\N. 44) Anno
Lire 4 Estero
LXVI
29 OTTOBRE CE
OGNI.
ABBONAMENTO
DOMENICA
» Mentrie per
i cri belliciste l'osti nata cattiva vol ontà di talune i je cricche e dalle altri nuove città qui sorgere, Ù come quiu Pomezia,
R
L. 6
1939-XVII POSTALE
x ioni l'Italia, labi ; tutti gli eventi Î, vede a LAST rivedi rte, ilenziosa, , laboriosa edi silenzi MOSBIT RUE prònta i armati utti gli tori meccani ici prima marcia i trattori i suoi potenti i carri
i ificate e mette in
RETE MASSIMO
RENDIMENTO
UISTO costo D' ACQ CON MINOR ED ESERCIZIO
MASSIME
REFERENZE sia LIASA:
RIVOLGER 5 - MILANO INI N. VIA A MUSSOL
LA SETTIMANA
ILLUSTRATA
LA
SETTIMANA
ILLUSTRATA
(Variazioni di Biagio)
(Variazioni di Biagio)
A, LILLA La vecchia Europa in attesa. — Dovrà davvero la candela consumarsi completamente?
’Profittatori della guerra — E dire che v'è chi impreca contro gli affondamenti di piroscafi e di sommergibili!
Commenti ai fatti del giorno — Io seguo le mosse strategiche degli eserciti. — Interessano di più le manovre diplomatiche di capi di Stati e di Governi.
CASA DI FIDUCIA PER BIANCHERIA - CORREDI CATALOGO GRATIS FILIALI NELLE PRINCIPALI CITTÀ
Attenti alle imitazioni Aut. Pref. Padova N. 2064/1
TORTELLINI BERTAGNI
e,
* BOLOGNA
Ipernutritivi, digeribilissimi,
I
|
||
|
| |
|
i
| il
Aa
Figure della storia e della guerra ETTORE
sempre
Cc. PIGNATTI
Fotografie i 1
GARZANTI Con figure
— Un libro di guerra
stero etc. Burattini! Burattini che fanno ridere ma
zoologiche
che sono
GIOACCHINO
SOTTO
sta-
le ri-
mediabile
mise-
Il edizione
ria umana.Aforza di riguardare
«Un libro che sl presenta, con tutti i diritti di citt
nanza, nella catogoria dei libri di guerra yoramente
a penetrare il segreto delle anime, soltanto il modo
volti. Ha
creato così un capola-
seiti, veramente
Mel 1700 @. WI. Weorgaym, drutcipe degli ital bove Sino b'allora éi fabbricavano le pillole Di Santa Fosca o
di
gesticolare e l'atteggiamento dei PuÙiLéAs LEBSEQUE
Le pillole di SANTA
FOSCA.0.del PIOVANO
CELEBRATE FINO DAL 1764 DALL’ILLUSTRE MEDICO G. B, MORGAGNI NELLA
‘Agli abbonati de L’Illustrazione Italiana sconto dei 10% sul prezzo di copertina, franco di porto.
| i
IL CORRIERE DELLA SERA
pa
NELLA QUALE EGLI DICHIARA COME LE PILLOLE DI SANTA FOSCA- ESERCI= , È $ CAGIONARE ALCUNO DI TINO UN'AZIONE EFFICACE MA BLANDA, SENZA QUEI DISTIIR®! PROPRI ALLA MAGGIORANZA DEI PURGANTI.
Richiederlo nelle principali librerie o inviare vaglia alla Casa Editrice Garzanti - Miano, Via Palermo 12.
‘iv
onesti e documentari, »
«Libro che meriterebbe una larga diffusione,» ITALIA dl GIVRNA. «Libro. che avrà un suo posto nella letteratura sulla RERIHS:RUSEa IL MESSAGGERO
SUA « EPISTULA:MEDICA, TOMUS QUARTUS; LIBER IIî, PAG. 18 xxx PAR. 7>
Il
L. 10
In questo libro sì narra, per la prima volta, la spe dizione degli Italiani in Boemia, în tempo d'armisti. zio, per aiutare gli Czechi a cacciare i magiari da Presburgo e a sottomettere i riluttanti Slovacchi.
flessioni del pensatore sulla irri-
osservando.
NICOLETTI
LA CENERE
(Ricordi di guerra e del dopoguerra)
—f modellati +con l'amarezza nel
cuore e che richiamano
in se stesso lo scrittore è riuscito
VOPO. 3
L.10
tesa del Magi:
«lei tempi che corrono...‘
L.. 8,50
prGroioo di servizio, vo», la Studen-
UM A N [
Li
MORANO
LA VITA DI NAZARIO SAURO E IL(con documenti MARTIROufficiali DELL'EROE del processo)
gustose
e rigorosamente
F. A, DE BENEDETTI
FABIETTI
EDITORE MAMEL Con figure. Rilegato
“Quasi tutte le figure, che compongono il quadro tumultuoso della vita contemporanea, sono colte nel vivo e nelle loro caratteristiche, talvolta grottesche, ma
BURA TTINI i | |
squisiti. Speciali
GARZANTI
| |
Durante il convegno dei paesi nordici Giornale-radio: — Svezia, Nos vegia, Danimarca, Finlandia — Babbo, trasmettono un cam pionato di ‘sci?
Richiederli nelle principali vaglia alla Casa Editrice Gamzanrr - Nibrerie Miano, oViainviare Palermo 1°. AgliMia abbonatiaede E L’Illustrazione sconto | alanveioie Italiana Nolicas moon)
| componenti della Camera Fascista sono presentati, con succinte note biografiche e con la riproduzione fotografica di ciascuno, in questo elegantissimo volume che contiene anche due capitoli introduttivi dedicati l'uno al discorso della Corona (23 Marzo 1939), l’altro-al carattere e funziona-
|
mento
del
nuovo
organo
legislativo e rappresentativo
della
Nazione.
I CONSIGLIERI DELLA CAMERA DEI FASCI E DELLE CORPORAZIONI —_19039.XxVI_T—_ In-16°
e oro
GARZANTI
©
4
di pagine
373
rilegato =
i
in
tela
urta
Lire Quindici
Richiederlo
nelle
principali
librerie
o
inviare
vaglia
‘alla Casa Editrice Garzanti - Miano, Via Palermo 12. Agli abbonati
de L’Illustrazione
Italiana sconto del
10% sul prezzo di copertina, franco di porto.
AUTARCHICHE
REALIZZAZIONI
ITALIANE
L'ILLUSTRAZIONE ABBONAMENTI
{ala
Lusoie Albani, siprmosgloufiei
ostali a mezzo
del “ Servizio Internazionale
SR ic; Cama BN SIA UA LLtia Sloraichi Role sian Srasie: Nasgia LIBAIN i ALionia, -Lacaati Anno L. 180 Semestre L.95
li Pasi
disegni pubPer stati agli astio Iatogafia blicati è riservata la proprietà ari ica e lettearia, secondo le leggi e i trattati internaziona!
Trimestre L. 48
DIARIO
/C. Postale
N. 3/16.000
Gli abbonamenti si ricevono presso la S. A. ALDO GARZANTI EDITORE MILANO - Via Palermo 12 - Galleria Vittorio Emanuele 66/68, presso le sue Agenzieein tutti i capoluoghi di provincia e presso i principali librai, - Concessionaria esclusiva per la distribuzione di rivendita: MESSAGGERIE ITALIANE - BOLOGNA ia Milazzo
Anno L. 280 SemestreL,145 Trimestre L. 78
Telgfoni 17.754 17.755 - 16,851
Direzione e Redazione: Amministraz, e Pubblicità:
ITALIANA
Aldo Garzanti Editore MILANO - Via Palermo 12 - MILANO
DELLA
19 Orrosre - Roma, La Gazzetta Ufficiale pubblica 1 seguenti dati relativi ai movimento della popolazione italiana nel mese di settembre u. s. Il numero dei matrimoni celebrati in detto mese nelle 98 provincie del Regno è di 29 mila 386; il numero del nati vivi nello stesso mese 87.469; nello stesso mese l'eccedenza dei nati vivi sui morti è stata di 46.086. Al 30 settembre 1939-XVII gli abitanti residenti nelle 98 provincie del territorio metropolitano assommavano a 44 milioni 417.000. Sofia, Il Gabinetto Kiosseivanov presenta le sue dimissioni a Re Boris, Il Re le accetta, Ankara, Viene firmato il trattato anglo-franco-turco. Il trattato col protocollo annesso verrà presentato per la ratifica ai Parlamenti dei tre paesi contraenti. 20 Orrosre - Berlino. Il Gran Quartiere Generale comunica; «Sul fronte occidentale dopo la conclusione del combattimenti nel territorio di confine a sud-est di Saarbriicken, è subentrata di nuovo la calma. Su tutto il fronte salvo la locale attività di artiglieria e di pattuglie non si sono svolti avvenimenti degni di particolare rilievo. Roma. Si comunica: ‘Alle ore 18,20 con treno speciale le insegne del Partito, il Segretario del P. N. F. e i componenti il Direttorio sono partiti per Palermo, ove avrà luogo il Consiglio Nazionale del Partito, Nello stesso treno hanno preso posto anche alcuni membri del Governo. Roma. Si comunica: 1 primi centri rurali della colonizzazione del latifondo siciliano, ìl cui inizio dei lavori ha luogo domani, saranno intitolati ai seguenti eroi siciliani: Palermo: Medaglia ‘o martire fascista Giacomo Schirò; Catania: Medaglia d’oro Pietro Lupi; Trapani: Medaglia d'oro Amerigo Fazio; Agrigento: Medaglia d'oro Antonino Bonsignore; Enna: Medaglio d'oro Antonino Cascino; Caltanissetta: martire fascista Gigino Gattuso; Messina: Medaglia d'oro Salvatore Giuliano; Siracusa: martire fascista Angelo Rizza. Copenaghen. Reduce dalla Conferenza degli Stati Scandinavi e Baltici tenuta a Stoccolma, rientra nella capitale il Re Cristiano. 21 Orronre - Roma. Si spegne immaturamente la contessa Maria Ciano Magistrati, figlia di Costanzo Ciano e sorella di Galeazzo Ciano.
SOMMARIO Dalla
pagina
623 alla pagina
RAMPERTI:
662
Osservatorio
-
ADOLFO FRANCI: Uomini, donne e fantasmi - LEONIDA REPACI: Ribalte a lumi spenti - GIMB.: San Remo Anno XVII - ALBERTO CAVALIERE: Cronache per tutte le ruote - LUCIO D'AMBRA: La Cavalcata delle Valchirie (romanzo) - DELIO MARIOTTI Quattro cuori in un cerchio di luce (romanzo), — Pomezia, vittoria della volontà fascista - La morte della contessa Maria Magistrati Ciano - Le azioni te-
desche contro Scapa Flow e Firth of Forth - Costruttori di zattere in Jugoslavia - Uomini, cose e avvenimenti Pagina cinematografica - Avvenimenti sportivi. Nelle pagine pubblicitarie
d'indirizzo inviare una
le
dal ao dea ma
fascetta e una lira. Gli abbonamen-
SPECTATOR: La redenzione del latifondo in Sicilia - ROBERTO CANTALUPO: Vita e morte di Re Fuad - AMEDEO TOSTI: Battute di aspetto - PIERO TORRIANO: Il Palazzo di Giustizia a Milano - G. B.: La valorizzazione dell'Albania sotto il segno del Littorio MARIO MISSIROLI: Il mulino del Po
= MARCO
11
Per i cambi
(da I a XVI)
Diario della settimana - Notizie e indiscrezioni - Pagina dei giochi.
Berlino. Il Gran Quartier Generale comunica: « Nella regione di frontiera, fra la Mosella e Saarbriicken, su alcuni settori del fronte vivace attività di artiglieria e di pattuglie. Il nemico ha sgombrato ieri anche la regione boscosa del Warndt ad ovest di Saarbriicken, Esso si mantiene ancora su due alture situate nel pressi immediati del îronte. « Sulle altre zone del fronte occidentale, salvo locali tiri di distruzione delle artiglierie, regna la calma». Parigi. Il comunicato di guerra di stamane delle Armate francesi dice: « Notte calma. Attività di pattuglie. Tiro di molestamento delle artiglierie », Il comunicato di guerra serale dice: « Giornata contraddistinta da una certa attività delle due artiglierie ». Londra. Viene diramato un comunicato ufficiale dell'Ammiragliato della Marina e dell'Aria secondo il quale dodici apparecchi tedeschi hanno preso parte ad un attacco contro un convoglio nel Mare del Nord. Tre aeroplani nemici sono stati abbattuti ed un quarto costretto ad ammarare. Il comunicato aggiunge che l'Aviazione britannica non ha subìto perdite e neppure il naviglio che componeva il convoglio, 22 Orrosre - Roma. Vibranti manifestazioni di popolo accolgono le insegne del Partito che rientrano da Palermo. Castel Gandolfo. S. S. Pio XII, prima della sua partenza per rientrare alla Città del Vaticano, riceve in udienza la
SETTIMANA popolazione di Castel Gandolfo e pronuncia parole auspicanti la pace nel mondo. Berlino, Il Gran Quartiere Generale comunica: « In occi. dente, eccetto una minima :'ttività di artiglieria e di pattuglie, nulla di nuovo ». 23 Orronre - Roma, Il Duce riceve il Cons. Naz. Antonio Pesenti e il gr. uff. G. P. Veroi che lo intrattengono sull'andamento del Banco di Roma e gli fanno omaggio di un album illustrante l'attività svolta dall'istituto in Italia, nei territori dell'Impero e all'Estero. Il Duce esprime il suo alto compiacimento. Sofia. «Il nuovo Governo risulta così composto: Presidenza del Consiglio e Affari Esteri: Giorgio Kiosseivanov: Interni: generale Nicola Nedeff; Guerra: generale Teodossi Daskaloft; Finanze: Dobri Bojiloff; Educazione Nazionale: prof. Bogdan Filoff; Giustizia: Vassil Mitacoff; Commercio: prof. Slavcic Zagoroff; Ferrovie: Pietro Gabrowski Lavori Pubblici: ing. Petco Vassileff; Agricoltura: Ivan Bagrianoff ». 24 Orronre - Danzica. Si comunica: « Nel corsò di una grande adunata di componenti del Partito appartenenti alla vecchia guardia, insigniti del distintivo d'onore del nazionalsocialismo, il ministro von Ribbentrop ha pronunziato un discorso che tutte le stazioni redio del Reich hanno trasmesso non solo in tedesco, ma anche în altre lingue. Erano presenti i rappresentanti delle Forze armate. Berlino. Il « D. N. B. » apprende da Mosca che nel corso dei negoziati economici germano-sovietici è stato firmato, gli scorsi giorni, un contratto. per la fornitura immediata alla Germania di un milione di tonnellate di foraggio. Le Sonsegne dovranno esere ullmate entro un termine ‘di due mesi. 25 Orromre - Roma. Il Duce effettua un volo di allenamento pilotando un trimotore da bombardamento. Dopo aver sorvolato il litorale tirrenico e l’Agro Pontino ispezionando da bassa quota i lavori di Pomezia il Duce atterra all'Aeroporto del Littorio e poscia rientra a Palazzo Venezia. Roma. Il sottosegretario all'Africa Italiana presenta al Duce una relazione sulla valorizzazione e lo sviluppo delle terre dell'Impero
I Sole di marzo in inverno? È noto cha nel mese
pura,
di marzo
la radiazione solareè la più
perchè i raggi ultravioletti non vengono assorbiti da
quello strato
città,
di fumo e di vapore che solitamente pesa sulle
Come.
il sole
di
‘zo,
anche
il
OLE
D'ALTA
MONTAGNA” emana raggi travioletti e calorifici salutari e gradevoli che possiedono infinite virtù terapeutiche, abbronzano la pelle e proteggono l'organismo contro le malattie. Non è forse anche Vostro desiderio di poter fare
bagni
di sole
Apparecchi
indipendentemente gione, dove
dal
e quando
completi da L. 1050
tempo
volete?
a L. 2150
e dalla
franco
e SOC. AN. GORLA.-SIAMA - Sez. A Chiedete ancora
ANCORA
sta-
Milano.
oggi l'opuscolo N. 843 illustrato a colori, che Vi verrà
Piazza Umanitaria, 2 - MILANO - Tel, 50-032 - 50-712 Dimostrazioni pratiche presso | nostri Rivenditori autorizzati
Sole d'Alta Montagna
L'ILLUSTRAZIONE
Itattama
—
riginale Handu
II
« L’IMustrazione Italiana » è stampata su carta fornita dalla S. A. Ufficio Vendita Patinate - Milano Fotoincisioni Alfieri & Lacroix
LA
PENNA
CHE
NON
DÀ PENA
olivetti
studio 42
PROSECCO
COGNAC
CELANO
DI
CONEGLIANO NOTIZIE RICA
CONEGLIANO
E INDISCREZIONI LIRICA
DIRT.
OPERE E MUSICA TEATRALE
1 programmi della settimana radiofonica italiana dal 29 ottobre al 4 novembre comprendono le seguenti trasmissioni degne di particolare rilievo: ATTUALITA’
CRONACHE Domenica
E CONVERSAZIONI
29 Orrosre,
ore
13,45:
Crona-
ca dell'inaugurazione del Centro Comunale di Pomezia. (Registrazione). — Ore 20: Celebrazione del Il annuale della GIL. — Ore 20,50 circa: I programma. Con-
versazione di Goffredo Bellonci. Luwnenì 30 Orrosre, ore 9.45: Inaugur: zione dell'annata radioscolastica. Prolu-
sione di S, E. il Ministro dell'Educazione Nazionale. Ore 12,25: Radio Sociale, — Ore 19.40: I e Il programma: Conver-
sazione di Giuseppe Stellingwerff: La protezione antiaerea. — Ore 21: I programma, « Bombardamento veloce» documentario realizzato
dall'ELA.R. su un campo di aviazione militare. — Ore 21,25: II programma. Conversazione di Guido Salvini. — Ore 21,45: I programma. Conversazione di Nicola Moscardelli. Marrepì 31 Orrosre, ore 20,20: I e Il programma. Conversazione di S. E. Artu: ro Marescalchi: « Fiducia nell’avvenire — Ore 22,30 circa: II programma. Conversazione di Emilio Cecchi, Mancotenì 1° Novemmre, ore 12,25: Radio Sociale, — Ore 19,45: I e II programma.
Rubrica
Allatelica. — Ore 21,35: Il programma. Voci del mondo, La coltivazione del fiori. Grovznì 2 Novemsne, ore 19,35: I e II programma. Notiziario aeronautico. Vewxroì 3 Novemene, ore 12,25: Radio Sociale. — Ore 18: Nozioni e consigli pratici di economia domestica. — Ore 20,40: I e II programma. Radio Sociale. — Ore 22 circa: I programma. Conversazione del Consigliere Nazionale Carlo Costamagna.
Samaro 4 Novemsre, ore 10,30: Da Roma:
Messa în onore del Caduti. Cronaca delle celebrazioni sull'Altare della Patria. — Ore 22,10: I programma. Dizione poetica di Mario Pelosini. CONCERTI
SINFONICI
E DA CAMERA
Domenica 29 Orrosre, ore 21,15: Il programma. Da Helsinki: Melodie del Paese dei mille laghi (musiche di autori finlandesi). Lunepì 30 Orrosne, ore 13.15: II programma. Concerto della Grande Orchestra di Amburgo diretta dal maestro Richard Mil» le-Lampertz, — Ore 21: Il programma. Musica da camera: pianista Germano Arnaldi. — Ore 21,50: I programma. Concerto diretto dal, maestro Cesare Galino. Mencorenì 1° Novemmre, ore 22,20: I ‘prograînma. Musica da camera. Trio Vidusso-Abbado-Crepax. Grovenì 2 Novems®e, ore 17,15: Concerto di musica
fuori classe AGENTI
ESCLUSIVI
Chiedete
L'ILLUSTRAZIONE
un
IN
TUTTE
“LYNX”
ITALIANA
—
LE
esigendo
IV
CITTÀ
DEL
l’etichetta
REGNO
‘originale
— Ore 20,10: IM programma. Musica da camera, Quartetto Poltronieri. — Ore 21: II programma. Accademia Polifonica Barese, diretta dal maestro Biagio Grimaldi. — Ore 21,55: IM programma. Concerto di musica sacra. Sasaro 4 Noveme®e, ore 21: 1 e Il programma. Concerto sinfonico, diretto dal maestro Fernando Previtali.
Domenica 29 Orrosse, ore 15.30: III programma. Dal Comunale di Firenze: La Forza del Destino, opera in quattro att di Giuseppe Verdi. Interpreti principal Gilda Alfano, Antonio Cassinelli, Gabriella Gatti, Aurelio Marcato, Enzo Mascherlni. Direttore maestro Mario Rossi. Ore 21: I programma. Stagione lirica dell'Elar: Adriana Lecouvreur, opera in quattro atti di Francesco Cilea. Interpreti principali: Maria Benedetti, Beniamino Gigli, Maria Huder, Edmea Limberti, Madga Olivero, Giulio Tomei. Direttore maestro Oliviero de Fabritiis. Martenì 31 Orrosre, ore 21: II program-
ma. Stagione lirica dell’Eiar: Adriana Lecouvreur, opera În quattro atti di Fran-
cesco Cilea. Interpreti principali: Maria Benedetti, Beniamino Gigli, Maria Huder, Edmea Limberti, Madga Olivero, Giulio Tomei. Direttore britiis.
maestro
Oliviero
de Fa-
Mencorenì 1° Novem, ore 15,45: I programma. Dal Comunale di Firenze: Rigoletto, opera in tre atti di Giuseppe Verdi. Interpreti principali: Attilia Archi, Gino Bechi, Giulietta Simionato, Bruno Sbal-
chero, Francesco Tagliavini. Direttore Mario Rossi, Grovenì 2 Novemme, ore 21: I e Il programma. Messa da Requiem, di Giuseppe
Verdi, diretta dal maestro Armando La Rosa Parodi. Vexerpì 3 NovemBre, ore 21,10: I program. ma. Stagione lirica dell'Eiar: Il pirata,
opera in due atti di Vincenzo Bellini. Interpreti principali: Mario Basiola, Ernesto Dominici, Renza Ferrari, Armando Giannotti, Guido Olivato, Maria Pedrini, rettore maestro Giuseppe Baroni.
Di-
Sanaro 4 Novemene, ore 21: III program-
ma. Dal Comunale di Bologna: Un ballo in maschera, melodramma în tre atti e un
prologo, musica di Giuseppe Verdi. Interpreti principali: Gino Bechi, Gina Cigna, Niny Giani, Beniamino Gigli, Liana Grani Direttore maestro Giuseppe Del Campo.
PROSA
RADIOCOMMEDIE E COMMEDIE
Domentca 29 Orzonrg, ore 17,5: Il programma. Lo sposo giungerà dal mare, un atto di Francesco Rosso. — Ore 20,30: III programma, La finestra sul mondo, tre atti di Carlo Veneziani (prima trasmissione). ba Mercoenì lo NovemEr, ore 18,50: IM programma. Nei e cicisbei, un atto e due quadri di Amalia Guglielminetti. — Ore 21: I programma. La moglie del dottore, tre atti di Silvio Zambaldi (prima trasmissione). Sanaro: 4 Novemè, ore 17.15: Il programma. Sabbie mobili, tre atti di Antonio Conti.
LAVANDA
INETT
LINETTI, PROFUMI,
VENEZIA
LA VERA PENNA A SERBATOIO TRASPARENTE
VARIETA'
OPERETTE, RIVISTE CORI, BANDE Domenica 29 Orromne, ore 17,5: I programma. Varietà. LuxzDÌ 30 Orromre, ore 20,50: INI programma. Banda degli Agenti di Pubblica Sicurezza. — Ore 21,20: III programma. Assoli di chitara. — Ore 21,35: Il programma. Elogio della bicicletta, presentato da Achille Campanile, MarreDì 31 Orromne, ore 20,30: II programma. Oggi sposi, scena di Dino Di Luca. — Ore 21: I programma, Trittico operettistico, di Alberto Ghislanzoni. — Ore 21,30: III programma. Orchestra d'archi di ritmi e danze MencoeDì 1° Novemure, ore 17,15: Il programma. Radiofollie di novembre. — Ore 17.15: I programma. Musiche brilJanti. — Ore 21,45: Il programma. Canzoni e ritmi. VexenDì 3 Novemune, ore 20,20; INI programma. Gli scherzi comici dell'abate Zannoni, rievocazione di Luigi Bonelli e Mario Cremesini. — Ore 21,10: II programma. Canzoni e Ritmi Samato 4 Novemsre, ore Il programma. Va-
162
PRIMI
PREMI
MOVADO L'ORA
CRONOMETRICA
gramma. Banda della R Guardia di Finanza,
NEL MONDO DIPLOMATICO
Basta uno sguar-
do per control. lare la quantità di inchiostro
ancora
esistente nel capace
serbatoio.
LA VERA CAUSA DEI MALI DI STOMACO I cibi non devono restare più di tre o quattro ore nel-
lo stomaco, Se la digestione è più lunga e dolorosa, accompagnata da bruciori di stomaco, rinvii acidi, crampi, vertigini, sonnolenza 0 da emicrania, quasi sempre dipende dalle glandole dello stomaco che secernono un succo gastrico troppo acido. Questa soverchia acidità provoca la fermentazione dei cibi, l’irritazione delle pareti dello stomaco e di conseguenza
disturbi
e malessere. Voi potete però mitigare prontamente i disturbi digestivi col neutralizzare l'eccesso d'acidità prendendo una piccola dose di polvere o da due a cinque tavolette di Magnesia Bisurata in un.po' d'acqua, dopo i pasti od appena il bisogno si fa sentire. La Ma-
gnesia Bisurata arresta anche la fermentazione dei cibi
e conduce rapidamente ad una buona digestione. In tutte le Farmacie (polvere o tavolette) L. 5,50 o Lire 9.00.
* Commentato in vario senso nella. stampa estera è il trattato tripar. tito franco-anglo-turco fir. mato ad Ankara e che è considerato un documento diplomatico di una portata storica e decisiva per l'andamento della guerra. Le interpretazioni di Londra e di Parigi non coincidono natural» mente con quelle di Mosca e di Berlino: mentre la stampa turca definisce il trattato come un documento di pace e di sicurezza affermando che esso non è diretto contro alcun paese. In quasi tutti | commenti è espressa la convinzione, che si va sempre più radicando, della impossibilità di nulla intraprendere nei Balcani e nel Mediterraneo orientale senza l'Italia. Il corrispondente del Temps da Roma ha enumerato una serie di argomenti per i quali «dal punto di vista dei suoi veri interessi » l'Italia dovrebbe essere soddisfatta di quanto è avvenuto ad Ankara: « l'Italia, esso aggiunge, ha sempre considerato come un golfo del Mediterraneo il mar Nero che, grazie all'atteggiamento di Ankara, resta libero alla navigazione di tutte le Potenze ». L'Italia, di fronte all'accordo. mantiene un atteggiamento riservato, in attesa degli sviluppi della situazione. * Il Ministro degli Affari Esteri, conte Galeazzo Ciano, il signor Hans Georg von Mackensen, ambasciatore di Germania ‘a Roma, e il Ministro plenipotenziario Clodius hanno proceduto alla firma degli accordi relativi al trasferimento dei cittadini germanici e degli allogeni tedeschi dell'Alto Adige in Germania. La natura degli accordi da stipulare ha reso necessario un approfondito esame di numerosi problemi di ordine pratico e tecnico che comporta il movimento di popolazioni da un paese all'altro. Le difficoltà sono state risolte con spirito amichevole, ciò che costituisce una nuova prova della possibilità di collaborazione tra i due Governi per risolvere anche i problemi politici più complicati, che, in altri
À PRESSO
SEDE
UNICA
MILANO - Via Dante 2 V —
BIMEcitioNe L'ILLUSTRAZIONE:
ITALTANA
TREGA paesi europei hanno portato a gravi confritti.
* S. E. Bastianini, nuovo Ambasciatore a Londra, ha avuto un primo colloquio col Ministro degli Esteri Jord Halifax. Risulta che il nostro Ambasciatore in questa prima normale presa di contatto col Ministro degli Esteri britannico non ha portato a Londra alcun piano o pro-memoria del Duce relativo agli avvenimenti in corso. Successivamente S. E. Bastianini, accompagnato dal Maresciallo del Corpo diplomatico, sì è recato in un automobile di Casa Reale a Buckingham Palace per rimettere a Re Giorgio le lettere credenziali alla presenza anche di lord Halifax Il Comitato parlamentare anglo-italiano, presieduto da Sir Patrick Hannou, ha inviato a S. E, Bastianini un telegramma esprimendogli il più caloroso benvenuto « come rappresentante del Governo della grande nazione italiana ». L'Ambasciatore ha risposto Î espressioni di mento. * È partito da Roma avendo terminata la sua missione, il Ministro di Romania presso il Quirinale, S. E. Alessandro Duilio Zamfirescu, il quale era riuscito a raccogliere vive simpatie da un gran numero di amici e di stimatori. Durante la sua missione egli ha collaborato con singolare intelligenza e tatto a consolidare sempre più quei rapporti di intesa tra l'Italia e la Romania che trovano il loro fondamento in una lunga tradizione storica e culturale. Nessuno poteva assolvere tale compito in modo più degno di lui, che, nato a Roma da madre italiana, ama il nostro paese come una seconda patria. È arrivato da Bucarest il nuovo Ministro S. E. Bossy, che al momento di lasciare la Capitale romena ha voluto fare al corrispondente dell’« Agenzia Stefani » una dichiarazione în cui esprime la sua viva soddisfazione per il grande onore fattogli dal suo governo di incaricarlo a rappresentare il suo Paese presso S. M. il Re Imperatore Vittorio Emanuele III, specie in questo momento storico mentre tutti gli occhi sono ri volti a Roma e a Mussolini. Egli ha anche ricordato di essere stato a due riprese nell'Urbe come Consigliere di Legazione durante la Marcia su Roma e poi dal 1926 al 1927.
verso una oculata propaganda da) centro di Roma e dai comitati centrali nazionali, raccoglie ogni anno notevoli somme in piccole offerte. Già da vari anni si superano i 60 milioni in tutto il mondo. La necessità di raccogliere aiuti, balza palese dai dati delle opere da soccorrere, attraverso la grande organizzazione che fa capo alla Congregazione di Propaganda Fide: 60 mila chiese e cappelle; 45 mila scuol 8000 ospedali; 2 orfanatrofi; 500 ricoveri; 120 lebbrosari. I sacerdoti missionari sono 21.000; 18.000 i fratelli laici; 55.000 le suore; 167.000 fra maestri e catechisti; 16.000 seminaristi indigeni. Oltre un miliardo e più di non cristiani si ha nei diversi continenti! Nel '27 si avevano 14.330.629 convertiti; 21.143.328 nel '37, con un aumento, in un decennio di quasi sette milioni. Mez20 milione di conversioni nel 1938,
* Il Pontefice ha ricevuto in particolare udienza S. A. R. il Principe Cristoforo di Grecia. Il Principe è stato incontrato ai piedi della scala nobile del Palazzo Ponti ficio di Castel Gandolfo da Mons. Nardone, Segretario della Congregazione Cerimoniale e, nell'interno dell'appartamento pontificio da Mons. Arborio Mella di Sant'Elia, Maestro di Camera di Sua Santità. L'udienza assai cordiale si è svolta nella biblioteca privata. Al termine del colloquio il Principe ha presentato il suo seguito al Papa. * Si è tenuta domenica in tutta Italia l'annuale giornata missionaria che, attra-
* Per quanto si conservi fino ad oggi il segreto più assoluto, la coincidenza della festa di Cristo Re e della consacrazione dei Vescovi missionari induce a credere che l'Enciclica alla quale da tempo personalmente lavora îl Papa, recherà la data di domenica 29 ottobre.
LETTERATURA ** La vita di Metternich, ricca di eventi strepitosi. di incidenti drammatici, di avventure amorose che ebbero per grandioso scenario una sequela di guerre, di congressi, di rivoluzioni, si propone alla mente ed allo spirito di
RADIORICEVITORI
TELEFUNKEN
coloro che amano rievo-
care le grandi figure del passato, in una luce molto attraente, tale da eccitare la loro curiosità e nel contempo da dischiudere alla loro intelligenza fatti e problemi d'interesse psicologico, morale ed anche filosofico. Grandi scrittori (tra gli altri il Rostand nel suo Aiglon e lo Stendhal nella sua Chartreuse de Parme) e storiografi di valo-
[A (1111 mmm X1Vv
re
TELEFUNKEN CLASSICO
* Il lavoro benefico promosso dal Pontefice per l'assistenza dei profughi polacchi poveri passati in Romania dopo la occupazione germano-russa, continua — dice l'Osservatore Romano — sempre più attivo e si intensifica di mano in mano che i mezzi finanziari e il personale vengono a disposizione dell'autorità ecclesiastica che lavora sotto l'immediata sorveglianza di S. E. Monsignor Cortesi, Nunzio in Polonia, assistito da quello di Romania, I profughi, raggruppati in vari centri, raccolti in alcuni Istituti, anche in famiglie private, sono provvisti del necessario per il sostentamento e per l'assistenza religiosa, che torna ad essi di grande conforto nel momento della dura prova che sopportano con spirito di grande abnegazione cristiana, Anche i romeni sì, mostrano molto generosi e vengono in soccorso ai profughi con sen timenti di fraterna carità.
Vendita
in contanti
o rete: allo consegna. oppure:
779
SETTE
VALVOLE L
.
e 12 effetti mensili cod. di.
134,
PRODOTTO
NAZIONALE IN
AUTORIZZATE
SIEMENS REPARTO
TUTTA
SOCIETA VENDITA
RADIO
29 VIA FABIO FILZI
L'ITALIA
ANONIMA
SISTEMA
MILANO Agenzia per l'Italie Meridionale: ROMA -
î
TELEFUNKEN
VIA FABIO FILZI 29 VIA
FRATTINA
50-51
TELEFUNKEN —
vi
Mikbailovic)
TELEFUNKEN
-
IL
SUCCESSO
DELLA
lotti, delle Cancellerie e delle Corti operché si atteggiò sempre ad aperto nemico della Rivoluzione francese, hanno indivi duato in lui il cortigiano vile che elevò l'inganno, la menzogna e il tradimento a sistema della sua arte di governo. mutate condizioni
..ifual delnostro tempo consentono però di valutare la personalità e l’o-
pera del Principe di Met-
257,-ternich con maggiore 268, .—
alla consegna
RIVENDITE
2360.—
Di 193,-
. /. .°
e 18 effet mensili cad. di
DISCHI
(Sorel,
hanno reso di Metternich una immagine assolutamente convenzionale e imprecisa, ne hanno misconosciuta la grandezza unicamente perché egli non respirò mai altra atmosfera che quella dei sa-
IL
ITALIANA
| DIGESTIVO |
fragio del defunto Cardinale Angelo Maria Dolci, Arciprete della Basilica. La Me sa è stata pontificata da Monsignor De Romanis, Sacrista di Sua Santità e Vicario per la Città del Vaticano e l'assoluzione è stata impartita dal Cardinale Gasparri.
