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congiungimento sulla linea tra Oslo e Trondhjem.
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Opinioni
americane
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AMEDEO TOSTI: La vittoriosa manovra tedesca in Norvegia - GIUSEPPE MORETTI: Il Museo delle navi romane di Nemi - G. C. SPEZIALE: L'impresa di Nemi nella storia della tecnica e delle scienze. navali - MARCO RAMPER' Osservatorio - GIUSEPPE MAROTTA Dove va Disney? - GIUSEPPE PREZZOLINI: Pinocchio tradito - MARIA TIBALDI CHIESA: Ritorno di Paganini - ADOLFO FRANCI: Uomini donne e fantasmi - CARLO GATTI: La «Semiramide» di Rossini al maggio musicale fiorentino - LEONIDA REPACI: Ribalte @ lumi spenti - ENRICO BOTTINI MASSA: La Moda - MURA: Vento di terra (romanzo) - MARISE FERRO: La fuga (novella) - GIANNINO OMERO GALLO: Il giardino dell'amore vella) - ALBERTO CAVALIERE:
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Imperatore a Milano e a Firenze - La chiusura della Camera dei Fasci e delle Corporazioni - I Littoriali della Cultura e dell’arte dell'anno XVII - Uomini cose e avvenimenti. Nelle pagine pubblicitarie
(da I a XXIV)
Diario della settimana - Notizie e indiscrezioni - Pagina dei giochi.
DIARIO DELLA SETTIMANA 24 Arne - Roma, Come è stato a suo tempo annunciato, il 9 maggio p. v. avrà luogo in Napoli la inaugurazione della Mostra ‘Triennale delle Terre Italiane d'Oltremare, alla presenza di S. M. il Re e Imperatore. 25 Aemice - Roma. Ricorrendo la giornata di Guglielmo Marconi la Camera dei Fasci e delle Corporazioni rende omaggio alla memoria del grande scienziato. 26 ArniLe - Roma. Alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni il sottosegretario agli Interni, Buffarini Guidi espone l'indirizzo generale della politica interna, tra vive acclamazioni della Camera al Duce. Lubiana. Provocatori manifestini contro l'Italia vengono distribuiti da gruppi massonici e francofili. Si ha una immediata protesta del Regio Console generale d'Italia. 27 ArriLE - Roma. A conclusione dei lavori dell’Assemblea il presidente della Camera dei Fasci e delle Corpo-
razioni, Eccellenza Grandi, pronuncia un vibrante discorso nel quale riafferma la fedeltà assoluta a Mussolini. Un'im. ponente dimostrazione al Duce segue le parole del presidente della Camera. 28 Arnite - Firenze. Il Re Imperatore inaugura le mani. festazioni del « Maggio Fiorentino». 29 Arne - Roma. Con decreto in corso, l'Eccellenza DIno Alfieri è stato nominato Ambasciatore presso il Governo del Reich, L'Eccellenza Bernardo Attolico è stato nominato Ambasciatore presso la Santa Sede. Roma. La commissione permanente per il rimpatrio degli italiani residenti all'Estero pubblica un'interessante relazione accompagnata da una premessa del ministro degli Esteri, Eccellenza Galeazzo Ciano, dalla quale si apprende che ventimila fdffililie, composte di settantamila persone sono già rientrate in Italia, 30 ArsiLe - Roma. Il Duce presiede la riunione della Corporazione della Chimica. Vengono esaminate importanti questioni. Berlino. Il Comando Superiore delle Forze Armate comunica: Le truppe tedesche che partite da Oslo avevano raggiunto Tynset e proseguendo verso il nord e quelle che da Trondhjem erano avanzate verso il mezzogiorno si sono incontrate oggi sulla linea ferroviaria a sud-ovest di Storen. Con ciò è stabilito 1l collegamento terrestre tra Oslo e Trondhjem. Londra. L'Ammiragliato pubblica il seguente comunicato 1 sommergibili inglesi Tarpon, comandato dal tenente di vascello Coldwell, e Sterlet, comandato dal tenente di vascello Haward. sono molto in ritardo sull'orario previsto e devono essere considerati perduti. Sui 57 sommergibili che la Gran Bretagna possedeva. 7 sono andati perduti, uno dei quali indipendentemente dalla guerra. 1° Macgio - Roma. Si comunica: Al Duce è pervenuto da Tirana il seguente telegramma: «Con gioia ed orgoflio di albanese e di fascista ho dato ieri il primo colpo di piccone per l'inizio del primo tronco ferroviario Durazzo-Elbasan-frontiera greca. È nel vostro nome che si apre così la via del progresso civile e dei fecondi traffici per l'Albania che saprà in ogni tempo essere degna dell'Impero da voi fondato ed al quale è indissolubilmente unita. A nome del Governo e del popolo albanese vi ringrazio. - Verlaci. presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Albania ». Londra. Negli ambienti ufficiali londinesi sì dichiara che la situazione militare in Norvegia è oscura e non senza pericolo. Il Primo Ministro ha annunciato alla Camera dei Comuni che domani spera di essere in grado di fare dichiarazioni sulla situazione in Norvegia. Ad una interrogazione rivolta al Governo circa pretesi bombardamenti contro popolazioni norvegesi, Il Sottosegretario agli Esteri Butler, ha risposto dichiarando di non essere in grado di
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Venenpì 10 MAcaro, ore 10,30: Radio Scolastica. — Ore 12.20 e 20,30: Radio Sociale. — Ore 19,15: 1 e IT programma. Conversazione di Giuseppe Stellingwerf: La maschera antigas. — Ore 19,20: I e Il programma. Lezione di inglese, — Ore 22 circa: I programma. Cronache del libro. Sanato 11 Macaro, ore 9.45 e 10,30: Radio Seolastica. — Ore 18: Radio Rurale. — Ore 19,15: I e II programma. Lezione di francese, — Ore 19.35: Conversazione del Cons. Naz, G. Lamery: La mostra dell'artigianato € del turismo, — Ore 21,30: I programma. Conversazione del Cons. Naz. Guido Calgari.
CRONACHE E CONVERSAZIONI Domrnica 5 Macato, ore 8: Lezione di ‘albanese. — Ore 9,15: Trasmissione per le Forze Armate. — Ore 10: Radio Rurale. — Ore 10,30: Pontificale solenne celebrato da Sua Santità, per la proclamazione di Santa Caterina da Siena a Patrona principale d'Italia. — Ore 14.15: Radio Igea. — Ore 15,25: Cronaca dell'incontro inCONCERTI ternazionale di calcio Italia-Germania, SINFONICI E DA CAMERA — Ore 20,30: I e Il programma. Conversazione dell'Eccellenza Generale RoLunzDì 6 Macro, ore 21: II programma. dolfo Corsetli, Concerto sinfonico diretto dal maestro — Ore 21: Il programma, Accademia Antonio Pedrotti, di Modena, documentario. — Ore 22.10: II programma, Cronache del BAR OLO CLASSICO libro. Lunzì 6 Maccro, ore 945 e 10,30; Radio Scolastica. — Ore 1220 e 20,30: Radio Sociale. — Ore 18: Radio Rurale. — Ore 19,20: I e Il programma. Lezione di tedesco. — Ore 22 circa: IT programma. Conversazione di Silvio D'Amico, MarteDì 7 Maggio, ore ‘adinveceshuimento È 10,30: Radio Scolastica. — ‘Ore 1940: I e Il naturale programma, Lezione di inglese. — Ore 20,20: Aspetti della Carta della Scuola: Conversazione del propaganda, prof.. Luigi Volpicelli: La Scuola privata. — Ore 20,30: II programma. Pescatori — Ore 22,20: 1 programma. Concerto di corallo, impressioni da Torre del Greco. del complesso da camera. Pianista Calace. — Ore 21: I programma. Storla del TeaQuartetto della Scala. tro drammatico (XLIII Lezione). MencoreDì 8 Maocio, ore 22,90: II programma. Concerto dei pianista Carlo Vi. MencoLsDì 8 Magcto, ore 9.45 e 10,90; Radusso, dio Scolastica. Giovenì 9 Maccro, ore 21: I e Il pro— Ore 12,20: Radio Sociale. gramma. Concerto sinfonico diretto dal — Ore 17.15: Programma speciale. per maestro Edmondo De Vecchi. gli equipaggi mercantili in navigazione. Vexeroì 10 Macaro, ore 21: I program: — Ore 19.15: I e Il programma, Lema. Dalla Basilica di Santa Trinita di zione di francese Firenze: Le sette parole di Cristo, musica — Ore 21.30 circa: I programma. Condi Francesco Giuseppe Haydn, versazione di Andrea Della Corte. Samaro 11 Maccro, ore. 16.15: Dalla Sala — Ore 22.30 circa: II programma. ConBianca di Palazzo Pitti di Firenze: Conversazione di De Begnac. certo del pianista ‘Arturo Benedetti MiGiovenì 9 Macaro, ore 9: Da Napoli: chelangeli. Cronaca dell'inaugurazione della Trien— Ore 22: l'programma. Concerto sin: nale d'Oltremare. fonico diretto dal maestro Boyan Iko— Ore 20.20: Conversazione del cons. nomov. naz. Biagio ‘Pace. LIRICA Ore 20,30: Radio Sociale. OPERE E MUSICHE TEATRALI — Ore 21.30 circa: I e II programma. Conversazione di Tullio Belloni: Il conMarrevì 7 Maccio. ore 20.30: Il procorso e la Mostra del premio Sanremo, gramma. Dal Teatro Comunale Vittorio
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AT
ORO), ‘are. I \18' citata: T'ro:
gramma. Cause ed effetti, cinque atti di Paolo Ferrari (prima trasmissione), MencoeDì 8 Macaro, ore 21: II programma. a Zuda, 9 tre atti di Giovanni Lanza. Rodio) ini
Traiana (CM
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XXVIII Ottobre) 'Samazo 11 Maccro, ore 20,90: IMI progr: ma, Monzi, tre atti di Lucio d'Ambra Alberto Donaudy (prima trasmissione) VARIETA' OPERETTE
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Domexica 5 Macoro, ore 17,30: I program-
ma. Varietà Ore 20,50: II programma. Salsiccia il re dei ghiottoni, tre atti di Giulio Bucciolini. musica di V. Ranzato. Ore 21,15: I programma. Concerto celebrativo dell'80° anniversario della Spedizione del Mille, Ore 21,30: Il programma. Musica da 1 programma, Dopolavoro corale adriese,
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DIPLOMATICO
* Con decreto in corso l’Eccellenza Dino Alfieri è stato nominato Ambasciatore presso il Governo del Reich. L'Eccellenza Bernardo Attolico è stato nominato Ambasciatore presso la Santa Sede, Queste nomine rappresentano un importante scambio di posizioni in una fase politica particolarmente delicata e complessa. Dino Alfieri; che ha già coperto numerosi importanti incarichi, fra cui quello di Ministro della Cultura Popolare e ultimamente quello di Ambasciatore presso la Santa Sede, dimostrando qualità singolari di acutezza politica e diplomatica e di strenua fedeltà al Regime, saprà assolvere degnamente il suo compito nell'alto ufficio cui ora è stato destinato dalla fiducia della Maestà del Re e Imperatore e del Duce, Bernardo Attolico, che da diversi anni copriva l'ufficio di Ambasciatore presso il Governo del Reich, dopo aver rappresen-
tato l'Italia a Mosca, disimpegnerà con tatto e sagacia le funzioni di rappresentante dell'Italia fascista presso la Santa Sede. Ai due illustri uomini politici e diplomatici vanno le felicitazioni e gli auguri di tutti gli italiani.
* Anche nella Fiera di Milano testé chiusa, come negli anni precedenti, ha avuto luogo la «Giornata delle Nazioni » con l'intervento dei diplomatici rappresentanti le Nazioni partecipanti alla grande manifestazione. Erano presenti per l’Afganistan il ministro- plenipotenziario Abdul Samad Kahn; per il Belgio il console generale Roberto Chaidron in rappresentanza dell'ambasciatore; per il Brasile il signor Francisco Medaglia; per la Danimarca il signor Giulio Moneta, rappresentante il ministro plenipotenziario; per l'Egitto il ministro plenipotenziario Mourad Sid Amad Pascià; per l'Ecuador il console generale a Roma cav. di gr. cr. Carettoni; per l'Estonia il console generale dott. Rasini; per la Francia l'ambasciatore Francois-Poncet; per la Germania il dott. Willecke, commissario del Reich alla Fiera; per l'Iran fl ministro plenipotenziario Adle Mustafà; per la Jugoslavia il console generale dott. Duvan Marinovic; per il Manciukuò il ministro plenipotenziario Akio Hishiro; per l'Olanda il console generale De Visser; per il Perù il console Adhemar Montague; per la Romania il ministro Christu, il presidente del Senato Argetofanu e il ministro Bossy, per la Repubblica Dominicana il console conte Cambiaghi: ner la Spagna don Juan Alemany; per la Svizzera il ministro plenipotenziario dott. Paolo Ruegger; per la Turchia l'addetto commerciale a Koma signor Raif Olgun; per l'Ungheria il console generale signor Abele Egone e il comm, Kovac, delegato per il padiglione ungherese, In occasione, di questo raduno il ministro agli Scambi e Valute, Ecc. Riccardi, in rappresentanza del Governo Fascista ha offerto una colazione. AI levare delle mense egli ha ringraziato i rappresentanti di tutte le Nazioni che, nonostante i tempi gravi, hanno partecipato alla Fiera di cui hanno potuto constatare l'ampiezza e lo sviluppo. Al ministro Riccardi ha risposto per il Corpo diplomatico il signor Francois Poncet. Ambasciatore di Francia a Roma. # In occasione del 25° anniversario della fondazione della Camera di Commercio americana in Italia, ha avuto luogo a Milano una riunione alla quale ha par. tecipato l'Ambasciatore degli Stati Uniti a Roma, signor William Phillips, il quale ha ricordato quanto sia stata benemerita
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l'azione dell'istituzione per l'incremento degli affari tra gli Stati Uniti e il nostro Paese. Si è poi dichiarato lieto di far noto quanto gli aveva comunicato telegraficamente il Sottosegretario agli Esteri americano Cordell Hull e cioè che è stata autorizzata la partecipazione degli Stati Uniti alla Esposizione Universale di Roma. Il telegramma concludeva col dichiarare che il Presidente Roosevelt dimostra un particolare interesse a questa grande Esposizione che rappresenterà uno sforzo inteso a promuovere una sempre più ampia comprensione fra le nazioni. * Il Ministro di Ungheria presso il Quirinale, barone Federico Villani, accomp gnato dall'addetto Stampa della Legazione dottor Stefano Huszka isitato al Foro Mussolini la sede Centro di Preparazione politica per | giovani. L'illustre ospite, rievuto dal Console generale prof, Barduzzi dai dirigenti del Centro, ha esaminato con vivo interesse i diversi ambienti di questa origii organizzazione del Regime: egli si è intrattenuto nell'aula delle riunioni collettive dove gli allievi erano già intenti alle loro discussioni e ha assistito a un normale convegno nel quale sono stati trattati i problemi riguardanti l'Ungheria dal punto di vista storico e l'attuale situazione. # Si ha da Sofia che re Boris di Bulgaria ha ricevuto il Ministro d'Italia, conte Magistrati, col quale si è intrattenuto in lungo cordiale colloquio. ha dal Cairo che il Presidente del Consiglio Maher Pascià ha ricevuto il Ministro d'Italia conte Mazzolini. Si crede che argomento del colloquio siano state questioni riguardanti il Mediterraneo. * Il colonnello di Stato Maggiore conte Corrado Valfrè di Bonzo, ex Addetto militare navale e aeronautico all’Ambasciata d'Italia aMosca, è stato trasferito alla Legazione d'Italia a Bucarest, Il tenente colonnello Giovanni Wiel è stato nominato Addetto militare all’Ambasciata d'Italia a Mosca. Il tenente colonnello Ludovico Donati è stato nominato Addetto aeronautico alla Legazione d'Italia a Helsinki.
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
la GIL. per il rastrellamento di piccoli indigenti, per il funzionamento dei patronati scolastici, dei ritrovi giovanili, delJa refezione scolastica, della Cassa mutua « Arnaldo Mussolini », ecc. Ha pol richiamato l'attenzione dei convenuti sull'opportunità di integrare e sviluppare l'assistenza in ogni settore, avvalendosi della collaborazione delle autorità sanitarie e sco. lastiche e dell'imponente contributo volontario che da anni svolgono in favore della GIL. i medici dell’organizzazione. Ha anche dato disposizioni per l'organizzazione delle colonie estive dell'Anno XVIII e fissate le modalità che dovranno essere seguite per la direzione e lo svolgimento del vari servizi, comunicando che anche quest'anno — per ordine del Duce — diecimila ragazzi albanesi saranno ospiti delle colonie adriatiche della GIL. Il Vice comandante ha concluso esprimendo al convenuti Îl suo compiacimento per l'opera svolta ed il suo incitamento perché l'attività assistenziale, incrementata € perfezionata, pienamente risponda alle sempre maggiori esigenze dell'organizzazione, Il rapporto si è concluso con il saluto al Duce. * Il Comando Generale della G.LL. d'intesa col Ministero dell'Educazione Nazionale e con l'Associazione Fascista della scuola, organizza per la prossima estate due corsi nazionali di educazione fisica e di cultura politica. I corsi distinti per dirigenti ed insegnanti della scuola dell'ordine medio, ai quali possono anche partecipare gli istitutori dei Convitti regi e non regi, avranno durata variabile — circa un mese i primi e dieci giorni i secondi — e si effettueranno in diverse sedi per favorire fl più possibile la partecipazione. Cagliari, Catania, Roma e Torino per le donne; Bolzano, Milano, Palermo, Roma e Sassari per gli uomini saranno le sedi riservate ai corsi per la scuola elementare, mentre Roma sarà la sede dei corsi riservati alla scuola media. Le norme di partecipazione, la quota, i vantaggi che arreca la frequenza ai corsi, potranno essere dettagliatamente conosciute dagli insegnanti e dai dirigenti, rivolgendosi ai Comandi Federali € ai Comandi GIL. di ‘ascio. * Il Duce ha ricevuto la contessa Giuditta Stelluti Scala Frascara — Ispettrice dei Fasci Femminili — che gli ha consegnato l'atto di donazione a favore della G.LL, di Rieti di uno stabile e annesso tetreno di sua proprietà, siti in territorio di Scandriglia (Rieti) da adibirsi a Colonia Climatica. Il Duce ha espresso il suo vivo compiacimento.
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NOTIZIARIO
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L'ILLUSTRAZIONE
* Nei giorni 27, 28, 29 maggio prossimo sì terrà a Firenze il III Convegno dell'istruzione media classica, scientifica e magistrale. Nel Convegno saranno trattati i seguenti temi: 1) Indirizzi e limiti degli insegnamenti scientifici nel Liceo classico e scientifico, in funzione dell'« umanesimo moderno ». 2) L'insegnamento della geografia nelle sue finalità didattiche e come elemento di educazione politica, Mezzi più idonei per il raggiungimento di tali scopi. 3) Orientamento e metodi per l'applicamento della Carta della Scuola, quali si sono venuti determinando attraverso 1 tre Convegni dell'istruzione classica, scientifica e magistrale.
PASTI IN FRETTA MA NESSUN MALE DI
Quante volte si prestutauu occasioni da costringervi a mangiare în fretta — cambiando treno durante un viaggio — alzandovi tardi la mattina —dovendo lavorare più a lungo del solito una sera che avete combinato di andare al teatro od al cinema — ed in tante altre occasioni in cui è necessario inghiottire un boccone di cibo in fretta, Così presi gli alimenti fermentano nello stomaco e ne deriva eccesso d'acidità che brucia le pareti dello stomaco, Questa iperacidità viene accompagnata da parecchi malesseri — pesantezza, rinvii acidi, bruciori, insonnia. Ma tutti questi malanni possono essere evitati. Ogni volta che consumate un pasto in fretta od ad ogni occasione quando sentite dolore o pesantezza, prendete una piccola dose di polvere o da 2 a 5 tavolette di Magnesia rata, Col neutralizzare l'acidità eccessiva essa sopprime Je complicazioni digestive più ostinate in pochi minuti. In tutte le Farmacie (polvere o tavolette) L. 5,50 e L, 9.00. DIGESTIONE ASSICURATA con
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VATICANO
* Con le Santificazioni del giorno dell'Ascensione due di maggio, comincia il giclo delle grandi cerimonie papali in San Pietro che si susseguiranno ogni domenica fino a metà giugno ad eccezione della prima domenica di questo mese in cui ricorre l'onomastico del Papa. Giovedì Pio XII proclama in San Pietro Sante due Serve di Dio: una italiana Gemma Galgani vergine di Lucca e una francese Eufemia Pellettier fondatrice delle Suore del Buon Pastore. La prima nata il 4 marzo 1878 ha riempito di stupore la generazione dei contemporanei per l'eroicità, diremo, della sua vita ascetica al punto di soffrire, con visibili segni fisiologici, le pene della Passione di Gesù. Morta quindi in concetto di Santità, fu subito introdotto .il processo canonico e dichiarata venerabile; fu poi beatificata da Pio XI il 14 maggio 1933 anno giubilare della Redenzione. In quello Stesso giorno si avverò un miracolo: la guarigione istantanea e perfetta di una terribile malattia detta del lupo, nella persona di Elisa Scarpelli, avvenuta per sua intercessione; con questo fu presentato un altro miracolo —.son necessari due per procedere alla Santificazione —: la guarigione di una grave ulcere varicosa nella persona di Natale Scarpelli, di Lappano (Cosenza). Per questa grande cerimonia un pellegrinaggio straordinario composto di personalità e di umilissima gente con a capo il Vescovo. viene a Roma da Lucca, la cittadina che si gloria di aver dato i natali a quella che da un quarto di secolo e più viene chiamata Santa. La Galgani è morta la vigilia di Pasqua del 1903 La Pellettier — che richiama in San Pietro una mioltitudine di suorine venute a Roma da ogni parte — è nata sotto il terrore: in Francia il 31 luglio 1796 e fattasi Orsolina nel 1815 concepì il vasto disegno di istituire la Casa per la redenzione delle ragazze perdute. Dopo la prima fon-
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dazione, le case si moltiplicarono oltre che in Francia, in Italia, nel Belgio, in Baviera, in Inghilterra, in Germania, nel Canadà, in Egitto, negli Stati Uniti d'America. La causa di Santificazione introdotta nel ‘97 sotto Leone XIII. fu proseguita da Pio XI che il 30 aprile 1933 la proclamò Beata. Due miracoli si sono avverati per intercessione della Pellettier e proposti per la santificazione; una tubercolosi purulenta al ginocchio destro a certa Maria Pouget, ed una peritonite letale di Onorina Moschetti
«Fragrante come il fiore Collocate alcune strisce dei nostri libretti di carta assorbente neutra, imbevute di essenza di Lavanda Coldinava, nei cassetti e negli armadi
per profumare la vostra
ncheria,
per eliminare il non gradevole odore di rinchiuso e per tenere lontano dagli indumenti di lana e dalle pelliccie la dannosa
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Voi renderete deliziosa l'acqua del bagno e delle abluzioni spruzzandovi qualche goccia di Lavanda Coldinava. Questa pura essenza
di fiori tonificherà la vostra pelle, e il suo profumo vi avvolgerà come in una dolce carezza.
° Quando la stanchezza prodotta da eccessivi
esercizi fisici vi abbatte e deprime, fate un messaggio con acqua di Lavanda Coldinava:
ne avrete immediato sollievo e nuova lena. Sui campi di corse e di calcio, nelle lunghe gite
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tosa Lavanda Coldinava calma e benessere. °
In estate, quando le eccessive traspirazioni vi tormentano e infastidiscono, la balsamica Lavanda
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primordine, vi darà freschezza e profumo. In sofferenza per emicrania o per eccitazioni nervose, potrete
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calmare i vostri nervi umettando le tempie con la fresca e odorosa
Lavanda Coldinava.
° La Lavanda Coldinava è infine un ottimo e gradevole antisettico per profumare
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* Le grandi celebrazioni romane di Santa Caterina da Siena, si sono iniziate domenica scorsa alla Basilica della Minerva con solenne pontificale tenuto da mons. Giordani vescovo della G.I.L. assistendovi una larga rappresentanza femminile della G.LL. stessa. Inizio, auspicio più bello non si poteva avere, indice della rinnovata afmosfera del popolo italiano cui Pio XII volle dare, nei Santi Francesco e Caterina, i Patroni più grandi e signifcativi come quelli che più spiccatamente e italianamente personificano e santificano l'amore di Dio e della Patria. Questa celebrazione culmina ogg! con la visita del Papa e la Sua assistenza ‘al solenne pontificale che celebra il cardinale Eugenio Tisserant titolare della Minerva. La visita del Papa avviene con la consueta solennità. Un corteo di macchine lo accompagna alla Minerva dove, sulla porta del Convento è ad attenderlo il Superio. re del Domenicani. Indossati 1 paramenti sacri nella sala interna del Convento detto di San Domenico, di qui, in sedia gestatoria, esce sulla piazza per entrare in chiesa dalla porta principale. Dopo il pontificale Pio XIl si reca all'altare maggiore dove è il corpo della Santa intanto che sulla statua in marmo che copre il sarcofago è deposta la corona d’argento lavorata in oro e pietre offerta alla Patrona d'Italia dalle Dame di Roma. In questo momento viene eseguito il mottetto composto apposi. tamente dal maestro Perosì su due versetti dell'Ufficio di Santa Caterina. Il Papa pronuncia quindi un discorso sui due santi, Alla cerimonia ecclesiastica di Chiesa, segue la visita alla Biblioteca Cesenatense dove il Papa sale da una scala interna del Convento e dove avviene «l'omaggio del Cardinale titolare, dei capi degli Ordini e di autorità. Il senatore Fedele presenta al Papa una copia del primo volume delle lettere di Santa Caterina nell'edizione critica curata dall'Istituto Storico Italiano. Viene pure presentata a Pio XII una artistica targa di bronzo riproducente San Francesco e Santa Caterina che, tra rami di olivo, reca gli stemmi. papale domenicano € francescano a nome del Terziari che sono convenuti a Roma in questa circostanza e che da Roma compiono un pio pellegrinaggio ad Assisi. È ufficialmente annunziato poi che nella zona portuense sorgerà una gran piazza intitolata a San Francesco d'Assisi e Santa Carina da Siena. * Un decreto del Sant'Uffizio emanato il 2 apri. le e pubblicato soltanto il 27, mette all'Indice dei libri proibiti tutte le Opere di Alfredo Oriani. In un articolo di commento a questo provvedimento, P. Cordovani maestro dei SS. PP. AA. dice che, più che una condanna si tratta della dichiarazione che le opere di Oriani cadono sotto le sanizioni dell'articolo 1399 del Codice di Diritto Canonico il qua-
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POSTUMI Di FRATTURE professano “reno tutti 1 libri ché professano ereie èP'obit selanio alla 0 insegna: re coticnotrari alla dottrina morale cattolica LETTERATURA
»* Nell'opera in cinque volumi dal titolo « Cartas familiares », scritta — nella, seconda metà del XVII se colo dal gesuita Juan Andres, scrittore molo,v'è v'è una una parspagnolo, par=
Blioteche italiane dele i, e bibliofilo appassionato, toreprofondo,‘concieie dell t ore
produzione di romanzi e novelle, tutti o | ben definito nella tumultuosa e riboccante nello scrivere, giunge ora un'opera, Masoedone fi gomani e novelle, tuttioben deldi narratori moderni italiani. A | sivo nella quale religiosa e cattolica, conferiscono tutti i motivis tuta gi ORO confermarlo. scrittore. nito' nel quale isono in Pastorino una fisionomia propria, una Carlo degnae perposto concepire, umanissimo nel originale. sentire, espres- | ela, fetta rappresentati ILmisura canto dell’uccelto migratore (Ediz. Garzanti). È questo qualcosa di più e di me: glio che un racconto: un'effusa dolcezza di " ricordi, un lento anelito di preghiera, una tristezza serena che si | tramuta in canto; vibrazione di un'anima cui basta sapere che l'eternità dell'amore risplende sulle miserie | della fragile terrena ITALIANA
D'OROLOGERIA fondota nel 1878
diligentissimo g:
delle cose nostre, l'Andres — aiutato dalle numerose, cospicue amicizie, dalla protezione del principi e dall'autorità che gli veniva dall'Ordine religioso cui apparte. neva — riuscì a: frugare quasi.tutte le raccolte idi libri esistenti in Italia. Frutto. di questa,serupolosa rico&gmizione furon Je Cartes familiares, pubbli‘ate a Madrid nel 1756, lera di notizie non soltanto di indole bibliografica,
MARCA \V STELLA
suite peoiero di
| |
vo alla Feligione della
vuoi esco, fomanzo tdi cult e di ma ricca di eventi che
possono sol perché sembrare appartengiÎlevi no a tutti | rapida e densaviven espe:
rienza in cui, dal passato che ciascuno accumula dentro di sé, si riffettono le luci immancabili della coscienza e i presagi e i talsteri dell'avvenire. Non è mai del tutto infelice chi serba in cuore il ricordo delle ore buone del suo quotidiano travaglio. La vicenda delle stagioni va in fretta: pochi attimi dell'eterno ci conducono ‘ dalla puerizia alla maturità, ma l’uomo giunto ai suoi cinquant'anni può sempre, _riguardando indietro, risentire tutte le dolcezze delle età trascorse e ravvisarvi un'arcana catena di motivi provvidenziali, € mell'opaca luce dei tramonto, effondere l'anima sua in una fresca serenità di canti.
Da questa opera la dott. Agata Lo Vasco, direttrice della Biblio. teca Universitaria. di Pavia, ha ricavato il materiale per il suo interessante studio sulle «Biblioteche d'Italia nella seconda metà del secolo XVIII», nel qua le appunto 'tutte le maggiori e anche minori biblioteche sono convenientemente ricordate: dalla Maru celliana di Firenze all Vaticana di Roma, da quella di S. Marco în Venezia all'Ambrosiana di Milano e a quella, pure in Milano, preziosa dell'Arciduchessa Beatrice d'Este, non visibile ad alcuno € che l'Andres ammirò per uno speciale privilegio; a tutte le numerose altre, disseminate un po' per tutta Italia. C'è quanto basta per soddisfar l'appetito del più affamato bibliofilo; né l'argomento riesce, a chi se ne appassiona, pesante e monotono; anche perché l'erudizione bibliografica s'accompagna felicemente sa. una varia e piacevole‘ fioritura di ricordi di fatti e di persone. Biblioteche d’Italia uscirà prossimamente in edizione Garzanti.
* Si pubblica il primo volume della Sto. ria della Letteratura Italiana di’ Francesco Flora. Non è un'opera di compilazione divulgativa, ma”Una storia che si adegua al rinnovato metodo della filosofia storica alla nuova estetica e ai più certi risultati della re. cente filologia. * Nella collezione «Lo Specchio » vede la luce Felicità dopo la noia di Giovanni Comisso. È una raccolta di racconti scritti tra il 1932 e il 1939, Il titolo scelto dall'autore vuol sottolineare quel senso ottimista della, maggior parte dei racconti che risulta attraverso le più aspre situazioni, * È uscito il romanzo _Schiavo d'amore di Somerset Maugham. Il Maugham, uno dei maggiori scrittori europei d'oggi, è ormai popolare anche im Italia,
* Un libro di guerra, che conquista colla sua semplicità e colla sua spontaneità (La prova del fuoco), una Varia e ricca e viva
L'ILLUSTRAZIONE
esistenza, per trovare
PRIMA FABBRICA
ITALIANA
—
X
ENTO DI TERRA Romanzo
MURA
di
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. Pamela Cortis vive a Milano sola, lontana dalla famiglia che abita a Varese; fa la pittrice ma riesce a vender poco, î suoi clienti non sono puntuali nei pagamenti e deve far in massima parte assegnamento su quel che le manda il padre. Una mattina la sveglia una telefonata intercomunale è il padre che le annunzia che la mamma ha avuto un attacco di cuore, Sta poco bene e vuol vederla. Pamela prepara in fretta la valigia e va alla Stazione Nord dove sale sul primo treno in partenza per Varese. Nello stesso suo scomparti mento prende posto un giovane ch’essa riconosce per un amico d'infanzia, Alberto De Conti chiamato « Giulio Cesare » per i suoi modi autoritari, Giunta alla Villa, si incontra con il fratello Gianni, col padre e poi con la mamma. Pamela, rimessa ormai in salute la mamma, si vccinge a ripartire prima però è ospite a casa di Berto dove è accolta anche dalla madre di questi, donna Anna, e dalla sorella Lalla. Berto accompagna. Pamela a Milano @ la sera stessa del ritorno la invita a cena. Si lasciano, dopo una serata che ha visto nascere in loro un reciproco sentimento d'amore, con la promessa di telefonarsi e rivedersi presto. La telefonata di Berto si fa attendere molti giorni: quando viene annunzia una visita di lui a casa di Pamela Esaminò
tutto con
una
attenzione
pacata,
sicura, ma fredda, Camminò su e giù, con le mani nelle tasche della giacca, e sostò a lungo dinanzi a un disegno in bianco e nero, — Autoritratto? — chiese senza voltarsi. — Sì: di tre anni or sono, — Vi
preferisco
con
la pettinatura
che portate
ora,
Troppe trecce qui. Non c’era alcuna comunicazione fra loro. Ell'era la pittrice e lui il visitatore. Un visitatore che aveva conosciuto molti anni prima, e che tornava a constatare i progressi della ragazzina di un tempo. Lo guardava con indifferenza e anche con arhmirazione, La sua presenza di uomò riscaldava l'atmosfera della casa. Si sentiva irrigidire a poco a poco. Aveva voglia che se ne andasse, ma non avrebbe mai avuto il coraggio di aprirgli la porta, «Se mi si avvicina grido aiuto», — pensò. Ma in
fondo nonostante
quellà freddezza ostentata, erano tutti
€ due ansiosi. I loro cuori battevano con maggiore celerità e lo sentivano. « Quante inutili menzogne, — pensò Pamela, — inutili menzogne. Perché non è possibile dire quello che pensiamo e quello che sentiamo? ». — Di là c'è il vostro studio? — Sì... Salite quei tre gradini e spostate la tenda. Egli salì i tre gradini e fece scorrere gli anelli della tenda. Dopo la prima occhiata si volse verso di lei e le sorrise,
— Non volete illustrarmi i vostri quadri? Spiegarmene il significato? — Non è necessario: sono comprensibilissimi, — rispose senza muoversi. Non si fidava troppo delle sue forze, — Dove si accende la luce? — Alla vostra destra c'è l'interruttore. La luce inondò lo studio. Ella rimase seduta sul divano: non trovava il coraggio di alzarsi e aveva voglia di piangere. Lo guardava come si guarda un importuno che entra senza permesso nella nostra intimità. *Che cosa è venuto a fare? Perché non dice nulla? Perché si occupa più del mio lavoro che di me? Perché? Che cosa sono, chi sono io per lui? Magari ora mi dirà che vuole comperare uno dei miei quadri. Se osa... se osa offendermi in questa maniera... lo metto alla porta... »
Ora ella non poteva vederlo. Rimaneva nascosto dalla tenda. Sentiva che era immobile dinanzi a una parete, Presso
la finestra,
ma
non
poteva
immaginare
quale
quadro lo interessasse così a lungo, Forse il nudino di
bimba? O la testa di vecchio? Si alzò con uno sforzo Sì sentiva le ossa indolenzite. Salì i tre gradini. Egli era
fermo dinanzi allo specchio. — È qui che vi guardate durante il lavoro? Qui che vi
uardate prima di uscire? È questo il mobile che vi co-
nosce meglio? — Credo. -— È tutto quello che preferisco, allora, Che cosa gli dite quando vi guardate? Che cosà gli avete detto di me? — Chiedeteglielo. ; Non ne avrò mai il coraggio. Lo specchio è troppo Sincero e io sono troppo vile. Non mi piace sentirmi trattar male.
Rise e ritornò presso di lei. Rimasero per un momento uno
di fronte
all'altro,
senza
trovare
un
gesto. 0 uno
sguardo che potesse distruggere quella specie di inimicizia che li separava, — Sentite, —
disse Berto, prendendole
dendo sull'ultimo gradino, — cerco scuse per giustificarmi.
facciamo Non ne
le mani
e se-
la pace. esistono,
Non Sono
stato a caccia, è vero, ma “avrei potuto telefonarvi in qualunque momento da Milano o da Varese. Non l'ho fatto. Perché? Non lo so. Ogni volta che pensavo di telefonarvi, non lo facevo, Come se avessi avuto paura del telefono, di voi, della vostra voce. Non è facile spiegarvi certi incomprensibili sentimenti. Poi, col tempo, è subentrato il pensiero terribile di: essere giudicato da voi come un mascalzone. Ho passato due settimane odiose, Mia sorella, dalla quale sono andatò ieri a colazioni mi ha detto che avevo l’aria d'un condannato in contumacia. Non aveva torto. Posso spiegare il mio silenzio soltanto con un tentativo di sottrarmi a voi, ma non so perché vi fuggivo.. Che male potete farmi? Eppure, istintivamente, ho tentato con tutte le mie forze di resisteryi...
Ora
il condannato
in contumacia
‘viene a co-
di più che l’amore si stabiliva fra loro, e di questo, forse, avevano paura, Nascevano profonde e indistruttibili
l'amicizia,
la comprensione
spirituale e intellettuale, e
da parte di lui una profonda ammirazione. — Nòn immaginavo che aveste percofso tinta strada dalla vostra prima mostra... Pensate che avrei potuto passare dinanzi a un vostro quadro Quasi mi mettete soggezione, ora.
senza
riconoscervi...
— Non voglio, Berto.. non voglio. Vi ‘considero talmente superiore a me, in tutto... per cultura, per educazione, per intelligenza... Ho bisogno di ammirare le persone che mi sono amiche, le persone alle quali voglio bene. Egli non rispose, ma la strinse un po di più contro il suo petto: poi bruscamente si alzò e la fece alzare. — Ora mene vado, — disse, Ma non si mosse. Allora si baciarono come ancora non avevano osato baciarsi. Più tardi uscirono insieme a pranzo. Andarono in una frattoria lontana dal centro, dove non era possibile incontrare conoscenze comuni Quando si lasciarono si davano ancora ‘del voi.
stituirsi, Mettetevi a sedere, qui, accanto a me. Così. Toglietemi ogni pena.
Ditemi
che mi volete bene.
cora:
vestita
di dolci
Ella non ascoltò il suo cuore trionfante, Diffidava anla vita così
troppo bella.
parole
timorose
era
— Vi voglio bene, — disse sottovoce, e ancora ebbe vo-
glia di piangere.
— Ditemi che mi perdonate.
— Vi perdono. Egli sospirò profondamente come se si sentisse liberato
da un peso che lo piegava, e la presè fra le braccia
tenendola
stretta
a sé. Non
si baciarono.
Non
lo desi-
derarono nemmeno, Era già troppo bello poter star vicini in silenzio. Più tardi esaminarono insieme i quadri: qualche cosa
Una mattina Berto telefonò troppo presto, Erano le otto e. Pamela dormiva ancora. Si svegliò di soprassalto, spaventata, pensando che qualche cosa di grave dovesse essere accaduto alla villa. — Sentite, Pamela, — disse Berto senza nemmeno augurarle il buon giorno, — ho una proposta da farvi,
— La voce gli tremava e non tutte le parole gli uscivano
Che ne dichiare dall'orgàsmo che lo soffocava. reste d’un brevissimo viaggio fino a... fino a Stresa, per esempio. Voi ed io. Sabato non vado a Varese, sono
quindi libero tutta la domenica,
Potremmo
rimanere
sulle rive del Lago Maggiore fino a ‘lunedì. «Ha deciso», — pensò Pamela, — «come posso dirgli di no?... E come gli trema la voce... Deve avere paura...
! —
senso di liberazione e a prendervi sabato alle tre del
Passerò
«|__— Arrivederci.
Vi sono
molto grato
‘Passeremo due giorni magnifici. = Sì
di avere
accettato.
giardino. Mi pare ancora di vederle, Parevano di seta
| #Ecco fatto: un sì e tutta la vita cambia. So che cosa ol dire questo suo invito fuori di Milano. Vuol dire è stanco di condurmi a pranzo nelle trattorie della perif a, che è stanco di amarmi di nascosto, che ha bi|| come se dal suo spirito le dovesse venire una risposta
"precisa che andasse d'accordo con la sua volontà. Con|
.
eluse: — «Non lo so, Forse non ho il coraggio di dire tmestamente di sì a me stessa», ‘Riprese i pennelli e indugiò a lungo nella scelta d'un
colore. Lavorava con gioia, con facilità, con ispirazione. 1 colori erano dentro di lei, ed ella li stendeva sulla tela vivi e dolci e lievi com'erano vivi e dolci e lievi i suoi pensieri. L'amore le riempiva il cuore e tutta la sua vita ne era inondata, vivificata, Da quando amava an| chela sua esistenza materiale sì era mutata: la fortuna | bussava alla sua porta. Due nuovi quadri le erano stati ordinati, due quadri di fiori, e i due ritratti consegnati da tempo le erano stati completamente pagati, Aveva
|‘
| saldato tutti i suoi debiti o quasi, e spesso pensava che | la vita era bella anche con i suoi periodi grigi e sconfortanti.
Il paltò nuovo con un collo di volpe argentata sosti | tuiva la pelliccia della mamma, s'era comperata un vestito di lana da mattina, e aveva in un cassetto una dozzina di calze di seta, nuove. Non pensava più con ‘angoscia all'avvenire. Ormai, oggi e domani avevano per lei un
nome:
Berto.
Ella
si sentiva
«fidanzata » e questo stato d’animo
volto
che
pareva
trasfigurato,
madre, c'era un mazzo' di ortensie giganti, magnifiche, in
sala, Le avevo colte io, la mattina, nel nostre piccolo
uno
spirito
di
si rifletteva sul suo
divenuto
più.
chiaro
e
avrei
ottenuto
maggiore
morbidezza.
miei clienti preferiscono il quadro a olio.
Ma
— Che giorno è, oggi?
—
chiese ad un
nate
senza
come
certi
stancarsi
volti di spose
e di sentirsi
felici nel
invece
momento
qualche
volta
affranta dopo un'ora di attenzione. A pomeriggio inoltrato qualcuno suonò il campanello della sua porta. Per un momento ella’ pensò che. fosse Berto e tremò all'idea di farsi vedere col vecchio camice di fustagno bianco sporco di pennellate, con i ca+ pelli în disordine, il naso lucido e il volto pallido. — Non ho tempo d’incipriarmi, — disse a se stessa, guardandosi di sfuggita nello specchio, poi s'avvicinò alla porta. Chiese prima di azzardarsi ad aprire: — Chi è? — Tosti, — rispose dal di fuori una voce d'uomo. — ll mio vecchio Tosti, — esclamò Pamela con slancio e spalancò la porta, Ell'era sinceramente e profonda‘mente contenta di rivedere il vecchio amico, — Entrate... Non immaginate che gioia mi portate, Voi siete il compenso della‘ mia giornata di lavoro. — Son venuto a vedere le nature morte delle quali imi avete parlato il giorno che scendevate da un'automobile di lusso. Rammentate? Vi avevo promesso una visita: eccola. — Si tolse il cappotto. Disse: — Brutto inverno. Cade qualche fiocco di neve asciutta che sì ‘sgrana sotto i piedi come il sale, — Mio caro Tosti, non ho più qui le nature morte Î delle quali vi parlai... Già consegnate da una settimana, {|e, miracolo!, già pagate e.., naturalmente, già. spese. | Unaè diventata un collo di pelliccia per il mio paltò da
È
| inverno, l'altra ha saldato l'affitto arretrato... Îl denaro
| sfuma nelle mie mani senza che io riesca a trattenerlo. | Sapreste insegnarmi i principi scientifici del risparmio volgarizzati per chi di risparmio non ne capisce nulla? — Principi scientifici? Non credo che il risparmio abbia . Dev'essere un istinto che in genere gli artisti non posseggono. —In
me
è assolutamente
negativo,
Tosti sedette sul divano-letto, e chiese il permesso di accendere una sigaretta. — Davvero non vi dà noia se fumo? — Vi farò compagnia fra un momento, — disse Pamela infilando i pennelli in un vecchio portafiori di cristallo, e posando la tavolozza sul ripiano’ del: caval| letto. Poi si volse a guardare Tosti che fumava, meditando. Il suo profilo di gentiluomo guerriero, i suoi occhi neri sempre illuminati di luce interiore, le sue labbra rosse un, po' fanciullesche, facevano pensare che egli fosse un giovane al quale fossero incanutiti i capelli per un dispetto della natura, A che cosa state lavorando, ora? — chiese Tosti. — A due quadri di fiori, Un mazzo di rose bianche e rosa sciolto su una tavola coperto di damasco rosso. Accanto alfascio dirose unvaso dicristallo di:Murano quasi pieno d'acqua nel quale le rose si riflettono, e le solite ortensie giganti azzurre e rosa. Nulla di eccezio-
Ella cercò un diversivo, Gli posò tutte e due le mani sulle spalle e lo obbligò a volgersi ancora dalla parte dei quadri. — Ditemi
mente.
che cosa ne pensate, severamente
Vi prego.
e crudel-
tratto,
= Giovedì, credo... Sì, giovedì, — disse Tosti. — cosa deve accadervi, proprio oggi?
