Skip to main content

L'Illustrazione Italiana 1940 n.11

Page 1

ONE ZI RA ST L'ILLU ITALIANA Posti.

MEI NEI ti RENE I va

Un

augurio

Principessa Marla: Gabriella: una felicità. Ecco la fotografia che con amorosa impazie: nza ogni madre italiana aspettava, Vedere il visetto paffuto della, piccola -Milano) il Principe di Napoli e la Principessa Maria Pia, (Foto Peiri di sereno domani che soltanto sul volto dei bimbi si trova quando la gioia li illumina come qui

JONFEZIONI in vendita

ne

miglichi negohi


L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA

DIRETTA

DA

ENRICO

ABBONAMENTI: italia, Impero € Albania, e presso gli uffici postali a mezzo del « Servizio Internazionale Scambio Giornali » in Francia, Germania, Belgio, Svizzera, Ungheria, Slovacchia, Romania, Olanda, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Lettonia, | Lituania. Anno L 180 - Semestre L 95 - Trimestre L. 48. Altri Paesi: Anno L. 280 - Semestre L. 145 - Trimestre L 75 C/C. POSTALE N. 3/16.000. Gli abbonamenti si ricevono presso la S. A. ALDO GARZANTI EDITORE, MILANO - Via Palermo, 10 - Galleria Vittorio Emanuele 66/68, presso le sue Agenzie in tutti 1 capoluoghi di provincia e presso i principali librai. Concessionaria esclusiva per la distribuzione di rivendita; MESSAGGERIE ITALIANE - BOLOGNA - Via Milazzo, 11. — Per i cambi d'indirizzo inviare una fascetta e una lira. Gli abbonamenti decorrono dal primo d'ogni mese. — Per tutti gli articoli, fotografie e disegni pubblicati è: riservata la proprietà artistica e letteraria, secondo le leggi e 1 trattati internazionali. Printed in Italy

SOMMARIO

lute: i sottosegretari alle Corporazioni; i vicesegretari del Partito; il commissario generale per le fabbricazioni di guerra; i presidenti delle Confederazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori dell'agricoltura, dell'industria e del commercio. Il ministro delle Corporazioni ha riassunto il lavoro compiuto dagli organi”corporativi per l'esame delle domande di variazioni dei prezzi avanzate dalle categorie interessate ed ha illustrato l'opera svolta dal Ministero e dagli organi centrali e periferici delle Corporazioni per la disciplina dei prezzi. Dopo ampia discussione, alla quale hanno partecipato tutti i presenti, il Comitato ha approvato all'unanimità la seguente dichiarazione: « Il Comitato di coordinamento dei prezzi interni, udite le comunicazioni fatte dal ministro. delle Corporazioni circa l'attività svolta dai competenti organi corporativi per l'esame delle domande di variazione dei prezzi; pure riconoscendo la necessità che i prezzi di alcuni prodotti agricoli e industriali siano riveduti e aggiornati, tenendo conto delle maggiorazioni verificatesi nei principali elementi del costo di produzione e in particolar modo del prezzo del carbone e di altre materie prime fondamentali, del costo dei trasporti e di alcuni oneri fiscali; approva l'opera di disciplina dei prezzi esercitata dal Ministero delle Corporazioni; esprime l'avviso: a) che gli sumenti da consentirsi devono essere contenuti nei limiti’ strettamente indispensabili allè esigenze di vita e di sviluppo della produzione in modo da riversare sul consumatore solo quella parte di oneri che la produzione non può ragionevolmente sopportare; b) che i prezzi così riveduti devono essere stabiliti per il più largo periodo di tempo possibile ».

Dalla pagina 315 alla pagina 348 SPECTATOR: La pace fra la Russia e la Finlandia - AMEDEO TOSTI: Fine della guerra a Nord - HISTORICUS: Da Giorgio Washington a Pio XII ADOLFO COTRONEI: Faville - GIO-

VANNI MAIOLI: Ugo Bassi predicato-

re_ ed apostolo di italianità - PIERO TORRIANO: Carlo Siviero - MARCO RAMPERTI: Osservatorio - BIANCA GUIDO: Visita al Museo della Vecchia Milano - ADOLFO FRANCI: Uomini donne e fantasmi - CARLO GATTI; Due melodrammi italiani - LEONIDA REPACI: Ribalte a lumi spenti - GIAN-

NI BASSETTI: Krupp in tempo di guerra - LUCIANO BONACOSSA: Automo-

trici a gasogeno - VIRGILIO BROCCHI: Trasfigurazione (romanzo) - GIUSEPPE LANZA: Il Girasole (novella) MADDALENA SANTORO: Mi_ piace cantare (novella) - RENATO TOSELLI: Qualtabàc (novella) - ALBERTO CAVALIERE: Cronache per tutte le ruote. — Le prime fotografie della terzogenita dei Principi di Piemonte - Uomini cose

e avvenimenti.

Nelle pagine pubblicitarie (da I a XVIII) Diario della settimana - Notizie e indiscrezioni - Pagina dei giochi.

DIARIO DELLA SGEGISTRIEMoeA NA 7 Marzo - Roma. Si fomunica: Si è riunito presso il Ministero delle Corporazioni il Comitato. interministeriale di coordinamento dei prezzi interni, presenti i ministri delle Corporazioni, delle Finanze, dell'Agricoltura, delle Comunicazioni, dei Lavori Pubblici e degli scambi e va-

è il Vostro liquore l’amico del palato e dello stomaco TONIFICA e AFFASCINA recando in ogni casa, nell'originale

BIANCO LIQUORI TORINO

damigianetta,

dono preferito

il

8 Marzo - Copenaghen. Si ha notizia di una mediazione svedese e dell'inizio di trattative tra Russia e Finlandia per porre fine al conflitto in corso tra le due Nazioni. 9 Manzo - Roma. Si riunisce, presieduto dal Duce il Comitato Corporativo Centrale. Si decide di bloccare i prezzi dei generi di prima necessità fino al 31 luglio. I salari e gli stipendi verranno aumentati dal 10 al 15% a decorrere dal 25 marzo. Roma. Il Re Imperatore riceve le credenziali dal nuovo ministro di Grecia signor Politis e dal nuovo ministro del Cile signor Arias Schreiber. Roma. - Si comunica: Il conte Ciano ha ricevuto sir Percy Loraine che gli ha comunicato che il Governo inglese ha deciso di rilasciare i tredici piroscafi fermati nei giorni scorsi con i loro relativi carichi di carbone. I piroscafi italiani che*non avevano ancora iniziato il viaggio di ritorno con carico di carbone partiranno vuoti dai porti nei quali adesso si trovano ove non verranno ulteriormente inviate altre navi da carico italiane per l'imbarco di carbone. Roma. Giunge il ministro. degli Esteri del Reich, von Ribbentrop, 10 Manzo - Roma. Il Duce presente ìl conte Ciano trattiene a lungo e cordiale colloquio il ministro degli Esteri germanico von Ribbentrop. 11 Marzo - Roma. Stamane, S. M, il Re e Imperatore h: ricevuto in udienza privata S. E. von Ribbentrop, ministro degli Affari Esteri del Reich, il quale era accompagnato dall'ambasciatore von Mackensen e dal capo del cerimoniale del Ministero degli Affari Esteri. Il Duce, nel pomeriggio d'oggi, ha ricevuto, alla presenza del conte Ciano e dell'ambasciatore von Mackensen, il ministro degli Esteri del Reich von Ribbentrop e lo ha intrattenuto in cordiale colloquio durante un'ora e mezza. Le conversazioni tra il Duce e von. Ribbentrop hanno avuto per oggetto l'esame della situazione internazionale e si sono svolte nello spirito e nel quadro del Patto di alleanza e degli accordi esistenti fra l'Italia e la Germania. 12 Manzo - Berlino, Il «D. N. B. » ha da Mosca: « Le trattative russo-finiandesi iniziate a Mosca venerdì scorso hanno portato questa sera alla conclusione di un Trattato di pace tra Russia e Finlandia. « Le principali clausole del Trattato prevedono: 1) Interruzione immediata, delle ostilità da entrambe le parti: 2) la cessione dell'istmo di Carelia compresa Viipuri All'U.R.S.S.; 3) la cessione ‘all'U. R.S.S. da parte della Finlandia di una base militare sulla penisola di Hangoe »,

mm. Vuol Signor Eraldo Gatteni - Via Vigoni, 3 - Telef. 54.127 e 40.971

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

—

II

TORINO

dal 18

CAVACCHIOLI

ALDO GARZANTI EDITORE MILANO - VIA PALERMO,

10

Direzione, Redazione, Amministrazione e Pubblicità: Telefoni 17.754 17.755 - 16.851

Mosca. L'accordo di pace che eta stato raggiunto nella giornata di ieri tra la delegazione finnica e quella sovietica è stato firmato nelle prime ore di stamane. L'accordo stabilisce che le ostilità abbiano fine oggi stesso a mezzogiorno e dalle ore 10 della sera del 15 marzo le truppe dovranno essere trasferite sulle nuove posizioni stabilite quali nuovi confini. Trattative commerciali avranno inizio immediatamente tra le due Nazioni.

Casse tento

Basta uno sguar-

do per control. lare la quantità di inchiostro ancora esistente nel

capace serbatoio


Staybrite Inossidabile Staybrite e oro Oro 9 carati Oro 18 carati giallo o rosso

L.

950 1.125 n 1675 » 2.675

con Certificato ufficiale svizzero _di osservazione CON

CALIBRO

NUOVO

SFERA

SECONDI

IN CENTRO

L. 50 IN PIÙ

1939-XVII

ROLEX Oyster Perpetual . ,. ERMETICA. IL SUO SISTEMA " ROTATIVO AUTOMATICA IN UNA CASSA SCIENTIFICAMENTE L'OROLOGIO DI ALTA PRECISIONE A CARICA LA PRIMA VOLTA A MANO, PORTATO POCHE ORE AL E DI ESTREMA ROBUSTEZZA, RIMONTATO (BREVETTO ROLEX) È DI TUTTA SEMPLICITÀ 6 ATMOSFERE (60 METRI NEL A A GARANTIT BILITÀ IMPERMEA DI CARICA DI CIRCA 36 ORE. DELLA PERFEZIONE ASSOLUTA POLSO, ESSO ACCUMULERÀ UNA RISERVA IL RAGGIUNGIMENTO SEGNA NELLA STORIA DELL'INDUSTRIA OROLOGIAIA MARE). ROLEX ‘ OYSTER PERPETUAL,,

HM. WILSDORF, Direttore Generale S. A., GINEVRA ROLEX OSAKA, BUENOS AIRES Filiali: PARIGI, LONDRA, DUBLINO, TORONTO, ari per l'olio Cotaloghi vengono inviati, di ietro richiesta, dal seguenti iConcession 19 — DITTA GIU DICI, Largo S. Margherita — F. CHIAPPE, Via Manzoni, 6 Grossi, — ROMOLO VERGA, Piazza Duomo, Successore GARDINO, Corso Umberto |, 341 MILANO: RONCHI, Via Tommaso BEDETTI, Via dol Mare, 25 — GRAVANZOLA Sottoborgo, 3 Via Romo, 3 pisa Ditta Bardelli ROMA: BANDIERA & Corso Goribaldi Via Orelici REGGIO CAL T. V: ni -Cono Vitt. Emanuele II GENOVA Plorzo Momeli

CONCESSIONARI IN TUTTO IL MONDO

Caldero i —Via F. Mortini, 21 | JAS.A. Calderon Emanuele, 26 Cono S.Vitt.Coterina, ‘Caigiamo Borgo 8 | Via Umberto, 76

1 Via Rizoli, È Figli Plozza Il Vitt: Emanuala Ù Por, 51) ber Corso Zanordelli, 17 CATANIA como FIRENZE

Î pe

& C. Via Etneo, 15 Corso Vittorio Emanuele || lario Svizzera Palazzo Arcivescovile

Corso Vittorio Emenuslo |SAVONA A Cono Vitlorio Emonusle | SESTRIERE Bus emoGiolellerta TAURIANOVA T. Versace Via Pillungo, 2 2 —Astrun Orologeria Vio Romo, Mia G. Gariboldi, 5 | TORINO Via Romo, 1 Marietti Orologeria V. Duca d'Aosto, 42 L ia $. Brigida, 60 Via del Mor Corso Umbeto I, 3 Orologeria Salvadori M.a S. Salvatore, 5022 ‘orso Vit. Emanuele, 4 A. Canestrari —Via Cappello, 35 MA Ermanno Bergamo Vio Cavour, 3 Suee. Vla Mazzini VERONA = Via Moquada, 274 Matronge Cono Vitt. Emonuele, 51 VIAREGGIO F.lli Chioechetti V.le R.no Margherita, 50 È. Della Lucia


CURA LA STITICHEZZA PURGA - RINFRESCA REGOLA L'INTESTINO FORMULA I

i Ì

I

N

RADIO 1 programmi della settimana radiofonica italiana dal 17 al 23 marzo comprendono le seguenti trasmissioni degne di particolare rilievo ATTUALITA CRONACHE E: CONVERSAZIONI DomextcA 17 Manzo, ore 8: Lezione di albanese. — Ore 9,15: Trasmissione per le forze armate. — Ore 10: Radio Rurale, — Ore 14,15: Radio Igea. — Ore 16/45: I e Il programma. Dall'Ippodromo di San Siro di Milano: Cronaca del Gran Premio Nazionale (reg.). — Ore 20,20: Aspetti della Carta della Scuola: Conversazione del Sottosegretario all'Educazione Nazionale Riccardo Del Giudice: Il lavoro nella scuola. — Ore 21: Il programma. « Oliveti », villaggio rurale in Libia, documentario.

DEL PROF.

A. MURRI

Luxzì 18 Manzo, ore 9.45 e 10,30: Radio Scolastica. — Ore 12,20: Radio Sociale. — Ore 17,15: Dalla R. Accademia d'Italia: Commemorazione di Luclo d’Ambra, tenuta Renato Simoni. Ore 18: Radio Rurale, Ore 18,15: Quaresimale tenuto da Mons. Aurello Signora. —1——— Ore 19,25: I e Il programma. Lezione di tedesco, — Ore 21: I programma. Storia del Teatro drammatico (XXXVI lezione). Murrenì 19 Manzo, ore 21.30 circa: Iprogramma. Conversazione di Ugo Maraldi. — Ore 21,30: II programma. Voce del mondo a sorpresa. Mrncocenì 20 Manzo, ore 945 e 10,30: Radio Scolastica. — Ore 12,20: Radio Sociale. — Ore 17.15: Programma per gli equipaggi delle navi mercantili. — Ore 19,20: I e Il programma. Lezione di francese. — Ore 23 circa: Il programma. Conversazione di Emilio Cecchi. — Ore 23,15: INI programma. Dal Teatro del Circo Massimo di Roma: Incontro di pugilato fra le rappresentative d'Europa e d'Italia. Giovenì 21 Marzo, ore 12,20 e 18: Radio Sociale. 1 e Il programma. Lez. di tedesco. II programma. Roma centro aviatorio mondiale, documentario sull'aviazione civile italiana. Veneroì 22 Marzo, ore 18: Quaresimale tenuto da Monsignor Aurelio Signora. — Ore 19,35: I e Il programma. Lezione di inglese Sanaro 23 Marzo, ore 12.20: Radio Sociale. — Ore 19.40: Guida radiofonica del turista italiano. — Ore 22 circa: I programma. Conversazione di Aldo Valori. CONCERTI SINFONICI E DA CAMERA

Domenica 17 Manzo, ore 14.30: I e Il programma. Da Londra: Prima parte dell'Oratorio op, 38 di Edoardo Elgar: « Il sogno di Geronzio ». — Ore 17: Il programma. Dal Teatro Adriano di Roma: « Requiem tedesco » di Giovanni Brahms. orchestra della R. Accademia di Santa Cecilia, diretta dal maestro Bernardino Molinari. — Ore 21,15: I proeramma. Dal Comunale di Bologna: Concerto sinfonico di musiche di Ottorino Respighi, Direttore maestro Armando La Rosa Parodi. Luxenì 18 Manzo, ore 20,30: IIl programma. Musiche per orchestra, dirette dal maestro Alfredo Simonetto. — Ore 21: II programma. Concerto sinfonico diretto dal maestro Alceo Toni — Ore 22.10: I programma. Concerto del Quartetto Bogo. Marrepi 19 Manzo. ore 20,30: IM programma. Musiche per orchestra, dirette dal maestro Alfredo Simonetto. MencoLeDì 20 Manzo, ore 22.10: I programma, Concerto del Trio di Roma. Grovenì 21 Manzo, ore 16,30: La leggenda dì Santa Germana, musica di Salvatore Masella. — Ore 20,50: III programma. Concerto dell'organista Ulisse Mattey. — Ore 21,30: INI programma. Musiche per orchestra, dirette dal maestro Mario Gaudiosi Vexerbì 22 Manzo, ore 21: II programma. Stagione Sinfonica dell'Eiar: Le stagioni (da Thomson). Oratorio di F. Giuseppe Haydn. — Ore 21.15: JIMI vrogramma. Concerto dell'Accademia Polifonica Barese. — Ore 22.30: I programma. Concerto diretto dal maestro Mario Gaudiosi. — Ore 23.15: I programma. Gruppo Madrigalisti « Città di Milano ». Sawaro 23 Manzo, ore 18. Dal Teatro delle Arti di Roma. Concerto. Ore 21.10: I programma. Concerto sinfonico diretto dal maestro Fernando Previtali. LIRICA

OPERE E MUSICHE TEATRALI Doxiznica 17 Manzo, ore 16,30: IMI programma, Dal Reale dell'Opera. Don Pasquale, opera in tre atti di Gaetano Donizetti. Interpreti: Salvatore Baccaloni, Mariano Stabile, Giovanni Manurita, Mafalda Favero. Rolando Giusti. Direttore: maestro Oliviero De Fabritiis. Mawrevì 19 Manzo, ore 15,30.Il programma. Dal Carlo Felice di Genova: La farsa amorosa, opera in tre atti di Riccardo Zandonai Direttore maestro Giuseppe Del Campo. — Ore 20,45: I programma. Dal Reale dell'Opera Don Pasquale, opera in tre atti di Gaetano Donizetti. Direttore maestro Oliviero De Fabritiis. Mencoteni .20. Manzo, ore 20,45: II programma. Dal Reale dell'Opera: Adriana Lecouvreur. opera in quattro atti di Francesco Cilea. Interprell principati: Ernesto Dominici, Ninì Giani, Beniamino Gigli. Maria Huder, Giuseppe Nessi, Magda Olivero. Direttore maestro Mario Rossì.

STELLA

PRIMA

L'ILLUSTRAZIONE

FABBRICA

ITALIANA

—

ITALIANA

IV

D'OROLOGERIA

-. FONDATA

|

NEL

1878

ESZZZZA]- OSMIRIA oeorizo

aularchico che sostitursce vantag: giosamente guello d'oro


PRODOTTO I. L

RUFFINO

PONTASSIEVE (FMURVESNEZIE)

IRUFFINO le.

MR,

|

4îî SALENTO: MSImUISCE IL PORTO gian

ldf

SOSTITUISCE

IL PORTO

BIANCO

V

—

u'innustrazione

ttALTANA


Giovepì 21 Manzo, ore 21: 1 programma. Dal Teatro della Scala di Miiano: Il mistero della passione di Cristo, musica di rranco Lattuada. Cantata biblica, musica di Vittorio Gnecchi. Direttore maestro Franco Capuana. Maestro del coro: Achille Consoli. Sanaro, 23 Manzo, ore 20,15: II programma. Dal

LAVANDA LI TIÉ ì

‘featro della Scala di MiFeo gta ponti Le

# f2 3ì Essenza fi

atti di Riccardo Wagner. Direttore maestro Tullio Serafin. TEATRO PROSA E POESIA

Il bagno esercità sull’epidermide un'azione ravvivatrice in quanto libera i pori dalle impurità e favorisce la respirazione cutanea. Questi benefici saranno però incompleti se non integrerete la sua opera col fine Talco Borato Palmolive, Questa preziosa polvere sanitaria sopprime in un istante le irritazioni cutanee, così frequenti nei bimbi, dando alla pelle un ideale benessere. Indispensabile per tutti gli usi della toeletta, il Talco Borato Palmolive è venduto ovunque in eleganti barattoli impermeabili ed in bustine. Garantito dalla A. Palmolive

BARATTOLO L. 2.50 BUSTINA CENT. 80 monotto A genova

Domenica 17 Manzo, ore 20,30: III programma. Natale in riviera, un atto di Corrado Rossi (Novità). Lunnì 18 Manzo, ore 22,20: Il programma. Addio Korali, un atto di Gilberto Loverso (Novità). Marreì 19 Manzo, ore 17,15: HI programma. L'ultimo Lord, tre atti di Ugo Falena. — Ore 21: Il programLINETTI, PROFUMI, VENEZIA ma. L'inventore dei cavallo, un atto di Achille Campanile. MercoLeDì 20, Manzo, ore zi: III programma. Gli uomini non sono ingrati, tre atti di Alessandro De Stefani. principali centri di questa attività sono Giovanì 21 Manzo, ore 21; ll programma. stati l'Ambasciata degli Stati Uniti e la La damigella di Bard, tre atti di Salvator Legazione di Svezia nei riguardi delle proposte e controproposte per la risoluzione Gotta. VanEnpì 22 Manzo, ore 21: 1 programma del conflitto russo-finlandese. Quasi tutti Donna del Paradiso, mistero medievale, gli Ambasciatori e i Ministri accreditati a riduzione di Silvio d'Amico. Interpreta: Mossa sono stati in contatto personale 0 te zione della Compagnia dell'Accademia lefonico coll'Ambasciata americana e la Legazione svedese. d'arte drammatica. Sanaro 23 Manzo, ore 22,20 circa: 1 Da una serrata attività diplomatica è programma. Bronzo, un atto di Arnaldo stata caratterizzata la soluzione della praBoscolo (Novità). tica per il rilascio dei piroscafi italiani da Rotterdam col relativi carichi di carbone tedesco. Dopo una conversazione avvenuta VARIETA' a Londra tra Lord Halifax e l'Ambasciatore OPERETTE, RIVISTE, CORI, BANDE Bastianini, conversazione di intonazione assai cordiale, è stato pubblicato il comuDomaxica 17 Manzo, ore 17: I programnicato annunciante che il nostro Ministro ma. Musica da ballo, diretta dal maestro degli Esteri, conte Clano, aveva ricevuto Angelini. l'Ambasciatore della. Gran Bretagna a — Ore 20,30: I programma. La mia stella, Roma, sir Percy Loraine, che recava la commedia musicale in un atto di Luigi deliberazione del Governo inglese circa Malatesta. ilrilascio di tredici piroscafi ai quali era — Ore 21,15: III programma. Da Amstato applicato il blocco. In seguito a queburgo. Concerto di musica leggera. sta decisione, si è manifestata una note— Ore 21,45: Il programma. Selezione yole distensione nei rapporti italo-britandi operette. nic Luwzoi 18 Manzo, ore 20,30: IM proMa l'avvenimento diplomatico che ha più gramma. Concerto ‘di musica varia, di- attirato l'attenzione del mondo è stata la retto dal maestro Cesare Gallino. visita a Roma del Ministro degli Esteri di - Ore 21,20: I programma. Musica da Germania von Ribbentrop, il quale ha conballo. ferito col Duce e col conte Ciano e fatto Marrenì 19 Manzo, ore 17.15: 1 programvisita a S. M. ll Re Imperatore e a S, S. ma. Musica da ballo, diretta dal maestro Pio XII Il Ministro. germanico in questo Angelini. suo viaggio era accompagnato dai suoi più — Ore 21,15: Ill programma. Ritmi e stretti collaboratori tra cui il Direttore ministeriale Gaus e il Capo del Protocollo canzoni. — Ore 21,45: Il programma. Vecchio Doernberg, nonché dal Consigliere del” album, rivista di Guido Martina. l'Ambasciata d’Italià a Berlino comm. Mencoenì 20 Manzo, ore 20,30: I proZamboni. A riceverlo alla stazione di Tergramma. Una chitarra, due chitarre, tre mini, oltre il conte*Ciano e altre persochitarre, biografia non vera dì Di Lazzaro, nalità del Governo e del Partito, erano tracciatà da Mario Ceirano. l'Ambasciatore del Reich presso il QuiVewennì 22 Manzo, ore 21,45: III prorinale con tutti i membri dell'Ambasciata € il Ministro d'Ungheria a Roma. Von Ribgramma. Concerto bandistico. Sanato 23 Manzo, ore 17,15: Concerto bentrop, ospitato a Villa Madama, durante vandistico corale, eseguito dalla Banda delil suo soggiorno a Roma, è stato fatto oggetto ovunque di cordiali manifestazioni. la Milizia Contraerei, diretta dal maestro Tagnozzi e dall'Accademia di Canto Corale dell'Urbe diretta dal maestro Saraceni

NEL MONDO DIPLOMATICO * Un'intensa attività diplomatica si è svolta in questo ultimo periodo non soltanto in tutte le cancellerie d'Europa, ma in tutti i centri politici e diplomatici di tutto il mondo, Nella capitale dell'Unione, Sovietica, 1

%(Nel Real Palazzo del Quirinale il Re Imperatore ha ricevuto ìn solenne udienza il signor Politis, il quale gli ha presentato le lettere che lo accreditano in qualità di Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario di Grecia presso la Real Corte. Successivamente Sua Maestà ha ricevuto, pure in udienza solenne il dottor Diomedes Arias Schreiber, che gli ha presentato le lettere che lo accreditano presso la Real

azia i: (0)

Villeggiatara elega

te

Inaugurazione. della Stagione primaverile

GRANDE SETTIMANA DI PASQUA Manifestazioni dantà

e

di alta mon-

Concetti

Feste notturne

e Danze

e Gi'e

+

e Sport

LAURANA n dicci minuti da Abbazia

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

—

VI


Telefono 52-615

Casa fondata nel 1888

DITTA

ROMOLO SALVIGNI

ACCOMANDITA

Accomandatari:

SEMPLICE

PARRAVICINI-CAPRIOLI

movi cuicovor — ESPORTAZIONE DI sig — VINI NAZIONALI CELEBRE WHISKY BLACK & WHITE

"Ge.

®

James Buchanan & C. London

MEO0ENSO-P_OsIel

Sane

GRANDI

MARCHE

DEE

ESTERE

D. & C. STERN

London

& Co.

VMWWWwW--XYXXN---yyYYyYyX

MARZANO

SAN

SPUMANTE

CAMOMILLINA COLOMBO

D'ITALIA

SALSOLINO COLOMBO

SALSOMAGGIORE


Corte in qualità di Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario del Perù.

BINETTO

MEDICO

DI

nte: Dott. G. RIVA =

recite

ESTETICA

E

PLASTICA

Piazza S, M. Boltrade |-Tal, 14.420. MILANO |

TERME DI

ACQUI APERTE TUTTO L'ANNO

)

Nb

ad

GOTTA

ARTRITI SCIATICA REUMATISMI POSTUMI pi: FRATTURE GRANDE

ALBERGO

ANTICHE

TERME

GRANDE

ALBERGO

NUOVE

TERME

RE

NCA

A

LB

L'ILLUSIRAZIONE

ER

GO

ITALIANA

—

VIBO

}

iii

* L'Ambasclatore del Belgio presso il Quirinale e la contessa de Kerchove de Denterghem hanno dato una colazione in onore di S. E. Bottai, Ministro dell'Educazione nazionale, e delle personalità italiane che hanno collaborato —all'erezione dell'Accademia belga a Roma. In occasione di questo convegno l’Ambasciatore ha consegnato a nome di S. M. Leopoldo Il Re del Belgio una serle di decorazioni: il Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo a S. E. Bottai; la decorazione di gr. uff. dell'Ordine di Leopoldo ai conte Vitetti, Direttore generale degli Affari generali a Palazzo Chigi, al barone Celesia di Vegliasco, Capo del Protocollo al Ministero degli Esteri, ed altre onorificenze ad altre personalità. L'Ambasciatore del Belgio, dopo la colazione, si è recato personalmente da S. E. Pavolini, Ministro della Cultura popolare e da S. E, Alfieri, Ambasclatore d'Italia 'presso la Santa Sede, che non avevano potuto intervenireal convegno, e ha loro consegnato il Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo. Pure in onore di S. E. Bottai il Ministro Plenipotenziario del Regno di Jugoslavia S. E. Bosko Khristie e la sua signora LA PENNA CHE NON DÀ PENA hanno offerto una colazione, alla quale sono intervenuti il Ministro d'Itatrattenuto esattamente un'ora e cinque milia a Belgrado Francesco Giorgio Mameli, i Membri della Legazione Jugoslava e di- nuti. Uscitone. von Ribbentrop si è recato a visitare il Cardinale Segretario di Stato verse personalità Italiane col quale si è trattenuto a lungo, lasciando il Vaticano alle 13,10. * È giunto a Sofia il nuovo Ministro d'Italia conte Magistrati, ricevuto alla stazione dal personale della Legazione al * Nel Concistoro privato di giovedì 7 completo, dal Capo del Protocollo, dalcorrente Pio XII, presenti diciannove Cardinali di Curia più i Cardinali Gerlier e l'Ambasciatore di Germania e dà una rapHlond, ha pronunziato una allocuzione sepresentanza della Colonia italiana. La stampa di Sofia ha salutato il nuovo Migreta în latino che non viene pubblicata nistro con parole esaltanti la sua attività Ha quindi preconizzato diversi vescovi; sono, stati distribuiti Palli, ed ha imposto diplomatica ed esprimenti la convinzione il rocchetto ad alcuni vescovi di nuova che la sua presenza a Sofia servirà a dare nomina fra cui mons, Beltrami Nunzio nel notevole impulso ai rapporti italo-bulgari al cui sviluppo si era appassionatamente Salvador e Guatemala. Nel Concistoro pubdedicato il suo predecessore marchese Tablico seguito subito dopo nell'aula delle Renedizioni, il Papa, dopo avere ricevuto lamo Atenolfi l'obbedienza dei Cardinali ha ascoltato la perorazione per le canonizzazioni fatte per NOTIZIARIO VATICANO la beata Pelletier dall'avv. concistoriale Milani e per la beata Galgani dall'avv. Re. * Martedì 12 marzo, primo anniverA nome del Papa ha risposto mons. Bracci sario della Incoronazione di Pio XII, ha Segretario dei Brevi ai Principi. Egli ha avuto luogo in San Pietro una solenne capche il Papa è dispostissimo alle.capella papale con Pontificale celebrato dal detto nonizzazioni; prima però vuol consultare il Decano del Sacro Collegio Granito di BelSacro Collegio e l'Eviscopato il che sarà monte, Il corpo dei cantori della Cappella fatto nel Concistoro del 4 aprile. Sistina diretto dall'Accademico mons. Perosi ha eseguito una nuova Messa apposi* Il Papa ha fatto pervenire a Sua tamente composta che ha rivelato ancora l'Imperatore del Giappone, a mezuna volta la fresca genialità inventiva del Maestà 20 del Delegato Apostolico Mons. Marella, maestro. Essa è fondamentalmente a quatun esemplare della edizione fototipica e tro voci che in certi punti diventano otto. critica del Mappamondo di P. Ricci. cuDi particolare effetto il Kirie ed il Benerata dalla Biblioteca Vaticana. L'Imperatodictus. Alla cerimonia iniziatasi alle 10,30 re ha telegrafato ringraziando. e terminata a mezzogiorno ha assistito una folla eletta di persone soprattutto di straun anno dalla Incoronazione esconieri. Presenti tutti i Cardinali di Curia, il no * i Adprimi francobolli e le prime marche Corpo diplomatico e il Patriziato e la Nodel nuovo Pontefice Pio XII. I primi sono biltà Romana di cinque valori: 0,05, L. 1, 1,25, 2,00, 2,75. Contrariamente a quanto ha annunciato lo stemma e il riîratto del Papa qualche giornale, nessun_ricevimento è erecano vanno a sostituire gli stessi valori della stato offerto in Vaticano. Soltanto S. E. il serie emessa sotto Pio XI. Le Cardinale Maglione Segretario di Stato ha monetedefinitiva complete nella collezione già imposto le insegne del Sovrano ordine di stabilita sono secondo la convenzione monetaCristo al Principe assistente al Soglio don rla col Governo italiano e comprendono Marcantonio Colonna, una moneta d'oro da lire cento; monete * Lunedì mattina alle 11 il Papa ha ri- d’argento da lire 10 e 5, monete di nichel da cinquanta e da venti centesimi, mocevuto in speciale udienza il Ministro gernete di rame da 10 e 5 centesimi. Gioverà manico von Ribbentrop che, conforme al sapere al numismatici che questa colleziocerimoniale, è stato rilevato a Villa Madama da automobili vaticane che issavano i ne di monete in numero limitato, viene ceduta a prezzo di affezione e con essa, semgagliardetti della città del Vaticano e del Reich. Accompagnavano Ribbentrop il Mipre a prezzo di affezione, sarà messa in vendita anche la collezione del 1937, l'ulnistro presso la Santa Sede dottor Clodius tima del Pontificato di Pio XI. ed il personale dell'Ambasciata. Due camerierì di Cappa e Spada hanno ricevuto * Un decreto del Governatore discipliil Ministro ai piedi della scala di S. Dana — modificando le precedenti disposimaso e S. E. il Maestro di Camera lo ha zioni — l’uso dei veicoli di targa S.C.V. incontrato nell'anticamera Pontificia. Subito è stato introdotto dal Papa che lo ha Per esso il numero delle targhe a fondo

DENTOL DENTIFRICIO ANTISETTICO Rayoda le gengive, imbiancae rinforza i denti.- Profuma

l'alito.


delle Langhe, e alcune speciali nature morte. come l'Album di famiglia riescono in tutto poetiche € suasive. Colorista più denso, costruttivo e acceso, il Collina impianta figura e paesi con solidità ed effi cacia, badando forse pi al carattere che alla poesla; nondimeno nelle sue ultime vedute veneziane egli mostra di saper anche volgersi ad una ma. niera più delicata e leggera, sostenuta da una non comune esattezza di valori. Il Fabbri, benché assai giovane, dimostra buonis. sime qualità di plastica tore. Padrone d'un mestiere sicuro, che egli sa modulare con varietà d'effetti, dal morbido al rude. questo scultore ha eseguito alcuni ritratti, come quello del Maresciallo Caviglia, o quello della signora Rodocanachi, che sono veramente notevoli Non meno belle, per struttura, scorrevolezza di membra e finezza di passaggi, i due bronzi del Tobiolo e della Donna che Si pettina. CINEMA # Continuano a Cine. eîttà le riprese di Fortuna con Ugo Ceseri, Maria Denis, Jone Salinas e Tomy d'Algy, regia NeuSTOFFE D'ARTE PER L'ARREDAMENTO feld, e di Nascita di Salomé di cui nei giorni scorsi Jean Choux ha gi. VENEZIA .FIRENZE -MILANO -ROMA « TRIESTE .TORINO rato le prime scene di Conchita Montenegro con Bianco con numeri in rosso, è molto ri- Armando Falconi (re Aristobulo) Marla Gamez (la vera Salomè) e Fernando dotto e limitato alle vetture del Pontefice (il ministro Mardocheo). A_Tire ad alcune alte cariche ecclesiastiche e Freyre la lavorazione di Un duca e forse laiche della Corte Pontificia nonché al renia una duchessa con Germaine Aussey, SerGovernatore e al Consigliere generale del- gio Tofano e Osvaldo Valenti prosegue lo Stato. Contrariamente al passato anche con regolarità. questi dignitari cui è concesso la targa rossa, non potranno averla che per una % Successi del giorno. A Parigi l'ultimo sola vettura. Duvivier di La charrette fantòme e Les musiciens du ciel con Michele Morgan, Mi. chel Simon e René Lefévre. In Inghilterra BELLE ARTI il francese Prisons de femmes con Viviane Romance. In Germania e in Danimarca il Robert Kock di Emil Jannings. In Unghe* A Roma, si è inaugurata la nuova ria, Svizzera e Jugoslavia il tedesco Galleria del giornale Il Tevere, con una Opernball di cui regista è Geza von Bolmostra di quattro artisti: 1 pittori Pippo vary e principale interprete femminile Rizzo e Peppino Piccolo; l'incisore Arnol. Harell. Negli Stati Uniti il Pinocchio do Ciarrocchi, e lo scultore Alfio Castelli, Marta di Walt Disney e, dulcis in fundo, Nii quali tutti espongono opere varie e nunochka, protagonista Greta Garbo; questo merose. film ha suscitato grande interesse sopra! Particolarmente ricordevoli i dipinti, già tutto perché una Garbo assoluta. oramai favorevolmente noti, del Rizzo, € mente nuova, presenta in un ruolo comico, | delicati saggi di pittura ‘in fresco del Piccolo, che dimostra scioltezza e gusto. * Alessandro Korda appena terminato il Le stampe del Ciarrocchi son piene d'un montaggio di Illadro di Bagdad si imbartrepido e idilliaco sentimento fgreste; vi- cherà per Hollywood ove diverrà produtgorose e ricche di carattere le sculture del tore per conto della Warner. In progetto giovanissimo Castelli sonompafecchi film che avranno a protagonista Merle Oberon, moglie del regista produttore. Il primo sarà La Ninfa dal * Carlo Patrignani, pittore aquilano, ha cuore fedele dalla nota commedia inglese fatto una bella mostra di opere sue a Migià ridotta in film ai tempi del muto. e lano nella Galleria P. Grande. Il Patripoi ancora in parlato ma sempre in Ingnani è artista vario e versatile: ma più ghilterra. Anche il regista inglese Robert particolarmente felice nel rappresentare Stevehson, marito della graziosa Anna Lee scene agresti e familiari, all'aperto, in un € autore, tra l'altro, di un ottimo film sui acceso e vivace giuoco di luci e di' colori. Tudor, è stato ingaggiato da Hollywood per girare una riduzione per lo schermo di * Il pittore indiano A. D. Thomas, che Tom Brown a scuola. Interpreti Freddie espone a Milano, in Casa d'Artisti, è comBartholomew, Basil Rathbone e Sir Cepositore originale e disegnatore finissimo. drie Hardwicke che sono, come è noto, La sua pittura mista d'influssi orientali e tutti ‘di nazionalità inglese. occidentali, impostata prevalentemente sopra una squisita ed elegante trama li* Un redivivo è l'attore Carl Ludwig Dichi, ‘capitano nell'esercito tedesco, che neare, riesce piuttosto illustrativa ma nonera stato dato per morto nel corso di dimeno piena di levità e di ornatezza. un'azione di guerra e che ora, approfitIl Thomas, nativo dell'India, risiede abitando di una breve licenza, sta portando a tualmente da circa dieci anni in Italia. termine Der Fuchs von Glervanon. dove già fece numerose esposizioni ottenendo lFgo consenso di critica e di pubblico. MUSICA

RUBELLI

s.a.

