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ALDO
GARZANTI
EDITORE MILANO - VIA PALERMO, 10 Direzione,
Redazione,
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zione e Pubblicità: Telefoni 17.754 17.755 - 16.851
SOMMARIO Dalla pagina 63 alla pagina 89
ROBERTO CANTALUPO: L'Islam entra in giuoco? - SPECTATOR: Londra e Bisanzio - AMEDEO TOSTI: Tempesta sulla Scandinavia - MARIO CORSI: La fucina della cinematografia italiana - VINCENZO COSTANTINI: L'arte nel nuovo Ospedale Maggiore di Milano - MARCO RAMPERTI: Osservatorio - CARLO GATTI: La «Fiamma » e la «Forza del destino » al Teatro della Scala - ADOLFO FRANCI: Uomini donne e fantasmi - LUCIO D'AMBRA: La Cavalcata delle Valchirie (romanzo) - GIOVANNA GULLI: Storia di un cane (novella) ANTONIO CANDIO: Una scommessa (novella) - ALBERTO CAVALIERE: Cronache per tutte le ruote. — Il Duce inaugura a Roma la nuova sede del Centro Sperimentale di Cinematografia Esperimenti sul suono - La pagina c nematografica - Sole e neve al Terminillo - Uomini cose e avvenimenti. Nelle
pagine
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(da I a XVI)
Diario della settimana - Notizie e indiscrezioni - La pagina dei giochi:
DIARIO DELLA SETTIMANA 10 Gennaro - Budapest. Il Conte Csaky di ritorno da Venezia conferisce col Capo del Governo e con il Reggente Horty sui colloqui avuti col ministro italiano degli Esteri, Conte Ciano. Roma. I risultati ufficiali delle opzioni in Alto Adige vengono comunicati al Duce e al Fihrer. Mosca. Un comunicato ufficiale annuncia la destituzione di Kaganovie da Commissario del Popolo per le industrie aeronautiche. 11 Genxaro - Parigi. Il bollettino di stamane delle Armate francesi reca: « Nulla da segnalare durante la notte. Durante la giornata abbiamo abbattuto nelle nostre linee due aerei nemici ».
Il bollettino serale dice: « Giornata contrassegnata da una accresciuta attività delle due artiglierie e da una abbastanza forte attività delle due aviazioni. Un apparecchio da ricognizione nemico è stato abbattuto entro le nostre linee ». Berlino, Il Gran Quartier Generale comunica: « Nella zona di frontiera al sud di Saarbrucken un nostro immediato contrattacco ha respinto un attacco nemico eseguito da una compagnia. Il nemico ha perduto morti e prigionieri. Sul fronte occidentale, nel corso di voli di ricognizione e sorveglianza, si sono avuti parecchi combattimenti aerei. Due apparecchi nemici sono stati abbattuti. Un apparecchio tedesco che eseguiva una ricognizione è rimasto distrutto mentre atterrava nel campo di Colmar. Nove apparecchi britannici del tipo « Bristol Blenhein » che tentavano di compiere un'incursione sugli aeroporti della costa tedesca, sono stati attaccati da quattro caccia germanici. Nel corso di questo combattimento contro una forza avversaria più che doppia, gli apparecchi tedeschi abbattevano tre degli inglesi, Un quarto apparecchio britannico ha riportato tali danni che molto probabilmente non avrà potuto raggiungere la sua base, Gli apparecchi tedeschi sono rientrati incolumi alla loro base». Roma. Il Duce ha ricevuto il professor Guido Manacorda che gli ha fatto omaggio del suo nuovo volume: « Il bolscevismo », edito dal Sansoni di Firenze. Il Duce ha ricevuto il Consigliere della Corte dei Conti Elia Rossi Passavanti, che gli ha fatto gradito omaggio del Suo volume « Storia di Terni dalle origini all'Impero FaScista n. 12 GenNato - Roma. Si comunica: Il Duce ha concesso la sua approvazione alla proposta della «Dante Alighieri » di organizzare ogni anno, in accordo con la Direzione Generale Italiani all'Estero e gli Istituti di cultura fascista, la Giornata degli italiani nel mondo al fine di approfondire in sempre più larghi strati della Nazione la coscienza e la conoscenza degli apporti della nostra cultura, del nostro lavoro e della nostra civiltà nel mondo, nonché del pensiero politico italiano presso i vari Stati. La Giornata degli italiani nel mondo, che si svolgerà l'ultima domenica di maggio, sarà la celebrazione dell’opera degli italiani all'Estero, manifestata nei vari campi della cultura e del lavoro, e verrà illustrata con conferenze, proiezioni e pubblicazioni. 13 Gevxaro - Berlino. Il Gran Quartier Generale anmuneia: «In occidente nessun avvenimento notevole. « L'aviazione ha continuato i suoi voli di esplorazione sulla Francia orientale e sul Mare del Nord, conseguendo importanti risultati. Tre nostri apparecchi isolati sono stati attaccati senza risultato da apparecchi da caccia avversari. L'aviazione nemica, violando ancora una volta la neutralità olandese, ha tentato nella notte del 12 gennaio di eseguire voli sulla Germania. Parigi. Il bollettino di stamane delle Armate, reca: « Niente di importante da segnalare ». Il bollettino serale dice: « Accresciuta attività dell'artiglieria su diversi punti del fronte fra la Blies e il Reno. Attività dell'aviazione da entrambe le parti ». 14 Gennaro - Mosca. L'Agenzia « Tass» informa di un passo sovietico a Stoccolma e a Oslo per richiamare l'attenzione della Svezia e della Norvegia sulla possibilità di «complicazioni indesiderabili » con l’U.R.S.S.
Zagabria. L'accordo serbo-croato viene consacrato dal
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15 Gennaro - Oslo. L'agenzia ufficiosa norvegese annuncia che trenta aeroplani sovietici hanno volato su territorio norvegese. Il Governo di Oslo ha presentato a Mosca una nota di energica protesta. Berna. Sì comunica: « Notizie da fonte britannica che tenderebbero a destare allarme in Svizzera in ‘quanto si riferiscono a forti concentramenti di truppe tedesche ai confini elvetici vengono dichiarate false in un comunicato ufficiale dello Stato Maggiore, che le dice destituite da qualsiasi fondamento. 16 Gennaro - Roma. Il Duce inaugura la nuova sede del Centro Sperimentale di Cinematografia. Londra. L'Ammiragliato annuncia: «I sottomarini Seehorshe, Undine e Starfish non sono rientrati alla loro base. Queste tre unità avevano il compito di svolgere una impresa particolarmente rischiosa e l’Ammiragliato teme che esse debbano essere considerate come perdute ». I sommergibili di cui l'Ammiragliato ha annunciato la perdita stazzavano 640 tonnellate ed avevano un equipaggio di 40 uomini. Il loro armamento era costituito da un cannone da 75 mm. e da 6 tubi lancia siluri. Entrambi erano stati costruiti nel 1933, ed erano costati 230.000 sterline. Il terzo sottomarino, Undine, egualmente perduto, stazzava 540 tonnellate e aveva 27 uomini di equipaggio. Il suo armamento era costituito da 6 tubi lancia siluri.
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1 programmi della settimana radiofonica italiana dal 21 al 27 gennaio comprendono le seguenti trasmissioni degne di partico» lare rilievo: ATTUALITA'
CRONACHE E CONVERSAZIONI Domenica 21 GeNNAIO, ore 8: Lezione di albanese. — Ore 10: Dal Teatro Argentina: Cronaca della premiazione dei vincitori del concorso nazionale della Battaglia del Grano. — Ore 14,15: Radio Igea. — Ore 22: I programma. Conversazione di Ss. E: Bertoni: Il maggior poeta romeno nel Cinquantenario della morte. Luwenì 22 Gennaro, ore 9,45: Radio Scol stica (Scuole medie). — Ore 12,20: Radio Sociale. — Ore 13,50: I programma meridiano. Conversazione di Giovanni Mosca.
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OPERE E MUSICHE TEATRALI Domexica 21 Gexxato, ore 15: IM pro gramma. Da) Teatro Giuseppe Verdi di Trieste: Le nozze di Figaro, opera in quattro atti di W. A. Mozart Interpreti principali: Pierisa Giri, Sara Scuderi, MaFiano Stabile, Giulio Tomel. Direttore con. certatore maestro Vittorio Gui. MarreDì 23 Gennaro, ore 20,45: I programma. Dal Reale dell'Opera di. Roma. La Bohème, opera in quattro atti di Giacomo Puccini. Interpreti principali: Au-
gusto Beuf, Giuseppe Lugo, Vasco Niccolai, Adriana Perris, Pia Tassinari. Concertatore e direttore d'orchestra: Maestro Oliviero De Fabritils. Mencorenì 24 Gexxato, ore 21: Il programma. Dal Teatro della Scala di Mil no: La rondine, opera in tre atti di Giacomo Puccini. Interpreti principali: Gino Del Signore, Liana Cortini, Mafalda Fa vero, Giovanni Malipiero, Leone Paci Concertatore e direttore maestro Gino Marinuzzi. Guovent 25 Gennaro, ore 21: INI programma. Dal Teatro La Fenice di Venezia. Rigoletto, opera in tre atti di Giuseppe Verdi. Interpreti principali: Gian Felice De Manuelli, Alessandro De Sved, Ferruccio Tagliavini, Pina Ulisse. Concertatore e direttore maestro Vittorio Gui.
INERENTI
Vexzapì 26 Gexxato, ore 20,30: III programma. Mefistofele, opera in quattro ai t di Arrigo Bolto. 'Concertatore e direttore Lorenzo Malagoli. Sanaro 27 Gexwaro, ore 21: III programma. Loreley, opera in tre atti di Alfredo atalani. Interpreti: Maria Fenula, Francesco Merli, Iva Pacetti, Carlo Tagliabue, Corrado Zambelli, Direttore G. Del Campo. CONCERTI SINFONICI E DA CAMERA
Domexica 21 Gexnam, ore 17: Il programma. Dall'Adriano di Roma: Concerto sinfonico dell'Orchestra Stabile della R. Accademia di Santa Cecilia, diretto dal maestro Filottete Oeconomides. — Ore 21: I e Il pro. gramma, Concerto di
l'Orchestra Ritmo Sinfonica Cora diretta dal maestro Semprini. — Ore 2210: I programma. Concerto del maestro |Michele Macloce. Ore 21,45: IM programma. Musiche per canto e pianoforte. Lune 22 Gewxaro, ore 21: Il programma. Concerio sinfonico di. retto dal maestro Armando La Rosa Parodi Ore 22: IM programma pianoforti rio Salerno.
— Ore 23,15 circa: 1 programma. Concerto del soprano Maria Teresa Pediconi. Manrenì 23 Gewwaro, ore 2240: Il programima, Concerto del violi nista Arrigo Serato e del pianista Renato Josi.
L'orologio ner la casa bella
Mencorenì 24 Grxwaro, ore 21: I programma. agione sinfonica dell'Elar: Concerto sinfonico diretto dal maestro Adriano Lualdi col concorso del violinista Franco Claudio Ferrari. Giovenì 25 Gexxato ore 17.15: Dal Pontificio Istituto di Musica acra. Concerto dell'or= anista Fernando Germandi. Vexenoì 26 Genxato. ore 17: Concerto del Quartetto Italiano col concorso del pianista Tito Aprea. — Ore 21: Il pro gramma. Stagione sinfonica dell’Elar: Concerto sinfonico, diretto dal maestro Roberto Caggiano, col concorso del violinista Vasa Prihoda. n — Ore 22: III programma. Musiche per violoncello e pianoforte, violoncellista: Giuseppe Selmi, pianista: Mario Salerno. Santo 27 Genmaro, or 21: I programma ragione sinfonica dellar: Concerto sinfonico, diretto dal maestro Giuseppe Mulé, col concorso della violinista Pina Carmirelli. TEATRO PROSA E POESIA
Domenica 21 GENNAIO, ore 22.10: II programma. L'altro amore, un atto di Carlo De Flaviis (Prima trasmissione).
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goziati di Rio de Janeiro fa bene sperare in un sostanziale incremento nei rap. porti commerciali fra l'Italia e il Brasile. Questa buona volontà è conforme, oltre che alla tradizionale amicizia fra i due Paesi, agli stessi interessi delle due economie, sotto tanti rispetti complementari. Se poi a tutto ciò si aggiunge che il Brasile conta una numerosa colonia italiana, si può arguire come le prospettive commerciali tra i due Paesi sono tali da consentire la massima fiducia e un fondato ottimismo. * Sì ha da Tokio che l'Ambasciatore d'Italia S. E. Auriti, alla vigilia delle dimissioni‘ del Gabinetto giapponese, ha avuto un lungo colloquio col Ministro degli Esteri ammiraglio Nomura per uno scambio di vedute sulla situazione europea. Secondo informazioni attendibili, nel corso del colloquio S. E. Nomura avrebbe comunicato all'Ambasciatore d’Italia che la conferenza per la delimitazione delle frontiere fra il Manciukuò e la Mongolia esterna ha ripreso i suoi lavori ad Harbin, mentre a Mosca hanno avuto inizio i negoziati per la conclusione dell'Accordo commerciale tra il Giappone e l'U.R.S.S. * S. E. l'Ambasciatore degli Stati Uniti presso il Quirinale Philips, si è recato a Napoli per l’arrivo in quel porto, da Genova, del Manhattan col quale Ja United States Line ha iniziato la linea regolare tra l'Europa e l'America. A bordo del grande piroscafo è stata tenuta una colazione, alla quale, oltre l'Ambasciatore, hanno partecipato il Console generale degli Stati Uniti a Napoli, i funzionari del Consolato, autorità cittadine e notabilità della colonia americana. Il convegno è stato improntato alla più viva cordialità e sono stati formulati i migliori auspici per l'incremento delle relazioni marittime e commerciali fra le due grandi Nazioni. * Si ha da Cairo che Re Faruk ha approvato la nomina di Mourad Sid Ahmed Pascià a Ministro d'Egitto presso il Quirinale, il cui arrivo a Roma è imminente. * L'Ambasciatore Giacomo Paolucci di Calboli Barone ha lasciato le cariche di Presidente dell'Istituto Luce e dell'Ente Nazionale Industrie Cinematografiche, chiamato a riprendere servizio nella carriera diplomatica. Egli sarà destinato a una importante sede estera. * Il colonnello di cavalleria André Balodimos è stato nominato Addetto militare, navale e dell'aria alla Legazione di Grecia a Roma, in sostituzione del colonnello Alessandro Assimacopoulos richiamato ad Atene.
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OPERETTE, RIVISTE, CORI, BANDE Domenica 21 Gennaro, ore 17: I programma. Varietà. —- Ore 21: IM programma. Ho trovato delle vecchie canzoni, rievocazione di Mario Ceirano. Lunzpì 22 Gennaro, ore 20,30: III programma. Musiche brillanti. — Ore 21.15: IMI programma. Varietà Ore 22: Il programma, Canzoni e ritmi. Marrepì 23 GenNaro, ore 20,30: III programma. Quattro chiacchiere con Fanfulla. sie, 970 2190: III programma. Musiche gaie. MencoLeDÌ 24 GenwaIO, ore 13,50: I programma meridiano. L'Ilusionista, scenetta di Rich. — Ore 22,20: I programma. Canzoni e ritmi. Giovzpì 25 GeNArO, ore 21: Il'programma. Canzoni e ritmi. — Ore 22: Il programma. Gruppo madrigalisti Ciità di Milano. VenERDÌ 26 GENNAIO, ore 20,45: IMI programma. Sangue viennese, operetta in tre atti di G. Strauss. — Ore 21: I programma. Rivistissima Cinzano. Sawaro 27 GenNaIO, ore 21: III programma. Varietà. — Ore 21,40: Parlami d’amore Vittorio, biografia non vera di De Sica, tracciata da Mario Ceirano,
NEL MONDO
DIPLOMATICO
* Sono state felicemente concluse le trattative commerciali tra l’Italia e il Brasile mediante uno scambio di note tra il nostro Ambasciatore a Rio de Janeiro S. E. Ugo Sola e il Ministro degli Esteri brasiliano. Con tale scambio di note sono stati confermati l'Accordo commerciale italo-brasiliano dell'agosto 1936 e l'Accordo dei pagamenti del settembre 1937 che regola il normale commercio tra i due Paesi. In seguito a tali Accordi l'Italia può mandare al Brasile i suoi manufatti, il Brasile, dal canto suo, può trovare nell'Italia un largo mercato per i propri prodotti fondamentali. Lo spirito amichevole che ha animato entrambe le Parti nei ne-
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Il maggiore di aeronautica Gavro Ckrivanic è stato nominato Addetto militare aggiunto alla Legazione di Jugoslavia a Roma. #* Nel corpo consolare: ha preso possesso del Consolato generale del Paraguay a Genova il dottor Alessandro Emesto Volpe, che fu deputato paraguayano dal 1931 al ’39. Fu pure assessore giuridico della Polizia di Asuncion e delegato civile di Paraguari. Il dottor Volpe succede al dottor Alfredo Perito, che per quindici anni ha retto 11 Consolato in Genova ‘e che è stato chiamato in patria, dove gli verrà affidato un importante incarico. Il marchese Alberto Visconti di San Vito, Console di Grecia a Milano, è stato promosso Console generale, Il comm, Romolo Verga è stato nominato Console onorario di Haiti a Milano. Un Consolato dell'Iran è stato istituito a Trieste: titolare dell'ufficio il signor Mahsène Medhat, Il signor J. H, Malling, Addetto alla Legazione di Svezia a Roma, è stato trasferito al Consolato di Chicago. “fi comm. Giuseppe Sanguinetti, Console generale, Consigliere commerciale presso l'Ambasciata di Francia a Roma, è stato nominato Commissario aggiunto per la Francia all'Esposizione Universale di Roma del 1942. NOTIZIARIO VATICANO * Un pregevole album di disegni attribuiti al Maratta è venuto ad arricchire in questi giorni Ja Bibliote= ca Vaticana. Si tratta di sette ritratti di componenti l'ambascieria inviata a Roma dal Re di Siam Phra Narai a Papa Innocenzo XI nel dicembre del 1688. Il primo è di un gesuita capo della Missione: Padre Tachar, gli altri sono quelli di tre catechisti e di tre mandarini, dignitari di Corte, gli Ambasciatori veri e propri, il cui nome sta seritto di mano dell'epoca, in cinese e in traslato sul margine dei ritratti stessi. Quest'ambascieria fu allora acc colta con grandi onori, e fu oggetto di grande ammirazione a Roma. Una pubblicazione del tempo racconta che il Papa inviò al Ministro «una immagine della Bea-
tissima Vergine col Bambino in bracelo, dipinta dal celebre pennello di Maratta e ornata con pietre preziose ». In tale occasione il Maratta dovette dipingere i ritratti dei componenti l'ambascieria. L'opera pregevole è stata donata al Pontefice dal conte Dreesmann di Amsterdam, Cameriere Segreto di Spada e Cappa. # I frequentatori non troppo recenti del Vaticano ricordano che una o due volte la settimana, da uno stanzone del Cortile del Sant'Uffizio usciva la mattina dirigendosi verso i Giardini, una modesta pompa per incendi munita di tubazioni. La tirava un vigile del fuoco ed un altro la spingeva. A due passi di distanza, un graduato. Si dava aria e moto allo strumento perché non irrugginisse e nello stesso tempo i pochi vigili — ormai ad detti esclusivamente all'ascensore ed al centralino telefonico — si tenessero in esercizio. È vero che ogni sera un vigile ed un gendarme percorrevano come fanno tuttora l'intero Palazzo Vaticano, per il lungo e per il largo, aprendo e chiudendo tutte le porte per rendersi conto di ogni locale e di ogni angolo, non si sa mai. Poi venne la Centrale telefonica automatica; gli asce
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sori divennero due, il numero del vigili disponibili, diminuì perché staccati ad altri servizi. E nessuno pensò più a mantenere il Corpo in efficienza. Tanto più che un nuovo moderno impianto contro gli incendi era stato fatto, senza risparmio di mezzi e di bocche d'acqua. Ora, dopo i sinistri della Cancelleria, si ritorna all'antico e sì ricostituisce un Corpo di Pompieri veri e propri, con quartiere per una permanente vigilanza. Per ora si sono costituite due squadre di dieci uomini l'una che si daranno il cambio ogni ventiquattro ore. Gli elementi sono stati scelti fra il personale più adatto che da inni ticano. lavora, con diverse mansioni, nella Città del Va* Si è tenuta alla presenza del Papa la Congregazione dei Riti per il voto sui miracoli presentati per la beatificazione della Ven. Gioacchina de Vedruna de Mas, vedova fondatrice dell'Istituto Carmelitano della Carità morta nel 1854. * Il Sostituto della Segreteria di Stato mons. Montini ha presentato al Papa la prima copia dell'Annuario Pontificio per l'Anno 1940 che si presenta in una magnifica edizione ulteriormente perfezionata ed ampliata da quella dello scorso anno che segnò già un eccezionale miglioramento sulle precedenti. Due novità esso rappresenta quest'anno: la prima che contiene elencate, oltre agli Ordini e Congregazioni maschili, anche tutte le famiglie religiose femminili che dipendono dall'Autorità della Santa Sede; la seconda che, perfezionando una iniziativa introdotta sotto Benedetto XV e poi abbandonata, il volume contiene delle note illustrative delle varie istituzioni e categorie di dignitari ecclesiastici. Così si ha una succosa e lucida nota sull'origine dei Cardinali e la storia del Sacro Collegio; su quella dei Patriarchi; sulle Congregazioni Romane — che attualmente sono undici — ecc. 1 volume contiene inoltre per la prima volta l'elenco alfabetico dei nomi latini degli Ordini, Congregazioni ed Istituti religiosi. Il lavoro per questa preziosa pubblicazione utile ormai a chiunque abbia motivo di rapporti con la Chiesa Cattolica, è stato notevole ed ha ri-
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# Gli «Acta Apostolicae Sedis » pubblicano le speciali facoltà concesse con Decreto della Congregazione Concistoriale ai sacerdoti di tutte le Nazioni în guerra, corollario questo della Esortazione Apostolica del ‘Papa dello scorso 8 dicembre. Tali facoltà sì riferiscono alla celebrazione della festa per la quale tutte le facilitazioni sono concesse quanto ai riti e alle modalità, di modo che i sacerdoti soldati abbiano la più larga possibilità di celebrare. Altre facoltà riguardano la conservazione del Santissimo Sacramento nelle Cappelle dei Militari o sulle navi. Importanti disposizioni sono quelle riguardanti îl Sacramento della penitenza per il quale sono accordate al sacerdote speciali facoltà. Tra queste quella di potere assolvere tutti i soldati prima della battaglia o durante il combattimento senza fare precedere tale assoluzione dalla confessione orale. ma dopo che i penitenti abbiano fatto atto di dolore. Î penitenti debbono tuttavia essere informati che l'assoluzione ricevuta in tale modo non sarà di alcuna utilità se non erano convenientemente disposti e che rimane loro l'obbligo di una confessione integra Il Decreto prevede le stesse facoltà ai sacerdoti di Città esposte a bombardamento nell'imminenza del pericolo affinché nessuno possa rimanere senza il conforto del Sacramenti. L'ultinia parte del Decreto si occupa dei prigionieri di guerra e per questi rinnova le disposizioni emanate nel 1915 da Benedetto XV. * Il Cardinale Segretario di Stato Maglione ha indirizzato a nome del Papa una lettera a mons. Anastasio Rossi Patriarca di Costantinopoli e Prelato di Pompei nella quale comunica Ja particolare gioia di Pio XII per l'annunciato Congresso Eucaristico Nazionale che si terrà a Pompei nel 1941 e cioè nel cinquantenario del primo Congresso Nazionale che fu tenuto a Napoli. Il Comitato permanente dei Congressi Fucaristici ha già iniziati i primi lavori di organizzazione e di propaganda. * Due nuovi Vicari apostolici apnartenenti all'Ordine dei Frati Minori di nazionalità italiana sono stati nominati in Cina. Uno è il Padre Domenico Capozzi nomi-
nato Vicario di Talyuansu nella Provincia di Sclansi dove si trova dal 1927. Egli è nato a Veroli e conta appena quaranta anni. L'altro è Padre Secondo Lacchio che è stato nominato Vicario del Ciang-scia nella pro. vincia dell'Honan. Egli è nato nel 1901 u Blella e si trova in Cina da parecchi anni. * L’Accademico di Francia Henry Bordeaux è stato ricevuto in privata udienza dal Papa.
LETTERATURA * Ricorre il 31 gennaio l'undecimo anniversario della morte di Marco Praga, Figlio di Emilio, che tra gli scapigliati è stato giudicato il poeta più ricco di vena spontanea e di temperamento lirico, il milanese Marco Praga appartiene a quel gruppo di drammaturghi che nella seconda metà del XIX secolo foggiarono il loro teatro nelle forme e nello stile del naturalismo francese
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(Gerolamo Rovetta. Camillo Antona Traversi, Giuseppe Giacosa e altri ancora) Nato nel 1862, a 27 anni diventò celebre con Le Vergini una delle commedie sue più felici e più rappresentate. L'anno successivo creò con La moglie ideale (portata trionfalmente dalla Duse in tutti 1 teatri d'Italia) Jl suo capolavoro, mostrgndo di possedere la pienezza delle qualità e dei mezzi espressivi. indispensabili. ad un autore drammatico: solida tecnica teatrale, giusta intuizione dei caratteri, chiara visione del motivo, varietà di ispirazione. Pessimista, amaro, misantropo per natura, egli si compiacque di portare sulla scena casi e vicende che rivelassero agli spettatori come l'uomo non sia altro che un povero animale addomesticato dalla paura, in continua impari lotta col suoi appetiti insaziabili e distruttori che gli tolgono ogni capacità di resistenza e di ribellione all'istinto: come la cosidetta morale di società altro non sia che una trama di prudenti finzioni che tengono avvinta l'umanità alla frode e alla menzogna: come sla quindi fallace la verità propugnata da coloro che pretendono di accendere nell'uomo un'anima, una spiritualità che lo sottragga al dominio del sensi. Da una così fredda rappresentazione del mali sociali e delle inutili resistenze che l'uomo vi oppone per eliminarli o almeno dissimularli, prende consistenza e valore la produzione teatrale del Praga che ha dato all’Italia autentici capolavori come Le Vergini, La moglie ideale, L'Erede, La crisi, La poria chiusa, drammi che ancor oggi conservano intatte la loro vitalità e la loro efficacia drammatica ed emotiva e si rappresentano con vivo successo, Scrisse anche novelle e romanzi (tra gli altri La biondina), mostrando di saper piegare felicemente il vivace ingegno a forme letterarie diverse. Le opere di Marco Praga sono tutte pubblicate da Garzanti. che è anche l'editore del volume di poesie del padre Emilio, poeta della Scapigliatura milanese (Tavolozza, Penombre, Fiabe e leggende, Trasparenze). * Nella Tormenta (Garzanti Editore) — il grande romanzo norvegese di Bucce Manrt — ha conquistato )l pubblico, Sta per esaurirsi la seconda edizione. * î imrrinente la pubblicazione del libro di Irato SutLio Entra la Corte! (Editori Associati). nel quale sono rivelati | retroscena di Versaglia e della Società delle Nazioni.
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CONTATTI (punte platinate) e BOBINA superpotente * Garzanti annuncia imminente la pub. blicazione di Nel Paese delle renne, di Nino Bùssoti, interessantissimo racconto della vita, del costumi, delle abitudini, delle caratteristiche del popolo lappone abitatore della Lapponia finlandese. Il Bùssoli già si era fatto corioscere e apbrezzare con un'altra pubblicazione (edita da Garzanti): Cacciatore di pellicce. BELLE ARTI *. Suscita vivo interesse, a Roma, la mostra collettiva nella Galleria di Roma, dove si vedono opere di un pittore: De Pisis; di un incisore: Bianchi-Barriviera; e di due scultori: Mirco e Martinez. Vivaci, frizzanti, effervescenti, al solito, le pitture di De Pisis, delle quali alcune assai recenti; più pacato, ma padrone del suo mestie. re e d'una sciolta facoltà di veduta, il Bianchi-Barriviera, che mostra una raccolta di disegni e acqueforti eseguite. durante un suo recente viaggio attraverso alcuni territori dell'Impero. Entrambi gli scultori son rappresentati da opere numerose, onde chiaramente appare il loro progressivo sviluppo. Gaetano Martine; partito da una maniera più pittorica, di accento, tra Gemito e Toma, delicatamente sentimentale, è giunto ad una plasticità più adusta e Severa come sì può meglio vedere nel Nudo Rià premiato alla Quadriennale; Mirco Basaldella, ancora alquanto incerto tra antichi e moderni, e ancoraché alquanto viziato d'arcaismo, dimostra pure qualità non comuni di fan= tasia ed una singolarissima sensibilità plastica, la quale appare oramai più decisa ed equilibra. ta nell'ultimo bronzo Giovane con serpente, ch'è d'una modellatura tutta energica, scorrevole ed espressiva. Con la sua maturità feconda, Raffaele De Grada apvare giunto oramai ad una compostezza ornata e ad una dignità di veduta singolari. La sua pittura nel clima lombardo, s'è come alleggerita e ri. schiarata, temperandosi in un'espressione di pacatezza |affettuosa ed umana. Una bella mostra di paesi suoi si vede a Milano, nella Galleria P. Grande. Negli ultimi suoi dipinti, in specie, Îl De Grada riesce ad esprimersi con una parsimonia di modi e una discrezione di effetti che possono dirsi cla sici. Ugualmente belli gli acquerelli, di mano sicura, d'effetto. compendioso, e vieni sempre d'una poesia delicata. * Di Francesco Chiappelli sono molto conoSciute ed apprezzate le virtù d'incisore e di disegnatore. In quella numerosa serie di acqueforti. da lui. intitolate le Sguerguenze e che oggi rivediamo _nella Galleria Gian Ferrari di Milano, avpare bene € intera, oltre che la singolare e ironeggiante fantasia dell'artista, la finezza del suo bulino, che sa modulare e ombreggiare, delineare con puri contorni e insieme cavare i più vigorosi ef-
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fetti, di chiaroscuro, sempre con grande pleghevolezza ed efficaci: Meno nota era la sua opera di pittore, la quale va parimente segnalata. Special: mente quando più si tiene alla sua capaità disegnativa, il Chiappelli dipinge con limpidezza serrata ed elegante. Si vedano particolarmente le figure femminili, e il ritratto rattere. d'uomo che è assai forte di ca-
Nessuno reca propriamente novità, ma tutti compariscono assai bene e nella loro espressione più recente. Segnaleremo, soprattutto, 1 paesi di Carrà, e tra essi due vedute di Venezia molto belle, la cui segreta poesia, tutta risultante dal colore, è pur ottenuta con sorprendente semplicità; © le suntuose nature morte di Tosi.
pur efficaci. Insieme con essi espone il giovane scultore Pettenello, il quale preSenta alcune teste di bimbi squisitamen te modellate.
* Una bella esposizione collettiva si vede ancora a Milano nella Galleria Barbaroux. Vi espongono, con cinque opere ognuno, i pittori Bernasconi, Carrà, De Chirico, De Pisis, Rosai, Sironi, Soffici e Tost.
