ja finanziaria. — Intermezzi del Nobiluomo Vidal =— Necrologio. — La Bibi e il grigio-verde, novella di Mario Pucci SCACCHI Problema N. 2652
©
nr
Croce a base
ONDENZA.
Sig, Ing. P. C., Napoli. — È necessario
del Prot, Vittorio Colla di Narni.
di parole angolari.
QQ Ussise fl Minotauro 1
Col fiero ardîr d'Arianna, Bova alla fonto Mrica La salutare manna. Specchio di rettitudine Pol suo costame onesto Da morbo fnesorabile
a)
che Ella ci favorisca il diagramma della nuova posizione.
Sig. Ing. A. T., Guarda Veneta. — Ml n. 2538 fu da noi esattamente riprodotto come fu pubblicato dal G. C. C. P,C
È logorato questo,
AI nulla si parifica Quello che un di fu tanto E gloria 6 onore © D'italico pittor.
ACQUA DA TAVOLA fronti: C. Bayer
a MANCO, (i Pazzi) IlBianco, coltratto, dàso.sm,fadue mome.
9
C'$3.- R fy. Pes (5h6,In tre,Gradiremo i problemi an unziati, ma La preghiamo di segnarli in diagramma. Ossequii. Sig. G. C. G., Treviso, — Bravissimo. La Sua demolizione è esatta, La mandiamo ajall'autore sperando ché sfugga ai sommergibili.
Problema N. 2558
del Sig. Ferruccio Perazzoli di Legnago (1 Pezzi)
NON SEI PIÙ TU! Non sel più ta? Dissolarò la vita quando vizzi l'odor del fiordeliso, E annebulò del sogni la fiorita quando si ehiuse 11 labro ad un sorriso. Non sei più tu che una virtude ardita Inebriavi al tàechi del bel viso; L'anima pianse la delizia oblita, Tutto il poema d'un amor deriso. Non woi, non sel più tu} Parmi tuttora Che ninna cosa primo al duol secondo Il total d'un affetto che mm'Inevora, Non set più tu, ehe ebiamo ancor giocondo, Non sei più ta la dolco Eleonora, Il Uioto sola del mio picelo! mondo ! Carlo Galeno Costi.
BIANCO, (3 Praz. MlBianco, col tratto, dàso. m. fi due mosse. gear] le soluzioni alla Sezione Scacchi pre Italiana, in Milano,
si
Unimevrolicy PLS LOVamm darti? cetSi mia, nervo
COSE... DELL'ALTRO MONDO! So a chi dell'enigmistica eultoro Tutta propria una forma si concede, Per far Impazientire chi non vede Chiaro nel gioso, va pardendo l'oro, È tutto questo un titolo ad onore Che dell'altral fiduela appion fa fede, E malto spemo dal variar recede L'originalità dello serittore. Ja brevi tratti, ecco Il ginoohetto mio, Non farmi il bronelo se t'è oseura cosa, Palehò amal poco isso aneh' 10... RA infatti una donna spiritosa Che ten... cinquanta nast, è sorprendonte ; Che sia moda del secolo presente f La Fata delle Tenidre. Intarsio.
(sineasonee) Nasco dull'impeto degli elementi, Uniti al tarbine di ratti venti; Nella fantasma doll pesta Si manifesta - £1 mio faror. Porto flagello, porto sterminio Col salò dominio - sul campi in fior, Nasco dal torpldo rilassamento Ea allo spirito più sonnolento Dopo la fèrala imperativa Della più viva - agilità. Talora usborgo per Ja minaccia, Che da mo dasola - ogni viltà. Nasco, © del nascere poco mi cale; Viva, {l mio vivere è naturale Io comunisima, piccola bestia, Calma e modestia = son mio virtù; Ma so di muovermi faccia sembiante, È imbarazzante — nom vado più! © La Fata delle Tenedir.
To, per farzla sua voglia {nourfosità, Vo! stuzzioaro un po’ la mentò mia,
Non
a fraso.
(aansanente — andos nese +)
MI pregò l'altro di Ja vaga Rita Che per lei m'asprismensi Ja poesia;
nevrasiema’
Bizzarria.
Mae: Anagramma
Solarada.
Che
Carlo Galeno Costi
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debbo diret Cortesia m'invita,
Un l'altro manca a tanta leggiadria Por ritrarre da inter l'imagò ardita, Che interrogò così la fantasia. la conosco, 0.... Ja conosco poso:
bella, tna rimpatica di vis); ;>
Ha gli occhi neri è vivi come'igaco;
Lo sguardo ha dolce, languido;il watriso, L'animo chiuso in sè, lascia albergare
Un che di strano, che ti fa pensate... La principessa di Cambaja.
Non sapendo some faro Por scacciaàro La mestizia' a me d'intorno, Volli un giorno Un giochetto sostrulr. D'un bel giuoco piglio il nome, Non so come, In tre parti poi 10 spezzo Con disprozzo, Non badando fl suo soffrie. Mu compluta sì funesta Manifesta Azion brutta, atrooo 6 ria, Rizzarrla. Si prosenta innanzi a mo, Sulla cima d’un-coltello, Chiaro e ballo Vidi Îì sole già brillare: Tramontare Niun di voi-giammai '1 vod
L'arte nel grando faselno Di mille suoni inonda. Portata Dorf al talamo, Diedo Jo figlio all'onda, Sette l'eterno palpito Che fl euor d'incanto attrae. N'ebbo una sol Proserpina E doppia Pasifàe. La voce che dal Sinai Folò di lito in Ut
? Solo, valo pochimim Con nulla, all'infinito, Un noto fiore languido DI deliosta olenza. Luagi dal mondo frivolo, Sacrata a popitanza, In Frigia un monte celebre Pu al figlio suo dimora. Dai massi all'Adriatico Fertili torre irrora.
—_— _———6@6 Spiegazione dei Giuochi del N.
È suora, epput nel alaustro Giammai si troverà, Se in dspiralo avvolgesi, Non è, per ciò, serpente. Qualsia similitudino Consreta e fa presento. Nel franco idioma, chiamasi Una piecante pianta. Per nol mortali, è l'ultima Dimora eterna è santa. Molto serriro a Dedalo Del suo figliolo ta traccia. Mira l'oriente roseo; Ri ti si mostra in faccia, Questo, un eroe mpocifica, L'Elba ricorderà, È mottò d'ogni stupido X ansor di wieraviglia, La veneranda stipito Elt'è di tua famiglia.
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Politica e finanze estere. zione venne data anche l'anno passato, Il mercato finanziario italiano. ie sono all'ordine del giorno. Gli avvenimenti si succedono impre- ma non è del tutto convincente. ndustrie cotoniere, il Cotoni. Alle nostre Borse, i valori bancari ed In questo momentoèdegno di rilievo industriali trovarono ragii Jenta e ficio di Trobaso porta il capi In parecchie giornate del trascorso ‘gii il grande valore della moneta spagnuola graduale ripresa nello svolgersi degli milioni ilioni e mezzo, toni giugno, le notizie da Pietrogrado pesachè, a Parigi, per 100 pesetas si avvenimenti politici e bellici. icio di Cormanno di uno ad un mirono sugli ambienti finanziari. Ed i pagano 135 franci L'afflusso d ne e mezzo, le Mani ture Cotoniere La mancanza di un mercato ufficiale, vero non si poteva essere decisamente {degli Alleati in pagna non impedisci l'assenza di un numeroso pubblico di Wennerdi ottimisti considerando la crisi russa. Ma alla vecchia nazione atlantica di sentire operatori, l'anormale momento indu10 può asseg questi ultimi giorni icomunicati sulla una grave crisi politica ed economica e striale, sono fatti che non consentono alle sue idendo di È battaglia ripresa inGi dalle trupps tutto il peso avvilente della sua neu- sguardi d’assieme, che non permettono Il Bi ume: o rivoluzionarie, al punto stesso in cui tralità, previsioni e considerazioni generali sul il capitale di 6 milioni (da 6 a 12); la l'avevano interrotta gli eserciti dello Soc Rejna da 3 a 4; le Ferriere di mercato finanziario. I bilani ì Stati In guerra, Zar, guidati da Brussiloff, riaccendono Voltri la9.500 000 a 11 850 000, La ca di Borsa si limita perciò le speranze. La guerra ingoia danaro in cifre spa- alla pi al riferimento puro Il colpo di Stato degli Alleati dell'In- ventose. E mentre brillantemente e semplice di alcuni fatti che interestesa in Grecia ha bene impressionato: La Germania ha gi izione delle 30 000 sano la vita delle Società più note, dei e non è certo privo di valore l'inter- miliardi. La Franci: reparti di valori più conside; vento dei greci nella lotta, a fianco de- quantina Se in giugno una ripresa d prezzi i eserciti del erale Sarrail, mentre può notarsi, essa riguarda parti colar- nale di visti, incalzanti.
Pza rio S1
"gf
Romania si dichiara pronta all'azione con un esercito rifatto e l'Italia oppone
mente quattro gruppi di valori
delibera l'aumento di capitale
i bancari, tra i quali vediamo la 40 milioni. Banca d'Italia passare da 1292 a 1303, interno. vi ha in la Banca Commerciale da 679 a 13, le Tra le combinazioni fi Francia chi predi un tipo 6%, ito Italiano da 558a574, le Banca corso, sì annuncia la fusione dell: emesso alla pari ed inconvertibile per Sconto da 525 a 536: cietà Miniere di Cogne con la Ans almeno 10 anni: vi ha chi ritiene preiderurgici, con le Terni da 1355 ma più importante è la fusione dell: feribile un tipo 5'/, emesso a 95 0 96, a 1382, le Savona da 290 a 339, le Elba Anonima rimborsabili a 105 o 110, con premi di da 292 a 320, le Ferriere Italiane da 223 le, in vi. lotteria, La rendita a lotteria sarebbe a 202; una novità, E questo tipo riunirebbe i valori dell'automobile, con la Fiat stuzia laddove si convince non è più peraltro i tre vantaggi sognati dai da 426 a 452, la Spa da 228 a 241, ) porterebbe possi ottenerla con la vittoria; le pitalisti, e cioè: reddito importante, l'Isotta-Fraschini da 97 a 100; a 50 milioni di lire. ravi crisi politiche in Austria ed in esenzione d'imposta, possibilità di vin: — come imLa Montecatini seppe dare, durante [d heria, valsero a sollevare l'opinione cere un premio di lotteri; piegi atori — tra i un vigoroso impulso allo sfrutvu ‘a degli Stati Alleati e ad in L'Italia ha già speso per la guerra quali le Vizzola da 832 a 839, le Edi guerra, tamento delle sue miniere di-piriti e di luenzare favorevolmente i loro mercati iù di 18 miliardi e da circa tre mesi son da 528 a dopo aver toccato rame e specialmente a quelle del Masfinanziari, ‘esercito e l'armata costano al bilancio 346 a 353, l'Elet- settano, ricavandone ingenti utili. Ed ora In conseguenza appunto di tutto ciò, più di 35 milioni al giorno. È,peraltro, trica Bresciana da 105 a 112, la Montecatini ha un grandioso programi mercati finanziari ii Parigi, Londra, confortante rilevare la brillante situ * ma di concentramento di imprese miNuova York continuarono a dare prova zione del credito pubblico, giacchè al dirigerebbe anche te furono le azioni della Unio- nerarie în Ita di fermezza, se anche gli affari furono do giugno, lo Stato ha introitato circa mi, per le quali il dividendo, a controllare miniere in Spagna. limitati. un miliardo e 300 mil ù del salvo approvazione del fisco, poi Per ultimo, si 4 i Quanto ai mercati degli Imperi Cen- l'esercizio 1914-915, cifra ragguardevo- sere di L. 10, In rialzo prossima fusione delle le lissima che comprende appunto le mag- coni per no parte del accordo concluso iori entrate fiscali con le quali l'Italia Compagnia per l'erezione di 3o nuove va, Elba, F rina dia fa largamente fronte per gl ere: stazioni radiotelegrafiche. La Navigadei prestiti dilire,per Italiana ha deliberato un capitale di oltre 120 gono fr. 84.20; 100 marchi tedeschi (il E in questi giorni appunto le Casse zione Gen. dendo di L. 10, per l'eser- risparmiare ingenti spese di ammini marco valeva 1.25 lire) quotano fr. 67.50; del Tesoro pagano le cedole della Reni0 1916-1917. strazione e dare un indirizzo omoge100 corone austriache (L. 102) qu dita Consolidata 3,50%, e del Consolineo a quella industri fr. 42.75. Da ciò s'induce la dato 5%, Nuovi assetti Industriali e finanziari. L'avvenire economico è delle grandi grave delle finanze germaniche ed auPer Ia Rendita, nei nostri ambienti nprese idroelettriche sono og- imprese, politica del concentrastriache. Le fonti tedesche giustificano d'affari, si ebbe qualche momento getto di tutta la considerazione dei ca pento dovrà la molte il ribasso del marco col fatto che la esitazione in corrispondenza alla inc i : esse infatti non corrono l'alea altre Germania compera, in questo momento, Ì tezza che talora presentò la tuazione | , delle oscilla| atti grandi ga di grano in Bulgaria |ministerialeepolitica. A crisi scongiu- zioni di prezzo delle materie prime, agio le in marchi che i venditori! rata, peraltro, la Rendita ristal scadenza, degli scio. successo in concorrenza alle grandiose Balgari al affrettano a realizzare ia mo- ferme basi il suo prezzo che in giugnosu deleri,fidoecc.a lunga Peri aziende rin- organizzazioni industriali neta dei Paesi neutri: Questa spiega- passò da L. 81.48 a 81 I forzano anche, in quest'ora la propri; Milano, 2 luglio 1917.