* Tre eccellenti artisti, della fiorente scuola savonese, abbiamo visto in questi giorni nella Galleria Gian Ferrari a Milano: i pittori G. B. De Salvo, di Savona, Raffaele Collina, oriundo romagnolo; e lo scultore Agenore Fabbri, pistolese. Temperamento sensibile e delicato, il De Salvo, che insieme si giova d'una raffinata sottigliezza disegnativa e d'una affettuosa dolcezza di colore, fondendo coteste sue doti in una pittura trepida e sostanziosa, ricca di espressione e di sentimento. I suoi paesi di Liguria e

# If conte Paolo Venerosi Pesciolini, Podestà di Firenze e Presidente dell'Ente Autonomo del Teatro Comunale, e il maestro Mario Labroca, Soprintendente, accompagnati dal Direttore Generale per ll Teatro Nicola de Pirro, si sono recati da Pietro Mascagni per invitarlo a dirigere Cavalleria rusticana e Zanetto, che per la celebrazione del 50° anniversario di Caval. leria inaugureranno la stagione lirica autunnale 1940 al Teatro Comunale di Firenze. Mascagni ha accettato l'invito. Successivamente tra |dirigenti l'Ente fiorentino e l'illustre maestro sono stati presi

15)

( Ansa ( Ludo ACL

LIQUORE S.ANTONIO PADOVA {SA-F BARBIERI)

IX —

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


TENDE ALPINE E SPORTIVE MATERIALE PER CAMPEGGIO

e viBicALLI

MILANO-FORO

BUONAPARTE,12

HW 11000

Come si distribuisce bene sul viso questa nuova Cipria!” La Cipria Kaloderma, preparata secon. do «ano speciale ‘procedimento, fra le sue varie proprietà, possiede particolar. mentè quella di esser molto € scorre. vole a di

odo ch

Jo assai faci.

le quello di distribui formemente sul viso, È evitato quindi il pericolo che la Cipria possa cammassarsi »pro ducegido delle antiestetiche chiazze, In virtà% della. straordinaria finezza delle sue porticelle, mentre riesce m rettificare le discordanze del colorito e coprire le deficienze, permette Ile di apparire nel suo bel co naturale. Usando la «Cipria Kaloderm anche sotto la luce più intensa, il vostro viso apparirà sempre € finemente

curato > mai «antiesteticamente inci. . Cercate oggi stesso di procuuesta nuova Cipria meravigliosa!

re la proprietà di essere molto assorbente, di aderire e di disten. dersi perfettamente sul viso e di essere icatamente profumata. La troverete dappertutto zioni

nelle più moderne

rog LA

NUOVA

CIPRIA

I.TINTE MODERNE, ELEGANTE

|

COS

CONFEZIONEINSCATOLE OFALI -L. 15, CAD.

ILA.

VisLustnazione

gradu-

di colore.

MILANO

accordi per la rappresen tazione, all'inizio del VIT Maggio Musicale fiorentino nel 1941, dell’opera Parisina.

MENTA

SACCO

* Il Comitato per le RICHIEDETE! onoranze a Niccolò Paganini ha definito il proINSISTETEI la menta sacco gramma delle celebrazioni, che andranno dal 16 ESIGETE! maggio ai primi di giugno. Il programma com“LA MENTA DI FAMA MONDIALE,, prende: il 16 e 18 maggio. concerti sinfonici diretti ANTICA DISTILLERIA dai maestri Gui e Previtali, con la partecipazioDitta G, R. SACCO del F.Ili MULASSANO - TORINO ne del violinisti Odnoposoff e Abussi; il 21 e 26 maggio, concerti di musica da camera: il primo con programma paganiniano, il secondo prepaganiniano e paganiniano; Îl 27 maggio, esecuzione. nella Cattedrale, della Messa di Requiem di Pizzetti, diretta dall'autore con il concorso della Corale parmense; raduno nazionale dei direttori d'orchestra e dei musicisti; conferenza di Ildebrardo Pizzetti al Carlo Felice; concerto diretto dal maestro Guarnieri, il 28 maggio pellegrinaggio genovese a Parma per visitare la tomba di Paganini; il 1° giugno, rievocazione di Ugo Ojetti e ultimo concerto diretto da sià OPERA PIA BAROLO Guarnieri, Avranno luogo anchè ia Mostra dei ciBAROLO (Pe meli di Paganini e la pubblicazione di un'opera critico-storica di Paganini. di E, Calderini; L'ammiraglio degli * L'autografo dell'inno alle Nazioni che scene di Rosso di San Secondo, con regia Verdi aveva scritto nel 1862 su versi di oceani di Fulchignoni e scene di Belli-Favalli. Arrigo Boito, per l'Esposizione di Londra, Delle novità italiane: Nemici dell'amore è stato acquistato dal Principe Della E. Duse, con regìa di Anton, scene di Torre. Il prezioso cimelio così ritorna in diBelli-Favalli e costumi di E. Calderini; Italia. Esso è interamente scritto da Verdi; Storiella di montagna e L'uomo del suced è su versi in italianoe în inglese. cesso di Rosso di San Secondo, con regia di Fulchignoni e scene ‘di Belli-Favalli; TEATRO Ciascuno ia sua vita di A. M. Solferini con regia di Celestini e scene di G. Rossi; La Veneziana e il Reduce, con regia di * La Commissione dei littoriali del teatro nominata dal Segretario del Partito e Pacuvio, scene di Chiari ‘e costumi di presieduta da Corrado Pavolini, riunitasi a M. Tinti; La serva padrona di Nelli, con Firenze, ha designato per la classifica fi- regìa di Pacuvio, scene di Chiari e costunale } seguenti lavori (per ordine alfabemi di M. Tinti; straniere:; La sconosciuta di Arras di Salacrou; Winterset-di Ande: tico): Centazzo Luciano Gli uomini fanno son e Pioggia di Maugham, tutte con rela guerra (G.U.F. Bologna); Costa Beppe Senza ritorno (G.U.F. Firenze); Galloni gia di Bagaglia e scene rispettivamente di Furiga e Signorelli; La spia di Giannino L'uomo che dorme (G.U.F. Genova); Ghersi Raul Rifugio poesia (G.U.F O'Casey, con regia dì Meloni e scene di Ferrata); Maccario Ermanno Segnale d'alSignorelli; Cavalcata a mare di Singe, con larme (G.U.F. Pisa); Melandri Franco An. regia di Anton, scene di Belli-Favalli e costumi di Signorelli; Jl prof. Pretorius di drea e il pellegrino (Gruppo Universitario Goetz, con regia di È, Pavolini e scene di Fascista Firenze); Pelosi Mario Introduzione all'amore (G.U.F, Roma); Perrini AlVucetich. Molte di queste produzioni costituiranno il repertorio nel prossimo giro berto Entrare nel sogno (G.U.F. Roma); Visconti Gianluigi Lasciamo che viva della Compagnia del Teatro delle Arti. (G.UF. Milano); Zerega Carlo Costruzioni * Il padre D. M. Ignanèz, dell'Abfazia (G.U.F. Genova). Fra questi lavori la Comdi Montecassino, ha fatto una importante missione ha designato per l'esperimento per la storia del dramma liturscenico quello di Costa Beppe Senza ri- scoperta gico. Nella rilegatura di un volume del torno (G.U:F. Firenze) e quello di Pelosi secolo XV egli ha rinvenuto il testo incom.. Marlo Introduzione all'amore (G.U.F. pleto di un dramma della Passione di cui Roma), era noto soltanto un frammento. Appartiene a dramma sacro abruzzese, che è * La Compagnia del Teatro delle Arti considerato il più antico*del nostro medi Roma si appresta a varcare il mare, per e fin ad oggi si riteneva proveniente recare in Libia le proprie insegne, e poi dicevo modelli francesi. L'importanza della svolgerà un giro nelle principali città dai scoperta cassinense consiste in questo: che d'Italia. Sarà cioè dal 29 marzo al 7 aprile mentre sì erano datati | nostri primi della a Firenze; dall'8 al 10 aprile all'Accademia Passione al secolo XIII, dal manoscritto dei Rozzi di Siena; dall'1l al 18 a San rintracciato si riesce ‘a fissare tale data Remo; dal 19 al 25 al Teatro Verdi di alora secolo XII. Ciò dimostra che il dramma Trieste; dal 26 a) 30 al Goldoni di Veneliturgico aveva raggiunto in Italia, già zia; dall’! al 12 marzo al Teatro Manzoni verso Îl 1150, una maturità ed una comdi Milano; e dal 13 al 20 al Teatro della plessività fino ad ora insospettate, Il testo Triennale ‘di Milano. Quest'anno il Teatro di questo dramma, che si credeva provedelle Arti ha dato tredici riprese, fra cui nuto da Tolosa a Sulmona, è invece conuno spettacolo di drammi giapponesi; dotemporaneo, se non anteriore, a quello dici novità assolute, fra eui due commedie francese, mentre la parte in lingua volgadel Cinquecento, La veneziana di un Anonimò e il Reduce del Ruzzante. Ecco i ti- re è in dialetto italiano centromeridionale € non in francese. Si nota inoltre che la toli delle opere con le rispettive regie. scenografia di questo dramma è varia e inDelle riprese: Cavalleria rusticana e La gegnosa, piena di tratti fortemente realilupa di Verga, Rosario di De Roberto, Malia di Capuana, La nuova colonia di stici e fa supporre un'attrezzatura scenica molteplice, contrariamente a quanto s'era Pirandello, tutte con regia di Bragaglia, fino ad oggì ritenuto. scene di Cristini, costumi di E. Calderini; Anna Christie di O'Neil, con regia di Bra gaglia, scene di Prampolini e costumi di LETTERATURA Signorelli; Oltre l’orizzonte di O'Nell, con regia di Bragaglia, scene di Belli-Favalli * Numerosi sono oramai gli Italiani, e costumi di Signorelli; La foresta pietriche hanno descritto il loro Viaggio in ficata di Sherwood, con regia di Bragaglia letterati, giornalisti, uomini poe scene di Prampolini; Delitto e castigo di Germania: litici, dopo un soggiorno più o meno lunDostoievski, con regia di Bragaglia, scene go fra Tedeschi, una volta ritornati in di Landi e costumi di M. Tinti; tre nò giapponesi, a cura e regìa di C. Pavolini e Patria, hanno sentito il bisogno di buttar

AUTOMOBILISTI Vigoroso spunto in salita Prontissima ripresa Velocità maggiorate Risparmio di carburante

vi

sono

assicurati

da

CONTATTI (punte platinate) e BOBINA superpotente

Milano

Corso B; Aires, 9 Talel. 21-200 Negozio: V.le Reg. Eleno,1


Italiani, come fra Berlinesi, egli osserva tutto attentamente, _s'interessa delle grandi cose. come delle piccole, dei grandi come dei piccoli personaggi: va a vedere questi famosi Tedeschi nelle loro case e nelle birrerie. nei teatri e nei giardini, tra | loro giuochi e nel lavoro, nelle strade del gran traffico e tra gli svaghi dei boschi e dei laghi. Nulla gli sfugge. E tutto egli annota. tutto fissa nella sua memoria prodigiosa, che oggi ancora mai lo pianta in asso. Adesso che il giovanotto si è fatto uomo, maturo d'età e d'esperienza, ha voluto anche lui mettere sulla carta quei ricordi degli anni giovanili. Il tempo, però non ha tolto nulla alla freschezza di tali ricordi: ché anzi, la mente arricchitasi. « L'IMustrazione Italiana » è stampata su carta Yornel frattempo, di sane ed nifa dalla S. A. Ufficio Vendita Patinate - Milano utili cognizioni storiche, economiche e sociali, può Fotoincisioni Alfieri & Lacroir meglio vagliare ed’ apprezzaré quanto la memoria ha conservato, può meglio spiegare, dagli eventi passati, lo stato presente. E în circa trecento gine l'Isnardi, con l'arte e l'abilità d'un provetto scrittore, rievoca impor. tanti momenti ed episodi storici, Guglielmo Il e il « Deutschlands Stolz » — IMPERMEABILI l'orgoglio della Germania — conducendoci in giro come per laviecittà SPORTIVI ABBIGLIAMENTI nelle del storica gran traffico, nel Regno di Gambrinus Leni come in mezzo alla vita goliardica. presentandoci numerosi interessanti quadri di vitaberlisulla carta le loro impressioni sulle cose nese, nelle sue più varie manifestazioni ar. e persone viste. Ecco ora le impressiani tistiche, lavorative, folkloristiche. Tutto d'un altro italiano, che dimorò a lungo scritto in uno stile piano, simpatico, alla fra Tedeschi, più particolarmente, fra buona, in maniera tanto affascinante, da Berlinesi. Ma stavolta ci troviamo di fronfarci rammaricare, quando sì è giunti al te a un libro, ad uno scrittore sui generis capitolo XV, che con esso abbian fine riBerlino, 1899-1900. Ricordi di un italiano, cordi e rievocazioni tanto interessanti. di Pietro Isnardi. Berlino, 1899-1900 uscirà prossimamente Un grande industriale, figlio del proprio in edizione Garzanti. lavoro, che sulla fine del secolo scorso passò due anni a Berlino, giunto a ma* Presentimento di poesia. Liriche di tura età, ha voluto rievocare quel ch'egli Eugenio Luraghi (Edizione Garzanti). vide, quel che udì quarant'anni addietro. Amore della vita, e pure un esasperato E sono rievocazioni interessantissime ananelito di evasione; amore delle più vioche oggi; anzi, specialmente oggi. è un lente forze della terfa, e intanto un ingiovane provinciale, che dalla sua piccola quieto guardare all'al di là. e tranquilla cittadina ligure si trova imIl vento, il mare, la Jotta a nudi muprovvisamente nel vortice della vita d'una tesi, il dolore, il sole: cose belle del capitale, che ha tre milioni d'abitanti e scoli mondo e materiali manifestazioni di una che, fatta ricca e fiera da tre recenti gueroscura forza ignota. E la tempesta, più re vittoriose, aspira a conquistare un povivente, più sentita del bel sereno calmo. sto di primo ordine nel mondo del lavoro, Ciò vogliono dire queste poesie, nelle delle scienze, delle arti, della diplomazia. quali si agita la contraddizione — la condella potenza militare. tradizione della vita — ma dove è anche Un paese riboccante di grandi e ardite una giovanile gioia del presente e una novità agli occhi di quel provinciale. Un decisa sicurezza nel « dopo ». Il dubbio vi imperatore giovane, gran fanciullone, am. appare fugace: superato e superabile. La bizioso, presuntuoso, irrequieto, che, forispirazione è alimentata da un vivo desite del suo formidabile esercito, convinto derio costruttivo, irrequieto di grandezza d'essere un inviato di Dio, vorrebbe far e di elevazione. tutto lui, guidare lui solo la vecchia EuL'autore ama il rischio: ha voluto dire ropa. Gente bonaria, per quanto ruvida: cose nuove e promette di dirne altre anintraprendente, onesta, piena di volontà cora. Perciò ha intitolato questa sua prie d'iniziative e d'energia, laboriosa, e nelma raccolta Presentimento di poesia. lo stesso tempo amante della vita e del godimenti, né troppo tormentata dagli scrupoli della cosiddetta morale: gente, ATTUALITÀ SCIENTIFICA che pur tra i piaceri cerca il bello, la natura, l'arte, ed ama il canto e la mu# Il bacino del Devoli, in Albania, è a sica. Un popolo pieno di sé, orgoglioso, tutti noto come sia la nostra regione peconvinto che la Germania sta al di sopra trolifera, tanto è vero che la moderna di tutti per moralità, cultura, civiltà, ma raffineria di Bari è appunto sorta per la che, proprio da tale orgogliosa convinlavorazione del grezzo proveniente da tale zione trae incitamento a una straordinaria regione. In meno di tre lustri, dacché l’Ioperosità in ogni campo. talia firmò col governo albanese la conSiffatte manifestazioni della vita spirivenzione per lo sfruttamento industriale tuale e materiale non potevano non eserdella squallida zona, tutto è mutato lagcitare profonda impressione sull'animo e giù, poiché al posto di villaggi di fango sulla mente di un giovane provinciale che. sono sorti paesi e cittadine moderne ed st può dire, non era mai uscito dalle accoglienti, ed all'intorno si ergono al mura della sua cittadina. Senonché quecielo le selve delle incastellature dei pozzi sto giovanotto, che è andato a Berlino per con tutto il loro parco di macchinari e di avviarsi al commercio ed all'industria, în impianti. Oggi sono in completo sfruttacui ha poi raggiunto grande altezza, è mento circa 600' pozzi e già si predisponun acuto osservatore, è bramoso di vedere gono i piani per sondarne ben 3000, scrue d'imparare; fervente italiano, vuol cotandoli fin nelle più intime viscere, in noscere la mentalità, la vita, le opere del quanto nuovi impianti più perfezionati popolo, che anche in Italia viene conticonsentiranno di trivellare sui 2000 metri nuamente esaltato. Poiché anche a Berlino anziché sui modesti 800 attuali e così la ferve un po' di vita italiana, egli va tra produzione subirà proporzionali incremeni connazionali, segue con amore e con ti, in relazione alle nostre necessità mocuore l’attività della Colonia Italiana, va toristiche. spesso, come egli dice, a fare tra compa(Continua a pag. XVII) trioti un bagno d'italianità, In mezzo a

VALSTAR

COLOMBA

ola U elazzieo dolee della Pasqua e della primavera.

SUCCO pi URTICA E. el 0

CONSERVA AL CAPO VOSTRO IL MIGLIOR PREGIO LOZIONE PREPARATA PEI DIVERSI TIPI DI CAPELLO

ELIMINA FORFORA ARRESTA CADUTA CAPELLI, FAVORISCE LA RICRESCITA

50 (©)

della vostra bellehka

RITARDA

CANIZIE

INVIO GRATUITO DELL'OPUSCOLO $

F. RAGAZZONI . Casella 93. CALOLZIOCORTE (Bergamo)

XY —

VicsustRaziONE

ITALIANA


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


L ILLUSTRAZIONE D ire Lrera ENRICO CAVACCHIOLI

TA

L

I

A

N

Anno LXVII -N. 11

A

17 MARZO

"i

1940-XVIII

\ er

sms

4

ì

La vieta che 1 ministro degi ha richiamato l'a

dirottamento, niente « giri di valzi il ministro degli

puidate

‘avvenimento che più normalità della visita, to tacere tutte le voci stonato coro. Nessun remo diritto ». - (i Qui: Villa Madama.


GUERRA

A FRA LA

STATICA, DIPLOMAZIA

ATTIVA

PACE LA RUSSIA E FINLANDIA

di pace , è la conclusione delle trattative inatteso, di questa settimana alla Finlandia Laparto nuovo, ma non o tardi, data l'impossibilità di recare mantenere fra la Russia e la Finlandia. Presto Stati scandinavi a voler ferma decisione degli solidarietà soccorsi dai e » «morale ITa lerio aiuto militare e ,dataper la nulla . dalla rstanziale neutralità governo di infirmata un ee amente prendere in conHelsinki doveva necessari L'eroismo dei combatdi ‘varattere « umanitario »,delil confitto, se il minor male. ne, significas che causa. fuori soluzione sono una dierazione d'animo della popolazio do la side) patriottismo del governo, lela grandezza virtù cittadina. Ma perduran di valor militare e di attrezzate e per quanto malissimo denti inno un esempio memorabi male quanto Per . consentita del era stessa lotta. nessuna illusione’russe avrebbero finito per avere il sopravvento par la forza loruindate, le truppe questo inesorabile dilemma: o cedere in tempo, comero. Alla Finlandia si presentava, quindi, salvando il salvabile, o ritornare sotto l’antico oppressore. Ha preferito trattare, di Helsinki, perché Nessuno può dar torto al —governo A sinistra: Il Ministro degli Esteri @ parte la distruzione di ad oltranza germanico col consigliere d'ambascia

Zamboni, alla stazione di

ta italiano, Berna prima drNeRIA Seo e a Palazzo îilla stazione di Roma Venezia dove il ministro tedesco è

stato ricevuto dal Duce.

una

resistenza

genere — avrebbe si-

vite umane è di beni di ogni pendenza e, con la qnificato la perdita totale dell'indi l'introduzione del bolsceviPerdita dell'indipendenza, e più colti del mondo. Pra in uno dei puesi più civilisimile eventualità, una Si pensa con orrore ad avvvlte nella Le origini dei negoziati sono ancora la Russia”a sollecipiena oscurità. Pare che sia stata tempo, Mosca si sarebbe tare le trattative, In un primo una a a_farsi promotrice di giurivolta a Londra invitandol avrebbe declinato l'invito,troppo Thediazione, ma Londra poste dai Sovieti come Hicando le condizioni alla Svezia, che aderì di onerose. L'invito fu rivolto a crederlo — alla solbuon grado — e non si stenta solo fatto Mosca ha iecitazione moscovita. Per questo comica pregiudiziale, quella apertamente rinunziato a potere o a trattare Secondo la quale l'unico governoqualificat « popolare » messo fittizio quel era pace della mente dei esclusiva o figuravan cui in Terioki, Su a la Russia con trattare Per Comintern. del funzionari i legittimi rappresentanti della si sono recati a Mosca Primo Paasikivi, Ryti, ministro il Finlandia ‘e, cioè, oni, il conversazi i precedent nelle già plenipotenziario interprete fedele del maresciallo Venerale imWalden, e il deputato Voinmaa. Mannerhe tutto ottenuto Che cosa ha ottenuto la Russia? Ha tutto l'istmo di Carelia, compresa la città di Viipuri, dei Pescatori il litorale del Lago Làdoga, la) penisola nella Finlandia oriene diversi punti (non specificati l'U.R.S.S. assume in fale. Per la durata di trent'anni di 5 milioni di marchi affitto, contro il pagamento di Hangò per stafinlandesi, il porto e il territorio suo, la Russia si canto Dal navale. base una bilirvi ma godrà impegna a ritirare le truppe dasenzaPetsamo, controllo dogatransito, libero del diritto di Norvegia. in Petsamo, nale, attraverso il g0che vedrà si e geografica Si prenda funa carta fermo al.suo disegno primiverno di Mosca è restato le antiche basi tivo, ehe consisteva nel ricuperate in ni manomissio le Dopo Fovdlitdella Russia zarista.'U.R.S.S. i punti Lettonia e in Estonia, meridionale controllava del Golfo di Finessenziali della sponda era mani della Finlandia. tandia, ma il lato nordmodo onelle in un altro, essa voleva Ecco perché, in un che fronteggia insediarsi nella penisola di Hangò, una base navale in Porto Baltico (dove ha stabilito e controlforza dell'art. 3 del trattato conriva l'Estonia) ale del settentrion della sbocco lo lare. così, perché la Golfo. Ed anche questo non le bastava, arsenale principale Cronstadt, a Russia vuol restituire tutto Golfo, del orientale à russo, confinato all'estremit navale. A questo hanno il suo valore di grande base provveduto le altre richieste. Russia la scorso Da notare, infine, che nell'ottobre nell'intento di domandava ‘il corridoio di Petsamo della dere impossibile qualsiasi controllo dall’ovest dato una fronbaia di Murmansk. Questo le avrebbe e un punto di partiera comune con la Norvegia verso la tada di Homtenza per un'ulteriore azione libero merfest e, di qui, uno sbocco sul mareÈ sempre l’unico punto nelle acque occidentali dell'Europa. sul quale V'U.R.S.S. ha ridotto le pretese dell'ottobre scorso. fra la Mentre si annunziavano i negoziati di pace a Roma il ministro Russia e la Finlandia, sivonrecava Ribbentrop, che s’incondegli Esteri del Reich, che meno di Nulla trava col Duce e col conte Ciano. degli normale. Nell'ottobre scorso il nostro Ministro lunghi scambi Esteri si recava a Berlino, dove aveva la Ora Ribbentrop. di vedute col Fiihrer e con voncordialità. E poiché la pisita è stata restituita con pari in Europa Condizione generale di cose tedeterminata invariata, anche la dal conflitto è sostanzialmen


rigi. Uscendo dal riserbo, il signor Sumner Welles presentava a Parigi, al ministro Reynaud, un memoriale in cui venivano fissate le basi della futura politica economica degli Stati Uniti nei confronti dell'Estero, Il memoriale è una critica aspra al protezionismo, ai contingentamenti, al controllo sui cambi. « Le recenti esperienze hanno chiaramente dimostrato gli effetti deleteri sul commercio internazionale di queste misure in tempo di pace e la loro capacità di determinare ostilità internazionali, animosità e conflitti. Perciò, terminata che sia la guerra, se si vorranno eliminare i risentimenti e i timori, bisognerà abbattere gradatamente le barriere troppo alte, abolire le discriminazioni, ritornare alla clau sola della nazione più favorita e alla libertà dei cambi ». Ragionamento che può riuscire plausibile agli Stati Uniti, che hanno accumulato la maggior parte dell'oro esistente e che domandano mercati per le loro esportazioni, ma che non si presenta di altrettanto facile attuazione per î paesi della vecchia Europa, tormentati come sono da una crisî che ogni giorno più si aggrava in estensione ed in profondità. Cosa sono disposti a fare gli Stati Uniti per agevolare la soluzione della crisi europea? Forse a ribadire le misure escogitate dal Presi dente Roosevelt e dai suoi esperti per il miglior successo del New Deal? Siamo, purtroppo, ancora assai lontani dalla giustizia economica. Le misure del blocco sembrano fatte apposta’ per aggravare una situazione che diventa ogni giorno più intollerabile. La protesta italiana a Londra fu l'espressione più vigorosa ed eloquente. Essa ebbe il consenso incondizionato di tutti i paesi neutrali, La decisione del Governo britannico di lasciar partire da Rotterdam i piroscafi italiani che trasportavano il carbone tedesco, è, oltre tutto, una significativa vittoria dell'opinione pubblica.. È anche in questo senso che si debbono interpretare le dichiarazioni di Chamberlain ai Comuni dell'Il u, s, «Si può sperare che la via sia ora aperta per la ripresa di negoziati fra i due paesi, allo scopo di sviluppare i traffici a nostro comune vantaggio». Ma non sarebbe stato meglio pensarci prima? SPECTATOR

Qui sopra: il balcone di Villa Madama, la villa dove ha alloggiato von Ribbentrop durante il suo soggiorno romano. -A destra di fianco e sotto von Ribbentrop in Vaticano per essere ricevuto dal Pontefice. - Il saluto del Conte Ciano al momento in cui von Ribbentrop lascia Roma.

posizione italiana, quale fu definita dal Gran Consiglio l'8 dicembre dopo il discorso del Duce e la relazione del ministro Ciano e ancor più ampiamente dallo stesso conte Ciano alla Camera il 16 successivo, resta integralmente immutata. Tale politica non solo resiste alle turbinose vicende internazionali odierne, ma può dirsi che tragga da esse nuova conferma e nuova sanzione. scambi di veDi qui la necessità di questi contatti personali, di questi frequenti stabilire in Europa un dute, che rendono sempre più attiva un'amicizia che mira a delle nuove forze della ordine nuovo, fondato sulla giustizia e sul riconoscimento una stampa di deformazioni volute le storia. L'atteggiamento dell'Italia, nonostante come perfettamente riasservita alle correnti plutocratiche, oggi appare dovunque delspondente agli interessi nazionali, ai patti stabiliti, alle indeclinabili necessità l'equilibrio europeo,

pubblica Un altro episodio sul quale si è concentrata l’attenzione dell'opinionea Roma, a mondiale, è il viaggio del rappresentante di Roosevelt, Sumner Welles, affidata dal PreBerlino, a Parigi e a Londra. Quale sia lo scopo di questa inchiesta detto chiaramente sidente degli Stati Uniti al Segretario di Stato aggiunto, in fuunogià dei consueti ricevi» dallo stesso Sumner Welles alla vigilia della sua purtenza menti della stampa. «Questa visita ai paesi belligeranti e all'Italia, unica granil Presidente e il de nazione non belligerante, ha unicamente per fine diIo informare non ho alcuna autorità per Segretario di Stato circa le presenti condizioni europee. Uniti. Inoltre le fare proposte o assumere impegni a nome del governo degli Stati rimarranno stretdichiarazioni che mi saranno fatte dai membri dei Governi stranieri tamente confidenziali e saranno da me comunicate soltanto al Presidente Roosevelt e al Segretario di Stato» uogli con Welles Sumner di colloqui questi di trapelato è Nulla, naturalmente, osservato a Roma e a mini di Stato da lui intervistati. Il maggiore riserbo è stato della stampa dei paesi indiscrezioni Berlino. Non sono, peraltro, mancate le pretese all’incontro Roosevelt di fiduciario del attiene si neutrali per quanto più propriamente da Hitler con Hitler, Secondo il Telegraaf di Amsterdam le condizioni prospettate in cinque punti a Summer Welles per una pace duratura, si possono riassumere in Cecoslovacchia e in Î la Germania non intende rinunziare ai territori conquistati scandinavi; iniziati nei paesi Polonia; 2) l'Inghilterra deve rinunziare agli intrighi scomparire; 4) la 3) i «nidi di pirati» inglesi di Gibilterra, Malta, Singapore, debbono per l'Europa centrale, Germania si propone di proclamare una dottrina di Monroe inglese e francese in quelle vaste reil che equivale all'esclusione di ogni influenza modo alla rivendicazione delle antiche gioni; 5) la Germania non rinunzia in nessun un articolo sintocolonie, Contemporaneamente, la Frankfurter Zeitung pubblicava per l'America, servirsi dematico dedicato agli Stati Uniti. «Era ed è ancora comodo, mondo, ma gli intermediari nuovo il e vecchio il fra intermediari gli inglesi come un forte inteancora hanno americani gli attesa, In indispensabili. non sono sempre viviamo nel presente, questo resse all'esistenza dell'Impero britannico e poiché lonoi meno strano che gli americani fatto ha, certo, la sua importanza. Ma sarebbe per nuovo continentale spazio grande sul non volgesserò i loro sguardi chiaroveggenti al Mediterraneo, fino all'Oche è in via di formazione e che va dal Mare del Nord conto che questo territorio giceano Pacifico. Ogni osservatore imparziale si rende guaindividualità, della loro gantesco, abitato da popoli diversi e pienamente coscienti si può cancellare con un semplice dagna ogni giorno più di importanza. In Europa non Prima di tutto, occorrerà riparare tratto di penna un passato varie volte millenario. vittime negli ultimi centocinle ingiustizie di cui la Germania e l’Italia sono stateepisodio particolarmente scandaquant'anni e di cui Versaillea non è stato che e unla prudenza». Inutile ricordare che giustizia toso. Poche cose sono necessarie: la Uniti male queste affermazioni del accolto ha Stati degli democratica la stampa ma squilli di guerra», parole-di-pace, sono non «Queste giornale di Francoforte, commentava il New York Times. Welles a PaParole di pace, invece, sono sembrate alcune dichiarazioni di Sumner


gran parte della stampa internazionale, nel darne l'annunzio, si affrettava a soggiungere che le operazioni militari segnavano il passo, in attesa delle decisioni dei diplomatici, allorché la lotta, invece, ridivampò ancor più violenta sull’istmo, in seguito

318

ad un tentativo russo di risolvere la situazione nel settore di Viipuri e di cogliere,

forse, un successo decisivo. Il mezzo prescelto era dei più audaci e rischiosi: movendo, cioè, da talune isolette

occupate, fin dal dicembre, nel golfo di Finlandia, ad occidente di Viipuri, traversarne la superficie ghiacciata, e raggiungere

GUERRA

la costa, cercando così di sopravvanzare ed

aggirare le difese della città e di porre in maggiore difficoltà il tratto di linea finlandese, ad est del saliente sovietico, da Wuoksi a Taipale. Il primo tentativo fu eseguito nella giornata del 3 marzo, ma le colonne sovietiche di carri armati leggeri e di slitte, postesi in marcia sul ghiaccio, completamente allo scoperto, furono facilmente avvistate dai Finlandesi, prese sotto il fuoco aggiustato delle loro artiglierie e costrette a retrocedere. Fu ripetuto il tentativo nei giorni 4 e 5, ma sempre invano e non senza perdite più o meno gravi, in quanto le granate finniche aprivano nella superficie gelata voragini spaventose, nelle quali sprofondavano uomini ed armi. Tuttavia, avendo potuto postare delle artiglierie in talune isolette a portata della

OME SI GIUNSE ALLE TRATTATIVE. — Nell'ultima di queste nostre cronache, non mancammo di accennare alle insistenti voci di trattative di pace tra Russia e Finlandia, la cui iniziativa veniva attribuita ora a qualche potenza transoceanica, ora invece a paesi europei, più vicini e più direttamente interessati alla cessazione delle ostilità. Non si è dovuto, infatti, attendere a lungo la conferma che discussioni per la pace erano state intavolate, per iniziativa del Governo

costa, in modo da poter controbattere le artiglierie costiere finlandesi, e sottraendosi alla visibilità con nebbie artificiali, i Russi son riusciti, nei giorni successivi, a

metter piede sulla costa finlandese, nei pressi del villaggio di Virolahti, località situata ad una cinquantina di chilometri circa di distanza dalla base di partenza, ed a crearvi una testa di sbarco larga circa 15chilometri e profonda 5, Intale angusto spazio, però, essi erano contenuti e continuamente tormentati da contrattacchi finnici.

svedese, a Stoccolma.

La base propizia per una possibile cessazione del conflitto era stata, evidentemente, ravvisata dalle forze diplomatiche internazionali nella situazione psicologica determinata dalle condizioni in cui erano venuti, in questi ultimi giorni, a trovarsi i due belligeranti, sul teatro della lotta

armata.

1 Russi, ottenuto il considerevole successo all'ala occidentale della linea Mannerheim, erano giunti ormai alle porte di Viipuri,

NNO Ni

ma, per quanto essi non risparmiassero mezzi ed uomini per

A

suggellare la loro vittoria col nome del-térzo grande tentro "délla

\}

Finlandia, non erano riusciti a rendersi padroni della città. Del

resto, il possesso di Viipuri — 0

meglio, delle sue rovine

—

non

aveva, ormai che un valore morale sia per l’uno che per l'altro dei

belligeranti; i Russi, perciò, pre-

mevano contemporaneamente, con tutte le loro forze sull'intera fronte

dal golfo

lago

Làdoga,

bligare

il

di Finlandia

sperando

Maresciallo

di

al

ob-

Manner-

heim ad un ripiegamento di ampia

portata

all’estero

la

che

potesse

sensazione

inoltre,

il Comando

DST n SIA

tusso si apprestava a concentrare forze ingenti, così da poter invadere simultaneamente il territorio finnico su molteplici direttrici di

marcia, non uppena

le condizioni

climatiche

Y,

nata

TTI

anche fatto i Russi nel fiordo di Viipuri, ove reparti di sciatori, parimenti operando sul ghiaccio, sono riusciti ad affermarsi in un punto della sponda occidentale del fiordo, ove sorge il villaggio di Muhulahti. Non sembra però — almeno dalle notizie che si hanno finora — che tali puntate sovietiche potessero compromettere seriamente la situazione dei Finlandesi in quel settore, sia perché questi avrebbero potuto provvedere a concentrare di fronte alle piccole teste di sbarco forze sufficienti per tenerle in rispetto, sia perché ai Russi, non poteva riuscire agevole provvedere al rifornimento di questi reparti, attraverso una superficie ghiacciata, scoperta e dominata dall'avversario. I Russi non hanno mancato, altresì, di sferrare, in questi giorni, attacchi più o meno nudriti anche contro altri tratti della linea finlandese dell’istmo e nel settore a nord est del Làdoga, in direzione di Pitkaranta, ove hanno potuto impadronirsi di talune isolette dell'arcipelago; ma, nel complesso, la situazione poteva considerarsi pressoché stazionaria, pur accennando ad evolversi lentamente in favore dei Russi. Condizioni, quindi, più che mai propizie per le discussioni di pace.

ed il morale della non ostante i gravi

e, le perdite subite, specialmente in ufficiali, l'esercito di, Man-

dall'estero, e che

di altri aiuti, ancora, era preannunciato l'arrivo. Non si vuol dire, con ciò, che la Russia dovesse esser seriamente preoccupata delle ‘sorti future del conflitto; certo, però, a Mosca devono aver riflettuto che la Finlandia si sarebbe difesa ad oltranza, fino all'ultimo uomo ed all'ultimo fucile, ‘obbligando la Russia ad un enorme dispendio di uomini e di mezzi, che potrebbero,

forse, esserle utili altrove; il prolungarsi del conflitto, d'altra parte, avrebbe potuto

finire per offrire il destro all'Inghilterra ed alla Francia di intervenire in Finlandia, provocando quell'allargamento della guerra, che-non-è, certamente, nei desideri né della Russia né della Germania, Si è saputo in questi giorni che il Governo russo si sarebbe rivolto prima all’Inghilterra, per mezzo dell'ambasciatore a Londra, Maiski, perché volesse presentare le condizioni di pace alla Finlardia; quindi l’ambasciatrice sovietica Kollontai avrebbe esibito direttamente le condizioni stesse al Ministro finlandese Paasikivi, il quale,

pare, le avrebbe respinte senz'altro.

Al diniego finlandese i Russi risposero,

intensificando

le operazioni

sull'istmo,

ed

în seguito al successo di esse, insolitamente favorevole, fu avanzata la terza proposta sovietica, per mezzo, questa volta, del Governo svedese. Drammatico deve essere stato l'intimo contrasto dei dirigenti finlandesi. Da una ‘parte, l'orgoglio nazionale e la coscienza delle indiscutibili vittorie riportate contro l’invasore avrebbero consigliato di indurirsi nella resistenza, sperando anche negli aiuti esterni; dall'altra, non si poteva trascurare di considerare che il fattore numero aveva già incominciato a far sentire il suo peso, e che maggiormente avrebbe potuto farlo sentire in seguito, essendo la Russia decisa a qualsiasi sforzo e trovandosi in grado di compierlo; che il sistema fortificato dell'istmo era ormai profonda‘mente intaccato in un lato e comprpmesso nell'altro; che agli aiuti franco-inglesi

veramente efficaci non sarebbe ‘stato agevole trovare la via per giungere, e che, ad ogni modo, il trasferimento del conflitto russo-finlandese sul piano della guerra europea avrebbe potuto creare nel nord-Europa una situazione complessa e pericolosa anche rimanere

per la Finlandia,

la quale, se non

in armi per tutta la durata

della guerra

propri interessi e dalle proprie possibilità.

altro, sarebbe europea,

stata

costretta

indipendentemente

a dai

si trovava a doversi dibattere tra discordanti forze internazionali, che cercavano

di

indurla a risoluzioni opposte, ed egualmente gravi: Mosca e Berlino, che offrivano la pace; Stoccolma ed Oslo, che consigliavano la composizione del conflitto e riso-

lutamente sì opponevano al passaggio di truppe straniere, accorrenti in aiuto dell'esere Parigi, infine, le quali avrebbero

avuto

piuttosto

interesse

A che il conflitto finnico-russo si fosse prolungato nel tempo e nello spazio. Come

e perché abbia

prevalso

il partito di accettare

di ‘discutere.

per la pace,

non sì sa con precisione; certo, le discussioni sono state iniziate a Stoccolma, per

essere poi trasferite a Mosca.

Quali le condizioni poste dai Russi?...

Si è detto ch'esse comprendessero,

sostengono che la Russia non avesse consentito discussione alcuna: accettare o re10.

Quest'ultima ipotesi dev'essere la più vicina alla realtà, dal momento che al primo ciclo di discussioni, a Stoccolma, ne è succeduto un altro, nella capitale sovietica. —

Si stavano

già svolgendo

le prime

trattative

molto

vivace, perché

i delegati

finlandesi

verso la Norvegia; impegno da parte della Finlandia a non tenere navi da guerra,

sottomarini e forze aeree

nelle acque

finlandesi dell'Oceano

Artico;

conclusione

di

Condizioni indubbiamente onerose, tanto più se si consideri che l’esercito finlandese non è stato battuto, e che armi ed animi della piccola Nazione erano afitora, fiera-

mente, in piedi di fronte al nemico.

Ma per poter giudicare con fondamento dei motivi che debbono aver indotto i dirigenti politici e militari della Finlandia a sottoscrivere la pace, pur con i gravi sagrifici ch'essa importava, bisognerebbe conoscere esattamente quali margini di efficace resistenza rimanessero ancora alla piccola Repubblica. Stremata dallo sforzo

compiuto, combattuta tra forze contrastanti e troppo ad essa superiori, la Finlandia

in favore della Finlandia?