È veramente consolante il vedere come tutti facciano a gara nel seguire l'esempio generoso del Santo Padre che, primo fra gli altri, ha voluto paternamente venire in aiuto a tanti miseri così provati. La Chiesa Ortodossa romena si è fatta anch'essa promotrice di opere di assistenza e si presta in ogni maniera in questo campo di benefico apostolato. È lo spirito cristiano che rivive e si intensifica davanti allo spettacolo miserando in cui sono venuti a trovarsi tanti fratelli rimasti privi di ogni mezzo, lontani dal loro paese e dalla loro famiglia. #* È stato offerto al Papa, un esemplare della seconda edizione dei Discorsi e Panegirici del Cardinale Eugenio Pacelli con l'aggiunta dei discorsi pronunciati dopo la stampa della prima edizione fino all'elezione a Sommo Pontefice : Giovedì 19, ha avuto luogo nella Basilica di Santa Maria Maggiore la solenne Cappella Cardinalizia funebre in suf-
NOTIZIARIO VATICANO
ILLUSTRAZIONE
LIQUORE
STAGIONE
renità, liberandola dall’
giusto peso di quei giudi
se-
zi tenacemente avversi che proiettano. una luce così sinistra e odiosa sul carattere, le idee e i metodi politici e diplomatici del grande ministro « conservatore ». Sì, perché Metternich fu un conservatore, în quanto sì eresse a paladino dell'ordine e dell'equilibrio europeo facendosi deciso assertore dell'idea di difendere l'Europa dal pericolo di mutamenti territoriali e di aspirazioni guerresche: idea che implicava la ri sistenza solidale deì poteri legittimamente costituiti ai moti rivoluzionari e che perciò mon poteva durare in eterno, ma che storicamente si giustifica con la lunga pace dal 1815 al 1848. Costantino de Griinwald, postosi sul terreno dei fatti precisi e dei documenti autentici secondo i dettami della scienza storica e attingendo dalla
consultazione diretta di testi originali e da un prolungato soggiorno nei luoghi e nei paesi dove visse Îl suo protagonista l'impulso ad una rievocazione storica obbiettiva e serena, è riuscito a disegnare un ritratto umano e comprensibile e più vicino alla sensibilità moderna di quest'uomo che se fu vittima di debolezze e di errori, fu anche singolarmente dotato di qualità incomparabili. Agli occhi della posterità Metternich apparisce come la personificazione vivente del genio dell'Austria, suo paese d'adozione, e come un pensatore che ha saputo percepire con occhio profetico i pericoli che oggi minacciano la civiltà europea In questa luce emerge la sua figura dalle pagine dell’eccellente libro di Costantino de Griinwald tradotto da Rinaldo Cad. deo e pubblicato in bella edizione da Garzanti. »* Ed ora andiamo! (1 romanzo di uno « scalcinato ») di Mario Muccini (Garzanti editore). Fanti più sprezzanti del pericolo che timorosi della morte, « scal. cinati» facili al motteggio ed allo scherno, episodi caratterisi ci che rivelano il vero spirito del soldato italiano în guerra, passione di anime a grappate al desiderio ci vivere pur fra gli orrori della battaglia rendono palpitante il libro del Muccini che riesce, dopo più di vent'anni a risvegliare profondamente la nostalgia di un'epoca tormentata ed eroica qual'è quella che va dal 1915 al 1918. Ognuno, leggendo questo stupendo volume, ritroverà uno squarcio dalla sua stessa vita vissuta e, nella luce limpida di una letteratura senza retorica, rivivrà le sofferenze, le ansie, le delusioni, le speranze, le rassegnazioni, gli avvilimenti, le esaltazioni, la gloria di allora, sentirà insieme ripercuotere nel cuore le stesse sensazioni forse assopite, ma non del tutto dimenticate. Un vero capolavoro d'arte e di verità. Nulla l'autore ha tralasciato di quello che poteva trascurare della sua vita: gli orrori il tormento di notti insonni, la paura delle medicazioni; l'animo che s'avvilisce nella distruzione degli ideali... la ricerca dei piaceri. . Nulla ha tenuto nell'ombra lo serittore, eppure il suo libro è tutta un'esaltademi zione di quel fante che egli chiama « scalcinato » e che noi seguiamo, dal principio alla fine, con un inSOC. teresse tale che ci induce alla meditazione.
BELLE
ARTI
* Si è inaugurata, a Firenze, la XI Mostra interprovinciale d'arte, ordinata nei locali della Mostra dell'Artigianato al par-
terre di San Gallo. Quest'anno la rassegna sindacale assume un interesse particolare per la partecipazione dei maggiori artisti toscani e il largo posto fatto ai giovani. Vi sono circa ottocento opere tra sculture, pitture, bianco e nero. Importantissima appare la mostra per-
sonale dello scultore Evaristo Boncinelli Espongono gli accademici Carena, Dazzi. Soffici e Romanelli; e vi si ritrovano gli artisti toscani più noti insieme con giovani e giovanissimi. * Sono stati assegnati i premi della VI Mostra interprovinciale di Abruzzo e Molise, tenutasi in Chieti nello scorso mese. I premi del Duce, di lire mille ci scuno, sono toce per la pittura aMi cello Scarano di C: pobasso, e per la scultura a Nello Silveri di Chieti. I premi del Partito Naz. Fascista. di lire cinquecento ciascuno, a Giuseppe D'Albenzio di- Spoltore, per la pittura; e a Andrea Cascella di Pescara, per la scultura. I premi del Ministero delle Corporazioni di lire cinquecento ciascuno a Silvio S; toro di Aquila, per la pittura; e a Trieste Del Grosso di Chieti, per la scultura * Al pittore Scipione Bonichi, uomo ed artista, è dedicato il 31° volumetto della « Collezione di arte moderna » diretta da Giovanni Scheiwiller, presso Hoepli. Lu prefazione è di Giuseppe Marchiori, che, n'affettuo zione dell immaturamente parso, ne esamin: molta acutezza e competenza l'opera singe lare. La pubblicaziosolito ricchissima, e curata dallo stesso Scheiwiller. * Sì stanno togliendo, aFirenze, le quattro statue che ornano il primo ripiano del campanile di Giotto, per sottrarle rimento gli agenti almosterici. Le statue, che sono tre di Donatello e una di Giovanni Battista Ro: so, saranno irasferite al Museo del Bargello e sostituite con copie accuratissime, alla cui esecuzione presiode l’accademico Romanelli. * La Biennale di Venezia comunica che il termine per la pri sentazione dei Carte) li al Concorso da essa bandito, d'uccordo col Sindacato Fascista delle Belle Arti, è stato prorogato al 15 novembre 1939-XVIII.
anda
ACQUA
DI
BOURJOIS
fresca e dal profumo
MUSICA
ultrapersistente
provarla è adoltarla! AN. ITALIANA PROFUMERIE BOURJOIS - BOLOGNA VII
—
* Nella prima deca de di novembre al Teatro Sociale di Trento avrà luogo w breve stagione lirica, durante la quale si rappresenteranno Andrea Chénier di Giordano, Suor Angelica e Gianni Schicchi di Puccini e il ballo di Respighi Gli uccelli. L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Pubblicità Ricciardi
Le opere saranno dirette dal maestro Napoleone Annovazzi. Nell'Andrea Chénier canteranno il soprano Rachele Ravina, il tenore Beval e il baritono Franci.
* Uno dei capitoli più interessanti della storia della costruzione dell'Opera di Budapest, avvenuta nel 1884, è dato dalla questione del « diapason n Diapason, come è noto, è chiamato in musica il «la» del viol no, sul quale poi accordano gli altri strumenti orchestrali quindi il proverbio dare il là ». Il primo diapason venne fissato nel 1699, ed a questo fine servì di base il campanone della cattedrale di Notre Dame a_ Parigi. Calcoli e misure successive dimostrarono che questa fondamentale nota corrispondeva ad 808 vibrazioni. Avveniva però che ogni qualvolta Parigi era sconvolta da una rivoluzione, o da un periodo guerre. sco, crescevano le vibrazioni del diapason. Nel periodo dal 1780 al 1810, le vibrazioni furono portate da 818 a 846; nel periodo moVimentato dal 1830 al 1836, le vibrazioni salirono da 871 a 882. Il gabinetto reazionario di Napoleone III fissò nel 1869 il diapason ufficiale in 870 vibrazioni al minuto seconLa direzione della novella opera di Budapest aveva ordinato gli strumenti da fiato dell'orchestra di PariFu dunque nece: io acquistare a Pa i anche il diapason tipo Plyel, che arrivò a Budapest sotto una campana di vetro da cui si era estratta l'aria. Con le sue 870 vibrazioni al secondo questo diapason parigino è naturalmente molto più basso dei diapason in uso presso gli altri teatri europei Per esempio, îl diapa son della Scala di Milano ha 900 vibrazioni al secondo; quello di Berlino 903 e quello di Vienna 904. Per tale maniera il diapason di Parigi riesce comodo e gradito agli strumenti da fiato e specialmente ai tenori che cominciano a perdere la voce. Riesce molto scomodo ai violini e alle cantanti alle quali questo « la » basso impedisce di far brillar la loro voce.
Pratella, che esordì come operista nel 1905 al Teatro Rossini di Lugo con Lilia. Fabiano è una leggenda spirituale in un prologo, due atti e un epilogo. La leggenda fu
PRIMA
scritta parecchi anni addietro da Antonio Beltramelli, e vuole essere un'esaltazione dell'eroe dello spirito. Nell'opera ha una grande importanza il coro, che agisce quasi costantemente, partecipando all'azione o servendo di sfondo sonoro.
FABBRICA ITALIANA D'OROLOGERIA fondata nel 1878
* Nella stagione rica che si svolgerà
ITALIANA
Fabiano, Fabiano è la quarta opera del
ORGANIZZ GIOVANILI
+ Il Conservatorio Napoli ha bandito il Concorso al premio Rispoli per un quartetto d'archi tra compsitori che non abbiano compiuto il trentesimo anno di età, Il premio è di L. 2000.
L'ILLUSTRAZIONE
al Teatro Comunale di Bologna verrà rappresentata un'opera nuovissima del Maestro Francesco Balilla Pratella dal titolo
—
* Nel recente rapporto che il Ministro Segretario del Partito ha tenuto ai Fiduciari delle Sezioni coloniali dei Giovani universitari sì è deciso, affinchè possano studiare e sentire sempre maggiormente i problemi imperiali dell’Italia nuova, di intensificare la preparazione coloniale. Così è stato particolarmente stabilito, secondo quantò risulta dal recente « Foglio Disposizioni » lo incremento della propaganda coloniale presso i giovani lavoratori, la intensifica zione dello studio dei problemi dell'Impero nelle Università, la formazione, in seno ai G.U.F. di nuclei propagandisti che continuino e rafforzino la collaborazione con la IF.A.I. Ad un « Centro di Studi coloniali » spetterà poi il compito di raccogliere e coordinare tutto il materiale informativo riguardante le terre ita liane d'Africa che perverrà di volta in volta dalle varie fonti possibili di raccolta (fra le quali primeggiano gli universitari residenti _nell'Impero e nella Libia) e di distribuire —successivamente questo materiele sotto la forma di un vero e proprio servizio di informazioni (nel quale avrà particolare rilievoril setto bibliografico) alle varie sezioni metropolitane dei G.U.F. che ne faranno di volta în volta richiesta. Altre manifestazioni di indubbia utilità pratica che verranno organizzate in questo settore sono le organizzazioni di congressi coloniali interuniversitari specifici e la istituzione di biblioteche coloniali o almeno di schedari bibliografici presso tutte le sezioni. Saranno anche isti tuiti i « Ludi coloniali» della coltura, dell'arte, dello sport e del lavoro che si svolgeranno nelle terre dell'Impero ed in quelle' della Libia come manifestazione preliminare ai Littoriali metropolitani. Questi Ludi saranno in sostanza una selezione attenta e severa» di tutti gli universitari residenti nelle terre italiane di Africa, se-
PERCHÈ ADOPERI IL KALODERMA-GELÉE? 10 PER LE MIE MANI USO. SEMPRE UN PO' DI LIMONE
NON AVERTENE A MALE, CARA, MA LO SI VEDE ANCHE
OMI CERTA. IMENTE LE MIE
_aronERMA.GELEE È UNÌ PREPARATO SPECIFICO CHE MANTIENE LE MANI SEMPRE MORBIDE E LISCE ANC
ALIA SERA, PRIMA DI CORICARSI, LAVARE ED ASCIUGARE LE MANI STROPICCIARIE POI SUBITO COL KALODERMA.GELÉE
STRAPAZZATE DAL LAVO. RO O ROVINATE DAL FREDDO.
mil Apo
na
\\
ZA
Si
COME SON BELLE É MORBIDE LE TUE MANI. STRANO CHE INON ME NE SIA MAI ACCORTO.
eruvide diventano morbie el
PARATO SPECIALE KALODERMA-GELEE !PER. PRE!LA CURA DELLE MANI lezione che dovrà permettere ai migliori di essi — due per ogni convegno o concorso — di partecipare, a spese delle rispettive Federazioni _fasciste, così come avviene per i primi classificati în Italia, alla grande prova littoriale della Metropoli. * Entro il 1° novembre ‘1939-XVIII, dovranno pervenire all'Istituto Aziendale Italiano in Torino (via Pietro Micca 20) le domande di ammissione al concorso per titoli per le 10 borse di studio di L. 10.000 ciascuna, messe a concorso dalla Società Anonima Montecatini per la preparazione alla carriera ammini strativa-industriale di giovani laureati in discipline economiche, politiche o giuridiche. Sono ammessi a concorrere i laureati in economia e commercio, in scienze politi che o in giurisprudenza negli anni 1997, 38 e nella sessione estiva del 1939 che al 1° novembre 1939-XVII non abbiano superato il 30° anno di età. Per ‘altre delucidazioni rivolgersi direttamente all'Istituto o alla Società Montecatini. * È in corso di pubblicazione un bando di concorso per titoli per l'assegnazione di 30 borse di studio di lire 6.000 lorde ciascuna da assegnare a ingegneri che desiderano frequentare la Scuola di Ingegneria Aeronautica di Roma o Torino per l'anno accademico 1939-40-XVIII. Tutte le borse, di cui 20 presso la Scuola di Ingegneria Aeronautica di Roma e 19 presso quella di Torino saranno assegnate da apposita commissione nominata dal Ministero _dell'Aeronautica. Le domande dovranno pervenire al Ministero _dell’Aeronautica (Direzione Generale degli Studi: e delle esperienze .in Guidonia) non. più tardi del 15 novembre 1939-XVIIL
SPORT * Tennis. La nostra Federazione si è fatta promotrice di una serie di tornei internazionali da disputarsi in Italia agli inizi della prossima primavera nei campi maggiori, che vanno dalla Riviera alla Sicilia. Gli inviti fatti per ora alle Nazioni non belligeranti hanno ottenuto il più vivo successo e già vari Paesi hanno aderito con entusiasmo alla iniziativa,
Preferitè
il Chianti
Ruffino:
Il sapere quello the vi vfene
offerto
nella
im ot tigliàturagoriginale accresce
che
la
ess®
sana
letizia
Vi
.donà
— Secondo le proposte inoltrate dalla Federazione svedese alla F.IT., e che quest'ultima ha accettato in pieno, la squadra nazionale italiana sosterrà a Stoccolma il 24, 25 e 26 novembre il confronto con la nazionale svedese, il 28, 29 e 30 a Oslo quello con la nazionale norvegese, e concluderà la sua gita con incontri di esibizione a G8teborg e a Malmée. * Calcio, Dopo la soppressione delle gare di Campionato, gli accordi definitivi stabiliti con le autorità politiche per una ripresa di attività in InEhilterra, stabiliscono che le competizioni dovranno consistere în semplici tornei da svolgersi alla presenza di non oltre seimila persone per gli stadi che si trovano in zone pericolose e di 15 mila persone per gli altri stadii che hanno
però una capienza abituale di 60 mila persone. — Non solo certe società inglesi proibiscono al giuocatori di possedere una automo. bile propria, ma dì Tromnare Rovers ha proibito ai suoi persino di montare su automobili di amici. * Ippica. Le primissime e più importanti prove che comprende il calendario nazionale per l'anno XVIII, sono: Premio Reale (ostacoli), Roma, 20 gennaio; Premio Coppa del Duce (ostacoli), ‘Roma, 4 febbraio. — Pharis il più grande cavallo dell’allevamento francese vincitore del Gr. P. di Parigi 1939 non farà più la sua comparsa sui campi di corse, perchè a causa della situazione internazio» nale, il suo proprietario ha deciso di riservarlo alla monta.
7 RUEFINO nobiltà
della
mensa
* Sport invernali. La finale del campionato di sci a squadre e di mezzofondo per gli appartenenti alla IM categoria avrà luogo a Madonna di Campiglio nella seconda quindicina del prossimo febbraio. — Il presidente del. la FIS.Ì. ha approvato in linea di massima il programma organiz» zativo e tecnico dei Campionati del mondo di sci che avranno luog0 a Cortina d'Ampez20 dal 1° al 5 febbraio 1941. Probabilmente il programma agonistico si svolgerà sui percor= si classici di Cortina, dove attualmente si stanno apportando migliorie tecniche. (Continua a pag. XM)
L'ILLUBTRAZIONE
ItaLta
FACOUA DI COLONIA “WERAZIURAO"
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
—
X
L'ILLUSTRAZIONE Direttore ENRICO
CAVACCHIOLI
I
T
A
I
I
A
N
A
Anno LXVI-N.44 29 OTTOBRE
Na
1939 - XVIII
a
Anno XVIII. Lavorare in silenzio. È possibile a noi italiani perché si ha la certezza che c'è chi con occhio vigile e sicuro veglia sulle sorti del Paese. Un cuore che palpita di umanità, una mente che mai fallisce nel giudizio, un carattere fermo e pronto nella decisione. La Nazione opera concorde nel benessere di oggi con la sicurezza del domani: fioriscono le iniziative, si accentuano le attività. C'è una fede incrollabile che vibra nell'animo di ogni italiano: Mussolini ha sempre ragione.
vecchi latifondi ecclesiastici. Carlo I e Carlo Il d'Angiò; Carlo V, Alfonso d'Aragona tentarono di acclimatare in Sicilia famiglie allogene assegnando e ripartendo fra loro vasti latifondi. Ma quei
tentativi non furono mai coronati da successo.
Dalla guerra
del Vespro in poi, de-
bole e precaria essendo l'autorità statale, si accentuò
il processo
di assorbimento
della
proprietà allodiale, di usurpazione dei beni comunali e demaniali, senza che il potere centrale riuscisse mai a porvi il minimo riparo. Al latifondo feudale era subentrato il latifondo borghese e questo non si rivelò meno funesta e meno tenace dell’altro. Con l'unificazione d'Italia, non mancaro-
no gli sforzi per diffondere una nozione esatta del problema del latifondo in Sicilia e per prospettare i rimedi capaci di annullarne
l’azione
paralizzatrice
sull’agricoltura
meridionale. Basta ricordare le inclusioni della grande inchiesta agraria diretta da Stefano Jacini nel 1879, l'inchiesta del Faina, gli studi e le proposte del Sonnino e del Franchetti, gli appelli di Giustino Fortunato, Tentativi di bonifica in complesso felicemente riusciti, si fecero nella piana di Catania e nella zona costiera della Sicilia
settentrionale. Ma quelle trasformazioni di latifondi parvero determinate da mire di esclusivo
interese privato. Furono
opera
di
un modesto numero di proprietari e di più scarso numero di cooperative, L'immediato dopoguerra fu esiziale anche qua come altrove, Si ebbe il famoso decreto
Visocchi sull'occupazione delle terre incolte
«QUESTI PROBLEMI VANNO
del settembre 1919. Questo decreto si proponeva di aumentare la produzione delle derrate alimentari e l’impiego della mano d’opera agricola. A tal fine, in ogni provincia
PRESI D'ASSALTO COME UNA TRINCEA»
fu conferita al prefetto la facoltà di asse-
LA REDENZIONE: DEL LATIFONDO IN SICILIA
gnare le terre « incolte».Assistito dal direttore della Cattedra ambulante di agricoltura egli doveva decidere se una data terra si
trovasse o no in uno «stato culturale deci-
samente
inferiore, in senso tecnico ed eco-
nomico, alla media agricoltura: del luogo» e quando la trovasse inferiore, aveva la facoltà di autorizzare l'occupazione per quattro anni. La legge non
richiedeva a coloro che oc-
cupavano la terra alcuna garanzia tecnica; S antico è il riconoscimento dei malanni provenienti dal latifondo,
antico è del
bastava
la loro appartenenza
ad una
qualsiasi cooperativa.
Sorsero
numerose
le coo-
e a coltiva-
perative; in minima parte quelle composte di veri e propri contadini; la maggio-
namenti di latifondi furono escogitati e legiferati dai Gracchi, da Silla, da Cesare; ma sotto la Repubblica e sotto l'Impero i latifondi tornarono ogni volta a ricostituirsi più vasti e infecondi. La grande proprietà ecclesiastica fu anch'essa favorevole alla costituzione del latifondo siculo. Inutilmente col dominio arabo, si determinò saltuariamente la tendenza al frazionamento della proprietà, e le invasioni normanne portarono colonie di agricoltori che si impiantarono sul terreno dei
che avidi delle terre altrui. Concepito male, il decreto fu malissimo eseguito, Le concessioni di terre furono fatte a cnso, senza discriminazione, non di rado per fini elettorali e prima ancora che le cooperative fossero legalmente costituite e riconosciute. Il giacobinismo del decreto non ebbe limiti o remore nella furia dell’improv-
pari l'intento di porvi riparo con assegnazione
di terre a contadini
tori diretti o con leggi miranti a limitare la grande proprietà terriera. Frazio-
ranza in balìa di sfaccendati e di audaci, dietro i quali si celavano speculatori e ban-
visazione
e della rapacità che
riuscì a scatenare,
Spesso furono
date non
terre
ain-
colte» che nessuno aveva desiderate e richieste e che nessuno avrebbe mai accet-
tate, ma terre coltivate, rese feconde dal lavoro e dal capitale privato. Solo în casier eccezionalissimi i possessori migliorarono la terra; quando, cioè, disponevano di capitali pronti e di capacità tecnica, Per lo più, come era facile prevedere, continuarono a fare quello che gli antichi proprietari facevano, più spesso si diedero a saccheggiare. Spettava al Fascismo la concezione organica e l'esecuzione metodica della redenzione della terra sulla base del suo frazionamento. La legge Mussolini del 7 dicembre 1928 è la magna charta della bonifica del suolo nazionale, Essa è l’unica legge, che tenda a modificare profondamente l'ambiente, sia bonificandolo dal punto di vista idraulico e igienico, sia costruendo strade, case, centri rurali, cui appresta acqua potabile, scuola, chiesa, medico, sia anticipando capitali ai nuovi coloni dirigendoli nella parte tecnica, aiutandoli mercé il più rapido smercio dei prodotti. Per valutare la vastità del problema bastano pochi dati statistici. Il censimento delle aziende agricole compiuto nel 1930 ha rivelato per la Sicilia l’esistenza di 452419 nuclei di attività rurale su una superficie coltivata di 2 milioni e 101194 ettari. Ma le aziende con una superficie di oltre 200 ettari occupano da sole più di un quinto di questa superficie. Sono 892 e si estendono per 452.488 ettari. Accanto alla grande proprietà dominante, la proprietà polverizzata, che si è creata soprattutto ai margini delle
provincie costiere, in parte con le rimesse degli emigranti; ma questa corrosione del latifondo non ha intaccato le vaste zone delle terre nude che si stendono nell'interno.
Le insegne del Partito vengono portate a bordo del piroscafo « Città di Napoli » per raggiungere Palermo. - In alto: l'imponente aspetto del molo partenopeo denso di folla. Al momento dell’imbarco, Napoli, la città che nel clima fascista ha ritrovato tutte le sue doti d’intelligente laboriosità. ha dato muova prova della sua fede e del suo acceso entusiasmo.
Senonché il latifondo non è esclusivamente un problema di superficie, bensì un complesso problema di regime economico e sociale. Spezzarlo meccanicamente in piccoli poderi con riforme agrarie rivoluzionarie alquanto demagogiche, come è avvenuto do-
po la guerra in Jugoslavia e in Romania, non significherebbe risolverne i tipici elementi. Lo conferma il fatto che le piccole proprietà già create negli ultimi decenni sui latifondì frantumati, non hanno favorito in alcun modo né il miglioramento della terra e delle colture, né il progresso dei contadini. Il frazionamento del latifondo va connesso a tutta una radicale trasformazione del suo regime agrario. E questa trasformazione dovrà estendersi, col tempo, per la totale redenzione agricola dell'isola, anche a tutti i giovani e vecchi eredi del latifondo già diviso e scomparso, ossia ad una superficie complessiva, che si può calcolare in un milione e mezzo di ettari, Trasformazione profonda, che comporta la soluzione di svariati, formidabili problemi. Il primo è quello ‘dell’acqua. Si tratta di disciplinare le acque alluvionali, approvvigionare le acque per le abbeverate e le irrigazioni nelle larghe stagioni secche, rifare il volto alle colline, Bisogna cercare l’acqua, custodirla, quando viene, portarla dove non si trova. Dove arriva l’acqua aumenta subito il valore della terra. Basti un esempio, Nel territorio di Paternò un «tumulo» di terreno (oltre duemila metri quadrati) pur coltivato a olivi e mandorli, si paga senz'acqua 1500 lire; ma irrigato per la coltivazione ad aranceti si paga fino a trentamila. Subito dopo quello dell’acqua viene il problema delle strade. Molte sono le strade provinciali e comunali costruite in Sicilia nei diciassette anni dell’èra fascista, ma di fronte a 2158 chilometri di strade statali, a 3797 di strade provinciali, ve ne sono 2736 di strade comunali, 275 di strade di bonifica e 270 di vie minori. La sproporzione è evidente. Sufficienti e buone sono oggi le vie principali, del tutto inadeguate quelle minori. Ora è soprattutto di queste rami ficazioni che ha bisogno l'agricoltura. Le vie minori, comunali, vicinali e interpoderali, che percorrono come un sistema vascolare di minime ramificazioni le terre a coltura intensiva dell’Italia settentrionale e centrale, sono ancora quasi sconosciute in Sicilia. Quasi mai la campagna interna dell'isola è percorsa da carri, che non possono pervenire alla terra da coltivare. Tutto, ancora, trasporto di uomini, strumenti di lavoro, covoni di grano, fasci di erbe e di fave, è affidato al mulo che va su e giù fra il villaggio e la campagna, spesso distanti venti chilometri, e difende, solo, il lavoro della terra. Dove la strada manca, la vita cessa, la campagna si spopola e impoverisce. Si creano l'isolamento e il tragico silenzio delle cose morte. Giovanni Verga ha fissato in pagine indimenticabili lo squallore di certi paesaggi siciliani «Verso sera, allorché il sole tramontava rosso come il fuoco e la campagna si velava di tristezza, si incontravano le lunghe file degli aratri di Mazzarò che tornavano, adagio adagio, dal maggese e i buoi che passavano il guado lentamente, col muso nell’acqua seura; e si vedevano nei pascoli lontani della Canziria, sulla pendice brulla, le immense macchie biancastre delle mandre di Mazzarò; e si udiva il fischio del pastore echeggiare nelle gole, e il campanaccio che risuonava ora sì ed ora no, e il canto solitario perduto nella valle». Ultimo, ma non meno importante, è il problema della casa, La mancanza di case coloniche obbliga non di rado i contadini ad abitare nei centri’ urbani, distanti chilometri dai campi di lavoro. Si ha, così, il paradosso del contadino residente in città. Questo fenomeno è aggravato dalle rotazioni che alternano,e, spostano le zone delle colture, per cui il contadino, se vuol seguire il grano e la"fava, pur restando per molto tempo al servizio dello stesso imprenditore, deve ogni anno mutare il suo campo di lavoro. Diviene, allora, un nomade dell’agricoltura. Non di rado lavora per due 0 tre diversi propriétari e deve ogni giorno spostarsi dal suo centro nelle più diverse direzioni. Questo spiega l'assurdità della carta demografica della Sicilia. Su quattro milioni di abitanti, adunati in poco più di 25.000 chilometri quadrati, il 91 per cento vivono condensati nei 384 capoluoghi di Comune e solo il 9 per cento sono sparsi per la campagna. La redenzione del latifondo siciliano si è iniziata nei giorni scorsi su una superficie di 500 mila ettari. Delle ventimila case coloniche — una per ogni unità poderale — che dovranno sorgere entro dieci anni, duemila saranno costruite entro il 28 ottobre XVIII Per valutare l'entità dell'impresa, basterà ricordare che l’Agro Pontino redento ha in'estensione di poco più che 50 mila et-
la spesa sostenuta per la trasformazione, dedotti i contributi dello Stato. Quei proprietari i quali non fossero in grado di rimborsare in tutto od in parte la spesa, soddisferanno il loro debito, cedendo all'Istituto una parte del terreno trasformato di valore corrispondente. Se, nonostante la collaborazione dell'Ente, vi saranno proprietari non disposti ad ottemperare agli obblighi della trasformazione, il nuovo Istituto avrà il potere di espropriare i terreni degli inadempienti per introdurvi direttamente i nuovi ordinamenti produttivi E poiché, in tal modo, una certa quota dei terreni da trasformare passerà in proprietà dell'Istituto, sia per effetto dell'espropriazione, sia specialmente per la prevista cessione in pagamento da parte dei proprietari incapaci di rimborsare l’intera spesa di trasformazione, verrà a costituirsi un patrimonio terriero di cui l’Istituto si servirà per creare una piccola proprietà da assegnare a diretti coltivatori, Questo il grandioso disegno, che attua la promessa fatta dal Duce due anni fa durante il suo viaggio trionfale in Sicilia, Promessa che si vuol qui ricordare. «Il latifondo siciliano, quantunque oggi sia stato spogliato dei suoi reliquati feudali dalla politica fascista, sarà liquidato dal villaggio rurale, il giorno in cui il villaggio rurale avrà l'acqua e la strada. Allora i contadini di Sicilia, come ji contadini di tutte le parti del mondo, saranno lieti di vivere sulla terra che essi lavorano, Finirà la cultura estensiva, la vostra terra potrà nutrire il doppio della popolazione che oggi conta, perché la Sicilia deve diventare, e diventerà, una delle più fertili contrade della terra» Da oggi si passa all’azione. SPECTATOR
tari,
Si prevede che la spesa complessiva potrà ascendere a due miliardi e mezzo, di cui uno resterà a carico dello Stato per l’esecuzione delle opere pubbliche (400 milioni) e per sussidi alle opere di competenza dei proprietari 1600 milioni. I proprietari della zona latifondistica dovranno, entro dati termini, procedere alla trasformazione degli ordinamenti produttivi, coordinatamente alle opere pubbliche di modificazione ambientale, Date però le difficoltà tecniche e finanziarie del problema si crea un apposito Ente per la colonizzazione del latifondo siciliano, il quale è essenzialmente destinato a facilitare l'opera trasformatrice dei proprietari. Quelli tra essi, infatti, che non hanno la capacità tecnica e finanziaria di procedere alla trasformazione, potranno affidarne la cura allo speciale Isti tuto, il quale, ultimata la bonifica, restituirà l'immobile nell’estensione originaria, a quei
proprietari
che
potranno
rimborsare
r inizia con la posa della prima pietra di una casa La giornata del 21 ottobre a Palermo. - Qui sopra il ministro Seggreretario del Partito Colonica 1 lavori della grande opera di bonifica che trasformerà il latifondo dando nu \ova fonte di benessere ai tenaci rurali sicìli ani. - In alto: S. E. Starace assiste allo sfilamento delle forze giovanili della Sicilia.
POMEZIA: DELLA
VITTORIA
VOLONTÀ
FASCISTA
Dopo Littoria, Sabaudia, Aprilia e Pontinia, anche Pomezia segna una luminosa vittoria nella dura battaglia di redenzione della nostra terra, voluta dal Fascismo: là dove erano miseria e desolazione, sorgono oggi campì ubertosi e confortevoli case coloniche, benessere e serenità. Ecco che i principali edifici del nuovo comune dell'Agro, fra i quali è la sede della G.I.L. (sotto), sono ormai completati, mentre già fervono intorno i lavori dei campi e la pagnotta fatta con la farina del primo grano raccolto sembra più profumata e più sapida.
LA VALORIZZAZIONE DELL'ALBANIA
- [BONIFICA FASCISTA IN ALBANIA
SOTTO IL SEGNO DEL LITTORIO N°
discorso del Ministro Ciano
pronunciato
alla Camera
dei Fasci e delle
Corporazioni poco dopo l'unione dell'Albania all'Italia, era stato messo in evidenza il poderoso apporto che il lavoro e il capitale italiani, con l’aiuto della mano d'opera albanese, avevano recato a quella nobile nazione per troppo lungo tempo abbandonata a un triste destino. Da quasi tre lustri quanto è stato compiuto in Albania è legato esclusivamente al nome d'Italia, Costruzione di porti di ponti e di strade, arginatura e canali di irrigazione, bonifica di zone paludose, ricerca e utilizzazione di minerali, attività industriali, tutte imprese di schietta marca italiana. La struttura economica del paese, che si trovava in uno stadio iniziale e molte volte primitivo, con l'intervento dell'Italia si è radicalmente trasformata in modo da avviare l'Albania verso un decisivo incremento, Dopo appena quattro mesi da che l'Albania aveva unito i suoi destini nazionali a quelli dell'Italia imperiale, le opere già iniziate si svolsero con ritmo più celere e altre vennero rapidamente impostate, trasformando la terra schipetara in un immenso operoso cantiere. Galeazzo Ciano, che nel mattino dell'8 aprile XVII atterrava con un possente trimotore al campo di aviazione di Tirana, nell'agosto scorso, con lo stesso apparecchio, si recava nella capitale albanese per inaugurare le opere già compiute e dare il via a nuove imprese di civiltà, Di recente il Sottosegretario di Stato agli Affari Albanesi, Consigliere Nazionale Zenone Benini, ha presentato al Duce una relazione che conferma le previsioni e i calcoli della politica italiana svolgentesi in Albania sotto il segno del Littorio. Le risorse del suolo e del sottosuolo in questa terra che ha presso a poco la superficie della Sicilia, la laboriosità dei suoi abitanti, la geniale iniziativa di una schiera di italiani, pionieri silenziosi e infaticabili di una pacifica ma non sempre
facile impresa, contribuiscono indubbiamente al benessere del popolo albanese
e insieme alla potenza economica e al prestigio del nostro Paese,
Era già noto, per quanto non ancora di dominio pubblico, che il complesso delle
TOTALE
ETTARI 200.000 risorse agricole e zootecniche del-
l'Albania — entrambe di notevole entità — non rappresentavano che un particolare settore delle possi-
bilità offerte dal Paese, ma la re-
lazione di S, E, Benini ha anzitut. to messo in rilievo la qualità, la quantità e il valore delle risorse minerarie che sino ad ora, se si
eccettua il petrolio, erano ignorate 0 misconosciute. Fra le principali risorse minerarie accertate v'è quella dei giacimenti di ferro, Sino da ora si può
affermare di essere in presenza di un vero e proprio bacino ferrifero
di importanza superiore a ogni pre-
visione. Si ritiene che si arrivi a venti milioni di tonnellate di ferro. In conformità agli ordini del Duce, che segue attentamente gli
sviluppi e i progressi che si svolgono in Albania, è
stato coneretato
un piano di sfruttamento dei giacimenti ferriferi con speciali impianti per ciò che riguarda i. mezzi di trasporto e l'installazione di
una acciaieria destinata principal-
Ù 7 {one italiana ad oggi è tale che meraviglierebbe se la rapidità dello stile fascista non ci | ente alla fabbricazione di accial noi ar AI i a ene ‘mentali costruzioni che sono in corso a Tirana: lo Stadio Olimpico e la Casa del Fascio, - In alto: il quadro delle opere di bonifica. Sempr comp)
sorse minerarie sì sono accertate sîno ad oggi oltre cinquecentomila
tonnellate di minerale di cromo e
tutto fa ritenere che le ricerche în corso seguitino a dare buoni risul
tati anche in questo campo. Inoltre importanti giacimenti piriferi
hanno
rivelato
la presenza
di piriti cuprifere e di calcopiriti. In alcune zone funzionano im» pianti per l'estrazione di bitume,
la cui produzione, aggiunta ai sottoprodotti
delle distillerie italiane
del petrolio greggio, forma il saldo
del nostro
fabbisogno
che
si
aggira intorno alle settantamila tonnellate annue,
Notevole è il campo di ricerche e di sfruttamento del petrolio; Particolare importanza ha assunto l'estrazione del petrolio nella regione di Devoli, dove è stàto costruito un oleodotto in acciaio
lungo oltre settanta chilometri che va dai pozzi fino al porto di Va»
lona e ove în pochi mesi l'Azienda Italiana Petroli Albania ha creato
una città dalle alte torri di acciaio definita l’« Università del Pe-
trolio» per le modernissime installazioni tecniche che vi si ammirano. Abbondanti sono i giacimenti carboniferi, le cui possibilità si vanno sempre più valorizzando. Il Sottosegretariato di Stato per gli Affari Albanesi ha predisposto la rapida attuazione di un vasto e complesso programma di lavori pubblici e a tal fine ha costituito, alle sue dipendenze, l'Ispettorato Opere Pubbliche di Albania, i cui compiti sono distinti dalle attribuzioni del Ministero dei Lavori Pubbli Pretentpaile L'attività di questo nuovo Ente si è iniziata in tre settori fondamentali: le strade, l'edilizia e le bonifiche, Un quarto servizio è quello per le Opere Marittime che sta provvedendo alla sistemazione dei maggiori porti d'Albania, Il problema della costruzione di nuove strade, come della manutenzione e miglioramento di quelle esistenti, è stato approntato con un piano organico di immediata attuazione che è in pieno corso di esecuzione in tutto il territorio albanese, A lavori ultimati la rete stradale albanese sarà sistemata a somiglianza di quella italiana e risolverà organicamente i problemi del crescente traffico. La sua importanza è di carattere veramente vitale per l'Albania, quando si consideri l'attuale assoluta mancanza di ferrovie sul territorio. Nel campo della edilizia edelle opere igieniche èincorso pure un vasto programma di lavori, specialmenteaTirana, che nel giro di pochi anni rinnoverà il suo volto,
628
Qui sopra: il grande cinema-teatro all'aperto già inaugurato a Tirana. - A sinistra; un salone nella sede del Dopolavoro degli insegnanti di Tirana. È, questo Dopolavoro, uno dei centri intellettuali della capitale albanese risorta a nuova vita.