sempre più vasta e poderosa fronte agli
austriaci insediati nell'Albania settentrionale. Il caso Hoffmann-Grimm, che ha messo în chiara luce l'intransigenza dei russi a porgere il destro alle ipocrite manovre talieeche per la pace separata; l'inenza della Germania nella ricerca dei mezzi per ottenere la pace con l'a-
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INTERMEZZI. Due medaglie d'oro. - La morte di unattore toscano.
In questi giorni furono molto festeggiati a Milano quattro prodi aviatori. Due di essi hanno il petto fregiato della medaglia d'oro: il capitano Oreste Salomone e il capitano Ercole Ercole. Il primo è pallido, pensoso, con occhi lucidi e fermi, cerchiati d'ombra, labbra fredde e sottili; l'altro ha sulla faccia giovanile tutti quei segni vivi mobili e mori uali si raccoglie e si disperde il sorriso; due diverse figure io; e in tutti e due il coraggio in Salomone tra le esitazioni d'una timidità garbata e schiva, in Ercole entro
una
sommessa,
serena
gioia di
vivere. Ammirabili entrambi, uomini di grande anima e di grande semplicità. Tutti conoscono le gesta gloriose alle quali devono
la medaglia d'oro. Il capitano Salomone, vo-
lando verso Lubiana, assalito dai velivoli nemici, vede cadere indietro fulminato il colonnello che gli sta accanto; ferito anch'egli alla testa, sente che l'altro compagno, il capitano Baile, gli si appoggia alla spalla, lo insanguina e muore. przala dolcemente il corpo
caldo, dell'ucciso per poter pilotare l'aereoplano, e in quella disperata solitudine del cielo, con due cadaverì vicini, riesce a raggiun; sere le nostre linee; il capitano
Ercole,
ania, aggredito da veloci velivoli austriaci, che uccidono l'osservatore e il mitragliere, con un braccio trapassato da un proiettile esplosivo, riesce a raddrizzare e a governare l'aereoplano che s'è avvitato e precipita; tocca terra a cinquanta chilometri dalle nostre linee; brucia l'aereoplano, uccide un al.banese che vien correndo su di lui, poi errando per sette giorni lacero, affamato, ‘bondo, insanguinato tra boschi e acquitrini varcando fiumi, evitando insidie, con la su: ampia ferita che imputridisce, raggiunge irriconoscibile i posti avanzati italiani, dove, sulle prime, i medici dubitano di poterlo salvare. Questi due spaventosi drammi si possono ricostruire nella successione dei loro episodi;
ERA
ma nessuno — neppure i due protagonisti — potrà mai conoscere come essi furono vissuti entro lo spirito dei due eroici aviatori. Essi dovettero distrarre ogni attenzione dal tumulto della loro passione, per tenderla nella precisa manovra che compivano. La macchina li assorbì in sè, consunse il loro palpio nel palpito del motore. Il capitano Salomone ha avuto per un momento il senso di questo distacco di sè da sè, di questo gelo che si incrostava intorno alla sua coscienza, e, mentre volava con gli occhi intenti alla meta, la presenza di quei due morti che portava gli fu a un tratto sensibile, sì che egli ebbe spavento dei suoi occhi asciutti e della sua indifferenza, e si gridò: «non ho dunque cuore? ma che cosa sono divenuto se non soffro per questi due amici diletti, distesi accanto a me, senza Vita?», Il dolore, stimolato dall'acerba riflessione, non si levò su agitato dal Tnxpore della sua anima. Questa apatia durò in lui qualche attimo anche quando la meta fu raggiunta, ed egli toccò terra entro le linee italiane. Accese la sigaretta, guardò calmo l'aeroplano, le due salme; e la sua salvezza, e la perdita dei due compagni gli parvero fatti già vecchi, freddi, scoloriti dalla consuetudine. Non aveva ancora scosso da sè la cupa, secca energia entro la quale s'era tutto chiuso e immobilizzato. Ma in breve la vita riprese il sopravvento; l’uomo che era stato così immensamente solo, rientrò dolorando nell’umanità, e l'eroe pianse lagrime cocenti su quei due cari che per lui morivano allora. Quel che resta ora nella sua anima non è il ricordo dell'orrore sorJassato; è la tenerezza di quei suoi morti, è il ricordo dolente di quelli amici, è la mestizia di quel funerale per le vie del cielo. Il capitano Ercole, invece, intravvede nelle sue vicende i segni d'una occulta protezione del destino che egli chiama « fortuna ». Certo
ITALIANA
oltre a trapassargli il braccio, gli strapparono, strisciando, i vesti cinque o sei punti. E la ferita che egli portò per sette giorni, nelle fatiche della più aspra fuga, dopo aver alla meglio arrestato il sangue con un fazzoletto, detersa con l’acqua putre degli stagni, divenuta alla fine verminosa e nauseabonda, era tale da potergli avvelenare il sangue giovine, e da rodergli maligna tutta quella vita fiorente. Ed egli è guarito. Quando l'aereoplano precipitò da più di mille metri, che cosa era ormai quella povera creatura con un braccio stroncato, travolta giù con due cadaveri a ridosso, a schiacciarsi contro la terra? Eppure quell'uomo, divenuto già quasi una cosa, ritrovò imovimenti ordinati e precisi che mutarono la caduta in un volo, e potè posarsi a terra, vivo, e scrutare se nei suoi compagni ci fosse ancora un alito, un gorgoglio, un gemito, e potè uccidere il nemico che gli si cacciava addosso, e potè sfuggire ai soldati austriaci che correvano a catturarlo. Quando dovè, allo stremo d'ogni forza e d'ogni risorsa, rivolgere la parola a un essere umano, si imbattè nell'unico albanese cristiano di una piccola comunità mussulmana; e quel cristiano al quale il fuggiasco offerse un'aurea medaglietta della Madonna, dono di sua madre, lo soccorse d'acqua e di pane muffito, e prima di lasciarlo ripartire volle interrogare la sorte. Scannato un capretto, ne scarnò un osso sottile, e lo contemplò lungamente alla luce di una lampadina accesa davanti a un'immagine sacra. Dopo lunga meditazione intenta e corrucciata, si volse col volto schiarito e ridente al suo ospite, e gli fe' cenno di andare sicuro. La salvezza gli era promessa dall'oscuro sortilegio.
Eccolo ancora in via, in lerci panni
da pa-
store, senza scarpe, con un boccone di pane nella saccoccia, eccolo davanti ai fiumi fondi dalle rive fangose, che pur bisogna valicare;
eccolo evitare le linee austriache, interposte tra
lui e quelle italiane che deve raggiungere; eccolo nei boschi bassi, furtivo pellegrino notturno, che si butta a terra quando le fronde stormiscono, e un'ombra d'uomo passa; ec-
colo nella prima alba del settimo giorno da-
vanti alle vedette italiane che puntano il fucile contro quello sconosciuto cenciosoe sucido che chiede d'esser accolto. Dopo tanta odissea, quando due soldati nostri se lo pren-
dono in mezzo per condurlo davanti a un ufficiale, finalmente quel misero, che ha viso quasi di fanciullo, si prende il viso tra le mani, e piange, piange, non sa se dell’an-
goscia passata o d della gioia presente, peri suoi due compagni
morti, per il suo bell’apparecchio mandato in fiamme, per quella quasi Italia che i suoi piedi piagati calpestano e perchè vivere è bello.... Ah i suoi com squadriglia, come corrono a veder! i era detto morto. Ed invece è tornato. Ercole? Proprio Ercole? Chi lo riconosce più? E lo toccan « sei tu? » E anch'essi piangono, perchè questi giovani che ogni giorno innalzandosi verso il cielo, sanno di creare un abisso che tanto spesso li inghiotte, si amano come fratelli... Poi un letto, un vero letto, e lenzuola fresche, e il corpo disteso, deterso, rammorbidito. Ma non è finita! Si parla sottovoce di lui come d'un morituro. « Povero ragazzo! » mormora qualcuno. Ercole ode e pensa, con adorabile incredulità: «ma che adesso mi tocchi proprio morire?» Non muore, no. Ma il senso d'esser vivo gli torna sopratutto quando, guarito, giunge a Bari. Vede, appena sbarcato, un arrotino che fa stridere la ruota vertiginosa, e quel lavoro tranquillo gli pare una cosa meravigliosa. È la vita che egli ritrova, la vita ordinata, con i suoi mattini, i suoi meriggi, le sue sere, con le sue attività calme, con i suoi piccoli particolari avvolti di fermo aere domestico. Allora prova una contentezza calda, un fervore, una gaiezza innocente, dove non c'è più nè stilla di sangue, nè ombra di orrore; allora sulla faccia che si è rincarnata il sorriso ritrova le tracce, i segni, i rilievi pei quali soleva raccogliersi e disperdersi; e
il ragazzo di trent'anni dagli occhi bruni e dall'anima intatta, benedice l’esistenza, e va a cercare la sua mamma. * Un altro attore dialettale è scomparso:
An-
drea Niccéli. Minor perdita dal punto di vista dell’arte di quella del Ferravilla e del Benini,
Passò tre o
ma grave per il teatro toscano, nato non per generazione spontanea, ma per l'energia e il
aver sentito il fiato nero. I proiettili austriaci
aveva portato per un pezzo ilcodino di Sten-
che egli sia vivo è meraviglioso.
quattro volte sì presso alla morte, da doverne
talento di Augusto
Novelli.
