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Tra Clemenceau e Lloyd George — Ma Danzica era garantita dal Trattato di Versaglia! — Forse lassù nell’Olimpo c'è ancora qualcuno che crede all'esistenza di quel trattato?
Bellicismo polacco —1— Per Danzica io sono pronto a mettere a ferro e a fuoco il —mondo!
Ufficio Predizioni — È vero, madama Tabouis, che voi siete in càso di predire la data della guerra? — Sicuro: cinque minuti dopo che è scoppiata.
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DIARIO.
DELLA
10 Acosro - Berlino. Si comunica: I due Ministri degli Affari Esterì d'Italia e di Germania si incontreranno a Salisburgo per esaminare insieme le questioni relative alla politica comune dei due Paesi alleati. Il Ministro degli Esteri d'Italia conte Ciano che partirà da Roma stasera alle 19,10, arriverà alle ore 11,40 di domattina a Monaco di Baviera e quindi proseguirà per Salisburgo ove è atteso alle 14,20 di domani venerdì. 7l Ministro Ciano prenderà alloggio allo Oesterreicherhof. I colloqui avranno luogo al Castello di Fuschl. Da ieri sera è presente a Salisburgo anche il Fiihrer, il quale ha assistito per la prima volta agli spettacoli musicali di Salisburgo. È stato rappresentato Ìl Don Giovanni di Mozart. Roma. Il Duce, presente il Sottosegretario per l'Africa Italiana gen. Teruzzi, riceve il Governatore della Libia, Maresciallo dell'Aria Italo Balbo, che gli riferisce su taluni problemi economici e militarì della Libia. Venezia. Si comunica: Nella visita fatta dal Ministro per la propaganda del Reich, dottor Goebbels, e dal capo della stampa del Reich, dott. Dietrich, in seguito nell'ocad inAlfieri, vito del Ministro della cultura popolare Mostra cinematogracasione dell'inaugurazione dellasono7* stati î colfica internazionale di Venezia, a Vienna proseguiti per Monaco a e Ministri loqui iniziati tra i duecampo di attività dei due Ministeri. nel la collaborazione Ai colloqui di Venezia hanno partecipato anche questa volta i più alti funzionari dei due Ministeri. A tale proposito è stata concretata una serie di convenzioni nel campo della stampa, della propaganda, della cinematografia, della radio e del teatro. Danzica. Si svolge un imponente radunata di popolo durante la quale il Gauleiter Forster pronuncia un diScorso ribadendo che la città deve tornare in seno al Reich. qui, accolto da cordiali 11 Agosto - Salisburgo. Giunge autorità e della popolazione, manifestazioni da parte delle pomeriggio ha luogo una lunga S. E. Galeazzo Ciano. Nel conversazione, durata circa tre ore, fra il Ministro degli Esteri italiano e von Ribbentrop. invia al Duce una lettera, Roma. Il maresciallo De Bono con e minuziosa ricognizione, frona conclusione di una lunga della ja quale conferma che la sistemazione difensiva e che le opere tera occidentale è in perfettadalleefficienza guardie di frontiera. sono validamente presidiate Roma. Si. comunica: dedell'Anno XVII, è stato clasUltimate le grandi manovre richiamati appartenenti alle erano ciso il congedamento dei quali all’epoca del raccolto e 1912, molti dei Si 1901mandati Stati a casa con licenza straordinaria. disposto stato è o addestrativo "A scopo di aggiornamentclassi 1902 e 1910 a datare dal il ‘richiamo delle intere 21 agosto prossimo venturo e fino al 31 ottobre prossimo venturo. alla stessa data e per lo ‘Sono nel contempo richiamati periodo: di tempo ‘ufficiali e sottufficiali appartenenti stesso alle classi 1902, 1903, 1904, 1905, 1906 e 1910. riceve in privata Il Santo Padre Nunzio Città del Vaticano. Cesare Apostolico Orsenigo, udienza S. Ecc. mons. in Germania, intrattenendolo in lungo colloquio. Mosca. Giungono le Missioni militari francesi ed inglesi. residenza Berghof, al 12 Acosto - Salisburgo. Ha luogo di Hitler, l'incontro fra il Fihrer e S. E. il conte Ciano. fl colloquio fra il Capo del Reich e il Ministro degli Esteri italiano si protrae per oltre quattro ore, presente von Ribbentrop. Parigi. Il Presidente del Consiglio Daladier, rientrato a mezzogiorno alla capitale e recatosi direttamente al Mini-
ITALIANA
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SOMMARIO
Dalla pagina 299 alla pagina 340 SPECTATOR: L'incontro di Ciano col Fiihrer - CAMILLO CALEFFI: Dopo le grandi esercitazioni dell’Anno XVII = MARCO RAMPERTI: Di piena festa, in Laguna - ADOLFO FRANCI: Il centenarig,di Domenico Gnoli - FEDERICO PETRICCIONE: Poesia e musica popolari nella città del Vesuvio - GUI» DO MANACORDA: Il Premio Goethe di Poesia a Malcesine - LUIGI DE LILLO: Sorge la Triennale d’Oltremare »= ALDO PASETTI: Insegnamenti della” Mostra Nazionalsocialista di San Remo » FRANCESCO SAPORI: Il Sogno del Cavaliere (romanzo) - EMI MA. SCAGNI: Compagne di collegio (romanzo) MIS.: Moda — Uomini cose e avvenimenti. Nelle pagine
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Diario della settimana
(da I a XIV)
- Notizie e indi-
screzioni - Pagina dei giochi.
stero della Guerra ha un lungo colloquio con il Ministro degli Esteri Bonnet, 13 Adosto - Salisburgo. I colloqui del conte Ciano sì concludono con un nuovo incontro con il Fùhrer a Berchtesgaden. Sulla visita del Ministro italiano il «D. N. B.a_dirama la seguente informazione: «Gli odierni colloqui italo-tedeschi hanno avuto per iscopo di chiarire le questioni, rimaste ieri in sospeso. Il convegno si è svolto nello spirito del dovere, rispettivamente del diritto di consultazione, basato sia sull'amicizia come anche sugli accordi formali esistenti fra i due Paesi.
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SETTIMANA 1 due Ministri hanno esaminato tutti î problemi politici presentemente sul tappeto, riscontrando la piena concordanza della politica estera tedesca ed italiana. Essi nutrono piena, concorde convinzione che questi problemi devono e possono venire avviati ad una soluzione. Va da sè che una parte importante ha avuto il problema di Danzica, diventato oggi uno dei problemi più scottanti. I patti di coalizione delle democrazie provocano un irrigidimento ognor crescente dell'atteggiamento della Polonia, onde la Germania ne risulta colpita nel modo più vivo non solo nel suo onore, ma anche nel trattamento fatto ai suoi. con» nazionali. «Le conversazioni hanno rivelato in tutti i problemi una concordanza del cento per cento. Non un solo problema è stato lasciato in sospeso. Circa Je voci affacciate nei circoli dell'estero, secondo cui alla visita del conte Ciano seguirebbero altri incontri, nei circoli bene informati si osserva che i colloqui di Salisburgo hanno esaurientemente trattato tutte le questioni acute sicché ulteriori colloqui non appaiono necessari. «Nei circoli ufficiosi tedeschi sì sottolinea la straordinaria amicizia e cordialità che hanno presieduto all'incontro fra i due Ministri il che, si osserva, documenta nelle due Potenze dell'Asse non solo una’ totalitaria amicizia, ma anche una totalitaria prontezza ». Roma. Giunge all'Aeroporto del Littorio, proveniente di Salisburgo, S. È. il conte Galeazzo Ciano." ; ‘Roma. Il conte Viola, ambasciatore in Spagna, è richiamato al Ministero. Il gen. Gastone Gambara è nominato ambasciatore di S, M. presso il Governo spagnolo,
14 Acosro - Tripoli. Proveniente da Napoli, giunge con un aereo pilotato dal Maresciallo Balbo, il Principe di Piemonte, il quale ispezionerà alcuni reparti di Fanteria dislocati nelle provincie di Tripoli e Misurata. Venezia. Lascia la città il Ministro della Propaganda del Reich dott. Goebbels: egli si reca, accompagnato da S. E. Alfieri, a Brioni, donde rientrerà poi in Germania.
Londra. Lord Halifax interrompe le sue vacanze nello
Yorkshire e fa ritorno nella Capitale per esaminare centi sviluppi della situazione internazionale.
i re-
Roma. Il Foglio di Disposizioni n. 1381 del PN. F. reca: «Il Duce ha ordinato che il centro dî preparaziéne poli tica per i giovani sia inaugurato il 3 gennaio XVIII, anziché il 29 ottobre. Il termine per la presentazione delle domande di ammissione è pertanto prorogato dal 26 agosto al 26 settembre XVII ». Città del Vaticano. Sì comunica: Il Santo Padre ha conferito la Gran Croce dell'Ordine Piano a S. E. Bernard de l’Exaille, Ambasciatore del Belgio, che ieri lo stesso Santo Padre ha ricevuto în udienza di congedo. 15 Agosto - Burgos. Il Ministro degli Esteri Beigbeder riceve il nuovo ambasciatore italiano gen. Gambara. 16 Acosto - Salisburgo. Il Ministro degli Esteri d'Ungheria è ricevuto dal Ministro dell'Interno del Reich dottor Frick e da von Ribbentrop. Danzica. Nel Palazzo del Senato ia luogo un colloquio tra 11 Presidente Greiser © il rappresentante polacco Cholacky. Parigi: Daladier riceve l’Ambasciatore. di Francia a Roma. Roma. Si comunica: Il Duce ha disposto che per i lavori dell’E. 42 siano impiegate maestranze di tutte le pro. vincie del Regno di guisa che, anche attraverso l’opera dei propri operai, ogni provincia possa avere l'orgoglio di partecipare alla costruzione della grandiosa olimpiade delle
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le seguenti trasmissioni degne di partico-
lare rilievo:
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giorno.
Giovenì 24 Agosto, ore 16,40: Da Forte dei Marmi: ‘Trasmissione dalla Colonia Marina « Principessa Maria di Piemonte » del Comando Federale della GIL di Lucca. Ore 20,20: Commento del fatti dei giorno,
ln
25 Acoszo, ore 12,25: Radio So-
7 Ore 20.20: Commento dei fatti del Samazo 26 Acosto, ore 16,40 Da Pietrali-
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jure: Trasmissione dalla Colonia « Mario Gioda » del Comando Federale della GIL dI TORE 20,20: Commento del fatti del giorno.
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ma meridiano. Dall'Inghilterra: Concerto
sinfonico della B. B. C. Midland Orchestra diretto dal maestro Leslie Heward. — Ore 21: Il programma. Concerto del
Trio Casella Bonucci Poltronieri. Mencorenì 23 Agosto, ore 13,45: Il pro-
gramma meridiano. Concerto per solista e Qrchestra diretto dal maestro Ugo Tansini con la collaborazione del pianista Mario Salerno. — Ore 17: Da Bagnoli (Napoli). Con-
certo di fabbrica dagli Stabilimenti Ilva, diretto dal maestro Pietro Argento. — Ore 22,20: I programma. Concerto dell'organista Alceo Galliera.
Giovenì 24 Acosro, ore 13,15: Il programma meridiano. Dalla la: Concerto di musica leggera diretto dal maestro Hans Bund. — Ore 21: II programma. Concerto sinfonico diretto iddal maestro Echralm Gotthold
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IV
nia: Concerto variato. Grande ‘orchestra di Deutschlandsender diretta dal maestro Alois Melichar. — Ore 21,30: I programma. Dalla Basilica di Massenzio: Concerto sinfonico dell'orchestra stabile della R. Accademia di S. Cecilia diretta dal maestro Pietro Mascagni. Santo 26 Acdsro, ore 21,55: III programma. Dal Festival di Lucerna: Concerto del tenore Beniamino Gigli. — Ore 22,30: I programma. Concerto del pianista Enrico Rossi-Vecchi. PROSA RADIOCOMMEDIE E COMMEDIE
Domenica 20 Agosto, ore 13,15: 1 programma meridiano. Il signore solo, scena di Marcello Marchesi. — Ore 20,30: INI programma. Glauco, tre atti di Luigi Morselli. LuwzDì 21 Acosto, ore 22,10; 1 programma. Mattutino, un ‘atto di F. M. Martini e €, G. Viola (Prima trasmissione). Marteì 22 Agosto, ore 21: III prog. Il dono della notte, un atto di Enzo Duse. Mencotenì 23 Acosro, ore 21: Il programma. Sogno di una notte d'agosto, tre atti di Martinez Sierra. Giovenì 24 Acosto, ore 22: IIl programma, L'eredità di Giorgio Brabacchi, scena di Salgat, VenenDi 25 Acosto, ore 22: Il programma. In gabbia, un atto di Giacinto Gallina. Sanaro 26 Agosto, ore 21: I programma, Scrollina, tre atti di Achille Torelli (Prima trasmissione). VARIETA'
OPERETTE, RIVISTE, CORI, BANDE Domenica 20 Acosto, ore 17: I programma. Varietà. II progr. Canzoni e ritmi. TI programma, Concerto della Banda della R. Aeronautica. Lunepì 21 Acosro, ore 20,30: III programma. Canzoni e ritmi. — Ore 21,30; INI programma. Musiche brillanti. ‘MarteDì 22 Agosto, ore 20,30: III progr. Orchestra d'archi di ritmi e danze. — Ore 21,30; II progr. Dal Palazzo Ducale di Venezia: Concerto della Grande Orchestra (Musiche da filmi tedeschi). — Ore 21,30: III programma. Musiche brillanti. MencoLenì 23 Acosro, ore 21: I programma. Varietà. — Ore 22: I programma. Orchestra d'archi di ritmi e danze. — Ore 22,30: Il programma. Concerto della Banda del Corpo della R. Aeronautica. Grovenì 24 Acosto, ore 20,30: III programma, Musiche giocose. — Ore 21: III programma. Selezione di operette. — Ore 22,10: Il programma. Varietà. Venernì 25 Acosro, ore 19: III programma. Quartetto cantastorie. — Ore 21: I programma. Orchestra d'archi di ritmi e danze. Sanato 28 Acosro, ore 20,30: III programma. Orchestra d'archi. — Ore 21: III progr. Canzoni e ritmi.
LETTERATURA #* In un libro che l'Editore Garzanti pubblicherà prossimamente e intitolato Dal Risorgimento all'Impero - Significato storico del Fascismo, Giovanni Castellano si è proposto di far intendere, soprattutto alla gioventù, la vera essenza della politica che viviamo, esaminando il momento storico con atteggiamento spirituale libero da qualsiasi preconcetto. Ha studiato l'Italia d'oggi sotto i suoî molteplici aspetti e nella sua relazione coll'Italia del secolo XIX, con l'intento di offrire una «storia » più che una «cronaca» dell’ pera del Fascismo e del suo Capo: di orientare i lettori, facendo loro acquisire la piena consapevolezza dei fini pratici dell'ora e delle storture cui vanno soggette le dottrine troppo assolutistiche 0 più o meno unilaterali, dettate da particolari simpatie e antipatie, e, insomma, dal gusto. # Sull'Italiano Napoleone non esiste, in Italia, un libro che possa per originalità di vedute; ampiezza d’informazione, tener testa ai migliori libri stranieri. Il professor Santangelo, autore di molti importanti biografie (notevole tra l’altre quella di Gregorio XVII, edita da Garzanti), colma col nuovo volume I Buonaparte (Ed. Garzanti). questa lacuna. Napoleone v'è studiato sotto tutti i punti di vista: nell'intimità, nel carattere, come genio militare, come uomo politico, come legislatore, come suscitatore ‘di energie morali, come fondatore d'imperi. Nulla di quanto essenziale per una compiuta conoscenza dell'Uomo è stato trascurato: né, d'altra parte, la visione dell'insieme è sacrificata a quella del particolare, ché anzi dal nucleo delle informazioni biografiche è sviluppata — in'uno sfondo ampio € aereato — la storia del tempo. La ricostruzione dell'ambienté è stata fatta con l'aiuto del-
Ambiente sereno, soavità di profumo infonde la
DI LAVANDA MILANO
le monografie più autorevoli: ma la interpretazione del personaggio è stata condotta direttamente sulle fonti del tempo, nei suoi scritti @ discorsi, nelle memorie de fuol collaboratori, su documenti uff. ciali, #* Nella Zoja ha scritto su Grazia Deledda un bel libro che la Casa Editrice Garzanti pubblicherà prossimamente. La prima parte è quasi una biografia intima, i cui dati sono ricavati interamente dalle opere: l'eredità psichica, l’ambiente, il nascere delle aspirazioni della giovane isolana, con la risoluta affermazione del bisogno dell'amore e della gloria. Tutto ciò in un profilarsi sempre più deciso della fisionomia morale di questa scrittrice. Il matrimonio, la vita romana fino allo spegnersi quieto e quasi desolato non offrono avvenimenti esterni degni di nota: solo, importantissimo per la storia spirituale «della Deledda specie nell'ultimo quindicennio, il lento. costante ampliarsi della visione e dell'accettazione della vita. Nella seconda parte è ricercata la genesi dei motivi — come il delitto, l’amore, la fatalità — che informano la copiosa produzione deleddiana, ed è seguita la parabola che essi vi descrivono, dando particolare rilievo alla loro maggiore o mi-
nore attuazione artistica: attuazione che, compiutamente, non avvenne quasi mai, come impedita da un intgrno dissidio. Quale? E quale, quindi, la più vera natura della Deledda e in qual direzione le sue più chiette e genuine manifestazioni estetiche? Sono pure in esame le opinioni più salienti della critica contemporanea e l'Autrice vede, da parte sua, parecchi punti di felice contatto e fuSione fra l'antico realismo moralistico e la nuova sensibilità quasi da « decadente »; nella produzione novellistica dell'ultima Deledda. In realtà lo scopo precipuo del libro è di capire la personalità della Deledda e sviscerarne le opere il più addentro possibile per offrire i mezzi a che altri poi possano giudicare... insomma un lavoro ispirato più a desiderio di conoscenza che a quello di dare un giudizio — non senza che questo, tuttavia, resti esplicito.
NEL MONDO DIPLOMATICO %*. S. M. il Re Imperatore, su proposta del Ministro degli Esteri S, E. Îl conte Galeazzo Ciano, si è degnato di conferire a S. E. Roberto Cantalupo, Regio Amba‘sciatore, il gran cordone dei S. S. Maurizio e Lazzaro. »* Il ferragosto, che di solito segna una tregua anche nell'attività diplomatica, quest'anno è trascorso in una viva ansiosa attesa, data la complessità degli avvenimenti nel campo della politica internazionale. Al primo piano di questi avvenimenti è stato considerato l'incontro a Salisburgo del nostro Ministro conte Ciano col Ministro degli Esteri del Reich, von Ribbentrop, incontro preliminare all'importante .colloquio che il nostro Ministro degli Esteri ha avuto a Obersalzberg col Filhrer. Nel suo viaggio a salisburgo il conte Ciano è stato accompagnato dal Ministro conte Vitetti e da altri funzionari del Ministero degli Esteri; Salisburgo si sono recati anche l'Ambasciatore di Germania a Roma von Mackensen e l'Ambasciatore a Berlino, insieme col Ministro Magistrati. Rientrano nel quadro di avvenimenti degni di considerazione Îl convegno di Venezia con. l'intervento del Ministro della Cul. tura popolare Alfieri e il Ministro della Propaganda del Reich, dott, Goebbels, e il convegno di Trieste con. l'intervento del Presidente del Consiglio di Jugoslavia, Zvetkovic, ricevuto dal sottosegretario Cianetti in rappresentanza del Governo fascista. Ad accogliere l'Ospite vi erano, fra gli altri, il Console generale di Jugoslavia a Trieste, il Console di Jugoslavia a Fiume e il gr. uff. Guidotti, Addetto all'Ambasciata italiana di Belgrado. * L'Ambasciatore nipponico a Roma, S. E. Toshio Shiratori, ritornato a Roma dal convegno di Villa d'Este, dove sì è incontrato con l’Ambasciatore nipponico a Berlino, ha fatto importanti dichiarazioni în una intervista alla United Press; « La decisione del Giappone di aderire al Patto di acciaio, egli ha detto, non ha nulla a che
vedere con la denunfatta dagli Stati Uniti, del Trattato di nippo-americano, come non
cia,
commercio
ha nulla a che vedere con la situazione a Tientsin e con i negoziati anglo-nipponi. ci a Tokio ». La deci-
sione. di aderire al Patto di acciaio fu presa prima degli av-
Venimenti su menzionati; il convegno di Villa d'Este ha avuto
lo scopo di discutere l'aggiornamento e la messa a punto del
progetto di accordo der l'entrata del Giappone nell'alleanza militare Italo -tedesca. L'Ambasciatore Shi ratori si è rifiutato di precisare quando e doL'ILLUSTRAZIONE
1raALIANA
—
VI
ve l'alleanza del Giappone con le Potenze dell'Asse sarà formalmente firmata, affermando che la comunicazione sull'argomento deve giungere da Tokio. A conclusione dell'intervista, l'illustre diplomatico che, sebbene da pochi mesi in Italia legge correntemente i giornali italiani, ha avuto parole di alto elogio per la stampa italiana e per i commenti da questa fatti al convegno di Villa d'Este. * Un altro colloquio, dopo uello già segnalato due settimane fa, ja avuto l'Ambasciatore britannico a Roma, sir Percy Loraine, col conte Ciano. Secondo il Times, anche questa visita è dovuta al desiderio dell'Ambasciatore britannico di
continuare ‘a mantenere rapporti normali col ministro degli Esteri fascista. Tuttavia negli ambienti politici londinesi si è Voluto attribuire all'incontro importanza maggiore di quella ammessa dal giornale inglese. #* Il conte Guido Viola di Campalto, ‘R. Ambasciatore a Burgos, è stato richiaal Ministero degli Esterì; il genemato Gambara, tale valoroso comandante del legionari in Spagna, è stato nominato ‘Ambasciatore del Re Imperatore presso il governo del generalissimo Franco, + è stata celebrata il 10 agosto la fi Repubblica dell'Equasta nazionale della tore. A_Roma la festa è stata celebrata,
oltre che alla Legazione dell'Equatore, anche alle Stazioni dell'EI.A.R. durante il programma speciale destinato all'America latina. Dopo l'inno nazionale eseguito dalla Schola cantorum_ dell'Istituto Pio X dei Padri Giuseppini, missionari nell’Oriente equatoriano, don Louis Antonio Penaherrera, Ministro dell'Equatore a Roma, ha letto un messaggio. Quindi è stato eseguito un concerto di musiche popolari equatoriane e italiane. L'Italia ha partecipato con viva simpatia alla celebrazione di una data storica che interessa un nobile Paese col quale è in cordiali rapporti da diverso tempo. L'Equatore è stato il primo Paese dell'America latina ad avere una missione militare italiana fino dal 1922, con a capo il generale Pirzio Biroli. I lavori di questa missione continuano presso l'esercito equatoriano, mentre in Italia si educano presso i nostri istituti militari numerosi ufficiali equatoriani. # Il Ministro d'Italia in Egitto, conte Mazzolini, è stato ricevuto da Re Faruk, al quale ha presentato il capitano Candelo, inviato dal Maresciallo Balbo per consegnare una completa collezione di armi portatili in uso nell'esercito italiano dal 1870 ad oggi, quale dono del GoVernatore della Libia al Sovrano dell'Egitto, appassionato collezionista. * Sì ha da Ankara che nei gioni scorsi è stata innalzata la bandiera nazionale sopra le ultime murature della nuova Ambasciata d'Italia, il cui edificio è stato iniziato soltanto tre mesi e mezzo or sono. in caGli operal, tutti ex alcombattenti, comando dell'armicia nera, ‘schieratichitetto direttore dei lavori, hanno reso gli onori di rito durante la suggestiva cerimonia, secondo le tradizioni fasciste.
NOTIZIARIO VATICAN o #* Lo zelo dei cronisti che ci tengono ‘ad essere bene e sempre meglio informati degli altri, da suna ipotesi verosimile che fra non molto uscirà un'enciclica del nuovo Pontefice (la verisimiglianza |naturalmente è per il « fra non molto ») sono arrivati d precisazione in preciSazione a far sapere che l’enciclica è pronta; che già lavorano i torchi della tipografia vaticana e che una prima edizione è riServata ai Capi di Stato. Si esagera evidentemente. Diciamo. si inventa. Sì sbaglia anche quando sì vuole dare a questa enciclica un carattere politico. Don Bosco: diceva: «La mia politica è quella del Pater Noster ». In questo senso anche la prima — e con la prima tutte quelle che venissero — enciclica di Pio XIl sarà di carattere politico. È elementare invece che questi altis- , simi documenti del magistero pontificio sono essenzialmente religiosi; come ci sembra ovvio che la prima parola diciamo così ufficiale del Papa a tutto l'episcopato e a tutti i fedeli del mondo, contenga rilievi e moniti circa l’attuale momento gravissimo che il mondo attraversa e inviti gli uomini di buona volontà alla pace di Cristo nel Regno di Cristo. riallacciandosi con il monito e il preciso insegnamento del predecessore. A_quanto sì dice in ambienti che dovrebbero essere in‘formati, l'enciclica non sarebbe così imminente come taluni. hanno detto. # Nel prossimo mese di settembre si svolgerà a Quebec la diciassettesima Setti mana sociale dei Cattolici franco-canadesi sul tema della pace. Pio XII per la circostanza ha fatto pervehire all'Episcopato e ai Dirigenti una lettera a mezzo del suo Segretario di Stato Cardinale Maglione nella quale, dopo avere rilevato che il tema della pace è dettato dal momento attuale, si compiace che jl Congresso si proponga di studiare il
problema della pace sociale, nazionale. internazionale, ‘alla luce dei principi. cri: stiani e alla luce della carità. Il Papa vede poi con piacere che buona parte del programma sia destinata alla pace nell'individuo e nella famiglia. È qui in: fatti, dice la lettera, che i valori morali dei popoli hanno la loro origine; e nulla vale per la felicità della nazione più di una elevata formazione della personalità cristiana per. mezzo delle virtù private € famigliari e sopratutto -per mezzo della educazione del sentimento religioso secendo il Vangelo. + Il Pontefice ha nominato Nunzio £ postolico in Lituania S. E. mons, G. B. Federico Vallega nominato în pari tempo arelvescovo titolare -di Nicopoli in Ebiro. # Con tre treni speciali è giunto a Roma mercoledì sera il grande pellegrinaggio veneto per commemorare il venticinquesimo dalla morte del mite e grande pontefice Pio X, visitandone la tomba nelle Grotte Vaticane. Diretto dal vescovo di Treviso fanno parte di esso tutti 1 vescovi della regione veneta, il Cardinale Patriarca di Venezia e le rappresentanze delle organizzazioni di Azione cattolica. I pellegrini sono ricevuti in speciale udienza da Pio XII a Castel Gandolfo e ripartono da Roma la mattina del 21 # Il. Papa ha nominato vescovo di Ariano di Puglia mons. Giocchino Pedicini, rettore del Seminario di Benevento e Canonico della Metropolitana; e vescovo di Cagli e Pergola mons. Raffaele Campelli della. Diocesi di Camerino. » Il giornale polacco Maly Dziennik ha pubblicato come infor. mazione dell’Osservatore Romano che sarebbe stato scoperto a Guidonia un sensazionale complotto a danno dell'Italia; che perciò il giornale sarebbe stato sequestrato ed un suo cronista messo in carcere. Il giornale della Santa Sede smentisce naturalmente la notizia della quale nessuno a Roma né in Italia si è accorto aggiungendo che nessun redattore o cronista è stato arrestato. In occasione del Congresso Internazionale dell'Associazione « Pax Romana » che si svolgerà alla fine del corrente mese a Washington, Sua Eminenza il Cardinale Ma. glione Segretario di Stato di Sua Santità ha inviato a nome del Pontefice una lettera al Segretario dell'Associazione Rudi Salet nella quale l'Eminentissimo Porporato si dice lieto di trasmettere ai dirigenti e agli associati di « Pax Romana » gli augusti incoraggiamenti ed i voti del Pontefice per la riuscita del Congresso e la realizzazione sempre più perfetta del programma dell'Associazione. Anche al Cardinale Patriarca di Venezia il Card. Maglione ha scritto una lettera a nome del Pontefice in occasione delle solenni celebrazioni del XIII centenario della dedicazione. del Duomo di Torcello edificato nel 639 per ordine dell'ESarca ravennate Isaac durante l'impero, di Eraclio,
È stato abbattuto in questi giorni l'antichissimo Oratorio di San Michele al Corridolo di Borgo. La piecola chiesa aveva va. lore unicamente per la tradizione che la ricollegava alla visione dell’Arcangelo |sopra la mole Adriana. Abbattute al suolo le mufa dell’Oratorio. sono venuti ‘in luce tratti delle mura Leonine trasformate poi in Cor. ridoio e si è constafato che queste mura boggIavano su un grande rudero del peFiodo imperiale. Detto rudero è formato di 5 filari di conci di peperino squadrato, che si prolungano per vari Metri nella direzionedi Oriente-occidente, AI di sopra corre una fila di alti archetti medio-
ARTRITI - REUMATISMI — GOTTA - SCIATICA - FRATTURE INFORMAZIONI REGIE TERME ACQUI
TERME - ALBERGO REGINA un arco di scarico a sesto ribassato con stemma di Alessandro VI che come è noto costruì la via che prese il suo nome e che più tardi fu denominata Borgo Nuovo,
BELLE
ARTI
* Mentre si svolge a Venezia la Mostri Cinematografici opportuno ricordare come quest" sì compiano dieci
anni da che la « Biennale di Venezia fu costituita in Ente Autonomo. Dieci anni fecondi di opere, dalle Mostre d'arte figurativa, alle Mostre d'arte italiana all’estero, alle Feste di Musica e Teatro, alle Mostre di arte cinematografica. A ricordare quest'attività, Îl bollettino della Biennale ha pubblicato un numero speciale « Il Primo Decennio dell'Ente Autonomo della Biennale » la cui consultazione riesce particolarmente interessante e significativa. « Infatti, scrive nella prefazione Antonio Maraini segretario gene. rale dell'Istituzione, se fino al 1928 la Biennale conserva soltanto il suo carattere di istituzione municipale per grandi Esposizioni ‘internazionali te figura tiva da tenersi ogni due con la sua elevazione ad Ente Autonomo nel 1930 essa affronta subito un ampliamento ben più coraggioso delle proprie possibilità € si propone di diventare il centro propulsore di manifestazioni dedicate a tutte le arti, in modo da concentrare a Ve. nezia, annualmente, durante il periodo estivo la più possente e nutrita vita artistica internazionale. Come questo sia st to compiuto sotto la guida del Conte Volpi di Misurata, alla cui larga vision d'insieme corrisponde la più fattiva capacità realizzatrice, possono dirlo i dati riassuntivi che qui di seguito, anno per anno, vengono pubblicati, e che per l'Arte figurativa, per esempio, raggiungono questi totali: 17.489 opere di 5765 artisti, 2542 opere vendute per 5.645.708 lire. Dati che, nella nudità delle cifre e delle citazioni ufficiali, accennano necessariamente solo in piccola parte alle col laborazioni eminenti ottenute in ogni campo: da quello della pittura, scultura, incisione € arti decorative, a quello della musica, del teatro, del. la poesia, e dell'ultima arte, chiamata, la Biennale per prima, canto alle altre sue maggiori: della cinematografia. Ma si può ben dire che tutti } nomi più grandi e celebrati del mondo intero sono stati onorati. nelle loro “opere, ed hanno con le loro opere contribuito al crescente successo di queste ‘stagioni veni ziane inte Mostra delle Terre italiane d'Oltremare (Napoli, maggio 1940XVIII), bandisce un concorso per opere di pittura, scultura, dise gno e incisione, ispirate a soggetti delle re italiane di oltre neorso è dotato dei seguenti premi per le opere migliori di pittura; uno di lire 15.000, due di lire 5000; per le opere migliori di scultura: uno di lire 15.000, due di lire 5000; per i disi ni: uno di lire 2000, due di lire 1600; per le incisioni: uno di lire 2000, due di lire 1000, Le opere dovranno rispondere al principio informativo di interpretare la realtà mediante qualsiasi maniera 0 tecnica, ma in modo da rendere, senza inesattezze o anacronismi, le caratteristiche ambientali e tipologiche delle nostre terre d'oltremare: Gli artisti potranno inoltre ispirarsi alle virtù guerriere del popolo italiano, oppure scegliere temi atti ad esaltare il lavoro, colonizzazione, ece. Presentazione delle domande entro gennaio 1940consegna delle opere entro il 28 febbraio 1940-XVIII
ACQUA
venda
* S'è inaugurata a Chieti la VI Mostra Sindacale di Abruzzo €@ Molise. Vi partecipano, con più di quat trocento opere, cento artisti, dai più illustri e anziani. quali Basilio e Tommaso Cascella, Italo De Santis, Gherardo Dottori, Guido Costanzo, ai più giovani quali gli scultori Pietro De Laurentiis e Di Renzo. Predominano alcuni dipinti a soggetto, come Parten= za del Legionario di Salvatore Fumo, Corpus Domini di Giuseppe Ettorre, Preghiera di Celestino De Santo. Tra le pitture di pae-
BOURJOIS fresca e dal profumo ultrapersistente provarla è adottarla! |
fessi i: | SOC. AN. ITALIANA PROFUMERIE BOURIOIS - BOLOGNA] fai
scella, Domenico Gifassi, Camillo Giam-
Più a destra si vede
VII —
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
1939
185839
SALSOMALLIORE Primo Centenario delle cure Salsojodiche di fama mondiale marco e di altri ancora. Buoni, tra le sculture: il San Giovannino di Nello Silveri, e i ritratti di Oscar Bernabeo e Attilio Renzi, e la testa di fanciulla ,di Giulio Francesconi. In una sala retrospettiva si vedono infine parecchie opere pregevoli di F. P. Michetti, Filippo Palizzi, e De Vincentils. In complesso la Mostra appare bene riuscita, segnando un .deciso passo avanti nei confronti delle precedenti. * In occasione dei giochi mondiali universitarli «che avranno luogo a Vienna nel mese corrente, sarà colà organizzata una Mostra d'arte universitaria, alla qua le parteciperanno i fascisti universitari!. La pittura sarà rappresentata da affreschi, tra cui quello del littore Severa, Spi gna'rossa di Bonardi, Si fondano le città di Fucini; e ancora da dipinti vari di Boccacci, Brava, e Sarteanesi. Nella scultura figureranno una cinquantina di opere, tra cui più notevoli i bas sorilievi di Amoroso, Bertini, Camilli e Rui; e le statue del littore Valla, di Stefanini e di Tampieri. Egualmente, da segnalare la nostra partecipazione nel Bianco e Nero; e quella femminile, rappresentata da opere varie delle scultrici Di Groppello e Cocchiglia e delle pittrici Carnelli, Milani e Schiavi.
