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L'Illustrazione Italiana 1919 n.48

Page 1

ATI

DELLA

XXV

LEGISLA

Questo numero di 32 pagine Due Lire (Estero, Fr. 2.50),


IlReumatizzato è n barometro vivente: svi

Quando il barometro marca: Uragano SL i L TEMPO si | CAMBIA

ABI... AHI... 1 DIVENTANO TERRIBILI

3 L DIO MIO ABBIATE PIETÀ

TE

ARTRITICO1!

è

Il reumatizzato diventa pensieroso.

Comincia il dolore!

Il reumatizzato smania e

impreca.

abbassa,

Il barometro

il dolore

ll reumatizzato implora si

aumenta.

il cielo;

si augura

il sole

o l'Urodonal.

em URODON GIUDIZI

GIUDIZI MEDICI:

“Ho usato l'URODONAL in moltissimi casi di arjmo, ribelli ad ogni cura, ed è riuscito a trionfare idioso e doloroso morbo ,. Prof. Dott. Mrcwene Lanponri

Professore pareggiato - Condiuto-e alla seconda Clinioa Medica - Già medico degli Incurabili ed Ospedali Riuniti ‘- Specialista per lo malatlie Cardio polmonari - Nupoli.

“ Vi comunico che mi sono sempre lodato dell'URODONAL specialmente nelle affezioni che le concrezioni uriche possono indurre nella pelvi renale e nell articolazioni. Vi autorizzo a- pubblicare questa mia relazione, poichè la persistenza stessa colla quale ho ripetato la prescrizione di qnesta vostra specialità, è prora che io abbia dai singoli infermi ricevuta e controllata l'efficacia dei prodotti Chatelain ,. Prof. Dott. Arraerro ArevoLi

Docente di Chirurgia nella R. Università, Chirurgo nell'Ospedale di Santa Maria di Loreto - Napoli. #Sono lieto di poterle far noto che il Suo URODONAL mi ha preservato durante tutto l'inverno scorso

da ogni disturbo

di natura reumatica, nonostante il

servizio: di Condotta, fatto sempre a pieli e quindi calpestando în quantità neve e fango. “Di queste mie dichiarazioni ne faccia pure l'uso che crede, poichè esse non sono che nn omaggio alla verità, e non è mia abitudine favorire la réclame per cattivarmi delle Ditte o per rendere pubblico il mio

nome ,. Dott, G. Barrisra Praxi

Guanzate (Como).

MEDICI:

“Ho avuto occasione di consigliare spesso l'uso del.

Che piova, che tiri vento il reumatizzato se ne ride!

Ecco IL MIO SOLE!

lVURODONAL ad individui affetti da dolori rewmati da disturbi artritici in genere o da stati presclerotii In tutti i casi ho notato miglioramenti notevolissimi.

Ho pure consigliato l' URODONAL a coloro che durante l'inverno, nella loro vita ordinaria, avevano mal portato i mutamenti atmosferici ed.i rigori climatici,

anto da essere spesso costretti al riposo per l'insorgere i dolori vaghi od altri disturbi. Anche in questi casi ho avuto agio di rilevare i vantaggi della cura urodonalica che, fatta sistematicamente per 10 giorni ogni mese, ha dato a siffatti organisni una maggiore resistenza all'umidità e al freddo.

È

“Mi pare specialmente importante

notare

il grande

beneficio ottenuto in un caso di sinchisi scintillante da alterato ricambio e che era rimasto ribelle ad ogni

altro trattamento. “ Sono lieto pertanto di poter confermare con la mia personale esperienza, quanto del resto è già ben noto,

i che l’URODONAL è veramente un ottimo solvente urico,

ed ottimo non solo nel curare ma anche nel prevenire

le varie manifestazioni da alterato ricambio materiale ,. Prof. Dott. ALrREDo Buccrante

Maggioro Mediso Ministero della Guerra, Roma.

“ Parecchi mesi or sono feci personalmente la cura

di alcune bottiglie di URODONAL, per un dolore molesto con un po' di gonfiore al ginocchio destro e ne sentii an gran giovamento. Da quell'epoca mi sono sentito sempre bene e non ho fatto più cnra alcuna. Dott.

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L'ILLUSTRAZIONE Anno NEVI. - N. 48, - 30 Novembre 1919. Per tutti gli articoli e i di.

È

ITAL rvata la propri Copyr

Il Presidente del Consiglio

mentre

IA N A

Questo Numero costa DUE LIRE (Estero, fr. 2,50).

ad

On. FRANCESCO

‘onali.

SAVERIO

NITTI,

nel suo gabinetto a Palazzo Braschi cosidera il risultato delle elezioni. (Fotografia eseguita espressamente per l' ///ustrazione Italiana).


L'ILLUSTRAZIONE

RRrKcrV=

ITALIANA

ma dieci, ma mille ragioni. Ha cervello e anima come noi, e, se le piace di votare, ha

NS

Am

capacità di scegliere bene; e con questo suo desiderio dà una lezione coi fiocchi a quei

borghesi inerti che, per non far la fatica di recarsi da casa alla sezione elettorale, si lasciano passar sulla pancia la gioia della folla inebbriata dalla parola «bolscevismo». Dove ha forse errato è stato nel ritenere che eguagliandosi agli uomini ella sarebbe salita; è

discesa, invece, cara donna!

Ma l'eguaglianza l’ha ottenuta o sta per ot-

Smobilitiamo la donna. Le elezioni e la crisi dell'ammirazione.

ì, una volta, le donne avevano meno diritti degli uomini. Gli uomini facevano i deputati e le leggi. Le donne facevano anche esse i deputati, ma con un lavorio riservato di nove mesi, che precedeva di trent'anni

l'elezione dei medesimi. Ma

l’urna non

la potevano

la scheda

mettere;

alle leggi, ne ignoravano

nel-

e quanto

persino l’esistenza.

Tempi lontani, orribili e fumosi. A_ pensarci vengono i brividi! Passava per la via una donnetta ? Gli uomini, non reputandola capace

che di scivolar leggera sul lastricato liscio,

le cedevano il marciapiede. Saliva in tramway un dolce essere che portava le gonnelle — insegne miserande di schiavitù? — Subito un rozzo omaccio, stimandola così fiacca da non poter sopportare la fatica di starsene

ritta, staccava il fondo dei pantaloni dai cuscini rossi, e cedeva il posto — caldo, anche,

per suprema ironia — alla nuova venuta. L'operaio incontrava tra il chiaro e il fosco,

la sua ragazzina in ciabattine lucide? Se la guardava con gli occhi brucianti, e le par-

lava goffo e mansueto del gusto che c'è a stare in due, e le offriva magari un gotto

di vin dolce, di quello che rende arditi i desideri; ma di diritti, di schede, di egli non balbettava una sillaba. Lo studente portava

alla sartina

il consueto

mazzettino

di violette fresche, e, se le regalava un gingillo, era tutt'al più un anellino o un puntapetto, non

mai la Legge elettorale. Il sesso

dolce veniva, con lenta e perfida suasione, indebolito tra i profumi, snervato con le carezze, ritenuto mollissimo e candido e delicato

come

libertà

un

piumino

di iniziativa . era

per

la cipria. Ogni

tolta

alle

donne.

Non che il deputato, esse non potevano scegliere nemmeno il marito. Magari lo pesca.

vano all’amo, stupido e ghiotto, tendendogli la coda dell'occhio; magari lo imbecillivano sventolandogli intorno quelle loro gonnelle soavi, lasciandogli odorare di sfuggita i ben raccolti capelli; ma era sempre l’uomo, il

tiranno, l'usurpatore, che aveva il privilegio

di dire alla sua bella la prima parola, e di parlare con mammà o con papà, nonchè di ricevere o da entrambi il primo abbraccio materno e paterno, 0, dal secondo, il primo e l’ultimo calcio, un poco al disotto del porta-

sigarette. E ai balli? Ecco le povere fanciulle e le sventurate signore,

con

un po’ di inyo-

lucro di seta intorno a qualche insignificante

parte del corpo, e una quanti enorme di pelle ben tesa e sostenuta emergente fuori

dai veli, obbligate ad aspettare che un capriccioso cavaliere anda: a supplicarle di lasciarsi prendere tra le braccia, e portar via a suon di musica, E talvolta i! cavaliere bal-

lava male e pestava crudelmente i loro piccoli piedi, e le stringeva troppo,

o non le strin

geva abbastanza. Per fargli piacere, le

creature sudavano tutta la loro camicia di batista, dannate a quel servizio, come poveri cavalloni ciechi alla macina. Nessuna pietà per loro; quand’erano stanche, per ristorare le loro fragili forze, e ridar loro cuore e

nervi al lavoro spossante, le abbeveravano ferocemente di champagne, o le imbottivano di pasticcini alla crema. L'inquisizione di Spagna non conobbe torture più raffinate. Poi, un giorno, la donna ha dato uno sco: sone

al suo giogo. Non ha rinunciato al marito, alla pelle fuori delle vesti, alle violette,

ai balli, allo champagne o al vinetto dolce, ma

ha

detto:

«Voglio

essere

considerata

eguale all'uomo ». E aveva ragione; non una,

tenerla. È nell'aria. E gli uomini, special mente quelli che di questa eguaglianza hanno fatto una bandiera rossa, trattano con lei da ari a pi senza complimenti, senza guanti troppo cari oggi! trenta o quaranta franchi

un paietto di guanti da nulla!), e dicono :« Ehi, compagna, via dai posti che hai occupato in questi fortunosi anni di guerra. lo, uomo, tuo

simile, sono a spasso. In nome

della parità

dei nostri diritti domando che ti licenzino sui due piedi; e generosamente io prenderò il tuo

luogo ». Le donne possono esser soddisfatte. Nessuno

le considera

più

giocattoletti

gili, fioretti

leggeri,

farfalline

competitrici

robuste;

gli uomini

fra-

delicate.

ma

le piglian

per le braccia e le strappano via dai loro uffici. Alla buon’ ora! Le cerimonie debilitanti finalmente son finite. Basta violette e mostriamo

i pugn Qualche malizioso csserverà che le donne sono mandate via dai cosidetti lavori virili, ora che sono elettrici, come ne eran tenute lontane quando non avevano la fortuna di vo-

tare. Ma, evidentemente, chi dice così, mente per la gola, o è incapace di cogliere il senso morale dei fatti: chè prima le donne erano relegate all’ago, alla calza, alle tegghie, ‘alle stoviglie o dentro le alcove, perchè gli uomini le reputavano incapaci di far di meglio — ciò che era una grandissima offesa a tutto il sesso—; ora, invece, le rimandano alle pentole, alla macchina da cucire e alla fornitura del latte ai bambini, con un attestato che riconosce le loro attitudini a tutte le fatiche fisiche gli uomini. Le ricaccia dov’eare sì, ma

orgogliose;

con

un

pugno di mosche in mano, ma una corona d’alloro in testa; e se la testa è graziosa, e i capelli sono bruni, l’effetto sarà delizioso; chè il verde alle brune dona straordinariamente. La donna evanescente, pallidetta, languidetta, chiusa entro il castello incantato della sua casa, del suo amore, della sua maternità, era una vecchia figura che aveva messa di

moda la cavalleria, e ci era stata tramandata attraverso i secoli. Ora il grido: «smobilitiamo la donna », ci prova bene che non c’è più cavalleria, Se n'è fatta della strada, verso la civiltà definitiva! Tanto è vero che, se una donna sale in tramway e non trova posto, gli uomini restano seduti.