Andrea
Niccéli
terello, la più giovane forse delle maschere,
ciò che spiega come e perchè fosse viva an-
cora dieci anni fa. Viva per modo di dire; sarebbe più giusto chiamarla superstite, poichè non traeva ormai novità di estri bizzarri dalla fantasia popolare, ma perpetuava straccamente un tipo che s'era già fossilizzato in una comicità d'altri tempi. Fu Augusto Novelli
espose al Niceéli un
che una sera, a cena,
suo vecchio sogno:
il
teatro toscano. O perchè Firenze non doveva avere quello che avevano avuto Napoli, Ve-
nezia,
aveva
Torino? Gli attori c'erano. Stenterello
qualità di allegria bonaria e assennata
che nella rappresentazione di
gutamente
personaggi ar-
veri avrebbero brillato assai più
che nella maschera ghiribizzosa e stravagante;
i suoi compagni erano eccellenti, come tutti gli attori dialettali;
l’autore c'era anch'esso;
Augusto Novelli sapeva dove trovare la vena saporita della parlata familiare; non c'era che
da rimuovere un po' il terriccio, da aprire un canaletto, da cementare due irgiodlii) e poi si sarebbe visto sgorgare la più bella freschezza, da dar da bere a sorsate al pub-
blico italiano. La cena finì nei brindisi al nascituro. Andrea Niccéli giurò di seppellire Stenterello; e verso amici si separarono
mattina quei faierolì contenti come Pasque; l'attore ringiovanito nell'attesa e nella volontà
della sua arte nuova; il commediografo con
il cappelimo a sghimbescio sul ciulfo iSpido;
con
l'ispirazione già desta, tutta sale e pepe
toscano. Pochi mesi dopo il teatro fiorentino
era nato, e trionfava. Son tempi vicini, e tutti li ricordiamo. Andrea Niccéli apparve alla ribalta, con quella sua affettuosa ruvidezza, quel che tra colorito e smorto, tra gaio e imbronciato che gli era caratteristico. Aveva una voce quieta, senza risuonanze e senza velature, un poco grigia
e monotona anzi; ma essa creava intorno ai personaggi una specie di aere calmo, prudente, casalingo e vecchiotto, che accresceva il loro sapore, accentuava il loro carattere dialettale di figure foggiate entro una vita
tradizionale e abitudinaria;
E
La sua arte non conosceva le profonde scoperte psicologiche che la comicità del Ferravilla sapeva far con prontezza miracolosa; nè aveva la delicata inspirazione che traeva riso e pianto dalla mansuetudine accorata di Ferruccio Benini; era più borghese, meno lucente, meno nuova; ma sì onesta tuttavia, e sì semplice, e sì misurata! I tipi che il Niccéli creava non avevano l'intensità, gli scorci
tenti, i grandi rilievi, la modellatura risouta di quelli inventati dal gran lombard nè la spiritualità, il foco occulto, quel bril-
lar di /acrymae rerum delle interpretazioni del Benini; ma erano diligentemente espressi, limpidi, garbati, con riso vivo ma parco, con lagrime poche, ma vere. Ed era una gioia pacca, una serenità udir l'attore toscano nelle belle e spontanee commedie di Augusto
Novelli, accanto aGaribalda Landini Niccdli, sua moglie,
figlia di un altro Stenterello, una
attrice
vivacità
tutta
d'affetti, tutta maternità
brusca e tenera da popolana e da donna grassa, modesta sino a non sapere quello che vale la sua recitazione, buona comeilpane, e squillante talora come una scampanellata. Per alcuni anni la compagnia visse prospera
e felice. Andrea
Niccéli faceva delle econo-
mie. Poi cominciarono
i dissensi tra autore
tro. E Andrea Niccgli
pensava
litigi vecchi come la storia del teatalora al co-
dino, e lo rievocava nelle sue ore di broncio. Ma la riconciliazione avveniva sempre. Avven-
ne pochi mesi or sono dopo una separazione che pareva definitiva. Ma tra il Novelli e i suoi comici separazioni definitive non ci potevano essere,
se non questa; che porta via
dalla scena e dalla vita il vecchio attore, col quale
non
muore
il già morto Stenterello, ma qualche cosa di meglio e di più: l’interprete onorevole e_onorato di un'arte sana, schietta elsincera. Vobiluomo Vidal.
TI
L'ILLUSTRAZIONE
LA
NOSTRA
ITALIANA
GUERRA.
UN
Il Re, attraverso una passerella va ad un osservatorio di prima linea
Hl Re torna da un osservatorio dal quale ha riconosciuto le posizioni conquistate.
23
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
(Fot. G. P
DAL
FRONTE:
VIE,
RETROVIE, (Dal nostro
>
BARACCHE
corrispondente speciale).
E
TRINCEE. .
Giorla © compianto. | nemmeno tempo di convincersi. Questo precipitoso è vita », che diceva: «lo ho voglia-d'aiutare e numeroso sagrificio di vite venticinquenn La messa solenne per la traslazione della salma | finito | gli uomini » per, che le donne in istrada si anti col dali vite. v di questi i giorniaveva del maggiore Giovanni Randaccio, un | voltavano a guardarlo colpito per quant'era bello. piombo | carattere dontinntt, ") convulso d'ebbra gioventù. 0 al passaggio del Timavo e mortodi aMon| | Un altro | Stupore dolore a rassegnazione erano appena i co- |in un sogno amico, che aveva sempre yissutò. come elle fraterno brnccia incendiato, di Gabriele disse: «Vado alla guerra d'Anlori. mal arrangiati. di aa gni SPANO ap bandiera |come alla caccia grossa: miun'occasion arazio, da Monfalcone ad Aquileja, nella Basilica | |ch'andava mettendo contanti, gloria e c e come questa d'Aquileja, sotto quel mirabile soflitto a carena di | speravo ».mormzione ma itendo ci de del ù nave, è stata d'una grandiosità dolorosa e conso Un altro, che mi voleva bene, diventati molto spenderecci di ricordi e av lamano lante com rcobaleno dopo spalla dicendo tutto contento:mi batteva Il sole dardi lagrime. Allora, più che la « Carne da canfleggiava il feretro rivestito delil diluvio. pena delle nuove ed ei il più gran cuore d' mico che abbi dai |seme anc]e file diradate s'imponeva la grandezza finestroni del transetto, e intornotricolore, giù dei | conosciuto. | di quanto i nost E an peri erano come un oro vergognoso, lee fiamme dato e di come | Un altro si guardava allo specchio e chiedeva i fumi del. |avant dato. l'incenso esili to e i salmi trionfali, | « Possibile che come le apparizioni di primo mattin ci debba restare? » se è bene gl L'anima disabituat spettacoli « Un altro correva dal rilegatore di libri per n rito, | pe noi giorno di festa, per essere i stauti, oggi è anch sempre vagante in una gli confusa apprensione,gr sempre segare un gi n volume che doveva a forza eptrare |Hi scuole di tari Fipunta dalla sofferenza intollerabile dopo? | nello zaino. di tante scome | © Avevamo degli amici che erano pirse, pareva che ritrovasse infine, altissimo, un |tuttele i buoni genî di | Non ci so pensare che tanta gente veramente feste. ale ci momento di pace in quelle cose die chiesa ilinconiche |debba rivedere mai più. Penso aimiracoli. non lungatutte le feste, dacchè M logate dilette e rispettate, ci sono più: avevamo | pare chefarsi potrei nel patetico suono del. | anche rivederli, quei vecchi. |degli amici ch amore gl'incuora l'organo, nelle voci dei piccoli tori e i giustifica cantori sulla tribuni d'ogni nuovissima impresa e nuovo studio, di marmo, nell'ordine severo dell'officiante, dei plo* toni che presentavano le armi, dei rami di quercia |che di fear sembrare inutile e incerta ogni dei : la guerra forse terminerà appunto quando il e della romana architettura. Come oramai sì Tosse | tica, rneram ‘e | dolore di tanti addii giunti all ergne della maschiamente perduto volta farci le visite passione, il'senso questi stupori e superstiziose ingenuità i |fuggevoli nei ancora qualche dell Came let della noti sì componevano e illumir e i ricordi zia jancora troppo' fresca, quando i reduci nella |fatto ultimamentsogni. e i più final. es mente saranno per un in grado di capire che i pe Uno vece, paiono uunis più poveri, pienididesideri come s s desso in momento, indubbiamente morti, per il confronto monti desta e più | | pre. Mattine fa ho riudita vita in sogno la voce d'uno mente 1 fatti vecchi e |che implorava: « ch'io rivegga la Ì nsospettata che gli ultimi eventi avrannodellaschiusa, cra morto | quando msiderare lo sciagurato una buona | troppo giovane. Ma ogni giorno più e parrà presente avrà spremuto di ch'essi morti sormento | sè tutto il futus la nuova soli- | non arrivino a giustificare e comprendere tardò ii Fedozi, raicimene ate morti sono venute la nostra tando, potranno dire di questo e di quello, da tem. creando in | fatica di vivere, che non ci perdonino d'’esserci abipesce pa cin, ci Siascuno di noi. Il rito | tuati a fare ameno di lore. solto nei cimiteri isontini: « Ecco perchè po d areva che ci sapesse dire E certo mano i rto- non potevi restare il giubilo sereno di tutte |stra vita sarà OTO troncata fra noi: perchè nella vita d'oggitu gpelle morti. Le voci del coro e bruciata. Pochi L .le- |non cantavano dell'acco- |gami ci sona profondi, altrettanto avresti trovace il ue bee perchè gliente salutazione avevi compa- | messo tropposaputo martiri in cielo, dove forse | affetta i epio troppo Sni di lex Incontreremo le madri chee lecoi sorelle legate al I Sta davvero la più deigrande Città, all'avvento dei |futto in aduco, perchè per quelle strade che fa cevamo sempre insie- genza giovani caduti per la patr tua intelliE ciascun presente | me quando ci accompag troppo ferace avevano subito la per 1 chiamava mentalme i suoi cari scom- | bene al loro viso sfiorito. amo a sa: e vorremo parte di gioia e di scoperte checonsumato parsi, con la fede chentes’invocanoome i potenti. a uomo può tocI migliori; |—Dirama, Ja guerra: e ci parranno ri e, perchè la tua purezza, la tua semplicità, Noi abbiamo visto che rigore e puntualità | col mosto: passato: e quella vita d'una ttivolt i utri- tua impazienza facevano torto alla vita che non la morte si è scelta i con migliori sul campo. Acerba | penseremo va secondare bal toi e.‘d'aver mancato d'attenzic più le tue curiose richieste. Ti zione: la carità dev'essere paziente, e c'è |© di fervore 6 di ong con 0 troppo presto perchè t'eri messo a quelli che pa icizia che abbiam rono. a rimprovera are con troppa frenesia le tue doti mortali ». rci di non; er capito | Perchè Th ni Staremo a? iii migliori 3 non torner pay gl'insegna nonmorire menti dell'ultima è ammissibile che una cri volta che c'eravamo È stata troncata sui giorni più belli. |vati tro| vanc uti senza un invit insieme. Come fue Quando fu che io vidi || (E esenza o un persgioSe l'abbondare in opere generose col deve | Slataper l'ultima olio, o compianto. d'essere lui ak portare a un premio, questa morte e era cordiali Fauro, che vidi | } ndonatiraddoppiat dunque il | Serra che vidi Canta Ì timache vidi dalle vostre vite perfette abbiamo accompremio che li aspettava. volta, che vidi i tanti tri, che conosceni mo solo fra pochi, l'estrema tr to con tutta l’anima nella venerabile Basilica a oggi e ancor oggi, poco | stissima anto che diceva la vostra fine benedetta, volta? i pensa. Quando dopo morte su morte, /r di qualche |—Per imimedgloriabile racconteremo n oIte volte epi- tuo adventu suscipiant te Martyres, e che addolione di battaglia cominciavlaanobufera a giungere uno | sodi del1 loro civa il nostro logorante dolore. guerra. dopo l'altro i nomi dei eaduti, quasi. nom s'avev r che diceva «lo mi ‘diverto pensando Axronio BALDINI.
L'ILLUSTRAZIONE
LA
NOSTRA
GUERRA
IN
ITALIANA
ALTA
MONTAGNA.
(Laboratorio fotografico del Comando Supremo).
Ricoveri di alpini sul Piccolo Lagazuoi.
NOSTRE
TRUDI
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SME ACE DO NITA.
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(Lab. Fot. del Comando Supremo). N
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CERNA
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
iL
I
(Fot. Uff. Spec. Min. Mar.).
Are
Commemorazione del volontario irredento Ernesto
Grammaticopulo, nel 1° anniversario della morte.
L'aviatore sottotenente Flavio Baracchini.
Iligen. Antonio Cascino, comandante la gloriosa Briga A vel co e al Vodice, © pro. mosso comandante di divisione per merito di guerra;
Il sottotenente Flavio Baracchini, di Villafranca Lunigiana, în provinci Massa e Ca è l'aviatore it che ha abbattuto il maggior numero di nereoplani i nel ev periodo di tempo: move în 37 giorni. dal 15 maggio al 22 giugno. In questi 37giorni egli ha sostenuto complessivamente 35 combattimenti aere atte vversario, di e audacia. L e italiana conta più pilota ha dimostrata incompa i mezzi, tutto uno stuolo di piloti gagliardi, che continui danno prove di. sup ssoluta sul bene armato nemico; ma se altri può già contare un maggi ro di velivoli austriaci. abbattuti nella presente gue crea, nessuno può oggi vantare di aver superato il Baracchini nella i fensa attività vittoriosa. Di lui si può dire che atto fu un atto di valor per questa sua « volontà di vincere », l'indom spirito di superare se stesso, la serena incuranza del pericolo, il freddo coraggio del suo cuore entusiasta, che ogni v ogni giorno, volando col suo apparecchio accia in combattimento, egli vola e combatte sulle ali della vittor È zione dopo pochi mesi di servizio nell'arma del Genio, è uno studente di 22 anni apper : non insuperbisce, ma rafforza nel generoso proposito di servire ancora e sempre. meglio la Patria "gloria italiana già essere orgogliosa di lui, come di un mag e dell'umi
Alla Mostra Aeronautica in Milano: La monia per la consegna delle medaglie ai piloti.
iloti Ercole, Salomone, Olivari e Baracca, ai quali venne egnata la medaglia d'oro della Lega Acrea Nazionale.