Che
— ‘Nulla, oggi, — rispose, contando sulle dita. — Gio-
vedì, venerdì, poi sabato. Due giorni. Fra due giorni è sabato. — Disse «sabatos come se quel giorno fosse il
osava muoversi per non perdere quella dolcezza che lo faceva soffrire. Aggiunse in fretta: —
C'è qualche cosa
timo della settimana... Egli la considerò per qualche momento senza dir nulla, poi si alzò, si avvicinò alla finestra, si volse di nuovo verso di lei dopo aver scrutato il cielo tempestoso, e disse:
nella vostra vita che vi illumina e vi trasforma... E questa luce è riflessa nei vostri quadri... Apparite leggera, come se doveste dissolvervi... Non mi dite il perché di questa vostra leggerezza evanescente... non mi dite nulla. È già troppo quello che penso. Scrollò. le spalle per liberarsi delle mani di lei che erano diventate a un tratto pesanti e gelide, e respirò ite, come se avesse voluto svelenarsi l’ani-
— Siete più bella e più attraente del solito quando
sceseitre gradini, e.staccò il cappotto e il cappello dal-
primo o l’ultimo della sua vita.
— Che cosa vi deve accadere sabato, allora?
— Nulla. Sabato è un giorno che amo perché è l'ul-
tentate di nascondere i vostri pensieri, e quando vi esercitate a mentire... ma è un esercizio che vi riesce male. Per mentir bene dovreste mettere. d'accordo gli
occhi con la bocca, La bocca non deve mentire quando
gli occhi dicono la verità. Ella sedette presso di lui e rimase per qualche momento a fissarlo in silenzio, Che cosa aveva voluto dire? Non era riuscita a capir bene. Poteva interpretare le
sue parole, con buona volontà, anche come un complimento, ma lo spirito che le aveva dettate non era chiaro.
— Perché
dovrei
mentire?
Non
voglio dire qualche cosa che
mento,
Quando
non
deve rimaner segreto, È in cui posano il piede sul tappeto che le conduce all'Al- taccio. tare. Qualche cosa di nuovo era nato in lei: mai quando Risero tutti e due per superare un reciproco imbaaveva amato, mai quando aveva immaginato di amare, razzo sorto improvvisamente da motivi incontrollabili e | s'era sentita il cuore tanto trionfante e insieme tanto nella stanza cadde un lieve silenzio dal quale l'emozione | umile, Forse perché per la prima volta si trovava di poteva scaturire spontanea e pericolosa. Ad un tratto fronte al vero amore: un vecchio amore dalle lontane egli f.diresse verso lo studio. Salì i tre gradini e riradici, un amore che pareva avesse già un passato pel 'mase immobile a guardare, în distanza, i due quadri, solo fatto’ di averlo qualche volta sognato come im- già a buon punto, su due cavalletti diversi, possibile. — Lavorate a tutti e due contemporaneamente? Lavorò con slancio, con ardore, dimenticando anche — Sì. Lavoro spesso a due quadri nello stesso tempo, di far colazione. Dinanzi al cavalletto il tempo per lei anche se di soggetto e di carattere diverso tra loro. Uno si fermava, Era capacissima di lavorare intere gior- mi riposa e m'ispira dell'altro. più sottile,
‘i
Ella parlava con animazione, quasi con eccitazione; pv esaltata ‘della promessa di sé che aveva fatta a lerto.
Egli si volse a guardarla, ridiscese i gradini e le ritornò accanto. Ella non s'era mossa dal suo posto. Le pareva di vivere al di fuori della realtà, di pronunziare parole che non udiva e che si perdevano nell'aria vuote
€ iridiscenti come bolle di sapone.
— Che cos'avete, Pamela? Sembrate trasognata.., Che cosa v'è accaduto, che cosa vi deve accadere? Non volete confidarvi con me?
— Nulla, Tosti, — disse alzandosi, e avvicinatasi ‘all’amico gli pose una mano sulla spalla. — Proprio nulla... ancora nulla. E non so che cosa aspetto. Vi sono momenti, nella vita, momenti irragionevoli, nei quali una donna è felice di esistere, Io sono felice di esistere. — Per chi? La domanda era così logica e così precisa che Pa-
mela arrossì con violenza e non. rispose, In quel momento era accaduto inaspettatamente, qualche non avrebbe dovuto accadere, qualche cosa
cosa che che ella
non s'aspettava. Nella voce di Tosti, al momento di formulare la domanda, s'era infranto il timbro più chiaro, e la tonalità era uscita oppressa, arrochita; come se
dentro di lui non la voce, ma la speranza si fosse spezzata. Come se gli si fosse spezzato il cuore, «Che
tecchi.
cos'ha?
—
pensò
Pamela,
osservandolo
di sot-
— Che cos'ha? Non sembra più lui e mi fa quasi
paura..»,
Egli le aveva prese le mani e le teneva strette — troppo strette — nelle sue che tremavano, e la guardava fissa cercando in lei una risposta al suo, sguardo, desolata-
mente certo di non trovarla. «Che
cos'ha? Possibile che Tosti mi ami? Questa sua
espressione dolorosa e incantata insieme è per lui un’espressione d'amore? Da quanto tempo mi ama? Perché non, m'ha: parlato mai del suo amore? Perché?... Ora è troppo tardi... troppo tardi... Come faccio a dirglielo se mi parla del suo amore? Se non amassi Berto-non potrei ‘amare nessun altro uomo che lui, il più artista di tutti...
Ma, io amo
‘Berto... io amo
paura
d'aver
parlato
ad
aspettò
che ‘egli dicesse
Berto...», Ebbe d'un tratto
alta voce
qualche
e guardò
cosa
Tosti,
e
che la togliesse
dall’ansia che le bruciava gli occhi e le labbra,
ma attraverso i polmoni, Poi si diresse verso il salotto,
l’attaccapanni. Pamela lo seguì senza dir nulla, attratta
verso di lui, senza tuttavia trovare il coraggio e la volontà di trattenerlo. Non sapeva più che cosa dire, ma era certa di essere contenta all'idea di restar sola, Improvvisamente si sentì salire il cuore alla gola. Conosceva quel riflesso miracoloso che era venuto nella sua vita due o tre volte soltanto...
Attese la grazia... fis-
sando Tosti. Così, immobile nella pacata luce del pomeriggio invernale,
sullo sfondo della porta, egli le ap-
parve come inquadrato in una cornice scura, non più uomo,
ma
quadro, Provò allora l'emozione profonda e
indistruttibile dei momenti migliori, dei momenti di-
vini della sua arte: i momenti dell’ispirazione pura e cristallina e divampante. Disse senza riflettere, ubbiden-
do unicamente al suo desiderio, alla sua sensibilità, al suo
irresistibile
bisogno di metter
d'arte che nasceva di lei:
e si concretava
mano
a un’opera
rapidamente
dentro
— Maestro, voglio farvi il ritratto.. non ve ne an-
dato...
Egli divenne
pallidissimo
e s’appoggiò
allo stipite,
colpito dalla voce di lei, inconfondibile voce che veniva
dall’al di là. Già durante tutta la sua visita egli non era riuscito a considerarla una creatura terrena, Trattenne con fatica cappotto e cappello che gli sfuggivano di mano.
— Come vi è natu quest'idea crudele” — chiese, senza tuttavia muoversi. Ella non rispose direttamente per un senîò di pudore artistico che era più forte di. lei e del suo ragionamento. Disse con la voce rauca dei momenti di maggiore emoZione: ‘— Vorrei buttar giù le prime linee subito... Confprendetemi e perdonatemi. Non: vi vedrò mai più come vi ho veduto in questo momento, con questa espressione negli occhi, con questa fronte trepidante e disperata, Mi avete chiesto che cos'ho? Io chiedo a voi ora: che cosa
avete per possedere un'espressione come quella che mi offrite stasera per il mio quadro... Non vi muovete, vi prego... Egli non rispose, ma non si mosse, Pamela andò nello studio,
tolse da un cavalletto
la tavola delle ginestre
€, lo itrasportò' nel salotto, prese una nuova tavola e il carboncino. Come se la sua mano fosse guidata da una
forza e da una volontà divine, ella tracciò ildisegno dei lineamenti di Tosti. Lavorò in silenzio, nell'ispirazione febbrile della grazia, Distese poi i colori sulla tavolozza, ‘fissando Tosti a tratti con due grandi occhi dalle pupille dilatate e supplichevoli che gli ‘cercavano
l'anima attraverso l'espressiune. Lavorava pensando pensieri strani e irragionevoli, come se sognasse: «Andremo insieme in Paradiso un giorno, vestiti di luce, cantando, Io e lui». — E si ri-,
feriva a Tosti, —
«Un
uomo
come lui, un uomo nella
sua situazione, adattarsi a farmi da modello... come po-
trò la mia riconoscenza? Lo adoro». — E poi: — «Che cosa c'è che lo tiene insieme così. distante da me e così vicino a me che sembra trattenga e in-
sieme sospinga la mia mano? Egli mi dà troppo di sé. Mi sento soverchiare..
Lo odio perché
raccogliere tutto quello che mi dà».
non
potrò mai
Lavorò ansiosamente, palpitando, il cuore sui pennelli,
lo spirito sulla tavolozza spalmato con i colori, Tosti immobile la fissava, e c’era più vita nelle sue pupille che nel mondo.
le
«Mi sento fluida. mi pare di trasformarmi in acqua cor-
vostri fiori... La precedette. Pamela si soffermò a guardarlo e le parve che camminasse un po' curvo, Ma ebbe per lui
continuò a lavorare chiedendo perdono al modello con
Egli disse
con
voce
ritornata
normale,
liberando
mani di lei: («Ma che sforzo deve aver compiuto... » rente. Mi pare di essere pettinata dall'acqua, come le alghe alla fonte Aretusa, giù, a Siracusa. Avrà mai vepensò Pamela con ammirazione). duta la fonte Aretusa il maestro? Se gliene parlo mi — Andiamo a vedere da vicino come avete dipinto î
lo' stesso slancio di ammirazione
uomo
di sempre,
Era il solo
che. sapesse comportarsi con ‘assoluta onestà spi-
rituale dinanzi a una
donna.
In piedi fra i due cavalletti, egli ammirava i quadri in
silenzio.
Si dondolava
appena
sulle gambe divaricate,
comprenderà?
Non
.voglio essere
travolta dal canto dell'acqua...».
compresa...
Mi sento
Silenzio. Poi, più tardi, ella accese la luce elettrica e
un sorriso pallido e radioso. Più tardi ancora, molto più tardi, nella notte, ella s'afflosciò a terra, improvvisa-
mente, abbandonando tavolozza e pennelli, svenuta,
QUALITÀ
TU E. OTTO CILINDRI QUARTA
SERIE
BELLE
MINETTI MILANO VIA BELTRAMI, 2 VIA FILELFO, 7
ARTI
* S. M. il Re Imperatore ha inaugurato a Roma la IX Mostra del Sindacato Interprovinciale Fascista Belle Arti del Lazio. La rassegna è viva, variata e per molti inattesa. Secondo quanto scrive Orazio Amato, ordinatore della mostra, il criterio direttivo è stato quello di « elevarne sempre più il tono e farne uno specchio sempre più fedele e vivo dell'attività artistica che, specialmente nel campo dei giovani, si svolge a Roma». A questo modo la esposizione è riuscita d'aspetto prevalentemente giovanile e moderno, per quanto accuratamente selezionata dalla giuria (composta degli artisti Amato, Aversano, Caputi, Guzzi, Orlandi, Martinez, Raggio) la quale accolse circa un quarto dei lavori presentati. Fanno inoltre parte della esposizione le mostre postume dedicate a tre aristi recentemente scomparsi: Luigi Trifoglio, Ro. meo Gregori e Antonio Giletta Dao, Così si rivedono, del Trifoglio, i maggiori quadri e nove dei suoi ben noti disegni, condotti con grande amore e finezza. Il Gregori è rappresentato da tre ritratti € da vari abbozzi, che bene dimostrano come il compianto scultore avesse trovato nel ritratto quella pienezza espressiva che avrebbe forse presto raggiunto anche nella scultura monumentale, nella quale si cimentava con tanta passione e ardire Antonio Giletta Dao era meno conosciuto perché tornato dall'estero da circa un anno; nondimeno le Opere oggi esposte danno e a vedere le ottime qualità di cui era fornito questo giovane pittore.
Ni. espone a Milano il piemontese Adolfo Rolla. Allievo di Grosso e di Ferro, questo pittore dimostra una sua particolare delicatezza nell’interpretare il paese piemontese. Si vedano: Neve e sole a Limone; La Dora a Torino; Chiesetta a Limone: Nei quali il Rolla. meglio che nei dipinti d'Oriente, manifesta il suo temperamento pacato e sensibile di osservatore. * Ha destato molto interesse, a Firenze, la mostra fatta, nelle sale del « Lyceum » dal pittore H. J. Staude, artista di schietto convincimento che riesce a tradurre la sua visione delle cose con naturalezza e insieme con vivo gusto della composizio-
ne. Specialmente i quadri di natura morta sono di buon disegno e di vigoroso rilievo. * Si è riaperta, a Palermo, la Galleria Mediterranea, alla quale va riconosciuto il merito d'aver favorito e diffuso în Palermo la conoscenza della più moderna arte italiana. La mostra odierna è dedicata alla nota plîtrice siciliana Lia Pasqualino. Disegnatrice fantasiosa, piena d'estro, e, nello stesso tempo, dotata di viva sensibilità co loristica, la Pasqualino espone ritratti, pai si, composizioni di nudi, dove le sue belle doti compaiono tutte vive e perfezionate.
CORRIERE DELLA «DANTE» * Roma. - Si è spenta a Napoli donna Irene Scodnik, vedova di Matteo Renato Imbriani e sorella del Vicepresidente generale della « Dante », sen. Enrico Scodnik, # Roma. - Il consigliere nazionale Andrea Federale dell'Urbe, ha tenuto Nella Ippolito, sede di Palazzo una conversazione sulla missione Firenze della donna italia= na per le socie della « Dante ». * Beirut. - Il R. Vice consòle d'Italia marchese Pinto ha fenuto sotto gli auspici del Comitato locale una brillante ed originale conferenza sul tema « Italia 1840-1940». * Ginevra, - Nella sala del Conservatorio la pianista Emma Contestabile ha svolto davanti ad un pubblico d'eccezione il suo atteso concerto, La giovane artista italiana ha avuto un vero successo, riconosciuto anche dai più severi critici della città, La signorina Contestabile ha dato altri due concerti presso i Comitati di San Gallo e di Neuchàtel, riconfermendo le sue eccellenti doti di interpretazione e di tecnica. * L'Aja. - Il prof. Gino Venuti, Delegato Generale per la « Dante » in Olanda, ha' tenuto nella sede del Comitato. due conferenze con proiezioni sul tema «Visioni dell'Italia nuova ». Le conferenze sono state attentamente seguite da un pubblico foltissimo, fra il quale si notavano, con i nostri Regi Rappresentanti, molte personalità della politica, della cultura e dell'aristocrazia.
LORCONIZZOZI ONE DEL FRNCO DI ROMA NELL'IMPERO
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* Tunisi. - Continuando il ciclo delle sue manifestazioni artistiche, il Comitato ha organizzato con il migliore successo un concerto del « Trio della Dante », composto dai maestri Boccardi-VeneziaFaella.
* Una mostra molto insante, a Milano, è Stata quella dei cartelloni Selebrativi e politici di Giulio Cisari. È oramai Più che nota la bella attiVità del Cisari in questo campo. Parecchi dei numerosi cartelloni da lui eseguiti, in venticinque anni di lavoro,, ebbero bremi, in difficili competizioni, e diffusione in tutto il mondo. La mostra fattane. benché parziale, è riuScita un eccellente compendio di questa particolare attività dell'artista.
ATTUALITÀ SCIENTIFICA
* Le onde ultracorte hanno da tempo trovato un preziosissimo impiego: la misurazione dell'altitudine da bordo di aeroplani. Gli aerei erano già forniti di barometri a questo scopo, ma non davano che l’altitudine dell'aeroplano sul livello del mare. Invece l'apparecchio che impiega le onde ultracorte dà l'altezza sopra il terreno: sopra i tetti delle case, sopra le cime»dei monti. Il principio secondo il quale funziona è il seguente: l'apparecchio contiene una trasmittente che: diffonde onde. ultracorte. |Queste vengono riflesse da un corpo solido che si trovi nella loro direzione. L'apparecchio è fomito poi di altri dispositivi che misurano il tempo impiegato (milionesimi di secondo) dalle onde nel loro viaggio di andata e di ritorno, in. base al quale viene automaticamente stabilita l'altezza sul terreno sotto= stante.
* Giuseppe Maggi è acquarellista di larga rinomanza e di valore, particolarmente inclinato a ritrarre veneziane, che eglivedute traduce in una Pittura ricca di tonalità calde e poeticamente sfumate e illuminate. Una bella serie di acquerelli del si vede nella Galleria Nova di Milano. Insieme col maggi espoNe la pittrice scozzese igi Ponsombi, la quale îbpare dotata ‘di buona fantasia, ancorché non in* Nella Galleria Bolza-
XI
—
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
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AE TINI ERR MERI
TREGA * Una compagnia americana radiofonica dichiara di aver sviluppato in modo tale i collegamenti radiovisivi che si può ormai ritenere che tutte le difficoltà che esistevano per collegare | grandi centri degli Stati Uniti al centro trasmettitore non esistono più, Per questi scambi si utilizzerebbero delle piccole Stazioni riceventi e trasmittenti funzionanti automaticamente con una potenza di 10 watts ed il trasmettitore delle quali sarebbe munito di una antenna mobile. Queste piccole Stazioni sarebbero costrulte sulla sommità di alcune torri d'acciaio di 30 metri di altezza distanti l'una dall'altra 48 km. Il primo esperimento di relé televisivo sarebbe stato fatto il 1* febbraio durante il quale si sarebbero potute captare e ritrasmettere trasmissioni radiotelevisive da Nuova York. è interessante notare che la Stazione ricevente utilizzata per questo esperimento ben. ché posta a 510 metri al di sopra del livello del mare era tuttavia 300 metri al di sotto della linea visuale del trasmettitore di Nuova York. La Stazione uti lizzata per il relé era in linea retta, distante dal trasmettitore di Nuova York, 264 chilometri. * Si è recentemente parlato della possibilità di ricavare metàno dalle acque luride cittadine sottoponendole ad dpportuni trattamenti in Speciali impianti e si è anche detto che è în corso di studio — pur giù colla decisione di realizzarlo al più presto — un primo impianto sperimentale a Milano, che dovrà avere la capacità di produzione di duemila metri cubi di metàno al giorno, L'interesse nato ovunque per questa iniziativa squisitamente autarchica ci fa pensare di far cosa gradita citando qualche altro dato generale sulla questione, che lumeggi più eMeacemente l'importanza del tentati. vo: ecco dunque, si vuol sapere, quale importanza pratica, nei riguardi cioè del totale consumo milanese di carburanti liquidi, potrà in seguito avere Îl totale ricavo di metàno dalle fogne cittadine? Non facile è la risposta; limitiamoci pertanto al soli servizi pubblici, per adesso. Un'indagine abbastanza aderente alla realtà, consente di stimare in 30.000 metri cubi al gior. no il fabbisogno di Milano in fatto di meti calcolando in tale cifra tutti | veicoli a motore dei vari servizi comunali (spazzatura, distri buzione latte; puliture stradali ecc.) nonché le autovetture in servizio pubblico ed i trasporti di merci di prima necessità (verdure, pane, derrate varie) e qualche altro servizio speciale, come quello dei medici ecc. Ora se si pensa che l'impianto pilota di cui si parlava, coi suoi 2000 metrì cubi al giorno equivale al trattamento delle acque di una cittacina di 100.000 abitanti, appare fondato pensare che quando il trattamento verrà este50 al totale quantitativo di acque luride cittadine, la disponibilità giornaliera di: metàno sarà almeno decupla, ossia toccherà i 20.000 metri cubi, cifra che, se in sé è lusinghiera, in quanto corrisponde al risparmio giornaliero di almeno 27.000 litri di benzina o 30:00 kg, di nafta, ron dà ancora la possibilità di rendere la città di Milano indipendente da altre fonti.
DIS
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
—
XII
| LIQUORE | | DIGESTIVO | | DELIZIOSO |
del combustibili liquidi al quale tutti dobbiamo tendere come meta essenziale.
Oggi, a Milano si consumano già 10.000 metri cubi al giorno di metàno, di cul in gran parte provenienti da Salsomaggiore, e quindi si vede che essendo tale quantitativo indipendente dai ricuperi delle acque luride, smmandolo ai 20.000 metri cubi da queste ricavabili, si arriva senza fatica a quel 30.000 metri cubi giornalieri stimati necessari per « metanizzare » i servizi pubblici e qualche altro fra i più importanti. Ecco dunque che l'indipendenza cittadina è assicurata e sicco. me sappiamo che sono în corso sistematiche ricerche nella zona metanifera del Piacentino e del parmense non appare infondato sperare che nuove sorgenti possano essere individuate così da mettere un certo quantitativo di metàno anche a disposizione dei privati, contribuendo così in maggior misura alla realizzazione di quel piano integralmente autarchico nel campo
* noto che il motore Diesel, che tanta fortuna ebbe in questi anni con applicazioni automobilistiche e ferroviarie oltre che con quelle fisse e marine già conquistate da decenni, era originariamente nato nella mente del suo inventore (nell’anno 1893) per bruciare direttamente carbone nel cilindro: l'ing. Diesel, da buon tedesco, pensava di risolvere in tal modo, brillantemente, lo sfruttamento del carbone di cui la sua patria era ricca con una resa molto elevata, eliminando cioè il giro della caldaia e conseguente formazione di vapor d'acqua da far agire contro gli stantuffi. L'idea era certamente geniale, ed un progetto completo venne anche studiato in tutti | particolari. senonché quando si trattò di realizzarlo
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si vide che la cosa non era attuabile per le molte incognite che presentava. Il Diesel si orientò allora verso lo sfruttamento della nafta, coi soddisfacenti risultati che tutti conosciamo. In Germania però, il problema di bruciare il carbone direttamente nel cilindro dei motori a combustione interna, non venne mai abbandonato, e molti furono gli studiosi ed i te nici che via via si dedicarono alla soluzione: oggi che la metallurgia e la mec nica in genere hanno fatti passi da gigante, pare si sia giunti a risultati confortevoli e si citano diversi motori che avrebbero già compiuto con buon esito il periodo sperimentale, tanto che qualcuno parla di prime costruzioni di serie. Non è qui per adesso il caso di entrare in dettagli tecnici, ma tanto per dare un'idea del nuovo motore, diremo che il carbone deve essere ridotto in polvere così da poter essere facilmente insuffato coll'ausilio di arla compressa attraverso un'apposita valvola che ne dosa il quantitativo necessario per 0gni ciclo. Questo organo è stato ormai tanto perfezionato da non destare più preoccupazioni di sorta: ciò che invece ha fino a poco tempo fa costituito un'incognita era la possibilità di eliminare le ceneri derivanti dalla combustione che sì accumulavano in quantità rilevante sullo stentuffo e contro le pareti del cilindro. Non si trovò altro mezzo che quello di iniettare ad intervalli dell'aria compressa, e per rimediare alle usure venne realizzata una speciale lega metallica che resiste ottimamente, tanto che 1 consumi di metallo sono mentenuti sugli stessi valori accettati per i soliti motori a combustione interna,
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CHI
DI
ALTA
CLASSE
si
VITA ECONOMICA E FINANZIARIA * Le imposto” dirette. Hanno presentato nell'esercizio 1938-1939 un aumento di 671 milioni (nel 1937-38 aumentarono di 818 milioni) dovuto alla ricchezza mobile; il cui provento è salito da 3.788 milioni del bilancio 1937-38, a 4.178 milioni nell'esercizio 19381939. Il progressivo incremento, osserva il Consigliere Nazionale Giuseppe Cerutti nella sua relazione sul rendiconto generale dell'Amministrazione .dello Stato per l'esercizio finanziario 1938-1939», trova le sue ragioni nel crescente ritmo di attività nei diversi settori produttivi della Nazio€ nella efficace opera revisionatrice degli uffici fiscali. L'anagrafe tributaria consentirà di perseguire per i tributi diretti, un maggior beneficio per il bilancio ed una più equilibrata ripartizione del carico tributario, I complessivi proventi delle imposte dirette di. 6.625 milioni sono rappresentati per 5.529 milioni dal gettito delle imposte permanenti e per 1.096 milioni da proventi. delle imposte transitorie, fra le quali risultano 457 milioni per l'imposta _straordinaria immobiliare, 340 milioni per quella sul capitale delle società azionarie e 170 milioni per l'imposta sul capitale delle aziende non azionarie, eseluso, per queste ulti me tre entrate straordinarie, l'importo dei riscatti, che fu registrato fra le entrate diverse.
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L'industria
alberghiera
nell'Impero.
Una notevole modificazione è stata ap-
portata, nell'anno in corso, al regime dell'industria alberghiera in Africa Orientale
Italiana. L'attività svolta e i risultati conseguiti, in tal campo, dalla C.I, A. A.O, e dalla S. G. A. A. O. avevano da tempo indotto il Ministero a considerare l'opportunità di addivenire ad una limitazione della sfera d'azione finora riservata alle dette società consentendo alla iniziativa privata di affermarsi in quei centri dell’Africa Orientale dove esse non avevano potuto operare. Di conseguenza il Ministero, di intesa con le società inferessate, in attesa dell'emanazione di un formale provvedimento legislativo, ha stabilito che il privilegio d'esclu-
tribuzione
dei servizi
di cassa
a carattere
—1nazionale o a organizzazione uniforme-
mente diffusa nelle provincie rimarrà tuttavia subordinata
del al
Regno parere
dell'Ispettorato per la difesa del risparmio
che
tire la più stretta e necessaria disciplina dell'attribuzione stessa. In considerazione
lativa ai depositi delle disponibilità liquide degli Enti pubblici, alla custodia dei
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PROIETTA
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S. G. A. A, O.. vigente
pra gii pi Su ati,Cc informa îlprovvedimenDont
mneaio
viene modificato l'articolo 99 del noto R. D. L. 12 marzo 1936-XIV, n. 375. In base al nuovo articolo verrà stabilito che i Comuni, le Provincie, le Associazioni Sindacali e gli Istituti ed Aziende collaterali di tali Enti potranno valersi per i propri servizi di cassa di tutte le aziende di credito previste nell'art. 5 della legge bancaria. L'at-
regolamentazione
dei
e per l'esercizio del credito onde consen- ’ predetti servizi si ricollega Inmateria tes
siva a favore della C.I,A. A.O. e della
in tutto il territorio dell'Africa orientale italiana, venga limitato soltanto alle località ove le società stesse già operano, mentre nei rimanenti centri sarà dato libero corso alle domande dell'iniziativa privata, * Industria molitoria in Libia. Notevole sviluppo è stato dato all'industria monitoria, mettendola in grado di poter far fronte a quaSi tutto il fabbisogno di farina della Libia. Trovasi în corso di attuazione l'impianto di due grandi molini, uno a Tripoli della capacità di mille quintali giornalieri ed uno a Bengasì, che potrà dare 300 quintali al giorno di prodotto macinato. * Modificazioni —alle norme per la difesa del risparmio e per la disciplina della funzione creditizia. In armonia al voto a suo tempo espresso dalla Corporazione della previdenza € del credito una imRortante modificazione Sarà apportata alle norme per la difesa del Fisparmio e per la disciplina della funzione creditizia. La necessità infatti d'introdurre una più rispondente disciplina nell'attribuzione alle aziende di credito, da
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m vendita presso i migliori otlici
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titolie dei valori ed a varie operazioni di banca, si procederà col provvedimento in questione ad una più rlspondente disciplina di tale materia nonché a meglio regolare alcuni altri punti della legge bancaria di cui la pri tica aveva già segnalato la convenienza. * La produzione italiana di macchine per cucire. L'industria delle macchine per cucire che ha avuto inizio in Italia nell'immediato dopo guerra, occupa attualmente come informa il Supplemento Finanziario Economie
dell'e Agenzia —d'Itaila e dell'Impero », circa duemila operai. Essi dà vita ad una complessa organizzazione di vendita ed è oggi in grado di produrre circa 145 mila macchine per uso domestico all'anno, e di coprire per almeno il 90 per cento il fabbisogno interno. Negli ultimi anni sì è pure sviluppata negli stabilimenti |maggiori, e, anche, in stabilimenti specializzati per ll produzione di macchine per cucire ad uso strettamente industriale importazione di macchine per uso domestico :si aggira sulle 10.000 macchine all'anno contro le quali figurano da 3.500 a 4.000 macchine esportate. Il rifornimento in macchine di tipo industriale viene completato mediante importazione, s0prattutto dalla Germania, dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. Le importazioni che avevano raggiunto ll massimo nel 1929 con 33.301 quintali per un valore di 62 milioni 910.000 lire, nel 1938 si erano ridottea circa un trentesimo della cifra toccata dieci anni innanzi, essendo discese a 1243 quintali per un valore di 7.674.000 lire. È anche da notare
de
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delle fodere
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Soci isernia nile:
vare che la nostra in-
Quanto di meglio e di più pre- | custa aimenta ance giato offre il mercato dei tessuti è rente di esportazioni la quale nell'ultimo SiSiorali susn
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Nel 1938 le esportazioni italiane di macchine per
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XII
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XIV
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L'ILLUSTRAZIONE Anno ENNIO) CAVI CAVACCHIOLI ENRICO.
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LXVII
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N, 18
gi 5 Maggio 1940 - XVIII
Nella seduta di chiusura la Camera dei Fasci e delle Corporazioni ha rivolto al Duce Fondatore dell'Impero un’appassionata dimostrazione d’inesauribile fede. Dopo che il ministro Teruzzi ebbe illustrato il bilancio del Ministero dell'Africa Italiana, il Presidente dell'Assemblea, Dino Grandi, pronunciò parole d'incondizionata fedeltà al Capo del Fascismo. L’invocazione: Duce! Duce! risuonò allora in un impeto d'irrefrenabile entusiasmo. Qui vediamo due aspetti dell'aula: quando parla l’Eccellenzg
Teruzzi (sopra) e quando pronuncia il suo indirizzo al Duce il Presidente della Camera,
INTERMEZZO
OPINIONI AMERICANE S cate comunemente che l'opinione pubblica degli Stati Uniti sia quasi unanime
nel pareggiare per gli Alleati, E la propaganda franco-inglese non ha tralasciato nulla per diffondere e per accreditare una simile persuasione che sembra trovare il suo fondamento e la sua giustificazione in quei referendum, di cui tanto si compiace il pubblico americano. Si ricorderà che nel dicembre scorso il Federal Bureau of Investigation di Washington promosse una curiosa inchiesta fra le varie classi sociali, formulando due distinti quesiti. Il primo era redatto nei seguenti termini: « A quale dei belligeranti augurate la vittoria? ». L87 per cento delle risposte furono in favore degli Alleati. IL secondo, di gran lunga più interessante, suonava Sosì: «Quale deve essere la condotta degli Stati Uniti nell'attuale guerra europea? ». Il 5 per cento delle risposte fu per l'intervento; il 95 per cento per l'assoluta neutralità. Interprete dell'opinione americana nella sua enorme maggioranza, un pubblicista minente, il Lippmann, così riassumeva e commentava lo stato d'animo dei suoi connazionali: 1) Gli Stati Uniti sono assolutamente decisi a non ripassare l'Atlantico, a non partecipare in nessun modo ad una guerra europea come combattenti, sia in terra, sia in mare, sia nell'aria; 2) Fermo restando il proposito di non rinnovare
l'intervento militare del 1917, gli Stati Uniti sono decisamente contrari ai progressi del nazismo e del comunismo e desiderano rafforzare la resistenza che si oppone a questi due imperialismi rivoluzionari. È interessante, a questo punto, conoscere l'opinione dei. circoli finanziari, degli uomini d'affari. In un Bollettino della grande industria del 23 dicembre u, s., citato nel numero di aprile dell’Esprit International, la rivista edita dalla Fondazione Carnegle, si leggono proposizioni di questo tenore: «Lo spirito di guerra è indubbiamente più forte nel ramo esecutivo del governo che nel paese, Presso i membri del governo l'opinione che gli Stati Uniti potranno, un giorno, essere trascinati nelia guerra, è più diffusa di quanto non appaia nei discorsi e nei messaggi ufficiali, ìn tesi generale, sì ritiene che durante i primi sei mesi di guerra gli Stati Uniti non saranno travolti nel conflitto, Terminato questo periodo, le prospettive e le previsioni restano nel vago. Nelle sfere governative si è del parere che le probabilità di testare neutrali saranno ancora notevoli, Nel 1940 gli Stati Uniti non entreranno sicuramente in guerra, ma sì avvicineranno sempre più all'Inghilterra e alla Francia. Se la guerra continuerà nel 1941, le probabilità în favore della neutralità andranno diminuendo »,Queste le e vedute »del mondo degli affari Nessun dubbio, che, secondo il Bollettino della grande industria americana, esiste Un contratto fra il potere esecutivo, e l'opinione del paese, che, nonostante la «simpatia» per le grandi democrazie, intende restare decisamente neutrale, Questa opinione pubblica non è affatto disarmata, e si manifesta per mezzo di pubblicazioni imponenti, Ecco la stampa di Hearst, che denunzia apertamente le trame degli Alleati per trascinare gli Stati Uniti nel conflitto mediante ogni sorta di «patenti menVon Ribbentrop parla al diplomatici e ai rappresentanti della stampa estera rivelando 4 documenti relativi al piano anglo-francese di occupazione della Scandinavia. zogne».Ed ecco un grande autorevolissimo pubblicista, il veterano del giornalismo americano, H. L. Mencken, che batte in breccia: luoghi comuni dell’idealismo britannico. Di fronte al vantato idealismo britannico, che si sarebbe mosso e sarebbe sceso in guerra per tener fede alle promesse fatte alla Polonia di proteggerla contro propria libertà negando, in pratica, qualsiasi possibilità mercantile e industriale ai «l'arcisatanasso Hitler», gli inglesi — scrive il giornalista americano — combattono più attivi dei suoi rivali continentali ». per una unica e sola ragione e, cioè, perché non vogliono che sorga in Europa una E la grande rivista di Nuova York continuava osservando come la Gran Bretagna, Potenza rivale, che significherebbe una inevitabile sfida al loro controllo sul mondo. avendo fatto il primo balzo innanzi all'alba della rivoluzione industriale, si pose Per questo essi fecero l'altra guerra e per questo stanno facendo quella in corso. in capo di impedire ad ogni altra nazione europea di allargare la propria sfera «È una ragione logica, ma è tanto vuota di contenuto morale, come può esserlo un d'azione commerciale. Essa temette sempre che un'Europa unita potesse concepire teorema algebrico 0 il fischio di una sirena», un poco desiderabile interesse pel suo Impero d'oltremare. Dì modo che il risultato Il Mericken si riporta all'esperienza della guerra mondiale, Quando la guerra finì fu un ininterrotto conflitto fra le aspirazioni continentali e la politica britanfiica, l'Inghilterra intascò il bottino e «agli Stati Uniti restarono il mal di capo e un grosso Per mantenere l'Europa divisa, gli strateghi del Regno Unito hanno marciato e fascio di conti da pagare». Che ne guadagnarono gli Stati Uniti? IL meglio che se contromarciato dal Seicento in poi in non meno di undici guerre. Uno dei luoghi comuni della pubblicistica britannica è l’aiuto sempre nié possa pensare è 11 piadere che i cittadini americani hanno di vedere una volta allargito dalla l’anno le parate della Legione americana, Tutte le altre mete che gli Stati Uniti si Gran Bretagna alle piccole nazioni, ma la risposta è fin troppo facile: tale aiuto fu erano prefisse, entrando in guerra, sono tiitte venute meno. L'autodecisione dei po- sempre esclusivamente in funzione degli interessi imperiali. Senonché le nazioni dipoli; dopo aver fatto la sua parte in commedia, si tradusse in una serie di assurdi seredate hanno dovuto, un bel giorno, provvedere ai casi propri. « La Germania e staferelli marionetta, costituiti con minoranze oppresse. Contro ogni aspettativa, l'Italia hanno scoperto la via più semplice per camminare senza ricorrere all'oro l'Inghilterra non solo raggranellò alcuni milioni di quadrati di nuovi ter- britannico. Esse hanno imparato a tener testa alla potenza britannica col lavoro, con ritori ed una quasi incalcolabile messe di bottino chilometri la produzione autonoma. Se l'economia autarchica fosse limitata alla Germania e di ogni specie, ma si assicurò, o meglio, credette di assicurarsi, l'egemonia sul mondo. legge internazionale, dopo all'Italia, il risultato potrebbe anche non essere disastroso per l'Inghilterra, ma Musla guerra, si può dire che sia stata ben poco differenteLa dalle sentenze di un tri- solini e Hitler stanno invadendo i mercati del mondo sulla base degli scambi in bunale delle prede inglese. Nessun'altra natura. Londra non può più controllare i mercati e non può, quindi, poté accampare diritti che l'In controllare la Qhilterra si ritenesse obbligata di rispettare.nazione Dominò e agì sul mare e poté tenere politica delle nazioni inferiori ». saldamente stretti nelle sue grinfie i continenti, spadroneggiando in Europa, La sicurezza britannica è tutta nella flotta. «L'Inghilterra non può in Africa, in più di mezza Asia, a nord come a sud delle due Americhe. niente di più con la sua flotta, mentre se perde la sua flotta, perde tutto,guadagnare Di modo Il Mencken dichiara di essere l'ultimo uomo della terra a voler mettere in dubbio che il suo problema è quello di mantenere la flotta intatta nelle sue basi, per imil diritto dell'Inghilterra di fare tutto il possibile per conservare ed accrescere il suo pedire alle altre flotte di invadere territorio britannico, La politica estera britangrande Impero, Ma trova che gli Stati Uniti non hanno alcuna ragione di accon- nica si barcamenò alla meno peggioil finché goderono credito la Lega delle Nazioni ciarsi a fare da tirapiedi ad un altro Paese, che è stato il loro «tradizionale e la sicurezza collettiva, tenendo in scacco Germania ed Italia. Ma quando quella memico » e che solo per ragioni transitorie e interessate, sempre con arrogante aria di pro- bolla di sapone fu punta, e la puntura venne con la crisi etiopica del 1935, quando tezione, ora fa l’amico, Mussolini rifiutò di lasciarsi intimidire dalla minaccia del blocco britannico Si dice che l'Inghilterra è una grande nazione a guardia della civiltà. Fole. L'In- sanzioni, il Governo britannico dovette riconoscere di aver fatto del millantatoe delle creghilterra è un paese come tutti gli altri, né migliore Il suo unico e dito. Il blocco delle coste italiane avrebbe semplicemente determinato il disastro solo scopo è quello di far prosperare i suoi interessi: nonné nepeggiore. e dai sottomarini..italiani». dall'aria Se Hitler se la caverà dalla presente «crociata morale», l'Inghilterra verràha a altri, Così la grande rivista americana scriveva nel dicembre del '38, E lanciando patti con lui al il più presto «e con grande gioia, a spese della Francia ed anche degli Uniti », suo scandaglio nell’avvenire, riconosceva che grandi nubi si addensavano sull’oriz Perché mai, si domanda il Mencken, gli americani dovrebbero accusare Stati e minacciare zonte della potenza imperiale britannica, «La verità è che l'Inghilterra non ha più i tedeschi perché questi non vogliono lasciarsi ingabbiare la scelta fra il bene e il male. Essa è oramai condannata a scegliere il meglio fra e rovinare dagli intrighi e dalle subornazioni britanniche? O perché mai far la voce grossa il peggio, nella speranza di strappare almeno un po’ di castagne imperiali incenerite contro gli italiani, perché questi si ribellano all'ideadovrebbero di dover vivere in un lago da un dilagante incendio mondiale». E valutando tutte le circostanze sfavorevoli, britannico, sotto la minaccia dei cannoni britannici? Conclusione: « Ammirare una levatesi oggi nel mondo contro alla troppo a lungo-tollerata strapotenza britannica, così grande e fortunata nazione è una cosa, ragionevolissima se volete. Ma consi- la rivista d’oltre Atlantico non mancava di indicare quale avrebbe dévuto essere il dierare come oro di coppella le sue ipocrisie, pagarle i conti e lustrarle comportamento degli Stati Uniti al momento della crisi, che presentiva non lontana. le scarpe, è «Quando indubbiamente tutta un’altra cosa ancora». sia spuntato il del calvario dell'Inghilterra, questa deve ben sapere E il Mencken non è il solo, Nelle sue corrosive considerazioni egli era stato pre- che non troverà gli Stati giorno Uniti in una disposizione di spirito inclinata a combattere ceduto, alla fine del 1958, da una grande rivista di Nuova York, dalla per la cosiddetta libertà dei mari. È vero che le Colonie britanniche e olandesi rivista Fortune, posche rispecchia, notoriamente, le opinioni dell'alta finanza, dei banchieri seggono gomma, tungsteno, stagno e cromo da vendere e che gli Stati Uniti hanno di Wall Street. In un articolo dal titolo suggestivo: L'Europa Gran Bretagna, la rivista bisogno di queste materie prime. Ma la chimica ha trovato degli eccellenti surrogati osservava, a guisa di pregiudiziale: «Se l'Europa fossedella semplicemente un continente, per il caucciù e per lo stagno. Sicché le vie del mare non sono, per gli Stati Uniti, un modus vivendi di armonia e di pace fra i suoi popoli sarebbe stato certamente così importanti, ad eccezione delle linee che li uniseono alle materie prime del Sud trovato molto, ma molto, tempo fa. Ma l'Europa, include anche l’isola America. Gli Stati Uniti hanno la loro logica diplomatica e questa non è necessainglese. E gli inglesi hanno da molto tempo assunto purtroppo, cospetto dell'Europa la po- riumente ingranata in quella dell'Impero britannico», sizione del cane da guardia, posizione dignitosamenteal definita C'è quanto basta per accorgersi che anche in America le cose non sono così semnei libri di storia come politica della bilancia dei poteri. Per suo mezzo
l'Inghilterra ha mantenuto
la
plici come la stampa anglo-francese
vorrebbe far credere,
SPECTATOR
i uwuyuIuuuwuwuwuwuwuwurrrLE-..rr___.. i _.i
muti
ENITTORIA TEDESCA IN NORVEGIA 1cevamo, nell'ultima di queste nostre cronache, che fra le truppe germaniche D
irradiantisi
attorno
alle basi già saldamente
occupate
nella Norvegia
meri-
dionale e centrale, e quelle franco-inglesi sbarcate in taluni punti della costa occidentale norvegese, tra il 61° parallelo ed il 64°,30° di latitudine nord, si
sarebbe delineata
una vera gara di velocità e di audacia,
Le truppe
alleate, ci
A
avrebbero cercato di scendere dalla loro base di Namsos verso Trondhjem, dall'altra base di Andalsnes di risalire la ferrovia verso Oslo e sbarrare il passo alle unità avversarie, avanzanti verso nord-est: attorno a Trondhjem, di cui gli Alleati si proponevano di fare la loro principale base strategica e logistica sul suolo norvegese, si sarebbe dovuto stringere un anello di forze francesi, inglesi e norvegesi, così da isolare l'occupazione germanica e da acquistare sempre maggiore libertà di manovra. Il Comando tedesco, invece, avrebbe lanciato le sue colonne lungo le grandi strade di comunicazione che da Oslo partono verso il nord — quella che segue la valle del Vormen o Gudbransdal, e l’altra che fiancheggia il corso del Glommen, od Osterdal — per cercare di raggiungere
la depressione
di Trondhjiem,
prima
la quale blocca la ferrovia e la strada da Namsos a Trondhijem, attraverso Grong, Né
sembra che gli Alleati siano più riusciti a riprendere, in questo settore, l'iniziativa. Da Andalsnes, invece, le truppe franco-inglesi si erano portate a Dombis, importante nodo ferroviario, dove il tronco ferroviario proveniente dal fiordo di Romsdal s'innesta nella grande arteria Oslo-Trondhjem, ed avevano quindi proseguito verso sud-est, in direzione di Lillehammer: nei pressi di questa località, appunto, avvenne il secondo urto con i Germanici, i quali ebbero, anche questa volta, il sopravvento: la diga, che Franco-Inglesi e Norvegesi tentavano opporre, nel Gudbransdal, all’avanzata tedesca verso nord, veniva travolta a Lillehammer e ad Amot, e le truppe alleate erano costrette a ripiegare su Dombiis, In definitiva, quindi, invece di accerchiare Trondhjem e di raggiungere così l'obbiettivo principale della loro azione, le forze anglo-francesi venivano a trovarsi arrestate, a nord, ad un centinaio di chilometri circa dalla città, ed a sud ad una sessantina di chilometri da essa, con i fianchi scoperti tanto sulla destra, quanto sulla sinistra; in una posizione, quindi, piuttosto precaria. Unico, reale successo degli Alleati in questa zona, l'occupazione dell'altro, importante nodo ferroviario di Stòren, dove si uniscono le due ferrovie che da Oslo, per il Gudbransda] e l'Osterdal, conducono a Trondhejm.
