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Anno XLVI. - N. 7. - 16 Febbraio li, Per tutti gli articoli e î disegni
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160
ILLUSTRAZIONE
ITALIA
inimicizia dell'Austria, e per non essere sola
davanti a certi estri bellicosi
di vicini che
non l'hanno mai stimata per quello che vale.
C'era, nei Governi, il presentimento inquieto che bisognava formare delle associazioni di popoli, per controbilanciare
La Lega delle; Nazioni. Avvocati sulfurei e processi eterni. — Ci crede Nazioni?
davvero, lei, alla
Lega
delle
La domanda è sulle labbra di molti, più
scanzonata che curiosa, e non aspetta neppure risposta. Chi la fa, sogghigna finissimamente, scrolla il capo, e poi dà un’occhiatina sommaria al mondo di domani, e lo immagina e lo crede tutto eguale al mondo di ieri; poi, contento di non dover mutare abitudini, ripiglia a consumare le sue ore e i suoi giorni con un animo che si illude d'essersi conservato qual era or sono cinque anni. In verità se aspettiamo che dal Congresso
guali, artifici.
stava una vecchia Europa illogica, iniqua, gemevano e fremevano popoli
tenuti
slave con la sguaiata ubbriachezza di dominio, l'Inghilterra con la creazione di quel vasto impero arabo che verrebbe assorbito
entro l'immensità dell'impero britannico, il Giappone che vuole insinuare e spandere la sua forza tenace entro le più ricche vene della Cina sconfinata, ci dimostrano che. questo sogno è più lontano della ‘calda e tumul-
tuosa realtà che non l'asteroide più remoto da questo nostro rotante granellino di terra, Ma la Lega delle Nazioni per essere bella, vera, possibile, non ha bisogno di diventare nè il palazzo delle fate, fantastico, nè il pi lazzo dell'Aja, piccola pretura dove si giudi-+
carono i pettegolezzi più insignificanti del mondo. La Lega delle Nazioni non ha che presupporre, per esistere, la metamorfosi di tutti i lupi in agnelli, e neppur la suprema
giustizia scesa dal cielo sul globo che ha, nei millennî,
conosciuto,
o esercitato
o patito
tutte le ingiustizie. È chiaro che se, domat-
tina, al risvegliarsi, noi ci scoprissimo blandi e miti come l’acqua santa nelle pile, e se
l'orrore del male
d'ognì
fosse la virtù
nato di donna,
originaria
e ciascuno e tutti re-
spirassimo la benevolenza, l'equità, il disin teresse, il buon senso, la Lega delle Nazioni
sarebbe inutile, come sarebbe superflua la questura in un paese che ignorasse anche il più lieve pensiero criminoso.
La Lega
delle Nazioni
non
pone
le sue
fondamenta nell’utopia, ma nella dura neces-
sità; non è il Monsalvato dove si custodisce
il mistico Graal, ma vuol essere una specie di assicurazione pratica contro i danni della guerra. Perchè i popoli vi aderiscano, non occorre che stiano qualche settimana nel bagno profumato d'ogni virtù, come la donna
nella più dura schiavitù.
Tuttavia la
paura della guerra era, nella maggioranza dei paesi, tale, che le mutilazioni proprie, e le servitù altrui venivano vilmente sopportate. La paura della guerra sarà minore ora, dopo questa prima terribile esperienza d'un conflitto mondiale, e proprio quando, almeno nelle sue linee generali, l'Europa si ricompone secondo i diritti dei popoli, e ai popoli è ri-
della Pace cominci un'umanità tenera e dolce
sotto cieli melliflui, se speriamo che un’agape di uomini purissimi temperi con parole nivee le infuocate inimicizie dei popoli, e sostituisca il regno dello spirito all'urto degli interes: noi ci abbandoniamo a un sogno gracile e futile. La Francia con i suoi vigorosi appetiti, la Germania col pronto e superbo oblìo delle sue colpe, tutte le genti
le forze, per im-
pedire che si formassero ‘preponderanze in Europa, per chiudere i varchi alla guerra. La guerra non fu impedita per questo, ma fu per lo meno più volte ritardata; ed erano, in ogni modo, quei gruppi, troppo ristretti, antagonistici, formati sì male che in essi le nazioni più forti facevano tirannicamente pesare il loro prepotere sulle altre, senza possibilità o speranza che le nazioni più deboli potessero sperare aiuto o difesa; chè, anzi, essendo esse legate a chi le opprimeva, erano naturalmente sospette ai popoli del gruppo avversario. E sotto queste associazioni ine-
dato il primo bene della vita, la libertà? Verso il principio che informa la Lega delle Nazioni
prima della
guerra,
sempre
più an-
dava orientandosi, faticosamente, l'anima europea. Ecco Ja Francia, fuori della sua alleanza con la Russia, cercare e stringere accordi anche con l'Inghilterra; ecco l'Italia, con dispetto acerbo della Germania, intrecciare legami con la Francia, stringere sempre più cordiale amicizia con l' Inghilterra. In chi non meditava già il delitto della guerra c'era il senso che i due grandi blocchi d’alleanze non bastassero più a garantire la pace; che bisognava dilatare fuori da essi i vincoli della fraternità umana, che solo più vaste concordie d'interessi avrebbero impedito la più spaventosa delle calamità. E se la Germania avesse avuto coscienza che più larghe leghe ideali tra i popoli.esistevano, se avesse sicuramente saputo, per esempio, che |Inghilterra non sarebbe rimasta, come essa credeva, egoisticamente inerte, la guerra non sarebbe scoppiata. Ma quando scoppiò, la guerra non provò affatto che una Lega delle Nazioni è ì
le:
anzi
dimostrò
che
essa è una
La Lega delle Nazioni non fu ideata dalla mente di Wilson: fu creata dal ferro e dal fuoco, nacque dall’avversione al principio della guerra, raccolse, nel giro di tre anni, la più gran
parte
dei popoli del mondo
in
una stretta, formidabile volontà: trasformò la guerra, le diede una morale, scopi più alti, un più nobile significato, ed impresse alla vittoria il carattere di una
giustizia so-
lenne, che le liti diplomatiche intorno al ta-
volo verde
non riusciranno a toglierle. Ora, perchè deve essere impossibile che popoli che
hanno
combattuto
e vinto insieme, e che,
in un modo o nell'altro, riusciranno di accordarsi pienamente, durante il Congresso della Pace, continuino, poi, ad essere d'accordo su questo
punto,
che la guerra
è un
Essa non è affatto una novità. Esisteva già. Il sistema delle alleanze, prima della guerra,
male orribile per tutti, e che è nell'interesse di tutti evitarla? Di evitarla hanno scoperto la maniera che consiste nell'unirsi contro ogni e qualsiasi sopraffattore. Basterà che annuncino la loro unione, per togliere al più pazzo provocatore la voglia di sfoderare la spada. E non è necessario che, intanto, vivano di tenerezza reciproca, costituiti in società corale di cherubini e serafini, volteggianti e sgambettanti di raggio in raggio, e inneggianti al Primo Amore. Basterà che ricordino che la guerra vuol dire la nazione che si svena, il pane che manca, la vita che si arresta, il mondo che si impoverisce, il
rappresentava
mare
biblica; basta che sappiano che la guerra non è solo il fatto sanguigno degli avversari che la combattono, ma è il fatto economico di tutti
gli altri popoli
che
stanno
a vedere.
Anche nel mondo di domani, ch'io mi ostino
a credere più largamente giusto del mondo di ieri, l'interesse sarà il motore supremo; eb-
bene l'interesse è il cemento che terrà unita
la Lega delle Nazioni. una serie di abbozzi ristretti e
difettosi di Leghe delle Nazioni. La Francia
che non è più sicuro, il commercio che
muore, il pensiero che si imbarbarisce; e se ricorderanno questo, davanti al pericolo della
s'era alleata alla Russia per costituire un blocco così potente, che frenasse l’alterigia
guerra saranno solidali.
trata nella triplice per neutralizzare la cupida
telli in una grande
aggressiva della Germania;
l’Italia era en-
Nè occorre che tutti i popoli diventino frauntuosa ed ipocrita
fra-
teria pacifista; sarà sufficiente che tre o quat-
tro, tra i più ricchi o potenti, tra quelli insomma che hanno maggior interesse ad evitare quel cattivo affare economico che è la guerra, siano pronti a schierarsi dalla parte
dell'ingiustamente provocato contro il provocatore. Se si saprà che ogni dichiarazione di guerra provocherà un urto mondiale, non ci saranno più guerre. Per questo, in nome dell’egoismo imperituro, io credo nella Lega delle Nazioni.
* Il processo Cavallini gode la migliore ‘salute che si possa dare, e prospera in abbondanza di svaghi o di parole, promettendo di vivere a lungo sulla faccia della terra, in barba a coloro che vorrebbero una giustizia più sollecita e succinta e concisa. Ma la giustizia ama i suoi comodi, ed ha, del resto, per decorazione la toga, che è veste ampia e grave, da portare camminando a passi misurati e solenni, e non correndo via, spicci come biciclisti. Tutto nel mondo ha fretta: gli affa e i piaceri preferiscono l'automobile al ro: zino mortificato dagli anni e dalle busse, di-
sertano la posta per il telegrafo, occhieggiano
già con impazienza all’aeroplano: vogliono libri brevi, spettacoli brevi. Ma i tribunali
restano indietro, carichi come sono di avvocati, più numerosi in ogni processo, che le acciughe
in un barile;
ma,
ahi, delle acciu-
ghe meno taciturni, sebbene altrettanto salati.
Ringraziando Iddio,
ben provvide natura al nostro stato,
poichè ebbe la compiacenza di non regalarci
mai più di uno o due grossi processi alla volta; chè se, per un caso qualsiasi, la fantasia dei grandi omicidi, dei ladri illustri, dei
bancarottieri di razza, delle spie, si mette: più febbrilmente in moto, e i delitti maestosi fossero più frequenti, da una parte avremmo un ingorgo terribile nello spaccio dei dibattimenti comuni, per furtarelli, ferimentini truffe alla mano, assassinî incolofi, e dall'altra parte, noi,
per essere
al corrente
delle più
elette gesta criminose, e della più fiorita eloquenza nazionale, saremmo costretti a passare i giorni con la testa china sui giornali, a leggere a leggere a leggere
diziarie,
cronache
giu.
fino alla perdita degli occhi, e forse
anche della ragione.
A che cosa dobbiamo il privilegio di questa ampiezza di discussione e di oratoria, io non
so. Negli altri paesi i processi durano un
tempo ragionevole. Forse la presenza degli avvocati durante l'istruttoria giova a nettare il terreno da infinite questioni, che da noi, esaminate nell'istruttoria segreta, devono poi essere riesaminate in pubblico. Una riforma in questo senso ridurrebbe il dibattimento alla di ne del fatto nudo e semplice, con risparmio grande di tempo, e con m nore probabilità di spropositi giudiziari : chè dove il verdetto ha da essere pronunziato dai i, c'è da domandarci se in coscienza, mane e mesi di divagazioni, di inesottigliezze, essi possano
avere
la vi-
sione limpida e sintetica del fatto sul quale devono pronunciarsi. Ma la riforma maggiore consisterebbe — e fu detto mille e mille volte — nel limitare ancora di più il numero degli avvocati che gli imputati e le parti civili possono assoldare.
una causa che ha bisogno di trop, V. vocati ha sempre l’aria di essere quasi disperata, come una malattia che ha bisogno di raccogliere un consulto di medici; e se non è disperata, vuol dire che essa teme, non di sè, ma dei giudici, che considera nemici na-
turali da debellare,
non
con
la punta delle
buone ragioni, ma con le furberie, le malizie, gli stancheggiamenti. Una giustizia così
disistimata da chi deve affidare ad essa il proprio onore e la propria libertà, non è certo,
nella vita nazionale, una forza moralizzatrice. Vecchio peccato, lamentato da secoli; Pi
tro
Verri, che
amava
gli avvocati
come
chirurghi, cioè pochissimo, dopo averli definiti in modo che oggi gli frutterebbe una querela per ingiuria, osservava: l'avvocato 0
ZIONI-DI- BANCA, NA:DISCONTO TVTrE-LE-OPERA?
