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L'Illustrazione Italiana 1915 n.50

Page 1

nio XL. - n.00.

XXIX settimana della Guerra d'Italia. | ouaro-1 Dicembre 108

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XXIX

settimana della Guerra d'Italia.

in lustrazione nell'Adriatico. — Accampamento sulle Forcelle Montorro (Tonale). — Distaccamento in Una torpediniera in assetto diI — Il carati teris tico aspetto talia: Milano (27 inc.), — Sul fronte francese in Sciam) un posto avanzato sul Tonale. — La mobilitazione di un ospedaletto da campo in una gola del Cadore. — L’interrogatorio dei VERO ieri. — Ritratti: Nuovi Cardinali: monsignori Cagliero, Frihwirth, Ale andrini, Amore tti. Bocchialini, Beonio Caffarini, Carcas Gusmini, Mistrangelo. Scapinelli, Tonti. — Caduti combattendo per la Patri; chele, ppi. Mazzelli, to Fabrizio. Fabri, Franza, Coppola, Cova, Del Prete, Ducci Castoldi, Cas tellini, Cerone, Colosimo, Rocchi, Ruggero, Saladini, Santa 'erego, Pe: zzini, Ravasini, Ricasoli-Firidolfi, Ricoi-Menigh Moderni. Paganuzzi, Papini, Pennasilico, Spagnoli, Spargetti, Tagliacarne, Torre, Trevisan, Vene: Nel testo: La mobilitazione civile in Italia: Milano, di Nino SALVANESCHI — Addio, sorella!, racconto di Enrica GRASSO. — La merina i liana nella guerra attuale, di Alberto Biagiotti. — Corriere, di Spectator.

Zione civile in I

cessantemente la sfida dei nostri dai suoi il corpo degli uomini intrepidi: il vento

porti, ma le navi veloci che atten- asciuga istantaneamente, e l’acqua amLa Marina Italiana nella guerra attuale. sicuri devano in largo mare il nemico dopo molla di nuovo: il corpo dei marinai è

averlo sfidato han veduto vana la loro Azioni intense ed oscuri eroismi. sfida. Opere di difesa del nemico, viaHo incontrato in treno un alto gra- rano il campo all'azione definitiva di esse. dotti, ferrovie, fari, sono stati abbattuti E qui il mio illustre interlocutore dice senza che l'avversario, rinchiuso, osasse duato della Marina col quale mi sono intrattenuto in cordiale ed esauriente col- testualmente: protestare. «Oscuri eroismi si compiono giornalloquio sulla funzione della Marina italiana E le nostre siluranti? Dopo avere sa‘mente, fatiche ignorate, che per ora non lutato ripetutamente Trieste, batterono le nel presente momento. Credo interessante per i lettori riferire dànno che la soddisfazione intima di aver acque di Cattaro, quelle di Pola, distrusla sintesi chiara ed esauriente del collo- compiuto tutto il proprio dovere per la sero basi di rifornimento nelle fortificaquio avuto con sì alta personalità della santa causa della Patria, ma che più tardi tissime isole nemiche, si impadronirono Marina, e mi auguro anche che la cen- diranno come le più antiche e fulgide dell’isola di Pelagosa, passarono per casura mi lasci dire, nella certezza di sfa- glorie marinare italiane siano sorte più nali angusti cosparsi da campi di mine, k le distrussero, dimostrando fermezza eroitare molte inesattezze, e sopratutto di far vive e più fulgide che mai. Nemmeno il nemico può concedersi ca e sottile perizia! tacere i faciloni della critica che pulluù bella prova lano nei ritrovi cittadini, blaterando a deColoro che osano spesso censurare la istra di strategia e di azioni inattività della flotta italiana pensino: perli senza conoscer l’alta funzione della chè le unità nemiche in luogo di scemostra flotta in questa grande guerra di gliere Ancona, Molfetta, Bari, quali loinfatti, sono gli unici calità di attacco non si sono mai presenredenzione e sopratutto senzà sapere delle azioni intense e pericolose e degli eroi- punti di appoggio che offra l'Adriatico alle tate dinanzi ai porti militari nostri? Persmi oscuri di chi combatte fra le onde nostre navi, con una distanza fra le due chè non si arrischiarono come facemmo basi navali, superiore alle 433 miglia cioè coraggiosamente noi con loro? sferzanti e mugghianti, le più crude bat17 e più ore di navigazione, con una vetaglie! Bisognerebbe che ogni diffidente pro1 profani di cose marinare ritrarranno locità media di 25 miglia all'ora senza vasse che cosa sia la navigazione su una un sano ammaestramento in ‘quest'ora in probabilità di rifornimenti o di rifugi, siluranté, anche per una sola notte in prima dell'arrivo in uno dei due porti cui tante vite si offrono in olocausto per questi tempi. Veloci e silenziose scivosuddetti. la grandezza della Patria, lando nella più completa oscurità, le siInvece per contro, la costa dalmata of- luranti, in parecchi gruppi non si vedoLe disgraziate perdite dell’A772a/ff e della Garibaldi —-ha cominciato il mio inter- fre ai nemici numerose ed _importantis- no nemmeno tra loro, tanto le tenebre locutore — ed i bombardamenti delle co- sime basi: Trieste, Pola, Fiume, Zare, sono profonde. Il mare agitato da una ste della penisola, indifese e non costi- Sebenico, Spalato, Ragusa, Cattaro, e furiosa bora, quasichè fosse in guerra andi isole, insenature, ca- ch'egli nei suoi elementi, copre le basse tuenti, per un nemico leale, obbiettivo quella miriade militare, poterono lasciar perplessi mol- nali, che permettono loro rapide scorre- torpediniere con nembi di acqua salsa: tissimi, specialmente sulle abilità della rie sulle nostre coste, rendendoli quasi le prue affondano nelle onde gigantesche; flotta e sulla vigilanza da essa esercitata invulnerabili ai nostri eventuali attacchi. i bordi delle navi, a vicenda, ora a dritRichiamiamo a mo'di esempio la scor- ta, ora a sinistra lambiscono i flutti, calungo il mare Adriatico. Giò fu un gran male per chi conosce reria della flotta nemica fatta ad Ancona ricandone spesso in coperta parecchie invece l'alta, nobilissima e valorosa fun- ancora prima delle ostilità. tonnellate. Partendo dalla loro base per Ancona, zione della flotta italiana nell’amarissimo, Il frastuono assume allora il suo apogèo, ové sì compiono e si sono compiute delle gli austriaci impiegarono non più di tre l'acqua si rovescia in coperta, la spazza azioni che nessuna marina è forse mai ore: le nostre siluranti, partendo da B con violenza, e precipita con fragore fuori stata capace

di compiere.

Le azioni della

disi per Ancona, che dista come è noto bordo che si inclina all’onda. In coperta 300 miglia, alla stessa velocità di 25 al-

mostra flotta sì possono paragonare all’asSiduo e paziente lavoro del tarlo che riesce l'ora, impiegherebbero 12 ore! Mantenere vigilanza lungo l'Adriatico, a bucare il legno più duro e forte. Per squadriglie di questo, mentre la nostra opera si sviluppa è, come si evince facilmente, una paznel silenzio emergono da essa le diffidenze zia: occorrerebbero tante siluranti quante,

e le deplorevolissime disquisizioni più 0 ne-possiedono l'Inghilterra, la Francia e l’Italia insieme! meno tecniche. Le torpediniere ed i cacciatorpediniere, Guai se il nostro fosse lavoro di artifizio tutto fuoco, tutta luce, tutto chiasso! avendo macchine di altissimo potenziale e lo scafo piccolo, sono precisissi Diuturnamente e durante tutte le no! anche le più buie e tempestose, navigli me un orologio, dato l’orga: mumerosi e veloci lavorano a stendere macchine, ma sono anche delicatissime tutta una rete di grandi e piccole azioni e non si possono sottoporre, senza grave la cui importanza non è discutibile ora, danno, ad una forzata marcia di lunga ma il cui risultato apparirà all'attuazione durata, Con tutto ciò noi abbiamo di gran lundel piano della grande ed ultima scena della cacciata dei barbari dal mare no- ga una indiscutibile superiorità sul nestro. Codeste navi suppliscono alla for- mico. L’Adriatico è chiuso per l’Austria zata

inazione delle grandi unità e prepa-

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mente

ma

mente

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EFIGLI-

ONEGLIA

stringe, eda cui nulla potrà aiu-

delle

accorge, si sommerge e tenta fuggire ricomparendo spesso in altro punto e può essere colto da una vera grandine di acciaio compromettendo la sua esistenza, Ma capita spesso che dopo sette, dieci,

dodici ore di caccia e di inseguimento esso sfugga. Allora addio fatiche, notti insonni, sferzate di onda e di vento! Per la Patria si è lavorato invano stanotte, ma non per questo domani notte non ci saranno uomini pronti a rifare la stessa vita, magari gli stessi uomini indispettiti dalla «guigne» della notte precedente! Mi

pare gli ipercritici

siano abbastanza

soddisfatti e che la inattività della flotta italiana sia proprio un mito, ma un mito vergognoso! ». ALBERTO BIAGIOTTI,

(dall'Italia.)

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Problema N. 2398 del sig. Giorgio Guidelli di Laveno, Primo

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macchine e lo scroscio dell’acqua. Sembra una macchina favolosa che cam-

mini da sè, sbalzando a destra ed a sinistra come un rettile sottile ed elettrizzato. Il cervello della strana macchina eccolo in coperta e sulla plancia: allineati dinanzi ai cannoni ecco gli uomini dell’armamento: rigidi, indifferenti cogli occhi lincei fissi nella oscurità, noncuranti delle cateratte che si rovesciano su di loro sferzando

il loro viso, compromettendone

la

statica, stringono i pugni per trattenersi ritti al loro posto, si protendono come belve in avanti pronte all'agguato, Sono essi degli eroi! Il timoniere colla mano contratta stringe neryosamente la ruota del timone, gli occhi fissano innanzi, le dalle nostre navi che ne bloccano lo shocco eda quel- orecchie ascoltano attentissimamente. Un la linea ot- altro è ai temegrafi di macchina prontò timamente ai segnali: due vedette scrutano all’ingiro custodita, coi cannocchiali ultrapotenti: il comansolo le no- dante, ritto, silenzioso, sul ponte di comanil momento di agire. stre navi do, attende impassibile Di tratto in tratto dà a bassa voce gli hanno libero passag- ordini al timoniere per la rotta della nave velocissima mentre l'apparecchio marcogio. Gli au- niano fa udire il suo caratteristico picstriaci sono chiettìo: ecco un telegramma: « Un somman mano mergibile ha tentato silurare un nostro più forte- esploratore. Dirigete subito rotta tale, mente stret- gradi tanti, date caccia». Massima veloti sempre cità e via per cominciare una corsa furibonda quasi fantastica. La caccia è terpiù da vic; no, chiusi ribile, lunga, penosa, e spesso vana! L’acqua ed il vento sferzano il viso ed in un potente cerchio di acciaio che lenta-

formidabil-

P.SASSO

tutto chiuso e buio; solo il martellar delle

una salina, i visi sfatti dai ceffoni

onde: il sommergibile è alle volte inafferrabile ma l’eroismo continua, la fatica dura e persiste. Se il sommergibile è avvistato e se ne

si prepara un'acqua LI

datavolaveramente

TIOSA

effervescente e grata al palato

[SCRITTA NELLA FARMACOPBA tarli ad u- Di DEL REGNO D'ITALIA scire. Il nemico LIRE UNA ogni scatola per f0 litri ha del resto «C., Bologna ‘riudita in- cav. A. GAZZONI Deda 32

g BIANOO, (11 Pozzi). Il Bianco, col tratto, dà sc. m. in due mosse. Problema N. 2394 del sig. Giorgio Guidelli di Laveno. Prima Menzione Quorevole “Good Companion , , NERO, (8 Pezzi).

g

BIANCO,

(7 Pozzi).

Il Bianco, col tratto, dà sc, m, in due mosse. Nel concorso di novembre del Good Companion]

Chess Problem Club di Filadelfia si ebbe il seguente risultato :primo premio: Giorgio Guidelli di Laveno; secondo: Arnaldo Ellerman di Bueno: Aires; terzo: A. J. Fink di San. Francisco. Prima menzione onorevole Giorgio Guidelli ; se conda: W. R. Todd di Crassgar (Irlanda); terza? Giuseppe Paluzie di Barcellona. Le più vive congratulazioni al nostro valente collaboratore che una volta di più seppe distinguersi în una gara così importante. Dirigere le soluzioni alla Sezione Scacchi gf: Illustrazione Italiana, in Milano,

,


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486

ITALIANA

L'ILLUSTRAZIONE

RASSEGNA

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prezzabili. E si noti che alla vigilia della

prono:

sono per un risultato superbo. Alla guerra non sì era toccato il fondo del Borsa în questi giorni ogni altra opera ribasso, il quale più si accentuò nei mentre le Nazioni dell'Intesa hanno zione fu trascurata e furono ingenti i primi mesi del conflitto europeo di L'argent fait la guerre... di valori stranieri, in ispecie fronte alla commozione di tutt'i mer« C'est l’argent qui fait la guerre!» preso a prestito per 74 miliardi circa. realizzi fa da un lato si hanno due paesi che, spagnoli, per concorrere alla grande sot- cati, mentre poi lasciò gradatamente Il vecchio motto che ormai l’uso aveva toscrizione. La Borsa di Parigi insom- posto al rialzo, in modo particolare pei fatto proprio per adottarlo in senso fi. sî può dire, misero già a contribuzione titoli rappresentativi di aziende cui la gurato alle piccole vicende della vita ogni loro risorsa, mentre non è così ma vive con la nazione francese, con nostra guerra veniva ad assicurare ladegli alleati ai quali convergono le sim- lo stesso animo e lo stesso fervore, patie universali, ciò che nei rapporti in- A Londra il contegno del mercato voro e utili per forniture allo Stato. dei valori è riflessivo : interessano l’amternazionali vuol dire credito. La più bella dimostrazione di ciò la biente speculativo i valori della gomcomprend si ha nella notizia che mentre a Francia ma, del rame, dei metalli.Si

e Inghilterra gli Stati Uniti d'America hanno prestato miliardi al 5 per cento

negoziarono crediti di diecine di milioni alla Germania pretendendo interessi del 18 per cento!

È pi

nelle

La giovane America è la banchiera d'Europa: un anno e mezzo di guerra

rubriche

finanziarie

dei

giornali

fu già sufficiente

per rovesciare i ter-

d'Europa e d'America non si parla che

mini di un binomio in cui si riassume-

provvedere ai bisogni degli eserciti pren-

del mondo. Dall'apertura delle ostilità,

di prestiti. Tutti

iGoverni d'Europa per

dono danaro a prestito dai propri cittadini, dai popoli e dai governi amici, dall'America oggi banchiera di tutti, anche della vecchia e straricca Inghilterra

La Germania

fra dei prestiti:

ha il primato nella ci per attuare

zazione che le ha dato

modo

l’organizdi con-

durre la campagna di Russia e di preparare quella nei Balcani, essa da’ suoi cittadini

pare

più

ha avuto

di 37 mi-

liardi di franchi: l’Austria-Ungheria, più

povera assai,

di 14 miliardi. Nel

gruppo

non ha toccato la cifra opposto,

tra le Potenze

dell'Intesa, l’Inghilterra ha preso a prestito per circa 31 miliardi, la Francia per poco più di 20, la Russia per 18 e mezzo. Quanto all'Italia, oggi veramente quarta

vano

i valori

economici

tre

parti

l'Italia è la sesta Potenza europea che contrae prestiti agli Stati Uniti. Per

Ecco

il confronto cui ci siamo

feriti:

81 luglio 2 nov. 1914. 1916. trattati. Fer. Meridionali 47g 4IB50 » Mediterranée. 212 195 A Nuova York, l'atmosfera è ben diVenete Seo. «+ 98 90 versa, I colossali affari creati dalle prov- Nav.» Gen. Italiana. 860 429 viste di prodotti alimentari e mi Lanificio Rossi . . 13 1805 170 su quel mercato, si fanno affannosi, in- Lanif. e Canap. Naz. Lan. Naz. Targetti. tensi e formidabili :le fantasie ingros. sano le cifre iperboliche di questi e Coton, Cantoni v

ri-

30 nov, 1915. 414 191 98 419

sono i valori d'attualità e per ciò i più

quelle cospicue degli utili e le specu. Jazioni generano le enfiagioni dei prez: dei titoli. che

York

È ben comprensibile

la cronaca

segnali

un

della Borsa

mercato

qui

di Nuova

attivissimo

poche centinaia di milioni di franchi sempre ed eccitato, in ispecie pei valori spoebbero oro dall'America la Svizzera e di guerra con rapidi e sensibili i Paesi Scandinavi, Francia e Inghil- stamenti dei prezzi terra vi ebbero a prestito 500 milioni Il momento economico in Italia. di dollari. L'Italia vi ottenne 125 miE in Italia?

|}

Ansaldo » + » Officine Miani . Miniere Montecatini. Metallurgica Ital. Autom. 5 lioni di lire e prepara nuove emissioni La rinnovata, intensa attività di molte » Spa di buoni del tesoro in dollari per cifre nostre industrie, chiamate a provvedere » Bianchi. . » Isotta Fr. ai bisogni creati dalla guerra, non ha Edison cospicue. TERI E la ridda dei miliardi non finisce. eccitati gli spiriti e creato speculazione .. .> In questi giorni si conferma l'emissione fittizia. Î nostri ambienti finanziari si Vizzola Unione Goncimi + di un quarto prestito di guerra tedesco sono mantennti sereni, la loro fiducia Distillerie Italiane + Raffinerie L. per febbraio; si organizza un nuovo non si è tradotta in smania specula- Ind. Zuccher 5 prestito interno al 5!/,%, in Russia; è tiva. È bene che sia così. Zuccher. Gulinelli » » in corso un nuovo prestito interno în Non si parla per ora di nuove ope- Eridania, Molini A. I, Francia al 5%/;, al corso di 88, e lo si razioni di credito all’interno da parte Italo-Americana . denomina: prestito della Vittoria. dello Stato, nè si accenna pel momento Qui da

noi, i titoli dei recenti

pre-

‘a ulteriori emissioni.

Ma

si sente

e si

nell'Intesa dopo l'adesione al Patto di Londra, è a cifre ben più modeste. Ma stiti di guerra sono ogni giorno più intuisce che il Governo sa provvedere apprezzati e hanno un mercato più e da ciò deriva il buon contegno dei essa è entrata în guerra dieci mesi dopo largo e solido. In essi ormai riposa la valori di Stato, per quanto le trattalo scoppio della conflagrazione! L'Italia, del risparmiatore e questo fatto zioni di essi risultino limitate. per riassumere, ha emesso in luglio 1915 fiducia la via pei nuovi bisogni che la Per dire dei valori industriali e banun prestito al 43/,%/ per circa un miliar- prepara continuazione e la intensificazione della carì, riteniamo interessante la pubdo; ha avuto anticipazioni della Banca d’Italia per due miliardi e 216 milioni, ha

avuto dal risparmio nazionale un miliardo, nel dicembre 1914, in previsione appunto della guerra. Con uno sguardo d'’assieme rileviamo, a conclusione, che Germania e Au-

guerra renderanno inevitabi

blicazione di un

L'esame delle glioramenti notevoli: e non sfugge che non c’è esagerazione nell’apprezzare più favorevolmente la maggior parte dei titoli. Auguriamoci che a guerra finita le aziende oggi fiorenti pel febbrile confronto dei prezzi nostre lavoro inteso allo scopo guerresco, tro-

Finanza europea e finanza americana. quotati oggi con quelli che si quota- vino la prosperità nuova nella ricostiPer dire dei grandi mercati finan- rono al principio della guerra. Per la tuzione delle scorte di merci oggi per maggior parte di essi ilconfronto torna tra lo spirito animatore e le confortante. Pei valori della navigazioja, della meccanica e degli automobili in ispecie, della macinazione sì realizzarono dei rialzi ap-

ziari internazionali,

diversità

rileviamo l'assoluta

tendenze di Nuova York e di Parigi e ne,

= è stria hanno attualmente un debito di Londra. A Parigi, iljmercato si interessa tutto guerra di circa 51 miliardi dî franchi

tutto esauste o distrutte, nelle correnti dei commerci

rifatte

ampie

dall’assetto nuovo del mondo. Milano, 5 dicembre

1915.

