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L'Illustrazione Italiana 1915 n.26

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Quinta settimana della Guerra d'Italia. = IL PASSAGGIO

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della Guerra d'It alia. L'avanzata italiana oltre l’Isonzo. — La fortezza Museo ‘Romano. — Interno della Cattedrale di Aq varcarono l’

Nel testo: Cantilena dei soldati al fronte,

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ente poeta di Angiolo Bixio NOVARO.

L'AUSTRIA La crisi politica, che doveva

di Aquileja vis vilitato dainostrisoldati. sold Cattedrale — oca deSSTONA.

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3 bosso /d guerra, di M. M. (con 3 inc), — Bologna in gue:

e L'ITALIA.

FRANCOBOLÎI!

==

di sprofondare milioni sopra milioni in « Noi dobbiamo evitare — così il Caburi — ostituirci all'Austria nel combattere lo ha fortificazioni nel Trentino, al confine orien- =

condurre

l'Italia nel grande conflitto europeo,

presentato occasione a diversi pubblicisti italiani d'illustrare i nostri rapporti con e di proiettare luce sulla politica degli ultimi trent'anni, politica che è la migliore spiegazione del | presente. Fra i volumi più recenti, merita particolare attenzione quello del collega Franco Caburi!, che fu corrispondente viennese a giornali italiani da

tale, l’Italia e l’Austria avrebbero potuto sviluppo economico e la indipendenza dei pomettere in piedi una marina che avrebbe ‘poli slavi del mezzogiorno, e, anche a costo di qualche sacrificio dobbiamo invece cercare di

5 % Colonie Inglesi. Colonie Portoghesi 100 di 100 Paesi, spì. nss permesso loro di dominare nell'Adriatico stabilire nella ripartizione della sponda orien500 dolle*5 parti mondo, 1000 DIR 1 e di rendersi temibili nel Mediterraneo. tale dell'Adriatico un compromesso fra i nostri Autenticità assoluta. Si coltivavano invece altri disegni. La ei loro interessi, fra le nostre e le loro aspi‘Esemplari perfetti, flotta austriaca doveva essere portata a razioni. Certo, noi dobbiamo aver assicurato il «= Acquisto al più alti prezzi partite a collezioni, = 3I, TO! tale grado di potenza da poter scovar il predominio dell'Adriatico, perchè solo in que- Premiata Ditta A, BOLAFFI, Vla Roma, nemico nell'Adriatico e ferirlo nel cuore. sto caso avremo protette le nostre spalle e poE chi era questo nemico se non l’Italia? tremo dedicare le nostre forze alla espansione SCACCHI. oltre tre lustri e potè quindi studiare sul Gli italiani della monarchia dovevano as- commerciale nel Levante. Chi è padrone della orientale dell'antico golfo di Venezia, Problema N. 2332 del sig. Th. C. Henrickser posto la politica che forma oggetto di un sistere al loro lento tramonto. Ciò che costa ricca di porti, di insenature, di isole, è padrone (0 Pozzi). suo accurato studio. Secondo Franco Ca- era avvenuto in Dalmazia, doveva ripe- della porta dell'Oriente e ce la può chiudere buri, l’Austria-Ungheria s'era proposto di tersi a Trieste e in altri centri d’ita- in faccia quando vuole. Quella porta dev'esraccogliere l'eredità di Venezia, di attuare lianità. sere nostra. Essa ci spetta di diritto, perchè è stata sempre prima di tutto essenzialmente itail programma della repubblica di San « Trieste— così l’autore — il maggiore cenMarco. tro d'italianità sulla sponda orientale dell'Adria- liana, come attestano le colonne, gli archi, i Ma vanno ben distinti due periodi. tico, doveva passare in potere degli slavi per- simulacri degli avi nostri, che seppero impria caratteri indelebili in quelle contrade Prima del 1866 l’Austria rispettò la lin- chè solo così sarebbe stato possibile di far ca- mere gua italiana, contando di potersene gio- dere anche gli altri comuni italiani dell'Istria e le traccie della loro italianità ». Il Caburi ha parole vivaci contro quevare nei suoi piani di conquista in Oriente; del Friuli orientale, che nelle loro lotte hanno tratto sempre il maggior sostegno morale dal- gli austriaci che mettono sempre innanzi ma perduto il Veneto, non rinunciò al pro- l'indomabile fierezza e dall’audace resistenza il pericolo slavo dopo di averlo suscitato, gramma di Venezia, ne volle bensì l’at- della cittadinanza triestina ». negli ultimi trent'anni, contro l'elemento tuazione con l’aiuto dell'elemento slavo Soffermiamoci un istante e diamo un italian contro l'elemento italiano della monarchia « Non bisogna credere — scrive — che la-Serbicipite. Di qui l’inizio di quella politica ultimo sguardo a un ordine di cose che bia la quale ha date sufficienti prove della sua sta tramontando definitivamente. La dislavizzatrice che doveva strappare il grido fierezza, dopo tanti sacrifici vorrà adattarsi a di dolore degli italiani ed alimentare nel- plomazia italiana s'era reso perfettamente restare sottomessa agli ordini del governo di BIANCO. (0 Pezzi). l'Italia quella corrente anti-austriaca che conto del piano che dicevasi incarnato Pietrogrado e non vorrà invece preferire di fare Il Bianco, col tratto, dà sc. m. in due mosse. ebbe l'ultima esplosione con la guerra nell’arciduca assassinato di Serajevo, ma, una politica indipendente preoccupandosi solo dal canto suo, non veniva mai meno. al dei suoi interessi e non anche di quelli della alla quale assistiamo. Problema N. 2333 del sig. Charles Promislo. patto della Triplice, sicura che gli avveBianco: Rh8. Dd7. A 83. C 06, C'63, Pet «L'eredità di Venezia — scrive Caburi — nimenti avrebbero lavorato per l’Italia. sua potente protettrice. La Russia non potrà, anche volendo, trascurare le suscettibilità del 5, (7). doyeva essere raggiunta non più col concorso Nano: Rf6. Avd8, Af{7. Cb7. Che. Por. de dei veneti, ancora soggetti all'Austria, bensì dei Negli ultimi anni sopratutto la questione mondo serbo, mancandole fra il resto anche i g5. (8). croati che fino allora erano vissuti in buona degli slavi del sud aveva raggiunto un contatti diretti con lui. Prima di arrivare alla Belgrado appariva Serbia, la Russia ha bisogno d’inghiottirsi tante Il Bianeo, col tratto, dà sc. m. in due mosse. armonia con l'elemento italiano ed avevano carattere acutissimo, nazionalità, che, per il momento almeno, accettato la sua millenaria cultura ricordando come il centro d'attrazione degli slavi altre la separano dai suoi protetti nella penisola balProblema N. 2334 del sig. Ph. H, Williams. anzi con vanto di essere stati anch'essi un della monarchia. Il partito militare pen- canica. E non pare che queste nazionalità siano Branco: R 63. Da. T1, Abb. Cb7. C e7 Bos partecipi delle glorie di San Marco. sava semprea colpire l’Italia ma doveva molto disposte a lasciarsi ingoiare dall'impero P e2, (8). nesta è la vera origine di tutte le repressioni procedere con grande cautela, perchè il senza esporre quest’ultimo al periNaro: Re6, T'e8. Th6, Ag8. 0f8. Pad. ab che il governo di Vienna ha voluto adottare problema serbo era divenuto di più grande moscovita colo di una cattiva digestione ». b6. c7. h3. h7. (11), fino ai giorni nostri all'elemento italiano in Basta con le citazioni. Ciò che occorDalmazia e nella Venezia Giulia. direbbe attualità. Dopo l'annessione della Bosnia Il Bianco, col tratto, dà sc, m. in due mosse, j|ed Erzegovina, la Russia attendeva l'ora reva mettere in evidenza, per ciò che si quasi che i governanti di Vienn: mon potere arrivare a tempo a condurre a ter- della rivincita, che suonò con le guerre riferisce al passato, è l’antagonismo coi Soluzione dei Problemi: mine la loro impresa e che perciò si affannas- balcaniche e continua attraverso il con- nostri interessi adriatici dell’Austria-Unsero a scoprire sempre nuovi tormenti a danno flitto attuale. La diplomazia italiana, a gheria. Il pessimo trattamento degli ita- N. 2311, (Guetta), 1 T'02-f2 eco. l'Austria-Ungheria

