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L'Illustrazione Italiana 1915 n.38

Page 1

ruano-10senembre 0

XVII settimana della guerra d'Italia.

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XVII

settimana

22111%==___——_——_______—_—_————————

della Guerra

d'Italia.

La visita del generale Joffre al comando E (3 ine. Gli automobili dei generali sulle Alpi Carniche. — Il gruppo delle Tofane ora oc. cupato dalle nostre truppe. — L'attacco a Col di Lara nell'Alto Cordevole. — Sull e vie CL ea (: TRL La ca di d'Amj ora cosariataudnto occupata dalle nostre truppe. — Le posizioni nemiche in Val d'Adige. — Il lo, artiglieri: le austriache. — Distribuzione dei iveri alla popolazione red RR ion tumonto a Federico Garla sione ri Lo scul t. Davide Calandra. — Caduti er Ja Patria: Barletta, o; 1) nale, Cannovale, ervini, , Criscuolo, Curti le Grossi, Fabiani, Falcieri, Fazzari, Frezzini, Gallo, Garau, Garrone, paretti, Li ‘nolo, Ligabue, mne [oss ST ‘Morandi, Perfetti, Pe legatti, Perlino, Poso, Reali, Rizzelli, Rizzolio, Romanelli, Romano, Ri ii, Sacchetti, ora, Tonti, Vozza, Nel testo: Sul fronte della guerra, note di viaggio del nostro inviato s peciale Aldo MOLINARI. — Diario sentimentale della guerra, per IZINI. —

Corriere, di Spectator.

SCACCHL Problema N. 2364 del sig. G. Heathcote, NERO, (10 Pozzi).

Noterelle. Necrologio. ==

PAROLE

SULLA

Dicono i semplicisti, i semplificatori delle situazioni: Tra le male conseguenze dei conflitti internazionali insopportabile

e dannosa è la mania filosofica delle teorie

applicate sugli avvenimenti e derivate dagli avvenimenti. Cioè la discussione fuori

dall'azione. L’inutile discussione ideale di

fronte alla realtà mutabile. Studio delle cause essenziali della guerra, critica delle

ideologie nazionali, ipotesi sul presente e sull'avvenire politico, leggi e principi eco-

nomici e sociali, ecc., analisi psicologica

BIANCO,

(8 Pozzi).

Il Bianco, col tratto, dà sc: m. in due mosse, Problema N. 2365 del sig. R. E. L, Windle. Bianco: R hd. D fl. Ta6. Th8, Add, AB,

dei popoli, valutazioni etiche, condanne e giustificazioni, glorificazione e disprezzo. Da questo guazzabuglio potrebbe: nascere la filosofia della .storia nella sua realtà osservata, se non nascessero le più gustose contraddizioni ideali e quei tali agitati ragionamenti che finiscono

GUERRA.

tato originariamente da questo, in quanto il cervello fa sempre più presto delle mani, C'è stata infatti una prefazione al conflitto europeo, anzi, per la proprietà, al libro che conterrà i fatti della grande guerra. Una prefazione di battaglie incruente, di teorie letterarie sentimentali oltre che politiche, come a dire pangermanismo, panslavismo, nazionalismo,

Nel campo finanziario, Ugo Ancona e l'Einaudi. E finalmente Filippo Carli con un libro che sta a sè. Profondo, pieno di storia, di critica, di filosofia, di psicologia. Un lavoro che benchè compilato in precedenza ad altri del medesimo tono, tutti sembra riassumerli e per la razionalità e per la vastità dei concetti storici e sociali.

Non si è ancora degnamente e largafrancaise», e mille altre idee mente discusso in Italia dell’opera di Finon sigillate ed organizzate. lippo Carli, perchè in momenti inquieti Scoppiata la guerra, la prefazione si è non è neppure facile farsi ascoltare con ro libia ed ha preso mille vie diverse. molto rumore. Tuttavia il volume e Za Ha costituita la parola sulla guerra. Im- ricchezza e la guerra» (Milano, Treves, L. 5) | pressioni artistiche e psicologiche, storia, ha dovuto lasciare in coloro che l'hanno critica, economia, filosofia, tecnica; in- letto e studiato qualche profonda impressomma lo studio analitico sotto ogni rap- sione che non si potrà dissipare presto. porto dell’orribile flagello. Passato il primo timore, al titolo, di ve- | «action

per ridursi a squilibrî disperati e pericoLa guerra dunque non soltanto ha melosi. Già. Questi teorici hanno le idee ravigliato, ma ha fatto anche pensare. torbide. Oppure le idee sono così nume- E siccome dal pensare allo scrivere ci rose che facilmente si disperdono e non passa di mezzo, manco a dirlo, lo scrit-

dersi dinanzi molta statistica e numeri, cominciando a leggere, ci sentiamo su-, bito in una buona atmosfera, atmosfera rarefatta. Sicuro. Molta filosofia e molto si riconoscono e l'una non sa integrarsi tore, tutti gli scrittori hanno saputo e ragionamento della storia. Discorsi sul Il Bianco, col tratto, dà sc, m. in due mosse, con l'altra. voluto dire qualche cosa della guerra. principio dell'equilibrio umano. Ricorsi Problema N. 2366 del sig. Th, €. Henriksen. D'altra parte facciamo a meno delle In lettere, in appelli, in articoli di gior- sulle condizioni primarie di esistenza dei spiegazioni. Bianco : , Tcl. Ti. A 048, nali, in opuscoli, in libri. Una lettera- popoli oggi in conflitto. Leggi di popo). Chi le domanda? La realtà è la realtà. tura di guerra. Contradditoria, perso- lazione. Principi del superamento quale Nero: ba, CDS, C#8, Pad. DT. Quando si giunge ad una evidenza di nale, assennata, stravagante, catastrofica, legge della vita e tutte le basi economii. (11), fatto è segno che a questo era fatale ar- ottimistica. Varia. Ma tutta densa e pro- che e democratiche che sostengono (ahi! Il Bianco, col tratto, dà sc. m. in due mosse, rivare. Chi può impedire le cose terri- fonda anche nelle esagerazioni, signifi- malamente) i popoli del mondo. bili ? Bisogna credere all’ineluttabilità. Per cativa anche nelle puerilità. In complesso Molte valutazioni psicologiche sul penCORRISPONDENZA. esempio: Se oggi ci massacriamo, pos- molta commozione e molto cuore. Una siero, sul sentimento e Fall volontà e Dott: N. S., Atene, — Ricevuto, Grazie. siamo con speranza di chiarimenti do- buona dose di stupore, subito vinto. Molte sulla praticità ecénomica in base agli remo. mandarci le ragioni di questo inutile mas- spiegazioni, Esame di noi stessi. Misura stessi valori politici, Molti confronti stoL'umanità non si è sempre inu- paziente dei sacrifici e delle colpe. Ne- rici e statali. Ed infine-una formula del Dirigere le soluzioni alla Sezione Scacchi sacro? torturata? Perchè l'umanità deve gazione, sentimenti umani nella visione ben vivere sociale. dell' Illustrazione Italiana, in Milano, tilmente mutarsi se non sa mutarsi? della bestialità umana, parole vere e Il Carli si affretta infatti, fin dall’iniVia Lanzone, 18. In un momento di mentale apatia a co- parole inconsciamente false, poca retto- zio, ad affermare che l'Europa si didesto facile semplicista del pensiero e della rica, molte confessioni. E di più; un pò” strugge per trovare una formula che divita si potrebbe assicurare che ha ragione di aritmetica razionale e qualche tabella sciplini la vita. Queélla vita che è comnon solo, ma che inoltre è un grand’uomo, statistica, economica, amministrativa. posta da quattro grandi fattori: il fattore una persona praticamente assennata che Che si vuole di più? demografico, quello finanziario, quello si prepara un'acqua ha compreso le ineluttabili vicende della Ferve dunque completa ed attivissima psicologico e quello politico. I quali tutti datavolaveramente nostra esistenza e le necessità storiche, anche questa guerra di intelligenza di si integrano, infine, in uno solo: quello senza scomodarsi a risolvere problemi, pari passo a quella delle armi, la quale, economico, fattore fondamentale della ineftervesconto e grata al palato lontano da ogni bega meditativa e pas- infine, gli stessi intelligenti, forse, l'hanno dipendente esistenza dei popoli. sivamente contemplativa. voluta e da noi specialmente. Ecco perchè la presente guerra monANSCRITTA NELLA FARMACGPBA Ma poi, destandoci, sentiamo che anche DEL REGNO D'ITALIA Ecco perchè in Italia abbiamo ragionato diale è sopra tutto una fuerra econoil pensiero ha bisogno di domande e di per la guerra e sulla guerra anche meglio mica come in genere tutte le guerre e spiegazioni. Perchè si fa questo? Chi lo che altrove. LIRE UNA ogni scatola per 10 litri tutte le liti individuali e collettive di queE si può fare qualche nome. sta pagata — per vivere — umanità. cav. A. GAZZONI «C., Bologna ha imposto? Poteva o può evitarsi? C'è una responsabilità individuale o collettiva Dopo Gabriele d'Annunzio che è stato Il Carli col suo lavoro tenta appunto = — n = nel nostro operato? Tutto è ineluttabile? il partecipatore fortunato dell'intervento di penetrare nell'intimo dei congegni Vediamo. Osserviamo. Meditiamo. Spie- italiano ed il sottile, sensibile descrittore dello sviluppo economico delle nazioni Sciarada alterna. ghiamo. Il semplicista ha-un solo pen- dei primi istanti di sgomento a Parigi in conflitto, sperando che da tale indaLA CACCIA, siero informativo. Coerente, sì, ma ri- durante la minaccia dell'invasione tede- gine possa apparire l'enorme mistero stoA Cordelta ringraziando, stretto all'ultimo termine. Chi medita in- sca; dopo Luigi Barzini, Concetto Pet- rico di questo cataclisma mondiale e la vece largamente e cerca risolvere que- tinato ed il povero Lucatelli, inarrivabili nuova formula della vita internazionale. Di venatorie imprese, oggi ai virili seguimenti, echeggian le colline, stioni di vita avrà mille pensieri, contrad- psicologi e coloritori dei popoli in guerra; La verità non è certo scaturita, perchè e l’insueto scalpor ch'aie e cortili ditori, sì, ma orientati verso una seconda pensiamo con ottima stima e con molta la verità è una parola sciocca oltrechè inuscnote, si spegne lungo alpestri chine, molteplice vita ideale di ansietà e penti- riconoscenza — perchè no? — a coloro tile. Si può dire che è sortita una persoFuggon sgomenti al colpo dei fucil menti, di rivelazioni individuali che sod- che lontano dai campi di battaglia hanno nale verità. Cioè una convinzione. Un crifagiani, starne, primi e beccaccine; disfano anche senza essere piene di uni- saputo fermare un pensiero sull’immane terio, Ma chi può dire che quella verità oh, chi l’altre può dir che gli atti ostili versale verità. cataclisma. LI appartiene a tutti gli uomini i quali osdestan nel cuore de le selvaggine! Ora, bisogna perciò confessare che nesUn tentativo di filosofia della storia servano, comprendono e giudicano in Non sol per voi, ma per tutto il creato sun cataclisma suscitato dagli uomini ha che si svolge di questi giorni e di psico- mille modi, come possono e come sanno? è caccia, oggi, e pur qui, schiera pennuta, trovato in altri tempi una mentalità me- logia (scolastica, più che altro) dei popoli Parole, parole. Le immani tragedie ci è, regina, l'Insidia, e re, l'Agguato, glio preparata — come oggi — a discu- belligeranti, specialmente della Germania, tolgono il respiro in gola, a volte, e più La cartuccia divien siluro 0 tutto; terlo e a considerarlo nelle sue cause e l’ha fatto G. A. Borgese. Sotto un aspetto spesso ci fanno confessare che non abdi tante vite, ad opera compiuta, nelle sue fasi e nelle sue possibili con- più profondamente politico, oltre che psi- biamo compresa la vita, Ci sentiamo sperche resta? Un gorgo sul rombante flutto. seguenze, L questo un segno che la nuova cologico l’han fatto EttoreJanni e Vincenzo duti. Non comprendiamo più il mondo. Augusto. guerra ha insanguinato popoli non facil- Morello. Tra molte idee confuse e con- Chi regge le nostre sorti e guida la nomente propensi alla rassegnazione, ma fusionarie c'è qualche loro pagina real- stra esistenza ?Chi spinge i popoli a non coscienze inquiete ed intelligenze che pur mente viva e profonda. amarsi e ad uccidere? Il nostro carattere morendo e soffrendo vogliono gridare il Paolo Orano nei suoi articoli politico- naturale, il nostro bisogno di superaproprio diritto ed illuminarsi, Si fa la cri- sociali che rammentano quelli della sua mento che si determina in una coalizione 100differ. Scandinavia . . tica della storia giorno per giorno. Senza defunta «Lupa», è riuscito anch’ esso — direi darwiniana — di individui contro 2 Persia A 40n iappone « perdita di tempo. I tragici albori del se- a dire molte cose sensate e profonde. individui. Violenza contro violenza. CoaColonie Frai colo XX si commentano la loro storia da Con rara competenza ha scritto anche lizione contro coalizione. Nessun incitaColonie Inglesi. Colonie Portogi sè, quotidianamente. Le valutazioni varie Virginio Gayda. tore. Ma tutti istigatori. di 100 Paesi, spl.ass. 8 potranno essere errate, magari, perchè delle 5 parti mondo. Sulla religione di fronte alla guerra Filippo Carli, a proposito, afferma chei come si ripete (e mi pare una sciocchezza) hanno animatamente discusso Romolo un cataclisma come la guerra fra grandi Autontio!tà assoluta. «ai posteri l'ardua sentenza ». Murri ed Arcangelo Ghisleri. Quest'ultimo potenze, è ben lontana dall’essere il ri—°-——— Esemplari po; Ad ogni modo restano i fatti documen= con molte critiche dei clericali, critiche sultato della volontà di uno solo. E credo == Acquisto al più alti prezzi partite e collezio Premiata Ditta À. BOLAFEI, Via Roma, 31, TORINO tati ed il valore essenzialmente psicolo- con le solite forme ed i soliti luoghi co- abbia ragione. La spiegazione individuagico dei criteri che informano i popoli muni, neppure rammentabili. lista non è adeguata alla gravità degli nel momento più spaventoso delle loro Molto appassionato con la sua filosofia avvenimenti, Bisogna ricorrere ai fenoSpiegazione dei Giuochi del N. 87: tragedie, amara (senza termini e formule), e con meni demografici; vale a dire ai mutaSCIARADE: =Per questo siamo spettatori ed attori l'ironica sensibilità artistica sua propria, menti e movimenti delle popolazioni, de1. MUZIO-NINÎ — MUNIZIONI. di due immensi conflitti, parimenti gran- il Panzini. terminati da condizioni organiche e da 2. DOLO-MITI, diosi, se pure parimenti inutili: conflitto In tema di diritto internazionale, in rap- quei fatti fisiologici ‘che costituiscono il d'armi e conflitto d'idee. Anzi, è pos- porto alla guerra europea con competenza primo motore della storia. E più alle basi “ vr quantoriguarda 1 i glooglà,acsotopae gii seacchi, sibile pensare che quello è stato. susci- e lucida osservazione, Eduardo Cimbali. (Vedi continuazione terza pagina coperta).

