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La XIII Leva Fascista nell' Urbe. Le giovani generazioni, inquadrate nei ranghi della scuola e della GIL, hanno prestato giuramento davanti al Duce. Dal moschetto delle Camicie Nere all'azzurro fazzoletto dei Balilia i segni della fede fascista si sono trasmessi per simboleggiare la volontà inflessibile ed inesauribile di servire il Duce.
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Parigi. Il comunicato di stamane delle Armate francesì dice: « Notte calma sull'insieme del fronte. Pattuglie nemiche sono state respinte nella regione di Warndt ». Il comunicato serale dice; « Tempo nebbioso e piogge. Nella regione a sud di Pirmasens îl nemico ha lanciato parecchie pattuglie di ricognizione che hanno dovuto ripiegare senza successo ».
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11 Orrosre - Roma. Il sottosegretario agli Affari Albanesi cons. naz. Zenone Benini invia al Duce una relazione sui minerali, combustibili e opere pubbliche e di bonifica in Albania, Pisa, S. M. il Re Imperatore inaugura il XXVIII Congresso della Società Italiana per il progresso delle Scienze. Mosca. L'agenzia « Tass » comunica che dal 3 al 10 ottobre hanno avuto luogo a Mosca delle conversazioni tra il Commissario del popolo per gli Affari Esteri della U.R. S.S, Molotov, e il Ministro degli Affari Esteri della Litu nia, Urbsys, relative alla conclusione di un Patto per la consegna della città e della regione di Wilno alla Repubblica di Lituania e di mutua assistenza tra la U.R.S.S. e la Lituania. A_ queste conversazioni, hanno partecipato Stalin, Potemkine e Posoniakov, Incaricato di Affari della U.R.S.S. in Lituania, e, da parte lituana, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri Bizauskas, il generale Rastilkis, Comandante în capo dell'esercito lituano, e Naikebicius, Ministro di Lituania a Mosca. 12 Ortone - Roma. Parte, per raggiungere Londra, S. E. Bastianini, nuovo Ambasciatore d'Italia presso S. M. Bri tannica. Londra, Il Primo Ministro Chamberlain pronuncia alla Camera dei Comuni un discorso col quale respinge le proposte di pace di Hitler. Bucarest. È da segnalare circa i rapporti romeno-ungheresi che nuove e più ampie trattative fra Budapest e Bucarest sarebbero già in corso e che, secondo quanto si afferma in questi circoli diplomatici jugoslavi, verrebbero fatte tenere ai due Governi amici quello di Budapest e quello di Bucarest, proposte concrete per stabilire una amichevole intesa fra i tre Paesi, intesa che sarebbe suggellata o da un Patto singolo oppure da Patti bilaterali. La stampa romena continua a dedicare i suoi editoriali e le sue note diplomatiche al riavvicinamento ungaro-romeno non soltanto per esprimere la propria soddisfazione per l'avvenuta chiarificazione dei rapporti, fra i due Paesi vicini, ma soprattutto per invocare una più intima intesa fra Budapest e Bucarest. 13 Orrosre - Pisa. Si comunica: S. M. il Re/Imperatore, alto patrono della Società Italiana per il progresso delle scienze, si è compiaciuto di ricevere a San Rossore il Presidente della Società, sen. Mariano d'Amelio, il segretario generale prof. Lucio Silla e il rettore della Università di Pisa, prof. Evaristo Breccia Sua Maestà ha accolto con vivo compiacimento l'omaggio di sei volumi dell’opera celebrativa del primo centenario intitolata: «Un secolo di progresso scientifico italiano, 1839-1939»,interessandosi dei lavori del Congresso pisano delle scienze e dell'attività che la Società svolge per l'incremento della scienza nazionale. Helsinki. Trecentomila soldati finlandesi guarniscono la frontiera orientale, fronteggiando le truppe russe che sono state ammassate per ordine del Governo di Mosca in quella « azione dimostrativa » che dovrebbe — secondo i dirigenti del Kremlino — influire sulle trattative nelle quali è impegnata la Missione finlandese a Mosca. Tutte le strade che attraversano la frontiera, tutti 1 ponti e i viadotti ferroviari delle linee che portano verso la Russia sono stati minati, in maniera da poter interrompere ogni comunicazione nel più breve spazio di tempo possibile. Berlino. Il Gran Quartier Generale comunica: «Sul fronte orientale i movimenti di truppe verso la linea di interessi russo-germanici si avviano alla conclusione. Sul fronte occidentale locale attività di pattuglie e di artiglieria come durante i giorni precedenti. Teri i francesi hanno fatto saltare i ponti fortificati sul Reno presso Wintersdorî, Breisach e Neuenburg.
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(da I a XV)
Diario della settimana - Notizie e indiscrezioni - Pagina dei giochi.
Londra, L'Ammiragliato informa che la giornata odierna, venerdì 13 ottobre, è stata quanto mai disgraziata per i sottomarini tedeschi perché due di essi sono stati affondati in mattinata ed un terzo nel pomeriggio. Marinai dei tre sommergibili — a quanto aggiunge il comunicato —
SETTIMANA sono stati salvati dalle navi britanniche che hanno dato loro la caccia.
14 Orromne - Londra. L'Ammiragliato comunica che Ja corazzata «Royal Oak » è stata affondata. Sembra che l’affondamento sia conseguenza di un attacco da parte di un sottomarino tedesco. L'elenco dei superstiti sarà pubblicato al più presto possibile. La « Royal Oak » che aveva un equipaggio di oltre mille uomini, stazzava 29.150 tonnellate ed aveva le seguenti dimensioni: lunghezza massima metri 189,12, larghezza metri 31 ed era munita di 8 cannoni da 381 mm., 5 da 152 mm. e 8 da 102 mm. e di 18 mitragliatrici e 4 cannoncini contraerei. Era stata costruita durante la grande guerra ed era costata 2 milioni 468 mila sterline ma era stata radicalmente rimodernata nel 1934 insieme alle navi gemelle « Resolution», «Revence », « Royal», « Sovereign ». L'Ammiragliato annuncia che il numero finora noto dei superstiti della corazzata « Royal Oak» è di circa 370 e pubblica i nomi di 20 ufficiali e marinai superstiti, altri elenchi verranno pubblicati mano mano che saranno arrivate in porto le navi che hanno raccolto i superstiti. Londra. Sì comunica: L'Ambasciatore d'Italia, S. E. Bastianini, è giunto nel pomeriggio nel porto di Folkestone dove è ricevuto dal R. Incaricato di Affari. Allo sbarco, l'Ambasciatore è stato ossequiato da tutte le autorità locali e portuali. Da Folkestone l'Ambasciatore Bastianini. accompagnato dall'Incaricato d'Affari, ha proseguito per Londra con un'automobile che Lord Halifax aveva messo ‘a sua disposizione per evitargli i disagi e gli indugi di un Viaggio ferroviario nelle condizioni attuali. 15 Orrosne - Roma. Il Duce, presente il sottosegretario alla Guerra, gen. Pariani, riceve il gen. Basso, direttore generale dell'Artiglieria, e il gen. Saracino, direttore dei servizi tecnici d'Artiglieria, i quali gli hanno prospettato taluni problemi riguardanti il potenziamento delle artiglierie italiane. Alla fine del colloquio, che è durato quasi due ore, il Duce ha impartito le direttive necessarie per la soluzione di tutti i problemi più urgenti in questo settore. Roma. Il Duce pilotando il suo trimotore compie un volo di allenamento sul litorale tirrenico. 16 Orrosre - Parigi. S'intensifica la -guerra sul’ fronte occidentale. Le truppe germaniche sferrano un potente attacco ad est della Mosella. Si prevede un'offensiva in grande stile, Londra. Una battaglia aerea si svolge nel cielo della Scozia. Apparecchi germanici volano a quota bassissima sulla città di Edimburgo. Berlino. Il Gran Quartier Generale comunica: « Lo stesso sottomarino che ha silurato e affondato la nave da battaglia britannica « Royal Oak», ha anche silurato la nave da battaglia britannica « Repulse » danneggiandola gravemente e mettendola fuori combattimento. La nave « Repulse » è la più rapida della flotta britannica, Misura una lunghezza di metrì 292 e stazza 32 mila tonnellate. Il suo armamento principale consiste in sei pezzi da 381 mm. La corazzata dispone a bordo di quattro aeroplani. Essa è munita di otto tubi lanciasiluri. È stata completamente rimodernata nel 1935». 17 Orrosne - Berlino. Un comunicato ufficiale annuncia un attacco aereo alla baia di Scapa Flow. Una nave da battaglia britannica l’eJron Duke» viene colpita da jombe. Londra. Un lungo e cordiale colloquio si svolge al Foreign Office tra il ministro degli Esteri Lord Halifax e l'ambasciatore d'Italia Bastianini. 18 Orrosre - Roma. Il Duce tiene rapporto ai Questori del Regno e impartisce loro le direttive per l'Anno XVIII. Londra. L'ambasciatore d'Italia, S. E. Bastianini, presenta le credenziali al Re Giorgio d'Inghilterra.
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1 programmi della settimana radiofonica italiana dal 22 al 28 ottobre comprendono le seguenti trasmissioni degne di particolare rilievo CRONACHE
AFFASCINA E PERSISTE
ATTUALITA" E CONVERSAZIONI
Domenica 22 Orrome, ore 22.15 circa: I programma. Conversazione di Vittorio Beonio Brocchieri: «Confessioni di un pilota solitario » Luxenì 23 Orronre, ore 12,25: Radio Sociale. — Ore 21,50: I programma. Conversazione del cons. naz. Franco Ciarlantini « Proemio al Premio Bagutta-Tripoli » MarreDì 24 Orrosre, ore 19,50: I e II programma. Notiziario dell'Impero. — Ore 22,15 circa: Il programma. Voci del mondo, Biciclette per le vie dell'Urbe. MercoLenì 25 Orrosne, ore 12,25: Radio Sociale. — Ore 22: Il programma. Conversazione del cons. naz. Ezio Maria Gray. Vexeroì 27 Ortone, ore 12,25: Radio Sociale. Nella giornata: Da Milano. Cronaca della consegna del «Covo» alla Scuola di Mistica Fascista. Sanato 28 Orrome, ore 12: Suono delle campane. delle torri civiche e delle sirene dell'Urbe. CONCERTI SINFONICI E DA CAMERA
Domenica 22 Orrosre, ore 17,5: Il programma. Dalla Sala della « Filarmoni Laudamo » di Mesina: Concerto di musica da camera eseguito dai vincitori cella « Rassegna Nazionale dei Concertisti » Luxzì 23 Orromre, ore 22: I programma. Concerto sinfonico diretto dal maestro Giannandrea Gavazzeni. — Ore 22,30: II programma, Concerto del violinista Enrico Pierangeli e della pianista Amalia Pierangeli Mussato. Marrenì 24 Orromre, ore 13: Il programma meridiano. Concerto per solista e orchestra diretto dal maestro Fernando Previtali col concorso del pianista Nunzio Montanari. — Ore 18,10: Concerto scambio di musiche portoghesi. — Ore 22.20 circa: I programma. Concerto del pianista Nino Ranalli Mercocenì 25 Orrome, ore 22,10: Il programma. Concerto diretto dal maestro Franco Fedeli Giovenì 26 Orronre, ore 21: II program ma. Concerto del Trio Casella-Bonuci Poltronieri Venerpì 27 Orrosne, ore 21: I programma. Concerto del violinista ‘Arrigo Pelliccia. Sanato 28 Orromre, ore 17: III programma. Fantasia fascista di Giuseppe Pettinato. — Ore 17,45: Il programma. Concerto di musica italiana diretto dal maestro Mario Gaudiosi. — Ore 22: I, II e III programma. Concerto sinfonico celebrativo diretto dal maestro Willy Ferrero. LIRICA
OPERE E MUSICA
TEATRALE
Domenica 22 Orrosre, ore 15.45: III programma. Dal «Comunale» di Firenze Rigoletto, opera în tre atti di Giuseppe Verdi. Interpreti principali: Attilia Archi Gino Bechi, Bruno Sbalchiero, Giulietta Simionato, Ferruccia Tagliavini. Direttore maestro Mario Rossi — Ore 21: I programma. Stagione li rica dell'ELA.R.: L'elisir d’amore, opera în due atti di Gaetano Donizetti. Interpreti: Salvatore Baccaloni, Margherita
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* Autorevoli organi della stampa estera, tanto delle Nazioni occidentali quanto delle nazioni dell'Europa centrale, hanno rilevato che la diplomazia fascista non si lascia deviare dalle sue direttive le quali sono particolarmente notevoli nell'Europa centrale e nei Balcani, dove l’infiuenza italiana si fa sentire in modo prevalente a favore della pace fondata sulla giustizia. Di questo la più recente prova si è avuta cogli accordi conclusi dal triangolo Budapest-Belgrado-Bucarest. * Salutato da autorità del Governo e del Partito, ha lasciato Roma per raggiungere la sua sede il nuovo Ambasciatore d'Italia a Londra S. E. Giuseppe Bastianini. Erano alla stazione Termini il Ministro di Grazia e Giustizia conte Grandi, i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio e agli Affari albanesi, l'Ambaselatore d'Inghilterra accompagnato dal Consigliere e dal personale dell'Ambasciata, l'Ambasciatore di Spagna, il Ministro di Grecia presso il Quirinale, vari altri capi-missione e diplomatici, il Capo Gabinetto del Ministero degli Esteri, il Direttore generale della Stampa estera, e altri funzionari del Ministero degli Esteri e del Ministero della coltura popolare. S. E. Bastianini, al suo arrivo nel porto di Folkestone, è stato ricevuto dal R. Incaricato d'Affari dell'Ambasciata d'Italia ed ossequiato da tutte le Autorità locali € portuarie. Ha poi proseguito per Londra con un automobile che Lord Halifax aveva messo a sua disposizione per evitargli i disagi e gli indugi di un viaggio ferroviario nelle condizioni attuali. Appena giunto alla sede della R. Ambasciata, gli furono presentati dall'Incaricato d'Affari tutti i funzionari. Successivamente l'Ambasciatore ha ricevuto i dirigenti del Fascio, delle Associazioni e delle Istituzioni italiane di Londra, nonché i giornalisti italiani e le personalità della collettività italiana, ai quali tutti ha rivolto parole di vivissimo elogio per la fede fascista dimostrata in momenti particolarmenìe delicati, e di incitamento per il futuro. * Alla presenza del Ministro della Cultura popolare Alfieri, e del Ministro Anfuso, în rappresentanza del Ministro degli Esteri, nella sede del Centro italoamericano, si è svolta la celebrazione dell'annuale della scoperta d'America con un discorso dell'Accademico Gioachino Volpe. Alla celebrazione sono intervenuti gli Ambasciatori degli Stati Uniti, della Spagna, dell'Argentina, del Brasile, i Ministri dei Portogallo, dell'Equatore, della Bolivia. dell'Uruguay, gli Incaricati d'Affari del Cile, della Repubblica Dominicana, della Columbia, di Cuba, del Venezuela, del Messico, e i rappresentanti del Guatemala, del Perù e di Panama. Erano altresì presenti gli Ambasciatori presso la Santa Sede della Spagna, dell'Argentina, della Columbia, del Venezuela e del Perù e gli Ambasciatori Suvich e Arlotta. Il presidente Asquini ha con brevi parole illustrato l'attività del Centro italo-america‘no durante lo scorso anno accademico. Ha quindi pronunciato la sua conferenza l'accademico Volpe. L'oratore ha rievocato Colombo e le ripercussioni europee della scoperta, ponendo in particolare rilievo il grande contributo dato fn tutti i campi dagli Italiani alla formazione della nuova civiltà americana. :* Si è adunato a Roma il Comitato permanente dell'Istituto Internazionale di Agricoltura nella sua. ordinaria sessione autunnale. Alla seduta, presieduta dal barone Giacomo Acerbo, erano presenti i Delegati dei seguenti paesi: Africa del Sud, Argentina, Belgio e Congo Belga, Bulgaria, Canadà, Columbia, Estonia, Da-
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA I
nimarca, Francia coi Possedimenti e Conimento che in genere si suole tenere lonie, Germania, Giappone, Gran Bretanella seconda metà di dicembre. D'altra gna e Irlanda del Nord, Grecia, Iran, Irparte la solenne consacrazione dei dodici landa, Italia con l'A. O. I, la Libia e vescovi missionari fissata per il 29 ottole Isole Italiane dell'Egeo, Jugoslavia, bre in San Pietro è già tale funzione da Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Olanda occupare in preparativi e cerimonie trope Indie olandesi, Pa, Perù, Rom: Spagna, Stati Uniti di America e Possedimenti, Svizzera, Ungheria. Il barone Acerbo, salutando e ringraziando i Delegati dei Governi intervenuti in così gran numero. compresi quelli dei paesi belligeranti, ha messo in rilievo questo fatto di grande importanza che è la PRIMA FABBRICA riprova più manifesta della continuità e reITALIANA golarità dell'opera de la grande istituzione | D'OROLOGERIA cui rimangono fedeli gli Stati di tutti i confondata nel 1878 tinenti, nonostante il grave |perturbamento della vita internazionale. Si ha da Cairo che Re Faruk ha ricevuto il Ministro d'Italia conte Mezzolini col quale ha avuto un lunzo cordiale colloquio. Nel corso dell'udienza il Ministro d'Italia ha offerto al Sovrano d'Egitto una pubblicazione sull! svosizione Univer di Roma nel 1942. * Il prof Manzanilla del Perù presso Quirinale, ha las definitivamente. Roma per ritornare nella sua Patria, Alla stazione si sonò recati i diplomatici e la colonia peruviana al completo per salutare l'eminente diplomatico che lascia în Italia il più grato ricordo. Alla vigilia della partenza, il conte Ciano ha voluto personalmente rimetiere al prof. Manzanilla le insegne di Cavaliere di Gran Croce della Corona d'Italia. È morto a Novara più che ottantenne il senatore Carlo Bollati Ambasciatore del Re e Imperatore. S. E. Bollati rappresentò l'Italia a Berlino poco prima della grande guerra. Collocato a riposo non aveva più preso parte alla vita pubblica.
NOTIZ. VATICANO * Il ritorno dalle ferie del Maestro delle Cerimonie _Pontificie Monsignor Respighi e l'udienza subito a lui concessa dal Pontefice, ha dato motivo di supporre imminente la convocazione di un Concistoro per la creazione di nuovi Cardinali. Pura supposizione, crediamo, non vedendo nessuno l'urgenza di questo avveL'ILLUSTRAZIONE
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po tempo perché Pio XII fissi a breve distanza da quella data un Concistoro. * Con decreto della S. Congregazione Concistoriale, per disposizione del Papa, la città di Washington con l'intero di-
Stretto di Columbia, viene staccata dall’Archidiocesi di Baltimora e costituita in Archidiocesi da sé. L'avvenimento viene segnalato di grande importanza nella storia della chiesa americana, e segna il 150° anniversario dalla fondazione della gerarchia cattolica negli Stati Uniti. La nuova Archidiocesi misura oltre 6000 miglia quadrate e conta 370.000 cattolici. Esisteranno così due territori archidiocesani separati, cioè quello di Baltimora e quello di Washington, ma non si avranno due differenti Arcivescovi. L'Arcivescovo di Baltimora sarà anche Arcivescovo di Washington portando due titoli, senza subordinazione dell'uno all'altro, ma con eguale grado di dignità, Vi saranno però le due Cattedrali e je due Curie Archidiocesane distinte, soggette però allo stesso Arcivescovo di Baltimora.
* L'Osservatore Romano ha pubblicato un articolo intitolato « Santa Sede e Polonia », per rilevare che in qualche parte si insinua che la Santa Sede abbia. assistito con indifferenza alla tragedia polacca. Osserva il giornale che questa incomprensione deri va anche dal fatto che l'opinione pubblica di alcune nazioni non è stata illuminata suficientemente al riguardo delle manifestationi e del pensiero del Vaticano di fronte agli ultimi avvenimenti internazionali e cita l’esempio del discorso pronunciato dal Pontefice aì Polacchi residenti a Roma che non è stato riportato per esteso dalla generalità dei quotidiani che anzi hanno dato un resoconto assai sommario dell'udienza. Riporta quindi le parti più significative del discorso, dopo avere rilevato che per chi poi conosca da una parte l’amore con cui il Santo Padre ricambia l'attaccamento dei popoli alla Chiesa, e la fedeltà di Lui a quei principi, dei quali ha la infallibile custodia, e, dall'altra, la gravità della sciagura che si è abbattuta sul cattolico popolo della Polonia, non occorrono altri 'elementi a convincersi del profondo cordoglio arrecato al Sovrano Pontefice dagli avvenimenti odierni. * Il Papa ha indirizzato una lettera a Mons. +Giovanni, de Jong Arcivescovo di Utrecht e a tutto l'Episcopato Olandese in occasione del dodicesimo centenario della morte di S. Clemente Villibrord, avvenuta nel monastero di Epternach. In tale documento il Santo Padre
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TREGA ce si rallegra delle celebrazioni che si preparano in onore del Santo missionario che, nato in Inghilterra, passò lo stretto con altri undici compagni e scendendo nella Frigia vi portò la luce del Vangelo. # Il Comitato Internazionale Permanente dei Congressi Eucaristici ha rinviato a ulteriore data da fissarsi il Congresso Eucaristico Internazionale che si tiene ogni biennio e che doveva aver luogo a Nizza nel giugno prossimo. Le rac gioni sono evidenti. *_Il Papa ha nominato Arciprete della Patriarcale Basilica Liberiana di S. Maria Maggiore, il Cardinale Alessandro Verde. Il Cardinale Verde conta 73 anni essendo nato in Sant'Antimo, diocesi di Aversa, il 27 marzo 1865. * Il Papa ha ricevuto S. E. Monsignor Giuseppe Gawlina, Vescovo titolare di Mariamme, Ordinario dell'Esercito polacco. rimasto ferito durante il bombardamento di Varsavia, #* Il Governo Inglese, per evitare even{uali difficoltà nel servizio d'assistenza re: ligiosa ai fedeli, ha disposto che siano esentati dal servizio militare i sacerdoti i seminaristi i quali ultimi vengono con-e siderati come ministri religiosi in preparazione. Gli edifici sacri rimarranno aperti anche nelle regioni considerate zone pericolose di guerra.
Stupisce davvero trovare in un sovrano di sei secoli fa e nato presso un popolo che è ancor oggi barbaro e incivile, una 5ì fresca e moderna potenza espressiva, tanta e tale passionalità ed emotività, quali: potrebbero essere contenute nelle opere di uno dei nostri scrittori psicologicamente più versati nel rendere il giuoco dei sentimenti. Lo stile vivacissimo conferisce alla narrazione una singolare forza rappresen: tativa e ben s'intona all'argomento, che riflette i due aspetti essenziali della vita del popolo abissino: la guerra e la religione, Segue a questo romanzo epico, la tra-
duzione di un'altra breve operetta di contenuto delicatamente religioso: I miracoli di Abbà Garimà, la quale ci riporta ai primordi della diffusione del Cristianesimo in Abissinia: lavoro pieno di mistica dolcezza che si legge col più vivo interesse,
BELLE
ARTI
* Piace molto a Milano la mostra personale del pittore Giuseppe Cesetti, con la quale la Galleria Barbaroux sì riapre alla nuova stagione artistica. Le opere che espone il Cesetti riassumo-
LETTERATURA * Giana Anguissola «La giornata del diavolo è» (Garzanti Ed.). In questo romanzo ritratta una donna molto che si annoia. Si annoia perché rieca è unae Spostata e non sa trarre nessun giusto profitto dalla sua ricchezza. Nata per ese sere una solida e pratica possidente di campagna, con tutte le sue energie atto, nel edsorvegliare i dipendenti, nel inpro: creare allevare di un sano e forte uomo della terra, sifiglitrova invece inappagata, smarrita, amara, inquieta, ad essere la signora di una moderna casa di cit tà, protesa verso un mondo dorato che, avidamente per censo, per posizione, doyrebbe essere il suo, ma da cui la sua intelligenza elementare, il suo rozzo egoismo inconscio la escludono. Da qui noia €, Roia infinita, e tanti piccoli tormenti che la sua oziosità ingrandisce fino a vederli come drammi. L'autrice illumina fortemente, con la magica luce dell'intuito € dell'osservazione, una giornata di questa donna chiamata Ida. È una giornata tutta improntata dal tormento della protagonista esclusa da una festa che una sua amica darà alla sera. Il pensiero di quest'invito mancato muove'Ida come la Var: di una rà sL può rLconoscere con mano del burattinaio muove il filo delle marionette: ed è proprio questa puerile delusione ingigantita dal continuo ozio, porta che, la protagonista attraverso una tutta facilità esaminando QUESTE Me parti serie di avventure profondamente vis: sute in un-solo giorno e profondamente Infatti è proprio in queste due zone che con maggior evidenzà si possono analizzate, a soggiacere a una tentazione di vita arida, cinica, alla tentazione che notare le spiacevoli conseguenze derivanti da un’abituale mancanza di cure sta in agguato nella vita di chi s'annoia; il diavolo sceglie sempre il gior: verso la propria pelle. Le rughe del collo e del mento sono preci: mente no più adatto per tendere la sua tadovute ad un generale rilassamento del tessuto cutaneo prodottosi a causa gliola, e l'Anguissola ha scelto questa giornata così difficile da descrivere, per di mancate od ertate cure della pelle: il loro apparire precoce rende in Fitirarla con la precisione della sua arte che par misurarsi gioiosamente solo viso meno giovatfe di quanto non comporti l'età. In considerazione di tali con gli ostacoli più ardui. La baldanza, antipatici inconveni nti, è necessario ricorrere per tempo ai mezzi più la sicurezza con cui è stato attaccato il difficile argomento, pervadono tutto il liatti ad una prevenzione ed una difesa veramente eflicaci. 1 preparati bro, facendolo palpitante di viva vita in ogni pagina. Ida, come ogni creatura tendella Co: mesi Kaloderma sono stati studiati in base ai risultati delle più tata, ha avuto tesa accanto a sé, con l'in: contro di Anna (lucida mente giovinetta recenti ricerche della biologia cosmetica. Usandoli, si potrà effettivamente fra una torma di spiritisti in cui la proconstatare come, fin dal principio, la pelle ritorni tesa, elastica e fresca; tagonista s'imbatte), la mano di Dio che era pronta a risollevaria, a guidarla verCREMA DETERGENTE so una saggia vita di gioia e di pace; ma ATTIVA £ una crema cho hala proprietà di depurare vera CREMA ella non la vede, Nulla manca in questo È unaspeciale "crema nulritiva'* che, invirtà della mente la vostra pelle poirhà penetra nell'intimo sua libro, come nulla manca alla vita, poiché particolare composizione, riattiva e completa la esso ritrae la vita di un giorno; ma il dei pori dissolvendo ed asportando ogni traccia d mancante o deficiente funzione delle glaudole nulri. polvere od altra impurità In vasetti, L. 17,— tive della pelle, In tubi L. 4.50, 8,50.In vas.L. 17 grossolano modo di vivere di Ida non le lascia vedere gli ordinati sentieri in cui ACQUA PER VISO CREMA PER GIORNO potrebbe addentrarsi, e la spinge via in È un prodotto sovrano per rinfrescare e fonificare Dona alla pelle un languido e vellutato spl un disordinato trascinarsi, sospinta da il tessuto cutaneo: è-il me Tadino “por alc siconviene ad un aspetto fine e delicato, una sua fatalità di spostata, come una foevitare che, Ja pelle assum: impedisce alle varie impurezze di penetrare glia secca sbattuta dal vento. avvizzilo. Mantiene ii bel c pori della pelle, senza disturbarne la traspi giovanile, fresca d elastica. In flaconi L, 90 zione In tubi L. 3,75, 7.50. In vasetti L. 17 # Garzanti ha pubblicato un libro che è una novità assoluta della libreria italiana: un autentico romanzo etiopico del XIV secolo, tradotto dalla lingua originale UNA NUOVA VIA a cura di Bruno Ducati: La Grande Impresa di Amda Siòn, Re d'Etiopia. ; VERSO LA BELLEZZA Amda Siòn I fu uno dei più gloriosi monarchi d'Etiopia, specie per le epiche lotte sostenute contro i Musulmani dell'Adàl, che finì per sconfiggere e soggiogare. La grande impresa forma l'argomento di questa cronaca composta, pare, da un ecclesiastico di Corte contemporaKALODERMA s. neo del gran re.
KALO
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MA
nosil suo lavoro di questi ultimi anni. Per quanto non mutato nell'indirizzo, il suo progresso appare decisivo. La squisitezza del rabesco, pel quale egli ha un gusto tutto nativo, s'accorda oramai con l'esatta delicatezza dei toni, in composizioni semplici e festive, ove la poesia dell’espressione piglia un carattere singolare, tra primitivo e popolaresco. * A Cremona, con l'intervento di $. E. Farinacci e del Consigliere naz. Antonio Maraini, s'è inaugurata, nel Palazzo di Cittanova, la III Mostra Provinciale. Vi son presenti con opere di pittura e scultura gli artisti cremonesi; e in più una ventina di altre province espressamente invitati. # La Commissione Ministeriale costituita per l'accertamento delle cause che hanno posto in pericolo i preziosi affreschi di Giotto nella Chiesa Superiore della Basilica di San Francesco, in Assisi, ha disposto la prosecuzione della deter: sione di tutte le storie della vita del Santo. provvedendo però prima al consolidamento di quelle zone dipinte, che appariscono distaccate dal muro e quindi in pericolo. La Commissione infine avendo riconosciuto che una delle cause. di -deperimento delle pitture va attribuita alla polvere che si solleva dal pavimento in cotto, ha deliberato di sostituirvi la pietra del Subasio. * Sono stati proclamati i vincitori del « Premio Livorno 1939 », Il premio di lire diecimila per la pittura è stato assegnato ex aequo a Primo Conti per la Testa di giovinetta, a Guido Peyron_ per il Ritratto di Signora, e a Rodolfo Margheri per Mia. moglie. La Giuria ha deciso di assegnare la medaglia della Federazione Fascista di Livorno al Pittore Carlo Alberto Severa per l'Autoritratto, Per la scultura il premo di lire diecimila è stato pure diviso in parti eguali fra gli scultori Oscar Gallo per la Testa d'uomo, Giulio Pierucci per la Testa di ragazzo dalmata, e Mirco Vucetich per il ritratto di Corrado Alvaro. È stata poi assegnata la medaglia del Comune di Livorno a Bruno Innocenti. * Alla medesima Mostra del «Premio Livorno », S. M. il Re Imperatore ha ac» Qquistato il ritratto premiato di Primo Conti e la terracotta Vecchio pescatore di Agenore Fabbri. * La Germania, che già aveva aderito alla VII Triennale di Milano, che si terrà nell'aprile del 1940, ha ora confermato la sua partecipazione nominando commissario {l dott. Ermanno Gretsch di Berlino. La Sezione germanica avrà uno speciale sviluppo tanto per la parte dedicata all'architettura, quanto per quella delle arti applicate. * Proseguono a Bologna gli importanti lavori di restauro del monumentale Palazzo Pepoli, di via Castiglione; il quale già incomincia a mostrarsi nel’ suo pri» mitivo splendore con la merlata facciata trecentesca ricca di bifore e monofore ogivali, di balconcini e di decorazioni. A questo restauro, che riesce tanto gradito agli ammiratori della vecchia Bolo= gna, seguirà ben presto quello del lato occidentale del Palazzo d'Accursio, ‘nel tratto prospiciente la nuova Piazza del Governo. # Alla mostra del «Premio Albanian, in Bari, sono stati assegnati i seguenti premi: Artisti albanesi: 1. Vanghush Mio, lire cinquemila; 2. Zet Colombi, lire tremila; 3. Andronigi Zengo, lire duemila; 4. Van: ghush Tushi, lire duemila. Artisti italiani: 1. Vincenzo Ciardo, lire cinquemila; 2, Giovanni Conte, ‘lire le; 3. Adriana Apolloni, lire mille; 4 Mario Sorbelli, lire mille. La giuria inoltre ha assegnato il premio di lire duemila del Ministero dell'Educazione Nazionale al giovane albanese Mio Papaiani. * Il Comitato per il Concorso e la Mostra del II Premio Cremona fa noto che il termine pèr la-presentazione delle domande scade il 30 novembre 1939-XVIII,
musIca * Il 5 nevem$fe si inizierà al Teatro Adriano di Roma la stagione dei concerti dell'Anno XVII. I concerti sinfonici e sinfonico-vocali saranno 40. Sul podio si alterneranno, in ordine di tempo, i maestri Bernardino Molinari, Antonio Guar=
VII —
L'ILLUSTRAZIONE
‘TRALTANA
nieri, Giorgio Enesco, Ildebrando Pizzetti, Pietro Mascagni, Riccardo Zandonai, Mario Rossi, Filottete Oeconomides, Franco Ferrara, Herbert Albert, Carl von Bohm, Vittorio Gui, Wilhelm Mengelberg, Nino Sonzogno, Armando La Rosa Parodi, Willy Ferrero, Eugen Jochum, Roberto Lupi. Adriano Lualdi. Fra gli italiani dirigeranno per la prima volta all'Adriano i giovani-Franco Ferrara, affermatosi nell' state scorsa alla Basilica di Massenzio; Nino Sonzogno, direttore stabile dell'Ente Autonomo del Teatro La Fenice di Venezia; Roberto Lupi, anch'egli fra i migliori dei giovani direttori. Degli stranieri si presenteranno per la prima volta Carl von Bohm, Eugen Jochum, rispettivamente direttori dell'Orchestra di Stato di Dresda e di Amburgo, e il direttore greco Filottete Oeconomides, I solisti che si avranno all’Adriano, saranno: Giorgio Enesco, Ric‘cardo Odnoposof, Carlo Felice Cillario, Alberto Poltronieri, Zino Francescatti, Gioconda De Vito, violinisti; Margherita C: rosio, cantante; Arturo Michelangeli B nedetti, Walter Gieseking, Moura Lympanie Johnstone, Nicolai Orlofft, Edwin Fischer, Pietro Scarpini, Ornella Puliti-Santoliquido, Vico La Volpe, pianisti; Massimo Amphiteatrof, Arturo Bonucci, Enrico Mainardi, violoncellisti; Ada Ruata-Sassoli, arpista; Pina Carminelli, violinista; Bruno Rigacci pianista; Michelangelo Benedetti, pianista, vincitore del concorso internazionale di Ginevra. »*. Nella prossima grande stagione di concerti al Teatro Adriano di Roma si eseguiranno le seguenti nuove composizioni sinfonico-vocali di autori italiani: Zandonai, Prologo del « Giuliano »; Piz: Zetti, Preludio all'e Agamennone » ‘e Liriche per soprano e orchestra (soprano Margherita Carosio); Perosi, Il Mosè. Di autori stranieri: Brahms Valzer e canzoni d'amore per coro misto e pianoforte a 4 mani; Requiem per soli coro e orchestra. Salvo l'Agamennone di Ildebrando Pizzetti, che sarà diretto dall'autore, tutti i lavori sinfonico-vocali saranno presentati dal maestro Bernardino Molinari direttore stabile, al quale è principalmente affidato lo svolgimento del programma generale della stagione. Delle novità sinfoniche che saranno divise fra i vari direttori sì annunziano sin da ora le seguenti: Idillio di Galliera; Concerto per pianoforte e orchestra di Petrassi (pianista Gieseking); Commenti musicali all’« Aiace» di Sofocle; Biancaneve, impressioni della fiaba dei Fratelli Grimm e il Trillo del diavolo di Tartini (traserizione per violino e orchestra) di Zandonai; Sinfonia di Veretti; Wandering di Di Maria, lavoro scelto dalla. Commissione permanente di lettura dell'Accademia di Santa Cecilia; Overtura di Zanon; Suite popo-
lare di Bontempelli; Due frammenti dall’opera «In terra di leggenda » di Rocca; Concerto di Peragallo; Il poema delle Dolomiti e Strapaese di Pizzini; Serenata per orchestra di Rota; Samniun e Africa di Lualdi; Patria di Giuranna; Terra di Lombardia di Rossellini. Fra le novità straniere: la Seconda Suite di Enesco diretta dall'autore; il Concerto per pianoforte e orchestra di Ireland (pianista Moura Lympanie Johnstone); il Concerto n. 2 per violino e orchestra di Szimanowski (violinista Carlo Felice Cillario); Concerto per pianoforte e orchestra di Weiner; Rapsodia per pianoforte e orchestra di Albeniz (pianista Ornella PulitiSantoliquido); Oracion del torero di Turina; Prima Sinfonia di Krenicoy; Cor certo per arpa e orchestra di Haendt e Concerto per arpa e orchestra di Piernè, interpretati da Ada Ruata-Sassoli. #* I concerti di musica da camera nella Sala della Regia Accademia di Santa Cecilia si svolgeranno dal 22 novembre (festa di Santa Cecilia) sino al 26 aprile, comprendendo 24 concerti. L'elenco arti stico, in ordine di tempo, è il seguente: Piccolo Coro della Regia Accademia di Santa Cecilia, diretto da Bonaventura Somma; Piccola orchestra (elementi dell'Orchestra stabile della R. Accademia di Santa Cecilia) diretta in un concerto da Vincenzo Bellezza e in un altro concerto da Roberto Caggiano; pianisti: Walter Gieseking, Marcelle Meyer, Edwin Fischer, Georges Chavchavadze, Erné von Dohnanyi, Wilhelm Backhaus. Complessi Complesso strumentale della Stampa Quintetto strumentale di Parigi; Quartetto di Roma della R. Accademia Filarmonica Romana; Quartetto della Camerata Musicale Romana; Trio Casella-BonucciPoltronieri: Trio di Roma; Quartetto della Regina Elisabetta del Belgio. Violinisti: Robert Soetens, Leo Petroni, Zino Francescatti. Cantanti: Alba Anzellotti, Sergio Cocciubei, Maria Teresa Pediconi, Cristina Eftimiadis. Violoncellisti: Livio Boni, Gaspar Cassadò. Arpista: Alberta Suriani. Un concerto sarà dedicato a musiche di Honegger con la partecipazione dell'autore al pianoforte oltre il pianista Franz Josef Hirt e la cantante Elza ‘Scher-Meister.