L'ILLUSTRAZIONE
il causidico, credono che il vincere, il perdere una
lite, dipenda
LA
ITALIANA
VISITA
DEL
RE
IN
ISTRIA.
dal favore e dall'in-
dustria. Non so se lo credano ancora; certo
lo credono i clienti, e questa credulità giova
= asi
agli avvocati, Quanto all'industria, vediamo ogni giorno con quali arti gli avvocati cerchino di complicare i processi; quanto al fa-
vore, poichè i giudici corrompibili sono tutti
morti per lo meno un secolo fa, gli avvocati hanno conservato un certo rituale ridicolo, che sa di tempi dispotici e spagnoleggianti, e per esso infiorano le loro arringhe di lodi
all'augusta serenità del presidente, all'acume fulgido e geniale inimitabile senno
cato, che non
del collegio, al mirabile, dei giurati. Incenso spre-
serve e, poichè si adopera con
tutti, in tutti i processi, dovrebbe stomacare col suo profumaccio volgare chi lo offre, e chi lo annusa; ma tuttavia si impiega in omaggio
a
una
tradizione
ammuflita
e
ri-
dicola. # 5% Ad allungare i processi oltre misura, qua: non bastassero e l'istruttoria rifatta in pub-
blico, e tutto il bizantinismo delle eccezio
delle pregiudiziali, e tutto il dilagante sonito delle molte eloquenze, si aggiungono da qual-
che tempo, le risse tra avvocati, o col pubblico ministero. E quasi non bastassero neppure le risse, di tanto in tanto ecco le sfide e i
duelli he se andremo avanti così, bisognerà istituire nelle Università, accanto all’insegnamento del Diritto canonico edella filosofia del Diritto, scuole di scherma e di pugilato. Mirabile amore degli avvocati per il loro cliente! Essi fanno una sola persona, una
sola anima con lui; e chi osa dubitare del perfetto onore del cliente, dubita, — vivaddio! — del perfetto onore dell’avvocato. allora mano
alle spade, ciò che riconduce la forme vetuste che
giustizia a certe artistiche
non possono che piacere agli spiriti colti, perchè per esse l’aridità del codice cede il posto alla maschia bellezza degli antichi giudizi di Dio.
Se la Difesa, sul terreno, taglierà un’orecchio alla Parte Civile, la causa della verità avrà fatto grandi passi: se la Parte Civile farà un tagliettino nel costato della Difesa, il prevenuto sarà molto probabilmente col-
pevole: chè un Nume infallibile — forse la stessa Temi — come ispira la giusta elouenza, così sorregge e guida la giusta punta
lelle giuste spade.
Dopo cinque anni di guerra, l'umanità alla pace; tutta, esclusi gli avvocati. E i novelli cavalieri erranti non si vogliono
anela
battere più per Angelica bellissima, ma_ per Cavallini o per Brunicardi. Mio Dio! fosse almeno per la marchesa
Ricci! Il Nobiluomo
Vidal.
I LIBRI DEL GIORNO. Sommario del num. 2: L'età d'essere éditi Lupesco — Woodrow Wilson nello spirito it Paolo Arcari — Due processi a un romanzo, di Virgilio Brocchi — Passeggiata socratica, Va/enfino Piccoli — L' «Ora eroica» di G. d'Annunzio, Andrea Gustarelli — Letteratura Coloniale italiana e straniera, £ S. Car** — Elogio di G. B. Brioschi libraio, Ra/faele Calzini — La casa arti italiana, 7ea £. — Libri di cui si parla: Italia, Francia, Svizzera, Gran Bretagna, Stati Uniti. L'annunziato
numero
TRENTO
speciale dedicato a
E TRIESTE
non ha ‘potuto essere pubblicato con la con-
sueta puntualità. Il ritardo è dovuto a molteplici circostanze, troppo evidenti, perchè giovi enumerarle. Si rassicurino, per altro, i soci giustamente impazienti: il numero progredisce or-
mai rapidamente e l'attesa non sarà lunga. Al prossimo numero, per gli associati, saranno uniti l'Indice, î/ Frontispizio e /a Coperta del secondo semestre 1918.
I non dice,
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Parenzo, di »
OSTUMIA
(ADELSBERG) GIUGNO
1918.
Carlo.
L A A VISITA DÉ VISITA pèLv'ex DELL'EY
Imperatore E DELL peLL'InperaTRICE M IMPERATRIC re c Carto C.
Zrra A AL aL Coman Comanpo
peLt’ «Isonzo « Isonzo Armes ARMEE
». —
iu Giuono
1 1918.
ITALIA)
L'ILLUSTRAZION
RIATTAMENTO
IL
DELLE
COMUNICAZIONI
FERROVIARIE
Ponte di Vidor sul Piave ricostruito dal Genio
Uno dei problemi più gravi che sisono presen: tati dopo la nostra decisiva vittoria della fine ottobre u. s,, è stato quello di riattivare le comuniioni stradali e ferroviarie del territorio nazionale
NELLE
guenti elementi
sgombrata
della
zona
‘atta
pa; 2) la speciale riconquistato,
sul Piave
con
ampio e munito di alte
nature, come to,
suoi affluenti,
montana,
rovie dello Stato nella zona di guer-
mediante la collaborazione di un Ufficio Speciale Lavori istituito dalle Fer-
ra, affrontò l’arduo problema risolven-
tutte
dolo nel modo
icata dal nemico,
per ritardare l'inseguimento e proteggere per quanto possibile la ritirata dell'esercito battuto; 4) lo stato di devastazione generale completa în cui si trovava il territorio riconquistato, per molti chilometri qua, e peggio ancora al di là, di quello che fa er un intero anno
due eser:
litari
ri, si è ottenuto con
lecitudine, in’ limiti
sul
Piave
e sui varî
pi per l'avanzata’ delle nos
ma delineat:
Casarsa-Gemona-Pontebba
rotta completa del:nemico, e lancia tesi le cito
indi masse
cembre 1918, Treviso-Casarsa ste il 1° gennaio
del nos
all'inseguimento
per
fondità di territorio, si manifestò su-
bito la difficoltà grandissima di provvedere,
attraverso a tanti
rifornimento di un
nu-
più urgente
meroso, e nel contempo ai più urgenti bisogni delle popolazioni redente, affamate e prive di tutto, e a quelli dei prigionieri, che a masse di decine e centinaia di n sti ed. affamati.
tre Trento
ponti
stabili,
atti al passaggio dei pesanti autocarri
da rimorchio, e capaci
di resistere alle piene travolgenti dei
nostri
fiumi e torrenti; sopratutto oc-
correva riattivare al più presto le li-
ediigran volume delle acque che in regime di magra si mantengono ad un'altezza di circa 10 metri rendevano assai difficile deviare la linea
nee ferroviarie. È facile comprendere
quali e quante difficoltà si presentavano per procedere alla simultanea ricostruzione di tante opere d'arte in
una regione completamente devastata e sprovvista
di tutto,
dove
tutto era
per una ricostruzione provvisoria, Fu necessario perciò provvedere anzitutto al fatico<0 sgom-
Ferrovia del Cadore:
Viadotto sul torrente Siva distrutto dagli
importanti
costruzioni murarie, e della difficoltà di
da organizzare, dalle maestranze ai ri-
coveri perilpersonale, al rifornimento dei viveri,
dei mezzi
d'opera, dei materiali da co-
struzione. Talì difficoltà sembrarono per qualche tempo insormontabili, quando i mezzi di trasporto e le prime vie rotabili riattate al transito, con mezzi affatto
immediati
spe
, si mostravano
le terre
1 La ricostruzione del grande ponte sul Piave della linca Mestre-Portogruaro ha costituito uno dei problemi più poderosi dovuti affrontare per il riattivamento dell'arteria ferroviaria Veja-Trieste. La linea a doppio binario attraversa il Piave sù due ponti abbiua'i ecioèpoggiati sulle stesse pile, uno per eiuscun binario, Entrambi erano rovinati, come appare dalle fotografie che riprodusiamo. La notevole altezza delle arginature
era diflicile, sten-
Occorrevano
e ricongiungere
liberate alla Patri
insufficiente ai bisogni più, im-
e delle trattrici
del momento,
quasi tutto al di là del Piave ed ol-
La circolazione sulle passerelle e
mediati.
e grave
rifornire jl nostro Esercito oramai
affluivano esau-
suì ponti di barche
tata,
l'8 di-
Udine-Gorizia-Trie 1919.
Il compimento di tale opera. ha permesso di risolvere la questione
ostacoli, al
esercito così
di tempo .gene-
viarie sulle grandi arterie: Verona-Trento il 19 novembre 1918, Bassano-Trentoil15 dicembre 1918, Treviso-Casarsa - Portogruaro -Trieste il 4 dicembre 1918,!
1 ponti di barche e le passerelle micostruite
ammirevole sol-
ralmente inferiori al previsto, il ristabilimento delle comunicazioni ferro-
corsi d’acqua, servirono nei primi temdi combattimento;
più brillante.
Con lavoro indefesso compiuto con
alto senso di abnegazione, mercè le elevate qualità militari e tecniche del personale tutto preposto a tali lavo-
il fronte di còom-
battimento dei
Tra-
e le
dove le strade rota
ferro olgono sopra una serie quasi continua di ponti, di grandiosi le opere d'
Supremo alla Direzione
sostegno, ecc.;
l'Adige e i
e l'asperità della zona
3) la sist
di
sporti della Intendenza Generale, quale, per mezzo del proprio Ufficio Tecnico dei Lavori e delle Truppe Ferrovieri da questo dipendenti, e
il Brenta,
dotti, di alti muri di
lavori spedii
Tale compito venne affidato dal Co-
mando
il Piave, il Tagliam
il Livenza,
La impossibilità di procedere con sollecitudine alle ricostruzioni definitive con opere permanenti, rese necessario di provvedere în primo tempo al riattamento
metalliche scomponibili, o deviando la linea ferroviaria.
importanti, a corso impetuoso, alveo
sulle
dei lavori oc-
con ponti di legname e con travate
natura del ter da numerosi molti dei quali a
solcato
d'acqua,
linee ferroviarie e della importanza
carattere provvisorio, riattando le travate metalliche rotte, o sostituendole
e sul G
simi corsi
sai
creta delle distruzioni effettuate dal nemico
corsi per il loro riattamento, riproduciamo nel presente numero altre fotografie non meno interessanti.
dei manufatti con
improvvisamente
dal nemico dopo la irr
parabile
LIBERATE.
Ferrovieri con travate articolate.
possibile efettuare in quelle condizioni. Il pro: lema era specialmente grave per le ricostruzioni ferroviarie in ragione della particolare robustezza indispensabile per tali opere, della urgenza di far presto, che toglieva la possibilità di ricorrere ad
m
vastità
TERRE
insufficienti
ni più
bisogni alimentari delle truppe e delle
popolazioni, talchè nessun trasporto di materiali era
far pervenire sui luoghi i pesanti materiali per le costruzioni metalliche. Abbiamo già pubblicato nel N.° 4 della nostra
IrLustrazione alcune fotografie dei ponti sul Piave e sul Tagliamento della ferrovia per Udine; ma per dare ai nostri lettori un'idea
più esatta e con-
bro dell'alveo equindi alla ricostrazione del inte, per In quale in attesa che sieno ricostruito dalle officine le nuove travate, sièprovveduto utilizzando in via provvisoria econ opportuni ripieghi per Je luci laterali di metri 42 travato esistenti predisposte per altre opere, è per Ja luce centrale di 50 metri adattandovi una grande travata scomponibile formata con materisli catturati al nemico in vari depositi del Trentino e sap temente raccolti e-utilizzati dalle nostre trappe del genio fi vieri, Icomplessi lavori, gravemente ostacolati e danne dalla piéna e straripamento del Piave nel gennaio scorsi stati ultimati il giorno 8 c. mese
L'ILLUSTRAZIONE
IL
RIATTAMENTO
DELLE
COMUNICAZIONI
ITALIANA
FERROVIARIE
NELLE
sarà in questi giorni ri: linea, Oltre B:Îluno si
Linea Bass ano-Trento:
Ponte sul Cismon distrutto dagli austriaci.
TERRE
LIBERATE.
166
L'ILLUSTRAZIONE
IL
RIATTAMENTO
DELLE
COMUNICAZIONI
Ponte sul Cismon. — Linea Bassano-Trento.
ITALIANA
FERROVIARIE
NELLE
TERRE
LIBERATE,
Il trenò di collaudo passa sul ricostruito ponte sul Cismon:
Ponte in legno sul Tagliamento presso Casarsa, bruciato dagli austriaci.
Linea Treviso-Motta.
—
Ponte sul Livenza vecchio.
Ponte sul Piave presso Fagarè.
RIATTAMENTO IL
i E 33; SAS La ricostruzione del Ponte della Priula sul Piave
ITALIANA
Il ponte sul Piave presso Fagarè distrutto.
FERROVIARIE
COMUNICAZIONI DELLE
T_#_S
NELLE
aly
LIBERATE.TERRE
A.
L'ILLUSTRAZIONE
PR “Ooesamener e.
IL
RIATTAMENTO
Panorama
DELLE
COMUNICAZION
delle Grave di Papadopoli
con i ponti di barc
Ponte distrutto a San Donà
sul
xy N NZN
NI DI À
INI té
qa
nà,
c)
Ferrovia Treviso-Motta-Portogruaro.
—
Ponte sul Piave, presso
Fagarè, a cinque luci (le tre centrali
I
FERROVIARIE
he gettati
Piave. —
durante
NELLE
l'avanzata
Linea Mestre-Portogruaro.
TERRE
vittoriosa
del
24
LIBERATE.
ottobre
1918.
Ponte di barche, ponte ferro
ario e ponte strada ordina
la Priula sul Piave.
—P———_r
di m. 62 è quella estrema di m. 37). La ricostruzione in legname è ora in avanzato corso di esecuzione.