Sono in corso lavori per la sede del Luogotenente Generale, per la Casa del Fascio con sedi annesse della G.I.L, del Dopolavoro, dell'Opera Maternità Infanzia e della Foresteria, nonché per un gruppo di appartamenti per le case degli impiegati e per le case popolari. Tirana avrà inoltre un grande moderno albergo, un edificio per la Banca Nazionale del Lavoro, nonché un grandioso Stadio Olimpico. Una importante opera eseguita con rapidità fascista è quella della costruzione del nuovo acquedotto, che è già entrato in funzione con la installazione di una serie di fontanine che forniscono un'ottima acqua alla popolazione di Tirana. Anche a Durazzo e a Valona è in corso la costruzione di acquedotti urbani, Per le opere di bonifica lo Stato italiano ha stanziato la somma di un
miliardo
e duecento milioni. Allo stato presente è in corso la bonifica della palude di Durazzo e si sta approntando il progetto per la bonifica della zona della Musacchia. La bonifica di Durazzo sarà completata entro il 1941, mentre la bonifica integrale di tutto il territorio albanese, che comprende oltrè tuata nei modi e nei termini stabiliti dal Duce,
duecentomila
ettari, sarà effet-
Qui sopra: i lavori per la costruzione della strada Tirana-Scutari che occupa gran numero di operai indigeni. - Sotto: Giovani Fascisti albanesi al campeggio di Tirana. A destra: i lavori in corso per la foresteria. Sono fin da ora da considerare le grandi possibilità dei terreni li-
mitrofi alle zone di bonifica. Un grande esperimento sta per esse-
re compiuto nella zona di Kawaja su una estensione di circa 10.000 ettari. Si nutre ferma speranza che în questi terreni fertilissimi le colture del cotone, dei semi oleosi e del granoturco, finora malamente sperimentate, possano vittoriosamente affermarsi. In tutti i lavori in corso sono occupati circa venticinquemila ope-
rai tra i quali gli italiani — appena il cinque per cento — sono per lo più specializzati. In Albania può dirsi definitivamente scomparso il triste fenomeno della disoccupazione, perché può considerarsi totalitario l'assorbimento della mano d'opera locale. La politica estera dell'Italia Fascista ha ottenuto
in Albania
uno
dei suoi maggiori successi, Oltre aver realizzato con rapidità fulminea il suo programma di affermazione e di difesa della sponda affacciantesi all’orizzonte dell'Europa sud-orientale, l’Italia imperiale, col suo intervento e la ‘conseguente valorizzazione delle risorse dell'Albania, contribuisce alla elevazione civile e sociale di un popolo generoso animato dal desiderio di riacquistare il tempo perduto, con risultati che potranno avere conse-
guenze notevoli anche nel campo dei rapporti internazionali. GB.
LA
(NUOVE
MEMORIE
Romanzo
di
LUCIO
DEL
VALCHIRIE
DELLE
CAVALCATA
MARCHESE
D'AMBRA,
ARMANDO
D'APRÈ)
Accademico
d'Italia
suo soggiorno lla Costa Azzurra perché il re deposto, è costretto a interrompere ilLoulette RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. - Rolando II di Fantasia,l'annuale ‘on il consigliere Armando Louly appannaggio. Con la sua amica Rilovo presidente della Repubblica del suo paese decide di togliergli ha abbandonato la città. In albergo principessa di Effemeris, lo aiuti: ma qui apprende ch'esta d'Apra la porta a Vienna dove spera che la zia Maria Carolina, al Casino di Baden vincendo novecentamita franchi. Lalou la unnottepacco per Antonio Lalou, si imbatte nel barone Balbakine col quale passa Imalificato è Sola , Kiki, di vestiti e riceve la visita di Eleonora ex regina di Piucompra dal visconte La Fayette, ridotto senza uno scellino per colpa di una ragaz: sua corte, della quale della dama già Frondosa, di Marchesa la poi Incontra sartoria. grande una aprirà che annunzia e franchi Sori ‘alla quale da centomila Il romanziere francese Germain lo mette a parte dell’intenper ripicco si fa corteggiare da Filippo er re di Alagna. Dalluamorat: ciò ingelosisce Loulette Lache Cavalcata delle Valchirie =che avrà a protagonista un sarto per. signora che apre a Vienna, cioè Antonio Lalou. Mione di serivere un romanzo « VW
Pienamente soddisfatto, ma tentando di evitarsi la fatica di scrivere La
Cavalcata, il romanziere avvertì: — In caso che il mio libro, per qualsiasi ragione, non dovesse apparire, restituirò i venticinquemila franchi. — Inteso! — gridò Rolando deciso a scappare. — Coi vostri gettoni di presenza alle sedute dell’Accademia il giovedì. umilmente l’Immortale. — Sovente, Maestà, non sono che venti franchi, — osservò bottone. — Ci vorranno — Non fa nulla, — assicurò Rolando strappando l’ultimo venticinque anni. Io vi auguro, maestro, una lunghissima vita. trovarsi nel vestiper franchi, venticinquemila di prezzo a tempo, în Fu appena da due diaccompagnata Frondosa, di duchessa la cui in momento bolo proprio nel in albergo profondamente inplomatici inglesi che sùbito si congedarono, rientravamezzo e, senza salutare l'illustre chinandosi al suo Re, Il quale non pose tempo perin un nel tamduchessa la braccio romanziere né dire a me dove andasse, rimise cui era appena discesa, non lasciando buro girevole della porta e la rificcò nel tassì da correttissimi sempre in queste faccende, neppure il ai due gentiluomini britannici, ebbi non Ma al Ring. modo di pagar di tasca loro la prima corsa dalla Legazione scomparve in mezzo ai mobili © fempo, non appena Rolando, involata la duchessa, Opéra» e il romanziere Paolo Germulticolori fuochi del Ring in direzione dell'«a bottino fatto, la signora di provincia main se la diede a gambe per raggiungere, solo; ché il tamburo sùbito rigirò in
del giovedì, non ebbi tempo, dico, di restare una Valchiria, Loulette Louly, senso contrario e, fiammeggiante anche leifu come 5 davanti ai miei occhi contemporaneamente nuda e impellicciata, Se n'è infischiato che io fossi, in una — Dov'è quel gran mascalzone di inRolando? di Alagna! L'ho piantato dell'ex-re compagnia Kahlenberg, del suggestiva trattoria visto Rolando cercare a qui volata sono e , mezzo ubbriaco, io, Filippo ventisettesimo anche a costo d'essere costretto, che lui, com'era suo dovere, non veniva a cercare si. me Ingénua io a credere di trovarlo lui re, a sfasciare il muso di quell'altro re. Ma assomi che assomiglia: mi quell'altra che qui! Sarà anche lui, Rolando, in egiroin con questa vecchio. Ma non finisce così, caro mio, tassi miglia, intendiamoci, in brutto anche girare mezza Vienna. Ho fuori a.unxcovarli notte. Io lo trovo, io li trovo dovessi l'anello Ring finché sarò riuscita del quanto tutto Girerò emi. che accompagriat di aprire qui, 2 Vienna, — visto pete conceda gli io che Rolando, silluda, non E poi? Al Graben. Ma Jos 1 suo famoso negozio!Edove nche quell'alt Graben a quel loro famoso mezzo in c'è cosa che nulla, mai sapete non che voi Vol.
dove le belle signore vanno a farsi più belle? Una colonna commemorativa. E sapete che cosa commemora quella colonna? Semplicemente la peste. E io voglio tenermi quel malaugurio davanti agli occhi? Fossi matta! Io aspetto Rolando. Io gli cavo
gli occhi questa notte stessa. E, domattina, lui. cieco, si va via. Voi potete intanto andar su a fare le vostre valigie. Io aspetto qui. S'era seduta, tremando tutta, sopra una sedia del. vestibolo come se furiosamente palpitasse sotto una scarica elettrica. Né, decisa a rimanere, pensava più ch'era prima decisa ad andar via. Talché il tassì aspettava fuori mentre Loulette aspettava dentro. Io eliminai prudentemente una delle due attese prendendo per me l'automobile — Son desolato, Loulette, di dovervi ‘lasciare. Ho un amico che mi aspetta. alla birreria Giovanni Strauss. — Andate all’inferno voi; Strauss e il vostro amico. Io so anche aspettare sola. Il giro del Ring, progettato da Loulette, lo feci io per trovare ad ogni costo Rolando ed avvertirlo a tempo che non rientrasse in. albergo con la duchessa, visto.
che la bionda e piccola belva era in agguato. Dopo avere girato mezza. Vienna, trovai alla fine Rolando e la duchessa, usciti probabilmente da un caffè, alla Stephansplatz, girando a braccetto, sotto il dolce lume di luna che inargentava tutte quelle
buie
architetture,
attorno
alla Cattedrale
Livio lamentò che, mentre a Roma si deliberava,
e al Palazzo
Arcivescovile.
Sagunto fosse espugnata,
Se
Tito
rimpro-
verando così ai romani dubbiezze e parole quand’eta invece tempo d’agire, io non posi: perplessità tra il mio profondo rispetto verso la. duchessa di Frondosa e;Ja necessità d'avvertire Rolando il quale, non appena seppe, la fece da senatore in Curia e cominciò a porre problemi che, senza una rapida decisione della duchessa di Frondosa, gli avrebbero. fatto far la fine di quei carabinieri, nei Briganti di Offenbach,
ai quali
il grazioso
Meilhac
faceva
cantare:
par un malheureur hasard nous arrivons toujours trop tard..
Rolando rischiava di non arrivare né tardi né presto e di passar l’intera notte ad andare su e giù attorno alla Cattedrale di Santo Stefano, poiché, dimostrato che non potevano, la duchessa e lui, con quell'altra di sentinella su la porta, ritornare all'albergo in due, contrapponeva senza tregua le due diverse ipotesi; se la duchessa fosse ritornata sola e per la prima, non avrebbe potuto Rolando, perché non presente, darle soccorso contro l'aggressione; ma se Rolando fosse ritornato per il primo, non avrebbe potuto
poi,
perché
già
ferito, difendere
la duche:
quando
sarebbe
rientrata
zia” (gli viennesi sloggiassero dal. lo manu tri Lou. lette Louly e la portassero, nell’impossibilità d'offendere, in gattabuia. x» | Rispettosamente la duchessa diFrondosa domaridò al suo Re se caso mai — le | parole eran diverse, mail senso era questo, — gli avesse dato di volta. ilcervello, | essendo impossibile ch'egli ventilasse sul serio l'ipotesi d'un pubblico scandalo attorno al suo augusto nome e a quello rispettabile, e storico anch'esso, della duchessa. |_— Io rientrerò per la prima, — stabilì la duchessa, — e rientrerò da sola, Sono | certa che la vostra piccola amica non oserà levare.su me, tanto io gl'imporrò | rispetto col mio primo sguardo, neppure l'occhio. | La pedanteria, in certi momenti, è ariche una caratteristica di Rolando secondò, il quale infatti osservò: | — Se Loulette non dovrà levare su voi neppure un occhio, mi dite come farà a | vedere che il vostro imperioso sguardo le comanda- dirispettarvi? . > | Ottenemmo che la duchessa sifacesse accompagnare da noi sino a dieci passi dal| l'albergo di modo che, ella entrando, noi potessimo da fuori vedere che cosa accalà dentro e, nel caso, tempestivamente correre în aiuto. Dal marciapiede | vedemmo
Loulette sempre ferma al suo posto, in attesa già da un bel paio d'ore.
| La duchessa, come se non fosse nulla per lei affrontare quella tigre, non ci salutò
| come nel Colosseo i gladiatori romani salutavano Cesare: Morituri te salutant...
| Ma, sorridendo serena e con l'aria di tutti giorni, semplicemente ci disse: — « Buona | notte, Sire.. Buona notte, d’Aprò...». -Non credo aneéra ai miei occhi. Vedemmo la duchessa entrare come se niente fosse |< Laulette ‘andarle sùbito incontro coi segni della più palese deferenza. Parlarono | ©bsì tutte sorrisi, un paio di minuti, in capo ai quali avendo la duchessa presa | affettuosamente per un braccio, il sinistro, Loulette Louly, questa amabilmente si | svincolò e, passando dall'altra parte in.modo da poter dare alla duchessa la destra, | pfferse il braccio destro alla rivale. La quale parve grata della cortesia, mentre | Loulette amabilmente le sorrideva, E le due donne, unite così, lentamente sì avvia\rono verso l'interno dell'albergo, nei saloni. Non tardammo ad accorrere. ma trovammo i saloni vuoti. Sapemmo allora dal Tagazzo addetto all’ascensore che In duchessa di Frondosa è la signora Lalou erano state da lui accompagnate al secondo piano dove le aveva vedute dirigersi, tranquil | làmente conversando, verso l'appartamento occupato dal signor Lalou, da sua | moglie e da mè. Entrammo dunque, rassicurati. ma sbalerditi, in camera mia, dove non appena entrati, senza accendere la luce e camminando in punta di piedi sopra i tappeti, ci mettemmo, molto incuriositi, in ascolto. (— Sì, — diceva la duchessa di Frondosa, —. poiché abbiamo questa fortunata occasione di parlarci a quattr’occhi, desidero chiarire un punto essenziale. To -non capisco, mia cara signorina, come voi possiate, nella luce della vostra felicità con Rolando, avere ombra dalla mia fortuita presenza. Da gran tempo voi conoscete la mia storia, come da gran tempo io conosco la vostra. Se qualcuno interrogasse Ro| lando certamente questi, riportandosi alla vita immaginaria che sempre accompagna | la nostra vita reale, risponderebbe: — «Da dieci anni io follemente adoro la (duchessa di Frondosa. E per lei ho perso, la prima volta, fl trono dei miei avi». Tn verità il trono. il mio augusto Re, l'ha già perduto due volte, ma se io posso sredermi responsabile in qualche ‘modo della prima repubblica, non'mi sento d'as| sumere — lasciandola tutta ‘per voi, gentile sua. favorita nella Restaurazione, — la (responsabilità del secondo colpo di Stato repubblicano, || <Koulette, con un gesto come ‘se mandasse via una zanzara, si liberò dei rimorsi: «_—.._7Io so, duchessa, che, pur avendo per voi rispetto e ammirazione, non posso .' vedervi
|
|
inaspettatamente
apparire
dove
io sto. con
Rolando
senza
sentitmi
sùbito
frullare. il sangue. dentro le vene. Non dovete dimenticare, duchessa_mia, che_jo | sono stata scelta e amata, da Rolando, solo perché non ha potuto scegliere e amare voi. Innamorato pazzo di voi che, dama integerrima e sposa fedele, pur col rispetto al Sovrano lo tenevate a debita distanza, il caso gli ha messo davanti, nella can-
Aftenzioni senza che Loulette potesse în quelle trovare alcun motivo d'adombrarsi.
ro)
và
tin
pel;
Viene avanti l'estate e noi andremoa
fosse il vitale ombelico del mondo, impuntata l'altra su l'idea di trasportare a Ginevra le hostre tre persone fisiche e le velleità commerciali dell'ex-redi Fantasia; Il quale; spuntando il sole, credette di riuscire finalmente a cantar vittoria, assieme ai galli, con l'argomento principe della regina: & * — Tu dimentichi semplicemente, mia cara Loulette, che l'avvio della mia impresa commerciale è affidato al nome dell'ex-regina di Piumaria. Né vorrà, Eleonora, la-
sciare Vienna per far comodo a te, © Senonché, a gran voce, Loulette Louly rigettò l’obbiezione:
5
1
— Che stupidaggine! Se Ja Regina di Piumaria — di cui tutto è in aria enon solamente le piume, — non ha oramai altro santo cui votarsi che te,'basterà. che tu le annunzii la tua decisa volontà di mutar cielo perché lei ti segua, col ‘marito, in capo al mondo. £ SAR Messo con le spalle al muro il contraddittore. Loulettè si ‘appoggiò,
sviluppando
la sua fitta dialettica dall’alba all'aurora e di là sino in piena mattina, sopra: gli argomenti sussidiarii, di cuì il più notevole fu questo: essere l’Austria. stato ridotto da un grande impero distrutto a una piccola repubblica minacciata d'essere ‘incor“orata, come una delle sue tante provincie, nel Reich, il paese meno indicato per una grande"impresa commerciale basata su la frivolezza delle donne moderne e sul movimento dei forestieri. Ben altre prospettive doveva aprire davanti alle mire»egemòniche di Antonio Lalou il Lago Lemano, dove sempre più la Lega delle Nazioni, sopra i campi di tennis di Ginevra, chinmava le. più eleganti donne d'Europa — mogli d'insigni diplomatici o galanti viaggiatrici a. caccia di scapoli in diplomatica villeggiatura, — a vedere gli uomini politici -gettarsi e rimandarsi la pallottolina, bianca come ala di colomba, della pace universale. Poi,.quando non ebbero più da opporsi idee o ragionamenti. Rolando e Loulette raccolsero gli sviriti antamonisti e guerrieri nel gridare a più non posso i nomi delle due città ch’essi scambiavano sempre più ‘vociferando, nel desiderio di sopraffarsi l'un l’altro ‘almeno con Ja voce. in gridi che salivano al cielo: vert f 5 — Vienna! . ì TARSIA — Vienna no! Ginevra! — Niente Ginevra! Vienna o crepa!, — — Crepa tu! Io grido: Ginevra, Ginevrà, Ginevra! Si senti bussare violentemente alla porta .del «corridoio. E una voce suonò sul nostro silenzio: ; — Viho lasciato discutere e gridare, come se foste non in un albergo ma in un Parlamento di stato democratico. senza l'ombra di una protesta. Anzi. vi ho seguito col massimo interesse senza tuttavia riuscire a decidere chi dei ‘due — il signore 0 la signora, — ‘abbia ragione. Soffro d'insonnia e sentirvi. discutere mi ha occupato assai dilettosamente le ore notturne. Senonché tutto ha un limite: anche la mia insonnia; e perciò dovrebbe averne uno anche la vostra interminabile divergenza;
Incapacedi dormire nelle ore notturne, ioassanoro, quando‘ilsole sorge, iTangiiori
| terina e ballerina che io mi ero, la vostra copia quasi conforme. Da allora — e son dieci anni, — Rolando non m'ha più lasciata: merito. vostro, non mio. Ma — e qui è il patetico dell'avventura, — io mi sono a poco a poco innamorata di Rolando, sentendomi da lui amata perché somigliavo a voi, ma come se Rolando masse me direttamente e senza escursioni. dalle.vostre parti. E forse così è, stringi stringi. quando voi siete lontana. Il surrogato acquista vita provria. valore suo, e tutto allora va bene. Ma quando voi, a periodi, ricompatite, addio! La vostra pre| senza annulla la mia. Voi siete. con me accanto, come una balla donna davanti allo specchio, inutilmente raddoppiata. E s'è mai veduto sì pazzo amante il quale, potendosi abbracciare la donna vera che ha lì davanti. se ne vada a tentar di stringere. senz’avere nulla, la donna là ‘dietro, nel suo riflesso? = Qui è l'errore, — rispose la duchessa di Frondosa. — Che Rolando possa abracciare Ja donna vera, in carne ed ossa, davanti allo specchio. Vi ho mai dato occasione di pensare cuesto di me? Ho mai io consentito, anche vedova, anche libera, che Rolando potesse illudersi di vedermi cambiare in favor suo? To non nego d'avere | amoto — come anche le donne oneste possono ‘amare: segretamente, è difendendosi, 7 Îl mio Re. Ma fedele com'è la vera ed assoluta fedeltà — cioè anche di là dalla tomba. — io non ho mai pensato che un altro uomo. sia pure Rolando, potesse ocetipare il posto del mio indimenticabile marito, don Alvaro di Frondosa, che fu il più grande gentiluomo del regno e per me il migliore degli womini. È La conversazione continuò per qualche tempo în cordialissimi termini, la duchessa | affermando che Loulette non aveva nulla da temere, Loulette a sua volta dichia| rando che le sue paure eran sì grosse, ad ogni incontro, farle perdere completamente la testa e indurla a profferire parole e minacce cheda non avrebbero tuttavia | mai osato diventare realtà. .— Dono questa dichiarazione — affermò: Rolando staccando l'orecchio dalla porta e mettendosi a sedere in tranquillità sul mio divano. — io non ho più altro da sentire. Può adesso, Loulette. gridare quanto vuole. Non riuscirà più a met| termi naura, Costei non toccherà mai un capello alla duchessa permaiquanto io con | Ja duchessa possa dire o fare. Le due donne — nell'orecchio mio che aveva continuato ad ascoltare, — vennero immediatamente a conclusioni auanto mai cordiali, l'una all'altra promettendo di non darsi. mai reciprocamente fastidio alcuno. Né mancò, Loulette, al dovere di fomandare alla duchessa umilmente scusa per le sue minacciate intemperanze assi | curandole che mai più avrebbe avuto occasione di dolersi di lei, dato che era oramai | perfettamente persuasa della sua perfetta innocenza e della sta storica invulnerabitità. Poteva dunque Rolando, d’ora în avanti, prodigare alla duchessa tutte le sue _F:solo avando, evidentemente sul passo dell'uscio. Loulette ‘domandò alla duchessa di Frondosa per quanto tempo ella sì sarebbe trattenuta in una malinconica Vienna che non era più — per quanto ella, troppo giovane, non l'avesse mai veduta, — quella di Francesco Giuseppe e-degli intraprendenti e galanti Arciduchi. la voce della duchessa dichiarò che il suo soggiorno nell’aristocratica e deliziosa Vienna, |_x lel assai piacevole anche senza le mondanità e le galanterie più lieto e age: ole tempo, si sarebbe prolungato per mesi e forse ‘per anni, d'un dato che il regime repubblicano non le concedeva di ritornare in patria e che la Repubblica appariva a'leî.monarchica ‘di quattro cotte, sopportabile solo a Vienna o a Parigi dove la Snensierata vita aveva l’aria di sovrapporsi all'idea politica differente con tanta vivacità da farla letteralmente scomparire dalle più gravi: preoccupazioni del suo spirito. Non avpena il decoroso passo della duchessa di Frondosa — incessu patuit Dea, — |_si fu allontanato per il corridoio dell'albergo, noi entrammo nella camera di Loulette |a tempo per vederla investire Rolando, dopo la lunga depressione, con una violenza | che riprendeva’ di colno tutt'il tempo perduti _— Sè questa tu maledetta duchessa si stabilisce a Vienna quasi che questa fosse Sasa sua, — gridò Loulette, — tu non credere che jo ti lascerò rilevare al Graben il negozio di quel rammollito del tuo La Fayette! Saluta pure l'ex-regina di Piumaria, il visconte nipote del generale e l’esecrabile Friulein che risponde al ridicolo nome di Kikì. Io domani, senza perdere ‘un giorno; rifaccio su le valigie. Se ‘la tua
che
di una deliziosa sonnolenza che mi assicura sino alle quattro pomeridiane il pacifico sonno d'un ghiro. Faccio quindi colazione verso le sei del mattino; poi, preso un caffè e fumata una sigaretta. mi assopisco per dieci ore. Volete voi cortesemente, ora che è giorno, concedermi di dormire? — Voi avete perfettamente ragione, signore, — rispose Rolando ammansito dalla mansuetudine di quelle parole. — Io vi auguro, cortese vicino, la buona notte. — La buona notte no, se è già giorno fatto, — rettificò l'altro con pedanteria. — Tuttavia. poiché vado a dormire, voi non potete ragionevolmente dirmi neppure: buon giorno, — Si può sapere allora che cosa diavolo dobbiamo augurarvi? — gridò Loulette spazientita, — Buon sonno, — sugwerì il ‘vicino, — Niente altro che buon sanno; senza precisare se è di giorno o di notte, = Ma non era anefra finita. Il vicino. dopo essersi sentito, augurare il miglior sonno del mondo e dopo avere ringraziato, riprese la parola dietro la porta: — Consiglio anche voi, del resto. di andare a dormire. La vostra discussione non
è aneéra matura, C'è un modo ri dire del tutto errato: «La notte porta consiglio...».
La notte non c'entra affatto. Chi porta consiglio è ln nausa regolatrice. del sonno, a qualunque ora questo sia preso. Ove così non fosse bisognerebbe ammettere che quanti per dovere professionale vegliano tutta le notti, dai medici di guardia negli ospedali ai giornalisti dei giornali pubblicati al mattino, non potrebbero mai fare — e non è vero,.— che sconsigliatissime cose. Ci dormimmo sopra, come il vicino voleva, tutt'e tre. Ma, all'una, ritrovatici a colazione, i termini della contesa apparvero assolutamente immutati, îl sonno non avendo portato, nonostante la contraria diceria. consiglio alcuno: = Si resta a Vienna, — decise. perentorio, Rolando di Fantasia. — Si parte ver Ginevra domani, — stabilì. sicura di sé, Loulette Louly. Ma il consiglio non dato dal sonno lo portò inaspettatamente la veglia, ché quando, alle otto di sera, ci risedemmo a tavola per il pranzo, il dissidio apparve da misteriose forze composto: 7 — Si parte per Ginevra. — affermò Loulette, non appena seduta a tavola, per prendere risolutamente posizione. — Ho già presa i biglietti. amore mio, — acconsentì, fulmine a ciel sereno, la remissività di Rolando. Vidi sopra il volto di Loulette i segni del trionfo: non doveva aver sorriso niù fiero e viù soddisfatto il gran Condé ‘alla sera delle sue più decisive battaglie. Né volle, Rolando, ripetutamente invitato, dare spiegazioni esplicite sul voltafaccia. — È vero, — disse distruggendo in un sorriso i due milioni d'individui così vivacemente popolano Vienna, — a Vienna non c'è neppure un cane. E il che mondo, invece, è a Ginevra. Felice della vittoria e per riparare la notte perduta. Loulette andò a dormire con le galline; o, almeno con le galline di città, le quali, pur senza giungere alle ore piccole. amano più che quelle di campagna nottambulare per il pollaio sino ‘alle ore alte. Io uscii a far due passi sul Ring, — prossimi al sonno anche noi. — col mio regale amico il quale. non appena fummo a dieci metri dall'albergo, mi rivelò il mistero: 7 Sapete. mio caro Armando, chi ha fatto il miracolo? duchessa di Frondosa. L'ho incontrata alle sei, nell'ascensore. E mi ha detto: — «LaTutt'il' mio programma è sottosopra. Mia sorella ha un grave esaurimento nervoso. E i medici Ja mandano; . da Londra, în Svizzera: a Lucerna. Io vado a tenerle compagnia. dopodomani... +. ® deciso, caro d’Aprè: la Divina Provvidenza mi vuol bene. Parto Riesco a mettere d'accordo il diavolo è l’acqua santa e a metter nel sacco Loulette dentro la sua prepotenza. Ho guardato ben bene l'atlante dal nostro portiere. Lucerna e Ginevra sono a due.-passi. Due passi, per modo di direw attraversare che l'Oberland. Ma, con una macchina, sono traversate Nonoggi c'ènonda fanno più paura. To ho così la donna adorata su un lago e la sua controfigura in riva a un altro. E, in mezzo a loro, un gruppo di montagne fa quello chelfra i pisani e i lucchesi faceva il monte di cui parla Dante, quando impediva loro di vedersi e, quindi, di venire
- alle mani...
(Continua)
È
LUCIO
D'AMBRA
LA MORTE CONTESSA MAGISTRATI
DELLA MARIA CIANO
aprono il corteo funebre, - Sotto: il fi guito dai familiari - Sotto a sinistra: il Conte Ciano, S. E, Starace, il Conte Magistrati, S. E. Alfieri e S. E. Buffarini Guidi nei momento in cui la salma lascia il Duomo. (Foto Ciampi e Miniati).
La Contessa Maria Magistrati Ciano spentasi a Roma il 22 ottobre a solo trentatre anni, era figlia di Costanzo Ciano e sorella del Conte Galeazzo Ciano, ministro degli Esteri. Andata sposa al Conte Massimo Magistrati, attualmente ministro plenipotenziario a Berlino, la giovane eletta signora fu sempre a fianco di suo marito. Il nuovo grave lutto che ha colpito la famiglia Ciano e il Conte Magistrati cui L'Illustrazione Italiana porge i sensi del proprio profondo cordoglio, ha avuto larga eco di dolore in Italia e all'Estero. A S. E. Galea: Ciano sono giunte le condoglianze dei Sovrani, dei Principi, Duce e del Filhrer. I funerali si sono svolti ‘@ Livorno il 23 ottobre, tra l’unanime compianto della cittadinanza.
UOMINI E AVVENIMENTI DEL GIORNO
Sovrani e ministri che hanno partecipato alla Conferenza di Stoccolma conchiusa con la riaffermazione della sodonenà pronnava; da simstra; i ministri degli Esteri di Finlandia, Erkko, e di Danimarca, u presi dente della Finlandia Kallio, Re Haakon VII di Norvegia, Re Gustavo V di Svezia, Re Cristiano X Munch, Danimasna i ministri degli Esteri norvegese Koht Sandler. - A sinistra: Re Cristiano e Re Gustavo, il dipresidente Kal lio e Re Haakon assistono dal balconee svedese del Palazzo Reale di Stoccolma ad una manifestazione’ di ‘popolo in loro onore. - Sotto: visioni di guerra sul fronte occidentale: un obice francese da 105 pronto ad entrave in azione.
Ufficiali dell’esercito francese in ispezione presso un forte della linea alcune signore si preoccupano di preservare i loro cani dai pericoli Maginot. - Sotto: 4 Parigi degli. aggressivi Chiatti eccole mentre abituano i fedeli ami , abbastanza filosofi di fronte alle esigenze della civiltà moderna, al nuovo tipo di... museruola, durante la quotidiana passeggiata,
In nuovo ambasciatore d'Italia in Gran Bretagna, S. E. Bastianini, accompagnato da ‘Str Sidney Clive, maresciallo del Corpo Diplomat tico, lascia la sede. dell'Ambasciata «Londra per. recarsi a Buckingham. Palace a presentare le credenziali al Re.
ci?
IL NUOVO PALAZZO DI GiUSTIZIA'
A MILANO. LA FACCIATA PRINCIPALE DEL GRANDIOSO E SEVERO EDIFICIO SUL CORSO DI PORTA VITTORIA (Foto Crimella).
ZO DI GIUSTIZIA, COSTRUITO SU PROGETTO DELL'ARCHITETTO MARCELLO PIACENTINI, E' UNA DELLE PIU**Ò#®{GINALI COSTRUZIONI SORTE in questi ULTIMI ANNI & MILANO. CONCEPITO CON RARO SENSO D'ARTE IL PALAZZO MANTIENE PUR NELLA MODERNITA' DELLA SUA LINEA L'AUSTERO TONÒ INDISPENSABILE AD UN LUOGO DOVE LA GIUSTIZIA DEV'ESSERE AMMINISTRATA. VI SARANNO RIUNITI LE PRETURE, IL TRIBUNALE, LA CORTE D'ASSISE È LA CORTE D'APPELLO CHE LASCERANNO LE VECCHIE E ORMAI INADEGUATE SEDI. - QUI SOPRA: L'ATRIO E LO SCALONE D'ONORE (Foto Crimella)
va (2 "MORE ZIO
=>
IL NUOVO
PALAZZO
DI GIUSTIZIA:
PORTALE
SULLA
VIA SAN
BARNABA.
efficacemente disciplinato delle singole arti, il Palazzo di Giustizia di Milano ci appare unico al mondo, quale da gran tempo non si faceva né in Italia né fuori, e solo coi frontabile con gli esempì antichi E qui bisognerebbe saper fare l'elogio di Marcello Piacentini, il quale all'opera sua d'architetto ha voluto e saputo aggiungere quella di tanti pittori e scultori, scegliendoli, guidancoli e accordandoli con esperta misura. A tale compito, ch'era tanto più difficile, stante le condizioni presenti del campo artistico ancora troppo diviso dall’eccessive e disparate pretensioni di originalità individuale, ci voleva la fede, il coraggio e l'autorità di Marcello Piacentini, Artista sagace del pari che flessibile, prontissimo a sentire le mutat esigenze dei nuovi tempi; gran merito suo è quello di. sapere alacremente passare dalla discussione all'opera. Posto nel mazzo tra le vecchie generazioni e le nuove, non che intendere e volgersi alle propensioni giovanili, egli volle i giovani al lavoro con sé, favorendone le possibilità fattive e insieme temperandone l'audacia polemica nelle necessità della pratica, con funzione efficacemente mediatrice. Gli uomini, massime gli artisti, vanno soprattutto giucicati dalla loro capacità di fare opere concrete. E l'opera di Marcello Piacentini tamai imponente, Costruttore di razza, dotato d'una esuberanza inventiva e d'una îecondità che fa pensare agli antichi, egli ha saputo man mano liberarsi d'ogni ridondanza riducendosi ad una semplicità nuova e potente. Architetto di transizione sarà forse chiamato in avvenire; ina sarà anche detto ch'egli ha dato una fisonomia architettonica el primo ventennio dell'Era fascista, Intanto la prima virtù da riconoscergli — che è virtù di architetto autentico — è il senso dell'ambiente e cioè una singolare capacità di adattare l’opera sua al carattere del luogo Qual'è il carattere di una città? Più che dagli aspetti evidenti lasciativi a gradi dalla storia, esso risulta da elementi indeterminabili. Colori lineamenti rapporti mutevoli cielo e terra, fra ora e ora, — ogni città ha la si a topica — moduli misteriosi, arche tipi ritmici, che sfuggono ad ogni calcolo e regola, e che soltanto l'artista riesce a captare e racchiudere in forme concrete, Piacentini ha vivissimo quest'intuito. L'esempio più significativo rimane tuttora la sua via Roma di Torino, Là veramente, e senza troppo dipende! schemi e modelli dell'edilizia locale, vi è qualcosa che solo è proprio della capitale quintessenza di Torino: un senso che vorrei dire « metafisico» di Torino, nto più difficile esprimere il carattere di Milano. Eppure una di queste mattine dalla nebbia, ma non così che non ne trasparisse a tratti un solicello appannato: una di queste mattine così milanesi, quando le case dall'ombra turchiniccia dsile vie sembrano salire incorporee e vaporare nella luce lattiginosa; apparendomi -di facciata questo nuoyo Palazzo di Giustizia, ne sentii a un tratto l'intonazione lombarda. La vasta parete grigiazzurra s'imperlava a poco a poco e s'indorava in alto contro il cielo, con una delicatezza di sfumature che addolcivano il rigore delle linse e la plastica rudezza della mole; mentre i tre altissimi rettangoli del portale, enormi: golfi d'ombra turchina, ne aumentavano con il loro gagliardo contrasto la pittoresca bellezza, E pur tuttavia in quelle superfici, che sembravaho dilatarsi e quasi perder corpo nel colore, ancora sentivo ben viva la volontà del limite energicamente espressa dalla pura linea orizzontale del sommo e dalle cadenze verticali dei finestroni e dei fianchi; © vivissimo il senso del volume rilevato con un poco d'avancorpo e impostato rudemente sul basamento a barbacane. In vero, l'autorità str ffatto romana di queste masse ignude, mentre da un lato si mitiga nel valo:e cromatico delle superfici, da l’altro s'irrigidisce in una lineatura che reca suggestioni neoclassiche. L'ispirazione romana si sente in pieno salendo per l’apipia gradinata ed entrando nell’atr‘o grandioso, Ma è romanità denudata:’ di arcaica: seme
IRA PALAZZO DI GIUSTIZIA A
MILANO
nc#e le polemiche hanno il loro fato, Nel gran discorrere che da un pezzo si faceva — e si fa tuttavia — di ricondurre/le arti figurative ad un'espressione collettiva, a significati pubblici, dd effetti celebr tivi e monumentali, vi era — e vi è tuttavia, — oltre la deliberata volontà del proposito, qualche cosa di più profondo e quasi d'inconscio, qualcosa di necessario, insomma, per le reali esigenze dei nuovi ordinamenti © della nuova vita civile. La più diffusa consapevolezza del proprio coe: nella nazione, îl crescente dominio dello Stato, la necessiti ciascuna coscienza, di sottomettere i bisogni particolari, e anche quelli s rituali, al superiore interesse della comunità storica cui s'appartiene, fini ton muovere e inclinare anche l'animo dell'artista, Perché io non che — come molti oggi pensano e come scrive per esempio Paul Valéry la storia sia insignificante per l'artista e che «lo stesso atto delle Muse si svolga nell’intimo dî lui come se gli avvenimenti osservabili della sua vita non avessero sopra la Sua opera che un influsso superficiale ». Al contra l'artista nostro, oramai scosso dalla sua romantica torre d'avorio, incomincia à pofgere ascolto alle voci del mondo esterno ed a sentirsi più intimamente partecipe degli eventi e delle sorti umane, E non vedremo forse l’arte ritornare alla sua principale e originaria funzione, che è quella di abbellire e ornare e celebrare la vita e le opere e gl’ideali degli uomini? Ora, dopo: la polemica, eccoci ‘ad’ un'opera compiut Eccoci di fronte ad un superbo monumento, ‘nèî quale è ‘affermata e attuata l'aspirazione dei singoli artisti a lavorare insieme, accomunando le loro diverse capacità’ în sina significazione concorde destinata all’animo di tutti Un Palazzo di Giustizia, dove rimane alcunché dell'antica Basilica romana, dove tutti possono liberamente convenire, dove s’ottempera alla suprema nècessità della convivenza sociale: quale occasione più adatta e più degna? È bisogna riconoscere che gli esperimenti fatti in passato, alcuni dei quali fin troppo polemici — si ricordi quello della V Triennale — e altri megl: effettuati, come ad esempio quelli della Casa Madre dei Mutilati e dell'Uni versità di Roma, furon pure legittimi se poterono condurre a quest'opera adietna, che
per grandiosità
complessità
gran lunga quelle. precedenti.