* Espongono a Milano in « Casa d'arti-
* La stagione San Carlo Napoli avrà iniziodelil Teatro 27 gennaio con l'o-di
sti» due giovani pittori: Leo Masinelli, modenese, e Primo Potenza, veneziano. Hanno entrambi buone qualità: l'uno ‘compositore attento costruttivo, pacato, e tutto sobrio nell'espressione; l’altro più spi-
MUSICA
gliato e ardito, di modi’ rotti, leggieri è il Faust di Gounod. Resurrezione di Franco Alfano, l'Iris di Mascagni, Mattutino d'Assisi di Lorenzo Filiasi (nuo. vissima), Le preziose ridicole di Felice Lattuada (nuova per Napoli), Medusa di Bruno Barilli, (nuova per Napoli), e L'amore delle tre meiarancie di G. C. Sonzogno (nuova per Napoli), Sul podio sì alterneranno, oltre al maestro Del Campo, i maestri Antonio Guarnieri, Angelo Questa, Antonio Sabino e Vittorio Gui. * Fra le manifestazioni in calendario per il 1940 figurano in primo piano le celebrazioni baganiniane, poste sotto l'alto patroneto del Duce. Esse avranno carattere nazionale e si svolgeranno nella massima Darte a Genova, città natale di Niccolò Paganini. Esse comprenderanno concerti di musîca paganiniana, concorsi per violinisti, pubblicazione di monografie, e saranno affiancate da una Mostra di cimeli paganîniani, che verrà ordinata nel ridatto del Teatro Carlo Felice. La Mostra raccoglierà manoscritti inediti, ritratti, caricature. pubblicazioni dell'epoca, critiche, articoli, programmi: insomma tutio quanto avrà un riferimento diretto al grande virtuoso ed al grande musicista e ai suoi principali allievi. Il Comitato delle Manifestazioni Genovesi dell'Ente Provinciale del Turismo, che organizza la Mostra, fa appello a tutti coloro che sono in possesso di cimeli e documenti su Paganini di metterli a disposizione di detta Mostra. * La Regia Accade mia di Santa Cecilia, a Roma, ha riaperto îl termine per la présentazio= ne alla Commissione permanente di lettura di composizioni musicali di autori viventi mai eseguite e di cui si domanda l'esecuzione nei concerti sintonici dell'Accademia. Tale termine è portato al 31 marzo prossimo. Gli autorì i i no stabi richiedendole alla Segreteria dell’Accademia, in via Vittoria, 6, Roma * Sta per andare in scena al Nuovo Teatro di Lipsia l’ultima opera del maestro Franco Alfano Cirano di Bergerae. # Si è inaugurata, la scorsa settimana, al Tea_ tro Calderon di Madrid. una importante stagione lirica italiana. Durante la stagione, iniziatasi con
VIII
La Traviata di Verdi, interpretata da Mercedes Capsir, da Riccardo Stracciari e da Tomas Alcalde, si daranno opere di Verdi, Puccini e Mascagni. + AI Teatro Reale di Stoccolma ha avuto luogo la prima rappresentazione della nuova opera buffa Amelia al ballo del giovane maestro milanese Gian Carlo Menotti. L'opera, come sì ricorderà, ebbe il suo primo battesimo al Metropolitan di Nuova York e poi al Teatro del Casino Municipale di San Remo. A Stoccolma l'opera italiana ha riportato un vivo successo. * Come fu già annunciato în questa rubrica, è stato creato l'Istituto Italiano per la Storia della Musica, il quale ha per scopo l'incremento e coordinamento degli studi storici della musica. Per conseguire questi scopi, l'Istituto: a) promuove la ricerca di musiche italiane disverse o inedite e ne cura eventualmente la pubblicazione; b) cura altresì la pubblicazione di lavori storici; e) costituisce una biblioteca per mezzo di acquisti, scambi, doni; d) favorisce manifestazioni culturali che siano în armonia con i suoi scopi; e) conferisce premi di incoraggiamento ed eventualmente borse di studio. Il Comitato dell'Istituto ha deliberato di iniziare immediatamente la pubblicazione di tutta l'opera madrigalesca di Gesualdo da Venosa, Costanzo Festa e Pomponio Nenna. Contemporaneamente, una collana d'autori minori e d'interesse regionale avrà inizio con la pubblicazione di una antologia di villanelle di compositori pugliesi del cinquecento, edita da G. De Antiquis nel 1574. Tali edizioni, e quelle analoghe che seguiranno, —saranno messe in vendita a prezzi tali da assicurare la massima diffusione possibile. Inoltre l'Istituto per la Storia della Musica ha messo a concorso due premi biennali: il pri. mo per ricerche d’archivio ed il secondo per monografie di indole storico-critica. I lavori concernenti ri cerche d'archivio dovranno essere presentati non oltre il 30 novembre 1940-XIX e rispettivamente non oltre il 30 novembre 1942-XXI e così di seguito, di due anni in due anni. Sono ammessi anche i lavori a stampa, purché pubblicati da non oltre due anni, alla data fissata per la presenta zione. Le monografie storico-critiche doVranno essere presentate non oltre il 30 novembre 1941-XX ‘e rispettivamente non oltre il 30 novembre 1943-XXIl e così di seguito, di due anni in due ‘anni, AI vincitore del concorso per le ricerche d'archivio sarà assegnato un premio indivisibile di lire 2000, col beneficio della eventuale pubblicazione a spese o a cura dell'Istituto. Al vincitore del concorso per la monografia storico-critica sarà assegnato un premio indivisibile di lire 3000, col beneficio della pubblicazione. Sia le ricerche d'archivio come le monografie © tiche non dovranno guardare opere o au-
0 istituzioni che vadano oltre il diciottesimo secolo. A concorrere al consegulmento degli scopi dell'Istituto sono chiamati, tra l'altro, i soci dell'Istituto stesso. Sono soci fondatori coloro che abbiano elargito una somma non inferiore a L. 5000, soci perpetui coloro che abbiano elargito una somma non inferiore a lire mille, soci temporanei coloro che s'impegnano a versare L. 50 annue per un poriodo non inferiore a cinque anni. * Il maestro Primo Riccitelli sta musicando un Capitan Fracassa, su libretto di Giuseppe Maria Viti. *_Il Sindacato Nazionale Musicisti ha bandito la V Rassegna nazionale dei giovani concertisti, che si svolgerà in Napoli nella inaugurazione della I Mostra Triennale delle Terre Italiane d'Oltremare, du-
rante il mese di maggio 1940-XVIII, I Segretari dei dipendenti Sindacati Inierprovinciali indiranno quindi le proprie Rassegne in conformità del regolamento e del programma delle prove tenendo presente che la manifestazione è limitata alle seguenti sezioni: pianisti, violinisti, violoncellisti, cantanti e complessi di musica d'as sieme (trio, quartetto e quintetto). Le Rassegne interprovinciali dovranno essere espletate entro il 10 marzo 1%0-XVIII ed i verbali, con le note biografiche, | programmi e le fotografie dei vincitori designati alla Rassegna nazionale, dovranno essere spediti alla Segreteria Nazionale non oltre il 20 marzo detto. Il Sindacato ha istituito tre borse di studio di L. 10.000 ognuna per i concertisti di violino, violoncello e pianoforte, vincitori delle Rassegne nazionali, aggiudicate per la prima volta quest'anno, * Il maestro Enzo De Bellis sta lavo-
rando intorno ad un’opera in un atto dal titolo Suor Emanuela, su libretto di L. Trerotoli-Adami. TEATRO * Il premio « Giovinezza » di lire diecimila, istituito dalla Società Italiana Autori ed Editori, da conferirsi ogni biennio, verrà aggiudicato il 23 marzo 1941-XIX ai l’opera teatrale in prosa, inedita, che la Giuria riterrà più adatta ad un pubblico giovanile e la cui realizzazione sceni © radiofonica verrà proposta a quell'impresa teatrale che più risulterà idonea al carattere dell'opera stessa, o all'Ente Ita liano Audizioni Radiofoniche. I lavori concorrenti dovranno essere composti in tre atti, senza alcuna limitazione per la eventuale suddivisione in quadri, e potranno anche essere corredati di musica originale a commento o ad interpretazione di alcuni brani parti» È colari del testo. Pur riservando agli autori la più ampia libertà nella trattazione dell'argomento, verrà tuttavia prescelta, a pa rità di merito artisti: co, l'opera che più rì sultasse aderente allo spirito del nuovo tem. po. Gli artisti concorinno essere lacato preposto alla loro attività artistica e doranno inviare alla greteria del Premio, non oltre 1) 30 dicem. bre 1940-XIX, n 6 copie dattiloscritte dell'opera che intendono sottoporre all'esame della Giuria. Il premio è indivisibile La Segreteria del premio « Giovinezza »funziona_ presso la Sezione opere letterarie del la Società Italiana Autori ed Editori: Ro. ma, via Valadier, 37.
LORCOMZZO ONE DEL FRANCO DI RONO NELL'IMPERO <=
Sabato 13 genlo è andato in scena alTeatro Nazionale di Budapi dramma di chino Forzano C‘ con la regia del direttore del Teatro stesso Nemeth. Il dramma, sapientemente tradotto in lingua magiara, ha riportato un grande successo: 5 chiamate agli interpreti e all'autore al primo atto, 10 -d1 secondo, 12 al terzo, più innum revoli applausi a sc na aperta. Alla*rappresentazione hanno assistito il Reggente Horthy, il Ministro degli Esteri Conte Csa ky, il Ministro d'Ita lîa' Conte Vinci. * Al Teatro Aven da di Lisbona è stat recentemente rappresentata la commedia Fuochi d'artificio di Luigi Chiarelli col titolo O milionario vagabundo. Il lavoro, tradotto in portoghese da Carlos: Ferreira, ha ottenuto un vivo suecesso, * Una tante modifica è apportata al programmi del VI Maggio Musicale Fiorentino per quanto riguarda il grande spettacolo di prosa all'aperto. Invece dell'annunciata Tempesta di Shakespeare (rinviata. al Maggio del 1941) Renato Simoni metterà in scena l'Adelchi di Alessandro Manzoni con la Compagnia Ricci-Adani. (Continua a pag, XII) IX —
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L'ILLUSTRAZIONE Direttore ENRICO
CAVACCHIOLI
A
Anno
NAIO
LXVII
. N. 3
1940.
IlHalleDucevicinanze ha Inaugurato a Romaè completa la nuova &sedegrendioso del Centcompitaco di Cinecittà del.quadre nea, ha serve saggio da fervide acclamazioni il Capo è giunto alla nuova sede del Centro e viha piattane 1 Pos: parti tecnici e artistici. Poscia il Duce ha ascoltato la relazione fatta da S. E. Pavolini. minicico Udi Cultura Popolare, e ha consegnato i premi per i film italiani che furono presentati all'ultima’ Ucete di Venezia. - Qui: il Duce seguito dalle autorità al suo giungere al Centa "Testa
st PISRA M ENTRA IN GIUOCO? «ornati, le radiotrasmissioni, le militari, la propaganda fotografica I e i servizi di « diffusione di statipubblicazioni d'animo» delle Potenze occidentali, dopo un primo assaggio prudente e timido, eseguito tastare il terreno, da vari giorni lanciano — col meccanismo tecnico deiper «grandi colpi» — l'annunzio che deve turbare la tranquillità degli avversari: te si tenta di portare l'attenzione nemica su un fronte molto lontano improvvisamen europeo: nel vicino è medio Oriente! Come nel 1915, con la spedizione da deiquello Dardanelli... Allontanandosi dal Reno, solcato sulle due rive da trincee monumentali ed ermetiche, sì tenterebbe di creare ex-novo un grandioso teatro di guerra, avente per hinterland di rifornimenti e per serbatoio di uomini i territori tra il Canale di Suez e il Golfo di Alessandretta, il Bosforo e il Mar Nero, il Golfo Persico e i Monti Afgani. Le agenzie giornalistiche al servizio degli imperialisti democratici parlano addirittura di due milioni di armati, appartenenti a quasi tutte le razze orientali,. che, sotto il comando del settantaduenne e valoroso generale Weygand, dovrebbero di qui alla primavera muoversi, colossale e fantasmagorica armata asiatica, per prendere alle spalle il molle colosso comunista e recidergli i tendini dei polpacci. Come la caccia all'orso: una volta sorpresa la belva a tergo, con esperta di alta strategia manovrata, impiegando uno sforzo relativamente modestooperazione vista di un risultato indubbiamente grandioso, si riuscirebbe a prostrare l’anemicoin gigante. Naturalmente chi scrive questa nota, per quanto ab-
Ibn Saud, il Sovrano dell'Arabia che hula modernizzato il suo paese, ha creato un esercito ben equipaggiato e modernamente ad idestrato. Quest'esercito è oggetto di ammirazione per il popolo che in esso vede ui ‘n potente difensore della bandiera dell'Islam.
bia una anche recente conoscenza diretta del vicino e medio Oriente, non può essere in condizione di dire se il piano franco-inglese presenti alte o basse percentuali di probabilità di riuscita. La situazione attuale di quelle regioni è così strettamente controllata dalle due Potenze mandatarie o protettrici, che tutte le informazioni che arrivano a noi vanno sottoposte a largo benefizio d'inventario, Comunque anche il più diffidente spettatore degli avvenimenti internazionali deve ammettere che, a ri-
gore di logica, Inghilterra e Francia, se vogliono inferire un duro e anche decisivo colpo alla Russia — senza turbare troppo l’economia generale dei loro piani in Occidente, cioè senza preparare ad esempio una spedizione navale e terrestre attraverso i territori baltici e scandinavi — debbono necessariamente La Mecca è la città dell'Oriente che è modernizzata in questi ultimi anni. Il Governo saudiano na, coi m il concorso di iù imsi gruppo di banche egiziane, provveduto la Mecca di un acquedotto e dell’illuminazioni e elettrica, fotografia vediamo via della Mecca gremita di pellegrini. . - Sotto: unaIn questa veduta aerea di Aleppo. una
operare un cosiffatto tenta.
tivo per le strade dell'O. riente. Di esse i due Alleati non soltanto sono padroni quasi assoluti, ma possono Ibn nel Saud, il creatore della nuova Arabia, lo vediamo qui costume nazionale, mentre si trattiene nel suo gabinetto di lavoro nel Palazzo Reale di Taif, residenza estiva, al limite del deserto. Ibn Saud sta prendendo visione di un rapporto politico.
anche fare în modo di evitarvi certe difficoltà e complicazioni, che invece fiorirebbero all'infinito, tra i fiordi e le banchise, E gli Alleati non in cerca di difficoltà, ma di facilitazioni. Voglio vanno insomma dire che, malgrado
tutto,
la notizia
è per
lo meno attendibile. Troveranno gli Alleati, tra e Gerusalemme, Porto Said e Bagdad, Aden e Beyrut Kabul, Ja Mecca e Teheran, le possibilità ‘e le facilità che essi evident mente si aspettano?, Questo potranno solo gli avvenimenti; né intendo minimamente dirlo esaminare gli aspetti e i fattori militari del grandioso progetto: questo compito è egregiamente assolto da altro seri tore di questa Rivista. Ma gli anni nel vicino Oriente, e la qualche che ho trascorsi za che ho avuto nel corso delle mie missionidimestichez diplomatich delle mie funzioni di Governo con i problemi, e glie interessi, le passioni e le situazioni dei cristiani e dei.. laici d'Oriente, deimi musulmani, consentono di lumeggiare, in modo che mi lusingo: possa riuscir Preciso, il quadro politico e religioso nel quale Generale Weygand — assistito da ufficiali inglesi,il francesi, turchi, egiziani, persiani, afgani, palestinesi, siriani, hegiazziani e yemeniti — ‘starebbe collocando le sue pedine, delimitando i settori, distribuend o le forze e disegnando gli itinerari, lungo i quali dovrà essere sviluppato e alimentato l'eventuale attacco, Esso avrà per sfondo il più fantastico mondo che mente di pittore possa immaginare, e i più dolci e misteriosi paesaggi che viaggiatore in cerca di sen-
sazioni possa desiderare. Gli scenari delle vecchie favole orientali, le visioni create
dai miraggi, le masse umane eccitate dalla idea religiosa, la commistione, che già caratterizza tutto l'Oriente, di macchinismo tecnico e di sentimenti primitivi, forniranno gli elementi dell'eventuale guerra spettacolare, che potrà svolgersi con vi-
cende oggi imprevedibili. Il progetto, che sembra nuovo a chi è estraneo alla vita d'Oriente, ha invece oltre venti anni di platonica esistenza: al tempo delle furibonde litigate franco-inglesi per la spartizione del grasso bottino siro-palestinese, per la prima volta il Foreign Office pensò alla costituzione di un impero unico d'Arabia, formalmente autonomo, sostanzialmente asservito all'Inghilterra: quello stesso impero arabo che il fantomatico colonnello Lawrence — falso personaggio da Mille e una notte ed eccellente strumento dell'Intelligence Service — aveva concepito audacemente nei suoi mirabili sogni, e che si era spezzettato nelle sue delicate ed energiche mani di artista e di filosofo, quando i politicanti del laburismo parlamentare se n'erano impadroniti,
segretamente
animati
dalla volontà di dar vita soprattutto al sionismo. Da allora, l’idea britannica dell’impero arabo tra Aden, Golfo Persico, Giaffa, Damasco e Suez ha vissuto in stato letargico. si è finta magari morta, ma ha vissuto: essa è una di quelle idee madri dell'im-
perialismo economico inglese, alla quale i conservatori non possono rinunziare se non
a patto di abdicare e di rassomigliare ai laburisti. Se la Francia non fosse stata tanto indispensabile, come è, alla lotta antigermanica, condotta oramai a fondo dalla razza britannica, a quest'ora l'impero arabo di lawrenciana ispirazione sarebbe un fatto compiuto, Foreign e Colonial sarebbero pas-
sati sopra a qualunque velleità locale, al nazionalismo di qualsiasi paese o gruppo
etnico vivente tra il Mar Rosso e il Mediterraneo Orientale, avrebbero schincciato qualsiasi rivolta religiosa e beduina, avrebbero forse anche rinunziato all'immigrazione israelita in Palestina, avrebbero cancellato con la forza ogni traccia di enucleazione più o meno nazionale dei wahabiti e degli hascemiti e, a dispetto della Francia nemica naturale del concetto d’impero arabo, avrebbero unificato, artificialmente quanto si vuole, ma funzionalmente quanto loro bastava, le moltitudini fisse e nomadi della Penisola Arabica in un solo organismo elastico e disarticolato, al servizio della Corona d'Inghilterra. Ma questo progetto — la cui realizzazione costituirebbe un consolidamento considerevole dell’imperialismo britannico sulla via delle Indie — è stato sacrificato sinora sull’altare dell'alleanza democratica, La Francia non avrebbe mai potuto consentire agli Inglesi la costituzione di un tale organismo, anche se la Siria più o meno fran‘cesizzata ne fosse rimasta fuori, perché esso avrebbe rappresentato un blocco fatal-
mente e prima o poi antifrancese, sulle rive orientali del Mediterraneo, e sulle strade
lungo le quali ancora oggi
la cultura francese si pro-
paga, grazie agli stessi Arabi, fino alle porte dell'India.
Se
l'impero
arabo
fosse stato creato da Londra, poco a poco anche la Siria avrebbe potuto esser-
L'Irak è una contrada ricca di petrolio e poiché oggi il così detto «oro nero» è uno dei motivi di tanto contrasto tra i popoli, le mire di teluni Stati europei si sono accentrate su quella zona. La foto ci mostra alcuni pozzi di petrolio nel ‘bacino dell’Irak.
ne prima minacciata, e infine anche assorbita. Del
resto, anche se questo recondito sogno inglese viene ancora di tanto in tanto
denunziato da qualche scrittore più audace, allo stato dei fatti l'Inghilterra ha, dalla pace di Versaglia
ad oggi, sostituito al concetto originario e integrale
d’impero arabo quello federazione giuridica
di di
tutti gli staterelli arabi o
musulmani
sopra
nomina-
ti. Questo secondario progetto federativo è stato poi a poco a poco abbandonato
a sua volta, di fatto se non apertamente, sia perché non è stato possibile determinare un'atmosfera di
sincero accordo fra tutti i piccoli monarchi che avrebbero dovuto
federarsi sot-
to la protezione del Re di
Inghilterra, sia perché la diplomazia francese, attraverso la Siria, non ha mai mancato di sabotare segretamente ogni associazione
Il colonnello Lawrence che per primo concepì l'audace progetto di un Impero d'Arabia, formalmente autonomo, ma sostanzialmente asservito all'Inghilterra. Il colonnello Lawrence, come ben si ricorderà, fu uno dei più abili agenti dell’Intelligence Service
collettiva di forze arabe al servizio inglese, sia infine perché la incredibile e ostinata avventura sionista del Foreign Office ha messo contro gli Inglesi buona parte di quelle popolazioni islamiche, che, come era da prevedere, hanno apertamente e con vari movimenti solidarizzato con gli Arabi di Palestina sacrificati a Israele. Contrariamente a quanto tutti credono, proprio in Oriente non si possono fare due politiche... Questa era la situazione al principio dell'attuale conflitto europeo, Bisogna riconoscere che, in pochi mesi soltanto, l'influenza politica britannica sulle decisioni francesi, di fronte alla situazione orientale, ha fatto buona e lunga strada, se dal settembre al dicembre il Quai d'Orsay sì è )asciato persuadere e tanto trascinare, non dirò all'idea primitivamente a quella di osteggiata dell'impero arabo, ma certo più che sui un'alleanza militare panaraba, fondata, fra tutti gli Stati trattati, sulla fraternità di armi dell'Inghilterra, si arabi che, già per incitamento l'uno all’altro qualerano diplomaticamente avvicinati che anno fa, firmando il patto mutuamente difensivo di Saadbad. ; i due Stati Certo, l’organizzazio ne militare a cui do laggiù, non Maggiori occidentali stanno proceden è anzi Data difensiva:
essa
può essere definita nascere atteccanio offensiva, tanto che si appresta a dunque fare a!
dovuto la Russia, La Francia habritannic a,
in omaggio
al co-
ossequio alla volontà a araba: ma questo moi muni fini proposti all'armattransitor ie del nuovo Pai esclude che sotto le forme
Sopra: Città della Palestina. Una veduta di Giaffa dove sino all'inizio della guerra anglo-franco-germanica si svolsero cruenti conflitti tra arabi e ebrei. Dopo, e la spiegazione è facile per chi segua con attenzione gli avvenimenti internazionali, tutto è tornato tranquillo. - Sotto: aeroplani inglesi che seguono in volo il Canale di Suez. a t
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possa risorgere in definitiva la vecchia idea, Se per esempio tutti gli Stati arabi, che l'Inghilterra si prepara a condurre contro la Russia, dovessero veramente abbattere o contribuire ad abbattere il flaccido colosso moscovita, l'orgoglio della vittoria € l'interesse di sfruttarla sarebbero uguali in tutti gli eserciti arabi alleati, e potrebbero anche evolvere gradualmente, fino ad acquistare le forme e la sostanza dell'antica idea d'impero arabo, che del resto Lawrence morendo dichiarò di considerare solo sospesa. Sono ipotesi, ma tutto è fluido nel mondo orientale: ed è di continuative serie di elementi fluidi, che ivi si forma la semovente realtà. D'altra parte, l'Inghilterra specula astutamente sulla forza di coesione che potrebbe spingere i popoli arabi l'uno nelle braccia dell'altro, qualora si reali isse una loro partecipazione in grande stile, nel pieno senso militare della parola, alla lotta contro i nemici dei franco-inglesi: e questa forza associativa sarebbe indubbiamente ia reli one comune ad essi tutti: l'Islam. Questo non soltanto perché il musulmanesimo non è una religione astratta, ma una organizzazione pratica della vita, concepita alla maniera feudale, cioè negal tiva rispetto alla elevazione delle masse, all’eguaglianza delle classi, e alla soppressione della proprietà, e quindi per sua intima natura antibolscevica; ma anche perché, a prescindere da questa posizione spirituale dell'Islam, radicalmente ostile nei confronti del comunismo, sta di fatto che, come la storia dell'Oriente irrefutabilmente dimostra, tutte le volte che le popolazioni
islamiche, per qualsiasi ragione, , si armano e combattono in-
sieme contro un comune obbiettivo, Îl loro fanatismo religioso ne ritrae nuovo vigore nuove speranze e nuovo orgoglio. Il famoso «orgoglio musulmano» di melodica memoria esiste su] serio, e sebbene in parte abbia perduto il nerbo, attraverso l’occidentalizzazione di parte della gioventù dei paesi arabi, è tuttavia sempre ad un sufficiente livello è ad un alto potenziale, e può con grande facilità riprendere l'antica furia, se le circostanze soccorrono! L'Islam potrebbe
dunque ritornare quello che era, dopo un se-
(GS
vanti più fanatico, più pericoloso, più ribelle, più orgoglioso e più musulmano di prima, Già la Spagna nazionalista è stata costretta, durante due anni, a ricorrere all'aiuto dei musulmani del suo Marocco contro i rossi spagnoli: è stata una necessità ineluttabile, che
non
ha avuto
conseguenze
dannose
data
volta armati non accetterebbero più di essere
disarmati, e allora bisognerebbe spengere l’incendio volontariamente suscitato. Del resto, è noto che in queste considerazioni di ‘carattere
generale sono da ricercate i motivi della co-
stante opposizione francese al progetto: è vero che oggi la Turchia non è più musulmana e la Siria viene considerata paese cristiano... Ancora una volta, la politica musulmana del. l'Italia si rivela — in Albania, in Libia e nell'Impero — ‘armonizzata, così da soddisfare alle nostre esigenze di governo locale, senza incidere negativamente sulla nostra politica
estera. Le nostre popolazioni
musulmane
ROBERTO
CANTALUPO
quell'Islam
he
da sentirsi
para-
tanto era rimasto privo di rifraefficienti,
lizzato quando gli sì presentò, tra
il 1914 e il 1918, l'opportunità religiosa e politica di scatenare, specialmente nell'Africa del Nord, la
«guerra santa » contro gli Euro-
pei occupatori. Perduta quell’occasione, l'Islam cessò di ‘essere
soggetto e diventò oggetto, nella
storia moderna, Può dirsi che l'Islam
ora all'indietro, tra la ripercorre Mecca
e Bagdad, le vie che un giorno superò guerreggiando e predicando per conquistare a Maometto il mondo mediterraneo? Un immen. so movimento di spiriti, di armi, di odi e di fanatismi potrebbe es sere suscitato dai franco-inglesi,
mediante il nuovo patto panarabo
oggi annunziato, è vero: per lo meno non v'è nessuna ragione
per negarlo a priori. Ma è anche vero che, ogni qual volta gli Eu-
ropei armano l'Islam e lo fanno partecipe ‘dei nostri conflitti, dei nostri interessi, delle nostre neces-
sità e delle nostre passioni, rie-
scono ad impiegarlo ai propri fini durante un tempo determinato, per vederselo poi risorgere’ da-
non
partecipano al moto che scorta il conflitto europeo: esse sono semplicemente fedeli all'Italia,
Il maggiore G. B. Williams (a sinistra) uno dei più attivi agenti inglesi Oriente. - Sotto: il maggiore Glub, il sovrano senzain corona della Transgiordani Tn alto: una cartina delle zone dove si esercita a.l’in-= Nuenza degli agenti inglesi in Oriente.
zioni
la
nessuna consistenza politica delle tribù marocchine che hanno fornito i battaglioni d’assalto; ma ove le forze di tutti i piccoli monarchi arabi venissero impiegate dagli Inglesi e dai Francesi, una ripercussione a guerra finita potrebbe facilmente prevedersi: o l'Inghilterra arriverebbe a costituire il suo impero arabo, e la Francia avrebbe sopportate le spese della spedizione contro la Russia: o quei popoli una
Il generale francese che secondo informazioni di taluneWeugand agenzie prenderebbe leil comando di una colossale armata islamica.
L'OPERA OSPITE
IL SOTTOSEGRETARIO
REALE DI BUDAPEST DELLA SCALA
IL RICEVIMENTO A_PALAZZO MARINO OFFERTO DAL PODESTA' AGLI OSPITI GHERESI. PRESENTI IL CONTE DI TORINO E IL DUCA DI BERGAMO.