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17.. SETTIMANA

DELLA

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D'ITALIA

L'ILLUSTRAZIONE Anno XLI. - N. 38, - 19 Settembre 1915, 6

ITALIANA

Centesimi 75 il Numero (Estero, 1 fr).

Per tutti gli articoli e i disegni è riservata la proprietà artistica e letteraria, secondo le leggi e i trattati internazionali Copyright by Fratelli Treves, September 19th, 1915.

LA

VISITA

RE

DI

JOFFRE

VITTORIO

EMANUELE

AL

E

COMANDO

IL

GENERALE

SUPREMO.

JOFFRE


232

L’ILLUSTRA'ZIO

Il gen. Porro e il colon, Gamelin, GLI AUTOMOBILI DEI

CO:RRIE'RE.

burg.-

-

I chiodi

nella

statua

capo

di Hinden-

Davide Calandra, donna Laura Min-

ghetti, il prof. Schiff e l'auto-impiccagione.

L'attenzione

universale

. Ritirata

è rivolta

strategica, va

sempre bene; ma

‘ate hanno un limite. È venuto te per gli eserciti russi? Pare di

sì, In Galizia, per esempio, non solo non si sono ritirati, ma attaccano; e gli austriaci vi

fanno le spese.

Una

delle incognite

sta

guerra

europea

preveduta

di que-

era l’esercito

austro-ungarico. L’incognita si è rivelata, specialmente in Galizia, nelle ripetute fasi della campagna, sin qui, con grande delusione dei tedeschi. La /rankfurter

Zeitung lo ha detto

molto chiaramente l’altro giorno all'indirizzo dei suoi alleati: «tenete a mente che il successo contro la Russia è successo fedesco In verità, se l’esercito austro-ungarico avesse potuto spiegare l’organizzazione formidabile e la resistenza del tedesco, povera Europa!...

Ora alla testa degli eserciti russi d'Europa si è messo lo Czar in persona. Il granduca Nicola è andato a comandare contro i Turchi nel Caucaso. Non si manca di rispetto all’alleato russo notando che la fama di Nicola

II come

guidatore

di eserciti

non

è

nota. Non può essere nota, non avendo egli mai avuto occasione dianzi di affrontare la prova. Ma in questo caso lo Czar, non tanto vale come persona, quanto come simbolo. Gode la fiducia dell'esercito e della nazione il generale Alexandrieff, nuovo capo dello stato maggiore generale; gode specialmente quella dei circoli politici il generale Polivanoff, nuovo ministro per la guerra; ma

ereditario,

DIRIGERE

COMMISSIONI

E

DI VAGLIA

AI

ll gen. Joffre e il gen. Cadorna. SULLE ALPI CARNICHE.

sidente della Repubblica

ed anche al Re d’Italia.

militare,

Francese,

« Esprimo

stranieri, specialmente

samente

spacci di Corte e delle legazioni estere, intrecciato ad un romanzo sentimentale di un giovine duca francese e ad un romanzo banale greco, non è forse una riprova che il francofilismo può deviare tal quale come la germa-

la mia

nofilia?... Lì poi è stato un classez-croisez di intriganti da una parte e dall'altra, aggirantisi nelle spire della «greca fede ».. La guerra ha le sue sublimazioni eroiche, ed i suoi sfruttatmenti volgari. La diplomazia, poi, non ha, a dir vero, altro che complottazioni, tanto più azzardate, quanto più le situazioni sono difficili. A_Sofia, per esempio, una missione delicata presso lo Czar dei Bulgari, Alessandro, è stata disimpegnata da

del

formidabile lavorìo dello spionaggio, dell'alto spionaggio tedescofilo, nelle file dell'esercito russo e nello stesso ambiente della Corte. La Dora di Sardou ridiventa di tutta attualità, con questa differenza, che nel celebre dramma, lo spionaggio è per lo czar contro il nichilismo, e per il nichilismo contro la inesorabile polizia, imperiale; ora invece, se ciò che i giornali hanno raccontato è vero, si tratta di spionaggio a servizio straniero contro lo czar e contro la patria. Vi sarebbe stato dentro persino il capo supremo della gendarmeria, Menstokoff, un uomo in grado di tutto vedere, di tutto sapere, scopertosi precisamente perchè un preteso piano di guerra fu escogitato e fatto vedere a lui solo. Dalle mosse corri-

NEL

TREVES,

EDITORI,

un

duca

MILANO,

di

Meclemburgo.

Radoslawoff,

il

primo ministro bulgaro, ed il suo uomo di fiducia Herbest, direttore dell’ ufficio della stampa a Sofia, hanno lavorato meglio che se fossero degli agenti tedeschi: l'accordo tra Bulgaria e Turchia si presenta finalmente come un fatto compiuto; la Bulgaria è ora padrona

di una nuova fetta di Tracia e della ambita ferrovia di Dede-Agac. È verosimile che la Bulgaria, per quanto si spacci libera da ogni altro impegno con la Turchia, si schieri ora contro

CIELO, del conte FRANCESCO

In-8, in carta di lusso, con 105 IN

istruito, ha proceduto per,le spiccie,

e gli impiccati sono stati parecchi. Ma in Russia le propaggini germanofile, nell'esercito, nell'alta burocrazia, nel ceto affaristico, sono estese e profonde, e i recenti insuccessi russi vengono volontieri addossati, specialmente dai francesi, a tali occulte e tenaci influenze/ Non c'è storia di guerra che non ribocchi di queste complottazioni. E in Grecia non fanno press’a poco lo stesso ora i francesi? Il traffico dei di-

Poincaré,

i francesi, fanno

(Fot. « IMustration n):

spondenti del nemico si comprese che quel» piano era Stato subito rivelato e il rivelatore non poteva essere stato che lui. In Russia fanno presto, ed il processo militare, espres-

religioso,

profonda certezza — dice lo Czar al Re d'Italia — che i mutui sforzi dei nostri paesi alleati avvicinano ogni giorno la grande vittoria finale ». E dovrà essere certamente così Ma è singolare il quadro, che i giornali

BRAZZÀ. FRATELLI

politico,

è il «padre» di tutti i russi: da qui la grande suggestione generale nel vederlo a capo degli eserciti. La vittoria non ha mai mancato alle falangi russe quando lo Czar è stato personalmente alla loro testa. Lo seppero Carlo XII di Svezia, Napoleone I, i turchi; lo apprenderanno ora, di nuovo, i tedeschi e lo stanno apprendendo gli austriaci — pei quali, del resto, aveva già bastato il granduca Nicola. Tale è la fede dei russi, da un capo all’altro dell'impero; e di questa fede si è fatto interprete lo Czar stesso, telegrafando al pre-

oggiesceIA GUERRA SAVORGNAN

GENERALI

ITALIANA

lo Czar è lo Czar; esso è il sovrano ed il pontefice di tutte le Russie, è il supremo

Lo r alla testa degli eserci Spionaggi tedeschi, francesi, austriaci in Russia: in Grecia, in America. - L'accordo turco-bulgaro.

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VISITA

DEL

GENERALE

JOFFRE

ITALIANA AL

QUARTIER

La colazione reale a Caporetto.

(Queste fotografie sono pubblicate contemporaneamente nell’ ///ustration d'oggi a P

GENERALE.


T|IEERgRPoo@oiWÙil]Ò |]|]|]|]EIII|;( ]EwycyvMM ((( -/it*E RMÈÈL_——— EE: —È—+___+TEÉ.,TT,TT.P__P__..

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA dello spirito e dell’arte! Sparire così, a cinquantanove anni, nel periodo più fecondamente creativo della sua squisita genialità... E quale e quanta poesia, quale profonda filosofia naturalein quel suo dignitoso testamento, chiedente per la sua salma la primitiva inu-

Sul Carso verso la Sella di San Martino, di essa per la Quadruplice? Ma nei Balcani la situazione è sempre delle più confuse. Questa mane si dà per certa la mobilitazione rumena contro l’Austria; ma dall'anno scorso, quante volte non si è letta questa notizia?. Le notizie, di qualsiasi genere — quando non

caotica quella creata dalla Germania nel mondo. La mentalità tedesca, l’organizzazione tedesca, si manifestano da per tutto allo stesso modo, con la medesima pesantezza, col medesimo spirito, col medesimo stile, col medesimo gusto, — «roba da chio: di!... » — come dice il Guerino celebrando degnamente quella mastodontica statua del maresciallo Hindenburg, in legno e lamiera, alta venticinque metri, piantata davanti alla colonna della Vittoria, sulla piazza reale a Berlino, e sulla cui lamiera i tedeschi si sbizzarriscono a piantare a migliaia, a centinaia di migliaia, come per consolidarla in eterno, chiodi di ferro, di bronzo, di acciaio, di ottone, di argento e d'oro!... Sì, proprio, anche d’oro!... Con chiodi di ferro verrà coperto ciò che rappresenta la veste; di chiodi di bronzo saranno rivestite le armi e l'elmo; di chiodi d’oro le mani e la faccia, e d’argento i denti, perchè, a quel che si capisce da quanto ne scrivono giornali stranieri, la statua del generale Hindenburg mostra i denti. Ed è naturale! Non basta: negli occhi stanno fisse due grandi lampade elettriche o riflettori che si accendono per ogni annunzio di vittoria !... Voi inorridite a figurarvi una tale visione.

si tratti di « bollettini ufficiali» — da leggersi

anche questi cum grano salis — sono tutte sospette. Chi sa dire veramente da dove, da chi provengono?... Chi sa dire a che cosa

mirano?... È tutto un fucinamento turbinoso

nel quale diplomatici, giornalisti, governi fanno a chi fa meglio.... o a chi fa peggio!... E gl’intrighi degli ambasciatori tedesco ed

austriaco nell'America del Nord dove li met-

tete?... L'ambasciatore austriaco Dumba, che organizza occultamente lo sciopero degli ope-

rai austro-ungarici

negli stabilimenti

glioso.

austro-ungarici

adibiti

alla fabbricazione delle munizioni, è meravi-

I sudditi

agli Stati

Uniti sono poco meno di quattro milioni. La cifra ultima dell’ immigrazione austro-ungarica prima della guerra ne dà dugentoses-

santamila. Il dottor Dumba dice: « non abbiamo noi forse il diritto di impedire ai nostri sudditi di fabbricare in America armi e munizioni che servono ai nostri nemici, con-

tro di noi, contro lo Stato del quale quegli operai sono sudditi?... ». Forse il ragionamento non è del tutto sbagliato; ma c'è modo e modo. Organizzare con eccitamenti e con danaro uno sciopero in una data industria in paese straniero è ben altro che catechizzare

Ebbene i tedeschi ne sono entusiasti. È detto

tutto !... Io ricordo, e non mi è mai riuscito di dimenticarla, l'impressione di angoscia che provai a Colonia, mettendo il piede sul ponte di ferro sul Reno. Una grande statua di re

più o meno attivamente i proprii connazionali

a cavallo

perchè non lavorino contro lo Stato al quale Ora il Dumba se ne andrà, pare, dagli Stati

Uniti, ma non se ne andrà l'ambasciatore tedesco Bernstorff, il quale, secondo le notizie d'oggi, avrebbe anzi migliorate di molto le proprie relazioni col governo di Washington. Se il Dumba preparava lo sciopero dei

il Bernstorff — o

qualcuno per lui — non stava forse complot-

tando uno sciopero di caricatori nei porti americani ?. Pare però che i caricatori, in prevalenza irlandesi, non abbiano trattato con gli agenti tedeschi che per il gusto di burlarsi di loro, mettendo il governo americano

al corrénte di tutto. Tutt'insieme,

è una

situazione

veramente

un

imbocco;

un’altra

grande

statua di imperatore a cavallo dall’altro; una enorme travatura metallica fittissima su tutto e su tutti. Mi venne un nodo alla gola sotto il peso di quella fosca gabbia. Davanti alla enorme statua di Hindenburg, tutta ferro e chiodi, mi pare che una creatura umana doyrebbe sentirsi morire. I tedeschi 'ne sono beati. La differenza è tutta qui!... *

appartengono.

lavoranti nelle munizioni,

ad

AI contrario, che soffio vitale di grazi di bellezza, di vita, di gioia festosa davanti

alle concezioni dell’arte nostra; davanti alla monumentalità ardita e castigata di artefici come Davide Calandra, la cui improvvisa, crudele scomparsa unisce in un profondo dolore tutti gli entusiasti delle perfette armonie

DI

LA ‘GUERRA

D'ITALIA.

Dai bollettini del Comando Supremo. Settimana di avanzate lente, ardue, ma incessanti.

Nell’A/ta Val Camonica la nostra artiglieria aprì il fuoco il 6 contro baraccamenti nemici nella cava di Presena distruggendoli in parte, obbligando alla

fuga le truppe chel occupavano ed inseguendo poi

queste con tiri a shrapze//. Il 7 poi la nostra artiglieria colpì ripetutamente*il Rifugio Mandrome alla testata di Valle Genova cacciandone le truppe nemiche che l’occupavano. Nella zona Re di Castello furono segnalati il 10

piccoli successi

di riparti in ricognizione.

In Val di Concei (VaZle di Ledro) nella notte sul

5 un nostro distaccamento eseguì

un ardito colpo

di mano sulla segheria e sulla centrale elettrica di

Lenramo tal 'nocd Afro Balascci distruggendole entrambe. A Tiarno Superiore in Valle furono segna-

lati il 10 piccoli successi

di nostri

gnizione.

reparti in rico-

Una ricognizione arditamente spinta fin presso le opere nemiche dell’A/to Cordevole ha potuto, constatare, l'8, i rilevanti danni prodotti dai nostri tiri

sul forte La Corte e sulla officina elettrica di Ruaz. Azioni siffatte, di maggior importanza, si ebbero il giorno 4 in Va/ d'Adige in vicinanza di Marco e in Falle San Pellegrino (Avisio), in località ad ovest

di Monte Costabella, dove furono anche distrutti alcuni trinceramenti nemici. In Valle Avisio il Ricovero Nuernbergerhiitte e un vicino vasto baraccamento sul versante sud-ovest del massiccio della Marmolada furono completamente distrutti il 7 da nostri tiri.

Sull'a/topiano a nord-ovest dî Arsiero l'artiglieria

MEZZE SEYIEZA DiLZ?