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XXIX.

SETTIMANA

DELLA

GUERRA

D'ITALIA

L'ILLUSTRAZIONE Anno XEIl. - N. 50, - 12 Dicembre 1915.

ITALIANA

Centesimi 75 il Numero (Estero, 1 fr.).

W&$° Per tutti gli articoli e i disegni è riservata la proprietà artistica e letteraria, secondo

Copyright by Fratelli Treves, December 12th, 1915.

LA

POLIZIA

le leggi e i trattati internazionali.

DELL’ADRIATICO.

UNA TORPEDINIERA IN ASSETTO DI GUERRA IN PERLUSTRAZIONE

NELL'ADRIATICO,

Ì MARINAI VIGILANO DIETRO I CANNONI,


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DI

MADONNA romanzo

sta ora terminando un romanzo

PANZINI

ALFREDO

L'’illustre scrittore intitolato :

minaccia nettamente si delinea?... È inutile andare a vedere come e perchè l’attuale situazione siasi determinata. È inutile gridare insistentemente contro l'insufficienza o la deficienza della diplomazia dell'Intesa. Se l’Intesa fosse stata capace di arrivare a dei grandi successi militari, la sua diplomazia — comunque fosse stata realmente — sarebbe apparsa eccellente. Dal momento che l’esercito russo

non è stato in grado di mantenere

l’offen-

siva, già così felicemente delineata, ed ha dovuto lasciarsi respingere indietro tanto in Polonia che sulla frontiera della Galizia, gli effetti morali dell’insuccesso non potevano mancare di farsi sentire nei paesi balcanici, anche se la diplomazia dell'Intesa fosse ivi stata, non che buona, eccellentissima. Ora, dopo sedici mesi di guerra, della quale tutti i belligeranti sentono indubbiamente, nelle rispettive: condizioni, il peso, il

c6mpito della Quadruplice Intesa è tutto an-

del tempo della guerra.

L’Iutustrazione IraLiana ne ha acquistata la primizia, e la pubblicazione comincerà probabilmente negli ultimi numeri di dicembre, certo nei primi del gennaio prossimo.

Gli associati annui e diretti dell’ILLustrazionE ITALIANA, i quali al prezzo d'abbonamento annuo aggiungeranno Lire 7,50 (Estero, Franchi 9,— riceveranno a scelta uno illustrate di grande attualità, che in catalogo costano edizioni o recentissime opere di dei seguenti gruppi dieci lire e più: fronte alla guerra, note statistiche raccolte e illustrate

Premî Straordinarî:

a) L'ITALIA nella sua vita economica di Garibaldi, racda Gino Prinzivalii; DA DIGIONE ALL’ARGONNA, memorie eroiche di ‘Ricciotti raccolte da G. A. Castellani, con 22 incisioni fuori testo; PENSIERI di CESARE co; \RRENTI, colti dalla figlia nel centenario della sua nascita (1915). Bertarelli, Ernesto dott. del e 5) V'edizione di usso del CONOSCI TE STESSO, di L. Figuier

cora da svolgere, ed è anche un poco più complesso di quel che fosse nell'agosto del 1914. La Francia ha sempre da riconquistare la sua Alsazia e la sua Lorena, non solo, ma anche

da liberare i vari

dipartimenti

che il

nemico le ha invasi; il Belgio ha da ricuperare la propria indipendenza; la Russia ha da ricuperare tutta la Polonia; la Serbia deV'essere tutta quanta ricostruita. L'Inghilterra deve vedere cosa le conviene fare, o meno, nei Dardanelli; deve tenere d’occhio l'Egitto e la Mesopotamia; noi, più fortunati — i soli veramente fortunati — tra gli alleati dell’Initesa — essendo riusciti a conquistare in parte le terre nostre da redimere — dobbiamo pur

tener d’occhio l'Adriatico, l’Albania, i Balcani.

un vol. in-8, di 670 pagine con 222 incisioni e 6 cromotipie (adattati Dunque ce n'è per tutti; e non si può nec) LA GUERRA (La Débaole),diEmilio Zola, edizione in-$illustrata con 36 dis. di X. Paoletti ; gare che il governo italiano, assumendosi di LA NUOVA GUERRÀ (armi, combattenti, battaglie), di Mario Morasso, con 10 illustrazioni di firmare il patto di Londra alla vigilia di raima per strenna alla gioventù); _

M. Dudovich ; ADAMO MICKIEWICZ, conferenza di Tomaso Gallarati Scotti; d) VITTORIO EMANUELE II, di Giuseppe Massari, edizione in-8 illustrata con $0 disegni di E. e F. Matania e 24 incisioni di monumenti; GAR) IBALDI, di Eugenio Checohi, edizione illustrata con 52 disegni di £. Mafania e 23 incisioni di monumenti ; e) VAL D'AOSTA, di Felice Ferrero, edizione in-8 con 84 incisioni e carte topogra! fiche a colori; ni. A ROMA MODERNA, di Arturo Calza, edizione in-8 illustrata con 90 in i i pubblicati in questa Biblioteca f) DIECI volumi a scelta della BIBLIOTECA AMENA (degli 888 volu abbiamo

dato l'indice nella coperta del N. 44).

9) QUATTRO

volumi della raccolta de I MIGLIORI

ROMANZI

RECENTI

E PIÙ

STRA-

dunare il Parlamento, non abbia dimostrato di sentirsi capace di ogni più grande responsabilità, e non abbia dimostrato al mondo che non è l’Italia il paese del freddo calcolo e del meditato utilitarismo. o ll Parlamento italiano ha affrontata tale situazione con sufficiente larghezza di vedute,

ice nella coperta di questo numero). NIERI (Vedi Questa combinazione straordinaria pale soltanto pe r chi manda direttamente alla Casa Treves lire 7,50 (Est., fr. 9, non vale per associazioni indirette nè per mezzo di librai o agenzie aè di giornali in associazioni cumulative. BE Gli ss ciati sono pregati di unire al vaglia fa fascia con cui ricevono il giornale per evitare ritardi nella spediz. A

con prevalente concordia;

niePEA

prevedibili e ci volevano. Dopo tanto inevitabile frenamento dei giudizii e delle critiche,

RIE ERESSE

e

Rae

GO RiB:LE:R:E:

necessità che scaturiscono dalle situazioni quali sono, checchè gli uomini abbiano po-

Le discussioni e il voto del Parlamento.

tuto pattuîre fra loro in un sensoo nell'altro. Quando Giolitti, quattro anni sono, fece

- L'Italia e il patto di Londra. - I con-

sigli di guerra degli Alleati a Parigi. LU *Concistoro e l'allocuzione per la pacé. - Le lagnanze papali e l' Italia.

proclamare, ad impresa non ancora compiuta,

l'annessione

Anche la riconvocazione del Parlamento è nel novero dei fatti passati; e sta a dimostrare

che non avevano ragione d’essere nè i furori degli assolutisti, ostili a nuove ingerenze del Parlamento nei problemi della guerra, nè i timori dei

liberali che

contro il Parla-

mento si compissero rappresaglie o dal go-

verno 0 dai così detti più realisti del re. La Camera si è riunita il 1.° dicembre, e il giorno innanzi il ministero aveva fatto ad essa

ed al paese il «cadeau» di firmare il così detto « patto di Londra ». La Camera ha discusso largamente, della guerra, delle sue cause,

del suo svolgimento,

delle sue

conse-

guenze e delle varie responsabilità, ed ha anche

DEE

SPE ORI

votato

maggioranza

con

405 sì contro 48 770 —

una

enorme — la fiducia nel mini-

stero. Avesse anche voluto opinare diversamente, essa trovava, oramai, presi tutti gl’ impegni per il presente e per l'avvenire, e non avrebbe potuto fare altrimenti che quello che

ha fatto, e ben fatto. Si discute molto ora, nel paese, della portata del « patto di Londra » per noi. Sonnino,

della Libia, le cose

non muta-

rono nè in un senso, nè nell’altro: l'impresa libica compì il suo corso, tal quale come l’avrebbe compiuto se quell’annessione non fosse

stata così anticipatamente proclamata; e quel-

l’annessione non impedì che l'impresa libica corresse poi tutte le altre varie note vicende.

Così sarà, per

Firmato o

con

noi, del patto di Londra.

no, l’Italia si è messa in guerra

le sue determinate

direttive —

soddi-

sfacimento dei suoi obbiettivi nazionali, e proseguimento in Europa di un programma di pacificazione sulla base della libertà ed indipendenza delle nazioni; ed anche senza l'impegno del patto di Londra, l'Italia non avrebbe potuto mutare rotta. La gran guerra, essa stessa, determina, del resto, l'atteggiamento di chi s'è deciso a prendervi parte. Cominciò, sedici mesi sono, con un obbiettivo — impedire all’Austria-Ungheria di schiacciare la Serbia. Accadde invece, a tutta prima, che l'Europa dovesse vedere la Germania schiacciare brutalmente il Belgio. E l'Europa

liberale

proclamò

che

la guerra

quando annunziò che l'Italia l'aveva firmato, aggiunse il verso dantesco: «E questo fia suggel ch'ogn'uomo sganni!» Poichè le di scussioni non eran minori prima che lo firmassimo, di quel che siano adesso che l’abbiamo firmato. Ma chi ben rifletta, troverà che nè il non

non sarebbe finita sin che la indipendenza del Belgio non fosse rivendicata. Non lo era, quando l’Italia si decise ad entrare in guerra, e non lo è ancora. Da allora ad oggi

averlo firmato, nè averlo firmato, può produrre effetti diversi, nella

di Londra

6,

realtà dei fatti, per un paese che abbia il sentimento dei propri doveri, delle proprie reDICÈSTTBLE-CACAETS

sponsabilità, dei propri interessi.

Vi

sono

obblighi

e

si è aggiunto lo schiacciamento

quasi totale

della Serbia, con minaccie anche all'esistenza

del Montenegro.

Si tratta

di paesi posti nel

raggio della nostra influenza adriatica.

a parte —

era

Patto

presumibile che,

entrati noi in guerra quando tale influenza

non era ancora seriamente minacciata, potessimo avere delle incertezze ora che tale

plus ultr

minestre Zologna.

non resta dunque

che sperare bene, ed augurare bene per l'avvenire. Ca Le critiche

e le proteste

socialiste

erano,

le discussioni parlamentari dovevano ben dare luogo al libero sfogo, e, a parte alcune sto-

nature, alcuni stridori immancabili, non si può dire che siasene abusato. L'elogio dell’eroica

condotta

inoppugnabile

dei

soldati

italiani è emerso da ogni parte. È stata que sta la grande, bella nota unanime: la politica è una cosa sempre disputabile;

l’eroismo non

dubbio di coloro che combattono è un altissimo fatto che a tutti si impone — ai nemici stessi, che ad ogni momento lo riconoscono. A noi italiani non rimaneva che proclamarlo unanimemente, oltre che nelle incessanti manifestazioni del sentimento nazionale, col voto concorde del Parlamento, e questo è avve-

nuto feliceniente. I 48 voti che hanno detto di 70 alla politica del ministero, si erano già fusi anch'essi nell’unanimità del consenso, quando si è trattato di riconoscere — con l’ac-

clamazione dell'ordine del giorno Boselli — l'alta virtù ammirevole dei figli d'Italia che combattono. Davanti a questo fatto, ed alla fiducia che esso inspira, tutte le questioni politiche passano in seconda linea. Preveggenza e sag-

gezza di ministri, accorgimenti di diplomazia, valore di strateghi — tutto sarà giudicato a suo tempo —

alla stregua di un fatto solo —

la vittoria, che

corrisponda

all’indubitabile

valore. La vera, la grande politica non può essere che una — quella che vince. Viviamo con questa, fiducia, e avanti, sempre avanti! —

non perchè c’è il patto di Londra, chè non

poteva,

non

ma

per-

può esservi altra via!...

In questo la concordia è completa, nel Parlamento come nel Paese. È una concordia che — come ha ben detto l’indipendente socialista Ciccotti — sorpassa lo stesso ministero; il quale, è sperabile, terrà conto di questo stato d'anima pienamente rassicurante del popolo italiano, per far sì che siano veramente at-

tenuate

le asprezze

ed eliminate

VINI VALPOLICELLA

le pedan-

centne trezz


L'ILLUSTRAZIONE tesche molestie della censura, che in Italia — come altrove del resto — può vantarsi di avere condivisa, come la diplomazia, la pubblica sfiducia. La censura ha fatto e fa — malgrado le presumibili buone intenzioni dei censori — più male che bene. Abituate il paese alla verità, sempre alla verità, quale che essa possa essere — e speriamo che essa sia sempre propizia !— e non vi sarà più bisogno di arginare lo spirito pubblico con la censura, riuscita quasi sempre un elemento inopportuno ed anche inquietante. * In Italia, come in Inghilterra, in Francia, in Russia, in ciò che resta del governo e dell’esercito serbo, non si invoca, non si anela che la vittoria. Per questo tra Parigi e Londra si susseguono i grandi consigli internazionali di guerra, ai quali l’Italia partecipa nella persona dell’illustre vice capo del suo Stato Maggiore Generale — il generale conte Porro. Di più,

in Francia, è avvenuta l’unificazione, sotto il comando unico del generalissimo Joffre, dei comandi degli eserciti in guerra sul territorio francese — ed il ministro per la guerra, Gallieni, annunziando tale unificazione, l’ha designata come certa promessa di vittoria.

Il governo francese

si dice così sicuro di

questo, che ha proibita una riunione che si stava preparando da elementi pacifisti, i quali volevano fare una loro manifestazione. Che pacifismo intempestivo!... « La pace verrà — ha detto il primo ministro Briand — la pace verrà, ma solamente quando la Francia la vorrà e come la vorrà; non si può tollerare

che dei cittadini formulino dei programmi di pace; toccherà alla Francia, per mezzo del suo governo, dire quale la pace dovrà essere, e dettarla ed imporla essa al nemico a momento opportuno

Attendiamo dunque con fiducia questo mo-

mento

opportuno!...

* Lo ha invocato appunto ieri, solennemente, nel Concistoro dei Cardinali, il papa Benedetto XV. Davanti a Cardinali di tutte le varie nazioni, e belligeranti

e neutre,

egli ha alzata

la voce autorevole per «.... inculcare

nuovamente

l’unico

possa presto condurre all'estinzione

mezzo

della

che

immane

conflagrazione, per preparare la pace quale è ar-

dentemente desiderata da tutta intera l'umanità, e

cioè una pace giusta, duratura e non profittevole ad una soltanto delle parti belligeranti. Una via che può veramente menare ad un felice risultato è quella che fu già sperimentata e trovata buona in simili circostanze... , quella che in uno scambio di idee, diretto od indiretto, siano, con

animo

volonteroso

e con serena coscienza, esposte finalmente con chi

rezza e debitamente vagliate le aspirazioni di ciascuno, eliminando le ingiuste ed impossibili, e tenendo conto con equi compensi ed accordi, se occorre, delle giuste è possibili. « Naturalmente,

come

in tutte

le controversie

Cacao BENSDORP CoLAZIONE IDEALE

MARGA

FAVORITA

INTUTTO IL MONDO.

489

ITALIANA

umane che vogliono dirimersi per opera dei con-

sto tiene conto,

da una

qualche cosa. Il solito buon senso, il solito sereno spirito di adattamento italiano ha fatto

guardosamente, della parola del Papa. È già

tendenti medesimi, è assolutamente necessario che parte e dall'altra

dei

belligeranti

si ceda

su qualche punto e si rinunci a qualcuno degli sperati vantaggi. E ciascuno dovrebbe fare di buon

grado tali concessioni, anche se costassero qualche sacrificio, per non assumere dinanzi a Dio ed agli uomini

sia pure per rettificarla, ri-

l'enorme responsabilità della continuazione

di una carneficina di cui non vi ha esempio e che,

prolungata ancora, potrebbe ben essere per 1’ Europa il principio della decadenza da quel grado di prospera civiltà alla quale la religione cristiana

l'aveva innalzata ». Non pare tuttavia, malgrado l’eccelsa invocazione, che il momento della pace possa cre-

dersi prossimo, Tutti i dirigenti dei paesi Alleati belligeranti domandano altamente «Ila vittoria », dopo la quale, solamente, potrà venire la pace. Dunque la parola sarà ancora, fino ad un gran risultato finale invocato, alle armi, Per questo la Russia, imitando la Francia, chiama per il 1916 i giovani di diecinove

molto, e farà, col tempo, molto di più. Fosse

così agevole trovare la via della pace fra le nazioni belligeranti, come è facile dare passo

alle lagnanze del Papa — il giorno della pace

auspicata sarebbe assai vicino. Ma anche un tale giorno verrà — verrà dalla concordia, dalla fermezza nel volere, non solo, ma nel sapere raggiungere la vittoria decisiva, che sola, oramai, può condurre alla pace!

8 dicembre.

Spectator,

+ ALFREDO

D’ANDRADE.

Questa bellissima figura di artista, riassumente

anni. La stagione che volge — più che in ogni

nelle

altro anno, pare, rigorosa ed inclemente— im-

— è scomparsa

il 3o novembre a Genova, dove

erasi anni sono

trasferita

pone sosta alle operazioni militari risolutive, e spinge alla preparazione per le iniziative riserbate alla primavera, che tutti augurano liberatrice. L’anno scorso s’invocava la primavera del 1915; invochiamo ora quella del 1916 *

Il Papa non ha solamente, nel Concistoro, invocata la pace: egli ha proclamati sei nuovi cardinali, dei quali l’ILLustrazione ‘dà in questo numero i ritratti. Questa proclamazione, in quest'ora, con tutta la solennità e tutte le garanzie volute dai riti della Chiesa romana,

è la prova più evidente della completa libertà che il Papa gode in Roma italiana nell’esercizio del suo ministero spirituale.

