, ma nom ‘mento all'amore? possa offrire a un'altra creatura: l'indipendenza. Perché trovava nemmeno argomenti validi per controbattere Egli sentì la sua ribellione, ma le impedì con la forza io concepisco ancora il matrimonio alla vecchia madi Pamela. | di allontanarsi da lui. E a poco a poco ella cedette. Non niera, e non come un'associazione di affari, sia pure di quelli — Se tu m'avessi detto quello che io ho detto a te, parlarono più. Abbracciati, si ritrovarono subito, si rico- affari sentimentali, nella quale i due soci hanno la stesin questo momento sarei ai tuoi piedi in ginocchio. mobbero, come se non vi fosse stata alcuna interruzione sa autonomia, gli stessi doveri e gli stessi diritti, Riconei loro rapporti, e la lontananza e il reciproco risenti- noscerei la superiorità del marito al quale affiderei ogni disse Pamela con accento desolato, Rinunziava a discutere, era stanca. | mento avesse acuito, invece di placarlo, il loro bisogno responsabilità, ne accetterei il dominio, ubbidirei senza | di stare vicini e di amarsi, — In parole povere: io non ho capito nulla di quello. ribellarmi, cercherei di rendergli la vita serena anche Più tardi, ridivenuti amici, fumarono insieme, seduti se dovesse costarmi sacrificio, sarei moglie e madre nel che hai detto, — Nulla è troppo. Diciamo che capisci soltanto quello. | sulla stessa poltrona, la sigaretta della pace. Si sorrisero. senso animale della parola, nel senso morale della legge. |.

Egli aveva ritrovata la sua Pamela appassionata e docile,

|

forte. Nella casa s'era ristabilita l'atmosfera

la aveva ritrovato il suo uomo giovane e prepotente, al | quale bisogna cedere senza ribellarsi perché è il bi di prima

| delle vacanze, la quieta atmosfera di tenerezza che ad| dormentava tutte le inquietudini e appagava tutti i desideri. |__— Ora ti preparo un buon caffè, — disse Pamela, spe‘gnendo la sigaretta. |__— Abbiamo bisogno di parlare a lungo, noi, — osservò | Berto, seguendola nello stanzino-cucina ‘e macinando il caffè mentre ella metteva l’acqua a bollire. Egli aveva cominciato a parlare con un tono polemico che era immediatamente dispiaciuto a Pamela. — Sono accaduti avveniment: che non approvo durante la mia assenza, so| no state prese decisioni che non ammetto.

Egli abbozzò una specie di inchino.

— Ledevolissime idee, — disse con un tono che dispiacque a Pamela. — Ma parliamo del presente: nell'indipendenza in cui vivi oggi, tu pensi che tutto ti sia permesso. L'uomo che ti ama che è in un certo modo nella tua vita non conta nulla. Ella versò l’acqua bollente nella caffettiera con gesti prudenti. Si udirono subito le gocce frettolose che fil-

trando attraverso la polvere cadevano nel bricco vuoto. Un buon profumo di caffè esalò dal beccuccio del bricco,

— Non è precisamente così, ma quasi, — ammise Pamela, disponendo le chicchere la zuccheriera e i tovagliolini su un vassoio, E, notando il volto contratto di Berto, aggiunse subito con voce improvvisamente dolce: — No, » ti prego, inutile esaurirci in una scenata di geNon ne vedo il motivo.

che vuoi, quello che ti conviene capire, passando sotto. silenzio tutto il resto. s

— Senti, Pam, — disse Berto con un'improvvisa energia. — In tutta questa discussione oziosa per me, c'è

qualcuno

che lasci in disparte e del quale non parli,

qualcuno che la discussione ha provocata: Cappanera.

‘Ammetti che prima di prendere un impegno importante:

come quello d’una mostra con i vostri due nomi uniti, avresti dovuto

parlarmene,

chiedermi

il permesso,

do-

mandarti almeno che cosa ne avrei pensato io... 0 io non conto proprio nulla per te.

— L'ho pensato, Berto.. ma tu non c'eri, e le buone occasioni non bisogna lasciarle scappare. — Bisogna

vedere

sua, di Cappanera. (Continua)

se la «buona

occasione»

è tua o.

MURA.


47

GUERRA

ALL'OVEST

A MENTONE MMASÎIANA (NOSTRA A

CORRISPONDENZA

cui guardasse

dal mare,

PARTICOLARE) pochi giorni dopo la stipulazione

dell'armistizio

ira

la Francia e l’Italia, Mentone appariva come una città addormentata, Chiuse

le case sulla calata e sbarrate le porte dei palazzetti, a prima vista i guasti non A sembravano molto sensibili. L'aria della riviera, tra gli altri suoi pregi, ne ha uno inconfondibile, e bisognava che il tempo lo rimettesse alla prova: i fumi del combattimento e gli odori della battaglia che spesso si annidano con tanta tenacia in fondo

alle valli, nelle zone rivierasche vengono spazzati immed.atamente dal vento e dal

salino. La vegetazione ricchissima purifica l’aria, e il sole, dove più splende, quasi cancelia o annulla i disastrosi effetti della mitraglia. Mentone, dunque, di primo acchito appariva come una città addormentata, un paese deserto dal quale gli abitanti fossero usciti di comune accordo abbandonando le case all'ora tale del giorno tale, Ma poi, percorrendo all'interno le vie della città, e più esattamente le strade che conducono a monte, era dato avvedersi che si trattava di

una città evacuata, e rapidamente, La guerra era giunta improvvisa, oseremmo dire insupposta nei suoi effetti; e l'esodo dei cittadini doveva essersì ben presto trasformato in una fuga vera e propria. Undici giorni dopo la dichiarazione di guerra, abbandonato l'atteggiamento difensivo, gli italiani passavano decisamente all'offensiva, Mentone

era in pericolo. Bisognava andarsene senza perdere un minuto, portando con sé le poche cose consentite dal tempo brevissimo e dall'esiguità dei mezzi di trasporto.

Mentone, che da poco più di due settimane è ritornata a far parte della novissima

Italia, era vecchia Francia, Vecchia nelle case che sono ben conservate ma denunziano

per la maggior parte il gusto architettonico della fine del secolo, qualcosa che ram-

menta gli edifici delle Esposizioni universali tra il 1900 e il 1906; vecchia nello stile dei suoi negozi, delle sue cancellate, delle sue lampade per la illuminazione pubblica; vecchia, a giudicare da quel che è rimasto sulle strade, nei suoì mezzi di trasporto, Soprattutto sulla via litoranea si incontrano qua e là biciclette, motociclette, automobili e carrozzini abbandonati. Sono macchine a due posti, macchinette utilitarie munite di

cofani inverosimili, con ruote e accessori rnolto simili a quelli che ogni poco appaiono nelle mostre retrospettive. A guardarle non si capisce se furono abbandonate

per la

loro poca capienza, o se rifiutarono di mettersi in moto. Dovevano essere abituate a

camminare sulle strade liscie, senza nemmeno l'ingombro di una foglia risecchita; la guerra, invece, ha sconvolto il terreno davanti alle loro ruote pacifiche, dovunque sono caduti calcinacci, vetri spezzati, schegge di granata, rami enormi avulsi dagli alberi feriti che attraversano la via come barriere improvvisate. Questa è la Mentone degli ultimi giorni di giugno, E più ci si inoltra verso il monte, più si comprende quanto dura dovette essere la battaglia, quanto accanita la difesa. Gli italiani arrivarono di là, dalle balze erte e petrose. Arrivarono all'improvviso, quando ancora i difensori aspettavano di vederli comparire sulla strada della Cornice

lungo il mare, ed era tardi perché fosse possibile respingerli. I soldati e le camicie nere del XV Corpo d'Armata, attestato sull'ultimo tratto della nostra frontiera occidentale, mettevano piede nella città redenta. Queste

truppe, che rappresentavano

l'estrema

punta

dell'ala sinistra della Prima

Armata, schierata dal Monviso al mare agli ordini del generale Pintor, Armata che faceva parte del Gruppo alle dipendenze del Principe di Piemonte, erano comandate dal generale Gambara; nome ben noto agli italiani, legato ad alcune fra le più cospicue azioni militari combattute dai nostri legionari in terra di Spagna. Il XV Corpo d'Armata era composto dalla Divisione Cosseria e dalla Divisione Modena, oltre che dal 15° battaglione mitraglieri di Corpo d'Armata. La Divisione Cosseria era formata a sua volta da due reggimenti di fanteria, l'89° e il 90°, e da due bat-

La piazza principale di Mentone: il monumento eretto da francesi nel 1891 per ricordare l'unione della città rivierasca alla Francia. La base del monumento è stata colpita dall'artiglieria nella parte posteriore mentre la cancellata è andata distrutta. Il resistentissimo fronte del versante

rivierasco

francese

fu dunque

sfondato

con

veri e propri urti di rottura, e guadagnato palmo per palmo mediante gli attacchi delle

punte

avanzate

di

intiltrazione

che

già

costituirono

la

caratteristica

delle

truppe operanti nella Spagna rossa al comando del generale Gambara. Questo particolare modo di attacco, che è peculiare della guerra di movimento, ha consentito alle truppe

italiane

di avere

ragione

del

sistema

difensivo

nemico

unanimemente

giudicato formidabile. E ha consentito ai componenti di ogni singolo reparto di mostrare quanto profonda fosse in essi la volontà di vincere, quanto lo sprezzo del pericolo, e quanto il coraggio che si è manifestato in numerosissimi atti di valore in-

dividuale.

Ancora nei primi giorni di luglio a presidiare Mentone non erano rimaste che poche truppe italiane. Mentre da Bordighera a Ventimiglia tutte le città del versante italiano e i paesi evacuati si rianimavano per il ritorno degli abitanti e le strade erano ingombre di carrette, di automobili cariche di materassi e di suppellettili domestiche, e le case si riaprivano, si spalancavano le finestre, si accomodavano e sì sostituivano i vetri infranti, Mentone sembrava assorbire in un immobile letargo tutte le ferite infertele dalla battaglia. Queste ferite sono più gravi e dannose nella parte superiore della città e sono state cagionate per la maggior

parte dai proiettili francesi. Era quella la direzione seguita dalle truppe italiane per calare nella città italianissima, era quello l'obbiettivo che l'artiglieria avversaria aveva in animo di colpire più a fondo. Non furono economizzati colpi di medio e di

grosso calibro, e certo il tentativo di arrestare la nostra avanzata non tenne conto

dei danni che venivano recati alle case e ai beni dei civili. Pochi istanti prima del bombardamento le porte e le finestre di tutte le case erano sicuramente chiuse.

i Rosi, i Cosseria incontravano tenacissima resistenza da insericrzzo teecizina peoquello Dividone Conve delDivisione 1yporti della Fe, Ri gico i cui capisaldi poggiavano su tre gruppi di fortificazioni. E per essere esatti: di Mentone che non sono rimaste chiuse, non sono aperte. Sono squarciate, sfondate

I proprietari se ne andavano senza sapere chi le avrebbe riaperte, col segreto timore

dominavano il golfo fino a Bordighera; Gi Cap Martin, fornito di pezzi pesanti che 1140, fornito di numerosissime quello di Roquebrune; e quello di Mont Agel, a quota il sistema fortificato nemico investiv Batterie in cupola. Considerato nel suoRoiaassieme, principio delle ostilità ancora appart»(al bassa della valle la completamente al territorio italiano. appartenente Crosia Val la e francese), Sente al territorio o ‘Giunto improvvisamente alle nostre truppe l'ordine di abbandonare l'atteggiament ebbe inizio difensivo e di passare subito all’offesa, l'azione del XV Corpo d'Armata oltreché dal fuoco contrastata, il 22 giugno. Azione durissima, aspramente combattuta, reticolati, da numerose postazioni delle batterie, da un profondo sistema di

di mitra-

di grande importanza Sliatrici e da altri centri di resistenza fra i quali apparve subitolitoranea a pochi metri flisistino Saint Louis, perfettamente defilato, costruito sulla dalla vecchia Dogana. di un sistema fortificato francese era la conseguenza Va osservato che intiero offensivo studiato nei decenni, costantemente perfezio-

in

i ritrovati della moderna tecnica militare, calcolato : bi ‘parte emantenuto nella massima efficienza. i dei nostri comandanti; i quali, pur senza ‘Tutto ciò,naturalmente, era a conoscenza s eventualità rinunziare alla ; piano un. rontato stesso sorpassando si lanciavano con bellissimo impeto all'attacco nea ria che il nemico avi un poderoso cancello anticarro e mentre altri reparti 7

i

irata dalla

i dal Monte La Colla, in venivo llisio,destinate puntavano su Castellar passando della Divisione

direzione del Gran Mondo

zona

montana

verso il quale muovevano

invece i soldati

che ad

aprirle sarebbe stato qualche colpo di granata, arrivato a segno anche se il

bersaglio

doveva

essere

originariamente

diverso.

Le porte e le finestre

della città

e divelte dai proiettili che le hanno prese d’infilata rivelando tutti i segreti dell'arredamento domestico, Camere da letto senza una parete, salotti buoni sconvolti dai colpi terribili con le poltrone rovesciate, gli specchi incrinati e i ritratti di famiglia gettati di traverso, cucine nelle quali tuttavia l'arredamento è rimasto intatto; bicchieri, casseruole e stoviglie, tutto è in ordine. E in ordine sono gran parte dei negozi che adornano il centro cittadino. Scendendo per le stradette di fianco, per la rue Gallieni che in futuro sarà chiamata per lo meno

«via», si incontrano le botteghe degli orologiai, dei fotografi, dei sarti, dei chinca-

glieri d'ogni sorta dei quali così facilmente si popolano i luughi destinati alla villeg-

giatura e alla vita comoda e spensierata. Molte di queste botteghe non hanno nemmeno la saracinesca abbassata.

Attraverso i vetri impolverati si vedono

porcellana,

signora

gli abiti

per

disposti

a

dovere,

i ritratti

dei

i soprammobili bagnanti

di

(sorri-

denti bagnanti della passata stagione) appiccicati uno accanto, all'altro.

E ad alzare gli occhi verso i primi piani si è colpiti da una interminabile teoria di cartelli di tutte le tinte e coperti coi caratteri più diversi che magnificano l'eccellenza del luogo, la convenienza dei prezzi d'affitto, la pace e l'incanto di questo o di quel

quartiere: « Camere vuote», «Due camere ammobiliate », « Buon prezzo», « Scelta

cucina ». C'è anche un cartello che invitava all'Hòtel des Anglais, ma una bomba lo ha colpito.

Per poèò una bomba francese non ha colpito anche il monumento eretto nella piazza principale a memoria del ritorno di Mentone alla Francia. Il monumento è del 1891, scolpito in un marmo bianco gessoso, e modellato da uno scultore prettamente accademico; a guardarlo adesso ci appare un po' freddo, esornativo, e quasi non ci si avvede che la cancellata intorno è stata distrutta dal bombardamento.

‘Mentone tace e in questa sua pausa forzata sì prepara a rinascere italiana. Nei suoî viali deserti non si ode che il passo ritmico delle sentinelle poste a guardia del Museo

è dei palazzi civici. Da lontano giungono confusi i canti delle Camicie nere accantonate sul limite dell'ultima striscia conquistata. Mentone, luglio.


Quando, tra qualche anno, si potrà avere da parte dei tecnici militari uno studio completo sulla battaglia svoltasi al nostro fronte alpino, si avrà modo di conoscere e di comprendere la difficoltà dell’azione e il valore delle nostre truppe. Diamo qui alcune visioni dei luoghi dove la battaglia si è svolta e degli uomini che vi hanno partecipato. . Sopra: Il Principe di Piemonte, comandante” del Gruppo d’'Armate del Fronte Ovest, passa in rivista, in una verde conca della Val d'Aosta, la Divisione « Littorio» che ha partecipato all’accanita battaglia sul francese di Traversette occupato dalle truppe italiane, - Sotto, da siun' ponte costruito dui genieri italiani presso Lenslebourg. po. l’armist strade che furono battute dalle artiglierie vengono rapidamente riattate,


|rti italiani al loro arriv gnon, in territorio francese, fat:


GUERNESEY, 15. NORMANNE

verse®

CHERBOURE

Qui sopra: la carta delle direttrici di di seguite dagli apparecchi delca che martellano Î imi bombardamenti i porti inglesi, i grandi centri industriali e gli stabilimenti per la produzione bellica. - A sinistra: Nave germanica in navigazione nel Mare del Nord. - Sotto: Nemico in vista Una densa cortina di nebbia protegge la flottiglia di naviglio leggero germanico che sì prepara all'attacco di un ile britannico già avvistato rei e segnalato presso le coste atlantiche dell'Inghilterra.

La Manica è ormai diventata un. cimitero dî viazione germaniche vi hanno affondato un dragamine germanico che passa davanti andato a picco presso la costa atlantica, industriale dell’Inghilterro 68


LowesTOLE

aa: P

STA

PER

SCADERE


Le superbe azioni della nostra Arma! ta qerea nel Mediterraneo contro le forze come n detto nel suo vibrante navali inglesi, attuate con l’impiego di trecento apparecchi provenienti del giorno il Capo di Maggiore dell'Asronastic da diverse basi, rimarranno — er Pricolo — memorabili ed hanno confermato ta preparazione, il coscienteordine ardimento e l'entusiasmo deiStato nostri equipaggi. Berorani tformazione nte l'efficienza raggiunta, da bombardamento mentre volando ad alta luminosame quota si dirige verso il nemico.

varii giornali. In tali comunicati, la parte sostenuta chiameremo l’intermezzo fra il secondo e il terzo

dall’aviazione in questo, che

atto della tragedia europea, è sen-

t'altro predominante. Da quindici giorni, con un crescendo progressivo, l'aviazione fel Reich sottopone ad un metodico e certamente studiatissimo ‘concentramenti navali, Gli impianti portuali e i centri industrialibombardamento i dell'Inghilterra.

Dalle azioni di trenta, quaranta, sessanta minuti ripetute una o due volte nei primi subito successivi alla capitolazione

giorni

della Francia,

si è giunti alle azioni di ‘e consecutive di quest'ul-

suoi stormi per la prevista anto metodo le sue azioni tro le basi militari, aeree e navali, su cui lo Stato Maggiore inglese faceva ‘assegni\amento per il suo decantato Air Control da Gibilterra a Malta, da Cipro a Suez, da Haifa a Aden, da Kartum a Mojale, L'obbiettivo principale, su cui la nostra aviazione di tutte le Specialità si è accanita durante queste due ultime settimane, è, naturalmente, Malta. Dal tranquillo rifugio della Valletta le navi inglesi hanno preso il largo da un pezzo. In funzione di base navale, Malta non esiste più sulla carta Strategica dell'Inghilterra. Però la disgraziata isola italiana rappresenta ancora un ponte di lancio dei velivoli inglesi. È necessario che questo ponte di lancio cessi di funzionare, in un modo o nell’altro. I bombardieri nemici che ancora si avventurano sul territorio nazionale italiano (sulla Sicilia, particolarmente) provengono da Malta. Il territorio nazionale a

Nord di Roma è ormai praticamente fuori dal raggio di azione dei velivoli inglesi partenti da basi fisse. D'altro veniente arrischiare delle nelle acque del golfo di Taranto, 0 del Canale di Otranto,.o, tanto meno, nel Tirreno o a nord-est delle Baleari,

minare questo mare chiuso, francesi (metropolitane e coloniali) tanto meno. Al centro e a oriente è rimasta l’Italia, la quale, con la sua marina e la sua aeronautica, dalle basi metropolitane, da quelle libiche e da quelle delle isole dell'Egeo, costringe la marina britannica alla difensiva, alla fuga, ai ripari più remoti. La R.A.F., quindi, più che sviluppare azioni offensive nel Mediterraneo, i ivi

N. 25 Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica: Una nostra formazione da caccia, superando avverse condizioni atmosferiche e forte reazione contraerea, ha eseguito uno brillante azione di mitragliumento sul campo di Hal (Malta), mettendo fuori combattimento gli otto velivoli Far che Di si trovavano. Tutti i nostri velivoli sono rientrati, Un'altra formazione ha bombardato efficacemente le navi inglesi nella base di Alessandria, colpendone diverse malgra. do la violenta reazione aerea e contraerea, Un velivolo da caccia nemico è stato abbattuto, Tutti i nostri velivoli sono rientrati alle basi di partenza. Un nostro velivolo da ricognizione marittima ha attaccato lun incrociatore inglese ed ha abbattuto in combattimento un Welivolo da caccia, che tentava contrastare l’azione. Al confine cirenaico si sono svolti scontri a noi favorevoli ‘presso Musaid. Un quadrimotore inglese è stato abbattuto in ‘combattimento aereo, Nell'Africa Orientale le nostre truppe, respinto l'attacco su [Metemmà, sono passate alla controffensiva occupando la po‘sizione fortificata di Galabat, in territorio del Sudan anglo: legiziano. 4 Più @ nord, superata tenace resistenza, è stata occupata Cassala. Con successivo bollettino verranno comunicati i par= ticolari di questa brillante azione. Sempre in territorio del Sudan sono state molto efficacemente bombardate varie posizioni nemiche senza perdite da parte nostra. Un velivolo inglese in ricognizione su Massaua è stato abbattuto dalla nostra caccia. Risulta confermato da fonti neutrali che nell'azione dei mostri velivoli contro un convoglio nemico nel Mediterraneo orientale, di cui al bollettino n. 22, una nave da guerra inglese è stata colpita in pieno da una nostra grossa bomba.

cendi visibili a grande La nostra caccia ha impegnato combattimento condistanza. la caccia inglese, fuga. Tutti i nostri velivoli sono rientrati. mettendola in Nell’Africa Settentrionale stati bombardati, con rigultati efficacissimi, i campi disonoaviazione Tishidda, Birem= ba e Marsa Matruh, colpendo aviorimesse,di depositi di carbu: tante e distruggendo suolo sei velivoli’ inglesi. Sono state inoltre colpite colonneal motorizzate nella zona a sud-est di Sollum, Tutti i nostri velivoli sono tornati basi. Nell'Africa Orientale, mentre continua alle il rafforzamento dell'occupazione di Cassala, la nostra Aviazione ha eseguito ricognizioni e azioni di bombardamento. Un apparecchio nemico è stato distrutto sul campo di Aroma e sette sul campo di Goz Rogeb, oltre a notevoli danni recati agli impianti. Il nemico ha effettuato un'azione aerea sul porto di Tobruk, vivacemente contrastata reazione dell’artiglieri contraerea della Regia Marina, ladalla quale ha abbattuto tre ve-a livoli. Due piroscafi mercantili scarichi alla fonda sono stati colpiti. Porto Bardia è stato attaccato da unità navali inglesi, che hanno cagionato danni lievissimi agli impianti militari, La nostra Aviazione è prontamente intervenuta ed ha colpito con bombe una unità nemica,

N. 26 Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica: Nell'Africa Settentrionale, attività di colonne celeri e dell'aviazione. Due attacchi in forza del nemico, verso la ridotta Capuzzo e Bir Slemann, sono stati respinti. Quattro mostri apparecchi da caccia non sono rientrati alla base. Nell’Africa Orientale è stata consolidata la nostra occupazione di Cassala, Un'incursione «aerea nemica sulla base di Lugh Ferrandi non ha recato alcun danno, Un'incursione aerea inglese sulla base di Augusta è stata sventata dalla pronta reazione aerea e contraerea, che ha costretto i velivoli nemici a rinunciare all'azione; altra încursione su Palermo è stata iigualmente sventata. Aerei nemici hanno lanciato alcune bombe sull'aeroporto di Catania, golpendo un capannone vuoto e causando qualche vittima tra fl personale del campo.