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l'appoggio del Ministero della Cultura Popolare. Il repertorio di questa Compagnia, che sarà in un primo tempo semistabile, è già stato fissato, Nell'Anno XVIII sì daranno le seguenti produzioni: La Clizia del Machiavelli, nella revisione di Ettore Allodoli e Raffaello Melani e nella regia dello stesso Venturini: L’Aridosia di Lorenzino de' Medici, nella revisione di Giulio Bucciolini e nella regìa di Corrado Pavolini; L'ipocrito dell'Aretino, nella riduzione ‘di Raffaello Melani e nella regia di Guido Salvini; Ciapo Tutore di Gianbattista Fagioli, nella regìa di Celestini; Ginevra degli Almieri di Luigi Del Bono, nella riduzione di Cipriano Giachetti e nella regia di Raffaello Melani; La raGizza vana e civetta dell'abate Zannoni. “èlia riduzione di Luigi Bonelli; Acqua cheta e L'Ascensione di Augusto Novelli; Il pateracchio di Ferdinando Paolieri; e Uno dei nostri di Nando Vitali (novità) A questi lavori se ne aggiungeranno molto probabilmente altri di Augusto Novelli. di Yambo, di Svetoni, di Carbocci, ecc. I lavori saranno messi in scena ai Teatro della Pergola da una Compagnia di cui faranno parte Alfredo De Sanctis, Gualtiero Tumiati, Raffaello Niccòli, Amilcare Pettinelli, Ada Checchi, Vanda Bernini, Guido Tei, ecc. Ogni lavoro verrà allestito con apposite scenografie eseguite dai pittori Gianni Vagnetti, Gino Severini, Giovanni Colacicchi. Mario Chi ri, Maria Landi, Celestino Celestini, Donatello Bianchini, Nello Baroni ecc. * ‘Ecco il calendario delle nuove formazioni per l'Anno XVIII. Sì sono già riunite ed hanno cominciato a recitare, la Compagnia di Dina Galli all'Eliseo di Roma; la Compagnia Giannini-Di Bagno al Margherita di Genova; la Compagnia del Teatro delle Arti al Biondo di Palermo per le celebrazioni dei Grandi siciliani; la Compagnia Lanczy-Ninchi all'Argentina di Roma; la Compagnia di Emma Gramatica all'Odeon di Milano. Seguiranno: la Compagnia Ricci-Adani il 21 ottobre al Teatro Comunale di Bolzano; la Compagnia Benassi-Carli il 23 ottobre al Teatro Comunale di Fiume; la Compagnia delle «Tre Maschere » di Daniela Palmer il 24 al Quirino di Roma; la Compagnia Besozzi-Ferrati, diretta da Luigi Carini, il 28 all'Eliseo di Roma; la Compagnia di Ermete Zacconi ir:28 al l'Odeon di Milano. In novembre inizieranno la loro attività altre Compagnie, e cioè tra il 10 e il 15 a Roma la Compagnia del Teatro Eliseo; successivamente la Compagnia Celli-Betrone e la Compagnia di Giulio Donadio. Il 3 dicembre debutterà al Teatro Quirino di Roma la Compagnia degli ex allievi della Regia Accademia di Arte Drammatica, diretta da Silvio d'Amico. Non è ancora fissata la data di inizio della Compagnia del Cesare di Forzano. Ai primi di dicembre ri-
prenderà a recitare all'Eliseo di Roma la Compagnia dei fratelli De Filippo, e verso la fine dello stesso mese all'Odeon di Milano la Compagnia di Gilberto Govi In novembre si riunirà a Napoli anche la Compagnia di Raffaele Viviani; e in dicembre la Compagnia Gandusio. Quanto alla Compagnia Merlini-Cialente, essa faritorno in Italia dall'America del Sud oso rinovembre, e dopo un breve prenderà le sue recite. * Due Compagnie mancheranno quest'anno all'appello, e cioè quella del Teatro di Venezia, che tante e meritate simpatie si era procurata durante i tre anni precedenti; e quella di Maria Melato. A quanto pare, Maria Melato si recherà nell'America del Sud per dare in Argentina e nel Brasile dei saggi di recitazione.
ORGANIZZAZIONI GIOVANILI * Il 16 ottobre, con solenne cerimonia sì è inaugurato il nuovo anno scolastico in tutte le scuole ed istituti del Regno. * Il Ministro Grandi ha disposto che i trecento uditori di tribunale vincitori del concorso per l’entrata nella carriera della Magistratura e recentemente nomiati con decreti del 26 maggio e 27 settembre, frequenteranno a Roma un corso della durata di 15 giorni presso l’Accademia della G. I. L. al Foro Mussolini adeguandosi alle direttive del Centro di Preparazione Politica del giovani di cui al Foglio di Disposizioni n. 1369 del Segretario del Partito. I 300 giovani magistrati risiederanno durante lo svolgimento del corso a Roma al Foro Mussolini e ad essi sarà impartito un corso di lezioni dagli insegnanti dell’Accademia, sulle materie d'insegnamento previste dall'ordinamento del Centro di Preparazione Fascista. Tutti gli uditori saranno al principio del corso ricevuti dal Ministro della Giustizia e, dopo una significativa cerimonia si recheranno inquadrati in uniforme fascista all’Altare della Patria ed al Sacrario della Rivoluzione Fascista. * Il G.U.F. dell'Urbe organizzerà nella seconda decade del novembre prossimo, un Convegno di Sìudi Giuridici sul tema «La rappresentanza politico-corporativa * La Segreteria Generale del Senato comunica che è stato prorogato al 10 novembre il termine per la presentazione delle domande di ammissione al corso di stenografia meccanica Michela — riservato agli studenti delle facoltà di giurisprudenza lettere e commercio — indetto come preparazione al concorso per due posti di ruolo nell'Ufficio dei Resoconti (Continua a pag. XIV)
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ENRICO
(CHIOLI
22 OTTOBRE
1939
.-A. XVII
Ecco la salda figura del Duce che sul podio eretto în Piazza di Siena osserva le formazioni giovanili. Il tricolore e il vessillo littorio sventolano sui pennoni. È risuonato impetuoso il gridc di passione e di fede della cittadinanza dell’Urbe stipata entro la cerchia dei pini per assistere al rito della XIII Leva Fascista. Le formazioni della Gioventù Italiana del Littorio tra poco ripeteranno il giuramento che vincola indissolubilmente gli italiani di oggi e di domani al Fondatore dell'Impero.
Si calcolavano, fino a ieri, accumulazioni di oro agli Stati Uniti per 25 miliardi di dollari, non compreso il fondo di controllo, vale a dire il 64 per cento dell’oro esi-
stente nel mondo intiero. Si capisce come in simili iperboliche proporzioni l'oro, invece di spiegare una funzione regolatrice e disciplinatrice degli scambi diventi una quantità non desiderabile, che suscita nei suoi detentori le più vive preoccupazioni.
IN
MARGINE
ALLA
GUERRA
LE VICENDE CELLORO na singolare controversia si è accesa non è molto tempo negli Stati Uniti. Di fronte al persistente afflusso d’oro, il senatore Wagner si è ‘domandato se tutto ciò non finirà col portare, prima o poi, alla fine della funzione monetaria assolta dal metallo giallo. Se una tale situazione di cose dovesse un giorno verificarsi, l'America si troverebbe ad avere un immenso stock d’oro, praticamente inutilizzabile. Per scongiurare in anticipo una minaccia di tal genere — si domanda il senatore Wagner — non sarebbe bene che fin d'ora il Governo americano sospendesse i suoi acquisti aurei. o, quanto meno, li effettuasse a prezzi inferiori a quello attualmente praticato di 35 dollari all’oncia, mercé una coraggiosa e tempestiva rivalorizzazione del dollaro? In un primo momento il Segretario del Tescro americano, Morgenthau, aveva risposto con una certa infastidita laconicità alle preoccupate ammonizioni del Wagner. Aveva, cioè, tenuto a dichiarare, non senza una punta di semplicismo, che it rischio di veder l'oro cessare di essere l'unico strumento per gli scambi internazionali, non meritava di essere preso in troppa considerazione. In fondo — cgli osservò — la cattiva distribuzione ‘delle riserve mondiali di metallo monetario era dovuta principalmente all'inquietudine internazionale. Essa sola eru “la condizione che provocava questi spostamenti cospicui e ininterrotti di masse auree traversanti l'Atlantico per cercare in America un rifugio tranquillo e sicuro. Ad un simile stato di cose, incalzava il Morgenthau, l'intervento unilaterale degli Stati Uniti non avrebbe recato nessuna salutare e provvida modificazione. Quale interesse, dunque, avrebbe potuto indurre l'America ad abbandonare la politica monetaria seguita fino ad oggi? Ma poi, persistendo, acuendosi, anzi, le condizioni di inquietudine che provocano l'esodo in massa dell'oro europeo verso l'America, il Segretario del Tesoro americano sì mostrò meno ottimista, e, senza prolungare polemiche scritte, preferì varcare l'Atlantico e venire personalmente in Europa a discutere a Londra la questione. Le sue conversazioni londinesi fecero circolare la voce che si pensasse di fissare un nuovo rapporto fra il dollaro e la lira sterlina sulla misura del 4,55 o del 4,60 invece del vigente 4,63, Londra smentì prontamente simile eventualità, sottolineando non senza enfasi la sicurezza del controllo britannico rispetto alla stabilità della sterlina. Le riserve disciplinatrici ammonterebbero a 300 milioni di sterline, da quando il 9 gennaio 1939 si misero a loro disposizione 200 milioni di sterline, per cpera délla Banca d'Inghilterra. Le smentite londinesi non riescono, peraltro, a mascherare le conseguenze veramente imponenti dei cospicui spostamenti qurei che si vanno da tempo effettuando fra l'Europa e l'America, Belgio e Francia eccettuati — la seconda denuncia alla Banca di Francia un incasso aureo di 97 miliardi, che è il più cospicuo dopo quello degli Stati Uniti — tutti 1 paesi vivono sotto la minaccia di perdere progressivamente la copertura metallica della loro economia. Ma chi potrebbe mai dire che dipenda dalla volontà di due o più Stati modificare le grandi correnti dei movimenti aurei? L'adozione di una nuova parità del dollaro, del franco e della sterlina potrebbe mai avere la virtù di stabilizzare in maniera costante i rapporti di queste tre monete?
Ci sono, qui, dei vecchi errori dottrinari da espiare e, d'altra parte, delle situazioni irresistibili di fatto da scontare. All'indomani stesso della guerra europea economisti dalla fantasia copiosamente creatrice proclamarono la caduta dell'oro. A loro giudizio l’uso dell'oro poteva spiegarsi soltanto con un errore tradizionale, che manteneva un rapporto costante fra î prezzi e la quantità di metallo in circolazione. Un'umanità evoluta non avrebbe dovuto emanciparsi, organizzando una circolazione monetaria, conveniente ai bisogni di un popolo, nel corso della quale l'intelligenza potesse avere una parte attiva, fissando il rapporto fra la moneta fiduciaria e la massa dei beni di consumo? Le esperienze in tale direzione non furono salutari. Fu giocoforza riconoscere presto la netta superiorità di quel misuratore automatico che è la moneta sostegno del credito, mercé il concorso dì innumerevoli valutazioni pratiche, i cui effetti sono immediati e creati giorno per giorno dalla realtà. Dopo una svalutazione monetaria gli Stati Uniti si affrettarono-a ricollegare' strèttamente il dollaro all'oro. Dal 1935 peraltro, l'esodo del metallo giallo verso l'America ha assunto proporzioni grandiose. L'oro ha cominciato ad affluire laggiù, come un larghissimo fiume, da tutti gli Stati europei che avevano la libertà di esportarlo sotto forma di moneta o di lingotti, L'abbondanza di tal flusso è stata così imponente, che non è più il caso di parlare di spostamenti corrispondenti alla sistemazione di partite di commercio nella bilancia dei pagamenti. Si tratta, piuttosto, della conseguenza inarrestabile di avvenimenti politici e di commovimenti psicologici, che ispirano le azioni dei detentori di capitali. L'importazione netta di metallo giallo agli Stati Uniti ha finito già, da qualche anno, col superare la stessa produzione mondiale dell'oro. 1 depositi americani vanno ingrossandosi in una misura che non conosce stasi. Se la produzione mondiale dell'oro del 1935 era stata di 882 milioni di dollari, l'importazione netta di oro negli Stati Uniti fu, in quell’anno di 1739 milioni di dollari. Alla fine di quell’anno gli stock americani aurei, calcolando l'oro a 35 dollari all'oncia, ascendevano alla quota di 10.125 milioni di dollari. Nel 1986 la produzione mondiale dell'oro fu di 971 milioni di dollari. L'importazione aurea negli Stati Uniti fu di 1116 milioni di dollari, gli stock americani salivano, alla fine di quell'anno, a 11258 milioni di dollari. Nel 1937 le cifre rispettive furono: 1042 milioni di dollari, 1585 milioni di dollari, 12.760 milioni di dollari e nel 1938: 1117; 1973; 14.512, Il 1939 ha veduto cifre anche più fantastiche. IL flusso aureo verso gli Stati Uniti è salito, nel primo semestre, alla cifra di 2021 milioni dì dollari. La cifra del mese di aprile, calcolata in 605 milioni, ha costituito letteralmente un primato. Il maggio e il giugno han veduto una sensibile decrescenza, poiché le due cifre sono state di 429 e di 240 milioni di dollari, Secondo i calcoli bancari, questo flusso è costituito: prevalentemente da capitali privati a breve scadenza, che l'incertezza internazionale (e le crescenti paure della guerra hanno indotto a costituirsi liquidi ed a trasformarsi in dollari. Si aggiunga che nel medesimo periodo di tempo la bilancia commerciale si è mantenuta agli Stati Uniti straordinariamente favorevole, con una esportazione soverchiante in misura imponente le importazioni. Tutto lascia prevedere che i recentissimi avvenimenti provocheranno un inasprimento della situazione.
La rottura
dell'equilibrio
necessario fra gli Stati europei e l'America
La riforma
in corso
della legge sulla neutralità
Come
osservava
di recente
minaccia
di
diventare ben più grave in questo momento, data la quantità degli acquisti che nelle condizioni presenti il nostro continente si prepara a fare negli Stati Uniti, sul terreno delle materie prime e del petrolio. americana
renderà
lo squilibrio
tanto più violento e preoccupante. Polemizzando contro il Wagner, il Morgenthau aveva detto: «IL miglior modo di ridurre le importazioni auree negli Stati Uniti è quello di aiutare e favorire la ripresa economica che farà aumentare le nostre importazioni più rapidamente che le nostre esportazioni».Le previsioni del Morgenthau oggi sono ben lungi dall'avvicinarsi ad una qualsiasi possibilità di realizzazione. bene
Mario
Mazzucchelli
senior
nel Sole,
è la man-
canza di fiducia in Europa che ha determinato e determina la colossale emigrazione aurea verso gli Stati Uniti. « Appena che la fiducia rinascesse sul serio e con carattere di una certa durata in Europa e nel resto del mondo, una buona parte dell'oro americano ritornerebbe là da dove è partito per timori, per cercare rifugio, cioè,
contro condizioni sfavorevoli o contro avvenimenti paventati sia monetari, sia finanziari,
sia fiscali, sia politici interni o internazionali.
La ridistribuzione
dell'oro ame-
ricano avverrebbe, così, in forte misura automaticamente. Proprio come è rientrato a flotti l'oro in Francia quando, a fine luglic 1926, si costituì il Ministero d’unione nazionale Poincaré e quando, in alquanto minore misura, dopo nuove fughe e nuovi ritorni (maggio 1938), andò al Ministero delle Finanze Paul Reynaud», Ma l'eventuale ritorno in Europa di capitali depositati a breve scadenza
in se-
guito ad una rassicurata posizione internazionale fra noi (e la prospettiva non è quella che noi abbiamo dinanzi agli occhi) non toglierebbe agli Stati Uniti l’imbarazzo nascente dal loro pesantissimo gravame aureo, Precise difficoltà di fatto si oppongono ad una mobilitazione dei dieci miliardi tondi di dollari aurei che sono di piena loro proprietà, mercé la loro messa in cir-
colazione sotto la veste di biglietti o mercé la concessione di prestiti all'Estero. Gli aumenti avvertibili di circolazione, non richiesti da una domanda positiva e persistente dell'economia interna, si esauriscono da se stessi. D'altra parte, i prestiti all'Estero non
si possono fare se non sono
richiesti, e le esperienze
amarissime
del quinquennio 1930-'35 non incoraggiano simili richieste. Sta" di fatto che né la concentrazione dell'oro né la sua distribuzione sono fenomeni sottoposti all’arbitrio e dominati dalla volontà. La storia dimostra che l'una e l'altra’ sono il risultato di situazioni e condizioni di fatto, che obbediscono a fattori
psicologici di vasta portata collettiva, non alla volontà degli individui, Per alleggerire il loro schiacciante carico d'oro, gli Stati Uniti dovrebbero fare una politica doganale più libera ed elastica. Questa politica dovrebbe permettere alle merci straniere una penetrazione più spedita e più copiosa sui mercati americani. Solamente
ragioni interne di natura
politica 0 sociale potrebbero ostacolare una po-
litica di tal genere, Ma simili ragioni possono essere ragionevolmente accampate dinanzi al vertiginoso accrescersi dello stock aureo americano? A buon conto, in un
suo
discorso
recente
il Segretario
di Stato al commercio
Hopkins
ha insistito sulla
necessità improrogabile di aumentare la importazione delle merci in America, di quelle merci, soprattutto, che non fanno concorrenza alle industrie nazionali, per riassorbire la eccedenza delle esportazioni. Queste parole rappresentano
un sintomo?
Nessuno può dirlo. E l’attuale stato di
cose mondiale può far pensare che le difficoltà vadano crescendo anziché diminuendo. Sta di fatto, ad ogni modo, che il problema della ripartizione dell'oro fra l'America e il resto del mondo non sarà risolto in maniera soddisfacente finché î paesi stranieri
non potranno pagare in una misura molto più notevole dell’attuale, con merci o con prestazioni, i loro acquisti agli Stati Uniti. E un’altra via ci sarebbe per rimediare allo squilibrio vistoso che si è determinato,
in fatto di distribuzione aurea, fra il continente europeo e il continente americano. E sarebbe la via di una politica emigratoria più mite, con la quale veramente gli Stati Uniti potrebbero giovare a se stessi e al resto del mondo. Ma parlar di ciò può aver l’aria, in questo momento, di compiacersi di anacronismi. Anche l'economia peraltro, ha bisogno di ipotesi di lavoro e di previsioni. Passata la bufera il problema dell'oro dovrà pur essere serenamente affrontato e praticamente risolto.
SPECTATOR
Il Duce riceve a Palazzo Venezia per il consueto rapporto, presente il Sottosegretario agli Interni. i questori del Regno, convenuti a Roma per la celebrazione del XIV annuale della fondazione del Corpo degli agenti di Pubblica Sicurezza,
592
Una fase della vasta azione concertata dal Comando tedesco per det@ellare la resistenza delle fortezze di Varsavia e la città alla resa della fanteria germanica quanzano cautamente strisciando sul terreno. Sullo sfondo, depositi militari in fiamme in seguito adcostringere un bomoardamento operato pattuglie dall'aviazione. valutazione della propria forza e della sottovalutazione della forza del nemico) ha commesso lo sbaglio militare di sparpagliare gli eserciti sopra un fronte lunBhissimo, offrendo quindi al Comando tedesco la possibilità di una grande manovra concentrica, Secondo le buone regole militari il Comando polacco avrebbe dovuto invece ritirare tutti gli eserciti dietro la Vistola, far saltare i ponti, ammassare a nord sul Bug-Narev ed a sud sul San fortissimi sbarramenti di truppe ed aspettare in buone condizioni il grande assalto. tedesco. Tutto ciò è certo più facile a dirsi che a farsi. All'atto pratico il Governo di Varsavia avrebbe dovuto abbandonare all'invasione non solamente tutti i territori rivendicati dalla Germania (per non consegnare i quali faceva la guerra) ma addirittura metà del paese. Inoltre è poco sicuro che un così enorme sacrifizio sarebbe stato effettivamente utile giacché
MO:REE E RESURREZIONE DELLA POLONIA (NOSTRA
CORRISPONDENZA
la cooperazione russo-tedesca era certo già decisa il 1° settembre. In tale caso non
si vede come l'esercito polacco spiegato sulla sponda orientale della Vistola avrebbe potuto resistere quando fosse stato preso tra due fuochi: tra il fuoco dell'esercito tedesco che tentava di forzare la Vistola ed il fuoco dell'esercito russo che avanzava alle spalle verso la Vistola. La verità è che la Polonia non doveva fare la guerra perché non era in condizione di farla, I governanti della Polonia si sono assunti dinanzi alla Storia una ben grave responsabilità, altrettanto grave di quella che incombe sul Governo di Londra il quale lasciò buttare la Polonia allo sbaraglio
PARTICOLARE)
sapendo che non avrebbe potuto fare nulla per aiutarla,
Mentre la Polonia pigliava le armi in un'atmosfera di esaltazione romantica ed i disgraziati contadini polacchi — in gran parte ignoranti — accorrevano in massa
DD» campagna di grandi proporzioni contro un paese di trentacinque milioni di abitanti che duri solo tre settimane è senza dubbio senza precedenti nella storia militare del mondo. Nel suo discorso al Reichstag Hitler inter-
pretò con parole fiere il giusto orgoglio tedesco per questo ‘risultato. La guerra di Polonia ebbe un assai più lungo prologo politico-diplomatico,. Esso
cominciò praticamente în aprile e si chiuse il primo settembre quando le truppe tedesche varcarono il confine dello Stato polacco. Nel suo discorso al Reichstag Hitler ha riassunto le vicende di quel prologo al quale la Germania attribuì un
carattere provocatorio, intollerabile per una Grande Potenza, Non tutte le affermazioni Francia
del Cancelliere sono considerate esatte dai Governi ma in linea di massima l'opinione pubblica mondiale
d'Inghilterra e di è convinta che la
garanzia britannica e certi atteggiamenti spavaldi del Governo di Londra spinsero i dirigenti della Polonia sulla via dell’intransigenza ed indussero Varsavia ad assumere un contegno di sfida, La scarsa resistenza offerta dalla Polonia sul campo di battaglia non giustifica quel contegno. O il Governo polacco supervalutò la propria forza militare o sottovalutò in misura addirittura inesplicabile la potenza militare della Germania oppure contava su un aiuto immediato e rilevante dell’Inghilterra e della Francia: aiuto che in pratica non si è registrato né direttamente sul fronte orientale né indirettamente sul fronte occidentale. 4 La guerra di Polonia incominciata dalla Germania il primo settembre era già vinta il dieci settembre quando le avanguardie tedesche entrarono nei sobborghi di Varsavia (otto settembre) mentre a nord ed a sud della Vistola le linee fortificate polacche erano infrante dagli eserciti vittoriosi del colonnello-generale mai Bok (nord) e del colonnello-generale Von Rundstedt (sud) i quali pigliavano alle spalle tutto intero il sistema militare della. Vistola. Le operazioni che hanno avuto luogo dal 10 al 20 settembre sono state più che altro lo Ricu Cei successo. In sintesi si può dire che l’esercito polacco ha resistito dieci giorni, la a
polacca venti giorni, l'onore polacco cera]cala forni,
ci
Pro Sori paiono o
itolazione
di
SRO
line e
di
ia,
ven-
ina dai due errori fondamentali della super-
ai distretti
lo Stato Maggiore d'assalto, metteva
di mobilitazione
dove non
trovavano
né armi
né equipaggiamenti,
tedesco, concentrato e dislocato con rapidità un potente esercito in moto la formidabile macchina militare germanica, Era una
macchina poderosa, perfettamente messa a punto, ottimamente lubrificata, composta di cento congegni ognuno dei quali funzionava regolarissimamente. A questa macchina il Comando tedesco affidò l'esecuzione di un piano che era stato minuziosamente studiato e che aveva per di più il merito di essere geniale nella sua concezione strategica, audace e nuovo nella sua esecuzione tattica. Sulle posizioni di partenza lo Stato Maggiore tedesco aveva concentrato due gruppi di eserciti. Il Gruppo Nord, comandato dal colonnello-generale Von Bok aveva come Capo di Stato Maggiore il tenente-generale Von Salmuth. Il Gruppo Sud, comandato dal colonnello-generale Von Rundstedt aveva come Capo di Stato Maggiore il tenente-generale Von Manstein. Il Gruppo Nord era composto di due grandi eserciti, uno comandato dal generale di artiglieria Von Kluge, l’altro dal generale di fanteria Von Kuchler. Il Gruppo Sud era composto di tre eserciti,
rispettivamente comandati dal colonnello-generale List, dal generale di artiglieria
Von Rachenau e dal generale di artiglieria Blascovitz. Il Gruppo Sud il quale aveva al centro l’esercito di Von Rachenau avanzò dalla zona di Kroizburg in direzione nord-est verso la Vistola. Alla sua destra l’esercito di List, muovendo dalla Slesia superiore e dai margini dei monti Bechidi marciò in direzione est con il triplice obiettivo di rompere la linea polacca, di ‘accerchiare le forze polacche disseminate nella regione e di tagliare loro la ritirata verso la Vistola. Sulla sinistra di Von Rachenau l'esercito del generale Blascovitz partendo da Breslavia puntò direttamente su Varsavia. Suo compito sussidiario era quello di ricevere e respingere un eventuale attacco di fianco sferrato dall’esercito polacco di Posnania, Il Gruppo Sud era numericamente il più importante ed aveva il com-
pito principale.
Al Gruppo Nord erano stati assegnati due obiettivi: 1) con l’esercito del generale Kluge varcare la Vistola tra Bromberg e Graudenz e cercare di congiungersi dove fosse possibile con le avanguardie del Gruppo Sud; 2) con l’esercito comandato dal generale Von Kuchler proveniente dalla Prussia Orientale forzare il passaggio dei
fiumi Narev e Bug, pigliare alle spalle Varsavia e congiungersi con le truppe del
sas
masse
di fanteria
e di artiglieria.
Ge-
niale era senza dubbio questa composi-
zione mista la quale dal punto di vista
teorico
rappresentava
compromesso
guerra
tra
una
specie
di
le antiche
forme
di
(imperniate sul lento ma ga-
gliardo andare
delle fanterie appoggia-
te dal cannone) e le nuove dottrine militari le quali affidano al motore il compito di forzare la vittoria con la velocità delle masse d’assalto e con la potenza condensata del loro fuoco, A questi elementi celeri il Comando tedesco assegnò nei cinque settori il compito di rompere le linee polacche e di
avanzare rapidamente in tutte le dire-
zioni, verso tutti i centri vitali del nemico (sia strategici che logistici e poli-
tici) senza che si preoccupassero di rastrellare i territorii e nemmeno di travolgere
le oasi nemiche
di più tenace
resistenza contro le quali venissero a
cozzare, Toccava al resto degli eserciti di tener dietro con la maggiore prestezza possibile alle truppe celeri, di occupare definitivamente i territori, di accerchiare e stritolare le oasi di resistenza, Questa duplice composizione degli eserciti tedeschi spiega come la campagna .di Polonia sia stata simulta-
neamente»una
guerra di velocità auto-
mobilistiche e di marcie forzate. Mentre alcuni reparti motorizzati coprirono combattendo .fino centocinquanta chilometri in una sola giornata, altri reparti
di fanteria percorsero a piedi in venti-
quattr’ore ‘cinquanta chilometri ed entrarono in battaglia alla ventisettesima ora dopo sole due ore di riposo. È indiscutibile che buona parte del successo tedesco si deve alla armonica coordinazione di queste due forme di guerra,
maneggiate
con
autentico
dallo Stato Maggiore
virtuosismo
del Fiihrer.