Che. anzi,.
e armonia
proprio
di risultati
per questo
avanza
ccnco
di
IL portale del nuovo Palazzo di'Giustizia a Milano. - In alto: ld statua della Giustizia che adori con la sua monumentalità il cortile d'onore. ig
di cristianità
primitiva,
tuttavia
non
di-
potente
per
scorda dalla severità grandiosa e spiccatamente romana dell'opera romanelliana, né dalla ben spaziata e dignitosa e ampia figurazione di Dazzi. La sensibilità architettonica di Martini qui appare più viva che mai. Il suo gioco inventivo compone stupendamente gli episodi nell'insieme, Per quanto riguarda gli elementi poetici e narrativi quest'opera ebbe già esegèti illustri, cosieché non mi dilungo. Romanelli ha trovato accenti maestosi e solenni. La sua composizione, irta di difficoltà ch'egli ha superato
da
par
suo,
riesce
energia d'espressione, concordanza di atteggiamenti, gradazione di rilievi, Le sculture nell'interno delle sale sono quasi tutte eccellenti, Anche artisti di modi più personali, come Manzù, Broggini e Lucio Fontana, hanno saputo adattarsi alle esigenze della collaborazione. Ricordo altresì Marchini, Eros Pellini, Zamboni, Bortolotti, Saroldi, Prini, Drei, Galizzi e Bazzoni, Ottimi j soprapporti di Griselli, Innocenti, Lodi e del giovane Pini, che dimostra non comuni attitudini. Buoni i lavori di Ivo Soli e di Corrado Vigni, Un cenno particolare merita, infine, Fausto Melotti, che ha ornato le porte laterali con ingegnosa varietà di simboli e con un gusto decorativo che s'adegua compiutamente al carattere dell’architettura, © Le pitture appariscono più disformi. « L'individualità ha ucciso l'originalità. collettitiva». Nondimeno, se si pensa a queste parole scritte da Baudelaire poco meno di Una veduta parziale del grandioso ambulacro ricco di marmi e di luci della Corte d'Appetto. cent'anni addietro, c'è da dire, davanti agli dipinti, che in Italia s'è già fatto plicità, Il possente volume del muro esterno e delle pile che seompartiscono il porun buon tratto di strada. verso l'unità, In odierni parecchi di essi, in vero, c'è oramai un catale, le prospettive sugli scaloni laterali sormontate dai rosseggianti pilastroni che rattere comune, che, per certa sua rudimentalità costruttiva ed espressiva, nppare salgono altissimi a sostenere il tetto a lucernario, con le grosse travature coperte: il affine a quello dell'architettura. Affinità, si badi, preesistente all'attuale’ tutto irisieme è d’un’austerità imponente; un'austerità di tempio, quale si conviene zione e corrispondente ad uno stile che già appartiene al nostro tempo. Sì collaboraveda anal luogo, e che, non so perché, mi fa pensare alle nostre prime chiese cristiane. cora, per esempio, come s'intona all'ambiente il mosaico di Sironi, con quelle sue Analoghe impressioni si provano passando, sullo stesso piano, nell'ambulacro della figure potentemente chiaroscuralie, ove s'addensa una severità tragica eroica, In Corte d'Appello Penale, Ambulacro di schema quasi basilicale, la cui nave cenquest'aura si potrebbero approssimativamente collocare gli affreschi di edFerrazzi, che trale fiancheggiata da grevi colonne accoppiate, di marmo verde, che reggono il ha vivezza di moti ‘e d'espressione; e quello di Funi, opera notevolissima per vigore soffitto bianco a riquadri, s’apre luminosa ai lati, riuscendo quindi all’un dei capi drammatico, disegno e rilievo; quello di Steffenini, grandioso e saldamente impiannell'Aula d'onore, e all'altro nella Corte d'assise. Anche qui un gradevole effetto tato; quello di Cadorin, semplice e scultorio; di Usellini, che rivela un ottimo di colore, verde su bianco, tempera la nudità delle membrature. Aula d'onore e gusto ornamentale. E ancora quelli di Tozzi, quello Carpanetti e Morelli. Alquanto più diCorte d’assise recano un senso quasi chiesastico: più varia e cerimoniale l'Aula, con suguali Rosso, Tolleri e Bucci. Fresca e decorativa la figura di Salietti, porta di bronzo, due ali di pilastri nel mezzo a reggere il soffitto trabeato, festivaloro proprio hanno gli affreschi di Carrà e Semeghini, che recano adcentiUn piùcarattere chiari ‘mente rischiarata da liste verticali di luce che s'aprono ai lati per tutta la lunghezza e coloriti, Carrà più mi piace nella composizione sostenuta con un partito d’architetdelle pareti, una specie di nicchione al fondo, ove appare bello e monumentale un tura, dove le figure appariscono spaziate entro un'atmosfera aevata e particolarmente altorilievo di Maraini, îl quale ha saputo molto bène acconciarsi al carattere prevafelice. Bene spartito il dipinto di Semeghini, ma troppo gracile per decorazione mulentemente lineare del luogo con dignità e compostezza di gusto quasi neoclassico; rale, s'apre tuttavia nella parete con una visione luminosa, piena d'una semplicità severissima, d'un tono solo, la Corte, tutta rivestita d’onice fulva venata d'ocra scura, casta e stupefatta, dominata da un bellissimo mosaico di Sironi, che per taluni elementi dello stile Primo Conti mostra bene le sue virtù di compositore di colorista. Colaciéchi e sembra insinuarvi accenti ‘che direi protocristiani, . Vagnetti mi sembrano avere troppo neglette le speciali e esigenze Una romanità più profana e civile è nell'ambulacro del piano superiore destinato per quanto i loro dipinti non manchino di buòne qualità, e massime dell'architettura, quello di Va‘appunto alla Corte d'Appello Civile. Scendendovi quieta_da l’alto lucernario a quadri, gnetti, pieno di foga e di abilità ammirevoli, la luce, mentre indora le marmoree pareti simmetricamente spartite da lesene a Squisiti al solito i soprapporti, a mosaico, di Severini e anche quelli di Santagata. coppie, rileva gli aggetti, rinforza gli scuri, creandovi un'aria di maestà, dove risalPer conchiudere, ripeto che questo Palazzo va riguardato nel suo grandioso come tano grandiosamente i tre altorilievi di Romanelli, Martini e Dazzi, plesso, organicamente disciplinato, dove ogni cosa piglia giusta e anche Ma, a descrivere, pet quanto sommariamente, tutto quest'edificio, mancherebbe lo le mende scompaiono. È un'opera di grande maestà, che onora proporzione popolo, quale non | spazio, né, d'altra parte, qui sarebbe il caso. Principalmente ho voluto notare i luoghi poteva nascere che dalla temperie fascista: espressione di una unciviltà perenne che ancora una voltà denuncia al mondo la sua volontà di giustizia e di lavoro, di pîù onore, assegnati alla Corte d'Appello, rilevandone quegli aspetti, ora più decisi ‘e ora più vaghi e, se si può dire, appena suggeriti, dai quali risulta l'adattamento PIERO TORRIANO all'ambiente e alla destinazione, Romanità ridotta alla sua primordialità sostanziale, che è valore di masse e di volumi, onde nascono a tratti suggestioni religiose, proTIT E tocristiane; colore e nettezza di superfici limpidamente scandite; insistenzé "lineari di sapore quasi neoclassico: son rispondenze 6 assonanze meditate o inconsapevoli?
Comunque, son cose che si possono sentire e non descrivere; ché a dirle c'è il caso di far pensare a non so che ambiguità di accozzi. Al contrario, ogni ispirazione vi appare accordata senza sforzo, con ‘spontaneità, e con un senso naturale del gusto moderno, che vuole nitidezza, sobrietà, ritorno ai valori architettonici primigenii. Vi | potranno anche essere cose che piacciono meno — come tutti gli architetti che hanno più gagliardo il senso del volume e del peso, Piacentini non è sempre felice in particolari e concordanze minori —; ma si annullano nella sostanziale bontà dell’opera intera, Altrettanto si può dire delle altre parti: belli e grandiosi, pur nella semplicità, i due ambulatori del Tribunale; magnifico il cortile d'onore, con in mezzo la grande statua di porfido e marmo scolpita da Attilio Selva. Ma una cosa non si può tralasciare, ed è la convenienza dell'edificio alla sua destinazione pratica, e cioè, come si dice, la sua funzionalità. L'intera costruzione si sente concepita di un getto solo.
Gerarchicamente ordinata, essa risulta di singolare chiarezza e comodità, Composta di due parti, con in mezzo a ciascuna un vasto cortile: quella anteriore è per la Corte d'Appello, quella posteriore per il Tribunale, Divisa in tre piani: a terreno son la Pretura e l'Ufficio di Conciliazione, a cui s'accede dalle entrate laterali e posteriore; al | piano medio s'amministra la giustizia criminale; al superiore, quella civile. Tutta collegata poi da grandiosi corridoi e scaloni, da ascensori, scale e anditi minori, appare | facile, agevolissima per tanta gente che vi deve lavorare, studiare, deliberare, muovere, circolare. Insomma, un edificio che parla chiaro, che mostra in ogni parte il suo fine. E ora vediamo gli abbellimenti. Incominciamo a dire che l'architetto s'è giovato, sì, con abbondanza di pittori e scultori, data la vastità del Palazzo; ma però senza lasciarsene pigliare la mano e graduando la distribuzione del lavoro in modo da lasciare alla costruzione la sua semplicità essenziale, Intanto le opere, salvo poche — delle quali alcune già notate — e salvo i soprapporti, sono collocate nelle sale di udienza; le sculture presso che tutte nel piano di mezzo, e certamente ‘per qualche ragione: forse perché meglio contribuiscono a quel senso di austerità quasi religiosa, che l'architetto sembra’ aver voluto accentuare nei luoghi della giustizia punitiva; le pitture nel piano superiore. E la scultura, sì sa, per l'implicita sua natura più formale: e costruttiva, ‘tiene | meglio il suo posto. Per questo rispetto, come s'è già accennato, rimangono esem| plari i grandi altorilievi di Romanelli, Martini e Dazzi, tutti e tre impostati con un rigore architettonico, onde, non so per quale occulta ispirazione che sembra aver favorito quest’edificio, ancora si propagano le suggestioni caratteristiche. Posta in centro, la « Giustizia Corporativa »di Martini, con la sua folta composizione medievaleggiante, di lineare magrezza, traforata e forte di ombre, come richiama sentimenti
Un affresco di Achille Funi:
« Mosè sul Monte Sinai riceve î Comandamenti x
ATTI ARTICOLARI DE «LA GIUSTIZIA BIBLICA », ALTORILIEVO DI ARTURO DAZZI PER IL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI MILANO. L'AUTORE HA SCELTI QUAL EPISODI PIU FAMOSI E POPOLARI DELLA GIUSTIZIA BIBLICA: LA VITTORIA DELL'ARCANGELO MICHELE SU LUCIFERO; LA ‘CACCIATA DI ‘ADAMO LD EVA DAL PARADISO TERRESTRE E Ln SENTENZA DI SALOMONE SUL BIMBO CONTESO DALLE DUE MADRI. ARTURO DAZZI, CON QUESTO ALTORILIEVO. HA E MEUTO CONDURRE ALL'ULTIMO SVOLGIMENTO UNO STILE CHE E' SUO E CHE TUTTAVIA CORRISPONDE ALLE NECESSITA’ ESPRESSIVE DEL NOSTRO TEMPO.
TETRA DE: = ce
pi us: d RINI:
ME;
EUCO GIUDICE DI LOCRI» NELL'AULA TO SU LEGNO DOVUTO A CARLO COL - A DESTRA: «IL CODICE NAPOLEONICO »
« GIOVANE
MBULATORIO DEL TRIBUNALE: G. DONNA CON LE TAVOLE DELLA LEGGE
639
le
sue piaghe.
Che pronta soavità
d'indulgenze! Che subita altezza di pensieri! Siete
stupiti di voi medesimi; attoniti di meraviglia e di gratitudine, per que! lenimento
che .a voi stessi, sanissimi di costituzione, recano il campanello fioco e la lampada velata; e il vapore della tisana che stuma dal corridoio in fondo a cui è un crocifisso;
e la trasparenza del rosaio, che l'autunno pare voglia rispettare, miracolosamente, proprio là dove si radunano
tante esistenze doloranti e minacciate.
Vedete, di Jà dai
vetri, il fiore resistere sulla spina: e pensate a questa spinosa esistenza nostra, ché grazie alla misericordia altrui potrà sempre tenere vent'anni, o un minuto di più: é con questo cuore del prossimo, finalmente, vi riappacificate. L'umanità in guerra vi riappare, all'improvviso, ancora salda e ancora buona. Chiamereste suora ogni donna,
e dottore ogni fratello, Non qui dunque si riconciliano le fiere che altrove si combattono? Per dimenticare l'atrocità d'un bombardamento, credetemi, non c'è che ripensare la perfezione d'un ospedale. M'ero portato dei libri, con me, in quelle notti d'assistenza: e tra l'altre letture m'era piaciuta, nel tenue lume delle lampade ospitaliere, quella d'un copione di commedia:
Il viandante, Non pensi però, chi ancora se ne rammenti, alla bellissima produzione di
‘Tomaso Monicelli, che non so perché non debba tornare, con tutti gli onori che le
Emma Vecla fu la prima interprete italiana de « La vedova allegra ». L'operetta di Lehar ancorache oggi, dopo trentaquattro anni mantiene vivo il suo grande successo
OSSERVATORIO I TRENT'ANNI
.DELLA
VEDOVA
ALLEGRA,
—
Rivedo
concomitanza parrebbe alquanto sospetta,
De médico, poeta y loco
la Vedova
allegra
sul
stessa Vedova allegra, rifatta ventisett'anni dopo cinematograficamente con uno sfarzo
inaudito di voci e ci regìa, cogli acuti della. MacDonald e le scalinate di Lubitsch, non è apparsa più la stessa cosa. Molto meno costosa era stata l'allestitura di Ca-
ramba per la « Gittà di Milano» ‘al Lirico; molto più modeste le note di Emma Vecla
in risposta ai timidi do di petto del tenore Vannutelli.. Eppure, allora, il boum c'era stato; la corrente elettrica aveva agito con milioni e miliardi di volts, Il successo aveva doppiato quello stesso della Geisha e di Sogno di valzer, di due e di cinque anni prima, La romanza di Vilja si cantava dalla Lapponia all’Indocina, il valzer di Danilo scorreva dai libecci alle tramontane; il Governo del Montenegro protestava pe: l'allusione che il Pontevedro'dell’operetta faceva ai suoi principi indebitati; il Governo austriaco concedeva ufficialmente delle scuse; Scarfoglio si rammentava della Bella Elena precedente il ’70, e profetava che dopo il trionfo d'una buffonata ‘in musica c'è sempre una guerra, Ma chi ciDagnsava, alla guerra, per quanto essa fosse imminente? Che il signor Delcassé s'incofifrasse in alto mare col ministro Iswolski, o che l'Inghilterra firmasse trattati segreti con nazioni confinali, non importava al mondo più dei venti milioni che il balcanico Danilo avrebbe o non avrebbe riscossi dalla vedova innamorata, per consolarne le finanze del suo povero Stato. Né le Cancellerie parevano intese ad altro, che al problema posto da Alfredo Petroni, il diplomatico dell'operetta, al suo dinastico signore; — Conte, che pensate voi delle donne? — Al che il conte Danilo, con la vocina leggiadramente eunucale del tenore Vannutelli — Ah, le donne! — rispondeva —; per cui più non restava a principi e dignitari, otto di numero in tutto, che mettersi una mano sulla spalla, in catena, e a passetti di danza, tra i.guaiti e i falsettini dell’irresistibile Petroni, prorompere nel concertato memorabile e definitivo: — Ah, le donne è scabroso studiar! — ogni volta bissato e trissato, come ben si conviene ad ogni suprema rivelazione di verità. Questo, ben questo fu l'avvenimento di quell'anno di grazia. Chi scrive, critico alle prime e musicista alle ultime armi, se ne ricorda anche per aver eseguito la romanza di Rossillon, trascritta per violoncello, nelle funeree volte del cinematografo Garibaldi, a lire 2,75 per sera. Tutto il pubblico popolare s'univa all’orchestrina, ad un certo punto, per intonare «Come di rose un cespo»; e tra quel pubblico si sarebbe notato più-d'un cappellone ondante, come quello di Emma Vecla nella famosa «entrata» del primo atto, d’un pipistrello a falde tenebrose, come quello del principe tenore nei dimentichi abbandoni del danzatoio parigino: — Vo da Marim allor... — Beatissimo tempo, nel suo assurdissimo oblio! A. ricordarlo, non pare che d'averlo sognato. Era una ciucca in di valzer.
Un
musicista
di Vienna
CURA
ANCHE
I SANI. —
batteva
questo
Non si è detto che i medici, non meno dei
letterati, facciano un po' sempre comunella coi matti?
cartellone d'una compagnia d'operette, e ripenso ai trent'anni italiani di questa creatura melodiosa, così vispa e così lieta sotto le sue gramaglie recenti. Chi non se ne ricordi personalmente, non può forse immaginare fragore del suo successo. Fu quello che gli Americani chiamano un boum/!; una ilbomba di carnevale in tempo d'abbondanza; una scoppiante,epidemia di risate, d'applausi, di facezie ripetute, di motivi al vento. Eppure, se la':musica era fluita con un'abbondanza, ed anche con una ricchezza portentosa dalla cornucopia di Franz Léhar, non si poteva dire che il libretto fosse un capolavoro di finezza, e neppure d'originalità, essendo tra l’altro trascritto — com’ebbe ad accorgersi un m., r,, gllora alle sue primissime armi di critico — dal Secrétaire d'ambassade ‘di Meilhac ed Halévy. Ma si sa che in ogni evento teatrale c'è il suo imponderabile, il suo mistero: uno speciale fluido quasi sempre consentaneo, palesemente o no, ‘allo spirito dei tempi. Tant'è vero che la
tempo
competono, a que: fuochi del proscenio in cui auguralmente ebbe a salutarla, tren: tadue anni or sono, Gabriele d'Annunzio. Si tratta d'un altro Viandante, dovuto alla penna d'un medico, che vedrà presto la ribalta, e a cui si può già pronosticàre il mis Blior destino: un'opera piena d'un sentimento .un tal poco anelante e infervorato, però integro, Vivo e veritiero, Il medico autore, Enzo*Girone, è già noto per alcuni ro: manzi di pregio, fra cui uno presentato da Lucio d'Ambra con la solita, persuasiva energia; e mi fa riconsiderare la singolare frequenza con cui la professione del sani+ tario s’identifica con quella dello scrittore, Medico era Rabelais, Medico Medico era Rajberti, Medici sono Munthe e Cronin, Romains e Duhamel. Lìeraper Cecofi li, la
tempo
a cinque
Todos tenemos un poco... Rifletteteci, invece: e l'immedesimazione vi persuaderà, Chi ha cura di corpi/ finisce per averne di anime; e viceversa, Ogni. poeta è un po' infermiere, come ogni cerusico fu un po' poeta, Una volta le ricette si davano per distici; e di Dulcamara che parla in versi, non s'ha affatto da pensar male. È d'istinto; è di natura. La medita! zione artistica, non meno dell'indagine anatomica, tende alla verità, sebbene per di*
versissime vie: e poiché la stella dell'ideale può benissimo essere scoperta, .allora, anche nél'fondo cieco d'un intestino, non stupitevi che un canto possa nascere pa: rallelamente ad una diagnosi, o una commedia in tre atti insieme al grafico d'una rai
dioscopia. Le due parabole differenti dell'indagine si ricongiungono
a un certo punto
in una curva sola: e se al centro di essa sia appena un'lume di commozione, ‘tuttò l'arco risplenderà, Quando avrete passato, come me, qualche notte in un ospedale come l'ospedale di Novara, potrete convincervi come nell’aura d'olio e di fiore dei luoghi di cura sì possano trovare, insieme alle suore consolanti,. le Muse ispiratrici:
e come sia un vero peccato, dopo tutto, che gli scrittori italiani stiano tutti bene di
salute. Qualche buona settimana di degenza, dico io, potrebbe forse assicurarci il capolavoro... PICCOLA POSTA. — Ecco: l'Illustrazione è un giornale serio, pubblicato in un tempo serissimo; ed jo non vorrei, non dovrei rispondere dalle sue colonne alle let-
trici che mi scrivono, come avrei fatto trent'anni-fa, ai languidi tempi”della Vedovà allegra e di Nonna Speranza, da quelle d'una Farfalla milanese o d'una Rosa d'amore.
Ma le tre missive, tutte e tre femminili, recatemi dall'ultima posta, sono così toccanti nella loro semplicità, che mi decido a infrangere, solo ed eccezionalmente per loro, la consegna del silenzio. La prima vorrebbe sapere perché non si parli
più « d'un caro e tenero libro», All'ombra dei mandorli di. Beltramelli; la s'è probabile che torni al suo regno ricostituito «il monarca ch'ebbe già a seconda; prenderela via del-
l'esilio»; la terza, infine, se sia proprio vero quanto afferma Carlo Linati nell’Ambrosiano, circa l'inutilità delle lettere d'amore, La scrittrice, giovanissima, non ne ha ancora ricevute: eppure sente, non sa perché, «che se non dovesse riceverne mai}
anche essendo soddisfatta, non sazebbe felice» Rispondo: alla prima, che la critica letteraria, oggi non compitissima, ha torto di trascurare Beltramelli, e soprattutto quel suo romanzo,certosì dolcemente profumato
d'un sentore di terra in succhio e d'anima in palpito; alla seconda, pur grato alla sua pietà per un esule, che un Re può tornare da una sconfitta, mai da un'abdicazioni ; alla
terza, finalmente, che Carlo Linati ha pronunziato circa le missive amorose una spa-
ventevole eresia. Di che il cielo l’ha punito, facendogli scrivere un articolo non bello: cosa che a Linati non capita quasi mai. Vero che nel pio paese di Rebbio, dove il
nostro manzoniano vive, dev'esserci una giustizia di Dio! Inutili le lettere d’amore? Ma se sono l'unica realtà tangibile e superstite di quella fumata d’illusioni! passa, e le lettere restano. E come si nascondono! E come si ricercano! E come sjTutto vo-
gliono di ritorno, quando l'amore non c'è più! E come si rileggono, anche a mezzo secolo di distanza, per sapere da un loro accento, da una virgola spostata, da una macchia di lagrime, o d'inchiostro, sopra il foglio, se l’amore ‘ci fosse oppure no... Inutili le lettere d'amore?
Signorina,
ve lo dirò io, Linati è
un prodigo ingegno, ma. un uomo economo. Egli vorrebbe indurci, semplicemente, a risparmiare il francobollo,
MARCO
RAMPERTI
continenti
nella misura di «cue e tre ». E i cinque continenti cantavano e ballavano: nel vero paese balcanico, ai confini del Pontevedro immaginario, si preparava la più negra carneficina della storia. Se il rombo dell'uragano non fu sentito fu anche per merito, 0 per colpa, di quella musica docile, facile, scivolosa, rapinosa che ci portò via come un fiume, Trent'anni! Trent'anni da allora! Tuttavia, se ci ripenso, mentre vo rincasando la notte fra le lampadine blu tuttora apprestate per l'allarme aereo, sento che la domanda del diplomatico pontevedrino, nella sua infinita stupidità, attende però ancora una risposta, tanto quanto i problemi di Versailles: — Conte, che pensate voi delle donne? — Eh, non è facile dirlo, anche con tante guerre passate e da passare, Venga pure il finimondo, ma le donne, via, è scabroso, è scabroso, è sca. Ù broso studiar... L'OSPEDALE
Molte ore di questi giorni le ho passate,
per assistenza, in un ospedale; e ho potuto scoprirvi una verità, una cospicua verità che in mezzo secolo d'esistenza m'era rimasta ignota: l'ospedale rigenera gli spiriti, forse più ancora delle carni; ed è quindi un luogo di cura anche per chi non ha nep-
ul
0 in corpo.
io *
Moccumo ciegiA, nel mio caso, dell'Ospedale di Novara: e cioè dell ‘esemplare fra quanti mai abbia visti, e in pace e in guerra, nel vasto mondo, compresi quelli sùssidiati, in California, dalla beneficenza dei miliardari. La «Casa di salute » novare: nella precisione della sua edilizia e della sua tutela, nella dolcezza delle sue infermiere e delle sue aiuole, nell'intelligenza dei suoi medici e dei suoi reggitori, è uno dei blasoni di gloria dell'Italia mussoliniana: e poiché non posso, malgx cs E gurarvi d'andarlo a verificare di persona, dovrete pure Cla sulla parola. co conforto starvi, e restarvi, dopo i primi istanti di melanconia! Quella Leggi penetra: ne ben Quella lindura vi rischiara. Quei passi solleciti e taciturni, quelle carezze quei sorrisi di monachine sono per voi, anche per voi. ‘Allora ene si ne e zontale, quasi avesse trovato anch'essa il suo lettino, e scopre, fascia, consola,
4
Gli interpreti cinematografici de «La vedova allegra »: Janette Mi rice Chevalier. Il film non ebbe lo stesso fragoroso successo dell'operettalala ù
Ecco il sottomarino che in quella stessa baia di Sco tina da guerra germanica, ha compiuto l'ardita in Oak»: superati gli sbarramenti che difendevano | ciava i suoi siluri e poteva quindi tornare
festeggiano gli uomini dell'equipaggio del sommergibile che a Scapa Flow ha affondato la « Royal Oak ». - A sinistra: s01 tomarini che sostano alla loro base in attesa di riprendere il mare, mentre sulla tolda di uno di essi alcuni marinai consumano il rancio.
LE AZIONI TEDESCHE CONTRO SCAPA FLOWE FIRTH OF FORTH
Aeroplani da bombardamento si dirigono velocemente * era stato segnalato colà il concentramento. - Sotto: uN gli stormi impegnati nell'azione, del bombardo?
La guerra sottomarina impegnata dalla Germania per infrangere il blocco franco-inglese assume vittoriosi di sommergibili contro unità di guerra e navi da carico; che si ripetono quotidianamenteogni giorno aspetti .più vasti, mentre gli attacchi in tutti © mark stanno. di testolina grandi possibilità di offesa dell'arma subacquea: qui vediamo un sommergibile in navigazione lungo le coste tedesche del Mare det Uri. Sali
nni fa segnò una pagina nera nella storia della Madelle più potenti corazzate britanniche, la «Royal penetrato nel mezzo del porto, il sommergibile lanstume tra gli scoppi delle bombe subacquee.
Il capitano Prien, comandante del sottomarino che ha compiuto l'attacco a Scapa Flow. - A destra la popolazione berlinese tributa trionfali accoglienze agli affondatori della «Royal Oak »che si recano alla Cancelleria per essere ricevuti da Hitler e insigniti della Croce di Ferro.
iForth per attaccare forze navali britanniche di cui ‘fia, presa da un apparecchio di scorta che seguiva ontro l'incrociatore « Edinburgh » a Firth of Forth.
Le formazioni aeree della Marina da guerra germanica cooperano con particolare efficacia con il naviglio subacqueo e con le'flottiglie costiere nella lotta senza quartiere intrapresa per stroncare il contrabbando. di guerra, specialmente nei servizi di ri gnizione e di segnalazione. Ecco una unità della flotta sottomarina mentre naviga a piena velocità scortata da uno stormo di idrovolanti all'i inseguimento di una nave mercantile,
situazione iniziale si può considerare conclusa la prima fase delle ostilità sulla fronte occidentale, «iniziata dai Francesi ».-Né si è mancato, anche, di scoccare nel comunicato stesso qualche frecciata all'indirizzo dei Francesi stessi, per l’importanza eccessiva data nei loro comunicati ufficiali sia e nella stampa ai modesti guadagni di terreno effettuati fra le due linee, sia degli Inglesi, della cui presenza i Tedeschi affermano di non aver finora
RATTUTE DI ASPETTO
trovato traccia alcuna ‘sulla fronte Per quanto può dedursi da queste dichiarazioni, l'atteggiament occidentale, o assunto dalla Germania nei riguardi della fronte occidentale sembrerebbe non mutato: limitarsi, cioè; agli eventuali attacchi, senza attaccare e concentrare, invece, tutte le energie e tutte le risorse per controbattere l'avversario — l'Inghilterra — sul campo stesso di lotta da questo prescelto: quello, cioè,pincipale del blocco marittimo, av= valendosi soprattutto della propria a rispondere
superiorità aerea e dell'arma sottomarina, Almeno, quindi, per quel che riguarda le ostilità nel settore terrestre, sembrerebbe riprendere il sopravvento l'aspetto in certo modo paradossale di questa guerra: quello non guerreggiata. cioè, di una guerra...
Life TURCO-FRANCO-INGLESE. — Ad una settimana di intensa atti» Vità bellica in terra, sul mare e nel cielo, ne è succeduta un’altra, in cui l'interesse prevalente della guerra è stato ricondotto di nuovo sul terreno politico, in seguito alla firm dell'accordo fra la Turchia e le due democrazie occidentali.
Per gli scopi di questa nostra rassegna, basterà fare solamente un accenno delle clausole militari del patto, lasciando da parte le induzioni fantasie, non del tutto disinteressate, che son corse nella stampa di tutto il mondoe lecirca il meccanismo del
patto
stesso,
quale
appare
dal
suo
testo,
non
tutto
egualmente
Secondo quelle clausole, dunque, l'Inghilterra e la Francia dovrebbero assistere la Turchia, quando questa fosse aggredita da una europea o coinvolta in uni Kuerra mediterranea, provocata dall'azione di unapotenza potenza europea, A sua volta, 1 Turchia dovrebbe prestare il proprio appoggio alla Francia all'Inghilterra, quando si verificasse da parte di una potenza europea un atto di ed aggressione che si estendesse al Mediterraneo orientale, o quando Inghilterra Francia si trovassero impe: gnate nell'adempimento degli obblighi assunti con la egaranzia ‘unilaterale data alla Romania ed alla Grecia. Nulla di nuovo, in fondo, in questi impegni che erano prevedibili fin dal tempo dei primi accordi ‘intervenuti fra Ankara,reciproci, Parigi e Londra, i quali condussero alla cessione del Sangiaccato di Alessandretta; è noto, del resto, come termini del patto odierno fossero stabiliti già da alcuni mesi, anche se soltanto oggi, i dopo î vani tentativi di accordarli con un'intesa parallela {urco-russa, il nuovo trattato venga ad inserirsi nel quadro della guerra europea, Tutt'al più, si può dire che, almeno in parte, esso sia da considerarsi sorpassato rispetto a taluni avvenimenti, e soprattutto al trattato russo-tedesco ed alle intese italo-elleniche, Quello che è certo, poi, è che nel campo mediterraneo e balcanico nulla può essere intrapreso o deciso senza l'intervento dell'Italia, per considerazioni molteplici derivanti alla posizione naturale del nostro. Paese, dal suo prestigio, dai suoi interessi vitali, chiaro,
SULLA FRONTE OCCIDENTALE. — Avevamo in queste note, l'impressione che gli attacchi lanciati nella giornata delgià16 espresso, ottobre dalle truppe tedesche le linee avanzate francesi, nei settori della e della Sarre, non avessero che scopi ed importanza locali, e fossero, quindi,Mosella da considerarsi esauriti con la riconquista di quei lembi di territorio, in mezzo ai-due sistemi fortificati, che erano stati occupati dai Francesi con le azioni iniziate il 9 ottobre e proseguite lungo tutto il mese, Infatti, dopo la giornata del 16, i comunicati di guerra delle due parti non hanno fatto più cenno alcuno di attività combattiva, salvo il comunicato francese della sera del 24, il quale ha registrato degli «scontri piuttosto vivaci» sul margine sud-est della foresta di Wardnt. Il Gran Quartiere Generale tedesco ha diramato, nella notte sul 19, un comunicato, nel quale sono riassunte e. ricondotte alla loro reale portata tutte le vicende svol: tesi sulla fronte occidentale, dall'inizio delle ostilità poi. Salvo un'unica eccezione, si asserisce essersi trattato sempre di piccole azioni, in che non hanno impegnato, da entrambe le parti, effettivi superiori ad una compagnia, e che avevano dato ai Francesì il possesso di alcuni piccoli villaggi tedeschi, posti la frontiera lussemburBhese e Saarlautern, del territorio boscoso della Waardt, tracostituente a sud di Saa briicken un saliente verso il territorio francese, e di un'altra striscia di terreno, parimenti a sud'del capoluocontro
In Francia, invece, la stampa continua a diffondersi sulle possibilità di prossimi attacchi tedeschi in grande stile al sistema difensivo francese, accompagnati:-probabilmente, anche da mosse offensive versoti paesi neutrali (Olanda? Svizzefa?) con lo scopo, secondo taluni, di attirare forze francesi in direzione divergente, oppure, secondo altri, di aggirare addirittura il sistema stesso, Vengono, anzi, minutamente
esaminate le possibilità di reazione e di resistenza che ai vari paesi neutrali si offrirebbero contro eventuali attacchi germanici: le fortificazioni belghe, le asperità mon= tane del territorio svizzero, le immense dighe dell'Olanda... Ma non sono, queste, che semplici congetture.
Per ora i comunicati di guerra debbono limitarsi a registrare le variazioni meteorologiche... Ed effettivamente, nei giorni scorsi, la pioggia è caduta a dirotto, e la Mosella ed il Reno sono in piena, mettendo anche in qualche difficoltà le truppe che occupano le posizioni avanzate, sia francesi che tedesche,
SUL MARE. — La polemica sull'entità delle perdite finora inflitte dai sottomarini tedeschi alla marina britannica, sembra placarsi. Un comunicato dell'Ambasciata inElese in Roma «allo scopo di stabilire una volta per sempre pedire la confusione che notizie errate e commenti su notizie fatti accertati e d'im. mente del pubblico» ha precisato, ancora una volta, che quelleerrate, creano nella limitate alla nave da battaglia Royal Oak ed alla nave-portaerei perdite sarebbero Courageous: sac rebbe stata, inolt lanneggiata la nave-scuola Iron e danni avrebbero riportato gli incrociatori Southampton ed Edinburgh, e ilDuke cacciatorpediniere &Mohawk Anche da fonte neutrale
(americana) vengono smentiti zata Repulse e della nave portaerei Ark Royal. Continua, intanto, vivissima l'attività dell'aviazione
go della regione della Sarre, tra il fiume e la foresta
del Palatinato. Una penetrazione massima, in territorio tedesco, variante dai tre ai cinque chilometri di profondità, la quale era stata ricercata dal Comando francese, nell'intento avere una base di partenza più vantaggiosa per future operazioni offensive, oppure
di
dare
maggior
profondità alla propria zo-
na di difesa, in caso di attacco avversario. Certo è
questo —
ed è ammesso
anche dallo stesso comunicato tedesco — che il territorio già conquistato dalle truppe francesi è sta-
to «abbandonato
volonta-
riamente », ciò che sembrerebbe confermare la decisione francese di non attaccare la linea difensiva tedesca; d'altra parte, si sarà anche pensato che’ il mantenimento di quelle
posizioni avanzate sarebbe potuto costare delle perdite tali da non essere
com-
pensate dal lieve vantag-
gio del piccolo aumento di conferito profondità alla propria difesa. Nel comunicato tedesco, però, affiorò anche un lato politico, perché in esso si
è tenuto a porre in rilievo che gli avamposti te-
deschi non hanno varcato in nessun punto il confine francese, anche là dove lo sconfinamento si sarebbe prestato agevole, e che
con il ristabilimento della
siluramenti
della
coraz-
il giorno 21, ad esempio, aeroplani tedeschi attaccavano un convoglio didel naviReich: mercantili inglesi, in Navigazione nel mare del Nord. Le navi di scorta britanniche e gli apparecchi da caccia impegnavano la lotta con glì assalitori, riuscendo ad abbatterne tre, ed un quarto fu costretto a scendere in mare, L'Ammiragliato inglese, per contro, con un comunicato del giorno 23 ha informato che aeroplani inglesi avrebbero impegnato combattimento due sottomarini tedeschi — uno nel mare del Nord, l’altro nell'Atlantico, — contro e che entrambi i sommergibili sarebbero da ritenersi ‘dlistrut! Ma le perdite maggiori ed i danni più gravi, sono quelli subiti dalla marina mercantile, sia dei belligeranti, sia deiindubbiamente, quotidianamente. infatti, vengono registrati affondamenti di navi da carico, adneutri; opera di sommergibili tede: schi o di mine: ultime vittime, due navi mercantili britanniche; la Venture di 1300 tonnellate, e la White Mauble di 1000 tonnellate; un piroscafo Sea da carico francese, una nave-cisterna norvegese ed un piroscafo svedese. Viva impressione, poi, ha destato în questi ultimi giorni — specialmente negli Stati Uniti d'America — la notizia che il piroscafo americano City of Flynt, trasportante merci di contrab: bando per l'Inghilterra è stato fermato da incrociatore tedesco, mentre era in navigazione da Nuova York a Manchester, eun condotto porto russo. Mentre si attende alla liquidazione per via diplomaticain diun questo continua la drammatica caccia data da tre incrociatori inglesi, l'Exter,incidente, l’Achilles_ e l'Aiax, alla corazzata tedesca Admiral Scheer al largo'delle argentine: bat. tuta emozionante che fa ripensare, agli episodi della «guerracoste corsara», la cui realtà romanzesca supérò, nell'altra guerra, ogni più ardita fantasia dei narratori di avventure.
