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L'Illustrazione Italiana 1940 n.2

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SOMMARIO Dalla pagina 33 alla pagina 62

SPECTATOR: L'incontro di Venezia fra i ministri Ciano e Csaky - LUIGI BARZINI: La guerra seduta - ITALO ZINGARELLI: Arte cristiana con occhi cinesi - AMEDEO TOSTI: La sconfitta sovietica a Suomussalmi - GIANNI BASSETTI: Volo sul paese della cellulosa - MARCO RAMPERTI: Osservatorio - ADOLFO FRANCI: Uomini donne e fantasmi - CARLO GATTI: «La donna senz'ombra» di R. Strauss - LEONIDA REPACI: Ribalte a lumi spenti LUCIO D'AMBRA: La Cavalcata delle Valchirie (romanzo) - G. TITTA ROSA: Sentirsi in armonia (novella) - C. M. FRANZERO: Una vendetta (novella) - ENRICO BASSANO: La torta di mele (novella) - ALBERTO CAVALIERE: Cronache per tutte le ruote, — Befana Fascista - Insidie di guerra nel mare del Nord - Nelle terre dell'Impero - La pagina cinematografica - Uomini cose e avvenimenti. Nelle pagine pubblicitarie

(da I a XVIII)

Diario della settimana - Notizie e indiscrezioni - Pagina dei giuochi,

DIARIO SSECTST

DELLA IMA

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4 Genxaro - Lecco. Il ministro dei Lavori Pubblici. S. E. Adelchi Serena inaugura i lavori per la regolamentazione del Lago di Como. Bolzano. Il numero complessivo delle opzioni per la Germania, presentate, entro il termine stabilito, dagli allogeni di origine tedesca a seguito dei patti italo-germanici, è il seguente: allogeni della provincia di Bolzano: 166.488; allogeni delle zone mistilingui delle provincie di Trento, Udine e Belluno: 16.572; allogeni delle provincie predette residenti in altre provincie del Regno: 2305. Totale: 185.365. Berlîno. Il bollettino del Gran Quartier Generale reca: « Sul fronte occidentale fra la Mosella e la Selva del Palatinato fuoco di artiglieria ed attività di pattuglie più intensa del giorno precedente. L'aviazione germanica ha eseguito voli di ricognizione sulla Francia e sul Mare del Nord. Questa mattina nei pressi di Aquisgrana un apparecchio inglese che aveva sorvolato il territorio del Lussemburgo, è stato affrontato da un caccia germanico che l'ha abbattuto dopo breve combattimento prima che potesse mettersi in salvo oltre il confine belga. I resti dell'apparecchio britannico abbattuto giacciono a poca distanza dal confine su territoro belga. 5 GenNaIo - Roma. Il Ministero delle Corporazioni ha esaminato la possibilità di ripristinare nel Regno il consumo del caffè, a seconda delle presenti e probabili disponibilità in relazione alle importazioni dovute ai nostri scambi commerciali e alle importazioni dall'A. O, I.

Al fine di ripartire equamente i quantitativi disponibili e di regolarne con norme precise la distribuzione, il Ministero è venuto nella determinazione di sottoporre il consumo del caffè ad una particolare discinlina che andrà in vigore col 1° febbraio prossimo volgente. A questo proposito sono state impartite istruzioni ai Prefetti affinché in tutti i comuni siano subito iniziate le operazioni per la distribuzione delle carte annonarie e siano condotte a termine entro il mese di gennaio. Le carte saranno individuali e daranno diritto all'acquisto di un determinato quantitativo di caffè. Per altro, poiché il caffè è stato sempre largamente consumato nei pubblici esercizi e dalle rilevazioni fatte sì è accertato che questo consumo varia da provincia a provincia e da comune a comune, è stato deciso che i quantitativi disponibili siano mensilmente distribuiti, oltre che ai consumatori privati, anche ai pubblici esercizi, proporzionalmente al loro precedente consumo. I pubblici esercizi potranno vendere il caffè esclusivamente in bevanda e solo servito in tazza al banco e al tavolo. Ad essi perciò sarà formalmente vietata la vendita del prodotto sia crudo che tostato, in grani o in polvere. La distribuzione ai consumatori privati sarà effettuata per tutti in misura uniforme. Roma. Questa sera il Ministro degli Affari Esteri conte Ciano è partito per Venezia. Il Ministro è giunto alla stazione accompagnato dal Segretario del Partito Muti e dal Ministro Plenipotenziario De Cicco, Direttore generale degli italiani all'estero. Ad ossequiare il conte Ciano vi erano il Ministro della Cultura Popolare Pavolini, il Sottosegretario alla Presidenza gen. Russo, il Ministro d'Ungheria barone Villani, con il Segretario della Legazione conte Bethlen e l'Addetto militare, il Ministro Anfuso, il gen. Gambara, il Prefetto, il Questore ed alti funzionari degli Esteri e della Cultura. Il Ministro Ciano, dopo essersi intrattenuto a colloquio coi presenti, è salito in una vettura-salone accompagnato dai due Segretari al Gabinetto Ellia e D'Aieta. Alle 23,50 il treno si è mosso ed il conte Ciano dal finestrino ha salutato i presenti col braccio levato. 6 Gennaro - La Spezia. Si comunica: Nei cantieri del Muggiano è sceso in mare stamane il sommergibile che porta il nome di Luigi Torelli, l'insigne patriota lombardo che fu più volte Ministro. Ai varo hanno assistito tutte le autorità con alla testa il Prefetto e l'Ammiraglio medaglia d’oro Goiran, comandante il Dipartimento marittimo dell'Alto Tirreno. Il Vescovo ha benedetto la nuova unità di cui è stata madrina la Giovane Fascista Sistina Arioti, sorella di un ufficiale caduto per la conquista dell'Impero. La nuova unità appartiene alla classe oceanica e dopo un breve periodo di allestimento sarà inclusa nei quadri del nostro naviglio da guerra. Venezia. L'incontro tra il Conte Ciano e il Ministro degli Esterì ungherese Conte Csaky riafferma l'intima collaborazione e l'assoluta identità di vedute dell'Italia e dell'Ungheria sui problemi che riguardano la difesa dell'ordine e della pace d'Europa: 8 Gennaro - Venezia. A conclusione dei colloqui tra il Conte Ciano e il Conte Csaky viene diramato il seguente comunicato ulficiale: «Il Ministro italiano degli Affari Esteri, Conte Ciano, ed il Ministro degli Affari Esteri d'Ungheria, Conte Csaky, hanno avuto, în occasione del loro incontro a Venezia, uno scambio di idee sulla situazione generale europea, ed hanno potuto ancora una volta constatare con soddisfazione che le fondamenta, sulle quali sì basa l'amicizia e la stretta collaborazione dei due Paesi, sono salde e sìcure e che esiste su tutti i problemi una perfetta identità di vedute tra i due Governi. Roma. Giunge una Commissione Commerciale turca per riesaminare con î competenti organi italiani, in dipendenza di sopravvenute esigenze, î rapporti commerciali tra l’Italia e Ja Turchia. « L’Illustrazione Italiana » è stampata su carta fornita dalla S. A. Ufficio Vendita Patinate - Milano Fotoincisioni Alfieri & Lacroix

9 Gennaro - Roma. Il Duce approva il programma delle celebrazioni dei Grandi Umbri. Helsinki. L'offensiva finlandese si sviluppa metodicamente procurando gravissime perdite alle truppe sovietiche, Pala li] Londra. Dopo le dimissioni del ministro della Guerra Hore Belisha continuano violente le polemiche del giornali. STOFFE PER MOBILI TAPPEZZERIE TAPPETI

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— Ore 21: 1 programma. Il microfono nei chiostro. Impressioni di Pia Moretti e Vittorio Veltroni.

Giusepppe Lugo, Jolanda Magnoni. Direttore muesiro Nino Sonzogno. Mencotenì 17 Genvato. ore 20.45: Il programma. Dal Teatro della Scala di Milano: La forza del destino, opera in quattro atti di Giuseppe Verdi. Interpreti principali: Armando Borgioli, Gina Cigna. Cloe Elmo, Beniamino Gigli. Luciano Neroni, Tancredi Pasero. Direttore maestro Gino Marinuzzi. Giovepì 18 GennaIO, ore 21: I programma. Dal Teatro della Scala di Milano: Andrea Chénier, opera in quattro atti di Umberto Giordano. Interpreti principali: Amalia Beriola, Maria Caniglia, Galliano Masini. Vittoria Palombint, Carlo Tagliabue. Direttore maestro Franco Capuana. Sasaro 20 Genwaro, ore 21: I! programma. Dal Teatro Verdi di Trieste: La fiera di Ssrocinzi, ozera m tre atti di Mussorgaky, Interpreti principali: Vincenzo Betioni, Piero Pauli, Giuseppina Sani, Marianna Radev, Alfio Tedesco. Direttore maestro Ferdinando Previtali.

CONCERTI SINFONICI E DA CAMERA

Domenica 14 Gexwaro, ore 17: Il pro. Dal «Comunale» di Firenze: Concerto Sinfonico diretto del maestro Willy Ferrero. — Ore 21: IM programma. Musiche per orchestra direte dal maestro Alfredo Simonetto. — Ore 22:106;.Il programma. Concerto del Quartetto Italiano. LuxzDÌ 15 Gennaro, ore 21: I e Il progrumma. Concerto sinfonico-vocale dire to dal maestro Giusenpe Baroni col concorso del soprano Marcherita Carosio € del bsritonn Carlo Tazliabue. — Ore 22,20: I programma, Concerto del pianista Bruno Rigacci MarteDì 16 Gennaro, ore 21: Il programma. Stagione sinfonica dell'E.LLA.R. Concero sinfonico diretto dal maestro Gian Luca Tocchi. Mercorepì 17 GenNaro, ore 2140: I programma. Da Ginevra: Concerto sinfonico dell'Orchestra Sinfonica della Svizzera Romanda, diretto dal maestro Franz von Hoesslin. Giovenì 18 Gennaro, ore 20.30: III programma, Concerto diretto dal maestro Giuseppe Savagnone. — Ore 22.20: Il programma. Concerto del violoncellista Aldo Pais e della pianista Nora Pais. VenerDì 19 Genxaro, ore 21.10: Il programma. Stagione sinfonica dell'E.LA-R.: Concer*o sinfonico diretto dal maestro Villy Ferrero. — Ore 22.20 circa: I programma. Concerto del pianista Nicola Orioft. Sapato 20 Genna o. ore 21.20: I programma. Stagione Sinfonica dell'E.LA.R.: Concerto sinfonico diretto dal maestro Ezio Carabella. — Ore 21,45: MII programma. Musiche per violino € pianoforte.

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OPERE E MUSICHE TEATRALI Domenica 14 Genxaro, ore 14,40: III programma. Dal « Carlo Felice »di Genova: Boris Godunov, »pera in quauro atti di Mussorgsky. Interpreti principali: Olga De Franco, Lina Fraboni, Tancredi Pasero, Aiessandro Vesselowski, Lina Zinetti. D.rettore maestro Antonio Guarnieri. Maetenì 16 Gevwato. ore 11 programma. Dal Teatro La Fenice di Venezia: Turandot, opera in ire atti di Giucumo Puccini, Interpreti principali: Licia Albanese, Antonio Cassinelli, Luigi Cilla,

TEATRO E RADIOCOMMEDIE

Domenica 14 GenwaIo, ore 21.30: I programma. Fumate rosse, tre att di Felice Gaudiosi (Novità). Lunenì 15 Gennaro, ore 22.30: II programma Il centauro bendato, un atto di Nino Salvaneschi. Manzeoì 16 Gewnaro, ore 20.39: III programma. La maestrina, tre atti di Dario Niccogemi. MencoreDì 17 Genxaro, ore 22.30: I programma, Rola di casa, fantasia di Angelo Migneco. Giove 18 Gennaro, ore 21: Il programma, La polvere negli occhi, tre atti di Eugenio Labiche (Prima trasmissione). Sasaro 20 Gennaro, ore 20,30: Ill programma. La vittima, un arto di Silvio Zambaidi.

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gramma pomeridiano. Quattro chiacchiere con Rascel.

— Ore 21: III programma. Il paese dei campanelli, operetta in tre atti di C.

Lombardi e V. Ranzato. Giovenì 18 Gexnaro, ore 21,15: gramma. Varietà.

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Venenpì 19 Gexsaro, ore 20,30: III programma, Salsiccia, il re dei ghiottoni, burlesco in tre atti di Bucciolini e Ran-

zato. — Ore 21,10: I programma. Canzoni e ritmi Santo 20 Gexxaro, ore 21: III programma. Varietà.

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NEL MONDO DIPLOMATICO * Si ha da Washington che il R. Ambasciatore d’Italia, principe Colonna, ha conferito a lungo col Presidente Roosevelt che non vedeva da diverso tempo. Al termine dell'udienza, il nostro Ambasciatore, avvicinato dai giornalisti, dichiarò che la discussione col Presidente ha vertito sui problemi generali del momento. Roosevelt ha parlato anche della nomina di Miron Taylor a suo rappresentante presso la Santa Sede, dimostrando il suo compiacimento per l'idea avuta e per la scelta fatta. %* S, E. Augusto Rosso, Ambasciatore d'Italia a Mosca, ha preso congedo dal Governo. dell'U.R.S.S per un periodo di vacanze in Italia. * Sotto îl patronato della signora Farnefelt, consorte di S. E. il Ministro di Finlandia a Roma, ha avuto luogo in un grande albergo romano un concerto di beneficenza a favore della popolazione della Carelia. Al concerto, composto di musiche italiane e finlandesi, assisteva il Ministro di Finlandia e diverse personalità del mondo diplomatico e dell’aristocrazia. * Quest'anno, a Berlino, non si è fatta alcuna cerimonia per le visite protocollari di capodanno. Data l'assenza del Fiihrer dalia capitale, il Corpo diplomatico si è dovuto limitare a portare il proprio augurio al Cancelliere nella forma semplice della apposizione della firma nel registro situato nella portineria della Nuova Cancelleria, Il primo a giungere nel Palazzo del Fiihrer e a porre la propria firma al registro degli auguri è stato il Nunzio Apostolico Monsignor Orsenigo decano del Corpo diplomatico; il secondo è stato S. E. Attolico, Ambasciatore d'Italia. * In occasione della trasmissione spe-

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ciale fatta dall'E.LA.R. al primo d'anno per l'America Latina, l’Incaricato d'Affarì del Venezuela presso il Quirinale, dottor J. M. Casas Bricefio, ha indirizzato un messaggio augurale al suo Paese € ha esaltato la laboriosa e nobile collettività Italana al Venezuela. * Si ha da Copenaghen

che il Ministro

d'Italia nob. Giuseppe Sapuppo, mentre traversava una via cittadina, a causa del terreno reso sdrucclolevole dalla neve e dal gelo, è caduto malamente fratturandosi il braccio sinistro. Il Ministro è stato subito soccorso € trasportato alla Legazione d'Italia. Il suo stato non desta preoccupazioni. Auguri di pronta completa guarigione.

Non li conosco Felici coloro che possono vantarsi d'aver passata la quarantina senza soffrire il più piccolo mal di stomaco, come pesantezza, bruciori, crampi, ed altri disturbi che se' trascurati possono condurre a mali cronici. La causa principale di questi mali è la soverchia acidità che, se non viene neutralizzata dalla Magnesia Bisurata, irrita la mucosa delicata dello stomaco. Neu. tralizzando quindi questo eccesso nocivo d’acidità, la Magnesia Bisurata protegge le mucose dello stomaco ed arresta la fermentazione dei cibi. Tre minuti dopo la prima dose di Magnesia Bisurata le acidità, i rinvii, le pesantezze e tutti gli altri dolori digestivi spariscono ed in poco tempo la digestione ritorna ad essere normale. Se soffrite di mali di stomaco, prendete una piccola dose di polvere o qualche tavoletta di Magnesia Bisurata dopo il vostro prossimo pasto e ritroverete la digestione che avevate a vent'anni. _In vendita in tutte le Farmacie in polvere o in tavolette : L. 5.50 0 L. 9.00. DIGESTIONE

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NOTIZIARIO VATICANO * Pio XII ha chiuso la serie delle udienze per la presentazione degli auguri, ricevendo il Patriziato e la Nobiltà Romana. Ha letto un devoto indirizzo il Principe don Marcantonio Colonna, Assistente al Soglio, nel quale tra l'altro ha detto che della concordia spirituale che è base e norma di felicità per tutti, il Pontefice ha dato recentemente una prova solenne recando in Quirinale il ramo d’olivo fiorito sulle sponde del Tevere, ristabilendo così anche nelle forme esteriori, l'armonia tra la Fede e la Patria, Il Pontefice rispondeva ringraziando e confermando l'alta stima della Santa Sede per il Patriziato e la Nobiltà Romana, rilevava quindi come in alcune parti del mondo imperversi la guerra dalla quale Iddio ha preservato l’Italia. Molti uomini del vecchio e del nuovo mondo cercano di condurre la pace per vie solide e sicure che conducano ad un'opera fattiva di ricostruzione: a quest'opera potrà avere parte notevole Îl ceto della Nobiltà se si mostrerà un nucleo forte € attivo. * Era corsa voce, raccolta anche da qualche giornale, che Pio XII si recasse prossimamente, li 25 od il 28, a prendere possesso della Basilica di San Paolo. La notizia non corrisponde a verità; essa è soltanto la ritardata eco di una ipotesi formulata subito dopo la incoronazione del Papa. Sta di fatto che la visita a San Paolo non avverrà prima dell'estate. * Rispondendo ad una lettera dell'Arcivescovo di Milano con la quale il Card. Schuster presentando gli auguri natalizi annunciava al Papa la celebrazione delle feste centenarie di Sant'Ambrogio, Pio XII ha risposto congratulandosi per lo zelo e la solerzia con la quale Milano cattolica sta preparando la centenaria ricorrenza della felice nascita di Sant'Ambrogio. Diceva pure il Papa la Sua soddisfazione per la prossima venuta di un pelle-

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grinaggio milanese a Roma. Questo pelfegrinaggio, guidato dallo stesso Card. Arcivescovo verrà a Roma în occasione del. l'anniversario della morte di Pio XI. Arriverà la sera del 9 e la maitina del 10 scenderà nelle Grotte Vaticane dove il Card. Schuster celebrerà la messa. * Il Papa ha ricevuto in privata udienza il Preside della Provincia di Roma Gr. uff. Avv. Gualtiero Fraschetti, con il Rettorato, il Segretario generale ed il Capo di Gabinetto, Pio XII, al quale il Preside ha manifestato i sentimenti di filiale devozione delle popolazioni della Provincia di Roma, che ha l'ambito onore di averlo nel suo territorio per vari mesi dell'anno durante la residenza estiva di Castel Gandolfo. sì è compiaciuto di intrattenere in cordiale colloquio la rappresentanza della Provincia. Successivamente il Preside ed il Rettorato hanno fatto vici!» »! Cardinale Maglione Segretarlo di Stato, * È stato pubblicato che il Vaticano ha dato alle stampe un «Libro giallo » sull'attività svolta durante l'anno 1939. La Notizia è del tutto inesatta. Si tratta soltanto di un riassunto «non ufficiale »degli avvenimenti ed atti pontifici dal primo dicembre 1938 al 15 dicembre 1939. La pubblicazione ha un carattere esclusivamente espositivo e riassuntivo e in nessun modo documentario, tanto che di documenti non v'è alcuna traccia. BELLE ARTI * Una Mostra d'acquerelli ha sempre qualcosa in sé di particolarmente gradevole. di leggiero, di ridente: vuoi per l'im: plicite e particolari necessità della tecnica, vuoi perché ad essa tecnica medesima s'accingono generalmente gli artisti di qualità più svagata e sensuale. Bella è la Mostra degli Acquarellisti lombardi che si vede di questi giorni a Milano nelle sale della Permanente. Vi si vedono mostrati, con i loro più diversi modi, | nostri più reputati artisti: dal Frisia, la cui Veduta di Malta è di tocco vivido e robusto, al Vellani-Marchi, così sottile e delicato nel velare di tenui colori le sue delicate trame disegnate a penna; da Michele Cascella, che mostra vedute d'Alto Adige, a De Bernardi tutto maero e incisivo: da Arioli, la cui Adda è vanorosa € poetica. a De Bellis, agile e gustoso; da Zambelletti imrressionistico e vivace a Raimondi abilissimo: da Irolli esuberante e trabocchevole a Corvaya puntuali: simo. da Anselmo Bucei sempre. originale nella sua osservazione, a Boattini. a Restellini, a Lentini, a Casanova, £ Mantovani. a Morelli, a Cerrina, a Fiumi. a Ornati, a Beltrami e ad altri ancora. * Nella «Galleria Nova» di Milrno si vede una be'la mostra collettiva. Tra i pittori rredomina, per num>ro di onere, Ginò Moro, ch'espone tra l’altro un eccellente autoritraito; e accanto a lui firurano bene For‘unato Rosti, Taccani. Cerrina. Bisì e De Bellis. Fra le sculture ricordiamo le teste del Pere. gli avili rudini di Dal Castagnè e gli argenti di Restelli. * Di Ugo Bernasconi non staremo a dir molto, tanto se ne è diecorso su queste pagine e tanto la sua pittura, così ombrosa. sugrestiva, armonica, di rretto pusto lombardo, è oremai generalmente lo. data, e anrezzata. E le eccellenti quali tà rittoriche. e la sottile e incantata sensibili‘à di questo artista ancora una volta le abbiamo vedute e ammirate nella di lui mostra personale rresso la Galleria Berberoux di Milano, Sernaliamo în questa esrosizioncina. che desta tanto interesse tra ì buoncustai. i recenti divinti di fiori. nei quali il Bernasconi sembra effondersi in una vanorosità di toni singolarmente armoniosi e suggestivi. # In, «Casa d'Artisti» a Milano, sì vede un frunpetto di eccellenti dinin'i, non dei riù recenti ma forse perciò più intrressanti, di Filipra De Pisis. Accanto a lui esponcono i pittori Salietti. Funi, Usellini, Preveglieri. che mostrano ottime cose. Da notare in rarticolare ì naesi di Colognese e di Sassu, che anpariscono în prorresso; e alcune vedute rarivine tutte agili e briose di Guido Codagnone. * Ugo Celada esrone di rado, ma non per questo è da trascurare. Questo pittore ha sem»re mostrato e mostra tuttavia ottime qualità di disegno e di imnianto. Egli costruisce e imposta le sue figure con decisione e saldezza. Più scarso e stracco nel colore; egli perciò merlio riesce quando si tiene prevalentemente alla sua virtù di disegnatore. come nelle onere, Dormiente e Tulipani, che sono efficaci € schiette. Una bella mostra del Celada sì vede a Milano nella Galleria Salvetti.

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30 giugno 1940-XVIII, n. 12 copie dell'opera che intendono sottoporre alla

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giurìa.

* La Società Italiana degli autori ed editori ha bandito il secondo premio letterario di lire 25.000 intitolato a Gabriele d'Annunzio. Il premio verrà argiudicato in Roma entro il mese di ottobre 1940 a quell’opera teatrale in tre o riù atti ravpresentata dal 15 giuono 1939 al 15 giugno 1940 che la giurìa riterrà eccellente per originalità e perfezione tra quelle concorrenti, oppure all'intera vita letteraria geniale e feconda di un autore di orere drammatiche, Gli autori cancorrenti dovranno essere iscritti al Sindacato Nazionale Fascista Autori e Serittori e dovranno inviare alla Seereteria del Premio, presso la S.LA.E., non oltre ll

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* Sta per andare in scena alla Comédie Francaise la commedia di Luigi Pirandel'‘o Ciascuno a suo modo. nella traduzione francese dal titolo Chacun sa verité. Regista del lavoro pirandelliano Dullin. * Il 15 gennaio la Compagnia RicciAdani metterà !n scena al Teatro Arrentina di Roma ‘a famosa commedia di Calderon de la Barca La vita è un sorno Ne ha curata la riduzione italiana Corrado Pavolini, cui è pure affida‘a la regia dell'imporiantissimo spettacolo.

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# La Compagnia del Teatro delle ‘Arti, diretta da Anton Giulio Bragaglia, terminerà la sua stagione a Roma nella seconda metà di febbraio. ed inizierà allora il suo annunciato giro nelle principa'i città italiane, cominciando dal Manzoni di Milano, Tina Lattanzi occuperà il posto di prima attrice, lasciato vacante da Antonella Petrucci. la quale è andata con Elsa Merlini. Bragaglia presenterà, in questo suo giro,i lavori di maggior successo allestiti al Teatro delle Arti, e cioè: Cavalleria rusticana e La lupa di Verga. Malia di Capuana, Delitto e castigo di Dostoyewsky nella riduzione di Baîy, tre drammi dell'antico teatro giapponese allestiti da Corrado Pavolini. La serva padrona di Jacopo Nelli. Pioggia di Colton, La foresta pietrificata di Sherwood, La strega di Passau di Bellinger, La nuova colonia di Pirandello, La sconosciuta di Arras di Salacron, I mostri bei vestiti di Stefano Landi e Al di là dell'orizzonte di O'Neill. * La Comparnia argentina diretta da Roberto Talice ha rappresentato a Buenos Aires con molto successo la commedia di Alessandro de Stefani E poi divorzieremo, che nella traduz'one spagnola ha preso Îl titolo Esta noche nos divorcieremos. MUSICA * L'Ente Autonomo del Teatro della Scala, in attesa dell'esi.o del concorso per un’opera lirica da rappresentarsi nella stagione 1940-41, ha dato incarico al maesiro G. C. Sonzogno di scriverne una per la stagione 1941-42. Il maestro Sonzogno ha deciso di musicare un libretto di Renato Simoni, tratto dalla rappresentazione di Santa Uliva, opera di un anonimo del Cinquecento, rappresentata anni addietro nel Chiostro di Santa Croce, a Firenze, con la regia di Jacques Copeau #* Il Comitato Permanente di Lettura presso la Società Italiana degli Autori ed Editori ha segnalato per la rappresentazione le seguenti opere liriche: Nihali del maestro D. De Vecchi; Cleanta di O. Pesce; La leggenda di Enrico Egodeluede del maestro E. Carducci; Notte di nozze del maestro Domenico Monleone. * In occasione del cinquantenario di Cavalieria rusticana del maeswro Mascagni il circolo della stampa di Milano pubblicherà un voiume contenenie le lettere assolutamente inedi.e che Pietro Mascagni indirizzò al suo librettista Targiom-suzzeru uuranie Ja composizione dell’opera. * Il maestro Willy Ferrero ha riportato un granae successo ad A.ene, dirigendo nella grande sala del « Palace » un concerio sinionico. Questo ha assunto il valore e il significato di una manifestazione di cordialità italo-greca e di collaborazione cunurae tra le due Nazioni mediterranee. Hanno assistito al concerto anche il Re di Grecia e il Principe ereditario, nonché il Ministro Botiai, recatosi ad Atene per l'inaugurazione della Mostra del libro italiano. Willy Ferrero è stato invitato a tenere altri concerti in Atene nel corrente inverno. * La stagione del prossimo Maggio Musicale Fiorentino andrà dal 28 aprile all'8 giugno. Sì inizierà con Semiramide di Rossini. Seguiranno la nuovissima opera del maesiro Dallapiccola Volo di notte: Turandot di Busoni, nuova per l'Italia; La Traviata di Verdi; ll flauto magico di Mozari; Turandot di Puccini; Luisa Gouunvo ui Mussorgski; Nina pazza per amore di Paisiello; Aci e Ga.atea di Handel; Il cavaliere della rosa di Sxrauss; e ì balli: Il Mandarino di Bartok, Scarlattiana di Casella, Toccata, di Bach, Bolero di Ravel, Jeux de cartes di Strawinski. Si avranno anche i consueti concerti sinfonici e di musica da camera ed il V Congresso Internazionale di musica. * La vita musicale in Francia — al con. trario di quanto sta avvenendo in Germania, dove non ha subito riduzioni e mutamenti nei programmi prestabiliti fin dalla scorsa estate — è stata ridotta al minimo. L'O,éra-Comique dà due soli spettacoli d'opera per settimana, nel pomeriggio del sabato e della domenica. L'Opéra ha deciso di dare tre sole rappresentazioni settimanali. Ma per garantire la sicurezza del pubblico, si è deciso di tenere chiuse la quarta e la quinta galleria, e non potranno essere occupati nella sala che 1800 posti. L'orchestra nazionale si è trasferita a Nantes. La Società dei Concerti del Conservatorio di Parigi, ricostituiti con grandi sforzi i suoi quadri, ha ripreso le audizioni sotto la direzione di Munch. Le orchestre dei concerti Colon Lamoureux e Pasdeloup stanno studiando una fusione in un unico organismo, che avrebbe come direttori i maestri Paray, Bigot e Wolff, e suonerebbe soltanto la domenica nella sala dell'Odéon.

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TREGA foca * Il maestro Leopoldo Stokowski, di. settore dell'orchestra di Filadelfia, sta sperimentando — con successo egli afferma — una nuova disposizione degli strumenti. Egli ha collocato gli strumenti a corda nelle ultime file, dove si usa generalmente disporre gli ottoni e gli strumenti a fiato minori. I violini e i violoncelli risultano così collegati ai bassi sulla sinistra. Stokowski afferma che questa nuova disposizione permette una maggiore fusione, rispondendo meglio alle leggi dell'acustica, in quanto le note degli strumenti a corda riflesse dal fondo dell’auditorium non vengono sommerse € quasi del tutto superate da quelle dei bassi e degli ottoni, come avviene talvo!ta con l'attuale disposizione. LETTERATURA * Mario Quaglia, autorei di alcuni significativi romanzi (IL mio vicolo - Il sole sul germoglio), e di un libro dì guerra (La guerra del fante), che ebbe un cla‘moroso successo, ha consegnato — all'Editore Garzanti il manoseritto di un nuovo romanzo La donna contesa, che sarà pubblicato prossi‘mamente. * Abbiamo chiesto ad Antonio de Maranovich, autore di una biografia sul poeta ungherese Alessandro Petéfi (che “apparirà prossimamente in edizione Garzanti), alcune confidenze sui suo libro. « Parecchi anni fa — ci ha risposto lo scrittore — ho cominciato ad occuparmi dell'Ungheria, mosso dapprima quasi esclusi vamente _dall'interesse per la lingua, che mi dischiudeva un orizzonte nuovo nel campo «della glottologia, poiché era la prima lingua indoeuropea che studiavo. ‘Approfonditane Ja cono. scenza, ho potuto accostarmi anche all'anima «el Paese, ed una mia lunga permanenza in terra magiara ha accresciuto il senso d'ammirazione che già in me si era così acceso per il carattere del popolo, per le sue tradizioni, per i grandi scrittori, in ispecie per i poeti, che ci fanno rivivere tutti questi elementi in creazioni artistiche che non hanno nulla da invidiare a quelle di cui si gloriano le più note letterature europee. Col mio studio biocritico su Alessandro Petéfi non mi sono proposto soltanto un compito letterario: ho voluto far conoscere al pubblico italiano non solo il maggiore poeta che |vanti l'Ungheria, ma anche uno dei più tipicì rappresentanti del popolo magiaro, una dellé sue espressioni più pure. Compito ideale, in vista del quale mi propongo di far seguire a questo altri studi che valgano a far meglio conoscere qualche altro poeta la cui quasi completa ignoranza non è dovuta a minore grandezza od originali in confronto dei maggiori esponenti delle altre letterature europee — ma esclusivamente alla relativa difficoltà della lingua nella quale sì è espresso ». x* In primavera uscirà il secondo volume della Storia della musica di Francesco Abbiati (Editore Garzanti). * Un'opera fondamentale in edizione

Garzanti di prossima pubblicazione è: La storia di Spagna di Temistocle Celotti. Dopo la nostra Patria, la Spagna è la terra che più ci interessa e ci attrae per la sua posizione mediterranea, le sue naturali bellezze, il suo elima, | suoi prodotti, i suol tesori d'arte, le alterne vicende del suo popolo appassionato e cavalleresco, le strettissime relazioni che per 200 anni ebbe colla storia del nostro Paese. Soprattutto per le pagine di epopea che vi scrissero i nostri eroi negli ultimi tre anni. Nel libro del Celotti, ll valore scientifico dell'opera è pari al magistero d'arte con cui l'Autore ha reso attraente il suo racconto. Vi si rivive intensamente ll dramma più volte millenario del popolo spagnolo. dalle ardimentose imprese dei

mercanti fenici e greci fino alla guerra vittoriosa di redenzione nazionale, alla quale ha dato contributo di sangue il volontarismo italiano. Il noto spagnolista Carlo Boselli ha scelto e disposto con intelletto d'amore il ricco materiale illustrativo che correda l'opera e vi ha aggiunto a modo di appendice la cronistoria delle fortunose vicende spagnole dalla fine del regno di Alfonso XIII al trionfo di Franco. VITA ECONOMICA E FINANZIARIA del Commissariato Ge-

nerale della Pesca alle dirette dipendenze del Duce è una nuova conferma della decisa volontà di dare impulso e di potenziare al massimo grado questa attività produttiva che sino ad ora nel nostro Paese, per ragioni di varia indole non ha avuto uno sviluppo adeguato alle possibilità offerte dalla situazione geokrafica dell'Italia. Va anzitutto rilevato che secondo i risultati sommari dell'ultimo censimento Îl naviglio addetto alla pesca in Italia ammontava a 34.548 unità, delle quali 30.621 attive, in massima parte costituite da barche; ed impiegate per la pesca marittima. Sul complesso del naviglio i piroscafi erano 105 e le motonavi 126, mentre | motovelieri e i velieri con motore ausiliario ammontavano a 1.100. Per quanto poi riguarda il personale addetto alla pesca, esso ammontava in complesso sempre secondo il citato censimento, a 75.574 addetti, dei qua© li 52.266 pescatori propriamente detti; il personale di coperta e di macchine raggiungeva 27.308 unità. Alla stessa data erano in attività 51. tonnare, su un complesso di 67 ekistenti, alle quali erano

addette

2.560 persone fra eser-

centi e ciurma. L'insieme di queste forze sulle quali è chiamato ad

operare il nuovo organo istituito dallo Stato si presenta pertanto di notevole entità: si trat-

ta ora di migliorarne la qualità soprattutto at-

traverso il perfezionamento eil potenziamento dell'attrezzatura, promovendo con ragionata

oculatezza l'adozione di mezzi pescherecci più moderni e più idonei ad una produzione continua, abbondante e di

basso costo.