N. 28 Il Quartier Generale delle Forze Armate comunica: Nella giornata di ieri sono stati rinnovati, con evidenti ef. ficacissimi risultati, bombardamenti aerei delle basi navali di Malta e di Alessandria. Due nostri velivoli non hanno fatto ritorno alla base. Al confine cirenaico scontri a noi favorevoli con formazioni nemiche di mezzi motorizzati e corazzati, alcuni dei quali sono stati distrutti. Un carro armato ed un’autoblindata s0no stati catturati. Da ulteriori accertamenti risulta che du: tante l'incursione del giorno 5 a Tobruk i velivoli battuti ammontano a tre ed un quarto probabile. nemici abi Nell'Africa Orientale nostra Aviazione ha eseguito ricognizioni offensive oltre laCassala, bombardando efficacemente elementi motorizzati. Sono stati inoltre bombardati aeroporti nemici a Malakal e a Perim.

N. 27

N. 29 Il Quartier Generale Forze Armate comunica: Alla frontiera cirenaica delle gli automezzi corazzati del nemico, distrutti in questi ultimi giorni, non meno di 50. Nell’Africa Orientale lu nostra sono aviazione ha bombardato posizioni nemiche nella zona Wajir (Chenia), colpendo un deposito di munizioni. In zonadi Turcana (Chenia), sono stati

è Il Quartier Generale

delle Forze Armate

comunica:

Nostre formazioni da bombardamento hanno rinnovato ieri,

u ondate successive, violente azioni contro le basi aeree è

navali di Malta.

cisione,

Tutti gii obbiettivi sono stati colpiti con pre-

provocando

nella

zona

dell'arsenale

imponenti

in-

il sottomarino,

| accettato. battaglia.

la cui mitragliatrice antiaerea era rimasta con un solo nastro di trenta colpi, ha «affondato » l’aeroplano,

I COMUNICATI DELLA NOSTRA GUERRA

GASTONE

MARTINI

catturati alcuni gregari inglesi. preceduta da un'azione di bombardamento aereo, noGre fruppe hanno un'incursione su Kurmuk le (Su: dan anglo-egiziano), eseguito distruggendo la stazione radio & i to: gazzini. fierei nemici hanno eseguito incursioni su Massaua, Rioua e Zula, causando complessivamente due morti, Un Dire je rito e nessun danno ai materiali. N. 30

alcune navi da battaglia portaerei, di Creta e la costa dell’Africa Settentrionale in rotta verso ponente, Un'ulteriore conferma era data subito dopo da un nostro sommergibile che pediniere avversari.silurava, afondandolo, uno dei tacciono

iadi gitiene che una nave — probabilmente battaglia — dinoltata affondata, Tutti i nostri velivoli sono darientrati meno ino gostretto ad atterrare in territorio greco con l'equipagg io incolume.

popo una breve intensa azione di fuoco il nemico rinungiava ai suoi obbiettivi si allontanava verso sola nostra unità navale eè stata Una colpita. Le avariesud-est. sona ripaTabili in pochi giorni. Nel combatti mento sono rimasti etici

sue unità. Il nostro caccia l'equipaggio è salvo. Un nostro sommergibile non è tornata alla base. Lo stesso giorno 3 un’altra formazione navale inglese partita da Gibilterra con rotta Mile: pata nella giornata veniva segnalata dalla nostra aviazionenordest. a sud delte Baleari era sottopostadelper9 tutta la giornata all’azione violente gi nostre formazioni da bombardam ento con evidente effica» issimo risultato. Tre apparecchi non hanno fatto ritorno gi loro aeroporti.


.A VEDOVA FIMIDA NOVELLA

cucina n sorvegliare la donna (avevan

servizio),

tore », un

vincita, gli parvero

che

TECCHI

di un

aveva

alto posto

trascorso

le ombre, Passuta la sessantina, quando

vita

girando da un capo all’altro d'Italia, si può dire che

fosse avvenuta in incognito, Era spirato in una notte d'inverno, freddissima,

quella città dove nessuno lo conosceva, all'ultimo pi no di un grande casamento, ancora in costruzione. Che

stranezza anche quella. morte! L'ultima del povero

morto «illustre ». Il vecchio magistrato non aveva avuto pace negli ultimi. anni; specie dopo la pensione, quando sarebbero dovuti arrivare il riposo e la quiete, era fuggito di città în città, di dimora in dimora. Anche

filo s'era spezzato...

forse un

Ella era dovuta discendere

scapi-

gliata, discinta, «come una serva », giù per quelle »

le che erano ancora ingombre caleinacci, con le fi mestre che non chiudevano bene, in mezzo a opere di muratura

e

di

deorazioni

non

ancora

terminate.

E

quando era risalita, il marito, che la voleva sempre in ordine perfetto, l'aveva accolta — a lei parve così, ma forse egli aveva già cominciato a perdere la conoscen» za —

con

uno

sguardo

di rimprovero.

La terribile

parola «serva », che per tanti anni era stuta evitata

ciata dalla

superiorità

fisica di lui,

Era

stato

finiti i trent'anni,

ella era

ita, spaventata da quella fine e

da tutta la vita, trascorsa

un

gigante,

settant'anni,

poco

prima

membra,

po’ ossuta

con

lui. Intimidita,

morale,

intellettuale

l'illustre defunto: che

la duplice

schiac-

e perfino anche

si

malattia

salisse e l’abbattesse, aveva conservato un'asciuttezza di un

e imponente, che ben

nell'alta

statura,

ma

Ne aveva studiato fin da giovine la psico

logia, le eventuali anomalie e i pericoli, aveva perfino fondato, insieme con altri colleghi, un istituto benefi-

co. L'amara ironia della vita, forse una cieca improvvisa rivincita dell’istinto sul suo rigorismo morale, avevan voluto che proprio di una minorenne egli, già oltre la maturità, s'innamorasse.

Era venuta, questa servetta, sui quindici anni, dalla campagna. Improvvisa come una folata di vento, ella

i

installata

con

gran

disinvoltura,

come

se fome

una padroncina sicura di sé, nella vecchia casa, piena di libri e di austerità: spolverava e metteva in ordine, cantiechiando tutto il giorno, pronta, però, ad adomsuo labrarsi, a rimanere sospesa e senza fiato nelgrave del intimidita e arrùffata, se la voce voro, tutta contrapadrone la chiamasse dal suo studio. Questo curiosità sto non volgare fu il primo che attrasse ladegli adodel commendatore, studioso della psicologia

e tanta allescenti. Mai egli aveva visto tanta timidità

legria schietta, unite i f orfana Leggera come una piuma — una biondina, e volante, epdi padre — con una sua grazia ingenua în perfetto, corpo un di costruzione pur solida nella conquest'altro sbocciava: Phi la donna dolcemente

dell’uomo, trasto fu il secondo che prese l’attenzione venne la

Poi allora varcante i cinquantacinque anni. soprattutto dei passione: rapida, violenta. Passione i fare, È anche

sicuro, ma

sensi,

dell’anim:

e arruffata,

intimidita

con

a

la passivi

di passera, cui trema il cuore più rapido nella stretta nell'improvvisa prigionia. con : situazione la te prontamen » zzò Egli «regolari , che parvero un po' rinna generosità, una franchezzatuttavia confermarono, se Hicole ai colleghi, ma che del suo Dur non cera bisogno, la lealtà e dirittura tutta

e morbida, una mano ruvida, ma che pur rimane calda (i

carattere.

iniziato

Veduca-

Già prim n del matrimonio la sua « figliola »zione di quella che eglinte.chinmava seguendo un Brresonna

Rigorosamente, e un

metodo

aveva

severame

prefissosi,

le prime nozioni:

egli prese gusto (a Ampere

di grammatica. di storia, del

modo

alla madre

chey |

vi

VAG

La poveretta era stata messa al supplizio. Prima , uscire, le rare volte che usciva a far la spesa, pi il giornale, andare alla messa, avrebbe voluto

riempirsi la bocca d’acqua, per non avere Ja ‘té zione. d'aprirla, Filava diritta giù per Je scale, mo rispondeva a nessuno, non diceva né sì né np ad ai ma viva; ma quando, varcata la soglia della chiesa, era aspersa devotamente la fronte con l’altra aes

quella benedetta, le pareva, che. ogni. comani della figlia fosse finito. Lì poteva parlare, e si dava al confessore,

«I quattrini, le ricchezze — si permetteva lei: stessa, di ricordare a chi nel confessionale pazientemente]

scoltava

—

fan

perdere

la testa. E sua

figlia ll"

perduta... Non parlava con nessuno, non voleva che @& parlasse con. nessuno. Era-sempre ‘in casa, non. faceva Ila, rilassata in una. specie di, sonnolenza, E pot c'era di peggio: la superbia del diavolo Je aveva toe | cato il cuore.

Non voleva nemmeno

che lei, la made,

rivelasse l'essere suo.» Eppure non si curava di; niente, neppure della grazia di Dio che immeritatamente le |

egli

che lei, la padrona, non si curava nemmeno di vedente, | Tanta grazia di Dio abbandonata... ». %

stesso le aveva impartito. I quali, secondo lui, erano stati incapaci a trasformare minimamente l'anima di lei, eppure ne avevano illeggiadrita con arcana malizia la persona. Quella voce, per esempio, fattasi da argentina, pacata, velata, con venature di dolcezza, come ora gli pareva sensuale e invitante! Quel modo di chinare il vi lendo, su una rivista di mode o di aprire un libro... Con femminile malizia, egli pensuva, fra tanti insegnamenti la moglie aveva scelto solo ciò che le conveniva, aveva preso ciò che aveva voluto prendere. E questo proprio lo ingelosiva, lo rendeva furente. Non voleva quella voce! Non voleva quella pigrizia un po' languida. Non voleva neppure che ella buttandosi su un canapè, aprisse un libro, perché anche quella di leggere gli sembrava una civetteria.

vigorosa

parte della sua attività allo studio e alla protezione dei

sera

che prima

aveva detto chiaramente

voleva stare con lei, doveva mettere acqua in non fermarsi con nessuno a chiacchierare.

era capitata. Perché c'erano, oltre il denaro, dei: ter. |

s’addiceva alla austerità morale

del suo temperamento. Consigliere e poi presidente di Corte d'Appello, lo scomparso avevu dedicato gra minorenni.

degli ‘insegnamenti

lo madree în strettissimo incogi Questa, appena i primi inquilini eran venuti

ivevano

casamento,

do-

spalancate le finestre, si sentiva stanco e corroso dal. la malati il piano, suonasse € stesso, altra volta, con tanta pazienza, le aveva inse gnate, Il tono ingenuo e quasi agreste © ie ella metteva in quelle note, la stessa sua inesperienza, lo calma» vano un po”, lo riportavano indiet un tempo lontano. Ma se lei qualche volta stonava, sùbito si udiva unù risata sardonica, fragorosa, in evi egli tutto il suo malumore, « Sei rimasta una serva », era la parola non detta, ma terribilmente viva, che ella vedeva allora formarsi sull'arco severo della bocea di lui, subito dopo che la risata s'era spenta,

uU neppure

rimasta ii

del marito, cui necrescevano

Solo qualche volta, nelle sere afose d'estate, quando,

nella loro solitudine, ella la aveva vista forma; sull’arco severo della bocca, nelle ore che precedettero la fine.

1 pera giovane,

che voleva fuggire. Lo seguiva,

pentino cambiamento Era geloso anche

inferiori, erano i falegnami. una delle ultime farmacia! Il telefono, messo alla rin-

fusa fin dai primi giorni, non funzionava:

inseguito da un'ombra

lore gl'impeti, tanto ingiustificati quanto profondi, di una furente gelosia.

per morire solo, lassù, in una

un medico, una

la malattia che forse

bionda © leggera, la moglie, spaventata da quel re-

lì aveva cambiuto tre appartamenti. E benché fosse ormoi agli sgoccioli, paralitico e diabetico, era voluto

salire. fino a quel sesto piano,

graziose,

già da tempo covava cominciò a lavorar dentro, egli diventò improvvisamente irascibile, scontento, irrequie to. Irrideva la sua stessa volontà pedagogica. Ne scopri ad un tratto l'insufficienza, l'incapacità a portare una qualche trasformazione essenziale. Quest’ombra, esagerando, la distese su tutta la vita © ne ricavò un'amarezza forte, un'ironia purigente, che rivolse contro se stesso. Scnotendo la' testa, scoppiava ogni tanto in qualche risata fragorosa e terribile. Certe irriverenti in una rivista pedagogica di gio» la nascosta ironia di qualche collega, uno scaccò negli ultimi gradini della carriera, l’affrettata per precipitarono le cose, Cominciò allora quel penoso ‘peregrinare di cità in città, di appartamento in appartamento, como se fosse

della

la sua

ribellioni natural

in un temperamento giovine e femminile. Poi vennero

del marito, del « commenda

pensionato

magistratura,

correre,

le quali la superiorità. della sua giovinezza nell’alcova voleva forse riprendersi un'inconseia timida ri-

ivevaNo in strettissimo incognito, lei e la madre. la morte

La lasciava

dalla cucina allo studio. Perfino certe barriere, che egli improvvisamente scoprì e attraverso

I Anche

tempi di matrimonio, una vecchia, a

lo spaventarono.

‘così giovine e leggera, con un gran fruscio di

DI

BONAVENTURA

ioni — Non è gnora così fine e bionda, e tanto bella!

NTIMIDITA, spaventata, terribilmente sola dopo la morte, ella aveva fatto venire la madre dalla campagna. Mai, se il marito fose stato in vita, avrebbe osato una cosa simile. La madre era venut una contadina ciarliera, sempre in moto, quanto lei; la figlia, era diventata di poche parole e un po’ pigri Subito quel modo di parlare e di muoversi della madre, quel curiosare continuo fra le vecchie cose del morto, quei gesti d'incantata e avida meraviglia di fronte alle «ricchezze » della figlia, le diedero fastidio. Avrebbe voluto rispedirla vin; ma la solitudine di quei primi giorni lo metteva paura. Bisognava piuttosto pensare a frenarla, a non farla ciarlare e spetto golar troppo giù per lo scale del grande caseggiato, che adesso incominciava a popolarsi. Già gli imbianchini, i muratori, i garzoni dei muratori dovevano aver sospettato qualche cosa di non normale negli ultimi tempi della vita in comune col marito: quella loro esistenza tanto appartata © solitaria come se desiderassero nascondersi; quel voler pronto, con tanta furia, un appartamento all'ultimo piano, mentre tutti gli altri erano ancora in costruzione: quelle sonatine verso sera, interrotte da ri ironiche, mentre gli operai stavano per lasciare i voro; e la morte improvvisa, di notte, e quella bara che era discesa giù per le scale non ancor finite, in mezzo a mucchi bianc: calce, a giacche polverose appese ai muri... La curiosità era nata, si può dire, intorno all'appartamento dell'ultimo piano, col nascere della casa. Adesso i primi abitatori facevano capolino dalle sonon ancor verniciate 0 în mezzo ni grandi mosulle spalle dei bili imballati, che salivan lentamente casa facchini; e inquilini e padroni di una attaccavano subito discorso, ogni volta che vedevano le vecchietta, scale dalgrinzosa e segaligna, scendere giù per la serva, l'ultimo piano. Chi era? Era evidentemente bionda; la cavenuta dalla campagna, della signora dicevano — del essi meriera della vedova — così Se era la madre, « primo morto della casa ». Ma no!la madre... se ella stessa aveva detto che era — No, non è possibile!

reni, sì,dei poderi, lasciati

per testamento; dal morto! #

Queste erano le confidenze e gli sfoghi. I c'eran davvero, Il marito, l'illustre defunto, era anelie

ricco. Non solo per i risparmi di una lunga: catrierty ma di suo, per certa proprietà terriera, che in aveva i del tutto trascurato. parte di questa era andata, secondo il testamento, ad enti benefici, ma una

parte

considerevole

era

rimasta

alla vedova.

La

Ila mente della madro contadina, aveva il gran

non curarsene, di

non essere andata ancora a

e la pioggia, era, per grazia

n ti riconosco più, non sei più la mia figlia — le disse un giorno, vedi ll'apatia, in quella onnolenza in eni era caduta. E pensava, Ja com'era quindici anni prima: tutta un frulle d'ali ed allegria. La vedova passava le giornate quasi sempre sola, del marito. L'ombra di lui ancora la tentesca ombra, ci upava tutta la cam, € te quel salotto. Pieno di libri e di scaffali, | ra scrivania nel mezzo, tutta nera come tn il salotto s'illeggiadriva in un angolo per via o doveva essere la piccola biblioteca

di

della

moglie,

scolara,

Questa scansia era ancor: piena donneschi o di quel come eg tendo

istruiscono ». Più

coni, era il pianoforte. La

vedova

sedeva

‘mardava

fra

queste

intorno

cose,

inerte

a sé, s'alzava

e

come

ogni tanto

scrivania (l'abitudine all'ordine, alla pulizia perfetta, im postale dal marito, era diventata in lei come una-cosa meccanica), e poi ricadeva su una poltrona o sul divano, Curioso era il suo stato d'animo, Adesso che poteva essere libera, che poteva muoversi e far quel che vor lo sentiva più legata di prima, Un senso di pena, d'avvilimento grande... P. pur nella timidità enor | me che la legava e che negli ultimi anni di matrimo: _ nio le aveva fatto abbandonare ogni iniziativa, ‘ogni senso d’autonomia, c'era qualcuno che la muoveva, aue | tomaticamente: il marito, Ora si sentiva come una, così | ferma,

Apriva

morta.

un libro, e il solo gesto d'aprirlo, di mettersi

a sedere con la testa recline, di gettare

gli occhi den

tro le pagine, le ricordava l'antipatia, l'ostilità di Jui, E se, nonostante, si metteva a leggere, un altro ricordo saliva

quando, nei primi tempi del matrimonio,

il marito avrebbe voluto che veramente avesse letto con | piacere, che si fosse istruita; ed ella aveva fatto dî tutto per seguirlo, per accontentarlo, sia pure un po svogliatamente.

Adesso

il rimorso

la prendeva,

l'an

sietà di leggere, di conoscere, esagerando a se stesa l’idea della sua ignoranza. Leggeva attentamente; ed ecco in mezzo alla lettura, le appariva; come di là ‘da una barriera lontana, una giovinetta spensierata, legs gera, sentiva un frullo d'ali e d'allegria.. Non poteva _| scavalcare quella barriera, non avrebbe neppure vor luto, anche se le fosse stato possibile, Ma non po- |

teva nemmeno arrivare a esser ciò che il marito voleva. Provava l'impressione di essere stata lasciata a metà strada, come una di quelle bestiole che un rar gazzo prepotente e capriccioso spinge davanti a sé, vor-

rebbe farle correre forzando la loro natura e che pòî, — schiaccia sotto un pietrone, in mezzo alla strada. Si sentiva allora terribilmente stanca, av= ta.

priva qualche volta il pianoforte. Specialmente dî sera, adesso che, verso la fine di febbraio, cominciava ad annunciarsi, timida e scontrosa, la primavera. Sì

metteva al piano; le note, svegliate di soprassalto in’ —

quell’austero salotto, le davano sempre un senso di sol lievo. Ricordava subito con piacere che esse erano’ state l'anica cosa capace di alleviare un po la malin: conia del macito. S'abbandonava alla musica, cercando


di primo

era 7 che il nero le stava bene, ma sperava che quel. V'abito semplice, quasi dimesso, sarebbe sfu al ‘attenzione degli altri, Il secondo pianerottolo che attraversò nella discesa, cioè al quarto piano della casa, eta deserto. Tutti gli usci chiusi... Ne approfittò. per sgattaiolare via quasi correndo sul pavimento liscio e lucente, ma alla fine dell’altra scalinata un uscio era

fagottello rustico e un bastone, che era tutto

Un uomo giovane elegante, la vide mentre scendeva gli

— E una

era pi

aveva detto all'unico conmattina,

presto,

: senza valigia, senza cerimonie, con

aperto, e si sentivano, sul limitare, voci forti, di uomini. © ultimi gradini, ebbe quasi un «oh»

di meraviglia, le

attaccò subito gli occhi addosso, la seguì con lo sguai do desideroso

IV

x sola; la vedova uscì ‘în quei giorni per la

mentre

attraversava

il pianerettolo,

gii

per la scalinata inferiore. Ella ebbe un tuffo: di paura, di sgomento, e insieme uno scatto vivissimo di difesa,

Invece di rannicchiarsi,

come nell’avvilimento grande in cui era si sarebbe

aspettata, eresse con tin moto istintivo di fierezza il busto e la testa, quasi volesse chiudersi in una corazza.

Fu un attimo, e non capì bene che cosa volesse o dovesse diferidere. Ma sentì confusamente che non si trattava soltanto del suo corpo giovane, della sua bellezza. No, c'era qualche altra cosa. Aveva piuttosto

i ipendo: da una finestra nella gran luce delle scale, fede coscienza di quel che ‘faceva: che usciva; che di fuori c'erano il sole, l'aria, gli « altri ». Ne ebbe una ione spiacevole come se commettesse qualche cosa rio: stava bene. Un uscio s'aprì ‘sotto di lei, ‘al o inferiore, e voleva ritornare indietro. Dall’usciò fe fuori un bimbo, fischiettando, che neppure si verso In donna. Questa prese coraggio, attraversò

paura, infantilmente, di poter essere di nuovo acchiap-

pata e legata

da due mani

prepotenti, com'erano

state

quelle del marito. Quando fu in forido agli scalini e

sentì che i piedi erano ancor liberi, che poteva ancora camminare, si sarebbe messa quasi a ridere, tanto la paura era stata forte e puerile.

Il pianerottolo inferiore era pieno di voci di donne.

Anche

questo la rinfrancò, diede

al suo passo.

un

ritmo più calmo

BONAVENTURA

(Continua)

TECCHI

I una donna, anche sempre un agguato.

non gi e Ella no; ma ella era fatta di pre-

ghiere e di rinuncie; e non pensava a marito. n Augusto si accorse dell'ostacolo: e si applicò a superarlo. Fu con lei cortese, quasi tenero. Approvò tutte

le parole —

eran sì poche —

ch’ella diceva: simulò

financo una certa pietà, e una certa dimestichezza con lo pratiche sacre. A poco a poco anche il gelo della ragazza parve fondersi; e mentre talvolta Antonio e Giovanna rimanevano in casa, per tema dell'aprile pio voso, Elena e Augusto uscivano insieme, questi accompagnando quella per un breve tratto, sino alla chiesa

vicina.

Così passarono i giorni, una settimana, due settima-

ne, un mese. E Augusto mai non poté, sebbene ad arte lo tentasse, parlar di partenza. La ‘vecchia rimandava sempre il discorso; accennava che c'era tempo. E Au-

gusto, come cedendo alle preghiere ed alle insistenze,

restava. Così, ogni cosa si risolveva secondo le sue speranze; ed egli si apprezzava più astuto e più sagace che mai. Tanto astuto e sagace ‘che pensò al colpo supremo:

costringere finalmente la vecchia suo-

cera a profferirgli la sua casa per sempre... Per questo, un giorno, egli non si limitò più a vaghe

scaramucce,

ma

affrontò

la

situazione.

Ormai

quanto lo tratteneva in provincia non esisteva più. Bisoghava dunque che si cercasse un quartiere în ci per togliere a loro il

disturbo di quella ospitalità or-

mai troppo durata. Egli credeva di averlo trovato: e quanto

prima avrebbe potuto togliere a loro, come

si

diceva allora in provincia, l’incomodo di quella lunga indiscrezione. Erano a tavola 'sul finire della colazione. La vecchia

signora ascoltò il discorso, e tacque: Antonio ed Elena chinarono, ciascuno dal suo canto, il viso sul piatto, come a nascondere i loro pensieri. Non vi fu che Gio-

vanna ‘a rimanere indifferente. Ella non aveva capito nulla dei disegni del marito, e per lei partire o rimanere era tutt'uno. Ci sono dei reumi, dei raffreddori,

SPIRAGLI

cora, E, per un fenomeno bizzarro, mentre aveva tanto

è dei farmacisti dappertutto...

che

l’uomo.

lore

di perderla,

nulla lasciasse scorgere che qualche cosa di nuovo maturava. Augusto ‘si alzò per il primo; chiedendo

amato la figlia primogenita, da amare per riflesso due.