170
L'ILLUSTRAZIONE
LA
BAIA
DI
RIO
ITALIANA
DE
Quando, dopo una lunga naviga-
JANEIRO.
zione, si arriva dall'Europa per la
fantastico di questi monti. Gioielli so-
prima volta nella baia magica di Rio de Janeiro, la sensazione di trovarsi in un mondo senza confronti, nuovo
e risplendono della loro luce calda in mezzo al velluto della vegetazione che
no caduti d'ogni parte in questo mare
ricopre le rive fino al pelo dell'acqua e sale per le colline e per i monti: L'acqua che specchia questa vegeta-
e straordinariamente complesso, s'impadronisce dello spizito. Tutto è stranamente
diverso
da
quello che era-
Zione grassa e gigante:
vamo abituati a conoscere. Il ci
non ‘è qui
più l'acqua del mare, poichè il mare
linea delle montagne, la vegetazione capricciosa: tutto è nuovo e sorpren-
qui paré veramente linfa
dente.
il serbatoio della
di questa natura opulenta
e mo-
Ogni panorama suole avere una li0s0; e tutte le bellezze della
natura
hanno
sempre un punto di at
ne geologico che qui fanno tut-
trazione per la maraviglia dei nostri occhi; un punto ove si trova anche
t'attorno le colline e le montagne. dove, in qualche punto, la città po-
la
pacificazione dei nostri sensi, sorpresi ed abbagliati dal maraviglioso. Qui c'è l’esasperazione dello straordinario, dell'imprevisto, della bellezza sconcer-
tante: ma non c'è mai riposo. La creazione qui non è finita.
ammucchiati
nel
cerchio
Piazza Monroe e il Palazzo del Parlamento Federale.
affacciarsi e specchiarsi final-
mente
sul mare,
essa
è coperta
an-
getazione lussureggiante che le cresce
I dettagli su-
dentro, che le cresce
blimi d'un'opera che il genio della na. tura voleva costruire a maraviglia della sua stessa arte, sono qui confusi in disordine,
trebbe
cora e sparisce ad ogni sguardo sotto il manto morbido e spesso della veattorno, che le
cresce sopra e la riassorbe nel suo Avenida
Beira-Mar
Flamengo.
verde cupo. Laluce, che abbaglia nella baia, si spegne nei tòpi caldi vellutati del violetto.e dell'indaco — grandi
Teatro, Municipale.
L'ILLUSTRAZIONE
LA
BAIA
Avenida
DI
RIO
ITALIANA
DE
JANEIRO.
Rio Branco (Avenida Central).
171
172
L'ILLUSTRAZIONE
zone scure di ombre misteriose nel folto della vegetazione —
sulla città, sulle colline, sulle mon-
LA
BAIA
ITALIANA
DI
RIO
DE
tagne. Tra un dorso e l’altro di queste alture innumerevoli un pulviscolo d'oro confonde le forme e
distrugge, col suo miraggio abbagliante, tutti i piani e tutte le linee. È la bellezza senza
fisionomia che
non si definisce perchè non si comprende.
come la luce del tramonto Ma come il sole bassa; subentra alla luce del giorno; come lo scintillìo ab-
|
bacinante dell'atmosfera cede il posto alla fioritura
dei colori ; allora un'altra maraviglia nasce în questa regione degl: i del panorama «ora si distendono,
luci
si svolgono:
e delle ombre
il velario misterioso
si scioglie;
delle
la bellezza della bai;
nel fastigio della sua opulenza incomparabile sì offre
finalmente
scoperta
sconcertanti
con
tutte le sue
attrazioni allo sguardo
è nuovamente
fantastiche
e
allucinato. Ma
la sorpresa; è un’altra volta lo smar-
rimento. Tutto attrae, affascina e nessuna
cosa ri
posa. Da ogni parte i blocchi informi delle montagne,
splendenti
come ametiste,
strapiombano
sul
mare dall'orizzonte. Sono giganti che si minacciano, si urtano; sembrano mettersi in fuga verso
porta
di guesta magica cinta ch'è la baia: e poi si fermano, improvvisamente pietrificati, nel disordine scomposto del loro tumulto ciclopico. Allora questi giganti prendono nome: è il 27 d'Assucar che ha voltato la schiena curva proprio
sulla soglia del recinto e fronteggia la minaccia de suoi fratelli. Il Corcorado allora erge la sua cuspide
azzurra avvolta da un turbante bianco di nubi e pare voglia esplorare là in fondo la libertà dell'Oceano. Al suo fianco Tigiuca di viola, dalle linee pure, si solleva placidamente nel cielo, come disdegnosa del tumulto e del disordine ch'è ai suoi piedi.... Più in basso è la folla anonima delle mon-
tagne più modeste e delle colline, che si indicano solo con le apparenze fantastiche delle loro forme i è il gigante che dorme, con tutte le sue membri
stese nell'azzurro liquido dell'aria; vi è il Cappelli di Napoleone;
vi è il naso dell'eroe;
vi è il dito
di Dio; vi è la sega; vi è l'organo; ma quello che più attrae, quello che più affascina è il popolo
minuto, il popolo umile delle piccole alture, dei poggi modesti, dei promontori appena abbozzati. È questo popolo, vestito dei drappi più belli della natura,
che
si
specchia
direttamente
nelle
acque
emule del mare, a cui dà e da cui prende i toni più caldi dell'azzurro e dell'indaco, e che in que-
st'ora, inghirlandato di viola, pare seguire in processione fiorita, lungo tutta la baia, la fila delle sue alme perfette che alzano i loro steli, snelli. come ceri, nel cielo luminoso del tramonto. E così viene la notte:
una
notte
indecisa, piena
di penombre € di languori, che nasce dalle radic delle montagne, ove queste sono in comunione con le rive scure del mare, e sale e si stende lentamente
con una
carezza
d'ombre vellutate su, su per le pen-
dici, fino alla cima dei monti, ove fioriscono improvvisamente nella si del cielo le stelle, attorno alla Croce del Sud. Allora, in basso, un altro cielo stellato nasce nella profusione fantastica delle luci che si accendono
per tutta la baia, sulle spiagge, sui poggi, sui promontorî, sulle colline. È tutto un palpito di stelle nel cielo, sui colli, dentro il mare.
mente
sì rivela.
massano,
Dove
E la città final-
le colline più bas
ghirlande luminose si intrecci
moltiplicano; salgono per tutti i dorsi, discendono
lungo le falde, sì prolungano nel mare. Sotto l’ombra nera delle montagne la g grande profusione delle
luci ora ha disfatto la consistenza della roccia. Dove
è la città, le colline sono trasparenti; sono un merletto
acceso
Avenide;
si
luminosa
gira tutt'intorno perdendosi nell’immensa
della grandiosa le
di
stelle.
Si
intravvede il disegno
Beira-Mar e quello delle superbe
segue il profilo delle strade e si vedono
cime degli alti edificî splendenti. Questa
baia, e s'intensifica improvvisamente
collana
là di contro
sull’abbagliante spiaggia di Nikteroy — ch'è l'altro battente luminoso della porta
d'entrata
cerchio di mag
Fr
# Terrerosse,,,
romanzo
co
di
in questo Branco.
Francesco
Sa-
pori, (Milano, Treves, L. 4). — Francesco Sapori,
che con La Trincea
ci ha dato il primo
romanzo
italiano di guerra,-ci dà ora il secondo con questo Terrerosse, di struttura più complessa del precedente, più ricco d'episodi, più vario di movenze e
di figure. Il protagonista, un contadino romagnolo che diventa ottimo soldato e rimane uomo della terra, e ritorna in pace alla sua terra fatto più se-
reno e consapevole dal dolore e dalla morte, è una
creatura di umanità sana, semplice e profonda, che non si_dimentica.
Spiaggia di Bottafogo.
JANEIRO.
L'ILLUSTRAZIONE
UOMINI
La casa di Schiller.
Il maggiore Reinhardt, ministro della smobilitazione germanica.
SI cd
COSE
ITALIANA
DEL
GIORNO.
Il Teatro Nazionale ove hanno luogo le‘assemblee.
WEIMAR,
\Sgppo
E
vt
O e>
SEDE
DELLA
COSTITUENTE
IN
GERMANIA
Il deputato laburista inglese Henderson, organizzatore della conferenza socialista di Berna.
du
-
Il ritorno delle truppe vittoriose a Milano: La sfilata dei reggimenti sui Bastioni.
She: î Vittoria. H
Milano: La consegna del lauro d’argento ai reggimenti reduci dal fronte. Îl discorso dell'onorevole De Capitani
L'Italia. È » bli; Sonsole Italiano a San Domingo, capitale. della Repubblica
ra ‘ano ladelConsole italiano a, San Domingo, Saia, de 3 dente figlio signorine Porclla, Leominicana,
SARA
La
Carpi. — Inaugurazione della lapide II f « GComunicato Diaz deldel 4 nov,v 1918 »
ILL
L'ILLUSTRAZIONE
GENSTRESCHESC'A
tutti;
c'era sopra, il quale sempre somigliava un poco a
qualche parente lasciato al paese. Si accorgono, è vero, che tutti li guardano con amore,
semplice
ma
ja loro
modestia non se ne va, per questo. Rie-
scono poco e male a dire qualche parola galante
alle donne che incontrano, così « signorine »:sono
diverse un po’ troppo da quelle dei paesetti vicini alla linea del fuoco: capiscono bene che. sono Je
iguere al loro
giusto valore sociale le balie, le cameriere e le sattine più modeste. Sembrava che pensassero: «Noi abbiamo fatto fino a ierî quel che dovevamo
stesse, che anche queste hanno avuto figli, fratelli e mariti al fronte, accantoa loro e con loro al pericolo; capiscono che li chiamerebbero « figlio mio », come quelle di lassù: ma è come gli ufficiali che si sono messi ilmantello e il vestito nero: si sono un po' allontana si r
fare e certi di noi se ne sono andati per sempre.
Fra poco torneremo a farlo. Ma intanto, per ricompensarci e per darci un po' di riposo e di tre-
gua, ci hanno ora concesso
figurine affacciantesi sulla scena con un gesto o un
di rivenire a vivere nel
I più bei momenti per un soldato di questi, per
nostro elemento. Ce lo meritiamo e ci sentiamo a uno di questi vecchi guerrieri, devono essere quelli casa. Come vedete, non siamo affatto i razzati », che passa quando è comandato di spesa viveri, che — E un'aria da soldati navigati, pratici di tuttii ha la frusta in mano e cammina accanto alla carbuchi della caserma, quell'aria che è d'ordinanza retta di bastaglione. Per l'importanza che acquista far valere verso i «cappelloni », contadini vergini dalla sua funzione, la città deve parergli più sua; e meravigliati. ci si deve sentire molto più a suo agio. * * Contadini vergini e meravigliati, senza maniera di modificarsi oramai, in fondo soddisfatti d'esser Questa grazia un po' goffa e legnosa, le care ingecosì, d'aver tanti stupori e tanti imbarazzi, di sennuità che hanno negli occhi stupiti e buoni, quante tirsi fuori delle abitudini e della corrente cittadina, affezioni e quante devono attirar loro! sono scesi questi giorni dalle trincee alle città tanti È certo che i trentini e ini li hanno amati vecchi soldati, poco avvezzi a veder palazzi grandi ancora di quanto potessero credere nel desie dolci donne con cappello e con guanti, e luci più derio e nella speranza: per quel loro modo di camelettriche violente e imprudenti. Pensare, nuovi e minare pesante e dolce, per la originalità che hanno cari godimenti che devono avere per tutta questa in certi atti, la conoscenza della utilità di ogni picvivacità che si vedono attorno, abituati come s'e- cola cosa, di ogni piccolo oggetto che parrebbe rano a soltanto tende, baracche, sacchi a terra e inutile, tante abilità pazienti che han saputo acqui-
‘amate: quando perfino i loro piccoli paesi sper-
dati nelle pianure e sui monti se li dovevano rammentare come luoghi di lusso, dopo tre anni e mezzo di lontananza e quelle quattro licenze vernali, sogni nostalgici ad
intervallo.
(E anche quei quindici giorni ogni volta, una cosa grande, certo, ma un'impressione d'esser ti-
rati un po' in disparte dal modo alla lunga abituale di vivere, senza più i compagni, senza più ufficiali, nè rancio, nè tabacco in regalo ogni poco, come
mettere una cosa in mano a uno e intanto levar-
gliene un'altra.) E adessosono qui al completo, inquadrati, accomgnati come una volta come — pareva — sempre, iti 0 di letto è ancora quello di lassù, gli stessi * uomini escono a una certa ora fuori da luoghi misteriosi con le marmitte piene di brodo e di pasta
come quando s'era a riposo, —
gli stessi.uffi-
ciali vengono a vedere come vanno le cose. A spasso sotto cieli silenziosi e calmi, magari
a un tram che nelle curve gridi troppo danno una occhiata un po' scura in principio, ma subito soddisfatta e serena, rammentando altri gridi preoc-
cupanti: qualcuno pensa come avrebbero fatto co-
modo,
allora, tanti
piani
di mattoni
sulla testa, a
difesa. Certe osterie che mostrano i tavoli umidi e lucidi in fondo a delle scalette, con l'impressione di tranquilla sicurezza che danno, quanti sguardi amorosi si sono guadagnati! Gruppetti grigio verdi uardano giù con invidia: e intanto è un rimesco-
fare nella tasca i quattrini della cinquina. Sempre queste mani nelle tasche, che simpatica novità! Prima, quando si camminava, cinque dita
non c'era verso di farle disinteressare della cinghia del fucile, e anche le altre cinque, ogni tanto, erano obbligate ad occuparsi dello zaino, si sa. Adesso,
tutti sciolti, liberi, con le mani indipendenti, tante
stare.