dei nostri connazionali per affrettare il conseguimento della meta agognata prima che l’Italia col suo aumentato prestigio arrivasse ad impedirglielo. Per fortuna, questi sforzi non sem-

furia di sentir parlare di pericolo slavo, liani,

sudditi

che era

degli

Absburgo,

rispon-

in grande parte opera dei poteri deva a tutto un piano imperialistico, il che l’agitano cui raggiungimento era ‘în ' perfetta antipre riuscirono nell'intento voluto, erchè la oggi più che mai, sperava che dando tesi coi nostri interessi essenziali nelprova di grande lealismo, come avvenne l'Adriatico. Si poteva seguire un’altra via gloriosa repubblica di San Marco ha saputo imprimere sull'altra sponda dell'Adriatico, così durante le guerre balcaniche, l’Austria e allora sarebbe stata deprecata la guerra rofondamente il suo carattere, la sua lingua, avrebbe finito per comprendere che non attuale, ma dal momento che non si passò î suoi costumi che nessuna violenza e nessuna poteva fronteggiare due nemici ad un il Rubicone, sembreranno a tutti sagge insidia varrà mai a cancellarli ». tempo ed avrebbe iniziata una politica le conclusioni alla quale è pervenuto il Visto il problema sotto questa luce di più razionale all'indirizzo degli italiani Caburi, il quale, pur sostenendo a spada politica adriatica, si comprende assai me- sudditi della monarchia. Non fu così. tratta gli interessi superiori dell’ Italia glio perchè la. nostra alleata d'ieri, pur Passato il pericolo, l’Austria avrebbe vo- nell’ Adriatico, ci addita la via dell’acrimanendo nell'alleanza, proseguisse una luto aggredire la Serbia, e non avendo cordo, al buon vicinato con gli slavi del prematuro tutto politica che mirava al « massacro degli avuto il p/acet dell’Italia, escogitò i decreti sud e con la Serbia. italiani in Dalmazia, nell’Istria, a Trieste d’Hohenloe e l'aggressione albanese, che ciò? Pel momento parla il cannone, ma poteva divenire il pomo di discordia tra quando il nostro esercito ci avrà data e nel Friuli orientale». Se l'alleanza fosse stata sincera, invece RomaeVienna assai più chei moti irreden- la vittoria, dovremo avere idee chiare intisti di Trieste. É stato per l’Italia grande torno a ciò che vogliamo per. l'avvenire. 4 L'Austria è l'Italia, note e appunti di un giorna- ventura che gli avvenimenti siano preci(Dall'Italia). A. VERCESI. pitati nel modo che tutti sanno senza di lista italiano a Vienna. Milano, Treves. L. 4.50. che l’Italia avrebbe potuto trovarsi A sola contro la sua alleata, la quale voleva attuare il programma di Vienna contro Roma, e Roma nelsì prepara un'acqua l’impedire il disegno di Vienna, ne-

austriaci, di quegli stessi

VIAGGI in AFRIG di$.A. R. la principessa

Con L’IDROLITINA gli italiani sudditi degli Absburgo datavolaveramente LITIOSA vedeva qualche cosa di più della

loro rappresentanza numerica, vedeva il passato, vedeva l’ avvenire

Elena di Franci

d’Italia sull’Adriatico. Oggi l’ urto che noi avremmo voluto ritardare

Duchessa d'Aosta

è un fatto compiuto. I nostri soldati stanno scrivendo col sangue una nuova pagina di storia, che

L'opera è uscita in due edizioni :

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concerne l’accompimento dell'unità italiana.

Quando

il cannone

avrà

cessato di tuonare, noi ci troveremo di fronte a problemi nuovi. È assai difficile di tracciare fin d'ora le linee del domani, ma possiamo orientarci verso il programma della repubblica di San Marco, La questione degli

slavi del sud, che il Caburi

tratta

diventa per noi una Dirigere vaglia ai Fratelli Treves, editori, in Milano.— largamente, questione della più alta importanza,

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Sciarada.

Vola vola mio primo sul secondo E. va a recare la lieta novella E narra a tutto il mondo

Ch'è ritornata la stagion pîù bella.

E la fanciulla col vestito adorno

Dell'inter mio, passeggia lieta e snella

Sui verdi prati, nel giardin fiorito

Sperando forse di trovar marito.

Anagramma.

In me trascorre un liquido. E solco i mari ancora. Sono spiacente epiteto Dato alle donne ognora. Sopra me eriger vollero D'Europa gran città. Biondi,

Spiegazione dei Giuochi del N, 25: SCIARADA ALTERNA: MICOL-RAI — MIRACOLI, SCIARADA? ROSA-RIO.


L'ILLUSTRAZIONE

LA

GRANDE

Il ministro d' Italia,

MANIFESTAZIONE

L’ultima

ITALIANA

Parla il ministro d'Italia barone

E la Romania, la «figlia latina di Roma», che fa?.. Sono mesi e mesi ‘che si dice: la Romania non aspetta che la mossa dell'Italia per seguirla! Ebbene, l'Italia, da trentacinque giorni è în guerra, seriamente în guerra, contro la comune, tradizionale nemica, l'Austria, E la Romania che fa?... Per intanto, il 31 maggio, il popolo di Bucarest ha fatta una grandiosa dimostrazione per l'entrata in guerra dell'Italia, portandosi in massa tra suoni, canti, evviva davanti alla Legazione italiana. Figuravano alla testa del grandioso corteo gli ex-ministri Filipescu, Take Jonesku, Istraty, Delavrancea, Gradisteanu, il rettore dell’ Università, il reverendo Lucaci presidente della Lega nazionale, il poeta Goga, professori uni-

creazione

517

A

BUCAREST.

(Fot. J, Berman).

Fasciotti.

versitari, direttori di giornali, personalità politiche. AI loro arrivo due enormi bandiere,

l’una italiana e l’altra romena, vennero

l'Italia! Viva la Romania!»

Fasciotti

ricevette

In c

le più spiccate

sc

balcone del palazzo, acclamatiss dente

Istraty,

Delavrancea,

Lucaci, tutti

col

italiana.

tentato

con ‘successo fino ad ora per la «costruzione di queste dreadnoughts dell’ automobilismo,

ma la nostra industria, sia pure

‘in ritardo,

ha saputo

raggiun-

gere nei suoi primi attuali esperimenti, perfezione notevole e tale da poter vantaggiosamente

«contrapporre la sua produzione a quella estera.

]

La FIAT, a sua volta prima ‘fra le varie fabbriche italiane, produce attualmente due modelli di grosse trattrici che sono riconosciuti ottimi sotto

tutti i rap-

porti e che già vennero adope: rati con eccellenti risultati nella nostra guerra. L'illustrazione rappresenta uno «di questi

modelli

—

70 HP —,

che, senza sforzo alcuno, sta trainando ben 110 tonnellate! Un sistema speciale di cintura

d'acciaio snodata (cingoli) appli«ato

alle ruote

posteriori,

au-

‘dente entus

menta la forza di trazione ed impedisce gli slittamenti. e gli affondamenti, di modo che il carro con carico ed un traino può percorrere senza inconvenienti i terreni più difficili e le pendenze più forti.

applicazione per il trasporto delle grosse artiglierie d'assedio. si era

più

Il tutti rispose con alte, augurali parole il ministro d'I lungo davanti alla Legazione tra il canto degli inni di G; aldi, di Mameli, della Marsigliese e del canto di guerra rumeno: « Alle armi!... ».