Il Comando tedesco, intanto, faceva accelerare al massimo i tempi di marcia alle colonne motorizzate e corazzate che da Oslo procedevano nelle varie direzioni: nordovest, nord e nord-est, Nella prima direzione, si trattava di collegarsi con il contingente sbarcato a Bergen; scopo molto arduo a/taggiungersi, data la zona montagnosa ed impervia ch'è interposta fra le due maggiori città della Norvegia meridionale. A tale scopo, il Comando tedesco faceva partire due colonne, l'una da Bergen, l'altra da Oslo, che sì sarebbero dovute incontrare, press'a poco, a mezza strada. La prima, però, ha incontrato una tenace resistenza di volontari norvegesi nei pressi di Voss, ed ha dovuto sostenere vivaci combattimenti che ne hanno rallentata la marcia; la seconda colonna, invece, ha dovuto lottare contro le difficoltà del terreno e del clima e superare, anche, ostruzioni e distruzioni operate dall’avversario, nella zona di Gulsvik. Non è prevedibile, pertanto, quando potrà avvenire il materiale congiungimento di queste due colonne, le quali, tuttavia, si trovano ormai a non più di un centinaio e mezzo di chilometri l'una dall’altra. Nel Gudbransdal le truppe tedesche,
dopo che in quel di Lillehammer e di Amot, si sono urtate, fra Kvam ed Otta, fortissima
resistenza
degli
anglo-norvegesi, i quali avevano fatto massa in un tratto ove la valle si rin-
serra, fino a diventare una gola pro-
fonda e selvaggia; sui margini di essa e nel “fondo gli Inglesi avevano di-
sposto numerose artiglierie e mitraglia-
trici. con le quali sono riusciti a trattenere per qualche tempo l'avversario. Nel superbo- scenario di montagne, di boschi e di rupi, si è svolto un duello
grandioso, ma nonostante che gli Alleati avessero lottato, in questo settore, con tutto l’accanimento possibi-
le, per evitare che le truppe tedesche sboccassero nella zona circostante a Dombiis, che rappresenta la posizionechiave di tutta la situazione strategica
franco-inglese in Norvegia, hanno dovuto, alla fine, cedere, e si annunzia, ora, che le teste di colonna germaniche sono già comparse davanti a Dombîs; la stazione e la città, anzi, sarebbero state già occupate dai Tedeschi. Nell'altra vallata — l'Osterdal — si sono verificati avvenimenti ancor più
eccezionali. Bruciando, infatti, le tappe lungo il fondo incassato ed angusto del Giommen, e coprendo, nella sola giornata del 25 aprile, oltre un centinaio di chilometri,
Il generale Falkenhorst, comandante delle Armate tedesche in Norvegia.
2)
che ‘gli avversari
potessero pronunciare la loro minaccia sull'importante centro marittimo e ricevere sufficienti rinforzi dal mare. Ebbene, — diciamelo subito — in questa gara di velocità gli Alleati sono stati nettamente battuti dalla pronta, abile, rapidissima controazione germanica, efficacissimamente coadiuvata all'aviazione. Mentre questa faceva oggetto di continui, nudriti bombardamenti le basi di sbarco ‘alleate, e specialmente quella di Namsos, distruggendone o sconvolgendone le opere portuali, affondando o danneggiando navi da guerra e da trasporto, il presidio di Trondhjem si disponeva alla parata sulle forti posizioni di Stenkjàr-Levanger, a nord-est della città; una scontro svoltosi su queste alture con forze franco-inglesi e con elementi norvegesi si chiudeva in netto svantaggio per gli Alleati, che erano costretti a ripiegare lasciando in mano dei Tedeschi l'importante località di Stenkiît
in un'altra
2 \Sumndsisira
una forte colonna
motoriz-
zata e corazzata tedesca si è spinta, inattesamente, fino a Réros, a poche
diecine di chilometri da Stòren. A Réros era predisposta una resistenza avversaria, tanto che, in un primo tempo, i Tedeschi dovettero rinunziare all'occupazione materiale della città; successivamente però, ne sono venuti in possesso rapidamente proseguendo verso nord-ovest, ripartiti in due colonne; una cioè, che per Alvdal marcia in direzione di Hierkinn, sulla ferrovia per Dombis, ed un'altra che per Tyvol, lungo l’aspra valle del Gulda, sta per collegarsi o già si è collegata con gli avamposti tedeschi della zona di Trondhejm. Una nuova minaccia, poi, è stata pronunciata contro le posizioni alleate il giorno 27, in questo settore da una direzione insospettata. Dalla località di Tynset, sita nello stesso Osterdal, a sud di Réros, parte una strada secondaria, che, scavalcando il passo di Kvikne, ad oltre mille metri, giunge ad Ulsberg, sulla ferrovia per Trondhjem, congiungendo così le due grandi vallate e le arterie stradali che le percorrono. Ebbene, proprio per questa strada il Comando tedesco ha avviato una colonna motorizzata, col compito di raggiungere rapidamente il passo, scavalcarlo e piombare su Ulsberg, tagliando le comunicazioni tra Dombîs e Stéren: una mossa audacissima, quando si pensi all'angustia di quella strada. appena sufficiente, pare, per il passag= gio di un carro, ed all’altitudine del passo. Era stato annunciato, in un primo momento, che questa colonna fosse stata arrestata da una forte resistenza nella zona di Kvikne, ma la sera del 30 aprile il Comando tedesco ha ufficialmente comunicato che le truppe partite da Tynset si sono congiunte, probabilmente nella zona di Ulsberg, a sud-ovest di Stéren, con quelle avanzanti da Trondhjem. In tal modo, si è effettuato il materiale collegamento tra Oslo e Trondhjem. Pressoché contemporaneamente, si è appreso anche che le truppe tedesche, provenienti dall'Osterdal, avevano raggiunto, sul mezzogiorno del 30, il nodo ferroviario di Dombiis. Con questi avvenimenti, la situazione delle forze alleate viene a trovarsi considerevolmente aggravata, In sostanza,
tre grosse
colonne
germaniche
stanno
per
attestarsi,
ed in parte sono
già attestate, nella zona tenuta dalle truppe alleate, della quale, come abbiamo detto, Dombiis rappresenta la posizione più importante, poiché essa è come la poi d'ingresso del fiordo di Romsdal, ove le truppe franco-inglesi hanno la loro base pri cipale di sbarco. Attorno a Dombiis, quindi, come a Stéren, le truppe franco-britanniche stanno compiendo, febbrilmente, ingenti lavori difensivi. Il luogo, a quanto si dice, è particolarmente adatto per una salda difesa, perché circondato da montagne di rilevante altezza, che gli Inglesi stanno coronando di artiglierie, Con ogni probabilità, è qui, tra Dombis e Stéren, che si combatterà, nei prossimi giorni, una grossa battaglia. I Franco-Inglesi occupano, ora, due zone di forma triangolare; quella nord ha per vertici Stenkjar, Namsos e Grong; quella sud, invece, ha i suoi vertici a Dombis, Romsdal e Stéren. Entrambi questi triangoli hanno la loro base appoggiata al mare, donde giungono rifornimenti e rinforzi. L'afflusso di questi ultimi sembra che in questi giorni sia stato’ molto intensificato. Le basi di sbarco più importanti sono sempre Namsos ed il fiordo di Romsdal, ma nell'ansia di opporre una difesa il più possibilmente nudrita al concentramento delle forze germaniche, le navi britanniche stanno sbarcando, continuamente, uomini ed armi in molti altri punti della costa: nel Nordmore; nel fiordo di Storfi, nel Nordfiord, nel Semfiord, nel fiordo di Sogne. Qualche corrispondente di guerra ha affermato che durante la scorsa settimana sarebbero sbarcati in Norvegia non meno di altri 30.000 soldati inglesi e francesi, i quali sarebbero, pur sempre, quantitativamente,
e fors'anche qualitativamente, inferiori agli avversari L'aviazione tedesca è sempre in azione, e vigorosamente cerca di impedire od ostacolare sbarchi e movimenti avversari; benthé gli Alleati abbiano predisposto nelle loro basi principali di sbarco una difesa antiaerea sempre più efficiente, tuttavia gli aeroplani tedeschi seguitano a martellare senza posa i punti nevralgici della sistemazione anglo-francese: Namsos, Andalnes, Molde non sono più che mucchi di fumanti rovine. Ingenti poi debbono essere, anche, le perdite di materiali subite dagli Alleati, nonché gli effetti morali degli implacabili bombardamenti sullo spirito delle truppe. E si può esser certi che l'aviazione, nella sua multiforme attività — bombardamento, ricognizione, caccia — rappresenterà una parte di primissimo ordine anche nella battaglia che si prepara attorno a Trondhjem. È questo, anzi, uno dei quesiti più formidabili che si presentano al Comando britannico: come poter bilanciare la strapotente forza aerea dell'avversario, quando non solo il numero delle macchine presenti sul suolo norvegese è di gran lunga inferiore a quello delle macchine avversarie, ma mancano, per dippiù, agli Alleati, basi aeree convenienti, tanto che recentemente si lesse nei giornali che gli aeroplani britannici avevano dovuto far diventare Il dramma
campo d’aviazione un lago gelato. norvegese sta diventando ogni giorno
più
incalzante
e serrato
e
si
avvicina, con ogni probabilità, alla sua fase culminante. Quella che si combatterà nei prossimi gicrni non sarà più la piccola battaglia per il possesso di una base, per quanto importante, come Trondhjem, ma sarà, invece, la vera, grande battaglia di Norvegia, la quale dovrà dirci se gli Alleati abbiano la possibilità di permanere e di affermarsi sul territorio norvegese, oppure se, con l’avventurarsi a sbarcare sulle coste scandinave, essi non abbiano commesso un errore che potrebbe esser loro
sno
AMEDEO TOSTI
ento di fante
ppe di montagna tedesche pronte per l’attacco contro una posizione norvegese nella ester. - Sotto, nell'ordine: sul campo di aviazione di Oslo in attesa di spiccare il Apparecchio di segnalazione acustica catturato e rimesso in efficienza dai tedeschi nel Rordo di Oslo. - A destra: pattuglia germanica d'avanguardia in marcia presso Voss.
in Norvegia non ha Di pito con precisione È assolutaÈ portati di tiro i tras; ess prodotti nel fiordo di A stlere. Si vedono navi danneggiate. - Sotto: artiglieri tedeschi ©
ha
ché l'aviazione germanica ha colgli effetti disastrosi ipatocopraanchevediamo le grosse artiglierie cocannone norvegese nel fiordo
Mentre nella zona di Bergen le truppe tedesche rastrellavano il territorio di Voss, l'aone germanica rin. va attacchi aerei nemici. Qui sopra vediamo il porto di Bergen dopo un combatti mento aereo nel quale gli apparecchi inglesi sono stati colpiti 0 re Sotto: mentre cati ‘ufficiali parlano di amenti e di zone minate i trasporti tedeschi continuano a giungere in Norvegia portando nuovi contingenti di truppe. Ecco qui reparti germanici che sbarcano nel porto di Oslo.
La lotta impegnata gia, obbliga i un frequente i Nella foto qui diamo dei trasporti ingl viaggio verso la scortati da navi da guerra Sono quei trasporti che hanno poi dovuto subire gli attacchi dell'aviazione germanica. - A destra: dall'alto: truppe fran cesi in partenza per la Norvegia. Poiché la navigazione non è troppo sicura a causa dei sottomarini e degli aeroplani tedeschi, ogni uomo è munito di salvagente. - Siamo in un porto inglese al momento in cui truppe britanniche stanno per imbarcarsi dirette in Norvegia. Ad augurare loro buon viaggio si è recato il signor Antonio Eden il quale, si dice, non goda fama di porta fortuna, - Qui sotto: continuano con metodica precisione gli sbarchi tedeschi nel porto di Trondhjem. Si vedono sul mmolo artiglierie antiaeree appena sbarcate.
IL RE IMPERATORE A MILANO
sequiato da S. E. i rim
lergan
€
Milano sabauda e fascista, ha avuto | arda per visitare la Fiera Campionaria osiano in Duomo e ha visitato alcu ti della giornata milanese del Re Marziali e dal sen, Puricelli, 'nte lestra, sopra e sotto: il Re Imperatore osl Duomo. - Il Sovrano con il Conte di Toriti per il centenario ambrosiano.
IL sovrano CONSACRA L'INIZIO DELLA PRIMAVERA FIORENTINA Firenze ha avuto domenica l'alto onore di ospitare la Maestà del Re Imperatore che ha consacrato con la sua augustea presenza l'inizio delle manifestazioni del «Maggio ».La solenne cerimonia si è tenuta a Palazzo Strozzi, restaurato restituito a funzione storica per volere del Duce, nel quale è stata allestita la Mostra del Cinquecento toscano, Qui, dinnanzi al Sovrano, ai Duchi di Spoleto, al ministro Bottai, rappresentante dei Duce, al dott. Mezzasoma Vice Segretario del Partito, alle maggiori autorità ecclesiastiche, civili e militari e ad un pubblico elettissimo convenuto da ogni parte d’Italia, l'accademico Ugo Ojetti ha pronunziato il discorso inaugurale. Quindi il Re Imperatore ha visitato la Mostra, soffermandosi ad ammirare i capolavori esposti ed esprimendo alla fine il suo augusto compiacimento agli organizzatori. Più tardi in piazza della Signoria, gremita di popolo, si è svolta una vibrante dimostrazione: al Sovrano, affacciato al balcone di Palazzo Vecchio, una folla enorme ha inneggiato a lungo e ha manifestato la sua ardente devazione alla Monarchia e la sua incrolla» bile fede nelle fortune della Patria.
stata in bronzo di una travi
nella vita marinara e rendono aderente alla verità il concetto che in passato si aveva di questi enormi Così quanto di irreale e di ideale la fantasia era galleggianti. andata costruendo sopra le immagini loro vedute attraverso trasparente profondità del lago, è caduto, e al giudizio esse laappaiono ora Più chiare e più nette. Non si può dire ancora risolto il dubbio galleggianti fossero mezzi di diporto all'imperatore se o questi mobili platee con templi ed edicole per cerimonie in onore di quella dea, che diede il nome al lago, ai boschi vicini, all'Artemisio; ma ne abbiamo imparato a conoscere le strutture di ogni loro parte vediamo la tecnica sapiente e l’impiego erazionale. biamo saputo così l'ufficio vero delle famose teste di lupoAb-e di leone, i luoghi dove furono collocate le callotte cilindriche con teste di leone, dove e come erano le mani apotropaiche. Ci manca moltissimo, che èdisposte impossibile nare; ma di ciò che avevamo o abbiamo recuperatoimmagiquasi nulla più ci resta incerto od oscuro. Nella testata dell'apposticcio, a poppa, era una gradinata di accesso a un piano superiore a quello ‘piccola di coperta: ai capi sporgenti di un sistema di travi, da cui sorgeva questa gradinata erano collocate le famose teste di lupo e maschere di leone, che un tempo si pensò decorassero le estremità dei bagli lungo i parabordi: sono teste di fiere dall'espressione rabbiosa e aggressiva messe, dunque, ad e quasi a difesa dell'entrata, e, anche perché visibiliornamento da vicino, furono rese con affinato magistero d'arte. Vanno segnalate per pregi realistici le superbe teste di lupo che superano in bellezza tutti gli altri bronzi di Nemi. Meno felici forse di modellato e meno riuscite di effetto artistico sono le maschere di lecne su cassetta cubica, che la mostruosa deformità rende anche ripugnanti. Presso la prima nave si rinvenne un asse di timone, privo delle pinne, che erano le sue parti più fragili, e alla’ estree mità superiore di esso si trovò che una di quelle due ghiere cilindriche di bronzo conapparteneva maschere di leone, le N°” Nate di Roma di quest'anno si è fatta l’inauguraquali erano sembrate invece pertinenti a colonne di ormeggio. zione del Museo delle Navi Romane di Nemi. Queste maschere non hanno come le precedenti Non si può ammirare il prodigio dell'impresa comdi belve avventate, ma quella di una fierezza e ltdi espressione piuta senza che il pensiero torni riconoscente ai contenute in austerità composta, resa anche dalla una forza precursori, che la tentarono senza fortuna: e cioè a ordinata pelliccia. Leon Battista Alberti, che incaricato dell’opera dal Cardinale Prospero Non si è potuto determinare în qual punto della Colonna, provò a divellere dalla presa del fondo nave fosse la prima Îl baglio, a cui appartenne la testa famosa di nave con un sistema di galleggianti; a Francesco Medusa e in De Marchi, quale altro fosse collocata la. bolognese, il quale nel 1535 foggiò allo scopo un balaustra con ermette congegno a teste di Sileno, di Menade deliziosa e di Satiro, I bronzi originali sul tipo degli scafandri; ad Annesio Fusconi, che scese fino delle maschere e delle teste ferine, alle navi entro un suo speciale apparecchio, Nessuno dei custoditi assai decorosa» tre, Mente, nelle grandissime urne, che furono indotti ai difficili tentativi da proprio riprodotti în gesso @ col o altrui locati al loro posto sulle navi: sono desiderio di ricuperare i preziosi monumenti, riuscì pare che così l'opera d’arte, a ma; in funzione del suo originale ufficio gior risultato che strappare tratti di fasciame o come modello, si offra, bagli o tubi dentro la custodia, nel vero, a più di piombo, completo, positivo godimento. Se vedessimo infatti anchevivola Medusa Ma trasse ben sette bronzi artistici (la Medusa, teste di sul dritto di prua luo in cima a un baglio di punta, sentiremmo forse più po e maschere di leone) e molto altro materiale vario Eliseo acuta la penetrazione dello sguardo teso, e immagineremmo Borghi, quando nel 1895 con un semplice palombaro Meglio si mise il fluido che dovrebbe espandersi da quella maschera all'opera col solo scopo di estrarre oggetti d'arte, Arrestato turgida e congestiona ta. Questa celebre Medusa di Nemi rapdal Ministero dell'Istruzione nella rovinosa ricerca, si presero presenta l'ultimo tipo della evoluzione schematica della ma. A studiare con metodo scientifico i modi è i mezzi di solle- schera gorgonica classica. più remoto, infatti, che vare o mettere a secco le due navi naufragate. Vittorio MalAppartiene all'arcaismo grecoDall'orrido VII e VI secolo av. Cr. e si fatti, allora colonnello del Genio navale, compilò il progetto confonde nel mondo dei follettidel profilattici dello svasamento del lago per un cunicolo da costruire egizio, attraverso fasi intermedie del V e del genere del Bes dal lago di Nemi a quello di Albano, Nel progetto fu poi Viene alla forma avvenente e dolcemente del IV secolo, perammesso il ripristino e l’uso dell'emissario romano. Più che trenpatetica, con pre: Qilezione imitata nell'arte romana, are' di. Neri fanni dopo doveva intervenire il Duce del Fascismo e Capo dall’ovale allungato si è tornati alla Nell'esempl maschera tonda e a una del Governo per decidere l'esecuzione dell'impresa, alla quaespressione meno amabile; si accenna cioè le collaborarono, ognuno per la sua parte di competenza, il stituirle parte della tendenza a re. sua natura e del suolieveaspetto non at Ministero della Educazione Nazionale e quelli dei Lavcri Pubtraente. blici e della Marina. È doveroso con questi ricordare î prinNon conoscia la collocazione, che aveva sulle cipali gruppi industriali (Società Anonima Riva di Milano e navi la balaustramo conneppure dritti crmette bifronti: ma considerato per essa l'Ing. Guido Ucelli, Consigliere Delegato, e la SoÎl suo generico carattere ed aufficio, tutta la importanza si rac. cietà Elettricità e Gas di Roma), i quali offersero materiali coglie nel valore delle piccole teste di Sileno, di Mo. ed energia; e va reso omaggio in particolar modo all'Ing. nade e di Satiro, artistico le quali sono repliche di esemplari greci Ucelli che, oltre al contributo larghissimo di mezzi d'opera, dei Migliori periodi, ridotte nella finezza e nelle proporzioni alla diede quello d’una incomparabile fede e passione. preziosità delle gemme. Il Sileno, e alcune note sh, Le due gigantesche navi, trasportate con grandi difficoltà cora conservate della sua originarianonostant natura selvaggia. ha nell'edificio del Museo, sono ora adagiate nelle due adeguate sunto l'aspetto realistico e umano e ripete la testa del gruppo cavee, che l'Arch, Ballio ha costruito a gradinate concenfamoso attribuito a Lisippo, ‘egli regge în braccio triche sotto gli archi ogivi delle grandi volte: le maggiori Îl piccolo Dioniso. Anche il nel quale e la Menade vanno attrezzature delle ancore e dei timoni, i minuti residui delle a originali del quarto secolo Satiro av. Cr., entrati nel repertorioriferiti del. attrezzature minori di bordo e la suppellettile archeologica l'arte decorativa specialmente per gli edifici sacri nel Lazio, con essi recuperata rivelano usi e costumi mantenuti ancora Accanto all'incavo per la manovra del timone della secon-
Sopra: nel Natale di Roma il Duce, accompagnato dal ministro da numerose autorità e gerarchie, inaugura il Museo delle Navi dell'Educazione Nazio nale Bott ai e di Nemi impresa che Egli stesso ha voluto a - Sotto: la fadi una gu di ferro r à legno, col ceppo mobile; è corrispondente al tipo gliato» che venne brevettato in Inghilterra nel 185 (Foto Bernardi)
Sopra: serramento originale (a destra) ‘e ricostruzions; soprastruttura della prima nave. - Sotto: rubinetto di bronzo
A dia
Vi
Ermetta bifront
DS E | ‘on teste di SilenoeSatiro della seconda nave (da Guido Ucelli: «Le navi di Nemi», R. Istituto di Archeologia e Storia dell'Arte, Roma),
Decorazione della Sala della Bologna.
Ghiera del timone destro della prima nave.
da navi, sulla testata a poppa dell'apposticcio, ritrovò capolavori, che raccolgono allo studio della ci- © zato per tutta la grande opera, E quel che più merailsuopréciso posto il baglio sulla cuiestremità è fissa vigare: viltà antica e specialmente romana, la materia di un viglia è che ci si accorge che non era empirismo, era con chiodo una delle tre belle mani colossali aperte capitolo nuovo sull'architettura navale e serrano qualvera scienza. E lo si è ignorato fino adesso. Non erano e distese sul: piano di cassette a sezione rettangolare. che segreto, anc'oggi impenetrabile nella lavorazione dei arti liberali queste dei costruttori, non avevano né fa Dovevano essere almeno quattro, se ne era i metalli. ma né notorietà, non hanno interessato né poeti né una sola delle due navi o se erano collocate soltanto Resteranno purtroppo nel mistero per sempre le forletterati, non sono sopravvissute, né potevano soprav= @ poppa în tutte e due, come nella maggiore. Non me, le proporzioni, l'uso delle costruzioni elevate sulle vivere, ed è stata una grande fortuna che il fango e le hanno precedenti schematici: nella nobile austerità piattaforme, Ne sono documento i materiali di acque del lago a Nemi ci abbiano conservato intatta del modellato, nella riposata posizione, nella semplice grandi cotto, di marmo, di metallo; i frammenti delle decoraquesta rara documentazione che ora ci ripresenta, sotto nudità presentano un-rigore stilistico arcaico, che, no- zioni per pareti e per pavimenti, i resti di imprevisti aspetti, una ingegneria romana, Una ingenostante abbiano il medesimo valore aprotopaico di sportellimusive e finestre, suppellettili varie anche artistiche. gmeria che già si avvale di conoscenze del campo fisico allontanare il malocchio, le distingue notevolmente” Una statuetta di bronzo alta circa un metro, che si che credevamo soltanto realizzata ai giorni nostri, di dall'unico esemplîre di confronto che è una minore credette di sacerdotessa di Diana e si suppose anche una ingegneria che nel campo delle leghe metalliche mano proveniente dal Tevere ornata da un'armilla a potesse rappresentare idealizzata, la giovane sorella di e della lavorazione di officina ha raggiunto stadi di perserpente con ‘testa alzata; e le distanzia nettamente Drusilla, come sacerdotessa della dea, pare fezione che ritenevamo soltanto conquistate dalla tecdalle altre timerose e tarde più piccole mani cariche Caligola, fosse rinvenuta sulla prima nave nelle ricerche del nica più moderna. di amuleti rispondenti ad altrettante forme di pregiudi 1895 ed -esulasse nascostamente a Londra. È una deliA bordo della nave o sul fondo del lago sì sono troSe ora nel Museo di Nemi si osservano bene le due ziosa e fine figura di donna in lunghe vesti volta col vati i più disparati oggetti ed ognuno ha rivelato un carcasse e oltre ai bronzi collocati în calco al loro corpo un po' verso destra è con le mani protese verso assolutamente ignoto delle arti costruttive, del sto, si immaginano con l'iuto dei disegni ricostruttivi qualcuno o qualche cosa. Sia o non sia la supposta sa- aspetto mondo meccanico romano. E se le tubazioni di piombo, e integrativi, completati i parabordi e le murate, cerdotessa, la sua presenza dimostrerebbe che sulle nala pompa a stantuffo, la noria, i grandi rubinetti torcollocato e completato il dritto di prua, rimessi il vi sacre (come è più probabile) o profane, esistevano niti con aggiustaggio perfetto; potevano ancora rienmone e le àncore erifatte le coperte e gli apposticci sul- anche opere mobili di arte pura, e lascerebbe supporre trare nell'ordine delle eccezionali sistemazioni idraulila guida degli elementi positivi che si conoscono, le due che, prima del naufragio, ne siano stati asportati gli che già intraviste nei ruderi delle grandi terme, nesgigantesche platee galleggianti si potrebbero godere in oggetti di maggior pregio. c suno certo s'aspettava di trovare a Nemi i cuscinetti tutte le loro strutture essenziali e indispensabili a naa sfere e i cuscinetti a rulli per appoggio di basi porGIUSEPPE MORETTI
L'IMPRESA DI NEMI NELLA STORIA DELLA TECNICA E DELLE SCIENZE NAVALI Dî
tredici anni di lavori, di studi, di ricerche,
l'impresa di Nemi si conclude. Si conclude coll'apertura del Museo-delle navi, colla sistemazione del ricco e complesso materiale di vario genere rinvenuto a bordo e nelle ricerche sul fondo del lago, si conclude — e ciò è più importante — colla pubblicazione di un volume che il Reale Istituto di Archeologia e Storia dell'Art: ha edito presso la Libreria Generale dello Stato. Autore di questa opera su «Le Navi di Nemi» è l'ingegner Guido Ucelli, uomo della tecnica e dell'industria, capo di grandi aziende di costruzioni, meccaniche ma anche spirito nobile ed aperto ad ogni forma di bellezza e di scienza
che s'è appassionafo a quest'impresa, l'ha patrocinata e sorretta colla sua fede, il suo entusiasmo, il suo generoso intervento e se ne fa ora il narratore attento e preciso. È stato un po' il capo ideale di tutti noi che lì abbiamo lavorato e già tacitamente, nei cuori nostri, egli era designato ad essere il nostro portabandiera simbolico, L'opera è coronata: Il volume di studi tecnici, che l'Istituto di Archeologia pubblica, definisce subito il carattere dell’impresa: opera archeologica, che ha rivelato preziosi ed inattesi documenti per la storia della tecnica e per la | Storia delle scienze navali; e che quindi gli archeologi hanno fatto studiare ai singoli competenti, Aspetti della
civiltà romana non meno nobili di quelli artistici ma
Sinora quasi totalmente ignorati mentre meritano, come
S'è visto e si vede, ben più ampia e diffusa conoscenza @ valorizzazione. Legittima materia d'orgoglio, ché lì ritroviamo le fonti di nobili tradizioni sulle arti tecniche, sulle. scienze sperimentali, inconsciamente tramandate
nei secoli
ed ancora
sopravviventi
nella
stirpe. Si conclude l'impresa coll'apertura a Nemi del Museo, colla prima pubblicazione sul materiale trovato, nel giorno sacro al natale di Roma, mentre sta per celebrarsi in tutta’ Italia quella giornata della tecnica che il Duce ha voluto perché il Paese avvicinasse e meglio comprendesse i grandi problemi. tecnico-scientifici che improntano la nostra civiltà. Nel sacro nome di Roma l'impresa di Nemi offre i termini primi, gli ineunabuli della tecnica, le testimonianze delle gloriose origini alle prossime celetrazioni,
L'impresa è malamente nota in Italia. Annunziata come una grande opera di ricerca archeologica, lì dove in precedenza s’eran trovate notevoli opere d'arte, bronzi di squisita fattura, suppellettile ricca e rara, era stata considerata un po’ dall'opinione pubblica alla stregua delle altre nostre grandi imprese archeologiche, come quella di Pompei e come.quella di Ercolano e quindi il pubblico s'aspettava il ritrovamento di grandi tesori artistici che era logico immaginarsi su' navi costruite appositamente per il servizio di un imperatore fastoso. Ma il rinvenimento di pregevoli
oggetti d’arte di quanto avrebbe arricchito o modificato il nostro già cospicuo patrimonio artistico? Di quali ingenti valori si sarebbero accresciute le nostre già ricche raccolte? Quanto avrebbero giovato a_completare le nostre cognizioni sul gusto artistico e sul modo di vivere della corte imperiale? Le scoperte fatte a Nemi invece interessano la storia delle scienze. sperimentali e quelle della tecnica ed incalcolabile valore acquistano se le si paragonano alle scarse e frammentarie notizie che finora ‘si avevano in questo campo, Campo non meno importante di quello artistico ‘per. la storia della civiltà ma che purtroppo non interessa e non appassiona ancora le masse, specialmente da noi, dove 'i musei artistici sono numerosi e ricchi ma di musei della scîenza e della tecnica non ne esistono ancora. E che l'importanza delle scoperte di Nemi sia eccezionale lo prova l'interesse che. gli stranieri, soprattutto quei popoli più attenti e curiosi a certa forma di civiltà, vi hanno portato e vi portano, I tedeschi, naturalmente inclini ad appassionarsi dei problemi” scientifici, portati ad apprezzare il valore delle documentazioni storiche, hanno addirittura commissionato, otto anni fa, un lungo film documentarin ch'è stato girato a Nemi e che con grande fortuna ha tenuto per mesi i cartelloni nelle-città tedesche, Il tradizionale spirito marinaro della razza ha portato inglesi e scandinavi a considerare con la massima attenzione e curiosità tutto ciò che a Nemi si trovava, come lo si poteva interpretare, cosa rappresentava nello scibile delle scienze navali o nelle applicazioni della tecnica alle strutture navali, agli oggetti di bordo. E la stampa anglosassone e scandinava ha avuto per Nemi fors'anche maggiore
interesse
della
stessa
stampa
italiana.
Un certo scetticismo s'è diffuso da noi intorno all'impresa perché i giornali hanno voluto subito azzardare ipotesi e congetture, avanzare idee ricostruttive ardite ed anche assurde e s'è avuta quindi la Spolemica che ha finito col disorientare ancor più il pubblico, col togliere interesse e risonanza a quest'opera che invece meritava altra conoscenza e comunque rimarrà memorabile. Siamo per fortuna in una ben diversa fase dell'impresa adesso. Il Museo è aperto, il materiale è in gran parte studiato, il pubblico è in grado di vedere, rendersi conto. avere precisi ragguagli e documentazioni su quel che l'impresa ha realizzato.
Cosa s'è trovato? Due grandi la parte inferiore degli scafi, la chiglia dinavi,duemeglio, navi che, pur mutilate delle loro strutture maggiori, ancora dimensioni considerevoli. Una navepresentano 71 metri ed è larga 20, l'altra è lunga 73 ed è è lunga larga 24 metri. Costruzioni, come si vede, più che cospicue, imponenti. E se si tien conto del fatto che queste parti superstiti della chiglia dovrebbero essere completate, in lunghezza, dalle estremità ora mancanti e che si possono geometricamente ricostruire prolungando le linee di avviamento della carena, si giunge a scafi lunghi più di 80 metri fra le perpendicolari. Carene e capaci ma anche solidamente costruite e connessevaste ed ‘accortamente compaginate e protette come oggi non potremmo studiare e fare meglio. Quei due scafi sono sta-
ti attentamente misurati, ridisegnati, accorti che essi sono stati progettati
studiati. Ci siamo e definiti da tec-
nici delle costruzioni navali che conoscevano perfettamente le resistenze dei materiali, che proporzionare fra loro le varie strutture, sapevano avevano studiato certamente il comportamento che delle carene immerse în acqua, ne avevano studiato la resistenza al moto, avevano previsto alcune leggi di idrodinamica che stanno trovando ora larga applicazione nella costruzione navale. Materialmente le navi sono state costruite sul posto, a Nemi, in un cantiere improvvisato sulla sponda del lago ma certamente vi han lavorato maestranze d'arsenale che vi hanno portato la loro larsm conoscenza ed esverienza. Si osserva con combia= ciuta meraviglia l'esatta opera della costruzione! il preciso calettamento dei pezzi tra loro, gli accorgimenti usati per le chiodature, il sistema di legamenti realiz-
tanti. Quei cuscinetti a. sfere che hanno tanto semplificato tutta la meccanica moderna e che naturalmente ignoravamo che i romani già conoscesserò ed applicassero. E d'altra parte quale altro rudero, quale altra scoperta archeologica ci avrebbe potuto rivelare simili sistemazioni?
In questi anni molti materiali trovati a' Nemi stati oggetto di studio da parte di Istituti scientifici. La stoffa di lana, che insieme con un foglio di piombo assicura l'impermeabilità delle grandi carene, è stata accuratamente analizzata dalla R. Stazione sperimentale della Carta‘eFibre tessili di Milano ed ha rivelato «un'ottima tecnica di filatura e di tessitura, di ecce-. zionale importanza per la storia della manifattura laniera in Italia», Ma le fibre osservate al microscopio hanno chiarito anche che l'allevamento delle razze ovine era già oggetto di studio e di selezione al tempo dei romani tanto che andrebbero riveduti i: dibattuti concetti sull'origine delle merine. E così le analisi eseguite dai laboratori delle acciaierie Falk, quelle dell'Istituto Scientifico Tecnico Breda, hanno rivelato che le leghe dei metalli adoftrati a bordo ‘erano tutte diverse ‘e tutte proporzionate al tipo di tormento ciùì l'oggetto sarebbe
stato ‘sottoposta. Alcuni
frammenti
di specchi
di bronzo, analizzati, fanno rivelato una legha pressoché identica a quella dei classici specchi cinesiì di epoca corrispondente a questa di Nemi. Ed hanno rivelato anche che i romani avevano brillantemente risolto i grandi problemi tecnici di lavorazione di questi bronzi speciali, di minimo spessore, di fabbricazione particolarmente delicata, I sistemi di saldatura sono stati studiati ed analizzati in laboratorio e mentre per alcune saldature ottenute a basso punto di fusione (si è riusciti a ricostruire il metodo adoperato, per alcuni bronzi che, risultano saldati dallo stesso metallo base, fondente ad elevata temperatuta, non si può pensare | che ad un vero processo di saldatura autogena che non | poteva essere sospettata ma che purtroppo ancora. non è possibile stabilire come fosse realizzata. Certo le scoperte di Nemi în questo campo ci rivelano le più inattese documentazioni. Si sono trovate due ancore ed una, di ferro, del peso di ben 425 chili, è completamente fucinata al maglio e questo importa problemi non molto semplici per il rapido sollevamento dalla fucina dei grandi masselli ‘incandescenti, adeguati magli, organizzazione e mezzi di lavoro che ritenevamo acquisiti da poco dall'industria. Ma l’àncora trovata a Nemi è anche la più importante e sensazionale scoperta în questo campo. Essa è identica, per'i concetti costruttivi e quindi per la pratica marinaresca che ne ha consigliato la forma, a quel tipo moder-
no e, ben noto ai marinai e che in tutto il mondo, si
chiama àncora ammiragliato. Dunque i romani han preceduto almeno di 18 secoli, con pari esperienza nautica e perì genio inventivo, gli inglesi. Nel 1846 e nel 1853 il Luogotenente William Rodger, della marina inglese, . brevettava un suo tipo di àncora di ferro a ceppo mobile molto diverso da quelle usate sino allora e, dati i grandi vantaggi pratici che l’àncora Rodger presentava per la sicurezza di tenuta nel fondo, del poco ingombro e la comodità di maneggio, l'Ammiragliato inglese ordinò che questo attrezzo navale di nuova foggia divenisse regolamentare a bordo delle navi di S: M. Britanica. E quell'àncora, adottata da navi di tutte Je bandiere, è tutt'ora indicata col nome dell’Ammiragliato quasi per omaggio al popolo marinaro che per la sua vasta esperienza nautica aveva saputo perfezionarne la forma. Abbiamo oggì la prova di una scenza ed esperienza nautica romana che assolutamente ignoravamo e che gli stessi înglesi hanno riconosciuto esplicitamente. Nella nostra marina l’àncora ammiragliato è stata ribattezzata. àncora romana nella nomenclatura. ufficiale e ci auguriamo di vederla presto, rivendicazione di scienza e di esperienza deì nostri maggiori, simbolo de-
corativo sulle nostre monete. A Nemi il Capo del Governo, compiacendosi con S, E. l'Ammiraglio Cava-'
gnari per l'appassionato amore e la grande ossistenza che la R. Marina ha dato perché questa impresa fosse realizzata, sviluppata e conclusa, s'è compiaciuto approvare l’idea che, riprendendo la tradizione di Roma, anche le monete del Regno ‘d'Italia portino un simbolo marino. Segno della stirpe. ° G. C. SPEZIALE
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Bologna, la città dell'« AI-
ma Mater Studiorum »e della «X Legio »,harea. lizzato, con perfetta organizzazione e con esito sempre più felice, la set-
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tima superba edizione del Littoriali della Cultura e dell'Arte. La «dotta» sta vivendo giornate di emozione e di grande festa sin da s bato 27, quando cioè il Segretario del Partito ha solennemente inaugurata l'annuale rassegna delle forze goliardiche ed ha presenziato al rito del giuramento dei tremila universitari fascisti giu ti da ogni parte d'Italia
per i Convegni e per la Mostra d'arte
L'entusiasmo travolgente della massa studentesca ed
il ci
INAUGURATI A BOLOGNA DAL SEGRETARIO DEL PARTITO
lente di B ma giovi
niato del Duce la fedeallinviato e la passione che grande Ella gorenti golladica ia vita dinamica della Na-
zione in una contin intellettu , | Litto ai giovani degli Atenei una mente, un ci un cuore, creare ° un'arte più agnostiche, ma operanti nel cli. ella Rivoluzione form Il volto del nostro popolo. Mentre sollevano il più alto interesse le discussioni profonde e dotte ai vari convegni di Politica, Dottrina del Fascismo, Letteratura, Studi Militari, Giornalismo, Radio, Cinema, Musica, nz ecc îl cui calendario i protrarrà sino al4 mag. gio — s I giorno dell'inaug richia mato & ori Mostra Arte, ordinata con to gusto nosi loc Littoriale ri concorsi ara, pittura, scenografia, inbianconero, carda, fotografia. artecipato ventisei Guf di sede univi con 972 iscritti per le 664 per le maschili. Le commissioni giudicatrici per l'Arte hanno già formulate le classifiche. Offriamo la riproduzione di alcune opere, tra cui quelle dei littori per l'anno XVIII. (Ufficio Fotografico del Littoriali di Bologna, servizio speciale per L'Illustrazione Italiana a cura di Luigi Servolini). A sinistra: Ettore Muti ministro Segretario del Partito, dal podio eretta sotto la torre del Littoriate di Bologna, assiste al giuramento di tremila goliardi convenuti per i Littoriali della Cultura e dell'Arte - Sotto: il littore d'ingegneria per l'Anno XVIII, Adalberto. Pacetti, pro. nuncia la formula del giuramento.