MUSICA #* Il VII Festival Internazionale di musica contemporanea della Biennale d'Arte di Venezia andrà dal 4 al 14 settembre. Ecco il calendario completo e definitivo delle sue manifestazioni. Il Festival si inaugurerà il 4 settembre al Teatro la Fenice con un grande concerto sinfonico, nel quale saranno eseguite, sotto la direzione degli stessi autori, musiche di Burkhard, Halffter, Strawinski, Zandonai. Il 5 nella Sala Apollinea avrà luogo un concerto di musica da camera, con composizioni di Gorini, Messiaen, Veress,
Woytowicz; il giorno 6 ci sarà un ricevimento-concerto in onore di Cristiano Siriding nel Palazzo Vendramin-Calergi; ed il 7 al Teatro la Fenice la rappresentazione dei « Balletti polacchi », diretti da Arnold Szyfman e Bronislava Niyissk su musiche di Chopin, Szimanowski, Palester, Kodrancki, Respighi, Casella, De Falla, ecc. Questo spettacolo verrà ripetuto alla Fenice il giorno 9, Il giorno 8 alla Sala Apollinea concerto di musica da camera, con composizioni di Kuusisto, Rawsthorne, Silvestri, Sonzogno, Zecchi; e domenica 10 al Teatro la Fenice un concerto sinfonico dell'Orchestra. Sinfonica di Vienna, diretta dal maestro Hans Knappertsbusch, con musiche dell'ultimo quarantennio, e cioè di Riccardo Strauss, di Francesco Malipiero, di Alberto Roussel. Il giorno 12 al Palazzo Vendramin-Calergi un concerto di musiche wagneriane poco note, diretto dal maestro Antonio Guarnieri; e il 13, alla Sala Apollinea, un concerto di musiche per piccoli complessi strumentali. Si eseguiranno musiche di Aubin, Massimo, Parodi, Pick Mangizgalli, Poot, Rocca dirette dal maestro Nino Sonzogno. Il Festival si chiuderà il 14 settembre con un concerto sinfonico-corale diretto dal maestro Dimitri Mitropulos, che eseguirà musiche di Dallapiccola, Holler, Benedetto Marcello, Peragallo, Turina. Vi parteciperà il coro della R. Accademia di Santa Cecilia di Roma, #& Nel programma del prossimo Festival di Venezia, di cui si è dato sopra il programma, figura una nuovissima composizione orchestrale del maestro Riccardo Zandonai. Essa si intitola Biancaneve Impressione di una Fiaba. L'insigne musicista ha condotto a fine questa composizione nei giorni scorsi nella quiete della sua villa di Pesaro, ispirandosi all'omonima celebre favola dei fratelli Grimm, di cui ha descritto gli episodi salienti. Biancaneve è dedicata ai bimbi d'Italia. ‘Sarà eseguita nel concerto inaugurale del 4 settembre, sotto la direzione dell'autore.
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CONFEZIONI
LA GRAND E MARCA {
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IMPERMEABILI - SOPRABITI * ABITIL'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
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VII
w Il Ministero della Cultura Popolare ha approvato la designazione dei sei artisti che debutteranno neila stagione del Teatro di avviamento lirico di Alessandria. Essi sono i vincitori del concorso appositamente indetto a Roma dal Teatro Reale dell'Opera. Ad essi si affiancheranno i vincitori del terzo concorso nazionale per il bel canto indetto dalla Direzione Generale dell'Opera Nazionale Dopolavoro, e gli altri che verranno scelti tra | partecipanti alle varie prove selettive che hanno avuto luogo negli scorsi giorni ad Alessandria ed a Milano. * Ecco il calendario delle manifestazioni della « Settimana Antonio Vivaldi » organizzata dall'Accademia Musicale Chigiana, sotto l'alto patronato della Prin. cipessa di Piemonte e con la direzione del maestro Alfredo Casella. Sabato 16 settembre inaugurazione della « Settimana» nella Sala del Mappamondo al Palazzo Comunale con un discorso dell'Accademico Ildebrando Pizzetti, e con un concerto nell'aula magna dell'Università, diretto dal maestro Fernando Previtali. Domenica 17 concerto di musica da camera nella sala del Palazzo Chigi-Saracini. Lunedì 18 nella stessa sala secondo concerto orchestrale, diretto dal maestro Mario Rossi; e martedì 19 rappresentazione, al Teatro dell'Accademia dei Rozzi, de L'Olimpiade, tre atti di Metastasio, musica di Vivaldi, diretti dal maestro Antonio Guarnieri, con regia di Corrado Pavolini e scene di Virgilio Marchi. Mercoledì 20, concerto di musica sacra per soli, coro, organo ed orchestra, sotto la direzione del maestro Alfredo Casella, nella Chiesa dei Servi; e giovedì 21 chiusura della « Settimana » con la seconda rappresentazione al Teatro dell'Accademia dei Rozzi dell'opera L'Olimpiade. # È stato approvato dalla Corporazione dello Spettacolo l'accordo tra la Federazione degli Industriali dello Spettacolo e il Sindacato Nazionale dei Musicisti per «la disciplina delle scritture dei musicisti
e l'istituzione di un organismo che ha preso il nome di « Servizio nazionale dei concerti ». Questo organismo avrà il compito di segnalare alle imprese i nomini tivi dei musicisti da scritturarsi; di assistere i musicisti nei rapporti con le imprese straniere, eliminando ogni interverifo di privati mediatori.
TEATRO * Un grandioso progetto per dare a Venezia un centro monumentale destinato agli spettacoli teatrali estivi è stato mostrato al Ministro tedesco Goebbels, durante la, sua permanenza nella Città di San Marco, al Ministro Alfieri ed ai gerarchi e artisti e letterati convenuti a Venezia. L'idea di questo progetto è di Antonio Maraini e la realizzazione dell'architetto Brenno Del Giudice. Il progetto comprende una radicale. sistemazione di tutta l'isola di San Giorgio, che sta di fronte alla Piazza San Marco. Molti edifici verranno demoliti, in modo che la Chiesa rimanga isolata, ed al di là di questa, sul lato che guarda la laguna verso Chioggia, sorgeranno tre teatri. Il pri. mo, scoperto, con gradinate a piccolo dislivello, capace di contenere circa 1500 persone e con la scena aperta sulla laguna, avrà l'aspetto di un giardino. Il secondo sarà un «teatro d'acqua e sarà adibito a spettacoli ai quali*serva in modo speciale un bacino. Si varrà di una piccola darsena aperta sulla laguna, anch'essa verso sud. Gli spettatori. troveranno posto sullo spiazzo che limita la riva, capace di un migliaio di spettatori e chiuso dal portico di un edificio, che potrà essere adibito a caffè e ristorante. Îl terzo teatro, il maggiore, sarà per masse, e potrà accogliere oltre 3500 spettatori nella sua cavea, simile a quella degli antichi teatri greci. La sua scena sarà aperta sulla laguna, ma con possibilità di essere chiusa da scenari mobili, contenuti in appositi locali situati sui fianchi della scena. In questi tre diversi teatri all'a-
« Fragrante
E' buona, perto potranno darsi ogni sorta di spetdi piccole proporzioni, in prosa e in musica, a quelli lirici di gran-
pliche); Amleto di Shakespeare (37 reSesto mo di Gerhi (29 repliche); La resa di Berg op Zoom di Guitry
tacoli da quelli
Ppliche);
de rilievo, destinati ‘a masse popolari. Questa monumentale zona destinata a
(22 repliche); Questo non è l'amore Cantini (19 repliche); Gli allegri sposi di di Cortina (12 repliche).
spettacoli dovrebbe te del 1942.
inaugurarsi
nell'esta-
# Il nuovo Anno teatrale (XVIII) verrà inaugurato il 29 ottobre dalla Compagnia di Memo Benassi al Teatro Argentina di Roma col nuovissimo dramma di Cesare Vico Lodovici Vespro siciliano. Nei quattro atti del Lodovici Memo Benassi sosterrà il ruolo di Giovanni da Procìda l'eroe della riscossa siciliana dal giogo angioino, e molto probabilmente anche il ruolo di Re Carlo d'Angiò. Nel Vespro siciliano avranno due importanti parti anche Laura Carlì, Salvo Randone e Oppi. La Compagnia inizierà le prove del lavoro a Roma il 5 ottobre. Il pittore Vucetie ha già preparato i bozzetti delle scene. * Tra le Compagnie dell'Anno XVII quella di Renzo Ricci e Laura Adani h: svolto un'attività veramente intens per numero di rappresentazioni, si per varietà di spettacoli e sia per entità di incassi. Iniziò la sua attività il 10 ottobre 1938 e l'ha conclusa il 30 giugno scorso, con una gestione dunque di 264 giorni dei quali 5 di prove e Il di riposo. In tale periodo la Compagnia Ricci-Adani ha dato 292 spettacoli così divisi: 248 recite serali, 34 diurne e 10 sabati teatrali. Nei 292 spettacoli vennero recitate 308 commedie, delle quali 197 italiane, 51 straniere e 44 shakespeariane, I lavori più rappresentati sono stati: Addio a tutto questo di Corra e Achille (51 repliche); Ho sognato il Paradiso di Cantini (49 repliche); Vivere insieme di Viola (37 re-
ORGANIZZAZIONI GIOVANILI * La Reichsstudentenfuhrung organiz: in occasione dei Giuochi mondiali Universitari che si svolgeranno a Vienna du rante questo mese, una mostra d'arte uni 1versitaria italo-tedesca. La Mostra avrà luogo nell'ampio edificio dell'Accademia di Arti figurative, nella Schillerplatz di Vienna e la Reichsstudentenfuhrung che —e curerà l'allestimento, ha riservato alla partecipazione italiana sei grandi sale € due gallerie. Su invito tedesco la Segreteria dei G.U.F. ha limitato la partecipazione ai giovani artisti concorrenti Littoriali della Cultura e dell'Arte dell’Anno XVII. Gli universitari fascisti sa ranno presenti con lavorì di pittura affresco e quadro, con lavori di scultura a tutto tondo e bassorilievo, con numerosi bianco e nero e con alcuni progetti di architettura. La nostra partecipazione, che —1si comporrà di 126 lavori esclusi | progetti di architettura, potrà quindi dirsi —completa sia dal lato quantitativo che da ‘quello qualitativo artistico # Il 5 agosto ha avuto termine {l pri—mo corso nazionale per Fiduciarie Sportive indetto dal Comando Generale dell —G.LL. presso l'accademia Femminile della G.I.L. di Orvieto, Le 203 partecipanti.
come
piace,
il fiore»
è italiana.
Appartenenti a tutti | Comandi Federali hanno superato le prove scritte ed orali dinanzi alle prescritte commissioni d'esami. * Il Bollettino N. 18 del Comando Generale della G.I.L. reca: «Il Duce. ir. occasioni la festa ginnastica nazionale della G.I.L., ha conferito il diploma di benemerenza di primo grado della G.LL. al fascisti: Clano Galeazzo, Ministro degli Esteri; Buffarini-Guid! Guido. Sottosegretario agli Interni; Sebastiani Osvaldo, Segretario del Duce. Il Comandante Generale ha conferito il diploma di benemerenza di terzo gri do della G.I.L. ai seguenti fascisti: Collalto Collaltino, Direttore Capo di div) sione Ministero Educazione nazionali Salvatore Alfredo, ezione generale per la demografia za, Ministero dell'Interno; c rdo, Direzione generale per la demogr: fia e la razza, Ministero degli Interni Il Bollettino reca inoltre un elenco di scisti. nei comandi federali di tutta Italia, al quali è stato conferito il diploma di benemerenza di secondo e ter20 grado. * Non oltre il primo settembre 1939 a. XVII, devono essere inoltrate le do. mande è relativi titoli degli aspiranti ai concorsi per posti gratuit di meteorolo gia indetti dal Ministero dell'Aeronauti ca. Tali corsi hanno lo scopo di preps re professionalmente gli aspiranti al carriera di sico e di assistente di Meteorologia. Possono chiedere l’iscrizione al corsi per geofisici | laureati 0 laureandi in fisica, fisico matematica, o della Sezione Magistero dell'Istituto Superiore Navale di Napoli che non abbiano superato Îl trentanovesimo anno di età. Per informazioni particolareggiate
rivolgersi agli uffici delle Telecomunica zioni e dell'Assistenza del Volo di Mi lano, Padova, Roma, Bari, Tripoll e Palermo.
* Il primo ottobre p. v. sarà inaugurata nel Palazzo dell'Esposizione a Roma, la Mostra dei lavori degli Istituti artistici di tutta Italia
Sep 0.'ReT * Ippica. Il 20 del corr. mese si inizia a Baden Baden la riunione internazionale di corse al galoppo, con una buona partecipazione Italiana. Oltre: alla Razza del Soldo che ha iscritto alle varie gare 1 cavalli Procle, Alloro e Maenio, il nostro allevamento sarà rappresentato dalle scuderie Tesio-Incisa con Acquaforte e Coronary e Radice Fossati con Sangro. - Il 17 settembre a Berlino sarà disputato il «Gran Premio della Capitali del Relch » (100.000 marchi, 2400 m.). Li prova che verrà corsa sull'ippodromo di Hoppengarten, ha raccolto le iscrizioni di quarantun ‘concorrenti, che vanno così suddivisi: diciannove tedeschi, diect francesi, cinque inglesi. uno ungherese e sei Italiani (Gaio, Procle, Alloro della Razza del Soldo, Po di Radice Litta, Scebeli di ladice Fossati e Vezzano della Razza Felina) * Motorismo. Il motonauta Theo Rossi si imbarcherà il 24 agosto sul Conte di Savoia per recarsi a Nuova York. Sono infatti imminenti le gare di Detroit, che si disputeranno nel primi giorni del prossimo settembre e Rossi vi parteciperà al volante del suo Alagi. — Una nota Casa di motociclette hu
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Cogliete un bel sorriso Fissatelo in una foto, e spedite a noi. La commissione - Albertarelli, Boccasile, Corra, De Sica, Fraccaroli, Ramperti, Rèpaci, Ridenti, D. Villani, Zavattini, - vuole asse-
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mento alle balestre e loro attacchi e agli ammortizzatori.
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Anno LXVI . N. 34 20
Tutta Europa ha guardato nei giorni scorsi
ancora la puerile speranza di poter trovi
dell’Asse sono rimasti delusi. Al contrario, Roma e Berlino sono unite e decise nella
blemi pi
AGOSTO
1939
.
A. XVII
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a iaia ann paro hi
300
Il soggiorno di S. E. il conte Ciano a Salisburgo è stata una nuova prova dell'amichevole cordialità che presiede ai rapporti italo-tedeschi e ha dato luogo a vibranti manifestazioni da parte della popolazione. - Qui sopra vediamo la partenza del ministro fascista da Roma. A destra: l'incontro del conte Ciano con von Ribbentrop all'arrivo a Salisburgo. - Sotto: il saluto della folla ai ministri, all'uscita dalla Stazione.
ricordò dei precedenti storici e delle necessità economiche della Polonia. Si- discusser6 unicamente delle posizioni di forza e di potenza.
LA
QUESTIONE
DI
Fu in quelle circostanze
DANZICA
L'INCONTRO DI CIANO COL FUHRER
in
discussione, tutte le questioni che affaticano le Cancellerie sono stati oggetto di un esame
obiettivo
e talmente
esauriente,
che non
appaiono
necessarie
della Città libera che
quando e come la città avrebbe potuto erigersi in Città libera. Di qui i litigi fra
vaLE è stata l'esatta portata dei colloqui di Salisburgo fra il conte Ciano da una parte e Ribbentrop e, successivamente, lo stesso Fiihrer dall'altra? Ce lo ha fatto supere una informazione del D.. N. B., che, nella sua conci sione e chiarezza, è tale da soddisfare ogni legittima e discreta curiosità. Essa ricorda, opportunamente, in via pregiudiziale, che il convegno si è svolto nello spirito della consultazione, conformemente, cioè, alle relazioni di amicizia che esistono fra i due Paesi ed agli accordì formali che regolano la loro azione comune. I rapporti fra l’Italia e la Germania sono di piena fiducia e di assoluta parità e tali da consentire la più ampia e sincera valutazione delle situazioni. A Salisburgo la concordanza delle vedute si è rivelata piena e intera: al cento per cento, E non un solo problema è stato tralasciato. Tutti è problemi attualmente
che uscì il famoso compromesso
doveva fare di Danzica il porto della Polonia garantendo in pari tempo il carattere tedesco della città. Stabilito questo compromesso, si dovette affrontare il problema delle relazioni fra la Città libera e la Polonia. Ora si noti che gli articoli 100 e 102 del Trattato di Versailles stabilivano che la Germania cedeva Danzica e il suo territorio alle Potenze dell'Intesa, le quali si impegnavano a mantenere la città e la regione sotto la protezione della Società delle Nazioni. Tale clausola escludeva; qualsiasi possibilità di una sovranità polacca sullo sbocco della Vistola, ma. durante le trattative di Parigi si fece una tale confusione, da dimenticare perfino
ulteriori con-
sultazioni. Fra i problemi trattati figura in primo piano, come è ovvio, quello di Danzica. Problema scottante e reso tale dall’atteggiamento della Polonia, incoraggiata in certe intransigenze pregiudiziali da quei patti di coalizione, che sono il più recente errore delle così dette grandi democrazie, ostinate a misconoscere la realtà, i diritti dei popoli, le nuove forze della storia. Si dimentica troppo facilmente da parte della stampa ispirata dai Governi pluto-
cratici, che tutta la storia politica di Danzica dalla fine della guerra ad oggi è un continuo progresso sul cammino della riannessione alla Germania. Quando il confitto mondiale si concluse negli armistizi del 1918, Danzica dichiarò chiaramente e senza possibilità di equivoci la sua volontà di rimanere tedesca. Ma Clemenceau, che voleva a tutti icosti gonfiare la Polonia il più possibile per creare un nemico potente
a oriente della Germania, tentò di incorporare la città nella repubblica di Pilsudski, senza, peraltro riuscirvi per l'intervento di Lloyd George assolutamente contrario ad una posizione egemonica della Francia sul continente. In quei giorni nessuno si
gli abitanti di Danzica, desiderosi di dare un significato effettivo all’attribuito «libera » e i polacchi, che miravano a rendere tale definizione puramente formale ve illusoria, Come era da prevedere, la spuntarono i polacchi col patto di Parigi del 9 novembre 1920, in base al quale la Polonia ottenne l'unione doganale e il diritto di amministrare la politica estera della Città libera. In seguito a tale menomazione i cittadini di Danzica organizzarono una resistenza nei limiti consentiti dalle circostanze. Portato il dissenso in sede ginevrina, la Lega diede un'altra soddisfazione alla Polonia nel giugno del 1922. Essa dichiarò, infatti, che la Polonia era particolarmente designata per « assicurare eventualmente la difesa e il mantenimento dell'ordine sul territorio di Danzica, qualora la polizia locale non fosse nelle condizioni di farlo rispettare ». Bastano questi precedenti a illuminare qualsiasi giudice imparziale sulla natura del conflitto attuale. Ci troviumo di jronte ad uno dei più tipici esempi della manomissione dei diritti dei popoli perpetrata dai trattati di pace. Donde l’imperiosa necessità di una revisione. È possibile la soddisfazione dei diritti nazionali di Danzica con la tutela dei legittimi interessi economici della Polonia? Nessun dubbio, e il Reich si è mostrato dispostissimo a prenderli nel dovuto esame; ha perfino presentato proposte concrete. Ma ogni tentativo di pacifica soluzione urta contro l’intransigenza di Varsavia.
Tale intransigenza ha trovato espressioni assolutamente imprudenti nel discorso
pronunziato a Cracovia dal maresciallo Smigly Rydz in occasione delle cerimonie commemorative del venticinquesimo anniversario della costituzione delle prime legioni polacche, che ha legittimato dichiarazioni ben più pericolose da parte di alti ufficiali, che sembrano interpretare il pensiero del loro capo supremo. Il generale Sosnkowski, ad esempio, non ha esitato a proclamare che l'umanità si trova alla vigilia di una nuova guerra mondiale, della quale la Polonia surà uno dei maggiori esponenti. « Dopo la vittoria la Polonia sarà un'immensa potenza, che avrà una grande missione da compiere». Non diversamente il colonnello di Stato Maggiore Wendl. «Gli attuali confini dello Stato polacco non coincidono coi confini storici. La Polonia non ha solo qualche cosa da difendere: ha anche qualche cosa da conquistare».Contemporaneamente,
il Kurier
Polski
parlava
di un
protettorato
polacco
sulla
Città
libera e lasciava intendere che le «aspirazioni» polacche si estendono alla Prussia orientale, alla Slesia, alla Pomerania. Come si spiega una simile esaltazione? Con la politica dell’accerchiamento. Si deve,
Qui sopra: il conte Ciano e von Ribbentrop sorridono complaciuti al saluto della folla che fa ala al loro passaggio. - A sinistra ministri al Castello di Fuschi, residenza estiva di von Ribbentrop, è svolto il primo colloquio.i due - Sotto: all'arrivo all'Aeroporto del Littorio, l'Ambasciatore di Germaniadovevonsi Mackensen, che aveva viaggiato sullo stesso aeroplano, si congeda dal conte Ciano,
infatti, all'azione nefasta delle democrazie, fissate nella politica dell'accerchiamento, se la Polonia ha assunto una posizione in evidente contrasto con la direttiva felice mente segnata dall'accordo del 1934 che aveva avuto pregio di istituire delle relazioni di fiducia e di cordialità fra Berlino el’inestimabile Varsavia. Non facile a darsi ragione del mutamento di indirizzo e di tono della diplomaziariescepolacca fronte ad una questione che può essere regolata con soddisfazione delle parti inte-di ressate, dal momento che Danzica è una città tedesca e dal momento che la Germania è pronta a garantire nel modo più ampio i legittimi interessi economici della Polonia. È difficile sottrarsi all'impressione che nei confronti della Germania la Polonia si mostra cpimata da diffidenze che non trovano nessuna nei precedenti immediati e in quelli più remoti, D'altra parte non si giustificazione comprende come a Varsavia non avvertano che la questione di Danzica è, per le così dette grandi democrazie, nulla più di un pretesto per riguadagnore quota nei confronti della e, in genere, dell'Asse. Un pretesto che può riuscire esiziale alla PoloniaGermania che dovrebbe affidarsi alla protezione di Stati coi quali essa non confina,medesima, mentre essa teme quanto un'aggressione la solidarietà di quelli coi quali confina. Questa situazione estremamente paradossale mette in piena luce quanto v'è di artificiale, di falso e di voluto nel negoziato attualmente in corso fra Londra e Parigi da una parte
e Mosca dall'altra. La verità è che la diplomazia
delle Potenze
: ‘ me di Danzica, come in qualsiasi altra, Italia e Germania procedera nno concordi fino in ultimo, perché, altro che un aspetto, un momento, sia come pure
è quanto mai variabile e soggetta a mutamenti,
perché non si ispira a nessuna concezione di ordine generale: è l'empirismo eretto @ sistema, mentre l’azione degli Stati totalitari è assolutamente organica, come quella che muove da una idea e dai dati insopprimibili della storia. Di qui la sua « totalitaria prontezza». Sono considerazioni suggerite dal buon senso, dall’osservazione imparziale delle cose. La situazione — è inutile nasconderlo — è oscura e presenta numerose incognite. All'intransigenza
giorni scorsi il Wolkischer Beobachter, seguito dalla National Zeitung, che aperta allusione al corridoio, che fin qui era rimasto alquanto nell'ombra. «È faceva the una grande potenza debba essere alla mercé di un paese straniero per inaudito quanto concerne il collegamento di due parti del suo territorio nazionale». Di fronte ad una situazione di estrema gravità, la volgare pubbl
pluto-
cratiche fa buon mercato della Polonia e dei problemi che l'interessano direttamente in quest'ora difficile. Essa è un semplice pretesto per la politica nefasta dell'accerChiamento. Ma può, la Polonia, contare veramente sulla solidarietà franco-inglese, per tacere di quella sovietica? L'esperienza del settembre scorso sta a dimostrare quanto valgano certe solidarietà, certe alleanze, quando si viene ai ferri corti. D'altra parte, non può, la Polonia non considerare attentamente una circostanza, che dovrebbe suggerirle una sollecita revisione di certi atteggiamenti estremamente imprudenti; le sue relazioni con la Germania sono destinate, per la forza stessa delle cose ad avere carattere permanente, mentre quelle con l'Inghilterra e con la Francia sono soggette al mutare degli avvenimenti al giuoco complesso e imprevisto delle forze che si misurano sul piano europeo e non soltanto europeo. La diplomazia delle democrazie
nella nostra fede, qualunque cosa avvenga, di respingere con tutte le nostre forze um attacco a questo sacro suolo tedesco e di obbedire a qualunque ordine del nostro Pilhrer. Ci auguriamo non lontano il giorno in cui ci potremo ritrovare in questo luogo, non più per una manifestazione di protesta, ma per celebrare la riunione di Danzica alla Madrepatria ».
polacca corrisponde una pari intransigenza germanica.
Nel suo
discorso del 10 u. e, il Gauleiter Forster ha ribadito a Danzica, davanti ad una folla enorme, la decisa volontà del popolo a ricongiungersi alla madrepatria «lanzo la Polonia a prendere atto che le minaccie di guerra non ci fanno paura, In queste
ultime settimane abbiamo tutto apprestato onde rispondere come si per ira i a
tunque aggressione o colpo di mano contro Danzica. Avvisiamo a Re la Sos che Danzica non è sola, abbandonata a se stessa, ma che la grande pi) x
nostra Madrepatria, e il nostro Fihrer, Adolfo Hitler, sono pronti, porti) digalt gione, a venire in nostro soccorso. In quest'ora solenne giuriamo di rimanere fermi
È quindi insensato
di divergenze fra Roma e Berlino a La stampa franco-britparlare proposito di Danzi annica ha pubblicato, nei giorni scorsi, che <a Salisbur Solutingogo i il conte Tice nei
confronti dei suoi eminenti intervenire, a momento opportuno, con un piano di pacifica risoluzi nemmeno coloro che si rasserena no all'idea del Patto a
SPECTATOR
CATTIEKE FIGURE DELLA SETTIMANA
A sinistra: il Duce osserva, nel cortile di Palazzo Venezia, l’autocinema allestito dalVE.N.P.I. per la propaganda. antinfortunistica nei cantieri gli stabilimenti. - Sopra e a destra: ilvaro nel Cantiere di Monfalcone della motonave «Calino ». Madrina la signora Antonia Costantino, moglie di un marinaio ferito durante lo. sbarco @ Duri - Sotto: il bel volo di un aliante durante il recente Raduno di Asiago.
svolge con la Federale di Verona Bonamici,le si Il viaggio dei Giovani fascisti ciclisti in Germ lania, al comando del giovani Camicie popolazioni. Qui vediamodel Borgomastro. massima regolarità, fra le continue manifesta: zioni di simpatia delle = A saluto mentre ricevonotitail con nere, assieme ai camerati della Hitlerjugend, all'arrivo a Cobur, ‘go durante l’attore Govi, a Fiuggi. una par! ‘destra: il Maresciallo Sudoglio, appassionato giocatore di bocce,
MES
303
DOPO
LE
GRANDI
ESERCITAZIONI
DELL'ANNO
XVII
ELOGIO DELL'ARMATA DEL PO € Divistont dell’Armata del Po, che hanno partecipato alle grandi manovre, sono tornate alle loro sedi. Dopo aver sfilato a Torino, il 9 agosto, davanti al Sovrano guerriero — che per l’intero periodo delle esercitazioni ha seguito, instancabile e paterno, i suoi soldati nella loro gioconda fatica — esse hanno ripercorso le vie attraversate nella celere marcia verso il Monferrato dei primi d'agosto, ed hanno ripreso l’ordinaria intensa vita di guarnigione. Le Grandi Esercitazioni dell'Anno XVII sono ormai un ricordo. Ma è ricordo che vive e vivrà. Nella storia del nostro Esercito le esercitazioni di quest'anno avranno una pagina a sé. Ed anche in ciò esse si differenzieranno da quelle del passato. Un tempo, quando l'Esercito italiano era pressoché immobile nelle armi e negli ordinamenti, ed ogni innovazione doveva maturare in una lunga incuazione di decenni, per un malinteso rispetto delle tradizioni e pel mito della «stabilità organica »delle istituzioni militari, le grandi manovre
al lungo corridoio di valle Dora, pef il qualei :Rossi erano discesi fino ad affacciarsi alla incantevole pianura di Rivoli e Avigliana. Le tre Divisioni a effettivi di guerra — la Motorizzata, la Celere e la Corazzata venivano lanciate a sbarrare il. passo al supposto, invasore sulla soglia dello sbocco— della Dora, una Autotrasportabile rag= giungeva l'alta val Chisone, per ristabilire la situazione nella conca di Cesana e per eseguire un avvolgimento a largo raggio deicompromessa calati ‘dal: Cenisio, e una Divisione, alpina, l'« Irpinia», subitanea formazione: di Rossi puntava: pel Colle delle Finestre e la storica Testa dell'Assietta sulla conca manovra, di Susa, minacciando seriamente l'unica via di comunicazione del Partito Rosso e obbligandolo. a cercar scampo in una pronta ritirata. Il concetto della manovra è così chiaro ed elegante che ‘anche il più ignaroni di cose militari non può non esserne convinto ed ammirato. I particolari dell'esecuzione sono stati del più alto interesse. L'azione allo sbocco della Dora, sulla linea pianeg. giante raggiunta dai Rossi e appoggiata, due stipiti giganteschi, agli ultimi rilievi della vallata, ha avuto gli aspetti dicomeuna a moderna viva battaglia” combattuta con impeto dagli Azzurri, animosamente aggressivi, e con tenacia dai Rossi, costretti ad una difesa senza speranza. Gli avvolgimenti eseguiti ai due estremi linea; gli attacchi compiuti sotto la copertura delle nebbie artificiali; l'irruzionedella dei canti i, e'tenuti da reparti ormai in un terreno ed in una bilissimo dell'aviazione in ione il colore della realtà.