È si sarebbero potute superare le difficoltà tecniche per l'afflusso di tali aiuti? Non

spingere in blocco. Altri, invece, credono di sapere che le richieste originarie sarebbero state notevolmente attenuate, fino ad escludere la cessione sia di Hangò che di

MILITARE.

sia stata

non avrebbe potuto sperare la salvezza che dagli aiuti stranieri. Ma sarebbero stati

in un primo tempo, la cessione dell'istmo di Carelia, compresa Viipuri, di una

SITUAZIONE

più assoluti. Si dice che la discussione

avrebbero ‘cercato, fino all'ultimo, di non abbandonare alla Russia la città di Viipuri, sulla quale ancor oggi sventola la bandiera finlandese, e di non concedere l'uso della base navale di Hangò. All'ultimo momento, i Russi avrebbero, pur essi, fatto qualche concessione, rinunziando alla baia di Petsamo, ch'era compresa nella prima lista di rivendicazioni. Nella notte del 12, finalmente l'agenzia ufficiosa russa ha potuto annunciare che l'accordo era stato raggiunto, sulle ‘basi seguenti: cessione alla Russia di tutto l'istmo della Carelia, compresa Viipuri; tutto il litorale occidentale e settentrionale del lago Làdoga, con le città di Sortavala e di Suojarvi, la penisola dei Pescatori e diverse isole del golfo di Finlandia; assunzione in affitto, per trenta anni, da parte dell'U.R.S.S. del porto e del territorio di Hangò; ritiro delle truppe sovietiche da Petsamo, col corrispettivo del libero transito, senza controllo doganale, da quel porto

essi così rapidi ed energici da poter risolvere la guerra

almeno

larga striscia a nord-est del lago Làdoga, della baia di Petsamo col bacino minerario retrostante, e la cessione o l'affitto della tanto discussa baia navale di Hangò. Alcuni

LA

L'ACCORDO. — Dopo il primo scambio di vedute nella capitale svedese, si decise di trasportare la sede delle trattative a Mosca. Mentre a Stoccolma dietro i delegati delle due parti sembravano profilarsi, pur se invisibili, le sagome di tutti i maggiori interessati al conflitto — Germania, Francia, Inghilterra e Stati scandinavi — la seconda fase delle trattative, invece, sì è svolta nell’isolamento e nel segreto

un trattato di commercio.

Per giunta, oltre che fra i tormentosi quesiti circa la propria sorte, la Finlandia

cito finnico; Londra

4A =

Un tentativo analogo, ma di proporzioni minori e con obbiettivo più limitato, hanno

nerheim era tuttavia forte, praticamente come agli inizi della campagna, e più saldo ed indomito che mai era lo spirito del paese. Aggiungasi a questo che aiuti consi-

derevoli, anche se non in sufficiente misura, erano già pervenuti

0 I

III

fossero state più favorevoli.

D'altro canto, non poteva dirsi certo che l’esercito finlandese Nazione fossero stati vinti e piegati dallo strapotente avversario;

sagrifizi sopportati

EE e otte, o

un

grande successo sovietico; Negli altri settori,

(7 CA,

=

dare

di

e

si era calcolato, forse, che la ferrovia di Narvik, unica utilizzabile con efficacia, non avrebbe potuto trasportare più di 20.000 uomini al mese? Questi interrogativi angosciosi debbono essersi più volte presentati agli uomini di

Helsinki,

così da indurli ad accettare una

pace, per quanto

giocare il domani della Patria sopra una carta tanto aleatoria. All'ultimo momento,

dura, piuttosto che

il Presidente del Consiglio francese ha rivelato che un corpo

di spedizione era pronto a partire per la Finlandia, fin dal 26 febbraio, e che si attendeva soltanto una richiesta formale di aiuto da parte del Governo finlandese.

Ma questa richiesta non è mai giunta, e A o! davanti i alla conclusione i della pace. . viso,

e Parigi si sono trovate, all'improv-

Megli Meglio

così.

AMEDEO TOSTI


E

VATICANO

UNITI

STATI

Da cIORGIO WASHINGTON A PIO XII al Sacro

Collegio

il Suo nobile

del 19399 Papa Pio XII, rivolgendo che rimane anche la ringraziamento per gli auguri natalizi — con un discorso del nuovo Pontefice rispetto più importante manifestazione politica fino edad aloggiconflitto europeo — annunziava

I 24 vicemsre

alla crisi morale ed economica del mondo, adeguata all'importanza dell’avvenipubblicamente, con la solennità di linguaggio del Signor Myron Taylor « rappresentante mento, che era imminente l’arrivo a Roma Ambasciatore straordinario, ma senza del Presidente degli Stati Uniti con rango di troppo perdersi nelle consuete compl: senza E, Sede». titolo formale, presso la Santa lungiche già sembra potersi denominare il mentose locuzioni d'occasione, Quegli aggiungeva: «È un annunzio natalizio, mirante Papa dei tempi nuovi, francamente esso rappresenta, da parte dell'eminente che non poteva giungerCi più gradito, giacché un valido e promettente contributo alle Capo di una così graride e potente Nazione,to di una pace giusta ed onorevole, sia Nostre sollecitudini, sia per il conseguimen

e opera intesa ad alleelarga per una più efficac guerra». viare le sofferenze delle vittime della

Più

chiaro, il Papa non avrebbe potuto es-

e sere; e ciò apparirà tanto più limpidameni che nel

agli occhi di tutti, quando si ricordi anche, con medesimo discorso Pio XII precisò di

nome quei postulati che vanno sotto ail Suo equa«cinque punti », le condizioni che

costinime avviso potrebbero, esse soltanto, il possituire le condizioni indispensabili per sul mondo, bile ritorno di una pace durevole Sovraai

Nel gennaio ‘1919 durante il suo soggiorno in Italia il Presidente degli Stati Uniti Wilson (a destra) fu ricevuto in udienza anche da Sua Santità Benedetto XV. La fotografia qui sotto mostra il passaggio in Piazza San Pietro del corteo pre‘sidenziale diretto in Vaticano.

Quattro giorni dopo, rendendo visita il Ponteni d'Italia nel Palazzo del Quirinale, su Casa Safice invocava la benedizione divina Iddio

mo voia con queste parole: «Supplichia di stendere la Loro proe tezione sugli Augusti Sovrani, sui Principi

e la Vergine Madre

Capo e sui le Principesse Reali, sull'illustre presenti, afmembri del Governo e su tutti i dalla sagfinché la pace che, salvaguardata

forte e rispetgezza dei reggitori, fa grande, diventi ai tata l'Italia in faccia al .mondo, popoli sprone e incitamento a future intese, le quali

per

il loro contenuto e per il loro promessa di un nuovo or-

spirito siano sicura dire che, dine tranquillo e duraturo ». leVoglio manifestazioni se nella settimana natalizia due, in una del Pontefice per la Pace furono deldi esse trovò degno posto la notificazione Stati l'avvenuta ripresa dei rapporti con gli un signifiUniti; il che non può non darle specifica cato particolarissimo, la cui attualità interessa

Se al Papa prevale sul fatto in sé. ancor più Gli integrandemente l'America, Stati Uniti favorevole

ressa la tendenza degli il Governo di alla pace e la eventualità che pace prativedere in tale dichiaWashington possa in favore della mancati coloro che hanno voluto messaggio rivolto camente adoperarsi. Né sono al Sacro Collegio, e nel succoso razione pontificia del 24 dicembre un nesso spirituale, e, dopo, giorni quattro Quirinale politico a Vittorio Emanuele IM in di fatti recenti, un parallelismo dato il clima generale e il concatenarsi molto caratterizzato. due mesi dopo interpretazione, sta di fatto che Più o meno esatta che sia questa dura e riprende in tutto il Nord America una amente Sumner Welles era a Roma, mentre

insistente calorosa esaltazione dei «cinque

punti»

per la pace, coraggios

di Natale... elencati da Pio XII nel discorso

icana furono per Sede e la Repubblica Nordamer 1 rapporti ufficiali tra la Santa l'eroe della libertà o Franklin e da Pio VI, mentre la prima volta creati da Beniamin oramai libere colonie anglodelle causa la difendere a il decrepito mondo americana era a Parigi, di dominio dell'Inghilterra, presso sassoni, contro le ultime velleità troppo lunga illusione. sua della anni ultimi agli era dopo avere esedella Francia monarchica, che del secolo scorso ha mostrato, che il giudizio Uno storico americano al principio archivi di Washington e del Vaticano, guite importanti ricerche negli in nome della libertà rivoluzione americana condotta e tempestivo. che la Corte papale diede ‘sulla audace che oltre sicuro, mente rapido e ideologia non solo nazionale, fu singolar radicale cui la ne ne, e di una rivoluzio Si trattava insomma di una rivoluzio mente anche nella vecchia Europa ancora comavrebbe potuto diffondersi sollecita feudale; e quindi sarebbe stato perfettamente e là ori, conservat pletamente reazionaria e qua poteri i di tutti i valori e di tutti naturale che la Chiesa, sostenitricediffidenza verso il grandioso movimento liberatore e anteceavesse mostrato una spiegabil libertà nel ‘mondo contemporaneo, di grido grande primo avantuttavia nordamericano, Un osservatore troppo ‘sottile dopotrebbe dente alla rivoluzione francese. che, se era vero che to della Chiesa, osservan minima o irrilevante zare la spiegazione dell’atteggiamen America avevano una posizione gli interessi cattolici in Nord arrivavano a 50.000), era però non tempo quel in cattolici nel moto di liberazione, (i o molti cattolici che diretto, con l'appoggio dei pochi vero che questo moto non era della Nazione britanContinente l'influenza politica antiromana nel fossero, ad espellere dal nuovo

Ja più nel suo protestantesimo e allora... nica, certamente la più puritana non cattoliche dell'Europa di

suo fanatismo,

tra le Nazioni

la Chiesa fu Comunque, l'essenziale per Luigi XVI, negoziò

attraverso

la persona

di

della impostazione ex novo

che il Nunzio

a Parigi

con

Doria Pamphili,

Franklin

le condizioni

Lo scambio libertà di culto e di associazione. on e un impornascente la promessa della massima il primo Presidente Giorgio Washingtnobiltà dei recidi lettere avvenuto nel 1790 tra è un insigne documento della , americani cattolici di tante gruppo

senso

della libertà

che gli Stati Uniti

vasto e peculiare di tutti gli interessi spirituali. Il hanno poi sempre conservato intatto, nei riguardiCarroll, così scriveva al Presidente

proci propositi, e di quel

primo Vescovo eletto di Baltimora, Giovanni dello Stato; zelo all'affermazione ed «Sotto la vostra amministrazione l'America si spinge con estende il commercio; allo sviluppo di una utile letteratura; perfeziona l'agricoltura; prima non conosciuto. Questo acquista, di fronte alle nazioni straniere, un prestigio per un altro motivo: perché, panorama della prosperità nazionale ci è grato ancora non ci mancherà fin tanto che il nostro Stato conserva libertà ed indipendenza

diritti di cittadinanza, in premio fondato titolo per invocare da esso giustizia, eguali per la sua difesa, del nostro sangue versato sotto i vostri occhi e dei comuni sforzi

più cari il ricordo degli antichi sotto la vostra felice guida, diritti che ci ha reso dove essi sono stati travagli. Quando noi preghiamo per la loro conservazione, giustizia di quelli Stati garantiti — ed attendiamo la loro completa estensione dalla la protezione del Cielo sulla invochiamo noi quando — restringono li ancora che la vostra raccomandare, di tralasciare, potremmo né tralasciamo, mai comune patria, riteniamo

perché noi_ Conservazione ‘alle cure particolari della Provvidenza ildivina; benessere degli Stati

Uniti che sono i mezzi umani tanto efficaci a promuovere del vostro esempio, quanto la prolungazione della vostra salute e vita, con l'energia delle vostre virtù ». la saggezza dei vostri consigli e la persuasiva eloquenza Washington: Ed ecco la risposta luminosa di Giorgio veramente vivace e «Il panorama della prosperità nazionale è ora dinanzi a noi ed assicurare la felicità dovrebbe stimolare gli sforzi di tutti i buoni per stabilire dell’Indipendenza. L'Amee del loro paese, nella permanenza continua della Libertà protezione di un buon Governo, rica, sotto il sorriso della Divina Provvidenza, la pietà, non può mancare di raged il culto dei buoni costumi, della morale e della

nel commercio, nell'agricoltura, giungere un raro grado di preminenza nelle lettere, Mano a mano che l'umanità divenga miglioramento

in patria e prestigio all'estero. a concedere che tutti coloro

che si comportano

da

più liberale sarà più disposta la protezione di un governo degni membri della comunità meritano ad identico titoloprime nazioni esemplare per

le civile. Io spero sempre di vedere l'America tra concittadini non dimenticheranno giustizia e liberalità. Ed io presumo che i vostri rivoluzione e nello stabilimento la parte da voi presa nel compimento della loro ricevuto da una nazione che han essi che aiuto del vostro governo, o l'importante

professa la fede cattolica-romana».

degli Stati Uniti, la loro Si direbbe che in questi messaggi è lo spirito fondatore e delicato insieme di quel misura e la loro araldica. Spira da essi il vento robusto ed è dentro a quella atmosfera che la Chiesa Cattolica virile liberalismo americano, sua azione nella nuova Repoté collocare senza limitazione di sorta le radici della che l’idea di libertà pubblica. In essa tutto era muovo, ei si può anche aggiungere


programma politico dei democratici fu messo da parte: e in questo programma c'erano i rapporti diplomatici con la Santa Sede! La soppressione del Ministro a Roma non ebbe nessuna conseguenza sulle relazioni fra i due Poteri, che da allora rimasero cordiali e reciprocamente rispettosi fino ad oggi; e neppure intaccarono minimamente la libertà di organizzazione del cattolicesimo nordamericano, che continuò a fare progressi straordinari, fino a raggiungere l'attuale misura di

vera e propria potenza.

Né è il caso di ricordare, perché sono cose troppo note, come tra Roma pontificia e Governo americano le simpatie, le affinità e i parallelismi si siano particolarmente

rafforzati dalla fine del secolo scorso ad oggi, attraverso i costanti scambi

di ve-

dute che si sono avuti prima tra Leone XIII e Teodoro Roosevelt, poi tra Benedetto XV e Wilson, e tra Pio XII e il secondo Roosevelt ora. Senza voler appro-

fondire l'esame di queste fasi, che rispondono ad altrettanti periodi critici della storia mondiale, sta di fatto che il Vaticano può segnare al proprio attivo questo elemento concreto di primaria importanza: che il cattolicesimo negli Stati Uniti non

ha

mai

incontrato

né nelle

leggi

né nei

Governi

il benché

minimo

ostacolo

alla propria diffusione e azione. La Santa Sede ha sempre preso atto con vivo compiacimento e con grandissima utilità di questo elemento positivo, e ha riconosciuto che esso è dovuto almeno in parte al fatto che i cattolici sono sempre stati lasciati da Roma liberi di operare in quella Repubblica con sister idonei alla mentalità della enorme maggioranza dei cittadini, liberi cioè di organizzarsi se-

condo un sistema moderno che, se è potuto sembrare per qualche tempo di scarsa temperatura spirituale e di stile eccessivamente «americanizzato», si va rivelando ora, improvvisamente agli occhi dei poco informati, come capace di far lievitare in sé anche vigorosi germi spirituali di grande forza propagatrice.

Risponde l'odierno gesto di Roosevelt ad un movimento schiettamente cattolico di una parte importante dell'opinione pubblica americana? Indubbiamente, sì Infatti, chi si è riferito recentemente all'importante viaggio del Cardinale Pacelli negli Stati Uniti d'America, non'ha potuto non ricordare che l'illustre Segretario di Stato duA isla cepliogio dels via: rante il Suo soggiorno nella Repubblica Feta agli Stati Uniti. nel 1938. del Sederale si trovò in presenza di una forza catgretario di Stato card. Pacelli. tolica apparentemente diversa da quella di Eta eyes nle delGo, Europa — per quanto è forma esteriore, modo Presidente Justo, porge il benvedi propagarsi e meccanismo di affermazione — nuto al card. Pacelli al suo arrivo ma non dissimile dalle più strenue correnti 2: Buenos: Aires.

cattoliche europee, per quanto è intimo nerbo

pre

religioso e livello culturale e spirituale. I te-

MU)

iegrammi pervenuti dall'America mentre il Signor Myron Taylor recava al Pontefice la lettera del Presidente Roosevelt,

affermano che

la ripresa dei rapporti dopo la lunga parentesi diplomatica ha provocato nella massa dell'opinione pubblica americana un'emozione e un compiacimento senza uguali. Questo perché essa si è riconosciuta

protagonista

dell'avveni-

mento. Infatti la Santa Sede ha costantemente agito nel Nord America lavorando direttamente l’opinione pubblica attraverso le organizzazioni cattoliche. Non ha chiamato mai in causa il Governo di Washington ed ha sempre lasciata a quella che chiameremo la Chiesa americana — purché non si prenda alla lettera questa definizione che non'è né tendenziosa né intenzionale — piena libertà di agire come meglio riteneva nell'interesse della causa. Il Papato non avrebbe

potuto

certamente

essere

più

abile,

quando si tenga ben presente che in quella Repubblica vige il sistema di separazione tra Chiesa e Stato e di equiparazione di fronte alle leggi di tutte le religioni praticate. Dunque la Chiesa Romana non ha una sua posizione ufficiale ma soltanto ufficiosa presso In Pres

assumeva anche delle forme talora esagerate ed anche un po' maniache, che in verità non rispondevano per tutti i casi a necessità vere e proprie. Così, anche il cattolicesimo volle essere a modo suo «libero» — e ciò non soltanto nei riguardi del Governo Federale, che d'altronde aveva affermata in modo definitivo la libertà di tutti i culti e di tutte le religioni, ma anche nei riguardi di Roma. Alla quale il primo movimento cattolico americano voleva apportare un considerevole contributo di energie, come difatti è avvenuto nel giro di mezzo secolo soltanto, ma sviluppandosi in modo da diventare una specie di Chiesa Cattolica d'America. Nessuna idea autonomista e tanto meno di insubordinazione, poiché la dipendenza gerarchica e disciplinare da Roma è stata sempre completamente accettata: ma una certa libertà di decidere da sé il modo di diffondersi e di organizzarsi, e soprattutto di identificare, alla stregua di esigenze locali utilitarie, il modo di svolgere l’azione propagandistica, di attirare proseliti e di affermarsi nella politica interna americana, mentre si precisavano gli interessi delle regioni, dei partiti, del Congresso e delle grandi organizzazioni economiche. La Chiesa si trovava in presenza di un fenomeno del resto non completamente nuovo, e che essa aveva “dovuto già fronteggiare in alcuni Paesi europei nel secolo precedente. Seppe adattarvisi con elastica intelligenza, lasciando libero corso alle suscettibilità e alle fierezze anche se ingenue dei cattolici nordamericani, e riconoscendo che in fondo essi non avrebbero potuto lavorar meglio nell'interesse di Roma. Nel giro di mezzo secolo essi si propagarono infatti, fino a diventare una enorme massa spirituale e politica, si organizzarono secondo i più moderni sistemi del proselitismo, si rafforzarono su basi di enorme ricchezza materiale, costituita da migliaia di chiese, collegi, istituti, circoli, scuole, giornali. L'attuale potenza del cattolicesimo nel Nord America si è formata infatti nella prima metà del secolo scorso, e può dirsi che, quando fu soppressa la Legazione americana presso la Santa Sede, questo fatto che nei rapporti fra il Vaticano e qualsiasi altro Stato avrebbe avuto necessariamente ripercussioni gravi, non arrestò per niente la marcia del cattolicesimo in quella Repubblica. Infatti la sospensione dei rapporti diplomatici non tanto era stata dovuta ad una mutata direttiva della Casa Bianca o del Congresso nei riguardi del Papato, e neppure ad un nuovo atteggiamento

del Governo

contro il cattolicesimo

episodio violento della lotta fra i partiti, fenomeno

americano,

ma

soltanto ad un

ancora oggi ben frequente nella

vita interna del Paese. Quando i democratici furono per la prima volta battuti nelle elezioni del 1866 da una coalizione formatasi: tra i liberali e i nativisti, tutto il

denza degli Stati Uniti; sibbene il movimento cattolico rappresenta nel Paese, e cioè presso l'opinione pubblica e presso il Governo, la religione cattolica; posizione dunque non politica ma spirituale, non diplomatica ma legale. Tanto è vero che Roosevelt ha accreditato il suo amico

Myron

Stati.

Lo Stato americano

Taylor

presso

il Papa

«come

suo

rappresentante

mantenimento degli utili contatti fra le due Persone»

rappresenta tutto il Paese.

non

ha un

Ambasciatore

personale,

per

il

che oggi sono Capi dei due

a Roma;

il Capo

dello

Stato

Orbene, quando nel 1936 il Cardinale Pacelli rimase per alcune settimane negli Stati Uniti del Nord a titolo privato, cioè in maniera corrispondente alla posizione che sopra abbiamo descritta del cattolicesimo nella Repubblica, ed ebbe importanti

colloqui con' Roosevelt e con Sumner Welles, fra le massime autorità politiche ame-

ricane e il Segretario Pontificio fu agevolmente constatato che nessuna ragione vi era per modificare lo stato delle cose. Fu anzi attribuito al Pacelli un giudizio molto favorevole sulla posizione politica e morale del cattolicesimo in tutti gli Stati federati, e il riconoscimento che essa era dovuta appunto all’avere la Chiesa, durante cirea un secolo, lasciata piena libertà di azione a quei cattolici, purché si uniformassero alle supreme direttive di Roma e alle leggi immutabili della Gerarchia, garanzia massima che la libertà di esecuzione nratica non può dar mai luogo a perniciose deviazioni dal pensiero continuativo della Chiesa in materia di azione cattolica, Indubbiamente il viaggio del Cardinale Pacelli nel Nord America, non. diversamente da altri viaggi che Egli ha compiuto in altri Paesi di America e di Europa

durante il Suo denso Segretariato. ha dato luogo alla formazione di idee direttive assai vaste e di orientamenti sicuri, e fondati sulla diretta visione dei fatti reali,

nella mente acuta ed organica di Pio XII. E non è chi non veda come Egli ritrovi nelle sue recenti esperienze le fila per indirizzare la Chiesa negli avvenimenti di oggi, e come cerchi di sfruttare quelle esperienze con spirito altamente industrioso, ai fini della precisazione di una politica universale della Santa Sede, che voglia cioè abbracciare veramente il massimo o unico problema di oggi: il problema della crisi spirituale dell'umanità. Dallo scambio di lettere tra il vescovo Carroll e Giorgio Washington, a queste tra Pio XII e Roosevelt, c'è dunque il legame di quella continuità ideale e pratica, in nome della quale la Chiesa sa sempre ritrovare le strade dei suoi interessi superiori, quando essi sì fanno urgenti e prendono corpo. Questa volta l'interesse

che ha riavvicinato Chiesa e Stati Uniti è indubbiamente quello che dominerà prossimi anni di vita del Pontificato Romano: è assurto al massimo trono del mondo.

la pace, nel cui segno Eugenio

Pacelli

HISTORICUS

i


RASFIGURAZIO Romanzo di VIRGILIO BROCCHI Lori, vorrebbe consernarzi pure ritenendo la purezzi l'unico mezRIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. - Tea, figlia del dottor cheStefano ha avuto un bimbo e il padre la convincono che la maternità è il dovere la cugina Giulia Rie Daniele, che cresce sano, forte, intelligente, e che, ancora zo per ascendere ad una vita superiore; conma l'ingegnere Mario Dolfi; hanno due figli Daniele è dolorosamente colpito per la morte di una compiù bello della donna. Si sposa infatti della Robertino, e spirituale, superiorità sua senso il tutti in fanciullo, sa suscitare, con la mamma. Yarmo {n Val d'Aosta, dove conoscono e il nonno decide di mandarlo in delmontagna Tina di scuola, Mina. La salute ne risente tempo giovinetto. Daniele frequenta l’Università studiando ‘scienze diviene la guida spirituale

del il professor Paolo Nuzzi che col volger si sposeranno quand’egli avrà compiuto il servizio militare PO, e a fidanza con la cuginetta Cecilia Rienzi detta Cip, decidendo che

naturali

L'ASSUNZIONE

Quel gentile amore era così limpido che pareva ed era una più lieta forma di fraternità; in lei si tingeva di una ammirazione quasi orgogliosa, e in lui di una tenerezza, di una compiacenza, quasi di una indulgenza che sarebbe potuta sembrare paterna se i due raE nulla parve mutato nelle gazzi non avessero avuto presso a poco la stessa età. prima i quattro ragazzi come relazioni delle due famiglie e dei loro figlioli. Come per correre la montagna, o per ragquattro fratelli partivano insieme dalla Thuilee fare; una guglia. Apgiorno il Ziungere prima di sera un rifugio; dormirvila prima decade di dopo, settembre per scalare profittarono di un ritorno di estate dopo al Mont Fortin. Un giorno il Crammont, un altro per valicare il Col di Jula e giungere portare in macchina al farsi Ebbero anche il tempo, prima di lasciare la Thuile, di bianche e scendere a Fiery Breuil per raggiungere il Plateau Rose, e superare le cime a casa. dove l'automobile li aveva preceduti per riprenderli e riportarli piccola falla nel loro vigore, La loro salute era perfetta, né mai c’era stata una notte d'insonnia,

di scalatori, né una o una piccola esitazione nella loro risolutezza una fitta.

né un mal di capo, né un capogiro, né abbracciata dal fiume, in quella Ed ecco che, ritornati alla loro cara piccola città Daniele fu destato d'improvviso gaudiosa pienezza di vita e limpidezza di spirito, Il dolore era stato acutisverso l'aurora da una fulminea trafittura all'addome. ei non era ben certo di non che così istante, simo, ma era durato meno di un destato dalla acutissima trafittura averlo sognato. Si riaddormentò e di nuovo fu che gli trapassò l'addome e disparve. o. Non ritornò, ma gli parve un avvertiment premette le dita sul ventre; da prima con delicatezza, poi sempre più forte Si spiò; per tutta la parete nessuno

spasimo,

un

semplice

indolenzimento

che sì stendeva

dell'addome, uguale e appena distinto. Si alzò, ritrovò in un cassetto la vasta radiografia

del professore

Ramerini,

che

egli aveva serbata e nascosta; e la portò al nonno. Îl dottor Stefano Lori abitava ancora l’ultima casa del sobborgo, solitaria «in mezzo al brolo in riva al fiume, di fronte ai campi già vendemmiati. ripetere le parole del radio= Ascoltò suo nipote, esaminò la radiografia, si fece tranquillo, ma disse: logo, si assicurò che Daniele non avesse febbre. Era — Andiamo a sentire Rondelli e di gran fama. Era an giovane dell'ospedale, Antonio Rondelli era il chirurgo e la sala di assistevano; lo che infermiere cora in ambulatorio, tra le due suore come un atleta, con aspetto era piena di donne e di bambini. Era alto e massiccio timido nei cari occhi quasi una bella faccia schiarita da un sorriso affettuosogli escoprivano le vigorose braccia rotondi: e le corte maniche del camice bianco nude fin oltre îl gomito. Anche lui esaminò la radiografia eseguita l'anno prima dal professor Ramerini; lettuccio, premette,

palpò, gli impastò

sempre

più pro-

fece stendere Daniele sul fondamente l'addome, finché lo sentì sussultare con un piccolo grido. Piantò dl dito sul punto doloroso domandando: — Qui?

— Sì tut — Appendicite, in atto, nemmeno per sogno, Un principiola d'infiammazione radiografia. tavia, se non evidente, probabile. Per prudenza,ebberifacciamo esaminata la nuova radiografia E quando nel pomeriggio dello stesso giorno disse perplesso: — Alla base dell'’appendice c'è un impercettibile gonfiore; ma l'appendice è lima pida. Però queste appendici a serpentina sottile sono insidiose; guai se si infiammano, Riprese con nuova perplessità; dinanzi al — Se il nostro Daniele se ne dovesse restare in laboratorio cheseduto s’infiammi. Ma microscopio, io direi: bè, prima di intervenire, aspettiamo lo coglie d’improv= deve partire soldato, alpino per di più; e se l'infiammazione alla neve, possono» viso sulla vetta di una montagna, magari d'inverno in mezzo consigliare un'ope— essere guai. Non capiterà, ma può capitare. Io non oserei mai


Cosa

| me lo leverei.

suo punto fa jl nonno riluttava, la mamma esitava; Daniele pensò che resistenza metterlo in condizioni d’inferiorità di fronte ai suoi ‘camerati, togliergli la possibilità di compiere intero il suo dovere di soldato, farlo fors'anche escludere dal corpo degli alpini, creare più tardi chissà quali inquietudini al mamma; e per non lasciare agli altri l'ansia diuna responsabilità che spet

ava a lui solo, disse con la sua dolce risolutezza:

| L'ospedale non era ma pareva un antico convento: quattro ali a un sol piano, | e alpian terreno il quadriportico calmo si chiudeva in mezzo un prato che si chiamava giardino, con un grande albero di magnolia e due cedri del Libano al centro. | @uattro lunghe corsie, due per gli uomini, due per le donne, e all'angolo dove

| la corsia degli uomini si incontrava con la corsia delle donne, tre camere a paga-

Y | mento dicui due in quei giorni erano libere, | Le occuparono Daniele e sua madre. Tea sorrideva, parlava: calma, ma dentro ‘a tutta un tremito, Coricandosi, ella aprì l'uscio che metteva in comunicazione le pid » camere e lo lasciò spalanca! Daniele dormiva perfettamente sereno, perfettape

‘mente tranquillo; la mamma pensò.

ig «In vent'anni non mj ha dato che gioia: mai neppure un pensiero molesto: che ilSignore ti benedica, figlio mio!». E improvvisamente

gli occhi

le si colmarono

di lagrime.

Quattro volte nella notte si alzò per accostarsi cauta all'uscio e spiare il dolce sonno di Daniele; quando alle sei del mattino si alzò, egli dormiva ancora con la nuca

sul guanciale

e le due

mani

posate

sulla coltre; pian piano

sedette

vicino

a

Jul; a lungo con ineffabile tenerezza tenne lo sguardo su quelle mani forti, e pur

delicate e sensibili come le mani di un arpista; e nel leggero stordimento Îasciatole dall'insonnia, ella si sentiva rifiorire dal cuore le parole che cantava bino scaldandogli le manine col fiato:

a Daniele bam-

“«Manine belle, manine care, manine sante. Come allora, le sfiorò con le labbra; bastò quel bacio a destare Daniele; aprì gli occhi, vide la mamma, sorrise e le aprì le braccia; disse: "— Ti sentivo cantare «manine belle, manine care ». Io e tu non saremo mai due. (il nonno lo accompagnò nella sala chirurgica; lo distese sul lettuccio; gli tenne il polso:

Daniele

scherzò

con

lui e col chirurgo,

finché

sentì

calarsi

sul. volto

la

| ihascherina dell'etere, e sorrise addormentandosi. Il chirurgo gli si accostò; incise. X

TN

ione fu rapida; non una goccia di pus, non una stilla di sangue.

nonno

uscì

dalla sala per annunciare

a Tea, a Mario,

a Robertino

stretti

sieme accanto all’usci (È Tutto finito: benissimo. Rondelli è veramente un chirurgo di gran classe. Tutti. e.tre insieme esclamarono: Già

finito!

in-

e persino

Guiduccio

si sentirono

ancora quando giunse la Cip; era così rosea in volto e festosa, che vedendola don Paolo si rasserenò, Quando giunse alla piccola città abbracciata dal fiume, tante cose aveva udito da lei che il suo cuore era tranquillo; ed entrò sorridendo nella camera del malato.

Tea sedeva accanto al letto; si alzò per venirgli incontro; Daniele gli disse:

— Ti ringrazio d'essere venuto. Era la prima volta che gli dava'del tu, e Paolo ne ebbe una viva commozione cui alla tenerezza si mescolava

un vago senso di sgomento;

ii

rispose:

— Non avrei aspettato che mi chiamassi, se avessi saputo. — Proprio per chiederti perdono di non averlo fatto prima ti ho chiamato oggi... Quando la mamma uscì per dare qualche ordine alle domestiche, soggiunse:

— Anche per un'altra ragione, Siedi. Vieni ancora più vicino,

Don Paolo Nuzzi accostò al capezzale la seggiola sulla quale pochi istanti prima era seduta Tea, e si chinò su di lui, mentre Daniele diceva;

— Perché solamente tu puoi capire, senza spaventarti e senza pensare che io deliri. Per un istante don Paolo temé veramente che egli vaneggiasse, e un brivido gli

corse la persona; ma gli bastò di guardarlo per essere sicuro che Daniele non delirava. Era pallido, di un pallore quasi perlaceo, e un lividore lieve gli cerchiava gli occhi profondi, e di tratto in tratto rabbrividiva; ma il suo sguardo era senza febbre e il suo sorriso dava una spiritualità serafica alla bellezza del suo volto profilato, e una soavità ineffabile alla sua voce sommessa ma limpidissima. Gli prese dolcemente la mano posata sulla coltre e gli domandò: — Che cosa dunque devi dirmi?

— La mamma non se n'è accorta; ma il nonno sì. Io ho veramente... per un tempo che non mi riescedi immaginare, lasciato questa vi Al sussulto di don Paolo, riprese sorridendo:

— Non: è stato un sogno e tanto meno un'allucinazione, e neanche. Ho tanto mazione totale con... Don Paolo abbozzò il segno della croce, bisbigliando:

,

il suo babbo

nostro, salva questa creatura. meravigliosa! S'inginocchiò dinanzi al crocefisso nero appeso accanto al letto e pregò... Pregava

una specie di intuizione senza visioni e senza uri vero pensamento: l'immedesi-

‘Nessuno, se non la mamma, aveva in realtà né temuto, né trepidato; eppure tutti mamma,

la valigetta; può darsi che ritorni solo tra qualche giorno.

la macchina. E se Daniele lo chiamava... Padre nostro, fa che non sia vero, Padre

pensato alla parola che esprima ciò che... ho sentito. Ed è impossibile. Ma... è stata

È titrovarono il respiro. anche la Cip, la sua

— Vado; preparami

N sangue dra gli infiammava la faccia e gli ronzava agli orecchi: Daniele felicemente operato desiderava vederlo... Subito, dal momento. che suo padre gli mandava

Ho deciso: mi levo questo pensiero.

È

dra

— Speriamo di no. Daniele Dolfi è stato operato. h — Oh Signore! — esclamò la vecchina facendosi il segno della croce — è grave? — Dovrei credere di no. Lesse forte il telegramma: «Daniele felicemente operato desidera vedervi. Mando subito macchina... ». Disse:

liberati da un iricubo; e respirarono l'incanto del sole conie un aroma di felicità.

come

Dopo una settimana Daniele sì sentiva perfettamente guarito e insisté per ritornare

‘casa, Il chirurgo esitò, ma finì col cedere. bene — disse — ma il solo vestirti, scendere e risalire le scale, dopo un atto ‘io, rappresenta pur sempre una fatica; perciò resta ben inteso che, appena

È “acasa, ti metti a letto e per... eccesso di prudenza, ci resti qualche giorno, 7 Caricato nel lettuccio, chè quasi scompariva in un angolo della vastissima camera, o guardava con una tenerezza nuova non solamente la sua mamma, il babbo, Robettino, la Cip che gli facevano intorno corona, ma i cassettoni lunghi e lustrì, gli

— Col Padre?

È

— Non oso dire.. Ma quel minuto è stato veramente l'Eternità; e quella Vita

era così... — Sublime? — Sì, così sublime che, ritrovandomi sulla terra, ho durato fatica a riacquistare la nozione del tempo... e ho anche provato una specie di... delusione, — Soggiunse con un lieve senso di vergogna: — Credo che avrei sofferto di ritornare in questa vita, se riaprendo gli occhi non avessi visto subito la mia mamma. Mi comprendi? — Ti comprendo, — Allora capirai il contrasto che ho nel cuore. I suoi occhi si fecero grandi, limpidi, e la lagrima che gli sgorgò dal ciglio, brillò

come una gemma. Riprese a parlare lentamente, interrompendosi di continuo, sommessamente ma con perfetta chiarezza: è i

| scaffali colmi di libri, il suo caro tavolino accanto a una finestra, e di fronte alla finèstra ‘ilcaminetto; e; sopra, il soffitto alto sostenuto da travi massiccie, dipinto a tralci di

alla mamma non più che al babbo e alla Cip — e sorrise pronunciando quel nome —

| mente dolce e caro e felice, | ‘Passò una notte lievemente agitata; ma destandosi nelle prime ore del mattino; si sentì così riposato che disse alla mamma: } — Quando viene il Rondelli gli domando il permesso di alzarmi almeno per qual-

mamma non avrà nulla che la consoli se io la lascio, ela disperazione la separerà da me se non le farai sapere quello che io ti ho detto. Bisogna darle la certezza che ho io di... non lasciarla, anzi*di vivere in lei, e lei in me una vita meravi gliosamente alta che anticipa l'immedesimazione con... Mi credi?

{| glicini e di rose; e tutto glipareva soavemente familiare e pur nuovo, meravigliosa-

siringa, lo piantò nella gamba di Daniele; con gli occhi fisi al suo volto, il dito sul

‘pélso attese pochi secondi; il nonno colmò di nuovo la siringa, la porse, il chirurgo

| fece una nuova iniezione. "Tea un po' lungi dal letto non si era accorta di nulla, ma il nonno era terreo come Daniele; un minuto non più; il Rondelli respirò: il volto del malato si adiva, riprendeva colore; le. sue ciglia ebbero un palpito, un ineffabile sorriso ‘schiuse le labbra. Aprì gli occhi, vide, e il suo sorriso si spense con una espresie delusa; ebbe un lungo brivido, sussurrò:

— Non sono staccato dai miei affetti,

e a Roberto.

Ma gli altri hanno

e neppure dalla vita. Vi voglio tanto bene;

o il loro lavoro o la loro giovinezza;

invece la

— Credo.

— Non è facile dirlo, anche perché ho paura di parere... presuntuoso; ma forse il Padre mi ha concesso di riaprire gli occhi perché potessi dire queste cose alla mamma. Ma non oso dirle a lei, perché so che la disperazione le impedirebbe di credermi e di esserne consolata. A te crederà, quando sentirà che è giunto il momento di dirle ciò che ti ho detto. — Te lo prometto — rispose con dolce gravità Paolo Nuzzi — se tu-mi prometti di non anticipare neppure di un attimo, neppure co] desiderio, il tuo ritorno al Padre; anzi di desiderare con tutta la forza della tua volontà di guarire prontamente e di riprendere il tuo bel lavoro e la vita per amore della tua mamma, di Cip e di tutti noi che ti amiamo, perché questo è il.tuo bel dovere. Daniele sospirò e rispose: — Te lo prometto. Ma sento che non sono più di questa terra, E tu, caro, devi prepararti e preparare la mamma.

Si volse verso l'uscio udendo entrare qualcuno; non era la mamma e nemmeno

la Cip; era la zia Giulia;

Soffrivi? No, ero felice! La mamma non capiva, ma era inquieta; e guardava ansiosa. interrogando. Niente! — le rispose suo padre. — Abbiamo avuto la sensazione che stesse per Meno di un attimo, come vedi. Daniele ebbe un altro brivido; ma sorrise alla mamma: |‘ — Non me n'ero neppure accorto... TA c'era nel suo sguardo un'espressione alterna di delusione e di gioia; e la gioia ‘poco a poco prevaleva. ‘Allora guardò la mamma e il nonno con una ineffabile tenerezza, come se avesse temuto di perderli, e con l’ineffabile felicità di averli ritrovati; disse: ‘— Voglio vedervi qui tutti, il babbo, Robertino, la Cip, la zia Giulia.., uando li ebbe tutti intorno, sorrise contento; poi disse: — Come mai ci siamo scordati di avvisare don ‘Paolo? Potrebbe dolersene, e a ine piacerebbe di vederlo. Lo vai a prendere tu, Cip? Ma prima che la macchina partisse con la Cip, il babbo telegrafò a Paolo Nuzzi. (A Milano

Paolo

Nuzzi abitava

con la sua vecchia

mamma

un

minuscolo

quar-

‘tierino in Via Santa Valeria, poco lungi da «Sant'Ambrogio». Quattro stanzette separate da un corridoio, e in fondo al corridoio l’altarino na-

scosto da una tenda. La sua cameretta nuda come una cella monastica

era anche

il suo studio, il lettuccio bianeo addossato alla parete, e accanto l’inginocchiatoio; l'angolo della finestra il tavolino; dietro al tavolino la sedia, e due scaffali colmi

abbracciavano la sedia; seduto su quella sedia, chino su quel tavolino Paolo

—

Nuzzi lavorava, Lamamma

p

sfiorò con la nocca il vetrò smerigliato dell'uscio; dolcemente lo spinse:

— Scusa, don Paolo, ma c'è un telegramma: ho ‘avuto paura... Egli riceveva talvolta un telegramma dal suo editore, perci Ri;

-

e Daniele prese a scherzare con iei.