E in quel

loro

rimaner

quieti e co-

modi, tu vedi più il tramviere che il cavaliere, più Buscaglia che Lancillotto del Lago.

Una nuova crisi sta per aggiungersi a quelle

innumerevoli che abbiamo attraversato e atmo:

la crisi delil'ammirazione.

Ogni

bralismi perversi. Invece no; cento, o mille oratori da comizio ci hanno detto di no. Cî hanno detto che l'eroe non è che un soldataccio brutale; figura arretrata e medioevale, in contrasto irriducibile con la nostra finissima civiltà che si è maturata tra i mi stici fumi delle pipe proletarie e le dure digestioni dei crudi vini venduti nei paraggi delle Camere del lavoro. E al posto di Goffredo Mameli, si va rizzando sopra un piedestallo granitico l’uomo che ripugna dal macello, e quando la patria (stolida ed egoistica frazione dell'umanità) chiama i suoi figli a difenderla, varca con passo fatidico il confine e va all'estero a coltivare le sue generose paure, e a dir male del natio borgo selvaggio, che comprende le parrocchiette di Roma, di Milano, di Genova, di Torino, di Napoli e di Palermo, e d’altre squallide e mal fide colonie del divino marxismo. Dunque cancelliamo in noi ogni traccia d’ammirazione per l’eroe puro, per il puro patriota, più criminosamente disposti ad uccidere i dolci nemici d’oltre alpe, che i reali carabinieri della nostra terra. Volgiamo gli occhi verso altri valori ideali : l'intelletto per esempio. È permesso ammirare l'ingegno che indaga, che scopre, che crea? Non bisogna esagerare neanche in questo.

Le

elezioni

ci insegnano

che

bisogna

essere diffidenti. Il genio (puah! c'è persino il genio militare!) il genio deve passare in sottordine. Gloria al braccio, Il braccio, intanto, ha quella rara qualità di finire nel pugno; e il pugno, se va ad abbattersi sopra un cranio borghese, è una mirabile espressione di coscienza. Se mai, dunque, dobbiamo

preferire all’intelletto il pugno; e nel pugno l’opera che esso

compie,

è lavoro

greggio,

brutale, non ragionato: cioè la forma di lavoro alla quale spetta il predominio nella società futura. Non si arriva più a bandirei poeti dalla repubblica, ma si mettono alloro giustissimo posto, cioè otto o nove gradini più in giù degli spazzini, stoffa superba di pensatori e di legislatori. Parrebbe a fil di logica che la nuova este-

tica esaltasse la bellezza del lavoro. E-vanche

noi, cresciuti nel pregiudizio, potremmo, pos-

siamo, onorare e benedire il lavoro, e immaginiamo il quadro della vita di domani, possente di opere ben coordinate, popolato di uomini che domano, per il bene comune, la riluttante materia. Ma, a guardar bene, c'è tra i lavoratori e il lavoro una sorda

osti-

lità; e appena è possibile, e anche quando è impos: bile, uno sciopero piccolo o grande piglia il lavoro per il collo e tenta di strango-

larlo. E lo sciopero non è più un'arma, è una condizione bellissima, è uno stato di perfezione raggiunto. Dunque l'ammirazione per il lavoro ha da andare a far compagnia agli altri ferrivecchi, all’eroismo, all’ingegno.... O allora che si ha da fare? In che cosa dobbiamo credere oltre che nel pane cotidiano, nel litro frequentee nell’insalata con le cipolle? Non è ancora detto; ma i centocinquanta e più deputati socialisti, dopo aver dichiarata decaduta la patria, estinta la libertà — sostituita dalla supremazia d'un partito in Italia, e dalla disciplina più cupa e feroce nel partito — e dopo aver liquidate tutte le vecchie estetiche (compresa quella di Benedetto Croce, e | non sarà un disastro nazionale) fonderanno

tempo fissa i suoi tipi ideali ai quali la mag: gioranza degli uomini offre i suoi incensi la nuova religione e la nuova morale; e spirituali. Ma dopo il 16 novembre, dopo le forse sorgeranno cappellettine dove sacerdoti ultime elezioni, tutte quelle schede col marin cotta scarlatta andranno a dir messa datello e la falce ci proibiscono di rimanere | vanti all'immagine immarcescibile di Claudio fedeli ai vecchi culti estetici e morali e ci Treves. comandano Abbiamo

violente apostasie. tutti amato il tipo

quali non possiamo pensare senza commozione e senza entusiasmo. E parrebbe che la loro semplicità, quella grandezza umana e chiara delle loro gesta, duvesse sopratutto

esaltare la folla, non tribolata da scaltre controversie

psicologiche,

non

Il Nobiluomo

dell'eroe (in

coscienza io l'amo ancora, e mi ritengo, purtroppo, inguaribile da questo amore). Da Achille a Garibaldi, da Garibaldi a Toti, a Randaccio, è tutta una magnanima teoria di figure sublimi di volontà e di sacrificio, alle

deviata

da cere-

Vidal.

Di prossima pubblicazione presso i

Fratelli Treves LA

DIVINA FANCIULLA nuovo romanzo di LUCIANO

ZÙCCOLI


ILLUSTRAZIONE

DALLA

Il Consiglio Supremo

Economico,

ITALIANA

CAPITALE.

radunato all'Accademia

dei Lincei. - La seduta inaugurale.


L'ILLUSTRAZIONE

adesso sì raduna la Camera;

viene abo-

A lito il acanto

politico, si cambia lo proclama la Costituente, e le is ioni

LEGISLATURA

XXV

DELLA

DEPUTATI

ITALIANA

Italo Carlo Falbo e Filippo Crispolti — nomi che attraverso ai giornali, ai libri,

tutti bei alle riviste,

al teatro il pubblico conosce ed apprezza. Non voglio dire, con questo, che i valori nuovi

eletti

siano solamente

questi. Vi potranno

essere

«— O perchè? Non dovrà dunque cambiare ogni

delle rivelazioni, e la palestra è aperta a tutti e lo al bidello di scuola ed ex cameriere isti delle Marche sono and: scar fuori in territorio di Fossombrone, se la di-

«— Datevi pace. Non cambierà nulla di nulla; e le cose andranno, press'a poco, come prima!»

povero diavolo — imputato di avere ripetutamente violato il settimo comandamento! — di far posto ad

«—

sono bell'e cucinate...

Nella vostra testa...

cosa ?...

Non credano i benevoli lettori che questo sia un dialogo immaginario. È un dialogo vero, testuale,

avvenuto

dopo

le elezioni

dopo le elezioni politiche

in Italia,

del 5 e 12 novembre 1876,

che da diecisette

e portarono

alla Cam

tutte le sue più fiammanti Ben

anni

gradazioni.

dominava

la sinistra in

156 deputati di destra rimasero in fondo alle

urne — ed allo: 500 mila eletto;

di lui.

politiche, si intende, ma

che segnarono la dispersione quasi completa del artito di destra,

rezione del partito non avesse già ingiunto a quel

un altro compagno non so se meno o più servitore

l voto era più che ristretto — n tutta Italia — quanti ne ha

Se si rifletta che la tempesta elettorale

abbastanza

largo scrutinio di lista di fronte al quale

non potevansi

presentare

rinnovatrice, col

bero evidentemente

a gioia dell'urne.

santini di Milano, l'avvocato Giuseppe Marcora, che rina bella caricatura a colori rappresentava, allora, di berretto frigio in capo.

Oggi Marcora, con tanto di ‘soliate (dell'Annmas ziata al collo, si è appena salvato nel suo anti collegio di Sondrio, Lecco e

dove,

insieme

agli elettori di

di Como, sono stati eletti 4 socialisti e 4 cat-

tolici, e il già radicale ed ora sottosegretario Cermenati è appena passato pel buco della serratura rimorchiando

esso

Marcora!