UN-
RETARIO DE FAY, ACCOMPAGNATO DAL DIRETTORE GENERALE TEATRO DE PIRRO, RENDE OMAGGIO AL SACRARIO DEI CADUTI
DEL
DE FAY IN PALCO ALLA SCALA, CON IL PODESTA'
RESPIGHI 'RESENTAZIONI, LE RA PREELL'AMICIZ
SOTTOZERO IN FINLANDIA
LA
CAVALCATA (NUOVE
Romanzo
MEMORIE
di
DEL
LUCIO
DELLE MARCHESE
D'AMBRA,
VALCHIRIE
ARMANDO
D'APRÈ)
Accademico
d'Italia
Costa Azz RIASSUNTO DELLE FUNTATE PRECEDENEI -Rolex I vedep £risi d l 'rponzon, dale Csa gesue; vi ea; amiene eLovett Lon Sen Balbakine col quale va al Casino di Baden e vince 900.000 franchi; conosce poi il visconte La Fayette rovinato per colpa di Kiki e
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. - Rolando II, re deposto e privato dell'appannaggio, dalla:
della quale è innamorato. e Loulette per ripicco si fa corteggiare da Fitiy Tote A ae O TIRONTIA ex regina di Piumaria. Rivedeladuchessa di Frondosa francese Germain che scriverà un romanzo « La Cavalcata delle Valchirie »promette il suo appoggio. Tutti poi si trasferi Ep, Pe de Mana AI AS Ziere sartoria ina per signora: qui Lalou conosce Maria-Coletta Morin di Cent-Eclairs, e la scrittura come indossatrice, Miliene SoloAlina culo dona perego della sartoria interviene il Ministro degli Esteri di Brentania che è a GIadOrA per: canada Vola Nove Valchivie del Walhalla di Lalou. All'inaugurazione conquista della Bilmania in Africa. Rolando parte per Lucerna per incontrarsi con Isabella duchessa di Frondosa; ha un incidente Life api nella conquista nella della Pimanotnfr oaletie dal Monte Bianco. Il suo cuore è diviso fra Eleonora e Isabella: per segregata conquistarein camera. quest'ultima,Ma Inver Dino eg liomea Lou argo rimanere di impone Alagna, di tempo per Hi Titono. a Lonlette, seduce dalla sua scappata con l'ex re a Ginevrain coniere Ma LoNistta voleudosi dat fetefono interrompe il colloquio-di Isabella e Rolando. La duchessa congeda Rolando e questi al ritorno ia albergo Tonia Eelaia e com Eleonora; quindi si reco del ministro Adam poché qa $ 1 Nè persenita una che denuna ner spionaggio Contro diint.La depunpo si sono Valchir e dinastia svela che Balbakine svela fuggite €eBalbakine fi ppr che le Valchirie sono mo fupgite Lalou Lalou altriolt nonèchech Rolondo Il di ‘Fantasia. Fantasia. Le Le Valchirie sono Lalou sientrà Gll'Eden, apprende Ferla Crescendogli l'impazienza,..il mio regale amico aveva così voluminosamente aumentato anche. il.tono delle tre sillabe che l'ul-
timo suo grido: — La bomba! — uscì dal magazzino e raggiunse, sul quai, i pacifici cittadini che-vi passavano. Sicché fu da ogni
mentre i più parte, tra alte grida di spavento, un nuovo fuggi-fuggi generale, arrampicavano agilmente vecchi s'infilavano nelle cantine e i più giovani si. fuori, si
sopra
gli alberi. E, vedendo fuggire all'impazzata
tutti quelli che erano
colonna dei dimostranti usciva all'aperto e ‘pareva decisa a marciare serrata rimettere la testa a posto nelle varie capitali e cancellerie d'Eurcpa e d'altrove ili margini del corteo episodii personali screziavano di ceffoni o di cazzotti. assestati
energicamente a quanti trovavano da ridire, quale trionfale marcia della verità per la quale
vina
le sue
bandiere,
Nazione
che
aveva.
per
redimere
una
terra
incivile
con
la sua
civiltà,
impegnato il suo esercito, sacrificato in gran numero j suoi uomini e portata avanti non
poteva
assurdamente
fermarsi
all'ultimo
momento
e
tornare
indietro proprio quando l'Imperatore nemico, vista la mala rata, sE che erano dentro l'«Eden diedero a fuga non meno precipitosa anche tutti quelli È maticva' Li pito pelle e monete. Ma'8o Mie (estoni SVEerI. Soi di apprendere dal Lalou», a cominciare da Rolando il quale, perduta ogni speranza stante l'asilo dato alla Società delle Nazioni, padroni in casa loro non solamente infilò. me, Loulette,- Eleoloquace Accademico dove mai fosse scoppiata: la bomba, delle suppellettili ma anche delle loro libere idee, si sbracciavano dai parapetti per volta a_sua che tassì dentro-un nora di Piumaria e la principessa di Cent-Eclairs gridare evviva sul passaggio del corteo, .il ministro Adam, informato di quanto aedella Società delle Nazioni ove giungemmo prendeva: il largo; e ci portò al Palazzo delle cadeva, fece avvertire subito la polizia cantonale che il popolo svizzero, ospitando grandi adunanze per sentire il ministro A tempo, anche se senza fiato, nell'aula in qualità d’albergatore internazionale tutte le Nazioni. non aveva ‘alcun diritto di Adam, con mesta voce, annunziare ai popoli: manifestare simpatia in favore di nessuna dî esse. « Nei giorni di festa — fu tuttavia resistenza del suo _ Imperatore di Bilmania, -credendo impossibile.il un'ulteriore risposto dai funzionarii elvetici al dispotico Ministro di Brentania. — questa nostra territorio con numerose casse forte esercito, ha stimato opportuno abbandonare insistere nell'avanzata delle sue nobile città. ché voi chiamate albergo internazionale della politica del mondo, è tut piene d’oro. Naturalmente l’Isoria. crede opportuno Natavia autorizzata a mettere alla finestra le bandiere di tutti i popoli». Narrarono delle Società la circostanze queste In bilmanica, il dì seguente i giornali che il ministro Adam avesse prontamente risposto: «Le truppe e annettersi la capitale proclamata l'annessione deplora fuggiasco, sì, perché sono tutte e in un festoso carnevale di. colori. tutti sono. allegri zioni saluta l'Imperatore così. nobilmente Isoria e, più che mai arbitra- bandiere e non prevale nessuno. Ma non si possono metter. fuori. come le. bandiere, le ‘idee senza un nostro impossibile consenso dalla vittoriosa È sanzioni. po- di tutti contemporaneamente. In tal caso a Ginevra non sarebbe più carnevale, riamente, insiste, nelle. convenute Je. mani, Ma al consenso dei delegati dei Questa pacifica cittadina diventerebbe Babele. E.la. Brentania, che io ho l’onore di irriL'Assemblea. batté. disciplinatamente e insistente — un solo fischio; quello e rappresentare, non vuole confusione di lingue. La mia nazione, che.ha la lingua poli sì oppose — libera voce deiFu popoli, involontario della mischia. L'opinion più breve del. mondo. vuole a, Ginevra averla lunghissima. Un nostro..grande poeta Pertnite del floisoriano Lalou, suscitò.il segnale una formi li, delle idee generain l'incendio secondo tragico metteva nelle sue illustri tragedie meravigliosi monologhi .che son pic Rolando di alla personale quale; accorrendo dai posti riservati dabile manifestazione collettiva per lafiloisoriani attorno a quel sibilo masti. memorabili.. Per. tradizione. letteraria. noi siamo: dunque legati aj ‘discorso raccolsero si , stati di o d'uno .solo, Monosillabi anche nel linguaggio, vogliamo che la Conferenza per la a un unico stampa, giornalisti isoriani a quattro quinti di morìdoe ubbidienti pace a Ginevra non sia una. commedia con più di cinquanta interlocutori, Noi. verivendì è cominciarono a gridare in faccia libertà di pensiero di coscerze. gliamo il monologo: parlo io; gli altri ascoltano. e tutti battono le mani. Mono è IdentiE, ifistro che l'ultimo quinto, in assoluta S il diritto di'pensare con la testa tema d'un verbo greco che entra, come prima parte, in molte voci composite, Noi (ez e cava ai popoli aggiogati a Ginevra giovani sopra sollevato questi fu siamo, infatti, in Brentania, monòfagi, monògami, mondpolistici, monòmani. e soficato nel fischiatore il signor Lalou, della Società delle Nazioni, Mentre la grossa portato in trionfo per sale e corridoi
nascosto. chi sa mai dove nelle
file. che prendevano în giro — come se ce ne fosse finora bisogno, — l'Imperatore fuggiasco del quale intanto. con grossi titoli, i gior. nali
che ‘uscivano dalle stamperie proprio a quell'ora annunziavano, per la serata, l'arrivo a*Ginevra. 3 == Non deve, non deve quest'uomo centrare, — gridò Rolando dall'alto, — nella Sacra
città” di Calvino! Maometto non verrà da Calvino, Ognuno stia a casa sua.
Morte .a Maometto!‘ Viva Calvino!
(Nel sentîr-dire che. Maometto veniva a solito nella loro pacifica e disan
notizie all'Immortale,
Paolo
Ger
ediatamente, per omaggio all’Accademico francese,
ci diede sùbitola prova che un romanziere
storico può anche saper fispondere a una
la
fancarsi .mai di guida
lonna umafa zava
domanda a bruciapelo senza consultare dizionari: i x F — Io conosco storicamente. Zorobabel, personaggio per il quale dubito che possa tuttora essere in vita, Nato infatti nel sesto secolo avanti Cristo, Zorobabel era principe della casa regnante di David e, dopo l'editto di Ciro, ricondusse in Palestina la prima colonia giudea.
che: gridava di vi
nessimo, i che quelli
renza si credono
tra î popoli
guerrieri
Vive qui Zorobabel, assai dispendi democratiche d'Europa maggiori banche israelitiche le quali d'oro in cui anche molti cattolici, debi La Fayette, dire di più: ché se l'avo era uomo da lunghissime guerre! appariva oratore
da sviluppati
Ma conoscevo io, di fama, Zo. robabel e protetti quindi, da quei primi segnidiscorsi. fisionomici, completare alla meglio jl
ritratto.
n avviato, conardò: {* ufitro
i og, serei aggiungere, una specie di petizione di principio, avanzando Zorebibei i Î
per varie ore portato. in Mano stesa, Rolando la strinse aivevano tutti con effusione esclamando:trionfo, avevano la calolo VI Finerazio tutti, amici miei, anche per i vostri compagni. Voi siete tutti Walorosi campioni della. gioventù svizzera.
— Non siamo svizzeri nessuno dei quattro, — Uno è belga, l’altro polacco, il terzo è turco— e spiegò per tutti uno dei portatori. fo sono australiano, giEvviva. allora, il libero
mondo! — gridò -Rolando. sempre. disposto a rimediare.
Ma quei quattro, non contenti d'una stretta di mano più calorosa della prima, stavano sempre con le mani tese. seconda Sicrhé Rolando domandà se volessero, esSendo avvena
mezzanotte,
continuare
all'alba a scuotere le destre in maifestazione di viva ma non eterna, sino cordialità. Fu a questo punto che una uno dei
no da un momento all’altro rimessi sul trono, Zorobabel è
sentare i monarchi richiamati in rappresentanza giuridica e politica
per la Sinagoga che è lì a due passi, coi quali, la mattina seguente,
nazione. si presenta, con le credeZi al Presidente dell’onorata Socie!
zione monarchica che sostituisce, sino a nuov'ordine, getta nel cestino i biglietti da visita
dove un assegno, di solito non inferiore che non
ha ancora ad
zeri. ricompensa le sue brevi. fatiche e — Non c'importa niente affatto, caro signore, le diplomatiche prestazioni. $ quindi facile di stringervi la mano. Noi aspet- |arguire che, Hamo solamente, con la mano se l'ex-regina Eleonora fa d'essere pagati. Ognuno che voglia essere, Ginevra. portato in-trionfo per Stesa. a . agita, in questo momento, nella Repubblicacolazion ragioni politiche è sempre sicure, di trovare noi, portatori ‘autorizzati, pronti ad issarlo sopra il Il mio regale amico e gli altri non tarda di Piumaria, corteo, Ma c'è una tariffa: ognuno allorquando, die ore Più tardi, finita la cola: cinque franchi all'ora e noi vi abbiamo portato in giro, tra le due per (cinque ore. Il conto è presto fatto: fu di nuovo all'eEden Lalou» che aveva venticinque franchi per uno, E cistazioni. sarebbe il di vedere
immediatamente Rolando secondo. Ti
SSA (el RICORDI DI TEMPI L LONTANI
In un famoso poema ritmico in versi leonini pernetrato nell'undicesimo secolo dai
maggiori regole d’igiene note in quei remoti tempi, due versi avvertivano: e Non ArQue, largus. non Matusalem, Madalena. non Petrus,
Lazarus, caseue ist bonus ». Deci-
variopinte e movimentate avventure e
— Maestà... Non più Maestà. — dichiarò sùbito Eleonora sedendosi. — Da oggi bisogna dirmi: « Signora Presidentes sa... »,
Di colpo Rolando capì senza, che Eleonora dovesse dare spiegazioni — Ho capito. I
i
i
:
regime repubblicano, ma, per salvar capra e cavolo, a far da Presidente della Repubblica chiamano il Re
Con versi detti bene e al momento posso dirvelo, — pochi definitivamente conquista ta, L'adora, itarii rifugi, ci offriva omi giorno indimentilando caro, lasciato mai più, ;
J |, voivene andate, — rilevò conaria mesta Rolando che se ne infischiava. Tutta opera — spiegò Eleonora, — di
bisogno d'un paio di milioni,
(Continua)
E mio mariti
Pea LE di
vr VEDUTA BERO PASS: PEUNA ‘VENTI SOTTO ZERO:
METRO SEGNA ‘A NOI. DICIAMOLO FRANCAM!
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iosa ) IO MANTENGONO APERTO FI RA I GHIACCI UN C; ‘ANx INVERNALE. 3 I ROMPIGHIACCI DURANTE LA STAGIONE - SOPRA: o ASPETTI UN TRAFFICO REGOLARE.
TERM MA UANDO E ASSICURA CaRNS CHE(Foto ALISSIMA ti IL PO: NATURACQUA Basset GELIDA O_ IPANNI, IN QUELL' MANI COSA A,LAVARE E LE UNA CINGON TUFFARLORO NO DI PESO Jassetti).
NAVI
v SERA
E la Norvegia?...
Se non
altro,
per
la popolazione
assai inferiore
a quella
della
Svezia (3 milioni circa contro sette), alquanto meno numerose delle forze armate svedesi sono quelle norvegesi.
TEMPESTA SULLA SCANDINAVIA
Eguale il sistema di reclutamento, ma ancora più breve il periodo di permanenza alle armi: un massimo di 84 giorni. Ciò, s'intende, non può non riflettersi sul grado di preparazione dell'esercito, non ostante l’intrinseea bontà dei quadri degli ufficiali e dei sottufficiali. L'orgiinamento di pace comprende 6 divisioni con 16 reggimenti di fanteria, 3 di cavalleria, 3 reggimenti di artiglieria da campagna, 3 da montagna ed «uno contro-
aerei, Inoltre, un reggimento del Genio, un battaglione di aviazione ed un Corpo di commissariato, L'aviazione può disporre di un centinaio circa di apparecchi. La Marina da guerra raggiunge, all'incirca, 30.000 tonnellate, comprendendo (alla
data del 1938) 4 piccole corazzate costiere, 5 destroyers, 24 torpediniere,
'avvennenzo della settimana è l'invio di una dell'U.R.S.S, ai L Governi della Svezia e della Norvegia. In dettanotanotaminacciosa il Governo sovietico richiama l’attenzione delle autorità svedesi e norvegesi su taluni atti che, a ‘3, Biudizio del Kremlino, sarebbero in contraddizione con la politica di neutralità dichiarata dai due Stati scandinavi e potrebbero condurre a complicazioni indesiderabili, turbando le reciproche relazioni, Semplice ammonimento, oppure preludio ad atti veri e propri di ostilità?.. È quello che ci diranno i prossimi giorni. La Svezia e la Norvegia, intanto, si sono affrettate a dare gli schiarimenti del caso, mostrando come, salvo la partenza di qualche esiguo scaglione di volontari per la fronte finnica ed il transito per il proprio territorio di qualche convoglio di merci destinate Finlandia, di nulla le si possa incolpare che sia in contrasto con la dichiarata alla neutralità; ma, ricevute appena le due note di risposta, un comunicato ufficioso dell'Agenzia Tass le ha dichiarate insoddisfacenti. È logico, quindi, attendersi che i due Paesi scandinavi comincino a pensare seriamente alla propria difesa, Pu troppo, l'apparato bellico delle due Nazioni scandinave è ben lungi, oggi, dall'essere adeguato all'importanza di esse ed alle loro grandi tradizioni. Chi ad esempio, nel volto della Svezia di oggi, tranquilla, operosa e semi-inerme, potrebbe riconoscere il paese che fu a capo di una civiltà nordica? con i Vichinghi si spinse, attraverso la Russia sconfinata, fino a Bisanzio, che Che visse le epopee di Gustavo Adolfo, di Carlo X, di Carlo XI1? Svezia, Norvegia e Danimarca furono ì primi — ed anzi, si può dire, i soli — paesi in Europa che cedettero alle ideologie pacifiste; convinte o illuse che la loro posizione geugralica, il sistema economico e gii ordinamenti politici potessero valere a tenerle lontane da ogni pericolo ai conilitto, esse procedettero ad un quasi completo disarmo; l’esser musciti, poi, a mantenere la propria neutralità durante l’ul-
ed 11 navi posamine.
9 sottomarini
Gli obblighi militari durano fino al 55° anno; ma... ma con quali e quante restrizioni! Il Codice penale militare, ad esempio, ammette che i giovani tenuti al ser-
vizio militare possano anche sottrarsi ad esso, per serie obbiezioni di coscienza, e senza esser passibili di sanzioni, purché si dichiarino disposti a compiere, invece del servizio
militare, uno civile, di egual durata!
Un ottimo contributo alla difesa nazionale, per contro, si pensa che possa esser
dato dalle numerose società volontarie di tiro, che contano parecchie decine di migliaia di soci e che addestrano al tiro tutti i giovani, dai quindici anni fino all’età in cui son tenuti a prestar servizio militare (vent'anni). Ed in genere, quando la Patria fosse attaccata, molto assegnamento si può fare sulla gioventù scandinava, ch'è di salda tempra, rudemente allenata a tutti gli esercizi fisici ed animata da un forte, tradizionale attaccamento al suolo natale. Come la gioventù finlandese è insorta, come un sol uomo, contro l’invasore, facendoci
assistere ai miracoli di Petsamo, di Suomussalmi,
di Raate, così è da attendersi che,
quando il grido di guerra tornasse a levarsi sui fiordi e sulle brughiere scandinave, la gioventù svedese e norvegese, saprebbe emulare le gesta delle «lotta sviird» e dei cacciatori finnici. Al dramma della nazione finlandese, Svezia e Norvegia non potevano rimanere del tutto indifferenti, per un complesso di ragioni etniche, politiche, sentimentali; ma se Ja partecipazione generosa di pochi volontari alla difesa della Finlandia dovesse costare ai due paesi la guerra e l'invasione, è certo che contro il nemico si leverebbero, insieme, gli uomini e la terra, ‘con le sue rocce, i suoi boschi, le sue acque. Così, come nelle antiche saghe nordiche,
AMEDEO
TOSTI
tima grande guerra, mentre questa ardeva con tutte le sue fiam-
me tuu intorno alle loro coste, nel Baltico e nel mare del No.d, scandinavi più che mai propensi ad accogliere le illusioni ginevrine, Fu così cne, nel 1925, l'esercito svedese ricevette un altro duro rese i Governi
colpo: le seì divisioni allora esistenti furono ridotte a quattro e
due brigate; 1 reggimenti di cavalleria alla metà; i quadri degli Utticiali diminuiti
ai un
terzo.
1 sistemi di reclutamento e gli ordinamenti furono sempre, in
Svezia,
più
vicini
a quelli
deile
milizie
che
non
a quelli
de-
gli eserciti permanent. Gli uomini obbligati al servizio mulitare, intatti, non compiono che un periodo molto breve di istruzione: 150 giorni in fanteria, 170 nelle truppe montane e tecncne, 210 nell'aviazione, 24 giorni per i corsi allievi ufficiali. Gli ob-
blgh: militari durano dai 20 ai 42 anni, ma solo fino ai 35 sì fa
parte delle truppe di linea,
In tempo di pace, quindi, gli effettivi variano dai 15 ai 50.000 uomini, a seconda dei vari periodi dell'anno; essi sono ripartiti in 21 reggimenti di fanteria, 4 di cavaileria, 2 regg.menti ui artiglieria pesante, 4 di aruglieria leggera, 2 battagiioni di carri,
truppe q aviazione, del genio, dei servizi. Gli effettivi di guerra è previsto che possono raggiungere i 400.000 uomini, Un esercito, comunque, tuitaitro che disprezza-
bile, come numero, se non esistessero delle incognute circa l'uddestramento di esso e l'inquadramento; ottmo, invece, e moderno è il materiale — specialmente quello dell'artiglieria e dell'aviazione — in buona parte di fabbricazione naziunale.
L'aviazione può mettere in linea, secondo le notizie che si hanno, 250 aeroplani circa e 90 apparecchi per istruzione; fino ad
un anno fa, esistevano 2 squagriglie da bombardamento legge-
re e 2 medie, di 36 apparecchi ciascuna; una squadriglia da cac-
cia, su 45 apparecchi, una su 56 apparecchi, da ricognizione, e 32'idrovolanti. Ma si sa bene che, in fatto diaviazione, nun è agevole indicare cifre precise, specialmente in periodi, come questo, di volontarie o involontarie vigilie belliche. La Marina da guerra svedese dispone di circa 100.000 tonnellate di naviglio, ma in massima parte di costruzione non recente:
10 navi corazzate costiere (di cui 3 moderne); 2 incrociatori (uno dei quali, il Gotland, molto moderno); 2 navi porta-aerei, 13 piccoli destroyers e 16 sottomarini, tutti recenti. Esistono, poi, alcune decine di navi leggere armate (una cinquantina circa), ed alcune altre in cosiruziune, Una Marina, dunque, non poderosa né tutta moderna, ma che potrebbe dare, tutiavia, un sussidio tutt'altro che di poco conto alla difesa delle coste svedesi, cui hanno già provveduto sia la natura che gli uomini. Alla sua di-
cure fesa dalla parte del mare la Svezia ha dovuto dedicare
una molto attente ed assidue, poiché essa può considerarsi come a vera isola, quando siano tagliate le sue comunicazioni essenziali, le imcon la Finlandia; quasi tutte le materie prime del vie le per passano principali, portazioni come le esportazioni Svezia abbia dovuto protmare, È spiegabile, quindi, come la fortificazioni, serviti da di vedere a costruire buoni sistemi nd rovie strategiche lungo i 2500 suoî chilometri di coste. del. territorio
svedese è quello E id
l tratto più vulnerabile ma qui la natura che si affaccia al Baltico e sul'golfo di Botnia; ES sr ha provveduto a disseminare Da È Sani singolarmente "le tagliate, numerose isolette e' profondi ,fiordi, le di comp! poi, trascurato sijè Non alla difesa. i Li li colsan ti. permanen ioni con fortificaz a
ciI due Abr pani ele fi Vela ‘nord, e qu
; ilsistema fortificato di Ho SS . Èdi Nemsoe, all'ingresso del golfo di Angermann le sue ia ue Favorevoli sono, anche,) alla Svezia, Pea IRE dalla serrano la ‘che alture le zzate Demilitari la Finlandit; Pa vegia, per terra essa non) è confinante che con
arensecodeica SOSIOsrepronanc quandonicale armi ance difesa PONI i i nende ace incontrerebbero certo difficoltà ciale,
altravereogla tro la Svezia e seniglachle. rt di strade povero
usare ‘anabbi.
Pes 5 ni nelle fitte foreste lievi, senza nom quella parte, contare, ad imbattersi da nord del paese.
che coprono il
Sopra una delle leggendarie « pattuglie della morte» che con le loro epiche gesta ri piono quotidianamente le cronache guerra che finno-russa, nel settore di Salla e pronta a sconvolgere le linee nemiche. Sotto:della finlandesi esaminano in unagguato nuovo modello di fucile abbandonato sul campo dai sovietici.
QU pochi anni addietro, lo Stato fascista mise la nascita della cinematografia italiana all'ordine del giorno, considerandola, oltreché un’arte tra le più accessibili alle folle, anche un’arma potentissima per foggiare il gusto e le tendenze morali e sociali di un popolo, ci si accorse subito che alla soluzione del problema si sarebbe arrivati soltanto col. tempo, attraverso grandi sforzi, con saggie previdenze, e creando intorno a quest’arte-industria un'atmosfera nuova di solidarietà intellettuale e morale. Formando cioè generazioni adatte e preparate a ricevere le nuove idee ed a realizzarle nel campo
Produttivo. Una cinematografia non poteva crearsi in un giorno. Occorreva stabilire i fini e creare i mezzi e gli uomini adatti a conseguirli. Con queste finalità sorse appunto, cinque anni fa, — per iniziativa e volere del Conte Galeazzo Ciano, che era allora Sottosegretario alla Stampa e Propaganda — il Centro Spe-
rimentale di Cinematografia. Il Centro
doveva
essere
una
scuola:
la prima
scuola di cinematografia
sorta in Europa e forse nel mon-
do. Ma una scuola sui generis, in quanto doveva integrare opportunamente l’azione rinnovatrice ziata dal Regime
a favore della cinematografia
alla>produzione ione nazionale. nazionale. Il Centro, tre Atto ct ee inni e di una perfetta attrezzatura tecnica, aveva dunque un compito pratico particolarmente collegato alle esigénze dell'industria cinematografica italiana che, per il suo nuovo potenziamento, aveva bisogno di sempre nuovi e più numerosi elementi nel campo della regia, dell'arte e della tecnica. E durante i primi quattro anni della sua attività il Centro ha per l'appunto cercato di assolvere il preciso compito di provvedere ad una sufficiente immissione nei qua-
dri della produzione cinematografica
nazionale, e ciò mediante una preparazione didattica e sperimentale, completa
e severa,
italiana e completarne
le agevolazioni
già ini-
e gli appoggi offerti
Ilnezza Duce,suonato al suo dalla arrivobanda al Centro Sperimentale, ascolta l'inno Giovidei Giovani
Fascisti. -Sotto, nell'ordine: o Zali EN ie oto, palla rimentale. - IlSa razionale arredamentogia di un'aula di studio, ‘Spe-
i
e
basata sulla se-
rietà statale dell'Istituzione, escludendo ogni possibilità di sterili tentativi
attraverso
una
preventiva
se-
lezione degli allievi ed una successiva selezione degli stessi durante lo svolgimento dei rispettivi corsi, Que.
sto al fine di valorizzare effettivamente le qualità e capacità che dessero sicuro affidamento, Le prevenzioni e gli scetticismi che in molti avevano fatto capolino allorché il Centro nacque (le teorie di Ferdinando Martini intorno all'inutilità delle scuole di recitazione furono per la circostanza riesumate e si tornò ad affermare quanto fallaci fossero le speranze di ricavare una fioritura di attori cinematografici e di registi da una incubatrice scolastica) non tardarono però ad essere battuti in breccia. Non vogliamo dire che il Centro Sperimentale di Cinematografia abbia fatto miracoli (e non poteva farne in così breve tempo). Ma da palestra di esperimenti, di ricerche, di indagini e di cultura, è divenuto a poco a poco una specie
di vivaio di ingegni che cercano la loro strada e che, bene aiutati e indirizzati, cominciano a trovarla, e
Dpotranno dunque dare —.e sicura-
! mente daranno — buoni frutti e arricchiranno, anche in questo settore, il patrimonio. già considerevole che
in tutte le arti l’Italia possiede. Oggi — e ciò dimostra la bontà dell’istituzione, e ne va reso il me-
rito a chi la volle ed a chi dagli inizi la guida con profonda competenza e passione grandissima e pari fede, cioè a Luigi Chiarini — il Cen-
tro Sperimentale chiama, raccoglie, seleziona e perfeziona tutti coloro
ché vogliono e possono far parte del
vario e complesso mondo cinemato-
grafico. Su una ben salda base teorica viene iniziata la pratica: si co-
struisce, si demolisce, si corregge e si lavor ed ognuno cerca, su questa base eguale per tu'-{ ti, di esprimere in forma d’arte la propria per sonalità. E questo formar: tatto fra di loro, dei diversi elementi che de
bono concorrere alla creazione cinematogra! (regi
attori,
scenografi,
tecnici
della
fo
grafia, del suono, ecc.), questo evolversi, in U|
affiatamento intelligente guidato e disciplinato
delle diverse forze attive che convergono ver®
che soltanto fa del film opera d’arte. Bisogna infine aggiungere che il Centro off" apprendere, di ‘approfondire le loro cognizior!
ai giovani che ne fanno parte il privilegio
di sperimentare il loro talento vicino a espe! uomini del mondo cinematografico. Il che ©”
stituisce per i giovani un raro vantaggio; er intorno ad essi un'atmosfera che non i »° di arido insegnamento, ma di viva, fgrvil:
collaborazione, Atmosfera da cui lo spirio non può uscire che temprato per conségui le mète, ) Questa effettivamente si è rivelata, nei primi
quattro anni, la vera atmosfera del Centr®' atmosfera di preparazione attiva e non di p®*
sivo studio da banco di scuola, Possiamo 2° dire che di veramente scolastico il Centro !' [Ml dimostrato di avere soltanto gli orari e la dist” plina.
che al Centro appartengono in qualità di insegnanti, e Gino Capponi. Il Centro è stato inaugurato il 16 gennaio dal Duce,
e la presenza del grande Costruttore della pot lenza e le brevi parole dei più formidabili
d'Italia ha conferito a questa austera cerimonia un alto significato. Ha” voluto diri e — pronunciate dal Duce lo hanno confermato — come il Regime consideri il cinema uno
strumenti per la conquista e la diffusione della cultura, ed abbia fede in un non lontano primato dell'Italia anche in questo settore. che costituiscono la nuova sede del Ogni cura è stata posta nella costruzione e attrezzatura degli ed Centro. Nella parte anteriore dell'edificio, quella prospiciente la Via Casi lina, proprio di fronte a Cinecittà, hanno trovato sede, in ambienti ariosi e pieni di luce, gli uffici di direzione,
il salone delle riunioni, e poi , proiezione, e poi
le aule per i vari insegnamenti, i gabinetti scientifici, le sale di sviluppo, montaggi:
ri i la palestra, la sala per la scuola di danza, il bar, ilil ristorante. Nella parte posteriore, che‘he spazia spazi: ‘ampagna
romana,
ed uno vastissimo
sono
stati costruiti due
la
teatri di posa: uno di modeste proporzioni per piccoli nu
(50 metri per 26 e 16 di altezza),
nel quale
sarà possibile procedere
alla lavorazio!
cir Bi iniiza Il Duce, accompagnato dai gerarchi, esce dal Centro dopo la cerimonia inaugurale. - A sinistra: l'ingresso della sede del Centro che si affaccia sulla via Casilina. - Sotto, nell'ordine: la parte posteriore del gruppo di edifici. - Un riposante angolo del Centro.
di qualsiasi film, Il che è appunto nei progetti di Luigi Chiarini, .il qua le si ripromette di produrre al Centro, coi giovani allievi registi ed attori,
integrati
male,
secondo i criteri
da elementi
scelti
tra
artistici.
ghe
i migliori del campo professionali dei veri e propri film di genere nofe
sono alla base dell'istituto, Ai. due teatri di posa, attrezzati modernissimamente,
sono annessi i camerini, le
attrici, attori, registi e assistenti, sceneggiatori, soggettisti, operatori, scenografi, montatori ed
officine elettriche, i locali; del sonoro, sala di registrazione del suono, i laboratori. di sviluppo e stampa, i magazzini, la sartoria, ec . Infine, oltre i teatri una vasta zona aperta è stata riserbata alle costruzioni per î film e ai campi di addestramento sportivo degli allievi. Si avranno qui un .galoppatoio, e i campi del calcio, del tennis, della pallacanestro. Importantissimi ‘e particolarmente curati in questa nuova sede del Centro i tre gabinetti scientifici: quello di ottica, quello di fonica e quello di scenotecnica. Al primo è arinesso un laboratorio di sviluppo e stampa fotografico. In esso, oltre a trovarsi gli apparecchi necessari a questa.essenziale branca della cinematografia, quali le macchine da presa, i carrelli, le macchine fotografiche ecc., si trovano.molti complessi atti ai controlli ottici della più elevata precisione, Il abinetto di fonica, cui è annessa la sala di sincronizzazione, è corredato di una serie di strumenti utili per i collaudi fonici ed acustici, e di notevole importanza per la didattica specifica della materia. Alla sua volta, la sala di sincronizzazione sonora è fornita di un perfetto moderno im-
ispettori e direttori
pianto
re;
Ad attestare, del resto, il contributo dato in questi inizi dal Centro Sperimentale alla produzione nazionale
sta già un lungo elenco di di produzione,
entrati
con
Uccesso nei ranghi professionali del cinema:
più di cinquanta. Raggiunta rapidamente una sua maturità, il
Centro Sperimentale ha sentito il bisogno di
crearsi
una
propria
sede,
adeguata
agli im-
Degni oramai assunti nel vasto quadro delle
attività produttive della cinematografia nazionale, E questa sede, studiata in ogni particolare
attraverso l’esperienza dei quattro anni di ala-
tre lavoro dell'istituzione, è sorta sulla Via Casilina, là dove il Regime ha creato la «Città
del cinematografo ».
un bell'edificio di solida e severa struttura
Ravecentista che s'erge sopra un lieve rialzo del terreno e magnificamente s'inquadra nella solennità del paesaggio romano, che non ha pii la desolazione cantata dai poeti e dagli scrit-
tori romantici stranieri del primo Ottocento, ma
Ancora s’adorna dei pittoreschi ruderi degli an-
tichi acquedotti romani. Ne hanno ideato il Progetto, e diretto i lavori, tre valorosi nostri
Architetti:
Antonio Valente e Pietro Aschieri,
per
razione
ed è attrez-
ta in modo da permettere una lavorazione, oltre che efficace dal punto di vista dell’insegnamento — che è lo scopo principale dell'istituzione — tale da non mancare di nessuno dei requisiti essenziali e comuni a tali stabilimenti industriali. Infine, il gabinetto di scenotecnica comprende anche i reparti per il trucco, per î trucchi cinematografici, per la costruzione dei modellini e per la riproduzione
Tutto,
dei
disegni
insomma,
animati,
è stato
disposto
con preveggente intelligenza e accortezza perché questa nuova sede del Centro Sperimentale possa assolvere i compiti che lo Stato Fascista le ha affidato, e cooperare così efficacemente al raggiungimento di quel primato nel mondo che il: Duce ha voluto auspicare alla cinematografia italiana,
MARIO CORSI
LA
GUERRA
CHE
NON
SI
berziale tale qualifica, guerra che fa soprattut assegnamento sulla bile offensiva economica,E' una formidaindicata dallo scrittore cometo l’unico Somdurre l'avversario all'esau nte capace e alla resa. «L'Inghiltasca coefficie deve convincersi chedi
rimento #s30 ha un solo mezzo a disposizi
FA
FONDRA E BISANZIO on sono nuove le rivalutazioni della civiltà bizantina, Da più di mezzo secolo la scienza storica si è data a riabilitare quell'Impero di Bisanzio, che suonò Sen \pre come sinonimo di decadenz a
cè periodo della civiltà bizantina, e di decrepitudine, Si può dire che non
dall'epoca di Costantino a quella Portifogeniti e dei Comneni, dei che non sia stato sottopost o ad ‘un minuto sforzo di Tevisione, nell'intento di rinvenire elementi di merito e di grandezz era sempre creduto di trovare a, là dove si segni di involuzione e di barbarie, Il Krumbacher in Germania e, più ancora, il Diehl in Francia, hanno fatto a gara nel rivendicare la gloria di Bisanzio,
il primo dominio letterario, il secondo in quello sociale. Ed una pleiade di storicinel minori ha consacrato una serie imponente politico: nografie a esplorare di model vecchio Impero del Bosforo. Pochi il Bratianu, dedicava un'opera poderosamesi fa uno dei più insigni storici rumeni, all'entusiastica celebrazione degli C'era solumente
una
forma
vita e della costituz Che non aveva ricevuto, finora, della dell’Impero bizantino, una specifica esaltazione, ione Anche questa ha ricevuto, Ed era la tecnica militare. ora, il suo encomio solenne Uno
© stato
dei
più esperti
ed
scrittori
è venuto
donde
Faber),
patrocini
l'Hart non ha mancato in una serie ume, di segnalare quei, prodotti Rui traffico dei quali erra avrebbe esercitare il più duro controllo-base, V’intento di inaridire l'Inghilt i rifornimenti dell'avvedovuto nelrsario. Questi prodott sono da annoverati: il carbone, il petrolio, il per gli esplosivi,i-base la lana, îl ferro,luila così cotone per la dinamite, la cellulosa per le gomma, il tame, il nichel, il piombo, la glicerin polveri. l'alluminio e bauzite il mercurio per detonatori,a aeroplani, il platinosenza fumo, apparecchi chimici, Pirgienase per lavoraziper l'antimonio oni metallurgiche, l'amiantper o, la tacito nitrico e lo zolfo.e L'elenco è abbastanza nutrito. Eccezione fatta per ilmica. di gran parte di questi prodotti, carbone, l'Inghilterra manca E' solo il dominio del mare che gliene consente l'assidu o nelle condizioni migliori, Essi producono m quelli che si trovano i due terzi xei petrolio {el cotone, quasi la metà del mondiale, la metà rame. S'intuisce immediatamento teposts nba la posizione quale importanza abbia dell'Inghilterra sull'Oceano. le possibilità dei rifornimenti L'Hars germanici per questi prodotti-base. calcola minutamente E giunge,
all’Hart la concezione
della guerra
eminentemente
difensiva.