Che

che l'aveva Antonio

sposata,

non

non

si era

ella, sofferto

più’ attaccata

prendesse

moglie,

an-

il do-

agli altri

né Elena

marito, a lei poco più importava adesso. Le pareva dovessero portare il lutto della sua casa;

B.

NOVELLA DI

COSIMO

GIORGIERI-.CONTRI

lo soltanto, il genero

antico, potesse

aver.

sano, attivo, intelligente ed energico, a

rifar la sua vita...

Così fu tra una ingiustizia che subivano e una indifferenza che coltivavano, che i due fratelli appresero

nronio ed. Elena, i quali madre,

«SERRA

presi dalla lettera del cognato,

î.

annosa

e piena

con la lì acciacchi, in un

y

tetro palazzotto di via dei Servi, furono sorgiunta in sul

principio di quella primavera. Cognato?. Veramente con la morte di Anna, lor sorella, è, più ancora, col nuovo matrimonio del vedovo, ‘vincolo si era spezzato. Resisteva però ancora, per

‘quel giorno che tra poco lu nuova coppia sarebbe per una settimana, o poco più, ospite loro. Non ne fecero tra loro parola. Solo, quando la madre, per cui il ritorno

sposero,

ùna parentela morale per cui il marito. della lor orella e figliola poteva considerarsi come alcuno del-

‘Ja famiglia. La madre non si era.potuta consolare della ‘perdita di quella figlia maggiore, morta sul fiorir. del; di un:mal

sottile, forse contratto

nel gelido pa-

ito de’ suoi: e Antonio ed Elena; di molto più ini, ricordavano ancora la morta, pur non serban-

i rancore al vivo di averla dimenticata fon c'erano

figli:

e l’antico parente

e sostituita.

viveva a Pistoia,

e esser solo gli sarebbe stato grave. E poi, in ri.

sarsi, egli aveva osservato con loro le forme più ‘o della cortesia e dell’affetto. Aveva chiesto, quasi, alla suocera antica il permesso; aveva addotto le rarioni che lo persuadevano a quel passo. E la vecchia ‘pure, malgrado nnî e la clausura e il dolore, ervava spiriti vivaci, aveva compreso; e accordato

i sua

approvazione,

Tanto

più che

Augusto

parlava

l suo secondo matrimonio come di una decisione a Li consigliata più dal ragionamento che dal cuore: e

vecchia, dall'età della nuova:

sposa che aveva pas-

ito di tre o quattr'inni i trenta, aveva arguito che ‘non lo stolido amore ma il ragionevole desiderio, di ‘compagnia e di figliolanza fosse stato la base della

muova

unione.

aQuando verrai ‘a Firenze, ce la farai conoscere », gli aveva ella scritto. « Antonio ed Elena ti salutano e salutano

e contano

di avere

sempre

in te come

un

tello maggiore, come un autorevole e affettuoso con-

gliere... ». Coteste.

le l’uomo

parole sagace

dimostravano

chiaramente

e astuto

saputo

aveva

.il ‘posto un

tempo

prendere tra loro, quando era entrato nella casa triste

ito ‘alla madre, già allora cagionevole e ai ragazzi è tacitumi. Timida e taciturna era pur anco,

tre viveva, accesa l’anima,

Anna, La' sua bellezza non le aveva inspirato

non le aveva nessuna ener-

Cosicché si era spenta tranquillamente, dopo. cin-

que anni di matrimonio, come stanca di avere a porite

chiome troppo pese ie nel corpo gracile.

Adesso,

i due

superstiti,

sul capo;

Antonio

e troppo

ambìte

ed Elena, la ri

‘cordavano mitemente, quando la lettera del cognato; nnunziante il suo arrivo, era giunta. Antonio aveva ventotto anni; Elena era di quattro minore. Nel paJazzotto vegetavano; l'uno intento a scansar raffred-

in | dorie a curarsi di artriti perenni: l’altra occupataloro ‘pratiche di pietà religiosa. Erano più vecchi della madre, quasi; rési inconsciamente dalla noia di quella

troppo uguale, cni per mancanza di. spinta, e debolezza d'iniziativa, non sapevano sottrarsi. La madre, dal letto e dalla poltrona li reggeva, li dominava an-

quasi

— Come

pareva

quasi significare

un

ritorno

ad una

una

voce,

sinceramente:

ne finì come

scusa, adducendo

gli altri giorni, senza

che un affare lo chiamaya

che

fuori di

buon'ora. In realtà, egli voleva lasciarli soli perché decidessero tranquillamente. Ma non c'era dubbio. La

sera, tornando, egli avrebbe trovato la suocera che gli avrebbe

detto:

«Perché

non

puoi restare con noi?

La nostra casa sarà la tua... ». La suocera, infatti, & in camera sua î suoi due

figlioli, subito dopo, e disse loro senza preamboli: °— Mi rincresce che Augusto voglia andarsene. Era una compagnia e può diventare un sostegno. Credo che rincrescerà

anche a voi:

sarebbe

meglio pregarlo di

rimanere, non vi pare? Egli si fa scrupolo di darci noia, ma quando saprà che invece gli siamo grati del suo soggiorno, non vorrà insistere... Sua moglie è simpatica, attiva, per bene.. E poi io vi ho pregato di volerle bene come ad una sorella... I due figlioli parvero assentire. Le loro labbra

sorella.

ri-

peterono macchinalmente, come già un mese prima, le

ella gente di antica tempra e quasi di antichi affetti;

c

di Augusto

della sua figliola dall'ombre del passato, li ammonì di accogliere la nuova venuta come una sorella, essi ri-

col

vcusro non era mutato. Un po’ più calvo, un po”

più pingue. Ma sempre la stessa bellezza provinciale che aveva fatto battere per poco il placido cuore

di Anna;

scanamente

sempre

la stessa parola

sicura e to-

arguta, lo stesso sorriso conscio

della sua

superiorità, La nuova sposa non era né brutta né bell: Pareva

stupìta e inquieta del suo nuovo

stato, stupìta

parole che la madre suggeriva. Come una sorella... Al lora, quella stimò inutile continuare il discorso più a

lungo; e concluse:

— To non so se lo vedrò prima di stasera: e, în quefrattempo, egli potrebbe decidere.

È dunque meglio

parlargli prima. Tu, Antonio, appena lo vedrai... Antonio

già apriva la bocca

per rifiutare. Quest'in-

la che Augusto sì ostinava a chiamare la sua famiglia.

carico muoveva nel ‘suo cuore ‘come qualche cosa di grave, come una gioia, ma anche di oscuro, come un timore. No! No! Egli non potrebbe.. Ma prima di

viso,

aprire le labbra, incontrò lo sguardo della sorella. Era

ed inquieta delle accoglienze che l’aspettavano in quelQuando

che

vide che la vecchia Antonio

signora

la guardava

senza

le faceva buon troppo

timore,

uno sguardo così strano, imperioso, in quegli occhi s-

che Elena taceva senza tropp: lità, ella si rinfran La madre l'aveva baciata all’arrivo, le aveva detto:

bitualmente

guro di conservarlo con affetto e con dignità.

cetta.

— Tu hai preso il posto di una mia figliola. Ti au-

Antonio le aveva stretto la mano. Elena le aveva presentato la fronte. Tutto dunque era andato benis-

simo; e Augusto, la sera dell'arrivo, poté con qualche compiacenza e con qualche volgarità, fregarsi le mani... Poiché anch'egli aveva il suo volgare disegno. La yita in provincia

non

gli garbava; preferiva

città,

Ché, se nel breve tempo del suo primo matrimonio,

egli non aveva professato l’avvocatura, adesso, crescen-

dogli gli anni, il tedio dell’ozio, e la speranza di qualche ambizione, egli voleva dedicarvisi. Per questo, la

casa dell’antica suocera poteva ridiventare la sua:

al giorno che forse sua sarebbe diventata per

fino

davvero,

e per sempre. Antonio non poteva campare: Elena non avrebbe preso marito, Con l’affetto che per lui avevano

già prima e che avrebbero avuto per sua moglie, tutto poteva. comporsi. nel modo ch’egli voleva. Egli non aveva

sposato Elena per un istintivo orrore della. ma-

Jattia, per non aver poi sulle spalle una duplice vedovanza. Ma perché rinunziare a raccogliere nelle sue mani una fortuna che il destino poteva serbargli?

‘Adesso questa che tentava era una prova.

Voleva che

ja sua nuova moglie e l’antica sua famiglia si affiatassero. E fu contento di vedere che, subito, una specie d’intimità nasceva tra la sua donna ed Antonio, com-

plici ‘qualche. timore comune. Anche Giovanna aveva, una paura terribile dei raffreddori e dei dolori reumatici;

e quando

Antonio,

timidamente

ne accusò,

ella si interessò ad essi e alla lor cura. Parlarono insieme di precauzioni e di rimedii; si intesero, si sorri-

sero. Ed

Augusto, liberato

di loro, si diè subito

dal pensiero di occuparsi

a occuparsi

di affari.

Elena si trovò spostata, si sentì più sola: e il suo

malumore abituale e la sua abituale taciturnità si accrebbero. Come, un igrometro, ella parve raccogliere e condensare in sé tutta la ostilità della casa. La co-

gnata le spiaceva, l'intimità di Antonio con lei le pa-

mente

spenti, severo

distratte. E pareva

in quelle pupille abitual-

che volesse

Taci:

ac-

Fratello e sorella uscirono insieme dalla camera;

dire:

e

— Sta bene, mamma.

per un tratto di corridoio non parlarono, come se qualche cosa li dividesse. Ma quando Antonio fu per entrar nella sua camera, Elena lo fermò risolutamente:

—. Tu non dirai nulla ad Augusto — mormorò ella, senza più guardarlo. — La mamma crederà ch’egli non abbia potuto o voluto accettare: Così egli se ne andrà...

e non insisterà più...

— Ma... perché? — balbettò Antonio, attonito. — No-

stra madre

desidera

tanto

che

Augusto

e sua

moglie

fisso. Poi

sillabò,

siano un fratello ed una sorella per noi... La ragazza

lo guardò

lentamente;

di nuovo,

ì

— Sei tu certo di considerare

Giovanna

i

come

una

sorella?

— Che dici? Che dici?

Non osò continuare. Sentiva d’un tratto scoperto il

suo segreto, quel segreto che neppure a se stesso avreb-

be osato confessare. E allora come un'ira folle lo prese. Quella sua pallida gioia doveva dunque, finire? Guardò la sorella. E d’un tratto, come se, quanto ancora un attimo prima li separava l’uno dall’altra

fosse improvvisamente caduto, e le loro anime l'una all’altra si mostrassero, nude, magre, tristi, egli afferrò pei polsi Elena, le soffi sul viso: n per me

hai paura,

per tel

E poi che la sentì ad un tratto tremare, la scostò rudemente: — Tuo fratello, eh?!

Ella allargò le braccia, come se quelle parole la

mettessero

in croce;

ma

non

negò.

Così Augusto e, Giovantia partirono: ‘e, sugli affetti

torbidi

gorgo.

e oscuri, la vità si richiuse

COSIMO

come

sopra

un

GIORGIERI-CONTRI


LE

ULTIME

FOTOGRAFIE DI ITALO BALBO


pienezza di vita, quella sorridente e lieve dolcezza di tono nel dram-

UOMINI

DONNE

E FANTASMI

ELEGIA PER UN'ATTRICE FAMOSA

giovinezza ma della maternità ac-

dell'uomo. In quella sana e santa luce, in quell'atmosfera mossa e festosa cui dava risalto il ridente paesaggio, tra alpestre e lacustre, vi ricorderete come sì muoveva la giovane

questa settimana atmosfericamente tempestosissima, c'è da mettere il

nostro nuovo incontro con Dorotea Wieck e Karin Hardt, interpreti di Tu mi appartieni, un film poliziesco non spregevole, condotto a mo' dei classici del genere ossia tutto rivolto a scoprire, attraverso labili e contradittori indizi, il reo

di un delitto. (È inutile dire che tutti.i personaggi sono sospetti,

ma, senza alcuna retorica né intenti didattici, non solo della cettata come un dono di Dio e insieme come un grande dovere

{

Af

ma, che lo animavano da cima a fondo e ne facevano un casto poe-

tutti avendo avu-

to non solo rapporti col morto ma plausibili ragioni per ucciderlo). Infine le cose vengono messe in chiaro, con generale soddisfazione. Perché una volta tanto i protagonisti del dramma risultano puri come l'acqua e innocenti come gli agnelli del Signore. Una volta tanto è il morto stesso colpevole della propria fine. E se volete saperne di più andate a vedere la pellicola che, ripeto, ha -il merito di essere logica e abbastanza

chiara (merito non comune, atteso che logica e chiarezza.non sempre rifulgono in que‘sti film cosiddetti « gialli »), ed è.inoltte edificante per il nobile spirito di sacrificio da cui sono animati quasi tutti i personaggi. Tuttavia non se ne parlerebbe qui a lungo se non vi avessimo incontrato Dorotea Wieck e Karin Hardt, le protagoniste cioè di due non dimenticati film psicologici: « Ragazze in uniforme » e « Otto ragazze in barca ». Dorotea Wieck, la bellissima Dorotea, non ha avuto fortuna o ne ha avuta troppa. Ella resta e resterà l'interprete somma di un solo film; la sua sorte è un po' simile a quella di certi scrittori che incominciarono con un capolavoro e poi non. seppero scrivere niente altro che lo valesse, non riuscirono più a farlo dimenticare. Dopo Ragazze in uniforme» Dorotea Wieck girò altri film: fu la signora paralitica di « Anna ed Elisabetta », fu l'amante tragica dello « Studente di Praga ». Con risultati assai poveri, specie.in confronto a quella sua luminosissima prova, Anche l'avventura americana le

andò male. Dovétte presto riattraversare l'Oceano e ritornarsene in patria dove ora è una brava signora che apre il suo salotto agli amici nei giorni prestabiliti ed offre loro tà e dolciumi con un sorriso che non è più quello di una volta (gelido e ambiguo ma cattivante all’angolo della bocca marmorea, ma sconcertante nel fondo dei grandi occhi pensosi); un sorriso stanco, un sorriso triste che gli occhi belli non riescono più rid animare e che mette.in risalto Ja piega amara delle labbra, le linee non più affilate e purissime del volto. Guardatelo ora in questo film, quel volto: sarebbe quasi irriconoscibile se non ci fossero gli occhi, immensi e cupi come le acque di un lago, in tempesta ‘e al tempo stesso freddi e sereni come il cielo di una di quelle mattinate d’inverno che frequenti sì vedono qui al nord, gli occhi e l'ampia fronte liscia, a richiamare la nostra memoria su quello che fu il volto dell'istitutrice von Bernburg, E anche l'attrice come è decaduta! Le resta soltanto un'aria mesta, di signora ridotta in miseria che tbcca direttamente il'cuore; una sconsolata luce, nello sguardo, d'armistizio e d'abbandono che rende commovente la sua immagine. Ma non c'è più, intorno a

codesta immagine, quell’alone funesto; quell’ambiguo alone di tragedia che in « Ragazze

in uniforme » investiva tutto il fisico di lei sino a renderlo quasi fastidioso e oppri-

mente, E badate che il personaggio da lei incarnato in Tu'mi appartieni non è un perSonaggio comico o un personaggio sentimentale. È un personaggio tragico. Torno a dire: il film di Leontine Sagan non portò fortuna a Dorotea Wieck come non ne portò a Herta Thiele, la disperata fanciulla di « Ragazze in uniforme, ridotta, sem.

bra, a far la guantaia in un negozio di Ginevra. La stessa Sagan dopo quel film non riu-

scì ‘a fare niente altro di buono, E il suo tentativo di rifare in Inghilterra, in un ‘ambiente di uomini, quello che in Germania aveva fatto in un ambiente di donne, sortì un esito piuttosto disastroso. Si può anche non credere al fato, ma è: certo che, | prima o dopo, gli Dei si vendicano su chi volle indagare troppo a fondo i mali dell'umana natura. Per Karin Hardt il caso è diverso. Ella fu la protagonista, come già si è detto, di «Otto ragazze in barca » e di « Abel mit der Mundarmonika », acute ma serene indagini della psicologia giovanile, dirette da Erich Waschneck. «Otto ragazze în barca » lo ricorderete certo; se non altro per la mirabile sequenza del sogno di Cristel, la ragazza che sta per diventar madre, dove l’angoscioso stato d'animo di lei è ‘ato in immagini suoni e parole sommesse. Ma lo ricorderete anche per quella sanità, quella

Karin,

bellissima

sia

nel pianto che nel riso, nella gioia che nel dolore. E soprattutto ricorderete i suoi occhi, dolci e luminosi, che davano peso a ogni sua parola e gesto. Quegli occhi, quello sguardo fondo e affettuoso insieme che ravviva l'immagine fotografica fino a darvi la sensazione di una presenza fisica, li ritroverete intatti in Tu mi appartieni. E così belli, così belli che una volta visti non li scorderete mai più. Anatole Litvak, il regista di Uomo senza tramonto, è un’antica conoscenza. « Mayerling », e L'equipaggio», «Tovaritch», girato in America con la Colbert e Bo-

yer, sono

i suoi film più cono-

sciuti. Io lo direi un vecchio lupo

che

conosce

a fondo

il me-

stiere e un po' per istinto un po’ per calcolo riesce sempre a portare la barca ‘in porto. Bene 0 male, c'è riuscito anche questa volta

pur

dovendo

combattere

con un soggetto, derivato ‘da «Una vecchia canaglia» che avrete sentito recitare da Ruggeri, alquanto trito e confuso. In «Una vecchia canaglia», infatti, il protagonista dava subito a vedere chi fosse e che cosa volesse. Mentre in Uomo senza tramonto (e perché poi senza tramonto? Lascio a voi il non facile compito di chiarire questo titolo a me misteriosissimo), non si capisce bene!che

cosa voglia e chi

cata

su

sia l'anziano ma ancor possente Harry Baur.. Lo dicono chirurgo illustre ‘e. infatti lo vediamo affaccendato a compiere una complioperazione

un

coniglio

che gli \serve per certi suoi, non chiari esperimenti e quindi salvare da morte certa l'amante della ragazza che egli ha tolto a un

baraccone da fiera per farne' una signora (il mito di Pigmalione

rammodernato e corretto alla ma-

niera di Shaw), ma la sua vita;

piuttosto che a ‘quella di uno studioso assomiglia molto a quella di un «vieux marcheur», E Baur ne accentua l'ambiguità agendo e vestendo appunto come uno di quegli inveterati dongiovanni che sembra fiutino continuamente l’aria in cerca di carne giovane e fresca. Comunque certe scene del film, girate con uno stile schiettamente impressionistico e affogate

in una

questo

film

luce

da

tregenda,

hanno qualche efficacia. Naturalmente Litvak pone l'accento sugli ambienti d'eccezione: la fiera periferica, lo spettacolo dei ginnasti, la clinica d'ospedale. Senza tuttavia riuscire a farci dimenticare i suoi illustri predecessori. Baur è sempre il solito: un attore cioè di grandi mezzi e di scaltrissima esperienza che però finisce con l’esser vittima della sua. stessa bravura. E quanto a Blanchard non

aggiunge

nulla

alla sua fama. Il resto non conta 0 conta. poco.

Il documentario La marcia sù Parigi ‘illustra Ja guerra tedesca dalla battaglia di Dunkerque

al-

l’entrata -dell'esercito |vittorioso nella capitale francese. Sono due.

mila metri di pellicola girati in prima linea fra difficoltà e pericoli di ‘ogni sorta, che danno un'idea assai esatta di quei grandi avvenimenti e compiono il quadro della prima parte della guerra, dall’offensiva contro la Polonia alla vittoria sulla Francia. Di

questo interessante documentario mann

PRA

Una efficace espressione di Harry Baur che anche nel film di Anatole Litvak « Uomo senza tramonto i non ha mancato di far sfoggio delle sue notevoli qualità artistiche.

=

vi parlerò la prossima

tanto

vederlo...

vi consiglio

volta. In-

di ‘andare

—ADOLFO FRANCI

a

Dorotea Wieck (sopra) e Karin Hardt (sotto), pratagoniste ammirate di « Ragazze in unifor= me » e di «Otto ragazze in barca»,riapparse insieme sui nostri schermi nel filma Tu mi ap» partieni » l'una un po” sfiorita come donna e come attrice, la seconda ancora in-tutta l’avvenenza e nella pienezza dei mezzi.


| film di Campogalliani «Il C Antonio Centa (Esclusività E.N Koppenhòfer interprete dell

pià favorevolmente tato al pubblico

ebriante no all'ultima Mostra di Venezia, dall'EN.LC. nella prossima #


TOKIO. - Fra le numerose razze di galli, atteristiche per la lunghezza (spesso colori della coda. Vi presentiamo della specie «hakushoku chobikei coda bianca, di numerosi premi, e uno della specie «shirafuji chodesia, Vivono la maggior parte ali costruzioni che hanno solo rtura

attraverso

la quale

viene

passato

il cibo;

le ore in cui possono farsi liberamente ammidai visitatori. e godere delle gioie della famiglia...


" OsservaTORIO ELEUDA caRagGO ».— Quando, alcuni anni or sono, fu presentato al pub«

lico quello Scipione l'Africano il cui successo, benché onorevole,

non parve

pari né alla spesa né all'attesa, i soliti mormoratori degli «angolini»

(ce

n'erano, allora: oh, quanti ce n’erano, benché adesso siano tutti ammutoliti saggio di resurcome passeri nel temporale!) non mancarono di osservare che, come

rezione dell'antica grandezza romana, quel film non prometteva niente di sicuro. La

facezia era facile. Facile, ma insulsa, Il cinematografo

italiano tornava ai suoi vecchi

amori con la storia dopo un lungo periodo di astensione: e si sa che gli amori comincianti,

o ricomincianti,

sono

sempre

maldestri.