L'accordo anglo-franco-turco è stato oggetto nei giorni scorsi dei più svariati e di rilevato Virginio Gayda in un suo acuto articolo nel « Giornale d’Italia », è commenti stato accolto se: @ seguire con vigile attenzione gli sviluppi dell'accordo. Qui
del
AMEDEO
TOSTI
NELLA GUERRA CHE INGHILTERRA STANNO COMBATTENDO CONTRO LA GERMANIA LE AZIONI CHE PIU' INTERESSANO GLI STUDIOSI DI COSE MILITARI SONO QUELLE FRANCIA DEGLI EAEREI TEDESCHI CON MARINA BRITANNICA. CIRCA L'EFFICIENZA DEI BOMBARDAMENTI SU BERSAGLI MOBILI 1 PARERI NON SONO CERTO CONCORDI: MENTRE I COMUNICATI DI BERLINO ANO SPES \VI DANNEGGIAMENTI. A LONDRA NON SÌ AMMETTONO CHE LIEVI AVARIE
E BERSAGLI
MANCATI.
-.QUI:
UN ATTACCO
DI AEREI TEDESCHI
ANAVI
INGLESI NEL
MARE
DEL NORD
(Tavola dell'Illustrirte Zeitung)
z
PICCONE
ALLA
MANO,
SI DA' INIZIO ALLA
COSTRUZIONE.
COSTRUTTORI DI ZATTERE IN JUGOSLAVIA La Jugoslavia, per la natura stessa della sua conformazione. fisica — forma accidentata del terreno e notevole altitudine sul livello del mare di gran parte della superficie — ha un patrimonio boschivo di grandissimo. valore, che sfruttato razionalmente apporta un benefico contributo alla bilancia economica del paese, principalmente nella voce esportazione di legname greggio. Si può dire che interi paesi, specie là dove l'area boschiva è coperta di piante di alto fusto, vi vano del commercio del legname; né minore importanza hanno l'industria, molto fiorente, e, in un ambito più ristretto, l'artigianato che del legname si servono per. le più svariate applicazioni. Fra le più diffuse, e ad un tempo caratteristiche, forme di pratico sfrutta» mento della ricchezza boschiva va annoverata quella relativa alla costruzione delle zattere: le quali variano di dimensioni, ma in genere servono solo alla piccola navigazione, talvolta ‘al semplice trasbordo da una riva all'altra. È questa un'industria locale ‘che sì è sviluppata grazie anche alla scarsità e alla insufficienza dei mezzi di trasporto ordinari, scarsità e insufficienza che favoriscono l'incremento della navigazione fluviale con qualunque mezzo. Le ‘fotografie di questa pagina ci mostrano aspetti della tecnica rudimentale dei costruttori zattere in ‘un paese dell'alto Danubio jugoslavo
SI CALZANO SPECIALI SCARPE CHIODATE CHE IMPEDISCONO DI SDRUCCIOLARE SUL LEGNO VISCIDO. MEZZA P
IL CAPO ZATTERIERE SCANDISCE RITMICAMENTE LA PAROLA DI INCITAMENTO: I SUOI UOMINI, CON CADENZATO, ALLINEANO E CONGIUNGONO I TRONCHI D'ALBERO CHE VERRANNO POIMOVIMENTO SALDATI FRA LORO. - A DESTRA: PRIMA DI INIZIARE IL LAVORO, IL CAPO COSTRUTTORE SCEGLIE I TRONCHI ADATTI E SI ASSICURA CHE ABBIANO LE DIMENSIONI VOLUTE.
VITA E MORTE DIRE FUAD (I
- Continuazione)
Rimase in Egitto, principe e mecenate, 25 anni, allontanandosene spesso per riprendere contatto con l'Europa. Per qualche tempo fu generale nell'esercito del suo Paese, ma, raggiunto il più alto grado, si dimise: lo chiamava insistentemente un compito più vasto: le istituzioni benefiche, quelle scientifiche, la gioventù, l'agricoltura, la letteratura: la politica, insomma. Si ìmmerse completamente nella vita nazionale, vi ritrovò amicizie e incitamenti, aspirazioni e sostegni, soddisfazioni, amarezze, parentele, gelosie — ma Patria, Egitto, Patria Sua. Sposò la principessa Shivekhar, della famiglia di Mohamed Alì il grande, sì occupò dei propri beni, li tolse all'amministrazione dei Pascià praticoni, restaurò in parte la scossa fortuna paterna, fondò la Società di Geografia, la Società di Economia Politica, le Facoltà universitarie di Storia, Lettere e Filosofia, l'Istituto di Statistica e Legislazione, e chiamò a dirigerle scienziati di tutta Europa, principalmente italiani, da Nallino a Santillana, da Meloni a Guidi, Fece da Principe quello che fanno i Re. Abbas Hilmi, il nipote regnante a dispetto di tutti, lo lasciava fare: tanto, chi lo avrebbe sbalzato dal trono? e perché? Abbas era il più astuto dei potentati d’Oriente, il più capace di barcamenarsi tra tutte le influenze, il più abile negoziatore tra cristiani e musulmani: un giorno avrebbe esagerato in furbizia, e avrebbe pagato.
La lunga permanenza e l'abbondante attività di Fuad în Egitto è ricca di interessi locali, di dinamica vivacità, di mondanità levantina. Egli è ora un uomo robusto e gioviale, desideroso di. buona vita, scaltro e duro se occorra. Ha amici e nemici, neutralizza Questi con quelli; pratica europei ed egiziani, li avvicina e li fonde. Col suo nuotare largo di europeizzato, che può insegnare ai compatrioti come sì balla, sì discorre, si giuoca e si fa all'amore, si lancia nel vortice delle eleganze alessandrine. Dà nuovo ritmo ai Palazzi dei cugini e zii, incita la Corte a farsi più splendida, mescola affari e-languori, si tira intorno le belle siriane impariginite, irre gli ebrei importanti, si allea i greci più facoltosi d'Egitto, frequenta dame di corte < beduini, retrogradi é progressisti, musulmani rigidi e liberi pensatori, ulema e rabbini, pittori e architetti, professori e mediatori, fa muovere intorno a sé un mondo quasi fantasmagorico, il mondo straordinario del Levante di mezzo secolo fa, lo indispettisee ma lo seduce, lo irrita ma lo lega a sé, e in mezzo ad ess sue reti, tese con grande anticipo sul giorno in cui le tirerà colme di s adegua ai gusti, alla mentalità, alle pretese, alle diffidenze, ai sospetti di tutti, Dise-
gna il suo capolavoro in questo scenario fluido, e cerca di solidificarne più che può gli elementi costitutivi ai fini propri. Sa perfettamente quello che vuole Passano anni ed anni. Un giorno, dai Balcani gli pervengono voci, appelli che s'ingrandiscono di mese in mese: l'Albania lo ha chiamato? Fuad_va a Vienna passando per Roma. Il Re lo ha ricevuto în Quirinale, il colloquio è stato confidenziale, i diplom@tici stranieri ne fanno rapporto ai loro Governi, i circoli della politica danubiana parlano di interessi italiani fattisi più attivi, dopo il matrimonio aÎmontenegrino,
sulla sponda
opposta
dell'Adriatico.
Berlino
vuol
sapere,
Vienna
esi-
‘ge di conoscere, disporre essa le cose, essa decidere, Si è già nell'atmosfera pericolosa delle « annessioni ». Fuad è nella capitale striaca, si fa ascoltare, dichiara
i propri pensieri: sono gli Albanesi che domandano di avere per Re lui; di origine albanese lontana
ma
non
speni
egli potrebbe degnamente e
utilmente
occupare
quel trono; -garantirebbe così neutralità pa
ficatrice ai due ringhiosi alleati, Italia e Austria,
e alle due monarchie. Chi meglio di lui?, musulmano ma europeizza-
to, disposto al progresso
ma atto a dominare;»gli Albanesi
lui un Principe nazionale, del loro sangue, la
Turchia approverebbe con simpatia la sottomissione dell'Albania ad un regnante
Grecia
maomettano,
non
di-
della gloriosa famiglia di Mohamed Alì è Kavala,
in Epiro. Ma l'Imperatore
riceve
da
ogni
parte
consigli contrari, si è messa in moto tutta l’an-
titalianità della duplice
monarchia: — in fondo è un Principe turco, e il
piane
ricordo della dominazione ottomana a Scutari non merita proprio di essere
rinfrescato;
poi
è
legato all'Italia, e l'inabsburgica nei Balcani ne uscirebbe diminuita, e con essa il prestigio della Ballplatz; la Cancelleria austroungarica non può accettare il Re d'Albania fedele al Quirinale; è preferibile non crear fatti fiuenza
nuovi
nei
ma,
calma.
Con
Giuseppe tato;
Balcani;
paterna
scendenza con
cal-
condi-
Francesco
lo ha ascolpaterna
Re Fuad, che ha al fianco il nostro Sovrano, risponde dal balcone del Quirinale alle dimostrazioni delta fold, durante il suo soggiorno nella Capitale nel 1927
la
potrebbe
menticare che la culla
se-
verità gli ha rifiutato ogni appoggio, ha anzi messo il veto sul suo nome: Berlino concorda. È un momento di flessione, nella sua vita: non si curva, ma si inasprisce, si addolora, si eccita, dà sfogo a violento tumulto interno, reagisce stranamente. Si fa intollerante con vecchi amici, si distrae dalle sue istituzioni scientifiche, e non riflette che forse l'Austria, allontanandolo dal trono albanese; lo. ha spinto verso quello d'Egitto. Lo capirà dopo e saprà ben profittare degli avvenimenti contrari. Ma intanto sono guai politici, guai in famiglia. Nel 1903 divorzia gli resta una figlietta, ragazzina orientale bella, pacata, Fukhia — delicato fiore umano, nella fitta selva della vita paterna, femminile virgulto, senso di leggiadria £ poesia nella avventurosa giornata del lottatore vigoroso, del dominatore senza dominio, Fuad si volse completamente all’Oriente, si curvò sul suo Paese con sollecitudine di figlio e con premura di padre, Gli Inglesi erano già da un ventennio padroni di fatto dell'Egitto; i moti popolari e le rivolte nell'esercito, che il successore di Ismail non aveva saputo evitare, avevano portato alla nota inglese alle Potenze sui disordini, all'abulia italiana, all’indiretto interessamento francese; vi era stato il
bombardamento di Alessandria, lo sbarco dell&#uniche rosse, l'invasione del Paese l'effettiva chiusura della frontiera alle porte del Sudan; Massaua con il sto hinteri land
erano
uno
staterellò
zione»
italiani
da
un
soggetto
permeavano
e
pezzo.
agli
L'Egitto
IngleSi.
di Ismail
Forme
caratterizzavano
era
a poco
a poco
e sostanza
della
« provvisoria
l'ossatura
dell’amministrazione,
sostituito
da
occupalo
spirito
dei dirigenti, gli interessi della massa, il mectanismo degli affari, le regole della produzione, Da quel tempo; per.giusto calcolo, Fuad si avvicinò alla futura Intesa L'Inghilterra guardava a lui ct simpatia obbiettiva e studiata, e la simpatia inglese è quasi sempre un anticipo su prossimi affari, La Francia lo incoraggiavà a mettersi‘in qualche modo avanti, ad assumere una posizione politica di rilievo nella vita dell'Egitto moderno. La prinîiî’ apparizione dell'Italia di. Vittorio Emantele nel Mediterraneo, nella vaga compagnia: franco-inglese, poteva essergli ‘ben utile. Fuad si orientò verso le Potenze dell'Intesa, e diede inizio da ‘allora alla suà
Abbas era stato sempre l'uomio degli Inglesi: era' salito al trono, dopo l'abdicazione di Ismail e dopo la morte del padre chè n'era stato il successore, mentre l'Egitto fronteggiava la rivolta di Arabi -Pascià, subiva l'occupazione britannica e si lasciava strappare il Sudan; il Paese si era, grazie agli Inglesi, liberato dal vassallaggio verso la Turchia, ma aveva visto diminuito quasi alla metà il suo territorio, rompersi in due l'unità del Nilo, perdersi le genti nubiane e sudanesi; aveva perduta ogni libertà esterna ed interna; infine, tardi, Abbas aveva avuto con Lord Cromer conflitti acuti a proposito del nascente nazionalismo egiziano, degli sbarramenti di Assuan, dei nuovi sistemi di irrigazione, delle guarnigioni sudanesi, delle piantagioni di cotone. Nel 1904 la Francia, contro Ja libertà d'azione ottenuta in Marocco, aveva consacrato nelle mani dell'Inghilterra il proprio disinteresse negli affari egiziani, Amico infido degli Inglesi a un certo punto Abbas Hilmi li odiò, riusci ‘a strappar loro un condominio ambiguo nel Sudan, cercò di minare il loro potere; li ebbe subito e irrimediabilmente contro. Fu in quel momento che le due Potenze germaniche lo attrassero nella loro sfera d'azione, tramite il Sultano di Turchia già alleato ‘degli Imperi Centrali. Nel 1914, scoppiata la guerra europea, Abbas Hilmi si ‘trovava a Costantinopoli: da Alessandria arrivavano voci gravi e minacciose; metà del Paese gli era contro per anglofilia, metà per patriottismo; non rientrò in Patria. Gli Inglesi lo dichiararono Giornate romane del Sovrano d'Egitto: Fuad, che è accompagnato dal nostro Re, ascolta le parole con le quali il Rettore Magnifico ; non era più Khedive, non fu dell’Università accomparma il conferimento della laurca honoris er usa. - Sotto il ricevimento offerto dal Conte Volpi a Venezia più che un Principe orientale. spodestato dagli «occidentali. Da allora ha vissuto lunga tenace, lungimirante politica personale, capolavoro’ di pazienza che doveva a contatto con Berlino e Costantinopoli, ha fatto grandi affari, ha intrigato con la pienamente e felicemente concludersi tre lustri dopo. I suoi legami con Inghilnuova Turchia, ha ‘cercato di mettere gli uni contro gli altri: ‘ancora oggi, è presente terra e Francia andarono sempre più stringendosi tra il 1900 e fl 1910, a misura che dovunque, nulla lo scoraggia, il ricordo di Fashoda spàriva dai rapporti ufficiali tra i due Stati, ed egli s'insinuava Gli succede, mentre gli Ingle@t' proclamano il protettorato sull'Egitto, lo zio Hustra la presenza britannica in Egitto e l'assenza della Francia, già disinteressata dal sein, fratello maggiore di. Fuad. Gran Signore, povero e generoso,’ spendaccione compenso marocchino, Il Principe aveva ormai fissato i suoi obbiettivi, precisato e senza energia, apolitico e malaticcio; muore nel ’17. Mohamed Alì potrebbe forse le sue ambizioni, Re, Re degli Egiziani, prima,cosa, cosa difficile ma non impossibile succedergli, ma è fratello di Abbas, gli Inglesi non lo vogliono, e del resto è esule: in un paese controllato dagli uomini politici dell’Impero anglosassone, atto a tutte rinunzia, rimane in Europa donde tornerà solo dopo la guerra nel suo splendido le utili inconseguenze, disposto a tutti glixillogici accomodamenti, purché persone palazzo circondato da lussurioso parco, a dispensare cordialità, amicizia ed ospitalità e.cose convengano mutevolmente ai suoi fini permanenti. Si tratta di aspettare che a stranieri ed egiziani. Kemal ed Din, figlio di Hussein, rifiuta a suà volta il Sult mutino cose e personex aspettare aspettare dspettare:,questo, proprio, non ha mai nato perché non intende esservi insediato, controllato e diretto dagli Inglesi, Il Prinspaventato Fuad. In fondo egli aspetta dà,sempre, dal, giorno in cui sbarcò a Nacipe Hassen è già morto. Mahmoud è ammalatissimo: sale sul trono Fuad! Accetta poli, che l'occasione passi sul suo orizzonie,, per ghermirla con sveltezza e sicurezza. il protettorato inglese sull'Egitto, ma con termine — fino alla fine della guerri Sotto la protezione britannica si aspettavano meglio, allora, certe occasioni: si poaccetta il titolo di Sultano, ma con riserva di farsi proclamare Re nel giorno stesso tevano aiutare gli Inglesi a.cercarle, gli Inglesi potevano, allora, aiutare a cercarle. dell’indipendenza; accetta tutte le condizioni messe dagli Inglesi mentre la guerra Forse è solo questione di tempo: durante dieci anni ha lavorato per capire, per sapere infuria in tutto il mondo, non discute e non fà il difficile sull’immediato, maimpegna in che cosa l'occasione dovesse consistere: ora lo sa, è, la vacanza del trono d'Egitto; l'Inghilterra per il futuro; lealmente collabora alla politica degli Alleati durante il da oggi,-per.altri dieci anni, resterà fermo al traguardo, per carpirlo ad un varco conflitto europeo, è lgro sincero amico, è egli stesso un alleato, si inquadra definidella storia, Non lascia più il Paese, si radica in'esso, vi si sdraia. tivamente nella politica anglo-franco-italiani luce a zero le posizioni germaniche Tra il 1902 e il 1912 segue attentissimamente, più da vicino che può, la nuova ed austriache in Egitto, li esclude da ogni #bossibilità di ripresa, orienta tutto il politica italiana — da Visconti Venosta a Prinetti, da Sonnino a San Giuliano — allorPaese verso gli interessi dei vincitori. Ha dato in tre anni prova di alta “intelligenZa ché essa si fa posto nel Mediterraneo appoggiandosi alla Triplice Intesa: scorge politica. Cinque anni dopo, febbraio 1922, l'Impero Inglese abolisce il protettorato chiaramente che il vecchio amico italiano può essergli sempre più utile nella come proclama l'indipendenza dell'Egitto: Fuad è Re. Monarca! Si deve al suo patriot+ pagine internazionale, che deve sostenere e innalzare lui: Vittorio Emanuele ha portismo ed alla sua energia se l'Inghilterra ha ceduto. Sul trono del padre! La sua tafo l’Italia a Tripoli, l’ha ‘installata durevolmente in Eritrea, in Somalia, nell'Egeo: vita si dilata pienamente nella incredibile realizzazione di questo sogno d’oro. La sua ma è intorno intorno all'Egitto! Forse è anche per osteggiare l’azione italiana in storia è più romanzesca di ogni romanzo — ma i suoi meriti sono eccezionali. È Oriente, che dolo a poco
Berlino a poco
e Vienna hanno subornato il Khedive nell'orbita loro, finché Londra scopre
Abbas Hilmi, attirani clandestini rapporti.
andato
incontro
alle
circostanze
—
e
come
esse
lo hanno
accompagnato
e favorito!
Quale singolare serie di coincidenze e di accordi, di dasi -propizi ‘e di avvedutezze, sue e del destino! Sì guarda intorno: l'Egitto, l’adorabile paese stracarico di storia millenaria e di possibilità moderne, è suo, suo reame, territorio su cui cade la forza e il prestigio del suo scettro, Il Collare dell’Annunziata conferitogli dal Re d'Italia gli porta non solo la testimonianza di un così augusta amicizia, ma gli dà un senso profondo, caldo e quasi voluttuoso e sensuale della sua regalità, ch'è così consaa ta dalle mani delle altre regalità, e ch'è dunque autentica, incontestata definitiva. Ha accanto la secorida sposa, ch'era n bile signorina Nazli, figlia di Sabry Pasci pallida e bruna discendente del franco-egi? ziano Soliman Pascià, il soldatone dalle mirabili avventure, L'ha sposata nel 1919, strappandola agli studi ed al brillante ritmo della società orientale di Parigi, e riportandola alla vita chiusa e invisibile della donna musulmana. Ora è Regina, Regina sua e degli Egiziani, La coppia regale è salita sul trono naturalmente, s'è installata nei sontuosi Palazzi, ha chiamato accanto a sé i fedeli amici di prima, fa rimodernare appartamenti e saloni, porta la Corte a. un fasto inusitato, si circonda di protocolli e di distanze nella vita ufficiale, mantiene costumi semplicissimi nell’esistenza familiare. Faruk è già nato: i nomi di casa cominceranno con una F. Verranno quattro Principesse, Faukia, Fasia, Faika, Fatia,, Anche la figlia di Faruk si chiamerà Ferial. Ora il Re non ha che un solo pensiero: regnare, regnare veramente e. completamente.
Ha
aspettato
per
cinque
lustri
la
volontà altrui — ora gli altri aspetteranno e conosceranno la “sua, (Continua)
ROBERTO
CANTALUPO
LA PIU' GRANDE ATTRICE COMICA DEL NOSTRO TEMPO: DINA GALLI. - SOTTO: MARIA ‘MELATO, APPASSIONATA E STUDIOSA OGGI COME ALL'INIZIO DELLA SUA CARRIERA.
SERGIO TOFANO (STO) ATTORE, PITTORE, SCRITTORE, AVVOCATO PROCURATORE SE VOLETE. CHIMICO. FARMI SIOE FILATELICO, GEOLOGO ECC. E, ECC. UN ENCICLOPEDICO INSOMMA CHE PORTA VIVA IN SCENA OGNI FIGURA DELLA VITA
LAURA
ADANI
E CLAUDIO
GORA
IN « TORNA
PRIME
CARO
IDEAL.»
(Fotografia Ciolfi)
PFANT
MICHEL SIMON IN « CAVALCADE D'AMOUR». - SOTTO: UNA INQUADRATURA DEL FILM « L'EBBREZZA DEL CIELO » (Foto Emanuel).
sà pv ge LA DELICATA ESPRESSIONE DEL VISO DI LORETTA VINCI, pese UNA DELLE INTERPRETI DEL FILM. DIRETTO DA GENNARO RIGHELLI, « FORSE ERI TU L'AMORE..». E' REALIZZATO QUASI COMPLET, IN ESTERNI: A VENEZIA. A TAORMINA, IL A FILM N CAPRI, A_FIRENZE, IN RIVIERA. DOVE SONO STATI RIPRESI GLI EPISODI PRINCIPALI (Foto Vaselli)
UOMINI
DONNE
E FANTASMI
FORTUNA E SFORTUNA DI «GRANDI MAGAZZINI, E cr Fosse stato bisogno di una riprova del successo di Imputato alzatevi ce l'avrebbe data quell'usciere che sequestrò, giornì fa, il film su istanza dello
scrittore
De
Angelis.
Questa
volta
si tratta
di tutt'altra
imputazione,
Di
un’imputazione nientemeno che di plagio. Vedremo il seguito, Intanto l'accusa del De Angelis ha portato buono al film di Macario. Il sequestro, il cinematografo chiuso per un giorno, la ripresa del film sotto il controllo del magistrato inquirente, han fatto sì che Imputato alzatevi veda una sempre più compatta folla di spettatori, Quando si dice esser nati con la camicia... Del rimanente questa settimana il cinema italiano può essere soddisfatto, E siccome un successo chiama l’altro, secondo l'antica legge delle ciliege, era prevedibile
che dopo il successo di Imputato alzatevi avremmo avuto quello di Grandi
Certo non siamo ancora sulla strada del capolavoro (e non è poi detto chemagazzini. si senta la necessità,
di un capolavoro per muovere le quiete acque del nostro cinematografo), ma, in un,ambito assai modesto e ristretto, si può dire
che la produzione italiana ha segnato un punto a suo vantaggio. Rincora anche il fatto punto sia Stato ottenuto con due film onesti e lieti, piani e semplici che codesto affermano, dopo tutto, la nostra salute, specie se li mettiamo a confronto con che la straniera. E vedete come anche per la qualità dello spirito, per la forza produzione comica Imputato
alzatevi o Grandi magazzini la vincano, ad esempio, sul Pirata ballerino, un film a colori americano, di una comicità piuttosto balorda e stantia, che sfugge a ogni giudizio critico e non resta nella memoria se non per la franca bruttezza della colorazione che deturpa volti e paesaggi. Una colorazione giallastra e terrosa che per. un verso richiama i pupazzi intagliati della Val Gardena e per un altro certe ingenue pitture popolaresche in cui il colore violento mangia o appiattisce tutti i valori della composizione, Ma veniamo a Grandi magazzini. Nonostante il grande successo romano. confermato da quello milanese, voci discordi della critica hanno accompagnato il film di Camerini. Paolo Monelli, ad esempio, ne ha detto male, considerandolo una bella occasione perduta, Di contro un certo Proteo, sotto il quale crediamo di ravvisare uno. scrittore che, in funzione di critico drammatico, non si mostrò certo refhissivo e conciliante (ell è forse perciò che ora, in funzione di critico cinematografico, ha il miele in bocca), lo reputa il miglior film di Camerini, Indubbiamente c'è un tantino di esagerazione da una parte e dall'altra. Esagera Monelli, del resto secondo il suo abito di bastian contrario, scrivendo: «Per quanto mi riguarda è difficile che riesca ad esprimere tutta la malinconia che mi ha còlto, la prima e la seconda
volta, assistendo ai casi dî questa vicenda, A un certo momento mi prese un tale
avvilimento che nulla più .suscitava reazione in me; né il visetto intelligente di Assia Noris, né quella faccia da fanciullone ingenuo e tonto che amiamo in De Sica — Dio sa se l'han fatto tonto gli autori di questa vicenda! — né le arguzie vernacole di Riento, né la compostezza e la Misura del Glori, né l'ottima fotografia, né la bravura. dell'ottimo Camerini, così abile a congegnare, a far correre liscio, a far vedere, a raccontare... ». Ed esagera Proteo quando scrive: «Per noi questo è il miglior film di Cametini. Ci dicono invece che Camerini è scontento e pensa di
aver fatto un film «commerciale».Anche Collodi si credeva uno scrittore politico,
e quando per distrazione scrisse un libro per ragazzi, fece un cavolavoro ». (Donde è facile capire, e sia detto fra parentesi, che Proteo è un novizio del cinematografo e quindi pieno di entusiasmo, nonostante la sua vera natura, tutt'altro che entusiastica).
Fra le due esagerazioni, la estroncatura» di Monelli e l'elogio di Proteo, ci deve essere una via di mezzo. Cerchiamola, Secondo me il difetto maggiore di Grandi magazzini sta nello squilibrio di stile e di tono che subito si avverte
fra la prima
caratterizzano
di plagi. chi
e la seconda parte. Tutta, la ‘prima parte del film è eccellente. Con quella felice pittura della vita di un grande emporio vista attraverso i cento aneddoti che la potrebbe
e la ravvivano.
negare
(Ma
la straordinaria
già che s'è incominciato rassomiglianza
tra
parlando
la scena
notturna
nel
grande
emporio di Arrestatela, un film americano vecchio di qualche mese, e la scena fra Assia Noris e Riento nel film di Camerini? E qui cade giusta la domanda: c'era
proprio bisogno, dato che codesta scena non aggiunge nulla al racconto ed anzi ci sta come un appiccicaticcio, di farsela imprestare dagli stranieri?). Comunque in questa prima parte la mano di Camerini è agile e pronta nella descrizione di un mondo che egli presente con felice intuizione, E di lì, da quei mille fattere] quotidiani colti nel vivo di un ambiente caratteristico e vario quant ‘altro mai, nasce la poesia di Camerini e lì in certo modo si afferma vittoriosamente la sua poetica. Che è di breve respiro e limitata all'osservazione arguta del mondo piccoloborghese, ma ha tuttavia una grazia e uno stile inconfondibile. Purtroppo nella seconda parte del film le acque si intorbidano e, specie nel concitatissimo finale con fughe e cozzi di automobili, precipitoso ruinare di vetri infranti e rapido volar di pugni,
non si ritrova più lo stile del Camerini migliore. Del cauto ma finissimo Camerini
Ecco qui due scene del film « Grandi magazzini » che Mario Camerini ha diretto con la ormai nota maestria e che ha avuto come interpreti principali Vittorio De Sica, Assia Noris e Luisella Beghi. « Grandi magazzini » ha riportato un buon successo. questa volta la regola che attribuisce a Camerini singolari virtù taumaturgiche non ha subìto eccezioni. E se Assia Noris riesce perfino a contenere, nei punti di più
intensa drammaticità, la sua imperfetta dizione nei limiti del sopportabile e a' non
farci quasi sentire che, benché in Italia da parecchi anni, ella è russa di nascita, Vittorio De Sica si prende qui una bella rivincita sulle sue ultime interpretazioni. Che per la verità c'erano parse piuttosto sbiadite. E con lui si armonizza molto bene il. Rie nella parte di un guardiano notturno dall’arguzia e dal cuore romanes a vera rivelazione del film mi è parsa Luisella Beghi, proveniente dal Ce Spe..nentale di cinematografia. Chi la ricorda in Piecolo Hotel, dove
che ci aveva insegnato a non prendere mai le cose trappo sul serio e ad accontentarci
dette vi.
platee domenicali, si fosse tenuto piuttosto al meno che al più, fosse rimasti I ii ti dove non ci sara nno frutti dar nell'occhio coltivazione del suo orticello poetico GESUGIIE.da di'icase'riosta dove tuttavia allignano e fioriscono graziose e amene pianticelle LG i
suo manichino. In tal caso, che Dio ce la mandi buona e i soggettisti e i registi si mostrino discreti,
ti accorgi subito della loro insospettata bontà e gdo "rsa 6
poco propizi alla misura non dico dell'arte ma del buon senso
*«
luca una figurina quasi di sfondo, la rivedrà con piacere in Grandi del giusto mezzo fra un'appena sorridente comicità e una piccola drammaticità temassci cresciuta di statura (parlo, s'intende, di quella artistica), perata da un arguto sorriso. Codeste catastrofi anche se, come qui. senza mortiné magazzini Ci sarebbe da notare, a proposito di questo film, la cresciuta ‘fortuna del guasti irreparabili e anzi fin da principio condotte in modo da farei copie subito «manichino » ora nel cinema. Da tempo scomparso dalla letteratura, dopo una felicis: che tutto andrà a finir bene, col trionfo dell'innocenza diffamata e il castigo dei sima che prese il nome dal maggiore poeta di esso, Ramon Gomez de La diffamatori, codeste catastrofi non sono fatte per l'arte monocorde di Camerini né, Serna, stagione il e manichino» tende a riprendere un posto di prim'ordine sullo schermo. in genere, dei nostri registi. Bisogna lasciarne l'onore e l'onere agli anioni. Senza contare i tragici e sinistri manichini di Scacco alla regina, da mettersi in Ad ogni modo è difficile capire che a un certo punto del AS 308 Lee un ben scelto museo degli orrori metafisici, pensate agli amabili e floridi manichini duto più né ai suoi personaggi. né alle piccole, sentimentali Vicende Che 11 muovono in poco tempo avete visti al cinema. À quelli del citato Arrestatela e a quelli e ha forzato la mano su essi, rompendone il naturale incanto, quella semplice ma toc- che di Bionda sotto chiave, ad esempio. Cui ora vanno aggiunti quelli di Grandi ima: cante psicologia con la quale ci vennero presentati. Intendiamoci: il difetto non è gazzini. Forse i più belli di tutti e molto più degli altri partecipi della vicenda del grosso, il peccato è appena veniale, E nell’insieme il film non ne è a a film. Comunque, la constatazione, rimane da sperare che la moda non ‘prenda minato. Ma da un uomo della misura e dell'intuito di Camerini ci si sarebbe aspet- poi troppo piede. fatta Non si sa mai; con la scarsa inventiva di cui il cinematografo dà tati. che, rinunciando magari ai sicuri effettacci che mandano er continua prova, c'è il pericolo di non vedere più un film senza
TOR quelle CovI che non fanno Di
i spicco e magari i non
dànno profumo, ma quando le cogli rà Li
Dal punto di vista dell’interpretazione, è risaputo co!
rini le cose filino piane e ogni attore risponda al regista con pe
diretti di Cime:
catia aria
L
As
il
Come il regista di Avventurieri di Londra che nel trattare la torbida materia
poli. ziesca affidatagli, ha fatto in modo di salvare almeno il gusto è di non indulgere, se non di rado, all’effettaccio, Che non è merito da poco, a questi lumi di luna così ADOLFO
FRANCI
RIBALTE
A LUMI
SPENTI
RITORNO DI FIAMMA PER SUDERMANN S
UDERMANN è una vecchia simpatia di Emma Gramatica. Non ricordo la data precisa, ma debbono
essere passati almeno trent'anni da che ella diede tre atti di quella piacevole tetralogia su le Rose che rappresenta per la novità della forma teatrale e la precisione dell'indagine psicologica una cosa a sé nell'arte massiccia, sempre un po' convenzionale, di Sudermann, Oggi la nostra attrice si
presenta in Beata di Evviva la vita!, e questo ritorno di fiamma, dopo che
tanto si. lenzio è piovuto come fredda cenere sulla gloria artistica di Sudermann, è un coraggioso omaggio che fa onore alla nostra attrice, sempre in primissima linea nel rive» lare e nel riconsacrare le più interessanti figure drammatiche della nostra e dell'altrui letteratura
Si sa che quest'Evviva
la vita! che pure
è una
delle
dell'autore di Casa paterna, piacque molto a Cesare Levi, il critico nostrocosecheminori dedicò il più inna-
morato saggio al teatro sudermanniano. «Il motivo non nuovo è reso in Evviva la vita! con maggior raffinatezza e più artisticamente che in ogni altro dramma.
Evviva la vita! è l'opera che più risente della scuola ibseniana pur restando intimamente tedesca per il carattere della sua protagonista: la'Beata di Sudermann è una delle eroine più femminilmente squisite di tutto il Teatro contemporaneo ».Codesta Squisitezza
e soprattutto
l’alone
ibseniano
che
circonda
Beata
han
fatto
presa
sulla
Gramatica persuadendola a riesumare il dramma che malgrado le sue lentezze, la sua uniformità di tono e l'eloquenza di quella catastrofe finale non giustificata dall'azione ma dovuta all'innesto dell’individualismo nordico (Rebecca West, Edda Gabier) sulla romantica anima germanica, è una testimonianza positiva del poeta che si nasconde in Sudermann. Il pubblico dell’Oceon l'ha accolto con grande interesse dimostrando così che il vecchio naturalismo tanto caro ai nostri padri non è poi quel leone rognoso che la nuova scuola vorrebbe far credere. È proprio da inchiodare alla gogna un’arte che a distanza di quarant'anni, in un mondo totalmente mutato di idee e di sentimenti,
ancora riesce a imporre la sua dialettica emozionale allo spettatore d'oggi? Non diremmo, Certo il naturalismo tedesco è un prodotto ibrido, di pura importazione francese (Zola e Becque) con marcate influenze nordiche (Ibsen, Birnson,, Strindberg, Brandès) e russe (Tolstoi). Esso si fa risalire alla famosa intuizione di Arno Holz:
«L'arte tende a rifarsi natura ». Fu appunto l’Holz a scrivere in collaborazione Sclaf quel Papà Hamlet che ispirò, per sua stessa confessione, la prima opera con di Hauptmann. Papà Hamlet è del 1888 e precede di un anno la nascita della Freie Biihne, quest'edizione berlinese del Théatre libre, La direzione della Scena libera fu affidata a un grande ammiratore di Ibsen, a Otto Brahm, Infatti egli l’inaugurò
con gli Spettri, Seguì Vor Sonnenaufgang di Hauptmann, col quale ciare storicamente il teatro tedesco moderno. I mali di cui soffriva il si fa cominerano da codesto teatro lucidamente esaminati in tutti i loro riflessi vicini mondo e lontani. Il
dramma diventava uno «studio» del costume. L'impassibilità dell’analisi poteva condurre come nell’Onore di Sudermann alla conclusione che tutta la società, tutte le classi di essa erano egualmente corrotte e difficilmente rigenerabili, Tuttavia la sim-
patia tacita dell'autore andava alle classi oppresse ai-poveri. In questo tempo del dramma naturalista Ibsen interessa soprattutto come clinico sociale,primo come de-
duttore implacabile di morbi e di fatalità che si collegano all’eredità e all'ambiente. Un Ibsen insomma visto attraverso Zola. La sua influenza è grandissima e sarà supremo vanto di Sudermann di emularlo. La sua prima eroina, quell’Eleonora Miihlingk de l’Onore non sarebbe forse stata senza Nora. Lo stesso si può dire di Magda di Casa paterna e di Beata, la protagonista di Evviva la vita! Tutte queste creature esprimono un medesimo desiderio di affrancamento totale. In qualcuna di esse il bisogno di evadere dai limiti della morale borghese per vivere intera la propria sto-
ria terrestre si può spingere fino al sacrificio supremo, e questo è il caso di Beata.