‘avevano per unico scopo l'addestramento dei capi, delle truppe e dei
servizi. Non v'era da mettere alla prova alcuna novità, né di mezzi né di dottrina. Avveniva così che, dato il segnale di cessazione delle manovre, coll’innalzamento del famoso pallone frenato, e dopo la rituale conferenza finale, tutto svaniva d'un colpo, e restava solo, nei più, l'amarezza ed il malumore per l'ingente spesa ed il grave sforzo, troppo sproporzionati ai magri risultati raggiunti. I dubbi sulla loro utilità erano legittimi, anche quando esse erano congegnate con cura ed intelligenza, e con notevole abbondanza di uomini e di mezzi. Ricordavamo, durante la breve sosta dell’Armata del Po nella zona di radunata, tra Alessandria, Asti e Casale, le manovre del 1911, svolte in parte negli stessi luoghi, nelle quali, sotto la direzione del Generale Pollio, Capo di Stato Maggiore, avevano operato due partiti opposti, agli ordini dei Generali Caneva e Cadorna, i condottieri delle due guerre imminenti. Erano state, per ampiezza di concezione, per la rino‘manza dei capi, e pel momento politico, manovre importanti e per più rispetti meritevoli di essere ricordate; eppure avevano avuto più critici che ammiratori, ed avevano lasciato dietro di sé più delusione che fiducia. In verità vi si erano mostrate molte deficienze e pochi pregi. Al loro termine era diffuso il desiderio di coprirne o dimenticarne gli
i
errori, e soprattutto il disordine — oh il penoso spettacolo delle vie {del Monferrato ingombre e spesso ostruite da truppe e da carreggi, ad
ogni ora del giorno e della notte! — e.il convincimento che ogni série progresso era estremamente difficile, se non impossibile, tra tanto agne sticismo dei governanti e tanta indifferenza del Paese. Oggi invece...
Dopo il rapidissimo concentramento delle Di visioni È speciali dell'Armata azzurra, ha avuto luogo lo schieramento altrettanto rapido attorno
Le grandi esercitazioni dell'anno. XVII hanno brillantemente col possi schieramento e tattico delle rinità motorizzate e corazzate, nellequale i corcàarmati ono vai fattore diimpiego grande importanza. - Qui sopra e in alto: fasi di impisso di carri armati, POSE
tenza verso nuove conquiste. Nel corso
delle esercitazioni
si
è vista in azione un'Armata che aveva dato luogo a qualche osser-
vazione e riserva, perché la si riteneva, nel suo insieme di unità leggere, motorizzate e corazzate, poco omogenea, non abbasta maneggevole, e assai vulnerabile, Il grandioso movimento attraver-
ni siae cie
ba
so la pianura padana, il concentramento in breve spazio, il sue-
,
=
‘cessivo schieramento
e l’impiego
tattico, hanno mostrato per contro come codesta Armata sia vero e prezioso strumento di guerra, idoneo alle operazioni più vaste e complesse. 1 dubbi sono interamente caduti: se lacune o insufficienze ancora sussistono esse sono identificate e sono già allo
studio i provvedimenti per eliminarle. Certamente
una
simile
Armata
richiede, per essere bene impiegata, senza inconvenienti e col massimo rendimento, varie condizioni, di cui due fondamentali
una di carattere materiale, e cioè l’organizzazione stradale e la di sciplina del movimento, che debbono essere perfette; l’altra di
ordine spirituale, e cioè la « men:
talità della motorizzazione », che deve essere sviluppata in tutta la gerarchia, La condizione materia-
le è già realizzata, e chi ha podisciplina degli motori, eccellente è risultato il livello di preparazione e di una Se ricca di insegnamenti è stata la prova fornita da macchine enella posizione. conca di Bardonecchia. - Sotto: mitraglieri che difendono ilomini. - Qui sopra vediamo artiglieri pronti presso il pezzo
canza di raddoppi, ossia di catene trasversali parallele alla displuviale di confine, sulle quali poter organizzare successive difese; l'assenza pressoché totale di buone linee di arroccamento tra le probabili vie d’invasione. A prescindere dall'attuale sistemazione difensiva della frontiera occidentale, che — come ha riferito proprio în questi giorni il Maresciallo De Bono al Duce — rende inviolabile il territorio fiazionale, le Grandi Esercitazioni hanno offerto la riprova della possibilità di annientare un avversario irrompente per uno dei grandi valichi alpini al momento del suo sbocco in piano. L'esistenza di una potente mobilissima armata, in grado di piombare fulmineamente sull’aggressore prima che possa ricevere ragionevolmente i necessari rinforzi — il transito di grandi unità e dei loro giganteschi rifornimenti per le vie ordinarie alpine, senza il sussido delle ferrovie, certo distrutte al primo allarme, non può essere infatti che assai lento — assicura il successo della'controffesa. Il ricordo delle Grandi Esercitazioni dell'Anno XVII non svanirà, perché esse non si: sono proposte di mettere alla prova comandanti e soldati, i quali non hanno bisogno affatto di esami e controlli, esperti come sono di molte guerre vittoriose, ma perché hanno avuto per scopo di collaudare un nuovo strumento di guerra e di studiarne i particolari di funzionamento. Esse hanno segnato quindi una tappa, che corrisponde nel tempo stesso ad una mèta raggiunta e ad un punto di par-
tuto osservare l'ordine e la disciplina nelle marce e nelle soste di
imponenti unità tutte di motori, e lo stupefacente «vuoto» delle
retrovie sa che la perfezione è stata raggiunta, La mentalità della motorizzazione si sta rapidamente formando ed affinando, e porterà all'intero sfruttamento di tutte le possibilità offerte dagli automezzi, evitando i pericoli e superando le difficoltà. L'avvincente situazione delle manovre ha mostrato un caso in cui la presenza al
centro
della pianura padana di un’Armata
motorizzata
ha sventato
una tremenda
minaccia che per inopinate circostanze si stava addensando sul Paese. Ma cento altri casi si possono immaginare, partendo anche da presupposti contrari, e cioè da ipotesi ottimistiche anziché da quella catastrofica di un'irruzione nemica, in cui l'Armata del Po può trovare impiego. Questo basta a giustificarne pienamente la costituzione e ad esaltare lo sforzo che si sta compiendo per aumentarne le possibilità: l'adozione dei magnifici carri armati da 11 tonnellate, ora sperimentati, darà ad esempio alle unità corazzate una potenza adeguata alle loro finalità belliche. Le Grandi Esercitazioni dell'Anno XVII hanno avuto un esito superiore alle più ottimistiche previsioni, ha affermato nel saluto di congedo ai giornalisti il Generale Pariani, fedele interprete del pensiero del Duce, e artefice entusiasta dell’attuale trasformazione e ricostruzione dell'Esercito italiano. Esse hanno confermato l’efficienza di uno strumento, l'Armata del Po, e la bontà di una dottrina. L’Esercito nostro, nella sua intensa attività, è sicuramente sulla buona via.
CAMILLO
CALEFFI
IL SOGNO Romanzo di FRANCESCO
DE
CAVALIERE
SAPORI
Disegni di DUILIO
CAMBELLOTTI
RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI. - Isabella, figlia di Diletta guardarobiera di casa Savelli, ritorna dal collegio e dopo una visita al palazzo dei prin cipi, raggiunge insieme alla madre, a Rignano Flaminio, donna Ttta dal principe Massimo riceve pol l'incarico di riordinare e qui dopo pazienti ri cerche rinviene nascosto in un armadio a muro un quadro ormai dimenticato éhe non si trovava più «Il Sogno del Cavalierela»,pinacoteca a ‘Raffaello. Isabella re. inge Pierleone, figlio di Massimo che le compagnie dissipate hanno distolto dagli studi e dalla famiglia, it quale aveva pensato di attribuito far della fanciulla la facile preda i una passeggera avventura; frattanto trova conferma la notizia che il matrimonio di donna Lavinia, anch'essa di Massimo, felicemente riuscito. I displaceri familiari affliggono molto il principe, il quale riceve un conforto dalla compagnia degli inseparabili amicifiglia Vatturi e Laurananon A siatrovare Isabella in pina coteca viene spesso una sua amica, la contessa Cristina Menzio; di lei si innamora il vecchio duca di Poli che rimane costernato nell'apprendere la sua partenza per Berlino. Donna Lavinia entra in un convento di carmelitane e si appresta a diventare una religiosa. Poco dopo avviene infatti la vestizione di Lavinia. che prendo it nome. di Suor Maria Desolata. Una notte di primavera Isabella e Massimo si scambiano la promessa d'amore Massimo le confida che l'amore per lei gli è sbocciato nel giorno in cui fu ritrovato « IL Sogno del Cavaliere » Dopo aver vagabondato per due mesi, Isabella e Massimo st ritirano sempre felici e in piena armonia, intraprendono un lungo viaggio attraverso l'Italia nella prediletta villa tusculana. Quindi
Controllavano
II
insieme
quei
ricordi,
vivente
rassegna
delle
contrade che erano state testimoni del loro amore. Offrendogli braccio rotondo, Isabella diceva — Rammenti quella mattina ad Arezzo, quando andammo a veder la loggia della chiesa di Santa Maria delle Grazie? Il sito era deserto, eppure così animato, Sulle foglie bianchèggiavano iniste la brina notturna e la polvere della strada. Pel cielo le nuvole si movevano quasi obbedissero a un'ispirazione musicale. E quegli archi, come leggeri! «Qui manca un'Annunciazione», dicesti. — Tu non rispondevi. E miravi tacita, con le labbra sorridenti seminperte. Ma il tuo sotriso esprimeva un senso di serenità, di lontananza, quasi. d'un altro pianeta Sì, ricordavano ogni cosa. Tra Nicastro e Cosenza, un uliveto più volte centenario s'agitava come se volesse ringiovanire: gli ondeggiamenti delle foglie mutavano tono,. dall’argenteo al verdecupo, dal. verdecupo all'argenteo, a seconda del vento. Davanti alla facciata del. duomo d'Orvieto s'erano baciati a lungo, immemori tra. due. estasi. Frammezzo alle fontane di Viterbo e alle torri diSen Giminiano s'erano sentiti lontani dalla terra, sprofondati in ambulacri di pietre Plemò, lungo il Simeto, avevano assistito alla raccolta delle arance in. un “a giardino ducale. Tra le foglie verdi e lucide, le sfere d'oro pendevano cariche di succo e di profumo, Centùripe a destra, in alto. E là sopra, tal quale un pannello giapponese, la visione poderosa dell'Etna; un'immensa carbonaia amma il suo
CA Vaia se gente pennaeeio vaporseo da aci ‘una folta di pone ecase attorno, Pe
ai
i
la ‘una
pa!
a Isabella. Sù, sù; alberi tino aveva portato via il tdcco di feltro fugaci! anche nella scala del ue
i Poi tetti, sagome, e nubi, immagini Le nuvole! A. Venezia aveva ammirato tutto, Isabella: tutto era A dit, trici
dorato, specchiante, Ma le nuvole viste dal. campanile staccato dall'acqua, s terra, imenticarle? E Massimo: Pei a Ala A TI prgn le fragole che un bimboincoStume [altoatesino ci offriva; poi volesti scendere pel viottoio che m tal olr. tabacco, Vigo didi Fassa, nel 1 saio color con Una monachina dii Vigo d’acqua. Specchio la corta mantiglia ara: la cuffietta ‘arricciata sulla fronte, recitava «La morte Gi. Napoleone 3, davanti alle sue consorelle e è Ile ragazze, d'un'associazione ricreativa,
- Ricordo la voce della monachina, che: mi ricondusse al collegio; il bimbo delle fragole, roseo e goffo, che somigliava a un nano della foresta. E Cima Undici? ci parve un miraggio tra gli argentei. cirri, simili anch'essi a castelli favolosi. A Campo di dentro volli bere il latte .in una ciotola, e. me ne pen La Cima. dei Tre Scarperi brillava come una corona. d’ametista ‘tra lo sfioccarsi. lento di vapori che parevan d'incenso. Parlammo. d'’aquile e di. camosci; ci sentivamo avvolti
dalla notte che scendeva rapida.
— Era freddo. E tu dicesti-che il vento nasceva là, tra quelle gole, sopra quei mughi
Isabella rammentava le parole di luî, quasi fossero e ammirato insieme:
parte di ciò che avevano visto
— Ad Assisi, di sera, la valle del Subasio s'addormentava sotto un mantello cupo turchino. Tra la nebbiolina umida, la falce infiammata della luna sî sollevava, e imbiancava. man. mano: Perché. fosti tanto- severo? -Dicesti che i frati d’oggi stanno a san Francesco come un coro di lamentevoli grilli sta alla sovrana nota di perla d'un rosignolo.
— Dissi proprio così?
- Ne sono sicura. — Mi dispiace. Ma terrò fede alla sovrana nota di perla del rosignolo. — Ad Ischia, una sera tornammo in. carrozza dal: giro dell’isola; avevamo visto tramontar da Forio, nel mare -d’opale, un sole grande: così, Guardasti i pini, che incoronano quella terra sconvolta, e prendendomi per mano: « Ormai Nausica, dicesti, non è che un biondo. indovinello, sepolto. nella profondità del mare,» Ed io volli baciarti, per calmare quella tua classica afflizione, Italia bella: non si finisce mai di conoscerla, di gustarla, d’amarla, Sta in piedi sotto il sole. Son sue le chiarezze, l'equilibrio, la varietà: è una sintesi incantevole. Tutta
da amare, nelle pietre, nei fiori,
negli orizzonti. Argilla propizia. pei
vasi e per le statue, illuminata da una gran luce che la trasfigura. Mentre tornavano a Bari dopo aver visitato Castel del Monte, l'incoronata dimora
di Federico II, furono raggiunti da un fonogramma urgente, Donna Ttta moriva.
— Non era lei, non sembrava più la stessa regale matrona: d” ‘un tempo, — disse Diletta alla figlia. — Ora donna Itta è un:wulcano che dorme per sempre. Pierleone giunse da Galatina contemporaneamente a suo padre. Non si ve-
,
la.
È [etna ricordavd pure; e lo assicurava che neanche ‘adesso avrebbé potuto ac-
quel tramite fra sé e l'umanità. Quanto a lui, sembrava stesse a disagio nel palazzo; il suo malessere si tra-
sto davanti a lei, | Quando Pierleone se ne fu andato, suor Maria Desolata. pregò per lui, prostranella dov'era stata cresimata ‘e comunicata, e dove i primi raggi del no Amore l'avevano condotta alla conquista dell’apostolato. Essa fa grandi passi nella via della santità. DIARIO tono; ima iel Hidgay cel apo cio di agito end giocola Iata sentiva bambina sulle vie del Signore. Era contenta dell'esistenza serena e la| boriosa che conduceva. Secondo il detto di san Paolo, essa combatteva la buona battaglia, attenendosi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità; alla pazienza, ‘alla mansuetudine. |__«La marchesana», che si vergognava di sé, ma era curiosa di veder la missiomaria d'Africa, accompagnò a palazzo Savelli i suoi due bimbi, affinché suor Maria olata facesse una pia carezza a quei diavoletti, « che ne avevano bisogno ». Essa fu INA Feis'Gallo splendore del volto Ai Levinie — Avevi due tesori come questi, e non ce li hai fatti veder mai. Che mammina, | che mammina! Zia Alice era entusiasta della « venerabile nipote». Eta stata lei a suggerire a Diletta di trattener. qualche giorno Isabella a Rigna‘no Flaminio, per mettere un po’ d'ordine al castello, Per verità, aveva voluto al| lontanare la segretaria, l'amica di Massimo. | Ora Alice stava tutto il santo giorno à palazzo Savelli. | Suor Maria Desolata non avrebbe indugiato a Roma più d'una settimana. Essa invitò ripetutamente a colazione un missionario, che monsignor Potenziani vide | molto volontieri. Era un tipo più mongolico che ariano. Grassoccio, pallido, linfatico, coi baffi radi biondastri, sembrava ritirar la testa tra le «spalle, pigiando le mascelle contro l'alto dolletto bianco. «Come farà ad attendere a un esercizio tanto faticoso, con quel fisico infelice? si chiedeva la Rospigliosi. Mah.» | Sentiva ripetere che pochi sacerdoti erano entrati come lui in possesso del di| vino patrimonio della dottrina dogmatica e della legge morale. Con ferma volon| tàe con anîmo apostolico aveva assistito, promosso l'esercizio operoso d’un'illuminata | carità în regioni vastissime, quasi inaccessibili. Fatica e abnegazione gli riuscivano wpas, poîché il cielo dispensa favori e prodigi a chi ne è degno. TI padre missionario parlava: nel suo discorso tornavano costanti le parole « graia», eluce»;'eamore»; ed era come se un pianista chiedesse con insistenza ai i il motivo determinante d'una melodia. Il principe guardava sua figlia con te| merezza infinita e sembrava avvertir meglio quei tasti, riconoscere quel motivo. La partenza di suor Maria Desolata lasciò un vuoto anche maggiore della scomparsa di donna Itta. Zia Alice s'arrabbiò con se stessa, perché non avrebbe voluto cedere «al morbillo delle lacrime». N(VX Le visite cessarono. Per qualche giorno il palazzo sembrò dominato da un raecoglimento sepolcrale. I servi non osavano alzar la voce, neanche nel loro appartamento. L'animo di Massimo era angustiato e sbattuto, come se il suo calmo specchio d'acqua fosse travolto dalla tempesta. | Perché Isabella non tornava? Avrebbe voluto averla accanto, anche a dispetto dei pettegolezzi. La invocava, la voleva. Dei muri maestri erano crollati dietro a lui; nep. pur sua madre era più di questo mondo, Un gran silenzio gli gravava sulle tempie. ili agghiacciava il petto. Isabella fece ritorno con sua madre, Vennero via da Rignano Flaminio il vecchio Napoleone e Agnese che piangeva, piangeva. Ti maggiordomo, e perfino Sicuranza, vollero conoscere i particolari della fine di eMadama di ferro»; la quale li aveva ricordati tutti nel suo testamento. Poi confabularono tra loro. Tessevano tele di rimbrotti, di rimpianti: se il signorino Pierleone fosse tornato; se donna Lavinia non avesse preso i voti; più che altro li addolorava il convincimento che ormai s'era perduta la speranza di sentir passare di bocca in bocca, dall'una all’altra ala del palazzo, il grido tripudiante: | «Dio sia lodato, che è nato un principe. »
, raggiava tutt
pe temperava senza escluderle, Cristina Menzio tornò a trovare l'amica. — Dopo tanto tempo? Perché non ti sei fatta viva, perché non hai. risposto, alle mie lettere? — Oh guarda, per lasciarti godere in pace la ‘tua felicità!
Isabella non seppe rispondere. Poiché l'amica aveva tutto compreso, si rispstmiò l'inutile bugia, i — Sei dimagrata. Che hai fatto in questi mesi? — Ricordi quando ti dissi che in Germania avevo ballato per notti intere?! Nei
ritrovi berlinesi erosemprein mezzo alla sala. E dire che non m'è rimasta în mente _la faccia d'un ballerino! Qui ho ripreso a far la trottola; ho danzato; ho cantato fra le tavole dei consumatori e dei clienti. «Et malgré moi, je veux de ca». Troppa fatica il difendersi dagli assalti di chi ti paga; ho dovuto allontanarmi dal padrone e dal locale. Sai che ti dico? Una donna del contado senese, che è stata domestica in casa nostra, raccontava un apologo: « Noi donne abbiamo la sorte disgraziata: quando siam bambine siamo ciovette; quando siam giovani, larà larà larà; e quando siam vecchie, toh, siamo streghe!». Poveretta, aveva mille ragioni. Tersera ho dovuto venir via dalla Sala Principe Filiberto. A un certo punto tre:giocolieri si tiravano l'un l'altro la loro nuda: compagna, scagliandosela addosso! alla
lontana, né più né meno d'una sedia. Che nausea, amor mio! Quei mascalzoni pieni
di salute la riafferravano di sghimbescio, ora per un-braccio, ora per una gamba. Non ho potuto resistere; avrei urlato. Mi vien freddo a pensarci. La mia sorte non
è diversa: destinata anch'io ad esser palleggiata dagli uomini, se li lasciassi fare. Lì per lì ho riflettuto: «fortuna che son sola». Dei lacrimoni mi bagnavano
le
guance a tradimento, Capirai, il cosmetico, il rimmel. Lesta lesta, sono uscita mentre la sala era semibuia,
Cristina termina in una risata da monella, quasi avesse parlato d'un'altra per-
sona e senza capire il pieno significato di ciò che ha detto; Isabella le prende le mani, stringendole com una tenerezza, un calore, che attestano la sincerità; pro-
m
conforto. — "18‘nom ero. 600! Tai miei sentimenti, ricordi? erano alti e buoni. Le cireostanze m'hanno turbata e travolta; non mi riconosco. Sono assalita ogni momento, anche per la strada. O Isabella, beata te che non devi sopportare le complimentose sconcezze e le proposte venali dei passanti. Che schifo! Nessuno che mi voglia bene e mi difenda. L'amore?
Una sfacciata montatura.
Ti rammenti
quando ti dicevo
d'esser una donna che stanca presto? Purtroppu la vita mi ha dato ragione. Ma nessuno, nessuno è riuscito a piegarmi e ad avvilirmi: mi sento pura, sai? — Cristina, voglio fare qualcosa per te. Ho del denaro. È tuo: adoperalo per cercarti un'occupazione e metterti a posto, — Tu parli come il duca di Poli. Peccato che l'ora acherontèa non abbia tardato un po’. Ho dei rimorsi verso la sua memoria. Potrà perdonarmi, nel suo Ade? Mi diceva: «Canta, Cristina, canta». Ed io, se non ne avevo voglia, diventavo mali-
ziosa, accennando per dispetto certe canzoncine che gli facevano sprizzar faville e
saette dagli occhi di faina: « Còglimi, còglimi come un fiore». Non andava
bene,
ti pare? Lui taceva, tra infuviato e avvilito, l'antico gentiluomo. Cristina rise ancora; in falsetto, come chi sta per cedere a uno scoppio di pianto. — Sì, aiutami, ma senza umiliarmi. Non voglio danaro, né da te, né da nessuno. Maledetto danaro. Ho ura stanchezza, un'afflizione. Vorrei tornar come prima, quan-
d'ero io. Mi sento cambiata e sciupata. O Isabella, chi mi darà una casetta în cam-
pagna, con un orticello e parecchie galline che fanno coccodè, una coppia di ca-
narini, un pappagallo, un cagnolo anche bastardo, non'Importa?
— Ricordi le nostre preghiere nella chiesa della Trinità dei Monti?
E i nostri
« vorrei »? I più ardimentosi erano sempre i t:ioi. Implora, da brava, il Santo degli impossibili. « Vorrei, vorrei...»:
credo che ti esaudirà.
— Non te l'avevo detto, sono andata a confessarmi. Da principio, un disastro. Ma
poi capii che il confessore era vecchio e aveva tanta pietà, tanta comprensione:
quelle che occorrevano a me. M'ascoltàva e consolava, ripeteva che Dio è buono, è buono, è misericordioso, e s'accontenta d’un « Gesummio ». Bisbigliava una preghiera; doveva starsene seduto con gli occhi bassi, le mani giunte. S'umiliava, pregava per me e per tutti i peccatori. Una voce stanca e soave: penavo ad afferrarla; mfa certo Iddio l’ascoltava come un gran coro. Disse anche: « Figlia mia ». Pensai a mio padre; e piangevo. Allora chiuse adagio lo sportello dietro i buchini a croce: «Il
Signore sia con te». Se bastasse pregarlo, il Signore!
Quando le due amiche si lasciarono, Cristina sembrava' consolata, e ‘che un fiotto di speranza fosse tornato su di lei. Voleva credere, riaversi, spingere il timone della sua barca verso un tranquillo
mv
Molti anni prima che Goffredo di Buglione sì recasse con l'esercito crociato in | Terrasanta, alcuni mercanti di Amalfi, i quali avevano negozi con l'Oriente, chiesero ottennero dal Califfo d'Egitto la concessione d'un terreno nel quartiere cristia| no di Gerusalemme. Avevano deliberato di costruirvi una chiesa, un monastero ‘e alcuni alberghi per sé e per quelli che dai loro paesi fossero andati în pellegriimpadronì di Gerusalemme, il 15 luglio 1099, vi ltrovò degli stabilimenti cristiani, ai quali l'istituzione dei mercanti amalfitani si dedicava con lo scopo di servire i poveri infermi che cercavano appoggio e aiuto. In un secondo tempo, l'ospitaliero Ordine amalfitano divenne milizia regolare, pronta a combattere, dovunque fosse chiamata, contro i nemici del Vangelo. I ‘membri dell'Ordine, già chiamati «fratelli serventi e poveri», vennero poi distinti in tre categorie: dei cavalieri, dei cappellani e dei serventi. Composto, per statuto, di nobili, l'Ordine si trasferì nel 1291 nell'isola di Cipro. Dal 1310, con la conquista di Rodi, passò in quest'isola, assumendo il nome di | Ordine dei Cavalieri di Rodi»,e divenne sovrano, affermando la propria supremazia marittima contro gl'infedeli e i pirati nel Mediterraneo orientale. Oggi quell’antica sede del Priorato estolle gli archi della sua aerea loggia sul Foro di Augusto.
poi Isabellasp
3 Quelletrionfalevisionedell'amore secetavala botcamatera,en che le cre ‘e le esulcerava il cuore. La giovane provò ad 'aprizài comla mamma; simVi riestiva; Chioder consigli ad ‘un confessore? Non se ne sentiva il coraggio. Mentre si dibatteva in tali nuove ambascie, che l'appassionato affetto del‘princi-
SERI
‘Sul principio del 1523 la sede dell’Ordine si trasferiva a Messina. Nell'autunno dello stesso anno il Gran Maestro si recava a Roma per riaffer| mare al Pontefice l'assoluta dipendenza e la profonda sua devozione. Clemente VII assegnò per residenza all'Ordine la città di Viterbo. Il 16 ottobre del 1531 avvenne - lo sbarco a Malta, concessa l’anno prima dall'imperatore Carlo V all'Ordine; che ne
fece la propria sede e ne prese il nome.
‘Tali ed altre notizie Isabella leggeva e trascriveva in biblioteca, un po' per sug| gestione e anche per istigazione del principe, il qualè era stato invitato ad assumer la carica di Gran Maestro dell'Ordine di Malta, ma non aveva accolto l'invito.
Codeste sue letture e annotazioni non erano serene come'le altre che aveva com|piuto per desiderio o incarico di Massimo. Un sentimento di sospettosa inquietu| dine s'era impadronito di lei: quell’Ordine sovrano, carico di storia e impresso d'au-
ità, avrebbe forse un giorno allontanato da lei il principe, Ed ella ne sarebbe
| Ammirava dunque e temeva' quei probi, fieri difensori della fede e ministri di carità. q ‘mano i primi dubbi crebbero. Avrebbe voluto aprirsi con lui; ma temeva chela enunciazione d'un pericolo potesse promuovere, quasi chiamare il pericolo stesso. | Parlarne a sua madre? Impossibile. S'erano ammontate, tra loro due, delle barriere di reticenze, né l'una né l’altra avrebbe saputo superarle in proposito. | Diletta immaginava; a sua volta Isabella era certa che la madre immaginava. Ma
porto. La giovinezza, anche quando si sente tribolata e avversata, ha in serbo un impeto che affronta i più ardui conflitti.
Tl principe era rimasto assente da Roma per due giorni, senza la compagnia d'Tsabella. E lei a patire, non solo della lontananza, ma di pene assurde che l’immaginazione le suggeriva. La fine improvvisa di donna Itta aveva interrotto i loro amorosi pellegrinaggi. Si riprenderebbero? Domandava a se stessa quale città, quale spettacolo della natura le avesse dato maggiore Fanbasnta) Tutto era degno e singolare, visto al fianco di Massimo.
In quei giorni, Isabella aveva disposto alcuni abbellimenti nelle stanze abitate dal principe e predisposto certe varianti da lui desiderate nella quadreria,
Egli rivelava una crescente simpatia pei paesaggi del Sei e del Settecento; ne parlava spesso. Isabella gli fece trovare più vicini e accosti quelli che nell'ultimo tempo avevano conquistato la sua ammirazione.
Essa lo aspettava tremando. L'incontro degli amanti fu delizioso. Piovvero subito altri doni, soprattutto di stoffe tessute a mano, straordinarie. — Come fai a trovarle? — esclamava Isabella abbagliata dai colori e incantata,
dai disegni. Prima
che ella si rendesse conto che lo desiderava ardentemente, Massimo l’ac-
compagnò a visitar la villa aventiniana dei Cavalieri di Malta
C'erano passati diverse volte, sostando nella piazza del gran colle plebeo, o den--
tio.la villa bastionata, Ma questa era una visita solenné:/il principe seguiva un stò pensiero
dominante.
Dopo aver osservato il prospetto adorno di fregi eroici, entrarono în chiesa.