Ma non accadde nulla

deputati nuovi,

ve nel 1876, con 166

e non ac ta

ran

che

nel 1919

rimasti

le elezioni; il presidente del Consiglio, Depreti

aveva gridato dalla sua Stradella «lasciate passare paese»

e lui, Nicotera e Zanardelli

l'avevano «fatta passare» a modo loro, e per gli avversari del ministero non vi era stata remissione. Zanardelli piantò allora il suo pisistratato su Brescia e provincia e su tutta, si può dire, la Lombardia.

come

presidente

Camera.

in fondo alla

addietro, col suo discorso sulla

stantino Lazzari, colpito tre anni sono

« decreto

Sacchi»?!

letterato

ed oratore?

un

comitatuccio,

dove

ciascuno

vanità? Durante la stessa guerra, mentre non si trattava che di fare del bene a dei poveri mutilati, feriti, a delle misere

propaganda

per

famiglie, e di fare

la guerra, non

pullulare disperante di comitatoni

mitatini con capi, sottocapi e

è stato

capi

la

forse un

atelli, co-

i, che pa-

reva facessero a gara a creare la più disperante

Ancora peggio è stato per le elezioni politiche. Noi, qui, nelle nostre pagine degli eletti li abridotti

tutti

ai comuni

denominatori

più

sintetici; chiamiamo «partito liberale» — e salvo le varie suddivisioni che, voto per voto, nelle varie

uestioni

potranno avvenire alla Camera — « par-

E il buon

E

Rosadi

dal famòso

piacevole

Innocenzo Cappa le ar-

monie della cui arte oratoria sono state a Pavia come

degli elettori ? È

le aste

anni

guerra meritò un difficile Commissariato (quello dei rifornimenti) e che in Parlamento fu un pioniere del socialismo? E il tante volte ministro Ettore Sacchi, un veterano del radicalismo lombardo, i cui elettori cremonesi hanno preferito a lui Co-

che

a. Roma,

dire

ricambiate,

da così ingrata disarmonia

dell’incurta

degli

elettori

lucchesi

verso Ferdinando Martini, che si avrebbe dovuto credere il rappresentante intangibile in Camera del più delizioso umorismo oratorio toscano? Ar-

rivò a Montecitorio nel giugno del 1875 dopo una

aspra lotta con quel moderato

possa trovare l'effimero sfogo della sua piccola

comitatetto,

a dei

nuova

regione bellunese alla cui ricostruzione presiedeva. Mal rimunerato di tutto il suo fervore è stato a Venezia Piero Foscari. E Giuseppe Canepa, che poco

più di due

volto, non

un

della

Altro presidente verosimile dicevano Edoardo Daneo, caduto nella sua Torino. Ministro probabile

che fu l'avvocato

biamo

la volontà del

predicato

mare, ogni quattro che ci troviamo, un comitatino,

fezionato, era rimasta in maggioranza la sini che era subito andata al potere, con Depretis, Ni

In novembre essa aveva fatte

volti

contro

astensioni. Quando mai gli italiani hanno mostrato un grande fervore per le urne elettorali? Poi, quando mai sapremo guarire dalla fregola di for-

confusioni

cotera e Zanardelli.

maggioritario sareb-

bene; ma nell'///ustrazione di due settimane addietro io ho date alcune cifre delle precedenti

che inuovi sono 306. All non vi era stata di mezzo nessuna riforma elettorale. Ai 18 di marzo, per un

voto politico nel quale il gruppo toscano aveva de-

chei

il socialista ufficiale

‘appresentanza proporzii Ivamento, che, data l’on-

Si grida fortemente

con tanto

vantaggiosamente

ti bene organizzati, come

ed il popolare cattolico, c'è quasi da maravigliarsi che lo sconvolgimento non stato più profondo,

e possono ringi nale parecchi

nuova Camera una infinità di uomini nuovi affatto ignoti o poco meno, compresovi, eletto dai corpi-

presente

— arriva come conseguenza di una riforma

elettorale che ha accresciuti di un tratto gli elettori di quasi quattro milioni ed ha introdotto un

data

in mezzo alla quale il mi

ben lavorare di equilibrismo per reggersi. In realtà, questa è la XXV Legislatura dal mar20 1848 in poi. La sua preceditrice ha durato sei anni perchè è stata di mezzo la guerra; ma la vita media delle legislature è di due anni e mezzo. Valga questo di consolazione ai caduti che già pensino a risorgere e non vogliano cercare il conforto nella quiete del Senato. Luigi Rava, che è rimasto soccombente a Ravenna, dove è nato, e a Bologna, della cui provincia era deputato, era în dicevano Pietro Bertolini, rimasto a terra nella sua

— oltrechè dopo lo sconvolgimento mondiale della guerra

una Camera

Eugenio

caustico ed artigno

Brunetti. Alto, asciutto,

con una specie di pulviscolo biondiccio su. tutto il sì capiva

se

avesse

soltanto i trenta-

giaro anni che dicevano, o molti di

i meno, e con quella

più,oalcuni

faccia annebbiataye con

quel suo fare tra il io ed il faceto, tira avanti anche ora che va camminando verso gli ottanta.

Aveva già allora tutta la più festosa rinomanza autore del Chi sa il giuoco non l'insegni, come biografo e critico di Giuseppe Giusti. Veniva a pranzo, allora, solo, come /untasio del Fanfulla, come

soletto, alla trattoria dell’ Archetto in piazza di Pie-

tra, con l'aria di un acuto osservatore che stava studiando il suo nuovo paese. Quarantaquattro anni di vita parlamentare lo resero a Montecitorio uno

di quegli elementi formali e spirituali di cui pareva non si saprebbe mai fare a meno. È toccato ora anche a lui di recitare a sè stesso i/ peggio

tito liberale» si tratti di Salandra, moderato che fu al governo, e di Colosimo, radicale che c'era testè. Ma, se si avesse a fare la classifica di tutte le

passo è quello dell'uscio. Ma egli rimane quello

cosidetti partiti medii, ci vorrebbe uno schedario da

lettere, magari anche nell’///ustrazione.

nomenclature

tirate fuori durante la lotta dai

che era,

deputazione

sì deputazione

sa? Se ne avvantaggeranno

no; e, chi lo

probabilmente le buone

Chi parla più di zanardelliani ora? A Brescia sono

occupare tutto un gran tavolo. Suddividersi così non

le pensioni e non

astenuti vi è poi dell'esagerazione. Si direbbe che

Questi, però, non conta che dodici legislature, mentre Boselli ne conta quindici come Luigi Luzzatti, il

suoi.

nel

i, ora, fin gli ultimi e innocui avanzi di quella dominazione— il Da Como, ministro in carica per

privo di meriti, e il Bonicelli, già

sottosegretario agli interni fino all'anno scorso con Orlando.

Si disse, nel 1876, che se fosse stato al mondo Cavour sarebbe caduto anch'egli, come cadde nel 1849 di fronte ad un signor Pansoya, rimasto celebre non per altro che per avere sconfitto Cavour! Si temeva da certuni il finimondo.

Poi la nuova

Legislatura era la «tredicesima ». Non ci mancava

altro. La Corte era in lutto per la morte della bella e buona

Duchessa

D'Aosta.

Chi

sa

cosa

acca-

drebbe?! Non tutto quello che, da allora in poi, accadde in Italia fu bello, ma il cataclisma che molti prevedevano non è ancora accaduto, e non accadrà nemmeno

ora.

I caduti nel 1876, o, per meglio dire, i non rie-

vuole forse dire andare alla ricerca della sconfitta? Nella recriminazione contro coloro che si sono

scuno creda che gli astenuti siano stati tutti dei

Ve ne sono stati di tutte le parti e per una

infinità di cause; e ve ne saranno sempre. Nella mia sezione per esempio —la 9 a Corso Sempione — siamo stati pigiati dalle quindici alle diciasette così ferocemente, che io — che pure mi sono trovato tante e tante volte in mezzo a folle nostrane e straniere anche imperversanti — non ho mai temuto di rimetterci le costole come l’altra do-

menica. Tutti i corpi normalmente formati, dal corpo umano, al cannone

o alla tromba, hanno

una porta

d'entrata e una porta d’uscita, ma le sezioni

elet-

torali, chi sa poi perchè, non ammettono che una

porta d’ingresso: di lì si entra, e di lì si esce! Vi

che

era dunque, non solo il pigiamento opprimente, ma anche, ad ogni regresso di coloro che avevano

Bovio,

ore, gente che a quella tortura lì ha preferito an-

A ripassare oggi l’elenco di quei 166 nuovi eletti si rimane stupefatti, vedendo come ben pochi siano

chè una volta incastrati non c’era più modo di ti-

letti furono

181 e i nuovissimi

166. Notavasi

notorietà

Carducci,

Filopanti,

appena 5 di questi avevano fama 0, per —

Barrili,

Ariodante Fabretti, e basta.

poi saliti in reputazione. Emerse

poi finì sdrucciolando.

lo meno,

il Grimaldi

— che

Quale avvenire è riserbato ai 306 nuovi della XXV

IRgola tano i è una bella

infornata

di ingegni

fecondi e

battaglieri. Sem Benelli ed Ettore Janni, Giovanni Amendola e Luigi Siciliani, Gaetano Salvèmini e Paolo Orano, Francesco Ciccotti e Pasquale Calò,

votato, un

rigurgito angoscioso

addirittura.

In due

darsene, ve ne è stata molta, e tanti che non se ne sono andati hanno agito non per virtù, ma per-

rarsi fuori. E il riconoscimento ?! Quanti non ne ha fatti andare via 2! Ma perchè non-dovrebbe bastare il

certificato elettorale, con un talloncino da distaccare nullo dopo che l’elettore ha votato?

per renderlo

I coefficienti pei quali le cose sono andate come

sono andate sono stati innumerevoli —

fin d'ora

pensare ai rimedii,

e conviene

non essendo inverosi

mile che le elezioni non siano troppo lontane con

Resta

decano

della

Camera

Paolo

Boselli;

lo

segue, con tre anni di distanza, Giuseppe Marcora. quale, quando fu eletto novembre

anni e, per

del

la prima volta a Oderzo,

1870,

non

aveva

ancora

trenta

tale felice deficienza, fu annullato an-

cora, tre mesi dopo, senza che avesse competitore. Quelli

erano

invidiabile

tem

mancanza

Ora l'annullamento

per

la

dei trenta anni toccherà al-

l’eletto combattente Cavalli di Bergamo e all'eletto Bergamo di Treviso. Ma non vi saranno elezioni

suppletive per

questo.

Prenderanno

i due che, nella stessa lista, vengono

il loro

posto

immediata-

mente dopo di loro per numero di voti, perchè la nuova legge, non' solo crea i nuovi députati, ma dà origine a tutta una sequela di deputati serva,

pei

rimpiazzamenti

da annullamenti

in cono

da

opzioni. Non così pel caso di morte, che dovrà essere riconvocato tutto il collegio. Il legislatore preveggente ha voluto eliminare il pericolo che la promo-

zione da deputato in conserva a deputato effettivo nel caso di morte dell'ora eletto, possa — non sisa mai! — diventare un eccitamento a Binaugelo ac.

* La Direzione dell'ILustrazione Traiana ringrazia vivamente tutti î collaboratori, corrispondenti, colleghi, librai, comitati e tutti gli amici che vollero cortesemente contribuire alla buona riuscita di questo numero

aiutandoci a raccogliere ritratti e biografie e col dare preziose indicazioni al compilatore.


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIAN

I DEPUTATI DELLA XXV LEGISLATURA. (Torino, 19 deputati. — Alessandria, 13 deputati (9 ritratti). — Cuneo, 12 dn (2 ritratti).