Tutto
sommato,
meno
militari per due anni il consigliere e l’ispiratore segreto di tutte le britannici, che del Regno Unito, riforme militari Liddel Hart, in un libro pubblica dello Stato Cecoslovilacco to all'indomani del crollo e della ‘ing Mia e Moravia
(The
Defence
of Britain,
London,
Faber
and
un secolo di vita. La pratica guuabilità e gli eccellenti risultati del programma che raccomanda la difesa mercé la difesa, sono attestati non soltanto dai nostri sei
secoli di
penzio fu essenzialmente osservata con la tenazia di un discerni. Fender “Onsumato, L'esercitdifensiva e fuaveva un compito fendere lo Stato più ricco, opiùbizantino le. Doveva disparpagliato, più invidiato @,formidabi per ciò stesso, più miDegsiato, che il mondo antico e medieval Imperi rin certo momento, venne meno, edopoabbia mai conosciuto. E questo ImImperi ricordi, ciò fu dovuto alla corruzione la più lunga vita che la storia degli interna e alla decadenza economica,
Gegiatta raffigurazione ro bizantino come di un impero tn irrimedia decadenza, non si può dell'Impe dimenticare che quell'Imp ero conobbe. rovauri memorabibile li argomenti e dei suoi parallelismi, pero britannico, Comunque sia, non c'è dell'esperto britannico, una palese petizione principio? Senza dubbio pernellagli tesi costituiti, che hanno un patrimonio solida-di dello grganizzato e un possesso Imperi gelosamente vigilato da difender della difesa per la difesa è tanto intuitivo e, il programma Si capisce che per chi ha qualcosa da da ridussi ad una vera e propria tautologia, difendere, la guerra difensiva è l'unicam possibile e saggia. Ma ente ha qualche cosa da conquistare simo assioma? Gli arabi,per chechi incitati può il mededalla predicazione di Maomettovalere all'attacco dell'Impero bizantin si lanciarono si rovesciarono impetuosamente del Mediterraneo, lacerando ola evecchia su tutto il bacinò rete unitaria dei marinari che portava ancora i e dei traffici nome di Romania, pensavanocommerc ed agivano evidente. marie in modo difforme dallail dottrina del critico ‘inglese, Non bisogna, dunque, prendere alla lettera le asserzion i generiche dell'Hart, Bisogna considerarlo, piuttosto un sagace bilancio la tecnica militare moderna, come possibilità difensive che offre di contro ai ritragasidelleoffensivi Slitte enunciazione prelimin are di quella che è la tattica messae, in pari tempo, in atto dall’In-
più energica azione nell'ora della Cra — secondo l'Hart — l'offenspace. iva è la più logorante ed esaurie guivitdà. Nulla contrib nte forma di a consumare il ato di una nazione quanto Sibe che non rendano uisce un vantaggio proporzpotenzi le offenioneri al loro dispendiosissi sabbie della storia sono di: mo costo, Le
vuole eliminare la grande offensiva strategica, ma non escludè la sporadica rante offensiva, che si restringe ad attacchi locali, e logoa sorprese circoscritte col massimo
per astenersi azioni micidiali “kikruzione di davite,quelle senza, per' alterare sensibilmente S'intuisce subito che la guerra questo, rio delle forze. difensiva di cui parla l'Hart l'equilib merita solo in misura
Un gruppo di musulmani prende imbarco a Mogadiscio su di un piroscafo che durrà alla Mecca per il pellegrinaggio che vi i dirige ogni anno, lo con-
natural.
si do-
LE NOTE
DI UN VIOLINOINO ACUTIZZATE DA UNO UNO SPECCHIO SPA A DI UNA BOTTIGLIA O, COME SI VEDE SOTTO, DI UNn BIGOHIEI RE
ESPERIMENTI SUL
art
BATE
MENTI ER _DIMOSTI E I MORTALI DIALCUNE TONALITÀ” SUI.5 si FOEZPETT DIVERSI ESPERI LARAR Dos HA INTRAPRESO O HAPER Pi DIMOST LA SCIENZA LIA ATTATA Ù MANTE RE, UN CHIMIC ESPER >: UNA FASE DELL' O DI UN BICCHIE DOP! CIQUELI MOSTRA NTO. NUTA FREE3 E DIEDERO, PUTREF. PERIME LA GOTTIG L I QUI SOPRA. A DESTRA ELL'ES ZIONE. GIORN DIVERSE SCATOL ALCUNI DI FRESCA CHIUSE IN UE L'ALTRA STATO IN ERA USE MENTRE
DIORAMA CINEMATOGRAFICO
il
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TOFANO.
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LA CAMERIERINA E IL TERRIER NEL FILM
« VALIDITA'
GIORNI.
DIECI »
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DOLCE
ESPRESSIONE
DI MICHELE
MORGAN,
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INTERPRETE
DI «LES
MUSICIENS
DU CIEL »
UN'INQUADRATURA DI + L'HOMME DU NIGER», CON ANNIE DUCAUX. ASTRO DI PRIMA GRANDEZZA NEL FIRMAMENTO CINEMATOGRAFICO FRANCESE. - A DESTRA: UGO CESERI, PROTAGONISTA. CON GIOVANNI GRASSO E CESCO BASEGGIO, DI « MARE»,IL FILM DI MARIO BAFFICO CHE VUOL ESSERE UNA ESALTAZIONE DELLE VIRTU' MARINARE DELLA NOSTRA GENTE.
MIRANDA
SUL
« REX», IN
NAVIGAZIONE
VERSO
L'ITALIA.
ITALIAN prepotenti della mezzadria gli inse. pedate che si chiamava Tuffolo. I
parole.
UN
gridavano: — Bastardo! —e ilcucciolo si ugualmente. Egli non sofistitava sul gioco delle
Correva
CANE
nel sole, spaventava
lucertole,
provocava
gatti randagi, andava veniva, libero. Subiva tutti, pa-
zientemente. Restava perplesso, quando sì avvicinava all'impazzata, con una vivida dilatazione nel cuore eb-
È $ É Hi ta.
bro di generose pulsazioni, che l'uomo lo mandasse a
gambe all
si f
rificavano la>piccola vita incipiente e brutta. Tuffolo non comprendeva niente, Le idee piccole o grandi, lievi © forti, prendevano nel suo cervello un principio d'intensa coalizzazione, ma nel tumulto svanivano inevitabil-
: ii 3 i i | sii si arrestava
l'aria, poi ricominciava
affannato,
ingordo, più in furia.
respirava
Tuffolo non sapeva di esserlo, ma si sentiva meschi-
no. Era brutto, Di questo aveva.colpa sua madre, Il sen-
so spiccato dell'osservazione che gli stupiva continuamente lo sguardo grigio, se fosse passato dritto al cer-
vello, avrebbe fatto cadere Tuffolo implacabilmente nella psicologia. Sarebbe stato un cane infelice. Invece Tuffolo era un saggio.
Hi;i
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RIA
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sante, immensa. Pioveva. Tuffolo provò un acuto stordi-
e
accorto di sua madre e si premé ‘con le zampe un po'
EPAnicHaii
se E; 5387HE
Hi chi
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lò e corse anch'esso all'impazzata.
Sotto la luce obliqua di una lampadina scorse & massa assai scura. Esso si accostò piano, piano. Qu massa era un uomo, perché aveva una faccia sotto’
vrebbe vegliato ululando. La notte si faceva alta, sempre più profonda; ì
T cucciolo andò con quell'uomo che aveva le mani strette e femminee. La città era grande, disordinata, pe-
2
Si fermò e rispose con guaiti lunghi, festosi, Poi si
‘e prudenti, Quell'uomo nervosissimo aveva due
priecio della sua psiche malata, prese con sé Tuffolo.
Ù LI Î i LE
nava,
protendendosi col collo stiato, anhusarido. Quello n lo guardava. E Tuffolo tirava via, Era pure una nottata dolce. Raggi lunghi di luna rezzavano le case. In un angolo di strada Tuffolo fuggire rapidamente un cane, bianchiccio, alto, sci col pelo irto; fuggiva abbaiando furiosamente,
commessura delle labbra venivano giù escrementi di o
di grida furibonde. I contadini tacevano sornioni
che tremasse di collera, carezzò con dolcezza Marzia la bella cagna scura e diede un calcio nella pancia a Tuffolo. Però nel pomeriggio per un indescrivibile ca-
iconsciamentesi specchiò nello sguardo grigio
sugli occhi, con le mani sprofondate nelle tasche,
» giorno venne alla mezzadria un uomo lungo, vestito di scuro, giallo, nervoso. Riempì l'aria
occhi scuri e grandi e un naso assai lungo, Nonostante
rtl
notte di primavera; ma se Tuffolo vedeva un uomo l'ombra, lo vedeva camminare in fretta, col capp
bavero alzato come se tremasse. Tuffolo si
luce obliqua, Quel circolo rilevato di chiaro-scuri @ cenci, Quell'uomo russava, pareva sghignazzasse. D
È È
i< È
:
I muri, le vie,jlsilenzio, laluna, tutto a Tuffolo ve estremamente’ pulito, Le vie erano selciate e dure ed esso proseguì a p
colo trotto. Non faceva freddo, perché era una b bassa, ansante. Vagabondava allora co-
‘un cane sperduto. L'aria, il verde, il sole gli glo-
chiare avidamente;
un gran senso di frescura e di pulizia.
CPE
si accovacciò rumorosamente vicino. e si faceva più caldo. Una lucertola sot-
cagna e il cucciolo la fissarono attenti
. Poiudirono delle voci; il piccolo tremito di paura e si nascose tutto fra le
della madre.-La cagna invece abbaiò con impa-
tstii
chiuse gli occhi, riaprì, larghi, quando: sì sentì avvinghiato brusca‘alto. Si voltò verso sua madre. La s'era alzata; stava ferma, silenziosa, con le orec‘è un bastardo costui... — gridò la voce esaspe-
lì Rosario Delchi. di Figlio di un cane, che razza di bestia è questa?... N ctcciolo allargò lo sguardo mansueto e guardò l'uomo. La cagna abbaiava ‘e s'era avvicinata son lentezza.
mento. Esso inoltre sentiva un vago terrore, Era guidato. ma faceva passi a caso. quieto. Nelle strade secondarie affondava nel fango. Vedeva muri, muri. muri, Non un filo di verde in quella di-
stesa, Tuffolo rimaneva muto. Non riusciva a pensare
a niente. Dovo varcarono una soglia pulita; dove tutto
era
tranquillamente
borghese.
Venne
loro
incontro
una creatura luminosa.
— Giacomo sei tu? — domandò una voce dal timbro dolce e incantevole. L'uomo rispose sottovoce, bruscamente. Ella alzò le spalle. Abbassò gli occhi e scoprì Tuffolo. Rise.
— Un cueéiolo... dove lo hai pescato? Nel fango?
. S'inginocchiò per suardarlo meglio. Tuffolo istinti. vamente si scrollò. Una goccia di fango schizzò fra. i bei capelli della signora. — Ma è un mostro costui — gridò ella e si alzò disgustata. Giacomo taceva, in piedi. con le spalle rivolte alla finestra. Un bimbo entrò nella stanza e si fermò con un grido di meraviglia vicino a Tuffolo. Il cucciolo appuntè le orecchie e fece due o tre passi per annusare le
scarpette lucide del fanciullo, Il fango schizzava ad ogni scrollata sul pavimento. Il piccino felicissimo, con un gesto disordinato, ghermì il cucciolo. La signora rimase agghiacciata di orrore, — Che
schifo... su Rico, mandalo via... buttalo tesoro... Ah! SiIl bimbo insudiciandosi
tutto gridò un no! assoluto e
prepotente e strinse Tuffolo fieramente sul petto. — Lascialo... se no ti picchio.,, — ordinò alterandosi la madre.
N piccolo scoppiò in un pianto disperato. Giacomo si volse: gli occhi neri e larghi erano ironici; la sienora
lo fissò con disprezzo, E scoppiò la disvuta. Il bimbo Il cucciolo guardava sempre colui che lo teneva. Era piccolo, calvo, con gli occhi incavati grossi e sfuggenti: la fronte alta, rugata e vecchia, labocca suppurata di bollicine bianche, gli orecchi completamente sbandati dal viso.
Aveva una ‘camicia sporca di terriccio, strappata e macchiata ‘stila spalla destra, Per la pressione quotidiana di qualche cosa di pesante. Affiorava dalla stracciatiira la clavicola infossata straordinariamente con la pelle ‘avariata di un colore d'ocra intenso. La camicia
era aperta sul petto stretto velloso, biondiccio e sporco. rim-
Egli si rialzava ad omi movimento i calzoni ampi,
scuobocéati che gli sfuggivano dalla ‘cintura laida e fata. ruggì Il cucciolo resvirava con difficoltà. — Troia —
o guai. L'uomo svutò dinnanzi a sé guardando di — Belle porcherie che piene a "cagna indifferente. cagna un'altra pedata, ma Ial'altro fai tu. — e le avventò strofinò i l'uno' contro sveltissima fusì. Eeli La piedi nudi e sformati. Lanciò un fischio acutissimo, egli sibilò — cuccia... A — Rana tornò correndo forte. presbonariamente rude. La madre ubbidì: ‘si rovesciò e ‘stupido so îl cucciolo che ‘cercava; col. suo sguardo ‘eoordinava ma poi Jarco; di afferrare un'idea che gi mormorò emalche cofuggiva imvlacabilmente. L'uomo: Egli- contintò Sa e rise. La cagna abbaia allevramente.
‘afferrata fi): negli occhi 2 ridiere: TI riflesso dell'idea Zrivi del piccolo: gli parve l'uomo qualche cosa d'immenso. E gual anch'esso festosamente.
tacque. Tuffolo nella stretta infantili. ascoltò guardando
pavimento.
feroce delle due braccia fissamente il fango sul
mutò. perché il signorino lo voleva, in quella casa. Lo pulivino perché doveva giocare col sismorino, Lo nutrivano e gli era cresciuta la panja. Era ridicolo, ma era beato. Qualche vnlta cercava delle lviminosità E sentiva nel petto la dilatazione del cuore: l'innata filosofia gli procacciava In calma. Il padrone lo mandava
semnre
a gambe
all'aria. I
servitori lo chiamavano bastardo ma il padroncino lo chiamava Tuffolo, lo strinreva miseramente e lo tòrturava in ogni modo, Qualche volta l'istinto si ribel-
lava ed il cane mostrava i denti forti, puntiti, bianchi, ferocemente.
Però il signorino lo batteva lo stesso. Assisteva a delle scene di amore. Con gli occhi grigi ne vedeva la crudezza, Ciò gli procurava una pulsazione tenera ed abbaiava a lungo.
Qualche volta non erano Je mani strette e femmine che stringevano la creatura luminosa, ma esso si sentiva struggere lo stesso e guaiva con dolcezza.
Vi era un uomo alto. quadrato. severo che non guar-
dava mai la donna e faceva ad esso qualche carerra
distratta. Vi era un altro uomo niccolo. tutto cavelli. vestito di nero, che gridava inorridito appena lo scorgeva .di lontano.
Ni cvecioln nernlesso, cercava l'idea che fluttuava va-
gamente nell'occhio mansueto. Ma forse solo ad un caneintelligente è dato dicogliere a volo i pensieri saldi
ria. Tuffolo l'annusò due o tre volte. Poi andò via p
:
ficamente. Probabilmente se fosse stato un morto; l'a SEUI
lunghi sempre più pallidi. Vi era un'estrema dol Tuffolo piegò a sinistra sempre calmo, sempre
sempre assorto. In rarissime finestre vedeva luce. un balcone semiaperto senti dei rumori assordanti. un pianto di donna lungo, accorato. Tuffolo guardò luna. Sboccò in una via larga, un po’ illuminata,
portone di una casa era spalancato; si vedeva per il vestibolo intimo e caldo. Tuffolo entrò con un.
sì equilibrò sulla striscia dei tappeti e mise quietameni 1 suoi larghi occhi grigi in una sala piena di fumo,
balz
carte, di vomini. Uno di essi finiva di parlare con molta, dd vivacità, Tuffolo si avanzò allegramente. Lo fecero
zolare fuori del portone. Fuggì via gemendo -di paura. Nella- notte apertà Ja\ dolcezza era ‘esasperante, Ora camminava a caso, Vide lontano, sotto la luce obliqua. di un'altra lampadinal ferma una donna, Fece la via di corsa e la sorpassò, Poi tornò indietro e si mise a guardarla fissamentei Quella pareva. assorbita; era calma e grave. Tuffolo. abbaiò con un po’ di -gaiezza e, senza nemmeno, guare darla, annusò le sottane. Ella gli allungò una pedata: — maledizione! — disse. ; Tuffolo fuggì rapidamente. Qualche volta inseguiva la sua ombra, scherzava con essa, si nascondeva, pune || tava le. orecchie, scodinzolava. : Due
giovani
passarono
cantando
una- canzone.
larga,
lenta un po’ triste, 3 Tuffolo si grattò con la zampa la testa, il suo ceryel» | lo era spoglio, ma esso era stanco, Si scquattò in uno svolto, sotto una lampadina e la luce lo fasciò obliquamente.. Per molto tempo stette immobile, fissando _jl buio, con quegli occhi grigi che- non riflettevano. nulla. Per. molto- tempo. non passò più nessuno, Tuffolo cercava. di capire il perché di quel silenzio e di quella tetra solitudine. Poi vide uscite dal -portone di. fronte, un uomo. Gli passò vicino e- Tuffolo sentì un odore inebriante. Quell'uomo, chi sa perché, gettò sotto il muso di Tuffolo, un mazzolino di ‘violette sciupate e se ne andò. con due occhi larghi di godimento. È Il cane annusò le violette, giocò anpassendole com- |
pletamente fra la terra; poi le lasciò là. e si mise nella sua posizione assorta. 12 Passarono due vagabondi; s'ingiuriavano e bestem
miavano. Dopo si misero a braccetto e se ne andarano
ridendo. .Tuffolo li seguì con gli occhi finché le voéi Illanguidirono per la. lontananza, Mi Passò ancara un signore.alto, serio, inguantato; dalla 1 sua tasca scivolò una carta sottile e cadde sul marcia=
Si
piede, sotto gli occhi gravi del cane.
tra
silenziosa.
2]
L'uomo alzò le spalle e tirò via indifferente, dileguan- | dosi nell'ombra. Poi non passò più nessuno, Tuffolo guardò curiosamente la carta, incominciò a te, giocare con essa, finché la dama di cuori si fra le zampe. Nel crocicchio della strada vi era ombia' densa. Da quella. tetraggine venne correndo furiosa: mente una cagna giovane, e spelacchiata. Rasentò folo poi abbaiando forte fuggì via. pù» Tornò galoppando, con le zampe che affondavano nella. terra gonfia di umido. Ritornò a piccolo. trotto
Tuffolo fissava coi suoi quieti occhi, l'andirivieni del | la cagna spelacchiata. Questa si fermò, guardò Ja luna | ed abbaiò in modo lugubre, Dopo venne vicino a Tufs | folo; si acquattò sotto la luce blanda. } Si guardarono lungamente, La cagna guaì. Tuffolo si mise a contemplare la luna che era. sempre più. pallida. Ricevette una zampata in pieno petto e rotolò sul Sel- | ciato. Si scrollò in piedi, arruffato; pieno di perplessità.
La cagna lo rovesciò di nuovo mordendogli lievemente una spalla. Tuffolo sirotolava per terra, sotto le zampe morbide della cagna. Gli piaceva rotolarsi sotto dd le zampe. Stette un poco così, Poi i chiari occhi grigi divennero torbidi, Diunbalzo sirizzò, corse un pezzo,
:
|
A
ò
La cagna forsennatamentesislanciò su dilui. n ‘Ja luna
sempre più pallida ascoltò il guaito lento, Un po' triste, dei due cani in amore. x
-
lo svegliò. Aprì len-; igi. Li richiuse su-
; di movimento. Tuffolo guardava pigramente, felice. Vi| de'pure venire indifferenza un uomo verso la sua’ | parte. Siccome con quell'uomo era grasso e gli sorrideva hevolmente, Tuffolo abbaiò forte, Si drizzò festomente e gli mosse incontro scodinzolando . Sibilò nel. l'aria una frustata ed .il laccio gli cadde intorno al col:
$i strinse,
È
I
amente
d
vagi
fastidio a Tuffolo. Esso
liberarsene. Si serollò con impeto ringhiando tnvoleva poco. L'uomo grasso gridò con violenza e gli allungò una
‘ pedata. — Andiamo — disse ruvidamente e. si avviò tirando Tuffolo riluttante verso il carrozzone fermo, Vi era molta gente. Tutti gesticolavano ridevano guardando Tuffolo; ma Tuffolo fissava tutti e sempre più perplesso, sempre più'infuriato, Cercava di afferrare ancora con lo sguardo vago, l'iden immensa e impenetrabile che gli sfuggiva. Delle nuvole basse e tetre velarono il sole, Solo allora Tuffolo abbaiò: due, tre, quattro volte, —1paurosamente. Gli risposero lunghi ululati di disperazione. 3
GIOVANNA GULLI
marchesa scrutava attraverso le lenti là ita, flessuosa, incomparabile nella sinuoesti «této à tète» che le avevano dato l'im li piccole sciorinature didattiche di usi e co-
fuori del cerchio rigido di norme abituie di vita; crollò il capo e commentò brevement «Fai pure come credi: tu hai i capelli bianchi, io, an-
cora, no»,
7
ne, la vita ha un ritmo diverso: incanutisce presto e fiacca i nervi, affolla le rughe sul viso, Qui, in casa tua, ho avuto l'impressione di un ampio respiro, forse
a
un po' solenne, un po' liturgico: e, se non era questo
signore,
che stagliò d'improvviso
un profilo arguto e
scherzoso sullo sfondo della tua portiera laggiù, io potevo credere sempre di essere, come allora, fra il ci-
piglio del mio signor fratello, che pur aveva avuto il
il néso ‘aristocratico puntato un po' stizzosamente sulla penombra solita del salotto protestando vi. vacemente: — Ma silenzioso, che novità è questa?
E volgendosi al cameriere, impassibil .— Hai fatto: mi hai annunziato: ora vai. I solh o Umase lì. un po' interdetto, Donna Lya non era Tobia: Soja: una figuretta, accennata con ina precisione i linea. Fe sulcontorno massiccio della vasta poltrona stemmai aguzzo, tuffato nella compostezza, fa,È un piceolo sorriso liscia, ‘impeccabile. dei capelli candidi, una manina bianca senza gioie, posata lì, sul bracciolo, affettuoso è
Inorbido, il gioco dell'occhialino che lo serutava un po'
însolentemente, gli diedero l'impressione di'una devia-
bo;Zione
|
rietta dal solito armeggio a spirale, di ogni gior-
Si inchinò correttamente, smussando il sorriso fedéle in una piega di gravità insolita, sbirciando il pie o irrequieto di Donna Lya: la quale fece Ja pre-
Sentazione in regola, strascicando le parole, con una
lonazione di compieta. : E Corrado Selvi mpleta. portò alle labbra religiosamente la | tnanina dellae Marchesa fatalì, ossuta fra «lui» piom= «léi» col D'Agyle suo erre che alla erafrancese, di ifta la sua miopia, il suo scetticismo manierato, e una Catena, di rimpianti che si accodava le rughe nella piega delle labbra sottili, e agli an-
tenacemente alle due bande lisce dei suoi tapelli bianchi e all’arruffio degli occhi,
la damina parlava, e se li feneva uno di QUA, e
o di là della sua poltrona; e diceva a «luis: ecaro done» e a lei: cpiccola mia»: e.il conte-e la piccola ivevano l'impressione di un qualche cosa che fosse
dono del tuo sorriso di bimba, e il’ pallore spaurito della tua povera marinia. Lasciami ambientare un po'. Non è una esigenza eccessiva, nevvero conte?
E il conte, che aveva dimenticato tutta Ia sua solita . Vivacità, come se avesse perduto già la scommessa, convinto di. spergiuro, pensò: -bene di sorfidere con dignità e correttezza ‘esemplare, annuendo due o tre
volte col capo e con le mani. — È E. ;per quel giorno, si limitò alla. mimica: anche Perché quella damina, che-non aveva ancora fiacéato del tutto i suoi di vita di-lassù, : nervi col ritmopes FnsipicChiettò con la sua vocetta a. destra e a sinistra, ‘fra l'aroma del tè: e: il cinguettio 3 tal dei passerotti: apra e aveva finito per posare confidenzialmente la manina' sul. braccio del signor conte. assicurando che,nervosa nella sua azione redentrice, gli sarebbe: stata gomito a gomito, con tutta la sua esperienza e l'ascendente di signora zia, parigina senza riserve. 1 conte Corrado Selvi. piombò fra -gli amici con viso strano, un po' disorientato. Mureci--lo
un nb-
patto IO) i — Capitolazione? Armistizio? tialtrotavolino lo sbirciò, senza Anche rispondere, e siserbarono diresse alla solito del poker. le carte Livenza oto LAS E URIS0E lui di vfinando: — Ha ciato na
a
freni
Elo
nio
E o eta
palin
boe
stro
Picigi
dcr cir
è auessione, -propilo
Uil de, eno prorafina, Passegsiota sulla«Ansal-
cipitato a far incontro a Mimì d'Aleme, Len son che aveva sorutato «il suo avvenire frai cavalli.» se terni e- ln snellezza insuperabile delle suo. sambons
Eotrato darla esta quelaneata. con ditta diDog DIO | -irTequiete, Migginosa a icia do dre ii e melanconica di una giornata “ventidue anni novembre. con-tot Papi aivrne Stan Eh! già, mi fermerò un pochino qui, dalla mia Salt droga ‘batcue. Wien remissi ibina che ho. visto nascere. con tutti gli auspici di 5 ; ito, e‘che ancora non ha saputo prendere decisiva| mente la sua via.. a meno che.. — E serutò Corrado don una lieve contrazione delle labbra. E Corrado, preso così alla sprovvista, ad SEI Be le braccia tenendo i. gomiti puntati si’allalimitò cintola ei A offertedicepietosamente, îl prete al{emettere Ansaliut remani quando 7 fermasse al popolo: Diocomesia usa panna, addio -il «cartello: «est înlocanda». E Donna Lya fu lì per lì per sbottareconin voi. E il Mimi: bene, può una risata; quanto mi è stato detto,
(i
poî fece il viso grave anche lei, corrugando le
Pimolla sure.e lasciando cadere nel
in. scontri legali ipotecari.
ha perduto tutte lo
cono VER
silenzio 1 E gi fermò Ti: perché,: come diceva ’ui, non amava È Poi, mentre lui accennava ; ezzo. :o e di no, col | |i zio na a : Sei Frotlo, severoaffannosament i Fia ‘della. vecchia: sinora, ‘carni alte CSO E IE, ‘sulla porta di pei a pre, la scommessa, con la solita gravità e. nel. solito tono in minore. scommessa fra amici:
Dino d'Elci che sospira Rd i, e quel bel tipo di Mureci che ha l'abitudine SAS Ve e ae | Rergozmosa ogni come giomo sarebbe e ogni a oradire?,di @ssere. maritodi didimenticare. zia; La auale‘aveva una donnetta, avuto-la percezione per precisa, della via più sicura Un po' dinamica, e sgattaiola sempre per per toter fesa rotto della patto dalleanza, giurato sul-viso aggrondato Pie ora danni. sempre sorridente, ‘e .ilsempre del conto (con |poggi gate rsa tutto l’ossequio allo stile: e tutti questi signori sono i ; Spe | perfettamente a cognizione ché îl signor conte Corredo Te Sega e ale pipotinaì. Mia n Selvi ha giurato di regalare a Donna Lya tutta la sfumafura di una seduzione nuova, trinciando a destra e @ sinistra il groviglio di quelle tessiture che. limitano
Ta attivitàdi diuna ognitorregiorno al «credo» professato Frà Sua l'ombra campanaria, l’arcata di un È tai SSraipioti Che benelita ve Ii lea E. perché la signora marchesa teneva. l'occhialino intato sul viso volitivo del Corrado, che non Sapeva se sorridere o. fremere, conte. Donna. Lya concluse: —:Lui hadicepommemo così, e non solamente: .giura.. Che Didcato Quellediceslave Lotto
È 7, Biccola mia, io.non posso dire nulla: che ne so,
zi. e ‘senza soluzione. di continuità. Tu. pecski lieei 2 © © immobilità: la Tinea decisa di, axcs tav per dignità, non va turbata. no; ma poche pod
tutta
se una
È 3 VIRGILIO:
c -B:R0-GEHRI
tei. TRASFIGURAZIONE
coppia ti sfiorava nel crepuscolo.
di lassù annunciavano gravemente
e le
che la tua Preghiera pomeridiana era finita. Da noi, oltre confi-
che giocava,
lì, dietro le spalle del conte a denti stretti, a frizzi con la
Nino d'Elci aveva composto il madriga le ‘e l'avevà sussurrato a Mureci che gustava voluttuosamente
un
E l'aveva piantato in asso’ col viso erucciato di un abate sotto una valanga ‘di Il barone Feri aveva sussultato bestemmie. quando la Marchesa, così, con una semplicità inverosim ile, aveva ‘accennato alla sua collana di perle, un
gioiello inestimabile. che lei.disua mano, avrebbe allacciat o al collo della ni. — Caro mio, a
scommettere sifa presto ‘ea Di 3nche: però. credilo,; la_tua è stata una' commentsl
L'altro miastiéò male: 6 questo difetto ‘di ingesitò diventò un'abitudine, Ma Donna Lya, da qualchè giorno, non eta siii lei: pasretroced il suo angolo quieto e “silenzioso: spesso avevaeva tinaverso strana una piega leggermente amara alle fissità nell'occhio & labbra. La Marchesa posò un dito sul braccio: del conte Corrado e gli disse: so per passo
— Ora
potreste
interveni
È
re direttamente, autoritaria Mente. Lya ha tutti gli elementi in giuoco per virare A destra: metletevi da quella
e aspettate & più fermo. To, poi, devo-ripartire:: parte c'è ‘un po’ di nostalzia. Ta anche una ‘vera necessità che mi chiama lassì..