L'unica nave, fiorente di stucchi, è onusta Dormono
di sepolcri.
i guerrieri serrati nelle salde armature;
tengono sul petto o al fianco
l’inseparabile spada.
Nella sala delle adunanze, Isabella vide per la prima volta modelli di galee,. fulgide assise di cavalieri, vessilli delle varie lingue. Ml mondo dei cavalieri, dei” capo pellani, deiserventi, non era nuovo per lei. Cercò e riconobbe i magni bali pa 0
Precettore di Provenza, il Maresciallo d'Alvernia, l’Ospitaliere di Francia, il Drap-
piere d'Aragona, il Gran Cancelliere di Castiglia, il Turcopilliere d'Inghilterra. Immobile, Massimo pareva assorto tra i maestosi Granmaestri in corazza o in parrucca, scortati da giovinetti paggi. Si affacciarono a una finestra. La veduta somiglia a quella che si domina dal Campidoglio e dal Vittoriano. Il gran padre Tevere lì sotto, i. ponti Sublicio e Portuense, i Lungotevere della Marmorata e di San Michele, d’impronta ottocentesca; lassù, lo spalto del Gianicolo, come un verde altare.
(Continua)
FRANCESCO ‘SAPORI
PORTOGALLO PITTORESCO
Nel Portogallo settentrionale e più esattumente nella regione di Minho fiorisce ancor oggi prosperosa un'industria popolare: quella delle cemiche e delli
LE BELLE ADDORMENTATE NEL MARMO
Particolare del monumento tombale a Maria Pereira Camponeschi, la « contessa Maria «, nella Chiesa di San Bernardino ad Aquila, opera di Silvestro di Giacomo da Sulmona, detto l'Ariscola o anche Silvestro dell’Aquila (Foto Alinari).
Qui sopra: «Ilaria sembra che siasi addormentata ora, con grazia composta»: monumento tombale a Ilaria del Carretto (visto di sopra), opera di Jacopo della Quercia, nella Cattedrale di Lucca (Foto Alinari).
Sopra: monumento funebre alla beata Lodovica Albertoni (particolare) in San Francesco a Ripa, a Roma, opera del Bernini: " Anche le labbra di Lodovica saranno sigillate dal sorriso n. - Sotto: « Hie® jacet Medea. virgo »; tomba di Medea Colleoni nella Cappella Colleoni a Bergamo, opera di G. A. Amadeo. - A destra: monumento tombale a Ludovico Sforza e Beatrice d'Este (particolare) di A. Solario nella Certosa di Pavia: « Anche sorride nel placido ‘voto di sposa dormiente » (Foto Alinari).
NIMAIA pote; DEE
7 SOSRASAZZE bb:
309
PREMIO GOETHE DE POESIA A MALCESINE Il premio Goethe di Poesia attribuito il 6 agosto 1939 a Bruno Fattori Marianna Giudici è stato illustrato da alcuni discorsi di Marinetti, e Fraccaroli e di Manacorda. lieti di poter pubblicare nella stesunidi italiana le ispirate parole diSiamo Guido Manacorda, pronunziate în tedesca, E
un gioioso gioco di chiaroscuri
il giorno in cui Goethe, nel pieno fiore della suasettembrini e del suo genio, approdò, spinto dal vento, nel piccoloetà porto settembre, 1786). Ed in Malcesine ebbe la di Malcesine (13 tura che ognuno oggi ancora può leggere con non curiosa avvennel Viaggio in Italia: preso per una spia, per poco poco gustoe tradotto nelle carceri della Serenissima a Verona, arrestato in tempo da un bravo servitore di Francoforte, accoltoriconosciuto infine e riverito, con cordialità tutta gardesana. Il medesimo Jago incantevole, il medesimo splendido cielo, il medesimo stupendo paesaggio: svariare argenteo di ulivi, erto di cipressi, trinato di viti. Più in alto, verdì, percorsi da freschi rivoli mormoranti. Tra l'uno pascoli anfratto, fragore e spuma di cascate. Lontana, sfumante e tral’altro nebbie rosee, la penisola di Catullo:
Peninsularum, Sirmio, insularumque ocelle... Su
questo
promontorio,
allora
come
oggi,
questo castello scaligero, vestito d'edera viva.
la scolta
austera
di
Ma il poeta non era qui venuto soltanto per godere di questa natura nostra incomparabilmente ricca, sì bene anche e soprattutto, per nutrire il proprio inappagato e inappagabile spirito di nuove
umane esperienze. Non per nulla già da questi luoghi egli aspirava, nel nome e con la guida di Vitruvio, all'Arena veronese. Ed era sicuro di trovare nuovi motivi e nuove forme a quell'Ifigenia, che portava, ancora incompiuta, nel proprio sacco da viaggio. E, preso appena nel gioco violento delle onde, si ricordò del virgiliano poeticamente ammonitore: Fluctibus et fremitu resonans Benace marino. Tragedia greca, architettura e poesia latina: le due anime, che, ancora in conflitto, si agitavano nel suo petto. Di qua la Selva
Nera,
gusto
imperatore:
di là il luminoso
gata,
meditata,
Mediterraneo;
di qua
Erwin
von
Steinbach, di là Raffaello; di qua Arminio il Cherusco, di là Audi qua
la Germania,
di
là Roma.
Germania. È l'aspirazione eterna alla natura: o sia foresta, o fiume, o montagna, o vita di piante e di animali, contemplata e partecipata, con lo stupore inconscio e gioioso del giovane Siegfried; o sia la «catena in cerchio di profondissimi effetti»,indacantata
e pensatore Goethe:
in coro
di arcangeli,
al modo
del
poeta
Wo fass'ich dich, unendliche Natur?
E ancora. È vita intesa come perpetuo divenire; formazione trasformazione, azione senza tregua, fiume eracliteo, in cui la mano dell’uomo mai può due volte immergersi, toccando la medesima acqua. È affermazione potente e travolgente di suolo, di sangue, di razza, d'istinto; e fioritura perenne di mito e d’eroismo. Ma anche, ai due opposti estremi, dura ascesa alle vette metafisiche e naufragio negli «abissi mistici» della musica,
Roma. È il culto dello ‘spirito e della ragione. È il mondo inteso come ordine e immobilità dell'essere. È senso di autorità, di gerarchia, di forza consapevole. Roma-rome. Ma, insieme, affermazione del diritto e della giustizia, ed esperienza di pietas, e gloria e tempio d'amore: Roma-amor. Un mondo in verità sei tu, o Roma, ma senza l'amore, né il mondo sarebbe più mondo, né Roma più Roma,
Una veduta di Malcesine, sull'incantevole Lago di Garda, dove nei giorni Goethe, uno dei momenti più significativi dei contatti storico-culturali scorsi è stato celebrato; con fra l'Italia e la Germania”
Aggiungi: è senso del colore (pittura); e più ancora, del rilievo (scultura), e più ancora della costruzione (architettura). Forse più È ancora, del: bello morale; misura e sacrifizio eroico ad un consapevole fine. Due: mondi opposti, dunque, ma non’ per questo inconciliabili. La loro concilia zione, infatti, comincia ad operarsi nello spirito di Goethe proprio qui su questo suolo veronese, dove Teodorico il Grande tende idealmente la mano a Dante il sommo:
re-eroe
l’uno, nello
mi. metto
subito,. senza
splendore
della sua
fiorita
leggenda;
al suo fianco.
So che
l'Ing!
poeta
e contem-
giorni per invitarmi ufficialmente a prender alle sanzioni. La mia risposta sarà un «no», chiaro, netto e tondo». (Nuova parte Antologia,
1° luglio u. s, p. 75). Salda come l’acciaio sta l'alleanza delle due nazioni. Ed ecco che all'ombra sicura della sua spada, oggi tutto qui spira pace e letizia. Ed ecco, che sotto. l'insegna di Goethe, l'Italia fascista passa oggi in rassegna e mette in gara le migliori forze
plante l’altro, che dalle profondità dell'inferno, sale sulle ali del canto al folgorante della. sua giovinezza poetica. Empireo. Conciliatrice suprema: Madonna Poesia. i Centocinquantatré anni. Ed ecco che due Condottieri di voga ciaoo pia 1 viglia in cerchio ben più vasto. Non più soltanto poesia e cultura; ma. a Tivalizione Non più soltanto le due simboliche contadine di Overbeck che si sore nuova anima della nostra giovane poesia. È suo volto la ricerca lunga, sagace, Mmeditata della forma; è sua anima l'esperienza reggono sorridendo a vicenda; ma due eroi, 1' quali, consapevoli della st pie nostro soffrire eroico e del nectrg destini dei loro popoli e dell'altezza della propria missione, costruiscono; cn As la camminare imperiale. Di qui l'orecchio inteso del alla voce delle moltitudini. Pescia lo temprano in Patto d'acciaio. Con, senza, contro il volere Salle osare os sacrifizio, l’amore a questa democrazie, ad essi spetterà il compito smisurato di costruire la nuova pe condo legge di giustizia. E lo adempiranno. : ETA Magnus ab integro saeclorum nascitur ordo, In verità. sogno di una notte d'estate per tutti; ma fofse, più fsglliri Do Un'aurora nuova sta sorgendo: Nell: Per me, se appena penso con quale animo, non sono ancora quattro anni, {o passavo capo gli spiriti magni delle nostre due civilt: il Brennero per avere qualche giorno dopo l'onore di udire Ci dalia Fihrer, le cavalleresche, presaghe sue parole, virtuali fondat: E «Mussolini appartiene a quegli uomini ‘che appaiono, non ed orli Seen rn Ogni epoca soltanto. Una folla di pigmei sta cospirando contro di Mi: i o contro Gulliver.. Ma se io trovo sulla mia strada un UOMO Sesto St In quest discutere,
GUIDO-MANACORDA
UN
VECCHIO
FINTO
GIOVANE
DOMENICO
GNOLI
È: wicenpe che accompagnarono la pubblicazione di «Fra terra ed astri» di Domenico Gnoli (Giulio Orsini), sono note. Ma non sarà male rievocarle qui, per
i lettori più giovani e per quelli (non si sa mai) che le avessero dimenticate,
desumendole in parte dalle notizie che apparvero a capo dell'edizione Treves di quelle poesie (1914). Sui primi del. 1900 apparve dunque in Roma un fascicoletto di un solo foglio di stampa; senza data né nome d'editore, col titolo: Giulio Orsini - Preludio; men che cinquanta quartine, in versi liberi,-che si davano come saggio di un poema. Trascorso un anno, apparve un nuovo opuscoletto: Orpheus - Saggi di un poema di Giulio Orsini, contenente, oltre il primo del Preludio, un secondo canto. Finalmente nel 1903, venne in luce coi tipi della Casa Editrice Roux e Viarengo, un piccolo volume intitolato: Fra terra ed astri, che comprendeva l’intero poemetto Orpheus in cinque canti, e una serie di liriche, L'attenzione che il nuovo poeta, balzato su con aria di giovanile baldanza. aveva destato sin dal suo primo apparire, crebbe e fiorì in un coro di plauso; e il Chiarini (in un articolo, a dir la verità, piuttosto cauto) nel « Giornale d'Italia », il Graf nella «Nuova Antologia», il Mantovani nella «Stampa» (francamente entusiasti), il Mazzoni, il Picciola e altri critici e letterati, a quel tempo noti e illustri, salutarono nel giovane Orsini un poeta vero e originale. Gli si chiesero versi. ebbe lusinghieri inviti, ma il poeta non si trovava. C'era bensì chi diceva di conoscerlo e d’avergli parlato, ma nessuno che avesse altra notizia di lui. Rispondeva alle lettere ora da Roma, ora da Venezia. ora anche dalla Germania, lasciava sul punto di partire la sua carta da visita colla corona marchionale, ma cercato a Roma era a Venezia, cercato a Venezia era a Roma, o in Germania o in viaggio. Alcuni affermavano che una deformità fisica lo inducesse a celarsi. Il caso parve così singolare al « Giornale d’Italia» che iniziò un'inchiesta e aprì un referendum su quello che fu chiamato il mistero del poeta. Piovvero lettere con gli indizi più disparati e la curiosità (nella quieta Italia di allora), si. allargò fuori del campo letterario. Ci fu perfino chi (Giacinto Stiavelli), pretese di aver scoperto che il misterioso poeta fosse un secentista i cui versi manoscritti erano stati scoperti in un'antica biblioteca. Supposizione assai azzardata se si pensa, tra l'altro, che nelle poesie dell'Orsini si parlava dei raggi Ròntgen, della caduta del campanile di San Marco e della tomba di Cavour a Santena. Il mistero pareva dunque infittirsi tra i più vari commenti e supposizioni, quando, un bel giorno di maggio del 1904. Domenico Oliva. sulle colonne appunto del « Giornale d'Italia», annunziò che sotto il nome di Giulio Orsini si celava un uomo alquanto lontano dall'età giovanile: Domenico Gnoli. Le reazioni che seguirono codesta rivelazione furono, com'è facile immaginare, molte e diverse a seconda gli umori e la natura dei critici fra i quali se aleuni (il Graf, ad esempio, e il Mantovani) all’uscita di un altro volumetto dell’Orsini, Jacovella (195), confermarono il primo giudizio e parlarono di miracolo («Come ha fatto, scrisse il Graf, Domenico Gnoli, non essendo più giovane, a scrivere un libro di versi così ottimamente giovani? »), altri lo ringoiarono. quasi che, col mutar d'autore, î paragoni che n’avevan fatto con grandi poeti non reggessero più, o gli tennero il broncio o francamente. come il Marradi, si arrabbiarono. Ci fu infine quel caro brontolone di Vittorio Betteloni che, a rivelazione avvenuta, scrisse tutto un articolo per dimostrare, poesie alla mano, che Giulio Orsini non poteva essere giovane soprattutto perché nei suoi versi egli fa troppa e continua affermazione di giovinezza. E che lui se n'era subito accorto o lo aveva dubitato. Ma la furia e l'insistenza con le quali si ingegna a dimostrarci la vecchiaia dell'Orsini, e una
certa acredine ch'è in tutto il suo saggio, ci inducono a credere che anche îl Bet-
gondola fuggente — e saluta con occhi di rosa. — Ecco un sarcofago vuoto sull'orlo siede — una fanciulla che il piede — dondola con lento
teloni fosse caduto. sulle prime, nell'inganno. Basta: le cose finirono assai maluccio e forse lo Gnoli ebbe a pentirsi-in seguito della finzione cui era ricorso, per richiamare l’attenzione sulla sua opera di poeta che la critica, a detta di lui, aveva sempre accolto «con qualche riserva e con applausi molto modesti ».
Tu dondoli il piede, fanciulla. Chi sei tu bella indolente? Sei l'umanità sorridente sul sarcofago del nulla? Poi, ahimè, ci sì ombatte
in versi come
e il Mantovani, cinè i critici più entusiasti di allora, scomodarono per lo Gnoli l'uno
Invece nelle «Solitudi più che nelle «Epistole» che piacquero tanto al seve rissimo Betteloni per «la signorile disinvoltura delle terzine, la elegante facili la festosità graziosa, la misura, la chiarezza, il: garbo, la bella costruzione del verso, la spontaneità. della rima», nelle «Seduzioni» questa poesia in fondo. così tetra e glaciale, ritrova aria e respiro e, direi, più forza, varietà e felicità di canto:
O placido lago recinto di poggi, o piccolo mare, questa tua pace che pare a te congenita, in breve conturberà l'iroso Settembre? le nuvole fosche saliran come torme di bufali pe' sereni campi del cielo a specchiarsi nel tuo liquido seno? @ l'urlo del vento: alle sponde sospingerà le Janose greggi dell'onde? - Oggi è pieno di luce, di pace, di riso lo specchio del Trasimeno.
Che bramo? Piglia altra. via, chiamami ad altro convito. Non lo sai tu? L'infinito è il metro dell'anima mia.
Ma chi non sente' in questa poesia tutta volta a indagare e a domandare, il tarlo filosofico di un'epoca oramai lontanissima? Chi sotto quell'ansia e quei gridi e quelle ribellioni non sente la scaltrezza e l’artificio? Intendiamoci: cose belle o garbate sono anche nell'« Orpheus, sopratutto là dove la voce del poeta diventa più piana e discorsiva: (... —.ch’esce dall'arco di un ponticello — sull'acqua verde di un rio, — Mi dice: — Scendi, amore mio! — Rispondo: — Eccomi, amore bello. — Oppure: La dolce amica m'aspetta — Sotto l’arco del ponticello, — m’aspetta l’amore bello: — dentro la nera gondoletta); e nei paesaggi, în certi quadretti di genere, delicatissimi e vivi: (Si stende, si curva sereno — incorniciato dai molli — ondulamenti de' colli — lo specchio del Trasimeno. — Un oleandro fiorente — guarda una
questi:
Hai visto un cadavere dal flutto gettato sull'arena? l'hai visto? C'è qualche cosa di più tristo? Tutto bianco, viseido, tutto gonfio, a un riso d'ironia semiaperte le labbra, îl volto e il corpo d'alighe avvolto l'hai visto? Era l’anima, mia.
Nell'occasione del centenario della nascita, caduto mesi or sono, la Casa Editrice Aldo Garzanti ripubblica in bella veste Fra terra ed astri. E la domanda che subito il critico si rivolge nel rileggere questa poesia, che ebbe il suo cuarto d'ora di vasta notorietà, è quanto di essa ancora resti vivo, a tanti anni di distanza. Il Graf Shakespeare e l'altro Heine. Né fu mai nominato, direbbe il Carducci, così invano il nome di Dio. A parte ciò si capisce come questa poesia funerea e siderea (si fa gran spreco di tombe e di stelle nei versi di Giulio Orsini), tormentata, piena di dubbi e di angosciose domande, dovesse piacere non soltanto a un poeta cuale fu Arturo Graf e a un critico come il Mantovani ma a più vasta schiera di lettori che di solito la poesia non abbia. Oltre. l’audacia o lo sprezzo della rima: (che parve novità insolita a quei tempi). le poesie dell’Orsini contenevano quel tanto di romantico (mensate ai poeti della Scavigliatura,. un po’ più aggiornati), bastante a conquistare le anime semplici e i lettori non del tutto provveduti. Ma oggi. passati quei tempi e quelle mode, di questa poesia che cosa resta? A me sembra che l'attenzione del critico si debba oggi rivolgere non tanto alla ragionante poesia dell'e Orpheus» quanto ‘alla più spontanea e ritmicamente felice e nuova poesia delle « Solitudini». Nell’« Orpheus, si prendono le cose dall’alto:
— mel moto).
O accenti, ritmi
veramente
nuovi:
Tacito, come al prato ala di farfalla sui fiori sparsi, come negli arsi meriggi canto di cicala. Invisibile
Sì che rileggendole oggi si sente che a queste «Solitudini » può essere sicuramente affidato ìl nome e la fama del vecchio poeta, ringiovanitosi per farsi ascoltare.
ADOLFO
FRANCI
CERIMONIE NELL'ISOLA
E DI
COSTUMI GIAVA va annoverato anche il
FILM ITALIANI ALLA MOSTRA DI VENEZIA Alla Mostra del Cinema è stato: presentato il primo film italiano « Grandi Magazzini » di Mario Camerini: e le cronache ci assicurano che per la nostra giovane produzione non si sarebbe potuto desiderare un debutto più lusinghiero. Un altro punto all'attivo, insomma, un nuovo passo avanti In « Grandi Magazzini » si rivede un binomio che, per essere stato già vittoriosamente esperimentato in altre produzioni, nor ha certo bisogno di presentazione e che anzi va senz'altro ritenuto beniamino del pubblico: Assia Noris e Vittorio De Sica. La vicenda che vi si svolge ha tutt'altro che sapore di novità: onesto amore fra gente semplice e buona; ma è trattata con quella delicata intonazione e con quel garbo che Sono caratteristici» della « maniera » cameriniana. - Ai nostri lettori che non hanno avuto la ventura di assistere alla « prima » veneziana e che quindi debbono attendere l’inizio della nuova stagione cinematografica per vederlo passare sui nostri schermi, anticipiamo a destra e sotto due scene. - In alto invece è una scena del film di Carmine Gallone «Il sogno di Butterfly », pure in programma alla Mostra di Venezia, che ha ad interpreti princi pali Maria Cebotari, Fosco Giachetti, Lucia English, la Paolieri e Almirante (Foto Pesce)
FINCHÉ
NEL GOLFO
CANTERÀ
tra canzone palpitante di attualità, che prova luniinosamente la schietta partecipa» zione del poeta e del musicista alla vita della nazione, come dire?, la decisa influenza dei grandi eventi sull'animo popolare. Trascrivo la seconda parte di Scétate Ammore, chel: 3 Scètate Ammore, ohè! — Scètate, Ammore! — Dimane, albanno, lasso 'a varca a mmare — e me ne parto ncopp'a nu vapore... —Scètate, Ammore mio, scòtate e ggiura, © giura ca tutt' 'o tiempo ca j* sto fore — nun me tradisce manco ©’ 'ò penziero — 3’ parto pe' na terra ca m'è cara! — Gente d' ‘o mare, chè! — Gente d' 'o mare, ché! — Stasera canto sott"o cielo azzurro — cu ll'accumpagnamento e na chitarra: — 'O mare è bello 'npace, e bello "guerra! Ohè! i non obliabili, al quale, . 'O saluto, canzone 1939 e, ha un avvio semplice e significativo: — stammatina mm'hanno vestuto... — Saccio pure ca aggi' "a partì, — e parto cu piacere, pecché ’a Patria vo' accussì. =Ma stu core "e te s'è ricurdato, — e, doppo "e mamma mia, ccà so' curruto... E ai tre celebratissimi canzonieri, s‘aggiunge il buon Beniamino Canetti, zoppicante come Tirteo, ma dotato di fresca vena. La sua Primmavera, canzone premiata al concorso del Dopolavoro e che ha trovato un garbato e intelligente musicista nel giovane Nino Oliviero, ha, tra gli altri meriti, quello di essere chiara, equilibrata e opportuna:
L'AMORE..
POESIA E MUSICA POPOLARI NELLA CITTÀ DEL VESUVIO ‘è carrtato, giorni fa, per mano un libro fresco ancora di stampa; e gli
ho dato un'occhiata, perché l’argo-
mento
delle sue centosessanta
e
più pagine, in questo torrido agosto, quant'altro
mai
attuale.
Giudichi
è
il lettore
dai seguenti brani, tratti dalla prima e dal-
l'ultima pagina del nuovo volume, che reta
la firma di Sebastiano Di Massa e s'intitola La canzone napoletana e i suoi rapporti col canto popolare. Prima pagina: «Ricorre da qualche anno, con. crescente , quasi a costituire il ritornello d'obbligo delle canzoni, che al tornare del dolce settembre nascono a Napoli, una monotona frase: «La canzone è morta ». Giornali, riviste, fascicoli d’occa-
sione ripetono quelle parole, la cui eco va
poi man mano affievolendosi, salvo a ridestarsi puntualmente l’anno appresso, quando nuove canzoni fioriscono». Ultima pagina: «La Guerra è la Rivolu-
zione hanno finora avuto scarsa risonanza
nella canzone napoletana. Eppure nessuna città ha avuto partecipazione così attiva agli eventi gloriosi: da Napoli, dal cuore di un poeta del popolo e della canzone sgorgò quella Leggenda del Piave che ebbe la sua prima ed efficace diffusione fra i fanti, nella trincea; napoletano fu il Duca della Vittoria; da Napoli partirono le colonne rivoluzionarie verso Roma; da Napoli sono partiti e a Napoli sono ritornati vittoriosi i legionarii di Mussolini che hanno conquistato
l'Impero
e che
hanno,
poi, combattuto
e
vinto per l'Italia fascista in terra di Spagna; a Napoli, infine, il Duce, invocato in favore della canzone, disse la parola so-
Una « tavuliata »settembrina alla famosa taverna di Mezarecchia
lenne e umana che ha ispirato ed ispirerà la politica
sociale
del Fascismo:
Andare
verso il popolo. Accolgano i poeti e i musicisti di Napoli questo alto monito... Nessun dubbio che l’autore del libro dica cose giuste e sia bene informato, signor Di Massa — che, molto probabilmente, è un giovanissimo e ha scritto il
». Il
suo attento e sagace studio per farne una eccellente tesi di laurea — rifletta però che non è vero che la canzone non si sia rinnovata. Se è vero che il popolo nuove voci e una sensibilità nuova che non s'appaga di vecchie
ha oggi
armonie o di esotiche elucubrazioni, è pur vero che il programma per la rinascita della gloriosa
cànzone è stato inteso e compreso da più d'uno. Qualche esempio? Ecco. Ernesto Murolo, tornato alla canzone, dopo un anno o due
Primmavera!
che belli surdate
mavera! che belli figliole, — chi vera! che luce int'o core! — che int'a ll'aria — se sente 'a vittoria.
Il'Italia nce ha date, — ll'Italia nce dà! — Primbelle d'o sole, — vedimmo ‘e sguiglià! — Primma-
— È maggio,
Chillo c'ha scritto sta pagina 'e storia E, a documentare che a Napoli non breve saggio di Sorrisi e rose,
di assenza per giustificati motivi di salute, porta quest'anno nella sua lirica settem-
brina d'amore un motivo nuovo: la guerra di Spagna. La sua Spagnola napulitana, alla quale il maestro Alfredo Giannini ha dato un appropriatissimo commento a tempo di marcia, si inizia così: Turnaie cu doie ferite sotto ’o core — una ’e mitraglia, — n'ata d'ammore. — Spagnola bella, ca napulitano — t'ive "mparato a chiagnere e a cantà, — addio, mo staie
luntano — ma ‘e chist'ammore non te può scurdà!
;
Fervet opus, dunque, nel napoletano reami minenti, e sono rinviate alla sera
E Libero Bovio, con l’efficacissima collaborazione di Nicola Valente, ha scritta un'al-
maioli so)di Sasa pg] ;& Napoli; 1914). - Una canzonettista 3 i Giacomo (fotografia inedita, it presa nel chiostro dai Da sinistra a destra: d'eccezione: Salvatore DiLinaGiaconniert, 3 ai suo esordio in arte (ultimi anni del secolo scorso). - Ferdinando Russo.
Alfredo Mazzucchi, Ferrara, Oliviero, Ausiello, Giancola. Le organizzazioni sindacali, brillantemente coadiuvate dall'Ente Provinciale del Turismo (cioè dal gr. uff. Arturo Corbi e dal suo attivo collaboratore dottor. Augusto Cesareo), hanno provveduto a inquadrare i posteg= giatori, ossia. i suonatori di chitarra mandolino e. violino,. girovaghi o. stabili presso le trattorie e i loro. annessi e connessi cantanti, suddividendoli in tre o quattro categorie, a seconda del pubblico di ascoltatori. E' il yeechio nome di, posteggia. è_ stato sostituito da quello, meno: dialettale e più dignitoso, di. concertino, 3 Fervet opus. Tutte le battaglia re case editrici hanno pronta una copiosa produzione: e. s'accingono a «€lanciarla», nei teatri popolari napoletani, L'opera di accaparramento degli interpreti ormai conclusa; e, more solito,è l'editore Epifani, ultimo. arrivato nell'ambiente, s'è assicurato. il gruppo ‘più folto, più apprezzato €, più costoso di esecutori, con Pasquariello e Tecla Scarano, Ru. bino, Zara. e: un altro «grossi calibri»;e con essipaiosalirà«di
sg)
Un falso «concertino di posteggiatori ». (Si notano nel gruppo: Luca Postiglione e Carlo Siviero, Luisella Viviani e i fratelli De Filippo, Nicola Valente e Libero Bovio, Carlo Nazzaro, direttore del « Roma », i poeti Ruocco e Chiurazzi). - Sotto: Un gruppo piedigrottesco di trenta e più anni fa: l'editore Bideri tra i suoi autori (seduti: Eduardo Di Capua, Giovanni Capraro, Di Chiara, Barbieri. In piedi: Bonenzio, Genise, Bideri, Califano, Roessinger. Tutti morti!).