Torino.

* Barberis

Fr.

Socialista ufficiale.

* Bellag:

Social

iuseppe. 3

li prof. Paolo.

Bevione Giuseppe. P: ‘artito liberale.

rtito liberale.

- Giulio.

* Buggino Alessandro. Socialista ufficiale.

* Fino Saverio. Partito popolare it

* Marconcini

+ Pagella Vince

avv. Federico.

Socialista. uffi

Partito popolare italiano.

si ing. Cesare.

Giolittiano.

Alessandria. * Belloni A.

sta ufficiale.

Brezzi avv. Domenico.

Partito liberale.

* Recalcati Umberto. Socialista ufficiale.

* De Michelis Paolo.

Socialista indipendente.

* Zerboglio pro Adolfo.

lungo, *Bertolino avv. F.

S

fici

- Combatt.

ispettivo ordi Avvertenza. — 1 deputati sono disposti per circoscrizione elettorale secondo laa tabella di legge e CESSI in essa comprese. I deputati nuovi eletti sono indicati con un +.

È

Socialista ufficiale.

Partito popolare italiano.

eto, In testa ad ogni pagina so en

+ Bertone avv. G. B.

Partito popolare italiano.

agitano Indicato le caroegirioni


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIAN

I DEPUTATI DELLA XXV LEGISLATURA. (Cuneo, continuazione (10 ritratti). — Novara, 12 deputati (9 ritratti). — Genova-Porto Maurizio, 17 deputati (11

Combattenti,

no avv. Camillo.

tito liber

avv. Alfredo. olittiano.

;iuseppe.

* Bubbio Teodoro.

Parti ito popolare

î

ta

dot. Fabrizio. è.

ale,

Soleri

1. Mi

Partito liberale.

ello.

stalozza ing. Antonio. tito popolare italiano.

+ Rossini Aldo. Partito liberale. Combattenti.

Genova. * Abbo Pietro. Socialista ufficiale.

Agnes Partito pop:

e

+ Casaretto Francesco. Partito liberale.

Celesia Partito di Vegliasco Attilio. liberale avv. G._—* Cerpelli Partito liberale.

:

Giolitti

avv. VAI

G

Î

Partito libe

Zaccone Giovanni,

Partito popolare it

Felice. ufficiale

Socialista

a

7

;

mbertiG

P. ito liberale. i

Novara.

,

* Alice Giov.

Partito liberale.

* Ramella Secondo. Socialista ufficiale, ;

;

* Boggiano a Partito popolare i

i

Ziulietti cap. Giuseppe. * Macaggi avv. Giuseppe. Socialista indipendente. Partito republicano,

* Cappa avv. Paolo. Partito popolare italiano.:

* Poggi Michele. Partito liberale.


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

557

I DEPUTATI DELLA XXV LEGISLATURA. (Genova, continuazione (un ritratto). — Milano, 20 deputati (17 ritratti) — Bergamo, 7 deputati (6 ritratti), — Bresi

imondo avv. Orazio. ialista indipendente.

* D'Aragona Lodovico. So

ista ufficiale.

Meda

av

Partito popolare

i

Brescia. * Bazoli Lui;

Partito popolare italiano.

B.

5

si

i Pietro.

ciale,

le.

De Capitani ing. Giuseppe.

parotto

Partito liberale.

Partito

"Nava

italiano.

Bergamo. Belotti avv. Partito liberale.

n

Si

avv. Cesare.

re.

Bonomi avv. Paolo. Partito popolare italiano.

meroni avv. Ago: Partito popolare it:

Socialista ufficiale.

* Bonardi

Radicale ri

Partito

* Grandi

ale.

* Bianchi Giuseppe.

Bignam

Partito popo!

Partito popolare italiano.

Carlo.

8 deputati (6 ritratti).

* Mauri avv. Angelo.

Achille.

* Ribi

Socialista

s

* Cavalli Carlo.

Partito popolare

Socialista

n

ale.

* Giavazzi

Partito popolare italiano.

Partito po)

* Ghislandi Giuseppe.

Longinotti avv. Luigi.

Combattente.

Partito popolare italiano.

avv.

Socialista ‘uffi

* Preda Giambattista.

Partito popolare italiano.

* Maestri Arturo, Socialista ufficiale,


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

I DEPUTATI DELLA XXV LEGISLATURA. (Brescia, eontin. (2 ritr.). — Como, 11 deputati, (8 ritr.). — Pavia, 8 deputati (6 ritr.). — Venezia, 6 deputati (5 ritr.). —Udine, 12 deputati (5 ritr.). — Mantova, 5 deputati (4 ritr.).

Partito popolare italiano.

* Salvadori Guido.

Como, Partito Cermeili

Padulli conte Giuli Partito popolare italiano.

* Rosati Mariano, Partito liberale.

Socialista

De Giovanni Alessandro. Socialista ufficiale,

* Fontana Attilio. Partito liberale.

‘arti

Musatti avv.

Eli

Socialista ufliciale.

a

‘ale.

* Sandron

3

,

,

è

Guglielmo.

Partito popolare italiano.

* Socialista Ghezzi Ernesto. ufliciale.

MarcoraPartito avv. liberale. Giuseppe. ,

Stucchi Prinetti Luigi. Partito popolare italiano.

gnoni

tini dott. Luigi. Socialista ufficiale,

Udine. * Basso Luigi.

Socialista ufficial

iciale.

.

* Merizzi Giovanni.

Partito popolare italiano.

*Canevari geom Socialista uffi

enezia. * Alessandri C. Socialista ufficiale.

* Galeno Angelo. * Socialista ufficiale._

* Cattini avv. Eugenio.

Ciriani avy. Marco.

Dugoni Pietro.

* Murari dott. Mario.

Partito popolare italiano.

Partito liberale.

sa i

Girardini avv. Giuseppe.

Partito radicale.

ietriboni avv. Ernesto.

Partito radicale.

Mantova. Bonomi avv. Ivanoe.

Socialista riformista.

*

Bucco Ercole,

Socialista ufficiale,

Socialista ufficiale.

Socialista ufficiale.


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

559

I DEPUTATI DELLA XXV LEGISLATURA. (Padova, 7 deputati (4 ritratti). — Ferrara, 8 deputati. — Treviso, 7 deputati (6 ritratti), — Verona, 7 deputati. — Vicenza, 7 deputati (5 ritratti).

Padova. Alessi

Partito liberale,

Arrigoni degli Oddi

Ferrara. * Begl

Partito popolare it

lani Dante. fa ufficiale.

Socialista ufhc

acomo.

sta ufficiale.

* Cappellotto prof. Italico. Partito popolare italiano.

* Merlin avv, U

Partito popolare it

to. no,

* Niccolai Adelmo. Socialista ufliciaiale.

Cicogna prot. Partito popolare i

Partito libei

9

Pietro.

Combattenti.

* Frova avv. Ott:

0.

Partito popolare it: lano.

Luzzatti prof. Luigi. Partito liberale.

DST

Verona. * Baglioni Gino. Socialista ufficiale.

Mario.

* Bonato Primo. Socialista ufficiale.

Vicenza. * Brunia]

dp.a

bei

prof. A. 5

+ Coris G, B. Partito popolare italiano.

* Curti Francesco. Partito. popolare italiano.

* Guarienti conte Ugo. Partito popolare italiano.

Costituzionale combattenti,

* Marchioro Domenico. Socialista ufficiale.

* Scarabello Policarpo. Socialista ufficiale,

* Pic ing. Domenico. Socialista ufficiale.


560

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

I DEPUTATI DELLA XXV LEGISLATURA. Vicenza, contin. (2 ritratti). — Bologna, 8 deputati (7 ritratti). — Cremona, 5 deputati (4 ritratti) — Ravenna, 8 deputati (6 ritratti). — Parma, 19 deputati (11 ritratti).

Tovini avv. Livio. Partito popolare italiano.

* Bombacci

* Zileri Dal Verme

Partito popolare ital

Nicola.

Socialista ufficiale.

iadei dott. Antonio.

Socialista ufficiale.

Socialista ufficiale.

va lista ufficiale.

Miglioli

Guido.

Partito popolare italiano.

x Zucchini a conte Carlo. Partito popolare italiano.

* Conti dott. Giuseppe. Partito popolare italiano,

Ravenna. * Bacci Giov.

Socialista ufficiale.

Parma.

i dott. Francesco. ta ufficiale.

i Nullo. ufficiale.

* Donati Pio.

solati Leonida.

Brunelli dott. Umberto. Socialista ufficiale.

Bereni

nini Gregorio.

Soci: ‘alista ufficiale.

Socialista ufficiale.

._

Cremona, Soci

vv. Agostino.

9 Socialista riformista.

* Farioli prof.

Partito popolare italiano.

i Enrico. a ufficiale.

i Costantino.

Socialista ufficiale.

Ulderico. —Mazzolani av : Republic:

* Casoli Giuse)

Partito popolare italiano.

Mazzoni Nino.

e.

Pirolini G. B.

Repubblicano.

* Chiossi Oreste.

Socialista ufficiale.

Micheli dott. Giuseppe. Partito popolare italiano.


L'ILLUSTRAZIONE

U DEPUTATI. continuazione (4 ritratti). — Firenze, 14 deputati (7 rit

Pallastrelli

conte

Partito liberale. Ci

enti.

* Donati Gui:

Partito popolare ital

i,

ra

Sociali:

ini

rof. Giulio. Socialista ufficiale.

Sarrocchi avv. Partito

Pisa.

* Bondi

liberale.

Sighieri ing. Ettore.

ineri dott. Giovanni.

o liberale. Combattenti.

Ancona, * Bertin:

Partito popolare

561

Ruini

Mi

Partito radic:

è

.

—Morelli-G Partito liberale

* Signorini Agostino. Partito popolare italiano.

Bocconi

Firenze.

* Benelli

Sem.

Partito liberale. Combattenti.

Alessandro.

Socialista ul

7

avv. Arnaldo.

i.

* Cancellieri Antenore.

Partito libei

5

avv. Arturo.

Socialista ufficiale.

Sltnà. La Pegna avv. Um.

Chiesa rag.

* Tangorra prof. Vincenzo.

Repubbl

Dello,Sbarba

Caroti

* Philipson Dino. %

Partito libera

ni Cora Gi sta uffi

Massimo.