Fu detto che Sudermann ha molto del nostro Giacosa quando riesce a temperare il realismo dell’osservazione psicologica con una sorgiva vena di poesia, È vero. Come è pur vero che qua e là Beata fa pensare a una « moglie ideale» che invece di Becque si sia rifatta a Ibsen. Senza quella tragica conclusione la protagonista sudermanniana sarebbe quella della famosa commedia di Praga con in più la distinzione della gran dama e quell’eccesso di ambizione nell’aiutare l'amante a salire che è la causa della
sua perdita. Son parentele e richiami che caratterizzano la rivoluzione portata nel teatro dal naturalismo în tutti i paesi d'Europa. Segno ch’essa era un'esigenza degli spiriti, non solo una nuova formula drammatica dominata dall’idolatria del positi
smo e dello scientismo, e destinata
a tramontare
con essa.
Stupenda interpretazione quella di Emma Gramatica, tenuta su un tono intimista
che dava larghe zone d'ombra alla bruciante ansia del personaggio
di Beata. Tra gli
altri interpreti mi piacque specialmente il Gizzi. La sua padronanza nico mi parve esemplare.
del gioco sce-
Settimana bianca, senza avvenimenti di rilievo nei teatri milanesi, se si eccettua la venuta all'Olimpia di Micheluzzi e della sua compagnia, ai quali un numeroso pubblico ha fatto festa nella divertente commedia di Brunialti Il difetto è nel ‘manico. Ma per il resto nessuna novità. Potrei cavarmela con uno di quei comunicati “che il comando francese o tedesco emette ogni giorno per constatare il niente di fatto di una guerra che si sta combattendo coi nervi piuttosto che con i cannoni. E anche i nervi lasciamoli stare. Si suona la radio nella «terra di nessuno» per far sentire all'avversario le ultime canzonette di Parigi o di Berlino: si vola sul territorio nemico ma solo per buttar manifesti; si cade con l’aeroplano, e il nemico è lì pronto a renderti le estreme onoranze; si silura qualche nave, e il comandante del sottomarino è il primo ad avvertire radiotelegrafitamente i piroscafi vicini perché vengano a trarre in salvamento gli equipaggi. Insomma è la guerra dei gentlemen, dei cavalieri novecentoquaranta, della morte col granchio al borsellino, attributo, questo, degli avari assaettati, L'unico possibile limite a un conflitto di questo genere è la pazienza dei giornalisti. Un bel giorno costoro si solleveranno in massa contro i loro governi, accusandoli di volerli disonorare davanti ai loro lettori, I governi si lasceranno impressionare da questa rivolta di reporters disoccupati, forzeranno la mano agli Stati Maggiori, e questi, finalmente, ordineranno l'offensiva per dar modo agl’inviati speciali di mostrar la loro valentia nella stesura dei «pezzi». Non son costoro come quel tal gallo convinto che il sole si levava ogni mattina per sentirlo cantare? Ritornando ai teatri diremo che la scarsa attività delle ribalte trova il suo completo congelamento nelle retrovie, Le retrovie del teatro sono i caffè. La chiusura a
mezzanotte ‘del Biffi e del Savini è stato un duro colpo per gli attori, i quali finità
Emma Gramatica, la nostra grande attrice, che all’Odeon.di Milano ha ripreso molti anni « Evviva la vita! » di Sudermann, riportando un caldo successo personale.dopo la rappresentazione si riunivan là come in un salotto per mangiare un boccone e tastare il polso del pubblico. Il caffè era la vetrina, la comunicazione viva e diretta con quegli stessi spettatori che, pochi minuti prima, li avevano applauditi alla ribalta più come figure del mito teatrale che come persone in carne ed ossa, Al caffè,
ridiventato uomo, l'attore poteva tradurre in sorrisi, strette di mano, sguardi ammi-
rativi, lodi, inviti, e che so io, la fama nascente o consacrata, e questo gli restituiva intero quel senso della realtà che l'ossessionante necessità della finzione scenica gli aveva fatto perdere. Gli era dato dividere nel successo della Compagnia quel che spettava a lui da quel che toccava agli altri, gli era offerta la possibilità di sapere subito, senza aspettare il giornale del mattino, se quel tal critico éra rimasto soddisfatto
della sua parte, poteva conoscer gente nuova, stringere relazioni importanti,
avvicinare capocomici e amministratori di altre formazioni: insomma il caffè era per lui non solo il prolungamento del teatro in quella zona finitima d’interesse pubblicitario che completa il successo della sala e stabilisce una più diretta e precisa aderenza tra il pubblico e î suoi interpreti grandi o piccoli che siano, ma rappresen-
tava pure una borsa per la propria quotazione, un incanto per la scrittura avvenire.
Ora chiusi i caffè proprio al momento in cui essi potrebbero popolarli con le loro vivacissime schiere tocca agli attori ridursi negli alberghi e nelle pensioncine che ‘li ospitano e là, in silenzio, con la sola presenza di melanconici compagni che sentono di aver perduto, col pubblico, la loro ombra, cioè la certezza della loro positiva importanza nel mondo, se ne stanno a bere un tè o un caffelatte fino al momento di andarsi a seppellire nel sonno, Oppure i più animosi, non badando alla stanchezza, per
un bisogno di sentirsi uomini tra uomini, per la speranza di ‘esser riconosciuti
da qualcuno e seguìti da uno sguardo, si ostinano a passeggiare per un'ora, anche due se occorre, finché la disperazione li riduce in letto con un gran vuoto dentro che non si san spiegare. Gli è che l'attore ha paura di star solo con se medesimo. Durante il giorno, alle prove, per le incessanti interferenze del fantastico sul reale e viceversa non ha tempo di constatarsi, di isolare quel che è suo da quel che gli viene dal personaggio incarnato, La sera al lume della ribalta egli cessa di essere uomo per diventare fantasma, Rientrato nella sua personalità reale quando cala il sipario, proprio allora la solitudine gli pesa come un macigno ed egli griderebbe aiuto se non temesse di farsi mettere la camicia di forza. Si umanizzerebbe il pubblico per lui nel momgato in cui la luce risfolgora nella sala ridandogli un volto che torna dalla tenebra come da un purgatorio, Allora esso diventa necessario all'attore come l’aria che respira. Senza di lui egli non può dare un senso alla propria vita, e la sua fatica gli sembra vana se non addirittura miserrima. LEONIDA
REPACI
Romanzo di
DELIO MARIOTTI
QUATTRO CUORI IN UN CERCHIO DI LUCE
Disegni di
VELLANI-MARCHI
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. - Raimondo Brentano vive da quarant'anni nel faro posto sulla punta di Mersa Fatma. Partecipò alla campagna del ‘96 in Eritrea nel IV Battaglione Cacciatori d'Africa, il cui comandante era spesso severo e ingiusto con lui: combatté valorosamente ad Adua; fatto prigioniero fu condotto ad Addis Abeba, Liberato, tornò aMarostica, paese natale, fra le feste dei compaesani, Qui sposò la sua donna Anna, e quindi tornò in Africa, ottenendo il posto di guardiano al faro di Mersa Fatma. Sei anni di matrimonio felice, durante i quali Anna gli diede tre figli: Giordano, Michele Goffredo: ma nel dare alla luce Goffredo morì. Raimondo si dedicò tutto ai figli ma pian piano i rapporti fra padre e figli mutarono. A breve distanza di tempo, tutt'e tre i figli lasciarono il {dro e per venticinque anni Brentano non ebbe di loro che notizie frammentarie. Ora è vecchio: ma un giorno ha finalmente la gioia di riabbracciare i figli. Giordano sul suo « sambuco »si dè alla pesca e al commercio delle perle; poi fa conoscenza con un inglese, mister Arold, che gli propone un nuovo lavoro, il contrabbando delle armi nel quule prosegue anche dopo la fine della guerra mondiale.
Le labbra dell'uomo si chiusero avide, istintive, sulla bocca di Sadià. VI
La bocca di Sadià era come una piccola prugna.
La terza notte, Arold li sorprese. Era giunto improvviso come sempre. Il suo volto rimase impassibile, Solo le narici avevano un fremito leggero e intermittente, Lentamente, levò il pugnale... Brentano indietreggiò. La sua mano si portò al coltello ma si ritrasse nervosamente. Aveva la gola arida. Quello era Arold con una faccia terribile. Arold soffriva. Era dolore quell’espressione muta, terrificante? Sia maledetta, Sadià.. La vipera... Ora il ferro freddo gli avrebbe frugato il ventre, tagliato le viscere, dolorosamente. Non si sarebbe difeso.. Ma la vita... — Arold, — disse la voce fioca del giovane, — io non volevo... In quel momento sembrava ancora più giovane. Improvvisamente saltò in mare e nuotò verso la riva. Lontano, lontano, oltre il deserto, voleva andare. Non v'era più l'oasi verde oltre il margine dell'orizzonte... Ansava e il sangue gorgogliava nelle orecchie. a L'inglese lo seguiva a grandi bracciate, veloce. L'acqua smossa scintillava. Le stelle
erano calme e chiare, sprezzanti e inaccessibili. Anche il mare era calmo e così l'aria Giordano si trascinò sugli scogli e giacque esausto. L'uccidessero pure. La sua schiena snella scintillava. Anche Arold approdò e ristette silenzioso a guardare la nuca del compagno. ; — Ragazzo, — disse poi lentamente, — ragazzo, voltati. AI suono amico della voce il giovane obbedì docilmente. A _ Sei uno stupido, — continuò l'inglese. — Che vuoi fare? Mi hai fatto un torto, Ami quella donna? No! — fu la risposta dura. — Nemmeno io, — fece Arold tranquillamente. densa della notte calda,
Giacquero silenziosi qualche minuto.
— è la prima donna della tua vita, vero? — Sì Sadià, ti pare? Ora è matura... Quando la presi con me era — Ha un bel corpo dolce... troppo dolce. Sono stanco, una faina # a come un limone.. s'è fatta fa... Cinque anni fedele. del resto. Ha un bel corpo Sadià... Cinque anni
La risata di Arold si levò dura e tagliente sulla scogliera: — Vuoi pretendere di più da una donna? Giordano stava immobile lo sguardo fisso nella notte. Sentiva vergogna, come quando da piccolo temeva di essere sorpreso dal padre a guardare i seni di Cadigia, L'inglese si tolse la camicia, la strizzò, imprecando. Poì scosse per le spalle quell'essere taciturno e chino che gli stava seduto a fianco. — Ehi, — disse, — è sempre stato il mio destino questo. «Quale? » avrebbe voluto domandare Giordano. — Già! Ma ora, andiamo. Andiamo! Questa volta non è il caso, proprio. Sadià ha un bel corpo, e basta. È come un paesaggio. La si gusta, senza sentirsene padroni. È come un fiore: si odora e si fa odorare. E per te è stato ìl primo fiore, siamo giusti! Non dico bene? Sono o non sono capace d'un ragionamento logico? Il tre mendo è quando la donna ha la pelle bianca colle vene azzurre; coi capelli biondi e gli occhi pieni di mistero. Quando ammira estatica un quadro o un vecchio ma= rinaio francese che fuma la pipa; quando ti cinge il collo e ti dice: «t'amos; quando ti guarda con occhi spietati, ghiacci come
marmo,
e dentro non
vi scorgî
che una paurosa insondabile lontananza.. Allora, è tremendo. Per una donna così; io uccido! Andiamo! Tornarono a bordo con un'urì, Giordano era triste, timoroso. Aveva visto negli occhi dell'amico accendersi la luce d'un dolore grave, incurabile. Sentiva d'amare maggiormente Arold. Avrebbe voluto toccarlo sul volto maschio, oppure stringergli le mani. Si limitò a guardarlo con una muta intensa espressione d'amicizia. Arold prese un curbase e frustò a lungo Sadià, con violenza. Quindi, la fece condurre a riva. Nel buio s’intravide per l'ultima volta il balenio felino dei suoi occhi, Due mesi dopo, Arold e Giordano erano a Porto Said. x
Arold comparve nell'atrio dell'albergo ove alloggiavano. Vestiva un abito spugnoso color tabacco e spingeva avanti a sé un facchino negro carico di due enormi vas lige: «Muoviti, cialtrone! Per di qua, pidocchioso!... ». Il pidocchioso aveva gli .0es
chi smaltati di blanco e sudava come un sacco pieno d'acqua, Pertl.
È
1 «ho due f da sbrigare. : ET egli diGiorio ARIAL, alleTAI gli ambienti arabi «della costa orientale del Mar Rosso, ai compagni,
di. bor> parchi di parole ed inesplicabili nelle loro manifestazioni interiori, Porto ‘Said ‘appariva: caotico, rumoroso, fenomenale, Gli europei lo lasciavano perplesso, specialmente le donne, Egli rimaneva esta-
Îl tico, nel-mezzo della strada; ad ammirare una bionda ragazza. al volante d'una. otto cilindri;
nei giardini pubblici sostava dinanzi al miracolo d'un bimbo ‘avvolto. in |Candidi lini e trine, sdraiato con aria sognante in una carrozzina celeste sospinta per tti e aiuole. da una languida ‘bambinaia, a, Intorno a grandi vasche, bimbi ben vestiti, pettinati ed evidentemente ben nutriti, ‘ Rettavano pane ai pesci. rossi voraci, gridavano, festanti, si rincorrevano, gioivano. _ E. soprattutto, non avevano mosche intorno agli occhi, intorno al. naso e alla bocca.
‘automobili s'inseguivano veloci sulle strade ‘asfaltate nere lucide, i negozi scintillavano di luci colorate. Luci erano anche su, in.alto, esi emuovevano: rosse, ce| lesti, turchine. Parlavano, anche. La musica che scaturiva dalle ra dai grammo-
Gli orecchi del
i
poltrona, erano rossi come il fuoco e ronzavano. tempo.
.chi ronzavano sempre
più forte. «
La ». Gli orec-
Vi sono boè e grossi pontoni...
Attendiamo palombari esperti...
». La bocca era
amara, «Enorme sarà l'interesse del mondo!..». « Occorrono cinquantamila,. sapete, Un'inezia a paragone
dei capitali!.. Occorrono trentamila... ni, dalle orchestrine nascoste in verdi recessi ‘ove si: beveva e sì danzava, lo |contribuenti. non è male. 1 dividendi saranno maggiori. ‘bava fin nei precordi. Sentiva qualcosa dentro che vibrava di tenerezza e anche Giordano si agitò sulla poltrona: pena sottile. Una sera si,trovò in albergo, mentre nel salone si Maledetto», disse «Maledetto. maledetto... >. Il greco era scomparso da quindici giorni, umidi quando la musica cessò: «ecco... ecco..», E fu‘questo <ecco» la più bella p | pura espressione d'ammirazione per la
essere
maggiormente
levavano diafane Jey della «Polacca, in do diesis minore è di Chopin, «Ecco», disse con gli occhi
|
Nel
porto,
all'imboccatura
del Canale
musica del. Grande;
e nell’ansa
dell'istmo,
movimento di piroscafi d'ogni’ nazionalità, Egli assisteva rapito
v'era
un
continuo
ka
La risata di Arold fu fragorosa.
continuo flusso e Girellava per la camera tentanto, per la terza volta, di farsi il nodo alla riflusso delle case galleggianti, alla partenza e all'arrivo dei alpasseggeri. cravatta. ‘ac- ‘ — Buffone! | È fadde di seguire per tre ore, per le vie della città, una coppia anziana: lei Gli grassa, — Chi?r» | Vestita di seta grigia con guarnizioni di trina nera, lui con_un'abito chiaro; gli oc. Tu ali d'orò a stanghetta è un bastone da passeggio. Magnifici, i loro capelli bianchi — Ehi, Arold, io non vedo... candidi. Ebbene: avevano salutato un loro figlio giovane per l'Europa. La © Ottantamila lire? — L'inglese ‘rideva a non. finire. — Cannoniere | Signora piangeva: mentre agitava il fazzoletto: « Ciao, Buby,partente che ti spasai? Scrivi, al- rano Burrasche che ti calano a picco! Perle intraviste fra le pinne | Ja tua mammetta!». L'uomo guardava il puntale del bastone scrivimi, dei pe: e ogni tanto lo solle: |scicani!addosso! Ed ora tutto in fumo nella»Baia di Abukir! Buffone! | vava verso il piroscafo con un fare imbarazzatissimo.
È
Londra, va a letto presto, mi raccomando...
». La
«Oh, sai, Buby, quando
sei
Giordano, pallido di rabbia, masticava
una
cannuccia
di paglia.
continuava a piangere, — Non m'ha preso tutto. {| 0‘@*Giordano: commosso si domandò se anche la sua signora mammina avrebbe fatto così: — Gli avresti dato la camicia, insulso! «Certà» si disse «le mamme sono sante». Così seguì coppia che tornava pian — Arold, Crisopoulos è il secondo uomo bianco che ho conosciuto, ianino a casa. Pensò a suo padre. laggiù nel faro, con laineffabile da che ho dolcezza. lasciato il faro... Gli accadde anche. di stupirsi nel vedere arrestare un uomo che ne aveva malme© La voce tremava un poco. Mato un altro. Il facinoroso venne condotto via legato, ; da due poliziotti imponenti. Arold era riuscito a sistemare la cravatta intorno al collo, gh. guarda, come è tutto facile qua: ma allara perché esiste S'avvicinò all'amico. la miseria? ». Secondo Era serio, quando Giordano in un mondo perfetto: quale gli appariva; un che evitava, con si- | — Che tipo è? domando, Stemi gentili e razionali, la brutale lotta con-la- natura, mondo di le stonature come la mis MA. così. è alto, ha due seria. non dovevano esistere. castani, parla italiano, ma è greco. Ha un x neo, qui, alla radice del naso... baffetti Conosce Trenton... Nelle banche guardava pensieroso il flusso dei denari. « V'è troppo Ge— Trenton? Hascish, no? Corre tanto denaro? ». Egli aveva lottato, rischiato cento volte la vita, denaro! avere. — Sì; —'disse piano il giovane, — ci sono stato una sera... Ma non ho ‘preso la ber mira il denaro. Solo perché era un uomo e doveva combattere. Nonsenza conosceva droga... : | ancora la potenza del denaro. È vero, egli mercanteggiava con gli arabi: — Non ha importanza! Si chiama, hai detto? «Te ne do duecento!». _ — Anastasio Crisopoulos... «Ne voglio quattrocento, canel». — Va bene,
|
Eta però una lotta anche questa, una schermaglia,
aveva le sue insidie. Si frattava di sopraffare individui sordidi o melliflui: e che poi gli insulti che rivolgeva
|
| loro, addolcivano la bocca!
Quel giorno, Arold era partito. Che noia! Non poteva stare un
minuto fermo quel tipo? Arold gli era utile. Sapeva un mucchio di cose ed era simpatico quel suo ciar. | lare odoroso di whisky e tabacco,
1
Pdraiato in una soffice poltrona di velluto verde, nella sala grande dell'albergo, || Giordano fantasticava sull'improvvisa partenza
dell'amico:
«Aveva
un bell'abito | marrone e prima di partire aveva tirato un calcio al facchino »;.Un sorriso guizzò e si spense. Due signore, sedute vicino, bevevano il tè-e
parlavano di Gobelin, «Che roba sarà?» si domandò il giovane. Non indagò oltre: s'alzò e si diresse al bar, lan:
| datura leggermente oscillante.
Ed ecco, qui, un ragno tessere Si presenta, parlando italiano:
la sua
lo guarda, un po’
hi
= Ci si annoia. Raramente si vedono faccie simpatiche.
Stagione morta, vi pare? LiEgitto è un bel paese, ma è come un dolce troppo dolce: stucea. Ci vuol com‘pagnia gradevole, Che ne dite? Giordano rion diceva ancora niente; sorseggiava îl gin e trovava gli europei esseri
| straordinari,
— Quel vostro amico, —
incalzò il greco, —
— Sì Il giovane aveva, — Lo conoscete?
ora
—
Bernard
di
x
Offrì un
Giordano, gli batté cordialmente sulla spalla.
whisky
a
— Mi vuoi accompagnare? — disse. — Volentieri, andiamo.
Si diressero per le vie illuminate di Porto Said. Pian piano
le luci diradarono. S'era nel quartiere misto. Un cane abbaiava alla musica araba d'un grammofono invalido, Arold infilò un angiporto, poî, una porticina.
.—— Da Trenton?
Nella casa umidità,
confuso, ma l’altro lo circonda di moine: — Prendete qualcosa? Un gin, va bene? farale
“
giorno.”
Alla sera del terzo giorno, apparve estrema: \mente comunicativo.
= Sssst! Giusto: da Trenton,
tela.
— Anastasio Crisopoulos. Brentano
Per tre giorni, Arold non parlò più del
con Brentano, tuttora leggermente abbattuto, eccessivamente nauseato. In quel greco tempo l'inglese s' ‘assentò spesso, durante il,
già... è. è... partito?
fuori
Nell'oscurità,
legge
gravava
un'aria
l'inglese confabulò
acre,
graveolente
sommessamente
testa, ossequiente,
con
d'armi,
un'ombra
di grassi,
di
che scuoteva
la
Poi, Giordano venne sospinto in una saletta illuminata. si rinchiuse si lenziosa, ma tenace. In un angolo, un uomo era scattato Lain ‘porta piedi: un uomo di volto bianco, dalle labbra tremanti. Anastasio Crisopoulos. ’1Via via che le luci di Porto Said si avvicendavan sempre più numerose e liete e multicolori, l'affanno di Giordano diminuiva d'intensità. Arold gli camminava a fianco, — Dimmi un po': hai ricevuto i fogli da mille?
— Sessantamila... non ne aveva altri...
— Farabutto! Ne
doveva portare
centomila...
— Come? — Sì, un affare vantaggioso da concludere all'ombra di Trenton... Fece una risatina:
il suo argomento:
ù
Non sono — No.Anch'io ne sono È unalbergo tipo che frequenta molto gli alberghi. — Però, ha abboccato, il porco! | vero? senza sicuro, casa... però. Il grande mi-attira.. Hanno un loro fascino | questi alveari dorati.. La gran dama, il gran finanziere. l'artista celebre, il lett | Passarono due ragazze ridenti e profumate: Giordano dilatà le narici è sorrise beato. —A’ mattino seguente venne rinvenuto nel quartiere indigeno un signore vestito |. rato... Ho conosciuto Rockfeller, Morgan... Marconi... Clemenceau.. elegantemente Giordano non aveva più argomento. Giocherellava con la base del bicchierino.. ramente +, comein neistato di semi-incoscienza. Non era ubriaco, bensì « malmenato du dette annuncio il giornale. «. Ho
e—. Chi?
|
conosciuto
Shaw..
che uomo!
Lo conoscete?
G. B. Shaw! Non credete che l'umorismo dote delle civiltà superiori? L'umorismo nasce dal dolore: e la civiltà non si siaraggiunge attraverso la sofferenza?
L'umorismo ha il profilo di una razza nobile e antica. Segno di decadenza? Macché!
Segno di civiltà! L'uomo che davanti. al plotone d'esecuzione. pensa, -intimamente compiaciuto,
alla faccia che farà il suo sarto quando si presenterà a riscuotere «il | vonto è più grande d'un eroe greco. L'umorismo ha dei punti di contatto col .fatalismo dei popoli d'Oriente: il primo implica sofferenza spirituale, il secondo ac‘quiescenza supina a voleri superiori... Credete, voi Giordano sbadigliò e, 'nel contempo, arrossì, conscio dell’irriverenza dell'atto
pontaneo.
Il greco non si smontò per' così poco: lo prese sotto braccio, amichevolmente: = Facciamo due passi, — disse. — L'umanità ha bisogno di non di sbadi| gliare. Il misticismo. il romanticismo; il romanzo russo hanno ridere, fatto il loro tempo. (Gira e rigira sì ricalcano orme
vecchie quanto il mondo. Solo il sorriso è | eternamente buono e giovine. C'èantiche, più arte in tre note musciali e' nel sorriso dî trentadue denti, che nel «British Museum» ì. nei giorni che seguirono, alternando chiacchiere più o meno insulse, a sor© strette di mano, il greco Crisopoulos andò tessendo la sua tela intorno alerto Giordano, Il quale, dopo una settimana era entusiasta della. proposta del greco di nella ‘grande impresa pel ricupero delle navi napoleoniche affondate nella associarlo Baia di Abukir. — Un affarone! Ma queste navi... L'Europa intera, se le disputerà! Un giorno Crisopoulos comparve in albergo agitando’ trionfalmente una copia del Mokattam»: x «7 La stampa comincia ad sinteressarsi di noi! Il Governo promette il massimo aiuto! Tarticolone era scritto, in arabo. Giordano lo considerò pensosamenté. Intravide un "4 titolo e la parola Abtukir spiccare tra le lettere sconosciute,
; x i : Molti anni trascorsero. Arold e Giordano divennero proprietari di un grande Albergo. Avevano cominciato modestamente. con un grazioso e discreto e Soda-parlor»
sito in un quartiere centrale. L'Imperiale dominava la zona elegante della città delle razze. Arold era inesauribile per attività e trovate sensazionali. Cresciuto alla sua scuola, Giordano era divenuto esperto nel delicato mestiere dell'albergatore. Sapeva alla perfezione che le vecchie europee col gozzo non amano essere guar-
date in faccia; perciò egli ed i camerieri, quando ricevevano ordini, se ne stavano
compunti, a occhi bassi, dinanzi alle tremende femmine, le quali ritrovavano tutta la baldanza dei vent'anni, se mai li avessero avuti, Sapeva che i francesi si compiacciono se si vedono osservati graziosamente in ciò che di migliore hanno, sia nella persona che nell’abito, in un monile o in una vettura aerodinamica.
. Assumeva il rigido atteggiamento d'un soldato prussiano di fronte ai clienti tedeschi i quali intimamente lo lodavano. —1Faceva sì che le acide zitelle inglesi avessero quale vicino di camera un forte e robusto giovanottone biondo o bruno, Questi, a sua volta, aveva per vicino di destra o di sinistra una languida miss o dama, dello sguardo maturo e succoso come una ciliegia dimenticata sull'albero, Per
le giovani
americane
disponeva
di camerieri
«sportivi»,
come
li chiamava
Arold; per i grossi americani’ v'era pronto un giornalista ansioso d’interviste che mai avrebbero visto la luce. Gl’inglesi avevano rinsaldato la coscienza della loro
potenza marittima in un pappagallo ammaestrato, che di tanto in tanto, strillava: «Viva la Flotta Imperiale Britannica!». Z Ai preti anglicani aveva riservato un recesso mistico nel parco, con una se- vera cappella; donde potevano meditare sull’impudicizia delle donne moderne haA gnantisi seminude nella. vicina. visibilissima piscina, (Continua)
DELIO
MARIOTTI
SAN
REMO
ANNO Tè
il mondo
sa ormai
XVII
per esperienza,
di più la bufera delle inquietudini
che
anche
internazionali
quando
imperver:
e l'umanità
volta, con più ostinata nequizia, ad amareggiarsi l’esistenza, e pre, in Italia, l'oasi, non metaforica, nella quale ogni persona di buon gusto può concedersi la distensione dei nervi,'il godimento spirituale, il r spirare, in ogni senso, aria pura; può cantare, insomma, liberamente, que l'inno alla bellezza e alla sanità e santità della vita, che è tuttavia e sarà
sempre l'ideale di tutti gli uomini Queste considerazioni, che non hanno soltanto un valore filosofico, vengono spontanee a chi consideri, ad esempio, il così detto « movimento dei forestieri »che sì è svolto in Italia, negli ultimi anni: anni di tormentatissime vicende, anni di continue ansiose alternative,
sui
più diversi
orizzonti,
con pochi squarci di sereno. Quel «movi=
di nuvole dense e di tempeste, Wii a ei pesfgino di be Gene poiché vi hanno figurato genti di ogni terra, Questa è un’altra dimostrazione di quello che ha
saputo suscitare il Regime per esaltare e consolidare,
non solo il primato artistico e turistico del nostro mirabile Paese, che ha millenni di tradizione e d fama, ma anche il prestigio dell'ordinata convivenza, dell'ospitalità schiettamente signorile, di uno stile d'accoglienza che rifulge nel mondo come un
gioiello. In questi tempi in cui è giusto ed è doveroso parlare di autarchia, di difese economiche, di risorse valutarie,
di fonti nuove
di ricchezza
nazionale,
non
si è abbastanza illustrato quanto ha saputo «crea-
re», a quegli scopi, il turismo, Quello più eletto e vantaggioso che sa convogliare in Italia, dalle plaghe più lontane e diverse, e, per avventura più doviziose, visitatori cospicui; facendo con ciò affluire
un rivolo pregiate
d’oro
sotto
la
specie
delle
valute;
Abbiamo detto «ha saputo creare» perché sarebbe ingenuo credere che ad attrarre durevolmente gli ospiti bastino il fascino della tradizione splendida, i
fastigi creati dai passati secoli di gloria, l'eco risonante
della
letteratura,
che
celebra
i prodigi
della
bellezza, della natura, della storia, della leggenda. Il turismo moderno partecipa, versatile ed eclettico, a tutta la vita del suo tempo,
offre, agevole ed acco-
gliente, grande varietà di sensazioni sottili, alterna la natura all'arte, la meditazione allo sport, le speculazioni del pensiero agli slanci della gagliardia fisica, gli agonali
della mente
a quelli
in un complesso armonioso e multiforme. Questa
varietà e questa armonia
dei muscoli,
(bisogna nell’epo-
QU
AE
BETA
nie
ya
RS
ML
e
A
e
3 .
M «Superspettacolo » del « London Casino » di Londra, ha segnato un successo strepitoso. - Sotto tuosità della messinscena della « Turandot » ebbe lo schietto plauso degli spettatori.
ca nostra bandire le modestie stupide ed avere orgoglio di quanto utilmente si sa fare) sono state ormai conseguite in maniera mirabile a San Remo. Dopo la costituzione Regno, per mezzo secolo, turisticamente parlando, le risorse didel questa detta, furono le stesse della quale goderono i primitivi,plagagiuntibene-da ignoti lidi a cercarvi gioioso rifugio, come attestano le caverne rivierasche. Furono le risorse — il cielo, il mare, i fiori, î frutti. la placida brezza, il costante tepore — della romana Matuzia’ quando il paganesimo latino scoprì sui colli il luogo adatto a propiziarsi, erigendole un tempio, la dea ridente del più mattino e della più fresca luce che rinasce, Si diceva «San Remo» e si vedeva con gli occhi del desiderio un cielo immacolato di azzurra purezza, in mezzo mondo era la bruma caliginosa; si diceva «San quando Remo» e si udiva con gli orecchi della immaginaziéne il quieto sciabordio onde su le terse scogliere, sui fulvi arenili, quando altrove delle era l'infinita malinconia dello stillicidio esasperante e della fanghiglia; si diceva «San Remo» e si indovinava la primavera quando in altri luoghi era la cruda bruma nevosa, Alloraperenne erano i privilegiati che accorrevano a fare di un sogno la pochi bella realtà; ma a questi pochi si deve l’inizio della San Remo turistica, ormai
sovrana capostipite radisi terrestri che
riconosciuta e rispettata di una ingemmano le coste italiane,
fiorita
di pa-
San Remo da alcuni anni è qualche cosa di molto diverso e di molto di più. Dentro alla divina cornice naturale colline policrome digradanti al mare, — un regno che può delle considerato dominio della bellezza definitiva — si è formatoessere — da intelligenze pronte ed animatrici — un quadro di vitalità che — e con successo — col delizioso paesaggio per esuberanzagareggia continuità di splendori, Oggi si dice «San Remo» e si vuole per significare arte, letteratura, pensiero, musica, ludi nelle pi elette espressioni. Si dice «San Remo» e siteatro, evocano moltitudini che vi cercano e vi trovano il placido oblio della vita ansiosa, le consolazioni alle amarezze dell'anima, la vigorìa al corpo, il lenimento ai malanni; si evoca un centro pulsante di vitalità spirituale, un faro intellettuale che irradia luce dovunque, un se. gno concreto e realistico di rinnovato fervore, un fastigio ove le più alte fatiche moderne del genio latino, e quindi «romano », e alla
attenzione
sono esaltate, valorizzate, imposte zione del giudizio internazionale,
alla
internazionale,
per
darne
la prova.
poesia
della
fatica
ammira-
Tutto questo in breve volgere di anni ed è frutto di una semenza affondata în terreno naturalmente fecondo, ma sapiente mente, fervidamente e pazientemente curato; studio e sviluppo di programmi d'opere e di manifestazioni che furono ideate come una salda architettura monumentale, la quale ha avuta la fortuna di trovare gli artefici sagaci e volitivi che la seppero portare a compimento con rapidità, davvero, encomiabile. Ora delle più recenti tappe di tale evoluzione, quella relativa all'anno diciassettesimo, ha raggiunto altezze che è doveroso passare in rassegna, pur in sintesi, Le manifestazioni governate da un chiaro programma che si inserisce nei Sanremesi, limiti dell’anno dell'Era Fascista, possono essere raccolte în sei gruppi: culturali, politiche, artistiche, turistiche, sportive, mondane. Alla ideazione e realizzazione di ognuna di esse presiedettero rigidi criteri di scelta e di selezione, che hanno assegnato a San Remo avvenimenti di primissimo ordine, e di tale natura da conferire loro risonanza Basta enunciarli
Nella grande sala degli spettacoli del Casino Municipale parecchi giovedì primaverili furono dedicati alla «poesia »; lettori e commentatori illustri: gli accademici Gioacchino Volpe, Angelo Gatti e Francesco Severi, il poeta e romanziere Francesco Sapori illustrarono a folle di uditori la poesia italiana, d'ogni scuola e di ogni indirizzo, ispirati a temi eterni e immanenti: la terra, l’aria, l'acqua, il fuoco, Si volle celebrare la Fondazione dell'Impero nella poesia della guerra
conquistatrice
e nella
valorizzatrice,
e
se ne diede incarico ad Arturo Marpicati, uno dei nostri letterati maggiori, di grande fama anche all’estero per le traduzioni, in mioltissime lingue, delle sue opere, Si volle celebrare l'annuale della fondazione dei Fasci e se ne affidò l'incarico all’ardente polemista e patriota Italo Suliotti, che scolpì, in gagliarda forma oratoria, l'Italia della rivoluzione sulle soglie del futuro, Sotto gli auspici del Ministero della Cultura Popolare e con la alacre direzione del Consigliere Nazionale Luogotenente Generale Alessandro Melchiori, fu organizzata la Mostra del Nazionalsocialismo
Durante lo svolgimento della ma; gnifica stagione lirica il Teatro dell'Opera del Casino Municipale era, tinuo, letteralmente sti) ipato di folla. © Sotti la Sala delle Feste in una serata di « gala». di con-
che
offrì ai visitatori
un
panorama
di grandiosità
obiettiva
ed efficacissima sull'immane travaglio onde la Germania, stremata dalla catastrofe del 1918, riattingeva le vette della sua nuova potenza e della sua volontà di vita. Per offrire un aiuto concreto alle più squisite fatiche della
S. A. R. la principessa Mafalda assiste ad una rappresentazione al Teatro dell'Opera del Casino Municipale. - A sinistra: una fantastica visione notturna della Festopoli Sanremese. - Sotto: il feldmare» sciallo Goering, entusiasta di San Remo, risponde al saluto della folla acclamante.
cultura nazionale no
—
per
ed internazionale
la quarta
volta
—
si distribuiva-
le duecentocinquan-
tamila lire dei famosi «Premi San Remo»
per cui
opere di letteratura, di pittura, di scultura, di mu-
sica, ricevevano in un ambiente così affascinante, oltre che una consacrazione di smisurata risonanza, il compenso tangibile di una somma cospicua che
non
premia
unicamente
chi
ha
raggiunta
celebrità, ma mette i giovani, ai quali si intende
la
far
largo, nelle condizioni di affermarsi degnamente, Nel corso dell’inverno e della primavera la Musi-
ca, che ha in Italia il suo fiorito dominio, riceveva a San
Remo,
nel Teatro
dell'Opera
del Casino
Mu-
nicipale, esaltazioni concrete attraverso la impecca-
bile esecuzione di melodrammi: dall’Otello verdiano al Principe Igor di Borodine, dall'Arlesiana di Cilea al Werther di Massenet, dalla Turandot pucciniana al
Barbiere di Siviglia: nonché di due opere nuove:
la Canzone di San Giovanni di Salamanca di Lattuada;
di Pietri e la Caverna tutte con allestimenti
espressamente
ideati e realizzati sotto la guida di
illustri
dell'Arte
nomi
lirica
e
la
cooper:
deî più celebri cantanti; con una sontuosità di messinscene moderne — nelle quali si è rivelata artista di eccezionale sensibilità la Signorelli — di com-
plessi orchestrali e corali da teatro di primissimo ordine e di grandissima classe: e ciò nonostante che la densità del programma non consentisse, per ogni lavoro allestito più di due rappresentazioni, Chi è esperto del mondo lirico comprende bene quale sforzo si sia compiuto: sforzo che nessun'altra impresa
ha affrontato e sostenuto, Larga eco di plausi ottenne la serie dei concerti sinfonici, governati dalla bac-
chetta di Maestri
come
Mascagni,
Marinuzzi,
Bellez-
za e Capuana, esibizioni di complessi quali il Coro di Palestrina di Budapest, l'orchestra e il coro delV’Eiar; di virtuosi concertisti e solisti come Agosti,
Bonucci, Bormioli, Semprini, De Vito, Formichi, Mo-
la, Parenti, Ranzato, Ruata-Sassoli, Segovia, Pelliccia; di quartetti quali il Poltronieri e il Breronel. Il bel canto, fiore della più soave emotività arti-
stica che ha, sempre, avuto in Italia un terreno incomparabilmente propizio al suo rigoglio e al suo profumo, ebbe a San Remo celebrazioni indimenticabili, non soltanto nei concerti vocali, nei quali fi-
gurarono astri del firmamento concerto
in onore
melodrammatico
del Feldmaresciallo
(il
Goering segnò
una data) ma anche in quelli in cui affrontarono il fuoco della ribalta le speranze esordienti della scenadi
lirica e i vincitori del terzo concorso nazionale canto indetto dall'Opera Nazionale Dopolavoro. l’esecuL'esperimento del Teatro all'aperto, con da. entuzione di opere care alle folle, fu accolto
siastici consensi.
le nostre Diciotto compagnie di prosa italiane — al pubblico, migliori — condotte dai nomi più noti
Maria
Signorelli,
squisita
artista,
ha creato
messe
in
scena
di singolare
bellezza.