«ed all'agricoltura, hanno trovato in questi tempi di guerra speciale

Nulla in Italia

issate sul palazzo della Lega-

zione, mentre da migliaia di petti prorompevano grida augurali di: « Viva

dell’industria

Dall'industria americana, in modo quasi esclusivo, vennero per il passato re carichi di molte tonnellate ed insieme di trainare pesi rilevantissimi eicoli, che, utili all'industria

«costruiti gli autocarri pesanti, capaci di traspor

ITALIANA

Il nuovo carrc trattore FIAT rimorchia oltre 110 tonnellate,


518

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

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QUINTA

SETTIMANA

DELLA

GUERRA

D'ITA

L'ILLUSTRAZIONE

Ramo XLII - N. 26, - 27 Giugno 195, We

ITALIANA

Centesimi 75. il numero (Est,, 1 fr).

Per tutti gli articoli e i disegni è riservata la ‘proprietà artistica e letteraria, secondo le leggi e i trattati internazionali

Copyright by Fratelli Treves, June 27th, 1915.

L'AVANZATA

ITALIANA OLTRE (Istantanea di A. M. dal fronte).

L’ISONZO.

Un ufficiale, membro del Touring, dipinge le indicazioni stradali.


520

L'ILLUSTRAZIONE

Be A! prossimo numero, per gli associati,

Pitteri, la cui villa in Farra, sull’Iudro, è stata inesorabilmente, brutalmente saccheggiata, venti giorni sono, da una gentaglia rozza, bruta, intimidita e suggestionata da un imperial regio ufficiale, che le gridava: « L'Italia ci fa la guerra; saccheggiate la casa

saranno

uniti \' Indice, i! Frontispizio e /a

Coperta de/ primo semestre 1915. 6 / non associati potranno acquistare

Indice, Frontispizio e Coperta presso tutti î nostrî corrispondenti al prezzo di cent. 50.

ITALIANA

del poeta che l'ha eccitata!...

» È il saccheg-

gio fu completo nella villa di Pitteri, come, subito

pel secondo semestre 1915 dell’

Illustrazione ITALIANA

per Lire 18 (estero, franchi 24) es Le rinnovazioni del semestre essendo molto numerose, preghiamo gli associati

di sollecitare la rinnovazione, per non soffrire ritardi nella spedizione del giornale. — Si prega pure d’unire la fascia alla domanda d'associazione. “20M

CORRIERE. Sul libero Isonzo.

L'Austria saccheggiatrice,

Attilio Hortis aì Lincei. Il nuovo prestito ita-

liano. Ridda. di miliardi. Da Waterloo ad oggi. L'industria delle munizioni e Je Trade nions. /. Balcanici, L'intervista del Papa. San Luigi, Cadornae il Duca degli Abruzzi.

La bandiera italiana sventola vittoriosa su tutto l’Isonzo — sulla destra come sulla sinistrà di quel fiume, che, per cinquanta anni, rappresentò il 772772777272 delle eventuali concessioni austriache possibili ad ‘un’Italia buona, docile, sottomessa !.., Un mese di guerra,

e soli venti giorni di operazioni vere, hanno risolta, in modo irrevocabile, la questione dell’Isonzo, dalle cui due rive, dalle cui terre liberate ci arrivano le belle fotografie, le commoventi documentazioni — le prime del genere potute ottenere e permesse — che danno a questo nostro numero un'impronta speciale, Si potrebbe dire i/ numero dell'Isonzo. Ma quando mai furono «austriaci» codesti ;aesi, così genuinamente veneziani?,., Quel ravo Giambattista Rampoldi che, ottanta anni sono, pubblicò una sua così coscienziosa Corografia dell'Italia, chiamava l’Isonzo, fiume della Venezia; e alla voce Gorizia stampava testualmente, sotto gli occhi della Censura au-

striaca, che non vi badava: « Picciola città « della Venezia, tra l’Isonzo a maestro ed il « Vipao a libeccio. Quantunque în oggi (1833) « faccia parte del circolo d'Austria, nulladi« meno appartiene all'Italia ;il versante delle « Alpi, che solo può escludere un paese dalla « penisola nostra, manda le acque all’Isonzo, « sulle di cui rive comunemente si parla ita«liano, lo che si fa pure in Gorizia ». Quel buono e dotto Rampoldi, bresciano, morì qui a Milano tre anni dopo avere stampate quella ed altre consimili verità positive di italianità, che all'Austria il maggio scorso,

udendo le richieste dell’Italia, parevano eresie. La controversia l'ha risolta il valore dei nostri incomparabili soldati avanzantisi risoluti e fieri dove tanti fratelli li aspettano,

Cioè, l’Austria non permette agl’italiani di rimanere ad aspettare in terra italiana i fratelli. Quelli che non sono riusciti a fuggire dal dominio odioso, sono arrestati, maltrattati, deportati, Sono i metodi dell'Austria — nel 1915 come nel 1799. Sono i metodi che l'hanno rovinata progressivamente nell’evolversi della nuova

storia delle nazionalità, sono

i metodi

che la finiranno. Anzi, quanto più la civiltà ha allargate le sue conquiste spirituali, morali, tanto più l’Austria ha peggiorati i suoi metodi, che oggi — nelle terre, nei paesi, nelle città che essa, irrevocabilmente, deve lasciaré e non riavrà mai più — diventano devastazione, rapina, saccheggio. Lo sa l’ illustre amico nostro, lo squisito poeta triestino Riccardo

cessi PERLA

dopo, a Villanova,

in quella

di Giu-

al 31 maggio 1916. Oggi debbo

registrare

il

nuovo prestito che il primo ministro Asquith ha annunziato alla Camera dei Comuni e che

già è stato aperto alla sottoscrizione in mezzo al popolo inglese, che avrà dato così, in tutto,

un quindici miliardi!!....

Una volta si parlava di milioni — e si inar-

cavan le ciglia; oggi non si parla che di miliardi. Cento anni fa, il 18 giugno, sul campo

seppe de Tommaseo, nipote del celebre Nicolò, il quale andava dicendo, è vero, che si sentiva l’anima slava, ma fu uno dei più nobili, magistrali assertori — nel pensiero e

di Waterloo, nell'ultima grande lotta risolu-

trionfa!... E mentrei soldati d’Italia valorosamente

parte e quelli dell'altra compresi, stanno appena di fronte in un ristretto settore di un più vasto teatro. Centosettantamila nuovi soldati — un esercito con cui Napoleone, cento anni fa, avrebbe riconquistato l’agognato im-

nelle opere — di quella italianità che oggi

combattono, dovunque, fra noi ferve la gara delle idee, delle iniziative, delle opere perchè alla insuperabile preparazione ed azione militare corrispondano il consentimento morale e tutte le più larghe assistenze civili. La libera spontanea sottoscrizione per questo, ha già fruttato, solo nelle liste pubblicate a Milano, più di quattro milioni! Poi ci sonoi fratelli irredenti scacciati dalla furia nemica dalle loro terre, verso le quali la bandiera liberatrice si avanza. Essi arrivano a frotte a Milano, a Firenze, a Roma, e dovunque la solidarietà fraterna li accoglie, li consola, li assiste. Nè si tratta solamente di immediati conforti materiali. Sono l’anima, lo spirito italiano che vibrano, si fondono, si esaltano, nell'ora delle sospirate imprese e delle realizzantisi speranze. Domenica, alla seduta ordinaria dell’Accademia dei Lincei era presente l'illustre patriota triestino Attilio Hortis, caro alle patrie lettere, bibliotecario insigne di Trieste, e dell'Accademia socio corrispondente. Tale insolita presenza in quest'ora produsse viva commozione, accresciuta dalle elevate parole onde il presidente D’Ovidio e Luigi Luzzatti lo salutarono. «A me toccò — disse Luzzatti — la fortuna di insegnare all’Università di Padova quando Attilio Hortis Vera scolaro,.,, Egli mi narrava sin da allora i dolori e le speranze della sua Trieste; li narrava

a me, veneziano; ed auspicavamo îl giorno nel quale le due regine dell'Adriatico avrebbero, nella comu-

nione degli intenti e dei traffici, compita la loro missione storica attraverso l’Egeo e il Mediterraneo

orientale;

ora quei sogni sono vicini ad ayverarsi

per il magnifico rinnovamento dell’italica virtù,

« Noi au;

mo che, redenta Trieste, Attilio Hortis

possa parlare fra breve all'Accademia di questi grandi temi, col suo nobile cuore di ‘patriota e