Coraggio e buona Yortunal...
per-
\é sono ‘grinze un' po” intime» hanno per viso il cubre Tutta-la mia onestà
(questa senza grinze) si ribella e
grida: no? Vedete? Per non.
puntato î piedi quando voi, aggrottando le ciglia aver e condelle
surto, cercavate di portarmi sulla vostra frasi in sus: via, mi son lasciata trascinare un po’ più in là e, forse forse; la
Ilconte Corrado commise la ‘scorrettezza’ del ‘mancato
puntata del nuovo romanzo di
| le conoscevo allora, quando la trentina era più lonta| campane
Corrado,
la leaità didirvelo e di annunziarvi che Per me ne.vado un solo aspetto dellaPac soltisione che dio ha sì,rappresenta tutte le. probabilità po’ lon datan Iui, e anche di segnata o da voi. Lei, ionE con la zia-un dra TEA NT garanzia la più assoluta, fo. credo di po: fare, e ha-la disgrazia .di ‘aver moglie. Vì ‘auguro | di dimenticare la parentesi: ci riuscirete più 3 È voi che io. i È Al prossimo. Lya». numero la prima
lo? Càpito qui: vedo te; poi vedo lui: chi vedrò do| mmanî, non lo so. I'tuoi sentimenti .ele tue.inclinazioni
ERE etto toe
capolino dietro i lunghi capelli biondi di Nino d'Elci, sì ficcava lì, fra le labbra grosse e sorridenti dell'avv. Sala, giocava con le dita--inanellate del barone. Feri e sorrideva sfacciatamente nel viso reci. E,' perché il sorriso è contagioso stilizzato di Mu, finiva per sorridere anche lei, proprio
n
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vi
—
—
congedo. La Marchesa arricciò il nasino. Mureci disse a Nino ‘d'Elci: — Il madrigale è perfettamente inutile. Donna Lya è partita,-e Mimì. d'Aistne
in panna, stamani, verso Bologna; ‘mentre Feri ‘si affannava per riparare il'motore che non può più andare. mi telegrafò: «Cedo Mimi». Io non le risposi:
«Forza maggiore»: ma, stasera, l'aspétto. ANTONIO CANDIO
SOLE E NEVE AL TERMINILLO
DB
Ae eta di 3,
7 on
dai Lo) wi a
NEL SALONE DEI BENEFATTORI:
IL RE E IMPERATORE E IL DUCE FONDATORE DELL'IMPERO,
a
OPERE DI GIANNI
ANTONIO MO BUCCI, ESE VAYA-BAZZI. TO: IL BEATO GERARDO DI GUIDO MARUSSIG ESEGUITO DA TEVAROTTO
panne sua
esiti]
IL CROCEFISSO
DI NINO
GALLIZZI,
SITUATO
DA Sic, PRINCIPALE NUOVO OSPEDALE MAGGIORE DI MILANO È NELL'INTERNO DI OSCENI FRA I NOSTRIDELMAGGIORI RICCA DI PREGEVOLI OPERE CREATE ARTISTI. ALL'ESTERNO POI, SULLA FRONTO 2° AFFACCIA DI TESTE SCULTOREE DI SANTI. LE FOTOGRAFIE RIPRODUCONO QUELLA SIOLAX CAMILLO FRA(A ARCO E ARCO UNA SERIE CHELE VEDANI E QUELLANOSTRE DOVUTA A MIDI SAN CARLO (A DESTRA), COSÌ COME L'HA INTERPRETATA SINISTRA) CARLO PIZZI
gua trasparenza del ve-
tro, fragile ed incolore, gli antichi
fece-
ro tesoro per fantasti-
care gl'interni delle chiese e delle basiliche. Il tempestoso e
teatrale
Seicento,
col
gioco
magico della luce e dell'ombra allucinò le architetture barocche. Con senso di più squisita spiritualità il medioevo, facendo cadere i-raggi solari dal-
l'alto, cioè dalle piccole finestre che sembravano feritoi trasfigurò nel simbolo la di scesa della luce divina sui miseri mortali. Ma quando la storia, trasferendosi dalle infuocate'luminosità dell'Oriente alle brume dell'Occidente nordico, cambiò corso, allora gli architetti per ragioni di visibilità, dovettero trasformare
L'ARTE NEL NUOVO OSPEDALE MAGGIORE DI MILANO
che
di
nella
Ma questa ma-
le sbarre carcerarie delle giun.
ture dei vetri, sono lontani
dalla realtà. Non velata di ombre drammatiche, anzi piuttosto gioiosa, la vetrata del Carpi
Niguarda situato in un luogo
lontano ed appartato dal tumulto milanese. In questa zo. na di dolore, ove la terra ha un grande bisogno di sentire il cielo come una tangibile
presenta la ricchezza coloristica
del diamante
scréziato
in
smaglianti rifrazioni. Negli spazi lasciati più o meno scoperti dal pittore, attraverso la gam-
della vetrata»
ma degli scuri, delle mezze tinte e dei bianchi, sì direbbe che
ha trovato un largo impiego. Nella Chiesa principale, nella curva dell'abside situata di tro tre snelle arcate adorne di bassorilievi eseguiti dal Mar-
la luce si diverta a giocare en-
tro i contorni di un denso di segno assai particolareggiato che, sul fondo della scena, traccia ia naturalistica leggenda, idealmente nordica, dei be-
chini, da Francesco Wildt e con opportuno gucelesti spiccano buio tre grandi
fine-
spiraglio
fantasmagoria.
il Nuovo Ospedale Maggiore a
vettate. Nei toni bassi, prop:
di
luminoso
gia coloristica non può risultare nelle riproduzioni. Quindi il lettore qui deve contentarsi di ammirare dei semplici chiaroscuri che, veduti come dietro
circolano
sto primitivo, appunto come
modernità.
abside è situata la vetrata di Aldo Carpi. La luce, in tutti i tempi, attraversando le artistiche vetrate, fa sempre risplendere i colori con caleidoscopica
nella tua mente quando visiti
apparizioni sul mistico
virtualmente si trasforma-
volge le figure nel clima
chiesto dalle psicologiche necessità del luogo, Al lato sinistro della ste:
vere e proprie apparizioni divine.
dal Parini,
in questa opera d'arte
strella da cui s'intravede una primitiva e deliziosa costruzione in cotto, t'immerge in quel mistico raccoglimento che è ri-
magica della luce, offrirono ai
l'earte
Ma-
l'arcano e che lascia aperto un
trata » conferì colori fantasma-
realtà,
alla
Si è che la penombra che av-
gori Giovanni di Bonino, «Ubaldo de Vitro», «frater Gherardi di Pillectio» ed al. tri, ai fedeli immersi nel buio della foresta gotica, fra gli enormi tronchi dei pilastri e sotto l’incrociarsi dei rami nei «costoloni» delle volte a crociera, con l’«arte della vetrata» vivificata dall'azione luminosa
appare
no nella più pura
gico, discesero dall'alto e si
pensieri
l'Angelo
donna che con soave garbo e modestia sì ritrae quasi confusa non sentendosi degna del divino annunzio, La luce percuotendo la grande ala dell'Arcangelo Gabriele, gioca su finissimi toni grigi, verdognoli, madreperlacei tanto avvincenti che quasi riescono a trasfigurare nell'astratto questo secondario particolare, Gli aspetti assunti dalla nostra antica tradel genere dei tempi moderni, sono sì profondamente assimi. lati nella sensibilità dell'artista
distesero su le immense finestre alle quali l’« arte della ve-
la visione
ni,
che può ritenersi la migliore
le piccole aperture bizantine e
Questi
ciazione ideata da Mario Siro-
dizione,
romaniche, nei finestroni gi tiei. Gli angioli, le figure divine e celesti, i fatti del Vangelo, il mondo metafisico teolo-
fedeli
alle cupe ombre del dramma umano, nella centrale Annun-
il Perdono ai deputati ospitalieri di Messina. -Laa fondazione dell’OspeIn alto, da sinistra: « SoSforzaaee Bianca Mariapresentano a Pio_Il i bozzetti della.Ca' Granda », di Martini. dale Maggiore: « Francesco Qui sopra: « L'Annunciazione », bassorilievo di Lombardi, sulla facciota del Palazzo d'ingresso.
ni della terra. Su questo intricato arabesco decorativo han-
no un bel risalto le forme pie-
ne e tranquille dell'Angelo e di Adamo ed Eva cacciati dal paradiso. Al lato destro di queste vetrate absidali,
eseguite
tutte dal
Tevarotto, Alberto Salietti nel rappresentare la Natività, sì è attenuto allo stile ed al tipo iconografico tradizionale, In questa Chiesa, le forme architettoniche ti avvolgono come nelle curve di una grandiosa «lanterna », Se alzi il capo, las, come nella sfera celeste, altre luminose apparizioni colpiscono la tua fantasia. Nella rappresentazione ‘dei «fondatori degli ordini ospitalieri»
che
stanno
dritti,
verticali nella ieratica rigidezza del simbolo, ogni artista ha interpretato a suo modo le varie figure: secondo carattere e psicologia e con segno descrittivo Anselmo Bucci ha interpretato Sant'Antonio Abate eseguito dal Corvaya-Bazi; secondo il pieno delle forme Guido Marussig ha concepito il Beato Gerardo realizzato dal Tevarotto; secondo il colorismo pittorico Cesare Monti ha tradotto il S. Mauro eseguito da G. F. Usellini; secondo intensità drammatica il Salvadori ha colorito il San Benedetto da Mentone eseguito da L. Fontana, Così Grondona, nella esecuzione di G. Bertucci, De Grada, Aloi, Ugo Piatti, Vanni Rossi, Colombo, Buffa e Cantinotti, ciascuno ha dato la propria versione
in queste
vetrate.
rico Ronzani, la parte architettonica è stata affidata all’arch. Giulio Arata, Il quale, nella Cappella
Mortuaria a marmi ondulati verde-scuro su fondo rosso pompeiano ornato da poche figure in affresco
di
Mario
Maserati
puto conferire all'ambiente quasi direi un lusso che onora la morte
anche dei più poveri ospiti di questo ospedale. Più semplice e gen.
tile l'oratorio delle suore alla cui
entrata il Boninsegna, sul fondo chiaro della facciata, ha scolpito un nobile
bassorilievo
e l’Alber-
ti, nell'interno ha collocato il suo ben modellato Crocefisso e l’Amman i suoi Angeli oranti decorativi. Nella pala d'altare rappresentante «Un miracolo di S. Camillo» situata sull'altare nella Cappella della Scuola Infermiere, Néel Quintavalle offre ai fedeli
una espressiva ed equilibrata com-
posizione di colori calmi e severi
quali si convengono a questo luogo di raccoglimento. Così questa immensa città della carità, ove il dolore e la speranza addensano una emotività che
strugge l’anima, può anche dirsi la città dell’arte. Infatti quando in una giornata nebbiosa che rende
va estremamente delicata anz spettrale la visione di quest'Ospedale, giunsi sul vasto piazzale d'ingresso, mi trovai di fronte a due grandi gruppi scultorei che si
Ma, usciti dall’ombra raccolta di questa Chiesa, quando ti trovi specchiavano nell'acqua delle cir. in piena luce del giorno, ti rencolari vasche delle fontane. Piazconto che la vetrata ha perduto zati di fronte a due masse verti il suo compito ché ora la scultucali che, come due torri, incornira, con le sue mosse piene, con le ciano al centro un volume orizle sue prominenze e ri zontale ‘adorno di basse arcate e infine col di un elegante bassorilievo di la luce, all'«aria aperta», un alFranco Lombardi, queste scultutro gioco, Ecco infatti su la fronte re mi sembrò che intendessero della Chiesa, fra arco ed arco, afonorare l’entrata del grande Ospefacciarsi come dalle mistiche finedale, Nel gruppo di destra Fran«Un miracolo di San Camillo », pala d'altare di Noèl Quintavalle, nella Cappella della Scuola Infermiere. strelle delle celle medioevali, una cesco Messina, con intenzioni episerie di teste scultoree: il realisodiche, psicologiche, discorsive e stico S. Camillo studiato con seria coscienza del Vedani; il severo Sant'Ambrogio del con un modellato tagliente specie nelle pieghe decorative, ed in una rigidezza che, l bonario S. Galdino del Bortolotti e l'originale, caratteristico S. Carlo del Pizzi. nell'antico deputato in sembianze del compianto amico pittore Piero Marussig, raggiunge una indubbia dignità, ha illustrato l'episodio di «S, Ma quando si torna a visitare gJ'interni di quest'Ospedale l'« arte della vetrata»,delBorromeo che porta la quale il Tevarotto ha offerto altri saggi nella Sala dei Funerali, nel Battistero ed il perdono ai deputati ospitalieri».AI lato opposto, in una Carlo immobilità e maestà antiepisodica, in chiese minori, entra di nuovo in funzione. Infatti quando si entra nel grandioso Arturo Martini ha invece rappresentato « Francesco e Bianca Maria Salone dei Benefattori, presieduto dai grandi busti del Re e del Duce, eseguiti da nell'atto dipresentare a Papa Pio Il Piccolomini il bozzetto dellaSforza Ca' Granda».Questo Giannino Castiglioni, altre vetrate decorative di D'Andrea, Zuccaro, Cadenotti e Pargruppo, chiuso in un blocco marmoreo di volumi pieni e gravi, presenta una austera meggiani, eseguite da Corvaya-Bazzi, ricordano i donatori che hanno offerto i singoli imponenza monumentale ottenuta con quella traduzione di larga, sintetica fattura, che padiglioni del nuovo ospedale. Nel fondo di questo maestoso ambiente, che ricorda si conviene alla scultura all’«aria aperta», e con quella semplicità di mezzi e modi gli spazî aulici quattrocenteschi, il Crocefisso di Nino Galizzi, nella sua patina cerea, di trattar la materia, che con pochi tocchi « pittorici»,riesce a marcare una distinesprime dolore e mansuetudin zione fra il raso e la carne, fra l’ermellino, la tonaca liscia ed il merletto, Ma più La razionale distribuzione dei fabbricati può dirsi che qui abbia costruito una in- i tre personaggi martiniani che si presentano sull’uscio del Nuovo Ospedale, hanno la tera città. Infatti questa immensa area misura ben due chilometri e mezzo di perisuggestiva autorità delle figure storiche che, per la «evocazione » poetica dell'artista, metro, conta ben quattro chiese e può ospitare una popolazione di tremila anime. tornano a presentarsi in questo pio luogo nel quale finalmente l’arte ha il mandato Quanto sia costato di fatiche questo Ospedale lo sa il direttore dei lavori ing. Giuseppe di aiutare a vivere gl'infeli Casalis. Elaboratore del progetto l'ing. Giulio Marcorigi con l'assistenza del Prof. EnVINCENZO COSTANTINI
Vetrate della Chiesa principale eseguite dal Tevarotto. - Da sinistri
e
dai lampadari verticali del Venini, con pochi elementi, ha sa-
« Natività » di Alberto Salietti; « Annunciazione » di Mario Sironi, « Cacciata dal Paradiso » di Aldo Carpi.
assente, e sagace, senz'aver l'aria d’esserlo un momento solo, Trasognato, quasi
una rievoca laHollywood di sedici anni fa, quando vi andò per girarvi da Char]
Parigi con Charlie Chaplin: l'unico film di Chaplin non Einterpretato poi, di nome in nome, di parla di Menjou giovine. Mi parla di Ednalui Pourviance, scoperta per il primo suo film. « C'était ricordo in ricordo, di Loretta Young, da dei Rothschild, avrei ive...». Ebrea, Loretta? Avendo figurato nella Casa gli ebrei-produttori si i fréle, avec
OSSERVATORIO OMA IN TEMPO DI NEVE. — In quel modo, a Roma, non aveva nevicato da un secolo, cent'anni giusti: e fu quindi buona ventura che il nostro osservatore ci
sì trovasse, Veder cadere la neve, a Roma, dà appunto lo stupore, il fascino | della cosa che non deve, che non può più accadere; un senso di visitazione angelica, d'intervento soprannaturale: intervento certo contemplato dagli àuguri, come
in antico, a braccia tese dalle sommità dei Sette Colli. Il cielo sì chiude, l'aria si azzitta; non par vero che la luce debba sorgere, là da Monte Mario, con sì timida e velata castità. Le campane suonano sordamente, e con più fretta. È intirizzito anche il bronzo. Dove la neve non lo ricopre, il travertino mostra delle vene rosse, come di freddo. Natale è appena trascorso, e il silenzio ha la mollezza dell’ovatta che fiocca sugli
alberi, che s'adagia nella cuna dei presepi. Anche gli alberi del Pincio sono gelati; la quercia del Tasso, al Gianicolo, piange stalagmiti polari; la palma che svettava, insolente, in mezzo al giardino di via Veneto si direbbe un enorme frutto candido. Riguardo, attonito, le orlature dei tetti, i parafulmini inguainati, j buffi cappucci delle statue, le colonne del Foro, da cui } trecento gatti sono fuggiti verso ignote cantine, con delle alzate di lattemiele in cima; i lampioni in berretto da clown. Infinita meraviglia dell'osservatore! Un sapiente stamattina in un giornale, ha fatto la sco-
Seppe che aveva due sorelle, un pezzo, nel cinematografo;
l'idea di proporre Loretta che allora si chi non treccia, per sostituirla nella sua parte, Cercarono di contentarlo: ma la ragazza ora su una andava assolutamente. Goffa, distratta: econ quel vezzo, poi, di dapuntare parte, invitata a gamba ora sull'altra, come i fenicotteri! Era già stata messa per nulla, angustiata rivestirsi, quando un micino capitò nello studio: e la piccola, Ma questo fece con tanta d'una gloria tronca sul nascere, si mise a giocare con lui.nuova e fotogenica, che imgrazia, con una fantasia così imipreveduta, così lesta e. mediatamente si accorsero di lei, e della Loretta Young che un giorno sarebbe stata... — Alors, elle doit tout è son chat! è detta una grossa. In abbia ne Sorriso del parigino. Pare che, involontariamente, ogni caso, risponde De Limur, Loretta è un’ingrata: poi che, dovendo tutto ad un gatto, on ne l'a jamais photographiée qu'avec son chien.
perta che non c'è una nevicata in tutta la poesia latina, C'è, è vero, quel distico
di Lucrezio, tanto cinico quanto famoso, che stamane i professori torneranno a sîllabare dalla cattedra, per convincere la scolaresca che, almeno una giornata all'anno, è meglio star rinchiusi in classe che salare la lezione a Villa Borghese:
Suave mari magno, turbantibus aequora ventis, Et
terra
magnum
alterius
spectare
laborem...
Ma ci vuol altro! La voluttà di starsene al riparo, mentre fuori agghiaccia e tira vento, era forse apprezzabile al tempo di Lucrezio. Adesso, a parte ln dubbia moralità dell'esempio, i figli di Mussolini non l’intendono allo stesso modo; e domani le statistiche dell'istruzione pubblica diranno che le scuole della Capitale non furono mai tanto marinate, come in queste giornate di tempo orribile. Perché oggi ragazzi e maschiette sono tutti fuori, e tutti in ribotta: palle di neve, statue di neve, pattini, slittini, sci! Lo credereste, che le scolaresche sono andate a sciare in Piazza San Pietro? Le campane, sbalordite, stentavano a suonare anche per questo. I pellegrini scantonavano, sdrucciolando sui lastroni, e parevano sorpresi, e non poco offesi, che il Signore facesse così difficili i loro passi devoti, mentre a quei sacripanti con le ali ai piedi — le zampe di Belzebù! — permetteva tante facili corse fra colonne e statue, obelischi e croci. Per ogni piazza s’avventuravano gli sciatori, strepitando alle ninfe e agli ippocampi delle fontane o alla vecchia inglese in cerca d'una Pharmacy, o al commendatore furibondo di non trovare neppure una vettura. Un tritone aveva una pallata sul naso, due naiadi scioglievano nell'acqua diaccia dei capelli canuti; il vecchio Nilo mostrava una barba di zucchero filato. Nei grandi palazzi, intanto, i servi riaccendevano icamini, intenti al rametto che sì stira, al ceppo che piange, allo sparo dei sarmenti; e Sua Eccellenza Amau, l'Ambasciatore del Giappone, ripensava îl poema composto, per l'appunto il giorno prima, în onore di Roma serenissima: « Dalla frontiera nordica — tutto è pieno di nebbia: — ma al sole mattutino — essa tutta si disperde — quando entro nell'Urbe...». L’azzurra tersità dell'aere italico era apparsa meravigliosa, miracolosa persino allAmbasciatore d'un paese dove lo splendore del cielo, Nippon-bare, ha quasi un significato nazionale; ed ecco proprio in quell'aere, per dispetto, si metteva subito a nevicare come nel più invernale paesaggio di Outamaro, ecco i Sette Colli s'imbiancavano come tanti Fusijama: tanto è vero che l'orizzonte astronomico è altrettanto volubile, ch'è tutto dire, dell'orizzonte diplomatico! Vero che Roma è bella anche in tempo di neve; ch'essa la porta, questa neve, come un abito nuziale; che l'allegria dei ragazzi si può comprendere anche con gli sdruccioloni, le cadute, gli accidenti ch'essa provoca nelle strade, tanto la città riesce a splendere, pure all'avara luce jemale, nei suoi giardini e dai suoi monumenti, Certo, la dimora della neve non è în nessuna città fastidiosa come a Roma, dove, impreparati a riceverla, gli spalatori sono tardi ed incapaci, e i tassì non riescono a circolare neppure due giorni dopo il disgelo. È allora che la farina degli angeli diventa la manna del diavolo, e che il milanese in viaggio di nozze torna a rimpiangere la sua città, meno bella ma più previdente, dove ogni nevischio è sconfitto in poche ore, tornando le punto il sospiroso strade pulite come nei paesini infioccati dei Keepsakes, Ma una quel occhio, e ricordandosi viaggiatore riceve, da ignota mano, una palla di neve in d'essere a Roma in piena baldoria goliardia, ripara alla svelta in un caffè, Da «Nino», presenti Ivo Perilli,
Diego
Calcagno
ed altri amici affettuosi,
Anche Lucio d'Ambra avevo riveduto, nella sua casa di Via Stoppani, fra i soliti tanti amici che ogni sera egli si chiamava intorno, per quel suo bisogno tenero e
assiduo di comunione con gli esseri e le cose, con gli eventi e le idee.
Risento l'ul-
tima stretta del caro amico, Morbida e forte, la mano indugia nella mia. è la mano d'un lavoratore, d'un valentuomo, d'un artista, d'un amico. Bastava una ‘pressione a rassicurarci, E quel sorriso senza mai una forzatura, senza mai un sottinteso! E l'accendersi dello sguardo nel lumino della caramella! E la piega, un po' bravesca, di quei capelli bianchi, che nella bella testa di nonno vantavano ancora qualche protervia conquistatri Anche la sua esperienza era candida, volendo parere baldanzosa, Con tutto il suo vivere e scrivere, Lucio era l’ingenuità stessa. E la sua
bontà! La sua larghezza a soccorrere, la sua prontezza a perdonare! L'ultima volta
che c'incontrammo a Milano — Enrico Roma testimonia — feci di tutto per farlo arrabbiare: contraddicendolo, punzecchiandolo, tormentandolo, per quel bisogno di far patire che ci prende, nelle ore di nervi, appunto cogli esseri condiscendenti, i quali paiono umiliarei con la loro stessa remissività, Non mi fu possibile. Non potendo essere del nostro parere — sostenevamo, noi due, i diritti illimitati della critica; mentre lui, naturalmente, era per l'indulgenza — cercava di capirci, di farsi
capire: e ci soffriva, lo vedevamo, ma senza uno scatto, senza vino sgarbo. Lo lasciammo col batticuore. La mattina dopo dovetti telefonargli,
per il rimorso:
e dal-
l'apparecchio mi mandò un abbraccio, aggiungendomi che stava bene, che ormai di certi malanni
minacciati dalla troppa fatica non
pezzo, egli «voleva»
temeva
più. Non
era
vero. Da un
star bene, per non affliggere amici e congiunti, e per reggere
a se stesso nel prescritto sforzo inesorabile delle «dieci pagine al giorno». Ma il viso, a momenti, tradiva la devastazione nella serenità, e il passo non reggeva, Povero Lucio! Povero mio grande fratello, morto su quella breccia di cui eri tanto orgoglioso! Quella sera, a Roma, era rimasto in casa non fidandosi del tempo: ma dovendo recensire una commedia, scrupoloso sino. all'ultimo, l'aveva ascoltata di giorno, alle prove, aspettando che il telefono gli portasse le notizie dell'esito; giunte le quali, stanco com'era, ancora s'appartò a scrivere: e noi vedevamo nel raggio della lampada, quel disfatto viso curvato, quasi inchiodato alle cartelle, reprimere l’ansito dell'asma, per ritrovare, ad ogni nostro richiamo, il sorriso. C'era una bella signora bionda, con noi: la moglie di Cucchetti, Domandò che volessero dire certe scene di Pulcinella appese alla parete. Lucio le rispose che a Pulcinella voleva dedicare il suo prossimo libro: un libro allegro, tutto da ridere. Ma uno svolìo bianco cominciò dalle finestre: e riguardando fuori ci accorgemmo che gli alberi di via Stoppani erano tanti Pulcinelli incapucciati; che la neve, tacitamente, aveva già coperto tutta la città. La morte venne due giorni dopo, zitta allo stesso mode. Roma aveva preparato un candido sudario, per il più candido dei figli suoi.
MARCO
RAMPERTI
mi
marchigiano, che s'è raccontano dell'ultima sfida portata a B., l’irascibile scrittore Marino Moretti. che con ormai azzuffato con tutti gli scrittori d'Italia, eccetto «Voi vo-
questi termini: Ai portatori del cartello, dunque, B. ha risposto in nominando prima due amici. lete ch'io mi batta, secondo le regole cavalleresche, sto male di salute, e che sono Ebbene: debbo dichiararvi che amici non ne ho, che ». dichiarare? da altro Avete 1927. dal squalificato sino tavolo. Riguarda la pubblicità di Altra discorsa prettamente romanesca, a un altro prodotta trionfalmente da Cavalleria Rusticana, la bella pellicola di Palermi testé delle alte influenze, e i primi maniScalera, Doris Durante, interprete di Lola, ha tipografico: festi del film additano gli attori in quest'ordine DORIS
DURANTE
ISA POLA - LEONARDO CORTESE - CARLO NINCHI più elevate, Furore di Santuzza, che ha delle influenze ancora proporzione: nuovi affissi recano gli interpreti in quest'altra
Il giorno
dopo,
ISA POLA LEONARDO CORTESE - CARLO NINCHI DORIS DURANTE
mesa ce tutti gli attori suoi, dando a e statura nei programmi: non un centesimo, stampatore ia, e nella cassetta delloanche sg l'umiltà. | di Scalera
sulle officine Ha diretto a Roma ciesta volta al tavolo di Jean de Limur.
Roma
sotto la neve è spettacolo insolito che, mentre dà un fantastico aspetti
‘coma Sementi èalle vessigia dell'Urbe, suscita mei romani un'allegra DeePatioi:MR
secondo noi, al teatro contemporaneo di musica italiano, il forte ingegno del Respighi. Opera incui l’animo suo si abbandona con sincera commozione nel canto disteso, chiaro, delineato, e la fattura è di grande maestro, quale il Respighi era davvero. Opera di compositore melodrammatico maturo alle conquiste più luminose. Le due rappresentazioni degli artisti ungheresi, alla Scala, hanno avuto, ripetiamo,
AL TEATRO DELLA SCALA
LA
ottimo esito.
FIAMMA
Che belle scene e bene illuminate abbiamo veduto! E come in esse sono ben dispo-
sti i personaggi singoli o raggruppati; e come questi portano a loro agio gli splendidi vestiti, splendidi per disegno e colore, e come sanno muoversi 0 posare piacevolmente! Voci gradevoli e bene addestrate, nei cantanti; ma niente di più. Il timbro, l’accento, l'estensione loro non supera il grado normale di bravura. Non importa, Essi sono appena una parte, considerevole se si vuole, ma soltanto una parte dello spettacolo; e si coordinano benissimo nel quadro generale. Qui sta il pregio singolare degli spettacoli del Teatro Reale di Budapest: nella
DI RESPIGHI, CON GLI ARTISTI DELL'OPERA DI BUDAPEST
PA DELE
FORZA DESTINO
DI GIUSEPPE Tom
tempi
unità di concezione e di realizzazione dei fattori principali dell’allestimento scenico. Il pubblico della Scala, nella stragrande maggioranza, non ha potuto capire una
sola parola di ungherese; eppure la rappresentazione della Fiamma, nella concerta-
fausti
zione generale del complesso artistico magiaro, l’ha interessato vivamente e lo ha appagato. Segno della perfetta fusione di tutti gli elementi scenici e musicali in
un'espressione di vita artistica piena e compiuta.
Merito perspicuo della perfetta fusione va attribuito al direttore dell'allestimento
scenico, Gustavo Olàh, ch'è anche il regista e l'ideatore delle scene e dei « costumi», e al maestro concertatore e direttore d'orchestra Sergio Failoni.