L'ILLUSTRAZIONE
AVVENIMENTI
IN
RUSSIA.
Il ministro della
Cortei e comizi nelle vie di Mosca.
33
ITALIANA
nel Campo di Ma
guerra
Kerensky
parla alla folla
trogrado, il 1.° maggio.
34
dà
L'ILLUSTRAZIONE
UOMINI
La famiglia re
E
COSE
ITALIANA
DEL
GIORNO.
Giovanni (Reggio ‘ro della Marina).
Gustavo Ador, nuovo consigliere federale svizzero per gli altari politici, successo a Hoffmann.
nistro
idente tede: di G
ia a Cristiania
il nuovo mivon Hinze.
s riportato al governo della Grecia dalle potenze dell'Intesa.
L'ILLUSTRAZIONE
UOMEN:I.
B
COSE,
ITALIANA
DEL
ti Uniti, conferisce le lauree d'on lo che segue sulla stessa line linea, è il senatore italiano Gu
GIORNO.
Il primo str sindaco Mitchel, che riceve covo Brent delle Filippine, nominato Dottore în eve il titolo di Dottore in Scienze,
36
L'ILLUSTRAZIONE
IL FERVORE
PATRIOTTICO DELLE DONNE ITALIANE DI SAN PAOLO CENTOMILA LIRE PRO CIECHI E MUTILATI DELLA GUERRA.
Se le italiane all'Estero si sono mostrate non seconde, per sentimenti
patriottici
ovunque
e per spirito
di bene, alle donne rimaste in Patria, quelle di San
Paolo possono
vantarsi di aver
riportato la palma
in tutte le più grandiose manifestazioni di solidarietà nazionale e di affetto verso i nostri soldati.
Tutte
le più gentili
iniziative hanno
trovato
in
esse delle instancabili patronesse, tutti i dolori
e le
generosità.
sono
sventure hanno destato nei sulla
Da due
loro cuori
anni
queste
sentimenti di
benemerite
brec
ro, dando
lono perlamirabile opera compiuta in tutti icampi dell'assistenza civile, siasi trattato delle famiglie dei
Donna
Marra
lanciato
da
icoltato.
elette
riservisti, come degli indumenti di lana o dei doni per i feriti. Ma è alla loro più recente e grandiosa iniziativa che noi vogliamo sciogliere un inno di plauso e di gratitudine: a quella cioè pro ciechi e mutilati di guerra La contessa Laura Sici iano, degna consorte del comm. Alessandro Sicili no, già presidente della Camera di Commercio donna Maria Gamba, consorte del comm, Egidio maggiori industriali di
sidente
creature,
non
volontà della donna, accesa da del bene? Si diceva che la Colonia era
un
dell'Istituto
Medio
resta
mai
santo
ideale
stanca ed esaurita
per le molteplici iniziative che assorbirono somme
in ingenti e si temeva che il successo della iniziativa non sarebbe stato all'altezza delle generose tradizioni della nostra collettività. La contessa le signore Crespi e Gamba, non ascoltarono le voci degli scettici, ma solo quella del proprio cuore e non devono essersene pentite. In quindici giorni la loro iniziativa ha riportato un trionfo superiore a qualsiasi aspettativa ed ha segnato una nuova e gloriosa pagina nella storia della Colonia di San Paolo. AI raggiungimento di tale scopo, le signore idea rono e coltivarono due mezzi diversi ed entrambi efficacissimi: una grandio: matinée al Teatro Municipale ed una sottoscrizione a grosse quote. Alla prima era aperto il
Dante
Alighieri,
si sono
trovate unite e sospinte da uno stesso pensiero di
Contessa
Vi erano, è vero, molti ostacoli da superare, ma quale ostacolo può resistere alla fervida e tenace
Pinotti Gamba, uno dei San Paolo; e donna Marina
Crespi, consorte del comm. Rodolfo Crespi, un trionfatore nel campo delle industrie tessili e pre-
PinortI-GAMBA.
umano e che sopra tutto il grido di dolore e di Î
ITALIANA
Laura SiciLiano.
peril gentile profumo di pietà e di amore che ne e lava e per l'altissimo spirito umanitario che la inperiore alle 30 000 lire. Era già molto, ma le iniziatrici non si content rono: era d'uopo fare molto di più, stimolare maggiori energie, raccogliere più ingenti somme, fare appello a tutti i
‘hi ed i facoltosi della Colonia,
applicando loro il motto di D'Annunzio: « Beati coloro che più hanno, perchè più daranno ». AI proposito congiunsero l'esempio; ed ecco lanare una
sottoscrizione,
aprendola
con
un'offerta
personale di L. 5000 cadauna. Poi, con uno spi ‘0 di abnegazione degno di ogni lode, la contessa
Siciliano e le signore Gamb:
ttendere le oblazioni
andarono a cei
e
ollecitarle. Per intere giornate girarono
città, visitando banche, istituti, grosse ditte comme ciali ed industriali, in un a ‘o di gentilezza e pietà che des la universale ammirazione.
non cercarono aiuti 0
protezione,
fidando solo nella
Il cuore della donna non s’inganna mai.
Sapevano
nanzi
esse
che
sarebbe
bastato agitare di-
agli occhi dei connazionali e di quanti se-
guono con simpatia
la causa
delle fiorenti giovinezze cond:
nostra,
lo spettacolo
d un martirio
che durerà quanto la loro vita, per destare sensi di generosa emulazione; sapevano che non si mai appello invano ai nobili sentimenti dell'animo
Marina
RecoLI-CrESPI.
Il loro successo fu grandioso: non ebbero bisogno di spendere soverchie parole per ottenere il contributo, spesso anzi i connazionali non lasciavano loro nep pure il tempo di spiegare lo scopo della visita. Era attesa ed era già pronta l'offerta, sempre larga e generosa, sempfe cordiale e spontanea, accompagnata anzi dalla parola di più vivo encomio per l'opera che esse stavano compiendo; e così in pochi giorni la séttoscrizione raggiunse la cospicua somma di L. 70 000.
Frattanto veniva inviato al ministro degli Esteri, on. Sidney Sonnino, un vaglia di L. 100 000, accom-
pagnato dal seguente telegramm: « S. E. Sonnino
Ministro
Esteri. —
Roma.
« Preghiamo ricevere Banca Commerciale Ital Centomila ricavate da una festaesottoscrizione Pro Mutilati iniziate dalle sottoscritte liete concorrere riconoscenza ai valorosi soldati che mantennero alto il nome glorioso d'Italia. « Contessa Laura Siciuiano « Marina Re « Maria Pi (OTTI-GAMBA
».
Segniamo adunque nel grande libro d’oro delle benemerenze della Patria anche questa nobile iniziativa che
ispirata da uno dei più
santi sentimenti,
quello della
gratitudine commossa
e rive-
rente per gli eroici soldati della
colonie alleate e della soina; alla second.
piùgrande Italia, per le vittime
della più vergognosa barbarie cai A voi, donne gentili, nella cui
invece riservato il conti
buto dei soli connazionali. Così la yzafinée riuscì non
una bella
che all'Italia
nobiltà della causa abbracciata.
è stata
campo al concorso di tutte le
solo
bontà e di affetto verso quei valorosi
hanno dato la parte migliore di sè stessi, hanno sacrificato la vigoria del loro giovane corpo o luce degli occhi. Le tre buone signore non costituirono Comitati,
Donna
formava. Al successo morale andò congiunto anche l'utile materiale, poichè essa fruttò una somma su-
DEL BRASILE.
affermazione
anima buona
e serena
si sono
accolti tutti i palpiti della fede,a voi, patronesse
bili di ogni più squisita opera di carità, incitatrici al compiconcorso attestare
mento dei maggiori doveri, esempio mirabile di perseveranza e di abnegazione, la Patria
a no)
quei sentimenti di amicizia e di
‘ammirazione che l’attuale guer
ha rinsaldat
Le gentili inizi aver
non decreterà onorificenze nè corone civiche, ma conserverà
, dopo
fatto un lavoro pers:
© QETE
di preparazione meraviglioso,
ebbero la soddisfazione di ve-
=
dere raccolta, in omaggio alla pietosa opera, quanto di più eletto
Ad
dal console d'Italia e da quelli
ed audaci i sol-
dati sul campo della gloria. San Paolo del Brasile, 1917.
francesi,
inglesi e belghe ed alle più distinte famiglie brasiliane. Fu una festa indimenticabile
Ed in quel libro sarà detto
siano stati forti
alleate, alle più
personalità
eserciti e delle marine.
gentili e generose di quanto
ogni campo conta San Paco,
spiccate
libro che narrerà le gesta degl
che le donne italiane, in Patria ed all'Estero, furono non meno
e di più autorevole in
delle nazioni
scritti i vostri nomi nel grande
Teatro
Municipale,
dove venne
effettuata la mafinée.
Il Corrispondente.
L'ILLUSTRAZIONE
LA
GUERRA
SULLA
ITALIANA
FRONTE
Feat L'offensiva inglese sulla fronte di Arras: Rovine di Lens
OCCIDENTALE.
Gli artiglieri inglesi al servizio dei loro grossi calibri ditrante ill foca;
LA
GUERRA
D'ITALIA.
(Dai bollettini ufficiali).
Le operazioni
dal 24 giugno al 1.° luglio.
25 giugno. — Nella giornata
di ieri l’azione di
artiglieria fu generalmente poco intensa.
L'attività dei riparti in ricognizione diede luogo a qualche episodio di fucileria. n piccolo attacco nemico alle nostre linee nella Valle di Bacher (Va//e di Sexten) venne facilmente respinto.
26 giugno. — Sull'altopiano di Asiago sì è ieri
riacceso il combattimento: dalla notte sul 25 le no-
stre truppe si oppongono agli sforzi disperati del
nemico, che ad onta di perdite ingenti cerca di riconquistare le posizioni recentemente perdute in regione di Monte Ortigara. Attacchi e contrattacchi si susseguono sulle posizioni contestate. Azioni
diversive
tentate in
sario su altri tratti di quel
mente arrestate.
pari tempo dall’avver-
fronte vennero decisa-
Sul Carso, nella scorsa notte, le nostre truppe rettificarono alquanto, avanzando, la nostra prima
linea a sud di
L'attività aerea
Versie.
fu ieri intensa: un
velivolo ne-
mico abbattuto dal fuoco delle nostre batterie cad-
de nelle sue linee a nord di Asiago. Nella notte una nostra squadriglia bombardò impianti militari
di Nabresina alla base.
e di Prosecco, rientrando
incolume
27 giugno. — Sull'altopiano di Asiago, în re-
gione di monte Orfigara, ieri scemando;
alcuni
l'attività combattiva andò
tratti delle posizioni di cre-
sta, completamente sconvolti tuti
ITALIANA
L'ILLUSTRAZIONE
38
senza possibilità
centramenti
noi rioccupati.
di fuoco
e violentemente bat-
di riparo
dai
micidiali con-
avversario, non
vennero da
Catturammo 47 prigionieri, di cui
un ufficiale.
In regione di monte
Zebio l’attività delle nostre
pattuglie diede luogo a brevi azioni di fuoco.
Sul rimanente fronte la nostra artiglieria colpì ripetutamente colonne di autocarri in movimento
nei pressi di Santa Lucia di Tolmino, e sul Carso,
disturbò il transito lungo la strada BrestovizzaMohorini. giugno.— L'attività combattiva si esplicò ieri essenzialmente in azioni di artiglieria che ebbero particolare intensità nella zona del Co/bricon, al passo di Monte Croce Carnico, ad oriente di Goia e nella zona di Monte Fail
Un attacco
tentato
dal
nemico la notte sul 27
contro il passo dell'Agnella, da noi recentemente
conquistato sull'a/topiaro di Asiago, venne immediatamente respinto.