Ma

la goffaggine

non

è segno

d'insufficienza: al contrario! Gli stessi Americani, che filmano ottimamente la propria

storia, trattando

pessimamente

quella degli altri, le prime

volte che si provarono

a

illuminare nello schermo i fasti più o meno emeriti del loro passato, non riuscirono meglio dinoi. Ho assistito, a suo tempo, a quella Nascita di una Nazione di cui i loro annali si gloriano, come d'un primitivo geniale. Vi assicuro che non valeva molto di più del deprecato Scipione. D'altra parte, considerato l'anno della sua comparsa, il nostro film aveva

più che altro un valore allegorico. L'Italia stava appunto

costi-

tuendosi da Regno in Impero, con l'annessione dell'Etiopia e la prossima, inevitabile influenza sulle sorti di Tunisi, di Gibuti e di Suez. Frettolosamente,

forse, e contu-

samente, ma con un vigore e un fervore pari alla forza e alla fede che avevano assistito la Nazione nell'impresa militare, lo schermo celebrò l'evento a modo suo, ricornon meno decisiva dando un’altra vittoria africana di Roma: quella su Cartagine, come dell'odierna circa i destini universali. Anche l’arte, è noto, partecipa ».alleMaguerre se qualche può, male 0 bene, da vicino o da lontano, coi suoi « servizi è logistici sempre vital nutrimento volta il rancio arriva freddo, o mal cotto, poco importa: per degli appetiti di soldati. Era fatale, dunque, anche l'apparizione di uno Scipione l’Africano come avviso e come simbolo, Una volta ancora, l’imperio di \oma si fondava sopra una impresa volta l'abbattuta

rivale non

era, propriamente,

una

Nazione

ma questa per le nostre armi, africana. L'Abissinia sarebbe stata una troppo misera avversaria soli contro lei sola, la vittoria anche se la fulmineità della conquista avrebbe fatto, s'era levata contro di noi, ma memorabile, La verità è che non l'Etiopia soltanto nemici, la nemica tanti di capo a e fame; per trenta nazioni decise ad abbatterci suprema: l'Inghilterra. ‘roppo onore sarebbe stato, per il povero Sellassiè, ind'identifiAfrica: care la sua regale Addis Abeba nell’antica Cartagine. riveNoi delcombattevamo stava su Mediterraneo, però la capitale dell’orda osteggiatrice, anziché sulle allora la piccola Abissinia, ma quelle del Tamigi. In una parola, noi. non debellammo di cui l'attuale Cartagine, cioè la grande Bretagna, La prima delle tre guerre puniche e vinta dai soldati d'Italia tra l'Inghilterra, dovrà perire, è stata affrontata, sofferta pari l’anno 1935 e l'anno 1936. Quanto alla seconda, lo vedete, sta decidendosi con

d'oltremare:

esito tra l'Italia e la Germania

da un

lato, dall'altro l'Inghilterra con tutti i suoi al-

si sarebbe detto upleati spontanei o costretti: un'accozzaglia di eclienti» — come nella loro sorte ributpunto al tempo di Scipione — che ricordano punto per punto, imponeva, per amore 0 tante ed infelice, quei popoli della Numidia a cui diCartagine ontosamente, oppure sacrificarli, patto a l'Urbe: per forza, dei patti d'armi contro jin questa sefare, per starebbe non di perderli per via. (Forse il Kedivè egiziano ultima ed terza alla conda guerra punica, la parte di Massinissa?), Quanto della nuova storia di guerra, Roma certo gi concluderà prima dell'anno 1941, diciannovesimo degli eventi. Non ha forse Roma, insomma, è il nome che domina oggi ancora i segni di Lonparagonato lo stesso Hitler, nel suo fatidico discorso del settembre, il destino che il Capo medesimo della Germania,

trion»

dra a quello-di Cartagine? Ciò significa Roma il vanto di prima antafatrice in campo, riconosce lealmente e genialmente'a che affrontano gli « Angli dalle gonista nel conflitto. Sono ancora, le aquile di Cesare sembra odiare e avselve rosse», Apparentemente è la Germania che e l'Inghilterra D'Annunzio, si ricorderà, lo già l'Italia: è nemica vera sua la Ma versare di più. chi scrive, Dalla voce nodi mani alle affidato messaggio riconosceva. sin dal 1935 nel delenda, definiti» voleva la che grido il allora da sìn stra, dall'anima nostra è partito Fihrer ha ripevamente, per la salvezza nostra e di tutti. La sentenza proferita dal tuto, a distanza di secoli, le parole di Catone. caratteri e copunto, per Se ‘ci pensate, infatti, la nuova Cartagine ripete punto Non avrete che è rileggere, Sastumi, uomini @ vicende, la Cartagine precristiana. Grande Bretagna di Churchill edi lambò, per ritrovare nelle pagine di Flaubert la due stirpi, benché non siano le medéChamberlain, di Eden e di Attlee. Le stesseentrambe, all'affarismo e al politicantismo,

sime, hanno dei punti di contatto. Affidate, dell'armi, si tratta di due razze miassai più che allo spirito di sacrificio e al valor quali finiscono per scoprire,

— le ste — anglo-sassone, l'una; berbero-fenicia, l'altraviziature del meticciato. Non a caso le fiche nella maggiore potenza ed opulenza, di quel torbido e labile libro che Weininger, nell'unico capitolo veramente magistralech'era quasi un'identità fra gli Inparagone un stabiliva si chiama Sesso e carattere, fenici, così Londra, da trafficanti dai dominata era glesi e gli Ebrei. Come Cartagine dei pubblicisti, dei plupiù d'un secolo ormai, èin balia dei banchieri, dei ministri, e Rothschild, finanziatore della locrati circoncisi. Disraeli ha preceduto Hore Belisha; e Service, dell'Intelligenc guerra antinapoleonica, i capitalisti del Times, gli: assoldatori gli elettori e restano :j tozze, che furono i baronetti dal naso adunco e dalle mani Roma puntava il semitismo, allora, da una pretoriani del vecchio Churchill. Contro che vanta solo a parole la sovranità di riva mediterranea; oggi da un'altra spiaggia non ha che un titolo, e l'arcivescovo di Giorgio re Ma cristiano, e ariano dinasta un In vedi benedire \i cannoni della Home Fleet. Canterbury non può fare che il gesto di Casa Rothschild (come al tempo di l'oro con fusi ancora sono rità questi cannoni del Regno Unito è custodita-in Sinacorona Ia e diverso) Waterloo, sebbene con esito un generale Gort promuovere di finge L'Inghilterra goga, entro l’altare dei Sette Ceri.

Ma in realtà questo Belisha che scappa, e di retrocedere un Hore Belisha che comanda. i suffettà che dominavano in Car“he ha delle oscure origini africane, proprio come baratteria — detta ancora legge come

Oltre Manica | preparativi contro l'invasione vengono febbrilmente intensificati: all'uopo i soldati della difesa territoriale hanno ricevuto in dotazione anche l'ombrello. Ma l'ombrello non portò fortuna neppure a quel Chamberlain, le cui sembianze soldati germanici di spirito e di fantasia si sono divertiti a riprodurre in un fantoccio di cartapesta che sul Reno contempla melanconicamente gli ormai inutili forti della Maginot. denti, le cabale dei magi.

Giacché

Cartagine è superstiziosa,

così come

lo è l'Inghil-

miracolisti sono tenuti, anziché da un sacerdote, da un, signore

bassa tagine, arrivando all’alta politica dalla già il cartaquesto mercantilismo britannico, come vuole. E carico, stracarico d'oro è la corruzione e il non basta. L'affarismo e l'intrigo, ginese. Ma l'oro non basta, l'usura di Londra, come non

terra, dove i discorsi nemiin stiffelius chiamato Duîf Cooper. Ed essendo superstiziose, le due somiglianti che di Roma sono pure crudeli. Ai sacrifici umani del tempio di Baal, nell'ora del pericolo, corrispondono esattamente quelli che l'Inghilterra va compiendo concol lasangue stessa di tanti alleati illusi ed innocenti. Le milizie dell'Asse avanzano, intanto,

tutto: stessa credenza che il denaro sia storica vilegiata in tempi ‘normali. All’ora

rapida. Gli è che alla i faziosi che rissano e i tiero, Ci sono ancora i suffettà. Ci sono i lucratori. Ci sono incrudeliti. Ma Annibale

non bastano ai plutocrati ricatto basati sulla potenza monetaria semita è vittima, una volta ancora, di quella bastavano a quelli di Cartagine. La gente credenza che la fa 0 sembra farla così pridel rischio,

dell'allineamento,

delle armi, sì legge sfuma/in una fetida nube, come Îell’olocausto, tutto. quell'oro accumulato Così è. Così sarà vedeva in certe pellicole di Meliès.

non possono arGli adoratori del Vitello d'Oro! disempre per la nostra salvezza e civile. ma obbedienti e ferrei militi diin Roma, Trafalgar Fendersi all'idea che i sobri modesti, riedificato di Gerusalemme, sia! pur esso

sì in certe favole di Andersen, o

struggeranno un giorno il tempio

così tragedia, Come. già nella capitale fenicia, Square o in Wall Street. Ed ecco la soldati muoiono, i mercanti discutono, Le risse

marcia, stavolta, è più inesorabilità delle coorti di Scipione. Sola differenza è che la Cartagine attuale manca, diversamente all'antica, un condot-

paltonieri che speculano, i magi almanaccanti e i sacerdoti sebbene disanon c'è. Non sarà certo il generale Ironside a pretenderne la gloriosa, ma il

prima di cedere, strosa, rincarnazione. Annibale aveva vinto molte battaglie, almeno un momento, @ comandante inglese neppure una. Annibale ha fatto ilpaura, tapino Ironside non è riuscito Roma con i suoi elefanti, giungendole ad portas; ma tutti i pachidermi delle sue a farci tremare neppure allineando, ai confini dell'Egitto, parte di fruppe indiane: né il suo genio strategico ha potuto arrivare, non dico alle

che i assediata in quella anglo-sassone, intanto giarquelle dei ‘Barca nellacittà già come di Palermo, per lasciare cadere qualche bomba su dei già Roma, ma solo al cielo predaci alla Camera dei Pari ricordano immagino, quell'altro generale all'armata di Pétain, dini d'infanzia. Né penserà di impersonare Annibale, Pile triremi quirite, Si negano soccorsi dagiàLondra all'esercito che Gort in tempo da Dunkerque. disfatta la minacciata è Mentre che ha ricevuto un’onorificenza solo per essere scappato di una prostesso allo onorifico più Si rifiutarono a quelle di Annibale. volte jarcieri, mille suicidio propri © uccise: si fuga, riserva alla costretto oziosa in Sonibale, la coscrizione al tren- Alione Combatte în Italia, Cartagine mantiene In verità, questa moderna Inghilterra vale assai meno dell'antica Cartagine: Norvegia, britannico, nell’anno 1940, esita ad estendere domanl'Impero collo0 che dopo il crollo della Polonia, del Belgio, dell'Olanda, della più grande, innanzi a tanta indegnità, apparirà il diritto di Roma nel: Ancora parte alla mento darla delenda, nel volerla distrutta. o dovuto ‘in parte alla codardia in ruina, RAMPERTI MARCO tonni anicia. È lo stesso.a acciecament di nell'estrema a credere, pure possi» dei cesunzione. Si continua credere, si persiste ricchezze le le sorti bastino, oltre Tidenaro sia tutto; e che a fronteggiare


La mattina del 3 luglio unità della flotta britannica, tre navi di linea provenienti dal Mare del Nord, si sono presentate davanti alla baia di Mers-El-Kebir, base navale di Orano, dove si trovavano, conformemente al: le clausole dell'armistizio franco-germanico, alcune unità della flotta francese fra cui le corazzate « Dunkerque » ‘e « Strasbourg». L'ammitaglio britannico ha ingiunto al comandante delle unità francesi di arrendersi o di affondare le navi acgordando sei ore di tempo per decidere. L'ammiraglio francese essendosi rifiutato di sottostare all'intimazio= ne, scaduta la sesta ora, le navi bri» tanniche hanno aperto il fuoco confro quelle dell'ex alleato. La « Dun= Kerque » e altre due navi, « Proven ce» e «Mogador», sono state danneggiate dai cannoni inglesi. La « Strasbourg » con alcune torpediniere € sommergibili ha potuto spezzare il cerchio delle navi inglesi e aprirsi un passaggio verso il Mediterraneo. Questa aggressione britannica contro quella Marina che appena un mese prima aveva protetto l'imbarco delle truppe inglesi in fuga a Dunkerque e aveva permesso:loro di tornare in Inghilterra, rimarrà nella storia come una incancellabile prova della viltà del Governo di Londra. I mille morti francesi di Orano rimarranno onta. perenne per il popolo inglese sicario, per innata crudeltà e ‘per scaduta coscienza, agli ordini delle sette democratiche massoniche ebraiche e plutocratiche di tutto il mondo. In questa pagina vediamo (sopra € Qui a fianco. nell'ordine) la eDunKerque».- La « Strasbourg». porto di Orano.


Villa

Medici,

una

delle

più

belle

e lussu

i

ERERAAI/IAAO imvenuto

in

base alla recente

legge

di guerra.

LA

Ecco

qui

GUERRA

STATI

ESTERI

‘n

faccia

E I BENI IN

ViLLA MEDICI RIDIVENTATA

DI

ITALIA

I base alle disposizioni di una speciale bili e mobili residenti in Italia

appa:

Francia

il Gove

chiarazione di guerra alla al seque contemplata nella legge stessaprovper procedere imento consacra il buon diritto italiano partenente alla Francia. Questo e artistica questa villa di grande importanzascorsostorica esteri erano riusciti a prendere Governi alcuni desta al principio del secolo più cospicue di Roma col e delle Jocalità più ridentiquesti di alcune delle sedi Governi possesso Taluni. di e pretesto di istituirvi fondazionione artistiche le « concessiodi dominio consideravano questa affermazi lcune di quemolta fatic: Cina. Il Governo italiano durò ni estere » in serrate discussioni di giuristi, ste « concessioni»: vi spese

riscattari arti

diplomatich

sottili edura seguìta per È nota la lunga labor lauto offerte di denaro sonante. dell'Ambasciata di riguardi di Palazzo: Farne: usando S lo accordo questo di virtù in Francia presso il Quirinale mentre lo Stato francese

raggiungere un accordo nei

del diritto di prelazione, diventò

ne diventò l’affittuario.

proprietario del palazzo,

i tentativi per il suo riscatto

di Francia; Questa maresistenza del Governo francese. si infransero contro la tenace ostinata al Pincio in una del nostro Rinascimento, situata Ma per Villa Medici

sede dell’Accademia

gmifica villa, monumento insigne soltanto all’inizio delRoma, era passata alla Francia della Rivoluzione delle più amene posizioni di soperchierie compiute nel periodo che lel’Ottocento per una delle molte del Governo italiano erano più parte da: riscattarla per francese, I tentativi. origine, di appartenenza e di nome.

ma di gittimi, trattandosi di una villa italianissi

x

Ss@asgee==


su

Costruita sulla metà del 500 per iniziativa progetto

dell'architetto

romano

Annibale

del cardinale Lippi,

Ricci di Montepulciano

e

il quale — secondo la tradizione — si sarebbe servito dei suggerimenti di Michelangelo, questa villa che doveva

gareggiare con le più splendide ville romane del tempo, passò poi dal Ricci ai Medici, lieto soggiorno di principi, duchi, ministri e cardinali italiani e poi dei Medici stessi. Vi soggiornò per breve tempo il cardinale Alessandro de' Medici, diventato poi Leone XI. -

La sontuosa reggia cardinalizia e papale dei Medici passò poi ai rappresentanti

toscani presso il Pontefice. Come disconoscere il carattere, il costume e lo spirito schiettamente italiani di questa residenza? Per quali vicende questa villa italianissima è passata alla Francia? L'Accademia francese, istituita al tempo di Luigi XIMI da Colbert, si insediò in un primo tempo a Roma a Palazzo Salviati al Corso, ma poi pensò di trasferirsi più vantaggiosamente nell’impareggi abile villa al Pincio. Ciò avvenne nel 1803, per suggerimento di Suvée, allora © per imposizione del Primo Console Napoleone. Tentarono direttore dell’Accademia; la Toscana e il Governo pontificio di opporsi a questa pretesa, ma la prepotente volontà di chi reggeva le sorti della Francia finì co] vincere ogni resistenza, tanto più che l'Etruria era allora governata da un re abulico e imbelle Per quasi centoquarant'anni Villa Medici diventò quindi la sede dell'Accademia di Francia,

meta agognata dei giovani artisti francesi — pittori, scultori,

architetti, incisori — che dopo la residenza di tre anni vengono consacrati «Prix Alla direzione dell'Accademia si sono avvicendati gli artisti più illustri di Francia, la maggior parte dei quali «Prix Rome». Chi scrive queste note ricorda i direttori succedutisi dall'inizio di questo desecolo fino a ieri: lo scultore Eugenio Guillaume, rappresentante dello spirito accademico che imperava alla fine dell'Ottocento e che oltre lo scalpello maneggiava con una certa perizia anche la penna come scrittore di cose d’arte; Carolus Duran, bohémien mondano ed arguto, pittore dallo Spirito aperto alle nuove tendenze ma senza impeti rivoluzionari, autore in voga di ritratti ben composti e ricchi di colore e buon decoratore; Alberto Besnard, dall'alta maestosa figura, pittore di cultura anche eclettica e di ricca fantasia, doti spiegate snecialmente nelle sue composizioni decorative, e il cui nome, come quello di Carolus Duran, fu reso noto anche al grande pubblico italiano. attraverso le opere esposte alle Biennali di Venezia. Al Besnard, che diresse l'Accademia durante Ja Grande Guerra, succedette lo scultore Puecl dall'aspetto e dalle abitudini modeste, ma che rivelò una non comune energia nel disciplinare certi atteggiamenti incomnosti di una parte dei giovani pensionati del dopoguerra: seguì un altro scultore, Landowski, dal nome polacco ma algerino di origine. Ultimo direttore dell'Accademia un musicista, Jacques Ibert. uno degli esponenti dell'avanguardia musicale francese. del quale alcune composizioni sono state eseguite pochi mesi fa, in periodo di non belligeranza, alla sede del Teatro delle Arti di Roma, Nelle sale di Villa Medici, oltre le annuali mostre d'arte, inaugurate alla presenza del nostro Sovrano, di ministri, dell’ambasci atore di Francia e di altre personalità francesi e italiane, si sono tenuti concerti, ricevimenti e cerimonie varie. In queste occasioni la villa, di solito silenzioso ritiro di artisti e di poeti, presentava un’animazione improntata a vivace elegante mondanità. Fra le cerimonie più notevoli quella del 1904, in occasione della visita a Roma del Presidente della Repubblica francese Loubet, in cui, alla sede dell’Accadem solenne del monumento a Victor Hugo alla ia, venne fatta la consegna in forma città di Roma, sindaco il principe Prospero Colonna. musicisti,

de Rome

L'avvenire ci dirà se e quando queste manifestazioni di fraternità artistica e culturale potranno essere riprese. Certo è che Villa Medici, della quale, mercé un op portuno provvedimen

to, il Governatore di Roma è stato nominato seguestratar

io, ha ln sede di una istituzione straniera, per venire adibita a scopi di Oltre l'edificio di Villa Medici, sono State sottoposte a sequestro le sue attinenze e pertinenze, nonché i beni immobili in esso esistenti, Alla cerimonia del sequestro sono seguite le operazioni d’inventari o durate alcuni giorni, dalle quali è risultato in modo tangibile l’importanza e il valore dell'acquisto fatto dalla città di Roma con la rivendicazione di questa villa all'Italia. Non è qui il caso di descrivere nei suoi particolari il notissimo palazzo, in cui l'architetto sfoggiò, in una delle sue facciate, quella verso il giardino, tutta la sua fantasia decorativa di stile secentesco. Fiancheggiato da due torri a belvedere, corpo del palazzo si svolge su un il leggero porticato arcuato ed è in alto coronato da un aereo loggiato. Tondi e nicchie negli avancorpi laterali, statue sul tetto e sulle torri, leoni a guardia dell'ingress o costituiscono il fastoso complement o dell’edificio, Né manca la nota caratteristi ca romana, la piccola fontana ornata statuetta di Nettuno di ispirazione da una del Giambologna. L'altra facciata, quella verso la Trinità dei Monti, è severa e quasi il cessato di esssre

pubblica utilità italiana.

Dicesi sia il ricordo del gesto di una regina capricciosa. Maria Cristina di Svezia, la quale, da Castel Sant'Angelo, fece svegliare con un solpo di cannone il padrone di casa per ricordargli l'ora di una partita di caccia. Ma il ri riferisce a Galileo Galilei. Quando l'Inquisizione lo condannò per la sua dottrina, lo mandò prigionier o in questa villa. Del triste soggiorno che Galileo vi fece, il Governo francese non volle che fosse serbato presso la villa alcuna traccia: il ricordo è eternato in che si trova vicino all'ingresso una colonna al Pincio. Il palazzo comprende saloni decorati con sontuosi arazzi, gallerie con onere d'arte e una ricca biblioteca. numerose Vi notano inoltre pregevoli bassoriliev dei quali ritenuti come appartenen ti all’« Ara Pacis», ma più probabilm i alcuni vanti da un altro monumento del ente deriI secolo dell'Impero. . L'edificio della villa campeggia su un terreno di circa novantami la metri quadrati,

sempre deserto e, in questi ultimi tempi, alpuò dire, ignorato dalla cittadina nza romana, Oltre Villa Medici è stata posta sotto sequestro la Villa Strohl Fern, un complesso di modeste costruzioni attorniato da un denso parco ombroso che si stende sul fianco settentrionale di Villa Umberto I. Villa Strobl Fern è così chiamata dal nome dell’antico proprietario, un alsaziano dilettante pittore, che vi costruì numerosi studi Re artisti, finché, con disposizio ne testamentaria, cedette la villa all’Ambasciata lì Francia.

Il Governatorato di Roma, libertà questa

in possesso di Villa Medici e di Villa Strohl Fern, conpotrà risolvere con larghezza e di edilizia e di viabilità che si presentano in ‘conferendole movimento, aspetto e proporzioni

i vari problemi urbanistici ridentissima zona dell’Urbe

veramente imperiali.

GIOVANNI

BIADENE


parire insidiosa, indulgente com'era al verismo più crudo, per lo più annebbiata da torbide atmosfere, a volte compiaciuta di intel» lettualismi morbosi e inquinata qua e là da pericolose suggestioni pessimistiche e corrosive, Una « caratteristica »che non era davvero rispondente ai naturali orientamenti né ai sentimenti del popolo tedesco e nella quale non era difficile riconoscere un'impronta di marca ebraica avallata da firme di registi famosi, leggi ad esempio Lubitsch e Sternberg. Una « caratteristica»,soprattutto, incompatibile con quel lievito di nazionale riscossa che doveva culminare nella Rivoluzione delle Camicie Brune. Il male era grave e l'infezione pericolosa per la salute stessa del popolo. Vennero quindi rimedi energici, colpi di bisturi e cura radicali, Il fine esigeva prontezza di mezzi e risolutivi interventi,

Anche nel Cinema, come negli altri campi della cultura, doveva entrare lo spirito della Rivoluzione a qualsiasi costo e per una ragione vitale. La «caratteristica » del film tedesco non poteva essere che «nazionale ». Purgato l'ambiente, il rinnovamento non poteva tardare e i segni del miglioramento si sono avuti evidentissimi. Film di pura marca

germanica

come

La vita del Dottor Koch, La squadriglia

degli eroì, Sei ore di permesso, hanno già affermato su tutti i mercati del mondo la loro inconfondibile e originale fisionomia. Il vicepresidente della Camera del Cinema ci ricorda le non

facili tappe

di questo

cammino;

e, alla nostra domanda

suglii

orientamenti attuali della produzione cinematografica tedesca, rispord — Il mio più diretto gerarca, Karl Froelich, presidente della nera del Cinema, ha esplicitamente fissato all'inizio della guer-

In Germania lo spirito nuovo e purificatore della Rivoluzione nazionalsociati anche nel cinema e oggi la produzione, che sì vale di impianti tecnici perfetti. risponde in pieno ai naturali orientamenti e ai sentimenti del popolo tedesco. Diamo qui sopra una bella fotografia ripresa mentre si gira in uno dei teatri della U. F. A. - A destra, nell'ordine montatori al lavoro. - Sala di « montaggio » di uno dei maggiori stabilimenti germanici

IL CINEMA NELLA GERMANIA IN GUERRA (INTERVISTA CON KARL MELZER VICEPRESIDENTE DELLA «REICHSFILMKAMMER»)

orreMMo

subito

ringraziare

il barone

von

Reznicek

e

il collega

Schulte,

\] che a Roma da tempo collaborano a rendere più fattivi i rapporti cinematografici fra Italia e Germania, per averci procurato la fortunata possibilità di raccogliere, direttamente da così autorevole fonte, notizie sul Cinema (arte ed industria) nella Germania in guerra.