I servizi logistici hanno
ottimamente, tanto gnavano le truppe
funzionato
quelli che disimpeceleri (e che erano
anch'essi motorizzati e blindati) quanto quelli che alimentavano le truppe a pie-
di. Sia rispetto agli uni che agli altri il Comando tedesco si è comportato pe-
rò con agilità e disinvoltura — una agilità ed una disinvoltura che non erano nelle tradizioni del vecchio Stato Maggiore tedesco — e non ha drammatizzato i ritardi intervenuti qua e là nel vettovagliamento delle unità, facendo in
proposito pieno assegnamento
sull’alto
spirito delle truppe (atmosfera nazionalsocialista)
e sulla
loro
capacità
di sa-
crifizio. Dove il ritardo logistico minae-
ciava di ritardare le operazioni o di ri-
chiedere alle truppe un sacrifizio ecces-
sivo, il Comando adoperò -in larga nisura i) rifornimento aereo secondo i precedenti stabiliti in Etiopia ed in Spagna. Un grande compito fu affidato all’aviazione la quale non fu però adoperata in misura numerica spettacolare come si era preveduto, Viceversa fu impiegata in modo razionale e perfettamente ‘aderente alle necessità belliche. L'avia-
della popolazione tedesca di Lodz dile truppe che prime fanno il loro ingresso nella città conquistata. - In alto: ultimi saluto della Il caloroso ‘giorni eroica ma vana resistenza di Varsavia; pezzi di artiglieria germanica postati davanti al sobborgo di Praga. Gruppo Sud al tomando del generale Von Rachenau. In questo vasto piano l'occupazione di Danzica e del Corridoio — gli scopi politici della guerra — diventavano semplici episodii militari. Il grande obiettivo del Comando tedesco era lo sfacelo della Polonia con l’annientamento e la cattura di tutti gli eserciti polacchi come infatti è avvenuto. La manovra fu eseguita con maestria dai varii comandanti tedeschi e fu realizzata con risoluto slancio e. forte spirito di sacrifizio dalle truppe di tutte le armi. Otto giorni dopo l’inizio della manovra il destino militare della Polonia era già segnato. La riuscita della manovra tedesca fu favorita dalla qualità assoluta‘mente mediocre dell'Alto Comando polacco e dalla carenza del Governo di Varsavia. Il valore e l’eroismo di varie unità polacche si liquefecero sterilmente in. inutili battaglie ed in inutili macelli giacché le resistenze non facevano parte di un piano coordinato e rispondevano più che altro ad iniziative indi iduali e locali di Cornandi di Corpo d'Armata od addirittura di Comandi di Divisione e di semplici Brigate. Tutti i contingenti polacchi che avevano voglia di battersi e che sopraffatti si ritiravano combattendo in direzione di Varsavia finirono per trovarsi accerchiati nelle due zone di Radom e di Kutno e dopo avere inutilmente e sanguinosamente cercato di aprirsi un varco verso la capitale furonò alla fine obbligati ad arrendersi con migliaia di cannoni e con centinaia di migliaia di soldati giacché avevano finito per costituire delle paradossali oasi di resistenza, tagliate fuori da qualsiasi forma e possibilità di manovra come da qualsiasi forma e possibilità di vettovagliamento. La cifra finale di 650.000 prigionieri precisa la grandiosità della disfatta polacca, La Polonia è stata letteralmente sbaragliata. Per l'esecuzione tattica del suo piano strategico l'Alto Comando tedesco aveva brillantemente congegnato i cinque eserciti incaricati delli manovra. Ognuno di essi — ed in questo il Comando tedesco è stato genialissimo — era costituito di due elementi: uno che potremo chiamare di rottura, numericamente non molto importante, fornito di grande velocità e di grande potenza di fuoco, composto di ‘unità motorizzate, blindate e corazzate; l’altro, che potremo chiamare di occupa-
zione, numericamente
assai più rilevante, composto
secondo la tradizione
da solide
zione germanica ha collaudato in que-
sta campagna di Polonia l'ottima qualità del suo materiale, la capacità e la bravura dei suoi piloti, l'eccellenza della sua organizzazione interna, la bontà della sua tecnica di guerra, sia di bombardamento che di assalto. Il numero di apparecchi posseduto dalla Germania non è conosciuto. I bene informati sono del parere che la Germania abbia da 12.000 a 15.000 apparecchi in linea e da 25.000 a 30.000 motori di riserva, Se tale è la forza dell’aeronautica tedesca — e non deve essere molto distante da queste cifre — solamente
una piccola parte di essa ha preso parte alla campagna di Polonia, non certo più di
1500 apparecchi, al massimo 2000, cioè pressappoco quanti ne possedeva la stessa Polonia. Ben diverso è stato però il rendimento delle due aviazioni, sia come azione che come comando, Parecchi piloti polacchi si sono battuti valorosamente ma il Co-
mando aereo polacco è stato al di sotto della mediocrità nel maneggiare l'arma che aveva in pugno, Un buon terzo dell'aviazione polacca fù distrutto dai tedeschi nei medesimi aerodromi durante le prime quarantott'ore della campagna. Mentre tutta l'aviazione germanica dell'Est si trasferiva nelle prime ore della guerra dagli aerodromi normali in campi provvisorii segreti per sfuggire ad eventuali attacchi dell'aviazione polacca, questa si lasciava invece infantilmente prendere in trappola nelle sue medesime basi. Un secondo buon terzo dell'aviazione polacca fu catturato senza combattere nei vari aerodromi raggiunti velocemente dalle truppe celeri tedesche, Solo uno scarso terzo ha combattuto e fu dovunque dominato dalla superiorità qualitativa (uomini e materiali) dell’aviazione tedesca. Padrona rapidamente del cielo della battaglia, l'aviazione tedesca non si contentò di dominare il cielo polacco ma scesa a più modeste funzioni cooperò strettamente
ed efficatemente alle operazioni delle truppe sul medesimo campo tattico, Ovunque le truppe celeri avanzavano in dimensioni troppo sottili, erano costantemente af-
fiancate e sostenute dall’arma aerea, Ovunque le truppe di fanteria cozzavano contro. la saldezza tenace di una oasì di resistenza polacca, erano immediatamente aiutate dall'intervento aereo. L’aviazione germanica è stata adoperata in maniera eccellente ed è perciò che ha dato un valido contributo alla vittoria generale. Su ciò
ha influito anche l’alta statura politica del Comandante in capo dell'Aviazione, il feldmaresciallo Goering, la quale ha frantumato praticamente tutte le prevenzioni dottrinarie esistenti — în Germania come in ogni altro paese — nel cervello di
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questo o di quel Comandante di truppe. La Germania
ha quindi
è ancora in guerra ed
interesse
a tenere
per sé le
preziose esperienze fatte sul campo di battaglia. Quando a guerra terminata tutto
ciò non
avrà
più ragione
di ri-
mianere segreto, sarà per esempio og-
getto interessantissimo di studio la cooperazione brillantemente realizzata dall’esercito tedesco fra l'aereo ed il carro armato. Il carro armato vale come strumento di guerra in quanto sia adoperato con audacia, Questa sua funzione audace lo colloca però sovente in condizioni estremamente avanzate e
“quindi rischiosissime nelle quali può essere soccorso ed appoggiato con efficacia solamente dall'aereo, Ottimamente ha funzionato anche l'aviazione germanica nei meno brillanti ma preziosissimi servizi di perlustrazione, di ricognizionè e di sopraluogo. Come arma politica ha accelerato e forse determinato la capitolazione di Varsavia e di Modline, nonostante sia stata adoperata con parsimonia e con moderazione per espresso volere di Hitler. Come arma di inseguimento, impiegata energicamente sulle truppe in ritirata ed in fuga, ha causato all'esercito polacco le perdite maggiori ed ha trasformato quasi dappertutto Ja ritirata in fuga, la fuga in rotta sbandata, Come cannone a lunga gittata l'aereo germanico già colpiva i centri strategici e logistici della Polonia ad est della Vistola quando ancora le truppe tedesche iniziavano appena la rottura delle prime linee fortificate ad ovest della Vistola, Il carattere speciale della guerra di Polonia tutta inframezzata di drammatiche situazioni locali a sfondo etni co, la straordinaria rapidità dell'avanzata tedesca, l’accanita resistenza od il romantico impeto di questa e quella Divisione polacca, l'inaspettato intervento russo hanno dato alla campagna un grande tono tragico per le enormi masse di popolazione civili travolte nel turbine degli avvenimenti militari. I profughi tedeschi che a diecine di migliaia fuggivano la persecuzione polacca o che i polacchi stessi avevano fatto sgombrare dalle zone di battaglia s'incrociavano coi mille e mille profughi polacchi che fuggivano dinanzi all'avanzata tedesca ed all'avanzata russa, Queste due masse di umanità in fuga — rappresentate da interminabili, caotiche carovane di carri, di carretti e di troike cariche di suppellettili, di donne e di bambini — si mescolavano con le altre miserabili mandrie umane dei prigionieri convogliati a diecine di migliaia verso i campi di concentramento e con enormi greggi di vacche e di pecore, anche questi travolti nel turbine della guerra, sospinti ora di qua ora di là dal rombo del cannone, aspramente contesi dalle due forze in Îotta per il loro prezioso valore logistico. Venti giorni appena è durata la campagna di Polonia, quaranta se vogliamo comprendervi anche il periodo di assestamento dell'occupazione russo-tedesca, Lanciatori di granate pronti ad entrare in azione presso il forte Mokotow, a Varsavia. - In alto: dopo la capitolazione dell'ex capitale della Polonia: l'ingente bottino di guerra conquistato dai tedeschi viene raccolto e avviato con automezzi verso le retrovie. ma in questi quaranta giorni la Polonia intera, in tutte le sue città, in tutti i m- mancata dichiarazione di guerra dell'Inghilterra e della Francia alla Russia legalizza suoi borghi, in tutte le sue campagne, ha sentito il peso materiale della guerra battuta od almeno dell'invasione. Feroci spunti di lotta civile e di odii razzi i ina- le occupazioni russe. Forse Londra e Parigi si ripromettono di compensare la loro disgì iata alleata con altri vantaggi territoriali a spese di una Germania sprivano la guerra vera, Centinaia di villaggi, migliaia di case sono state distrut vinta. Non tutte le famiglie polacche hanno avuto un morto ma tutte sono state avvinghiate Ciò sarebbe una ripetizione del gravissimo errore di Versailles ed a lungo andare e squassate dal cataclisma. Il bilancio del pianto e del dolore è superiore al bilancio determinerebbe le medesime tragiche conseguenze, La Polonia fu creata a Versailles su basi del sangue. i compresi troppo vaste che non rispondevano alla realtà etnica, Gli elementi tedeschi nei confini di un qualsiasi Stato polacco sentiranno sempre l'attrazione Nella grande tragedia della Polonia — abbellita qua e là da smaglianti episodi di valore polacco — il contegno dei dirigenti della nazione è stato nettamente della superiore coltura e della superiore potenza intrinseca della vicina Madre Patria, inferiore alla condotta del popolo. È ormai assodato che il 4 settembre tutti i Più affini ai polacchi i russi bianchi e gli ucraini avrebbero potuto forse ‘essere componenti del Governo polacco avevano già abbandonato Varsavia. Il nove set- assorbiti nella famiglia polacca per il fondamentale carattere slavo della Polonia. ma tembre tutti i membri del Governo erano già ai confini, pronti a mettersi in a questa fusione si oppongono antichissimi rancori tenaci che hanno le loro ridi salvo in Romania, Nessuno dei grandi Capi responsabili è morto sul campo del- nella storia medesima della Polonia, Schiava della sua stessa elefantiasi originaria l'onore. Nessuno è nemmeno rimasto a Varsavia od a Modline od a Kutno o ad la Polonia di Versaglia non seppe neppure manovrare con abilità e cercò semplic Hela, in mezzo ai soldati che continuavano a combattere ed a morire. Documenti cemente d'imporsi alle minoranze con un nazionalismo programmatico, intransigente inoppugnabili dimostrano che la stessa Varsavia fu abbandonata a se stessa e che e duro. Il discorso di Hitler al Reichstag lascia intravvedere il proposito tedesco risorgere la Polonia su basi più ristrette ma anche più aderenti alla situa. si fece il suo destino da sé, secondo le iniziative personali del Borgomastro Stargin- dizionefareetnica dei territorii. Londra e Parigi rifiutano ski e del comandante militare Rummel. Il popolo polacco meritava capi migliori. ordine di idee ma dovranno esse pure accogliere in caso di vittoria il principio tale di se vorranno fare della Il destino della Polonia è nelle mani di Dio! Ma quale debba e possa essere la Polonia uno Stato vitale e non una permanente causa Hitler sua sorte finale, la Polonia ha subìto un tremendo salasso che i dirigenti diVarsavi di turbamento europeo. Così
com'era la Polonia di Versaglia è morta definitivamente. La nuova Polonia — sia essa figlia della vittoria tedesca o della vittoria franco-inglese — dovrà essere dix versa, Su questa risurrezione dello Stato sono d'accordo tanto la Germania che la coalizione franco-inglese, Il dissidiopolacco solamente sulla forma e sull'ame piezza di tale risurrezione. Al punto în cuiesiste sono le cose anche l'Inghilterra @ la Francia sono obbligate a dichiarare che la ricostituzione della Polonia non è più lola scopo della loro guerra e ad impostare un ben più vasto programma nel quale Polonia\è un semplice particolare. La guerra di Polonia è quindi effettivamente una egemonia germanica in Europa si ripromettono in caso di vittoria di ricostruire la loro vittima polacca nella sua superficie primitiva ma la presa di posizione della terminata. Sta per scoppiare una nuova tremenda guerra la quale non è ancora Russia rende assai aleatoria tale possibilità. La Russia non restituirà certamente i incominciata ‘benché sia stata dichiarata il 3 settembre, il giorno în cui gli amba. territori polacchi che ha occupato a meno di non esservi costretta dalla forza. La sciatori d'Inghilterra e di Francia a Berlino ne dettero l'annunzio al Governo del avrebbero potuto risparmiare alla nazione se avessero avuto un senso più realista
delle cose. La casta dei colonnelli politici in mano dei quali erano le fortune della nazione le buttò alla leggera all'avventura. Lo Stato è dovunque crollato rapidamente rivelando fragili fondamenta e debole consistenza. La composizione sbefliata dello Stato polacco quale era uscita dal Trattato di Versailles ha pesato sul corso delle operazioni militari e sulla resistenza del popolo, L'Inghilterra e la Francia le quali si sono servite del ecaso polacco » per fermare il processo di formazione di
È
conflitto ed è l'unica Grande -Potenza che seguita ad adoperare un linguaggio europeo, Tutte le altre Grandi Potenze, ossessionate dal proprio interesse, dimenticano che comunque vadano le cose chi in definitiva pagherà il conto della tragedia sarà la disgraziata Europa, colpita nelle sue radici vitali. Il buon senso consiglierebbe. ai belligeranti di deporre le armi che non sono state ancora adoperate e di riunirsi intorno al tavolo di ‘una Conferenza Generale per affrontare una buona volta, con effettiva serietà di propositi, tutti i problemi, grandi e piccoli, che impediscono all'Europa di vivere in pace. In linea generale i popoli non vogliono la guerra. La guerra non è popolare né in Francia né in Germania, Più popolare è in Inghilterra ma non in tutti gli strati della popolazione e certo non nei Dominii. Ognuno dei tre popoli finirà per ‘fare la guerra benissimo e per immolarsi generosamente sull'altare della rispettiva Patria, ma nessuno dei tre popoli sente la necessità di questa guerra e nemmeno ne vede l'utilità. Forse la più coerente è la Russia la quale può giocare su tutte le ruote, Il simbolico tappeto verde della Conferenza internazionale — rappresentato dall'intimo desiderio di pace di tutti i popoli — è pronto, Non vi sarebbe che prendervi posto. Ogni cittadino inglese, francese e tedesco vedrebbe con piacere i proprii Aspetti della guerra aerea în Poloniania: un apparecchio da bombardamento germanico ha individuato e raggiunto l’obiettivo fissato, un derappresentanti sedersi al tavolo per la posito polacco di munizioni presso Graudenz: con metodica precisione inizia la sua terribile opera di distruzione. discussione. Nessun Governo però si decide a varcare il Rubicone. L'Europa è ‘Reich. Londra e Parigi scendono apertamente in campo contro la prospettiva di anchilosata nei suoi movimenti dallo stato di diffidenza, determinato dagli errori commessi un po' da tutti negli ultimi trent'anni. L'invito generico di Hitler una egemonia della Germania sul continente europeo, Nel far ciò l'Inghilterra segue affoza in un bicchiere d’acqua. Hitler stesso non può più insistervi per evidenti la sua politica tradizionale la quale l'ha spinta durante i secoli a combattere ora ragioni di prestigio e di forza. Sul grande tavolo vuoto della Conferenza sta il cadala Francia, ora la Germania, ora la Russia. La politica inglese è brutalmente inglese. vere della Polonia, mutilato dall'accetta tedesca e dall’ascia russa. È su questo Tutte le ragioni ideali e morali sventagliate dalla propaganda sono un semplice concadavere che si dovrebbe discutere. È in fondo il cadavere di un suicida. Londra e torno scenografico. La Francia invece obbedisce al terrore morboso che le ispira una Parigi hanno la responsabilità di avere spinto la vittima al suicidio. Berlino ha forGermania grande e potente. Entrambi gli avversari della Germania hanno paura nito alla Polonia l'arma con la quale si è suicidata. Mosca ha constatato e legalizzato a mollare in questo momento la partita perché temono di non trovarsi più uniti l'atto di morte, Il cadavere fa paura a tutti e quattro, Eppure la risurrezione della alla prossima scadenza. Ognuna delle due nazioni da sola è impotente contro la Polonia potrebbe essere la base morale sulla quale una utile discussione potrebbe Germania. Giacché in questo momento la sorte le trova unite, perché rischiare le essere impostata, La volontà della Germania di ricostruire uno Stato polacco e l paurose incognite di un avvenire meno favorevole? Questo è in sostanza il substrato larghezza di vedute con la quale Hitler ha chiamato Stalin a partecipare all'eredità psicologico delle risposte di Chamberlain e di Daladier ad Hitler, D'altra parte la polacca documentano il sincero proposito della Germania di fissare dei limiti alla Germania sì sente minacciata dall'ostilità programmatica di Londra e dalla diffi propria espansione imperiale. Su questi limiti può essere utilmente costruito un denza organica della Francia nel suo diritto alla«potenza ed alla grandezza e teme accordo internazionale, L'Inghilterra e la Francia possono trovarvi quella « sicurezza » di essere domani esposta ai rischi di una più: vasta coalizione antitedesca organizche affermano di ricercare. D'altra parte Londra e Parigi debbono convincersi che zata dall'Inghilterra. La Germania non ha il coraggio di lasciare passare la favorevole la Polonia così com'era uscita da Versaglia era una mostruosità etnica ed un consituazione di oggi, caratterizzata dalla buona amici dell’Italia e dalla cooperatrosenso politico, L'errore polacco fatto a Versaglia e tutti gli altri errori commessi zione della Russia. La pace è difficile a concretarsi perché è soffocata violentemente a Versaglia vanno imperativamente corretti se si vuole costruire una pace solida in ogni suo germoglio dalla reciproca assoluta mancanza di fiducia dell'Inghilterra, e duratura. Londra e Parigi potrebbero trovare con facilità la garanzia della intandella Francia e della Germania. La guerra che incomincia ha quindi tutti i caratgibilità delle decisioni definitive della Conferenza nello stato d'animo di tutte le teri odiosi di una guerra preventiva, cioè di una guerra non necessaria. Le tre nazioni le quali sono stanche, tremendamente stanche del permanente allarme. nelle grandi nazioni sono pronte a distruggersì oggi per n3n cssere costretto ‘a farlo quali vivono e quindi spiritualmente pronte ad avvallare con le loro forze coalizzate domani, Ciò è mostruoso e tremendamente immorale ma è terribilmente vero. l’intangibilità del nuovo «statu quo» del mondo, nella forma in cui scaturirebbe La Russia guarda ed intanto sistema come può i suoi interessi imperiali, L'Italia dalla Conferenza della Pace. sorpresa dalla tragedia piena crescenza imperiale sforza di richiamare alla Come primo risultato la Polonia risorgerebbe alla vita. Sarebbe una Polonia ragione le forze in contrasto. L'Italia ha il grande ito di aver localizzato il più piccola ma una Polonia polacca ed in questa sua omogeneità troverebbe. la forza energetica di vivere e di crescere. La sua medesima posizione geografica fra la Germania
e la Russia è. piena
di possibilità storiche per una nazione che abbia fede in se stessa. Londra e Parigi sono nettamente fuorì della realtà «quando pretendono di ricostituire la Polonia nella sua forma” primitiva, A si oppongono i diecimila morti tedeschi della guerra di Polonia e gli ottanta milioni di tedeschi vivi che montano la guardia a quei morti. Vi si oppongono le bandiere russe sventolafiti sui territori orientali della ex-Polonia, Vi ‘si oppone la stessa. mancata dichiarazione di guerra dell'Inghilterra alla Russia, Vi sì oppone. l'ostilità del. mondo intero al Trattato di Versaglia, causa fondamentale di tutti i presenti mali e tormenti dell'Europa. Se la guerra dovrà continuare. perché così preferiscono le follie e gli egoismi degli uomini, il cadavere della Polonia va tolto di mezzo dai campi di battaglia, La guerra non si continua per la Polonia ma per ben altre cause le quali potranno essere giuste od ingiuste, ragionevoli od irragionevoli, realizzabili od irrealizzabili, ma non hanno sostanzialmente nulla a che vedere col passato, col presente e col futuro della disgraziata Polonia. La nuova guerra europea è una brutale guerra di interessi imperiali in lotta. Questo suo carattere feroce ed egoistico permette una grande libertà di movimenti alle nazioni che ancora non sono travolte nel conflitto. Ognuna di. esse ha diritto di pensare al suo proprio interesse,
Dopo l'incursione aerea britannica su Wilhelmshaven: i resti di due apparecchi abbattuti dai tirì dell’artiglieria contraerea tedesca
Berlino, ottobre.
MARIO
APPELIUS
LA PIAZZA
LA
XIII
DI SIENA
A ROMA.
MENTRE.
PRESENTE
Il DUCE.
SI SVOLGE IL RITO DELLA
XIII LEVA FASCISTA
LEVA
FASCISTA La cerimonia della XIII Leva Fascista svoltasi a Roma, in Piazza di Siena, è tra le cerimonie del Regime quella che ogni volta s'illumina di una nuova luce. Di una luce che levandosi da ogni città e borgo d'Italia, meravigliosamente «si fonde con l'azzurro del nostro cielo: la luce che promana dalla giovinezza. Quella stessa che negli occhi dei Balilla, delle Piccole Italiane, degli Avanguardisti, delle Gi vani Fasciste ci svela la grande certezza dei giovani nelle maggiori fortune della Patria. Forse mai, come quando si fa questa Leva delle più Yresche energie il cuore del Duce, cuore eternamente teso verso il domuni, è vicino al popolo, fuso perfettamente con quello della Nazione. Sono questi ragazzi la nostra ranza, il nostro orgoglio, la nostra fede. Cresciuti nel clima dinamico e guerriero dell'Italia Fascista noî sappiamo già oggi quel che saranno, quanto varranno, quali opere in pace e quali eroi smi in guerra scpranno compiere. Se i nostri capelli si fanno grigi, se il nostro passo non ha più la rapi dità e l'elasticità del "19e del "22, quando noi vediamo queste coorti di giovani l’animo non si rattrista la camicia nera trova oggi e troverà domani torsi robusti da rivestire, cuori caldi di passione palpiteranno «sotto ad essa in una- continuità senza soluzioni. Giovin eterna di un popolo che per virtù di un Uomo sente la responsabilità delle sue tradizioni e ne fa molla per il suo avvenire
INI DELLA DELLA PATRIA PATRIA SISI LEVANO LEVANO E SONO > FRECCE D'ORO CHE IINVESTONO LE CHIOME CHIOME VEI 0. LE NOTE MARZp INNI FR D'ORO CHE n VERDI DEI : PINI Gc LE FANFARE SQUILI DELLA NAZIONE. IL DUCE GRANDIOSO CHE RACCHIUDE IN SE LE FORZE PI DI ROMA. DIQUADRO EVITA DAL POPOLO SQUILLANO:GREMUTOAMENTO LE FANFARE CONDANTI LA PIAZZA CHE MIGLIAIA BRONZO IL D'ARGENTO EDEI.DI TEVERE GIOVANI CUORI GLI HANNO RIPETUTO, PREMIA CON MEDAGLIEL'INONDAZIONE DOPO AVER ACCOLTO
IL GUESE
DELL'URDE
È I GAGLIARDETTI
DEI
GRUPPI RIONALI CHE SI PRODIGARONO
DURANTE
oO Malin= SR | € ni SI E' TENUTA A PISA LA 28% RIUNIONE DELLA SOCIETA' PER IL PROGR! SO DELI IE DEL PRIMO CENTENARIO DEI DO TI LA CERIMONIA INAUGURA CONGRESSO SVOLTASI TEATRO VERDI DI CUI IN ALTO VEDIAMOA CELEBRAZIONE ASPETTO, E' STATA RESA ANCORA PIÙ' DEL AUGUSTA PRESENZA DI S. M. IL SOLENNE IMPERATORE, IDAMENTE ACCLAMATO. - A SINISTRA: ILUN SOVRANO, ACCOMPAGNATO DA S. E. BOTTAI È DALUD. Sist DIAMELIO RACCIUNGE IL TEATRO: A DESTRA: IL SEN. D'AMELIO MENTRE RIEVOCA LA STORIA GLORIOSA DELLA SOCIETA’ (Foto. Altegeino
sini de
n
CAVALCATA (NUOVE
MEMORIE
Romanzo
di
DELLE
DEL
LUCIO
MARCHESE
D'AMBRA,
VALCHIRIE
ARMANDO
D'APRÈ)
Accademico
d'Italia
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. - Rolando Il di Fantasia, re deposto, è costretto a ìnterrompere il suo soggiorno sulla Costa Azzurra perché il nuovo presidente della Repubblica del suo paese decide di togliergli l'annuale appannaggio. Con la sua amica Loulette.Louly e con il consigliere Armando d’Aprè si porta a Vienna dove spera che ia zia materna Maria Carolina, principessa di Effemeris, lo aiuti: ma qui apprende ch'essa ha abbandonato la città e venduto il’suo palazzo, non lasciando traccia di sé. In albergo, dove si è qualificato per Antonio Lalou, si imbatte nel barone Balbakine col quale passa la notte al Casino di Baden vincendo novecentomila franchi. Lalou compra dal visconte La Fayette, ridotto senza uno scellino per colpa di una raga: Riki, un pacco di vestiti; invita a colazione una compagnia di personalità decadute ‘e. squattrinate che hanno saputo della sua vincita al gioco, e riceve la visita di Eleonora ex regina di Piumaria alla quale dà centomila franchi.
IV
Fu proprio
il momento
opportunamente
scelto
da
Loulette
Louly
per
ricomparire in scena. Ma sùbito Rolando — con regale disinvoltura, — salvò capra e cavolo. — Mi sia concesso l’alto onore di presentare mia moglie a Sua Maestà Eleonora di Piumaria, che fu Regina e sta per ridiventarla. Loulette, trasecolata, sprofondò in un inchino: — Maestà... L'altra tese le punte delle due mani — Saremo amiche. Siete una leggiadrissima signora. E, volgendosi a Rolando: — A quando dunque, caro signor Lalou, l'inaugurazione del vostro primo magazzino sul Ring? — Quando piaccia a Vostra Maestà di fissarla. — Fra una settimana? Va bene? — Detto fatto. Basta la parola. — Ma non avrete, mio caro, il tempo necessario. — Datemi una leva. Sollevo il mondo. — Archimede! — Maestà! Aperta la porta affinché Sua Maestà uscisse, Rolando, re a sua volta che si faceva premuroso come un lacchè, accompagnò fuori Eleonora, nei corridoi, sino all'ascen‘sore. To rimasi solo con Loulette sott'il fuoco di fila delle sue esplosive domande. Ecco, come la memoria l’ha registrato, il tic-tac di botte e risposte: — «Dove diavolo l'ha pescata, questa Regina? — Non l'ha pescata. Gli è piovuta dal cielo. — Chi gliel'ha mandata? — Dio, — E perché lei lo chiama Archimede? — Perché costui aveva l'abilità di fare, con piccoli mezzi, grandi cose. — Era un ladro? — No. Un astronomo. — Non lo sapevo. — E non sapete neppure, donna ignorante, chi è oggi Rolando, tal quale tempo ‘ed esperienza sono riusciti a maturarlo. — Maturo o no, so, benissimo chi è Rolando, Una gran bestia e il mio adoratissimo amante. — Niente affatto: è il più gran sarto per signora che si sarà mai visto in Europa, — Sarto per signora? Se non ha mai veduto una forbice! — Superfluità! Quanta mai gente passa oggi per ‘grande scrittore e non ha mai visto una grammatica? — Cose dell'altro mondo! Non credo alle, mie orecchie. Rolando sarto! — Non c'è poi dastupirsene SinibiSlatestata me irglielo.. — Comunque, mi devo abituare. E, per abituarmi, voi io — Sì. Sarto per signora! Lalou, fornitore di Sua MaeE stà Vex-regina di Piumaria, — Ma ci vorrà un magazzino. — Già trovato, Quello al Graben,
ancòra
da affittare. Ce lo procurerà
La Fayette.
—
La Fayette?
Quello
che
a Parigi è una statua? — Non quello. La statua di Parigi è l'avo. L'uomo che woî avete conosciuto a Vienna è il nipote, E ora verrà a colazione con tutti gli altirà gradini. — Gradini? Quali gradini? — Quelli della scala per la quale, a Vienna, Roe lando salirà molto in alto. — Salirà? E io? Resto a terta? — Voi salirete con Iuî. — Se mi sposasse! È vedovo, Sarebbe ora di decidersi.. — Vi ha già sposata. — Mî
ha già sposata? Ma che dite? Siete matto? — Non dice già a tutti, qui a_ Vienna, che siete sua
moglie:
Ci si abitua a tuttol».
fa lo stesso...
E chi sa che
un bel giorno;
presa
l'abitudine.
Non riuscimmo ad andare più avanti, Se la gioia fa paura, udendo quelle parole mie che guardavano nel futuro, Loulette per la gran gioia mi si rovesciò nelle braccia, semisvenuta, mentre Rolando nel rientrare trionfalmente annunziava: — Mia cara signora Lalou, precedo i nostri carissimi ospiti. Me ne hanno mandata:
su una carrettata.
L'ascensore è pieno zeppo. IV
LA
NOTTE
DI
PIAZZA
SANTO
STEFANO
Se il Vangelo di San Matteo ci avverte in chiaro latino che nemo potest duobil dominis servire, la difficoltà d'aver occhio a due differenti servizii è assai più grande quando i due diversi padroni sieno due padrone. Maggiormente la difficoltà si pres senta insuperabile all'uomo quando, condannato ad amare due donne che sì rassomie gliano come due gocce d'acqua o, per dir meglio, amando nella controfigura accone discendente la vera donna amata ma alla condiscendenza restia, — è il caso, da tanti anni, di Rolando diviso tra la duchessa di Frondosa invulnerata e invulnerabile ella vulneratissima- Loulette Louly che fa da surrogato, — viene a trovarsele addosso, die rante la colazione in un albergo di Vienna, accostate nello specchio che ha davaritil tutt'e due. Il caso infatti volle che, mentre facevano colazione avendo Loulette dibte timo umore seduta fra Rolando e me, la duchessa di Frondosa, senza vederei ‘al mo* mento in cui il mastro di casa le assegnava il suo posto, venisse inopinatamente a sedersi. proprio al tavolino vicino al nostro. Sedute a due metri l'una dall'altra e/dal medesimo lato, le due donne, — dama e pedina, virtù e peccato, — non avevano Che la coda dell'occhio per squadrarsi ben bene senza avere affatto l'aria d’essersi guar= date. Facile era la mia situazione che, di fianco e quasi dando le spalle alla duchessa, avevo potuto evitare di vederla e di salutarla. Non così Rolando che le aveva tutt'e due di fianco e quasi di fronte, Loulette Louly a un metro ela duchessa a due metri,
i o,
Fantsi, Rolando tmidemente accenno unsalutoal guai la duchessa, e nonostante l'incognito diRolando, rispose levandosi inpiedi e genufiettendosi riverenza di prammatica. Ma non ebbe l’aria, Loulette Louly, di gradire quelntro inopinato né tutte quelle cerimonie e violentemente punì Rolando d'aver
de,
—
t avi
ia duchessa con una pedata sotto la tavola che — la ragazza avendo sbagliato presi io nello stinco, senza fiatare, invece del mio regale amico. Il quale
presentì la bufera, anche senza riceverne i primi colpi, e non sò più levare andosi, avrebbe Rolando dovuto passar davanti alla duchessa di Frondosa © fer-
\0cchi dal suo piatto. Né Loulette volle, a colazione finita, levarsi di tavola; ché, eg
si a baciarle la mano. Due o tre volte, istintivamente, avendo sorbito il caffè, soro stilla a stilla il liquore e fumato l’uno su l'altro due sigari, Rolando accennò
due o tre pedate, questa volta senza errore, lo rimisero a sedere mentredi levarsi
periosamente, sebbene l'ordine fosse a ‘voce bassa, lafurente Loulette ‘ordinavi
|
Sta fermo lì senza guardarla, ti rompo il muso qua dentro.
pezzo
d’imbecille!
O, con
tutta la tua
corona,
jo
1, Si andò avanti così sino alle quattro, Né si muoveva, all'altra tavola, la duchessa, 1 la quale, per aver l'aria d'essere molto occupata, s'era fatta portare un bel mucchio
cdi ‘cartoline. illustrate e le diramava, con la sua firma e un saluto da Vienna, in | mezza Europa. Ma si decise finalmente per noi che non ci decidevamo il mastro di
ìl quale, tanto al nostro tavolino quanto a quello di Isabella di Frondosa, av-
giorno per settimana? — Perché è il solo giorno in cui io — rispose il romanziere, — abbia un po? di
tempo da buttar via in frivolezze. Il giovedì è il giorno tradizionale în cui, all'Accademia, noi ci raduniamo attorno a un'ampia tavola per i lavori del Vocabolario.
To non manco mai alle sedute: non già per ‘amore della lingua francese, ben s'in-
tende, ché me ne infischio; ma per non essere escluso dal piccolo gruppo degli Acca-
demici che si spartiscono il gettone di presenza fissato da trecento anni — cifra globale, — a mille franchi per ogni tornata. Ma io, uomo: di mezza cultura, non seguo il Vocabolario il quale è di logica competenza dei filologi che sanno miràcoFu il momento the la duchessa di Frondosa colse per avvicinarsi con un nuovo în- losamente tutto e degli iNletterati che non sauro assolutamente nulla. To me ne' sto || ChinoaRolando, îl quale, ancheacosto di doversi sentire da un momento all'altro una distratto în mezzo ai miei immostali colleghi a sentire il brusio delle voci “bottiglia nella, noce del collo, non poté non sostare a conversazione con la più illustre illustri, ronzio di api che succhiano dai testi e dall'uso il dolce miele del belloroparlare dama del suo caro regno trapassato a repubblica. Ciò vedendo, Loulette ebbe il francese, Io pensavo laggiù, nel grigio del vecchio palazzo, roseo fiore della mia | buon senso di prender me per un braccio e di condurmi via con passo veloce, provincia. E fu, di settimana in settimana, per me, un graziosoal modo di innamorarmi "ente per dente, caro d'Aprè, visto che le cose si mettono a questo modo, di.lei e di votare con crescente entusiasmo in favore dei neologismi. L'amore per cor uverti Loulette. — Piace alla duchessa di Frondosa di venir qui a pavoneggiarsi una giovane donna mi ha fatto largamente contribuire, senza volerlo, al ringiovacon un re che mi appartiene? Ma ho anch'io un re, cioè un ex-re, a portata di mano. nimento della vecchia lingua nazionale. Eccolo là, seduto nel bar, con quel mucchio digiornali che l'aria d'andare 1Gustarido i piaceri della strada lunga, Rolando invitò tuttavia Paolo Germain a @ fuoco tanto il mio caro ex-re di Alagna ci fuma dentro a hanno tutto Addio, |mettersi un poco per le scorciatoie. Valeva insomma garbatamente fargli intendere d'Aprè. Lasciate pure il vostro regale amico a far le smorfie con lavapore. duchessa. Le che ad umor suo le chiacchiere bastavano e che era opportuno Smerfe, con Filippo di Alagna, le saprò fare benissimo arrivare ai fatti, visto che, per | 1— Îl fatto è — rispose il celebre romanziere, — che la signora provincia è da difesa della mia dignità, mi si vuol proprio ridurre a questianch'io, estremi. alcuni giorni segretamente a Vienna, con me. Ma questa capitale di è assai costosa e, "Tra le sue nuvole di fumo e la sua montagna di giornali, l’ex-re di Alagna, alto, nei conti d'albergo, le cifre salgono con grande rapidità. Dovevo consegnare alla bruno, magro, con le sue grosse basette brasiliane e le sgargianti eleganze multicolori |Revue des Deux Mondes il mio nuovo tomanzo, L'Equatore dell'anima buone per l'isola di Cuba, si vide arrivare Loulette nella poltrona accanto ‘alla sun Ma ho interrotto: a metà l'ultima parte, I romanzieri sono fatti così. Sul nostra. come una di quelle bombe — questa volta un bolide biondo, — che al tempo degli |deviano. bello, La mia immaginazione si è accesa per un'altra idea. Un ‘grandioso più Auentati da lui subìti gli cadevano, gentilmente senza esplodere, romanzo: a due passi dalla l’allacciamento metropolitano di tutte le capitali d'Europa, che gli uomini dividono i regale vettura, sicché egli le chiamava «i suoi mazzi di fiori», Mi allontanai discretamente com'è mio costume di testimone che non spinge mai sino all'indelicatezza
coi terrestri cannoni e le bombe aeree, ma che le donne riaccostano, deliziose mes-
To ho veduto, mio
in guerra le Valchirie di solito s'innamorano Perdutamente facendo più che perdutamente innamorare anche gli eroi: ché queste
saggero di concordia e di pace, coi veli e le sete dei loro labili vestiti. Politica traspale sue testimonianze. Ma non appena entrato dal bar nel salone di musica — Musikrente, ‘ché gli abiti sono sempre più lievi: dato che-la donna tarito più vuole essere dovetti in fretta e furia ritornare sui miei passi e riparare istrada, ché nuda quanto più si veste; ma tuttavia politica di ferro che salverà la pace in Europa, | anche in quello la duchessa di Frondosa e Rolando, teneramente inaccoppiati nei minacciata dai pensieri turbinanti degli uomini, sempre difesa dalle care donne che || Sorrisi, sprofondavano contemporaneamente in due poltrone contigue e allacciavano non pensano assolutamente a nulla. Nel Walalla dell'Europa tutta in fiamme trascorre affettuosamente le mani, senza vedermi, sottò i miei sguardi questa nuova cavalcata delle Valchirie: deità guerriere che ‘éombattono Incontrai sul Ring, fatti appena pochi passi, il romanziere francese, membro del- cantando per un cappellino o per un fisciù. E così io voglio intitolare ‘il grande romanzo moPaolo Germain, che già avevo conosciuto, giorni alla colazione derno che scriverò qui in. poche settimane: La Cavalcata delle Valchisia. improvvisata presso Rolando —, cioè presso il signor Lalou, prima, — dal visconte La Rolando sforzò l'incerta memoria: | Fayette. L'Accademico mi parve di pessimo umore nonostante la festosa parlantina: — Non c'è un'opera di Riccardo Wagner in questo modo? Ché i francesi due sole cose, come Francesco I scrivendo a sua madre —— Non un'opera, — corresse il romanziere, intitolata — ma il passo più bello di un’opera. Savoia dopo la sventurata battaglia di Pavia, abbandonano in ultima istanza:Luisa"l'onoredi Questa ha nome La Valchiria; ed è la storia di una Valchiria sola, detta Brunilde, che E_il piacere di chiacchierare. E non tardò, l'illustre romanziere, a dirmi la causa .per volontà di suo padre al quale ha disobbedito, se ne sta sopra una roccia cirdelle sue evidenti preoccupazioni: condata da fiamme, ad aspettare che un eroe, Sigfrido, venga cantando a liberarla cpperrò questa sera a pranzare al vostro medesimo albergo. Spero che ciò possa di Tà da quel sipario di fuoco. La Cavalcata è invece uihduta | cioè a « facilitare un mio fortuito e ben preparato incontro con Sua Maestà. tutte le nove Valchirie le quali, nella mitologia scandinava, sonoallele sorelle, messaggere di Non ebbi un subitaneo allarme. Credetti che conoscesse anche lui, come Loulette, Odino, cioè di Wotan, 1 che nell'opera del gran tedesco, diventano le figlie il «bel Tenebroso» che in tutto l'albergo ognuno aveva riconosciuto, grazie ai molti di Wotan, cioè di Odino; Comunque, per volontà paterna esse volano, nella guerra, / [ritratti, per l'ex-re Filippo ventisettesimo, Ma non tardai a vederci chiaro ascol‘in testa ai Logo. e decidono la ds; finale delle battaglie, stabilendo a prima vista | tando le ulteriori spiegazioni del famoso romanziere: quali guerrieri dovranno morire, bontà loro, per essere portati dalle Valchirie, su Î , Ho detto bene: Sua Maestà. Racconti pure a tutta Vienna, di Fantasia, corrusche nuvole, al Walalla che è la soprannaturale residenza dei: trapassati eroici [d'essere il signor Antonio Lalou, di nazionalità oceanita, nato l'ex-te in mezzo al mare. e felici. Degli eroi scampati alla morte
caro marchese d’Aprè, il fazzoletto.
sopra, minuscola, — ma do ho vista buona, — una coroncina regale. Né dovete C'è che Ja sua legRiadra compagna, di nome Loulette, è francese come me. dimenticare Ora non si sbaglia: solo le
ragazze alate sono bellissime, Così i guerrieri, scampati per miracolo alla prima con-
periscono poi fatalmente nella seconda, ché la Valchiria non perdona; e, in Piccole donne di Parigi sanno stare in un certo: dato modo, confidenziale’ e tuttavia .undanna, modo o nell'altro, dove passa fa strage. Nel mio romanzo nove Valchirie, rapprePieno di rispetto, accanto ai re in esilio. Il mio predecessore nell'arte di narrare, .sentanti di nove diversi Stati europei, s'innamorano tutte insieme d'ua gran sarto per Alfonso Daudet, l'ha assai felicemente indicato. La Francia è il solo paese dove signora, uomo assolutamente affascinante, che apre a Vienna, sul Ring, | gorona e berretto frigio possano tenersi buona compagnia. una granvisto Loulette accanto diosa sartoria. na Rolando: Montmartre în sottanina corta che sale, con Horiverenza, le scale delle Sul Ring? Non sono io, — corresse Rolando sorridendo. — To l’apro invece | Tuileries o, per dir meglio, del palazzo del Louvre. E mi sono buttato, con Loulette, |al Graben. Per Vienna è come dire, a Parigi, rue de la Paix. indovinare: «Ce l'hai, ma petite, ton petit roi...». E lei, senza pensare che con el sospiro smascherava pienamente l’incognito: « Et je l’adore, vecchio mio...». Ecco
pere poi di quale mai re si trattasse è stata per me cosa da
nulla. E ora io so. Ricordai un'opera famosa, del repertorio italiano, nella cabaletta del tenore: « Oscar
lo sa, ma nol dirà...»