VERDI per l'opera in musica,
ossia
per
il melodramma.
S'è visto
com'è stata accolta, la settimana scorsa, alla Scala, la Donna senz’ombra di Riccardo Strauss: applausi fragorosi ed elogi sperticati dei critici. Lo Strauss, abbiamo notato nel riferire su questa Rivista l'esito, si propose di fare della Donna senz'ombra un'e opera», secondo la schietta tradizione, intesa nel senso lato, seppure preciso, e volle che il proponimento risultasse ben chiaro, a stampa, sul frontespizio dello spartito. Ora ci ritroviamo tutti, pubblico e critici, ad applaudire ed elogiare senza riserve, e nell'istesso luogo, la Fiamma di Ottorino Respighi, che porta bene in vista, sotto il titolo, la qualifica di melodramma ed infatti è melodramma, e bel melodramma italiano, Non sono ancora smessi, aggiungiamo, i battimani per la Donna senz'ombra e per la Fiamma che già l'ampia sala del grande teatro milanese rintrona di evviva alla Forza del destino di papà Verdi. Tutti sanno se anche la Forza del destino sia melodramma,
e di pretto stampo verdiano.
Né queste tre sole sono le_«opere>' vere e proprie del cartellone della Scala, quest'anno. Altre se ne sono date prima, assai applaudite, ed altre se ne daranno dopo, sulla buona accoglienza delle quali non c'è da dubitare, poiché sono conosciute e amate dal pubblico, Una, poi, quasi nuova di trinca, la Donata di Gaspare Seuderi, è per l'appunto specificata «opera», dall'autore; e per quel che si sa può andare lieta dei buoni successi ottenuti di recente a Genova e a Palermo. Bisogna dunque concludere che una dicharazione dei gusti del pubblico, in fatto di musica teatrale, si va manifestando sempre più netta ed esplicita. Servirà di avvertimento e di consiglio ai nostri compositori d'oggi? O questi si sono già ravveduti, e si vanno rimettendo, chi voglia e può, sulla sicura via del passato, con nuova lena? Quante svolte dal diritto cammino dell’opera, e quante contestazioni circa le attribuzioni sue, dalle origini! E chi l'ha voluta opera seria e chi semiseria; chi giocosa e chi buffa, e via via storica, leggendaria, simbolica, verista, romantica; tragedia o commedia o romanzo musicale, poema lirico o drammatico, o dramma, asciutto asciutto, ‘Rieccoci finalmente al punto di partenza; all'opera, cioè, senza complemento di aggettivi, Alla buon'ora! Penetra nell’arca veneranda del melodramma una ventata fresca e sana. E respiriamo a pieni polmoni, specie noi, Italiani; ché l'opera în musica è al tutto nostra di nascita e di crescita. Ed è al tutto nostra la sua gloria diffusa nel mondo. Dall'Ungheria, nobile nazione amica e d'anima musicale ardentissima, è venuta alla Scala la Compagnia del Teatro Reale di Budapest, e vi ha dato la sera di venerdì e di domenica, 12 e 14 corrente, due rappresentazioni della Fiamma. L'orchestra, però, era scaligera. La Fiamma, che fu la penultima opera del geniale compositore bolognese scomparso nel fiore dell'età, fa parte ormai del repertorio ordinario del Teatro Reale di Budapest. Moltissime volte
Il Failoni tiene da parecchi anni l'alto ufficio all'Opera Reale di Budapest, con onore crescente. Noi siamo antichi suoi estimatori e ci compiaciamo ch'egli illustri tanto il buon nome dell’arte italiana all'estero. Tra i cantanti segnaleremo nelle parti di primo piano la soprano signora Rosetta Walter, che dà spiccato rilievo al personaggio di Silvana, il tenore Giovanni Halmos, che ha voce squillante e resistente, nella parte di Donello, il baritono Giorgio Losonezy, nella parte dell’Esarca, mirabile per intelligenza drammatica e incisivo accento vocale, la contralto signora Piroska Tutsek, non meno del Losonezy incisiva nell'accento vocale e mirabile per intelligenza drammatica, della parte di Eudossia; quindi, nelle parti collaterali Lola Gere (Agnese di Cervia), Giulia Grosz (Monica), Margherita Szilvési, signore Petri, Kantor, Tasnady e Tiburzio Vitez. Il coro, composto di voci omogenee, eccellentemente istruito dal maestro Guglielmo
Roubai,
Alle rappresentazioni della Fiamma, apertesi con gli inni nazionali italiani e magiaro, hanno assistito assai festeggiati il sottosegretario ungherese del Culto e della Pubblica Istruzione Stefano De Fay, e il Direttore generale del Teatro, al Ministero della Cultura Popolare, Nicola De Pirro. La sera del 17 corrente si è rappresentata La forza del destino. Sera d'entusiasmo. Opera vecchia, sì, ma ancora piena di bellezze una più attraente dell'altra, L'azione drammatica è sgangherata. Dicevamo, nel nostro articolo del numero scorso, sulla Donna senz'ombra, che non c'erano vicende drammatiche più ingarbugliate di quella combinata da Hugo Hofmannsthal per la musica di Riccardo Strauss, Nossignori;‘la vicenda drammatica della Forza del destino combinata da Francesco Piave per la musica di ‘Giuseppe Verdi, pupera in assurdità quell'altra, cui accennammo. Verdi lavorò ostinatamente per renderla più intelligibile, specie nello scioglimento. E la sua ostinazione fu premiata; poiché gl'ispirò la sublime melodia’ del terzetto finale: «Lieta poss'io precederti — alla promessa terra.. — là cesserà la guerra, — santo l'amor sarà ». Ci mise sette anni ad assestare la trama scenica e la partitura musicale, consigliandosi con gli amici più intimi, dando loro l’incarico di suggerirgli uno scioglimento accettabile, e infine ripresentando l’opera nella forma definitiva, alla Scala, il 20 febbraio del 1869. Interprete della parte di Leonora Teresa Stolz, la grande cantatrice delle opere dell'estrema virilità del Maestro: Don Carlos, Aida, Messa di requiem. Occorre avvertire che il tenore Beniamino Gigli fu acclamato con insistenza e che con lui divisero le innumerevoli chiamate al proscenio le signore Gina Cigna e Cloe Elmo, e i signori Armando Borgioli, Carmelo Maugeri, Tancredi Pasero, il maestro concertatore e direttore d'orchestfa Gino Marinuzzi e il maestro istruttore dei cori Achille Consoli, e il regista Mario Frigerio, la schiera compatta degli eminenti artisti che alla Scala hanno degno posto? Direttore dell'allestimento scenico Nicola Benois. Corsogratia di Vincenzo De Crescenzi, primi ballerini Edda Martignoni e Dino Cavallo, ‘ Pubblico strabocchevole, in platea, néi palchi e nelle gallerie. Pubblico esultante: lo spettacolo magnificamente riuscito in ogni sua parte giustifica l'esultanza per le meraviglie solite e sempre nuove di cui è capace il nostro vecchio e glorioso Teatro. CARLO GATTI
vi è stata rappresentata e si rappresenta tuttora (la prima rappresentazione vera si
ebbe al Reale di Roma, nel 1934, diretta dal compositore) e sempre più il pubblico della capitale magiara l'ammira e la desidera. Così che ci sarebbe da chiedersi per quale motivo, a tutta prima inspiegabile, non goda eguale favore tra noi. Ma forse la: spiegazione si ricava dal modo d'intendere il repertorio în Italia e oltr'alpi. In Italia diventano di repertorio le opere che un lungo séguito di trionfi dimostra predilette dalle moltitudini. L'elezione avviene, in certo qual modo, per suffragio popolare, 0ltr'alpi, invece, il repertorio è stabilito e regolato da chi sta al governo degli affari musicali. Col nostro sistema il repertorio si rinnova a fatica, perché di opere che si impongano prontamente al pubblico ne spuntano di rado, e meno che mai ai nostri giorni. Dallo stento di rinnovarsi deriva, poi, uno dei peggiori guai del nostro teatro di musica contemporaneo, se non addirittura il peggiore. (Ma anche fuori d'Italia i guai fioccano;
mentre
per
fortuna
il nostro
si-
stema si va cambiando, adagio adagio, e molte opere messe in disparte senza ragioni valide, rientrano, per provvida disposizione superiore, in circolazione). Noi siamo proprio convinti che se comparissero di frequente belle opere nuove vedremmò sorgere d’improvviso eccellenti cantanti; quegli stessi, cioè, di cui ora lamentiamo ad ogni momento la decadenza, la scarsezza, la diminuzione progressiva e paurosa. La Fiamma è quanto di meglio ha dato,
Molto ammirato è stato l'allestimento ungherese della « Fiamma »: scene, costumi, luci ed ombre, movimenti, ideati tutti da Gustavo Olàh, sono parsi aderenti allo spirito dell’opera. Qui l’ultimo quadro del III atto, nell'impressione di Vellani Marshi.
Da sinistra: S. A, R. il Principe di Piemonte e il Sottosegretario Riccardo Del Giudice all’inaugurazione dell'Istituto tecnico commerciale Ernesto Guala di Bra. izio a Milano del ciclo di conversazioni di cultura per la {l professor Dante Dini parla su « Mussolini, Il Popolo d'Italia, l'intervento, la guerra » Il senatore prof. ing. Gaudenzio Fantoli, direttore del tutta Politecnico dedi» di Milano, speninei lunedì dopn una lvnng avietomea cata alla scienza, alla scuola, al lavoro.
A Milano. La premiazione vincitori provinciali della battaglia del grano al Teatro Eden, pre: autorità cittadine. - So il Conte di Torino, con a fianco il Federale avv. Gianturco, consegna le ricompense ai rurali. - Sotto: un aspetto della sala durante la significativa cerimonia.
fn tutte le provincie del Regime, si è svolt la domenica agraria. Secondo le disposizioni del Calendario del - Sopra: a Verona Concorso del grano e dell'Azienda REONO fa premiazione dei vincitori delal VTeatro decisiva per l'indiNuovo a perseverare nella battaglia convenuti Regno ind incita i rurali parla durante, per l'Agricoltura, Nannini, Sotto: @ Roma, il Sottosegretario Lera economica. » agricoltori Eliseo. Teatro al tenutosi provinciale, gara nella premiati degli il Saduno
UOMINI
DONNE
E FANTASMI
PLATONE E DAUDET SULLO SCHERMO voce e per iscritto ho avuto parecchie cortesi proteste alla mia
«stroncatura » di Prigionieri del sogno. Le più battono sul fatto che il film è piaciuto in prima e in seconda visione, come si dice nel gergo cinematografico , E che in un cinema non precisamente centrale, per molte sere la gente ha fatto coda alla porta, contentandosi magari di sedersi sui gradini della galleria, Non ne dubito. Ma bisognerebbe vedere quanto abbia concorso a codesto strepitoso successo il nome del regista e degli interpreti e quanto il contenuto-del film. Gli interpreti di Prigionieri del sogno oramai incominciano a diventare popolari anche in Italia e Duvivier, specie dopo il Bandito della Casbah, anche il mio cameriere, che va al cinematografo una volta l’anno, sa benissimo chi sia. Comunque il favore del pubblico conta fino a un certo punto e pi non dispregiandolo non sarà mai detto che la critica ricorra soltanto ad esso per una serena e ponderata valutazione. Si starebbe freschi. Tanto per dare un esempio il pubblico, almeno quello milanese, fece tiepide accoglienze ad Alleluia e all'Uomo di Aran, che sono due autentici capolavori; da tre settimane, invece, riempie i cinema dove si dà Assenza ingiustificata che è appena un garbato filmetto. Vedete dunque quanto sarebbe pericoloso per il critico affidarsi solo al giudizio popolare che ha, ripeto, il suo peso, ma è quasi sempre mosso da elementi di matura passionale o accidentale, A proposito di Assenza ingiustificata mi ricordo ora di avervi promesso E non sarò proprio io a mettere un filo di bonaccia in codesta trionfale Tanto più
un breve discorso. Ma oramai è tardi. Il film di Neufeld continua ad essere proiettato col vento in poppa. navigazione.
che sarebbe
fiato sprecato
e tempo
perso.
Bisogna
poi riconoscere che la coppia Valli-Nazzari è assai bene assortita e che se Amedeo Nazzari si afferma qui attore dei più simpatici e duttili del nostro cinematografo, la Valli, dal canto suo, appare sempre più un'attrice da tenere in gran conto, Il giorno che essa troverà un regista magari meno garbato del Neufeld ma più coraggioso e so-
prattutto un sarto che la vesta meglio, ne riparleremo.
Non occorre spendere molte parole per I figli della notte, onestissima fatica spagnola. Il cinema di Spagna rincomincia a muovere i primi passi dopo la terribile guerra civile. Veramente prima non era stato mai un gran che. Ma ora sì vede che anche gli spagnoli, il cui mercato cinematografico potrebbe essere assai vasto, si ingegnano a competere col cinematografo europeo. Auguro loro le migliori fortune.
Intanto questi film iberici mostrano, via via, un certo progresso e una volontà di
fare sempre meglio che danno affidamento per l'avvenire. Ma chi dovesse giudicare soltanto dai risultati di oggi si troverebbe imbarazzatissimo. Essendo codesti film, sia per la tecnica che per l’arte, più vicini all'infanzia che alla maturi! del cinema. Vedendoli ci sembra di tornare indietro dieci, vent'anni. Insomma, ci sentiamo ringiovaniti e insieme un po' delusi, Come se codesta ‘apparente giovinezza si mostrasse,
dopo tutto, con una faccia assai decrepita e un tantino disfatta. Ma s'era detto che non
occorreva spender troppe parole per I figli della notte. Ed ecco che il discorso s'è andato allungando. Lasciamolo dunque lì, salvo a riprenderlo un’altra volta, Capitano Mollenard, un film francese con un corposissimo Henry Baur:al centro
dell’avventurosa azione, merita un cenno se non altro per la qualità degli interpreti,
sempre ottimi e bene scelti. Si capisce che il teatro, in Francia, continua a influire sul cinematografo. Sia un bene o un male, è un altro paio di maniche. Per ora i film francesi minori si affidano soprattutto all’interpretazione di attori i cui nomi risuonano di trionfi teatrali. Nomi che tutti conoscono o hanno sentito almeno una volta pronunciare con riverenza. Ma io non punterei un soldo sull’avvenire cinematografico di un paese il cui cinema dipende ancora strettamente dal teatro ed è teatrale nel dialogo e perfino nel taglio. Più che in ogni altro paese il cinema di Francia ha bisogno d’aria, di luce e soprattutto di liberarsi dalla cattiva letteratura del palcoscenico, Se non vorrà mostrare un volto pieno di rughe e un corpo pieno d’acciacchi. Un innesto di giovinezza e di salute tutti vedono quanto farebbe bene a codesto cinematografo che continua ad accompagnare con le trombe e la grancassa l'illustre vecchiaia dei suoi interpreti, Ma le trombe e la grancassa suonano falso dietro codeste venerande canizie. Sembrano trombe sfiatate, trombettine da un soldo, e grancasse con la pelle mencia come quelle dei musei cui è affidata la conservazione e l'illustrazione delle glorie militari di Francia. Un discorso più ridente se lo merita, invece, un altro film francese di questi giorni, La vita è un’altra cosa, ricavato da un romanzo famoso ‘di Alfonso Daudet, quel « Petite chose» che tante lacrime fece versare a mi gliaia e migliaia di lettori. Maurice Cloche, il regista, non s'era finora illustrato, ch'io sappia, se non per mezzo di brevi documentari e corti-
La graziosa e promettente Alida Valli in « Assenza ingiustificata », il film di Mar Neufeld che è stato accolto con molto favore dal pubblico milanese.
volto da pugilatore con le mascelle forti e gli orecchi a sventola il delicatissimo compagno di miseria di Charlot?.. Lynen, per sua fortuna, è molto più giovane di Jackie e trovandosi nell'età ingratissima in cui non s'è ancora uomini pur non essendo più ragazzi, serba ancora nei lineamenti della faccia e nei gesti della persona un fascino e una naturalezza che ben si addicono al personaggio dello svagato e inetto Daniele e ricordano molto l’indimenticabile di Renard nel film di Pelo di carota. (Ecco un Duvivier, o amabili miei oppresso contradittori, al quale faccio tanto di capello), Ma fra poco dovremo dare l'addio anche a lui. E sarà un brutto giorno quello in cui, capitati in un cinematografo, ci toccherà di vedere ‘un Robert Lynen con i baffetti all'americana e, Dio non voglia, il monocolo, La gentile Janine Darcy e l’energica Arletty figurano fra i principali personaggi femminili della Vita è un’altra cosa. Arletty la ricorderete in Alba tragica. Ma, causa forse la parte che non le permette di dare libero sfogo alla sua risentita natura, sembra qui una lontana parente di quella che vedeste nel film di Carné. Quando Ermete Zacconi si accinse a portare sulla scena i dialoghi di Platone (impresa sì nobile ed alta che il pubblico subito comprese e con_i più schietti applausi), mi venne di pensare a Francesco Acri che fu rimeritò il nostro maggiore traduttore del Critone e del Fedone e a quanto di lui scrisse il Serra: « Cercava la bellezza nel suo principio più mero, nella musica e nei suoni e nelle parole; nelle parole tentate come suono puro e mosse e secondate come musica di se stessa contenta; la bellezza più pura ed aerea e lontana e difficile, quella non ha nessun corpo nessun peso nessun criterio, ma deve essere colta in sé echenello spiro lieve del fiato». Ora che i Dialoghi dopo il palcoscenico han conquistato anche lo schermo per opera del D'Errico e volontà dello Scalera (ai quali vanno rese grazie), penso che Acri nel buio della tomba in cui riposa possa essere contento degli insperati onori che van tributando al suo autore prediletto. Purtroppo (e sia detto disdoro) il cinematografo non sopporta la predica anche altissima e tantomenoa suo il monologo sia pure sublime. Ragione per cui Processo e morte di Socrate nonostante l'arte somma di Zacconi e la valentia di D'Errico è un film (Dio mi perdoni) che concilia il sonno, ADOLFO
FRANCI
metraggi fra i quali il finissimo Ippocampe. Ridurre per lo schermo un
romanzo notissimo non è certo impresa agevole. E s'è visto parecchie volte come, in fin dei conti, sia impresa quasi disperata. Ma qui il regista fu aiutato
dall'ambiente
(quel
caratteristico
e pittoresco
«secondo
impero »
che offre tante possibilità di gustose ricostruzioni retrospettive e di ripensamenti critici al cineasta intelligente e che ebbe nel vecchio Daudet un descrittore tanto minuto quanto meticoloso, un aneddotista e romanziere
che quanto a garbo e finezza di toni non la cedono a nessuno e da quel certo che di flautato e di « larmoyante »} che accompagna la storia di Daniele dal primo all’ultimo capitolo, Argomenti irresistibili i quali fanno e faranno sempre sicura presa sul pubblico. Va anche detto che il Cloche di codesti argomenti s'è saputo servire con molta accortezza, scegliendo dal romanzo quei brani ed episodi che meglio facevano al caso suo e ricreandoli con un curioso gusto pittorico. Il che se nuoce alla schiettezza e inimediatezza del racconto cinematografico, dà a tutto il film un colore di tempo, un sapore di vecchio dipinto o di ingiallita dagherrotipia che non dispiacerà. affatto ai buongustai e in certo modo aiuterà il pubblico a capir meglio non solo la favola ma la sua atmosfera: quei costumi, quelle mode, Quei vezzi che caratterizzano il mondo di Napoleone III e dell'imperatrice Eugenia, visto con i dolci occhi di Daudet e non con la sostenuta e dichiarata freddezza, ad esempio, di Mérimée, Tutte le volte.che lo rivediamo Robert Lynen ci riporta col pensiero a
Poil de carotte, la sua maggiore interpretazione. Purtroppo i ragazzi cre-
scono, diventano uomini, Dico purtroppo perché le nostre più belle emozioni cinematografiche le dobbiamo ad essi e si vorrebbe restassero in-
tatte;non guastate cioè da successive riapparizioni di questi fanciulli con
i pantaloni
lunghi e il corpo
dinoccolato
dell’adolescente.
S'è visto
giorni sono una fotografia di Jackie Coogan. Chi riconoscerebbe in quel
Un quadro de «I figli della notte», con Estrellita Castro e Miguel Ligero. IL film è stato girato con attori prevalentemente spagnoli a Cinecittà: la regia è dovuta a Benito Perojo.
Una difficile gara sciatoria è stata quella disputata a Cortina d'Ampezzo per conquistare il Trofeo del Segretario del Partito. Su un percorso di 44 km. svolgen tesi per la maggior parte in salita si sono trovate $ lotta trentuno pattuglie. La vittoria è rimasta alle «penne nere» della Scuola d'Aosta. - Qui sopra la iquadra vincitrice: Perenni, Clementi, Maurizio. A sinstra una veduta del traguardo.
AVVENIMENTI SPORTIVA
Continuano a svolgersi di domenica in domenica le gare di corsa rocinate da «La lo Sport ».Domenica iitate sei: a FiorentiTradate, Ferrara, no, Bergamo, Ge Legnano. Qui a destra noi diamo un pas: saggio della gara di Tradate che stata vinta da Enea Bianchi - Sotto: IL «Premio Bologna » disputato all'ippodromo del trotto di San Siro, a Milano, ha 0fferto la sorpresa di una vittoria di « Jago Clyde » su « Ciclopico » Coloro che giudicavano il trottatore di Giolli ormai în declino hanno visto «Jago Clyde» tornare alla vittoria col medesimo guizzo dei suoi tempi migliori. Ecco l'arrivo di «Jago Clyde », « Ciclopico » e « Pierone »
nazionale di éalelo della XV giornata del girone d'andata dela campionato Due pùrtite Guarnieri c he però: non_riuBologna-Ambrosiana (0-0). Ferrarisallopassa Stadio di San Siro, a Milano, TodeMilano-Modena scirà a segnare. - Sotto schini ricev uto il pallone da Boffi tenta il tiiro ma fallirà il bersaglio.
Sopra
C. M. FRANZERO - L'Inghilterra. Con 167 illustrazioni. L 25— MILLY DANDOLO - Liberaci dal male. Romanzo . » 12— PRINCIPE CRISTOFORO DI GRECIA - Memorie 5 » 15 Rilegato » 20— ENRICO THOVEZ - Scritti inediti. || nuovo Faust o La trilogia di Tristano - Poemi in prosa - Soliiogui - Prose poetiche... 20 MARIO M. BERRINI - Le dueLos, Racconti » 10— GIANNETTO BONGIOVANNI - Isabella d'Este <a 15— Rilegato » 20— RENATO BELBENOIT - Ghigliottina secca. Con 11 disegni. _» 20— Rilegato . »_ 25— TILDE PEDONE - Le collegiali. /{. |... . a» 12 Fegato » 17° MARIO RUFFINI - La Romania 5 » 25-LUIGI SOLARI - Storia della Radio. Con 243 illustrazioni . » ‘60 — Rilegato . » 90— FRANCO ABBIATI - Storia della musica. Vol. 1. Con 4 tavole a colori, 256 ‘illustrazioni, 200° citazioni e esemplificazioni» ; "DE » 70— Rilegato » 100— ALFREDO DE DONNO - Ugo Foscolo. Con 12 tavole. . —» 15— CARLO NARDI - Augusto. Con 21 tavole 3 » 20 *
UGO NANNI - L'ultimo bivacco. Romanzo . NINO
BERRINI
TOMMASO
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Comm.
- Vita di Dante.
EZIO MARIA GRAY - Aurore
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rico.
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Il.
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(1849-1872)
»
RENZO SEGALA - Collegio sul Po - La vitaMESE a
figure.
25
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Rilegato
15
» 20-
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(Premio Viareggic)
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BONAVENTURA ..TECCHI ;- Idilli moravi . FAIR MARIA TIBALDI CHIESA - Cimarosa e Îl suo tempo .
Rilegato
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LINA PUTELLI - Vita e oltrevita di un aviatore. Romanzo» 12— | CONSIGLIERI NAZIONALI DELLA CAMERA DEI FASCI E DELLE CORPORAZIONI —. —. » IST ELIGIO: POSSENTI - Risveglio. Commedia in tre quadri » 10— ALESSANDRO TASSONI ESTENSE - Principe Eugenio di Savoia
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Rilegato
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GIANA ANGUISSOLA - La giornata del diavolo, Romanzo CORRADO Racconti
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Antonietta.
BRUNO DAMIANI - La Francia alla sbarra RINALDO KUFFERLE - Giuliano l'Apostata. Tragedia . ADOLFO FERRARI - Luca Mussiof. Romanzo MUZIO PAZZI - Difesa contro le aggressioni aéree. Con
(ON A
MARIO
» 10— ‘di Maria
(Ca m
Rilegato MATILDE SERAO- Riccardo Joanna, Vita e avventure. Romanzo GIUSEPPE ANTONELLI - Estimo rurale Rilegato' in piena tela COSTANZA LILY MORRIS - Maria Teresa . Rilegeto GRAZIA DELEDDA - Il cedro del Libano, Novelle . LA GRANDE IMPRESA DI AMDA SION - Romanzo storico del XIV secolo - Traduzione di Bruno Ducati PIETRO Il PETROVIC NJEGOS - Il serto della montagna. Quadro storico della fine del secolo XVII. Traduzione di U. Urbani FILIPPO TAJANI - Storia delle Feronia italiane, Con 133 illustrazioni IVO LUZZATTI - Caterina de' Medici. Con 16 tavole Rilegato ALDO CERLINI - Storie e leggende dell'Appennino e del Po. Con 243 illustrazioni GIOVANNI CASTELLANO - Dal Risorgimento atfimpero. Significato storico del. Fascismo MARIO MUCCINI - Ed ora, andiamo! |l romanzo di uno scalcinato Rilegato PERCY SYKES- Storia delle esplorazioni. Con 346 illustrazioni e 33 carte geografiche. Rilegato COSTANTINO DE GRUNWALD - Metternich, Con 17 tavole Rilegato RENATO VENESIA - Rododendri ai vent'anni CORRADI
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della critica opprimente, — di quanto accade in questo basso mondosenza— nemico Signori, voglio mettervi al cot rentendo, guastarvi il sangue e la salute — vi dirò tutto in rapide battute, — che d'ogni cosa vuol toccare il foi In quello stesso articolo si legge che in Russia son le pecore, in totale, ottantatré milioni: è già un bel gregge, ma credevamo tutti, in generale, che gli abitanti fossero lassi il doppio, poco meno, poco più... Più non reggendo a tante delusioni, Stalin rinnova le passate stragi fra gli altri, per errate previsioni, ha fucilato il capo dei « Presagi » Ma lui, lui che vittorie in lunga fila previde in Finlandia, chi lo fucila?...
I russi, combinando un bel lavoro, al fronte spesso scambiano bersaglio, di modo che s'ammazzano fra loro naturalmente — dicono — per sbaglio. Sarà, ma quello sbaglio, a conti fatti, dura, fra i russi, da vent'anni esatti... L'oro non serve più, dicono tanti l'han dimostrato luminosi esempi. È noto che in mancanza di contanti vi furon gli « assegnati » in altri tempi ai giorni nostri, duri ed agitati, vi sono, viceversa, i. . rassegnati
S'apprende che in Germania un professore produce, con tin metodo geniale, un buon caffè sintetico, migliore dello stesso prodotto naturale ha un buon aroma e un bel color d'in[chiostro. (Purché non sia sintetico anche il nostro!)
Londra, provata ormai dal disinganno, a razionare i viveri s’affretta. Se durerà la guerra ancora un anno, non solo — ahimé — la classica «pancetta» (per cui gl’inglesi già tengono lutto), anche i... pancioni spariran del tutto! Fra gli alimenti che, per previdenza, in questi giorni Londra ha razionati, c'è perfino lo zucchero... Pazienza! È Gl'inglesi, in questo, ormai sono allenati,
perché dai tempi del signor Tafari n’hanno inghiottiti di bocconi amari!....
Però, non solamente il cittadino
sopporta i sacrifici, della guerra: ha la sua brava tessera perfino la Famiglia Reale, in Inghilterra. Ma c'è chi si domanda — è naturale — se quel razionamento sia... reale.
1 giornali bolseévici fan coro
@ un trafiletto, sulla Pravda apparso, che incita i russi ad aumentare il loro patrimonio zootecnico, assai scarso. Ma come? Non han bestie a sufficienza? Andatevi a fidar dell’apparenza!...
In quanto a Daladier, lettor cortese, la volta scorsa comettemmo un fallo: der e il« Premier» ti, che infe de,, infat 7 s'apprende non scivolò, ma cadde da cavallo. ‘Ahimé, tenersi in sella è diventato,o! oggi, un problema tanto complicat stata, giorni or sono, un'importante V'èrecrudescenza di siluramenti; nante impressio eccone qui la lista alcuni , Nel Mar del Nord ed altribastimenti funzionari, Sir Hore a Londra a Mosca quattro 0 cinque commissari. , trasporti i bolscèvic Già capo deicommissario e padreterno, ‘lognato, ich, a sconto dei suoi torti, Kaganov ha avuto il passaporto per avvilito Ha detto, a Mosca, il popolo Ho l'unico... trasporto ben riuscito! — erra adotta Da questo meseciòl'Inghilt per impedire annota, l'ora legale:dagli uffici, Che s'esca buie; e poi, quando dire per poter ancora per le vie c'è guerra subdola l'ora! Pie in questa legale: almeno Qualcosa di...
A Berlino, nei pubblici giardini, c'è un servizio di piccoli tramvai ad uso solamente dei bambini. L'idea che l'ha ispirato è buona assai forgiar nei bimbi un'anima agguerrita per sopportar le noie della vita!
Al mondo non sai mai quel che l'aspetta! 1 russi, che da Salla si ritirano, cercavano il nichelio e, per disdetta, hanno trovato... il piombo; onde sospirano È per del piombo tutta questa giostra! Quello, lo abbiamo pure a casa nostra... — Mentre und sposa, tutta infervorata, danza, a Milano, in abito da sera, rimane all'improvviso denudata, per cui cade svenuta © si dispera Non se la prenda, andiamo, e non s’illuda! In abito da sera, era già nuda. Continua ancor l’eroica resistenza dei prodi russi, che saranno in grado di rintuzzar la 'bieca prepotenza dei finlandesi... A Mosca e a Pietrogrado, come a Madrid adesso è quasi un anno, si legge per le vie: « Non passeranno! » Un freddo quasi senza precedenti assidera l'Europa. È un'ora fosca Svezia e Norvegia (belle prepotenti!) son richiamate all'ordine da Mosca. Belgio ed Olanda prendono misure. Parigi è in grave deficit. To pure. ALBERTO
CAVALIERE
LIUSTRAZIONE
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(Dìsegni di Molino)
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(Continuazione Teatro) Come si sa, l'Adelchi è la seconda scritta dal Manzoni tra il 1820 e il 1822, dopo un approfondito giudizio sulle circostanze e le vicende storiche dei Longobardi in Italia. Vi sono rappresentati gli avvenimenti della guerra franco-longobarda prima sfavorevoli, poi, per l'intervento del diacono Martino, decisamente favorevoli a Carlo; e gli inganni dei Franchi; e i tradimenti dei Longobardi; e il trionfo della potenza carolingia; e il crollo del regno longobardo. Tutto ciò come sfondo; e in primo piano il dramma di Adelchi, interprete eloquente dell'idealità, rappresentante di una superiorità morale che vorrebbe appartarsi, chiudersi in se stessa, piuttosto che lottare; un virtuoso, un saggio, un filosofo. Il ruolo di Adelchi sarà sostenuto da Renzo Ricci, e Laura Adani sarà Ermengarda. I bozzetti dei costumi sono di Sensani, La tragedia sarà recitata al Prato della Meridiana nel Giardino di Boboli.