colla sua grande mente di scienziato. Siamo vecchi entrambi, caro amico Hortis, ma saluteremo insieme uel giorno imminente e liberatore. Colleghi dell'Accademia,

onorando

il nostro

Hortis

Trieste, della quale egli ci riverbera idealità,»

si onora

le più nobili

Così, per ogni verso, sotto ogni aspetto, appare la concordia di questo nostro paese, dove ad ogni volontà, ad ogni concezione

individuale, sovrasta il pensiero che la nazione si affermi in ogni campo vittoriosa — dove si combatte, e dove si preparano gli spi e si apprestano i mezzi. Con la certezza di questo il Governo Ha aperto la sottoscrizione ad un nuovo pre-

stito nazionale di un miliardo..., Cioè, no di un miliardo — un prestito per quella qualunque somma che lo slancio nazionale vorrà. Duecento milioni sono già sottoscritti dalle principali banche; i rimanenti, fin che vorranno, li sottoscriveranno i cittadini, senza riduzione delle loro richieste. L’abnegaziono di coloro che — vecchi o giovani corrono ad arruolarsi — avrà il suo corrispettivo nella sollecitudine di coloro che andranno ad offrire i Joro capitali per un'impresa nella quale il fervore delle armi deve essere alimentato dalla solida preparazione economica. Notavo, la settimana scorsa, che il Parlamento inglese aveva approvati all'unanimità i nuovi crediti di guerra straordinarii, per dodici miliardi e dugentocinquantamila franchi, calcolando gl'impegni eventuali fino

PIU GRANDE

tiva

dell’epopea

napoleonica,

combattevano

72000 francesi contro 156000 alleati (austriaci,

tedeschi, svedesi, russi) 228 mila uomini in tutto !... Oggi 228 mila uomini, quelli di una

pero,

li manda

ora alla patria Britannica

il

Canadà!... Sommando tutto, e senza esagerare, combattono ora, dalla costa delle Fian-

dre all’Alsazia;

dalle rive del Mar

alle disputatissime valli del Trentino

Baltico

rive del Dniester; dalle alla pianura dell’Isonzo,

dalla penisola di Gallipoli al Caucaso,

non

meno di otto milioni di uomini. Dico combattono — il che vuol dire che non sono compresi in questo conto gli altri otto milioni, all'incirca, che hanno combattuto — un buon terzo dei quali sono morti, un terzo sono feriti o malati, un altro terzo — ed è dir poco! — sono prigionieri. Soltanto la Russia — che pure per scarsezza di munizioni da artiglieria è ora costretta a ripiegare affrettatamente sulla linea del Dniester, fino a ritirarsi anche da Leopoli, capitale della con-

quistata Galizia — ga, di tedeschi

solo la Russia pare ten-

ed austriaci,

un

milione

e

trecentocinquantamila prigionieri !.., E gli otto milioni che combatteranno più tardi, quando anche gli otto milioni che ora combattono avranno combattuto ?!.. Non crediate che io esageri. Un maestro illustre, già qui ricordato, Luzzatti, in un

suo articolo, ieri l'altro, diceva che 822 mi-

lioni di creature sono in guerra, Calcolando che di questi 822 milioni, la, metà — ossia 411 milioni — siano donne — quale spavento quasi mezzo miliardo di donne! — e che

sui rimanenti 411 milioni non vi sia di suscettibile alle fatiche delle armi che il 6 per cento — si hanno netti 24 milioni di presumibili combattenti.

Un

terzo, mettiamo

pure,

hanno combattuto, un terzo combattono, un terzo combatteranno — cosa restano, in.confronto, le guerre dell’epopea napoleonica, per la quale c'è ancora tanta gente, che si scervella, ed alle quali si ricorre per trovare un paragone degno di questa gran guerra delle nazioni ?. . Ma che Napoleone!... Sono gli eserciti Dario, di Serse — è una guerra che il mondo mai vide!... Una guerra |che si combatte da milioni e milioni e ‘si sorregge con miliardi e miliardi !... — Ma e dopo?, — Dopo.... dop tutto si assesterà, Del resto, le decine e ‘decine di miliardi che i parlamenti votano ed i governi spendono — la Francia ne ha già impegnati ventiquattro per una guerra che costa tre milioni all'ora! — sono tutta ricchezza che si trasforma.

Nelle industrie,

si dice, c’è crisi. Sì, c'è

crisi; ma è una crisi di passaggio — come, del resto, tutte le crisi — di trasformazione, In Inghilterra l’industria è volta tutta (alla fabbricazione delle munizioni; soffrono tutte le altre industrie, ma questa culmina: molte braccia rimangono a spasso di qua, centinaia di migliaia di braccia vengono occupate di là. Si parla di 115 mila operai ed operaie aggiunti nel Regno Unito alle trasformate industrie per le munizioni, Il ministro Lloyd George — il quale ha proclamato che 1’ Înghilterra, se occorrerà, fonderà « palle d’argento, che porteranno la vittoria!» — ha parlato chiaro agli operai più seriamente orga-

ITALIA, ORAZIONI

E MessaGci Di GABRIELE D'ANNUNZIO.

In elegante edizione aldina DUE LIRE —=

DIRIGERE COMMISSIONI E VAGLIA AGLI EDITORI FRATELLI TREVES, IN MILANO, ‘VIA PALERMO, 12; E GALLERIA VITTORIO EMANUELE, 64-66-68.


L'ILLUSTRAZIONE

SULLE

TRACCIE

ITALIANA

DELLA

521

NOSTRA

GUERRA.

(Schizzi dal vero del nostro corrispondente speciale Aldo Molinari).

L'ANTICO

CONFINE

TRA

Peri

E

BorcuETTO.

l'avanzata delle nostre tru; ppe nel Trentino. Presso il pilastro che segna la s'iniziò esatto ove Il punto di ;; È L via per Verona sono

i resti di una piccola trincea di sacchi e di sassi, dietro la quale i gendarmi

austriaci

tentarono

un'effimera

Ceralno

È Perr,

resistenza.

> Vu PTT Lo

SBARRAMENTO

Il segnale A/

delimita

CON la zona

RETICOLATI

DELLA

STRETTA

oltre la quale è vietato

DpELL'ADIGE

il transito

TRA

sulla strada

che conduce

al confine,


L'ILLUSTRAZIONE

UNA FOTOGRAFIA

RARA. —

AUSTRIACA

LA FORTEZZA

Un giornale scriveva recentemente:

ITALIANA

DI MALBORGHETTO, FORTEMENTE]DANNEGGIATA

DAL FUOCO

DELLE GROSSE ARTIGLÌERIE ITALIANE,

« Non esiste nessuna

fotografia o cartolina illustrata della fortezza e del paese di Malborghetto, per divieto ortata al nostro giornale anni or sono da persona residente in Austria nell'Archivio per la pubblicazione a tempo opportuno. Opportunità migliore non poteva presentarsi.

«delle autorità imperiali e regie ». La fotografia invece esiste. Venne

ma

amica

dell’Italia,

e fu trattenuta

nizzati e più tradizionalisti d'Europa — gli operai delle « Trade Unions ». Tutti i privilegi e tutte le norme, i costumi, le consuetudini che si sono venuti adottando negli ultimi quarant'anni dai lavoratori organizzati delle « Trade Unions » debbono cessare di prevalere sul mercato del lavoro per tutta la durata della guerra,

«La nazione — ha detto Lloyd George — ha bi-

sogno di una rapida ed enorme produzione di munizioni, e di fronte a questa necessità suprema non possono prevalere i concetti restrittivi a cui si informano le « Trade Unions ». Così gli operai non debbono

oltre insistere in una limitazione delle

ore di lavoro, non debbono insistere nella esclu-

sione dagli stabilimenti dei lavoratori non unionisti,

debbono

rinunciare all’ostruzionismo fatto fino ad

ora al lavoro femminile ed a quello dei giovani, infine debbono adattarsi ad accettare fra i loro ranghi anche operai che non sono specializzati in nessun ramo

dell'industria ».