E così scherzando le disse: — Sono molto orgoglioso di aver saputo dalla mamma che tu hai fabbricato la Cip proprio per me. Te ne ringrazio; e vorrei essere stato fabbricato anch'io proprio apposta per dare alla Cip tutta la felicità che essa merita.

— Ne sono sicura, io. E vorrei che vi sposaste domani perché il destino non vi rubi neppure un giorno di questa felicità. È — Anch'io. Invece bisognerà aspettare che abbia finito il servizio militare. — Pochi mesi. È î L Si; ma in questi mesi — riprese con lo stesso tono scherzoso, Daniele — potrebbe scoppiare la guerra; e allora chissà che cosa succederà di me e del mondo, E vorrei, zia, vorrei proprio che se io dovessi morire in guerra, non subito, no, ma dopo qualche tempo la Cip sposasse Robertino; mi piacerebbe molto che mi volessero bene insieme.. e che la mamma ne fosse consolata.

— Daniele! — esclamò la zia con un sussulto. E Daniele le baciò la mano, sorridendo: — Ma alla guerra io non ci credo,

Allora rientrò la mamma ‘in compagnia del nonno; eil nonno baciò sulla fronte Daniele, e tremò sentendola scottare; gli tenne a lungo il polso tacendo, perché non

trovava la forza di parlare; poi tranquillo in apparenza domandò a don Paolo: — Ha parlato troppo, non è vero? — Temo di — No troppo; — bisbigliò Daniele — mi sento bene.

— Hai avuto ancora molti brividi, caro? — Non ricordo... Forse sì.

E un nuovo lungo brivido parve scuoterlo dalle radici dell’essere. Tea domandò ansiosamente:

— Ha la febbre alta?

— Certò si è stancato troppo; — le rispose evasivamente suo padre — basta la com-

mozione talvolta a dare la febbre: e tu abusi delle tue forze, figliolo. Riposa; e silenzio! — Sì, nonno, (Continua)

°

VIRGILIO BROCCHI


SONO IMPIEGATI NEI PUBBLICI 1 MEZZI PIU' MODERNI DI TRASPORTO A UNA FERMATA NEL CENTRO DI TRIPOLI. ECCO UNLE AUTOBUS SERVIZI. A DESTRA: FONDAMENTA DI UN NUOVO GRANDE EDIFICIO.

TRIPOLI, GEMMA DEL NORD-AFRICA Dopo

neanche

trent'anni

dall'occupa-

zione italiana la Libia può dirsi oggi il paese più progredito del nord-Africa.

Lo stesso limitrofo Egitto assai prima attratto agli usi della vita europea non presenta sotto taluni aspetti egual per-

meazione di gusto e di spirito moderni. La felice trasformazione si è realizzata

nel

vanno

dall’avvento

limite

di quegli

del

anni

che

Fascismo

al-

l'ora attuale. Queste fotografie ci mostrano il volto di Tripoli rinnovata.

SOPRA: AVANGUARDISTI CHE SFILANO PER LE VIE DI TRIPOLI. - SOTTO: UNA VEDUTA PARZIALE DEL PORTO DAL LUNGOMARE. IL MOVIMENTO DELLE NAVI COSTITUISCE PER GLI INDIGENI UNA GRANDE ATTRATTIVA. - A DESTRA: UNA DONNA ARABA DAL VOLTO VELATO, DURANTE LE ORE DELLA PASSEGGIATA.


QUI SOPRA: CANNONE DELLA DIF INTRAEREA SOTTO: PEZZO DI ARTIGLIERIA IN POSTAZIONE QUI SOPRA: MITRAGLIATRICE RE IN AZIONE. - SOTTO:

CONTRAEREA PRONTA AD ENTRA ESERCITAZIONE DI MITRAGLIERI


IMPENNATE

E

FRENI

FAVILLE arvone. - Questo Vittoriale è la Reggia del Poeta? È un tempio pagano? O è un parco, una casa e un mausoleo? Ritrovo nella memoria Gabriele. d'Annunzio come lasciai nella mia giovinezza e ritorno dannunziano. Parecchie generazioni furono foggiate sul suo stampo; e cercarono esprimersi imitandolo, artificiosamente, mentr'egli naturalmente si a e la esprimeva, poiché in lui la musica, l'immagine, la ric compostezza verbali erano come il sangue e i movimenti: una vita. Egli sì era avvicinato al superuomo nitschiano, sentendo che il suo genio poteva trasformare tutto in Bellezza, anche î vizi, anche le lussurie, anche le colpe, persino una candidatura elettorale Aveva cavato dal romanticismo, forse dal romanticismo francese, le passioni crudeli e le aveva coperte di paludamenti e italica» mente musicate, perché la sun prosa fu armoniosa come una poesia, Ricordo i primi libri, i primi canti. Non ancora trentenne, era giù celebre, come scrittore ecome uomo, mondanissimo, impavido, con atteggiamenti sorprendenti, quasi sbalorditivi, che davano alla persona un fascino singolare. Egli aveva superato le barriere, nella vita e nell'arte, ed era l'interprete nuovo per la purezza della sua lingua, la libertà e la liberalità dei suoi atti, il disdegno di ogni convivenza meschina e di ogni grettezza borghese. È poiché fu sempre generoso, dalle dediche al danaro, e donava prodigalmente anche quando non poteva donare, lo amammo e lo ammirammo, © divenimmo un po' grotteschi per lui, pappagalli del suo inimitabile linguaggio. Passammo così da un'esagerazione all'altra: da una sciatteria verbale a una preziosità stucchevole; e se prima le parole erano sbiadite ed afone, poi divennero turgide e stridenti poiché il nostro discorso non aveva, come in d'Annunzio, suono, lore e architettura, ma inseriva le sue frasi, è suoi modi, i suoi vocaboli in periodi pro Già i Carducciani erano minoranza, dinanzi a questo giovine dio pagano tutto pervaso d'amori e di distruzioni. Egli ci aveva cantato Isaotta Guttadauro e per madonna Isaotta si era battuto in duello con Edoardo Scarfoglio, l'amico più intimo, runeo che lo aveva tenuto a battesimo nella Cronaca

il conterBizantina.

Un articolo: Risaotto al Pomidauro, «veva provocato lo scontro Era il terzo di Gabriele, e tutti per polemiche letterarie. Ci pia» cova anche questa difesa guerriera della sua opera. Dannunziani, crescendosi la sua fama e avvincendo sempre pi Ugo Ojeti stesso E ciuscuno pi ua via, trovò la sua espressione, in arte, in letteratura, in politica. Quando ero ancora giovinetto, a Napoli la sua rinomanza era al vertice. Luigi Pierro, il burbero spilungone, aveva pubblicato I violenti e Gl’idolatri, due preziosi volumetti di Gabriele che poi il Treves riunì nel San e il Giovanni Episcopo, dedicato “a. Matilde Serao. Questo racconto, che parve riser tisse l'influenza della letteratura russa, era stato immaginato e scritto nel 1891, a Roma, dopo quindici mesi trascorsi in gran parte tra ozi torpidi ed esercizi in una caserma di cavalleria, Sin do allora egi affermava imperioso il dilemma: Rinnovarsi o morire. E su questa necessità di rinnovamento tornò più tardi nel

Trionfo della morte, scritto come il Piac re e come ]' nel convento di Francavilla, nella dolce clausura michettiana, pubblicato a Napoli sulle colonne del Mattino. Proprio nella penda dedica a Francesco. Paolo Michetti, egli chiariva il suo proposito di fare opera di bellezza e di poesia, in una prosa plastica e sinfonica, ricca d'immagini e di musiche. La sua ambizione più tenace: «concorrere efficacemente a costituire in Italia la prosa narrativa e descrittiva moderna ». Questo scriveva nel 1894, mentre tendeva l'orecchio alla voce del «magnanimo Zarathustra » e preparava nell'arte l'avvento del Superuomo. Napoli accolse i protagonisti dei suoi romanzi come figure vive e reali, e si popolò d'Ippolite, di Elene, di Tulli, di Andrea, di Giorgi; e l'amore non ebbe più il calore del Vesuvio ma una perversa febbriciattola estetico-sensuale. Voi li immaginate, i miei concittadini? Si erano nutriti di canzoni e di sole, di aria e di luce, della melodia marina e della musica lieve delle foglie; nella bellezza della natura, nelle voci della natura si erano inserite soltanto le voci dei posteggiatori e delle chitarre, ed ecco un artefice imperioso tutto divellere, tutto trasfigurare: le cose e i gusti, gl'istinti e le psicologie, le sofferenze e le passioni. Salvatore Di Giacomo, che non avevamo ancora ben compreso, non ci bastava più perché il nostro stesso dialetto finemente ritmato era divenuto al nostro sentire povero e miserabile. Solo Gabriele d'Annun» cisoggiogò in arte, come Edoardo Scarfoglio ci aveva soggiogati in giornalismo, come Donna Matilde ci aveva soggiogati nelle vanità, coi mosconi. Ma il suo non fu un puro fenomeno letterario. Non avvertimmo soltanto la virtù suggestiva delle sillabe nei suoi periodi armoniosi, non conoscemmo soltanto un vocabolario di una incomparabile ric chezza atto a fermare le più tenui onde del sentimento e del pen siero, ma sentimmo il coraggio ribelle dell'artista che calpestava la morale convenzionale e la bolsa orditura dei narratori contem poranei: il romanzo non era più favola, ma rappresentazione este e continuità psicologica. Peccato o virtù, era arte sovrana. E gli fummo fedelissimi nel tempo, forse i più fedeli fra tutti gli Italiani. E lo seguimmo fervidamente, nelle opere e nei gesti, anche quando si canzonava e ci canzonava: anche quando si proclamò inventore leonardegdi una ruota, scopritore di profumi e con franco ardire

giuva; anche quando andò verso la vita, verso l'estrema sinistra, chiese spade antiche egli deputato della Bellezza; anche quando duello fiorentino. Era foggiate da illustri armaiuoli, per un suo divenuto il nostro compagno spirituale, la nostra lieta sorpresa mattutina; e si apriva il Mattino cercando di ll Ora, lo ritrovo qui, a Gardone. Non è più il mio Gabriele della Italiani, il poeta delle giovinezza: è il d'Annunzio di tutti gliguerra, il divino assertore l'eroe di Laudi e della Figlia di Iorio, si spense, vide della nostra gloria nel Mondo. Quando il suo occhio meglio nell'avvenire, monocolo lungimirante. Anche noi vediamo meglio in lui ora che non è più mortale. ADOLFO COTRONEI

La VISITA DEI MINISTRI MUTI E SERENA A LIVORNO

1 ministri Muti e Serena sono stati domenica ospiti di Li vorno, dove hanno ispezionato e inaugurato importanti opere del Regime fra le quali | grandiosi impianti del nuovo porto, ora finalmente adeguato per volere del Duce alle esigenze dei moderni traffici. La visita ha permesso al Segretario del Partito, che ha anche passato in rassegna le organizzazioni livornesi, di constatare come tutte le forYasciste, lavoratrici e industriali della città siano saldamente unite nella incrollabile devozione ci Duce e siano perfettamente in linea nel quadro operoso della Nazione, In questa pagina vediamo in alto S.E. Muti durante la sosta nelle fonderie del Silurificio di Livorno. - A destr la visita al nuovissimo stabilimento della « Genepesca ».Sotto: il Segretario del Partito risponde alle calorose acclamazioni delle massaie rurali (Foto Ciampi).


N"

prima giovinezza, Ugo Bassi studiò e si preparò

chiamato.

all’alta

2

missione

alla quale

era

particolarmente

Divenuto, dopo vari contrasti, sacerdote barnabita, scelse la sua via, dedicandosi alla predicazione. La fede da Lui profondamente sentita ed il suo particolare ardore diedero vividi bagliori al suo

parlare, che, appunto per questo, e cioè per l’anima che il Bassi seppe infondere în esso, superò la consuetudinaria predicazione, inerte, lenta ed antiquata, la innovò e la nobilitò. In tempi difficili, sui quali pesava ancora gravemente un passato tradizionalistico di educazione e di costume, ma già con molti segni premonitori e manifesti di un generale risvegliarsi, d'un aspirare e protendersi generale verso spiriti e forme nuove, il Bassi fu uno degli esponenti più significativi e dei vessilliferì più coraggiosi ed ardenti del moto di rinascita, nella sua Bologna ed in molte altre città dell'Italia settentrionale, centrale e meridionale ed anche scuoteva i fiacchi, i pigri e gl'indolenti.

in Sicilia, dove la sua

parola,

calda, persuasiva

e travolgente

Nel mondo che era più restio a sentire modernamente ed italianamente, ed a moversi, Ugo Bassi entrò, sommovitore e concionatore, vivace e penetrante, anche se talora alquanto prolisso, Gli piaceva di gettarsi alla sua battaglia, in mezzo

alla

bufera,

confidente

e sereno,

perché,

nel

turbine,

sollevato attorno a sé, egli intendeva“meglio la voce di Dio, e meglio gli accadeva di additare la mano della Provvidenza, che, per vie diverse, dirige e guida le sorti umane. La storia della predicazione del Bassi a Milano,

a Genova,

a Torino,

a Piacenza,

a Cesena,

a Napoli, a

Rimini, a Palermo, a Pesaro, a S. Severino Marche, a Perugia, a Bologna, due volte (in S, Petronio, nel 1835, ed in S. Pietro, nel 1840); la storia delle maree

di popolo che si movevano attorno a Lui e dei contrasti che ne nascevano; la storia dei timori dei governanti e celle polizie, le quali si angustiavano e si affanna-

A sinistra: Ugo Bassi in un ritratto ad olio opera del pittore palermitano Salvatore Lo Forte, fatto

vano, come se si fosse trattato di un pericoloso agitatore e sobillatore. ha dettate mirabili pagine, non

perso Von Rest Per. Rifratto sseguito‘a matita da Angelo Lamma, bolognese (aprile 1848). Museo del Risorgimento. (Foto Stanzani)

oratorî, ma anche del palpito fremente suscitato in tutta Italia, anche negli strati più umili e meno facili od esser trascinati.

sseguire da)palermitani, insegnodi gratitudine

solo della vita del Bassi medesimo e dei suoi successi

Con la sua opet questo Padre barnabita fu anch’esso arcangelo di una novella etade: nuovo Arnal-

do, ma senza astii o risentimenti contro la Chiesa e le sue gerarchie, e solo predicante la necessità della rinnovazione, coraggiosa e virile; redivivo Savonarol:

voleva la elevazione di vulghi spregiati alla dignità di popolo, procedente, fermo e sicura, alla sua unificazio-

ne; novello Pietro Eremita, banditore e sostenitore

della grande Crociata della resurrezione nazionale, nel nome di Dio e della Religione, nel nome della Patria e della dignità umana, che così richiedono e comandano.

Là, dove molti, troppi si spaventano, trepidano, sono irresoluti e si tirano, volentieri, indietro, il Bassi, ves:

d

a

sillifero romano

y R

P

E D D

I

E

“Ti O

D

I E

A

A

P O

Ss IT: O

I T A

L I A

N

R

È.

E

3È O a I LL A

e cristiano, marciava

all'avanguardi:

ad aprire i varchi verso l'avvenire, crociata

dello spirito,

della

a predicare la

nazionalità

e dell’amore,

a diradare ed a fugare le nebbie, ad annunziare rugi dose e arridenti primavere, Anima assetata di luce e di bellezza, non si stancava mai di invitare ad amare il Dio vero, l'Italia, la famiglia, l’arte; e la parola, in poesia ed in prosa, dalla cattedra, dall'altare, dal pergamo, nelle vie, sulle piazze, nei conversari amichevoli e nelle accademie, era da Lui impiegata al suo nobile ufficio. L'opera del cappellano militare volontario ci fa ammirare molte pagine tra le più commoventi e più

scinanti del nostro Risorgimento. Molti, anche poco sapendo della vita e delle vicende di Ugo Bassi, lo considerano con simpatia e con trasporto, per un vero e proprio culto che, nel popolo, si è trasmesso di generazione in generazione, e che, nella

poesia,

nella

letteratura

‘e, soprattutto,

nell'arte

italiana, ha avuto molte manifestazioni, alcune delle quali veramente singolari. Ugo Bassi è, certamente; vivo e parlante, nel quadro di Napoleone Angiolini, che lo ha rappresentato, alto, sulla gradinata di S. Petronio, a Bologna, mentre parla ad una folla imponente, tutta rivestita di tricolori ed esultante, in un giorno radioso della primavera del 1848: îl suo atteggiamento è di annunciatore e di profeta; l'impeto suo è proprio di chi è ispirato e animato da ardore sacro. Ugo Bassi è bello ed umano, nel ritratto che riproduciamo, assai raro, di Angelo Lamma, eseguito nell'aprile 1848, a Bologna. Spaziosa, la fronte; l'occhio, calmo e sereno, par tutto preso da un pensiero profondo, e mira lontano; i capelli amabilmente scomposti e ondoleggianti; bella la persona. Espressione indovinata e corrispondente al vero. Assai poco noto, per certo, e molto pregevole pure il ritratto ad olio del pittore palermitano Salvatore Lo Forte (1809-1885). Lineamenti morbidi, fini, quasi femminili; occhi grandi e vivaci; profilo regolare, naso greco; collo apollineo; giovane uomo, consapevole e carico di destino.

Quest'ultimo ritratto fregia, esternamente e nel frontespizio interno, il volume di Umberto Beseghi (Ugo Bassi, l'Apostolo, ed, Donati, Parma), uscito in questi giorni, che ci riconduce davanti Ugo Bassi, predicatore e cappellano militare nella crociata del 1848, nella marcia verso il Veneto e alla difesa di Mestre, di Venezia e nelle disavventure della fine di quell'anno tumultuoso; un Ugo Bassi quale ci aspettavamo e doveva essere, epurato dalle scorie, che le passioni, l'ignoranza, e, talora, anche la poca buonafede di alcuni, gli avevano

sovrapposte.

È non è certamente senza significato che il lavoro ia stato compiuto con così perfetta aderenza alla verità ed allo spirito, nel clima della nuova Italia Mussoliniana,

che, come ai voti, ai rimproveri,

espresso

il Papa

severi ed

accorati, ai richiami, dolci e forti, dell'Apostolo e del Martire purissimo, è arrivata, finalmente, al gran porto della conciliazione, tra le due Rome, la Roma di Dio e la Roma di Cesare, avendo, come si è felicemente imponente, patriottica, tutta rivestita di San Petronio, in Bologna, davanti ad una folla epi. iovinetta che porta in della giov Ugo Bassi predicaaasulla delgradinata 1848. (Raccolta delle offerte per la Patria.i Singolare l'episodio

i tri di tricolore, nell'aprtali). È un quadro di Napoleone Angiolini, (Museo del Risorgimento - Bologna. Foto Stanzani).

Pio XII, «le

onde

tiberine

travolto

e sepolto nei gorghi del Tirreno i torbidi fiutti del passato e fatto rifiorire le sue sponde di rami d’olivo». GIOVANNI MAIOLI


irta nia ingenua grazia è sui volti del Principe di Napoli e della Principessa Maria Pia che Patti delicati quo ità si avvicinano culla dove la Principessa Maria Gabrielta. Lulu delicati del piccolo viso quasi alla Ossacoane aspettando che dorme l'augusta sorellina si svegli dia loro il primo segno © con arz smorfietta Lieti regali bimbi sapere che in un prossimo avranno nella verde difestaconoscenza. domani| del giardino unaquesti vispa compagna didi più pei loro giochi. Gu Petri).


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


Maria Gabriella, l’augusta creatura venuta ad allietare la Casa dei Principi di Piemonte, ci appare in questa prima fotografia, nel gioco lieve delle trine e dei lini. Visione di serenità: come un dono per tutti gli utatiani che quando nel prossimo giorno della Resurrezione Divina le campane saranno sciolte per suonare a gloria, torneranno col pensiero a queste pure sembianze. Principessa Maria Gabriella, l'Angelo è presso la tua culla regale, l'Angelo che ti accompagnerà con i voti di tutto un popolo nella tua lunga vita felice (Foto Petri)


NEL PRIMO ANNIVERSARIO DELL' INCORONAZIONE PIO XII ASSISTE IN SAN PIETRO ALLA CAPPELLA PAPALE moltitudine di fedeli, fra cui erano la famiglia Pacelli, Cardinali, Pri Ambasciatori eUnarappresentanze religiose, gremiva martedì 12 la Ba. Vaticana (sopra), celebrandosi con una solenne Cappella Papale il primo anniversario della incoronazione di Pio XII. Il Santo Padre che indossava il bianco manto è stato salutato al suo apparire dallo squillo delle trombe argentee e dal canto « Tu es Petrus »; giunto all’abside è sceso dalla sedia gestatoria, raccogliendosi in breve preghiera presso l'altare della Cattedra (sotto) e si è quindi assiso sul trono papale dal quale (a destra) ha assistito alla Messa pontificata dal cardinale Granito Pignatelli di Belmonte, decano del Sacro Collegio. La funzione è stata accompagnata dalla nuova Messa che Lorenzo Perosi ha composto per la fausta ricorrenza e dedicato a Pio XII e che è stata eseguita in modo impeccabile dai cantori pontifici. Prima di lasciare la Basilica il Pontefice ha impartito l'apostolica Benedizione (Foto Felici).


SIVIERO ato a Napoli, e allievo di Domenico Morelli e di Vincenzo Volpe in quell'Istituto di Belle Arti,

il

pittore

Carlo

Siviero

(il

quale fa oggi una mostra

di opere sue

che

nato

nella Galleria Dedalo di Milano) è naturale che sostanzialmente risenta qualci

del

luogo

dov'è

e

del-

l'ambiente artistico dove s'è formato. Che anzi, se dovessimo ricercare più a fondo ciò che ci sembra più propriamente vivo nel temperamento diremmo che è un’ammirazione,

di lui, affatto

nativa, per l'arte di Gioacchino Toma e ciò, non tanto per l'analogia di alcuni soggetti, quanto per non so che delicata maniera di guardare le cose, e p che di patetico nel sentimento, e l'unità delle intonazioni, e per la morbidezza quasi sfumata di taluni pa saggi. Si vedono qui alcuni dipinti di genere, come Romani e la Monaca e Sogni, oppure gli interni di Capri: i quali, modulati in tinte chiare, di avorio e d'oro, riescono d'una dolcezza tutta casta ed umana, L'influsso del Morelli lo sentiumo forse più nei quadri di figura e nei ritratti, nei quali il colore del Siviero diventa

Qui sopra: Mantiglia nera, - In alto a sinistra: Mantiglia bianca In basso a sinistra: Ritratto della marchesa Patrizi Montoro.

più acceso, robusto, e anche più costruttivo, come

si può

colarmente vedere nel tto dell’architetto Fasolo, impostato con molta bravura con una larghezza di pennellata, che bene

definisce la singolarità del carattere umano. Nell'arte del ritratto il Siviero, tutto che faccia non di rado opere eccellenti; si lascia talvolta condurre, come accade a quasi tutti i ritrate tisti per necessità pratiche e contingenti, a quella maniera, che diremo uffic oramai un po’ conven zional la le quel gusto internazionale ch derivato dai n nglesi del. Settecento. Ma bisogna pur riconoscere che in questo genere il Siviero s'è fatto un occhio ed una mano assai perita, che riesce ad effetti quanto mai eleganti, signorili e piacenti. La sua pennellata scorrevole ed avvolgente, sa determinare e modellare, con grande spigliatezza arbo, visi umani e panni e oggetti d’ornamento; pigliando alle volte una morbidezza e una pastosità che fanno pensare al lombardo Aliati. Ricordiamo, sopra tutti, il ritratto nero e grigio della Signora Siviero col il quale è dipinto con gusto e finezza non comuni Ma se vogliamo il Siviero più genuino, che insomma è quello che amiamo meglio, ci conviene tornare a quello più intimo di cui si diceva in principio, a quello più ottocentescamente fedele all'ispirazione del vero, il quale ritroviamo in altri dipinti minori, come nel delicato Cappellino blu. oppure ancora în tauni dipinti di paese, dove la natura è contemplata con una discrezione quasi pudica e con una schiettezza d'affetto, ch onfermano il casto e quasi religioso sentimento che è nel fondv di questo artista. Si vedano in proposito le varie vedute tratte dalla campagna di Francia e il Monte Tiberio di Capri, che sono operette assai delicate e sincere. Il Siviero esercita pure la scultura e ne presenta oggi alcuni oi lavori, nei quali, insieme con qualche reminiscenza gemitiana, ci è pur dato scorgere quelle medesime qualità di sentimento che abbiamo notato nel pittore, P.T,


OssERvATORIO Lio

DELLA

BORBONI.

—

L'ultima

trasfigurazione

di

Paola

Borboni

la più incredibile, la più straordinaria di tutte. Non finirà dunque mai sorprenderci questa donna-rebus, quest'anima caleidoscopica, questo essere in tutto simile a quei fuochi d'artificio che, quando già li credete spenti e ammutoliti nella notte, dan fuori in un razzo imprevisto, in un mortaretto inopinato, di tutt'altro colore e rumore dei precedenti, obbligandoci a rialzare il naso in un grande oh! di meraviglia? A Roma, avendo saputo del suo improvviso passaggio in Compagnia Spadaro, prima donna «brillante» tra le mirifiche girls a gambe nude e gli stornellatori di strofette temerarie; a Roma, dico, ho naturalmente immaginato di ritrovare il suo indirizzo a casa del diavolo. Ebbene, volete sapere, viceversa, dove l'ho Scoperto? In un albergo di preti! Sapete bene quale, in quella piazzetta tutta contornata di librerie antiquarie e di botteghe d'arte sacra, da cui non oseresti passare senza un segno di croce... La camera della nuova attrice «brillante » era in fondo in fondo a un còeridoretto che sapeva di muffa, d'incenso, di tabacco, di candela bruciata, di dieta quaresimale. Monsignori sfumavano nell'ombra, fruscianti e gravi entro l’abito prelatizio. Un cameriere in basette s'inchinava a un reverendo in pantofole. E la voce di Paola mi si annunziò, nasale come in un salmo, dal fondo di tre coltroni di lana. Era a letto col raffreddore. Soltanto l'influenza, questa volta, l'aveva presa alla testa. Una volta, più maligna, la colpiva nel petto. = Erano i tempi, ricordate?, d'Alga marina: quando nella mia qualità di sirena dovevo mostrarmi al pubblico, come Farinata degli Uberti, «dalla cintola in su». E allora pareva che il cielo volesse punirmi proprio là dove m'ero scoperta, proprio là dove avevo peccato. — Come spiegate che la costipazione, adesso, sia salita d'un piano? — Forse per punirmi dei miei colpi di testa, Chissà? Questo esperimento con Spadaro forse è stato una pazzia, Forse, come tante follie di questo mondo, finirà per avere la sua utilità. Che volete? Personalmente, sono diventata savissima: e questo mio domicilio ve lo dimostra. Ma il mio cervello è ancora irrequieto, irrequieto più che mai, e ogni anno ha bisogno di un'avventura diversa. Prima Falconi. Poi Ruggerì. Poi la compagnia in proprio. Prima la farsa. Poi la commedia e il dramma. E i «caratteri». E il capocomicato. E tutti gli alti e bassi della fortuna, fino al

trionfo di Tovarisch e agli ultimi, riuscitissimi saggi cinematografici, attraverso le peripezie che sapete, Ma non mi bastava, E così, per quanto in piena fortuna. tra commedia e tragedia, schermo e palcoscenico, ho voluto tentare pure il Varietà... — La signora comanda? È il servo in basette sacrestane. Paola mi domanda che desidero. In un simile al-

bergo, esito trà un calice di vin santo e un «cappuccino ». Mi decido, francescanaMente, per un bicchiere di «sora acqua » minerale. — Venite a sentirmi stasera, alle Quattro Fontane. Vi assicuro:

un successone.

Al'a

La giovane Delia Lodi, tanto ammirata per la sua avvenenza nella rivista che' Spadaro e Paola Borboni van rappresentando in giro per l’Italia (Foto Bragaglia).

Scena.della « povesia»,che recito in sottanine corte, come al tempo di Frutto acerbo, e rosicchiandomi l'unghia del «mignolo», ogni sera viene giù il teatro. Ma perché

fate quella faccia scura? Non avrete anche voi, per caso, delle prevenzioni contro quella sorta di spettacolo! Vi assicuro: è rinfrescante, esilarante; una sorta di vil-

leggiatura dello spirito!

Il pubblico si diverte un mondo, Spadaro è un impagabile

mico, e quanto a Delia Lodi, che voi asserite essere lodigiana mentre tutti la credono milanese, ma in realtà ha visto la luce, poco più di vent'anni or sono, a Ca-

stelnuovo Bocca d'Adda} non mi potrebbe accompagnare con più amabilità, con più spirito e con più grazia. — A proposito,

Paola. Secondo

uno

scimunito,

io avrei

offeso

questa

vostra

fiar

cheggiatrice facendo sapere ch'è nata in un cascinale, e che pur vantando la più limpida e svelta e prorompente avvenenza, non possiede che un filo di voce! Come se anche le fontane, agili e limpide quanto leì, non gettassero che un filo d’àcqua! Un' filo, sì: ma che freschiez?ai e che delizia! Forse che un filo non basta agli orefici per comporre delle gemme; forse che non bastò un filo, ad Aracne, per intessere un miracolo; forse che .lo stesso capolavoro della vita nostra non è assicurato a un te-

huissimo, imponderabile filo? Chillu filu! come diceva quel brigante. Date un filo di voce a Tito Schipa, o date un filo di luce al primo sole: e vedrete che portenti! L'arte, come la bellezza, non consiste che di minimissime entità, le quali appunto sono chiamate fili: sia il filo di seta d’una chioma bionda, o il filo intinto nell'iride d’un pennello magistrale. Ebbene: Delia Lodi è tutta e sempre e stupendamente filiforme: nella persona esilissima, da cui però le belle membra svariano e turgono in

fragilità primaverili; nella sottilissima voce, che però tutta fiorisce di trilli acuti e sovracuti, quasi ramicello albergante una nidiata; nel fatuo sguardo, nel punteggiante

riso... — Ehi, ehi, calma. Costipata come sono, non vorrei avervi attaccato un po' di febbre!

— Lasciatemi dire. E che importa,

finalmente, se questa labile e flettile creatura

ha visto la luce in un cascinale? Nascono pure anche rondini sotto i tetti di strame! Conosco Castelnuovo

le agnella, entro i tugurî: e le Bocca d'Adda. È uno dei più

luogo mai,

tante

fiorenti e garruli paesi di Lombardia. Vi crescono in copia i biancospini; e in nessun neppure

in California,

ho visto brillare

lucciole.

Delia

Lodi

non

poteva nascere che là: candido e affilato fiore di siepe; lucciola intermittente d'una voce che ora sfavilla in un brivido, ora vanisce in un mistero... — Insomma, basta. Non dimenticatevi che vi trovate in un albergo benedetto, e ‘al capezzale idi un'inferma! — Trentotto di febbre, infatti. Lo vedo dal termometro. E stasera reciterete? In

questo stato? » — Naturalmente. Paola Borboni non mancherà a una recita che il giorno della propria sepoltura. Ho dell'energia: lo sapete, E della volontà: il teatro,

sapete

credo

quello

d'averne

che per

dato

qualche

lui ho perduto,

prova.

Quanto alla mia devozione

Voi che

sapendo

mi siete amico

di perdere:

senza

per

da vent'anni,

un

rammarico,

senza un rimpianto. Tornerei a fare quello che ho fatto per grazia sua; e, ve lo giuro, non esitando un istante. Farsa, dramma, commedia 0 « povesia» in gonnella da scolarina, non importa: purché io reciti, purché io viva. Ho la passione del palcoscenico, moltiplicata per la grossa cifra del mio caratteraccio. Mio padre era impresario. Mia madre era tirolese. Voi mi capite. Quella polvere della ribalta l'ho nel sangue; e anche con la febbre a trentotto, a quaranta, bisogna che torni a respirarla. Ricordate, ‘Ramperti? Volevate, un giorno, scrivere la storia dei miei amori. In realtà il mio amore è stato uno solo: questo, per cui ho dato tutto, proprio tutto. Ve la ricordate, quella scatola di gioielli che Benassi chiamava la grotta di Alì Babà? E quel lungo astuccio di brillanti ch'io v'indicavo come il «bastoncino della mia vecchiaia »? Ecco. Pagati i miei scritturati sino all'ultimo soldo, il bastone non c'è più. — Che importa, se anche la vecchiaia non verrà mai!

— Così è, amico mio. Chi è nato in teatro, in teatro deve morire.

È la nostra casa

di carta, esposta a tutti i venti della strada. Non importa. Bisogna starci, e starci a tutti i costi, col dramma o con la commedia, con Shakespeare o con le girls. Di-

temi che verrete, stasera, alle Quattro Fontane. Stasera starò benissimo. Un applauso, e sarò guarita. Vedrete, A rivederci, dunque; vi aspetto. Calimero, riaccom-

pagnate il signore. Calimero, è il cameriere clericale. Mi riaccompagna, zitto e solenne, col suo passo felpato, pegli androni odoranti d'incenso e. di pesce in bianco; e la sera, come nelle stampe popolari della giusta e dell’ingiusta vita, eccomi precipitato da un sì miracoloso paradiso in pieno inferno. Le Quattro Fontane rigurgitano d'una folla in tumulto. Spadaro è, una girandola. di facezie,. una più malandrina dell’altra. Delia Lodi sboccia, nitida e tenera, da tutti i lembi delle sue tuniche vaporose,

come nei vapori vespertini dell'Adda, in quel di Castelnuovo, sbocciano i fiori del biancospino. Punteggiano i suoi acuti, su nel cielo del palcoscenico, come gridi di

rondine; e sul filo balenante della voce tremano, altri fili gemmati, i raggi degli

anelli di cui le mani

son colme. Tutto

uno sfavillio è il coro

delle girls:

giovani

sguardi lanciati a sfida, gambe sguainate come spade guerriere, vividi pallori, nudità corrusche, mani sull’anche, riccioli al vento; e canti, e risa, e musiche, e clamore, e putiferio. Ma la più viva, la più esultante; la più giovine di tutte è Paola Borboni. Questa sera ella ha vent'anni, e, non importa dire, neppure una line di febbre.

Canta, balla, salta, buffoneggia, si fa massaggiare a suon di rumba per ricomparire con

due

gambone

imbottite,

recita

la «povesia»

pizzicandosi

la gonnella

e tratte-

nendo il moccio, passa imperterrita fra i battimani e le grida, e quando le pare sì faccia « cagnara » un po’ troppo, non esita ad affrontare a tu per tu, mani sui fianchi, gli indiscreti. — Ehi là, giovinotti: adesso basta! E i giovinotti, zitti. Bisogna sapere

che una

figurante

s'era

sentita

male

fra le

più

ibride

quinte. Pochi se n'erano accorti; nessuno se n'era curato. Il pubblico era un po' maleducato,

quella

sera,

benché

fosse

un

pubblico

scarpe

lo scrocchio, rampolli dell'aristocrazia

schicchissimo.

Le

misture fermentavano da palco a palco: vecchi e giovani gagà, caramelle lustre e con

nera che già s'erano offerti, qual-

che sera innanzi, per salire in palcoscenico a fungere da comparse, o a scendere in

orchestra

a far baccano;

tutti gli spettacoli leggeri; marchesini

talons

e poi i soliti perdigiorni,

le solite « signorine

Memè»

tra

borbonico:

di

degli impresari-biscazzieri in strane comunelle con dei

rouges;

qualche

ceffo

strozzino

qualche

nasone

ballerine a riposo, disoccupati a diporto, progenie di palcoscenico illustrata da concubinaggi principeschi, canute. dame semitiche ritrovanti, nella confusione, l’ardimento e la spocchia: un po' di tutto, insomma, e anche un po’ di troppo. Tanta «cagnara », con quella donna svenuta fra le quinte, era veramente un po’ indecente @ Paola finì per ribellarsi. — Adesso, ragazzi, basta. — E bastò davvero. Per quanto imprudente fosse stata, quella sua insurrezione generosa non era rimasta senza ef-

fetto. E così, a distanza di due minuti, dopo avere scatenato le più matte risate, l'attrice-fenomeno

riuscì

ad

imporre

la più

rispettosa

serietà.

Finalmente

l'attrice

svenuta rinvenne, Paola riprese a dire la sua «povesia», e il giocondo spettacolo

continuò senz’altri incidenti, contemperandosi il fervore del pubblico nelle forme della più esemplare urbanità, Ma, rincasando, io non potevo che ripensare a questa Paola straordinaria, a questa Paola unica sulla terra, che scritturandosi in compagnia di riviste ha bisogno d'alloggiare in un albergo ecclesiastico, .e non importandole di recitare, a gambe nude, con la febbre in corpo, fa però sospendere lo spettacolo per il malore passeggero d'una compagna! C'è tutta Paola Borboni anche

in questo scorcio della sua storia: storia già tanto avventurosa, ma che non ha certo esaurito

la serie

I VENT'ANNI

innumerevole DI

« GLAUCO».

e stupefacente —

Ecco

una

delle’ sue data

sorprese.

da ricordare:

Glauco

ha com-

piuto vent'anni. Non è soltanto la ricorrenza commemorativa di un’opera.

Per quan-

te

ancora

siano

le

bellezze

liriche

e

teatrali

della

commedia,

e

per

quanto

ci

funesti la scomparsa immatura dell'autore — morto, appunto, în quell'alba di sua gloria! — sembra a noi che la sorte di Glauco debba importare agli Italiani per una

ragione superiore. Appena uscita da una guerra vittoriosa ma struggente, e în piena confusione di destini, la Nazione si volse allora stupefatta, quasi incredula, a quel dramma del navigante ingenuo, del venturiero fervido e fedele. E forse subito non comprese, ma presenti che Glauco era l'Italia, tutta la giovine Italia; e che è l'albero sradicato. fatto albero di nave» avrebbe trovato presto o tardi il suo nocchiero, per compiere trionfalmente quella navigazione che il compagno di Scilla aveva soltanto incominciato. Una volta ancora, un poeta fu profeta, Poi il vate scomparve, restando il vaticinio. È questo che dobbiamo, pietosi ma orgogliosi, dopo vent'anni ricordare.

PIÈ DI PAGINA. — Un'attrice giovinetta, che non vi nominiamo, si lamentava col primo attore di un film in lavorazione a Cinecittà, di non aver ottenuto nella stessa pellicola, al suo» fianco, che una particina di minima importanza. Quanto alla risposta consolatrice del divo, merita d’essere riferita nella sua assoluta integrità: — Tu non reciterai che una scena, è vero: ma la reciterai con me. Ebbene: anche in cielo, sono i pianeti più piccoli quelli che stanno più vicini al sole... MARCO

RAMPERTI


ATTRICI FILM IN

NUOVE CANTIERE

PRESENTAZIONE DI TAMARA DESNI. BALLERINA RUSSA, INTERPRETE DI «IL DELATORE ». - SOTTO: UN'INQUADRATURA DEL FILM BASSOLI « L'ASSEDIO DELL'ALCAZAR ». PROTAGONISTI MIREILLE BALIN E FOSCO GIACHETTI, REGIA DI AUGUSTO GENINA (Foto Braschi), Pa

PROFILO NON GRECO MA SIMPATICO DI UNA GIOVANIS SIMA: JONE SALINAS. IN « FORTUNA = (Foto Pesce). - SOTTO: KARL LUDWIG DIEHL E OLGA TSCHECHOVA Gi. RANO IL FILM TOBIS « DER FUCHS VON GLENARVON »


\

CLINICA CHIRURGICA DI HEIDELBERG

Una delle più

derne

scienziato,

il prof.