Il pontefice, marchese Della Chiesa, ne è in-

dubbiamente persuaso egli stesso, ma quello che il famoso padre Curci chiamò felicemente «il Vaticano Regio» non gli permette, come papa, di riconoscerlo, onde lo spinge ad esporre doglianze che non hanno fondamento. Papa Benedetto XV — nella sua allocuzione di lunedì — si è doluto, ad imitazione dei suoi predecessori « che le condizioni del romano Pon-

«tefice fossero tali da non consentirgli l’uso « della piena libertà che gli è assolutamente

« necessaria per il governo della Chiesa »j ha riconosciuto — per la prima volta, per bocca di pontefice, da quarantacinque anni che l’ Ita-

lia unificata è padrona di Roma — «che non

« fece difetto a coloro che governano l'Italia

«la buona intenzione di eliminare gl’inconve« nienti »; ma è soverchio dire, secondo esso

papa, che gl’inconvenienti non furono eliminati, tanto vero, ha detto egli, che, scoppiata

anche per l’Italia la guerra « taluni degli am«basciatori

e ministri

accreditati

presso

la

« Santa Sede dai loro Governi furono costretti «a partire per la tutela della loro dignità per« sonale e delle prerogative del loro ufficio». Il governo italiano— che non aveva certo « costretti» quei diplomatici ad andarsene —

si è sentito costretto — ma poteva fors’anche farne a meno — di diramare una rettifica ufficiosa così concepita: «Le parole del Pontefice relative agli ambasciatori e ministri accreditati presso la Santa Sede i quali sarebbero stati costretti a partire per tutelare

la loro dignità personale devono derivare da ines-

atte informazioni a S. S « Sta invece in fatto che i rappresentanti degli Im-

peri centrali, malgrado le più esplicite assicurazioni del Governo

per la tutela della loro sicurezza per-

sonale e dei diritti e privilegi loro spettanti, giusta la legge, vollero di loro spontanea volontà allontanarsi da Roma,» Meglio ancora di questa rettifica vale il fatto che nel Concistoro, nel quale fu nominato cardinale anche uno straniero, come l’austriaco

germanizzato Frihwirth, erano presenti cardinali di ogni nazionalità, compreso l’ Hartmann,

arcivescovo di Colonia.

Mancarono, è

vero, i cardinali austriaci, ma mancarono perchè se si fossero presentati al confine italiano

per recarsi a Roma, sarebbero stati lasciati passare.... ed a loro, ed a chi dirige la politica del Vaticano Regio, premeva si potesse dire che la libertà del Papa nel suo ministero spirituale non è completa.... e i cardinali austriaci furono consigliati a non muoversi dalle loro sedi perchè la loro presenza in Roma — come quella del cardinale Hartmann — avrebbe dato la più luminosa prova del contrario! Però, fra Stato e Chiesa, malgrado le papali lagnanze,

volta:

le cose vanno

il Pontefice

assai meglio di una

rileva solennemente

le

+ «buone intenzioni » del'governo italiano ; que-

più

versatilità

svariate

latina

forme

dell'arte

dei rinnovatori

la inesauribile

del Cinquecento

da Torino.

E a Genova,

nel suo piccolo luminoso alloggio di via Peschiera aveva portato, dalla sua casa di Torino. come dal suo

villino di Firenze e dal suo castello

di Pavone nel

Canavesano, le sue pitture giovanili e i disegni e

gli studi salvati dall'incendio dell'Esposizione milanese del 1906, dove li aveva raccolti tutti in una

mostra riuscita per molti una rivelazione. E ai pochi amici che andavano a cercarlo fin lassù li

illustrava con cento ricordi — tutti — ha ben detto Ugo Ojetti nel Corriere— tutti ricordi altrui, per-

chè di sè egli non voleva mai parlare — ricordi del

Fontanesi,

del Giacosa, dell'Avondo, del Pastoris,

ricordi di Roma

prima del 1870, ricordi di Firenze

durante la guerra del 1866. Bel cavaliere, bruno, ricco e fatale, dagli occhi chiari, dalla chioma nera, dalla barba nera, egli arrivò a Roma verso il 1860

poco più che ventenne dalla nativa Lisbona per godersi la vita, vedere Roma e imparare a dipingere; trovò ancora intatta la Roma indolente e papale piena di fasto, di mistero e di avventure;

ma

non si adagiò in quella facile vita. Un primo viag-

gio a Parigi all'Esposizione del 1855, visitata da Antonio Fontanesi e da Domenico Morelli che si

trovarono rivelati a sè stessi, lo aveva collocato in arte fra i cosidetti ribelli. E poichè il centro della rivolta contro le accademie era Firenze, lasciò Roma

per stabilirsi a Firenze, accanto al Pastoris, al Signorini, al Costa, al Cabianca. Telemaco Signorini parla di lui con affetto e ammirazione

nel suo libro

i memorie sugli Artisti al caffè Michelangelo di via Larga. Da Firenze D'Andrade andò a Genova

dove trovò

nel Raggio, nell’Issel, nel Rayper un altro gruppo

di paesisti sinceri, sintetici, luminosi; da Genova passò in Piemonte, attrattovi dalla fama del Fonta-

nesi. Soggiornò un'estate o due a Rivara dove il buon Pittara richiamava i pittori desiderosi dell'aria aper-

ta e della vita semplice: Avondo, Pastoris, Bertea e girò tutto il Canavese e Ja Val d’Aosta. I castelli di Val d'Aosta lo mandarono in estasi e ne divenne il più appassionato disegnatore e ricercatore.

Con Giuseppe Giacosa e Vittorio Avondo diventò

presto un

dotto

d’arte

medioevale

piemontese

e

nel 1884 fu l'anima di quel Comitato che

creò nel

Parco

con

del Valentino

il Castello

le forme della vita medioevale — in verità, opera essenziale

famoso;

Castello che

tutte

fu,

di D’Andrade, trovatosi

così trasformato da pittore in architetto. Idue più ricchi di quella comitiva non si fermarono

torio Avondo comprò

e restaurò

il castello

là. Vit-

di Is-

sogne, Alfredo D'Andrade compiò e restaurò il castello di Pavone

e il castello di Fenis. Nel primo

andò ad abitare, e regalò l’altro allo Stato, che, ‘a tutta prima, parve sgomento dal dono Quando Vittorio Avondo, peri consigli del D'An-

drade, donò allo Stato il suo castello di Issogne, tutte le pratiche le fece il D'Andrade, che, poco

dopo il 1885, era entrato nell’amministrazione delle Belle Arti come direttore dell'Ufficio regionale dei monumenti

del Piemonte

e della

Liguria.

Dei la-

vori di restauro compiuti da lui, i più notevoli sono, ad Aosta, quelli delle mura e ‘della porta Bramafama e del.Priorato di Sant'Orso. A Torino liberò

e restaurò la Porta Palatina e salvò gli avanzi del

Teatro Romano. Ad Albenga restaurò il Duomo. A Genova, la Porta Soprana e il Palazzo di San Giorgio, ultima

sua

grande

ammirevole

opera

questa,

compiuta nel 1905 principalmente. Dal 1903, dalla fondazione, faceva parte del Con-

siglio superiore delle Belle Arti; ed era anche mem-

bro della Commissione reale per il monumento a Vittorio Emanuele sul Campidoglio; esempio a tutti di vivacità di sentimento,

e di patriottico

attacca-

mento alla sua patria d'adozione. È merto a 76 anni.

LA FLOREINE IlMero vasetto, 2.50 venti. . . L. 195

CREMAD; sz

i Rende la pelle Dolce,

A. GIRARD, 48, Rue d'Atésia, Paris, {esca e Profumata. i Rappres, perlItalia; Cav. A. LAPEYRE, Via Goldoni, 30, MILAN "


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Mons. Giulio Tonti, arcivescovo titolare di Ancira, nunzio apostolico in Portogallo.

Mons. Anprea

Mons. Giovanni CagLIERO,

arcivescovo titolare di Sebaste.

Mons. Rarraete Scapinetti, di Leguigno, arci di Laodicea, nunzio apost. in Austria-Ungheria.

FriuwiRTA, arciv. titolare

di Eraclea, nunzio apostolico in Baviera. I Fino dal 3 novembre

nunciando

NUOVI

CARDINALI

l'Osservafore Romano,

ufficialmente il Concistoro

per la data

del 6 dicemhre, aveva pubblicati i nomi

dei sei nuovi

porporati,' così: Mons.

Gi

an-

Tonti, arcivescevo titolare di Ancira,

nunzio apostolico in Portogallo; mons. Alfonso Maria Mistrangelo, arcivescovo di Firenze; mons. Giovanni Cagliero, arcivescovo titolare di Sebaste, de-

legato

apostolico e inviato straordinario

mons.

Andrea

pubbliche di Costarica, Nicaragua Frihwirth,

Eraclea, nunzio

arcivescovo

apostolico in Baviera;

nelle re-

e Honduras; titolare

mons.

di

Raf-

faele Scapinelli di Leguigno, arcivescovo titolare di Laodicea, nunzio apostolico in Austria-Ungheria; mons. Giorgio Gusmini, arcivescovo di Bologna. nomina

di yz0rs.

Fonti

è conforme

alle tra-

dizioni; Benedetto XV riprende infatti con essa l’antica norma per cui si conferiva la porpora a tutti

i nunzi di prima classe. Nato in Roma nel 1844, fu nominato vescovo di Samos nel 1892; venne quindi

inviato a Porto Principe nel 1894, e il 25 agosto 1902 nominato nunzio apostolico a Lisbona. Di là dovette

partire in seguito alla rivoluzione e alla nuova legge

NOMINATI

NEL

Concistoro

DEL

repubblicana di separazione. Rientrò a Romanel 1910. ‘arcivescovo di Firenze mons. Mistrangelo

lungo in predicato alla nomina cardinalizia

fu a

sotto

Pio X, ma mai questo Pontefice gli concesse la

porpora. Evidentemente il Papa attuale vuole oggi mantenere l'antico privilegio di Firenze, dove l’ar-

civescovo fu sempre nel passato cardinale. Egli appartiene all'Ordine delle scuole pie. Nacque in Savona nel 1852. Il cappello cardinalizio concesso all'arcivescovo di Bologna, mons. Gusmini, bergamasco , nato nel 1855, e di cui l'///ustrazione già parlò, dimostra

l'affetto di Benedetto XV alla sua

antica

diocesi.

rano quelle dei due nunzi a Vienna ed a

Monaco

Mons. Gusmini, che era prima vescovo di Foligno, venne designato da Benedetto XV stesso, poco dopo l'elezione papale, a suo successore nell'arcidiocesi bolognese. Fra le nomine più discusse nei giorni scorsi figudi Baviera, le quali però non possono destare alcuna sorpresa. La sola osservazione che si potrebbe fare si è che il nunzio di Monaco, mons. FriA/wirth,

è di nazionalità austriaca, essendo nato nella diocesi

QUESTA

SETTIMANA

Mons. Giorgio Gusmini, arcivescovo di Bologna.

6 DECEMBRE.

(Fot, Felici).

di Seckau nel 1845; mavsi deve riflettere che nella

sua qualità di diplomatico pontificio la di lui nomina non

riveste il carattere che avrebbe avuto

la no-

mina a cardinale d’un prelato vivente in Austria. D'altronde egli si trova a Monaco da circa dieci anni ed era da prevedere che dovesse essere promosso

cardinale secondo le tradizioni, anche perchè

l'ordine domenicano cui appartiene non ha ora car-

dinali. Mons. Scabinelli di Leguigno, modenese, ha 57 anni; è diplomatico noto, ora a Vienna, ed ebbe

la protezione da ultimo, del cardinale Merry del Val. Mons. Cagliero, appartenente all'Ordine dei Salesiani, è il primo cardinale di questa congregazione religiosa, fondata da don Bosco. Con la sua nomina il Pontefice intende riconoscere l'importanza, specie nel campo della carità, dell'Ordine stesso, noto per la sua «italianità ». Il card. Cagliero è nato in

provincia di Asti nel 1838; ed è conosciuto come un vero talento oratorio, letterario, artistico e musicale.

Coi nuovi cardinali il Sacro Collegio viene a

comporsi di 60 porporati, di cui 30 italiani e 30 stranieri. Cappelli vacanti 10.

ESCE:

Tranquillino, dopo la Guerra, vuol creare il Mondo Nuovo. coperta a colo Album per i ragazzi. BO disegni dii COLTA. su versi V. E BRAVETTA® Con Legato alla bodoniana Quattro Lir DIRIGERE COMMISSIONI E VAGLIA AGLI EDITORI FRATELLI TREVES, IN MILANO, VIA PALERMO, 12, E GALLERIA VITTORIO EMANUELE, 64-66-68,


L'ILLUSTRAZIONE LA

GUERRA

Distaccamento

ITALIANA

TRA

in un posto avanzato

LE

NEVI

sul Tonale.


L'ILLUSTRAZIONE

L'INTERROGATORIO

ITALIANA

DEI

PRIGIONIERI.

AUSTRIACO

FATTO PRIGIONIERO.

FIWTREVES

UN GENERALE

INTERROGA

UN CAPITANO

(Dis. di L. Bompard, da istantanea).


L'ILLUSTRAZIONE

EAEMO

BILITAZIONE

493

ITALIANA

CIVILE

IN

ITALIA.

Cartolina disegnata dal pittore Noci per il Comitato di ditesa interna di Roma.

MILANO Non solamente soldati e milioni, non solamente milioni e soldati dà l’Italia alla grande lotta per la conquista dei naturali confini e per la difesa dell’indipendenza delle nazioni nel mondo. La gran guerra domanda ben altro, e, forse, di più. Domanda alle nazioni combattenti una cooperazione assidua, instancabile, di preparazione e di. sagrifici, che la sorreggano, la alimentino — è questa la gran-

de mobilitazione civile. Quella militare moltiplica gli eroi sull’ampia linea del fuoco; quella civile suscita le opere di assistenza

per chi va, per chi resta, per chi torna dalla guerra, e nella guerra e per la guerra lotta e soffre anche lungi dal fronte di battaglia.

Per quelli, il Dovere. Per questi, l'Amore.

Denaro

e denaro....

E prima fra tutte le fonti di beneficenza, bisogna ricordare /a sot toscrizione. È stata una fiamma d’un tratto. Una fiamma tradotta in

Da ogni parte scendevanoi vari ruscelli al gran

fiume, e il fiume porterà tutte l’acque delle fonti ricche e delle povere sorgenti al mare. E le fonti e le sorgenti non saranno inaridite mai. Perchè veglia l’amore. Non il piccolo, il facile, il civettuolo amore

che

salta-

becca tra le corse e i salotti, ma l’altro amore. Quello coll’A maiuscolo. L’Amore che ha fatto di tutte le donne le spose, le amanti, le madri d'Italia, una donna sola con un solo cuore. E in tutte le città d’Italia, lo slancio della beneficenza è stato meraviglioso a cominciare da Roma, le cui in queste stesse co-

Cartolina dell’Unione Femminile

una cifra : cinque milioni. Poi, più faticosamente, anzi, più lentamente, si è giunti

a sei ioni, e si è passata anche questa cifra. Altre iniziative numerosissime, varie e costose sono sorte qua e là intanto come

fontanelle

che si aprissero per una collina ubertosa, ma la sottoscrizione

Subito;leamorose filesi fecero fitte e serrate.

opere degne ha narrate,

chiede rinforzi È il generalissimo amore. delle mamme E oggi, ogni lonna si sente un po’ mamma.

ha continuato

serenamente,

inesorabilmente, la sua ascesa. A quale cifra si fermerà domani? Su quale vetta numerica tirerà la somma totale?... O continuerà sempre a mettere in fila cifre considerevoli e offerte modeste, dando segno di vita come un cuore meraviglioso che non cessa di battere mai?... Calze e pelliccie.

Ed ecco i vari comitati. Quanti? E chi può dire con verità? Tanti. I nomi? E come si fa a ricordare i nomi di tutte le signore, di tutte le mamme, di tutte le sorelle, che in bianca divisa, come suore, infermiereo donatrici compiono il loro

di Cagliari su disegno di M. Melis.

alto dovere di beneficenza come soldati d'una grande fede d’amore?... No. Nessun nome, faremo. Ci sarebbe impossibile. Li dovremmo ricordare tutti i nomi dell’aristocrazia più famosi e più noti, i nomi della borghesia, i nomi oscuri del popolo. è un nome solo. È Milano.

Ma

Da quando

il grido d’allarme è stato lan-

ciato e si è chiesto ovunque, da ogni parte, con insistenza, indumenti d'inverno, calze e pelliccie, guanti e passamontagne pei nostri soldati, in ogni casa di Milano si è lavorato.

Ogni donna ha ripreso in mano i ferri delle calze. Ogni bimba s'è fatta insegnare dalla nonna il modo d’intrecciar le maglie. E dal mese di giugno all’ inverno è stato un lavoro

solo di aghi, di ferri, di lana. Ora, i nostri soldati saranno ben riscaldati. Nel tepore delle mani e dei piedi, ricorderanno tante piccole teste bionde e «brune curve al lavoro, sul limitare delle case vuote.

lonne, con tre inspirati articoli Dora Melegari. E pari a Roma, non certo seconda a nessun'altra si è mostrata Milano, questa nostra così cara

città,

dove tanto profonde

ha

le sue radici l’odio all’austriaco, e che tanta impetuosità d'ardore pone nel fare il bene. Ogni qual volta il Bisogno — qualunque esso sia— batte alle porte della vita, Milano

risponde: presente! Quando qualsiasi necessità incombe su un’ora più travagliata e più

faticosa, Milano grida: sono qui!

Appena il dolore martella le anime e i corpi sulle incudini insanguinate della sofferenza, Milano canta fraternamente: sono pronta!

E dona ancora, come ha donato, come donerà sempre, così, senza neppur parere, come se offrisse una era piccola cosa. E offre milioni e milioni, incessantemente. Così, la mobilitazione di Milano, alimentata da un saldo e amoroso esercito di cuori fraterni, sembra una siepe di fratellanza francescana, fiorita di bianco in mezzo a un incendio rosso. Lontano, sul Carso, alle frontiere già lontane, le artiglierie stornellano tra loro sgranando i rosari di fiamme, e le fanterie si lanciano all'assalto come selve volanti di baionette. Qua, in mezzo alla vita che ha ripreso il suo ansito poderoso di macchine e di ingranaggi, l’altro fronte prepara, raccoglie, spedisce. È un generale che non teme sconfitte, nè inverni, nè paure, studia i piani e

Le telefoniste nella gran sala dei telefoni lavorano agli indumenti di lana,


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

La grande sala. —

AcLu'Urricio

Norizie

DEI

Ufficio della Presidenza.

Mil

TARI

COMBATTENTI

(all’Università

I fornitori sono pronti a offrire. Così; senza réclame e senza pagare. E se i £oy-scouts non hanno tempo di andare a ritirare ogni cosa, mandano carretti pieni e casse cariche

di ogni ben di Dio.... Libri, sigari e cartoline. Anche l’ Ufficio V per |’ tenza morale dei convalescenti ha lavorato assai. Recite a teatro. Concerti peri feriti. Divertimenti pei convalescenti. Libri per i solda Solo sino al 25 ottobre il III sotto-comitato

aveva già

raccolto 171 998 volumi.