Partito radicale. Combattenti.

Repubblicano. Combattenti.

illo.

ITALIANA

DELLA xx V LEGISLATURA. a, 10 deputati. — Lucca, 8 deputati (3 ritratti), — Pisa, 7

Eugenio. LA

prof p, ito popola

Repul

liano.

nni. Modigliani avv. Gius. Em.

* Gran

* De Andrei

Partito popola

Socialista ufficiale.

ing. Luigi. cano.

Miliani dott. G. B. Partito

liberale.

Combattenti.


L'ILLUSTRAZIONE

DEPUTATI

Macerata, 8 deputati (3 ritratti). — Perugia, 10 deputati (6 ritratti

Macerata. Ciappi ing. A.

Partito

liberale.

Combattenti.

ito liberale.

ITALIANA

DELLA XXV LEGISLATURA. — Roma, 15, deputati (14 ritratti). — Aquila, 7 deputati (6 ritratti), — Chieti, 6 deputati (un ritratto).

* Tupini Umbert

Partito popolare italiano.

* Cingolani dott.

Perugia. Amici

Partito liberale

Partito popolare

SERENE

LETO

dott. Romeo.

o liberale.

Seta Alceste, lista uffi le.

Partito liberale.

* Corradini

prof. Camillo.

Partito liberale.

* Meschiari

Partito

Luigi.

* Di Fausto Ama

Partito popolare it

* Monici Giovanni. Socia lista ufficiale.

Gino.

Combattenti.

le.

* Susi Atti

Partito radi

Vincenzo. Partito liberale. Combattenti.

Roma, Baccelli avv. Alfredo.

Partito Liberale.

Guglielmi marchese Giorgio.

* Boncompagni

Ludovi

Partito! popolare itali:

* Martire Egilberto.

liberale.

Partito popolare italiano.

* Volpi Giulio.

Zegretti avv. Raffaele.

Partito

Socialista

pari

ufficiale.

ing.

artito

li

Partito liberale.

F.

Carboni

avv.

Partito

Vincenzo.

le,

* Marzi Domenico. Socialista ufficiale.

Aquila. Camerini avv. Vine Partito liberale.

Uhieti. Caporale

Partito radicale.


L’IL'LUSTRAZIO

ITALIANA

563

I DEPUT#A T:I DELLA XXV LEGISLATURA. (Chieti, continuazione (5 ritratti). — Teramo, 5 deputati (3 ritratti).-— Napoli, 17 deputati"(16 ritratti), — Salerno, 10 deputati (6 ritratti).

* Janni

Ettore.

Partito liberale.

ciantonio av'

Partito |

De Vito avy.

Pasquale.

Roberto.

Partito liberale.

* De Martino Augusto. Partito liberale.

De Nicola

Pai

Tedesco avv

Partito

‘ale,

avv. Enrico.

liberali to liberal

Napoli. * Beneduce

Partito radicale.

G.

Di Rodinò

* Rocco Marco.

Partito liberale.

Partito popolare italiano.

Salerno, * Amendola avv. G.

Camera avv. Giovanni.

Partito liberale.

Partito radicale.

Sandulli 2

prof. Arturo. pendente.

Ve Salv:

rtito liberali

Partito popolare

E

Porzio avv. Giovanni.

Teramo. * Agostinoni E. ta uf

Alfredo.

ialista indipendente.

C * Camera Salvatore. Partito popolare italiano.

—Pezzullo dott. Angelo. Partito lib

La

Scialoja prof.” Antonio.

Partito liberale,

* Sifola col. Augusto.

Combattente.

* Cuomo Giovanni.

Partito liberale.

P:

* Farina Mattia.

ito popolare italiano.


L'ILLUSTRAZION

E

ITALIANA

Ù DEPUTATI DELLA XXV LEGISLATURA. Palermo, contin. (4 ritratti). — Caserta, 13 deputati. — Avelli >, 7 deputati (6 ti). — Campobasso, 11 deputati‘(7 ritratti).

Torre

'artito liberale.

* Casertano

Pa

Antonio.

le.

Morisani prof. Teodoro. 'artito liberale.

* Bocciero Vince: Partito popolarei

avv.

Andre:

Partito liberale.

Zaetano, tito liberale.

* Tescione € Partito libera

* Di Marzo Alberto. Partito radicale.

vv. Vittorio.

* De Michele G

Partito popola

ufficiale,

Tosti di V

l'urano Alberto.

to popolare ita

arti

* Sgobbo prof. Fr. Paolo.

Rubilli

Pai

Pea

Partito libe

Lucarelli

o popolare

G B.

* De Caro Raffaele. Partito liberale.

Caserta.

* E

Partito radicale,

jeduce Alberto.

Combattenti.

Marciano avy. Gennaro.

ral

Visocchi

avy. Achille.

Partito liberale.

* Tedesco

Ettore.

Partito liberale.

* Pascale

Luigi.

Partito radicale.

* Buonocore Giuseppe. Liberale indipendente,

Mazzarella prof. Basilio. Partito liberale.

Avellino, * Baviera G.

Partito popolare italiano.

Campobasso. * Baldassare Pi Partito radi

Pietravalle dott. Michele. Partito liberale.


L’ILLUSTRAZIO

Campobasso, contin. (2 ritr.). — F

E

ITALIANA

565

ISD:E:P:UST'AST:I XXV LEGISLATURA. 6 dep. (3 ritr.). — Bari, 12 dep. (7 ritr.).DELLA — Lecce, 10 dep. (5 ritr.). — Potenza, 10 dep. (5 ritr.). — Cosenza, 8 dep. (4 ritr.). — C

prof. Antonio.

stellino dr. P. ito liberale.

Luciani Vito. Partito liberale.

Lecce. Chimienti

avv. Vincenzo.

Partito liberale.

* Manes Carlo. Partito liberale, Combattenti

Peîrone prof. Francesco.

Nitti prof.

Partito

Catanzaro.

Partito radicale.

* Anile.

Partito popolare italiano.

10 Pasquale. il io

liberale

* Marino Antoni Partito popolare it

iuseppe. Partito liberale e.

Partito liber

Mendaia

ti tito liberale.

Colosimo avy. Gaspare. Partito liberale.

* Tamborino

Paolo.

Partito liberale.

Cosenza. Amato

avv. S.

Partito radicale.

Di Francia m.se Luigi. Partito liberale.

* Falbo

Partito

Lombardi

It:

Potenza. De Rug: ero avv. N. ‘artito radicale.

avv. Luigi. 2) Partito

avv. Nicola.

Partito liberale.

liberale,

Paparo dott. Raffaele. Partito liberale.


566

L’ILLUSTRAZION

E

ITALIANA

I DEPUTATI DELLA XXV LEGISLATURA. (Catanzaro, cont. (3 rit.). - Reggio Calabria, 7 dep. (3 rit “Messina, 8 dep. (4 rit.). - Palermo, 12 dep. (7 rit.). - Catania, 10 dep. (8 rit.). - Caltanissetta, 5

Renda avv. Salvatore. Partito liberale.

Messina.

Solonna Di Cesarò. Di Giorgio col. Antonino. Partito liberale. Partito radicale.

Finocchiaro-Aprile avv. A. ;

Drago i

Partito liberale.

Socialis

* Costa dott. Gesua

Partito radicale.

Gioacchino. Combattenti.

Reggio Calab

* ni prof. Luigi. Partito liberale. Combattenti.

* D'Ayala Fr. Saverio. Partito liberale. Agrario.

Taltanissetta.* Cascino C. Partito popolare italiano.

Partito

Fa

da dott, Giuseppe. Partito liberale.

Partito

liberale.

* Pecoraro Antoni

Partito popolare i

Partito liberale.

Giuffrida

v.G.

{Paratore avv. Giuseppe.

Orlando prof. V, E.

fa indipendente.

liberale.

Gius.

a

ava

Partito

Palermo. Balsamo avv. R. Partito

italiano.

juseppe. Nun ante m.se reFerdinando. italiano.

liberale.

liberale.

bba Giuseppe. iberale.

Catania, * Carnazza avv. G. Partito radicale»

ar. Giuseppe. | Rindone dott. Sante. Partito liberale. Agrario.

Colajanni prof. Napoleone. Pasqualino-Vassallo avv, R. Trapani, Lo Pre Repubblicano. Partito radicale. Socialista indipendente.

Partito radicale.

ro Tomaso. Partito liberale.


L'ILLUSTRAZIONE

LaDEPU

TATI

DELLA

ITALIANA

XXV

LEGISLATURA. — Cagliari, 7 deputati).

continuazione (2 ri atti). — Siracusa, 6 deputati (3 ritratti), — Sassari, 5 deputati (3 ritratti

i avy. Nicolò.

Socialista indipendente.

Congiu ayy. Luigi. Partito boraleo”

avv. Pietro.

Partito liberale.

Partito liberale.

Cagliari. * Angioni Mauro.

Pietro.

Combattente.

Partito liberale.

Partito radi

Giaracà avy. Enrico.

* Cocuzza Lorenzo.

Socialista riformista.

* Satta-Branca

Sassari. Dore dr. Frane.

Cocco-Ortu

Siracusa.

* Orano prot. Paolo.

* Sanna-Randaccio.

Saint-Just di Teulada (Ed.). Partito liberale.

Combattente.

Partito liberale.

. —

Le dopnie elezioni sono le seguenti: l'on. Meda a Milano e a Roma; l'on. Lazzari a Milano e a Cremona; l’on. Achille mo; l'on. Angelo Mauri a Milano e a Pavia; l'on. Gasparotto a Milano e a Udine; l’on. Paolo Cappa a Genova Grandi a Milano e a e ad Ancona; l'on. Giuseppe Bianchi a Brescia e a Novara, e l'on. Finocchiaro-Aprile eletto a Palermo e a Siracusa. — I ritratti di Avvertei

Mauri e Lazzari figurano in entrambi i collegi; gli altri figurano solamente nel primo dei due, meno che Giuseppe Bianchi il cui ritratto appare solo nel secondo. — Le fotografie dei deputati del collegio di Genova-Porto Maurizio furono cortesemente fornite dal fot. £rnesto Rosti, di Genova. — Le fotografie dei deputati del collegio di Parma furono cortesemente fornite dal fot. O//andini, di Modena.