Sopra: «Coro all'aperto», l’opera che ha fatto assegnare ad Alberto Bona, di Pi per il bassorilievo, Anno XVIII. - Sotto: il Segretario del Partito, Ettore Muti, dc giuramento visita la Mostra d'Arte dei Littoriali, rassegna che comprende grani opere di giovani artisti. Qui il Segretario del Partito osserva una delle opere
Ecco qui sopra il opera di Ettore S Emilio Gi mati littori di architettura per l’Ann Cimara (Roma) littore scultura t
Mine
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OsservaTORIO «TRENT'ANNI » DELLA FERRO, — Marise Ferro. con quel diritto fusto di I bpalma e quegli accesi occhi di agave, è nata în Liguria, pari a quelle piante dell'Equatore che allignano così bene nel sole della Riviera, Come il suo sguardo la sua arte è una fiamma. Nessuno quindi stupirà ch'ella sia la sposa di Guido Piovene. Poiché se Marise ha un'intelligenza tutta avvampante e abbandonata, Guido ne ha una del tutto opposta, vigilata ed esatta: e quest’aurora boreale doveva naturalmente, necessariamente incontrarsi con quel raggio dei Tropici, così come nelle mappe degli strologhi Austro si congiunge con Tramontano, la Croce del Sud con la stella del Nord. Se vi rievoco queste nozze, è per spiegarvi una fatalità. Poiché Marise Ferro è la Colette italiana; e Colette (la più grande scrittrice, anzi il ‘più grande scrittore di Francia, da quandò Giraudoux fa il propagandista e Claudel è rimbambito) ha avuto nella vita, non meno che nella pagina, la stessa sorte di lei, amando e sposando prima Un critico e quindi un diplomatico. Queste edere. meridionali, tutte radici e tutte fronde, insaziabili nel bere e godere, assorbire e propagare i succhi della terra, hanno bisogno di avvincersi a degli olmi irremovibili, i quali siano quasi i supporti dei loro tirsi divincolati. Come Colette, Marise è fremente, sussultante, curiosa, gaudiosa: gaudiosa nel senso spinoziano, e cioè anche nel fastidio e nel tormento, Come Colette, Maris non ha che dei sensi. Come Colette, l'autrice di Trent'anni sembra ignorare tutto quanto nel mondo, minimo 0 sublime, non giunga alle sue nari, alle sue dita, alle sue ciglia. È forse mai esistita una guerra europea, o un problema dell'al di là, per questi esserì sensibili, ipersensibili ad ogni ronzo d'ape o tremore di foglia? Marise Vive della terra e nella terra, come una fresca pianta, come un»giovine animale; ne Vive sino al tripudio o allo spasimo: né altro sa o può sapere. Quante volte s'è ripetuta per queste innebriate creature, per queste druidesse vibranti e cantanti, ‘accusa dell'incoscienza, se non pure dell'egoismo! Suppongo che Saffo medesima vi abbia soggiaciuto, già molti secoli prima di Amalia Guglielminetti. Eppure, quando l'incoscienza trovi i moti del canto, può essere la divinità stessa; né è meno vero che esista un egoismo poetico; il quale è sacro al pari di quello politico. Alle antiche ferdotesse, della natura, non era commesso che di cogliere vischio e d'incoronarsi di verbene. Chi sì sdegnerà che le nuove facciano altrettanto, spremendo frutti sulle labbra e fiori sulla' fronte; nelle narrazioni di un libro? Il «fenomeno» di-Marise Ferro è reso più interessante, anche più naturale, Al fatto ch'ella è bellissima. In un mio articolo alquanto ma sorprendente, e tuttavia veritiero, di qualehe anno fa, io avevo proclamato essere le scrittrici del mondo tutte belle; @ quanto meno avere tutte una loro vaghezza, quale particolare, quale intermittente, quale manifesta « per linee interne » o per occulte suggestioni, tale da spieKare l'attraenza esercitata sin da quelle la cui avvenenza apparirebbe all'aspetto meno Svidente: e rievocavo, osavo rievocare Grazia Deledda, Matilde Serao. Quindi, restando fra le scrittrici italiane, oltre le defunte nominavo le vive: Ada, Sibilla, Carola, Amalia, Milly, Marise, Margherita... In verità, io non alluso che a MarKherita Cattaneo, l'arguta prosatrice fiorentinà: e poco importaavevo se i mi giui nvece, da Margherita Grissini-Sarfatti! Aggiungerò, per ringraziamenti divagare oltre Misura, che trovandosi in quei giorni a Milano Andrea Birabeau, none avendo il sottilissimo parigino conosciuta quella mia opinione, vi consentì ricordandomi, appunto, il 6aso di Colette. E poiché ebbe compreso dalla desolazione dei miei occhi, i quali rivedeVano una stracca e obesa immagine sessagenaria, come io non approvassi la citazione, m'informò come l'autrice di Claudine, essendo stata una volta bella, sempre sul punto d'impugnare la penna si sentisse ancora e perfettamente tale. — Elle est folle de son corps. — C'est à dive — feci îo con poco — qu'elle est folle tout è fait! — Ma il parigino, finemente, mi spiegò come lareverenza giovinezza spirito, di fronte Alla paginà spiegata, sia per ogni scrittrice la giovinezza stessa dello della carne. Arcani fluidi risalgono dallo stanco sangue: e gli occhi si ravvivano; e il polso freme; e quelle mos «linee interne » accennate nel mio articolo. si ricompongono davanti ‘al foglio, quasi innanzi a uno specchio, nell'antica, plenaria, leggiadrissima armonia. Ebbene: l'anno seguente a quel colloquio, conosciuta la'Colette italiana. e avendola rimprovetata di certa accidia, di certa indifferenza che mi pareva si tradisse da qualche tempo, Dure fra i tratti geniali, nelle opere sue, sapete che mi rispose? Che infatti si sentiva Svogliata, scrivendo, « non avendo più vent'anni né avendone ancora trenta »; ma che avrebbe ritrovato lena «non appena si fosse sentita vecchia, brutta di più »! Non era uno scherzo. Non eta neppure una civetteria. Scrittori e scrittrici, checché si dica, sono sempre da credere sulla parola. Era soltanto un'esagerazione. Marise Ferro, autrice del romanzo « Trent'anni » pubblicato in questi giorni. sa che mancano ancora troppi anni, a Marise Ferro, per diventare vecchia; e si Si brutta non sarà mai. Tuttavia, l'iperbole dissimulava una verità. Fra i venticinquesa che e i furia del vento scompigliatore ella può, ella sa discernere tutti gli odori: dal violento trent'anni, nel pieno trionfo della sua bellezza, Marise «non poteva scrivere », dovendel gelsomino al tenerissimo della verbena; sino a quello del calice disseccato-della Josì troppo dedicare a vivere. La sua fantasia, che così luminosamente aveva rifulso magnolia! Coi rami, con le fronde ella fa corpo, come una driade cinquecentesca, sin nei primi impeti dell'adolescenza, sarebbe certo tornata a balenare con le prime come una Dafne magata. Tutte ella le sente sopra di sé, per sé, entro se stessa, le riflessioni della meturità..Per tarnare ad un paragone vegetale (e come non foglie della stagione che fa estate-anche nel suo sangue: quelle di un'incerta doratura per questa donna-fiore?) ella si sentiva simile a quelle balze erbose che tra tornarvi, viole «come se le illuminasse un sole obliquo»; quelle che stentano ad allargarsi, ancora dli marzo e quelle di agosto non possono dare che rarissimi sbocci. Perché dale quella tenere e cincischiate, «come l'interno della mano d'un bimbo appena nato»; quelle sua bellezza ardente ed avida, esultante e sensitiva, certo deriva tutta l’arte sua, che s'affacciano, curiose e ombrose, ai ruscelli «per cui l'acqua fra i tronchi è color quasi dall'humus che solo possa renderla così rorida ‘e fragrante. come di quella del capelvenere » Come si vede da questi pochi referti, l'estrema lucidità del suo senbellezza, sino a qualche tempo fa, ella non aveva che il presagio Maeccitante, ora che tire arriva ad un’esasperazione, che a momenti parrà persino rasentare l’allucinazione: i trent'anni sono raggiunti ella incomincia ad avere la paura, altrettanto stimolatrice. e ancora una volta verrà în mente quel grande nome, quel confronto insigne: Colette. C'era utfa volta, nel suo cielo sgombro, il vento marzolino. E adesso c'è la nuvola Colette, dico, come lei limpida e febbrile, sensuale ed egoista, naturale e disumana! estiva: un soffio bianco, un vapore da nulla, ma qualche cosa, che faPoiché, quando parla degli uomini o delle donne, Marise è assai meno persuasiva di gendo ombra al paesaggio v'infonde insieme una minaccia ed un insomma, fascino, E allora quando parla delle foglie e dei fiori. Il suo veggentissimo occhio di felino, ha per îl Marise tarna a scrivere, e a scrivere di tutto cuore; non parlando naturalmente che prossimo quell’indifferenza spietata chè appunto mostrano i mici, appiattati a predi se stessa. E il libro, magnifico da capo a fondo, eccolo qua: Trent'anni; Editore mere l'erba e a godersi il sole în ogni fibra, verso il passante che lì chiama, Forse Garzanti, lire 12. Chi poi lo supponesse, dal volume, po' leggero, si guardi bene dali giudicarlo a peso. Tutti sanno che Marise Ferro è unun'ispirata; forse colpevole, questa sua lontananza dagli esseri di nostra carne le pere che i suoi libri, privilegiata, mette di misurarli sempre, di non intenderli mai. C'è in lei, veramente, per certe voci anche se scritti in prosa, sonò dei libri di poesia. L'importante, allora, non è che le dell'anima nostra, la sordità dei gatti d'Angora, È il difetto pafine siano molte; ma che non ci sianeanche una sillaba di più, del libro? O soltanto il suo Trent'anni, finalmente! Ed ella scrive per confessarli; per celebrarli, anche, malgrado carattere, cioè la sua franchezza? Non so, Non saprei dire. So che questa celebratrice di boschi, di giardini, di onde, di venti, di nuvole, di farfalle, di cieli în gloria e Îl timore che le suscitano! L'abitudine di sestessa ha lasciato « un'esitazione nella di terre in succhio, a volte m'innebria, Voce e nel gesto; una grazia di più». Lo sguardo s'èle fatto, a volte m'agghiaccia, come capisco, 0 mi pare «languido e di capire, non riesce a distinguere una vena d'acqua da una vena pervicace ».La possibilità di espandersi è intera, sicura, a un piùtempo, l'ocle irruenze e le chio d'un ch'ella miosotide da quello d'un amante. Io preferisco credere, tanta èmaschile, timidezze d'un tempo; e solo adesso ella può comprendere senza l'ammizazio. d'essere tutta trasfusa nel ne per l'arte sua, ch'ella sia Presente, sentendolo carico di significati e di pregi. Una queta crudelmente ma unicamente Ella è Dafne in: estasi panica subentra cantata da Apollo. Ella è la driade inserita nei tronchi, comedivina. in questa plenitudine estiva, per quanto la finezza nelle favole cinquecen. sensi acuiti le sembri. a volte, Spiù ubbriacante di un dolore». Ma non sono che deii mesti, tesche. O forse ella è una Musa perduta în terra: un'ignorata Musa del genio vefugaci riflessi di quella getale e floreale. Furono soltanto le Muse, nel tempo mitico, a realizzare l'unità della Nuvola d'agosto! L'artista, come la donna, stupendamente sveglia. Tutto ella di- vaghezza e dell'ingegno. Minerva era ghignosa. Seerne, ormai, con impeccabile vista. Le maniè del Venere scema. Quanto alle nonno, grandi e ben fatte, « hanno Grazie, non parlarono, ma danzarono solamente; e quanto ad era la leggerezza delle vecchie foglie », E quelle mani d’innamorato, Ebe, nitida fariciulla, non dunque: quelle mani seppe che mescere e sorridere. Il dono di esprimersi, Separate ma trepidanti che «sentono d'essere private del solo contatto che belle, non toccò che desidealle sorelle di Febo: ed ecco ogni tanto una riappare, fraessendo rano»! Un'acqua corrente le dà il senso dell’eterno: le donne moîtali, ispirata & calma în lei «la paura di finire la coscienza della propria fragilità: mentre dai giardini nascosti ‘«viene quell'odore», distante, sensibile ed insensibile come loro, Sensibile alle cose: insensibile ‘alle persone. O piuttosto, curiosa e rispettosa di loro, ma senza un palpito sofferente, sodale, conventuale degli steli cresciuti all'ombra di muri alti»; e «le luci, gli alberi, le cristiano per la loro umanità. Trent'anni case si disfanno nel crepuscolo che cala lentamente, lasciando di Marise Ferro vi ridarà questa impressione! al cielo ‘sbiancato della disturbante, insieme, sera una leggerezza d'aurora ». Ed è allora che, tramontato il sole e rimasta Pur nella calma della sua estate raggiunta, anche una pol- questa Musa vi parla eda deliziosa. un mondo remoto, con una melodiosissima voce che però Vere rosea che «piano piano si spegne, diventando bigia come vi quella delle braci veallibisce, nel mentre late dalla cenère , la+luna, una luna chiara come uno vi affascina, non cantando che per se stessa. A lettura specchio, «fa un segno mistenon potreste neppure tendere la mamo, per riconoscenza, a costei che pure vifinita rioso nell'aria»! ha Meravigliosa è l'aderenza, l'equivalenza di questa donna-fiore agli alberi, alla terra. guidato fra tanti paesaggi di sogno, In quella mano la scrittrice non riconoscerebbe che l'immagine d'una foglia: ella ch'è condannata, sia pure divinamente, a vivere Leggete il capitolo dov'è rievocata la nonna in giardino, sui boschi e le soltanto fra le cose, acque del Toce; o l’altro, indimenticabile, del maestrale sullao quello casa ligure, dove nella MARCO RAMPERTI
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NELLA CORTE AGRESTE È TORNATO IL SOLE
(Foto Biagini)
C'è polemica in aria per il «Pinocchio» di Walt Disney che il pubblico italiano aspetta con legittima curiosità per poter col suo giudizio sempre sovrano
e, nel caso particolare, assai sicuro condannarlo o esaltarlo. Ecco alcuni quadri del nuovo cartone disneiano (Foto è Walt Disney Production»).
PINO. C-C:H.LE@ ISRSA DITO x libri italiani per ragazzi, pochissimi hanmo -traversato l'Oceano. ed hanno avuto 4
una traduzione
in America;
e di questi
pochissimi, soltanto due hanno avuto un buon successo. I libri per ragazzi fin ora tradotti sono: Cuore del De Amicis con 16 edizioni parziali o complete fra il 1895 e il 1922 (importante notare che la voga del libro si sia fermata a quest'anno, che credo segni un principio di decadenza anche in Italia) — Colui che ruba di A. Baiocco, con 1 sola edizione — Fiammiferino di Luigi Barzini, con 1 sola edizione — Piccolo Pomi di A, Beltramelli, con 1 sola edizione — Ciondolino di Vamba, con 2 edizioni — Le Fiabe di L. Capuana, con 2 edi ni — L'omino blu di G. Fanciulli, con 1 sola edi zione — e finalmente Pinocchio del Collodi, con 39. edi i e con un numero non calcolabile di riduzioni sceniche
e imitazioni, ma soprattutto con
una fortuna immensa di tiratura e finalmente di cinematografia. fi Coi Sì presterebbe a molte riflessioni la fortuna di questo libro, fortuna universale ma particolarmente grande in America, che fu scritto dal Lorenzini come una bambinata e col patto di essere
pagato bene, quasi con disprezzo e certamente con noncuranza,
perché
il Lorenzini
affidava alla ri
dazione del periodico per ragazzi, dove venne pri ma pubblicato, il compito di correggere gli errori di grammatica e persino quelli. di senso comune. Nè qui é luogo da queste riflessioni, e basti notare il. fatto che nessun nostro libro è riescito «a penetrate nella ‘coltura americana come questo, l’unico il cui titolo si conosca senza il. nome del-
l'autore, come accade delle creazioni veramente
popolari. Parecchie edizioni americane di Pinocchio furono illustrate da disegnatori, di qui, che inspiratisi,
DOVE VA DISNEY? o visto Pinocchio, l'ultima grossa fatica di Walt Disney. Debbo alla cortesia del signor Armour (confesso di non saper scrivere correttamente il nome di questo alto rappresentante della R.K.O;, i cui yes classifico senz'altro fra i più compiti, sorridenti e rosei che finora mi sia capitato di gustare) il piacere di avere assistito a una riservatissima proiezione del film alla Quirinetta, Semideserta, la Quirinetta odorava egualmente di gagà; o sarà forse stata la presenza di Antonio Centa, che di questa categoria di giovani è il ritratto cinematografico, e che mi sembra di aver visto sorridere qua e là nella sala, in una di quelle giacche che non perdono mai segni delle carezze con cui i sarti le accompagnano fin sulla soglia dei loro laboratéri, dolenti e fieri di separarsene. Fuori era.il gran sole di Roma. fluido come acqua, in cui appunto sembra che ci sì debba lasciar dietro una scia lucente, un solè che i vetturini non attraversano ma in cui traghettano, e che i passanti guadano, un sole che comunque predispone a Disney. Dovessi vendere io il Pinocchio non lo presenterei ai noleggiatori che in una simile giornata di sole, a Roma o magari a Capri; statemi a sentire signor Armour, fate tesoro di questo suggerimento. Il passaggio dal sole di Roma a Disney è dolce e quasi inavvertito, scommetto che metterebbe d'accordo con Disney perfino Collodi, o almeno il Lorenzini nipote, al quale non è vero che siano entrati in tasca cinquantamila dollari di diritti d'autore, Mai un'opera geniale ha reso tanto denaro, sia pure postumo, se non agli editori; perciò io e voi facciamo benissimo a non scrivere opere geniali, dato che astenendocene danneggiamo gli eredi del nostro editore e non i nostri. Ritengo che i signori che vidi entrare alla Quirinetta dopo Antonio Centa fossero due 0 tre cospicui industriali milanesi, dai quali sentii distintamente pronunziare, durante lo spettacolo, la parola «eccezionale»;essi la sillabavano in modo così carnoso e pieno, che chiunque avrebbe potuto prenderla con due dita ed intascarla, per farne denaro alla prima occasione, Subito dopo un tassì versò sul marciapiede un gruppetto di bambini vestiti di bianco, come per la prima comunione; mi divertii ‘a immaginare che ne facesse parte un figliuoletto di Pannunzio, o di qualche altro esigente critico cinematografico, il quale si desse delle arie; comunque tenni d'occhio quei bambini per tutto lo spettacolo, trascurando per essi i fruscii e i profumi di una mia bellissima vicina di posto, peraltro non sola. È incredibile come noi maschi possiamo, nel buio, ricostruire una donna come se la toccassimo al modo dei ciechi; il fatto che essa si appoggi alla spalla di un altro uomo acuisce la nostra sensibilità in questo genere di ricostruzione, e del resto il suo alito ci cerca e ci trova egualmente; quanto ai bambini che ho detto, mi parve che il loro divertimento fosse alquanto sobrio: rare volte li udii esplodere, a meno che non fossero tutti figli di Pannunzio. Il signor Armour fece un cenno, e la sala andò oscurandosi con preziosa lentezza; apparvero sullo schermo î nomi di almeno trenta collaboratori di Walt Disney, che ho il dispiacere di non ricordare, ma che mi parvero tutti anglosassoni, Walt Disney è generosissimo nel segnalare coloro che gli hanno dato una mano: se quindi nell'elenco di artisti non figura nessun italiano che lo abbia aiutato a gustare lo spirito di Collodi, non può trattarsi di una omissione, H
Ecco ui sopra « Pinocchio » come lo ha concepito Walt Disney. Il famoso naso che si allungava ad cgni bugia ha preso forma di un ramo d’albero scortecciato (Foto. Walt Disney Production).
‘da prima alle « vignette » del Mazzanti, amico‘ dél Lorenzini che lavorò, probabilmente, sotto: la' direzione sua, si sono a poco alla volta allontanati dal modello originario e sono arrivati, con la: cine-
matografia di Walt Disney, or ora messa in circo-
ione, ad un Pinocchio grasso, rotondo, buffonesco e col naso da beone, che non ha mulla che
fare con la figura magra) stecchita e maravigliata di essere al. mondo, del famoso
burattino
di: legno
durissimo, i cui piedi erano così acuti e penetranti
che potevano persino oltrepassare, un stia.» |, Un wero: tradimento: e i frequentatori italidni del cinematografo non perderanno nulla se non vedranno
questa degenerazione
di Pinocchio, con-
americani,
memori
edizioni,
tro la quale si sono avute proteste‘anche ‘di lettori delle prime
Nuova York, aprile.
ni
—1GIUSEPPE PREZZOLINI
antipodi, in che cosa il Pinocchio di Collodi, che è un libro, dovrebbe
essere dan-
neggiato dall'altro, che è un film? In certi articoli ho letto che non si può non dolersi vedendo ciò che è stato fatto del burattino caro alla nostra infanzia, eccetera; qualche collega sospira, insomma, come se Disney avesse costruito la sua opera con le macerie dell'opera di Collodi. Invece il burattino caro alla riostra infanzia è sempre là nel libro, dove possiamo ritrovarlo, insieme con le nostre più segrete memorie degli anni in cui anche noi meritammo che ci spuntassero le orecchie d'asino, ogni volta che le nostre occupazioni giornalistiche ce ne lasceranno il tempo e la voglia. Tanto più vivo ed efficace quanto meno il Pinocchio di Disney gli somiglia, vorrei dire, Altrimenti gettiamoci nella discussione fino a perdere la calma; facciamo a chi
grida più forte, ed io sosterrò (dovessi per questo impugnare un piede di tavolino) che nessun Pinocchio disegnato finora dagli illustratori del libro di Collodi era e poteva essere il ritratto fedele del Pinocchio di Collodi. Qualora i piedi di tavolino a portata della mia mano fossero due, ‘mi sentiteste affermare
che
neppure
Collodi,
se vivesse
oggi
e fosse
disegnatore
e regista
cinematografico, potrebbe fare un film su Pinocchio che costituisse la versione fedele
del suo libro,
Ogni arte ha il suo linguaggio, mi è stato detto; nessuno vorrà negare che Disney sia un grande artista, e aggiungeteci che è americano, Fra l'altro egli presenta .il suo film come un «adattamento da Collodi», e con questo mi pate che sia anche un
galantuomo,
È
Si dissolvono i nomi dei collaboratori di Disney, e appare finalmente’ Disney, la morbida seta dei suoi colori ferve infine sullo schermo. I primi minuti sono sempre di stupore: peccato che a questo magico scroscio di disegni e di tinte ci si vada abituando man mano, come ci si abituerebbe ai miraggi, se î miraggi durassero più della meraviglia che suscitano. 1 sogni debbono essere brevi, i film di Disney dovevano rimanere brevi; ma di questo dirò più avanti, Eccovi intanto Gimmi il grillo, quello che nel libro di Collodi era il grillo parlante (probabilmente nudo, mentre Disney gli dà tuba e stiffelius), il quale vi spiega che una notte capitò in un paeséllo illuminato dalla luna, e s’introdusse nella casa del falegname Geppetto. Nulla a che vedere col nostro Geppetto; qui si tratta di un mago dell'intaglio, il quale costruisce prodigiosi orologi, giocattoli, teatrini, e che ora sta dando gli ultimi tocchi a una marionetta. Con lui vivono il gattino Figaro e il pesce rosso Cleo, coi quali Geppetto non trascura di consultarsi mentre lavora. Il pupazzo di legno è finito, Geppetto
lo battezza Pinocchio,
e lo fa ballare cantando
«O
mia piccola testa di
legno... » finché ìl battere delle ore agli innumerevoli orologi allineati sugli scaffali e sui tavolini non gli ricorda di andarsene a letto. Fra lé coltri, facendo l’ultima pipata, il falegname balbetta qualcosa: il desiderio di avere un figlio; il desiderio che Pinocchio diventi un bambino vivo. In quel momento il-cielo è attraversato da una stella cadente; Geppetto e Figaro si addormentano, ma di là, nello stanzone che serve da laboratorio al falegname, i raggi della stella cadente si concentrano, formando un alone dal quale prende forma la Fata Turchina. Con un tocco della sua bac-
chetta magica la Fata Turchina anima Pinocchio, gli dà vita e parola. Il burattino non
C'è odore di polemiea intorno a questo Pinocchio, Già gli articoli che i giornalisti italiani mandarono recentemente dall’America ci segnalarono che Disney aveva del tutto travisato il nostro burattino, spostando irreparabilmente i piani e le prospettive collodiane, sopprimendo certi personaggi per dare eccessivo rilievo a certi altri, ecc. A mio parere una discussione su questo argomento si può fare soltanto da un punto di vista generale, e cioè rivolgendosi questa domanda: un bel film che derivi da un libro, ma che non ne sia la versione fedele, si deve considerare un film sbagliato? Secondo me tutto ciò che si ha il diritto di chiedere a un film, è che sia un bel film; ammesso che il Pinocchio di Collodi e il Pinocchio di Walt Disney stiano agli
tarda a manifestare tutta la sua gioia per questo fatto, ma la Fata dice che nòn
può fare di lui un vero bambino: Pinocchio diventerà tale solo quando si sarà dimostrato buono, leale, coraggioso e avrà imparato a distinguere il bene dal male. In
che modo? Lasciardosi guidare dalla sua coscienza, che sarà impersonata da Gimmi il Grillo. La Fata Turchina promette a Gimmi una medaglia d'orò se assolverà degnamente l’incarico di fare da coscienza a Pinocchio, e lo consacra baronetto Gimmi Grillo, Gran Lord, Gran Maestro della conoscenza del bene e del male. Rimasto solo col burattino, Gimmi tenta spiegargli la differenza fra_il' bene e il male, ma finisce per mettersi a danzare, e il fracasso che ne deriva sveglia Geppetto, che accorre. Sorpresa, tenerezza, entusiasmo, poi tutti vanno a dormire, L'indomani, ecco
Binocchio accodarsi a tutti gli altri bambini che vanno a scuola. Ma due tristi compari lo aspettano al varco: J. Worthington Foulfellow, e cioè la volpe; e Gedeone, il. gatto. Essi irretiscono Pinocchio, proponendosi di venderlo al burattinaio Mangiafuoco, che lo pagherà a peso d'oro, L'eloquentissima volpe non tarda a convincere il burattino che il teatro è preferibile alla scuola; disprezzando i consigli di Gimmi il grillo, Pinocchio si fa prendere sottobraccio dai due compari e se ne va cantando «Sono nato per.fare l’attor... l'atto». Il successo del burattino vede anche la mortificazione di Gimmi il grillo, che vedendolo sparire sotto una pioggia di monete d'oro si allontana mormorando «Ora Pinocchio è ricco, può anche fare a meno della coscienza», Finito lo spettacolo, il burattino vorrebbe tornarsene a casa e portare un po' di denaro a Geppetto, ma Mangiafuoco lo chiude in una gabbia, attacca i cavalli al carrozzone e lascia il paese. Invano Gimmi, sopravvenuto, tenta di liberare Pinocchio; scoppia un furioso temporale, il fragore del tuono soverchia la voce di Geppetto che va chiamando il figliuolo sotto la pioggia dirotta, e al grillo e al burattino non rimane che invocare piangendo la Fata Turchina. La Fata arriva, e dopo aver fatto crescere a dismisura il naso di Pinocchio per punirlo delle bugie che egli affastella per giustificarsi, gli perdona e lo libera. Siamo ora all'osteria del Gambero Rosso, vicino al porto. A un tavolo sono seduti la volpe, il gatto e il cocchiere che trasporta i bambini all'isola dei balocchi. Costui promette una borsa d'oro per ogni bambino che gli si darà da trasportare nell'isola dalla quale «non si ritorna mai come bambini ». Pinocchio passa di là, e i due compari si precipitano sulle sue tracce, La volpe si finge indignata per i maltratta menti che il burattino ha subìto da Mangiafuoco, poi dichiara che la salute di Pinocchio ne è stata compromessa e che soltanto i divertimenti dell'isola dei balocchi potranno guarirlo. Ancora una volta Pinocchio cede; eccolo sulla diligenza che trasporta ì bambini all'isola, fra il cocchiere e Lucignolo. Tutti si imbarcano quindi su un vaporetto, intonando la canzone «Tre evviva per ogni cosa»,L'isola è un parco divertimenti, in cui ibambini si abbandonano a tutti i cattivi istinti, vandalismo compreso. Frattanto Geppetto, Figaro e Cleo, in una piccola barca, navigano alla ricerca di Pinocchio: sopraggiunge la balena e li inghiotte, Sull'isola sono cominciati î guai: ecco centinaia di bimbi trasformati in asinelli, bestie di cui l'infernale cocchiere rifornisce mezzo mondo. Gimmi assiste alla metamorfosi e si precipita ad avvertire Pinocchio, ma il burattino e Lucignolo, che stanno giocando al bigliardo, non gli dànno retta. Di colpo la risata di Lucignolo degenera in un raglio, Lucignolo diventa un asinello. A Pinocchio spuntano orecchi e coda, ma prima che la trasformazione sia completa egli, guidato dal grillo, fugge e dall'alto di una rupe si getta in mare. Eccoli alla ricerca di Geppetto negli abissi sottomarini, eccoli a loro volta nel ventre della balena. Tentano di uscirne, e dopo drammatiche peripezie vi riescono; Pinocchio trasporta a riva Geppetto privo di sensi, quindi sviene a sua volta. Mentre il falegname, il gatto e il pesce rosso lo piangono per morto, appare la Fata Turchina ed opera il prodigio: in premio del suo coraggio Pinocchio è trasformato in un autentico bambino. «E io?», grida Gimmi grillo. La Fata Turchina gli appunta sul petto Ja medaglia d'oro e il film si conclude.
Questo Pinocchio è sempre del miglior Disney, ma non segna un progresso su Biancaneve. Personalmente sono propenso a giudicarlo inferiore. I pregi di Biancaneve vi sì riscontrano in minor numero, mentre i difetti sono almeno raddoppiati. Umanizzare gli animali e le cose, questa era la grande molla di Disney, di scatto sicuro; assai meno gli riesce di far ridere e di sorprendere disegnando figure umane. Nel penultimo film i punti deboli erano i personaggi come me e voi, o nella migliore delle ipotesi come Maria Denis: voglio dire che Biancaneve, il Principe e la Regina non valevano una radice che sbadiglia e che si stira, un fiore che prima di reclinare la corolla si fa il guanciale, o che so io. Biancaneve, Principe e Regina erano alquanto stucchevoli, e spesso sfioravano l'oleografico. Il film si reggeva sui motivi della foresta e dei suoi animali, e sulla squisita caratterizzazione dei sette nani. In Pinocchio il burattino non
vale nessuno dei sette nani; eccettuato il nasetto obliquo è fin da principio un bambi-
nello americano, sulle labbra del quale si teme ad ogni momento di veder spuntare il pezzetto di gomma da masticare. Candido, roseo, grassoccio, Geppetto è un altro passivo nel quadro dei talenti di Disney. La caricatura non lo ha neanche sfiorato. Mangiafuoco è Giacomone della Febbre dell'oro, il cocchiere se avesse la barba nera sarebbe gemello di Mangiafuoco, la Fata Turchina è Biancaneve, e cioè una qualunque delle evanescenti figure che gustamrho, senza il concorso di Disney, in (ricordate?) Sogno di una notte di mezza estate. Lucignolo è un minuscolo gangster, con il cappello duro e con il sigarone, che beve birra scura, gioca a bigliardo, e di tutti gli altri divertimenti ai quali si dànno i fagazzi nell'isola dei giocattoli dice che è « roba da pupetti, è roba per la sorellina ». Piuttosto grossolana è come vedete la caricatura del ragazzo cattivo;
ho idea che Disney sarebbe stato più delicato e fine nei riguardi di un porcellino cat tivo; e mi pare di vedere Topolino che si attacca ai calzoni del suo creatore per dirgli «Non andare dagli uomini, Walt! Gli uomini non ti daranno che dispiaceri! ». Il genio di Disney è qui, nella impagabile coppia della volpe e del gatto, che all’osteria fanno i cerchietti col fumo dei sigari e poi li intingono nella birra e li mangiano come ciambelle; nell'orologio di legno che quando suona le ore invece del cuculo manda fuori una donnetta che sculaccia il suo bambino, nel pesce rosso che ride piange e dà i baci: nel gattino Figaro (un doppione di gatti era però da evitarsi, non vi pare?) che è geloso di Pinocchio quando il burattino, appena nato, gli prende il posto a letto; nell'angoscia, in cui tragico e comico veramente si fondono, di Lucignolo mentre rapidamente si va trasformando in asinello; nelle danze di Pinocchio con gli altri burattini sul palcoscenico di Mangiafuoco; nella sequenza che mostra Gimmi grillo e Pinocchio in fondo al mare, Delude alquanto la balena, che risulta più truccata’ in questi disegni animati che non nelle realistiche scene di Moby Dick, dove indubbiamente la balena era cartapesta: persino le colonne d’acqua che essa solleva abbattendosi sulla zattera di Geppetto sono rigide, filamentose, come le cascate riescono nelle istantanee. Temo che questo naufragio vi farà rimpiangere la tempesta del Mulino abbandonato, la cui forza era nel ritmo incalzante dei particolari. Concludendo, Pinocchio vi persuaderà fin dall'inizio perché la tavolozza dei colori è quella con cui un artista non meno misterioso e gentile dipingeva cielo e terra quali ci apparivano nei nostri sogni infantili; voi non cercherete in questo film il Pinocchio di Collodi, che non poteva esservi; ma difficilmente eviterete di accorgervi che Disney tende a diluire le sue idee, che la sua vena umoristica, al paragone dei filmetti brevi, accusa un impoverimento; e può darsi che vi rivolgiate una domanda: dove va Disney? Vorrei citare Chaplin; sì un parallelo molto superficiale, può darsi, io fra Chaplin e Disney lo farei col vostro permesso, Nacque Charlot dai cortimetraggi, come Disney dai filmetti di Topolino se ricordate. Poi venne La febbre dell'oro come è venuta Biancaneve, Le luci della città, come è venuto Pinocchio. Io mi levo il cappello di fronte a Tempi moderni ma ne scorgo la formula e i presupposti; la preoccupazione dei significati ne trapela, più Charlot si fa simbolico e meno mi incanta. Pare impossibile, ma anche l'umorismo è abbandono; preoccupati dall'idea di fare un grande film, tanto Chaplin che Disney sì sorvegliano troppo e accade che allargando le loro aspirazioni limitano le loro possibilità. «E lasciatemi divertire! », scrisse Palazzeschi. Altro che. Temo che bisognerebbe obbligare gli umoristi a essere se stessi, temo che
occorrerebbe costringerli a divertirsi.
Quando uscimmo nel sole di Roma mi fu necessario un piccolo sforzo per dissociare l'immagine della diligenza galoppante verso l'isola dei balocchi da quella di un comune affollatissimo autobus M.P. (1) diretto in Prati. Io fui molto aiutato, in questo, dalla
pacata obiettività con cui i tre industriali milanesi si passavano il pacchetto delle Morris e parlavano di prendere l'elettrotreno. Roma, maggio. GIUSEPPE MAROTTA
A Roma. Le nozze del Duca don Alessandro Altempe con la signorina Adele Belloni, figlia del Cav. Gr. Cr. Angelo. Testimoni il Duca di Bergamo, l’accademico Formichi, i principi Ruspoli e Sciarra Barberini.
‘ FatTtI E FIGURE DELLA SETTIMANA
Sopra: Luisa Tetrazzini, la celebre cantante spentasi il 28 aprile a Mila-
no..- Sotto: Rosina Gatti-Casazzg che fu direttrice della Scuola di Ballo del Metropolitan di Nuova York, si è spenta il 30 aprile a Milano.
Con recente disposizione l'Eccellenza Dino Alfieri, ambasciatore presso la Santa Sede, è stato destinato a reggere l'Ambasciata d'Italia a Berlino. I circoli politici del Reich e la stampa tedesca hanno accolto con molta simpatia la nomina del nuovo rappresentante dell’Italia Fascista. Contemporaneamente l’Eccellenza Bernardo Attolico. ambasciatore a Berlino, è stato destinato ambasciatore presso la Santa Sede. Qui sopra: l’Eccellenza Dino Alfieri; a destra: l’Eccellenza Bernardo Attolico.
Sotto: durante la sua visita a Milano il Re Imperatore recandosi alla Fiera ha visitato i più impor. tanti padiglioni della grande rassegna internazio» nale del lavoro. Ecco, qui sotto, il Sovrano mentre esce dal padiglione dell’Isotta Fraschini accompagnato dal Prefetto di Milano, dal Federale e dal commi” Gianni Caproni, Presidente della Società. - A sinistra: il'Re Imperatore lascia la mostra della Isotta Fraschini. dopo la. visita.
PrinciIPI SABAUDI CELEBRANO IL VALORE GUERRIERO ITALIANO
1 Cavalieri d'Italia hanno tenuto la loro fdunata nazionale a Torino con l'intervento del Conte di Torino e di Carlo Delcroir. » Sotto, nell'ordine: il Conte di Torino mentre S'intrattiene con alcuni dei Cavalieri schierati a fianco delle drappelle del Reggimento. = Parla. Carlo Delcroix. - A destra:*un aspetto della piazza gremita durante la cerimonia.
S.;A: R. il Principe di Piemonte sì è recato a Cuneo do: baro provinciale del « Nastri
RITORNO DI PAGANINI A
xcne le luci perenni irradiantisi dalle grandi personalità subiscono eclissi: poi tornano a risplendere, più fulgide di prima, E il ritorno coincide talora con
qualche segno misteriosamente presago, Così alcuni anni or sono riapparve negli
scavi
dell’isola
di
Coo
una
mirabile
statua
marmorea
raffigu-
rante Ippocrate; e il ritrovamento fu seguito da un fervido rinnovamento di studi ippocratei. Il 1940, anno centenario della morte di Paganini, con una rinascita di esecuzioni e di scritti paganiniani, L'indice precorritore coincide è il riapparire Juce delle sue opere musicali inedite, che dal 1927 si credevano disperse e che alla dal 1837 più nessuno aveva eseguito; datano infatti: dal 1927 la vendita dei cimeli e dei manoscritti del Museo Heyer di Colonia, ove ben 81 autografi paganiniani si custodivano, dal 1909; e dal 1837 gli ultimi concerti violinist
del
sommo
vato
grande
ama-
mostra
ere-
ri della sua collezione
(ol-
Mi è grato dare su queste colonne l'annuncio che, dopo accurate ricerche in Germania, ho potuto accertare che il blocco degli inediti musicali paganiniani' si trova, intatto e indiviso, presso un collezionista pritedesco,
tore di musica, il dr. Fritz Reuther di Mannheim, ]l suo nome comparve qualche anno fa, nel 1937, sul catalogo
della
monese di antichi strumenti ad arco, ove egli aveva inviato due preziosi violini e un violoncello Stradiva-
tre a una lettera, pure di Stradivari). Il dr. Reuther mi ha dato la possibilità di esaminare e di analizzare gli autografi musicali paga-
riniani e mi ha concesso di riprodurne i più importanti in facsimile nella mia inonografia su Paganini, che esce ora per i tipi dell'Editore Garzanti di Milano, Un'importante opera inedita
vedrà
la luce,
nella
trascrizione di Michelangelo Abbado, presso la Ca: Paganini direttore d'orchestra (caricatura inedita, collezione Bonorandi).
Ricordi, contemporan mente al mio volume: è la
Sonata Napoleone, che Paganini scrisse a Lucca fra
il 1805 e il 1808, allorché si trovava alla Corte di Elisa Baciocchi, sorella del Bonaparte.
Sia questo, speriamo, il preludio all'edizione dell’opera omnia di Paganini, che costi-
tuirebbe il più degno tributo d'onore reso alla memoria di colui che non fu solamente un violinista mago, ma anche un compositore di genio, audacemente novatore e iniziatore di una nuova èra nella storia della musica violinistica. L'opera omnia segnerà
veramente il ritorno di Paganini.
Quale creatore egli è stato spesso, in vita e in morte, incompreso e
misconosciuto. Lo
si è giudicato con leggerezza, senza valutarlo adeguatamente nell'opera e nel tempo in cui essa fu scritta. L'esecutore prodigioso aveva gettato nell'ombra il compositore. E solo qualche voce, qua e là, si levava a rendergli giustizia: così Joachim, Charles Dancla, Albert Jarosy, Jacques Thibaut, e, già un secolo fa, Edouard Fétis, che nella Revue et Gazette Musicale del 28 giugno 1840 scriveva:
« La fama di Paganini
quale
compositore sarà uguale a quella che lascia come esecutore quando i pezzi che egli conservava
manoscritti
saranno
messi
in circolazione ».
Che la fausta profezia possa finalmente avverarsi: sarebbe tempo.
VIA,
î
Nicolò Paganini (ritratto di Patteri, 1834).
schiuse in una viuzza che ha già sapore magico nel nome: « Passo di gatta mora », I gatti neri, grigi, soriani, lo popolano ancora, e a notte scivolano sul selciato lubrico con passo vellutato e silenzioso, mandando
arcani bagliori, nell'ombra, dagli occhi
fo-
sforescenti, Il padre del piccolo Niccolò era esperto nella cabala del lotto, oltré che strimpellatore sul mandolino e ligaballe del porto.
La madre aveva
sogni profetici, in
cui alati messi del Signore le promettevano gloria senza pari per il suo bimbo, prédiletto nella nidiata, perché tocco dal segno del genio. Sì, ciò era indiscutibile: figuratevi che a quattro anni, un giorno, il piccino aveva detto al padre che stonava sul mandolino!... E quando udiva i concenti delle campane per l'aria o il rombo dell'organo in chiesa rimaneva rapito in estasi, gli occhi perduti lontano... Lontano, nel mondo dischiuso a lui solo, oltre la soglia vietata ai comuni mortali: il mondo dell'armonia e della melodia, il regno ineffabile della musica. A nove anni, il ligaballe melomane cominciò a sfruttar seriamente il suo promettente rampollo: lo costrinse a una disciplina fer-
rea, ore e ore di esercizi severi sul violino, pena le busse 6 la privazione della cena, se non ubbidiva e se scappava a ruzzar sul molo... A dodici anni, nel 1794, il fanciullo prodigio cominciava già a mandar in visibilio i fedeli nelle chiese, allorché per le funzioni
solenni alla Messa si accompagnava un concerto vocale e strumentale, L'austera maestà di marmi bianchi e neri del Duomo di San Lorenzo risonò delle alate melodie sprigionantisi dal violino del ragazzo, che, sbiancato in volto, i lunghi neri scomposti, le membra madide di sudore, già col prodigioso archetto faceva riccioli vibrare le anime di chi lo ascoltava, Chi furono i suoi maestri? Cervetto, Gnecco, Costa, Rolla, Ghiretti, Paér... Quanto contarono? Contarono per le basi della tecnica, come le opere dei classici del violino contarono per le
i della cultura, Ma fu nel biennio burrascoso Genova si dibatteva nella morsa feroce dell'assedio,
1799-1801, allorché
carestia, della pestilenza che Niccolò adolescente, costretto al raccoglimento e alladellasolitudine in una casetta della Val Polcèver ra rifugiato coi suoi, sitrovò faccia a faccia con se stessò, sì sîrii=
tò, si misurò e formò il proprio io, Sul violino, con esercizi assidui, tenaci, estenuanti,
raggiunse unà maestria fino allora
inaudita e di poi insuperata. E nella creazione si affermò con
Forse intorno a nessuna figura di musicista la fantasia si è sbizzarrita in tanti rabeschi: è incredibile vedere quante leggende,
un'opera fondamentale, di altissimo valore: i 24 Capricci, Prodigioso prodotto di una mente fer-
ganini.
Sembra
gloria, come i primi Lieder di Schubert diciassettenne, già capo-
ranei abbiano voluto fare a gara con lui nelle «cadenze» estemporanee, adorne di fioriture e di virtuosismi, simili al dispiegarsi fantasmagorico di razzi versicolori in una visione di fuochi arti-
lavori, Finito l'assedio di Genova, anche Niccolò anelò alla libertà: forte delle conquiste attinte nel periodo di reclusione agreste, si lanciò verso la vita, verso l’arte, verso la fama. Sbalordì i pacifici Lucchesi con un concerto in San
quante bubbole, quante fandonie siano state inventate su Pauomo
e artista,
vida
quasi che i posteri e i contempo-
ticiali. Eppure, anche sfrondata da ogni elemento leggendario e da ogni invenzione fantastica, nella vita del musicista genovese resta abbastanza materiale per scriver non uno, ma dieci romanzi. Essa
rappresenta
veramente
il
musicista
si
prototipo delle vite inimitabili, onde poi fu ricco l’Ottocento.romantico. L'infanzia
del
all'alba
Martino,
Schizzo di « Capriccio » inedito (coll. Treccani),
in
della
cui
vita
trasse
e
dal
della
suo
strumento i trilli e i gorgheggi di un bosco popolato d’aligeri, a pi mavera, Fu nominato primo violino della Repubblica, conobbe le ebbrezze dell'amore e le vertigini del gioco. Guarito dalle insidie dei dadi e delle carte una notte che per poco non perdette anche il suo violino, si abbandonò alle lusinghe femmine e trovò rifu-
Sopra: Paganini assieme ad uno dei suoi maestri; il Rolla. gio fra le braccia di
una
dama
«d'alto
toscana
lignaggio».
Non si è mai saputo : che Nicl'abbia molto
amata
si può de-
durlo dal fatto che,
nei tre anni in cui
due in una chitarra
villa in campagna,
era lo strumento
coltivò la chitarra, trascurando
prediletto della donna.