A loro avevamo già chiesto documentazioni e ragguagli sull'argomento che ci stava a cuore, ed essi ci avevano già fornito un materiale prezioso di dati e d'informazioni. Ma, simpatici amici e giornalisti di antico mestiere, avevano voluto andare anche al di là della nostra richiesta promettendoci il loro interessamento per farci entrare in

contatto con personalità del Cinema germanico alla prima propizia occasione. di un gruppo di L'occasione si è presentata in questi giorni con l'arrivo a Roma con i nostri dirialti rappresentanti della cinematografia tedesca, venuti per trattare indirizzo, E siamo lieti genti gli attuali problemi e gettare le basi di un nuovo comune di una interesprivilegio al oltre che, incontro un di risultati i oggi di poter riferire ci ha concesso di cogliere dalla viva sante intervista in sede per così dire ufficiale, del Cinema voce dei camerati tedeschi gli aspetti più attuali e significativicordiale

in Germa-

nia. Né incontro avrebbe potuto essere più simpaticamente vicepresidente della « ReichsPrima della sua partenza per Berlino, Karl Melzer, lunga” filmkammer»,si è compiaciuto accordarci l'attesa intervista, intrattenendosi con

grati, per avere egli risposto mente con noi, Dobbiamo essergliene doppiamente presentato, e per aver voluto trat-

squisita cortesia a tutte le domande che gli avevamo più delicati ed esponendone, tare il tema in tutta la sua varietà, sfiorandone i punti| RS in una colorita conversazione, i lati più interessanti. conto di quale dinamica imDalle sue parole abbiamo potuto, pertanto, renderci di Hitler. Germania nella Cinema il anche animato sia pronta

ra le direttive per laproduzione cinematografica in Germania. In tempo di guerra la produzione dovrà essere più intensa e qualitativamente migliore di quella in tempo

si avvia verso la sua Il Cinema tedesco, dopo un periodo di laborioso assestamento, nuove fervide iniziative piena rinascita. A_ questa rinascita tendono armonicamente Lo stesso ministro Goebindustriali e assidui incoraggiamenti da parte dello Stato. orienta-

bels ne ha solennemente

mento

realistico e chiaro.

enunciata la direttiva dando alla produzione un è una

delle sette

sezioni della

di pace. Tutte le nostre esperienze acquisite in

questa nostra prima fase di rinnova-

mento saranno messe largamente a profitto nel periodo bellico e daranno immanca-

bilmente i loro frutti. Anche nel film si dovrà avere, e si avrà, l'espressione eloquente

e viva delle virtù e della forza del nostro popolo, — Quali sono — domandiamo — le condizioni del mercato interno in questo periodo in cui tutta la Germania è spiritualmente e militarmente mobilitata? — Anche il Cinema — ci risponde Karl Melzer — rientra pienamente in questa caratnostra mobilitazione spirituale e militare, Spiritualmente, esso accentua il suo nostra dottrina) rivolto a tere educativo (sulla base dei nostri principi e dellaIl film, specie laddove rimane masse sempre più vaste da illuminare o da conquistare.

Camera Sindacale del Cinema, che di propulsione e di coordihamento di «Reichskulturkammer»,costituisce il centrodisciplinando sotto di sé tutti coloro che tutta l'attività cinematografica riunendonei e vari settori di essa: esportazione, importa» partecipano all'industria ed operano i artisti. documentari, può e zione, distribuzione, cinematografi, tecnica, « Filmkreditbank»,o Banca del Cinema, essenzialmente spettacol., ha presa immediata sulle masse e appunto perciò e formativa quanto mai efficace per T'aZione della Camera è affiancata codalla o e del deve esercitare una funzione propagandistica sempre in funzione del migliorament i contribuire a creare quel Costume e quel Clima che la Germania e l'Italiadettovittoriose cui è affidato il credito cinematografi È i che il industriale del Cinema tedesco. a quella che sarà la nuova Europa, Ma ho imporre tenziamento ed dare dovranno di risorgere sicuro e ha iniziato il graduale mobilitato, e debbo aggiungere che Ri essi Ta nuova Germania che, aveva Cinema in Germania è oggi anche militarmente dopo la fine della guerra mondiale, vivo tempo, por= quella sua produzione cinematografica sul mercato il lo è nel senso più preciso dell'espressione. Il Cinema, armavivadele nostro . È ancora internazionale nostre delle visiva fortuna testimonianza la guerra di maggiore documentari di ai attraverso periodo terà Sueto ll rinomanza da L'Angelo Azzurro a Il dottor Mabuse fiorie, brani di cronaca d'oggi e luminose pagine di storia sulle quali domani tutti ario di film di vastissima poteva ap- potranno specchiarsi, istruirsi e meditare, che fino-a Il Congresso si diverte. istica» «caratter sua una di peso il Îl Alm tedesco faceva sentire La cosiddetta


— Abbiamo in queste ultime settimane ammirato in Italia film documentari stupendi sulle vittoriose imprese delle vostre truppe. Come sono organizzate le riprese delle azioni di guerra? pet — Noi abbiamo, dicevo, moltissimi registi e operatori militarmente mobilitati. Essi sono inquadrati nell’Esercito, nell’Aviazione e nella Marina con il grado corrispondente a quello che avevano civilmente. Nella storia di questa guerra, gli operatori cinematografici hanno compiuto atti impressionanti di attaccamento al dovere e di un ardimento così temerario da sembrare a volte persino follia, Del resto, sono lieto di ricordare come proprio ai vostri valorosi operatori di guerra spetti il vanto di un primato, giacché sono stati appunto gli operatori dell'Istituto Luce î primi a realizzare ardite riprese di azioni belliche durante la campagna di Etiopia e la guerra di Spagna, Circa i nostri documentari, si può calcolare che alla fine della guerra potranno essere realizzati una trentina di film veri e propri, girati con massima ricchezza, selezionati con cura e organicamente montati. Essi costituiranno, nel loro complesso, la più formidabile antologia e la migliore documentazione delle varie fasi della guerra. — La vostra industria realizzerà qualche grandioso film di guerra a carattere semplicemente spettacolare? — Ci possiamo vantare

—

replica prontamente

Karl

Melzer

—

di non

avere

nes-

suna intenzione e nessuna attitudine per realizzare dei film tipo Grande Parata. La guerra l'abbiamo fatta e la facciamo sul serio, cosicché anche sullo schermo la presenteremo con serietà. Per ora, posso soltanto dirvi che, in questi giorni, la UFA sta preparando un film di guerra scritto e diretto da Georg von der Vring e intitolato Il richiamo lontano. Sarà un film degno della nobiltà del tema e di profondo contenuto nazionale. Domandiamo ora al vicepresidente della Camera

Sindacale del Cinema quali riper-

cussioni ha avuto la guerra nei confronti del pubblico tedesco e dei cinematografi. Karl Melzer ci dice: — Il mercato interno

non'ha

subìto intralei né interruzioni,

I cinematografi

oggi

sono assai più frequentati di prima; e ciò si deve soprattutto al fatto che per la du-

ita di una settimana vengono programmati film documentari e di attualità per i quali l'interesse del pubblico è così vivo che i biglietti di prenotazione vengono facilmente

esauriti e la proiezione di questi film deve spesso essere ripetuta all'inizio o. alla fine dello spettacolo normale. Il popolo tedesco va oggi al cinema con fierezza e con entusiasmo,

perché sa di trovare

in quelle

proiezioni

settimanali

un

sempre

rinno-

vato motivo di orgoglio per il valore dei suoi soldati, — Come si è provveduto a colmare i vuoti creati dai richiamati alle armi? — Si è provveduto rinnovando i ranghi e creando un « personale avventizio» che è stato rapidamente messo in grado di funzionare bene con l'istituzione di speciali corsi accelerati preparatori, della durata di quattro settimane, Fra questi cosiddetti «'avventizi» vi sono anche numerosissime donne.

Venendo a parlare della più recente produzione germanica e del suo valore'artistico; il signor Melzer ci dice che durante la guerra essa ha proseguito a ritmo pieno permettendo una realizzazione nell'anno di circa 180 film, senza contare i documentari e i cortometraggi. Tale ritmo produttivo dovrà essere ancor più intensificato in seguito

alle recenti e...

autentiche conquiste di importanti mercati europei.

— Quanto alla qualità dei nostri film — direttive impartite dal ministro Goebbels

Decine di registi e di operatori germanici inquadrati militarmente nell’Esercito, nell’Aviazione e nella Marina hanno creato, dando prova di grande ardimento e di ‘abnegazione spinta fino al sacrificio, magnifici film sulle vittoriose imprese belliche della Germania. Ecco qui tre fotogrammi di un documentario. Sopra, nell'ordine: effetti dell’artiglieria su una cupola corazzata della Maginot. - « Stukas » in azione. - Sotto: piroscafo spaccato in due dai bombardieri germanici nella Manica presso Dunkerque.

prosegue

Karl

Melzer

—

vi dirò che lè

tendono non soltanto al maggiore ma anche

al migliore incremento della nostra produzione. Dai nostri principali stabilimenti sono usciti, fra i tanti, anche numerosi film che possiamo definire in senso assoluto eccellenti, A questo punto, gli amici germanici ci vengono incontro. illustrandoci ‘ampiamente i dati e i caratteri di quei film che sono vanto maggiore dell’attuale produzione tedesca. Sarà interessante per il lettore questa rassegna delle ultime realizzazioni cinematografiche in Germania. Il processo sensazionale Casilla, tutto pervaso da un’impetuosa incalzante drammaticità, riprenderà il tema del processo Lindbergh-Hauptmann e rivelerà le ‘eccezionali qualità di un nuovo regista, Eugen von Borsody, Un altro regista giovanissimo, Philip Lothar Mayring, si è affermato nel film Allarme alla stazione terza, Karl Froelich, inoltre, ha magistralmente diretto Il cuore di una regina con Zarah Lehander che in ° un prossimo grandioso film dell'UFA interpreterà la parte di Caterina di Russia. Un altro film prodotto dalla UFA e diretto da Karl Ritler, Bal paré, ambientato nella vecchia Monaco, ci darà una nuova dimostrazione delle qualità interpretative di Ilse Werner, l'attrice che si è tanto distinta in Bel Ami, Tourjansky ha di recente diretto Una donna come te, interpretato da Brigitte Horney, mentre Gerhard Lamprecht sta realizzando Ragazze in anticamera e Gustav Ucicky ci dà una riprova del suo talento nel film Il Maestro di Posta con Hilde Krahl e Heinrich Georg. I Delle altre Case di produzione, la « Bavaria » sta realizzando Mani libere, con Brigitte Horney, e Nanette, con Jenny Jugo; la «Terra Film» ha in cantiere

Tutte bugie con Herta Feiler, film diretto e interpre-

tato da Heinz Riihmann, La stessa Casa produce anche, per l’interpretazione della stessa Herta Feiler,

L’abito fa il monaco.

Sono, questi, titoli più che sufficienti ad affermare la vitalità della produzione filmistica della Germania

combattente e vittoriosa.

Dopo aver avuto così interessanti informazioni abbiamo chiesto a Karl Melzer se poteva dirci qualcosa

su questo suo viaggio în' Italia.

— La Germania e l’Italia — ci ha detto — hanno un cammino comune da percorrere e un formidabile compito da_assolvere nella ricostruzione dell'ordine europeo che nascerà dalla vittoria delle armi delle due Rivoluzioni. In strettà comunione di spiriti e di obbiettivi, anche nel campo del Cinema; questo cammino sarà percorso fino in fondo. Sono tornato'a Roma: dopo tre anni e vi ho ritrovato la stessa fervida vita, lo stesso clima e, in questi giorni, ancor più fraterna quell'ospitalità che già conoscevo, Ho nuovamente visitato i vostri insuperabili stabilimenti di Cinecittà, ‘ho ammirato la-nuova sede del vostro « Centro Sperimentale di Cinematografia », mi sono a lungo intrattenuto e a varie riprese con i dirigenti della cinemato-

grafia italiana e mi sono incontrato col Ministro Pavolini, trattando

con lui problemi

presenti e futuri. A

Berlino e a Roma continueremo a rendere sempre più

stretti e fecondì questi nostri rapporti. Il vostro Duce ha detto che «il Cinema è l'arma più forte»,e anche di questa sapremo servirci per la più completa vittoria,

SILVANO

CASTELLANI


FATTI E FIGURE DELLA SETTIMANA

A Roma la Principessa di Piemonte, ricevuta dall'Ambasciatore di Germania vo Massenzio per assistere al concerto straordinario che l'Orchestra dell'Opera di ‘Krauss vi ha tenuto a beneficio della Croce Rossa Italiana eseguendo music

Basilica di dal maestro

€ Alfredo Rosenberg fone di opere di É Italo Balbo alla tore Alfieri.

ndariso della P: avv. Marziali nel corso di ispdoni ai b i delle Sopra: il prefetto di Milano mondariso distribuisce genetica (a sinistra) e Comerio, Lodigiano l'Istituto èdi svento e de uno dei pionieri a Milano Luca destra). - Sotto: si fra l'ing. Panseri e Leonida Sabatelli durante la ce lo mostra

ET.

t'Angeto Asilo nido (a La fotografia lo di Turro.


RIBALTE

A LUMI

Giallo STORICO E GIALLO FEATRALE

SPENTI

ono andato all'inaugurazione della Compagnia Gialla diretta da Calò convinto di trovare un teatro fiacco. Come sempre sono stato pessimo profeta, La sala del Nuovo era rigurgitante di pubblico, un pubblico ritardato a Milano dalla guerra, dalle notizie incerte che arrivano dalle spiaggie più in voga, e, soprattutto, dal tempo, Infatti un luglio così fresco piovorno temporalesco era ancora da vedere. Le giornate sono piene di estri, di brividi, di riverberi di acque al sole. Ogni sera verso il tramonto si aprono le cateratte del cielo. Dura l'acquazzone un paio d'ore; lava per benino gli asfalti, le case, le erbe dei camposanti; porta all'aria di topo morto nella benzina che è propria della città il profumo della campagna vicina; poi all’approssimarsi del buio armato, quel buio che carcella ogni forma creata, cessa anche lui, spaventato dall'enorme perplessità che la notte totale lascia sul: mondo, Cessa proprio nel momento in

cui la gente deve recarsi a teatro. Temporalino serale fatto su misura. E che si aspetta a concludere che Remigio Paone se la intende apertamente col diavoli Si poteva credere che il grande «giallo » storico di cui son protagonisti i popoli d'Europa sui campi’ insanguinati dalla guerra avesse disamorato il pubblico dal piccolo «giallo» teatrale, questa fabbrica del povero morto d'obbligo divisa tra tanti colpevoli apparenti ed uno vero, che è sempre il meno sospettato. Così non è.È un fatto che il « giallo» storico può offrir le sue suggestioni al « giallo» di palcoscenico. Un Churchill che fulmina mille marinai francesi a Mers-el-Kebir, adducendo di offrire quel sacrificio alla suprema salvezza della Francia, incoraggia la gente ad andare da Calò. Non sì tratta di un paradosso, Mai come in questo momento l'uomo della strada ha avuto il terrore di confondere il proprio giudizio, di prendere il bianco per nero; mai ha avuto un più impellente bisogno di precisare davanti alla propria coscienza critica e morale fatti e parole prima di assegnare a chi gli spetta la sua grande o piccola responsabilità. Mentre cerca d'identificare l'assassino sulla scena di un «giallo» qualunque il pubblico supera senza sospettarlo la lettera del dramma chiedendo alla storia un suo verdetto. Questo verdetto non sempre è facile e, alle volte, non bastano parecchie generazioni a provocarlo. Assai più agevole è la scoperta dell'assassino nel «giallo» di teatro. Si può giurare ch'esso è sempre colui che si annuncia più innocente dell'agnello pasquale. Per eliminazione, a furia di scartare i vari indiziati, si arriva al massacratore

che centinaia

di spettatori

hanno

Romano Calò ha riunito al Teatro Nuovo una Compagnia per la rappresentazione di spettacoli giali prima novità della stagione è stata « Alla Radio » di North, Fuller e Nelson, di cui diamo qui sopra due scene.

intra-

visto in questo e quel personaggio, Le donne non sbagliano mai nell'anticipata identificazione del reo. Ci fu qualcuno che attribuì ad esse uno squisito talento per l’assa: Ssinio. Certo è che nessun uomo nella sala aspetta con più ansia di loro il colpo di ri voltella che inauguri il cimiterino sulla scena; nessuno mormora con la soddisfazione che ci metton loro quelle fatidiche parole: « Ecco il giallo» appena ci scappa il morto; nessuno inizia con maggior zelo l'inchiesta delittuosa; nessuno guarda con più livore i falsi colpevoli, ogni loro cura, cura quasi materna, andando di diritto all'assassino vero, perché sia portato al capestro nelle migliori condizioni. Non potendo, insomma, consacrare con la strage quello squisito talento che si è detto, le donne si contentan di gravitare nell'orbita di coloro che la strage sanno consumare. Esse portano addosso una radiolina invisibile con la quale intercettano le minime vibrazioni, i minimi trasalimenti dell'assassino nascosto. Potrebbe costui sfuggire al poliziotto e magistrato istruttore. Non la farebbe in nessun modo alle donne presenti allo spettacolo, il cui occhio ha i bagliori sinistri di quello dell’avvoltoio mentre gira sulla Torre del Silenzio aspettando il cadavere parsi da rompere col becco. Si son messi in tre per scrivere Alla Radio, prima spettacolare novità della bella compagnia di Calò, la quale ha in programma la ripresa di famosi «gialli» americani, come il Processo di Mary Dugan, Broadway e altri. Il cavalier Malanni che ho visto seduto davanti a me (l'ottimo necroforo che i lettori di questa rubrica co-

noscono, mi è parso molto invecchiato mentre a rigor di logica, con quello che sta

accadendo nel mondo dovrebbe rifiorire) mi ha assicurato che la commedia dei signori North Fuller e Nelson è dovuta in realtà a un «giallista» italiano che ha voluto serbare l'incognito chi sa mai perché. Sia dei tre americani o del connazionale è fuori di dubbio che la commedia, dopo un primo atto assai mosso e colorito per l'innesto della trasmissione radiofonica nello spettacolo, precipita nella più disperata banalità marcando il passo su un'inchiesta condotta senza alcun mordente e risolta finalmente con l'equivalente moderno dello stratagemma ordito da Amleto per ricostruire con l’aiuto dei comici il delitto di cui è stato vittima il padre suo. L'equivalente è qui rappresentato dall’incisione di un disco che riproduce la voce del celebre spiritista Aloysius P. Workmann (il bravo Giulio Oppi) freddato da un suo complice proprio nel momento in cui attraverso un preteso esperimento di radiotrasmissione spiritistica stava rivelando alla sua banda la città dove avrebbe dovuto aver luogo il prossimo colpo. Le mort suisit le vif, ed ecco che il colpevole davanti a quella voce di assassinato che un accorto annunziatore della radio s'è curato d’incidere resta atterrito e porge i polsi alle manette di Calò, Il quale ha avuto per rivale nell'inchiesta, e quindi nella spartizione della taglia promessa agli scopritori della famosa Banda degli Spiriti, Dino di Luca, È questi un attore magnificamente dotato per le parti cantate e radiofoniche. Fgli ha la voce che ci vuole per le donne seeking-ser. Mi dicono che ‘proviene dal caffè-concerto. Come chansonnier farebbe fortuna, Però bisogna riconoscere che la sua bella e colorita e spiccata voce gli fa gioco anche nel drammatico, e basterebbe

a provarlo la parte del protagonista

de I Rapaci

di Giannini,

da lui

sbalzata con fiero e possente rilievo. In realtà gran parte del successo ottenuto dalla commedia di North Fuller e Nelson è dovuta alla felice scelta degli elementi che compongono la Compagnia Gialla di Calò, Antonella Petrucci vi figura come prima attrice né si può dire che le sue am-

bizioni siano esagerate, considerati gli ottimi effetti patetici da lei trovati nella scena in cui il fidanzato è strappato a lei perché sospettato dell’assassinio. Intorno alla Petrucci, che per l'occasione si era nascosta i lucenti capelli neri con un parruccone biondo che la invecchiava un po’, era una schiera di graziose ragazze (Lilla Brignone, Enrica Banfi, Anna Maria Bottini, Lia Zuppoli, Roberta Mari, senza contare Lia Nasotti, canterina di vaglia) che specialmente nel primo atto, quando si presentano al microfono in rappresentanza delle più belle girls dell’aristocrazia di Chicago (veramente quest'aristocrazia mi sa di vaccine portate al macello) hanno riempita la scena di animazione e di gaiezza. Lo spasso finisce tragicamente appena irrompono nella stazione radio i banditi mascherati per depredare le ricche ereditiere dei loro gioielli. È una scena eccellente per regia e ricava gran parte della sua suggestione, oltre che dai gridi strozzati delle ragazze, dalle pupille rosse e azzurre che l'apparecchio radio tiene accese nella tenebra fitta in cui si svolge il colpo dei gangsters. La stessa suggestione Calò cercherà se pur con minore successo: nella scena dell'esperimento spiritistico troncato dalla rivoltellata assassina e in quella dello stratagemma de! disco-morto-che-parla. Tutto questo conferisce interesse allo spettacolo, anche se la commedia langue in ciò che dovrebbe essere la' sua principale caratteristica: la stringente schermaglia tra il sergente di polizia incaricato dell'istruttoria e i presunti colpevoli. Su questo terreno gli autori sono stati del tutto negativi. Peccato. Mi era parso di cogliere specialmente al primo atto i segni d'un intelligente innesto di elementi del music-hall e della radiofonia nel dramma. In seguito non s'è avuto che un parassitismo su vecchi temi non vivificati da alcuria acutezza d'indagine,

Tra gli autori dell'Ottocento più rappresentati nel corrente anno teatrale da noi è Sudermann. Emma Gramatica ha dato Evviva la vita, Elsa Merlini Battaglia di farfalle e Annibale Ninchi, ora, all'Olimpia, L'onore. Sono stato a sentire quest’ultimo dramma che non si dava da molti anni ed ho potuto constatare quale grandiosa presa abbia ancora sul pubblico. « Quel che noi chiamiamo onore è l'ombra che noi proiettiamo quando il sole dell'opinione pubblica ci rischiara. Il peggio si è che abbiamo tante specie d'onore quante classi sociali». Più che dimostrazione di una tesi condotta con spirito radicale nell'orbita del teatro naturalista, il dramma vuole essere l'esposizione d'uno dei mali cronici della società, al quale si può partecipare come elemento attivo e corruttore (i Muhlingk) ocome passivo e corrotto (gli Heinecke). Dalle due famiglie che rappresentano il vizio sociale nella sua più repugnante realtì: escono movendo incontro l'uno all'altro Eleonora e Roberto, In essi Sudermann ha fissato la sua speranza in un domani migliore. Parla în codesti sradicati, ma specialmente nella donna, la volontà di affrancamento ibseniano, menffè Tiel'raisonneur del dramma, în quel simpatico e spregiudicato conte Trast, si manifesta la generosa natura del. l’autore, alimentata dalle belle idealità che hanno ispirato tutta o quasi l’arte dell’Ottocento, Si deve a queste magnanime presenze se il dramma a distanza di cinquantadue anni commuove il pubblico come al primo giorno. La bontà non ha più quotazione nell'arte d'oggi. È destino che essa trovi il suo accento riconoscitivo in una secchezza che confina con l’aridità. Dicono che è cambiato l’uomo e con l'uomo l’arte in cui la sua avventura si sublima. Se questo è, non ringrazieremo il nostro tempo di ibato con la giovinezza il coraggio della speranza.

ig

ca

LEONIDA RÉPAG]


Esclusività E.N.1.C.

LAURA NUCCI UGO CESERI GUGLIELMO SINAZ GIULIO STIVAL ARNALDO ARNALO! GUIDO

BRIGNONE

Produzione S.A,F.A,

CRONACHE

PER TUTTE

LE RUOTE

Nemico della critica op rimente, ade in questo basso mondo. Signori, voglio mettervi al corrente — di quanto salute vi dirò tutto in rapide battute, senza guastarvi il sangue e che d'ogni cosa vuol toccare il fondo, Gl'inglesi, svolazzando in aeroplano,

bombardano in Germania un cimitero, colpendo dei cadaveri... Ad Orano, anche le navi di quel grande Impero, benché sian poi fuggite a precipizio, hanno sconfitto i morti: è proprio un vizio!

Ministri e deputati in Inghilterra s'esercitano al tiro, a più non posso, per quanto, prima ancor di questa guerra, fossero abituati a. . sparar grosso. Churchill ora dirà: « Ma va benone! Entrano i grossi calibri in azione... »

Churchill ha detto: «I giorni di cuccagna, purtroppo, anche per noi sono finiti, e non permetterò che in Gran Bretagna abbiano a prosperar dei parassiti » Questa ci sembra proprio una trovata per veder la Home... Flit utilizzata! Ha detto pure al popolo britanno che occorrerà difendersi coi denti; in tal caso non so come faranno, se zion potranno usare altri argomenti sappiamo che, malgrado i cinque pasti, gl'inglesi han quasi tutti i denti guasti...