29 giugno. — La lotta delle artiglierie fu ieri
piuttosto vivace su tutto il fronte: a tiri avversari su A/a rispondemmo colpendo ripetutamente la stazione ferroviaria di Ca/liano. Sull’a/topiano
di Asiago il nemico
Nella serata velivoli
un suo riparto, di forza non inferiore a due compagnie, assalì la linea delle nostre piccole guardie fra
San
Giovanni e Biacesa.
con
pronto contrattacco
Venne
obbligato
a ritirarsi dopo
aver subìto sensibili perdite.
Contemporaneamente da altri nuclei venivano at-
taccati nella stessa zona i posti avanzati a nord di
Malga Giumella e a nord-est di Mezzolago; l'attiva vigilanza dei nostri arrestò il nemico prima che potesse giungere a contatto delle nostre linee. La lotta delle
artiglierie si mantenne
nella zona fra Garda ed Adige.
ieri vivace
In parecchi altri tratti del fronte, e con partic lare efficacia alla testata del Seeback e nei pressi di Santa Lucia di Tolmino,
più riprese concentramenti
nostri tiri colpirono a
di truppe e movimenti
nemici. È Sul Mrzli una grossa mina preparata dal nemi brillò senza riuscire
nemici spiegarono sulle /izzee
Un ardito colpo di mano di una nostra banda albanese annientò il giorno 30 giugno una piccola guardia nemica nei dintorni di, Panareti (Alto Osum, a nord di Ljaskoviki),catturando ‘alcuni regolari austriaci e destando vivo allarme nelle linee avversarie. NECROLOGIO. = Conosciuto come lessicografo era il pubblici Palmiro Premoli, morto a Milano, la settimana scorsa, a soli 61 anni, Venne qui dal natio Agnadello (Cremona) un venticinque anni sono; militò fra i radicali cavallottiani, collaborò nel Seco/o, nella Commedia Umana del Bizzoni, poi alle asprezze della politica quotidiana preferì più riposati lavori, e si diede a compilare varie Enciclopedie, regalate allora dal Seco/o ai propri associati, poi un Vocabolario Nomenclatore, opera molto divulgata, accolta favorevolmente per la sua utilità pratica in relazione all'uso della lingua viva, parlata, giornalmente influenzata dal rinnovarsi dei modi e delle forme della vita nell'evolversi di ogni genere di progressi scientifici e tecnici. 5 0A = Altra perdita rimpianta fra i pubblicisti spe-
cialmente,e fra gl'impiegati governativi, quella del veronese Pier Emilio Francesconi, prim rio dell'Intendenza di Finanza qui in Mil: dove fu trasferito, con promozione, una ventina d'anni sono. Nella sua Verona, parallelamente alla carriera d impiegato, er: tore di finisnell'Adige 10, Ugo
tistica intitolata la Ronda, Scrisse bozzetti, novelle;
ed anche libretti d'opera. Poi, venuto a Milano, fu prima redattore del 7rovatore del Brosovich; quin-
di in Casa Treves si fece apprezzare, lavorandovi
di gran lunga inferiore al suo.
Azioni di artiglieria assai vivaci ebbero luogo ieri sul Carso, a dr di Versic. Nella giornata, ad oriente di Gorizia, un nostro
velivolo abbattè un aereoplano avversario e ne costrinse un altro ad atterrare.
Una nostra squadriglia bombardò efficacemente baraccamenti nemici a Ma/china (Mauhyine), nella
zona
di monte
Hermada,
Nella notte apparecchi avversari volarono lan-
ciando bombe sulle nostre retrovie del Basso 50; e su varie località litoranee dell'Alto Adriatico
non cagionarono vittime, nè produssero danni ap-
prezzabili.
Nostri aerei, levatisi immediatamente a volo, bombardarono il campo di aviazione nemico di Pro-
edite dal nostro stabilimento. Aveva coltura grande
sereno e
quasi timido; senza di che, per le qualità dell’ingegno, per il gusto e la facilità, avrebbe potuto emergere assai più di molti forniti di bagaglio intel-
Non aveva che 63 anni; e fra i colleghi dell'Intendenza era grandemente amato e considerato per la
sua competenza e per la sua illibatezza. Spirò il 29 giugno in ufficio, per attacco emiplegico, mentre riceveva gli auguridei colleghi per ilsuo onomastico. — Dal fronte inglese è giunta notizia che Serge Basset, corrispondente
di guerra
del Petif Pari-
sien, è morto, colpito da un proiettile tedesco. Scrittore agile e versatile, il Basset era conosciutissimo
in Francia come commediografo e come giornalista. Aveva tenuto per molti anni nel Figaro l'ufficio di cronista teatrale, disimpegnato con molta vivacità e spigliatezza. In seguito assunse la direzione del teatro Foemina. All’ inizio della guerra questo teatro fu chiuso, e allora egli divenne corrispondente di guerra del Petit Parisien, e fu tra ì primi giornalisti francesi a visitare il fronte liano, dedicandogli corrispondenze piene di fervido entusiasmo
secco. 1.° luglio. — Suì fronti tridentino e carnico V'at-
per l’opera del nostro esercito. I giornalisti italiani anno telegrafate condoglianze al Petit Parisien.
tiglierie, più intense sull’a/topiano di Asiago e nel-
sta dell’Ortigara è caduto da eroe il pittore Car/o
tività combattiva sì limitò îerì a sole azioni di ar-
Valto But.
a
Sul fronte giulio nella scorsa notte, a sud-est di Vertoiba, il nemico irruppe di sorpresa in una nostra trincea avanzata; fu sanguinosamente respinto dopo vivace lotta dai nostri rincalzi subito accorsi.
Un colpo di mano tentato contro un nostro posto staccato a sud di Versic, sul Carso, venne net-
tamente arrestato. 2 luglio. —
Nella notte
sul 1.° luglio il nemico
Vedova di Giov. BARONCINI
— Mentre avanzava coi suoi alpini alla conqui-
Erba. Aveva 29 anni. volontario
nei ciclisti
Era partito da Milano come e quando
questo
Corredi da Sposa, da Casa, per Uomo.
sciate, letti rimasti, per un miracolo
la Donna allo specchio e la Cattedrale,
gio e di bontà.
«== Tito Maiorescu, il noto uomo di stato romeno,
che si agitò tanto per la neutralità romena e di cui erano note le aperte simpatie per la Germania, è
morto di malattia a Bucarest dove era rimasto dopo l'invasione tedesca. Aveva 77 anni,
Occhiaie nei cortili, immense, cavernose ;i bordi punte, di calcina, di terra, che guar-
l'alto, come
spauriti di aver tremato
tanto nella possa dell'esplosione, ed ora restati fermi e morti a guatare. Pochi colpi di granata; appena quattro o cinque, ma possenti, squarcianti, distruttori. E giunti d’im-
provviso, chi sa di dove e perchè: in un paese che aveva un pugno appena di soldati a presidio; e una
popolazione
modesta,
tranquilla, che badava
ai suoi commerci e ai suoi pini, nascosta da una collina verde, protetta da una chiesa che grondava calcina, se pioveva o tirava vento: l’unica che soffrisse per età, sull’altipiano. La Bibi, come se nulla fosse. Io stesso andai a cercarla, quando parve che gli austriaci volessero
smetterla; e la trovai nella trattoria Alpina, leinaniche della camicetta rimboccate, il bel collo bianco scoperto, che aiutava il medico a bendare i feriti, — Ha avuto paura? — le chiesi. Ella aprì
la
bella bocca a un sorriso, tra dolce
e triste. E confessò: —
Sì, Non credevo che dovessero fare un tal fra-
casso, È fortuna che non abbiamo morti, tenente.
Ma ora, bisogna andarsene. Non spira buona
aria qui, Questa volta il riso le sterzò fra i denti, bef-
fardo: — lo? Il rumore della gente che scappava, dei carri che sbrecciavano la strada, delle capre che, si lamenta-
vano, lasciando quasi sfuggire, col belato, gli occhi molli e dolenti, dava al paese una fisonomia torva: come se quelle case, dalle finestrè e dagli usci-spalancati, con fare di nemiche, gridassero: «fuggite, fuggite!»
La Bibi era figlia del segretario comunale. Maestra elementare a Treschi-Conca, aveva smesso di alunni il giorno in cui era comin-
perchè la scuola non le si
confacesse, chè anzi ell'era di natura comunicativa e le piaceva lo sfarfallìo dei bimbi; ma perchè a
Cesuna era salita una nuvola grigio-verde di soldatini italiani, e vi avevano portato allegria e giovinezza. La Bibì, prima d’allora, sì chiamava semplice-
mente Cesira e, sebbene bella e fresca che le splen-
devano di passione le carni; non aveva mai pensato seriamente all'amore, agli uomini, alla dolcezza di un colloquio nel verde. Leggeva molto; e aveva cura nel scegliere, quando si recava ad Asiago ed esaminava il catalogo della
Biblioteca magistrale, autori che le parlassero un po davvicino, anche se il linguaggio non fosse fa-
cile, anche se si esprimessero in versi. Quando ella mi disse che leggeva poesie di Leopardi, del Foscolo, del Poliziano, lasciai sfuggire un grido. Non avrei mai pensato che proprio lassù, în un altipiano brullo, si potesse incontrare una donna che aprisse libri di poeti. Le domandaì: —
E non sì annoia?
Ella rispose ingenuamente:
—
Perchè?
— Tutte le donne sì annoiano a leggere versi: an-
che, guardi un poco, a
quelli che scrive D'Annunzio!
rideva, i denti
luminosi, come
se bevessero
sono mica
romantica,
sole. — Ed io non mi annoio. Mi appassionano più che un romanzo.
E non
sa? De Musset è così lamentoso! Leopardi le
tristezza.
una
piaceva, ma le metteva addosso molta
Preferiva
leggerlo in certe
sere di no-
vembre, salendo il Magnaboschi: e confessava che, leggendo, incespicava, come se le gambe stentassero a reggerla.
Si accaldava col Poliziano: le dava gioie vive l’Ariosto; e ripeteva spesso le strofe di Lorenzo:
Com'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia; chi vuol essere lieto, sia: del doman non v'è certezza.
In questa strofa, poichè ben la conobbi, era tutto
il carattere della Bibi.
Ad Asiago, ora che non
faceva
più scuola, an-
dava egualmente: ma non per libri e per conferire
con il «signor direttore », sibbene per acquistare belle camicette e pettini da°testa e scarpine leg-
giadre.
Ri CINZA NO
in
glie rimbalzati sulla strada e messisi lì, quasi alle-
Carlo Erba
era un temperamento pieno di energia, di corag-
di statica,
bilico su una tripla fila di mattoni, vetri di stovi-
vanno ricordate di lui tele di notevole pregio, quali
MILANO - Via Manzoni, 16
BIANCHERIE
corpo fu
sciolto si arruolò negli alpini. Artista di valore,
all’ab-
sull’altipiano e la pianura
ciata la guerra; e non
lettuale e letterario
Un attacco tentato dal nemico contro le nostre
posizioni del Piccolo Colbricon fallì completamente, per quanto preparato da intenso fuoco di artiglieria.
quanti se ne vedevano lel Brenta.
sillabare coi suoi
ed alla bontà; animo
di fanteria vennero ritirati dal Passo dell'Agnella, mantenendosi sul fianco orientale del Passo stesso.
sapendo decidersi
Gli squarci delle granate, che brecce nei cuori delle case! 1 colpi caduti alla pazza avevano aperto larghi crateri. Macerie, tavolini con le gambe rove-
frastagliati di
pari alla modestia
posti avanzati
più bello, ferito a morte, di
davano verso
di Asiago, di fronte al prolungarsi del violento avversario, i nostri
non
che ora gli pareva
bandono delle cose che gli erano care e al paese
ALBANIA.
fino che la salute glielo permise, come revisore dell'ILusrrazione TraLiana e di molte varie opere
dal tiro delle nostre batterie controaeree. Jo giugno. — Nella notte sul 29 sull'altopiano
camoscio a roccia,
gri, a triturar riflessi di sole.
del Carso grande attività, efficacemente contenuta
bombardamento
Quando giunse l'ordine di sgombrare Cesuna, il
paese era già vuoto. Qualche coraggioso si teneva ancora aggrappato ai muri della propria casa, come
ad alterare la nostra occupa
zione e producendoci danni assai lievi. IN
novella di Mario Puccini.
arrestato e
eseguì vio-
lenti concentramenti di fuoco nella regione del passo dell'Agnella. Nei pressi di Santa Lucia di Tolmino il transito venne a varie riprese interrotto da nostri tiri.