Pizocchio,

Cuore, i Tre moschettieri sì sono uniti fraternamente a trattati di agricoltura e manuali di storia e geografia. Altri comitati hanno raccolto l’idea di bibliotechine da campo circolanti, e piccole casse con varii libri di let-

teratura e di cultura sono far compagnia ai soldati.

mandati

lassù, a

La Pro Italia, invece, ha preso l’iniziativa di distribuire sigari e sigarette ai soldati che si trovano al fronte. È sinora ha raccolto

AI posto di ristoro. Alla Pro Esercito si son raccolte già 32 000 paia di calze. E innumerevoli mutande, maglie, guanti, pettorine. E all'ufficio VI, dove arrivano le offerte di pelliccerie, sono pervenuti 43 000 capi di pelliccerie. E v'è rappresentata tutta l'Asia e tutta l'Africa. pe

più di 60 000 lire, 60 000 lire che andranno.... in fumo, naturalmente. Pel genetliaco del Re vennero inviati al fronte 50 000 sigari e 260.000 sigarette,

E piccoli doni di lapis, di cartoline, di me-

Bocconi)

daglie, di ventagli eran fatti ai soldati dalle donne del ristoro, dall’Associazione della Giovane e dalla Protezione delle giovinette. La stazione nei primi giorni di guerra sembrava una grande sala in festa. Bandiere, canzoni, fanfare. I soldati partivan per la guerra come per un cozi//lon. E le dame ‘avevano

per tutti ventagli, cartoline, sigari, piccoli doni.

Lo scaldarancio. Ed ecco una fabbrica a cui non manca il lavoro. Anzi! le officine crescono. I lavoratori e le lavoratrici aumentano. Il bisogno

cresce. Centurie e legioni di Soy-scouts vi sono impiegati quotidianamente. E da ogni sano Porrone domande di aprire succursali parte d’Italia giungono al comitato di via Bas-

e filiali... Fino al 15 novembre la produzione totale degli scaldaranci assomma a 2100000. La produzione giornaliera supera i 200 000 scaldaranci. La fabbricazione non è difficile. Bastano

dei vecchi giornali, un po'di colla e un po’ di buona volontà. x E si vede che della buona volontà ce n'è molta.

È un serraglio di leoni, tigri, leopardi, orsi. Una raccolta di lontre, martore, ermellini. Una moltitudine di lepri, di conigl E tutto è disinfettato allo stabilimento di Dergano. E inviato alla lavorazione per di-

venire ventriere e cappotti... 1 posti di ristoro. Se

n'era

—

Che

aperto

uno,

modestamente,

stazione centrale. Le dame si erano affacciate al banco, un po’ impacciate, e avevan chiesto timidamente ai primi soldati : cosa

desiderate?

— Pane, salame, caffè-latte? — Scrivere a casa? E i soldati rispondevano più timidamente: — Vorrei pane salame caffè-latte e scrivere a casa. Ora, i soldati hanno trovato il loro caffè preferito alla stazione. E non solo alla cenin tutte le succursali, il servizio è

trale, ma

attivo, febbrile, utilissimo. Treni

in arrivo e in partenza

rovesciano

sciami di alpini, ondate di fantaccini, torrenti

di artiglieri. E tutti questi figliuoli hanno un

grande ardore di patria e una terribile sete di combattere. Ma la sete fa venire la fame. E alpini e fantaccini e artiglieri trovano nei posti di ristoro tutto quel che occorre per la fame. Si disseteranno poi sul ‘Trentino o al Carso. E i posti di ristoro funzionano a meraviglia, mantenuti dalla carità e dalle offerte cittadine. Hanno bisogno di burro, di salame, di bibite, di carne, di pane?... È semplicissimo.

”

—

Al posto di ristoro per i militari in transito alla Stazione Centrale,


L'ILLUSTRAZIONE

495

ITALIANA

verbena ha dichiarato guerra al gas asfissiante. In pochi mesi, solo da via Laura Mantegazza, sono partite pel fronte 40 000 maschere contro i gas asfissianti e 40 000 sacchetti per

le maschere. Il necessario per mettere la mu-

seruola

a una

All'Unione

città intera....

Femminile.

E un lavoro simile è stato compiuto dall'Unione Femminile. Indumenti di lana varii, passamontagne, calze, guanti, maglie di lana, scarpe foderate, panciotti.

Le donne hanno vestito i nostri soldati per l'inverno. È bastato un grido, in estate. Milano s'è ricordata in pieno luglio delle fredde giornate

di

nebbie

e di

neve,

dei

tramonti

senza sole, delle aurore gelide. E ovunque il lavoro ha chiamato a raccolta le donne. Dagli opifici, dagli stabilimenti, dalle case, dai palazzi, la donna è discesa in campo, nelle sue trincee, al suo fronte pel lavoro di ma-

glie e di fili, in ricordo di qualcuno lontano, ma presente nelle case col pensiero e colla fede. Chi può dire così, quanti comitati femmi nili sono sorti a Milano, quante associazioni

muliebri hanno visto il loro primo giorno nella nostra città?.,. Le donne hanno accomunato

La cucina del

cordi, affetti e speranze

pensieri, riin un fascio solo. E

si son riunite ricordando tutti i lontani, come

Fascie da piedi e maschere...

Così, anche in via Laura Mantegazza, all'Assistenza, ci sono molte signore che hanno una for a dose di buona volontà, Si sono specializzate sopratutto in un dato indumento invernale. Perchè în mezzo a tutti gli altri indumenti, più ancora

delle pelliccie e dei

passamonta-

gna e dei guanti, sono le calze e i fasciapiedi che necessitano per questa guerra d'alta monsistenza, tra mille altre iniziative me, molte signore lavorano quotidianamente

alla

formazione

di queste

fascie

da piedi specialissime, imbevute di acido salicilico secondo la formula del Giara, e che hanno dato sinora notevolissimi risultati. Le hanno adoperate molti alpini, delle compagnie intere di fanteria, e sono arrivate al Comitato

lettere di generali che

ringraziano

e chiedono altre fascie da piedi. Per ora ne hanno già fatte più di 60.000. Ma non sono che in principio. Le signore fanno propaganda, e le fascie da piedi all’acido salicilico avranno altre innumerevoli lavoratrici. Molto, pure, è già stato compiuto dalla stessa benefica associazione per le maschere. Le signore stesse colle mani bianchissime profumate all’eliotrofio o alla verbena confezionano le maschere contro i gas nemici. La

fratelli. Così, alla Pro Esercito, da ogni parte d’Italia, da ogni comitato di Milano sono giunte calze, guanti, maglie. E le offerte crescevano di giorno in giorno. Cento paia di calze di lana dalle bambine dell'Asilo.... Mille paia di calze dall’Orfanotrofio.... Duemila

paia di calze dalle malate di Mom-

bello. s Cinquemila paia di calze dalla Società femminile.... Calze, calze e ancora calze.

La lavorazione della lana all'Unione Femminile.

Una montagna, Cento montagne. Per tutte le frontiere d’Italia, decisamente, anche le donne hanno concorso all’ avanzata vittoriosa dell'esercito d'Italia. 1 pacchi del soldato e i doni di Natale. Il comitato di piazzale Genova ha una posta d’un Ministero. Solo le lettere sono diverse. Quelle del Ministero, chiedono favori. Queste ringraziano dei pacchi ricevuti. Somo le lettere dei soldati. Entusiastiche, calde, affettuose. E arrivano al comitato di piazzale Genova e alla Pro Esercito chè entrambi si sono occupate del pacco del soldato. V'è di tutto in questo pacco. Camicia, corpetto, calze, guanti, sciarpe, berretti. . La Pro Esercito fa pagare pel pacco. Chi invece spedisce gratis ogni cosa è il comitato di Porta Genova. Non c'è che da dare

_


L' ILLUSTRAZIONE

L'OPERA

Laboratorio dell'Unione

NAZIONALE

Femminile.

ITALIANA

DELLO

SCALDARANCIO.

Magazzino degli scaldarancio in via Bassano Porrone.


L'ILLUSTRAZIONE

LE

PELLICCIE

Il magazzeno delle pelliccie in via Silvio Pellico.

PER

ITALIANA

I

COMBATTENTI.


498

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

sottile filo in solida trama. È di sciogliere la nebbia e far brillare il sole. Dar corpo alle ombre. Far riprendere forma alla speranza. Rintracciare nel groviglio delle vie maestre e delle rotaie, il piccolo sentiero d'un uomo sperduto.

E le poste e i telegrafi sono in moto, e picchiano e frugano, e scavano in Italia e fuori, presso gli amici e i nemici, sinchè il sentierino è trovato nella confusione delle vie battute dalle artiglierie e premute dal passo delle fanterie.

I profughi, le valanghe di umanità dolorosa

che la guerra ha rovesciato dalle più lontane regioni straniere sulle nostre strade, hanno pure

trovato,

tra

noi, il conforto e

l’aiuto

fraterno.

A Milano, città di passaggio di prim'ordine,

alla stazione i treni del dolore erano attesi dall’Umanitaria e dalla Bonomelliana. Il treno del dolore giungeva in stazione da lontano. Veniva da Katzenau, dai campi di concentramento

austriaci,

dal

di

là delle

frontiere già conquistate. Giungevan all'alba, di solito, dopo aver viaggiato giorno e notte. Sacchi di cenci, carni sfatte, capelli bianchi, vite logore. Esistenze curve.

Una torma di pecore sbandate che abbia perduto la via dell’ovile. Donne; vecchi, bam-

bini.

Laboratorio delle camicie al Comitato Diocesano a San Calimero,

l'indirizzo.

E quello lo si dà per niente,

grande facilità...

Gli

quelli là....

uomini

E alla stazione,

li avevano

tenuti

fraternamente,

lassù,

2

la £oro-

con

Ora poi, che il Natale si avvicina, e nelle

case più fortemente si sentirà l'assenza di chi è lontano, s'incominciano a preparare a cen-

UULIZITÀ SIA

tinaia e a migliaia i pacchi di Natale. E arriveranno lassù, tra le vette d’Italia, conquistate dai nostri fratelli, a ricordare chi già nelle città laboriose ha pensato alla festa di pace, di amore, nell’anno rosso della strage. A Porta Genova già sono stati spediti sino al 15 novembre più di 2000 pacchi pei soldati.

Ma a Natale, ogni soldato deve avere il suo dono. Anche quelli che non hanno famiglia. Anzi, sopratutto

quelli che non

questi

derelitti.

Bisogna che nel Natale 1915

hanno mam-

dalle

loro case

e ha

ma. E c'è anche un comitato che lavora per

tutti i soldati nostri abbiano l'impressione di essere figli d'una madre sola: l’Italia. Pei profughi, pei feriti, pei prigionieri. E v'è l'Ufficio Notizie che s'interessa di ricercare quelli che la guerra ha distaccato gettato

lontano

come

fiori strappati dalle loro radici. L'Ufficio Noie ha un lavoro che potrebbe cedere al Mi nistero delle Poste e dei Telegrafi. La corrispondenza quotidiana porta fasci di lettere. Sono speranze, dubbii, paure. Tra le righe, esile e sottile, v'è un filo di fede. Sembra un

raggio di sole tra la nebbia.

Còmpito dell'Ufficio Notizie è di mutare il

Il Comitato « Savoia » per la raccolta degli indumenti per i soldati ‘al fronte. mellana e V'Umamtaria li dividevano e li incanalavano nei capannoni. Poi, di qui, verso la vita, verso il sole. Verso il domani. E l’Umanitaria e la Bonomelliana

hanno

fatto di tutto

perchè quei

poveri fratelli gettati fuori dalle loro case dimenticassero l’ieri e credessero nel domani. I Nidi pei bambini dei soldati. E anche quest'idea geniale, un po’ pascoliana e molto utile è nata. a Milano, ove è stata ideatrice e organizzatrice una scrittrice:

Sofia Bisi Albini. w)I bambini dei soldati sono stati riuniti in piccoli nidi. Hanno incominciato in via Guastalla, venti bambini. Le mammesi sono abituate. Li hanno lasciati volentieri alle belle signorine che li curavano amorosamente, perchè a loro rimanesse tempo libero per lavorare e per guadagnare. Poi, dopo il primo nido, ne è nato ‘un secondo, un terzo. Ora sono venti. Poco fa hanno

chiesto del carbone per l'inverno. E ne hanno avuto. E tutto quello che loro abbisogna e che chiedono, hanno. Poichè Milano concede e dona ogni cosa per il bene. Così, i piccoli

malati hanno anche il loro ospedale, un ospedale dove si fa la cura del sole e delle marmellate e che muterà i piccoli gracili dimessi ai ELE robusti e vigorosi. ‘osicci lomani bi: à i ai Laboratorio delle camicie del Comitato Diocesano in Piazza Sant'Eustorgio.

papà che dara

ai iaionta

presentati! È


L'ILLUSTRAZIONE

La spedizione degli indumenti di lana alla Pro Esercito.

ITALIANA

499

La confezione del pacco del soldato a cura del Comitato di Porta Genova.

ie Pietro: cresciuto di un palmo e dieci

chi —

—

Giorgina: cresciuta di tre dita e sei chili. Michelino:

piccino sempre lo stesso ma

aumentato di dodici chili... E i papà li baceranno forte pungendoli colle barbe ruvide e irte. Per i mutilati, i ciechi e î feriti. Pei mutilati, Milano benefica ha aperto un ospedale a Gorla. Ospedale, per modo di dire. Più giustamente, laboratorio. Là, i mutilati della guerra, ai quali saranno donati gli arti mancanti, lavorano ora pei loro compagni che sono al fronte e preparano zoccoli di legno

!

e di panno. E pei ciechi, per questi poveretti che la guerra avrà bollato più di ogni altro, si sta studiando ora il modo di lenire la grave loro disgrazia. La quarta lista della loro sottoscrizione portava già un totale di 11 000 lire. Ma

la somma crescerà. Pei ciechi non vi dev'essere una somma

che basti!

Bisogna

che

la

luce dei loro occhi spenti per sempre, ritorni sulle loro labbra a ringraziarei fratelli ignoti che hanno donato. E bisognerà .circondarli

Ancora, sempre. Quelli chezrestano non possono che sentire questo dovere.

Ma Milano, l’ha sentito, Degnamente, come un alto diritto di voler far il bene pel bene,

la città tutta non s'è stancatà un giorno solo

di dare, Ogni occasione è stata buona. Ogni giorno è stato propizio. Chiedessero denari 5oy-sconfs o signorine della Croce Rossa, con fiori, con nastri o con cartoline, Milano è stata all’altezza del suo nome e ha dimostrato ancora una volta il suo cuore. Ogni iniziativa, e son cento, e son mille, e nascono ai bisogni, e crescono col tempo, è viva e attiva. Ma non basta! Bisogna donare. Donare

ancora. Così, il fronte di Milano vincerà veramente la sua bella guerra. (Fotografie Treves).

| |

Nino SALvaNESCHI.

Le bottiglie vuote nei magazzini della Croce Rossa în via della Signora. di cure, di affetto, di tenerezza.

Quello che | dovranno trovare nuove carezze e nuove pasi è fatto pei feriti è ancor poco. E s'è fatto | role per i ciechi della guerra. molto! Le donne della Croce Rossa e le viMa non si può dubitarne! sitatrici e le confortatrici che sono le donne Le troveranno.

bianche dei nostri ospedali, le compagne af-

La città penserà a fare il resto.

fettuose, le buone sorelle dei

Il resto: a donare,

nostri

soldati,

Scaldarancio.


N

PAZ"

de

SN

Sears=

Z72Z

A

ASA A

Aurrepo Ducci, di San Gimignano, maggiore di Fanteria.

Lui:

Fasri, di Roma,

maggiore di Fanteria.

Elia

Carrarini, di Ascoli Piceno,

capitano di Fanteria.

Ropotro CasreLumi, di )Spezia, capitano di Fanteria.

Francesco Satapini, di Torino, capitano dei Bersaglieri.

TR N

A

ee=

Anceo Tacuiacarne, di Castelnuovo Scrivia, capitano di Fanteria.

Mario Moperni, di Roma, sottotenente di Fanteria.

Engico Corosino, di Nicastro, sottotenente

di

Fanteria.

Sermimo Coppota, pugliese, capitano di Fanteria.

Auprocio Grepri, di Dervio, capitano degli Alpini.

Guserre Mirto, di Bologna, capitano dei Bersaglieri.

Zono Spacnou, di Cingoli (Macerata), capitano di Fanteria.

Pierro Det Prere, di Lucca, sottotenente di Fanteria.

Acpo Ravastsi,diTreviso, sottotenente di Fanteria.

Arrico Fricceni, di Sant'Agostino Ferrarese, sottotenente di Fanteria.

Giuserpe Amoretti, di Porto Maurizio, sottotenente di Fanteria.

Ezio Parini, di Genova, sottotenente di Fanteria.

Canis Borra RecoLi, di Lugo, sottotenente di Artiglieria.

Giàcomo Fasrizio, di Venezia, volontario di Fanteria.

Giuseppe Carcassi, di Genova, sottotenente di Fanteria.


___NDwùuTZ

Aronso Cerone, di Muro Lucano,

CarLo

Finnianpo Ricci Menicuetni, di

Bruno Sparcerri, di Guastalla,

tenente medico.

Siena, sottotenente degli Alpini.

Francesco

Trevisan, di

Palmanova, tenente veterinario.

sottotenente di Fanteria,

ALserto ALessanprini, di Saluzzo, tenente di Fanteria.

AnroNio Pacanuzzi, di Venezia, tenente di Fanteria.

ALserto

Firenze,

Ricasori

sottoten.

SS.

Firinorri, di

di Fanteria.

Coriro Gianmicnze, di Dogliola, sottotenente dei Bersaglieri.

“

}

'Luici Torre, di Spezia,

sottotenente di Fanteria.

Mario Santa Marta, di Napoli, sotiotenente di Artiglieria.

Errore Mazzei, di Reggio Emilia, . sottotenente di Fanteria,

—Acante Roccw, di Genova, sottotenente di Fanteria.

Giuseppe Pennasitico, di Torre Annunziata, sottotenente di Fanteria.

Fasio Boccmiatini, di Parma, sottotenente di Fanteria.

Acessanpro Franza, di Napoli, sottotenente dei Granatieri.

Giacomo Perrco, di Milano, sottotenente di Fanteria.

IraLo Ruscrro, di Isola di Carduvo, sottotenente di Fanteria.

Giovanni Gasratpi,diSan Remo, sottotenente di Fanteria,

Antonio Przzimi, di Soresina, sottotenente di Fanteria.

Mario Cova, di Milano, sottotenente di Fanteria.