STELLA

PRIMA

FABBRICA

ITALIANA

D'OROLOGERIA

-.

FONDATA

NEL

1878

mi

* Il servizio telefonico in Italia. Il numero degli apparecchi telefonici in servizio nel nostro Paese, secondo gli ultimi dati pubblicati dall'Istituto Centrale di Statistica ammontava a 564.647 al 30 giugno dello scorso anno. ‘Alla stessa data il numero degli abbonati era di 453.512, ed erano installati 16.594 posti telefonici pubblici, È interessante rilevare il crescente sviluppo delle centrali automatiche che sono salite da-677 nel 1935 a 787 nel 1988 ed ‘a 846 nel 1939, con una potenzialità complessiva di 6.515 linee interurbane, con una lunghezza di circuito di 413.244 chilometri e 151 linee internazionali, con 27 mila 580 chilometri di circuito. * Il nuovo progetto ferroviario per lo sviluppo economico di Littoria. Sono note le difficoltà delle comunicazioni ferroviarie dell'agro bonificato di Littoria, il cui capoluogo dista oltre otto chilometri dalla ferrovia con notevole pregiudizio del suo potenziamento economico. Ora ad eliminare tale stato di cose è stato redatto un progetto ferroviario — sotto gli auspici del Ministero della Coltura Popolare e d'accordo con il Ministero dei Lavori Pubblici — tendente ad allacciare Littoria stazione con Littoria città e Sabaudia, non: ché Nettunia e Terracina. Îl progetto è stato suddiviso in tre tronchi, di cui il primo si distacca dalla stazione di Littoria della direttissima Roma-Napoli, dal (Continua a pag: XIV)

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ITALIANA


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LXVII . N. 2

JENNAIO

1940 - XVIII

La stessa cordialità che ha caratterizzato i colloqui fra il conte Ciano e il conte Csaky, ha ‘improntato le accoglienze che Venezia ha riserbato ci dua illustri Ospiti. Le calorose dimostrazioni che hanno accompagnato ovunque, durante il loro soggiorno, i Ministri, sono state una conferma per il conta Csaky dei sentimenti italiani verso la nobile nazione amica e della piena comprensione per la sua; opera politica. - Qui: i Ministri rispondono sorridendo al vibrante saluto della folla prima di lasciare lo città per una gita in laguna e per una visita all'incantevole isola di Torcello,


La solidale

comunanza

di propositi

e di intenti e

trovano

la loro genesi,

la loro con-

la schietta corrente di amicizia fra Italia e Ungheria, di cui il comunicato è venuto a ribadire la gramitica

saldezza,

sacrazione e la loro salvaguardia, non solamente nelle precarie condizioni della burrascosa ora che la vita europea attraversa, bensì anche in una convergenza

di interessi materiali e spirituali, che sprofonda le

sue radici nella distribuzione

topografica

dei due

paesi e nella tradizione millenaria della loro storia. Naturalmente la delimitazione dei rapporti italo-

ungheresi in questo momento è condizionata dai problemi generali dell'Europa sud-orientale. I dati di questi problemi sono offerti: dallo stato di guerra delle grandi potenze, confinanti con tale zona europea; dall’atteggiamento attuale ed eventuale dei paesi danubiano-balcanici al cospetto dello sviluppo bellico; dai rapporti scambievoli di questi Stati; dalla comparsa minacciosamente enigmatica della Russia bolscevica sul fronte carpatico. Poiché l’Italia ha assunto al cospetto di tutti i problemi connessi coi paesi danubiano-balcanici una po-

sizione inequivocabile, di fronte alla quale l'ufficiale politica magiara non ha avuto che a sottolineare il suo consenso, il Convegno di Venezia ha trovato agevolmente il suo cammino verso la ratifica e il

consolidamento di un orientamento politico, che risuscita in pieno, oggi, una millenaria tradizione che dal Tevere al Danubio ha sempre accomunato proIl Ministro degli Esteri italiano poco prima della partenza per Venezia. Sono con il conte Ciano: il gen. Gambara ambasciatore d'Italia in Spagna, il barone Villanj ministro d'Ungheria preso il Quirinale e il Segretario del Partito.

positi e ideali, così politici come

spirituali e religiosi.

Si può dire che sono fondamentalmente i fattori geografici, che hanno imposto alla nazione magiara

il suo destino storico e nazionale,

Nella

“

valle danu-

biana e nel bacino dei Carpazi, nell'angolo più deli-

cato e più sensibile della zona esposta al contrasto fra l'Oriente e l'Occidente, il popolo ungherese è

ITALIA

E

il solo, a memoria d'uomo, che abbia impersonato

UNGHERIA

l’unità geopolitica del territorio, organizzandovi uno Stato solido ed omogeneo. Fu compito dell'Ungheria

di Santo Stefano creare e organizzare uno Stato che

L'INCONTRO DI VENEZIA FRA I MINISTRI CIANO E CSAKY vanno, il 16 dicembre Q

scorso, nel discorso alla Camera dei Fasci e delle Corporazioni, che è tuttora presente

alla memoria di tutti, il Ministro Ciano, passando in rassegna le relazioni dell’Italia con i paesi del bacino danubiano-balcanico, accennò all’Ungheria, le sue parole di schietta cordialità suscitarono un caloroso ap-

plauso di consenso.

«È quasi superfluo — egli disse — parlare dei rapporti italo-ungheresi, L'amicizia e la completa solidarietà che ‘niscono i nostri paesi sono profondamente radicate nell'animo dei due popoli, che sanno per esperienza sicura di

potere appieno contare sulla immutabile saldezza di questa amicizia, sempre, soprattutto nelle ore difficili». Circa un mese prima, il Ministro degli Esteri ungherese, conte Csaky, parlando alla Camera di Budapest, aveva suscitato un'ondata di commossa adesione, mettendo in risalto l'amicizia italo-ungherese. « All'Italia — ‘egli aveva detto — ci lega l'amicizia più intima. Il fatto che in tempi molto critici noi abbiamo potuto conservare la nostra libertà di azione e addirittura allargarla sotto certi aspetti; che abbiamo potuto salvare la nostra pace morale e fisica, e che la continuità

del lavoro

nazionale

non abbia subìto alcun arresto, noi lo dobbiamo

in gran parte alla

politica saggia e preveggente dell'Italia, diretta dal forte Regime di Mussolini. Ciò che forse esprime meglio l'intensità di questa amicizia, è la convinzione nazionale che fra i due popoli esiste da secoli una comunanza di destini».

Nessuna meraviglia che in una atmosfera di così fiduciosi rapporti, l’incontro dei due Ministri degli Esteri sullo

sfondo fantasmagorico di quella città lagunare, in cui sono ‘ancora i riflessi dei contatti fra l'Occidente e l'Oriente, si sia svolto fra tanta cordialità, e abbia avuto la sua consacrazione in un comunicato la cui eloquente significazione è tutta nella sua laconica e densa sobrietà.

separasse le due opposte sfere di civiltà; che col suo volto spirituale guardasse a Occidente, ma csl suo

sangue e coi suoi nervi si sentisse proteso verso l’O-

riente, e che, nel medesimo tempo, nella sua essenza

profonda, si sentisse libero così dall'uno come dall’altro. Con la sua stessa esistenza l'Ungheria ha rappresentato, nell’Europa centrale, un equilibrio il cui

rovesciamento, progettato o attuato, sia dall’Est sia dall’Ovest, avrebbe sempre rappresentato una minaccia funesta alla vita unitaria di tutta l'Europa. Una missione così delicata di mediazione non avrebbe potuto essere assolta da uno Stato neutro, da uno Stato cuscinetto incuneato fra il mondo orientale e l'occidentale. Poiché il diritto alla assoluta autonomia nella vallata danubiana spetta, per an-

zianità, alla nazione magiara, che se rappresenta un piccolo popolo, rappresenta, peraltro, una grande famiglia nazionale, occorre che questo diritto di pri. mogenitura

e di eminenza

sia convenientemente

ri-

conosciuto. Ci fu un tempo in cui lo Stato ungherese fu schiacciato come fra due mole fra il Sacro Impero da una parte e l'Impero bizantino 0 ottomano dall'altra. Oggi l'influenza etnica, economica e intellettuale del germanesimo, più che mai presente sulle frontiere occidentali, si fa sentire sul mutilato Stato magiaro, mentre dall’Est si annuncia la minaccia dello slavismo bolscevico, che si manifesta nelle forme della rivoluzione sociale. L’Ungheria non ha alcun bisogno di cercare faticosamente la sua strada. I figli della Pannonia hanno

e

dei colloqui i Ministri degli Esteri d'Italia e d'Ungheria, accogliendo l’invito del sen. Cini, presidente dell'E. 42, hanno compiuto una gita all'isola di Torcello dove hanno visitato la zona monumentale. La fotografia mostra il conte Ciano e il conte Csaky sulla lancia dell’Ammiragliato loro riservata, durante il percorso in Laguna,


L'aspetto della stupenda ed elegante sala della Fenice, la sera della rappresentazione della « Fiamma » di Respighi, alla quale hanno assistito il conte Ciano e fl conte Csaky. A destra: i due Ministri nel loro palco in teatro mentre sono fatti segno da parte del pubblico ad una cordiale manifestazione di simpatia. - Sotto: il conte Csaky all'aeroporto di San Nicolò di Lido prima di prender posto sull'apparecchio messo a sua disposizione dal conte Ciano per un volo su Padova, Verona e Lago di Garda

attinto da secoli il senso della romanità. E le fonti delle acque eterne pullulano da mille anni nel reame di Santo Stefano. Il significato dell'emblema araldico, l'aquila delle legioni, è sempre attuale e fa sentire il monito della sua augusta tradizione sulle vette di quei Carpazi, che sono oggi minacciati dalle medesime forze ch minacciarono altra volta la vita e il costume che traevano la loro origine dalle due Rome. Ai nostri giorni la Pannonia è idealmente il limes romanus di quei principi e di quelle forme di vita, come al tempo di Marco Aurelio e di Settimio Severo, ma ne è, in pari tempo; il baluardo avanzato, precisamente come nella concezione dei grandi Papi del Medioevo e dell'Età barocca, Due anni fa, nell'agosto del 1938, il popolo ungherese celebrava il nono centenario dalla morte di Santo Stefano, suo primo Re e creatore della sua unità nazionale, Un solenne Congresso Eucaristico fu celebrato a. Budapest con l'intervento, come legato papale, del cardinale Pacelli, destinato a succedere a Pio XI. Fu una rie zione solenne di quel che l'Ungheria ha rappresentato per secoli nella costituzi difensiva della cristianità nell’Oriente europeo. Posto fra Bisanzio e Roma, il principe Yaik, che aveva ricevuto all'istante del bat tesimo per le mani di Sant'Adalberto il nome di Stefano, optò per Roma. Le conseguenze di quella opzione furono incalcolabili. Agli inizi del secolo undecimo la rottura fra greci e latini non era ancora completamente consumata, sebbene l'abissà scismatico fosse gi largo. Ma a Roma e a Costantinopoli i rapporti fra la Chiesa e lo Stato, fra il potere religioso e il potere civile, erano già costituiti su basi differenti. La tradizione bizantina avrebbe messo capo un giorno al cesaro-papismo della Russia czaristica. In Occidente la Chiesa di Roma aveva già, con la consacrazione imperiale di Carlo Magno, mostrato come fosse possibile la divisione armonico dei poteri sotto la comune vigilanza di Dio, A duecento anni di distanza dalla coronazione di Carlo Magno, Silvestro Il inviava al Duca Stefano la santa corona costituendolo, così, rappresentante regale della cristianità nello Stato ungherese, Era un'investitura che implicava una gelosa consegna. La nazione ungherese l'ha assolta senza defezioni. Bisogna scendere fino al secolo XV per incontrare, riferita ai Re d'Ungheria, l’espressione: «contrafforte della cristianità — propugnaculum christianitatis».L'espressione diviene poi di uso corrente non solamente nelle bolle pontificie, ma anche nelle cronache, nelle opere degli umanisti, nei discorsi degli ambasciatori. Ma fin dal 1217 il Re di Ungheria Andrea Il giustificava gloriosamente il titolo, mettendosi a capo di una crociata. Si può dire che fin dall'anno mille, quando ricevette dal Papa la santa Corona, il Re Stefano assumeva le mansioni rli scolta avanzata della fede, di scudo della cristianità, che i suoi discendenti dovevano assolvere per secoli, a prezzo di eroici e sanguinosi sacrifici. La spiritualità magiara è tutta cresciuta all'ombra della cultura cristiana occidentale. È la Chiesa romana, che ha creato nel paese le condizioni fondamentali di una più alta civiltà. I monaci predicatori non diffusero là soltanto la fede, ma insegnarono al popolo l'agricoltura e l'industria. Le scuole dei Capitoli e dei Chiostri disseminarono una educazione elementare e superiore, Da questa lontana disseminazione di cultura classico-cristiana ha ‘pullulato nei secoli un'arte che non ha mancato mai di ricordare le sue prime ispirazioni, Per tre secoli il fronte magiaro offrì una resistenza eroica alla pressione turca, Ancora oggi, il suono delle campane a mezzodì in tutto il mondo cattolico sta a ricordare la grande vittoria di Giovanni Hunyade sui turchi, nel 1456 Nel momento in cui i secolari vincoli di amicizia fra la nazione magiara e l'Occidente latino e cristiano riacquistano una così singolare efficienza, non è intempestivo rievocare le grandi linee di questa solidale storia millenaria. Divenuta la più grande potenza balcanica, l’Italia ha chiaramente fissato- suoi diretti e permanenti interessi vitali. Rispettando i possessi territoriali e i diritti nazionali dei vari Stati danubiani e balcanici, l'Italia desidera vivere e operare con questi Stati in cordiali relazioni di pace. Vagheggia una franca soluzione dei problemi rimasti ancora aperti fra questi Stati per promuovere una generale concilia» zione, presupposto indeclinabile di una concreta collaborazione. L'Italia non sogna blocchi e non medita propositi egemonici. Desidera, e favorisce, l'avvicinamento fra gli Stati danubiani e balcanici sulla base di un leale riconoscimento dei loro comuni interessi, che si fanno ogni giorno più pressanti e chiari, mentre la minaccia comunista si profila sui margini dell'Europa sud-orientale. L'Italia non e mossa da alcun prurito aggressivo contro la Russia dei Sovieti. L” talia di Mussolini, che fu la prima a levare il vessillo contro la raffica comunista, intende mantenere inalterata e vigile la sua azione contro qualsiasi espansione ‘di quel comunismo, che cttenta alla civiltà, all'ordine e alla sanità dell'Europa, Laggiù sul Danubio, sul territorio dell'attuale Buda, Roma costruì una solidissima fortezza: Aquincum. Sono di ieri i ritrovamenti archeologici che hanno. riportato alla luce le costruzioni della vecchia fortezza, illustrate: di recente dal Brelich, All'ombra di quella fortezza si costituì una rinomata fabbrica di scudi. Era un simbolo e un presagio. La futura capitale magiara sarebbe stata per secoli lo scudo infrangibile della civiltà cristia Per assolvere il suo compito, una condizione si è rivelata nei secoli indispensabile: mantenere saldi e invulnerabili i contatti con Roma, SPECTATOR


ILA GUERRA SEDUTA oeo la fulminea vittoria tedesca in Polonia, gli Alleati hanno vissuto nell'attesa spasmodica di un trasferimento impetuoso della offensiva germanica sul loro fronte. Per quasi tre mesi, la stampa inglese e francese ha annunziato giornalmente l'imminente scoppio della « Blitzkrieg», con previsioni di battaglie cataclismiche, distruzioni di città e milioni di morti, in base a supposte concentrazioni e immaginari piani del nemico. Lanciate da Londra e da Parigi, notizie allarmanti si inseguivano intorno al mondo: « Mezzo milione di soldati tedeschi ammassati ad Aquisgrana... La Germania sta per invadere il Belgio... I Tedeschi si preparano ad attraversare la Svizzera... La Germania passerà sull’Olanda.., I Tedeschi attaccheranno nei Balcani...». Non si sapeva da che parte si sarebbe scatenata l'offensiva, ma nessuno pareva avesse il minimo dubbio sulla sua inevitabilità, Tale certezza aveva una sua logica, Si fondava su questo ragionamento: «La Germania è povera, non ha oro, manca di materie prime essenziali, le sue risorse mercantili sono strozzate dal blocco, le sue riserve di viveri sono limitate, essa non potrà essere sufficientemente rifornita dalla Russia che è disorganizzata e difetta lei stessa delle cose più necessarie. Date queste condizioni, la resistenza tedesca non potrebbe durare che finché durano le riserve di materie prime e gli ammassamenti di vettovaglie che il Reich attualmente possiede, La Germania non si rischierà dunque in una lunga. guerra di logoramento ma profitterà della superiorità che in questo momento le è data dal suo esercito magnificamente armato, agguerrito e comandato, per tentare di raggiungere ad ogni costo una rapida decisione sui campi di battaglia, prima che gli Alleati si siano militarmente rafforzati ed abbiano reso inespugnabili le loro difese». Questo ragionamento ha un solo difetto: che è sbagliato. La Germania ha fatto precisamente il contrario di quello che gli Alleati credevano dovesse fare. Essa ha accettata la lotta sul terreno economico. Ha raccolto la sfida e si batte con le armi scelte dai suoi nemici, Dalle sue trincee, gli altoparlanti mastodontici forniscono alle truppe franco-inglesi concerti sinfonici e conferenze educative. È la guerra seduta, Gli avversari immobili si contemplano. Aspettano di vedere chi primo vacilli per esaurimento o per demoralizzazione. Allora le armi entreranno in azione e faranno il resto. Ma fino a quel momento non è al fronte che si combatte, I soldati che muoiono di malattie comuni nella così detta zona di operazioni sono del cinquanta perscento più numerosi di quelli che muoiono per ferite. La propaganda è molto più attiva del cannone, La forza militare non è più che uno strumento ausiliario della guerra economica: un'attiva guardiana dei blocchi, dei controblocchi, dei superblocchi, nelle cui reti i belligeranti tentano di strangolarsi l'uno con l’altro. L'errore degli Alleati consiste in una sopravalutazione dell'oro come mezzo di resistenza. La tradizionale teoria degli Inglesi, pazienti maestri nella guerra di “usura, che il denaro ed il tempo possano essere gli elementi decisivi delle vittorie, non è più così buona oggi come lo era una volta. È sfuggito ai Paesi democratici e liberalistici il significato della economia totalitaria, Il Fascismo prima ed il Nazismo poi sì sono resi conto di questa sinistra verità: che il Trattato di Versaglia non aveva concluso una pace ma un armistizio. La guerra è continuata, senza carinonate, condotta sul terreno finanziario ed economico. L'umanitarismo delle Nazioni ricche non sì commuove che quando vede il sangue, La loro coscienza è tranquilla se altri popoli non muoiono che di fame. Ver. saiglia, portando tuite le ricchezze e tutti i bottini all'Inghilterra ed alla Francia, ha costretto i Paesi poveri, spogliati o frodati, privi di oro. di materie prime, di colonie, chiusi entro barriere doganali sempre più alte. a difendersi con l'adozione di una' economia manovrata, una economia di guerra alla cui base è l'autarchia, Per risorgere la Germania doveva armarsi, e la sua formidabile preparazione militare, compiuta in sei anni, sarebbe stata impossibile se il Governo tedesco non avesse assunto il controllo totale su tutte le manifestazioni della vita nazionale: sull'industria, sul commercio, sul lavoro, sui consumi, sulle paghe, sulle materie prime, sulla stampa, sull'educazione, concentrando con il «piano dei quattro anni» il massimo sforzo autarchico nellà produzione dei viveri e dei materiali grezzi, e raggiungendo nel tempo stesso la più solida e disciplinata unità morale del popolo. La preparazione militare germanica, la quale nel giudizio dei critici inglesi e francesi rappresentava un colossale dispendio che avrebbe sfinito la Germania, è risultata invece una preparazione economica di resistenza, Tutta la Nazione funziona come una macchina nella quale ogni capacità ha il suo compito. Non è una D

improvvisazione:

già in tempo di pace la macchina

agiva normalmente.

Il passaggio

dalla pace alla guerra è avvenuto senza scosse, senza esitazioni e senza discussioni. L'esperienza. della Grande Guerra ha guidato questa gigantesca organizzazione, nella quale tutto sembra fosse previsto, e muovi aggiustamenti nella produzione e nel razionamento, già studiati, intervengono con immediatezza a correggere gli effetti dei successivi inasprimenti del blocco. Le industrie funzionano in pieno. La parziale disoccupazione manifestatasi all’inizio per la paralisi delle lavorazioni di lusso è gradatamente assorbita dalle industrie di cuerra. Le materie prime necessarie agli armamenti abbondano. Secondo una dichiarazione del professore Messerschmitt, noto creatore di aeroplani, il 99 per cento dei materiali usati nelle costruzioni aeronautiche è di origine nazionale. La natura statica della guerra permette alla Germania di limitare le masse mobilitate al quattro per cento della popolazione, cioè a meno di un terzo della percentuale che fu chiamata alle armi nella guerra passata, Questo spiega il grande numero di uomini atti al servizio militare che il visitatore vede con sorpresa in Gerintenti ad ogni genere di lavoro. Nel giudizio di osservatori americani, la produttiva tedesca è molto superiore a quella dell'Inghilterra e della Francia riunite insieme. L'esportazione tedesca trova sbarrate le vie dell'Atlantico ma non quelle del Baltico, sulle quali gli scambi con i Paesi scandinavi continuano, come continuano sulle vie continentali. I rifornimenti russi cominciano ad affluire, grazie alla riorganizzazione dei trasporti sovietici alla quale centinaia di tecnici tedeschi lavorano. L'oro manca, le riserve bancarie non raggiungendo nemmeno i cento milioni di marchi, ma l'organismo della circolazione e del credito, ben controllato, continua a funzionare normalmente. e, benché la guerra costi 100 milioni di marchi al giorno, il Governo riesce ad affrontare la spesa con un sistema quasi automatico di recupero. Le tasse di,guerra portano nelle casse dello Stato il 40 per cento degli’ introiti nazionali, ed il razionamento dei consumi ed il controllo dei prezzi. mantenendo basso il costo della vita mentre i salari rimangono relativamente alti, facilitano il risparmio privato che, non trovando impiego, si riversa nelle banche

dove

- rimane disponibile per prestiti governativi a corta scadenza. Il costo della vita. cresciuto in tutto il mondo, appare diminuito in Germania dell’1,3 per cento nel mese di settembre, secondo le statistiche ufficiali. TI razionamento

è severo,

i sacrifici e le privazioni

che il popolo tedesco

deve

sopportare sono gravi e possono apparire inconcepibili agli Inglesi ed ai Francesi. Ma Londra

e Parigi si sbagliano immaginando

che le restrizioni tedesche siano*il

Dall'alto în basso: soldati francesi e inglesi fraternamente riuniti (il fotografo ha composto un grazioso quadretto) presso la linea Maginot. - Una biblioteca per i soldati tedeschi sul fronte occidentale, - Sono arrivati i canadesi a Londra. Eccoli mentre in attesa di partire per il fronte si divertono con i piccioni di Trafalgar Square. segno di una mancanza di viveri ed il preannuncio della fame e della rivolta, Il morale del popolo germanico è senza dubbio sottoposto ad una dura prova, della cui necessità tuttavia ognuno è conscio. La macchina da guerra, regolata alla massima pressione, potrebbe anche logorarsi col tempo. Ma questo tempo appare lontano.

E la magistrale campagna

di Polonia ed i successi sul mare

costituiscono un esal-

tante tonico spirituale.

Del resto, il ricordo cocente del 1918 è un poderoso cemento della volontà tedesca. Tanto dal punto di vista materiale quanto da quello morale, dunque, i calcoli anglofrancesi sulle supposte debolezze interne della Germania appaiono errati. Si direbbe che l'Inghilterra abbia ripreso la guerra al punto in cui l’aveva lasciata ventidue anni fa, immaginando di poter far cadere un gigante stremato con dei foglietti di propaganda, mentre la Francia, considerando la Germania già virtualmente sconfitta, medita sulla migliore maniera di farla scomparire dalla faccia della Terra. Il risultato più strano della guerra seduta è che gli Alleati democratici, sopra tutto gl’Inglesi, si trovano costretti ad organizzare la loro stessa resistenza con metodi fascisti. Debbòno ricorrere ad una economia di guerra di modello totalitario, se vogliono rallentare e regolare il dispendio delle loro risorse finanziarie che, benché enormi, hanno pur sempre un limite. Ed ecco il controllo governativo stabilirsi sulle banche, sulle borse, sui mercati, sulle industrie, sulle materie prime, sugli scambi, sui consumi. Ecco il liberalismo inglese che adotta i tesseramenti e raziona il lardo, il burro, lo zucchero... Tutti diventano combattenti, mangiando meno. Chi riuscisse a star digiuno dieci giorni dovrebbe avere la croce di guerra, Comincia la gara delle cinture strette. Gl’'Inglesi non ne ‘avevano l'abitudine, ma sono un popolo patriottico che saprà fare a meno anche del «bacon » con le uova a colazione. Ma bisogna convenire che

i Tedeschi, grazie agli stessi Alleati ed al Trattato di Versaglia, sono molto meglio trenati a fare a meno di tutto. LUIGI. BARZINI


INSIDIE DI GUERRA NEL MARE DEL NORD

UN

AEROPLANO

GERMANICO

IN

ESPLORAZIONE

UNO

SPAZZAMINE

GERMANICO

AL

LAVORO

Gte,J GERMA! NIA E Il NORD LA GUERRAA TRA NAVI MERCANTILI. VELO ARRESTO È SEQUESTRI QUI SOPRA A SINISTRA: UNA UNA PERQUISIZIONE. OPERARE PER AVVIA si TOGLA FREDIRINAL

SUL

PRESSO

MARE

LÀ

FOCE

DEL

NORD.

DELL'ELBA


ì LE NOTIZIE CHE GIUNGONO QUOTIDIANAMENTE DAI TERRITORI DELL'IMPERO CI DICONO COME L'OPERA DI CIVILIZZAZIONE CHE L'ITALIA VI VA SVOLGENDO PROCEDA SEMPRE °CON RITMO INTENSO. LA PACE E IL SERENO LAVORO SONO ASSICURATI ANCHE AGLI INDIGENI. LE OPERAZIONI DI POLIZIA SI SVOLGONO ORMAI SENZA EPISODI CRUENTI. IN QUESTA PAGINA VEDIAMO UN GRUPPO DI DONNE HARARINE DURANTE UNA SOSTA DEL LORO LAVORO E (IN ALTO) IL GOVERNATORE DELLA SOMALIA CHE ALL'AUTOMOBILE HA SOSTITUITO LA CARROZZA A CAVALLI


(NUOVE

MEMORIE

Romanzo

DEL

LUCIO

di

VALCHIRIE

DELLE

CAVALCATA

LA

MARCHESE

D'AMBRA,

ARMANDO

D'APRÈ)

Accademico

d'Italia

deposto e privato dell'appannaggio, dalla Costa Azzurra. si reca, assieme a Loulette Louly e RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI - RolandocheII; ‘lare zia Marla-Carolina lo aluti In albergo si qualifica per Antonio Lalou e incontra il barone al-consigliere Armando d'Aprè, a Vie la dove cespera La Fayette rovinato per colpa di Filippo Kiki e riceve visita diAl Eleonora Balbakine col quale va al Casino di Baden e vin 900.000 franchi; conosce pol il evisconte romaner re dila Alagna. ripiceo si fa corteggiare da Loulettell suoper appoggio. della quale è innamorato,promette ex# regina di Piumaria. Rivede la duchessa di Fr: ‘ondosa A Tutti poi si trasferiscono a Ginevra dove Lalou aprirà La Cavalcata delle Valchirie » ziere francese Germain che scriverà un roman: laria-Coletto Cent-Eclalrs, e la scrittura come indossatrice, insieme con altre otto donne saranno le ‘una sartoria per signora: qui Lalou conosce 1 ‘azione dellaMorin®di interviene il Ministro degli Esteri di Brentania che è a Ginevra per ostacolare l’Isoria nove Valchirie. del Walhalla di Lalou. Al’inaugure lor Lecroquet sartoria comunica a Rolando l'indirizzo, a. Lucerna, di Isabella Duchessa di Frondasa. Rolando parte per nella conquista della Bilmania in Africa. Il profes» o fa poliziainventa e giunge ‘Ginevra in tempo per il ritorno di Loulette dal Monte Bianco. Il suo tenero cuore è per incontrarsi con lei; ha un incidente con t'ultima, Lucerna srnafrapeiEleonora che Eleonora sia l'amante del marchese d'Aprè; a Loulette, tornata inopinatamente dalla diviso e Isabella: per conquistare ques quindici giorni. Ma Loulette valendosi del telefono interrompe il coltoquio Sua scappata con l'ex re di Alagna, impone per cast igo di rimanere în camera Laperduchessa Rolando e questi al ritorno in albergo ha una scenata con congeda partire, di ingiunge le e duchessa la duramente ci Te nex scappata com sua la principessa di Cent-Eclairs e con Eleonora; qui indi si reca dal ministro Adam poiché alla S. d. N. è pervenuta una denunzia per. spionaggio contro di lui

- Volevo

dire

—

dissi

io procedendo,

—

che

l’attuale

stato

del

C'è nell'Aida verdiana il famoso « Discòlpati, Radamès..» sul quale farino cilecca tutt’i tenori di mezza tacca che si arrischiano a gridar così alto. Il dito del ministrò Adam,

puntato contra

l’affannoso petto del mio regale

amico,

mi apparve

duzione cinematografica — cinematografo muto, — di quel: « Discòlpati... né Verdi

né Adam

sarebbero

riusciti a cavare

una

parola

di bocca

una

tra-

». Senonché

all'accusato

il

quale, fumando la signretta e godendosi la comoda poltrona, ora che parlavo io per lui serenamente sfidava la politica intemperie. Ma non bastava che io parlassi; doperati e, trovandosi alle sue uno consacrarsi al commercio aprendo nevra, col più felice successo, i grani di magazzini che voi, — Vanno bene gli affari? — chiese. il signor: E sta bene la. vostra leggiadrissima sì possa — Non comprendo dunque come per risi, — parlare di accuse di spionaggio ovvio che l'accusa formulata

ini 3 [e

na

ultime riqui a Gi-

x di. vista. Se è vero

che

riescire

a persuadere

il ministro

Adam

il quale

non

è forse la più gran testà, ma certo è la testa più dura del suo testardo paese, Avendo

dichiarato che gli erano note le simpatie e le pubbliche dichiarazioni del signor Lalou in favore dell’esecrabile Isoria, il giovane ministro continuava ad affermare essergli del tutto impossibile capire che cosa fosse andato a fare il mio amico nella;

stanza dove pacificamente dormiva, e per giunta durante una villeggiatura, una delle

il maggior

Ora è a tutti noto

che il

ico per il regno fa iffici nte ioio gligli perdono, — èè fanat — cosa che difficilme Lalou pera si dell’Isoria che egli è accusato va per chiamarlo Fisoria. Fd èappunto in favore itto pie Hole muto, 3 Sempre ielo, — i — è quanto Adam cavando di tasca un foglio. Fetta pon Peaiaril ministro da una nota giornalista americana, la

Essa proviene Costei, trovanmai esplicita e circostanziata.dente da Ginevra. della Chicago Tribune. nna Pai e°lThompson, corrispon Frondosa nella villa Phyffer che questa gentildo

Guliza ite dalla ‘duchessa di Lalou introdursi avrebbe visto nottetempo il signor SorSg alcuni mesi a Lucerna, politici della più alta importanza.