Kirschner che ne è il direttore, ha

messo

funzione

cliniche chirurgiche d'Europa

è quella di Heidelberg. In questa clinica un illustre in

tutti

i perfezionamenti

dalla scienza e dalla tecnica operatoria.

meraviglie un

della clinica di Heidelberg

potentissimo

apparato

per

suggeriti

Una delle

è costituita

la rontgenterapia.

da

Par-

ticolare cura si èposta nella costruzione e nella decorazione della clinica. Abbiamo qui riunito alcuni terni della clinica che è vanto di Heidelberg

in-

IL PROF. KIRSCHNER CON DUE ASSISTENTI IN UNO DEGLI AMBULACRI DELLA CLINICA CUI SI E' TOLTO OGNI CARATTERE OSPITALIERO. - SOTTO: LA SALA DEI GIOCHI PER I BAMBIN

RSONALE DELLA CLINICA SONO SALE DI RIPOSO E DI R {O UNA SALA DI MUSICA NEL REPARTO DOVE SONO ALLOGGIATE ILLA CLINICA PROF. KIRSCHNER RE x Con INVENZIONE ALL'ANESTESIA DEL PAZIENTE SOTTO A DE APPARATO DEI RAGGI RONTGEN PER LA CURA DEI TUMORI.


È

GIRASOLE Novella

di GIUSEPPE

oco scorge davanti a séla x Desa allora, avrebbe potuto « cl ant uscita dalla chiesa‘ torna lentamente a casa. Ralle formata in quel dato modo, ch'egli

sua mente si sarebbe

sivrebbe col disegno e coì colori svelato nuove immagini

della vita, che il suo sguardo e la sua voce sarebbero

stati per tante persone un insostituibile fluido vitale? Donde tutto ciò è avvenuto? E dove è andato?

Sussulta udendo i rintocchi della pendola nella stanza attigua,

Sta ad ascoltarli, tutto sospeso, quasi fossero

a tentoni

dalla stanza,

I segnale d'un crollo imminente;

LANZA

poi

s'alza, esce quasi

apre pi mo piano

la porta

dii

casa, ed entra nella gabbia dell'ascensore ch'è ancora

(NS

— fa il vecchio medico con voce cupa e

imperiosa, irritato dai movimenti della figlia che gira e rigira tra le dita la

etta delle unghie,

— Ma che hai, pupà? — scatta la ragazza; e

prima.

Appena

prossima a decomporsi. È come se all'improvviso

prova in. certi momenti nel sentirla donna in pieno

proprio nome inciso sulla targa di metallo, i numeri | che indicano l'orario delle visite. Mentre preme il |

di dogliosa meraviglia, Guarda con

infinita pietà il

tra le palpebre arrossate î suoi occhietti

di coniglio

Ma, tanto, prima o dopo morirà lo stesso. Anche quella florida donna che ora gli cammina davanti con

alla tentazione di raggîun-

gerla per guardare il suo viso e immaginarselo rigido

e freddo. Svolta nel lungo viale che porta alla peri-

feria e per non guardare in viso la gente che incontra alza gli occhi verso i platani. Quelle fronde compatte

e già secche, che sembrano

assorbire tutto l'oro del

soglio ed ebbra d'essere tale. I suoi occhi si volgono a un ritratto di lei bambina ch'è appeso alla parete,

sole declinante, gli dìnno l'impressione d'una ricchezza

volta quel

sua moglie è lì dentro. Se andasse a chiamarla?

Ricorda la meraviglia provata quando vide la prima

ritratto: come se Zarati fosse riuscito per

magia 4 fissare nell'immagine della bimba quella feli-

cità simile a un diffuso esaltante splendore ch'e

per lui, — Come sta Zarati? — gli domanda

con tono pre-

muroso la figlia la quale ha seguito il suo sguardo e s'è ad un tratto ricordata del vecchio amico ammalato.

Il padre trasalisce e posa sulla ragazza uno sguardo

smarrito, Non è venuto per dire alla moglie e alla figlia che l’amico è morto? Ora glielo dirà, è così semplice. * Sta per parlare ma il rosso delle labbra e delle unghie di lei lo fa rabbrividire. — Dov'è tua madre? — chiede alzandosi come preso da smania improvvisa; e senza udire la risposta esce

dalla stanza con passo strascicato. Attraversa il corri-

doio, entra nella stanza da pranzo, e si ferma in ascolto, « È uscita » fa tra sé. Va nel suo studio, richiude l’uscio, e dice forte: « Zarati è morto ». Ripete

l’ultima parola come per afferrarne meglio il significato, e subito è ripreso dallo sbigottimento provato dianzi davanti al corpo inanimato dell'amico. Appena entrato nella stanza dell’infermo aveva avuto la certezza della prossima

rapida agonia;

poi, osservando

attentamente

il suo viso aveva indovinato, quasi veduto, come” se_il petto dell’àgonizzante fosse aperto, le contrazioni del

cuore farsi sempre più irregolari € faticose, il sangue oséurarsi e stagnare a poco a poco; e aveva, come sem. pre, previsto il momento del trapasso con fredda e lucida esattezza. Ma quando il rantolo dell'amico s'è spento in un sospiro, egli è stato come colpito da una scarica elettrica potente, L'irrigidi

di quel volto gli

è parso ad un tratto così tremenda e inspiegabile. È gli par tale ancora, mentre volge intorno lo ‘sguardo, quasi per convincersi che'la stanza ove trova èè il il suo studio e ch'egli è lo stesso uomo che qui suol passare

tanta parte della sua giornata; un uomo che da trent'anmi sta a tu per tu con la morte. Così semplice, morir:

il cuore cessa di battere, il sangue stagna è si coagula

nelle arterie e nelle vene. Anche Zarati è morto così, come tutti, Ma la sua vera essenza, quella luce d'anima

malefica è oltraggiante. Dopo un poco si trova davanti a una chiesetta, Certo

La

porta della chiesa s'apre, tirata dall'interno, ‘ed ‘egli vede la navata d'incenso

buia trapunta di fiammelle. Un' sentore

lo _s

nde per un attimo

in una dolcezza

smemorata. Oppio per i deboli, pensa'

subito: con ira.

Ma deve fare uno sforzo per non salire quei pochi gradini, e ne ha un'irritazione sorda. Prosegue per il viale, che ora costeggia un orticello zappato di fresco, L’umido e caldo odore della terra gli dà un lungo brivido. Si ferma, preso dal siibito bisogno ‘di chiu-

dere gli occhi e piangere. Ma la vista d’un grande girasole lo fa restare come incantato.

Si ricorda di un lontano giorno trascorso

con Zarati

in una campagna assolata. Era per Zarati un periodo assai penoso: una mostra di suoi quadri, dalla quale sperava molto, era passata quasi inosservata; la sua salute vacillava; e nonostante

vorare

febbrilmente,

ciò egli continuava a la-

Lì, in campagna,

avido di luce

come era, parve aver trovato di colpo una sovrana pace,

un entusiasmo

da adolescente.

lunga passeggiata, deridendo

Volle fare subito una

l’invito: alla prudenza

dell'amico medico. Mentre. tornavano, stanchi,

mò ad un tratto, come in adorazione, davani girasole gigantesco

che svettava

sangue aggrumato nelle vene? Vaga per la stanza come invasato, con gli occhi

sue spalle: ma quando l'orizzonte non è più che una fascia livida e fumosa, il viso irrigidito di lui gli sorge davanti agli occhi con un’evidenza ossessionante. Ha un senso improvviso di mutilazione, di gelo e tenebra e soffocamento. Si passa le mani inartigliate sulla fac-

Novella di MADDALENA SANTORO

su quella sedia nell’atteggiamento

consueto

della mo-

glie. Dov'è lei? Certo in chiesa a pregare. Non si fa altro che pregare:

necessità, Non ne aveva aleuna colpa.

‘Appena

si svegliava,

echeggiare

nelle

orecchie

si trasformasse,

a un

tratto,

la mattina,

sentiva

i ritornelli

delle

canzonette în ‘voga: e, quasi senza che ella medesima se ne avvedesse, il canto le sgorgava dalla gola; si diffondeva, limpido, nella camera modesta, che le pareva

in castello

favoloso,

in serra profumata, in dolce nido ‘d'amore! Se lavorava, se stirava, persino se spazzava o Tucidava il pavimento, non poteva fare a meno d'accor-

con un senso di vergogna, ricordandosi che Zarati non ha mai avuto la minima allusione che potesse anche

dare i movimenti delle mani col vivace ritmo delle canzoni allegre o con la lenta e dolce melodia delle

lontanamente

apparire

irrispettosa

verso

la religiosità

di lei. Un uomo che sembrava avere nel sangue l’espe-

rienza di secoli, tanto rispettava e ‘amava ogni segno di vita non

meschina;

pire la felicità di una

un

uomo

ch'era capace

di ca:

foglia riscaldata dal sole, la

péna «di un sasso percosso. Come può un uomo simile

sparire ad un tratto dalla terra? Sì, il suo corpo è là,

nella camera ardente, ed è un corpo uguale a quello di tanti altri uomini; ma ciò che lo faceva diverso, unico?

Del suo corpo, nei primi anni di vita un clinico

sedia un

tavolinetto e una

vederla

in lontananza

lampa

sua presenza sembra isolare una zona di silenzio in bile. Entrando egli ha, come sempre, l'impressioni quasi attraverso

una 1

di vetro; e il ritorno di tale sensazione gli dà sorta di quieto affanno consolante. Ella alza Jen

mente il capo grigio, posa sul tavolinetto le forbiei che ha in mano, lo fissa coi suoi occhi chiari e fermi, _

e poi domanda con quella sua voce în cui vibra semj un’apprensione indefinibile e nello stesso tempo

forza di chi ha un rifugio segreto ove nulla può to carlo: — Zarati? È

E dopò un poco, vedendo l’espressione smarrita del marito, fa come în un sospiri È morto? % Le mani le cadono sul grembo, poi alza la de per segnarsi, e resta immobile, con lo sguardo nell vuoto, le labbra esangui serrate, 4 Il marito la guarda con una fissità da ipnotizzato, — Vorrebbe vedere il viso di lei contrarsi nel dolore, $

suoi occhi farsi cupi nel pianto. Ma quegli ocel stano immoti, e come fatti più grandi e più luminosi© dalle lacrime che li velano. Che cosa vedono quegli occhi? Può veramente la fede, ch'egli ha sempre. giu: dicato nella moglie una mania, dare tanta forza, tulè certezza di un mondo incorruttibile? Gli eresce den tro un affanno aspro, quasi un furente bisogno di p gare la moglie al proprio disperato smarrimento, V rebbe gridarle che anche lei dovrà morire, e che dir quanto costituisce la sua vita © la sua fede non ré: sterà più di quel ché resta di un sospiro. Come per una ‘perversa ribellione alla forza che lo soggioga, sforza di figurarsi la mogl il viso irrij va luce, che quel volto magro ‘e. pallido

ato a restare în eterno com'è otra.

Ne, hi

sente — ed ecco che da quel cao di luce e di colori emerge

dente girasole, Un:suono

a poco a poco uno: splei

inarticolato, gli esce dalla”

gola, un suono non sa egli stesso se di terrore o dî | esultanza.

Ode

il

proprio

nome

pronunziato

se tutto

il suo

essere

moglie, si sente sulla fronte che —

ed è come

trovasse

romanze

sentimentali.

giungeva

all’aggettivo insopportabile,

esperienza

sarebbe

Cantava ‘quando era di buon ‘umore... perché- era di buon umore; cantava quando era triste... perché ‘eta triste. Cantava sempre! La madrigna la chiamava maleducata, noiosa, inconcludente, insopportabile. E allora — quando èi

tabile ceffone —

stato

che sapeva

seguìto da un

soltanto allora

dalla

scotta la mano di febbricitante

l’atteso refrigerio:

hi È

GIUSEPPE LANZA —

impermaliti,

ai loro nervi eccitati.

per lui, per la figlia, per i parenti,

per tutta l'umanità: da far perdere la pazienza. Il vec: chio medico pensa ch'ella. ha certo pregato anche per Zarati; e ha un interno ghigno; ma subito se ne pente

ove tra una

mavano,

HE cosa poteva farci? Cantare era per lei una

capace di sedersi nei punti più inverosimili, sile:

siede

un’ora prima, e trema al|

aveva la fortana di restare sola, La sua fresca voce gorgheggiante delle fontane, che col loro zampillio, pare sciolgano un inno all’eterna purezza; somigliava al pigoliò delle rondini festose e allo stormire delle foglie ca rezzate dal vento, che fannò sognare, in primavera una perenne aurora della vita, Mail suo canto era motivo di frequenti dissidi con tutti: con la madrigna, che le chiedeva se avesse crampi allo stomaéo, _ poi accusava mal di testa e nausea, quando lei cantà= va, pri È i ere agli aggettivi e al ceffone ora mai divenuti abituali; con ivicini di casa, che recla.

Mi PIACE CANTARE...

di

chi;

a

cia, un gemito gli esce dalla gola. Si mette a cammi-

quando egli è venuto ad abitare in quella casa, e nessuno vi si è mai seduto. Forse sua moglie, qualche volta. sui ginocchi, gli occhi

che ha provato davanti

che tutt'intorno l’aria ne vibri? »

si ferma a guardare una sedia

assorti in chi sa qual visione. Ed ecco egli si

bottone del campanello si ricorda della figlia, di quello

una siepe di sambuco.

Il vecchio medico continua a guardare l’opulenta corolla rivolta verso il rosso disco che sprofonda in un mare di fuoco, come se l’amico fosse ancora alle

posta in un angolo vicino all’uscio che dà nel corridoio. Strano: quella sedia è lì da dieci anni, cioè da

ziosa e inerte, le mani

alla

volti alla luce, inebriati di luce! Guardalo, guardalo fisso. Non hai l’impi ne che si dissolva al sole, e

dilatati, il respiro affannoso. Si ferma davanti a uno scaffale, passa la mano sul dorso di alcuni volumi su cui si legge « malattie cardiache », ha la tentazione di aprirli quasi potesse trovarvi cognizioni nuove, l’indicazione di un furmaco miracoloso capace di rimettere in moto il cuore dell'amico, di alimentare quella fiamma: vitale che il suo intimo si rifiuta d’immaginare

spenta. Torna a vagare, poi

davanti

legge con ebete attenzione il

pensiero che può venire ad aprirgli. proprio lei. Ve dendo la cameriera ha un respiro di sollievo. È La moglie è nella sala da pranzo, nel solito ango (i

come lontana, riacquistò la consueta intensi disse: «Se potessimo vivere sempre come .i girasoli,

fiam-

ma al sole — che c'entra tutto ciò con quel poco

per

La sua voce, che per

e quel calor umano, che sino a ieri nemmeno le molte e gravi malattie avevano alterati, quell’intelligenza che irradia intorno a sé come il vibrare di una chiara

fiato. Giunto

tanto

la

l'incesso d'una dea, Resiste

giovane e sano, tutto di lei gli dà la sensazione

riprender

chino pet

di

l’espressione d'ira, si dilatano in una specie di stupore. Il rossetto, ch’ella ha alle labbra, la vernice delle uncorpo

a capo

dare nelle viscere della terra. Giù, nell’androne,

giamento, poi s'abbandona contro lu spalliera della se-

capisse ‘il motivo del malessere che da qualche anno

l’androne

comincia a discendere silenziosa, egli ha un moto

spaurito. Quante volte gli ha detto di non bere! Se continua così tra un paio d'anni sarà all'altro mondo.

di cosa

Attraversa

del suo nppartamento

poco

portinaio che lo saluta col solito sorriso che fa sparire

dia. I suoi occhi, sempre fissi sulla figlia, perdono

tomobile,

paura e chiude gli occhi come rassegnato a sprofon-

lui l'ha lasciata

fa dacché è entrato nella stanza.

ghie, il profumo che emana, la stessa procacità del suo

poi fa con fatica quell’ultimo tratto di strada, chiude gli occhi ogni volta che vede apparire i fari di un? vedere il viso del portinaio, passa davanti alla- gi vuota dell’uscensore, sale le scale fermandosi oi

come

luce che filtra da una vetrata colorata gli dà una specie

Il padre si protende, col viso contratto, la bocca aperta come per gridare. Resta qualche attimo in tale atteg-

egli si ferma un poco, con un senso di crescente vu

preme il bottone, e la gabbia con un lieve scatto în-

lì aperta

lo guarda con rabbiosa e triste meraviglia non riuscendo

a capire il perché dei continui rimproveri che egli le

passo, il respiro poi gli si fa più affannoso. Quell’e figura gli dà conforto e tremore insieme. Vo raggiungerla, ma si ferma per farla allontanare; e p la segue a distanza con ansia, quasi pel timore di derla di vista. Quando la moglie entra nel porto

per

meno

soppor-

decideva

a smet-

tere, rassegnata: per ricominciare, gioconda, appena

contro

quel

perenne

dar noia

-

Mirella riuscì a reprimere il suo canto per un giorn per due, per tre, Il quarto giorno, poiché quel canto _ represso lei se lo sentiva in.gola come un singhiozzo troppo tormentoso; poiché quell’imposta privazione dava in tutto il corpo come un formicolio stranoz | tremando al pensiero che ancora per ùn pezzo po- | tessero impedirle di cantare, aprì, adagino adagino, la porta di casa, e se ne andò. VAR Quando fu sola, in campagna, disse a se stessa che avrebbe rinunziato a scaldarsi, a dormire, a .mamgiare,

ma

avrebbe

cantato

sempre!

E il cielo, le piante, il sole, ascoltarono, senza, proverarla e senza ribellarsi, la canzone gioconda, che questa volta parve le sgorgasse, più che dalle Jabbtày — dall'anima. — Sai lavare la biancheria di seta? — Sì, signora. Sai stirarla?

Anche. — Dove sei stata a servizio, — Dalla mia madrigna.

finora? 2

— Che cosa vuoi dire? — Che in casa mia, no, in casa della mia


Poverina! dano.

rvizio...

— Non

Ma. queste sono cose

Io ho bisogno

in casa

alt

d'una

che. non mi

donna.

pratica del

era «altrui », forse, la casa della mia ma-

rigna? Signora, vi assicuro che so fare di tutto, Non

1 rendersi un impegno che non rispondesse alle mie r ità 0 allemie capacità. a me dirlo, sm piena

Fedele.

di buona volontà, e

poi, svelta,

onesta,

SA

‘— Faremo, dunque, otto giorni di prova,

. — Come credete. Sono ai vostri ordini,

Fu

signora.

così che Mirella, la bruna rondine vagabonda

che aveva bisogno di cantare, ma che aveva anche gno

di mangiare,

accettò,

rassegnata,

posto

di

icurava il tetto e il cibo, cui nep-

Pure le rondini

possono

‘Fimunziare alla vita. Per paura

di cantare

rinunziare, senza

se non

vogliono

avvedersene, imparò

a

| stringere le labbra come quando si ha il mal di denti, come quando si torna da un ispondere a monosillabi, come

quando si

o di leva.

| tamento, erano esigenti e rigorosi. Una mattina, la signora fu destata da un canto, che le parve assurdo venisse fuori dalla bocca di una persona di casa, anche

|

se lo sentiva

molto

vicino...

campanello, e a Mirella -che si presentò, rossa in viso, chiese, poiché il canto era improvvi

meute cessato, e la signora cn ben lontana dal so-

spettare che a des © quasi per

fosse stata lei, chiese, dunque,

giustificarsi

d'averla chiamata:

lamento, ‘lio mi Così,

« Come

fu

negata

la ‘ninna-nanna,

Ù Un giorno il marito disse a Mirella: x — Devo andare a Varese, per delle ordinazioni di lavoro, Sai, bisogna che mi dia da fare, ora che la famiglia è cresciuta. — La famiglia, già.. C'è Lilino, che vale e conta più di noi due messi insieme! — Grazie del complimento! — L'ho fatto anche a me.

E poi, ho

detta

la

verità! E dimmi, quando tornerai? — Domani Benissimo. Io non sono sola. T'aspetterò... con lui. — Avvolse il piccolo in un lungo sguardo di tenerezza, e poi lo porse al bacio del marito. 0 le parve una festa. Averlo tutto per sé, sentirlo tutto suo, stringerselo forte al seno, senza timore che il marito la rimproverase: « Esagerata, tu lo soffochi!»; portarlo in giro per la casa, tenendolo in alto, fra le braccia, come a lui piaceva, solleticarlo col dito sotto al mento, carezzargli le gote rosee, baciargli i piedini; e poi... poi... Oh, che dolcezza! Che sogno! Cantare, cantare, per lui! Ma... Se anche -Lilino si fosse annoiato del suò canto? Se, cantando, lo avesse fatto. piangere? Lo guardò ‘a lungo, quasi stu cando di comprendere quale accoglienza egli fatta

alla sua

Poi, non

fa la gente

anche

che tutti i bimbi hanno in dono, anche dalle mamme che non cantano mai!

sei un

presto!

Voleva "aggiungere:

dà ai DIE

al piccino

canzone,

seppe

più resistere,

«Sei un riciolo di cielo,

—.Che ore sono? . Mirella respirò.

È

ine », où

a

quando io,.. la scopa, spazzando,

petalo

e cantò:

Mi porterai il caffè.

Jotte alle otto, come di solito, Ma temo di non riuscire

a riaddormentarmi... grazie alla gente... allegra! lîrella chinò la testa, e tornò in cucina, desolatissîma. era alzata all’alba per cantare, sperando che i mori, stanchi di divertimenti e privi di pensieri € d'inquietudini, non avessero il sonno così leggero!

. Ritornare alla carica non le parve prudente;

e in-

"Quando l'ottavo giorno di prova stava per finire, signora andò fuori per delle commissioni; ma un'improvvisa pioggia la costrinse a ritornare, poco dopo, a casa, Sulla scala, mentre saliva, udì, e riconobbe, la can: zone e In voce che due giorni prima l'avevano destata. Invece di suonare il campanello mise fuori la chiave che aveva nella borsetta, aprì, ed entrando inattesa, si trovò faccia a faccia con Mirella, che, spolverando i nînnoli del salotto cantava! ‘ La prova era andata male, e non per incapacità di servizio! Quello stesso giorno, Mirella fu licenziata! S'innamorò di lei un bravo giovanotto che scolpiva E dopo alcune settimane, tutte fatte d’attese

© di palpiti, di frasi d'amore pronunziate da labbra tremanti, o scritte su foglietti azzurri, gialli, rosei, che davano il bando alla grammatica e mostravano di detestare

la

sintassi

mn

dopo alcune settimane

bruciavano

di pa:

di promesse, di giurament

speranze e di sorrisi, il bravo giovanotto che scolpi inlegno e la bruna Mirella che non sapeva rinunziare il canto,

si sposarono.

funa di miele, essendo di miele, fu dolcissima.

ia Mirella cantava, erano soltanto i baci di Guido

|

che troncavano i dolci ritornelli armoniosi, anne-

gandoli in una dolcezza ancora più grande... Ma poi Guido cominciò a dire: il favore

—

Hai avuta

da Dio

l’umanità! Mirella

ciava d’uccidere lamore; casa, non

o dal

Smetti

si convinse

diavolo

di cantare che

creatura della sua carne e del suo spirito, aveva attinto

il primo sorriso dal suo canto!

Tanto per cambiare! — disse con ironia il marito, rientrando. E si stupì che

la moglie

non

smettesse,

come

di

solito. Mirella cantava ‘a voce sempre più alta, e il

bimbo

sorrideva, sorrideva,

— 0h, —

sorrideva...

disse Guido, avvicinandosi

chinandosi,

con

dere

novità

della

commossa

tenerezza,

alla culla, e

per meglio

go-

inaspettata.

Poi eselamò ‘ancora: « Oh! Oh!» ‘E si piegò sem pre più sulla culla, lin credulità, più che di E To cantavo, — disse la madre con orgoglio, — è Guido

le passò un

carezzò

il vis

braccio

mentre

intorno

al collo e le

l’altra mano

si posava

sulla

morbida gota del piccolo. Poi, con voce nuova, che Mirella non gli aveva sentita neppure neì primi giorni di matrimonio, neppure amore, le disse: — Canta! Canta!

nel periodo del più ardente

MADDALENA

SANTORO

vano i Tedeschi! Venisse a prendermi piombo invece di fare il bulo. Ma egli

sullo straera salito

— Codolete!

la missione

una

volta

il canto.

minac-

e quando il marito era in

cantò mai più.

Dopo un anno, un amore di bimbo andò ad allietare la casa dei due sposi, che, finita, in apparenza, Ja ragione del dissidio, vivevano in perfetta armonia, Mirella, sarebbe anche inutile dirlo, quando il ma| rito era fuori, cantava. Ma a lui bastava non sentirla, | e tutto andava bene. — Quando il bimbo cominciò a fare i primi caprie‘cetti, piangendo e. dimenandosi nel batuffoletto di chi lini che lo avvolgevano tutto, volendo imporre, | così, alla mammina di trastullarlo fra le braccia e ‘di ‘portarlo in su e in giù per la camera, Mirella pensò che, almeno per. quietarlo, le sarebbe stato permesso

padre,

ancora:

una

senza

posizione,

armi,

io non

avevano

valevo

Perché

« qualtabàc » si gioca

tirando

tenuto

di meno.

Ero l’ultimo e non mi avrebbero preso.

toeco

e chi

dava di sopra il muricciolo, battendo le mani

resta sotto

rideva

ché cedono e passano dalla sua parte. Si incomincia

cattivo perché

non.

potevo

pare. Salire no, che c’era lui a prendermi e mi pecs tenuto benché fosse piccolo: quel tanto che bastava

per far arrivare gli altri; scendere neppure perché sotto c’era un salto di cinque o sei metri ed avevo

paura

di suo

egualmente

1voro che se li meritava gli schiaffi! Mi guar-

D

fatto più rabbia

E non avrei ceduto. Per fargli capire che se gli

a precipitarmi

retato come adunava

giù. E intanto

restavo

lì, impa-

gracidar

di

un camoscio, con la ragazzaglia

che si

sopra e sotto urlando:

àe! ra

scoppiato

come

un

rane

e da ogni angolo della fornice in rovina accorre

deve

far arrendere

gli altri:

li rincorre;

li prende; e li morde sulle spalle o le natiche fin con

uno

ma

c'è tutta una

falange

di botoli

urlanti

appena i più piecoli sono presi. Allora incomincia il vero gioco: la caccia aì più grandi. E una buona dose di spirito per restare ultimì: giù a rompicollo per stradette a precipizio, saltando muricciuoli, scavalcando steccati, nascondendosi per eludere la muta urlante che, se riesce a bloccarvi, vi salta addosso dilaniandovi con la rabbia di chi è,

più debole e si è dovuto arrendere. prima. Bisogna

Ta planeta le in propor zione dei morsi presi; tener duro finché fa buio ed il gioco cessa. Ora era buio: solo la luna c'era, che si levava; ed arrivavano le ragazze che avevano finito di rincorrersi e venivano a dire che le madri chiamavano: sulle montagne, raccontavario. che c'era la guerra e guardavano a me con ammirazione e qualcuna aveva che si vedevano le vette tutte di fuoco di sopra: Paudarmi la vittoria. © proposto laro e Paluzza fino al. passo di Monte Croce. Ma Vigiùt niente! Anche noi si faceva la guerra: cogli elmi di cartone Diavolo se lo avrei picchiato! Si era girato ed e gli schioppi di legno. Ma si finiva a sassate e le aveva messo le due gambe penzoloni sullo strapiommadri ce l’avevano proibito. E noi allora a correre i vedevo i pantaloni rotti e quel lembo di dietro gli autocarri o a montare in corsa tra una vano

i monelli

a prendere

il più grande. Perché

al

lora ero io .il più grande degli altri: quelli appena abili o solo un poco utili per qualche lavoro,

vano le donne. Gli uomini erano su a Pal Piccolo e quelli che aiutavano le donne a trainare i cannoni

trattrice e il rimorchio per andare fino a Tolmezzo. Ma il gioco era «qualtabàc» e il nome derivava

certo. da «qua_il tabacco » perché si faceva come i

in corpo questa strana to, le domande scherzose si cambiarono in nervose e categoriche, che si concludeva-

E allora

biato le carezze in rimproveri! Ma Lilino, il suo Lilino, la piccola adorata

Alpini

duro! Lo chiamavo « codolete » perché ‘aveva uno strappo nei pantaloni e gliene usciva un lembo di

pochino,

mo con un ordine reciso:

d’annoiare

mandata all'inferno. La padrona l'aveva licenziata dal servizio. Ilmarito, persino il marito, aveva cam-

lo mi aveva

cara, 0

un

e muo-

e Vigiù

Novella di RENATO TOSELLI

contrabbandieri.

almeno di andare .a cantare di là? Mi distrai dal lavoro, Scusa, sai! Dopo qualche giorno, — T'assieuro che saresti più carina se cantassi meno.

| per sempre!

QuaLTasic

Otto metri di precipizio: cinque o sei sotto ed il resto sopra. lo che gliel’avrei data una corona di schiaffi a Vigiùt che mi aveva scoperto. Ei

di smettere

ricominciò;

egli sorrise.

a cantare,

tale domanda; del resto troppo confidenziale, Mirella non avrebbe saputo rispondere.

in legno.

pianse, finché lei non allora,

Ecco: la madrigna l'aveva costretta ad andarsene da casa, perché cantava. I vicini di casa l'avevano

di rosa,

‘così di buon’ora? » Ma se neastenne, ritenendo che a — Puoi andare — concluse. —

il bimbo vamente,

lui a volere che il gioco non

toria:

qualche

finisse con la mi

camicia

era

proprio

uscita

come

a chiamare.

una

Ma

Non

aveva

mai

lui

coda. Non

diceva

nulla

perché

io ero

il più

perché lo ‘chiamavo così, ma mi odiava. detto

grande: sì era sempre limitato a guardarmi con que gli occhi

cattivi.

Ma

ora

sì vendicava

tendo le mani

sulla pietra e gridando

fossero

tutti,

arrivati

— Codolete!

Egli non

aveva

fiatato;

aveva

tastato

piano piano sotto gli occhi

il muro

e

delle ragazze

che tacevano, trepidanti. Purlò senza guardarmi:

Aveva posato un piede sulle mie dita ed aveva

gli altri volevano andare perché imbruni madre

mi

scendeva:

e rideva

—

Qualtabàc!

—

Le ragazze

si erano

Qualtabàe!

tirate indietro.

— Scendi!

— Se ti prendo un piede, ti precipito sotto! Ma lui sapeva che non mi potevo muovere:

suo

padre ‘e suo nonno sparavano al camoscio e lo uccidevano perché ne indovinavano il salto dal modo di

bat-

forte benché

— Codolete!

Ma non mi avrebbero preso perché io soltanto sipevo andare su quella parete în rovina. Un ragazzo

buttai indietro precipitando sui rami del fico e rim-

aveva

vestito stracciato. Vigiùt era rimasto sullo strapiombo e risaliva mentre quelli di sotto mi saltavano ad-

era salito sul gran fico che c’era sotto ma Vigiùt gli detto

che non

importava, lui che aveva

il pa-

dre cacciatore di camosci e capiva che non potevo resistere con le mani che mi dolevano.

Era un ragazzo che non rideva mai da quando suo

padre era andato al Pal Piccolo: solo si dava delle grandi arie quando sparavano i cannoni. Come noi

non si sapesse che în prima linea non c’era peri colo ‘con quei cannoni che sparavano tanto lontano, laggiù, fino in Austria. Ma egli non sì smontava

che il sasso cedeva

Schiacs

e mi

balzando per terra. Senza farmi gran male oltre il dosso per farmi arrendere. Ma

cessò d'un

fossi arreso arrivava

pantaloni — Pal Lo

per

tratto:

mi lasciarono

correre

attorno

dal paese;

neppure

Piccolo!

Pal

stracciati come

avevano

ad un

il tempo

senza

che mi

ragazzo

che

di pensare

ai

quelli di Vigiùt.

Piccolo!

riconquistato:

come

potevo

piangere

una volta gli Alpini erano su in quindici per un

di-rabbia?! Dovevo dimenticare. il livore per Vigiùt anche se mi aveva vinto arrischiandosi sullo stra»

da più di cinquanta Austriaci.

suo padre che era morto

quando

noi sostenevamo

burrone

e avevano

Ma

questo

e ci raccontava

conquistato una

intanto il trincerone

posizione

di Pal Piccolo

che

tenuta

ce l’ave-

piombo. Era anche lui di quelli che vincono: Come rone di Pal Piccolo.

per

riconquistare

il trince-

RENATO

TOSELLI


VISITA AL MUSEO DELLA VECCHIA

Ccnella: « Corsia dei Servi ». dell’epoca ci mostrano quasi sempre stretta intorno al suo Duomo, come in atto di renerazione e di difesa; la Milano dal dialetto mordace ed espressivo, che pur si piega ad inflessioni così dolci, direi carezzevoli nel verso del De Marchi, questa Mi-

lano noi non

nella parola,

la conosciamo

che attraverso al volto banale di un testo storico, che

nel ricordo di altri, nella melodia di una vecchia romanza

udita per caso. Qui essa ci è presentata per la prima volta, viva, unica, e non tanto nelle sue

espressioni di bellezza o di fasto, quanto proprio nelle parti più caratteristiche, in una forma di semplicità, di commozione repressa, di malinconia velata, nascosta sotto l’inconfondibile sorriso dell'umorismo meneghino. Vaste sale dai soffitti ornati d'oro e da figure in stucco bianco, porte deliziosamente incorniciate in puro stile neoclassico, effetto quasi moderno di grandi camini dalla base in ceramica dipinta, sormontati da specchi altissimi, che pare conservino ancora nel riflesso un giocò bizzarro di colori di ricche crinoline, costumi dell'epoca che qualche volta noi ‘abbiamo scherzosamente

imitato per « giocare alla nonna» e che ripetono ancora la grazia ingenua di Carlot-

Angelo Inganni: «Il coperto dei Figini».

N

‘on è un museo

come

ta e di Speranza, tutto quì sembra aver cessato solo ieri di vivere, e quasi spiare il riprendersi dell'interrotto minuetto, che anco-

tutti gli altri,

ed io penso che un semplice senso

ra è nell’aria, con il profumo di quei fiori, conservati nella malinconia della vieta campana di vetro. Su questo sfondo raffinato e sobrio, il Palazzo Andreani-Sormani, ha accolto la vecchia Milano, la quale, per nulla in contrasto con il resto, ha invaso le vaste sale, ha riempito le pareti, dando vivacità e colore anche a quel tono di dignità da decaduta delle cose più decisamente stanche. La vita della città, dalla fine del '700 all’ini. zio del '900, è narrata con la semplicità di una storia antica, anche nei suoi minimi particolari, come la riproduzione di biglietti da visita di gentiluomini dell’epoca o di edizioni raffinate per « onomastici e ricorrenze » recanti sul frontespizio il romantico richiamo di un «non ti scordar di me» am-

di curiosità non possa permettere di penetrarne giustamente il signi-

ficato e lo spirito. Certo per coloro che han-

no vissuto

in quell’ambiente

ottocentesco,

che hanno sentito e amato il ritmo di quella vita, il Museo della Vecchia Milano deve rappresentare qualcosa di più grande, di

più profondo che una raccolta artistica, quasi cioè il ritrovamento di un'armonia e-

stetica e spirituale tra essi e quel mondo, tra la loro anima e quella sequenza di ricordi.

Ma la posizione di ogni oggetto, di ogni ri-

tratto, e soprattutto l'atmosfera difficile da

rendere, perché fatta di mezzi toni tra i quali la' minima stonatura non avrebbe potuto passare inosservata,

sono state così be-

ne inquadrate e definite, pur lasciando inal-

monitore, il che rende ancora più viva e

che anche per noi giovanissimi, e per la nostra vita nella quale il ricordo non tiene più posto di un'ombra leggera, questa vasta vil la patrizia, ed il volto del secolo che in essa

gentile questa fantasia di rievotazioni. Il Porta ha scelto per sé la saletta più piccola e raccolta, in mezzo alla quale il suo busto di gesso ne ricorda l’espressione arguta e un

terata in ogni oggetto la sua vera espressione,

SAS

poco altera, in contrasto con quella meno

pare essersi attardato, tra un gioco di colori e un motivo ornamentale, posseggono

aggressiva

tismo indomito e generoso,

del Grossi,

ritratto

fondibili caratteristiche dei maestri dell’800. E quello che più stupisce è come ]a scelta dei

ritmo creativo, quando la gioventù si avan-

za, prepotentemente fissa al futuro, in un’attesa inquieta e ardente, allora quello che si distrugge, che in silenzio cede il passo, che lo svolgersi degli avvenimenti e delle cose porta sempre di più verso l'oblio, non ha molta importanza e non lascia quasi traccia di rimpianto; così noi abbiamo un'idea molto più chiara di un passato decisamente lontano, che dell'ieri immediato, ed è anche per ciò che questa vecchia Milano dal patriot-

soggetti sia quasi sempre semplice, direi serena, tanto lontana dalle tormentate conce-

zioni alla De Chirico: piccole scene di vita cittadina, in cui i particolari hanno un'im-

portanza di primo ‘piano; volti chiari, espresi

sivi, senza formule prestabilite di bellezza) minuet. figure che conservano una grazia to, ma prive di leziosità o di ricercatezza; l’arte sobria e sicura dell'Inganni o qualche

velato da uno

squisito senso di romanticismo, la Milano del Porta, del Grossi, quella che le stampe

e personale

accanto all'amico, Stampe, incisioni, acquetinte, mobili, quadri, tutti con un loro significato particolare, molti recanti le incon-

tutta la potenza del loro significato e della loro bellezza. Quando, in un movimento di evoluzione lo spirito è teso in un incessante

Angelo Inganni

« Passaggio degli Osti ».

delicata tempera del Bartezatti, vicino a piccole stampe, scene senza importanza accanto a tele rievocatrici di gesta eroiche; come se non tanto.il singolo avesse valore, quanto


Giacomo Campi: « Passeggiate di beneficenza pro inondati di Verona, - A sinistra: Luiai Bisi: « Il naviglio a San Marco A piè di pagina: Luigi Bisi: « Cortile dell’Arcivescovado »

il poter far rivivere l'anima di tutto un secolo, nello spirito di una città, sempre concorde ed unito nel correre alle barricate della Cinque Giornate a dare la vita per l'Indipendenza italiana, come nel versare l’obolo per la bellezza della sua cattedrale, A questa bellezza la fine sensibilità del popolo milanese ha dedicato un incondizionato e riverente attaccamento, più tenace ancora di un puro senso di tradizione. Nel Museo della vecchia Milano il tono di questo sentimento che, anche se; semplicemente espresso, raggiunge le note del più profondo misticismo, ritorna spesse volte, per poi formare un motivo unico nella saletta dedicata esclusivamente alla cattedrale, e alla quale è affi-

dato il compito di riprodurne

tutta la storia, dal suo aspetto

disadorno, senza le sue molteplici guglie, sino allo stato attuale. Dal delicato bassorilievo, alle volte armoniose e gravi, tra le quali sembra sempre vibrare una nota d'organo, ogni particolare

è stato

ritratto,

curato,

e quasi

tradotto

con

un

sentimento

d'orgoglio gioioso, come una voce che ad ogni pennellata ca: tasse: «È nostro, ha il nostro volto, la nostra anima; è vivo, è perfetto, perché noi l'abbiamo capito, l'abbiamo circondato nei momenti più duri, perché per noi è come una nostra creatura». Ancora più che nelle precedenti sale, qui non vi è distinzione di autore; vi sono varie interpretazioni, e vari stili, ma il sentimento è unico, è una forma di venerazione, di amore, che più che per un'affermazione artistica, ha lavorato per ritiscire a riprodurre quest'immagine nota e cara, con l'anima di tutta una massa di sconosciuti e di semplici, il cui sguardo tante volte si sarà alzato verso questo simbolo di una genialità innegabile e vittoriosa anche della più ferrea dominazione straniera. E lentamente, girando di sala in sala, ci si dimentica un poco la nostra fisionomia, come soggiogate dal fascino di questo piccolo mondo antico, fatto oramai di cose dimenticate, che la nostra stessa mano ha inconsciamente velate, perché più rapida la vita scorresse in noi. Ci si sente piccole ed insignificanti, mentre la mente pensierosamente si agita tra questi due mondi, e considera il problema della distruzione ner la creazione e della creazione per la distruzione, nella eco del destino umano che si ripercuote anche nelle cose minime: per noi, come per loro, il silenzio del nostro ritmo non è avvertito da alcuno, perché 'ad esso succede un altro ritmo, generato da noi, nel divino mistero della continuazione della vita, _Sì esce da quelle sale come trasognate; con espressione infantile ci si domanda il perché della nostra malinconia, e ci si pri pone di non dimenticare quello che abbiamo così rapidamente e profondamente conosciuto. Ma la vita fuori aspetta con il mondo dalla fisionomia a noi nota, che noi amiamo, perché nostra. E come prese da un’ansia improvvisa, si sente il bisogno di camminare rapidamente nel sole, nel rumore, tra la gente, per ritrovare il ritmo di prima, per sentire più forte che le memorie del passato hanno la loro grandezza e lasciano la loro traccia, ma non ci possono trattenere, perché il rimpianto non vale questa corsa verso il futuro, perché il ricordo tiene nella nostra giovanissima anima piena di felicità, solo il posto di una ombra leggera. Si ritorna spensierate, terribilmente, spietatamente, si dimentica il resto già distratte ed assorte dal riflesso del sole tra i capelli di quel bimbo. E se solo per un attimo ci voltiamo e dedichiamo ancora un breve pensiero a quei ricordi, se solo per un attimo osserviamo ancora la facciata del Museo della vecchia Milano che si allontana, e nel quale una voce ci dice che non ritorneremo più, non si sa per quale motivo si prova allora un improvviso ed inesplicabile desiderio di domandare perdono a qualcuno. BIANCA GUIDO


SETTE GIORNI DI VITA ITALIANA Qui sopra e a destra due momenti della cerimonia inaugurale della Campagna nazionale antitubercolare dell'anno XVIII svoltasi a Roma al Teatro Reale dell'Opera, presenti autorità, gerarchie e rappresentanze. Il raduno, durante il quale hanno parlato il presidente della Federazione per la lotta contro la tubercolosi e il direttore generale della Sanità pubblica, è stato reso ancor più significativo dall’augusto intervento di S. M. la Regina Imperatrice.