Certe attenzioni e certe rotondità nei gesti,
l’aria dieconomia e di prudgnza che mettono, per
esempio, nell'accenderè un fiîmmifero, che cara attrazione! Le esperienze che hanno fatto ela pratica che han preso a rendersi ospiti smabili nelle terre del Veneto, quando andavano
un po' indietro a passare
i quindici giorni di riposo, devono ora essere molto utili per quelli di loro che nelle terre guadagnate fanno per l'ultima volta il Natale dA principio d'anno lontani dai cari parenti. Come gli anni passati, andranno nelle ore di libertà a dar mano per tirar su l'acqua dai pozzi, per accendere il fuoco, per dar da mangiare alle bestie. Come le altre volte, si saranno costruiti subito un cantuccio di casa loro,
sereni e quieti, proprio ragazzi, attorno ai vecchi
del paese che raccontavano cose passate e davano consigli fondati sull'età e. sull'esperienza: a gente
che di esperienze no aveva fatto mato. è cos oso deli e appassionate e fragorose!
Quest'anno non c'è stato nessuno che abbia passato le feste in trincea: e regali ne avranno avuti tutti. Con le nuove sorelle, chissà che scambi di braccialetti di rame con le date incise: e i fiori che di
in offerta appena arrivati, li devono con gli stessi visi soddisfatti e allegri
quando guardavano le rose dei colorati giardini
di Gorizia,
La certezza che questi godimenti da nomadi sono per l'ultima volta, che caro sapore melanconico e
dolce avrà dato a questi giorni memorabili! Squalo insomma c’è da pensare — che mera-
viglia! — come il più umile e selvaggio di questi contadini
debba
avere avuto
per la testa durante
uattro anni, le stesse idee fondamentali degli ufciali, dei ministri, del Re e del signor Wilson!
ALserto Cecchi.
delicate comodità: non più il solo vivandiere per i
bisogni della gola, con tutti quelli che spingevano lì dietro per farsi largo, e i poveri ultimi arrivayano sempre che tutte le provviste erano finite, sul banco sconquassato.
Forse sono un po' accorati
per la distanza
gnare il saluto con quel sorriso intimo e fraterno che voleva dire: « eh} ti ricordi, giorni fa, ci pensi, fra giorni, quanti pericoli in comune?» x
scarpe e i vestiti, a quei tempi, erano sporchi
in uno stesso modo per tutti: e i «parassiti» — come
dicevano le circolari, — come sapevano poco mantenere il rispetto alle stellette sulle maniche!
E come potrebbe venire in mente, adesso, a un proprie cose, della
piccolo soldato, di parlare delle
moglie, dei figli, magari del bestiame, a esseri che
portano cravatte così così di fresco ?.
pulite e hanno guancie
IL NUOVO ROMANZO DI VIRGILIO BROCCHI SECONDO
che
s'è fatta fra loro e gli ufficiali. Questi mantelli blu azzurri e neri, belli, ma che cosa imponentee scostante: non c'è più possibilità, adesso, d’accompa-
rase
a
IL CUOR
Ecco uno stralcio di
MIO!
vita. Di vita e dì verità. Du-
plice storia d'amore e di dolore; duplice martirio. Storia di un contadino, Gigi Leoni, che si rivela artista e ascende faticosamente alla rinomanza, che, del culto alla dottrina evangelica sì fa un tormento,
e un rimorso della fama e dei
guadagni;
che
re-
spinge la sua donna, quando essa è d'altri, che amandola l'abbandona che la ritrova nell'ora
per obbedienza al dovere, del dolore e le muore ac-
canto in un ospitale militare. Storia di una sorella di Gigi, Letizia (bel nome
italico, bel nome marchigiano 1), fulgore di vita pel-
legrina dell’ Ideale. firomanzo, semplice, diritto, spedito, non narra casî e avventure romanzesche (alle quali gli strani avvenimenti della guerra spaventosa hanno ridato l’aîre), ma segue întime vicende spirituali, e rivela
Ogni tanto si ritrovano delle vecchie cose ben note. Quando passano dei camions per le vie, le faccie si fanno più confidenti: alle volte avrebbero voglia di alzare una mano e chiedere al meccanico di farli salire: poî ci ripensano e capiscono
trame di osservazioni sottili, nitidamente comprese ed espresse. Caratteri sbozzati da parer veri e vivi;
Certe carrette di campagna,
1Virgiio Broccur. tori, L. 4.
bene che non si può. E i meccanici di qui, poi, non sono come quelli di lassù, tanto cari amici. che di rado passano,
riposti sensi e compresse passioni. Nulla di straot= dinario
per
osservatori
superficiali,
ma
mirabili
Secondo il cuor mio, Treves, edi-
- VINI SPUMANTI F. CINZANO
e C. - TORINO.
OMME
Jn ogni nuovo romanzo Virgilio Brocchi perfe-
ziona qualcuna delle sue virtà speciali di scrittore.
Le descrizioni, nelle quali egli è maestro, diffuse
nei primi romanzi, si sono andate via via accorciando e condensando con accrescimento di rapidità e di efficacia. Talvolta si riducono a una pennellata, a una frase, evidentissima. Anche il racconto si accelera: il sottinteso (che mi ricorda l'inconscio di certe psicologie) è assai più vasto di ciò che vien detto; e il lettore vede lo stesso, anzi meglio, il mondo che rimane al di là del velario, e, come se lo avesse veduto davvero, prosegue nella lettura con piena gioia, senza un intoppo. Arte raffinata è questa!
Alcune scene fondamentali, cui altri avrebbe con-
sacrate pagine e pagine faticosamente elaborate, dal
Brocchi sono pennelleggiate alla brava, con quattro tocchi fugaci: egli lascia parlare le cose, e riesce
eloquente. Il romanzo, che s’inizia-non molti anni addietro,
si compie nel secondo anno della nostra
ZIRELLI
gloriosa
redenzione: dalla pace alla guerra: e può dirsi romanzo di guerra: c'è l'ansia nazionale del magio 1915, c'è il turbamento profondo della guerra iniziata, c'è il triste episodio del Trentino col quale
il racconto
si chiude. Ci sono
neutralisti, i
tiepidi e gli ardenti, ifidenti e gli sco-
interventisti e i
rati: nello sfondo, le azioni belliche, nelle quali rifulse la gagliardia mirabile della nostra razza.
Lo scoppio della guerra pare deviare il corso alla
vita degli attori: l'artista giovane accorre sui campi di battaglia a salvare feriti, l'artista vecchio, fattosi infermiere, consola i feriti e li cura; ciascuno
si pianta al suo posto. I vincoli fragili
si spezzano,
i saldi si afforzano; deviano gli atti, ma la direttiva permane, La guerra creò un nuovo romanticismo,
dissimile dall'antico, più puro, più semplice, più umano,
Nella realtà e nell'arte ecco sorgere attorno
a noi istituzioni e svolgersi iniziative di una delicatezza commovente: il Brocchi ne accenna una, la Lega di assistenza per i prigionieri poveri, sorta
per merito di anime generose, ricche di virtù eroiche di pura luce ideale.
quasi sconosciute, che nel romanzo si circonda Anche per
questo rispetto
si abbarbica alla realtà con
l'arte
un
del romanziere
procedimento
‘che
è sempre stato assai caro a Virgilio Brocchi, e che
questa volta"To ha condotto a una curiosa avventura giudiziaria che egli stesso racconta arguto in una appendice al suo libro. A lui piace (come piace al lettore) di mescolare
il fantastico col reale, le persone imaginate con
quelle di carne e d'ossa; e gli riesce in un tutto armonico, di sospingerle
di fonderle
le vie del mondo, per le pagine del suo libro; per e cooperanti, come un drappello omogeneoaggruppate persone assorte nei loro sogni, di godimentoo didimartirio.
Non si saprebbe dire, a volte, quali siano più
vere, le imaginanie o le reali, perchè nei libri del Brocchi tutte palpitano di vivida
ed esuberante vitalità. + (Chi visse a Macerata (ove s'inizia il romanzo)
circa quindici anni fa, conobbe Battista Tassara, lo scultore dei Mille, magnifico vecchio dalla barba
leonardesca, dal cuore di fanciullo, artista ora com-
preso, ora invidiato, ora ingannato,
povero sempre ma sempre onesto e dignitoso, sognatore fino nll'ultim'ora. Virgilio! Brocchi, che ebbe col vegliardo familiarità intima e affettuosa, se ne impadronì farne una figura veramente magnifica. La sua per en-
trata nel romanzo, sul bel Corso
dî Macerata, ha l'agilità del passo giovanile, la freschezza di una novella trecentesca o di un capitolo dei Fioretti francescani. La sua morte (sdegnando di morire -
in solitudine egli si fece portare in un ospedale militare, tra ii feriti reduci della nostra grande guerra che il vegliardo ottuagenario aveva curati
e confortati) costringe a ricordare Santo Francesco, che si fa deporre morente la terra nuda, e altri spiriti magni che vollero su morire nel loro elemento : e riesce di incomparabile e commovente Semplicità, In tutto il romanzo
sì stende e sì allunga
l’om-
bra gloriosa di ‘questo vecchio, che avvince i cuori
di quanti lo conoscono,
tori,edà alla scena una bile verità.
nobilita i suoi estima-
dignità austera; una invi-
È come il Tassara, si sente che vissero nella realtà, altri personaggi di questo libro che scendendo per prima di rivivere nella fantasia del Brocchi, anche
diritta via da Mifì, conferma la fama
dello
scrit-
tore vigoroso che alla inesausta fecondità unisce la pronta intuizione, la felice assimilazione della realtà, la forma obbediente alla volontà, anzi l'istinto che trasforma in motivi di bellezza e
godimento perfino il pensiero puro e i contrasti
ideali.
‘CINZA NO, VERMOUTH
atto rivelatore; spunti, soste, riprese; sospensioni e troncamenti: vita ! Per mutare dell'ambiente l’arte dello scrittore non si affatica, non cede: il pianto; la gioia e la voluttà (un po’ troppo accarezzata); la frivolezza mondana e la profondità filosofica; la teoria anarchica e la dottrina evangelica, trovano qui la loro espressione perfetta.
invitavano ad attaccar discorso con il borghese che
gente, sivedeva, abituata
alla città, a prendere-i trams, a
VITA:
ron sembrano più come quelle di casa propria, che
Dei soldati che venivano nelle città a passarci le licenze invernali, ci s'accorgeva poco una volta: toccava guardare bene i'colletti e le mostrine di quelli di cavalleria e di fanteria, e i numeri degli altri per assicurarsi che erano lontani dai loro depositi, e quindi in libertà e-in licenza. Del ‘rest mancava modo di riconoscerli dagli altri, da que! di presidio, tanta sicurezza di passo, di sguardo e
di saluto avevano
ABBIA
ITALIANA
Giovanni Crocioni.
FERNET-BRANCA FRATELLI BRANCA - MILANO tonico
,maro
=———
—
e — Digestivo Gunrdarai Corroborant dalle CONtraffazio ni —
ITALIANA retta e pure naturalissima
glese sorgerà a Londra
dell'alleanza
un Museo
franco-in-
d'Arte Stra-
niera. (Lo sa il nostro Governo?) Vel Museo londinese l'arte francese occuperà i
sto massimo e principale. Era già stato ventilato nel 1915 il progetto di ordinare nella capitale jnun museo consacrato all'arte straniera e specialmente all'arte francese; l'offerta generosissima di un privato, e la fine della guerra, permisero glese
di tracciare
tis
Verrà
Comincia la resurrezione degli Dei. Nelle capitali vittoriose i templi dell'arte riaprono i battenti; le
sale dei musei si ricompongono, i capolavori occultati negli anni dello spavento e della strage risorridono ancora in
piena luce, davanti
alla ‘contem-
plazione degli GI orse che passano. Per prima, in Roma, si è nuovamente permessa la visita alla Pinacoteca Vaticana
A Parigi si va riassestando e riaprendo il Louvre; il pubblico sarà riammesso dapprima nelle sale della non hanno abbandonato, durante gli anni di guerra, Parigi e il
scultura. I capolavori della statuaria
Museo; furono radunati lontano dalle finestre, sotto
le vélte che apparivano più resistenti ai proiettili La sola Vezere di Milo fu inviata in provincia, nell'autunno del 1914. Il problema di riaprire le sale della pittura è più complesso e di più lenta
il piano
costruito
un
della
nuova
edificio
istituzione
accanto
ar-
alla
Gallery, e il primo fondo del nuovo museo sari stituito dalle magnifiche collezioni lasciate allo Stato da sir Hugh Lane e da M. Salting: ricche sopra: tutto l'una e l'altra scorso: Ingres, Pu
d'opere francesi del secolo de Chavannes, Corot, Dau-
bigny, e dei modernissimi Degas, Manet, Renoir, Pissarro, Claude Monet. È da notare che la collezione Lane è disputata
fra la National Gallery di Londra e la National Gallery di Dublino: quest'ultima rivendica per sè la magnifica serie Dovere d'arte in virtà d'un codicillo aggiunto al testamento dal donatore
mesì
innanzi
il siluramento del
quale egli perì.
pochi
« Lusitania », nel
Le grandi vendite a Parigi e a Londr
Guwo Corti:
subiscono,
si,
dri furono
inviati
qua-
losa e a Blois; ora
ritornati dal
a To-
sono
loro provvi-
sorio esilio, chiusi in innumerevoli casse che biso-
gnerà
le
riaprire e vuotare:
tele
dovranno
essere
riparate nella misura necessaria prima di venir r collocate al loro posto nelle Gallerie,
anch'esse
un
po’ guastate dall'umidità e dalla polvere. Nella Sala dei Sette Camini si è già innalzato un palco per procedere alla ripulitura delle vé!te; e Ja stessa in-
dispensabile operazione dovrà
essere
intrapresa
nella Galleria d'Apollo e nel Salon Carré.