Ecco
un
di
i
Sivi
Una delle feste più sontuose e più affollate fu accompagnata dalla distribuzione di premi di benemerenza per l'ottava campagna antitubercolare ed elargì i suoi proventi alla «Doppia Croce» simbolo appunto di quella campagna opulenza — è proprio il caso di chiamarla così — delle manifestazioni sportive
è documentata dalle numerose (e il calendario degli avvenimenti motoristici corse automobilistiche in salita, dai concorsi di regolarità, dai raduni, dal
fa fede)
concorso di eleganza nel quale era in palio la «Coppa Impero», La San Remo-Poggio dei Fiori
per
è diventata ormai quelli spettacolari.
classica
tra le corse
in salita
sia per
i risultati
tecnici,
sia
Quando si sia detto delle gare internazionali di tiro dotate di un milione di lire di premi; delle sei grandi giornate di golfal conpiccione la disputa di campionati internazionali; delle giornate di competizioni di tennis con trentamila lire di premi e la classicissima corsa ciclistica Milano-San Remo, si è evocato il panorama — e non completo — dei generosi impulsi prodigati ai ludi moderni che impegnano la possanza del motore e la vigoria fisica, ‘ Né bisogna dimenticare quel Torneo dello Scopone che risuscitando col fascino dei premi doviziosi la nobile tradizione di un gioco italianissimo, ha voluto onorare € premiare nello stesso regno della fortuna dell’alea e della sorte, la sagacia e la bravura dei giocatori. Questo denso e importante programma, serupolosamente nonostante che sovente contro quella realizzazione si ergessero ostili le realizzato, contingenti, dice da solo i larghi sforzi finanziari sostenuti — soprattutto — situazioni dalla S, A, I. T. che alla vitalità di San Remo reca di continuo la poderosità feconda della sua opera instancabile. Questo Ente ha assunto come insegna la volontà precisa e deci arresta dinanzi gli ostacoli, li vuole rimuovere tenacemente,
ci foi 9emi Spanish Il Re di Svezia ha soggiornato a San Remo. - A destra: l’ammiraglio A. Dudly Pound, comandante la squadra britannica, nel Mediterraneo in ‘un ricevimento al Casino Municipale. si alternarono nella sala degli spettacoli e sovente la prescelsero per chiedere al raffinato» ed esigente uditorio il primo giu-
dizio su' lavori teatrali nuovissimi.
L'opera comica, l'operetta, i balletti, quello che si suol dire con una parola sola il « Varietà» riserbarono a San Remo le loro possibilità più prestigiose; e i superspettacoli (la parola
non è iperbolica) del Casino Municipale si sono appunto conquistati una fama non facilmente superabile, perché le cosiddette «attrazioni» di cui si nutrirono furono veramente quan-
to di più nuovo, di più originale, di più adatto a soddisfare la
curiosità e la euforia, era stato immaginato od era apparso
sui palcoscenici di tutto il mondo, ed era stato convogliato a San Remo. Ma quel che più conta — ed è importante dire — è che questi spettacoli, che si è abituati a qualificare — e
spesso ingiustamente — arte minore o arte leggera, furono, con igida cura, inspirati a probità estetica, con esclusione assoluta
di ogni
sguaiatezza,
di ogni volgarità,
di qualsiasi
espressione
di cattivo gusto, così che poterono essere offerti a spettatori di classe, di tutte le età, Alle riunioni mondane, accolte nella stupenda cornice della Sala delle Feste, sia a quelle occasionali come le carnevalesche,
le natalizie, le pasquali, sia a quelle quotidiane, è stato di con-
tinuo impresso il sigillo di una raffinatezza superiore, di una modernità schietta ed elegante che astrae da ogni intemperanza e stravaganza, Così i «gala», le adunate smaglianti alla «Pergola Fiorita», sono locuzioni che rievocano in chi ha
avuto la ventura di presenziarli, visioni elette che sono legate alla bellezza
di uno
svago
ed elevati criteri artisti
armoniosamente
intessuto
con
sani
Quando si volle instaurare la prima Festopoli Sanremese, si ebbe cura che essa non fosse unicamente una sagra dell’allegria scapigliata: le si diede un tono e le si conferì anche uno scopo. Difatti, tra il concorso della canzone, il parco dei diver-
timenti, l'osteria
santi
padiglioni
tipica,
figuravano
di propaganda
degnissimamente
del prodotto
interes-
autarchico,
A destra: S. E. il Maresciallo Badoglio predilige gli incanti del clima di San Remo. - Sotto: nei famosi tornei di San Remo S. E. Pietro Mascagni è un assiduo, Eccolo, mentre col tenente generati De Ambrosis cerca strappare la vittoria anche alle signore.
Non c'è da, stupire, pertanto, se a scorrere gli elenchi innumerevoli degli ospiti di
un'anno,
vi si trovano
i nomi
più rappresentativi
del mondo,
se personaggi
cospicui,
dalla Principessa Mafalda al Re di Svezia, dai Marescialli d'Italia e di Germania, all’ammiraglio Dudly Pound, prescelsero San Remo per prolungati soggiorni. Quando era tuttavia viva la eco degli ultimi bandi e degli ultimi conferimenti dei «Premi San Remo» e prorompente il compiacimento del mondo artistico di aver visto rimesso în onore — per l’arte pittorica e scultoria quel criterio del «soggetto», suggerito, obbligato' all’estro dell'artista, il Ministro— Bottai sì recò a San Remo per inaugurare le Mostre d'Arte e per presenziare il conferimento del premio autore straniero allo scrittore Hans Carossa, Egli recò, allora, per ordine del Duce, il riconoscimento del Governo Nazionale alla città di San Remo, alla sua gente, agli ideatori e promotori dei « Premi», In quella circostanza, in una limpida e vigorosa orazione, il giovane Ministro lodò ed esaltò «la funzione vittoriosa esercitata da San Remo quale guida della cultura europea». Le fervida, diuturna, sagace fatica di coloro che hanno saputo fare di quel deli zioso lembo di paradiso, anche un gran faro di spiritualità non poteva essere consacrata e ricompensata con più alto e significativo elogio. Questo elogio sarà, certo, buon lievito per la futura azione, che nell'anno XVIII segnerà: ancora una tappa luminosa, GIMB
RR
Uno dei mulini natanti che ancora si incontrano lungo le rive del Po, superstiti campioni di una millenaria tradizione che sta scomparendo.
FEbEOLINO DEL PO aprreseNtARE il nostro
Riccardo Bacchelli, V'illustre autore del «Mulino del Po». - A sìnistra: particolare di uno dei caratteristici mulini del Po; l’aspetto giustifica a pieno la disposizione che ne ha decretato inesorabilmente la fine.
Risorgimen-
to attraverso i ca-
si quotidiani e le vicende di tre generazioni di una medesima famiglia, ecco l'impresa laboriosissima a cui si è accinto Riccardo Bacchelli, con un romanzo storico vasto nella trama
e vigoroso nella concecezione:
Il
mulino
inconsistenti, la comparsa fra noi di questa
del
Po (Edit. Garzanti, Milano), di cui sono apparse a tutt'oggi
grandiosa
ricostruzione
storica va segnalata come un avvenimento saliente nella nostra òdierna produzione lettera
le prime
due parti: Dio ti salvi e La miseria viene in barca,
Possiamo dire che la impresa è felicemente rato, pieno di colore.é di movimento, delle peripezie di questa famiglia, su cui vengono a riper-
Si può dire senza esa-
gerazione che dai tempi di Piccolo mondo antico nessun romanzo era più
riuscita, Al racconto ser-
apparso fra noi, in cui la
vastità della visuale storica e umana
pitali della politica italiana dell'Ottocento, dalla campagna napoleonica
alla costituzione del Regno unitario, il Bacchel. li ha dato come sfondo ieco di risalto la vec. dp : chiariva confiniale del Po, in quel di Ferrara, con i suoi mulini natanti, il cui fatale
deperire di fronte alle applicazioni della energia elettrica, è il segno tangibile del
si accop-
piasse ad una così forte e felice dipintura di caratteri, a un così sottile e penetrante magistero di interpretazioni psicologiche. Si può dire anghe di più e di meglio. In tutto il decorso della nostra letteratura mo-
cuotersi di momento in momento tutti i fatti ca-
derna, nessuno
aveva
mai osato affrontare
un tema
di tale ricchezza e complessità.
Ricercatore amoroso di vecchie memorie locali, esploratore sagacissimo di archivi
trapasso dalla economia artigiana alla moderna tecnica industriale. ; f Probabilmente Guerra e Pace ha esercitato una certa azione sul concepimento di questo romanzo, in cui eccellono le qualità veramente insigni del Bacchelli. Si è indotti a pensarlo e a crederlo, dato lo spunto iniziale che è la catastrofe napoleonica in Russia nel 1812, Ma in ogni caso il collegamento si ferma lì, e sta, più che altro, a grandiosamente drammadocumentare l’ardimento dello scrittore, che di quell'evento tico non ha fatto che un episodio, l'episodio proemiale della sua larga ricostruzione. Comunque sia, l'ispirazione più profonda glièvenuta senza dubbio dalla terra ferrarese, da quella suggestiva pianura padana di confine,del susecolo cui sono ven È scorso. PREIAA
trapasso di una sensibilissima zona italiana, il Polesine, dal vecchio e cadente regime pontificio all'unità. «L'affetto mi riconduce ai mulini. Sono gli ultimi mulini natanti, gli ultimi degli ultimi; un tema in cotesta loro decrepitezza, un'idea poetica, e tanto
Oramai essi si contano sulle dita e ogni anno vanno Jerepessbllmente; nin
Sulla linea del Po, pigramente e mollemente avviato verso la sua ramificata foce, i vecchi mulini si ergevano un dì come sentinelle e come antenne di segnalazione. ra Chi voglia scoprirli, deve andare a cercarli, ameno che non percorra ilfiume ir
di fiume; e nel mentre che io varo questo primo romanzo di loro vita e avventure con l'anno di grazia 1938».
barca, I pochi superstiti li nascondono Cie
Eccoci, dunque, di fronte alla commemorazione piena di colore di una tecnica molitoria giuntaci dai lontani millenni, semplice e rudimentale, uniforme e invariabile ed
stare i loro risucchi tutte le ondate della nostra storia
1
iglio
di argine, altrove un lemi
cre i golena
RR
ROdalla.sereda
a
e di angoli abbandonati, il Bacchelli è stato colpito dal fantasma di un mulino natante in via di irrevocabile disparizione. E intorno alla sua grande ruota, la ulà come la chiamano, che gira con l'andare ampio e sonnolento del fiume, ha avuto l'idea di tessere
le gesta di una
famiglia,
in cui ha
racchiuso
come
in un
simbolo
tutto
il
cara, d'avermi ‘tenuto molti anni riluttante prima di metterci mano, anch'io rispet-
toso del lavoro fatto bene, ambizioso di tale onore anch'io, al pari dei valenti calafati. E, certo, di questi non ne sopravvive, oramai, neppure uno, che si ricordi di avere impostato in cantiere le chiglie di un mulino nuovo, mentre presto si perderà fin la memoria di un costume, del linguaggio di un'arte, di un mestiere: dei mugnai
bruscamente soppiantata dalla nuova industria granaria. Commemorazione di prima nina ‘Sono scuri’ e frusti e con l'aspetto cadente a nre le ora classe, intonata e spiegata da uno spirito superiormente comprensivo, capace nel del medesimo tempo di intendere la penetrante poesia delle tradizionali consuetudini che ultimi campioni di un'industria millenaria. E la disposizione è questa: l'esercizio scompaiono e di avvertire le ripercussioni prossime e remote che le trasformazioni
disposizione del Genio Civile, che ha segnato ineppellabilmente 1 ce atta ici
miniuel sian consen a consumazione. inni ttosi a che dà èuna vitalitàfiadensa alla ricosti Pie SSIMEZCIOi O
della tecnica suscitano nell'anima, nel temperamento e nei caratteri della gente. Romanziere completo, pertanto, e della grande tradizione europea. Dopo avere accu-
cen singolarmente austera e alta ch'egli professa del cio ESS dice: mulato sul periodo più agitato del nostro Ottocento una mole di conoscenze storiche romanziere. In un tratto, che è una spontanea e significativa contestano, Seno di prima mano, che ha veramente qualcosa di sorprendente, il Bacchelli ha saputo «So che il mio non è sempre stile di romanzo; ma che cosi i Ser itoso vero, con la far rivivere uomini, luoghi e cose con una virtù di evocazione e di rappresentazione stile senz'altro, fuorchè l'accento di uno che cerca il vero, ildifticolteso vere frrso che reca, talvolta, i segni di una autentica magia.
sola superbia acconsentita dalla coscienza di quanto egli si
impegno? >’ cinque, cominciare col dare al Bacchelli atto di iii
vini
dellaico serietà che egli ha imposto 2Se una lettedi del compito i sieme e aldilagaredi Storico di una er%iezza ehe è,assolutameni non di rado, del puro cicaleccio verbale su motivipofrivoli e
Uomini, luoghi e cose. Il Bacchelli, infatti, è altrettanto efficace e altrettanto colorito nella descrizione delle piene improvvise del Po, che minacciano di sommergerei mulini natanti,
veri protagonisti
del romanzo,
rose e tutte ben vive, che si muovono
come
nel tratteggiare
le figure nume-
intorno ad essi, La sua lingua è prodigiosa-
mente ricca e appropriata. Il suo stile, a volte leggermente duro, sembra rispecchiare
di Parigi, che aveva concluso la pace, Cavour aveva
appena mostrato, e i più non se ne avvedevano ancora, quanto possa la preveggenza politica geniale a sce-
verare e a indirizzare i fatti, con una di quelle iniziative che sollevano l'atto di un uomo al divenire
della storia e che nella mente di um uomo implicano e svelano la immanente necessità dei fatti. Ponendo all'Europa, con una violenza che non temeva di appari-
re arbitrio o addirittura avventatezza, come non si schifava di nulla e di nessuna apparenza, ferma in una
coscienza
d'ineluttabile
profetica; ponendo
Cavour
all'Europa nel Congresso di Parigi la questione italiana, inevitabile fino alla sua risoluzione; il primo
effetto di tale azione politica e diplomatica per lo Stato peninsulare che più di ogni altro andava inerte
alla deriva
e in balìa, il primo effetto della
di Cavour, era stato ed era il discredito dellopolitica Stato
pontificio. La sua
interna
debolezza,
inferma
ed im-
potente a governarsi, reggendosi ormai soltanto sopra
le guarnigioni austriache nelle Legazioni e francesi nella Capitale, minacciava la pace di Europa e l’equilibrio delle Potenze secondo il concetto dei trattati del '15: infirmava e distruggeva ciò che n'era stata parte integrale e costitutiva; la neutralità del Governo temporale chiesastico, la indipendenza bilan-
ciata degli Stati d'Italia restituiti ai sovrani legittiSopra e a destra: interni di un mulino. Scompaiono, con i mulini natanti, una tradizionale economia artigiana e la primitiva tecnica molitoria. più felicemente
ti, la precaria
eventi.
le asprezze
stagioni
inclemen-
esitanti
delle
se si dovesse
decidere
indugia
nel fissare le sfuma-
instabilità degli argini,
Si resterebbe
l'urto degli
quando la sua perizia di descrittore sia meglio a suo agio: quando coglie l'oscillante fluttuare dei fenome-
ni naturali
o quando
ture più tenui dei caratteri umani,
Tale pregio appare tanto più apnrezzabile
si rifletta che i panorami naturali descritti diquando volta in
volta dal Bacchelli sono i vari. Le scene del suo romanzo passano dalle rive algide del Von, alle colline
di Mentana e i tini umani da lui disegnati difformi l'uno dall'altro e i più eterogenei. sonosonoi piùle figure di maggior rilievo nel romanzo. ÈDuearbitrario avverti» un certo voluto contrasto nel tranasso dall'una all'altra di queste due figure, l’antico soldato napoleonico, il mugnaio forte el'una buono, l'altra il figlio sio, avido e arido usuraio? Avrebbe Bacchelli. dare di scorcio la sensazione
voluto,
il
violenta, di un certo deterioramento subìto dalla quasi fibra morale degli italiani. nelle ore niù drammatiche del nostro
Risorgimento? Se sì. il Bacchelli ha immediatamen te mostrato il riscatto di quel deterioramento nella foga fol'e e irriflessa, ma ebbra di dedizione, di episodi come Mentana. I due personaggi sono Lazzaro Scacerni e suo figlio Ginsenne, al euale il Bacchelli ha affibbiato il nomi-
gnolo di coniglio mannaro, nomignolo che è tutto un prosramma e tntto nm sanorito stile di vita Tn Sea-
cerni padre. il Bacchelli. per meglio presentarcelo al primo inizio del romanzo è anda-
to a nescarlo malto lontano nello spazio e nel
tempo, Il rornanzo prende le mosse dal passagsio del Von ns] novembre del 1812. passaggio in cni è imregnata una delle pattnelie superstiti dell'esercito napoleonico in ritirata, Fino dalle prime battute
il Bacchelli ce accorto, andace
lo dipinge non senza
contrabbando,
le transizioni
efficacemente, una venatura
di buon sangue ferrarese, ardimentoso e di spavalderia, eccellente nell'intimo del-
l'animo. ricco di sentimenti. Con una cnerenza di tocchi e una logira di particolari che sono avalità assai rare. il Bacchelli mantiene il suo eroe identien a se stesso fino al termine della travagliata evocazione. dal cambo della difficile ritirata alla professione aritata di muznaio sul Po, Efra pure le piene del finme e le insidie del non
erano
cosa
Il Racchelli riesco a conservare la fiera e vicorosa figura del suodi poco momento. personageio su tima linea morale retta e continuativa. che contritrtisce in principale misura notevole a tener anlida tutta l'ossattiva del ‘racconto. Il figlio. il conielio mannaro. ne rappresenta l’antitesi radi.
cale. Dove là era generosità
e slancio. è ora qui,
nel figlio, calenIn e snrmmiona cantela. Si canisce di un subito come un figlio di questo dabha disdermare la Tuvid» e fatirosa professione naterna. Da mmensia. quindi,renere a sensale. M eretto mercantilismo e la ranare avidità nrendono immediatamen delle forme ele. mentari delln scambio e del traffimn minuto. man. mannte cheÎl posto si alterano e si molti. plicano i collegamenti delle comunità umane. direbbe che il Bacchelli abbia volutn mostrare questa tesi nel contrasto stridenteSi dei personaroi centrali, Ma si direbbe anche che il buon sangue degli avi, suoi nelle millenazie conSuetudini dei piccoli centri patriarcali, si prende a addestrati suo modo la rivincita. È wna rivincita dolorosa: ha quasi il volto di una irrevocabile espiazione, Il figlio del fielio, il piccolo Lazzarino. verso il quale vanno. ner una strana ritorsione sentimentale, tutte le cure e tutte le trenide predilezioni del coniglio mannaro, rinroduce le qua. lità ‘del nonno, che
fu combattente di Napoleone e portò nella laboriosa giornata di mugnaio un incorrotto fermento ideale Adolescente appena, mal pratico pur nel maneggio del fucile, Lazzarino cadrà fulminato a Mentana. Mentana, Essa segna, per così dire, l'epilogo della seconda parte della trilogia. Fino a quale anno e fino a quale evento ci condurrà la terza parte? Ci porterà alla costituzione del Regno con Roma caritale fino alla resurrezione del Fascio Littorio? È probabile.
E allora potremo
dire di avere, in un monumento
letterario degno di
restare come un lussuregziante e magnifico quadro di un intiero secolo di vita italiana, una delle più ardite e meglio riuscite ricostruzioni storiche. fondata svi documenti e avvivata in pari tempo dal più possente alito della fantasia, Perché. e diciamolo pure senza esitazioni, in tutta la letteratura euronea contemroranea non c'è nulla che possa essere paragonato a questo romanzo del Bacchelli. dove lo serupolo coscienzioso dell’esnloratore di storia è soltanto eguagliato dalla capacità descrittiva e dal profondissimo senso umano.
A giudicare da queste due prime parti ci si può legittimament e domandare
se non dovrà fare ricorso a queste pagine, anziché a quelle di tanti manuali, chi voglia ‘avere una visione di insieme storicamente corretta e ‘momenti capitali di tutto il nostro Risorgimento. Ecco letterariamente suggestiva dei un profilo di Cavour, «Firmata, nel marzo, la pace di Parigi a chiudere la guerra di Crimea, correva l’anno più denso di avvenire di quel decennio pieno del fato d’Italia moderna. Al Congresso
mi; gli stessi fini di conservazione, di ordine sociale, minacciati di anarchia dallo scoppio della passione nazionale esacerbata,
e dialettica affascinanti a considerarsi,
il prodigioso diplomatico
di sovversione e Così, con abilità
piemontese metteva l'Impero d'Austria fra una rinuncia al predominio d'Italia e la contraddizione con i suoi propri fondamenti nella politica europea », Sagace e intuitivo nella determinazione delle ore più delicate e risolutive del nostro Risorgimento, il Bacchelli è altrettanto impeccabile nella sentenza pronunciata sui più rappresentativi uomini del nuovo Regno, Quale precisa valutazione dei moderati liberali, che assunsero le redini del Governo all'indomani della scomparsa di
Cavour.
«Gente fra cui non mancavano nobili intelletti e tempre austere,
i moderati l'berali erano degni e capaci di affrontare la impopolarità per cause che lo esigessero, come il risanamento delle finanze, la repressione del brigantaggio, quello stesso ripiego della capitale a Firenze, che parve la rinuncia a Roma. Ma la incontrarono piuttosto per gli errori, culminati in quelli dell’uomo del connubio e del compromesso fra sinistra e destra, del Rattazzi, che si propose e fu designato a continuare, i maligni dissero a eclissare, machiavellico piccolo, il machiavellico gran-
de. Îl Cavour di Castelfidardo e della spedizione garibaldina in Sicilia, il mirabile diplomatico delle annessioni.
Ed avvenne, intanto, Aspromonte dove la politica compromise il prestigio delle istituzioni, la fedeltà dei funzionari, la disciplina dell’esercito, senza risparmiarsi la ferita a Garibaldi, col pericolo di una guerra civile
evitata solo per merito della fortuna,
E poi il persistere dei medesimi
difetti li fece apparire peggio che deleteri, insanabili, nelle giornate di Custoza e di Lissa, che parvero la denuncia d’un che di più dannoso della sconfitta militare o della imperizia € presunzione e imprevidenza: quasi difetti non già di uomini, ma della nazione: quasi incapacità organica, politica,
militare, sociale; mentre il vantaggio politico e territoriale non meditato, lucrato sulla vittoria degli alleati, mutò la sconfitta mil:tare in sconfitta morale, la ribadì nella sfiducia, rischiò di persuadere oscuramente e per sempre al popolo italiano, quando sarebbe stato tempo di far uso e popolare con la coscienza e la riflessione, il Risorgimento, che questo immenso sforzo di in-
telletti e di coscienze geniali fosse riuscito per un concorso di fortunati azzardi e che bastasse o convenisse acquiescere
alla sfiduciata pigrizia dell’aspettativa miracolosa, allo stellone d'Italia». (II, 421). Quasi non si crederebbe che lo scrittore capace di ricapitolare, con tocchi di tale sintetica vigoria, momenti solenni della nostra storia dell'Ottocento, sia il mede-
simo che sa poi cogliere în tutte le sue più esigue ed evanescenti
sfumature l’anima di una madre come Dosolina, o i sentimenti non confessati di un povero garzone, come Schiavetto. Tale duttile e fluida versatilità di virtà disparate rivela nel Bacchelli un narratore d'eccezione e un impareggiabile evocatore di vicende collettive e familiari. Serie di quadri scaglionati su sessanta anni di storia e fissati lungo Je peripezie di due generazioni, il grande romanzo del Bacchelli non consente una facile esposizione, Siamo di fronte ad una poderosa opera d’arte, che è, in pari tempo, una geniale ricostruzione del nostro Risorgimento. C'è più di quel che basta per fare di questa trilogia, oramai in procinto di essere compiuta, un’opera capitale della letteratura italiana e non soltanto di quella modernissima. MARIO
MISSIROLI
“ AVVENIMENTI SETTIMANA IN
DELLA ITALIA
Le feste celebrative di San Francesco, patrono d’Italia, si sono svolte con grande solennità in Assisi. Grandissimo il concorso dei pellegrinaggi e dei fedeli giunti isolatamente da ogni regione d’Italia e da taluni paesi esteri. Quì sopra diamo una visione del solenne Pontificale; il celebrante card. Carlo Salotti, con l'assistente mons. Crispolti e i ministri pp. Antonelli e Morarin attraversano il piazzale antistante la basilica superiore, Prima di lasciare Castel Gandolfo per far ritorno alla Città del Vaticano il Sommo Pontefice ha ricevuto in udienza la popolazione del paese, Qui vediamo la Santità di N. S. mentre accoglie i dont offerti dai rurali di Castello durante l'udienza.
La partenza da Napoli dell'aereo della K. L. M. diretto a Batavia. La grande compagnia aerea olandese appoggia ora, per le eccezionali circostanze, i suoi apparecchi all'aeroporto partenopeo, Sotto: l'inaugurazione dell'acquedotto istriano che tra l'entusiasmo popolare ha avuto luogo a Pisino, presente S. E. Tassinari.
Sopraaeleva;5.E Paso Copydi Sl Muore dlaAia 3
A
Capo
di Stato
Maggiore
della
Milizia
iimenia, Surere,320 Nazionale Reamit visitaiala nuova
Volontaria
Eccolo mentre
Sicure:
osserva
a
l
un tubo a raggi Garin
tele-
itato gli stabilimenti della S.A.F.A.R. la S.A.F.A.R. è l'unica costruttrice in Italia, con visione, nella cui costruzione, come per quelli per altre applicazioni,presieduto da S. E. Badoglio, a Milano.
fetto di Milano, ha brevetti
propri,
- Sotto:
il Convegno
dei Metalli leggeri,
Il 35° Giro
di Lombardia. La partenza del forte gruppo dei concorrenti dalla Via Murat, a Milano. - Sotto: 7° Gino Bèriali passa per la seconda volta da Varese dopo aver distaccato Bizzi di 1'50”.
Il 35° Giro di Lombardia ha chiuso brillantemente l'annata ciclistica. Alla partenza si sono presentati tutti gli « assi » ad eccezione di Vicini, indisposto. La partenza è stata data dal Prefetto di Milano avv. Marziali che qui sopra vediamo, tra il formidabile Armando Cougnet (a sinistra) e il rappresentante della F.C.I. Luigi Capri. - Sotto: Gino Bartali che ha coperto il percorso alla media di km. 33,715, arriva vittorioso al Velodromo Vigorelli di Milano.
Che cosa sono più ormai per i veneziani le glorie della Repubblica Veneta, i capolavori dei grandi artisti, i nomi illustri dei dogi? Poco meno che niente al confronto delle odierne imprese dei loro calciatori. Il Venezia è in testa alla classifica con 10 punti e Pernigo, Puppo e Busidoni hanno compiuto prodigi da far impallidire un Dandolo, un Foscari, un Daniele Manin. Ecco qui sopra l’ultima gesta compiuta contro il Torino (2-1) con- Olivieri (T.). che salva miracolosamente la sua rete. Sotto: Novara-Milano (1-0). Osservare a destra, nella foto, la bella mole dell’Antonelli. L'Ambrosiana che a Bari, nella quinta partita di campionato, aveva incassato tre reti a zero ha confortato i suoi sostenitori con un successo sulla Roma (3-0). Gli «11 acrobati calcio 11 » dell'Ambrosiana (diritti d'autore a Nino Nutrizio) si comportano dunque come quelle donne fatali che tra un inganno e una lusinga fanno insanire tanti uomini. Ecco forse perché, qui sotto, Caimo ha preso un atteggiamento da danzatrice.
fat +3 Bri A, dii RIPUERE
IO
Li
SPESSO SENZA
SI MANGIA RIFLETTERE DELL'ACIDO
AGUZZI CANO NELL'OR. © URICO CHE PROVO GRAVI SOFFERENZE
uricemia La principale causa dell' poichè risiede nell'alimentazione e di uso ici sempl più anche i cibi detnze sosta comune contengono o l'acido te «purine »che producona che bitavol urico. E° dunque a formarsi de sogna combattere il lo sciogli. l'acido urico, provocarne minazione. mento e facilitarne l'eli
CRISTALLI
GANISMO
5° PREVENIRECURVAL ARE MEGLIO
-998-XVI
CIDO URICTTIEO: L'A CAUSA DI QUESTE MALA È
TA URICEMIA * GOT OSI ARTERIOSCLER À ARTRITISMO « OBESIT CALCOLOSI RENALE \ BOLOGNA A. GAZZONI & €.
CHE
a, non ho* «La mia salute e ottim io quanbisogno di curarmi, mang ssimo » beni sto e piace mi più to ne che + Ecco in sintesi un'illusio isce, poi. purtroppo il tempo sment ma
, chè l'acido urico lentamente si annida sicuramente, si deposita, tratto d'un e o nism orga o nel vostr mi done appariranno i primi sinto a, de lorosi. L'uso costante, a tavol tiva diges l'Idrolitina Superlitiosa cumu: | e diuretica, impedisce l'ac scioglie e larsi dell'acido urico, lo Prevenine facilita l'eliminazione. curarlo, che io megl val re un male
-16-6: 1772) NBologna Pretettura 1,5.22-Aul.
URICO TE L'ACIDO GRADEV OLISSIMO ORE SAP È TAVOLA DI
ni
Sulle
vie secolari
delle
conquiste
STORIA DELLE ESPLORAZIONI di:
PERCY.
SY KES
Il Generale Percy Sykes, îl quale gode una indisci di eminente cultore delle discipline geografichereputazione e di viaggiatore ayventuroso e ardimentoso, ha voluto offrire al pubblico, în questo vos lume di storia universale delle esplorazioni, un rapido e denso compendio delle imprese maravigliose che hanno condotto i pionieri di tutte le nazioni alla progressiva e ormai quasi compiuta conoscenza, delle terre e dei mari, L'abbondanza della materia trattata dall'insigne autore non nuoce all'integrità e alla chiarezza dell’opera: la quale si spiega dinanzi a noi come un'immensa carta del mondo su cui sono segnate le vie secolari della conquista e descritte con mano maestra quelle portentose vicende dei precursori che seppero dischiudere sempre più vasti confini alla società del genere umano. Migrazioni e guerre e interessi mercantili si collegarono fin dai tempi più antichi a promuovere i viaggi verso l'ignoto, con un'ostinazione la quale fu poi sempre rianimata dall'ardore delle spedizioni scientifiche e delle missioni religiose: gesta eroica e incessante che costituisce la più pura poesia della storia, Gli italiani furono, anche în questo campo, sempre in gara coi primi e più valorosi. Le loro glorie sono convenientemente ricordate dal Sykes nell'edizione inglese del libro; ma hanno in questa prima traduzione italiana un risalto maggiore, come un più ampio sviluppo è dato alle imprese memorabili. di tutti i naviganti, esploratori e scienziati della nostra stirpe.
|
Volume in-4° grande su carta di lusso, rilegato in mezza pelle e oro con 346 illustrazioni L. 100
«L'uomo
più
bugiardo
del
secolo».
Napoleone
METTERNICH di COSTANTINO
DE GRUNWALD
L'astuto diplomatico che nelle sue decisioni non usò mai la forza prima di avere sperimentato tutti i mezzi della diplomazia, il freddo calcolatore deciso Ù
}
@ impegnarsi soltanto quando.aveva
tutte le carte in mano,
lo statista degno
di misurarsi con Napoleone e con Talleyrand, ecco il ritratto che CosranmNo
Grénwato ci prospetta.inquesto suo libro eccellepte, Attraverso le corti più brillanti d'Europa, tra una moltitudine di re, principi e dignitari famosi, in un periodo di guerre, di feste e di rivoluzioni, l'autore ci riconduce in pieno secolo XIX, dove due uomini, l'uno nato dalla Rivoluzione francese, l’altro dalla casta più conservatrice d'Europà, sì urtano e si detestano pure apprezzandosi reciprocamente. Da questo scenario di violenti contrasti e di odi tehaci, il grande Cancelliere austriaco, che fu nella politica quello ‘che Buonaparte rappresentò nella strategia, si presenta ai nostri occhi non già come un personaggio convenzionale, quale hanno amato farcelo conoscere anche auSteri storiografi, ma un Metternich nuove, attraente, a cui non si può negare
di avere contribuito a fare la storia del suo tempo.
Volume in-8° quadrato
Richiederli nelle principali librerie o inviare vaglia alla Casa Editrice Garzanti - Milano, Via Palermo 12.
Lire 15 nica ‘Agli abbonati de « L'Ilustrazione Italiana», sconto del 10% sul prezzo di copertina franco di porto,
|
L'apparecchio
di classe
a riflessione
di piccolo formato - Otturatore a tendina fino a 1/1000 di secondo Obbiettivo ultraluminoso e intercam-
biabile - Autoscatto - Prospetti gratis
TORINO Via Boucheron2bis |
(Continuazione notiziario sport) ll dislivello totale da superare nella prova di fondo dei 18 km. sarà di circa 400 metri, La gara dei 50 km., gran fondo, si disputerà sullo stesso anello della prova dei 18 km., allungato alle estremità nord e sud in modo da formare un tracciato di 25 km. da percorrersi due volte. * Varie, Se le attuali vicende politiche lo permetteranno, nella seconda decade del mese di novembre avrà luogo a Napoli tn incontrodiginnastica artistica tra la squadra nazionale finlandese e gli. d'Italia. si — Il torneo per la Coppa Bruno Mussolini, di pallacanestro, competizione che nello scorso anno è stata allargata a tutta l'Italia centrale, assumendo il carattere di raduno federale, si svolgerà anche quest'anno a cura della S, S. Parioli.
TEATRO * La Compagnia di Edoardo e Peppino De Filippo si riunirà ai primi del prossimo novembre, o a Cremona, o a Verona, e dal 22 dicembre al 24 gennaio reciterà all'Odeon di Milano, e dal 27 gennaio al 25 febbraio al Teatro Eliseo di Roma. Prima attrice di questa Compagnia sarà una nuova recluta delle scene italiane, Nedda Franci, nata a Buenos Aires da genitori italiani. La Franci non ha ancora 25 anni ed ha già recitato in Compagnie argentine, col ruolo di prima attrice giovane con Enrico De Rosas, e poi col ruolo di prima attrice nella Compagnia argentina del Teatro Odeon di Buenos Aires. In questo Teatro interpretò per 250 sere la parte di Mirandolina nella Locandiera, e fu la prima interprete della commedia di Pirandello Quando si è qualcuno. La Compagnia De Filippo metterà in scena le seguenti novità: Pulcinella, tre atti di Luigi Chiarelli: Tutto per tuito e No, non ti pago! di Edoardo De Filippo; Il domatore, un atto di Enrico Bassano.
* Antonio Gandusio si ripromette di mettere in scena ed interpretare per la prima volta, con la sua nuova Compagnia il capolavoro di Moliére Giorgio Dandin. Com'è noto, Moliére ricavò la favola di George Dandin ou le mari confondu da due novelle del nostro Boccaccio: La commedia, in tre atti, fu rappresentata la prima volta a Versailles ll 18 luglio 1668, in una festa d'estate indetta dal Re di Francia per festeggiare il trattato di Aixla-Chapelle,
* Nel prossimo anno sì avranno in Italia quattro nuovi teatri: due all'aperto e due al chiuso. La costruzione di due teatri al. la Mostra di Oltremare a Napoli, è già molto avanti. Sarà ultimata entro il prossimo marzo © aprile. I due teatri funzioneranno dall'inaugurazione della Mostra il 9 maggio 1940, alternando spettacoli di prosa e di lirica, Gli altri due teatri, accoppiati anch'essi, uno all'aperto e uno al chiuso, sorgeranno a Milano, nel parco della Triennale del. le Arti Decorative. Anche in questi due teatri si daranno spettacoli di prosa di speciale interes» se nazionale, e spettacoli di rivista e di operetta. * La rivista ha preso nello scorso anno un notevole sviluppo in Italia. Secondo le statistiche apparse nel volume Lo spettacolo in Italia, pubblicato dalla Società Italiana degli Autori ed Editori e corredato di grafici, nel 1998 gli spettacoli di rivista hanno dato un maggior gettito di incassi di lire 620.000 sull'anno precedente. Nel ‘38 si è cioè incassata una somma di 12.800.000 lire. Calcolando poi anche la rivista di avanspettacolo, che per conto suo ha dato nel 1038 la cifra di 14.800.000 lire, sì sono avuti complessivamente per il genere riviste 27.600.000 lire di incassi. Dal suo canto il teatro di varietà ha raggiunto nel ‘38 la somma di 26.000.000 di incassi lordi.