Verdi: nel Ballo in maschera. E così è necessario Velo e sùbito riabbassarlo,
che si regoli il romanziere francese, nostro nuovissimo Oscar: sapere e star zitto, aver levato il — Non vi date pensiero per così poco — assicurò Paolo Germain, — e rassicurate
Dienamente in proposito Sua Maestà, Rolando secondo. To sono particolarmente ‘addestrato nell'arte delle reticenze e del non dire ciò so. Non per nulla, | periodicamente direttore dell’Accademia, ho dovuto dallache meglio cattedra sotto la Cupola | pronunziare l'elogio dei nuovi eletti il giorno della loro miaentrata ufficiale nell’Acca| demia. Voi sapete che il nostro così detto elogio è puramente formale: tradizione è, invece, di pungere a sangue l'Immortale novellino, E, sapendo uno perTa uno i suoi Umolti meriti, io devo tutti accuratamente tacerli. Sotto la Cupola elogio vuol dire
—E invece quel sarto — rispose il romanziere, — sarete proprio voi. Il mio piccngri lancerà in dira dea, con SESSI ala ba Ta nome.
Sotto le apparenze d'una grandiosa opera d’arte degna del iputazione letteraria, sarà un meraviglioso bollettino di pubblicità destinatoa mia in due settimane, — prima tiratura, almeno mezzo milione: di copie, — laa creare; vostra riputazione racco ; SII, Ri ta ‘ntendo venire la grossa stoccata, Rolando tentò le scappatole: — Ma non temete, caro maestro, che un ambiente così
frivolo come. quello d'una S@"toria per signora possa spiacere all'Accademia? Jo penso che uomini di così -_—— L'Accademia!
Severi studii...
5 PDODO) È È pesiai ene modo scio l un muovo Ste seo fui, trciò per cu Gi fi conca Vel: _ge amico combpe JeJin dun raccont hentoopii penbrvaine:
SÉ stesso.
6
iaia, pa
i SSRrmato di questa mia con Ù l'Accedemico di Francia, n conversazione { ancia, mentre inf
taondosa non sarebbe stata a lungo alla Legazione d'Inghilterra e che avrebbe potuto, tin momento all'altro, essere di ritornoinalbergo senza che quel maledetto ciar-
Que minuti, n mettesse difarle la postaunoe d'incontrarla. fue erano trascorsi amo in fretta e furia le nostre giacche bianche da da Rolando controllati per uno al suoE già orologetto per il' pranzo, Rolando polso,venticin{1 romanziere dichiarò finita la prima parte della Cavalcata che dainvece. Secondo stimò necessario mettere il romanziere nel nostroseragiuoco ‘i’quando parti per tentare d’assi(VR «tempi», come oggi ‘si dice, — ne aveva tre; Se ogni inglese i, sele nei iù , kail più improbabile silenzio. FuFu quindi i i Pali e qu proprio cuore il batter d'ali della Îi PAR verso di ineThompson, essa Isuo libertà quando i un la È iutici nell'inno alla nostra tavola, io avrei invitato, ‘nazionale. del Rule: Britannia!, avverte dice Britons never R_mome del Re, l'Accademico pericoloso a trasportarsi immediatamente. shall be slaves, dalla cioè sua‘ i Pritara mai Schiavi», dovette in sé sentire Hivola glla mostra, tuttavia continuando a regolarsi, con Rolando, come se egli altri |fnche Rolandoion disaranno cos di zia Panini allorché risolutamente si levò inqualche mon fosse che il signor Antonio Lalou. Né il romanziere piedi, ©la Tiscat : non pagandola visto che ‘non riusciva ad averla 5:mancò ‘all'impegno, poiché gratui i ich appena seduto alla destra diÀ Rolando — ioi ero alla sinistra, ni gratuitamente, dichiarò al romanziero: — lungamente disse — Basta, caro maestro. Ho già la sua meraviglia di non veder
bell'e capito.
La Cavalcata è un capolavoro sul ‘franchi le vostre piccol
quella sera la signora Lalou a tavola con noi. Argovi anticiperò, domattina, venticinquemila mento che mise il “mmio regale amico nel imbarazzo dato che non gli era quale a ioVienna. ) È pb: assolutamente possibile confessare la verità;più e grave cioè che, essendosi Rolando attardato |spese West
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LUCIO D’AMBRA
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O. n r FU L'IMP) Il A CASTEL DEL MONTE CORONA LE COLLINE N PRESSO ANDRIA: IL C TELLO DI FEDERICO LA POSIZI > R A, SCEGLIERE SARA CHE SONO Dinionato STFSSO VOLE AL PASSO DI È DECORAZIONI OGGI. LE I ÈCOSTITUISCE, SSSGOL ALLA, SEG: SPECIALMENTE CHE SONO SCOMPARSE ca OGGI SPECIALMENTE UCCELLI ISTITUISCE. DEGLI PASSO VARIE TRADI S A VOLE OGNUNOEDEGLI SIA ISPIRATE AGONALEALINNESTATA, ‘SEMPIO. DI ARCHITETTURA GOTICA; E' STATA AVANZATA L'IPOTESI NICOLA PISANO. , A UN SIA A ZIO) L'AUTORE è L'AUTORE = ”
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PITTORESCO
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UN BIMBO E UNA DONNA DI ASSOUAN NELL'ALTO EGITTO, CHE DAI PAESI DELL'INTERNO VENGONO PER ae
È 4 PITTORESCO PAESE L'EGITTO. ANCHE SE OGGI GLI USI E I COSTUMI EUROPEI SI SONO GENERALIZZATI AL PUNTO DA CANCELLARNE QUA @I COMPLETAMEN LI ASPETTI CARATTERISTICI. ECCO QUI UNA ELLE SUPERSTITI GRIGINALI FIGURE: IL VENDITORE DI FEZ.
- SOTTO: DONNE IN COSTUME MERCATO DEL CAIRI
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GUERRA AD _OLFRANZA
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\EMPESTA NEL BALTICO. — Mentre le ostilità nel territorio | polacco e ad occidente la guerra sembrava segnareagonizzavano il passo in attesa che si definissero le discussioni sul tema della possibile pace, improvvisamente l'interesse politico-militare si è spostato a nord, verso i paesi baltici, in seguito ad una serie di passi compiuti dal Governo moscovita presso le piccole repubbuchs baltiche, nell'intento di ottenerne concessioni e privilegi! restiture in fondo, alla Russia, quell'influenza politica e militare sulle spondetali delda Baltico, a Versailles si era cercato di toglierle proprio con la creazione di quei piccolicheStati indipendenti. rime a ricevere l'intimazione russa sono state l'Estonia e la Lettonia, i cui Governi si sono affrettati a concludere con I'U.R.S.S. dei trattati di amicizia e non aggressione, i quali comportano, in sostanza, una specie di controllo militare da parte dei Russi sul territorio delle due repubbliche. E seguita, quindi, la Lituama, la quale, però, ha potuto vedere realizzata la sua antica aspirazione alla restituzione della città di Wilno e della regione che i Polacchi le avevano malamente tolte nel 1920, In seguito, infatti, circostante, alla stipi lazione ed alla firma, avvenuta a Mosca, di un patto russo-lituano di reciproca assistenza, compresa quella militare, la Russia cederà alla Lituama la città e la regione di Wilno, che essa aveva occupate fin dai primissimi giorni dell'intervento in Polonia, È da ricordare che il territorio e la città di Wilno già parte dello Stato lituano, il quale, ricostituito nel 1918 in seguito agli facevano eventi della grande guerra, si era poco dopo eretto a repubblica, proclamando appunto Wilno a propria capitale. 0 50 100 200. 300 Agitazioni nel paese portarono all'occupazione di Wilno da parte delle truppe soMm. s Vietiche, al ritiro del Governo lituano a Kaunas, alla successiva occupazione della = regione da parte della Polonia e ad un conflitto tra la Lituania Cartina dell'Inghilterra. Si notino Scapa Flow e Firth of Forth, teatro delle recenti e la repubblica polacca, Il 7 ottobre 1920, un accordo tra i due Paesi stabiliva una linea di azioni aeree tedesche. tra i rispettivi territori, che lasciava la capitale e la regione circostante demarcazione Ma subito dopo i Polacchi ritoglievano Wilno alla Lituania, e non ostanteai leLituani. vive pro- siluro e gravemente danneggiato l'incrociatore britannico Repulse, la più rapida nave della flotta britannica. teste di questa e l'intervento, anche, della Società delle Nazioni, la conservavano. Se tutto ciò fosse vero, la potenza dell'Home Fleet sarebbe stata diminuita. del Ogg, la catastrofe della repubblica polacca ha reso possibile alla Lituania di rivendicare la sua antica capitale, ma non senza rinunzie e sagrifizi, che è difficile 44 per cento... Ma da parte inglese, mentre ufficialmente si tace sulla sorte dell'Ark
prevedere quali conseguenze possano avere, nel futuro.
A queste rinunzie e sagrifizi si è, finora, recisamente rifiutata la Finlandia, alla quale*la Russia aveva, del pari, rivolto una serie di richieste, che sembra comprendessero: la cessione alla Repubblica dei Sovieti di una serie di isolette, di notevole importanza strategica, poste davanti a Kronstadt, l'impegno della Finlandia a non fortificare il gruppo delle isole Aaland e la stipulazione di un trattato di ami-
cizia e di non aggressione, analogo a quelli già firmati con le altre repubbliche
baltiche,
Certo, però, le discussioni tra i due Governi devono essere state piuttosto tempestose, poiché le relazioni tra Russia e Finlandia sono andate diventando sempre più tese, e pur non essendosi giunti alla rottura delle trattative, il Governo di Helsinki ha adottato rigorose misure precauzionali di carattere militare, disponendo anche l'allontanamento dalla capitale e dalle zone di frontiera di gran parte della popolazione civile.
Questi avvenimenti, inoltre, hanno prodotto una viva impressione negli Stati baltici maggiori, tanto che Re Gustavo di Svezia ha ritenuto opportuno convocare ad una conferenza, in Stoccolma, i Sovrani di Norvegia e di Danimarca ed il Pres.dente della Repubblica finlandese. Sulle sponde del Baltico, insomma, c'è odore di tempesta...
I DRAMMI DEL MARE. — Il contiguo Mare del Nord, invece, sta diventando — com'era, del resto, prevedibile — teatro di lotta senza quartiere tra le forze aeree e navali tedesche ed inglesi; e finora, innegabilmente, a tutto vantaggio delle prime, Dopo il grande combattimento del giorno 9 ottobre, al largo delle isole Shetland, ad occidente
della costa norvegese,
in cui forze aeree
germaniche
attaccarono
di
sorpresa navi da guerra inglesi in crociera, riuscendo a colpirne almeno una, secondo le stesse ammissioni da parte britannica, il giorno 14 l'Ammiragliato inglese ha dovuto annunciare l'avvenuto siluramento, ad opera di un sottomarino tedesco ed in località imprecisata, della corazzata Royal Ock, di 29.200 tonnellate, Da successive
notizie, sì è appreso che dei 1200 uomini di equipaggio della grande unità ne sono pe-
riti circa 800, Benché la Royal Oak non fosse una delle unità più moderne della Marina da guerra inglese, essendo stata varata nel 1916, è da notare, tuttavia, che essa era stata completamente rimodernata nel 1934, e la si era perfino munita di un nuovo sistema
di corazzatura, a compartimenti stagni, che avrebbe dovuto proteggerla contro i pà dea più. Da parte tedesca si sostiene anche che il 27 settembre sia stata af-
fondata da un' sottomarino germanico la nave portaerei inglese Ark Royal, e che lo stesso sottomarino che ha colato a picco la Royal Oak abbia anche colpito con un
MAISERSLALTER
Medkirchen LELE >
Royal, si oppone una recisa smentita al preteso siluramento della Repulse. Perdurava ancora nella stampa l'eco della polemica relativa a queste perdite, reali © supposte, subite dalla Marina inglese, quando si è avuto notizia di due successive, audaci incursioni aeree tedesche contro le basi navali inglesi di Firth of Forth e di Scapa Flow, sulle coste della Scozia. Nella prima incursione, effettuata ‘il giorno 16, le bombe lanciate dagli apparecchi germanici avrebbero danneggiato, in lieve misura, le navi Southampton ed Edinburgh e causato la perdita di tre ufficiali e tredici marinai morti, ed altri 44 feriti; nella seconda, invece, sarebbe stata danneggiata la co: razzata Iron Duke, costruita nel 1912 ed adibita a nave scuola fin dal 1930, In occasione di questo attacco aereo alla base Flow (celebre nella storia), perché ivi, il 21 giugno 1919, l'ammiraglio Reuterdi Scapa fece affondare la"squadra navale tedesca, che vi era stata internata) è emerso anche che il siluramento della Royal Oak e quello, contrastato, della Repulse sono avvenuti nella stessa ‘rada, ad opera di uno stesso sottomarino. Il Ministro della Marina inglese, anzi, nel riferire alla Camera dei Comuni sugli ultimi avvenimenti della. guerra marittima, dopo aver detto che rimaneva quasi inesplicabile come un sottomarino avesse penetrare nell'ancoraggio di Scapa Flow, ch'era rimasto, in virtù delle sue potuto protezioni, vincolato durante tutto il corso dell'altra guerra, ha dovuto ammettere che il successo ora riportato dal sommergibile avversario merita di essere considerato come un esempio notevolissimo di abilità tecnica e di coraggio. A sollevare, poi, in qualche modo, l'opinione pubblica, indubbiamente' scossa da questo incalzare di colpi tedeschi inferti all'efficienza ed al prestigio della Marina inglese, Winston Churchill ha asserito anzitutto che il margine di sicurezza costituito dalle navi di linea rimane ampio, 6 poi che dall'inizio della guerra 13 sottoma= rini tedeschi sarebbero stati affondati, 5 gravemente danneggiati ‘e parecchi altri avrebbero subito notevoli danni. È da prevedere però che in merito all'entità ed alle delle perdite sui mari, per loro natura molto più difficilmente controllabili delle cifre perdite terrestri, perdurerà la ridda delle affermazioni e delle smentite. Non è da dimenticare, infatti, che su taluni eventi di guerra marittima dell'ultimo: grande conflitto europeo, non si ebbero notizie precise che a guerra finita, SUL FRONTE TERRESTRE, — Sulla fronte franco-tedesca, durante la prima quindicina di ottobre, le operazioni militari si erano ridotte a più che a movimenti di pattuglie tra le opposte linee ed a qualche scambio dinulla cannonate. Più vive che mai, perciò, si facevano le impazienze e le induzioni di certi circoli. francesi, non senza che un'eco ne trapelasse anche nella stampa; tanto che il generalissimo Gamelin aveva ritenuto opportuno di uscire dal suo riserbo, per ammonire la Nazione che questa è «la guerra della pazienza», Erano state appena diffuse dalla stampa queste parole ammonitrici, quarido ‘im. provvisamente, nella giornata del 16, i Tedeschi hanno scatenato due forti attacchi contro le linee avanzate francesi nei settori della Mosella e della Sarre, per un'estensione complessiva di circa 30 chilometri, fra Apach e Firmansens, L'attacco, preceduto da una formidabile preparazione di artiglieria, è stato condotto essenzialmente da reparti di fanteria (si parla, complessivamente, di otto divisioni) non consentendo il terreno, sia per la sua natura sia perché largamente cosparso di mine, l'impiego di grosse formazioni di carri armati, Nella mattinata, l'attacco si è manifestato a nord, nel settore ad est della Mosella, ove i Tedeschi hanno attaccato
sopra una fronte di circa sei chilometri, travolgendo non soltanto glî elementi di sor- | veglianza che difendevano Schneeberg, ma anche un tratto della prima linea di
re- H sistenza, fin presso il villaggio di Apach, dove è il posto di dogana. Da parte francese, però, si afferma che questo ripiegamento era stato perfettamente
previsto, tanto che sulla linea avanzata
non
erano
geri di copertura e qualche frazione di rincalzo ».
ZAN ZA
CZ
Terreno occupato daifrance.
2 Terreno perduto daifrancesi dopoolfensiva dkl18
stati lasciati che «elementi
È,
leg-
Nel pomeriggio dello stesso giorno 16, invece, l'attacco tedesco è stato. sferrato più 4 sud, nel settore ad est della Sarre, e cioè, approssimativame fra Sarreguemines e Hornbach, in direzione di Bitche, ed ha costretto le truppente,francesi a lasciare in mano degli avversari tutto quel tratto di terreno tra î due opposti sistemi difensivi che era stato guadagnato con le caute avanzate delle, prime settimane di ostilità, In definitiva, la cessione di territorio — pressoché inevitabile, del resto, di fronte | alla potenza dei mezzi d'attacco moderni — si limiterebbe, per î Francesi, all'abban= dono di non ampie strisce di suolo tedeseo ed alla perdita dello Schneeberg, che per la sua altezza di 431 metri costituiva, in loro un importante punto di ossere vazione e di appoggio. Nella notte sul 17, l'attaccomano, tedesco si è arrestato sul conseguito aver risospinto le truppe francesi alla frontiera, risultato Attacco, di quindi, di importanza semplicemente locale, oppure preludio ad operazioni di più vasto raggio?... È quello che ci diranno i prossimi giorni. AMEDEO TOSTI
CE ATLETE DELLA G.I.L AI CAMPIONATI NAZIONALI DI NAPOLI
Qui sopra, da sinistra a destra: S. E. Starace alla sede della Società Canottieri « Savoia » dove ha a al Duce, - Rina Rubi del C. F. di Bologna nella finale del salto in lungo. L'eccellente atleta ha cong per le assidue e sapienti cure dei suoi istruttori conta già un numeroso gruppo dî alliea
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Segretario
del Partito, su
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arriva allo Stadio partenopeo per assistere alla cerimonia di chiusura dei campionati nazionali femminili della Gioventù Italiana del Littorio.
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Sopra: la signorina Quintavalle, di Milano, che ha conquistato il titolo battendo la. Morandi. (Napoli); per 6-4 “ Sotto: la staffetta 4X100. ‘squadra milanese vincitrice: Crippa, Radaelli, Daverio, Cis.
E Siamo alla cerimonia di chiusura dei Campionati femminil: d’Italia hanno formato nel centro del campo la «M» m mento degli 80 m. ostacoli, vincitrice Rita Comin (C
ni. La cerimonia si è svolta nel più fervido spirito camerate: n metri 4,96. - IL Segretario del Partito, appassionato cavaliere, ha visitato la Scuola di Eq volgere di tempo espertissime amazzoni. Ecco S. E. Starace mentre le allieve sono schierate al suo p
gretario del Partito premia le atlete vittoriose dei Campioemminili. - Sotto: S. E. S la coppa alla rappresenlante del C. F. di Milano, prim ssifica con 175 punti.
le rappresentanze dei diversi Comandi Federali convenute da ogni parte e d'azzurro di solerumorosa, festavivace, Napoli. diInunauna folla Stadio digremite gradinate entusiasta si levano altissime le invocazioni al Duce. - Sotto,a sinistra: un mo. Sotto, a destra: le giovani della Scuola d’Equitazione sfilano davanti a S. E. Starace, dando prova della loro valentia.
RIBALTE
A LUMI
SPENTI
GIRO D'ORIZZONTE SUI RICORDI niziamo la rassegna del nuovo anno comico con un evviva al teatro. Le varie Cassandre possono andare a nascondersi, Le cifre fornite dalla Società degli Autori nel suo volume Lo spettacolo in Italia sono confortanti. Bisogna credere alla statistica. Questo è il tempo in cui tutto è messo in cifre, Riescono le cifre a disintegrare la tua vita per vedere di quali elementi è fatta, poi la ricompongono a pezzo a pezzo come un meccano da ragazzi, ed ecco che tu apprendi meravigliato di aver ‘consumato tante scarpe, di aver bevuto tanto latte, aver presi tanti tram, di aver tirati tanti sospiri.., Tanti sospiri tu, tanti sospiri io, die c'è chi annota, mio Dio, Le cifre che più ci hanno interessato son quelle che toccano dali vicino il teatro drammatico. L'italiano dà ogni anno 24 milioni alla prosa mentre ne dà 35 alla lirica, 36 allo sport, 8 al varietà, 6 all'operetta, 12 alla rivista, 14 all'avanspettacolo, 600 al'cinema e infine uno ai burattini. Non c'è dubbio meglio spesi sono questi ultimi. Nel borderò dei pupi ogni centesimo vuolchedirei danari una risata, una pupilla sgranata, una fantasia invelata di bambino, Il giorno in cuifresca si chiuderanno i teatri Una scena della nuova commedia di Giannini «Il delitto di Lord Arturo Savile» di burattini sarà finita una delle meraviglie del mondo. rappresentata con successo al Teatro Nuovo, di Milano. La bella cifra realizzata «dalla prosa sta a dimostrare che malgrado le difficoltà in cui si dibatte (prima tra tutte quella del repertorio dovuto al contingentamento del- recite al Manzoni l'attrice la produzione straniera, e, seconda, l'accaparramento delle grandi firme comiche da l'ansia del saggio antico si ammalò e corse pericolo di vita, Mi venne in mente invocante la morte per paura che i giorni avvenire sciuparte del cinema) il nostro teatro tiene magnificamente le posizioni. Già dieci anni passero la sua raggiunta perfezione. fa si gridava al puzzo di cadavere, Il teatro di prosa avrebbe potuto ripetere le parole di Cristo nel Giardino degli Ulivi: e Modicum, et jamallora non videbitis me». Ed eccoci, dopo la breve sosta commemorativa, ritornati al nostro compito di croGli anni son passati e il teatro è più verde che mai. La gran è stata scon- nisti della cosa teatrale. L'anno comico è cominciato. È stata la Gramatica a inaugiurata, e anzi dal progressivo esaurirsi delle varie formule di.catastrofe cinematograper la nostra città con una commedia americana: Biografia di S, N, Baerman. fica, testimonianti di una sempre maggiore esigenza del pubblico, euforia è da prevedere che gurarlo Cominciamo a dire che il titolo è bello e offre spazi immensi all'immaginazione, Fu la prosa guadagnerà sempre più terreno hei giorni avvenire, G. B. Shaw a scrivere, a proposito biografie, che la verità non si presta mai ad La parola è ora, come sempre, agli autori, È bastata a mio parere la commedia di una pubblicazione. È vero, purtroppo,di Conosciamo di tante «vite» solo quel Meano: Nascita di Salomè a salvare il bilancio spirituale di un’intera annata teatrale. rispetto lascia passare, Si deve a questo ritegno se quasi sempre il veroche se-il Cesare Meano è uno di quei talenti dai quali più aspettiamo per il' teatro, Un alto greto di umano un'anima, l'articolazione di un'esistenza ci sfugge, Può accadere all'artista di che potrebbe molto fare è Corrado Alvaro, Il suo Caffè dei Naviganti non ha del tutto tradursi a tal punto in un personaggio da formar una cosa sola con esso. Eppure convinto, eppure ci sono in quel lavoro alcune scene di come l'identificazione non è mai perfetta e assoluta. René, Delphine, Adolphe sono solo da tempo non era dato sentirne sulle nostre scene. Le stupenda oramalinconia ricordate non per approssimazione Chatealibriand, de Staél, Benjamin Constant. I « capricson le sole degne di rilievo. Altre opere possono attestare commedie un travaglio nei nostri ci» possono sembrare una suprema Madame confessione di Goya, tuttavia ognun sente che il autori c'è, da cui potrebbe sbocciare la fiorita teatrale dichedomani, ricordare mondo tragico dell'artista è troppo spaventoso esser contenuto nel fantasma pitDelirio del personaggio di Bompiani, Il falco d'argento di Landi, IlVoglio velo bianco di torico. La medesima cosa potrebbe dirsi di un perEnsor, di un di'un Viani. Bertuetti e Pugliese, Ho sognato il paradiso di Cantini, Questi di Tieri, Lettere L'uomo è sempre più desolato dell'artista. Questi può trovare Rouault, in un'segno, in una d'amore ‘di Gherardi, Chi lo sa? di Zardi, e infine il castissimo figli Re povero di Rocca. pagina toccati dalla grazia una sorta di nepente a qualunque dolore, Per l’uomo In quale senso, ideologicamente parlando, si orienti codesto travaglio non è agevole schiavo d’infinite servitù che investono la came e lo spirito la liberazione non può dire. Si può affermare che il problema dei figli è quello più ha interessato, quefondarsi su un'illusione e tanto meno su una menzogna. Quella parte di diabolico che stanno, i nostri autori. Abbiamo avuto su questo motivo cheparecchie commedie, come c'è in lui, che la guerra coi suoi simili alimenta nel profondo, per un lato tenderebbe del resto all'estero: e basterebbe, per tutte, nominare i deliziosi Giorni felici di Pua dichiararsi per un bisogno esplorazione e di annientamento che ha de] sadismo; get, Scuola di recitazione di Rattigan e Altezza 3200 di Luchaire, Da noi hanno af. per l’altro la necessità della didifesa la muove ad occultarsi per non perder la posta frontato ‘il tema della gioventù Tieri, Bompiani, Pugliese Se non tutte nella lotta che l'ipocrisia corrente muove contro ogni palombaro d'abisso. egualmente felici le commedie di questi autori han dato .il loroe Adami. piccolo o grande conQueste considerazioni di colore oscuro non debbono trarre in inganno nei riguardi tributo ‘a quella che resta una delle più gravi incognite dell'ora presente. commedia che Emma Gramatica ha portato al successo all'Odeon, Biografia di Ma in genere l’arte drammatica nostra non soffre di eccessivo problemismo, L'in- S.dellaN, Baerman non agita problemi di sorta. Presenta un carattere di donna piacevole tellettualismo pirandelliano ‘ha lasciato stremato il pubblico e messo in guardia gli ma si guarda bene dall'impegnarsi a fondo per definirlo. Se di un personaggio come autori, I quali stanno attenti a non uscire dai limiti della borghese, saldamente Marion Friid, la protagonista, se ne fosse che so io, un Kelly, avremmo costruita e teatralmente evidente, ottimista nel fondo e favola nuzialdemografica nei fini, avuto una commedia spietata (ora penso aimpadronito, Behold the Bridegroom in cui si è svolto che fa la delizia delle folle. Anche il giallo continua a prosperare per merito il caso esclu. della donna americana, avida di esperienza di ogni genere dalle quali esce scon- + sivo di Giannini, il quale, se dura così, si avvia a realizzare ogni anno il miracolo fitta) altamente significativa nel moderno teatro americano. Ma il Baerman non aspigoldoniano delle sedici commedie nuove. Egli è veramente il più fecondo della comra a tanto, Egli non vuole essere un pessimista né un moralista come pagnia, seguìto, ma a notevole distanza, da De Stefani, Tieri, Gherardi, Corra, Howard. La sua commedia si contenta di glisser come Kelly malinconia della protagonista Achille e Viola. Son questi gli autori più contesi dai capocomici,Cantini, quelli che si dividong persuasa dell’inanità di fermare la vita nei volti sulla del passato, nelle pagine di una i più pingui borderò. Bisogna riconoscere che son tutti temperamenti biografia, e perciò tratta a stracciare la confessione quando appena Non Qualcuno di loro se non fosse assillato dalla furia di far presto potrebbedotatissimi. legare il è mossa Marion a quella distruzione dal timore dello scandalo che èlaaccennata, pubblicazione suo nome a qualche ottima commedia. della sua biografia in un grande magazine suscitare a causa della notorietà degli In questo rapidissimo e non premeditato bilancio dell'annata teatrale ora amanti da lei messi în causa. È invece nellapuòdonna la coscienza che nessuno chiusa, non può mancare un cenno alla regìa e riassuntivo è meno all’interpretazione che sono tanta adatta di a commemorarsi, a giudicare la propria vita, questa è esaltante parte del successo di un'opera oggi. Sire le Mot e va bene, ma bisogna poi che l'or- mentre si lei vive e che nel ricordo o nel rimpianto si dissecca come vita che da chestrazione dei mezzi espressivi sia all'altezza del testo, senza di che anche la più Ella erbario. farà come ha sempre fatto; non si legherà a nessuna cosa, una fiore nessun amante. alta poesia drammatica si sciupa e disperde. Abbiamo avuto i grandiosi successi Godrà la di sua avventura in fondo, partirà sola con la sua squallida’ libertà, le Simoni nella realizzazione dell'Aminta in Boboli e del Campiello a Venezia. Si è patrà di camminare in un fino deserto dove il vento cancella le orme di'chi passa. conosciuto nella rappresentazione dell'Amleto in modern dress da parte dell'Old Vic Ho il vago sospetto di avere con questi accenni nobilitato ‘il Soggetto della Company di Londra, un regista — Tyrone Guthrie diavolo dalla sua commedia, la quale sì compiace troppo di sfruttare troppo elementi « machine » stanper esser riuscito a creare una pura atmosfera classica— conche le hapiùil stravaganti dalistico-pubblicitaria forse per far dimenticare l'estrema esilità della della protagonista, Ma, formali, Anche i giovanissimi dell'Accademia d'Arte Drammatica di Roma hantrovate dato pur fatta d'aria, Marion era Emma Gramatica, La nostra ‘grandissima attrice ha rieccellenti saggi di regìa, distinguendosi, tra tutti, gli allievi, Giannini e Brissone. scritto Buocon la sua arte una parte scritta con inchiostro simpatico, E non mi pare nissime regìe si son pure avute nelle opere messe su da Benassi, Ricci, Colantuoni & questo un piccolo elogio. la Palmer. In questo campo ci si va sempre più raffinando, ed è proprio qui uno dei segreti del successo e del rinnovato interesse del pubblico verso il teatro. Giannini con la sua compagnia ed ha presentato con successo all’Odeon Quanto all’interpretazione non si può dire che abbia rivelato forze novissime capaci unaÈ tornato sua commedia tratta dal famoso racconto di Oscar Wilde: Il delitto di Lord di dare grandi sorprese domani, I vecchi son sempre Are basterebbe a queturo Savile. Non c'è dubbio che l’opera è costruita abilmente, anche sto proposito ricordare le portentose recite di Zacconiimbattibili, se, voltata in grotnei dialoghi di Platone e di tesco, rappresenta un tradimento»bello e buono del racconto wildiano. Pervaso di Ruggeri nel Re povero.di Rocca. Registriamo per la storia una bellissima interpreta- elegante cinismo, di un freddo:e pauroso gusto del sangue, giustificato attraverso il zione di Benassi in Niente di male di Cantini, una di Ricci in Addio a tutto questo d'una fatale predizione di chiromante, Savile sì presta difficilmente a una di Corra' e Achille e una di Cimara in Autunno di Gherardi. Scelzo ha preso alte sofisma scoperta caricatura. Del resto il si è viziato lungo la strada nelle mani quote col Cesare di Forzano, Cervi è stato un adorabile nei Giorni felici dello stesso Wilde. L'esecuzione a personaggio freddo del delitto mal si accorda di Puget e Stival un limpidissimo «cugino »nella famosa «aviatore» una notazione commedia di Paolo Ferrari, di questo genere: « Nella luce mattinale, le grandi ceste di legumi consi staccano Cause ed effetti, Tra gli stranieri, stupendo nella inimitabile semplicità il Guinnes, come dei blocchi di diaspro verde sui petali pallidi di alcune rose meravigliose. Lord Arturo protagonista di Amleto presentato alla moderna. sua interpretazione è di quelle provò un sentimento di viva curiosità, senza sapere perché. Vera qualcosa su quelche aprono spiragli di luce nello stagnante buiore Ladella grande tragedia scespiriana. la delicata dell'alba che gli sembrava fonte d'inesprimibile commo; ione: ed Delle attrici quella che ogni giorno più sale è la Morelli. La sua parte di Pernette egli pensò gaiezza a tutti quei giorni che incominciano belli e ridenti e terminano cupi, nei Giorni felici è stata giudicata un capolavoro. La Adani ha dato il meglio di sé tempestosi». Basta quell'inesprimibile commozione a indicare che non tutto in Savile nel dolente disegno della protagonista di Sesto piano, s'è rinnovata in quelè dilettantismo criminoso. allora come si spiega quella corsa al delitto che ha tutti | la dell’eroina di Volpe azzurra e la Palmer, purificatala Merlini d'ogni scoria, ha trionfato in i caratteri del capriccio delEd ragazzo viziato? quella di Anna di Cause ed effetti, Infine la Pagnani, la Capodaglio e la Carli han Giannini ha tolto a Savile qualunque parvenza di conseguenza psicologica, colto magnifici successi rispettivamente in Lettere d'amore di Gherardi, ha Frenesia di fatto un burattino, e anche questa è una soluzione. Chi ci guadagna più di tutti nenella Chapuis e Una famiglia allarmante di Savory. traduzione del Nostro, è il chiromante imbroglione. Nel racconto di Wilde ci lascia Prima di concludere questo giro di-orizzonte sui ricordi dell'annata teatrale voglio la pelle per davvero, mentre qui se la cava con un bagno nel Tamigi ricordare Hermione Hannen, la prima attrice dell'Old e una solenne Vic, ammiratissima dal pubcazzottatura, blico milanese nella parte di Ofelia, C'è in quella giovane attrice una grandissima so. Eccellenti nella parte di Arturo e di Sibilla mi son parsi statiza tragica, una Duse. Il richiamo di questo nome il Lombardi e la signoeccelso non è eccessivo, Per me rina Garella, Ma per esser giusti tutti gli attori della compagnia hanno recitato l'Ofelia della Hannen è stata la più grande e pura emozione dell'anno, Dopo le due benissimo, LEONIDA
REPACI
ATTORI. dip
ALLO CHO
GANDUSIO, RASSEGNATO, NELLE MANI DEL TRUCCATORE DI CINECITTA'
FALCONI RITOCCA CON FINE ABILITA' DI TRUCCO LA SUA PERENNE GIOVINEZZA.
GINO CERVI CREA STORICHE SEMBIANZE NEL SUO CAMERINO. GRAMATICA CON MICHELE QUELL'INDIMENTICABILE. BUFFÌ TRICE PRESENTO’ AL PUBBLÌ
NEI
TEATRI
DI
POSA
Le notizie che cotidianamente pervengono dai diversi teatri di posa e i frequenti unnunzi' della costituzione di nuove società testimoniano « ad «bundantiam » del fervore e dello spirito di iniziativa che animano la cinematografia italiana e insieme della sua innegabile vitalità. La quantità è dunquevassicurata: e ciò induce a indulgere, per il momento, alla no sempre -cletta qualità, che tuttavia non mancherà, conviene non dubitarne,. di migliorare col tempo. Fra le più ‘recenti produzioni che sono segnalate ‘în corso di lavorazione, si mettono in evidenza e promettono di rtite. buon esito «Ho visto brillare le stelle », dalla quale il paesaggio altoatesino, che è in un certo senso il... protagonista, attende di essere ben. Jotografato e adeguatamente valorizzato; e « Scandalo per bene» il cui soggetto è tratto da una novella del Bandello e la cui reatizzazione, in ogni particolare, è- affi data a esperte mani.
UN'INQUADRATURA DEL NUOVO FILM DI GUAZZONI «HO VISTO BRILLARE LE STELLE » (Foto Pesce). SOTTO: MALTAGLIATI E GIUSEPPE PORELLI IN UNA SCENA DI «SCANDALO PER BENE» (Foto Bragaglia)
EVI
MARIA MERCADER, INTERPRETE DEL FILM «IL SEGRETO DELL'INVIOLABILE» CHE SI GIRA ALLA FARNESINA IN DOPPIA VERSIONE: ITALIANA E SPAGNOLA
Romanzo
QUATTRO CUORI IN UN CERCHIO DI LUCE
di
DELIO MARIOTTI
Disegni di
VELLANI-MARCHI
RIASSUNTO, DELLE PUNTATE PRECEDENTI. - Raimondo Brentano vive da quarant'anni nel faro posto sulla punta di Mersa Fatma. Partecipò alla campagna del '96 in Eritrea nel IV Battaglione Cacciatori d'Africa, il cui comandante era spesso severo e ingiusto con lui combatté valorosamente ad Adua; fatto prigioiero fu condotto ad Addis Abeba. Liberato, tornò a Marostica, puese natale, fra le feste dei s‘ompaesani, Qui sposò la sua ‘donna Anna, e quindi tornò in Ajrica, ottenendo il posto di guardiano al faro di Mersa Fatma. Sei anni di matrimonio felice, durante i quati Anna gli diede tre figli Giordano, Michele, Goffredo; ma nel dare alla luce Goffredo morì: Raimondo si dedicò tutto ai figli ma pian piano i rapporti fra padre e figli mutarono, A breve dista; di tempo, tutt'e tre i figli lasciarono il faro e per venticinque anni Brentano non ebbe di loro che notizie frammentarie. Ora è vecchio ma ‘un giorno ha finalmente la gioia di riabbracciare i figli. Giordano sul suo « sambuco » si dè alla pesca e al commercio delle perle; poi fa conoscenza con un inglese, mister Arold, che gli propone un nuovo lavoro.