Questi lavori di riorgae
il colloca-
no un'attività
nizzazione
di parecchi
mento delle tele esigeranmesi. La disposizione d
esempio, la immensa e la grande galleria, sarà monotona prospettiva del-
interrotta } una specie di tribuna che diventerà
un veroe proprio santi rio destinato ai quadri di Raffaello.
Il Louvre si è arricchito
di numerosi capolavori angli anni
collezione
del
di
guerra, fra l’altro con la
della Marchesa
accademici,
barone
Schlichting e con quella Arcon:
vend
Ti
e più interes-
a e di intenzioni la Mostra in cui Alciati, Bonza gni, Biasi, Cinotti e Wildt no riunito le loro ope re di questi ultimi anni. Sono cinque personalità definite, ricche e car teristiche; il pubblico corre, critica e compera Queste vendite di speculazione È anno, per tal modo, maggior ragione d'essere ep mificato, che non le tristi sale in cui si ve lano e invecchiano com zitelle le opere degli
capolavori nel Museo del Louvre non sarà sensib mente mutata, ma, per
che durante
L
è quella dei falsi ano si arrischia a r prire in Castello, unaG leria d'Arte cui modernità è più nel tolo che non nell'ed ssiccio e male illum 0, che l’accoglie, e nel le opere che riunisce. Una troppo benevola larghezza negli acquisti e nell'accettazione e_ nell'e sposizione di opere dona te, facilita l'accesso alle mediocrità, in quello che dovrebbe essere un luogo non più di critica, ma « decisa e riconosciuta i mortalità. È una Galleria fatta per accontentare e non per elevare lo spirito del buon pubblico domenicale: per gli artisti è di scarso aiuto e di scarso È più scintillante di vi
e difficile soluzione; più di
duemilacinquecento
/ due amici.
dopo gli eccessi iperbol ci della vendita Degas, in piena guerra, un momento
Ausrocio
Gruserre Biasi: Quartetto.
ALciani:
Ritratto
della
catalogate
disposte come le fiere im pagliate nei Musei zoologici. Ra Gi
madre
Arorvo
Bonzagni:
/ rifiuti della società.
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
oh assai più giovane di voi, nella storia della mu-
sica... » —
Ma la Pavana di... Couperin, eseguita
deliziosamente, trascinò il pubblico ad un applauso fragorosissimo: da una parte se ne volle e dall'altra
si concesse il bis. L'applauso, credo tuttavia, era indirizzato al violinista mirabile, che ha soddisfatto ognuno per la sua sola virtù di esecutore eccezionale, e significava
incoraggiamento ed augurio di fortuna artistica al Chiti,
che l'avrà, se l’aiuti in avvenire la ferma de-
cisione di studiare ancora e di perfezionarsi.
Il quartetto Polo. - Il violinista Chiti. - La nuovissima gloria di un grande pianista. - L’ Associazione italiana di amici della musica. - I concerti sinfonici.
sidente della Repubblica polacca, un musicista che
Il quartetto Polo si è ricostituito ed ha già dato
nella sede più appro-
governare gli uomini della propria. razza, i pros: simi per tradizione, fede, coltura. Ed è un nuovo significato sociale che acquista la qualifica di mu-
Aveva dovuto interrompere lo svolgimento della
espresso. La mente ripensa tante grandi figure che
il primo dei suoi concerti,
A che cosa non
ata: la « Società del quartetto ».
sua attività artistica perchè tre dei componenti
il
può dunque aspirare, dopo la
novissima
gloria di Ignazio Paderewski, eletto pre-
riesca ad
empire
massimo
segno
î
il mondo
della
della
potenza;
a
sua
fama?
Al
rappresentare,
a
e come diverso da quello per lungo tempo
suo complesso istrumentale erano stati chiamati alle armi; ma ora, dopo due anni di pausa, ha ripreso le sue manifestazioni, tanto care al pubblico milanese, ed offre
come primizia, l'audizione
della sua gloria valse a raccogliere su quel principio simpatia e consentimenti. Concluso l'armistizio ritornò a Varsavia, dove ebbe accoglienze entusiastiche, edove si diffuse tosto l'idea di farlo
presidente di una Repubblica pola Allora si incominciò un movimento per creare un Consiglio nazionale, successore al Gabinetto socialista del generale Pisudski, e' le elezioni per una Dieta straordinaria furono indette per il 26 gennaio. Ora Paderewski appartiene alla storia. * ion sappiamo se quest'anno l' « Associazione it: liana
di amici
della
sta fiorente Associazione era di pochi anni,
manifestazioni godevano
del
minore,
Conservatorio
—
Ed aspettano
per
nisti
Ritroviamo, a volta a volta, la serenità, l'ampiezza del discorso, la logica degli svolgimenti, l'armonia delle proporzioni, l'intima passione semplice e rac-
che questa stretta
ed
turo Toscanini;
freddo e chiuso; ammirato da Beethoven e dispre: zato da Berlioz. Il quartetto in re minore di Che-
ricostituirsi.
nazionale
del
alla
dei Concerti
adesso?
La Società dei Con-
studia
un progetto
Su quali basi ?
per
Pare che si tenda a creare un potente organismo
dicerie; fors’anche indiscrezioni.
sciogliersi nella luce del sole lieta e sfolgorante.
e sua moglie, a Varsavia.
di;
Presto, però; chè
l'aspettazione
è — come
in gergo teatrale — grandissima.
Carto
hanno sparso una vividissima luce spirituale sugli uomini e che null'altro ebbero în cami
E noi non vogliamo
aver la colpa di divulgare segreti che aspettano di
Recente istantanea di Ignazio Paderewski
paese nel
svegliò i sentimenti, prospettò gli orizzonti del suo
per
del Teatro
composto di.tutte le forze vitali della città. Ma sono
le forme ed
suo
ma
da qualche anno, ed ora
cede senza slancio, a piccoli episodî, parla e non canta. Invece ci piace ricordare qualche tratto del quartetto di Dvorak, il compositore czeco che, come
della musica classica, e ripetè i palpiti, ri-
provveduto,
la Società
certi Sinfonici non promuove nessuna §izione
rubini rispecchia la natura del compositore; pro-
i colori della musica
necessarie
composizioni
Sinfonici, costituita nel 1905, primo direttore Ar-
E
onori alla più grave età; profondo e geniale, ma
campo
Ed a ciò aveva
la Società Orchestrale
Mancinelli, ed in seguito
quella lontana fioritura della composizione musi-
volle trasferire
anche molte
Scala costituita nel 1879, primo direttore Luigi
ci sembra una parentesi ambigua l'arte e la vita del suo contemporaneo Cherubini, giunto colmo di
altri suoi compatrioti,
scelto, le prove
esegua
orchestra si raduni, sì affiati, rimanga
unita.
l'innanzi,
e la varietà ritmica, in di Mozart.
diligentemente
celebrati del passato. Noi abbiamo bisogno che
di giovani maestri, i quali vogliono finalmente presentarsi al pubblico, entrare in contatto con lui che è il maestro migliore ed il più efficace per i nov e giudica subito e sicuramente a chi dare coraggio ed'a chi togliere illusioni. Noi abbiamo bisogno
in meno di
di Mozart ed il quartetto di Dvorak!
al calore del genio
petto a ri
eseguire nel modo migliore le opere dei sinfo-
questa orchestra
Che lunga e laboriosa evoluzione ha compiuto
cale, dischiusa
nel
Noi abbiamo bisogno di un'orchestra stabile, sem-
rettore
società —; infine, l'opera 51 di Dvorak.
tonale
sollecitamente
la Società dei Concerti
pre pronta ad intraprendere, sotto la guida di un di
il
un secolo, quanto, cioè, corre fra il Divertimento
colta, la stabilità
anche
ci scendevano
cercare le più riposte fibre e suscitavano commo-
Divertimento în mi b per violino, viola e violonmusicale
che si ricomponga
attività
zioni profonde, lunghe, inebrianti.
cello di Mozart — ambedue nuovi nei concerti della l'espressione del sentimento
che, la
sinfonici, la sola che possa risuscitare quelle voci
il
di Cherubini;
reputazione.
giovani
fenderla,
leri, i quattro egregi artisti ci hanno fatto sensala
quei
a riprendere le care co)
suetudini della vita spirituale, abbandonate per di-
di molta
ad elevare l'anima musicale
in re
la migliore
sciata la milizia, anelano
della nazione il violinista Soragna, il violista Koch ed il violoncellista Moro. nella piccola
pubblico concertisti
Speriamo che l'Associazione possa rinnovarle pre-
sto. Molto da lei aspettano
ora aflievolite, che
quartetto
soli
riuscita, nello spazio
a presentare al
e riprenda
tire —
i suoi
ed altri di fama consolidata, senza pregiudizi di indirizzi artistici, di paese e di persone; e le sue
ch'egli radunò. intorno a sè nel 1906; e col Polo ividono il merito didiffondere l’amore per la buona
terzo
terrà
€ compositori che andavano stabilendo la loro fvma
musica, scelta fra la migliore, assai bene eseguita. Il maestro Enrico Polo, violinista colto ed esperto, è — come ognuno sa — la guida del quartetto arte e contribuiscono
musica»
Concerti. La guerra ha disperso molti dei suoi soci e la pace improvvisa le ha impedito di org: nizzarsi sollecitamente per l'inverno in corso. Que-
suol
GartI.
se non,
forse, uno stentato riconoscimento del loro valore e per sostentarsi.
poco più di un tozzo di pane Doveva
sorgere
Beethoven, il'Eitano vòlto contro
tutte le tirannie, avido
di libertà,
nanzi a princi
fiero eretto di-
*
incora assai giovane, il violinista Giovanni
eppure egli appare artista compiuto e sicuro. istri aprivano le
stere figure di Giuseppe Ignazio Paderewski
opolo Verdi e di Arrigo Boito. porte del Senato alle au-
nacque in Podolia, nella Po-
lonia russa, sessant'anni fa, ed ha sempre preso parte attiva agli affari politici del suo paese; onde
i suoi compatrioti gli riconoscono da molto tempo
ranza, quella del Chiti noi sentiamo eseguire, con tanta pulizia
del diavolo
di Tartini
ed
il Concerto
una solida competenza della materia. Come piaista
di
delssohn; con tanta anima la patetica aria d sulla 4° corda (una corda magica del Chiti) ed il soave Andantino del padre Martini; con tanta grazia
i piccoli Kreisler;
pezzi del Respighi, del Franceeur, del dimentichiamo le disuguaglianze di esecu-
egli è celebre, sopratutto come
interprete di
il nume tutelare della musica polacca. Insegnò pianoforte una diecina d'anni, fra i venti ed i trenta, in patria; poi cominciò a girare il mondo, dando concerti ed. acquistando largamente | loria e ricchezza. Venne anche
teso fu ospite della
Società
in Italia, ed a Mi-
del quartetto,
i
scimento pieno della sua virtuosità
Tema con variazioni di Perosi: composizioni prive di originalità ed inorpellate di armonie e di contrappunti che non riescono a nascondere la povei d’imaginazione e d’emozione da cui sono scaturite;
v'è chi non conosca il Minuetto); ma opera sua più vasta è il dramma lirico Manrz che ritrae la vita
servatorio — la Sinfonia spagnuola di Lalo ed il
sopportiamo il Concerto în re maggiore di Paga-
nini, rimpolpettato da Wilhelmy, e la sonata di Leken, che è la indecisione stessa del pensiero e del sentimento,
meno
nell’ultimo tempo
che riesce
a saldarsi un poco ed a sviluppare una discreta forza la quale conduce alla chiusa del pezzo con
bella foga ordinata e
progressiva; indulgiamo al-
di pianista.
singolarissima
Come compositore, alcuni
per pianoforte
sono
molto
noti
suoi pezzi
e pregevoli (non
zingaresca ed il paesaggio del Tatra, il pittoresco massiccio montagnoso dei Carpazi. Manrz ripete melodie e ritmi caratteristici delle regioni in cui l’azione si muove; ma non porta, nessun nuovo
contributo alla evoluzione del melodramma. In ogni modo, conferma
che
il pensiero e l'anima di Pa-
timi avvenimenti
che
lo portarono alla
derewski sono sempre vòlti alla sua patria. Gli uldirezione
l'innocente burla di quel Covperia, presentato sotto mentite spoglie, che pare animicchi maliziosamente
suprema degli affari politici del suo paese sono noti. Scoppiata la guerra egli xi recò in America e vi divenne l’apostolo ardente, in innumerevoli
avete tutto il fare di qualcun altro a noi ben noto.
assemblee, in comizî, in conferenze, del principio di ricostituzione della Polonia. Il prestigio immenso
e susurri:
« Mi conoscete ?... » —
ACQUE
DA
«No,
messere;
TAVOLA
ANTICHE FONTI SALUTARI di CORTICELLA
(Bologna)
È Il tenente pilota Giovanni Piretti.
tando vive discussioni, conchiuse però col ricono-
zione e la scialba interpretazione di cui risenti nel primo dei due concerti dati dal Chi
Giunge notizia da Nuova York che il tenente Giovanni Pirelli è rimasto vittima di un accidente
di aviazione. Verso le ore 15 del 4 febbraio,-egli stava compiendo dei voli all'aerodromo di Wright,
in presenza della missione aeronautica italiana, quando l'apparecchio fu veduto precipitare da una settantina di metri,
per un guasto al motore, e in-
frangersi al suolo. ll giovane ufficiale era rimasto
ucciso sul colpo. Il corpo fu raccolto fra i rottami dell'apparecchio:
lanese,
il tenente Pirelli, ventiquattrenne,
era il più giovane dei figli del sen, P;
relli. Ufficiale di cavalleria nel reggimento Saluzz:
ed entrato a sua
domanda,
sino dai primi mesi
della guerra, nella schiera degli aviatori, garegg in attività
e in passione per imprese utili e rischio-
se, meritandosi
una medaglia d’argento al valore
militare e la croce di guerra.