CINEMA #* Come è noto la presidenza della Blennale di Venezia, considerata l'attuale situazione internazionale, ha deciso di soprassedere all'assegnazione dei premi internazionali per la VII Esposizione d'arte cinematografica ma ha ritenuto tuttavia opportuno assegnare i premi speciali istituiti per i film italiani. Così, 1 membri della Giuria residenti in Italia hanno decretato che la Coppa Mussolini vada ad ‘Abuna Messias; la Coppa del P.NF. a Montevergine; ‘la Coppa del Ministero della C. P. al Sogno di Butterfly. Hanno inoltre assegnato medaglie all'operatore Arata per ll film L'ultima giovinezza, e ai cortometraggi Fiamme verdî del LU.C.E., Criniere al vento della IN.C.O.M. e Il pianto delle zitelle. * L'organizzazione di noleggio della Sealera Film rende noto in questi giorni due elenchi di film appartenenti al priino gruppo del programma della stagione 1939-40. Il primo gruppo comprende: RoSa' di sangue, con Vivienne Romance e George Flamant, regia di Jean Choux; Ultima giovinezza con Ralmu, la Delubac ‘e Pierre Brasseur, regla % di Jeff Musso; Papà per una notte con Tofano, Cortese, Ceseri e la Matania, regia di Mario Bonnard; Cavalleria Rusticana con Isa Pola, Doris Duranti, Leonardo Cortese, Carlo Ninchi e Luigi Almirante, regia di Palermi; Follie del secolo con Falconi e Paola Bar. bara, regia di Palermi; Il ponte dei sospiri con Isa Pola ed Erminio Spalla, regia di Bonnard. Tutti di produzione Scalera; L'avventuriero di Tolosa con Francoise Rosay e Pierre Renoir; Oriente in rivolta con George Arliss e Renée Ray, regla di Herbert Mason; Le ruisseau con Francoise Rosa: e Michel Simon, regia di Maurice Lehmann; Fiore senza primavera (Gli amori di Strauss) con Alfred Jerger, Maria Pandier è Leo Slezak, regia di Heils Paul. Appartengono a! secondo gruppo Tosca con Viviane Roman ce e Georges Flamant, regia di Jean Renoir; Fondi segreti con Frangoise Rosay, regìa di Feyder; Don Pietro Caruso con Falconi, regìa di Bonnard; Processo e morte di Socrate con Zacconi, regia di D'Errico; Il mio socio Davis con Evi Mal-
reale e conservate la vostra
bellezza
seguendo i principi-base di ELIZA BET HAR DAEGN
Pulire - Tonificare - Nutrire re lettere, P. T. N. sono la sintesi dei tre principî essenziali di Elizabeth. Arden, per la cura dell'epidermide. La pelle deve essere: Pulito - Tonificata - Nutrita. Prima di tutto pulitela a fondo con la Crema
Detergente
o con
la Spuma
Detergente
usata mattina e sera. Poi, tonificatela con il Tonico per la pelle che stimola. l'epidermide e la rende più limpida. Infine, nutrite i tessuti
con la Crema Velva o con l'Alimento Orange. Così la vostra bellezza, curata ogni giorno con vigile attenzione,
riposerà
‘su una
base
sicura.
SALONI DI BELLEZZA; MILANO: Montenapoleone 14 - Telefono 71-579 ROMA: Piazza di Spagna 19 - Telefono 681-030
XIIl
—
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Una bella bocca è il più bel ornamento del vivo
usate il DENTIFRICIO
campo al Caffè del Greco, in via del Condotti a Roma, dove venne presentato da un abate in un imprecisato giorno del 1743, In questo famoso caffè, frequentato da tutti gli artisti più rinomati del tempo, si davano convegno anche sfaccendati e perdigiorno d'ambo i sessi tra 1 quali e probabile che il famoso avventuriero trovasse Il fatto suo. Un'altra signora vuol Invece sapere se è vero che il figlio della « Carlotta » del Werther sia sepolto in Italia. È vero: questo spirituale discendente di Goethe si chiamava Chr. Aug. Kestner. fu residente ministeriale dell'Hannover in IMPERMEABILI Roma e del morì in questa città nel 1853, Venne sepolto nel cimitero Testaccio, vicino alla tomba che racchiude i resti mortali di un oscuro figlio di Goethe, ABBIGLIAMENTI SPORTIVI Ed eccoci, ancora in Roma, ad una tenebrosa Istoria lei riguardante un atroce delitto che sarebbe stato consumato sulla Scalinata d’Ara Coeli, Se il fatto appartenga alla storia piuttoSto che alla leggenda, come sarebbe da augurarsi, non è ben certo. La scalinata, durante la bella stagione, serviva da notturno rifugio ad ‘una folla di povera gente del contado che veniva a vendere in città le sue mercanzie. Ciò infastidiva il principe Caffarelli cui la scala aj parteneva e che nel Seicento — all'epoca del fatto — aveva lì vicino Il suo palazzo. Deciso a farla finita una volta per tutte, il principe ordinò ai servi di riempire di pietre alcune grosse botti e, una notte, le fece rotolare all'improvviso dall'alto della. scalinata sopra gli importuni addormentati. È facile immaginare ciò che successe. Parecchi di quei O disgraziati non riuscirono a salvarsi in tempo e morirono massacrati nel sonno molti furono feTALES gni riti. Ma a partire da quella tragica notte, nessuno osò più invadere la scalinata. Sapete ci chiede un signore fiorentino, perché il Nettuno che troconchec vasi nella famosa fontana di piazza della Signoria viene chiamato dal popolo il Biancone? La statua in questione è piuttosto sgraziata, @ il popolo fiorentino, arguto e motteggiatore, ne bollò la goffaggine chiamandola il Biancone, a cagione del suo colore biancastro contrastante con le circostanti statue. di bronzo del Giambologna. Una signora di Roma gi chiede di dove tragga origine il nome di Piccionaia che sì dà all'ultima galleria, al loggione, ai posti più popolari, insomma, situati nei più alti ordini dei teatri. Il nome trae Ta sua origine dall'anfiteatro Flavio, In questo colossale monumento che attesta al mondo la grandiosità della Roma dei Cesari, la distribuzione degli ottantamila posti veniva regolata con una precisione e un ordine perfetti. A ciascun posto ‘corrispondeva nel vari ordini una tessera di avorio con impresso în oro il numero del posto da occuparsi dal possessore di questa. Solo nell'ultima galleria, rìservata al popolo più indigente, i posti non era» no numerati e le tessere recavano invece del numero una colomba, un piccione dipinto, CAPITALE L. 700.000,000 INTERAMENTE VERSATO Donde il nome di piccionaia, Ora eccoci alla sapién. RISERVA LIRE 155.000.000 za latina con un motto che trae la sua origine AL 25 MARZO 1939.XVII da una notissima tavo» la di Fedro: Nominor
VALSTAR
quia leo: perché mi chiamo leone. Modo superbo col quale il leone giustificò la ingiustizia nel ripartire Ja preda di caccia di fronte alla mucea, alla pecora e alla capretta ghe gli erano stati compagni. Perché mi chiamo leone. Quante volte nella vita è questa la sola giustificazione della prepotenza altrui! Est! Est! Est! È il nome di un vino famoso di Montefiascone, nome che si collega ad una nota storiella. Si racconta che nel 1111, al seguito di Arrigo V che si recava a Roma per essere incoronato imperatore dal papa, fosse certo vescovo Fugger il quale, amante del vino buono, sì fece precedere da un domestico — chiamato Martino — con l'incarico di segnare con la parola convenzionale est le osterie dove si trovasse vino degno dei prelato buongustalo. Come il fedele Martino giunse a Montefiascone, giudicò che il moscato di quel paese meritasse una triplice raccomandazione, un triplice est. Ed anche il prelato fu di ugual parere; tanto che non abbandonò Montefiascone nemmeno dopo morto. Il Fugger è infatti sepolto nella chiesa di San Flaviano a Montefiascone e sulla sua tomba, presso l’altar maggiore, lo stesso Martino si dice abbia dettato l’epigrafe che s'inizia proprio con un triplice est, la raccomandazione che sembra abbia cagionato la morte dell'intemperante prelato. Su analogo argomento ci intrattiene un professore di Milano il quale ci chiede che mai sla avvenuto del famoso Trebulanus ricordato da Plinio e dal Tassoni nella «Secchia Rapita», dove immagina che que: sto nettare venga servito alla mensa degli Dei scesì dall'Olimpo in aiuto dei modenesi. Ebbene il Trebulanus esiste ancora e si identifica nel frizzante Trebbiano che si produce alle Berlette, sull'Appennino Emiliano. Ricordiamoci: però come finì il vescovo Fugger. Seguono domande disparate e di diverso carattere: Cosa sono gli janto Chi era Nevio? E Didone? Quale origine ha il pointer? Rispondiamo: Gli ioni sono atomi che, a cagione di influenze esterne, hanno perso o acquistato un elettrone, diventando positivi nel primo caso, negativi nel secondo e pertanto sensibili alle attrazioni o alle repulsioni elettriche. La ionizzazione è la presenza o formazione di ioni in un gas o nell'atmoSfera, formazione che si può provocare in vari ‘modi. Gneo Nevio fu. un poeta latino vissuto nel III secolo prima di Cristo; cantò in versi saturnii le vicende della guerra punica cui parfecipd come soldato. Compose satire e commédie; fu bandito da Metello a cagione appunto di una satira mordace în cui figuravano alcuni cospicui cittadini romani. Didone, figlia del re di Tiro, fondò Cartagine. Innamorata di Enea e da questi non corrisposta, si uccise gettandosì sopra una spada in un rogo ardente. Il pointer, considerato in Inghilterra come il puro sangue per eccel. lenza della razza canina, trae la sua origine dal bracco italiano selezionato accuratissimi mente per lunghe generazioni.
COMMERCIALE ITALIANA MILANO
ENRICO
CAVACCHIOLI
» Direttore
responsabile
S. A. ALDO
GARZANTI
Editrice-proprietaria
i bet
5
Ls
DAMA PARTITA GIOCATA A ROMA
4
: STRdOVIatio > ALTA MONTAGNA C'è un prato, qui, pare incredibile, che proprio falciare si deve
Bianco:
quand'è ricoperto di neve.
PICCOLA
CANTANTE
Quell'argentina è docile strumento di chi carèzzala o percuote,
«hé il se ed il ma le son d'impedimento. €ene della Chitarra
PROBLEMI ‘a premio)
N, 173 di Dott, A. Gallico
Orizzontali
DI VISTA
Così parla Agnese: — Davver mio marito è buono, xxxxxxx e molto istruito;
.
Un comunello
in terra di Vicenza
, Né tuo né d'altri è quello che ho d'innante.
e queste xxx xXxx per me son preziose più d'ogni tesor!
La
Fioretto
moglie
ll Bianco
e voglia sempre aver la precedenza, trova, lei, ragion di dissapore,
‘amando libertà di convivenza, Per tale fatto io penso
che, in fondo poi, predomini il buon senso. L'Arcigno
N. 175 di Vittorio Gentili
e vince
4
N, 176 di Gino B. Gagliardî
(Rama)
ll, Fu per Ilio cagion d'immense pene. 12. L'han tolto al loto ed all'orecchio attiene; 13. Per acutezza a niun resta di sotto, «frangar, non fleciar », questo è il suo bel motto. Fioretto
L'AEROPLANO può trasportar comodamente
da un capo a l'altro d'ogni meridiano. In tempi già passati certamente
Ogni settimana sarà assegnato tra i solutori un premio di L. 30 in libri, da scegliersi sul catalogo della Casa Garzanti Le soluzioni devono essere inviate nom oltre gli otto giorni dalla data di questo fascicolo.
Artifer
Anagramma SOLUZIONI
Belfagor
DEL
N, 41
leOne; anGelo; caNdido; primo; reGina; chiara; onOrato; maRina;
maSsimo;
maNsueto;
prOvino;
plAcido;
privato;
vaLente;
brUno; prOto; coStanza; giAcinto; InNnocente;
leTizia; prOspero = OGNI GIORNO
(frase: 8-7)
IMORO
muove
in 4 mosse
(Torino)
10. Palazzi, case, vie, piazze e chiassuoli,
Sciarada (3)
Crittografia
l) Bianco
e vince
(non a premio)
1. Palma che alligna in Africa Orientale; 2. Biblico ‘esempio d'empietà filiale, 3. Non è tutto corame questo, è certo, 4. Ridenti e ombrosi son luoghi all'aperto, 5. È in lui che suole compendiarsi il dànno, 6. S'addice a quei che senza fretta vanno. ©. Dopo il lavor ristora il corpo lasso, 8. Fragili trasparenze în vario ammasso, 9. Per reggere le calze ‘ecco i laccivoli.
Indovinello PER IL QUETO VIVERE
LA FUGA DI ENEA Col. vecchio Xxxx su la curva 10m @ Julo a lato, ei va: nulla lo affrena!
muove
in 4 mosse
d'Atamante.
Verticali
Per quanto lui si mostri superiore
l'avrebbero adorato al par d'un nume. Tale fu invero l'Ibis egiziano, lo svelto augello da le belle piume.
parricida
N. 174 di Romeo Botta (Chiavazza)
(Mantova)
. Col sacerdote vedes! accoppiato, . Per questo vien da tutti praticato. . Ardenza folle d'ira impetuosa. . È, per la vita, indispensabil cosa. Che triste faccia ha lui, magra e sparutal . La piccola bastarda assai cocciuta. . Del grande meridian parva porzione . Con l'intelletto esprime relazione. . È questa cifra, veramente ingente) l'anagramma del 5 precedente, . Fu pontefice pio, pien di clemenza,
Anagramma a frase
Tutti
Agostino. Gentili
0-1 1-1
Indovinello INCREDIBILE MA VERO ‘Appena il fai. sparisce immantinente, per cui l'averlo fatto è come niente; però quando lo fai, non sai ci farlo, e vorresti, sapendolo, evitarlo.
non
Nero:
23; 13.22-23.30; 26.21 ecc. patta.
pur manda dal suo sen tre sole note,
PUNTI
—
5.10; 3027-26; 32.28-7.11; 28.241120; 2415-47; 27.22 (V. Diagramma) 10.14; 19,10-13,17; 21.186.19; 29.26-3.6; 18.14-13.18; 22.139.18; 31.27-7.12; 14,11-12,19; 11.28.12; 2.K-12.16; 6.10-16.20; 10.13-19,
Il Duca Borso
Frase a incastro con 3 cuori (x° xxooyyyt+x} LA
Teti Vincenzo
23,19-10.13; 19.15-12.19;, 22.15-11, 20; 24.15-5.10; 27,22-10 14; 22.1813.22; 26.10-6,13; 28.23.15; 23.19.
— perché solo allora è. possibile —
in man
GIO oe
"
CRUCIVERBA
ENIMMI 1
ca
A' IL SUO
SANTO.
Il Bianco
muove
e vince
in 5 mosse
SOLUZIONI
in 6 mosse
DEI
PROBLEMI
DEL N. 41
N. 161 di F, Piccoli: 15.11-16.14 (presa obbligata 26.10-7.5; (pre. sa obbligata) = 9.11 e vince i N. 162 di P. Piasentini: 23.27; 9.5: 10.13; 12.24 + finale. N. 163 di R. Botta: 10.5-28.19; (a) 31.28-14.21; 25.27-30.32; 9.131.10; 1322 e vince. (a) 14,21; 25.27-28.19: 31.28-30.32: 9.13-1.10; 13.22 evinde, N. 164 di M. Telò: 3128; 28.23; 18.21; 21.16; 16.14, Premiato per îl mese di agosto: Achille Giani - Riva di
Trento.
Premiato per il mese di settembre: Bianca Bianchi - Verona,
IL Lupino
NOTIZIARIO
SOLUZIONI DEL N. 41 1. MAreRIa. — 2. Rosa, losa, — 3. Frazione, frizione, — 4. Instante, istante, — 5, Pianta svelta. Premiato:
Aldo Fulizio - Ronchi dei Legionari.
Le soluzioni devono pervenire alla rivista entro otto giorni—
Netto
dalla data di questo fascicolo. Fra i solutori sarà assegnato— mensilmente
PREMÎO DI COLLABORAZIONE
un
premio
di L. 30 in libri da scegliersi fra
quelli editi dalla Casa Garzanti.
<SONZISTI
Il premio di collaborazione di L. 20 per il mese di ottobre è stato assegnato
al cav.
rag. Adolfo
Parentin
(Cene della
Chitarra) di Trieste.
Premiato:
Fratelli
Bonino
- Varazze.
S0BE> devono essere inviate a L'Illustrazione Ilaliana. Via Palermo 10, Mitano, specificando sulla busta la rubrica a cui si siteriacono, | Le toluzioni di tutti i giochi, accompagnate dal relativo talloncino. ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzioni Enimmi N. 44
ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Soluzione Cruciverba N. 44
ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Concorso permanente
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzioni Dama N. 4
ILI,USTRAZIONE ITALIANA | Soluzione Scacchi N. 44 * | dei|
TORN 7° Coppa Hamilton Russell 24 agosto al 18 settembre 1939 | ha Dal avuto luogo a Buenos Aires il 10» Torneo delle Nazioni per Ia disputa | dell’artistica coppa d'oro Hamilton | ras Russell, È A questa importanti
x
Stazione
Î
banno
preso
©" Bolivia
ssima manifeparte 27 squa-
dre rappresentanti altrettante nazio-
»
54 Islanda
ni. catoriformate più unaciascuna .riser da quattro gioindotto la Federa-
Benizzatrice della colossale competi.
zione — a far svolgere per brevità
Drima 4 tornei eliminatori, con la partecipazione delle prime poi, 4 squa-
stri: Eliskases, Engels, Michel, Beckert e Reinhardt. Panini punti 185 su 24 1% Polonia » 1815 » 24 DiInehliterra » dî Brasile » so ‘anadà
1» Islanda
9* Perù 10% Bolivia 1° Paraguay
SCI. SPAZZARE IL CAMPO. - £ la traduzione un po" Dimenagii linana frase adoperata oltre Oceano per indicare un ache. Ù
. spazzare il campo, Fisce ad una speciale manovra di gioco adoperata dal dichianate una situazione tale che l'avversario comunque bisogno di una fasta il giocatore di ‘parazione del piano gioco alla soluzione glia meglio d'ogni parola varrà un esempio: Ecco un quadro: di carte, che non ha nulla di amormale,
Ì i
A xx O rxxxzxx O x
a
î
Po 10xxx
s
î
4%
5
Ì
®
ADx-xx
Q
rRx-x
;
& A-Rx do xx
i
}
b. 6 “0a au SITE ZINILAB
2 04 INC
si . Hi
smi
Sep
10° Torneo delle Nazioni 7* Coppa Hamilton Russell Buenos Aires, agosto-settembre 1939
3555
su:s6 « SE
14 10» 3 40400 95» 40
STIRA I DIETE
11° B. Blumin
VASO
di
®
0
01
* I
Soluzioni e Solutori del N. 30 Problema N. 744 - 1. CHAxeg
Problema N. 745 - 1. Db7xd5 Problema N. 746 - 1. Cbd-d3.
Problema N. 747 - 1, Tesxe6. Problema N 768.1. Dasel Pai Cet-eb Problema N. 750 - 1. Dbd-c5,
Problema N. 751 - 1. Cf3-h4.
È
G. Fennanzes
P O N i
I
T:e24
i —__ Il Bianco matta _in 2 mosse
L'attù è picche, Sud gioca e deve fare tutte le mani. jSud gioca Re di cuori e scarta dal morto la Dama di quadri! Gioca quindi il 10 di se Ovest supera col il morto taglia col Re di attù. SeQuadri; Ovest non supera, Sud fa Fante, la mano e torna a quadri tagliando -col Re di attù. Giuoca dal morto il 5 di atti £ prende con l’8, ja quindi le due quadri o l'ultima a si conda se Ovest ha superato 0 no col Fante alla primaquadri, giocata di quadri. Sono così cidersi o a scartar
6
<..un profilo, utile agli specialisti
Po
F2
per rinfrescare
la
lettevoli ». (Telegrafo)
«...interessantissima opera di storia che ha lo stile dignitoso, pacato, leale, dei buoni memorialist i di
quel tanto calunniato secolo corrusco di battaglie e di san-
gue s,
SiLvio Benco
(Giornale di Sicilia)
Franco Desyo
<...costituisce un non superfluo
nto alla esatta visione di questa caratteristica compleme figura di soldato e di principe nella colorita illustrazione dei fatti, dei costumi, dei sentimenti del tempo e nella penetrazione psico-
Avone NosarI
« ...Questo libro in cui si parla di guerre e delle cause
logica del personaggio >.
(Italia)
| sangue, è una delle figure più rappresentative del Set-
GruserPe MoLTENI
<...Senza romanzare, ma con serupoloso
della verità, e con sobria eleganza di stile e di ossequio rappresenta-
tecento ».
zione Alessandro Tassoni Estense ci racconta militare e privata del principe Eugenio,
Francesco CavaLca
.
È bi
773
razioni storiche, composte con leggerezza di forma e di-
che indussero alle guerre è offerto alla meditazione del lettore in un momento singolarmente opportuno. Eugenio di Savoia, generale, diplomatico e principe del
di Venezia)
Problema N.
As MIRBAVG (Arbeider Magasinet. 1939) 25 Menzione: Onorevole
loro memoria, raceomandabile a chi ha voglia di nar-
bene appoggiato
«..un volume che sembra un canto di gesta, ma che | non si scompagna perciò dall'indagine critica e dalla | giusta inquadratura di personaggi e di fatti». (Roma) FrancEScO SroccHerTI
ds | 33. Te?
Ch7 |
34. R:e2 Rel |35 gihs AShs ei . Ces+ RI Gaì |37 Ceb Ag4+ C:es | 38. Rf2 as US |® Cb8 Re7 (CÎ8 | 40. Co6+ Rdé Tad$ | 41 h6 g:h6 Ac8 | 42. Cds car! il Bianco Ahs Co$ | © abbandona
20. 7 Thfl 21-15 22.66?
La manovra di spazzare campo trova impiego più spesso che non si creda. Occorre che ililgiocatore abbia presente tale soluzione come tino dei ferri del mestiere più alla mano, per scorgerne la possibilità d'impiego. Ecco la soluzione del problema proposto nel niimero 222 di questa Rubrica (numero 42 dell’Illustrazione). La situazione data era la seguente:
«.«la figura del grande.politico e soldato è resa con scrupolo storico e scioltezza di lingua ».
(Gazzetta
Il Bianco matta in 2 mosse
AO
La licitazione sì è svolta così: |» (o) N E passo 3 fiori passo passo 4 senz'attù passo passo 6 picche passo Quest esce con una piccola cuori, Sud prende con l'Asso' del £ studia il suo piano Egli deve dare picuramentemorto uno mano a quadri, e inoltre constata dìche fiori è in Est deve una mano a fiori e perderese ilunaRe mano. progetto di spa; proprie cuori e obbligare l’avver care fiori, Se la cata verrà da
ogni
|
aron abbandona ibbando:
E
Luicr VENTURINI
(Giornale d’Italia)
2 At
(Olanda) ‘ (Islanda) Da Les cel art Rm 3. Cres Test 4 CH3 > Cied6 | | 25. 26. Cez CH C:d3+ Siano DE lr TT 7. Ag5 D:e2+ | 29. Raz dd 3 4:62 Ae |30h Ri Tai FI, ce
Bassi A.. Udine - Merzario M, Mi A; - Zerilii Marsala (Tri 1. lel pani) - Gianviti E.G,G., Ancona - Bian: 1s Ces E, 16. da va > Bevilacqua- Scalzotti U. Cuneo Geno» 17des taneo A., Brescia - Zandini A.- Cal. Fer18. Ad3 rara B. Gorino Vi © Isf Tian Ferri. e Bomine Bariat -x gor
alle fonti storiche e per nulla romanzo, benché di let-
dI
N Cortina
de rex
libro di divulgazione,
Art
chi B.. Verona
contenuto di alta idealità ».
tura assai attraente ». (Il Piccolo della: Sera)
Inest
lano
«Alessandro Tassoni narrando in questa bella zione una volta ancora la vita dell'eroe, ne ha edi| una interessantissima lettura a' scopo divulgativo tratto tendo in forte luce la figura del Principe e dandoglimete un *..un ottimo
Te8!Ù
Rb8 Tb8
Ac6?
.
Ieri era
td
& rv O Do D-F-10-x-X-x
(Popolo d’Italia)
—esd2
Add+?
SLA Santasie
sfatsua 40 A » "if 7 #0 » 2512 » 40 "ds x 30 1514 n 40 © d3'A » 40 .
I
Lied
d6 | 17. C:d8
Cgi | 20.
Cds \A:gi |ZI Rht
tiro 5° A. sd Santasiere
punti 28
6* Paraguay 6% Perù
8. Dd2
9 AG4
di n ia
20
3255 « 56
i
”
Ione
» 11
4»
CLASSIFICA
Is Canacay * Norve; 4° Uruguay 5* Bulgaria 6* Ecuador 7» Guatemala 7° Irlanda
si Boemia-Moravia
piETA
“#10
-10%0 "20.00
32, » 56 1 GHi 1 36 » 26, * 56 ‘EIAnclE » Puo 1asE D Lituania » 22 nI 56 Cuba * 314 » 56 Brasile Sii, + 56 Paoinatoa Sira TORNEO DI CONSOLAZIONE
glese per le avvenute complicazio ni internazionali sebbene ammessa altorneo finale, la brillante vittoria tiportata dalla e squadra tedesca, la quale era formata dai seguenti mae-
È|
»
CÎ6 | 16. C:c6
86 | 18 C:er+ AET | 19 C:b7!
n
MAR
4* Estonia
4. Cidd
6 Ae2 7. Aeg
®
20
”» ato1L8i;20
6: Boemia-Moravia 7) Lettonia Palestina
È
punti 101: su 11.
S. Reshevsky
Joan), (Danimarca), Lei c5 | 13. b3 26 14. 0° Boa SA Have Hi
5. Co
cLASSIFICA 1° R. Fine
(Brisbane Courier, 1933)
A Christensen
13»
6* Guatemala
RARA
1939.
A. De Groot
n
3DIPalestina
bi Polonia
ne pala: il ritiro della squadra
shoe TOT Sai] canoe nato federale svoltosi Nuova York dal americano 18 luglio al 16 ago»©
Sto
punti 14 su 20
Ciassificn generate le Germania "°° “punti 36
Riinatorio, un torneo finale per ségnazione della pregevolissima l'as. cop. pa. ed un torneo di consélazioneinfine per. le altro rimanenti squadre eicluse dalla finate,
È Î
24
» 2%
"dla +24 S; SS e
|ft Cuba
dre classificate in ciascun gruppo eli-
è
13
Campionato Federale Americano
d > CLASSIFICA
2» Estonia
zione Scacchistica, Argentina — or-
13
»
-8* Irlanda TreDAdor
10° Torneo delle Nazioni 7* Coppa Hamilton Russell Buenos Aires, agosto-settembre 1939
»
ELIMINATORIA C - CLASSIFICA 4°* Argentina Punti Lituani . 18 /(au» 2424. 2 Olanda 1 35, ) 38 4* Danimarca
va. ELIMINATORIA pi numero rilevante delle squadre | ‘ji gtit soncorrenti ha
i
ca punti 1745 su 24 ” 16 " n
2* Germania ® Cile Francia 5* Bulgaria 6» Uruguay
GARZANTI
EDITORI
la vita
questo glorioso Savoia del ramo di Carignano, di di questo diretto antenato del nostro amato Sovrano, E ci fa rivivere dinanzi agli occhi il condottiero, il principe, il politico che tanta luce diffuse sul suo secolo ». (Roma
della Domenica)
AcHiLLe
Maccnia
CIPRIA
- COLONIA
BEI
- PROFUMO
FIORI DOLCEZZE IGNOTE
PROFUMERIA
Baci
SATININE
senza
- MILANO
tracce
ROSSO GUITARE Laboratorio USELLINI & C.- VIA BROGGI 23. MILANO
PER
SENTITO
DIRE
Un giornale scrive che è straordinario come 4 parigini si sono abituati agli allarmi antiaerei e in genere ai disagi creati dalla guerra Nulla di straordinario, invece. Nella vita tutto è questione di abi: tudine.
Un uomo dormiva in stanza che guardava su una strada in riparazione; gli operai unalavoravano ogni notte e, proprio sotto la finestra del nostro uomo,ci uno scalpellino martellava fino all'alba le acalpellino non esistesse. Ma una notte il nostro uomo si svegliò di soprassalto coi nervi tesi e non riuscì più a riprendere sonno. E non poté addormentare prima dell'alba nemmeno nelle rotti seguenti: gli mancava qual: cosa. Lo scalpellino, infatti, essendo terminato il lavoro della strada, se n'era andato. Questa è l'abitudine, Pericolosa l'abitudine. Uno si abitua a sentir battere scalpellino; poi, quando lo sca) pellino non batte più, non riescelo più a dormire. Uno si abitua a Sentir battere il proprio cuore e, quando il cuore non batte più, non riesce più a vivere. I parigini sì sono abituati agli allarmi notturni e pensano che quando la guerra sarà finita dovranno riabituarsi alla tranquilità di prima.
Maldicenza. 7,È Uno sbafatore! 1 suol viaggi di migrazione N fa tutti sulle alì degli neroplani commerciali!
BOTTEGA
DEL
GHIOTTONE
Ci si abitua a tutto facilmente. Un uomo sì era abituato alle disgrazie. Gli morì il padre, poi Ja madre, poi il fratello, poi la moglie, poi i figli, uno alla volta gl morirono i parenti superstiti. Falli, perdette solo, sposò di nuovo, gli s'incendiò la casa tutti i denti in un colpo non « gli più niente e il nostro uomo, che non poteva piùPoidire: Oh, accadde mio Dio, ancora una disgrazia!... », si sentiva infelice Un giorno, il nostro uomo andò sotio il tram e morì disperato, perché comprese benissimo che quella. per lui. non era una disgra: zia, ma una fortuna. Pericolosa l'abitudine. Essa dà origine alla famigerata «forza dell'abitudine ».che tanto tristamente infamò ed infama tuttora la letteratura umoristica. A causa della forza dell'abitudine, accadono, nei giornali umoristici le cose più strane. Il boia (er macellaio) dice al ghigliottinando: «La testa ve la incarto o ve la mando a casa?» Il capostazione (ex professore di ginnasio) dice alla locomotiva = È la terza volta che mi arrivate in ritardo: domani verrete accomnagnata da vostro padre! »
Colazione
L'abitudine è pericolosa in ogni cosa. Nell'amore, perché chi ama Abitudine ama poi per vizio, mentre l’amore è una necessità che scompagna alcuni determinati anni. Così i vecchi di 87 anni sposano © Fagazze di 18, e le vecchie di 60 si tingono sconciamente di rosso faccia e la testa e scrivono su carta azzurra. Nella vita, perché chi si abitua con troppa leggerezza a vivere pol. prende il vizio della vita e, quando viene la morte, ci resta mo e urla come un dannato recando grave fastidio ai vicinato.
(1,51 abitua a tutto, anche alle azioni più inconsuete. C'è gente che si abitua a saltare le righe sui marciapiedi, c'è chi # gbitua a rosicchiarsi le unghie. gente che si abitua a dir bugie e a un bel momento non se PiùC'è distinguere quando dice la verità o no. Questo accade, per Gi empio agli Inglesi. Quella gente, allora, finisce col non fidarsi più se fare dastessa altri. e. quando deve compiere qualcosa di importante. lo fa
Processi celebri. — La sala è gremita? E non ci sarebbe un posticino nella gabbia degli imputati?
biano a spolparsi più facilmente.semi, tagliati in quattro affinché abAmianto potrete mettere al fuoco i vostri maccheroni, în pentola di alluminio purissimo, piena di aequa salata. Cottiunache capace giano i maccheroni sgrondateli, e con un cucchiaio della loro acqua alluno gole il condimento di prosciutto e pomodoro. Gustate, condite con gole pepe, © versatevi 150 grammi di prosciutto ‘cotto tagliato a_dadini. assieme ad un altri di basilico tritato. Questi ultinti gredienti dovranno appenapugno scaldarsi un istante ma non cuocere. ter Versate i maccheroni in una legumiera, e su ogni strato versate un Roco di « pesto », cospargendo ogni volta con parmigiano grattugiato: Servite caldissimo. COSTOLETTE DI PESCE SPADA AI FERRI. - Tutti i pesci si posso omeipcere ni ferri; purché siano abbastanza grossi. Ed è questo sito di cuocere il pesce. In questo i pesce spada, (possibilmente ventresca)casoe da, a «marinare »entro un reio, sale e pe . Ricoprite tutta la superficie del pesce con fettine di limone, e lasciatelo cost.sifresco (e meglio in ghiaccio) per una mezza giornata. Giunto il momento di Yarle cuocere, passate ogni în olio dholiva e burro fuso mescolati, dopo averle infarinate fetta Dall'olo Magro passate le fette nel pane grattugiato, € poi pasate ogni casto,e d'olio e voltandole ap: Dona le vedrete cotte da una parte. unFatefiletto friggere in olio bollente un
da CI
=)
“Q
DS
+
-
Case di salute. Qui i primi otto giorni i degenti si mettono a dieta. — —
È un nuovo sistema di cura? No, è un trucco dell’economo.
Frutta
Vino: Valgella bianto secco
MACCHERONI DI SAN MARTINO. - In un tegame assai mettete a fuoco 100 grammi di burro, e fatevi subito rosolarefondo 200
farà forse per questo che gl'Inglesi fanno fare la guerra ai Francesi non insistiamo oltre sul doloroso argomento e mettiamoci sopra un sasso,
DE
i
Maccheroni San Martino Costolette di Pesce Spada ai ferri Insalata del Dio Pane Formaggi: Dolceverde, Gruera Italiano
INSALATA che l'aglio, Suesinene ellaDELvoceDIOe PANE. diano fiato...Dicono ai polmoni. Forse quest'insalata si chia o a fettine 500 grammiper.di quisio patate ve massale. BF quanto l'avete pagata quella banana?
Bree Visconri
©
©
[E
mention tg
averne
1119;
i
tasca bh tun
epanrigii
Di
esita
È pn
SPETT,
MERAVIGLIA MERAVIGLIA
DELLA DELLA
TECNICA ANTICA TECNICA MODERNA
L'orologio di ALTA PRECISIONE a carica automatica in una cassa scientificamente ermetica. Il suo sistema (Brevetto Rolex Mondiale) che procura “ROTATIVO,, la carica, è silenzioso, di tutta semplici tà e di robustezza estrema, caricato la prima volta a mano, portato poche l'orologio ore al giorno al polso, esso accumul erà una riserva di carica di circa IMPERMEABILITÀ 36 ore,
ROLEX
"OYSTER
GARANTITA A 6 ATMOSFERE (60 metri nel mare). È segna nella storia dell'industria orologi aia il raggiungimento della perfezi one assoluta.
PERPETUAL,
CHIUSO ERMETICAMENTE IMPERMEABILE A; L'ACQUA DOLCE-O SALATA, L'ARIA, NEBBIA ED. AL NEBBIONE MARINO, LA NEVE, AL PULVISCOLO ATMOSFERICO LA E AI DIFFERENTI GAS PROCEDIMENTO SCIENTIFICO È «BREVETTO ROLEX» SENZA RICORSO ALCUNO A GUARNIZIONI O MATERIE PLASTICHE
ROLEX “OYSTER PERPETUAL, SECONDI NORMALI Con Bollettino Ufficiale Svizzero di Osservazione Acelale inossidabile |». . . . . L 950.
Sosta .
Oro 18 caral
|
.
o
.
TE peg
i
.
®
gene + 2075,» .
1
GARANTITO
SFIDANTE
A
n
PER TEMPO
QUALSIASI
CARICA
INDEFINITO
INTEMPERIA
AUTOMATICA
UFFICIALMENTE CONTROLLATO
NUOVO
TIPOGRAFIA
CALIBRO
GARZANTI
1939.XVII
-
MILANO
ROLEX *OYSTER PERPETUAL, SECONDI IN CENTRO Con Bollettino Ulficiale Svizzero di Osservazione Acelalo inossidabile». |. i... LL 1009.
Qegdemali 1 cp .
.
.
det
.
è
.
.
* 1175,-