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

affetto, nessun modo più eloquente di questo per dirle quanto

plemento di fanteria, era studente di

sia il dolore nostro per la morte di Giacomo Venezian, il denza ;cadde sull'Isonzo il 22 ottobre. ® anno di giurispruuale, già da ora, è divenuto per ogni soldato e per ogni Aldo Ravasini, sottotenente di complemento di cittadino, simbolo del sentimento del dovere spinto fino al- fanteria, nato a Treviso il 21 agosto 1895, era aiutante l'abnegazione, dell'amor di Patria, spinto fino al sacrificio. maggiore ;fu gravemente ferito il 22 ottobre «Onde, più del dolore per la sua morte, forte è in me durante unodi battaglione degli ultimi assalti al Monte San Michele; l'orgoglio d'aver avuto ai miei ordini un tanto soldato». spirò tre giorni dopo nell'ospedale di Sagrado. * Il barone Alberto Ricasoli-Firidolfi nacque Firenze il 19 ottobre 1891 dal fu barone Giovanni e da Il sottotenente di complemento di fanteria Giuseppe indonna Giuliana dei principi Corsini: compiuti gli studi di Amoretti, nato a Porto Maurizio, non aveva che 21 nell'Università di Pisa, stava per laurearsi quando anni; era studente in legge di 3.° anno a Torino; e cadde Agraria fu chiamato alle armi; era consigliere del Comune di Gaiole nell’aspro assalto del 28 ottobre al Col di Lana. dove aveva la maggior parte dei suoi possedimenti, ca Fabio Bocchialini, di 32 anni, di Parma, eraproComitato della Società Italiana perlo studio del a fessore d'agricoltura e cattedratico ambulante a Langhirano, del per il Teatro Etrusco in Fiesole. Entrò il 15 giugno uscito dalla Scuola di Milano; autore di gran numero di quello soldato semplice nei granatieri a Roma; per titoli apprezzate pubblicazioni d’indole agraria ed economica, scorso studio ebbe poi circa la metà di luglio la nomina a sotconformi alle idee agricole ed economiche del grande Sta- ditotenente territoriale: fu inviato al fronte nislao Solari. Partito sottotenente territoriale nella scorsa ultimi giornidi fanteria e în una trincea del Monte San Miprimavera, dietro sua domanda andò nell'agosto al fronte, chele riportò ildell'ottobre 12 novembre una ferita che lo condusse a contro Gorizia, e cadde ai primi di novembre. morte ilsuccessivo giorno 18. Il conte Carlo Borea Regoli, sottotenentedicomIl sottotenente degli alpini Ferdinando Ricci Meplemento in artiglieria da campagna, nato a Lugo (Ranichetti, nativo di Siena, aveva 25 anni; sì distinse venna) il 23 settembre 1893, risiedeva colla famiglia da nella campagna libica, poi a Psytos; nell'attuale campagna fu lunghi anni a Bologna, nella cui Università frequentava il ben presto proposto per medaglia d'argento al valore, ma 1° corso di giurisprudenza. Colpito mortalmente al capo palla nemica lo spense. il 10 novembre sull'Isonzo, spirò serenamente l'11, e venne Il sottotenente Achille Rocchi, di Genova, cadde inumato nel cimitero militare di Sagrato. sul finire di ottobre a soli 20 ani Francesco Saladini, capitano di complemento nei Giuseppe Carcassi, sottotenente nel... fanteria, nato a Genova nel 1585, si era arruolato volontario quale bersaglieri, era avvocato, e giudice della pretura di Livorno Vercellese. Egli fu da prima ferito agli occhi ed alla ufficiale di M. T.; cadde il 29 ottobre. di un combattimento, poi fu colpito morIl capitano Rodolfo Livio Castellini, era nato faccia all d izio una granata alla gamba sinistra il2 novembre, alla Spezia il 25 novembre 1887. Allievo ufficiale nel 1.°reg- talmente il 3. ento fanteria a Verona, passò da sottotenente al 66,°fan- e spirò di complemento di artiglieria da campaPromosso tenentee trasferito al..., partì con questo gna,Il sottotenente Mario Santa Ma ria, di Napoli, era avvocato per il fronte. Prese parte a diversi combattimenti, dove uditore giudiziario: cadde a Castelnuovo il 19 luglio. molto si disfinse; fu promosso capitano; e mortalmente fe- ed Zoilo Spagnoli, di Cingoli, nato il 1.° gennaio 1891, rito fu poi tumulato nel cimitero di Pollazzo (Fogliano). compiuto l'Istituto Tecnico in Ancona e conseguitovi il diIl dottore Alfonso Cerone, tenente medico; era nato in ragioneria, volle frequentare la scuola militare in Muro Lucano (Potenza) il 15 dicembre 1878, e cadde sul ploma < Il prof, GIACOMO VENEZIAN. di Modena. Col grado di sottotenente, a sua domanda, prese campo dell'onore îl 27 agosto. parte alla campagna libica, e fu promosso tenente. Nella Enrico Colosimo, guerra attuale fu promosso capitano il 12 settembre: FeAnche questo illustre e valoroso giurista, decoro del189, rito gravemente pen poi nell'aspro combatl'Università di Bologna, era accorso a dare il braccio per bre Napoli ;ora seguiva all’Università il 2.° corso d'ingegneria ; timento del 28 ottobre nella zona di Monte Nero comanla Patria, ed anch'egli ècaduto, fra l'universale compianto. andò un battaglione, morì il 6 novembre nell'ospedaletto Insegnante ordinario di diritto civile nella bolognese Uni- vembre.in guerra come sottotenente di fanteria, ecadde l'11 no- dando da campo N. 20, jonista, era triestino di naIl capitano Settimo Coppola, di anni 32, dottore Il sottotenente di fanteria Bruno Spargetti era in scienze chimiche, era direttore dello stabilimento Cemen- nato a Guastalla. Era ragioniere. Fu ferito gravemente nel tizio di Barletta; era proposto per ricompensa al valore. settembre, e spirò, poco più che ventenne, il 25 ottobre. Il capitano di fanteria Angelo Tagliacarne, di Mario Cova, milanese, tenente di fanteria, in cinque 33, nativo di Castelnuovo Scrivia, cadde il 16 ottobre mesi di guerra meritò ripetuti encomii e promozione; cadde anni npo fa era stato ucciso nell'attacco al trincerone al bosco Ferro Cavallo (Monte il 21 ottobre. Era proposto per medaglia d’argento al San le il 20 novem Michele.) Era avvocato, valore. sottotenente Italo Ruggero Tonelloera nato il Piero Del Prete, nato a Lucca l'8 dicembre 1894; 25 Ilgiugno 1892 a Isola di Carturo, piccola frazione del costudente di 4.° anno di medicina nell Università di Pisa, mune di Piazzola Brenta, in provincia di Padova, da fece alla Scuola di Modena il corso accelerato degli allievi modesta famiglia, ilsul padre suo essendo calzolaio;-fin dalle ufficiali; partì per il fronte il 26 settembre; il 3 ottobre elementari mostrò tale volontà ed intelligenza, che riusci ebbe il primo battesimo di sangue e cadde ucciso il 21. grandi sagrifici, senza nulla pretendere dalla famiglia, Il maggiore di fanteria Alfredo Ducci nacque a con laurearsi in agraria, ed ora stava per ottenere altra laurea l'abitazione, sulla Causa dei contratti, ecc. Era pure av- San Gimignano (Siena) il6 luglio 1866; seguì per passione ascientifica dove, per potere seguire gli studi, erasi vocato esercente, e scrisse molte reputate memorie in cause la carriera militare. Quando era tenente, fu incaricato di arruolato nela Pisa, allievi ufficiali: meritatosi qui il grado civili. Era uno dei consiglieri nazionalisti della minoranza tenere al suo battaglione conferenze d'agraria con esperi- di sottotenenteplotone di complemento, partì per la guerra © soc costituzionale nel Consigiio comunale di Bologna. Il Duca menti pratici, guadagnando la medaglia d'oro di benemecombattendo, a 23 anni. d'Aosta dal fronte telegrafava al Rettore Magnifico dell'Uni- renza. Come capitano fece la campagna di Libia e vi gua- combette, Il tenente Luîgi Torre, cadde il 17 agosto. versità dicendosi « dolente d'aver perduto un valoroso com- dagnò la medaglia d’argento al valore militare. Nella guerra pagno d'arme, ma fiero di additare ai giovani dell'Ateneo attuale prese parte a diversi fatti d'arme; finchè una gran magnifico esempio di cittadino soldato»; Salandra a nata lo uccise il 21 ottobre. TAARACOREA UFFICIALI nome del Governo partecipava a sua volta «al lutto della maggiore di fanteria Luigi Fabri, di Roma, cadde gr Recno o ra famiglia universitaria » affermando che questa « morte glo- l'11Il novembre. ssa accomuna il maestro insigne a tanti giovani discepoli Giacomo Fabrizio, di Venezia, entrò nella guerra nella dimostrazione che nelle Università italiane si alimenta come caporal maggiore nello stesso reggimento di fanteria inestinguibile il fuoco sacro delle più alte idealità umane ». col quale trovavasi suo fratello Vincenzo come sottotenente; Il colonnello Amendola, comandante del reggimento cui il e fu ucciso in un assalto nel quale aveva voluto seguire il fraVenezian apparteneva come maggiore, dando per primo al sindaco diBologna la luttuosa notizia, dopo aver detto che tello, rimasto pure questi ferito. Il sottotenente di fanteria Arrigo Friggeri cadde il Venezian era caduto sul Carso all'alba del 20 novembre «colpito în fronte da palla nemica, in testa al suo batta- il 29 ottobre. glione che guidava valorosamente all'assalto », aggiungendo Giammichele, nato în Dogliola (Chieti) che la salma era stata ricuperata e tumulata « con onori il Corinto 18 febbraio 1892, conseguì licenza d'Istituto sezione Agridegni», metteva in rilievo come il reggimento segnasse mensura in Camerino, poi abbracciò con entusiasmo la carquella «morte eroica nella propria storia». _ È riera militare, ed ebbe il grado di sottotenente dei bersaIl 30 novembre, in Bologna, con cerimonia affatto pri glieri: adibito al comando di un plotone tagliafili e lanciavata, ma di significato altissimo, in casa della famiglia Ve- fombe, in una di tali operazioni cadde ÎÌ22 agosto in nezian, il capitano Giuseppe Bertolini, assistito dal profes- prossimità di Tolmino. sor Leone Pesci, rettore dell'Università, e dal prof. Brancapitano degli alpini Ambrogio Greppi, di Derdileone, preside della Facoltà giuridica, consegnò alla con- vioIl (lago di Como), nacque a Lecco il 6 dicembre 1883, e tessa Emma Venezian de Sanctis, d'incarico del Duca d'Aosta ottenne il diploma industriale. nell' Istituto che lo aveva inviato ivi appositamente dal fronte, la me- giovanissimo Superiore di Bergamo, entrando poi tosto in importantisdaglia d’argento al valore assegnata al maggiore cav. pro- sime prima la Breda poi le Officine Meccaniche. fessor Giacomo Venezian con questa splendida motivazione : Ebbe Ditte, anni sono un incarico di fiducia per assistenza ai « Destinato a un servizio delle retrovie, sollecitata e lavori tre Ghinda-Cheren in Eritrea. Da poco era al ottenuta l'assegnazione a un reparto combattente, potè fronte, ferroviari quando il 21 ottobre, a . . . . . . sul Carso, fu colraggiungere la linea più avanzata da cui non volle più allontanarsi. Colpito in fronte mentre con sereno ardi- pito al cuore da palla austriaca. Il sottotenente di fanteria Ettore Mazzelli, d'anni19, mento guidava due compagnie all'attacco, cadde presso le trincee nemiche, fulgido esempio di profondo amor pa- era figlio del bibliotecario comunale di Reggio Emilia; era ‘enziato liceale; sì era presentato fin dal novembre vorio. Altopiano Carsico, 20 novembre 1915»... — i Il capitano Bertolini, nel presentare l’alta distinzione, di- lontario alla Scuola di Modena; distintosi in più comba

chiarò che il Duca d'Aosta gli aveva affidato la speciale missione, desiderando che In consegna fosse fatta a nome suo e non per il tramite orJinario del Comando di Bologna. Egli quindi consegnò, fra la viva commozione dei presenti, alla signora Venezian la seguente lettera del Duca : « Gentile Signora, «Per l'entusiasmo nobilissimo che Egli coltivò, e trasmise ai suoi compagni d'arme, per la fulgida prova di valore, per la vita che egli diede senza rimpianto, ho concesso al maggior Giacomo Venezian la medaglia d’argento al valor militare, Pur troppo, gentile signora, a lui non sarà dato di portare sul petto questo simbolo che è il sogno ambizioso li ogni i valoroso: tuttavia, io sono certo che la sua

famiglia, che egli educò a quei sentimenti che furono il culto di tutta la sua vita e che, da quando fu soldato lo fecero dimentico di ogni peso di anni, di ogni fatica, di ogni pericolo, accoglierà e custodirà con venerazione questo segno, che con animo commosso e ammirato tributo alla memoria dell'eroe caduto. «Nessun conforto mag re di questo, signora, al suo

“ Phosphatine Falidres,, tx tissimo

dai

fanciulli, e sopratutto

indispensabile

al momento

fallo biattamento è durante Îlperiodo dello sviluppo.

timenti, era proposto per la medaglia al valore; cadde il 22 ottobre.

Il capitano dei bersaglieri Giuseppe Mirto, d'anni 29, fu ferito mortalmente il 21 ottobre, e spirò il 6 novembre nell’ospedaletto da campo n. 27 a Caporetto. Mario Moderni, di Roma, sottotenente di fanteria, d'anni 22, ferito mortalmente il giorno 2 novembre è morto il giorno 3. Venezia, più di tutte le città, soffre della guerra : ne soffre con sorriso eroico. Eanche a questa guerra dà non pochi eroi,nobilissimi spiriti. Fra essi, Antonio Paganuzzi, sottotenente di fanteria, di nobile, antica, inclita famiglia veneziana, caduto da prode'il 1.° novembre, în uno scontro. Era ventiduenne, e stava per laurearsi în giurisprudenza, Accorse alle armi, disposto al sacrificio supremo. Era altero della sua fede di credente, gentilissimo, d'ingegno pronto, eletto; era bello, amatissimo. Cadendo mortalmente ferito; disse, con tutta semplicità, ai suoi solda! Non curatevi di me: andate avanti». Îl sindaco di Venezia, conte lippo Grimani, commemorò nel Consiglio Comunale lui e altri eroici veneziani caduti, con alte parole, fra la riverente unanime commozione. Ezio Papini, di Genova, sottotenente di fanteria, cadde sul Mrzli il14 agosto. Aveva patente di ragioniere. Giuseppe Pennasilico, da Torre Annunziata, sottotenente dî fanteria, ventenne, fu ucciso il 2 novembre; Antonio

Pezzini,

di anni 22, sottotenente di com-

INENRDIO REGIOVANNI NArvodoNEVRASTENIA:ISTERIA-POCONDRIA

|_NidipelOntnamitcoIeri Bca


L’ILLUSTRAZION

LE FINANZE

DELLO

STATO

Conoscere le condizioni finanziarie di un paese, significa

conoscere

il paese

stesso

nella

sua vita

economica, nel suo sviluppo agricolo, industriale e commerciale, significa conoscere le condizioni dei suoi abitanti, lo stato di benessere

nel quale essi

vivono. E se ciò può interessare trattandosi di qual-

siasi paese, tanto più poi deve interessare i lettori dell'IrLusrrazione IraLtana trattandosi di un paese come

lo Stato di San Paolo

del

Brasile, che può

ritenersi paese quasi italiano, poichè su tre milioni

e mezzo di abitanti che conta, un buon terzo è codove questi sono sì

stituito da nostri connazionali,

gran parte della vita economica, dell'agricoltura,

dell'industria, del commercio;

dove la nostra espor-

tazione trova sì largo sbocco; dove la vita intellettuale, specialmente l'arte, tanto riflette della vita e

dell’arte nostra. Per questo motivo appunto riteniamo conveniente

dare un riassunto della relazione del Segretario delle vanze dello Stato di San Paolo, dott. Raphael Sampaio Vidal, intorno al movimento finan-

ziario dell’anno 1914, documento importante pel suo contenuto e per la franchezza con cui il suo autore

affronta le questioni più vitali riflettenti l'economia paulistana.

ITALIANA

DI SAN PAOLO

(Brasile).

bito si vede che passò all'esercizio 1915 un residuo di 21.986:125$030. Il valore degli stabili dello Stato da 173.538:912$427 salì nel 1914 a 255.263:208$000, quattrocento milioni circa di lire, verificandosi così

un aumento di 81.724.295$573, spiegato dalla inclusione nell'ultimo bilancio di stabili che non sono stati inclusi nel bilancio anteriore. Ancora sotto il punto di vista finanziario si deve rilevare la scrupolosa fedeltà con cui l’amministra-

zione paulista viene soddisfacendo ai suoi compromessi e mantenendo intatto il suo meritato credito. Il servizio debito trovasi al corrente. I pagamenti sono puntuali. Liquidato lo stock della valori: zione del caffè, il debito esterno di San Paolo andrà ben poco al di là di tre milioni di sterline. E la liquidazione di quello stock già si può virtualmente

considerare come, fatta.

In pieno sviluppo agricolo ed industriale, al quale

con 7.620:590$000; quella dell'alcool quella del riso

con

con

15.507:408$000;

dei crediti supplementari.

«Non dimentichiamo che il bilancio è un vero piano di azione, studiato, discusso, votato, convertito in legge per essere eseguito dal Governo durante ‘un certo lasso di tempo. Evidentemente la

sapienza umana non arrivòa concretare ed a dare forma di legge a questo piano per semplice capriccio, ma bensì perchè venga eseguito. Procedere di-

versamente è la ribellione contro un’opera di precisione intelligente, che è una delle caratteristiche fondamentali dell'uomo incivilito. La violazione di questa legge non può pertanto non produrre di-

sordini uguali a quelli delle altre leggi. «Alterare questo piano d'azione con

atti

itrari

e perturbatori, autorizzando spese o servizi non votati, costruzioni impreviste, compiendo il doppio od il triplo di ciò che il legislatore ha stabilito; calcolato

e

fissato

per

quell’anno

finanziario,

è

in

realtà violare una delle leggi più importanti della nostra vita costituzionale,

enticando che da que-

sta violazione derivano le più gravi conseguenze

per l’importanza, serietà e valore del suo commercio, citato ad ogni momento come esempio di tenacia vittoriosa ed intelligente, per la saggezza della sua

menti di ‘funzionari, fornitori, ‘creditori stranieri, paralizzando gli organi essenziali dell'amministra-

per lo Stato. Infatti

l'anarchia

dei deficit

amministrativa,

finanziaria

che di

anno in anno smantella e disorganizza per mezzo la vita

potrebbe

un

giorno o l’altro causare l’impuntualità nei paga-

zione, screditando il Tesoro e trascinando lo Stato

amministrazione ed ampio sviluppo di lavoro, non ci sarebbe da meravigliarci se, sopratutto fra di noi,

alla situazione vessatoria dei popoli rovinati. A tutto

questa situazione avesse ispirato al Segretario delle Finanze, nella relazione or ora venuta alla luce, le previsioni più ottimiste. Ma non è invece ciò che succede. Nonostante che egli ricordi il fatto molto

sposizioni del bilancio, e fu per questo cammino che alcuni popoli incapaci di governarsi giunsero

favorevolmente significativo di avere lo Stato nel 1914 compiuto all'estero il prestito di quattro mi-

la fermezza di vedute di uno statista prudente, rinchiudono nella loro fredda severità un consiglio che potrebbe essere un ottimo suggerimento pel bilancio della Repubblica; tanto più che la situazione di San Paolo presenta evidenti vantaggi sull’ Unione. Il prospero Stato può provare con le testimonianze palpitanti dei suoi progressi, con l'utilità delle opere compiute, col valore riproduttivo delle spese fatte che ne aumentarono di anno in anno patrimonio, col suo attuale ingranaggio economico collo sviluppo dell'insegnamento ed altri fattori di

operazioni simili, e rappresentando tale somma la

zucchero

la necessità’ di correggere questi deplorevoli eccessi

molto concorse fesa costante e bene indirizzata della Segreteria dell'Agricoltura, con a capo il dottore Paulo de Moraes Barros godendo all’interno ed all’estero di un credito sicuro e meritato, mantenendosi sempre in prima linea nella Federazione

lioni e duecento mila sterline, in un momento in cui alcune nazioni europee tentarono senza successo

35.076:765$000;

503 perturbazioni nell'esecuzione dei bilanci, si impone

prima quota del prestito di dieci milioni di sterline autorizzatocon legge del 1913, il dott. Sampaio Vidal preferisce fare giudiziose considerazioni intorno alla situazione presente ed all’avvenire di San Paolo, esponendo con lodevole franchezza le sue idee intorno al problema finanziario, Il Tesoro dello Stato, dopo scoppiata la guerra, potè nello stesso terribile secondo

semestre

dell’anno passato

prossimo, fare fronte a tutti i suoi oneri

e soddi

ciò può

condurre

la violazione

continua

delle di-

allo stato di tutela in cui oggi si trovano ». Questi avvertimenti da cui traspare la sagacia e

prosperità

materiale e culturale, le spese veramente

grandi ha esso compiute. La stessa solidità del suo

credito esterno è un indice della fiducia che tutti

quella dei fagiuoli con 28.824:000$000 e quella del

sfare ai suoi compromessi. « Coloro che conoscono

hanno

dustriale si distinsero la produzione dei tessuti con

bene la psicologia delle crisi — nota il dott. Sampaio Vidal — sanno che la ferma situazione del Te-

triottismo di coloro che lo amministrano e nell'energia di coloro che lavorano direttamente alla sua grandezza. Poteva insuperbirsi, lasciarsi trasportare dal movimento acquistato in tanti anni di attiva espansione

grano turco con 66.415:800$000. Nella produzione in-

47-712:254$920; quella dei tabacchi e suoi preparati con 34.458:784$460; quella delle bibite con 32.039:1634$

quella delle calzature con......,,.