* L'Unione Nazionale dell'Arte Teatrale (U. N. A. T.) ha compilato le sta: tistiche relative alle attività del teatro nell'anno 1938-39. Risulta da esse che durante detto perio do le 21 Compagnie primarie diedero complessivamente 2578 recite, di commedie italiane e 955 di commedie straniere.Le Compagnie che eseguirono in maggior numero lavori italiani furono: la Compagnia Donadio (con 263 recite, e nessuna produzione straniera): Dina Galli (con 228 itallane e 22 straniere); la RicciAdani (con 181 italiane e 51 straniere), la Compagnia della Commedia (con 181 italiane e nessuna straniera); la De Sica-Rissone-Melnati (con 165 italiane e 28 straniere); la Calò - Solbelli - Bernardi (con 141 italiane e 50 straniere); la Besozzi» Ferrati (con 129 italiane € 129 straniere). # Sempre secondo le statistiche dell'U. N. A. T. Roma € Milano sono star te, nel 1938-39, le due città in cui si è avuto il maggiore gettito di incassi. A Roma e a Milano le Compagnie di prosa hanno agito per 1505 giorni, e cioè 690 a Roma e 815 a Milano, con un incasso globale lordo di lire 11 milioni e 962.450, di cui 6.879.404 a Milano e 5 mi> lioni e 83.075 a Roma. I più alti incassi nei teatri di Milano e di Roma fi rono raggiunti, nel 19381939, dalla Compagnia del Cesare di Forzano alla Scala di Milano, con una media giornaliera di lire 16.392; dalla Compagnia Merlini-Ruffini all'Eliseo di Roma con una media di 15.579; dalla Compagnia Govi all'Odeon di Milano con una media giornaliera di lire 14.427; da Ermete Zacconi all'Olimpia di Milano con una media di 14.343, e ancora dalla Compagnia del Cesare al Lirico di Milano con una media’ di 15.008. * Per la prima volta IU. N. A. T. ha raccolto quest'anno anche i dati statistici relativi alle Compagnie di avanspettacolo che agiscono nei cinematografi. Questi dati sono così imponenti che non possono mon richiamare la maggiore attenzione degli enti interessati su questa attività spettacolistica che, pur rappresentando una forma minore di arte, interessa largamente îe masse. Basterà rilevare che nei 1938-39 sono stati stipulati 4209 contratti per un numero di giorni di recite (18.734)
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
che è il triplo di quello relativo alle recite delle compagnie di prosa, di rivista, di operetta e di varietà prese insieme; e che le somme incassate dalle compagnie di avanspettacolo (21.928.655 lire) sono superiori agli incassi complessivi di tutte le Compagnie degli altri settori. Roma è la città che dà maggiore incremento all’avanspettacolo, con 2840 giorni di recite, seguita da Milano (2821), Genova (1521), Torino (1127); mentre fra le regioni è la Lombardia che tiene la testa con 3652 giorni, seguita dal Lazio (3058), dalla Liguria (2809), dal Piemonte (1895), dall'Emilia (1592), Le regioni più povere di questa forma di spettacolo sono le Marche, con 45 giorni e la Calabria con 34.
razione dei grandi spettacoli classici che dovranno svolgersi nella primavera-estate del 1942 nel Teatro greco di Siracusa e în quello romano di Ostia. A Siracusa si rappresenteranno l'Elettra di Sofocle, nella traduzione di Ettore Bignone, e molto probabilmente con musiche di Francesco Malipiero, e I sette a Tebe di Eschilo, con musiche di Giuseppe Mulè. Subito dopo gli spettacoli siracusani cominceranno quelli dell'E. 42 a Ostia, dove si rappresenteranno tre tragedie greche, una commedia di Plauto (probabilmente ‘il Miles gloriosus), una di Terenzio, una commedia di Aristofane (Gli uccelli, nella traduzione di Ettore Romagnoli, con nuovissime musiche di Goffredo Petrassi), e una tragedia di Seneca (Fedra). Ad Ostia verranno ripetuti anche i due spettacoli siracusani dell'Elettra e dei Sette a Tebe, Gli allestimenti scenici di questi spettacoli classici verranno affidati a Duilio Cambellotti e ad altri scenografi.
* L'Istituto Nazionale del Dramma Antico, presieduto dal Prof. Biagio Pace, sta lavorando, in perfetto accordo con Ja Direzione Generale del Teatro, alla prepa-
CINEMA * L'ambasciatore Giacomo Paolucci di Calboli lascia le cariche di presidente di l'Istituto « Luce » e dell'Ente nazionale îndustrie cinematografiche. Con decreto in corso, viene nominato presidente dell'Istituto «Luce » îl cons. naz. Augusto Fantechi. La presidenza dell'« Enic » viene assunta dal direttore gen. della cinematografia Vezio Orazi. Alla presidenza di Cinecittà, în sostituzione del senatore Giovanni Tofani, che a sua richiesta lascia la carica dopo aver provveduto al completamento dell'Ente, è stato designato il camerata Luigi Freddi. Lo scambio delle consegne nei tre Enti avverrà entro il 15 febbraio ad avvenuta chiusura delle relative gestioni. $, E. Paolucci di Calboli, che ha tenuto la carica di presidente del « Luce » per quasi sette anni e che all'Istituto ha dato vivo impulso allo scopo di farne sempre più un efficace organismo al servizio del Regime, è stato chiamato a riprendere la sua carriera diplomatica. * Hollywood è in pro» cinto di perdere la qualifica di capitale del ci-
nema americano? Così Ja-
RADIORICEVITORI
scerebbero intendere notizie provenienti dagli Stati Uniti, secondo le quali sembra che in certi ambienti nuovayorkesi sì laworì per tentare di ottenere il trasferimento, almeno parziale, della produzione cinematografica di Hollywood a Nuova York. Sì precisa però che dal progetto esula qualsiasi giustificazione d'ordine artistico 0 tecnico e
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gna ravvisarla nel desiderio di certi gruppi finanziari di poter esercitare da vicino un più rigoroso ed efficace control» lo sulla gestione ammini. strativa di alcune case e di porre un freno alle
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* In Francia la stasi nella produzione, causata dalla guerra, costringe parecchi attori ad una forzata inoperosità. Secondo riferisce lo Schweizer Film alcuni hanno deciso di ritornare al teatro di prosa; sembra anzi che fra questi, Francoise Ro-
say, Gaby Morlay, Elvire
Popesco, Sacha Guitry, Chevalier, Michel Simon (oriundo svizzero), l’Arletty, Raimu, Louis Jou-
vet, "Véra Korène, Suzy
Prim e Victor Boucher debbano presentarsi anche sulle scene svizzere.
# Mentre prosegue l'opera delle autorità intor-
no al romanzesco affare dei milioni in cui e implicato il noto Marangoni il quale aveva anche co-
stituito una Casa cinematografica produttrice di Cuori nella tormenta, si apprende che nei giorni scorsi, nei cantieri tirrenici della Pisorno, è stata ripresa la lavorazione del film per conto della «Atesia ». Protagonista del film continua ad essere Silvia in un primo tempo sost nuto da Fosco Giachet è stato ora affidato a Mi no Dotb; altri interpreti sono Camillo Pilotto, Dria Paola, Lia Orlandini, Augusto Marcacci; Carlo Campogalliani è il re-
siii ste
gista.
* I primi due film del programma 1940 annunciati dalla « Stella » sono stati affidati a registi stranieri: Nascita di Salomè a Jean Choux che ha già diretto în Italia Rosa di sangue per la Scalera, e Fortuna a Max Neufeld,
# £ passato al montaggio Il film di Gallone Manon Lescaut. Come è noto il commento musicale è tratto dall'opera di Puccini: hanno cantato i principali brani Maria Caniglia e Beniamino Gigli, * Sì ha notizia della costituzione di una nuova Società: la «Athena Filma; poco finora si conosce della sua futura attività ma si sa che sono allo studio due film per i quali verrebbero scomodati, nientemeno, Foscolo e Tasso. ORGANIZZAZIONI GIOVANILI * Il Comando Federale della G. I L. sta organizzando una nuova manifestazione culturale e artistica. Tutti gli organizzati della G.I.L. parteciperanno a questi Ludi Juvenilis della Cultura e dell'Arte per l'Anno XVIII. In un primo tempo saranno disputate le eliminatorie nell'ambito di ciascun Comando della G. I. L, e successivamente avrà luogo la selezione Federale. I Ludi saranno divisi in due categorie: la prima per giovani fascisti, per giovani fasciste, avanguardisti e giovani italiane; la seconda per balilla e piccole italiane. Di particolare importanza sarà inoltre la preparazione ai Littoriali di politica estera che quest'anno sì svolgeranno sul tema: «Il compito dell'Italia nella ricostruzione europea». Su tale tema il G. U. F. dell'Urbe organizza una serie di convegni settimanali în cui oratori di certa competenza parleranno ai giovani sui vari problemi dell'ora. * Il Bollettino Ufficiale del Ministero dell'Educazione Nazionale dell'11 corrente n. 2, parte II, pubblica una ordinanza con la quale è indetta una sessione straordinaria unica di esami di ammissione, promozione o idoneità, di licenza, di maturità e di abilitazione: a) per i reduci dalle O.MS. rimpatriati dopo il 28 febbraio 1939-XVII e per i rimpatriati dopo il 31 maggio 1939-XVII che, avendone diritto, non abbiano partecipato a nessuna delle ordinarie sessioni di esame dell’anno scolastico 1938-39, tenutesi nelle scuole e istituti di istruzione media o artistica. b) per i giovani in servizio militare di leva o trattenuti in servizio militare o richiamati alle armi che, essendo stati ammessi a uno dei predetti esami, non abbiano potuto, per esigenze di carattere militare, prendere parte alla seconda sessione di esame dell’anno scolastico 1938-39. Sono ammessi alla sessione anche i giovani che non avevano potuto sostenere, per esigenze di carattere militare, tutte Je prove cui avevano diritto, # Allo scopo di facilitare l'avviamento sindacale dei Fascisti Universitari, tra la
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Professore Emerito Clinica Medica R, Università di Genova Napoli, 23 settembre 1922
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Prof. ANTONIO
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Direttore Prima Clinica Medica R. Università di Napoli
Boiogna, 23 gennaio 1924 11 L'ISCHIROGENO
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testimonianza favorevole del nostro maggior Clinico. L'attestato del Cardarelli vale per tutti.
tralasciadobbiamo (che altri tanti di Maestri immortali tre questi di affermazioni eses-Le dubbi lasciano brevità) non per re
Prof. AUGUSTO MURRI Direttore Clinica Medica R. Università di Bologna
Segreteria del G.U.F. e la Confederazione Fascista del Lavoratori del Commercio è stato stipulato, con l'approvazione del Ministero delle Corporazioni, un importante accordo, pubblicato per esteso nel «Foglio di Disposizioni » del P.N.F. n. 37 del 24 dicembre XVIII. Secondo tale accordo la Segreteria dei G.U.F. segnalerà ogni anno alla Confederazione sei laureati in giurisprudenza, o in scienze economiche e commerciali, o politiche o. so ciali. oppure quattro laureati e due ra gionieri, che abbiano rilevato particolare attitudine ai problemi sindacali e corporativi. I designati faranno un tirocinio semestrale nel Centro o presso le Unioni provinciali fasciste del lavoratori del commercio, e — se lo avranno lodevolmente svolto — verranno immediatamente assun. ti © iscritti în un elenco dal quale la Confederazione sceglierà quegli elementi di concetto di cul potrà aver bisogno. L'assorbimento di tali fascisti universitari avrà la precedenza su ogni altra assunzione n parità di titoli. Qualora il diplomato o laureato venga assunto immediatamente dopo il tirocinio dovrà fare un periodo di prova, e i sei mesi di tirocinio saranno considerati anzianità di servizio. Tale accordo è entrato subito in vigore. * La Federazione pugilistica terrà prossimamente un corso di insegnanti di pugilato e di arbitri. al quale parteciperanno 9 allevi designati da ogni Comando Federale della G.I.L. Il corso durerà un mese e si svolgerà in tre turni di trenta allievi. I promossi verranno assegnati ai rispettivi Comandi Federali con la mansione di istruttori di pugilato. * La Reale Federazione Ginnastica d'Italia sta in questi giorni formando il proprio calendario agonistico per l'anno XVIII. Il calendario (nella eventualità che non vengano disputate le Olimpiadi di Helsinki) ha in programma incontri interna» zionali in date da stabilirsi, con l'Ungherla, con Ja Germania, con la Svizzera, con Ja Jugoslavia e con la Boemia. L'attività nazionale si basa, per le masse giovanili, sulla Coppa Morgagni, sul Campionato Ginnastico Nazionale maschile e femminile della G.I.L., sulla Ill Coppa Sassi, sul Trofeo Ferlasco e sulla gara indivi» duale giovanile divisa in due distinte manifestazioni che si svolgeranno una in Alessandria e una in Roma. Per le categorie superiori l'attività nazionale verterà sui Campionati nazionali che si svolgeranno il 19 e il 20 ottobre in Napoli, sul Decathlon Reale che avrà luogo a La Spezia il 7 e 9, e sul campionati femminili che si svolgeranno in due prove. Inoltre la Federazione Ginnastica farà svolgere 1 Concorsi ginnici internazionali maschili e quello nazionale femminile in stabilirsi
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gocce, che avviluppa ogni capello d’una invisibile guaina «irradiante». I capelli brillano
tre volte di più, perchè ognuno brilla separatamente, anzichè
essere appiccicati,comeavviene con le comuni brillantine :
toccatei vostricapelli,essisono JM
soffici, fluenti come la seta, e per | tare la naturale colorazione del caniente grassi o unti. Preferite quindi pello, e la fa apparire più viva, più la brillantina liquida ricinata Rojà. |smagliante, grazie al suo prodiL’olio di ricino tonico che essa congioso potere irradiante. Chiedete la tiene sovra-alimenta e fortifica il | brillantina Rojà nel suo flacone pello. I capelli sono protetti contro vaporizzatore brevettato. Rojà è in l’azione disseccante e decolorante del vendita ovunque a L.7il solo flacone; sole, e diventano cosi soffici che le |a L. 12 il flacone con vapor ‘atore, ondulazioni durano due volte più Laboratori Bonetti Fratelli, Milano, a lungo. La brillantina Rojà fa risal- |via Comelico, N. 36.
BRILLANTINA SPORT * È uscita l'Agendina del calcio compilata con la solita attenta cura da Rinaldo Barlassina. Siamo ormai all'ottava edizione annuale e ripetere il consueto elogio per il libriccino e per il suo autore sarebbe, mi sembra, superfluo. L'Agendina del calcio, tutti ormai lo sanno, ha la copertina d'argento (carta argentea, se mai qualcuno dovesse farsi illusioni) ma in effetto è un libro d'oro. Costituisce dunque il non comune caso dell'apparenza che inganna per nascondere un contenuto migliore. L'Agendina di quest'anno è come sempre ricca di dati e di notizie, precisa nelle informazioni e perfettamente aggior-
ASCII « L'Illustrazione Italiana » è stampata su carta fornita dalla S. A. Ufficio Vendita Patinate - Milano Fotoincisioni Alfieri & Lacroir
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XIV
ROJA nata. E nell'aggiornamento più rigoroso mi sembra consista il merito maggiore dell'Agenda di Barlassina, ché per lo più in questo genere di pubblicazioni qualche varlazione sfugge e offre al lettore criticastro la possibilità di muovere l'appunto. Qui invece non c'è un cambiamento di squadra (anche tra le minori) o d'indirizzo, non un cambiamento da celibe ad ammogliato che a Barlassina sia scappato di mente. L'Agendina è dunque oltre che un libro delizioso per il tifoso curioso, un libro utile per i dirigenti di società, per gli allenatori, per tutti coloro che vivono nel mondo del calcio e, ma sì diciamolo, anche per il giornalista sportivo che con una rapida occhiata si mette al corrente sicuro di non cadere in un tranello della cattiva memoria e fa, magari, bella mostra di tutto quello che Barlassina gli ha fatto sapere. Libro utile e dilettevole che fa veramente onore al Barlassina cui si vorrebbe conferita una medaglia al merito della pazienza e della precisione. Una medaglia d'argento, non di quello della copertina del libro, s'intende. * Calcio. Sembra che la Federazione abbia intenzione di far svolgere le rimanenti quattro giornate di Coppa Italia a chiusura del campionato e questo allo scopo di permettere il più regolare svolgimento del massimo torneo nazionale. È però molto probabile che gli ottavi di finale della Coppa Italia vengano fatti disputare la domenica di Pasqua, mentre i quarti, le semifinali e la finale si svolgeranno a chiusura del campionato. — Il mese di novembre del corrente anno è stato fissato per la disputa dell'incontro di andata Italia-Ungheria, mentre la sede non è ancora scelta tra Roma, Napoli e Genova. Per lo svolgimento della partita di ritorno in Ungheria saranno prese decisioni in occasione di un prossimo viaggio a Budapest del Segretario della F.I.G.C. che parteciperà in quella città ad una discussione per la Coppa Europa. * Motorismo. Anche per l'A. XVIII l'Associazione Motocielistica Roma farà disputare nel corso del mese di aprile la sua importantissima prova di regolarità per la Coppa del Re Imperatore che sarà pertanto alla sua quarta edizione. La formula di svolgimento in due tappe, con tratti fuori strada, resterà immutata, mentre alcune variazioni saranno probabilmente apportate al percorso. — Le grandi corse incluse nel calendario internazionale sono 15, delle quali dodici italiane. Le maggiori soni Mille Miglia, 28 aprile; Gran Premio di Tripoli, 12 mag: gio; Gran Premio di Indianopolis, 30 maggio; Gran Premio d'Italia, 8 settembre; Gran Premio di Spagna, 29 settembre. * Sport invernali. Hanno avuto inizio le prove di discesa cronometrata organizzate dallo Sci A. di Milano sulla lunga e magnifica pista del Pian Rosa a Cervinia, avente 1500 metri di dislivello con circa 10 km. di percorso. Le prove, come già è noto; consisteranno nel compiere il ‘percorso che seguirà l'itinerario diretto delle Cime Bianche e del Gaillet entro tre tempi che verrango tempestivamente. indicati, con la corrispondente asseghazione di speciali distintivi in oro, argento e bronzo. — Non è improbabile che la F.I.SI., secondo le sue consuetudini annuali, bandisca quanto prima. un corso per maestri di sci che avrebbe effettuazione in marzo in località da destinare e uno per maestri di pattinaggio, in febbraio. con probabile sede al Palazzo del Ghiaccio
Cara
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rirenze
di Milano. La direzione tecnica di questi corsi verrebbe affidata rispettivamente a Kjelberg e Gasperl e all'ing. Bonfiglio, — In considerazione che sei tra | migliori sciatori azzurri di origine tedesca e residenti in alto Adige (V. Demez, G. Nano, Baur, Azzolini e ì due gardenesi Senoner) hanno lasciato l'Italia avendo optato per la cittadinanza germanica, si assicura che la squadra italiana non parteciperà alla prossima settimana di Garmisch. * Ciclismo. In una riunione tenuta di recente a Milano gli esponenti delle organizzazioni ciclistiche e um rappresentante dei corridori più noti hanno constatato le dificoltà di stabilire un calendario di manifestazioni adeguato, a causa delle limitate disponibilità concesse dalle
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autarchica ci ha spinto da qualche delle materie plastiche, tamente sorprendenti, è quello fa unicamente per determinati incremento di fabspecifici impieghi, ma ora in continuo mercé le sagaci sostituzioni bricazione € di applicazione, all'industria autopensare Basta metallici. di materiali. elettrica, agli ornamenti, a talune
mobilistica, a quella alla radio ecc. per branche della meccanica, ai telefoni, degli enormi impieghi avere subito una sensazione esatta
, parali ino avere. Naturalmente che dette materie son trovati delle applicazioni, di sìtipi, lamente al moltiplicarsi cosicché e di varietà nuovi metodi di produzione vasta gamma delche da scegliere nella ognuno non haofferte quelle più confacenti r'al mercato, giunge le gradazioni deve fare. all'orecchio una Oggi, ci all'uso che ne
di materiali sintetici, vasta schiera di nomi commerciali siano infiniti, ma non dobbiamo pensare che tali materiali che per molti l'origine è o almeno esuberanti, in quanto a. tteristica esteriore od accessori
‘salvo trattamenti accessori diversi lerà sentendo che l'acetilene — ‘ad una estesa gamma di ‘dà anche in ‘questo, caso delle
sostanze
plastiche:
con un opportuno Dì seguito prodotti molli ed paragonabili al caucciù, meni mo caso sì ricavano prodotti co: tecnicamenti fesine, siche chiamano si rammolliscono al calore il fatto joni di un adatto ità primitive ‘atteristica,
non apquesta, di
* Da recenti dati si ricava che il tonnellaggio mondiale delle Marine mercantili è di circa 70 milioni di tonNellate e l'Italia si trova al quarto posto con 4 milioni di tonnellate (il doppio di quello che aveva nel 1914) venendo dopo l'Inghilterra con 18 milioni, gli Stati Uniti d'America con quasi 9 milioni; il Giappone con più di cinque milioni e mezzo; la Norvegia con 5 milioni e la Germania con 4 milioni e mezzo. La Francia viene al settimo posto con circa 3 milioni e mezzo di tonnellate. # I) programma autarchico per il piombo € lo zinco ha pienamente raggiunto 1 suoi obbiettivi, poiché le produzioni sono state come era nelle previsioni: il piombo È passato dalle 35.000 tonnellate del 1935 alle odierne ‘45.000 e lo zinco da 26.000 a 34.000. È noto che l'intensificazione della produzione del piombo è in diretto rapporto con quello dello zinco per ragioni minerarie ed industriali, e data l'esistenza in Italia di ottime zone piombifere e zincifere, si studiano opportuni, piani di incremento allo scopo di alimentare una buona corrente di esportazione. Notare poi. che nella modernizzazione degli impianti, nulla si trascura per vincere altre battaglie a tarchiche, e valga la citazione che nel nuovo impianto di Porto Marghera lo zinco viene prodotto elettroliticamente, cosicché oltre ad averlo purissimo (tenore: del 99,99%) Îo si produce senza adoperare carbone o refrattari speciali di provenienza estera, il che rappresenta già un bel risultato di indipendenza economica. VITA ECONOMICA E FINANZIARIA 4 L'importanza economica e demografica delle categorie commerciali ‘in Italia. In base a recenti ed accurate Siatistiche esistono attualmente in Italia circa 917.000 aziende commerciali che rappresentano complessivamente un valore patrimoniale di oltre 15 miliardi di lire. Insteme a queste cifre, che documentano l'importante posizione occupata dalle categorie commerciali nel quadro della nostra attività economica, sono poi da considerare ‘ché caratterizzano la struttura demografica della . Infatti il numero complessivo
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XV —
L'ILLUSTRAZIONE
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dell'azienda e 550.000 da lavoratori dipendenti, sia impiegati che operai. Durante l’anno 1938 a questa massa di dipendenti vennero pagati in salari circa 2.800 milioni di lire, Circa il 75 per cento delle suddette aziende commerciali è formato da aziende a conduzione familiare. Data questa caratteristica e considerando che in media ogni azienda assorbe l'attività di una famiglia composta di 4 unità, risulta che circa 2.800.000 persone traggono dal commercio i loro mezzi di sussistenza, * IL commercio estero dell'Olanda. Nei primi nove mesi del 1939 le importazioni olandesi sono ammontate a 1.089 milioni di fiorini, contro 1.053 milioni del corrispondente periodo del 1938, D'altra parte le esportazioni sono ammontate a 771 milioni contro 767 nei primi nove mesi dell'anno precedente. Tra i paesi fornitori, il primo posto, nel periodo suddetto, è tenuto dalla Germania, seguita a distanza dal Belgio e dagli Stati Uniti. Per le esportazioni il primo posto è tenuto dal Regno Unito cui segue la Germania. Le importazioni dall'Italia sono salite a 10,8 milioni di fiorini, contro 8,6 nel 1938. * La diminuzione dei profitti industriali in Inghilterra. Secondo i risultati dei bilanci di 2.334 società anonime inglesi, gli utili da queste realizzati nel 1939 sono ammontati a 226,9 milioni di sterline. Poiché nell’anno precedente gli utili registrati dalle stesse società erano ammontati ad oltre 289,4 milioni di sterline, la diminuzione verificatasi è stata di circa il 7,50 per cento. Gli utili realizzati nel 1939 sono stati assegnati per 189,1 milioni in pagamento di dividendi e per circa 73 milioni all'ammortamento ed alle riserve sociali. * Iniziative autarchiche delle categorie artigiane. Ha trovato favorevole successo fra le categorie interessate il brevetto di due artigiani bergamaschi che hanno ideato un tipo di imballaggio speciale adatto per qualsiasi merce, o prodotto industriale o agricolo, Tale imballaggio è a pareti ribaltabili su se stesse, e presenta la caratteristica di occupare a vuoto il minimo spazio. A mezzo di speciali cerniere, le casse o gabbie possono essere ripiegate in modo da occupare solo lo spazio necessario alla sovrapposizione delle pareti, le quali rimangono collegate sempre fra loro. L'operazione di ripiegamento od inversa, qualunque sia la grandezza dell'imballaggio, è istantanea, senza contare che l'imballaggio stesso offre 1 requisiti necessari per eventuali plombature, Il costo dell'imballaggio è minimo in relazione alla sua durata ed alla facilità con cui può venir ricuperato. Se si pensa alla gran massa di imballaggi che vengono sprecati in Italia, sì comprende la importanza dell'iniziativa in parola, che se adottata su vasta scala, come dai primi successi è facile arguire, potrebbe apportare un valido contributo all'eliminazione del forte consumo del legname di cui in parte siamo importatori. * L’utilizzazione delle forze endogene nell'Isola d'Ischia. A proposito della utilizzazione delle forze endogene nell'isola d'Ischia sono state diffuse alcune notizie inesatte. Sta di fatto che non esiste attualmente nell'isola d'Ischia alcun impianto di sfrut-
che era pol la fiorentina Maria de Riccì, sposa di un ministro cugino dell'imperatore. Seguivano la marchesa di Contades, fi mosa per le sue bizzarrie, la duchessa di Persigny, moglie del ministro francese degli interni, Sofia de Paniega, la principessa Murat, la duchessa di Bassano, la principessa di Essling... Ci limitiatamento di acque termali per produzioIl primo, dipinto tra il 1483 e il 1490, sem: mo a nominare soltanto qualcuna delle ne di energia elettrica. bra sia l'autentico; l’altro, quello che trobellezze più famose. Realizzazioni in scala industriale si vasi a Londra, secondo i più autorevoli Possiamo aggiungere per completare la possono ritenere prossime. DI esse si occritici, sembra sia una copia eseguita dopo frivolissima cronaca che alla corte di Nacupa, come è noto, la Società Forze EnJl 1500 da Ambrogio Preda, discepolo del poleone Il sembra avesse singolar fortudogene Napoletane (Safen) costituita nelMaestro. na il biondo: la maggior parte delle dame lo scorso anno per iniziativa della SoQuanto al famoso Cenacolo, che tronominate rappresentavano infatti tutte le gietà Meridionale di Elettricità e della vasi nel convento del domenicani a Migamme del biondo: dal cinereo al tiziaSocietà Romana, che si prefigge altresì lano, la tradizione vuole che Leonardo nesco. scopi molto più complessi. vi lavorasse sedici anni senza riuscire a Ed cecoci — rievocati da una lettera di Le ricerche che si effettuano a Napoli condurre l’opera a termine, supposizione un assiduo di questa rubrica — ai tristi in tutto il complesso e difficile campo di che parrebbe a tutta prima autorizzata dal e singolari accidenti che funestarono la queste applicazioni lasciano adito alle mi. fatto che la figura di Gesù rimase incomcerimonia di nozze del principe Amedeo di gliori speranze che risultati industrial: piuta. In realtà Leonardo attese a que‘Savoia con la principessa Maria dal Pozzo della Cisterna, avvenuta il 30 maggio 1867. Uno scellerato destino sembrò divertirsi ad accumulare În quella che avrebbe dovuto essere una giornata di letizia, l'omOMO bra di ben sette mortali accidenti. on riterno alla giortrasza Il primo lugubre avvenimento della giornata fu il decesso di una dama d'onore trovata morta la mattina stessa nel guardaroba di palazzo reale. Mentre si stava formando il corteo in attesa del colonnello che doveva servirgli da guida, giunse notizia che questi era caduto da cavallo colpito da sincope, qualche centinaio di metri prima di giungere al palazzo. Il corteo si mosse, ma trovò i cancelli chiusi per inesplicabile negligenza di un Ve PRODOTTO |INEGUAGLIABILE guardiano il quale, spaventato per l'errore PERLA commesso, si uccise. Poco dopo l'ufficiale che aveva steso il contratto di matriCURA €L'IGIENE DEI CAPELLI monio muore in vettura colpito da apoplessia. Inutile continuare il lugubre elenCOMBATTE LA CALVIZIE co, Colpiti da mortali accidenti finirono RITARDA LA Canizie la loro vita in quel giorno perfino il capostazione di Stupinigi, investito dal treno nuziale mentre attraversava i binari, e lo scudiero del Re, conte Verasis diCastiglione, marito ripudiato della contessa che ab. biamo visto rifuigere alla corte napoleonica, Vi sarò molto grata — ci scrive una signora — se voleste spiegarci chi era Zoroustro. Zoroastro o Zaratustra (trattasi del medesimo personaggio) vissuto nel IV secolo a. C. fu il riformatore della religione iranica. Ritiratosi a trent'anni sui monti dell'Iran, dove trascorse lunghi anni in meditazione, fondò un sistema filosofico religioso, da lui detto Zoroastrismo, i cui canoni fondamentali vennero fissati nello Zend-Avesta. Ormuzd, dio del bene e creatore dell'anima umana e Arimaud, dio del male creatore della carne, sono gli iddii nemici e antagonisti che stanno alla base di questa religione dalla quale derivarono il Manicheismo ed altre eresiè cristiane, La nuova religione si diffuse assai rapidamente nell'Iran finché non venne in gran parte soppiantata dall'islarnismo. Tramegnino — rispondiamo a un'altra signora — è voce che trae la sua origine dal nome dei fratelli Tramagnini di Bomente interessanti non tarderanno a vest'opera non sedici, ma tre anni; e d'inlogna, famosi figuranti e giocolieri di spetire, compiuto rimase solo la testa del Redentotacoli teatrali. Così chiamansi appunto in Le esperienze napoletane sulla utilizzare che, con quella di Giuda e per oplinguaggio teatrale corifei, figuranti e giozione dell'energia ricavata dalle acque poste ragioni, lasciò. lungamente perplesso colîeri. termali si basano sull'impiego in apposite il Maestro ii quale, se non riusciva ad Scalogna, scalognato, termini infausti e turbine di vapori ad alto peso molecolaesprimere nelle fattezze del traditore tanpiuttosto volgari, sinomini di sfortuna, re. Il principio fu poi realizzato sperita bruttezza da rifletterne quella interiosfortunato, traggono origine dal francese mentalmente nell'Istituto di Macchine del re, cercava invece di superare se stesso, escalogne o dallo spagnolo escaloîia, che la Università di Napoli con la costruziodi evadere oltre l'umano, onde esprimere a loro volta la trassero dalla città palene di un gruppo elettrogeno da dieci chila celestiale bellezza del Divin Maestro. stinese d'Ascalona. lovatt. I risultati furono quanto mai E ancora a proposito di Leonardo — soddisfacenti sotto ogni aspetto. Di essì, poiché le recenti celebrazioni vinciane si occupò la Reale Accademia di Scienze sembra abbiano suscitato în tal campo la di Torino, che in occasione del convegno curiosità di molti lettori — informiamo chi autarchico del maggio scorso, ne fece una fra costoro ci chiese come debbonsi idenpubblicazione dettagliata. tificare i quattro personaggi che sono ai piedi del monumento che trovasi in piazza * Per la diffusione dell'energia elettridella Scala a Milano, scolpito dal Magni, ca nelle campagne della Francia. Il Goche tali personaggi rappresentano i quattro verno ha concesso in 25 anni 689 milioprediletti discepoli del grande Maestro e ni di fr. di mutui, permettendo così la cioè: Gian Giacomo Caprotti detto il installazione di linee di distribuzione nel Solai, Marco d'Oggiono, Cesare da Sesto e territorio di 8143 comuni, Giovanni Antonio Boltraffio. Un ingegnere milanese ci chiede quali * Le miniere aurifere del Sud Africa. furono le dame che maggiormente brilNel 1939 hanno distribuito in dividendi ico larono per intelligenza e per bellezza alla Lst. 19 milioni 819.000 con un aumento Dott. Prof. P. Rivalta Corso Magenta 10 corte di Napoleone III. di Lst. 2.511.000 in confronto del. 1938. Milano. Questo aumento è dovuto principalmente Fedele al motto del re Francesco di (Aut, Prof, Milano 25875; 8-5-35-XII) Francia, il quale soleva dire che «una all'accresciuto prezzo dell'oro in confronto della sterlina. corte senza belle dame è una primavera senza rose», anche Napoleone III amò raccogliere a corte dame famose per la ALL'INSEGNA loro bellezza. Per la loro bellezza soltanto? Sarebbe ingiusto affermarlo in modo asDEI SETTE SAPIENTI soluto, perché in realtà tanto l'imperatore Fra i molti, anzi moltissimi ritratti di che l'imperatrice Eugenia amavano cirLeonardo viene ritenuto autentico quello condarsi anche di persone che brillasin matita rossa, che trovasi nella Reale sero per doti di spirito e di intelletto, ma ViNi TiPiCi Di LUSSO-ORVi Biblioteca di Torino, dove il grande itaè certo che la bellezza era era il criterio liano è ritratto già vecchio, in espressione definitivo adottato per la scelta. quasi di dolorosa stanchezza. Astri di prima grandezza che spiccaLa Vergine delle Rocce è certo uno dei vano su tutto il resto del firmamento era. suoi capolavori più famosi: ne esistono uo due italiane: la contessa Virginia di due esemplari, uno al Louvre di Parigi, Castiglione, troppo nota perché se ne l’altro alla Galleria Nazionale di Londra. debba parlare oltre e la contessa Walewski,
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geniale autore di tante belle miniature, cihalasciati: ime per sempre!