Sua stanza per sottrarle documenti Sei

necessario

più zelanti giornaliste filo-isoriane della stampa americana, in cui le personalità dis-

punto provato a me ‘ente il tornaconto monetario, è anche le spie dilettanti. Le accanto alle spie professioniste,

soprattutto

sidenti dalla tendenza del ministro di Brentania erano rare almeno quanto le mosthe bianche. — Io vi pongo, signor marchese, — dichiarò il ministro, — io vi pongo coì miei

contro di lui cade nell:

dam scosse Îl capo: e no.in questo vostro

m'era

sillogismi inesorabili in questo vicolo senza uscita. Che cosa faceva, nottetempo, nella camera da letto d'una donna sessagenaria il signor Lalou che non ha ancòra quarant'anni? Escludo l'amore, Né vedo senso! alcuno nella' sottrazione di possibili documenti visto che ì due filo-isoriani erano perfettamente d'accordo. E allora? Wì

prego di venire rapidamente a qualche

di persuasivo e di concreto, C'è una

sottocommissione che si riunisce alle sei e sono già le cinque e quaranta, Né io posso.

uscire da qui su conclusioni incerte. Al Presidente della Società io devo affidare é un signor Lalou del tutto innocente o un signor Lalou che ha confessato, e soprat tutto spiegato, l’azione

criminosa

da lui compiuta

a villa Phyffer.

Spaventato dall'idea di finire in gattabuia e di restarvi durante il tempo necessario

ad una lunghissima inchiesta, Rolando si decise tando me a chiarire la misteriosa situazione:

finalmente!

ad aprire bocca

invi-

— Credo opportuno, caro d'Aprè, che voi, come faceste col. commissario di polizia

di Lucerna, spieghiate chiaramente a Sua Eccellenza la realtà dei fatti.


“polizia' elvetica tacene sa Decisamente questa funzionario s'era giuocato

posto

e funzione, | mor Adam sarebbe stato senza pietà, Prima di sera le autorità cantonali avrebavuto, dal ministro, richiesta d’immediate sanzioni — era la sua malinconica’. nata mania, — contro il funzionario che, conoscendola, ai danni della’ pace” occultava pericolosamente la verità, = C'è di mezzo l'onore d'una donna, — avvertì Rolando che s'era deciso ad aprire una seconda volta, — Non sempre sì può essere, signor Ministro, rigorosate funzionarii. _— Non ammetto . Tuttavia

Càpita anche il momento

in servizio —

son

pronto

rimbeccò

ad ascoltare

in cui è indispensabile essere gentiluomo!

il ministro,

—

di questi

ciò che

compromessi

il vostro amico marchese d’Aprè, avere perduto tanto tempo, potrà dirmi in vostra discolpa. al ministro Adam, anche senza giurare con destra su la sua la verità, tutta la verità, niente altro che la verità.la E mano alla fine di questa mia

posizione Sua Eccellenza scoppiò a ridere come di solito ridono i brentanici: e vale fre

senza sapere nemmeno approssimativamente perché. questa volta. il tro Adam sapeva la ragione di tanta incontenibile ilaritàInvece, ‘e assai cortesemente

la disse:

|— Lo sapevo io e l'ho sempre detto e ridetto, Da quanto voi mi avete esposto rivela che il vostro amico Lalou è un magnifico esemplare d'uomo assurdamente

padroni di tutto.

ragioni, dalla parte dell'Isoria, Tutti così i filo-isoriani, lui compreso. si lascia impressionare dal cuore, piancendo di tenero

Gente.

‘amore per quell’unica [nazione cinta dal cerchio di ferro, infrangibile, Nazioni decise ad affamarla per riuscire a ridurla debitamente di cinquantadue più supina obbedienza, Sacco uxuoto non sta in piedi; e così non reggono a nella lungo le smargiassate guerriere di popoli che non riescono a mangiare. Anche l'amica Francia, auando fu ridotta a Si coi topi delle cantine. cedette ai nemici vittoriosi due floride e amate pro| vincie, nonché cinque miliardi d’oro. | Levandosi su questo storico ricordo, il ministto Adam si volse al mio regale mico col più compassionevole sorriso 7 Continuate pure, signor Lalou, la vostra propaganda Voi non ci fate paura. Vado immediatamente a dire al Presidente che filo-isoriana. voi siete persona perfetC ite innocua, di quelle

|

|

che non hanno per noi la minima importanza, Continuate pure a perseguitare, sbagliando stanza. la vostra leggiadra duchessa. Noi ritorniamo all'esame dei nostri arduî problemi che non ci

77 Questi sono veramente

Ma l’altro subitamente|

io finale perdono.

sogni, signor ministro...

p

— cominciò a dire Rolando.

Sogni? I miei pensieri politici sono sogni? E voi venite a dirmelo in viso e lo alla Società delle Nazioni? Non mi avete, signor Ministro, lasciato finite, — spiegò Rolando, — Volevo dire questi sono sogni i‘quali, a lungo andare, finiranno con l’alterare l'equilibrio del | Vostro sistema nervoso. E vi dò un utile consiglio: almeno andando a letto non penusate all'Isoria, la quale, delresto.pensa pochissimo a voi. Contate invece sino.a mille, lenza. Vedrete che in tal modo vi sarà possibile raggiungere, sul cinquecento @ sul seicento,.il più pacifico sonno. Dopo le varie vicissitudini del lungo colloquio col più terribile « giovane» della Politica mondiale, eravamo sul punto di congedarci assai cordialmente da lui quando n segretario entrò recando in mano il modulo. fonogramma che il, ministro | ‘Adam, incastrato nell'orbita il monocolo, lesse cond'unimmediata ‘attenzione. È un fonogramma della polizia — disse il ministro. dopo avere letto, — il quale | S'invita a non farvi uscire dal Palazzo della Società delle Nazioni prima che qui | sieno giunti, per agguantarvi, i suoi agenti. Un'altra complicazione viene a mettere perla seconda volta in cattiva luce, signor Lalou, la vostra personalità morale, C'è | infatti, alla polizia, formale denunzia contro di voi per. sequestro di persona. Il ministro Adam rapidamente andò verso Ja porta: |_—Anche questo, signor Lalou, è senza dubbio molto romantico. Ma ci sono romanticherie che gli articoli del Codice penale severamente colpiscono. E, già aprendo la porta, senza darci tempo di fiatare, il ministro parlò al segretario:

— o vado a presiedere la sottocommissione, ma voi, Bertholet, non vi muo| Verete:da questa stanza fin quando non saranno giunti signor gli agenti ai quali affiderete

| questi due presunti ma assai sospettabili gentiluomini.

x

xv ; IL MINISTRO DELLA LINGUA BREVE E LUNGA Pit Se al termine del trentaquattresimo canto dell'Inferno può, fatto il combleto giro escursionistico delle bolge, riaccompagnare DanteVirgilio a riveder non fu possibile, né a me, né a Loulette, ricondurre casa Rolando dopo chele lestelle, guardie, sopravvenute al Palazzo delle Nazioni, lo ebbero achiuso nel guardiolo. Ché non valse & far intendere ragione alla polizia subalterna, spiegare che cadeva ogni denunzia di sequestro di persona se la persona sequestrata. e cioè Loulette Louly, liberata da Una cameriera mediante chiave comune a tutte le porte, era fuori del carcere gri| dando ch'era stata pazza a denunziare Lalou per un innocenti e stupido scherzo ed invocando che le restituissero immediatamente, libero e insospettabile, suo ‘amato bene. Solo la mattina seguente, — dopo un’infernale notte +rascorsa da il Lou| lette a versare nel mio petto la pena di tutl’i suoi. rimorsì, — invocando io da un

1 poliziotto d'essere ammesso alla presenza. delle superiori gerarchie, mi sentii rispon| dere con quel Point d'argent, point de: suisse! che i reggimenti ai servigì di' Fran-

Sesco primo gridavano a gran voce, gettando le armi e andandosene via per conto | loro, nell’accomiatarsi dal loro padrone in bolletta che da vario tempo non versava la paga. Confortato da larga mercede, .il. poliziotto elvetico condusse me e Louletfe alla presenza d'un alto funzionario arrendevole il quale, ascoltata sorridendo l’esposizione dei nostri frivoli fatti, rimise Rolando con- gravità, dopo una ramanzina di

prammatica, in definitiva libertà, i, Con te, — disse Rolando a Loulette non appena

fummo

per

via alla ricerca

| d'un tassì, — con te poi; irascibile megera, faremo, i: conti a casa, Non è.la prima

volta che un re finisce in prigione. E c'è anche chi, come Luigi XVI, dalla prigione | andò a finire sul patibolo. Ma non s'è mai visto un re in gattabuia per opera | della sua più stupida favorita. E tutto questo fosse almeno romanzesco nella storia

che un giorno d’Aprè dovrà scrivere su mel Niente affatto, Da Varennes Luigi Cabpeto poté drammaticamente fuggire. Da questa mia prigione ginevrina, nei nostri | antiromantici tempi, io sono uscito in santa pace mediante un biglietto da cinquanta franchi.

Scambio

di ritornare all'albergo, Rolando volle sùbitò recarsi,, dopo essersi lar-

gamente rifocillato in un bar americano di via: della. Confederazione, ‘all’« Eden Lalous dove trovammo deserte le sale e ansiosamente. in attesa di notizie l'Accademico di Francia, e il visconte La Fayette i quali, invece di chiedere le notizie che essi attendevano, diedero a noi, alternamente parlando, tutte le catastrofiche. no‘tizie che noi non aspettavamo. — Qui non c'è più nessuno, — cominciò-a dire il romanziere :francese. — Le val| shirie, tutt'e nove, sono in fuga, Non appena iersera: si. sparse la notizia del vostro arresto al Palazzo dell’e Essedeenne », la. principessa di. Cent-Eclairs,, in un lampo, | senza aspettar gli altri novantanove, chiamò a -raccolta tutte le indossatrici, avver| tendole che voi eravate stato arrestato per alto spionaggio e consigliando di riempir | sùbito le casse disponibili con tutt'i vestiti e di portarne via una mezza dozzina per Una, depositando le casse in parte alla stazione di Cornavin e in parte a quella delle

Isidoro ad altissima voce che se Luigi XIV diciassettenne aveva potuto dichiarare al Parlamento: «L’Etdt

c'est moi... », a lui e a sua moglie, in virtù di carta bollata, spettava il diritto di proclamarsi, voi assente,

tico e lacrimosamente sentimentale. Per questo egli è, contro le mie politiche

| che

— Né basta ancéra, — rincalzò l'Accademico di Francia, — Non appena avuta notizia del vostro arresto, della fuga in

valchirie e delle escandescenze patriottiche alle quali s'era abbandonata massa delleHalalé, sono corsi sul luogo le Loro Maestà Isidoro ed Eleonora di Piumaria,madame le quali si sono fatte portare qui. due brande e hanno dormito in sede, dichiarando

—

Né basta, —

assicurò a sua volta La

Fayette. — Il barone Balbakine, assente da Ginevra nella giornata di ieri, si è presentato aui sul far del giorno €. postosi

con le braccia incrociate davanti alla cassaforte, dichiara a chiunque gli sì avvicini, anche solamente per chiedergli un fiammifero o una sigaretta: — Brucio le cervella” a chiunque

tenti di sottrarre ad Antonio Lalou, nel suo infortunio, la fortuna che

io gli ho generosamente donato al Casinò di Baden, — Mi sembra, — concluse Rolando quando ebbero finalmente vuotato il sacco. — mi sembra d'essere entrato în una gabbiatuttidi matti. Ma lasciate fare a me, Primo a ritornare alla ragione fu il barone Balbakine il quale, vedendosi Rolando davanti, gli cadde nelle braccia con un profuso pianito în cui ripetutamente intercalava un grido: 2 ‘ { — Maestà... Maestà... Maestà mia!... Io ho salvato i vostri averi, — Costui: èuscito pazzo, — gridò sopravvenendo a quelle grida Isidoro fianchegRiato da sua moglie, — Il barone Balbakine scambia con un re il signor Lalou, Fatelo immediatamente ricoverare. Mia moglie ed ‘io siamo di carattere apprensivo: non vogliamo tra i piedi matti pericolosi, Senonché. preso per matto, il barone Balbakine salì in gran furore pronunziando itrimediabili. parole: — Matto io? Matti sarete voialtri! Io ho qui difeso da sicura rapina gli averi di

Sua Maestà, di Sua Maestà Rolando di Fantasia, che finora si era

nascosto' sotto il nome plebeo‘diAntonio Lalou. Accadde quello che era oramai inevitabile. Isidoro ed Eleonors-di Piumaria, casrando dalle nuvole su due poltrone, riconobbero immediatamente curarono che ritrovavano perfettamente in lui uomo; ora che il suoRolando © assi. ineggnito era stato violato, .il bel ragazzo che avevano conosciuto nei folici tempi della fanciullezza. E vollero entrambi abbracciare con trasporto il caro collega. o — Ricordo benissimo, caro Rolando, che tu mi desti una stupenda scarica di cazzotti, — dichiarò, commosso, Isidoro. = E io. —esclamò la regina Eleonora, — io che vi chiamavo, Sire, Ruy Blas! Il nome nuovo mise in allarme l'ex re di Piumaria: — Chi è Ruy Blas? Non lo conosco, Intervenni per impedire ulteriori indagini,

— Felicemente ritrovatisi — dissi, — colleghi ed amici, mi sembra di somma

urgenza ritrovare anche le nove valchirie che stanno per prendere il largo con pellicce e vestiti.

Il barone Balbakine e il visconte La Fayette si divisero il compito: uno

alla stazione Cornavin e l’altro a quella delle Acque Vive avrebbero immediatamente fatto sequestrare, in nome — visto che ora si poteva parlare liberamente, — di Sua Maestà

il Re Rolando II, ex sovrano di Fantasia, le casse depositate in quegli

uffici merci da svariate signore. Inutile dire che, all'ora dei treni, presentatesi le nove valchirie, coi biglietti alla mano, per inoltrare verso svariate destinazioni casse e bagagli, futono tutte regolarmente acciuffate dalla polizia ginevrina e trasportate in

al Commissariato, comprese la signora Halalé alla quale nulla valse, essere negra e invocare con urli gutturali da «fantasia » la protezione coi poliziotti, del -ministro # Adam e la principessa di Cent-Eclairs che, col fiorito turpiloquio, scandalizzava Je casalinghe e pacifiche virtù degli agenti svizzeri ai quali ricordava — Non mi toccate, polissons!

— che suo marito discendeva (e il linguaggio era proprio quello) dal primo palafreniere di Enrico di Navarra, Fù necessario in persona, oramai rivelata la regalità, si recasse al Commissariato perchefar Rolando liberare le donne,

le quali appresero dall’omaggio della polizia genuflessa che il signor Lalou era un Sovrano deposto; sicché sùbito deposero anch'esse le ire e tennero ad altissimo onore riprendere con lui. facendogli scorta. la via dell'eEden

». la principessa di Cent-Eclairs appesa sola al braccio di Rolando in virtù d'unLalou che a lei competeva così per il principato come per la remota discendenzaprivilegio dal palafreniere.

Gravi avvenimenti

sommovevano

intanto, sin dalle fondamenta. la Società delle

Nazioni verso la quale i cittadini di Ginevra, come se

la Pace e il suo palazzo andassero a fuoco, accorrevano da tutta la città. Fu l'Accademico di Francia il primo ad avvertire Rolando non appena questi, capitanando le nove valchirie, ebbe rimesso piede nei grandi magazzini deserti: — Non c'è più nessuno, — spiegò l'Accademico. — È un miracolo se, con la gente viva, non sono scappati ‘dalle vetrine anche i pupazzi di cera che indossano i vestiti. Non appena scoppiata la bomba.

—.La bomba? — esclamò spaurito Rolando nel mettersi attorno, guardie del fuoco, le sue nove valchitie. — Una bomba? Quale bomba?

— Sì. La bomba africana, peccato solito dei romanzieri, viva concitazione quasi che ci curiosità, lettori o ascoltatori. — Questa formidabile bomba, io romanziere di grande immaginazione, non l'avrei mai saputa prevedere, Tl povero ministro di Birma. Ria, il signor Halalé, sembra letteralmente impazzito e, sebbene tutti gli ripetano che è verissimo, continua come un ossesso a gridare: «Non è vero! Non è vero!», Ma si può sapere, — insisté spazientito Rolando, — di che bomba sì tratta?

L'hanno forse tirata addosso al ministro Adam? E Si può, in tal caso, sapere subito se è morto o vivo?

— Più morto che vivo, — dichiarò il ancora tenendo sospeso, l’effetto finale. — Tuttavia sta ‘ancora in piedi e,romanziere per telefono, ha immediatamente convocati

i rappresentanti delle Nazioni i quali tra poco, per. ordine dei rispettivi Governi, voteranno compatti’ con lui, ma come individui se la godono un mondo nel vedere il terribile Adam scornacchiato in sì malo modo. Perché insomma la figura che ci ha fatta è quella d'un marito in una novella di Paul de Kock, forse rubata da Bocenccio,

nella quale uno sposo grottesco vanta a gran voce sua moglie capace di resistere all'assalto di un esercito di galanti mentre nella stanza accanto la scoprono, silenziosa, tra. le braccia d'uno cavalieri .stalliere, Non riusciva a Rolando, per quanto. l’altro. parlasse. di sospettare menomamente

che diavolo fosse, tra marito e bombe, Boccaccio. e il ministro Adam, avvenuto durante la sua breve assenza, — La bomba! — cominciò finalmente a gridare fuori di sé. — La bomba! Smet-

tetela, caro maestro, con le vostre divagazioni. La bomba! La bomba! La bomba! (Continua) LUCIO D'AMBRA


$

=

ARTE CRISTIANA CON OCCHI

Stella Maris. (Cri

Madonna col Bambino.

voi in Europa una chiesa in asia-

tico stile, col tetto che

si rialza

quali provengono, e verrebbero a differire di poco dai colonizzatori,

semplice tetto, e al posto del minareto una torre quadrata. Bisogna essere altruisti anche in arte,

rivolta xenofoba dei boxer)

sono in prevalenza ritirati nel quartiere delle Le-si.

gazioni:

Finestra dell’Università di Pechino.

nio ed alla tradi zione dell'immenso popolo al quale viene portata la Buona

Novella,

detto,

a

l'arcivescovo,

è una

testimonianza

di rispetto

e di simpatia

esempio.

proposito

sed, potest,

a far co-

struire da un mu ratore cinese, di tesua, una chiesa cattolica: per istinto, la farà nel suo stile e mai nel nostro. Monsignor Costantini. visitando — un umile villaggio, sta

E

degli edifici sacri: «In aedificandis et ornandis sacris aedibus et residentiis missionariorum non tantum exterae artis forma adhibeatur,

il quartiere

contrario —, ma perché quartere, in fondo, i cinesi lo tollerano religione cattolica, per non venire aquel sua voltà tollerata, dichiara errore l'importare e inla Cina gli stili europei: se in Europa romano gd il gotico sono una produzione spontanea, in Estremo Oriente dovete dirli ilfiori arti. ficiali, elementi morti. La Cina essendo in grado di dare ad uno stile religioso valore iconografico, l'imposizione di formule straniere riesce, oltfe che pericolo un i, alto Su perflua. Provate, ad

negli atti del primo Concilio Cinese è

fieri

recinto di mura,

forma una città a sé nel cuore della gialla metropoli, Un po' — è un'oasi e un po' è il ghetto dei bianchi: non perché i bianchi vi debbano vivere ubbidendo a certe leggi — al

uesti i principî perché la Chiesa cattolica principî fondamentali i spiegano spi i ica sisi sia sia decisa aconFosa l’arte non soltanto una questione di estetica — sono parole del Delegato Apostolico Celso Costantini — ma anche un mezzo d’apostolato: l'adozione dell’arte cinese, aggiunge

i quali a Hongkong, a Shanghai,

a Tsingtau, a Tientsin, a Pechino e via di seguito, nelle loro costruzioni e nello stile dell'arredamento, si sono limitati a copiare città della Patria d'origine. In verità, quando sbarcate a Hong: kong, ai vostri occhi si presenta una città — europea, americana, non cinese: i quartieri nuova, cinesi | bisogna andarli a scoprire dietro i grandi palazzi a dieci e quindici piani. E lo stesso avviene a — Shanghai, miscuglio di anglo-sassone e francese, e in minor misura a Tientsin, riproduzione d'una linda città di provincia europea, come potete trovarne dieci e cento in Inghilterra o in Francia, Di tutte le città cinesi Pechino è la sola che ha di più resistito all'europeizzazione o americanizzazione, forse perché i bianchi, a partire dal 1901 (liquidazione della

sostengono i propagatori della fede cattolica in Estremo Oriente, Se i missionari si sforzano di adottare i costumi cinesi, e di vivere e di dormire come i cinesi vivono e dormono, per potersi maggiormente avvicinare allo spirito del popolo, non c'è motivo di costringere il cinese ad andare a pregare in un tempio per la sua architettura talmente estraneo, ch'egli si crede trapiantato in un ambiente col quale non trova elementi di contatto, E se al cinese mostrate immagini sacre che per lui possono significare divinità d'una razza troppo differente dalla sua, allora il missionario non ha più modo di combattere il pregiudizio che la religione cristiana sia un’importazione straniera, un articolo europeo di quelli che i gialli, ogni tanto, sì mettono a boicottare appunto per sfuggire all’invadenza dei bianchi.

alla cultura, al ge-

#

ha la fede, bensì i gustile la mentalità dei paesi dai

agli an-

goli a ricordare la sua derivazione dalla tenda tartara? O forse costruiscono in Ci. na i maomettani le loro moschee in maniera da ricordare, per la forma, i templi di terre arabe o turche? In Cina la moschea non ha cupola e non desta per nulla la visione di Santa Sofia: ha un

ha

setta

visto

una

sorta

chie-

proprio

così e non ne dimentica la gentile facciata molto cinese: quellà chiesa lui la paragona ad un'elegante locuzione latina ingenuamente

quantum nativa

etiam sinensis gentis artis species, pro opportunitate, ser-' vetura, Posto che la religione cattolica deve essere universale an-

tradotta in cinese. La teoria della cinesizzazione dell’arte nell'interesse della fede, per affer-

che nelle sue forme

—

d’arte, e che in con-

seguenza

in Cina

essa non

può allog-

rinunzio a parlarvi —

giare in chiese occidentali, non attenendosi

a

queste

norme, i missionari diffonderebbero

dei sacerdoti

non

Le nozze di Canaan.

buddi-


beatificandolo, Il pittore gesuita Castiglione, che visse alla Corte dell'Im‘peratore Kien Long nel XVIII secolo, dové, a simiglianza dei suoi compagni, cinesizzarsi: Sua Maestà, quando vedeva dei quadri troppo europei, li rimandava agli artisti per farli correggere.Il gesuita Attiret, che lavorò

pinto a Shanghai,

ca, racconta nelle sue lettere che fu costretto a dimenticare quanto aveva imparato ed a farsi, in ossequio al una

nuova

ha

una

residenza

sò che la Madre

di Kweiyang,

L'adattamento

a Parigi, in Ispagna, in Italia e în Germania, — venendo alla conclusio-

ne che siccome ogni popolo tratta i soggetti religiosi secondo il proprio carattere e il proprio stile, un giappo-

nese dovrebbe fare lo stesso, D'altron-

de i giapponesi per il loro culto si la-

la chiesa

sciano guidare da criteri analoghi a quelli che abbiamo visto accettare dalla nostra Chiesa: conquistata, ad

lo

esempio, Tsingtau, vi costruirono un tempio che non risponde affatto al carattere della moderna e bella cittadi-

na fatta sorgere lì dai colonizzatori tedeschi, bensì allo stile religioso nipponico, Anche troviamo nella mentalità giapponese, nei confronti della Chiesa

La cosa che più ha colpito me du-

rante un recente soggiorno in Cina | sono state però le immagini sacre: e | aggiungo che ad occhio europeo la rifotografica

in molti

cattolica,

casi

testa ad anglo-sassoni

pittori cattolici. cinesi è Luca Ceng, che aven-

Sinite parvulos.

vangelo e dell'arte classica cristiana, si è. poi stile

prettamente.

cinese.

delle

difficoltà

e a latini, te-

mono fortemente, appunto perché universale, il cattolicesimo,

Una

fede, un misticismo

che mira a riunire tutti i popoli è per essi assai

il suo spirito con lo studio dell'E-

in uno

riprova

suno, si considerano capaci di tener

ricche le nostre chiese e le nostre gal| lerie. Un :maestro di questa scuola di

espresso

una

che questa incontra in Estremo Oriente: i giapponesi, che timorosi di nes-

riesce più gradita dell'originale, giac‘ché l'acquarello non dona la vivacità e la pastosità delle tele di cui sono do preparato

che sul trono

dell’arte cattolica al

gusto ed alle tradizioni locali avviene ormai, oltre che in Cina, in India e al Giappone. L'Impero nipponico vanta in Luca Hasegawa un pittore cattolico che s'è formato in Europa

stile degli altari: bellissimo quello della cappella della scuola normale di ‘Nan-Hao-Chan, che ricorda lo sfondo ‘del trono imperiale di Pechino.

produzione

Di

della Cina fecero, ahimé, più male che bene.

prettamente

i templi cinese è anche

di

riore alle Imperatrici

di Putung, a Shanghai, la chiesa del vicariato di Haimen e via di seguito.

E dentro

che

per autorità e prestigio, essere infe-

ma-

cinese, di proprietà di un principe dell'ex casa imperiale, ma l'Università cattolica è stata costruita ex novo ed è, per la sua facciata, le sue finestre, la sistemazione dei suoi giardini, ecc., quanto di più cinese si possa immaginare, Cinese la residenza episcopale «di Yenchow-fu, cinesi sono le chiese di Ce-chow, Sia Kiao pan, Shihtsien, la cattedrale

la Madonna,

Gesù appare come

l'erede al trono. Forse il pittore pen-

niera. Gli edifici cattolici ispirati dall'architettura locale in Cina sono ormai numerosissimi: la Delegazione Apostolica

tipo, e nella destra scettro, Il Bambino

siede sul trono nel suo manto, regge lo

alla Corte imperiale nella stessa epo-

gusto della nazione,

nella scuola gesuita

di Zi-Ka-Wei, e conservato nella chiesa di Tonglu, che conferisce ai divini personaggi vesti e dignità imperiali terrene: la Madonna e il Bambino portano infatti corone chiuse di classico

più pericoloso di qualsiasi potenza terrena. Ciò aiuta, di rimando, a comprendere gli ostacoli che nella Cina occupata vengono spesso creati ai

Il suo

quadro L'ultima cena, appeso nel refettorio della Delegazione Apostolica a Pechino, mostra, Gesù e gli Apostoli in una casa cinese e tuttavia richiama di colpo a Leonardo, Luca Ceng ha. trattato un’infinità di soggetti: L'Annunciazione; L'annunzio ai pastori; L'adorazione dei pastori; L'adorazione: dei Re Magi; La Vergine in adorazione del, Bambino Gesù; L'entrata di Gesù a Gerusalemme; Stella Maris; Le stazioni del cammino della Croce; La Vergine. col Bambino; Santa Teresa del Bambino Gesù; Mater amabilis — che è forse la più cinese delle sue Madonne —; La cena in Emmaus; Il Beato Odorico da Pordenone — che benedice in un paesaggio per nulla veneto —, e non so più quali ‘altri, Ugualmente ha trattato soggetti di. carattere storico religioso e citerò il: « Giovanni da Montecotvino (1247-1328) incontra a Khambalik (Pechino) l'Imperatore e gli presenta la Croce». Fra tutte le immagini sacre, i cinesi prediligono la Madonna che tiene in braccio il Bambino Gesù: simbolo, per essi, ha scritto P. A. Fabre, della

missionarii, sebbene esponenti della moderna ge-

nerazione cinese siano dell'avviso che la nuova Cina destinata ad emergere dal caos non prometta al-

la propaganda della fede un brillante avvenire e addirittura dicono il sogno di un'occupazione cristiana della Cina destinato a svanire rapidamente

e forse per sempre. È un «forse»

utile: la storia delle missioni ap-

prende che malgrado errori, incertezze, soste; la propaganda spirituale e culturale ha potuto ogni volta essere ripresa, portando — con la lentezza che laggiù richiedono l'immensità del. territorio e

la particolare nozione del tempo — alla conquista di posizioni nuove, Ora il missionario s'è fatto edu-

catore, In epoche passate egli credeva che il suo

compito primo consistesse nell’accompagnare al fon-

te battesimale il maggior numero possibile di pro-

seliti, e la rapidità andava a scapito della fermezza

della conversione. Oggi la conversione, quando viene, è, per così dire, l'epilogo dell’opera del mis-

bellezza e della bontà, In questo genere interes-

sionario,

santissimo è la. Madonna della Cina, quadro di-

ITALO ZINGARELLI

A sinistra; L'annunziazione. - Sopra: il buon Samaritano. destra: l'adorazione dei pastori.


RIUNIONE

IN

UN

VILLAGGIO

PRESSO

R RIA, CITTA' DI ANTICA STO!EBBE UN STTERISTICH DLEL. N RANTE A È CHE PE

ASSUAN:

LA

LETTURA

DEL GIORNALE.

DELLA DOMINAZIONE MAMELUCCA, DUSPECIALMENTE NEL PERIODO EDIFICI IVA_MAGNIFICI. MONUM {ENTI INNALZATI RELIGIOSI: MOSCHEE, MADRASAH ARTISTICA DIRETTA_SO! PRATUTTO ALLA COSTRUZIONE DINELLA PARTE ORIENTALE DELLA CITTA' E RA MIVITÀ* TESTIMONIANZA LE TOMB E DEI CALIFFI CHE SORGONO VA LA PIÙ' PITTORESCA NECROPOLI DEL MONDO.

ICATIVA TERE È DECORATIVE VANNO CONSIDERATE COME


IN CELLULOSA. FFICIENZA DI CANNONI CATTURATI AI SOVIETICI NEL SETTORE DI SALLA

‘PROFUGHI FINLANDESI DELLE ZONE DI GUERRA SI DIRIGONO IN SLITTA VERSO IL CONFINE SVEDESE.

di GLI AVIATORI

dh

SOVIETICI AVEVANO

DECISO

LA

DISTRUZIONE

DÌ HELSINKI:®MA: GRAZIE ALL'IMPRECISI IONE DEI LORO LANCI E ALLA VIGILANZA DELLA ELLA CAPITALE DURANTE UN ALLARME. - A DE


LA SCONFITTA A P

SOVIETICA

SUOMUSSALMI \ROBABILI INTENTI DELLO STATO MAGGIORE SOVIETIC O, — La guerra, ora, sembra languire all'estrem ità settentrionale del vasto teatro di operazioni finnico-sovietico ed alla meridional e. il circoli

A Lassù, presso distaccamenti russi

‘azione verso l'interno degli esigui altro scopo che dimostrativo, poiché

indo sovietico potesse illudersi di ragmi — con forze così scarse e con una rso 500 chilometri di steppa desertica, lascian-

ioni tanto vulnerabile,

tra î due laghi di Kauk è di Muola: che sono postate in corrispondenza di peso, e la resistenza finlandese vie di fanterie, sostenuti da carri armi mente respinti,

sovietico,

tato una

latitudine nord.

serie di puntate,

con

rivelando un è sul fianco orientale

all'ingresso, e Kuolajiirvi, ossia fra il 65°

Su quel tratto di frontiera i Russi hanno avven-

forti

colonne

che, procedendo

quasi parallelamente, hanno l’intento di raggiungere e spezzare la spina dorsale del paese, rappresentata dalle comunicazioni stradali e ferroviarie che lo tra ersano in senso nord-sud, e di sboccare quindi nel golfo di Botnia, tagliando in due la Finlandia ed isolandola dalla Svezia e dalla Norvegia, Se questo piano riuscisse, la Finlandia verrebbe a trovarsi in condizioni quasi disperate, poiché i rifornimenti per via di nare potrebbero essere facilmente intralciati, se non addirittura impediti, sia dalla parte del golfo di Finlandia sia da quella del golfo di Botnia, dalla flotta sovietica, avente basi non soltanto sulla costa russa ma anche su quella estone e nelle isole che costellano i due golfi. In tal modo la parte maggiore e più importante della regione finnica verrebbe ad essere accerchiata ed assediata anche economicamente, Ma appunto perché consapevole dell'importanza della posta, è qui che il Comando finlandese ha giocato la sua niù grande partita € la visione stessa del grave pericolo ha infuso nei soldati finnici l'ardimento estremo.