Del resto, lo Stato ha poteri illimitati, e ove non basti la persuasione può ricorrere a misure di coercizione, mobilitando e militarizzando l'industria anche senza il consenso del Parlamento. Inoltre la stampa intera del Regno Unito è favorevole alle più energiche misure ed appoggerà il Governo in ogni possibile sua azione. E così deve essere. La guerra — o si fa, o non si fa; ma se si fa, dev'essere fino in fondo e con tutti i mezzi; con ogni energia, con ogni espressione di forza, con ogni sagrificio, È inutile inquietarsi perchè non si può guardare fuori dagli sportelli dei vagoni, perchè non si può leggermente chiacchierare e raccontare, perchè non si può bighellonare per le stazioni ferroviarie, perchè c'è la censura sui giornali, c'è la censura sulle lettere,

c'è la sorveglianza sui superflui lumi notturni

inutili codesto nervosismo, codesta intollerabi ità: c'è la guerra— e d /a guerre comme à la guerre!... Disciplina, patriottismo; fiducia, concordia; e tiriamo innanzi!...

Persuadiamoci inoltre che questa guerra, almeno pel momento, può allargarsi ancora, non scemare. La Rumania sembra sempre

più in procinto di decidersi; la Grecia — dove le elezioni generali politiche hanno dato a Venizelos, fautore della Triplice Intesa, una maggioranza di quasi cento voti — pare finirà per combattere anch'essa ; la Bulgaria è lì lì per decidersi essa pure; il Portogallo — persino il Portogallo pare siasi deciso avan-

t'ieri, deliberando l’invio delle sue truppe su quel fronte francese-anglo-belga, dove gli alleati

hanno

fatto

in questi

ultimi

quindici

giorni decise punte sul canale d'Ypres, nei Vosgi, in Lorena, in Alsazia. Tutti si moveranno dunque; e così mi spiego il titolo letto in un giornale serio l’altra sera: «la Repubblica di San Marino potrà rimanere neutrale ?... » Certo, non può essere questa ora di discorsi di pace — lo ha ammesso anche il papa in quella sua pretesa intervista con un collaboratore della Liberté di Parigi, intervista che fa tanto rumore, specialmente per

gli accenni, tutt'altro che miti, all’ Italia, al suo governo, alla guerra nostra — che per altro è esaltata, benedetta, consacrata da tante

nobili invocazioni del clero!... Ma sarà poi vero?... Le interviste sono un articolo sospetto da

quello di Luigi. Migliaia e migliaia di ‘carte augurali, da ogni parte d’Italia, sono state indirizzate lunedì scorso al generalissimo Cadorna ed al capo della marina da guerra — il duca "degli Abruzzi, due Luigi! L’/dea Nazionale di Roma, e varii altri giornali hanno

recato fittissime colonne di nomi esprimenti

augurii fervidissimi ai due illustri capi delle forze italiane combattenti. Tutti concordano — coloro che ne scrivono in pubblico e coloro che da vicino conoscendolo, ne scrivono.in privato — tutti concordano nel dire del generale Cadorna, ciò che l’Idea Nazionale scrive di lui, veduto al suo

posto di altissimo dovere:

«L'uomo è adorato da chi lo avvicina. Egli parla poco: veloce, e pur con voce bassa. E tutti parlano poco, con lo stesso scatto, con la stessa intonazione, Si muove senza rumore, cammina veloce; e tutti intorno si muovono lesti, in silenzio. Il suò tratto,

le sue abitudini si rispecchiano, così dalle piccole

cose su su fino alle maggiori, fin dove la capacità e le attitudini

degli altri lo possono

seguire. Da

ciò nell'ambiente dello Stato maggiore è derivato

il verbo «cadorneggiare », usato affettuosamente, devotamente, come un omaggio all’altissimo esempio.

L'altro Luigi, il Duca degli Abruzzi, o più semplicemente 7/ Duca, come lo chiamano i

marinai, il Dusa per antonomasia, duce, dux,

moltissimi anni: raramente giovano a coloro, nel cui nome sono enunciate.... quando non giovano loro troppo, nel qual caso, poi, corbel-

è la volontà cui è oggi affidata l’ obbedienza delle navi d’Italia, Ed è volontà di vittoria,

da una censura

ghiacci dell’Imalaja ed a quelli del Ruwenzori, è notissimo non perchè è principe, ma perchè è uomo. Non ha avuto lustro dalla sua Casa, ma ad essa ne ha dato; non ha avuto nulla dal mondo, ma ha aumentato il valore del mondo. Ora veglia ad accrescere il valore

lato è il pubblico. Diffidiamo, dunque, sempre delle interviste — altra materia che in tempo di guerra, dovrebbe essere prediletta giudiziosamente

subbiettiva.

* Una volta, nei tempi

gloriosi

e

turbinosi

del nostro Risorgimento — vi era un’onomastico pel quale il pubblico si commoveva —

il San Giuseppe.

Quest'anno l'onomastico toccante i cuori è

volontà salda, pura e sicura, come forse mai altra fu vista sul mare. La sua vita è troppo nota perchè debba esser ricordata qui. L’uomo che giunse al Polo e strappò i segreti ai

dell’Italia, sui mari, nel mondo! 23 giugno.

Spectator.


L'ILLUSTRAZIONE

AQUILEIA

REDENTA

ITALIANA

(/stantanee di"A. M. dal fronte).

La Cattedrale vista dal Museo Romano.

Il Museo

Interno della Cattedrale.

Romano

visitato dai nostri ufficiali,


524

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

n° e

— Ci dissero: — Bisogna Lasciare il prato che sgocciola, il fieno Tramezzato di papavero rosso, Il rio bello quando brontola grosso O bisbiglia magro e sereno, Il campo ove ondula più e meno Il grano azzurro che montò d’aprile, Il patetico viso del campanile Cotto da tanti soli Butterato da tanti nidi Assordato da tanti gridi, Coronato da tanti voli! — Ci dissero: — Bisogna Riporre zappa e badile, Dare a’ vecchi la chiave del fienile, E l’ultima occhiata al cortile Col ceppo della vite che riprova Storto e rugoso a fiorir sul vivagno Del tetto; e andare com’uno si trova, Con la logora giacca di fustagno Per indossare la divisa nuova E imbracciare il fucile, Ma non quello della caccia, E dirsi addio senza guardarsi in faccia. — Ci dissero: — Bisogna Scordarti il viso dove tu ti specchi Che brilla come le rovesce foglie Del pioppo al vento che le coglie, Scordarti quella che sarà tua moglie, E i tuoi lagrimosi vecchi Che per non piangere guardano in terra, Se parlano della guerra;

— Ci dissero: — Bisogna Le piacevolezze della tua valle Ricacciarsele dietro le spalle, E sforzarlo,

sto cuor

che ti duole,

E marciare con pioggia e con sole, Dormire ove necessità vuole, Sotto la tenda o all’addiaccio Ravvolto in un panno diaccio, E non chiedere perché, E non più pensare a te: Contentarsi che Roma ti manda,

Contentarsi

che il Re ti comanda!

— Ci dissero: — Bisogna... — E noi partimmo. In lunghi treni neri Ci stipammo. E la macchina guaiva. E taluni cantavano evviva Come il povero che sogna Chi

sa che fortuna

eccessiva;

E gli altri chiusi in gravi pensieri Tacevano aggomitolati e seri, E rugumavano la loro tristezza Guardando i felici campi non suoi Fuggire sparsi di placidi buoi E di muli senza cavezza.... Ma quando, appresso un correre selvaggio, Il nostro

piede passò la frontiera,

E vedemmo che là. era Un suolo e un cielo dello stesso gusto, La stessa tumultuosa primavera, Lo stesso fresco e luminoso maggio; E udimmo in bocca paesana

La tavola con la zuppa che fuma,

Squillar la parlata nostrana, Allora sì, capimmo ch’era giusto Prendere Trento e San Giusto!

E il vino rosso che schiuma,

Baciammo

Il fuoco acceso

coi sarmenti

secchi,

E il cuore che ti ròsica e consuma.

terra

E ci avventammo

ed erbe, acri di gioia,

gridando:

AncioLo

SiLvio

« Savoia! » Novaro.