La Bibi e il grigio-verde,
spiegò particolare attività fra il /2go di Garda e la valle dî Ledro :dopo violenta preparazione di fuoco,
PASTINE
G
UTINATE î GN
;
L'ILLUSTRAZIONE Mutava. Diveniva, chiusa nei corpetti bianchi trinati, una piccola farfalla snella che pareva non
avesse nessuno dei caratteri dell Altipiano : fermo,
ghe; entrando in argomento, prima che si riusci
tale;
e dicevano
tra
loro
POR Ma la Bibi EA ci rideva colo, che non
goglioso, m:
Aidpiccolo pic+ su, con un riso
Loos fuori dai denti
bianchi e miun rigurgito
diceva talvolta:
Che cosa bella la guerra che fa muovere tante
giovinezze e le dispone così in gaia mostra! Non pare mica che voi veniate qui per morire! Io le ridevo sul viso: Crede lei che, alla nostra età, si pensi a _mo-
rire? Non vede come siamo giovani? — Ecco, — ella rispondeva, — perchè siete gio vani, mi piacete: avete, non so, uno slancio così
maschio e insieme così gentile che non so adattarmi a pensarvi borghesi. Com'è brutto l’uomo,
coi calzoni che gli cadono giù fino alle scarpe; con quelle giacche che si perdono da tutti i lati; e i cappelloni che pare vogliano mangiarsi le teste! Mi seno nani po rassira degli nonni; prima d'oggi: e ne ho visti di belli, ad Asiago ed a Viquando studiavo. Mi sembravano goffi e trie poi non avevano uno scopo! È maestri, scriver qualche verso e divenir direttori; i denti, mangiar molta polenta e aumentare menti.
Invece,
folli
voi soldati, avete
un
santo
possigli ar-
avessero davvero tremato, io avrei potuto sostenerla.
Ella rispondeva:
— Verrà quando vuole. Oh, non ho paura di trovarmi sola con lei! E poi, io, non proverei gusto a fidanzarmi. Trascorreva la sua giornata alla trattoria Alpina, dove avevamo
la mensa
noi
il rancio, venivano i soldati
ufficiali
tra le donne di Cesuna
piatti
una
le pietre e le roccie,
Val Canaglia. Ferma sui piedini sottili, ella guardava la macchina sbuffante. Ebbi la tentazione di giovarmi non udiva il mio
bita dal fragore
La Bibi ridev La Maria della
trattoria
non
mi
dà
nulla,
— rispondeva. — Lo faccio, perchè non mi piace restarmene a casa a sferruzzare. Quanto ai soldati, la Bibi, oh non la toccano!
Era vero. I soldati guardavano la Bibi con occhi:
cupidi, seguendone le movenze caprioletta montanina,
ma
non
che non fossero rispettose; gire gesti men Noi
ufficiali
che educati. avevamo,
snelle e calde di
le dicevano
parole
nè si lasciavano sfug-
anzi,
notato che
la Bibi
aveva dato alla compagnia una impronta nuova naturalmente senza saperlo; come se i sorrisi vi‘aci della sua bocca avessero spianato molte rughe sulla fronte di coloro che avevano lasciato a casa
o una fidanzata o una famiglia: e rivolti altri, ribelli o tardi o disordinati
già
o maleducati, alla di-
sciplina ed al fervore. Ella sapeva trovare parole semplici ed efficaci in ogni occasione; e i soldati le si rivolgevano per un consiglio o per un’intercessione presso gli ufliciali; al che ella si prestava con grazia E come sapeva piegarci alla clemenza! P. le mosse
di lontano, parlando di cose
varie e
di quelle ruote rotolanti; e scenacre
di resina e un
Ma ella aveva spodestate in tutti noi le audacie cittadine: e, forse, con quella sua resistenza tenace ad ogni invito o parola d'amore, quietati i sensi. La sera dolce e carezzevole invitava piuttosto a cullarsi in un amore fraterno, che non a uno sfogo sensuale. Mi
avvicinai e le mormorai
nome:
— Cesira! Ella si voltò
scatto.
alle orecchie il suo
Una
lacri
a le brillava
Che ha? Piange?
Si portò la mano all'occhio, \cacci perla che tremava:
—
Dayvero?
—
tentò ridere. —
la piccola
Pensavo ai miei
tempi di bambina, quando il treno mi faceva sussultare e godere. E dicevo a me stessa: tu non
avrai mai dei bambini. — Bibi, questo che lei dice è molto sciocco. Una cingallegra come lei dovrà anzi averne molti e l’altipiano li nutrirà di latte e di resi Vedrà come
sgattaioleranno pe’ bosch:
sono molto belli, —
angioletti biondi! — Lei dice bene: ma
ha
smarrito;
la guerra?
i suoi canti maschi, che ora
e le vecchie case si sveglieranno
sul
bel mattino, al ritmo dei primi rumori campestri. Io la invidio, Bibi. — Ed io invidio lei. Un uomo
che vada a com-
battere e prenda il posto che gli compete; che si imbatta
a faccia
a faccia anche con un solo ne-
mico e gli renda l'odio che
esso sparse tant'anni
fa su tutte le terre d'Italia e qui sopratutto. Il mio
nonno, lei lo sa, fu impiccato ad Asiago; e mi par sempre di udire, io che pure non lo conobbi, il suo ultimo grido. Si esaltava. Mi afferrò il braccio des tro, lo strinse: —
Lei non sente nulla?
— Nulla.
Se non una
stia quieta, Bibi.
gran quiete. Ed anche lei,
Il suo nonno è stato già vendi-
cato; ma, se anche non lo fosse e occorressero
al-
tri colpi, quanti siamo qui ad aspettare! Ella mi guardava ed ascoltava, i grandi occhi aperti verso il Magnaboschi, come volesse scalarlo. Un grido di cuculo s'udì un silenzio. La vidi tremare — Ha sentito?
che
vivo zelo tutti i propri doveri. L'ha letto anche lei? Non ricordo. Ma la bellezza ha certo un fascino grande
come
su l’uomo;
e tanto
lei dice, quando resta
Ma lei vorrà
più può averne,
intatta, un
sacrari
davvero fare la monaca, con quegi
occhi da miracolo?
Andiamo,
bella corsa, da pazzi. avanti,
Bibi:
facciamo
una
o una bella corsa, — ella confermò.
io dietro.
La
stringevo d’appresso,
ero per raggiungerla, ma la Bibi, pur ansante, mi fuggiva. Finchè, ad uno svolto, le afferrai lo scialle
svolazzante, e tanto la trassi a me, che mi
cadde
fra le braccia. —
Che fa? Perchè?
pareva un tronco di pino giovane: un singhiozzo: fatto a sommo
nel bosco, tutta.
e mormorò, con
le.
fino a C una. Quando giungemmo
Tacque quasi
dicciuola che sbocca, dopo uno
della sti
amò (ma come se parlasse a svolto, in paese, se stessa): — No, non si provano gioie d'amore, quando ci tormenta, incerto, il domani. parlare di marito?
Come ha fatto lei a
Non vede che il
sangue
sano, il
sangue generoso, quello che solo ha diritto di creare, è tutto in grigio-verde?
può non essere più? lo tremula
La
io incal:
— Passerà. E torneranno qui gli uomini dell’ tipiano. Cesuna riavrà
Indubbiamente.
— Neon so più in che libro— riprese — ho letto una volta, che la bellezza che non dona, che resta chiusa, fa pensare ad un tempio: e invita gl uomini ad essere buoni, ad amarsi; a compiere con
E che oggi esiste e domani
lasciai parlare. S'incurvava sulla collina, d'ombre, | rima sera, vividi ancora in
sillabe
E dànno proprio ragione a me. Un bel mariino che le piaccia; una c; che si apra su un giardinetto tutto colori e profumi; e poi, che fila di
jo piaccia, che possa piacere
E crede
—
del tramonto,
Le dissi pianamente all'orecchio, scandend
Com'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia chi vuol esser lieto, del doman non v'è certezza.
Questi versi
— Anche troppo
—
sempre?
alto i colori estremi
Ella non rispose. A fior di labbra canticchi:
—
mi domandò, erigendosi tutta dinanzi a me: — Lei mi trova bella?
La baciai ripetutamente. Ella lasciò fare, come se assente; ma poi rialzò fiera quel suo collo, che
sulle ciglia, ed io provai l'impressione che l’occhio fosse largo largo e lucente: e mi guardasse con un senso di preghiera e di sgomento ‘me.
Taluni del paese la rimproveravano, e il babbo più che tutti.
passo, come se fosse stata assor-
deva “giù dai monti un odor tremolìo esile di canti!
all'altra.
Come: una signorina che aveva fatto le normali e insegnato; figlia, per di più, del segretario del comune, trascorrere le giornate tra i soldati? I soldati sono sempre allegri, e una donna deve essere ben guardinga, quando l'uomo è in vena di gaiezza!
del frastuono e
giungerle alle spalle, inavvertito. La bella creatura
e dove, dopo
tavola
a, che par tribo-
brontolava il treno che rotola verso Vicenza traverso
a bere e far chiasso.
da
che, avendo ciascuna
i
La Bibi non aveva vergogna di rimboccarsi le ma-
niche e andar coi
di tutti e destate gelosie
ste alla Bibi, quando, ridente e cortese, abbassava il capo ricciuto al saluto dei militari. Una s la vidi scendere sola la strada che con-
fine; e,
giovinezza. Ho torto?
Eodsziola pregavo di condurmi sul Magnaboschi a leggere Leopardi; chè, se le gambe le
i sensi
un soldatino per fidanzato, si sentivano pospo-
dentro, il sangue che vi si muove; che è poi calore di
accaldato
pareva salire dal seno candido e ri-
nuscoli; così come da una conchigli d’acqua marina. Mi
Gliel’ho fatta, gliel'ho fatta!
Aveva
Il cuculo tutte le sere si diverte a
canticchiare. lo penso che più che soffrire, quel rano goda. Ma la Bibi, distratta, non rispondeva. D'un tratto,
Dopo scappava e gridava :
—
Le compagne sgranavano i loro occhioni stupiti
di caprette, al vederla
— Ebbene?
a capirne le intenzioni.
secco, immutabile,
che la Bibi cercava marito tra gli ufficialetti grigio-verdi; o un amante, ch'era forse anche
39
ITALIANA
le
del doman non v'è certezza. Bibi mi guardò negli occhi: e la fronte, cui î
riccioli facevano vento, era tutta bianca e turbata. — È vero, non
v'è certezza, —
confermò
trista-
ment Ed io: — Ma la giovinezza che sfugge, Bibi? Ma la gioia che si allontana? Non le pare un peccato perdere que-
sti anni caldi che chiedono disperatamente l’amore? — Un amore che non si localizzi, — rispose la
Bibi, con voce energica, quasi ‘di maschio, — che non si attacchi a un cuore e ad una bellezza, ma a tutti i cuori e a tutta la bellezza: solo questo oggi è possibile. Amar questi grigio-verdi, che compiono il più sacro dei gesti, il più giovanile dei sacrifici; ma amarli tutti, non uno solo. E lasciar puri il corpo, gli occhi, l’anima: per tutti eciascuno; onde resti vivo e filacre in costoro, il ricordo, e non sia turbato da desideri turpi, da visioni malsane. Una donna che ha la bell non può fare di meglio,
oggi. Quando la guerra sarà finita e-quegli che si ricorda
di me veni
dirmi che ha ammazzato tanti
nemici, io gli griderò con passione:
« Ah, sei tu,
grigio-verde? Ben venuto! ben venuto! Quanto amore ho radunato per te, quanto ti ho aspettato!
Prendimi,
sono tua ».
Mi interrogava con lo sguardo, rifatta timida e — Sono proprio bella? — Di più; dì più.
dolce
seguîto da
—
Bellissima
— Di più;
GOTTOSI
di più.