KIANTAJARVI-SUOMUSSALMI. — Negli ultimi giorni dell'anno, i Russi avevano deciso di effettuare uno sforzo decisivo nella zona tra Suomussalmi ed {l lago Kiantaiirvi. a nord di detta località. Due divisioni sovietiche, movendo dalla base di Kuokkihnjemi, iniziavano un movimento verso sud fino ad Alanta, ove si dividevano, per risalire l'una verso nord-ovest, in direzione del lago anzidetto, e per eseguire. l’altra. un movimento aggirante a sud di Suomussalmi. Ma i Finlandesi. intuita la mossa nemica, predisponevano la difesa, sia a nord che a sud. Sulle rive del lago Kiantajtirvi, fittamente alberate, essi celavano numerose forze, con l'ordine di tenersi pronte a cogliere il momento opportuno per la controffesa. Ed

ecco i Russi

andatsi a cacciare

nella

trappoln.

Reparti

motorizzati

sovietici

dopo aver inutilmente cercato di forzare il passo lungo i margini del lago, pene vano di scegliere la via più breve verso sud-ovest. avventurandosi addirittura sulla superficie gelata del lago. L'intera 16% divisione, quindi, reparti di artiglieria auto. trainata, colonne di carri armati e di salmerie iniziavano la traversata sul ghiaccio, mentre tutto intorno il grande silenzio e l'assenza di qualsiasi segno di vita sembravano favorire, questa volta, il disegno sovietico. ; Senonché, quando l'intera grande unità nemica si fn addentrata nel lago, le rive di esso, come per incanto, si vopolavano di mitraglieri finnici e di cacciatori della Lapponia.

i quali

ultimi, in formazioni

miste

su

pattini.

attraversavano da sud e

da nord lo specchio gelato, mentre gli sciatori ne risalivano la sponda orientale, taRiando, dopo breve ed impetuoso combattimento la via dei rifornimenti e dei ‘rinforzi alle spalle delle truppe sovietiche. mentre un fuoco intenso di mitragliatrici e di artiglieria leggera investiva da ogni varte la divisione sovietica, A buon punto, sopraggiungevano anche pattuglie aeree finlandesi a mitragliare la massa lie ica.

così malamente inchiodata su quello specchio scoperto, nel quale le bombe

apri-

oi Ass gigia (05da iuperaie "per povili è terribilità, la fantasia di qualsiasi artista: una catastrofe vera. che travolgeva ed annientava circa 1600omini Né miglior sorte toccava all’altra divisione — la 4% — mossa all'avvolgimento di Suomussalmi. Qui, i Finlandesi hanno seguito il loro consueto sistema difar avan zare le trpe avversarie, trementandole e seretolandole con continui attacchi vo lanti suî fianchi ed alle spalle. compiendo arditissime incursioni per ptirama o die struszére le colonne di rifornimento, annientando i reparti che 2 fanno (conflere isolati © in ricognizione: quando. poi. il freddo. la stanchezza, il tatto. dita menti hanno lozorato l'avversario. allora gli danno battaglia nelle condizioni per essi più vantaggiose e sul terreno più propizio. È Così è ERO

CH atleti finlandesi si battono eroicamente ed hanno dato il loro tributo di sangue; ecco il sergente Pokka Niemi, campione di sci, distintosi sul fronte di Salle andate a cacciarsi e l'imponenza della sconfitta valgano ad allontanare, almeno per qualche tempo, la minaccia da uno dei tratti più importanti e delicati della frontiera.

A SALLA. — Ma v'è ancora un settore, tra quei due gradi di latitudine nord, ove la lotta si mantiene tuttavia indeci ed è quello di Salla-Kuolajarvi. Qui, come si ricorderà, i Sovietici, nella prima loro irruzione oltre il confine, si erano impadroniti della cittadina di Salla, il centro più importante della zona. Fattone, quindi, il'loro punto di appoggio, le t

guire verso sud-ovest;

Anche qui, quasi inafferrabile, riuscendo nere le forze in una specie di Dalle notizie più recenti sem] circa 18.000 uomini, menti, attaccando a

i, inizialmente forte di ignare libertà dì movivano il cammino lungo

tutti gli attacchi tretta

attorno

lo stomaco!». Così, quello che doveva essere il vantaggio maggiore e reale per l'esercito soviel'imponenza, cioè, della massa

tico —

— si converte per essi in uno svantaggio; pone vasti e complessi problemi

5) rate

sempre

più

impreparato.

AMEDEO

TOSTI

Vrrasdia:

entusiasmante. Basti citare le cifre del bottino che il Corsando finnico ha_ con nicato. in un'apposita riumione, ai giornalisti: 112 Fatevi ‘pre a eran numero di mitragliatrici e fucili. circa 2000 cavallieduna. cine da campo. I Russi pare che abhiano avuto cirea 10000 morti Lite Si dice anche che contro la 44 Civis i Finlandesi abbia materiale che avevano catturato alla 163"._ o La i iamente, l'insuccesso niù grave che le trupne sovietiche abbiano

ne

finlandese. Come nr di lit Lerd i,

io i cicembre tra Toei avi.Suomusselmi, I Russi hanno visto la quasi ento iena i queste Reni rn cievano, cosceglio Il pimo di SOTRISA: aleruzioge dl Doro aiog riendone inulle frontale, i i die.fa? > ratio, Ja salda difesa rogna

Sace Sl fueniche rv da scosel gi_rsione del feti; qu del pari, è da arguire la duplice, tragica imboscata, in

in

logistici, alla itato in questi ultimi anni di molti dei suoi

anche nel caso di questa 44* divisione. rent

alla fine i Finlandesi hanno stretto

e

Suomussalmi. Non è dato, però, prevedere. quando questo possa accadere, poiché è noto che i Finlandesi non precipitano mai la loro azione; essi sanno attendere che la fame l'esaurimento siano Preparatori dell'attacco concentrico iledfreddo, annientatore, Perciò, anche in questoi migliori settore di Salla, dopo esser riusciti. ad arginare l'irruzione dell’avversario, tentanò ora di logorarne le forze, insidiando soprattutto i rifornimenti dell'ammonimento dato dal Maresciallo Mannerheim ; memori, come sempre sono, e ‘tutte le sue truppe: « Prendete innanzi tutto i Russi per

lenza di soldati ucraini. e quindi poro avvezzi alle micidiale temperatura di Hi pedi sotto zero: male equipaggiati, per g'unta, e peggio nutrit Sn uni SER demoralizzazione è parso al punto giusto. i Finlandesi da an iattagiia. deriso assalitori, attaccando da tre lati la grande unità nemica. La battaglia durissimaè durata parecchie ore, ma

siano

alla cittadina,

si prepari la sorte stessa delle

Dopo la battaglia d Suomussalmi: pattuglia di finlandesi in perlustrazione per il rastret. lamento dei sovietici dispersi e del materiale abbandonato dalle truppe russe.


della « Befana Fascista » ai figli del poGennaio, in ogni città d'Italia sono stati distribui itiionii pacchi Nel nome del Duce, il giornoda 6Firenze dato luogo a calorose manifestazioni per a Napoli a Palermo, ovunque le distribuzi un hanno polo. Da Roma a Milano, roseo alone la figura paterna del Capo. - Qui in sorriso di tanti piccoli beneficati haallamesso il Duce e per il Regime, Ovunque ilBefana Casa di Redenzione So: ciale di Milano, in una umoristica truccatura Sopra: arriva la

doni della Befana Fascista ai figli degli imA Roma, S. E. Pavi olini distribuisce iopolare. - Sotto: la Befana degli automobilisti piegati del Ministero. della Cultura Pi dei Castelli e pizzi ai Metropolitani dell’Urbe. Pollastri, ciambelle d’Albano, vino di Civitavecci chia si ammonticchiano intorno al pilastri jo del Metropolitano.

La Befana della « Montero? distribuiti dall'avv. Marzit., nella magnifica sede del quì (a sinistra, 2!


A

MEn0.

sonora e agiCopiosi doni sono stati Federale avv, Gianturco

NE) Princi fel tre mie,

Umberto, a Milano. Ecco

‘menti della riunione.

Napoli, S. A. R. la Principessa Maria di Piemonte ha voluto con squisito senso di mbini. -Qui sopra vediamo Sua Altezza Reale mentre distri toli I figlio del dott. Vito Mussoli ue qu ‘degli impiegati del giornate convenuti al Gruppo d'Annuni

la Befana


"i

ri

È

‘ecu attuali momenti epici nei quali l'eroica Finlandia sta difendendo il sacro territorio dall'invasione barbarica bolscevica è oltremodo interessante rievocare un volo sulle provincie più industriali del paese e dove proprio in questi giorni si svolgono più aspre le operazioni militari. La partenza dell'idrovolante « Letsma MI» sul quale l'autorità finnica ci ha permesso l'imbarco per un volo da Helsinki a Kuopio, piccolo centro. industriale finlandese, avviene alle otto del mattino. Prendiamo posto nello scafo, Poco dopo una lunga scia bianca si disegna sulle acque timide della Baia di Helsinki. L'apparecchio si solleva rapidamente scalando colonne di vento ge. lido. In meno di quattro minuti l'altimetro segna mille metri. Sotto di noi Helsinki è tutta spiegata allo sguardo con le masse scure dei suoi palazzi e le cupole dorate delle sue chiese. LA CITTA’ BIANCA DEL NORD, — Ho ancora negli occhi l'impressione provata ieri visitando questa città che è, as: sieme ad Oslo e Stoccolma, una delle capitali più a settentrione d'Europa: ma di esse la più moderna, Helsinki (Helsingfors in lingua svedese) ha avuto una vera alluvione di architettura razionale: edilizia severa e massiccia che ha sopraffatto la vecchia città costruita tutta in legno. Non esistono a Helsinlki quartieri medievali né palazzi d'architettura anseatica, Nessun vicolo umido o scuro, L'antica Helsingfors non ha_ sopravvissuto alla nuova Helsinki di calcestruzzo, Illustrano Questa nuova arte cosmopolita il ‘geometrico Palazzo del Parlamento; tutto in granito finnico, e la linea originalissima della stazione ferroviaria disegnata dall'architetto Elien Saarimen di stile veramente nuovo.

VOoLo DELLA

PANORAMI

FINLANDESI

SNE\PAESTÙ CELLULO:SA

mei Res i

neri

a

Durante l'estate i tronchi dii betulla conoscono un solo mezzo di trasporto: î numerosissimi corsi d’acqua che collegano un lago all’ ‘altro. Percorrono così molti chilometri per arrivare alle fabbriche della cellulosa.

Nuovi sono quasi tutti gli edifici al centro della città e alcuni superano i quindici piani. Questi palazzoni,. del tipo dell’edi degli ultimi ospitano sfarzosi negozi, magnifici alberghi, opulenti cinematografi e un gran numero di ristoranti e di (caffè dentro i quali tutto è lucido, nichelato e laccato all'inverosimile e le cameriere che servono gli infiniti antipasti sono vestite di candido lino come infermiere d’ospedali. Tuttavia in città sono rimasti luoghi gentili che il razionalismo sistematico non ha fortunatamente distrutto, angoli intimi dove il viaggiatore ama fermarsi a lungo.

Sfruttando il ricchissimo petrimonio boschivo, le locomotive în Finlendia sono azionate a legna.

TANTI LAGHI IN TERRA QUANTE STELLE IN CIELO. — Abbandonata la città sotto i nostri occhi si stende subito un paesaggio da selva interrotto solamente dalle pupille azzurre dei

quali si riflette la profondità del cielo, Non agglomerato di capanne né campo libero di pascolo fanno pausa alla congestione di betulle dai tronchi stilizzati e altissimi. C'è una ricchezza fantastica di piante in Finlandia che quasi ossessiona, e dire che

Solennità maestosa assume.il paesaggio quando di Punkaharjo nella regione chiamata del Saima.il nostro apparecchio sorvola l'Istmo Siamo nella zona più lacustre della Finlandia, qui seguendo la vastissima rete di venature liquide scivolando fra mille laghetti Dicollegati da corsi d'acqua si può raggiungere, con una modesta imbarcazione, il Golfo di Finlandia quasi cento miglia più a sud. Credo nessuna zona geografica meriti più della Finlandia di essere l'alto. In volo il raggio di visibilità è vastissimo e ciò permette di osservata dalquesta terra anfibia nel suo bizzarro aspetto. Lo sguardo abbraccia centinaia vedere di laghetti e di isole che si stendono all'infinito. Abituato ai grandi panorami alpini con l'imponenza dei loro monti altissimi rion immaginavo che una landa quasi pianeggiante con'è quasi tutta la Finlandia potesse soggiogare con la sua bellezza se vista da mille metri di altitudine. Soltanto l’'aeroplano è capace di rivelare la tortuosa complessità regione, soltanto di quassù ci si avvede della sfida millenaria tra le acque die questa antiche morene, Soprattutto questa confusione di isole, di penisole e di golfi,le di'anse, di fiumi bipartiti, danno l'impressione, a chi vola, di trovarsi sulla scorza di un altro pianeta e certo non esagerò chi scrisse che è più difficile contare i laghi in Finlandia che le stelle in cielo, . Esistono volumi sulla Finlandia dai titoli come questi: «Il paese dei diecimila laghi» oppure «Das Land der 30 Tausend Seen». Ma è letteratura arretrata e già statistiche di qualche anno fa (1938-39) parlano di sessantamila laghi senza contare i piccolissimi. Però continuano gli sforzi dei limnologi di buona volontà, e in Fin: landia ve ne sono molti e devono aver da fare parecchio,

Nell'anno 1939 il numero dei laghi ha raggiunto la cospicua cifra di settantamila. con una bella differenza dall'ultimo censimento, Ma le statistiche dei laghi finlandesi oscilleranno sempre di molte migliaia perché non si sa come distinguere fra laghi collegati da corsi d’acqua, fiumi bipartiti intorno a isole, e laghetti suddivisi da strisce di terreno. Anche le isole danno qualche pensiero ai geologi finlandesi. Queste sono in numero ancora maggiore dei laghi e tutte simili come gocce d’acqua. Forse sono 80.000 come si dice. Ma se in un più preciso censimento il loro numero dovesse ancora aumentare se ne rallegreranno i Finlandesi?

S CELLULOSA PRODOTTO « A».— Ultimi minuti di volo. La nostra meta è vicina. Ora si vedono ai margini dei laghi minuscole capanne costruite con tronchi di legno. Abitazione di boscaioli, quasi sempre abbandonate nell'estate perché il taglio delle piante si fa quando la neve copre il suolo una crosta dura e liscia @ più facile è il trasporto dei tronchi. Oltre Punkaharjo, didove un corso d'acqua si allunga per qualche miglio, il pilota mi ha fatto capire che impossibile sarebbe stato un ammaraggio in caso di necessità, Il fiume era coperto di tronchi di betulle. Infatti quei piccoli pezzi color paglia, gettati a migliaia sullo specchio fiume largo oltre un chilometro, sono tronchi già scortecciati che scendono con la del corrente e ricoprono per intero il fiume fino a confondersi e a sembrare una grande strada fra i boschi neri. Sopra il lago di Millykoski vediamo un rimorchiatore che convoglia verso il Sud un enorme zatterone formato da centinaia di tronchi tenuti assieme una colossale catena di tronchi. Sono i dispersi. Quei che si fermano ai margini deida laghi dove non arriva la corrente o sono rimasti bloccati fra i sassi del fiume. Ma ecco ad un tratto che il solitario paesaggio silvestre prende wita. Un enorme caseggiato circondato da centinaia di ville appare improvviso fabbrica di cellulosa. Grande industria di questo paese che dà fra la verzura, è una lavoro a 20.000 operai, cibo a più di mezzo milione di persone, Qui arriva la betulla e passa dal fiume sotto le elettriche che la riducono a pezzetti. Poi è la volta delle macine che la tritano lame e con acidi ne fanno una pasta bianca e molle; Diventa una corrente di fibre che va agli essiccatoi e quindi ai rulli verso altre trasformazioni. Di quassù nulla si vede delle macchine, delle presse potenti, dei purificatori che dei tronchi fanno pasta di legno. Noi vediamo soltanto disposti sopra una banchina blocchi cilindrici che sembrano tronchi segati. Sono invece rulli di carta: di questa carta anima del moderno progresso. Fotografie dell'autore esclusive per_« L’Mustrazione Italiana ». SIANNI BASSETTI

D'inverno invece, quando i laghi e i fiumi sono ghiacciati, il trasporto del legname av: viene con le slitte, trainate da cavalli o da renne e riunite in convogli.

48


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JESENTA. DALL'AERO! RA: UN'IMMENSA a

ee n 3 ; TCERTOSsEREVO DIALE A, . EE' AL CENTRO GRESSIONE. BOLSCEVIC L'AGGRESS ALTO) UN DIFESA CONTRO I 3SUOI ASPETT È LE SUENATTIVITA” DEL TEMPO. DI PACE, ECCO. COGNIZIONI ì SOPRA EEA E NOSTRE ILA. ©7 QUI È QUALI. SECONDO OTTANTAM A MANO 10 RICCO DI LAGHI P Foto OSKI” Bassetti o FIUME. I D'ALBERO TRASPORTATI DAI


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LA RON

FIORENTISSIMA, GRAZIE ALLA RIGOGLIOSA ED ESTESA VEGETAZIONE BOSCHIVA. E' IN FINLANDIA L'INDUSTRIA DELLA CELLULOSA,»,LA FABBRICA PRIN: CIPALE SORGE A MILLYKOSKI DOVE I TRONCHI DI BETULLA GIA' SCORTECCIATI GIUNGONO TRASPORTATI DALLA CORRENTE: DEI FIUMI. - IN I DEPOSITI SITUATI. PRESSO MILLYKOSKI, PARTE SULLA TERRAFERMA, PARTE SULL'ACQUA. - SOPRA: UN RIMORCHIATORE SUL LAGO DI MILLYKOSKI ALTO? CONVOGLIA MI. GLIAIA DI TRONCHI. VERSO I GRANDI STABILIMENTI-PER. L'ESTRAZIONE DELLA CELLULOSA (Foto Bassetti).


ad occhi il diritto di sacrificare al cuore anche la storia naturale? Accettateli tutti pure

OSSERVATORIO UE LIBRI PER RAGAZZI (1), — Si dice che gli Italiani non sappiano scri-

vere per ì ragazzi. Si torna a dirlo anche da quando Walt Disney, accingendosi a tradurre Pinocchio nello schermo, sta per consacrare

definitiva

ja En Ja gloria d'una favola italiana nel mondo, accrescendo d'una meraviglia d'immagini il capolavoro d'un testo. Si continua a dirlo pretendendo che Collodi è un'eccezione; che Giulio Tarra e Pietro Thouar non esistono; che De

Amicis non ha saputo scrivere pei ragazzi, ma soltanto pei primi della classe (ra-

gione per cui, oggiche Massinelli è diventato umorista, il Cuore è il bersaglio di tutti i giornali spiritosi); che noi non sappiamo ideare né fiabe né avventure per la fantasia dei piccoli, in quanto i paesi del sole, essendo tutt'in piano e tutt'in chiaro, di quelle idee non ne danno:

mentre i Grimm potevano bene ispirarsi alla

selva tedesca, gli Andersen alla neve scandinava, i Perrault alla scogliera brettone o alla bruma di Normandia, Ora può essere che ciò sia: ma sino ad un certo pun-

to, Le nostre foreste non sono fit-

te come in Turingia; né le no-

stre fioccate sono stupefacenti, le nostre nebbie fatate come vegia;

e

dionali

se nei nostri

cantano

le

in Nor-

mari

meri-

Sirene,

è

a

canto spiegato, senza le misterio»

se modulazioni delle ondine del Baltico, delle Loreley del Reno,

delle dames

blanches

di Cornova-

glia o di Brettagna. Ma è innega bile che la fiaba, una specialissima

fiaba

«in

maggiore»,

tutta

spiegata e limpida, priva di quei

magici semitoni che può assumere nel settentrione, però ricca di

quei sapori e sentori della buona terra in cui è saldamente

radica-

e pensate chiusi, dunque, questi animali d'anima dolce ai principio del mondo:essendosi dati alta che col tempo, a differenza delle nespole, essi sì siano inacerbiti, Ecco Tepolitica, Eccoli tutti là, dai pesci ai pachidermi, nelle migliori disposizioni. così, da stapiatta, il serpente, che fischia per dispetto: ma senza troppae imalvagità; del ipocriti pianti dell'ippopotamo baiorde risatone le tra insoddisfatto, spettatore corde coccodrillo, Ecco le scimmie, i ruminanti, i gattini che saltano alla corda (delle all'uomo: cioè Atteso, Grande al sino reumi», di di liane!) e i vermi «che soffrono cori grilli, di messe lucciole, di illuminazioni tra intorno al quale sìfarà gran festa di uccelli a cui il pettirosso darà il la, apparizioni di cervi con ghirlande in bucca, e archi di trionfo nelle corna, La narrazione innocenta tutti, anche i lupatti e i tigrotti, il simbolo, la grazie alla presenza d'un prodigioso Bambino, il quale altro non è che vi si raccopersonificazione delle pietose viscere della narratrice. Tale l'opera che

le strenne, manda, e di cui potrete sempre far dono ai vostri figlioli, anche oltre indaga e le Dopo altri libri per ragazzi @ racconti Nel bosco, il romanzo La polizia Flora, il commedie raccolte nell'Armadio misterioso); dopo Trovar marito!, Pensione Romanzo di molta gente segnalato a Viareggio e quella Giornata del diavolosue testé papubblicata con tanto successo, Giana Anguissola’ credo abbia scritto queste gine soltanto per divertirsi. Perciò mai le è accaduto, né forse le accadrà per moito tempo, di scriverne delle migliori.

pubEd ecco finalmente « Sto », cioè Sergio Tofano, con questa Isola dei pappagalli, blicata dallo stesso Garzanti. Giù il cappello, signori. Voi tutti sapete che significhi, a quest'ora, l'apparizione di Tofano nella letteratura infantile. E sapete come il suo Bonaventura

sia famoso, quasi come

Pinocchio

e Petit Poucet,

Il solo Ciuffettino

cane nei giornali illustrati, gridano il suo lungo nome nelle recite domenicali. Il suo

bassotto, il suo naso, la sua giubba porporina, il suo milione immancabile, la sua certezza nel domani, la sua savia stramberia, la sua magica incolumità, sono la gran-

de gioia di tutti i minimi

cuori. I piccoli hanno il gaudioso, l'irresistibile bisogno

rosso come un Re, Giù il cappello, signori. Ecco Bonaventura. Ecco Sto. Si oserà ancora dire che gli Italiani non sanno scrivere per i fanciulli? L'Isola dei pappagalli, con Bonaventura prigioniero degli antropofagi, è l'ultima, deliziosa variante del vecchio tema bonaventuriano, Anche di Tofano, come si diceva

in genere di tutti i nostri scrittori per ragazzi, Renato Simoni osserva, in una presti-

giosa prefazione, come « il fiabesco in lui diventi umano», e come

«l'assurdo prenda

un'aria borghese e famigliare; l'avventura un'apparenza di sensatezza e di norma-

lità », Questa volta Bonaventura è il cuoco di bordo della Teresina, nave d'una strana

sedentarietà, la cui ciurma è ben felice di rimanere perpetuamente agli ormeggi («Ni siamo i marinai — che non salpiamo mai ». .) e che se mai si deciderà a partire, ap-

una

prodando per caso a un'isola di tesori, sarà per un perfido tiro del solito Barbariccia.

do a un'altezza, e talvolta anche grazia

pari

a

quella

delle

Giana Anguissola, autrice di «Gli animali al nale c'è lo stesso rapporto che principio del mondo » trà l'aperta basilica latina e la il mostro di pietra può frovar posto accupa chiesa gotica, nell'ombra della quale filtranti Il lumino in fondo al bosco lumi. dai angelici, colori dai vetrata alla canto dell'ogiva, quasi da una neviforo dal trapela che stesso quello è Gretel di Hansel e luce, non può giovarsi di queste om-la cata o da un nembo. La favola italiana,ed tutt'in venire a patti con nel ma arcani; bre e penombre, di questi sotterfugimeridiano si vede, sta dover appunto il suo pregio, dillirealtà, nuda e cruda come al soleappunto, è l'immortale miracolo d'una simile equa tile € misconosciuto. Pinocchio, fantasmi della notte i all'alba esso, come Siohe. Verità e magia si confondono, inperfetto benische l'omino di legno potrebbe toscana ©5ì vapori del giorno, in un modo così massaretta dolce la Fatina azzurra, una Sino essere anche di carne e d'ossa, ile bucato e la pasta all'ovo. Nulla di midella che saprebbe fare, oltre ai prodigi,ai fanciulli: inma casa paese tutto di verosimile, Nel Che taPic offre la' nostra favolapratica anche l'immaginazione infantile, e facendo na divina proportione, Dio vuole fede nelle troppa né abbia, si non che vuole Machiavelli, nato Scere Collodi dov'è fate azzurre, né troppa paura degli orchi mangiafoco. guissola che, dopo schizzi e tavole a

Bonaventura

è il cuoco

essere, all'occosrenza,

Gil bassotto, lesto di lingua, farà da lavapiatti)e potrà anche

il pescatore

di bordo

(«Se mi

metto di lena —

in un baleno

pesco la balena »...) con quell'usato ottimismo che gli lascia sperare, e quindi trovare, quanti milioni vuole, Attento, però, che un pesce-sega non gli vada segando le gambe, intanto ch'egli va gettando l’esca a lui; o che il pescecane contenda il bassotto al padrone, in un'azzannata, tirando l'uno da una parte e l'altro dall'altra, sino ad al

lungarlo oltre quelle misure che anche ai bassotti sono prescritte! (« Lascia stare il |

mio cane — figlio d'un pescecane! »).Che si troverà, dunque, prima del tesoro fatidico, nell'isola deserta? Si troverà Giuiuk, la negretta (la quale però era bianca, annerita solo di sporcizia) che va insegnando l'alfabeto ai pappagalli, mentre gli antropofagi se la spassano al gioco del bastimento. —

È arrivato un

bastimento

carico carico

tà d'un uc or Îi riconoscerete: la spo 0 mamma, senza dubbio, cli ricorretrice — occhi, scrivendo, un idealela innanzi agli soltanto per loro; che e rito;i che a! juanto À luminosità delle paroler ella dice è per una gioia î le dosi. Si sente ch'ella ha affrontato Pie del con camino; ci sarebbe seduta accanto ale unceneri, avviva le braci; li Imme Seco la fantasia rovista E Giana Anguissola racconta. belle come un paiolo, 5252 0° te amore peici suoiSUO te tul ita calda d'un veemen © prosa, sua la de è diata sua spontaneità, anche ù ; e lettori: così che l'accettate, per la astrusi per si vale e didi vocaboli i forse un po' } o 25erutilante». Rd È prosa tutta Sali «incubo», «rudimentale» ingegnosa. Né sea ile

Il Capitano prometterà ai pappagalli, se vorranno dire il tesoro dove sia nascosto, un etto di caramelle, «e di farli imbalsamare tutti quanti». Quanto ai cannibali, i pareri sono diversi. La Regina ha messo gli occhi sull'irresistibile Cecè («Mi vuol mangiare di baci? — In padella mi piaci!») mentre Bonaventura, tutto vestito di rosso, ispirerà al Re un improvviso appetito d'aragosta, E così via, tra motti, face-

zie, venture, gherminelle, sorprese senza fine, intanto che la moltitudine dei pappagalli — per dirla col prefatore eloquentissimo — «strilla, bercia, squittisce, gracchia, scrocchia, piumeggia e cocoreggia», e l'ottimismo del protagonista, una volta an-

cora, trionfa in un bottino di perle preziose e di festosi ritrovamenti. L'ottimismo del personaggio; cioè di Tofano suo creatore; cioè di tutti gli Italiani che parlano ai fanciulli. Perché la fede di noi grandi, nella fantasia dei nostri piccoli, non può avere

che l'aspetto favoloso ma umano, stravagante ma credibile, del signor Bonaventura.

MARCO

RAMPERTI

(1) Grana Axcuissora: Gli animali al principio del mondo (con illustrazioni a colori dell'autrice). Ed. Garzanti. — Sro: L'Isola dei pappagalli, con Bonaventura prigioniero degli antropofagi (con illustrazioni dell'autore). Ed. Garzanti.

AAA

ed

sx Mi cè la fede, ne , Ma la potenza di Ceo. che hal'accompagnamo, non vignetteanche sente; e se quelle i suoi animali, nelle figure disegnate: e la si e Je

o grande, 20 genio, 1 prendono il lettore, piccolo cresci Sorride. Testo e disegnisfogliate con un diletto semprei primi dialog] essseguono, orride. ‘i gaz laterra al tempo del caos:

un . Quindi aa RR ntrice immagina Pal edelle sabbie iantee a delle valli;î, delle i

del

ne no; subitoi il pallido Idroge l'uomo; ed coco quand seguono, precedendo così o la liscie, ve segale vi tiisie andare più o posson ion cose e Zampagilla1 1Oa bosco; 0 il monte alla vallate.

a ra e) Eni cispondeva al da aggiustare con Gerr Soi a gallina, ha già dei contie baruffe sono e 7 e

i

oppo,si dispute ia, purtrPb

E

sti Sena PO" ; ©

piacere diesserlo e

è otti

È

vadapare

di soddisfare il sentimento. deve essere concesso, ad una

don®

di...

— Di viaggiatori! — Tutti ignudi, dunque, in quell'isola? Che diamine! Il bellissimo Cecè vorrà ben sapere, appena arrivato, l'indirizzo d'una stiratrice! E il Capitano?

cipio del mondo. na, ingentilita a tempo

icchi e dei picchi

di

credere che la vita si conquisti così: senza fretta né furore, con appena un po' di fede e un po' di estro, accompagnandosi a un cane come un povero e vestendo «di

ta, alligna anche da noi, arrivan-

leggende boreali. Certo, è una grazia rustica, dimessa, semplificata ogni dire; una fantasia che non ha, come la nordica, né languori né terrori; una genialità che non inventa né draghi spaventevoli né casine al lattemiel Tra essa e la favola settentrio-

Assestata e rilevata, tutta saporosa

di

Vamba, un altro toscano, aveva potuto in cinquant'anni competere col burattino di

Collodi. Ma Bonaventura, col suo naso in aria, ha vinto anche Ciuffettino con le sue ciocche al vento, L'immagine dell'Ottimismo ha superato quella stessa della Baldanza, Bonaventura è celebre. Bonaventura è popolare. I ragazzi cercano il suo lungo

prigioniero degli. antropofagi»,rappresentato quai= pappagnili Una scena di « L'sola dei ‘che anno fa con dallaBonaventura compagna Tofano-Maltagliati-Cervi.


OCCHIATE SUL MONDO

Il signor Oliver Stanley, figlio di Lord Derby, che dopo la recente crisi ha sostituito Hore Belisha come ministro della Guerra in Inghilterra

Pio XII durante l'udienza concessa a una rappresentanza del patriziato romano che si è recata 8 gennaio dal Santo per presentare devotamenteil giorno gli auguri di Capodanno, Padre

Il nuovo ministro delle Informazioni inglese, Sir John Reith. - Sotto: il Maresciallo Mannerheim Comandante Supremo delle Armate Finlandesi.