TAZZA ZS

mazione nella terra madre, senza feretro di zinco, e, magari, senza nemmeno quello di legno. Pu/vis es et in pulverem reverteris. Tutti torniamo alla gran madre antica!... E vi è ritornata dopo ottantasei anni di una vita tutta di grazia, di bellezza austera e di idealità, quella veramente nobilissima dama che fu donna Laura Acton di Camporeale, poi moglie e vedova di Marco Minghetti, un idealista anche questo, dell'economia e della politica. Ed è morto, ad ottanta anni, a Firenze, uell’originalissimo e rinomato chimico che fu il professore Ugo Schiff, fratello del più celebre prof. Maurizio, fisiologo, quello che mise sossopra i sentimentali di tutto il mondo perchè sezionava vivi i cani. Ma faceva di più!... Impiccava contemporaneamente il fratello Ugo, che si prestava volonteroso a queste esperienze, per potere sopperire al fisiologo le impressioni vere del chimico sul piacere e sul dolore nella impiccagione. Pare che sia maggiore il piacere Lo ha lasciato scritto anche Ferruccio Macola in un suo libro, oggi raro, di memorie giovanili di accademia militare. Anche egli Macola faceva su sè stesso esperimenti di impiccagione.... ma non a scopo scientifico. E gli andò sempre bene, come andò .sempre bene al professore Ugo Schiff, che nei momenti di quelle rischiose sospensioni era vigilato dal fratello. Non accadde altrettanto ad un pubblicista e drammaturgo fiorentino, una trentina di anni fa. Le esperienze dei fratelli Schiff facevano rumore a Firenze. Anch'egli volle provare; ma dagli una, dagli due, una brutta volta ci rimase, e quella sua inverosimile fine involontaria mise appena a rumore la caratteristica via Faenza, dove avvenne! Lo Schiff tirò innanzi, e ne venne fuori uno dei molti titoli della sua celebrità!... 15 settembre. Spectator.

avversaria

DÒ

BER TELLI

Corso Tilt En. 8 Milano

Troverete sempre

î migliori profumi

si accanì

invano

il 7 contro

le nostre

posizioni del Monte Maronia le quali restano sempre in nostro sicuro possesso.

Drappelli nemici avvicinantisi di nottetempo fra

il 9 e il 10 ai reticolati delle nostre posizioni di Monte Maronia con l'evidente scopo di distruggerli,

furono

scoperti e ricacciati col

fuoco. Contro

tali

posizioni l'artiglieria nemica

fece fuoco nella notte

vamente

del

sul 12 senza alcun risultato. Nel Cadore le nostre truppe avanzarono offensiil 7 in tutta

la zona

passo di

Monte

Croce di Comelico. Vennero occupate alcune posi-

zioni nemiche ed espugnato anche

qualche trince-

ramento: tuttavia, di fron-

te al forte assetto difensivo nemico stabilito su

posizioni già per loro na-

tura formidabili, la riostra offensiva

dovette

essere

presto arrestata. Scontri a


ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Distribuzione dei viveri alla popolazione redenta. noi favorevoli si ebbero il 10 anche al, Passo della Sentinella (Alto Sexten) e in Valle Visdende (Piave). Nel settore di Tolmino durante la notte sul 6 l'av-

versario, dopo violento fuoco di artiglieria e fuciposizioni

sulle

pendici del

tanò rapidamente. Sulla

l'attacco, questo

venne

completa-

uccidendovi

leria, attaccò le nostre

Mrzli Vrh (Monte Nero). rità

favorissero

Benchè la nebbia e la oscu-

mente respinto, con gravi perdite per l'avversario. Il 10 un nostro reparto era riuscito con attacco

di viva forza ad impadronirsi di un tratto di trinceramenti nemici sulla collina di Santa Maria, ma fatto segno ad intenso fuoco di artiglieria e lancio di

bombe contenenti gas asfissianti ed a getto di liquidi infiammabili, ripiegò sulle proprie vicine trincee. Altre forze nemiche tentarono, il 10, di appiccare l'incendio al bosco sul costone occidentale di Monte Piana (Valle di Rienz) per disturbarne le nostre

occupazioni; ma furono respinti.

Nella conca di Plezzo i nostri il 5 assalirono e

fugarono drappelli nemici appostati sulle pen del Monte

Rombon,

fecero bottino di a

e penetrati nei loro ricoveri vi

e munizioni.

L’8, le nostre artiglierie obbligarono una colonna

nemica che da Predil tendeva verso Plezzo, ad ar-

restarsi e a retrocedere. Altra Kashiitte,

nentare danni di sorta nè alle persone, nè al male. Durante la seconda incursione, tra lo scop-

piare delle bombe, nostri aeropi levarono ardi tamente a volo, ma Ja squadriglia nemica si allon-

colonna

che dalla

a nord-est del paese di Predil, scendeva

verso questa località

Di una certa entità

venne battuta e dispersa.

ed importanza fu l'azione che

l'avversario tentò il mattino del 9 contro

la nostra

via del

ritorno

i nemici

lanciarono bombe anche su un nostro accampamento tre soldati.

Un nostro velivolo bombardò

18 mattina la s

zione ferroviaria di Klause, ad est di Santa colpendola

ripetutamente

vicino ponte sul B

Lucia,

e danneggiando

anche il

Due nostri velivoli

bombar-

Velivoli

nemici

tentarono

ancora

qua e là im-

rovvise incursioni. Nella giornata del 9 furono bom

bardate le località di San Giorgio e Bagni di Sella nella le del torrente Maggio (Brenta) e Grado

sulla laguna omonima. Sulla Laguna

Nessun danno.

solutamente le nostre posizioni, ma furono respinti.

il 5 e lo scacciò

occupando poi saldamente il bosco.

Anche il 9 sulle

vennero

falde

del Monte San Michele

presi gualche centinaio di fucili austriaci,

stre artiglierie antiaeree,

dovette

nostre forze navali, silurò il giorno 9 corrente nel medio Adriatico, presso Capo Planka (a ovest di austriaci

ritornò in porto, secondo

notizie

italiane

Il gen. Joffre sul fronte italiano. Una

bella sorpresa è stata

fre, era venuto in Italia

francese, Jof-

per essere presentato al Re

e per fare la conoscenza del generale Cadorna. Il Re molto gradì la visita e conferì al generale

Comando

a sud della galleria

meridionale di Zagora. La te-

Sul Basso Zsonzo il nemico tro dell’Isonzo, Cassegliano

il 6 bombardò San Piee Monfalcone, facendo

Aualche vittima tra la popolazione. Nella

Il generale Joffre si trattenne

due giorni presso il

Supremo e percorse alcuni fra i tratti

La venuta

lascia in tutti

Oltre la comune

frontiera, che

non

divide ma cementa le forze e le aspirazioni dei nostri due paesi, il memore terno augurio vi

mio

pensiero ed il fra-

seguono verso le belle armate

fran-

cesi già coronate di vittoria con la più incrollabile certezza nel finale successo delle armi alleate. Caporna

FUORI

D'ITALIA.

Lo Czar alla testa della riscossa russa.

Sul gran teatro russo-tedesco si sono com

avvenimenti di importanza politico-militare: lo Nicola II, il 5 settembre, dopo ripetuti consigli di Ministri, sotto le pressioni del Ministro per la guerra, generale

Polivanoft, che tende

ad avere

influenza

preponderante, ha assunto personalmente il comando in capo degli eserciti rossi contro quelli Il granduca

Nicola è stato man-

caso.

Questo fatto che lo Czar è alla

testa

degli

eserciti è considerato in Russia come auspicio di vittoria. Per fortunata coincidenza

a datare dal 3 settem-

bre i russi hanno riportato notevoli successi contro gli austriaci

in Galizia:

vittoriosi,

nelle regioni

di

‘Tarnopol e di Trembowla, i russi sono passati l’offensi

anche più

a sud, hanno

al-

costretto gli au-

La sera del 6, da Modane, il generale Joffre telegrafò al generalissimo italiano Cadorna così:

stro-tedeschi a ripiegare dal Seréth verso la Strypa: 383 ufficiali, 17000 soldati, 33 cannoni, 76 mitratrici rappresentano il bottino complessivo dell'esercito russo in queste giornate di successo.

riconoscente ricordo.

occupato Dubno.

Il centro austro-tedesco è andato

proseguendo

sua lenta avanzata, ma trovando da

più

caratteristici della frontiera italo-austriaca.

« Lascio il suolo del vostro bel paese dopo avervi vissuto due giorni dei quali conserverò un fedelee ringraziarvi

Mi

è estremamente

dell'accoglienza

gradito

particolarmente

cor-

corrente

el fiume vennero pescate due mine galleggianti. Il nemico lanciò, l'8, numerose granate sul can-

diale che ho ricevuto da parte vostra e dei vostri collaboratori di ogni grado.

tiere di Monfalcone, provocandovi di nuovo un incendio; indi con i consuei di interdizione cercò

il Re e di esprimergli tutta la mia rispettosa gra-

di impedire l'opera di spegnimento che tuttavia potè essere ugualmente avviata. L'abile avanzata dei nostri, il 9, determinò piccole ritirate del nemico che abbandonò armi e munizioni ed altri materiali da guerra. s* Velivoli nemici tentarono con insistenza improvvise incursioni sul nostro territorio, ma_ dovunque essi apparvero, le azioni delle nostre batterie antiaeree ed il pronto sollevarsi delle nostre squadriglie di caccia li obbligò a ritirarsi rapidamente. Una squadriglia di velivoli nemici eseguì, il 7,due incursioni a breve intervallo su di un nostro campo di aviazione nella zona del Basso /sonzo lanciandovi 37 bombe. Fortunatamente non si ebbero a

di sentimenti.

collaborat

dato alla testa degli eserciti russi operanti nel Cau-

l'annunzio, la mattina

del 6 settembre, che il generalissimo

Joffre la Gran Croce dell'Ordine Militare di Savoi

sul 12 un colpo di mano contro le nostre trincee

consonanza

più stretti

tedeschi-austriaci,

Nella zona di Plava, nuclei nemici portati con un treno blindato da Gorizia, tentarono nella notte

nace difesa dei nostri e pochi colpi di artiglieria

cese e dei

posarsi sul mare.

I due ufficiali che lo montavano furono fatti prigionieri da nostre torpediniere. L'apparecchio affondò. Il sommergibile francese Papin aggregato alle

materiali telefonici e di equipaggiamento.

da montagna valsero a respingere l'aggressore.

perfetta

in Italia del capo supremo del glorioso esercito fran-

Due idrovolanti austriaci volarono nel pomeriggio

affondò.

In Valle Coritnica (Alto Isonzo) l'avversario era {asto in possesso di un bosco donde molestava col fuoco le nostre linee; un nostro reparto lo assalì

una

del 5 e lanciarono bombe sulla laguna veneta senza recare alcun danno. Uno di essi, colpito dalle no-

appoggiati

attaccarono ri-

ed amabile cordialità vostra trovano nel mio animo

e nell'Adriatico.

occupazione di Kastrein Spitz, anord di Monte Creda numerose mitragliatrici

siderazione. Per parte mia vi assicuro che la franca

darono, l’11, con efficacia, accampamenti presso Op-

pachiasella,

Spalato), un gruppo di torpediniere austriache, colpendone gravemente una, la 51, che, secondo gli

gnedul, in. Valle Seebach (Gailitz). Dopo intensa preparazione col fuoco di artiglieria, reparti nemici

Il generale Cadorna così rispose al suo collega francese: « S. M. il Re, che ha molto gradito il saluto rivoltogli prima di lasciare l'Italia, mi affida l'incarico rinnovarvi l'espressione della alta con-

«Vi prego di essere mio interprete presso S. M.

titudine per la grandissima benevolenza che si è compiaciuto attestare, durante il suo soggiorno, al Capo degli Eserciti

del Nord

e del Nord-est della

Repubblica francese. « Sono stato felice di passare presso S. M. ed al

vostro fianco

sul fronte

italiano, a contatto delle

vostre superbe truppe quelle rapide ore, le quali lasciano nel mio spirito la più forte e la migliore

impressione.

« Fraternamente unito

plaude calorosamente

all'esercito

francese, che

Gli

austriaci, dal la

canto

loro, in

parte dei russi notevole resistenza,

stra tedesca è sempre

tenuta

Volinia

hanno

onde l'ala sini-

lontana da Wilna, e

dalle regioni di Dwinsk e di Riga. La tenaglia di Hindenburg cerca ora di addentare la linea russa a Dwinsk e a Rowno; ma fuori delle branche della

tenaglia

i russi svolgono una controazione: al nord,

mentre

trattengono

fensiva

a mezzogiorno di questa città e continuano

il nemico lontano da Riga, l’at-

taccano nella regione di Jakobstad;glsud, mentre respingono gli attacchi austriaci nella regione di Kremenez e al nord di Tarnopol, hanno preso l’ofa respingere e a inseguire gli austriaci ancora

più

a sud, tra il Sereth e la Strypa fino al Dniester.

ai vostri primi e brillanti suc-

cessi, l’esercito italiliano marcia con passo sicuro

alla vittoria definitiva che le Nazioni Alleate sapranno riportare insieme con lo stesso slancio e con lo stesso cuore per la liber civiltà. FRE. »

Se volete che i vostri figli siano sani è vigorosi, date loro la

«DD

.

I

questo a-

Phosphatine Falières,,, finti

zatissimo dai fanciulli, e sopratutto indispensabile al momento dello slattamento e durante il periodo dello sviluppo.


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Il gruppo delle Tofane, ora occupato dalle nostre truppe.

SUEERRONEESDEEEA

queste vallate verdi, lo spettacolo della guerra.

GUERRA

(Note di viaggio del nostro corrispondente speciale in zona

Dietro ad esso, il rombo del cannone si annunzia continuo e terribile, ingigantito dall’eco profonda dei monti, a violare il silenzio di quelle cime nevose baciate dal sole. Incontriamo le prime trincee in Val Giu-

di guerra).

I. Sul vasto semicerchio che dallo Stelvio si snoda serpeggiante, a cavallo la barriera insormontabile delle Alpi, giù, giù, fino al mare, e che segna la linea del nostro fronte, da tre mesi i soldati d’Italia, instancabili, meravi-

formidabili:

è l'assalto

agli uomini

ed alle

montagne, che si deve vincere. Il nostro soldato si è reso perfettamente conto delle difficoltà di questa lotta; ha sen-

gliosi, lottano e trionfano contro due nemici:

tito, come solamente la saldezza del suò coraggio e dei suoi muscoli, potranno infine

gli austriaci e la natura. Nello sforzo offensivo che il nostro esercito sta compiendo per riparare agli errori della storia, che ci assegnò un confine falso, e a tutto vantaggio del nemico, nello slancio che ci conduce alla conquista ed allo sbarramento delle porte fin qui aperte all’invasione del nostro paese, il soldato. italiano

L’anima vibrante di tutta la Nazione giunga a lui calda, a mantenergli viva, fra i geli delle Alpi nevose, la fiamma della fede! *

deve ugualmente. della natura,

nemico.

lottare contro

contro

la resistenza

le difficoltà tenace

del

Questa lotta che si trascina dalle valli pro-

fonde, ed ascende su, frantumandosi in mille piccole azioni di piccoli reparti, fino ad altezze inverosimili, ove trova a testimoni, solo

il silenzio profondo dell’altitudine, e il gelo dei ghiacciai e delle nevi eterne; questa lotta

grandiosa che

si spezzetta in mille episodi

vittoriosi, opera dell’azione audace di pochi uomini, segna il trionfo della forza, del co-

raggio individuale.