Quanno è ‘o tiempo ’e l'ammènnola doce, — quanno rossa 'a cerasa è schiuppata, — ‘quanno a rosa addurosa è ncrispata, — e l'amenta cchiù verde se fa, — tanno, oi nè, dint'’o core me sponta, — adacquato de lacreme amare, — ’o ricordo "e sta vocca e me pare — ca me ride pe farse vasà! M'avvedo che, tra le numerose citazioni, non ve n'è alcuna di Nicolardi. Giunge opportuna, allora, ’A canzone d’’e nonne, piacevolissima musica di E. A. Mario, ameno commento a una arguta poesia dell'autore di Voce ’e notte: Sta mano te cerca, sta mano ca ‘a toja — vò astrènta tenè... — E st'uocchie lucente te lùceno ‘e gioja — si guardano a me... — Ll'ammore ce stregne, st'ammore ca a fine — nun hadd''a venì.. — Passà tutt'’a vita vicine vicine, — felice accussì! — Na vita felice: che suonno! — Che suonno d'ammore, si vuò.. — E pò farce viecchie.. — E pò farce viecchie. —Na nonna e nu nonno — ca bene se vonnno, si attocca cchiù "e mo! Passo, poi, a Gigi Pisano e al maestro Giuseppe Cioffi, i quali rappresentano la casa editrice «La canzonetta» con una produzione varia e interessante di almeno venti composizioni, in buona parte allegre, cioè maliziose, cioè, meglio ancora, piccanti, cinque o sei delle quali a bella posta confezionate per la redditizia interpretazione del comico Nino Taranto, che tra Napoli e Roma fa... strage del pubblico, con un successo, a dir poco, delirante. (Ecco una parola del vecchio repertorio di caffè-concerto...). Ma, siccome l'editore di Cioffi e Pisano è il sempre giovane Ciccio Feola, veterano della canzone e più che mai appassionato alla tradizione settembrina, citerò per i due prolifici e bravi autori una canzone d'amore: Rosa sfrunnata (che forse succederà nelle simpatie popolari alla bella e ispirata Sera ’e maggio, che ancora oggi si canta per le vie e per le piazze della città del Vesuvio) e un caratteristico e concettoso Scenario napulitano, per il quale è opportuno ricordare che Gigi Pisano è un eccellente attore e il maestro Cioffi, pianista e direttore, trascorre le sue serate nelle sale di spettacolo: Dimme si ’è maie pensato — ca Napule me pare nu trìato?! — ‘O golfo è ’o palcuscenico — e ‘o sfondo cu 'o Vesuvio fa ’o scenario. — 'E lume d’ "a riviera — songo %a ribalta ca s'allumma ‘a sera... — L'orchestra è ’o mare. — Tutt'’e ssirene attuorno fanno ’o coro. — E ’a primma donna sì’ tu. — Maria.. Marì., — Chi fa 'o tenore songh’i.. — Maria, Marì.. — E ’o pubblico è stu popolo — ca vo' sentì cantà — nveternità.. — Comme se canta sulo a stu paese... — Maria, Maria, Marì.., E le case editrici della «vecchia guardia»?La casa Izzo, come stanca di tanta gloria, insiste a tacere; e quella Santojanni, rilevata dal maestro Cosentino, anche per il ’939, non pubblica il «numero unico» piedigrottesco. Ma il maestro Cosentino ha guadagnato due premii al concorso del Dopolavoro, musicando poesie di Fiorelli e De Filippis; e, come editore, pubblicherà varii « pezzi staccati» tra i quali una molto gentile Ninna nanna all'amore di sua composizione (versi di Carmine Piccirilli) e una canzone di Attilio Staffelli: Trattore d’’e Camaldule (versi di C. Cinque). Non mi resta, dunque, che la casa Bideri, nella quale la infaticabile direttrice, signorina Valentina, erede del più ricco e più fruttuoso patrimonio di canzoni — (si va da ’O sole mio a Torna a Surriento, da Maria Marì a ’O marenariello, da Duorme, Carmè a Torna maggio, ecc. ecc.) — passa dalle assidue cure per la nuova produzione alla.. come dire?, fatica difensiva dei proprii averi, insidiati dai contraffattori e da ladri... di altra risma. Il fascicolo di « Piedigrotta Bideri», nitido ed elegante, ha sempre nelle sue pagine qualcosa di buono e di bello. Anche quest'anno v'è una musica inedita di Ernesto De Curtis, su versi del fido Furnò; e v'è una canzone postuma, canzone d'addio del caro buon «Mascagnino », Rodolfo Falvo: e v'è una ispirata marcia militare di Enrico Cannio, prezioso specialista (i versi sono di A. De Gregorio, titolo: Suldato sott’ a tte!); e vè una nobile melodia di Attilio Staffelli: Tu ca mme puorte ’o sole (buoni i versi di Furnò e facile e orecchiabile il ritornello: Tu ca mme puorte ’o sole — dint'a st'anema mia — puorte pure ’e pparole — c'Ammore sape dì!); e, dulcis in fundo, una eccellente canzone di Furnò e Mazzucchi: 'A meglia pusteggia. Ecco un nuovo binomio: il poeta e il compositore, che hanno vinto assieme uno dei premii del Dopolavoro, sono affiatatissimi. Ho trascurato alcuno? Temo di sì. Della vasta produzione dell'editore Epifani ho citato solo una o due cose; e di quel gruppo fanno parte i compositori Cannio, Buo-
la Penisola. Ma cosa importa per la divulgazione dei buoni canti popolari? Se la produzione di un’altra casa editrice sarà ricca di schietti successi, anche gli esecutori del cosiddetto campo avverso si affretteranno, a ciclo di audizioni ultimato, a imparare le canzoni che hanno riscosso il plauso della folla, per cantarle e « inciderle» sui dischi grammofonici. Bovio, ad esempio, è arcisicuro che la briosa canzone Appiccecammoce! (ossia Litighiamo!) dovrà avere un caldo e duraturo successo; e, come lui, ne è sicuro Nicola Valente, che ha scritto per gli arguti versi una di quelle sue musichette gaie piene di movimento, saporose e umoristiche, che divertono l’uditorio fin dalla «introduzione» per giungere, poi, alla clamorosa esplosiva vivacità nel finale. L'altro fedele collaboratore di Bovio, Gaetano Lama, che è forse il più tenace lavoratore dell’agone piedigrottesco, ha con Liberuccio ‘una barcarola di sicurissimo effetto, alla quale non potrà mancare una pronta divulgazione. S'intitola Lacreme d’oro: Cielo, e che Ilacreme d'oro. — cadeno e tremmano a mare! — Povera luna, stasera — ‘cchiù malinconica sta! — Tutto, speranno, suspira — dint’ ’a stu suonno d’està... E ad un'altra canzone del binomio Bovio-Lama (come già molt’anni or sono per Cara piccina) arriderà lieta sorte: alla canzone italiana Voglio bene a Maria, napoletanissima senza essere dialettale: Voglio bene a Maria — che adora le ciliegie e le canzoni — ed ha il profumo della sua verbena, — Quando c'è luna piena, — sola, nella mia barca a Mergellina, — canta d'amore come una Sirena. — Voglio bene a Maria, — perché negli occhi azzurri come il cielo — ha tutto il sole, — tutto il sole di Napoli mia! Troppo tenue e delicato mi è sembrato, invece, il commento musicale che Evemero Nardella ha offerto alla gentile lirica muroliana di Balcone Setteciento; stavolta la aristocratica vena del colto compositore potrà nuocere anziché giovare. Ma il lettore mi sarà grato, perché gli voglio offrire la pittoresca prima parte del «quadretto» di Ernesto Murolo: Balcone Setteciento — cu na pergola ammatura — a rriva ’e mare... — N'arco tico e sotto a ll’arco — nu lumino &' ’a figura — d’ ’a Madonna *e Marechiaro. Ramo d’ellera, — erba 'e muro, — quacche rrosa servaggina — ’a ccà e ’a Ul
an-
Napule attuorno ca se po’ tuccà... — Chi è cchiù felice ’e me? — Chesta è ’a loggia, chillo è ‘o mare, — ccà sta ’a tavula e ’a pultrona., — Nu bicchiere e ’o fiasco "e vino, — cu ite ‘nzino, — pozzo dà n'uocchio a 'o Visuvio, — nu saluto a Margellina, — nu suspiro pe' Pusilleco — e nu vaso mmocca a tte! Credo, per ciò, che della produzione 1939 del maestro Nardella, il successo toccherà piuttosto a Sardi tu..., bella melodia ispirata dagli armoniosi versi di Edoardo Nicolardi, o, meglio ancora, alla «tarantella» Luna d’Agèrola: una inedita lirica di Salvatore Di Giacomo, rintracciata per caso in un album, che ha ispirato al compositore una nobile e appropriata pagina musicale: Tarantella! Si Agèrola è bella, — dint'autunno cchiù bella se fa; ll’aria è {fresca e; c'’a luna nuvella, — quante suonne se ponno sunnà! — Jate, jute p'’o mare d’argiento — suonne doce, parole e suspire; — ncopp' ’e scelle liggiere d' "o viento — jate, jate luntano a vulà! — Oj luna nova — cchiù ghianca d''a cera, — bonasera! Quest'anno, Salvatore Di Giacomo, a un lustro dalla morte, fa ritorno a Piedigrotta, Anche E. A. Mario, che ha spesso e volentieri musicato liriche digiacomiane, provvedendo non di rado a un paziente e riguardoso lavoro di adattamento, anche E. A. Mario ha chiesto ispirazione musicale a una breve poesia digiacomiana, e l'ha ribattezzata Tammurriatella maleziosa. Il giovanissimo Nino Oliviero, invece, ha trovato il fatto suo in uno dei volumi di poesie di Ferdinando Russo e ha bene interpretata un fresca lirica che s'intitola Suspirata:
navolontà, Anèpeta, Colonnese, Ruccione, Nardella, Fragna, Donnarumma, Rossetti, più Alfredo Cuscinà notissimo per le sue operette e che, quest'anno, al fianco del poeta Bonagura, s’affaccia nell’arringo canzoniero. In quanto ai poeti, o versificatori, 0 paro-
lieri che siano, oltre al Bonagura, vi sono Nicolardi e Chiurazzi, Fiore e Michele Galdieri, Letico e Fiorelli; e ancora Trusiano e De Gregorio, Scala e Rossetti. E manca pure Enzo Fusco, il quale è niente po' po’ di meno che direttore e amministratore di una nuova casa editrice: Enzo Fusco, il poeta di Dicitencello vuie!, l’ultimo successo mondiale di Napoli canora.
E allora? Muore o non muore la canzone? All’interrogazione risponde, nella pre-
fazione al fascicolo della sua organizzazione editoriale, Ernesto Murolo: «Ogni anno il funerale e ogni anno il trionfo di un nuovo canto. Il fatto è che il sentimento del popolo è immortale: col canto vive e col canto opera, dal tempo delle Tre sirene e dei Re pastori... ».
Un mio arguto ‘amico, Pasquale Ruocco, convinto esaltatore della poesia, quella
vera,
quella schietta, an-
ni or sono, mi fece dono
di alcuni epigrammi piedigrotteschi. Ne ricordo, in parte uno. Diceva, all’incirca, così: Dicono ogni anno: la canzone è morta. — Pro-
testo, Non è vero. È una
bugia. — La canzone
è
soltanto în agonia... E ce n'era un altro che diceva, se ben ricordo:
Hanno spogliato come tanti Cristi — Costa, Di Capua e gli altri musicisti, —
Ogni anno,
ogni
anno, rubano gli spunti.
— E la canzone vive: coì
defunti.
Non vè due senza tre. Ecco, ancora di Ruocco, un terzo epigramma:
Finché nel golfo cante-
rà l'amore
—
e a Mare-
chiaro spunterà la luna, — la canzone di Napoli non muore. — (Ma, in-
tanto,
se
morisse,
che
Fortuna!).
Amico lettore, a scanso di equivoci: l’epigrammista è mio amico, ma io non presto fede alle sue malignità... F. PETRICCIONE
1908: gli amiconi Murolo, Falvo e Bovio,
DI PIENA FESTA, IN LAGUNA (DAL
NOSTRO
INVIATO
SPECIALE)
torvo falansterio di qualche screziatura umoristica, Mirande ha però immaginato anche un lanciatore di coltelli e un cleptomane derubatore di poliziotti! Ora le signore spettatrici, una volta ancora, ci hanno preso gusto: grazie soprattutto al superbo complesso d'attori, che andava da Berry alla Popesco, da Gaby Morlay alle vecchiotte Moreno e Dorziat, dall'eccellente Baroux all’inarrivabile, Michel Simon. Il film, tuttavia, non è gran cosa: e se dovessi proprio dire in che mi sembra originale, è nell'aver fatto autore del delitto, di cui l’intero stabile è sospettato, il pottinaio! Ed ecco il povero Pipelet, che in Francia è sempre stato un personaggio rispettabile, promosso adesso a personaggio delittuoso. Mio caro Yves Mirande: si vede bene che possedete una villa a Caen, e che non pagate affitti. Se foste ancora un inquilino, avreste designato il colpevole nel padrone di casa! Tutto il resto della produzione appare, quest'anno, più divertente che significativo: e da quest'aurea mediocritas mi pare abbiano emerso, sino ad oggi, il tedesco Pour le mérite e l'inglese Mikado, proiezione colorata di quell'operetta cinquantenne chea Londra giudicano tuttora un classico, e che in Italia non ebbe mai fortuna. Le immagini
di questo
Mikado,
tirate a lucido
come
tante copertine
d'illustrato,
san-
Ris Volete, insomma, che vi parli di Raimu? È stato, per gli attori, la rivelazione di que-
st'ultima festa cinematografica veneziana. ‘In Dernière jeunesse, il bel film italo-franco-i
landese che Scalera ha prodotto nelle sue officine romane, valendosi d'una trama di Flaherty, e d’interpreti che si chiamano, oltre Raimu protagonista, Tramel, Brasseur e Jacqueline Delubac, il comico mar-
sigliese è parso, anche come
tragico, potentissimo,
scolpendo il personaggio del rude cinquantenne che torna in patria dalla colonia africana, carico di peculio ma
privo d'ogni esperienza
psicologica,
per cui
sarà la vittima della prima pedina acerbetta incontrata ad un crocicchio (e Flaherty ha drammatizzato stupendamente anche il personaggio di costei, facendone a sua volta il succube di un amore deluso, di un uomo lontano) con una precisione di tocchi e una continuità, una progressione d’effetti sbalorditive,
Questo Raimu, che mi pare ora completi con Jannings e con Beer la triade dei grandi attori anziani
dello schermo, ha tutti i volti a sua disposizione: e in
tanta varietà, ho osservato ch'egli rassomiglia strana-
mente, nei momenti simpatici, ad Armando Falconi, nei momenti antipatici, al Presidente Roosevelt. Ma una
grande autorità ha fatto valere, al suo fianco, pure
il giovane Brasseur; mentre Jacqueline Delubac ci ha
stregati tutti col raggio verde dei suoi occhi, e i contorni quanto mai nitidi e precisi d'una gamba che il pittore Zeusi, se potesse richiamare le belle in gara pel modello della sua Venere, preferirebbe forse a quelle stesse di Marlène, Cou gambe simili, i filmi camminano sempre: ma questo avrà soprattutto
diritto alla sua fortuna per la sua evidenza plastica, per la sua forza tragica, pel suo ordine quadrato, limpido e sicuro. Un altro buon prodotto nostrano è certamente Grandi Magazzini: benché io non sia un entusiasta né della sua origine zoliana, né della sua fattura dosata, meditata, faticata con criteri di sicura ma parvola opportunità. Io più che mai credo, ardisco e mi ostino a credere che l'Italia, almeno per questi cimenti d'importanza storica, abbia il dovere di fare în grande; e che il rischio di sbagliare, osando, valga
più d'una certezza di successo ottenuta senza impegno. Quando insomma gli autori italiani si convinceranno — e dico tutti gli autori: giornalisti e romanzieri,
soggettisti e commediografi — che esiste in ogni luogo
e în ogni tempo, ma soprattutto nell’anno diciassettesimo dell'èra nostra, una necessità d’eroismo pure
nel campo della fantasia? E chi vorrà, insomma, cominciare col darne l'esempio? Camerini, ormai, il
suo ingegno ce l’ha mostrato: e il suo intuito, il suo acume, il suo tatto. Adesso, però, egli deve costruirci una
casa italiana, e non più uno chalet alla svizzera,
all'ungherese o alla parigina, Se la nostra cinemato-
grafia vorrà decidersi a diventare internazionale, non ha che un mezzo: quello di farsi, prima di tutto,
nazionale. Detto questo (e non è la prima volta, ma anche Catone ebbe ragione di Cartagine ripetendo, all'infi-
nito, un discorso di due parole), resta inteso che Grandi Magazzini è un film di sicuro rendimento
(come
sono, del resto, tutti i grandi magazzini di merce piccola), che Camerini, con l'assistenza sempre illuminata di Perilli, l'ha diretto a puntino, che Assia Noris vi ha sfoggiato i suoi più labili gesti e i suoi più teneri volti; che De Sica, il bravo ragazzo, e Glori, il catti-
vone, si sono fatti onore tanto come primo
che come
ultimo della classe; che Riento va benissimo; e che Milena Penovich e Luisella Beghi hanno spigolato nella
Il terzo film italiano a Venezia, Hitel », dovuto alla regiaÙ di Piero Ballerini, , ha trovati pato il dipresentato il giudizio ben disposto all'indulgenza non « Piccolo tutto negativo va forse attribuito al fatto che gli spettatori naso LETO strato di apprezzare l'interpretazione di Emma delGramatica, in alto in una bella inquadratura © im una obile € dolce espressione. - Qui sopra è un'altra chescenavediamo del film, con Bianca Doria e Guido Notari.
sala della Mostra tutti i desideri che Assia Noris non era riuscita a mietere. Questa Luisella l'abbiamo poi riveduta, tra Laura Nucci e Bianca Doria, in una Piccolo Hotel, affidato dal regista Ballerini all'arte consumata, terza novità italiana:
forse anche troppo, di Emma Gramatica: un'attrice ch'io lascerei, regista, alle glorie
di quell'arte scenica, dai cui mezzi e mezzucci ella non riesce ormai a districarsi, il pubblicoTha applaudita per rifarsi alle diverse esigenze dello schermo. Tuttavia, Ballerini, di ch'è un giovane ‘ndo invece troppo severo col i i Gli Gli èsi potrebbe chierispettabile ingegno, coscientissimo e prep: Jaratissimo. ea ma danni fallace la vicenda, di cui è l’autore oltre che dere, soltanto.perché egli abbia ambientato (oh, somma ingenuità l’allestitore, in Ungheria anziché in Italia. Forse per illuderci esistono altrove, e non
no un po' di peack frean e di caramella: se ne levano voci bellissime, ‘ela regia di Victor Schertzinger dà loro bastanteperò movimento,
spicco e smalto di primo ordine. Pour le meérite, regia di Karl Ritter, è eunatalvolta rapida e drammatica
visione delle vicende che sconvolsero Reich nel dopoguerra, della reazione allo sfacelo sorta în seno ai patrioti, e dellail conseguente tedesca in forza © ‘in unità; e si può immaginare quale partito ne abbia tratto,rinascita e quali accenti davvero lirici
ed eroici, l'olandese
il fervore patriottico dei suoi Quarant'anni né lo svizzero
produttori.
Non
ottennero
pari
fortuna
né
nella montagna, girato nel Vallese con attori di Parigi, né Il vagabondo Maco, Oro prodotto dal Ladislav Brom; né, ine fine, lo svedese Giovine, rallegrati della tua giovinezza, boemo favola tra idillica e ibseniana che, a parte lo splendore della fotografia e la meraviglia del commento musicale
immaginazioni di certe astuzie!) che i cattivi soggetti delleli sue perla delicatezza e la moralità, non importa se ingenue, dei suoi tratti, avrebbe accollati proprio ad un paése amico. meritato da noi? Ma allora non capisco perché egli abbia un assai maggior rispetto dal titolo Ore del pubblico; cioè di quel pubblico paese ami ico — il giallo O forse perché& inin un un film di q questo O E ai ungherese volta minile che s'è pur tanto rallegrato daai parte DE ST n Ji eventisaw orribili " drammoni gialli e alle commedie di Yves fem. a piacque tanto Mi che cinque e quaranta, rande. Che pensare, di queste strane signore? Si è purtroppo formata, anche queaccadono a Parigi, Ù anziché a Budapes 4? Lasciatemi dubitare che un tale ingegnoso xscai st'anno, la di solita estrema sinistra regista, Il di dame stupidelle, universale. pace pronte a beccare tutto ciò ehe la favorire ternazionale di garbatezz® abbia a Mirande (ve la ricordate quella sia incompreso dal loro Sil: cervelluzzo Fiocina sua mondano: e si può comprendere (con quanta Derrière la facade, il vecéhio Yves nel suo rac: amarezza, per ciò che ì forestieri presenti a Venezia penseranno di noll) colma in collaborazione con, Nicodemi?) non ha esitato invece a raccogliere risatacce villane dell'altra sera siano toccate, l'appunto, alle scene patetiche della conto francese (storia collettiva di tutta una casa, Ccsepiiniiisiatan O AlrEnfer film, che per la loro espressione di schietta eperincantata soavità sono di gran tonni quell’amoroso metodo del Diable boiteur di Le Sage cheUnritrovammo Sino ava con le migliori! Ora si un sappia tra l'altro, che il più memorabile fra i tanti visi d'attiei MeCSEe ballerino, di : razza francese: e alla Casa dell'uomo) tutti brieconi apparsi quest'anno sullo schermo, 6 2 retto © , è quello st Burgit Tenghrut: una specie di Set. moglie d’industriale a convegno strett weîg d'occhi e d'anima celesti, custodente dil'immagine una sgualdrinell: PO del fidanzato anche quanto questi se n'è partito, per «vivere la sua vita», sacrificando terzetto H'avventurier, tracui il ceffo di Stroheim, un AoipiepioIe . l'amore all'avventura tico improduttivo assistito dalla figliola accomodante, e via
e alla gloria la felicità. Sono le stesse dame,
del resto, che ru
prestaro attenzion
alcuna a quei documentari in cui si riassume il pregio essenziale, e la prima rag
d’essere della Mostra: primi fra tutti i Tedeschi, coi loro mirabili studi aerolo; naturalistici, seguiti da Belgi e da Francesi coi loro cortometraggi sull’Agnello mi stico e sulla Chiesa di Chartres. Sì che le signore hanno voglia e tempo d’entran in chiesa! Invece il film che ha sucesso più di tutti, benché lo si giri ormai da un mese mezzo, è quello che si svolge sulla rena del Lido, regista Demeneddio, operatori
angeli della serenità, con attori a recita intermittente e illuminazione a vei di sole. I raffinati lamentano, soltanto, che in questa stagione non si sia tro un nuovo aperitivo né un nuovo ballo: l’anno scorso il lambeth-walk e il chef-de-pro tocole avevano fatto osservare a Barbara Huttonuche le danze, nel mondo ch
rinnovano
anche
più numerose
dei mariti.
Quest'anno
la miliardaria
vena di nostalgie (oh, i suoi parasoli 1830; ch, i suoi ve tentato di rifarsi al vecchio valzer: ma senza
americana
»gli settecenteschi!) h
fortuna. Decisamente,
ir
la moda del
di valzer non è finita soltanto in politica, Però il Princi = Umberto ha mostrato d'a prezzare ancora la nostra mazurca sempliciotta e rusticona; e il Voivoda Michele che sta ora iniziando alle fatiche mondane le sue energie adolescenti, ha gradito fr tutti i balli del Lido la polca finale: quella che dà l’idea d'una gran trottola pres a frustate dai suonatori. Quella sera assistevano alle danze il generale Kindelen il Re di Grecia con le principesse Caterina e Federica, e un teologo di Filadelfia, cui illustre nome mi sfugge, il quale, voce nasale e negra marsina, fra i lum descenti della festa ebbe a dichiarare, brandendo un bicchierotto d’acqua purg.tiv
che le bagnanti in slip, come si mostrano adesso, al tempo suo si sarebbe dovute bucare la cabina per vederle in quello stato. Era con lui una
sessantenne
dama
Kansas City, che ha lasciato in con segna-all’albergo tre milioni di gi
d
e che si sa essere un pezzo grosso di
christian-science, e ha approvato
c
fiero ciglio il rimbrotto reverer ma Gary Grant, che sedeva poc:
stante tra Annabella e la propri gnora, ha informato trattarsi vecchia facezia, trovata in una r colta di funs; e che in verità i
logo a Venezia, beve e gioca e fo leggia
LAsereto succ:
io
SAZIALNE
IRE
DANZElen, di LIRE ci
ra n esci ie eo e ie dell'aviazione germanica durante la grande guerra al giorno della rinascita nazionalsoci( inche
‘
lista. - Qui sopra è la principale interprete femminile, Carsta Lòck, - A destra e sotto due scene del film «Il vagabondo Maco » prodotto dal boemo Ladislav Brom.
in segreto,
fingendo
d'esse
venuto per partecipare alla «Gi nata i Filatelica ».Fra gli agleg altri pers di
naggi di riguardo, ho poi da seg larvi un gran signore giapponese nei piccoli occhi e nelle lunghe
ni, riesce a ricordarmi, apparent
mi fra le luminarie
m
magate de
notte, Nosferater il Vampiro, e ©
si fa preparare dal barman, non a quale scopo, un infuso di & mini. Quell’aulico professor che vo conosciuto a Roma l'ho ritrova qui, sulla spiaggia: e anche qui !!
sentito citare Orazio, per quel cons
glio impartito ai bagnanti d'agi spalmarsi tre volte d’unguenti il d so,
per
non
le
ho
riviste
ritrovarselo
poi
sgallato e bruciato. Anche le tutte.
Doris
trop!
Duran'
ch'è stata finalmente la prescelta Lo la per la Cavalleria rusticana în pî° parazione da Scalera, si allena P° lungomare al dimenar dell'anche* alle occhiate birbone; e già le PU pille nostre lampeggiano volta, incrociandosi crudeli, come|co® coltelli di Alfio e di Turiddp, Cl
Calamai è bellissima, in temp sciroceo: anzi Diego Calcaghi drigalista soavissimo, dà pér che i calamaretti, fieri d’ave nome pressa poco come il suo
gono su dal fondo del ai
polipi
tenebrosi
e
scintillanti, a spiarla mentre re ellael,$ bagna, e a domandarle un “
ch'ella. subito voncede, allora, con l'inchiostro d'una seppia. Maria Denis, deve farsi un viso impallidito per la sua parte d'ingenua ‘in Documento, ev latte e prende bagni di luna; Elisa Cegani legge De Musset; Paola Barbara pre: ara delle Memorie; Luisa Ferida, nel cui visuccio arso dal solleone gli occhi rom noli brillano, ormai, come due shrapnels, sul punto di scoppiare, mi confida d'avere mai un solo desiderio: il desiderio d'un amore infelice. Marlène Dietrich avrebbe dichiarato a Venezia, due anni fa, che il segreto d'arrivare alla gloria, per na diva, è soltanto quello; e Luisella, avendolo saputo da Nerio Bernardi, ci oreebbe provare anche lei: benché già qualcuno l'abbia diffidata dall’informator he vogliano farne l'esperimento, a‘visenda, pure i novelli Tyrone Power & nnabella? Per la verità, essi avrebbero già dichiarato a più sposi ripres felici, tremendamente» felici; ma, ix tutta confidenza (e ve lo dico soltanto re adesso, loli sul punto di partire) io ho il dubbio che.. Ma procediamo per ordine. dunque sapere citi una mattina, al Lido, mi son messo a spiarli; ma siccome, lo scirocco, la notte non avevo dormito, così mi è sfuggito uno sbadiglio; e li ho veduti, entro cinaue secondi, sbadigliare tutti e due! Or a sapere sto sbadiglio l'ho suscitato io, per involontaria perfidia di ci a enda» felicità è già sul punto di mollare un pochettino. Ricordate La FonDeux pigeons s'aimaient d’amour tendre: — L’un d’eur, s'ennuyant au logis...
||
> che quelli erano piccioni francesi: capaci d’annoiarsi anche in piena tene-
a titolo d'amore! Questi veneziani sono più fedeli: ed è perciò che Annabella, [opiziatore, s'è fatta fotografare tenendone due sul palmo, come ogni sposina che petti di passaggio per San Marco. Ma ecco gli scherzi dell'obiettivo: uno dei non s'è messo a beccare la perla dell'anulare, scambiandola per un chicco no? Oh, sull’onor mio, dolce Annabella, questa vostra era la più grossa perla del così come il rubino di Marina è il più sfavillante della terra. Îl rubino del Jardin des supmai
n'era
gio-
netta columbiana capace di vincere lida Valli in gara di whisky; e, a
la, l'ondina danese che ha tra-
"sito il Baltico in gara di nuoto. >stei non può nuotare, si badi, '* « mare agitato: il mare liscio co? olio le dà l'impressione, dice, migliare a una sardina. Non però soltanto le sardine della
ad essere senza testa, l’altra è columbiana s'è lanciata nei avendo bevuto un po’ troppo; sendo l'acqua sempre conci° col vino, ha dovuto interromè progettata traversata ttico ai primi colpi di crawl.dell’O; fata alle bocce, avendo saputo giuoco è piaciuto a S. E. Goebvl quale
forse l'aveva saputo
Maresciallo Badoglio. Ma Goeborcello, non ha ginocato sol-
r
alle bocce. Ha visto °€ rivolto, entusiasta tutto; a ed
di tutto, tempio e giardino, esul-
ica e garanghelo popolare, caha derloe e cimoniare. Avresti dovuto mei PRA Giuseppe Brunati, nell'eDE * tuoi libri giovanili! Que-
te Ia Pa il cuore del più arlo. La sua ‘immaginazione
“ina vampa, la su: Cè
éosa di
€ appunto
ho penBrunat se pg come i, ochedelnonnorderi là apbella Dirato, l'uom trasfi Sla dei tuoi sogni,gurato, nell'iso-
MARCO
io
RAMPERTI
Pro ela scena del film «Pour la miérite»;sopra: ino dei suoi interpreti pali, diattore Hartmann. princi A sinistra e sotto: due scene del film presentato Udila Ruazia jiGilovine, rallegrati della - tua giovinezza »che, nonostante l'interesse per il sostrato alt gioso e morale, lo splendore fotografia e il musicale ha inacra trato soverchiamente ildella favore del pubblicobuoned commento è stato accolto con non riserta,
GOEBBELS ESSA
LELEERI
A
VENEZIA
In alto: i ministri Alfieri e Goebbels assieme all'Ambasciatore Paolucci di Calboli e al cons. naz. Alessandro Pavolini nel giorno del Convegno dei Professionisti e Artisti. - Sopra: S. E. Alfieri e il edi ssist volata in loro onore. A sinistra z a San Marco durante la fantastica fiaccolata. - Sotto: un momento della sul percorso Chioggia-Venezia, tri hanno assistito, ospiti a bordo
NAPOLI
SORGE
LA
NEL
CLIMA
DELL'IMPERO
TRIENNALE
D'OLTREMARE
1 miwistro delle Finanze S. E, Thaon di Revel è tornato recentemente a Napoli per rendersi conto, tra l'altro, dello stato dei lavori della Mostra Triennale delle Terre d'Oltremare, che il 9 maggio del prossimo anno — XVII dell'E. F. — verrà inaugurata dal Duce, fondatore dell'Impero. Ora, se altra volta abbiamo accennato al significato storico-politico di essa, che esaltando le glorie passate, documentando gli sforzi e le conquiste recenti, presentando e illustrando la risorta potenza imperiale nei suoi molteplici aspetti, sarà un centro di orientamento per gli italiani che hanno ripreso il passo delle quadrate Legioni; ora è opportuno metterne
in
rilievo
la
concreta
efficienza
e
guardarne
i riflessi nel programma di bonifica della zona su cui la Mostra va sviluppandosi in tutta la sua imponenza. Difatti, rimasto
tustà
l'originario
villaggio
nella
ora
—
parte
di
Fuorigrotta
demolita
—
per
era ve-
di abitazioni e per altre cause concomitanti,
nelle condizioni di molti decenni fa (mentre in nuo-
vi rioni sorgevano fabbricati moderni, e specialmente «case popolari» ad opera del Banco di Na-
poli). Era nel proposito delle autorità il piano di bonifica, ma altre più impellenti opere l'avevano fatto postergare; la scelta della zona per farvi sorgere la Mostra delle Terre d'Oltremare l'ha reso in pochi mesi un fatto compiuto: ventimila persone hanno lasciato le vecchie dimore cadenti, e sono state trasferite altrove; la superficie risultante vede già delinearsi al posto delle vecchie catapecchie e dei palazzetti da «frazione rurale» edifici degni della nostra Era. Alcune già ultimate, e altre bene avviate, sono le imponenti costruzioni della Mostra, che si va sviluppando su di una superficie. di novecentomila me; Di po Dova De Ra
ione eli ii PINI. sai
raggiunge invece i 550 mila metri cubi. Se si pensa che alla Mostra si potrà accedere oltre che a mezzo di molteplici linee tramviarie e di autobus, con la Metropolitana, che in quella zona ha ben tre stazioni, con la «Cumana», che passata al « Volturno» ha già in gran parte trasformato il suo tracciato, ed anche con una filovia — nuova per Napoli» —, si vedrà che la vecchia Fuorigrotta, separata dalla Città dalle gallerie, che si vanno anch'esse trasformando, è per essere una parte stessa di Napoli, senza più soluzione di continuità. Sono occorsi per iniziare i lavori metri cubi 368 mila di movimenti di terreno, e dopo l'inizio altri
657;
data
sin
e
si sono
effettuate
sinora
263.500
giornate
operaie. La impressione della grandiosità della Mostra èi da
ora
da
queste
schematiche
notizie:
lo
sviluppo delle strade interne di essa è di dodici chilometri, della rete dell'acquedotto è di quindici chilometri, con un'alimentazione idrica di cento litri al minuto
secondo;
quello
della
rete
elettrica
è di cinquemila metri per l’alta tensione, di 25 mila metri stallata
per la rete
di alimentazione;
è di 12 mila
la potenza
in-
kilowatt.