Strappatosi
fu da lei irretito, nella solitudine a il violino, perché la
anche
dalle nuove
in-
Sidie di questo Venusberg toscano, dopo breve parentesi trascorsa a Genova, fu assunto in servizio dalla sorella di Napoleone, Elisa Baciocchi, e tornò a Lucca alla corte di lei. Non fu una sinecura, per Paganini: egli era maestro di cappella e capitano delle guardie, e doveva organizzare due concerti settimanali e dar lezioni all’ineffabile marito di Elisa, Pasquale detto Felice Baciocchi, Per di più Elisa si inmamorò di Niccolò e si annodò fra i due ambiziosissimi un legame intimo: la Napoleonide non era bella e aveva cinque anni più dell'amante, ma era intelligentissima @ il fatto che fosse sorella di colui che teneva pugno le sorti d'Europa non poteva mancare di lusingare la vanità di Paganini. La relazione, con vari alti e bassi, vari scarti’ e infedeltà da parte del violinista volubile e capriccioso, durò fino al 1812, Poi Nic-
tro a sé, sul suo cammino di viatore senza sosta e senza posa...
Una volta una gentile signora, in Germania, gli chiese se non gli facesse male suo-
‘nare con tanta veemente passione, ed egli annuì, avvolgendo in un tenero sguardo il suo Guarnerius: sì, tutta la sua forza se la prendeva quel piccolo strumento... Più, assai più che non le belle, in verità... L'arte e la musica erano una passione assai più divorante, in fondo, assai più estenuante... I contemporanei narrano che dopo
aver sonato in concerto Niccolò pareva un malato dopo un accesso epilettico: esan-
gue, prostrato, sfinito, si abbatteva su una sedia, di schianto, incapace di reggersi. Era anche molto malato: i mali da cui fu affetto Paganini furono tanti (e i medici
colò scosse le catene di Corte e d'amore, e cominseniza pari,
scorticato vivo, come sono quasi tutti i posseduti
Il caldo consenso degli intenditori e le frenetiche acclamazioni della folla animavano Paganini e facevano scaturire dalla sua mente vulcanica
dalla musica, per ogni fibra, E così soltanto si spiegano il fascino, la malìa, la magia di Paganini. Lasciamo pure andare il diavolo e i patti ipotetici fra lui e il violinista, creati dalla fantasia esaltata
opere musicali, che nascevano amano a mano, lungo il suo cammino, durante i viaggi concer stici di paese in paese, di città in città. Ogni
tanto, accanto sbocciavano
alle creazioni
le avventure.
dei contemporanei. Bastava un altro tacito patto
concluso sin dal primo concerto con un'arcana invisibile presenza: lo Spirito del Violino, A lui Paganini s'era dato, anima e corpo: e implicita-
e alle ese-
Si sa
quanto
fascino eserciti la celebrità sulle donne, e nessuna celebrità quanto quella di un virtuoso, Paganini aveva sorpassato, eclissato, subissato i trionfi
dei meravigliosi
cantori
del Settecento:
mente, così, egli aveva acconsentito alla rinuncia
della felicità in amore, delle gioie familiari accanto a una fida compagna, Un errante viatore dell'arte quale era Paganini non poteva pretendere di avere in sorte la felicità pacata del focolare domestico... Ebbe, in compenso, profonda felicità nell'amore paterno: Achille, il bimbo natogli da un'amante compagna di vita e d'arte per alcuni anni, quella Antonia che abbiamo prima nominata, quest'unico figliuoletto, vita della sua vita, egli lo amò più
fino al-
lora, erano stati essi, i musici evirati e le «can-
terine» irresistibili, a suscitare i deliri e le frenesie degli uditori e delle uditrici. Paganini, dando al violino l'umanità della propria voce, trasfondendo in esso l’afflato della propria anima, era riuscito a trascinare il pubblico al parossismo dell'entusiasmo più inaudito. Si pensi per esembio che nel 1828 Vienna, dopo i concerti dell'incantatore, fu presa da una tale follia collettiva che tutto, dai cibi locali, Bretzel e Schnitzel, alle acconcìature femminili, riccioli ricadenti sugli omeri e pallore fatale, fino ai colpi di biliardo e alle fogge dei guanti, tutto fu «alla Paganini»; e il violinista riuscì perfino a far dimenticare un altro animale
di tutto al mondo, forse anche più
corpo infermo, volle accumular ricchezze su ric-
chezze, tanto che ebbe taccia di avarizia, mentre
fu sempre generoso con parenti, con amici, con ignoti. È commovente vedere l'adorazione, l’idolatria di questo grande per quel piccolino. Lo portava con sé, nei viaggi, cacciandoselo perfino sotto la pelliccia, d'inverno, perché non patisse il freddo, e non si staccò quasi mai da lui se non per breve ora. Il bimbo gli rese tenerezza per tenerezza, af-
d'Austria.
Paganini non aveva dovuto, per sua fortuna, as-
soggettarsi ad alcun sacrificio di sé sull'altare dell'arte, come invece era toccato ai divi di bel canto.
E il suo temperamento,
fetto per affetto:-gli fece da interprete, imparando
eccessivo in tutto, ‘era
le lingue ostiche'all'orecchio del musicista, inglese
quanto mai ardente, è risaputo. La sua carriera gli offriva poi infinite occasioni: a ogni tappa del suo errabondo destino qualche bella gli cadeva fra
le braccia, anche se egli bello non
e tedesco, e poi riuscendo a capire i suoi bisbigli allorché la tisi laringea lo aveva reso afono; lo curò e lo vegliò amorosamente, sino alla fine. E forse né lo splendore abbagliante dei trionfi, né la gioia intima della creazione, né l’ebbrezza del suonare e anche nel dirigere (un’altra ‘magnifica qualità paganiniana) diedero mai al Genovese, solitario come tutti i geni, tanta felicità come l’af-
era davvero,
«anzi (come ebbe a scrivere una volta al suo più caro amico e confidente d'ogni gioia e d'ogni pena, l'avvocato Luigi Germi)... bruttissimo », Come resistere all'irresistibile e alle irresistibili? È
tutta una collana di nomi femminei che si sgrana
lungo la vita del violinista mago:
toscana
fettuosa carezza della mano del suo figlivolo, come
dopo la dama
e Elisa Bonaparte, probabilmente
il tenero bacio delle labbra
la sua
tutto Paganini,
giovane vedova che Paganini
con-
di lui, Perché
se violinista
dopo
mago
E quale uomo aveva ‘un cuore capace di amare, di gioire, di soffrire: è il cuore che sentiamo bat-
quistò fingendosi medico (una vera novella!); a
Genova un’Angelina, ventenne, non precisamente
angelica, che gli fece un ricatto e gli costò varie
migliaia di franchi e nove giorni di ‘prigione;an= cora a Genova un'eadorabile signora Taddea», a Bologna una Marina-Marietta canterina; a Napoli
anche
e compositore principe, era, in fondo, un pover'uomo.
stupenda incantevole minore sorella, Paolina; poi, a Milano, una
della sua arte
e della sua gloria. Per lui Paganini, sentendo gli artigli della morte protendersi verso il proprio
Taro arrivato proprio in quei giorni, la giraffa,
dono del Pascià d'Egitto all'Imperatore
che lo curarono più o meno empiricamente furono anche più numerosi delle donne amate!) che sembra impossibile che egli abbia potuto resistere fino a oltre 57 anni: evidentemente doveva avere una fibra saldissima. Ma era un fascio di nervi, uno
ciò la sua fantasmagorica carriera di concertista. Prima attraverso l’Italia, poi attraverso l'Europa, lasciando dietro a sé una fulgida scia di trionfi
euzioni,
- A sinistra: lettera inedita di Paganini (coll. Treccani).
una Carolina vezzosa, ma presto abbandonata perché giudicata «un vero sans-souci »; ‘a Venezia una Lauretta di breve durata e una Antonia assai più persistente, come vedremo; in Germania una affascinante baronessa Helène, che conosceva la geografia come Paganini il violino (è lui che lo dice al Germi); in Inghilterra una Charlotte diciottenne, che per poco poi non fece varcar l'Oceano al violinista, traendoselo dietro fino in America... E se si volesse enumerarle tutte, non si finirebbe tanto presto! Fu dunque un Don Giovanni, Paganini? -Sì e no; perché egli a ogni nuovo amore si infiammava con la stessa sincerità e con la stessa foga che se si fosse trattato del primo, e si mostrava sempre pronto al matrimonio (...senza però giungervi mail...), Si riconosce qui, tipica, l'indole paganiniana: egli si abbandonava alla passione con la medesima dedizione assoluta con cui, a ogni concerto, si prodigava, dando tutto se stesso... Questo era il suo segreto, in amore come in arte, ed egli lo ha sintetizzato in un motto incisivo come certi suoi temi musicali: «Bisogna ‘forte sentire per far sentire». Così ogni volta, erano lembi di carne e d'anima che Paganini lasciava die-
Paganini suona in concerto (propr. Tivali).
tere nella musica, pervasa, nelle pagine più dal calore del sentimento‘ e della passione. alte, Per esso, più assai che ‘mon per i virtuosismi! trascendentali, essa è bella, umana, e immortale. ted & MARIA TIBALDI CHIESA
nina na
A
\> È
ie
1° GRAN PREMIO BRESCIA (MILEE
MIGLIA)
il ministro Segre del Partito, » a un concorr Sotto: Farina che ha conquistato il secondo posto nella classifica assoluta, raggiungendo, su Alfa Romeo, la media oraria di km. 162,028 giri del percorso.
l'arrivo del secondo classificato nella classe BMW. - In alto; che hanno coperto i nove giri del circuito pari a k "5, Ollo media oraria di km. 16
Haustein-Baumer che su B.M.W. con carrozzeria superleggera italiana hanno vinto il 1° Gran Premio Brescia. Nel giro più veloce Haustein ha raggiunto la media di chilometri 174,102.
Giuditta Rissone, De Sica e Melnati furono gli applauditissimi interpreti della com-
4
UOMINI
DONNE
E FANTASMI
\PriMA ESPERIENZA DI | DE SICA REGISTA i |
mA tra le accuse che più spesso sì muove alla critica cinematografica è di non trovarsi mai d’accordo, come se i critici, dopo tutto, avessero anche l'obbligo di ripetere insieme le stesse cose a mo' degli scolaretti quando, a un cenno della maestra, ri-
petono in coro la lezioncina imparata a memoria, Evidentemente chi ragiona in
codesto modo deve scambiare la critica per un'agenzia di pubblicità e ignorare che ciascun critico ha la sua visuale, il
suo punto di vista, le sue simpatie e antibatie, le sùe personalissime opinioni
media, Nel film si ritrovano soltanto Melnati e De Sica, la Rissone essendo stata s0stituita con un'attrice francese, quella Renée Saint-Cyr che anni sono vedemmo in Le.dernier milliardaire di Clair e (che è un bel salto) nelle Due orfanelle di Tour-
neur. Simpatica, senza dubbio, e intelligente. Ma era proprio necessario andare a
cercare in Francia un'interprete per questa graziosa commedia che nel passaggio dal teatro al cinematografo ha perduto parecchie penne, non essendole rimasto che il fatto, di per sé assai trito e convenzionale? Giuditta Rissone era un'interprete deliziosa della commedia, altrettanto poteva esserlo del film. Intendiamoci: non voglio fare paragoni. Renée Saint-Cyr, con quel suo bel nome romantico, è attrice tutta viva e moderna, francesissima..E nella commedia di De Benedetti, che dai francesi ha preso
molto, sta come a casa sua. Ma sono parecchie, in Italia, le attrici che in questo film
sarebbero. state egualmente bene. Ripeto: era proprio necessario andarne a cercare una in terra straniera? Comunque diamo il cordiale benvenuto alla nuova ospite. Fra le molte sue compatriotte che in questi tempi sono scese alla conquista di Cinecittà,
Renée
Saint-Cyr,
benché
di loro assai
intransigente.
Ed
è
altrettanto
te e garbata.
difficile
finisca col no-
la critica, specie di un
paese lungo come l'Italia, potrà sembrare discorde nei particolari o nelle sfumature, essendo quasi sempre concorde nell'insieme del giudizio. Se occorresse una riprova di quanto si è detto, basterebbe
andare a leggere gli scritti su Verso la vita, il film di Renoir
che ha durato tre
settimane in un grande cinematografo di Milano, con un crescente successo di pubblico. I critici si sono trovati tutti d'accordo nel citarlo ed ammirarlo come uno dei più bei film di questi anni: gio-
vani e vecchi, novellini e stagionatissimi
competenti, rivoluzionari e conservatori, timidi e audaci, non uno di quanti si occuparono
di codesto
film
ne
ha scono-
sciuto o frainteso i pregi. Tutta d’ac-
cordo, ripeto, da Roma a Milano, questa combattuta vilipesa critica, D'accordo al-
meno (che più conta) sull'opera più pro-
priamente
di Renoir,
I dissensi,
se mai,
ma lievissimi, si sono limitati all’interpretazione del film. Enrico
Emanuelli, ad
esempio, (e lo cito perché da poco giun-
tocalla critica cinematografica dalla lette-
ratura più ortodossa), reputa Jouvet molto superiore a Gabin. Al contrario, Corrado Pavolini, in un articolo per molti wersi acutissimo, scrive: «..Jouvet mi è parso alquanto caricato. Di fronte alla
sua interpretazione pensavo cosn avrebbe
cavato
dalla
parte
un
Cècov,
per
esempio; (e qui non riesco, scusatemi, a cal quel che il Pavolini. intenda dire) laddove Jean Gabin è tutto cinema, tut-
to un naturale abbandonarsi al gorgo della pellicola ». Ame Jouvet era sembrato, soprattutto in questo personaggio assai convenzionale, insuperabile, Altre
volte (vedi Mademoiselle Docteur) quella sua recitazione leggermente trasogna-
ta, quel suo modo di camminare tutto d'un pezzo, le gambe larghe, il petto in fuori e le braccia penzoloni lungo il corpo, non mi avevano persuaso. Perché
non rispondevano affatto al personaggio, rappresentando più che altro una maniera, una formula, direi, che Jouvet ave-
va già sperimentata teatro,
col
famoso
vittoriosamente, in
«Knock»
che,
come
niera, sia pure irrigidita in precisi
sche-
accade anche agli attori grandi, gli rimase poi attaccato un po' ai panni. Ma nel «barone» di Verso la vita codesta mami e qua e là forse troppo insistita, mi parve non soltanto aderentissima al personaggio, ma indispensabile a renderne lo spirito e il senso. Sull’intelligenza infine con la quale la «parte» fu studiata e incarnata fin nei minuti particolari, non credo vi possano essere dubbi, Anche Pavolini dovrà convenire che poche volte
s'era visto, sullo schermo o sul palcoscenico,
una
tale
lucidità
esserne quasi infastiditi.
d’interprete.
Rose scarlatte deriva da una di De Benedetti che voi certo
Da
commedia conoscete.
sfigura
affatto, E
un compito difficile il suo (salvo la doppia fatica), trattandosi di svolgere, su schemi notissimi, un raccontino floreale e senza sorprese. Ma De Sica è riuscito a mantenerlo in un'atmosfera rosea e mondana senza maltrattare la discrezione e il buon gusto, Di ciò gli va dato atto. Con Rose scarlatte, il regista De Sica ha salito il primo scalino, ha fatto il primo passo. La scala è alta, ma De Sica, vedrete, riuscirà a salirla fino in cima, piano piano, con intelligente cautela. Non/& uomo buttarsi allo sbaraglio, da fare un salto nel vuoto; le audacie non sono fatte per lui. Ma fin da ora, con questo riuscito esperimento. egli pone la sua candidatura a una regìa cosciente, intelligen-
che se un film non ha alcun pregio anche non
non
(a chi dobbiamo renderne
grazie se non al regista?) e assai meno ammanierato del solito; con De Sica in istato di grazia che, interprete principale del film, ne è stato anche il reggitore. Non era
film ha qualche pregio non traspaia anche. dalla critica più severa rigorosa e Îl eritico più corrivo
celebre,
con De Sica. Con Melnati qui inaspettatamente composto
(ché l'obiettività, nell'arte come nella critica, è una favola da raccontarsi a veglia). È difficile ad ogni modo che se un
tarlo. Insomma:
meno
s'è intesa benissimo — nonostante l’impaccio della lingua — sia con Melnati che
Sopra: Olga Tschechowa che in « Amore all'americana », il film tedesco passato sui nostri schermi nei giorni scorsi, ha momenti in cui sa farsi ancora ammirare. - Sotto: Amedeo Nazzari, interprete del film diretto da Piero Ballerini « È sbarcato un marinaio ».
Vedrete
che
non
passerà
molto tempo e il regista De Sica sarà, come l'attore De Sica, tra i meglio del nostro cinema, Quanto al film di cui sì sta ragionando non è né più bello né più brutto di tanti atri. Ha un solo difetto: che è tratto da una commedia, da una di quelle commedie da «salotto buono» cui accennò argutamente il ministro della Cultura popolare nel suo ultimo discorso alla Camera, Le quali sarebbe augurabile scomparissero così dal teatro come dal cinematografo.. Ma questo è un altro discorso; che un giorno riprenderemo, se si avrà tempo e voglia. Un regista da tener d'occhio e seguire con simpatia è quel Piero Ballerini che dopo Piccolo Hétel ci ha dato È sbarcato un marinaio, un film pieno di reminiscenze (da En rade a Alba tragica, Ballerini rivela, via via, i suoi classici, senza malizie né sottili infingimenti, con una certa appassionata ingenuità, anzi, di amoroso scolaro), ma anche di felici intuizioni. La parte buona di È sbarcato un marinaio si appoggia sulle robuste spalle di Amedeo Nazzari, sempre convincentissimo in parti dì forza e di autorità come questa. Ragion per cui, anche Doris: Duranti, essendogli al fianco, risulta un po’ meno scialba e sfocata del solito. Glori è il solito fellone e Germana Paolieri la solita donna sirena. Ma entrambi risentono di troppo scopiazzati modelli e sopratutto vinti dallo studiosissimo trucco davanti allo specchio appaiono sullo schermo incredibilmente falsi: caricature di personaggi più che personaggi veri, Hétel Sacher e Amore all'americana, tedeschi entrambi, non hanno richiamato certamente gran folla, pur essendo apparsi nei colmi giorni della Fiera campionaria. Il primo, con quel titolo, faceva sperare una gustosa rievocazione di una Vienna anteguerra (parla di quella del ’14), l'albergo Sacher essendo stato uno dei ritrovi più celebri della galanteria viennese e europea in quei lontani anni di pace. Purtroppo una complicata e non sempre chiara vicenda di intrighi politici, ha sciupato quel po' di sapore retrospettivo che il film voleva avere, e una regìa fiacca unita a un'interpretazi ne di quart'ordine lo hanno ridotto, alla fine, un cencio, Amore all'americana avrebbe voluto essere, insieme, una satira di certi ambienti e costumi francesi e una avventura sul gusto di quelle che piacciono agli americani. Ma la satira non ha nervi e l'avventura manca di quella scioltezza e festosità che vi avrebbe senza dubbio messo un regista americano. C'è Georg Alexander, sempre inappuntabile, e c'è Olga Tschechowa che soprattutto nei «primi piani » non riesce a nascon_ dere il peso degli anni (Cenerentola, in cui la Tschechowa fu una delle sorelle cattive, rimonta nientemeno al 1923), pur conservando l'innata gentilezza e signorilità. Comunque le va fatto festa, essendo il nome di questa signora dello schermo legato a uno dei più bei periodi della storia del .cinematografo, da Le chapeau de paille d’Italie a Mculin Rouge, da Liebelei a Maskerade. Titoli di nobiltà bastanti, almeno per noi, a farci ammirare quel caro volto, che il tempo non ha risparmiato, con occhio commosso e animo riconoscente. ADOLFO
FRANCI
La seconda scena del secondo atto della « Semiramide » realizzata da Bianchini su bozzetto di C. E. Oppo. - A destra: al Teatro Comunale, il Re Imperatore assiste all'inaugurazione del VI Maggio musicale
LA «SEMIRAMIDE» DI
ROS
SENI
AL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO S comincia da Giove. Risaliamo col Rossini al mito. Nume onnipotente, massimo, egli fu creduto e venerato dai contemporanei, salvo pochi oltremontani. Ma per gli Italiani Gioachino Rossini significa ancor oggi età d’oro del melodramma, ch'è di nascita e di cre: ita italiano, e predominio assoluto di questo sull’inteo mondo civile, durante più d'un secolo, dalla seconda metà del Settecento alla prima, inoltrata, dell'Ottocento, Provvide l'istesso Rossini, nel pieno vigore degli anni e del genio, a ritrarsi in disparte e a scomparire fra le nubi d’incenso dei devoti. Ora a Firenze ègli apre il sesto Maggio musicale. Di buon diritto. E l’apre con la Semiramide, melodramma tragico, punto avanzato, quasi conclusivo, della sua prodigiosa carriera di compositore. La Semiramide, infatti, fu rappresentata la prima volta nel carnevale del 1823, a Venezia, allorché il Rossini contava trentun anni. Nel 1827 rifece il Mosè e nel 1829 compose il Guglielmo Tell, per l'Opéra di Parigi. Quindi, null'altro; o ben poco. Che cosa sia la Semiramide tutti sanno; non per il «libretto» di Gaetano Rossi, farraginoso e scombinato (a Firenze di due atti se ne sono fatti quattro, divisi in sette quadri; ma per la musica: un lungo ininterrotto canto vocale, recitato, melodico, fiorito. Perciò, l'impostazione musicale data dal Rossini alla Semiramide è ben netta: tre personaggi drammatici principali, Semiramide, imperiosa e sanguinaria, Assur, complice nefando, e Arsace, figlio vendicatore; e tre «parti» cantabili corrispondenti. Se aggiungiamo che le tre «parti» furono scritte appositamente dal Rossini per la Colbran, soprano, e la Mariani, contralto, e per Filippo Galli, basso, cantanti di «pri mo cartello», l’accenno basterà per chiarire il concetto informatore dell'opera, Genuina opera di teatro italiana. Che poi il concetto informato si sguidi nei fronzoli, negli svolazzi seminati senza risparmio dal Rossini per ricavarne tutto ciò che di piacevole all'udito possono dare le voci, con l'agilità, la scioltezza, la legatura dei suoni, è un'altra faccenda, di cui ragioneremo più avanti. Ma il fondo della questione non cambia. Il « bel canto» italiano è servito con zelo, perfino eccessivo, e profuso prodigalmente dal Rossini, nella Semiramide, La prodigalità rossiniana doveva stancare, e stancò. Dovevano subentrare tempi magri, per rimettere un po' a posto il nostro stomaco affaticato. E i tempi magri sono venuti: fin troppo, Ma torniamo in carreggiata, Stupendi recitativi ci sono, nella Semiramide; stupendi per la perfetta espressione
musicale della parola, incisiva, incalzante, ultimo segno del declamato portato ad altezza meravigliosa dal Monteverdì. Né il Bellini, né il Dor.izetti, e nemmeno il Verdi e il Ponchielli, che pure dettero ai recitativi delle opere loro perspicuo rilievo, toccarono dopo il Rossini altrettale perfezione. Non parliamo dei compositori italiani, venuti ancor dopo tutti questi, che trascurarono o ripudiarono addirittura, nelle loro opere, i recitativi alla maniera del Rossini e degli immediati seguaci, con quanta varietà ed effic: del discorso melodrammatico nessuno ignora. Metà, almeno, di questo discorso, chi lo afferra più, in teatro, disperso in aride linee contrappuntistiche e schiacciato da sovrabbondanti polifonie orchestrali? Il bel canto della Semiramide si distende nei duetti, nei terzetti e via via nei pezzi
«d'insieme » e nei «concertati »; e se anche gli ascoltatori d’oggi vì riscontrano soverchio ossequio alle convenzioni dei tempi, i quali chiedevano «virtù» somma nei cantanti
(da ciò i fronzoli, gli svolazzi accumulati
nelle « parti»
possono
procurare
nonni
stanchezza,
ma
che
ai nostri
di canto, che a noi
e bisnonni
fornivano
godi
mento insaziabile) non di rado si mostra in aspetto di semplicità e purezza incante-
voli. Si pensi, ad esempio, ai due pezzi più famosi dell’opera: la cavatina di Semiramide «Bel raggio lusinghier», il cui spunto e lo svolgimento sono piuttosto un gor-
gheggio continuato, scorrevole, garbato quanto si vuole, ma pur sempre e prevalentemente un gioco d'ugola: e il duetto «Ebbene... a te, ferisci », in cui le fioriture dell'idea melodica fanno corpo con la frase spianata, luminosa, il genio di Rossini vince il peso delle convenzioni e salva l'opera dall’oblio totale. Ecco, nella Semiramide, il finale del primo atto (sottintendiamo l'edizione ori;
grandi predecessori: ce ne rimangono, dunque, altri degni di emularli. Abbiamo riudito a Firenze, con immenso piacere, in grazia dei cantanti della Semiramide, il bel canto fiorito del nostro melodramma, che non è poi quella bazzecola che molti credono o affermano. E vorremmo qui spiegare, se ci fosse consentito dall’indole della Rivista e dal ristretto spazio, di che consiste questo canto fiorito, che partecipa dell'idea musicale, e l'anima, dando slancio, volo, al pensiero melodico, Quanto studio, quanta costanza sono
nale) alla proposta del concertato « Qual muto
gemito»,
e ancor prima nel quartetto a sole
veci «Giuro
ai Numi, a te Regina, d'obbedire
a' cenni tuoi »: ecco, nel secondo atto il coro dei
Magi, il duetto
sopra
ricordato,
la scena
del
delirio e l'aria di Assur, e tutto il finale dell'opera: gemme incomparabili. Al prorompere della passione l’opera si accende d'una fiamma veemente, Il rimorso, l'ansia, l'angoscia di Semiramide; l'amore, la pietà di Arsace che perdona la madre colpevole; il terrore di Assur,
cui l'Ombra del Re avvelenato, predice il terribile castigo;
hanno
notazione
musicale
necessari
com-
fonia che precede
l'opera
i motivi
fondamen-
tali di questa: e cioè il giuramento d'obbedienza al volere di Semiramide, l'esortazione corale alla vendetta
di Arsace
e lo scioglimento
del
dramma, sul ritmo, modificato da quaternario in ternario, dell'callegro» della sinfonia C'è chi
osserva:
manca
rispondere:
sì,
manca.
Il
sta abbastanza
recente,
ma
mide il «colore Dov'è l'Oriente?
locale». Si può
però nella
ai
cantanti
Semira-
«colore locale» è conqui-
discutibile, della musica di teatro. Ci riferiamo, scrivendo così, a quell'immaginario «colore locale» a proposito del quale molti
terfiy
(e
risse
al Giapdella But-
smettiamo
per
lari di quei paesi. Sta di fatto che il vero « colore
locale » è dato in prevalenza da questi modi particolari, naturali ad ogni compositore
nazione;
d'una
e che
perciò il Rossini, italianis-
fimo in musica, ha fatto lella Semiramide un’opera italianissima, al pari di tut-
Il duetto
basta, e ce ne avanza. Alla stessa stregua, la deduzione
è ovvia,
consideriamo
«colore locale » in tutto e per tutto sodisfacente quelopere
italiane
di
Verdi, tedesche di Wagner, francesi di Berlioz, (e anche qui smettiamo per
brevità
le
citazioni),
in. qualunque posto del mondo avvenga l’azione. Concludiamo: la Semiramide porta impresso profondamente
il marchio del genio di Rossini,
e bene ha provveduto il Maggio musicale fiorentino a rappresentarla, anche perché pochissimi
del
pubblico
d’oggi
conoscono
belle pagine di questo spartito.
tutte
le
La rappresentazione, eccellente, va posta dal lato musicale a merito precipuo del maestro Tullio Serafin. La sua autorità d'interprete eletto delle migliori opere tradizionali nostre simpone ormai universalmente, S'è visto, in queste ultime settimane, a Milano, per la rappresentazione della Nina di Paisiello, com'egli abbia ridato vita e freschezza ai centocinquant'anni di questo capolavoro; si rinnova la dimostrazione, ora, a Firenze, per la Semiramide, in ‘maniera che più persuasiva non si potrebbe cercare, Morbidezza di suoni, nelle voci
e
in orchestra;
per
dai
nostri
tea-
lode
per
que-
del
secondo
precisione
l'Indo, aggiunsero pregio al concerto delle voci.
La Semiramide richiede un coro formato di molte e belle voci: i pezzi corali dell'opera so-
no frequenti e importanti, Il coro del Maggio
fiorentino, istruito da Andrea Morosini, si disimpegnò egregiamente. Richiede pure, la Semiramide,
dà ancora frutti tanto gustosi, Non s'è persa, dunque, la discendenza illustre e legittima dei
un buono e
numeroso corpo di ballo, per animare i quadri, sovente statici, delle effusioni liriche, solistiche e corali. A ciò provvide lodevolmente il coreografo Millos,
nell'impasto
di questa con quelli; esattezza di movimenti ritmici nella. condotta dell’opera, che dà all'ascoltatore pienezza d'intelligenza; calore di sentimento, che non oltrepassa mai il grado consentito dallo spirito della musica; tutto ciò egli ha saputo ricavare dalla fervida e misurata concertazione e direzione della Semiramide, incominciando dalla sinfonia per arrivare alla scena finale, senza incertezze, senza manchevolezze, benché minime. Ottimi cantanti occorrono per secondare le intenzioni del maestro concertatore e direttore, nella Semiramide; e questi cantanti a Firenze sì sono trovati, Davvero c'è da consolarsi constatando che la gloriosa scuola di canto nostra
at-
to, fre la signorine Gatti e Stignani, fu accolto con uno scroscio d’applausi: che fu pure il più fragoroso di tutta la serata. L'orologio segnava mezzanot* te passata da un bel po’; e mancava ancora parecchio alla fine della rappresentazione. La graditissima esecuzione dette agli uditori nuova forza per sentire il resto- E il sacrificio fu compensato: venne la scena del delirio di Assur, e il basso Pasero, che già aveva fornito tante testimonianze, melle scene precedenti, di ciò che sa ottenere dalla sua bella voce, dal suo canto nobile, e dalla sua intelligenza vividissima, riscosse un'ovazione entusiastica. Questo pezzo della Semiramide è magistrale, nel senso più esato del .termine (Verdi s'ispirò a quest'esempio, certamente, nella bellissima scena del delirio del Nabucodonosor). Il basso Colella e il tenore Tagliavini nelle parti del Gran Sacerdote e del-
te le altre sue, e ciò a noi
lo delle
voci
st'ultima in quanto che la «parte» di Arsace è di contralto grave, e la signorina Stignani, ha una spiccatissima voce di mezzo soprano. Ma quando si ha la perizia vocale, oltre che la dovizia, della signorina Stignani ci si può prendere il gusto di sconfinare e fare da sola per due.
nessuno dei modi partico-
qualsiasi
belle
quasi
maggiore
brevità a questo punto le citazioni) tutta musica che in sostanza non ha
sincero
di
tri, per mancanza di continuatrici di egual valore. Ora, a Firenze, le signorine Gatti e Stignani caricano di riprendere il filo interrotto. Con tanta
definiscono appropriata all'Egitto la musica dell'Aida, alla Spagna la musica della Carmen, pone la musica
dotati
superare agevolmente le difficoltà del « cantare recitando>,o del «recitare cantando»,con gli artifici numerosi e spinosi inerenti! E come sono pochi i giovani d'oggi che si sottopongono al faticoso compito e lo assolvono interamente! Trascriviamo i nomi dei cantanti che a Firenze, per la Semiramide, hanno ancora una volta, dopo le tante, provato di possedere qualità eminenti. Le signorine Gabriella Gatti ed Ebe Stignani impersonarono le figure sceniche di Semiramide e di Arsace. Fra loro due ci fu una gara di bravura, da cui uscirono con pari onore. Raccontano le cronache del secolo scorso che le ‘sorelle Marchisio, Carlotta, soprano, e Barbara, contralto, cogliessero trionfi clamorosi in queste due «parti» (nella stagione di carnevale del 1859, ripeterono alla Scala per trentatré sere consecutive la Semiramide, e sembra non bastassero ai fanatici), e che dopo loro l'opera scompa-
movente, distinta in ogni «parte» del canto: ch'è pure pregio capitale d'ogni schietto melodramma italiano. Sì che la «parte» di Semiramide, pur mantenendo unità allo stile, è ben diversa da quella di Arsace; e la parte di Arsace da quella di Assur. Unità, poi, di costruzione conferisce il Rossini, alla Semiramide, riassumendo nella sin-
Le scene e i figurini, ideati e disegnati da
C. E. Oppo si legano benissimo all’azione del dramma: e ben disposta la regìa, dell'istesso Oppo. Alla
Bozzetti di Cipriano Efisio Oppo per la « Semiramide ». - Dall'alto in basso il costume di Arsace e quello delle Principesse. - La seconda scena del terzo atto. - Il costume del Sacerdote e quello degli indiani di Idreno.
rappresentazione
della
per inaugurare
(un
Maggio
fiorentino,
musicale
Semiramide,
po' in anticipo) la sera
data
il sesto
di domenica
28 aprile, è intervenuta la Maestà del Ro Imperatore, acclamato lungamente, al suono degli Inni nazionali. Il Teatro Comunale, gremito di pubblico elettissimo, in platea e nei palchi, e formicolante nell'immensa gradinata superiore, faceva una vista magnifica, È CARLO
GATTI
hi
RIBALTE
A LUMI
SPENTI
QuanDO GLI AUTORI SCRIVONO SULL'ACQUA
osto tra due drammi, quello della paternità distrutta che nessuna illusione può ricreare e quello dell'attore che si prende a personaggio di se medesimo evadendo da una parte che non contiene il suo amore rivelato prima, la sua ferita umanità poi, il protagonista di Bertuetti e Pugliese desinit in piscem come la donna di Orazio. © La commedia pare dovuta allo sforzo di due autori non sempre riusciti ad accordarsi sullo sviluppo e densità da dare a quel differente personaggio che ‘ognuno portava all'opera comune. Chi è stato a proporre di drammatizzare la malinconia dell'attore giunto alle sommità di un'arte, la cui dannazione è di sparire con l'uomo P
che l’ha espressa senza lasciar traccia? Sarà stato, poniamo, Bertuetti. Ed ecco Pugliese consigliare all'amico di complicare il primitivo fantasma con un dramma famigliare che alimentasse e giustificasse un disincanto un po’ astratto, se confinato in una zona puramente ideale. Di colpo Eveno (c'è un’intenzione simbolica
in quest'aver dato al protagonista di Scritto sull'acqua il nome del poeta elegiaco cui Socrate, nel Fedone, fa l'augurio di seguirlo presto nella morte?) di colpo Eveno
acquista e perde una figlia, e il senso di vuoto che da solo potrebbe minare la sua gloria, per una sorta di fato naturale legato ad un'arte la quale non ha né il marmo né la tela né il libro né lo spartito in cui tramandarsi ai posteri, inciderà su una triste avventura personale, da cui l'uomo non potrà che uscire sconfitto per tra-
dursi tal quale nell’attore, Questi non accetterà la sofferenza del padre deserto senza tentare, sia pure incon-
sciamente, quasi per bisogno professionale, di trasformarlo in fantasma scenico, La donna di passo che improvvisamente per la straordinaria rassomiglianza. con. la figlia sostituisce questa nel letto verginale, assurge, senza ch'egli se ne renda
conto, a personaggio di un dramma ch'egli sta recitando a soggetto, pescando le parole da un suggeritore nascosto dentro di lui, parassita del più gran dolore della sua vita. Recita lui, e recita pure la donna, trasportata dal gioco che Eveno le ha imposto, È inutile a questo punto cercare la fondatezza della loro azione nella psicologia, Bisogna accettare quel padre e quella figlia fittizi sul terreno surrealista, se. non in quello dell’assoluta arbitrarietà, Nasce dalla falena abituata a bruciarsi le ali nei camerini degli attori la novella Antigone. Tra Anna e Eveno chi urta meno è lei. Ci vorrebbe un clima alla. Poe per giustificare l'invito sciagurato di quel padre alla donnina conosciuta un'ora prima perché occupi il letto dell’Assente ancora rimboccato. Basta invece la semplice vista di un ritratto ad abolire la morte e a far riprendere la vita al. punto in cui è stata spezzata. Del resto son qui a riconoscere che una volta superato questo scoglio assai pericoloso, su cui ha mollato in fil di ruota una delle maggiori ambizioni della commedia, le prospettive di quella rinata' paternità inserita nel rovesciamento psicologico e morale della donna sono assai
suggestive. Disposta a concedere i suoi favori fino al momento della scoperta rasso-
miglianza con la morta, entratà'nel letto di lei, Anna perde ogni bruttura, arretra davanti al pensiero d'un’avventura amorosa con Eveno come davanti allo spettro di un incesto. Qui ci sono e Pirandello, e Freud. Il primo può essere rintracciato nel fissarsi di Anna nella nuova forma voluta dalla pazzia, una pazzia fatta per tre quarti di finzione, di Eveno, Il secondo trapela in quel clima d’incesto ideale rasentato e non consumato che è forse la cosa più interessante di questa commedia sbandata e dispersa. La rinascita di Anna culmina con l'annunzio di quel matrimonio che fa restar di sasso l'attore nel momento in cui stanco di recitar la parte del padre vorrebbe invece vivere quella dell'amante. Più nulla da fare, povero amico. E non
è solo lui a stringere un pugno
di mosche. Tocca la stessa sorte anche
a Conca
(ma dove Bertuetti e Pugliese sono andati a pescare i personaggi di questa com-
media?
Uno
mena!) Conca,
nella
filosofia
platonica
e l’altro
quell’autore. drammatico
tra
i discepoli
dì Francesco
Soli-
ospite di Eveno, anch'egli invaghito di
Anna, e da lei rinunziato in vista di quel progettino di iustae nuptiae con un vecchio dottore, il cui inaspettato avvento sulle labbra della donna è tale da ammazzare un bue. Eveno vince la sua delusione col sarcasmo. Chiama Conca e lo invita a mettere insieme i soldini per il regalo di nozze da fare alla sposina. Il dramma è finito qui. L'ultima scena, quella che gli autori hanno presa dal Kean dumasiano,
descrive l'impossibilità dell'attore a distaccare il personaggio rappresentato, dalla sua storia psicologica, a dominarlo in una zona traslucida, spettatore freddo e tranquillo della propria parte secondo l'insegnamento di Diderot. È la fine per Eveno. Ridistrutto come padre, deluso come amante, svanito come attore, egli può veramente ritirarsi nella sua casa di campagna a
piantar lattughe. Sul suo addio commosso
ai compagni
Evi Maltagliati che con una rapida carriera ha raggiunto oggi una sicura maturità artistica è stata, nel recente corso di recite al Nuovo, festeggiata dal pubblico milanese.
sensibilità americana; fra quel piacere e il gusto della recitazione dominata da una Pagnani in grandissima forma, vera regina del palcoscenico, piacere vivo ‘degli occhi, bellezza tenera e lievemente ombrata che ha il dono di creare una rispondenza segreta anche quando -le parole sono spietate, per esser dettate da un cuore, chiuso nel suo sospetto come un occhio sotto la palpebra. È il caso di Kitty, la protagonista di questa commedia. S'è divorziata dal marito stanca delle infedeltà di lui e vuol farci credere che, riacquistata la sua librtà, ne ha fatte più di Bertoldo in Francia. Non è vero nulla. Il suo apparente cinismo non illude nessuno. Sappiamo come vanno a finire queste cose. I coniugi non vedono l'ora di buttarsi le braccia al collo; affrettano con le contrarie apparenze questa soluzione; la preparano con una schermaglia brillantissima resa più saporosa dal fatto che entrambi ospiti di una comune amica in un villa non rivelano a nessuno il loro segreto matrimoniale; circolano tra gli ospiti, Kitty accendendo i maschi con la bella persona, Bob lasciandosi corteggiare da una maschietta infatuata di lui fino a che Ia gelosia non lo spinge a consegnarsi inani e piedi legato alla moglie, accettando come condizione l'obbligo dell’assoluta fedeltà nel matrimonio futuro. Tutto ciò ben inteso è stato rappresentato e detto mille volte a teatro, dove la percentuale dei coniugi che si riconciliano è infinitamente superiore a quella dei coniugi che si dividono, Lasciamo in sospeso se una soluzione incerta, lasciata immaginare allo spettatore, avrebbe giovato alla commedia. Comunque sia c'è un'arte diabolica in Crothers nel manovrare su una materia spremuta, cavandone situazioni gustose, battute lepidissime, improntate a quella schiettezza di cui prima si è detto, vera doccia fredda ristoratrice di un'azione che per certi aspetti pare una parodia della sensiblerie non solo francese, ma mofidiale, Della bellissima recitazione di Andreina Pagnani si è fatto cenno più sopra. Ma non bisogna dimenticare nella parte del successo l'estroso disegno che ci ha dato di una vecchia signora dispotica giudiziosa franca piacevolissima la signora Chellini, la pittura sciolta, anche se a tratti illuminata da un vero ardore di cuore ferito, delia Morelli nel personaggio di Glofia, la magnifica sicurezza di Cervi nel rendere la pacifica irresistibilità di Bob, la pomiciona speranza di Stoppa e di Barnabò nelle parti dei corteggiatori di Kitty. Insomma una lietissima Proprio vero che questi americani, imparato il mestiere dagli europei, sono serata. ora maestri nel rimettere a nuovo il vecchio, sì che quasi non lo si riconosce. : LEONIDA
RÈPACI
di scena
cade la tela. La commedia, anche per l'eccellente recitazione di Cimara, Ninchi € la Maltagliati, è stata molto bene accolta dal pubblico del Nuovo, Ciò rende più ingrata la mia franchezza, alla quale non posso venir meno
senza distruggere l’unico merito di queste cronache ‘settimanali. Scritto
sull'acqua è certo un lavoro pieno di notazioni interessanti, ma nel
sue complesso irreparabilmente mancato. Qua e là incline al teatro patetico, esso non
trova né uno
stile né un
carattere,
pesca
le sue
situazioni a casaccio, non brilla di eccezionali bellezze dialogiche,
sorvola sull’arditezza di quell’incesto ideale perché non si sente sicuro di se medesimo, infine ripiega sull’artificio del tracollo di Eveno davanti al isuo pubblico fingendo di ignorare la famosa scena di Kean. Il mio giudizio è troppo severo? Forse, ma esso è dettato dal grande rispetto che Bertuetti e Pugliese m'ispirano. Penso che di un elogio insincero
essi non sappiano che farsene. Quando abbiamo sentito Il Velo Bianco non
abbiamo
lesinato
il nostro
consenso.
La seconda novità della settimana, Ridiamoci
sopra, è di un ameri-
cano: R. A. Crothers, da me a tutt'oggi sconosciuto. Sia il regista Charoff
che gli attori della Compagnia
dell'Eliseo non
credevano
troppo a
questa commedia da loro data in extremis alla vigilia della loro partenza da Milano. E invece è stato un successone. Meritatissimo, malgrado l'opinione dell'amico Frattini, da me visto trascolorare sotto la
raffica degli applausi come un ulivo sotto il vento. Il pubblico accorso all'Odeon si è diviso tra il piacere del lavoro nato da un’intelligente
assimilazione della migliore commedia moraleggiante e salottiera francese rinfrescata da certo piglio estroso, da certa sdiavolata franchez-
za, da certo ruvido atteggiarsi,
da certo scoperto
aggredirsi,
da certa
appariscente spregiudicatezza, da certa sostanziosa sanità, tipici della
# Scritto sull'acqua» è il titolo della commedia di Bertuetti e Pugliese che la ia Cimara-Maltagliati-Ninchi ha rappresentato al Nuovo di Milano. Ecco qui piace una scena della nuovacommediaa
AVVENIMENTI SPORTIVI
La vita sportiva di Roma ha avuto due avvenimenti onale importanza is Germania-Italia che ha,richiamato molto pubblico allo Stadio del Mussolini. Dei due ai nti diamo qui ale visioni.
le prove del concorso ippico. - A sinist tano germanico ha vinto la su « Notar »,- Sotto: In contro il tennis. Italia Germania. Il doppio m quale Cucelli-Del Bello hanno battuto HenkelGoepfert che quì in piena a: ria finale è toccata all'Italia per 5-1.