È il frutto della fede e

dello slancio che accendono

l’animo dei figli

d'Italia, in questa guerra che dovrà restituire alla Patria le sue frontiere naturali. Il compito è arduo, quanto altro mai. Annidato in posizioni naturali formidabili, che l’opera umana di difesa ha reso barriere in-

sormontabili, il nemico ci oppone una resistenza vigorosa. Ma il cerchio di ferro che il nostro

esercito gli. ha stretto

tutt'intorno,

si

stringe sempre più. La nostra offensiva, se anche non rapidamente sensibile, si svolge

costante e sicura. È una lotta paziente e difficile di demolizione, di corrosione sistematica, che si deve compiere contro queste opere

trionfare delle forze nemiche, e vi attende sicuro ed instancabile.

Iniziamo il nostro giro giornalistico al fronte, da questo estremo settore occidentale del

Trentino. Le vie che ci conducono alle posizioni dove combattono i nostri soldati, sono quanto mai di più bello, occhio di artista possa avere ammirato. Nella multiforme varietà di paesaggi e di colori, esse si svolgono, come nastri biancheggianti, lungo valli ubertose, si affacciano sui bordi dei laghi, si

dicaria, a qualche chilometro oltre il nostro vecchio confine di Ponte Caffaro, dopo Landrone, Sono trincee di cemento e di tavole,

mirabilmente mascherate e protette da tre ordini di reticolati, che s'innalzano e si per-

dono lungo i fianchi dei monti; ricompaiono

a 1000, a 2000 metri, appena visibili nel pic-

colo solco, nascosto da boschi di piccoli abeti artificialmente improvvisati: e in questo fosso, scavato nella roccia per lunghezze di chi-

lometri e chilometri, che s' arrampica per i monti, che discende nelle vallate, che s' interrompe avanti il corso di un torrente, per riprendere subito dopo il suo cammino, ferve tutta una vita di lavoro: qui sono chiuse. le belle energie dei giovani soldati d’Italia ;energie pronte all’offesa, che, nello slancio dell'entusiasmo, solo la fiducia cieca nella prudenza e nel valore dei capi riesce a conte-

nere. E in alto, lassù, fra quelle roccie che

solo le aquile o il falco sembrava potessero sfiorare, le robuste braccia dei nostri soldati hanno trascinato le possenti artiglierie.

arrampicano in lunghi, ampi giri, su per le montagne, i primi contrafforti delle Alpi, per

Oggi, le bocche dei mostri d’acciaio guardano da quell’altezze, minacciose verso il nemico, ad ammonirlo che le porte d’Italia sono ormai ben chiuse alla sua tracotanza.

un torrente, il serpeggiare di un fiume, rigano di un nastro d'argento la distesa ver-

E uguali trincee, uguali ardimenti, le stesse difficoltà superate, frutto delle stesse indomite energie, noi incontriamo ovunque. Lungo il Tonale, ove scendono fino a bagnarsi nelle acque del bel lago di Garda; da Malcesine, sull’altra riva, ove attraverso le impervie balze della Catena del Baldo, raggiun-

ridiscendere e distendersi in altre vallate profonde ove, in fondo, il corso impetuoso di deggiante dei campi. Piccoli paesi, gruppi di case, punteggiano l'immenso scenario della natura, e giù in basso, lungo le strade interminabili e polverose, si snodano le lunghe teorie dei carriaggi militari, dei convogli di salmerie e di munizioni. Sono le vie della guerra. In alto, e su tutto, sovrastano, irradiati dal sole, con le cime biancheggianti fra le nebbie, i massicci delle Alpi. È come un immenso velario, che la mano invisibile della

natura ha dipinto dei più belli colori, ha tratteggiato dei più audaci e grandiosi profili, che è sceso

a nascondere

alla tranquillità di

gono la Valle dell'Adige a Chizzola e a Serravalle.

Mentre dalle sommità dell’Altissimo le nostre artiglierie guardano, ancora. silenziose, verso

Riva, vicina, dal Costone di Zucua tuonano i nostri cannoni contro le posizioni nemiche dello Stivo e di Rovereto.

Ormai, l'investimento

di questa

formida-


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(Vedi spiegazione a pag. 240).

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(Fotografie del nostro corrispo,

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Accampamento di Alpini in Cadore.


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240

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

La conca di Cortina d'Ampezzo, ora completamente occupata dalle nostre truppe. In fondo (+) il forte austriaco di Son Pauses.

bile piazzaforte opposta alla nostra invasione del

Trentino,

prosegue

ininterrotto

da

tre

mesi e la stringe sempre più nella sua morsa di ferro. In Vallarsa, nel primo sbalzo in avanti che

seguì immediatamente allo scoppio della guerra, le nostre truppe occuparono di sorpresa una poderosa posizione nemica : il Pozzacchio.

Quest'opera, che domina

lo sbocco della

stretta Valle da Pian delle Fugazze verso Rovereto, è quanto si possa immaginare di più imponente: le sue ridotte sono scavate nella roccia dominante

a picco, un

abisso di 1000

metri: mai nessun assalto di artiglierie avrebbe potuto demolirle, più forti dell’acciaio, Sorpresi dall'azione improvvisa dei nostri, gli austriaci non ne tentarono nemmeno la re-

sistenza: abbandonarono i pezzi, non ancora montati, delle grosse artiglierie ;incendiarono e distrussero le caserme ampie e comode che avevano costruito, e si ritirarono sulle pozioni che dominano la valle, oltre Rovereto. Oggi su quella roccia, sventola augurale il tricolore!

Il nostro anello di ferro che cinge tutto il Trentino, si prolunga per la Val Sugana, ol-

tre Strigno fino a Borgo, ove le artiglierie del nemico, impotenti a controbattere le nostre posizioni conquistate

Cordevole; ‘mentre l'assalto delle nostre fanterie

prosegue,

lento

inces-

bandiera

a garrire

alla brezza

delle Alpi,

sulla sua cima; e quel giorno un nuovo, fiero colpo, sarà portato contro la resistenza del nemico: un nuovo passo sarà fatto per la

conquista di queste terre, che il diritto d’Italia vuole per sempre

e formidabilmente

protette, mirano alla distruzione del povero paese disabitato. Con uguale, bestiale accanimento, i cannoni austriaci sfogano la loro rabbiosa impotenza contro Pieve di Livinallongo in Alto

e difficile; ma

sante, lungoi fianchi del Col di Lana. Forse non molto tempo tarderà la nostra

italiane. Apo MoLINARI.

Come si svolge l’azione sul Gol di Lana nell'Alto Cordevole. Ad illustrare l'interessante

schizzo

riprodotto a

pàg. 237, il nostro Molinari aggiunge la spiegazione seguente:

«La nostra avanzata per la conquista di questa importantissima posizione di Val Cordevole, ha realizzati, in questi ultimi tempi, progressi sensibilissimi. Oggi la linea delle nostre prime trincee, 5 nalza fin quasi

all'estremità

del monte. Il nemico

tenta ancora la resistenza da una posizione fori

dabile: il Trincerone, che segue la base di una frana distinta col nome di Cappello di Napoleone. Le nostre trincee distano solo 70 metri dalle linee nemiche e la lotta fra le fanterie si accanisce quasi

esclusivamente coll’uso delle bombe a mano, mentre le nostre artiglierie battono

da 40 ettometri

con i loro tiri pre-

di distanza il Trincerone ne-

mico ed un osservatorio sul costone si

zata delle nostre fanterie prosegue rapidamente sul costone destro

del Col di Lana

con

l’obiettivo di

prendere a rovescio le posizioni austriache del Trincerone. «In fondo Valle: Pieve di Livinallongo, ora com-

pletamente sgombra di popolazione civile, bombargrosso calibro piazzate sul Cherz a 6 chilometri ante, dietro il Col di Lana. Nell'ospedale, a destra del paese, erano raccolti, al momento del p mo bombardamento, numerosi mal: popolazione civile, lasciati dagli austriaci al lampo data e incendiata dal tiro delle artiglierie nemiche

dell'abbandono

Il villaggio di Caprile sul Cordevole,

bombardato

il 1.0 PETER

dalle art

iglierie austriache.

di Pieve di Livinallongo ».


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Sona, didi Fa nnello

Mario Campioni, di Milano, tenente colonnello degli Alpini.

Gaetano Reati, maggiore dei B

Giov. Caraccioro Di Torcuaroro, |Dario Prrrerti, di Massa; di Napoli, capitano di Fanteria. capitano di Fanteria.

) <&

AuLro Poso, capitano di

Riccarpo Cervini, di Casalbordino (Chieti), tenente di Fanteria.

Torquaro Lic. Emilia, capi

—Domenico Gricnoto,di (Cuneo), tenente di F

Lursr

vini, di i Reggio Emilia,

no di Fanteria.

Gino Meran, di Roma, sottotenente di Fanteria.

Eristo Garav, di Cagliari,

tenente di Artiglieria.

Pirro Rizzotio, di Zoverallo (Intra), sottotenente degli Alpini.

Carro Gasparerti, di

Parma,

tenente dei Bersaglieri.

Pierro Petecarti, di Limite (Empoli), sottot. di Fanteria.

alle Anronio

Mecu, di Brusatasso

Anroxio

Romano, di Palermo,

di Suzzara, tenente di Fanteria. f © sottotenente dei Bersaglieri.

Uxiserto Faprani, di Bologna,

_—sottotenente dei Bersaglieri.

Camirco

Maspes, di Ivrea,

sottotenente di Fanteria,

Lurei Cosranzo,

di Popolo (Casale),

capo torped. del sommerg. Medusa.


Aurrepo Rizzetu, di Maglie (Lecce), capitano di Fanteria.

Tomaso Cannovae, di Messina, capitano di Fanteria.

Uso Foscoro De Grossi, di Roma,

n é capitano di Fanteria.

Ecmio Rossi; di Milano,

ErcoLe Garrone, di Santhià, tenente degli Alpini.

Vicenzivo Gato, di Sessa Aurunca, tenente dei Bersaglieri.

Fiurro Criscuoro, di Spezia, tenente di Fanteria.

—1Gruserre Moranni, di Modena, sottotenente di Fanteria.

st; di Mil tenente di Fanteria.

Siero Saccuerti, di Orte, capitano di Fanteria.

Even

Canace, di Genova,

tenente di Fanteria.

Evcenio Tonri, di Forlì del Sannio, tenente di Fanteria.

Guwo Facari, diVi sottot. di Artigli

<<

Grsorio Gruseree Pertivo, di Torino, capit. di Fanteria.

Nicoa

Vozza, di ’l

tenente di Fan

Giovanni RomanetLi, di Firenze, capitano di Fanteria.

Grecorio F. tenente

Vincenzo Ziseromi, di Modena, tenente di Fanteria.

Ezio Curn, di Tivoli, tenente di Fanteria.

Grustere Barterta, di Monopoli,

Acunte Frezzixi, di Roma,

sottotenente di Fanteria.

sottotenente di Fanteria.