A Bordighera nel 14° anniversario della morte della Regina Margherita ha avuto luogo la consacrazione della Cappella votiva nella Villa Reale oggi Casa di Riposo per le famiglie dei Caduti. Nel Salone ricevimento della villa è stato posto un grande ritratto della comedi pianta Sovrana, offerto dal Comitato Permanente dei Premi San Remo, Qui sopra vediamo il Duca di Bergamo, baronessa Menzinger. presidente dell’Ass. Naz. Madri e Vedove dila Guerra, e le autovità durante la cerimonia. - In alto: il ritratto, opera del pittore Frances sco Lenhart. - Sotto: la signorina Unity Mitford giunge in Inghilterra proveniente dalla Germania. Miss Mitford, figlia Lord Rodesdale, fu trovata ferita in un parco di Monaco, nei diprimi giorni della guerra. Sul fatto regna ancora il più assoluto mistero.

Il giorno 8 gennaio si è svolta nella Caserma del 35° Artiglieria, @ Livorno, la cerimonia per dello stendardo al reggi. mento. Erano presenti il Ducala consegna Duchessa di Pistoia, madrina dell’insegna. Ecco, qui sopra, e unla momento della cerimonia.

Nell'Aula Magna della Università di Bologna ha avuto luogo una solenne riunione per celebrare il poeta Enrico Panzacchi. -Regia Qui sopra vediamo il Prof. Calcaterra mentre pronuncia la sua” elevata sieroli


TRE

NO VE

SENTIRSI IN ARMONIA ccomPaGNATO

Il dottore alla porta, ella tornò

tava al Club degli Eccentrici

gli sorrise sedendosi sulla sponda del letto.

tosa; «Io non ho tempo di stare a letto, non ho tempo

vendetta, col piacere beffardo di un cattivo ragazzo a cui l'ira accende la fronte. Ma l'ira non po-

viso, «Ma caro, se non stai calmo... ».Così immobile egli le piantò addosso due occhi furiosi, ancora lucidi. di febbre, ma s’impose di non replicare. Pensava; «Eccola qui, poco prima piangeva, ha fatto la tenera, ho dovuto farle coraggio io. Adesso è quasi contenta, ora che il medico ha detto che non c'è peri-

chiari, quasi senza ciglia, lo sguardo acquitrinoso e le

così facilmente,

muore chi vuole, io non ho tempo di

morire. Si muore quando uno ha finito il suo compito, quando la casa, i figli tutto è a posto. I vecchi possono permettersi questo lusso di morire». Si diceva queste cose, mentre un'altra voce dentro, ch'egli si ostinava a non voler ascoltare, gli opponeva a ogni parola pensata

uno sguardo al quadrante dell'orologio pendolo, ed esclamare: — Tra pocoil n Max sarà qui...

St. James's, cominciò ad assaporare la sua teva accendere la fronte di Lord Algernon, sangue nelle sue vene era gelido,

colo. Ma che pericolo volevi che ci fosse? Non si muore

padrona.di casa si è interrotta per getti

nella. Via di

di riposarmi, non ho tempo!...». Non si curò della trafittura che a quelle parole risentì al fianco; strinse i denti, afferrò il risvolto della coperta, s'immobilizzò în un'impotenza rabbiosa che gli contrasse i muscoli del

x paio di volte, durante la conversazione,

ome Algernon Plop fu uscito dal Tribunale, rimontò nella Rolls-Royce, e mentre la più lussuosa automobile del mondo lo traspor-

sare». Sospirò come uscita da un'ansia, e

del medico; guardò sua moglie, le disse con ira precipi-

LA TORE

UNA VENDETTA

nella stanza col viso rasserenato. « Hai visto? non è niente, solo che ti devì ripoEgli aveva negli orecchi ancora le parole

£,

perché il

Lord Algernon Plop aveva quarantasette anni, e il

suo volto ne dimostrava anche settanta, con gli occhi

labbra sempre umide, di chi ha ondeggiato fin dall'in» fanzia fra l’alcoolismo e l'indebolimento senile, -Sol-

tanto nel portamento conservava la linea adusta e l'agi-

Molto accogliente, la casa di Frau Wett=x

zel. Bei

mobili

delle sedie'e

smaltate

mele,

chiari, soffici tappeti

dei tavoli,

delikatessen

una

bianca

contornanti

sotto le tavola

una

zi

È

colma

d

paffuta torta

Il classico apfelstrudel sì caro al palato tedesco.

Le delikatessen, la torta, la sfilata di luccicanti cu

ehiaini è forchettine, sono in onore dell'ospite, che per | là prima volta è venuto a far visita alla straniera da’ poco giunta nella città mediterranea. 4 Il ritratto di Herr Wettzel

—

il marito della signora

x)

lità un po' compassata del. gentleman inglese di alto lignaggio, per il quale al Collegio di Eton l'insegna-

— è lì, al centro di una parete, accanto.a quello di

ceduto quello del teorema di Pitagora, Era, insomma, Lord Algernon un signore che era preferibile guardare

amaro gli increspa il labbro superiore, e un ciuffo blan=

mento di come portar bene un cappello a tuba ha predi dietro; e, dopo tutto, non è sempre detto che pet uh

gentleman. inglese .il volto. sia lo specchio dell'anima, Se suo padre, Presidente: Onorario del Club degli Ec-

centrici, fosse stato ancora in vita avrebbe trovato ori-

il figlio; dalla cornice, Herr Wettzel guarda in basso, gi con due chiari occhi ferrigni, mentre un sorriso un po?

do gli scende giù di traverso sulla fronte. parallelo ad' una diritta cicatrice, ricordo di qualche lontano Menauri

La padrona di casa e l'ospite, dopo essere rimasti al

lungo innanzi al quadro, si sono seduti l'uno all’altro, entro il grembo, di un soffice divani

gmora, con una curiosa e pittoresca parlata colorita dal-

una possibilità totalmente diversa, « Non è vero; e le disgrazie, e i giovani che muoiono dalla sera alla mattina? Basta un attimo; noi siamo circondati dal caso; passi per una strada, ti cade una pietra sulla testa; la vita è un tessuto di casi, e la morte ci scherza dentro. Sei ben orgoglioso, se credi a quello che pensi », Si

ginalissima questa vendetta. Lord Plop il vecchio era stato sostenitore ardente delle tradizioni, perché le tradizioni britanniche — egli diceva — sono la più ineffabile collezione di eccentricità sociali e politiche. Entra-

parlato in quarant'anni di vita parlamentare era stato

sa di quella morte così repentina, tremenda, travolgeni=

to di loro; e în due giorni se n'era andato. Ma pensò; «aveva qualche male nascosto »; e lo rivide alto, aitante, un pezzo di giovanotto robusto come un pugilatore. L'aveva incontrato molte volte in portineria, era entrato con lui varie volte nell'ascensore, si scambiavano sempre il saluto. Chi ayrebbe potuto pensare? Era in-

per richiamare l'attenzione del Lord Cancelliere ad una finestra da cui entrava una corrente d'aria, Quando du-

mente le frasi e le parole più facilmente comprensibili,

ricordò di un giovanotto che abitava con la madre sot-

vece rimasta a vivere la madre, una cosuccia vestita di

nero, emaciata, consumata dalle lagrime:

Tra questi pensieri che' gli nascevano nel cervello va-

ni come bolle di sapone, non aveva seguìto i movimenti

to a ventiquattr'anni nella Camera

soprannominato

il Silenzioso:

dei Lordi, era stato

la sola volta

che aveva

rante la guerra mondiale era stata inventata la cosid-

detta ora legale, Lord Plop aveva mostrato la sua leal-

tà al sole entrando nella Camera Alta con un'ora di ritardo, con l'aria di chi è sempre puntualissimo,

Tre anni prima di morire s'era ordinato la cassa da morto, e l'aveva provata con la disinvoltura di un slgnore che non è abituato a indossare abiti fatti; e_aveva fatto fare una prova generale del suo funerale,. com. pleto «con Diacono anglicano e corone di fiori: Lord Plop aveva contemplato la cerimonia dalla finestra della sua camera da letto, e dopo aveva rimbrottato i bec-

della moglie che, dopo avergli rimboccata la coperta e riassettato .il ‘letto, aveva accesa la lampadina e ora tentava di leggere in piedi, vicino al comodino, la ricetta del medico, Gli venne alle nari l'odore di lei. la sbirciò in tralice, le chiese: « è proprio necessaria?».

chini per aver. trattato male il finto morto,

prendere neanche le medicine! Non è che un ricostituente, guarda ». Ma egli girò gli occhi dall'altra parte, abbozzando una smorfia. Disse: «Io sto bene, ai medici non ci credo, mangerò delle bistecche, devo lavorare». Disse queste frasi nel solito suo modo incalzante, e ripeté l’ultima tre volte con una decisione e un tono di voce sempre più forti, come se qualcuno gli

vista di un oggetto odi un paesaggio Lord Plop ‘ar-

glie, col silenzio quieto dei gesti e degli sguardi, cercava di deviare. quell'irritazione; sentiva d'istinto che ‘ad opporsi avrebbe provocata una nuova esplosione d'ira calirragionevole: e. dannosa: e poi conosceva l'effetto mantè che avevano su di lui quei gesti, o meglio quel ora suo muoversi delicato e armonioso attorno a lui.senza toccando un oggetto, ora un altro, sorridendogliprendere parlare, chiudendo o aprendo un armadio per l'occhio, o riporvi della biancheria. E seguendola con blando e egli risentiva già l'incanto segreto,. il senso riposante che‘emanava dal corpo di lei.-la nota dolcezza, Da quenon ancora esaurita, della loro vitala amorosa. sua febbre d'aziosta fonte anzi egli aveva derivata avergli fatto ne; era stata lei a dargli, non soltanto perlavoro. E non dei figli, il gusto d'una vita d’intenso in queche leî lo avesse stimolato nella gara di sociale; suoi amicerti mogli alle sto; non somigliava affatto pressione la tronpo fin ci, dietro i cali s'indovinavaElla se ne stava in morale «e sociale -delle loro consorti. presa ombra: e se-nei primi anni era stata totalmente essi cominciavano a dall’allevamento dei figli, ora chepiano dai genitori, era farsi grandi e si staccavano pian

dinamica nelle automobili e nelle concezioni morali. Di questo passo Lord Algernon saliva n speculazioni di arte pura: perché non fare appello all’immaginazione non con quadri o con composizioni musicali ma con dei profumi? Un Fra Angelico degli odori elementari, un Debussy. degli aromi: chimicamente composti,

Ella lo guardò stupita: « Questa è bella! Ora non vuoi

volesse impedire per tutta la vita di lavorare. La mo-

dividendo. le tornata a suo marito con-nuovo affetto.ì ma con un e la.casa, sue giornate tra lui, i ragazzi stare il più possibile desiderio sempre più palese. di fra uno-sport e l'al-

Sicina x lui, Certe volte i ragazzi, intere. settimane; appena tro, rimanevano fuori di casavuote, uno strano silenzio partiti. le stanze restavano rassettando vi regnava. Ella passava dall'una all'altra, alleere furie, da quelle gli oggetti lasciati in disordine sci mettendo a rudi Che erano usciti all'alba armati mòconsolazione more le scale del palazzo. Un'intima

ionmat co pr .otto della Samarito,Sagià dalle50

a discutere fra fornitori = di Anais della fabbrica, e clienti. dianzi con un tono Ora

dette di quelle parole di Jui,

il moipeva tutto il peso: è vero.

cazione

nappena vent'a che eraavevaancora eo. ciadellaSan n fabbrica, mol ito lon-d

rezione, dellaitoche quel senso di responsabi

Lord Algernon, ultimo dei Plop. era ugualmente eccentrico. ma con: tendenza alle eccentricità dell'intel-

letto. Si sapeva che da parecchi anni stava lavorando

ad un volume di Prolegomeni sull'Estetica degli Odori. Partendo dal fatto elementare che un odore 'ha sulla memoria uno stimolo evocativo ‘non meno Intenso della rivava a concepire una nuova: etica sociale influenzata da una più alta educazione delle masse agli odori. Come l'odore di cipolla e di tabacco forte era stato ca-

ratteristico di un'epoca in ‘cui la moglie riconosceva il marito suo signore e padrone, così | profumi-a base di etili sono: caratteristici -di una società che è nero-

dove il più delicato spostamento nella. formula può causare sensazioni imprevedibili, come-un trapasso: di chiave o di tono. Il suo evangelista era Septimus Piesse,

il quale

aveva

dimostrato

che

tra

gli odori

esiste, come tra i suoni, una scala di note e di solfeggi, dove gli odori fini corrispondono alle note alte e gli odori intensi alle note basse, Piesse prendeva cinquanta odori. e assegnando n ciascuno il valore di una nota, li classificava in odori in chiave di violino e odori in chiave di basso. Così l'odore di fiore d'arancio era il mi in chiave di violino, l'odore di violette era il re, l'ambagrigia il fa. Lord Plop si ‘era fatto

costruire un organo la cui tastiera faceva: aprire delle

ampolle di profumi e le canne erano dei vaporizzatori giganti. Seduto a quest'organo Lord offriva ai suoi intimi amici degli squisiti concerti di note si-

lenziose: la sala si riempiva man, mano, di una sinfonia di profumi, che cullava e stordiva, fino a che un colpo del pedale di. liberazione faceva funzionare un congegno che con l'ultima nota immetteva nella stanza un neutralizzatore, l'atmosfera ridiventava libera. e pu-

ra, e gli amici potevano fuggirsene o preparare l'animo

a fiutare un’altra composizione,

Era

stato l'organo

dei profumi

che aveva

portato

Lord Algernon a contatto con Aprilia, La celeberrima

vedetta era stata indecisa se ridere o sgranare gli occhi; ma la serata musico-olfattiva le aveva dato modo

di vedere da vicino il palazzo del Plop: e l’idea di abitarlo, e di possederé anche il castello dei Plop in Cornovaglia; e di navigare sul panfilo color di primula e pervinca era parso compenso sufficiente all'inconve-

niente di un marito che sembrava giovine soltanto di

dietro e all'idea di essere chiamata Lady Aprilia Plop. alla Il matrimonio era stato celebrato due mesi dopo,

chetichella in un ufficio distrettuale dello Stato Civile,

dil

l'impiego di lingue diverse, dice all'ospite un monte di

cose: del suo passato, del marito perduto da poco' tem=

po. del figlio Max, della difficoltà di ricostruirsi un'eti=. stenza dopo la sciagura che l'ha colpita, della ‘città del luoghi della casa che sente di dover dimenticare a cat= te; e l'ospite ascolta, serio, attento a tradurre menital=

e a supplire con l'intuizione quelle più ostiche. a Tra i due è venuto così saldandosi, aLloro stessa insaputa, un legame di viva simpati si sono comoresì

subito, si sono trovati d'accordo su gusti e giudizi, adesso provano entrambi la gradevole impressione di

sentirsi avvicinati da una forte, vecchia amicizia. coi l'essersi incontrati dopo un lungo viaggio: ci sono mola te cose da dire, domande da fare, pensieri da "to Dono la sosta nell'accogliente nicchia del, divano, giunto il momento della tazza di tè. La signora dato. un'ultima .sbirciata all'orologio, ha detto, ancora” una volta che Max non potrà tardare, e noi ha invitato l'ospite a prendere posto innanzi al candido tavolinetto!

imbandito.. L'uomo — abbandonato il corno su di una poltroncina posta di fronte a cuella della signora — sente pianamente nascere in sé il benessere di chi tro»

va di suo gusto un ambiente, un ogretto, una compaati

gnia, Davvero .molto graziosa e accogliente. ensa Wi zel: e, di solito così timido e. scontroso. l'osnite deye | renzire al desiderio di allimgare, le gambe sotto îl tavolinetto — per meglio abbandonarsi al tenero abbracs eio della soffice. poltrona — e vincere la tentazione, bf fa epvure stranamente assillante, di canterellare a fior di. labbra certo ritornello che gli. è entrato, in capo d'improvviso, o. risvegliato da chissà quale sopito,e lontano ricordo. L'orologio, una. classien pendola uscita daeli orl in» vernali dei montanari della Selva Nera, getta fuorì, ad un tratto un cuccù nero e pettoruto, che si mette a can= tare cinque volte, tra un rapido sbatter d'ali e un buffo aprir di becco. 3 — Già le cinque, Tra poco, Max... La padrona di casa ha versato nelle tazze ‘un bel tè dorato dal fumo generoso. lo ha zucrherato ha offerto all'ospite la guantiera carica di delikatessen: Ma la torta di mele indugia a intaccarla: a Max. niace tanta

tanto, l'anfelstrudel, e l'ha fatta un po' anche per luî, | Mutti Wettzel. Eccolo, finalmente, Giusto in tempo. Una scampanel-

lata. la sienora corre leggera ad aprire l'uscio, A cano | del corridoio, nella penombra che è già discesa sulla casa, l'ospite vede inquadrarsi contro il chiarore latti= ginoso di una finestra la figura di un saldo ragazzo che

si libera della sciarpa, del berretto, dei libri, del man=. tello. dei guantoni di lana. Giunge chiara e distinta la fresca voce della madre, che annuncia a Max-la presenza

dell'ospite. Un silenzio.

Poi Max

risponde

sotto

voce, in lingua straniera; e l'uomo non riesce a perce= pire che il senso di una parola, anzi due, in deriva | zione: Langeweile, gelangweilt: noia. annoiato. A_ voce ancor più bassa, concitatamente, la madre redarsuisce | Max, lo invita a fare svelto, per recarsi a salutare

il, | |

nuovo amico. Il ragazzo. strascicando i passi, giunge innanzi allo sconosciuto, lo squadra di sottecchî, gli tende setiza entusiasmo

una

mano

grossa

e fattà, di

si è levato a metà, dalla sua poltrona, ha stretto la

mano di Max tra le sue, ha'pronuriciato a caso una

frase dibanale saluto.

i;

gli occhi

quelli di Herr Wettzel, nel quadro — l'uomo ha perduto molto della sua sicurezza, del tranquillo benessere che pli era penetrato nelle membra:

come se uno

strappo, d'improvviso, un distacco, netto, fossero av= venuti tra l'ospite e l'ambiente circostante.

;


‘e

sapeva leparole:

‘a quell’ e i

Da una settimana non andava più alla fabbrica. Per primi due giorni aveva ricevuto, dopo le cinque, il egretario con la posta da firmare: ma il terzo giorno febbre era cresciuta e lei stessa l'aveva: rimandato indietro con quelle carte, Il dottore, a cui s'era appellata, le aveva dato ragione, ed egli.non aveva più proato. Ma ora che.la febbre era cessata» e gli aveva lasciato con una lucidità fervida il bisogno di riattac| \carsi anima e corpo al suo lavoro, quell'inerzia fisica lo irritava; la mente, tornata come un trivello ben olia-

to

| vedevano.

due

o .tre

comignoli,

un

pezzo

di tetto.

di

| eternit, bigio e nudo come un lastrone, come la liscia | parete d'una roccia. No, somigliava piuttosto a un.co| euzzolo arido. incastrato lì. trai comignoli e gli ab\baîni, come. per uno

strano foto-montage.

Si ‘ricordò

me in un Jampo Ja cima brulla d'un colle del suo iese, che vedeva. da ragazzo. dalla finestra della sua camera, da letto, Questo ricordo gli concentrò _l’attenzione interna; aggrottò le ciglia; scacciò il ricordo, tor| mò. a guardar fuori. Sul terrazzino avevano .steso ‘un | panno bianco ad.asciugare, e il sole gli dava una tinta

Fosea, ma più accesa, come è il sole al tramonto. Il Vento faceva oscillare lievemen’e quel panno, e un po' dî quel roseo lo prendevano anche gli spigoli del muTo. del tetto, e del comignolo centrale. Si mise a guarWare .con un'attenzione ferma, quasi fissa, quelle cose, Specialmente quel colore che il panno assorbiva di più, quasi. concentrandolo... Tramontava; dunque il sole calava alle sue spalle. Allora la.sua finestra era a nord: .le stanze dei ragazzi davano a levante. Non ci aveva

“mai riflettuto, quella era la. prima volta. Quel colore Sì faceva semore più vivo, ma senza passaggi sensibili. ton ‘una gradazione lenta, Jentissima. Intanto, cercava di allacciare. mentalmente la sua finestra con. quella | (della sua.stanza di-ragazzo. nella casa dov'era nato. Ricordò.il sole che lo veniva a sorprendere a letto. dritto ‘sui vetri, le cime derli alberi su cui sorvolava. le altre

| case attorno;

e di là.

ln campagna. le .voci dell'orto.

| Quella di suo padre, il frusciare della fontana. Rapida-

mente il ricordo gli ridiede il paesaggio attorno alla sua

(vecchia casa, le Vigne sul colle. la valle: e di là Ja patete boscosa del monte, Immaginò di ritrovarsi nél suo | letto! di ragazzo. Calcolò che se la finestra della sua

|

stanza di ora. dove aveva dormito per tanti anni. fosse stata quella della sua stanza ‘di ragazzo, invécé' dell'alta facciata che eli stava di fronte, avrebbe guardato quei boschi. quella lontana orlatura di montagne sulle quali il cielo era una tesa azzurra. Avrebbe viste le nuvole. e sotto, quella nera macchia di Boschi contro 1 cielo. Fece uno sforzo. cercando di collocare. nelln nazio la sua stanza di ora nella esatta posizione în cui ra orientata la casa del bahbo, dei nonni. Ja sta stanza li razazzo. Non gli fu facile calcolare. in. quell'orienfimento.- lo sbazio che lo senarava dal suo paese: col.

| Tocarvi dentro ‘pianure, ‘città: percorrere mentalmente la distanza

che senarava

e |

le due case, le due

finestre,

dannavano all'ostracismo la donna divorziata, oggi non è fuori luogo che una donna divorziata due volte aspiri magari a salire sul trono. L'avvocato aveva chiesto di poter riflettere, e due settimane appresso aveva Plop e così gli aveva

chiamato Lord

parlato:

« Que-

sta nostra Inghilterra è, per la nostra fortuna. un paese unico al mondo che ancora vive sotto leggi del Medioevo. Molte di queste leggi non sono più applicate; ma poiché. esse non furono mai abrogate, nulla impedisce di chiedere a un giudice la loro applicazione. Mi spiego: la legge sul Giorno del Signore è ‘una fantastica assurdità che rimonta al ‘600, ma quan-

do qualche tempo fa un informatore pubblico aveva denunziato un impresario di cinematografo di violare

la legge sul Giorno del Signore,

il giudice aveva do-

vuto prendere la denunzia come se si fosse trattato di assassinio. Nel 1817 un individuo accusato di omicidio aveva scoperto che il Giudizio di Dio è ancora un processo legale, e di conseguenza aveva invocato il diritto di battersi per la sua vita; poiché nessuno ave-

va accettato la sfida, era stato rimesso in libertà. Ora

e sentì che

“Per tanti ‘anni il sole. aveva seguitato a tramontare

|a quel modo, a quel modo spariva dalla terra, ed egli,

formica ‘affannata e laboriosa, chiuso nella sua fabbrica come în un buco nero, se n'era dimenticato. Perhé. come. era successo? : Sentì meschino. inutile, ridicolo il suo affanno:di priima; e s’accorse che nel suo animo era entrato qualcosa |. di muovo: un senso largo, riposante, quasi solenne dell'esistenza. «Se morissi? » nensò,.e sentì, come una strama quiete interiore, che quell'idea ora non lo turbava più.

si tuffa nelle acque dello Sprea. Quando ritorna a galla, il corpo della giovinetta, reso ancor più gremito dalla bassa temperatura, pare voglia scoppiare la maglia, indurito ed eretto com'è. Da stordire. k

Ad un tratto Frau Wettzel si ricorda — con un piccolo grido gutturale — della torta di mele, l’apfelstrudel di cui è tanto ghiotto il suo Max; e chiama il figlio

ad alta voce, un paio di volte, mentre con un sottile coltellino sventra

il dolce paffuto dalla crosta dorata,

ne dispone una fetta nel piatto dell'ospite, un’altra ne prepara per îl ragazzo. Ma dove si sarà cacciato Max

che non risponde. La madre lo richiama, con voce acuta che tradisce il dispetto e l'inquietudine, Ancora un istante di attesa, poi il ragazzo compare, camminando pesantemente, con lo sguardo volto a terra, il ciuffo dei capelli scomposto attraverso la fronte, come ce l’ha il

Lord Plop aveva trovato l'idea diabolica, e a suo

che un

marito tradito

può

È vero che sono più di cent'anni che nessuno

tentato causa di seduzione della propria consorte, ma la legge. esiste, e voi potete invocarla e chiedere i danni»,

ferrato non appena Max è rientrato dalla scuola.

Ja causa

di torta. Non mangia, non mangerà torta di mele, Non

re a persistentemente e senza scrupoli indotto la moglie di Lord Algernon Plop ad abbandonare il suo af-

bro, incurante dei rapidi e serrati richiami della madre.

tempo si era' svolta

al Tribunale di Londra

per danni contro un astro del cinema accusato di ave-

fetto per il marito e disertare jl tetto coniugale ». Per ‘due udienze l'avvocato di Lord Plop' dveva narrato nei più minuti dettagli la storia dell'amore tradito del suo cliente e come Lady Plop dal ritorno dalle. Barbados fosse diventata fredda e indifferente. Alla fine della

terza udienza il Presidente del Tribunale aveva ricaPitolato ai giurati il nrocesso: eQuesto genere di processi — aveva detto il giudice — è del tutto inusitato, e il pubblico ber poteva pensare che non fosse possibile, tanto più che esso non serve ad ‘alcuno’ sconò

perché la Corte dei Divorzi può ugualmente e più adeguatamente risolvere le controversie coniugali di tal natura. Voi avete altresì udito le deposizioni delle due parti, e avete potuto formarvi un'idea chiara di che

gente si tratti. e la moglie vi appare come una donna del tutto scellerata. Essa ha scritto al suo amante un gran numero di lettere disqustose, e sebbene l'avvo-

cato della parte civile vi abbia rispatmiato Ja lettura dei brani meno edificanti, io che le ho lette vi posso

assicurare

che sono

tutte lettere

aspetti fisiologici del’ matrimonio,

che discutono

gli

‘e per ‘matrimonio

bisogna purtroppo intendere, agli effetti legali, soltanto i rapporti sessuali. Se ‘quindi voi troverete che il

marito abbia avuto ragione di intentare questa causa, voi gli assegnerete quei danni che credete equivalere al valore di una simile donna»,

I giurati erzino stati due ore in camera di delibera-

zione, e tornati' nell'aula avevano risposto che essi tro:

vavano che il marito aveva avuto ragione di intentare

la causa e gli assegnavano come compenso per la perdita della moglie la somma di 1 farthing. Il giudice

aveva allora annunziato il verdetto: «I giurati hanno assegnato al marito la più piccola moneta del Regno. Questo compenso

è proporzionale al valore della ‘mo-

glie perduta. Il fatto che i giurati abbiano giudicato che

la .moglie

valeva

soltanto

un

centesimo

non

è

T borghesi nelle loro villette suburbane costruite în serie avevano contemplato sulle gazzette i ritratti di Lady Aprilia, e avevano pensato che il nobile Lord

a tingere il lenzuolo;

bel biondo di spiga matura: un casco di capelli soffice come un mannello di lana scardata), che salta a piè pari su di una scoscesa spiaggetta, epoi, con un bel tuffo, a braccia levate, corpo armoniosamente arcuato,

Di malavoglia, gettando sul tavolino un libro che ha portato sottobraccio, Max si è seduto al suo posto, ma ha subito scostato con una mano il piatto con la fetta

a scoprire

colpa del marito».

quello era lo stesso. colore di tramonto contemplato tanti anni prima, da ragazzo. Pian piano, dovo un. fer-

Vede una friulein in succinte vesti, ben costrutta, salda, biondissima (è tutt'ora bionda, Frau Wettzel, di un

ha in-

portato

intentare causa al rivale per seduzione della consorte:

tasse chiaro all'imnrovviso. Man mano che auest'idea pli si ‘chiariva dentro, sentiva di ritrovare un ordine «un'armonia; e di essere per la prima volta dopo tanti anni, dentro auest’armonia.

lvore quasi sanguigno, quel colore cedette, s'attenuò, si fece rapidamente cinerino,. livido, smorto.

fanzia, di vita studentesca, di camping sui fiumi e sui

laghi tedeschi, nelle anse dello Sprea diaccio e' sulle

increspate azzurrità del Wannsee. All'uomo, il racconto si solidifica innanzi agli occhi.

padre nel ritratto, — Molto strano questo figliolo: perdonatelo, amico mio. — L'ospite sorride, non sa che rispondere, è ritornato în lui lo strano senso di irrequietezza che l'ha af-

— aveva continuato l'avvocato — le mie ricerche mi hanno

Ma finalmente ci riuscì, e fu come se tutto gli diven-

Il sole seguitava |

detta che un marito poteva prendere contro sua moglie era di divorziarla, perché la Corte e il bel mondo con-

a ripenetrare nel vivo dei fatti della sua giornata di

a, si gettava di nuovo a elaborare quel progetto | in studio, a impiantare quel bilancio, a frugare tra | quelle cifre. Egli pensava il discorso che avrebbe fatto ‘a quel fornitore, rispondeva mentalmente, coi termini più giusti e calettati, a quella lettera a cui. non aveva saputo rispondere la settimana prima per mettere quel ;Giavolo del cavaliere Osio, con le. spalle al: muro; imè maginava la sorpresa degli operai a vederlo scendere all'improvviso nel reparto macchine, mentre loro. già lo “credevano più di là che di qua. «C'è tempo a morire, | amici cari, il maggiore non fa che il primo anno d'in| \gegneria>. Da quanti anni lavorava così? Sì. da quando ‘aveva preso moglie: l'uniche vacanze, dieci giorni in campagna; all'undicesimo. tac, la mattina, in fabbrica, ‘come il primo operaio. Sole o cattivo tempo, estate e inverno; cosa importava a lui delle stagioni? S'era dimenticato perfino che ci fossero; se n'accorgeva dai | vestiti leggeri o pesanti che gli faceva trovare la moglie sulla poltrona, accanto al letto, Non s'era nemme| novcurato di vedere a quali finestre della sua casa naScesse o tramontasse il sole; oh, curioso. da tanti. anni | che abitava in quella casa, era adesso la prima volta 1 che ci. pensava. Guardò i vetri della casa di fronte. Si

|

si indulga in un peccato, Chi beve sempre. dell'assenzio diventa un ubbriacone; chi beve dei cocktails, anche se molti, è una persona che folleggia coi liquori... Insomma, Lord Algernon aveva consultato i suoi vocati. Lord Plop aveva subito scartato l’idea di unavdivorzio. Mentre quarant'anni fa Ja più grande ven-

Lo scandalo sui giornali della sera era stato enorme.

Plop era un bel matto. Ma Lord Algernon gustò a lungo la sua vendetta; perocché avendo comperate le

‘azioni di una elegante rivista mondana ordinò che sotto tutte le foto della bellissima Aprilia fosse stam-

pato: Lady Aprilia, the one farthing wife — la moglie

che vale un centesimo.

C. M. FRANZERO

Al prossimo numero la prima puntata del nuovo romanzo di VIRGILIO BROCCHI

TRASFIGURAZIONE

vuole nulla, non ha fame. Ha piantato i gomiti sul ta-

volo, si è messo a leggere senza alzare gli occhi dal li-

che da un tono dolce è salita adesso, nel rimprovero, ad

una durezza forse eccessiva. L'ospite, a sua volta, ha mormorato qualche parola di compatimento. ed ha azzardato una carezza su dî una spalla, che Max ha schi-

vato prontamente, gettando il busto indietro. Un silenzio. L'ospite porta alle labbra la tazza, mentre Frau Wett-

zel si prodiga in mille scuse gorgogliando una risatina che non le giunge al pomo della gola, e cerca di distrarre l'ospite accennando al buio che è disceso tronpo presto, alla vioggia gelata che ha' infangate le vie.

alla difficoltà di ripararsi dal freddo italiano, troppo spesso accompagnato dal vento... Improvvisamente l'uomo sorprende uno sguardo lanciato di sottecchi da Max. tra il ciuffo che gli taglia la fronte: prima alla madre, poi a lui, all'ospite, allo sconosciuto trovato în casa, accanto alla madre; all'ora del tè. come una volta trovava il padre, È uno sguar-

do che non ha nulla di infantile: uno sguardo fermo e duro, dritto, tagliente, da uomo fatto; lo sguardo di chi teme — e si prepara alla difesa — di vedersi portar

via un oggetto caro.