Il prof. GUIDO RUATA, già direttore dell'Ufficio d'Igiene della R. Università di BOLOGNA;
ie ha giudicate ©
cissime
nelle gastro enteriti, dispepsie, inappetenza, stipsi, e negli stati di torpore dello stomaco e' dell'intestino, e sstimolanti nella diuresi. Ha attribuito loro un grande
valore
terapeutico,
confermato
dai risultati ottenuti in fanghi anni.
Amministrazione: VITTORIO BORGHI, Piazza Calderini, 2, BOLOGNA. — Opuscoli gratisarichiesta
L'ILLUSTRAZIONE
tolta all'argo? letterario-mari-
naresco di Francia, la copertina un'onda az zurra, un volo di gabbiani, la fuga— d'una vela nl l'orizzonte, — fanno supporre a chi schiuda La
Grande Bleue per diventarne il benigno lettore, che si tratti d'un romanzo alla Loti o alla Mal,
magari alla De Vogié, imaginand personaggi di quel cosmopolitismo letterario cui o ridiede voga il too Ma se, oltre la dedica,
propos, il volume
avesse
la prefazione,
l'avant-
portato, con gusto acca-
demico un po' fuori di moda, anche due antefissi,
il lettore benignissimo si sarebbe formato subito un'idea della novità, del valore, della portata di questo libro, che un italiano, con felice senso di opportunità, con molto buon gusto, ha tratto, pel
primo, da un filone inesplorato nella gran miniera
della letteratura francese.
ITALIANA
che ripercuotono gli echi delle scogliere, risuona, per virtù d'arte, in una effusa sinfonia marinaresca cuî ogni poeta, ogni prosatore nota, il suo accento
ha portato la sua
proprio, così da fonderlì e per-
derli, come il mormorìo d'un'onda si fonde e si perde nella grandiosa musica del mare. Il giorno in cui il tronco dell'albero scavato si cullò sulle quiete acque di una piccola baia, si chiuse all'umanità quella che doveva essere chia-
mata la via maestra dell’incivilimento. In quel giorno
la poesia marinaresca avrebbe potuto sorgere nelle sue due forme: poichè vi è poesia dove è profonda
e intensa comunione dello spirito umano con la natura contemplata, e dove l’uomo dispiega volontà ed energia,
lottando per sè e pei suoi.
guazione serena e la battaglia la vita. Il poeta avrebbe, di
La rasse-
ardente: il sogno e la riva, potuto se-
guir con lo sguardo la vela bianca lontana tra il duplice azzurro, o accompagnar nel viaggio il pi colo manipolo di uomini affidato a quella tela che
_ Gli antefissi eran lì.... pronti, in due pagine cri-
palpita al vento, e lo fa schiavo, e vivere la loro
tiche
che La Grande
vita, e narrarne i casi e le vicende, Ma perchè l’ar-
firme
di Teofilo Gautier
e di Giuseppe
ideale
artistico; quegli
parla (Rapporto sui pro-
Bleue
non
accoglie, con le
Autran:
questi ha una prosa serrata che chiarisce il proprio gressi della poesia) dell'Autran appunto, che verso il 1852, nei /vemi del mare, quasi rivela il mare
tista non pensa ancora a chiudere nella cerchia delle parole un raggio della bellezza marina, a cogliere un aspetto dell'immenso orizzonte mutevole, ad esprimere i sentimenti di quegli arditi, perduti tra cielo e mare? Forse perchè tanta è l'importanza
€ .... sotto tutti gli aspetti, luminoso e sereno, schiumante e cupo, calmo e in tempesta, dorato
del viaggio, tanta la novità e la varietà dei costumi di popoli lontani, tanto e tale il fervore religioso,
onde una foglia di lauro virgiliano o un frutto biondo
di fronte alla mèta l'uomo scompare? Ancora, per
dal sole, inargentato dalla luna; che travolge nelle degli aranceti sorrentini, sfiorato dal candido volo d'un'ala, o corso da vele bianche, bello della sua
beltà fluida e multiforme che si di; continuo: e lo rivela non in guisa arida e didattica,
come negli antichi poemi descrittivi, ma con l'anima umana effusa nell'immensità, e di questa anche
più vasta.
Perchè, in verità, questo libro è riuscito qualche
cosa di più e di meglio che non la raccolta di pagine
scelte,
cui
garbatamente
accenna
Charles
Le Goffic nella prefazione, studiando la fortuna let-
se sì tratti delle crociate, che di fronte all'attività,
molti secoli la bella, libera, nobile professione del
marinaro fu avvilita dalle ciurme dei galeotti condannati alla pena del remo, o dalla schiavitù di guerra, prima che sì intendessero, insieme alla di-
gnità umana,
la bellezza e la nobiltà di questo la-
voro. Non a caso lo stesso momento storico ebbe le Réveries d'un promeneur solitaire e \a Dichiarazione dei diritti dell'uomo,
Quindi è che le pagine più belle e più
letteratura marinaresca
derne:
francese
ed è interessante
sono
studiarle
rapide
per
rendere
i bagliori
d'incendio
riflessi
nello specchio calmo di acque morte tra i crepacci
di una scogliera bassa 0 agitati in un furioso battagliar di ondate.
Biancheggian
le città costiere,
inalberando foreste d’antenne nel porto; piccoli villaggi di pescatori si raccolgono intorno all'occhio lucente del faro: le coste si disegnan coi loro profili scabri e rocciosi, colle mille insenature, coi dolci
goll d'u ecco infine la gente di mare coi suoi odiî, coi suoi amori, con la vita intensa e terribile sospesa nell'abisso, ròsa dalla nostalgia, sor-
risa soltanto dalla speranza del ritorno. Così i più bei nomi della
si seguono in questo grande accenti
romantici dello
Hugo, del
letteratura di Francia
inno
al mare. Dagli
Chateaubriand,
di Vittore
Michelet, del De Vigny; alla semplicità dei
veristi rudi come
Zola, sobrì come
Flaubert, ner-
vosi come Guy de Maupassant. Autran, Brizeux, Richepin, rappresentano la /ignée dei poeti schiettamente
Coppée,
marinari; Prudhomme,
Bourget
anche
con
finezze
De
Hérédia,
eleganti
da
parnassiani rendono nel verso la blanda carezza dell'onda su la spiaggia e i sogni fantastici sugge-
riti dall'incerto profilo d'una vela tra le brume.
Ma pregio singolarissimo dànno alla raccolta al-
cune scene tratte dai romanzi e dalle novelle degli scrittori del ferroir che si dovrebbe chiamar marittimo se l’espressione non avesse l’aria di un
bisticcio.
Non formano naturalmente una scuola: si somi-
glian tutti perchè il popolo dei marinai è uguale dovunque;
e han tutti la diversità e la schiettezza
del paesaggio e del dialetto diverso. Che tra loro primeggi il Loti è ovvio il dire: quel Loti s'intende che non si perde nella miévrerie ‘esotica ma esprime con franca gentilezza l'anima della Bretagna. Charles Le Goffic, Anatole Le Braz, Marc Elder, Jules Perrin sono tanti scrittori notevoli che meritano
di esser più conosciuti tra noi: perchè traggono
aver l'occasione
a facili
gli autori,
le scuol
il fine didattico della coscienziosa opera sua. La materia ricca, esuberante, ha superato la ri-
sembra acquistar maggior rilievo veduto così, iso-
dal paese natale, dall'orizzonte caro e familiare al
latamente, staccato
la condizione prima dell'opera d’arte: quella di cui i grandi si valgono per crear tipi e figure che
Pe
narrazione di cui forma
un episodio o un hors d'euvre.
Questo scrittore descrive la grazia dell'onda mediterranea,
1 A. Berroccioi. La Grande Bleue. - Milano, FAli Treves, editori. - L. 6,
dalla
raffronti t
vincere perchè mina, perchè sgretola, perchè fa
crollare. Ecco i pittori di tramonti con le pennellate
teraria dell'argomento e cui allude modestamente
stretta cerchia impostale; e la gran voce solenne
efficaci
© muore e rinasce e nella lotta secolare finisce col
il compilatore stesso, narrando la storia e indicando
tra
ma
vive della
le più mo-
qui, raccolte,
177 rinnuova la minaccia e l'assalto contro la scogliera
la curva
molle,
il riccio
di schiuma
capriccioso e leggero; quello la violenza deila
loro sguardo sin dall'infanzia
quella
hanno i lineamenti essenziali ed eterni ture
forza
che è
delle crea-
umane.
grande ondata del largo maestosa e testarda che
Gumo
Menascr.
Con i 14 PUNTI di WILSON ha trionfato
la giustizia e il diritto nel mondo
Con i 14 PRODOTTI della celebre Casa PIIMI ha trionfato l'industria ‘Italiana nel mondo; 1 “Brille Pim, Smalto Pim, Polvere Pim,, $09ite magici prodotti
21%Crema'e Vellutina Margheritaî,, fit Loro imam tree 3:SE ‘foggia d’oro #3 La sovrana delle lozioni per la cura e l' fene della capigliatura.
4 hiDentifrici Margherita 17 I più deliziosi e rinomati (in pasta, polvere e liquidi) 5 “ Ammoniapim 17 Polisce ed ammorbidisce le mani meglio di qualunque sapone. hO Dermapim 37 Contro i rossori e fe screpolature della mano e del viso. ia cipria delle artiste, tutte ia ‘usano magrifi “Polvere Mirabilis di Java,, Ecandola.
Ross
844 Una carezza — Capriccio -— Follia — Regina d'Italia —' Violett. Profumi 4 Novità; seme nere vie ia paria Erlalia > Piot a
“”“
‘4
Lozione
al''petrolio d’incontestato
NO CONI -Petrofil #3 morbidezza.
pregio, per dare alla capigliatura flessuosità e
10 “Borotalco Bébé 37 Prodotto raccomandato per la toeletta dei bambini. 1} ve PIM, Acqua di Colonia 741 1 #3 E la marca popolare del mondo. 12 siaIISapone di Papà,, Incredibile il successo ottenuto da questo sapone per barba. 13; Gran Champooing
Spumante #7 Meraviglioso per la pulizia della testa.
14 n Sapone Globolî,, Tipo di uso universale per famiglia.
we PIM è la gran marca italiana boicotfata dagli importatori di prodotti stranieri ma
“PROFUMERIA ITALIANA MARGHERITA ,, - corso Buenos Aires, 20, MILANO
Mi parve di veder dieci fiammelle fra.l'ombre del giardino, quella sera, parevano invitarmi, dieci stelle, dieci magiche lucciole. — Che era ? Eran le dieci stelle le tue dîta,,
non di perle preziose eran gemmate: nude, ricordo, ma la PIM squisita dette magia all'unghie tue rosate!
Vinte
(RI
ARE
178
L'ILLUSTRAZION
IL FESTINO
DI LAZZARO,
— A chi voglio darla a bere? Ma a nessuno, persrt bacco! dal momento che dico la vi À,n E quello stupido di Valsenti, dàgli a insistere:
in
Come
testa, io non posso
accendermi
— Sarà.
imitatrice
— Non è possibile, via! ‘ — Non sembrerà possibile, ma è vero.
?
Neppure
una volta.
—
Ma via! A chi vuoi darla a bere?