È à


244

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Accorso al fronte, cadde il22 luglio mentre negli assalti ONORE AI CADUTI. avurxtx). il nemico e facevagli dei prigionieri. Il sottotenente di fanteria Giuseppe Barletta di incalzava Il sottotenente dei granatieri cav. dott. Gino Melani Monopoli aveva guadagnate le spalline in Libia per merito era nato il 20 agosto 1881 a Roma dove erasi laureato in di guerra. È caduto valorosamente sul Carso: aveva come giurisprudenza ed aveva superati brillantemente gli esami piuti i 26 anni in aprile. i lettere, Entrato giovanissimo nell'Amministrazione del Una bomba austriaca il 22 giugno troncava la vita del Tesoro, vi era capo-sezione e segretario della Commissione capitano di fanteria Luigi Bonini mentre strenua- tecnico-artistico monetaria. Partito pel fronte con vero enmente € vittoriosamente combatteva. Era di Reggio Emi- tusiasmo, cadde il 10 agosto all'assalto di una trincea, collia, dove era nato il 15 luglio 1873, allievo del collegio pito al petto. militare e della scuola militare di Roma, e volontario a diAntonio Melli di Brusatasso di Suzzara (Mantova), ciassette anni, percorse la carriera dal grado di sergente. natoil6 ayosto1884, percorse gli studi classici fino alla In Libia per la sua calma nella lotta e nel pericolo, meritò quinta ginnasiale, poi entrò nell'esercito quale allievo sermedaglia d'argento al valore. gente di fanteria :nominato sottotenente nel 1908, poi aiuMilanese era il tenente colonnello di fanteria, cav. M a- tante maggiore nel maggio scorso fu mandato ad assumere rio Campioni. Nato il 18 gennaio 1859, ed ‘arruolatosi il comando di una compagnia di nuova formazione; con volontario a 16 anni, usciva sottotenente il5 gennaio 1882; parte a_ vari importanti combattimenti :la appassionato per la sua carriera, fu tre anni in Libia. dove questaina prese del 26 luglio, dopo sei giorni di lotta accanita, sì distinse, e dove guadagnò medaglia al valore. Cadde varimase ferito al braccio destro, ma continuò egualmente lorosamente sul Carso, colpito al cuore da palla nemica negli assalti alla testa della sua compagnia fin che cadde mentre animava i suoi soldati all'attacco. eroicamente, colpito contemporaneamente alla fronte ed al Il genovese Eugenio Canale, sottotenente di fanteria petto. Aveva pochi momenti primaSmandato l'attendente aveva appena 24 anni. Due medaglie al valore aveva a spedire un telegramma alla famiglia per rassicurarla ! guadagnate în Libia. Un altro suo fratello, Vittorio, è pure Il sottotenente di fanteria Giuseppe ‘Morandi di sul fronte. non aveva che 22 andi: in Libia era stato sei Il capitano di fanteria cav. Tomaso Cannovale, era Modena, mesi, distinguendovisi, e per merito di guerra era stato prodi Messina, dove naci il 12 gennaio 1881. Da sottotemosso da sottotenente di complemento ad effettivo. nente prestò opera nobilissima nella sua patria pel terre- fratello Pio è in campo come capitano di artiglieria ;un moto del 1908, meritandosi una medaglia d’argento al altro fratello, Carlo, esce ora dall'Accademia di Torino uflore; in Libia e a Rodi meritò encomii solen la promodi complemento. zione a capitano. Cadde il 26 luglio, e la sua salma fu ficiale Il capitano di fanteria Ferdinando Mario Peri nel cimitero di Fogliano. fetti, di Massa, caduto il 1.° agosto, era nato il3 giuitano di fanteria, conte Giovanni Caracciolo gno 1884; aveva venti anni di carriera; inLibia meritò di Torchiarolo, era di nobilissima famiglia napolitana, medaglia d’argento al valore. ed era nato il 23 dicembre 1875. Sottotenente fino dall'otGregorio Giuseppe diTorino, capitano tobre 1895, sempre si segnalò per bravura e valore, nel di fanteria, cadde da prode ilPerlino, 25 luglio alla testa della sua terremoto del 1908 dove fu distinto con medaglia di bronzo, compagnia. Quale tenente prese viva parte ai combattie nella guerra di Libia dove meritò medaglia d'argento al menti in Libia; e meritò due medaglie d’argento ed wi valore. Cadde eroicamente il 2 giugno, al valore dimostrato a Kasr Ras El Leben, a L'avv. ardo Cervini di Casalbordino (Chieti), diBu bronzo Msafer, a Tecniz, e si distinse anche per il terremoto laureatosi nell'Università diBologna, era distinto professio: calabro-siculo. Era nato il 12 marzo 1884. nista in Teramo, dove occupò pel suo ingegno pubbliche Valorosisssima fu la condotta del trentaduenne capitano cariche, Ufficiale di complemento di fanteria, corse volon- Amleto Poso, di Lecce, che sul Carso combattè teferoso all fronte, 0 vi cadde il 7iagosto, Gli avvocati tera» per sei giorni; nel sesto (26 luglio) ferito ad mani gli hanno decretato medaglione da collocarsi nel lo- nacemente un brace lasciò medicare, ma volle tornare al cocale Palazzo di Giustizia, Aveva 32 anni. mando del battaglione; però a sera una palla nemica lo Nell’affondamento ben noto del sommergibile Medusa, il colpì a morte. Fino dal primo giorno di combattimento i7 giugno, perì, fra altri, il capo-in seconda torpediniere- aveva meritato l'encomio dei suoi superior elettricista Luigi Cos nzo, di Popolo (Casal MonPippo Rizzolio di Zoverallo (Intra), sottotenente ferrato) di anni degli alpini, già geometra, è caduto sul fronte a 25 anni. Il tenente di fanteria Filippo Criscuolo di Spezia di fanteria Giovanni Romanelli, era nato il 25 gugno 1884. Prese parte alla guerra di Li- dutoIl capitano combattendo sul bia e all'occupazione di Rodi, Nella guerra attuale cadde renze il 18 dicembre 1882; era uscito sottotenente dalla il 24 giugno, dopo essersi portato così degnamente da me- scuola di Modena nel 1906; si era fatto notare per la vire di essere proposto per una ricompensa al valore, vacità i dell'ingegno, per fa sua cultura, per la bella facilità Il tenente di fanteria Ezio Curti di Tivoli (Roma), în della sua parola © della sua penna; ‘A Ca dove era Libia, semplice maresciallo, meritò pel suo valore e bra prima della guerra. col suo reggimento; teconell'Utione vura di essere promosso sottotenente per merito di guerr, Sarda una vivacissima campagna, integrata con infervoa Rodi si distinse nella battaglia di Psitos, e brillavan rate conferenze, in favore della guerra, nella quale ha nosul petto due medaglie al valore, Ora pure era proposto bilmente, pagato di persona: era stato proposto per la me: per altra ricompensa, quando cadde ucciso sul Carso, Si daglia d’argento al valore. Era un grande conoscitore ed distinto anche pel terremoto del 1908. Era nato il 22 amico della Sardegna; a Cagliari aveva sposata la figlia febbraio 1885. dell'intendente di finanza cav. Pani: per la Sardegna Il capitano di fanteria Ugo Foscolo De Grossi, brillantemente scritto nella Voce © nel Marzocco. aveva era un valoroso reduce dalla campagna di Libia, dove meritò | tenente di complemento di fanteria Egidio Rossi, ben tre ricompense al valore. Promosso capi ragioniere del Municipio di Milano, era nato il 31 ludella guerra attuale, vi fu ben pr e ne scrisse lio 1883. Accorso alla guerra con entusiasmo, si era s egli stesso alla madre dicendole ma chi ito distinto în vari combattimenti, meritando speciale ennon verserebbe il suo sangue per l'Italia nostra ?...Qua- comio di Brigata, e venendo proposto per la lunque sia l'evento, non piangete, ma gi 1 Viva l'Ita- medaglia dal algenerale per un'arditissima ricognizione coma!... Spero giungere a Trieste!» E continuò, ferito, ad piuta. Cadde valore colpito alla gola da una palla, il 14 agosto, ‘anzare, fin che un’altra palla lo colpì mortalmente, faavanzava alla distrazione di reticolati. cendogli compiere il breve ciclo della sua nobile vita nel mentre Sacchetti, capitano di fanteria, era nato ad giorno stesso del suo compleanno, il 2 agosto. Compiva i OrteSirto il 21 maggio 1886: uscì sottotenente dalla Scuola di 35 anni, A_Roma era conosciutissimo : vi era stato al coModena nel 1906; a 26 ‘anni egli era già capitano, e pel mando della scuola militare. valore dimostrato inAfrica e in Libia, aveva il petto freIl sottotenente dei bersaglieri Umberto Fabiani di to di ben tre medaglie d'argento al valore, guadagnate Bologna, cadde oltre l'Isonzo il 29 luglio. in quasi ottanta combattimenti, fra i quali jd Said BeIl sottotenente di artiglieria Guido Falcieri di Veed ebbe la promozione per merito strao rona, aveva 21 anni ed era uscito da pochi mesi dall’Ac- nina, Gedabia, di guerra. Cadde il 10 giugno, nei primi combat cademia di Torino. Una granata nemica lo colpì grave- dinario menti oltre Isonz mente alle 10 del 12 agosto; cinque ore dopo spirava: è Il tenente colonnello di fanteria cav. Giuse ppe Sora, proposto per la medaglia d’argento al valore. era un degnissimo figlio della patriottica Pavia, dove era Il sottotenente effettivo di fanteria Achille Frezzini ra romano; aveva 26 anni; cadde valorosamente il 21 luglio. nato il 2 gennaio 1865: uscito giovanissimo dalla Scuola Modena, percorse la carriera delle armi sino da principio In Libia era stato fra i valorosi nella tragica giorn; di col più nobile fervore, Era di stanza a Messina, nel diEttangi. Il tenente Efisio Garau, di Cagliari, appena venti- cembre 1908, al momento del terribile terremoto, ‘al quale cinquenne, era aiutante. maggiore in un reggimento di arti- egli e la sua famiglia scamparono miracolosamente; e pronglieria da fortezza. Erauscito da poco più di un anno dalla tamente egli si diede all'opera di salvataggio e di resurrescuola di applicazione di Torino: cadde valorosamente il zione, nella quale si distinse. Partecipò alla guerra di Libia, aggregato come maggiore alla colonna Tassoni, e pel 48 luglio sull’ Isonzo în un tragico duello di artiglierie pevalore dimostrato a Sidi-Rafa, a Sidi-Budria, a Piva, mesanti: il suo nome è proposto per la medaglia d’argento ritò belle ricompense. Promosso colonnello, per le conseal valore. Il rag. Ercole Garrone di Santhià frequentò il plo- guenze di una caduta da cavallo, onde ebbe offeso un ginocchio, era ai bagni d'Acqui al momento della mobilitatone allievi ufficiali al 5.° Alpini di Milano ove venne nominato zione generale; accorse con un nuovo reggimento in Cadore, sottotenente di complemento. A_Santhià era cassiere della e dai suoi superiori e colleghi, nella presa di Podestagno succursale della Banca Cooperativa di Vercelli. Richiamato per la guerra Libica, divenne sottotenente effettivo, e in Cire- © Son Pauses, meritò l'appellativo di « modesto eroe di Son

naica fu promosso tenente per merito di guerra. Dall’agosto dell'anno scorso era coi suoi alpini al confine e fu uno dei primi adattraversarlo colsuo reggimento. Sempre primo fra i primi, cadde ferito in un recente combattimento, e morì a Caporetto il 28 agosto. Era nato il 27 marzo 1889. Di Parma era il sottotenente dei bersaglieri Carlo Gasparetti, valorosamente caduto alla testa dei suoi bravi soldati. Era nato il 24 dicembre 1892%e dall'ottobre 1913 portava le spalline. È Il tenente di complemento di artiglieria Domenico Grignolo, di Saliceto, figlio del prefetto di Cuneo (al quale il colonnello del reggimento ha diretta bellissima lettera altamente elogiativa per il caduto) fu colpito a morte, in fronte, da una palla nemica penetrata in un interstizio fra masso e masso della trincea, mentre egli stava conversando con amici andati a trovarlo. Era elettissimo giovine, distintosi come consigliere aggiunto alla prefettura di Porto Maurizio. Era nato il 6 marzo 1884. Il capitano Torquato-Ligabue di Reggio Emilia, per qualche tempo impiegata nelle poste e telegrafi, sottotenente di fanteria dall'ottobre 1910, il 28 luglio fu mortalmente ferito sul Carso, e morì in un ospedaletto da campo. T Il sottotenente di fanteria Camillo Maspes era nato ad Ivrea il 15 luglio 1880, ma era andato a Firenze fino da bambino; poi a Bari era impiegato del Credito Italiano. BAMBINI

Pauses ». Dal Cadore scriveva alla famiglia lettere bellisime per fede ed amor patrio; e in Cadore cadde da eroe 13 agosto, L’avv. Eugenio Tonti, di Forlì al Sannio, tenente di complemento di fanteria, alto, robusto, pieno di slancio, fu primissimo a cadere, nello sporgersi per l'avanzata, gri dando ai suoi soldati: «Andiamo a morire da eroi lu.» mentre le mitragliatrici nemiche facevano un terribile fuoco radente. Aveva 36 an i. Un suo fratello, capitano Ulrico, è al fronte, Il tenente Nicola Vozza nacque in Taranto il 18 febbraio del 1892 da agiata famiglia : entusiasta della vita mi litare, entrò, quattordicenne appena, nel Collegio militare della Nunziatella, meritandovi la cifra reale: nel 1911 passò alla Scuola di Modena, e nel 1913 ebbe le spalline di sottotenente, e gli toccò compiere la oculata repressione dei piccoli incendi politici divampanti nelle campagne romanole, poi accorse alla guerra con entusiasmo meritando il 19 luglio una prima medaglia d’argento alvalore. Il 12 agosto cadde colpito a morte. La marchesa Luisa Napoleona Pepoli, vedova Contessa Guarini Matteucci, prega rettificare che il suo adorato figlio Guido non era socialista. Esso era monarchico ed aveva una devozione speciale per Casa Savoja. Non si arruolò a Forlì per evitare alla sua mamma che adorava, il dolore di vederlo sempre colla prospettiva di lasciarla nella desolazione e nell'angoscia per la sua partenza! Era socievole e si faceva volere bene da tutti e così si affratellò con i volontari di Milano che a loro volta furono per lui più che fratelli. I QUADERNI DELLA GUERRA. Questa preziosa raccolta, diretta da Emilio Tre-

ves, che è già arrivata al 33.° volume, è così giudicata dal Corriere della Sera, nel suo numero

12 settembre:

zioni tecniche, nei riguardi commerciali, industriali,

finanziari, ha una quantità d'aspetti che iQuaderni

editi dal Treves vanno a mano a mano illustrando. È una serie di concise monografie, d’autori per la

gior parte ben noti, condotte in modo da con-

ciliare con una trattazione schiva

superficialità

una esposizione degli argomenti piana e popolare. « La serie, già ricca fin da qualche mese addietro,

s'accresce ora d'un bel gruppo di volumi, in cui le

questioni che riguardano direttamente l’Italia hanno il primo posto. E i tre quaderni che più éi concernono, fra gli ultimi apparsi, si seguono in un certo

ordine di tempo e di materia, che aiutano il lettore

ordinato

a Fini

dalle

origini e dai

motivi della

nostra guerra, seguendola metodicamente nella sua

storia politica e nei suoi fatti militari, «Chi cominciasse dal volume di Franco Caburi su L'Austria e l'Italia (11,5) troverebbe intanto esposte, in una forma che sa essere riassuntiva

senza essere punto scarna, le ragioni dell’ irriducibile e antico dissidio fra noi e i nostri nemici. La

questione dell'Adriatico, ridionali, la

il problema degli slavi me-

politica del defunto arciduca,

e tutte

insomma le vicende dei nostri rapporti con l'Austria negli ultimi tempi, sono ricapitolati dal Caburi con

quella conoscenza dei fatti, degli uomini e del paese

che molti anni di soggiorno a Vienna come corri. spondente di giornali italiani gli hanno data. «Può

far seguito al libro di lui, ed esserne come

un complemento, quello che, nella stessa A. Italo

Sulliotti

continuativa,

raccolta,

pubblica su Za 7riplice AL

leanza (L. 1,0) dove son

ricostruite, in una

le fasi politiche

attraversate

linèa

dall'al-

leanza italo-austriaca durante gli anni intercorsi dalla firma alla denuncia del trattato: limpida sintesi che sulla semplice scorta dei fatti mette in evidenza tutta la profonda giustizia, nazionale ed umana, dell'atto che liberamente e fieramente compimmo. «Altro volumetto in cui si continua, passando

dalla storia politica alla cronaca

militare, dagli an-

tefatti alla magnifica azione liberatrice, la serie sul-

l'Italia,è il Diario della Guerra d' Italia, raccolta

dei bollettini ufficiali edi altri documenti, in cui sì trovano anche le relazioni ufficiali stenografate delle

due sedute storiche del Parlamento (20-21 maggio) e del discorso di Salandra in Campidoglio. »

Del Diario è uscita poscia la seconda serie che vaifino a tutto l'agosto. E i Quaderni hanno raggiunto il N. 33.

RINVIGORITE EVOSTRI-BIMBI CA A

CON-LA-GUSTOSA

LUTROFINA FORMULA - APPROVATA paL

Pror.LUIGI- CONCETTI DI-ROMA INSCRITTA NELLA EARMACOPEA UFFICIALE oe Reno ottava

del

«La guerra attuale, nelle sue cause, nei suoi fini e nelle vicende militari e politiche, nelle appl

ISTITUTO - NEOTERAPICO - ITALIANO - BOLOGNA

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ILLUSTRAZIONE

245

ITALIANA

a Garibaldi in Napoli e le ultime opere sue, così fieramente equilibrate, e nutrite di sereno ed intimo

vigore, il nesso

non

appare

ma

al-

Edoardo, di Federico

molto” stretto;

Pa-

l’uomo, che sentì così profondamente, anche l'influenza

del fratello

per

storis, di Giuseppe Giacosa, di Giovanni Camerana,

tutto il romanticismo della vecchia età feudale nei diroccati

manieri di Val d'Aosta e del Monferrato,

rimase sempre nella pupilla qualche cosa della ma-

gnifica visione epica, donde era scaturita la fiera ca-

valcata a torno la base del monumento ad, Amedeo di Savoia. Così talvolta e, volontieri, sicullava ancora

in tali visioni. Ne sono prova // Conguistatore e la concezione dell’Arge/o della morte per il monumento funebre Geisser nel camposanto di Torino. Nato nel 1856, dall'avvocato Claudio Calandra, Davide crebbe sotto l'occhio di un padre che, oltre

ad essere geologo, archeologo e uomo politico, era

un ingegnere idraulico di bella fama :infatti nel 1872,

per incarico del Governo concretò fra altro, prima di tanti altri, un progetto completo dell'acquedotto pugliese. Prima di Davide, eravi

maggiore,

in casa un altro figlio

Edoardo, che aveva studiato

i

Francia col Couture, e abbandonò più tar

nelli per regalarci i perfetti racconti del Vecchio Piemonte e dei Lancieri di Faliceto. Davide frequentò gli studi classici fino

ità.

all’ Uni-

Ebbe compagno il figlio dello scultore Da-

rio Dini, e nelle ore libere dalla scuola i due ranello studio del Dini si divertivano a maneg-

iare

la creta e la stecca. Viveva da molti

anni a

‘orino lo scultore Alfonso Balzico, l’autore del m numento a Massimo d'Azeglio e di quello audaci; simo al Duca Ferdinando di Genova. L’avv. Calandra condusse il figlio Davide da Balzico, che lo

accolse con queste consolanti

parole:

un

fanne

« Nei nostri

paesi si usa dire: se il giovine è un asino, fanne pittore

è un

Ma lo sce

asinone,

uno

imo del Balzico durò

i quali il

scultore ».

mesi,

giovine Calandra entrò all'Accademia

dopo

Al-

bertina a studiare scultura sotto il Tabacchi. La famiglia Calandra ha diritto ad un cospicuo posto tra le più benemerite

dio, operosità

che, per

ingegno,

stu-

e patriottismo, hanno illustrata la

ione subalpina.