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40.
L'ILLUSTRAZIONE
— Ha ragione; sono più che bella e bellissima, sono pura. *
sergenti gli ordini.
Quel giorno gli avvenimenti incalzavano: l’offensiva si ierava possente in tutti i punti della fronte;
chiedev
ma
più
sull’altipiano, che pareva
sotto i rombi
alterni del cannone.
scuotersi
A Cesuna
tutto,
non
caddero altri colpi; ma i paesani erano fuggi lungo la valle Canaglia, in cerca di un tetto e di un riparo. Pioveva una lunga pioggia tetra che pa-
reva voler triturare
il selciato e frazionarlo;
e gli
abbandonava invece in grembo rigagnoli lunghi e torbidi, che talora si fermavano e
tal'altra scappa-
vano, come spauriti.
La Bibi era alla trattoria Alpina, con qualche fe-
rito econ l'oste, il quale aveva giurato di non nella cantina una sola goccia di vino. Era un po' pallida, ma non tremava. Io la vidi verso sera, poco prima di schierare i soldati per
delle cartucce, ispezionava 1 soldati
alle trincee di L....
Gli
austriaci
scende-
vano da Campolongo, erano già a Rotzo e si temeva che nella notte qualche pattuglia audace potesse raggiungere i nostri luoghi a Le dissi: — Bisogna andarsene,
far accompagnare
Bibi. Abbiamo
l'ordine di
a Campiello tutti i borghesi
masti, Gli austriaci
ri
stanotte potrebbero avvicinarsi.
Ella ravviò i capelli sulla fronte:
— E che importa! — mormorò. — lo ion ho paura. — Me ne compiaccio, posi. — Ma io ho avuto questo ordine. Il primo a soffrirn Bibi, sarò io. Era tutta commo
iù
iai in una risata. Ma
e disattenti.
La mattina del 9 giugno una palletta di shrapnell mi penetrò nel ginocchio sinistro.
ai
Qualcuno
Fui portato con un camion,
al primo
— No, è qi
ranzò verso i fucilieri,
asciugandosi
lacrime, tutta incespicante ed incer
— Cesira,
Era, non era? Egli
Egli si tolse il cappello, quasi con riverenza.
— Ha saputo della Bibi? I suoi occhi, già così fermi e indifferenti a tutto,
tremavano.
già conscio della sventura momento
si riprese:
faccia, sussultando tutta:
re rasente alle case e paSi capiva che voradunar le forze ad un saluto, ma non vi riuAI momento di scomparire, si voltò e le sue
a, tratto tratto, incespicasse.
in cui io lo ricordavo, l’amico moriva.
je a Thiene; ma
fa sciavano fare.
Cadde
gravissimo.
mi conduc
DA
Lo
DI SANTA
diceva
mi parevadian-
Mario
Puccini.
GENOVA
A
HOTEL ISOTTA
TRE
FOSCA
PIOVANO
I por‘Thiene
che si chiuda, l'ospebene, torni presto.
SECOLI PREPARA LA RINOMATA SUA SPE. CIALITÀ, LE PILLOLE DEL
sconsolato dell’ost:
Ma io ero portato in barella; e
ANTICA ESTORICA PONCI
il gesto
dare a morire.
SANTA FOSCA IN VE. CHE
0
accorsa con i portaferiti,
dale una tomb
La mia compagn demmo parte a si di chi ignora sarà ricordato con ni le forze del nemico e se lo trova di fronte, ai lati, Il mio collega aveva fatto mettere în «rango » i dovunque: e sempre impetuoso, aggressivo, avido soldati; esaminava gli zaini, che non ma sero d’imporsi e di vincere.
NEZIA
Bibi era
Non s'è trovato più nulla.
apparve come w
‘accia presto. Andrà
i coman-
sulla casetta, dov'
allora, tre bersaglieri in istato
Vidi, a fatica,
tatori
con questo nostro compiti da oggi in poi non manipolerà più veleno per noi; e pure
FARMACIA
animo era
sò il capo. To non mi accorsi che mi avevano messo în barella, che mi trascinavano via. Presi una mano al cesunese, gliela strinsi — Ma come, ma quando? — Fu Barricata, tre giorni fa. La Bibi éra stata coi soldati. Voleva curare i feriti, ad ogni di no, aveva dato ordini
La Bibi mormorò: — Addio.
— Li cacceremo, — grid
e pura tra i suoi grigio-verd
Lo sentii,
Molte volte mi
un soldato; e di aver saputo, più tardi, che in quel
collega. lo dissi tra me: — È forse l’ultimo.
nel cuore o nelle vi
mio
accaduta.
è avvenuto, in guerra, di pensare ad un amico, ad
— È un abbraccio per tutti, — mormorò il mio
bols:
Era accaduta una disgra:
he prima che parlasse. Forse il
d’ansia e
importuna.
alla
un combatti-
fant:
alla
vi muovete ?
A rivederci!
Chi esce da
Molte volte si ha l'illusione di una verità e si sogna. Tal'altra la mente subisce così bruschi sobbalzi che le cose più limpide e vicine sembrano di
te chiamava
portò le mani
stesso si rivelò.
mento non ha la percezione esatta di ciò che vede.
soldati e un caporale, ad accompa-
Ma la Bibi, ferma. I soldati tremavano
tosto
Cesuna nel crocchio dei curiosi che assi-
stevano allo scarico dei feriti.
di commozione. Qualcuno sentì una lacrima calda a sommo della gota e tentò, col dorso della mano in un gesto di dispetto, cacciarla: come una mosca Ma
di Cogollo e di qui,
piano dell'ospedale, mi parve intravedere
l'oste di
— La vedremo anco! La Bibi non volle salire le scale di casa a pren-
dere le sue robe. Era commossa, timida, spaurita. Quando uscì con me dall’osteria e vide la compagnia su due file e sentì gli sguardi fissi su di lei cominciò a piangere, Un pianto che ci penetrò tutt: come quella pioggia insistente, i boschi e i prati, Ma nessuno osò parlare. due
ambulanza a Thiene.
Mentre mi apprestavano una barella per condurmi
— È partiti:
aprirono e si richiusero in atto disperato.
mi sentivo triste, come se prevedi menti atroci e dolorosi che poi sì s i si ripercosse dentro e fu come un mor se
nervosi
— E la Bibi?
darsene, finchè fosse rimasta
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SENI PIVA Ani 6 ga e
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LUIGI PIRANDELLO QUATTRO
LIRE.
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Il generale-deputato,
— Comegenerale nom poîreì pallare.
_ Lascia che parlerò io come de: putato,
Diario della Settimana.
L'on. Ciccotti-Diogene:
L'assente,
= Strano! Soltanto a porte chiuse posso ‘appariro in ispirito alla Camera...
È
—
Che cosa fate?
Sulle coste baltiche,
|.
- 1 @udero hominem,— Cercol'uomo! —É
giorno, nei paesi in prossimità dell'Etna deciso di sospendere le garanzie costitn‘@ in città, si avvertì unu leggera scossa zionali, Il presidente del Consiglio, Dato,
contingente
24. Vienna, Un Gabinetto buro-
ratico
austriaco è formato. Si ritorna al
— Dove vai, Tatiana ?
— Vado ad'offrire il petto alne-
mico, 3 — Come saranno contenti‘inostrî | compagni tedeschi?
Montecitorio,
terremoto. Nessun danno, si è recato a.Palatzo reale per sottoporre (Per ‘la quorra, vederne la Cronaca di Parigi: È arrivato in Francia il primo alla firma del Re il relativo deoreto, el corpo del giornale.) dom,
La donna-soldato In Russia.
— lo continuo a rimanere neutrale!
una ‘morso ‘rara. mel paionò di
di truppe americane, sbar-
cate in un porto dell'Ocenno Atlantico,
pabloPIÙ PURGANTI
non dn: èè1una sostanza lone stomutica, un vero è prverio psostano: 27. Roma. La Camera in seduta pub Sanzione senza lasciarvi aloi blica approva l'esercizio: provvisorio. fino mi
disinfettante di
Adone: 1 presidente del Consiglio Zai- al 81 laglio; poi continua a radunarsi
latoma Stlirgkb. La presidenza del Con- mis comunicò al Re il suo desiderio di in seduta segreta. glio. è affidata nun momo che politica presentare le dimissioni del Gabinetto. — Nella settimana finita a mezzanotte ente è emerso appena qualche, sotti- In seguito a ciò il Sovrano, in un col di domenica 24 corrento navi mercantili onendoni lana addietro quando,obbe l'incarico di loquio avuto ieri con Jonnart, dichiarò di ogni nazionalità in porti italinni, enagere il. Ministero dell'Agricoltura, il all'alto commissario delle Potenze pro- trate 593 con stazza complessiva lorda j apo sezione von: Setilor:-l ministero si tettrici di easere d'accordo con lui nel- di 418980 tommellate; uscite GS6, con inizio, — LIRE 3,50 la @ scatole, RRSO» ‘o COMPLETI È (compreso Il NUOVO METODO par inunzia come temporaneo, l'affidaro a Venizelos I incarico di costi. stazza di 429.920 tonnellate, senza te GUARIGIONE d 10)NE CHIRURGO; Lire Atene, Il principe Nicola, fratello del- tuîre il nuovo Ministero. Vonizelos «è ner conto delle barche da pesca e di pie- laPRESENT. ‘ARSI O0 scrivere all'I8' Hg dol PROF. DOTT. P. RIVALTA. +Corso «Re Costantino, è stato informato che giunto stamane ad Atene in antomobile. colo cabotaggio: le perdite di navi italiane MAGENTA 10, MILANO.- Telefono 103: Vienna. Clam. Murtinie si ritira dal in tutti i mari furono di un piroscafo e potere colmato di onori da parte del So- di ‘dne velieri, uno al disotto delle 600 ,, Il principe ba manifestata l'intenzio- vwrano che Jo chiama nel consiglio della tonnellate.o. l'altro inferiore alle 160, e p.di | rocia senza ritardo, Corona, gli conferisce parecchie onorifi- di-dodici. velieri di piccolo cabotaggio Corfa, Su all'uscita dal Gabi. conze, lo. promuove colonnello ‘6 contem- tutti inferiori alle 40° tonnellate. OHIEDETE TUTTI tto serbo del ministro. dell'Istruzione poraneamonte lo nomina governatore. del Civitavecchia. Stamane è stato înaun Prezzo CRU: gratis . ubblica Davidorio e del ministro déî Montenegro, con sede a Cettigne. gurato Îl servizio nereo cena tra Givi. avori Pabblici Draskovie, ai quali si Pietrogrado. Il Congresso di tuttii tavecchia e Portopansania; PRANCOBOLLI (postali) diGUERRA | anzi) fl ministro di Agricoltura Ma- Consigli dei dolegati degli operai e dei Napoli, Mentre si discuteva una causa nkovie, l'intero Gabinetto presentò le militari, discutendo i 22 lo scioglimento nella terza sezione civile del Tribunale
'emorratdi toto.
imisssoni.
dro
DN principe
ereditario Ales
affidò Ja formazione: del nuovo
della Duma 6 del Consiglio dell'Impero, approvò
una
mozione
massimalista
di
Il nuovo Ministaro è chiaramdone lo scioglimento.
di Napoli, l'avv. Carlo Toscano è stato pugnalato al petto dalla cinquantenne
Il governo Giovanna Palco, sua cliente, ed è stato di e, presidenta del Con- decise il 24 corrente di confermare con trasportato moribondo all'ospedale: la mo. degli Esteri; Protii decreto tale scioglimento, Il presidente donna è stata arrestata. Costei giù pu- nizelos .è così costituito: Venizelos; pre- un grande successo. Durante i} discorso inistro delle Finaugo; Jovanovic, mi- idel Consiglio Lvoff scrisse. al presidente gnalò, travestita da monaca, il giudice sidenza del Consiglio e guetra; Politis: è stato spesso interrotto dagli applagsi ro dell'Interno; Di fc, ministro della Duma, Rodzianko, invitandolo a far Balestrieri, che n lei sembrava istruisne Affari Esteri; Repulis: Interno; Dingos: di quasi tuttii settori, ed alla fine è blla Giustizia coll’ interim dell'Agricol- sgombrare rapidamente il palazzo di Tan- con soverchia ‘lentezza il processo per Istruzione Pubblica e Culti: Andres Mi- stato salutato da nna lunga ovazione e ; Nintscic, ministro dei Lavori Pab- ride, necessario per la riuniono dell'As- l'uccisione di: nn suo diglinolo. Oggi ha chalakopolns: Finanze; Soiridis: Econo- da un lunghissimo applanso, Nell' aula ibinetto a Pasic.