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— Così? — fece ìl ragazzo attento.
— Come, così? La guerra, no? Nave silurata.
S'era alzato un vento da terra che faceva impennare le onde come cavalli generosi battuti sul muso, Arold s'avvicinò al parapetto e gridò agli uomini di. mollare l’ancorotto supplementare. Appena si rimise a sedere, disse:
Arold prese il « winchester — Mi lasci sparare? Brentano
sorrise.
Sadià era scomparsa
— La vecchia aveva la dentiera sganciata. Che brutto spettacolo! Mi scappò di sotto
von
la prua... le cavallette e tutto il resto. Puah! L'avessero mangiata i pescicani, almeno.. Invece, no. Sempre a causa delle cavallette, s'intende, Si sporse dalla sedia a sdraio, Gli. occhi assorti ammiccarono: —,Sadià! — gridò: — Da bere! Giordano si sentì rabbrividire, Era veramente rovinato in gola. Che mai aveva quel diavolo a posto dei tessuti? E nella testa? Giordano si sentiva molta nebbia nella testa.
Era l'epoca in cui Ligg Jasù sedeva sull’effimero trono d'Etiopia. Il vasto Impero bolliva, qua e là, come un’enorme caldaia di catrame a fuoco lento. La piovra germanica impegnata in.Europa. nella lotta gigantesca, muoveva tenacemente i suoi tentacoli nell'oriente arabo. e africano. Colpi d'ascia piovevano da ogni parte tagliando i tentacoli che continuavano a dibattersi nell'ultima agonia. La «Union Jack» vigilava sul Mar Rosso e sul Golfo di Aden pronta a ribadire a colpi di cannone i nodi d'acciaio della via delle Indie e ad impedire il contrabbando delle armi con l’infido Regno della Tribù di Giuda. Mentre sulla punta di Mersa Fatma il faro di Brentano continuava ad occhieggiare nelle notti buie, Giordano navigava dalla costa araba a quella africana con carichi proibiti: armi. Furono mesi, anni di logorio della carne e' dello spirito, sotto la minaccia delle tempeste di Dio e dei cannoni degli uomini.
— Hai detto «così»? — Chi? — Tu! Non hai detto:
«così»?
Così, faremo un mucchio di soldi se accetti di la-
vorare con me, Ah, ecco. Sadià. Sadià aveva salita la scaletta con passi felini. Recava
una bottiglia di « Black and
white ». — Robaccia! — fece Arold alludendo alla bevanda. « Magnifica! + pensò
Giordano
col batticuore,
fissando la donna
che
e
incedeva
con
fare. indolente. Sadià era bella. Poteva avere quindici anni. Di razza circassa aveva nel volto d'un
ovale perfetto e nel corpo flessuoso le malie e le promesse
di un amore
ardente,
d’un amore ber l’amore, carne che invocava carne da tutti i pori. Era bella. — Allora! —
incalzò. l’avventuriero.
Sì, — disse Giordano provando, per la prima volta in vita sua, un brivido lugo e strano, che lasciò tranquillo il cuore, percorrendo i nervi a fior di pelle. — Bravo! E dire che t'avrei potuto ammazzare! Ci metteremo d'accordo. Però, quando ammazzo un uomo lo sento, mi prende un tic all'occhio! Sai, come mi chiamo?
— Sl
— Mister Arold, Ehì, — aggiunse, — sono un po’ fanfarone...
Uccidere
è cosa troppo semplice. Bisogna che ti mangino il cuore... Oh, allora!
uomini non
>.
Per la prima volta da che l’aveva conosciuto Giordano intravide nei suoi occhi una luce cattiva e dolorosa,
Quante volte, sbattuto dai marosi, esausto da giornate di lotta, Giordano aveva
rimpianto le smeraldine acque delle Dahlaach, e gli ozi notturni sui sambuchi cullati dal riflusso blando delle insenature; oppure i porti arabi, tumultuosi, i mercati colmi di granaglie, di essenze, di stoffe, di ‘aromi... «Quanto mi dai, vecchi E le perle dai pallidi riflessi .illanguidivano nella sua ruvida mano di marinaio.
«Duecento rupie... è. « Quattrocento, maledetto...
Ora, viveva un'altra vita. I suoi viaggi, coi fucili nascosti nell’angusta stiva. del sambuco, ‘assumevano un sinistro significato, — Sceiban, — sussurravano i suoi uomini nel silenzio della notte fonda, nei perigliosi recessi delle Isole di Tucur — la cannoniera è andata, l'occhio di luce non si scorge più sul mare... Che facciamo? — Issate la vela!
— Non c'è luna, il vento si leva..
Il giovane Brentano imprecava, cupo in
gli veniva sotto mano.
timi
<A
monsoni!
Razza di schiavi! Obbedite, che i ‘cani vi”
navicella,
|
si
o, © afferrava pel petto il pi ol
a lumi spenti, affrontava il mare
come
Hillalah! Mohamed
resullillah!»
aperto scricchiolando
mormoravano
e gemendo
dinanzi ad una potenza inevitabile. ig
Ao
con rassegnata, espressione facevano eco altri con devc-
zione. Se fossero stati cristiani avrebbero fatto ilsegno della croce. Questo era l'ultimo viaggio, che faceva, Così, aveva detto Arold. L'avventuriero,
| gra due ami che ripeteva la stessa
cosa.
Ora, sembrava
veramente
che la sorgente
Arold; — che faremo, dopo? ente una scatola vuota di sigarette: 7 Tutto! meno quest'infame mestiere. Oh! tu non sai! tu non sai!
Il giovane s'era legato all'avventuriero con vincoli di stretta amicizia, Era straordinario, Arold! Si assentava per mesi interi, improvvisamente, senza lasciare cia. Giordano, al largo di Fazà, attendeva ozioso il ritorno dell'avventuriero, ab-trac-
bandonandosi ad un’inerzia
completa,
Sul legno dell'inglese, Sadià spiava il giovane con occhi ardenti. la desiderava, Odiava le lunghe soste vicino alla donna e la sua carne Giordano voleva. Ma non amava la circassa, Certe volte, quando sorprendeva lo sguardo vellutato della donna fisso su di lui, l'avrebbe annegata, Il/suo giovane spirito non vibrava d’amore; era il suo sangue che chiedeva una donna; un corpo fresco e palpitante! Una donnal Una donna! Sadià! «Che sarà mai?» pensava Giordano nelle snervanti notti tropicali. Gli tornava a mente il Cantico dei Cantici che egli leggeva talvolta, nel faro, cautamente, senza che nessuno si accorgesse,' Niente capiva di definito, ma pensava ai piccoli seni d'ebano di Cadigia, laggiù nel villaggio dei pescatori e li paragonava a quelli del Canto biblico, bianchi e palpitanti ‘come una colomba. E ne arrossiva, Ecco forse egli amava la Sulamita, l'amava. Oh, come l'amava! Ora, paragonava a quello della Diletta il seno di Sadià, piccolo, bruciante. Bruciante come i suoi occhi. Ma il seno solamente. non il volto. Il volto della Sulamita è diverso. «Com'è il volto della Sulamita? » Il giovane, sdraiato sul ponte errava con gli occhi nella luminosità tenue del firmamento e accarezzava astri col battito delle sue lunghe ciglia. « Sono allegre le stelle, sempre liete e gligiovani nel loro ammiccare dalle profondità del cielo! ». Una notte, il desiderio lo morse în tutte le fibre: — Sadià! — gridò. Ella si presentò,
flessuosa, felina, quasi strisciando.
Lanciato il richiamo Giordano giacque, ansando leggermente. Sadià ansava, Vicino a lui e gli alitava sulla faccia il profumo caldo della suaAnche gola d’ambra, La circassa gli accarezzò la fronte. Il giovane ebbe come un brivido violento, l'afferrò. le strinse Je mani, le baciò odorandole, le morse i polsi. Poi si gettò bocconi, ‘ il volto nascosto nelle braccia — Vattene! — disse duramente, Gli occhi d'Arold danzavano nel suo cervello, e riudiva le sue parole: «Rarazzo sei fortunato ad-avere conosciuto me nel primo uomo bianco ‘della tua vita... Io, tra i mascalzoni, sono uno dei migliori.. Non eccedo, ecco tutto. Perché riconosco di avere già troppi vizi... Guardati dall'uomo virtuoso... è come., com'è?... lo disse Goethe, mi pare... È un paragone che non va; quel Egli gran cervello parlava degli uomini solitari... Come noi! È buffa! Guardati da noi! infidi, ragazzo! La virtù è come il whisky senza soda: porcheria! Peggio! Vuoi Siamo sentirlo? Sadià, porta il whisky! Sadià», «Sadià! Sadià!», il giovane Brentano si mordeva gli avambracci: —
Vattene!
gridò alla donna
che già: s’allontanava
no leggiadro con le sue piante tropicali annaffiate e tendine fluttuanti, color tabacco. a o, ordinò la colazione:
L'ufficiale accese una
la sferza del vento del Sud, Gli arabi si trascinavano chini per la manovra, aggrappandosi alle corde di juta. « Allah
occupati.
di comando
da poco, i suoi vetri ai
scontrosa
come
una tigre sotto la frusta, Si assentava misteriosamente, Arold, e personalmente, non dava segno di vita, Si manifestava con volti astuti di arabi, che parlottavano negli orecchi di Giordano; con barbe bianche di personaggi austeri; e anche con sibili nella notte, fuochi scogli, imbarcazioni che giungevano nottetempo, sottobordo, ovattate di- silenzio e sugli saporoso mistero. Lui giungeva improvvisamente, fresco, coi vividi occhi azzurri, dichiacchierone sempre: «È l’ultimo viaggio». Il tempo invece continuava a fluire. «Speriamo, speriamo questa volta» sospirò Giordano mentre il sambuco avanzava trotterellando sulla dura cresta delle onde sollevate dagli ultimi monsoni,
— Si sta meglio qui,
a Pierre, marinaio cameriere.
Si distese nella sedia a sdraio: «Paris! Paris!» modulò ancora. Poi: — L'ufficiale di rotta, immediatamente! Una battuta di tacchi, un saluto severo: — Ah! siete voi Giraud, Tanti auguri, è San Giuseppe. oggi: niente di nuovo?
— Grazie, Comandante! Niente di nuovo. Direzione Sud-Ovest,
— Va bene. Alle quattordici, direzione Nord-Est, d'allontanarsi troppo... Ancora due giorni, Giraud!
velocità ridotta... Non è îl caso
— Sì, Comandante.
— A Gibuti, rimarremo fermi qualche tempo. Meritato, no?
o
— Sissignore, signor Comandante
x
Pierre portò la colazione e un telegramma. Dietro a Pierre fece capolino il sottufficiale radiotelegrafista. È Denan, inquadrò tutto in un'occhiata. Ebbe un dubbio: — Grave? — domandò. — Urgente? Il radiotelegrafista scosse la testa: — Urgente! Urgente! Lesse:
«Parigi via Gibuti stop. Cannoniera « Arc-en-ciel »stop. Comandante Denan Martin9 stop. Nato felicemente Giovanni stop. Baci Marise». Il volto del radiotelegrafista era raggiante. Pierre, informatissimo, sorrideva beato. Martin scattò in piedi: — Leggete, Giraud! 4 Passeggiò agitatissimo per il breve quadrato, affondò le mani nelle tasche dei pantaloni bianchi: ma le tolse subito per ravviarsi i capelli, per aggiustarsi il nodo della cravatta nera, per poggiarle sul tavolinetto di vimini, ove fumava
— Giraud!
la colazione,
— Auguri, Comandante! — Maschio! Come lo desideravamo entrambi! — Son contento, Comandante!
— Sposatevi, Giraud! — Se lo potessi, subito! — e l'ufficiale rise di gusto. — — Morand! — Comandante?
3 %
— Risnondiamo immadiatamente! chiamiamo Gibuti! Ecco il testo: «Marise Mar-
tin...». S'interruppe:
K
a
Andiamo! — e preso Morand per le spalle lo spinse verso la stazione radio-
telegrafica. Giraud addentò
un
— Che c'è? — Imbarcazione
in vista.
— Signor Tenente.
— Che. tipo?
panino
imburrato.
Non
ebbe
il tempo
d'assaporarlo:
î
— Chissà, è lontana, — Avanti a tutta forza. — Signorsì, Il fremito sonoro della nave divenne più intenso, Giraud, si recò dal Comandante: — Imbarcazione în vista; ho fatto accelerare, — Avete fatto bene. Denan aveva compilato il telegramma e quindi ritornò sul ponte di comando. Era felice. Incominciò a sorbire il caffè. — Faccio intimare l’alt? — Che cosa? Ah! già! Sicuro, l'alt! L'ufficiale di rotta scomparve. Denan, insieme al caffè beveva sorsi di felicità pura. Avrebbe voluto correre come un matto. Mà come si fa? Su una cannoniera lo spazio è ristretto. E nemmeno cantare a squarciagola, è possibile. V'è il decoro del comando da tutelare. Tornò Giraud, dopo una decina di minuti: — Gli siamo addosso, Comandante. ‘è arrestata? — Sissignore, ù p: La — Che imbarcazione è? —: Sembra di pescatori. — Equipaggio?
— Quattro o. cinque. uomini. Il Capitano Denan Martin, il giovane Comandante la cannoniera francese « Are— Sospetta? en-ciel », si sentiva intimamente lieto in quel luminoso mattino — Mah! come”si può dir Faccio calare la lancia? Siamo ancora in piena vemarzo: «Paris! désir du monde», canterellava mentre nella sua tersa dicabina locità. : andava insaponandosi la faccia per la rasatura mattutina. Denan inseguiva altri pensieri più luminosi: Velocità... velocità... Felicità... piena Lo specchio del lavabo rifletteva una fronte larga e liscia, senza l'ombra di un felicità... ». pensiero molesto, due occhi castani dall'espressione arguta e una montagna bianca — Ha obbedito subito all'intimazione? di sapone da cui emergeva il naso come uno strano' cialdone, — Subito, Comandante. Tra una passata e l’altra del pennello, il Comandante passeggiava, obbeDenan pensò un poco. ; dendo ad un imperioso bisogno di moto. Tra lo specchio e Denàn l'occhio rotondo dell'oblò, — Proseguiamo a velocità normale, — disse; — non occorre. V'erano tre passi e mezzo: « Paris! Paris!» Ripeteva il motivo’ d’anteguerra, — Va bene, Comandante. a soffiando fuori dal finestrino leggeri fiocchi di sapone vecchio profumato alla mandorla. Giraud partì di corsa e intanto ordinò a Pierre la colazione: Con molto burro Ti mare era un piacere guardarlo! Durante la notte era andato calmandosi ed ora of- sui panini, capito? ». nafriva lo spettacolo magnifico di mobili fluidi lapislazzuli venati d'oro! dal sole Il Comandante Denan Martin, tornò a sdraiarsi sulla sedia: 4 Cara piccola Ma‘scente. Denan era contento. L'incubo della guerra era da un pezzo scomparso dietro 'Ver- rise», mormorò «cara piccola...è, saglia. Nel Mar Rosso la vita non era più tanto dura. I rifornimenti tornavano ad affluire regolari, il contrabbando delle armi, anche se tutt'ora esistente, non era tale Giordano, con la faccia contratta da uno spasimo atroce, vide la cannonieta filare da preoccupare. tranquilla a poche centinaia di metri dalla prua del sambuco. Ad uno ad uno, tutti «Ancora due giorni di crociera, e poi Gibuti», si diceva Denan stropicciandosi i suoi nervi si allentarono distesi dal sangue che tornò a fluire. -il mento con le dita: Teneva stretta nel pugno una manciata di perle. «Siamo pescatori di perle», avrebbe detto. Ma la voce sarebbe uscita dalla sua Da venti giorni l'e Arc-en-ciel» incrociava nelle acque del Mar Rosso, Compito: gola contratta? È vigilanza sul contrabbando delle armi. Sul libro di bordo stava scritto: «12 mar: affondato un battello sospetto. Rifiuto d'obbedienza ai segnali d'arresto. Probabile contrabbando, Equipaggio indigeno perduto+.Seguiva la latitudine e longitudine, x Perduto! Sottile eufemismo gallico! Denan canterellava i versi della scipita canzoncina che aveva mandato in solluchero i parigini d'anteguerra. Poi, le prime cannonate l'avevano fatta morire nelle Da tre settimane Giordano ‘attendeva Arold a Fazà, Da tre notti Sadià giaceva al suo fianco. Aveva voluto scacciarla, ma la circassa gli s'era avviticchiata al corpo: | ‘gole strozzate dall’angoscia, — Nasrani,.. nasrani... ana mechebbù... (Il Comandante della cannoniera aveva trascorso la guerra in mare, e non sapeva che i combattenti di ritorno dal fronte, dal fango, dal sangue, dal marciume, non sapevano più cantare. Era stato in licenza a Parigi, Denan, quasi da un anno, ormai, ma allora nella Capitale non aveva avuto occhi che per Marise, la giovare moglie; Attendeva un figlio dalla bionda sottile Marise. Denan sbirciò il calendario: «19 Un arabo cantava, lontano, ina cantilena mesta ‘e raccolta, come un velo nero marzo — San Giuseppe»,Sul volto passò fugace un'ombra, incalzata da un pensiero | più immediato: «19 marzo! non siamo già in ritardo pel parto? », voleva dire l'ombra su un volto d'avorio... Giordano intravedeva due occhi seuri, febbricitanti... Era : «San Giuseppe! Bisognerà fare gli auguri al Tenente Giraud!» disse il' pen- buio! era buio! I\piccolì seni lo sfioravano... Non v'era luna ed il’ mare aveva lànsiero. Decisamente Denan Martin era lieto in quel giorno! guide occhiate verdi di fosforo... Esisteva un'oasi verde lontana con acque fresche, Terminato di radersi passò sul ponte. Dal mare saliva una frescura deliziosa. Sopra zampillanti... Forse era un sogno remoto, una bramosia, un desiderio del sangue... « Oh, coperta, tutto era in, ordine, pulito, lucido, bello a vedersi. Non si spiegava come i nasranî...» Forse era... marinai fossero ancora così occupati in mezzo a tanto nitore; Il comandante non si (Continua) DELIO MARIOTTI
Ri DUE GIRAFFE DI BUON APPETITO ALLO ZOO DI ANVERSA
I daini e le giraffe portano fortuna. Non lo ? Niente di male. Si tratta di una ma scoperta (non. rigorosamente le sono giunti dopo mipratiche alcuni: reputami ella Malesia. Noi non vogliamo renderci garanti di una tale scoperta e non vogliamo incoraggiare la superstizione, ma tuttavia pensando che in questo momento più che mai una dose di fortun torni gradita anche a coloro che ne dispongono abitualmente in. abbondanza (banchieri inglesi, attori cinematografici cmericani. e romanzieri italiani) offriamo in questa pagina ina daina e un daino con relativa figliolanza, più due giraffe con un collo lungo da, poterci fare su delle passeggiatine igieniche. Chi. sa che per. cinque minuti’ queste possa capitare di vincere una quaterna Lotto, di apprendere ‘la: notizia delle d missioni di Churchill o di trovare un amico che offra una buona tazza di birra? TutLasciamo ai lettori curi iosi il gusto di fare la prova. I DAINI
SACRI
DEI GIARDINI
DI NARA,
IN GIAPPONE
da sen
SE " ERE UNA LUCE DI MELANCONIA È UN MAGNIFICO ESEMPLARE DELLA SUA RAZZA. IL DAINO È CON QUESTA DAINA CHE NEI LUNGHI OCCHI NERI SFNARA SVEOME UN ANIMALE SACRO. NELLE DECOì \ZIONI DEGLI ANTICHI MAUSOLEI SPESSO LA VIGURA SSL SIDERATOSTA DA_COME TALUNI POPOLIE DELL'O RNAMENTO: DAL CHE SPERIAMO NON TRAGGANO MAI ESEMPIO I NOSTRI GIOVANI ARCHITETTI PERCHE' SE GIA" MAL DAINO SIMBOLO sf GIUDICANO LE OTTOCENTESCHE TESTE DI LEONE. QUELLE DI DAINO POTREBBERO
DAR LUOGO TALVOLTA
A RISIBILI SIMBOLOGIE.
AMMIRATE QUESTA FOTOGRAFIA: NON E' UN ASPETTO-DI UNA REGIONE NEL 1867 AD OPERA DI UN AMICO DELL'ITALIA, INNAMORATI
ESOTICA
MA
UN
ANGOLO
DEL
VITA E MORTE PICRECFUAD 4 ricura ora un po’ sbiadita, ma allora grandiosa e malinconica, mite e irremoLi vibile, orientale e progressista, fastosa e borghese, di Ismail suo padre, il
primo Khedive alla cui memoria gli Italiani d'Egitto hanno giustamente un
monumento
in Alessandria
creatore;
e in molti
rami
—
ispirò, guidò, intenerì
eretto
anche, segretamente
e
sempre, tutta la vita di Fuad, primo Sovrano. Durante il lungo principato e il lungo regno, Fuad non ha inteso fare altro che sviluppare l’opera del genitore, magnifico della
attività
nazionale
non
potette
neppure
ampliarla,
perché essa era già avanzatissima e quasi perfetta. Ismail aveva fatto certamente più, assai più di quel che il piccolo
Egitto avrebbe
potuto
fare allora;
ma
è pur
vero che ì peccati di grandezza, quando non degenerino nella megalomania, ì paesi sani li riassorbono rapidamente: quello che il quinto sovrano autonomo e primo Khedive aveva creato per il suo paese, in alcuni decenni l'Egitto lo pagò; e ritrovò — sistemate le finanze — ricchezza agricola, sanità monetaria e floridità commerciale. Ismail aveva sì indebolito lo Stato, ma aveva aperto alla giovane Nazione un credito larghissimo in Europa, credito che non decadde col fallimento, e che aveva potuto essere conquistato solo in quel momento, quando' egli operò con audacia e larghezza
giudicate folli, né prima né dopo. Impegnò baldanzosamente lo sforzo della genera-
zione prossima, perché sapeva di poter fondare su di essa per il riscatto degli oneri creati. La politica di Luigi Filippo che aveva predicato ai Francesi di arricchirsi con le colonie, ancora destava vaste risonanze in tutto il Mediterraneo, dove l’organizza-
zione dell’Algeria produttiva suscitava desideri pungenti di emulazione o di imitazione. Malgrado lo sforzo formidabile compiuto da Mohamed Alì per modernizzare l'Egitto, e malgrado i risultati innegabili ottenuti, il paese era tuttavia indietro; veniva da molto lontano. Ismail aveva giuocato tutto per tutto, forse consapevole che sarebbe stato sacrificato lui stesso nella gigantesca operazione di anticipo. Ma se fosse stato più timido, l'Egitto sarebbe ancora oggi quello ch'era cinquant'anni fa. Egli
bruciò le tappe al gran galoppo. In quei tempi di risparmio meschino e pigro, di picgole industrie familiari, parve un azzardato giuocatore: oggi può essere giudicato
Uno spirito audace e un patriota quale nessun altro ne ha visto l'Oriente moderno — anche se agì con alquanta noncuranza amministrativa. Fuad era consapevole del valore del padre, e della funzione — ch'egli definiva storica — che Ismail aveva avuta nello sviluppo dell'Egitto. Il devoto rispetto che manifestava per la sua memoria sgorgava dall’attaceamento per sangue filiale e dalla gratitudine di. egiziano, fusi nel ricordo patetico dei lunghi anni trascorsi l’uno accanto all’altro. Fuad era nato nel '68 nel Palazzo di Ghezira, in un padiglione bianco a vetri colorati, poggiato su un prato verdissimo ove riposavano all'ombra delle palme i fedeli servi nubiani nelle ore della calura cairota: èra nato nel tempo in cui la paterna necessità di magnificenza offriva il più alto dono che mai Sovrano abbia fatto all’Europa capitalistica: l'apertura del Canale di Suez. Doveva essere quello il monuménto alla sua opera, ma anche l'ostacolo che avrebbe interrotta la
sua gloria. Vi era pervenuto attraverso trattative lunghe e faticose con i maggiori
paesì europei, mediante un'iniziativa umanitaria che i popoli civili, i grandi uomini del tempo, i pionieri delle maggiori imprese del progresso avevano invano sognata, che Napoleone aveva progettata, ed alla quale gli Italiani avevano dato un contributo essenziale — dall'idea madre ai tecnici realizzatori. Nei giorni in cui Fuad venne al mondo, nel palazzotto affollato dalla patriarcale allegria dei fellahini e dalle speranze degli speculatori levantini piombati sull'Egitto ad arricchirlo ed arricchirsi, il padre s'inorgogliva di aver messo in comunicazione per la via più breve l'Oriente con l'Occidente, proclamava solennemente che «l'Egitto non era più in Africa ma in Europa», e congiungeva precocemente il destino del Principe neonato con i futuri frutti politici che la navigazione avviata tra i due mondi avvicinati avrebbe potuto arrecare alla evoluzione generale delle direttive e degli interessi delle grandi e piccole Potenze nei riguardi del vicino e lontano Oriente, musulmano e buddista. Fuad nacque sotto il segno dell'incontro tra Oriente ed Occidente, e tutta la sua vita ne fu dominata e diretta. S'apriva e s’unificava, senza più interruzioni, anche la via delle Indie, asse intorno al quale doveva girare per oltre mezzo secolo il movimento complessivo di quasi tutta la politica britannica; e mai le due sponde del Mar Rosso, l’arabica e'l’africana, si erano tanto avvicinate fino a formare un solo sistema di interessi egemonici, come nel giorno in cui la spada della civiltà si era abbassata a tagliarle e separarle, Cominciava la nuova storia d'Egitto, e assumeva subito e legittimamente il nome del Sultano per lunghi anni giudicato megalomane,
e che invece è stato il «maggiore: egiziano dell'epoca nostra. — «Che resta delle ingenuità
di mio padre?
Nulla; ma delle cose grandiose
da lui volute e fatte, resta
tutto». — In questa rivendicazione sentimentàle e polemica Fuad racchiudeva un
completo giudizio. Tutto rimane, infatti, di quell che Ismail aveva voluto fare. Egli era nato nel 1830 da Ibfahim Pascià, negli anni romantici e antipatici in cui il pensiero politico e filosofico d'Europa tornava sfacciatamente indietro, fiorivano massonico
e oscurantismo
clericale,
e la vecchia Turchia sultaniale ne
bigottismo traeva pretesto pet rafforzarsi nel suo crudele regime asiatico e sanguinario, Tra Vienna e Costantinopoli, Ismail fu educato da reazionari, ma saltò fuori un Principe audace, industrioso e liberaleggiante, Quando egli aveva vent'anni, in Europa si sparava su molte barricate. Nel 64, lui oramai maturo di studi e di. idee, trasformate in pochi lustri Italia, Germania e Francia dalle rivoluzioni democratiche o unitarie, dilatate fino al vicino Oriente le nuove teorie di libertà e di progresso, Goverdi aumento e distribuzione della riechezza, Ismail fu nominato dalla Porta
natore d'Egitto, ma con poteri quasi sovrani;
da sé, certo contro la e sì attribuì
ancora tra volontà e gli interessi egoistici del pascialato degli ottomani accoccolati ‘mandato insigne: odalische e scimitarre nei festival alla veneziana del Bosforo, un cominciava a gueuropeizzare l'Egitto. Pochi anni dopo, sostenuto dal popolo che nuova visione l'oralla adeguare far a pervenne d'Occidente, vento del l'odore stare dine della successione egiziana, primo passo verso la futura indipendenza, e ottenne
del futuro reame. per sé il titolo di viceré da un Sultano indulgente: era il ‘nucleo sentimenti, la sua famiglia e Da quel momento impegnò sé, la sua fortuna, î suoi di una monarchia deil suo avvenire nell'opera eccezionale, si considerò rifonditore
sue vene il vecchio stinata a diventare costituzionale e nazionale. Svaporava dalle fermentava nel suo cer-
sangue
albanese della famiglia
avaliota
di ufficiali
nazionalismo egiziano,
turchi,
a
ì
il primo lievito del avanti, contemporaneamente, le più diverse imprese, politiche Le ar contradittorie in apparenza, ma armonizzate nel piano generale; ed economiche, i ivalità anglo-f-francesi si delineavano sorde. europeizzare ilil paese, Le rivalità ano già £ aspre e ne s a cioè nera Lor ‘ma verano lontane dalla. crisi drastica- di- Fashoda: erano lungo la vane e) a collocamento in ordine chiuso di buone pedine egiziane d'azione che NEGA ah Nilo, Indubbiamente Ismail seppe sfruttare la libertà gira ci neutralità. sua della l’avere le due Potenze navali del tempo necessità
una frontiera sicura, quanto possibile lontana dai Roli
qual
ut
E
fissare collocato le basi del prestigio dello Stato; con l’attribuire al Nilo commerciale e icelo il suo naturale hinterland economico, la unità geopolitica dal Deltapiantagioni alle sor5a Col farne — mediante lo sfruttamento alla maniera ottomana delle
fo stai n masse grandiose î irrigate, impiegandovi din mano d'opera negra — una riserva co-
spicua di sangue servile: tutto questo fu il Sudan. Sviluppò fino al massimo consentitogli dalle circostanze l'occupazione dell'alto fiume, quasi raggiunse le pendici dei monti etiopici, controllò per intero il corso delle acque completando l’opera dei suoi predecessori, mirò a definire ad occidente le frontiere molto incerte con la Libia, fortificò Siwa, sì estese con le sue sole forze ad oriente, lungo la florida sponda destra sino al Mar:Rosso, istituì i porticeiuoli che ora sono nostri, occupò Massaua e ne fece una guarnigione egiziane. Aveva ingrandito il paese non solo territorialmente ma economicamente, facendone un cuore ricco di sangue, centro di un regno di razze diverse ma fuse dalla naturale prosperità del suolo, e del Cairo una città araba capitale di uno Stato musulmano chie tollerava con larga ospitalità spirituale la minoranza copta, Fondò istituti di cultura, chiamò a sé Europei di ogni classe e di ogni capacità, li sedusse con i suoi progetti e li innamorò..dell'Egitto, affidò loro direzione di scuole, di uffici, di ministeri, fondazione di servizi pubblici, creazione di leggi, così da presentare agli Europei un Egitto sempre più moderno, Voleva, anche, imporre ai Sudanesi un prestigio reale sempre più indiscutibile: ma a lungo andare questa politica nell'Alto Nilo non gli riuscì: è difficile dire ora quale rapporto vi sia tato tra europeizzazione del paese e rivolta mahdista, ma è sicuro che gli Inglesi eppero volgere le popolazioni nubiane contro il Cairo, additandoglielo. come la sede in cui era decretata quotidianamente la loro condanna alla schiavitù economica. A poco a poco l'Egitto evadeva dall'immobile e tardo clima africano carico di piombo di cielo e di sabbia terrestre, si alleggeriva del peso dei secoli misteriosi, si portava sulla balconata mediterranea, s'inquadrava politicamente nella « questione d'Oriente», faceva di sé uno dei maggiori dubbi che si affollavano sugli stretti intorno al «grande malato». Il paese nuovo cresceva cresceva, prendeva un posto negli affari europei — ma si svenava; si allargava nel Mediterraneo, a danno specialmente della Turchia, — ma pagava ad altissimo prezzo la sua promozione a Nazione, L'apertura del Canale vide in Alessandria e in Cairo la più fastosa e straordinaria compagnia di teste coronate che mai potesse vedersi fuori d'Europa, portò il meglio dell'Occidente nei palazzi alessandrini e cairoti. Un'Imperatrice, re e regine, cento ambasciatori, mille scienziati, migliaia di banchieri. Ismail conobbe un trionfo di tal gioia e qualità, che nessun altro monarca ha mai goduto — ma erano state spese somme folli, e la finanza piegò sotto il peso insopportabile. Il popolo cominciò a piagnucolare, i creditori reclamarono il loro con accanimento, gli Europei calarono sul Paese e scoprirono e denudarono in ogni angolo più recondito il vecchio e romantico Egitto fino allora immerso nel suo calore torpido e afoso, dietro il velo fitto e isolante dell'Islam. I contadini sudanesi, eccitati da mene europee, cominciarono ad aver fame, a Khartum scoppiarono anche delle: epidemie, î cotonieri della City presero a ‘boicottare la «fibra lunga», i principeschi parentadi del Khedive si sentivano minacciati e vacillanti; entusiasmi ‘e fedeltà svanivano ogni giorno di più, la Sublime Porta, reclamando. violentemente contro la disastrosa amministrazione, « mise in moto i suoi doveri e le sue responsabilità»: finanza statale, cassa pubblica, spese della Corte — come condizione alla concessione del prestito internazionale — furono sottoposti a controllo delle Potenze europee, Nel ‘79, tredici anni dopo il trionfo dal Canale, Khedive Ismail, sopraffatto dai. guai e dalle ostilità, abdicava in favore del figlio Tewfik, scontento di andarsene ma contento di aver fatto tutto quello che aveva
fatto, e speso tutto quello che aveva
speso. Qualcuno avrebbe voluto dirgli di restare, nessuno osò. S'imbarcò, raccontava Fuad, e la nave «andava leggera perché portava.una coscienza pulita ». Francia e Inghilterra avevano grandemente beneficiato dell'apertura del Canale, che aveva avvicinate alle due metropoli i possedimenti africani ed asiatici; ma le due finanze occidentali avevano partecipato con i maggiori vantaggi politici e capitalistici alla splendida impresa, e da quel momento, interessate al mantenimento dell'ordine in Egitto, si accostarono ai severi giudici di Ismail ed ai suoi avversari, lo misconobbero, lo abbandonarono. Solo da Roma venne l'atteso invito, franco e spontaneo: il Re d'Italia offrì alla famiglia hediviale amichevole ospitalità, anche se Ja piccola Italia ufficiale era stata esclusa dall'impresa del Canale, ‘e. pareva provvisoriamente disinteressarsene. Ismail si rifugiò a Napoli, con la famiglia irrequieta e distratta, la poca Corte rimasta fedele, qualche principe minore, alcuni turchi frondisti, servi ‘abi e ‘nubiani,
cavalli, argenterie, sete, tappeti.