E se ne è andato su tutte le furie, trascin
dosì dietro l’altro testimone; poi sulla porta
ne
voltato e mi ha gridato pieno
— Va bene, giacchè non vuoi parlare non ti co-
3
di Franceschino
Spani
che ci vieti, per un riguardo verso la.... verso /cî, E nota — ha aggiunto minaccioso — che non decliniamo di rivelare i motivi dello sciagurato in l'incarico unicamente
per non
fare la figura di due
burattini, ma ci riserviamo di chiederti ragione del
tuo poco amichevole procedere. è x». E così mi trovo con
non
ana
meno
di tre duelli
sulle braccia: uno fra poche ore con quel povero cristo di Franceschino Spani — pel quale porterò, se sopravvivo, un perpetuo rimorso în fondo al cuore — e due altri, senza dubbio, con i miei due testimoni. Mannaggia! La faccenda sarebbe perfino ttesca se non minacciasse di diventare tragi ntanto Franceschino Spani giura di volere |
pelle: ed ha ragione, povero diavolo! Gli
ho gua-
stata la più bella festa della vita ed ho spezzato il filo
della
sua
felicità...
E non
purtroppo !Che sarà ora di quella Sono
un
miserabile, non
vè
— mi vergogno a confessarlo — io le ho sempre guardate con l'occhio sereno del fanciullo o con
soltanto la sua, ma
carattere
si è manifestata
in
parte della responsa-
l'irresistibile volontà,
l'ascendente
senza
ribelli
la pre-
supinamente ;
ho il desiderio riflesso, la simpatia
le donne che spiegargli che riflessa,
sione — perfino la passione! — riflessa?...
‘a pas-
Come
spiegargli l'asservimento del mio cuore e dei miei sensi al cuore e ai sensi degli altri? Poichè io no:
posso amare se non a traverso l'amore degli altr
peggio: io non posso amare se non a cagione del
Le donne
quello assonnato e pacifico dell'eunuco, insensibile
a qualsiasi blandizie o civetteria del sesso; ma tutte
le volte che un amico o un conoscente qualsiasi ne
ha scelta una e l'ha ipotecata per sè, io mi sono
di una passione tanto inesplica-
bile quanto inutile. Si direbbe che il desiderio degli
altri — mettendo in evidenza la personalità di una fors'anche la coscienza dell'impossibile e_dell
rabile ha potere di eccitare i miei spiriti
quista. Non so: è però certo che ho bisogno del de-
siderio altrui per vestire
di
seduzione
le creature
della mia passione, che altrimenti passerebbero*inos-
mente influito su
desiderare se non la donna
ignominiosa servità dello spirito che ha funest:
in
mia vita, paralizzando
me ogni e qualsi
, ogni e qualsiasi
forma di libera elezion Così accadde ch
rai con Guglielmo Scar-
latti le tragedie di Shakespeare e detestai i Promessi Sposî, che m'invaghii della prosa carducciana
e mi seccai delle rime di ser Francesco, che mi entusiasmai del nostro professore di fisica e is-
gustai
di quello
di
infine — grotte-
servate innanzi
miei occhi distratti.
Non è un tristissimo destino, il mio, di non poter degli altri ?Mio Dio, sì! îo sono în perpetua guerra col nono comandamento... Quante volte ho dovuto fuggire dalla casa dei miei amici
premendo nel rante sentimento fatto d'i; forto e di tenerezza
cuore lacerato il tortu-
lia, di gelosia, di scon-
struggente
Mi ricordo il caso di Arturo
scamente — m'innamorai della sua innamorata! » Una fanciulla — quella prima Ginetta — com-
i
finchè il mio amico Guglielmo Scarlatti non se ne invaghì e cominciò a servirmela in tutte le salse con un entusiasmo lirico che accese in ogni fibra del
geva. Tuttavia, cosciente come
pletamente insignificante: tale, almeno, mi apparve
per
le donne
non avrebbero più potuto essere mie!
Bersani
Frequentavamo insieme una famiglia amica erano ben quattro giovinette che dicevano
della
mia
malattia, mettevo
sono
tutta
sempre
volta una libera scelta fra le quattro
‘a della vezzosa Ginetta come un
rito, se non nella radice del mio male,
erta di Roma: sospeso al verbo
pisce, a piantarla in seguito al pugilato fraterno in cui scambiammo coscienziosamente i nostri più classici pugni e da ci
ifestazioni
le fanciulle —
— aimè
Guglielmo
Scarlatti:
mi
rimase
abe dell'impotenza spirituale. Una
malattia che forse era una mia degenerazione congenita: ma che certamente quella
deleteria amicizia
sviluppò e perfezionò fino al cronicismo.
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più morbose.
inutile dirlo —
Ma
El
nemmeno:
era troppo dispettosetta.
, allora? macchè!
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quella sua
perficiale, troppo una, Il wi/0 tipo non'c'era. Nessuna dunque ? Perplessità, S coraggiamento. Tastavo il io cuore come il mio polso: con ansia
CHE
CONTIENE
almeno nelle
tutte e quattro
mi lasciavano perfet-
tamente freddo e lucido e per conseguenza perplesso nella scelta. Pia? Pia no: aveva gli occhi troppo gelidi e le labbra sdegnose, scoraggianti.
uscimmo entrambi coi nasi simmetricamente contusi. Dopo questa avventura io perdetti naturalmente mio amico
stato
la mia volontà
per superare l'inerzia del mio cuore e fare una buona fanciulle da marito. Chi sa ? Forse prendendo moglie sarei gua-
mio cuore e del mio corpo non ancora ventenne un
rogo divorante. Guidato dal suo amoroso ardore, io
che
\golaris-
ime: ma io, naturalmente, non me ne accor-
3 ivier DALL' ANALISI Regio S or Qbcolerne,
=
Scarlatti.
‘ei — con beatitudine. lo ammiravo quello che egli am va, disprezzavo quello che egli d idolatravo quello che egli idolatrava
anche un povero disgraziato. È questo che Valsenti
tutte le donne degli altri ?per tutte non possono più essere mie?... Come
Guglielmo
sentito avvampare
sono
non vuol capi; forse — non può capire. Infatti, come spiegargli...? == © h. Come spiegargli che sono malato di gelosia per
il suo
donna — dia valore, per me, alla grazia muliebre;
povera ragazza?.
dubbio:
mio
a traverso
potenza delle opinioni, l'assolutismo delle idee e perfino la violenza dei sentimenti. Era lui che pensava, che parlava, che decideva per me: io ne suiva
stringeremo: ma per non apparire due perfettii becilli, diremo ai secondi
conquidermi per virtù propria, ma solo e sempre
bilità forse risale al mio compagno di studî Guglielmo Scarlatti, di cui — fin dalla prima adole-
scenza — ho subìto
— Un coup de foudre, allora? — Prendila come vuoi: io stesso non me lo spiego. «-.
del
la sua miseria. Buona
Ginetta riuscì mai a
già ac-
minciata con la mia giovinezza, quando la tendenza
tutta
TANZARELLA. Di fatto, in seguito, nessuna
segue le vi-
che ai roghi
altrui, di cui fatalmente
Questa singolare malattia del mio spirito è co-
E! è! ti dico che è. Non ti basta la mia parola
—
QUERCIA
un vecchio cerino senza
cesì, quasi che l'anima mia sia fatta degli atomi delle anime cende.
—
novetta pi O.
l’amore degli altri...
— Ma la conoscevi ?... Ma la conoscevi?... — Ma se ti dico che non l'avevo mai vista!
d'onore? Vuoi che giuri? — Ma neppure una volta l'avevi vis
ITALIANA
BIANCA
MARIA 23 . MILANO
i
e ae
L'ILLUSTRAZIONE IR RE ta TRE eCISSE RT
< speranza di un mezzo decimo di febbre amorosa. Nulla! sincronismo perfetto col mio orologio di-pre: Che fare?
prenderne
una
a caso? Pia, Elena,
Lucia o Serena: lo stesso. Ma poi ?.. È .--- Ecco, me lo confessavo in segreto: non ero ben di assolvere doveri mici tutti di di.... i di.... sicuro marito: e si capisce, data la mia completa ferenza.... Allora? + Allora — probabilmente mia avrebbe tradito con uno dei miei ami
resta che farmi ammazzare
gli almeno questa piccola sodisfazione. Ma
— Macchè! un magister cerimoniarum pari tuo! otto
giorni starai
benone.
— Non ho abito da cerimonie... — Saremo tutti in giacchettà: matrimonio demo-
amare mia moglie!
cratico.
Non è pazzo tutto questo ? sì, è pazzo, ma è
— Devi*potere. — E fiat!
dolore, che — starei per dire — per emulazione. terribile. «= Allora mi allontanai dalle quattro fanciulle di
za. Ma lui, che
— È per domani
senza trovare il verso di saltarno fuori.
nel letto, Presenti.
i eun quarto: derrin! drrrin! drrrin!
Salto giù di furia, infilo un paio di mutande e così, leggerino, corro ad aprire: Franceschino!
— Tu qui?! — Non sei ancora vestito? Perdio! sai pure che è tempo da perdere... ‘on puoi assolutamente dispensarmi ? ti pare? all'ultimo momento? con chi po-
le sue labbra sdegnose che mi erano giù apparse
scoraggianti; io strinsi i pugni e mi abbattei in una poltrona, abbacinato, fulminato da una luce folgo-
rante: era /ei/ era proprio /ei il mio tipo... ma solo — aimè — dacchè apparteneva ad Arturo Bersani ! .. Così sempre. E il sentimento di giungere fa-
pello minuscolo.
volto delicato
e fine
è fresco
fresco
fresco come una rosa di maggio, la bocca è deli-
ziosa, il collo è abbagliante...; la seta aderente dell'abito le fascia il seno piccino e la vita flessuosa,
le disegna le gambe diritte e rotonde... Ella scende
adagio, quasi timorosa, guardando verso di me col suo sorriso appena accennato: io sono solo ad atvenga
incontro: per darmisi.
Non
lo ignoro perfino il suo nome: ma da quando in
alle dieci, da casa mia: non
Ed io, stamani alle dieci, a stiracchiarmi
mentol.... Ma alle
in
appena sotto il tenue velo che Je scende dal cap-
qua le passioni umane hanno bisogno di un nome
ieri sera è
dimenticartene. uando si dice che uno vuol suicidarsi...
nel cuore simile al sentimento confuso di un oscuro tradimento. Mi feci buio, ma poi sorrisi: che diavolo! dal momento che avevo stabilito che Pia non poteva essere il 72/0 tipo »»Andammo a casa insieme: Pia ci venne ‘incontro, abbracciò Arturo, gli sorrise dolcemente con
in un abito di
la disegna soup/e e felina
c'è appunto, alle mie spalle, un coupé tutto chiuso
|.. Anche
venuto a trovarmi
la conosco ?
Immediatamente qualche cosa di acuto mi punse
precede, sola, tutta fasciata
per noi?...
sentimento latente, per rifiutare con tanta i
Ar-
Ella
un gran fascio di rose bianche e sorride appena
=, che ella mi
Lo esigo.
Mi ci ha trascinato proprio pei capelli, Sisto Quanto laine dovevo proprio averi
turo Bersani. — Lo sai che mi sono ammogliato ? — mi dice.
REA
tenderla sul portone e mi sembra — sì, mi sembra!
— Insomma, non posso.
così: io non posso amare che per gelosia, che per
RO
Tosca e la calza voi/ée dell’ancora incognita sposina.
Il piccolo
— Non contarci, ti prego: non sono adatto.
che m'avvolse quando dovetti convenire che ir quel caso — e solamente in quel caso — jo avrei potuto
iP
ogni gesto della persona squisita: ha fra le mani
— Sai, conto su te.
— Non mi sento ben
O
Pago, scendo, ho appena il tempo d'imboccare il portone, che il dramma s'inizia con uno stupido ticchettìo di cuore appena spunta la scarpina alla seta stralucente che
strozzerei con le mie manil..
prio da me — per fargli da testimone alle nozze?...
moglie mi pini
- questo pensiero agghiacciante e il sudorino freddo
— Sì, la conosci: è Pia.
per dar
Quale diavolo tentatore lo indirizzò da me — pro-
con Arturo Bersani. Ah, perdio! sento ancora lo . scatto dei'miei nervi e il sussulto del mio cuore a
— Sì? Mi rallegro. Chi è /ei?
—
quella povera ragazza?...
Perdio!... mi
indif-
cui nessuna, decisamente, era il mio tipo. Qualche mese dopo tornai in città e rividi
ITALIANA ESA IR
che sia capitata proprio a quel povero diavolo di Franceschino Spani. E che posso farci oramai Impossibile spiegargli: anzi tutto, non mi cre rebbe, e poi.... non si ripara l’irreparabile. Non mi
stituirti ?... E poi, ci tengo particolarmente,
per divampare? La visione è lì e mi viene incontro: il corteggio dei parenti e dei testimoni la segue, ma io non lo vedo. Vedo lei sola, fine e soup/e nella _ sua veste di seta stralucente, nella sua faccina fresca fresca fresca come una rosa di maggio. È una vertigine: le muovo incontro affascinato, sono — credo — sul punto di gridarl Franceschino Spani sopraggiung uel ci salva tutti ‘e tre con la sua allegria. festaiola di cafoncello alla fiera. — Il mio amico Aristide Bonaldini, magister cerimoniarum, nonchè cavaliere della Corona d'Italia, nonchè scapolo irriducibile.... La mia fidanzata, Delfina Lisio. lo mi sveglio, saluto, mi tiro daparte per lasciar passare gli sposi, poi salgo in carrozza con altri due idioti e con una foca soffiante che mi dicono
— Va bene! Vi raggiungerò în cinque minuti a
talmente tardi dove avrei potuto giungere in tempo
casa della sposa. Lasciami l'indirizzo, ti prego. — Corso Vittorio, quindici.
mi dilania le viscere: ma è tutto un circolo vizioso,
în quanto il mio cuore non s'accende che di fronte
all’irreparabile. Che povero Tantalo sono mai!