ici coll'interima dell'Istrnzione (Pubbli- semblen Costituente, Rodzianko consentì. voluto |vendicarsi. dell’ avv. Toscano, il mia nazionale; Papanastasin: comunicagen, Terzio, ministro delle Guerra, ‘26, Milano, Alle oro 8, minuti 9 è quale, sempre secondo lei, continuava a zioni; Giovanni Stiriekos: imatizia; amCork (Irlandi): Un gruppo di Sinn mezzo, il sismografo del R. Onservatorio condurre per le lunghe un processo ci- miraglio Conduriotis: Marina; Negroporicimers ha to-un ufficio di resta: di Brera incominciò a segnalare distin- vile in.dipendenza del proceaso penale. tis: Agricoltura e demanio: Simos: Awunento. Fimiglie di irlandesi che ser tamente una scossa, La durata della fase Berna, Il Consiglio dederale ha. costi- sistenza; pubblica; Enmipiriltos:. Approv-
‘orario circa 350 deputati. Atene. Il Governo face traamettere val suo ministro in Isvizzera, incaricandolo di ritrasmettere alle Legazioni di Berlino, Vienna,
Sofia,
Costantinopoli,
le
ino al fronte, deplorando» qnesto' atto, principale fn di 8 minuti: circa: l'am- tuito Ia Commissione degli Affari Esteri Vigionamenti, istruzioni aununzianti la rottura fra la mo intervenute, Si è ‘allora verificato piozza massima delle oscillazioni fa di composta di Schulthess, presidente della Londra. Alla Camera dei Comuni Bo- Grecia eIn Germania, l'Atistria-Ungheria, grave conflitto ela polizia ha dovuto
tare,
varie cariche,
Sono
ore;to-le trace sismografiche ‘erano au-
Berna, Stamane l'Assemblea Nazionale elesse a corisigliere federale con 188 voti Gustavo Adot (dt anni 79, del Cantone di Ginevra). Ivotanti erano 219} furono deposte ventisette schede bianche. Hoffmann ebbe quattordici voti. Vienna, Von Seidler presentò oggi alla Camera: amstriaca il nuoro, Gabinetto, dicendo che esso dirigerà gli affari amministrativi. correnti con severa imparzia-
zia, questa Ha dovuto prendere mi-
re
millimetri 101/, (ingrandimento 20). Alle Confederazione,
state chia-
ndo 4 dimostranti preso a sassate Ja
ate sul Iuogo truppe con mitragliatrici. rigorose.
Sono
stati
esplosi.
colpi
‘na da fuoco, Viè nn uomo ucciso e dozzina di feriti da colpi di baioita. Verso la mezzanotte la calma era
cora pertarbate,
Ca
di Calonder,
dente del Consiglio
vicepresi-
federale e di Ador,
consigliere federale.
nar Law ha annunziato che l'Italia de- la Bulgaria e la Tarchia,
nunziò, tranne due eccezioni, tutti i suoi
Parigi. Navi.
mercantili
entrate
1
ed
trattati di commercio che fissano Je ta- uscite dai porti francesi nella settimana 28. Roma. Questa mattina alle 11 ha riffe doganali italiane. Anche la Fran- terminata alla mezzanotte del 24: entrate avuto luogo in Vaticano la solenne pre- ciscànnunziò l'intenzione di denunciare eccettmati i battelli da pesca e di cabo sentazione al. Pontefice del. nuovo Codice tutti i trattati. Il Governo britannico si taggio locale, 1088: uscite, 969. Navi di Diritto
canonico, fatta dal cardinale
mercantili affondate, 2 smperiori 1600 — Movimento delle navi mercantili di tonnellate, 8 inferiori. Tre navi attacsuccesso; un battello da pescorsa: arrivi 2866, sca francese affondato, Copenaghen. Una nota ufficiale aunun. scorso elogiando l'opera compiuta dalla partenze 2993. Navi mercantili britafi — L'incrociatore Kleder, che tornava n-la perdita di tra navi danesi: il vaCommissione codificatrice ed esaltando fche affondate 21 al disopra delle 1600 da Dakar a Brest nerdisarmare, ha nr re Vaering di 3000 tonnellate, affonl'importanza e l'utilità del nuovo Codice. fiineniate, T.al' disotto e nessun battello tato in una mina la mattina del 27 al to, un fnochista del qiraloèannegato; lità, c promettendo provvedimenti in fa- Stasera l'Osservatore :Romano pubblica da pesca. Navi mercantili attaccate senza largo della punta di Saint-Mathisu. Tren: goletta a motore Kornsce di 250. ton- ore della popolazione che sopporta con la bolla pontificia con cui viene promul- successo 22, totto persone dell’equipaggiò sono scom: Ilate; affonduta, ili cni eqnipaggio è fermezza: le ‘gravi angnitié di quèsto gato il nuovo Codice. Il Codice è stamVienna. La Camera austriaca ha chiuso parse e tra esse tre ufficiali. Era. stato ito. sbargsto n Glasgow,;e il vapore tempo di guerra. Disse ‘esplicitamente ‘pato in un volume di 521 pagine del la discussione sulle interpèllanze rela- impostato nel 1899. e varato nel 1902. nsen di-2300 tonnellate, che è affon- che il Ministero attuale ha carattere prov- formato degli “ Acta Apostolicae Sedis ;; tive alla pace. Hauser, cristiano-sociale, Il suo armamento comprende 8 cannoni to fel Maro del Nord dopo avere ur- visorio per continnare'l’azione, onde crea- contiene 3414 canoni e otto costituzioni dichiarò che lo steso Imperatore vnole da 165, 4 da 100, 10 da 47 e 10 da 37. lo in una ming, ed jl onì equipaggio, to le premesse politiche per una più a- apostoliche, Entrerà in vigore il giorno la pace al più presto, Bugatto, clericale; Glasgow. Il primo ministro Lloyd-Gearpia attività della rappresentanza. popo- ‘di Pasqua dell’anno prossimo, arrivato n Londra, chiese che la Camera esprima chiaramente 6, accettando la conferitagli cittadinan— Nella sede della Direzione del Lotto, il suo desiderio. di pace, affinchè tutti î za, ha qui pronunciato discorso apolò25. Roma, Qpesta mattina, alla sta- lare è cedere il posto a un governo dene ferroviaria di San Giovanni di Mo- finitivo, Pregò la Camera di appoggiarlo, è stata estratta, presenti le autorità pre- belligeranti si convincano che l'Austria- getico per la concordia nazionale ai fini na (Savoja) ha avuto luogo nn con- 11 ministro delle. Finanze presentò un fettizie, la grande Tombola nazionale a Ungheria non fa la gnerra com scopì di della guerra, gno fra il' generale Cadorna è il ge- Lpipa di rpm sugli extra-profitti favore degli Istituti di ‘beneficenza di conquista, ma per la sicurezza, della sua Madrid. Una nota. afficiosa dice: *Il le Foch, capo, dello Stato Maggiore i guerta. La Camera iniziò quindi la Lucca, Isola La Maddalena, Viareggio, integrità territoriale e per la tutela delle sottomarino tedesco che sì era rifugiato l’esercito francase, Al collognio. assi: seconda lettura. del bilancio ‘provvisorio. Pescara, Nicotera e Barletta, con 400 000. sue vie commerciali. Dombingky disse a Cadice lasciò il porto nelle prime are Budapest. Alla Caviera, Tisza presentò lire di' premi, fra cui la prima tombola che anché i polacchi anelano alla pace. di stamane, scortato da due torpediniere va pureil generale Rotelifî, capo della ione militare britannica presso 1l no- Una proposta di compromesso concedente di L. 200000, la secondi tombola di Essi sono e rimarranno leali: verso la di- spagnuole fino al limite delle: acque terriComando Suprema, Il: generale Ca- îl: voto provvisoriamente - soltanto agli L. 40000, ecc. Ecco i numeri, estratti: nastia e la monarchia. I socialisti tede- toriali, Il-Governo reclamò ed ottenne dal na ha fatto,ritorno a Torino suel-po- operai delle industrie, rinviando -a più 49-14-68— d4-57-25-32-54-62- schi ‘dissero che la decisione, della guerra Gabinetto dî Berlino formale promessa che riggio prosegnendo subito: per la zona tardi una più ampis sriforma, Apponyi B9-24-50-43-10—37-12- 60-78- @ della: pace deve essere attribuzione del il sottomarino si recherà direttamente în guerra. < tà i) pel governo la ‘respinse dichiarando di B-26- 1-23-88-51-42-36-56- Parli ento. nn porto tedesco senza attaccare alcuna Jatania. Una grandiosa nube infuo- aderire pienàmente a ciò che il Primo f8-16-77- 6-48-52-40-56-66‘ogrado. Il Governo provvisorio ha nave nemica e senza compiere qualsiasi 8-84-46-29-39-72-61-90,-19, i apparve improvvisamante jeti sera mixiatro: disse nel discorso-programma: mutiicato un decretò che fissa al 18 ot> atto di gnerra ,. Un ‘decreto. reale: viet Sassari. Un. verdetto di assoluzione, tobre la convocazione della Costituente l'entrata nelle acque territoriali spagnuoli so le-23 sulla cima dell'Etna, Mano he il governo. attuale, cioè, è il governo ho questa nube assunise forme impo- della riforma elettorale: con essa vincerà con otto no e due schede bianche, è sta- e al 30 settembre le elezioni relative. dei sottomarini dei belligeranti. 29, Roma. Alla Camera in comit tissime mentre si udivano forti. boati, © cadrà, Il blocco dei partiti pro-riforma, to La preveduto del lungo pro30, Zoma. La Camera, in seduta pub ta gente a Catania «iriversò nei .radunatosi, dichiarò. che la proposta di casso: di Orgosolo. Colle paci concluse segreto hanno parlato per primo il'mi. blica, dopo discorso del presidente dèi mi: Tisza. è un ‘tentativo disperato di svennel settembre -scorso si era creato nel nistro della Marins Triangi; poi il mi- nistri, Boselli, vota per appello nominali ti principali della città por osservare neraviglioso fenomeno ché doposd'ora tare la riforma per sottrarsi ‘al verdetto. paese nno stato d'animo nuovo, e tutti, nistro della. Guerra, Giardino; indi il ordine del giorno; Baccelli, Dari e- Pala] La lotta fra il go- deposti gli antichi odî ed i propositi di Dallolîo, ministro per le Armi e Muni- sul quale il Governo ha posto la qui ò diminnendo. Interragato, ilprofes. delle nuove elezioni, grato vive approvazioni da Stione di fiducia e che è così concepito! Riccò, direttore dell’Osservatorio, egli verno è la maggioranza è impegnata con vendetta, erano d'accordo nel, desiderio zioni, che ù della Camera, È se- “La Camera, udite le dichiarazioni del parti ourò trattarsi. d’nna. violenta: esplo- ciò a fondò, e sono aumentate le proba- che anche l'opera della ginstizia elimi- quasi tutte @ mol oratere foriaatosi nell’ernzione bilità di un imminente scioglimento della” nasse ògrii cansadi contesa, così, dete- guito l'on, Sonnino, che ha risposto a Governo, passa. all'ordine del giorno»: EST) nuti e ‘latitanti tutti sono stati assolti tutti &li ‘oratori di' questi giorni. Egli rispondono! sì 361, no 68; poi ‘altri tre 19114 nord. ast del valcano, in pròs- Camera. Madrid: 11, Consiglio ‘dei ministri ha|. Atene.IlGabinetto presieduto da Ve- ‘ha parlato per circa un'ora ed ha avuto deputati sopraggiunti dichiaranoil loro sì: tà della bocca centrale. Durante îl
stabilità,
Gasparri segretario di Stato, il quale ha
rivolto al Santo
Padre
mu. indirizzo di
occupa di questa questione.
ogni nazionalità nei porti britannici du- cate senza
omaggio. HI Papà ha risposto con' un di- rante la settimana
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