L'AMORE

BEFFARDO.'

opo avere studiato con serietà e sentimento D certi problemi sociali, che più attiravani sua attenzione e la sua convinta sensibili di democratico,

Virgilio Brocchi

si è abbandonato

al romanzo di pura psicologia e alla novella piana di vita borghese. Le sue qualità di romanziere, costruttore eccellente

di personaggi

e di favole, non

sempre hanno combaciato purtroppo con i suoi sforzi d'artista. C'è, in questo ancor giovine scrittore, un'angoscia

patente tra il mondo da rappre-

sentare, ch'egli possiede quasi sempre,eimezzi di rappresentazione: come se, în ogni pagina che gli

esce di penna, egli riconosca dolorosamente un ri-

sultato inferiore all'ispirazione. Ed è tanto vero, in lui, questo sentimento, che, in una novella del suo

nuovo volume L'amore beffardo, egli fa appunto dire al suo protagonista, romanziere Alfredo Sor-

a quel romanziere che tentasse pesare sulla sua opaca serenità: chè esso vuol leggere, e altro non

chiede. In questo senso, bisogna a Virgilio Broc-

chi rendere senza meno giustizia. Egli è oggi, forse, uno dei romanzieri che

sappiano

meglio

dare ai

propri personaggi ala di vita, nella favola, e senti menti, almeno nell’apparenza, umani. Mitì e Secondo il cuor mio, hanno pregi di psicologia e di

condotta assolutamente degni di rilievo. Mitì è una creatura disbrigliata della vita con rara abilità: e così Norina e Letizia dell'altro romanzo. Virgilio Brocchi ha il senso discreto, voglio dire non ab-

bonda, della psicologia femminile; imposta con finezza le sue donne e sa imprimer loro, fino all'ultima pagina, quel soffio di respiro incoerente, ma reale, che convince anche i lettori più esperti. Questa sua dote egli sa mantenerla anche nella novella: quand’anche si fermi attorno a favole tenui o a motivi già sfruttati.

dini, che ben lontani sono i suoi libri da come egli

*

ogni nuovo romanzo di Brocchi, quando non lo guasti una certa enfasi oratoria o un tormentato tentativo di lirismo, si sente il progredire lento, ma graduale del narratore, anche se l'artista non

C'è, nell'Amorè beffardo, una novella lunga, che è quasi un piccolo romanzo: Gli agguati. Alfredo

li aveva, prima di seriverli, sognati.

E tuttavia, in

si stacca dai vecchi modi e forme, per districare nodo delle sue più intime difficoltà.

Ma sarebbe assurdo peraltro cercare nei romanzi

d'oggi una realizzazione prima di quello che Leopardi chiamava il suo più vivo termento: la co-

struzione morale e spirituale del proprio mondo.

ll pubblico dei lettori non sarebbe grato di certo

1 Viroi.io Brocchi, L'Amore beffardo. Mi

no , Treves, L.5.

Sordini, romanziere celebre, s'imbatte in un certo momento della sua vita, in una donna ch'egli ha già conosciuto, e forse amato, da bimba: Alma Se-

rena. E poichè essa viene a lui in un'epoca in cui

lo scrittore non è impigliato in altri amori, egli s’incaglia di gran cuore nel salotto di lei, e anche più

addentro :non sapendosene liberare neppure quando ba visto che la donna lo ha chiamato un fine che non è di sola ammirazione,

a sè, per sì anche,

anzi unicamente perchè egli chiuda una campagna

da lui iniziata sul Seco/o contro gli zuccherieri.

Sebbene

la favola sia quanto mai tenue e, direi,

frivola, la condotta del racconto è così licata, nervosa,

la narrazione

sottile, de-

così spedita

e so

prendente che il lettore è costretto a correre di pagina in pagina, attratto dalla singolarità di quel carattere di donna, strano e incoerente, ma umanissimo: fino all'ultima riga che è, come attendevamo,

una confessione di impotenza dell'uomo da-

vanti alla donna, che lo ha avvinto. E leggete La faciturna dov'egli deserive la sto-

ria di una donna, che, come dice un personaggio della novella, definendola «è nata per essere amante e non può essere che amante»: la quale, sulla so-

della vecchiaia, s'innamora in un ospedale dove è infermiera, di un soldatino strappato per miracolo allo

morte, e che

riesce, nonostante

l’amore

di lui e

onostante sè stessa,a vincere la passione

ed a do

inarla con uno scatto di volontà singolare.

Legg e Epilogo : una breve, nervosa novella, dove è tra sciato în poche pagine il dramma tra un

marito e una moglie; e leggete i Giuochi del destino, dove un commediografo riesce a strappare

al suo critico più maligno una piccola amante romantica: e via via, dal Risanato Agra. dalla

Città di giovinezza

a Perfidie, voi

Vedete quale

presente di tener desta l'attenzione

del lettore, e

varietà di passioni e quanta mutevolezza di sentimenti il Brocchi sappia cogliere, e con quale grazia. La condotta della narrazione è sempre abile e sottile: e c'è, a fior di pagina, un tentativo sempre sopratutto di commuoverlo.

Diceva Emilio Zola, che quanto a tecnica (e non «io non tanto mi preoccupo di descrivere, quanto di solo a tecnica) era innegabilmente un maestro:


L'ILLUSTRAZIONE

narrare »che è quanto dire esprimere in fatti e in

CRONACHE

azioni il proprio mondo o ciò che nel proprio mondo l'osservazione vede riflesso.

SEM

E il racconto, cioè la favola, con un movimento sia pure superficiale di passione, il Brocchi sa farlo,

come pochi altri.

agile, è, a volta a volta, gaio o sentimentale (nel senso buono); intendei giuochi delle passioni

ITALI DI

ROMA

ERE

Riveluzionari e simpatizzanti si sono passati

la parola d'ordine di metter paura. Il povero borghese sta al caffè e prende, mettiamo, nelle loro movimentate scorribande, spretidendoli! un latte macchiato, Alla prima sciocchezza o uando, per avventura, tentino uscirgli dalla verocosa sennata che gli esce di bocca qualcuno simiglianza : egli ha insomma un’abi e una forza l’investe di fianco: « Ma dunque non vi siete di narratore indubbiamente avvincenti. accorti di nulla? dunque voi credete che le * cose andranno ancora avanti come prima? Ma c'è ancora qualcosa da dire a sua lode. Il difetto où profondo, della letteratura odierna nai dunque seguitate a dormire anche sull'orlo rativa, dopo quella tal mancanza di coesione spivulcano? » Ecco, santo Dio, che bisognerà rituale e deficienza, forse per questa generazione, del rinunciare anche al latte macchiato. O se no insanabile, di responsabi morale, sovrasta senza bisognerà dare ai signori rivoluzionari e simdubbio alla mediocrità dell’epoca nella quale viviamo, il difetto più profondo, dicevamo, della let- patizzanti questa soddisfazione di farsi sempre teratura odierna narrativa, è la mancanza di fantasia. La maggior parte dei romanzieri che oggi pro- e dovunque vedere preoccupatissimi di quello ducono, vi muore nella camicia di Nesso di un che può succedere, bontà sua, da un momento mondo ormai sfruttato: non si cura di volgere il‘ all’altro, Rinunciare al latte macchiato nemproprio sguardo più lontano o più addentro, non meno serve, nemmeno basta, L’usciere, il cerca di esplorare la vita in tutte le sue vaste e tramviere, il portalettere, il portiere, col loro disuguali sorprese. Chi scopre in sè stesso qualità di narratore, anche senza approfondire il proprio contegno in questi giorni vi ricorderebbero mondo, imbraccia la penna e scrive il suo romanzo. lo stesso, ad ogni passo, che voi borghesi oichè, tia le forme d’arte, il romanzo è la più vivete sull'orlo d'un vulcano. Le pecore son diredditizia, oggi fa romanzi il poeta e ne fa il com- venute leoni, giustappunto la minacciosa promediografo: e non c'è dubbio che quando che sia, fezia del bidello della c/ass dî asen. Tanto romanzi possano anche balzar fuori dal cervello di eruditi o di cattedratici. vero, che il bidello delle scuole di FossomOra, a parte il fatto che per il romanzo (i maebrone domani siederà alla Camera dei depustri da Manzoni a Zola insegnano) è necessaria un'esperienza profonda della vita e un senso altis- tati e presenterà un progetto per la riforma delle scuole medie. simo di responsabilità morale, i romanzieri odierni * nè ci danno prova di conoscere i vari aspetti, e La sorpresa per l’esito delle votazioni, a mutevoli, dell'epoca, nè ci rivelano, e sarebbe que-

e sa, con fedeltà, renderli:

sto il più stretto

rincorre i personaggi

loro dovere,

fantastiche.

le eccezionali doti

Roma,

è stata forse più brusca che nelle altre

città per via dell’esiguo concorso alle urne e dell’indifferenza dei cittadini, che mai come quella domenica era parsa tanto monumentale. In quel pomeriggio, per le strade piene di manifesti, c'era la solitudine e lo stordimento

d’una città evacuata

qualche ora prima

dell'ingresso del nemico; la mattina s’eran visti uscire

dalle

sagrestie

e

lungo

i muri

drappelletti armati di schede; e la sera solo un correre

di galoppini

in carrozzella

che

scendevano e picchiavano ai vetri delle osterie un'attenzione, una serupolosità, una larghezza di esperienze che basterebbero da sole, a raccoman-

dare la sua opera: e sì, a farla forse anche amare. Mario

Puccini

Le proporzioni dei partiti nella passata e nella presente Legislatura.

con un'aria di congiurati d’operetta. Il romano dà un’importanza assai limitata al fatto di potersi scegliere una rappresentanza nel Par-

lamento Nazionale. La sua apatia, infusa d'ignoranza e di saggezza, gli fa dire: A me che me ne viene? Tanto poco si fida del gioco

Vale la pena di registrare questo raffronto dei

delle sorti politiche, lui che n’ha viste tante! Durante queste elezioni c’è stato un episodio veramente degno di leggenda, e veramente

vembre 1913, è quali sono nella nuova Camera ora eletta per la XXV legislatura. Da qui si vede chi ha guadagnato e chi ha perduto. 1913 1919 Differenza

romano come quello di Muzio Scevola e d’Orazio al ponte. Un elettore entra in una cabina d'una sezione dove l'affluenza era minima e tutta staccata e perciò gli scrutatori tranquilli e riposati. Passa un minuto, due

vari partiti e $ruppi quali erano nella Camera eletta per la XXIV legislatura il 26 ottobre-2 no-

Liberali e democr. costituz. Radicali

310

179

—

7338

131

—

35

Cattolici (P. P. I.)