Una rivelazione, abbagliante. L'uomo posa i suoi occhi, adesso, su Frau Wettzel: la soffice chioma bionda, senza fili bianchi, sovrasta un bel viso ancora fresco. ritoccato da un leggero trucco pieno di stile: il collo,

candido, non ha dna ruga né un cenno di incipiente de-

vastazione: nél ridere, la donna rovescia il capo indie-

tro e una rosea fossetta le sì scava improvvisa sul mento: il busto balza libero e pieno, sotto la camicetta leggera. ancora saldo ed eretto: quello della ragazza che

si tuffava nello Sprea gelato. Ad esame finito — quello che avviene, intorno a Jui. non lo interessa più — l'uomo ritorna con gli occhì al ragazzo. e ancora una volta ne sorprende lo sguardo subito distolto. Max riabbassa il cano. mentre un ros-

sore improvviso gli si stempera sul collo muscoloso.

sulla fronte. a sommo delle orecchie. Un silenzio. scandito dall’andirivieni della pendola della Selva Nera.

Poi l'ospite scosta lentamente la sedia dal tavolo, mormora una scusa e un grazie. accenna all'ora tarda. si alza. Bisogna lasciare casa’ Wettrel. Fuori è calata una sera buia,

fredda. impenetrabile.

che ovatta le luci della strada, e appiattisce nella mota quelle delle automobili che corrono nel viscidume.

Ancora ringraziamenti. saluti. scuse. un mionasera

pronunciato

con

voce

rauca,

un

evarrivederci »,conza

echi: un bacio sulla mano morbida e tiepida di Frau Wettzel, L'ospite — ecco — è uscito sul pianerottolo: già lo ha investito il freddo, di sott'in su, che sale per Je scale; la porta di casa Wettzel gli si è chiusa alle snalle. La decisione è presa, abbandonati sotto il piede i primi gradini: non ritornerà mai niù a quella casa. Max, piccolo uomo

aggrondato, potrà gustare tranquil-

lamente, d'ora innanzi, tutte le torte di mele che la sua

giovane mamma vorrà preparargli.

n

ENRICO BASSANO


MISTERO DELLA

UN

CORA( rAGGIOSO IlINDIANO CHEAI E DA' SPETTACOLI AN CON UN IOSO COCCODRILLO. TURISTI DELLA FLORIDA.

Ì A I A TE DA NON E' SOLTANTO LA FLORI HEZZA E DI BELLEZZA LA RICCTVITA'. NON E' Ra DE' DUE e RAG QUANTO DIANE PRIMITIVITÀ= AVEDIAMO

{ATA ISSIMI ASPETTI CiQUASI SELVAGGIO NON S a ‘Ai SVARIATTSO PRI DI ASPETTOE A MACCHINA I LORO CARA n CUCIR E A FAR COLLANE E A MONDANITA'

CHE

IL C'

E SPLENDORE FLORIDA


LAURA SOLARI IN « VALIDITA' GIORNI DIECI ». - SOTTO: L'ATTRICE E IL REGISTA MARIO CAMERINI PROSSIMI ALLE NO

L'ATTRICE SVEDESE CORAGGIO!

INGRID BERGMAN GIA' AMMIRATA IN « QUATTRO RAGAZZE CHE RIVEDREMO PRESTO NEL FILM « VOLTO DI DONNA

UNA SCENA IMPOSTATA CON LUSSUOSITA' SCENARIO E SFARZO DI COSTUMI NEI L FILM DELL'UFA «ES WAR EINE RAUSCHENDE ZATO DA CARLO FROELICH. LA DANZATRICE DI CHE BALLNACHT» REALIZSI VEDE NEL ME: DELLA SCENA E' L'ATTRICE MARIKA R6KK. DI QUESTA ATTRICE DESCHE HANNO (LATO ASSAI BENE E I DIRETTORI LE CRONACHE TE. DELL'UFA VEDONO IN LEI UN ATTRICE DI CLASSE INTERNAZIONALE. IL FILM DI CUI QUADRO E' QUELLO CHE FU PRESENTATO NELL'ULTIMO QUI DIAMO UN FESTIVAL V MANO COL TITOLO « ERA UNA NOTTE INEBRIANTE DI BALLÒ».


UOMINI

DONNE

E FANTASMI

SEI BAMBINE, FORZANO BL CELLINI x

rrorrio vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Sono andato a vedere Sei bambine e il Pérseo, girato a Pisorno dall'infaticabile Giovacchino Forzano, sperando che il cinematografo mi restituisse un Forzano tutto nuovo, parente appena alla lontana dell'amato e considerato commediografo. Invece il regista Forzano assomiglia come due goccie d'acqua al Forzano delle commedie. Vale a dire che lo schermo è per lui se non un pretesto qualsiasi per fare del teatro secondo i suoi gusti e le sue tendenze, Quali siano codesti gusti e tendenze è qui inutile dire, il teatro di Forzano essendo conosciutissimo. Potete dunque immaginarvi assai bene Forzano alle prese col Cellini anche senza andare a vedere Sei bambine e il Pérseo. Per conto mio, messo sull'avviso dai quadri didascalici, avrei scommesso volentieri qualcosa, sicuro di vincere, che il film si sarebbe aperto e chiuso con una stornellata. Mi vanto di conoscere i miei polli. E visto come si mettevano le cose, non dubitai un istante che Forzano, trovandosi a dover «girare» la sua storia sullo sfondo della Firenze rinascimentale, volesse rinunciare a quei riempitivi floreali e canori che fecero Ja fortuna di Sem Benelli o, per scendere di parecchi gradini, del compianto Valentino Soldani, riempitivi che Forche in vernacolo. Inzano stesso largamente usò nella sua opera, sia in lingua stornellata, al mo' fatti Sei bambine e il Pérseo si apre e sì chiude con una da un'ogiva di Palazzo delle canzoni a maggio. E naturalmente a'un dato punto, commedia di Augusto una in come Brunellesco, del cupola Vecchio, vi appaiono la l'epoca, un po' di e l'argomento Dato basta. Né Novelli, e il campanile di Giotto. stesso che s'ncarica di farcela, storia dell’arte ci stava a pennello, Ed è il Cellini palazzo, alla ricerca degli astuti mentre corre affannato su e giù per le scale del escogitano i cavilli per non tutti ‘amministratori di Cosimo, suo protettore, i quali vedete, non manca nulla a S dargli i quattrini che gli sono stati elargiti. Come e di nobile propaganda. E da codesto bambine e il Pérseo per essere un film istruttivo bravissimo a trarre il miglior parlato non c'è nulla da eccepire, essendo Forzano qualcosa in fatto di storia e tito da simili pretesti. Se mai ci sarebbe da eccepire drammaturgo della storia è quello soprattutto in fatto di cinematografo. Il Forzano ma incapace di uscire dall'oleografia e che è: documentato e attento quanto volete fatti. Rifargli oggi il prodei cronaca nuda la nell'arte trasfigurare di specialmente sede, come dicono, di critica cinematografica, cesso sarebbe assurdo e puerile. Ma suoin ingegno e il suo impegno, Forzano resta qui non si può tacere che con tutto il (Vedasi, ad esempio, le elementare. direi e sprovveduto un regista assai frettoloso, l’arrivo del Cellini e degli amministratori Scene di Corte ella Villa del Poggio, concavato gli americani, pur facendo suopaniccia, ducali. Pensate che cosa ne avrebbero amore Forzano, col personaggi. suoi dei Secondo la loro abitudine, della storia evirtù di masse, in confronto per la scenografia, e la sua indubbia titubantedi edmanovratore inesperto). Ma i difetti più grossi PS toro sembra un novellino, alquanto, basterà inutili, particolari, del resto sono nella sceneggiatura, Senza entrare in degli amministratori che per non tirare cennare al motivo, grazioso e divertente, escogitato una diabolica trafila, una fuori un soldo fanno a scaricabarili e hanno da disgradare la più illustre, lenta edi arzivera e propria «via crucis» burocraticaIl motivo, non grazioso. A patto Hogolata burocrazia di questo mondo.ogni poco a guisaripeto,di era appunto un ritornello, come Ersrenderlo, con leggere varianti, che cosa sia diventato il terribile èBenveDa Cellini».Resterebbe infine nea vedere tanto Si sorvolare. meglio è Ma fatto. abbiano Nuto in questo film, che scempio nel trattare la storia di casa nostra Bridato contro la disinvoltura degli ciamericani da rimpiangerli o almeno da perdonarli. il Se quasi quasi, visto il «Cellini»,avrei vien paura, ma paura davvero, che 0 nottelempo. Per conto mio, se fossi Forzano, magari le coperte a rovesci Cellini venisse a farmene una delle sue: a tirarmi tranquillo sin che non gli avessi Cellini eta la bottiglia dell'acqua, E non starei domandato

mille

perdoni,

dal più profondo

del cuore.

di un nuovo film di Forzano che è passato in que« Sei bambine e il Perseo » è il titolo sti giorni sui nostri schermi. Eccone qui un quadro col protagonista: Di Giovanni. che il film bene o male

raggiunge

il suo

Ma bisogna essere giusti, riconoscendo quadro davvero azzeccato, E il scopo e arriva alla fine, con, all'attivo, qualche qualcosa, senza il fastidio di legpubblico ci ‘si interessa, imparandovi, in fondo, interpreti. Per l'occasiogere l'aspra e dura prosa del Cellini. Veniamo ora agli vecchi mantici del teatro itahe furono rimessi all'onor del mondo tutti i ilpiùTempesti che di teatro ‘in costume liano, S'è rivisto per ciò il De Antoni, il Paoli, to beceresco e birignoso fiorentino tanto inus'intendono, e parlano qui uno st oltre che del pertile quanto stucchevole. Sulle spalle del Di Giovanni grava il peso dovere esprimersi sempre în sonaggio di Benvenuto e della fusione del Pérseo, di La barba, del Robert, ossia stile oratorio, a pieni polmoni. E n'è spesso vinto. del mediocre e presuntuoso Bandinelli, si vede troppo ch'è finta come la folaga di cui si servono gli amministratori

del duca di Firenze per spiegare

la loro intrigata e

sul palcoscenico, sullo ingegnosa burocrazia, E stoppa e cartone se vanno ancora bene nel dire i ‘loro, schermo stonaino. Le meglio sono le bambine, sebbene assai impacciate ‘e puro. che imparaticci. Elena Zareski ha un volto forse non bello ma così nobilemanca. finisce col

luce a tutto il film che di luce e di aria soprattutto

sapesse, viene dalla C'è per aria un «enso» Soldati. Mario Soldati, per chi non:lo e diresse quella novarese più autentica letteratura. Insieme a Enrico Emanuellì fondò che, fra le tante, ebbe un Libra, una rivistina di giovani ben-fatta e meglio scritta il primo libro, suo peso e lasciò buona memoria di sé.A codesti anni risalecomeSalmace, una sicura promessa eredo, di Soldati che fu salutato dalla critica più difficile la letteratura, ed era un libro molto intelligente e personale, Poi Soldati, laabbandonata guida di Camerini e di incominciò aRoma il suo tirocinio cinematografico, sotto che mascalzoni c'èra al Emilio Cecchi che allora dirigeva la «Cines», E in Uomini che richiamava: vaga: meno un episodio (il gioco delle boccie nell'osteria comasca), ripormente la letteratura di Soldati. Fatti i primi passi, Soldati andò in America allora si détte taridone un bel libro di favole e ricordi: America, primo amore. Da la critica si'ostinò a anima e corpo al cinematografo e diresse parecchi film in cuitrovandovelo, #'arrabci non e libri dei intelligentissimo e finissimo cercarè il Soldati Ecbiò. Di codeste arrabbiature si potrebbe oramai comporre un piccolo florilegio. peggiori ‘sono covene ad ogni modo un paio di esempi: « Un terzo almeno. dei film girati da giovanotti intelligentissimi. Voi non potete immaginare com'è intelligente ha mi che americana vita sulla Soldati, scrittore, critico d'arte, autore di un libro uomo che' ha grandemente dilettato per la sua finezza. Eppure Soldati è lo stesso ino di quei delitti girato la scena della pastorella in Due milioni per un sorrisot Sacchi), « Trasfetitosi dopo i quali, nei secoli scorsi, ci si andava a far frati » (Filippo in eccelnel cinematografo da circa dieci anni, la sua firma apparve sullo schermo' lenti occasioni, spesso nell'alone di Mario Camerini, suo riconosciuto maestro; ma si trattava in ogni caso di ‘un Soldati assai differente dall'autore di Salmace o delle note sull'America. Questo ci irritava come per una diserzione. Avevamo: torto?...» (Cesare Zavattini).

Forse il torto sta ‘nel volere ritrovare ad ogni costo nel Soldati

regista il Soldati scrittore. Ci sembra impossibile che il Soldati dei film sia tanto meno intelligente del Soldati dei libri. Ma in fondo non ci si dovrebbe meravigliare affatto, essendo la letteratura e il cinema due arti assai diverse per non dire opposte. E Soldati ci dimostra che anche un ottimo scrittore può essere un ‘mediocre’ regista e insomma che la buona letteratura serve assai poco a fare i buoni film. Ma se ci dimenticassimo per un momento del Soldati di Salmace o del libro sull'America, si vedrebbe che, dopo tutto, questo giovine’ regista piano piano sta facendo la mano al mestiere e che, domani 0 dopo, c'è caso ci dia un film da levarsi il cappello, soprattutto se non lo si metterà a confronto con Salmace (la letteratura è un'altra cosa e Soldati la rispetta troppo per trascinarla in simili tenzoni), ma con i film che comunemente si girano in Italia. Scrivo queste note appunto dopo aver visto quel Dora Nelson che tanto piacque ai romani e ai milanesi non è dispiaciuto. Intendiamoci: Soldati vaga ancora in una specie di limbo, ma c'è già qualcosa, in questo film, che ce lo mostra più robusto, fluido, attento e penetrante che nei suoi prececi sia denti. Segno buono, E non importa, caro Zavattini, che in Dora Nelson Il«non Soldati di Soldati »,il Soldati, cioè che noi stimiamo ed ammiriamo. Non importa. cui tu ed io facciamo tanto conto, si sa dove andarlo a cercare. Non certo al cinematografo. Così come è inutile cercare sullo schermo l'arte di Dina Galli o di Antonio Gandusio. Sarebbe fatica vana. E Frenesia, che Bonnard ha ricavato da una piacevole

un commedia di Biancoli e Falconi, si incaricherebbe di mostrarci quanto pocoe pesi gloriosi ai due vecchi bel passato teatrale sul telone bianco del cinema e come reclute, agli ufficialetti di attori

sia

giocoforza

cedere

il passo

perfino

alle ultime

prima nomina. 1 promesso discorso su Assenza ingiustificata lo faremo un'altra volta. (Ma perché mai si continua a mandare in giro Alida Valli vestita in quel barbaro modo?). RiforMatoriò e Sposo il mio amore, americano l'uno, inglese l'altro, lasciano infine questa

il regista Maia», film che Falconi. « Ù i e Gia Mm de uneGar nadia di"Biancol

GenSArAo ehaViviricavato Dina Galli, Gondusi

settimana il tempo che hanno trovato.

ADOLFO

FRANCI


AL

TEATRO

ALLA

SCALA

LA DONNA SENZ' OMBRA DI RICCARDO N"

RIcoRDo

con

precisione

STRAUSS quanto

durassero

i tre atti

della Donna

silenziosa

(silenziosa per modo di dire, che Dio ci scampi da più loquaci e mordaci femmine), rappresentata un paio d'anni fa, alla Scala. La Donna silenziosa giungeva fra noi dopo che lo Strauss l'aveva sfornata da poco a Vienna. So di certo, però, che quanto a mole, la Donna silenziosa non scàpita di fronte alla Donna senz'ombra, pure dello Strauss, andata in iscena in questo grande teatro la sera del sei gennaio corrente, sera della Epifania. Ho misurato pazientemente i tre atti della Donna senz'ombra: sessantun minuti il primo atto, sessanta il secondo, cinquantotto il terzo. Tre ore di musica. Misura piuttosto abbondante, per uno spettacolo, in Italia, dove si va in teatro a sera tarda. E si noti che qualche taglio e taglietto, qua e Ià, si è fatto nella grossa partitura. Nonpertanto il pubblico della Scala ha ascoltato con molta attenzione l’opera, s'è interessato alla musica (molto meno alla ingarbugliata vicenda scenica), ha ammirato la straordinaria potenza di compositore dello Strauss ed ha calorosamente applaudito alla fine d'ogni atto, il maestro concertatore e direttore d'orchestra, Gino Marinuzzi, i cantanti principali, signore Stella Roman, Iva Pacetti e Ilde Monti, soprani, i signori Giovanni Voyer, tenore, Benvenuto Franci, baritono, e i collaterali Fanelli, Coda e Paci. Applausi ben meritati ché nella Donna senz’ombra le difficoltà, ed aspre difficoltà, di esecuzione musicale sono seminate a piene mani. Il maestro Marinuzzi, si sa, ha forte polso. Tutte le numerose e complicate fila della polifonia straussiana ‘egli le ha tenute strettamente

in pugno,

movendole

a suo agio

ed ottenendo

risultati

mi-

rabili. A loro volta le signore Roman, Pacetti e Monti, ed i signori Voyer e Franci hanno sfoggiato mezzi vocali e intelligenza drammatica di prim'ordine. Si aggiunga, per dire tutto sul buon esito della rappresentazione, l’efficace collaborazione dell'orchestra e del coro scaligeri. Il coro è trattato dallo Strauss, nella Donna senz’ombra, con ben poco o nessun riguardo dell'estensione vocale: le note acute e superacute fioccano una dopo l’altra ch'è una grazia di Dio. Taciamo dell'andamento delle parti; spinto all'estremo limite della libertà. Ma tante e crude pretese sono soddisfatte a pieno dal coro della Scala; e merito cospicuo di ciò va dato all'ottimo istruttore, maestro Achille Consoli. Circa l'orchestra, sappiamo bene che l'istesso Strauss non richiede sempre la pulizia assoluta dei « passi »istrumentali, poiché ne segna sovente di troppo ardui, Lo Strauss ha rivetutamente dichiarato che gli basta un'esecuzione apvrossimativa di quei passi. Ciò non ostante i bravissimi istrumentisti dell'orchestra della Scala li superano agevolmente tutti. Ci sono, nella Donna senz'ombra, due interludi orchestrali in cui il primo violino e il primo violoncello « solista» dell'orchestra, professori Minetti e Martinenchi, si fanno ammirare per la purezza del suono che cavano dai loro istrumenti, per l'intonazione impeccabile e per il buon gusto del fraseggiare. Ma non meno aspre delle difficoltà musicali sono, nella Donna senz'ombra, le diffi coltà di rannresentazione scenica. Perciò, bisogna accomunare nella lode generale il direttore dell’allestimento scenico, Nicola Benois, e il regista Mario Frigerio che hanno disposto lo spettacolo, sul palcoscenico, con intelligenza e sapienza squisite, Vero è che avevano buon gioco: la Donna senz'ombra offre larghissimo campo alla fantasia ed alla perizia loro. Essi hanno potuto valersi, innanzi tutto, delle scene e dei «costumi » di C, E. Oppo, già usati l’anno scorso dal Teatro Reale dell'Opera, di Roma: scene e costumi stupendi per invenzione, disegno. colorito, appropriati alla favola persiana da cui è ricavata la riduzione scenica della Donna senz'ombra, L'estro del Benois e del Frigerio si è quindi sbrigliato in combinazioni piacevolissime. Così l'uno e l’altro hanno vinto onorevolmente la partita. ® più facile raccontare il «libretto» di quest'opera, bene capito, tant'è farraginoso e oscuro.

che affermare

di averlo ben

Proviamoci, tuttavia. a riassumerlo; se non altro per constatare ad abbondanza qua-

le parte eccessiva si faccia spesso la musica, nel dramma lirico, e come, a malgrado di ciò, l’opera si salvi. L'Imperatore, dunoue, ha fatto sua sposa la Gazzella bianca, mercé l’aiuto del Falco rosso. Ma la gazzella. divenuta Imperatrice, dovrà tornare nel regno degli spiriti se non troverà, entro tre giorni. la sua ombra, cioè, se non avrà certezza di diventar madre. L'Imneratore ne porterà il danno è sarà pietrificato. Perciò. l’Imperatrice va in cerca dell'ombra e si presenta, travestita. alla moglie del tintore Barak. un omarcione grezzo, che litiga con lei perché vorrebbe figli. e la moglie non glieli dà. L'Imperatrice è accompagnata dalla Nutrice, torvo svirito del male. una specie di Mefistofele in gonnella, che tenta d’indurre la moglie del tintore a cedere l'ombra sua (ossia. la facoltà di diventar madre) all’Imperatrice, e per meglio accalappiarla muta la modesta casa in fastoso palazzo, le regala un ricco diadema e un prezioso manto, le pone intorno uno stuolo di legviadre schiave e la conduce dinanzi a uno specchio, perché sì rimiri. Gongola. la moglie del tintore e, non c'è dubbio. il patto è concluso. Ma restano da fare i conti col tintore. che torna e ricomincia a strepitare. Scompariscono in un baleno il nalazzo. le schiave. gli adornamenti, e il povero Barak vede il suo letto diviso da quello della moglie, ed anche la magra cena preparata per lui solo. Schiarimenti la moglie non gliene dà: lo avverte appena che s'è presa a servizio quelle due ancelle. che potranno anche uscire di notte, se loro garberà. Al tintore non rimane altro da fare che sdraiarsi sul giaciglio e dormire. Fuori della scena un coro simbolico di bambini, non nati ancora, chiede di venire alla luce del mondo: e un coro di guardiani delle vie esorta «con grande solennità»: e Voi sposi, che giacete l’un dell’altro in sen... del vostro amore santa l’opra sia ». Nel secondo atto la Nutrice fa apparire alla moglie del tintore un vago

giovinetto. La moglie del tintore si turba. Cambia

L'Imperatrice, balza dal letto, con un urlo: l'Imperatore, essa esclama in lagrime, non potrà più tornare di dove è uscito, e sarà pietrificato, poiché essa non ha ancora trovato l'ombra. E ritorniamo nella casa del tintore Barak: quinto cambiamento di scena, La moglie non è rinvenuta dal colpo provato per il tentativo di seduzione del bellissimo giovinetto e si stringe, smarrita, al consorte, confessandogli d'aver venduto l'ombra e di non poter più dargli figliuoli. Questa volta sta al tin: tore d’accoppare, ci manca nulla, la fedifraga. Ma la donna torna subito in sé: ha farneticato, non l’ha tradito che col pensiero. La spada resta sospesa, in mano a Barak, S'ode un rimbombo: cade la volta della casa, sprofonda la terra, le acque precipitano in scena. Buio profondo. La Nutrice chiama a raccolta gli spiriti del male. Nel terzo atto Barak e sua moglie sono in prigione, separati, ma vicini. S'invocano, e per forza di magia, si ritrovano all'aperto su di un terrazzo, a picco di un torrente. Dal torrente, per una gradinata, si sale al Tempio. Arriva l'Imperatrice. Stanno per scadere i tre giorni a lei concessi per trovare l'ombra. Scoppia un temporale, sibila il vento, s'addensa la nebbia. Rifattosi il sereno, ecco l'interno del Tempio. In una nicchia c'è l'Imperatore pietrificato, Giungiamo allo scioglimento del dramma. Il quale è a lieto fine. L'Imperatrice non se la sente di rovinare Barak e sua moglie. Per ridar vita all'Imperatore si sacrificherà lei sola. Basta il proponimento generoso, L'intenzione è premiata. L'Imperatore, rifatto vivo, scende dalla nicchia e abbraccia la sposa. Voci nell'aria assicurano loro una copiosa e prospera discendenza, Barak e sua moglie, riconciliati, si abbracciano pure: la donna sè tenuta la sua ombra e così gli riempirà la casa di bambini chiassosi. Un coro di chiusa ‘(ce n'è uno alla fine di ogni atto) inneggia alle coppie felici. Con i Fuochi di San Giovanni

(Feuersnot)

incomincia

invece la serie dei drammi

musicali più spiccatamente straussiani: 1901. Lo Strauss a quel punto della sua vita si sente padrone dell’arte. Si è provato in tutte le forme cui la musica ha còmpito essenziale. Dai poemi sinfonici, che si potrebbero definire drammi senza parole e senza scena e dai Quartetti per archi, dalle Sonate, dai «lieder» per canto e pianoforte di slancio alla Salomè, nel 1905, poi all'Elettra, nel 1909, e poi al Cavaliere della rosa, all’Arianna a Nasso, alla Donna senz'ombra e ai più recenti drammi musicali, inoltrandosi sempre più deciso nella via dell’« opera», intesa nel significato storico del termine, Tutto per la musica, nell'opera dello Strauss; come nelle opere del tempo andato, specie italiane, così spesso e a torto denigrate, e pur sempre modelli ricercati e ammirati del genere, non ancora uguagliati oltre frontiera, Opera, è nettamente qualificata dallo Strauss la Donna senz'ombra. E la musica vi predomina, incontestata, Che cosa conta, sembra avvertire lo Strauss, il guazzabuglio della vicenda scenica? Anzi, il guazzabuglio gli serve a meraviglia per sbizzarirsi nell'infilare pezzi su pezzi, istrumentali e vocali, orchestrali e corali, e nel tirare

da ogni piega del dramma il filo per tessere la trama con cui egli ordisce l’opera.

Magnifica trama: preludi, interludi, postludi orchestrali; pezzi «a solo» per violino, per viola, per violoncello; recitativi obbligati e secchi persino parlati (questi ultimi stonano un po'...); arie, o meglio ariosi, dei cantanti principali; e infine tutto ciò che serve a fare più sostanziosa l'opera, non trascurando i mezzi meccanici, Infatti, se lo Strauss pone in orchestra a fianco degli istrumentisti qualche sezione corale, in funzione di riempitivo (ma alla Scala è stata collocata sul palcoscenico) adopera pure per rinforzare altre sezioni corali gli altoparlanti. Chi ascolta resta rapito dall’onda melodica inesauribile che corre da un capo all’altro dell’opera e sbocca alfine in una delizia indicibile di sensi appagati. Larghe

frasi, ben delineate, sono portate a compimento con cadenze ampie che fanno la con-

clusione carezzevole. Né meno sorprendente è il magistero tecnico, Dallo Strauss hanno preso le mosse gli ardimenti, contrappuntistici, armonici e istrumentali, spinti all'estremo ai nostri giorni: accenniamo alla risoluta indipendenza nel muovere le parti del tessuto polifonico, nel modulare inaspettatamente e nel ristabilire con

prontezza i giusti rapporti tonali, nello sperimentare combinazioni armoniche basate

sull'incontro preordinato delle linee contrappuntistiche. Non parliamo della virtù d'orchestratore dello Strauss, principe della tavolozza istrumentale moderna. Grande musicista, Riccardo Strauss: d’impeto, irruente. Nella corsa sfrenata della fantasia egli mescola insieme ricercatezza e volgarità, chiarezza e astrusità, dolcezza

e durezza, con sovrana indifferenza, Si stima, ed è, così gran signore della musica, che non teme di apparire

mai male, in nessun

si palesa schietta. Non altrimenti

temeva

modo:

tanto la nobiltà della natura

di sé, all’istesso proposito,

Giuseppe

Verdi, il quale asseriva che nell'opera di teatro erano necessarie le parti meno belle, o addirittura brutte, per dar maggior rilievo alle parti belle, (Ma forse esagerava, per soverchio amore di dimostrazione).

Le parti belle della Donna senz’ombra sono parecchie, e queste rammentiamo di

preferenza. Ad esempio, nel primo atto, il bisbiglio degli uccelli, tradotto in orchestra, al sorgere del sole; i due interludi sinfonici nella casa del tintore e la canzonetta corale di chiusa. Nel secondo atto, la baruffa tra gli straccioni in casa di Barak, l'altro interludio col violoncello «solista» e l’arioso del tenore, il settimino e il concertato finali. Nel terzo atto, il pezzo per violino «a solo» sull’accompagnamento lieve, sospiroso dell'orchestra, l’arioso dell’Imperatrice, ch'è il punto su cui si

concentra tutta la luce musicale dell’opera, punto di commovente bellezza, e il

finale che s'impernia Lo Strauss

ha

su di un'altra

sso di questi

canzonetta

corale popolaresca.

tocchi gentili, di questi ritorni

affetti, specie familiari, espressi teneramente simi. Si ripensi alla Sinfonia domestica.

nella

manifestazioni

Scala.

musica:

tocchi

alla semplicità e ritorni

di

dolcis-

La rappresentazione della Donna senz'ombra sarà certamente una delle più elevate artistiche

di quest'anno,

alla

CARLO

GATTI

scena. Ecco un bosco,

di notte, ed ecco la casa del Falconiere, L'Imperatore va a caccia, e mentre sosta dinanzi alla casa del Falconiere, vede entrarvi di nascosto l'Imperatrice e la Nutrice. Si crede tradito e vuole uccidere l’infedele. Altro cambiamento di scena: si torna in casa di Barak. La Nutrice gli propina un beveraggio che lo fa assopire, e riporta dinanzi alla moglie di lui il bellissimo giovinetto, in carne ed ossa. che tenta d'esnugnarla. La donna si difende, grida, il tintore si sveglia, il giovinetto dilezua via. e Ja donna ammonisce il marito di custodire meglio il talamo, Quarto cambiamento di scena. Questa volta siamo nell'interno della casa del Falconiere. L'Im-

peratrice, sul letto, tra il sonno e la veglia, confida alla Nutrice di aver rimorso dei tanti guai che sta procurando al tintore ed a sua moglie. Die-

tro il letto, nel muro della casa, s'apre una fenditura, Di lì entra l'Impe-

ratore che trova proprio in quel luogo e su quel letto la sposa. Cerca di

raccapezzarsi: un fragore d'acqua cadente giunge dalla porta chiusa che dà sulla montagna. Egli accorre alla porta, l’apre, si slancia fuori, la por= ta si richiude alle sue spalle.

Ecco come il nostro Mario Vellani Marchi ha «visto » la scena del secondo atto, secondo quadro, de « La donna senz'ombra », l’opera di Strauss rappresentata alla Scala la sera dell'Epifania

58


FATTI DELLA

E FROAOReE SETTIMANA

ali che

perme

il tedio con

ti Srancesi che sui fogli arrivati freschi da Parigi poua vi ha lasciato. L'ex ministro della Guerra inglese Hore Belisha si avvia per l'ultima volta al suo dicastero. Vecchio soldato egli sa sorridere anche alla sorte avversa. L'emarezza si è trasferita tutta sul viso dell'ufficiale d'ordinanza. - Sotto: cavalli dell'Esercito finlandese messi, per il freddo, a riparo in un cinema.

e e d’ Fervore d’opere continua ndo nella sua opera il Governatore rapporto alle norm dei servizi in pr ha e animale traino a trasporto del Governo esclusivamente, dall'Autoparco carica della batteria vieneere di automobile la ‘180 km. di autonomia e può raggiung

a 400 miglia a nord-est di Il transatlantico tedesco « Columbus = fu affondato dal proprio equipaggio

Lire Henry, nella Virginia. Ecco qui l'impressionante visione della nave in fiamme mentre gli uomini nesciono "i loro posti per sistemarsi nelle imbarcazioni di salvataggio.


in egual misura. Li abbiamo sentiti l’anno scorso al Teatro dei Filodrammatici in opere di Goethe, Gozzi, Pirandello e O’Neil.

Che essi seguitino a cimentarsi in prove ardue, talvolta assai più grandi di loro, torna ad onore della scuola da cui escono e di Silvio d'Amico, che li dirige con tanta fede ed abnegazione.

Moio rumore per nulla non è certo un'opera facile da metter su.