È una nuova città ch'è per sorgere, cioè la con-
tinuazione
di
Napoli
sino
a
Bagnoli,
con strade,
edifici, luce, acqua, mezzi di trasporto; ed è la resurrezione di una plaga che fu già l'oasi di beatitudine dei romani. A testimonio della ricchezza archeologica di essa stanno i recenti ritrovamenti, tra cui la via Antiniana,
che è venuta
fuori per un
centinaio di metri nella parte nord della Mostra, a grandi blocchi squadrati ed ineguali, e costituiva la più antica via di comunicazione fra Napoli e
Pozzuoli. Poco discosto da essa fu, or è qualche
mese, ritrovata una testa marmorea di Augusto. Ci-
o
prora see pa di ir
delle > p « Spie » lano. apianare la zona dove sorgeràÀ la Triennale delle Terre d'Oltremare. = Sotto:l'immi la costruzinta Selev compiuto per seraliLecca riammalore Neoperato eu pasta scala e che costituisce una
Plastico della Mostra. A sinistra: S. E. Thaon di Revel, nel corso della sua visita, percorre il tratto di strada romana venuto in luce durante i lavori. A piè di pagina: il padiglione della Libia.
meli e ritrovamenti che nel corso dei lavori potranvenir fuori saranno raccolti in una Sezione Archeologica della Mostra, mentre un apposito Ente, — l'eEnte Flegreo» — si è assunto il compito della valorizzazione archeologica della zona. no
Le
diciannove
Mostre
si rivolgeranno
a tutti
gli
Italiani, mostrando l’Italia d'Oltremare nei suòdi aspetti passati e presenti, esaltando l'Impero del Littorio, indicando le prospettive per il domani,
riallacciando l'Impero dei Cesari a quello del Littorio: mercé la schematica illustrazione della colonizzazione mediterranea dell’Urbe, della espansione civile e mercantile delle Repubbliche marinare, della vasta azione e del sacrificio dei nostri pionieri, esploratori, missionari e mercanti in Africa, delle conquiste coloniali, della vittoriosa resistenza opposta dal popolo italiano allo sciocco esperimento sanzionista, e della fondazione dell'Impero. I nostri possedimenti, dall'Africa Orientale alla Libia, dalle isole italiane dell'Egeo alla Concessione di Tientsin, nei loro aspetti geografici, storici, archeologici, etriografici, ecc. saranno presentati in queste diciannove Mostre, le quali documenteranno tutto il complesso delle attività politiche, sociali, culturali ed economiche, con cui l’Italia Fascista si appresta a fare delle nostre terre d'Oltremare una fonte rigogliosa di benessere e di potenza per la Patria. Già emerge sulle costruzioni l’alta torre Littoria, che conterrà la rassegna di tutto quanto il Partito ha fatto e fa per l'organizzazione politica delle nostre conquiste, è per eccitare ed inquadrare le attività espansionistiche del popolo italiano.. Dodicimila spettatori potranno assistere agli spettacoli nel teatro all'aperto — primo teatro moderno permanente di masse —, mentre agli spettacoli più raccolti è destinato il teatro chiuso. La parte speftacolarè ed artistica’ della Mostra, col Palazzo dell'Arte e col Parco dei Divertimenti, ‘sarà completata da quelle che sono le attrazioni ‘maggiori per il pubblico. La flora e la fauna coloniali sì sono trasferite alle porte di Napoli. Nel parco faunistico, con l'uccelliera ‘e l'acquario, saranno ospi-
my
RETTA)
yo
TERRA
Qui sopra: come si presenterà l'ingresso nord della mare. - A di plastico della Torri della gal iana di Marco sua ricos al naturale ed ve: ggiata al A piè di pagina: plastico della Piazza Imperiale
RAT di
} À4, 4,7,, 4,
74 dA
%
Dall'alto in basso: il Padiglione della Romanità alla Triennale d'Oltremare, che offrirà una compiuta visione della potenza imperiale di Roma e costituirà un’esaltazione della eterna civiltà mediterranea (plastico). -Come sì presenterà il Palazzo dell’Arte. - Plastico dell’interno del Padiglione celle Repubbliche marinare, nel quale ogni città vedrà illustrata la sua gloriosa storia e la continuità dello spirito colonizzatore della nostra razza risulterà posta in eloquente evidenza.
323
i HI
In alto: costruzione del Palazzo dell'Arte. Qui sopra: «quercus iler» da piantare nei viali della Mostra. - A destra dall'alto: S. E. Teruzzi osserva la zona di bonifica dei Campi Flegrei. - I grandioso Teatro. - Il Padiglione della Civiltà Cattolica.
È
tate circa 3500 bestie catturate da un'apposita Missione nell'Africa Italiana; c'è l'oasi sahariana, ed una serra botanica in cui sono esposti gli esemplari più interessanti della flora tropicale; sono stati trapiantati alberi di alto fusto, e. piantate piantine di fiori
per
i. prati.
Ecco
qualche
numero:
rrIvI r135E LELETTLLSTIETTIT]
novemila
piante di alto fusto, .duecentoventottomilacinquecento piantine. di. fiori! Foresta, boscaglia, giardino, l'Africa e le altre colonie italiane, popolate come per incanto di animali e di piante, tra Napoli e Pozzuoli, mentre aleggiano i ricordi di Roma, mentre dal sottosuolo
affiorano
vorano
Mostra
la testa
di Augusto
e le
pietre della strada consolare! Allo studio di specialisti d'ogni categoria, che la-
}
È
” | È
i è
} i
|
i I
perché
la
risulti
in tutta
la dignità
che la sua importanza :comporta, si uniranno i prossimi vincitori dei concorsi banditi dall'Ente: tre concorsi di architettura, cartellonistici, -fotografici, artistici, edilistici, e quello — di. grande importanza ed attualità — per uno studio sul tema «Il proble ma della razza e l'Africa Italiana», E tre Missioni lavorano in Africa per conto della Mostra, la Missione Cipriani, etnografica ‘e antropologica — d'intesa con la R: Accademia d'Italia —, la Missione Dainelli in Somalia, quella dell'ing. De Santis — economica — in tutta l'Africa Italiana, E naturalmente, durante il periodo della Mostra, non mancheranno i Congressi
CR
scientifici, politici e culturali.
In questa città nuova non mancano: certo i par-
cheggi, i ristoratori, ed è in atto la realizzazione
di
un albergo per masse; quindi, tutti. quei conforti dispensabili perché essa: viva una sua vita autonoma, così come oggi è un sonante cantiere, una dinamica dimostrazione dell'intelligenza, dello zelo, della passione
dei dirigenti
e degli esecutori.
Da Roma -imperiale all’Italia imperiale è stato lungo il cammino, ma glorioso; il periodo delle Repubbliche marinare rifulgendo dal medioevo sino alla
fine della Repubblica di Venezia, è la splendida storica prova della continuità dello spirito colonizza-
tore della razza. Nella Mostra, trovano, queste Repubbliche, un'illustrazione precisa e copiosa, appa riscente ed istruttiva. Una vera e propria galea, per esempio, grande al naturale, con i suoì alberi e le sue vele, con la poppa scolpita e dorata, col grande Stendardo di San Marco, ì gagliardetti e le bandiere e il grande fanale dorato, insegna del comando, e gomene e remi, è per ormeggiarsi nel «Mandracchio»
della Mo-
delle attrattive
cannoni
stra. È la copia fedele di una galea veneziana della fine del Cinquecento, la Capitana di Messer Marco Querini, la caposquadra dell'ala sinistra dello schi ramento cristiano alla battaglia di Lepanto. Ambientata in una costruzione che riproduce e stilizza il Fondaco dei Turchi in Canal Grande, costituirà una bronzo,
balestre
maggiori,
e turcassi
coi
cinque
allineati
come
di
per una
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PI Le
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ROBG did Daittce
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Qui sopra da sinistra: particolare del Tempietto romano sulla via Antiniana, e un viale alberato della Mostra. -A sinistra: la testa di Augusto ri venuta durante gli scavi. - A piè di pagina; plastico degli edifici dell'Istituto per i Figli del Popolo. rivista; e i piccoli cannoncini di murata, le bombardelle, e le carte nautiche e i portolani, e la bu: sola e gli alloggi della ciurma e degli ufficiali.
Le tappe della conquista africana, poi, attraverso
i ricordi
dei pionieri,
degli
esploratori,
dei
martiri
della sfinge africana trovano in altrettante illustrazioni la loro glorificazione. Più in là dalla Mostra di Oltremare, modernissima di bonifica sociale si va
un'istituzione ultimando in
tutto il suo vasto complesso di maestose costruzio-
ni: l'Istituto per i Figli del Popolo — ne ospiterà tremila — fondazione che il glorioso Banco di Na-
poli crea per celebrare il quarto centenario sua
vita
rigogliosa.
i, li educherà
L'istituzione
raccoglierà
al lavoro e li addestrerà
della
i raga:
alle armi,
li preparerà ad affrontare la vita nel prossimo domani. Essa avrà quelle primarie,
scuole tecniche modello accanto a con sedi adeguate, attrezzatura
completa, organizzazione precisamente rispondente agli effettivi bisogni, sì da permettere l'incremento di categorie di dirigenti e di operai specializzati
Ed ogni singolo edificio ha la sua compiutezza formale ed il suo significato architettonico: così la Chie-
sa che rinnova modernamente
motivi
di romanica
risonanza, il Comando G. L., vigorosa architettura militare, con elementi tipici dell'edilizia fascista, il
teatro moderna
e ardita concezione, rigorosamente
funzionale, la scuola maschile, infine, che inquadrata tra le salde masse dei dormitori, posta simbolicamente al centro dell'Istituto, ne riassume il valore artistico e l'ideale significazione. Il progetto è dovuto all’ing. Francesco Silvestri, direttore dell’Ufficio Tecnico del Banco di Napoli, e da lui sono diretti i lavo» L’anno XVIII, dunque, vedrà accanto alla Mostra
d'Oltremare, nella sua piena efficienza, anche que‘st'opera di umanitaria comprensione, che attua il comandamento del Duce di andare verso il popolo. Il popolo italiano in marcia verso l'avvenire, mentre mostra al mondo quanto nella sua millenaria ci
viltà ha compiuto, prepara nelle nuove generazioni
i soldati dell'Impero, costruttori.
i laboriosi
artieri,
LUIGI
DE
i geniali
LILLO
Sconosciuta persino alladellamaggioranza americani,una esiste Uniti, none più precisamente nella parte meridionale Florida (thedegli Everglades). vasta negli forestStati tropicale ancora raggiunta dall'opera del bianco. nella quale vivono pochi indiani Seminole, superstiti delle tragiche lotte det secolo scorso. Dotati evidentemente di un eccellente senso degli affari, alcuni di questi indigeni hanno preso l'iniziativa di creare un movimento turistico nella regione'che offre una grande varietà © una serena pace. - In alto e qui sopra: due suggestivi aspetti presso la « Lake region ».
Nel quadro delle iniziative turistiche degli indiani Seminole che vivono nella « giungla » della Florida, oltre la visita alle primitive abitazioni e la vendita di collanine di perle di vetro colorato e di tappeti (industrie proprie delle donne seminole), rientra anche la lotta contro gli alligatori, assai numerosi nella regione. Qui vediamo il capo William Osceola mentre lotta con un grosso alligatore ed ha bisogno di tutta la sua forza per averne ragione ‘in alto) e mentre inizia i propri figlioli alla pericolosa, professione, insegnando toro come sì trattano alligatori e coccodrilli (qui sopra).
COMPAGNE
DI COLLEGIO
Romanzo di EMI LE PERSONE, I NOMI,
MASCAGNI
I FATTI DI QUESTA NARRAZIONEVE SONO IRREALI. QUALUNQUE RASSOMIGLI JANZA O ANALOGIA RITENERSI ASSOLUTAMENTE FORTUITA.
CON
ESSI DEVE PERCIO'
INTI. - L'autrice racconta del suo ritorno in collegio, questa volta meno triste perché è l'ultimo anno e appena preso Tredici Stelle. Riprende la vita di collegio, ora gaia, ora triste, riprendono le lezioni ora interemanti ord Sotora, Per NORSIE ie collegiali preparano la « Messa di Haydn, i cori per la Capannuccia e l'albero, mentre poi per la fine di Carnevale
commedie e operette e organizzano dus grandi feste di ballo, Riceve fretta la visita dei genitori e durante una delle visite sente parlare di una celebrerecitano ballerina chiamata Watinka: per averne poi riparlato con le compagne n
(0)
uperiori.
Una sera
però, che deve essere ricoverata in infermeria febbricitante, apprende la triste storia di una comupaona,
men
in un battibaleno, laserra è rimasta pressoché vuota.
Sì fa così? Mi s'ha da piantare in asso, da un momento all’altro, senza preavviso? — dice la serra sprizzando faville da tutte le sue vetrate. Poi se la piglia Gar co} 5 — Invece di far tanti complimenti, li dovevi innaffiar da capo a foni “RE ST pida che sei. Ah, vorrei che si mettesse a nevicare e che fossero l)Rei
a tornar qui e a rimanerci tutta l'estate! — Così dice la erra; perci si ci c'è come la gente buona per dir delle sciocchezz So va in ES Intanto, aranci e limoni riprendono i loro posti nel giardino, sui piedi
stalli di marmo in mezzo alle aiuole. Ah! —
—
fanno,
vedendoli,
È
;
le pratoline che gremiscono
5
i vasti piani
erbosi: — guarda chi si vede! e dire che le povere magnolie sono ancora accartocciate! —
SEE
Pensate ai fatti vostri —
rimbeccano
È
stizzite le magnolie
?
a — Ci hanno sentito! Non c'è peggio di queste vecchiacce per :53 Rei sempre all’erta: fanno le viste di ragionar col sole e invece Ma le magnolie ragionano davvero col sole e sembrano m pi
cupate: —
Come si fa? Noi non siamo Drente. ;
— Lasciate fare a me — risponde il sole.
7
St
— È inutile: ormai non c'è più tempo; e anche quest'anno, la Pasq non avrà i nostri fiori. e: È — Pasqua! — le pratoline si guardano stordite: - È giaiglani SERI : in q — Ma no, sciocche! — dicono i fili d’erba spingendole
N69 =
sncora. do? —
Le
il giorno tutto topi s iose: stanno ai i sono mo. Ito curiose: pratoline Siala a veder quel che rei feta DPIne
noweni. Meirtol maggi per: queipuri perdono 0, invece, di KO, iii, 30m i fs oa più lesto a raccoglier pettegolezzi. E così, in
col 6a “caio
RSA
,
che non
si dica, le pratoline vengono
fra venti giorni,
Ora che lo sanno
— E non
a sapere
che la Pasqua
si
sarà
loro, lo sa tutto il giardino. Ed ecco che gli uccellini
tornano subito a casa riempiendo ci dite nulla?
il bosco di squitti.
Le querce, che sono vecchie e permalose, si arruffano immediatamen te: — Che cos'è stato? — SÌ, sì, sì, eh? sì si si: che cos'è stato? È Pasqua. Si si sì.
Le querce si mettono le mani nei capelli:
— Pasqua! —
E, poiché sono vecchie ed ambiziose,
si danno subito
a far pulizia scotendosi da tutte le parti. — Ehi, voi! badate a quel che fate — ammoniscono le statue, ma senza perdere la calma: serbando, anzi, perfino nell’indignazione i loro atteggiamenti pieni di nobiltà. — Lasciate fare le povere e vecchie querce! — sussurra loro il vento:
— ci penserò poi io, a spazzolarvi.
I sassolini della ghiaia si sgranano in una sghignazzata: — Ah ah! questa è bella! le spazzolerà. Ah ah. — Tutti eguali i parenti poveri — pensano
statue guardando, dall'alto dei loro piedistalli di pietra polita, quellele miserabili pietruzze. —
Dovevo ben immaginare, che c'erano delle novità! — mormora la serra ch'è stata fin'ora a guardar fuori dalle sue vetrate. E, in vista della Pasqua ch'è per arrivare, mette il cuore in pace. s
È mezza quaresima e oggi abbiamo fatto le scale di carta bianca e colo= rata. A me, soltanto la Pilagalli è riuscita
ad attaccarne una sulla schiena; ma me ne sono accorta subito. Io, invece, ne ho attaccate quante ne
ho volute sulle spalle di grandi e di piccine,
Al solito, in classe nostra il bersaglio preferito è stata Lisa Brandi: a un certo momento, le sue spalle parevano un muro da affissione, per
in
‘nostra. Rosalia
1 dedicato uno stornello alsuo
ifilo
greco; e per tutto il giornola Ca lei è andata e venuta per i e per leaule, in ricreazione e in refettorio, con un foglio atta | bel mezzo della schiena dove c’era scritto:
Fiorin disale...
; ®
Stupendi son la terra, il mare, il cielo;
Lo w
*
pae
é | tutt'a ‘atto, come se gli fosse comparso davanti il professoredi Storia Nale ritto sui tacchi, con i suoi occhietti fiammeggiani
gran pugno
*
ma nulla eguaglia l’angol mio facciale.
ita
anche a Trieste, col Generale! — Si teneva ighiati ni alle braccia, quasi temesse di far chi sa che spropositi:
#>
x
nell'aria e si è voltato da una parte che
veleno: * — E poi cî chiamano gli irregolari.
*
Pagg
i)
timo mese del secondo trimestre: se non si studiasse, kE.A quante
—
i
, oggi: perfino per le donnine!
L
Vi
i
n
criminazioni ci farebbero: Si studia perfino di notte: e ci castigano! ps "RITO, eTLEe eppasecchiano ei eberecsblbno gni. il propala po fe colpa è tutta di Anna Bocca che non è stata capace, durante l'in- WY sto; distano e rifanno ogmuna 1l proprio letto; spolverano le loro classi. tera giornata, di trovare un lumino; così, quando stanotte ci siamo riuÈ la festa del collegio; la festa nostra Madonnina! Ancora bamnite nel lavabo per studiare, abbiamo dovuto accendere la luce elettrica; bina è già coronata di gloria, la Madonnina dell’Annunziazione. iediatamente la signora de Riseis è piombata in mezzo a noi. In una icia lunga e sventolante, senza dire una parola, con gli occhi dardeg- *
‘a, ci ha indicato il dormitorio mentre l'ombra del suo naso pa-
ti
agio
il muro
XXVII
con qualche cosa di dantesco.
ilenzio a tavola, al solito; e puntacci in condotta come piovesse. L'u-
—Degnatevi, o.Si
di
benedi
ie
il ‘cib
Vostra:
ca salva, è Fiammetta Casadei che non ne ha voluto sapere di alzarsi.
nefica Desadidonna ari oi TOILIENGRE perenne.bei
ema.
sederci a tavola, quando il tocco del campanello ci immmobilizza ai no-
notte; perchè lei, il diploma, Jo prende di certo lo stesso: per via del
Fiammetta Casadei ha appena finito di recitar la preghiera e stiamo per
9
stri posti: la signora Eloisa ci guarda tutte; dall'una all'altra tavola, con
L'inverno non è più che un brutto ricordo. Ci.si svegliava a lumi ac-
i suoi occhi color dell'alga marina; e un poco, nel sorriso, la sua bocca
esi che pareva fosse ancora sera: oltre le finestre, era buio pesto: e i lumi si riflettevano sui cristalli in una fila lunga e gialla che faceva manconia. Se non fosse stato per iilfreddo, ci avremmo messo delle ore a e e ancora, vestite, avevamo freddo. Finché non si scendeva nel refettorio: lumi accesi anche qui; che spandevano, però, sulle tavole
trema: > È a “ Una di voi sta per ricevere una grande gioia — dice. Subito per il refettorio si propaga un lungo mormorio. = Nuovo tocco di campanello: ora gli occhi della signora Eloisa si sono fermati sulla tavola del Primo Corso e tutti i visi e tutti gli sguardi con-
| helle ciotole bollenti e il pane appena levato dal forno e l'odore caldo.
, mito attraversa il refettorio.
apparecchiate una luce intima e protettrice. Quei lumi e il fumo del latte
vergono lì. Si comincia a capire; di nuovo un mormorio che pare un fre-
| del caffè, finalmente ci riscaldavano.
©
Ora ci si sveglia col sole. Già prima che suoni il campanone.e che. le donnine aprano le finestre, il sole filtra attraverso le imposte con strisce
| d’oro. Passeri e rondini riempiono l’aria di cinguettii; e a volte volano
signora Eloisa; mentre la signora Deianice, trascinando con grande fa-
C'è odor di nuovo: odore di erba e di caprifoglio. Il collegio si anima
tica il suo grasso corpo ammalato, festosamente completa la notizia a
| come un enorme bozzolo dischiuso a un volo di farfalle: i solfeggi si
destra e a sinistra!
‘sono tramutati în canti; gli esercizi di pianoforte, in melodie; da tutte le parti, quand'è la sera, si sentono ondate di musiche lontane. Si giuo-
— Domenica arriveranno a Genova.
Dopo tre anni! Dil Ora la Morisan ride fra le braccia delle sue compagne; e da tutte le tavole; fazzoletti e ‘tovagliuoli festosamente' agitati riempiono il refet:
ea all'aperto. E ieri, ah che bellezza! affacciandomi un momento in cor| lile, ho avuto la rivelazione della primavera: era piovuto, nel pomerig-
gio,
eppure non c'era traccia né di fango né di pozzanghere; tutto, anzi,
torio d'un vertiginoso turbinio.
È | appariva limpido e fresco. Soltanto la pioggia di primavera è capace di IBN iEst prodigi!
0
Anche la visita della regina Elena fu annunziata così, anni fa: di sera,
5)
però; primadi cena, in mezzo a un finimondo di applausi. In.questa' visita, non si seppe mai né il come né il perché, ci fu un equivoco riguardo alle ore. Infatti, saranno state all'incirca le otto e la regina era attesa in quella stessa mattina per le nove, quando la Mag-
t Oggi, alla Preparatoria, sono stati distribuiti i bachi da seta per l’allevamento. Come la presi sul serio questa cosa, ai miei tempi! Mi ricordo
che, scrivendone ai miei genitori, promisi di dedicarmi con tutte le mie rze «a tale industria»; una scatoletta di cartone, cioè, con tre«bachi
gianti, che stava attendendo alla solita pulizia dell'atrio, sentì suonare: andò ad aprire e si vide davanti una signora la quale frettolosamente le
(entro. Lisa Brandi pianse due giorni per il raccapriceio; invece Rosalia Malì, manco a dirlo, ci fece sopra una poesia che cominciava così: ; Cari bachetti, io vi saluto;
annunziò Sua Maestà. La Maggianti non ci vide più: dette una voce all'Argentina e piantati in asso secchi cenci e spazzoloni corse ad avvertire
- la signora Eloisa ch’era in chiesa-con- noi, da è Prima ci fu, nel grande salone da ballo al primo piano, un breve con-
Spes
preferisco la seta al cotone e al velluto;
certo. Poi la regina, fra festanti ali di bambine, visitò il collegio: sul punto di andar via promise che avrebbe mandato dei dolci e che sarebbe tornata un giorno con una delle principessine. I dolci, li mandò subito. In quanto a tornare, di anno in anno l'abbiamo sempre aspettata ma, fin'ora, invano. î Alta, bruna, solida; contrariamente a quanto era stato sempre detto nel. collegio, non somigliava. affatto. all’Arduina, la donnina che di sera
-
e dette a ognuno di essi un nome dei personaggi di' Salgari: KammaMuri non aveva niente di speciale; Tremal Naik vinse il premio perchè, | striminzito com'era, fece poi il bozzolo più grosso di tutti; in quanto -al | Corsaro Nero, una volta una ventata lo buttò giù nel prato: ed era-tanto broccolo che neppure
se ne accorse.
lavora nella bandinella:
©gni tanto la professoressa che insegna nella Preparatoria passa in | rassegna l'allevamento: grande, maestosa, bella d'una bellezza ieratica e severa; ma così gentile nel gesto e pacata nella voce e attraente nel’ riso; sotto i morbidi capelli argentei, così amorevole nello sguardo; che ‘ancor | oggì, se talvolta la scorgo nei corridoi, mi vien fatto di correrle incontro come quando ero in: classe con lei; e allora mi diceva (e ‘aveva ragione): — Se è vero che mi vuoi bene, perchè non sei un poco più buona? dr.
prima timidamente, poi via via con maggior speditezza, la leggenda tornò a circolare; e dopo neanche un mese erà di nuovo:sulla boeca di tutte:
_
iz 'Arduina somiglia alla regina. — Ancor-oggi si dice così; e ben1hé si sappia che non è vero, ne siamo ‘tutte un. poco orgogliose.
iuerra! - SU Il professore di Storia è bravissimo e tutti lo dicono, anche ‘fuori ‘del
| collegio: ma non è il Papa e può sbagliare come gli altri. In questo caso, tranchio,
che
sbaglio! Con
LI
Se ne parlavà a tavola:
tutto‘
il rispetto, mi
par
che
.
prenda un
P
se, al giorno d’oggi, si potessero
ancora
far delle guerre: che si gira da un paese all’altro '‘senza passaporti e si
| conosce mezzo mondo. E i soldati, poi, dove sarebbero? Non è più come volta, che gli uomini dormivano con daghe e pistole in camera per ‘slanciarsi al primo suon di tromba incontro agli antichi ‘compagni d'arme. Oggi i giovani giuocano al tennis e corrono dietro alle canzonettiste.
Allora noi dovremo restar per sempre sotto gli Austriaci? Perché
st’ingiustizia? Siamo italiani come
voi.
er consolarla, Lisa Brandi le ammannisce non so che storiella in cui, .il tripudio universale, Trento e Trieste ritornano all'Italia per via una gentile guerriglia a tavolino. e Giacomina. non vale la storiella e ne raffredda l’effetto: purchè succeda.
È
| professore di Fisica è dello stesso parere dell'Orso: guerra! guerra!
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La quercia era stata. abbattuta.
Siamo andate a vederla.
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Attaccata alle sue radici, non' era mai sembrata. viva con l'evidenza con cui ora, strappata da esse, appariva morta. I suoi ramì pieni di
fronde giacevano distesi e c'erano delle foglioline appena nate, cui la linfa portava ancora la vita. Ecco il vecchio tronco intorno a cui gio-
Ma Giacomina Coss fa il broncio:
porta, quando:
sE
‘È stato: oggi, subito dopo ‘la «merenda. Ancora! non: c'eravamo- neppur
messe a studiare, che un colpo ha rintronato all'improvviso: senza
come
l’Arduina è piccola, quasi bionda, con un po’ di
lentiggini; e, quando ride, fa le fossette. Delusione generale, percid! L'unica a rallegrarsene fu proprio l'Arduina: da anni, ormai, soltanto a sentir nominare unregnante ‘0 un principe; diventava di brace e non sapeva’ come contenersi; ‘alla vista della regina eosì diversa ‘da lei, fu come se sì fosse potuta finalmente liberar:da una maschera, riprendendo le proprie generalità e i propri connotati. Ma la sua soddisfazione durò; poco: simile a un discorso proibito, dap-
| Sciocchezze! sciocchezze che non stanno nè in cielo nè in terra! Figurarsi che, a sentir l’Orso, da un anno all'altro' ci potrebbe, essere una poi, altro
genitori della Morisan sono sulla via del. ritorno!
scoppiando in singhiozzi. Ma già la signora Mappelli è accorsa e anche la
| così basso che se ne vede l'ombra sui nostri letti.
|
—l
La Morisan sta un momento: ferma, col bianco viso eretto simile a quello di una statua; poi, all'improvviso, si piega sulla spalla di una compagna
cavamo-da piccole con la buca, nella quale mille volte ci siamo rimpiat7
tate.
Quanta ombra
.ci hai dato! Quanta frescura! Non ti dovevano abbat-
tere. Non ‘si trovano tutti giorni esseri a cui poter voler bene senza diffidenza. ;
Chi ci ha servito per tutta una vita non è mai di troppo, perché serve al nostro cuore che ci si è affezionato. Gli alberi non dovrebbero mai essere abbattuti: sono, fra le piante, quello che i cani sono fra gli animali.
Abbattere un albero è lo stesso che ammazzare
(Continua)
LI
un povero cane fedele.
EMI MASCAGNI
1
NELL'ORBITA
DELL'ASSE
INSEGNAMENTI DELLA MOSTRA NAZIONALSOCIALISTA A SAN REMO Ax Remo, città della giovinezza perenne dell’incanto invernale ed estivo, incomparabile stadio S lieti cimenti e di giocondi svaghi, oasi e aristocratica popolata di pergole fiorite e di musichedi invisibili. San Remo, azzurro centro d'arte e d'intelletto, è propizia agli incontri dello spirito. S'illumina pertanto d'una evidenza solare, qui, come meglio non potrebbe altrove, cato della Mostra nazionalsocialista, mirabilmente organizzata sotto gli auspici del Ministero il signifi: della Cultura Popolare e col concorso della S. A. I.T., inaugurata austera solennità dal Ministro dell'Educazione Nazionale Bottai. Di questo significato si sono resi conefficacemente con la sobria eloquenza che si addice ai tempi nostri, il consigliere nazionale Melchiori, interpreti, il console generale Mayer in rappresentanza dell'Ambasciatore germanico Von Mackensen, il dott. Wurster che sentava il Partito Nazionalsocialista. Ma ciò chea laRoma Mostra intende esprimere traspare chiaro rappre= e_ pre= ciso, con la perfetta comunicativa delle cose semplici e grandi, dagli elementi della Mostra stessa, dalla sua presentazione che non è basata sui momentanei effetti impressionistici, bensi sul ponderato Obbiettivo racconto degli eventi. Il visitatore non ha bisogno di una guida per orientarsi, la comprensione e il giudizio del pubblico sono immediati:
LA
. E. il Ministro Bottai inaugura la Mostra del Nazionalsocialismo accompagnato dal Consigliere Nazionale Melcuiari, dalPrefetto, dal Federale, dal rappresentanti del Relch e da tutte te stiro autorità. - Sotto: il Ministro e le autorità, terminata la cerimonia inaugurale e compiuta la visita alle sale, escono dalla Mostra.
I visitatori sono folla fitta e incessante, in queste settimane della trionfale stagione estiva sanremese. Passano, dalle magnifiche rassegne di pittura ‘e scultura che il Comitato dei Premi San Remo offre all’ammirazione degli ospiti italiani ‘e stranieri, a quella rassegna che accoglie le manifestazioni di vita di un popolo amico, Arte e politica sono in tal guisa avvinte da un comune legame, che dà vigore all'una e aggentilisce l’altra di poetica bellezza. La Mostra nazionalsocialista fa , l'una a fianco dell'altra, le maschie giganteggiare statuarie împeriose figure di Mussolini e di Hitler, senza vaniloqui l'identità ideale e la sorte precisa comune di due popoli, il popolo italiano e il popolo tedesco, avvicina le due Rivoluzioni e le ricostruisce al limpido lume della vittoriose storia. V'è in questa rassegna chiusa, în una serra, fra le palme verdi e i gladiolicome della Villa Co: munale, qualche cosa di mistico che induce alla riflessione e al raccoglimento. All'inizio della su cessione di immagini e bassorilievi allegorici; allorché i nostri sguardi sidi soffermano sul turbind del furore selvaggio scatenato in Germania dai sovversivi e dagli ebrei, il pensiero corre ad altri tempi lontani nei quali noi pure fummo insidiati dalla minaccia del nemico interno. In terra tedesca fu il travaglio. Quando in
spalle dei combattenti il popolo alla rivolta, giace nell'ospedale militare, accecato dalle granate a gas».
Queste semplici scritte che, nella Mostra, fanno da anello di congiunzione tra una
pagina e l’altra della storia tedesca dell'ultimo ventennio, sono di una rara efficacia e di una toccante umanità, quale difficilmente parole diverse e ricercate perifrasi saprebbero esprimere, Ed è perciò ch'io, sia pure sommariamente, ne serberò in-
tatta la trama.