L'avv.

Claudio

Calandra,

« pa

alandra» — il cui ricordo, come nota Depanis, è ancora vivo nel Saviglianese, che egli rappresentò per due legislature alla Camera — era anima di poeta e di artista non comune; era sopratutto un amatore e illustratore del passato, un collezionista

dotto ed

appassionato d'armi

È noto

da fuoco.

come nel 1878, durante uno scavo presso

Moncalieri, mirando alla scoperta di armi, insieme

coi figli Edoardo e Davide, frugando e rifrugando egli mise allo scoperto la necropoli longobarda di Testona; ed una appunto in quegli

colta d'armi barbariche trovate scavi, dottamente illustrate poi

in una memoria dal figlio Edoardo, Museo Archeologico di Torin

ide nella

veva proseguire la passione + Lo scultore

DAVIDE

sua attingere a quel pas:

CALANDRA,

Che si muoia

ad ottanta anni come

il chimico

Schiff, ad ottantasei anni come donna Laura Min-

giati riescono a superare ancora, fin che la legge

naturale prende l'inevitabile sopravvento. Ma che si scompaia d’un tratto dalla scena della vita a soli cinquantanove anni, come è scomparso Davide

Calandra, quando la vita offre ancora tutte

le sue meritate ricompense, ed attende dall'uomo prediletto il ricambio ascendente delle sue opere

magnifiche, è ancora, più che doloroso, spaventevole! Davide Calandra, con la moglie, signora Luisa Calandra-Calandra, e la figlia signorina Elena, era da qualche giorno in villeggiatura al Mottarone,

nella

braccia della moglie e della figlia, fra il muto dolore dei famigliari !. . al Nell'ammirato gruppo degli scultori torinesi Davide Calandra

era

tra

i fortissimi; da

Torino

la

fama dellè sue opere si era rapidamente sparsa non solo per l'Italia, ma per l’ Europa, per le lontane Americhe:

egli ne era sembrato a tutta prima come

sbigottito, egli che la modestia aveva pari al valore.

Poi, consciamente,

serenamente,

tutto

compreso

della responsabilità derivantegli dalla chiarezza del nome, s'era tuffato nel

foro con

la voluttà di cl

fraterno e collaboratore di Calandra. I due artisti scelsero certi graniti per il loro monumento al ge-

nerale Mitre, che sorgerà a Buenos Aires, del quale Calandra

ha modellato la vigorosa

statua

equestre

e Rubino i bassorilievi e la parte architettonica del

basamento. Diedero varie ordinazioni, poi, dopo una passeggiata ed un pranzo, durante il quale Davide Calandra apparve di ottimo umore e di

salute ottima, accompagnati dalle signore, salirono in ferrovia. E circa al tocco-dopola mezzanotte alla stazione di Porta Susa a Torino Rubino si separò

dal caro compagno e dalla sua famiglia. Un quarto pai dopo Calandra era nel suo villino, in corso

al Valentino

Massimo

D'Azeglio,

N. 40, davanti

e alla verde collina.

Fu quella l’ultima*giornata del;caro artista: giornata dedicata alla famiglia e all'arte, isuoi grandi,

tenaci, indissolubili affetti. E a Baveno non,era"stato dimenticato il figlio Giorgio, volontario*combattente

un

riflesso del

suo

stile

in arte. Nel suo

camiciotto di tela a mille righe, come nella sua uniforme, egli aveva un'aria da schermitore: e Gia-

como Grosso l'ha ritratto così, in 'un quadro vivacissimo, voltato di tre quarti, « fiero — scrisse Ugo

Ojetti — come uno schermitore che sì sia appena

‘dimento —

dopo

grande arte monumentale per la quale la fibra ga-

l'ardimento’ del

gliarda dell'artista pareva rivivere

e dei sruppisottostanti alla figura di Amedeo «

voia al Valentino — egli aveva affrontato con occhio sicuro, senza oscillazioni, senza debolezze; misu tore esatto delle proprie forze con l’opera cui si accingeva.

Ebbe

in rara

misura

il senso

dell’ele-

ganza e quello della grandiosità, doti apparentemente in contrasto tra loro. La duttilità dell'ingegno — tanto preziosa in arte— lo rese così scultore vario, ma in ogni manifesta

zione ugualmente vivo e interessante. Dalla sentimentalità di quel re di chiostro che fece gustare al Calandra i dolci sorrisi della fam:

in un'atmosfera

vibrante della sacra luce ellenica, pure conservando un forte senso di modernità.

Nel grande altorilievo

cia della libertà e alla statua

della monarchia

per la Camera dei deputati, dove,.intorno alla querstituzionale, di Casa

co-

raccolgonsi, a cavallo, tutti i principi

Savoia; nel monumento allo Zanardelli, nel vo ‘compiuto [ultimamente

per la famiglia

in Borgomanero, e di cui il bozzetto fu am-

mirato all'ultima Esposizione di Gli amici dell'arte, il Calandra mostrava evidenti i segni di un’evolu-

zione, che avrebbe forse raggiunto il suo apogeo

nel monumento colossale ad Umberto re, che Vit-

dall’arguto spirito di osservazione in A//a predica ; torio Emanuele III dona a Roma, ed in quello al dalla passionalità perversa di Zigre reale; dalla generale Mitre, che egli stava compiendo in collaforte e solida

espressione

di verità erompente da

l'aratro, ai monumenti ad Amedeo di Savoia, a Garibaldi in Parma, a Zanardelli in Brescia, al condottiero valdese Armand, e via via, corre, è vero, un abisso, ma

l'abisso —

notaTfelicemente'Ernesto

nel Trentino.

Ferrettini — pare meno profondo a chi sappia vedere nelle opere maggiori quelle traccie di osservazione acuta, incisiva e sintetica; di vivezza di pene-

e cadde riverso sul letto. La signora accorse: il marito non era più in"grado di parlare. ; Mancava un quarto d’ora alle 2, quando arrivarono i medici, ma Calandra era già spirato fra le

come

Dal romanticismo famigliare e tradizionale il fiero maestro era asceso in meno di venti anni alla

nella sua camera da letto, si sentì improvvisamente male: ebbe appena il tempo di chiamare la consorte

All’una‘e'un quarto, Davide Calandragià ritiratosi

suoi monu-

tra cui si

leva a così meravigliosa altezza di espressione artistica e di bellezza squisitamente poetica il monumento al principe Amedeo; il suo capolavoro ed uno dei maggiori capolavori dell’arte moderna. Tanto seppe trasfondere la passione dell'arte e delle ricostruzioni storiche, riboccanti di poesia suggestiva, nell'anima dei figli suoi «papà Calandra » Alto, biondo, pallido e magro, Davide recavi nella figura elegante, marziale, quasi cavalleresca,

tolta la maschera per salutare il pubblico »,

piena serenità di spiritoe di affetti famigliari,

bellissime caratteristiche del grande artista. Il martedì, 7 settembre, la famiglia Calandra scese a Baveno, attesavi dallo scultore Rubino, l'amico

to guerresco coi

menti eroici, con le sue statue equestri,

nato a Torino nel 1856 ed ivi morto l'$8 settembre.

ghetti, sono limiti fatali di natura, che esseri privile-

figura oggi nel

doardo nella pittura scultura domigliare, e per l'arte

me il fratello maggiore

e nella letteratura, così Da

trazione

psicologica;

di bellezza

sostanziale,

cioè

schiva da ogni lenocinio; di fermezza e di solidi!

di esecuzione, di cui sono7già'marcatissimi isegni nelle opere

sue di minor

mole.

Tra l'irruente e focoso bozzetto per il monumento

borazione con Edoardo Rubino per Buenos Aires, E quello ad Umberto ebbe gli ulti ‘occhi, e l’ultimo sorriso di soddisfazione dell'artista! Accanto alle tombe del padre e del fratello la salma

di Davide Calandra riposa ora nel piccolo cimitero

del Murello, presso Racconigi, chiusa, come. egli volle, soltanto in una leggera cassa di legno dolce e inumata

profondamente

nell'umida

negra

terra

perchè/presto in'fessa si dissolva, e su vi crescano erba ed arboscelli. (Per maggiori*dettagli sull'opera

del Calandra, vedi iRifrazti d'artisti di Ugo Ojetti,

al_qual libro tutti i necrologii hànno attinto largamente, anche senza citarlo).


L'ILLUSTRAZIONE

246

ITALIANA

Diario sentimentale della guerra, ver Alfredo Panzini. 29 agosto ‘15. Alpe Lago Santo. Salendo.

appenninica. Verso il Perchè il montanaro

sale sui monti più agevolmente? Perchè è più forte? No! Perchè ha il cervello dove pone il piede, cioè nei piedi. Non pensa. lo penso, e perciò fatico moltissimo. Ma forse vi è qualche cosa di più grave del pensiero: cioè la coscienza. I tedeschi sono alpinisti provetti! Forse che non hanno pensiero e coscienza?

Oh, ne hanno moltissimo. Volumi! Librerie! Ma sono librerie: depositi cu/tura/i. Cose staccate dall'uomo; o quanto meno, uomini congegnati in modo che si possono staccare dal pallido pensiero. Ecco perchè sono ottimi alpinisti.

* Lago Santo, circolare, profondo, cinto da faggi e da rocce. Si/entium! È mezzodì, e pare già vespero. Se vedessi apparire sulle acque azzurro-cupe la barca della morte, non mi meraviglierei. Lasciamo

questo triste lago!

Perchè la gente fa gite allegre per vedere questo triste lago? Perchè nessuno mi disse di questa tristezza? Non ne ebbero la sensazione? Ripigliamo il sentiero della montagna, arrampicandoci, Alta Alpe. Si passa il versante: non vestigio umano: macigni, qua e là, come lapidi e tombe: vegetazione diversa, strana: piante nane, contorte; si passa tra alte foglie enormi viscide fruscianti :un non so che di pauroso! Pare che i piedi debbano smuovere serpi. Luoghi inabitati! Le nubi corrono basse; mi investono: è tenebra. Una folata di vento dissipa la nebbia: ecco vertici verdi, con sinistri bagliori di sole; abissi, terra che pare stravolta; le guglie corrono verdi in su; in mezzo, vedo baratri. Come un invito al suicidio. Che aspetto nemico ha la terra là dove manca l’uomo! Oh, ecco una capanna di carbonai, fatta di piote e frasche. Finalmente l’uomo! No! La capanna è deserta, Dove sono i miei fratelli carbonai? Fratelli gli uomini? L'uomo popola la ter ra; e quando

è cresciuto

venta contro l’uomo.

a dismisura,

Bene. Diminuiamo

s'av-

al-

lora la produzione dell’uomo. Ecco una provvidenza che ci è lecita. Ma un popolo pro-

clama: «Io non intendo diminuire: se tu diminuisci, meglio per me. Avrò più spazio e meno fatica nell'invaderti e ucciderti », Nulla di nuovo in questo. Ecco la guerra. Non comincia

così Machiavelli

la sua storia?

/ po-

poli i quali nelle parti settentrionali di là dal fiume Reno e Danubio abitano, essendo nati în regione generativa e sana, in tanta moltitudine molte volte crescono, che sono

necessitati abbandonare i terreni patrii, e cercare nuovi paesi per abitare. Queste popolazioni furono quelle che distrussero l'Imperio Romano. Dunque, fratelli gli uomini *

Oh, ecco, laggiù, un azzurreggiare tenue, un biancore: la valle ampia della Magra.

Cortesi

signori di Malespina,

dove abitavate

voi? La guida ha smarrito la via! Le nubi danno oramai un senso penoso di notte. — Se hai smarrito la via per Pontremoli, — dissi alla guida, — non importa. Scendiamo per trovare degli uomini. Quanto bisogna rotolare e scendere ora per trovare degli uomini?— Avete visto, — chiesi alla guida — un campanile? Dove? Dalla profondità della valle giunge il suono di un campanaccio di mandrie. Si allarga il cuore. É un suono di umanità. I vertici lividi, di smeraldo, feriscono di traverso le nubi, fra barbagli di sole. Pensare che un'ora fa eravamo lassù! — Avete visto un campanile? una casa? Ah, finalmente un po'di prato: ci siamo: non più questi orribili macigni. Ecco segni di coltivazione:

grano, viti: l’uomo!

* Il paese a cui siamo arrivati, Lusignano. Val di Magra.

si chiama

È l'ora del vespero: ecco un villaggio, tetro, lurido, trogloditico, grigie pietre: ma vi sono uomini, una cena, un letto fors’ anche. Buona gente che ha emigrato. Mi fanno ospitale circolo su la terrazza; e attorno, sul mu-

ricciolo, sono garofani, orten basìlico bellissimo. Hanno queste genti i loro figli ed i mariti alla guerra. Ne ragionano con calma; come di un cataclisma naturale. Parlano però più volentieri delle mandrie, dei pascoli, delle mucche, che della guerra.

Dice un uomo che pare Sancio Panza (e parla delle sue bestie che vanno pascoli sull’alpe): — Le vacche han più giudizio — salvando l’anima — dei cristiani! — Le sue pàpere sono intelligenti, come lei non può credere, signore! il suo asino nella notte cammina sicuro avanti, « come un delegato ». Hanno messo, per me, insieme un letto, con grosse candide lenzuola a ricami, Prevedo il mio male, l'insonnia. Domando

un libro. Mi offrono i Promessi Sposi, l’Ario-

sto, il Tasso. Chi avrebbe pensato di trovare tali libri fra questi monti? — Non avete un libro stupido? domandai. Ecco, mi è offerto un libro, che porta questo titolo: Per farsi uomini, letture per la terza elementare. Questo libro va bene: leggiamo. Apro a caso e leggo quanto qui segue:

Lino, canape, ortica.

La

pianta del lino

viene in cortese disputa e conversa dei proprii meriti con la pianta della canape. // contadino — dice — ci coltiva con lo stesso amore. Ah, benissimo! ma, dopo, ci dirompe con le maciulle. Esclamo fra me: Felice te,

ortica! Altro capitolo: Le pecorine.

Be, be, be!

Anche le pecorine sono trattate con amore: le laverò nell'acqua chiara, corrente, e poi

le toserò.

Alumnus dice: Che peccato! senza lana saranno più così belle! Magister risponde: Che importa ? la lana crescerà di nuovo e, intanto, noi ci vestinon

remo. Le pecore mi hanno già dato gli agnellini dalla carne tegera e saporita... Be, be, be!