Essa fu ispirata a Shakespeare da una novella del Bandello, e dall'episodio di Ariodante e Ginevra nell'Orlando Furioso. Inoltre Shakespeare non avrebbe ignorato la schermaglia di Cesare Pallaviemo e di Emilia Pia nel Cortegiano, della quale sarebbe un riHesso il duello di dispetti verbali che impegnano nella commedia Beatrice e Benedick, i due spiritos.ssimi antagonisti, destinati a ca-

dere nel grazioso tranello che, figurandoli improvvisamente spasimosi l'uno dell'altro, dà corpo alia tremenda voglia che li anuma

sotto pelle di buttarsi le braccia al collo, Sono Beatrice e Benedick per la loro inesauribile arguzia che trova nell'immagine caricatu-

rale e nel gioco di parole la sua perfetta espressione tra le pi felici creazioni del genio scespiriano, se pure la commedia gravi solo incidentalmente intorno ad essi. ll vero nodo dell'azione, la quale precipita dal comico nel tragico con un salto brusco per ritornare al comico dopo la breve ma ansiosa parentesi è costituito dalla vicenda nuziale di Ero e di Claudio. La notte che precede il

matrimonio Claudio, ingannato da una perfida congiura che si fonda sul travestimento di una cameriera con i panni di Éro, crede di sorprendere la tidanzata al balcone con un amante. L'innocenza

Un quadro di « Molto rumore per nulla » con la quale la Compagnia dell’Accademia d'Arte drammatica di Roma, diretta da Silvio d'Amico, si è presentata al pubblico milanese,

RIBALTE

A LUMI

SPENTI

MOLTO RUMORE FER NULL A enys AmieL ama spesso dividere con qualcuno le sue fatiche teatrali. La sorridente signora Beudet è stata scritta in collaborazione con Obey, e pure con

di }iro verrà provata più tardi, ma non prima che un brivido d'angoscia passi sulla commedia fino a quel momento tenuta in un ciima di vaghissima arcadia. ‘locca a un buffo comandante della polizia, predicatore di singolari tolleranze nei riguardi dei rei, far la luce nella congiura tramata contro l’immacolata castità di Ero, Le istru-

zioni di ogberry alle guardie e îl processo ch'egli imbastisce contro ì mariuoli che si son lasciati scappare il segreto del delitto perpetrato contro la figlia di Leonato, sono pagine di comicità insuperabile. Ritornato il sereno, Ero e Claudio si congiungono innne nelle sospirate nozze, ed è appena terminato il genule rito della loro unione, che un altro se ne annunzia: quello di' Benedick e di Beatrice

finalmente

stanchi di beccarsi

come

due gailetti marzoli,

anelanti al matrimonio come ad una schiavitù necessaria, accettata

dai

cuori assai prima che dalle labbra.

Con la regia, i bozzetti delle scene, e i figurini di Molto rumore

per nulla, Alessandro Brissoni ha dato un invidiabile saggio delle sue alte possibilità. La sua interpretazione recitativa e scenogratica

può non convincere del tutto ma nessuno può tacciarla di facilità

e d'improvvisazione. Un difetto di questo dotatissimo giovine il quale si è formato nelle più geniali esperienze del teatro nuovo è l'eccesso dell'elemento visivo su quello sostanziale, dell'esteriorità probante sulla nuda realtà dei personaggi, Non c'è bisogno, tanto per intenderi , che Don Gio-

scrittore è ricorso all'aiuto della figlia Mo-

vanni sfoggi i guanti rossi, i serpenti ricamati sulle calze e tagli teste di carta nell'impossibilità di spiccare dai busti teste vere, non c'è bisogno di tutto questo per aumentare la sua tristizia di personaggio, che è di fatti, di azione, e non di parata.

inclini, per l'ammirazione sempre nutrita per Denys, ad attribuire a lui i primi due atti di questa commedia, riserbando il terzo a Monica. Famiglia potrebbe critica-

Shakespeare si potrebbe recitare nudo come un bruco, senza scene, senza luci, senza costumi, e sarebbe sempre grande lo stesso. Ci pensa la poesia a creare per germi nazione spontanea i suoi grandiosi altorilievi, le sue alate feeries. L'elemento deco-

pieni di robusta poesia il sasso seguita a colpire nel rosone del bersaglio cercando di far centro perfetto, Al terzo, ahimè, il tiro è finito e non c'è che lei, Monica, a nasconder la mano. Si è voluto dare non il dramma ma il brivido di esso, non il tradimento della Madre ma la presunzione di esso, non la rottura della compagine famigliare ma l'incubo di essa, Così tutto si risolve in un falso allarme coronato dallo smattiare dei ragazzi Tavernier sui cavalli di legno, sulle parallele, sui pattini da camera, quando si chiarisce l'equivoco che ha istillato il più atroce dubbio verso la

linate capricciosamente storte, quel sorgere dei personaggi come da un abisso, quella

possente,

Per Famiglia

il nostro

nica: Non conosciamo i limiti della collaborazione tra padre e ‘figlia, ma saremmo mente esser definita così: la pietra lanciata e la mano nascosta. Per due interi atti

Madre innocente. Madama Tavernier non avrà un amante, primo: perché un così grosso peccato sarebbe sporporzionato alle sue gracili spalle; secondo: perché Famiglia volendo essere un'esaltazione del coraggio col quale i giovani d’oggi affrontano i più impensati e improvvisi disastri, il mancamento sentimentale della Madre sa-

rebbe per quei bravi ragazzi che così simpaticamente abbiamo visto reagire alla rovina economica e al dirazzamento della sorella un immeritato castigo; terzo: perché il trucco di quell'amante

che diventa

improvvisamente

uno zio con la cravatta a

pallini rossi su fondo giallo e la camicia verde risparmia a Denys Amiel e a sua figlia la cura di prender posizione, d’impegnarsi a fondo nella «commedia, Diserzione parziale davanti al nemico. È la ragione per cui Famiglia che ci è tanto piaciuta per

due interi atti ci spiace al terzo così intensamente che saremmo disposti a rimangiarci il godimento che ne abbiamo avuto nei primi due. Appunto per la sua man-

canza di cran nel trarre le debite conclusioni dalle premesse, il terzo atto di Famiglia è stato in Francia un insuccesso. Si deduce che i due Amiel possono accendere molti ceri al nostro Gherardi. Un prodigio di orchestrazione ha saputo nascondere l’artificio di quella soluzione rientrata. Per parte sua il pubblico è andato incontro agli autori con l’amore innato in lui delle chiuse a lieto fine. Dobbiamo dedurre dopo Famiglia che Amiel è invecchiato? È forse troppo presto per una conclusione così malinconica. In altre commedie Amiel ha saputo giocare con l'emozione del pubblico sospendendo il dramma alla sua svolta decisiva, Ric‘ diamo il colpo di pistola mancato del marito ne La sorridente signora Beudet, e ricordiamo pure l’improvvisa rinuncia amorosa del fratello più fortunato nel finale di Tre rosso dispari. Anche in quest'ultima commedia c'è un'unità famigliare messa in pericolo da quella donna che i tre fratelli voglion conquistare, Il preferito si sacrifica all’affetto dei famigliari, e la sua rinunzia è poeticamente giustificata, tant'è che proprio in virtù di essa la commedia si purifica di certa compiaciuta teatralità estranea come gusto all’Amieì intimista, Che cosa infine significhi il colpo di pistola mancato ne La sorridente signora Beudet tutti sanno. Esso è la chiave della improvvisa rifrazione sentimentale dei due coniugi. Arrivati sull'orlo di un abisso essi vedono nel reciproco perdono l’unica riparazione alla colpa vera o immaginaria che ognuno di loro si attribuisce, Il brivido della morte rasentata ha il dono di chiarificare la loro esistenza e di disporli a un’illuminata rassegnazione. Come si vede siamo lontani dal mezzuccio di quell’amante-zio che serve a coprire una ritirata, Ritirata che ha assunto l'apparenza di una vittoriosa manovra strategica per essere stata magistralmente diretta da Gherardi. Nel rilievo pensoso doloroso di Filippo, il maggiore dei Tavernier, Cimara fu l’altra sera straordinariamente felice. La sua arte aveva la dorata luminosità dei vent'anni lievemente velata da una tenerezza che si conquista solo con la maturità. A lui e a Evi Maltagliati, la quale pianse da grandissima attrice, descrivendosi coi singulti, e soprattutto col silenzio, va la più gran parte del successo. Però i loro com-

rativo può servire a mascherare il vuoto del testo. Questo non è il caso di Molto rumore per nulla, una delle opere più ispirate di Shakespeare, lonne, le architetture classiche stilizzate secondo il simbolismo

I liocorni sulle comodernista, le sca-

sublimità di balaustre campate nel cielo: queste ed altre preziosità attestano l'aura culîurale in cui il Brissoni muove le sue invenzioni ma non portano all'opera nulla di risolutivo quanto allo spirito. Dello Shakespeare visto attraverso Marivaux e Goldoni: ecco l'impressione che abbiamo avuto l’altra sera. Ora Molto rumore per nulla non è solo gioco galante, cortesia, puro divertimento; c'è in esso anche un dramma, Questo dramma è rimasto un po' sacrificato nell’interpretazione data dal Brissoni, raffinata in sé ma, nel suo complesso, un po’ troppo compiaciuta di sé medesima. Dirò della traduzione di Lodovici che è letterariamente pregevole ma mancante di mordente, La recitazione ha risentito di certo quel difetto d'impasto, di concertato, pur essendo nel suo insieme sicura e colorita, Del numeroso stuolo i migliori sono apparsi il Tordi, il Carraro, il Luciani e il Dierucciati, nobilissimo il primo nell'espressione dell'angoscia paterna, stringente come agro di limone il secondo nelle macchinazioni di Don Giovanni, divertentissimo il terzo nello sproloquiare del Connestabile, misuratissimo come gioco emozionale il quarto nella parte di Claudio. Ad Ave Ninchi bella e garrula Beatrice, e ad Antonio Crast, estroso Benedick, è man-

cata certa qual coscienza della loro malizia. nella voce ho trovato il Costa. Nelle Niccolini e Bice Mancinotti, Il successo mi compiaccio.

Efficace

nella spaziatura

del gesto e

parti di contorno si distinsero infine Elda dello spettacolo è stato vivissimo, ciò di cui

LEONIDA RÉPACI

pagni li emularono in bravura, ed ora nomino la Seripa, il Ninchi, lo Scandurra che ‘aveva una partonà e se l'è cavata meravigliosamente, la graziosissima Bottini, e infine la Galletti, una giovanissima che viene dall'Accademia, In questa ragazza c'è un ma-

gnifico temperamento, la cui asciuttezza mi par rivelatrice di una gran distinzione,

È venuta la Compagnia dell’Accademia al Manzoni. Essa si compone di giovani elementi non viziati dai ruoli fissi, educati all’elasticità delle «parti», e retribuiti

Una scena della commedia di D. Amiel e Monica Petry Amiel « Famiglia », nell’interpretazione della Compagnia Maltagliati-Cimara-Ninchi,diretta da Gherardo Gherardi


VISIONI DI ROVINA DOPO IL TERREMOTO IN ANATOLIA

lone e di miseria presenta la far soy rigori cora più difficili i lavori di

Appena avuta notizia dell'immane sciagura che si è abbattuta sul proprio p dente della Repubblica turca, Ismet Inonu, è subito accorso cataclisma intere: mente alle opere di soccorso, visitando le infei ci popozioni scampate e porgendo loro parole di conforto e di solidarietà. - Sotto per i superstiti che in poche ore hanno visto distrutte le case e perduti p so che tutti i loro avi le autorità hanno allestito degli attendamenti dove essi sono prov

1 primi testimoni del lerremoto in Anatolia hanno fatto rribili descrizioni delle zone città distrutte, beni perduti, mentr idaveri estratti dalle colpite migliaia di vittime, mancando il tempo di seppe rimangono per intere giornate ammucchiati e ma; lati all'aria pra) e i disgraziati scampati alla morte vi triste spettacolo della rovina del pae e (sotto).


L'Ente Autonomodi Cura ha fatto di Bormio un attrezzitissimò centro di sport invernali. Alla delizia del pattinaggio. Infine, notizia lieta per i principianti, ‘vi è stato istituito un corso gratuito di sci. Gli allievi? Eccoli qui sopra con i loro maestri che sono Stefano Serforelli, i Compagnoni e Confortola.

bellissimo paesaggio si aggiunge così il piacere di trovarvi piste perfette e campi ottimi per lo sci e per il

BORMIO DOVE

«IL PIE METTE L'ALA

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IL

SORRIDE»

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La chiesa, il campanile, la torre comunale, tutto il civettuolo Bormio in fondo. E qui, in primo piano, un angolo del nuovo campo di pattinaggio inaugurato quest'anno. - Sotto: quattro alunni che si chiamano Sertorelli, Compagnoni Aristide, Compagnoni Mario e Confortola. In mezzo a loro un maestro che se ne sapesse quanto gli alurimi” sarebbe un professore.

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INNI, tituttton

db:all'alto in basso: una rondine sul campo di pattinaggio, la signorina Olga Frugoni. - Maestri e allievi aspettano di piè fermo (e coi pattini non è facile) d’i! ziare la lezione, - Tre «azzurri» dello sci: Sertorelli, Confortola e Compagnoni che si preparano a far concorrenza a Ercole Cattaneo e agli Herber-Baier.

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Signori, voglio mettervi al corrente — di quanto accade in questo basso mondo: — nemico della critica opprimente, che d'ogni cosa vuol toccare il fondo, — vi dirò tutto in rapide battute, o. senza guastarvi il sangue e Ja salute. Si parla molto, in Francia e in Inghilterra, d'una Federazione, in cui, sereno, il mondo troverà dopo la ‘guerra giustizia e pace... Mah! Per ora almeno, sono in ribasso, senza discussione, tanto la... fede quanto la razione:

Si sa che Rosso, il nostro ambasciatore, deve partir da' Mosca o è già partito. L'avvenimento menerà scalpore, poiché fin d'ora un fatto è stabilito: è graziè a noi che il popolo commosso & Mosca potrà dir: — Non c'è più... rosso!

RT

Col prossimo febbraio, com'è noto, ritornerà il caffè; da tempo assente; rendiamo grazie a Dio con cuor devoto, dato che la cicoria, ufficialmente, di nuovo assumerà, come in antico, il nome « Moka » 0 il nome « Portorico »...

Li |

Belisha ha perso, dunque, il. Portafoglio; logicamente, c'è rimasto male, senza, però, provarne un gran cordoglio: un uomo previdente — è naturale — coprendo quella carica, nom manca d'assicurarsi un gruzzolo alla banca. Im Francia pitonesse ed indovini, consultando le carte, anche quest'anno hanno predetto i prossimi destini del mondo: i franco-inglesi vinceranno. Egregio Daladier, non vi fidate: oggi le... carte son così imbrogliate! «Nessuna novità »: così da un mese Mosca compendia i suoi comunicati. È chiaro: lungo il fronte finlandese i bolscevichi muoiono ammazzati; ad ammazzarli, prima, era il plotone, Niente di nuovo, in fondo: hanno ragione. Per rifornire in modo più spedito l'armata rossa, ininterrotiamente tutto il bestiame, in Russia, è trasferito dai varii centri ‘verso l'occidente. Tutto, davvero? Allora, un fatto è certo: presto il Cremlino diverrà deserto...

Con risultati assai soddisfacenti, adesso si utilizzano i rifiuti, dai quali si ricavano eccellenti prodotti che una volta eran perduti. Spesso i rifiuti, poi, son necessari Stalin ci fa perfino i commissari!...

Il signor

Daladier,

ch'è scivolato,

ha avuto al piede destro una torsione, per cui gira con l’arto ancor fasciato: Sembra, però, che il vero sdrucciolone (signor Neville, avete un bel rimorso!) l'abbia pigliato nel settembre scorso. "

Mentre la Russia nuovi attacchi sferra € ne subisce i relativi scorni, fervono attivamente in Inghilterra gl aiuti alla Finlandia: in questi giorni Londra ha mandato ad Hélsinki e a Vijpuri sessantumila... lettere d'augùri. Nell’Indostan le donne hanno acquisito il diritto d'avere anche un amante, purché questi, però, paghi al marito una tassa piuttosto esorbitante. Ma per trovar quest'uso, anche se strano, occorre proprio andar così lontano?...

Un fisico tedesco, che non erra nei suoi precisi calcoli, pretende che il moto rotatorio della Terra #'è rallentato, il che non ci sorprende: con tanti guai, ch'aumentano a galoppo, l'umanità comincia a pesar troppo!

Un giornale, a Parigi, ha intervistato molti soldati ch'erano în licenza, i quali dappertutto hanno trovato appoggi, simpatia, benevolenza; ma la notte, in città, per ore ed ore non potevan dormir: troppo rumore! «La scuola in Russia è in piena decadenza», proclama a Mosca l'organo ufficiale: disordine, pigrizia, indifferenza; i ragazzi non studiano... Fan male? Ma no, son furbi: san che fra i Sovièti non fan carriera che gli analfabeti...

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L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

—

XI

A un russo, che a Parigi ha residenza, han dato appena un anno di prigione perché esaltava Stalin.. Che clemenza! Lo dovevan mandar, per punizione, nella sua dolce patria moscovita: sarebbe stata... la galera a vita! 1 negri nel podismo hanno il primato — c'informa un professor d’anatomia — per via d'un nervo molto sviluppato, che nella razza bianca è in atrofia.

Quel professore ha meriti indiscussi, ma non ha visto mai scappare i russi!.

Ai soldati scozzesi è stata tolta, a scopo di risparmio unicamente, la classica sottana d'una volta: ma che peccato! Al fronte, in occidente, avremmo visto delle cose strane: gli usseri correr dietro alle sotian. franco-inglesi annunziano vittorie; anche i tedeschi. In Russia lo scompiglio. Razionamenti; carte obbligatorie. Il pugile Carnera ha avuto un figlio. E poi che, gira e volta, altro non trovo, scrivo, alla Gamelin: « niente di nuovo ». ALBERTO (Disegni di Molino)

CAVALIERE


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(Continuazione notlz. Finanza) lato Wi -Napoli, e mediante curva sudOvest si dirige a Liuoria cità, chea ruggiunge cou un rettifilo di oito chilometri girva, per poi rivolgersi con altro retufilo a Borgo Isonzo e raggiungere Borgo Grappa Fogliano Da qui la ferrovia sì mu Uene parallela alla costa Tirrena, svilup: Pundosi con 4unghi rettifili e ampie cur= ve. € dopo avere oltrepassato la Sabaudi Caprosace resgiunge quella di stazione dia, lato Terracina, con un percorso comPiessivo di km. 32 circa. Il secondo tuonco Littoria città-Nettunia si considera come ll proseguimento della linea Campoleone-Nettunia, ed ha uso sviunpo di km, 22.300. LI terzo tronco Sabaudia-Terracina è il proseguimento del tronco Litioria stazione-Littoria città, raggiuoge la stazione di Mon.e Circeo; da dove volge verso nord-est sino a rag= giungere la stazione di Borgo Montenero Qievola, per infine innestarsi nella linea Velletri Terracina Il costo complessivo dei due tronchi importano una sunghezza di km. 75.195 siche asgira iniorno milioni. Appare superiluo rilevare a 1.125 l'imporianza di questo nuovo progetto ferroviario. che mira a riSolvere un vitale economico del. le nuove provincieproblema benelicate, ed a dare alle Varie risorse interne ogni possibilità di valorizzazione e di potenziamento.

L'Istituto Nazionale delle Assicurazioni e il costo dell’Ass'curazione sulla vita Dal 1930 (primo anno di ripartizione) alla chiusura dell'esercizio 1938 il grande Ente di Stato ha già assegnato ai suoi assi-

curati la cospicua somma di oltre

LIRE 192 MILIONI a titolo di partecipazione agli utili dell'azienda.

Nei primi sei anni di riparuzione gli uuli vennero accumu-

lati per andare in aumento der capitali delle singole polizze, ma successivamente e civè per i contrat ordinari a premio annuo

stipulau dal l' luglio 1450, gli uuli sono stau liquidati annual-

mense;

il che si risolve 1n una vera e immediara diminuzione

del premi stessi.

Fer il 153, come per l'anno precedente, è stata assegnata

agli assicural

dal 1956 in pui, una

tiparuzione

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pari al 6 LR

CENTO DEL PREMIO ANNUO e tutto fa pensare che tale quota non diminuira negli anni venturi; così che nui pussiamo

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di anni 25. Dovia pagare

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nuale di L. 3.350 e quindi la sua assicurazione, al termine dei 25 anni, gli sarà venuta a costare L. 83,750 (L. 3.350x25)

senza tener conto degli interessi. Senonché con la partecipa-

avrà alla fine risparmiato ben L. 5.

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circa un terzo . die nuovo: anche qui,delvi écorrispondente dunque Una grano dissima convenienza economica che deve spingere all'attuazione del ricupero. E notare che in detto calcolo, non ci siamo limitati a considerare rigenerazioni fisiche — filtrazioni e decantazioni — poi» ché tali procedimenti praticamente separano l'olio solo dalle impurità, ma abbiamo pensato ai molti impianti esistenti og. gi in Italia che effettuano una completa € profonda rinnovazione intima. ripetendo, per così dire, gli stessi principi della raffinazione del greggio, così che l'olio riacquista tutti î sui primitivi pregi ed attitudini. Analoghe considerazioni pos-

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Menti DT l'installazione e la sua spesa maNuteuzione. Lo swessv si può dire, nel campo chimico, dei solventi. problema in cero mouo analogo a quello or ora visto delle polveri: in quanie-industrie non si possono .ricuperare con benefici igienici € materiali solveni di ogni genere che Oggì purtroppo svaniscono inuti.izzati nell'atmosfera? Un ultimo esempio, che tocca tute indistintamente le industrie: quello dei lubrificanti. A parte il fatto che un buon risparmio powrebbe essere fatto dall'industriale di buona volontà razionando con criterio le distribuzioni giornaliere e sopratutto adottando prodot-

TUTTE LE OPESAZIONI DI BANCA, BORSA E CAI:B:0

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ten conta aly SU Pio i cemen niet: orbene, adatti umpianti, anche mol.o usati — e Quindi in Qure a nuguorare pessime assai le conuzioni condizioni e chimiche suluieniche dell'ambiente, portano nelie ta- |scettibili” difisiche una ‘rigenerazione— sono Sono SU She dell'ndustrizie cospicue cifre ogni rendimento anche del 60:70% Quno, tano che li ricupero un l'olio nuovo così ottenuio. costae portarto Peano Sino alare, bur consiuerandodiviene la

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ti di buona qualità che consentono alle macchine lo stesso lavoro con minori erosazio di altri oli di tipo corrente, un accuraio studio di ogni stabilimento’ deve portare alla conclusione che un dato quantitativo può senza fatica essere riSuperato: sappiamo anzi che sono In cor= so dei provvedimenti di legge per disciplinure quesio stato di cose. Îl campo dei lubrificanu, sappiamo tutti quanto — assieme a quello dei carburanii — sia one= roso per la nostra bilancia economica e diviene perciò necessario spingere il riSparinio fino all'impossibile: perché dun= que non si deve sapere organizzare ovunque un adatto ceniro di raccolta per il disperdersi ui materiali oggi coVa QUvan è bure uil cano quanto mai evitare sì costosi, ed anche = Vaio in fatto di possibilità di ricuperi, Serazione RESI, — così preziosi? nonLa èrigenera: dice, reviuente, ber quelle industrie zione è oggi cose peso Sii dici doro ciclo lavraivo molla — bilissimadei dallubrificanti Diaceria ui « {ase polvere + comehannoad esem. anche economica,puntose sidi Vista ‘esso di

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Capitalè Sociale L.20.000.0C0int. vers.

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Sllig Ml Silasutnl V Qiruve. Und che le Quod CU 1 cite Wi azichue, poi Lisio Il Culi’ Li wistruvtare le Mati SIVM dFA 1 WapeMatili, € per CONO pros DIV UCUDUNO Siduiafe artenamenie dl Cuuiplessu uel ciciv lavorailvo per scor= Bere eveniuai possibilità di risparmi € Ud FA ViliZZuzivnti. Gui COLIMA dI pui cuve TU liviupucare Ali SE DI Varese fillute Mi LUde le IMIMAW, aerl'unana Auuvidi, Ina Qui nun brauce e eviuenzuente di dar; Utconteltaiuzot uwigueil QiGov”QUAICULIO Stelo 1 più Importumd Aszirno li Cusufe, Itaspetimunene queno Ual carvune 0 laid: Ficuruare abivuv:sy tal rusuardo che il ricupero del € Uebi puonvue Suu Vale iurule;calore toi= Slenuv lussi vio periezionai che CUMSLLRILIO Vrulli quudi Che l svplkre Una guadazia. Lato Uwe per Nazione por cume Calupioiia cumseguenza un alli»da VU per sé sessi, percile ia Cosa Nun deve Gase presa Nena nug.ore considerazio» Si radi uvugue der funi di scarico dine? Muwri a comvusuone, ed muuunene ioperuono CeNeliirasLorano AUmosicra Un cuvrue Quanuwuuvo di Caiore altri= menti Uulizzuvile, Gel Vapore ui scarico Qu urbe 0 Inacchne a Vapore in gene= Te, e Dualtucnte di funi di cammniere inQUoiriali, LULO deve essere analizzato cun Muuuzia € siuutato al fine ui una nuuva Usuzcezione, seuza dimenticare che sovi te, onre al calore, puo wWveliture |usoi bile e reudiuzio il ricupero di partico» lari sostanze contenuwe nei fusi stessi, Quali 10 zuifo e talune polveri che Se uvn ricuperale, brovocano danni anzi, per osiruzioni di conuolti, Anche ques uci-

zione agli utili concessa dall'Istituto e che si può considerare costante nella misura del 6%, il conteggio risulta ben diverso. Infatti, nel caso contemplato, il premio annuo da L. 3.350 si riduce a Lire 3.119 e quindi il costo dell'assicurazione da L. 83.750 a L. 78.725 (L. 3.149x25). Il che vuol dire che, in virtù della partecipazione agli utili, il citato padre di famiglia

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a, 7 novembre 1938 XVII Dopo aver controllato quello che ho veduto nella casistica mia, questo posso ora dirLe a complemento quanto Le ho detto tre anni addietro,

Come

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a caso gli occhiali per la Vostra così sappiate

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gliere l'aperitivo per il Vostro stomaco,

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5.A.FRATELLI PILLA £C.VENEZIA sono esser svolte per l’olio di ricupero di motori a combustione interna e Diesel in genere (autocarri, motori fissi e marini) € se qui la resa della rigenerazione può scendere al 50% per le alterazioni che l'olio subisce in ciclo, non vi è tuttavia chi non veda la grande convenienza di raccoglierlo e riutilizzare la parte rigenerata. TECNICA, INDUSTRIA E COMMERCIO DELL'AUTOMOBILE * Secondo i dati delle ultime rilevazioni statistiche pubblicate dal R.A.CI. i quali non possono differire notevolmente, come ordine di grandezza dai dati non pubblicati per il periodo più recente, il numero degli autoveicoli di ogni specie, iscritti al pubblico registro automobili stico, raggiunge in Italia la cifra di oltre 720.000 unità. In questa massa di automezzi, ancora in notevole proporzione zionata per mezzo della benzina e delle sue miscele con alcole carburante, le autovetture che a fine marzo scorso ammontano a 355.367 rappresentano, per numero e cilindrata complessiva, il gruppo più cospicuo. Ad esse seguono, per importanza numerica i motocicli e gli autocarri. Malgrado gli indubbi miglioramenti recati dal R.A.CI. a tali statistiche, esse, come è noto, non consentono di stabilire con assoluta esattezza il numero degli autoveicoli di ogni specie effettivamente esistenti nel Regno alle diverse date di rilevazione. Ciò perché, mentre da una parte le nuove iscrizioni al registro auwmobilistico rispecchiano in modo sufficiente la realtà, le cancellazioni per ovvie ragioni, risultano più o meno incomplete od almeno sfasate rispetto alla effettiva eliminazione degli autoveicoli.

mmm. ed una corsa di 108 mm. per cul sì ha una cilindrata di 4100 eme.; lanotenza sviluppata è uguale a 110 CV a 3600 giri € la potenza specifica come la pressione media effettiva sono uguali rispettiva mente a 26,8 CV/iitro e a 6,7 kg./cmq. valori entrambi buoni Da notare che mentre la vettura Cham. pion ha un motore con rapporto di compressione di 6,5/i, le altre due hanno motori con rapporti di compressione di 6/1: tutti 1 motori sono muniti di teste fuse in ghisa. I fari anteriori sono completamente carenati e incorvorati nei narafanehi anteriori, ed al disotto del fari anteriori vi sono 1 piccoli fari per il parcheerio. Il cambio di velocità può essere su richiesta munito di un rapporto di sopravelocità.

CORRIERE DELLA « DANTE » * Roma. Il Duce ha ricevuto a Palazzo Venezia il Presidente della « Dante Allghieri »,Consigliere Nazionale Felice Felieioni. "il quale gli ha presentato una dettagliata relazione sulla multiforme nt tività svolta dall'Assoctazione all'interno ed all’estero durante l'anno 1939-XVIL Dalla relazione presentata al Duce risulta che attualmente le forze sociali della « Dante» sono le seguenti: 600 fra | Comitati. Sottocomitati e Sezioni nel Regno, nell'Impero ed all'estero, con 13.674 soci pernetui, 44.500 soci ordinari presso i Comitati del Regno e dell'Impero. 27.000 soci ordinari presso i Comitati dell'estero, 262.000 soci studenti e 625425 aderenti scolastici, 520 corsi d'italiano con 20.000 iscritti. Il Consigliere Nazionale Felicioni ha anche sottoposto al Dure la proposta di una «Giornata degli Italiani nel mondo», da organizzarsi ogni anno in accordo con la Direzione Generale degli Italiani all’estero nella data della nascita di Dante. ner anprofondire sempre più tra gli italiani la coscienza e la wrnoscenza degli apporti della nostra cultura, del nostro lavoro e del nostro pensiero nel mondo. Il Duce ha approvato l'onera svolta dalla «Dante» e dal suol dirigenti * Algeri. Il Fiduciaro della « Dante » per l'Algeria, prof. Filivno Donini. ha tenuto nel teatro della Casa demli Italiani, alla presenza della R. Autorità consola re italiana e di un folto pubblico prevalentemente francese, un'applaudita ed interessante conferenza sul tema Le Journal intime de Giacomo Leopardi * Parigi. Nella nuova sede del Comitato si sono riaperte la biblioteca e la sala di lettura, mentre sono stati regolarmente ripresi 1 corsi di lingua e di letteratura italiana per stranieri, frequentati da numernsi iscritti. * Rosario. Il locale Comitato ha celebrato solennemente il Cinquantenario del. la « Dante», con un cielo di interessanti manifestazioni culturali ed artistiche, alle quali hanno assistito numerosi connazionali ed amici argentini. SPORT * Ciclismo. è stato varato il calendario nazionale per l'anno XVIII, ricco di prove e ben dotato di premi. Per quanto la situazione non sia delle più favorevoli, pure i nostri coridori di ogni categoria avranno a loro disposizione un numero ragguardevole di prove che li terranno in piena attività durante tutta la stagione. 11 calendario inoltre comprende’ parecchie gare di nuova istituzione, come la Coppa Città di Brescia dietro motori, 1!

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OGNAG RENE BRIAND Gr. Premio Giussano, la Coppa d'Oltremare a Napoli e la Coppa della Libia a Ferrara, tutte riservate a professionisti. Il Giro d'Italia è stato riportato al periodo più confacente — 19 maggio-9 giugno — e il Giro dei Tre Mari si svolgerà dal 29 settembre al 13 ottobre. Il campionato italiano dilettanti, Coppa Felice Tonetti, sarà preceduto da gare selettive che si svolgeranno il 2 e il 16 giugno. I campionati su pista per professioni. sti e dilettanti si svolgeranno in tre successive prove a Genova il 16 giugno, a Bologna il 23 giugno e a Milano il 30 giugno. Infine i campionati allievi, mezzofondo a inseguimento si svolgeranno a Milano il 29-30 marzo. * Ippica. Le iscrizioni ai Grandi Premi di Allevamento del 1941 in Inghilterra, chiusisi la scorsa settimana, hanno rivelato una impressionante riduzione nel nu. mero dei puledri iseritti nei confronti delle jscrizioni degli anni precedenti. Difatti soltanto 211 cavalli sono stati iscritti al Derby contro i 346 iscritti nel 1940; si tratta dunque di una riduzione del 40%. Il numero delle puledre iscritte alle Oaks è sceso da 302 a 194: il St. Leger, che normalmente raccoglie 400 nominativi, ne ha raccolti soltanto 194. Le due mila ghinee e Îe mille ghinee figurano all'ultimo posto con rispettivamente 192 e 168 nominativi. Vale ancora la pena di ricordare che nessun puledro dell'Aga Khan è iscritto ai classici del 1941, * Tennis. è in atto un gruppo di maestri di tennis alle dirette dipendenze della presidenza federale. Tutti i maestri di tennis recentemente diplomati e quelli che in seguito otterranno lo stesso riconoscimento federale ne faranno — obbligatoriamente parte. Il maestro Ermete Alfieri di Bologna è stato nominato fiduciario della categoria. — Proseguono le trattative fra la Federazione italiana e quella tedesca per la conclusione di un incontro ItaliaGermania da effettuarsi nella prossima primavera. Come sede è previsto Roma e in tal caso lo svolgimento della gara avrebbe luogo nella Seconda quindicina di aprile. * Pugilato. Nell'eventualità che gli Stati U-

niti non accettino di organizzare nel prossimo inese di maggio | Campionati mondiali diletFederazione |tallana sarebbe disposta a far svolgere l'importante manifestazione. In questo caso i Campionati x svoigerebbero a Roma e la loro disputa durerebbe quattro giorni. * Motorismo. In occasione dell'E 42 ai svolMerà a Roma, nel nuovo grandioso idroscalo, una manifestazione motonautica a carattere mondiale. è stato anche stabilito che per quell'epoca sarà organizzata una crociera internazio» nale per tutti { tipi di imbarcazione a motore con traguardo finale a Roma in occasione della manifestazione suddetta. — All'Aifa Romeo si sia attualmente lavorango attorno a due lpi di macchine — una 1200 dodici cilindri e una tre littì — che hanno già dato nelle brevi prove risultati molto soddisfa» centi. Si apprende intanto cne Giuseppe Farina ha firmato ll contratto che lo lega anche per la prossima siagione alla Casa milanese.