I Campionati sportivi del Lavoro si sono svolti a Roma con il concorso di 60.000 dopolavoristi. Le diverse gare hanno lato l'ottima preparazione atletica dei giovani lavoratori. Di questo importante avvenime il salto della barriera nella prova del percorso di guerra, e l’arrivo dei 100 metri vinti da Fiorini di Grosseto in 117. - Qui a fianco, a destra e sotto: il « Premio di Diana» all’ ippodromo milanese di S
da Paolo Caprioli, n rientra al peso ‘dopo la netta vittoria riportata su « Mirandola » e « Peruviana ». - L'arrivo nel quale « Michela » ha preceduto le altre concorrenti,
A. GAZZONI 8 C. . BOLOGNA
trova il suo grande nemico nell'acido urico che depositandosi nelle giunture ne ostacola il funzionamento provocando forti sofferenze
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LO O O PO
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ne facilita l'eliminazione attraverso ireni e serve a preparare una
ottima acqua da tavola di sapore gradevolissimo che protegge “negri gli attacchi dell'artritismo, uricemia, gotta, renella, obesità
A TAVOLA A TAVOLA
SI FORMA L'ACIDO URICO BISOGNA COMBATTERLO
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Si dirà che, sempre
UN ANTICO PRIMATO ITALIANO
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REA apro n Usl LIBRO CHE INSEGNA A TENGER E SEDE e, fi SERE IeD ogni colore nt,
nio ae ee te nuove scoperte nel tempo che corse tra il
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nostro autor venezia-
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no e il regno di Lui-
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più perfezionandosi le arti, maggiori progressi avrà fatto anche
gi XIV. Ebbene, l'anno 1716, uscì stampato in Parigi il libro inti-
"ep
Ev Palma che Luigi XIV desse alla Francia, se non la più grande, la più Suo delle sue conquiste: quella della moda; prima che la contessa Deutilela Suze ne segnasse il carattere
in quei tre versi:
tolato: Suite du Teinturier parfait, ou l'Art
de teindre les laines, soyes, fils, peaux, poils, plumes ele. comme il
Les modes sont: certains usages
se pratique a Venise, Genes, Florence e
Que le caprice invente, et que approve l'amour:
et la manière
Suivis des fous, et quelque fois des sages,
dans tousle Den
ser en moscio)
de pas
chamois (catoutes sortes
de peauz; traduit de l'Italien. È precisamente la traduzione I
del
Cata
nostro questo,
Notandifsimi fecreripertengere fede indiuerli colori boni: & perfetti
ar iero da quello quello della della seta e dal prezzo delle Renceza,mercedì Il buonaglimereato stoffa dipendeva golare; singolare, operai. della I Veneziani avevano, e davveroma interessandra Ali altri, duevantaggi per procurarlo: il primo, che, essendo ricchissimi & te, per il nostro Deo O piena cognizione di tutte le merci, andavano personalmente a comprarle nei orgoglio, è quelgiusto Presi PIÙ ubertosi che di setaî il secondo, che il popolo, contenuto nella sobrietà del si legge nell'avverti.
ruuogli fre colore che fiabono che tu PT na chefaccicomeinten dra eggrado . Erinche modo(idebe ire 8 cocee 8 lolarare ent ggere Gcrecengere lafedaparticularmente colore percolore,& generalmentediquelliche uarinoTauadifecondoil confueto de li macfri Fiorentini; & confueto decutrili maettridiIalia,e percheintendi la caggione & l'or= dine, pecche edebba Ruff aedaTu(i che comelaedaè MdA & oe tiolere cengerla corta,falafu farecome intenderai + F
»
Î
i
mento premesso al vo-
lume: citiamo testual-
mente:
On
trouvera
dans cet Traité, traduit du Venitien, beau-
Pagina del Plicto G. V. Rosetti. - Sotto: Frontespizio del Plicto de l'Arte de'di Tintori di Gioan Ventura 1540). Rosetti (Ve= nezia, Franc. Rampazetto,
dé dans ce Traité, et qui est une bonne methode pour rendre les’.
NeT-s=& = LIS 25 Da 2 PART IROZNENAEV CLAN Ro) DA I
vons point en France,
*3) PLICTHO
couleurs fixes et durables: ce que nous n'a-
$ i.
che fe
coup de bonnes cho. ses, sur tout la manier
d'aluner les etoffes, ce qui est fort recomen-
| i
iferali .Prima bifogna
DE
IARE
ou bien on ne l'obDora, andaron a gara nel gettare interi tesori nell'erario della Francia. Sì utene |cervo pas, parceque la Der tal modo invertendo il motto dI i giornalisti francesi con dispetto le stoffe e gli oggetti d'orodi equando plus part des couleurs Da di pòrfido che, ad ormamentesegnalavano ai palazzi ese perdent et se mani, spedic a gent par l’air dans Meguirono i vini e una serie infinita di prodotti, dalle carrozze alle parrucche, l’usage; et si elles efile ciprie, ai profumi, ai ciondoli, a tutto quel piccolo mondo esotico di oggetti toient bonnes et fires, futili © costosi, che il nostro Parini così finemente ‘ir ridicolo: elles dureroient. auprodotti, î quali invasero talmente le nazioni, che non mise in risalta. ci furono più né proibizioni né tant que l'etoffe... ». ire l'annuo sacrificio di somme enormi alle mode ai disegni e ù Re | Montesquieu nelle Lettere persiane — è il alle—Quanto loro varietà, fino Più potente (principe d'Europa: egli non ha miniere come il Re di Spagna, al principio del secona Da più ricchezze di lui, perché le trae dalla vanità d'oro, de' suoi sudditi, viù inmcan I XVII, delle miniere; e, poteva aggiungere l'autore non s'eran di quelle lettere, dalla. vani veduti drappi in opera se non con qualche fiore copiato dai nostri giardini e orti, qualche rosa, qualche 1 garofano o giacinto. e più volte poi ristampato, «con aggiunte di bellissimi seVennero le trovate l'Arte de Tentori, che insegna tenger panni, tele, francesi: variarono i n giore, come per la comune. Da quest'o; tPlicto», ossiae «complesso» (gr. riserté, disegni, lat, perché divisa ta fetus: detta Che >loto Bosi compavero co maggio-i costarono all iau rovisionato ne lo Arsenà plerus), dallo Iltustrissimo Senato Veneziano, re gradazione x i anni di lavoro, ed è degnissima sempre di tinconsultata da quanti esercitano la nobileeardua Arte, i Francesi preserodi leessere te, disposti con certo più importanti istruzioni, sia bell'ordine e grazia, ci accoppiati con altre go di : leggiadre invenzioni. E petit teînt, nella quale è permesso servirsi di droghe mediocri, che fanno‘arte comune, i falsi colori. tutti n° invaghirsi di queste novità, che venivano dal paese delle mode. Ma eran sempre gli stessi fiori, e fiori tutti naturali. Conveniva pensare a variarlì; e ci pensarono, anche qui, i nostri vicini. Ritrovaron dei fiori non più veduti, d'una nuova vaghezza. Tanta varietà, congiunta a tanta novità, sorprese, abbagliò, ‘innamorò, entro e fuori i confini. Si credettero proprio i Francesi de’ muovi fiori che si videro sbocciare nelle fabbriche di Lione... Come segl'inventori gli womini fossero capaci d’inventar fiori più vaghi di quelli che produce la natura. No, non furon gl’inventori di nuovi fiori: essi, certo con merito, trovarono campi inesausti i diFrancesi piante e fiori esotici nei dodici volumi in foglio dell'Hortus Indicus Malabaricus, pubblicato in Amsterdam, l’anno 1678: nei quali sono con diligenza e competenza disegnate tutte le piante e tutti i fiorì più belli e rari diraraquella, per felicità di clima e fertilità di suolo, privilegiata regione dell'India. Orbene, senza l'Italia, né l'Olanda vanterebbe tale opera, né la Francia l'avrebbe fatta così bene servire ai suoi interessi. Ilunasignor Enrico van Rheed. Go: vernatore dei Paesi che la allora Compagnia dell'Indie possedeva nel Ma. labar, considerando quanto utile alla medicina sarebbe Orientali venuto da una descrizione delle piante, le frutta e le sementi che quel felice suolo produce, aveva posto mano a quest'opera, ma ne fu distratto dalle gravi cure politiche e militari. però il pensiero. Saputo che trovavasi da quelle parti il padre Matteo Non depose di San Giu. seppe, carmelitano scalzo napoletano, che aveva fatto studî ed esperienze insigni intorno alle piante del paese, fattolo venire a sé, lo mise a parte del e lo pregò dell'opera. Il padre accettò, e con quella meravigliosa sua abilità disegno Snare e nel dipingere, condusse il lavoro alla perfezione che si poteva nel disco aspettare da questo nostro insigne, e che gli meritò gli elogi che ne fece nella prefazione l'Editore olandese, L'Italia, diretta o indirettamente, ha improntato del genio de’ suoi figl può dire le arti; quella non esclusa, quale presiede la Sas dla i quale non disdegna, no, il culto italiano; alla e lo avrà, se già non l'ha, quale & vera dea Sf .feri uomini si conviene: quello che, trasmesso da Roma, da Venezia. da Da l'Hortus Firente dall'Ente Indicus torinese della Moda, alle nostre sane forti e belle città, fu Malabricus. Pars XI, pag » 59, n *pecieÈ. di Nymmphaea, & tornerà incon foglie grandiséimo Tae tI stai hi Tu ida) Riina dice al mondo e specchio non meno del gusto che del costume,
odore spirante l’Aniso,
ENRICO
BOTTINI
MASSA
636
NOVELLA
MARISE
GA
— Sono i nonni, vero, che non ci lasciano, par Ca — chiese cercando di aiutarla in maniera più espli. — Stai tranquilla, mamma, partiremo. — Chissà cita. — Ma se io chiedessi loro che ci lascino tornare
DI
scerebbero partire?
n;
FRSORERO
è
VALE
K
ché aveva
a casa nostra, che tanto io quanto Giovanna dobbiamo
FERRO
faceva pena:
cessibile
più diventa difficile. Lasciami pensare a tutto, combi. nare il piano, l'ora per prendere il treno. Bisognerà
— Ecco, quello è maturo, prendilo, Michele, $ - Il giardiniere saliva su una scala di legno, coglieva
partire di notte, quando i nonni dormono, — Il suo
e che odorava forte. I fiori, gli alberi, le
‘che l’idea della fuga riempiva di spavento. Adesso che aveva acconsentito di aiutare la madre, si disprez-
rientriamo insieme. 6 Calava la sera, e l’aria si era tinta di viola. Nel- _ l’orto, chiuso da alte siepi di biancospino, l'ombra >; aveva una qualità che a Laura pareva più dolce che
giardino e
il sole, custodito dai muri, rendeva fermentosa e colorava d'un giallo fluido come quello dello zafferano.
Seduta contro
il tronco
di una magnolia, Laura sen-
tiva l'odore degli arbusti, dell'erba e delle aiole divenire, quasi, la qualità del colore e del tepore che
avevano l’aria e il sole in quel giardino. Un piacere pregno dell’imponderabile malinconia del sonno, la rendeva estatica e pigra. Le ore passavano senza che se ne accorgesse: e solo il freddo che la prendeva alle spalle, col crescere
delle ombre
di m
ritornava
ito, sulla
dei nonni.
rientri tardi, —
stata?
le dicevano.
—
Dove sei
b
le lanciava un'occhiata
ad assecondarla. Non era pietà e neppure
debo-
pagna,
attenta; e Laura,
la vedeva abbassare gli. occhi, impacciata. Ingoiava,
iti, a tratti, da
ine,
Quello che si vedeva, tra
collina e collina, delle distese prative, era dolce, d'un
verde grasso che nutriva l’acqua dei rivi nascosti a fiore del suolo, tra sponde basse coperte di giunchi, L'aria era civile e casta: e un che di amico partiva da
dalla terra, dagli alberi, dai due colori domi
nai
il giallo e il verde, monotoni,
interminabili
colori
che
contemplò
la mente
tratteneva,
Laura
a
lungo quel paesaggio che le era divenuto familiare. Nasceva la luna, grande, d'un giallo focoso
nel cielo
sera, tornando dal giardino prima del solito, poiché l'autunno faceva umidi i crepuscoli, trovò la
più immaginata
madre seduta al pianoforte che cantava. Cantava un
sarebbe
i. L'autunno, spandendo
ripetere quelle parole che non diceva mai: je vous lore: e che, in quell'attimo, su quel ritmo, avevano
il sapore di una confessione. Ne vedeva i capelli bio
sottile: e ne sentiva il caconosceva
a me-
sapeva la suamaniera di ripiegare la testa sulla
spalla sinistra quando era stanca; il suo sorriso pigro mentiva, la piega che pren-
devano le sue palpebre quando, fingendo d'essere attenta, non ascoltava che le voci interne, Era la prima donna che fantasticava, e che le insegnava l’amore nei
suoi silenzi e nei suoi pallori. Ad un tratto la madre verso di lei: ,
smise
di cantare
e si volse
— Ti piace l'autunno in questo paese? — le do-
mandò.
— Sì, mamma, molto. — Ti piace rimanervi, allora? Non nare nella nostra. casa; a Bologna?
desideri
di tor-
Laura capì che le chiedeva aiuto: e non si oppose:
— Mi piace rimanere qui, ma tornerei volentieri a casa nostra. Del resto, dobbiamo
tornarvi
perché Gio-
vanna deve finire gli studi. — Può finirli anche qui, dicono i nonni; Torino è
vicina, vi potrà andare tutte le mattine, — Tacque un
attimo, esitante, col viso che si era fatto leggero, quasi innocente;
poi si alzò
decisa
dallo
sgabello e andò
verso Laura, le si sedette accanto: — Ma io trovo che è un errore, che dobbiamo tornare a Bologna, Pensa a che cosa sarà l’inverno, qui. Che cosa farai, tu, chiusa in casa tutto il giorno, senza
distrazioni, senza
amici?
E io, che cosa farò? Bisogna ritornare a casa nostra, Laura. 1 — Sì, mamma, — Lo vuoi, lo vuoi anche tu? Parlava tenendo il viso basso, e la sua voce era im-
plorante. Laura non ne vedeva gli occhi, ma li sentiva caldi e secchi, mentre
intorno delle neb-
rendeva il paesaggio immaginoso. Il ver-
astratto.
Laura
sentiva,
più
e’ solo gli odori —
odori tepidi di mele mature, di fichi caduti piedi dell'albero, di noci marcite tra l’erba, di bosco umido
Si era seduta dietro le spalle della madre e l’ascoltava
quando
le sembrava
strano senso d’intimità, come se camminasse fra i pro-
che vedere, questo paesaggio:
parole erano sciocche, ma ella non se. ne accorgeva.
nascosto
campagna
e vi cami
così leggero che sembrava
Le parole, nella sua bocca, perdevano il loro significato, divenivano un soffio caldo da cui si distaccava, all'improvviso, una nota illuminata. La canzone e le
lore, l'alito, la luce degli occhi
che vera:
nanza era intrisa di vapori celesti, fermi sotto un cielo
dont je veux revoir encore la douceur des.cils soyeux.
di, il busto eretto, la vita
partita, quella
e dei vigneti aveva delle macchie gialle che sembravano mobili come una fiamma. La lonta-
tournez vers moi vòs yeux,
moria,
presto
valzer, a bassa voce:
Puisque je vous adore,
sapeva che contraeva le mani
madide e che il suo corpo era corso da brividi come se avesse la febbre,
— Sì, mamma, — rispose, sempre laconica. Silvia si passò le mani sul viso con un gesto smar-
rito, senza avere la forza di parlare. Allora Laura ne
Vedendo
;
— ‘glielo rendevano, a tratti, reale. Giovanna, la sorella, di cinque anni più giovane di lei, le camminava al fianco, taciturna, Era una ragaz: zina triste, bianchissima di pelle, con dei grandi capelli d'un castano
verdastro
che le incorniciavano
— Ti piacerebbe
tornare
a casa nostra?
bel viso giù segnato da occhiaie profonde. mandi
—
un
le do-
— Non siamo in casa nostra anche qui? To sto bene
coi nonni.
— Si, anch'io, ma
tornerei
volentieri a Bologna,
-
Non era vero; da due giorni soffriva un disagio inesplicabile al pensiero che presto sarebbero partite, e aveva paura della madre. Tutto di un tratto, avvici.
nandosi alla casa attraverso i vigneti, la vide scendere un sentiero in declivio che conduceva ai piedi del colle. Era vestita di lana bianca e i suoi capelli biondi risaltavano sotto il sole; non ne vedeva il viso,
ma lo intuiva acceso, febbrile, con gli occhi schiariti
dalla luce come quelli dei gatti. Il cuore le tremò,
e disse a Giovani — La mamma ci cerca,
perché si fermò, e dopo essersi
la figlia e le
-Y
altrove. Gli odori, che il crepuscolo mescolava, le ri portavano alla memoria il ricordo delle aiole di prez
zemolo intramezzate da cespugli di papaveri coltivati, — epidivano ai piedi degli alti muri
stinto; la guardava, guardava crescere il suo lume. sulla campagna, e non si accorgeva di piangere. Qualche giorno dopo, ritornava da una gita attraverso i campi, fatta con la sorella. Da quando sapeva che
saliva amara, vincendo il bisogno di rom-
canestro.
— Sono stanca, ma tra poco ho finito; aspettatemi,
he frequentava, esterna, a Bologna,
pere con una parola incauta il pudore dove si era rinchiusa, ma sapeva che non le era consentito, e si
in un
nipoti, sorrise loro.
— Vuoi che ti aiuti, nonna? —
tutto:
— Nel giardino del castello, ma che cosa fai? La madre
tata
lezza, ma piuttosto il bisogno cattivo di vederla agire invece che soffrire. Sentendo che non le avrebbe detto più niente di importante, si alzò dal divano e si avvicinò alla finestra, dalla quale si dominava la cam-
so-
glia, il viso pallido della madre, e, dietro, quello ostile — Come
zava, senza sapersi spiegare il motivo che l'aveva por-
sul suolo, Vav-
vertiva che era tempo di ritornare a casa.
e come
il frutto, lo porgeva alla nonna che lo adagiava de- _
licatamente
Era un
siepi di mortella, crescevano in un'aria ristrettà che
vecchio
del tramonto dorava, I frutti penduli, d’un rosso lucido, spiecavano tra i rami. Ella li segnava col dito:
viso si era rischiarato, oramai era decisa, quasi ebbra dei propri pensieri: e ron si occupava più di Laura,
alla sua famiglia.
vano più spalti, ma un'erba folle nata fra mattone
allora, una
il _
giardiniere a cogliere mele, sotto l'albero che la luce
‘ave.
soltanto
pensile, chiuso da mura antiche e alte che non
mattone:
R
porta di servizio, più vicina. La nonna aiutava
— Seapperemo davvero. E quando lo vuoi fare? — Presto, il più presto possibile; più si aspetta ©
che più piaceva a Laura, del paese dove
prigioniera, era il giardino del castello, ac-
e di speranza.
Insieme fecero il tratto di strada che le separava — dalla casa, e attraversarono l’orto per entrare dalle
— No, no, bisognerà partire di nascosto, come se ‘appassimo.
da quattro mesi, pure essendo ospite dei nonnî, aveva la sensazione di stare come una
e avrebbe voluto che sorridesse, che fosse
piena di
Silvia crollò i capelli che si erano disfatti, benché non facesse un movimento:
Laura sorrise:
Qi
bisogno di calmarla, di toglierle la
di non riuscire, Il suo viso indurito dall’orgasmo le
riprendere la nostra vita normale, credi che non ci la-
guardata
minuziosamente
intorno
le chiamò.
— Siamo qui, mamma; rimani dove sei, che ti raggiungiamo, — le gridò Giovanna; e prese ad at versare i vigneti insinuandosi
tra il fogliame e i gri
poli. Laura, invece, seguì il sentiero. Aveva bisogno d’es-
del col. _
chiese.
— No, grazie, cara, ho finito. È tardi, e bisogna rientrare in casa. Riprenderemo questo lavoro domani, è allora mi aiuterai. Hai visto quante mele ci sono, questanno? Per coglierle tutte impiegheremo tre
Ma adesso rientriamo, il nonno ci aspetta.
che sembra
uscire
dall'anima,
tanto
è intimo, le ri-
portava la paura di prima e l'impulso di aggrap-
parsi alla nonna, piangerle sulle ginocchia, dicendo: «Non lasciarci andare via, tienici sempre con te». La notte, quando ‘tutta la casa fu silenziosa, aiutò la madre a fare i bauli, Prendeva la roba dagli ar-
madi e dai cassetti e gliela porgeva perché la riponesse, Giovanna radunava dalla stanza accanto i libri e i giocattoli. Lavoravano
tutte tre in silenzio, svelte
è enute. Di quando în quando Laura udiva, dietro le persiane, sibilure il vento che si era alzato dopo il erepnscolo: era un sibilo lungo e dolce, simile a — Su, su Laura, non distrarti, abbiamo poco tempo davanti a noi — la incitava la madre. L'inquietudine la rendeva dura; le erano disfatti i capelli e una ciocca ritorta le cadeva sulla fronte, velandole un occhio; il suo alito, le sue mani, il suo corpo, manda-
vano ‘un calore appassionato. A Laura
sembrava
un’estranea, ma
non
la temevi
più. L’aiutava come un automa, sentendo salire in sé la marea del sonno, Solo alle quattro riuscì a cori-
carsì, nel letto a fianco di quello dove Giovanna, da due ore, dormiva un sonno tranquillo: e si addormentò subito.
‘
L'indomani mattina si svegliò tardi. Le camere no in ordine, e
era-
— Sono già alla stazione, — le disse la madre, che sembrava
aspettarne il risvegli
Pietro a prenderli; partiranno pi
All’alba è venuto
di noi. Noi non
avremo che una coperta da viaggio; dovremo andare > alla stazione a piedi, È — A che ora partiremo? — chiese Laura, —
Alle cinque; sarà ancora buio.
Dal giardino veniva la voce di Giovanna, che cantava
una
canzoncina.
—
Come
Silvia
si affacciò
alla finestra,
mise i gomiti sul davanzale, guardò in giù. Laura, al suo fianco, ne sentiva l'inquietudine divenire grave, e chiuderla in un clima intangibile, Il suo viso, x cui l'insonnia. aveva_dato una bianchezza azzurrina, era fermo e distante. Quel viso lè piaceva; trovava la madre umile, pacata: e il suo amore le pareva una terra infinita e buia, dove avrebbe camminato a lungo, per sempre sola. mare. —
sono
felici
Pensa, Giovanna
i. bambini,
canta.
—
la udì
escla-
I loro occhi contrarono, e Laura vide che le lacrime, come bruciate dal calore delle iridi, sì fermavano sull’orlo delle sue ciglia, si riassorbivano a 0co. Mai le aveva visto degli occhi così belli,
— Perché ci cercavi? N Silvia rispose, decisa, quasi ostile, senza guardarla
dirle: «Perché soffri? Hai deciso la tua vita, devi essere contenta », e invece si distaccò dal davanzale dicendo: — Raggiungo Giovanna, mamma; ci vedremo a colazione,
sola. Sapeva che la madre cercava
Giovanna per annunciare la loro partenza: e voleva ritardare il momento in cui l'avrebbe saputo con pi cisione. Ma la raggiunse presto; le si fermò davanti, e le chiese subito:
in viso: —
Volevo dirvi una
cosa importante,
Ascoltate, bam-
bine; tu soprattutto, Giovanna, cerca di capire: io non posso più vivere qui, i nonni non mi lasciano andare via, allora ho deciso di partire ugualmente, senza che lo sappiano. Partiremo domani notte, alle quattro. Stanotte mi aiuterete a fare i bauli, mante-
nendo coi nonni un assoluto segreto. Avete capito? Tu,
Giovanna, sarai capace di stare zitta?
Giovanna sì abbuiò: — Perché non dovrei esserne mica una chiacchierona, io.
capace?
quasi, tutti colore e luce. Avrebbe voluta
La giornata fu lunga. Non aveva voglia di fare niente, la finzione le pesava. Sapeva che erano le ultime ore che passava coi nonni: e soffriva nel vederli ignari. « Non sentono che ci distacchiamo da «loro; non vedono neppure il dolore della mamma »,
pensava, ed era presa da un senso di affanno, come se
Non
eono
—
quello che fa l’onda quando rifluisce dalle fenditure rocciose. Lo ascoltava incantata, china verso di esso come verso un richiamo, è,
lei e
sere ancora
i
Allontanandosi dall’orto, Laura lo sentiva tepido e vitale come una persona; e se ne distaccava con tri.
stezza. « Domani »pensava «non potrò aiutare la none na». La sera che dava al paesaggio quello sfumato
si fosse
trovata
all'improvviso
sola,
tra
esserî
che non parlavano la sua lingua. Anche il giardino,
anche il paesaggio che le era stato così amico, le erano divenuti estranei. Si guardava intorno, e sten:
_
riconoscere le luci \utunno
spremeva
sulle collin Ive, dalla terra come un vapore;
d
bluastre della sera:
quelle luci molli, d'una
le aveva appoggiato
le
|| fl,
|
degli alberi. Faceva freddo, aveva un odore dolciastro d’acqua piovana e di nebbie ferme sui
prati. Ella camminava in silenzio, assorta: ricono» sceva, nel buio, le case bianche in fondo alle ale, i cespugli di fiori‘ di tabacco bianchî shî ‘muretti degli orti, i tronchi bianchi delle betulle sul ciglio della
che discrete, temi di scuola, incertezze, timori, un latino che non andava giù, un greco che faceva groppo
alla gola, ma un parlar breve e insinuante, una pro-
si mosse, lento, lasciò il paese. Laura si
nuncia originale, e un modo di ridere che ti comunicava allegi Il ragazzo era chiuso, opaco, tenebroso come son gli nomini innamorati, Gli bastava ascoltare,
come
da un
mare
lattescente, gli
senza parlare, ma si capiva, dagli occhi larghi e mor: bidi (bellissimi occhi che talora dovevano piangere) che davvero l’amava.
beri, i prati, i vigneti — isole verdi — si
pacifica, ancora intrisa
assaporata lungo la strad:
sotto
placida, splendente, riempì l’aria. Dopo qualche mi:
nuto comparve cido di fiore.
il sole, grande, pastoso, d'un rosso lu-
* — Mamma, guarda, — esclamò. ilvia volse la testa verso il sole. Piangeva, le la erime le scorrevano sulle guancie, lasciavano una trae: cia lustra sulla sua pelle ancora giovane e dai pori calorosi, asciugavano agli angoli delle sue labbra che dovevano essere brucianti. Laura le sorrise Perché piangi? Hai scelto tu questa strada, adesso
devi
percorrerla, — disse. — Ma, tu, mi resterai vicina?
mente la madre. — Certo, mamma.
—
Per due settimane, e per colpa di quella benedetta signora vestita di nero, io andai
il brillìo degli astri, seguitava in lei. Ad un tratto, il treno facendo una curva, vide dal fondo dell’oriezonte, dietro le colline, salire un colore acceso che dilagò nel cielo, lo aprì: e la luce dell'aurora, calda,
lo
un duplice filare i pioppi, si fermò ansante. — Adesso possiamo camminate con calma: manca ‘un'ora alla partenza. Laura le si mise a lato, tenendo per mano Giovan. | na, che il sonno accecava, e prese a camminare, Era la prima volta che camminava su una strada notturna, in quella stagione, sotto la luce fredda degli astri, Il buio era leggero e, d'un colore azzurro. La campagna si stendeva uguale come una pianura, spartita da rivi che, a tratti, luccicavano tra il fogliame
armoniosa, modellata con svelta aristocrazia, le gambe
flessuose nella guaina della morbida seta, sollevate su due alti tacchi di sughero, come si usa oggidì. Le poche parole che talora riuscii a capire erano più
e dor
il treno che ar-
suo appartamento, le riconobbe, le aiutò a salire. — Partono così di buon mattino? Buon viaggio,
la impregnava:
aprì con cautela la porta d'ingresso; fece passare: Gio: di corsa
i per mostrare il vestito della
festa), e per di più naturalmente graziosa, un cappellino
marron con l’ala abbassata e, sul rovescio, su dalla nuca il più fulvo oro che avessi mai visto, ben fatta,
soltanto dallo squillo
era seduta in faccia alla madre, contro finestrino. Nasceva l'alba, nel cielo sbiancato e senza
vanna, poi lei: e chiuse il battente dietro di sé.
disse, Attraversò
un braccio
in silen:
annunciato
nuvole. Un candore molle scendeva sulla campagna,
ultime
alla casa, incitando le figlie; è apnascosta la vista delle finestre da
rumore,
signore. Il treno
robe che erano rimaste, e lasciarono le stanze. Scendendo le scale, Laura udiva i colpi del suo cuore pie lare contro le tonsille: e temeva che risvegliassero la casa. Invece il silenzio era profondo. La madre
Presto, presto, —
que.
monotono del campanello, Il capostazione, uscito dal
qual.
a te Giovanna, che non faccia rumore.
presero
la testa contro
miva, quieta. Aspettarono
rivò senza
— Presto, Laura, bisogna fare presto. Raccomando minuti,
e anche
— Dovremo aspettare una ventina di minuti, — dis
— disse, traendola verso le scale. Adesso pareva che fosse lei a darle aiuto; e aveva una voce, un viso che non erano materni, ma amichevoli. Laura la baciò con tenerezza: — Dormirò, mamma, non darti pensiero. Dormì veramente, di un sonno grave; e le fu dolce risvegliarsi udendo il suo nome detto a bassa voce, incontrare gli occhi della madre china su di lei.
in pochi
corpo,
stesa dei vigneti e dei campi.
Ici, le prese un braccio:
pronte
del
se Silvia. Laura si sedette accanto a lei, sul divano. Giovanna
ch'era rimasta seduta sul divano, andò verso
Furono
che
d'aspetto che guardava, dalla porta spalancata, la di-
| che ora. Andiamo subito a letto. Ti sveglierò alle tre. Giovanna dorme già da un pezzo. Andiamo, cara,
| _—
spirito
un sorvegliante sveglio, immobile su una panca di legno dell'atrio. Ella seguì la madre nella sala
|_— Ne sono sienra, nonna, — mormorò; e la guardò | scomparire in cima alla scala. dormire
le chiese umil.
di fuori smaniosa
perché
lo ha nutrito
i
NOVELLA
| GIANNINO
ti
così,
delle
mentale. Accosto
sero,
Tutt'attorno
le erme,
e snelle
architet-
le statue, i miedaglioni, nomi
uomini
ri-
che ave
yano onorato il paese; poeti, navigatori, artisti, e le
|
lapidi, di sotto, rinnovavano i saluti e-gli elogi di un piccolo mondo riconoscente. I pinî, verso la marina, svettavano alti nel cielo con
dei cappucci che oscilla-
vano nel vento' fresco e profumato del mattinò. Giungeva dalla spiaggia, #’insinuava' trai filari, ginocava
|
mei
È
viluppi delle fronde, cercava la torretta nella qua-
le, sera e mattina, dietro le bifore, le campane. si rae-
contavano
antiche storie lontane. La. città svaniva .die-
tro un palcoscenico. di isolette quasi bianche o bianche e verdi, battezzate con i nomi che fiorivano nelle strane leggende del popolo, fuori dal cerchio severo -
dei marmi
l'onda.
che, per un
Quest'angolo
prodigio,
quasi
si sollevavano
abbandonato,
sul-
fra improv.
vise fioriture e sognanti germogli, era conosciuto da tutti città, col battesimo che gli avevan dato, tanti b
‘anni prima,
ramento
due
che avevan
scritto sui muri
giardino
dell'amore ». Quelli che, inavvertita-
ad un
la matti
gruppo
più folto di alberelli, nella
di
statura, molto bionda,
dere accanto a Guido e Giorgio vicino a Maria
il giu
di non lasciarsi mai più, «per tutta la vita »,
mano, Si scioglievano, entravano in due strade diverse, senza dirsi addio. Questa specie di commedia durava
da un mese e nessuno, che io sappia, prima di me; riuscì a cogliere una parola. Forse non avevino molte cose da raccontarsi, o .le solite, quelle che itutti si ripetono, a meno di vent'anni, ma sembravano. così felici che la gente li scorgeva, li invidiava, e quella che
passava, si girava ‘a -guardarli.
— Quelli sì, che si amano sul serio... — Chi? — domandai alla signora vestita di nero che
spingeva avanti a_sé la carrozzella col bambino. —
Non
li vedete?
Io li ho sempre
incontrati
allo
stesso posto, la terza panchina. Voi lì avete scoperti soltanto adesso? La signora sapeva_il nome della signorina e del ra-
gazzo, quel che facevano e quel che cercavano di non fare, quel. che ogni giorno sì dicevano, una imperti-
nente che mi faceva dispetto.
— To devo. far-prendere sole al bambino, capite? E allora vede e si sente anche se non si vuole. Da principio credevo (beata ingenuità!) che studiassero assieme, ma poi ho compreso che i libri non erano che
un pretesto. La signorina è molto bella, non vi pare?
— L'ho vista una volta ma la ricordo bene. È molto,
per
far buon viso a cattiva sorte. Ma che terribili inna-
delle statuette insigni che si alzavano incuriosite e smagate dai piedestalli, fra i giacinti e le rose. — Un'altra volta non farti aspettare; anche oggi... — Non potevo.. — Non ti credo. — Fa a meno... — Giura!
—
Un corno!
—
Che modi
sono questi?
— Quelli che meriti!
— Me la pagherai... ‘on ho: pawi — Vergognati. Lo dici tu.
— Non mi rivedrai più. # — Bravo! Nella confusione Franca e Giorgio non riuscivano a
capirsi ingiurie.
ma soltanto a coprirsi di rimproveri e di
Un rno, ahimé, le gambe mi han trascinato ancora lassù. Credeyo che fossero scomparsi, tutt'e quat
tro, e invece c'erano, allo stesso posto, e il temporale
fra Guido e Maria —
rifugi. La sicosì bionda
ittà non ce n'era un’altra, giungeva dal lice Giorgio, bruno, dal volto olivastro, dall’Accadem: Franea, con Orazio, Demostene, Plutarco, e. l’algebra applicata alla trigonometria sotto il braccio, Giorgio con la scatola dei compassi e i suoi cartoni. Sedevano ni due lati, un po” distante, lasciavano agli angoli quel che avevano portato dalla scnola. Poco dopo sì stringevano nel mezzo, aspettavano che calasse la sera, rag: giungevano il cancello adagio «adagio, tenendosi per
ture vatiopinte le aiuole di rose e di giacinti.
| cordavano ai passanti vecchi
bizzarra e curiosa
mezza
DI
semplici
«il
sorte
musica lenta di una fontana, Franca e Gi
VILLINI più graziosi, sorti da poco nella città nuova, con
ironia,
una
arrivati, casualmente,
morati, gli ultimi due, senza pudore, senza controllo, senza ritegno! Si accaldavano, inviperivano, non avevan riguardi per i vecchi clienti della panchina e neppur
FERRO
mente, ripeteva una regola passionale, un ritmo senti.
OMERO GALLO
chiudevano
senza
fortuna,
molto
temporale era alle viste, ma il cielo, dopo le prime mi-
e la
che lo raggiungevano avevan l'impressione di trovar la
ricordo, la signorina
avevano separati i primi due, nel mezzo s'eran acco.
ginità dello spirito: e che, vicina a una donna più debole di lei, incominciava una solitudine infinita. MARISE
di un
maccie, ridivenne sereno. I nuovi
che appar.
l'infanzia
en-
modati Guido e Maria sicché Franca aveva dovuto se-
tinta di rosa, capiva che lasciava dietro di
l’anima
dell'amore », erano
nota în città per le sue pupille vellutate e splendenti e per la sua generosa civetteria. Io capii, più tardi soltanto, a seguir le mani nervose della ragazza, che un
Allora anche Silvia sorrise; e Laura, guardando fug-
il più bel paesaggio del mondo, quello
nel «giardino
trati due nuovi ospiti, Maria e Guido, un vedutista © una commessa, bruni tutt'e due, il giovane, un pit tore controllato da un negozio d’acquarelli per gente
gite la campagna bagnata dal giovane sole come da un’aequa
e tornai.
Un bel giorno Franca e Giorgio capitarono troppo tardi, quando,
—
[È IL Giarpino |DELL'AMORE
ignota signora, ogni giorno, per
Giunse alla stazione senza accorgersene. Non i era
fo! mon mi hai aiutata a cogliere le mele; spero che doSA mani sarai meno pigra. Domani, vedrai, sarà una bellissima giornata.
Il più difficile è fatto. Dobbiamo
di
due settimane, n che per natura non sono affatto curioso, son tornato al «giardino dell'amore ».
cino a esseri incomprensibili, e, anche, l’amore della
no, più dello
| triste, implorante: e li salutò con un sorriso. | 7Buona notte, Laura, — disse la nonna, volgendosi
—
Per colpa
è,
madre, Non percepiva, di proprio, che un tepore stra
a lei particolarmente. — Oggi sei stata svogliato, ©
di
na
sto le pareva fantasticato,
fu ripresa dall’angoscia: «Ora grido che non vo. | glio partire». Ma sentì che la madre la guardava,
‘
Jorti
primi terrori dell'anima, la trepidazione di vivere vi-
Quando venne il momento di salutare i nonni, come tutte le sere, prima che salissero ‘nelle loro stanze,
Sil
albicanti
la pace notturna della terra. Tutto, lontano, quasi fantasticato: l'i
centezza quasi marina, che le avevano po: pre un senso di pace. In lei si formava un’ era impaziente, non vedeva l a di | partire.
| ne sorda, ormai
nc
quel bianeore
cezza mai provata. Anche il silenzio ledava una sensazione grave: le pareva di capire, attraverso di esso,
che salivano, coloravano l’aria, prima di mutarsi nelle
nebbie
stava per scoppiare,
Dovevo capirlo subito...
— È quello che dico io...
— Sei un pittore ma non hai creanza! — E tu?
— Che puoi dir sul mîo conto? Ti sfido! —
Quel che
dicon tutti, mia cara;
-— Prova a ripeterlo!
Franca e Giorgio li guardavano sbigottiti, quasi in: teneriti, con una: voglia matta di dir. qualche cosa;
che non era opportuno, che non era giusto, via, rovi. nare una bella giornata di sole in quel modo, ma chi
osava parlare?
Non visto, dietro il viluppo degli alberi, mi divertivo un mondo ad ascoltare. Aspettavo che Ja. bufera pas
sasse, che i quattro innamorati se.ne andassero. Uscie vano sempre allo stesso modo. Giorgio e Fratica ” prima, Guido e Maria, un po” dopo. I caticelli unsi
richiudevano, il giardino dell'amore entrava în un cerchio d'ombra, fonda. Il selciato si staccava del ‘recinto e la strada correva diritta in città fra fuori case e negozi. Ma quella signora delli carrozzella la doveva
saper lunga perché ieri mi
:
disse:
— Non lo sapete? Oggi è tornata la calma, ma è uno scandalo sul serio, a quell’età sopraluogo, e così per alcuni giorni di seguito;all’inutile ma alla fine, la ten: ia verso la panchina. Vuota. La fontanella di fronte continuava a cantare, le rondini folleggiavano sulla chioma dei pini, Cercai,e
al di là delle
ole, per un capriccio vano
sato. Non avrei mai creduto se non avessi visto,e insen con i miei occhi.
La
passeggiata che non sospettavo;
di Guido, Maria a braccio
Franca a braccio
di Giorgio...
GIANNINO OMERO
GALLO
TRIENNALE
POLINREMARE NAPOLI 9 MAGGIO I5 OTTOBRE 1940-XVI II
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CroNnACHE
PER TUTTE
LE RUOTE
Signori. voglio mettervi al corrente — di quanto accade in questo so mondo — Nemico della critica opprimente, che d'ogni cosa vuol toccare il fondo, — vi dirò tutto in rapide ba ttute, — senza guastarvi il sangue e la salute. E, per colui che ancora lo ignorasse, il gin, il whisky e tutti gli altri alcolici, colpiti anch'essi dalle nuove tasse, hanno raggiunto ormai prezzi iperbolici, per cui non sembra affatto esagerato dir che a Londra lo spirito è elevato. a
Non ci stupisce, poi, che in Inghilterra sia rincarato în questi giorni il fumo, quando si pensi che gli Stati in guerra ne stan facendo il massimo consumo son otto mesi ormai che in largo e in tondo gettan fumo negli occhi a tutto il mondo! Chamberlain, tempo addietro, aveva detto che Hitler ha perduto l’autobusso quanto vi sia di vero in quel concetto non si può dir, però sembra indiscusso — né c'è chi un dubbio in questo campo [esprima — che, pure andando a piedi, è giunto prima.
Della censura sembra che i francesi abbiano alquanto piene le saccocce, per via che le notizie norvegesi vengono date lor col contagocce, come si fa coi sali dell’arsenico che a berli in una volta è poco igienico...
Alcuni esploratori hanno scoperto in Australia una bianca, naufragata fra una tribù selvaggia, in un deserto, son dodici anni, dicono. Invitata a tornar fra la gente incivilita, ella ha risposto: — Già! Fossi ammattita!.
Un'alienata, grazie all’emozione prodotta in lei da bombe d’aeroplani, ha riacquistato, a Namsos, la ragione. La guerra, dunque ha questi effetti strani? C'è da sperare, in base a questo indizio, che pure il mondo metterà giudizio. Si sta facendo adesso in Inghilterra il censimento delle cancellate, che, in caso di durata della guerra, potrebbero dar ferro a tonnellate. Tolti i cancelli, speran di potere toglier di mezzo pure il. . Cancelliere? In Scandinevia, albergo salutare della... neutralità per eccellenza, un giorno l'istruzione militare veniva fatta per corrispondenza. Ma un giorno si soleva, in Inghilterra, far per corrispondenza anche la guerra. Hanno arrestato il monaco Carnesi, che uccise due compagni, ricordate? In tempi men feroci e più cortesi, era il demonio, a volte, a farsi frate; adesso, invece, sono tempi in cui un frate si fa diavolo anche lui!
I maestri di ballo americani voglion moralizzare ora la danza: la dama e il cavalier, tese le mani, dovran restare a debita distanza. Bravi! Ma il ballo, allor, servirà assai! Converrà meglio andarsene in tranvai Maggio. Sui campi, che magnificenza! Le rése sono in piena fioritura... Ma conoscete voi la differenza che passa fra la donna e la natura? Via via che la seconda si riveste, l'altra si spoglia... (E che, ve ne dorreste?). All'uscita da un cinema, a Trieste, la Squadra, l'altra sera, acciufa un ladro, che due pistole sfodera e con queste le vie della città mette a soqquadro. Era impazzito? No, nulla di strano: aveva visto un film americano!
Due quinti almeno delle spie che adesso putlulan con la guerra in ogni Stato, Si crede che appartengano al bel sesso, il che, secondo noi, non è sbagliato dinanzi ad una donna seducente, un uomo... si sbottona facilmente.
Con processi sintetici (e alla Fiera hanno voluto darcene una prova) si può ottenere un vago odor di pera, di caffè, di vainiglia... È cosa nuova? In qualche trattoria, d'una pietanza non fan sentir soltanto... la fragranza?
1 gangsters in America — sì dice — son diventati assai meno brutali hanno abolito la mitragliatrice, non usan che revolver e pugnali. Coraggio, o pessimisti refrattarî! Viviamo in tempi motto umanitari.
In Gran Bretagna un vivo malcontento han provocato gli oneri del fisco: ha subito fra l'altro un forte aumento la tassa sui fiammiferi. Capisco: che in Inghilterra dei denari spesi si vogliano rifar con gli... svedesi?
Poiché la mano d'opera difetta, molti autori tedeschi sono andati volontari sui campi... In tutta fretta noi li additiamo a certi letterati, @ cui ci pare ch'altro non rimanga lasciar la penna ed impugnar la vanga!