b
Nella memoria di Fuad era rimasto netto e vivace il ricordo dello sbarco alla Immacolatella vecchia della famiglia attristita dall'esilio inatteso, e incuriosita dall’arrivo tumultuoso e allegro nella vecchia Napoli che oggi nessuno ‘potrebbe ‘de-
rienze
che
feci
in
Italia
mi
formarono»
—
ripeteva
trent'anni
dopo — «i sei anni che passai a Roma mi diedero coscienza di me, di quello che potevo e della condizione di cose che in Europa si disponeva favorevolmente ai’ casi che mi erano necessari, ed alle mie aspirazioni»
L'Italia usciva dalla minore età; alleata nella Triplice, cercava la libertà fuori dell'alleanza: la potenza, l'avrebbe un giorno trovata addirittura contro l’alleanza, La vita costituzionale e parlamentare del giovane Paese, il cordiale contatto tra monarchia e classe dirigente, l'industria e la banca nascenti, il giornalismo già robusto; il poter egli addentrarsi nelle quinte della nostra azione diplomatica, delle nostre relazioni ufficiali e solenni con l'Impero Austro-Ungarico e con la Germania bismarckiana, e dei nostri rapporti ufficiosi e cordiali con la Francia e l'Inghilterra che avrebbero dovuto facilitarci l'installazione nel Mediterraneo — costituirono per lui campi vicìni, vasti e densi di esperienza, che nessun altro Stato europeo gli avrebbe consentito di percorrere; non solo si addestrava ai metodi e ai finî*dello sforzo di una giovane Nazione per allargarsi il posto nel mondo; ma l'Italia offriva a lui, straniero in tutta l'Europa, l'occasione di crearsi una rete di amicizie importanti, di quelle che giacciono come forme inutili e letargiche per lungo tempo, e che d'un colpo si tramutano in realtà fruttifere e preziose, se galvanizzate al momento giusto da un carattere che sappia prepararsi agli eventi, e predisporre gli eventi per sé. Il Principe s'era anche fatto bel giovanottone galante e ins'nuante, simpatico e disinvolto. La posizione di privilegio che i nostri Reali gli avevano accreditata presso ministri e generali, dame di corte e diplomatici, scienziati e burocrati di alto Re Fuad lascia la sede della Legazione d’Italia al Cairo, al termine di una visita a S. A. R. il Duca d'Aosta. rango, gli dava agevole modo di veder da vicino le cose deSotto: Re Fuad, assieme al nostro Sovrano, durante il suo soggiorno a Roma nel 1927. licate della nostra vita nazionale, i giuochi abili dell'intelligenza italiana, il funzionamento delle grandi pazienze e degli accorti sive il KAMive inasprito e rassegnato, i consiglieri preoccupati dell'avvenire e colpi della politica interna ed esterna. Particolarmente gli premevano i nostri rapToîfati dall'actoglienza cordialona delle autorità italiane premurose e deferenti, porti con la Francia e l'Inghilterra, i due grandi occidentali con i quali egli noîthé das sicuièzza del degno alloggio. La lunga fila delle carrozze reali si snodò sentiva che avrebbe avuto prima o poi da fare, e paesi non gli erano preclusi dalrapiGimente, cariche tutte del seguito e dei bauli, tra la eccitata e partecipe prel'amicizia equilibratrice di quell’Italia che pareva che ed era piccola, ma nella cui senza di migliaia. di napoletani accorsi «a vedere i turchi»; s'incamminò verso la fatale crescenza tutti credevano fermamente, come in un fenomeno naturale cui placida larga Portici vesuviana, architettata nello stile neoclassico del primo 800 era saggio accomodarsi in anticipo. i nostri gravi problemi sociali ed e stretta qua e là nei colonnati aulici del Vanvitelli. La sera, dopo due ore di economici, la legislazione che evolvevaStudiò a misura aumentava, s'avtrotto tra i paesoni appiattiti lungo il mare cristallino, arrivo un po’ mesto alla Favicinò a una complessa realtà, si aggirò più cheche poté‘il Paese nel meccanismo vorita, antica dimora di re ispano-partenopei e sontuosa garconniére di Ferdinannostra vita; acquistò e rese esperto, oltre tutto, il suo modo di vivere da Re,della rie do IV e dell'anch'essa nasuta Duchessa di Partanna, Sulla soglia, l’augurale bene tenne il gusto e la misura della Corte, il rispetto dei valori dell'intelletto e della arrivato degli ossequiosi incaricati dei padroni di casa, Umberto e Margherita, che cultura; affinò il suo spirito conducendolo dalle passioni orientali all’equanimità da Roma avevano diretta e raccomandata l'installazione negli enormi stanzoni setoccidentale, Imparò a collocare teoricamente la persona del Re e l'istituzione della tecenteschi, tra i mobili dell'effimero e cafone «impero» murattiano e le maioliche monarchia al di sopra di tutto e di tutti, accanto a tutti ed a tutto. policromate di Carlo II. Poi gli esuli videro allontanarsi le livree rosse dei cocchieri Quando nel 1892, dopo un breve soggiorno apraticamente Vienna, dove nacquero in lui le prime del Re d'Italia nell'ombra del parco, che si rifece discreto e silenzioso dopo di aver aspirazioni al trono d'Albania, lasciò l'Italia per recarsi a Costantinopoli, per rive. accolto con tanto garbo e semplicità tutto quello che restava di un meraviglioso dere il padre tornato al Bosforo, a calarsi nel clima di cui s'era nutrita per mezzo racconto orientale. secolo la sua famiglia, sapeva che avrebbe voluto essere Re: chi sa quando, chi Comincia l'esilio. Da allora Fuad vivrà in Italia, legherà i suoi sentimenti al nostro sa come, ma Re, Re di un paese. Non ebbe più dubbi: lo da un trono paese. È giovanissimo, ma sente e vede tutto. Una sera il padre, con voce piana e difficoltà che parevano insormontabili, ostacoli di persone separavano e lo face: scandita, serenamente, dopo avere entro di sé ripercorsa la propria vita, gli ha vano sgomento, e il tempo — il tempo che doveva durare 25 diannicose—: che ma lo avvi. detto: — L'Italie nous à accueilli avec bonne gràce et amitié, nous devons beaucoup cinava al sogno allucinante la sua volontà di macigno, l'orgoglio familiare, la cer: à ses Souverains, mais sache, mon enfant, que nous sommes maintenant comme tezza che Margherita gli aveva data la sua suggestiva assistenza. des particuliers. — Fuad capiva certo che la vita era completamente mutata, ma Lasciò Roma per l'Oriente, con l’animo gonfio di chi si stacca dai Juoghi-delle spequanto a prepararsi alla vita del privato, in Italia o altrove, a questo l'impetuoso raranze per avviarsi a quelli della conquista,
gazzo non aveva mai pensato, né intendeva ancorarsi a questo proposito borghese e rassegnato, Era ricco di spirito vivo e di ambizione, molto soddisfatto di sentirsi colmo di tanta sicurezza di sé. Quando studiava nella grande stanza sul mare di Portici, contro gli scogli profumati le onde facevano lo stesso rumore ritmico, pacifico e solenne, nella notte napoletana, di altre onde che per più di dieci anni egli aveva sentito battere contro gli scogli della rada di Alessandria. Così finiva la Sua infanzia egiziana, e cominciava romanticamente la'sua gioventù italiana. In Italia Fuad rimase, con varie interruzioni, una quindicina di anni, il periodo della formazione: vi giunse ragazzo, se ne andò uomo, e Principe. Aveva portato con sé naturale e forte ingegno, «volontà di acciaio scortata e organizzata da tenacia vasti e legittimi sogni di comando, considerevole abilità nella lotta per la vita; il resto, tutto il resto, lo ebbe da noi; dalla cordiale saggezza di Umberto, dalla finezza persuasiva di Margherita e dalla sottile accortezza di Vittorio Emanuele; poi dalle qualità di tutto il popolo italiano, e dalle circostanze di grande importanza politica che il nostro Paese attraversava in quel periodo. I sei anni di Napoli li trascorse accanto al padre. Ismail dava feste e banchetti, ma soffriva profondamente la nostalgia dell'Oriente più che del trono perduto, e il figlio gli fu di grande conforto nella vita non solitaria ma insomma estranea a quella della Città. Cortigiani da lui stipendiati e dignitari opulenti arrivavano dall'Egitto, trascorrevano l'inverno mondano nella brillantissima società napoletana di allora; Principi e Principesse egiziani erano diventati ornamento indispensabile delle grandi case patrizie della Riviera di Chiaia o del Rione Amedeo, ma ripartivano con l'estate per altri siti, e così mantenevano il contatto tra la Patria lontana e la terra adottata per dimora. Fuad, protetto da presso dalla affezione dei nostri Reali, conobbe D'Annunzio e Schilizzi, ebbe amici donna Matilde e Sangineto, avvicinò Scarfoglio e Michetti: ragazzo com'era, «Fuadino» seppe prendersi il cuore di tutti; intelligenza ed energia balzavano da ogni suo atto, da ogni pensiero, S'ingentiliva, s'aggraziava, si faceva Principe accanto al figlio del Re d'Italia, era accolto dovunque come un giovanissimo esule che un giorno o l’altro, in qualche regione di Levante, forse proprio nel fatato Egitto dei Pascià, delle moschee e delle tombe faraoniche, si sarebbe incontrato faccia a faccia con un virile e splendente destino, lo avrebbe agguantato e tenuto ben stretto, per sempre. Avanzava negli studi, che compì anche da alunno della illustre Nunziatella, soldatesca scuola di re, fino a quando, pervenuto a sedici anni, fu trasferito all'Accademia di Torino: ora Fuad rissumeva e riaccendeva tutte le speranze paterne. Egli doveva camminare camminare camminare. Piombò tra i militari piemontesi col gaio rumore delle sue maniere prese în prestito ai meridionali; rimase nella capitale dei Savoia circa due anni, si legò d'amicizia con vecchi e giovani ufficiali del nostro Stato Maggiore, vide un mondo nuovo, chiuso e duro, ma ricco di nobiltà morale. Dentro cominciava a fermentargli un desiderio vago ma mosso di salire, salire in alto, e le sue preferenze nella scelta delle relazioni andavano istintivamente a quelle categorie di Italiani dalle quali aveva da apprendere per la sua
vita futura, agli elementi politici e militari di cui egli sentiva che un giorno avrebbe
dovuto circondarsi: i generali cominciarono a interessarlo molto più delle donne, Fu ufficiale tra gli ufficiali, guadagnò con fatica e con merito le spalline di sottotenente del 13° artiglieria, disse presto addio alle trattorie piemontesi, e nella sua bella uniforme nera e gialla si presentò a Corte, si fece destinare al reggimento al Macao, sì stabilì a Roma: cominciò qui la sua incredibile vita politica. — «Le espe-
(Continua)
ROBERTO
CANTALUPO
SCARAFLONMW.: E LINEA MAGINOT
Come ha annunziato dinanzi al Parlamento il ministro della Guerra Hore Belisha, l'Inghilterra ha inviato finora in Francia 158.000 uomini e 25.000 veicoli che hanno raggiunto le posizioni assegnate. Qui vediamo una colonna di carri armati mentre attraversa un villaggio presso la frontiera (sopra) e un bivacco di truppe di fanteria, in marcia verso le linee (sotto).
A sinistra: la « Royal Oak » di 29.150 tonn. affondata in seguito al siluramento da parte di un sommergibile tedesco. - Sotto: la più veloce corazzata britannica, la « Repulse », di 32.000 tonn., che i tedeschi affermano, e gli inglesi smentiscono, essere stata danneggiata e messa fuori combattimento dallo stesso sottomarino che ha silurato la « Royal Oak ».
Me
come per ascoltare la Messa grande, l'abito scollato e diamantato non è necessario. Sarete le pie, le elette ascoltatrici d'un nuovo ordine d'Umiliate, per voi sonando in cantoria, anziché un organo, un'orchestra. Sarete le Poverelle inchine sulla pura fonte dei suoni. Sarete le penitenti dell'anima armoniosa, E allora, vedrete, a poco a poco la signoria consisterà nel non dimostrarne alcuna; e colei che avrà l'aspetto più dimesso, essendo venuta a piedi da più lontano, sarà citata come la più devota, cioè la più nobil: del consesso; e quando si ridaranno l'Orfeo di Gluck o la Vestale di Spontini, questo avverrà, prodigio divino concesso alla contrizione vostra: che quegli immacolati capolavori vî riveleranno, finalmente, una grandezza che sinora foste incapaci di comprendere. Sì, questo miracolo si vedrà alla che mentre nell'abito chiassoso, una volta, voi non potevate capire che gli Scala: acuti del tenore, adesso nel vestitino di poche lire, saprete intendere anche gli accenti del genio, Perché lo Spirito, signore mie, non sa raggiungere che la semplicità; così come la rugiada della ' A SCALA, E IL MODO D'ARRIVARCI. — Le signore amiche mie sono preocnotte (è Salomone che"l'ha detto) non si dona che agli steli umili della terra. cupatissime del problema dei trasporti, circa la prossima riapertura della 4) Le tre precedenti considerazioni hanno certamente toccato il cuore di tutte le Scala. Private delle automobili padronali, esse non si rassegnano all'idea d’avmie lettrici convertibili. Restano, certo pochissime, le altre: le luciferine, le superbe; viarsi in vettura da piazza, o pedibus calcantibus, alla volta del nostro grande coloro che a nessun costo accetterebbero il biciclo o il calesse né, tanto meno, il - tempio armonioso; e addirittura si ribellano alla proposta, fatta giorni or sono da mezzo pedonale, Soltanto le auto, secondo loro, rendevano possibile il loro arrivo un ignoto «Ipsissimus» nella Stampa della Sera, di raggiungere il teatro in bicialla Scala con tutte le dovute apparenze del fasto e del trionfo. Aut sint, aut non cletta, oppure in tandem, ovvero in ciclo quadriposto o pentaposto. Preoccupato, sint: come appunto diceva quel Pontefice, non però alludendo alle auto, ma ai Gea mia volta, circa la sorte di «Ipsissimus», per la cui temerità una lettrice vorrebbe suiti. Che dirò io allora alle orgogliose? Che loro consiglierò, nelle serate di gala, destinati i più crudeli supplizi, m'affretto a richiamare le suddette signore a un quacome veicolo adatto a raggiungere il nostro tempio musicale? In verità io non druplice ordine di considerazioni: veggo che una soluzione: un po' strana, forse, ma non tanto quanto parrà a prima 1) La bicicletta non è affatto ridicola, né plebea, come certi esteti da dozzina prevista. La fauna dei nostri giardini pubblici comprende ormai degli struzzi, dei drotendono. Dipende dal punto di riferimento. Se si riguarderà alle cicliste cogli stessi medari, dei cammelli; qualcuno anche degli elefanti e delle pantere, Non 'è forse il occhi dell’anno 1895, non salterà alla vista che la goffaggine delle maggiostrine imcaso d’indicare alle nostre dame, come cavalcatura, una pantera o ‘altro felino del piccate sulla crorchia e dei pantaloni a sbuffi. Ma se, viceversa, si ripenserà alla digenere, benché il sapiente Leo-Tse sia appunto raffigurato, sicuro e sorridente, sul vinissima Diana ed al superno Apollo cavalcante le «celesti rote» del sole e della dosso d'una tigre reale. Ma poiché gli elefanti soffrono benissimo d'essere insellati, luna, ecco che subito l'immagine velocipedistica s'illuminerà di ben altra luce. Vero e appaiono per giunta, come mezzo di trasporto, estremamente decorativi, non so che Diana non porta maggiostrina in testa, e che Apollo riduce ad una «zona », ch'è perché le nostre signore si priverebbero di fare il loro ingresso ai teatri d'opera ca‘ancora meno d'una maglia, il suo costume di ciclista. Ma forse che gli abiti da sera valcando un elefante asiatico, come la fidanzata di Tarzan, o come la sposa del delle nostre donne sono molto più consistenti d’una «zona» divina? Vengano esse rajah. Ché se la mole d'un pachiderma paresse loro troppo cospicua, potrebbero condunque, scollate e ingioiellate, e vengano senza timore a cavalcioni delle «rote» tentarsi d'uno struzzo, come Saturnino Farandola, oppure d'un cammello, come non più celesti ma terrestri; vengano in tandem o in pentaposto, eretta fronte ed l'arabo del deserto o come l'ambasciatore della canzonetta. Il noleggio sarebbe faanimo sicuro al loro teatro gloriosissimo, Come scintilleranno, alla luna invernale cilmente ottenuto, le sere di cerimonia e di «prima», da parte dei vari giardini zooe ai fanali di piazza, i raggi del biciclo apportatori d'un bel sorriso o d'un fulgido logici, e la parata avrebbe tutta la pompa richiesta dalle circostanze, per corsi prinmonile! Sarà un fuoco incrociato di baleni: e vi soggiaceranno attoniti i nostri occhi cipali e i, viali alberati delle città. allucinati. Non credete dunque, lettrici care, che la vostra seduzione possa splendere Credo d'avere, a questo punto, sufficientemente erudito le mie lettrici circa un anche in bicicletta? Quarant'anni fa, ch'era pure un tempo in cui le cicliste veproblema che, se non erro, attualmente le preoccupa più d'ogni altro europeo, e mi stivano male, fu pedalando che Cleo de Mérode attrasse l'attenzione d'un Re, e fu auguro che, în grazia dell'istruzione, nemmeno una manchi al grande appello della correndo nei sotterranei dell'Olimpia, ch'era allora un velodromo, che Lina Cavasera di apertura. Messa t'ho innanzi, o signora senza automobile. Omai per te lieri s'impose all'attenzione d'una città, divenuta a poco a poco l'ammirazione d’un ti ciba, mondo. E già allora la bicicletta era IL FASCINO È UN’OPINIONE. (Riparsa così conveniente alla femminilisposta a Melnati), — Melnati mio car tà, checché ne pensassero gli esteti, che © voi fingete la modestia; e allora finil leggiadretto personaggio di Olga nella gerò anch'io di darvi ragione. O la vi Fedora sorrideva alla fantasia di Giordastra modestia è autentica, nel rifiutarvi no proprio in quel costume di pedalatrid'essere compreso fra quegli « irresistice, annunziandosi al terzo atto in piena bili» a cui testé rivolgevo una lezione tragedia, con un'energica scampanellata! di divismo, e allora debbo tornare a 2) Non volendo a nessun patto riconci‘orrer insegnare nelle scuole. È molto strana quest'ambizione alla mia età, darvi torto. Sì, Umberto mio: io inseliarsi con la bicicletta, perché le vezzose dopo tanti anni di autarchia cerebrale, perché l’esperienza è divenuta per gno la vanteria agli attori e l'umiltà alle frequentatrici della Scala non ritrarrebme un surrogato della cultura. Noi accumuliamo fatti e dimentichiamo spettatrici; né mi pare di servire male, bero dalle loro scuderie di campagna, parole; ma le parole sono quelle scritte nei libri, parole di buon conio anche nell'apparente contraddizione, la dove certamente ancora sussistono nelche diventano idee, mentre i fatti, troppo spesso, diventano parole fuori di corso: buona causa del teatro, Così è: occorre vecchie monete dal collo lungo. La mia vocazione è tardiva e somiglia alla l'uligine e nelle ragnatele, le carrozze a che chi recita torni. a presumere di se fede che spunta ìn articulo mortis. Fra tanti dubbi, l'uomo rinvia all'ultima ora, cavalli del babbo o il tiro a quattro del Stesso; che chi l'ascolta torni a farsi realle recentissime, il quesito più solenne; e lo risolve affermativamente per aprirsi nonno? Nelle stesse loro condizioni, manmissivo, L'efficienza, e quindi la fortuna il Paradiso, cando, la Packardt o la Roll-Royce, le scenica, non è possibile che sia una vangentildonne inglesi hanno saputo rimetteIl mio paradiso sarebbe un’uula con tanti ragazzi, come l'ho vista lunedì alla riataggiosa sproporzione tra la supponenza re în moto l'antico mail-coach: e già in pertura delle scuole. Io sono stato allievo affezionatissimo e ho ripetuto qualche dell'uno e la contrizione dell'altro. Anqualche transito cerimoniale s'è udito, anno proprio per affezione ai maestri. Anche allora, era dissidio tra le generazioni; che a teatro, come in ogni sede di sugcome una volta, la tromba del postiglioe mio padre, non comprendendo il mio attaccamento, mi faceva passare da una gestione, sono necessari un incubo e un ne in marsina rossa levarsi ad annunziascuola all'altra; e quando le ebbi girate tutte, mi spedì prima a Messina, in prisuccube. Dunque, attore superbo e spetre l'avvento della dama avviata ad una vato insegnamento, e poi a Catania a sostenere il pubblico esame di licenza liceale. tatrice rassegnata! Questa porti il vestito «prima »o ad un Gran Premio: cornetSicilia gentile! di bigello; quello sfoggi la clamide reta dilettosa, che dopo tutto, insieme alSe fossi maestro, insegnerei a*mio modo. Parlo sul serio: insegnerei a mio modo, gale. L'una sia più attenta e intenta che lò scalpito dei corsieri, fa assai migliore secondo la mia coscienza, e mì sforzerei di essere innanzi tutto un educatore. Ai può; l’altro, più che può, splendidissieffetto, e assai più conviene alla doppia miei tempi, si odiava la scuola pei troppi libri e pei troppi appunti, che spesso non mo e fatale. Ma ora voi mi fate sapere, aristocrazia del grado e dell'avvenenza gi cavavano dai libri ma erano dettati dalla cattedra; e ci si domandava perché per mezzo d'una lettera aperta ch'è già” mai si sceglievano e s'imnonevano testi così ponderosi quando bastava un quaderno che non l'ansimo d'un motore, lo stridotroppo eloquente per essere un documena riassumere lo scibile dell'annata. Conoscevamo tutte le date illustri, in bell’orre d'un freno, lo strazio d'un clakson. to d'umiliazione, come fra gli attori afTo ho buona memoria, s3 non lunghisdine, aurea cronologia, e è primi versi dei grandi poemi, in Italiano, in Latino e în fascinanti quali Cimara e De Sica, o Greco; ma l’anima di questa poesia ci fu nascosta, come ignoto rimase per noi lo sima vita, e ancora mi ricordo di quancome un tempo Carini e Carminati, voi spirito dei cantori. La vita somigliava a un calendario. Un mio compagno, sgobbone do, alla Scala, si arrivava in carrozza non vi sentite d’andare annoverato, Ebe testone, che aveva le orecchie ad ansa. gli occhi vitrei e il cranio massinelliano, anziché in automobile. Come per San bene: e che ne sapete voi? Il fascino è immarava a mente anche i commenti della Divina Commedia secondo le notazioni Siro, posso dire per la Scala che la un'opinione. Anzi, è un mistero, Voi del Brunone Bianchi; ed era, naturalmente, il primo della classe. E che sapevamo presenza dei cavalli e degli staffieri dava dite che siete brutto. Lo era anche di geografia? Nomi su nomi, aquatici e terrestri: quasi tutto trasformato. E di storia? ben altro lustro agli arrivi ed ai ritorClark Gable, prima di scoprirsi irresiOrazio Coclite e Muzio Scevola e Pirro che finì con una tegola in testa e Pietro ni. Perché non si rievocherebbe, obblistibile: con quegli in in prestito, Micca c’impressionarono molto; ma condottieri e capitani, guerrieri e statisti, digati dalle circostanze, e facendo d'un con quegli orecchioni rientrati! Lauzun plomatici e legislatori si confusero nella nostra fantasia e si appiattirono nel nodovere un'eleganza, quella visione annon era bello, Casanova non era belstro cervello: furono più maschere che volti. Nessuno ci spiegò, con la parola viva, tica così piena di rito, di grazia, di calissimo, La Bellezza non è mai obbele sofferenze gli ardimenti gli eroismi le virtù della nostra gente e della nostra stigatezza, d'elezione? Parrebbe un giodita, col «bi» maiuscolo, tome col @vi» stirpe. La storia era materia d'insegnamento e non nutrimento spirituale. Senco, .e sarebbe un insegnamento. Venenmaiuscolo non è mai osservata la Virtimmo e subimmo dunaue la burocrazia del sapere; e il sapere senz'anima rende do a teatro con meno fretta, le signore tù. Se ciò fosse, noi saremmo divini e più presuntuosi che colti, migliora forse il cervello. ma peggiora il cuore. Intere ascolterebbero con più riposo. Quindi, non umani; né la fangosa origine e il generazioni sono arrivate al rigoglio con coonizioni libresche, ma senza interpretacon più giustizia. Né essendo più i loro peccato originario ci obbligherebbero ad zioni umane. Per mio conto, vorrei che l'insegnamento avesse sempre un ardore nervi acustici falsati e guastati dagli essere continuamente iniqui, sia nel giu. lirico e spirituale, anche nelle materie più aride ed astruse: ed esaltasse tante cose scoppi dei motori, esse non troverebbero dicare che nello scegliere, Ora le donne contemporanee, non soltanto la rivoluzione francese, Carlo Magno e i suoi paladini. più il loro gaudio soltanto negli acuti vi dicono di sì, o Melnati, ed è inutile Il nostro sforzo, dalla Grande Guerra alla Rivoluzione, dalla Rivoluzione all'Impero, del tenore Lauri-Volpi, ma anche nelche voi diciate di no, Se la vostra umildall'Impero alla Spagna è materia viva d'insegnamento; e si può aggiungere con la buona musica, nella sua vera esprestà non facesse i buchi, come il mandecoro ed orgoglio ai vecchi manuali che ci prospettarono i patrioti e gli eroi come sione e nel suo sentimento memorabile. tello di Antistene agli occhi di Diogemummie impagliate, senza gesti né voce. 3) Ammesso che il cocchio non 10 posne, ed io non ci vedessi, per traverso, Per essere veramente italiani, dobbiamo avere una educazione nazionale, senza sediate, e concesso che il tandem non un’ambizione di più — e cioè quella intrusioni esotiche; e la scuola deve avere perciò un sigillo fascista. Lo sa bene vi garbi, perché non vi rasségnereste, d'essere creduto modesto, oltre che irGiuseppe Bottai, scrittore, professore e ministro. Se potessi insegnare, mbstrerei ai clementissime signore, a fare a meno di resistibile — vi persuaderei alla mia temiei ragazzi la carta d'Europa e puntando il dito sull'Italia. direi loro: ogni mezzo di trasporto? La Scala è un si con ben altri esempi. Ma a che pro? «Guardate, ragazzi, questa nostra penisola è tra tanta brava gente che ci fu asilo d'arti, cioè un convegno d'amore, Alessandro De Stefani ha già proposto amica e nemica nel tempo lontano, che restò tra noi e se ne andò, che subimmo e e per accedervi con dei trasporti amol'abolizione della critica teatrale; ed io scacciammo, che più prese che diede, sebbene apparissimo poverissimi. Questa norosi non sono indispensabili dei trasporti non voglio già estendere quella degli stra Italia dai cinque mari, Sirena fra le Sirene, anche nel servaggio fu prima in di quattro ruote. Come già vi disse «Ipattori sino a discutere i loro vezzi perciviltà, prima in ardimento. con le sue siomorie e le sue repubbliche, ì suoi condotsissimus », si tratterà di ridare alla vosonali, Se ciò fosse possibile, comintieri e i suoi artisti. Tutti la dissero bellissima, e perciò l’ambirono; ma nessuno Stra traslazione il senso remoto, severo, cierei col ricordarvi che anche De Steaggiunse all'ammirazione il fiore della riconoscenza e dell'amore, forse perché la patetico e poetico del pellegrinaggio. Safanì, a suo tempo, è stato ritenuto un nostra terra è già un olezzante giardino. Abbiamo troppe filie e troppe fobie. rete le pellegrine della sacra musica, uomo irresistibile: e proprio, a prima Guardate, ranazzì, questa nostra Italia ha la forma dì uno stivale. Voi mi capite. le viatrici del bel canto e dell'alta sinvista, non sì sarebbe detto. Si tratta, Anche noi abbiamo rifatta la nostra carta, non soltanto quella della scxola, ma fonia. Ma avviandovi, allora, alla Scaper l'appunto, d'una discussione imposquella geografica; ed è stato un prodigio, ragazzi, un ‘vero prodigio di Mussolini, la, come al Duomo, che v'importerà d’insibile. E allora tenetevi il vostro fascino. perché avevamo più vanghe per la terra che ferro per le battaglie ed eravamo dossare una sottanina di bigello anziE che duri più che può; e che Dio ve esposti a tutte le minacce e a tutte le tempeste, dal mare e dal cielo. Eppure, siamo ché l’ultima creazione dei più fantasiosi la mandi buona, andati innanzi. così innanzi, che possiamo dettar la legge: e la nostra attesa è sarti italiani? Per intendere Wagner, oggi lansia dell'Universo». ADOLFO COTRONEI MARCO RAMPERTI
OSSERVATORIO
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INSEGNAMENTI
BATTUTE DI GUERRA SUL FRONTE FRANCESE
Qui sopra: Grossi calibri d'artiglieria francese coperti di frasche per sfuggire agli osservatori dell'aviazione germanica, sul fronte occidentale. - A sinistra: originale fotografia di un pezzo d'artiglieria nelle linee francesi. - Sotto: una pattuglia francese n passate dall'uno all’altro dei contendenti nel periodo i
Qui sopra: una pattuglia francese, in un punto del territorio tedesco occupato a primo momento e oggi sgomberato, esamina un gruppo di mine tede‘sche rinvenute durante una ricognizione. - Sotto: il generale Gamelin, co‘mandante in capo dell'Esercito francese arriva al Quartier generale
2796186
DI Visioni di guerra sul fronte francese. Reparti di fanteria avanzano nella zona denominata « terra di nege
suno »cercando di ripararsi con gli zaini, in prossimità delle linee tedesche,
UOMINI
DONNE
E FANTASMI
ARTE E MIRACOLI DI MACARIO cinematocrari tornano ad affollarsi. Un po’ forse a causa della stagione avversa, un po' per la penuria dei teatri. Fatto è che, specie di sera, la gente fa ressa intorno agli sportelli dei biglietti e riempie in un batter d'occhio platee e gradinate. E questo sopratutto importa, Che poi i film siano belli o no, che il pubblico si diverta o si annoi, è una questione secondaria. Almeno dal punto di vista finanziario... Ma mi pare di capire che le esigenze degli spettatori siano molto scemate. In genere ci si contenta di poco: di passare cioè un'ora o due al riparo
delle intemperie, senza pretendere il capolavoro. Che non c'è e non potrebbe esserci, specie di questi tempi in cui anche
il cinema deve segnare il passo. Del rimanente
È arrivato il campione
e Fernandel), e Imputato alzatevi (con Macario),
la media, almeno nelle ultime settimane, può dirsi assai buona. Due film comici, (con Raimu
‘un film romantico Il sogno di Butterfly (con la musica di Giacomo Puccini) e infine quel Giglio insanguinato che vedemmo vari anni fa al « Convegno» e fu uno dei primi film di Duvivier apparsi in Italia Un Duvivier in stato di grazia, senza
molto mestiere (quel mestiere che poi, nei film successivi,
gli ha preso un po”
troppo la mano) e con una vena di poeta. Mi sembra che ci sia da scegliere e da contentarsi. E se È arrivato il campione ha indubbiamente perduto, nel « doppiato», parecchio umore e l’aria, la grassa comicità marsigliese che circola nell'originale, in compenso Imputato alzatevi, cui collaborarono una diecina dei nostri più noti serittori umoristi, non fa, nel suo ambito, una grinza, Con questo film Macario entra trionfalmente nel regno di Cinelandia, Chi l'avrebbe detto, una diecina d'anni fa, quella sera, a Torino, che lo vidi interpretare la prima «rivista» di Biancoli e Falconi i quali incominciavano allora la loro proficua collaborazione e venivano alla ribalta, sotto lo scroscio degli applausi, un po' timidi e smarriti, tenendosi affettuosamente per mano come due scolaretti il primo giorno di scuola? A quell'epoca la fama di Macario non passava, credo, la cerchia della sua città, i confini del suo diletto Piemonte.
La sua
comicità
di finto tonto,
con
la faccia
pienotta
segnata,
in
mezzo alla fronte, da un ricciolo ribelle accuratamente impomatato, e gli occhi bovini, piaceva sopratutto alle platee dei teatri popolari, alle «madamine » delle recite pomeridiane della domenica che forse ritrovavano in Macario l'accento e i modi dello scomparso Gianduia, quel Gianduia ridarello che tanto commosse la musa nostalgica di Guido Gozzano, e insieme lo spirito bonario del vecchio Piemonte, la nervosa grazia comica della Torino sabauda. Da quei tempi oramai lontani, ma il cui ricordo è ancor vivo in me, profumato di vecchi giardini regali, di caramelli e di gianduiotti, Macario ha fatto molta strada e ha conquistato mezza Italia, facendo ridere le platee del sud come quelle del nord e spingendosi fino alla conquista delle isole con la tenacia e l'astuzia del vero piemontese. Di conquista in conquista eccolo ora giunto al cinematografo col suo passetto rapido e la sua maschera impassibile, Nessuna meraviglia che si sia trovato subito benissimo in quel mondo per lui nuovo, tanto è sensibile la sua facoltà di adattamento e duttile la sua intelligenza. Del resto bastava che Macario ripetesse sullo schermo, con qualche leggera variante specie di ritmo, il suo precipitoso gioco scemico, quella sua impareggiabile mimica che solleva l'entusiasmo delle platee teatrali, E il più era fatto. Si poteva dubitare delle sue qualità fotogeniche. Ma anche queste, alla prova, sono risultate ottime, Sì che nulla si perde, sullo schermo, di quella comicità estrosa e puntuale, svagata e insieme calcolatissima, che forma lo stile del comico di razza. Infatti quando, lo scorso giugno, io vidi Macario a Cine-
città «girare» Imputato alzatevi (e precisamente la scena del tabarino che, con la
scena dell'iniezione di siero di cavallo, è la più movimentata e comicamente felice di tutto il film), lui solo, in codesto trambusto, era all'altezza delle circostanze: impavido e sereno come un capitano sul ponte della nave che affonda. E mentre gli
altri si davano un gran da fare, a lui bastava volgere gli occhi al cielo con uno sguardo tra implorante e angelico, o ravviarsi il ricciolino ribelle sulla tonda fronte o stringere a sé con gesti goffi e insieme animosi il bel corpo giunonico di Anna Gronda (una tedesca dal seno di Valchiria), per rimettere le cose a posto e far convergere su di sé tutti gli sguardi. In quell'occasione e credo durante tutto lo svolgimento del film, Mario Mattoli, che lo ha diretto, aveva ben poco da fare. Se ne stava infatti sprofondato nella sua poltrona direttoriale, senza battere ciglio © aprir bocca, Spettatore anche lui più che regista, E se mai il film ha un difettò è appunto questo: e cioè che il regista si è fatto troppo in disparte per lasciare mano libera all’interprete. Che il regista è stato troppo a sedere mentre l'interprete
stava troppo in piedi.
Se fossi Fosco Giacheiti protesterei. Per l'antipatica parte che gli hanno affidato in Sogno di Butterfly e la bruttissima truccatura. Giachetti è indubbiamente un
bell'uomo,
come
si ricorderanno
benissimo
quelle spettatrici
che lo videro,
nella
bianca uniforme di ufficiale coloniale, in Squadrone bianco di Genina, Ma in Sogno di Butterfly il truccatore, geloso forse dei successi femminili di Giachetti, s'è vendicato, conciandolo malissimo, Inoltre Giachetti non è solo un bell'uomo ma un cuore candido, Ha il volto scuro e l’animo chiaro; ha il cipiglio del cattivone e il candore del fanciullo. E qui, invece, nei panni di un musicista di non so bene che nazionalità, gli fanno commettere atti che Giachetti non commetterebbe mai, essendo nato sentimentale e romantico. Per ciò la sua interpretazione è così sbiadita, così poco convincente il suo gioco scenico. Film romantico si è detto essere questo Sogno di Butterfly. E chi conosce i precedenti film di Carmine Gallone sa benissimo come il regista di Scipione l'Africano e del Verdi
si butti a capofitto nel tenerume dei .sentimenti facili,
diffusi e scoperti, accompagnandoli con le musiche più insinuanti e lacrimogene. Qui il pezzo forte è naturalmente l’opera di Puccini dalla quale il film prende il titolo, cantata da Maria Cebotari che ha una bella voce ma una scarsa arte scenica. Guai se fra lei e Gia-
chetti non ci fosse, a rallegrarci un po’ l'animo e al tempo stesso a cambiare
l’aria pesante e lacrimosa
del film,
la vispa English e lo spassoso Almirante, che formano una coppia comica davvero bene assortita. Confessiamo
di non essere molto portati a capire e quindi ad apprezzare i film come Sogno di Butterfly che vorrebbero
farci
piangere ma non ci riescono. Tanto ci appaiono falsi sia nelle premesse che nelle conclusioni, nella pittura dei sentimenti e nello svolgimento dei fatti. Ma questo di-
pende certamente da un nostro mancamento. Di cui molto ci scusiamo non solo col regista illustre ma con tutti quegli spettatori che accorrendo a vedere e ad applaudire il Sogno, hanno dimostrato di capirne le segrete bel-
lezze e il forte «pathos». Noi crudelissimi confessiamo di essere rimasti piuttosto freddi sia di fronte al dram-
ma di amore di Maria Cebotari, sia di fronte alla cattiva azione di Fosco Giachetti. Forse, perché s'aveva ancora negli occhi, e in fondo al cuore, la stupenda visione dei
paesaggi canadesi di Marie Chapdelaine (Il giglio insan-
guinato) e il soave volto afflitto di Madeleine Renaud, uno dei più belli e sensibili e profondi volti di donna che si siano visti, da dieci anni a questa parte, sorridere e
Lucia English in una scena di «Il sogno di Butterfly» (Foto Pesce). - In alto: primo piano di Macario che in « Imputato, qlzatevi! » ha dimostrato di aver conservato, viva e schietta, la comicità tanto ammirata sulle scene (Foto Bragaglia)
piangere sullo schermo.
ADOLFO
FRANCI
OCCHIATE SUL MONDO
_
ta
Il Caudillo ha ricevuto a Burgos l’Ambasciatore d’Italia generale Gambara cl gli ha presentato le credenziali. Nell'occasione il Capo dello Stato spagnolo e l’Ambasciatore italiano hanno pronunciato vibranti discorsi riaffermando la profonda e leale amicizia che unisce l’Italia e la Spagna dopo gli aspri cimenti superati nel nome di un comune il generalissimo Franco arriva al Pal 0 della Divisione per ricevere l'Ambasciatore d'Italia
ideale. - Qui:
Ii generale Gambara gius inge al Pala: della Divisione a Burlenziali al Caudillo, - Sotto: il Duca or in Francia dove il Duca ha
Il Primo Ministro inglese, signor Chamberlain, anche nei moment gravi per iilsuo Paese non perde mai la serenità. Eccolo, mentre profittando di un pomeriggio di sabato, pesca in un fiumicello dall’acque poco profonde erché (nom si sa mai...) la lenza non debba impigliarsi in qualche periscopio Sotto: visioni di guerra in Estremo Orier teria giapponese che, passato un fiume, muot mo all'attacco di un centro di resister
era CI 33:
4 dica iii
Lotta libera al Teatro « Nazionale » di Milano. Makricostas torce elegantemente una gamba @ Pojello. - Sotto: Milano-Lazio (0-2). Lo dicevano gli intenditori: il Milano quest'anno darà dei dispiaceri a qualcuno! (Domenica scorsa ne ha dato uno ai suoi dirigenti).