Scarni commenti lapidari, molte documentazioni fotografiche, una
serie di composizioni
simboliche
tracciate
a rapidi tratti incisivi,
ecco
il segreto e
l'intimo tessuto di queste moderne rassegne che sintetizzano sangue cervello e passione di un popolo e sono destinate ad essere intese, attraverso il linguaggio del cuore,
dai popoli fratelli.
duto nella moltitudine ubriaca — ne scorgiamo qui, in un ingrandimento fotografico, il piccolo volto confuso in mezzo a una turba di comizianti — celasse in sé la gagliardìa del liberatore. Pochi soltanto, certo, hanno saputo credere allora nell'uomo inchiodato alle sbarre di una prigione, processato per alto tradimento, condannato a
due anni di carcere duro; e leggere nel suo sguardo, perduto nella lontananza di un
gratide sogno, l’incrollabile fede che la patria sarebbe risorta,
La prigionia matura la ferrea decisione, la rivoluzione nazionalsocialista, proclamata l’8 novembre 1923 a Monaco, s'è già aureolata di sacrificio e di gloria alla Feld‘herrnhalle, i proseliti .infittiscono le file, la figura di Hitler ‘ingigantisce, egli diventa il Fiihrer del nuovo-Reich. I militi della Sì A. passano armati sugli autocarri issando le bandiere dalla croce uncinata ‘e noi con commossa fierezza rivediamo nelle loro formazioni ‘i nostri squadristi e i nostri bei gagliardetti neri.
Accanto al dolce volto di Wessel, il giovanetto eroe nel quale ravvisiamo le serene
nette spianate le miniere e le foreste della Ruhr, dominano spavaldamente, sul bel triangolo di Coblenza, il biondo trascorrere del Reno. Chi ricondurrà i tedeschi sulle vie dell'onore? Pochissimi soltanto, senza dubbio, hanno potuto allora prevedere che Hitler, sper-
immagini dei nostri camerati ventenni spenti dalla ferocia dei comunisti, è, quasi per ‘una contrapposizione del male al-bene, la grinta bieca e sinistra dell'assassino a torso nudo,
col petto le braccia e il ventre
selvaggiamente
tatuati.
Le pure
giovanili forze
della rinascita sono ‘ancora contaminate dal sangue ‘bastardo di una razza nemica, dalla ‘predicazione d'odio, dai ludi cartacei del parlamentarismo demoliberale, dalla
LÀCOMONANZA DELLEAIBADE | LIOMUNANZA DELLAPPOGUZIONE
che ha reso triste- popolo e dagli istituti materni che levano i loro archi e le loro mura come se una ‘he insulta l'atroce miseria dei più, dalla depravazione forza occulta li avesse sprigionati dalla buona terra. « Uno Stato basato sui partiti dall'amareza dei,settemilionididisoccupati Selo bende Berlino nel dopoguerra, incalza, mondo, laGermania, è caduto, al suo posto è sorto uno Stato basato sul popolo».È un postulato di Hitler, chio cro! il suo esercito vigila il Filhre, e riconquista A Mero cesie che trova identico contenuto formale e sostanziale nel comandamento mussoliniano. risorge passato, del scorie dalle ra tte reggiménii | Il lavoro nei campi e nelle officine è esaltato e santificato, capi e gregari attendono reggimenti, battaglioni i battaglioni, diverranno squadre spetta. «Le concordi all'opera comune, due miliardi vengono annualmente stanziati per l’assi, divisioni» aveva preconizzato, Hitler nel 1923e il vaticinio, dieci stenza invernale, il servizio della salute pubblica trova 880.000 collaboratori volontari, duce in realtà, squillano le fanfare vittoriose. che le previdenze infortunistiche e la legislazione sociale si riassumono in codici perFW, Fan di mpeira nella punto, V'è un netto a di demarcazione a questo le limpide quadrate fetti che mostrano infiniti sorprendenti punti di contatto con le esemplari tavole delcostruzioni pre: e divide ln concitata rievocazione delle passato fasciti la legge fascista. Le industrie moltiplicano la loro produttività, il Paese accoglie e strade dell'avvenire. E se noi senti, dalle quali già si dipartono per maestose pratica con fermezza la religione dell’autarchia economica. antegli fummo quale la comune lotta della siamo con orgoglio specchiarci, E vè un'altra realtà di primissimo piano, la realtà che trova fondamento nella fumultuosa vigilia, con quanta soddisfatta compiacenza ri- forza Signani, nelle visioni dellaciclopiche delle armi e nelle schiere degli uomini. Ad essi — e lo documenta la Mostra e nei nuovi formidabili conosciamo, nelle opere di San Remo — la nuova Germania ha provveduto, come già l'Italia del Littorio, con nuovo Reich di Hitler, le opere e gli istituti del tempo di Mussolini! © vita del
impulso impresso dalFU nie dall'aquitrino e dalla malaria, gigantesco Qui ilDina o dante dalfecondi solchi della bonifica; dol bianchi,palazzi dicla:
Ta sica armonia, dagli stadi ampi e solenni come le arene
di
;
un mirabile inquadramento dei giovani, con poderose Armate di terra di maree di
cielo. Nella provata fraternità ideale e in questi ferrei strumenti pace e a garanzia di vittoria, è la potenza dell'Asse,
posti a tutela della
ALDO
PASETTI
PARATA DI MANICHINI 1cnore, che malgrado le esigenze della moda e i consigli degli amici in questi mesi vi siete ostinate a passeggiare in città senza cappello, con uJ=un'aria spigliata e... scapigliata (in verità poco confacente alla vostra eleganza personale, alla squisitezza del vostro abito e al valore dei vostri gioielli e degli accessori che vi ornavano) finalmente potrete porre fine alla vostra rinuncia, Rinuncia che fu come una ribellione e che, sia pur detto, a un certo punto fu' compresa e persino giustificata anche dalle eminenze' grige dell’abbigliamento che autorevolmente consigliavano una forma di eleganza sobria e pura, Uscivamo allora da una stagione davvero infelice per i cappelli, e si comprende come ogni signora, a quel tempo, aus l'apparire della stagione mite per poter deporre con un sospiro di sollievo quei copricapi che non coprivano proprio nulla, ma che si issavano
rio al disopra della capigliatura: testine così minuscole che facevano pen: dei pagliacci da circo, e, per contro, guarnizioni sproporzionate che bi tevanopervento e prendevano quota al disopra di esse. Invero erano cappelli troppo strava: ganti riuscire simpatici a lungo, e troppo ridicoli per essere accettati seriamente. Come per reazione vennero poi finalmente i deliziosi turbanti ad aureolare i riccioli in una stretta particolarmente carezzevole: leggerissime bande candide o vivaci che incorniciavano i Visini come corone virginali, ma che, purtroppo, vissero un giorno solo. Di chi fu la colpa? Della loro grande, troppa, semplicità che li rese subito facilmente imitabili passandoli al completo dominio popolare... Ma, finalmente, e sia detto ad elogio delle nostre mo. diste, saggezza e praticità hanno ispirato la creazione dei modelli attuali, e c'è da augu> rarsi che, con l'avanzare della stagione, la loro forma non degeneri, come già l'anno passato, in bizzarrie eccentriche che andrebbero a tutto nostro svantaggio estetico. Innanzi tutto i prossimi cappelli avranno ilmerito di ricomporre il dissidio sorto tra i loro predecessori e le nostre pettinature. Non imporranno acrol impossibili ai riccioli, ma si uniranno ad essi con mirabile adattamento per creare una cornice dolcemente femminile attorno al nostro volto. E poiché i parrucchieri non hanno intenzione di imporre limiti all'attuale libertà di pettinatura, ognuna sarà in grado di scegliere un cappello secondo il
Il generalissimo Franco ha formato la scorsa settimana il nuovo Governo spagnolo, ispirandosi alla ferma volontà di tafforzare l'autorità statale e di procedere all'opera di ricostruzione politica economica e spirituale della Nazione. Qui vediamo il nuovo Governo riunito per la prima volta, sotto la presidenza nel palazzo della « Capitania General » a Burgos, dopo l’austera cerimonia del giuramento « davantidel@ Caudillo, Dio e agli Evangeli » del miniati
s. E. Marziali, nominato recentemente Prefetto di Milano, che nei giorni scorsi si è congedato da Napoli e che presto raggiungerà la sua nuova sedi
Il nuovo Prefetto di Milano è una delle più definite e chiare figure del Fascismo, poiché proviene dalle origini stesse del Fascismo. Combattente della Grande Guerra, aviatore, occupa nella storia della lotta rivoluzionaria in Toscana un posto di prima linea accanto ai capi più arditi e più celebrati del movimento Nel 1915, allo scoppio della Guerra, si arruolò volontario e raggiunse il fronte, ove, în un aspro combattimento fu ferito, Nel periodo di convalescen: za fece domanda per essere inviato di nuovo în primà linea, e questa volta, nella battaglia di--Castagnevizza, riportò ferite temente invalido,
% p, nisero a eliminato iano:il raggiungimento
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i Esteri giapponese Arita e l'Ambasciatore britannico Sir Robert Craigiligie, assieme ai funzionari del Mi-ri del Fosa
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OnI PAGO apponico (rie
Foto a MnleGa:
autore della sottrazione dell’« Indifferente» lu EilTRUDIIO OOEPALIpski, PEIONFEORA VA CASTLE POSI SULLA, DEOISO dal è polmone: teau d'GCOIAIOdal DICILouvre, ittai TRriali lo. iu
così
gravi
da
restare
permanen-
Avvocato di grande valore, Giovan Battista Mar ziali spese la maggior parte, dei primi e fecondi anni degli inizi, piuttosto che nelle aule di giustizia, all'aperta aria della battaglia politica e sociale. Qui, in un clima infocato di combattimento (si ricordi che in Toscana si ebbero le più acute fasi della guerriglia bolscevica) Marziali ritrovava. l’aria di battaglie vive e vere che non dinanzi alle Giurie delle rti d'Assise. Ma doveva venire il tempo in cui anche il suo dono di oratore energetico e convincente, .la sua compe: tenza nel diritto, venissero impiegati come armi nella battaglia fascista. E fu subito dopo l'eccidio di Em: poli e il massacro di Foiano della Chiana, I due ribili delitti della propaganda comunista in Italia or: sa: rebbero forse andati impuniti se ni processi. che si celebravano nel 1924, anno di crisi, l'accusa non fosse stata brandita con mano ferma da un esiguo gruppo di fascisti decisi a passare al contrattacco contro la speculazione politica dilagante. Marziali, assunse la grave e pericolosa responsabilità di levare la sua voce di giustizia a’ favore dei marinai, soldati, squadristi vittime due delitti. Le arringhe pronunziate & Firenze deie ad ri mente nel settembre è nel novembreArezzo, quelrestano un capolavoro di fede e di dislancio oratorio, Il trionfo del Duce e della Rivoluzione trova Marziali in linea nel nuovo ordine. A Palermo, ove Egli preparò gli studi che hanno condotto alla recente do. cisione del Regime di eliminare il latifondo siciliano a Napoli ove contribuì all'impianto della nuova. at trezzatura industriale, tecnica destinata a portare la città al suo giusto destino mediterraneo, dopo aver retto con mano ferma la provincia di Bolzano, tempi difficili, Giovan Battista Marziali ha dato prova;in come Prefetto Fascista, di quelle ferme ed eque qual lità di amministratore che informavano la classica figura del magistrato romano, S. E. Marziali ha seguito ivo della. Giovei anni or sono col titoli
altri volumi ha. raccol: sue arringhe, Alla provincia di Milano,
primo: Prefetto Fascista, apporterà certamenteMarziali, il beneficio delle sue
qualità
più preclari,
(ct
Bu.
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GLI IMPIANTI DI TORRE DI ZUINO VISITATI DA S. E. LANTINI A
circa
un anno
di distanza
dall'inaugurazione,
inaugurazione
solenne
per
la
presenza del Duce che ha voluto personalmente, quale segno del suo Alto compiacimento per questa magnifica realizzazione nel campo autarchico; mettere in marcia lo stabilimento per la produzione italiana di cellulosa nobile per raion, S. E. Lantini ha voluto rendersi personalmente conto dei risultati conseguiti
in rapporto
al programma
iniziale presentato
al Duce
dal Presidente
della
Società. » Il Ministro arrivato a Torre di Zuino verso le ore 10,3) ha fatto una visita minuziosa e completa agli impianti industriali e al comprensorio bonificato che li circonda, su cui la Snia Viscosa ha fatto sorgere dalla palude un fiorente, immenso canneto, tendente ad affrancare l’Italia da una pericolosa soggezione economica dell’estero. Il Ministro, che ha seguito e favorito sino dagli inizi gli sviluppi dell'audace impresa e già nel corso del lavoro preparatorio ha visitato una volta gli impianti in costruzione ed i campi appena dissodati, è stato ricevuto dal Presidente, Amministratore Delegato della Snia Viscosa e Presidente della Società An. Agricola Industriale per la cellulosa italiana, che gli ha illustrato tutti i particolari di questa importantissima realizzazione autarchica, che è fra le più cospicue e moderne del genere. Per comprendere l'importanza economica e valutaria che questa industria ha per la nostra Nazione, basterà considerare che oggi la cellulosa trova applicazioni le più impensate, alcune delle quali, come quella degli esplosivi, involgono la sicurezza stessa dello Stato. La sola industria delle fibre tessili artificiali, che nel 1926 ne assorbiva soltanto 256.000 quintali, ha denunciato nel 1938 il fabbisogno di 1 milione e
SPARI
| | |
A sinistra dall'alto: veduta pandramica degli impianti di Torre di Zuino; campi coltivati a canna gentile; la visita del Ministro nella tenuta; nel reparto bollitori. - Qui sopra: S. E. Lantini assiste all'uscita dei fogli dalla continua,
300 mila quintali. È alla riduzione di questa dipendenza che mira appunto la superba grandiosa realizzazione di Torre di Zuino. Traendo la cellulosa nobile per il raion dalla canna — l'Arundo donax di Linneo — anziché dalle conifere delle foreste nordiche gentile come si è sempre fatto fin qui, si risolveva non soltanto un problema d'approvvigiona mento di una materia prima importantissima, ma anche un problema di qualità. autarchico È noto, infatti, che tanto maggiore è il pregio della cellulosa, quanto è più alto îl suo grado di purezza, determinato dal contenuto di alfacellulosa. Ora, la cellulosa italiana ne rivela una presenza fra il 96 e il 97%, mentre quella d'importazione ne contiene soltanto 1'87-88 %. Per la quantità, basti pensare che un ettaro di terreno dà in media di canna verde all'anno, da cui si possono ricavare 12.000 kg. di cellulosa800e, quintali quindi, 10.000di fibre tessili, mentre la stessa superficie coltivata a canapa, darebbe kg. 1200 di fibra, e coltivata a cotone kg. 200; di qui l'enorme vantaggio della coltura di questa pianta annuale. Si aggiungano a questo le proprietà peculiari dell'umile e preziosa adattabilità ad ogni clima e ad ogni terreno, scarsa esigenza di canna: rusticità, cure, facilità di moltiplicarsi e svilupparsi, costo relativamente basso, Il pregio maggiore della cellulosa tratta dalla canna gentile ha portato anche un sensibile miglioramento dei prodotti che ne derivano: fiocco, raion, tessuti, cosicché oggi sono aumentati sensibilmente i coefficienti di tenacità e di allungamento a secco e ad umido, le proprietà serimetriche, le affinità coi coloranti. « Arundo Snia» e «Arundax» hanno determinato in questo campo un progresso che fino a poco tempo fa non si sarebbe osato immaginare, L'e Arundax », vagliato su filato di titolo 20 ing., ha mostrato una lunghezza duratura a secco di 17.172, a umido di 9000, mentre lo stesso cotone non raggiunge, a secco, più che i 14.300 metrì Oggi il Ministro Lantini ha potuto constatare quanto si è fatto ancora dal 21 settembre dello scorso anno, sia nel settore agricolo che în quello industriale Nell'attività agricola i 1200 ettari coltivati al 21 settembre 1938 sono saliti a 2200 per raggiungere i 5000 ettari nel 1942, I rizomi piantati sono passati da 25.000.000 a 50 milioni. I canali scavati, km. 640, sono divenuti km. 900, le strade sono aumentate da km. 36 a 76, le opere di bonifica si sono perfezionate ed estese; la sistemazione fondiaria si è accentuata, l'irrigazione s'è fatta più intensa e razionale, Nell'attività industriale la produzione giornaliera odierna di kg. 20.000 verrà portata col settembre prossimo venturo a kg. 35.000 e la produzione annuale prevista nel 1938 di 6000 tonnellate verrà portata a 30.000 tonnellate nel 1940 e a 50-60.000 tonnellate nel 1946, Attualmente lavorano complessivamente nell'Azienda Agricola (sistemazione di terreno e impianto di canneto) e nella gestione industriale 3500 operai. L'impresa si era inizialmente prefissata di rifornirsi sul mercato italiano delle canne necessarie, per integrare la produzione della Azienda Agricola nei primi anni, ed anche quest'anno è stato fatto l'acquisto di 150.000 quintali di canne provenienti da ogni parte d'Italia. Le spese e le difficoltà di trasporto hanno invece consigliato di far lavorare in pieno lo stabilimento completando la produzione di canna con altre essenze (faggio, granoturco,
ecc.)
L'incremento accertato nella produzione del canneto fra l'anno 1938 (60.000 quintali) e l’anno 1939 (400.000 quintali) permette di stabilire che nel 1942 le canne prodotte a Torre di Zuino saranno sufficienti ad alimentare in pieno lo stabilimento portando a zero l'acquisto delle essenze supplementari. Per lo stesso anno è previsto il raddoppio dell'impianto industriale poiché l'entità della produzione agricola del 1943 sarà già superiore al fabbisogno dello stabilimento attuale. Anche la produzione di questo secondo impianto verrà integrata con altre essenze fino al 1946, anno in cui lo stabilimento raddoppiato potrà dare una produzione di 50-60.000 tonnellate di cellulosa nobile prodotta esclusivamente dalla canna che risulta la materia prima’ più adatta e pregevole. S. E. Lantini che ha voluto essere informato particolareggiatamente su tutti gli aspetti di questo interessante connubio fra l'agricoltura e l'industria, più viva attenzione anche alle iniziative autarchiche complementari, come
l'impiego
esclusivo del carbone nazionale dell'Arsa per la centrale termoelettrica che largisce 3000 kw. per i fabbisogni dello stabilimento e dell'illuminazione privata e il largo ricorso fatto ai trasporti per via d'acqua, che consentono un'economia notevolissi in confronto ad ogni altro mezzo. Alla fine del suo lungo ed attento sopraluogo S. E. ha espresso il suo alto compiacimento e vivo elogio per l'opera svolta dalla Snia, traendo i migliori auspici per quella che essa svolgerà nell'immediato domani per îl massimo potenziamento economico della Nazione.
mostrano iil Ministro durante. durante la visitata al al rereparto due foto ime nadia l'alto: FAL, olandesi; ne refettorio POLO ‘per i figli dei dipendenti; all'uscita daglistabilimenti al termine della visita. - Qui sopra: nel locale caldaie della Centrale
Un aspetto dell'imponente adunata popolare di protesta organizzata nei giorni scorsi a Danzica, durante il discorso del Gauleiter Forster. - Sotto: mentre i negoziati anglo-nipponici si trovano tuttora a un punto morto, si svolgono quotidianamente a Tokio manifestazioni antiinglesi: ne vediamo qui una dinnanzi alla sede dell'Ambasciata di Gran Bretagna. Sopra: un aspetto degli sbarramenti nella concessione giapponese di Asahigai. Sotto: anche in India il fermento antibritannico continua a mantenersi vivo e quando non esplode in manifestazioni violente, sfocia in pacifici cortei, come questo che vediamo qui e che si è svolto recentemente attraverso le vie di Bombay.
Da sinistra a destra: l'esploratore polare Elleswoorth giunto in Italia in questi giorn, dopo aver compiuto il viaggio a bordo del «Conte di Savoia ». -Una delle più recenti azioni giapponesi in Cina. - Il fierissimo aspetto di A. Eden, maggiore della Territoriale, che è stato richiamato per un periodo di istruzione.
(LAZIO TIATI sug
o san
ia
Mussolini la L'estate è ormai divenuta per i ragazzi di montagna le stagione più felice dell'anno. Al mare e in vacanza fascigiovanissime legioni godono salubremente la « per ogni zona disseminate colonie mille e stu» in mille d'Italia. ogni Particolarmente le spiagge dell'Adriatico sono, adfreschi omno che passa, più popolate di bimbi e canore di canti. a quest'anno Un'altra bellissima colonia è venuta, infatti, lito= incastonarsi tra le tante che arricchiscono il i magnifico nella pineta rale: quella costruita dal Gruppo Montecatindipendenti. Ecco figli dei suoi di Cervia per le vacanze dei nuova colonia, pulsante già di qui alcune immagini della e voci tanta giovane vita, risonante di duemila freschissim che lietamente inneggiano al Duce.
192
ISTITUZIONI
PER
I FIGLI
DEL
REGIME
DEL:=PO Pero
‘LA COPPA ACERBO E LA TARGA ABRUZZO A PESCARA
Pescara ha vissuto domenica e martedì, con la disputa della Coppa Acerbo e della Targa Abruz: nuale sagra del motore: entrambe le gare, riuscite avvincenti e combattute, sì son risolte con il trionfo dell'Alfa Corse. A sinistra, dall'alto in basso vediamo le tre fasi della partenza della Targa Abru. - In alto: S. E. Starace si reca a dare il via. - Qui sopra: l'Alfa di Righetti-Rangoni, che ha vinto la Targa compiendo nelle otto ore km. 939.439 alla media di km. 117.429, abborda una curba. - Sotto: una fase, durante la”Coppa Acerbo, della lotta fra Biondetti (Alfa Corse n. 44) e Cortese (Maserati n. 34). - A piè di pagina: il vincitore della Coppa, Biondetti che ha compiuto i 14 giri del circuito (km. 361,200) in 2.41'88”10 (media km: 134,078).
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tto: Gabbro, montato da Romero, rientra al 80 accompagnato dall'allenatore Benetti, dopo vittoria nel Premio Varese, massima ‘prova. della tradizionale riunione alle Bettole. di Germania concluso con la vittoria del Gran Premio Motociclistico ui sopra: una fasenella cat. 500 cme. e di Pagani (Guzzi) nella cat. 250 cme. Sotto: { due Rao (Gitert) concorrenti più anziani, comm. Quagliotti, anni 70 (a sinistra) e Almini, anni74 (ad che hanno preso parte al campionato ciclistico dei veterani svoltosi *
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minimamente
lo smalto.
MILANO4°
ATTUALITA’ SCIENTIFICA * Una interessante proprietà dell'alluminio rende questo metallo ancor più bene accetto per molte applicazioni pratiche: sì tratta della sua ossidazione superficiale. Qualunque pezzo di alluminio, immerso in un bagno di sostanze adatte, sotto l'azione della corrente elettrica (collegando detti pezzi al polo positivo della sorgente) trasforma il suo strato superficiale in una pellicola di ossido — dello spessore da 1/10 e un 1/1000 di millimetro a seconda delle necessità pratiche — di apparenza cristallina, in realtà molto duro e liscio che ha ottime proprietà protettrici contro le azioni corrosive e disgregatrici degli agenti atmosferici e chimici nonché degli agenti meccanici in quanto concerne usura per sfregamento. La Marina, l'Aviazione, la architettura, le industrie chimiche; alimentari e meccaniche in genere hanno così modo di applicare l'alluminio quando lo ritengono necessario e possibile, senza nutrire apprensioni per la sua conservazione: notare poi che — anche dal lato estetico — la patina di ossido non nuoce affatto, e pertanto il trattamento non preclude l'impiego dell'alluminio nei casi in cui l'estetica vuole essere presa in considerazione. Tale stra. terello di ossido ha poi un'altra particolarità assai importante e cioè quella di essere un isolante elettrico assai buono: ecco dunque che gli avvolgimenti di alluminio non hanno bisogno di essere protetti dai soliti strati di filo di cotone o seta: il potere dielettrico dello strato di ossido varia — a seconda dello spessore — dai 1000 a 100 volta e da ciò sì vede che nella stragrande maggioran. za delle applicazioni industriali correnti
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* In America ha fatto la sua apparizione un nuovo strumento musicale che ha la particolarità di accoppiare all’abituale meccanismo del pianoforte dei circuiti elettrici destinati da una parte ad amplificare i suoni emessi, e d'altra parte a modificare il loro timbro a volontà onde imitare via via — secondo la volontà dell'operatore — i più diversi strumenti a corda o a fiato. Normalmente i suoni sono emessi da un altoparlante, e la loro amplificazione può essere regolata in modo da essere in relazione all'ampiezza della sala. L'istrumento comporta 88 corde musicali, ed all'estremità di ciascuna corda, speciali pick-up vengono influenzati dalle vibrazioni che trasmettono — per via elettrica — ai circuiti oscillanti. Per l’imitazione degli altri strumenti *invece, si modificano i circuiti stessi in modo da variare la ripartizione delle armoniche rispetto alla fondamentale relativa al suono emesso. In tal modo, dall'organo di chiesa al banjo, dal violino al fiauto, manovrando opportuni pulsanti diviene possibile riprodurre il suono di un'intera orchestra. * Il crescente sviluppo in Italia degli impianti filoviari cittadini, ha indotto il Governatorato di Roma a studiare vetture di inusitate caratteristiche, con telaio a tre assi. In esse sono installati motori per 150 HP complessivi ed în piano e con
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d re garanzia di purezza e tonalità costante del profumo. pieno carico si raggiungono accelerazioni di quasi un metro e mezzo al secondo, con accelerazioni invece di 60 cm. in caso di salite dell'80 per mille. Tali vetture possono poi effettuare. spostamenti fino a 3 km. usufruendo della energia delle batterie di accumulatori dell'impianto luce, in casi .di emergenza o manovre.
VITA ECONOMICA E FINANZIARIA * Le navi mercantili varate in Italia e nel mondo. Secondo i dati forniti dalla Direzione Generale della Marina Mercantile durante il secondo trimestre del 1939 le navi varate nei nostri cantieri sono state 36 per t.s.l. 36.783 e quelle rimaste in costruzione sugli scali 82 per t.sl. 159.132. Durante il secondo trimestre del corrente anno vennero varate da tutti i cantieri del mondo 249 navi stazzanti complessivamente t. 540.988. La Gran Bretatagna varò 46 navi stazzanti t. 137.552 ed i Domini Britannici nove per complessive t. 2.896. Il secondo posto tocca agli Stati Uniti per tonn. 92.548, il terzo alla Germania per t. 89.968, il quarto al Giappone per t. 59.420, il quinto alla Svezia per t. 46.292, il sesto all'Olanda per tonnellate 39.453, il settimo all'Italia per t. 36.783, l'ottavo alla Danimarca per tonnellate 19.686, il nono alla Norvegia per t. 13.318, il decimo a Danzica per ton-
nellate 7.929. L'Italia occupa ‘il settimo posto perché la prima nave di quelle costruite in seguito ai provvedimenti presi per Il rinnovamento e il potenziamento della nostra marina mercantile è stata varata il quindici luglio, ma nel periodo del terzo trimestre a nostra. posizione sarà di certo una delle migliori. Alla fine del secondo trimestre del corrente anno erano în corso di costruzione in tutti i cantieri del mondo 71 navi cisterne stazzanti complessivamente tonnellate 634.665. Il primo posto fra le nazioni costruttrici spetta agli Stati Uniti con tredici navi stazzanti complessivamente tonnellate 125.448, il secondo alla Svezia con lo stesso numero di navi, ma con una stazza complessiva di sole 120,500 tonnel. late, il terzo alla Gran Bretagna con undici navi per t. 96.210, ii quarto alla mania per t. 70.862, il quinto all'Italia per t. 81.775, il sesto all’Olanda per t. 50.750 Ii settimo alla Danimarca per t 36.400, l'ottavo alla Francia con appena tonnel late 25.400, il nono al Giappone con tonnellate 24.100 ed. il decimo alla Spagna con t. 12.220. * I progressi autarchici nel settore dei lubrificanti. Il problema autarchico nel settore dei lubrificanti in generale ed in quello degli oliì minerali in particolare ha destato in questi ultimi tempi un maggior interesse. facendo a tal uo po intensificare le attività e le iniziati ve. È noto che l'Italia, per quanto pae. se povero di petrolio, si è sforzato di utilizzare per quanto possibile tutte le risorse interne e di valorizzarle al massimo grado. Nel 1934 il consumo degli
olli lubrificanti si aggirava intorno a 70 mila tonnellate, ma oggi sorpassa la cifra di 120 tonnellate. L'importazione del prodotto lavorato era pressoché totale suddivisa in percentuali con riferimento Paesi d'origine, era così rappresentata: 5,6 per cento veniva importato dalla Romania, il 9,8 per cento dalla U.R.SS ll 78 per cento dagli Stati Uniti, il 59 da altri. In tali percentuali son compresi | quantitativi di greggio che venivano layorati presso la raffineria di Trieste della Triestina (ora Italo-Americana del Petrolio) € di Fiume dalla Romsa (Sezione in dustriale della A.G.I.P.). Lo stabilimento della R.LO.T. (ora Belford) di Vado. Ligure era ed è tuttora particolarmente atirezzato per la lavorazione degli Olii è da trasformatori. Dalle. rocce bituminose di Ragusa si estraeva e sl estrae ancora discreto quantitativo di scisto che viene lavorato negli imp ti di Ragusa e di S. Valentino in pieno sviluppo, per la produzione di de nate qualità di olio. L'ollo di Ragusa è l'unico prodotto che si ricava in buone percentuali dal nostro suolo e che, pur in modesta misura, contribuisce alla ri lizzazione del problema autarchico campo degli oli lubrificanti Ma non è tutto poiché la battaglla nutarchica nel settore degli olli minerali e lubrificanti, è In continuo e confortante progresso. ‘Tre importantissimi |stabilimenti di raffinazione. quelli di Ba di Livorno dell'A.N.I.C. e quello di Zaule presso Trieste deli'« Aquila » hanno un sto programma da realizzare e ad_esso tecnici di ‘alto valore, e amministratori integerrimi dedicano i loro sforzi appas-
sionati, indotti a ciò dal sentimento del preciso dovere di concorrere all'autarchia del Paese col mettersi in grado di produrre nel Regno quello che per la massima parte del fabbisogno nazionale viene importato dall'estero. A dimostrazione dei favorevoli risultati finora conseguiti basterà ricordare il sensibile regresso delle importazioni: nel 1936 infatti l'UMeio Combustibili Liquidi aveva accordato licenza di 85.750 tonnellate per l'importazione e 30.000 tonnellate per ‘la produzione, mentre nel 1939 per l'effetto dell’aumentata produzione delle raffinerie nazionali, il contingente d'importazione è ancora diminuito: oltrepassa di poco, combplessiv: mente, le 82.000 tonnella! 1 processi di fabbricazione dei lubrificanti variano, in relazione alle rispe tive esigenze tecniche. Il processo dello di idrogenazione cassione, che è in continua e rapida evoluzione, grazie al quale sì può ottenere la produzione di lubrificanti di qualità superiore proveniente non solo da petroli di qualità scadente e quindi meno costosi, ma anche da olii bituminosi e di rocce asfaltiche. L* Aquila» di Trieste ricorre invece al sistema di estrazioni selettive Edekeanum che, usando come solvente astratto l'anidride solforosa diluita col benzolo, consente l'utilizzazione massima delle materie prime di costo relativamente basso, per la fabbricazione di prodotti pregiati e limitando al minimo le perdite. L'« Aquila» ha in programma la fabbricazione di 45 mila tonnellate di ollo lubrificante.