Vi risparmio la solita facezia circa le notti calme della Mosa, Piuttosto, vi dirò che quella Svezia va diventando ognor più minacciosa. Ma allegri, ché la corsa tripolina, coi soliti milioni, è ormai vicina! ALBERTO CAVALIERE (Disegni di Molino)
Milano
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
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N_4045 "XII
(Continuazione Notiziario Finanziario) A
queste
cifre
sono
da
aggiungere
»w 110988
le
esportazioni di parti staccate, che nello anno sono ammontate a 972 quintali per lire .1.857.000. * Finanza fascista: il Rendiconto Generale dell'Amministrazione dello Stato per l'esercizio finanziario 1938-39. A tempi eccezionali, finanze eccezionali. Queste parole con le quali siinizia la Relazione della Commussione Generale del Bilancio alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, ben valgono a caratrerizzare ja complessa dinamica delle nostre pubbliche rinanze nell'ultimo quinquennio, Dall'esercizio 1934-35 durante il quale ha fronte di 18.817 milioni di enuate etfetuve si ebbero 20.847 milioni di spese, con un disavanzo totale, perciò, di 2.050 milioni, siè passati nel 'esercizio 1938-39 a 27.576 milioni di entrate di contro a 39.853 milioni di spese, non senza aver toccato nell'eserelzio 1936-37 i 40.932 milioni di spese ed un aisavanzo di 15.250 milioni di lire. Complessivamente nei cinque esercizi l'entrate sono ammontate a 118.934 milioni, mentre le spese effettive hanno totalizzato ben 17.331 milioni di lire. Il disayanzo giobale dei cinque esercizi è risultato perciò di 54.397 milioni di lire dei quali 7.917 milioni per spese ordinarie non coperte da entrate e 46.480 milioni per oneri eccezionali. Queste, scrive il Supplemento Economico Finanziario dell'« Agenzia d'Italia e dell'Impero », le cifre che riassumono nella loro chiara precisione ed eloquenza, il poderoso sforzo sostenuto dal Governo fascista e dal popolo italiano in un periodo certamente tra i più gloriosi e difficili della nostra storia. Ora, non è senza interesse rilevare che questo ingente fabbisogno di dispoNibilità finanziaria si è reso necessario per fronteggiare tali oneri eccezionali, è stato sodisfatto in massima parte convogliando alla Tesoreria le normali disponibilità del risparmio e lasciando largo margine agli investimenti produttivi. Ed infatti come risulta documentato nella citata relazione, ha contribuito: per 13.765 milioni 1 proventi risultanti ‘dall'aumento dei conti correnti di tesoreria. (Cassa, depositi e prestiti in rapporto all'emissione di Buoni del Tesoro ordinari; per 6.836 milioni i proventi delle operazioni inerenti alla Rendita 5 per cento 1936; per 6.011 milioni il Prestito Redimibile immobiliare 5 per cento; per 3.757 milioni di introiti derivanti dai Buoni novennali del Tesoro; ecc.). Quanto al prossimo avvenire è da aggiungere che il resiesso
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VISITATE
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SPORT * MICHELA VINCE ANCHE IL PREMIO DI DIANA. - Elegantissimo e affollatissimo il grandioso ippodromo di San Siro ha avuta, domenica scorsa, la riunione dedicata alle puledre di tre anni ‘che tradizionalmente vanno in caccia delle 100.000 lire e dell’agognata classica laurea femminile nel Premio di Diana (ex Oaks d'ItaIta). Non è sfuggita, come non poteva sfuggire, la vittoria a Michela, la figlia di Cranach che aveva strappato coi denti l'altra settimana il Premio Principe Emanuele Filiberto a Bellini. Questa volta però non fu costretta Michela a dar fondo alle sue risorse per trionfare, perché le avversarie in campo non erano affatto in grado di opporsi alla brillante coetanea che evidentemente le surclassa nello stile, nella potenza d'azione e nella pronta docilità non appena richiesta dal fine Caprioli. Tanta schiacciante supremazia ha fatta vieppiù rifulgere nel « Diana » la puledra della Razza del Soldo per la signorile galoppata compiuta con indifferenza assoluta alle impetuose scorribande iniziali delle rivalli; sicché non solo la dobbiamo stimare la miglior femmina dell'annata, ma le sue facili falcate suggeriscono che essa con la smagliante forma raggiunta possa minacciare ogni primato maschile. Questa è l'impressione lasciata dalla figlia di Cranach quando faceva corsa a sé mentre dietro, a rispettosa distanza, Mirandola impegnatissima dal buon Camici portava i colori di de Montel a piegare il verde e giallo dell « Mantova » indossati da Pacifici su quella Peruviana che aveva avuta la fortunata occasione di battere Michela sul miglio del « Regina Elena » alle Capannelle e che cedendo ora sui 2200 metri ha accusata poca resistenza nei più durì percorsi, Sarebbe cavalleresco tacere le gesta delle sconfitte femminucce se non fosse necessario accennare all'inferiorità di Stella cadente confrontata alla compagna trionfatrice, a quella ribadita da Lacca e ancor più mai cata delle sperdute Fior di Ginestra, Galea e Tintoretta. Forse quest'ultima potrebbe andare meglio sui brevi percorsi e l'altre in categorie secondarie: consigliabile è dopo queste sentenze la rassegnazione. Il successo strepitoso ottenuto nel « Diana» farà deplorare alla Razza del Soldo
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MOSTRA DEL CINQUECENTO TOSCANO Esposizione di capolavori del secolo d'oro dell'arte italiana nella più bella casa rinascimentale di Firenze: Palazzo Strozzi
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virtù della straordinaria finezza delle sue particelle, mentre riesce a rettifi-
cente successo della emissione del Buoni novennali a premio 5 per cento, il cut importo sottoscritto ha superato tutte le altre precedenti consimili emissioni, varrà a far riaffuire alla Pubblica Cassa notevoli mezzi liquidi che permetteranno il normale svolgimento delle operazioni temporanee di Tesoreria.
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XI
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALTANA
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BENEFIELD
è nato in una piccola città del Texas. Figlio di un modesto proprietario di fattoria, conobbe assai presto le amarezze di una precoce esperienza di lavoro e di sacrificio, e ciò non mancò di avere un'infuenza decisiva sulla formazione del suo carattere. Malgrado tutto riuscì a portare a compimento gli studi classici e ad iscriversi all'Università di Stato. Le difficoltà economiche non gli consentirono però di conseguire la laurea: e Benefield abbandonò l'Università per entrare come redattore in un grande giornale americano. Fattosi conoscere, în breve tempo, come giornalista, non tardò a farsi conoscere come letterato. Oggi è uno degli scrittori più popolari d'America.
BARRY
BRUNO
L’ETA FAVOLOSA È il poema di una fanciullezza; e la fanciullezza è quella dell'autore stesso, con la visione del mondo quale appare agli occhi suoi nuovi e con la rappre. sentazione della vita e delle persone moventisi quel tempo dattorno ‘a lui. Tanto più suscitante la curiosità e l'interessamento dei lettori, in quanto co-
BENEFIELD
deste persone hanno, in gran parte, un nome nella storia letteraria italiana: Carducci, Nencioni, Gargani, Thouar... Eppure, sopra e oltre codesta ragione, un'altra più forte avvince e commuove: e son le figure paterna e materna, d'un’umanità profonda che l’autore rende con amore di ‘figlio e con distacco d'artista, onde esse acquistano una verità e un'evidenza quali forse nessun personaggio di qualunque romanzo. E oltre queste, una quantità innumerevole d'altre figure col suo volto ciascuna, e un'anima e una vita inconfondibile propria, che si muovono vive e vere sullo sfondo della. Firenze ottocentesca. Storie, episodi, aneddoti variano la trama del racconto, nelle cui pagine costantemente aleggia l'aura della poesia, sorrisa da un umorismo che fa più lieve il respiro e più attraente il cammino, L'autore di Villa Beatrice e di La mensa di Lazzaro, non ci aveva ancor dato un’opera così penetrante di umanità, così riboccante di poesia, così limpida e chiara di stile.
COMINCIÒ IN APRILE... GRANDE
CICOGNANI
ROMANZO
AMERICANO
Volume in-8° di pag. 560
Lire VENTICINQU
“Tutto luce alla superficie e pur vi tocca nel profondo,, “ Dal principio alla fine... delizioso, Nella eco del clamoroso successo americano giunge in Italia questo romanzo delizioso, che nel titolo pare quasi annunelare il ritorno festoso della primavera. E dei fiori primaverili ha il profumo e la freschezza. Su una trama delicatissima scorre la nai razione, fluiscono impressioni e sentimenti, senza che l'inciampo di un'analisi o d'una deserizione intervenga a turbarne il corso naturale; e l'azione sì svolge sempre su un piano di rara purezza morale. In una vecchia casa di campagna abitano un professore tutto preso dal problema spiritico è Ja figlia tredicenne Dik-Dik, che sente dolorosamente la solitudine impostale dal padre, studioso stravagante. Governa la casa una buona donna, italiana di origine, già famoso medium europeo, capace, quando occorra; di medianiche comunicazioni con lo spirito di Pasquale Galluppi. Da una di queste meravigliose comunicazioni Dik-Dik apprende che arriverà nella sua casa un giovane bruno e per lei comincerà una vita nuova. L'ospite è un giovane aiuto editore lettore: Mole è il suo nome. L'incontro è fantastico, illuminato dalla grazia ingenua della bimba. L'idillio tra il giovine e la bimba è però bruscamente spezzato dall'intervento d'una bella avventuriera che tenta di avvincere Mole con tutti i mezzi: gangsters, inseguimenti... È una lotta emozionante, nella quale la piccola Dik impegna tutte le sue forze: ma è un breve tramonto per lei, poiché il ritorno di Mole riporterà nel suo cuore il raggio della felicità.
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GRANDE STORICA
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Un dramma aviatorio tra i ghiacci della Norvegia
H. BUGGE
MAHRT
TEMISTOCLE
NELLA TORMENTA
CELOTTI
ROMANZO QUARTA EDIZIONE
Vol. in-16° della Collana “ Vespa, Lire
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STORIA DI SPAGNA Volume in-4° grande, su carta di lusso, di 1060 pagine con 474 illustrazioni e 24:cartine. Rilegato in mezza pelle e oro Lire
CENTOCINQUANTA
ìa mancata iscrizione di Michela nell'imminente Nastro Azzurro, a meno che alle Capannelle fra pochi giorni l'allenatore Federico Regoli luminosamente dimostri essere nel vero ritenendo Sabla superiore all'attuale brillante protagonista, anche se debba pensare come la efficenza di Sabla possa essere pregiudicata dai contrattempi che la costrinsero ad eloquenti rinunce per oltre due mesiA nel classici Ancontri distagione. Ma:se Regoli avesse ragione allora sarebbero guai seri per l'affascinante giubba bianca dalla croce rossa di Sant'Andrea sempre protesa alla conquista di quel Jauro ambitissimo. Rifetta però l'allievo di Tesio che il maestro oltre a Bellini potrebbeaffidarsi pure aTito Conti, puledro im. battuto sin qui e veduto coprire il miglio e mezzo nel Premio Trivulzio l'altro giorno a San Siro con disinvoltura e segnando senza sforzo alcuno il tempo notevole di 2.34,1/5. Minaccia incombente e tale da porre in pericolo i sogni più belli. Ma illustrando la vincitrice del « Diana » Ron intendo insistere nella digressione che porterebbe ad anticipare pronostici sulla « classicissima».All'imperiale ippodiromo dell'’Urbe saranno il 12 maggio sgombrati i dubbi e distrutte le incertezze incombenti sui giudizi del valore dei tre anni, Così il Premio del Re Imperatore assolverà ancora una volta la grandiosa sua finalità sportiva. MaxrneDr OLIVA * Olimpiadi. Il Comitato organizzatore dei XII Giuochi Olimpici di Helsinki e il Comitato Olimpico Finlandese, si sono riuniti per pronunciare l'ultima parola in merito alle Olimpiadi del 1940. Com'era prevedibile, il consesso ha deciso ufficialmente di rinunciare in modo definitivo alla effettuazione dei Giuochi di Helsinki e di restituire il mandato al C. I. O. Di conseguenza i Giuochi della XIl Olimpiade non avranno luogo. * Tennis. Quale rivincita dell'incontro disputato a Roma, le squadre d'Italia e di Germania si incontreranno nuovamente a Berlino nella seconda quindicina del prossimo luglio, cioè subito dopo i campionati internazionali «di Germania. La formula dell'incontro sarà la stessa di quella adot tata a Roma vale a dire quattro singolari e due doppi. — Ai prossimi tornei di Berlino e di Wiesbaden, la F. I. T. avrebbe intenzione di inviare Martinelli e.Cavriani per le gare maschili e Tonolli e Ja San Donnino per quelle femminili. * Ciclismo. Un premio speciale e un vivo elogio è stato elargito dalla F. C. I. al corridore professionista Aldo Ronconi perché durante il Giro della Toscana, dimostrando vivo spirito di correttezza sportiva, rifiutava aiuto di terzi sia per riparare la bicicletta avariata sia nel suo tentativo di riprendere i corridori che lo precedevano. — Approfittando del suo attuale eccellente grado di forma, il corridore olandese Schulte ha dichiarato di voler trasferirsi quanto prima a Milano per fare un tentativo sulla pista del Velodromo Vigorelli contro il primato mondiale dell'ora senza allenatori detenuto dal 3 novembre 1937 dal francese Archambaud con km. 45.840. Nei circoli sportivi olandesi si pensa che Il celebre « pedalatore folle » dovrebbe poter riuscire nel suo tentativo. * Pugilato. In seguito ad un attacco cardiaco è morto a Nuova York a soli 44 anni il notissimo impresario Mike Jacobs, Egli aveva iniziato la sua carriera come « secondo =ma ben presto era divenuto rappresentante di campioni come Mc Tigne e il francese M. Routis. Arrivato Schmeling dalla Germania, Jacobs, nel 1930, organizzò l'incontro che condusse il pugile tedesco al campionato del mondo assoluto. Durante quell'incontro svoltosi a Chicago, avendo Sharkey portato un colpo basso a Schmeling, si vide Jacobs balzare sul quadrato e chiedere la squalifica dell'americano con così convincente vivacità che l'arbitro dichiarò senz'altro vincitore Schmeling. Da ciò la brillante e rapida carriera del tedesco e la grande fortuna di Jacobs. — Dato che il pugile De Leo ha rinunciato al massimo titolo nazionale che deteneva, il titolo stesso è stato dichiarato vacante e la commissione tecnica federale ha prescelto i pugili Merlo Preciso e Giusto Girolamo per la disputa del titolo stesso. L'incontro deve effettuarsi entro e non oltre il 25 giugno. * Calcio, La partita Novara-Genova che avrebbe dovuto essere rigiuocata il 2 maggio, è stata rinviata algiorno 8 inconsi-
derazione del fatto che la squadra rosso. blu il giorno 2 non avrebbe potuto presentarsi a ranghi completi avendo alcuni atle. ti a disposizione del C. T. per la formazione della Nazionale. — La rappresentativa della serie C in. contrerà a Bari la rappresentativa alban se. Lo svolgimento della partita è stato fi sato per il 23 maggio.
— Il professionismo è stato ristabilito în Spagna. Il salario massimo che potrà essere assegnato ai giuocatori, è stato fissato a 600 pesetas al mese. — Come funzionerà la progettata scuola per giovani calciatori? Ecco. Essa radunetà a Firenze, alla fine di ogni stagione, i giovani che più degli altri si saranno posti in luce e li istruirà in modo di rimandarli
L’AUTOREVOLE DI Due
SOMMI
MONDIALE
PAROLA
CLINICI
sul
RICOSTITUENTE
ISCHIROGENO (a base di fosforo, ferro, calcio, chinina, con stricnina o senza)
CARDARELLI
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D' Ungrazio sentelavezibb Ulozebi 2eone) bf flen Pohicogens, He cè èdenea figure SMavare cjarta, ba) ellie) sir MAZZA
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alle società, sicuri di quello che dovranno" fare in avvenire onde migliorare ancora,
* Varie. Sono state condotte a termina le laboriose trattative per l'incontro, ché porrà di fronte i nostri migliori campfoni di atletica leggera contro il forte Brasile. La nostra squadra, che sarà composta di sedici atleti, dovrebbe imbarcarsi alla fine del mese di ottobre e gareggiare a San Paolo alla fine di novembre. — ll grande sciatore Leo Gasperl per un quinto di secondo ha fallito il primato mondiale di discesa sul chilometro. Il tentativo si è effettuato sulle nevi di Cervi. nia e Gasperl ha adoperato degli-sci spéciali un po' più pesanti e meno larghi di quelli normali e dalle laminature di ottone. — In seguito ai soddisfacenti risultati raggiunti sull'autostrada Firenze-Mare tialla nuova 1500 a 4 cilindri e 16 valvole chie la Maserati presenterà a Tripoli il 12 maggio, risulta che la squadra della casa modenese sarà capitanata da Tazio Nuvolari. Altre due macchine saranno guidate di Gigi Villoresi e da un altro pilota non ancora precisato, NOTIZIARIO DELL'IMPERO * Dal discorso del ministro Teruzzi alla Camera del Fasci e delle Corporazioni è possibile desumere, in modo evidentissimo e documentato, il grado di progresso efficiente che vanno assumendo | nostri possedimenti africani. La relazione del Ministro dell’Africa Italiana è infatti ricca di nuovi interessantissimi dati e nottzie che,- posti a confronto con quelli finora conosciuti, fanno facilmente .intendere con quanto fervore sì sia lavorato nel pur breve periodo di un anno. Particolarmente significative appaiono le cifre relative ai risultati fecondissimi della colonizzazione demografica e mussulmana in Libia e dello sviluppo delle industrie nella Quarta Sponda; le notizie riflettenti la ormai totalitaria adesione delle popolazioni indigene dell'Etiopia al nostro Governo; quelle che assicurano della completa normalizzazione del paese € della piena fiducia che nutrono per le nostre autorità di Governo, le popolazioni indigene, ammirate e consapevoli della grande potenza dell'Italia Fascista; popolazioni verso cul si dirige la cura migliore dei nostri funzionari, ma che, nel quadro organico della nostra politica coloniale di razza, sono tenute rigidamente distinte nei rapporti sociali, dalle rigogliose masse di italiani che ormai popolano l'Impero, mediante l'originale e provvi: denziale intervento del legislatore fa: sta che ha, di recente, emanato le fondamentali norme relative alla tutela del prestigio di razza e alla disciplina del metleciato. Le dichiarazioni fatte dal Ministro Teruzzi, illustrando ampiamente il settore delle attività economiche dell’Afrita Orientale Italiana, hanno dato poi netti: sima l'impressione dell'alacrità e dell'o: ganicità con cui si procede all'attrezza tura dell'Impero, in relazione specialmente alle esigenze autarchiche. * I dati forniti e commentati opportuna. mente dal Ministro. soprattutto per quai to si riferisce all'attrezzatura civile, traffici (il cui cospicuo aumento è dovuto al progressivo stabilirsi nel territorio dell'Impero di aziende commerciali e industriali, che rivolgono i loro sforzi alla valorizzazione ed utilizzazione delle risoi se locali) alle opere pubbliche, alle stri de. allo sfruttamento delle ricchezze del sottosyolo, consentono di prevedere, con sicura fiducia. un immediato meravigitoso sviluppo dell'economia etiopica. Ma dove il discorso del Ministro ha assunto un carattere di eccezionale int resse è nella parte riflettente l'avvaloramento agricolo dell'Impero, campo il quale è aperto al successo della privata iniziativa, che, a differenza di quanto si verifica in Libia per le meravigliosamente propizie condizioni ambientali, non ha neppure bisogno di alcun sussidio. rier prosperare. Veramente interessanti sono riuscite, aquesto proposito, le. comunicazioni del Ministro sulle provvidenze adottate dal suo dicastero per facilitare l'intervento di questa privata iniziativa, mentre le confortanti notizie sullo sviluppo della produzione dei prodotti tipici dell'Impero, fra cui il cotone e il cafè, danno modo di prevedere tranquillamente il successo di questo grande sforzo nel settore dell'avvaloramento agricolo. * Con il piroscafo «Edda», în navigazione, proveniente da Mogadiscio e diretto a Napoli viaggia la carovana Moli-
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
SCOPERTA DI UN NUOVO TIPO DI BRILLANTINA E cco una sorprendente brillantin che dona ai capelli una bellezza sin qui sconosciuta. Essa è talmente fluida, da formare una nube di minuscole gocce, che avviluppa ogni capello d'una invisibile guaina «irradiante,» I capelli brillano tre volte di più, perchè. ognuno brilla separatamente, anzichè essere appiccicati, come avviene con le comuni brillantine : toccate i vostri capelli, essi sono soffici, fluenti come la seta, e per niente grassi o unti, Preferite quindi la brillantina liquida ricinata Rojà, L'olio di ricino tonico che essa. contiene sovra-alimenta © fortifica il capello. I capelli sono protetti contro l’azione. disseccante e decolorante del sole, e diventano Chiedete la brillantina Rojà nel suo flacone volte più a lungo, La brillantina Roja fa vaporizzatore brevettato Rojà è in vendita risaltare la naturale colorazione del capello, |ovunque a L. 7 il solo flacone ; a L. 12 il e la fa apparire più viva, più smagliante, flacone con vaporiazatore, Laboratori Bograzie al suo' prodigioso potere irradiante, netti Fratelli, Milano, via Comelico, N. 36.
BRILLANTINA
La ciltà dell’antico
Studio, ricca
ROJA
di tesori
d'arte
@ di storia, centro economico dell'Emilia è Roma-
gna e della Valle Padana, ospiterà nella Prima: vera-estate 1940-XVII le seguenti manifestazioni
XIV _ FIERA DI BOLOGNA AL LITTORIALE 18 Maggio:2 Giugno
III CONVEGNO NAZIONALE DEL GAS
METANO
24:25 Maggio
Ill LUGLIO MU. SICALE BOLO. GNESE - EMI. 3-18 Luglio CONCORSO IPPICO NAZIONALE GIARDINI MARGHERITA 10-11 Giugno
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nar che ha operato in Somalia per la cattura e la raccolta di esemplari della fauna somala. destinata alla Mostra delle Terre d'Oltremare di Napoli La carovana trasporta un centinaio di gabbie di tutte le dimensioni nelle quali sono custodite bestie feroci cui un leoncino, un ippopotamo, leopardi, ghepardi, rettili, gazzelle, cudi, scimmie di varie specie, magnifici esemplari di istrici, nonché una numerosa varietà di uccelli variopinti, molti dei quali veramente belli * Fin dal primi giorni dell'occupazione il problema degli alloggi si presentò ad Addis Abeba urgente ed ha poi conservato sempre un carattere di immanenza nonostante gli adattamenti eseguiti, le nubve costruzioni compiute, il continuo porre in atto di progetti, i quartieri dell'INCIS sviluppatisi in due zone diverse del centro cittadino. Il metodico affluire di elementi nazionali ha conservato una caratteri stica d'urgenza al problema degli alloggi. specie per ciò che si riferisce alle case per le categorie meno abbienti. Per risolvere la questione occorreva l'intervento di un ente pubblico provvisto di mezzi adeguati e a tale scopo era stato costitulto un istituto per le case popolari che però, per varie ragioni, non aveva potuto praticamente funzionare. Verso la metà dello scorso anno il problema venne nuovamente affrontato e risolto: si provvide al funzionamento dell'istituto, al suo finanziamento, furono organizzati gli uffici e bandito un concorso per progetti di case economiche e popolari, da costruirsi esclusivamente con materiali autarchici. Risoluto il problema del credito edilizio venne posto mano ai lavori che ebbero inizio, per ciò che si riferisce ad Addis Abeba, verso la metà del mese di dicembre scorso. La zona prescelta è a mezzogiorno del costruendo nuovo centro cittadino, e cioè in una località pianeggiante sita fra la zona industriale ed il quartiere residenzialé. Sì cominciò con l'apertura delle strade. massicciate le quali. si iniziarono i lavori di fondazione del primo lotto di case. che verranno inaugurate nel mese dì maggio. Questo primo lotto comprende un corpo Al fabbricati. di due o tre piani, isolati l'uno dall'altro dalle strade e ‘prospicienti. nella varte interna. e una vasta area sistemata a giardino. Le mura di corpa sono parte in pietra busmata, parte In pietra incerta. le coverture in coppi locali è in laterizi le mura divisorie Per ln costruzione è stata adoverata malta di calce @ nossolana. mentre i soffitti sono în tavelloni fabbricati sul posto. L'architettura sfrutta alcuni motivi italici adattati allo sneciale ambiente nanoramico della zona. Tutti | vani del fabbricato. secondo le moderne norme ieleniche. si affacciano, attraverso ampi finestroni ad arco, n a forma rettangolare con finestre abbinate. sulle strade o sull'amoio giardino interno. Ogni nopartamento è completo di servizi igienicl: il brezza medio di affitto. ralenlandn per Vano corridol. cucina @ servizi. è stato itehilito in 100 lire mensili ner vano Questo vrimo lotto ultimato. per il quale sono in assegnazione gli apvartamenti, comprende 298 alloggi: sono stati intanto dati in apnalto nuovi lavori per complessivi 200 alloggi. Contemporaneamente verrà iniziata Ja costruzione di casette con niccoli avparfamenti. aMancati da giardino individuale. cui si è dato il nome di « nido» perché destinati esclusivamente a giovani sposi appartenenti alle categorie più modeste. * SI ha da Asmara che Assab. nrimo possedimento italiano in terra d'Africa. ora capoluogo della Dancalia, è in con-
tinuo, rapido sviluppo. Agli imponenti lavori in corso per l'attrezzatura del porto, che diverrà il principale sbocco dell'Impero, fanno riscontro quelli per l'attrezza. tura del centro urbano. In questi giorni sono stati portati a compimento un nuovo edificio, destinato a sede del Commissariato di Governo, «ed il nuovo serbatoio dell'acqua potabile della capacità di 500 metri cubi, dal quale è stata subito iniziata l'erogazione dell'acqua che serve tutta la città, * Il Governatore della Somalia ha recentemente disposto che sia disimpegnata. a cura dei Residenti, la gestione e l'amministrazione dei servizi municipali nelle seguenti località: Gabredarre, Afgoi, Andegle, Baidoa, Bardera, Belet Uen, Brava, Bulo Burti. Buracaba, Callafo, Chisimaio, Dagabur, Dinsor, Dolo, El Bur. Gelib, Lugh Ferrandi, Margherita (Giumbo), Merca. Oddur, Villabruzzi, Vittorio d'Africa.
* Al fine di coordinare l'attività degli organi di Governo e del Partito e quella delle imprese private destinate a risolvere nel modo più rapido e completo i problemi inerenti al potenziamento autarchico dell'A. O. I, il Vicerè, con suo decreto, ha disposto l'istituzione, in Addis Abeba di un comitato per l'autarchia il quale ha incarico di svolgere particolarmente i seguenti compiti: 1)' stabilire quali attività autarchiche possano essere impiantate nell'A. O. I., sia esaminando le proposte pervenute ai competenti organi di Governo, sia indirizzando l'iniziativa privata verso tall attività: 2) stabilire quali attività autarchiche siano suscettibili di ulteriore incremento, incoraggiando e sorreggendo nei loro confronti l'iniziativa privata; 3) coordinare le attività autarchiche che si trovano in posizione di interdipendenza tra di loro, allo scopo di ottenerne il massimo ren: dimento; 4) studiare i mezzi più opportuni per eliminare o diminuire Je difficoltà che eventualmente si opponessero allo sviluppo di determinate attività autarchiche; 5) proporre agli organi di Governo competenti la elaborazione e l’emanazione di norme occorrenti per tutelare, garantire ed incrementare lo sviluppo delle attività autarchiche. Per l'esame di questioni particolari carattere tecnico, il presidente del comi tato può nominare apposite sottocommissioni delle quali saranno chiamate a far parte persone competenti scelte fra gli esponenti delle varie categorie di specializzati operanti nell'Impero.
CARBONE RELLDI
PRESCRITTO DAI MEDICI DI TUTTO IL MONDO ROVEGLIA L'APPETITO 20 AVICORA REGOLARE DIGETONE
CONVEGNO NAZIONALE [BELL'IRRIGAZION
Aut. Pref. Milano 31-12-36 N. 61476 L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
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L'A. O. I, significatamente nelle attuali condizioni di circostanze, deve trasformarsi subito in un territorio contenente tutti gli elementi della vita e della potenza, poiché l'esperienza ha dimostrato che i possedimenti trasmarini incapaci di costituire una unità con vita autonoma o quasi, offrono, în caso di emergenza, numerosi lati vulnerabili. L'Impero Italiano deve bastare a sè stesso e tutta l'azione svolta nei vari campi delle attività produttive ha mirato al conseguimento di questo scopo. Nella costruzione della nuova economia dell'Impero hanno giocato numerosi fattori molti del quali non hanno potuto tenere nella dovuta considerazione la necessità degli sviluppi economici dell'Africa Orientale Italiana. In linea generale il piano di sviluppo ha avuto un'impostazione sana e la istituzione delle Consulte corporative dell'Africa Italia na rivela il concetto lungimirante che ha ispirato il programma di azione degli organi responsabili. Però alcune questioni di valore locale e contingente non possono essere risolute che in loco sul terreno cioè ove queste questioni si manifestano, e da persone le quali, vivendo, con relazioni di ogni ora, la vita economico-sociale del territorio siano in grado di concretamente vagliare tutti gli elementi, di giudizio. Il decreto che istituisce in Addis Abeba un Comitato per il potenziamento autarchico dell'A. O. I. il quale s'inquadra perfettamente nelle norme, su cui poggia l'ordinamento corporativo ha un'importanza notevolissima ed, è una riprova dell'attenzione posta dal Governo Generale e dagli organi del Partito alla soluzione del più immanente dei problemi Nell'intento di affrettare, agevolare, stimolare il processo di osmosi tra le categore produttrici, insieme al rappresentanti degli organi statali e del Partito, sono stati chiamati a far parte del Comitato stesso elementi componenti ed esperti nelle varie branche dell'attività economica, e tecnici residenti in A. O, L, rappresentanti il nucleo operante della produzione e del lavoro. * Una delle più importanti documentazioni che figureranno alla Mostra Triennale delle Terre Italiane d'Oltremare è quella relativa alle comunicazioni nell'Africa Orientale Italiana. Il settore dedicato a questa rassegna. già in corso di avanzato allestimento, si suddividerà in 10 sezioni: strade, ferrovie, autotrasporti, teleferiche, comunicazioni fluviali e comunicazioni lacustri, comunicazioni aeree, poste-telegrafi-telefoni, radiocollegamenti, servizi marittimi, porti e fari. La sezione strade offrirà tra l’altro | dati statistici che dimostrano la intensità del traffico sviluppatosi nelle arterie imperiali dopo la conquista, con opportuni rilievi sulle deficienze tecniche delle stra-
de e delle piste dell'epoca anteriore alla conquista în confronto ai pregi tecnici, per costruzione e per materiale, delle strade e piste italiane. Nella sezione ferrovie si avrà la documentazione dei vari interventi italiani per sopperire alle manchevolezze della ferrovia di Gibuti e figureranno i dati relativi allo sviluppo raggiunto dalle imprese di trasporto passeggerì e merci con automobile rispetto alla situazione preesistente ed inoltre i dati del movimento degli autotrasporti € degli sviluppi dell'industria dei pubblici servizi e dei trasporti di merci e passeggeri. Le comunicazioni aeree formeranno una sezione ricca di elementi dimostrativi dello sviluppo imponente assunto dal traffico aereo in A.O.I., parallelamente alla necessità del traffico celere per e dalle nostre terre d'oltremare. I servizi marittimi si ranno illustrati in una si zione che presenterà i dati circa il movimento del le bandiere nel canale di Suez, le comunicazioni fra l'Italia e l'Impero con di. versi modelli di navi adibite al trasporto passeggeri e di navi destinate al trasporto di merci, Una serie di grafici mostrerà inoltre la possibilità .di incremento e di sviluppo dei traffici marittimi e delle correnti di traffico. attraverso la navigazione di cabotaggio, verso i mercati dell Sirla e del Libano. Infine sarà presen» tata una documentazione sulle giuste esigenze dell'Italia; per la libertà e la possibilità di navigazione delle sue flotte mercantili attraverso i mari e gli stretti che la uniscono all'Impero ed al continenti ove poggiano i suoi interessi. Un interessante documentario fotografi co, arricchito da plastici e disegni, mostrerà le attrezzature dei porti di Napoli e dei porti dell'Impero con tutte Je recenti realizzazioni e la dimostrazione delle pos sibilità future. * 1 prezzi del biglietti di passaggio dall'A.O.I. all'Italia 0 viceversa sono ora i seguenti: Mogadiscio per Messina 0 viceversa: prima classe L. 4610, tasse L, 42; seconda economica L. 2210, tasse L. 36: terza classe distinta L. 1655, tasse L. 34. terza classe normale L. 1480. tasse L. 34. Da Mogadiscio per Napoli o. viceversa prima classe L. 4785, tasse L. 59; II classe L. 3315, tasse L. 53; II classe economica L. 2290, tasse L. 45; III distinta Lire 1725. tasse L. 42; IÎI classe normale Lire 1540. tasse L. 42. Da Mogadiscio per Genova o viceversa: prima classe L. 5035, tasse L. 62; II classe L, 3490, tasse L.. 51 Il classe economica L. 2415, tasse L. 47: IMI classe distinta L. 1810, tasse L. 44: Ill classe normale L. 1620 tasse L, 42. Il prezzo Massaua-Napoli o viceversa risulta: prima classe L. 3100; seconda clas: se L. 2130; seconda classe economica Lire 1520; terza classe distinta con cabin: L. 1125: terza classe normale (con came. rata) L. 1005. A tali prezzi vanno poi aggiunte le tasse usuali, MUSICA *# Con un concerto vocale-strumentale diretto dal maestro Baroni, al quale hanno preso parte Beniamino Gigli, Licia Albanese e Bruna Rasa, ha avuto inizio il 2 maggio al Teatro Comunale di Bologna l'ormai tradizionale « Primavera musicale bolognese ». Sono in programma altri sei concerti che verranno diretti dai maestri Defauw (con il concorso del violinista Campajola), Krauss (con il pianista Kessisagliù), Ferrara (con il pianista Fischer), Zaun (con il pianista Benedetti-Michelangeli), De Sabata e Guarnieri. L'orchestra sarà quella Sinfonica del Sindacato Fascista di Bologna, tranne che per i concerti di De Sabata e di Guarnieri i quali avra no il concorso, rispettivamente, dell’Orchestra della Scala e dell'Orchestra dei solisti italiani costituita per il centenario di Paganini. * La « Rivista Musicale Italiana » annunzia un'interessante invenzione dovuta al liutaio italiano Giuseppe Varzi, residente a Nuova York, e brevettata ‘con il
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(foto. Baccarini - Milano)
ESEGUITO CON FILATO
/25/0w nor.19
BANCO n NAPOLI ISTITUTO
DI
CAPITALE
CREDITO DI DIRITTO FONDATO NEL 1539
E RISERVE
PUBBLICO
L. 1.552.000.000
400 FILIALI IN ITALIA, INALBANIA E NELL'AFRICA ITALIANA FILIAZIONE IN ALBANIA: BANCO_DI NAPOLI ALBANIA: Tirana - Argirocastro - Berat -Coriza Delvino - Durazzo - Elbasan - Fieri Kukes - Piscopia - Porto Edda Scutari - Valona
FILIALI ED UFFICI NELL'AFRICA ITALIANA: Addis Abeba -Asmara- Decamerè Massaua - Mogadiscio - Tripoli
DIPENDENZE ALL'ESTERO: Argentina: Buenos Aires Stati Uniti d'America: New York
Chicago
LE OP RVIZI
F. RAGAZZONI . casella 93. CALOLZIOCORTE (Bergomo)
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
nome di « Sonanima ». Consiste in un'anima elastica. munita alle due estremità di due pastiglie di materia elastica, applicabile al violino, alla viola, al cello e al basso. «I vantaggi di detta anima — avverte la nota della s Rivista » — risledono nel fatto. che essa, non opponendesi alla fase vibratoria centripeta del fondo e della tavola armonica permette gli strumenti ad arco di Spiegare una maggiore e più Dronta sonorità ed elimina le cosidette note lupine (Wolf-tone) che Si manifestano sopratutto su fa e sul fa diesis della terza corda dei violoncelli e delle viole di grande formato ». La wsonaNima » è già stata adottata da alcuni solisti della Radio City Theatre Orchestra, della N. B. C. Orchestra e della Philadelphia Symphony Orchestra. 7 * Can Grande della Séala è Il titolo dell'opera che Sante Zanon’ sii accinge a musicare su libretto di Carlo Bozzo. Dal canto suo Carmine Guarino stà attendendo a un'azione mimo-sinfoniea dal titolo Gigante il cul intreccio Eastelfranchi ha tratto da Oscar Wilde.e, * In occasione delle feste di Parma per il centenario di Bodoni. di Paganini e del Parmigianino sono annunziate alcune manifestazioni musicali, fra cui un concerto al Teatro Regio diretto da Willy Ferrero, la sera dell'1l maggio, un'esecuzione della Messa di Requiem di Pizzetti, il quale terrà anche la commemorazione del grande violinista il giorno del pellegrinaggio di genovesi sulla tomba di Paganini, e un Altro concerto al Regio diretto da Antonio Guarnieri, In ottobre poi si avrà un concerto nel quale verrà eseguito il pezzo risultato vincitore del Concorso nazionale per un «Concerto per violino ‘e’ orchestra n. * Numerose opere di autori viventi comprendono i carielloni dei Carri di Tespi lirici, organizzati. dall'Opera Nazionale Dopolavoro, che come è noto saranno quest'anno otto. È quasi certo che verranno date, fra l'altro, La farsa amorosa di Zandonai, La vedova scaltra e I quattro rusteghi di Wolf Ferrari, I compagnacci ‘di Riccitelli, Le preziose ridicote di Lattuada. Fedorase Mese mariano di Giordano e La baronessa di Carini di Mulè. Del resto in tutte le stagioni liriche estive all'aperto sarà data larga ospitalità alle opere di autori contemporanei. Così 4a Roma si darà la prima assoluta di Gli Orazi di Ennio Porrino che avrebbe dovuto essere messa in scena a Bergamo nel settembre scorso se quella. stagione non fosse stata interrotta a causa degli avvenimenti europei, mentre a Milano, come si è già annunziato, si avrà. la riesumazione de La Dubarry di Camussi che ebbe il suo battesimo proprio a Milano, all'allora Teatro Lirico Internazionale nei novembre 1912, nel corso della stagione delle sopere nuove, patrocinata da Sonzogno, durante la quale furono rappresen= tate anche Cingallegra di Seppilli su Jibretto di Colantuoni, Zingari di Leoncavallo su libretto di Cavacchioli e Radda di Orefice. La Dubarry ebbe allora a interpreti principali Giuseppina BaldassareTedeschi, Edoardo Garbin e Cesare Formichi e venne diretta dal maestro Giacomo Armani * Prossimamente a Taranto, città natale di Paisiello, si avrà una rappresentazione straordinaria di Nina o la pazza per amore, diretta dal maestro Vincenzo Bellezza. La rappresentazione avrà ]uogo nel corso delle feste celebrative del centenario del grande compositore che vedranno anche lo scoprimento di un monumento, opera dell'accademico Canonica # È partito per Buenos Aires il maestro Franco Ghione che dirigerà a quel {gatro liana. Colon la grande stagione lirica ÎtaCINEMA * Siè costituita una nuova Casa italiana «di produzione. È la S. A. Cinema» tografica SOL della quale è amministra» tore unico il conte Andrea di Robilant, che ha lasciato recentemente Ja carica di amministratore delegato della « Stella ». Il programma è ancora in fase di gesta» zione; si parla però già di una Versione di «La donna nuda » di Bataille che dovrebbe avere a protagonista Michele Mor= gan. * La «Manentis metterà a giorni in cantiere un nuovo film La peccatrice. Sog. getto, sceneggiatura e ‘regia di Palermi interpreti principali Paola Barbara, Vit: torio Sica e Fosco Giachetti; operatore VaclawDe Vich. Con film verrà inaugurato il teatro delquesto Centro Sperimentale: anzi,stesso, è certo che numerosi allievi del Centro sia delle artistiche sia delle Sezioni tecnicheSezioni prenderanno parte alla lavorazione.
* Riguardo a un eventuale ritorno film sidelle principali case americane, di di cui sente discorrere a proposito e a sproposito. Riferiscemollo«Cinema», quindicinale diretto da Vittorio Mussoliniil il rappresentante della « Paramount » che Europa. in signor Lang. al suo ritorno a Nuova YorkFred ha fatto alla stampa alcune dichiarazioni, in tono pessimistico,
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA.
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XXI
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C
riferendosi al a situazione della distribuzione di film americani nei paesi europei, in seguito allo scoppio della guerra. Per quel che concerne ll mercato italiano egli ha detto testualmente «L'Italia afferma di avere abbastanza pellicole anche senza ì prodotti americani Con tutto ciò le Compagnie americane ‘sarebbero disposte (bontà loro!) a riprendere la distribuzione delle pellicole in Italia secondo le disposizioni del Governo Italiano. nuove Sembra l'Italia aspetti che l'America faccia il che primo. passo. Del Festo qualche profitto può ancora essere realizzato, ma certo non come prima. L'anno scorso sì sono programmati in Italia 271 film tra nazionali e stranieri, ma gli industriali hanno fatto sapere che non bastano, Secondo il mio parere — ha concluso Lang — non è il caso di riallacciare nuovi rapporti con l'Italia. perché chi ci assicura che altrì paesi bano adottare le stesse regole? non ». deb* Proseguono a Cinecittà le riprese del seguenti film: Oltre l'amore. (già Passione), regista Gallone, interpreti Alida Valli, Nazzari, Germaine Aussey e Pilotto. Pic: golo alpino, regista Biancoli, interpreti Ello Sannangelo, Mario Ferrari, Scelzo, CeSco Baseggio, Annibale Betrone, ecc. Amore di ussaro, regista Luis Marquina, interpreti Conchita Montenegro, Luis Sazi Vela, Donadio, Carla Candiani. Lily Vincenti ecc. Abbandono, regista Mattoli, con Corinne Luchaire, Georges Rigaud, Maria Denis. ni, ecc, Enrico Glori. Pilotto, la Orlandi* Alessandro, sei grande!, ìl nuovo film di produzione « Fonoroma » è in lavorazione da alcuni giorni negli Stabilimenti Pisorno. Il soggetto è di Luigi Bonelli la sceneggiatura è stata eseguita da Tol-e nay, Falconi e Metz. La regia è stata assunta da Carlo Lodovico Bragaglia è tra i principali interpreti vi sono: Armando Falconi, Vivi Gioi e Dina Sassoli, La fotografia, curata dall'operatore Aibertelli, viene eseguita con pellicola negativa Ferrania. # Assia Noris, Gino Cervi e Leonardo Cortese, sotto la regia di Camerini, inizieranno fra breve Gli amori di Margery,, della «Era Film». * Sì è iniziata‘la lavorazione del film per ora annunciato sotto il titolo di AlBania, che viene prodotto dalla « Capitani Film» sotto la direzione generale e l'organizzazione di Eugenio Fontana. Questo è il primo film italiano di ambiente tipicamente albanese che viene girato sul luogo. Il soggetto è stato ideato da Carlo Malatesta e da Aldo Vergano che ne hanno Steso anche la sceneggiatura in collaborazione con G. G. Napolitano e Alberto Spaini. Il gruppo degli attori che sono Doris Duranti, Antonio Centa, Leda Gloria, Guido Celano, Noelle Normann, Nico Pepe, Oscar Andriani, Vasco Creti, Giuseppe Rinaldi. Dino Di Luca, il regista Carlo Campogalliani con gli aiuti Aldo Vergano € Vittorio Cottafavi, l'operatore Aldo Tonti e gli altri tecnici, partiti da Roma assieme a Fontana, hanno raggiurito la pri: ma pattuglia di organizzazione capitanata dall’Ispettore di produzione Paolo Frascà che da alcuni giorni è in Albania Il tradizionale primo gito di manovella ha avuto luogo nella più festosa cordia lità e subito si sono iniziate le riprese, in esterno, delle scene di ambiente locale che dal vero coglieranno tutti i pittoreschi aspetti del folklore albanese. lavorazione in esterno continuerà sullo sfondo dei montosi dintorni di Cruia, Scutari e Valona e ritrarrà Ja caratteri= stica fisionomia delle stradine e dei mercati di El Bassan. Dopo aver girato gli esterni in Albania Eugenio Fontana e tutti ì suoi collaboratori si trasferiranno a Tirrenia dove verranno girati gli interni che sono già costruzione su disegni dell'Arch. Ricci. in I costumi sono stati crei da Emma Calderini. Le musiche del film sono del Imaestro Ghislanzoni. Il film verrà distribuito dall'EN.I.C. |. * Un film sulla vita di Paganini verrà realizzato dalla « » che — tenziata di mezzi Fides-film di nuove energie po-— annuncia un vasto eprogramma produttivo, Regista del film sarà l'italiano Ton Frenguelli, il quale — dopo una attività svolta all’estero e soprattutto Inghilterra. prima come operatore e poiin come regista — è ritornato ora în Patria * Alida Valli sarà protagonista di, un Nuovo film della «Italcine » il cui provvisorio è Una notte di Richelieu.titoloIl soggetto, la sceneggiatura e i dialoghi s0No di Alessandro De”Stefani; la regia è stata affidata a Max Neufeld, # In A. O.I. si gira inesterni un film coloniale di produzione EN.IC.: I pirati del Golfo. La vicenda è tratta da un romanzo di Marcello Orano e si svolge intorno alla lotta contro la pirateria; epoca 1900. Lo dirige Romolo Marcellini e ne sono interpreti principali Giovanni Grasso. Barbara Ferrante, Andrea Checchi e Osvaldo Valenti, Fotografia di Mario Craveri.