Nel Libro Bianco, uscito l'altro mese, c'è il testo d'un appello disperato del capo dell'esercito francese, che chiedeva soccorsi all’alleato.. Or quei soccorsi, non richiesti invano, han finito per giungere: ad Orano. Anche ai bravi irlandesi, ultimamente, re Giorgio sesto offriva protezione € garanzia... Sir Winston — è evidente — voleva avere la soddisfazione —. di poter dire (ma non c'è riuscito); | » « Quel De Valera è un fesso garantito!...

Aviatori britannici in Olanda ‘han bombardato, invece, un manicomio; ma il Ministero della Propaganda non ha-lor fatto il consueto encomio, anzi, sembra che li abbia censurati, perché i colleghi vanno rispettati Il governo francese, che per lustri ha fatto più d'un calcolo sballato, siede adesso a Vichy, con capi illustri che voglion fare ammenda del passato, è scelto bene: è un fatto Certo che il luogo calcoli è il più adatto... che per curare i

Sempre a Vichy, la Camera è disposta a rinnovare la Costituzione; se un tempo rifugi, tenace e tosta, da questa delicata operazione, adesso, con quell'acqua purgativa, fa presto a diventar... corporativa Senza più la tutela ossessionante dell'Inghilterra, che perdé le penne, un giornale germanico importante scrive che ormai l'Europa è maggiorenne. Bene! Speriamo — e già c'è qualche intd che almeno adesso metterà giudizi Nelle scuole, in Turchia, sarà introdotto lo studio del latino: indubbiamente, ecco un'ottima idea! Gli diano sotto, cercando d'imparario in modo urgente, benché si possa dir che nel complesso han capito il latino fin da adesso! Tal Cunningham, morendo, lascia scritto che spera di tornar su questa terra e agli eredi, perciò, non dà il diritto di godere i suoi beni... In Inghilterra, vi son molti signori, a quanto pare, ch'han la speranza di resuscitare. In vent'anni le donne son calate d'un chilo in media, e più (serive il {* Corriere ») è un fatto che, pulzelle o maritate, le donne si fan sempre più leggiere forse per questo, almeno in gioventà, mangian di meno e costano di più

A Nuova York, un nugolo d'agenti va perlustrando i pubblici giardini, scacciendovi migliaia di pezzenti, i quali vi facevan da inquilini I vecchi milionari americani non san più dove mettersi le mani

Nell'Università dell'Oklahoma #è inaugurato un corso per portieri, | quali avran diritto ad un diploma, come i maestri o come i ragionieri. Ora pretenderan dall’inquilino, oltre all'usata mancia, anche l'inchino! Il governo britannico continua a ringraziar la Francia a cannonati L'Italia e la Germania — Eden insii son già vicine ad essere... affamate beh, beh, fra un mese ce ne avran [d'avanzo! Saranno în grado d'invitarlo a pranzo. ALBERTO (Disegni di Guareschi)

IX —

CAVALIERE

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


ROBERTO

CANTALUPO

FUAD PER

GLI

AVVENIMENTI DEL

GIORNO

Rilegato i Ruffini M. « LA ROMANIA. Balla I. - L'

In-8° con fig.

GHERIA

E GLI UNGHE-

conti Prasca S, - L.

JUGOSLAVIA.

con figure .

In-8° con figure Franzero

M. . L'INGHILTERRA ESI. In-8' con figure .

PER RICORDARE LE CONQUISTE E I SACRIFICI DELL’AVIAZIONE ITALIANA PASSEGGIATE TERRA; NEO. 61 idrov. ‘olan nel

descritta dai

AEREE SUL MEDI. La trionfale crociera di idati da IraLo Occi lentale

In-8 - LE In-16

ALI

VITA

ATELLI,

Rileg:

Cavara

Lire VENTI

ZANUSO

DESERTO

Rilegat o intela e oro,

con

Kedive Ismail aveva offerto all'Europa capitalista il più vistoso dono che mai sovrano avrebbe potuto farle l'impresa del Canale di Suez. Aveva consacrato la sua vita alla colossale iniziativa di civiltà. che i maggiori industriali dell'Europa, i più grandi uomini del tempo. i pionieri delle maggiori imprese del progresso avevano sognato, che Napoleone aveva soltanto progettato alla quale gli italiani avevano dato un contributo essenziale — l’idea madre tradotta in disegno tecnico, e gli studi preparatori. La sua politica fu sempre contraria dominazione inglese alla quale dovette sottostare e venne in Italia in esilio. Ismail ispirò e guidò Fuad, sesto dei suoi figli che durante tutto il suo regno non volle che sviluppare l'opera del genitore, non soltanto perché essa non morisse. ma anche perché risorgesse. come è risorta, la nobile persona paterna nella pienezza dei suoi meriti. E in molti rami dell'at. tività nazionale, 11 figlio non ha potuto neppure am, perché essa era già stata lasciata dal padre ima e quasi perfetta. Questa è l'opera che l'Eccellenza Roberto Cantalupo ci presenta, densa di notizie e di diligenti citazioni, col titolo Fuad primo Re d'Egitto il quale lasciò scritto; «Sono nato il 25 marzo 1868. la fortuna non mi ha mai abbandonato, voglio bene all'Italia: queste sono tre notizie importanti e sicure della mia vita: le altre non bisogna domandarle a me. Poi chi sa se son vere, le altre!

ARTURO

Monelli P. legni d

Locatelli NIERO.

1°

D'EGITTO

Volume in-8° di pagine 246

Puccio G. MALTE:

parono.

RE

figu re.

DEL

PRIGIO.

RE A DI ANTO. In8

in tela e oro, » VOLI DI GUERRA.

In-16° ,

Putelli L. - VITA E OLTREVITA DI UN AV ATORE. Romanzo in-16° Dedalo -COME

DIVI

NI

con 29 incisioni . TE

AGATA

LO

VASCO

LE BIBLIOTECHE D'ITALIA NELLA SECONDA METÀ DEL SECOLO XVIII Ecco un libro che può lasciare perplesso il gran pubblico » abituato da tempo ad opere di pu fantasia che si annunciano con titoli più o. meno osi. Ma a prevenire ogni sospetto e pericolo di ia baste-

‘anno però le prime pagine che ci presentano al vivo la figura dell'abate Juan Andres, Letterato e bibliofilo, l'Andres visitò con particolare interesse le Biblioteche italiane, e con lui ci ‘autrice del volume nei luoghi di studio dove l’amore del libro si fa più particolarmente intenso in quella seconda del secolo XVIII. Impressioni, ricordi, aspetti di cose e di persor noi risvegliando, o, per megli forma della vita di'quel tempo che noi non conoscevamo abbastanza. o, per essere più sinceri. che noi ignoravamo. L'opera è stata premiata dalla Reale Accademia d'Italia; anche per questo ci invita con fiducia alla Jet: tura del volume che è senza dubbio piacevole €

proficuo. Volume in-8° di pagine 140

DARIA

\ERONAVE I LA

Volume in-16° di pagine 232 Lire DODICI

Lire DIECI

AV; STORE

GRANDE

con 30 illustrazioni . Hawks F - VELOCITÀ.

L'avventura che Zanuso narra nelle pagine del suo romanzo, ha per sfondo l'Africa Meridionale; quella parte dell'Africa che l'Autore conosce molto bene per lunga consuetudine di vita, Arturo Zanuso non trae però da questo ambiente nessun pretesto colorito come tutti ‘i viaggiatori egli ha imparato che tutto € che il pittoresco eccessivo è una ni giornalisti che, lavorando di fansi preoccupano solo di comporre una bella deione senza cercare di capire l'animo e i drammi dei popoli che incontrano sul loro cammino.

In-8° con figore .

BANFI

MALAGUZZI

IL

CERCHIO D'ORO Nel chiuso cerchio d'oro della famiglia. per un segreto

allentarsi delle coscienze. matura e scoppia la crisi che porta anziani e giovani al limite della tragedia La profonda sofferenza degli anziani, la più.pronta ed illuminata razza areazione dei giovani si fondono in una concretezza d'amore che riallaccia- i fili spezzati e crea un nuovo stato di coscienza. In-16° di pag. 276 L. 12

Re Fuad


PENSATE ALLO STOMACO

Chi di noi, di quando in quando non sente delle acidità, dei crampi della fiatulenza oppure altri malesseri digestivi, che se trascurati possono condurre alla ‘dispepsia, alla gastrite, e perfino all'ulcera? Tuttavia, triti questi malesseri possono essere evitati prendendo, dopo mangiato, una piccola dose di polvere o qualche tavoletta di Magnesia isurata. La Magnesia Bisurata dà un sollievo quasi istantaneo perchè elimina la causa stessa di questi mali, valeadire, la soverchia acidità, Nel fempo stesso che neutralizza l'acidità eccessiva, la Magnesia Bisurata protegge le mucose irritate dello stomaco ed arresta la fermentazione. dei cibi. Fin dalla prima doseibruciori, i rinvii e le pesantezze spariscono e siete sicuri di una buona digestione. In tutte le Farmacie, in polvere o in tavolette, L. 5.50 o L. 9.00. DIGESTIONE ASSICURATA

MAGNESIA

BISURATA PRODOTTO DI FABBRICAZIONE ITALIANA

(hot. Pref.Pirenzo N.48775-Div_5

1 80-11-3-XVITL

Che cosa dice il

La pettinatura rimane qual'è anche se levate il cappello più volte al giorno. Così *

il Peri fissatore mantiene capelli nella forma voluta. Ogni pettinatura rimane talmente ordinata che nè vento, nè cattivo tempo e neppure esercitazioni sportive possono scompigliarla. Inoltre il Peri fissatore apporta al cuoio capelluto le sostanze necessarie alla crescita dei capelli, quali la colesterina e la lecitina, impedendo pure la formazione della forforaela caduta dei capelli.

issatore Tubetto:

L7,— e L4— MILANO

KHASANA S.LA. v5-vinore4?

incarico n campionato femminile a squadre per giocatrici di terza categoria, tale assegnazione è stata dalla Federazione affidata all'Azienda Autonoma di Abbazia che ospiterà la fase finale del campionato valendosi della collaborazione tecnica del C. T. Fiumano, La manifestazione viene pertanto inclusa nel quadro del campionati ufficiali della F. I. T. sotto la denomina zione di Coppa Abbazia.

* Atletismo. - La R. F. I. di canottaggio farà svolgere il Gran Premio dei Giovani (VI campionato del mare), che avrà luogo nei giorni 2, 3 e 4 agosto in Venezia, sul percorso dai Lido alla Riva dell'Impero, ad opera di un apposito comitato. — Una cinquantina dei migliori campioni dell'atletica leggera — uomini e donne — si trovano riuniti a Firenze per un breve allenamento collegiale. in vista degli incontri Italla-Germania. Questi incontri sono fissati aParma per il 28. luglio quello femminile e a Berlino per 2, 3 agosto quello maschile. — Anche per la ginnastica è in calendario un incontro Italia-Germania. La data della grande competizione è già stata indicata nel 28 settembre e come sede — per desiderio esposto dagli ospiti — è stata scelta Roma. Il valore della squadra tedesca è indicato dal titolo di campione olimpionico che detiene dal 1936. ATTUALITA' SCIENTIFICA * Sembra una cosa da nulla, ma se su vasta scala si riesce ad organizzare la lotta contro gli sprechi, si può arrivare a delle cifre di ricuperi veramente imponenti! E con questo non vogliamo pensare di spingere all'estremo la regola, poiché vi è evidentemente dell’impossibilità anche in questo (come chi cal cumulare tutte le briciole di fin di desinare ogni famiglia butta via, e deduceva che ciò corrispondeva ad una elevata massa di grano perduta) ma è d'altra parte innegabile che con opportuni accorgimenti, în qualsiasi famiglia o industria o collettività in genere si possa benissimo arrivare a risultati del massimo interesse. È la solita storia dell'infinitesimo moltiplicato per mille, per centomila, per milioni che a fine mese o a fine anno porta a clfre che meravigliano del resto molti problemi di economia generale nelle aziende sono proprio basati su questa regoletta, e quante volte un industriale accorto ‘può per esempio risparmiare molte migliala di lire ìn una voce quasi sempre trascurata come quella dei lubrificanti. solo se un ben studia to sistema di erogazione consente di evi tare sprechi di qualche goccia tutte le volte che l'operaio toglie la buretta da un supporto, per porgerla ad un altro! In questo campo poi, date le forti tasse oggi gravanti sui lubrificanti, risparmiare diventa una necessità. e diventa anche un imperativo in quanto si tratta di materiale di importazione: ecco perché da vario tempo sono sorte Iniziative per la rigenerazione, anzi un recente decreto impone tale pratica in quel casi ove la cosa è possibile. Non sempre infaiti la regola è applicabile, poiché vi sono molte industrie (quelle tessili, ad esempio) che consumano molto lubrificante, ma sic | macchinari sono pressoché totalmente lubrificati a perdita (i supporti hanno cioè un foro di erogazione, ma non il serbatolo di raccolta) ne deriva che la raccolta di ollo usato è praticamente nulla, mentre in tanti altri casi si tratta di macchine che dispongono di coppe € di serbatoi vari, per modo che quando viene il momento di sostituire la vecchia carica con quella nuova, il lubrificante così ricuperato non deve essere buttato via, bensi assoggettato alla rigenerazione così da riaverlo praticamente nuovo, E ciò senza tener conto delle vaste possibilità offerte a questo riguardo dal campo automobilistico, che dà esempi di autovetture ed autocarfi nei quali la coppa contiene da pochi chili a venti o trenta, ed in tal rfiodo la convenienza di riattivare l'olio si neppure impone E come un dovere elementare. le industrie elettriche da trascurare Sono oltre che alle turbine idrauliche ed a v pore che pur contengono parecchie cen finaia (talvolta migliaia) di chili dei di olio tranei cassoni circolante, dispongono di centinaia e centinaia di Sformatoridi olio quintali isolante, che una volta per— adoperato SE ron buttato via — era tanto, adoper Usi di nessuna importanza, suo prezzo sulle perarlo, ma oggi —si col guadagna moltissimo Sei lire al chilo si— pensi un po' ad un casA rigenerarlo: della, capacità, an-di Sone di trasformatdiorecinquanta quintali che non elevata, così come Glio usato che — se venduto una lira e metza Si trova — potrà sevalere rigenerato colla spesa fl chilo, mentre al chilo diviene nuoSì € no di unacosìliral'acquisto di altrettantosi So ed evita a sei lire al chilo, e poi Kuantitativo rigenerare gliche olìsì Gica se l'obbligo diprovvedim enti Non è uno di queidi mezzo, evidenteme C'è o, imponevandel processo, poiché non sì nte. può ta resa chili di olio pensare di ricavare cento olio usato, ma persi altrettanto soddisface lflovo dacifre più che pensare ntiche e nel tratta di basta esserne convinti trasformatori la massima caso di oli per quanto del, 20%, (per, dell'85% perdita puòsta essere almeno sullaconresarelativa fa media fadel: 90% è talvolta anche stanno le cose per cilità). Un po’ diverse ed automobili da l'olio Siò che concerne materia di tratta si quarto in Autocarri,

ISCHIROGENO {a base di fosforo, ferro, calcio, chinina, con stricnine o senza)

RIMEDIO UTILISSIMO PER ADULTI E BAMBINI È IL RICOSTITUENTE CHE PORTA IL PRIMATO

PRESCRITTO DA CLINICI DI FAMA EUROPEA FRA | QUALIIL

|.

Le

Prof. MURRI DIRETTORE CLINICA MEDICA R. UNIVERSITÀ BOLOGNA

DOLOMITI

FEGJALTO ADIGE- TRENTINO -CADORE(@) LA META PREFERITA DA TUTTI COLORO CHE CERCANO UN ASILO DI PACE E DI TRANQUILLITÀ. OLTRE UN CON 120 CENTRI DI VILLEGGIATURA MIGLIAIO DI ALBERGHI PERFETTAMENTE ATTREZZATI OSPITALITÀ. ACCOGLIENTE PIÙ LA VI OFFRONO ne faranno richiesta la Guida illustrata L'UTA di Bolzano inviera gratuitamente a quanti

delle Dolomiti, di Merano e del Lago di Garda. con l'elenco degli Alberghi raccomandati.

XI —

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


più logorata dal lavoro, ma quando diciamo che la

70% è una cifra attendibile) si vede come anche qui la la convenienza si imponga senza riserve. Ma ron è ancora tutto, polché in altri modi si può riSparmiare l'olio; ad esem-

pio tutto quello che rima-

ne aderente ai trucioli delle lavorazioni meccaniche, e si badi che qui non si tratta di lubrificante puro e semplice, ma di olio

tecnico,

qualità

più

prodotto

pregiata

di

e

quindi di maggior costo. Un buon ricupero può es.

ser fatto anche sotiopoprima allo scola. mento i trucioli e poi cen. nendo

trifugandoli e prove accurate -hanno permesso di

NOTIZIARIO TURISTICO

MONTI - LAGHI - SPIAGGIE STAZIONI DI CURA

ee 2229]

2:

EMILIA CASTEL

S. PIETRO DELL'EMILIA Ottstaz. ima dicura-Acque - Bagni - Irrigaz. - Inalaz. -

Gerniss. di gran turismo in arr. e part. dal. sentoy (Piazza Aldovrandi) - Stag.7 15:giugno-15 sett ALBERGHI . .. propr. F. Profeti

CORONA

stabilire che dopo lo scolamento, è possibile rica= vare ancora un 15-20% di

LIGURIA

sere impiegato, subito tale

LOANO GRANDE ALBERGO VITTORIA SUL MARE LEVANTE La clità « blmare » SESTRI Tigullio - Sogg. incantev, Spiaggia ideale eddelin Golfo dolce Silte panoram. - Alberghi - declivio Pens. - Ville — Appar

olio, con qual ‘vantaggio economico è facile calcolare, dato che l'olio così riavuto non è nemmeno da rigenerare, ma Può es-

€ quale, tutt'al più sottoponendolo a qualche gior.

no di decantazione.

E nemmeno gli stracci debbono essere trascurati:

imbevuti di olio, essi ne VESCICA

consumano moltissimo che Può essere ricuperato, e rigenerati possono essere

anche gli stracci, sottoponendoli — oltre che alla disoleazione — alla liscivazione, lavaggio e pettinatura. Molte industrie

italiane si sono messe per proprio conto su questa via, e possono già dire di avere non solo ammoriizpianti per i vari tratta: menti del ricuperi, ma di essere già in-buon attivo. zato in poco tempo gli im.

VITA ECONOMICA E FINANZIARIA *

L'importaîiza

econo-

mica e sociale e l’efficiendelle indu. strie alimentari italiane. za produttiva

L'industria alimentare occupa una posizione per vari riguardi preponderan. te nel quadro della produzione industriale e arti-

giana nazionale. Ma fino guito dall'Istituto Centrale di Statistica, mancava una documentazione precisa ed esauriente di questa loro importanza economica e sociale. La ricca messe di dati ora pubblicata dal suddetal recente censimento ese.

to Istituto sulle materie prime ed ausiliari e impiegate da tali industrie sulla loro svariatissima e cospicua produzione “sugli impianti e macchinari in

LOMBARDIA DI SALICE A 30 da Milano, TERME a un'ora da Genova, a 1,30 da Torino, LEI da Bologna > Sureaalscbromolodiche e solfoCSO de Pagni Fanghi- Inalaz. - Irrigaz. - Nebulisa.c. Grande Parco - . Piscina . Trattenim. Sportivi — ez g ALBERGHI SE ESE + propr. Dellea

ROMAGNA CATTOLICA Splagg. deliz. sabbiosa assolata, particolar, adatta Sire polari » Attrezz. ampia Urbanistica e ricettiva perfetta e Pianifest. artist., sportive, mondane tra Alberghi & Pensioni - 1500 Ville Appart. d'afitt.- 50— Insegne ‘grafulto nuoto ai giovanetti a cura «Centro Nemlonuo, Azienda - Informaz.; Azienda Soggiorno Catioica. goigente solfidrica « Breta » - Polverizz. - Inalaz. — Bac Spi ji Semicupi intestin. — Dosss Teitali - Bibite - - Lavaggi Inform.: Azienda subacquei Autore di Cura Riolo dei È ALBERGHI GRANDE ALBERGO DELLE TERME

VENETO

ABANO e MONTEGROTTO ij Bagni Inalaz. - Una delle piùTERME antiche staz. Hirmali = Oftimo- attrezz. ricettivo - 24 Alberghi con ue bilim, di Pi Teatro - Ameniss. gite nei ‘adova-Venezia) - Sulla linea Informaz. : Ente Azienda Cura: Abano Terme. Prov. Turismo

dotazione degli esercizi sia L'apparato urinario rappresenta una delle partì più perfette della macchina Umana, un vero capolavoro della natura. Se si considera che il conti-

nuo fluire del sangue attraverso.i reni, per esservi purificato, raggiunge ‘entro le 24 ore. l'impone nte massa di 500 litri, si può facilmente considerare

quanto questi argani siarfo importanti . Però in essi, si annidano spesso balteri e residuan o scorie che provocano disturbi e malattie Per conservare

“SALUTE

E VIGORE,

è quindi opportuno

procedere. di tanto in tanto a una disinfez ione dell'apparato urinario con le

- Compresse di. »

B

A

(Bafer

‘a carattere industriale e artigiano, permettono ‘di formarsi un'idea adeguata della pulsante attività di questo nostro vitale settore produttivo. Basta infatti rilevare che nell'anno di censimento il valore dei prodotti fabbricati o lavorati dall'industria am. montò a oltre 27 miliardi

€ 600 milioni di lire e che

le materie prime ed ausiliarie impiegate superava. no i 22 miliardi e 400 milioni di lire. La differenza tra questi due valori, cioè

5 miliardi e 214 milioni, cioè il cosiddetto valore aggiunto, rappresenta l'incremento di valore apportato dall'industria nel pro-

cesso di trasformazione

delle materie prime ad es. sa fornite dall'Agricoltura în prodotti lavorati. In questa cifrai salari figu-

rano per circa'657 milioni,

vale a dire nella proporzione del 13,5% del valore

aggiunto. Questo. a -sua

volta rappreserita il 18,9 per cento della produzione

lorda, la rimanentè quota di 811% essendo rappresentata dalle materie prime, combustibili lubrificanti ed energia elettrica.