Il Vicerà d'Etiopia si intrattiene con S. E. Teruzzi durante il ricevimento offerto ad Addis Abeba in onore del ministro per l'Africa Italiana. - A destra: il poeta ungherese Michele Babits e lo scrittore romeno Alerandru Marcu, dal Comitato Permanente Premi San Remo presieduto da S. E. Formichi proclamati vincitori dei Premi ‘autore straniero 1938 e 1939 per le loro opere sulla letteratura e sulla storia italiana.

Vittorie del lavoro italiano. Il varo dai cantieri dell’Adriatico della motonave svedese « Stockholm ». - A sinistra: I componenti la Missione albanese ospiti di Milano, visitano le ogicine Caproni,


sincerità, la spontaneità, la devozione filiale raccolte nel Mese Mariano. Popolare in arte, sin dagl’inizî, si palesa il Giordano, e sarà poi sempre, Chénier, che ci riporta con l’azione drammatica alle giornate del

DUE MELODRAMMI

Popolare

nello

Terrore, durante la Rivoluzione Francese: furia di popolo, tra il sangue fiorisce l'amore. Però, chi non sente nell'e improvviso»

ITALIANI:

del protagonista,

sul principio

e nel suo «addio alla vita» sul finire (accenniamo soltanto ai punti cardinali) idelmodidramma, del canto popolaresco ch'è fondamento della

scuola napoletana? E chi non sente ancor più accentuati codesti modi in alcuni punti della Fedora? Basterebbe la celebre frase « Amor ti vieta di non amar» per farci scommettere

DI

UMB

ERTO:

be:

SIO

ad occhi chiusi che le Sirene del Golfo tessono le loro più gentili malie, pur d’illuderci che la vicenda scenica non si svolge le mille e mille miglia lontano, e che il compositore continua fedelmente e degnamente la tradizione del canto spianato di Paisiello, di Cimarosa, di Bellini, purissimi melodisti partenopei. Avanti. Nella Siberia i modi musicali popolareschi si confondono, qua e là, con i più caratteristici della scuola napoletana or ora citata, e via via nella Marcella (si ripensi alla frase

RDANO

«O mia Marcella! Abbandonarti? », stretta parente, sebben meno celebre, della sopra ram. mentata di Fedora), nella Madame Sans-Géne, nella Cena Ma nel Mese Mariano c'è l’aria,

SCALA

delle beffe e nel Re.

il cielo, la luce, il mare di Napoli; c'è il cuore del popolo napoletano, ardente di passione, aperto al sorriso, rassegnato nel pianto. L'intreccio del dram.

ina è semplice, Una giovine madre cerca il figlio nato da uno sbaglio d'amore e abbandonato. Lo cerca in un ospizio di carità, e non sa ch'è morto nella notte. Se ne va chiamandolo coi più dolci nomi, inviandogli baci tra le lacrime, sperando di rivederlo, poiché le sembra di

merrto Giordano, Ac[ | cademico d’Italia, autore di dieci opere, molte delle quali famose, si è conqui-

stato da parecchio tempo e meritamente il bel titolo di compositore popolare italiano, se la definizione significa, come deve in effetti significare, compositore che trasfonde nelle opere la schietta natura del popolo nostro. Il Giordano, meridionale di nascita, educato all'arte nel Conservatorio di San Pietro a Maiella, di Napoli, esordì, molti. ricorderanno ancora, musicando le scene popolaresche napoletane del Di Giacomo e del Cognetti intitolate Mala vita, che furono il suo primo clamoroso successo, contestato bensì da taluni critici di giornali, che mal tolleravano il dilagare della corrente

«verista » nel melodramma italiano, dopo il trionfo delMila Cavalleria rusticana. (La vita

risale

al

|

1892:

Cavalleria. sì festegl'anno il cinquan-

in seguito, An-

Fedora, Si-

da

x 4

)

74 MOMZIDI & Xii

Wenti straniere, torna pieno di desiderio intellettuale terra, al suo popolo, al poeta delle prime speranze e il Di Giacomo, e si mette a musicare il breve dramma Ridotto a «libretto »dal Di Giacomo stesso. no che verranno dopo, Madame Sans-Géne, la Cena delBiranno il suo patrimonio artistico; non supereranno la 3

#

sg fl si $

udirlo cantare in coro, coi piccoli compagni che inneggiano a Maria, nel bel mese a lei dedicato, Un atto solo. Tutto l'atto prende luce dalla scena finale, il racconto dello sbaglio, fatto da Carmela ‘alla Superiora dell'ospizio, il suo pentimento, la sua disperata materna. Per gettare la luce piena su questa scena il Giordano spiega le migliori facoltàangoscia’ di compositore. È forse la sua sapienza in nessun'altra opera si dimostra squisita quanto questa. Si può dire che tutto il Mese Marianoin sia nella scena finale: ciò che precede serve d'ornamento, di preparazione. Scena d'ampio respiro lirico, anche nella parte recitativa dei personaggi scenici, specie di Carmela; ed anche nel commento orchestrale, come ad esempio l’intermezzo che descrive lo scendere della sera, là sull’altura affacciata al Golfo. Il temperamento musicale del Giordano si sfoga nel canto. Semplice, la fattura del Mese Mariano, per il semplice intreccio drammatico; semplice nella invenzione melodica, nel rivestimento armonico e istrumentale,

e nei mezzi

tecnici d'elabora-

zione. Sole voci di donne e di bambini, nessuna d'uomo sul palcoscenico (se togli quattro note senza valore del vecchio Rettore dell'o spizio): sonorità chiara, dolce, carezzevole. Così, il Mese Mariano ha una sua «tinta» appropriata, che sta da sé, fra tutte le opere del Giordano; e non c'è chi ignori quale. pregio conferisca all'opera di teatro una tale «tinta» che quand'è trovata, avvertiva Giuseppe Verdi, l’opera è bell'e fatta. Il Mese Mariano è stato rappresentato alla Scala la sera del 9 corrente, cordialmente ap-

‘portato sulle scene della Scala dopo molti anni dalla sua prima rappresentazione (17 marzo 1910 al Teadel pubblico. L'opera di Umberto Giordano ha avuto come inora Augusta

€ vi ha trovato il più cordiale consenso

Oltrabella ed è stata concertata dal maestro Franco Capuana. qui sopra Ita Hiopestiva scena e, în alto. la scena stessa ine undiretta espressivo disegno di Mario VellaniDiamo Marchi.

plaudito dal pubblico. Buona l'esecuzione: la signora Augusta Oltrabella ha forse soverchiamente sforzato gli accenti dolorosi di Carmela, ma s'è svelata cantante di voce generosa e resistente e di calda intelligenza drammatica. Con lei hanno lodevolmente assolto il loro compito le figure complementari del palcoscenico, fra cui bisogna distinguere le signore Palombini e Marcucci. Scene e costumi decorosi. Fervida, diligente la concertazione e la di —.

zione orchestrale del maestro Franco Capuana,


ENRICO DI MIRVAL DI P. CANONICA AL CASINO DI SAN REMO

Qui sopra € a sinistra le scene del primo, se. condo e terzo atto dell’opera «Enrico di Mirval » di Pietro Canonica. - A destra l'insigne scultore, innamorato della musica e del tentro, a San Remo fra una prova e l'altra del-suo « Enrico di Mirval» cui il pubblico ha riserbato calorose accoglienze.

positore e che si manifesta nei modi e coi mezzi della musica, più profondamente che nei modi e con i mezzi del. le altre arti. E riesce l’opera del Canonica nello scopo che l'autore s'è prefisso, Musicale, da capo a fondo, essa è: ripetiamo, senza particolari assunti

estetici

e teorici.

E forse utile opera, se in

tanto

guazzabuglio

gni

costo,

senza

di sistemi, l'uno meno convincente dell’altri in tanto affannoso cercare il «nuovo» ad otrovar-

lo mai, quanto si riscontra nei più dei

compositori

contempo-

ranei, può togliersi dalla mischia e mettersi serenamente al disopra. Con altre forze, chi le ha, faccia meglio, se può, Intanto il Canonica compone alcuni pezzi, della nuova opera, che possono sodisfare il più arcigno ascoltatore: notiamo il duetto d'amore

E

città

di San

Remo

onora

volentieri

Pietro

Canonica,

scultore illustre, che ama d'amore sviscerato la _musica; precisiamo, la musica di teatro. E fa bene, la città di San Remo, Il Canonica, Accademico d'Itali come Umberto Giordano, ha già dato tre anni fa, nel Teatro del Casino Municipale, l’opera Miranda, ch'ebbe esito favorevole, e fu anche rappresentata, e bene accolta, al Teatro Reale dell'Opera, di Roma. La'sera dell’11 corrente, nell’istesso Teatro di San Remo, il Canonica ha dato un'opera nuova: Enrico di Mirval. Tre atti. Luogo dell'azione: la Provenza. Tempo dell'azione circa il 1100. Riassumiamo il libretto: Miralba, figlia di Guidobaldo, signore di Provenza, ama Enrico di Mirval e n'è riamata. Ma Gualtiero, cugino di lei, che agogna al possesso della Provenza, trama contro la vita di Enrico. La trama è scoperta; Gualtiero fugge e gli amanti possono stringere il suspirato nodo coniugale. « Amore è vita, vita è amore», esulta il popolo festante, bene augurando alla coppia felice, Ed ‘appunto

«vita

amore » porta

per

sottotitolo

la nuova

opera

del Canonica. La quale non pretende d'innovare, di riformare, d'insegnare nulla a nessuno, nel campo conteso del teatro musicale d’oggi. Vuole soltanto esprimere con assoluta spontaneità la passione che ferve nell'animo e nella mente del com-

tra Miralba ed Enrico, nel primo atto, il duetto tra Miralba e Gualtiero nel secondo, e il duetto finale, ancora fra Miralba e Gualtiero. Piace soprattutto nella nuova opera del Canonica, il discorso melodico, in cui sono tradotti efficacemente i moti dell'animo dei personaggi scenici; discorso vivo, spedito, incalzante. A noi sembra che Enrico di Mirval segni un passo avanti, dalla Sposa di Corinto, opera d'esordio del Canonica, e dalla Miranda. ‘Più misurata nelle parti, più stringente nell'insieme. In altre parole, più aderente al gusto ed alla pratica teatrale

d'oggi,

Il pubblico raffinato del Teatro di San Remo ha accolto con applausi nutriti ed insistenti l’opera del Canonica: in complesso una ventina di chiamate, e due a scena aperta.

Ottima cantante la soprano Stella Roman (Miralba), che ha voce penetrante, estesa eguale nei vari registrì, ed è pure ottima attrice.

Bene l’assecondarono il tenore Enzo Pigni (nella parte del protagonista), il baritono Antonio Laffi (Gualtiero) e il basso (o baritono?) Giovanni Giampieri (Guidobaldo) nelle altre parti principali; oltre che lo Stocco, ìl Marullo, l’Alfieri e la Acampora nelle parti di fianco. bi: Maestro concértatore e direttore d'orchestra Giuseppe Baroni, assai lodevole. Regìa di Ciro Scafa, bene ordinata. Il Canonica disegnò i bozzetti delle scene, ariosi, 1uminosi, ben coloriti. CARLO

GATTI


La Compagnia del Teatro Eliseo di Roma ha rappresentato giovedì sera all'Odeon w; ina bella commedia di Keith Winter « Fascino », cui il pubblico ha decretato uno schietto successo. Merito anche dell'eccellente interpretazione offerta da Rina Morelli, Andreina Pagnani, Cervi, la Chellini, Minellone e Stoppa che vediamo qui in una scena della commedia eserciti proprio su Giuditta, Si può capire che, capitata in quella sonnolenta fattoria della campagna inglese, la straniera sensitiva e inafferrabile innamori di sé i maschi della casa, Spasima per lei quel ragazzaccio di Mickey e basta uno sguardo, come a

RIBALTE

A LUMI

SPENTI

LORA ABBAGLIANTE DEGLI INNAMORATI

Romeo, per fare di Davide un illuminato. Tutto questo si può capire; può esser messo nel conto della solitudine della vita di campagna, la quale può, per esplosione im-

provvisa, scatenare gli esseri più tranquilli del mondo, farne quasi degli ossessi. Ma una sposa carina, intelligente, innamorata come Giuditta, disposta a sacrificare la sua felicità alla certezza che un'altra creatura è stata chiamata dal destino a perfezionare la vita sentimentale del proprio marito: una simile enormità la si doveva ancora vedere. Dove andrebbe il mondo se le mogli si acconciassero a fare con loro pelle le scarpine delle donne adorate dai loro mariti? Tutto ciò può anch'essere

rappresentato a teatro, ma la vita è un'altra cosa. Con tutta l'ammirazione

che le

signore della platea sentivano per l’arte finissima, superiore, con la quale Rina Morelli disegnava il personaggio di Giuditta non ce n'era una che non l'avrebbe volen-

tieri graffiata a sangue. L'entusiastico successo di Fascino în tutti i paesi d'Europa è dovuto all'amore

che vi spira dentro, dalla prima scena all'ultima. è un amore, quello di Winter. alimentato da una fresca, quasi fanciullesca immaginazione. sente che l’autore è giovane e che non si vergogna di apparir tale. I suoi sentimenti sono vivi e profondi; egli li rivela senza malizia. senza trasvortarli in climi rarefatti: non vi ironizza e non vi teorizza sopra per il gusto di sbalordire gl’ingenui. Crede a quel

che racconta e mostra soprattutto di sapere costruire dei caratteri.

ascino è un titolo suggestivo ma non traduce neppure per approssimazione Shining hour. Il titolo della commedia di Keith Winter significa letteralmente: L'ora abbagliante. Eblowissement: ha tradotto Constance Coline, cui si deve l'adattamento per la scena francese, al quale si rifà quello italiano presentato all'Odeon dalla Compagnia dell'Eliseo. Comunque sia il poeta ha voluto cogliere momento di grazia in cui due esseri nati per amarsi hanno la rivelazione della quel suprema bellezza e fatalità del loro incontro. È la conquista

improvvisa d'un assoluto

tale, davanti al quale ogni altro limite affettivo e pratico tracolla. È un’estasisentimenpropria della creatura, un'illuminazione piena di predestinazione, un rapimento veracon-e

Scio d'una perfezione da raggiungere. Alla necessità di codesta perfezione obbediscono non soltanto î protagonisti, e potremmo dire ì profittatori, della favola ‘amorosa, »+ma le vittime. Soave vittima è qui la Moglie, una delle più toccanti e pure figure di donna

del teatro recentissimo. Basterebbe solo lei a legittimare nel giovanissimo Winter qua-

lunque ambizione, C'è in Giuditta un lontano ricordo di quella Alcesti euripidea che si votò alle Parche per salvar la vita dello sposo. E c'è in essa una diretta discendenza della Felicia di Rosmersholm. Anche nella tragedia ibseniana c'è una moglie sconfitta che sparisce perché i due eletti raggiungano i loro alti fini. Felicia è pure presente nella indimenticabile Teresa della Piccola Fonte. Queste mogli potrebbero accompagnare agli Elisi l’ombra della Giuditta di Winter. Un’ombra che nessun Ercole disposto ad azzuffarsi con la Morte strapperà al suo gelido incantesimo. Winter non è Euripide per osare tanto. Del resto quando sì è persuasi come Giuditta che il miracolo dell'amore tra due persone fatte l'una per l'altra è assai più importante della sofferenza ch'esso può recare agli altri, la morte è una liberazione necessaria. Qua-

lunque compromesso non farebbe che riproporre nei suoi termini più crudeli il pro-

blema

selettivo:

È stato questo il parere delle signore attratte all'Odeon dalla commedia di Winter? Non direi. Tranne una piccola parte schierata idealmente per Mariella, per una inconfessata aspirazione ad una felicità fatta di massacro, le più sì son dichiarate per Giuditta, la moglie sacrificata, Legittima difesa in primo luogo, ed in secondo il convincimento che la vittoria di Mariella, la donna fatale, sia dovuta ad un inesplicabile forfait della sua avversaria. La fiamma è bella ma per arrostirci le versiere, non le mogli. Alla fin fine l’olocausto di Giuditta appare un delitto consumato freddamente contro se medesima. Ella si butta nel braciere proprio nel momento in cui la rivale si appresta a fuggire dalla villa per salvare i Linden dalla sua malia. È proprio lei, Giuditta, per una specie di sadismo rinunziatario, a dare a Mariella la coscienza del proprio destino, a incoraggiarla ad esser logica, ferma, coraggiosa, fino in fondo. Da sola l'intrusa non la spunterebbe, Senza l’aiuto di quella morta la sua alta predestinazione amorosa finirebbe in un supino adattamento alla grigia realtà di tutti i giorni, E invece... Si direbbe che il suo maggior fascino Mariella lo

Li costruisce con una tetnica esnressiva che risente qui e là l'i ismo. La sua Mariella è una donna di Strindberg o di Wedekind passata attraverso Jean Jacques

Bernard. Solo a patto di pausarla musicalmente poteva un autore osare di presentare questa novissima edizione di donna fatale che risponde al sentimento della vita

attuale come una vecchia carrozza del « Museo do coches» di Lisbona all’elettrotreno d’oggi. Questo ritegno a trarre dal personaggio i suoi effetti più vistosi ha avuto il suo rischio. Si sa che il pubblico ha un trascurato talento ner la denravazione, e fui il tranquillo Babbit a rivelarlo. In fondo esso stenta a capire il sacrificio di Giuditta perché Mariella sbattuta tra l’amore e il rimorso segna il passo. tardando ad assumere la sua responsabilità tragica. La donna si ritrova nelle scene finali quando decide di fuggire con Davide. però anche allora quanta della sua forza è frutto di

intima liberazione e quanta è dovuta all'imneriosa coscienza di dare un significato

alla morte della creatura immolatasi per lei? Si può a questo punto dire che Andreina Pagnani

Î

aveva

una

difficile

parte

da

sostenere,

costretta

a

suggerire

più

che

a

‘e. a velare più che a definire. Ella ha reso con scorci magistrali l'inquietudine

di Mariella, anima sognosa di esiliata del Nord. quella sua ansia di amore specchiata ed elevata nell'uomo del proprio destino. nuel «uo orrore del male che una aita

vittoria comporta, quel suo estremo assurgere alle vette di un individualismo che fa giustizia di qualunaue rimorso. È stata ner la Pagnani una magnifica vittoria

Rina Morelli isviratissima, straordinariamente suggestiva nell’alata melanconia di Giuditta, e la Chellini. bizzosa. sospettosa, arcigna, simpaticissima nella parte della vecchia Anna, stupenda figurazione del conservatorismo inglese di ceppo contadino, han costituito con la Pagnani un trio interpretativo veramente ammirevole. Non accade spesso di sentir recitare con tanto gusto e dignità e precisione e colore Mi son pure piaciuti, e molto, Cervi, Stoppa e Minellone, i quali avevano tutti

e tre delle parti impegnative. Nel disegno dei personaggi

maschili Keith Winter non

ha avuto la mano felice come per quelli femminili. C'è qualche ingenuità nelle caldane passionali da cui si fanno prendere Davide e Mikey. c'è qualche rigidezza nel loro atteggiarsi. Non era facile rendere i contrasti tra il disordine spaventoso degli spiriti e dei sensi e l'atmosfera pacifica d'una famiglia terriera, antiromantica, antiartistica com'è quella dei Linden. L'osservazione è di Robert Kemp e la faccio mia, giacché tocca nel vivo una sproporzione che Winter ha cercato forse invano di risolvere. Si deve a questa tentata orchestrazione tra uomini e cose se la vita della

campagna agisce improvvisamente in codesti giovani come un terremoto. Il silenzio e la quiete accomunati in tanti anni si scaricano in raffiche temporalesche che minacciano di tutto distruggere sul loro cammino. Però tutto sommato tranne Henry che ha una sua persuasiva fondatezza i due innamorati della famiglia vivono di vita riflessa. Gravitano nell'orbita passionale di Mariella come satelliti attorno a un sole.

LEONIDA

REÈPACI


passavano ogni giorno su queste rotaie per dirigersi verso i fronti di guerra, «Nel 1918 tutto questo ingranaggio fu annullato, le macchine dovevano essere utilizzate al servizio dell'umanità. «Ciò che seguì dopo questo periodo nelle officine Krupp può ben dirsi appartenere alle meraviglie del mondo industriale. «Furono costruiti nuovi stabilimenti con nuove macchine modernissime e quindi più economiche. Krupp aveva compreso che la sola possibilità di vincere la concorrenza stava nell'impiegare gli ultimi mezzi della tecnica; così tutte le difficoltà furono eliminate, nessuno Stato al mondo possedette impianti industriali così efficienti, le montagne di Kiruna si sgretolarono e il metallo svedese si accumulò sulle rive dei canali della Ruhr». Un colpo di vento scuote alcune lamiere poste sul tetto di un capannone lì vicino, il velo della nebbia si è sfittito, dalla città di Hindenburg giungono sino a noi i bagliori degli alti forni. Quando questi lampi di luce si diffondono, alte, quadrangolari, emergono le ciminiere delle fornaci, altri giganti di ferro sovra» stati da ruote in continuo movimento riflettono la loro rada intelaiatura allungandola in ombre infinite sulla cupola infuocata del cielo; sono le torri delle miniere di carbone anch'esse appartenenti a Krupp; da lì sotto esce il combustibile che alimenta forni colossali capaci di vomitare nelle 24 ore 1200 tonnellate di acciaio liquido, Dal nostro posto di osservazione possiamo seguire la manovra della « colata Un tecnico e due assistenti dirigono il meccanismo degli alti forni. Avanti a loro sta una parete di marmo

lucido ricoperto di lampade a più colori, d'interruttori

fra i quali spiccano, bianchissimi, centinaia d'isolatori, e di manometri. Null'altro è dato di vedere; il sasso grigio e pesante si tramuta in acciaio, essi lo seguono nei suoi passaggi attraverso i forni e i recipienti murati; ma solo lampade colorate e interruttori si vedono. La macchina costruisce la macchina.

SOSTE

NELLA

Essen, piccolo pae. se di agricoltori al lorché all’inizio del secolo scorso fu incorporato nella Prussia, è oggi una delle più importan. ti città e uno dei maggiori centri in dustriali della Ger. mania. Lo svilup. po di Essen è do. vuto alle iniziati ve della famiglia Krupp connesse alla estrazione del carbone dalle cir. costanti miniere della Ruhr e alla lavorazione del ferro: fu Federico Krupp a fondare la prima officina (che si conserva ancor oggi come vediamo qui a destra) iniziando così quella che doveva diventare una del le più potenti in. dustrie mondiali. Sopra: un forno elettrico di Krupp colata di acciaio li quido. - Sotto: il canale Reno-Herne dove attraccano i trasporti di minerale scandinavo.

RUHR

FABBRICHE DI CANNONI IN TEMPO DI GUERRA Lusia notte

era stato fissato per la una di

all'ingresso C 108 della Borbeckstrasse

nella città di Krupp. Siamo sul posto puntualmente, e poco dob-

biamo

attendere

la

vecchia

guida

Raschbichler

(mezzo secolo di anzianità presso Krupp) che ci

aveva promesso la visita notturna delle officine in questo periodo bellico. Anche il guardiano della

porta 108 è presente con la sua lampada da mi-

natore appesa alla cintola e così pure all'appunta-

mento non manca quella nebbia nera caliginosa della Ruhr, che scende nelle notti umide sulla città e sul circondario di Essen, annerendo i fab-

bricati, gli abitanti. Poco dopo la grossa porta di ferro si chiude alle nostre spalle stridendo stizzita con rumore simile all'urto di due respingenti. La guida fa strada, La nostra passeggiata notturna ha

un sapore

di mezza

avventura

in questo mondo

meccanico; qualche lampada a gas velata di blu manda la sua luce con fatica attraverso lo smeriglio della nebbia fino a noi e un intrico di rotaie

si dirama sopra il suolo sconnesso: sono trecento

chilometri di rete ferroviaria (circa metà della nostra Milano-Roma) che uniscono i diversi reparti di Krupp. Siamo nella «città morta »: il silenzio aveva avvolto da molti anni questa parte delle officine. Oggi esse sono invece in piena attività e si ode una musica strana. Anche la guida sembra seguirla distrat-

tamente, quando si arresta improvvisa. Vuol confi-

darci qualcosa, dubita, stende il braccio energica-

mente: ci siamo avvicinati per. ascoltarla.

«Dall'ingresso di questo caseggiato in ferro e vetro eretto in pochi mesi dell’anno precedente alla guerra europea, uscì, da quell’orbita oscura,

la prima «Grande Berta» che sparò su Parigi a 65 miglia di distanza; esultanza di operai e di maestranze

per il colosso lucido e maestoso,

giorno. Allora

le notti non

erano

in quel

tranquille

in

(30 questi distretti, 180.000 persone vi lavoravano mila erano donne), qualsiasi. tecnico sarebbe rimala materia sto sorpreso nel vedere in qual modo e cervello dal lavorata e prima veniva sottomessa

dalla mano d'opera; cinquanta cannoni a lungo tiro

n.=.;-o

una

nn


giorno; Krupp fa anche grande concorrenza all'America nella pro duzione delle casseforti, Nel 1929 si contavano ancora presso le officine 30.000 operai, numero che però venne sempre diminuendo fino a 18.000 nel 1931, di cui una parte lavorava a orar.o ridotto, Quello che seguì dopo, questo periodo è troppo noto pèr-parlarne diffusamente, Sarà sufficierite ricordare che soltanto nel primo anno del regime hitleriano la cifra degli operai impiegati nelle officine Krupp era raddoppiata Nell'attuale periodo bellico la pi duzione Krupp ha assunto un. aspetto favoloso che supera digran lunga quello del 1914-1918. Più ancora formidabile e interessante è oggi

VILLIIN: TTItII

Sopra: veduta dall’aeroplano di un quartiere moderno di Essen, città sorta in mezzo ad una regione trasformata dall'opera dell'uomo e tipico risultato della moderna civil tà È nell'ordine: la Krupp, costruita fra i boschi dello Hiigel. - Interno delle officine di Hindenburg, fondate da G. Krupp von Bohle Halbac dove dopo la guerra mondiale, essendo stata sospesa la costruzione di materiale bellico in osservanza alle clausole del Trattato di Versailles vennero sviluppate le lavo razioni meccaniche civili

Abbiamo abbandonato la città di Hindenburg; ora seguiamo un viale tagliato fra grandiosi caseggiati. Ci avviamo verso la « Città Vecchia» in cerca della ta minuscola ove Federico Krupp «il fabbro» mise le fondamenta alla più potente industria del mondo. Trent'anni dopo, alla morte di Federico Krupp, il figlio di lui,

Alfredo, riceveva in eredità, oltre alla piccola fonderia, l'insignifi cante invenzione di una sorta di ferro detto «bucato». Solo più tardi quando le officine dirette dal figlio, giovane ma intelligentissimo, cominciarono a costruire le prime canne da fucile in ferro fu-

la protezione

GIANNI Fotografie dell'autore,

, gli operai salirono a 12 lo sviluppo delle ferro conseguenza le forniture di perni

per le locomotive sollevarono le difficoltà economiche della na-

scente

industria,

Nel 1855 Krupp costruì un cannòne gigantesco per quell'epoca

e gli operai erano già 1750.

Quando Krupp comprese quanta

importanza aveva come cliente | Stato, dedicò tutta la sua capaci. tà per migliorare la fabbricazio-

ne dei cannoni; il che gli fruttò, pochi anni dopo, un ordine di 300 pezzi; il ‘numero degli impiegati

era intanto accresciuto a 21.000. L'opera continuata dal figlio, Federico, si sviluppò maggiormen-

te; fu trovata la ‘polvere da sparo senza fumo orizzontale per

e il meccanismo cannoni. (Fra le

ultime invenzioni di Krupp ricor-

deremo l'acciaio inossidabile). Non vi-furono eredi maschi e la figlia Berta, nel 1902, assunse la direzione coadiuvata dalla madre. Berta,

presero

dalla

il nome,

quale

i cannoni

sposò nel 1906

Gustav von Bohle, che ottenne dall'Imperatore Guglielmo Il di aggiungere al suo nome il nome dix Krupp. Nelle officine di Hindenburg (53 mila metri quadrati) fondate dal-vivente Krupp von Bohle si producono ancora oggi 400 grandi locomotive l'anno e 120 vetture il

di tutto

questo

pitale dell'industria bellica tedesca. Innumerevoli sono le batterie antiaeree disposte attorno ad essa e soltanto la stazione di difesa del Kray ha le maggiori batterie antiaeree della Germania che comprende cannoni di medio calibro con lunghissima portata e a tiro così rapido da poter essere paragonato a quello delle armi automatiche leggere. Tutte quelle batterie poste in azione vengono ad annullare totalmente la possibilità di offesa degli aeroplani nemici. L'atmosfera si dilata in luce chiarissima, la luminaria notturna impallidisce, fiocchi bianchi si alzano dagli alti forni, urla una locomotiva agganciandosi al treno di vagoni, altre sirene sembrano richiamare una popolazione già sveglia e pronta ad abbandonare il domicilio, sulle acque gialle del canale di Rhein Herne alcuni battelli attraccano, portano il metallo svedese che diverrà ferro tedesco. La nostra visita termina, il giorno ci ha sorpreso. Poco lontano dalla Borbeckstrasse è l'abitazione della nostra guida, una piccola casa simile alle altre 20.000 abitazioni che la-Friedrick Krupp A. G. provvede ai suoi vecchi impiegati. Ricordo che, prima di accomi: tarsi, la guida ci fece vedere una palazzina bianca tra i boschi dell'Higel:. quella era l’abitazione di Krupp, il più grande industriale d'Europa e forse del mondo,

LEI MSI

Jima

BASSETTI


UOMINI

DONNE

E FANTASMI

346

CaiDA DIFESA DI CONSTANCE BENNETT

I]

RaMETTI, caro Sacchi, che questa volta non sia d'accordo con te, P Dunque tu non puoi soffrire quella profumata cagnetta ‘sono parole tue, delle quali ti lascio l’intera responsabilità) che è per te Constance Bennett. E io, vedi, se un giorno sbarcassi a Hollywood, vélto appena l'occhio intorno, mi precipiterei alla cerca delle tre sorelle Bennett, ultime o penultime nate di una grande dinastia di comici pari a quella dei Barrymore, non tanto per ammirar ]a più bella, Joan, quanto per conoscere la più matta, Constance, familiarmente chiamata Connie. La più matta e la più brava non dico delle tre sorelle — che ci vorrebbe poco -- ma fra cosiddette «attrici sofisticate » (sophisticated ladies) di Hollywood, le escluso, s'intende, Caro Lombard che laggiù chiamano la « Duse delle sofisticate », Come vedi, caro Sacchi, questa volta io e te ben lontani l'uno dall'altro. Addirittura anzi ai due lati opposti, siamo Permetti ad ogni modo che mentre tu, dal tuo lato, fai la faccia feroce a Constance io, dal mio, le mandi un ‘fiore e un sorriso. Che mentre tu leBennett, volgi, indispettito, le spalle, io le muova incontro con passo di danza. Fra me e quella cara matta sono sicuro che ci intenderemmo subito, Perché di lei a me piace non solo l'arte svagata è capricciosissima — quel-

l'acuta «fumisterie»

che è in ogni suo gesto e atteggiamento

—

ma

il volto e il corpo. Quel volto piuttosto bruttino ma pur così vivido d'intelligenza; quel corpo piallato ma agile ed elegante nelle. movenze che porta i vestiti come nessun'altra attrice sa, col rigore insieme e la noncuranza di un «dandy». Di lei soprattutto mi piacciono i capricci e le stramberie con i quali tiene alto il nome dei Bennett e circonda di scandalo il suo: le lucciole vere, imprigionate nei suoi capelli platinati, durante una festa da ballo (questa ce l'ha raccontata Ramperti), i suoi molti matrimoni e divorzi che danno o hanno dato esca alle più pettegole cronache di Hollywood, la sua bislacca vita familiare e la sua appassionata vita d'attrice. Sì, appassionata, Sacchi. Perché senza passione non si riesce a creare un tipo tomecaroquello di Moglie è un'altra cosa o di Gioia di vivere. Quel di. vivere che Marlene Dietrich si vantava con me, or sono tre Gioia di essere Constance Bennett è riapparsa sugli schermi nostri con il suo gusto comico andata a rivedere ben cinque volte e che ebbe qui a anni, aspro e grazioso ad un Milano, te ne tempo. È riapparsa nel film « Servizio di lusso» e qui la vediamo in un quadro ricorderai, un successo tanto strepitoso. quanto insolito. Se poi si del lm stesso. pensa al fisico di lei, un fisico dopo tutto nemico, non ci si potrà che meravigliare dei risultati che ella ottiene, E non solo comici — che è in certo Se non è facile mettersi d'accordo su-Constance Bennett, sarà' almeno facilissimo modo facile, essendo codesto fisico di molto aiuto al comico — ma fettuosi. Come, ad esempio, nel film che ha mosso questa cortesepatetici e af- intendersi su Laura Solari che abbiamo visto in un film di Mastrocinque — Validita disputa — giorni dieci — costretta parte di poliziotto dilettante che certo non le sta a Servizio di lusso — la scena in cui Constance, trepida innamorata e vinta, pennello. Laura Solari hain ununa volto simpatico e luminoso e quel poco che ella ci appende le magre braccia al collo del suo futuro sposo appoggiando la testa al lascia vedere del suo corpo basta, e n’avanza, petto di lui, con un gesto, uno sguardo tra. farcene immaginare le iricantevoli commosso che non è possibile meraviglie. Purtroppo a codesto volto e corpo faper riscontro non ti sia andato direttò al cuore, caro Sacchi. A mee ridente una voce affatto piacevole quello sguardo e un'arte scenica che non mi attento a giudicare per il timore han ricordato una grande attrice nostra, Emma Gramatica,quelnei gesto, che sì dica ch'io vo più sfolgo- cercando tutti i pretesti di dir male del nostro cinema e delle sue ranti dell'arte sua peritissima, La Bennett, come la Gramatica, samomenti ricavare da nulla preti. Lascio che la giudichi lo spettatore senza prevenzioni di sorta, elettissime intersorprendenti effetti di viva commozione. E basterebbe codesta sua E che con essa Biudichi il film di Mastrocinque, ricalcato alla buona su certi film americani semplicità, sicuro indice di un'arte quanto mai attenta e scaltrita, per calcolatissima di mia meritarle € il vostra conoscenza. Non manca nulla a Validità giorni dieci per essere una brutta nostro plauso e per darle un posto unico nel punto più luminoso della nostra memoria. copia di quei film. Né il canino portentoso (vedi Astra Vedi tu, caro Sacchi, se è mai possibile, con sì diverse e contrastanti opinioni, in Uomo ombra), né il giovanotto met. povero e intraprendente, né il cameriere tra matto e dignitoso (che Tofano tere fra noi un accordo. Dal canto mio mi augurerei di cuore che un giorno butta tu, nel comico malinconico, alla maniera di Leigheb o di Sichel), né la dama finalmente convinto dalle mie ragioni, e io potessimo ad applaudire insieme sventata e pazzerellona (o Billie di quanto male fosti inconsciamente causa), quella che oggi per te non è se non una «profumataritrovarci cagnetta »e per me, scusami, né l’avventuriero sentimentale (vediBurke, Mancia competente), né il poliziotto p.glia gran: una grande attrice dello schermo. chi (che, al solito, Biliotti riduce un fantoccio senza garbo L'azione si svolge a Venezia (e anche Venezia dev'essere oramai arcistufané distile) da comodo sfondo a simili scemenze), fra personaggi la più parte nati in Italia e fare in Italiano. Ma salvo la lingua, Venezia, i nomi degli attori e del regista,chedi parlano nostro in questo film non c'è altro. Mi diceva giorni sono un produttore assai intelligente accorto che col cinematografo non sì fanno denari. Non stento a crederlo, soprat-e tutto se penso al film di Mastrocinque. E vorrei vedere anche questa. Cioè che si facessero i soldi con simile mercanzia. Sarebbe, tutto, una bella immoralità, da screditar per sempre un intero paese, Perciò, findopo quando certi produttori e registi non si decideranno a cambiare strada, che ci rimettano almeno tasca propria. Allegramente, senza protestare. Sarà sempre un piccolo danno indi confronto a queilo cui vorremmo fossero sottoposti, a sconto della loro beatissima incoscienza Diverso è il caso di Ho visto brillare le siesle. C'era stoffa in questo film per farne Una cosa italianamente pensata e realizzata. Peccato che il regista non l'abbia saputa adoperare a dovere e che una sceneggiatura alquanto sommaria abbia ridotto il racconto slegato e lento più del sopportabile, La mancanza di Vigore e di sintesi si nota soprattutto

nelle parti capitali del film. Quelle che avrebbero dovuto suscitare nello

spettatore una forte commozione e, invece, causa appunto la lentezza e l'assenza di rigore stilistico, generano in lui un sordo fastidio. sarà deplorata abbastanza la non riuscita fusione fra gli elementi drammatici eNé‘efolcloristici » del film, lo

stacco che subito balza agli occhi fra la naturalezza e la schiettezza scelte nella popolazione montanara e l'artificiosa melodrammatica

delie comparse

degli attori veri. Fra i quali gli uomini soli si salvano, restando leinterpretazione donne (compresa Maria Gardena, che ha un volto sensibile luce ma scarsissimi mezzi d'attrice) come spaesate in mezzo a fatti e avvenimentiallamolto più grandi di loro o almeno della loro scarsa capacità d’'interpreti. l'esordiente

Luigi Cimara, Laura Solari e Antonio Centa (mortificato questi forse dal peso degli Shiali, forse dalla vicenda alla quale ha preso parte) nel film « Validità giorni dieci».oc-

Finisce sempre così era un film francese interpretato da Victor Boucher. Lo hanno preso quasi di peso, l'hanno tradotto in italiano, al posto di Boucher hanno messo Vittorio De Sica, ed è stato chiamato a girarlo un regista spagnolo, il quale s'è por. tato seco naturalmente alcuni attori spagnoli fanno le parti cosiddette di contorno. Data codesta mescolanza di linguechenonnel c'èfilmaffatto da meravigliarsi che Finisce sempre così appaia senza Il regista non ha fatto miracoli nemmeno i suoi compatrioti, De Sicacapoconné la coda. barbetta a punta ha due o tre momenti è che rammehtano molto da vicino il De Sica migliore un paio di scene che dimostrano quanto sarebbe ancor viva la sua personalità ee pronto il suo estro se su errori, pellicole su pellicole lo avessero sviato, in questi ultimi anni.errori dal etto sentiero; soffocando quell'artenon composita e scioltissima che nasceva lui così spontanea (senza peso, si sarebbe detto, insieme di studio e fatica di ricerca) e dellain quale oggi non resta che il ricordo.