Altro capitolo. 7/ maiale. Affettuose parole contiene il libriccino anche per lui. // suo mestiere è quello di ingrassare. Ma ingrassa per noi, Appena viene l'inverno, lo uccidono

e della sua carne fanno prosciutti, salami,

salsiccie: il suo grasso.... Magister, magister ! Altro capitolo. Ur bravo operaio: Il filugello. Vedrai che cosa saprà fare! Ecco il

bozzolo. Riflessioni e propositi: spende bene la vita chi la spende nel lavoro. Ma, o meraviglia! Nel bozzolo si forma la crisalide che esce dal bozzolo in forma di angelica farfalla. Ma la angelica farfalla ha il

torto di spezzare il filo del bozzolo, e perciò, alla filanda, i bozzoli; vengono immersi nell’acqua bollentev così,le crisalidi muoiono, e il bozzolo rimane intatto col filo intero, e la divina farfalla è sacrificata. Ah, magister, magister! Altro capitolo. Disputa fra il ragno e il

filugello. Dice il filugello: /o forrzisco all'uomo la seta,

ed egli ne tesse drappi bellis

simi.

Meglio però — penso — nascer ragno che fimaciullatura, arrostimenti, ammazzamenti, acque bollenti: ;dem per idem In verità noi siamo tedeschi con gli altri an mali. I tedeschi saranno gli uomini e noi saremo gli animali domestici: gli Italiani suonano il mandolino, gli Inglesi sono i c/owr, e fanno i 4/u/f; le Francesi sono le cocotfes ;i lugello. Tosatura,

Russi ci danno le pelli di orso, iBelgi i salami, ecc. Tutti animali utili che debbono essere organizzati.

* Altro capitolo del libro: La Rivista. Vi sono figurine di soldati, generali impennacchiati, bandiere. Il fanciullo, talia!

estasiato,

esclama:

Viva

/'J-

”

Riflessioni del maestro : Riflessione sottintesa: « questo grido di viva l’Italia è un po’ sovversivo ». Riflessione espressa del maestro: Le guerre sono finite: io voglio onorare la patria con l'ingegno, col lavoro, con l'onestà. Libro per farsi uomini, stampato a Torino nel 1906, quando ogni cittadino germanico era allevato in modo da riuscire a tempo opportuno e smascherarsi guerriero,,e. essere uccisore di uomini. Magister magister, pedagogista patentato, questa volta hai preso un granchio: non per farsi uomini, ma per farsi pecore è stato scritto il libro. E dire che l’Itahia esportava per milioni all'anno di pedagogia dalla Germania! Brava gente, in fondo, i Germani. se Le pulci mi hanno rosicchiato tutta la notte. Inutile premura, Mi assedia la mente questo aneddoto di Garibaldi. A bordo della nave C/oti/de, fu portato in tavola un agnello arrosto, che diffondeva un odore gratissimo. Ma Garibaldi

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L'ILLUSTRAZIONE respinse la vivanda, e interrogato del perchè rispose: « Durante la traversata, quel povero agnello mi veniva sempre da presso, Mangiandolo mi sembrerebbe di cibarmi di un bambino che io avessi veduto nascere ». A quali età della storia appartenne Garibaldi? * Una donna, nell’alba ancor di cenere, mi

dice che stanotte le han detto che c'è stata

una battaglia: ma se vincitori i Russi o i Tedeschi, non sa. Russi o Tedeschi? Un'altra donna, scura,

giù nell'orto’ scuro,

fra i vecchi

muricciuoli

di pietra bigia, segue indifferente non so quale lavoro, nè cura questi colloqui. Si parte. * Caprio, altro piccolo villaggio. Appaiono le prime luci del sole. [Esce il sole a strali dalla terra). In una bottega che si apre, trovo un giornale che arriva da per tutto, il Corriere. Realmente, pare un successo dei Russi. Ma

se anche è vero, che giova? Ci vuol altro per liberarsi dalla tenia! Scorcètoli. Linea Parma-Spezia. Sembra quasi cosa doverosa, oggi, dire male del così chiamato « progresso ». Però, esser discesi dall’alpe, per rompicolli spaventosi, dove l'occhio cerca con desiderio che si muta in ansia, vestigia di abitazione umana, e poi trovare le rotaie del treno, correrein treno, trapassare

il funne! che ha vinto i monti, allora si sente che è anche doveroso dir bene della civiltà umana, Sì, l'uomo è fatto per essere cive come dice Dante, ma

non

per sbranarsi

così!

E lì nel carrozzone di terza classe c'era un onesto villano, con un cestello di bellissime pesche. Oh, le deliziose pesche! Io gli spiegai della guerra e della geografia della guerra. Il buon villano mi confessò la sua grande ignoranza, ammirò la mia grande sapienza, pur in terza classe, e volle che io mangiassi una sua pesca. Delizioso frutto. Come un gelato, un sorbetto! Il paragone era però indegno.

ITALIANA

247

nati piani germanici, concimati e coltivati ra-

— Permettete — dissi al villano — 'che io

zionalmente, rendono gran frutto: ma la gente vi nasce per l’esterminio e per la guerra, come dai tempi che dalle fiumane del Reno

ve ne chieda un altra. Voglio poi trapiantare

questi due ossi, e avere due alberelle di così meravigliose pesche. Il villano sorrise: — Lei crede,— disse — che piantando simili ossi verranno al mondo

e del Danubio dilagava nell’occidente. Ma non si vestono più di pelli, come ai tempi antichi. Corsi e ricorsi! * Ritorno, sera 1.° settembre. Corniglio. Il mondo è così grande, i monti erano così

simili pesche?

— Certamente — dissi io.

Sorrise ancora, poi disse: — Nascerà un pesco selvatico. Se lei vorrà un pesco gentile, dovrà poi innestarlo e coltivarlo. — Così sempre?) — Così sempre. Lire

enormi, la guerra è così rossa! Ma quel piccolo punto azzurro, sul poggio, è Titì. La sua voce mi giunge qui, in fondo alla strada:

— Allora questo meraviglioso frutto di per

sè solo non si propaga? — Nasce, bensì; ma non gentilezza.

«papà!»

ALFREDO

propaga (la sua

PANZINI.

— Allora è inutile che io trapianti. — E buttai gli ossi dal finestrino. Domandai a me stesso: « Che vale conoscere la geografia e la storia?» Il buon villano ne sapeva più di me. Così è dell’uomo. Noi tramandiamo all'uomo

nascituro tutta la perizia e progressione tec-

nica: ma la conquista della gentilezza non tramandiamo. Evidentemente anche ai Tedeschi non è riuscito di trasmettere che della perizia tecnica e chimica. Ed essi, i Germani, sivantano di dominare la natura! Miserie! * Da Berceto a Corniglio: a piedi dopo erta salita, sul gran mezzodì. Ecco una conca verde cinta dai monti; alcune mucche. Nella solitudine, alcune donne e bimbi, fienavano, rastrellando una pelurie di erbe mirabilmente fine. Lungo il sentiero, roselline silvestri, alte, in forma di alberelle. Che arsura! Un

contadinello

corse

ad

una

fonte.

mondiale. Esportazione

Mai

bevvi acqua più pura. È aria. Uno scintillare

di sole nell'acqua. Paesaggio line. Pace!

aereo,

verdolino

tenero,

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rosel-

Paesaggio germanico; selve, paludi ! Senza

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Il

HIINIIHAIRI

ico Garlanda,

ITALIANA

paia ne TICRILI

{tt} ii

Monumento

a Federico Garlanda inaugurato a Valle Inferiore Mosso il 12 settembre.

morto due anni

sono

a

soli 56 anni di età, sociologo,

pubbli deputato, filologo, fu veramente un bravo e caro uomo; serio € solido come un vero piemontese; versatile e gioviale, operosissimo, guidato da una costante fede nel bene, nell’avvenire ascendente dell’ umanità. Fondò a Roma e diresse un'ottima rivista intitolata: Mirerva. Ora ha fatto opera doverosa il fiorente comune di Valle Mosso (Biella) inaugurando domenica

scorsa il monumento illustrato in questa pagina, modellato e scolpito dallo scultore Tomini, di Roma.

Due massi di granito della Balma,

lavorati a sa-

goma, con corone in rilievo, dell'altezza di m. 1,70 circa, posano su di una gra-

dinata, pure granitica, avente m. 3,60 di lato. Su di essi, una colonna rettan-

(Fot, Varale).

golare di pietra botticino (larga m. 1,20 e alta m. 2,40) sostiene il busto dì Federico Garlanda, in bronzo, a grandezza doppia del naturale. Al lito anteriore della colonna

una figura allegorica di bronzo (alta m. 1.80) rappresenta

la storia che solleva una corona d'alloro. Un medaglione raffigurante Minerva adorna

il lato

posteriore della colonna rettangolare. Sul perimetro della base è

un marciapiedi di granito largo un metro. Il tutto chiuso da artistica cancellata in ferro dello specialista Alfredo Picco di Vallemosso. Il basamento di granito è opera dei Fratelli Romano di Biella. Architetto progettista l'ing. Salvatori di Roma.

Il monumento

occupa

un'area di 32 mq. con

un'altezza

di circa 6

metri. La cerimonia inaugurale ebbe degno oratore nel prof. Emanuele Sella,

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(Contù e ‘seconda pagina coperta). a difendere la sua libertà a qualunque |di nazionalità. Ora perlaGerma-{ economiche e capitalistiche delle singole |prezzo, quando questa libertà gli venga |nia le condizioni di esistenza, non

nazioni. sì il popolo italiano. Molte erano obbiettivamente insufficienInfatti lo sforzo. comune di ogni naIT "tolto barufe infamiglia, prima. |ti, ma lo erano solo soggettivaFANS questo: la quotidiana lotta per la Improvvisamente la coalizione più per-|yzenzfe, e cioè solo per la mentalità

QU ADERNI diretti

DELL A GUERR A da EMILIO TREVES

uista della ricchezza, dell'indi- |fetta, l’impetuosità più generosa d'amore |malata del popolo germanico. Sdeoza assoluta della propria esistenza. |comune. In pace: cuore senza aritmetica. | E così bisogna ripetere che

1. GlI Statl belligerantI nella Zoro ptta CRETE fia e mariani la pigtia Cote Di

Fra queste nazioni forsennate nella lotta |In guerra: l'uno e l’altro. In Germania, |questa guerra è il risultato della occupava il posto estremo la Germani: invece, in pace ed in guerra: matema-|disperata pazzia tedesca. Ma in Nell'impeto delle sue energie superatrici, |tica, sgobbonismo metodico, mania di per- |questa conclusione è l’unica, ma la icome il Carli intende, stretta in un na- secuzione. Il tutto sommato = organiz-|più grave contraddizione di tutto

quele sono: Compresi la Turchia e gli Stati Balca» canici (Romania, Bulgaria e Grecia). . I, 1:50 ». La guerra, conferenza di Angelo GATTI, capidniodi Stato Maghiore: ";- 20, 20

zionalismo violento e mistico, la Ger-|zazione. il libro del Carli. Avevamo como, ditte. mania sarebbe stata presa dall’ossessione| Può essere un pregio; ma chi sa am-|preso durante l’opera che l'origine di non fare in tempo ad accumulare ric-|mirarlo? Un popolo che edifica durante |di ogni azione, violenta di un pochezza ed avere pane e lavoro per man- cinquant'anni per truggere in uno, |polo sta nella sua tendenza natutenere tutta la sua crescente popolazione; |mi pare un popolo indietro di coscienza |rale di espandersi e di dominare, ed è andata oltre l’assennato in modo|e privo di senso comune; un popolo ma-|per la legge di superamento che pericoloso. E poichè gli altri stati europei |niaco, debolissimo nella sua forza. esclude quella dell'adattamento. non permettevano che la Germania comQui la sostanziale differenza tra i po-| Oraquestalegge di superamento perasse dalle altre nazioni, la guerra ha |poli vicini che sono in conflitto. sarebbe diventata pazzia. E la paz-

dovuto accadere, La quale guerra ha as-| Il Carli ricorda anche la Russia; ma |zia, per quanto è cosa pur troppo sunto perciò. per la coscienza tedesca |della Russia, si sa, chi ha mai compreso |naturalissima di questa terra, non

s. Larussa presain diGalizia, Leopoli dì(Lemberg) guerra auatroArnaido e laFRACCAROLI, Con 22 fototipie fuori testoe2cartine. . , 3.50 ‘ Gracovia — antica Capitale della Polonia — di Sl gismondo KULCZYCKI. In appendice: Per | monumenti di Cracovia, di Ugo OJETTI. Con 16 fototipie fuori testo . . 150 s. Sui campi di Polonia, di Concetto PETTINATO. Con prefazione di Enrico SENIO 87 incisioni fuori testo e una carta . . . s. In Albania, Sei mesi di Regno. - De E

il carattere di un'estrema lotta per l’esi-| definitivamente qualche cosa? Un popolo |è neanche quello invocato fattore Wied a Essad Pascià. Da Durazzo a Vallona-di stenza. Dunque questa guerra è, tra l'al- |mistico, idealista, nomadee sognatore, eco- |dell'equilibrio dinamico della loA. Italo SULLIOTTI. Con 19 fototipie. . 250 tro, il risultato della malata psicologia nomicamente indolente. Capace di enormi |gica esistenza. E allora? 7. Reims e il suo martirio, tre letterediDiego ANdel popolo tedesco. sforzi e di enormi sacrifici, Inconscio a | Confesso che c'è da perdersi apGELI. Con 28 fototipie fuori testo. . i-2 Il Carlì infatti dà un vibrato cenno (è|volte. In questi ultimi tempi — però — |pena ci si allontani dalle formule || ® Trento e Trieste. L'irredentismo e ilproblema forse l'unico serrato e profondo apparso |pieno di rinnovellata

finora) delle caratteristiche

fede. Incitatore ed

della psiche |organizzatore del panslavismo, la nuova

|e dai

|realtà

postulati.