20.320:095$000; quella dei cappelli con 8.814:263000; quella dei fiammiferi con 3.605:642$950; quella delle

soro rappresenta un grande sollievo per l'economia generale, come la sua incertezza impressiona e disorienta tutto il mondo degli affari.» Rimosse le diffi.

nel suo

presente e nel suo

futuro, nel

pa-

coltà che improvvisamente si presentarono in quell’angustioso periodo, il raccolto del caffè, così seria-

delle sue forze produttrici. Invece per bocca del

ordine decrescente quelle degli ombrelli e parapiog-

mente minacciato, potè gradatamente essere venduto,

gia, aceto, specialità farmaceutiche, conserve, carte

lista. In ciò, come in tutto il resto, San Paolo non

studiare con sincerità tutti i mezzi per raggiungere l'equilibrio finanziario e fare di questo problema un punto di convergenza di tutte le attenzioni, presentando in un insieme armonico un programma di

profumerie con 1.756:067$852; venendo în seguito în

facilitando la normalizzazione

dell'economia

pau-

da giuoco, candele e bastoni. Quanto al caffè il valore ufficiale della sua espor-

si disanimò. Affrontò coraggiosamente la situazione

tazione nel 1914 fu rappresentato da 386.217:930$700, quasi seicento milioni di lire. Il valore ufficiale del-

sure richieste dalle finanze, dal commercio e dall'agricoltura. Il dott. Sampaio Vidal insiste nella

l’esportazione paulista salì così a 505.834:821$740, cioè settecento e settanta

milioni.

zione,

il caffè, contribuito

appena pagano in San Paolo d avendo

il primo,

Quattro

generi

di esporta-

con

34,834:821$740, e franchi 40.209.726,73 di sovratassa

con destinazione speciale; il secondo con 23$860, il

193:272 e l’ultimo con 71.580$000. L'espor-

tazione dei cuoi presentò un considerevole aumento salendo

di 2.352, sul valore

ufficiale

di 24:740$000

nel 1913, a 23.860 sul valore ufficiale di 238.600$000

nell’anno passato.

Gli altri generi di produzione dello Stato, esenti da tassa di esportazione furono circa cento, con un

peso di 117.172.678 chilogrammi ed un valore ufficiale di 89.259:014$440. Nell'anno precedente il peso era stato di 112.020.382 chili, notandosi pertanto un rilevante aumento.

Quanto alle finanze la somma riscossa nel 1914 fu di 65.711:403$534, presentando una differenza in meno su quella preventivata di 13.483:596$466; la spesa

fissata

in 79.174:694$668,

si

elevò

in fatto

a 100:159:860$773, segnando così un eccesso

di

20.985:166$105, causato da lavori e servizi straordinari di utilità pubblica, come la conduttura del fiume Cotia pel servizio di acque e fognature della Capitale,

la costruzione

del

nuovo

nuove costruzioni della Ferrovia

Penitenziario,

Sorocabana

R:

way, costruzione di nuovi edifici scolastici e servizi

diversi pei quali furono aperti crediti plementari.

Il deficit liquido

speciali e sup-

dell'esercizio

34.446:457$239, oltre cinquanta milioni di lire.

fu di

Il debito esterno consolidato al chiudersi dell’eser-

e deliberò e pose in pratica con mano sicura le mi-

suo Segretario delle Finanze lo vediamo, previdente,

azione pei Poteri Legislativo ed Esecutivo. Ecco qui in poche righe tutto un programma, la cui esecuzione necessariamente

continuazione

di queste provvide misure, trattando

aspettative

suscitate.

della riforma

dell’amministrazione

San

trovasi

finanziaria. « È

Paolo

corrisponderà

Inoltre a capo

uno

statista

alle

dei destini di

venerando, speri-

un problema — osserva — la cui soluzione si impone agli uomini pubblici di San Paolo. Il punto

mentato,

di vista finanziario della nostra amministrazione fu quasi sempre dimenticato, come se si trattasse di cosa secondaria. Nella relazione precedente abbiamo osservato come la preoccupazione assorbente sia

levanti che non saranno mai troppo lodati, per l'onore della nostra stessa nazione la quale ha in . questo brasiliano, fra tutti preclaro e benemerito,

stata

ingrandire,

Alves, senza trascurare un solo istante le necessità

perfezionare, creare, insomma, in questa regione del Brasile un magnifico nucleo di ‘civiltà. Ed in realtà siamo riusciti a realizzare: questo brillante desideratum. Ciò attestano compatrioti e stranieri che ci visitano. Ci siamo appena dimenticati di bi-

economiche dello Stato e le sue giuste aspirazioni

di progettare,

creare,

costruire,

lanciare bene le nostre opere e preparare prima i mezzi necessari per pagarle. Il più importante fu di fare.» Insiste nella convenienza di una sosta nel cammino dei lavori pubblici, di una riforma dei contratti, mirando a diminuire gli oneri dello Stato, come, per esempio, si fece con quello della Ferrovia

Sorocabana e propugna la decretazione di una legge

determini, in modo inilludibile, che le cariche pubbliche sopprimibili senza danno dei servizi pub-

blici, una volta vacanti verranno soppresse,

Studia in seguito la questione dei crediti supplementari, addizionali, \«tormento dei finanzieri, parlamenti e governi di tutti i paesi costituzionali », ricordando che i trattatisti di tutti i paesi vivono discutendo sui mezzi atti a debellare questa piaga della vita finanziaria.

Le considerazioni fatte a questo proposito dal Se-

cizio 1914 era di L. st. 6.821.351.1.11; quello interno

gretario delle Finanze meritano di essere trascritte:

era di 60.856:500$000. Dalla dimostrazione del de-

«Qualsiansi però i mezzi per scongiurare queste

risoluto, al quale

non

solo quello

Stato,

ma il paese intero deve servigi così numerosi e ri.

il suo primo servitore. Il Consigliere Rodrigues di progresso e benessere, di sicura' efflorescenza

commerciale ed industriale e della crescente diffusione dell'istruzione, ha posto, nella trattazione dél

problema finanziario ‘e della normalizzazione gra-

duale della vita finanziaria, l'energia, la_ clariveggenza, il tatto sicuro dell’amministratore, che tanto lo distinguono fra tutti gli altri. Evidentemente, se non fosse per la crisi che ha scosso il paese intero e che ancora perdura con l’anormalissima situazione mondiale, i suoi sforzi in questo senso sarebbero stati coronati di pieno successo. Ma date le circostanze cui urgeva provvedere, era materialmente impossibile ottenere tutto, nè l'impresa, per la sua

grandezza e complessità, era di quelle che si im-

provvisano o si rafforzano în poco tempo.

Il nuovo governo di San Paolo proséghirà naturalmente

nello stesso cammino

tracciato

e seguito

dal governo attuale, anche perchè tutti gli uomini pubblici di San Paolo si trovano — e non potrebbero non trovarsi — lealmente ed intimamente identificati con le idee e principii, come con l’azione benefica ed illuminata dell’eminente brasiliano.

San Paolo, novembre 1915. Giovanni

CARINI


504

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA Tonale, ove furono respinti numerosi nuclei nemici presso

Ledro,

l’Ospizio

di San

Bartolomeo;

dove fallì un attacco

in valle di

dell'avversario contro

posizioni a nord di Prè da noi

recentemente con-

quistate. Sul contrafforte del Mrzli (Monte Nero) nella notte sul 3, dopo intensa preparazione con fuoco

di artiglieria di ogni calibro, dense masse di fanteria a ondate incalzanti irruppero contro i nostri

trinceramenti, Nonostante

gli effetti sterminatori del

nostro fuoco preciso e celere, nuclei dell'avversario

penetrarono qua e là nelle nostre linee, presto ri-

cacciati in violenti corpo a corpo. Dopo mischia accanita l'avversario fu volto in fuga e lasciò più di 500 cadaveri sul terreno e 131 prigionieri, dei quali 3 ufficiali, in nostro possesso. Azioni di artiglieria il 15 lungo tutto il fronte, non

ostante le avverse condizioni atmosferiche.

La nostra distrusse ricoveri nemici nella zona di

Volaja (Carnia) e disperse nuclei di truppe in va/le

Seebach. Quella

avversaria

bombardò

Paularo

nell’ alto

Chiarzò e Monfalcone, producendo qualche danno.

Reparti nemici, col favore della notte, tentarono

irruzioni in alcuni tratti delle nostre linee. Furono

ovunque respinti e nella zona di Globna (medio Isonzo) contrattaccati e messi in fuga. Brevi, ardite avanzate delle nostre ae

curarono qualche vantaggio sul

0.

ci pro-

L'Italia nel patto di Londra. Il 30 novembre

seguente atto: «Il

Il caratteristico aspetto di un ospedaletto da campo in una gola del Cadore, (Fot, Chiodelli).

LA

GUERRA

La costante

avanzata

persistenti ostacolarono l’azione delle artiglierie.

D'ITALIA. dal 30 nov. al 5 dio.

(Dai Bollettini del generale Cadorna).

Nella giornata del 30 novembre

sosta delle fan-

terie per il rafforzamento delle posizioni raggiunte;

intensa azione delle artiglierie diretta a sgretolare le nuove linee di resistenza nemica.

1 consueti

provocarono

tiri

dell'avversario

contro

gli abitati

l'incendio dell'ospedale civile di Mon-

falcone rapidamente domato. Velivoli nemici lanciarono qualche bomba sulle borgate di Paularo e di Misincinis in Carnia; nes-

sun danno. In piccoli scontri furono presi al nemico una trentina di prigionieri ed una mitragliatrice. Contro le nostre

posizioni sul monte

Piana, alla

testata della Rienz, il nemico sviluppò il 1.° dicembre intensa azione di fuoco con artiglierie e mitragliatrici senza però pronunciare alcun attacco: nessun

danno.

Lungo il fronte dell'Isonzo, nebbia e pioggia

nemico tentò profittarne sorpresa contro le nostre Oslavia e lungo le falde San Michele. Fu ovunque

Il

per portare attacchi di nuove posizioni ad est di settentrionali del Monte e subito respinto.

governo

1915 è stato firmato a Londra

italiano, avendo

deciso

giapponese

in data

19 ottobre

debitamente autorizzati

dai

1915, i sottoscritti,

loro rispettivi governi,

fanno la dichiarazione seguente:

di una mitragliatrice.

«I governi francese, britannico, italiano, giapponese e russo si impegnano a non concludere pace separata nel corso della presente guerra. I cinque governi convengono che quando sarà il caso di di-

scalato con l’aiuto di corde un ripido roccioso costone a nord-est di Prè, sorprendeva e cacciava

alleate potrà porre delle condizioni divpace senza il preventivo accordo con ciascuno degli altri alleati,

Bice ssiudalatzonta artiglieria ci procurarono alcuni ionieri e la conquista, sul Mrzli,

In valle di Ledro, il 2, un nostro riparto alpino,

nuclei nemici ivi afforzatisi accupando poi saldamente la posizione.

Furono segnalati piccoli scontri a noi favorevoli a nord-ovest di Roncegno, in Va/ Sugana, in valle

Rimbianco (Rienz), sul costone del Fischbach in valle Seebach (Gailitz). Di fronte a Tolmino le nostre fanterie occuparono

un tratto di trinceramento nemico sulla collina di Santa Maria impadronendosi di fucili e munizioni. Scontri di riparti il 3 dicembre

nella

zona del

scutere i termini

«In fede

della pace ne:

di che i sottoscritti

va delle Potenze

hanno

firmato_la

presente dichiarazione e vi hanno apposti i loro

sigilli. » "Dato inilondra ia quintuplo originale, 30 novembre

1915.

«Firmati: ImperiaLI - Inuve - BENCKENDORFF PauL Camgon - Grey».

La formula è identica a quella del patto anglo-

franco-russo, del 5 settembre

1914.

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UN

PEZZO

Il pezzo stava per essere

D'ARTIGLIERIA

TEDESCO

DA

77.

ritirato dal riparo sfondato dalle artiglierie trancesi, quando i fantaccini francesi si

tarono alla baionetta

attraverso le linee, Alcuni tedeschi si arresero, altri lottarono fino all'ultimo col revolvereil coltello. Ma alla fine il pezzo fu catturato.


506

L’ILL'USTRAZIONE

ADDIO.

ITALIANA

SORELLA]

RACCONTO DI

ENRICA Appena chiuse le scuole, un po’ prima del solito, la signorina Anna Pomi, che aveva se-

guito alcuni anni innanzi un corso d’infermiera, domandò di essere inscritta nella Croce Rossa. Il suo unico fratello, appena ventenne, già

da due mesi era stato chiamato alle armi: che

poteva fare di meglio lei, sola nelle vacanze, che mettersi tutta a servizio dei feriti? Nella piccola città veneta dov'ella viveva, gli ospedali, purtroppo, non mancavano, ma le infer-

miere intelligenti, invece, facevano difetto. Tolte alcune signore assai ricche o di posizione elevata e poche monache, si può dire che le donne, negli ospedali, erano tutte mercenarie fatte venire dai grandi centri allo scoppiar della guerra. Anna Pomi iniziò il suo còmpito con una specie di religioso fervore. Fu subito destinata a una sala di tifosi e seppe spiegar tanto zelo e tanta capacità che un giorno il direttore la chiamò nel suo gabinetto, le domandò se conosceva un po’ di tedesco e, avutane risposta affermativa, l’accompagnò con circospezione in una piccola stanza appartata, dove giaceva, ferito gravemente, un prigioniero: il sotto-

tenente austriaco Moritz Leiden,

L’avevano portato la mattina di quel giorno, allungato su di una barella, insieme a una diecina di soldati austriaci, tutti più o meno malconci. Accanto a quegli uomini del con-

tado, alti, robusti, dall'aspetto

rude

e dalla

figura barbuta, a cui la vita guerresca aveva intensificato la maschia espressione, il volto giovanissimo e glabro del sottotenente pareva

quello di un bimbo: un bimbo più morto che vivo, coi capelli scomposti, con la bocca piena di sangue e di schiuma, con la tunica nuova bruciacchiata dal proiettile e intrisa di san-

gue e di mota, Ora, tornato appena dal tavolo operatorio, pareva un morto. La sua figura lunga, ossuta

e dimagrata dalla fatica guerresca aveva la rigidezza di un cadavere. Non un soffio animava la faccia d’un pallor terreo, con le labbra livide, le palpebre violacee sugli occhi affondati nelle orbite oscure. Soltanto i suoi fini capelli d'un biondo tenue parevano vivere, frangendo in tenui luccichii d’oro pallido la calda luce del giorno estivo. Anna Pomi, ricevuti gli ordini del chirurgo, sedette accanto a quel volto, che, di terreo, si faceva lentamente purpureo col soprav-

venir della febbre. Poche

ore prima,

ella aveva

ricevuto

una

lettera di Ugo e una piccola istantanea della sua vita di trincea. «Dacchè sono quassù, con il pericolo a fronte, mi par di amarti di più». Povera Anna! Leggendo quella frase, aveva quasi benedetta la guerra, persuasa che lui, no, non doveva morire. Era ben più che un fratello, per lei, Ugo! La loro madre era morta dandolo alla luce; Anna, giovinetta di quindici anni, lo aveva preso fra le braccia e gli aveva dedicato tutto il tempo che le rimaneva libero dallo studio. Poi, andatosene da questo mondo anche il padre, ella sola sapeva se fosse stato facile cosa tirarlo su, mingherlino e patito com'era e farlo studiare. Da piccolo, aveva cento mali; da adolescente, una fame da lupo e poco o punto amore pei libri. Tanto che, una volta, certi parenti l'avevano consigliata di metterlo in collegio, e glie l'aveva consigliato anche un certo cugino, che s'era innamorato di lei, ma, ben inteso, voleva sposare lei sola. Sentir parlare di collegio e strepitare come un ossesso, per Ugo, era stato la stessa cosa. Egli aveva

fatto un monte

di promesse,

e, infine,

dichiarato che, se lo chiudevano in collegio, sarebbe scappato in qualunque modo, e lei, Anna, non lo avrebbe mai più riveduto. Il cugino e gli altri parenti dovettero ringoiarsi il consiglio, dando naturalmente torto alla sorella: debole, inetta, assolutamente incapace di educare un ragazzaccio di tal fatta. Eppure, ella ricordava ancora con indulgenza quante volte, ritornando a casa dalla sua scuola, posta in fondo al paese, dopo averlo cercato invano con gli occhi dietro i vetri della finestra, chino allo studio, lo vedeva invece in piazza che fuggiva rosso e scalmanato, per non farsi scorgere a giocare fra i compagni più pigri e scapestrati della classe! Ora, però, dacchè aveva finito il liceo, era tutt'altra cosa! Ora studiava, era serio e buono. Se qualche volta le diceva una parola

un po' aspra, ciò dipendeva dalla sua impa-

zienza nervosa, non da malanimo, Bisognava compatirlo! Non aveva avuto l’autorità paterna a tenerlo in freno.

*

Davanti al volto febbricitante del ferito, Anna, dunque, pensava a suo fratello e ringraziava Iddio di saperlo salvo. Ugo, ridotto nello stato miserando in cui si trovava il giovine sottotenente austriaco adagiato innanzi a lei, era forse una cosa pensabile? Povero

ragazzo! Forse aveva la stessa età di Ugo.

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mentava nei dubbi, senz’ aver sue notizie o forse, come lei, si pasceva d' illusione, follemente sperando che il figliuolo suo sarebbe sottratto alla morte....

Quando cominciò ad annottare,

il medico

tornò per raccomandarle di vigilare attenta e di non ispaventarsi, chè sarebbe una notte

difficile. L'esito dell'operazione era molto in-

certo. Poi un soldato entrò adagio, cinse di una carta violetta la lampada elettrica, portò una tazza di caffè alla vegliante, l'avvertì che l'infermiere di turno era prossimo e pronto ad ogni chiamata, volse un'occhiata curiosa

al ferito ed uscì.