13 15 14 16
17 18
Sull'apertura
(23.19-9.13; 2117)
con note di Agostino Gentili
Ad onorare la cara memoria di questo nostro affezionato
amico e valoroso collaboratore, pubblichiamo una collana di enimmi e indovinelli, — tipo di gioco che trattava sempre
ta)-12.15; 19. ; (vedi posizione del diagramma)
con mano maestra — scelti fra quelli che già videro la luce in questa che era la sua rubrica preferita,
48 (e); 26.21 (d)-10.14
(e);
28-13.17;(9) 2823-1726;
30.21-2.6;
17.
10-6.13; 23.19-14.23; 28.12-8.1 Figlia legittima
2117-15; 2926-37 (9); 17.13-T. 12; 23.19-5.10; 19.14-10.19; 24.2015:24; 22.8-11.15, Pata,
ti sacomprendere, ti sa ospitar;
fra gli esperti, ma non è migliore di quella del testo.
saper chi sia, —
molto forte.
ODALISCA
della Turchia,
(a) 19.14 è la mossa abituale
(b) mossa poco usuale, ma (e) La mossa 2.5 è inferiore, eccone l'esempio: 0a p 2319-1520; 24.15-11.2); 28.24-20.23; 19.15-3.7; 15:12-7.16; 26.19 | 8.15 è peggiore) 18.14-10.26; 17.3-23.27; 20.22-27.31; Bianco in vantaggio. (@) Contro 23,19 la risposta migliore è 25. v e). variante (vedi inferiore è 25 (e) La mossa ($) La mossa migliore per una sicura patta, 18.14-10.1%; BiTd (9) Se 5.10; 23.19-15.20; 24.15-1120; 2621-20-23; E 10-6.13; 2.17 ecc. Patta. Agostino Gi
ma se desideri
«La donna è mobile» non ti scordar.
LA SALMA DI UN FILOSOFO In quale stanza esser baciata brami?
Con tutta l'opra, in un avel mi reco per suscitare de’ miei detti l'eco,
Le gioie siam di una promessa fede.
ai piedi di coloro
Quanta in quest'aria poesia spira!
che di sommessa voce fan tesoro.
Il letto appresta con la suora sua. V'è, o sanguinaria, chi vuol latua pelle!
PROBLEMI (a premio)
Spirano' algenti da nordiche plaghe. Al bimbo porge l'alimento primo,
L'AMBASCIATORE Con arti superiori e con giudizio tien alto il delicato suo servizio.
N,
Consumasi per te ogni cosa in terra,
9 di
Romeo
Botta
N. 10 di Massimiliano
e vince
Il Bianco
(Asola)
L'alata nunzia di Giunone bella.
. De l'afra gente il genitore antico. Pregio era un giorno, ma oggidi è un difetto. UN
Mitici augelli di muliebre aspetto,
con certi strumenti notarili, poté, con arte, giungere
Offrono il vino generoso e buono.
. Th m'addurrai nel regno de ln morte.
a concordati dei più vari stili.
IL
SEMAFORO
Tutti t'invidian l'eccellente fiuto. . Il dolce frutto che al peccato indusse.
STRADALE
Verticali
Nulla più va! Destata è l'attenzione: il rosso appare a la circolazione!
>
Ml Bianco muove
in 3 mosse
Greve calura che il respiro affanna. La porta schiude a la divina Aurora, Non più ella vanta d'innocenza il fiore.
muove
e vince
in 5
N, 11 di Loris Bertini (Empoli) (a mossa libera)
Svetta perenne le sue chiome al vento. Fior di giaggioio, bello come te...
DI
+ finale
(non a premio)
Dolce èil ristoro che mi porti a sera, Loschi maneggi sol d'intrigo orditi. _L'ellenio iddio de la guerra esperto. Franca dal frale eternamente vive. opaapaenr . Per te ogni cosa fatalmente crolla. L'AGENTE
e]
Fonte di luce che la speme accende.
COMMERCIALISTA
In tempi sìdifficili,
I cor trapassa con gli acuti strali.
CAMBIO
.
‘Apre la bocca e svela
Di
verde
ammantan
prati,
campi
e selve.
Garrulo scende la fiorita vallo,
di azioni una sequela. Se bene le apprezzate di fuori son chiamate. »
Gemma azzurrina chiara e iridescente, ;. Peccasti? Or bene rovesciata prega!
La cieca ed impulsiva consigliera. . Tl biondo grano fa baciar dal sole, . Pallido fiore delicato e aulente,
ITALIANA » UN AMMIRATORE DELL’ « one Questi è colui che sta in adorazi +. davanti ad una doppia « Illustrazione
SOLUZIONE
DEL
Il Nero muove e il Bianco vince SOLUZIONI DEI PROBLEMI DEL N. 53 li F. Piccoli: 9.5; 18.21; 21.14. liM. Telò: 21.18; 18.13; 1 lìG. Pelino: 12.15; 32.28; 27.23; 13; 116; 27.22; 8.4; 4.7; 732
N, 53
TL. PELLEGRINO
Fu dato a questo il còmpito
di camminare, però, se il tempo s'altera, . sì deve riparare.
NOTIZIARIO
Chiediamo venia al nostri assidui per l'omissione involoni a causa che l'informazone ci è pervenuta con ritardo, della db classifica ottenuta dal nostro geniale collaboratore Giovanni netti di Asola, riuscito primo in classifica pel II tema nel perso del Dopolavoro bolognese di Scacchi e Dama. loni.
L'Arcigno
SOLUZIONI DEL N. 53
- 2. Immaginatore, 1 Mugo-gola-amento = mugolam- ento, = problema. impaginatore. - 3, Tra-cotante. 4. Preambolo - 5. Quel che è stato è stato.
Premiato: Maria Maestri, Adria —
Gr
Rimmentiamo al problemisti che 11 termine utile per l'invio det lavori
llo Vicentino Premiato: Dott. S. Segala, Montebe
essere inviete gnate dal relativo talloneinò, devono
Le soluzioni di tutti i giochi, accompa
ine Ea
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzioni Enimmi
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ILLUSTRAZIONE ITALIANA N. 3 Soluzioni Cruciverba
|
n
pel concorso
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p. v.
iidell =
(Vedi alla pagina seguente le rubriche Scacchi e Ponte)
sulla busta la rubrica a cui si rîfi e L'Iustrazione Itallara, Via Palermo 10, Milano, specificando ————_—__Ém@@;
ILLUSTRAZIONE Concorso
ITALIANA
permanente
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzioni Dama N. 3
| ——_—
ILLUSTRAZIONE
Soluzioni
IT:
Scacchi N. 3
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Messina (Italia)
dedicato a Vitt. DeBarbieri - Inedito
SCACCHI
È Tornei di Natale - Principale Milano - dicembre 1939
Problema N. 818 U. LANCIA
F. Castiglioni
L. Tagliabue €6 , 18. Ac3
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Dgs
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Db7 133
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LIBRI RICEVUTI Miscellanea Enzadristica, di J, Val-
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Partita Eat-Indiana Tornel di Natale - Principale Milano - dicembre 1939 dea)
Problema N. 820 V. MARIN (British Chess Magazine,
1907)
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£:55 . xadrez Brasileiro (Rua Goncalves,
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Milano - dicembre 1939 F. Castiglioni G. Ferrantes
A. URSCITSCH
(Barmer Schachverelm, 1904)
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1° Premio
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2. di 3. Ce 4. Ags 5. A:f6 6. Cf3 7. Ada 8. ef io) da . ep. 11. Cgs
12. DS!
lavoro
scacchistico
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noto
iziazzie e SOeet massima parte, composti
use in dall'autore
ed altri a lui dedicati dai suoi ammiratori, Il prezzo della pubblicazione è di Reno
si)pile E al cambio attuale, a circa 60 lire italiane; prez-
Marica Tornei
Problema N. 819 da
D16?
Nero
Dias 46, Rio de Janeiro, Brasile) abbiamo ricevuto di questi giorni l'ul-
timo
compositore problemista nonché e—spertosolutore dott. J. Valladao Mon= teiro, dal titolo Miscellanea Enzadristica che è una interessante raccolta di un centinaio di problemi,
una
lettera del Xadrez
Brasileiro
43, Rg2
Cer Cos Cer TI8 ed De6 Die
RE
E, Acéi "DA Dd6 TI6 Tgé De
CCXXXVI. — RISPOSTA AL CONTRO DI CHIAMATA, - Il tenente M. di Genova scrive in data 3 gennaio scandalizzato fial fatto che una rivistami italiana abbia, trattando del contro inha pro: formativo. o di chiamata, asserito che se il compagno Prio nulla, e non possa rispondere con uno senza atti negativo, Derché la ‘dichiarazione d'apertura è stata proprio uno senz'attù; esonerato da dare un'indicazione qualsiasi e possa passare: gli mi chiede il parere in merito, Il tenente M. non mi dé Ml suo indirizzo e mimioobbliga così a rispondergli a mezzo di questa Tubrica. La mia tantorisposta però è ben lungi dal voler correggere o dettar legge, più che in materia di carte, con le infinite sorprese ghe esse danno, è presunzione voler comprendere tutti in leggi rigide e quindi io accordo diritto di legge i casi ai Mibri di vario colore dei non sommi sacerdoti, che spesso neanche predicano in un modo, e razzolano în un altro. La mia risposta è frutto di logica, è personale, ma trova corrispondenza in molti altri trattati di Ponte. Fissiamo anzitutto il concetto base: Se Sud ha aperta la licitazione ed Ovest ha una forte mano, ma non una lunga da diChiarare, dà un contro di chiamata, e cioè con esso invita il compagno a dichiarare nella sua lunga, Aggiungo subito che le forze di Ovest non devono essere inferiori a tre punti e mezzo, divise nei tre colori (escluso quello dichiarato da Sud). Nel nostro caso si deve intendere che Nord sia passato. Come deve regolarsi Est? 1° Se è debole, e magari non ha proprio nulla, deve rispondere con dichiarazione del più basso livello possibile al colore più lungo, 2° Se ha la ferma ql colore dichiarato da Sud, senza avere lunghe dlichiarabili, deve dichiarare uno senz'attù, Se ha doppia ferma e qualche forza può azzardare anche due senz'atti. .30 Comunque, Est deve tener presente che il compagno ha non frieno di 334 punti, e quindi con il possesso di 1 punto 0 più, pofrà dichiarare in piena fiducia, e con 2 punti e più dichiarare col doppio aumento. Da quanto dico sopra, io anzitutto escludo il senza negativo: la dichiarazione di senz'attù in questi casi, è nettamente indicativa
—
dalla strada battuta, volontà di misurare le proprie for-
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A:c6 | 37. gdl Cd7! | 38. Rg3 D:e7 | 39. Cg2 Tfe8 | 40. Th3-h5 A:d5 | 41 16 | 42. Cb6 | 43.
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Dî8! | 44.
86 | 45. Rhs | 46. Des g5 | | 48. 49 gihd | 50. 1a Pisi
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Problema N. 821
G. BROGI
(Good Companion, 1921) 1° Premio
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Il Bianco matta in 2 mosse
Un problema di. licitazione: s
della ferma al colore dichiarato in precedenza; ed escludo i passare nudo e crudo, poiché giudico che nel calcolo del dare e delivere ad Est convenga sempre dichiarare anziché lasciar giocare il contro. % Se Sud gioca l’uno senz'attù contrato, e fa, supponiamo, otto mani, segna 80 punti in conto partita e 100 punti per una mano in più. Viceversa se Est, avendo solo quattro carte ad un colore, gioca due di tale colore, molto probabilmente non perderà più di due mani nel peggiore dei casi, dato che Ovest deve avere l'appoggio @ quel colore, e inoltre ha ‘il ragguardevole aiuto dei-3 15 punti, e perderà solo 100 punti. Né si può temere aumenti di tale perdita per un contro dato dall’avversario, perché un contro dato da essì avrebbe liberato Est dall'obbligo di giocare e ridato libertà d'azione ad Ovest possessore di forze, e capace, in caso di bisogno, di una propria dichiarazione. Vantaggio quindi della coppia Ovest-Est. C'è un cùso in cul Est è dispensato dal rispondere al contro di chiamata di Ovest?aSì, ecco quale: Pei Est passa, e cioè lascia che il contro di chiamata abi e, quando punitivo dalle sue carte è sicuro, che il contro di chiamai ita contro e cioè quando è fortissimo nel colore cl da Sud, b ito Facciamo un esempio (vedi grafico a destra). Sud apre con 1 picche. Ovest dà il contro di chiamata (preferibile ad una licitazione a fiori). Nord deve passare. Est calcola che ha tre mani quasi sicure di attù, e che il compagno con i suoi 3 punti e mezzo annunziati col contro, fai ttro mani almeno considerata anche la suaposizione a caval o di Sud dichiarante e quindi detentore della massima parte forze avversarie: e quindi passa. Risultato. Sud perde almeno due mani.
LINA
PUTELLI
A-5 A-R-F-7-3-2 R-F 9-43 +03» Sud ha date le carte. Qual'è la migliore e più logica Hicitazione?
D-F-10-8-6 1-42 45 ta F-4-3
p'Aco.
nerano nei più irruenti e temerari... Lo stile è spezzato, ansante, ribelle, tutto colpi, si vorrebbe dire, d'ala e di elica: tutto impennate e scivolate... ». (L’Eroica)
Eticro PossENTI
Errore Cozzani
tra-
« Romanzo del nostro tempo e della nostra.incalzante esistenza: diverso, inconfondibile. Guidarello non esisteva prima di questo romanzo è non poteva esistere: egli è il prodotto di un’arte nuova, di una sensibilità nuo-
cuore in-
vissima: è l’italiano che ha venticinque anni nel 19393. (Corriere Mercantile) pe
nani
«Non possiamo fare a meno di chiederci, dopo un’attenta lettura, se sia proprio stata una donna a scrivere questo romanzo; e questo vuol essere un elogio, tanto ci
«Lavoro singolare, tanto per la forma che per la so-
stanza. Si esita a definirlo. Schizzi? Poemetti in prosa? poiché l'autrice
trepido, anima semplice, che cade nell’atto, appunto, di lanciarsi verso il più ambito dei suoi sogni >.
«...Tutto è nuovo e autentico in questo libro, la con-
cezione, il disegno, lo stile, l'armonia delle parti; e tutto
sorprende e ci appaga l’acutezza dell'analisi degli stati d’animo e degli atteggiamenti tipici, della mentalità maschile 3, (Rivista Aeronautica) E. C.
UNARZO
forse, per l'ardore stesso dell'espressione ora lirica ora
discorsiva, si. presterebbe ai severi appunti della critica,
se' non si scoprisse in fondo all'opera una coscienza meravigliosa e schietta del nostro tempo, impersonata nel-
< Un libro singolarissimo... pieno di passione, di viva-
cità, di robustezza, di colore. La lettura ne è seducente. La fluidità nervosa e attualissima del dire ‘è sorretta da una forte virtù di osservazione e di pensiero >. (Circoli) M.
la giovinezza che supera a colpi di ali le scorie della vi-
ta terrestre ed 6 pur sempre legata ai suoi desideri umani, superati spesso, ma non vinti del tutto... >, (La Sera)
es!
e O degli scacchi. Dello Stesso autore segnaliamo: k Leggi internazionali del gioco degli scacchi e Composizioni Scacchistiche edite a Rio de Janeiro rispettivamente nel 1930 e nel 1933. = Soluzioni e Solitori del N, 61 Problema N. 798 - 1. Rb7-a8, demolito da 1. Cad-b2. L'autore corretto il problema spostandoha JaTor= re bianca da g5 ad hs. Chiave 1. Thb-g5. Problema N. 799 - 1 Rf3-f2. Problema N. 800 - 1. Afl-h:
scrive qui, con notevole agilità, le fantasie lievi, ma-
(Il Popolo d’Italia)
A
CRITICI
ze sulle più ardue vie».
di sogni,
Ad? | 33. Ae7 | 34. cdi
venga
commerciato, avendolo l'autore destina-
PE
LIBRI,
forse, collana
de | 32 Ddll
‘appositamente voluto che il volumetto alto per impe-
dire
«Le pagine di questo romanzo dinotano gusto per i tentativi difficili, proposito di deviare a un certo punto
linconiche, nostalgiche del pilota Guidarello;
Partita Spngnota C. Sterk è5 | 29, Db5 De7 Ù cole ca
AGTNI | Problema N.801-1;Cdi-es. Tgs Croce F., Trapani - Ferrari D., Ac6 Vicenza - Farmacia
4l Bianco abbandona
Meglio,
019
Torneo di Budapest - ottobre 1939 I. Balogh
66 | 24. Cg © DbS+ © to ad una limitata cerchia di amici
d5 | 25. Rg2 C16 | 26. DdE AeT | 27. Dgé A:f6 | 28 Dh5? AeT | 29. Agg 0-0 | 30. AÎ7 c5 | 31 Thf = (H i; die T:: 33. D:d5 __h6 | 84. Rgl c:dé! |35. DS 36. Ce2 37. Tadl 38. Cg3 3a La
41: DIS 42, DI3
(Corriere della Sera)
pri
Gustavo RopoLro CERIELLO
«La Putelli ha trattato l'argomento con spregiudicatezza e con audacia, soprattutto mirando a quella, non certo immoralità, né amoralità, ma morale particolarissima che le contingenze come la passione del.‘volo ge-
GARZANTI EDITOR
«Lina Putelli' in questo libro rivela eccellenti qualità di scrittrice, si muove sicura in un campo nel quale potrà certo continuare il cammino con fondate speranze di affermarsi degnamente ».
(Nuovo Giornale)
Lecror
VANZE ITLTANTIR PER
SENTITO
DIRE
A Mosca, la Pravda attacca violentemente la scuola sovietica: poca serietà, poca disciplina; soprattutto, non si è riusciti ancora a crearvi {l «clima» bolscevic Peccato! Nelle famiglie, invece. questo « clima » esiste già da parecchi anni Voglio raccontarvi una storta,
Non spaventatevi, signora: il professore ha semplicemente voluto dimostrare le possibilità della chirurgia estetica.
Serate musicali. deciso ad accettarechel'invito? — Ebbene, come mai timiosei caro, il mezzo ho pensato L Tuttodi considerato, sbarazzarsi d'una corvée, è di farla, migliore
Le precauzioni non sono mai troppe. Non si sa mai — Ragazzi, ho deciso di fare l'assicurazione.
se cado, sono un uomo finito.
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È la storia del Koslavkin, una famiglia moscovita Un giorno questa famiglia era seduta a tavola per bere ll tè mattutino, 0,meglio, un intruglio torbido e amaro. Il capo della famiglia teneva in una mano un pezzo di pane e nell'altra un giornale. Il pane era sporco come uno straccio; come uno straccio era sporco il giornale Sua moglie si alzò e si mise a lavare i bicchieri, asciuandoli con pezzi di stoppa tolti da un divano in rovina — Eccoti! — esclamò i marito alzando gli occhi dal giornale. — DI nuovo quell’idiota di Stalin parla di tasse. Hanno spogliato completamente quei disgraziati contad. Non finì la parola: sua moglie aveva mosso la testa facendo un segno fulmiineo con gli occhi. Egli si voltò, pallido di paura: dietro di lui c'era la donna di servizio. — Sì,— continuò, — sì capisce... Stalin ha tolto a quel maledetti contadini il pane e ben gli sta a quegli avaracci! Che crepino, basta che viva e prosperi il nostro simpatico regime, il: provvidenziale potere del Sovieti! — E per ll pranzo, allora? — domandò cupamente Anissia, la domestica. Che cosa possiamo saperne? — disse la moglie alzando le spalle e facendo il solletico al magro gatto accovacciato vielno alla finestra. — Bisognerà vedere che cosa distribuiranno oggi. Patate e sapone? E allora a pranzo mangeremo patate. — Questo vuol dire per me dovere stare cinque ore a far la coda, — oblettò Anissia con arla ancora più cupa - E quando finirà tutto questo?... Sotto lo zar, — proruppe poi all'improvviso — c'erano le patate e la carne. e il pane pulito c'era, mentre questi marluoli... Si riprese tutto ad un tratto, guardando di traverso, spaventata, 1 padroni e terminò — Sì, da quando il potere è caduto nelle mani del popolo comunista, anche noi, anche Il popolo può respirare Più liberamente. Che cosa era per noi lo zar? Un deSpota e niente altro! Mentre adesso c'è Îl nostro Stalin che vede e provvede a tutto meglio di ogni zar Entrò in quel momento la cognata del padrone, avvolta in un ampio paltò da uomo In camera mia — ella disse — si gela. Non c'è un pezzo di legna! Ma quando, quando finalmente fl diavolo se li porterà via questi delinquenti? Il padrone si sforzava di attirare il suo ‘sguardo, quando 4 loro occhi s'incontrarono, egli le fece un rapido segno, indicandole Anisma, Nello stesso tempo, sua sorella ammiccò verso Anissia e verso Ìl marito, mentr Anissia a sua volta si metteva il dito sulle labbra, mostrando di sfuggita col mento la padrona — Io, veramente, non ce l'ho contro Î Soviet, — si corresse la cognata. — Si capisce che, se manca la legna, la colpa non è loro; se i servizi ancora sono disorganizzati, questa è sempre eredità del vecchio regime. Ma col tempo, il nostro geniale Stalin riparerà a tutto Entrò il figliuolo Kostia. — E tu perché non sel a scuola? — gli domandò il padre _ Che cosa vuoi che vada a fare in quel manicomio? — replicò ll ragazzo. — Ti fanno soltanto cantare | loro ignobili inni e pregare dinanzi al ritratto di Stalin TI terrore si dipinse su tutti 1 visi. La mamma lo guardò costernata, ammiccando verso Anissia, Anissia verso il babbo, 1l babbo verso la zia, la zia verso la mamma. tutti scostando lo aguardo l'uno dall'altro e cercando di darsi un contegno d’indifferenza sì capisce, jo non metto in dubblo che Stalin sia il padre della Russia e che l'« Internazionale » sia il forte inno del proletariato, il quale, il quale... Ma andate tutti al diavolo! È gettando sul tavolo una crosta di pane che non av va finito di masticare, scoppiò in un pianto rabbioso e Uscì di corsa sbattendo la porta. © Non fategli caso, vi prego, Anlssiuccla, — disse timidamente il padre alla domestica. — Poverino, il troppo studio gli ha sconvolto 1 nervi sì, ma io pure non ho detto niente di speciale, rispose Anissia. — La coda? Se è necessario, faremo Che quella, basta che stia bene il nostro Stalin. Ecco! Ed E4 Eduscì fo, a proposito della legna che manca, continuo a dire che è colpa del vecchio regime e che ora tutto procede magnificamente. Ed anche la cognata uscì. 2° Me ne andrò anch'io in ufficio, — sospirò il marito Ed aggiunse, guardando la moglie sospettosamente: — E ta non devi andare a nessuna parte?.., No?... Be' be”. SÌ {o pure, dopo tutto, non ho detto niente di male. C'è tn po' di disordine ancora, questo sì, non si può negare. Ma ‘che vuol dre? Stiamo costruendo il socialismo... A proposito, ricordami stasera di dare un po' di botte a KoLia Sarà sempre meglio che affidare quel ragazzaccio alla Ghepeù Quella sera stessa, tutta la famiglia Kosiavkin, serva compresa, finì alla Lutfanka. non trovando nesTi russo narratore di questa storia, versione del fattaccio.saltòIl un'altra soluzione, dà questa si guardò intorno, gatto, rimasto solo nella stanza, in un rabbioso miagollosi sono Ei tavolo, proruppe Equindi Il pare e il miele, tutto 1 ‘Sforghesì cani! divorato, senza nemmeno lasciare una briciola al gatto. E va bene! Vi ricorderete di mel di servizio, si recò al Uscì di casa, attraversoentròla scala nell'ufficio del commissario, della Ghepeù, palazzo sullo scrittolo saltò e disse. ho l'onore di annunziarti che Utò compagno commissario, sentito famiglia Kosiavkin, la ho essendo locatario della orecchie famiglia si come tutta Sssci con le mle stesse Il contumelle contro 1 Sovieti: SEE! cagliata con sconce e perfino il figlio Kostia, la cognata siasla moglie,stupida e grossa Anissia. Fucilateli tutti marirva, quella di dare a me, per l'informazione, una mezza 1a di prego di fegato. sul ritornò a casa, avevai resti gatto del Kosiavkincompiuto literando il e sul baffi del dovere inaegato.coscienza E°disse
del fegato. E o ron vive male un gatto intelligente in un paese libero
in unafamiAbbiamo parlato del « clima » bolscevico glia sovietica.
Colazione di magro Sogliole alla Casanova Frittalina dolce e Soffiata
Formaggi: Robiola d'Introbbio, Stellalpina Bel Paese Frutta
Vino: Merino bianco
BOTTEGA
DEL
GHIOTTONE
SOGLIOLE ALLA CASANOVA. + Lessate le vostre sogliole dopo aver loro fatto un'accurata pulizia, E nell'acqua in cui le fate lessare vi dovranno essere alcune carote, cipolle, rape, già bollite, ed un po' Molli. Salate (poco), mettete un pizzico di pepe, un goccio di aceto (bianco) ed alcune goccie di sugo di limone. Servitevi, per lessare le sogliole, dell'apposito recipiente per i pesci, in modo che non abbiano a torcersi. Ed intanto confezionate la salsa « all'Italiana »che renderà le sogliole... prezione e raffinate. Rotolate nella farina un bel pezzo di Burro e mettetelo a fuoco in un tegame irrorando subito con un cucchiaio di brodo... ossia quello in cui stanno lessando le sogliole. (Attenti, a proposito, le sogliole sono presto cotte Amalgamate bene e poi versate nel composto tun bicchierino di vino bianco secco. Mescolate, mettete una presa di sale, una di pepe, Un pugno di funghetti coltivati ai quali avrete già dato una mezza cottura, ed alcuni pezzetti di tartufo. La salsa così diviene densa. Passatela al setaccio di crine e subito rimettete al fuoco aggiungendovi cerfoglio e pomodoro tritato finemente, nonché una dozzina o due (secondo il numero o la dimensione delle sogliole) di ostriche Squsciate, e di arselle. Se la salsa vi pare troppo densa, allungatela col vino bianco, il quale dev'essere di tipo completamente secco, altrimenti non è possibile eseguire questa ricetta. Cotte che siano salsa e sogliole, mettete queste ultime sul piatto di portata tenuto in caldo, e decorate con crostoni di pane triangolari, fritti al burro. Cospargete le sogliole con la magnifica salsa, È mandate caldissimo in tavola. Pare che Casanova fosse buonguStalo in tutto... quindi era anche un ghiottone! E dopo aver mangiato tin simile piaîto, un leggero dolcetto basterà e vi darà così una colazione un po' nuova e diversa. Col sapore squisito delle sogliole e della divina salsa in bocca... e con una visione... del Ponte dei SoSpiri... passate dunque alla: Frittata dolce soffiata. FRITTATA DOLCE... E SOFFIATA. - Sembra tanto facile... è prelo fatta, presto spiegata, presto mangiata... eppure... provate un po”... Lavorate col frustino, assai energicamente, 125 grammi di zucchero, ed un pizzico di polvere di vaniglia, di cannella, o di limone gratfugiato, secondo i gusti, con sei tuorli d'uovo. Quando il composto sarà leggero e spumoso, unitevi le sei chiare montate a neve soda. Versate in un tegame di pirofila dene imburrato. Fatene un cono, il più alto possibile nel centro, in cui pianterete un cucchiaio. per farvi tm buco profondo. Levate il cucchiaio e con un coltello fate delle... incisioni sull'orlo del... « cratere ». Mettete a forno moderato per circa venti minuti. Prima di levare dal forno per mandare in tavola, cospargete la frittata con zucchero da glassa-e, facendolo appunto glassare bene al forno. Poi, servite subito e rapidissimamente. Brcs Viscon
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