ADOLFO FRANCI


)r Con

;

ì

SURI

yi

:

2

LINEE ITALIANE PER TUTTO IL MONDO


LE FERROVIE

E L'AUTARCHIA

dalla passione di pochi nostri tecnici convinti di lavorare per l’autarchia, questa tecnica — dicevamo — si è ormai impadronita — in questi anni di primi tutti i segreti del mestiere, così da potere oggi garantire motori posti sotto il suo esercizio — già l'applicazione agli autobus cittadini ed aiinterurbani costituiva un abbastanza impegnativo e rigoroso — un funzionamento regolare comie se ilservizio gas, anziché essere approntato dal generatore mano viene richiesto, potesse venir prodotto con tufta comodità qualche tempomanprima immagazzinato per il momento del bisogno: no, ciò evidentemente non avviene, ed e così la produzione del gas deve procedere di pari passo col funzionamento dei motori, seguendoli in ogni loro variazione di richiesta.

AUTOMOTRICI A GASOGENO

timidi tentativi, via via seguiti da' affermazioni sempre più importanti nel campo motoristico — di

Ivissiato interesse ha suscitato sia fra i tecnici che nel pubblico, la notizia che le Ferrovie

dello Stato hanno iniziato un esperimento

con automotrici equipaggiate con gasogeni a carbone di legna, ed pratico il tentativo appare tanto più degno di attenzione e di incoraggiamento se si pensa che si tratta cli una realizzazione completamente italiana autarchica per giunta,, sotto tutti gli aspetti. Ideazione, progettazione e costruzione eddegli apparati motori e dei dispositivi di alimentazione sonò infatti il frutto di studi e di ricerche originali nostra industria meglio attrezzata per esperimenti del genere: superfluo poi diredella che anche la parte ferroviaria propriamente detta (telaio, carrelli, carrozzeria) è di concezione dli casa nostra, come del resto si conviene ai nostri progettisti che hanno sempre saputo conciliare le esigenze tecniche a squisite soluzioni d'estetica, ojtre che di comodità,

e non

per

nulla

i più recenti

treni

italiani

sono

dovunque

ammirati

in

quanto sapientemente adattano le necessità del servizio con quanto di meglio ap-

paga l'occhio.

trazione in quanto

ferrovia significa riconoscergli quelle doti di sicurezza e di i come questi, data

— miscela di gas d’acqua, ricco în idrogeno, e di gas d'aria — che può raggiungere anche 1400 calorie al metro cubo, contro le 800/1000 del semplice gas d’aria). Oltre a ciò, l'immissione di acqua polverizzata o gasificata coll’aria raffredda efficacemente il gas uscente (che altrimenti toccherebbe facilmente i 500°C) ed elimina la perdita di potenza che si avrebbe nei motori qualora venisse da questi aspirato ad elevata temperatura: nel caso delle automotrici poi, il gas che lascia il gasogeno percorre ove si raffredda ulteriormente prima di passare ai depuratori, disposti in luoghi accessibili per l'accurata periodica pulizia e revisione, essendo noto come da essi dipenda in gran parte il buon funzio-

Questi derivano sostanzialmente da precedenti tipi progettati

a benzina ed hanno pertanto accensione a candela con magnete: per l'alimentazione otto cilindri collocati su due file disposte a V stretto (apertura di sono costituiti da 20°) allo scopo di risparmiare nell’ingombro, ed al regime di 1500 giri al minuto primo, ogni motore sviluppa la potenza di 130 CV. Ciascuna automotrice dispone di due di tali motori, ognuno alimentato con geno proprio e totalmente indipendente — anche negli organi ausiliari — dall'altro, così da avere assicurata la possibilità di marciare, sia pure ad andatura ridotta, in caso di avaria ad un gasogeno oppure ad un motore. ” La velocità normale raggiungibile è di 110 chilometri all'ora, valore ottimo e perfettamente paragonabile a quello delle altre automotrici —, elettriche o a motore ad iniezione di nafta — pur considerando che que-

ste a gasogeno

hanno

un

maggior

peso morto da trasportare data l'esi-

stenza, a bordo. del generatore del sas a della relativa scorta di combustibile. il che implica l'adozione di motori di maggior potenza: il comando per la marcia è simile ad una

rossa automobile, salvo la necessità

del costante

controllo

del

funziona-

mento dei gasogeni. ed il collegamen-

to con gli assi motori avviene attraverso nn cambio meccanico a quattro velocità a preselezione (tutti i lettori son certo automobilisti, e non avranno quindi bisogno di sviegazioni a

muesti termini tecnici sì, ma_oggidì di uso frequente) e con ingranaggi sempre in presa e sineronizzati per

tutte le velocità. Il riscaldamento del-

l'automotrice è poi assicurato, quan.

Qui sopra: ecco l'aspetto esteriore della nuova automotrice Ansaldo, funzionante a gasogeno, in prova sulla rete delle Ferrovie dello Stato. Pesa complessivamente 31 tonnellate ed ha la capacità (tra posti a sedere ed in piedi) di 80 persone: la velocità è di 110 chilometri all'ora e l'apparato motore sviluppa la potenza di 130 CV al regime di 1500 giri. La bella forma aerodinamica delle nostre automotrici, non è per nulla alterata dalla presenza dei gasogeni (ve ne sono due, completi di filtri e depuratori, assolutamente indipendenti uno dall'altro) anzi è ammirevole lo studio fatto per raggruppare tutte le installazioni in un unico scomparto centrale facilmente accessibile dall'esterno. A sinistra: ampi sportelli rendono facilmente accessibili i due gasogeni e le loro apnarecchiature ausiliarie. come si conviene in caso di verifiche o riparazioni da farsi nel minor tempo possibile. Per di niù i costruttori hanno fatto del loro meglio per collocare in gruppo quasi commatto i vari organi e congegni per la produzione e depurazione del gas, così da poter ispezionare il tutto con minima perdita di temvo, Sul tetto corramn le tubazioni del gas in arrivo ai motori, così il gas si raffredda rendendosi più adatto all’alimentazione.

do ve n'è bisogno, mediante ‘la circolazione in appositi radiatori dell’acqua calda che esce dal circuito di raffreddamento dei motori, e tale soluzione significa un buon risparmio di combustibile, pur offrendo la ga-

ranzia del necessario tepore. Vediamo adesso qualche dettaglio di indole economica: ufficialmente si conferma il consumo medio di 1500 grammi di carbonella per chilometro, il che vuol dire che se i motori funzionassero invece a nafta secondo il ciclo ad iniezione (Diesel) ne consumerebbero circa 500 grammi. mentre alimentati a benzina — dato il

minor rendimento termico rispetto cielo Diesel — il consumo salirebbeal

ad almeno 700 grammi sempre per chilometro. Tradotti in moneta. tutti questi numeri vogliono dire che. le

nuove automotrici vengono a costa-

re per il solo combustibile (posta la carbonella sulla base di 50 lire al quintale) intorno a lire 0.75 per chi-

lometro,

contro

lire 0.40 nel caso

dell’alimentazione a nafta, e lire 0,80 per la benzina (in verità la benzina tende oggi ad essere sempre più radagli impieghi ferroviari, sia per l'elevato suo prezzo, sia per i pericoli diata insiti nella sua troppo fiammabilità) e manifestamente per calcolare i costi relativi al servizio facile ina benzina, abbiamo tenuto conto dei prezzi medi di acquisto presumibili a nafta ed per le Amministrazioni dello Stato, prezzi ben diversi — per ragioni facili da comprendere — da quelli che i privati cittadini trovano ai distributori stradali. Del resto. il vero confronto fra i diversi tipi di combustibili deve appunto essere così, poiché in caso contrario è assolutamente fuori del vero constatare che ilfatto più conveniente della benzina e della nafta quando si è trascuratogasogeno è molto il. particolare delle parecchie centinaia di lire gravanti sotto forma di dogana e tasse varie sopra ogni quintale di questi due combustibili. mentre la carbonella o la legna non pagano nulla di ciò. Ed è quindi motivo di maggior compiacimento il poter concludere che a conti fatti il costo del gasogeno — anche se dalle cifre risulta essere il donpio rispetto alla nafta — non è poi superlativo ed inaccessibile, anzi è accettabilissimo tanto più poi che ha un esercizio ultra-autarchico in quanto non fa mandare all'estero

nevpure un centesimo per la materia prima di cui sì nutre. Non è poi affatto vero che ulteriori miglioramenti non siano possibili

di vista dell'economia del servizio. anzi è precisamente vero il contrario, dal punto poiché non essendo il gas misto soggetto ai pericoli dell’autoaccensione come la benzina, ne

consegue la possibilità — anzi la convenienza — di aumentare il rapporto di compressione dei motori rispetto al funzionamento a benzina, migliorando conseguente-

mente il rendimento della combustione ed abbassando il consumo unitario di carbonella: tutto ciò poi. a prescindere da qualche miglioria ch certamente potrà esser attuata nei gasogeni per ulteriormente abbassare il costo conduzione, Il campo è ad ogni modo aperto alla più proficua rienza e non v'è dubbio che sarà ben sondato per sfruttarne al meglio le possibi è quindi con compiacimento che dobbiamo seguire l'innovazione, autentica vittoria per la tecnica e l’autarchia.

nella,

Correre sulle rotaie e rispettare gli orari, bruciando della modestissima

il combustibile delle massaie

che a nessuno può sfuggire.

di campagna,

è indubbiamente

carbo-

un bel risultato,

LUCIANO BONACOSSA


dice il dottore, per mettere in guardia chi può, più facilmente, essere vittima dell' uricemia. L'uricemia, \ eccesso di acido urico nel sangue, è un male ereditario e le sue conseguenze sono molteplici e dolorose (gotta, artritismo, reumatismo, obesità ecc. ecc.) Occorre seguire una dieta scrupolosa e bere solo

f ROLITINA .AD Prati

ria SCIOGLIE L î

ne facilita l'eliminazione e serve a preparare una ottima acqua da tavola di. sapore gradevolissimo

A. GAZZONI & C. BOLOGNA

gII6 774-937

LA PASTICCA DEL RE SOLE di squisito sapore e gradevolissima al palato, combatte

efficacemente

la tosse

più ostinata e protegge le vie respiratorie. Si vende in tutte le Farmacie

L. 3,80 L. 0.90

la scatola il sacchetto

A. GAZZONI & C. - BOLOGNA

XII

—

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


CRONACHE

PER TUTTE

LE RUOTE

Signori, voglio mettervi al corrente — di quanto in questo basso mon: Nemico della critica opprimente, che d'ogni cosa vuol toccare il fondo, — vi dirò netto n rapide battute, — senza guastarvidisangue e la salute. Ancora! Per tre giorni ecco alla gente 1 signor Sumner Welles, ch'è partito interdetta ogni alcolica bevanda. per Londra, come ben si sa, Questo è molto più grave, indubbiamente aParigi con Blum ha conferito; il direttore della propaganda chiedendo pure a lui la verità può star tre giorni senza darla a bere?... Questi ha risposto, triste e rassegnato Dovrà finire col cambiar mestiere! «La verità purtroppo... ha scioperato! ». Chamberlain — sembra — è poco soddisfatto S'è inaugurata a Genova una è Mostra e s'accanisce contro gli Svedesi, d'arte del mare », intesa a suscitare ch'hanno potuto mettere in contatto € a tener vivo nella gente nostra gl’intransigenti Russi e Finlandesi. l'antico eterno fascino del mare, Per questa volta gli svedesi scaltri a cui concorrono oggigiorno sono riusciti a... stropicciare gli altri. blocco, siluri e mine di contorno.

Marco Ramperti scrive in un articolo che, a detta dei più celebri dottori, la ben detersa pelle offre il pericolo di far entrare i microbi dai pori. Imboscando il sapone, in fondo in fondo, gl’incettatori fan del bene al mondo.. Sembra, però, che qualche farabutto, acceso gara una febbre di rapina, non il sapone sol, ma incetti tutto, dall'antracite all lt, alla farina. Col freddo che fa incasa, io non riesco a capir la mania... d'andare al fresco! Anche 1 prezzo dei libri è un por aumentato, ma pei poveri autori è una disdetta: quello è un prodotto troppo sereditato; non c'è nessuno che ne Inccia incetta.. E mentre tutto cresce di gran passo, solo il pensiero è sempre più inribasso!

In Francia, la terribile offensiva, ch'era prevista per la: primavera, s'è scutenata; l'ora è decisiva pel signor Daladier, che... aspetta e spera da qualche giorno è in pieno svolgimento una fiera battaglia... in Parlamento. SI sa che, mentre russi e finlandesi stavan trattando in una capitale, soffiavano nel fuoco i franco-inglesi la pace duratura è andata a male, per cui vorrebbe adesso l'Inghilterra rendere duratura almen la guerra! Stalin s'‘impegnerebbe, in tutti i casì, di riparare a tante male azioni ricostruendo la Finlandia, quasi distrutta dalle bombe e dai cannoni. Già, ma la Russia che digiuna e trema, chi la ricostruirà? Questo è il problema. In Francia è uscito un ultimo decreto che riduce i consumi e per un paio di giorni a settimana fa divieto di disturbar l'afflitto salumaio. Sembra una fiaba: in questi tempi grami van diventando rari anche i salami!... Poì, per altri tre giorni i parigini risparmieranno un mucchio di danari non compreran più dolci e pasticcini. In quei tre gorni, insomma, ad esser chiari, benché negli altri pure si scapricci, solo il governo potrà far pasticci...

Se v'interessa, in Francia è risaphto che l'industria degli olî è in decadenza, ma quel governo ha dettoripetuto e d'aver lubrificanti a sufficienza. In tal caso, però, non si capisce perché le cose là... non vadan lisce.

In Francia ancora: adesso hanno vietato di vender trippa il sabato, capite? Era un cibo economico: peccato!

«Ma la ragione,

almeno, ce la dite?» ..Mistero!

jetrippe li non mancano davvero.

b5x vi siano în vista altre offensive (di pace). Sumner Welles si diverte. Parigi piange, Londra è sul chi vive. Termosifoni chiusi e borse aperte. Navi affondate. È il giorno delle Palme. Dopo di che, saluti e notti calme. ALBERTO CAVALIERE (Disegni di Molino)

Alcuni giorni or sono, i finlandesi,

mobilitati i cani d'ogni razza, volevan, dopo un corso di tre mesi, mandarli al fronte al grido: «ammazza,

Stalin, perciò: « Piantiamola — ha detto — è peggio:

Tammazza! » o domani cani

contro

[eanil...

Il Libro Bianco; che coi suoi periti il governo di Londra ha messo insieme sui tristi negoziati moscoviti, non sì pubblica più: forse si teme che quel volume ponderoso e grosso dalla vergogna non diventi... rosso.

S'apprende che il terribile AL Capone, ch'era così dinamico ed audace, ha detto a pochi amici, in confessione, ch'egli non cerca ormai che un po' di pace. Ma parta per il fronte occidentale, s'arruoli volontario: è l'ideale...

IMPERA

OVUNQUE

QUALE

RIMEDIO SOVRANO CONTRO LE MALATTIE DA RAFFREDDAMENTO IL NOME

ASPIRINA

PARATO

CHE

GARANTISCE

RIUNISCE

CUITÀ ‘È SICURA

EFFICACIA.

GOMPRESSE

DI ASPIRINA

PRODOTTO

LA

LA GENUINITÀ

IN SÈ ASSOLUTA

QUALIFICA

HA

LA

COSTANTE

FATTO

DI UN PRE-

PUREZZA, BONTÀ

INNO- » DELLE

MERITARE

A QUESTO

DI CALMADOLORI

MONDIALE.

Pubbl. Aut. Pref. Milano 55584 -XV


sono state fissate nel modo seguente: nel primo anno saranno insegnate con metodo prevalentemente informativo « Dottrina del Fascismo e Storia della Rivoluzione ne « Ordinamento e funzioni del P.NF. e delle organizzazioni dipendenti»; nei secondo anno invece, attraverso i convegni integrati da turni di servizio presso le organizzazioni,

(Contin. Notiz. Scientifico)

CREDITO ITALIANO

L'anno scorso la quantità mensile di grezzo estratto si aggirava sulle dodicimila tonnellate ed ora siamo già sulle diciottomila, ma puntiamo decisi sulle trentamila, in modo da assicurare alla raffineria di Bari la cifra tonda di mille tonnellate al giorno. Zone limitrofe a quella del Devoli hanno indizi sicuri che rivespera di allargare ancora dipiù le nostre possi. bilità: ènoto che l'Italia non può per ora contare su altre regioni petroliere proprie e perciò tutto ciò che qui è sfruttabile losisfruti

BANCA

706.383.129,55

onde raggiungere al più prel’autarchia

integrale

an-

che in questo importantissimo settore dell'economia na-

zionale. Dall'anno scorso è entrato in funzione l'oleodot.

todi84km. che porta da Devoli il grezzo fino a Valona, pompandolo per diversi tratti, lungo il tragitto, e così il trasporto risulta più comodo ed economico: le navi cisterna

da qui poi alimentano

direttamente la raffineria di Bari. È superfluo dire che l’oleodotto è stato previsto per una capacità di trasporto tale * da sopperire ai bisogni delle epoche future, ma se le previsioni dei tecnici potranno avverarsi presto, non passerà

. . .

Riporti...

Ti

Conti correnti debitori . . .

4.068.127.035,65 125.167.056,05 2.082,948.962,95

Debitori per accettazioni

60.090.290,05

Debitori peravalli, fideiussioni e cauzioni

224.184.895,10

Titoli di Stato, garantiti dallo Stato e obbligazioni di enti parastatali .. . Obbligazioni e azioni di-

vergeiio

oli

tare

Partecipazioni bancarie Stabili peruffici della banca Partite varie... ...

Capitale. ........L

500.000.000, —

117.472.332, — ...... Libretti di risparmio e di conto corrente . . . . . .| 2.478.839. 163,55 4,218.595,577,65 Conti correnti creditori. . . Riserva

Portafoglio, buoni del Te-

soro e fondi a vista

gislazione e Istituti sociali del Fascismo », «Cultura mili.

1939-XVIII

PASSIVO

ATTIVO

qualsiasi genere, e tutti i lu-

sto

NAZIONALE

Bilancio al 31 dicembre

gno di prodotti petroliferi si ‘aggira in cifra tonda (tutto ‘bisogni

brificanti di ogni tipo) sui 3 milioni di tonnellate e perciò vi è posto per altre iniziative (idrogenazione di ligniti, asfalti e bitumi ecc.)

DI INTERESSE

S. A. Capitale vers. L. 500.000.000 - Riserva L. 120.418.272 Sede Sociale GENOVA * MILANO Direzione Centrale

801.652413,25 6.411.524,15 70.543.517,50 88856,200,— 115.488.530,60

Cedenti di effetti per l’in-

CASSO. si. ie

Accettazioni per conto terzi| Avalli, fideiussioni e cauzioni. . . Assegni in circolazione, . . Partite varie. . ..... Risconti a favore eserci-

161,875.931,95 190,05 60. 224.184.895,10 382.068.182,90 142,878.020,50

zio 1940

16.203.894,10

Avanzo utili esercizi precedenti. »

Utile netto dell'esercizio . .

18.185.768,05 3

59. 99, —

L'ordinamento del Corsi di preparazione ica per Ziovani prevede anche la organizzazione di corsi nelle

sedi diFascio dove sia un numero sufficiente diallievi ela

come adempimento

del servi-

zio politico. previsto dalla «Carta del Lavoro ». La organica immissione dei Fascisti universitari nell'attività dei Corsi di preparazione politica darà a questa istituzione del Partito il contributo vivo ed efficiente delle nuove geherazioni degli Atenei le quali nei Corsi saranno chiamiate a compiere îa prima ed indispensabile preparazione poli. tica in modo totalitario. Ai termine del biennio del Corsi di preparazione politica la valutazione degli Allievi sarà compiuta con lo stesso criterio adottato nel Centro, cioè attraverso un colloquio senza limite specifico di materie ed attraverso il vaglio dell’atti-

molto tempo che la tubazione L 8.349.853.554,85 8,349,853,554,85 entrerà a lavorare col suo vità effettuata. Lo svolgimenritmo più pieno. Conti d'ordine (titoli) to dei Corsi di preparazione 7338.839,653,95 Conti d'ordine (titoli) politica sarà da ora innanzi * Dopo la lampada ad in15,688,693.201 coordinato e diretto con critecandescenza che ha trionfato 15.688,693.208,80 ri assolutamente unitari da incontrastata per tanti anni, è una Consulta, che ha sede apparso il tubo luminescente presso il Direttorio nazionale (più che altro, oggi utilizza1 SINDACI del P.N.F, e che è costituiLA DIREZIONE to per la pubblicità luminosa) IL CAPO CONTABILE P.Giovanninl, Pres.; C. Bobbio, U. Cata dal Vice-Segretario del caratterizzato dal fatto di esArcidiacono Brughera-Stringher G. U. F., dal Presidente delprara, A. Marcantonio, G. Rosmini ‘sere senza filamento, în quan. l'Istituto di Cultura Fascista, to l'ampolla di vetro contiene dal Fiduciario Nazionale delgas rari, rarefatti (neon, argo, l'A. F. C. e da un Segretario elio, vapori di mercurio ecc.) nominato dal Segretario del attraverso cui sì fa strada la Acqui, Alassio, Albizzate, Alessandria, Ancona, Apuania- Carrara, FILIALI IN ITALIA: Abbiategrasso, Acireale, P. N. F., mentre presso le Fescarica elettrica che colora Brindisi, Busto Arsizio, Bologna, Bolzaneto, Bolzano, Bosa, Brescia, Arezzo, Asti, Bari, Barletta, Bergamo, Biel derazioni dei Fasci di Comdi soffuso chiarore le pareti Cagliari, Cantù, Casale Monferrato, Castano Primo, Castellamare di Stabia, Catania, Catanzaro, Cervinia (Breuil), battimento Direttore dei Cordel tubo. Pero, sia per raChiavari, Chieti, Civitavecchia, Coggiola, Como, Cornigliano. Cortina d' Ampezzo, Cremona, Cuneo, Domodossola, si continua ad essere Îl Segioni tecniche (necessità di Faenza, Ferrara, Fidenza, Firenze, Fiume, Foggia, Forll, Frattamaggiore, Gallarate, Genova, Iglesias, Imperia» gretario Federale, Vice-Diretelevate tensioni di alimenLonate Pozzolo, Lucca, Lugo, Lumezzane, tore il Segretario del G. U. F. tazione e quindi complie Segretario dei Corsì un Facazione d'impianto) quanto scista universitario al quale per ragioni fisiologiche (l'ocNovi Ligure, Oristano, Padova, Palermo, Parma, Pescari sarà conferito il grado di chio umano mal si abitua alle Prato, Rimini, Rivarolo. Roma, Rovigo, Samplerdarena, San Giovanni aTeduccio, Sanremo, San Severo, Saronno, Ispettore federale. luci colorate, ed | tubi JuSassari, Savona, Seregno, Sesto San Giovanni, Sestri Ponente, Somma Lombardo, Taranto, Terni, Torino, Torre minescenti offrono una vasta Annunziata, Torre del Greco, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Ventimiglia, Vercelli, Verona, gamma di colorazioni, dal SPORT Viareggio, Vicenza, Vigevano, Voghera, Voltri — ESTERO! Sede a Londre Ufficio di Rappresentanza a New York violetto al rosso, ma solo colori semplici, per quanto si »* Motorismo. Anche la casiano tentate ingegnose sopitale dell'Impero avrà il suo vrapposizioni) questo sistema grande circuito motoristico di di illuminazione non ha avuvelocità. Esso si svolgerà il to alcuna diffusione negli 24 marzo lungo un magnifico ‘ambienti domestici, mentre è tracciato che assicura fin d'ora il pieno come per il Centro, l'ordinamento prevede l'illuminazione a fluorescenza su alcune stato bene accetto per l'illuminazione pubsuccesso della bella competizione: Se queanche per i Corsi di preparazione politica vetture ferroviarie, realizzando un consublica e pubblicitaria. soprattutto. Ma ecco ste speranze non andranno deluse, verrà una precisa differenziazione fra i due anni mo di energia eguale a quello di prima, questi tubi ad una svolta dopo la scoperia coneretato il progetto da tempo allo studio dei quali si compone ogni corso, secondo ma assicurando una luminosità d'ambiendei tipi cosidetti a fluorescenza, che evita. della disputa della corsa Assab-Addis il metodo d'insegnamento, che sarà dedite almeno tripla. Le lampade hanno forno molti elementi negativi degli altri e Abeba che servirà a valorizzare la più cato alla illustrazione istituzionale dei ma di tubi, lunghi circa un metro e permetteranno forse una rivoluzione nelgrande arteria imperiale. principì basilari della Rivoluzione fascista. mezzo, col diametro di mm. 30 circa, e l'illuminazione domestica. Si tratta di rico. — In seguito ad accordi intervenuti durante il primo anno e alla pratica cono. vengono installate nel circuito senza alprire le pareti di vetro, o addirittura di tra i dirigenti italo-tedeschi è stata stascenza delle organizzazioni e delle isticuna diMcoltà o complicazione, salvo cor mescolare la pasta stessa del vetro, con bilita la partecipazione delle case Auto tuzioni del Partito e del Regime durante prendere nel circuito stesso una più pi speciali sostanze che correggono la luce Union, Mercedes e B. M. W. alle seguenti il secondo anno. Anche l'attività dei docola bobina per la stabilizzazione. emessa dal gas racchiuso nell'ampolla e ne manifestazioni italiane: 1° Gran Premio centi sarà nei due anni diversamente camigliorano assai il rendimento: si tenga poi di Brescia delle Mille Miglia per vetture ratterizzata perché nel primo consisterà in presente che è addirittura possibile ottesport (28 aprile); 14° Gran Premio di Trilezioni e nel secondo invece nella direORGANIZZAZIONI GIOVANILI nere la luce bianca del giorno. Se si pone poli per vetture da corsa 1500 eme. (12 zione dei convegni, durante | quali gli poi mente alla possibilità ormai raggiunta maggio); 20% Coppa Ciano idem (4 agoallievi, attraverso la discussione, saranno # Il « Foglio di Disposizione » n. 92 del di collegare tall lampade direttamente 16 Coppa Acerbo idem (15 agochiamati ad approfondire le conoscenze Segretario del Partito reca l’ordinamenle reti cittadine, senza bisogno di tr 17° Gran Premio d'Italia idem (8 teoriche acquisite attraverso lo studio delto dei Corsi di Preperazione Politica sformatori elevatori di tensione, si comsettembre). È stata altresì stabilita la le materie comprese nel programma. Tali per i giovani, che è stato stabilito al fine di prende come vaste applicazioni si aprano partecipazione delle case Alfa Romeo e materie, coerentemente all'ordine degli coordinare l'attività dei Corsi con quella davanti a tali nuove lampade, Dall'AmeMaserati al Gran Premio della Germania. studi del Centro di preparazione politica del Centro di preparazione politica. Così rica anzi giunge notizia che si è adottata

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


= UN

NUOVO

«Q

U

0

IL DISCEPOLO di

NIC ASD=sb 152

IGNOTO

FRANCESCO

PERRI

Romanzo storico del tempo di Gesù LIRE VENTI Prendete il Vangelo di San Marco, ai versetti 50, 51, 52, là dove è descritto l'arresto di Gesù, e troverete l'accenno ad un misterioso personaggio. « E tutti, lasciatolo, se ne . E un certo giovinetto lo seguiva, vestito di lino sulla nuda carne, e i soldati lo presero, ma egli. lasciando andare il panno di lino, ce ne fuggì ignudo ». Chi era quel misterioso giovinetto che seguiva Gesù nell'orto di Getsemani, che vestiva con un semplice alla moda degli esseni? Nessuno ha mai saputo e dai documenti storici non sì può dedurre nulla di lenzuolo, intorno alla sua persona, Solo la poesia e la fantasiadirlopotevano squarciare il velo intorno a un personaggio così preciso Interessante. È ciò che ha falto Francesco Perri col suo romanzo Il Discepolo ignoto. Intorno allo sconosciuto seguace di Gesù, di Emigranti ha intessuta una trama di fatti appassionanti con una ricostruzione di ambienti ricca, vastà, l'autore stiva, piena di una vera folla di. figure vive, nel cui sfondo campeggia, con tutto il suo fascino, la Agura delsuggevatore del mondo e la sua divina La Roma imperiale di Tiberio con la sua tragica grandiosità e la Sal: sua corruzione, la Palestina povera e passione. mistica nelle pagine di questa opera che ha il respiro ampio e potente d'una sinfonia beethoveniana rivivono e che un'altissima personalità della culturameravigliosa na definito nuovo Quo vadis?

Pal

ROMANZO

D:EGL®l

CATERINA

A

FEACGMZE

MARASCA

di ROMANZO

GIOVANNA:

MAZZINI

PRECURSORE

GULLI LIRE VENTI

Travolta giovanissima nei gorghi morte. Giovanna Gulli — figlia ardentissima della terra’ calabrese —- non conoscerà la giola grande di vederdella uscire questo suo romanzo e di seguirne vigile ansia amorosa il lungo viaggio per le vie del mondo. Ventitrédaiannitorchi sono bastati a esaurire Ìl ciclo della suacon giovinezza fragile © sof ferente, consunta dalla miseria stenti: non basteranno però il ricordo del suo nome nella mu moria non ingenerosa degli uomini.e dagli Giovanna Gulli non è più: vivrà aperspegnere testimoniare durevolmente la sua fugace, eppure amarissima apparizione sulla terra — Caterina Marasca. leiÈ —unaa storia vera questo romanza: un documento inquietante d'umanità dolorosa: la confessione disperata di un'anima scatenata nell'odio uomini e delle cose che la circondano; la rivelazione angosciosa di un crudele destino, di un mondo tragicodeglipresentato nella sua realtà più violenta e sanguigna nel cui centro vive e vibra e si agita, ossessionata dal delirio della fame, dominata dalla febbre dell'istinto, una giovine donna dal volto pallido e dallo sguardo allucinato,. che helle cupe ebbrezze d'una sensualità disfrenata trova uno scampo alla miseria che l'insidia e la perseguita. V'& in questo libro così torbido e spietato, sue intemperanze e ineguaglianze e d'espressione, quel tanto che basta per rivelare la forza dipuruna colle narratrice di altissimo ingegno: e non v'èdi —forma crediamo —. serittore d'oggi, per quanto sommo, che esiterebbe a sottoscriverlo.

DIE:

..LFIA/S:G-FS02 M

MAZZINI di RICCARDO

WICHTERICH

Con 16 illustrazioni LIRE SEDICI Questa bella e dotta biografia mazziniana, la prima scritta da un tedesco, patia che abbraccia uomini e cose dell'Italia ieri e di oggi, deve essere riguardata non soltanto uto personale di ammirazione di uno studiosodi straniero per l'opera e la figura del nostro Grande, l'espressione del desiderio, di attrarre l'attenzione la curiosità dei lettori tedeschi verso la ni ma anche come nostra storia. Sl legge con scuto interesse, anche e perché riflette quelle moderne tendenze di

ad essa operarono, la vita di lotta e di sacrificio dell'Uomo che perseguitato e odiato allora, sale oggi sempre intorno più nell'affetto e nella venerazione degli italiani risorti.

l

M

M

RECITA Romanzo

Ù Ì ZNNUÎÈÉÈYN Ì Ò Ì Ù A ÎÒ Ì XÒ Inviando Vaglia alla. Casa Editrice Garzanti Agli abbonati de *L° Illustrazio)

Ù

N

E

N

TT

IN COLLEGIO di ORIO

VERGANI

_

Ò ù volumi franco

E


— Alberto Ascari, figlio dell'indimenti. tablle asso del volante prematuramente scomparso, in occasione della prossima Targa Florio debutterà in campo automobilistico partecipando alla gara al volante di una Maserati. Forse ciò preluderà ad un assoluto abbandono dell'attività motociclistica che fu per il giovane Ascari assai ricca di brillanti successi. — La casa Maserati ha perfezionato la vendita di una $ cilindri 3000 cme. 32 valvole, modello formula internazionale, al corridore sud-americano Riganti, che ‘con questa macchina intende partecipare al Gran Premio di Indianopolis. Il motore di questa vettura, che è composto di due blocchi a quattro cilindri di 1500 cme. modello 1939, ha reso al freno oltre 490 cv. a 7000 giri. * Calcio. Il calendario ungherese prevede l'incontro della squadra nazionale magiara con gli azzurri per il 1° dicembre a Roma. — Le squadre ragazzi del Torino e del Bologna sono state invitate a partecipare al torneo indetto dal Servette di Ginevra in occasione del suo cinquantesimo anniversario. * Tennis. La campionessa tedesca Annielise Ullstein ha assicurato la propria partecipazione ai prossimi tornei primaverili di San Remo, Alassio e Genova, unitamente alla connazionale Charlotte Oecksner, brillante giuocatrice di doppio. * Ciclismo. L'inizio del Giro dei Tre Marì, fissato in calendario per il 27 settembre, è stato anticipato al 20 dello stesso mese, tenuto conto delle esigenze determinate’ dall’estensione della gara a tappe della quarta sponda. La presidenza della F. C. I. ha preso contatto con i rappresentanti. delle case, allo scopo di assicurare alla gara, di cui si valuta la particolare importanza ai fini della propaganda nelle zone ove essa è destinata a svolgersi, il migliore successo. — In una sola prova, anziché in tre come era stato per quest'anno fissato, si svolgeranno i campionati italiani per professionisti e dilettanti. Queste prove avranno luogo al Vigorelli nei giorni 29 e 30 giugno unitamente alle altre prove per i campionati di velocità allievi, inseguimento e mezzofondo. Le altre due riunioni di campionato, che dovranno tenersi a Genova e a Bologna rispettivamente il 16 e il 23 giugno, avranno pertanto il carattere di riunioni preparatorie a quelle più importanti della domenica successiva nella quale saranno in competizione i titoli nazionali su pista. — Martedì 19 marzo si svolge la classica Milano-Sanremo, alla quale, come al solito, partecipano tutti i migliori campioni nazionali e un foltissimo gruppo di giovani. DI particolare interesse.è la presenza dell'intera squadra della casa Bianchi, della quale almeno sei componenti:

ISCHIROGENO

(a base di fosforo, ferro, calcio, chinina, con stricnina o senza)

È IL RICOSTITUENTE MONDIALE PER ADULTI E BAMBINI usato anche dai diabetici, perché

non

contiene zucchero.

Nella spossatezza, comunque prodotta, ridona le forze.

Genova,

7 novembre 1938 XVII

Dopo aver controllato quello che ho veduto nella casistica mia, questo posso ora dirle a complemento quanto Le ho detto tre anni addietro,

di

L'uso continuato del Suo ISCHIROGENO mi ha

dimostrato che esso ha un grande valore come tonico

in varî stati morbosi, ma che è del pari grandemente utile nei soggetti sani quale mezzo attivo nel mantenere la resistenza organica così necessaria per prevenire e combattere utilmente ogni malattia,

Sarebbe desiderabile che di questa proprietà tenessero conto i medici nel loro esercizio. Senatore

EDOARDO

MARAGLIANO

Professore Emerito Clinica Medica R. Università di Genova 26291 9-12-1938 N.am Pref, Aut. del Ti

ringrazio

sentitamente

della

spedizione

del

tuo

ISCHIROGENO, che io e la mia Signora stavamo usando da oltre un anno e con sommo profitto. E questo

debbo

quell'eccellente

bisogno,

ma

dire non

per fare una

ed

preparato,

utile

reclame

non

a

essendoci

per dare a te una giusta soddisfazione.

Senatore

Prof, ANTONIO

Direttore Prima Cli

Medica

CARDARELLI R.

Università

di Napoli

Bologna, 23 gennaio 1924 ll L'ISCHIROGENO

ha il privilegio di possedere la

testimonianza favorevole del nostro maggior Clinico. L'attestato del Cardarelli. vale per tutti. Prof. AUGUSTO

MURRI

Direttore Clinica Medica R. Università di Bologna il porta l'Ischirogeno primato brevità) che dubbio lasciano +come non per re dobbiamo tralascia (che altri tanti di questi affermazioni Maestri immortali we-Le tre ep=ricostituente.