E allora la signorina Anna si trovò sola con

l’infermo,

in quella semioscurità violacea,

come nella livida alba di un giorno che apparcncee a un altro mondo, un mondo ove la pietà e il dolore stavano di fronte ugualmente grandi. pi

Non fu soltanto una notte difficile, fu una notte di tortura. Impazzito dalla febbre, il giovinetto cominciò a smaniare delirando e tentando di strapparsi la fasciatura che gli serrava il torace come in una morsa d'’ acciaio. Il suo volto dimagrato si enfiava congestionato sul cuscino bianco, un fiato ardente spirava da tutta la sua martoriata persona. Di tratto in tratto, apriva gli occhi smisuratamente e la fissità brillante di quegli occhi appariva fosforescente nel rossor di peonia della pelle, tanto che Anna ne provò dapprima una vaga impressione di paura. Quello sconosciuto ch’ella aveva visto poco innanzi in un pallor cadaverico, i lineamenti alterati dalla narcosi, e ora si offriva al suo sguardo in un’ alterazione quasi di follia, chi era ? Forse in fondo all'anima sopraffatta dal male nutriva un sentimento di avversione per lei, poich' era un nemico , pronto ieri sdosara il suo Ugo, se lo avesse avuto a tiro di fucile? Ella non capiva le parole concitate e spezzate ch'egli pronunciava ma gli rispondeva,

addolcendoli nella pronuncia italiana, coi più confortevoli monosillabi che le venivano alla mente, e gli teneva, tra le sue fresche, la mano

ardente, che non era fasciata, perchè non si strappasse le bende. E allora egli si acquetava un poco, ed emetteva dei suoni chie ave-

vano la tenerezza accorata di una nenia infantile. Pareva che anch'egli dicesse: Dormi, dormi! e piangesse sopra il suo proprio male, guardandola come per supplicarla di aiutarlo a soffrire. Ma poi si eccitava anche di più e gridava e la interrogava con occhi irati mentr'ella accostava il suo volto bendato di bianco alla povera faccia contratta e cercava di fargli inghiottire alcune goccie di calmante: — Perchè mi tenete legato ?Voglio fuggire.

Lasciatemi andare. Ah mi uccidete! Assassini ! Chi mi uccide? Oh mamma, mamma! La sua voce si perdeva in un singhiozzo. E la donna gli diceva: = —

Sì, sì, c'è la mamma.

Dormite. È qui, è

qui con voi — senz’accorgersi che le sue lacrime scendevano sulla mano del giovine e si confondevano con quelle di lui, in quella stanza dove la pietà e il dolore si guardavano soli.

All'alba, quando egli si addormentò spossato, Anna Pomi provò una specie di gelosia lasciando il suo malato alla vigilanza della suora. Aveva passata una notte indimentica-

bile della sua vita.

*

Ci vollero parecchi giorni prima che il chi-

rurgo dichiarasse Moritz Leiden fuori di pericolo: giorni in cui,

discese,

mano

gli occhi si fecero

mano,

la febbre

chiaroveggenti,

un’aura di speranza entrò come il volo di una colomba nella stanzetta bianca, e ne spazzò via i neri fantasmi. Il corpo del giovine era sempre fasciato e

anche il braccio scheggiato rimaneva nell’ingessatura (la mano non c'era più!) ma il pensiero tornava a padroneggiare la carne dolorante. Dapprincipio, nell’incerto risveglio delle sue facoltà. mentali, il tenente au-


L'ILLUSTRAZIONE striaco aveva creduto di trovarsi in un ospe-

dale della sere

sua

prigioniero,

patria, poi accortosi aveva

provato

di es-

un’istintiva

diffidenza: quasi una fanciullesca paura. Ma, nelle poche parole tedesche imparate da Anna Pomi per aiutare il fratello a studiare, ce n’erano abbastanza per dissipare la muta disperazione del giovine, su cui ella aveva ve-

duto pesare la minaccia della morte. Gli occhi di lui si erano rasserenati, poi avevano pianto a lungo sulla sua povera mano, ch’era morta prima di aver dato le sue più dolci carezze. Ed era stata lei, ancora, a mostrargli la lunga tragedia avvenire di tanti uomini

senz'arti, senz'occhi, senza senno, di fronte ai quali egli diveniva un beniamino della guerra. Ah sì! ella sola lo aveva fatto rivivere! E a lei, uscito di pericolo e avuto il permesso di far pervenire una lettera alla fami-

Anna come

un

aveva buon

ITALIANA

raccolto

quella

augurio

per

507

benedizione

il suo fratello.

Sì, sì, il suo Ugo era illeso, sempre illeso

finora. Ah che

fortuna! Ella entrava, come

una

scolarina felice, a darne l’annunzio al malato, che le domandava quotidianamente notizie del remzico, talvolta, anche gli leggeva un brano di lettera dimenticando di tradurlo. Ma già, egli capiva oramai l'italiano. Non soltanto lo capiva, ma ne diceva, per necessità, anche qualche parola e quando

ella entrava od usciva la chiamava: sorella. Non chiamavano così anche i medici le suore? E non era ella per lui come una buona,

una cara, una provvida sorella?

Spesso i loro pensieri s'incontravano.

—

Che faceva sua madre,

— Che ne era di Ugo?

a quest'ora?

E ogni sera, quando ella se ne andava, nel loro saluto, breve e sempre uguale, era come glia, egli domandò il favore di scrivere una un tacito augurio. parola rassicurante a sua madre. Pareva ormai a tutti e due, separati dal Le dettò una mezza paginetta in tedesco, mondo e dalle persone e dalle occupazioni che ella gli mostrò subito. Andava benissi di un tempo, e uniti per parecchie ore del mo. C'era soltanto un piccolo s di più. Si giorno in quella stanza ove ciascuno aveva guardarono e si sorrisero. Allora ella gli condetto il suo pensiero più profondo e doloroso, fidò che anche lei aveva un fratello alla di essersi sempre conosciuti. La guerra? Ah guerra, un fratello unico, giovine di vent'ansì, essi lo sapevano, che gli uomini schierati ni, a cui voleva bene come ad un figlio. in arme, si uccidono tra una raffica infernale Anche sua madre era sola ad aspettarlo: di ferro e di fuoco! viveva a Praga, in un villino fuori della città, A lui lo diceva la sua stessa carne doloera vedova e non aveva altri figli che lui, rante, l'inquietudine dell'anima turbata, a lei uscito sei mesi prima dalla scuola militare. lo ripeteva ogni notte l’ansito del suo‘cuore Una settimana dopo, in fondo alla risposta insonne, ogni giorno l’arrivare frequente delle della madre straniera e lontana, c'erano quelettighe che portavano i reduci della battagli. ste parole: «Sono contenta di saperti ben Oh quante ne arrivarono un giorno, un incurato e amorosamente assistito. Qua dicono cantevole giorno di autunno, che ostentava molte brutte cose degl’ italiani, ma io credo invano davanti agli uomini ciechi, la sua arche in ogni paese del mondo ci siano delle moniosa dovizia! persone che han pietà di chi soffre. Dio beLe portavano adagio, così adagio che il nedica le buone creature che ti sono accanto cuore di Anna aveva tremato guardandole in vece mia ». passare, mentre andava incontro al convale-

LI

scente in attesa di lei per uscire in giardino la prima volta. Camminava con lui e con altri feriti, adagio adagio, sotto gli alberi d’oro,

sorridendo alla timida gioia di quei ragazzi che avevan tutti negli occhi l’espressione pensosa e nostalgica di chi ha veduto la morte, quando vennero a chiamarla. Il maggiore medico, uomo di scarse parole, le disse dapprima che Ugo era ferito, poi, come Anna domandò se poteva andare a vederlo, rispose che non si sapeva ancora in quale ospedale fosse degente, infine.... h come, anche somministrata a piccole dosi, quella notizia le giungeva inascoltabile! 1 maggiore trasse lentamente da un cassetto una lettera che consegnò ad Anna Pomi, accompagnandola un tratto fuori del suo studiolo, verso la sala delle infermiere, e cercando sconclusionate parole di conforto, poichè anch'egli, che vedeva morire sotto i suoi occhi tanta gioventù, aveva due figli al fronte... La signorina Pomi

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lesse la lettera del

si ampliava terribilmente nel suo cervello in-

tontito: rivederlo! h sì, dicevano che non

si devono

pian-

gere i morti per la patria. Ebbene non piangeva. Non invano da tre mesi anch'ella, come i soldati, che ieri eran fanciulli vezzeggiati dalla madre e oggi guardavan senza tremare

la morte, aveva cinto di corazza la sua sen-

sibilità, sapendo essere la sorridente pietà che aiuta a guarire e a morire. Accoglieva ad occhi asciutti la crudele notizia: che volevan

di più? Ma perchè non glie lo lasciavano vedere un minuto, tanto ch’ella potesse baciare anche un /lembo della sua tunica insanguinata? Ahimè! no, non glie lo lascerebbero vedere, mai, mai più! E allora dove e con chi voleva

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L'ILLUSTRAZIONE andare? Le pareva di non avere

più casa. Si

Anna gl’insegnava a scrivere. con la mano sinistra. Il suo capo chino gli ricordava quello

sentiva sola e smarrita in;una vacuità senza fine, dove anche il divino languore del cielo e la grazia dorata dell'autunno pareva appartenessero a un mondo di cui ella non facesse più parte. » — Questa sera resterò ‘io fino alla mezza, notte dal vostro prigioniero — le disse, accarezzandole una spalla suor Giacinta, ch'era del paese e, molti anni innanzi, era andata a scuola con lei. — Bisogna farsi un grande. coraggio — aggiunse la monaca. —. Son. brutti momenti. Dio ha voluto

di Ugo. La vista della sua persona affranta,

la dolcezza triste coù cui egli le parlava, quasi volesse domandarle perdono di qualche offesa involontaria, tutta la terribile trasformazione della sua anima di fanciullo che si faceva uomo a cui ella assisteva di ora în ora, si accordavano con la pena di lei e glie la rendevano meno aspra. ‘Anche l’austriaco si andava abituando alla sua vita di convalescente e quasi non pensava più di essere ‘prigioniero, e che, gli toccava andare ad aspettare la pace in qualche fortezza. Glie lo ricordò il direttore dell'ospedale. Guardandolo con la soddisfazione del chirurgo che ha compiuto una guarigione prodigiosa e parlandogli con la severità rispettosa che gl’inspirava quella giovinezza portante i segni malinconici della gloria, un mattino, gli annunziò che il domani lo avrebbero condotto a Genova, dove l'inverno mite gli gioverebbe. \ Moritz Leiden accolse la notizia con l’impassibilità del subalterno, e, quel.giorno stesso, si preparò a partire. Anna Pomi, come lo

così.

Povera Anna! Ella credeva che Dio fosse la saggezza, la bontà, la perfezione, ma non pensava

che volesse straziarla

ITALIANA

a quel modo.

Improvvisamente si scosse. Davanti a lei era lo stanco sorriso, di Moritz Leiden, che tornava dal giardino, sorretto da un soldato. Ella ringraziò la suora dell’offerta gentile, ma disse che preferiva rimanere al. suo posto. Che ci andrebbe a fare a casa, tutta sola? La lasciassero là, vicino ai soldati, poichè era il suo turno. Si rimise dunque il camice e rientrò nella stanzuccia del prigioniero. Seduto sul letto, egli leggeva, con viso trasfigurato, una lettera di sua madre, giuntagli allora. Ma, sentendola entrare, alzò gli occhi, e Anna, che li aveva tante volte veduti implorare fraterna pietà, vi lesse un accoramento così profondo, ch’ebbe compassione di sè. Ella sentì frangersi in petto la dura pietra del suo dolore e pianse a lungo, col capo nascosto fra le pieghe della coperta, in fondo al letto. Ella tornò l'indomani all'ospedale e fece il suo servizio regolarmente. Nella piccola città, rimasta pettegola anche fra i lutti e le angoscie della guerra, vi fu chi disse che la signorina Pomi non aveva cuore, altri magnificarono l’abnegazione con cui, « dimentica di sè, non aveva cessato un minuto dal prestare l'opera propria in pro dei feriti ». Il mutilato intanto si alzava ogni giorno e

aveva

aiutato a vincere

il male,

a mangiare

e a scrivere con la mano sinistra, lo aiutò anche a preparare le valigie, mentr'egli, imbarazzato, non sapeva se ringraziarla o protestare. Il domani;era un mattino piovigginoso di fin d'ottobre, che pareva piangere sui morti e sui vivi. Il treno, che doveva condurre il

sottotenente boemo verso la riviera ligure, partiva ‘alle otto. Alle

sette e mezzo,

la car-

rozza che lo doveva portare alla stazione era nel cortile dell'ospedale.

Aiutato da un soldato, il giovinetto si abbottonava il pastrano presso la finestra chiu-

sa, rabbrividendo, e guardava, come per! salutarlo,.il paesaggio divenutogli familiare, più delicato del solito nella grigia atmosfera nebbiosa. Perchè mai non si vedeva comparire, come ogni giorno, dal cancello del giardino, la figura della sua infermiera? La sera innanzi, dopo averla ringraziata per tutte le cure gentili e buone che gli aveva prodigato,

egli le aveva detto, cercando di scherzare per non commuoversi : — Chi sa che un giorno o l’altro non ritorni in questo paese! Se sentirò il bisogno di venire a piangere sulla mia povera

mano,

che è qui seppellita, mi riceverete? Allora, non sarò più un nemico. Ella gli aveva sorriso, e se n'era andata, dicendogli, come sempre: — Arrivederci. E come mai, adesso non la si vedeva? I minuti passavano. Un'impazienza nervosa

tormentava il partente. Non veniva, dunque, a dargli un saluto prima della partenza, lei ch’era stata buona come una madre per lui? No, non veniva; non veniva davvero. E il soldato entrava per prendere le valigie e per dirgli che, giù, l'ufficiale che doveva accompagnarlo, era pronto e lo aspettava. AI braccio di un milite, il prigioniero discese lentamente la scala ed entrò in carrozza al fianco dell’ ufficiale italiano, guardandosi prima intorno, come se cercasse qualcuno. I soldati convalescenti, dietro i vetri delle finestre, lo guardavano con occhi gravi; qualcuno che passava per la via sì fermò incuriosito. Intorno a lui c’era un silenzio pieno di tante

cose ed egli lo sentiva e rialzava il capo con severità

soldatesca,

quasi ostentando,

come

un trofeo di dolore in terra nemica, il suo braccio mutilato. — Che superbia, per un prigioniero! — disse una donna del popolo a un bottegaio fermo sulla porta. Col capo eretto come per sfidare un nemico, Moritz Leiden pensava, partendo, ai giorni tediosi di prigionia che lo attendevano prima di rivedere la sua casa, prima di posare il capo stanco sul petto materno e la sua anima di fanciullo solo fra gente straniera chiamava umilmente colei che non era venuta.... chi sa perchè ? forse per non dovergli dire: Addio, fratello! in un momento in cui certo egli le avrebbe detto, con maggior tenerezza degli altri giorni: — Addio, sorella! Enrica Grasso.

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Deputato al Parlamento, Questa conferenza fu riveduta dall’ Autore

. 350

e così ampliata che forma

«62

L'Ungheria e i Magiari nerza querra dette nazioni. di Armando

HODNIG.

Con 1 cartina etnografica.

. 150

Dirigere vaglia agli editori Fratelli Treves, in Milano,

42.

-{ Jotta anglo-germanica,

menti aumenteràl'importanza £ l'attualità dell'opera

È î

DE ROBERT. 7/ romanzo del malato. DUAYEN. Ste//a. Con prefazione di E. De Amicis. HALL GAINE. La donna che Tu mi hai dato. 2 volumi, 59,

Ton: DARA

\ 1 bei tempi,

——

Lettere

a

——

Lettere

a Francesca

Francesca.

maritata.

——

Donne, A passo marcato,

——

Gli angeli custodi.

——

Herr

e Frau

Moloch.

THAGKERAY. La fiera della vanità. 3 volumi, WELLS. Nei giorni della cometa. —— —— —— —— —

Una visita meravigliosa. La signora del mare. Anna Veronica. Gli amici appassionati. 2 volumi. Storia d'un uomo che digeriva male.

Dirigere vaglia agli editori Treves, in Milano.

Lettere dal campo serbo

Ultime Lettere dal Campo

A. FRAGGAROLI

Un volume in elegante edizione aldina

Con 20 fototiple fuori testo e una carta della Serbi

Dirigere vaglia agli editori Fratelli Treves, in Milano,

Di pere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.

FRANCESCO SAVORGNAN DI BRAZZÀ

Cia; RAZZI

da palla ‘austriaca il 20 luglio 1915.

La SERBIA

nella sua terza guerra

Un: volume in-8, su carta di lusso, con 105 invisioni. Dirigere ‘commissioni

RENATO SERRA di Cesena, tenente dei fucilieri, ucciso

Esame di coscienza| = di un letterato =

La GUERRA nel CIELO

IN CORSO DI STAMPA:

Ilanto dominio ENEA di

:

BOJER. La potenza della menzogna. —— Un cuore ferito. ne VISA.

La principessa d'Erminge.

IRE

4 settembre). Comnrende fra s° altri documenti :leCom-

Six Alsazia e Lorena, ai XX. Pi tère, e numerosi docnmenti ,

(Tre Lire il volume)

=—— Lettere a Francesca mamma.

L'importanza degli avveni»

un ragguarde-

vole Saggio di storia contemporanea. —— Lire 1,50.

31 Terza Serie de DIARIO DELLA “GUERRA (fino al

memorazioni del 1.° annodiguerra enropea; ilDiscorso apologetico di Bethmann Hollveg e la Risposta di Ed. Grey; In Dichiarazione di guerra Discorso del ministro ZILAT

DI

Antonio FRADELETTO

ER R_RC L'Austria In guerra di Conostto PETTINATO ? — 86. L'Impero Goloniale Tedesco - come "negro ecome fi nisce - di Paolo

b

BOURGET. La duchessa azzurra.

+—Lea: —— Pietro e Teresa.

BARZINI

%. La Serbia netta sua tersa guerra. Lettere dal campo serbo .

I migliori e più recenti romanzi stranieri.

Cinque Lire. — Legato in tela all'uso inglese; Lire 5,75.

Con prefazione di Richard BA

2 LaTriplice Alleanza dawe origini alta demizia è una carta della Serbia

In-8, di 364 pagine :L. 8.

MARGUERITTE. La principessa nera. 2/vol. PRÉVOST. Federica.

Al tronte.

.

v, Intermezzo. vi. Laguerrasututtele frontiera |

MALLARMÉ. Come fa fonda.

(maggio-ottobre 1915) Nella conca d'Ampezzo e intorno al lago di Misurina, valle di Sexten. La lotta dei colossi. Dove il combattimento non ha soste, Il passo di Montecroce. Aspetti della fottà sull’ Isonzo, Monte Nero. In un ospedale. La conquista della conca di Plezzo. Tra lo Stelvio e il Tonale. Nell'alta valle dell'Isonzo. Le fasi della guerra intorno a Tolmino, Dal shiacciai dell'Adamello agli uliveti lelGarda, eroica conquista di Plava. Guerra d'assedio intorno a Gorizia. Un TE le balze dell'Adige. atto di sublime sacrificio. Una maestosa battaglia di fortezze, Sull'Isonzo e sul Carso. Una mirabile Fra i torrioni delle Dolomiti impresa guerresca. Sulle vette dell'Alto Agordino. Sulle pendici del Carso.

guerra, ii Ettore MODI-

In appendice:jl discorso diLloyd GEORGE, dello Scacchiere, tenuto Donare ni 19 set fembra 1914. Con 20 fototiple fuori testo e @ pagine di Musica nel TONO... sie 26. La marina Italiana, dittato ZIvGARELLI. Con agtofromis

Parigi.