Pubbl. Aui..Pref:-Milano N_47762-.XVI VILLUSTRAZIONE

ITALTANA

—

XII

ALBERGHI QUARNARO: Terrazze sul mare CRISTALLO Elegantiss,, cat. S CARO TT PALAZZO: Mondano, A ‘danzanti uegeri. Terrazza sul Trattenimenti mare 2. '. apo gior- VR REGINA: Familiare, Moderno » A PRINCIP . .. 0, E. GRAND HOTEL LAURANA: Incantevol Moderniss. parco. Terrazzo sul mare e’ posiz.. » A EXCELSIOR: în Laurana . . . © » C GO Deliz. sogg. estivo -ASIA Celebre staz. invern, Alberghi Pens. - Appart. - Attraz. - Tennis — Escurs. £ piedi gi.jn auto ai campi di battaglia dell'Altipiano = Matti (ortigara Cengio fer. 50 per cento da tutte le stazioni M. - Informaz.: Riduz. Azienda Autonoma , Soggiorno prefer. per GRADO - 10 km di spiaggia maSofie Famoso luogofamiglie di cura - Impianti curativi unici nel genere - Moderniss. stabilim. Terme le cure marine: mata linfatiche, delle disturbi. del per Ficantao Ser li Solarium:Forme bagni di sabbia e di sole efesche

* Gli effetti economici della guerra nei primi otto mesi. - La guerra ha impegnato tutte le energie dei paesi belligeranti, facendo sentire più ‘acutamente i suoi effetti anche nel campo economico, e rendendo necessaria. l'émanazione di drastici

caiello - Magnif. dintomi (Colli Fuganei) — In sett Gaise gi trotto - Inform.: Ente Prov. per Il Turismo ui

ctooncerti - Tornei Gite - Festegg. - Stagione aprile: giichre - Comunicaz - con Trieste (1:30 di piroscafo Iue: fo la suggest. costa. istriana - 30' autostrada emincat. Rurist) "pria Fer. 50% dal 20/6-10/9 - Informazioni: ALBERGHI PALAZZO (giornalmente concerti: - 200 camere) cat. A PORTOROSE e RIVIERA


provvedimenti di emergenza. L'indice del Board of Trade per l'Inghilterra accusa dall'agosto 1939 all'aprile 1940 un aumen. to generale dei prezzi all'ingrosso del 35 per cento, le derrate alimentari sono aumentate del 41%. Per la Francia non si pubblicano più gli îndici dei prezzi. ma è tuttavia facile desumere qualcosa dalle mercuriali di Parigi. Fra l'agosto 1939 e il principio del maggio scorso gli aumenti dei prezzi sono stati del 79% per le carni, del 47% per le patate e i fagioli, del 60% per 11 riso, del 35% per l'olio e il burro, del 30% per i formaggi, del 28% per jì latte. e del 6% per il pane. Contrasta con tale anda» mento, il debolissimo rialzo dei prezzi in Germania, che si aggira fra il 2 e ll 3%. sia sui prezzi all'ingrosso sia în quelli si dettaglio, per il periodo che va dallo scop. pio del conflitto sino all'apîile scorso, I corsi dei noli che hanno'avuto fortissi. mo aumento, l'indice def Lloyd's List è passato da 85 nell'agosto 1939 a 422 nell'aprile scorso: si è quindi avuto un aumento di cinque volte, È questo un elemento di costo che interferisce sugli aumenti di prezzi di molti prodotti, specialmente per quei paesi, come la Francia e ancor più l'Inghilterra, che devono provvedersi largamente per i loro rifornimenti dalle vie del mare. Il numero dei disoccupati in Inghilterra, seppure diminuito sensibilmente nel corso degli ultimi mesi, sì aggira ancora intorno a un milione di unità; cifra che non può non sorprendere nelle attuali contingenze, sebbene sia costituita in gran parte da persone anziane e da donne. Anche in Francia si registrano nel periodo anzidetto oltre 300 mila disoccupati. La circolazione fiduciaria ha segnato, anche nelle ultime situazioni delle rispettive Banche Nazionali. un aumento che è però contenuto entro limiti moderati, in confronto alle enormi spese belliche. In milio ni di monete nazionali, si sono avuti i seguenti aumenti di circolazione: Inghilterra, aumento del 7,1% dal luglio 1939 al maggio 1940; Francia: del 30,6%; Germa. nia: del 29,3%. Come si vede gli aumenti fra il luglio 1939 e la fine del maggio scorso, per quanto sensibili, sono ben poca cosa în confronto all'aumento vertiginoso dei bilanci di previsione delle spese militari, Tanto la Francia quanto la Germania hanno cessato dallo scoppio del conflitto la pubblicazione delle statistiche del commercio estero. L'Inghilterra invece, continua a pubblicare queste statistiche. dalle quali si rileva un forte aumento delle importazio. ni. Nei primi quattro mesi del 1940 le importazioni sono infatti salite a 418 milioni di sterline, contro 288 milioni di sterline nel corrispondente periodo dell'anno scorso: si è quindi avuto un aumento del 45 per cento. Più sensibile è invece, l'aumento delle importazioni di materie prime passate nel frattempo da 78 a 134 milioni di ster-

line, constin aumento del 72%. Le esportazioni sono passate da 154 milioni di sterline nel primi quattro mes! del 1939 a 168 1ullioni nel corrispondente periodo di quest'anno, ma tale aumento, del 5% è molto al disotto del rialzo dei prezzi, pertanto si può concludere che le esportazioni sono, come volume fisico, diminuite di almeno un 20-30%. * La produzione petrolifera mondiale nel /939. - L'Agenzia GEA informa che secondo gli accertamenti del « World Petroleum » la produzione petrolifera mondiale è stata di t. 284,1 milioni contro t. 227,9 milioni del 1938, così distribuita in ordine d'importanza: Stati Uniti t. 171,3 milioni, Venezuela t. 30,5 milioni, U.R.S.S. t. 29,5 milioni, Iran t. 10.3 milioni, Romania: t, 62 milioni, Messicot.5,7 milioni, Indie Olandesi t. 5,3 milioni, Iraq t. 4,1 milioni e altri Paesi t, 21,2 milioni. Il nostro Paese avrebbe prodotto nel 1939 t. 11,300 di petrolio, * Prospettive autarchiche nel settore assicurativo. -I superiori imperativi autarchici che hanno impegnato ed impegnano la più fervida e decisa azione di tutti 1 set. tori dell'economia nazionale non ‘escluso quello delle assicurazioni, Il cui compito, nel quadi@ dell'autarchia, si concretizza essenzialmente nel far sì che tutti i contratti relativi arischi italiani vengano stiad esclusivo mezzo di compagnie he. Questa direttiva, ha infatti trvato pronta ed integrale attuazione in tutti 1 rami assicurativi ad eccezione di quello delle assicurazioni marittime e ciò, soprattutto, acausa di vecchie consuetudini, di difficoltà di carattere valutario nonché di particolari esigenze dei venditori esteri. Contro tali difficoltà si oppone da tempo la più tenace» azione delle nostre compagnie che si sforzano anche di éstendere l'orbita del mercato assicurativo italiano nei confronti dei traffici internazionali Un efficace contributo alla soluzione del complesso problema è apportato indubbia mente attraverso un chiaro e rigoroso studio del prof. Luigi Amoroso, apparso in quest! giorni sulla « Rivista Bancaria » nel quale vengono compiutamente indicati | meézzi atti a salvaguardare Ja piena autonomia del nostro mercato nei confronti dell'estero. Intendendo l'autarchia nel settore assicurativo, come disciplina diretta a conseguire col minimo dei costi l'equi. librio tecnico del rischi, Il noto economi: italiano afferma che per' raggiungere tale finalità è necessaria non solo la più larga comprensione e volenterosa collaborazione delle categorie industriali e commerciali ma anche un opportuno ritocco alle vigenti norme in materia valutaria Altresì indispensabile si rende un più larg0 ricorso da parte delle imprese alla co:

“Curate la vostra salute quando è integra

iosa

LA MEDICINA PREVENTIVA E L'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI

e indispensabile

vANISETTA

L'Istituto Nazionale delle Assicurazioni ha ravvisato un settore della difesa della razza scarsamente esplorato e generalmente negletto della medicina preventiva. Si è assunto così come un suo dovere sociale, il compito di far convergere con 'un’assidua propaganda l'attenzione pubblica sulla medicina preventiva e di dimostrare con un'attrezzatura adeguata e ‘con servizi gratuiti i benefici immensi della difesa della salute quando la salute è ancora intatta o i germi del male appena iniziano la loro azione. Sono sorti perciò, in molte città italiane, tuto Nazionale

delle Assicurazioni,

dotati

I CENTRI

SANITARI

dei mezzi

di ricerca

dell'Isti-

grediti che la scienza offre: essi sono posti a disposizione di tutti gli assicurati per PRESTAZIONI SANITARIE GRATUITE, dalle visite mediche periodiche all'esame del sangue, dalla misurazione della pressione arteriosa alla radioscopia e teleradioscopia del torace ed alle consultazioni d’igiene ecc. Qivre ché GIA SONO

presso

il Servizio

IN FUNZIONE

Medico

nelle

della

diverse

Direzione

regioni

Generale

in Roma

Centri

Sanitari e

molti

Consultori. In breve volgere di tempo tutte le principali città it saranno

dotate

di un

Centro

Questo

indirizzo

tende

e quindi

di farla

esaminare

Sanitario

a creare

perfettamente

negli

italiani

attrezzato.

la coscienza

della

medi-

cina preventiva, il senso del dovere di curare la salute quando è integra, periodicamente,

in

modo

da

sorprendere

la

malattia ai suoi inizi, quando la cura è più facile e più certa la guarigione.

NON TUTTI SENTONO COSI’ VIVAMENTE IL DOVERE DELLA PREVIDENZA,

DA

PRENDERE

L'INIZIATIVA

DI

ASSICURAZIONE.

PER

QUESTO

L'ISTITUTO

ASSICURAZIONI

VI FA

VISITARE

DAI

UNA

PROPOSTA

NAZIONALE.

SUOI AGENTI

DI

DELLE

PRODUTTORI.

XIII

—

L'ILLUSINAZIONE

ITALIANA


TT

TE re

sicurazione, 6nde attuare un primo riparto del ri-

schi, nonché l'adozione dei « trattati generali obbliga.

stema del «regolamento annuale dei conti» 0, quanto meno, con la elevazione del deposito garanzia sino all’integrale copertura dell'ammontare delle riserve premi e delle riserve danni. Viene infine, prospettata la necessità di abolire la riassicu-

razione facoltativa, quale

s \,

(GE

O |

Ì 4 î È

sistema normale di coper-

tura delle flotte da carico, e di addivenire alla costituzione di un Ente fi-

nanziario, giuridicamente capace di compensare in una lunga serie di anni Je risultanze industriali dei singoli esercizi. Tale Ente dovrebbe .naturalmente essere attrezzato per apprestare i mezzi straordinari di cassa, necessari ad assorbire in tempi normali le eccedenze dei rischi di elevata entità e in caso di emergenza anche la quota dei trattati generali ob. bligatori eventualmente in corso coi mercati riassicurativi di Stati nemici. * La sostituzione del rame con leghe di manganese. - Tra le numerose ricerche nel campo della metallurgia sono da segnalare quella relativa alla produzione di una speciale lega di manganese puro col 2 per cento di rame ed uno per cento di nichel, la quale potrebbe eMcacemente sostituire il rame in molte applicazio ni industriali. Tale lega infatti, rassomiglia per duttilità ed altre proprietà al rame, ma può dare in base ad esperienze compiute una resistenza elettrica eguale è mille volte quella del rame stesso. Queste ricerche aprono vaste prospettive autarchiche alla metallurgia italiana, dato che Ja produzione nazionale di manganese è in 'pro-

È

ANISINA

È

O)MAVAIDIZII

È

CLASSICA

I|

& 7

NI Ni

ANISETTA CENTENARIA — \tineuauoRE Ì

vevano ridere-o piangere a momento opportuno. Anzi la parte di piagnone era quasi sempre affidata alle donne, come quelle che meglio riuscivano nell'intento. È vera la leggenda secondo la quale Byron, guidato da misterioso istinto, siasì recato, sul luogo della propria morte quindici anni prima che questa avvenisse? La verità delle leggende è insita nella paAllo spuntare dei primi denti i dentisti vi dirola stessa. È una verità leggendaria. Dice, dunranno “bisogna lavarli due volte al giorno col que, da leggenda cui allude la nostra lettrice che Kélynde”. Nello stesso tempo che assicura la ,_net-novembre del 1809 un Nobile inglese, siasi visto pulizia dei primi denti e delle gengive delicavalcare più volte in vetcate,ilKolynos li proteg e dai germi che ta a una collina che domina il golfo di Corinto producono la carie. Nessun dentifricio “coe affacciarsi a contemplare dall'alto lo stupendo scemune" saprebbe compiere questa doppia narlo sottostante e specialmente le secche di funzione. Lavate i denti d bebé regolarmenMissolungi, alla vista delle quali gli occhi gli si riem. te col Kolynos; li manterrete sani e preservati pivano di lacrime. Il roda ogni infe. ione. L'abitudine del Kolynos, mantico cavaliere era Byron. Era questo il luogo imparata nei primi anni, assicura la sani dove quindici anni più tardi doveva morire, dopo dei denti per tutta la vita. E poi... i bambini di aver rapidamente consunta la sua vita; perché amano il gusto gradevole e rinfrescante del a 36 anni Byron era un Kolynos. uomo finito socialmente intellettualmente, lettera. riamente, RISPARMIATE - ACQUISTATE IL TUBO GRANDE Qual'era il vero nome della Malibran? Maria Felicia Garcia, severissimamente allevata da un padre quasi disumano, venne sposata giovanissima (aveva diciassette anni) al LA CREMA DENTIFRICIA banchiere francese Mali. bran di trentasette anni economica più vecchio di lei. Il matrimonio le.era stato imposto dal padre il quale credeva il Malibran ricchissimo. Invece, poche mettente sviluppo. Si sa infatti che importanti giacimenti manganesisettimane dopo il matrimonio, il banchiere feri sono in corso di sfruttamento in vare zone della penisola, in Sarfallì. Qualche anno dopo la grande attrice degna e in Albania ad opera della Soc. Manganesifera Italiana, dalla Sepoté cttenere l'annullamento dell'odioso zione Ferriere Piemontesi della Fiat, dell'A.M.M.I. e di altre imprese. matrimonio e, finalmente libera, poté spo. sare Îl nobile Carlo di Bériot, Cionon stante il nome del primo marito continuò ALL'INSEGNA DEI SETTE SAPIENTI a beneficiare della gloria di una donna che lo ha odiato. Un nostro lettore ci chiede: di dove ha origine la lingua maltese? Potremmo rispondere: ha origine nella malafede degli inglesi. Non esiste infatti una lingua, ma un dialetto nialtese che, nell'intento di voler falsare la più evidente verità ei danni dell'Italia vorrebbe gabellare come derivante dal... fenicio. In realtà ànche questo povero e curioso OBESITÀ dialetto locale non ha alcuna letteratura, non ha nemmeno regole ortografiche chiare e definite, sicché l'improvvisare in dialetto maltese testi scolastici e giornali, come l'Inghilterra ha fatto, non ha servito ad altro IL GRASSO SUPERFLUO che a dar luogo ad una buffa confusione in capo alla quale sta una si elimina facilmente coi confetti di conelusione sola: quella cioè che anche la pretesa lingua maltese tradisce in modo inconfutabile la sua provenienza dalla madre lingua italiana. LIPOCLASINA “ZENIT. Qual'è l'origine del motto Per la fabbrica dell'appetito? Sembra si DIMINUZIONE DEL PESO CORPOREO tratti di locuzione usuale un tempo fra ciarlatani, giocolieri, saltimbanchi ed altri girovaghi che davano pubblico spettacolo nelle piazze. Costoro usavano dire: «qui si lavora per la fabbrica dell'appetito! ». E volevano in tal modo parodiare coloro (ed erano moltissimi) che in quei tempi via avvenz.n] facevano questue nei più vari ed impensati modi per questa o quella MILANO fabbrica religiosa o dì beneficenza, cioè chiese, ospitali ecc. Conviene però ricordarsi che è estremamente difficile accertare in modo assoluto l'origine di questi detti popolari. Perché si chiama bugia il candeliere basso? Perché questa parola di origine francese, deriva da Bugia, città algerina dove si vuole sia stata la prima fabbrica di candele steariche. H laccio di‘pelle La parola è talmente entrata nell'uso che viene regolarmente registrata anche dai nostri migliori linguisti: il Petrocchi l'accoglie senz'altro nel suo Dizionario e perfino il severo Fanfani non la censura. In francese, però, bugia è la sola candela, non il candeliere basso, che viene chiamato bougeoir. DONA SQUISITA ELEGANIADi dove ha origine la voce filibustiere? È parola della lingua olandese ALLA CALZATURA (vrijbuster) passata poi nei vari linguaggi. Spagnolo: filibustero; franDURA ETERNAMENTE cese: filibustier ecc. e vuol dire precisamente: corsaro, libero predatore, saccomanno. È nome storico che si dava ad avventurieri di varie naCISPEA-BOLOGNA-BUSI 19 zioni che nei secoli XVII e XVIII arditamente predavano ì mari delle Indie occidentali a danno della Spagna. Oggi viene usata da noi anche in senso scherzoso. Cosa è il pai-pai? È un frutto che alligna nei paesi equatoriali: una sorta di grossa arancia ovoidale contenente una densa polpa rosa profumatissima, zuccherina, di sapore estremamente delicato. Qualcuno afferma trattarsi del frutto più soavemente delicato che si conosca. Le sue proprietà nutrienti sono elevatissime. Chi ha vissuto ai tropici sa che con due frutti al giorno un uomo può vivere benissimo, Si è fatta attiva propaganda in Inghilterra per dar luogo alla coltivazione di questo meraviglioso frutto nelle colonie inglesi asiatiche ed africane dove ne sia possibile la coltivazione, ma i risultati ottenuti furono assai scarsi Una delle virtù che si riconoscono al pai-pai è quella d'essere un farmaco insuperabile per dispeptici. A proposito di questa sua particolare virtù si racconta una storiella amena. Un bianco, vivente fra le selvagge tribù dell'Equatore, soffriva di dispepsia, ma negava in modo assoluto gli effetti miracolosi del pai-pal. Una sera che se ne stava a letto tormentato da una digestione difficile, si lasciò persuadere dal proprio servo a mangiare uno di codesti grossi frutti. Alla mattina seguente. il negro non vedendo comparire il suo padrone entrò con circospezione nella capanna. In luogo dell’europeo trovò nel letto il grosso pai-pai. Riuscite vane le ricerche, si aperse finalmente il frutto e vi sì trovarono nell’interno di esso... i bottoni del vestito che indossava l'europeo. Il frutto aveva addirittura digerito l'uomo! Come nacque la claque? La domanda ci viene da un lettore di Torino. L'origine pare risalga nientemeno che ai tempi di Roma imperiale. dotato di sicura efficaInfatti in Francia, i componenti questa specie di organizzazione, vencia preventiva contro gono! chiamati romains du parterre. ‘Al tempo dei Cesari in Roma si le malattie dovute a pe. chiamavano juvenes ed i capi curatores, e pare che il primo a dar luogo a verì e propri manipoli di tali messeri sia stato Nerone, il quale, come netrazione dei germi tutti sanno, era sensibilissimo alle Jodi. negli organi respiratori. In Francia il primo a far uso di questa malfamata istituzione fu il poeta Dorat che mandava a smuovere la freddezza del pubblico, con In vendita in tutte biglietti da lui acquistati, i suoi domestici e i suoi fornitori. Ma l'orgale Farmacie nizzazione più perfetta del genere risale a Molière. Il capo della comitiva aveva generalmente una paga fissa, oppure numerosi biglietti di favore dai quali gli era-consentito di trar profitto. La massa, invece, era Chiodeto, distinta per categorie: gli intimi, poveri diavoli amanti del teatro ed amnominindo messi gratuitamente a patto di applaudire in certi momenti determinati; i levabili, dal gergo lever. (venduti) i quali pagavano al capo i biglietti a prezzo di favore. Interessante il fatto cle non tutti i componenti della banda avevano lo stesso compito, alcuni dovevano applaudire, altrì do-

CURATE OGGI | SUOI DENTI PERCHÈ SIANO BELLI E SANI DOMANI...

tori di eccedente » col

Dirruso SIN

KOLYNOS

|

FELSINER

;


ENIMMI AMORE

9 10

E MORTE

1 12

1315 18 16

a Roma

17

M'è nota ormai la tua dolente istoria;

(Apertura

sotto l'albale veste e la tua maschera

s'agita il cuor del duol fra le ritorte.

23.19-11.14; 28.23. 18.11-!

A seguir del tuo vol la traiettoria

23.19-11.14)

%.17-13.18; 31.27-12.16; (diagramma); 27.22-18.27; 30,23-6.11; 15.63.10; 24.20-7-11; 14.7-8.12; 12; 23.14 16.32; 14.11-32.28; 116-28.23; 6210.13; 17.10-5.14; 2.5-14.18; 26.21-

del tuo fatal cammin sta scritto: Morte!

Garisendo

“Anagramma a frase UN

sorteggiata

32. 28-11.15;

23.20-15.19; 20,15-26;

ho l'ali tarde e so che in fondo al tramite

x

PARTITA GIOCATA fra i camerati Vinc. Teti (Bianco) A. Gentili (Nero)

25.21-22.27; 29. 21.14-30.26; 25-27.30; 18.13-9.18; 7.3-23.20; 3.7-20.15; 11.4-15.12; 7. 11-16.12 ecc. Patta.

SECCATORE

Mentre in ciel ride il mattino

canta allegro in faccia al sole e giù picchia un rocxxaxzenz

sui tacchetti e su le suole.

À i

Ma lì presso c'è un messere con due cuccioli uggiolanti, © a incitarli ha un gran piacere, perché turbino quei canti. — Picchia, picchia, o buon compare? un po' ironico motteggia, ma il nostr'uom, senz'esitàre, dà di piglio a una correggia.

x

PROBLEMI

(a premio)

Come

ben destre

gli sposi,

a coppie

vanno

Il Bianco muove e vince in 4 mosse

Il Bianco muove e vince in 4 mosse

anch'esse.

Volger la mente a Dio per interesse.

. Or che il bcacclo ti dò, sparito è il brio.

Sa ben frenarla l'uom paziente e pio Celeri van per candide pianure. Queste, al contrario, son piuttosto scure.

le mie mani,

e se non ten van dai piedi,

picchio te e poi xxxxx

N. 106 di Carlo Massoni (Cagliari)

Orlzzontali

© — Di picchiare, come vedi, son

N. 105 di Delio Salgare!lo (Verona)

Han l'amarezza in cor, pur son burlone. Egli è capace di qualunque azione.

x xxxx' Alceo

Prep wne Un sale, senza

dubbio,

hai qui

davanti.

Può servire da esempio a tutti quanti.

3

11. 12

Vezzeggiativo RIFLESSIONI

DI

UN

13. Qui Cardalla, il rio, la vita perse,

EDITORE

14. Macàbre spoglie dal sepolcro emerse. 15. Nell'estiva stagion quanto è molesta!

Si può, se pur la cosa è impressionante, pria della tiratura,

4

17. 18.

storpiatura

ci vorrebbe

un

D'Enrico Ill la sconvolta moglie, Due volte in sé ln perfezione accoglie.

e

buon

bastone!

Artifer

1. Baci infiniti a te, lettore, jo porgo. 2. Di Marte un sacerdote, ecco, qui scorgo. 3. L'amante sicilian di Galatco.

4. I numi a propiziare un dì sorgea. 5. Creature

FE LUCI!

insulse, ad ogni

volo inette.

6. £ questo un dolce da tagliarsi a fette.

7. Vasi per olio usati assaj in Toscana.

+In quella triste notte tenebrosa, quanto dolore, che disperazione! Ad allietarmi apparve, luminosa, la sua gentile, artistica espressione!

8. Nella Westfalia è una città prussiana. 9-10. Fuse insiem le due parti in una sola, d'un saluto roman

dàn la parola,

11. Per lei talor ti buschi un raffreddore. 12. Verde rigoglio in mezzo allo squallore.

Can della Scala

l Bianco muove

13. Questa è la via che sale alla montagna.

CLEMENZA

: 6

ecco

il perdono,

ogni

pena

Rustico di Filippo

G

CON.

N.B. - Se la soluzione sarà esatta. nel circolo formato da caselle a margine raddoppiato, cominciando la lettura dall'asterisco,

apparirà un notissimo proverbio.

IURA

SOLUZIONI

Fioretto A

SOLUZIONI

DEL

Premiato:

Antonio

;

Zampieri

di V. Gentili con soluzione.

Nero Dame 14.30 punti 2-19-22.

SOLUZIONI

DEL N. 25

DEI PROBLEMI

1.5-X; ‘3L27-X; 7.1-X;

DEL N. 25

d

di F. Piccoli: 18,14; 84; 4.18; 18.21; 21.30, di G. Zinetti: 14.19; 19.12; 30. 26.19, 19, di A. Volpicelli 9.5; 5.10; d 18. d 10,6; 14.21, di M. Fontanella: 19.15; 22.26; 31: (7.13; 13.24,

— 3. Il faro. —

- Saonara

ico muove e vinee in 7 mosse

e vince

Bianco Dame 7.9-20 punti 5-11-23. Soluzione: 24.20-X; X-14.10; 5.1-10.6; 5.10-X; 9.20 e vince.