Mi vesto, mi rado, mi faccio un tatuaggio sul mento, mi precipito per le scale, piombo in una
E ora non ci mancava che questa, per coronare di grottesco la mia sciagurata esistenza! Si sa: tanto va la gatta al lardo... E dire che me lo sono sempre ripetuto che qualche volta andava a finir male. Ecco, questa volta ci
carrozza...
— Corso Vittorio, quindici! Presto! Strada facendo mi do una rassettatina alla cra-
vatta, una lisciatina ai capelli, una tastatina dente al tatuaggio del mento...
: non sempre si può avere il governo ed a furia d’inghiottire disappunti su disappunti, si finisce per ribellarsi violentemente alla' fatalità, Ma ‘mi duole, infinitamiente mi dolo
pru-
La carrozza imbocca il corso: io vedo giù in
fondo una teoria di coupés sormontati
lucidi dei cocchieri. — Ci siamo. Ferma.
dai cilindri
mia donna. In quel momento non penso, non so pensare che appunto la faccia glabra di Franceschino, messa accanto al profilo squisito della fanciull me la fa desiderareerimpiangere perdutarhente: in q mento io odio in lui il /adro della mia felicità.
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"11 prete pronuncia î nomi, accoppiandoli: «Del-
fina.... Francesco...» È Orrore! egli doveva invece dire: «Aristide... Del-
NA. Come suonano bene i nostri due nomi insieme! Come suonerebbero divini sulle nostre rispettive labbra! «Delfina!» sono i0 che l'invoco appassionatamente, « Aristide! »è /ei che mi chiama sommessa e trepida....
io la tortura continua.
Delfina mi
parla, er attendant. Credo mi canzoni
per la mia
ciera aggrondata che attribuisce al sonno,
avendo
Franceschino raccontato — fra larghi sghignazza-
menti — di avermi tirato giù dal letto mentre soavo
di presiedere
un
comizio antimatrimoniale.
fo l'ascolto inebriato e tetro, guardandole intensamente le labbra sottili (chi sa come tiepide e dolci a sentirsele sul collol...); studiandole le mani piccine (chi sa come deliziose a cacciarsele nei
capelli!...); avvolgendole il corpo flessuoso, (chi sa come inebriante a serrarselo perdutamente nelle braccia!...) Un vento di follia mi fa tremare
i muscoli delle
braccia e delle gambe, un uragano di desideri vio-
lenti mi romba nel petto col pulsare affrettato del cuore, una fiamma ardente mi avvolge la testa, accecandomi.
Mi ripeto
follemente:
È /ei/ è /ei/
La messa in Piazza Anfiteatro, celebrata da mons. Fortunato Giannini, prima della cerimonia.
Franceschino
quali essa cerca d'ingannare l'opinione pubblica in Europa con la sua stampa, richiedono, non solo l'attenzione ed il controllo degli Alle: ma anche un intervento armato, collo scopo di mettere in azione la loro volontà espressa dalla prossima Conferenza della Pace. L'approfondimento delle influenze degli Alleati
e Ja perdo! Perchè? perchè? quale felicità può darle la faccia glabra di Franceschino Spani? quali carezze pomono insegnarle le mani ossute di
pani 2... quali
baci possono rivelarle le labbra
esangui di Franceschino
Spani
Io, invece... 0,
ignor Francesco Spani, accettate per vostra
moglie la signorina Delfina Lisio? —
—
Sì
in Oriente, e in particolare, ih Polonia ed in Russia, può essere agevolato dall'azione dell'esercito polacco, comandato dal gen. Halber, il quale diede prove incontestabili della sua energia e della sua capacità militare.
In Italia, stan formandosi presentemente in due centri, a S. Maria C. V., presso Napoli, ed a Chivasso, presso Torino, sotto il comando del capitano Mariano Dieustel-Dombrowa, nuovi reggimenti di volontari polatchi, ex prigionieri dei tre campi di concentramento. Quei reggimenti, d'un morale elevatissimo, animati da vivo spirito di ardore e di amor di Patria, saranno certamente quel sotto la guida dei suoi duci, ristabilirà nella Polonia rinascente, pace, ordine e disciplina.
No!
Il zr0 l'ho detto io.
.. e domani ci battiamo.
O. Quercia TanzaArELLI.
Il giuramento delle truppe
polacche
IN SANTA MARIA CAPUA VETERE.
«Adamo
L'esercito palacco, che con tanto valore ha combat-
Mickie
Adamo
Mickiewicz.
e « Francesco
Nullo ».
accorreva nel 1848 în Italia, per combattere contro la
popolo fratello italico, che con le armi in mano, reclamava la propria indi STRA
seppe Haller, sta preparando ora nuove forze,lequali
geva entusiasta in Polonia
sotto forma di reggimenti polacchi, vengono organizzati, con sorprendente rapidità, dal comandante della Missione militare franco-polacco in Italia, maggiore
principe Leone Radziwill.
Le relazioni in Oriente, dove la perversa politica
della
Germania
suscitò
gran
confusione,
e sulle
che
prepotenza, al fianco del
tuto al fianco degli Alleati in Francia e nell'Oriente,
sotto la guida del suo capo supremo, generale Giu-
fattore
Diamo qui alcune fotografie degli episodi, che caratterizzano losviluppo dei reggimenti sopra ricordati: il giuramento compiuto davanti al cap. Mariano Dienstel-Dombrowa, dal reggimento «Enrico Dombrowski», di recentissima creazione, il giorno 1.° Dicembre 1918, a S. Maria S. V.; inoltre; l’arrivo del presidente del Comitato polacco a Roma, deputato Skirmunt, e del magg. principe Radziwill, capo della Missione franco-polacca. primi due reggimenti formati alla Mandria di Chivasso hanno ricevuto il nome di reggimenti Francesco
Nullo, il colonnello-eroe del 1863, l'anno della sollevazione polacca contro lo zarismo,
coi suoi uomini, per intervenire con le armi in nome di quegli
giun-
ideali di, libertà
e di fratellanza dei popoli, in nome dei quali si era levata l'Italia, poco prima, contro i propri oppressori. Francesco Nullo ed i suoi uomini, combatterono e sacrificarono il loro sangue per ia libertà e l'indipendenza della Polonia. Ora, in Italia, nella terra amica,
il neo-creato esercito polacco battezza i suoi reggimenti
Nullo, personificano in sè, meglio di tutti gli altri,
il grido di libertà e di indipendenza, per il quale quel-
coi nomi dei due grandi uomini, con la convinzione che
l'esercito nasce.
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quei due nomi, di Adamo Mickiewicz e di Francesco
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA Tarasto. Improvrisnmente al mattino nel porto una
id era tenne tennta dagli operai onpaneINGU cio oi‘api
5. Roma. La Duchessa d'Aosta pigri Poppiro Seni compia il volo di andata ‘e-ritorna în aerco
‘piano da Roma a Napoli.
7 Al processo per commercio col nemico per
6spor-
tazione cascami di seta, contro Gnecchi, ce Re a: dini, Silvestri © Valsecchi, il tribunale militare accorda,
Do FETO RN al 10 della eo © delTageblate par avere RIE
per la classitica dei documenti, un rinvio fino al 19 Torino. AI processo per frodi nello racchero destinato se Società Idros, sono condanvati {l cav. Luigi De
cantieri, elementi anarchici hanno inscennta una piccolu
ferito da una gnardia
nta,
è arrestato,
poi
sonò arrestati gli altri, Parigi, La Conferenza per la pace odo le richieste una Commissione. Mosca. Il commissario
3
degli Affari Esteri della re
pabblica del Soviet dieliiara di emsero pronto a furò la
pace com gli Alleati ed & mandare delegati al convegno LariDi dei Principi,
Parigi, AL bic Liventiro pevio è ndito l'emiro ra. Una deputazione ‘di notabili cipirloti chiede Falsa per le riven a_lond Milner, ministro delle colonie, la restituzione di Vorsavia. n Nelle elezioni print ha vinto la coali. Gipro alla.“Greola, .zionn formata da Paderowski per la completa unità na. Li questioni di orario è diehinrato to sciopero zionale, ed il ristabilimento ‘ordine normale. ‘addotti alle ferrovie sotterranee, 7. Weimar. Previo rito religioso, si è aperta la Co FL Da monarchia di re Manuel è stata qui pro stituente tedesca, Ebert ha esposto idiritti. della nuova Germania, contraria ad man pace dura. È poi eletto pro4 Berna.Apres la Conferenza socinlista internaziosidente David. La Conferenza per la' pace, finito di udiro deloga una Commissione di duo delegati di grande Potenza per studiare le questioni rela
ta tive alla Grecia. ai Dublino; Caman Devalelra è i deputati Milbroy . Mac Carry, capi “Sinn Feiners, sono fuggiti dalla prigiono di Lincoln,
Berlino. Il Governo tedesco chisde agli Allesti dell'Intesa l'invio di forzo navali a Liban. per far fronte
pene personali minori; ma tutti i principali accusati, a più di mozzo Aiiase di malte. Doninetti nei ginvinastri, qnattro dei
della TopaMilica czeco-sloracca 6. rimetteno l'osame ad
si
Vienna. Il pichiscito della Carinzia ha dato sn 61,899 votanti 61,491 per l'unione all'Austria tedesca e 260 per
la Jogualavia.
mi bolscevichi, che hanno occupato Wiudsu sulla costa
108.000" lire di pera pecuuiaria proporzionale; altri a
bi È poguali soldati, aggrediscono l'arvocato Rossi, dernbandolo (dei danari, dall'orolegio e catena. Uso degli asgressori
5 LiTico Maria Tercas, d'Austria. Exte, moglie di
zione di Wilson per la costitazione a Parigi di un smpremn consigilo economico degli Alleati,
Rossi adun auno di carcere 082,800: liro,di multa, e
consarabili senza averlo an al te renga
9 "icnaia Nel ine dii Windonkard muore l'ex-regina
esplosione a boro incemdia il piroscafo Cile del Idoyd Pacifico: nessuna vittima, ma danni per oltre4 milioni. ‘Parigi. Il Cowsigiio supremo di ghérra approra.mo-
rio, La monarchiaèstata proclamata tatt'attorno a Lisbona, fino al sobborgo di Canipalide.
Coatantinopoli. Arriva nn battaztione italiano dalla Macedonia, festosamento accolto dagli italiani. 8. Roma, Da parte delle autorità competenti comincia
ii REA mettonai
di pomesso di palazzo Callarelli.
fi, per questioni
di orari e di tariffe,
in jsciopero,
ili Carlandi:
Seattle (3,
U,., Esmendo
in isciopero gli operai
dei
rivoluzione dursta die giorni. 9. Bergamo. Uns rappresentanza del reggimento polace0 Francesco. Nullo depone corona sul monumento dall'eroo garibaldino, Parigi. L'omnibus sereoGoliath con quattordici person e compie in quattro ore il viaggio da Londra a Parigi.
fomeco, È stato arrestato Îl capo degli spartachinnt
di qui, Léwire, russo di origine. 10. ‘Roma. l'erminato to sc
— Mttore Angusto Elia di
pero dei tipografi.
Ancona, colonnello garibal-
Gino, dei Mille, veterano del '48, nato nol 1829.
Milano, Il termometro all'Osservatorio di Brera segna
nella notte
6,9 sotto zoro, èalle 8
—4,4, raggiungendo
alle 15 la massima di +16
— Muore Gustavo Frizzoni, di Bergamo, di anni 78,
noto critico. d'arte.
Firenze, Arrestati questa obtie l'ex-assossore riotti, fl cav. dott. Margarolo, ax-consigliere cos
altri duo industriali è una donna por frodi nollo n offe somministrate
al
Comune.
Berna. {l Congresso socialista internazionale pronun ciasî contro il bolsceviciàmo, ed esnltando il risorgere dell'internazionale, si chiude, Parigi. Il Consiglio superiore interallesto esamina le pet il rinnovamento dell'armistizio il 18 con Il Tesoro nord-amer eredito di 75 mil sin qui a 880 milioni.
ADA NEGRI ORAZIONI
Nessun rimedia, conosciuto finoad oggi per combattere © GOTTA
ALERIANDRISA MAVIZZA, = LUIGI MANO. ANTOSTO RARPATTI R 1 DIVINI FANCIULLI. Elegante edizione aldina. Lire 3.20. DELLA
LE SOSIA glizio . .
MEDESIMA
RI
:7.° mi
ln-16. 7
gliaio .c. . . TEMPESTE, nuove poesie. 18D)ialai. 5 MATERNITÀ, nuove poesie.
DAL RRORONDO: gliaio....
.
nuove
| ESILIO, nuove firiche. 5° ‘idigliaio
LAVELCESLON | ° Perinformazioni:
L'ITALIA REDENTA 3
E - (Trieste -Trento -La con-
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