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usato anche dai diabetici, perché non contiene zucchero: Nella spossatezza, comunque prodotta,
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Genova, 7 novembre 1938 XVII Dopo aver controllato quello che ho veduto nella casistica mia, questo posso ora dirle a complemento di
quanto
Le ho detto
tre anni
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Professore Emerito Clinica Medica R, Università di Genova Napoli, 23 settembre 1922 -12-1938-xvu 9Aut. del Ti ringrazio sentitamente della spedizione N.26291 Pret. del tuo ricostituente. primato il porta l’Ischirogeno che bbio come ISCHIROGENO, che io e la mia Signora stavamo
usando da oltre un anno e con sommo
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Bologna, 23 gennalo 1924 Il L'ISCHIROGENO ha il privilegio dì possedere la testimonianza favorevole del nostro maggior Clinico,
L'attestato del Cardarelli vale per tutti. Prof. AUGUSTO MURRI Direttore Clinica Medica R. Università di Bologna
dul brevità) non per re dobbiamo tralascia(che altri tanti di Maestri immortali questi affermazioni verLe tre e= lasciano
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
CINEMA * È imminente l'inizio a Cinecittà del film Validità giorni dieci tratto dal romanzo omonimo di Toddi, film di un umorismo realistico verrà prodotto dalla Faro per la regia di Camillo Mastrocinque e l'i terpretazione di Nino Besozzi, L'avv. Fabio Franchini, direttore di produzione di questo film, ha inoltre in programma la realizzazione di un grinde film in costume dal titolo Santa canaglia Questo film rievocherà la rivoluzione genovese del 1746 ed il leggendario episodio di Balilla. La regia verrà affidata a Goffredo Alessandrini. Scenografie dell'arch. Fiorin, costumi di Sensani. Gli interni saranno girati a Cinecittà, gli esterni a Genova. * Tra poco cominceranno a Cinecittà le riprese di Donne di Spagna il film in doppia versione italo-spagnola della S.A.F.LC. per la regia di Carlo Borghesio e Roberto De Ribon. Interpreti: Germana Montero, Felice Minotti, Juan De Landa, Rafael Rivelles, Pastora Pena, Luis Pena, Rafael Calvo. * Lo vedi come sei è il titolo del nuovo film umoristico che Macario interpreta per conto dell'Alfa. Il soggetto di questo film è stato tratto da uno spunto di Francini (Bel Ami) sviluppato e sceneggiato da Vittorio Metz con la collaborazione di Steno, Marchesi e Mario Mattoli. La regia è affidata a Mario Mattoli. Al fianco di Macario prendono parte a questo film, Silvana Jachino, Franca Cioeta, il comico Filippi, Enzo Billotti, Carlo Rizzo ed altri. Direttore di produzione: Eugenio Fontana. Operatore: Lombardi Tecnico del suono; Bianchi. #* È già in avanzata lavorazione il primo film di una nuova società cinematografica, l'A.C.I. che ha il suo centro di operazione a Torino. Questo primo film, dal titolo Troppo tardi t'ho conosciuta, tratto dalla commedia «Il divo» di Martoglio, è stato affidato alla regia di Emanuele Caracciolo, ed ha per interpreti principali l'attrice tedesca Christe Schroll, Alfredo De Sanctis e Franco Lo Giudice.
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Siamo perfettamente d'accordo col professore milanese che ci scrive una lunga e succosa lettera di cui lo ringraziamo; così questa rubrica diventa palestra e fruttuoso scambio d'idee per coloro che la seguono. L'oraziano Non omnis moriar se, in luogo d’essere l'immodesta epigrafe d'un singolo individuo, è posto quale motto riguardante una collettività, se dall’umano sì eleva a significato religioso e cristiano della vita ultraterrena, è perfettamente a suo posto. Giusta anche l’idea di trasportare aîla Scuola di Architettura di Brera il monumento dell'Algarotti e giustissima quella che il culto delle antiche memorie non diventi feticismo, fino a riuscire d'impaccio al libero svolgersi della vita moderna. Tot capita tot sententiae trova il suo parallelo nell'altro motto latino Quot homines, tot sententiae. La paternità del primo spetta a Terenzio è trovasi nel suo Formione; quella del secondo leggesi nel De Finibus di Cicerone. Una signorina desidera sapere se sia esistito Napoleone II. « Ho sentito parlare di Napoleone I e di Napoleone III; mai di Napoleone Il » Eppure è esistito anche quest’ultimo e fu Napoleone Francesco Carlo, Re di Roma, figlio di Napoleone I e di Maria Luisa, nato a Parigi nel 1811 e morto a Vienna nel 1832, e chiamato Napoleone Il per quanto non abbia mai regnato. Dopo la caduta del suo grande genitore, fu condotto dalla madre a Vienna dove visse presso l'avo materno, l'imperatore Francesco I d'Austria, che lo creò duca di Reichstadt. Mite e gracile giovinetto dalle grandi aspirazioni, forse non sorrette da forza di volontà, e in ogni modo soffocate ad arte da una rigida e angusta educazione intesa a cancellare dal suo animo ogni ricordo del padre e della sua grandezza, fu l'eroe di un’abbondantissima letteratura nella quale passò col nome di aquilotto, l'Aiglon. Sobieski, eroe polacco circondato da un'aureola di fama leggendaria, fu re Giovanni III di Polonia (1624-1696) famoso soprattutto per aver liberato Vienna dai turchi. Ora è la volta di una signorina che ci chiede chi fu il primo a pronunciare la famosa sentenza Nemo est propheta in patria, po! di uno studente che vuol conoscere l'origine del detto Stare in chicchera. L'autore della ‘prima, profondissima sentenza di cui sopra è nientemeno che Gesù Cristo: sentenza divenuta popolare perché leggesi nei Vangeli di tutti e quattro gli evangelisti. Nessuno è profeta in patria, cioè nessuno può convenientemente" esercitare fascino e autorità dove le sue cose, anche minime e miserevoli, son note; dove, insomma, manca il necessario piedestallo alla statua perché le sia possibile figurare. L'andare o stare in chicchera è modo scherzoso di dire che risale ai primi anni del Settecento. Chicchere, erano allora chiamate le ragazze da marito, agghindate e assestatuzze, tutte affettazione e bramosia di comparire in regola con le complicate norme del galateo del tempo. A proposito del quale Galateo, alla signora che ci ha chiesto indicazioni circa libri o manuali che trattino dell'arte del sapere vivere in società, rispondiamo che da quando monsignor Della Casa ha pubblicato il suo famoso libro, le pubblicazioni del genere si susseguono con una certa periodica frequenza; a nostro parere servono come può servire un manuale per apprendere il nuoto o il ballo; nel caso specifico la pratica, ha la sua base nell'educazione che ciascuno ha ricevuto in famiglia educazione che può essere în gran parte sostituita dalla gentilezza d' nimo, dallo spirito d'osservazione, dal desiderio di migliorare se stessi e soprattutto dal buon senso. Ed eccoci a una serie di domande d'ordine filosofico, morale e patologico. Cosa è la catarsi, l'indeterminismo, l’individualismo, il daltonismo, la dipsomania? La Catarsi — dal greco catarsis, purgazione — è nome che indica in filosofia il periodo di purificazione alla quale, secondo la filosofia platonica e pitagorica, erano sottoposte le anime prima d'essere accolte nel regno dei beati. Questo nome ricorre talvolta anche con significato d'espiazione e, in linguaggio medico, dicesi catarsi qualunque evacuazione naturale o artificiale che avvenga per qualsiasi parte del corpo. L'Indeterminismo è una teoria morale che ammettela possibilità non causale o condizionata degli atti umani: teoria della libertà della volontà umana. L'Individualismo — isolamento dell'individuo nella società — è un sistema filosofico che tende a considerare l’azione della società come la risultante di forze individuali all'infuori d'ogni preoccupazione d'interesse comune. È, insomma, la perfetta antitesi del socialismo. Chiamasi Daltonismo, dal fisico inglese Dalton che lo sperimentò in se stesso, un difetto della vista per cui l'occhio non distingue certi colori, specialmente il rosso e il verde. Il daltonismo dicesi anche Acromatopsia. Dipsomania, invece è la tendenza irresistibile al bere, specie bevande alcooliche. Una domanda che tradisce uno spirito avventuroso: Chi erano i Filibustieri vocabolo d'uso comune, ma il cui significato è piuttosto intuito che esattamente conosciuto? I filibustieri erano una società di pirati che prendevano nome dai leggeri e veloci navigli ch’essi adoperavano, navigli chiamati flibots dai francesi e flyboats dagli inglesi. Questa società formatasi nella seconda metà del secolo XVII aveva il suo maggior campo d'azione nelle acque delle Indie Occidentali. Nel 1625 i filibustieri s’impadronirono dell'isola di San Cristoforo, più tardi di San Domingo, ch’essì attrezzarono. come base... logistica delle loro imprese; grandi cacciatori, nell'isola, di buoi selvatici; furono qui chiamati dagli indigeni Bucanieri. Ebbero capi intrepidi e famosi protagonisti d'avventure leggendarie consacrate da certa letteratura, capi quali Pierre Legrand. Lewis Scott, l'Esterminateur, De Lussan, Nau l'Oloncis, Van Hoorn, Grammont ecc. E concludiamo col rispondere ad uno studente che ci chiede cosa sono i bibionidi e ad una insegnante che desidera conoscere quale provenienza ha il gualacolo. Bibionidi è il nome di una famiglia d'insétti ditteri, nemoceri, diffusi nell'emisfero boreale; e il Guaiacolo è un medicamento prodotto di distillazione dal creosoto del legno di faggio; trattasi di un liquido oleoso, di sapore bruciante, di colore paglierino, usato come. potente antisettico interno
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dist peli ì de l'uno ol'altroai.pié spesso li vedo:
2118-15; 2320-5.10; 3228-1018 30.26- (vedi posizione diagram15-13.22; 26.19-11.20; 24.15-4.20 ecc. Patta.
ta sempre appaiati. vanno
Volano? Sì: con rapido volteggio «ù eleganza d'ampie scivolate so,
in un batter d'occhio,
Î
quantene han'combinate!
Ma quando ilverno edace simbolo di pace sin muteranno, ci
(Chiavazza)
Spaventoso flagello incandescente. In Francia tutti l'usano per niente.
IL CUORE
Se»D'attorno
al Lupino
Lui che vorria scacciarla ad ogni costo, nella sua porta invece la fa entrare. La tavola imbandita è lì al suo posto... Ma chi è dunque costui che può mutare così, dal detto al fatto, il suo parere? È d'Alemagna un noto romanziere! Fanfarone iS Cambio diÈ vocale ©)
ei va
senza
precise
mete.
Arte? sia pur, ma quanto disumana! , Niun può smentir ciò che da lui promana. . Piccolo scudo che talor può offendere. . Che sia così lo puoi dal prete intendere. . Per femmine un articolo ti porgo, . Mentre per maschio è l'altro che qui scorgo. ». Con cento grammi in più, lettor, son io. . Sono venti i soggetti a questo Dio. alor: arte dei gi È PeR Fioretto
MOGLIE MANESCA Lievi carezze, ma ancor' più sovente mi dà sonori schiaffi di presenza e me li manda, quando sono assente, per telegramma o per corrispondenza!
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N. 135 Angelo Volpicelli 9 (Roma)
STRADALE
REDENTA
seminato strage a più non posso.
Il Bianco muove e vince In 7 mosse
RIPOSTI
sa
SPIGOLO
Prefisso (6-8) UN «SERVIZIO »ALL'ASTA All'asta con quei piatti va di peso.
DAREATE SOLUZIONI DEI PROBLEMI DEL N. 31 no gli anagrammi di quelle | N° . 121 di P. Montico: 20.24;Hi23.20; ; 22.19; ; 24.28;; 28,12. S sche i L'Imberbe | 1Cie I ae ine dello aorispondenti. Sefa soluzione sarà esatta, | N, 122 di A. Ignoto: 12.15-3128; 31.27-23.19; 28,23-24: nelle
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Crittografia og: mnemonica (frase: 7-2-4) FIDANZATO POVERO
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Pe SOLUZIONE DEL N. 31
Il'Lupino ale
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Fioretto
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+ 123 di G. Zinetti: 31.28; 20.26; 26,30 (qui il Nero non
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NOTIZIARIO Si resa, — La F.UDI. ‘U.D.I. hiha autorizzato il Dopolavoro Pro d'organiziare tornéo. diTaleDamamanifestazione fra tutti Igiocatori sificati în gare unprecedenti. si svolgerànon.
Ricco, —4.rata, Dispa® =riccio.
o Vr la: cè aaa
del premiato
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del premiato sarà pubblicato nel N. 36
dalla data di questo fascicolo. Fra i solutori sarà asseg mensilmente un premio di L. 30 în libri da scegliersi f quelli editi dalla Casa Garzanti.
Lesoltioniditutdi i giochi,accompagnate dal relativo talloncino, devono essere inviate a L'Ilustrazione Italiana, Via Palermo 10, Milano, specificando sulla busta la rubrica a cui sì rif RE: u_u nn perpanne pese ILLUSTRAZIONE AS ILLUSTRAZIONE ITALIANA | ILLUSTRAZIONE ITALIANA ILLUSTRAZIONE ITALIANA Soluzione Scacchi N. 34. Concorso permanente Soluzione Cruciverba N. 4 Soluzione Enimmi N. 34 | _—_—___—_—_
ha_
3 che la 16.20); 30.16 (31.27 è forzata); ; 28.23; 16,231 68-. "124 diA. Volpicelli: 27.23-X; 24.20-X;. 15.11-24.15(a); egli 21.18-X; 2 23.5 ece. e vince. 15.6(b); Ca) 147, 235: 3.26. Bianco
DEL N. 31
1.Ilingr. mare. — 21 vetErinaRL. CIPE
(Napoli)
PASTURE
Un trattore ai confini (eppur c'è il rosso),
ita Goggi
*
x D. Quattro —‘N.19 di
di
SENARIO RICO 293
4 Frase a sciarada incatenata col 1° a frase (1-4; 7; 5 = 2-9)
SOLUZIONI
3
Una bibita presa in fin d'estate. Due capi dell'esercito mirate. È il frutto del lavor d'industri suore. ppapponr Quel ch'è... pur sempre il celestial fattore. Il premio, infin, soltanto a me compete.
Frase a sciarada (6-7)
DISGRAZIA
N. 1% di Romeo Botta
N. 133 di Vittorio Gentili
Della «Superba» il grande cimitero.
È un punto scuro, direi quasi nero.
URLS RoseranDo, Res, Ana aspettando un altr’anno!
COMANDA
PROBLEMI (a premio)
È
Perticoni — anche loro lo— i fratelli viti
QUANDO
- (Nero) A. Gentili
Karlsbad.
- Incontro
internazionale
fra le squadre rappresentative della Germania e dell'Ungheria, svoltosi il 15 e 16 aprile 1999. :
ul
ÈÈ
Germania
batte Ungheria 13 a 7, partite giocate 20, vinte 8, patte 10, perse 2 (65%). — Esito riassuntivo dell'incontro; Germania batte Ungheria 26% 2 1356, partite giocate 40, vinte 16,
Sepnanspnn
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patte 21, perse 3 (66,25%).
IEEE] iuo»
ERESppagnen BESSSISREES
ns 2FSOgRpReanpSpornage 38825 ss
Problema N. 725
3, P. PEDERSEN (Magasinet, 1933) 2° Premio,
il Bianco abbandona
ProblemaN.727 A
DANIEL. ShaHi
s 2 cuori 6 cuorì
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Torneo di Hastings, 1938-30 Laszio totò Szentkiraly! 3a-0 Vargha — 4-0
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Keller H.
Î Bianco matta in 2
. £:g7 î ii Bianco ibbandona
18.
|
finale è la seguente:
R-F
9 do: La mano è al morto, dove S ja il Re di quadri. Su di esso (Ovest scarta l'8' di ‘cuori; facendo così il segnale di possesso di forza a cuori. Sud che oramai sa che per mantenere l'impegno deve fare 4 delle ultime 5 mani, e sa dal precedente andamento ‘di gioco che Ovest detiene due fiori buone e che Est ha la Dama di picche seconda, regola il gioco in modo da dare una mano a ‘cîtorì ad Est, e costringere poi questo a uscire a picche. Gioca il
NASCITA E VICENDE DEL ROMANZO ITALIANO, di Maria Luisa Astaldi (Garzanti Editore, Mi-
lano). —
« Maria Luisa Astaldi, romanziera di acuta
* dizi, preconcetti ed eufemismi, ha. scritto un bellissimo libro, nel quale l'esposizione critica della ma-
| teria è fatta con geniale vivezza e con acuta analisi ». Î(Roma della Domenica) Ace MaccuIa
| |UGO FOSCOLO, di A. De Donno (Garzanti Edi-
scolastiche’
o romanzate
che
troppo eruditi glossatori o troppo facili dilettantismi
È avevano
a poco
fa
|
irrigidito
a poco
| tempo». | (Il Popolo d’Italia)
e deformato
i
nel
E
3
BASSO PROFONDO, di Orio Vergani (Garzanti
Editore, Milano). — Le « fantasie »di Vergani, meno
| fantastiche di quanto tengano a dichiararsi, disten| ‘dono le loro aereé tele su tutto il teatro musicale, at| tori e orchestra, cori e strumenti, colto come un'unità
viÈ irituale ed alleanza difensiva. Persino il’grammofoo, la spinetta, gli archi e gli ottonì appaiono al Ver-
| ganìî degni di essere cantati. Hanno tutti un'anima d'a-
l more, affine a quella della danzatrice; malata anch'es- -
‘, passo
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5 d 1° Q. A-D-F-9-6-4-3 O 987
è:
perdente a picche, una mano a quadri, oltre una inevitabile a fiori. Poiché data la dichiaraquadri. Quale? E
minati gli atsù avversari, tagliare le francarne almeno una su cui scarteri D'Ago.
AUTORI
È
(Gazzetta del Popolo)
(Popolo d’Italia)
ci
Lorenzo Gidti
LA MISERIA VIENE IN BARCA, di Riccardo Bacchelli (Garzanti Editore, Milano). — «Il Bacchelli anche in quest’ultimo romanzo appare quindi quale la’ nostra
critica
letteratura
l'ha definito:
lo
scrittore che non va in cerca di facili e volgari suc-
cessi, lo studioso che ricerca nella tradizione del romanzo italiano il capolavoro che si levi e domini nel tempo, l'artista. veramente potente che persegue un suo ideale e da quello non si allontana. Per questa sua dura perseveranza, oltre che per le sue indiscutibili qualità d'artista, al Bacchelli è stato
Gruserre Vinnarost |
E passo
A cuori
toria contro la Francia, con particolare riguardo al
ormai
| tore, Milano). — « .il De Donno ha il merito di aver . centrato a fuoco la figura umana, lirica, culturale e - artistica del Foscolo, dopo di averla sfrondata di tut‘te le sovrastrutture
TECH
N 1 quadri
Ovest è uscito col 2 di quadri. Ecco il quadro completo delle carte:
tasia. Anche ciò che dicono le cose egli riesce ad intendere: il teatro che, a spettacolo finito, si mette a sognare; e mentre fuori cade la neve, per lui è pri-
‘mavera 3.
e moderna sensibilità, scrittrice vivace, senza pregiu-
,
4 di cuori dal morto, Est passa il 9, segnalando così la presenza di un onore. Sud supera col Re. Ovest completa” il segnale con lo scartare il 6 di cuori, che è la sua più bassa carta (segnale deco). Sud gioca il 10 di cuori. Quest che ha visto passare il 9, supera col Fante. Nord supera di Asso e Est, che ha interpretato appieno il segnale del compagno e sa che egli non può avere che il 7, scarta la Dama, è assicura così l'entrata in mano al compagno Se Sud avesse giocato il 2; Ovest avrebbe passato il 7 e se Nord avesse superato con l'Asso, Est avrebbe ugualmente scartata la Dama: Ma io ho intitolata questa puntata: Armi a doppio taglio. E difatti si pensi ora quanta utilità, quanta luce può apportare un segnale della difesa al dichiarante. Un furbo dichiarante ha spazzato il terreno degli attà avversari battendo due volte atti, + ma egli è in angustie perché non sa se l'Asso di fiori dove Re e Dama è alla sua destra o alla sua sinistra, e se il passetto a quadri lo dovrà fare sulla destra o sulla sinistra. Allora interroga gli avversari in proposito... Proprio così! Batte ancora una mano di atti, tanto per sincerarsi che non vi sia più attà in gito, ma in realtà per dar modo agli avversari di gare i soliti segnali a mezzo dello scarto. Ed ecco che Est alla sua destra scarta un bel 9 ui fiori e Quest scarta l'8 di quadri. Benone! L’Asso di fiori è quasi certamente in Est, e la Dama di quadri è in Ovest. Quindi uscita a fiori dal morto e passetto su Ovest sì da prendere la Dama di quadri sotto il Re di quadri del morto. Qualche ingenuo angolnio, che ha visto ed ha ammirato, borbotta: Che fortuna quel Sud. Gli riescono tutti i passetti! No, non è fortuna, è l'arma del segnale della difesa che ha tagliato le mani di chi l'ha adoperata? È allora? Allora concludo un po' come Bertoldo: î segnali in difesa sono una bella cosa quando riescono; sono nocivi, quando servono all'avversario. Il problema dello scorso numero: Si trattava di trovare come Sud doveva giocare per fare lo stramazzo dichiarato a cuori, in seguito a questa licitazione:
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CCXIV. — ARMI A DOPPIO TAGLIO. - Nello scorso numero ho fatto un breve cenno sui segnali che la difesa adopera per comunicarvi le forze, le necessità e le opportunità di gioco. E in-
dubbiamente un segnale fatto in tempo opportuno può talvolta salvare una difesa ormai disperata. Ne dò un esempio. In un gioco a 3 senz'attù, Ovest della difesa è riuscito a liberare due carte di fiori; la difesa ha già tre prese e la situazione
Rog
Le soluzioni devono pervenire alla Rivista entro otto giorni dalla data di questo fascicolo. Fra i solutori saranno sorteggiati mensilmente die premi di L, 30 in libri da scegliersi fra quelli editi dalla Casa Garzanti,
dato nella moderna
letteratura il posto che lo pone
tra i nostri maggiori ».
(Gazzetta: del. Mezzogiorno)
Wanpa
Gorsux
ISABELLA D'ESTE, di Giannetto Bongiovanni (Garzanti; Editore, Milano). — «Il libro del Bongio-
vanni tiene fedeltà alla storia e sa creare, al tempo
stesso, attorno alla eroina un'atmosfera di vibrante umanità e di sincera poesia ». (Cronaca
Prealpina)
ARMANDO
ZAMBONI
LA FRANCIA ALLA SBARRA, di Bruno Damiani (Garzanti Editore, Milano). — « Questo libro di Bruno Damiani — ove è formulata una fiera requisi-
contegno della «sorellastra » ai nostri riguardi, durante’ e dopo la guerra mondiale — è attualissimo e-
meritevole di essere divulgato ».
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B. B.
»)
IN CORSICA, di Paolo Monelli (Garzanti Editore, Milano). — «aA Paolo Monelli, giornalista illustre che rinnova ogni giorno-la sua fama con la vivezza della eletta prosa e con l’acume dell'indagine appassionata, sotto la parvenza iridescente dell'ironia, sì
deve il recentissimo In Corsica edito elegantemente da “Aldo Garzanti con legni originali, evidentissimi di F.
Giammari. Ed a lui dobbiamo questo viaggio nel pas-
sato e nel presente della isola bella e sventurata che sino a poco più di un secolo fa non sapeva rassegnarsi. alle. angarie, alle violenze, ai supplizi, alle
pene capitali ». . (Roma)
Age Acumte Maccaia
STORIA DELLA RADIO, di Luigi Solari (Garzanti Editore, Milano). — «... il libro appassiona ed
avvinee anche chi della radio conosce solo la facile manovra per ascoltare, con un modesto apparecchio, le giornaliere trasmissioni. Perché il Solari — uomo di scienza più che scrittore — rivela in questa sia opera ottime qualità di sobrio ed' efficace narratore
offrendo anche al lettore medîo. un quadro completo,
organico ‘e preciso, dalla prima fulgida idea‘ alpiù recente perfezionamento, sima invenzione è,
(Il Mattino)
della prodigiosa, italianisbi
MB.
Seas Baci
sensa
BOTTEGA
tracce
ROSSO GUITARE Esclusività: USELLINI & C. -VIA BROGGI 23 - MILANO
CIPRIA
COLONIA
BEI
PROFUMO
FIORI
FRA TERRA E ASTRI PROFUMERIA SATININE - MILANO
GHIOTTONE
CRONACHE PER TUTTE LE RUOTE Signori, voglio mettervi al corrente di quanto accade in questo basso mondo: nemico della critica opprimente, che d'ogni cosa vuole andare a fondo, vi dirò tutto in rapide battute, senza guastarvi il sangue e la salute. Un fulmine, cadendo — non ricordo in che località — su un casolare, ha ridato l'udito a un vecchio sordo... Dove van certi fulmini a cascare, quando invece cadrebbero opportuni sulla Camera inglese dei Comuni! (d°
Alcuni agenti scambiano per bombe, Su un prato nei dintorni di Marsiglia, destinate a un'orribite ecatombe, tre palle di caucciù. Che parapiglia!. È che i Francesi sona un po' nervosi: oggi la fifa ha il nome di « psicosi ».
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Uova affogate Nazionali Lavarelli al burro e pomodoro
I coristi dell’Opera, a Parigi, cantan « Marciam marciamo » a perdifiato, ma intendono star fermi e fan litigi col regista dell’« Edipo » indignato. Blum fa lo stesso e ce ne dà le prove: strilla: « Marciam marciamo! » e non si muove. Temo, ahimè!, che ci siamo: Genoveffa dichiara che la guerra è ormai lontana, lei che profetizzava — e non per beffa — guerre di settimana in settimana già fin dai tempi del deluso ras... Acquistate la maschera antigas! Maniaci degli omaggi floreali, gli Americani adorano le rose, per cui spendono somme colossali (in quei paraggi sono un po’ costose). È una vera disdetta, alla fin fine, amar le rose e non trovar che spine!
In Russia, già da un po’, la propaganda per l'ateismo è sempre più impotente la Pravda n'è seccata e raccomanda che vi s'insista ancor, ma inutilmente, E sfido anch'io! Con Stalin al governo, chi può negar ch'esista un padreterno?... Il Museo di Los Angeles acquista un velo che coprì gli evanescenti seni di Doroty, vezzosa artista... Ma come son leggeri e trasparenti, in quel dolce paese senza storia i concetti dell'arte e della gloria! Al Almenno, la sagra degli uccelli; ‘a Buenos Aires, molto interessanti, mostre dei canarini e dei fringuelli. Nel solleone, invece, i rabdomanti (con la bacchetta in giù, par di vederli!) s'adunano a Bordeaux: sagra dei merli A Londra e altrove giorni malinconici. I Russi fino ad oggi hanno perduto settecento aeroplani (uno i Nipponici però, in compenso, Strang hanno... abbattuto. Il quindici d'agosto era cruciale, ma il mondo è ancora in piedi. Io, non c'è male. ALBERTO
CAVALIERE
X
Colazione di
Mister Hore (o Belisha), oggi in vacanza, è sulla Costa Azzurra e si compiace di dir ch'è andato lì nella speranza di godersi soltanto un po' di pace. Un ministro britannico entusiasta, lui, della pace? Sì dimetta,. basta!
Il distinto signore che ha il singhiozzo. (Lustige Blitter)
DEL
Formeggi: Gruera. ifaliano, Robiolina di Melzo Frutta di stagione Caffè Vino: Merino bianco UOVA AFFOGATE NAZIONALI. - Preparate dei crostini di pane tagliati nel pane a cassetta ed appena fritti nel burro, Su ogni cro‘stino mettete, con cura, un uovo affogato, posato in modo che la chiara non oltrepassi il crostino. Fate una buona besciamella con molto parmigiano grattugiato. E fate anche altrettanta besciamella mescolandovi un. paio di cucchiaioni di passato di spinaci, affinché sia perfettamente verde. Le uova, sui loro crostini, saranno posate sul piatto di portata, lasciando un vuoto nel mezzo. Con attenzione, velate ogni uovo per metà con la besciamella verde, e per metà con quella bianca. Su ogni uovo, mettete un gamberetto di mare cotto, € riempite il vuoto nel mezzo del piatto con una piramide di gameretti. Un sistema assai più « rusticano » di ottenere il medesimo effetto tricolore, quando non si hanno i gamberi, è quello di tagliare un fiorellino in un peperone rosso arrostito, per ogni uovo, e di riempire il vuoto con una peperonata fatta esclusivamente di peperoni rossi dolci. LAVARELLI
AL
BURRO
E POMODORO,
-
Fate
un'accurata
ro, cinque 0 sei carote tagliate a fettine, altrettante cipolle, chiodo
di garofano,
pepe
in grani, sale, prezzemolo,
un paio di bicchieri di
aceto bianco, ed un litro d’acqua. Portate ad ebullizione, abbassate il fuoco, lasciate ridurre, aggiungetevi un pugno di prezzemolo trito ed uno di basilico. Quando vedrete il liquido ridotto, affogatevi i lavarelli, | quali dovranno cuocere senza però bollire, per pochi minuti. Nel frattempo avrete pelato alcuni bei pomodori Da i semi, e mettendoli a cuocere in poco olio e burro. Cotti che siano
passateli al setaccio di crine, se volete ottenere una salsa più omogenea
e raffinata,
e se, invece,
amate
vedere
in tavola
la polpa del
pomodoro «al naturale » versatela addirittura nella salsiera senza passarla. Fate fondere un bel pezzo di burro, e lessare 500 gr. di patatine novelle. Sgrondate i lavarelli, ponendoli nel piatto di portata un po’ fondo, mettete le patate nel mezzo del piatto, irrorate tutto col burro fuso, e mandate caldissimo in tavola. Bice
Rancore giustificato.
Ahimè, che dura questa salita: e dire che quando saremo
tornati in città la maggior parte dei nostri amici non vorranno
credere che siam saliti fin quassù.
(Ric et Rac)
stitichezza... enteriti - coliti diarree - vomiti ®
INTOSSICAZIONI orticaria _ eczemi-pruriti
foruncoli
emicranie
LacroBACLIMAS | FERMENTI LATTICI DI FIDUCIA A RICHIESTA
OPUSCOLO
GRATUITO
N.2
MILANO $ BACCHIGLIONE16
pu-
zia a questo ottimo pesce, e poi riunite la testa alla coda con uno stecco. Mettete a fuoco, in un tegame non troppo fondo, di alluminio pu-
Partenza per la campagna, — Hai dimenticato niente, Filippo? _ Mi sembra di no, cara...; ma ho l'impressione che la nostra automobile sia quella dietro...
(Ric et Rac)
Visconti
“=
e
= Pri e
A Bia
TIPOGRAFIA
GARZANTI
- MILANO