< 5 S $ î Bj E s

5 5 Hi E 525

Ei LI n DI 5 9 3 9 è 3 i 9 $ ITALIANA

CON L'ILLUSTRAZIONE

fronte). dal M. A. di (Istantanee SULL’ISONZO. TRUPPE NOSTRE LE


COPPE

Il ponte ferroviario sulla linea Cervignano-Trieste, fatto saltare dagli austriaci.

STO:

Mose


Me AÙM.

TARECARONO=LISONZO. dal

fronte).

Guado sul torrente Torre tra Villese è Ruda.


528

L'ILLUSTRAZIONE

EbseBiO FEET ENO

DI

ITALIANA

GUERRA.

natamente inutile, perchè per operazioni com-

piute gli ufficiali avevano ritardata l'ora della colazione a cui si era preparato

un

così bel

dessert. Ma chi aveva così ben informati i cannonieri lontani? La spia! La spia! — gridano i bersaglieri accorrendo sulla piazzola e fissando la punta del campanile dove una mano agita la bandieruola giallo e nera, messaggiera di strage, che ora giace qui accartocciata sulla ta-

vola con un'aria così innocente fra i vasi colmi di rose e i giocattoli dei bimbi. Il cappello Reliquiario di legno trovato chiesa

austriaca

sfondato e la cartucciera appartengono appunto a quell'infame spia di cui fu fatta giustizia sommaria sullo stesso campanile ove da giorni viveva appiattata, da nessuno scorta,

in una

di Val, Giudicaria.

Il bottino di guerra sta ammonticchiato sulla tavola fra i vasi colmi di rose,i libri, i ninnoli graziosi fabbricati per la pace nei giorni di pace e che sembrano guardare anch'essi con meraviglia quegli oggetti sudici e singo-

lari venuti dai luoghi ove scorre il sangue e tuona il cannone. 1 guerrieri tedeschi spedivano alle loro gnddige Frauen (dico spedivano chè ora non spediscono più) pianoforti, orologi d’oro,

nutrita forse nascostamente e in comunicazione col nemico mediante i suoi segnali Fra le cartoline, le carte, i dizionari

liste di leggi doganali tutte scritte in tedesc vi sono bensì ritratti del Kaiser e di Francesco Giuseppe, ma neppure una lettera amorosa, Che i gendarmi austriaci siano gli unici al mondo che non ricevano lettere amorose? È un mucchio di carte ingiallite, con molti stemmi d’aquila bicipite dagli angoli ac-

tappeti di Smirne, candelabri d’argento an-

tico e vasi cinesi debitamente rubati, pardon, sequestrati nelle ville dei ricchi belgi o francesi; ma il nostro guerriero

italiano è molto

na

2 L Ponbftemi be;tiTeTonimano He VADA

Il caporale degli alpini ANTONIO VICO decorato della medaglia d’argento al valore militare e del quale parlammo nel N. del 13 giugno.

LA

molto più modesto e spedisce a casa alla sua sposa soltanto un gran mucchio di scartafacci poichè è un guerriero letterato e il suo sguardo deve essersi subito posato sulla carta stam-

GUERRA

pata o scritta.... anche in tedesco, ed insieme

agli scartafacci un Reliquiario in una singolare

sul retro, di sapore così schiettamente austriaco

anche

nell’ortografia

rannoda

così

strettamente

italiana

iziative.

attacchi

Landiturmpnf

la campagna

altri

1866

leri 20 Lulio fu portata nel paese la reliquia per l'occasione dell’armata Garibaldi che voleva distrug-

gere la nostra chiesa. 1867 lì 23 giugno fu traspo tata in questa capela la suddetta

reliquia di

San-

to Lorenzo.

Sarà consegnata a S. E. l'Arcivescovo perchè si degni riportarla in luogo sacro e speriamo san Lorenzo non serbi rancore a chi lo fece così indebitamente viaggiare. La guerra non rispetta nè la pelle dei vivi, nè le ossa dei Santi! La bandierina giallo-nera ha una più lunga storia. Giunti durante l'avanzata a C. gli ufficiali

del Reggimento ...... si radunarono a mensa in una certa casa del paese. Alla fine del parco pasto un ufficiale, grazie a Dio più

rencaliger Cral Part

Val-

Valle San Pellegrino ove fu dai nostrî occupata

Stria e dell'albergo di Falzarego, dove il nemico lasciò nelle nostre mani trenta prigionieri.

Più intensi e ripetuti furono dal 13 al 15 i tentativi di irruzione nemica 7 Carnia, sia presso il

Fyiment

Sip

passo di Sesis, dai nostri sempre fortemente tenuto, sia sopra tutto contro la dorsale dal limite

NEL

del Monte Avostanis al Passo di Monte Croce. Qui,

preparato con intenso fuoco di artiglieria

nella notte e divenuto poi all'alba violentissimo, il Libretto personale di un soldato della « Landsturm ».

nemico pronunziò nella mattina del 14 un. vigoroso attacco; ma venne respinto ed inseguito alla baio-

cartocciati, di cattivo

cresta dal Pal Piccolo al Pal Grande: le nostre artiglierie smontarono alcuni pezzi austriaci, LE sero nuclei di lavoratori, intenti ad opere di affòr-

netta, Il 15 furonvi fortunati scontri

l'aspetto umile nelle tasche dei genti. E ora bisogna dal salotto ove

odore;

ha veramente

e lugubre di carte trovate morti o sulle tavole dei fugtogliere il bottino di guerra tutti si fermano a contem-

plarlo, meravigliati e contenti, dalla cameriera al fornitore, all'amico e all'amico del-

l'amico,

e rinchiuderlo

in un

armadio

nel tratto di

zamento, e colonne di uomini e quadrupedì

in mar-

cia. Il 19 furono annunziati nuovi attacchi nemici contro il Freikofel e tentativi di irruzione verso la testata di Val Dogna, tutti egualmente respinti. Il 19 e il 20 continuarono ì tiri di demolizione del

forte di Malborghetto, ridotto a tacere. Dal 13 al 15 azioni di artiglieria a distanza

si

ben

ebbero nella ora di Monte Nero dal fronte Sleme-

un tempo. E lì questo muc-

all’alba del 16 fu compita dagli alpini, fra gravissime difficoltà di terreno, contro posizioni domi-

odore di morte, aspetterà anch'esso il ritorno del combattente, nell'oscurità profumata di lavanda dell’armadio, nella casa silenziosa

versario, un'impresa ardimentosa. Furono raccolti oltre seicento prigionieri, dei quali trenta ufficiali; moltissimi fucili e due mitragliatrici. Nel pomeriggio un battaglione ungherese proveniente da Planina Polju, a nord-est di Monte Nero, pronunziò un violento attacco contro la nostra posizione di

in fondo fra le pile di biancheria e le belle vesti tanto amate

chio glorioso

di cose

come addormentata

sgualcite

che

hanno

nell’attesa, dove passa

soltanto tratto tratto qualche sietà e di speranza,

sospiro

d’an-

Mrzli su Kozliak e lungo l’Isonzo.In questa zona

nanti e sotto l’intenso cannoneggiamento dell’av-

Za Kraiu; fu respinto, contrattaccato ed annientato.

Il 18, malgrado il tempo piovoso e la nebbia, fu possibile nella zona del Monte Nero completare e rafforzare la nostra occupazione con la presa di possesso delle posizioni che

comandano

le prove-

nienze da Plezzo.