29

100

+71

Socialisti ufficiali

52°

155°

+

508

508

Repubblicani

Ig

Socialisti riform. e indip.

27

27

EE

103

—

—

Vi sono sei deputati eletti in due collegi (Meda: Milano e Roma;

Lazzari: Milano e Cremona;

Fi

nocchiaro-Aprile: Palermo e Siracusa; Cappa Paolo: Ancona

e Genova;

Gasparotto:

Milano

e

Udine;

Mauri: Milano e Pavia) — ma siccome per legge,

saranno sostituiti nell’uno o nell'altro collegio da quello che, nella stessa lista, ebbe dopo di loro i

maggiori voti, così la proporzione dei partiti non

cambierà

dopo le sostituzioni.

In questo numero, a due settimane di distanza della elezioni, siamo riusciti a raccogliere 380 ritratti di deputati. Completeremo la nuova

Camera

nel

gli onorevoli

deputati

l'invio

fotografia

della

richiesta.

prossimo

numero

vorranno

già

se

sollecitare

insistentemente

Nel prossimo gennaio uscirà per | tipl della Casa Treves il volumetto I 50 contenente | ritratti di tutti | deputati con

biografie.

le rispettive

FERNET-BRANCA FRATELLÌ BRANCA - MILANO

I

aa

EE

ANTICA

E

MODERNA

DIESIESFATEESRS5

minuti, tre minuti, la cabina non si riapre. Gli scrutatori si guardano in faccia: che gli può esser successo? Vanno a bussare: si senton rispondere: avanti; e trovano l’elettore che, messa nella busta la scheda, stava paciosamente scrivendo una lettera alla moglie. Con quest’interessamento Roma ha partecipato alla lotta politica in un momento

così grave. «Io posso come te cantare nei supplizi », grida Maria Vesta nel Pi che l'amore. «Io posso nella cabina elettorale serivere una lettera a mia moglie » dovrebbe gridare il grand’Ignoto nella commedia inti-

tolata Più che la politica, quando i rivoluzionari entrano in scena a suon di tromba. L’astensione di Roma città è dogmatica ;quella delle campagne, per essere il contadino sempre cavilloso, interessato e pedante, è invece ragionata e dedotta. Un candidato della lista ministeriale era andato in campagna a lavorarsi un po’ di terreno; era una'mattina grigia e piovosa; finito di parlare tra il silenzio sordo dei villani, e chiedendo, tanto per dire, se qualcuno dei presenti volesse provarlo in contradittorio, esce dalla folla e gli si fa sul palco con le mani in tasca un omone tarchiato e barbato, « Nur c’è che dì », esclama

il barbato rivolto insieme alla folla e al candidato per far vedere che parlava anche a nome degli altri villani « ru c'è che dì, voi avete parlato giusto, anzi avete fatto un ber discorzo; ma, scusate, a voi chi ve conosce? » Il candidato, con un umile e buono sorriso sulle labbra, risponde : «È possibile, è naturale che voi non

mi

conosciate;

ma

io conosco

voi e ho studiato i vostri interessi; e il vostro interesse è quello che qui mi ha chiamato per sapere da voi stessi se mi volete portavoce dei vostri desiderata al Parlamento ». Allora l’omone incrocia le braccia e dondola la testa minacciosamente: « £ difece un pò, sor candidato: com'è che l'antr'anno, quanno la gente de ste parti moriva

de grippe pe la

strada e tutti chiamaveno aiuto, e nisuno rispondeva, e nisuno se moveva: com'è che allora non ve sete fatto vede?» Un coro bol-

lente di risate e d’imprecazioni si levò dall’accolta rusticana: e il candidato partì sotto la pioggia inseguito da quelle risa e da quelle voci, e ancora oggi è candidato. * Martedì, 18 novembre, notte. Può succedere a tutti, in una

fredda e umida serata di novembre, di trovarsi in letto con un berretto da notte in capo e una bottiglia d’acqua calda ai piedi; d'aver bevuto una tazza di camomilla ben calda e d’essersi appisolato

con un vecchio libro in mano; senza essere tuttavia il borghese designato da Scalarini colle dita piene d’anelli, Mentre dunque così, da povero borghese senza anelli, io curavo un mio raffreddore e in dormiveglia viaggiavo per la Cina, messo sulla strada dall’Istoria della Compagnia di Gesù del Padre Daniello Bartoli, ecco che un mugghio di lontano fa tremare i vetri e mi fa risvegliare col cuore in gola. Che cos'è? che succede? chi è che

minaccia ?Questa che s’avvicina riempiendo tutto il vano umido e profondo della strada è la voce del'‘popolo. A_poco mugghio e i sibili tempestosi

a poco tra il si discernono

le parole e i ritornelli, che sono « bandiera rossa », «viva la Russia » e «l’internazionale ». Si sentono nella strada sbattere le porte e calare strepitose le' saracinesche. Dal mio letto immagino

diere

rosse

la scena facilmente, e le ban-

nella luce

delle

lampade, e le

facce responsabili dei monelli che marciano

all'ombra di quelle bandiere, e i mantelli impenetrabili dei carabinieri che marciano serrati nel mezzo. Il passo e il tono son d’accompagno funebre. C'è da scherzare? Il morto saremmo noi borghesi; sarei io in questo letto. L’immaginazione corre avanti e mi dà la mia testa infilata sopra una picca, colla bocca nera, gli occhi travolti e il berretto da notte. A quali vetri d’affamatore del popolo mi porteranno adesso a battere il

naso? Alle finestre del Giorrale d'Italia? 6 dell’/dea Nazionale? o degli uffici romani del Corriere della Sera? lo vi dico che dev'essere bellissimo girar le strade della propria città a questa maniera, guardando gli uomini così dall’alto tra due bandiere rosse, facendo paura ai direttori dei giornali. * Due giorni dopo, per fare il paro con quello socialista, i popolari hanno organizzato un loro corteo, dalla Roma bassa al

Campidoglio. Altro contegno, altre facce, altra méta, altri stendardi. Innegabilmente il corteo aveva un po’ l’ordine e l’aria d’una processione. E difatti, a un certo punto, nel mezzo della processione, un'anima candida non ha potuto trattenere il grido della sua consolazione e se l’è fatto scappare di bocca:

Viva la Madonna! Abbasso il diavolo! Testuale. Antonio BALDINI.

Vero Estratto diCame ARRIGONI


371 INOIZ313

(Fot. L. Garzia).

AINOIZVAI. VI1O0dYN =

LI

NI "VITIDIS

Una sezione elettorale in un villaggio siciliano.

(Fot, G. Plafamone),

Ina i| componenti , în del rappresentan Sinda s seggio in un villaggio


L'ILLUSTRAZIONE

IMPRESSIONI

ISTRIANE

PIAZZA

DI

ITALIANA

di

G.

CAPODISTRIA.

MAZZONI.


L'ILLUSTRAZIONE

PERCHÈ

SPOSAI

LA

DONNA DEL MONDO, NOVELLA DI ALBERTO DONAUDY. . + se bastava uno sguardo di lei per- vitai anche l’orribile signorina del bridge ad

BRUTTA

PIÙ

(Continuazione e fine, vedi numero precedente).

i disarmato?

Eppure era necessario che io i non m'innamorassi di quella donna! È vero che ella era

capitata lì ‘in un momento in cui l'eterno femminino era così mal rappresentato che era quasi una salutare reazione poterla guardare; è anche vero che la necessaria frequenza di un piccolo albergo di montagna mi obbligava a starle tutto il giorno vicino; ma intanto un solo dovere mi era dinanzi, ferreo, implacabile: quello di rispettare in lei la moglie di un uomo così rispettabile!

E c'era di più: egli si dimostrava così si-

curo di me, che non potevo neanche tradire un simile attestato di fiducia. Quando qualche notte s’avviava solo, con una lanterna in una mano e la mazzalpina in un'altra, verso quell’ inutile calvario umano costituito da un picco da scalare, era egli stesso a ra comandarmi di tenerle compagnia l'indomani e di far sì ch’ ella non si annoiasse; e questa

sua prova di confidenza ripagata che con

non poteva essere

la più leale delle condotte.

Ecco: avrei quasi preferito di apprendere una mattina ch'egli fosse andato a finire in un burrone, durante una delle sue numerose salite e discese, anzichè dubitare ch'egli avesse potuto concepire un sospetto a mio riguardo. Così almeno— pensavo — dopo una lagrima

sinceramente versata, sarà allontanato da me ogni rimorso, è potrò dare ascolto alla voce del cuore. Meglio morto che_tradito da me

è così che gli volevo”bene. —. *

che io fui sempre certissimo ch'era stata sino

allora la più fedele delle mogli.

Ma tutte le

attrattive erano in lei:

sicchè

direi quasi che

nervi la corte

e sfacciata che,

mare. Si parlò d , passeggiando, le mie compagne rono concordi nel dare la

ella ne abusava, pur senza volerlo. Intanto, però, cominciava già a darmi ai insistente

loro preferenza ai modesti

fortunatamente

mi delle Sonia: ;0 immediato.

ndugiare

colla

è provvida di così nausea-

fessò allora che nessun

per reazione, co-

—

e lo credo

di Venussi

uomo

si ramma-

bene — aveva mai colto per lei uno, solo di

minciai allora anch'io a dirle delle amabilità, arla in

—

bonde parole. La signorina del bridge con-

diSshdosi sicuro d'

Qu:

ciclamini, gridan-

domi insieme la croce addosso quando io dissi loro che, in perfetto italiano, bisognerebbe chia marli « pan porcini ». Ma non tardai a convincerle che non era colpa mia se la buona lingua italiana — che nessuno parla o scrive,

in

assenza del marito, le faceva da alcuni giorni un giovincello zazzeruto — che poi mi dis-

quei fiori.

mia

La moglie

mano nella sua; ed ella non nascondeva fatto la sua preferenza a mio riguardo: ciò

scito a pervenire su d'un ciglio a picco che

ricò, invece, che

il marito non fosse mai riu-

che

m'indicò

dove

mi

goglio.

riempiva anche d'un legittimo orpoi, appena la sera mi chiudevo

Ma

laggiù,

ne crescevano fetama-

i. Ed io, per fare dello spi era un alpinista da

in camera, ero riassalito più che mai dall: folla dei rimorsi, i quali erano anche aggravati adesso dalla quasi certezza ch’ella non

gians

av rebbe mai tr. sgredito ai suoi doveri coniugali, s'io non avess to riel farle la corte.