La maratona internazionale della « Gazzetta dello Sport » a Milano. Il vincitore Francesco Roccati taglia il traguardo, - In alto: i concorrenti escono dall’Arena, - Sotto l’incontro pugilistico Spoldi-Di Jorio, a Roma. Un sinistro del milanese arriva al fegato del coriaceo Di Jorio. Spoldi ha vinto nettamente ai punti.
Partite tra cugini: Torino-Juventus (1-2). Una parata»di Olivieri (T.) a mezza altezza; Gabetto (3.) è pronto caso mai il pallone sfuggisse alla presa del portiere della nazionale, ma la fortunata combinazione non si verifica. - Sotto: ModenaVenezia (22). Bacigalupo blocca*mentre Tortora ostacola Sentimenti II.
LA FESTA DELL'UVA Svegliatevi dal sonno 0 briaconi che gli è arrivato il dì della È un'antica stornellata toscana, che ha tono di e che torna in mente vedendo questa pagina esaltante la regina delle ampelidee. Bigonce e panieri colmi d'uva, pàmpini verdi da farci millanta e più corone a Bacco e magari a suo padre Giove e al suo istitutore Sileno: è la festa dell'uva e del vino. Vino del Chianti, di quello trasparente come un'alba estiva, puro da star bene nell’ampolla dell’altare, rosso da far arrossire chi non ne beve. Sul barroccio che si vede qui a destra ce n'è otto fila di cardinalotti pronti per la festa. O via: che non vorremmo esserci anche voi ed io a celebrare codeste Ascolie? Un bicchiere e una danza, una strizzata di chicchi d'uva biondina e una carezza alla brunetta che non è uva ma il dolce sulla boccuccia rossa l’ha egualmente. Fermiamoci, perché non si dica che soltanto a vederne in fotografia di questo vino, quest’uva e queste fanciulle se ne può prendere una sbornia. Ma tu lettore, se vuoi, continua pure per conto tuo: dimostrerai buon gusto e buon carattere. (Foto avv. Biagini).
AVVENIMENTI SETTIMANA IN
DELLA ITALIA
Le squadre di operai addetti ai lavori della Mostra delle Terre d'Oltremare si radunano, in occasione della visita di S. E. Starace, per acclamare al Duce. - Sotto: il card. Schuster benedice la prima pietra del nuovo grandioso tempio dedicato alla Regina della Pace, che sorgerà a Milano alla Città degli Studi.
A Napoli il Ministro per i Lavori Pubblici, S. E. Cobolli Gigli osserva i piani della bonifica di Fuorigrotta, una delle più imponenti opere intraprese dal Regime per il risanamento della città. - Sotto: il Presidente dell'Esposizione Mondiale di Nuova York, accompagnato dal sen. Cini, osserva i plastici dell'E. 42.
Dal basso, nell'ordine. La cerimonia della leva fascista presso la nuova sede del Gruppo D'Annunzio a Milano. - Esperimenti contro gli aggressivi chimici nella piazza d'armi di Baggio, a Milano. - Il Federale di
Milano inaugura la nuova strada che porta alla Casa alpina del Dopola.
voro Civico milanese al Breuil. -Il Prefetto di Milano, avv. Marziali, visita le officine Tosi a Legnano. - Il Ministro per l'Educazione Nazionale; S. E. Bottai a Bologna, per l'inaugurazione dell’anno scolastico.
I modelli BARBISIO
possiedono un loro
stile inconfondibile che è il risultato di un armonico complesso di volumi. Chiedete al vostro fornitore di mostrarvi
i recenti modelli della stagione.
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Acovitdà INTERPRETAZIONE
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RISORGIMENTO ALL'IMPERO Lire
DODICI
In questo libro Giovanni Castellano si è proposto di far intendere soprattutto alla gioventù la vera essenza della politica che viviamo, esaminando il momento storico con atteggiamento spirituale libero da qualsiasi preconcetto. Ha studiato l'Italia di oggi sotto i suoi molteplici aspetti e nella relazione coll’Italia del secolo XIX, con l'intento di offrire una storia più che una cronaca dell'opera del Fascismo e del suo Capo: di orientare i lettori, facendo loro acquisire la piena consapevolezza dei fini pratici dell'ora e delle storture cui vanno soggette le dottrine troppo assolutistiche o più o meno unilaterali, dettate da particolari simpatie o antipatie, insomma, dal gusto,
UNA
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CURIOSITÀ
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STORTE E LEGGENDE DELL'APPENNINO E DEL PO In-8° grande con 243 illustrazioni
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VENTI
Questo libro — scritto da uno dei più illustri medioevalisti d'Italia — mostra che non occorre romanzare la storia per interessare il pubblico. Gli Appennini e la valle del Po nel Medioevo tra le grandi foreste, le città popolate e il dilagare dei barbari: la leggenda di Canossa; il castello delle Carpinete Matildiche; Dante a Bismantova e il Petrarca nei boschi di Selvapiana; diavoli e streghe della vecchia Toscana; Matteo Maria Boiardo, poeta gentiluomo; la prigione di un Re di Francia; papa Alessandro e le sue passioni; la bellezza di Lucrezia Borgia; profumi e veleni di regine e principesse; i luoghi dove nacque l'Orlando Furioso; il tramonto dei Gonzaga; Napoleone a un pranzo in una borgata di campagna; la casa dell'ultimo boia di Francesco IV; ecco tanti argomenti interessanti, narrati in forma piana ed avvincente, per il diletto e la meditazione di chi ama istruirsi e insieme divertirsi.
UN
GRANDE
ROMANZO
MARIO
ED
ORA,
(ROMANZO
DI
DI
GUERRA
MUCCINI
ANDIAMO! UNO
«SCALCINATO») Lire DICIOTTO
Ecco un libro destinato a restare — unico nel suo genere — per sempre nel cuore di quanti
esso è Îl vero volto della grande guerra. Quegli anni di eroismo sono talmente legati Insieme nelle ranno tile in cui l'autore ha voluto inquadrarli, che par di essere di colpo portati, coi soldati, sul campo dell’azione.
Figure tipiche. episodi toccanti, scene di terrore, agonie silenziose, spettacoli terrificanti, e su tutto una lar:
ga pace dominata dal sentimento profondo dell'autore che, raccontando la sua vita, altro non fa che personi.
ficare il fante italiano, quello « scalcinato » a cui la penna
del Muccini
ha dato anima
e colorito
magistrali.
RICHIEDERLI NELLE PRINCIPALI LIBRERIE O INVIARE VAGLIA ALLA CASA EDITRICE GARZANTI - MILANO VIA PALERMO 12 AGLI ABBONATI DE “L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA, SCONTO DEL 10%, SUL PREZZO DI COPERTINA, FRANCO DI PORTO
RUOTE
TUTTE»l.E
PER
CRONACHE
Signori, voglio mettervi al corrente — di quanto accade in questo basso mondo: — nemico della critica opprimente, che d'ogni cosa vuol toccare fl fondo, — vi dirà tutto in rapide battute, — senza guastarvi il sangue e la salute. Stalin
invita
il solito
AI nuovo autore de « L'Indifferente
discute se sia giusto e conveniente
due anni e rotti. Fortunatamente,
— al Senato, per strada, ovunque sia —
hanno affibbiato (bella ingratitudine!)
il sistema del « paga e porta via »,
con quel soggetto, ha fatto l'abitudine
ed ha potuto accoglier la sentenza, naturalmente, con... indifferenza
4
La guerra, in Francia, ha effetti impreveduti non vi son barbe più! Sono un. pericolo, per la difficoltà ch’hanno i barbuti
N (1
CÀ
e
SRI
d’applicarsi quel grugno un po' ridicolo. Sarà forse perciò che la censura sfronda i giornali con paterna cura...
La «Pravda » afferma; in modo disinvolto, che i Baltici son proprio soddisfatti, perché potranno in Russia fra non molto esportar bestie, fibre e manufatti
È
Sembra che, in cambio, in quegli staterelli la Russia esporterà... falci e martelli.
Il governo svedese è in preda al cruccio, perché, data la tattica sovietica, s'aspetta anch’esso il solito invituccic, e la cosa — si sa — non lo solletica. sei YI Y
Tr” Mate
Las
Compagno Stalin, siate più prudente: gli... svedesi s'accendon facilmente.
-
affermazione.
Le troverete ovunque. Non trovandole domeindi 9, che per alla S. A. Fiuggi (Anticolana), Roma, VialitroManin per ciascun tipo, spedizioni non inferiori a 24 bottiglie vi praticherà i seguenti prezzi: L. 3,50 per bottiglia di FIUGGI L 2,50 per bottiglia di ANTICOLANA (franco stazione destinataria nel Regno)
crudele epidemia, la « psittacosi »,
a
fra quei pennuti, già sì numerosi.
che sta facendo una carneficina
Ma gli Argentini dicono: — Pazienza! — Ne restano in Europa a sufficienza...
Nella Marina inglese hanno concesso a una signora il grado di « ammiraglia » È questa una carriera in cui il bel sesso, se non supera gli uomini, li eguaglia le donne, infatti, giovani o attempate, oggi son tutte molto navigate.
Afferma quel mede: mo. scienziato basta pensare a un dato avvenimento, volerlo, perché in modo inaspettato a volte se ne avveri il compimento
C'è un Ministro che intende ad ogni costo far boicottar le raccomandazioni vorrei saper se il diavolo è disposto
E ancor due mesi restano: è abbastanza! Nutrono, è moscoviti, una speranza...
a seguire anche lui queste istruzioni,
perché gli avrei, con tutti i sentimenti, raccomandato. alcuni conoscenti.
caso, illustre Bertagnoni In questo a 9 io vi offrirei metà dei miei milioni
E del resto, coi piedi, alcuni autori
scrivon dei libri stramietendo ‘allori
LA SCOMPARSA DELL’ ACI
|
Sla
Vi son,
qua
e là, propositi
di pace,
ma Londra li considera una beffa
(77777),
Penso a Parigi che acconsente e tace...
ita |
che scriverà sull'Oetivre, immaginate
oon] ) S'apron le scuole. Penso a Genovefa,
ALT)
« In Italia...
le classi richiamate! » ALBERTO
ziato italiano è ri
DA TAVOLA
varia...
A marzo morì il boia parigino, poi mori quello inglese; adesso è morto il boia di Sing Sing: oh poverino!. Questo, pei boia, è un anno di sconforto.
(Disegni di Manzoni).
sì compi con velocità diversa nelle diverse acque, e LA VELOCITÀ È MASSIMA NEL CAS O DELLA |
non
umanitaria!
Sostiene Bertagnoni sul « Corriere » che in ognuno di noi c'è un indovino Non gli do torto: anch'io s0 prevedere scrutando il chiuso volto del destino. Mi scade una cambiale e non la pago? L'avevo già previsto: oh cuor presago?.
riuscisse a render muta certa gente!
Questa
guerra
Colpisce i pappagalli in Argentina,
a suonar la chitarra ed il violino
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e che funesta le città indifese scorsi di ministri, gettandovi di cui grande è la lagna e maî E poi la chiaman
dall'Inghilterra, È questa la ragione
è un prodigio, lo so, non ci si crede,
benefattore dell'umanità!
w ai DI
per cui da tempo in qua Stalin affetta un suo contegno che ci sembra strano egli si sta allenando a far l'indiano.
Suonatore girovago, a Torino, c'è un monco che riesce con un piede
Sarebbe proclamato là per là
(È. —
Si presterebbe aì Russi l'intenzione di proteggere l'India, già protetta
Quell'ipnotizzator straordinario ch'è il professor Gabrielli, ultimamente,
fece parlare un muto... Oh se al contrario
Se c'è un uomo satanico, è l'inglese, che non disdegna i mezzi più sinistri
A
comunista,
È un mese che in America la gente
mentre, senza star tanto a chiacchierare, la Russia... porta via senza pagare.
N
deputato
si vuol ridare — ha detto a un giornalista ha l'impressione, al.suo pecchio mestiere: fra rape, zucche ed altri ortaggi varii, di ritrovarsi in mezzo ai suoi gregarii.
_
oppur gettarsi giù dalla finestra! »
un
erbivendolo un giorno, ora in prigione,
faROTE)
perché, venuta l'ora del banchetto, si sente spiattellar la frase d'uso, vale a dire; « O mangiar questa minestra,
s
Pillot,
Cori
« protetto »,
ma l'invitato resta un po’ deluso,
CAVALIERE
(Contin.
Organiz-
24)
Sn ne * D'intesa. col
giorni dal segreta» rio dei Giuochi 0limpici invernali di Garmisch Partenkirchen, sì apprende che i lavori procedono normalmente. La pista di discesa di Kreutzek è stata portata infatti già a termine e i lavori di tra. sformazione dello stadio di ghiaccio procedono a ritmo accelerato, Inoltre gli organizzatori tedeschi assicurano che sogiunte delle [c no prenotazioni di biglietti in numero tale da raggiungere il mezzo milione di marchi. — Tenendo presenti le date dei Campionati nazionali degli azzurri (23-28 febbraio a Cervinia) e di Il e III categoria (2-4 febbraio a Bardonecchia) l'attività agonistica sciatoria nella zona piemontese avrà inizio il 30 e 31 dicembre a Salice d'Ulzio col trofeo De Micelì per studenti. — ‘Due «cordate del Manipolo Rocciatori di Lecco hanno aperto sul Resegone due nuove vie di quarto e quinto grado. La prima cordata composta da A. Anghileri, P. Todeschini e G. Montanarini, ha scalato la parete ovest della Torre di Valnegra, giudicata di quinto grado. La cordata ha impiegato, a percorrere 200 metri, cinque ore, facendo uso di 25 chiodi di cui sette lasciati in parete. La seconda cordata composta da Anghileri e Todeschini, ha tracciato una via di quarto grado sulla parete ovest del Torrione Solitario, impiegando a percorrere 100 metri, un'ora e mezza, senza far uso di chiodi. #* Pugilato. Allo scopo di dare la possibilità a tutte le Federazioni pugilistiche delle Nazioni neutre di svolgere'la loro attività normale e dar seguito così alla disputa per il Campionato d'Europa, con ogni probabilità la segreteria dell'International Boxin® Union, attualmente a Parigi, sì trasferirà in Italia e precisamente a Roma, dove risiede il presidente dell'LB.U. stessa, conte Francesco di Campello. * Motorismo. Dall'America, dove la strepitosa vittoria ottenuta nel Gr. Premio di Indianopo'Is è ancora oggetto di discussioni e di ammirazione, giungono notizie che confermano la effettuazione di tale gara anche nel 1940, Alla casa Maserati, inoltre, giungono ancora richieste di informazioni per la eventuale cessione di macchine del modello formula internazionale, Anche il famoso pilota Wilbur Shaw ha preannunciato di voler acquistare una o due vetture ancora. — È da considerare ormai certa la partecipazione di una squadra Maserati al Gr. Pr. Rio de Janeiro che si disputerà” il 10 novembre. Della squadra farebbero parte Franco Cortese e Piero Taruffi, che sarebbero accompagnati da Bindo Maserati. #* Ippica. Isoletta, la brillante vincitrice del Gr. Premio di Merano, è il quinto prodotto di Inuska. La cavalla era stata venduta a un anno per 3000 lire e passata attraverso cinque scuderie, risulta vincitrice a tutt'oggi di ‘678.500 lire. — Proveniente da Amburgo, il trottatore Muscletone è entrato la settimana scorsa nelle scuderie di Arcoveggio, onde partecipare ad alcune gare della riunione di Bologna. Muscletone, che ha ora otto anni, è stato tenuto a lungo a riposo per adempiere alle funzioni di riproduttore, e un ottimo allenamento compiuto în questi ultimi tempi, gli ha permesso di riacquistare ]a poderosità di un tempo. Infatti il 3 settembre scorso ad Amburgo, Quidato ga Spies, ha vinto percorrendo la distanza di 2660 metri in 120”,
Ministro dell'Educazione Nazionale, la Federazione Italiana Donne Giuriste ha bandito un concorso tra le
laureate în giurìs-
prudenza e scienze politiche e sociali per un lavoro sul
tema: « L'art. 145 del primo libro del nuovo Codice
Civile e i princi-
pi della Carta della Scuola ». Ai lavori giudicati mi-
gliori saranno assegnati
due
pre-
mi di cui il primo di L. 3000 e il
secondo di L. 2000. Il lavoro clas-
sificato primo sarà pubblicato a cura del Sindacato Avvocati. Gli elaborati, in quattro copie dattilografate, dovranno essere inviati alla Presidente della Federazione Donne Giuriste (Napoli, Piazza Costanzo Ciano 32), entro il 31 marzo 1940-XVIII.
* Fino al 4 novembre sì ricevono le iscrizioni alla Scuola di Perfezionamento în Medicina del Lavoro in Roma (Piazza Gentile da Fabriano, 7) per le 6 borse di studio concesse dalla Federazione Fascista degli Industriali. Le borse, di L. 1000 ciascuna, saranno riservate ai migliori allievi. La scuola avrà inizio il 13 novembre. * L'industria Nazionale alluminio, la Società Alluminio Veneta, e la Società lavorazione leghe leggere, allo scopo di formare in conformità delle direttive autarchiche del Governo fascista, ricercatori e tecnici che abbiano profonda conoscenza tecnica intorno alle caratteristiche e alle possibilità d'impiego dei metalli leggeri, hanno bandito tre borse di studio di 10 mila lire annue lorde per allievi che seguano i corsì di specializzazione e le esei citazioni di laboratorio presso 1 stituto sperimentale dei metalli leggeri del Consorzio alluminio. AÌ concorso potranno partecipare gli aspiranti che hanno conseguito in università o in istituti superiori del Regno con medie non inferiori a 85/100 uno dei seguenti titoli accademici da non più di 5 anni: laurea in ingegneria chimica, di chimica industriale, di chimica pura, di ingegneria industriale meccanica, di ingegneria industriale elettrotecnica e di fisica, non abbiano superato il 28° anno di età e abbiano soddi. sfatto agli obblighi di leva, Le domande dovranno perveniré alla direzione dell'Istituto Sperimentale dei metalli leggeri in Milano entro il 31 dicembre 1939.
ricorrete
Non esitate! a questo sistema
per evitare l'asfitgia cutanea
SPORT
Per la donna' moderna, il trucco è più che una
+ Calcio. Non più di 5000 spettatori possono assistere alle partite che attualmente si giuocano in Inghilterra: inoltre le autorità hanno imposto un forte aumento del numero delle vie di sfollamento degli stadi. — Ecco l'elenco del nominativi che attualmente funzionano da allenatori nelle squadre della massima divisione: Ambrosiana: Cargnelli (straniero); Bologna: Felsner (straniero); Genova: Barbieri (italiano); Bari: Kentik (straniero); Fiorentina: Soutscheck (straniero); Lazio: Kertez (italiano di cittadinanza ma straniero di nascita); Liguria: Hirzer (straniero); Milano: Viola (italiano di cittadinanza ma straniero di nascita); Modena: Ging (straniero); Napoli: Baloncieri (italiano); Novara: Rigotti (italiano); Juventus: Calligaris (ita liano); Roma: Ara (italiano); Torino: Mattea (italiano); Triestina: Monti (italiano); Venezia: Girani (italiano). Tirate Je somme risultano, su sedici squadre: dieci italiani di cui otto anche di nascita, e sei stranieri. — I dirigenti del calcio svizzero hanno ratificato la propost di organizzare partite internazio. nali anche în queste attuali circostanze, e prima di tutto hanno confermato quelle previste con l'Italia, Il nuovo incontro fra rosso-crociati e azzurri è fissato per il 12 novembre a Zurigo. * Ciclismo. Gino Bartali è stato invitato, con allettanti, proposte finanziarie, dagli organizzatori
necessità... nulla di male! Però attente! bisogna saper intervenire
a tempo
per evitare l’asfissia
cutanea, causata dai residui di cipria e belletto
che ostruiscono i pori, impedendo
alla pelle di
respirare liberamente. Per eliminare tempestiva-
mente tutte le impurità che insidiano la vostra pelle, ricorrete
a LUX,
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scientificamente
preparato, la cui schiuma, agendo in profondità, assicura la pulizia razionale dell’epidermide.
CINEMA
americani per partecipare ad una delle prime sei giorni che dovrebbero svolgersi a Nuova York.
Il campione ha accettato in li-
nea di massima l'avventura americana ed ora sottoporrà la questione ai dirigenti per ottenere il nulla osta per il permesso di
SAPONE
PROFUMATO
espatrio. La partenza dovrebbe
avvenire verso il 15 di novembre in compagnia di Cesare Moretti.
SY
# Sport invernali, In base ad una dichiarazione fatta in questi è È
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
—
xIV
una specialità Lever
F.LLI LEVER - MILANO
»* L'industria cinematografica ungherese sì vede costretta per l'avvenire a ridurre al minimo l'importazione di film americani, inglesi e francesi, in seguito al divieto della concessione di divise libere per l'importazione di pellicole posto dalla Banca Nazionale. Quando si pensi che in Ungheria è necessario un giro di non meno di 200 pellicole all'anno,per alimentare Ie sale di prolezione, che di queste 200 pellicole oltre il 50% è importato da. gli Stati Uniti mentre l'industria locale non produce che il 20%, viene da sé che, per coprire i vuoti derivanti dalla ridotta importazione le imprese di noleggio ungheresi dovranno rivolgersi a
CHERRY-BRANDY è MARASCHIMO
i
vISCHIROGENO
(a base di fosforo, ferro, calcio, chinina, con stricnina o senza) È IL RICOSTITUENTE MONDIALE PER ADULTI E BAMBINI usato anche dai diabetici, perché non contiene zucchero.
Nella spossatezza, comunque prodotta, ridona le forze. Genova, 7 novembre
1938 XVII
Dopo aver controllato quello che ho veduto nella casi-
Paesi con i quali vige il sistema delle compensazioni. È per ciò lecito sperare che se non proprio nel 1939-40, dato che un buon numero di film americani, francesi e inglesì è stato importato prima dell'entrata in vigore della legge, almeno nei pros. simi anni la produzione italiana, che lo scorso anno è stata rappresentata da un solo film, potrà trovare nel mercato ungherese un notevole sbocco. * L'Istituto Nazionale « Luce » lancia in questi giorni nelle principali sale cinematografiche di tutta Italia un documentario sulle linee Maginot e Sigfrido. Queste impressionanti applicazioni pratiche dei più moderni concetti sullà fortificazione campale hanno in questo documentario una precisa, esauriente illustrazione: dalle opere blindate e apprestamenti anticarro in superficie ai servizi, alloggi, depositi che trovano posto nei molteplici ordini di gallerie sotterranee, È una visita accurata compiuta dall’obbiettivo sulla frontiera del Reno, là dove due imponenti eserciti in stato di guerra sono di fronte in questo momento, ambedue protetti da formidabili sistemi’ fortificati. Di grande interesse è anche l'illustrazione dei mezzi di comunicazione che collegano le gallerie sotterranee alla superficie, e i diversi settori delle linee fra di loro e con le retrovie. Ascensori, montacarichi, treni elettrici corrono nelle viscere della terra e assicurano l'intenso movimento di uomini, materiale, viveri necessari per il funzionamento di opere così vaste e complesse. * A Cinecittà è stato intitolato un nuo. vo cinema sorto in uno dei punti più centrali di Nuova York che ha iniziato il 21 settembre la sua attività. Il quotidiano in lingua italiana di Nuova York Il progresso italo-americano così serive annunciando l'apertura del nuovo cinema nella metropoli nordamericana: « Cinecittà, il cui nome è stato dato al nuovo Cinema italiano in omaggio a quello che è divenuto il centro propulsore di ogni attività cinematografica italiana in Roma, avrà il privilegio di presentare durante la stagione 1939-40 una serie sceltissima di nuovissimi ed. interessanti film italiani. «Si comincerà il 21 settembre con il grandioso lavoro Scipione l’Africano, al quale faranno seguito due brillantissime commedie: Il signor Mar e Ho perduto mio marito. Quarto della serie sarà l'altro lavoro, reduce dai più calorosi successi d'Italia e d'Europa Giuseppe Verdi. E sempre in continuazione, senza intervalli, altre modernissime commedie brillanti e musicali, e drammi folkloristici, come Napoli d’altri tempi e Montevergine, il film che în questi giorni ha riportato il più grande successo alla Mostra del Cinema di Venezia, ed anche due tra le più belle commedie cel compianto Angelo Musco: Aria del Continente e Re di Denari ».
ATTUALITA’ SCIENTIFICA * Il sicuro progresso delle nostre costruzioni aeronautiche ci ha consentito di annunciare la prossima inaugurazione della linea regolare commerciale aerea Roma-Rio de Janeiro. Già si sono iniziati i voli sperimentali che partendo da Guidonia fanno per adesso la prima tappa a Siviglia (in attesa di farla, invece, a Malaga non appena sarà pronto colà il nostro campo) e poi a, Villa Cisneros. Da qui la rotta abbandonata la costa africana per raggiungere l'isola del Sale dopo un percorso di 1200 chilometri, dopo di che si affronta decisamente la_ distesa oceanica per il tratto di circa 3200 km.
toccando Recife e tagliando la linea dell'equatore. I successivi scali saranno quelli di Bahia dopo 900 km. da Recife e finalmente quello di Rio de Janeiro dopo l’'ultima tappa di 1400 km. Sono in complesso ben 10.000 km. in cifra tonda e dal punto di vista organizzativo, esso è diviso in tre zone: quella che dall'Italia arriva all'isola del Sale, indi fino a Recife e poi fino a Rio de Janeiro, ed in ognuno di questi posti avviene il cambio dei piloti. Gli apparecchi saranno quelli stessi del tipo S 83 della crociera dei «Sorci Verdi» con qualche modifica nella carlinga per aumentarne la capacità di carico utile; è superfluo spendere parole per esaltare questo magnifico progetto della nostra aeronautica civile, in quanto ognuno comprende dalla sola descrizione del programma di quale grandissima capacità ci si senta in possesso soltanto per formulare un piano del genere che esula da ogni carattere di tentativo e di rischio per decisamente offrire comodi viaggi e incomparabile risparmio di tempo ai viaggiatori di tutto il mondo. # È noto che non si abbandonano neppur per un istante, nel campo tecnico, gli studi per arrivare alla completa nostra autarchia di carburanti e fra le varie soluzioni vi è anche quella di miscelare la benzina (dato che difficilmente si arriverà ad eliminare tutta la benzina) con alcole in percentuale che potrebbe anche essere del 20 per cento. Da qui, le ricerche per assicurarsi le sufficienti disponibilità di alcole che — approssimativamente — si possono valutare in circa 100.000 tonnellate all'anno, tenuto conto del nostro consumo globale di benzina di 500.000 tonnellate all'anno. È naturalmente preferito l’alcole etilico dato anche il relativamente grande numero di piante che lo possono dare: per adesso, gli sguardi sono rivolti a quelle piante che si prestano ad una produzione copiosa con mezzi facili, e precisamente alla bietola ed al sorgo. La prima però è più sfruttata come sorgente di zucchero, ed ecco la nostra campagna autarchica per l’alcole rivolgersi allora al sorgo, da poco tempo introdotto nella grande coltura e rivelatosì più che adatto ad alimentare la nostra promettente industria alcoligena. Si tratta di una pianta che sì adatta bene in diversi climi e terreni: anzi vi è da dire che si troviamo proprio in presenza di una pianta autarchica in quanto la sua canna dà l'alcole e le sue foglie costituiscono un ottimo mangime, mentre il residuo dell'estrazione dell’alcole serve ottimamente come materia prima per la cellulosa. Con successivi processi di selezione si può arrivare ad ottenere piante capaci di dare canne ad elevatissimi tenori zuccherini: per dire qualche cifra, basti accennare che si può arrivare ad ottenere 300-350 quintali di canna, oltre a 20-25 quintali di granella (anche questa, ottimo mangime) per ettaro. Sì tra terebbe dunque di una pianta capace di produrre una resa di alcole maggiore di quella della bietola, per ettaro di terreno coltivato, e da tutto ciò si spiega la ragione della preferenza che si accorda a tale pianta: in questi giorni hanno avuto inizio a Forlimpopoli i lavori di costruzione di uno stabilimento per l'estrazione dell’alcole dal sorgo zuccherino, e la nuova iniziativa sarà certo la benvenuta nel campo importantissimo dei carburanti per le sue ripercussioni nell'economia nazionale e nella battaglia per l'autarchia.
stica mia, questo posso ora dirle a complemento di quanto Le ho detto tre anni addietro.
L'uso continuato del Suo ISCHIROGENO
in varî stati morbosi, ma che è del pari grande-
mente utile nei soggetti sani quale mezzo atti-
vo nel mantenere la resistenza organica così necessas ria per prevenire e combattere utilmente ogni malattia,
Sarebbe desiderabile che di questa proprietà tenessero conto i medici nel loro esercizio. Senatore
EDOARDO
MARAGLIANO
Professore Emerito Clinica Medica R, Università di Genova Napoli, 23 settembre 1922
-12-1938 9Aut. del 26291 N. Pref. xvi Ti ringrazio sentitamente
della
spedizione
del
tuo
ISCHIROGENO, che io e la mia Signora stavamo usando da oltre un anno e con sommo profitto. E questo debbo dire non per fare una reclame a quell'eccellente ed utile preparato, non essendoci
bisogno,
ma
per dare a te una giusta soddisfazione.
Senatore
Prof. ANTONIO
CARDARELLI
Direttore Prima Clinica Medica R. Università di Napoli
L'ISCHIROGENO testimonianza
Bologna, 23 gennaio 1924 Il ha ii privilegio di possedere la
favorevole del nostro maggior Clinico.
L'attestato del Cardarelli vale
per tutti.
Prof. AUGUSTO MURRI Direttore Clinica Medica R. Università di Bologna primato il porta l’Ischirogeno brevità) che dubbio lasciano come per re non dobbiamo tralascia(che altri tanti di Maestri immortali tre questi affermazioni ves-Le e ricostituente,
SCHERK
SAI. VIA
Va
MILANO MANCINELL
Dt ( stro SHIOCESSO JIvostro viso decide ilvo Esser bella significa aver successo. La delicata freschezza della pelle suscita ammirazione e vi dà la ‘ gioia di sentirvi sempre giovane. Ecco la mig! re ricetta per esser bella. Prendete un batuffolo di ovatta, versatevi sopra un po’ di Lozione Scherk e pulite ogni giorno il viso. Eliminerete così le impurità e i punti neri, perchè la Lozione Scherk per il viso agisce penetrando profondamente
#* Sono da segnalare per l'importanza che assumono ormai in ogni genere di applicazioni industriali e domestiche, le ‘materie plastiche che, pressoché sconosciute fino a pochi anni fa, svolgono ora una funzione di primo ordine anche nel riguardi dell'autarchia, dato i metalli che in molti casi sostituiscono in pieno. Nella
[ARBONE BELLO A_ INSUPERABILE NELLA CURA DELLA IPERCLORIDRI REGOLA PERFETTAMENTE STOMACO ED INTESTINO
mi ha
dimostrato che esso ha un grande valore come tonico
nei pori e mantiene
l'epi- /
dermide sana e luminosa
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
industria elettrotecnica ed in quella automobilistica, le materie plastiche si sono ormai guadagnate posti di tuita fiducia, ed uno del grandi vantaggi con esse conseguiti è dato dal fatto che i vari oggetti, vengono prodotti senza alcun bisogno di ritocco 0 altro trattamento: sia per colore, che per lucentezza ed accuratezza, il pezzo esce dalla pressa veramente finito e completo. Da qui, notevole risparmio di tempo e massima riduzione di scarti di lavorazione e rifiuti di materia prima în quanto la polvere vien messa negli stampi nel voluto quantitativo, e nulla vien consumato inutilmente.
VITA ECONOMICA E FINANZIARIA * L'aumento del risparmio in Italia. Sulla base delle più recenti statistiche rese note dall'Ispettorato per la difesa del risparmio e per l'esercizio del credito, siamo in grado di riferire che al 30 giugno 1939-XVII i depositi in essere presso le aziende di credito aventi una massa di depositi superiore ai cinque milioni ammontavano complessivamente a L, 56.586.216.000 con un aumento di oltre 3 miliardi e 435 milioni di lire in confronto al 30-6-1938-XVI.