N. 25

1. La radio. — 2. Le palle de] bigliardo.

4 La lettera M.

FINALE Fioretto

è sospesa!

Monoverbo sillogistico a dom. e risp. (7)?

È

in 6 mosse

W4. Il darlo a ber, per loro, è una cuccagna. 15. Un arto mutilato, ecco, ti ri 16. Lo puoi trovar nell'alfabeto greco. 17. Femmina ell'è dal focili costumi. 18. Della Maremma il dei cercar tra i fiumi.

di consonante (7)

È grave affronto questo, è grave offesa, ma

N. 108 di Giov, Zinetti (Asola)

Verticali

Incastro (xxxx0000000xx)

Cambio

a premio)

N, 107 di Ottorino Casini (Livorno)

adatto

OMBRE

‘non

16. Il giovane pastor sì caro a Vesta.

riparare a un refuso 0 a uno svarione, ma a corregger ‘lo stile zoppicante dì certa

Io ti saluto in tutta confidenza. La mente o il braccio a lei dan consistenza

ta ; 29] Le soluzioni devono pervenire alla ivista entro otto giorni di dalla data di questo fascicolo. Fra i solutori serà assegnato mensilmente ‘un premio di L. 30 in libri da scegliersi fra |

Netto

Ogni settimana sarà assegnato tra i solutori (anche di un sol gioco) un premio di L. 30 in libri, da scegliersi sul catalogo della Casa Garzanti, Le soluzioni devono essere in-

quelli editi dalla Casa Garzanti.

viate non oltre gli otto giorni dalla data di questo fascicolo.

Fra tutti i collaboratori sarà assegnato, mensilmente, un

premio di L. 20 in contanti.

Premiato:

ta soluzioni di futti i giochi, accompagnate

Ì

ILLUSTRAZIONE.

ITALIANA

Soluzioni Enimmi N. 28

dal reiativo

talloncino,

devono

ILLUSTRAZI! [ONE ITALIANA Soluzione Cruciverba N. 28

Rosina Giovanetti

essere

inviate

- Pordenone

a L'Tlustrazione

Tiatiana,

ILLUSTRAZIONE ITALIANA Concorso permanente

Via

Pslermo

10, Milano,

specificando

sulla

busta

ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Dama N. 28

RSA

la rubrica

a cut sì riferiscono.

\

ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Soluzione Scacchi N. 28

VI

) -È


J

570 Partita Viennese Giocata dal Bianco in una seduta di 40 partite simultanee, Lisbona - gennaio 1940 A. Alekhine F. Caldeira 1, ed €d | 17, Ced AeT 2. Ca Ceé | 18. A:f6 do Cf6 | 19. Cd5 Ae7 | 20: c3 db | 21 ba Ag4A | 22. Thi Cd4 | 29. DbI A:f9 |24. D:ed Cied dies | 25. Dic} Teé Ad6 |26. DbI DE Der | 27.05 Agi 0-0-0 | 28. a:b6 — a-be h6 | 29. C:b6+ ce DI8 ll Nero (1) ‘abbandona

Problema N. 917 ©. STOCCHI (L'Italia Scacchistica, 1991) 1° Premio

871

Problema N, 918

E. SALARDINI (Budafoki, 1931) 2° Premio

Partita Siciliana 1a dell'incontro Zurlgo - giugno 1940 H. Johner 20, AMG = A:hé 21. T:h6 Df4a! 22. Difd Tila 23. Cez Tie 24. Cel Ts 25."g12 Te 26. Tie CIS 27. Tha = C:h4 28. Tigd + Cf5 29. Tad 26 30. c4 Rg? 31 eds c:ds 32. Rd2 Ri£6 33. bd Cab! 34. Re2 Ris Tas Red 36. ad Cb7 il Bianco abbandona

LIBRI

| i

@

[to

| È | È

vero senso di nazionalità quale la intendiamo

noi d'occidente ».

(It Popolo d'Italia) «Opera

interessante,

tremendo romanzo y

talvolta! capace,

quale la lettura

la famosa poesia dal titolo « Agosto » nella quale l’autore descrive la marcia verso le frontiere di una moltitudine di ardove mati sotto il sole cocente, e ad essa a gran voce domanda a la Russia; ma non gli risponde che il passo ca‘infine si

"O %

+

Dino

n, Po n 1x3 #0 003

Rovigo. -Campionato interprovinciale di 1* categoria delle seguenti provincie: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso e Venezia. Il torneo si è svolto a doppio giro presso il Dopolavoro Comunale il 19 maggio 1940. Classifica: 1° O. Frigato punti 4 su 6 2° A. Cesa » 3» 6 2° E. Milani » 3x6 4° I Ormelli » 2a 6 Il Bianco. muove

TI Bianco matta in 2 mosse

e vince

di appoggiare a picche il com) a seconda della sua seconda dichiareiione che è obbligato a fare, Un problema di condotta di gioco. La licitazione si è svolta così: Ù p N E s (o) 2 fiori 2 picche 4 quadri 1 cuori 2 senz'attù ‘passo 3 senz'attù Le carte di Sud e Nord sono:

CRITICI

E

RURALI

RARE

FOSDd x

"8 A-9:3 R-9-3

A-8-7-3-2 A-10 FO» Quest è uscito col 7 di picche. Come deve giocare Sud per assicurare il suo impegno?

p'Aco.

A UTORI «L'interessantissimo libro di Brian-Chaninoy sembra anzitutto

mettere in rilievo quel peculiate carattere bizzarro, enigmatico, caotico ed incoerente

apposta în

della Russia, Si mantiene

perciò quasi

pianto aneddotico scegliendo gli episodi più singola-

coloriti e succulenti, rifuggendo quasi sempre allo sforzo della tesi, dei paralleli e delle deduzioni ». (Il Gazzettino di Venezia)

TimantE

« Composto da uno storico sereno e obbiettivo, il libro non

ne dei ‘oluzionari e portarono Lenin al Cremlino e il Romanof alla casa Ipatief. L'autore si mantiene nell’ambito del-

della loro bruciante attualità. E noi pure ricor-

\denzato degli stivali pesanti».

bi Problema N. 920 (Li ste TT |. SEGERS Cha) Seltiniata Magma, 1979)

punti 3 su 3

2° G. Varacca 3° M. Breschi 4° V. Costanini

mira ad essere una introduzione ni conflitti che, preparati nel

scritte più di mezzo secolo fa, non hanno perduto nemmeno

TERRE (La Sera)

Il Bianco matta in 2 mosse

L.V.

«Per quanto riguarda i probabili insegnamenti che dalla storia diRussia si possono. ritrarre occorre tenere presente l'i pressione di chi, come il Turgheniev, era consapevole meglio di qualsiasi altro dei seni menti segreti del popolo russo a riconoscere, a fianco a Brian-Chaninoy, che purtroppo queste righe,

dan frammento

Classifica 1° U. Chelazzi

—iii

di un

uto da una sterminata collettività, di appassionare, con le Juci e le ombre dei molteplici drammi, il ti al mistero orientale della autocrazia eulettore che si ropea». D. (Il Lavoro di Genova)

Sx Foa: diamo

Studio N. 77 K. A. L. KUBBEL (Rigaer. Tageblatt, 1908)

Leti

Perugia. .Campionato Interprovinciale di 2* categoria delle seguenti provincie: Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Perugia, Pesaro e Zara. Il torneo si è svolto Il 23 maggio 1940.

vincente a quadri cosidetta di lunghezza poiché come è noto le quarte e quinte carte di una lunga valgono ciascuna mezza vincente — e una mezza vincente per la quarta carta della lunga afiori. Credo che il fatto d'aver calcolato otto vincenti invece di sette € mezza sia dipeso dal fatto d'aver voluto calcolare anche la quarta carta di cuori, che invece è calcolata utile pel taglio e non per valore proprio di lunga. Spero di essere stato chiaro. Se no, ecco un talcolo più semplice, £ quello delle mani perdenti: Se cuori è l'attù, Nord non ha perdenti a picche, perché è vuoto, non ha perdenti a cuori di cui si immagina pieno il controllo, ha due perdenti a quadri e due a fiori, il che darebbe un totale di ben nove vincenti. E prego la signora A. L. di volermi scusare se l'ho afflitta con questa ridda di vincenti e perdenti. 3» Quesito, - Del signor R. S. di Napoli. Sud ha aperto con 2 ‘picche. Nord ha le seguenti carte: xx — Qparrxxa — xx rx Come deve rispondere? E Risposta: Senza alcun dubbio con 2 senz'attù, attendendo se del caso a far conoscere Îa sua lunga a cuori în un secondo turno. Se l'apertura fosse stata di 2 senz’attù anzichè di 2 picche, Nord avrebbe dovuto rispondere con 3 cuori. ‘Altro quesito del signor R_S. - Sud ha dichiarato 1 picche. Ovest ha sovradichiarato 2 quadri. Nord con le seguenti carte: Arr — Va-rr-10-9-6 — 5 — dere come deve rispondere? Risposta: con la dickiarazione forsante di 3 cuorì, riservandosi

«È un libro ben fatto per le proporzioni del quadro e la collocazione degli avvenimenti in una po: jone chiara e semplice. La parte di storiu antichissima ed antica è Ja meglio î percezione dei vari agglomerameni che fatta. per la nitida formano l'odierna Rus: e per la influenza che ognuno di essi s&bbe în questa formazione. Per di più sa ben fissare o meglio iscernere quanto di poco amalgani to e di molto confuso vi ia ancora nella materi: e nello spirito della popolazione, cui (1 l'unità politica pur così antica, non seppe dare verità ideale e

dovu

Ai premiati la Direzione invierà il egtalogo delle pubblicazioni della Casa Garzanti, dal quale potranno scegliere i libri di loro gradimento fino all'importo complessivo di L. 30;

Problema N. 919 W. B. RICE

Milano. - Campionato provinciale di ix categoria, svoltosi presso il Dopolavoro.Scacchistico Ambrosiano dal 4 al 16 giugno 1940. Direttore del torneo: signor Luigi De Martinì, Classifica; 10 L. Cane punti 5 sus 2° F. Amodei n 338» 5 2° L. Butturini n 32» 5 4° C. Bellone » 1» 5 4° A, Biella sd 0% 4° A. Agostinucel pera 8

PONE

CCLXI. — QUESITI - Il signor R, L. di Roma mi scrive che in una combattuta partita egli e il compagno si sono trovati con le seguenti carte Sud @ xx Maxx DAX dfler-R-D-x-x-X e la licitazione fu la seguente: s N 1 fiori 1 picche 3 fiori 3 quadri 4 fiori 5 fiori @ non andò oltre, mentre il gioco ed anche il semplice esame delle carte portava la possibiltà anzi la sicurezza del cappotto. Mi chiede. signor R. L. come doveva essere condotta la cita: siane. Ecco il mio parere: Nord doveva dimostrare, ripetendo le picche, che tale colore era solido e sicuro. Sud doveva dare una «migliore îdea della suo forza non fermandosi alla partita. Ecco ‘um tipo di licitazione ii s N 1 fiori 1 picche i 3 fiori 3 picche 4 fiori 5 fiori 9 senz'attù 7 fiori Ecco un altro quesito della signora A. L, di Milano. * Sud è stato il dichiarante a cuori, Nord ha le seguenti carte; MM V41083 — DA7-6-5-3 — dedr-o2. Come viene calcolato l'aiuto che Nord dà al compagno? È vero ‘ehe Nord ha otto vincenti, secondo il sistema Culbertson, e quali | sono? (ll Eeco il mio parere: Secondo me e seguendo îl sistema Culbertson le vincenti sono sette e mezzu e cioè tre per i tre Assi — tre tagli che, Nord può fare con i suoi attù perché non ha picche — una

Soluzioni e Solutori del N. 23 Problema N. 897 - 1. Df8-g8. Problema N. 898 - 1. Cf2-g4. Problema N. 899 - 1. Cf5-d6. Problema N. 900 - 1. Ta5-23, Alujevich G., Trento - Zampieri A., Saonara - Farmacia Scappini, S, Michele Extra. Premiati del mese di maggio 1940 - numeri 18. 19, 20, 21: Del Mauro L. Roma - Farmacia Scappini, S. Michele Extra (Verona).

Der Bo

primo periodo della passata guerra, scoppiarono violenti per l'al'alta politica, diplomatica o guerresca che essa sia, e in quello

della vita di Corte, ma anche dentro tali ristretti confini egli

prospetta il quadro della grandezza e decadenza dello zatismo in modo

da raggiungere

formidabili effetti »,

(IL Nuovo

n

uesta: dense) interessinie enon! tendenzioca storia di

Russia, che non vuole essere una introduzione

ai conflitti che

seguirono la grande guerra né una preparazione

rate

Giornale)

illusioni

bolsceviche,

il dramma

alle dispe-

della grandezza

e della

decadenza dello zarismo rivive in tutta la sua grandiosità, Dalle

origini al tramonto del Medioevo, dal regno di Ivan il Terribile a quello di Pietro il Grande, delle due Caterine, di Paolo, di Alessandro I, di Nicola II, le romanzesche avventure degli Zar della grande Russia sono narrate con obbiettiva efficacia ». (Il Regime

Fascista)

Giacomo Munaro


PeR SENTITO

DIRE

Ricordate quella scena delle Luci della città in cul Charlot si trova a dover fare il pugile per forza? Mentre attende Il proprio turno di combattimento, vede un negro, che deve battersi prima di lui, fare strani esorcismi e toccarsi qua e là il corpo con un amuleto. Perché? Per non essere battuto dall'avversario. Gli occhi di Charlot si illuminano di speranza: si attacca all'amuleto provvidenziale, îmita | gesti del negro, che è già sul ring, sì sente fiducioso e sereno. Dopo pochi minuti, il negro è portato via pesto e sanguinante, E Charlot, terrorizzato, si frega rapidissimamente Je parti del corpo toccate dall'amuleto malefico, cercando di scongiurarne gli effetti. I rumeni fanno lo stesso: con scongiuri totalitari cercano di liberarsi dall'influsso della garanzia Inglese, l'amuleto con cui anch'essi avevano creduto di preservarai dalle scoppole degli avversari.

Pranzo Nido Rosa È ° Carrettine di Pesce î Salsa veneziana Erbo Galbani, Robiola di Melzo Frutta Caffè

E

be

BOTTEGA

DEL GHIOTTONE

NIDO ROSA. - Mettete un 100 gr: di mollica di pane in una scodella piena di salsa di pomodoro, alla quale aggiungerete un cucchiaio di panna dolce. Lasciate assorbire bene e quando la mollica di pane è gonfia e satura di pomodoro, passatela rapidamente gl setaccio per re grumi brutti a vedersi. Imburrate un tegame di pirofila, e di più, mette sul fondo un pezzo di burro grosso come una noce. Co‘pargete di parmigiano grattugiato, e versatevi la pasta rosa, facendovi, col cucchiaio da minestra, 4 covità un po' larghe (la ricetta è per 4). In ogni cavità rompete un uovo. Salate, mettete un pizzico di pepe, e spingete a forno moderato per circa 15-20 minuti, secondo 4 gusti — chi ama le uova poco cotte, chi le ama quasi sode. Servite mel tegame stesso posandolo sul piatto di portata guarnito di un fovagliolino di pizzo. Squisito ed economico, fa anche parte della e lotta contro lo spreco »perché consente di utilizzare del pane avanzato e magari secco. CASSETTINE DI PESCE. - Possono essere di qualsiasi pesce, il mostro pesce atlantico, sia Cernia, sia Palombo,

sia Halibut.

Anzitutto

ricordatevi, se acquistate una trancia oppure un pezzo di pesce con-

lato, di scongelarlo, lavandolo bene e poi lasciandolo alcune ore

im aci

alla

temperatura

della

cucina.

Ciò fatto,

dategli

un

bollo

(pochissimi minuti) in acqua, e poi sgrondate e tritate finemente Mettete il trito in un recipiente un po' fondo, e wersatevi sopra, e freddo, un po’ di latte. Mescolate, ed aggiungetevi 100 gr. di pane

Qrattugiato, 50 gr. di parmigiano, sempre grattugiato, ed amalgaate bene. Lasciate il composto in un angolo qualsiasi della cucina (non vicino al fuoco) per un'oretta. Intanto fate le vostre cassettine di carta oliata 0 tipo pergamena, e spalmatele bene di burro, con

abbondanza. Mettete in ogni cassetta circa 3 dita di composto. Riunite le cassette în un tegame di pirofila oppure sulla placca del forno

(forno lento) per circa mezz'ora. Servite le cassette SOTA me, accompagnandole con salsa verde alla veneziana, di cui eccovi la ricetta.

=

SALSA VERDE ALLA VENEZIANA. - Burro fuso mescolato bene ad alcuni cucchiai di brodo (di pesce) ed un cucchiaio di vino bianco Cuocere a bagnomaria. Pestate nel mortaio un bel ciuffo absecco. bondante di prezzemolo, assieme ad alcuni filetti di acciughe. Stemperate il pesto con un gltropezzo di burro, ‘amalgamate bene, ed 0ggiungete capperi e citrioli l'aceto, entrambi tritati, Levate la ‘Salsa lunga dal bagnomarie, ed amalgamate col composto. Rimettete tum istante a bagnomaria e mandate in tavola assieme alle cassettine

Un grande poeta tedesco scrive che la vita è così fatalmente seria che non sarebbe possibile sopportarla senza la fusione del tragico con il comico. « Dopo la partenza degli eroi vengono | pagliacci e | graciosos con le Joro mazze da folli e fruste da arlecchino. Così nella grande tragedia del mondo si insinuano 1 tratti comici; il disperato repubblicano che si è cacciato nel cuore Îl coltello come Bruto, s'è forse prima assicurato odorando che non vi sia stata tagliata nessuna aringa. Su questa vasta scena del mondo va ogni cosa come sul nostrì poveri palcoscenici: anche su di essa vi sono ubriachi erol, re che dimenticano la loro parte, scene che sono rimaste appese, voci di suggeritori che si fanno sentire troppo» E conclude con una frase francese: « Du sublime au ridicule {l n'y a qu'un pas, madame! » Nella tragedia di oggi Londra porta un così grottesco senso di comico, che è strano come possa sfuggire agl'inglesi, i quali passavano per 1 campioni dell'humour. Ubriachi eroi, re che dimenticano la Joro perte, scene rimaste appese, suggeritori che fanno sentire troppo la loro voce... a Londra non manca oggi nulla di tutto

SÌ, siano gemelli: ma lui deve portare la barba lunga per evitare che sì possa venir confusi.

questo. Non manca ieanche il pagliaccio Churchill, che esalta la sua «triste vittoria »,

E sul palcoscenico londinese sfilano | protagonisti di venti anni di storia, 1 principali attori della commedia ginevrina. Churchill, truccato da Cirano di Bergerac, ll presenta al colto e all'inclita;

Questi sono |... cagnetti di Ginevra, di Carbonelio di Castelgeloso. Nessuno ebbe di lor l’anima scevra d'ira, d'invidia e d'odio velenoso: eran questi 1 cagnetti di Ginevra, di Carbonello di Castelgeloso. Tutti soperchieria, tutti menzogna, denti di lupo e fegato corroso, s’inchinavano a me senza vergogna Antico Traditor, Vecchia Carogna è il lor nomignoletto più vezzoso, Cuor di coniglio, gambe di cicogna, pronti a fuggir se il giuoco era rischioso, pace e giustizia misero alla gogna. Difeser Selassié, quel pidocchioso, che il trono ed Îl tukòl forse ancor sogna. Ma venne un tipo un po' pericoloso, che all'improvviso ci grattò la rogna...

Entrate, signor Carlo: vi ho fatto chiamare perché desi deravo mostrarvi il nuovo trofeo di Aristide.

Se poi qualcuno facesse notare al truccato guascone come egli sia rimasto con tanto di naso, egli, facendo sua la famosa filastrocen rostandiana, potrebbe rispondere Ma cosa dite? Un palmo?... assai ben poca cosal Se ne possono dire... Ma ve ne sono a josal MI si potrebbe dire così: « Se, putacaso, anch'io fossi rimasto con un palmo di naso, avrei, senza esitare, dato le dimissioni, cedendo il posto ad altri. di me meno fresconi ». Geografico, ad esempio: «Mi par — corpo d'un buel — che per le cinque parti del mondo, non più tue, urti quel becco adunco, comunque si rigiri.

Crudele: « Ma che aspetti a farti il karakiri?» Politico: « Si dice che quel naso ti pesi

assai più del rammarico che provano gl'inglesi vedendo gl'italiani sul Continente Nero

render sempre più larga la strada dell'Impero ». Marittimo: « Ma questo è un naso sterminato, è lungo per lo meno quanto il tempo impiegato a visitar le navi al tempo del controllo! » Arrogante: « Ehi, signore! Che naso rompicollo! Chi sa se di bruciato giunge a sentir l’odore?.. Ammirativo: « All’anima! Che naso da priore! Peccato solamente che non abbia alcun fiuto!» Truculento: « Eh, messere! Se tu fai uno starnuto, se ne va tutto in aria. da’ retta a me, compresi l’esercito, la flotta e le colonie inglesi! » Rispettoso: « Ora, a Londra, i soliti protetti, invece di lustrarti ancor gli stivaletti, ti lustreranno forse quell'appendice immensa... »

Giallo: + Se, putacaso, un commissario pensa

di prenderne l'impronta, occorre l'accozzaglia di tutta quella carta firmata un dì a Versaglia!» Militare: « Volendo, adesso là per là 11 Canale di Suez da solo chiuderà ».

Spiagge di fortuna — Vedi ora perché ho sempre sostenuto che conveniva farsi accompagnare dallo zio Paolo?

CIPRIA

- COLONIA

- PROFUMO

ECCO IL VOSTRO PROFUMO PROFUMERIA SATININE - MILANO

Pedante: « è lungo un metro e trentatrè, per cul

v'uomo: io per urincipio non faccio elemosine; tuttavia € per venire incontro periinoswarvi la mia buona volontà vi permetto di restare nel ‘alle vostre particolari condizioni. l'acquolina in bocca: ciò vi verrà mio negozio a farvi venire compensato in ragione di venti centesimi all'ora.

lo ficcherai ancor meglio nelle faccende altrui ». Botanico: « Corbezzoli, che tenero nasino! Hai per cervello un broccolo, però per naso hai un [pinot» Bacchico: « £ ancor più grosso del fiasco subitaneo ch'ai fatto dall'Olanda al Mar Mediterraneo! »

E se non continua, non è, forse, per mancanza di spazio. È perché consideriamo l'argomento esaurito.

BACI SENZA TRACCE Modello lusso L. 27.— - Medio L. 13— - Campione L. 3.50. Laboratorio UBELLINI & C.-VIA BROGGI 23 - MILANO


° BASE PER

OLIO SMALTO

SOLVENTE

non dissecca l'unghia, né le pepite

LOZIONE

PER

per unghie fragili.

che la contornano. E anche ecoromico perchè non evapora.

dotto meraviglioso, Vi eviterà quello dannosissimo delle for-

Dà oll'unghio Una maggiore robustez-

CREMA PER UNGHIE

bicette.

97 za. Vi consentirà di

Le ricche sostanze oleose contenute in questa crema, fortificheranno | Rende le mani morbide e de-

lunghe che tanto donano alla mano...

a ricevere lo smalto nel modo più favorevole.

aperto

ITALIANA

CHE

portare le unghie

BICIDI,

LA

LATTE

PER

°

ooo

LE MANI

Je Vostre unghie eleprepareranno | licote anche durante. l' inver-

CASA

.

PEPITE

L'uso regolare di questo pro-

+ a Tutti gli ingredienti che compongono i prodotti per le unghie e le mani ” GEMMA” Bicidi, sono estremamente giovevoli.

no, i diporti e la vita all'aria

SI GLORIAVA

TIPOGRAFIA

GARZANTI

-

DI MILANO

ESSERLO

PRIMA

DELLE

SANZIONI


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
L'Illustrazione Italiana 1940 n.28 by Biblioteca Militare - Issuu