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TORINO
MAGGIO
9
GIUGNO
11-12 MAGGIO PRESENTAZIONI DI ALTA MODA
RIDUZIONI FERROVIARIE
ENIT
* Alla « Tobis» di "Berlino continuano le riprese di Ritorno che è interpretato da Beniamino Gigli e diretto da Geza von Bolvary. Gli altri interpreti sono, come già abbiamo annunziato altra volta, Rossano Brazzi, Maurizio D'Ancora, Marta Harell e Lizzi Waldmilller. * A Cinecittà prosegue intensamente anche la lavorazione del film su Antonio Meucci che Guazzoni dirige per la «Sabaudia Sono
» al Teatro 8. state ormai girate
del famoso processo alla Corte Suprema
tutte
le scene
Per informazioni turistiche ENTE
compiacimento ai produttori, al regista e agli attori di questo film che per il suo nobilissimo contenuto fa onore alla nostra produzione. NOTIZIE
VARIE
* Fu uno scienziato italiano di Padova 1a pensare per primo. nel XV secolo, a
un'arma subacquea, una specie di siluro «in nuce» di cui però non ci è perve-
PROVINCIALE
PER
IL TURISMO
nuto nulla più di quanto il suo inventore stesso ha seritto e mostrato nel disegni e nelle descrizioni che li accompagnano. Praticamente la storia di questo insidiosissimo strumento di morte che sta rinnovando contro la flotta britannica le gesta che già ebbero a renderlo famoso nella guerra mondiale, può farsì perciò cominciare col 1776, anno in cui l’ameri cano Bushnell tentò di costruire un prolettile sottomarino col quale però non ebbe alcun successo. Più fortunato di lui fu Fulton, che riuscì a servirsene nel 1801
—1Questi primi siluri non erano in fondo che delle mine. e così. vennero infatti chiamati in Germania, giacché essi venivano ancorati o più semplicemente mandati alla deriva. Il passaggio dalla mina marina all'odierno siluro si ha col cosìdetto siluro a stanza od a leva, che veniva sointo dai vaporl:contro le navi nemiche a mezzo di una lunga stanza spor-
gente dalla prua, e col siluro Harvey, che veniva trascinato con una lunga corda fino a prossimità del nemico e che (siluro a biscia o a rimorchio), mollandosi la cor.
da, s'immergeva d'improv:
degli Stati
Uniti, processo nel corso
iso andando
culminarono in quella che può definirsi una delle più
colossali truffe che ricordi la storia delle invenzioni. n film su Mevéci rappresentaAntonio "Una vera e propria rivendicazione di un'autentica gloria italiana ed il suo significato nazionale è stato
ILLUMINATE ; il vostro SORRISO con il KOLYNOSI
più volte confermato dalle visite che gerarchi e personalità hanno compiuto agli stabilimenti durante il periodo di lavorazione.
4 AlIE precedenti visite si aggiunta anche quella ambitissima e più delle altre significative del Ministro della Cultura Popo. lare e di quello delle Comunicazioni. . Pavo= lini e S.E. Host ‘venturi accompagnati dal Direttore Generale della Cinematografia ericevuti dai dirigenti di Cinecittàedai produttori del film hanno lungamente assistito alle scene attualmente in lavorazione. Nel grande Teatro dell'Avana — fedelmente ri.
costruito — nel cui sottocome elettricista, compì i primi felici esperimenti, due ministri hanno assì-i stito alle scene riproducenti lo spettacolo imperniato sulla danzatrice Consuelo che fu buona amica del Meucci e che sullo schermo sarà rappresenta. suolo il Meucci, impiegato
ta da Greta Gond: Al termine della loro visita i ministri Pavolini € Host Venturi hanno vo-
ad urtare
e
così esplodere contro la
del quale risultarono le drammatiche circostanze e i macchinosi raggiri che
prua della nave nemica. Appunto contro tali primitivi siluri si «lavorò » pin nella area gi cessione americana el
1861-65 e in quella russo. turca del 1877-78. La torpedine moderna venne inventata da un ufficiale di marina austriaco di nome Luppins e perfezionata più tardi dall'ingegnere inglese Whitehead. Appunto da questo inglese il nome di Whitehead per molto tempo si usò per.il siluro. Caratteristiche esterne del moderno siluro sono la sua forma di si-
SORRISO AL QUALE NON SI RESISTE! RISPARMIATE ACQUISTANDO IL TUBO
GRANDE
Nessuna cosa può rendere il sorris
ne farete l'esperienza col Kolynos,
più seducente che i denti bianchi,
voi non potrete mai sapere quanto i vostri denti possono guadagnare di
freschi, splendenti. Ora questo sorriso lo dona l’uso quotidiano del Kolynos su spazzolino asciutto; un centimetro
solo di Kolynos per
la toeletta della
Vostra bocca. Se non
KO
nitida brillantezza, e come il, vostro
LA CREMA
mentata la macchina che fa girare le due eliche po-
sorriso può incantare. Esperimentate Kolynos oggi stesso. Ne resterete convinta.
I YN
garo e la sua lunghezza di 7-8 metri. Il suo peso va fino a 1600 chili e la velocità raggiunta è di 40 miglia marine, In testa al Prolettle sitrovano ilde= splosivo che può pesare fino a 200 chili. Seguono l'apparecchio di profondico ione orizponte situato ua coda imprime la direzione alla profondità voluta e la caldalariempita d'aria com-
OS
DENTIFRICIA
ste sulla coda, quest'ultimone verticale, La massima distanza dilancio del nora in 16,5 chilometri, ma per essere più sicurì di colpire il bersaglio sì usa avvicinarsi quanto più possibile nemico.germaNella marina daal guerra ma fornita anche di un ti-
nica il trodotto
economica
luro venne nel 1884.
ni
* Esiste un paese dove sia ignota la piaga dei raf-
luto manifestare il loro
XXIII
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
freddori? Sembra di sì, e più che di un paese si tratta addirittura di una estesissima parte della terra: l'Antartide. Qui non solo non si hanno raffreddori, ma le persone che ne siano affette giungendovi ne guariscono radicalmente. Peccato che non sia possibile mandare nell’Antartide le persone colpite da un raffreddore. ma sarà sempre di una certa consolazione sapere che infine v'è al mondo un luogo dove la guarigione è tanto immediata quanto sicura. La ragione del fenomeno è poi semplicissima, Il grande freddo del clima antartico, le cui temperature raggiungono Spesso gli 80 gradi sotto zero, è poco propizio ai batteri che sono causa del raffreddore che vi muoiono tutti di assideramento.
VISITATE
VII
un mistero come egli — preparato e iniziato a tutt'altri uffici — abbia potuto trovare il tempo per scrivere e formarsi una sì profonda coltura teologica. pur sotto l'accasciante peso dell’immane pondo di layoro che gravava giornalmente sulle sue spalle. 1 nove santi milanesi cui allude l'altro nostro lettore, non sono in realtà tutti milanesi. Essi sono i santi Mona. Dionigi, Martiniano e Galdino arcivescovi di Milano, e i martiri Massimo, Arialdo, Erlembaldo, Leone, Marino. Quale divario corre fra l'Operetta e la Zarzuela? In fondo nessuna. La zarzuela è l'operetta spagnola e portoghese, quasi sempre in un atto solo. Epistola non erubescit. L'ha scritto Cicerone nelle sue Lettere ai familiari (libro V, epist. 12); e significa: la lettera non sì fa rossa. Sembra però che tale locuzione, viva tuttora, fosse di precedente formazione popolare. Essa vuol dire che per iscritto si possono dire cose che a voce vergogna o riguardo impedirebbero di dire. Ed eccoci ad alcune questioni linguistiche di vario carattere. Non parlare al manovratore. Che sorta d'italiano è mai codesto, ci scrive indignato un professore; eppure si legge dappertutto. È vero; ed è detto male, Nol, pur senza indignarcì come fa il nostro professore, consigliamo di sostituire quell'infinito con l'imperativo: Non parlate al manovratore. Automobile, è maschile 0 femminile? Macchina, per automobile è detto bene? «Automobile è femmina! », gridò un giorno D'Annunzio a chi gli rivolse tale domanda. Macchina, per automobile, è
LA
TRIENNALE MILANO
APRILE-GIUGNO
1940-XVIII
* Una notizia che farà epoca è giunta recentemente dalla Germania al mondo scientifico internazionale: un giovane fiSico tedesco, il barone Manfred von Ardenne, è riuscito a costruire un microsco. ESPOSIZIONE INTERNApio che fa passare in seconda linea tutti i brogressi precedentemente registrati in ZIONALE DELLE ARTI DEquesto campo e che permette di affondare finalmente lo sguardo su mondi che CORATIVE E INDUSTRIALI finora erano rimasti ostinatamente invisibili. A mezzo di questo microscopio so: MODERNE E DELL'ARCHIno giù state fotografate delle molecole € non è lontano il giorno in cui farà anche possibile di vedere gli atomi. L'infinitaTETTURA MODERNA mente piccolo, il piccolo oltre ogni im: maginazione, è così divenuto visibile. Il microscopio elettronico universale creato dal barone Ardenne con l'aiuto dell'Istituto tedesco per le ricerche coglie infatti € fotografa delle particelle aventi un diametro di appena un milionesimo di milRIDUZIONI limetro, come a dire solo tre o quattro FERROVIARIE volte più grandi di un atomo, L'ingrandidomani, per dimani o il dal mento dato da questo che è 3 Luglio più domani, per quanto si dica talvolta anche potente microscopio del mondooggi va.il fino in Toscana. non è ben detto. è un fran@ 500 mila volte il naturale. Piccolissime cesismo nato nel Settecento: le en demain, particelle dell'ultramicrocosmo ei divendonde lendemain dal lstino de mane, di tano così plasticamente presenti: un parmattina, la mattina di poi. ticolare procedimento permette per la Esiste in Italia un libro ufficiale dove prima volta di ottenere delle stereofoto= sì tenga nota del cani di razza pura? Cografie microscopo-elettroniche nelle quali me nacque la razza sealyham terrier? l'occhio vede per esempio i batteri come In quasi tutti i paesi esiste un Libro del corpi. Si schiude così lo sguardo sulla vera genere. In Italia si chiama Libro delle struttura della più fine materia. Siamo agli Origini, ed è noto nel mondo sportivo con inizi della penetrazione in un mondo ignola sigla L. O. Esso è tenuto dall'Ente Nato. Nel campo di vista del microscopio zionale della Cinofilia che ha sede in Mielettronico rientra una parte essenziale lano, Le iscrizioni avvengono, sotto spe[| della vita organica e precisamente nelle ciali norme di cautela, in base ai certifisue forme più semplici epperò più investi. cati di origine. Rabili. Vi rientrano inoltre elementi strutLa razza sealyham terrier venne creata tivi ultramolecolari della materia orgapoco meno di un secolo fa dal capitano nica, nonché già moltissime molecole di John Edward di Sealyham Near Fishguard, I h combinazioni organiche. È lecito prevedere paese che le diede poi il nome. Essa apun arricchimento delle conoscenze intorno parve per la prima volta all'Esposizione alla cellula, la stauttura del nucleo cellucanina del Palazzo di Cristallo di Londra late, gli agenti dell'eredità e i processi ornel 1910 ed incontrò subito grandissimo favore. ganici normali e anormali. I primi risultati nel campo della ricerca scientifica sono Il lavoro per la fissazione di questa razstati ottenuti in collaborazione con gli za fu lungo e laborioso. Il capitano Ed. Istituti per la chimica fisica e per la bioward, aristocratico, eccentrico, gran cacchimica. In proposito si possono citare le ciatore, aveva voluto creare una razza che indagini sulla vera struttura dei cataliz= si comportasse alla caccia del tasso, della volpe e della lontra di cui era appassioad essì la quasi sacramentale domanda: Se vi accadesse di di bromuro d'argento ed | più fini cristalli. Gli studi sui natissimo, secondo certi suoi criteri. Per raggiungere l'infare naufragio e di salvarvi in un'isoletta deserta, quale tento, ricorse a molti incroci e selezioni riuscendo in tal libro o quali libri vorreste aver potuto salvare con voi? modo a ottenere un soggetto corto di gambe, di pelo ruQuesta domanda sembra ormai aver fatto il suo tempo, Il vido, coraggioso, che non si rifiutava mai di entrare nella le piante, si possono ora vedere col nuovo microscopio probabile naufrago d'oggi, non un libro 0 tutto al più una tana a cacciarvi il selvatico; i soggetti che mostravano dozzina di volumi potrà recare con sé, ma una biblioteca molto più chiaramente di quanto per esempio esitazione, inabilità nella lotta, timore davanti al nemico, comodamente allogata in una valigetta od una dessero finora i batteri col microscopio anche non si ve- addirittura, venivano subito eliminati, sicché il tipo della nuova razza cassetta di modestissime proporzioni. Ciò grazie al procefezionato. Chiara è quindi l'importanza pratica il più per venne fissato soltanto su animali coraggiosissimi e battadimento di riproduzione microscopica recentemente ritroeroscopio elettronico universale del barone von che il mi. glieri. Oggi, specialmente da noi, questo cane è ritenuto Ardenne è vato da un cittadino di Magonza, degno continuatore, a Gao ad avere per il progresso della medicina Soltanto un cane di lusso. È € della ecnica. cinquecento anni di distanza dall'invenzione della stampa, Un uomo che accompagna una signora o una signorina del magonzese Gutenberg. Le prime riproduzioni microsco= deve stare alla sua destra o alla sua sinistra? Di regola sta piche di antichi codici e opere a stampa sono state già alla sua sinistra. Quando invece si trova su un marciapieeseguite in collaborazione col Museo Gutenberg. Il procede, si tiene verso ilJato esterno di esso. * Non c'è rivista che si rispetti che nell'indire un referendum fra i suol autori o lettori non abbia finora rivolto dimento per la riproduzione microscopica dei libri è assai Naturalmente questa regola si osserva con tutte le signore semplice: le pagine vengono fotografate su un film piano o signorine, anche con la propria moglie.
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del formato 98x12, le immagini così ottenute vengono impicciolite a 1:20. In tal modo un libro, ad esempio, di 160 pagine può essere contenuto in un foglio appena più gran-
de di una cartolina postale. Naturalmente per leggere uno dimento. È appena necessario dire quanta importanza ab-
di tali fogli è necessario uno speciale apparecchio di ingranbia il nuovo procedimento, in particolare per la diffusione che esso permetterà di opere e documenti finora scarsamente accessibili alla generalità degli studiosi,
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coi sani effluvi naturali, e dà una fragranza caratteristica, inconfondibile, persistente,
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L'eco delle celebrazioni ambrosiane di Milano giunge a noi con le domande rivolteci da due nostri assidui lettori. L'uno ci chiede quale carattere abbia avuto l'opera dottorale di Sant'Ambrogio, l’altro chi siano i nove santi milanesi, la commemorazione dei quali è al centro delle celebrazioni anzidette, aperte, com'è noto, nel Duomo di Milano alla presenza della Maestà del Re Imperatore. L'opera dottorale di Sant'Ambrogio ebbe in gran parte carattere pratico e popolare. Molti dei suoi scritti giunti fino a noi (molti andarono perduti) sono infatti il riassunto di prediche tenute sul pulpito e che dovevano quindi tener conto delle Dossibilità intellettuali di un uditorio di livello medio. Non è a credere, per altro, ch'egli non possedesse una solida formazione teologica. fondata specialmente sullo studio dei dottorì greci. Questo caratteristico aspetto della sua cultura teologica generò in alcuni recenti patrologi l’errata convinzione ch'egli non avesse originalità di pensiero, movendogli l'appunto di derivare le sue opere esegetiche da Basilio, Origene, Didimo ecc. In realtà, se ciò può dirsi per l'Ezameron, non può dirsi invece per taluni trattati teologici come i De Officiis Ministrorum, î cinque libri del De Poenitentia, il De Fide, dedicato all'imperatore Graziano ecc., dove egli si rivela pensatore originalissimo. Appunto perché queste opere furono meditate e scritte a tavolino con finalità ben diverse da quelle più popolari, e perché erano rivolte a un pubblico di più alta levatura intellettuale di quello che non fosse la media del pubblico dei devoti radunati in chiesa ad ascoltare la predica del pastore, Pur sapendo che Sant'Ambrogio era un intenso lavoratore, solito a rubare molte ore al sonno e al riposo, resta tuttavia
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PARTITA GIOCATA a Venezia, fra i Sigg. A. Boer (Bianco) e S. Zanon
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mossa sorteggiata (23.19-11.15) con note di Severino Zanon. 23.19-11.15; 21.18-7.11; 27.23-10. 1300); 23.20(b)-5.10; 20.16-4,7(0);
28.23-15.20; 24.15-11:27; 30.23-6. Md); 32.28-2.6(e); 28.24-12.15(9); 19.12-!‘8.15; 2319- (posizione del ) 10.14(9); 19-10-13. 17; 22.19(h)-6.22; 19.12-11.15; 26. 19-15.22; 12.8-7. |6.7-3.12; 8.4-
Ecco, talvolta un impeto mi spinge
alla corsa ed al volo,
12.15; 4.7-15.19; 7.12G)-19.:
na non acqi ua
2.
15-23.27; 15.20-27.30; 25.21-17. 20.23-9.13; 24.20-1.5; 20.16-22.: 29.22-13.18; 22.13-5.9; 3122- 21,
Patta.
dacoligiustiziaall'uomo che l’agogna a
E e
(a)
precipita1
CELIO ns alii he avea l’ali di cera.
alla mossa
del testo.
(e) 3.7 è considerata debole.
sli
(d) 12.15; 19,12-8.15; 23.19-15.20; 19.14-10.19; 22.153,22; 26.196.11; 156 16.7-3.12; 3L28 il Bianco è in vantaggio. 19.10-6.13; 20.15-11.20; 24.15-12.19; 22,15.13; 15.12-8.15; 19.12-19.18; 2619-15; 22.13-9.18; 12.,8-18.22; 8.4- 12; 16.7-3.12; 4.7-12.16; 7.11-16.20; 11.1510,24, Pari, (g) 15.20; 24.15-11.20;19.14-10.19; 22.15-13.22; 26.19 ecc., favo-. revole al Bianco, (h) 3128-6.13; 28.23-3.6; 23.19-15.20; 24.15-11.20; 19,15-20,23; 22.
Pur salda un tempo, tra le avite glorie
idi maschîe virtudi
pi
Eni
è
usuale.
(b) 19,14 è inferiore
he verso EIAfiere di vittorie
la fantasia remota.
10.14-19.10-5.21-25.18-L5
una, continuazione
cas)ahimé, la fantasia;
sala
elio
Orizzontali
Magico, donò ai sogni il colorito
1. Capitano di ventura.
di antica epoca
2, Chiamata di classe. 3. Facciamo le boccacce a quest'incontro.
Poeta! o nome grande; per tepenso a un'epoca infinita di eroi, di numi? Ahi, resta il duolo intenso
19 (15.12 cade sotto il tiro di tre) 13.22; 15.11-7.14; 19.3-22.27; 26.
21, Pari. Ci) 7.11; 19.23-11.14; 23.27- 14.10; 27.30-24.20; 30.26-20.16; 22.27 31.22; 26.19-10.13; 19.15-25.21; 17.26-29.22; 15.19-22.18; 19.15-18.14; 15-13.18; 15.19-14.10. Pari.
4. Sacro per la vita, 5.1 Canal Grande.
di una luce smarrita.
6. È incline a pigliar scarpate. 7. L'ombra del destino.
Paracelso
8. Sì ammazza per gioco,
Frase a sciarada semialterna bizzarra (xx coxyyyy)
PROBLEMI
9. Per tutti i diavoli!
la premio)
10. Il parco della rimembranza.
CONFIDENZE
N. 67 di Tomaso Codifava
(Quistello)
Verticali
Dei pianti e dei sospiri in fin di lettera;
ecco, întal modo tu ci fai capir,
È L'iserizione al Partito.
che un male serio ti corrode l'anima, che a lungo andare ti farà impazzir.
2. Un contrasto stridente.
N, 68 di Ottorino Casini
(Livorno)
3. L'uomo del comandamento.
4. Le figlie del mare.
Pan
5. Regime corporativo.
Sclarada (3)
6. Non capisce più niente. 7. Il benefico inondatore.
8. La banda del corpo,
L'ECO
9. Ha il diavolo in corpo.
10. Contro corrente.
Poiché ripeter suole
Paggio Vanni Cambio di sillaba iniziale. (9)
Il Padanc
Ogni settimana sarà assegnato tra i solutori un premio di L. 30 in libri, da scegliersi sul catalogo della Casa Garzanti. Le soluzioni devono essere inviate non oltre gli otto giorni
dalla data di questo fascicolo.
Rustico di Filippo
Crittografia mnemonica
(frase: 7-2-6)
AMOR
SENILE
L’ORACOLO
DI DELFO
sarà
preferito
chi
aggiungerà
nl cruciverba
un
gioco
saluti, Non
SOLUZIONE
N. 70 di Vittorio Gentilî (Ariccia)
Il Bianco muove e vince in 8 mosse SOLUZIONI
Cordiali
DEI
Il Bianco muove e vince in 6 mosse PROBLEMI
DEL
N: 15,
N. 55 di G. Zinetti: 2.6; 2118; 4.27; 17.19. N. 56 di F. Piccoli: 22.19; 18.27; 25.11; 27.11. 9 N. 57 di A. Gentili: 27.22-30.27; 22.19-27.22; 14.18-22.13; 5.2-22.14; 6.10-145; 2.25 ecc., il Bianco vince. N. 58 di G. Pelino: 28.23-X; 26.30-27.22(a); 30.27-X; 17.3-X; 8.12X; 3.26 e Vince. (a) 27.23; 8,12-X; 30.27-X; 17.28 e vince.
n. pi
SOLUZIONI DEL N, 15 1 la lettera a. — 2.la lettera e. — 3, la lettera i. — 4 la
lettera o. — 5. lalettera u. — 6, Ilprete.
Netto
e vince
DEL N. 15
ci spero e Ninfa azzurra. - Si può sapere chi siete?
Premiato: Giov, Battista Ferracciolo - Messina
muove
in 3 mosse
di
_P.G. - I due giochi non sono adatti per questa rubrica, Argo e Ferd. - Nulla di pubblicabile, Saluti.
Cordialità,
Raggio
Il Bianco a premio)
tipo vario (casellario, anagrammi ad acrostico, ecc.) idoneo alla pubblicazione. I lavori non prescelti non verranno restituiti,
Cordialissimi saluti.
Paggio Vanni. - Buoni l’antipodo e il monoverbo,
(non
Per ogni cruciverba (schema inedito e non più di 13 quadretti perlato) occorrono due disegni: uno vuoto e l’altro pieno. A parte le definizioni, in versi. Indicare nome, cognome, motto e indirizzo per l'eventuale conferimento del premio di L. 20, A parità di merito
Fra Giulivo
e vince
(Cagliari) {tecnica nuova)
CONCORSO PERMANENTE A PREMIO
e poi mantiene, a conti fatti, niente,
muove
in 4 mosse
N. 69 di Arturo
UN VENDITORE DI FUMO
Promette mari e monti, seducente,
Il Bianco
Premiato: M. Campana Colombo - Veduggio Brianza - Neto
(Vedi alla pagina: seguente le rubriche Scacchi e. Ponte)
lesoluzioni di tutti 4 giochi, accompagnate dal relativo talloncino, devono essere inviate a L'Illustrazione Italiana. Via Palermo 10, Milano, specificando sulla busta la rubrica a cui si riferiscono.
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzioni Enimmi
N. 18
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Cruciverba N. 18
ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Concorso permanente
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Dama N. 18
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Scacchi N. 18
Problema N. 878 R. BUCHNER (De Maasbode, 1939) 5* Lode
Partita Slava 8% dell'incontro L'Aia. gennaio 1940
Milano. - Torneo (alla memoria) riservato a giocatori di 3» categoria e non classificati, svoltosi presso il Dopolavoro Banco di Roma « Roberto Cavallini « dal 1° al 20 marzo 1940. 1 partecipanti fureno divisi in due
Là
TI Blanco. matta Im 2 mosse RIO Problema
Ché {1 Nero ato o Abbandona 502 Partita Indiana-Nimzowitoh
N. 879
Campionato Russo Leningrado, aprile 1939
S. SIAERDEMA
{De
Maasbode, 6* Lode
M. Botwinnik
1939)
1, td 2. c4
3. Ced 5. a3 8 bict 4, Cf3
7. Ad2 b pri 10, 11. 12. 13, I.
e dies Ad3 0-0 fi
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16. Ced! 17. C:164 18. Aed 19. ona
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20. 21. Ad5 22. 0:D5
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distinti tornel. Direttore del torneo: Manlio Mercurio. TONNEO A. + CLASSIFICA |. 1° L. Favia punti 84 su 10 1*L' Filippi 2° P. Manzati »_ $ #10 2 G.EA Biella » 8 TRO © 19 Campionati Diga: Varese.‘ TorneoProvisciati di campionato pi * 5 l_0 provinciale di 1» categoria SA. Pippau ue VIII-1940, svoltosi pressoper lal'anno TERI 1 3 pato: © do zione scacchistica Varesina dal Se-7 8 T Bull $ (3 I 10 marzo al 13 aprile 1940. 9 Bi Miot i ‘2° 510 ul 9 F. Trolano n°204 10 Rea gn tr si 7 11* G._Nocco MEMI I RA an 9 = I geni
Siudio N. 70
W. I. NEUSTADT
(Schakmaty. 1929) 1° Premio
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9
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L. Valsecchi 6 A. Poretti
Soluzioni
P.
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Problema
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(Tijdschrift N. S.. 1934) 1° Premio
9
9 A. Bianchi 10° E. Bonardi
Ti Blanco mata in 3 mosse
99
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N.
Ss. BOROS
881
—
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Problema N. 860 = 1. AM7-g8. Problema N, 861 - I. Cf$-ei, Zanega E. Milano - Palmieri G., Verona - Del Manzo L, Roma Bonivento O. Bologna - Piatesi Imola - Farmacia Scappini, S. Mi chele Extra - Abruzzo F.. Imola -
Tua Diab
Broggini L,, Milano.
Tag AG
abbandona
9
5° G. Muzzarelli 8° R. Corti
Premiati del mese di marzo 1940 pito, 1, Va pati
Il Bianco muove èvince
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Ermido,
Lina.
Milano.
-
numeri
Milano > Zanen A G. Fenanres
TÀ
Tanco matta in 2 mosse
| SCCLI -— CODICE DEL PONTE (continua). - L'articolo 27 contiene le norme e le sanzioni che si riferiscono al rifiuto. data la gravità delle sanzioni, di lasciare uguale Com'è noto, l'obbligo di rispondere al colore giocato costitutsce lasso di tempo fi colpevole nelle diverse la base e l'essenza det gioco, posizioni in cul esso s può @ quindi il rifiuto (renonce, revokel trosara per riprendersi. S fioè il non rispondere a colore, pur avendone, costituisce una fel prossimo numero continuerò circa il rifuto delle più gravi infrazioni det gioco, e le sue sanzioni Ecco un problema di condotta di gioco: ge n giocatore un rifiuto corregge il suo errore cambiare la carta già giocata. col ricirare la carta commette può erroneamente giocata ‘eprima farlo incorrere in alcuna che il rifluto forse penalità. Vediamo ora (quando il rifluto senza la detta carta con una giusta. atabilito, si intende stabilito, ovin linguaggio giuridico, Petò: sepuòll sostituire AT giocatore ha commesso il rifiuto fa parte delta vero Se il locatore some morte Ui Fifiuto è il primo dellaconsumato. difesa, il dichiarante puòchedichiarare sua coppia a rispondere, che la carta di rifiuto come carta il rifiuto Sdtiende consumato Penalizzata (deve rimanere D-9.3 quando ll suo compagno scoperta ed essere giocata ha pià risposto alla prima giocata. alla pecasione) ovvero può obbligare il colpevole a giocare la più bassa Se invece D-10-8-il go la più alta carta del giusto colore; glocatore che commette se il giocatore colpevole è Coppia a giocare, il rifiuto si intende il rifiuto è Îl secondo della il dichiarante, e il giocatore difesa che segue (quello alla sì- catore della parte avversa ha Iniziato consumato quando un gio: 8A Miatra del dichiarante) ha anchein giocata +0» 0 ha la risposto sua carta. alta quest'ultimo mano suc: cessiva. uò obbligare il dichiarante a giocare la carta più alta 0 ta più Faccio i vari casi in forma concreta: Sud dichiarante gioca Bissa del giusto colore. la gua mano pleche. Chiarisco con un esempio quest'ultima parte: Est ha giocato picche, ma commette rifiuto, dalgliando con attà che Ovest haSegue picche. Sud dichiarante pur avendo la' risposta det morto. Fina taxca risponde con altra carta questo punto Ovest puòè cuorì. 0 magari taglia con attà. Se Sud sipicche il rifluto. Se il suo compagno accorge del rifluto commesso Est risponde a sua volta,correggere prima che Ovest abbia risposto alla giocata, Sud può senza il rifluto stabilito. alcuna Così pure se Sud gioca dat morto èpicche, Denalità ritirare la carta sbagliata, e giocare la carta di picche. Se Zente non ed è Eat che erronearisponde a piethe. Fnvece Sud si accorge del rifiuto dopo che Ovest ha risposto, egli Quest ha il rifiuto è atmbilito quando anche alla mAno, Se Est può ritirare la corta, ma picche, e ll dichiavante Ouest può obblivare Sud a piacare ta Sud, invecerisposto di rispondere a picche, gioca 69 taglia risponde altrimenti più Carta alta o la più delle bassa picche possedute. comprende SL Pur avendo picche, il rifiuto è consumato se0 dopo bene, che nel primo caso l'avere Sud col suo rifiuto scoperta una ha tisposto, il dichiarante stacca anche la carta di rispostache delOvest A-R-F-10-4 carta fa solo male a sé, e quindi non è passibile di pena, mentre morto Nel secondo caso: Sud mel secondo caso, avendo, picche. Ovest è il morto rispon: obbligato Ovest ad una fono: Est commette rifiuto.gioca A-R Fisposta a picche che forsecolnonsuo erarifiuto, Perché rifiuto gi intenda Lon: quella che avrebbe atta se dlmato, occorre che Sud o Î! morto detto abbiano iniziato 0 risporto Sud avesse giocato giusto, Sud viene ad aver vista una carta di alla mano successiva D-5-3-2 +06» Quest, ilchevantaggio non avrebbe altrimenti vista, e quindi ad Ovest è conE per quanto riguarda il dichiarante, se Ovest ha giocato piecesso di regolare risposta di Sud. Il morto non dal morto è stato risposto, e così pure da Est, mentre intese commette rifiuto, e se tale errorela viene Guaest na dichiarato quattro cuori. commesso, la carta viene e; Sud, ultimo di mano, esce col 9 picche. commette di picche,e. poiché rifiuto, i rifiuto è stabilito quando poiché Est ritirata e sostituita senza penalità. Est haha nel nel corso della lici. 3 tazione dicharato uno dei due, Est oppure Ovest, ha iniziato oppure risposto alla Naturalmente che in seguito alla correzione di un muova mano, ‘ome deve giocare Sud per av i Pifiuto commesso il dagiocatore un giocatore della parte avversa, intende SI vede chiaro che i legislatori det Ponte si sono preoccupati. fare le quattro cuori? 5‘4 per avere le maggiori probabilità di p'Aco.
P_ONSTEE
LIBRI, . «Stanis Ruinas ci ha dato un'opera originale è profonda, che bisogna leggere e che si legge col massimo interesse dalla prima all'ultima pagina ». (Il Gazzettino)
« Un volume che fa onore a chi lo ha seritto e che, nella già enorme bibliografia sulla guerra in Ispagna, si distingue per la misura, la compete nza e l’arte dello scrittore »,
(Roma della domenica)
Comprova l'ingegno politico e letterario del Ruinas; rivelatore continuo delle sue stesse numerose pos ilità ». (Il Resto del Carlino)
«Un libro singolare, un libro di uno scrittore autentico, il più completo fra quanti ne siano apparsi
recentemente
»,
(La Gazzetta dell'Emilia)
«Un libro degno di essere letto, il cui merito mag
giore è quello di far ripensare tutta la vicenda secolare spagnola, ‘@ di farne» sentire con calore tutta la gloria ».
(Il Telegrafo)
e Uno dei libri più attendi
nei riguardi di quel-
la sincerità nuda, linearmente spregiudicata che sola può rivelarci il volto e l'anima d'un popolo, d'una nazione »,
(Il Veneto) «(i sono in queste pagine l'intuizione del giornalista e lo scrupolo dello storico ». (La Gazzetta di Messina)
e Stanis Ruinas è uno serittore di buona razza della giovine letteratura italiana ». À sz (IL Ferruccio)
PER
SENTITO
DIRE
Ed eccoci a maggio: il mese in cui, un tempo, ragli vano i somari. Ora nessuno ci fa più caso, perché ci siamo abituati a sentirli ragliare di tutti mesi. Asino era una volta un titolo d'onore: Giacobbe paragona all'asino suo figlio Isacco; Omero gti paragona il grande Ajace. Ora l’asino è disprezzato: forse perché ce ne sono troppi. In questo tempo. invece, sono molto stimati i leoni. Ma cominciano a diventare troppi anche questi.
Ma a proposito di leoni, avete letto che strana gente sono quei Norvegesi? (Non dateci dei cattivelli: ll riferimento ai leoni è dovuto semplicemente al fatto che la penisola scandinava ha la forma del re della foresta, come dicono i libri scolastici) Quei poveri Norvegesi non amavano la guerra: am. vano appassionatamente il commercio, il bagno e lo sport, Soprattutto lo sport. Volete avere un'idea del punto a cui arriva il loro «tifo»? Ce lo narra un corrispondente di guerra. Alcuni norvegesi. soldati e popolani, drizzano sulle strade di campagna barricate costituite da quattro tronchi d'albero e ne misurano la consistenza provandosi a saltarle. Quando a saltarle non riescono, dicono soddisfatti: « Ecco! Ora di qui non passano ». I Tedeschi, invece, arrivano e passano ugualmente; e allora | campagnoli scendono dai radi casolari e si mettono a batter loro le mani, non per vigliaccheria 0 servilismo, ma con sincera ammirazione. C'è anche il fatto che quella brava gente non concepisce ancora l'odio e la cattiveria come gli altri europel. Lo stesso corrispondente racconta che un giornalista americano, nella zona di Namsos, era in una osteria, quando un apparecchio si mise a ronzare intorno. L'oste si fece sulla porta e disse con odio
Consumato Carlottina Faraona sulle uova Carciofi alla milanese
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Frutta Vecchio Barolo DEL
GHIOTTONE
CONSUMATO CARLOTTINA. - Anche questo è vegetariano... se ole risparmiargli l'aggiunta di estratto di carne. Mettete due 0 îre vrosse lattughe tutte intiere in un piccolo tegame, con un pizzico le. un pezzetto di burro, un goccio di ‘olio. Lasciatele cuocere fate» a fuoco moderato, € col tegame ben coperto. D'altra parte, € in acqua bollente e salata un pugno abbondante di foglie di sella. Appena avranno dato un bollo o due, sgrondatele, e pas. al setaccio, mentre rimetterete l’acqua in cui avvenne la loro "8, sul fuoco. Intanto anche le lattughe « stufate » saranno cotte. ‘ele al setaccio. e versate il passato e tutto il sugo che avranno nell'acqua dell’acetosella, Unitevi il passato della medesima ‘ella, mettete un pezzo di burro nel consumato, lasciate « con®= ancora per 5-10 minuti, e servite/caldissimo. AONA SULLE UOVA. - Il bello di questa ricetta sta nell'aspetfaraona, tagliata ma ricomposta pare intiera, ed arriva in tata contornata da uova. Iî buono... è in ogni dettaglio di queito. Mettete la faraona, una volta che sia perfettamente puun recipiente contenente un buon bicchiere di vino bianco, echiai di olio d'oliva, sale e pepe. Voltatela e rivoltatela in sugo ove dovrà restare almeno due ore. (Le galline faraone ‘mente stoppose, il segreto per renderle tenere e morbide è di « macerarle » un poco, prima di cuocerle). nomento di cuocerla, fatela arrostire a fuoco moderato, in un contenente pochissimo burro. Irroratela subito con un po’ 7.0 brodo di legumi. Versatevi un cucchiaio di farina, e scionel sugo un cucchiaino di estratto di carne. Aggiungetevi dei (coltivati, oppure seccati e rinvenuti in acqua tiepida), del volo tritato e completate così la cottura della faraona. che sia, levatela dai funghi e dal sugo, e tenetela in caldo. ridurre i funghi ed il sugo, ed aggiungetevi un bel po’ di di pane sminuzzata. Intanto avrete lessato sei uova per ben 0 rinuti, in modo che siano perfettamente sode. Passatele in fredda, sbucciate con cura, tagliate ogni uovo in due per il tun\Jî levate il tuorlo con ogni cura. Schiacciate i tuorli nella farcia Merli Chi, levati dal fuoco, e riempite le chiare sode con questa mela dando forma di uovo. Mettete le uova così ricomposte in un ne di pirofila, al forno, lasciando nel mezzo un grande vuoto mosto della faraona). Versate una densissima salsa pomodoro sulle liiioi dopo 15 minuti al massimo levate il tegame dal forno, poggî Jaraona nel mezzo, edi mettete [Paarnito di un tovagliolino pizzo. il tegame sul piatto di portata
lesf/ICIOFI ALLA MILANESE. - Tagliate a metà alcuni fondi di [erguoni teneri, e metteteli un momento in un recipiente contenente ‘gue aromatizzata con alcune goccie di limone. leegd'Ondate, buttateli in acqua bollente e salata, ove dovrano cuolelffo)Poghi ‘minuti (dipende dalla qualità e... morbidezza del carla}: Cotti che siano passateli in una teglia con burro fuso e laln ei-[9solare pochi minuti a fuoco molto lento. Versate nel burro Sicchiaio o due di panna dolce. Intanto avrete cotto un mazzo di dranngi: Sorondate, mettete sul tagliere, e levate le punte che anMeleOin un altro tegame con burro e formaggio grattugiato. DispoMatt, orciofini in un mucchio nel mezzo del piatto di portata e quorno disponete le punte di asparagi. Sul tutto versate il sugo {0 e servite subito caldissimo.
DIMOZZINI VIENNESI. - Prendete i briozzini e levate loro il Scavateli un pochino, e riempite il vuoto così prodotto con
no el
le su
di albicocche, aromatizzata con qualche cucchiaino di ma‘0. Anche il cappello del briozzino sarà spruzzato di maraschi-
. come un tappo, sul briozzino. Premete leggermente con
Palo, PeTChé questo tappo aderisca bene.
Giai pe Ogni briozzino così confezionato nella pastina da friggere,
di oliU9era. Gettate poi, uno per uno, i briozzini inpadella piena Allora |0, 5trutto bollente, a fuoco ardente. Subito saranno dorati
dicarta
pateli dalla padella e metteteli un istante su di un foglio
te sul Gssorbente,
al caldo, affinché
abbiano
a sgrassarsi.
Dispone-
Gliaiiaa Biatto di portata tenuto in caldo e guarnito con un tova-
e terpita i Pizzo, spolverate abbondantemente con zucchero al velo itecaldissimo.
Bice Viscoxri
— È tedesco, — Perché non sparate? — gli chiese l'americano, indicandogli il fucile alla parete, — Sparare? — disse l'oste. — L'apparecchio sarà, sì e no, a cinquanta metri e potrei uccidere chi c'è dentro. Santa ingenuità! Del resto, la loro dabbenaggine è anche comprensibile: non avevano mai fatto una guerra. né di guerra avevano mai sentito parlare dai loro padri e nemmeno dai Joro nonni. Ve lo abbiamo già detto: studiavano la tattica e l'uso della mitragliatrice per corrispondenza. Certo, saranno rimasti un po' male. E c'è da scommettere che a guerra finita diffideranno e non vorranno studiare per corrispondenza nemmeno l'estimo e la trigonometria.
La moglie gelosa fotografa 1 sogni del marito.
A Paul Reynaud i Norvegesi hanno portato fortuna: gli hanno fatto avere dal Parlamento un voto di fiducia all'unanimità. A Winston Churchill ne hanno portata di meno: l'illustre uomo è stato costretto a triplicare il numero delle smentite quotidiane e a raddoppiare il numero delle quotidiane vittorie. I Tedeschi, invece, insistono nel giurare che gl'Inglesi si ritirano; e, secondo noi. finché Winston Churchill resterà al potere, sarà difficile che questi ultimi riescano ad avanzare în Norvegia, Che volete? Basta considerare le iniziali di quel nome: W. C. Sentono di ritirata Questa guerra, però, comincia a diventare strana davvero. Gli Inglesi si battono. È la prima volta che gli Inglesi sono costretti a battersi da soli in Europa. E. inesperti come erano, sono andati in Norvegia come ad una spedizione coloniale: în duemila uomini, con la fiaschetta del whisky a tracolla e con la pipa in bocca. I Francesi, che una volta tanto pensavano di potersene stare tranquilli a vigilare le notti calme dell'ovest. hanno dovuto mandare d'urgenza in Norvegia i cacciatori delle Alpi. Stranissima guerra! Gli Inglesi continuano a razionarsi. È la prima volta che gli Inglesi si razionano. I cinque pasti quotidiani minacciano di diventare quattro... Tre... Due... Uno... Den! In Francia, intanto, si continua a discutere sugli scopi di guerra. Ma questa guerra ha poi realmente uno scopo? « Una volta — racconta Bronislay Malinovski — parlai con un cannibale, il quale, sentendo che la guerra sconvolgeva l'Europa, si dimostrò molto curioso di sapere come noi europei potessimo mangiare una quantità così enorme di carne umana. E quando gli spiegal che gli europei non mangiano i nemici uccisi, egli mi guardò con disgusto ed orrore e mi chiese che razza di barbari fossimo ad uccidere senza nessuno scopo ». E poi, i cannibali passano per gente incivile!
Sembra che in Norvegia la divisione polacca sia stata battuta dai Tedeschi. Questo, con tutto il rispetto che dobbiamo alla sciagura, ci fa pensare a quegli asini con cui abbiamo iniziato questa breve e veridica cronaca, Triste destino il loro! Tutte le bestie, quando sono morte, conoscono finalmente la pace e il riposo. Gli asini no: picchiati da vivi, continuano ad esserlo anche da morti. È con la loro pelle che si fanno i tamburi.
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