* Liquidazione di Società italiane per azioni dal 1933 al 1938. Negli anni dal 1933 al 1938 incluso hanno pubblicato il bilancio finale di liquidazione 3690 Società, che all'atto della delibera di scioglimento avevano un ammontare complessivo di capitale versato di 4.428 milioni di lire; la realizzazione delle attività nette ha permesso un riporto agli azionisti di 1.321 milioni di lire, con una perdita secca di 3.107 milioni di lire, pari quindi al 70,17 per cento. Le liquidazioni chiuse con la perdita totale del capitale versato sono state 2510 per un ammontare complessivo di 1893 milioni di lire di capitale versato; hanno rimborsato integralmente il capitale 194 società aventi un complesso di 290 milioni di lire di capitale versato: 901 società aventi un capitale versato di 1829 milioni di lire hanno effettuato 508 milioni di rimborso agli azionisti; ed infine 85 società con 416 milioni di lire di capitale versato hanno ripartito 522 milioni, effettuando quindi un maggior rimborso di 106 miloni: * La cotonicoltura nazionale nel quadro autarchico. La produzione ‘nazionale di cotone va assumendo un livello sempre più considerevole nel quadro dell'autarchia economica, pur non essendosi raggiunta sinora una quantità tale da potersi ritenere soddisfacente dal punto di vista autarchico. Ma non mancano le prospettive favorevoli, come può essere documentato dalle cifre sempre più co‘spicue che di anno in anno vengono registrate. Ecco quelle che si conoscono: anno 1928 superficie coltivata ett. 8000, produzione di fibre q. 7000, anno 1934 ett. 3000, produzione q. 9000; anno 1935 ett, 3700 e q. 8000, anno 1936 ett. 10.700 e q. 21.000; anno 1937 ett. 23,600 e q. 42.000; anno 1998 ett. 48.000 ‘e q. 74.000. Durante lo stesso periodo l'importazione di cotone è notevolmente diminuita, come risulta dalle relative statistiche, avendo registrato nel 1938 q. 1.571 milioni contro un massimo di 2.445 milioni di quintali del 1929. Non deve apparire fuori di luogo ricordare che la produzione italiana di cotone assurse a notevole importanza dal 1861 al 1865, per l'estensione della cultura che raggiunse una quantità complessiva di q, 200.000 di fibra Nel comune di Pachino în una superficie di circa 200 ettari si ebbe un prodotto unitario di nove quintali di cotone sodo per ettaro. Senonché in seguito la cotonicoltura nazionale, a causa della concorrenza nord-americana, venne travolta, e la produzione discese ad un livello minimo, sino a raggiungere q. 9.000 nel 1911 sopra una superficie di ett. 4.500 per discendere successivamente ad ett. 1703 nel 1931, e ad ett. 1462 nel 1932. Solo nel 1934 sì è ripresa la cotonicoltura italiana, per le iniziative di istituzioni e di privati, raggiungendosi in detto anno un livello produttivo discretamente soddisfacente. Un lato caratteristico che merita a questo riguardo di rilevare è quello concernente il posto che il cotone occupa nell'industria tessile mondiale. Mentre al principio del secolo XIX il consumo del cotone era rappresentato dal 1 per cento sul consumo mondiale di fibre tessili, contro il 18 per cento del lino, ed il 78 per cento della lana, viceversa esso occupa il primo posto, essendo rappresentato dal 74 per cento contro il 6% del lino e il 20 % della lana. Questo graduale sviluppo dell'impiego del cotone deve apparire significativo, per l'interessamento che oggi pone il Regime all'incremento della produzione del cotone nazionale, senza con ciò voler prescindere dall'importanza che assume una più alta coltura agli effetti del miglioramento della bilancia commerciale italiana, Basterà a tal uopo ricordare che l'importazione di cotone sodo ha gravato suì nostri scambi commerciali: con l'estero per
All'altra domanda rispondiamo che esiste in Roma un istituto dove sono raccolte sacre scritture in settecento lingue. Là è forse la sede più adatta per avere una risposta esauriente alla domanda che il nostro lettore ci rivolge. Intanto nessuno può affermare con certezza quante siano le lingue che sì parlano sul globo terraqueo. Può darsi che nell'alfabeto degli Ilecatoa l’«a» non si trovi né al primo né all'ultimo posto. Possiamo invece assicurare che l'«a», l’alpha dei greci, l’aleph degli ebrei, l'eliph degli arabi, è veramente la prima lettera dell'alfabeto di tutte le lingue moderne, meno la runica e l'abissina. Per la forma essa deriva dall’alfabeto fenicio che la prese ssivo 6 divei da quello geroglifico degli egizi. Aggiungiamo che questa preda di ogni malattia! vocale è fondamentale della lingua proto-ariana ed è Chi procura regolarmeninoltre il fondamento di tutta la vocalizzazione. I proprio corpo | salocuzione far San Michele in punta di piede è prorag i ultravioletti e priaLa del dialetto lombardo, anzi più precisamente del diacalorifici letto milanese, Secondo un'antica consuetudine ambrosiana D'ALTA MONil 29 settembre scadono i contratti d'affittanza e sì fanno TAGNA” -Originale Hai traslochi, «si fa San Michele».Ciò premesso, la locunau - sì rende pii zione si spiega da sé. Far San Michele in punta di piedi vuol dire andarsene zitti, zitti, di nascosto, all'insaputa di tutti, e specialmente del padrone di casa, al quale si sottrae, col trasloco furtivo, la possibilità di rifarsi, col seTAGNA” (e queste ii questro dei mobili, delle pigioni arretrate. diazioni non durano Veniamo ora ad una signora che si diletta di floricolrtiroti tura e vuol sapere se è vero che inaffiando per qualche tempo con vino una pianta di ortensia se ne ottiene una intensa colorazione violetta. È vero: variando l'acidità dîel terreno si possono ottenere colori più o meno inAI tensi delle inflorescenze di questa bellissima pianta. Il L'toso al 2 sistema di variare l'acidità del terreno con prodotti chiMilano. mici è assai più economico di quello seguito a scopo speda qualche floricoltore con le inaffature di vino, Foltitatosolo NN. 6afi. rimentale l'oi Nomentum è il nome latino di Mentana, antica citstrato a colori, che vi vertadina a nord-est di Roma sulla via Nomentana, al confine della Sabinia. Nome tristamente noto nella storia della nostra Patria. Il Deuteronomio è îl quinto ed ultimo libro del PentaSOC. AN. GORLA-SIAMA A teuco che a sua volta è l'insieme dei cinque libri attribuiti a Masé: Genesi. Esodo, Levitico, Numeri e il già Piazza Umanitaria, 2 - MILANO - Tel. 50-032 - 50-712 nominato Deuteronomio. Dimostrazioni senza impegno presso i nostri Rivenditori Isobare, Isobate, Isochimene, Isochione, Isocline, Isocriautorizzati. mene sono le linee che nelle’ carte geografiche congiungono rispettivamente; tutti i luoghi nei quali gli stati barometrici medi, ridotti al livello del mare sono eguali; le Sole d'Alta Montagna -0r; linee che congiungono i luoghi di uguale profondità del mare; quelle passanti per tutti 1 punti del globo aventi la stessa temperatura media invernale; quelle che congiungono le eguali altezze del limite delle nevi; quelle che un considerevole valore, ed infatti nel 1937 raggiunse congiungono i luoghi di eguale inclinazione magnetica, e L. 1.050.071.000 e nel 1938 L. 819.606.000, Queste cifre cofinalmente le linee che congiungono i luoghi aventi uguale stituiscono la migliore dimostrazione dell'urgenza di riintensità di gelo. solvere un problema di vitale importanza non solamente Una signora di Como ci chiede se è vero che esista in dal punto di vista autarchico ma anche in quello valutario, Italia una superba collezione di rododendri rivaleggiante. E di recente il provvedimento che affida la gestione degli per ricchezza e grandiosità, con Villa Carlotta per le azaammassi e della sgranatura alle Sezioni Fibre Tessili dei È vero: è la Burcina; collinetta che trovasi tra Biella Consorzi provinciali fra i produttori dell'agricoltura, le lee. e Pollone. În primavera, al tempo della fioritura, essa ofquali esercitano le loro funzioni sotto la vigilanza del Mifre al visitatore uno spettacolo di bellezza incomparabile. nistero dell'Agricoltura. In forza di tale provvedimento Si ritiene sia questa la più completa collezione di rodotutta la fibra raccolta dovrà essere ceduta esclusivamente dendri esistente in Europa, Essa venne iniziata da un all'Istituto Cotoniero Italiano, al quale è a sua volta atmunifico signore del luogo: attualmente è proprietà della tribuito il compito di distribuire agli industriali cotonieri città di Biella. la materia prima di produzione nazionale. Un'altra signora mette in scena i famosi cavalli di Elberfeld. Loro istruttore fu Karl Kraal, ricco. commer»* Annuario delle aziende di credito e finanziarie ediziociante del luogo, superiore ad ogni sospetto, datosi ai sinne 1939-XVII. È imminente la pubblicazione dell’Annuario golarì esperimenti psicofisici per puro amore della scienza delle Aziende di Credito e finanziarie ed. 1939.XVII a Cominciò con l'istruzione del cavallo Hans, ereditato: da cura della Confederazione Fascista delle Aziende di CreVon Osten di cui era appassionato ammiratore; proseguì dito e delle Assicurazioni. L'annuario raccoglie, in circa poi istruendo due giovani stalloni arabi: Hohamed e Zarif. 1700 pagine formato sedicesimo, le più importanti notizie lezioni, impartite secondo il metodo cosidetto tiptoloriguardanti ciascuna azienda, e cioè: forma e data di Le gico, conseguirono gli strabilianti, notissimi risultati ai costituzione; indirizzi postali e telegrafici; telefoni, compoquali sì interessarono scienziati di tutto il mondo. sizioni del Consiglio d'Amministrazione e del collegio sinEd eccoci ad un gruppo di domande disparate rivolteci dacale; filiali eventualmente esistenti, indicate sia în riasda varie persone. Cos'è l'Astrolabio? Chi fu lo scopritore sunto, sia nei vari comuni o frazioni ove operano; evendella nitroglicerina? Quale differenza fra evizione, ed evetuali indicazioni relative ed autorizzazioni all'esercizio del Cos'è la linea nodale? eredito agrario, a gestioni esattoriali, ecc.; i risultati di zione? è un istrumento portatile usato dagli antibilancio per gli anni dal 1934 al 1938 incluso. Tali dati si chiL’Astrolabio astronomi, fin verso il 1500, per misurare l’altezza del riferiscono a circa 2.600 aziende, ivi comprese le Casse sole e di qualche astro sull'orizzonte. rurali sed artigiane, le Casse comunali di credito agrario, La Nitroglicerina fu scoperta dall’italiano professor Soe tutte le filiazioni all'estero di Banche Italiane. Oltre a brero. Fu impiegata nel 1862 da Nobel per la fabbricatali aziende sono indicati anche gli agenti di cambio, i zione della dinamite. È un liquido oleoso, venefico, incocommissionari di Borsa e i cambiavalute operanti nelle dilore o lievemente giallognolo, che esplode violentemente verse piazze. L'annuario è inoltre completato da precise er elfo clin urto; ga può euclaze pome I'gicole, GI notizie sulla Corporazione della previdenza del Credito, la adoperano nella cura dell’angina dectoris. della assicurazione fascista delle Aziende del credito e omeopatici L'Evizione è, in diritto civile, l'abbandono che il posdella assicurazione, sulla sua organizzazione periferica e sessore è obbligato a fare di una o di parte della cosa che sulle Federazioni aderenti, e da notizie riassuntive sull’atpossiede, in seguito ad azione reale intentata da un terzo; tività creditizia nazionale. essa dà luogo ad un'azione di garanzia che il possessore può esercitare contro colui dal quale ebbe l'immobile: Dicesi invece Evezione l'ineguaglianza del moto della luna scoperta da Tolomeo, ALL’INSEGNA La linea nodale è la retta secondo la quale s'intersecano DEI SETTE SAPIENTI i piani dell'elittica e dell'orbita di un pianeta. Vera incessu patuit dea —, vera dea apparve nell'incedere, dice Virgilio nell'Eneide, descrivendo Venere apparsa ad. Enea. Così sì dice ancor oggi di donna bella dal maestoso incedere. In ogni modo al lettore che ci scrive sull'argomento interessa soltanto di sapere a chi spetta la paternità di questo verso; eccolo quindi accontentato insieme a quello che vuol conoscere il senso esatto della locuzione latina Non bis in idem: formula di proL'apparecchio di classe a riflessione cedura penale la quale significa che chi fu assolto da una di piccolo formato . Otturatore a imputazione non può essere di nuovo ricercato dalla giutendina fino a 1/1000 di secondo stizia per lo stesso fatto. Obbiettivo ultraluminoso e intercam Il Pelaginismo è una teoria eretica diffusa dal monaco biabile - Autoscatto - Prospetti gratis inglese Pelagio, morto in Palestina intorno al 420. Costui sosteneva che non esiste il peccato originale e che la TORINO creatura umana venendo alla luce sì trova nello stato in Via Boucheron 2 bis | cui si trovavano Adamo ed Eva prima del peccato, Questa dottrina, condannata da parecchi Concili, venne in seguito mitigata sotto.il nome di Semipelaginismo, Un lettore ci chiede cos'è il volapuk, un altro se la lettera «A» sia la prima lettera alfabetica di tutte le lingue morte o vive, Il Volapuk — che vorrebbe dire lingua del mondo — è in verità la lingua che non parla nessuno: specie di mosaico di lingue, artificialmente composta con elementi latini, tedeschi, francesi, inglesi ecc. Ual poliglotta Giovanni Martino Schieyer, curato del Liechtenstein il quale nel 1879 si propose con la sua trovata di creare un linguaggio universale. Il volapuk fu soppiantato dall'esperanto, analoga invenzione di un medico di Varsavia; lingua, secondo un aforisma esperantista, che si impara a leggere in un'ora € a scrivere in una settimana, Naturalmente dobbiamo fare a tale proposito un'infinità di riserve. «L'Illustrazione Italiana » è stampata su carta fornita dalla S. A. Ufficio Vendita Patinate - Milano Fotoincisioni Alfieri & Lacroix
GRUCIVERBA
ENIMMI 1
Sciarada
1.2
Dirt 4. 6 8
9
10
NEL NIDO
18-3.6; 23.20-6.10;- 32,28-10.1 26.13.22; 26.10-5.14; 21. 25-18-15; 31.27-5.10; 28.2327.22(a)-13.17; 29.26(b)- (posizione'deldiagramma). Segue: 15. 19; 22.6; 12.15-20.11; 7.30, Patta. Ca) rma questo interessante finale, () Qualunque altra mossa perde. Partita seconda: Pur sviluppandosi con linea di gioco tutto diverso dalla precedente, si conclude con l'identico finale di cuî sopra dett. b). 21.17-10.14; 24.20-12.15; 28.24-14.18; 22.13-2.18; 32.28;
Dimmi, ti ascondi ancora, è divino pastore, nel bosco profumato, col sufolo melato? Vieni! A la mia dimora,
ecco, attendo ogni giorno
che tu faccia ritorno
a la mensa del cuore,
col tuo dono che sa la più fresca bontà. Ne la dolce casetta dove un bimbo sorride
un cantuccio innocente ‘ho qui schiuso ridente. Oh, quel nido che aspetta, quante grazie e carezze tra le vaghe mollezze!
21.18-14. (a) 30.26 è perdente.
(b) Posizione del diagramma,
Dolcemente conquide
col suo sene, ove sta la più pura beltà,
Orizzontali
E ti narra una lieta ma curiosa storiella, dove ride il pensiero, più scherzoso col vero.
1. A punto in testa ai sudditi. 2. Sta il grande vate antico, 3. Del Millecinquecento. 4. Che un lungo verso flebile. 5. Cita d'ignoto amico, 6. Fra mucchi di frumento. 7. S'asconde qui l'incognito. 8. Che un'acca ci ha capite. 9.E poi che, grave, opprimeci, 0. A tempo noi siam ite.
Ne la voce segreta
ti ricama parole come semplici fole, in fantastica e bella
i
2
allegria sì che ancor potrai rider di cuor!
Belfagor
Frase a incastro con 2 cuori (xx00 yyyyyyXXXx)
© VAGA MASCHERINA..!
Brilli la gioia ne' tuoi occhi belli, © vaga ‘mascherina del mio corl
5. Li presso il gran Canale.
Alceo
6. Si strugge lentamente.
(xxx00000yxy)
(Volterra)
Ogni settimana sarà assegnato tra i solutori un premio di
(frase: 2-9-4-4) Artifex
ALLA ‘RADIO
* Cameo — e cioè il Dott. Eolo Camporesi, direttore della rivista enimmistica mensile « Penombra »— ha cominciato un ciclo di brevi e interessanti conversazioni alla radio sull'arte enimmistica. IL brillante conferenziere forlivese ha già detto, mirabilmente, alcuni bellissimi enimmi e indovinelli dei nostri migliori autori! Oggi, 22 ottobre, alle ore 14 e un quarto, durante la trasmissione Igea, c'è il terzo appuntamento. Ascoltatelo!
CONCORSO PERMANENTE A PREMIO Per ogni cruciverba (schema inedito e non più di 13 quadretti per lato) occorrono due disegni: uno vuoto e l'altro pieno. A parte le definizioni, in versi. Indicare nome, cognome, motto e indirizzo per l'eventuale conferimento del premio dì L. 20. A parità di merito sarà preferito chi aggiungerà al cruciverba un gioco di tipo vario (casellario, anagrammi ad acrostico, ecc.) idoneo alla pubblicazione. I lavori non prescelti non verranno restituiti.
ES REOCT SOLUZIONI
É
SOLUZIONE
cimento
DEL
Il Bianco muove e vince in 7 mosse
Iì Bianco muove e vince in 5 mosse
DEI
PROBLEMI
DEL Da
Zebbelli A, Genmni
N. 40
= proCeDimento,
—
40
N. 157 di P, Piasentini: 30.27; 9.13; 13.24 e vince in finale. N. 158 di G. Zinetti: 4.8; 11.6; 18,20; 8.22. N. 159 di V. Gentili: 5.10; 23.19; 10.14; 22.18; 18.21; 21.30,
DEL N, 40
N. 160 di S. M. SOLUZIONI 1. prode,
N. 172 di Vittorio Gentili (Roma)
Pelino
L. 30 in libri, da scegliersi sul catalogo della Casa Garzanti Le soluzioni devono essere inviate non oltre gli otto giorni dalla data di questo fascicolo.
RESPIRO
«CAMEO»
(non a premio) N, 171 di Genesio
Aladino
Cene della Chitarra
mnemonica
vince
9, Scoppia e con strage orribile,
10. Che ha un seguito denota.
questo tipo d'altri tempi.
IL
Il Bianco muove e iin 4 mosse
7. Di laureato il titolo. 8. In Corte ben si nota,
A' fedeli d'ogni razza, batti e picchia, sottomano, con un tono da sovrano, per le strade, su la piazza, tira fuori gli alti esempi
Crittografia
Il Bianzo muove e vince in 4 mosse ,
3. Sta prima d'un potente, 4. Al crudo monosillabo.
DULCAMARA
4
N, 170 di Massimiliano Telò (Asola)
(Venezia)
1. A destra e a manca dicesi, 2. Che il dio settentrionale,
ne la Wa veste distoppia leggera,
Sciarada semialterna
(a premio) N. 169 di Pietro Piasentini
Verticali
Con una ciocca di crespi capelli,
da l'alba tu risplendi insino a sera
3
PROBLEMI
2. SIgaREtta.
—
3, Due uova in tegame, — 4. Proteo, proto. — 5. Miri-a-pepIcaLe soluzioni devono pervenire alla rivista entro otto giorni
vatcerre = miriade di cavallette. Premiato: G, Bigini - Milano.
dalla data di questo fascicolo. Fra i solutori sarà assegnato mensilmente ‘un premio di L. 30 in libri da scegliersi fra
Netto
Ogni settimana sarà assegnato tra i solutori (anche di un
sel gioco) un premio di L. 30 in libri, da scegliersi sul catalogo della Casa Garzanti. Le soluzioni devono essere inviate non oltre gli otto giorni dalla data di questo fascicolo.
quelli editi dalla Casa Garzanti.
Mm[r]>]<[o] Premiato; Libera Michielli - Udine
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RETE Ii
ii
(Vedi alla pagina seguente le rubriche Scacchi e Ponte)
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—
zii i e EEE sulla busta la rubrica a cui si riferiscono. Le soluzioni di tutti i giochi, accompagnate dal relativo talloncino, devono essere inviate a L'Illustrazione Italiana, Via Palermo 10, Milano, specificando ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Enimmi N, 43
eat o
ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Soluzione Cruciverba N, 43
ILLUSTRAZIONE ITALIANA Concorso permanente
ILLUSTRAZIONE ITALIANA. Soluzioni Dama N. 43
ILJJUSTRAZIONE ITALIANA |
|
Soluzioni Scacchi N. 43
|
|
Problema N. 768
466 Partita Spagnola ‘Torneo di Bournemouth - agosto 1939
K. A. L. KUBBEL (Escacs Catalunya, 1934) 1° Premio
19,
31. Dd5+ 32. Deé 33. Re2
e:15 Rh8 D:h4+ Didi!
34 Tgl T:est il Bianco ‘abbandona
TI Bianco matta in 2 mosse 467 Partita Zukertort Torneo di Bournemouth - agosto 1939 1. Konig 3. Altken 24. Ag5! Ad7: 25. Db:
Problema N. 769 S. SCHABUNIO (Schachmatny Listok, 1930) 5° Premio
38. Ad: 39. Rbl 40. DÎ6+ 41. Dd8+ 42. DI6+ 43. Dd8+ 44. Aed 45. DÎ6+ Patta
Il Bianco matta in 2. mosse
\CCXXIII. — UNA BRILLANTE DIFESA. - Indubbiamente la difesa è nel gioco del Ponte la parte che richiede più sottigliezza € maggiore spirito di osservazione e di elasticità, È la lotta del più debole contro il più forte e le sue risorse sono spesso un filo invisibile che bisogna indovinare ed afferrare. Ecco un esempio di una brillante difesa fatta in una finale di un torneo disputatissimo che decise della vittoria. Do il quadro di tutte le carte, ma avverto î miei lettori a non lasciarsi trascinare dal comodo fatto d'aver la cognizione completa del quadro nel giudicare l'abilità della difesa. che vede le sole carte del morto e non ha. per intuire le carte del compagno, altre risorse che le dichiarazioni, le risposte e gli scarti.
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104 D-4-2 5 F-10-9-2 dl AD:
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LIBRI,
Partita Siciliana Torneo Lampo 468 Torneo di Bournemouth - agosto 1939 Milano. - ‘Torneo lampo svoltosi Ss. Landau I. Mieses presso Il Dopolavoro Scacchistico Am. brosiano il 28 settembre 1939. I gio5 | 16. b:c8 1. e6 catori furono divisi in due gruppi in17. Tabl dipendenti l'uno dall'altro. Cadenza 18, Tfel del tempo: 10 secondi per mossa. Di19. dd rettore del torneo: signor Luigi De 20. d5! e5 Martini. 21. dé De6 22. CA Dfs GRUPPO A - CLASSIFICA 23. Cds! —Aeé 24. dI+! A:dT 1° F. Kaunitz punti 7% 25, Ce74+ Ret 2° €. Bellone 26. Tbdl Tac& 3° €. Leltempergher 27. Cd5+ Re6 4° G. Mignucci 28. Ces 5° A. Agostinucei îl Nero —15°G. Castelletti ‘abbandona 70 A. Citron —8*E. Gustarelli 9° M. Visetti vest-Indiana Pvvsuingio 9° A. Marchetti TTI Torneo di Bournemouth - agosto 1939
M. Euwe 144 2A 3; Cfa 3° G. Cappellin 4 g3 A. Comolli 5. Ag? G. Martinoli 6. 0-0 G. Gori 7. Ced . Rank Cied 8° A. Mancastroppa ATA Hbasssuioa 9° A. Pasinetti 10. Da2 ul. Tfai a) 12. Tacl e Solutori del rana] Problema N. 740 - 1. Dgi-c5. Problema N. 741 - 1. Ca3-b5. Problema N, 742 - 1. Cf7-g5. Problema N. 743 - 1, Tf3-f4. Merzario M.. Milano - Bianchi B. Verona - Zerilli E. G.. Marsala (Tra. pani) - Bassi A. Udine . Scalzotti E., Genova - Bonfiglio O., Cremona - Casati O.. Varese - Demani A., Sondrio - Danetti G., Teramo - Sandali A., Lucca. G. Fenmantes
M.TIBALDI
nello scrupolo
—
dell'informazione
precisa
e della
ricerca,
anche li fa vivere nei loro tempi e nella mutevole scena del loro mondo». (Il Lavoro) Errore BrcnonE
«In questo Cimarosa la Tibaldi-Chiesa nuovamente conferma le sue ben note e apprezzate qualità di scrittrice 3,
(La Nazione)
A. LagroNIO
EA CHIESA
R. E. RYAN (Chess Quaterly, 1934)
Il Bianco matta in 2 mosse Problema N. 771
S. F. HERPAI Xadrez Brasileiro, 1935)
I Bianco matta in 2 mosse
scartare la carta alta e conservare la piccola per far entrare in mano il compagno. Siamo alla ottava mano.
dare un doppio di chiamata e passa. Nord con quattro piccoli attù fa un aumento dì convenienza con due cuori, e Sud giustamente va a quattro cuori. Ecco come si è svolto il gioco. Ovest esce col Fante di quadri. Nord sta basso, Est risponde col 2 e Sud prende con l’Asso mascherando la Dama. Sud procede a battere gli attù, nota subito che la Dama è terza in Ovest, e senz'altro dà alla quarta ‘mano, la presa della Dama di cuori ad Ovest. Quest intanto ha studiato la situazione e s0prattutto gli scarti di Est, che alla prima battuta di attù ha scartato il 2 di picche e alle due successive giocate di attù ha scartato prima it 7 di fiori e poi il 4 di fiori. Est col primo scarto di bassa a picche ha segnalato riftuto @ picche e poscia con lo scarto di alta bassa a fiori (eco) ha segnalato forze a fiori. Est difatti, studiato il morto che non aveva forze a picche, non poteva chiamare a picche col pericoto di cadere sotto una forchetta di Sud e inutilizzare anche quel povero Fante di picche, @ nella sua miseria non poteva segnalare che la scarsa forza d fiori, segnalazione che doveva invece essere preziosa per Quest. Ovest calcola: «Io ho già una mano di attù, ho anche la mano dell’Asso di fiori. Se riesco a far entrare in mano il mio compagno, questi giocherà picche ed io farò duc mani a picche e sconfiggerò l'avversario. E poiché il ‘nio compagno chiama a fiori, l'unica entrata possibile è fiori n. Ovest però vede che il morto ha il Re di fiori: Est quindi non può avere che il Fante. Gioca la Dama. Sud non può che superare col Re sotto pena di dare poi due mani a fiori e poscia non volendo svelare la situazione delle quadri, né peggio giocare picche, gioca il 0 di attù del morto, rientra in mano e batte ancora un atti per saggiare gli scarti avversari. Ma Ovest che non deve sguarnirsi a quadri su questa mano scarta proprio l’Asso di fiori. È una forma del colpo di Deschapelles:
CRITICI
29. Rî2 30. Tel 31. bd 32. a3 33. 5 34. 05 35. bieb Thi 2:66 Tod
48. Te6:c5 A:;d5+ 49. Rgd — ADG 50, TbS RÎ6 51. {5 Aes 52. T:d5 T:d5 53. Te6+ RI7 SA. Te7+ RÎ6 Patta
PO: N. «EE
« Se l'arte narrativa della Tibaldi-Chiesa è agile e fresca, aderente sempre al vero pure nel fascino della creazione, la disciplina degli studi severi si scorge subito
nella felicità con cui, non solo interpreta i caratteri, ma
css 6
Problema N. 770.
Ecco qual'è la situazione:
+03»
Sud gioca Dama di quadri e rigioca quadri, sperando di libetare l'ultima quadri del morto, ma Ovest tiene col 10. Sud gioca picche dal morto sperando in ultimo che l'Asso sia in Est, ma deve dare le due mani a picche e la mano di fiori, perdendo così una mano sul suo contratto. Si badi che se Ovest non avesse giocato la Dama di fiori prima e scartato poi l’Asso di fiori. Sud avrebbe vinto l'impegno. La soluzione del problema proposto nel numero scorso, sarà data, per brevità di spazio, al prossimo numero. » pes
UTORI « Fra le monografie comparse sul geniale maestro napoletano, autore di tante melodie sparse in cento opere
e altrettanti pezzi staccati, quella di Maria
Tibaldi-
Chiesa sembra a noi che tenga un degno posto. In circa
IMArosa
eilsuolompo
quattrocento pagine l'autrice offre un quadro completo
della musica al tempo di Antonio Salieri, Giovanni Paisiello e Domenico Cimarosa. Conosciamo così non solo il valore artistico di ciascun maestro ma la intera loro produzione musicale; i giudizi espressi dai posteri sulle
opere lasciateci e la vita del teatro nel secolo dei ci-
cisbei e dei minuetti ».
(Il Corriere Padano)
FRANCESCO CAVALLA
« Della vita e dell'arte di questo sommo musicista, Ja
« Interessante libro nel quale l'autrice analizza, descrive e riassume con dottrina e con passione la figura, la vita e l'opera del geniale musicista. La storia musicale del °700
cui opera reca il segno imperituro del genio, si possono leggere le interessantissime vicende, evocate nell’atmo-
avvenimenti locali e politici formano un tutto organico
da M. Tibaldi-Chiesa e pubblicata in bella veste editoriale dall'Editore Garzanti».
si fonde perfettamente con l’aneddoto; musica e poesia, su cui campeggia la personalità del Cimarosa. A. distanza di un secolo e mezzo, nonostante l'abisso che separa
sfera del suo tempo, nella nitida ed ampia biografia, che è anche un sobrio ed accuratissimo studio critico, scritto
l'epoca nostra dal Settecento, il Cimarosa resta miraco-
(Giornale
(Il Telegrafo - Gazzetta di Venezia)
«Il libro è seritto con l'agile conosciuta penna della nota scrittrice e specialmente le pagine del viaggio in Russia, della prigionia del Cimarosa durante la rivolu-
losamente vivo alla nostra ammirazione ».
Francesco GERACI
« Un nuovo contributo alla cultura e alla vita musicale italiana del Settecento porta Maria Tibaldi-Chiesa col suo interessante volume Cimarosa ». (L’Avvenire d'Italia)
G. BecHERINI
di Palermo)
Franco Deswo,
zione napoletana del 1799 e della sua immatura fine, formano un quadro vario di luci e colori e costituiscono una
lettura oltremodo viva e piacevole ». (Regime Fascista)
Giacomo Munaro
IL VOSTRO FASCINO PROFUMERIA
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ROSSO GUITARE Laboratorio USELLINI & C. -VIA BROGGI 23 - MILANO
PER À
SENTITO
DIRE
da
DR TORIUA TERNI, È peer La Pacx (moribonda): — Ah. Gia Srari neUTRALI (scuotendo il capo, come chi non ci spera più): — Eh. Gia Stam netticenANTI. (che dovranno battersi ancora): — Ih... L'U.R.S.S. (che trova la guerra conveniente): — Oh... Gu Stam: Untrt (che dovranno continuare a discutere la legge sulve embargo »); — Uh...
Malati
medievali,
— Non mi sento bene stamani. Dolori alle giun-
del taun pelo eelpo allontaatre CaneVERO GRATA Reato Ma è toie sariirii povelatioieiiodisiglato tomb. fi na into chenia fatine capi:il vecchio iipovargialaveva spagliato tomba, lì sotto dormisse Perkins, e chi mai avrebbe o fargli capire l'errore? <0opo alcuni giorni Fritz giaceva cadavere sulla tomba del signor mit,
modello. certificati sono tutti ottimi. È —Tomenipe 1 vostri diciotto molto tempo ni che siete co eoraa servizio. i ‘
MARMELLATA DI ‘ROSE. - In tutto l'Oriente è considerato somma cortesia ricevere' l'ospite offrendogli la famosa marmellata di rose, che viene servita sopra un vassoio sul quale vi sona anche dei grandi bicchieri ed una grande brocca d'acqua gelata. Poi-si fanno passare dei dolciumi d'Oriente, profumatissimi, Da una persona che fu parecchie volte in Bulgaria, dove vige questo squisito. costume, ebbi ta ricetta della marmettata di rose, veramente inedita. Pesate 200 grammi di Yoglie di rose rosse 0 rosa scuro (sono quelle più profumate e più grasse) e levate ad ogni foglia (operazione lunQhissima) la puntina bianca che ha al fondo. Mettetele poi in un vasto recipiente di terra cotta (non mai di metallo) e ricopritele con 1 chilogrammo di zucchero in polvere. Con le mani, né più né meno di quanto si fa per la pasta sfoglia, lavoratele, rompendole, amalgamandole perfettamente allo zucchero finché non vedrete più i cristalli bianchi del medesimo. Nel frattempo avrete messo.a fuoco un tegame (da: conserve, con coperchio, possibilmente di alluminio purissimo) contenente due litri d'acqua ed il sugo di limone. In questo tegame versate di colpo la vostra pasta di rose, e portate ad ebollizione col coperchio ben chiuso. Questo primo bollore non deve durare più di 10 minuti, e deve av-
’Trusconio. questo coperchioeded attivate Pasto SERE tempo, RIN levate oele {Eil copia Fabia il fuoco
facendo fortefinché e rim versandone un poco in ungno piatto, appi la accenna a bollire fare molto schiuma, marmellata vi appaia un po' gelatinosa. Questo è il segno della perfetta cottura, la quale in totale dura da 30 a 40 minuti.
|Î
DOLCI D'ORIENTE. - Fate sull'asse da pasta un pozzetto con 250 grammi di farina, un pizzico di sale, un uovo bene sbattuto. Diluite con un bicchierino d’acqua tiepida e lavorate bene. Quando la vedrete bene amalgamata stendetela col rullo, fine fine come un foglio di carta. In un mortaio, pestate coraggiosamente un chilogrammo di mandorle dolci ed un chilogrammo di noci fresche che avrete sbollentato per. poterle pelare. Aggiungete a questo dolce « pesto » oleoso, 250 grammi di zucchero (possibilmente cristallino), un bel pezzo di vaniiglia, e della cannella in polvere. Sul foglio di pasta stendete il composto, per un'altezza di circa due dita abbondanti. E poi, rotolate la pasta su se stessa. Oppure, se vi risulta troppo difficile, piegatela in due e rotolate l'orlo tutto intorno affinché il pesto di noci rimanga ben chiuso all'interno della pasta. Mettete sulla placca del forno e lasciate cuocere a forno lento per 40 minuti. Tagliate poi a fette 0 rombi regolari.
La fedeltà è un'ottima cosa quando non rende ciechi completamente, Come tutte le cose del mondo, essa deve essere un tantino ragionata. pellicono: il cane è fedele al padrone e deve morire sulla tomba del padrone, Sta bene: accettiamola come una legge ineluttabile, ma ragioniamoci sopra... Lampo, il cane di Reims, per averci ragionato sopra si è forse disonorato? Lampo, infatti, quando gli morì il padrone, si accovacciò sulla sua tomba. Rimaneva là tutto il giorno e, scesa la te, andava in cerca di cibo e di leciti amori. & chi obiettava qualcosa, Lampo rispondev: - Non è mica specificato come sì debba morire sulla tomba del Dacrone. Di fame? di crepacuore?... Io ho scelto la morte naturale.
TIL-DAUA.
- Sono
poi delle specie di caramelle
(tutto il mondo
è
paese!) che vengono offerte (in Persia ed in India specialmente) al
principio dell'anno 0 in occasione di nozze, come buon augurio. Ge-
neralmente si fanno con grani (semi) di sesamo, che si possono sostituire benissimo con grani di mais ancora un po’ tenero. Mettete i vostri grani (0 semi) in un tegame contenente del burro già fuso ed un po’ cotto, facendoli saltare e cuocere. Cotti che siano,
metteteli da parte, ma al caldo. Prendete un pugno (abbondante) di farina di riso ed impastatela con un mezzo litro d’acqua fredda, in modo da ottenere una pasta miliquida, Incorporatevi subito uno sciroppo molto dolce, aromaizzato con cannella e vaniglia, e colorato con un pizzico di zafferano.
Un altro mirabile esempio di fedeltà è quello di quel cane il quale, non avendo avuto la forza di rompere una lunga consuetudine, pure Sisendo minato da terribili malattie che gli avrebbero dato tutto il diritto dirandare all’altro mondo, fu costretto a vivere. Perché — diceva — io debbo morire sulla tomba del mio pa‘rone. E se muoio prima jo, come faccio?
Dopo
avere
mescolato
bene
ed
sarà
dolcissimo.
a
freddo
la pasta
liquida
sciroppo, portate il tegame sul fuoco e mescolate sempre, mestolo
di legno.
Il fuoco
lavoratelo
sempre
ma
molto
più rapidamente.
Quando
con
}
| | |
lo
con un
Mescolate continuamente finché il composto ispessisce, ed altora
vEiaggrazioni, come vedete. Invece bisogna ragionare e non lasciarsi ‘Spportare dalla facilità con cui uno si può.sacrificare per un altro. ad lisogna, insomma. saper dire, sia che queste parole si rivolgano fogna donna, sia che si rivolgano all'Inghilterrà: « Sì, cara, ti sono
il composto
I
è
giunto alla consistenza di una crema assai densa e consistente, gettatevi i semi di sesamo o di mais, e ne risulterà qualcosa fra il nostro torrone e la caramella. Versate il composto bollente su di una lastra 0 placca di marmo o anche di legno oliato, entro un telaietto
‘ele quanto io sei tu a me».
periare della Fedeltà degli vorini. ino a male ‘e ci riettiamo sopr: fa Speriamo che | cani non se l'abbiano
e
Til - Daua
Questa è la fedeltà, Fritz crede di morire sulla tomba dell'amato Perkins e invece muore sulla tomba di Smith, l'uomo che, quando era in vita, l'aveva preso mille volte a calci. Questa è ‘la fedeltà. Uno si mette avcovare in buona fede una illusione e magari ci rimette sopra la pelle.
pelppiamo che non è Èbello citare gli innumerevoli esempi dei cani
"Ori d'Oriente
Marmellata di Rose Dolci d'Oriente
Gl'inglesi non intendono dare ascolto alle proposte tedesche, perché non sì fidano della Germania. «La Germania (dicono) non ha mai tenuto fede alla parola data ». Dicono anche, gl'inglesi, che per riuscire nella vita, e naturalmente negli affari, due cose sono indispensabili: onestà e sagacia. " Che cosa intendi precisamente per onestà? Non venire mai meno alla parola data, mantenerla sempre, a qualunque costo. — E per sagacia? Non dare mai, in nessun caso, la propria parola. Anche i francesi sono intransigenti, come il padrone inglese, Dicono: « FEDELTA'n. Non alludiamo qui, come tutti facilmente comprendono, alla fedeltà coniugale, che non ha niente a che vedere con i francesi, bensì alla fedeltà politica. Ma, apensarci bene, che cosa è la fedeltà? A Cleveland viveva un vecchio pensionato, certo Tom Perkins; viveva solo con Fritz, un vecchio cane spelacchiato. Un giorno Tom Perkins morì. Fritz, quando caricarono la salma del padrone sul . seguì da lontano il trasporto funebre e, da lontano, osservò affossatori coprire di terra il feretro. Venne la notte e il cane rimase solo nel camposanto. La mattina dopo, una signora Smith, rimasta vedova da pochi rni, si recava al cimitero e trovava, accovacciato sulla tomba 1fu suo marito, un cane. Era Fritz.
; Ricette
ture e senso di pesantezza alle gambe. Va a chiamareӔl fabbroferraio.
il
per impedire che coli. Misteri
della
radio.
— Gentili ascoltatori, un piccolo incidente tec-
nico ci obbliga a sospendere il concerto del duo
leo
Leti
freddare, Ag
vate cri composto che tipi sempre
un
po' molle, in rettangoli tut i uguali, che passerete poi nello zucchero
al velo o nella farina di riso.
Bice Visconti
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