Bizzi, Vicini, Bini, Valetti, Cinelli e Leoni, possono aspirare alla vittoria individuale. — Il 7 settembre avrà inizio da Parabiago, il Gran Premio L. Ferrario che può ben definirsi la più importante competizione europea su strada per dilettanti. La gara, suddivisa in sette tappe, avrà il seguente itinerario; Parabiago-Torino, chilometri 150; Torino-Genova, km. 180; Ge nova-Cremona, km. 174; Cremona-Forli, km. 217; Forli-Arezzo, 162; ArezzoPerugia, km. 115 e Perugia-Roma, km, 170. * Pugilato. In questi giorni si stanno definendo le trattative in seguito ad un regolare invito rimesso dal Japon Am teur Boxing Federation alla consorella ita. liana per inviare una rappresentativa di cinque pugili italiani; dilettanti, dal mosca al medio-leggero, in Giappone, e precisamente a Tokio da metà settembre a metà ottobre. La F. P. I. ha aderito in linea di massima, sempre che non abbiano luogo i campionati del mondo. * Pallacanestro. La squadra nazionale di pallacanestro ha in' prospettiva un bellissimo viaggio nel Sud-America, dove è suita invitata dalle Federazioni del Cile, dell'Argentina, dell'Uruguay e del Paraguay, che vantano grande. numero di cultorî ‘di questo. bellissimo sport. La gita dovrebbe aver luogo in novembre e la nostra nazionale verrebbe opposta ‘alla nazionale dei quattro Paesi citati, cominclando con l'incontro -Italia-Cile. VITA ECONOMICA E FINANZIARIA »* Netta affermazione dei prodotti ortofrutticoli all’estero, Secondo. valutazioni attendibili, l'esportazione italiana di prodotti ortofrutticoli, malgrado. le enormi difficoltà incontrate, ha venduto nel 1939 per oltre un milione: di quintali. in più dell'anno 1938. Il Grande Reich da solo ha assorbito poco meno del 60 per cento del volume complessivo delle nostre vendite all'estero, corrispondenti però ad un valore inferiore al 50 per cento. Una testimonianza della netta affermazione dell'esportazione ortofrutticola italiana si desume dal fatto, che essa ha operato in con. dizioni alquanto difcili. in confronto a quelle dell'anno precedente, per ‘il ritorno sul mercato internazionale della Spagna che ha esercitato notevolmente un înflusso sui mercati di sbocco, e in particolare in Inghilterra, nei Belgio, nell'Olanda, in Francia e in vari Paesi dell'Europa Settentrionale. È stato a tal uopo suggerito, ai-fini di un maggior potenziamento delle nostre vendite all'estero, specie per quanto riguarda {l mercato germanico, di rivedere con criteri razionali }l numero di coloro che operano in questo ramo, che ascendono a quasi tremila, in confronto al quasi unico compratore tedesco, essen-

SCOPERTA DI UN NUOVO TIPO DI BRILLANTINA Una nube di E

una sorprendente brillan-

minuscole

tina, che dona ai capelli una bellezza sin qui sconosciuta. Essa è talmente fluida, da formare una nube di minuscole gocce, che avviluppa ogni ‘capello d'una invisibile guaina « irradiante» I capelli brillano tre volte di più, perchè’ ognuno brilla separatamente, anzichè essere appiccicati, come avviene con le comuni brillantine : toccate i vostri capelli, essi sono soffici, fluenti come la seta, e per niente grassi o unti. Preferite quindi la brillantina liquida ricinata Rojà. L'olio di ricino tonico A che essa contiene sovra-alimenta c fortifica il capello. I capelli sono n protetti contro l’azione disseccante i e decolorante del sole, e diventano così soffici che le ondulazioni durano due Chiedete la brillantina Rojà nel suo flacone volte più a lungo. La brillantina Rojà fa vaporizzatore brevettato Rojà è învendita risaltare la naturale colorazione del capello, ovunque a L.7 il solo flacone ; a L.12 il Laboratori Boe la fa apparire più viva, più smagliante, flacone con i, vaporizzatore. Milano, via Comelico, N. 36. grazie al suo prodigioso potere irradiante.

BRILLANTINA ROJA

>

rr

/4

Ò

GLULLAALALLALKLALUANGALAMK44/7

(UTOR. PREF, MILANO N° 10900 DEL 14.3.1939=XVII ®: ’!?}*®®

IVI — L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA


do-noto che gli acquisti del Grande Reich ‘sono imente regolati in forma quasi monopolistica. Una severa selezione degli esportatori sembra ormai necessaria, e ciò sovratutto per rendere possibile una Più salda disciplina economica dell'esportazione. * Obbligazioni italiane in dollari. Il Banco di Napoli Er. Co. of New York trasmette le seguenti quotazioni a chiusura del 23 febbraio 1940 alla Borsa di Nuova York: Prestito del Regno d'Italia: 7.71; Prestito di Roma: 6,12-55,3/4; Prestito di Milano: 6,15-48,15: Prestito Istituto di Credito Imprese di Pubblica Utilità: 7-49,%4: Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche: 7-70,1/8; Adriatica di Elettricità 1-70; Ernesto Breda: 7-96; Società Lombarda Distribuzione Energia Elettrica 771; Meridionale di Elettricità: 7-57; Istituto di Credito Fondiario delle Venezie: 7-45,3/4; Ercole Marelli: 6,}4-40; Intl. Power Sec. Corp, Edison: 6,44-40; Intl. Power Sec. Corp. Edison: 7-434; Italian Superpower: 6-4054; Sip.: 6549-43; Terni: 616-45; Unes: 7-44. * La fermezza della lira sui mercati internazionali, La solidità economica e finanziaria italiana eloquentemente documentata dall'andamento dell'attività produttiva in tutti | settori industriali e dal soddisfacente sviluppo dei nostri traffici internazionali, oltre che dal brillante esito della emissione dei Buoni novennali del Tesoro 1944, trova sui mercati internazionali un esplicito riconoscimento nella fermezza della lira. Infatti, mentre le quotazioni del franco francese e della sterlina, alla borsa di Nuova York, attraverso varie oscillazioni sono andate declinando, la lira è rimasta saldamente ancorata al cambio di 5,05 corrispondente alla sua parità col dollaro. La realtà di questa sua posizione internazionale della nostra moneta, trova conferma nell'andamento delle sue quotazioni a Londra le quali rispecchiano l'aumentato potere di acquisto della lira in confronto della sterlina, Quest'ultima che ancora verso la metà di febbraio alla borsa di Londra si ragguagliava al cambio di 78,25 lire italiane, è discesa a lire 77,50 con una regressione perciò parallela a quella verificatasi sul mercato americano in confronto al dollaro. Questa riprova della stabilità del potere d'acquisto della lira rispetto al dollaro e quindi all'oro, vale a dimostrare il sano equilibrio della nostra bilancia dei pagamenti, realizzato attraverso una consapevole politica di potenziamento di tutti quei fattori economici e finanziari che sono alla base di una efficlente e duratura stabilità monetaria.

ALL'INSEGNA DEI SETTE SAPIENTI latino tramente significa: fine della Polonia; e si attribuisce all'eroe Taddeo Kosciuszko, comandante dell'esercito polacco, quando fu dai russi vinto e fatto prigioniero alla battaglia di Maciejowiez, il 10 ottobre 1794. Fine della Polonia; cloè la Polonia ha

Ing. E. WEBBERÙÈ4 0. Via Petrarca, 24 + MILANO

DIVANO-LETTO

NOVARESI

FERSI:E LUCENTI L'olio d'oliva che entra nella composizione dello Shampoo Palmolive assicura a_ questo prodotto due specifiche prerogative: gli consente cioè di pulire e ravvivare i capelli senza. ulteriori trattamenti. Lo Shampoo Palmolive non secca la capigliatura, ma la libera dalle impurità renden-

OGNI

PER

NUOVO

BUSTA

ONTIENE

L'ELEGANZA

UNA

CONQUISTA

LACCIO

or

PRODOTTO A GENOVA

DUE

E

DOSI

PER

DELL INDUSTRIA

L'ECONOMIA

ITALIANA

FELSINEA

ETERNO

-.

DONA

ELEGANZA

CISPEA

-

LEGGIERO ALLA

Via

-

CALZATURA

Busi

cessato di esistere. £ noto infatti come questa infelice nazione, ricostituita dopo la guerra mondiale, fosse stata smembrata alla fine del secolo XVIII fra Rus: sia, Prussia ed Austria. La stessa lettrice ci chiede anche di spiegarle il motto Jatino Post fata resurgam, risorgerò dopo i fati. Uno dei tanti motti anfibologici della fenice: favoloso uccello, simbolo d'immortalità, il quale secondo gli antichi egizi, quando sente approssimarsi la morte, si brucia spontaneamente, per risorgere ringiovanito dalle proprie ceneri. Un signore di Milano ci chiede donde sia nata la locuzione adottata nel linguaggio diplomatico internazionale: Fin de non recevoir, & una locuzione della lingua francese con la quale sì designa un rifiuto fatto con tutte le regole dell'arte perché riesca garbato e il più possiblimente mascherato con belle maniere Fin de non recevoir, sono propriamente 1 mezzi pregiudiziali, Je eccezioni che tendono a scartare una richiesta con mezzi di forma, di prescrizioni e simili. Nei Promessi Sposi il dottor Azzeccagarbugli. per non compromettetsi a dar torto al Podestà o al conte Attilio, trova la scusa che prima del suo è stato chiestò il parere di Fra Cristoforo: ecco un fin de non recevoir. E Fra Cristoforo a sua volta — come diceva il Panzini — è invece così talstoia. namente radicale nel dirimere la questione, che il suo giudizio in merito passa 4 sua volta presso Ì convitati per un fin de non recevoir. È vero che il famoso Jacquard, l'inventore del telaio meccanico, era oriundo îtaliano? ci chiede una signora di Monza. ° Questo proprio non ci risulta, Giuseppe Maria Jacquard era un espertissimo med» canico di Lione nato nel 1752, morto ottant'anni dopo. La sua invenzione, com'è noto, rivoluzionò la tessitura trasforman-

,CHERRY-BRANDY TÉ

Creato in due tipi, per bruna ed alla camomilla per bionda, uesto Shampoo non altera SLeoiore netorale della e si sciacqua con estrema facilità.

N.

-

TUTTI

tb

|

AUTARCHICO DURA

19

ETERNAMENTE

-

BOLOC

do l'artigianato in un'industria che doveva diventare una delle più potenti dell'età moderna. Contrariamente a quanto si potrebbe supporre, la scoperta di Jacquard nei primi tempi non gli fruttò alcun onore; tutto al contrario gli attirò l'odio e le maledizioni degli operai soppiantati dalla macchina, Onori e ricchezza vennero dopo. Esiste una regola fissa per stabilire la data. della festa di Pasqua? La Pasqua cade sempre nella domenica successiva al plenilunio di marzo ed è preceduta dalla Settimana santa o maggiore: non potrà quindi mai cadere prima del 22 marzo, né dopo il 25 aprile. La solennità pasquale costituì per dieci secoli il maggior impulso agli studi astronomici. Lo stabilire in quale giorno dovesse cadere la Pasqua diede luogo nel mondo cristiano a questioni che si trascinarono per secoli. La loro origine va ricercata nella contraddizione esistente fra la concorde affermazione degli Evangelisti secondo i quali Gesù celebrò l'ultima sua cena pasquale il primo giorno degli azimi, e il complesso delle narrazioni dei sinottici che fanno invece accadere tale avvenimento due giorni dopo. fntorno alla questione esegetica ne sorsero altre liturgiche, disciplinari e perfino dogmatiche. Ne vennero due Pasque: una celebrata dalla cristianità d'Oriente € l’altra celebrata da quella d'Occidente due giorni dopo. Per togliere questo dualismo ci vollero le scomuniche di papa San, Vittore I. Ma la questione non fu definitivamente risolta che al concilio di Nicea il quale stabilì che la Pasqua cristiana si celebrasse, come abbiam detto, nella domenica seguente il primo plenilunio dell’equinozio di primavera, Ciononostante nel 1805, per uno sbaglio dei compilatori del calendario romano, la Pasqua cristiana sì celebrò sette giorni prima del dovuto, venendo così a fru-

e MARASCH

strare in pieno una delle principali: ragioni che avevano ispirato le norme del concilio, quella cioè di non trovarsi — come capitò invece in quell’anno — a celebrare il giorno di Pasqua con gli ebrei. Del resto, indipendentemente da ogni errore, vi è un caso in cui osservando entrambi le loro leggi, israeliti e cristiani si troveranno a celebrare Pasqua insieme: calcolando gli uni l’inizio del giorno al tramonto, gli altri a mezzanotte, allorquando il plenilunio cadrà nella sera del sabato sarà per entrambi Pasqua la domenica successiva È vero che le belve che vengono presentate al pubblico in spettacoli emozionenti nei circhi, sono fiere menomate ad arte nei loro istinti ferini, mediante l'allattamento artificiale con latte di capra durante la loro prima età? Questa curiosa domanda rivoltaci da un nostro abbonato ci richiama alla mente alcune interessanti conversazioni che abbiamo avuto a proposito di belve feroci con due illustri domatori: Wagner e Sailer. Entrambi furono d'accordo nell'affermarci che | migliori soggetti, i soggetti più intelligenti e suscettibili d'ammaestra. mento, sono quelli provenienti dallo stato selvaggio; i più neghittosi, riottosi e temibili, oltre ad essere quelli meno svegli. sono quelli invece nati in cattività, siano pure artificialmente allattati, come capita talvolta di dover fare per quest'ultimi. A quale ordine d'animali appartiene l'Ameba. L'ameba appartiene al più semplice ordine d'animali: a quello dei profozoi 0 animali unicellulari. Esso consta di un'unica cellula, ossia una gocciolina di protoplasma che racchiude un nucleo. Malgrado la sua estrema semplicità questo animale ha manifestazioni vitali: sì muove mediante degli pseudopodì e presenta correnti di circolazione interna endoce) lulari; respira, reagisce agli stimoli esterni e sì riproduce per semplice divisione in due cellule figlie, oppuré il contenuto cellulare si divide in molte parti, ciascuna delle quali diventa poi una nuova cellula Ed eccoci ad alcune domande riguardanti la pesca e la caccia: caccia‘in cesto ed in botte, pesca a dugliare ed al traino. La caccia in botte è quella agli uccelli palustri che sì pratica nelle valli dell'Estuario Veneto. Essa trae il suo nome dal fatto che l'appostamento ordinario è costituito da un tino mascherato e ancorato in mezzo a un isolotto di fango, nel qual tino sta nascosto il cacciatore. Ogni botte 0 posto di caccia prende un suo nome proprio, che lo distingue dalle altre. Caccia al cesto è quella ai palmipedi che si fa in Toscana, alla tesa Pesca a dugliare. Dugliare, nel linguaggio dei pescatori, significa disporre una corda a giri concentrici; donde il nome di questo sistema di pesca basato appunto sulla disposizione della lenza al suolo, perché possa poi essere proiettata lontano col minimo sforzo, Pesca al traino è una pesca avente lo scopo di sfruttare l'istinto che hanno | pesci di lanciarsi su tutto ciò che vedono luccicare e filare nella corrente; essa presenta il vantaggio di sfruttare un vasto campo d'azione, poiché viene praticata camminando, risalendo cioè la corrente « trainando » l’esca con la canna tenuta orizzontalmente e volta-verso il }irgo.

RAGA

ViNi TiPiCi Di LUSSO-ORVIE

MASCHERINA Nlorodotto perfetto per ia donne italiana, Il pacahetto della speciale combi. nazione MASCHERINA contiene: 2 scatoli Thea (colore deside ed un piumino di velluto presso lutti i rivenditori sfgenico mocemno


= a

_ENIMMI cer

. Anagramma a fraso (9—5—4)

PARTITA

ES

Dissi a due bimbe searne e macilenti, che mi tendevan l'esili manine: — Ecco dei soldi, o piccole dolenti,

td 5 Ha os

s

15; 2118-X: 25.18-3,7; 32.28-7.12;

»

| più non viscalda con sua dolce fiamma? — La nostra mamma, o-buon signore, è morta

29.25-X; 22.15-6.11; X-X; 26.2210.13; 28.24-8.12; 23.19 (posizione-del diagramma) 48; 252111.15; 27.23-13.17; 30.26-5.

e nel dolor s'è ilnostro gaudio spento:

siam due orfanelle che ildestino porta ©. come duefoglie ilfolleggiar del vento,

©

è solitarie andiam tra genti strane, chiedendo unsoldo, una carezza, un pane. di ps ti

2

Sclarada

alterna

AMORE

14-10.13; 21.18 e vince.

Alceo

PROBLEMI

(xx0oxx00)

Neri

14-15 —16 Ea

DELUSO

(a premio)

SE

Questo,

Ma parsec vate ital 7

9. Ma lei ch'è inver bassissima,

DUE Ala -paroii

=

di un lucro purchéssia, ei ricavare

non può dall'opra sua nemmeno

Fanfarone | Verticali

È,

Sclarada

È

d'un

tratto sovra

Fa

schio "Wmbiate (87)

t

î

1. Esso che forte dubita. 2.. Che il voi gli ha dato il bando.

E sta de l'acqua al fianco.

8, 9 .,

la

99 EGIZIANE LE PIRAMIDI

pad

asia

Ferdan

Da

a

Crittografia sillogistica (frase: 5-2-7) OSTERIA

ITALIANA

611:

; 23120; 16.1

i

È <JeS

NOTIZIARIO

#i NÈ

Aladino |po Lor vane cao ili ni* è nell ladi:

BOLOGNA. - Presso Il Dopolavoro Di

Ss

* Pianori An lo; 20 i Ri nio; 4* Michelini Fernando; "50 5° Rag. Sara Corso

4 Cc

rod

iaia! digreni ero, altri. Complimenti col giovane Pianori, pri inci il eni

o

con thapra que di scarto.

di puede di questo fascicolo. Fra i solutori sarà

\ote. — 4. Moda-natura, — 5. Son

Soluzione Enimmi N. Il

vincé

Le soluzioni devono pervenire alla rivista entro otto gioora as mensilmente un premio di L. 30 in libri da sce

1. Navigatori — ignota riva. — 2. Teme-rari-o = temerario,

ILLUSTRAZIONE

e

i M. Telò: tira 18.14; 12.7; 20,15; 10.14; 14.5. DE

ha conseguito

Alcide

Premiato: A. Mosesti - Fiume.

muove

in n7 mosse

0 ritorno di attività d Judio drone dams e pattaglie_ perricondurre Ù riguare ‘edattività di questo NObIIE FOR. CO

( DEL N. $ SOLUZIONI 3

Bianco

stante una prolungata assenza ed inattività Ramistica, ct nuovamente imporsì e vincere. Così pure per Remo Ferrari .

DOMANI

i ea = Di

N

liA.Gallico: 14.10: 17.10: 23.20: 2617:

i

13. Quanto livor di critico, 14. Ma che nume d'Egitto! 15. Sono mantelli d'umili.

SOLUZIONE DEL N, 8

vince

LUZIONI DEI PROBLEMI DEL N, 8

2a Perl. vor Jaiio,

16. Questo ad esempiourea è scritto.

Aci medi

ì

x muove e in 6 mosse pa

E qui, tel dico franco. Zitta, che ti decapito,

Il. Se mite ti scombussoli.

Pan

pre 'varzeadiaivo

È

ll Bianco

7 i ll gineceo degli arabi.

DISERTORI

7

(Venezia)

16. De l'anno che decorse.

DI.

Artifex

> Sono ogigetto di schermo quei vigliacchi,

:

(non a premio)

AES È % L li Pietro Piasentini

li. Un cardinale in forse. 15. Pel grave monosillabo,

5. Nega ch'è quasi un avolo.

Îl ponte s'agita

della gente in terror la 00000000!

è

zijn

;

3 . Due serpentelli vedonsi. 4.. Ma è pressoché nefando.

NEL MARE DEL NORD

Il comandante, a l'esplosion fulminea, surà — dice tra sé — mia 0000 l'oooo mentre

li Bianco muove e_ vince

il costo.

n

4

|

13, Nel' gran bisogno avvincono,

È un povero scrittore e l'hn da fare con certi originali ché, all'opposto

%

| |

10. Divora spoglie morte. li. DI quel che in guerra emersero, 12 Per lo spirito forte,

>

AUTORE SFORTUNATO ci

5°

Gimignano)

(S.

deciso, affermati

2 Quella che comple i) male. 3. Se pur ti chiama principe. 4. Per lettera papale. 5 Maestre 0 no, si corrono. 6 Con immediata possa, 7. O latino volatile. I E ra,

Si PERA

N. 42 di Ornello Campatelii

Orizzontali

Ade sospiro; a te, anelante, il viso volgo, a te giunger bramo: € tu sorridi del tuo dolce riso, come un gentil richiamo, Ma ospizio dài a allegra, spensierata briosa compagnia, mentr'io teco divido sconsolata i

_

N. 41 di Carlo Coppi (Casalmaggiore)

placidi sogni al cuore, grande pregio racchiudi, sebben miri solo al facile amore!

*

|

0 mia graziosa, o tu che sempre ispiri

>

*

A ROMA

24.20-12.16; 28,24-10,14; 3128-5. 10; 20.15-X; X-7.11; 28.24-X; X-

ma ditemi, nessun le acerbe spine vi sa lenir? Il cuore de la mamma

15

GIOCATA

fra ì signori O.Rinaldi (bianco) eP: Scacchi

quelli editi dalla Casa Garzanti.

cr

Niuò | Premiato: A. Poggi Banchieri - Gubbio.

ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Soluzione Cruciverba N. 11

ILLUSTRAZIONE

Concorso

ITALIANA

permanente

bi

Neto | (Vedi alla pagina seguente le rubriche Sencchi e

ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Soluzione Dama N. 11


544

Part Indiana-Nimrowiteh 10° dell'incontro Rotterdam, gennalo 1940

U, LANCIA Messina (Italia)

1.eda c4 3.2. Cos 4. De 5. 63 6. dies 7. Ad2 808 re

ù

Torneo di Londra ‘Torneo magistrale svoltosi a Londra nel dicembre 1999.

(6 |27.Td4pl Tin2

1° "pie » IL Koni Konig punTIA nu su 11 3°1° G.P. Milner-Barry Thomas »+» 7 Ilu 4 P. List . u 5° M. Blum » i 5° S. Fazekan . li 5e V. Menchik . un 8° H. Golombek » n 9° H. Schenk » ul

:

10; Cf

10° J. Miesea

12.

11° I Solomon

11 A

i° W. Ritson-Morry

Tal

13. g:13 10 Ta 20. 21 22

MANSFIELD

23:

SRELLIO

26.

'elegr. Post, 1915)

D

no XVIII-1940,

—)

u

un

svol!

il Do.

abbandona

pi

9

10. e:ds Mia

12; dic5 Ha 13. Ab5H — Cd7 14, Ces AB 15.108. Tie

I;

(I I

Bianco

CCXLIV.

matta

—

in 2 mosse

IL CODICE

DEL

E

asnit Si Era

* 1 03 BRELA n »

il

TAC

| mincia

quando

l'ultima carta di una corretta distribuzione è stata

|giocatore è stata accettata dagli ultri tre, e cioè è stata seguita |dalle tre dichiara:

di passo a turno degli altri tre giocatori.

| Finita la dirtribuzione, ciascun giocatore a turno da destra verso

sinistra a cominclare da colui che ha distribuite le carte deve di| chiarare, ovvero deve passare fino a che vlen fatta la prima dichiarazionz, Se tutti e quattro i giocatori passano nel primo turno, la mano è considerata nulla, e si procede ud una nuova distri| buzione che è fatta dal giocatore che segue a turno. Altrimenti, se vi è stata una prima dichiarazione, ciascun giocatore

a

turno

può

fare

una

nuova

dichiarazione,

orvero

deve

passare.

La dichiarazione che è seguita dal passo del tre successivi plo| catori diventa la definitiva e chiude la licitazione. Ogni dichiarazione che si segue ad un'altra deve impegnare un numéro maggiore di prese della precedente o un numero uguale

| ma. di colore superiore. L'ordine crescente delle dichierazioni è Ul seguente:

Fiori - Quadri

- Cuori

- Picche - Senz'attù.

Ogni giocatore può a suo turno, doppiare (contrare) la dichia| razione immediatamente precedente fatta da un avversario o può | raddoppiare (surcontrare) una dichiarazione propria 0 del compegno, che fosse stata doppiata da un avversario. | Il doppiare e il raddoppiare non alterano il numero delle prese

| dichiarate né il vatore di esse agli effetti della licitazione. Una dichiarazione che è stata raddovpiata non può essere an-

LIBRI, ALFREDO JERI

| MASCAGNI Quindici opere - Mille episodi

EDITORE

Inviando vaglia alia casa Editrice GARZANTI - MILANO, Via Palermo 10, riceverete lì volume franco di porto. Agli Abbonati de L'Iilustrazione Italiana si con(cede lo sconto del 10% sul prezzo di coÈ pertina, franco di porto.

«pel RAISI,

pu

Ces be

ECiel

Aez fa

Dio Teg

Ai RAT Res Ac2 AbI

DE

Ces

Cie Car

Il Bianco

La dichiarazione finale della ticttazione diventa il contratto, ov-

vero l'impegno; se il contratto è in uno del colori, ciascuna carta

scartare lafiori perdente. Questa seconda soluzione appare la più conveniente, polché 4 morto ha due o tre rientrate inmano a mezzo degli attà. Basteranno due entrate sela.Dama di cuori è terza, e occorreranno tre entrate, selaDama è quarta. Le tre entrate sono rese possibili dal fatto che gliattù avversari sono divisi uno ed uno, e la giocata può svolgersi in piena

sicurezza.

D'ADO.

di quel colore diventa un attà.

@ Q O

Il giocatore della coppia che ha fatto l'ultima dichiarazione, il quale per primo dichiarò il colore di questa, diventa 4 dichia-

rante, e il suo compagno cessa di essere giocatore, e diventa com-

pagno del dichiarante, ovvero come usualmente si dice, diventa Continuerò nel prossimo numero l'esposizione delle leggi riferentisi a questo terzo periodo che è il più Interessante del gioco. Avverto che quando indico il termine colore, intendo indicare uno dei quattro semi delle carte e non solamente il rosso 0 il nero. Ecco la soluzione del problema di condotta di gioco proposto nello scorso numero ed ecco il quadro completo delle carte (vedi grafico a destra).

Sud deve fare 7 picche, Ovest è uscito col Re di fiori. ,

Sud constata che ha perdenti una cuori @ una fiori, delle quali una potrà essere scartata sulla Dama di quadri del morto.

02-10-75 10-97-54 a-D

loi

morto.

Sud?

in 2 mosse

euori e poi liberare una delle cinque cuori del morto sucui pot

dianzi,

giocare

matta

Egli hadue vie davanti a sé: scartare lafiorie tentare ilpassetto 4 cuori, sperando che laDama fosse inEst; scartare ÎlFante di.

Il giocatore che non desidera né fare dichiarazione, né doppiare 0 raddoppiare, deve indicere ciò col passare.

gf:

Q Dsss O 1632 de rp

A Q

Ò

arco: are r

LA

CRITICI

«Il volume delinea con tocchi sicuri e nervosi, precisi ed essenziali, garbati ed efficaci, un veritiero e animato ritratto del livornese è, Ul Popolo d'Italia)

Fioenzio Perme

«Pagine vibranti, briose, spesso anche appassionate... Bel libro, interessante, diverterite, commovente in cùi cè di Mascagni tutto l'uomo ». (La Sera) Innocenzo Carra «Un libro che dipinge Mascagni al vivo, com'è, com'è sempre umore 3. \ (La Nazione) Cieniano Gracuetii

stato e che è quindi pieno di buon

GARZANTI

Matione Calorie

AB DE

ri DE

PLOTNITSE

deve

- B. G; LAWS

(Jamaica Family Journal, 1881)

De6 Di

cora doppiata e raddopplata. Quando una dichiarazione è stata doppiata 0 raddoppiata, ciascun giocatore può fare un'altra dichiarazione fino @ che la licitazione si chiude come è stato detto

Come

Problema N. 859

E

©. Trompowsky (Brasile)

PRO;5

G. Fenpantes

| det primo e secondo periodo del yioco in ordine di tempo. Ora dirò del terzo periodo e cioè della fase della licitazione che co| posata sulla tavola e finisce quando la dichiarazione fatta da un

OE

OMO ear

Problema N. 830

(Verona) - Zanenga E.. Milano.

(seguito). - Ho già detto

RE

AR

A. Alekbine (Francla)

833 — 1.1 AeS-c3. Ae$=c9, Problema N. . 833

abbandona

PONTE

Tg2

le ee vari SE

Papa U.. Milano - Platesl A Imola (Bologna) - Bianchi B,, V rona . Bonivento O., Bologna -Farmacia Scappini, S, Michele Extra

18 A;IE

Tg

ADT

Ces T:d2 Taeg Tag Aa6 (Gi der Cid4 |, abbandona .

Problema N. 831 Problema N, 831

C:d5 cs

Des

de

10.

Il 12. N ti15. Cfid Fil;

10° Torneo delle Nazioni 1" Coppa Hamilton Russell

Buenos Alres, agosto-settembre 1939 H. Opsahi 3. Rodriguez imap

t-; (Hi Les ei "mis tai

547 Partftn Indinna-Nimxowlteh pepe delle Nevoni

2° D, Faustini 4°PA R. VA, Austra

Part Indiann-Bogolju

È

(Canadà) ca

Polavoro Scacehistico Piacentino dal a \cembre. ag |rezione del torneo: prof. Pallastrelli e ing.

Marchesi,

ge

Thi

145.

u

DI

Ù Digcenza, pe «Toto dipaso camolonato en

10 17. A; Problema N. 851

»

a

na

A. Larsen (Norvegia) ce SPA sii }os Pi PRr tt) ca fd CA; Die Ci Fe)

«È con vero godimento che si scorrono le nitide pagine di questo volume da cui affiora tutta la vita intima e d'arte del glorioso

Maestro... è. (Radiocorriere)

«Queste prose sono piene di fi% gurine, di ritratti, di osservazioni

colti nel vivo e sbalzati con mano maestra e con una leggerezza di tocco, uncolor di poesia, un senso del favoloso e insieme una minuzîa di particolari che subito te li dìnno vivi e parlanti, immediati e concreti», (L'Ambrosiano) Apotro Franci

«Oltre alla preoccupazione di dare ai ragazzi libri che li educhino moralmente, non sarebbe male qualche volta, dar loro libri da cuî imparare a scrivere, che significa imparare e pensare. Sotto questo aspetto, il libro del Cicognani è l'ideale, perciò è da augurare che vada per le mani di moltissimi ragazzi...». ©. La Rassegna Italiana «In questo volume non sarani ragazzi soltanto a trovare il loro godimento. La scelta dei vari racconti e bozzetti è- riuscita, nel suo insieme, quasi un'antologia di questo scrittore». Il Popolo di Trieste no

BRUNO CICOGNANI VIA DELLA SAPIENZA Novelle scelte per i ragazzi

Lire Quindici

GARZANTI EDITORE Inviando vaglia alla casa Editrice GARZANTI - MILANO, Via Palermo 10, riceverete il volume franco di porto. Agli Abbonati te L'lustrazione Italiana si concede lo sconto del 10% sul prezzo di co‘pertina, franco di porto.


ARGENTERIA

GIACCHÈ VIA MANZONI TUTTA

7 MILANO

L'ARGENTERIA

PER

TELEFONO 86963

PER LA CASA

SENTITO

Colazione

BELLA

Uova alla Romana Cosciotto di Montone in salmi Passato di patate Insalata novella

DIRE

L'ultimo discorso di Daladier, che ha fatto eco all'ultimo discorso di Chamberlain (l'eco è un fenomeno senza immaginazione), non ha avuto un grande successo. D'altronde, bisogna pensare che in questo mese sono usciti în Francia dei decreti draconiani, che vietano per tre giorni alla settimana la vendita delle bevande alcoliche, dei salumi e dei generi di pasticceria, e per un giorno la vendita della trippa. Che cosa c'entra questo col discorso di Daladier? C'entra, In tempi di restrizioni, anche gli applausi non possono essere troppo... nutriti. Il capo della. propaganda francese, lo scrittore Jean Giraudoux, ha tenuto un discorso anche lui, dicendo che se questa guerra fa venire la barba, gli dispiace molto, ma non c'è niente da fare. La Francia non è disposta a battersi e a versare il suo sangue per dare spettacolo alla platea. Del resto, il signor Giraudoux si dichiara soddisfatto dell'andamento della guerra e non dubita che lo sia pure la maggior parte del popolo francese. Che sia soddisfatto lui, è una cosa logica, Egli ebbe a dichiarare un giorno (lo abbiamo letto sul Gringoire): « Gli scrittori si compiacciono di far combattere dei giganti fra loro. Ciò a me non interessa. A me piace far battere un nano contro dei giganti; giganti che si chiamano: la guerra, l'amore, la morte, la vendetta. È allora che la lotta diviene appassionante». La Francia combatte oggi contro la guerra, contro la morte e contro molte altre cose. Le cose più grandi lei.

Formaggi:

— Quante volte, signorina, debbo ripetervi di usare le forblei1?

BoTtTEGA

Come il professore di storia antica è riuscito interessare gli allievi alle lezioni sulla civiltà egiziana

Durante un suo viaggio in Europa, le sue osservazioni profonde entusiasmarono ammiratori ed amici. A Parigi, una volta, visitando un famoso giardino, si ferma dinanzi ad una meridiana. — Che cos'è? — chiede, — Una meridiana, — gîì rispondono. A che cosa serve? Segna l'ora a seconda della posizione del sole. Santo cielo! — esclama Sam meravigliato. — Ne inventano una tutti 1 giorni! Ma l'osservazione più famosa è quella che egli fece a Roma, dimanzi all'Arco di Tito. — È bello, — disse all'amico che lo accompagnava, — ma si vede subito che lo hanno copiato dall’Arco del Trionfo di Parigi!

- COLONIA

Mi compiaccio: vedo che finalmente a tuo figlio comincia a pesar meno la vita d'ufficio.

- PROFUMO

BEI FIORI

ITALO

| ENTRA

SULLIOTTI

LA

Il processo

DELIZIE PROFUMERIA

di

CORTE! Versaglia

INEBRIANTI

SATININE

- MILANO

DEL

GHIOTTONE

UOVA ALLA ROMANA. - Prendete un chilogrammo di spinaci e fateli cuocere « a vapore »ossia in poca acqua salata, badando che gli spinaci, appena bolle l’acqua, sono subito cotti. Sgrondateli, strizzateli bene in un panno di bucato, e disponeteli sul fondo di un piatto di virofila. Qua e là sugli spinaci ancora caldissimi mettete alcuni pezzetti di burro crudo, assai piccoli. Tenete il piatto al caldo, ed intanto rompete sei uova in altro tegame con burro. Lasciatele cuocere pochissimo, le chiare dovranno essere ancora quasi liquide. Fate passare le uova dal tegame in cui le avrete cotte, sugli spinaci, disponendole bene. E su ogni uovo fate ‘na decorazione con filetti d'acciuga. Cospargete il tutto con abbondante parmigiano grattugiato, in modo che uova e spinaci ne siano tutti ricoperti. Mettete il piatto di pirofila così composto, al forno (moderato) per alcuni minuti (una diecina al massimo), finché Îl parmigiano abbia fatto una crosta leggermente dorata. Mandate in tavola caldissimo.

Ne volete sapere qualche altra? Come tutte le case di produzione Goldwyn ha ai suoi stipendi un gran numero di scrittori famosi, che egli non conosce nemmeno di vista. Un giorno, mentre compiva un giro d'ispezione per accertarsi che i suoi impiegati si guadagnassero veramente il loro salario, vide in un ufficio un uomo seduto dinanzi ad una scrivania profondamente assorto nei suoi pensieri Quest'uomo era il notissimo scrittore americano Louis Bramfield. — Chi siete? — gli chiese Sam. — Sono Louis Bromfield. — Qual'è la vostra professione? — Faccio lo scrittore. — E allora perché non scrivete?

CIPRIA

Frutta

Vino: Barolo vecchio

Il compagno Potemkin, insediatosi al Commissariato dell'Educazione a Mosca, ha esaltato la coltura sovietica. Di questa coltura han dato prova ultimamente alcuni prigionieri russi, i quali, sottoposti per curiosità ad un esame dal Comando finlandese, hanno dimostrato brillantemente la loro erudizione storica € geografica. — Quali Stati costituiscono la Scandinavia? — La Svezia, la Norvegia e la Svizzera. — Chi era Napoleone? — Un generale dell'antica Roma. — Qual'è la capitale della Francia? — Londra. Quest'ultima è stata l'unica risposta giusta,

Sam Goldwyn era, un tempo, operaio tagliatore in una fabbrica di guanti. Adesso è miliardario. L'ignoranza, poi dicono...

P455

Erbo Galbani Gruera Italiano

In Russia è stato elaborato un piano per la costruzione di una fitta rete stradale e per la riorganizzazione dei mezz! di trasporto. Ci voleva la guerra perché i Sovieti sentissero la gravità di questa lacuna. Prima non se n'erano accorti. È che i Russi hanno perduto da tempo l'abitudine di viaggiare. Quando uno parte per un viaggio è difficile che ne faccia altri, Si tratta sempre... dell'ultimo viaggio.

Ma con ciò che cosa hanno voluto provare i Finlandesi? Che | Russi sono degli ignoranti? Non vuol dir niente. L'ignoranza non costituisce più un ostacolo all'ascesa dei popoli. Neanche all'ascesa degli individui. Vi sono degli ignoranti che hanno fatto delle carriere formidabili. Senza scomodare gli stessi commissari sovietici, che in questo momento sono occupatissimi in un e dettato » di pace (potete immaginare gli errori!), prendiamo l'esempio di Samuel Goldwyn, magnate del cinema americano. Dicono che sia ignorante come un paracarro. Da una breve biografia sul grande uomo stralciamo i seguenti fiori. Una volta, dopo una conferenza d'affari molto importante, egli concluse energicamente, battendo un pugno sul tavolo: « Signori, questa è per me una condizione sine cannon ». Un'altra voXa disse: «Signori, vi esprimerò la mia opinione su questo affare in due sole parole: im-possibile! ». Ed ecco un'altra sua famosa uscita: « Sapete benissimo che ogni argomento ha i suoi pro e i suoi vantaggi ».

;,

“EDITORI

ASSOCIATI”

COSCIOTTO DI MONTONE IN SALMI”. Il « montone = non dovrà essere che un agnello un po’ vecchiotto. Lavate accuratamente il cosciotto, spellatelo un poco, e lardellatelo per bene con pezzettini lungi e rettangolari che infilerete nella carne con. l'apposito ago da lardo. Ed ora preparate la marinata, o salmi che dir si voglia. Tritate finemente carote, sedani, e cipolla, Mettete. a fuoco un tegame assui capace in cui verserete un paio di cucchiai d'olio, poi subito mettete il trito di legumi, e rosolate un pochino. Appena i legumi saranno un po' dorati, verserete due buoni bicchieri di vino bianco secco (c’è chi preferisce il vino rosso) e due cucchiai di aceto purissimo. A questo punto conviene aggiungere un mazzetto di odori, una grossa presa di sale, un po’ di pepe in grani, e due o tre bacche di ginepro. Portate ad ebollizione, poi abbassate il fuoco, coprite, e lasciate ridurre un pochino. Mettete il cosciotto in un tegame di terracotta, ed al momento opportuno versate la marinata raffreddata sul cosciotto, voltandolo e rivoltandolo parecchie volte. Poi lasciatelo nella marinata per almeno tre giorni, coprendo il tegame col coperchio, e tenendolo in luogo freddo ma non in ghiacciaia. Durante questi tre giorni, sarà molto opportuno voltare il cosciotto ogni tanto, ed irrorarlo con la sua marinata. Giiinto il momento di farlo cuocere, mettetelo in un tegame, con un pezzo di burro, Appena il burro sarà fuso, raccoglietelo con un cucchiaio e versatelo sul cosciotto. La cottura dovrà farsi a forno ardente, irrorando ogni tanto e voltandolo. Con un forchettone vi renderete conto del punto di cottura, levandolo poi dal tegame e mettendolo sul piatto di portata in cui verrà servito tagliato a lunghe fette. L'abbondante marinata, passata al setaccio di crine, sarà riscaldata in un piccolo tegame, in cui metterete un cucchiaino di zucchero, il sugo di mezzo limone ed un pizzico di pepe. In altro tegame metterete un pezzetto di burro manipolato di farina, e mano mano che fonde vi amalgamerste la marinata suddeseritta Questa salsa sarà servita a parte, nella salsiera, e caldissima. Il « cosciotto » in questo modo e con quella salsa ha un sapore squisito e lo potrete quasi far passare per un cosciotto di... capriolo. Chi vive in campagna e possiede ancora lo « spiedo » 0 girarosto all'antica potrà infilzarlo e vederlo cuocere girando davanti alla fiamma. Servite con passato di patate ed un'insalata verde. Bice Viscontr

?

BULBOCAPILLINA a base vitaminica iì nuovo ritrovato di grande efficacia e massima garanzia coni la caduta dei capelli. la forfora. seborrea, pruriti. ecc Comu 7 gliato dai più noti medici specialisti, jelle migliori Farmacie e Profumerie. - Pubblicazione gratuita al LABORATORIO RICERCHE PIOCHIMICHE MILANO UFF. PIAZZA. DUOMO, 19


\ LAA

TA

ENI

7 2)

e Del 1

3

‘uni Neve alle

;

o rc0/

®3:; Nozi

eg;

Sett

oni;

a

del

3) Ale @nj ‘3LA

'299/0 Ore

13 1

1940

XVy

5 " Bia

nca

s n

i

R

le

loro

Nuo.

D,

i

I

e


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook