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N. 8 Anno
Estero L. 6
LXVII 25 FEBBRAIO
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OGNI
DOMENICA
1940-XVIII
ABBONAMENTO
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civili. Purtroppo il gioco L'eroîca resistenza che l'esercito finlandese oppone agli attacchi delle truppe sovietiche suscita sensi di ammirazione e di solidarietà in tutti. i popoli finnici pronti ad aprire il fuoco, diplomatico di taluni governi non ha dato luogo ancora a quei tangibili aiuti di cui la Finlandia abbisogna. Qui: mitraglieri
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misure. — Già: siamo in una zona nev.
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SOMMARIO Dalla pagina 221 alla pagina 250 SPECTATOR: L'accordo economico tedesco-russo - AMEDEO TOSTI: Una « Verdun» finnica - LUIGI MAGLIARI GALANTE: Il IV Corpo d'Armata nella battaglia dello Scirè - PIERO TORRIANO: Anselmo Bucci - EDWIN CERIO: L'Orto botanico di Napoli - ADOLFO COTRONEI: Impennate e freni - MAR-
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NO BONACOSSA: La guerra per petrolio - VIRGILIO BROCCHI: Tra-
sfigurazione (romanzo) - GINO. ROCCA:
Madama Grdccola (commedia) - ALBERTO CAVALIERE: Cronache per tutte le ruote, — Le attività di S. A, R. Amedeo di Savoia, Vicerè d'Etiopia La visita del ministro romeno Sidorn-
vici in Italia - Il ministro Teruzzi nelle terre dell'Impero - La pagina cinematografica - Uomini cose e avvenimenti.
Nelle pagine pubblicitarie (da I a XVII Diano della settimana - Notizie e indiscrezioni - La pagina dei giochi.
DIARIO DELLA SCEST:I TIT MU AGNA
presentate dal sig. Kiosselvanov non devono essere interpretate come il preannuncio di un qualsiasi spostamento delle direttive della politica estera. 16 Feamato - Roma. Il Capo della Gioventù Romena, Teofilo Sidorovici viene ricevuto dal Re Imperatore e dal Duce Stoccolma. Un comunicato diramato oggi nel pomeriggio riferisce una dichiarazione del Primo Ministro. svedese sulla questione degli aiuti alla Finlandia. La dichiarazione mette in chiaro che il Governo svedese ha fatto il possibile per soddisfare le ripetute richieste di rifornimenti ed aiuti rivoltegli dal Governo finlandese provvedendo fra l'altro al trasporto di feriti ed invalidi dalla Finlandia alla Svezia ed al trasferimento di operai dalla Svezia alla Finlandia. Durante la visita a Stoccolma di membri del Governo finlandese e, più recentemente, nella conversazione avuta dal Ministro degli Esteri di Finlandia signor Tanner col Primo Ministro svedese, il signor Tanner ha sollevato lu questione dell'invio în Finlandia di truppe svedesi. Da parte svedese sono state fatte presenti al Ministro Tanner le direttive che ispirano gli atuti alla Finlandia, quali furono esposte dal Primo Manistro nel suo discorso del 17 gennaio alla Camera, direttive — conclude il comunicato — che non hanno subito alcun spostamento. 17 Frnnrato - Roma, Si comunica: 11 Duce la ricevuto il generale Villasanta, presidente del Tribunale Supremo Militare, che gli ha riferito sull'andamento del Trib'inale e «ui lavori di preparazione dei nuovi Codici militari che saranno pronti entro l'anno solare 1940 Ha ricevuto quindi il generale Fabio Scala di ritorno da una ispezione da lui compiuta in Sardegna, che gli ha riferito su taluni problemi concernenti Ja difesa dell'Isola Ha infine ricevuto Il generale Geloso, comandante superiore delle truppe d'Albania, che gli ha fatto un rapporto sulla situazione militare e su questioni di carattere militare interessanti Il Regno d'Albania. Londra. L'Ammiragliato comunica che sono stati liberati 1 prigionieri britannici che si trovavano a bordo della nave ausiliaria della flotta tedesca « Altmark » per vssere trasportati in Germania. SÌ tratta — specifica il comunicato dell'Ammiragliato — di tre o quattrocento marinai appartenen. ti ai sette piroscafi mercantili inglesi affondati prima di Natale dal « Graf Spee », e successivamente raccolti dall'« Altmark x che — ricercato invano per molte settimane da alcune navi da guerra britanniche — è riapparso il 15 febbraio nei pressi della costa norvegese e si è rifugiato nel fiord di Joesing, Berlino. A proposito del caso della è Altmark« che suscita vivissima indignazione, un comunicato ufficiale tedesco precisa che il ministro di Germania ad Osto, non appena ha ricevuto ierì notte il primo telegramma dal comandante della nave segnalante che quest'ultima sì era rifugiata nel fiord, prese immediatamente contatto con il ministro degli Esteri norvegese e precisamente con il sottosegretario Bull, il quale gli dichiarò di avere ricevuto dall'Ammiragliato norvegese tranquillanti assicurazioni Dal canto suo, l'addetto navale tedesco, messosi in comunicazione con l'Ammiragliato norvegese, ebbe assicurazione che si era provveduto per una adeguata protezione dell'« Altmark » Il numero del marinai tedeschi uccisi dagli inglesi, mentre tentavano di porsi in salvo, non è ancora noto. Il comunicato tedesco conclude dichiarando trattarsi di un atto di pirateria la cui gravità fa il paio con il caso del « Baralong » la nave inglese che, durante l'ultima guerra aprì il fuoco contro i superstiti di un sottomarino germanico affondato. 18 FeseraIo - Livorno. I componenti il Consiglio Nazionale dei Bersaglieri d'Italia rendono omaggio alla tomba di Costanzo Ciano. Helsinki. Il bollettino del Comando Supremo finlandese annuncia che ventiquattro aerei russi sono stati abbattuti in combattimento, 19 Frumraro - Roma. Il Duce riceve S. A. R. il Principe di Piemonte, comandante di un gruppo di Armate. che gli fa un'ampia relazione su questioni di carattere militare Berlino. Un comunicato ufficiale annunzia che il cacelatorpediniere « Daring ». uno dei più moderni della Marina inglese, è stato affondato da un sommergibile tedesco.
15 Femmaro - Berlino. Si comunica: Il Nunzio Apostolico monsignor Orsenigo ha avuto oggi un colloquio di oltre un'ora col Segretario generale del Ministero degli Esteri dott. Weiszacker. In questi circoli politici non si esclude che il colloquio sia stato sollecitato dal Nunzio su istruzioni del Vaticano e che sia in rapporto con le conversazioni sollecitate ed avute dai rappresentanti pontifici in Capitali di altri Paesi belligeranti con gli esponenti del Governi presso 1 quali sono accreditati. È Tale attività diplomatica vaticana, secondo le voci che corrono, va messa in rapporto con gli sforzi del Pontefice per promuovere la pace. Secondo precisazioni da fonte cattolica tedesca, il Nunzio Apostolico, nel colloquio di stamane, avrebbe chiesto. alcune informazioni e chiarimenti. Sofia. Un comunicato ufficiale annuncia che il Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Kiosseivanov, ha presentato stamane a S, M. il Re Boris le dimissioni dei Gabinetto da lui presieduto. Il Re le ha accettate. Re Boris ha affidato l'incarico della costituzione del nuovo Gabinetto al professor Bogdan Filoft, ministro dell'Istruzione pubblica nel Gabinetto dimissionario, Il professor Filoff ha accettato l’incarico affidatogli e, secondo quanto si afferma in questi circoli politici, nella giornata di domani presenterebbe all'approvazione del Sovrano la lidei suoi collaboratori. In questi circoli politici si afferma che le dimissioni
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Londra. L'Ammiragliato comunica che del « Daring » mancano 14 uMelali e 148 marinai. 20 Femmnaro - Roma. L'ordine del giorno del Comitato Corporativo Centrale. convocato per il 9 marzo a Palazzo Venezia, reca 1) comunicazioni del Ministro delle Corporazioni; 2) costo della vita e salari. 21 Fennnaio - Belgrado, Proveniente da Roma giunge il ministro dell'Educazione Nazionale italiano. S. E. Giuseppe Bottai, per assistere all'inaugurazione dell'Istituto Italiano di Cuitura Londra. Si apprende che il Governo Romeno ha rimesso al Foreign Office una nota di risposta alle richieste del Governo britannico in merito al funzionamento della Commissione di controllo del petrolio. STOFFE PER MOBILI TAPPEZZERIE
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RADIO 1 programmi della settimana radiofonica italiana dal 25 febbraio al 2 marzo comprendono le seguenti trasmissioni degne di particolare rilievo ATTUALITA"
CRONACHE E CONVERSAZIONI Domenica 25 Fesuato, ore 8. Lezione di albanese, — Ore 9,15: Trasmissione per le forze armate. — Ore 10: Radio Rurale — Ore 14,15: Radio Igea. — Ore 16,45: Cronaca dei Premio Europa all'Ippodromo di San Siro — Ore 20,20: Aspetti della Carta della Scuola: Conversazione del prof. Nazareno Padellaro: Nuovi significati dell'Istruzione tecnica professionale. — Ore 20,30: III programma. I campiouti nazionali di sci a Cervinia, cronache e commenti. — Ore 21: I programma. Villaggio rurale in Libia: Documentario registrato del villaggio colonico « Oliveti : Impressioni di Franco Cremascoli. — Ore 21,50: I programma. Conversazione di Sandro De Feo, Luwenî 26 Fesanato, Ore 9,45 e 10,30: Radio Scolastica. — Ore 12,20: Radio Sociale. — Ore 18° Radio Rurale. — Ore 18,15: Quaresimale tenuto da mons. Aurelio Signora. — Ore 19,30: I e Il programma. Lezione di tedesco, — Ore 20,50: IMI programma. I campionati nazionali di sel a Cervinia, cronache è commenti. — Ore 22,10: Il programma, Conversazione del senatore Giovanni Treccani: Il secondo centenario della nascita di Gian Battista Bodoni. Martenì 27 Frumnaro, ore 10,30: Radio Scolastica — Ore 18: Radio Sociale. — Ore 19,40: I e Il programma. Lezione di inglese. — Ore 20,20: Conversazione di Rino Parenti, presidente del C.O.N.I — re 20,30: INI programma. I campionati nazionali di sci a Cortina, cronache e commenti — Ore 22: I programma. Nella bottega del liutaio. (Voci del Mondo) — Ore 23 circa: 1 programma. Conversazione di Nicola Moscardelli. Mencoevì 28 Fenmato, ore 9,45 e 10,30: Radio Scolastica — Ore 12,20: Radio Sociale. — Ore 13,40: I programma meridiano. Capitomboli nella neve, impressioni di Franco Cremascoli e Pia Moretti. — Ore 19,20: I e II programma. Lezione di francese. — Ore 19,45: Notiziario aeronautico, Grovenì 29 Fenanato, ore 9,45: Radio Scolastica, — Ore 18: Radio Sociale. — Ore 19,20: I e Il programma. Lezione : I programma. Conversazione di Alberto Spaini. — Ore 22 circa: Il programma. Conversazione di Ercole Rivalta. Vewenpî 1° Manzo, ore 10,30: Radio Scolastica (per le scuole elementari) — Ore 12,20 e 20,40: Radio Sociale. — Ore 13,50: I programma meridiano. Conversazione di Alessandro De Stefani. — Ore 19,35: I e Il programma. Lezione di inglese. — Ore 22 circa: I programma. Dizione dannunziana di Mario Pelosini.
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Sasaro 2 Manzo, ore 10,30: Radio Scolastica. — Ore 18: Radio Rurale — Ore 19,20; I e Il programma. Lezione di francese. — Ore 19,40: Guida radiofonica del turista italiano. — Ore 21: I programma. Storia del Tea. tro drammatico (XXXIII lezione). — Ore 21,30 circa: Il programma: Conversazione di mons. Enrico Pucci: Il primo anniversario dell'elezione di Pio XII, CONCERTI SINFONICI E DA CAMERA
Domenica 25 Frssnaio, ore 17: Il programma. Dal Comunale di Firenze: Concerto sinfonico diretto dal maestro Guglielmo Mengelberg. "_ Ore 21,40: 1 programma. Concerto diretto dal maestro Savagnone. Luwenì 26 Femmaro, ore 21: I e Il programma Concerto sinfonico-vocale, diretto dal maestro Giacomo Armani col concorso del soprano Iris Adami Corradetti e del tenore Paolo Civil — Ore 22,20: II programma. Concerto della pianista Marcella Meyer. MencoLenì 28 Fesmraro, ore 21,15: I programma. Da Vienna: Grande Messa di Giovanni Sebastiano Bach, varte seconda. Direttore maestro Rudolf ‘Moral. Grovenì 29 Femearo, ore 21: Il programma. Dal Teatro Comunale di Firenze: Concerio sinfonico diretto dal maestro Guglielmo Mengelberg. Venenpì 1° Manzo, ore 12,30: Il programma meridiano. Concerto del violinista Sandro Matteucci. — Ore 17: Dall'Accademia di Santa Cecilia: Concérto scambio, organizzato sotto gli auspici del Ministero della Cultura Popolare. — Ore 21,10: I programma. Stagione sinfonica dell'Elar: Concerto sinfonico diretto dal maestro Bernardino Molinari ‘Sasato 2 Manzo, ore 17: Dalla Sala Sammartini: Concerto dell'Orchestra Juvenilis Lympha, diretta dal maestro Primo Casale. — Ore 22,20 circa: I programma. Concerto del violinista Leo Petroni. LIRICA
OPERE E MUSICHE TEATRALI Domenica 25 Fessnaro, ore 15,30: IMI programma. Dal Giuseppe Verdi di Trieste Îl revisore, opera în tre atti di Amilcare Zanella. Interpreti principali: Paolo Civil, Mario Gubiani, Mariano Stabile, Giuseppina Sani, Tatiana Menotti. Direttore maestro Antonino Votto. Marrenì 27 Femonaro, ore 20,45: I programma. Dal Reale dell'Opera: Ît franco cacciatore, opera in tre atti di Carlo Maria von Weber. Interpreti principali: Vasco Nicolai, Ernesto Dominici, Gabriella Gatti. Koloman Patany, Tancredi Pasero, Tito Gobbi. Direttore maestro Mario Rossì. Mercorenì 28 Fesmnaro, ore 21: Il programma. Dal Teatro della Scala di Milano: It Principe Igor, opera în tre atti e un prologo di Alessandro Borodin. Interpreti principali: Alessandro Sved, Sara Scuderi, Gino Pratesi, Umberto di Lelio, Gregorio Melnik. Direttore maestro Franco Capuana. Gioveni 29 Fremrato, ore 20,45: I programma. L'ora spagnola, opera in un atto di Maurizio Ravel, It gallo d’oro, opera in un atto di Rimsk-Koraakov.. Direttore maestro Tulllo Serafin. VexenDì 1° Manzo, ore 20,30: IMI programma. Dal Giuseppe Verdi di Trieste: Lohengrin, opera in tre atti di Riccardo Wagner. Interpreti principali: Antonio Righetti, Be-
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NEL MONDO DIPLOMATICO * La visita in Italia del Ministro Sidorovici, comandante generale delle Organizzazioni giovanili romene, è stata messa in grande rilievo dalla stampa di Bucarest che ha preso l'occasione per esprimere la più viva simpatia e cordialità. per l'Italia fascista. In tutte le sue visite compiute a Roma e a Napoli il Ministro Sidorovici e il suo seguito sono stati accompagnati dal ministro di Romania presso Îl Quirinale, il quale ha anche offerto un pranzo in onore dell'illustre Ospite nella sede della Legazione romena. Hanno partecipato al convegno il Ministro della Cultura popolare, i funzionari della Legazione e varie personalità italiane e romene. Al pranzo è seguito un brillante ricevimento. In coincidenza col soggiorno del Ministro romeno in Italia il Ministro d'Italia a Bucarest ha consegnato le insegne di gr. uff. della Corona d'Italia al direttore del quotidiano Curentul il noto scrittore Panfilo Seicaru. * S. M, la Regina e Imperatrice ha ricevuto al Quirinale in prima udienza il signor Stasys Lozoraltis, Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario di Lituania presso la R. Corte, e la signora Lozoraitis. Successivamente l'Augusta Sovrana ha ricevuto pure in prima udienza l'Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario
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Ing. E. weBBER O. Via Petrarca, 24 - MILANO d'Egitto pressoyIa. R. Corte, S. E. Mourad Sid Ahmed Pach: CRITETTZIE * "In oriore di S. E. Miji Amau, nuovo Ambasciatore; dé Giappone presso «Il Re Imperatore, il senatore Giovanni Gentile, presidente dell'Istituto per il Medio ed Estremo Oriente, ha dato un pranzo al quale sono intervenuti alti funzionari del. l'Ambasciata giapponese, S. E. Bottai, ministro dell'Educazione Nazionale, gli ambasciatori Paulueci, Aloisi e Maioni, Accademici d'Italia;.rappresentanti del Ministero degli Esteri ed altre personalità. * In occasioneidell'anniversario di S. M il Re d'Egitto;stin grande ricevimento è stato dato dall'Ambasciatore presso il Quirinale. Il ricevimento, al quale hanno par. tecipato ambasciatori, ministri plenipotenziari e altre alte. personalità italiane e della colonia giapponese a Roma, sì è svolto in un quadroifastoso e in un'atmosfera di viva cordialità. * Il conte Orazio Vinel Gigliucei, ministro d'Italia a Budapest, è stato promosso Ambasciatore e destinafo in tale carica a Buenos Aires. La collettività italiana di Budapest, riunitasi alla Sede del Fascio, ha rivolto il suo, saluto e il suo augurio al conte Vinci, il'quale ha pronunciato parole commosse di ringraziamento. La manifesta zione si è chiusa tra entusiastiche acclamazioni al Re Imperatore e al Duce. * In occasione del XXII anniversario della ricostruzione della indipendenza della Lituania èsstato celebrato un solenne ufficio religio$o:a.S. Maria di Loreto, al Foro Traiano. Inoltre il Ministro di Lituania presso il Quirinale ha ricevuto la colonia lituana nei,saloni della Legazione.
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al centro sormontato dalla figura del Papa e intorno altre figure simNON SOFFRE PIÙ DI mausoleo boliche le quali aiutano a dare un'idea comprensiva del Pontificato. Avremo bozzetti che sì staccano da queste tradizioni e tenteranno il nuovo senza tuttavia che MALI DI STOMACO questo stoni con. l'ambiente, Riusciranno nella difficile impresa? In San Pietro dove
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si ammira la Pietà di Michelangelo, il cehotafio del Pollaiolo per Innocenzo VIII, il monumento a Papa Rezzonico del Canova: c'è posto per altre e diverse creazioni dei genio. Il luogo destinato — l'arco che sta di fronte al monumento di Benedetto XV 0 uno dei due corrispondenti nella cappella di San Sebastiano che è di fronte — da l'artista tutta la possibilità.
* Bisogna riconoscere che ogni Ponteifice ha un suo stile nella concessione delle udienze; stile che riflette il carattere, l'origine, ie abitudini che egli ebbe prima di salire al Trono pontificio, i legami di consuetudine e di affetti contratti nella vita. Veramente Pio XI appena divenuto Papa, dimostrò di voler rompere i legami precedenti, distanziando palesemente coVittime d'indigestione, sfortunati pei loro che avevano avuto confidenza di vita quali ogni. pasto è una tortura, che cosa con lui. E fu subito largo invece nel rinon dareste per essere come questo felice cevere quanti chiedevano di avvicinarlo per motivo di carattere anche semplicemortale la cui digestione. sì compie mente paterno, del suo ministero. E dava adesso così bene, che non: sa neppure udienza per ore ed ore, ogni giorno. Pridi possedere uno stomaco? Tuttavia vate e pubbliche. Pio XII, al contrario del questa è una cosa molto facile ad suo predecessore, mentre ‘ha abolite quasi ottenere se farete questa semplicissima tutte le udienze pubbliche e di gruppi, riprova: dopo ogni queto prendete un ducendole alla unica caratteristica e sem. pre commovente udienza del mercoledì, va mezzo cucchiaino di polvere, oppure ricevendo con particolare deferenza le perda due a cinque tavolette di Magnesia sone con le quali ha avuto qualche conBisur: in un bicchiere d'acqua tiepida, suetudine di vita. Così or non è molto, © quei rinvii acidi, quelle nausee, quelle riceveva in forma privata, fuori di ogni pesantezze che vi afliggono, levandovi etichetta le Suore dell'Assunzione delle quali egli era stato Padre Spirituale e da tavola, saranno immediatamente mitiMaestro, e con loro si intrattenne famigate. Nove volte su dieci, Ja causa di gliarmente a lungo. Recentemente ha riuesti mali non è altro che-dell'acidità cevuto la famiglia Pediconi, intima della i stomaco prodotta da una. secrezione sua Famiglia per essere Egli nato, cresciuto eccessiva del succo’ gastrico; ora, la e vissuto nella casa Pediconi di via degli Orsini. La famiglia Pediconi è molto nota sti ra Bisurata neutralizza quest’ a Roma, e nella più piccola Roma di trenacidità ed assorbe quei gas nocivi che si ta e più anni fa. era notissima, imparensviluppano dal bolo alimentare. Se ci tata anche con le migliori famiglie bormettete rimedio in tempo; vale a dire, ghesi. Il capo, uno stimatissimo avvocato se farete uso della Magnesia Bisurata, Rotale, Filippo, padre di numerosi figli che non avrete più da temere questi matutti eccelsero nelle professioni liberali; ed i nepoti, oggi hanno un nome ron meno lesseri. Prendete la Magnesia Bisurata onorato. Plo XII sensibile al desiderio e dimenticatevi dello stomaco. In tutte espresso di fargli particolare omaggio li ha le Farmacie, in polvere o in tavolette, voluti ricevere tutti insieme e la sala del L. 5.50 o L. 9.00. Tronetto è stata appena sufficiente a raccoglierli: una ottantina. Dal venerando DIGESTIONE ASSICURATA ©5 avv. Filippo, nipote del capostipite, ai fanciulij di pochi anni: figli di figli e di figlie. Il Papa si è dimostrato di una grande affettuosità, ricordando con mirabile lucidezza i particolari della sua fanciullezza e della sua gioventù; e la scuola ed i giuochi e le passeggiate. Ha poi donato a un rosario e li ha congedati affettuoPRODOTTO DI FABBRICAZIONE ITALIANA;. dutti samente benedicendo. Pio XII ha ricevuto anche in privata udienza l'accademico Giovanni Papini; una Missione tecnico militare argentina guidata dal génerale Pistorini e accompa1 Consoli generali di prima classe gr. uff. gnata dall’Ambasciatore argentino presso la Antonio Tamburini, ora a Lussemburgo, e Santa Sede, rivolgendo ad essa un saluto il gr. uff. Luigi Maccotta, Console genein lingua spagnola; lady Halifax consorte rale a Parigi, sono stati promossi Ministri del Ministro degli Esteri britannico; ed Il Plenipotenziari di prima classe nel ruolo capo delle organizzazioni giovanili romene consolare, Sidorovici. Questo è giunto in Vaticano accompagnato dal seguito e nel pittoreNOTIZIARIO VATICANO schi costumi romeni. Al saluto rivoltogli in latino, il Papa ha risposto in latino. Il mi. * Le prime indiscrezioni sulle conclunistro Sidorovici ha presentato al Papa disioni del concorso per il monumento a versi doni fra cui una artistica icone della Pio XI nella Basilica Vaticana — concorBeata Vergine: ed il Papa donava una so per invito personale, non bando — hà dato motivo ad informazioni. errate come grande medaglia d'argento del Pontificato. quella che i concorrenti abbiano già con* Lunedì 19 la Commissione Cardinalisegnato 1 bozzetti e la Commissione li zia composta degli Eminentissimi Cardinali abbia presi in esame. No. I bozzetti debFumasoni Biondi e Tisserant e del Segrebono essere presentati entro il 29 febbraio, tario l'Arcivescovo mons. Costantini. ha e soltanto dopo che saranno tonvenientefatto un sopraluogo alla Mostra dell'E. 42 mente ordinati, la Commissione Mi prenper rendersi conto, in situ, di quella che derà in esame. Come è noto È presidente essa potrà divenire secondo il progetto di essa il Card. Nasalli Rocca, di ‘Bologna. steso e verbalmente illustrato dallo stesA circa cinquanta artisti italiahi è stato riso monsignor Costantini. A fianco della volto l'invito, ma solo 25 presénteranno un monumentale chiesa dedicata ai SS. Pietro bozzetto che, oltre alla vitiohe generale e Paolo la Mostra sarà allestita in un solo del Monumento, avrà una o due parti in padiglione che avrà sulla facciata un porscala maggiore e qualche dettaglio al vero. tico di*60 metri di lunghezza. Non precorriamo gli eventi facendo i nomi dei concorrenti: diremo solo che ci sono accademici, artisti notissimi; noti e meno “LETTERATURA noti; vi sono giovani e vecchi, tradizio* Uno dei maggiori esponenti della Scanalisti e innovatori e Îl saggio che he uscipigliatura milanese, Emilio Praga, torrà sarà una autentica prova dell'altezza nerà fra poco a interessare il mondo della scultura e dell'architettura moderna. letterario per merito dell'Editore GarzanScultura ed architettura, perché ‘qualche ti. Uscirà infatti. a cura di Ezio Colombo, scultore si è associato, a quanto sì assila ristampa dell'unico romanzo dell’inft cura, l'architetto di grido. Avremo quindi lice poeta Memorie del presbiterio. bozzetti dalle linee classiche ‘che si ispiLa pubblicazione è destinata a suscitare rano a quella tradizione che fiorita e affervivo interesse, poiché il Praga, tenuto fino matasi col Bernini ha continuato fino al ad oggi in scarsa considerazione come proTorwalsen col Monumento di Pio VI: cioè
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
e
TREGA so Del Massa, questa esposizione seguita bene talla a Madrid, ha costruito il suo libro, nazione e l'impero, la monarchia e la requel precedente ciclo di attività che, come satore, si rivela in questo romanzo scrittofacendo rivivere la Spagna cattolica in pubblica e, al momento opportuno, la sal re originale ed anche — sotto certi aspetscrive }l ministro Alessandro Pavolini. alcuni dei periodi essenziali della sua vano dagli estremi pericoli. Si tratta di «ebbe viva funzione nel movimento arti — precursore della prosa nostra del noStoria. Egli non vuol essere soltanto lo un'indagine profonda e appassionata su tistico fiorentino e italiano » vecento, Riesumazione quindi, che oltre storico, ma anche l'artista, cosicché ha dato tutto ciò che nessuna rivoluzione sovverEspongono a questa mostra, con opere ad accendere la curiosità del lettore per alle sue pagine un sapore lirico che in alsiva potrà mai distruggere, sui lieviti di le pagine umane e poetiche del libro, inoriginali ‘e variamente interessanti, i pitcuni capitoli si eleva al livello della poeun paese che quando piange e combatte durrà i critici ad una rivalutazione della tori De Chirico, Funi, Rosai, Severini, Per sia. Spagna di Dio è un libro, una storia, fa piangere e combattere l'universo. Non ron, Borra, Reggiani, Licini, Piero Marusposizione del Praga nel quadro della nostra un canto. sì può capire quanto è accaduto negli ulsig, Ghiringhelli; e gli scultori Marini e letteratura narrativa. timi anni nella penisola iberica senza riveIl volume sarà corredato di un lingo ed Lucio Fontana. dere sullo schermo della storia le ombre acuto studio Introduttivo di Ezio Colombo, BELLE ARTI di Carlo V, di Isabella, di Filippo II, di * Ancora a Firenze, nelle sale del Lyin cui mentre è fatta rivivere nella giuColombo né si possono giudicare le esalta. sta luce la drammaticamente umana figura ceum, espone Giovanni Colacicchi. Vi si zioni, | fanatismi delle due parti confligvedono numerosi saggi della varia attividel Praga, è criticamente valutata e origi. * La «Mostra dei dodici » nel Salone genti se non si rivela il secolare anelito tà di questo pittore, che, dalle nature mornalmente inquadrata nella serie complesdella « Nazione » a Firenze, ottiene molto degli spagnoli alla lotta spietata per il te al paesaggio alle figure, giunge con fesa di tendenze nuove e moderne scaturite successo. Ordinata, con gusio sicuro e con trionfo dei loro ideali. £ su questo tema licità d'invenzione e garbo di colore ad dal «fenomeno » della scapigliatura in vivo senso della modernità, da Aniceto che Orazio Pedrazzi, ex Ambasciatore d'Iuna rappresentazione Italia dopo il 1860, la sua opera di prosempre poetica e fansatore. Inoltre, sempre a tastica. cura del Colombo, Îl volume sarà completato da # Edoardo Guazzoni una preziosa bibliografa una mostra personafia dove l'elenco delle le nella Galleria Bolzaonere come quello degli ni di Milano. Sì tratta scritti sul Praga risulta d'un pittore sincèro, che esaurientemente aggiorpiglia prevalentemente nato. ispirazione dal paese lombardo, riproducendo# Il romanzo della dilo con effetti di punsperazione e della fame tuale e piacevole evipotrebbe essere definito Caterina Marasca di Gio. denza. vanna Gulli * Una bella monograCrediamo che il nome fia è dedisata all’operi di questa giovane autridi Roberto Aloi dall'edice, morta ventitreenne tore Hoepli di Milano. nell'agosto dello scorso Aloi è un pittore attenanno a Milano, quando to e delicato, e insieme il libro stava per essere un disegnatore di vigomesso in composizione, re non comune. La ric(morta di stenti e di ca e ornata pubblicaziodolore, ché a una rane è preceduta da uno gazza ‘di tanto talento studio assai chiaro e pe. non era stato possibile netrante di Giovanni trovare di che sfamarsi Titta Rosa. nella grande e generosa città lombarda) resterà * Il pittore Bepi Sanvivo’ nel ricordo di tomaso e la scultriee quanti leggeranno queGenni funno una bella sto impressionantè romostra di opere- loro a manzo. Che è poi “una Genova (Galleria Ge« storia vera » in quannova). fo si ispira a una doTra i giovani artisti lorosa vicenda di cui la veneziani, il Santomaso Gulli stessa fu protagosì va affermando come nista il più originale e dotaî È una confessione ‘05to, specialmente per un sessionarite, un inquiecerto suo talento ornainte documento di uma mentale, ancora forse nità dolorosa, un quadro troppo astratto, ma ricpotentissimo di vita faco e sicuro. Giuseppe migliare calabrese dal Marchiori scrive di lui quale emerge. in una in catalogo, rilevandone atmosfera torbida e vioil progresso recente, lenta. la figura di una specie per quanto rigiovane donna, dal vol. guarda l'elaborazione dei to pallido, dai capelli di îemi coloristici e la netfiamma, dallo sguardo fa volontà di sintesi allutinato, ossessionata La scultrice Genni, la dal delîrio della fame, che negli abissi di una quale espone parecchie opere d'un gusto tutto sensualità disfrenata trovivo e moderno, è preva la liberazione della sentata in catalogo da miseria che la insidia e l'uccide. Di Caterina Filippo De Pisis. Marasca è imminente la # Giovanni Scheiwilpubblicazione in edizioler, nel I°_anniversario ne Garzanti. della morte del pittore Alberto Magri, pubblica * Cominciò in aprile un affettuoso volumetè il titolo del romanzo to (« all'Insegna del Pedell'americano —Barry sce d'Oro»), ove del Benefield. che rà Magri son riprodotte nel nrossimo aprile col parecchie opere e insietipi dell'Editore Garzanme ricordate le princiti. £ stato il più grande pali vicende della vita. successo letterario del Nato a Fauglia nel 1939 negli Stati Uniti. 1880, morto a Barga nel Farà parte della Colla1939, il Magri visse na « Vespa », che, come schivo e operoso, lavosi sa, accoglie i roman, rando con semplicità fezi più significativi della dele ad una serie numeletteratura ‘|contemporosa di figurazioni, nelranea. le quali la vita agreste è celebrata con umile e * La Spagna di Dio, sincera poe: che Orazio Pedrazzi tore di molti libri * È mito piaciuta a prattutto intorno a queMilano, suscitandovi .distioni politiche e paesi, scussioni e commenti, la pubblicherà presso l'Emostra di Guido Pajetta ditore Garzanti, è la (Galleria Gian Ferrari) Spagna di sempre, quelSi tratta d'un pittore di la dei Re cattolici e dei sensibilità e versatilità conquistadores, di Finon comuni. padrone del STELLA lippo H e di Torque MARCA mestiere e bene addemada, dei contadini di strato alle più sottili e Castiglia e di Aragona moderne ricerche. Con che si sono mossi in questa personale il questi ultimi anni conPajetta si è per altro tro Madrid, perché la mostrato in una forma capitale dei paese più più unitaria, compentradizionalista del monNEL 1878 - FONDATA diosa e soprattutto graITALIANA D'OROLOGERIA do aveva tradito la traPRIMA. FABBRICA devole per la viva squidizione; è la Spagna sitezza del colore. delle forze morali eterne che accompagnano la
- | L'osologia nerla casa bella
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
—
VII
|DELICATISSIMA PRELIBATA * Due notizie hanno recato, di questi giorni, molto piacere agli studiosi e amatori d'arte. L'una è quella che riguarda il restauro delle pitture murali della « Camera degli Sposi» nel Castello di tova. Le celeberrime figurazioni del Mantegna, che tante preoccupazioni destavano per ii loro continuo deterioramento, appariscono ora ripulite, restaurate e rassodate, nei limiti s'intende del possibile, grazie ‘all'opera sagace e diligentissima di Mauro Pelliccioli. L'altra notizia riguarda la ricollocazione in San Pietro del famoso monumento di Sisto IV, capolavoro di Antonio Pollajuolo. 11 monumento, com'è noto, era stato, da oltre quindici anni, ritirato nel Museo Petriano. Ora per volontà del Santo Padre esso è tornato al suo posto primitivo, nella Basilica Vaticana, e nuovamente offerto all'ammirazione del pubblico. MUSICA # Alla fine di marzo avrà inizio al Ponchielli di Cremona l'annuale stagione lirica. Sotto la direzione del maestro Angelo Questa si rappresenteranno le seguenti opere: Wally di Catalani, La Bohème di Puccini, Maristella di Pietri, La Favorita di Donizetti, Don Pasquale di Donizetti. Fra gli artisti scritturati figurano: Margheri. ta Carosio, Iris Adami-Corradetti, Nicolaì, Roman, Civil, Voyer, Basiola, Gallo, Guieciardi, Borgonovo, Mascherini: la coreografa e pri: ma ballerina Ria Teresa Legnani.
GENOVA-SAMPIERDARENA
Enti lirici. La proposta ha suscitato nel campo musicale disparati pareri e qualche polemica. Regime Fascista di Cremona ha sostenuto la precarietà dell'idea, dicendo che la proposta contiene molti pericoli, tra | quali quello della minaccia di «un clearing intersovrintendenziale » tra i musicisti-operisti, che potrebbero instaurare il principio dell'e jo ti rappresento il tuo Prosdocimo e tu metti in scena la mia Pancrazia ». # Giovanni Sibellus ha respinto l'invito della « National Broadcasting Company = di New York, che lo aveva chiamato a dirigere una serie di concerti negli Stati Uniti. Il maestro ha dichiarato che in questo momento di pericolo e di sacrificio per la sua patria finlandese egli sente il dovere di rimanere tra Ì suol. Sibelius ha inoltre deciso di pubblicare subito la sua Seconda sinfonia, che aveva stabilito dovesse uscire come opera postuma. E clò nella speranza che quest'opera possa contribuire ad acuire la volontà di resistenza dei suoi eroici compatriotti.
* Il maestro Giuseppe Mulè, Segretario Nazionale del Sindacato dei Musicisti, ha invocato una' disposizione di legge che affidi esclusivamentea musicisti le Soprintendenze e il segretariato tecnico degli
ni, avranno luogo il 21 marzo prossimo presso | R. Conservatori di musica di Roma e Milano, # Il 12 marzo, anniversario dell'elezione del Papa, verrà celebrata nella Basilica Vaticana la solenne cerimonia pontificia di ringraziamento. Per l'occasione l'Accademico maestro Lorenzo Perosi ha composto una nuova Messa a quattro voci, che poi si sviluppa in otto. Chi ha potuto ascoltare questa Messa assicura che si tratta di una delle più originali e felici composizioni dell'ilustre musicista. * È ritornata agli onori dell'esecuzione, per merito della Radio di Budapest, una delle prime opere di Claudio Debussy. completamente dimenticata e dai più anzi ignorata. Sì intitola La signorina eletta. Debussy la scrisse nel 1887, non appena ottenuto il Premio di Roma, e la presentò appunto all'Istituto musicale francese di Roma poco prima’ di abbandonarlo. Debussy aveva allora 27 anni. Il poema era di Dante Gabriele Rossetti, il grande iniziatore del movimento preraffaellista, che lo aveva scritto nel 1848, quando non aveva che 18 anni Debussy si impadronì con entusiasmo del testo di Rossetti. La partitura è interessantissima per le tendenze che .il gio. vane vi rivela in contatto con gli amblenti degli esteti e dei simbolisti. TEATRO
* È andata in scena al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Trieste la nuovissima opera del maestro Amilcare Zanella Il revisore, su libretto del compianto Lega ricavato dalla celebre commedia di Gogol. Ne è stato interprete il baritono Mariano Stabile. A realizzare l'opera è stato chia. mato il regista Pietro Sciarof. Il revisore è stato diretto dal maestro Antonino Votto.
* Il Ministro del» la Cultura Popolare ha deliberato la costituzione in Firenze, presso l'Ente Autonomo del Teatro Comunale Vittorio Emanuele II, di un centro di avviamen. to al Teatro lirico aventé lo scopo di preparare i giovani cantanti, all’inizio della carriera, nello studio e nella artistica interpretazione delle opere liriche. Il corso ha la durata di anni due e comprenderà 20 allievi scelti in maggioranza fra | vinci. tori del Concorso Nazionale di canto annualmente bandito dall'O. N. D. (Sezione Giovani cantanti), ed esclusi in ogni caso coloro che debbano ancora compiere lo studio del canto, il quale deve essere ultimato precedentemente alla ammissione al Centro.
* Il « Mozarteum » di Salisburgo è stato elevato al grado di « Musikhochschule», cioè di scuola superiore di musica. Direttore generale dell'Istituto è stato nominato il maestro Clemente Krauss. Nel corpo degli insegnanti figura anche il nostro maestro Ermanno Wolff-Ferrari, * La città di Biella ha indetto, in vista della « Mostra della montagna », che si inaugurerà il 18 maggio în quella città, un concorso per una canzone della montagna. Il soggetto è liberissimo, purchè la composizione canti, nel testo letterale e musicale, in forma singolare, la serenità, la fragranza, la forza e la poesia della vita alpestre. Sono invitati a partecipare a que. sto concorso tutti gli autori noti e ignoti, d'Italia. I premi sono due: uno di lire 1000 e l'altro di lire 500. * Gli esami per l'aggiudicazione, per il primo biennio della borsa di studio « Giacomo Puccini » istituita dal Sindacato Nazionale Fascista Musicisti per i giovani compositori italiani con il fondo espressamente elargito dal Comm. Antonio Pucci.
HEMTI si DEMBIDOLLO) HAR
* Presso la Reale Accademia d'Italia è allo studio il piano di una collana. teatrale che raccoglierà, in testi criticamente autenticati da insigni specialisti, il corpus .delle sacre rappresentazioni italiane. Ne dà notizia sul «Messaggero» Ermanno Contini, il quale aggiunge .che la collezione, diretta da Renato Simoni, non soltanto provvederà alla ristampa di quelle opere che furono pubblicate dal D'Ancona, dal Monaci, dal Torraca, dal Gall, dal Lumini, dal Toschi, e che sono ormai divenute Introvabili, ma cure. rà soprattutto la stampa di tutte le altre che non sono ancora state. tratte alla luce dal manoscritti o dai codici conservati nella biblioteche. L'eccezio. nale Importanza dell'impresa non ha bisogno di illustrazioni. È noto in, quale abbandono è lasciato il teatro, sia per quanto riguarda i testi sia per quanto ri. guarda gli studi storici e critici. La maggior parte di essi sono esauriti e si possono trovare soltanto dalle librerie antiquarie, a prezzi spesso proibitivi e dopo lunghe ricerche. Non c'è bisogno di essere amatori di arte drammatica per sapere che fino a due anni or sono non esisteva da noi un'edi. zione di Goldoni e che ancor oggi non si trovano le commedie di Verga. * Corrado Pavolini si appresta a mettere in scena al Teatro delle Arti ‘una commedia comi-
ca e satirica del no-
tissimo autore ed at. tore tedesco Goetz. Si intitola Il dottor
Giobbe Pretorius. Il lavoro ha per sottotitolo « specialista in ostetricia e gineco-
logia».Allo stesso
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ITALIANA
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STITICHEZ E CATTIVE DIGESTIONI Teatro delle Arti, Anton Giulio Bragaglia sta preparando l'edizione italiana del dramma americano Wintherseet, col titolo Sotto i ponti di New York. È la storia di un ragazzo il cui padre fu giustiziato 15 anni prima sulla sedia elettrica per un delitto non commesso. Da questo dramma fu ricavato un film che apparve l’anno scorso anche sugli schermi italiani. * Elsa Merlini inizierà a giorni le prove della famosa commedia dello scrittore am ricano Thorton Wilder Piccola città, tradotta in italiano da Alessandro Scalero. Il lavoro, come si ricorderà, fu messo in scena l’anno scorso al Teatro delle Arti da Enrico Fulchignoni. Lo stesso Fulchignoni sarà il regista di questo spettacolo con la Compagnia Merlini-Cialente. * Tra gli spettacoli all'aperto della prossima primavera sono in progetto un Glauco di Morselli a Capri, probabilmente alla Marina Piccola; e al nuovo grande teatro all'aperto della Mostra d'Oltremare a Na. poli l'Icaro di Stefano Landi. Si parla anche della rappresentazione di un Mistero a Roma, e di qualche grande rappresentazione, nel prossimo luglio, a Piazza di Siena, entro Villa Borghese. Ma si tratta ancora di progetti nel periodo di studio iniziale. * Gherardo Gherardi sta portando a termine una commedia scritta per Rina Morelli e destinata alla compagnia del Teatro Eliseo nella quale è parafrasata modernamente la favola di Cappuccetto ‘Rosso. L'azione ha luogo in un grande bosco lontano dai centri abitati: Cappuccetto Rosso è la figlia di un boscaiolo, e il Lupo è una specie di Tarzan che si è rifugiato nel folto della foresta per paura degli uomini, È questa paura, che lo fa rustico e selvatico, a diffondere intorno a lui un alone di pauroso terrore, dal quale solo l'innocenza della fanciulla non rimane suggestionata. La commedia è la storia poetica e romanzesca dell'attrazione e dell'amore che nasce fra queste due creature semplici ed elementari. Verrà messa in scena all'inizio della stagione dell'Anno diciannovesimo.
* Il giovane regista Enrico Fulchignoni — Littore per il 1938 — damente e genialmente
affermatosi rapicon la regìa di
Piccola città di Wilder al Teatro delle Arti e con quella degli Uccelli di Aristofane al Teatro. dell'Università di Roma, sta preparando un singolare spettacolo, che si annuncia di eccezionale interesse. Egli ha ridotto Arlecchino ai Cam.
pi Elisi di Evaristo Gherardi, uno dei più celedri attori della Commedia dell'Arte, integrandolo con
interpolazioni
an
trat-
repertorio comico. Arlecchino ai Campi Elisi non
1
e
°
fu mai rappresentato, avverte in una nota l'autore, « pour des raisons par-
le anime
dei beati da
ITALIANA
°
1 a
FILIALI: Abbazia —‘Alben Ban 0°
troppo tempo tediate di Bologna nola. Alla recita parteciBorgo a Mozzano pano Aristotile, Elena, Ze—Castelnuovo none, Galatea, Diogene, di Garfagnana Democrito Aristippe, EsoChiavari po, Epitteto, Confucio, Solone, Agrippa, Lucrezia, Ippocrate, Orfeo, Terenzio, i quali sostengono ciascuno la perte di una delle maschere tradizionali del teatro dell'arte. Napoli Aîlecchino è natural: Piano diSorrento mente l'animatore della Pontecagnano farsa, tutta pervasa di una Prato arguzia irrazionale moRapallo dernamente e saDOFOSa- —5. 5a Margherita Ligure mente comica. La riduzione del Fulchignoni sarà ScoRemo messa în scena sotto la sua — Sortenta regìa dalla Compagnia Torino Palmer, che reciterà il lavoro nel prossimo maggio all'Argentina. È questo il VILL'USTRAZIONE.
a Ned
ticullàres »; ma fu ciò nonostante pubblicato
« pour sa singulière beauté ».La commedia si finge
roctiate al Campi Elistper ist lone di Plutone e sotto la direzione di Arleochino al fine di divertire
ad
°
te da altre commedie del-
lo stesso Gherardi che, com'è noto, pubblicò a Pa-
rigi in sei volumi il suo
primo esperimento del genere che sì tenta in Italia. * A giorni al Teatro Eliseo di Roma avrà luogo un eccezionale spettacolo, al quale parteciperà un non meno eccezionale complesso artistico appositamente riunito. Verrà messa in scena La rappresentazione di S. Maria Maddalena e della sua conversione, pubblicata nella raccolta del D'Ancona. Tatiana Pavlova ha accettato di interpretarvi la parte della protagonista, mentre Piero Carnabuci sosterrà quella dì Gesù. All'interessante' spettacolo, la cui regia è affidata a Corrado Pavolini, parteciperanno Wanda Capodaglio, Margherita Bagni, Bella Starace-Sainati, Letizia Bonini, Nerio Bernardi e diversi altri artisti di primo piano. * Nino D'Aroma è stato nominato vicepresidente della Corporazione dello Spettacolo, in sostituzione del camerata Gino Pierantoni, il quale continuerà a far parte della Corporazione stessa in rappresentanza degli industriali dello spettacolo. Con Nino D'Aroma entra a far parte della Camera dei Fasci e delle Corporazioni non soltanto un giovane che ha già ricoperto importanti incarichi politici e organizzativi, ma altresì uno scrittore e commediografo di valore sicuro, noto ai pubblici italiani per due importanti lavori teatrali, Maria Stuarda e Adriana Lecouvreur, rappresen. tati con successo, e per le sue originali conversazioni e commenti dei «fatti del giorno » che da tempo i radioascoltatori seguono ed apprezzano. * Si dice che Giovanni Papini si prepari ad affrontare il teatro con un dramma che dovrebbe essere messo în scena nel 1941. Si tratterebbe di un Alessandro Magno. * Dopo il successo riportato, nella presente stagione, dalla riduzione scenica di Delitto e castigo di Dostoiewski al Teatro delle Arti, Anton Giulio Bragaglia ha deciso di mettere in scena, nel prossimo anno, un'altra riduzione di un celebre romanzo russo dello stesso scrittore: I fratelli Karamazoff. * Nel prossimo anno teatrale 1940-41-10 scrittore Guido Stacchini vuole affrontare la gestione di una Compagnia drammatica. che dovrebbe rappresentare uno speciale programma di avanguardia, F. T. Marinetti ha promesso a Stacchinì un suo nuovo lavoro.
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“n tubi d'acciaio cromato - completamente smontabile - TRE
Scopo della Società è di occuparsi della CINEMA raccolta di buoni soggetti italiani e stranieri adattabili per il cinema e di curare * La prossima Triennale di Milano avrà la realizzazione di sceneggiature per conto anche una Mostra del Cinema. Essa sì prodelle case di produzione. pone di illustrare, attraverso una serie di La Società è organizzata a somiglianza stampe e di fotografie, l'evoluzione del ci- di quegli Uffici soggetti, già da molto temnematografo dai suoi inizi ai giorni nostri. po esistenti in America e în Francia, che La Mostra sarà una documentazione unitanto hanno contribuito a migliorare sia ca della vita in rapporto all'attività artidal lato artistico che da quello economico stica ed intellettuale, ai costumi ed alle i mercati cinematografici di quei paesi, si creazioni. Inoltre avrà il compito di dapropone di presentare ai produttori i mire al pubblico una chiara ed esatta congliori soggetti che riceverà in lettura. cezione del valore del cinematografo nel* Alla SAF.A. ha avuto inizio la la la sua evoluzione fino ad oggi. vorazione del film Dopo divorzieremo pro. ‘sinora gli ‘organizzatori hanno raccolto un abbondantissimo e interessantissimo dotto dalla « Excelsior » nella organizzazione di Walter Mocchi e del direttore di materiale che troverà posto nella Mostra produzione Fabio Franchini. Il soggetto è divisa in due sezioni: europea ed ameridi Alessandro De Stefani e la sceneggia: cana. In questa ultima, stampe e fot grafie riprodurranno fedelmente l'attivitura di Malasomma ed Amidei. Lo dirige tà del cinematografo. d’oltre oceano che Nunzio Malasomma e ne sono principali ha avuto la tendenza di illustrare la interpreti: Amedeo Nazzari, Lilia Salvi, Vivi Gioi, Noélle Norman, Monica Thiecronaca della vita ed i costumi del Paese. La sezione europea invece si propone di baut, Guglielmo Sinaz, Carlo Campanini e dare un quadro riassuntivo della evoluLia Orlandini. Le scenografie sono state ideate dall'Arzione del cinema nei vari Paesi, documentando contemporaneamente gli scopi chitetto Filippone. che si è prefissa la cinematografia euro#* Il « Motion Picture Herald » pubblica pea attraverso pellicole a sfondo artistico ‘e sociale. Durante la Mostra saranno i risultati di un referendum indetto dalla stampa americana presso il pubblico per proiettate diverse. pellicole in versione conoscere quali artisti godono la maggior originale, in modo da offrire al visitatore un quadro completo delle diverse funziopopolarità negli Stati Uniti. Confrontando tali risultati con i responsi dati allo stesso ni e attività del cinemi « Motion Picture Herald » dagli esercenti in * I protagonisti del tanto atteso L'inbase agli incassi dei cinematografi, si può ferno degli angeli, che verrà proiettato che gli artisti preferiti dal pubanche da noi, hanno appena trent'anni in constatare blico americano sono: Mickey Rooney e due: sono Luisa Carletti di diciotto anni Bette Davis, Tyrone Power e Sonja Henie e Jean Claudio di dodici. La Carletti pein quanto a coppie nei film presi in esame, rò, nonostante la giovane età ha al suo singolarmente Mickey Rooney, Power e attivo sei film fra i quali Napoli terra di eSpencer Tracy. fuoco e quel Jeunes filles en détresse che ottenne un grande successo a Venezia e # «I dirigenti dell'Unione cinematograche si proletta in questi giorni in tutta fica italo-tedesca tornati in Germania dotalia. po un soggiorno di tre settimane in Italia, comunicano che la « Difu» avrebbe * La «Capitani Film» ha rilevato gli scelto fra la recente produzione italiana Stabilimenti F.E.R.T. di Torino, che ver15 film per lanciarli al più presto in Gerranno completamente rinnovati e ademania, cioè alcuni durante la presente guatamente attrezzati, ed ha ora in prestagione, gli altri al principio della stagloparazione la realizzazione del primo grupne 1940-41 ».Così il Licht-Bild-Buhne. po di film. Tra questi vi saranno due pellicole con protagonista Macario. che verranno orORGANIZZAZIONI GIOVANILI ganizzati d'accordo con Eugenio Fontana con il quale è legato per tutto il 1940 il # Il Comandante Generale della G.IL. noto comico piemontese, I titoli sono: Il su proposta del Comandante Federale, ha pirata sono io, soggetto di Mario Matnominato il fascista Pantanelli Illo iscrittoli, sceneggiato da Vittorio Metz in to al Partito Nazionale Fascista dal 20 otcollaborazione con Marchesi, Steno e tobre 1920. squadrista, combattente deMattoli, e Non me lo dire, soggetto e scecorato al Valor militare, Vicecomandante neggiatura di Metz, Marchesi e Steno. Federale della G.LL. dell'Urbe. * Sì è costituita a Roma Ja Società « Au* Il 7 marzo scade il termine per le torî Associati » composta di vari elementi iscrizioni al Corso di dirigenti e vigilatrici scelti fra i migliori scrittori, sceneggiatori di colonia per l'anno XVIII. e tecnici cinematografici, * Allo scopo di contribuire all'opera di diffusioI ne della nostra cultura ali l'estero, la rivista «La Terra » ha stabilito di riservare per l'Anno XVIII ai laureati ed agli studenti universitari stranieri iscritti ai nostri Istituti di cultura all'Estero, il « Premio Razza» che per l'Anno XVII è stato dedi. cato agli iscritti al G.U.F. d'Italia ed all’estero. Per l'Anno XVIII la scelta è caduta sulla Bulgaria: e pertanto i giovani laureati e studenti universitari bulgari iscritti al nostri istituti culturali esistenti in Bulgaria saranno invitati a partecipare al concorso per una monografia sul seguente tema dettato dal Ministro degli Esteri Conte Galeazzo Ciano « La bonifica integrale nel Suo aspetto tecnico-economico e nei suoi effetti sociali». Tl termine per la presentazione delle monografie è fissato al 1° settembre 1940-XVIII: le monografie in tre copie dattilografate dovranno essere spedite al Direttore dell'Istituto di Cultura Italiana a Sofia, non dovranno essere firmate ma contrassegnate da un motto ripetuto su di una busta chiusa contenente il nome e l'indirizzo dell'autore. (Continua a pag. XVI)
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
VIA
ANNUNCIATA
23-MILANO-TELEF.64.557
L'ILLUSTRAZIONE È Sio
Anno LXVII . N. 8 "CAVAccHIOLI
25 FEBBRAIO
1940. XVIII
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S. A. R. Amedeo
di Savoia, Viceré di Etiopia, compie periodicamente
visite e sopratuoghi nei vari centri
dell'Impero, prendendo contatto tenacipresenza colonizzatori, problemi,récacoordinando Ovunque l’Augusto Principe con coila sua e la sua esaminando parola animatrice l'esempio diiniziative. un'atti=
vità che non conosce soste. Amedeo di Savoia non manca tuttavia di dedicare qualche ora agli sport che Egli preferisce. Qui vediamo infatti il Viceré al suo giungere alla piscina della C.I.A.A.O. a Mage
soua e mentre nella piscina stessa compie in perfetto stile un bellissimo tufo,
Il ministro romeno Teofilo Sidorovici.è venuto in Italia, invitato da S. E. Ettore Muti, ministro Segretario del Partito, per visitare, nella sua qualità di Capo della a Straja Tzarti », le sedi della Gioventù italiana del Littorio e conoscerne l'organizzazione. La « Straja Tzarii»,com'è noto, raccoglie sotto le sue insegne le giovani e i giovani romeni senza distinzione di classe sociale preparandoli alta laboriosa vita in tempo di pace e temprandoli agli eventuali disagi della guerra. Ricevuto alla stazione di Roma da S. E. Muti, il ministro Sidorovici è stato poi oggetto di vive dimostrazioni di simpatia da parte della cittadinanza dell’Urbe: -Qui sopra vediamo S. E. Sidorovici mentre poco dopo il suo artivo s'intrattiene col Segretario del Partito nella Saletta d'Onore alla Stazione di Termini a Roma. Si - A della: Gioventù Romena recata sull’Altare della Patria e il saluto di S. E. destra: la corona rovici e dei membri della: missione davanti al sacello del Milite Ignoto.
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mrricie definire la reale portata dell'accordo economico fra la Germania e la Russia, Secondo la stampa del Reich la conclusione di esso è «uno scacco dei piani inglesi di guerra». La Germania avrebbe spezzato l'accerchiamento eco-
nomico e dopo avere ottenuto i rifornimenti balcanici, si preparerebbe ad uti-
lizzare quelli orientali. A sentire il Deutscher
Dienst il nuovo
trattato commerciale
«ha per la Germania il valore di una grande battaglia vinta ». Sull’entità degli accordi economici tedesco-sovietici si mantiene, come è ovvio, il più assoluto riserbo. Bisogna, quindi, procedere per ipotesi, affidandosi alle rare notizie che hanno, più che altro, il valore di indiscrezioni, Il corrispondente da Berlino della Neue Ziircher Zeitung afferma che, grosso modo, si tratta di accordo che prevede la pratica del « baratto» su larghissima scala. La Germania abbisogna di petrolio,
di ferro, di manganese, di legname, di cotone, di lino, di canapa, di pelli. A sua vol-
ta, la Russia ha necessità di manufatti, di macchinari, di strumenti di precisione, Di qui la facilità degli scambi, data la complementarità delle due economie. Le cifre che si fanno sono imponenti, Secondo il programma concordato fra Mosca e Berlino, gli scambi commerciali fra i due paesi, che nel 1938 toccarono la cifra di 74,7 milioni di marchi, per ridursi a quantità trascurabili nel 1939, dovrebbero salire a un miliardo e mezzo di marchi, £ un bel salto, ma esso non ha nulla di assurdo, se si pensa che nel 1931 la cifra degli scambi tedesco-russi fu di un miliardo e 694 milioni di marchi. A Londra, a Parigi, a Nuova York, la notizia del nuovo accordo economica ha dato luogo ad ogni sorta di calcoli statistici e di previsioni. È evidente la tendenza a ri-
durre aî minimi
termini la sua importanza
e la sua efficacia,
A tal fine sono
stati
mobilitati gli «esperti», in particolare quelli del petrolio. Nel 1938 — scrivono gli esperti franco-inglesi — la Germania ha consumato circa 6 milioni di tonnellate di petrolio. L’estrazione tedesca di petrolio naturale è di 500.000 tonnellate all'anno, Si può calcolare a 2.500.000 la produzione di carburante sintetico. Dopo il 1938 la Germania è entrata in possesso dei petroli della Polonia, che danno un quantitativo di 500.000 tonnellate all'anno, Si può prevedere che la produzione del carburante sintetico potrà aumentare di 500.000 tonnellate all'anno. Totale, circa quattro milioni di tonnellate. A quanto potrà sommare il consumo del petrolio in tempo di guerra? Si fa la cifra di 12 milionj di tonnellate. La Germania si troverebbe
davanti a un « deficit» di otto milioni di tonnellate.
Come e dove può coprire il fabbisogno? Nei primi mesi del 1939 — jo sempre gli esperti franco-inglesi che parlano — i quattro quinti delle importazioni del Reich sono venuti dal Venezuela, dagli Stati Uniti, dal Messico; un quinto dalla Romania. Dato il bloeco, è chiaro che la Germania dovrà puntare, per le sue forniture, oltre che sulla Russia, sulla Romania. Secondo l'accordo tedesco-romeno del scorso, la Romania si è obbligata a fornire al Reich 130.000 tonnellate al mi un milione e 560 mila tonnellate all'anno. È una bella cifra, che raddoppia le forniture romene del 1938. Potrà, la Romania, fornire di più? La sua produzione globale nel 1938 è stata di sei milioni e 600 mila tonnellate. Da essa si deve dedurre un milione
e 500 mila tonnellate destinate al consumo interno. Poi le forniture agli altri paesi,
calcolate in un milione e 820 mila tonnellate. Sono, dunque, 3 milioni e 320 mila tonnellate. che vanno defalcate dalla produzione totale. Restano 3 milioni e 280 mila tonnellate, che la Romania può mettere a disposizione del Reich. Secondo questi calcolî, il fabbisogno della Germania continuerebbe ad aggirarsi sui cinque milioni di
tonnellate.
A questo punto, entra in scena la Russia. La produzione sovietica ha toccato, nel 1938, la cifra di 30 milioni di tonnellate. Possibile che su trenta milioni non se ne trovino cinque da mandare in Germunia? Gli esperti franco-inglesi lo mettono dubbio, perché si ama credere ciò che si desidera, Essi ragionano così: il consumo interno ha seguito l'aumento della produzione. Nel 1938 ha superato i 28 milioni di
tonnellate. Da tenere presente, poi, che il 74 per cento di tale produzione è situato
nella regione di Baku, nell’Azerbaigian, sulle rive del Caspio. E qui sorge il problema dei trasporti, Le vie per convogliare il petrolio verso la Germania sono tre. La prima è la via fluviale del Volga al Baltico: 3000 chilometri di non facile navigazione. La seconda è quella ferroviaria, da Baku al Baltico attraverso Mosca: notevoli le difficoltà dei trasporti, data la scarsità e le condizioni del materiale. La terza è quella del Mar Nero, la più facile e la più pratica. Baku è allacciata ai due porti del Mar Nero, Batum e Peti, mediante una ferrovia e, per giunta, a Batum attraverso un oleodotto. Da Batum e da Peti il petrolio può essere trasportato a Odessa e da Odessa prendere la via del Reich attraverso la ferrovia. La distanza da Odessa alla frontiera tedesca è di gran lunga più breve che dal Caucaso al Reich.
Tutto sommato,
le difficoltà pel rifornimento
della Russia non sembrano
insuperabili.
del petrolio alla Germania
È presumibile
che mediante
da parte
il concorso
dei
tecnici tedeschi V'U.R.S.S. riesca ad aumentare la sua produzione di quei tre o quattro milioni di tonnellate di cui la Germania, secondo i calcoli riferiti, sarebbe
in di-
savanzo e che le stesse difficoltà dei trasporti possano essere, almeno in parte, superate.
Tale eventualità deve essere fondata, dal momento che, a quanto si legge nella stampa franco-inglese, gli Alleati penserebbero ad un'azione in grande stile nel Caucaso, allo scopo di impossessarsi delle sorgenti del petrolio che debbono alimentare la resistenza della Germania e della stessa Russia. Giorni fa si leggevano nel Times queste affermazioni: « Le vicinanze del Canale di Suez costituiscono la piazza d’armi di un imponente Esercito di riserva che, collegato con un potente Esercito francese in Siria, è pronto a recarsi in aiuto in caso di bisogno ni nostri amici di Turchia e del vicino Oriente». Ancora più esplicito il News Chronicle: «Mentre le truppe russe battono contro la linea Mannerheim, la Turchia tiene gli occhi bene aperti sulle frontiere caucasiche; Londra e Parigi non dimenticano i terreni petroliferi dell’Irak e dell'Iran, Mosca e Berlino ricordano i pozzi di Baku ». Impossibile sapere quanto ci sia di vero in queste ipotesi, le quali, in ogni caso, starebbero a dimostrare le larghe possibilità di rifornimento alla Germania da parte della Russia. È chiaro che, nell'eventualità di una simile azione, ci troveremmo di fronte ad un totale, impreveduto, rovesciamento di posizioni. A. questo proposito, la stampa svizzera ha prospettato l’ipotesi che la Germania non si lasci cogliere di sorpresa e prenda essa l’iniziativa delle operazioni d'accordo con la Russia. Passando per la Boemia, la Moravia, la Slovacchia, o, addirittura, per la Polonia del sud-est, le truppe germaniche potrebbero esercitare una forte pressione militare da nord-est, mentre i Russi potrebbero agire in direzione della Bessarabia. La questione del petrolio romeno sarebbe risolta e non è detto che i rinforzi del generale Weygand potessero giurigere in tempo e con efficacia. E se, viceversa, prendessero l'iniziativa gli Alleati? Ma per raggiungere il Caucaso è necessario passare per la Turchia, che non sembra
disposta, date le relazioni fra Ankara e Mosca, ad attaccare la Russia. Oppure passare
Aspetti di guerra nelle linee tedesche mentre perdura la « calma ». - Dall'alto in basso: un comandante di compagnia da ai suoi uomini le ultime istruzioni prima di uscire in ricognizione, - È incominciata un'azione di pattuglie: truppe d'assalto balzano all'attacco. - Soldati con i bianchi camici da neve in vedetta in una posizione avanzata.
per l'Irak e l'Iran. Piani bellissimi, ma sulla carta, date le enormi difficoltà di ordine logistico, che presentano operazioni di tale entità.
Questi, riferiti con la massima obiettività, i pro e i contro che si possono dedurre dalle indagini degli « esperti». Tali indagini sono tratte, in gran parte, da uno studio
di una rivista americana, Foreign Affairs, intitolato: «Fino a qual punto la Russia può aiutare la Germania? ». Studio documentatissimo, al quale hanno largamente attinto i giornali dei paesi alleati. Ma questi giornali si sono ben guardati dal riferirne le conclusioni finali, Vale, invece, la pena di tradurle integralmente. « Se la guerra sarà di breve durata e comporterà grandi battaglie e, conseguentemente, un grande consumo di materie prime, la Russia non potrà dare nessun aiuto efficace alla Germania. Ma se la presente guerra d'assedio si prolungherà oltre i due anni, senza un eccessivo dispendio di materiali, è probabile che la Germania possa trovare il modo di accumulare dei forti stocks e di riorganizzare, bene o male, l'industria sovietica e i suoi mezzi di trasporto. In questo caso, la partecipazione della Russia potrebbe diventare veramente importante, fino a decidere delle sorti stesse delle operazioni al fronte ovest. Tutto ciò, naturalmente, presuppone due cose: 1) che l’economia tedesca sia in grado di sostenere un assedio di due anni; 2) che la Russia sia disposta a sacrificare le sue proprie necessità per aiutare la Germania ». All’infuori di ogni ipotesi catastrofica, questa veduta sembra quella del buon senso. SPECTATOR
RIVISTA. MILITARE DI TOKIO NE DEL 2600° ANNIVERSARIO FONDAZIONE DELL'IMPERO NIPPONICO
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troppo oggi quasi ignorata, di Napoli.
UNA
GLORIA
DI NAPOLI
L'ORTO BOTANICO « C'est è l'Italie, à laquelle l’Europe doit presque toutes ses meilleurs institutions, qu'elle doit aussi les Jardins de Botanique ». De Canpote ox sempre le funzioni funebri hanno da essere funeree; se ne può ricordare qui una che dovette riuscire particolarmente lieta. Il 12 dicembre 1861 pre* ceduti da due militi della ‘Guardia Nazionale e da un signore che portava, solennemente, un cratere sacrificale, giunsero al camposanto di Napoli i soci dell'Accademia degli Aspiranti Naturalisti che, recando una corona, sostarono da-
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PIATTA DEL HEAL VITO BOTANICO ES I NAPILI
Difficile però trovarlo, oggi; nelle guide della città è elencato sotto i Musei, dove nessuno penserebbe a cercarlo, e sbrigato da una mezza paginetta aridissima. Chi ricorda l'Orto Botanico di molti’ anni fa può pensare che questa sia una fortuna; un la dolorosa tempo era quasi doveroso evitare al pubblico, e specialmente ai forestieri, impressione che si provava a constatare la decadenza in cui era caduta l'istituzione e vedere gli impianti deyastati dall’incuria dei custodi, il famoso giardino ridotto ad una riserva di caccia di frodo, Ma in quest'ultimi tempi, conservando al giardino il carattere che gli conferiscono le piantagioni secolari, esso è stato completamente riordinato. Sulla vasta spianata della «Scuola delle famiglie naturali» tenoreana è sorto un edifizio d’un'architettura ispirata alla nobile tradizione muraria napolitana, che ha nel Palazzo Reale, nel | Museo, nei Granili e nel vicino Albergo dei Poveri i più nobili esempi di strutture auliche. In questo edifizio s'è trasferita, dalla vecchia fabbrica cinquecentesca turrita, ma non bella, la vecchia Scuola di Botanica ed è stato costituito un Istituto, ch'è fra | i più moderni e meglio corredati d'Europa, ricco d'una magnifica biblioteca e di preziosi erbari tra i quali, ancora in perfetto stato, quelli del Tenore e del Gussone. Strumento della volontà del Fascismo, nella creazione di quest'opera, ideatore e realizzatore del vasto piano di riforma e d'impianti nuovi che comprende una attiva Stazione Sperimentale per le Piante medicinali, ‘è l'insigne botanico Biagio Longo, elevato recentemente agli onori dell'Accademia l’Italia dove, nella sezione delle Scienze, è l'unico fitologo a rappresentare l'a _ mabilis scientia. S. E. Longo, un umanista d'antico stampo da cui è balzato fuori un novatore, è stato capace, in pochi anni, di svecchiare metodi e sistemi d'insegnamento obsoleti, e continua degnamente la tradizione dei suoi grandi predecessori — del Tenore, del Gasparrini, di Delpino, del. Cesati, classici maestri e, ai tempi loro, come tutti i buoni maestri, novatori. Accanto al Longo è il Rodio, noto per gli studi e le originali ricerche d'embriologia e patologia vegetale, cd altri collaboratori fra i quali emerge un'illustre scienziata, la dottoressa Rosa Parisi. Non si può rilevare e lodare il magnifico stato di tutti gli impianti e specialmente le rigogliose culture senza ricordare l'opera del Capotecnico dell'Orto Botanico, Salvatore Stellato, che alla pratica ortense accoppia una buona cultura sistematica, ed è attento osservatore e perito nomenelatore. Canone fondamentale dell'insegnamento di Biagio Longo è che lo studio della vita vegetale non debba essere confinato ai fogli d'un erbario e non si esaurisce nei laboratori. I suoi allievi vengono incoraggiati, spinti ad. osservare îl materiale vivente. Ma non occorre essere o voler diventare botanici per essere educati a questa scuola, e da
una visita all'Orto Botanico possono trarre immenso diletto anche botanofili e profani. Nei giardini in cui, al primitivo incanto della sistemazione ideata dal Tenore, s'è aggiunta la bellezza della vegetazione d'essenze arboree più che secolari, è norma che ogni pianta sia lasciata nelle condizioni del suo sviluppo e del suo ambiente naturali: Vi sono perciò ignote le orrende mutilazioni cui, per un pervertimento sadico del concetto sano e della buona pratica della potatura, va assoggettata l’alberatura stradale della città. Gli alberi dell'Orto Botanico non vengono tosati, pettinati; le loro chiome non acconciate con la vermanente tortura cui, nei pubblici giardini e passeggi ed in tante ville: genti+ lizie, si vedono trattati gli alberi da giardinieri la cui maggior ambizione è di emulare le gesta dei sedicenti coiffeurà L'impianto originale del R. Orto Botanico di Napoli progettato da Michele Tenore. de dames. Cosicché nel paradiso vegetale di Foria si pdssoho ammirare alcuni dei più superbi esemplari del mondo: di Washingtonia filifera in tutta la loro selvaggia, integra bellezza — con gli stipiti covanti ad un'insolita pietra tombale. Su di questa era scolpita un'immagine sacra -- perti, in alto, del caratteristico indumento di guaine. È lasciato libero ‘sfogo alla Nasacra all'uomo di cui ornava la sepoltw una pianta di Banano, la Musa speciosa tura che si compiace di confortare la vecchiaia delle più nobili piante coprendone i d'America, quasi per dire ai posteri (come spiegò poi l'oratore della cerimonia): « Non tronchi di dense, soffici pellicce di muschi; di rallegrarli cori le gaie, sempreverdì contento delle patrie ricchezze cercai le straniere». popolazioni d'epifite eventuali. Tutt'opera di bellezza cui danno il loro contributo le” Più insolita, ancora, la corona: composta di piante e fiori che un botanico esperto, più umili arboricole — dalle modeste felci che sfoggiano folti festoni‘ di polipodî e disponendo delle necessarie opere di consultazione e delle indispensabili schedae ad adianti, alle civettuole, gaie Crassulacee le cui foglie rotonde ìteràno con tanta grazia Floram Italicam ersiccatam, non avrebbe esitato a classificare. Al lettore profano l'immaginario ombelico di Venere da meritarsi il nome di Cotyledon Umbelict:s suddella vivente frammento basti però sapere che la corona mortuaria, oltre ad un Veneris. estadetta Musa speciosa (ahimé senza il frutto squisito che a Napoli matura solo in Ma se anche queste umili forme vegetali possono essere sorgenti di gioia, nen te), conteneva un ramoscello di Lithospermum rosmarinifolium, colto sulle rupi di è di esse che mena vanto il giardino botanico di Napoli, orgoglicso d’altre, più Monte Tiberio dove fiorisce già ai primi giorni di dicembre; e di Salvia menthaefolia, vistose meraviglie. Il suo prospetto su via Foria, di mille e ottanta «palmi napoliZurloa splendens, Alnus cordifolia, Anchusa hybrida... Ma perché continuar l'elenco? tani» farebbe invidia a qualunque reggia, ed i filari di platani ultrasecolari che Basti dire che la corona era intessuta dei frammenti vivi di tutte le piante che negli sono allineati son degno sipario d'una delle più belle scene d'architettura orterise elenchi botanici di tutto il mondo, dopo il nome del genere e la qualità delladi specie, che si possa immaginare. L'Albereto impiantato al principio del secolo scorso, avarabo profumato serto Questo « diceva: l'iscrizione e TEN, notazione la portano vantaggiato dal substrato vulcanico, ha prodotto dei «pesi massimi » capaci di manincenso — l'Accademia degli Aspiranti Naturalisti con solenne rito — addolorata dare in visibilio tutti i tifosi del macrosomatismo vegetale. Vi figurano, tra i' giganti si spiega pose — sulla tomba dell'illustre professore — MICHELE TENORE ». Così dal Pedicino «a più noti, un olmo colossale della Cina, e il «noce alato», Pteurocarya frazinifolia, anche il tripode nel cui cratere, durante l’orazione funebre, recitata del Caucaso. inteso Ben dell'altro». mano che l'incenso si consumava, ciascun socio ne versava Fa da sfondo al busto di Domenico Cirillo il rigoglioso Palmeto e nel Boschetto carboni sui ciascun socio, a stento rattenendo le proprie lacrime, sapevauno dideiversare d’acclimamento, piantato dal fondatore, rievoca il paesaggio e l’aria balsamica dei tesori dell'Arabia ardenti le lacrime resinose della preziosa Bursacea ritenuta tropici un Canforeto presso il quale, per un miracolo che può coînpiersi solo, il Cavalier Tee che è oggi una delle ricchezze della nostra Somalia. Ed è certo che e tante altre essenze preziose dei no il cielo di Napoli, vegetano, prospere, le più tipiche essenze della flora v nore, che arrivò ad acclimare da noi la canfora l'arbusto dell'incenso. Ma alpina. paesi caldi, tentò di far allignare anche nel nostro clima allora, All'entrata dell'antica Scuola s'ammirano due magnifici esemplari d'Eugenia Berche non gli uomini, né lui né gli aspiranti naturalisti del suo tempo sapevano. della pianta preziosa — fecondi teriana (forse meglio chiamata E. muyrtifolia o austratis) ‘una ‘sorella maggiore, ma solo gli uccelli possono piantare, utilmente, i semi degli antipodi, della nostra vaga, aromatica mortella. solo quando hanno compiuto il viaggio di nozze attraverso all'intestino dell'uccello Non s'esaurisce il catalogo delle meraviglie. Ma quando s'è pagato il tributo EIA che li ingerisce. d'ammirazione a questi individui spettacolosi, sperdendosi nella giungla delle Piante di quella lieta cerimonia Ma quest'innocente ignoranza nulla toglie alla gentilezza di un uomo che tanto amò le Settentrionali, errando per il Fruticeto, per la Fioreria, si possono provare nuove, funebre, alla bellezza ideale di onorare la memoria pain acelimò e più intime gioie; si scoprono forme vegetali alle quali è sospeso l’incanto di climi. descrisse scoprì, piante, con un serto di quelle più belle e rare ch'ei quanto un po' pageno, che conosciuti solo in sogno. tria. Tanto più bello, quel rito, per il profumo sacro. per Ci si può imbattere, ropentinamente nel gruppo del Laocoonte — non della nota, Napolitani di duemila anni fa, rievoca il per fumum dei Romani ellenizzati, ossia i d'aromi. troppo tragica figurazione del Museo Vaticano scolpita nel freddo marmo: ma in che onoravano la memoria dei grandi profumandola del botanico Fabio Co- una cosa viva e vegeta: i rami d'un esemplare unico di Rosa Banksiae, antica ‘Grande fu Tenore nella «meriggia Italia » în cui l'eredità poeta della vita vegetale prima tanto che sì potrebbe credere (tutto si può credere), servì di modello ad Age= lonna veniva raccolta, con lui, da Domenico Cirillo, Grande studioso, infaticabile ricerca- sandro, Polidoro e Atenodoro per creare la più ardita, fantastica scultura di tutti che martire, e da Petagna, Briganti, Nicodemi. della fitogeografia appena get- i tempi. x tore, acuto osservatore, l'uomo che, sulle fondamenta monumento insigne che è la GeograSi può comprendere e dividere l'emozione di S. E. Longo che, carezzando i rami tate da Humboldt e De Candolle, elevavaîn quel di studi e nei cinque volumi d'una favolosa Clematide svettante al disopra dei più alti alberi dell'Orto, esclama? fia Botanica del Reame di Napoli: chespecie quarant'anni opere «Anche Napoli ha le sue liane! >. monumentali altre fra che nuove: 400 descrisse s della Flora Napoletana Medica Universale. Grande, Michele Tenore, Senonché l'illustre Accademico d’Italia dopo quest'ultimo slancio lirico si ravvede compose le tre Sylloge famose e la Flora il Gussone, il Gaperché creò quella scuola napolitana di botanica da cui uscironosua ricchezza: la bi- e non indulge. più al- dolce richiamo tropicale di Clematis Vitalba. Si ricorda che a lui è affidata un’opera di poesia civile: deve occuparsi delle piante officinali. che Sparrini ed il Pasquale; perché diede, alla sua città, tutta la Olid'un giardino botanico a Monte di nel 1807 l’incarico da Giuseppe Buonaparte
IV, avuto per la istruzione del pubblico e per impiantare il nuovo « Real Giardino di Piante
veto, voluto da Ferdinando
moltiplicarvi le spezie utili alla salute, all’
permetteranno di sostituire prodotti italiani ai medicinali d'importazione. L'autarchia
ha mobilitato anche î poeti, ossia i botanici che intendono veramente le piante, — come ricchezza e bellezza del nostro paese, re EDWIN
CERIO
228
consueta tattica, così ben riuscita loro nel settore di Suomussalmi e di Petsamo, avevano attratto il nemico nell'interno, per poterlo più facilmente battere nel terreno più adatto.
Da tempo, quindi, era stato annunciato che la 18* divisione russa, spintasi fin verso
Pitkaranta, a nord-est del Làdoga, era venuta a trovarsi in condizioni molto difficili, così avvolta
com'era e premuta
da reparti finnici, in gran
parte montati
su sci. Si
annunzia, ora, che questa divisione sarebbe stata pressoché annientata, e che un'altra — la 16* — si troverebbe in condizioni molto difficili. Sorte non migliore sarebbe toccata a due altre divisioni russe — la 54* e la 33* — nel
settore diKuhmo. Qui, una dura battaglia sarebbe stata impegnata, nella quale le due NÉ stati in molti a definirla così, E, certo, gli aspetti e gli sviluppi della lotta,
accesasi sull'istmo della Carelia l'ultimo giorno di gennaio, la fanno apparire non molto dissimile dalla grande battaglia di usura sulla fronte francese, che rese celebre la città della Mosa. Le forze contrapposte, si sa bene, sono molto meno ingenti di quelle dei due avversari del 1916; ma la posta è parimenti importante, per i Finlandesi adesso come per i Francesi allora: la salvezza della Patria, Ed è la coscienza del pericolo supremo che infonde l'estremo coraggio. Solo che, mentre aî Francesi, attaccati nella loro piazzaforte, afuivano i rinforzi per la «voie sacrée », ben poco alimento può dare lo stremato esercito finnico alla linea Mannerheim: è all'attaccante, invece, che è dato .di rinvigorire quotidianamente
le sue file e ricolmare le sue perdite, per quanto dure possano essere, con riserve, almeno teoricamente, inesauribili. Sono più di tre settimane, ormai, che l'offensiva sovietica infuria contro il sistema
fortificato dell'istmo e, come tutte le battaglie di logoramento, anche questa si è
venuta a delineare come una vicenda durissima di attacchi e contrattacchi, di fluttuazioni reciproche, di parziali cedimenti e di fulminee riconquiste, in cui riesce sommamente difficile così individuare e definire i singoli episodi, come precisare i
progressi compiuti dall’attaccante.
Sembra, comunque, che l'urto sovietico abbia raggiunto il massimo di violenza il giorno 11 febbraio, quando, facendo entrare in linea notevoli rinforzi (chi dice due divisioni, chi quattro) e portando in linea dei carri armati di un nuovo tipo pesan-
tissimo
(forse di 70 tonnellate)
i Russi
estesero,
praticamente,
l'attacco all'intera
linea, pur premendo con. più deciso e nudrito impeto contro quattro punti principali: il tratto costiero del Golfo di Finlandia a sud est di Koivisto, centro importante sulla via di Viipuri; il settore di Summa, al centro quasi della linea, contro il quale era stata particolarmente diretta la pressione nei primi giorni dell'offensiva; la stretta lingua di terra che, ad ovest di Summa, si insinua tra il lago di Muolajarvi ed il fiume Vuoksi, ed infine la zona di Taipale, all'estremità orientale dell'istmo, verso il lago Làdoga. Preceduti e sostenuti da formidabili preparazioni di artiglieria (da fonte finlandese sì dice che, per la prima volta, in queste azioni, le artiglierie sovietiche abbiano continuato a sparare anche la notte); sferrati con l'ausilio di gran numero di carri armati, in scaglioni di più file, e di slitte corazzate; accompagnati anche da potenti azioni di bombardamento aereo, gli attacchi sovietici hanno conseguito, fin dal giorno 11, qualche vantaggio nel settore di Summa. Incalzarono poi, con sempre rinnovato vigore, nei giorni 12, 13 e 14, nel settore tra Summa ed il lago Muola, ove la difesa finnica si appoggiava ad un quadrilatero, costituito dai laghi di Muola, Vuoksi, Ysk ed Airapaa. L'attacco sovietico era affidato a due. grosse colonne; una in direzione di Summa, e l’alîra in quella di Muola. La prima colonna riusciva ad ottenere i maggiori vantaggi, travolgendo la pur strenua resistenza finlandese e spingendosi fino alla stazione di Kamara, sulla linea ferroviaria Viipuri-Leningrado.
Subito dopo delineatosi il successo in questo settore, si poneva in movimento
l'altra colonna, e nella giornata di mercoledì 14 riusciva, anch'essa, a progredire sen-
sibilmente nel settore di Muola.
Nell'impossibilità di arginare la minacciosa avanzata avversaria, il Comando finlandese si vedeva costretto ad ordinare il ripiegamento sopra una linea arretrata. E lealmente il comunicato ufficiale, pubblicato lo stesso giorno dal Comando, annunciava: «le nostre truppe hanno eseguito un movimento di ritirata su posizioni pre-
cedentemente stabilite».
unità sovietiche avrebbero lasciato sul terreno seimila morti e molte migliaia di feriti. La battaglia si starebbe sviluppando in netto favore per i Finlandesi, così da far presagire un’altra, netta sconfitta russa; la quale, però, non è da prevedere che possa avere ripercussioni di qualche valore nel settore veramente decisivo, che è quello meridionale. Ripercussioni e complicazioni molto più importanti, e di effetti imprevedibili, possono invece attendersi per i prossimi giorni, quando l’attenzione si sposti dal
campo puramente militare a quello politico.
È indiscutibile che quanto più le fronti di combattimento si estendono avvicinando ai centri vitali della Finlandia, tanto più urgente diventa
e si vanno per questa
la necessità di ricevere aiuti di armi, di munizioni e specialmente di uomini. Altri
menti, la sproporzione di forze già esistente fra i due belligeranti finirebbe col dettare la sua legge inesorabile. E difatti, le richieste di aiuti e gli appelli del Governo finlandese all’estero si erano fatti, in questi ultimi giorni, sempre più insistenti ed
angosciosi; né a quanto si sa, essi erano rimasti del tutto inascoltati.
Senonché, il Governo e gli organi militari finnici debbono aver compreso che non si sarebbe potuto opporre un'ulteriore, valida difesa all'invasione sovietica senza un intervento diretto di altri paesi; donde la richiesta di due divisioni regolari, rivolta alla Svezia, Ed ecco che, proprio quando men liete volgevano le sorti della battaglia sulla linea Mannerheim, è sopraggiunta la risposta negativa del Governo svedese, ribadita qualche giorno dopo dal Sovrano di Svezia. Tale risposta, naturalmente, ha prodotto un'impressione molto dolorosa in Finlandia, e non ha mancato di suscitare commenti vivissimi e disparati in tutto il mondo. Naturalmente, i giornali inglesi e francesi hanno reagito alla decisione svedese, mostrando i pericoli che da essa potranno derivare per i paesi scandinavi; in Germania, invece, si è preso atto, con compiacimento evidente, della risoluzione
svedese di mantenersi estranea al conflitto, e si son levati nuovi ammonimenti paesi
neutrali
di non
lasciarsi
indurre
ad assumere
atteggiamenti
che
La polemica si è fatta ancor più serrata ed aspra, dopo il grave incidente dell’assalto dato da navi da guerra inglesi, nelle acque territoriali norvegesi, alla nave tedesca « Altmark» ed alla liberazione di circa 300 prigionieri inglesi, che a bordo
di detta nave venivano trasportati in Germania.
Contemporaneamente, voci incontrollabili e vaganti per la stampa europea, di tentativi di mediazione tra Russia e Finlandia da parte di una potenza transoceanica, di pressioni inglesi, dirette ed indirette, sui neutri, di decisioni più o meno gravi che potrebbero esser prese, da un giorno all'altro, dal Governo finlandese, son venute a complicare ancor maggiormente la situazione, così da far pensare che il cor
flitto russo-finnico possa entrare in una nuova fase, Previsioni di questo genere
avvenimenti di questi giorni fanno apparire sempre più probabile il pericolo che quel conflitto possa inserirsi in un più complesso e torbido gioco internazionale. AMEDEO TOSTI
furono facilmente respinti, ma non tardarono ad essere segnalati nuovi assalti s0-
vielici alle posizioni ora occupate dai Finlandesi ed in direzione di Taipale, i quali, per altro, non pare che abbiano prodotto mutamenti sensibili nella situazione. I quesiti veramente essenziali, in quest'ora indubbiamente grave per la Finlandia, sono due: sarà in grado il Comando russo di persistere nell'offensiva, senza dar respiro alla difesa finnica, così da espugnare l’intero sistema fortificato e da provocare il possibile crollo della repubblica finnica? Giungeranno i promessi aiuti alla Finlandia, prima che possano avverarsi le speranze sovietiche di decisivo successo?... ‘Pur non volendo azzardare previsioni, che non potrebbero esser fondate su elementi di fatto, è lecito tuttavia ricordare come l’esperienza insegni che questi poderosi, insistenti attacchi, e specie se lanciati da fronte così ristretta com'è quella
dell'istmo careliano, sono destinati, a lungo andare, ad esaurirsi 0, quanto menò, a sostare più o meno lungamente, per il grande logorio dei mezzi e la conseguente necessità di sostituirli e di riordinare le truppe. Ed è noto anche che per i Russi il rifornimento e l'aumento dei mezzi non riescono tanto agevoli, per un complesso di ragioni, che fanno capo a note deficienze di organizzazione, di produzione industriale, di trasporti. È da considerare, anche, che a mano a mano che si procede nella zona dell’istmo careliano, il terreno si slarga, richiedendo, naturalmente, un maggior impiego di mezzi d'attacco, tanto più che il Comando finlandese avrà certamente provveduto a rinforzare le sue difese di seconda linea. Un'altra considerazione, che potrebbe esser fatta per qualsiasi altro esercito che non fosse il russo — i cui Comandi stanno dimostrando come ben poco li preoccupi l'entità delle perdite, quali ch'esse possano essere — è quella appunto delle perdite che questa battaglia sta costando, in uomini ed in materiali. Quand'anche si voglia ammettere che le cifre talvolta annunziate pecchino di esagerazione, è certo, tuttavia, che il logorio subito dalle truppe sovietiche dev'essere tutt'altro che lieve. Non vanno, probabilmente, molto lontano dal vero, coloro che calcolano le perdite dell'esercito sovietico a 3000 uomini al giorno e rilevanti del pari debbono essere le perdite di armi, aerei, materiali di ogni sorta. Delle armi e dei materiali catturati, anzi, è stata aperta ad Helsinki un'esposizione, la cui vastità ed imponenza è agevole immaginare, quando si pensi che nelle sole prime dieci settimane di ostilità sarebbero stati perduti dai Russi, secondo un comunicato ufficiale finlandese: 379 aerei, 594 carri armati, 206 cannoni e parecchie centinaia di mitragliatrici.
Quasi a parziale compenso del rovescio subìto sulla linea Mannerheim, sono sopravvenuti per l’esercito finnico due successi, nel settore del lago Làdoga ed in quello, centrale, di Kuhmo. In ‘entrambi questi settori si era impegnata da più settimane una lotta insidiosa, accanita, senza quartiere fra truppe sovietiche, che si erano poco prudentemente addentrate in territorio finnico, e truppe finlandesi, che con la loro
si
possono leggere, in questi giorni, nella stessa stampa finlandese: l'Uusi Suomi, ad esempio, nel commentare un proclama lanciato alle truppe dal maresciallo Mannerheim — il quale ha parlato, anch'esso, di aiuti stranieri già. venuti ed attesi e della conseguente necessità di tener più che mai duro — ha affacciato l'ipotesi che nei giorni futuri molti punti ancora oscuri possano esser chiariti, Non da oggi, comunque, è stato previsto che il conflitto armato tra Russia e Finlandia fosse destinato a non rimanere un episodio isolato, e che la soluzione di esso potesse non scaturire esclusivamente dalla sorte di una o più battaglie, Gli
Di quale entità sia questo movimento di ritirata e quali siano le « posizioni precedentemente stabilite» non è possibile precisare; ma, anche se da molte fonti si sia volutò affermare che, finora almeno, non si tratterebbe per i Finlandesi che della perdita della linea più avanzata, che non pregiudicherebbe sensibilmente l'efficenza complessiva del sistema fortificato, è da ritenere, tuttavia, che la situazione nel settore centrale sia diventata piuttosto seria. I Russi son riusciti a spingere nella linea Mannerheim un cuneo a triangolo, la cui base è rappresentata da Summa e Muola ed il vertice da Kamara. Dalla base, verso est, la fronte si estende fino a Taipale, ancora salda in mano dei Finlandesi, mentre ad ovest descrive un forte rientrante fino a Koivisto, che il Comando Superiore finlandese smentisce sia stata occupata dai Sovietici. Le giornate del 15 e 16 trascorsero in una relativa calma; piccoli attacchi locali
|
ai
potrebbero
ridondare a loro sicuro danno.
Gli effetti di uno dei bombardamenti che gli aviatori sovietici coi Finlandia. Il freddo intenso ha ricoperto di ghiaccio le rovine di una casa.
RASFIGURAZIO Romanzo
di VIRGILIO
BROCCHI
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDE VTI. - Tea z'imbeve nella lettura d'un libro sulla mistica indiana e poi che sente che la pure a‘unaè l'unico prova mezzo per ascendere ad una vita superiore, desidera che la sua vita sia pura e invoca che la sua preghiera venga esaudita attravers punta. Incontra quindi il padre, il dottor Stefano Lori, al fisica: passa infatti tra un nugolo di vespe € di api e di calabroni senza rimanerne che il dovere più bello delia donna è la maternità. Successivamente quale racconta l'accaduto: si intrattengono a discorrere e il padre concli che strada facendo le chiede come accoglierebbe una richiesta di Tea si reca a visitare il bambino della cugina Giulia: l’accompagna il padre hanno due figli, Daniele, che cresce sano, forte, intelligente. e che, anmatrimonio da parte dell'ingegner Mario Dotfi. Tea si sposa con Dolfi della sua superiorità spirituale, e Robertino. Daniele è dolorosamente colpito per la morte di una cora fanciullo, sa suscitare in tutti il senso e il nonno decide di mandarlo in montagna con la mamma. Vanno in Val d'à osta, dove fanno compagna di scuola, Mina. La sulute n oltarisente raggiungono la capanna del Rutor incontrandosi col parroco di Thui le e col professore lunghe’ passeggiate: una
Nella notte queta l'infinito candore del ghiacciaio convesso pareva gonfiarsi nel cielo palpitante di stelle; la Via Lattea solcava la concavità turchina del firmamento come un celeste ghiacciaio pallido tra lo scintillio innumerevole di astri vividi come gemme portentose e così fitte che Tea, rapita, sussurrò — Quante stelle, quante stelle! — Non c'è più posto neppure per un'altra costellazione. Tutti e due, madre e figlio, con gli occhi fissi a quell'infinito trepido folgorio, si sentirono come assorbiti dal firmamento. E Tea bisbigliò ancora: — Non ho mai visto tante stelle e così vive. Danno la vertigine. Daniele non parlò; l'esaltazione spirituale gli dava la meravigliosa felicità dell’estasi, sollevandolo al di sopra di se stesso, moltiplicando la sua vita; e come sempre nella contemplazione dell’Infinito gli sgorgò dal profondo più misterioso del cuore, puro e limpido, il pensiero dell’Essere. — Quante stelle! Miliardi e miliardi; c'è posto per i miliardi d'uomini che sono morti e per i miliardi che moriranno. Si avviarono lentamente tenendosi a braccio; non faceva freddo; ma la scarpa ferrata strideva senza affondare nella neve zuccherina fatta compatta dalla notte; e camminando pian piano. verso il:colmo del Rutor, essi non staccarono gli occhi dallo sfolgorio degli astri. — è difficile credere, mamma, che la nostra Terra, un granello sperso nell’univer: Sia viva di tutta la vita; e tutti î miliardi di stelle lassù non conoscano esseri viventi. Ti pare concepibile, mamma?
del sole? E gli spiriti che un giorno vivranno nel fulgore di Dio, non potrebbero, splendere nell'incendio dei soli? Ripeté più sommessamente — è naturale che gli uomini abbiano immaginato lassù îl Paradiso; e che Dante stesso abbia finto che gli spiriti beati gli apparissero come luci nella luce dei pianeti, delle stelle e dell’Empireo. La mamma sorrise dolcemente, e tuttavia con una lieve trepidazione: — Non ti stanca, Daniele, il pensare a cose così alte e lontane? — Lontane? Ci viviamo in mezzo. Non mi stanca, mi piace, Soprattutto mi piace.
dente che solo sulla terra potessero nascere le erbe, gli animali, gli uomini. E non potessero nascere negli astri spenti, o nei soli, dove l'eccessivo gelo o, l'eccessivo calore distruggerebbe il germe della vita. — Sì, ma si può escludere che in milioni d'altri pianeti rotanti intorno ‘a milioni di altri soli non ci siano le condizioni indispensabili alla vita di esseri simili a noi? E chi può escludere che esistano esseri viventi così diversi da noi da trovare le
— Forse la morte è semplicemente una specie di filtro attraverso cui le anime dopo la lunga prova si purificano, e passano sempre meno torbide a una vita superiore di stella in stella, attraverso milioni di millenni, finché Dio le fa sue, E dunque il Nirvana, cioè l’annientamento nell’Assoluto è precisamente la vita eterna, l'eterna luce nella eterna luce di Dio. Non ti pare mamma? In verità le pareva che il pensiero di Daniele oscillasse un poco, divagando da premesse a conclusioni non sempre né sicure né logiche, Ma quel divagare era sola
Sè solamente sulla Terra ci sono le condizioni necessarie alla vita, mi pare evi-
condizioni indispensabili alla vita în astri più gelidi della luna o più incandescenti
sentire
che
tutte
le grandi
religioni
in
fondo...
Era un fanciullo di limpido ingegno, ma un fanciullo, e disse non senza difficoltà ciò che pur chiaramente pensava e voleva esprimere, cioè che tutte le grandi reli gioni, il Cristianesimo, il Bramanesimo, il Buddismo, sono lo stesso gran fiume dello spirito, o fiumi che ugualmente sfociano nell'oceano infinito dell'Assoluto. E che le loro dottrine s'integrano; e quando si toccano se ne sprigiona una fulgidissima luce, come la scintilla dal contatto di due fili carichi di elettricità. — Forse — riprese come se pensasse a voce sommessa — la reincarnazione non è un simbolo del perpetuarsi della vita in forme sempre più alte... Sarebbe bello poter credere che la vita è una continua ascesa, sia pure attraverso infinite ricadute, dalla brutalità della materia alla luce ardente dello spirito. Seno, come si spiegherebbe..? — Ma il terribile problema che si affacciava alla sua mente era troppo difficile a dirsi perché egli giungesse ad esprimerlo; e non lo, disse. Disse invece, dopo un breve silenzio
Rene:
SLI
suol
lai
liscio
fac
edile. Sedettero;eancora guardarono l'infinito luecichio degli astri,comesesì dassero dentro.
si
È
È
n
R
To non pensavo a questa conclusione, mamma, quando ti dicevo che anche in diso Mina non potrebbe essere felice vedendo in che disperazione ha lasciato
avevanò detto...
A
Già, già, pare che non sia andato molto d'accordo col rettore della Università;
sua mamma e il suo papà. E tutti i Santi e i Beati e gli Angeli come potrebbero meravigliosamente felici nellà luce eterna del Signore, sapendo quanto dolore tra gli uomini nella vita e peggio. c e la faccia parve illuminarsi guardando le stelle: Signore stesso, l'assoluta giustizia, l'infinita Bontà, che è il Padre di tutte
3
e c'è chi dice che il cardinale arcivescovo... — Gli abbia tolto la messa?
è
— Questo no, solo pare che gli abbia proibito di celebrarla in pubblico. Ma, capi-
rete, celebrarla a quest'ora, sulla tomba del santo abate Chanoux, non è molto di-
verso, in quanto a fedeli, dal dirla in casa. E il nostro abate gli ha dato volentieri
le creature, e tutti ci ama più assai che tu non ami me e io te, essere il permesso. felice nella sua gloria se uno solo dei suoi figli, sia pure il più colpevole, dovesse Tea domandò: soffrire senza fine le pene dell'Inferno? — E noi potremmo assistere, senza crear fastidi al professore? Che cosa vuoi concludere, figlio mio? va Ì — Fastidi... non credo possibile. A una cosa molto consolante e che mi pare certissima. Sappiamo che — E senza fargli dispiacere? l'Eternità i millenni del passato e di tutto l'avvenire sono semplicemente il preIl frate rispose con una gravità che parve solenne: presente le ue il Signore, e chi è beato inLui, vede in questo infinito Sii — Sono certo che gli farà piacere: la comunione col Signore senza la comunione purificate dalla espiazione e da successive ascensioni spirituali attraverso mi- coi fedeli è mezza comunione... ia di secoli, assunte tutte quante in cielo © dissolte nella sua Luce. Per ciò, Dio Uscirono in fretta ritornarono sulla strada, si avviarono verso oriente. Il cielo ‘tutti i Beati con Lui possono essere beati. Non ti pare? d'Italia era di una limpidezza estatica; e-le candide nuvole gonfie e soffici che lo Non sono sicura di capire. ; navigavano all'orizzonte lo facevano più turchino, Ma sì, mamma: perché ciò che per noi è futuro per il Signore è semplicemente Un sentierolo saliva per il pendio tutto pietre e scheggioni, tra cuì spuntavano © attuale. n delle anime * come mille fiori gialli, bianchi, rosei, turchini, violetti, fino al tettuccio aguzzo a doppio dell'avvenire mistiche | Un tempo ella viveva nelle contemplazioni ‘ spiovente t che pareva posato sul cocuzzolo scabro del dosso; ma a mano a mano che © nella sua naturale atmosfera; e tuttavia ora un poco .si-spauriva di questi arditi e essi salivano il piccolo tetto aguzzo si alzava e sotto vi appariva la chiesolina. minu| ingenui sondaggi nel mistero. Gli tenne tra le sue la mano di suo figlio come per scola che racchiude la tomba dell'abate Chanoux, Alti scheggioni di pietra piantati riscaldarla; gli rispose: 33) ne difendevano i quattro spigoli dalla erosione del wento. — Dal a ché non possiamo giungere al. fondo del mistero, vorrei che il Il nonno li accompagnò fino alla porta, poi ridiscese per il pendio gibboso fino tuo spirito si acquietasse nella rivelazione di. Cristo e nella fede di ciò che insegna almuricciolo che recinge la Chanusia, Tea, suo marito e i ragazzi sutra nella © la Chiesa. Nulla mai fu detto di più semplice e di ugualmente sublime. |‘ }— Sì Eppure tutto ha bisogno di essere interpretato, perfino il « Pater noster». chiesola così piccina-che appena vi capivano l'altare e a piè, dell'altare quattro inginocchiatoi su due file, ma così piccina e nuda essa pareva solenne come una. catte-
Dante è tutto imbevuto di cattolicesimo puro: eppure la Divina Commedia è potuta
‘parere una interpretazione della fede cristiana alla luce della mistica indiana giunta
drale, forse perché la invadeva il cielo entrando dalle due vaste finestre spalancate.
— Chi ha detto questo conosce le dottrine esoteriche dell'oriente, ma non conosce 7 i mistici cristiani: ma Dante li conosceva. Prima ancora di alzar lo sguardo volgendosi, Daniele aveva rigonosciuto la voce
rito tale maestà, che Tea e Daniele inginocchiandosi sì sentirono invasi di mistica riverenza. Il sacerdote si volse e tenne un istante le mani ‘alte prima di congiungerle; allora si accorse dei fedeli inginocchiati a piè dell’altare, e i suoi occhi turchini si illu-
È
La messa era cominciata. Il sacerdote volgeva le spalle all'entrata, ma c'era nel suo portamento, nel gesto, nella grave voce sommessa che spiccava le parole del
lui attraverso le contemplazioni esoteriche di Pitagora e di Platone, Una voce affabile disse alle sue spalle:
| di colui che la guida Rey aveva chiamato « îl professore », A fianco del suo amico,
minarono di letizia ringraziando il Signore diquella presenza come diuna grazia.
| ritornando dalla passeggiata sul ghiacciaio verso la capanna, nel momento in cui
In quel momento
girava l'alta e sottile pinna di pietra da cui erano nascosti Daniele e sua madre, ‘egli aveva udito le ultime parole del fanciullo. Soggiunse: — Quando. conoscerai la mistica cattolica, bel giovinetto, saprai che mai fu osata ‘esplorazione più ardita e sublime dell'Infinito. E Dante non aveva bisogno di attingere altrove le sue concezioni più ardenti. Riprese con la stessa affabile semplicità ; — Sei molto ‘alto di persona, ma hai il volto di un fanciullo; eppure hai già letto la Divina Commedia: fai dunque il Liceo? CÀ ‘—- Sì, la prima. Ma Dante l'ho letto da solo; quasi tutto, mi mancano gli ultimi ‘anti del Paradiso, Sotto l'infinito corruscare delle stelle si avviarono insieme. Il professore domandò: — Passerete il resto dell'estate in montagna? Dove abitate? — Abitiamo alla Thuile — rispose Tea — e ci resteremo fino all’ottobre. | — Anch'io, — E dopo un breve silenzio, il professore domandò al fanciullo: — Vuoi «il Paradiso» lo rileggiamo insieme? "Quasi con impeto Daniele rispose: it Nel piccolo atrio del rifugio essersi detti i loro nomi.
si separarono
L'ARMONIA
|.
(%
senza
nemmeno
accorgersi
di
il chierico officiante, piccino piccino
nel camice
‘bianco. sulla
veste nera, con una benda intorno al capo, sollevò a fatica il gran messale,se lo strinse al petto, scese volgendosi i gradini dell’altare come se non reggesse al gran peso. Allora Daniele si accorse che quegli non era un fanciullo, ma una vecchina esile, con gli zigomi e il mento aguzzo e due chiari occhi che lucevano di mistica
letizia come quelli del suo figliclo celebrante. D'improvviso
una commozione
soave colmò di lacrime i suoi occhi. In quel mo-
mento Îl sacerdote si volse implorando:
<rate, fratres, ut meum et vestrum sacrificium acceptabile fiat apud Deum...>. Sì accorse allora della commozione del fanciullo e impercettibilmente sorrise. Bastò perché la comunione spirituale s’iniziasse tra loro, e si fece più profonda a manu a mano che la divina rappresentazione saliva verso:il suo culmine eucaristico, come se a Daniele per la prima volta fosse rivelato il senso mistico della messa, Attestata l'Unità di Dio nella Trinità santa, quando il campanellino trillò e l'officiante ripeté l'invocazione e l’osanna degli Angeli
in cielo:' « Sanctus, sanctus, san-
ctus Dominus, Deus Sabaoth... »e quando l'ostia fu consacrata e fu consacrato il vino, il sacerdote scandì le parole del « Pater noster». Erano le semplici parole di Cristo consacrate nel Vangelo, l’orazione che tutti i
non
fedeli ogni giorno ripetono nello stesso modo su tutta la terra; ma nella voce di
Lui, e per il suo accento, quelle parole ora assumevano un significato nuovo e mirabilmente profondo, e diventavano insieme una preghiera appassionata e un atto di fede al quale Daniele aderiva quasi in sublimazione di spirito.
INTERIORE"
Genuflesso in mezzo all'altare, proclamata la propria indegnità, il sacerdote si se- 7
| Se li dissero la domenica seguente, al « Piccolo San Bernardo ». Il babbo era giunto in macchina la vigilia col nonno e Robertino; e in macchina li aveva portati su tutti insieme nelle prime ore della mattina festiva, prima che il valico e l’ospizio si affollassero di automobili e di visitatori domenicali.
1 carabinieri avevano loro permesso di scendere a piedi verso il confine; e lì si
gnò con l'ostia e si comunicò, si segnò col calice e sì comunicò col vino consacerato sangue di Cristo, e parve per un momento assorbito e dissolto nella comunione col Padre. La sua voce era quasi senza suono bisbigliando in latino: « L'opera del dono celeste regga le nostre menti, ci diriga i nostri sensi, in modo che non ci diriga la passione, ma l'influsso della grazia divina», » Tea e suo figlio sentirono quelle parole come trasfuse d'anima ad anima; e furono
erano fermati dinanzi ai doganieri francesi a rimirare giù giù la profondissima ‘| valle dell'Isère colma,di nebbiola dorata; poi erano risaliti verso l’ospizio. A piè della
anch'essi senza peso nella luminosa letizia di Lui che per via eucaristica era stato
\dalla faccia arguta avvolta da una corta e foltissima barba colore del fieno. Daniele
svanita; anzi madre e figlio ebbero la sensazione che essa si dilatasse nell’azzurra
assunto nel Signore,
Quando la messa fu finita ed essi uscirono dalla chiesola, la loro letizia non era
‘scala che addossandosi al muro esterno sale al primo piano, incontrarono un frate
immensità del cielo di contro al quale ora si stagliava fulgida di candore, dalla cupola del monte Bianco alla piramide mozza del Combin, la cerchia dell’alpe. Scesero tenendosi per mano attraverso il pendio cosparso di pietre, tutto gobbe e avvallamenti, fino al cancelletto della Chanusia. Il nonno più sù, fermo tra le piccole aiole, conversava con Lino Vaccari, il direttore del giardino; vedendoli, essi mossero loro incontro, ma prima che essi giungessero al cancello, Daniele sì volse udendo una voce ilare che diceva: — Non sapevo il tuo nome, bel giovinetto; e non ho potuto cercarti per leggere
rispose con una sola parola:
. — Venite.
:
Al riparo della scala esterna che sale al primo piano dell'ospizio, una porta dava
‘accesso a un
| di legno.
corridoio sterrato donde
si scendeva
ai canili bui, difesi da stecconate
"4 ‘qualche cane pezzato di bianco e di castano accostò il muso ai cancelli ringhiando;
Dante
© cioli
i suoi occhi turchini ridevano, Accanto a' lui, nella gran luce dell'elpe; Ja sua mamma pareva ancora più vecchina, più piccina, più esile, mail suo volto ilare, roseo come il volto di suo figlio era soffuso di non si sapeva quale grazia quasi puerile. E nel cuore aveva la sua stessa allegrezza. x Allora Tea presentò suo marito e ì suoi figlioli e disse:
‘più forte ringhiò una cagna accovacciata sulla paglia tenendosi fra le zampe i cucti.
— Stanno
sempre
chiusi qui dentro?
— No, fra poco il guardiano li lascerà ‘vicino
—
domandò
liberi. .
al laghetto. Sono bestie grosse e bisogna
Robertino,
nel loro recinto, lì dietro l’ospizio,
aver
prudenza.
‘Aveva parlato con spiccato accento valdostano alleggerito un poco dal sorriso arguto.
|—
Come?!
—
esclamò
Robertino
tra sorpreso
e sdegnato
Con lo stesso sorriso arguto, il frate rispose: — Certamente, quando c’erano i viandanti che
—
non
4 si lasciavano
sono
i cani
sorprendere
‘collare; ma adesso i viandanti salgono in automobile e non arrivano nemmeno in ‘torpedone se la neve chiude il valico, perciò i cani li teniamo per la tradizione; ma
‘anche ‘con prudenza perché qualcuno di questi bestioni ha morso più gente che
p
scosse un poco la coda, dolcemente si alzò, agitò la coda più forte accostandosi al | cancello di legno; Daniele continuando a parlarle le offrì tra gli stecconi un bi-
| — C'è messa all'ospizio?
te,
— Noi sappiamo molte cose di lei, signor professore, ma non sappiamo il suo nome.
che dalla
È tormenta i nostri cani li avranno salvati con-la fiaschetta dell’acquavite sospesa al
‘tina voce sommessa e carezzevole; la bestia prima alzò il muso con gli
con
Il volto del sacerdote in abito alpino pareva ancora soffuso di una:soave letizia e
-
ì
— Le messe all’ospizio sono dette già tutte; questa la dice alla cappella che è
— Nuzzi — egli rispose semplicemente —e questa è la mia mamma, In quel momento Lino Vaccari di là dal ‘cancelletto lo riconobbe: — Oh Paolo! — egli esclamò con calda tenerezza, Aprì il cancello e i due uomini si abbracciarono. Visitarono insieme ‘il giardino che educa la ‘flora alpestre d'Italia, d'Europa, e qualche specie d'Asia o d'America, seguendo pian piano i sentieri che, serpeggiendo
tra le aiole, salgono verso lil colmo del dosso dove sorge il modesto edificio’ che accoglie il museo del Piccolo San Bernardo e ospita il Direttore coi subi assistenti, Su per il pendio dà prima; dolcè poi ripido, ogni aiola sostenuta e recinta da pietre scabre, riboccava di fioti fitti ‘fitti, di colorì così densi e smaglianti, che pareva una canestra di gemme folgoranti al sole. C'erano le genzianelle turchine splendenti, le arniche e i papaverini d'Irlanda accesi come l'ovo più caldo, i gerani dei Pirenei rosei come coralli, le potentille astrosanguinee del Caucaso, il senecio glaciale del Giura, il ignifalio»di Norvegia, l'atrogalo di Francia, la lichnis, la soldanella, la violetta piùnata, la pervinca, il lino alpino, -il cardo blu, il leucanteo, le androsacce del -ghiacciaio, le duemila ottocento svecie' della flora alpestre che fanno la sua gloria; perfino le stelle alpine pastose parevano ritagliate in un luminoso velluto trapunto d’argento. Quasi attratti dal quel folgorio di colori e dal caldo aroma del timo, del serpillo, delle mente montane, dell’artemisia, dell'iva, del ginepì ogni aiola sonava del ronzio
di cento e cento iimenotteti sospesi sulle aluece vibranti prima di ficcarsi entro un
calice ardente, giù giù tra stami e pistilli fino ai nettari stillanti. (Continua)
VIRGILIO BROCCHI
D'ARMATA NELLA BATTAGLIA DELLO SCIRE (28 FEBBRAIO
- 6 MARZO
1936)
A tartactia consacrata oramai alla storia con l'appellativo di «battaglia dello Scirè» si svolse dal 28 febbraio al 6 marzo 1936-XIV e segnò la disfatta definitiva dell'ultima armata abissina del fronte nord, quella di ras Immirù, forte di circa venticinquemila uomini. La vittoria dello Scirè fu la risultante dell’azione concorde, manovrata e coordinata dei corpi d'armata Il e IV a ciascuno dei quali era affidato, nel campo operativo, un compito specifico consistente: per il Il corpo d'armata: un'azione contro la massa principale delle forze nemiche in direzione del massiccio di M. Coietzà; per il IV corpo d'armata: in un movimento da nord verso sud, pure in direzione di Coietzà, per minacciare l'avversario sul’ fianco e sul tergo, cori eventuale diretto intervento nella battaglia nel caso in cui l’azione del Il corpo d'armata fosse stata ritardata, Giova però aggiungere che la decisiva vittoria fu anche il frutto di una complessa, poderosa organizzazione logistica che rivestì particolare importanza specie per il IV corpo d'armata il quale doveva, nel suo movimento aggirante a largo raggio, attraversare la vasta e sconosciuta regione cel Medebai Tabor, mai percorsa in passato, fortemente accidentata, povera di risorse, specie idriche, coperta di una fitta vegetazione che avrebbe reso quanto mai lenta e faticosa la marcia. Per di più, il IV corpo d'armata doveva, nel corso della battaglia, mutare la propria linea di rifornimento e, da quella iniziale in valle Obel, doveva far capo — appena raggiunto l'obiettivo di Semamà — alle organizzazioni logistiche esistenti nel Tigrai, Rievochiamo brevemente l'azione svolta dal IV corpo d'armata nella manovrata battaglia di cui ricorre in questi giorni il quarto anniversario e che iniziatasi al Mareb sì concluse vittoriosamente, dopo solo otto giorni, nella conca ubertosa di Selaclacà. Dopo l'attacco nemico avvenuto il 25 dicembre 1935 e che ci aveva costretti ad ‘abbandonare i guadi del Tacazzè, l'esercito di ras Immirù e del degiac Aialeu Burrù si era dislocato nello Scirè con la massa principale delle sue forze nella regione Semamà-Selaclacà e con elementi di osservazione nell'alto Adì Abò, nel Medebai Tabor e nell'Adì Arbatè. Ai primi di gennaio del 1936 il Comando Superiore A. O. decideva la costituzione di un nuovo corpo d'armata, il IV (Gen. Babini) con sede di comando in Adi Ugri e con le divisioni « Cosseria» e «1° Febbraio» dislocate rispettivamente nelle zone
di Adì Qualà e di Debrì Mariam. zidette,
mentre
impediva
qualsiasi
Lo schieramento mossa
di queste unità nelle zone
avversaria
tendente
ad
oltrepassare
an-
ad Adi Qualà.
Inizio delle operazioni: il mattino del 28 febbraio, Compito del IV C. A., come abbiamo accennato: movimento da nord a sud in direzione di Coietzà per minacciare sul fianco e sul tergo l'avversario contro la cui massa. principale puntava il Il C. A: eventualmente diretto intervento nella battaglia nel caso in cui l’azione di quest'ultimo fosse stata rallentata dalle resistenze opposte dal nemico.
+e utili e» Una lunga marcia attraverso l’impervio;terreno della battaglia, in direzione di Coietzà, fu compiuta con rapidità dalle truppe del IV_Corpo d'Armata. Qui vediamo un reparto mitraglieri con l'arma a spalle mentre procede verso le posizioni da raggiungere.
ADI- ABO_SCIRE
il
Mareb, garantendo così l'integrità della vecchia colonia, costituiva anche robusta protezione dell'ala destra dell'intero schieramento delle nostre forze. Appena costituito il C. A., fu posto subito allo studio il problema dell'avanzata a sud del Mareb dove il Comando Superiore intravedeva la possibilità di un'operazione combinata con il Il corpo d'armata costituito da tre divisioni (« Gavinana», «Gran Sasso» e «21 Aprile»), dalla III brigata eritrea, dal gruppo bande e dal gruppo spahis, e dislocato nel settore Adua-Axum. Tale azione era da preparare e da tener pronta: la sua esecuzione, in concomitanza o meno con l’azione dei corpi d'armata operanti nel settore di Macallè, avrebbe dovuto risolvere definitivamente la situazione nel settore occidentale, Il 18 febbraio S. E. Badoglio convocava ad Enda Jesus i comandanti del Il e IV corpo d'armata per precisare î suoi intendimenti operativi; tre giorni dopo diramava gli ordini per la battaglia; il 27, il Comando Superiore, per meglio seguire l'avanzata e coordinare l’azione delle. due grandi unità, trasferiva il suo posto di comando
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La:morola del'IVIC.: d'Almota: nell Agi Abs ro
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menti di osservazione nell'Alto Adì Abò. - Qui sopra v traverso l’aspro terreno dell'Adì Abò per andare ad inca A destra: nei pressi di Adì Onfitò. Al centro del
— le scorte viveri e avena da trasportarsi con il soldato, con le salmerie dei reti e con quelle date temporaneamente di rinforzo, furono aumentate a cinque în modo da assicurare il vettovagliamento delle unità operanti anche nel caso in cui i predisposti rifornimenti da tergo non avessero potuto raggiungere, dalla base logistica,
Queste fotografie (sopra e sotto) danno un'idea precisa del terreno înfrattuoso sul quale dovettero muoversi.le truppe. - Sopra: una veduta dell’Adi Abò attraverso il quale si effettuò la marcia del IV Corpo d'Armata. - Sotto: la pista camionale M. Fundinai-Valle Obel (m. 900 di dislivello) costruita con impeccabile tecnica dai genieri del Corpo d'Armata.
le truppe
più avanzate;
le salmerie di ciascuna delle due diini vennero rinforzate con un'aliquota di 450 cammelli che dovevano concorrere, insieme ai muli, ai rifornimenti giornalieri dalle località-limite di gittata degli automezzi (consentita dalla percorribilità delle piste) in avant — venne costituita una notevole massa di manovra di oltre 400 automezzi, 600 muli e 600 cammelli, alle dirette dipendenze del comando del corpo d'armata, per far fronte alle esigenze di rifornimento e sgombero delle divisioni nel corso delle operazioni e per costituire eventuali carovane nel caso in cui le condizioni del terreno non avessero consentito il pieno sfruttamento dei mezzi meccanici; — infine, vennero effettuati dalle instancabili truppe del genio lavori stradali veramente imponenti tra i quali meritano di essere ricordati. — la costruzione della pista camionale M. Fundinai-Valle Obel, di circa 90 km. di sviluppo e con un dislivello di oltre 900 m.; — il prolungamento di essa dal Mareb al ciglio dell’altipiano per consentire il transito delle artiglierie autotrainate, dei carri d'assalto nonché delle colonne di rifornimento, Questo secondo tratto dell'autopista — costruito parallelamente all'avanzata degli scaglioni di avanguardia verso il primo cordone di alture dell’altipiano — ebbe uno sviluppo di oltre 10 km. ed incontrò diffi coltà grandissima per la natura rocciosa e tormentata del terreno che richiese un lavoro gravoso e continuo di mine, Conclusa felicemente la fase preparatoria, il mattino del 28 febbraio le truppe del corpo d’armata, animate da elevato spirito offensivo e da saldissima coesione morale
L'attuazione di tale ardito e pur semplice piano comportava un complesso notevole di predisposizioni di natura logistica che, per quanto si riferisce al IV corpo d'armata, possono così riassumersi:
— concentramento dell'intero corpo d'armata nella zona Rubà Uolcait-Mareb; — spostamento dei servizi in valle'Obel e loro successiva organizzazione per le operazioni; — costruzione di un'autopista dalla valle Obel al Mareb e da quest'ultimo fino al ciglio dell’altipiano del Medebai Tabor da dove, in base alle scarse notizie fornite dagli informatori e ai rilevamenti fotografici degli aerei, si riteneva che gli autorifornimenti avrebbero potuto procedere con relativa facilità per alimentare tutte le unità del corpo d’armata nel corso ulteriore delle operazioni, Questa fase preparatoria è quanto mai piena di interesse perché sulla sua organica e sagùce impostazione riposava în gran parte il felice esito della geniale concezione strategica. Per dare un'idea, sia pure sommaria, della complessità e molteplicità dei problemi da affrontare e risolvere, accenneremo alle principali predisposizioni attuate:
e disciplinare, iniziarono i movimenti verso gli obiettivi assegnati dal Comando superiore.
Le tappe di questa marcia sono segnate dai nomi di Mai Tzadà, Az Nebrid, Az Darò, Hamlò, Semamà, Adì Onfitò e presentano
queste caratteristiche quanto mai suggestive e piene d'interesse
— asperità grandissime del terreno che, apparentemente pianeggiante, si presentò in
realtà con solchi numerosi e profondi, orien-
tati in senso trasversale alla direzione
di
movimento, e con fitta ed intricata vegetazione spinosa che rese quanto mai penosa e gravosa
la marcia;
— elevata temperatura diurna: (35-40 gra-
di all'ombra)
cui
fece
contrasto
l’intenso
La preparazione logistica della battaglia dello Scirè fu Al si concentrò nella zona Rubà Uolcait-Mareb. Fu deciss | ciglio dell'altipiano del Medebai Tabor. Le scorte viveri base logistica del IV Corpo d’Armata a Zeuf Emni
Aialeu Burrù si era dislocato nello Scirè portando elei del IV Corpo d’Armata mentre procedono appunto atico. - A sinistra: le colonne in marcia verso Az Nebrid tinguono i segnali per il collegamento aereo.
freddo notturno contro il quale la truppa non aveva che una semplice coperta, avendo lasciato alle basi il cappotto e la seconda coperta allo scopo
di marciare
più spe-
ditamente e con maggiore scioltezza; — mancanza pressoché assoluta di acqua nella zona, specie nei primi tre giorni di marcia,
cosa che mise a dura
prova
l’ele-
vato spirito delle truppe senza peraltro determinare ritardi o rallentamenti nei previsti balzi giornalieri; — rifornimento viveri ed avena per truppe e quadrupedì
dell'intero corpo d’ar-
fornimento
scala
mata, compiuto dal Comando Superiore il giorno 2 marzo, a mezzo di numerosi apparecchi da bombardamento. Questo aereo-i su
vasta
di
una
grande
unità costituisce un mirabile esempio di sa-
gace tempestività organizzativa
e di frater-
na cooperazione dell'arma del cielo icon le forze terrestri — infine, movimento celere e continuo, nonostante le grandi difficoltà cui abbiamo fatto cenno, cosa che permise la realizzazione integrale della manovrata concezione
strategica e la disfatta della superstite ‘armata abissina del fronte nord. Infatti, nei giorni 29 febbraio
inizzata con estrema precisione. Il IV Corpo d’Armata di un'autopista dalla valle Obel al Mareb fino al aumentate e le salmerie rinforzate. - Qui sopr: la passaggio difficile per le salmerie e per gli uomini.
Veduta dall’aeroplano la zona delle operazioni ci si presenta in tutta la sua asperità. - Sopra: {l terreno dove si compì la marcia verso Az Darò. - Sotto: le colonne affiancate raggiungono, durante
e 2 marzo
la loro marcia svoltasi con energia e celerità eccezionali, Mn donato e incendiato dagli indigeni. Si distingue a sinistra una
accampamento abbannube di fumo.
il Il corpo infrangeva la tenace resistenza avversaria opposta dalla massa delle forze avversarie sulle alture di M. Coietzà e puntava su Selaclacà; contemporaneamente il IV corpo, accelerava il suo faticoso movi-
mento per accentuare la minaccia sul fianco e sul tergo del nemico
e possibilmente
far sentire il suo peso diretto nella battaglia. Alle ore 15,30 del 2 marzo — quando le truppe erano già in marcia da oltre dieci ore — così si esprimeva il comandante: «Truppe di primo scaglione (5* divisione
Camicie nere e 41° Fanteria) riprendano subito marcia verso Az Darò alt II corpo d'armata ha oggi attaccato, bisogna quindi avanzare ogni costo giorno e notte senza tener
conto
La marcia
fatica alt Momento
venne
subito ripresa
decisivo ».
e, nono-
stante la stanchezza delle truppe, gli obiettivi vennero
raggiunti,
ricacciando gli ele-
menti avversari, che, come nei giorni pri cedenti, con ripetute e continue azioni di molestia, tentavano di ritardare il movimento delle unità.
premuto dall'avanzata del secondo corpo d'armata, minacciato sul fian-
co e alle spalle dalla continua marcia del IV corpo, il nemico finì per rompere definitivamente il contatto ed accelerare il suo ripiegamento verso il Tacazzè, ripiegamen-
to che, infranto ogni vincolo e sotto la costante offesa dell'aviazione, si tramutò ben presto in disordinata fuga.
Battaglia manovrata nel campo strategico e piena di numerose incognite e di svariate difficoltà nel vastissimo teatro di operazioni nel quale doveva svolgersi, essa fu il risultato di geniale concezione, di elevato spirito
combattivo, di grande resistenza fisica e di spiccate attitudini manovriere delle truppe. S. E. Badoglio nel suo libro La guerra d'Etiopia nel commentare l’azione del IV corpo d'armata in questa battaglia così si esprime: «Questa marcia lunga, difficile, azzardata, condotta
a compimento
senza
incidente
alcuno, è di per se stessa motivo
di orgoglio
per
chi vi ha partecipato. Solo truppe perfettamente addestrate e comandi tecnicamente preparati potevano effettuarla».
Se pur fu negato a queste truppe la ventura di affrontare il nemico in campo aperto e
di cogliere la gloria di una
battaglia,
la Ioro azione costitui
nondimeno
fattor
su quelli di Spagna,
emulando
i veterani
decisivo
del difficile successo e fu degno suggello alle altissime qualità guerriere dei nostri. combattenti che sui campi
di Etiopia
come
del-
l'Isonzo, del Piave e del Grappa, hanno dimostrato ancora una velta al mondo di non
essere a nessuno secondi. Con questi soldati l'Italia può guardare con mancabili destini.
fiduciosa fermezza ai suoi più alti ed im-
LUIGI
MAGLIARI
GALANTE
ERIMONIE DEL TEMPO NOSTRO
L'inaugurazione del primo Convegno nazionale della Scuola di Mistica Fascista « Perché siamo dei Mistici » tenutosi a Milano, nella Sala degli Alessi di Palazze Marino. - Sopra mentre parla il dott. Mezzasoma, vicesegretario del Partito e presidente del Coni gno. Si vedono da sinistra: $. E. Farinac il Podestà sen. Gallarati Scotti, il dott. Vito Mussolini, il Prefetto avv. Marziali, il Fi derale avv. Gianturco, il cons. naz. Marzio, Sandro Giuliani. - A destra Cornelio Di Marzio mentre svolge la relazione sul secondo tema del Convegno « Caratteristiche e momenti mistici della Storia Italiana »
Nel centenario della sua nascita ha avuto luogo alla Reale Accademia d’Italia, con l'intervento del presidente Federzoni, del ministro Bottai, del dott. Mezzasoma in rappresentanza del Segretario del Partito, dell'ambasciatore Dino Alfieri, di numerose personalità e di un folto pubblico, la celebrazione di Giovanni Verga. - Qui sopra: l’accademico Massimo Bontempelli pronunzia il discorso commemorativo. - Sotto: alla Pontificia Accademia delle Scienze, che Pio XI rinnovò sulle basi dell'Accademia dei Nuovi Lincei e che chiamò « Senato scientifico della Santa Sede Apostolica », il prof. Alessandro Ghigi, accademico d’Italia e pontificio, rettore dell'Università di Bologna, commemora, alla presenza di cardinali, accademici, prelati e dignitari vaticani, riuniti in tornata straordinaria, il Grande Pontefice esaltandone la vita e le insigni virtù di umanista al servizio della Fede.
WORRII D A ar aio
I
per dis 1a pieno di vino come un'oca. Mapama, si rigira: — L'hai visto? + Tenesiva: — No. Ma sua moglie è una’ martire
GRACCOLA COMMEDIA
IN UN
DI GINO
ATTO
Mapami:
—
E luî
Manama,
irritata:
recitava
come
un
padre
quando era nella mia compagnia: Ora non' ha voce. Quando fa freddo resta a letto perchéno il pastrano. 2 Teresina: — Voi gliene avete comperato uno era una meraviglia, l’anno scorso, signorina!, . ©
ROCCA
—
E lui l'ha venduto:
fumare. E adesse dorme,
beve e fuma.
per bere
è
E fa benissi
mo, E se sua moglie sta bene, sta meglio di Iui.a Serollando le spalle: — Del resto, questo è il mi dirvelo, signora, Voi
wa camera senza’ finestre e illuminata da luci strane che schizzano cioè dagli angoli impensati.
Scialli vistosi, paraventi,
uno
sche.
Molti
barbagianni
tutto, mi capite, Io sono
una strega megalomane.
impagliati sbarrano
gli occhi di
vetro giallo e verde. Un leggìo. Una porticina a sini
hu il naso adunco e la parrucca di
ascoltando
falsi, orecchini che-ciondolano sulle spalle e smaniglie che tintinnano. Un bastone in mano che si spegne @ sù
di destra:
accende in cima come la punta di un sigaro succhiato,
preme un invisibile botton
Anche la tavolaccia sgangherata, di fronte alla quale
iede lu megera quando infinocchia i clienti e consulta certe carte bisunte, è illuminata da una strana luce come se fosse d'alabastro.
Sopra questa tavola c'è un vaso lungo, cilindrico, sottile, dentro il quale si dibatte nell'acqua un pesce
comune in posizione forzatamente verticale. Teresina, la vecchia serva, è grassa e volgare, Alisi, già primo attore di una compagnia drammatica
di quarto ordine, funge da segretario; ed ha un fez in testa, la pancia ballonzolante, la pronunzia volutamente e grottescamente straniera, una tunica lercia trapuntata di stelle gialle sopra la vecchia ‘marsina, e la barba finta male incerottata sul mento aguzzi
Griccola sta
pronosticando l'avvenire a una cliente esangue © cre-
duloni; e chiude così la feconda giornata dei suo lavoro, La cliente ha quasi cinquant'anni che vorrebbero essere ancora attraenti e. romantici; e, più che badare alle chiacchiere della chiromante, guarda quasi spau-
rita ed ipnotizzata, quel povero pesce, che è costretto dal vaso a vivere con la testa all'insù.
Manama, consultando le carte e cogliendone il senso
recondito con la punta del bastone che s'illumina: — Noia! I puntolini di questa carta sono le traccie invereconde di una mosca. Imita il ronzio: — Ziii... zii zii! Noie, Sbadigli: noia. Una malattia terribile; ma una nobilissi
Dice un saggio antico che lè uniche tre
cose
che
differenziano
l’uomo
—
sempre
dell'uomo
parlano i filosofi; mai delle donne! — da tutti gli altri animali sono queste: bere anche quando non si ha sete, annoiarsi
e fare all'amore
in tutte
le. sta-
gioni dell’anno! La cusNte. si scuote finalmente e sospira: — Oh,
Mabama: — Lo so: non sarete mai Meglio. L'amore è come una religione, una preghiera î le, con l'imponderabile. Ma, poi, c'è il
paradiso. La cLiENTE, ayifandosi, ansando: — Quando?
Il paradiso?
Mavama: — Non su questa terra... La cliente si rabbuia e serra le labbra pitturute. La terra è un trampolino: o un tuffo o un volo.
Bisogna cominciare col credere in se: stessi. Chi si aggrappa, affoga... Quell’altro grande scrittore. Cerca invano
un nome
nella memoria
e sbircia di
sottecchi certi fogli ché sono sotto una lampada. Sbirciando ogni tanto e rimestando questi fogli Madama conforta e aiuta sempre il proprio dialogar da
chiromante. sarai
««Insomma..,
il grande
serittore
solo, tu sarai tutto
tuo»
spiego?
—
dice:
«E
se
cioè, felice,
tu
Mi
La cuente, dopo un attimo di esitazione, indicando
il'vaso di vetro dentro il quale sì dibatte il pesce: — E quel pesce?. scusate. Mavama, sorride. compiaciuta come per uno scopo finalmente raggiunto, e solennemente: — L’uomo. A furia di tenerlo così, di costringerlo a stare così con la testa all'insù, quel pesce diventerà un
essere
superiore.
invisibili
tubi
Dio
ha
perché
costruito
certe
scimmie
un
giorno
che
il mio cuore
tanti
andavano
—
Depone il bastone:
do
lui sa
—
i
più è possibile. Quan-
rete
innamorata di. lui. 'E lui sparirà, si volatizzerà.
fu giovane, forte, offeso,
più
La ciente, trabalzando, con un gemito: — No! Manama: — Sì. Non so in che modo: non posso
vi dirà,
Io non
toeco
denaro.
Atsi,
alla cliente, tenendo
qua, signora. LA cueNTe, indugiando:
aperto
Manama, come
—
sungue
freddo,
andrei
vivo, E a
Addio!
— Di qua, si.
gnora... L'ufficio è di qua. Venit Escono
di sinistra.
- Quando la cliente se ne è andata, Madama butta. lo icialle. Si raddrizza e il suo volto si spiana. Anche la sua voce cambia: diventa meno enfatica e più umana. Grida: — Teresina!.. Teresina!.. Appare Teresina: regge una borsa di cerato, e molti pacchi e un cappelluccio dal consunto pennacchio verde. Mapama, togliendosi le collane, gli orecchini e ri componendo la parrucca, ansiosa frettolosa: — Teresina... dunque? Mentre guarda è pacchetti e la borsa accende una sigaretta. Che ore sono? Devo andare a Porta Saracena... Le medicine le hai comperate? Tutte? Brava, E il pollo... che non sin vecchio come quello dell'altra sera... Hai chiamato la macchina? Teresina:
—
Adesso
Mavama:
—
E poi, Je calze e le magliette per i
bambini della Fumi. Teresina, indica un
Due paia.
Mapama,
bambini? Teresina:
vi
cordate?
la chiamo,
piccolo
scatto:
—
pacco: Ma
se
— sono
Eccole...
con
uno
—
. Uno, signorina. Quello che ha avuto,
quattro
occhi li ho veduti! Teresina: — Amici, forse. Maoama: — Si picchiavano fra di loro: fratelli. Teresina: — Ma... Mapama, recisa: — Fratelli. Vedrai che ho ragioSi ficca il cappelluccio in testa. —
grattandosi
la barbetta
Alisi che trabalza: — A pro:
i:
sfrontato: con
io ho regolatmente con
Chi
l'ordinazione.
Manama, strilla: — Non è vero! , enfati Affè d'Id Manama:
da
SÒ
— Ho telefonato alla copisteria: cilmati.
— Quello scriba bisunto
mente sapendo di |
mentire,
Mapama: — E tu dovresti smetterla di mandue fiori a tutte le generiche» delle. compugnie dramie |
matiche
che
gono
a recitare
qui.
Auisi, colpito in pieno: — Manama Tu Sei vecchio, ritinto, imbroglione, sporene Hai quasi sessant'anni, Dimmi: se non ci fossi io, che cosa faresti? n ALisi, con sussiego: — Reciterei. ; Manama: — E non reciti ‘anche. qu 550 Ausi: certo pagato Comuig qui si. recita senza neanche sentirsi ,applaudire, LI Matama, con uno scatto felina: — Ah, razza. dial. So quante i dare, I conti! facciamo, conti. Oggi otto visite: millecinquanta Dove: sono? Ausi, traendo di saccoccia alcuni biglietti. di U ca: —
Eccole, E butta il denaro
sulla tavola.
Manama, afferrando quel denaro: — Bravo. Aussi: - Sette visite. Sarà,
A:
me parevano.
ta:
otto, Ma! per
è un'opinione. Tutto è un'opiniangit e Je 7elezioni -politiche \di Vu n questo volta, che avrebbero dovuto fondo opera zioni
aritmetiche
semplici:
erano. i.
mettiamo, anche, oggî, qu y
indicando. una, vistosa.
sciarpa di seta: verde
che gli cinge i fianchi: — Ma jo mi son dovuto corti | perare la sciarpa nuova perché l’altra era tutta nnti.» Si sente
il trillo
di
Mavama, vibrando:
un
campanello,
lontano.
©
—= Non ci sono per alcuno!
Guarda l'orologio: — Dio mio, quasi le otto. Auisi, uscendo di destra: isserò l’appuntameni
per doman Mavama: —
Sì, per domani.
che i copion sul
Corano,
ne va.
mi è
occorrono
leggibile
se ne Vas
Con un sospiro:
—
/ ‘E E non dimenticare
assolutamente.
ormai.
Oh, Dio!
Questo,
E la mia: memai come
tante cose,
si
con
tutte le cose... se ne va,
con...
Mavaa, interrompendola: — L'altro giorno in casa della Fumi, ho veduto quattro bambini... con questi
ne io.
p
Signorina!
anche dato il denari
SenLa cueNte, indugiando pr na di andarse tito... Atisi, ad un cenno impaziente è nervoso di Ma:
dama, trae per un braccio la cliente:
—
posito, tu... Ho ordinato i copioncini muovi, e ti ho
Così,
La cueNTE: — Anch'io non dorm Con un singhiozzo in gola: — Ma anch'io
Alisi,
Manama, investendo
E
Manama, un po nervosa: — Sono le sette, quasi. Deve essere tardi anche per voi. La curente, avviandosi: — Tornerò. Manama: — Non credo, Vi ho detto delle cose tristi, Ma, quando si è tristi... La cuente, serutando Madama: — Avete molto sofferto? Manama: — Vivo, La cuientE: — Così? lui è sparito. Manama, indicando. il vaso: — Tornerà quan questo pesce diventerà un uomo, un vero: womo
vibrante:
per placorla
dì destra
Ausi, ne
pallida;
bene a rubarmi. Rientra,
l'usc me
cos?
— Pagheremo, Se non avrò un soldo, con i soldi. che mi avete rubato,
Tenesina,
pi
Manama:
Pagheremo.
- Con
Manama: gherete voi
segnato lo non
miei!
Ten
qui, su questa tavola che splende come una lastra incandescente, brucerebbe.
Teresina:
Dunque, niente paura. Aspet-
e ridere quanto
Lui
affari
Mapam
Quanto vi devo? Manama, scostandosi offesa: — Prego. Indica Alisi che è apparso sulla soglia della porta
carponi diventassero, a' poco a poco, uomini con la fronte rivolta al cielo! tare;‘nutrirsi...
che
4
rauca, tagliente, imperiosa, schiuctiai
Teresina, un po” offesa, dopo un attim cordo che domani c'è il gas da pagare.
Poi, prima di avviarsi, apre là borsetta e si rigira:
—
mia]
sono
i gonzi.
tete? Grazie.
La sua voce professionale è stridula e, talora, dolcissima. Un enorme scialle nero con ricami d'oro le
Quando si spalanca il velario Madama
per
Si alza esuona ‘un campanello che è sulla ‘tavola. La ciente si ‘alza e le porge la mano: — Permet-
avviluppa ìl corpo curvo e magro. Collane di zecchini quando Madama
veggente
Per voi, no. Ed è per questo che vi ho parlato così, come il vostro.
stra coperta da una pelle di leopardo. Una porta imbottita a destra. La celebre Maduma Griccola è una vecchia e ru-
gosa megera: stoppa.
una
di pensare...
Con la voce
il mozzicone della sigaretta nel bacile: — E qu
una capacità cranica non indifferente. Capite: e,sopra
letro e un bracere nel mezzo. Questo è l’antro
modo
siete troppo intelligente perché
io vi racconti. le solite frottole che fanno andare in estasi i troppi imbecilli che vengono da me. Avete
E poi, se permettete,
ignorina...
Minima: — Dimmi... Fai presto: dimmi. Teresina: — Voi dovete andare anche da Mén Manama: — Le sigarette sono per lui, infatti. Tanesimi: Volevo dirvi che Méntici è un poco di buono.
Manama, bieca: — Ti ha dato la mancia? ALISI, ‘offeso: — Giuro: no, Manama: — Allora, sei un cretino, Atisi:
—
Mi pare un tipo che ha molti sol
Mapama, seccata: — Che importanza ha tutto questo
“per me?
Teresin: — Per quello che spendete, per ill
che fate signorina...
Manama, © itando:
"e
Dieci minvi —
Ma
quelli
mi
aspettano.
Teresiva: — Porterete il denaro a loro. Bi Manama, lasciandosi: tentare: — Ehl... ai piccoli della Fumi... 3 Fulmina Alisi con un'occhiata: — Però i soldi1 lascierai- qui. Questa volta li lascierai qui! Dieci minuti... Hai ragione tu, Teresina, in fondo,
Mapama: cd
(44
Dian dii — Forse perché è un asino.
7
ist: — Baffi...mi pare tinti. A: — ‘Avrà qualche sospetto sulla moglie. lo matrimoniale?
— Sì
ama:
Teresina
esce di sinistra.
— E tu aspetta ch'io suoni.
| Alisi esce di destra: Madama si avviluppa nel grande jalle vistoso, A:
> Quanta
gente,
oggi...
Si erge contro la tavola, suona uri campanello, imil bastone e il mazzo di carte, e aspetta. La ta di destra si spalanca: si vede un grande inchino ed entra Compostrini. Compostrini è anzianotto, ma non ha abbandonato certe pretese di albagia e di galanteria. La sua panrià è soda e i baffi, come le sopracciglia, sono ritinti male. | Entra facendo roteare il ‘bastone fra le dita inguantute e si ferma, truce, ‘nel mezzo della scena, guar| dando intorno. È invece, ha chiuso gli occhi, dopo un'oc| ehlata furtiva, e rivolge subito lu sua parola estasiata, ognante, da fattucchiera, a Compostrini, fingendo. di sen averlo veduto. - Mapama: Voi siete sicuro del fatto vostro. Ca-
qisco, dal suono del vostro tacco, che avete la vista mona, la percezione esatta, la mira. che non falla.».
|
Comrosriini,
fissndolo:
—
spazientito,
dopo di essersi
guardato
torno, dando con forza del bastone sulla tavola: Scusate... Manama, che non è abituata a simili modi e che ha lieve sobbalzo: — Capirete più tardi...
Compostrini,
presentandosi:
Compostrini, Mapaxta: — Un imbroglione. Mapama:
—
È rimane ritto, impalato, severo, di fronte alla fattuecon il cappello în testa. Manama, fremendo: — Si tradisce per vizio, per r amore, per timore. per dia, endogli il mazzo di cart mazzo, con la sinist Comrosmuni: — E si vive dandola a bere ai gonzi! Manama, butta le carte, ha un lieve sogghigno. I due — Qualcuno vi ha detto che mio padre era ia madre era russa, che io sono stata d n fn Egitto da una nutrice sudanese... "Composti, quasi con ira: — E toglietevi quelle | cianfrusaglie di latta. Ame non la date ad intendere.
To sono qua per affa - Manama, piantando le unghie sulla tavola, rauca: — si viene qua,
Composmuni: — Qualche volta sì. - Mavima, con un'altra voce: — Non mì è mai capi-
tato.
: — Anche quelli della Questura sono affari | Manama, sgranando gli occhi: — Siete uno della Questura? Non è possibile. Da quando hanno inve to Sherlok Holmes e i drammi gialli, anche i poli tti non portano baffi. Voi siete uno che viene qua a farmi perdere del mpo. Signore, qua non c'è niente da fare: siete in asa di galantuomini! Composti, ghignando: — Ne siete ben sicura? con uno scatto: — Ladra a me? Ma sapete
chi sono io?
Comrostrini: — Una faîna în trappola... o solamente sporca trappola per i pulcini. Mavama, ansando: — Sporca?
CompostriNi: — So che vi fate chiamare Madama
Griccola.
| Manama, con superbia smascherandosi:' — lo sono una
donna che ha guadagnato tanto oro da ricoprire
tutti i vostri denti... che ne avrebbero urgente biso‘gno, signore! (con forza:) che ha dato, dato, dato, proo sempre: per la gioia di dare, che ha dato se il cuore, l’anima, i gioielli ai furfanti... che è ‘entata vecchia e morrebbe di fame se non si fosse ttata a far questo mestiere, il quale, in fondo, è un lestiere come tutti gli altri. To sono una donna che n tempo ha conosciuto, con il suo vero nome, la sloria, e che adesso paga fior di tasse. Sono onorata non temo alcuno. Composti, pare travolto da questa raffica, ma si ompone, aîtante: — E io... MR: Spiegatemi....
| Trae di tasca una grande busta gialla. Questa busta che alla fine di ogni mese, da qualche po, un uomo misterioso — che ho riconosciuto în anticamera malgrado la barba finta — lascia alla porta del Liceo da consegnarsi a mio nipote... Indica la busta: — Qua c'è seritto, in stampatello, | Silvano Valdacca, mio nipote, figlio della mia defunta ‘sorella Mari:
Cuvalier
Gnetano_
| Se volete sincerarvi, interrogate le carte, come fate
— Ho ricostruito la scena: i gufi.
Compostini: — In pensione ‘come’ impiegato... Divaricando le gambe: — Come cittadino, ancora in gomba,
Mapama, serutando: — E avete mogli
Composmuni,
lo scialle, il pesce nel vaso verticale, le luci... Le frasi che dico ai vari clienti non sono mie, sono state seritte da lui... Ela gente vienee ascolta e paga anchese
non crede. Gradagno quello che voglio...
mando una- busta al Liceo...
Solenne: ignore, c'è un’onestà nel teatro che voi non conoscete. E c’è un ieatro che può diventar vita co-
me questo che mi fa guadagnare, Se tutti quelli che nella vita recitano, fossero onesti come me... Composrrim:
arriccia i baffi: — Bella scoperta! Non
cimila fanciulle da marito!
MavamA: — E questo nipote da che parte vi viene? ComrosttINi: glio di una mia sorella morta gio» vane, Rimasto orfano anche di padre a ‘cinque anni... Mavama: — E suo padre non gli ha lasciato neanche
Mapama: — Per i vostri vizi. CompostrIini: — lo sono sta
gna e paga... e pagherà sempre, fin tanto che reciterà...
Ora avrete capito.
legalmente
dere ottocento lire in cravatte, duemila lire in camicie
Mapama: — Voi siete... Io so chi voi
che è miope...
Mapama, quasi fra sé, sbirciando Compostrini: — Locontinuando:
—
Non
si è necorta
di
invece che, se compero una cravatta nuo-
—
Avrebbe
avuto il dovere di
dire a
respingerlo. Trattenere del denaro anonimo, che non
Mavama: — È umano, a quindici anni. I ragazzi sono
semplici... Lui avrà detto:
— Oh! fatto pedinare, l'ho pedinato
Non parliamo, poi, degli esami.
Con sussiego: — lo sono stato discolo, per ciò non
posso prendermi il lusso di allevare discoli. Io ho il
dovere di provvedere energicamente. Io conosco la mi. seria delle carriere rese mediocri per gli studi troneati, F avevo già deciso di mettere Silvano in una casa di correzione...
Manama, ribellandosi con uno stridio e picchiando le nocche sulla tavola: — No!
Compostrini: — Il ragazzo non è un idiota... Manama, compiaciuta: — Lo credo bene. to, Il mistero Ho
seguito
isterioso, che porta le buste piene di denaro alla fine di ogni mese nella portineria del Liceo. — Tutte le buste sono chiuse da un sigillo,
Comrostrini: — Nero, e con un serpentello in rilievo. Adesso non capisco più nulla...
lo che è, ma anche voi siete... sgorbio. E poi, se lui venisse qui voi non avreste bisogno di mandargli il denaro a scadenza fissa. Manama, ribellandosi che cosa pensate? strizza l'occhio:
—
«To’, la befana!..»
e
indigestione.
Manama: — Lo so.
Composmani:
— E il medico e le medicine li ho pa-
gati i
Mapama: —
te il tutore.
— E adesso chi sa quali altri guai mi poi che diventa grande... e gli piacciono le
Compostrani combine:
L'ho
—
avrà riso. L'anno scorso ha mangiato tanti dolci... Compostrini: — Ed è stato a letto con una terribile
E per questo mi sono detto:
io stesso. Compagnie di scapestrati, libri regalati, gite a
CompostriNi,
—
Compostrani, seccato, urlando: — Non riceverlo:
a fumare un sigaro di meno al
— Il ragazzo ruba. Mapama, guizzando: Compostrini:
siete. E il ragaz:
20 invece è buono, sensibile, come suo padre.
gico.
destra e a sinist
No,
sì sa du che parte venga, è disonesto,
materiali e
morali. Il ragazzo non può prendersi .il lusso di spen-
Compostrini,
— Io sono il tutore...
Mapama: — Il denaro? per vederselo portar via?
Compostrini: — E ho delle responsabilità
niente. lo so
—
CompostrIni:
Mapama: — Ah, no?
me, di consegnare a me...
Mapama: — Lo so.
di seta. Mia moglie,
Compostrisi:
Compostrini:
nominato
tutore...
Vi preg
scappata dalla scena, è entrata nella vita. Recita, guada-
— Un’assicurazione...
Mapama: — Che avrebbe potuto farlo crescere senza
stenti e senza scarpe rotte... Compostrini: — Che basta a pena...
—
Mavama: — La protagonista di quella commedia; è
potevo passare inosservato, per oltre trent'anni, a die
un soldo? Comrostrini:
Ma quel dena-
ro non è tutto mio, Ci sono dei diritti d'autore, che spet
tano all’erede. Ho fatto i conti, e ad ogni fin di mese
Cioè?
giorno per una settimana...
Manama,
può essere vostro nî. —
me tale, in regolare. pensione.
va, devo sacrificarmi
Per affari, signore, non
Non
E voi chi siete?
Comrostrini: — Prego, un impiegato al Catasto e, co.
— Perfetto...
‘Teresina: — Allora nascondi quelle corna di inte dietro il paravento. Brava. E, adesso, vattene. - Manama, a Alisi:
Mapama, pote!
ragazze. Mapama: — Troppo presto. Compostuni: — Le cravatte ‘per chi e perché le compera? Io sarò un poco di buono; ma voi non avete la testa a posto, signora. Ragioniamo, Ragionando io ho pensato che quel denaro avesse un'origine equivoca... Vedendovi, ho pensato: « Questa vecchia sarà stata înnamorata di mio cognato ». Madre del ragazzo no, per-
ché
quando
mia
sorella
lo ha dato alla luce, nella
stanza accanto c'ero io... Mavama: — Madre un poco, vedete,
O meglio —
come dire? — sorella. Perché questa Madama Gràecola che fa le carte è figlia anche lei di vostro cognato...
Compostrini: — Non capisco. Manama: — Non
siete un artista... E non potete capi-
re che noi, gente del teatro, scrittori e attori, siamo
tutta una Janni
Con l'autore della commedia che
recito facendo le carte, ho parlato due volte soltanto...
Era brutto, ma mi pareva tanto bueno. Mi raccontò
subito di suo figlio... In favore del quale, del resto, esiste un diritto: il diritto d'autore. Io pago tante tasse.
Perché non dovrei pagare questa, che è la più sacro-
santa di tutte? Ma voi avete fatto bene ad avvertirmi
che i
gazzo potrebbe spender male il denaro; la vita è così brutta! CompustrIni:
—
:—
No.
Conosco la vita.
Non avete fiducia
in me?
— Proprio no. Ho informazioni
Compostrisi: — Anche quella. Deciso, imperioso, quasi minaccioso: — Perché questo denaro? Mapama, dopo un attimo; — È il denaro di Carla Bertelli, la capocomica. Compostrini:
—
Mai
sentita nominare.
< Manama, con malinconia: — Già così presto è scomparso il mio nome? Quello vero?
Eppure... Carla Ber-
telli, la Bertelli con il nome scritto così sui manifesti dei teatri... CompostrIini:
—
Un'attrice?
Mapama, ergendosi come può, solennemente: — Una grande attrice, signore! E trionfi, trionfi, trionfi!... Ma pazza, La scena non vale l’amore: L'amore è quel.
lo che è. Mi sono ritrovata già quasi vecchia in un paese lontano, senza un soldo nella Borsa, perché un compagno d’arte era venuto a parlarmi della sua fame e dei suoi figli... Vostro cognato, il padre di quel ragazzo al quale mando il denaro, ha scritto molte com-
medie... Comrostrini:
—
So che aveva delle manie...
Manama: — Ebbene, una di queste sue commedie io
avevo promesso di recitargliela. Rivedo il suo volto di quella sera! Aveva gli occhi umidi di pianto, Mi ha baciato le ma Mi ha parlato della sua vita di uomo malato. Era vedovo ed aveva un piccolo bambino... Seri-
veva per questo suo bambino: accanto a un lettuccio
nelle notti fredde. « Oh, se questo figliolo potesse un
giorno, quando io non ci sarò più, essere orgoglioso di me! », Ricordo che ho piagnucolato anch'io. La commedia si doveva rappresentare nel novembre. Proprio nell'estate di quell’anno io ho perduto la testa
anche il nome della vostra amichetta, e potrei informare vostra mogli:
CompostrINi,
spaurito, strangolato: — Io spero...
Mapama: —
Non abbiate paura.
Si gratta la fronte: — Sto pensando...
Accumulerò. Quando il ragazzo sarà maggiorenne, le
parole di suo padre gli avranno costruito una piccola
(ASD Comrosmtini: — Ma chi ci garantisce, ora?... Manama, energica: l'umanità
— lo, che, recitando, ho sentito
di un dovere:
e l'ho serupolosissimamente
«rispettata. lo, che, spacciando
ogni
frottole, venero
più di
altro il culto della verità... lo che sono più onesta
di voi, e che al bene di questo figliolo sconosciuto sono più fortemente legata di voi.
Se vorrete venire domani per sapete quanti anni cam-
perete e di chi è innamorata la vostra amichettw bionda, vi avverto che la mia tariffa per ogni seduta è di cento lire. Comrostrini: — Ma voi siete matta!
Manama: — Potrei essere più precisa se vostra moglie
venisse a domandare alle mie carte, dove e come trascorrete le vostre giornate dalle cinque alle otto, e le mattinate domenicali:
via del Sudario, numero...
Composmini, pallidissimo, vacillando: — Signora! Manama, impugnando il bastone: — E allora andate.
E pregate
Iddio d’incontrar
sempre
delle donne
vendendo panzane, siano buone ed oneste come me.
che
Buona sera.
Respinto dalla punta fiammeggiante di quel bastone,
Compostrini rincula fin sulla soglia: fa una piroetta e
sparisce,
«GINO ROCCA
IMPENNATE
E FRENI
APELLE
N amico mi ha abbandonato: voglio dire che è morto. Avevo molta stima di lui e gli volevo bene, sebbene fosse altero e nervoso come un ro cavallo da corsa, Perché parlo di Apelle, il buon corridore di
Telio. Non sciorinerò ‘i soliti paradossi: che le bestie si amano
di più, che valgono di più, che più rendono.
Forse,
potrei dire soltanto che con le bestie si fraternizza meglio, poiché l’uomo parla e la bestia tace; e il suo pretato come un consenso: non altrimenti
silenzio è interfanno le donne
Friando, non potendo dire un sì sconveniente, pudicamente lo’ conosco tutta la sua storia, dalla nascita al decesso; e
ammutoliscono.
posso affermare che più ha dato che ha preso: ha preso un ho' di biada e di fieno, qualche carezza e qualche frustata, Pd dato quasi due milioni, tra lire, franchi e sterline. In più. due milioni di franchi quando mutò proprietario: pagò ingratitudine. Quale figlio operoso, iù fe intrapreni
dente ha offerto alla famiglia una simile cifra? Mi domando sempre se gli uomini mantengano i cavalli o i cavalli soc-
corrano gli uomini.
E costò poco la sta educazione, anche
fu paziente e sagace: qualche galoppo mattutino e le cure
della stalla. Era come
un
ragazzo
per bene, come
il primo
della classe: sempre in testa, sia che andasse coi compagni, sia che andasse con gli altri, esuberante, prepotente e punti-
glioso. Me lo presentò Federico Regoli un giorno a San Siro,
nel 1925: © mi disse: « È un buon puledro. Farà molta stra-
da». Quella volta fece mille metri soltanto di strada, e vinse; ma poi ne ha fatta tanta: in Italia, in Francia, Ro ghilterra e, infine, di nuovo in Italia come un reduce no.
stalgico,
Mi ero affezionato a lui, quasi fosse il mio cane; ma il
cane segue
regrinazioni,
il
padrone ed io seguivo Apelle,
in tutte le pe-
di tappa in tappa, di successo in successo,
sia
che andasse a Roma a vincere il Premio del Re, sia che andasse a Torino a vincere l'Amedeo, sia che andasse a Parigi a vincere il Criterium o a perdere il Gran Premio. Questa sconfitta rimarrà memorabile fra tutti i miei ricordi ip-
pici Apelle, te la fecero grossa. Tu sapevi
quanto rispetto aves
quanto affetto e
I tuo vecchio padrone
Federico
Te-
dio Mi pareva quasi che ti somigliasse nel carattere focoso,
nella smania di essere sempre primo, e, se permetti, un po»
chino anche nella voce, carezzevole nitrito quando è allegra.
Né l'avevo mai tradito, al pari di te; e se tu con le tue zampe
gli portavi i soldi, io con
la mia zampetta
gli dise-
gnavo il profilo spirituale e lo mostravo capolista per intelligenza, esperienza e genialità. Quel che è strano, le pensavo queste cose, oltre che scriverle. Ebbene, mio caro Apelle, il tuo Tesio avveduto e sapiente ti giocò il tiro più birbone che sia stato giocato su un ippodromo, egli che non gioca
mai, non soltanto per principio, ma anche per altruismo referisce che giochino gli altri. Fremeranno le tue ossa dal‘onesta sepoltura, Hai ragione da vendere; e la ragione noi
avendo prezzo, te la lasciamo volentieri. Quella corsa fu figlia dell’aberrazione di un uomo che conosce, tranne que-
sta, tutte le genealogie, un’aberrazione, permetti, conto la storia.
confermo;
e, se
La sera che precedette il Gran Premio, nel 1926, m'imbattei in Federico Regoli sul boulevard degli Italiani. Federico è un mio vecchio amico. Sono tutti ormai dei miei vecchi amici, perché io sono divenuto il vecchio amico per
antonomasie. Ci, comunicammo le nostre impressioni e, chiusi in quel cerchio di ppestiona che ci fa tutti sportivi, trascorremmo ‘una piacevole ora. Federico, così cauto e riservato, era ottimista. lo avevo invece qualche dubbio, perché Apelle una settimana prima aveva disputato a Milano il Gran Premio ed era stato battuto di una testa dal compagno di scuderia Cranach. «IL cavallo sta bene concl Federico — e sarà un osso duro per tutti. Domani studieri
a piedi la pista. Non so dire che tattica seguirò. Aspetterò
gli ordini ». Sul campo
Apelle divenne
con
Biribì il favorito. Lo gio-
cevano disperatamente, non soltanto gli Italiani. Quando lo
vidi passeggiare nel recinto, seguìto dal suo fedelissimo e insidiosissimo Cranach, mi sentii padrone della situazio! era lucido, mansueto, maestoso, con ricche venature che
disegnavano la vita e la muscolatura balzante che disegnava la forza. Procedeva con quel suo passo di signore distratto e aveva negli occhi la furbizia cavallina marca lo giocai anch'io.
Te.
Allora,
Ricordo la partenza, di fronte alla tribuna della stampa.
I cavalli passano, i nastri si abbassano, î cavalli si allinea. no: Cranach è alla corda con sopra Orsini e Apelle è nel centro col mio amico Federico. Biribì è di fianco a Cranach con Domingo Torterolo, l'argentino che sembra un gaucho. I nastri scattano. Orsini scompiglia tutto il plotone con un zig zag stupendo e Biribì non trova la buona posizione, e
la trova Apelle. Apelle assume il comando. se ne va ner
suo conto. Tratteniamo il respiro. La recita è breve; ma ci
smbra drammatica e il grande protagonista stacca sempre più sulla salita, e dietro il gruppo sembra arrancare e Orsini vi manovra in mezzo con quella sua arte sopraffina di apparire impacciato mentre impaccia. Questa è forse un’apoteosi o è questa la corsa alla morte? Quando vediamo che
in curva Apelle è sempre primo, solo, tutto solo, comincia-
mo a scandirne il nome; e al grido di: « Apelle, Apelle» il nostro campione avanza sulla breve dirittura come un vincitore, « Apelle, Apelle, Apelle » urlano ora in coro tutti gli Italiani. Ma a cento metri dal palo ecco il puledro rallenta. Proprio non ne può più. Federico gli fa sentire la frusta.
Ma Apelle ha ceduto di schianto e lo passano quattro cavalli,
ed è primo Take my mai nulla, ma batté
Tip, una rozza che non aveva fatto quel giorno il record della provi
Che amarezza, che delusione! E commentavamo la dolo. rosa vicenda e imprecavamo agli ordini di scuderia quando sapemmo che a Federico Tesio era stata fatta una grossa
ARTISTI
DEL
TEMPO
NOSTRO
ANSELMO RUGCI o sono ‘un cacciatore di elefanti », dice Bucci: I «o li accoppo,;o li sbaglio. Di tanto in tanto, mentre sono alla posta, mi diverto ad acciuffare una mosca».Nella sua mostra odierna; Bucci presenta esemplari di tutt'e due le specie: esemplari che, dal 1910 ad oggi, riassumono, ancorché parzialmente, trent'anni di stupefacente lavoro. Gli elefanti sono i quadri di molto impegno, i grandi quadri di soggetto, dove la pittura vuole significare, commuovere, narrare; e costituiscono per
questo artista l'ambizione massima, benché nascosta: un’ambizione disinteressata e fatale. «Sbaglia con autorità!» dice ancora lui. Pochi artisti, in verità, io conosco di tanta intraprendenza nell’affrontare grandi temi; nell'imporsi le più varie e strane difficoltà. Anselmo Bucci l'hanno in parecchi assomigliato ad uno schermidore sulla pedana, sempre vigile animoso pronto allo scatto, in istato di continua tensione. Orbene, simile tensione la sentiamo pure in tutta la sua pittura. Di qui pregi e difetti quando riesce a dissimularla, arriva al segno; quando la scopre, mostra lo sforzo, il quale tutti sanno che non è bello, In ogni caso, gli ertòri dipendono sempre dalla straordinaria esuberanza di lui, che tutto vuole: inventiva, soggetto, composizione, colore, disegno, racconto, moralità. Bueci peccherà sempre per eccesso, In questi dipinti più grandi, Bucci rimane in prevalenza un «illustratore », nel senso bello e nobile, nel senso berensoniano della parola. Questo marchigiano rampollo
di
quella
schi&tta
di
pittori
dell’Italia
Saltimbanchi,
ancora
- In alto: Vecchia Milano,
potremmo
Centrale, i quali, secondo
considerarlo un estremo «non furono sol»
il Berenson,
offerta perché quella sconfitta aveva mostrato, meglio di una vittoria che cosa valesse Apelle. Così fu venduto. Anche ne-
mai tanto tra i maggiori e più profondi, ma tra i più gustosi e avvincenti illustratori che l'Europa abbia d’una avuto». E il suo modo essenziale, connaturato, è il disegno. Bucci è un disegnatore formidabile, razza che oggi sembra estinguersi, d’un’abbondanza e varietà imprevedute, che forse nessuno interamente
Apelle vinse in Francia, passò poi in Inghilterra e vinse
tro che, a rivederli a distanza di anni, questi grandi quadri appariscono migliorati. Il tempo a loro giova: ot+ accorge, tra l'altro, che ciò molto dipende dal buon mestiere, dalla esecuzione sapien= timo segno. E ci
gli errori Tesio è stato magistrale. In Francia è l'uomo che ha mostrato Apelle, Donatello e Nearco, tre cavalli che a metterli insieme ci vogliono tutti gli allevatori del mond
Inghilterra: divenne stallone e diè figli eccellenti, come quel
Cappiello che riportò un Gran Premio. Finalmente, Filippo tra noi Gallina lo riacquistò per l’Italia; e se ne era tornato due anni fa, alla sua vita beata di riproduttore eccellente. _ Vorrei quasi commemorarlo; ma non sta bene, ma non si deve perché è soltanto un cavallo. Un cavallo, è vero, che ha
tanti figli; un benemerito sotto dato tanti soldi, che ha dato che ha dato, perché no, anche gli aspetti. Un cavallo tutti un prestigio al suo vecchio padrone. E Federico Tesio sena-
tore
deve
ricordarlo
con
gratitudine.
ADOLFO
COTRONEI
conosce, perché bisognerebbe aver visto qualche cosa come sei o settemila disegni. Ma entrambe queste vire tù, capacità illustrativa e rigore disegnativo, riescono poi alle volte perfino eccessive. Aggiungiamo per ale te, dall'impasto
opimo
e granito,
che
regge.
La
Giuditta
che
sembrò
già un
po’ cruda
e tagliente,
ora
s'è
crogiolata, indorata, intonata, e in alcuna parte, come nel petto, fatta tumida e carnale. Resta ancora un po”
di una selvatica fierezza. Sul San Giovanni pesa realistica; nondimeno hon si può non ammirare la tragicità, e la veemenza del disegno e del rilievo, e l'ardenza di quella desertica pianura che sfonda intere minata. E se volete rendervi conto di come il Bucci cerca le difficoltà, guardate poi La scuola della Bigia, con quel giuoco complicato di fisonomie e luci diverse; oppure ancora’ guardate nei Saltimbanchi quel diffcilis» intirizzita qua e là, e forse un po’ troppo « vera »; ma pie: no troppo l'impegno del soggetto e una tal quale brutali
simo scorcio, che il pittore ha eseguito da gran virtuoso. Ma l’Uscita dall’Arca rimarrà tra le pagine pi traenti; nella quale l'effervescente immaginazione dell'artista si compone con originalità felice.
at
Giulietta. - Sotto: Giuditta.
San Giovanni, - A sinistra: Uscita dall'Arca. L'omettere, fu detto, è nell'arte la cosa più difficile. Bucci non sempre sa far scomparire dal quadro il
suo impetuoso e quasi tracotante disegno; allo stesso modo
che non sempre riesce a « disfare dopo fatto». « Il quadro — sono ancora parole sue — deve essere come una
cipolla di cui vedi soltanto l’ultima pelle ». Però un qua-
dro c'è, nel quale il lavoro di distruzione è arrivato al punto giusto; e questo è l’autoritratto, che fino ad oggi mi pare il suo capolavoro: le forme appariscono composte e riassunte con ampiezza quasi barocca; del disegno rimane quanto basta a definire senza rigidità le figure e il bel paese dietro; il controluce, dov'è ancora una ottocentesca reminiscenza è tuttavia così moderato e intonato, che non diminuisce l'evidenza e il carattere della grande figura campeggiante in un’ardita visione dal «sotto in su». C'è in questo dipinto non so che risonanza della grande arte veneziana. E ora bisogna dire delle mosche. Qui ritroviamo l’altro Bucci: l'osservatore sagace e implacabile, Sono im-
pressioni, schizzi, abbozzi, quadretti: tutto nerbo,
pron-
tezza, incisività. Lo schermidore è in piena efficienza, fulmineo e infallibile nella «scelta del tempo », Bucci è nel suo elemento. Non c'è che ammirare, Ed egli qui appare anche più efficace cclorista. Laddove nel quadro
grande il suo colore rimane sempre un po' monotono,
quasi metallico, più spesso chiuso nella gamma impressionistica, qui diventa vivace e vario e singolarmente apprepriato
ad
ogni
figurazione.
Ci
si
trova
imbarazzati
a citare: dalle Modelle, alla Processione nella Cattedrale di Siviglia, al Vecchio porto di Marsiglia, alla Rue du Départ di Parigi, alla Salute di Venezia, alla Carozzella di Fiuggi, è tutta una sequenza di piccoli dipinti assai belli, pieni d'un brio indiavolato e sferzante. E vien fatto, qua e là, di pensare a Boldini, s'intende al Boldini minore, tra gli ultimi anni di Firenze e i primi del sog-
giorno parigino, a quello per esempio della Famiglia Banti. Straordinario Bucci. Ma quante cose potrà ancora darci
questo pittore, così ricco di doni, così pieno di volontà di fare? Nei suoi occhi c'è sempre una scintilla che non lascia dubbi. Egli appare intatto, inalterabilmente fedele agli ideali della sua giovinezza. Gli anni, i travagli, le passioni, il dolore, l'enorme lavoro non hanno per anche toccato la sua fiducia. Nessuno, nel discorrere della pro-
pria arte, manifesta un ardore simile. È come una forza di natura, a cui si guarda con stupore tranquillo e riverente, PIERO TORRIANO
NELLA FULGIDA MATU) TEATRO DI PROSA
NI NON AMA' SOLTANTO LE SCIMMIE ME SEMBRA DA QUESTA FOTOGRAFIA. E E SOPRATTUTTO LA E POLA: L'ASTRO NASI
QU I SOPRA: M REALIZZATO MICHELE
7
<A ARL MO)
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E JOHANNES HEESTERS IN UN'INQUADRATURA DEL FILM UFA O, JANT A_ DESTRA: LA INCANTEVOLE E SOAVE E PRINCIPALE DEL FILM « MUSICIENS DU CIEL
Subito dopo Assia Noris, nel-
la classifica romana, viene Alida Valli che due
anni fa era
ancora una sconosciuta e oggi ha per sé l'affetto e il
plauso
di un pubblico sempre più numeroso. Alida Valli è appunto
la protagonista di Taverna rossa, che abbiamo visto in questi giorni, Ho già detto che vado sempre a vedere questa gio-
vine attrice conemolta speranza; devo aggiungere che me ne torno via sempre assai de-
luso, Intendiamoci: non disconosco affatto i meriti di Alida
Valli, quel suo dono, soprat-
tutto, di freschezza e di grazia
che
poi
estrema
le
viene
gioventù.
dalla
sua
Ma a parte
codesto dono, per il quale ella non ha alcun merito (ne han-
no, se mai, i suoi genitori), non vedo in lei alcun progresso che mi faccia sperare in uno sviluppo nel senso dell'arte, in una progressiva. ma rapida conquista
di
una
personalità.
Sarà colpa del regista (quell’amabile ma scolorito Neufeld che l'ha presa sotto la sua pro-
Una scena di «Un mare di guai », il film che è stato proiettato nei giorni scorsi e che non manca di qualche buono spunto di comicità; interpreti principali sono Umberto Melnati e Junie Astor, la regia è di Carlo Ludovico Bragaglia. (Foto Vasell).
UOMINI
DONNE
E FANTASMI
EGCUSTI DEL PUBBLICO ATTRAVERSO UN REFERENDUM
tezione e la guida così ma-
le, contentandosi di sfruttarne, direi, solo le doti fisiche, la giovanile luce del volto; ma anche Gallone non è riuscito a fare di più con quella infelicissima Manon che una lettrice di un giornale cinematografico romano reputa essere «veramente la cara piccola Manon creata dall’autore Prévost» dimostrando di non aver letto o almeno di non aver capito una riga del romanzo), sarà colpa del regista, dicevo, o dei personaggi che le affidano o dei soggetti dei film in cui figura. Fatto sta che dal giorno nel quale apparve la prima volta sullo schermo, Alida Valli, la nostra bella e giovane Alida, non ha fatto un passo avanti nel senso di un approfondimento delle sue naturali qualità e del suo stile, fino ad ora assai facile e superficiale. Resta l’immagine, E l'immagine, benché la vestano così male, è, ripeto, fresca e graziosa. Ma la freschezza e la grazia non bastano a fare un'attrice. Per conto mio dietro quel volto e quegli occhi che non sanno ancora né piangere né ridere (dico piangere e ridere col cuore), non vedo che il vuoto, un nudo paesaggio sentimentale che guai dovessi descriverlo, E in quel corpo le cui azioni e reazioni sono lente e imprecise, l'impaccio di un'attrice tuttavia acerba e dura e legnosa che avrebbe bisogno di un po' di calore interno, di un raggio di luce nell’intelligenza per sciogliersi finalmente e sbocciare nel tepido e umoroso clima dell’arte. Può darsi che io sia ingiusto e certo sono stato severo verso un'attrice che è ai primi passi e sulla quale sì appuntano tante speranze e che il pubblico, specie femminile, mostra di prediligere. Se mai domando scusa alle innumerevoli ammiratrici di Alida Valli (del cui giudizio ho un sacro rispetto, reputandolo il più sicuro, massime per quanto riguarda il cine-
matografo) e ai suoi altrettanto numerosi estimatori.
Mi sbaglierò certamente e forse questa mia reazione ai gusti correnti non dipende in definitiva che dalla mia natura, di dir nero, cioè, allor che tutti dicono bianco,
Ma quando vedo paragonare Alida Valli a Deanna Durbin, quando sentò chiamarla 1 rererennum indetto da Cinema, del quale si conosce ora il risultato, mi offre I l'argomento per iniziare questa cronaca. Vediamone, prima, i nudi dati. Le risposte sommarono a quarantamila circa. Più di novemila indicarono Luciano Serra,
pilota quale il/miglior film italiano, altrettante dettero ad Amleto Palermi la
palma del miglior regista e ad Assia Noris quella della migliore attrice. Diciannove mila addirittura (quasi un plebiscito), si posarono sulla bionda testa di Amedeo Nazzari, proclamato a gran voce il migliore attore. Se si dovesse credere ciecamente ai
referendum e da essi trarre sicure norme di condotta, i produttori italiani potrebbero,
fin da ora, dormire fra due guanciali. Quarantamila appassionati hanno infatti indicato loro la via da prendere quando si tratterà di fare un film e scegliere un regista,
«la Deanna italiana» (con quel nostro maledetto viziaccio che ci fa idolatrare tutto quanto viene dall'estero) e vado a Le tre ragazze in gamba crescono, l'ultimo film appunto della Durbin in cui la deliziosa ragazza appare un po’ cresciuta dal tempo del suo primo film e assai più brava attrice che lì non fosse, e lo paragono non dico a Taverna rossa, che è una pellicola tutta da buttar via, ma ad Assenza ingiustificata, la più bella prova, fino ad oggi, di Alida Valli, allora, scusatemi, sento di
aver ragione io, E che hanno torto coloro i quali si attentano anche soltanto a un lontano confronto fra l'arte ariosa, musicale l'incerto balbettio della fanciulla di Como.
e varia
della fanciulla di Winnipeg
ADOLFO
con
FRANCI
un’attrice o un attore. Purtroppo, mi perdonino gli egregi amici romani, questi refe-
rendum lasciano il tempo che trovano essendo per lo più dettati da umori stagionali o fisiologici, da preferenze o capricci momentanei e da altre accidentali contingenze. E, senza essere profeti, ci sarebbe da scommettere, con la sicurezza di vincere, che, non dico fra un anno, ma fra sei mesi, quelle risposte sarebbero tanto diverse da sconvolgere da cima a fondo, la classifica odierna. La quale tlassifica ad ogni modo ha la sua importanza e lascia comunque adito a qualche considerazione. I gusti del pubblico, almeno di un certo pubblico, sono questi, e non c'è da discuterli. Se dovessimo contrapporre i nostri a quelli dei lettori di Cinema, saremmo assai imbarazzati. Ché per conto nostro, indiscutibile restando, ad esempio, il primato di Luciano Serra pilota, non ce la sentiremmo di anteporre, sempre a mo’ d'esempio, Cavalleria rusti-
cana (6349 voti) o peggio Follie del Secolo (2902 voti) a Squadrone Bianco (971 voti) o ai Grandi magazzini (672 voti). Né Paola Barbara (3426 voti) a Isa Pola (1733 voti) o a Maria Denis (1469 voti). E tanto meno Fosco Giachetti (5481 voti) a Vittorio De Sica (4209 voti) o a Carlo Ninchi (2638 voti); Amleto Palermi (9950 voti) a Mario Camerini, a Goffredo Alessandrini (autore appunto di quel Luciano Serra su cui con si sono fermati i suffragi del pubblico e relegato, fra i registi, al terzo posto a settemila e tanti voti), a Alessandro Blasetti e a Augusto Genina che è riuscito
strappare soltanto 416 voti, appena sufficienti a non finire nella massa dei registi il
cui nome non è seguito da alcuna cifra (forse perché era troppo piccola) e fra i quali figurano pure un Mattoli, un Marcellini, un Soldati e un Campogalliani.., Basta: s'è tante volte sentito dire e ripetere che la critica è ingiusta; lasciate una volta è assai più a un critico il piacere di affermare che, quando ci si mette, il pubblico di dimeningiusto e bizzarro della critica. Ingiusto e terribile, con un potere inoltre assai costante ticanza che dovrebbe far meditare chi invece considera il pubblico Chi l’avrebbe e affezionato ai suoi idoli. Vedete, ad esempio, la classifica delle attrici. Merlini per mai detto, appena due o tre anni fa, che Elsa Merlini, quella stessa
sarebbe finita in cui una volta le platee dei cinematografi vibravano d’entusiasmo, voti. poco più di codesta classifica al nono posto con soli quattrocento ottantadue a Doris Duranti? E chi quelli ottenuti da Elisa Cegani e molto meno di quelli toccati De Sica il quale non più avrebbe mai pensato che Vittorio De Sica, quello stesso da un nugolo tardi di sei mesi fa non poteva uscire di casa senza trovarsi circondato autografo, si sarebbe dovuto di donne e di uomini che gli chiedevano un sorriso e un
davvero, rispetto ai diciannovemila accontentare di quattromila e tanti voti; pochini meritata fama di Amedeo Nazzari? che hanno
incoronato
la giovine e crescente. e già detto, lascia il tempo che trova 0, meglio, fa
incostanti
preferenze
e suggestioni
Fortuna che un referendum, s'è più, tanto cioè quanto durano le il cattivo o il bel tempo per un paio di mesi al Perché se fosse altrimenti quante del pubblico.
lacrime andrebbero versate sul risultato del referendum di Cinema, Quante lacrime,
a paragone di quei pochi sorrisi.
Deanna Durbin, Helen Parrish e Nan Grey nel film « Le tre ragazze in gamba crescono » che ci ha serbato la lieta sorpresa di rivedere Deanna più bella e più brava.
POLITICA DELLA SVIZZERA 4 morte di Giuseppe Motta ha aperta in Svizzera la questione di un rimaneggiamento ministeriale, Per non complicare il problema della successione del defunto consigliere, di per sé abbastanza arduo, il Consiglio federale ha deciso di procedere in due tappe, limitandosi pel momento a coprire il posto vacante e rinviando il resto dell'operazione a più tardi. Il posto che occupava Motta in seno al Consiglio stesso spetterebbe, in teoria, a un rappresentante della minoranza cattolica latina, scelta in uno dei tre cantoni del Ticino, del Vallese o di Friburgo. Ma poiché il Ticino ha avuto per molti anni al governo uno dei suoi, l'onore della successione dovrebbe toccare, secondo i portavoce della Svizzera francese, a un rappresentante del Vallese, cantone che dicesi non abbia ancora mai partecipato alle responsabilità del potere, Il rappresentante indicato sarebbe, a giudizio di costoro, il consigliere di Stato Troillet, specialista di questioni economiche. Secondo altri, essendo la dotta Friburgo a disporre oggi della più larga scelta dei papabili, il candidato da preferire sarebbe il giudice federale Python, cui i conservatori locali accorderebbero volentieri i loro suffragi. La competizione è vivace, anche perché l’attenzione dell'estero non ha mancato di venirne attirata, e in varie capitali si è preteso accreditare il convincimento che la scelta sia destinata ad avere un'influenza sulla direzione della politica internazionale della Svizzera. Mi affretto a dire che l'ipotesi non ha il minimo fondamento. La direzione della politica estera della Confederazione verrà assunta, con tutta probabilità, non dal successore immediato di Motta in seno al Consiglio, ma da uno dei suoi ex colleghi del governo: Pilet-Golaz o Etter. Il successore di Motta avrà invece il dipartimento delle Poste o un altro dicastero secondario, e non sarà certo lui a modificare le idee di Berna sui doveri e i diritti della neutralità. Sta di fatto, comunque, che, specie in un periodo eccezionale quale quello che attraversiamo, ridurre, come sembra si voglia fare, il senso della successione in predicato al mantenimento di un seggio a disposizione dei cattolici latini equivarrebbe a rimpicciolirlo un po’ troppo. Giuseppe Motta non rappresentava in seno al governo federale i soli cattolici latini: rappresentava, uno dei tre grandi rami della famiglia svizzera. Il Canton Ticino dà prova, nella circostanza, di una discrezione e di un tatto esemplari. Arduo negare, nondimeno, che in un momento in cui il paese è in armi alle frontiere e ha tutto l'interesse di presentarsi al mondo come una trinità completa e compatta. l'assenza
La Svizzera, pur mantenendosi rigidamente neutrale, ha provveduto a rinforzare le proprie linee di confine e a fornire di modernissime armi i suoi soldati. Tale stato di neutralità vigile e armata costa alla Federazione Elvetica la cospicua cifra giornaliera di quattro milioni di franchi, - Qui, sopra e sotto, esercitazioni delle truppe svizzere.
dal governo di un ravpresentante della Svizzera italiana sarebbe, qua o là, difficil-
mente compresa. A difetto d'altre considerazioni, vien naturale osservare che questa specie di esclusione, sia pur non cercata, non sarebbe il migliore omaggio alla memoria del grande ticinese del quale ancor oggi l'intera Svizzera non ha cessato di rimpiangere la perdita e di esaltare l’illuminato patriottismo. Ma la politica interna ha le sue esigenze, e il problema della successione di Motta è stato complicato, per l'appunto, da un problema di equilibrio di partiti. Il Canton Ticino
potrebbe
mettere
in linea
quale
proprio
rappresentante
il giudice
federale
Bolla. uomo di valore incontestato. Ma Plinio Bolla è radicale, e se dovesse entrare nel Consiglio lui. questo verrebbe a trovarsi composto di cinque radicali, un solo conservatore cattolico e un solo agrario, La fisionomia del governo non ne rimarrebbe mutata, ché anche oggi la maggioranza appartiene ai radicali. ma la predominanza schiscciante di questi ultimi
ridurrebbe la partecipazione dei conservatori a
al potere.
chiamato
poco meno che nulla. Ed ecco la ragione, o almeno una delle ragioni, dietro cui si appostano i cantoni della Svizzera francese per reclamare la candidatura d'uno dei loro. Una sanatoria di cui si parla consisterebbe nel portare il numero dei membri del Consiglio federale da sette a nove. In tal caso. quand'anche non disponessero che di un radicale, i Ticinesi potrebbero fra non molto tornare a vedersi rappresentati (N. d. R.
È
stato
infatti
a
succedere
a
seppe
Motta, il
dott: Enrico Celio). Ma, a prescindere dal fatto che non è mai comodo né gradito per dei patrioti dover far dipendere la propria partecinazione al governo nazionale da una riforma della costituzione e astraendo dall'altro fatto che i. due seggi supplementari sono ambiti dai socialisti, rimarrebbe da chiedersi se tale provvedimento. che per ora è stato rimandato a una seconda fase della crisì, giungerà mai a vedersi attuato. Due consiglieri federali di più significano due ministeri e due organici di più; e l’amministrazione elvetica è trovpo savia per scegliere proprio questo momento
sobbarcarsi a tale incremento di spese.
per
I 4 milioni di franchi svizzeri rapnresentanti il costo giornaliero della mobilitazione obblizano, infatti. il governo federale a una gestione rigorosa, se non vuol vedersi costretto a- mettere in pericolo la moneta nazionale. Un vero e proprio problema monetario sinora in Svizzera non esiste. la valuta di questo piccolo ma robusto paese restando garentita dall’oro nella misura del 79 per cento. che credo sia la niù alta quota di copertura dono quella vantata dal dollaro. Ma si è notato che dall'epoca dell’occupazione della Cecoslovacchia al 31 gennaio scorso la riserva metallica è discesa da 2900 a 2211 milioni di franchi, e questa lenta caduta inquieta coloro che non vogliono a nessun patto rinunziare a vedere nel franco svizzero una delle ultime monete oneste. Ne consegue che qua e là qualche voce comincia a levarsi in favore del controllo dei cambi, soprattutto da quando tale arma di difesa è stata impugnata anche dalla tradizionalissima Francia. Senonché la diminuzione delle scorte auree, più che dall'esodo dei capitali stranieri che sino a poco tempo fa congestionavano le banche svizzere, nasce dalla necessità in cui il paese si è trovato di fare all’estero forti acquisti di materie prime. Ora tali acquisti. si dice, non continueranno sempre nelle proporzioni di questi cinque primi mesi di guerra. L'emorragia dell'oro, quindi, si attenuerà. D'altra parte, come applicare il controllo dei cambi senza giungere in pari tempo al controllo dei mezzi di produzione, di scambio e di consumo? Dovrebbe forse la Svizzera cessare d'essere la terra d'asilo del liberismo per diventare anch'essa uno Stato totalitario? Qui la nota fedeltà elvetica agli istituti e ai metodi democratici s'inalbera. Ma l’ultima parola rimarrà al governo, e tutto quanto per ora si può dire al riguardo è che il problema non è maturo. ‘ Un problema maturo è invece quello che il consigliere »ilet-Golaz, ministro delle
Poste, dovrà risolvere durante l'imminente sessione parlamentare:
il problema dei
mezzi migliori per alleviare la crisi della stampa. La stampa svizzera attraversa, infatti, un momento difficile. Dopo la svalutazione del franco attuata nel 1936, in seguito al crollo del franco francese vittima della politica del fronte popolare, le materie prime necessarie all'industria del giornale hanno subìto rincari che non è stato più possibile compensare. La carta è cresciuta di prezzo del 20 per cento, l'inchiostro del 9 per cento, il piombo del 60 per cento, lo stagno del 30 per cento, l’antimonio del 65 per cento. Si era sperato poter fronteggiare l'aumento delle spese rialzando
il prezzo degli abbonamenti e le tariffe di pubblicità: ma qui come altrove non si
tardò a capire che da questo lato non c'era molto da fare. Gli affari diminuiscono, il commercio e l'industria lesinano sulle spese non strettamente necessarie: toccare i contratti di pubblicità, i cui proventi son già calati nella misura del 40 e del 50 per cento, equivarrebbe a vederli sfumare del tutto. Manco a farlo apposta, mentre i giornali si dibattevano con le difficoltà amministrative, cresceva la concorrenza fatta loro dalle emissioni radiofoniche. Insidiati da una diffusione
gratuita di notizie che
incomincia alle 7 del mattino, cioè toglie ogni interesse allo stesso giornale posto in vendita in principio di giornata, per offrire ai lettori una gazzetta ancora leggibile
gli editori debbono largheggiare in spese telegrafiche e telefoniche dall'estero, cosa che per molti di loro rappresenta un’impossibilità, Né basta: giacché resta loro da lottare anche con la concorrenza del giornale estero, che dalle frontiere dei tre
Stati limitrofi entra, mattina e sera, a quintali, prima ancora che ne sia asciugato l'inchiostro. La vendita dei grandi organi francesi, tedeschi e italiani, alcuni dei
quali diffusissimi e preferiti dal pubblico, è aumentata negli ultimi mesi del 21 per cento, La tiratura annua dell'intera stampa locale è scesa invece da 405 a 396 milioni di esemplari.
Esiste un mezzo per rimediare a un simile stato di cose? Un osservatore obbiettivo
potrebbe rispondere che la stampa svizzera vivrebbe meglio se invece delle 400 gazzette che offre ogni giorno a un popolo di meno di 4 milioni di lettori ne stampasse,
mettiamo, la metà e consentisse a questa metà di usufruire di una vendita più larga.
Ma è questo un tasto che fra Berna e Lugano nessuno ardirà mai toccare. L'organiz-
zazione del paese in cantoni autonomi fa sì che ciascuno di essi tiene alla propria stampa come alla pupilla degli occhi e che la concentrazione di più organi in uno solo vi risulta ancor più difficile che altrove. Gli editori propongono, pel momento, un rimedio meno eroico: il ribasso delle tariffe postali, dal quale attendono un'economia annua di circa 1 milione e mezzo di franchi. È appunto questo l'oggetto della riforma che il ministro delle Poste sta esaminando in attesa della riapertura delle Camere, Ma le amministrazioni pubbliche sono in crisi anch'esse, e peggio dei giornali, e le previsioni che corrono sull'esito della piccola battaglia giustificano l’ansietà da cui appaiono travagliati molti piccoli fogli di provincia, alcuni dei quali antichi e cari al cuore del paese. Berna, febbraio,
CONCETTO
PETTINATO
IL MINISTRO TERUÙUZ'2% NELLE TERRE DELL'IMPERO Il viaggio del ministro Teruzzi nei territori dell'Impero può definirsi come una grande rassegna di tutta l’attività colonizzatrice italiana. S. E Teruzzi ha preso cisione dei lavori compiuti e diquelli in corso di aftuaione, ha preso contatto con le autorità ed ha ricevuto l'omaggio di capi e notabili indigeni. Dall'Asmara ad Addis Abeba, da Gondar î Ghimbi, il ministro ha potuto rilevare il fervore che anima i metropolitani e le popolazioni indigene in ogni campo, sia quello dell'edilizia, quello stradale, quello industriale o quello agricolo. Fervore che trova, pur nelle lontane terre d'Etiopia, il suo stimolo nella volontà animatrice del Duce.
nella via prinSopra: le rappresentanze delle popola zioni indigene schierate attendono ‘compagnato dalle autocipale di Gondar l’arrivo del ministro. - Sotto: S. E. Teri ista. a Gondar. rità si reca al nuovo campo dell'Ospitalità
visita il nuovo Palazzo delle Poste di Gondar. Sopra: Il ministro dell’Africa Italiana S. E, Teruzzi nel territorio degli Amara con le autorità e alcuni notabili indigeni. Sotto: Questi hanno voluto esprimere al rappri resentante del Governo la loro devozione. PRDIDENZENIO!
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Sopra: la nuova sede del Comando Militare a Gondar. L'edificio pur nella sua snella linea moderna, mantiene il carattere di una costruzione perfettamente rispondente all'uso cui è adibita. - Sotto: Il ministro Teruzzi riceve l'omaggio dei Capi e Notabili dell'Uogherà.
UNA
FIGURA
TRA
DUE
SECOLI
Gli OTTANT'ANNI DI ROLANDI-RICCI N°” 1880 sosteneva
splendidamente
gli esami
per la laurea in Legge all'Univer-
sità di Genova, Vittorio Rolandi-Ricci, che era appena ventenne. Uno degli
esaminatori lo intratteneva su certa quistione di procedura allora controversa e sulla quale vertevano due differenti tesi. L'esaminando esponeva con precisione l’una e l'altra e all’'esaminatore che gli domandava quale ritenesse la giusta rispondeva: — Riterrò giusta, volta per volta, la tesi che meglio conferirà agli interessi
del mio cliente.
Molti anni dopo, divenuto avvocato di grido, Vittorio Rolandi-Ricci accompagnava ad una assemblea di azionisti, a Milano, un gentiluomo lombardo grande cacciatore di belve quanto sfortunato presidente di un Istituto bancario, ora scomparso, Il cliente diceva all'avvocato: Confesso che quando andavo ad affrontare il leone a caccia
mi sentivo più tranquillo di ora che debbo presentarmi agli azionisti.
Al che l'avvocato replicava freddo: — Lo comprendo. Il leone di fronte al cacciatore può perdere la pelle, ma non ha perduto il portafoglio. Lo stesso uomo nel febbraio 1921 divenuto ambasciatore di S. M. presso la Repubblica degli Stati Uniti d'America usciva, accompagnato da chi serive, in una fredda mattina nevosa, da un sontuoso albergo della Madison Avenue di Nuova York e imboccava camminando rapidissimo per la Quinta Strada, nella zona detta dei miliar-
dari quasi inseguendo il fumo del toscano costantemente acceso, senza dire parola.
Nel tumulto di quella grande arteria metropolitana i due sentirono alcune parole in italiano. Vittorio Rolandi-Ricci si voltò di scatto e vide due poveri diavoli d'emigranti senza cappotto e che procedevano come sperduti. Egli li avvicinò domandando: — Sie-
te italiani? — Sissignore. — Avete da mangiare? —'Per oggi sì. — Ebbene, mangiate
«anche domani. E aperto il portafoglio divise tra loro una certa sommetta che assicurava il cibo per molti e molti giorni. Questi tre episodi distanti nel tempo e diversi per la sostanza danno forse una idea di Vittorio Rolanci-Ricci grande avvocato, Senatore del Regno, Ambasciatore onorario, Ministro di Stato che in questi giorni ha compiuto ottant'anni, nella quiete
della sua tenuta agricola in quel di Viareggio.
L'uomo d'affari, il diplomatico si è tramutato in agricoltore. Chi considera la lunga laboriosa esistenza di Rolandi-Ricci rivede tutta la vita ecomomica del nostro paese dall'ultimo quarto del secolo scorso a oggi. Nato ad Albenga il 18 febbraio 1860 da un colonnello che aveva percorso onorata carriera nell'esercito piemontese e da una Capellini, nome illustre nelle scienze, egli era entrato nella vita con il-.solo patrimonio del proprio grande ingegno edi una indomabile volontà, caratteristica della gente da cui proviene, gente di marinai e contadini, Gli inizi della carriera non furono agevoli anche perché il giovane avvocato non cercava protezioni ed era molto difficile nella scelta degli amici. Gli ostacoli non sgomentavano il giovane che nel diiticile ambiente ligure riesciva
a conquistarsi una eletta clientela di armatori, di banchieri e dei pochi industriali del tempo.
In breve la sua fama esciva dalla cerchia ligure per giungere sino a Roma
dove il Governo, quando egli aveva soltanto trentasei anni,
lo incaricava di redigere
lo statuto della Banca Nazionale, attualmente Banca d'Ita) Il Governo, più che soddisfatto del modo onde il Rolandi-Ricci aveva assolto il dif-
ficile compito gli fece chiedere dal Prefetto di Genova quale ricompensa desiderasse. La risposta fu chiara: — Il pagamento puro e semplice della mia sportula.
Il lettore non stenterà a credere che con un temperamento simile, l'avvocato Vittorio
Rolandi-Ricci declinava più volte l'offerta di un collegio politico, «sicuro» come allora si diceva. Egli aveva in orrore i discorsi che a nulla approdano, e tra questi metteva in prima linea quelli dei candidati e anche dei deputati al Parlamento. Diceva però sempre che i cittadini non debbono sottrarsi ai loro doveri elementari tra i quali metteva in prima linea quello di pagare integralmente le imposte, onde egli, che ebbe per più di quarant'anni lo studio legale più forte d'Italia, mai fu in contesta-
zione con il Fisco, denunciando ogni anno, scrupolosamente, i suoi non modesti guadagni,
Nell'esercizio professionale non poté mai abbandonare un certo scetticismo sul valore assoluto delle cosiddette tesi giuridiche. Una volta alla Corte d'Appello di Milano sosteneva una determinata tesi con grande ampiezza di dottrina e all'avvocato
avversario, che cercava di met-
terlo in imbarazzo ricordandogli che
di fronte
a
un’altra
sezione della stessa Corte egli aveva sostenuto la tesi opposta, replicava: «È vero. Ho sostenuta la tesi opposta. La Corte mi ha dato ragione, ma ha sbagliato. Questa volta i giu-
dici giudicheranno altrimenti». E fu così Non solo per il grande valore professionale, ma anche per la conoscenza degli uomini e
degli affari egli poté essere
nello stesso tempo l'avvocato, il consigliere, e molte volte l'ar-
bitro componitore degli interessi
più
discordanti,
sicché
tutti i grandi istituti di credito lo ebbero per consulente, e a lui si deve
se l'industria
pe-
sante italiana prima dispersa e frazionata poté riunirsi in un potente organismo. In tali circostanze fu bersaglio di critiche e di accuse ch'egli affrontò in pieno e di-
sperse come ceneri al vento. Quando a poco più di cin-
quant'anni Senatore,
veniva.
lui che
nominato non
era
nemmeno cavaliere della Corona d’Italia, disse agli amici, increduli, che dopo dieci anni avrebbe lasciato la profes-
sione. Ritardò di poco. Di so-
li tre anni, e dagli affari passò alla diplomazia, quando venne nominato ambasciatore d'Italia a Washington. Eravamo appena usciti dalla guerra e il nostro paese, stanco per l'immane
sforzo sostenuto,
era in pieno disordine, Gli
stranieri guardavano noi come se fossimo stati sull'orlo del precipizio. A. malgrado
della vittoria il nostro credito era scosso all’interno e tanto più all’estero. L'occupazione delle fabbriche era parsa a tutti come il prodromo del bolscevismo. In queste condizioni difficili Rolandi-Ricci assunse il carico di rappresentare l’Italia in un paese
che non ci comprendeva e che voleva essere pagato a ogni costo. La lira precipitava e a ogni scadenza per le forniture di grano o di carbone discendeva ancora di parecchi punti, Fu in siffatta circostanza che il diplomatico, già uomo d'affari, seppe,
operando con saggia audacia, far risparmiare all'Erario centinaia di milioni prorogando le scadenze in modo ch'esse coincidessero con un passeggero miglioramento dei cambi, Ma egli si convinse anche della necessità di risollevare il morale cene nostre comunità d’oltre oceano, mobilitandole addirittura nel nome della Patria vittoriosa. Non solo egli volle che prima Badoglio e poi Diaz si recassero a visitare gli italiani del Nord America, ma lui stesso procedette a una visita minuta di tutte quelle comunità sovvertendone non poco le abitudini. Difatti appena i componenti la colonia erano
radunati nei teatri o nelle piazze e i cosiddetti prominents, cioè gli arricchiti, lo circon-
davano, egli domandava: — Dove sono i combattenti, i mutilati, i decorati di guerra? Il loro posto è quello d'onore vicino all'Ambasciatore. E li faceva avanzare e mettere in prima linea. Così percorse tutto il continente talvolta facendo in uno stesso giorno anche otto discorsi diversi, ma sollevando il morale degli italiani e incitandoli a bene sperare nell'avvenire della Patria. Quando nel 1922 ritornò in Patria, Mussolini, nella lettera di congedo, si compiacque ricordare quanto quello straordinario Ambasciatore aveva
fatto per i nostri connazionali.
Ed eccolo per qualche anno ritornare agli affari come capo dell'industria marittima ligure, quand'essa metteva in linea i colossi che ora solcano gli Oceani e della banca
da essa derivante, nel mentre che Mussolini lo incaricava di smobilitare un gran-
dioso complesso di aziende gravanti su di un noto Istituto di Credito. Ma doveva coronare il sogno della propria esistenza e tramutarsi alla fine in agricoltore; ed eccolo nella sua tenuta di Viareggio procedere a. coltivazioni grandiose di frutta e di grano e ad allevamenti, fondando una vera'e propria azienda agraria modello che Mussolini volle visitare ed encomiare senza riserve, È durante questa carriera di agricoltore che lo raggiunse la nomina a Ministro di Stato e che poté godere della amicizia di due grandi uomini appartenenti a due diverse sfere: il Cardinale Pietro Gasparri e Costanzo Ciano. L'operosa giornata continua poiché gli anni non hanno diminuito l'energia di Vit-
torio Rolandi-Ricci che lavora, cammina, nuota, come fuma instancabilmente,
Non un povero batte invano alla porta del suo ricco castello. Per gli umili è. pieno di bontà ed è incapace di sarcasmo come di quell’ostentato e non sentito cinismo di cui si serve per tenere da lungi gli importuni, anche se si presentano a lui con la scusa di consigliare ottime cose. In proposito non posso non ricordare, chiudendo que-
ste affrettate note, che un giorno si presentò all'Ambasciata di Washington una signora
Qui sopra: Rolandi-Ricci, al tempo in cui era Ambasciatore di S. M. negli Stati Uniti; glia sua sinistra il col. Asinari di Bernezzo. - In alto a destra: il sen. Rolandi-Ricci.
americana che ad ogni costo volle conferire con il Rolandi-Ricci. Trattavasi di una di quelle ostinate persone che vogliono fare del bene anche a chi non lo richiede e non lo aspetta. La signora si era fissa in mente (questo era il credito che godevamo allora) che in Italia non si sapessero allevare i bambini, ed eccola proporre un sistema speciale di allevamento e anche l’organizzazione di un’opera per l'invio del latte ai poveri piccoli italiani che ne mancavano. L'Ambasciatore l’ascoltò, gravemente e poi le chiese quanti bambini avesse. Alla risposta negativa soggiuns — @uando voi avrete qualche figliuolo potrete darci consigli ancora più preziosi di quelli di oggi. La congedò, e'si mise a rileggere il suo autore preferito, Alessandro Manzoni, nelle pagine che riguardano donna Prassede.
GUIDO
BUGGELLI
‘245
CRONACHE
DELL'ISOLA
FELICE
I PRIMI SBARCHI ALLA GROTTA AZZURRA i giovani tedeschi cantano «Noi salpiamo per l'Inghilterra».Immagino che cent'anni fa la canzone nazionale avesse una variante, naturalmente d'ordine pacifico: « Noi salpiamo per la Grotta Azzurra! ». Era infatti una corsa, a quel tempo ancora una fuga di Tedeschi, da ogni plaga della Germania qualche anno prima divisa, verso l'Isola delle Sirene e la sua celebre Grotta, scoperta compagnia dell'albergatore Pagano da un dottore di Breslavia, Augusto Kopisch, infrenesia cuore alemanno; un ogni in una e d'altri cinque pellegrini, Era un giubilo, acconsentito apaveva Dio che bisogno di vedere e rivedere quella gemma luminosa dopo quanti secoli d'ignorato parisse ai loro occhi, prima che ad ogni altro, e chissà Stendhal aveva già detto che splendore, in un recesso benedetto di terra italiana. profondità. E così il Dottor Kopisch, all'anima teutonica spetta di scoprire il mondo insistema filosofico, approdò a una canon potendo inventare né una sinfonia né un verna. Settant'anni più tardi, un altro tedesco doveva penetrare le tombe degli Atridi. Tutte seoperte inprofondità, e dianima e di corpo. l'eccellentissimo fra gli stoCent'anni fa, 0 press'a poco, è lo stesso Gregorovius, di dottrina, verifica la schiusa merici, che allora in età giovine, ma già arcimaturosevero, informando del suo soggiorno raviglia della Grotta, e ne dà atto, affabilmente della «Locanda della Vittoria»: la registro sul italiana, lingua caprese, in perfetta dell'Isola: «Entrato li 24 luglio, sortito li 21 prima, e, credo, a quel tempo, l’unica agosto, avendo vissuto felicemente in questa casa onesta e gentile... ». Notate l’accoprifare per una locanda il madrigale Kinigsberg era saturo di Dante, e non esitavaîn aquei primi anni gli ospiti dell’alberdi Beatrice! Tutti Tedeschi, o quasi, erano
d'origine, che aveva accompagnato ghetto appunto gestito da quel Pagano, calabrese d'accordo nel tributare il Kopisch nella sua spedizione primitiva; e tutticheappaiono porta ancora, in omaggio alla all'albergatore le massime lodi, in quel registro è del ’26, ma le traccie dei clientela, il titolo tedesco dî Fremdenbuch. La scoperta calligrafica, precisa; Zahn: Wilhelm d'un è firma prima La '25. del sono ospiti primi che seguirà. Seguono due rimpicciolita in un angolo, quasi presaga della moltitudine le eccezionale — di nome Roncati; un inglese che bavaresi, un italiano, — antiquari debbono gli che Tiersonnier, un cui tra francesi, firma în lapis; tre pittori un barone di Holzhausen, un illegconoscere; quindi un nugolo di gente signoresca: di Plaisance; un Principe Rimgibile Principe; un Duca di Richelieu, una Duchessa inno in francese. un e all'albergator sky-Karsanoff, colonnello russo, che scioglie Gallizzi «de Turin». È il tempo, non E nella stessa lingua si esprimono dei Conti gentile, e dimentichfamolo, in cui la nobiltà: russa. aveva l'obbligo d'essere sempre 2 quella piemontese di non esprimersi mai în italiano... un Barone di Sonnerberg, giunto in Curioso, viceversa, è che firmi in italiano strani cameratismi, sapete bene, a compagnia «d'un Conte Crivelli milanese (quegli viaggio!); visitatori di cui dava Iuogo nell'Ottocento il patriziato în entro una chegraffaquattro da un'unica desicompresi Copenaghen non lascino che i cognomi » firmi con un evviva; che Un d'Inghilterra «officiale un che «Danesi»; gnazione: fosse l'O(che rondinelle di aleggiare un nome, proprio al intorno Slandese schizzi, ben chiara e rilevata la rispetlandese volante?); che tre artisti di Parigi esprimano Dumont, sculpteur. Ma ecco — tiva specialità: Moll, architect: Giroux, paysagiste; è L'ospite 1826. agosto 11 Breslavia: da ormai un anno è passato — Augsto Kopischcopertina del Buch, disegnandovi un serfantasioso, e ne dà subito un saggio nella Poi parte per la Grotta; e l’acgente borbonico baffuto, ricciuto e impennacchiato. uno d'Eidelberga, compagnano oltre all'albergatore Don Michele Pagano, uno studente
Kopisch dè ragguaglio La pagina del « Fremdenbuch » nella quale il doti yraAugusto di Capri della scoperta della Grotta Az:
Signor Montano Salvatore. I più umilmente l'Italia sotto braccio a un unqualunque Conte di Sparre. Vedo un «Mass. d'Agrandi e grossi nomi si susseguono. Vedo che fu anche pittore, e forse per questo zeglio », forse mezzo incognito d'uno scrittore di Reuss, e un M. Valéry Principi dei Vedo colori», a ha firmato « negoziante di tele che Walter Scott accanto al MareConservateur de Bibliothèque. Vedo, nientemeno,quando Wellington aveva già perduto. sciallo Bliicher: il vero vincitore di Waterloo, Clarke trova il modo d'esFra tante potenze e glorie, un qualunque inglese William « gentleman».Un Consigliere di sere più superbo di tutti, firmando semplicemente Prussia fa colpa all'albergatore Pagano (colpa, o merito? Il buon tedesco se lo dotre volte) d'essere troppo
disinteressato;
tre studenti
manda
ringraziano
lo
M. le Docteur Guibbié de Paris a visité le Palais de Tibère aujourd'hui!
visitato il Palazzo di Tiberio, Anche un Monsieur'Gargasse, tailleur, dichiara d'aver faceva pretipitare le amiche incon l'annesso «Salto» da cui il feroce imperatore riconosce che, come misure di vecchiate e gli schiavi disobbedienti; e da buonE unsartoterzo francese riconosce, sì, che giustizia, erano delle misure troppo strette! i visitatori dal recarsi ad Anacapri | ruderi cesarei sono interessanti, però sconsiglia «C'est prendre un bain de vapeur per mezzo della famosa scalinata greco-fenicia. i Tedeschi sono, entusiasti, gli Inglesi inutilement!».In genere, si può osservare chequello che si vuole, circa i,.«pregiudiindifferenti, i Francesi incontentabili, Si dica e il registro della Locanda della zi» di razza: ma certe psicologie sono immodificabili; poderoso trattato: informativo. Vittoria potrà dirvene, in poche paginette, più d'ogni quella, statene sicuri, viene da sgarberia, Quando nel Fremdenbuch s'incontra. una pace le orgie dell'Imperatore». circondasse etanta che persino, adira, si Uno Parigi. visitatore, «la bandiera lo.stesso visto, forse ha Non italiane! stonature solite Le e dei frati cappuccini Milano, a Sempione del napoleonico sull’Arco gialla e nera «i patti chiari col cicerone ». aggirarsi nel Colosseo »? Un altro raccomanda di fare «Ile de Caprée: ton furie: sulle addirittura E un altro ancora, tale Sévelle. monta séjour de la Tyrannie le Jadis nom sera è jamais associé è celui de l’affreu Tibère. et de la Débauche. tu es devenue celui de la Misère et de l'Ignorance. Tu mérites bien ton triste sort. Adieu! Je tai visité pour la première et la dernière fois!».La quale maiuscole, è però commentata apostrofe alla Chateaubriand, tutta in pompose lettere în margine, con tutta modestia, da un compagno di. viaggio: « Pauvre homme! Il paraît qu'il n'a pas vu Ta Grotte d'Azur... »..Anche tre architetti, Terris, Fischer e Peyla Grotta; e così due pittori pers, si dichiarano afflitti di non aver potuto visitare svizzeri, Probst e Bourckhardt! Poco prima, due Scozzes! e due Prussiani avevano ringraziato «l’amico Kopisch d'aver fatta conosciuta ed accessibile la. più preziosa meraviglia dell'isola meravigliosa »;.un inglese, William Botchez, aveva salutato îl soggiorno caprese con dei versi italici: Salve, 0 lido immortal,
delizia e vanto
A chi giunge, a chi parte amara pena!
riprodotta, nel 1826, la vide l'autore dell'antica stampo, qui numerosi strani La Grotta Azzurra, fucome scoperta. La notizia fece convenire & Capri ‘quando la Grotta
di Mosca
stesso Pagano în tre lingue; un vispo francese riassume il suo pellegrinaggio giornaliero in un distico:
«Raffaello liberatore, del paese e un clamoroso — clamoroso. anche nella firma: bianca un « Viva Tiberio! », forse det sì»! — aveva lanciato nel mezzo della paginapolemica contro gli ostentati sdegni Sa esagerato, ma di un’opportuna efficacia pai È non cessa dall’attirare viSono passati due anni dalla scoperta. ormai, e lacolGrotta seguito, e un Luigi Marco della site illustrissime. Ecco un principe dell’Hannover Gatta dei Principî di Viterbo. Ecco due pittori tedeschi di larga, nomina, Althomn e Schimmer; e lo svizzero Tanner; e l'’emerito Despreaux, «de l'Académie de France», seguito da una Justine che non altrimenti si palesa, chiudendo il nome entro uno svolazzo. Accompagna l’Accademîco anche l'iMustrissimo Closson, «peintre belge»; e di nuovo ecco versi inglesi, sciarade francesi; dei geroglifici di Otto Wyner, pittore sassone; una tirata în polacco, irta di punti esclamativi e di trattini all'insù. Uno scandinavo si disegna magro e grasso — prima e dopo la cura del sole del Golfo! — e un genovese si lamenta che Te donne partenopee abbiano «troppa vergogna», diversamente che a Genova; per cuî si rallegra con l’orgiastico Tiberio, che malgrado tutto sia riuscito a fare i propri comodi! Poiché, insomma, bisogna pur dirlo: la presenza del lascivo Imperatore è ossessionante, pro e contro, per tutti. Persino due ro-
R
mantici innamorati, Corinna e Osvaldo, nomi che sidirebbero usciti daun idillio goethiano per finire trafitti dalla stessa freccia sulla scorza d'un albero romito, confessano d'aver «abusato nella Grotta» — in che modo, hanno la decenza di non dire — della loro solitudine, grazie alla suggestione dei ricordi tiberiani. S'abbatte a questo punto un altro stormo di nomi famosi — tra cui il solito francese maligno g’insinua firmandosi, ironicamente, « Marquis de Carabas», titolo e nome del Gatto Calzato — e ci appaiono un Lord Derby, un Conte Platen — il celeberrimo poeta tedesco, di qui avviato per Taormina, dove doveva sostare e morire — una Contessa de Vogiié, un Principe Yormoloff, un Marchese di Pourtalès; e finalmente un Nobile Louis Denant, che ci tiene a rinnegare quel suo connazionale Sévelle dai pomposi sdegni, dichiarando che, per essere di gusti così difficili, non doveva aver visto in vita sua che Vaugirard e Saint-Cloud! La prima comitiva di Milanesi — siamo ormai allo storico 1830 — giunge capeggiata dal Conte Luigi Dal Verme, e insieme al Conte Carlo della stessa famiglia, comprende un Marchese Giuseppe d'Adda, un Nobile Francesco Brivio, e un Marchese Gerolamo Sommi-Picenardi. La brigata firma «bene vixit», e dopo tre giorni riparte. Uno studente svedese d'architettura s'iscrive dentro un sole, e un monaco wurtemberghese dal cupo nome, Wolff, affianca alla firma due croci protettive: l'isola di Ulisse, la dimora di Cesare è stregata! Il primo americano compare nell'agosto, e firma in grande: è il Signor F. B. Morse, viene da Nuova York (Stati Uniti); e un largo spruzzo d'inchiostro rivela, intorno al nome e cognome e negozio, tutta la prosopopea delle concesse generalità. E chi dunque arriva, nell'ottobre? Nientemeno che «Le Général Comte Xavier de Maistre», in compagnia del suo aiutante Capitano Bourtourbin: e da quel grand'uomo ch'è veramente, firma in piccolino, modestissimo, «remerciant l'héte pour son obligeance et son honnéteté », con una scrittura che rassomiglia tale quale — debbo dirlo? — a quella di Alberto Colantuoni! Un altro francese di grido, il pittore Orazio Vernet, giunge ben tosto con la figlia Luisa e gli amici Conti di Monthiery; mentre nel maggio dell'anno seguente si ha la comparsa d'un musicista celeberrimo, Felix Mendelssohn Baztholdy, il cui figlio Carlo macchia abbondantemente il quaderno. Ma ben altro sfregio vi reca un ignoto, portando all'attestazione innocente d'un Conte della Ferronnière (« Jai visité la Grotte d'Azur malgré une grosse marée ») una modifica nell'ultima parola. È bastato un lieve ritocco alla seconda e alla quarta lettera, perché il senso apparisse tale da giustificare il commento breve, ma indignatissimo, d'una miss viaggiatrice: «Gros cochon!». L'anno seguente, l'Isola è in piena voga, la Grotta in piena gloria, La paganità dei paesaggi di Capri contribuisce indubbiamente, a quel neoclassico che impera ormai nella pittura di tutta Europa, popolata di colonnati e d'archivolti ma anche di faraglioni e di tarantelle. Anche alla riscoperta bellezza dell'Isola deve la risorgente Italia un po' della simpatia universale che ormai la circonda, La moda, ormai, è di italianizzare o latinizzare i nomi sul registro dell'albergo: vengano i forestieri da Londra o da Berlino, da Boston o da Varsavia. Non paiono fare eccezione, a pagina 113, che una scritta in ebraico ed una in cinese! Un Rosenlind e un Lindstrong, pittori, dichiarano di provenire dalla « Suezia».Un altro pittore, del Baden, cancella « Heinrich» e trascrive «Enrico »accanto al cognome Miickett; e un terzo, svizzero © celebre. firma addirittura « Bourcardo ». informando di volersi «tratenere qua due mese». Accompagnato dal paesaggista Hofgarten, «pitore prussiano», l'annoverese Wiegmann si presenta invece «archittetto»;e così la «ti» în più dell'uno compensa la «ti» in meno dell'altro! Il Gran Maestro di Cerimonie del Re di Baviera è «molto contentissimo » del ricevimento avuto, e lo esprime anche a nome del suo signore. Altrettanto compito è un Principe Odescalchi, nonché un Conte di-Wallwitz. Invece una delicata lady Goddard attesta di non aver gustato che un balletto di pescatori, tra il dolce e la. frutta; e un tale Corbin edit Trompette»,stila una dozzina d’impertinenze, dichiarandosi di professione evoleur»: ladro di passaggio, nell'isola dei rapimenti di cuore! E le testimonianze s’inseguono, sempre più fervide e spiegate ed eloquenti. Non appena riuscita dalla Grotta, una Duchessa Delphine C.. d'ignoto casato, s'è divertita un mondo a «une tempîte de ballet». Il Generale Olivano, al servizio. di S, M. il Re di Sardegna, ha firmato con un sussiego tutto militare e tutto subalpino: ma gli è sfuggito un punto esclamativo: d’ammirazione, forse per Capri, forse per se stesso. Un «Ronchi Pietro, della Provincia di Bergamo», dichiarando d'essere approdato all'Isola delle Sirene — all'Isola «nota a lui per la storia romana»!— in compagnia d'uno zio prete, è compreso d'orrore all'idea che.in tanta luce di cielo siano avvenute delle orgie infernali. Un professore in viaggio di nozze, Schiiltze; fa invece sapere che quelle orgie le ha capite e perdonate: e la giovinetta sposa sottoserive con lui! Una Principessa Teodolinda di Leuthenburg confessa d'essersi travestita. da Caprese e d'aver ballato la tarantella: non dice se al Salto di Tiberio, come fa. oggi la bella Carmelina! Un «Conde Valperga » si congeda con. dei versi castigliani, salutando le muchachas locali; ma poi s'arrischia, un po' sgarbato, nella metrica nostrana, ed esce în questa quartina da melodramma giocoso:
L A
GIRO DELLE DOLOMITI CORTINA D'AMPEZZO
Sè vi piace un maccherone Od un solo paro d'uova, Qui non.altro pur si trova, Non potrete altro mangiar! Il che è licenza poetica, anzi calunnia bell'e buona. come fa sapere al maledico spagnuolo un altro viaggiatore portoghese: .« Los Esnafioles tienen ninguno entendimiento. Ma ormai le Muse tentano un po' tutti,-e Capri, la Grotta, i giardini d'Augusto, i canti delle. Sirene sono celebrati in lieder tedeschi. in carmi inglesi, in distici russi, in ottave italiane: cominciando da quel Michele Palizzolo che « di due consorti in compagnia. felice — A tre di maggio al cominciar del giorno — giunse in questa isoletta incantatrice».In versi compone Michele Porcelli, da. Palermo, anche una sciarada-madrigale; e come in quei giorni è di passaggio nientemeno che Paul de SaintVictor, insigne «littérateur de France », lo vediamo firmare sull’albo col dovuto, spregioso distacco dall'altro francese allegrone, che d'un giardinetto caprese ha scritto:
Là je cache un amour facile. Ft Sir un seni] homitalier Je viens è l’ombre d'un ficuler Respirer comme un imbécile! Altrettanto singolare. Îì accanto, è pure la disputa di due buoni camerati parisini, l'uno sdegnoso del vino dell'Isola, fabriqué avec de l'écorce d'orange, l'altro addirittura entusiasti: soprattutto del Lacrima Christi di cui l’amico connazionale. evidentemente. n’a rien compris! E fosse solo il vino! Ma «intera qui fiducia — ti sviran ali alberganti: — contenti i viandanti — l'addio ali spiace ancor... »: ch'è il parere d'un ignoto trovatore. a cui il Lacrima Christi deve aver fatto traballare. insieme alle gambe. la prosodia. Un'eguale, clamorosa riconoscenza all’ospitale Don Pagano
gridano certi toscani che, dopo essersi tuffati nell'acqua della Grotta, con l'illusione
d’uscirne celestiali come angeli del Signore, risentirono invece. col freschetto del bagno. una «fame da diavoli »; e allora l’albergante li rifocillò «in una maniera assvi leale». E gratitudine al bravo albergante esprimono ancora Giuseppe Scheffel. il famoso pittore e scrittore romantico, tornato per molt'anni a Capri e tuttora ricordato da certe gaie vitture locandiere, e il cui duraturo affetto per il Pagano sarà
poi testimoniato dalla lettera. scrittagli
da Sorrento in un
italiano nitido e sve-
dito. che riproduciamo come documento finale del Fremdenbuch. Le ultime nagine del quale, non traggono più dalla Grotta Azzurra che tanti pretesti per degli inni all'Italia e alla libertà. Prossima, ormai, è la redenzione. La riscossa nazionale rinassa negli stranieri animi amici, e il quaderno fedelmente la traduce. Tale Federico Hochregger, dopo aver osservato che «vedere Capri e restare vivi è più facile che vedere Napoli e poi morire», non si lagna neppure del temno nuvoloso: «Il cielo è coperto, ma così aperto è il cuore degli Italiani! ». E un tale Goddard. « Captain Bengal Army», confessa che, avendo deciso per melanconia d’'uccidersi, Capri l’ha deciso a sopravvivere, E « Viva Garibaldi!» stampa a caratteri d'insegna un terzo, occupando la pagina quant'è lunga e larga. La camicia rossa ha eclissato, ormaî, anche la Grotta Azzurra, Il romanticismo errante è finito. La contemplazione non ha più
ragione d’essere. All’armi! È il Quarantotto,
MARCO
RAMPERTI
A Cortina d'Ampezzo si è concluso il Giro delle Dolomiti, la ormai classica gara sciistica organizzata dalla Società Sportiva Parioli di Roma. Per l'occasione Cortina ha accolto con Vittorio e Bruno Mussolini, il ministro della Cultura Popolare, Pavolini, e il Presidente del C.O.N.I. Rino Parenti - Qui dall'alto in basso: S. E. Pavolini e sua moglie con altri sciatori sui campi di Pocol. - La riunione presieduta da S. E. Pavolini per l'esame dei problemi relativi ad un sempre maggior potenziamento di Cortina d'Ampezzo. - Al traguardo di Cortina. Dal centro a destra: Vittorio Mussolini, S. E. ‘Rino Parenti e Achille Compagnoni, vincitore della difficile gara.
UOMINI
COSE
E AVVENIMENT
Sopra: S. A. R, la Principessa di Piemonte al Circolo dell'Unione ‘a Napoli, per ascoltare una coferenza del professore belga Capard. - A destra: S.A.R. il Prin. cipe di Piemonte durante la visita ai cantieri della Triennale delle Terre d'Oltremare di Napoli, dove è stato fatto segno a vibranti manifestazioni da parte degli operai addetti ci lavori.
Ecco la nave ausiliaria della Marina germanica « Altmark » che nelle acque territoriali della Norvegia settentrionale e precisamente nel fiordo di Josing è stata abbordata, dopo essersi arenata, dall'incrociatore britannico «Cossack »; come è noto i marinai inglesi andati all'arrembaggio hanno impegnato con quelli tedeschi un sanguinoso scontro e hanno liberato i trecento prigionieri di guerra britannici che stavano rinchiusi nei sottoponti del piroscafo. L'incidente deli mark » ha suscitato violente campagne di stampa nei paesi interessati e proteste diplomatiche.
L'incrociatore/britannico « Ereter » che partecipò alla battaglia navale di Montevideo contro il « Graf von Spee» e che si credeva affondato, è invece ritornato nel porto di Plymouth. La foto qui sopra mostra una ciminiera dell'« Exeter » che reca ancora i segni del combattimento. » Sotto: i lavori per la costruzione di un oleodotto a Premysi, stazione di confine fra la Germania e l'Unione Sovietica.
Sopra: sul fronte occidentale, presso le linee avanzate, un reparto di artiglieri tedeschi libera un pezzo semiaffondato nella neve altisima. - Sotto: l'arrivo del generale Weygand in Egitto, accolto da Nahas Pascià e da Meher Pascià, presidente del Consiglio egiziano.
Il dott. Giovanni Rasini nominato dal Re Imperatore Conte di Castelcampo per benemeren. ze culturali, assistenziali e industriali,
La GUERRA PER-:PE PETROLIO wcue in tempo di pace, le lotte fra gli A
Stati per il possesso, il mandato o semplicemente il controllo sulle più importanti regioni petrolifere del mondo, e sulle relative industrie, non si spengono mai, poiché la moderna civiltà —
tutta meccanizzata o in procinto di diven-
tarlo fra breve tempo — ha bisogno di alimentarsi e di saziarsi precisamente alle fonti di petrolio: parlare oggi di benzina, di nafta e di lubrificanti è veramente come parlare delle materie prime indispensabili alla no-
stra vita stessa, e ‘perciò se si aggiungono,
alle ragioni politiche prima esposte, anche quelle economiche, veramente formidabili,
che gravitano attorno a questa relativamente
giovane industria, sicomprenderà subito la ragione della corsa di tutti verso la compar-
tecipazione — in una forma o nell'altra — alle sorgenti prime di tale linfa vitale per
il mondo intero. In tempo di guerra poi, è evidente che il gioco degli interessi si spo-
sta tutto quanto sul terreno nazionale e po-
litico, e non per nulla tutti gli Stati vanno da anni attrezzandosi per correre ai ripari in caso di conflitto, onde essere sicuri della
propria indipendenza petrolifera dalle sorgenti poste normalmente sotto l'altrui con-
trollo, ma è ovvio che non sempre tale programma di autarchia a tutto spiano può essere raggiunto fin dove sì desidera, ed allora
si deve cercare altrove di rifornirsi di ciò
che necessita per i propri fabbisogni. Esempio eloquente e di attualità? La creazione in Romania, dell'istituto» di controllo statale sulla produzione del petrolio, che
per in apposite torri verticali, del grezzo è la distillazione di riscalLa prima fase del trattamento alle diverse temperature che volatilizzano via via e le La Priurazione dei prodotti benzine, i petroli dilampanti si separano così levuoto la massa pien portata: raggiante terzini dopo evitare per sotto procede distillazione di che la dille leggere, sono woi ulteriormente rafimati. troppo elevate. I vari prodotti one © Tati sure di ebollizione mezzi tecnici sottoposti alla piroscissione o all'Idrogenazi tennire col più moderni di Bari) quindi immagazzinati in capaci serbatoi metallici. (Stab. ANIC
democratici, per il timore di po ha messo grande allarme fra î paesi belligeranti non siamo qui ad. esaminare in sede sibili copiosi rifornimenti alla Germania: e sulle sue probabili ripereussioni, bensì politica la verità sulla decisione romena di esaminare un po' da vicino la situa{I fatto ci dà lo spunto quanto mai vivo delle varie rione europea per ciò che concerne la realtà petrolifera e l'attualità tendenze: autarchiche. ha incontrato — si può dire IÎ graridissimo favore che l'estrazione del petrolio anzitutto se si pensa alle evidenti dall'epoca delle, prime trivellazioni, è spiegabile quali facilità di immagazzinagcomodità subito ‘offerte nei confronti del carbone, aggiungere che la tecnica seppe in breve gio, di trasporto e di travaso, a cui devesimaggioranza delle applicazioni — le motrici nella — soppiantarono che motori Ereare grande vantaggio di consumare il per farraginose, e pesanti ingombranti, 2 vapore, cosicché a parità di potenza svilup:Il sensibilmente di meno (addirittura la terza parte) grandemente di entità. riducevano si combustibile di pata le necessità di deposito tradizione del vapore (pur abolendo Campo marino fu sempre molto attaccato ilalla bruciatore meccanico a nafta pesante) ma quasi totalmente il focolaio a carbone per Diesel) e speiniezione ad motore A poco a poco si lasciò conquistare dal dell'adozione integrale(ciclo motori a comcialmente la Germania fu sempre fautrice l'esempio di corazzate dei (quelle del tipo bustione interna, tanto che offrì per prima comfacilmente di nafta. È perciò Deutschand) con apparato motore ad iniezione in tempo di guerra, prensibile quale enorme fabbisogno debba essere, specialmente una possente aviazione ed Quello di una nazione che abbia un' esercito motorizzato, petrolio è veramente questione di Una marina sempre in linea: ‘Ja disponibilità adi tutti i servizi bellici senza lesinare, vita o.di morte, e solo a patto di distribuirne non solo, ma sì possono prendere le iniziative si scongiurano i pericoli più”gravi d'offesa verso il nemico. romene e quelle russe, che In Europa, le regioni petrolifere sono tinicamente quelle tuttavia un apporto essendo modeste nei confronti delle risorse mondiali costituiscono infatti calcolare che la produzione della quantitativo nient'affatto trascurabile, si può mondiale, quella russa superi legche e quella di 4% del ‘Romania sia poco al disotto di tonnellate milioni 300 sui puntati ormai germente l’11% Gn tutto il mondo siamo
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impegni, necessità che. d’al-
tra parte possono essere ad usura coperte colla collaborazione della produzione romena
o russa, che come
si è visto tocca valori confortanti. Non dimentichiamo poi che l'incremento industriale tedesco in questo campo è incessante, in
quanto si vuole a tutti i
costi
realizzare
le
.mète
tracciate dai capi: negli anni testé decorsi i piani furono sempre tradotti in realtà, ed i massimi sacrifici saranno — se neces. sario — sopportati, pur di
concretare il sogno — formidabile sogno — di copi re in pochi anni il fabbiso-
gno completo dei derivati dal petrolio. Del resto tutto ciò è quanto noi pure, in Italia ci siamo imposti anche se
più poveri di mezzi e di ri-
sorse naturali: in Albania abbiamo avuto, è vero, una decina di anni or sono, la concessione del bacino del Devoli, abbandonato deso-
lato e malarico, che relati-
Sullo sfondo operoso di una raffineria in attività sembra di scorgere ed individuare il gioco di interessi politici ed economici che ogni paese persegue per avere il sopravvento su altri, nel controllo della produzione di una determinata regione, e quindi per poterne disporre a volontà il proprio fabbisogno. È dunque la necessità di aumentare sempre più le disponibilità che ha spinto la tecnica a migliorare i rendimenti dei processi industriali, e così mentre fino a vent'anni fa il grezzo era semplicemente distillato (dava in benzina solo il 12% ed il 60% di petrolio) ora colla piroscissione si arriva anche ad ottenere il 40%.di benzina ed il 45 di nafta leggera, e coll’idrogenazione la produzione di benzina può anche talvolta sorpassare l'80%.
vamente in poco tempo —
ma con quale tenacia e qual forza di sacrificio! —
venne portato ad un soddisfacente
grado di sfrut-
tamento
(sono ormai 250 i
duzione
nazionale
in cifra tonda, all'anno) e così si vede come l'Europa contribuisca per una massa di pozzi in efficienza) tanto da poter essere considerato una delle nostre fonti di approvcirca 45 milioni di tonnellate annue di grezzo (la sola Romania, per quanto modesta, vigionamento di principale importanza, ma con esso il nostro problema non può essere ne estrae pur sempre 12 milioni) che naturalmente fanno molto gola in questi mo- risolto come desideriamo. In cifra tonda, l'attuale consumo italiano di prodotti petrolifementi di consumi incontrollabili. ri è stimato in 3 milioni di tonnellate all'anno, ma da Devoli non si può pensare di otLa Germania, per la verità, è il paese in cul-l'autarchia petrolifera ha fatto vera- tenere più di 1000 tonnellate al giorno, pari a circa 300.000 all’anno, almeno per adesso, ed il resto dovrà essere procurato dalla raffinazione del grezzo di importazione (l'ocumente passi da gigante, raggiungendo nel.tempo' stabilito i piani di produzione i terna meticolosamente studiati, ma tutto ciò «venne favorito dalla concomitanza lata politica del Fascismo ha sempre puntato sull'eliminazione dell’importazione dei vari fattori politici, tecnici e naturali: in-primo»luogo sono infatti da considerare (a prodotti finiti, creando così in Italia una nuova industria che dà lavoro al popolo, e parte lo spirito di abnegazione di tutto il paese, ed il concentramento nelle mani di fa uscire all'estero solo l'oro corrispondente alla pura materia prima: ecco dunque pochi, della volontà nazionale) le grandiose. disponibilità minerarie (carbone e lignite) che abbiamo ormai una decina di raffinerie che fanno anche dell'esportazione di prodotti in favorevolissime condizioni di sfruttamento, e soprattutto l’esistenza di un'industria pregiati) pur senza avere dimenticato che esistono nel nostro sottosuolo qualcosa come chimica efficientissima e dotata di cospicui mezzi di indagine e di controllo, che in 350.000.000 di tonnellate di ligniti (lasciamo a parte l’egual quantitativo di carboni, a cui breve poté mettere in efficienza industrialevi+primi risultati sperimentali ottenuti dal sì guarda con diverse intenzioni di sfruttamento) che senza avere la pretesa di elegdott. Bergius, vent'anni prima, sulla liquefazione, del carbon fossile in presenza di gere a integratrici totali del piano autarchico, possono ben collaborarvi con almeno idrogeno, 200.000 tonnellate di ottima benzina annua, facilmente ricavabile mediante idrogenaIntempo: di pace, i fabbisogni petroliferi della Germania possono essere sui se zione. Tale moderno procedimento è anche applicabile alle rocce asfaltiche e bitumimilioni.di tonnellate annue — che nel 1937.vennero coperti per la quarta parte dalle nose di cui abbiamo in Sicilia ed in Abruzzo una disponibilità valutata sui 4 miliardi fonti nazionali, e nei successivi anni la produzione di casa andò sempre più incremen- di tonnellate, che anche se passibili di una resa bassa (poniamo pure un 5 per cento) tandosi, pur non pareggiando il consumo — ma in guerra si può senz'altro raddoppiare darebbero pur sempre 200 milioni di quintali di grezzo, tale da costituire per un forte la cifra e ciò spiega la ragione delle necessità di carburanti per far fronte agli odierni numero di anni un'ottima risorsa a cui attingere per bilanciare il deficit della prodal
trattamento
relativa di
materie prime.
altre
È un fatto che l’idrogenazione oggi risolve tanti problemi che ancor pochi anni fa sarebbero sembrati miracolosi, e questo mercé la chimica che sa trasformare i combustibili solidi
in liquidi, dosando poi in essi l'idrogeno così da ar-
ricchirli di molecole pre-
giate:
ecco
perché
molti
grezzi scadenti sono oggi suscettibili di |produrre buone - benzine, soddisfacenti .nafte e lubrificanti
superiori, con rese in frazioni volatili, di gran Junga superiori
a quelle’ che
si raggiungevano
ancora
pochi anni fa. È del resto il cammino
della
tecnica
che procede di pari passo con la richiesta, in quanto vien da pensare che questa acceleri poiché sa di poter contare sulle risorse umane inquanto capaci di trovare
sempre procedimenti nuovi e migliorie senza posa, e del resto la stessa politica autarchica che oggi tutti perseguono; altro non è che una ricerca spinta con sagacia in determinate direzioni per affrettare ciò che si desidera avere nel minor tempo, così che in ul-
tima
queste La marina, ultima conquista, în ordine di data, della nafta, con l'installazione dei motori ad iniezione :(ciclo’ Diesel) -rappresentasormasiit più importante consumatrice di prodotti petroliferi: basta soffermarsi ad osservare la possanza dei motori qui riprodotti (la fotografia li ha ritratti soto-nellaparte' superiore) che legano lo sviluppo di varie decine di migliaia di Cavalli-Vapore al consumo di veri fiumi di nafta e di lubrificanti.
analisi
ognuna
iniziative
di
diviene
un attivo fattore mondiale per le ripercussioni inevitabili nel campo ;tecnico, politico ed ;economico,
LUCIANO BONACOSSA
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gioiadel palato!
PA SOLE DEL RE
al pala e gradevolissiegmage le vie respiratorie pore che la rend sa ot pr to e isi ta, squ ina o ost un ha se, anche la più efficacemente ja
tos
BOLOGN
A.GAZZONI & C 25590. 11-10:1937ro B
ettu utoriz. R. Pref
xv
ESPERIENZA
MAL DI
DEL ERCOLE
RIVELATRICE
VITA OSCURA
PAESE RIVALTA
Romanzo
NELLA
TORMENTA
DI H. BUGGE MAHRT EDIZIONE TRECRE ZA Lire DODICI
norvegese
VIAN DOLOMITI L° H A R CATERINA
E NET
gol
di F. SAPORI ALTRI QUADRI di FERNANDO SANTAGATA A R MARASCA vomanzo di GIOVANNA GULLI E
DEGLI
SCRITTORI
PADRE SALGARI
DI
SALGARI
OMAR
Con prefaz. di LUCIO D'AMBRA
Lire QUINDICI
In questo patetico libro di ricordi, raccolti con devoto amore dall'unico superstite figlio, è ricostruita la figura morale ed intellettuale del popolarissimo scrittore veronese che coi suoi cento e più romanzi narranti con inge-
gnosità d'intreccio, immaginose
avventure
di terra e di
seppe e sa ancor oggi commuovere l'animo e la fantasia di milioni di giovani del mondo intero, e sono illuminati aspetti poco noti o sconosciuti della sua travagliatissima vita così piena di oscuri eroismi, di amarezze, di miseria, di disperazione.
mare,
SU C/CESs PO
Dis
DEL PIÙ POPOLARE
MIO MILIO
Lire QUINDICI
Le avventure e le scosse di una tragica esperienza vissuta in terra di Russia all’epoca della rivoluzione bolscevica provocano in un forte contadino italiano, che è ignaro delle sue origini e della sua terra, ma che pure ha ‘in sé Il fermento insopprimibile di un'eredità di tradizioni civili filtratagli nel sangue attraverso venti e più secoli di storia, la rivelazione sicura del sentimento di nazionalità: rivelazione che a poco a poco, sotto l’influsso dei più diversi fattori, diVenta orgogliosa fierezza e quindi anelito disperato verso la propria Patria Su questo tema di altissima ispirazione il Rivalta — narratore etticacissimo — hà costrulto il suo romanzo vasto e interessante, ricco di fatti, pieno di figure vive, dalle quali emerge — in magnitico rilievo — la rude incolta ingenua generosa figura del protagonista, campione di una stirpe che trae da fonti secolari le ragioni del suo divenire e perpetuarsi
, Romanzo
ED EROICA
DELGLG
BORNO
ALTA
SOCIETÀ
DI
BRUNO
QUARTA
CORRA
EDIZIONE Lire DODICI
Romanzo
IgM EMME IRON ULPIANI CASA ci MAZZINI GERMANIA LA
Eat novelle
di ELISA
VOLPE
RICCARDO WICHTERICH di CORNELIO TACITO
—_—_—;-__È__-__+€}—}__ «ttttutrhtmmuulluunmunibikuiliilitÌmàmi—__ _—rPrrr e, | VOLUMI FRANCO DI PORTO INVIANDO VAGLIA ALLA CASA EDITRICE GARZANTI. — MILANO, VIA PALERMO N. 10 — RICEVERETE AGLI ABBONATI DE «L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA », SCONTO DEL 10 PER CENTO SUL PREZZO DI COPERTINA, FRANCO DI PORTO
CRONACHE PER TUTTE LE RUOTE Signori, voglio mettervi al corrente di quanto accade in questo basso mondo: nemico della critica opprimente, che d'ogni cosa vuol toccare il fondo, vi dirò tutto in rapide battute, senza guastarvi il sangue e la salute. Comunicato: «1 Russi, senza appoggi, da soli, con tenacia eccezionale, sia sull'istmo che a Pétsamo, a tutt'oggi resiston sempre. Fronte occidentale nessuna novità; pattuglie e cori Son morti due piccioni viaggiatori »
Se è vera la notizia strabiliante (l'ho letta su un giornale e non mi fido), Berlino acquista centomila piante di rose per la linea di Sigfrido come se questa guerra sciagurata non fosse già abbastanza... profumata! A Londra, centododici accidenti in una sola notte! Andare intorno è un brutto azzardo adesso, a lumi spenti; ina il male è ch'è un problema anche di {giorno per tanta gente, che non c'è mal caso veda un palmo più in tà del proprio naso. Si parla di duecentomila bombe che in un sol giorno l'aviazione rossa, provocando la solita ecatombe, sui Finnici scagliò; ma la più grossa la spara adesso Stalin nel Cremlino, dicendo: — La vittoria è già in cammino. Perfino a Londra, già da qualche mese, la carne saggiamente è razionata, mentre la Russia, non badando a spese, ne sciupa in quantità spropositata, Non sarà manzo, non sarà vitello, ma, in fondo, è sempre carne da macello.
In India, per fugar la jettatura dalla sua gente, il capo d'un villaggio si caccia vivo nella sepoltura Anche i jellati Russi hanno un miraggio che Stalin, dopo l'ultima bisogna, si vada a sotterrar per la vergogna. Che fa Weygand, il celebre stratega su cui da tempo se ne dicon tante? Non farà proprio nulla, il che si spiega infatti, già da mesi è nel Levante, mentre, se è vero ciò che dir si sente, egli ha un'armata sempre più in...ponente. A Londra il Comitato propaganda pro Finlandesi ai pochi combattenti diretti al fronte finnico domanda « Siete pronti ai digiuni, ai vatimenti? Non si capisce, insomma, in fede mia, se vanno in Russia 0 vanno în Finlandia! Anche diverse donne in Inghilterra s'arruolan volontarie per andare ad aiutar le « Lotta » » nella guerra contro i Sovièti. Certo, avrà da fare la superba aviazione comunista altri... obiettivi militari in vista! Meresckov era un fabbro ai suoi,begli anni, € le capisce certe situazioni di dietro, Stalin con i suoi tiranni, dinanzi, Mannerheim coi suoi leoni... Credete, amici miei, che non è bello trovarsi fra l'incudine e il martello! « Perché finisca la presente insania, - Goebbels ha detto, -crepi l'Inghilterra! » Churchill ha detto: « Crepi la Germania, € solo allora finirà la guerra! Qualche neutrale dalla magra mensa « Crepino tutt'e due!» dice (o lo pensa). Stalin, che forse a qualche iniziativa per far pace coi Finnici è disposto, ha scatenato prima un'offensiva perché vuole un successo ad ogni costo. Solamente perciò? Ma che frescone! Si tiri un colpo: avrebbe un successone.
È noto che i giornali parigini erano, tempo fa, d'ogni colore; spendendo gli otto soldi mattutini, constata adesso il povero lettore che, grazie a certe forbici affilate, tutte le tinte ormai sono... sbiancate In un villaggio presso i Monti Urali i lupi hanno sbranato un commissario; stupiti, quei pacifici rurali hanno detto così: « Straordinario! Potevi immaginar, corpo d'un toro, che i lupi si mangiassero fra loro?... » s'è Chiusa, giorni fa, la settimana del profumo italiano: un successone. Ma c'è chi dice (certo, è una panzana) che, se davvero mancherà il sapone e non se ne farà tanto consumo, fra poco avremo... i mesi del profumo. £ chiaro che in America si vanno facendo ognor più astemi, io non capisco sei produttori d'alcole in un anno falliti nella sola San Francisco. Il Presidente c’è rimasto male in pubblico che beve è l'ideale
TUTTO FINISCE ALL'ALBA
Quel Presidente chiederà il rinnovo del suo mandato, ch'è scaduto quasi; per il momento, abbandonando il covo, se n'è andato in crociera... In tutti i casi, è un uomo molto audace e l'ha provato non teme, infatti, d'esser... silurato. Il re di Svezia ha fatto un bel discorso, nel quale ha detto, con il cuore in pianto, che alla Finlandia non darà soccorso, che col pensiero le sta sempre accanto, che Helsinki del martirio avrà la palma Salute, amici, e buona notte (calma) ALBERTO (Disegni di Molino)
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XV —
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
VENEZIA
S.A. F.LLI PILLA & €.
(Continuazione Organizzazioni Giovanili) * Avranno inizio prossimamente i Corsi di cultura igienica e educazione sanitaria per donne fasciste è giovani fasciste che saranno attuati dagli Ispettori Provinciali della Croce Rossa Italiana în collaborazione con le Confederazioni provinciali dei Fasci femminili. Le partecipanti ritenute idonee conseguiranno un attestato di « Fascista ospedaliera », # Alla Scuola Militare di Roma verrà eretto un Sacrario alla cui costituzione hanno contribuito con cospicue donazioni anche il Governatore di Roma, il Governatore della Banca d'Italia e l'Amministratore delegato del Banco di Roma. * Sì rammenta che il giorno 10 aprile scade il termine per la consegna dei lavori del concorso di architettura al Premio Reale. Per informazioni e programmi rivolgersi alla Segreteria della Reale Accademia di San Luca in via della. Stamperia 77, Roma. SPORT # Scherma. Una importante innovazionè al proprio regolamento techico è stata effettuata dalla F.I.S. Si tratta di mettere a disposizione del presidente della giuria una lieve punizione facilmente assegnabile ìn caso di lievi mancanze, per le quali sarebbe sproporzionato il provvedimento dell'espulsione da una gara o dalla classifica per il torneo. In sostanza ad un concorrente colpevole si potrà infliggere la punizione di una stoccata ripetibile per
tre volte prima di procedere all'espulsione. — L'incontro di sciabola Italia-Ungheria per la Coppa Teryiamski è stato messo in programma per l’11 marzo a Budapest. — Sono in corso trattative per far svol. gere in primavera due incontri alle tre armi. Uno si svolgerà con la Svizzera a Milano, l'altro con la Jugoslavia a Belgrado, * Calelo. Quattro giuocatori di scuola argentina sono giunti a Roma per entrare nelle file della Lazio, Si tratta di quattro elementi giovanissimi e di indiscutibili doti tecniche e fisiche. Essi sono: Faccio e Gualdoni terzini; Gualtieri che è il più alto mediano bonaerense (m. 1,87) Îl quale gioca sia da laterale che da centro e Pisa, fratello dell'attuale cannoniere della Lazio, che ricopre indistintamente i ruoli del terzetto centrale d'attacco. — La società Roma ha scritturato il giuocatore ventunenne albanese Kuezin Nain proveniente dallo S. C. Tirana che giuoca abitualmente all'ala destra e si disimpegna bene anche all'estrema sinistra. #* Sport invernali. & oramai concretato ll programma del campionati nazionali femminili di sci che quest'anno avranno luogo ai Terminillo, Delle tre gare, la discesa verrà corsa su una delle tre piste attualmente in via di preparazione e che sarà tempestivamente prescelta, a seconda delle condizioni della neve; l’obbligata sul ripido pendio prospicente il piazzale di Pian de' Valli e ln combinata su di un percorso ancora da fissare. Le tre migliori classificate nelle rispettive gare dei campionati di III categoria, saranno ammesse a partecipare ai cam-
— Nell'ultima decade del prossimo mese di aprile si svolgerà a Roma al Foro Mussolini l'incontro internazionale Italia-Germania, L'incontro in questione verrà giuocato secondo la formula di Coppa Europa. vale a dire 4 singolari e due doppi. * Pugilato. In una intervista concessa dal comandante Bruno Mussolini in merito all'attività internazionale, il giovane presidente della F.P.L si è così espresso « È mia intenzione organizzare in Italia alcune grandi manifestazioni di carattere internazionale, ma considerando la searsità di locali adatti a contenere grandi masse di pubblico questi incontri dovranno essere organizzati soltanto nella stagione estiva ed in locali all'aperto. Comunque vi posso dire che sono allo studio avanzato alcuni programmi veramente di eccezioni #* Ciclismo. In considerazione dell'esito soddisfacente avutosi nella recente trasferta in Tripolitania di una parte dei migliori campioni nazionali, è molto probabile che la «settimana» si effettui nel prossimo anno alla fine di febbraio preceduta da un periodo di preparazione sul posto, allo copo di ottenere i migliori risultati sportivi. — La progettata partecipazione di una squadra italiana al Giro di Spagna non avrà più alcun seguito, perché la grande manifestazione iberica coincide col Giro d'Italia. Per l'attività della pista il direttorio federale ha deliberato dì dare nuovo impulso alla scuola della velocità e di istituire in ogni centro importante speciali impianti per la valutazione ed il controllo
pionati assoluti che si svolgeranno Il 2 e 3 marzo, col probabile intervento delle 10 migliori classificate nei Littoriali, che avranno luogo una settimana prima all'Abetone. * Tennis. Nel programma dell'attività primaverile predisposto dalla Federazione tedesca, è previsto nel mese di aprile l'incontro Italia-Germania a Roma ed una larga partecipazione dei propri migliori elementi nei campionati’ italiani. — Al grande rapporto delle forze nazionali fissato per i giorni 16 e 17 marzo a San Remo, parteciperanno quest'anno non solo le gerarchie federali e j presidenti delle società, ma pure le « vecchie glorie » della racchetta, Il raduno coinciderà con la finale del grande torneo internazionale che vedrà in lizza i migliori campioni di Europa attualmente disponibili. — Quasi tutte le giuocatrici attualmente classificate in prima categoria e alcune fra le capoliste della seconda, saranno convocate per | primi di marzo a Roma per un breve allenamento collegiale diretto dal viennese Fritz Weiz. — La nostra Federazione ha scritto alle consorelle di Bulgaria e di Grecia proponendo la conclusione di incontri per squadre juniori da svolgersi a Bari durante il periodo della Fiera del Levante, che, com'è noto, viene aperta in settembre, — Dopo avere ottenuto l'adesione di Von Cramm per gli imminenti tornei primaverili, Ja F.LT. ha ritenuto opportuno che all'importante serie di manifestazioni internazionali partecipino i tre più forti campioni del Protettorato boemo-moravo, e precisamente: Caska, Siba e Pacovski.
I nuovi Buoni del Tesoro pagabili ratealmente pur partecipando
ai vistosi
premi
L'Istituto Nazionale delle Assicurazioni per rendere agevole a tutti i ittadini l'acquisto dei nuovi Buoni Novennali del Tesoro 5%, ha creato speciali polizze che consentono il pagamento rateale. Tali polizze sono in forma « or-
dinaria » e in forma « popolare » ESEMPIO
PRATICO
DI
POLIZZA
ORDINARIA
Un giovane commerciante di 32 anni di età vorrebbe sottoscrivere ai nuovi Buoni del Tesoro 5% 1949 per L. 100,000 nominali. Sceglie a tal fine la polizza all'uopo predisposta dall'Istituto nella forma ordinaria, della durata di otto anni, impegnandosi a pagare un premio annuo di L. 11.690, Egli con ciò sa di acquisire i seguenti diritti:
che turba Vani
di ogni donna
a) incasso dei vistosi premi che venissero estratti sui Buoni (di L. 500 ciascuno) attribuiti alla sua polizza;
ideale, desiderosi
servare la linea ppratutto di man-
100.000 lire nominali al termine degli otto anni di contratto; ©) immediata consegna a chi di diritto dei Buoni del Tesoro sopra descrit-
preoccupata di
») entrata
in possesso
tenere quell'asp
di gioventù e di
ti per 100.000 lire mominali
salute, il quale
stra il costante è funzioni vitali;
scadenza degli otto anni.
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di iui|
ingrassare ecces
Ma il rimedio e pococostoso:ba
e sera una lazza
ene...
Bi semplice. così prendere mattina
hè Messicano».
NO PRODOTTO ITALIANO
innoso alla salute SIVAMENTE VEGETALE
ESEMPIO
dei Buoni
del Tesoro,
come
nel caso che egli venis
PRATICO
DI POLIZZA
sopra,
del Tesoro
in complessive
Je a mancare prima della POPOLARE
Un operaio di 35 anni di età, conscio dei suoi doveri verso lo Stato e verso la famiglia, intende partecipare, sia pure in limiti modesti, alla sottoscrizione dei nuovi Buoni Novennali del Tesoro 5% 1949. Richiede all'uopo la speciale polizza popolare per L. 500 dell'Istituto Nazionale delle Assicurazioni e sì im-
pegna a pagare per otto anni i premi corrispondenti trimestrali il primo di L. 36.50 e i successivi in Lire 15,30 a trimestre. Egli ha con ciò la certezza: a) che concorrerà ai vistosi premi che venissero estratti sul Buono del Tesoro attribuito alla sua polizza; b) che entrerà in possesso del Buono del Tesoro di L. 500 nominali al termine degli otto anni di contratto;
©) che in caso di sua morte prima del termine del contratto i suoi aventi diritto entreranno immediatamente in possesso del suddetto Buono del Tesoro, senza ulteriore pagamento dei premi. Volendo l'Istituto Nazionale delle Assicurazioni conferire un carattere assolutamente popolare alla enunciata forma assicurativa, potrà consentire a ciascun aderente, di sottoscrivere, al massimo, a cinque Titoli (complessive 2.500 lire nominali). L'età per la sottoserizione alla polizza in forma « popolare» va dai 15 ai 55 anni,
Preghiamo coloro che desiderano seguire l'attività della Casa E: richiesta alla sede della Casa, Via Palermo 10, Milano, del Bollettino bibliografico mensile
IR
REDATTO
RNO
che siamo lieti di inviare regolarmente e gratuitamente ai fedeli estimatori della nostra produzione editoriale.
ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
—
XVI
Cittadini di ogni categoria, industriali, commercianti, professionisti, impiegati, operai, contadini, accrescete la poten ialità finanziaria dello Stato sottoscrivendo ai Buoni Novennali del Tesoro 5%. Avrete fatto un ottimo impiego dei vostri risparmi e avrete bene meritato della Patria.
ep pela Freie i
medico
dei
giovani
che
si dedicano
COTTETT
zione atletica da tenere aggiornata in modo che essa fornisca in ogni momente gli
elementi di giudizio per la eventuale scel.
ta dei corridori dilettanti chiamati a formare la squadra azzurra, — Mentre la Francia quest'anno rinuncia all'organizzazione del classico « Tour», la Germania comunica di avere fissato la data dal 2 al 15 giugno per lo svolgimento
in 14 tappe del proprio Giro, con inizio a Memel e conclusione a Monaco. Sono state inoltre istituite due nuove corse a tappe per dilettanti: Vienna-Budapest maggio) luglio).
e
realizzazione per difcoltà di vario ordine. La prima soluzione non era nemmeno da prendere in considerazione. per ragioni ovvie, e la seconda, date le incognite che presentava è stata del pari scartata, preferendo così la terza soluzione che prevede la costruzione di un buon impianto per il trasporto dell'energia continentale: per adesso si parlerebbe di prendere energia dagli Impianti meridionali d'Italia, eventunimente integrati da altri nuovi. A dirla così, questa soluzione, sembra una cosa da nulla, mentre richiede studi non da poco in quanto è ovvio il desiderio di fare cosa moderna, nel senso che alla perfezione tecnica deve accoppiarsi la massima economia possibile, economia intesa nel suo significato più alto, Il trasporto dell'energia avverrà quindi in cavo per una lunghezza di circa sette chilometri e qui è necessario fare in modo che tutto sia predisposto per assicurare ogni continuità al servizio, eliminando ogni incoita riguardante l'impianto e la sua manutenzione. La tecnica italiana è tutt'altro che nuova alle questioni inerenti alle linee elettriche in cavo, anzi ha al suo attivo vari impianti di notevole importanza (in Europa e nelle due Americhe) con soluzioni nuove ed assolutamente originali: nel caso presente, però, c'è da lottare contro un altro elemento avverso, che è l'acqua marina, potente nemico per l'azione corrosiva — lentissima, ma inesorabile — sui metalli con cui va a contatto. Sta bene che | cavi, oltre al a normale protezione di piombo che tutti conosciamo, hanno ancora un rivestimento di lamiera di ferro, ma ciò non basta completamente ad assicurare l'integrità nei decenni, e poi intervengono altre azioni (attrito sul fondo, maree, eventuali urti contro asperità ecc.) che possono accelerare la rovina del cavo. Ad ogni modo su ciò si riuscirà certamente ad evitare ogni dubbio di conservazione : più interessante apparirà invece, al lettore profano, la soluzione tecnica studiata per l'esercizio del cavi ad alta tensione: qui infatti, per ragioni economiche (risparmio sopratiutto di metallo e conseguente riduzione di peso, che si riflette beneficamente su tutto sto dell'impianto) si pensa di trasmettere l'energia ad almeno 80.000 volt All'incirca tutti sappiamo com'è fatto un cavo: un nucleo di fili di rame (oggi la tendenza autarchica fa già realizzare il conduttore di alluminio) difeso da uno strato isolante di carta impregnata in miscele speciali, e l'ulteriore protezione rispetto agli agenti esterni è affidata ad un manto di piombo, esterno, ed eventualmente — come detto — ad una ricopertura di lamierino di ferro. Per le alte
allo
sport ciclistico. — Ml commissario tecnico Alfredo Binda ha ideato una speciale scheda di valuta-
(11-13 (19-21
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LA/ N E UNA CHIMERA...
Berlino-Copenaghen
ATTUALITÀ SCIENTIFICA # Sullo stesso principio del ben noti pick-up grammofonici, si sono realizzati alcuni tipi di cardiofoni. atti a rivelare acusticamente e graficamente le pulsazioni del cuore umano. Due di tali apparecchi sono elettromagnetici, basati sull'impiego di un magnete permanente (più il magnete è intenso, migliori sono 1 risultati che si conseguono) nel cui campo si trova ‘un’ancora mobile collegata a speciali piastrine rivelatrici che si fanno appoggiare sul cuore da ascoltare: le deboli vibrazioni ricevute da detta ancoretta, fanno nascere correnti indotte negli avvolgimenti, che opportunamente amplificate (la tecnica dell'amplificazione non ha oggi più alcun segreto per | tecnici) possono con. sentire una chiarissima riproduzione. fonica. a voce alta. Analogamente, anziché la riproduzione sonora, si può provvedere l'apparecchio di un oscillografo ed ottenere la registrazione su pellicola fotografica del diagramma cardiaco. Si è pure ideato un altro tipo di apparecchio elettrodinamico, che è forse più fedele nella riproduzione, anche se un po' meno sensibile, e ad ogni modo tutti e tre presentano diversi lati interessanti (è d'uopo far rilevare che sono anche di concezione di un tecnico italiano) oltre che originali per i risultati auovi a cui consentono di arrivare in pratica. * È deciso che la Sicilia avrà prestissimb
un forte incremento nel consumo di energia elettrica, ma siccome le sue condizioni generali non consentono la costruzione di impianti generatori sul posto, è giocoforza inviare energia da installazioni poste nel-
anzi per la donna bella la felicità è un dono spontaneo della vita. Evitate quindi che il vostro fascino ia menomato da una carna; pne arida, inerte e senza vitalità ricorrendo al Sapone Palmolive. Questo famoso
prodotto
di bellezza è composto con olii d'oliva e di palma,i migliori cosmetici che la natura vi offra. Ecco perchè la sua schiuma è così
benefica per le carnagioni avvizzite! Il Palmolive libera i pori dalle impurità e rende fresca l'epidermide.
LO SHAMPOO PALMOLIVE COMPLET A NEI CAPELLI LA BELLEZZA CHE IL SAPONE DONA AL VOLTO l'Italia meridionale. Fino ad ora, il consum’ di energia elettrica in Sicilia è stato assai limitato (per abitante, circa la settima parte del consumo relativo agli altri italiani) e la produzione attuale è affidata per metà ad alcune centrali idriche e per l'altra metà a tre centrali termiche a tur.
bina a vapore (in tutto, si produce però la modesta cifra di circa 200 milioni di chilowattorefed ecco la ragione della decisione sopra accennata che del resto non lasciava altra via di scelta. Infatti, o mol» tiplicare le centrali termiche, o costrulre qualche impianto idrico di problematica
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MONDIALE.
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Pubbl. Aut. Pret. Milano 55584 -XV
XVII —
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
un Vuol TORINO dal 1870 il migliore
tensioni però, la carta impregnata non dà sufficienti garanzie di isolamento costante, nel tempo, ed allora si foggia la corda di fili di rame (o di alluminio) in modo da lasciare un canale lungo tutto Îl suo asse, canale che viene riempito di olio speciale sotto pressione, in comunicazione con serbatoi di estremità: in tal modo qualsiasi eventuale fessurazione potesse causarsi, in esercizio, nello strato di carta, ne sarebbe prontamente assicurato Îl riempimento da parte dell'olio, colla certezza quindi di evitare che il danno si propaghi e distrugga tutto il cavo. Una terna di cavi simili sarà quindi stesa fra l'Italia e la Sicilia, e certamente sarà colloca» to un quarto cavo di riserva, da mettere in funzione in caso di guasto ad uno degli altri. VITA ECONOMICA E FINANZIARIA * Buoni del Tesoro 5% a premio - 1949, Continua intensissimo presso gli Istituti di Credito è di assicurazione il ritmo delle sottoscrizioni del nuovi Buoni dei Tesoro, Dalle informazioni raccolte risulta che oggi, nelle maggori città italiane e specialmente a Roma, Milano, Torìno, Napoli e Genova le sottoscrizioni sì avviano a superare cifre complessive elevatissime, superiori ad ogni aspetiva. Ognì regione d’Italia ha mostrato sollecitàmente e coneretamente di gradire e apprezzare l'emissione di questi titoli a premio. Felice indizio di come la sottoscrizione vada acquistando il favore del pubblico oltreché in estensione anche în profondità, è poi il fatto che accanto a vistose sottoscrizioni di enti pubblici sono frequentissime quelle di persone di media condizione e di piccoli risparmiatori, piccoli possidenti, lavoratori, agricoltori, commercanti. * Notevole miglioramento degli scambi commerciali italo. americani. Secondo la consueta relazione annuale del Presidente della Camera di Commerclo Italiana di Nuov: gli scambi commerciali che hanno avuto 'uogo nel tra l'Italia e gli Stati Uniti sono notevolmente migliorati esportazioni americane in Italia durante lo scorso superarono il valore delle esportazioni italiane in America @ Jo sbilancio, tradizionale nelle relazioni «commerciali fr: | due paesi, è leggermente aumentato rispetto al 1938. Infatti le Importazioni dall'Italia sono ascese a dollari 38 mì Ioni 900.000 contro 41 del 1938 e le espor zioni dirette in Italia r un ammontare di dollari 58.686.000 contro dollari .000 del 1938. In conseguenza mentre il disavanzo del 1938 è stato di dollari 17.066.000, quello del 1939 è salito a dollari 19.786.000, con un aumento di oltre due milioni e mezzo di dollari ln compenso, si è registrato un notevole miglioramento nelle esportazioni Italiane dell'ultimo quadrimestre del 1939, essendosi registrate queste cifre: settembre dollari 4.834.000. contro dollari 4.158.000. del corrispondente nese del 1938; ottobre dollari 6.302.000 contro dollari 5 miIloni 385.000; novembre dollari 5.948.000 contro. dolla» ri 5.091.000, dicembre dollari 8.527.000 contro dollari 5 mi. lioni 141.000. Sulla base di queste cifre Il miglioramento a beneficio della nostra bilancia commerciale è stato di dollari 5.925.000 per l'ultimo quadrimestre 1939. Se pertanto questa graduale ascesa — la quale d'altro lato non ‘compagnata da analogo fenomeno per le importazioni italiane — potrà continuare nel 1940, lo sbilancio tradizionale a nostro danno sì tramuterà, com'è ovvio, in avanzo. Giova però aggiungere che al passivo della bilancia commerciale italo-americana figura anche il servizio delle obbligazioni în dollari emesse negli Stati Uniti, e che malgrado il sensibile aggravio che ciò comporta il Governo Italiano continua ad effettuare, mantenendo in conseguenza un corso sostenuto alla borsa di Nuova York Per quanto riguarda gli scambi commerciali fra i due Paesi. occorre osservare che l'esportazione italiana va subendo dei necessari diversi orientamenti, a causa delle più vaste possibilità che ora si presentano. Infatti mentre fino a pochissimi anni fa il nostro commercio si imperniava sostanzialmente sui prodotti alimentari, oggi gli scambi hanno abbracciato altri rami, e particolarmente quelli tessili. Le vittorie conseguite dai primi sforzi hanno dimostrato che occorre sempre più perseverare, ed il successo finale non mancherà di arridere in modo più soddisfacente. * Il piano autarchico dell'induatria elettrica italiana. Le forze idrauliche del nostro Paese sono al servizio degli interessi nazionali. Se è vero che l'Italia è stato il primo Paese europeo ad averè una vera e propria Industria elettrica — a Milano venne installata nel 1883 una centrale che fu per qualche tempo la più potente del mondo non è meno vero che oggi occupa il primo posto ìn fatto di utilizzazione delle forze idrauliche L'opera precorritrice di questo settore non si può valutare appieno, ove non si consideri l'imponente apporto finanziario che ha richiesto per gli sviluppì conseguiti. Infatti l'industria elettrica nazionale ha consacrata tutta la sua attività ed ha assorbito imponenti mezzi finanziari per la creazione di un grande patrimonio idroelettrico, corrispondente ad oltre 26 miliardi di lire. Nei movimento autarchico nazionale l'industria elettrica non solo occupa il primo posto per la vasta mole dei capitali investiti ma si può anche considerare come la maggior branca che ha bruciato le tappe di anno in anno. Basterà rilevare che nel 1930 la potenza installata nelle 216 centrali idroelettriche allora esistenti era di appena Kw. 933.500, e che raddoppiava la sua forza sotto lo stimolo del clima fascista, a distanza di cinque anni, pas-
VALSTAR IMPERMEABILI ABBIGLIAMENTI
SPORTIVI
« L'Illustrazione Italiana » è stampata su carta fornita dalla S. A, Ufficio Vendita Patinate - Milano ni Alfieri & Lacroix
ENRICO
CAVACCHIOLI,
Direttore
responsabile
sando a Kw, 1.911.103 ripartiti fra 552 centrali, per quintuplicarsi nel 1935 in cul registrava una potenza di Kw. 4.330.394 sopra 1.010 centrali, e infine raggiungere nel 1939 una potenza di 6.300.000 Kw. Queste cifre non hanno bisogno di ulteriori dimostrazioni. Ma non è tutto qui il contributo dell'industria elettrica italiana, alla quale sono affidati nuovi € più importanti compiti nel quadro delle direttive autarchiche. Le previsioni, in base al vori in corso, sono as ai brillanti, dato che stando a dichiarazioni ufficiali, è prevista una maggiore produzione di circa 6 miliardi di Kwh, all'anno. Durante il 1939 l'industria elettrica ha lavorato senza soste. pur andando incontro a difficoltà di vario genere, fra cui quelle relative al rifornimenti di talune materie prime indispensabili alla sua attrezzatura, traendo sovratuito forza e incitamento dalla coscienza di poter sempre più contribuiri al rafforzamento della compagine nazionale. E va da sè sono stati gli impianti idroelettrici, tendenti a sfruttare Je grandi risorse idrauliche nazionali — che pure, sulla base delle affermazioni dei tecnici, sono più costose — ad avere un'assoluta prevalenza, Ìn quanto com'è noto, la produzione termica ha una funzione di integrazione, tranne che in Sicilia, ‘Attualmente sono in corso di costruzione e saranno ultimati nel 1942 altri 80 impianti idroelettrici e 5 rifacimenti di impianti esistenti per una potenza complessiv. installata di 950.000 Kw. che potranno produrre, in condizioni idrologiche normali, ulteriori Kw. 3.200.000 all'anno, mentre con le operazioni di regolazione che essi comprendono, potranno elevare la produzione di impianti già esistenti di altri 300 milioni di Kwh. all'anno e quindi la produzione del 1942 potrà essere portata a 20 mi liardi e mezzo. Se poi a questa produzione si aggiunge la presumibile maggiore producibilità di Larderello, e se inoltre si vorrà tener conto del quantitativo di energia termoelettrica ricavata da alcuni processi industriali compresi nei piani autarchici, Ja produzione complessiva di energia elettrici potrà raggiungere nel 1942 la cospicua cifra di 21 miliardi, e forse più in grado cioè di poter corrispondere a tutto il fabbisogno interno per i casi di pace ed anche quelli eventuali di guerra Come si vede Îl piano autarchico funziona in modo sorprendente, e se il risparmio affluirà, come s1on si dubita, con quella comprensione che ha dimostrata in altri settori; la situdizione apparirà delle più brillanti e soddisfacenti. ALL'INSEGNA DEI SETTE SAPIENTI L'insegna api ) suoi battenti mettendo quest volta in primo piano l'audacissima domanda -di un abbonato di Torino: A quale età precisamente la donna si può chiamare vecchia?
Domanda dellcata e terribilmente compromettente, anche perché chi ci scrive pone una pregiudiziale alla nostra risposta: « Non crediate di cavarvela dicendo che la donna non invecchia mal! ».Eppure, a volere! pensar bene... Ma non diamogli dispiaceri. joda, l'accentuarsi della vita intellettuale e spirituale, la sua più Intensa partecipazione alla vita della Nazione, hanno indubbiamente prolungato la giovinezza della donna. Ma il signore che cl serive vuole limiti assoluti, espressi in cifre, la qual cosa è evidentemente impossibile 1) Redi diceva che «le donne quando arrivano a quarant'anni perdono il bello della gioventudine ad acquistano il bello matronale ».La contessa di Castiglione, ad ogni buon conto, non aspettò l'età sinodale per rifugiarsi nell'ombra della sua casa, celata ad ogni sguardo indi screto, ma vi si rifugiò cinque anni prima, preceduta almeno da un altro lustro dalla non meno famosa madama Bovary Noi pensiamo però che questo illustre personaggio del Flaubert abbia agito con soverchia precipitazione. Elena Argiva, infatti, toccò Îl suo maggior splendore a quarant'anni, e Aspasia sposò Pericle a trentasei brillando
d MELE ANISETTA
ASCO
per la sua bellezza durante altri trent'anni; alla quale età, cioè a trentasei anni, Diana di Poitiers conquisiò il diciottenne Enrico Il; senza contare la Maintenon la_ quale, allorquando diventò la favorita di Luigi XIV, aveva quarantatré anni suonati; nove più dell'augusto amante. Ma camminando di questo passo arriviamo proprio dove avevamo promesso di non voler giungere, arriviamo cioè ad affermare che la donna non invecchia mai. Assai più positivo del precedente, un altro lettore ci chiede se la produzione italiana delle volpi ergentate vad: ssumendo sviluppi adeguati alle necessità, del consumo nazionale A questo proposito dobbiamo una dichiarazione di principio: non crediamo che le necessità di tal consumo siano così impellenti, rispetto ad altre che giustamente preoc: cupano nell'attuale momento, da essere poste sullo stesso piano di queste. Dopo di che aggiungiamo che anche la produzione di tali pregiate pellicce è in notevolissimo iumento, Questa produzione, che ha da noi il suo maggior centro nell'Alto Adige, ha raggiunto quest'anno un quantitativi che si aggira intorno ai quattrocento capi, con circa duecento madri. Numero non certo imponenie se raffrontato ‘alle 140.000 fattrici degli Stati Uniti, alle 85.000 della Norvegia, alle 20,000 della Svezia, alle 6000 dell'Inghilterra, alle 5000 della Svizzera e della Finlandia; numero non imponente, ma tale da farci assal bene sperare anche per l'avvenire di questa nostra nuova attività. Ed eccoci ai motti ed alle sentenze dell'antica sapienza latina. Summum jus, summa injuria: il sommo diritto è (talvolta) somma ‘ingiustizia. Questa illustre massima popolare, riferita da Cicerone, si spiega da sé. Sovente, cioè, la rigorosa e cieca applicazione della legge si risolve nell'offesa degli stessi intendimenti che l'hanno ispirata Anzi Cicerone dice precisamente: « spesso si offende la giustizia anche per una cavillosa, troppo scaltra e maliziosa interpretazione del diritto, onde Il proverbio: sommo diritto, somma ingiustizia » Aut Caesar, aut nihil, 0 Cesare (cioè, o imperatore) o niente. Questo orgoglioso motto venne assunto da Cesare Borgia, duca Valentino, così Anton Maria Graziani nel suo Theatrum historicum de virtutibus et vitiis illustrium pirorum. Motto che è superba reminiscenza del detto di Giulio Cesare: voler esser primo sia pure in un villaggio delle Alpi, che secondo in Rom A quando risale la prima edi ione del « Cortegiano di Baldassar Castiglione? La prima edizione del «Cortegiano » fu quella aldina del 1528. Il testo abozzato, rielaborato nel corso di parecchi anni, vende ridotto in forma definitiva, quale appare nel manoscritto laurenziano-ashburnhamiano che reca la data di Roma, 23 maggio 1524. Dopo l’aldina del 1528, si ebbero nello stesso Cinquecento ‘ecchie decine di edizioni e di traduzioni in più lingue. Fu quello che si dice un libro fortunato. Scrisse a tal proposito ll Tasso: « mentre dureranno le Corti, mentre dureranno i principi, le donne e i cavalieri insieme sì raccoglieranno, mentre valore e cortesia avranno albergo negli animi nostri, sarà în pregio il nome del Castiglione » Dicesi Casistica in diritto il logico procedimento per cui. scaturito un principio giuridico generale della disanima di più casi affini, lo si applica poi al a questione che interessa In linguaggio teologico chiamasi casistica quella’ parte della morale che studia e analizza i vari casi di coscienza secondo le varie circostanze che li hanno determinati. Nel Seicento esistettero casisti famosi, ed anzi la casistica assunse l'importanza di scienza a sé, accanto alla morale; ciò, specialmente, grazie ai gesuiti. I domenicani e ì gian” senisti le si dichiararono invece nemici È vero che si è scoperto il modo di ottenere una nuova fibra tessile dall'acqua marina? Basterà ricordare la posidonia, pianta fanerogama ben nota che vive sui bassifondi marini, per affermare come anche il mare possa essere un produttore di fibre tessili Bisogna però subito aggiungere che le fibre filamentose della posidonia non hanno sinora potuto trovare una pratica utilizzazione. Un'altra fibra marina d'origine animale è invece sfruttata da secoli: sì tratta del bisso col quale gli antichi artigiani del Tarentino confezionavano tessuti famosi A tal proposito il R. Istituto di biologia di Taranto conduce da tre anni sistematici esperimenti per cercare di ottenere nel Mar Piccolo una razionale coltura di Pinna nobile, grosso mollusco che sì attacca ai corpi sommer: atto a fornire notevole quantità di bisso. I risultati finora ottenuti sembrano soddisfacenti; essi hanno dimostrato la possibilità di utilizzare più volte lo stesso animale privandelo ogni cinque o sei mesi del bisso ch'esso viene generando in questi intervalli di tempo. Il quantitativo di bisso che ogni pinna può dare in un nno si aggira intorno al grammo; nei molluschi più vecchi questo quantitativo può arrivare al triplo e la lunghezza dei filamenti ad oltre quindici centimetri. Di quanti pezzi si compone una macchina da scrivere. lulla di tassativo in proposito, variando, com'è naturale, il numero dei pezzi da un tipo di macchina all'altro. Tuttavia, prendendo come riferimento una delle più note msechine da scrivere di produzione nazionale, sipuò sitenere che entrino nella sua costruzione circa tremila pezzi ciascuno dei quali ha subito in media dodici lavorazioni diverse. Pesi gallo, pesì piuma ecc. Tali denominazioni vennero adottate nel 1882, quando ii pugilato entrò ufficialmente nella vita sportiva. Secondo il loro peso, i pugili vennero da allora divisi in otto categorie; e precisamente: pesi mosca fino a kg. 30.802; pesi gallo fino a kg. 53.524; pesi piuma fino a kg. 57.153; pesi leggeri fino a kg. 61.253: pesi medio-leggeri fino a kg. 66.678; pesi medi fino a kg. 72.574; pesi medio massimi fino a kg. 79.278; pesi massimi oltre quest'ultimo peso,
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fra ì signori C.DeGregoris (Bianco), A.Gentili (Nero).— 23:19-11.14; 2823-7.11; 2320-14. = 23; 20,16-12.15; -27.20-10.14; 32.28 5.10; 28.23-10.13; 22.18-13,22; 26. 12 a)-8.15;
21.18-14.21;
25.18-1.
3127-5.10; 27.22-10.14; 29.25-14. 21; 2518-6210; 23.19-4,8; 19.12-8. 15 (posizione del diagramma) 16,12 b)-10.14; 12.8-14.21; 8.4-21, 25; 22.18-15.19; 4.7-11.15; 20.11-
sul flutto ruggenti,
3,6; 18.14-7.11, Patta.
ma fermo hanno il battito de’ nembi a' furori ;
(a) 26.10-6.13; 31,27-
(16.12 è più debole) 15; 27.22-5.10
patta.
(6) 30.27-3.7;
Orlzzontali riviera lontana
x
5. Si pronunciò pel Signore. 8. Lo zio d'America.
9. Pallida rosa da l'età disfatta. 10. Uno studioso divino, 11. Letto a molle. 12. Falangi serrate.
IL CONTRARIO
Verticali
di poche nullità.
Garisendo
Anagramma
diviso
(8=2—2—4)
FACILISSIMO Garisendo, è facilissimo. * Non dovrai, quindi, affannarti, ché ti parlano di musica tanto il TUTTO che LE PARTI! 4
I) Bianco muove e vince in 4 mosse
5 mosse
(nona premio) N. 31 di Vittorio
Gentili
Muove
“e vince
N. 32 di Massimiliano Telò (Asola)
incontro,
12. Articolo femminile 13. Iscrizioni al Partito. p
Serenello
DECORATIVA
Foggia ha mutevole tutto il creato, donde ogni artistica forma d'ornato.
Ogni settimana sarà assegnato tra i solutori un premio di
3
L. 30 in libri, da scegliersi sul catalogo della Casa Garzanti. Le soluzioni devono Artifer
5.
1. Unione di partiti. 2, L'ultima carta. 3. La voce del dovere. 4: Dopo di noi. 5. Il barbogio. patriarca. 6. Il campione ammazzato. 7. Un sogno fantasioso. 8. Solitario, 9. Spiritoso cominci a far rumore? 10. Abbasso. 11. Sgradito
Nello
Sciarada “L'ARTE
©
N. 30 di O. Campatelli (S.. Gimignano)
Gallico
7. Dopo il bis.
Ei che si mostra ‘ardito oltre necessità, invece ha gran paura
3
di I. Alexander.
6. Comando di tappa.
Alceo
Sclarada a frase ‘TUTTO
patta
(a premio) N. 29 del Dr.-A. (Mantova)
4. Mi fa andare in bestia.
2
anche
PROBLEMI
1 Un posto in platea. 2. Partite a scacchi. 3. Attacchi frontali.
sfavilla a gli sguardi, e blanda gl'insoliti vi schiude sentieri di mille misteri.
18.13-10.17 ecc,
Crittografia mnemonica (frase: 3—4—3-9) EREDITÀ
Fioretto
ASTERISCHI * Si è tenuto a Viareggio, nei giorni 3 e 4 di febbraio, un convegno enimmistico, organizzato dal gruppo « Giowinezza », Numerosi gl'intervenuti da ogni parte d'Italia, molte le gare, ricco e svariato il programma della simpatica mamifestazione, la quale è stata caratterizzata appunto da una
> fresca e saha ondata dicameratesca giovinezza.
essere
inviate non
oltre gli otto giorni
Il Bianco
in 4 masse
dalla data di questo fascicolo,
CONCORSO PERMANENTE A PREMIO Per ogni cruciverba (schema inedito e non più di 13 quadretti per lato) occorrono due disegni: uno vuoto e l'altro pieno. A parte Je definizioni, in versi. Indicare nome, cognome. motto e indirizzo per l'eventuale conferimento del premio di L. 20. A parità di merito sarà preferito chi aggiungerà al cruciverba un gioco di tipo vario (casellario, anagrammi ad acrostico, ecc.) idoneo ialla pubblicazione. J lavori non prescelti non verranno restituiti.
SOLUZIONE
DEL
N. 5
muove
e vince:
fin 5 mosse
FINALE OCCORSO IN GIOCO ad Alfonso Taliani di Pontedera Nero, Dame: 10. 25; pedine 12. d: Bianco, Dame: dine 20. 21, Il Bianco muove e vince.
11, 31; pes
SOLUZIONE 31.28-25:18; 28.19-12.16; 11.14-18.11;
SOLUZIONI n
co
19.15-16.23;
DEI PROBLEMI
15.13 e vinces
DEL N. 5
N. 17 di O. Casini: 7.4; 23.5; 4.11. N. 18 di V, Gentili: 23.19,11.18; 27.22-4.11 a); 19.15-26.12; 16.21 e —
vince,
3
1 (SÒ
a) 18.27; 19.15-4.20; 16.21 e vince. " N. 19 di R. Botta: 20.24; 31.27; 29.15; 12.7; 24.22. N. 20 di P. Piasentini: 24.20; 19.15; 10.28; 16.14; 9.5; 14.23.
PREMIO DI COLLABORAZIONE n premio di collaborazione di L. 20 per il mese di febbraio è stato assegnato al M.* Aldo Fulizio (Alceo) di Ronchi dei
Legionari (Trieste).
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mensilmente un. premio di L. 30 in libri de scegliersi fra
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Le soluzioni devono pervenire alla rivista entro otto giorni dalla data dì questo fascicolo. Fra i solutori sarà assegnata
SOLUZIONI DEL N. 5 _ 1. Palatino, paladino, — 2. Di-letto. — 3, Convivenza, con-
M. Porrini
- Milano.
Nwo
| (Vedi
alla
pagina
seguente
ui
pre:
le rubriche
Scacchi
e Ponte)
Le solizioni di tuîti i giochi, accompagnate del relativo falloncino, devono essere inviate a L'Ilustrazione Italiana, Via Palermo 10, Milano, specificando sulla busta la rubrica a cui si riferiscono. ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Soluzioni Enimmi
N, 8
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Cruciverba N. 8
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Concorso
permanente
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Dama N. 8
ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Soluzionie Scacchi N. 8
Pr‘oblema N. 838
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parute ha avuto luogo in diverse cit
FRREE
tà dell'Olanda fra | due maestri ine
di . ternazionali Paul Keres (Estonia) I aspirante al titolo di campione del Sf mondo e Max Euwe (Olanda) ex Ad campione del mondo, a L'incontro svoltosi dal 24 dicemt3 bre 1939 al 14 gennaio 1940, è tei ‘46 minato con la vittoria di Keres ch (SÉ totalizzò punti 744 contro 61 (parona
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©CXLI. — IL CODICE DEL PONTE. - Intendo, in questo mumero di rubrica e nei successivi, dure rapguagli abbastanza diffubi circa il Codice del Ponte e le sue leggi come esse sono in vigore alta data corrente. Ciò per soddisfare richieste in proposito che da tempo mi pervengono dai miei lettori. Avrei voluto attendere la revisione ed aggiornamento di detto Codice che era stato preennunziato per l'anno 1940, ma dati gli @vvenimenti in corso, temo che-tale-révisione venga ritardata e ‘preferisco non ditazionare oltre. Premetto che già in Italia il Brunlalti, benemerito scrittore di cose di Ponte, nel suo volume espose fra l'altro il complesso dette lepgi, quali erano in vigore allora. Variazioni furono pol apportate, più che altro al punteggio e alle penalità del rifiuto (renonce). Nel 1992 fu promulgato il Codice Internazionale del Ponte, e furono i tre principali Enti allora in atto che ne curarono la materlale compilazione. 1 tre Enti furono il Portland Club di Londra, it Whist Club di
Nuova York e la Commissione Francese del Bridge di Parigi. Essi nominarono ciascuno un Comitato di teenici che procedettera alla stesura dell'attuale Codice del Ponte che andò in vigore mel marzo del 1935 e che lo è tuttora. È È interessante molto il capitolo di prefazione al Codice, in cut viene chiarito lo scopo di esso, pel carattere di signorilità a cui esso è improntato e che costituisce, per me, il più importante varticolo di tutto il Codice. In esso è detto che ll Codice si propone di definire la corretta pura nel gioco e di provvedere un adeguato rimedio in tutti 4 casi {n cui un glocatore, accidentalmente, o per negligenza, o ‘inavvertenza, disturhe il normale andamento del gioco o rag| Qiunge, pur senza intenzione, un vantaggio non spettantegli. E | dice poi in seguito: Il Codice non si propone di‘prevenire pratiche
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| bienti, prosatore atterito e vivo, chiaro e aderente alla sostanza dell’arte sua ».
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Soluzioni e Solutori del N. 3 Problema N. 818-1, Problema N. 819 - 1°Ce4-f6 Problema N. 820 - E. Codes. Problema N. 821 « 1. Rc8-c7. Redoelli A.: Milano - Dopolavoro Rurale Littorio, Molinella (Bologna) Farmacia Scappini, San Michele Ex. tra (Verona) - Piatesì A., Imola (Bologna) - Bianchi B., Verona - Plo-
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PONTE
ultimo ha contrato le sei cuori. Ovest ha aperto con l'Asso di picche, ha fatta la prima meno ed è tornato a picche. Sud ha tagliato col 2 di atti. Ecco lecarte di Sud e di Nord:
disonorevoli, né contiene penalità contro violazioni intenzionali delte leggi det Ponte o contro mancanze di contegno, Quando in €310 non è designata una penalità, l'obbligo morale di astensione 0 di relativa condanna deve intendersi rinforzato al massimo. E quando violazioni intenzionali sono ripetute, l'unico rimedio è l'ostraciimo @ quei giocatori. Le penalità sono contenute nei minimi termini con senso di giustizia, e quindi il giocatore che vi incorre, deve accetterle di buon grado. Il Codice, allo scopo di rendere facile e pronto il riscontro del vari casi che possano occorrere, raggruppa le leggi e le norme di contegno in cinque parti corrispondenti alte cinque fast 0 periodi con cui si svolge il gioco che sono i seguenti: 1° Perlodo: Funzioni preliminari della partita. 2 Periodo: Il mescolare le carte, tagliarle e. distribuirle. , 3° Periodo: La licitazione. 4* Periodo 5* Periodo In ciascun periodo precedono le leggi e le ri tive penalità in caso d'inosservanza di quelle; e seguono lenorm li contegno da osservarsi proprie a quella fase di gioco, Nel prossimo numero tratterò del suddetti perlodi e delle norme relative, Per finire un problema di condotta di gioco. Sud è giunto ad una dichiarazione finate di sei cuori, Degli evversarii solo Ovest ha dichiarato una volta a picchi
fd Q O de
= a-D-e3 d0-63 4-r-D-83
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Come deve giocare Sud, per avere le maggiori probabilità di fare le sei cuori? D'AGo
CRITICI
va prova della forza narrativa di questo scrittore »
(Il Popolo d’Italia)
Probloma N. 841
M. Czerniak
<6 | 22. DbI
cid5 | 24. CIS Cime | 25.
2
| «Èil genialissimo romanzo di B. Corra ed è una nuo(Il Corriere della Sera)
39.
7 Polti iaia cad Torneo di Buenos Aires, ottobre 1939
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(Germania)
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(Danimarca)
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XVIII: svoltosi presso li « Scacchi» stica Milanese + dal 16 gennaio al 3 febbraio 1940. Direttori del torneo:
A. Christensen
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cite | 19 de | 20. Ab7 | 21. DAR 86 | 23. ARI | 0-0 | 25. CAR
Campionati Soc'ali Milano, - Torneo di campionato
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Partita bird 10° Torneo delle Nazioni 7° Coppa Hamilton Russell
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tite vinte 6, patte 3, perse 5).
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Buenoi Aires. agosto-seltembre 1939
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Torneo di Hastings, 1939-40
ESE
«Il Corra possiede notevoli qualità di narratore e sa
ALTA SOCIETÀ ROMANZO —
Giuseppe VILLAROEL
BRUNO
treccio e con la descrizione
vivace dei personaggi, di
primo piano o di sfondo ».
(L’Italia)
DI
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guadagnarsi l'attenzione del lettore e tenerla avvinta al proprio racconto sino alla fine con l'agile gioco dell’in-
CORRA
Giuserpe MoLTENI
«Bruno Corra ha saputo. tener desta l'attenzione del lettore sino all'ultima riga con accorgimento e con un
«Saldo romanzo d'ambiente moderno che con sobrietà
f
e con un largo disegno di anime, rappresenta la vita di
soffio d'arte che non è da mettere in dubbio».
L. 12
(Roma della Domenica)
Acui:Le MaccHia
(È nobili, legati ancora ai pregiudizi del blasone e riLA,tratti con malinconia ed umorismo nelle loro ostentazioni È | aristocratiche e nelle loro viete pretese ». È (La Sera) Gustavo Ron. CerIELLO
IV_Edizione
che segnano inequivocabilmente un succes:o d'arte». (Corriere di Napoli) G.C.
GARZANTI « Leggere questo romanzo è cosa grata; e l'interesse ne HSE‘rimane avvinto, fino all'ultima pagina, sempre, senza soÈ luzione di continuità». (qa Gazzettino di Venezia)
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< È uno dei pochi libri della recente letteratura nostra,
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Inviando vaglia alla casa Editrice GARZANTI - MILANO, Via Palermo 10, riceverete il volume franco di porto. Agli Abbonati de L'Illustrazione Italiana si concede lo sconto del 10% sul prezzo di copertina, franco di porto.
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PER
SENTITO
DIRE
Il signor Chamberlain, in uno dei suoi ultimi discorsi, ha detto che questa guerra è destinata a cambiare il volto dell'Europa. Non occorreva molto acume per dir questo, né occorreva essere Primo Ministro d'Inghilterra. Ma quello che è detto, è detto. Dopo tutto, a parte i ragazzi delle scuole, che dovranno studiarsi da capo la geografia, non sappiamo quanti saranno a rimpiangere il vecchio volto dell'Europa, il quale — diciamolo francamente — era abbastanza brutto. A proposito di geografia, del resto, si sapeva benissimo che i libri di testo erano assolutamente provvisori e asserivano quasi sempre il falso. Ma non c'era niente da fare: agli scolari la geografia bisognava pure insegnarla, e si vide subito, fin dalla fine della guerra ‘mondiale, che non era una cosa semplice fissare in un libro scolastico la geografia politica dell'Europa, come questa era uscita dal Trattato di Versailles. 1 professori spiegavano la geografia alunni non senza un certo imbarazzo, sapendo di dire delle cose che non camminavano, perché erano delle bugie e, come tali, avevano le gambe corte. Dicevano, infatti, i professori: La Francia confina a nord con la Manica, a ovest con l'Oceano Allantico, a sud-ovest coi Pirenei ecc. Sciocchezze! La verità è un'altra: la Francia confina a nord con la Germania, a ovest con la Germania, a sud con la Germania, a est con la Germania. Perché la Francia non vede intorno a sé che la Germania. Altre nozioni sballatissime i professori erano costretti a scodellare, per esempio, a proposito dell'Inghilterra. L'Inghilterra — essi dicevano — è un'isola, cioè — aggiungevano — una terra circondata dal mare. Se fosse siata, invece, circondata di terra, non sarebbe stata un'isola, (Guardate alle volte da quali piccoli particolari può dipendere la storia di una nazione!). Sciocchezze anche queste. Oggi si sta facendo strada, infarti. l'idea che l'Inghilterra, pur circondata dal mare, non è un'isola. E il prof. Hitler si sforza giornalmente di dimostrarlo, come pure vuol dimostrare che è falso quello che asseriscono i testi inglesi, ossia che il ‘mondo si divide in due parti: l'Inghilterra e le colonie britanniche.
Dopo la presente guerra bisognerà rivedere completamente i concetti di geografia politica, basandosi sulla dolorosa esperienza del to. Già, non si capisce perché non sia stata presa in considerazione, alcuni anni addietro, l'idea ventilata autorevolmente da Alberto Simeoni di cambiare nome alla Germania. # Germania » — egli diceva — è un nome-troppo serio, che mette soggezione. Finché la Germania conserverà questo nome, non può sperare di riscuotere la fiducia di tutte quante le altre nazioni. E proponeva un nome qualsiasi, per esempio, quello di Vecchietta. Sarebbe stata tutta un’altra cosa. # La Germania esige l'annessione dell'Austria e del Corridoio » era una frase che realmente dava un tono troppo grave alla faccenda. Viceversa, « la Vecchietta vuole annettersi l'Austria e il Corridoio » avrebbe fatto ridere. «La Germania ha dichiarato guerra alla Francia »: è una frase che, per lo meno fino a sei mesi addietro, avrebbe fatto sudare freddo; «la Vecchietta sul piede di guerra», invece, avrebbe provocato il buon umore. E così via: «la Vecchietta esce dalla Società delle Nazioni », «la Vecchietta mobilita le sue truppe », «la Vecchietta non vuol cedere all’ultimatum franco-inglese »,Tutti avrebbero guardato con simpatia questa Vecchietta così affaccendata, e la situazione in Europa oggi sarebbe ben diversa. Invece, la proposta del Simeoni non fu accolta ed è scoppiata la guerra. No, assolutamente, i concetti di geografia politica vanno riveduti di sana pianta, e, dato che questa è una materia soggetta a così frequenti e radicali variazioni, bisognerà fissare sui libri di testo quelle che sono le caratteristiche immutabili dei varli Stati. Così si dirà, dei Paesi Bassi, che sono paesi i quali non sono cresciuti, per cui inutilmente l'Inghilterra cerca di volta in volta di farli entrare in guerra dato che non hanno l'altezza minima obbligatoria per andar soldati. È da notare, tuttavia, che durante la guerra tali paesi corrono parecchi rischi, perché, pieni di mulini a vento come sono, ogni don Chisciotte è tentato di andare a combatterli. ‘Riguardo alla Svezia, si dirà che, come ha ripetuto ultimamente il suo re, è un paese che smentisce in pieno la leggenda degli svedesi infiammabili: non si accendono mai neanche quando siano strofinati Qui Russi SÌ può anche aggiungere che è il paese di Greta Garbo e lei fiordi.
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Pompieri furbi. - Murphi si è fatto crescere Ja barba, così il comandante non lo manda più nell'interno delle case incendiate!
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della contenente olio, poi mettetevi le fette di pane a friggere,
Generali in gamba — Voi, Battifiacca, state fermo al vostro posto. £ già abbastanza faticoso attraversare un fiume su un ponte come questo perché io debba anche fare dei salti!
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netele sul fondo della zuppiera, cospargete di parmigiano grattugiato, e versatevi sopra il brodo bollente. La zuppa squisita è pronta. ORATA ALL'ITALIANA. - Anche questa ricetta è poco nota e venne creata dal padrone di una modesta trattoria (si mangia molto bene nelle trattorie modeste!) di un paesino, il quale vive tutto di pesca, sul Tirreno. La bella orata, ben pulita, sarà messa a sobbollire entro un tegame poco fondo, con un bel pezzo di burro, un bicchiere di vino bianco ed uno d'acqua. Salate, mettete un pizzico di pepe, e coprite il tegame, abbassando un poco il fuoco, in modo che abbia a cuocersi lentamente, come in umido. La cottura durerà dai 30 ai 50 minuti, secondo le dimensioni dell’orata. Nel medesimo tempo rosolate in un altro tegame, con poco olio e burro, un paio di cipolle tritate grossolanamente, ed una certa quantità di funghi (attenzione, se sono secchi bisogna metterli al macero almeno un paio d'ore prima di adoperarli, in acqua tiepida) anch'essi tritati grossi. Condite con sale, pepe, un pugno di prezzemolo tritato fine, ed un goccio di vino bianco. Questo trito, una volta cotto, dev'essere denso, i funghi e le cipolle dovranno assorbire tutto il sugo, o quasi. Un goccio di sugo di limone darà un «tocco finale » a questo capolavoro. Friggete in abbondante burro dei crostini di pane tagliati a forma di cuore, e fatene una corona all’orata quando l’avrete posata nel piatto di portata. Ricoprite tutta l’orata col trito saporitissimo, e servite caldo... e troverete l’orata così buona che vi verrà la voglia di mangiare pesce l'indomani... ed i giorni seguenti. ALBICOCCHE ALLA ROSSINI. - Gettate un 300 grammi di riso in un tegame pieno d'acqua leggermente salata e bollente. Lasciate dare un bollo solo, e poi subito sgrondate il riso e vimettete a cuocere in metà latte metà acqua. Abbassate il fuoco, date una lenta cottura, e quando il riso vi sembrerà cotto sgrondatelo nuovamente. Condite il riso... con un cucchiaino di miele, ed uno di panna dolce. Tenete il riso così preparato al caldo ma non sul fuoco. Aprite una scatola di albicocche sciroppate e mettete le mezze frutta in un tegame di pirofila contenente un pezzetto di burro. Riempite le albicoc= che con una cucchiaiata di riso messa nel centro, a piramide. Cospargete di amarettini tritati e mandorle tostate pure tritate, e decorate il piattino con fiorellini tagliati fuori da un candito. Mettete al forno per dieci minuti al massimo, e servite caldo con una salsiera piena di sciroppo d'albicocco profumato al Kirsh Bice Visconti
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tandole, in modo che siano ben dorate da ambo i lati. Ciò fatto, po-
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ZUPPA DI PANE ALL'UOVO. - Per questa zuppa occorre del buon brodo, il quale può essere però di legumi, o di carne, come si desidera. Se il brodo di legumi è fatto bene, cotto a lungo e lentamente, (un vero consumato, insomma) e poi condito con una punta di estratto di carne, non ha nulla da invidiare neppure al... brodo di pollo. Im un pane a cussetta tagliate dodici fette di pane (per sei per» sone) di almeno un centimetro di spessore. Mettete le fettine in un piatto fondo, a macerare per alcuni minuti nell'uovo sbattuto. Friggete intanto una cipolla tagliata molto finemente, in una pa-
Anche l'America ha molti fiordi: fior di quattrini... Ma arrivati a questo punto, data la solita mancanza di spazio (vitale), siamo costretti a rimandare questo importante argomento al prossimo numero.
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