Aspra lotta durò due giorni ed una notte per la

conquista delle alture di riva sinistra

dell'Isonzo

dominanti P/2va, villaggio al fondo di una gola

tinuando il bombardamento, trasportava allora la sede della mensa in un’altra casa del villaggio; ma anche questa all'ora del mezzo-

rinserrata da pendii ripidi

e boscosi fra i quali il

fiume

e profondo. Vi esisteva

scorre

rapidissimo

un ponte che fu rotto

ed ardimento,

giorno venne fatta segno da parte del. forte a nuovo esattissimo tiro; questa volta’ fortu-

- Via S. Gregorio, 29

vani

la Cima

di attività fino al 15, Furonvi

Punta Tasca, e nell’Alta Valle Cordevole. In Val Costeana occupammo le posizioni del Sasso di

;

discesi quando un obice di grosso calibro, lanciato dal forte vicino sotto il cui tiro era il paesello, distruggeva del tutto il primo piano della casetta a gran sventura di chi vi era rimasto, Il comando del reggimento, con-

EciIette ms MILANO run.Pel

nuovi

il giorno 13 contro

notevoli

dove fu respinto un reparto nemico, che avanzava da Rovereto, e a Bretonico in Val d'Adige. Il 20 furonvi piccoli combattimenti di ricognizione in

Luigi Heft È

insofferente del caldo, propose di andare a sorbire il caffè in cantina. Da poco erano

FABBRICA ITALIANA BICICLETTE MILANO

segni

fortunati scontri col nemico, il 16, a Zugna Torta,

(3

ga-

ribaldina del 66 nel Trentino che finì a Bez-

di artiglieria e di due

portati

lone, nell'alto Piave, l'avversario non diede qui

e che

zecca con la guerra d'oggi, quasi non_ fossero passati frammezzo che pochi giorni.

settimana

‘Sulla frontiera 7iro/o-Trentino, all'infuori di pochi tiri lontani

Santo concedesse troppe pericolose grazie di vittoria ai suoi involontari vicini.

Lo rende interessante la scritta che porta

P, un’altra

i passi avanti, di coraggiosi assalti, di bril-

e rozza cornice di legno scolpito, poichè egli è amante delle belle arti in pace ed in guerra, poi una bandierina gialla e nera, un berretto e una cartucciera così mal ridotti che è un

piacere a vederli. Si spera che tutto l’esercito austriaco possegga di questi berretti. Ogni oggetto ha una storia, una storia di guerra, e vengono dalla Val Giudicaria. Il reliquiario contiene un pezzettino d'osso di San Lorenzo; fu trovato sotto il braccio di un individuo sospetto che lo trafugava da una chiesa dove erano accantonati a dormire sulla paglia i bersaglieri, forse perchè temeva il

D'ITALIA.

Dal Trentino, pel Cadore ela Carnia, all’Isonzo. 3 al 20 giugno è stata

dal nemico. Con

stabiliti

i passaggi

grandi sforzi

sella notte, le

nostre truppe ‘all'alba del 16 iniziarono l’attacco;

questo procedette tutto il giorno con lentezza a causa della resistenza del nemico e delle grandi

difficoltà del terreno accresciute da rilevanti osta-

Fibbia con l'aquila bicipite.

BIANCHERIE AI

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VEE TREVES

Il riposo dei soldati nelle trincee temporanee sull'Isonzo.

NOIZVAIS


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

nella stazione di Sant'Arcangelo e proseguì molto più tardi giungendo ad Ancona dopo le 10. Le navi nemiche,

in numero

di otto, furono av-

vistate verso le 6 al largo di Ancona

lontanavano verso l’opposta sponda.

A Borgo

mentre si al-

di Valsugana?!...

L'idea Nazionale

di Roma, 20, ha da Firenze, e

l'Agenzia Stefani comunica, che il signor Pietro Romani, sindaco di Borgo Valsugana, a 32 chilo-

metri da Trento, riuscito altri profughi a Firenze,

a fuggire, e giunto con

ha narrato che mercoledì

scorso (9 giugno) le prime avanguardie del nostro

esercito entrarono in paese e si diressero alla posta. Sequestrati alcuni pacchi di corrispondenza, essi ritirarono. Il giovedì (10) gli austriaci tornarono in paese

e commisero

cittadini.

ogni sorta di violenze contro

i

Giuseppe Alberino, una notabilità del paese, jacciato e percosso, tanto che il giorno dopo morì. Durante l'agonia, il figlio del morente, a nome Giulio, veniva arrestato, malgrado che egli implorasse di restare ancora vicino che giaceva infermo, fu

al padre. Domenica notte (13) gli austriaci, dal monte di Sant'Osvaldo, iniziarono un nuovo bom-

bardamento. Due batterie furono ridotte al silenzio dalle nostre truppe.

Nel pomeriggio Borgo Valsugana fu occupata de-

finitivamente crt nostri, Il setto ed altre notabilità del paso corsero incontro alle nostre truppe,

alle quali si consegnarono per sfuggire alle atrocità

austriache.

I nostri eroi.

Inquesta gloriosa rubrica

La strada e il passo di Falzarego nell’alto Cadore occupato dagli alpini.

del valoreitaliano prende

posto, oggi, per primo, il maggiore Pietro Andrea

Manfredi del 2.° granatieri, coli artificiali:

fondi reticola

solidi trinceramenti

protetti da pro-

grossi fili di ferro

rafforzati da

spranghe e da ferri a T, numerose artiglierie di

ritornata incolume, nonostante il vivo fuoco di fucileria e delle mitragliere del nemico.

«Il sommergibile Medusa, che aveva compiuto

grosso calibro, anche da 305, dissimulate in punti

dominanti e difficili a controbattersi. Tuttavia, appoggiate dal fuoco delle batterie, le

nostre truppe riuscirono con ripetuti assalti all'arma bianca ad affacciarsi verso sera al ciglio delle prime

posizioni nemiche.

Nel corso della notte l'avversario

tentava più volte e con impeto di strapparci il terreno conquistatogli; venne sempre ricacciato. Il successivo 17 i nostri completavano il successo impadronendosi

delle alture ancora rimaste al nemico.

Questo concentrava

su di esse un violento fuoco di

artiglieria e di mitragliatrici; indi lanciava ripetutamente al contrattacco nuove truppe fresche; venne decimato e definitivamente respinto alla baionetta.

Vennero

fatti oltre 150 prigionieri dei quali quat-

tro ufficiali e conquistati numerosi fucili, munizioni ed una mitragliatrice. Le perdite nostre sono gravi, ma i risultati importanti: la linea dell’Isonzo in quel tratto superata a viva forza; le posizioni nemiche dominanti per natura, fortissime per arte, ad una ad una espugnate; costantemente respinte le ostinate riprese offensive di un nemico numeroso

ed agguerrito; sulle alture di Plava le nostre fanterie, validamente appoggiate dal fuoco dell’artiglieria, hanno dato una

nuova

prova

di valore. Ogni tentativo,

il 20

e

di tenacia e

21, fatto dal ne-

mico per ricacciare i nostri, fu respinto con tenace resistenza.

natante della R. Marina

ha

effica-

cemente tirato il 17 sulle artiglierie nemiche appostate presso

Duino.

Nella notte del 17, mentre una aeronave della R. Marina compieva la distruzione della stazione di

Divaccia; i nostri dirigibili eseguivano incursioni in territorio nemico, bombardando, pare, con efficacia,

le posizioni di Monte Santo e i trinceramenti di fronte a Gradisca e recando gravissimi danni alla

stazione di Ovcja Draga sulla ferrovia GradiscaDornberg. Rientrarono incolumi. Nel pomeriggio del 18 una forza navale austriaca

si presentò alle foci del Tagliamento. Fatta segno a successivi attacchi da nostre squadriglie di cac-

ciatorpediniere,

non

ottenne

altro

risultato

che il

danneggiamento del faro. I nostri cacciatorpediniere,

sebbene contrattaccati anche da un idrovolante, rientrarono incolumi. Contemporaneamente nostri aereoplani bombardarono il faro austriaco di Salvore. La mattina del 19 un cacciatorpediniere austriaco ha sparato colpi contro Monopoli, procurando senza riuscirvi, di incendiare i RAI di nafta, senza

produrre danni; ma un nostro

dirigibile invece bom-

bardò nelia notte dal 18 al 19 con accertati risultati una fabbrica di munizioni e.materiale da guerra presso Trieste, limitando l'attacco esclusivamente a quella fabbrica.

Il nodo ferroviario di Divaccia bombardato. Il sommergibile ‘ Medusa,, affondato. Il capo dello Stato Maggiore della Marina, am-

«un

nostro dirigibile, sorpassando

campi

trincerati

nemici, ha lanciato, nella notte dal 15 al 16, bombe grande potenza

di esplorazione, è stato

prigionieri ».