Venussi, uscii dall'albergo e m’avviai lungo il ciglione scosceso, raccomandandomi. | nima a Dio; poi m'arrampicai rponi sino al

Bastava

ciò per non darmi più pace

Sicchè, l'indomani mattina; volli dimost:

di che cosa ero

tutta

luogo in

notte; sicchè giuravo, per il giorno dopo,

mo,

capace. Alzatomi prima di

e così riuscii a cogliere un

mazzolino di quei perfidi fiori, che forse piacciono tanto alle donne perchè si dilettano

di tornarmi a chiudere nel freddo contegno di prima. Ma erano ormai, come ben puoi capire, giuramenti da innamor io e endo .Ven

spesso di crescere in luoghi dov'è facile che, per esse,

possi

in mano, denza, poi mi sentii RA

io”

PROFOMO LA

. Avutili

ovviridicolo

AVZENST FR

F.GINZANO€(. TORINO

unirsi con noi, evitando così tutte le tentazioni d’un féfe-d-téte per il bosco. E la gnorina me ne ringraziò con uno di quei suoi dolcissimi sguardi che mi da il mal di

E non già che ella

facesse’ nulla per attrarre me o altri; chè, anzi mostrava con tutti di un riserbo tale

Ma a che cosa valevano_questi ‘miei fermi

cl

ITALIANA

DI

ep nosito A

per l'Italia: 5

motore più VElOGE del è il 250 HP

per aviazione

che è tuttora il detentore del

POUR

VOTRE

TOILETTE,

MADAME

“RECORD

MONDIALE

DI VELOCITÀ”

con una velocità media di 260 km. 869 m. all'ora

I PASSAGGI AI TRAGUARDI RAGGIUNSERO i 268 km. all'ora.


572

L'ILLUSTRAZIONE

e infine tornai sollecito all'albergo, dov’ero certo di trovare lei sola all'ombra dell'ippoca-

sera innanzi, sollevai quei ciclamini — che mi sembravano divenuti di piombo — e li offersi a lei con un altro sorriso, che chiamerò del più puro eroismo!

stano;

perchè Venussi, non vedendomi, sarebbe certamente già uscito per la immancabile sua passeggiata mattutina. E, invece, egli aveva avuto lo squisito pensiero di aspettare ch'io tornassi! Quella persona che avevo vista seduta di spalle e alla quale, miope come sono, m'’avvicinavo trepidante col mazzolino in mano, certo che fosse lei, non era invece che lui! — Tu? — esclamò, volgendosi d’improvviso al rumore dei i passi. — Tu capace di cogliere dei ciclamini quassù? Ma questi sono eroismi da innamorato, mio caro! Dimmi per chi gli hai colti.... Confessa! Non so che parole incongruenti balbettai nel rispondergli; ma certo non potevo ne-

gargli di essermi arrampicato in qualche luogo, per lo stato pietoso in cui ero ridotto; e poi c'era anche il mio rossore che aggravava la situazione, rendendo facilissimo che egli concepisse dei sospetti.

Ed egli, infatti, sichiuse per un momento in un pensoso silenzio, che a me parve du-

rasse dei secoli. «È alla mia consorte .— soggiunse poco dopo, odorando il mazzolino — che ques fiori piacciono tanto. »

Ah, no!

Che un

sospetto

lo sfiorasse mi

doleva immensamente, è vero, ma avrei poi provveduto io si , con la mia condotta

esemplare,

a d

arlo del tutto;

egli già formula

ma, che

in termini così precisi

la

sua terribile accusa, non lo potevo in alcun modo

permettere!

Scorgendo allora la signorina del Lridge, che, venendomi incontro, mi sorrideva an-

cora di riconoscenza, per. la passeggiata della

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ITALIANA

« Non

mi ha detto ieri sera — soggiunsi —

che le piacciono tanto? »

Ella arrossì un poco, abbassando

di i

meglio.

Ella corse

Per quanti sforzi facessi allora, ricordo che finii col ritenere il calcolo insolubile, come

quello del « congiungimento delle parallele ». *

gli occhi;

ed io cominciai a impallidire, avendo osato di guardarla

Perchè era anche così perfida, che io ancora mi domando se fosse più cattiva che brutta.

a piangere

gioia fra le braccia della marchesa; ed chiudermi in camera, sperando

Qui Luganelli si tacque. Sera deciso a farmi quella confessione a proposito d’una nostra dissertazione sul valore etico della virtù, durante una delle solite passeggiate che fa-

di crepacuore, Ella non discese a colazione, quella mattina; ed io mi augurai

cevamo,

da nottambuli impenitenti, dopò che

che l'avesse colta un accidente. Era invece

l’andavo

a rilevare alla redazione

giornale, verso le due del mattino, e l’alba ci coglieva, verso il Museo o lungo via Ca-

la marchesa che aveva voluto così. Bisognava prima che io mi spiegassi con lei, come vogliono le buone usanze. Alzatasi da tavola,

del suo

racciolo, a discutere intorno ai più vasti problemi di filosofia. Ma quella volta .mi accorsi ch'egli non ave-

subito dopo la frutta, ella si degnò di venirmi a stringere la mano; ma io non aprii bocca: .fu lei che si dichiarò soddisfatta e felice, sia per i consigli dati « a quella cara figliuola »,

va ancora finito e che, anzi, tutta l'amarezza dell'avventura sofferta doveva essere in fondo alla sua confessione. Sicchè non parlai an-

incoraggiandola — bontà sua —

cora,

a corrispon-

dere alla mia simpatia; sia per il fine intuito con cui, sin dalla prima sera, aveva saputo leggere in me: frutto, questo, della sua consumata esperienza. Gli ultimi furono i coniugi Venussi ad alzarsi per venirmi a fare i loro complimenti: lei con un sorriso agrodolce, e anche lui con una riserbatezza che mi stupì parecchio. E, due mesi dopo, ero proprio io il marito della più brutta donna del mondo! Venu tenne a farmi da testimone, e venne di proposito a Napoli; ma, più di tutti, mi è testimone Iddio del coraggio ch’io ebbi ad affrontare quella donna, e della evangelica pazienza di cui diedi prova nel sopportarla per due anni interi!

LOTUS BLEU PROFUMO

SQUISITO

Dell'insi uperabile

‘* ACQUA

*

«Ed ecco che un giorno — egli continuò infatti — incontrai Venussi, uscendo di casa. Mi salutò, mi disse ch'era giunto quella mattina a Napoli per ripartire nel pomeriggio, siechè non aveva avuto il tempo di venirmi a trovare;

mi chiese

poi come

stavo e.non

aggiunse altro, dandomi così la prova lampante che della nostra bella amicizia quasi nulla più rimaneva.

Ebbi allora un rigurgito d’amarezza.. Mi proffersi d’accompagnarlo per un tratto di via e, dopo un breve silenzio, quasi di scatto, lo accusai della più nera ingratitudine, spiat[Vedi continuazione a pag. 574).

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L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA


LUILLUS TRAZIONE

Continuazione, vedi pag. tellandogli in faccia

572)

paura

ITALIANA

delle sue stesse parole — non sarei | quale c'era tutto il dolore del rimpianto re-

il grande eroismo

di cui | forse così disgraziato adesso.... » ciproco. Lo guardai allibito. Ma quel giorno non tornai a casa. E ini« Ma dunque.... Dunque, tu lo speravi ? ziavo dall’indomani le pratiche di separazione Egli mi guardò stupefatto; poi scosse il Non rispose+ coniugale. capo in silenzio e infine soggiunse con im« Saprei, almego; Era quella una magra vendetta, lo so; ma mensa tristezza : degno della « E tu, così intelligente, tu hai potuto far | chi fu, chi è, chi sarà?» e avevo potuto vedermi dinanzi, questo ? » Egli era grande senza dubbio nel suo im- | allora, quell’orribile moglie, era perchè rap«Non ho seguito che la voce della mia co- | menso affetto per quella donna, ma era | presentava il simbolo del mio sacrificio; menscienza! anche alquanto grottesco. Facemmo ancora | tre da quel giorno ella sarebbe anche stata ero stato capace, affinchè quell’amicizia nulla perdesse della sua purezza.

rito chet «Se l'avessi filo di voce,

pochi pa nsieme e poi ci separammo, | per me la condanna nse con un | senza guardarci, senza ù altro, | virtuoso».

ad

occhi

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59 nelle malattie polmonari,catarri bronchiali cronici, tosse convulsiva, scrofola, influenza. Chi deve prendere la Sirolina “Roche”? Tutti coloro che sono predisposti a prendere raffreddori, essendo più facile evitare. le malattie che guarirle. Tutti coloro che soffrono di tossevo di raucedìne, | bambini scrofolosi chesoffrono di enfiagione delle glandole, di catarri degli occhi e del naso, ecc. | bambini ammalati di tosse convulsiva; perchè la Sirolîna calma prontamente gli accessi dolorosi. Gli asmatis!, le cui sofferenze sono di molto mitigate 1 mediante "la Sirolina. tubercolotici e gli ammalati d'influenza.

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1886 fino ad

mente Giolitti, del quale era molto amico. Si era fatta certa fama di competente nelle questioni finanziarie; fu per molti anni membro della giunta generale del bilancio, della sottogiunta per le fi-

del 16 novembre, per apoplessia fulminea, l'avvocato Edoardo

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ora fu deputato per ben trentatre anni (nove legislature) sedendo a sinistra e seguendo costante-

nanze e tesoro, fu relatore di varii importanti pro-

getti di legge, come quello per il porto di Genova,

quello per i prc vedimenti contro la sofisticazione dei

.;ni,

queuo per l'Istituto Nazionale delle Assi-

curazioni. Nato nel 1841, aveva compiuti da poco

i 78 anni, e prima che si aprisse la lotta elettorale ultima aveva dichiarato in pubblica lettera di riti-

rarsi dalla vita politica.

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