LOCKE. 720%.

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DIRIGERE COMMISSIONI E VAGLIA AI FRATELLI TREVES, EDITORI, MILANO.

rod)

CONA, deputato, . . .

| due pericoli. Per un'intesa colla Francia. Le curve dell’epopea. L’aberrazione ungherese.

nostro,

QUATTRO

ganaléro militare all’inizio. della guerra.

u. Germania contro Francia, Dall'inizio della guerra al fito- _ care dell'offensiva tedesca in Francia (Battaglia della _ Marna 6-11 Settembre). 1n,.1 minori. x mv. lussia contro Germania) e __ Austria.

Vaglia agliedit.Treves. Milano _ ESE ARES]

L'oscuro errore del genio

Neutrali rossi.

(Agosto-Dicembre 1914);

n

NE AFFILATURA

e la | Joffre.

uerra.

18, Un mese vinGermania durante la guerra, ai Luigi 19: I Dardanglii. T'Orientè e la guerra Europea, di Giu-

21 Loaspetto finanziario della Quarta, di Ugo

mare.

Come la fronda. La Chimera socialista

manifestazioni del quiero,marittimo, di

Iprimi cinque mesi

Rasoio di Sicurezza

fuori Ara

15. Paesaggi e spiriti di confine, ai @. caPRIN. 116. L'ITALIA netta sua vita economica di fronte allaguerra. 17. Alcuni

La Boftie,

PAOLO ORANO

+

14. Esercito, Marina, C)Aeronautica ]neLI1914, sufi Pasti Con 29 aridi

17°", Rue

Nel solco della guerra

+

18. La marina nella guerra attuale, di rtato ZINGARELLI. Con 49 fototipie fuori testo.

Ltd,

E!|RIPASSATURA

12. Il mortaio da 420 e l'artiglieria terrestre nella Querra europea, diEttore BRAVETTA, capitano È

Capitano di Stato Maggiore

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BATTISTI, deputato di Tiento

ranza), Con 18 Incisioni fuori testo.

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si comperi un rasoio Gillette e delle lame Gillette, si insaponi bene e troverà allora chela barba se ne andrà dolcemente ogni giorno senza recargli la minima irritazione. RASOIO BREVETATO — NOME DEPOSITATO

faggiore. . +. -

8 La]resa

da voi

Chi non può radersi tutti i giorni

chia o gli Stati Balcanici (Romania, Bulgaria, Grecie) 150

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CINQUE LIRE.

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seguito da

a cura di Giuseppe Dx RosertIs e Luicr Ambrosini.

col ritratto dell'autore: Due Lire, —_

IL DESTARSI DELLE ANIME]. «DORA MELEGARI Un volume in-16

di312 pagine :Lire 3,50,

E


LA

CAMERA

IN

GRIGIO

VERDE

-

Htantanea di BIAGIO,

— Strano! all' Estrema, i soli in borghese sono proprio i socialisti « ufficiali »!...

Diario della Settimana.

Berlino. [Il Reighstagà aperto con di. Generalmente lo si ritiene vittima della

scorso del presidente Kampt che esalta (Per la guerra, vederne la Cronaca la spedizione riuscita in ‘Serbia; il minel corpo del giornale.) nistro del tesoro presenta l'imposta sui

| 27, Portogruaro. Solenne consegna della

guadagni di guerra. Tunisi, Altri nove soldati italiani già

medaglia d'argento al valore alla famiglia del colonnello Cimetta prigionieri nel Gebel, riescono nd arti. dom. 28. Vienna. Arriva 6 ‘recasi a vare salvi a Dehibat. Schoenbrann dall'imperatore Francesco Nova York. Agenti della Germania è Giuseppe l'imperatore Guglielmo, dell'Austria hanno provocato un'esplogione Atene, La risposta del Governo ellenico nella fabbrica di esplosivi Dupon, a Wilall'ultima mota dell'Intesa è consegnata mington, distruggendo il deposito della oggi ni ministri dello quattro Potenze. polvere pitica e degli altri esplosivi di | 29, Roma, Nella scorsa notte prosso altissima potenza, entro il qualò lavor Ciampino un treno merci fermo vonne în- vano 81 operai. Da qualche giorno nei

sun eccessiva buona fede,

EMORROIDI

Lugano. Sì assicura che certa dinamite sequestrata a Lugano; con la quale si voleva compiere nn attentato contro uns forrovia presso lorino, dovava servire GUARITE SENZA OPERAZIONE CRUENTA anche per un attentato contro uno sta- Il uovo metodo si insogna gratuitàmaata al signori Medici o a-chi no farà richiesta. La oura bilimento militare piemontese. L'organiz- Iadolora si può fare in onsa propria ed 1a qualunquo stagione sanza dover Interrompere fe pro-

zatore

dell'attontato

occupazioni. Cure specifiche ur Jo malattio dell’ Tutestino: Enteriti, Autointostioa è stato rilazciato prio zioni, Cattivo assorbimento, Coliche, latarro intestinale, Knterooolite musomembranosa, Guarigione radicale della stitiohezza senza ti. Collo mia futruzioni ogni Madlco do

perchè in. possesso di credenziali diploIatich Cettigne. I montenegrini abbandonano Plevj

Sofia. Un freddo terribile infierisce in

poohi minuti è posto ia grado di guarire son sicurezza qualsiasi forma omorroidaria sinza adoperare ferri chirmrgiol. Conto ormai dicci anni di i!mmanso suocnsso con parocolio miglinia di cartifleati di ri mosconza da fatto Jo parti dol ‘mondo. La riprova dalla soluta ofonala dol itio Motodo è data dal numero dog) i stessi imitatori, che speravano nel mo silenzio per sompioro Ja ro azione du parussiti, per cut avverto Mi Interessuti cho non rispondo della

di qualsiasi preparato di imitazione, nnturalmento non munito del mfo nome Bulgaria, Il 30 novembre si sono avuti buona riuscita consultazioni riservate presuntarsi ovvi ‘a serfvere con francobollo dirottamento al militare: un dintorni dell'opiticio erano comparsi mi- u Sofia25 gradi sotto zero, Dal 1891 non Prof. Per Dott, P. RIVALTA -Corso Magenta, 10, Milani Visito modiche dallo 15/9 .1lo 15. lato morto @ disci feriti. storiosi manifesti che esortayano gli ops» si ora moi registrata a Sofia una temForàno. Il Consiglio Comunale approva rai ad abbandonare il lavoro se volevano peratura inforioro a 17 gradi sotto zero; n effetto dal 1.° gennaio la tassa di salva Ja vita, L'esplosione terribile fu Parigi, IL premio De Gonconrt è confumiglia; e fissa 60 mila Lire di dote per udita alla distanza di diecine di OSPEDALI MILITARI E CIVILI chilo ferito a_Réné Benjamin per il suo ro| ‘Peatro Regio. metri. Sono periti alcuni operai giova- manzo Gaspard, Bonjamin, trentenne, ha Dovendo acquistare - Grave incendio nella fabbrica di niasimi, combattuto in Lorena e nelle Argonne, rodotti chimici Schiapparelli. — L'emissione del prestito di 250 mi- rimanendo ferito da una scheggia di GUANTI di GOMMA per uso chirurgico Biella. Ad Oropa allo 15-il termometro lioni di lire per otto banche di Londra shrapnell. Appunto durante la convaleori; inali «MILLER STANDARD» od altri tipi è già stato più che coperto: esso mira scenza egli ha scritto il suo Gaspard, Î guanti di gomma, rivolgetevi alla Ditta : Inaugurato il nuovo mercato a facilitaro gli scambi fra l'Inghilterra romanzo militare e familiare di un merbestiame, è gli Stati Uniti, RAPETTI & QUADRIO | canto di lumache parigino che ba parteBari. Grandi nevicate nelle Puglie, 1.° dicembre, Roma, La Camera ria- cipato alla guerra mondiale. Attnalmente = Foro Bonaparte, 74 - MILANO > specialmente sulle Murge, presi con discorso patriottico del presisi trova di nuovo al fronte, | Londra, I membri della “Lega per il dente Marcora; il ministre. Sonnino an- îlcomeBenjamin soldato di seconda linea, Governo alla domoorazia,, tengono un nonzia che l'Italia ha firmato il patto Londra. Alla Camera dei Comuni i loro primo comizio pubblico nel quale di Londra, aiuterà l'esercito serbo riti governo annunzia che i prigionieri irrompono i fautori della. gnerza com rantesi verso l'Albania, dove l'Italia diglesi in Germania sono circa 32.000. sol fenderà i propri interessi. mettendo violen ciogliendolo. Bucarest. Alla Camora Romena, inau— Il ministero fa uguali comunica- dati e 1050 marinai, — I ministro Bonard Law in un bans ndo il Ie la sessione, i radicali € oni al. Senato, = POESIE PERI SOLDATI = chetto esprime la fiducia nella vittoria ssoni romeni fanno chiazsose dimostra — Benedetto XV ha emanato vmotu degli ullca raccolte e commentate da ARNALDO MONTI L 1,50 ioni interventiste. proprio ché regola il governo ‘dei semi-

vestito alla coda da treno

|

Quadri e Suoni di guerra

L.1,50

—

Un

comunicato

ufficiale

dice

che

30, Itoma. sospensione del fo nari e degli istituti cattolici ecclesiastici od utengile potranno ul grano èprorogata al 30 giugno 1916. superiori, ni quali ultimi finora ora pre- nessuna macchina DIRI ERE COMMISSIONI E VAGLIA AI FRATELLI TREVES, EDITORI, ÌN MILANO. esportati dall'Inghilterra senza Alle 16, il nlinistro francese Denys posta la Congregazione degli studî, mon esi rchin alla Consulta è ricevuto dal'mi- tre i seminari si trovavano sotto la giu- l'autorizzazione del Governo, — Asquith, il Cancelliere dello Scacro Sonnino, riadizione della Congregazione concistoReggio Emilia, Alle 17,26 è avvertita cHtica della politica del gorerno, omî riMilano. Inizia qui il &uo funziona riale: la prima d'ora innanzi sarà prepo- chiere Mao Kenna o il ministro del Com- lieve scossa di terremoto sussultorio. sponde Raimondo. Colnianni confata Tri mento l'ufficio di revisione di censura pe sta anche ai seminari, trasformandosi in mercio Runciman hanno parlato oggi Catania, & ospniso il suddito tede ves, attacca. jedocialisti, € etitica il gola pos n, qui assai più utile che una nuova Congregazione col titolo “ dei davanti ad imponente consesso di rap- sco Carlo Augusto Shomann, capitano del verno per la censura, presentanti di tutte le categorie degli piroscafo tedesco Lipari in digurmo nol noggio fanzionavi sominari e delle università Firenze, Arrestato mi Giovannini di Faggito dulle carceri certo Ferri Stamane il ministro francese De- operui organizzati, I delegati, che orano stro porto, per sospetto di spionaggio. Egli Piove a Fosciano per frode in forniture lemibile pregiudicato milane nys Cochin necompagnato dal signor Bil- più numerosi che nl Congresso delle Trade è fatto partire per la frontiera di Chiasso, di scarpe per soldati. | Rovato, Presso questa stazione il di- I, consigliero dell'ambasciata di Francia, Unions, hanno ascoltato con deferenza le od il piroscafo è requisito ‘d'ordine del Sappada, Nel Cadore il freddo è in‘etto dil Milano delle 18.30 investe treno ato ricevuto nulla Consulta du Sonnino, generiche argomentazioni di Asquith, Ministero della Marina. tensissimo.. Il termometro sogna 20 gradi militare fermo: alenni: feriti, fra i quali , Francesco Simoncini e il pub- hanno interrotto è zittito più volte le Messina, L' ato 1968 provenjente sotto zero, Alle Forcelle Hombolt (Val 1 prineipe Luigi Napoleone lievisaimo. blicista Bonaretti, già arrestati per truffa più precise ele più franche esortazioni da Palermo, giungendo stamane alle 15 Sesiu) a POlbo Ja temperatura è discesa di Mac Kenna ed hanno applandito con | Berna. 11 Consiglio Federale ha deciao è millaotato credito, sono stati scarcorati in leggero ritardo alla stazione centrale, sino a 80, trasporto l'onumerazione fatta da’ Runli radiloppiare per dl 1916 Ja quota de perchè il reato di truffa non sussiste: per fulso scambio entra nel quarto anzi. Napoli. In seguito allo scoppio di una mposta straordinaria di guerra, por- prosegue l'istruttoria per l'altro ronto ciman dei saggi provvedimenti del go- chè nel secondo binario, invostendo il di benzina gravo incendio a bordo verno per assicnrare al paeso ampie prov- treno merci 653 formo 0 pronto a pate latta ando 51 massimo delle quote richieste «i millantato credito. el piroscafo Zuara ancorato nl pontile La 3000 a 6000 lire: le spese per la moMilano, X giornali ocenpansi di-un pre- viste dei gonori di prima necessità a tire per Catania, producendo unto assai Vittorio Emanuele:con un carico di 1 jlitazione ammantando al principio del teso contrabbando di guerra compiuto a prezzi non proibitivi; ma non.si può dire Violento. Vi sono tredici feriti. zina, succhi di farina, grano e tabace Chiasso sotto il nome della ditta Mangilii, che lo scopo che i ministri si erano prouovo ano a 400 milioni. Monastir, La città è occupata dagli Tulyano, A proposito dell'attentato che — Anmunziasi che contro ‘mons. En- posto, di indurre i trade-unjonisti ad am- austriaci. Parigi. ord Kitchoner ha nn lungo colsi ordiva a Lugano a danno dell'Italia, oquio col presidente del Consiglio, Briand, rico Riva ex-cappellano delle carceri,ca mettere, non solo Ja necessità ma il doLondra, Nessun viaggiatore potrà sbarla Gazzetta Ticinese pubblica questa sera nonico, profetto di sagrestia della basi- vere di risparmiare, sia stato ottenuto, care nel Regno Unito 6d uscirmo senza che si meditava la distruzione della Cenoi parte per Londra, Parigi. La Camera approva con mani: licu di Sant'Ambrogio, è atata sporta deAmsterdam, Alla seconda Camera, il passaporto. varesina e della Centrale estazioni di fiducia nélla vittoria, l'incoralla Procura del Re per appro- presidente dol Consiglio nega l’esistenza Berlino. Un'ordinanza stabilisce il senose, che azionano j prinoramento al 5 gennaio della classe 1917. priuzione indebita di ciron 14000 lire, di un trattato segreto fra la Germania questro dei conci e'dei cascami di lana cipali stab menti addetti al mumizionaLondra, Ai Comuni il ministro degli dall'avv. Eugenio Cadeo, per incarico della e l'Olanda, possedati da commercianti di questi ge- manto dell'asersito italiano. terni critica l'atteggiamento passimi- signora Luigia Boho, dimorante in via 2: Roma, Alla Camera continna la di- nori. Parigi. Di ritorno da Atene e da Roma tico assunto dal Zimes e dal Datly Mail Linzone, 32. scussione sulle dichiarazioni del Governo; — Un comunicato ufticiale tedesco dico: arriva Denys Cochin, Pirenze. Al'Tribunale militare per frodi parlano Pantano, Roi, Orlando ontro la guerra & largamente sfruttato favorevol- “La conferenza dei rappresentanti delle — Joffre è nominato comandante in in danno dell'autorità militare, sono gin- mente; e Treves fa un ampio acuto di- Croci Rosse tedesca, austro-ungarica e capo degli eserciti francesi. lai tedeschi. Vionna, Autografi sovrani accettano dicati i fornitori Ermenegildo Pieri di scorso di critica, tussa, ha avuto termine oggi. Îl proto— Anmunziansi riprese dall’ Intesa lo dimissioni del barone Heinold, mini‘a degli Interni, di Schuster, ministro I Commercio, del barone: Engel, mini-

tro dello Finanze

Livorno e Giovanni Maccanti

chio; il Pieri, imputato

di Fuese-

d’aver

fornito

all'Ospedale militare di Livorno nua quan-

— Decreto: Imogotenenziale pubblicato

collo firmato contiene voti e deliberazioni

oggi dalla Gazzefta Ufficiale assegna al- sul trattamento dei prigionieri di gnerra. trì 3 milioni

per l'esercizio 1915-16 al Vi è stato sempre accordo @ tnite le de-

misnre

restrittive

commerciali

con

la

Grecia, della quale l'Intesa non si fida. Londra. Ai Comuni Asquith annunzia

nominati il primo e tità di olio di seme inyece di olio di Commissariato dell'Emigrazione per prov- cisioni sone state prese ad unanimità, È che Kitchener ha ripreso il suo posto co-

nitimo membri della Camera Alta e il oliva fine, è condannato a nove mesi di vedere al rimborso di spese ed alla conbedndo barone, Il principe Corrado di reclusione militare; il Maccanti, calzo- cessione di sussidii ai connazionali rimè condannato a un anno di reclusione patriandi, ‘oienlohe-Schillingsftirst, giù Inogote-

stata raccomandata la formazione dî una Commissione di tre neutri: danese, sve-

deso e svizzero e di tre rappresentanti nto di Trieste, ènominato ministro de- per aver fornito al magazzino militare Torino. Diffondonsi notizie impressio- della Germania e dell’Austria-Ungheria confezio- nanti, în seguito al ritorno da Lugano e di tre russi per visitare î campi di li Interni; il cav, Leth ministro delle di Firenze varie pain di scarpe inanze è von Spitzauseller ministro del nate con cuoio scadente e vari pezzi non del delegato Donvito, sul complotto di- concentrazione, conformi al modello, ommercio naniitardo di agenti tedeschi contro i Tripoli. Festose accoglienze al goyerCatania; In seguito a mandato di cat- valichi ferroviari italiani e le grandi sta- natore genérale Ameglio, qui oggi ri| Buda Pest. Riapresi la Camera Unherese con discorso presidenziale piono di tura è arrestato in ufficio il cassiere della zioni elettriche, tornato,

ONE Il ministro della difesa nazionale

senta leggo per la chiamata degli no-

initdai 50 ai 55 anni.

locale sede del Banco di Sicilia, rag. Giu-

Varese.

me ministro

per la gnerra. Rispondendo

ad. analoga interrogazione Asquith dichiara che le perdite inglesi în Franga durante gli ultimi

tre mesi ascendofo

approssimativamento 00 nomini ap partenenti a tutti i gradi. Le perdite lesi sn tutte le fronti sono calcolate 0230 nomini fra morti, feriti e mdn-

Il treno elettrico tra Cavaria

3, Roma. Continna alla Cimera la diMilano. È annunziato l'aumento soppe Marletta, che couta 34 anni di e Gallarate alle 18.30 investe un carro scussione sulle dichiarazioni del governo, iale del pane a 2 centesimi (0,50) al servizio, persun ammanco di 200 0U0 lire, ad nn passaggio a livello: alcuni feriti. Lucci, socialista ufficiale, fa un'aspra chilogramma.

CARPENE-MALVOLTI

CONEGLIANO

VINI SPUMANTI COGNAC


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L'Illustrazione Italiana 1915 n.50 by Biblioteca Militare - Issuu