E resta

così

«pio, è stata con gli altri stati sempre vir-|stenute. tualmente in guerra, perchè essa è stata | _Oraper la Germania dopola parziale ma-

la

da dominare e da sostenere,

tedesca di fronte a quella degli altri po-|coscienza della razza, e difensore sincero |l’implacabile, sola realtà. poli combattenti. La Germania, per esem-| delle nazioni da lui stesso create e soOggi come oggi questa

realtà

sociale che si è rivelata dagli sconval imenti politici, è APpuato l’in-

una azienda commerciale gestita coi cri- |rittima egemonia inglese, era proprio quel | vadente pazzia (giustificabile o no) teri dello stato di guerra, il quale conanslavismo che le toglieva la via del- della razza germanica. siste nel principio del successo a qualun- Foriente, da Amburgo al golfo Persico, | Perciò tutti i popoli sensati oggi que costo. Si pensi all'ultimo sforzo con-|attraverso l'Austria, i Balcani e la ger- |non combattono che per distrugtro i russi e alle centinaia di migliaia di manizzabile terra di Maometto. Da qui|gere il pazzo, onde eliminare la uomini perduti, senz'altro risultato, che |la imposizione austro-tedesca alla Serbia |pazzia. quello di terrorizzare il mondo per un|e quindi la catastrofe. Intanto ci domandiamo : da quepaio di settimane. Lasciandoci trascinare dal ricordo dei |sta lotta immane nascerà la nuova Anche l'Inghilterra è una grande azien- |fatti (lontani dalla teoria e dalla filosofia, |e vera forma del ben vivere soda produttrice e commerciale, ma essa|ma accostandoci alla politica che non è| ciale, invocata dal Carli? Dopo sa conciliare il suo interesse con quello sempre teorica e filosofica) una respon- |tanto sangue ci vorremo più bene degli altri. Ed è perciò più pratica e più|sabilità dell’attuale flagello riappare assai |ed i pazzi diverranno saggi ? Riastuta e più — certo — simpatica. rilevata. E la conosciamo ormai. Ma il {tornerà a voltarsi l'antica tavola

A proposito poi del popolo

questa guerra sostenuta

francese, |Carli fa una distinzione e domanda: —|

alla disperata e|Nonè

una

dei valori sollevata da Cristo? Il

responsabilità. Sono due: una |Carli e molti

altri hanno

fiducia

tenacemente ha rafforzato il pensiero che |di fatto e l’altra morale. A chi spettano |nel superamento senza violenza, di esso già si aveva. Popolo capace del |entrambe? dopo tanto flagello, sulla via della più alto eroismo dopo poca virtù; capace| Ed egli si risponde: — La responsa-|purificazione, per l’amore, per di adattarsi alle più estreme fatiche opo | bilità di fatto — parlano gli avvenimenti |l'idea, per il martirio umano, ecc. molta tranquillità e spensieratezza. Po-|ed i documenti — spetta alla Germania. | Qiialcuno crede, invece, prudenpolo di genio più che di calcolo. Popolo |Quella morale.... pure, E si spiega. Reali- |te, vergare in buon carattere nero di Pirro che di metodo. Fa aicrnento Lo si può trovare la Siate un gigantesco punto interrogativo. quello che sente di fare e non quello che |ficazione della guerra altro che pensando è , deve fare. Libero, evoluto e ro, la sua |che la guerra è giusta quando è determiVincenzo PasQuaRrIO. evoluzione alquanto scettico, ma pronto |nata da o&bieffive condizioni di esistenza (Dal Lavoro di Genova.)

adriatico, di Gualtiero CASTELLINI. Con © ia

carta a colori.

®. Al Parlamento Austriaco nal Popolo italiano. Didea o 3 Catari BATGSTI deputatodi

mento val -Farlampnto"di Vienna . 20.04 {| lairancla In guerra, lettere parigine di Dieta Il lopisa adi Belgio, di Paolo SAVI. "LOPEZ.

In appendice: la Lettera pastorale del Cardinale MERCIER, arcivescovo di Malines (Patriottismo

e Perseveranza). ‘Con 16 incisioni fuori testo.

150

19. Il mortaio da 420 e l'artiglieria terrestre nella querra europea, di Ettore BRAVETTA, cap.di vascello. Con 26 fototipie fuori testo. . . 150 1s. La marina nella guerra attuale, di Italo ZINGARELLI. Con 49 fototipie fuori testo. . 150 x. Esercito, Marina e Aeronautica nel 1914, dei caRTORA, ORALDO e G. COli fuori testo

.

1. Paesaggi espiriti diconfine, diG.CAPRIN.

.

1

1—

16, L'ITALIA nella sua vita economica di fronte alla

guerra. Note statistiche raccolte e illustrate da Gino PRINZIVALLI. . . ..... 250 w. Alcune manifestazioni del potere marittimo, di Ettore BRAVETTA, cap. di vascello. 18. Un mese In Germania RETANE Dipuetza,di Lug

AMBROSINI

10, I Dardanelli. FABIO e a guerra gt

ti

Giuseppe PIAZZA. Con IÒ incisioni fuori testo e una carta. . . + 2

so, L'Austria e l’Italla. Note èe ST

di un giorna-

lista italiano a Vienna (Franco CABURI).

150

a. L'aspetto finanziario della guerra, di Ugo A

CONA, deputato. . .

(LS

RA

sa. IL LIBRO VERDE. Documenti diplomatici Pi:

ETTORE BRAVETTA

BANCA GASARETO - GENOVA

tati dal Ministro Sowxno nella seduta del 20 Maggio 1915. In appendice: 1.Risposta del Governo

(Capitano di Vascello)

OOMFRA è VENDITA di titoli ad interesso od a preni

plice Alleanza; m. Replica italiana; n. Testo

Al di non dubbia ANZIOIEATO solvibilità. PAGAMENTO cool d'itoreme di titoli

lare dell'Italia alle Potenze. Col ritratto del Mic

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quotati o non'alle:Horea,

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Austrinco

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nomiche dopo nove mesi di guerra. Lettere di Mario MARIANI . Se ..2

bi A Londra durante la Que Ta, di Ettore Mo-

DIGLIANI. In appendice : il discorso di Lloyd GEORGE, Cancelliere dello Scacchiere, tenuto a Londra ai 19 settembre 1914, Con 20 fototipie fuori

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(1882-. 1915), di A. Italo

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150

s0 La Serbia nella sua terza guerra. Lettere dal campo s1. L'Adrlatico -golfo d' ue L'italianità diLE ste, di Attilio

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27. DIARIO

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pea, di Federico FLORA, professore alla Regia Università di Bologna. . . . . . .. 2-

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L’AUSTRIA IN GUERRA di CONCETTO PETTINATO. L° IMPERO COLONIALE TEDESCO ,

COME NACQUE E COME FINISCE di PAOLO GIORDANI, Commissioni e vaglia aglieditori Fratelli lliTreves, Mil Milano:

be)


VARIAZIONI

i

Iniziative per la pace. Benedetto XV > — Mr. Wilson, ci stareste a firmare una

DELLA

SETTIMANA.

Commentando ll “bollettino, — Sembra che le operazioni procedano lentamente... — Sapete chi dice questo ? — La genteche èrimasta a casa.

di Berna.

Alla ricerca della nuova formula per la pace internazionale,

di BIAGIO.

Le peripezie

La statua

di Hindenburg. — Prima che la guerra finisca, chi sa quanti chiodi impianterà la Germania!

di un ambasciatore. — Sento rumore,

EMORROIDI

Washington, Il Governo degli Stati Uniti ha incaricato l'ambasciatore a Vienrico che il dott. Dumba non è più pernel corpo delgiornale.) sona grata a Washington, è di chiedere | 6, Roma. La Gazzetta Ufficiale pub- entro questo termine, GUARITE SENZA OPERAZIONE CRUENTA che sia richiamato, avendo tentato blica decreto del ministro del Tesoro col 8; Milano. Nel pomeriggio nella ca- perciò N Nuovo metodo si insegna gratuitamente ai signori Medici o a chi ne Turà richiesta, La cura organizzare scioperi operai nelle fab- indolora ale è nutorizzata la fabbricazione e serma Villata in via San Vittore, 17 un di sì può fare in casa pro] senza dover interrompere le pro pocillohe parin qualunque lo malattie stagione drll'Intestino: Entariti, Autolntosica ‘emissione di nn nuovo quantitativo di caporale fentando di aprire una spolotta briche di munizioni dove lavorano sud» pria” ascupastoni. Lioni, Cattivo ussorbimento, Coliche, Gatarro intestinale, Enterocolito musomenibranoss., biglietti di Stato du lire cinque, del tipo carica portata da mn compagno dal fronte, diti ‘austro-ungari lone radicale della mie istruzioni ogni Medico ib Nova York. La scorsa notté tre sco-|rigl attuale, per 150. milioni di lire, occor- la granata esplose ed ‘mccise sul colpo i pochi: minuti sà posto in grado, di ‘orma omorroldaria setta svsO Co pardcabio migliaia renti per i bisogni dell’aumentata circo- tre caporali ed un soldato; un altro sol- nosciuti mascherati penetrarono nel pa- idoperaro ferri chirurgici, Conto -orftiai dieci nani di im di cortificati di riconosrenza da tutte le parti del mom La riprova della assoluta ‘afticaeia lazione e per rifornire il fondo di scorta dato, ferito gravemente, morì poco dopo làzzo della signora ‘Nichola; nel punto dol Mio Metodo è data dsl numero degli stessi imitatori, che speravano nel mio silenzio per il cambio dei Jogori © danneggiati all'Ospedale, ovo era stato immediata- più contrale. della quinta Avenuo e dopo compiere la loro azione da parassiti, oni avverto gli’ interessati "che, non rispondo della mento trasportato. Lo scoppio ferì inol- aver imbavagliato è domestici strangola- Biota Fuscita dî yunisiasi preparato di imitazione, naturalmente non' ritubito del, mio! nome. 'y che si ritiranu dalla circolazione. rono la padrona e, strappatele la chiave Por consultazioni riservate presentarsi ovvero serivere con francobollo direttamente al | 7. Milano, Dopo lu scarcerazione doi tro gravemente un soldato, a ci si docassaforte, rubarono per due milioni Prof. Dott. P. RIVALTA -Corso Maganta, 10, Milano-Visite mediche dalle 131/g alle 15, - Tr duo membri. del Consiglio. d'aniministra- vettero amputare entrambe ‘le braccia della zione del fallito Calzificio di Caronno, lo (e morto il giorno dopo) ed un altro ca- e mezzo in gioielli. oltre agli anelli e agli orecchini che lu' vittima indossava. stesso provvedimento è stato preso per porale all'addone. Firenze. In sognito a denunzia fatta Un domestico, rinscito a sbarazzarsi del signor Oreste Segro, noi rapporti. del male le indagini dell'autorità dovettero dall'autorità militare alla pubblica sicu- bavaglio, potò dare l'allarme un'ora dopo. Pprolungarsi a motivo, della sua qualità rezza, quosta arresta nn fornitore sotto Un giovane cameriere della Nichols; sotl'imputazione di aver fornito scarpe fo- toposto ad abile interrogatorio, finì. por ‘di presidente, d'aver facilitato il’ compito Innsbruck. Il noto Collegio germanico derate di cartone, Seguono altri arresti. confessore Bristol. A\ Congresso delle Trade Unions agli ‘assassini, dando loro accesso nel pain Roma dirotto dai gesniti ‘ha trasferito la sua sede n Innsbruck, dove subito dopo con 600 voti contro 7 è votato questo or- lazzo, Vennero opérati cinque arresti. La fama e la popolarità dî questo scrittore sono in continuo att Lione, Giustiziato questa mattina lo scoppio della. guerra fra l'Austria € dino del giorno: “ Il Congresso delle Tra- il 10, Luciano Flamme, condanmento. Così il Primo volume delle Scene della Grande, Guerra Titalia si rifugiò il suo- rottore, padre de Unions pur reiterando la smo opposi- natoquarantenne in laglio dal Consiglio di guerra Enrenberg. [1 collegio è stato incorporato zione di principio a tutti i sistemi di per spionaggio fu esaurito immediatamente, ed abbiano il piacere di anminziarne a favore della Germania, militarismo che costituiscono una ‘alla Facoltà teologica dell'Università di |

Diario della Settimana.

(Per la

guerra,

vederne

la Cronaca

contraenti, La Bulgaria riceverebbe duemila kmq. della Tracia turca e potrà occupare il nuovo territorio tra 15 giorni. Le autorità turche lo abbandoneranno

na d'informare il Governo austro-unga-

LUIGI BARZINI

-condannato avanzò verso Îl plotone Innsbruck, la quale è puro diretta da naccia al progresso della mmanità, ritiene Îlfumando spavaldamente una sigaretta, perfettamente

“gesuiti.

giustificato >l'intervento

di essere fucilato consegnò al con°° Berlino. L'Agenzia Wolff comunica: della Gran Bretagna nolla presente guerra, Prima delle lettere per sun madre. ‘*Il batonnier Theodor (presidente del esprime il suo nuovo orrore per le atro- fessori Cettigne, Il ministro di Russia a Cet pi degli avvocati) proibì ad un av- cità perpetrato dalle autorità militari tevocato di richiamarsi nell'interesse del suo desche 0 anstriache, stigmatizza: gli sto- tigne, De Giers, è stato, a causa, della

‘cliente ad un'ordinanza

del'governatore

rilî: sacrifizi delle vite dei non combat-

prato età, esonerato dalle sue

funzioni.

‘generale del-10 novembre 1914-è in par- tanti, compresi donne e bambini, © prende Leone Iglavins è stato nominato ministro Cettigne. ticolare alla decisione della Corte d'ap- impegno di aiutare il Governo per quanto a ii, Fuori porta Vigentina, in ‘pollo di Bruxelles, che riconasce tale or- sia possibile a prosegnire la gnerra sino repartoMilano, di Vigentino, è scoperto un or‘dinanza, Con,ciò il bîtonnier Theodor ki alla vittoria ,. delitto; un fanciullo, di appena è reso colpevole di aver oltrepassato le 9. Bristol, Davanti agli operai per il ribile anni, Ferruccio Ferragi, dopo di sue attribuzioni a danno del pubblico che materiale di guerrà, per invito del Con- cinque stato sottoposto alle più turpi sericorre ai tribunali e di un avvocato, Egli gresso delle Trade Unions, il ministro essere è stato barbaramente strangolato da ‘offese l'articolo 37 del decreto sugli av- delle munizioni, Lloyd George, pronuncia vizie în un prato. vocati dei 14 dicembre 1810 secondo cui efficacissimo discorso eccitante gli operai ignoti Napoli. Corto, De Falco, ventunenne, ‘gli avvocati devono esercitare il loto uf- a fare seriamente il loto dovere per la commesso di un bar Gangitano in via ficio a difesa del diritto e della verità. produzione delle munizioni. Roma, uccide a revolverate il prof. Er— Sotto gli auspici del Comitato so» ‘Perciò îl governatore generale fece tr nesto Preparato, parente del proprietario ‘sportare Theodor in Germania, ove ri cialista per la difesa nazionale ha avuto del bar 6 ‘în questo cointeressato, avendo Inogo una riunione per affermare la pinmarrà fino alla fine della guerra ,. con lui rancore perchè avevane fatti freBristol, Al Congresso delle Trade Unions stizia della guerra intrapresa dall' Ingî abusi, ‘dopo le sedute di.jeri e d'oggi «è votato terra. Hodge; capo interinale del partito nare certi. Stanotte alla stazione di Oglia‘ordine del giorno che concordando per la labourista: parlamentare, ha deplorato le stroSalerno. il treno. viaggiatori n. 1932 fiducia verso il governo, non rivela ugnale mene pacifiste dei labouristi inglesi. Il investiCilento un treno merci fermo in stazione, concordia per il progetto della coscrizione Comitato ha approvato mna mozione in mandando in frantumi icarri ed ingomcui si respinge qualsiasi pace che non ‘militare. i binari. I danni sono rilevanti; Sofia. Aununziasi che il trattato per stabilisca la restituzione della libertà brando i feriti gravi sono tre tra cui il messag1a regolarizzazione della frontiera turco- politica al Belgio, alla. Francia del riord, gero postale del treno investitore. ‘bulgara è stato firmato dalle due parti all'Alsazia Lorena e alla Polonia.

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L'Illustrazione Italiana 1915 n.38 by Biblioteca Militare - Issuu