4 dilata

i Vasi abbi ga di roca ceomedei

* Varie. Le Regate Internazionali di Genova indette dalla Sede Centrale del R. Y. C. L sono state fissate con l'approvazione della Presicenza della Reale Federazione Italiana della Vela per | giorni dal 14 al 21 aprile 1940-XVILL Dette regaie sono ri-

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GIOVANILI # Nell’anniversario del discorso del 3 gennalo, il Duce ha inaugurato ll Centro di Propaganda politica per | giovani. * Le visite di leva per 1 giovani della classe 1921 hanno avuto inizio sin dal 2 gennaio corrente ed è siato stabilito che anche i preaeronautici di detta classe. saranno sottoposti a visita dai Consigli provinciali e dalle Commissioni Mobili di Leva de) R. Esercito durante le medesime sedute nelle quali verranno visitati i premilitari della leva di terra della stessa classe. Pertanto tutti 1 preaeronautici della classe 1921 dovranno rispondere alla chiamata di cui all'apposito precetto personale loro inviato da parte delle autorità comunali.

IILANO CAPITALE

L. 700.000.000 RISERVA

LIRE

INTERAMENTE

VERSATO

155.000.000

AL 25 MARZO 1939.XVII

XVI

—

r'iLLuStRAZIONI

ITALIANA

4

À


Tee = I giovani nati dal 1* gennalo al 31 1922 hanno il dovere di farsi iscrivere nella lista di leva del rispettivo Comune, siano essi nati nel Comune stes50 (città, frazioni) o vi abbiano il domigilio legale. Si ricorda ai genitori o tutori l'obbligo loro imposto di curarne l'iscrizione. Agli effetti dell'iscrizione nelle liste di leva è considerato domicilio legale del giovane nato e dimorante all'estero il Comune ove egli o la sua famiglia furono da ultimo domiciliati nel Regno, ovvero, quando ciò non sia possibile precisare, il Comune designato dallo stesso giovane: ovvero, in mancanza di siffatta designazione, il Comune di Roma.

fs

* Il Duce ha stabilito che le monografie dei Littori dell'Anno XVII. dott. Giuseppe Altini del G.U.F, di Ravenna: «Contributo alla mistica del razzismo fascista», dott. Elena Platania del G.U.F. di Cata: nia: «I compiti della donna nella politica razziale»,doti. Mario Fausti del G. U.F. dell'Urbe: « Formazione e caratteri biologici fondamentali della razza italiana », siano pubblicati nella collezione «I problemi della razza » ordinata dall'Ufficio per gli Studi e la Propaganda sulla Razza, del Ministero della Cultura Popolare, x* Per onorare l'illustre dantista senatore Michele Barbi della R. Università di Firenze, al quale già fu assegnato dalla Reale Accademia d'Italia il premio Mussolini per le lettere, è stata costituita una fondazione intitolata al suo nome e intesa a promuovere gli studi danteschi mediante un premio triennale, di lire trentamila. Il premio da conferirsi a un'opera di alto valore scientifico riguardante la vita. le opere o i tempi di Dante, è aperto a tutti gli studiosi italiani e stranieri. Il concorso ora bandito stabilisce che i lavori dovranno essere presentati entro il 31 dicembre 1941-XX; il giudizio sarà pubblicato entro l’aprile dell’anno successivo. Per schiarimenti rivolgersi alla Segreteria dell'Università di Firenze.

ii

‘= Un ritorno alla giovinezza

PRODOTTO |INEGUAGLIABIE, PeRta CURA E L'IGIENE DEI CAPEUI COMBATTE LA CALVIZIE RITARDA LA CANIZIE

CINEMA * La collaborazione italo-spagnola anche nel campo clnematografico si svolge attivissima: c'è da rallegrarsene e conviene sperare in risultati artistici positivi anche se il primo saggio (Carmen fra i rossi) non è sembrato del tutto soddisfacente. Intanto il regista Benito Perojo è giunto a Roma per iniziare le riprese in interni del film I diritti di gioventù; come già si è dato notizia gli esterni sono stati quasi per intero girati a Madrid. Barcellona e Valencia. Prendono parte al film, nei ruoli principali, Miguel Ligero, Giulio Pefia, Matilde Vasquez, Mario Ferrari e Maruchi Fresno. * In una corrispondenza da Roma « La Cinematographie Francaise » mette in rilievo come nell'anno testé conchiusosi l'industria italiana abbia raggiunto la cifra più alta della sua produzione, 103 film, il che costituisce — scrive la Rivista — quasi il 50% del fabbisogno del sup mercato. Segue un elenco dei film in lavorazione a Cinecittà, alla Scalera, alla Farnesina e a Tirrenia e viene anche sottolineata l'accoglienza favorevole riserbata dal pubblico italiano al alcuni film francesi. # L'ultimo «Cinemonde» tornando sull'argomento dei film francesi interrotti dal sopravvenire della guerra, presenta i protagonisti dei 13 più importanti fra essi domandandosi se e quando si riusciranno a vedere tali produzioni. Tra esse si trovano film notevolissimi come Le corsaire con Charles Boyer, Bifur con Annie Vernay, L'empreinte du Dieu con Pierre Blanchar, Remorques con Michele Morgan, Sebastopol con Philipp Holmes, Dernier refuge con Mirelle Balin, Le Duel con Raimu, Air pur di Duvivier, con Jean Mercanton, e L'Héritier de Mondésir il film girato mesì fa da Fernandel a Berlino. Intanto si annunzia che alla fine di dicembre sono terminate le riprese del film Da Mayerling a Serajevo con John Lodge e Edwige Feuillére, di cui appariranno prossimamente sui nostri schermi le più recenti interpretazioni: L'émigrante e Sans lendemain.

verdana

* La Scalera ha iniziato il primo gruppo di realizzazioni 1940 con la posa in cantiere di Kean, regista Brignone. * Nel corrente mese sarà prolettato negli Stati Uniti il nuovo cartone animato di Walt Disney Pinocchio, edito dalla « R.K.O. », per îl quale i bene informati non esitano a prevedere un successo superiore a quello di Biancaneve e i sette nani. * Da una recente statistica sulla durata di programmazione dei film italiani comparsi sugli schermi di prima vi. sione di Roma, Milano, Torino e Napoli, dal 1° settembre al 20 dicembre u. s., risulta che il primato è saldamente tenuto dal film di Macario Imputato alzatevi! con un totale di 54 giorni (rispettivamente 14, 19, 15, 6 giorni). Seguono a notevole distanza Il fornaretto di Venezia con 34 giorni, Cavalleria rusticana con 32 ece. Questa graduatoria pur non fornendo un'apprezzabile valutazione dal punto di vista artistico, illumina tuttavia a sufficienza sui gusti del pubblico.

ALL'INSEGNA DEI SETTE SAPIENTI * Il nome di corazzata tascabile, che frequentemente ricorre nei resoconti della guerra sul mare a proposito di alcune modernissime unità tedesche, vuole per desiderio

espressoci da un nostro lettore qualche spiegazione. Tascabile, perché si tratta di corazzate piccolissime, non superiori alle diecimila tonnellate; anzi una via di mezzo tra l'incrociatore corazzato e l'incrociatore da batiaglia. La

ragione della piccolezza, è politica anziché tecnica. Essa è conseguenza di una imposizione fatta alla Germania da alcune clausole del trattato di Versaglia in virtù delle quali

le veniva inibito di costruire navi da guerra che superas-

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d° America e d’Italia FILIALI: Abbazia Alassio ga Bari Bologna Borgo a Mozzano Castelnuovo di Garfagnana Chiavari

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Lo STENOGENOL è per il Medico un prodotto di fiducia, sull'efficacia del quale può sempre’ contare +per il malato è il rimedio più gradito e che più lo soddisfa. Lo STENOGENOL è in tre Tipi: Tipo I per adult - Tipo Il per bambim e signore -Tipo III per diabetici laboratono dello Stenogenol

ENRICO CAVACCHIOLI,

Cav. Uff. T. DE-MARCHI - Saluzzo

Direttore responsabile

ROMA Direzione General

Capitale versato L. 200.000.000 Riserva ordinaria L. 9.500,000

sero il dislocamento di diecimila tonnellate, con armamento di cannoni superiore al calibro massimo di 280 mm. In seguito alla limitazione degli armamenti che impegnavano le altre nazioni a non impostare navi da guerra fino al 1936, ci si accorse che le condizioni imposte alla Germania avevano finito con l'essere più larghe di quelle che tali nazioni si erano date a se stesse. In ogni modo, contrariamente a quelle che erano state le intenzioni di Versaglia, i tecnici tedeschi seppero costruire una temibilissima, potente unità, pur restando nelle diecimila tonnellate; e la muova piccola corazzata. la corazzata tascabile, per le sue caratteristiche si rivelò la nave ideale per l’attività corsara. É Sempre in rapporto alla guerra, altri ci chiede l'origine e ;l significato della parola embargo, cargo, e perché | popoli chiamano anche balcanici, Embargo è vocedanubiani si che vale sequestro, imnedimento coatto posto aspagnola uno Stato alla partenza di naviglio merci ch'esso reca. Vale anche come ordine di sequestroe 9 divieto di commercio per determinati prodotti. È voce marinaresca, di guerra e diritto internazionale, venuta in uso da poco. Cargo è abbreviazione di un termine inglese cargo-boat che boat, trae lavocesua origine da cargar (in spagnolo caricare) e da di origine scandinava, che vuol dire nave. Dunque nave da carico. La ragione per cui i popoli danu: Biani che vivono nei paesi balcanici si chiamano anche con questo nome ci sembra troppo ovvia per abbisognare di spiegazioni. Cos'erano le caravelle? Erano navigli a vela leggeri e veloci ad un sol ponte, capaci di tenere il mare per lungo tempo, molto usati dai portoghesi nei secoli XV e XVI. Da carabela, diminuitivo di caraba specie di naviglio. QueSta voce divenne famosa perché si ricollega al ricordo dello storico viaggio di Cristoforo Colombo. Quali sono i danni annualmente recati dall'idrofobia e perché non si sente mai parlare di questo morbo terribile? L'idrofobia è veramente un morbo terribile, a decorso impressionante; ma i danni ch'essa arreca sono nulli e non se ne sente mai parlare per il semplice fatto che d’idrofobia nel nostro Paese non ne esiste. Grazie alle energiche misure profilattiche adottate dal Regime non si ha infatti notizia che siansi in questi ultimi anni verificati casi d’idrofobia in Italia. ‘Anche in passato, del resto, sì è in proposito assal esagerato. La cinefobia, autentica forma di morbosa paura dei cani che si verificava în taluni individui nevrotici, è un risultato di tali esagerazioni fantasticamente alimentate da certa letteratura dozzinale. Ed eccoci ad astronomica distanza dall'idrofobia per soddisfare il desiderio di un nostro lettore il quale ci chiede quale sia l’origine del motto latino: conditio sine qua non, che letteralmente tradotto vuol dire: « condizione senza la quale non », L'origine del motto risale alla Scolastica: esso costituisce infatti una formula propria di quella scuola filosofica. Cosa è l’ottone? È una lega di rame e di zinco che ha il vantaggio d'esser più dura, più fusibile, più resistente del primo, e meno costosa del secondo. Il rame entra in proporzioni varianti tra il 55 e 1'80%. Vi sono anché leghe di ottone speciali: ottone fosforoso e ottone al ferro, per esempio. La preparazione del primo è analoga a quella del bronzo fosforoso; quella dell'ottone al ferro sì ottiene con l'aggiunta di una piccola quantità di ferro, col risultato di migliorare molto le proprietà dell'ottone; Cosa è l’elzeviro? Elzeviri è nome proprio di illustri stampatori olandesi del secolo XVII, stampatori che a Leida e ad Amsterdam pubblicarono molte opere in nitide € corrette edizioni, oggi assai apprezzate e ricercate dai bibliofili. I caratteri di codeste stampe preziose sono tornati di moda e sì dicono elzeviri i libri stampati con gli stessi. Per l’identica ragione si chiamano in linguaggio giornalistico elzeviri gli articoli di carattere vario chie si pubblicano generalmente nelle due prime colonne della terza pagina. Lo jutital è una nuova fibra autarchica che si trae da piante lacustri, del genere Typha, di cui esistono due specie: angustifolia e latifolia. È una juta nazionale, insomma. chiamata in linea per concorrere alla campagna autarchica. D'Antan, voce francese d’incerta origine, trova forse la sua ragione etimologica nel latino ante annum? Proprio gosì. È evoce infatti significa: dell'anno scorso; di un tempo; vennecheusata per la prima volta da Francesco Jon (1431-1480) in un famoso ritornello: Mais où sont Villes neigestempsd’antan, che trovasi nella sua Ballade des dames du jadis, delizioso componimento pieno di grazie leggiadre. Apografo è il contrario d’autografo: copia cioè estratta direttamente da scrittura originale. Le Driadi sono piante alpine, rosacee dal fusto legnoso prostrato con inflorescenze a otto petali. Nel linguaggio mitologico erano così chiamate le nife dei boschi Francesco De Medici Granduca di Toscana e Michelangelo. La domanda ci viene da un lettore fiorentino il quale desidera conoscere quali opere commise a Michelan= gelo, Francesco figlio di Cosimo De Medici. Nessuna per= ché in quel tempo il Buonarroti aveva già lasciato Firenze € si trovava a Roma dove morì nel 1564. I modernissimi elettrotreni, che sviluppano velocità altissime, con punte che oltrepassano î duecento chilometri costituiti da tre elementi del peso di circa 120 orari, sono (circa tonnellate un sesto di un treno normale). Una gros» sa locomotiva a corrente continua spesso, durante la corsa; deriva col suo archetto strisciante sul filo conduttore (3000 volt) più di mille ampere. Le alte velocità alle questi treni vengono spinti richiedono uno speciale quali attentissimo e dei binari; basti pensare controllo infatti che, alla velocità costante 120 chilometri orari, l’urto della ruota contro un giunto disì verifica in 1/700 di secondo.

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A. ALDO GARZANTI

Editrice-proprietaria

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DEI ENIMMI 4

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Chi mai che cosa sia l'arcano che si cela

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*Forse un poeta con la sua poesia, forse un pittore sopra la sua tela, o d'un cantor la musicalità?

Chi vive sopra i monti a sorvegliare il gregge, fedele ad usi delle prime età, solo forse conosce a le sue fonti della natura una profonda legge: viver la vita còn semplicità,

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N. 5 di Giuseppe Olivio

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Uomini d'azione, . Somma riscossa.

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doloroso,

. Credenze popolari. Per sommi capì. Disposizione a grappolo. Sui colli a meditare.

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fortezza del mio cuore inalterata... attenti! — non ho armi né veleno e non è il caso dir: « Noli ine tangere + ma... posso farvi piangere.

Il Duea Borso

Regime

@ te una prece pria del salmo recito,

Il Bianco muove è vince N Bianco muove e vince in 4 mosse in 4 mosse (non a premio)

corporativo,

Fatto per chiasso, Le giole del matrimonio. Oscure minacce 9. Visto consolare. 10. Le tracce d'una battuta, Il Segreti sotto chiave,

Incastro (xX0000xx) PREGHIERA O santa madre de la dolce Verginé, purché dal. morbo. acerbo tu mi liberi,

Alceo

Il Bulgaro

Anagramma (9)° ‘ DEGRADAZIONE Con questo radicale cambiamento le cose vanno conlatesta îngiù; Star sotto il torchio in pena e patimento è cosa vil che non sopporto più. Cene della Chitarra

Ogni settimana sarà assegnato tra i solutori nn premio di L. 30 in libri, da scegliersi sul catalogo della Casa Garzanti. Le soluzioni devono essere inviate nom oltre gli otto giorni dalla data di questo fascicolo,

Monoverbo a scarto di vocale (8)? U Il Lupino DEL

(Ariccia) (Simmetrico)

Verticali

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SOLUZIONI

N. 6 di Vittorio Gentili

(Venezia)

di risentimento.

Camminatori in gamba, Stato maggiore.

\oretto

Avea la coda verde e il capo bianco con un ciuffetto di capelli appena, allor ch'io fui strappata di mia madre dal seno. Perdei la coda? e il ciuffettin puranco?

A. Gentili,

PROBLEMI (a premio)

Scrivono per l'appuntamento: Vigili del fuoco,

in core,

Indovinello IO

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Orlzzontali

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col riso al labbro e con la Patria fulgido esempio d’epico valore!

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ria pel bianco.

ma sempre ne] calor della battaglia, 00 0000000000

30.26-17.13; 22.27 ecc.

9) Mossa debolè che porta alla perdita di un pezzo e infirma la posizione; la mossa corretta qui è 10.14; b) Mossa inconsiderata che decide la vittoria pel bii all'inverso il cambio 6.11-X; 3.10 sviluppa una linea di gioco molto più forte e delinea una patta pressoché sicura; —

Artifer

Frase anagrammata GUERRA RUSSO-FINNICA l'algido clima della lor regione,

6

DAM

TORNARE A LA NATURA

Oh come si respira

allor che finalmente

iù

PARTITA GIOCATA A BOLOGNA fra i signori A. Proni, (Bianco) e Mezzogori (Nero)

Anagramma diviso ($ + 4—10)

fuor da le mura della gran città

4

GIOCHI [r4y

N. 7 di Ornello Campatelli {S. Gimignano)

N. 8 di Agostino Gentili (Roma)

Il Bianco muove e vince

Il Bianco muove e vince

in 6 mosse

CONCORSO PERMANENTE A PREMIO Per ogni cruciverba (schema inedito e non più di 13 quadretti per lato) occorrono due disegni: uno vuoto e l'altro pleno. A parte le definizioni, in versi. Indicare nome, cognome, motto e indirizzo per l'eventuale conferimento del premio di L. 20. A parità di merito sarà preferito chi aggiungerà al cruelverba un gioco di tipo vario (casellario, anagrammi ad acrostico, sce.) idoneo alla pubblicazione. { lavori non prescelti non verrarino restituiti SOLUZIONI

N, 52

DEL N. 52

infonia = = si, si, fa. fa; inno, -2 - 3. Sinfonia 1 L'oggi. - 2.CAratteRE. ra 5

4. Rivo, riva. - 5. Casco = sacco. - 6. L'alterco

?. Chianti = antichi. - 8. con-vento (sora)-di-Gem

in 6 mosse.

SOLUZIONI DEI PROBLEMI DEL N, 52 P N. 201 di A. Gallico: 9.5; 30%; 613; 1513; i N. 202 di V. Gentili: 14.10; 2621; 31.13; 24.13; N. 203di A. Volpicelli: 1620; 14.10: 10.3; 328; # N. 204 di G. Pelino: 10.6; 3.7; 22.6-1522 a); 7.11; 11.18; e vince, 2) 23.14;14; 6.11; 7.3; 3.12 e vince.

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NOTIZIARIO Maxrova. » L'organo della F.N.D.I. La Voce di Mantova pubblica l'esito del Concorso problemistico indetto dal Dopolavoro Bolognese di Scacchi e Dama. il riassunto: 1° Vincitore assoluto Massimiliano Telò di Asola persa 2° Ottorino Casini

convento di frati.

o; si Premiato: C,:Parentin, Trieste.

Neo

retto dal camerata Ranieri Foraboschi di Livorno, che è una vera competenza

ni settimana sarà assegnato tra È solutori (anche diUn sol bioco) rin premio di L. 30 in libri,ionida scegliersisssere su intalobo soluzioni viatk nondel lee pi Garzanti. otto giorniLedalla data didevono questo essere fascicolo. ti , devono essere Le soluzioni di tutti i giochi, accompag’ mate dal relativo talloncino

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(Vedi alla pagina seguente lerubriche Scacchi e Ponte)

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Sud rientrerà al morto giocando il Fante di quadri font e prendendo con la Dama, quindi avi anzerà di cuori su cui se Est ancora non taglierà scarterà il Reil Re quadri. In ultimo Est dovrà portare la sua Dama sotto la ‘fori cadi dellAsso e Fante di Sud. In questo esempio erano tre gli i attù da eliminare e quindi la manovra è detta triplo gran colpo. Ma vi sono casi in cui gli attà da eliminare sono quattro ed anch \e cinque e allora il gran colpo si dice quadriplo e quintuplo. Ecco un esempio di gran col quintuplo. Si intende che perché esso si verifi ichi occorrono Ipo le opportune entrate al morto.

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con la»più impensata varietà di argomenti, spazia nei più ampi confini della storia nostra... Merito precipuo

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no sorteggiati mensilmente due premi di L. 30 in libri da scegliersi fra quelli editi dalla Casa Garzanti.

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‘a cinque attù. Si tratta di eliminarne tre per portarsi a pari. Sud di fiori e prende col Re del morto, poi gioca una gioca e Dama dalla sua mano, rientra al morto giocando il 2 di cuori filori e taglia prendendo con l'Asso. Rigioca ancora cuori e taglia una sec: ‘onda volta. Rientra al morto giocando il 6 di quadri e to; rna 4 giocare per la terza volta cuori tagliando la terza volta. A questo punto la situazione sarà la seguente:

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Le soluzioni devono pervenire alla Rivista entro otto dalla data —1di questo fascicolo giorni e devono essere inviate soltanto su cartolina postale; o cartoncino formato cartolina. Per i problemi in due mosse

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©CCXXXV. — IL COLPO. - Il del Ponte ha i suoi speciali accorgimentiGRAN certe sue speciali gioco manovre che, come nella scherma, assumono e nome di colpi. Ne ho già parlato diffusa» mente tempo fa in questa rubrica. V'è il colpo di Bath, il colpo di Deschapelles, il colpo di Vienna. V'è poi una manovra speciale che salva una situazione imbatazzante e quasi disperata e tale colpo viene addirittura chiamato il gran colpo. Esso co: iste nel costringere l'avversario a farsi schiacciare un onore ben guardato ad attù, anche quando manchi la possibilità del passetto. rs Per esempio: Sud ha dichiarato 7 picche avendo A-F-10x-x-x-x ed essendo stato appoggiato dal compagno che ha il Re secondo; tutte le altre mani sono sicure, salvo una mano a picghe, poiché Est ha proprio la Dama quarta. Il problema appare insolubile, poiché battuto il Re del morto e fatto il passetto la Dama di Est rimane sempre seconda e quindi non cade al battere dell'Asso, salvo che si venisse a creare tale una situazione per cui Est fosse obbligato a passare tino dei due attù e che queSto fosse schiacciato dall’attù superiore di Sud. Il gran colpo appunto consiste nel creare questa situazione che evidentemente nel caso in ispecie non può essere che ridurre Sud ed Est alle ultime due carte. Sud con l’Asso e il Fante d'attù Est con la Dama e cartina, mentre che il gioco parte dal morto, Ma meglio fare un esempio più completo. Sia la sfogliata che ha dato luogo al 7 picche di Sud la seguente: OVEST NORD EST SUD CI ee O 90-87-42

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Partita di Donna 10° Torneo delle Nazioni © Coppa Hamilton Russell Buenos Aires, agosto-settembre 1939 Pali

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del volume è di nobilitare il materiale spesso scaduto

(Lavoro Fascista)

storica, con la più diligente delle documentazioni, in modo da dare diletto a chiunque e nuovi argomenti agli

« Riesumazione di vicende ora drammati che e ora tragiche; rievocazioni di personagg di tempi che furono, presentati sotto una luce nuova i grazie alla quale dato formarsi un'idea precisa su avvenimenti di cui èè poco chiaro il ricordo e di capire fino a qual punto, nello svolgimento di essi, il grand'uomo X o la gentildonna Y una parte di speciale importanabbiano rappresentato za... Il lettore imparerà da questo volume moltissime cose interessanti e dilettevoli». (Nuovo Giornale) G.

attraverso la letteratura popolaresca, e levarlo a dignità

studiosi ».

(Corriere della Sera)

Grovanni CenzaTo

«Stile chiaro, incisivo, con vari notevoli timbri personali. Pagine dove l'erudizione si riveste, spesso, della

polvere astrale dell'arte: Il documento; quasi sempre

avallato dalla sensibilità dello scrittore. E, fra le mura

delle così dette città morte eco di passi elettrici, lampi

di sguardi radioscopici e ultravioletti». (Il Resto del Carlino)

PaoLo Buzzi

< Argomenti,

libro nei quali trovi il tuo diletto e la

tua istruzione; una rinfrescatina di memoria fatta pia-

cevolmente e semplicemente».

«Bellissimo libro ove aleggia qua e làla poesia dello

(Roma)

FrancESCO STOCCHETTI

studioso che riesce, in questo suo viaggio letterario, a

far parlare vecchie mura o a narrare avvenimenti del tempo che fu... Tutta una serie di pagine che si leggono con vivo diletto, perché ai ricordi letterari e sto' rici si unisce la nitida visione-dei luoghi». (Telegrafo) Lursi PraresI

« Libro più gustoso del più gustoso dei romanzi,i, serit-

to in forma piana, allettevole, pensosa perchè il popolo sappia e comprenda

cordino »,

(Regime Fascista)

e le persone colte meditino

e ri-

Giacomo Munaro


RIS

IPPA GIALLA. - ue

Pia

E

bellissime zucche con la polpa color.

possibilità di fare parecchie cose, fra cui del201 sole ci forniscono questa zuppa. 'Levate la polpa a circa 400 grammi di zucca (di solito sono enormi) e ‘tagliotela în tanti pezzetti ai quali farete dare un bollo in acqua ) salata. In un quarto d'ora al più vedrete che la polpa si è ‘bidita. Allora, levate dal fuoco, sgrondate, e pestatela nel ‘mortaio. A Questa schiacciata unite un paio di bicchieri di latte. ‘Amalgamate bene, poi rimettete a fuoco, gustate, mettete un pizzico di pepe, aggiungete un altro po’ di latte, abbassate il fuoco, e lasciate cuocere lentamente per circa venticinque minuti. A metà cottura circa, buttate nella zuppa un pugno o due di riso. Cotta che sia, condite con abbondante parmigiano grattugiato e servite.

BOTTEGA

cucchigio di brodo, tenendo però presente che il coniglio non deve essere un «umido», ma soltanto un bell'arrosto morbido! Cotto che sia servitelo bel caldo accompagnandolo in tavola con una bella insalata di radicchio di Treviso (rosso) condito con olio e limone,

sale e pepe, e velata di una maionese leggera, cosparsa di noci tri: tate finemente. SFORMATO TRICOLORE. - Lessate, o, meglio, fate cuocere in una grande pentola dove abbiano poca acqua e moltissimo vapore, un chilogrammo di spinaci. Mettete il coperchio alla pentola quando l’acqua bolle. Li vedrete subito cotti. Allora strizzateli per bene in un panno dopo averli sgrondati e passateli al setaccio. D'altra parte lessate un cinque o sei belle carote in acqua salata, e, come sono cotte, passatele allo staccio, lasciate un momento da parte il passato rosso, ed intanto preparate rapidamente în un te-

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PE 2 sp ; game, a fuoco basso, un grosso pezzo di burro (come un uovo che scioglierete assieme ad un po' di farina, tanta quanta ne assorbe. il burro, mentre mescolate e versate nel composto tanto latte quanto occorrerà per ottenere una vellutata besciamella. Salatela, mettetevi un cuechicio di parmigiano grattugiato, amalgamate bene, e quando vi vedrete davanti un bel velluto bianco levate la salsa dal fuoco ed unitevi due tuorli d'uovo e le due chiare montate a neve. Ritornate

ARROSTO DI CONIGLIO. - Vi sono mille modi di allestire la carne di coniglio, e, come per il pollo, un coniglio giovane va trattato diversamente da uno vecchio. Un coniglio deve avere 7-8 mesi per avere un po' di carne indosso. Pulite e lavate bene il vostro coniglio € ravvolgetelo un momento in un panno mentre asciuga. Sfregatelo tutto con un limone o due, se occorre, in modo che la carne sia trata dal sugo del limone. Di nuovo ravvolgetelo in un panno e lasciatelo stare per due o tre ore. Giunto il momento di farlo cuocere, tagliatelo in quattro 0 in sei pezzi, e fatelo rosolare in un tegame con poco olio e parecchio lardo tagliato a filetti un po' grossi e lunghi. Questo deve avvenire a fuoco vivo, in modo che prenda colore. Salate, mettete un pizzico di pepe e rivoltate bene i pezzi di coniglio ‘affinché siano tutti ugualmente colorati, poi abbassate il fuoco, per continuare lentamente la cottura. Versatevi un cucchiaio da minestra dì buon aceto, mescolate, aggiungete quattro o cinque acciughe ben lavate e pe- . state nel mortaio. Sempre a fuoco lento, voltate i pezzi del coniglio badando che abbiano ad assorbire l'aceto. Se vi pare troppo secco (ciò non succederà se avete messo abbastanza lardo) irrorate con un

DEL

ai vostri passati,

e mettete

un tuorlo o due in quello

di spinaci, e le relative chiare montate a neve, ed un altro tuorlo con chiara montata in quello di carote. Spalmate di burro uno stampo liscio, spolverate con pane grattugiato, e versatevi il passato verde. Schiacciate leggermente, col mestolo, il passato nello stampo, e ricopritelo con uno strato della densa besciamella bianca. Lasciate stare un mamentino (5 minuti) e poi versate il passato verde. Mettete ora a cuocere in un tegame contenente acqua calda, dove dovrà cuocere bene per una buona mezz'ora, Assicuratevi della cottura e servite accompagnando in tavola con una salsiera di burro fuso. Avrete così uno sformato tricolore e squisito.

Pranzo Zuppa ‘Gialla Arrosto di Coniglio Insalata: radicchio di Treviso Sformato Tricolore Pasticcio Dolce di Mele

Vini: Soave bianco Valgella rossò Liquòri Aneséne Triduò - Kummel Luxardò

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PASTICCIO DOLCE DI MELE. . Non occorre avere delle renette per questo... tanto le mele non si vedranno... ma occorre invece un poco di pazienza... ed una buona esecuzione della sfoglia. Pesate 150 grammi di farina doppio zero, alla quale mescolerete un pizzico di sale, mettendo la farina a pozzetto sull'asse da pasta. Lavoretela con 30 grammi di burro, (sempre col polpastrello delle dita, ed insistendo per amalgamare i due ingredienti) ed unitevi poca acqua tiepida. Lavorate coraggiosamente, poi stendete la sfoglia col mattarello, e piepatela in tre per il lungo, stendete, piegate in tre per coprite con un panno di bucato, € lasciate posare per me: Stendete di poi nuovamente, piepate ancora in tre per un verso, aten= dete, piegate in tre per l'altro, e coprite di nuovo con un pam e Pelate le mele e tagliatele a sottili fettine. Mettete la metà di queste 4 foado di un tegame di terracotta 0 pirofila, e cospargete, dantemente, di zucchero in polvere, e... costellate di per: ti di burro grandi come una piccola nocciola. Su questo mettete l'altra metà delle fettine, cospargete di nuovo pstellate di burro, ed infine irrorate coplosamente 00 grammi di cognac. Stendete di nuovo la vostra sfoglia, dan€ circonferenza del vostra tegame di pirofila, ma tesfoglia più piccola di pochissimo (due, tre mm.). Forate qui p di pasta più e più volte con la forchetta, infine ricopritemi le, Fate una pennellata di panna su questo coperchio, ed avan= sate a forno caldo. Lasciate cuocere mezz'ora circa (bisogna rego» larsi e tenere d'occhio il tegame). Levate dal fuoco, e posate ll tegame sul fornello (chiuso ed acceso bene) finché il Uquido che si è formato sul fondo prenda odore di zucchero caramellato. Rimettete a serr al forno per 5 minuti ancora, la pasta avrà tutto da guadagnarvi. E E servite bel caldo. Bicx Visconti

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