Il nodo ferroviario di Divaccia, a circa 15 chilometri a est di Trieste, è il punto di incrocio delle vie ferrate che

allacciano

tra loro le città

di Go-

rizia, Lubiana; Fiume e Pola; è un nodo importan-

sull'importante

nodo

ferroviario

di Bivacchi producendo gravi danni. L’aeronave

BAMB MA

è

combattimenti:

era

caduto in uno degli

piemontese,

ed aveva

47 anni. Cominciò la sua carriera appena diciottenne, nel

3.° alpini. Due

volte, in

Eritrea, diede

prova del suo valore e della sua intelligenza. Passò q di dagli alpini al 2.° granatieri di Sardegna, i stanza a Roma, poi fece brillantemente la campagna di Libia, guadagnandosi una medaglia d’ar-

gento al valore. Nella presente guerra tutta l'avanzata del suo battaglione fu un succedersi di atti di abnegazione, di sacrificio. Nel traversare passi diffi-

o malsicuri, il maggiore precedeva i suoi soldati.

Egli voleva rendersi conto esatto di tutto ed aveva

tissimo. Il sommergibile Medusa, andato sommerso, era

assunto

stato varato

il vigore della sua potente voce,.continuò ad incitare all'assalto: « Avanti! — gridava,— avanti, granatieri di Sardegna! » E mentre igranatieri sì slanciavano all’assalto ed alla vittoria, il maggiore spi-

nel 1911;

in emersione

dislocava

tonnellate, tutto immerso

300 tonnellate;

cità

motori

alla

superficie, con

nodi, sott'acqua,

con

motori

250

la velo-

Diesel, era

di 13

elettrici, di nodi 8,5.

L'equipaggio contava 18 uomini e di questi un uffi-

ciale e 4 marinai sono stati salvati e fatti prigionieri. La perdita del Medusa non è per la marina italiana rilevante, data la buona superiorità nume-

rica

che

austriaca,

in sommergibili

abbiamo

sulla

marina

superiorità

tra

sarà

ancora

accresciuta,

che

breve

personalmente

i compiti

più pericolosi. In

uno di questi passaggi le schegge di una granata li spezzarono IRgambe. Tentò sollevarsi e con tutto

rava

esangue,

sorretto

poeta,

novellatore,

dalle

braccia

ancor

ferme

di un altro ferito, Scipio Slattaper, giovane e forte triestino, già a Roma da parecchi» mesi e che fu fra i primi ad arruolarsi volontario. Altro valorosissimo, caduto alla conquista def Monte Nero, il capitano di fanteria, Angelo Brofferio, piemontese, nipote del più noto omonimo suo

‘Rimini, Pesaro, Fano

inutilmen-

avo,

te

austriaci.

loroso capitano erasi già distinto nella campagna Eritrea, guadagnandovi una medaglia d’argento al valore; poi nella:guerra turco-libica. Aveva in moglie una figlia, Edel, del rinomato violinista belga,

bombardate

dagli

estrema

La mattina del 18 giugno, verso le 4 e tre quarti l'incrociatore

corazzato

austriaco, Sankf

Georg,

il

medesimo che bombardò Rimini il 24 maggio, socinque torpediniere d'alto mare e da due cacciatorpediniere, dopo avere alcun poco încrociato

innanzi

al ‘porto ed

quanta

granate,

mirando,

circa due miglia, lanciò contro

essersi

Rimini

avvicinato a

più di cin-

pare, al ponte

di ferro

sul fiume Marecchia, per interrompere la ferrovia

tra Rimini-Bologna e Rimini-Ravenna. Alle 5,15 il bombardamento cessò e i cittadini cominciarono a

riversarsi per le strade. Dopo venti minuti appena più violento ricominciò il cannoneggiamento, che terminò questa volta alle 5,55; dopo di che l'incrociatore

sostò

nelle

acque

di Rimini fino alle 6,30.

Nessun ponte ferroviario fu anche minimamente danneggiato; rimasero illese la stazione ferroviaria,

le caserme e tutte le altre costruzioni che potevano avere carattere militare. La chiesa di Sant'Antonio sul porto fu attraversata da un proiettile di grosso

calibro da un parte all'altra. In via dei Mille altre

case furono lesionate. Schegge di granate furono raccolte ovunque: furono rinvenuti parecchi proiet-

tili inesplosi, una dei quali dopo sfondato di una

casa, si adagiò

comodamente

il tetto

su un

Non vi furono che tre feriti leggermente.

letto!

A Pesaro il semaforo alle 4.10 avvistò due to) pediniere ed un grosso incrociatore nemico che în ziarono senz'altro il bombardamento dell’rangar degli idrovolanti, del semaforo e del ponte sul fiume Arzilla, fra Pesaro e Fano, senza produrre danni,

giornalista

sinistra nel Parlamento

Thompson.

e deputato di

Subalpino.

Il va-

Aveva 47 an

Altri ufficiali valorosamènte caduti combattendo, Raimondo Arrigoni, volontario, di Bellano, A/fredo

Allegre, Giuseppe Edoardo. Petterin, dottor Paolo Auglesio, Giorgio Fasolis, sottotenenti; Mario Av-

ventino Fracassa, capitano, tutti degli Alpini;

Giorgio Bauer, Cristoforo Cerruti, sottotenenti di Fedele Cuzzi, figlio del senatore Giu-

fanteria;

seppe, sottofenente dei bersaglieri, Ugo Meacci, te-

nente di complemento e Francesco Pira di One-

glia; il conte Corrado Milesi-Ferretti di Ancona, capitano di fanteria, di 34 anni, già decorato di medaglia al valore; tutti segnalatisi per l’entusiasmo col quale erano accorsi alla patriottica gue L'eroica condotta del 12.° bersaglieri — il reggi. mento del generale De Rossi e del compianto colonnello Negrotto — ha meritato dal comandante

la divisione speciale questo ordine del giorno: «Dopo di aver preso conoscenza dei combatti-

menti sostenuti sulle aspre balze del Monte Nero dal 12.° bersaglieri, posso, con sicura e piena conoscenza di fatto e con alta soddisfazione, segnalare a titolo di onore alle truppe della divisione la

condotta splendida tenuta da quel reggimento nei duri cimenti nei quali venne provato. Il 12.° bersaglieri ne uscì glorioso, dando vivo esempio di saldezza e di sacrificio!»

avendo colpito soltanto il parapetto e contorta una rotaia subito riparata. Contemporaneamente altre

L’affondamento

due torpediniere ed un

largo si sfogavano contro la tranquilla cittadina di

del compartimento

ed ucciso il suo asino) e più specialmente contro

lava alla velocità di otto chilometri all'ora, quando la mattina del 18 giugno alle ore 5.45 avvistò un

Fano (dove

miraglio Thaon di Revel, ha annunziato, il 17, che di

servizi

uomini dell'equipaggio sono stati salvati e fatti

stenuto da

Per aria e sul mare. Una batteria

ili e ardimentosi

silurato da un sommergibile nemico. Da comunicati austriaci risulterebbe che un ufficiale e quattro

ultimi

fu ferito

incrociatore

leggermente

che

stava

al

un carrettiere,

il lungo ponte sul Metauro posto tra Fano e Mondolfo Marotta, senza mai colpirlo. Il bombardamento durò una ventina di minuti circa, poi le navi

sostarono al largo per circa mezz'ora. Il treno merci N. 19 uscito appena dalla stazione di Pesaro fu avvistato dalle torpediniere nemiche miranti a colpirlo, ma ben presto il convoglio, retrocedendo incolume, riparò nella stazione. Il diretto N. 51 partito da Bologna alle 3.20, dopo presa la coincidenza con l'Alta Italia, fu trattenuto

Un vapore

nezia

del ‘Maria

mercantile

Grazia,,.

italiano, il Maria Grazia,

di Catania, era

partito da Vegiorni addietro, vuoto, diretto a Catania. Fi-

cacciatorpediniere austriaco, il 74T; poi un se-

condo,il 77 T, e poi un esploratore. I marinai ebbero subito l'avviso di salvarsi; e non erano passati due minuti che dal 74 T venivano sparati i

primi colpi di cannone senza colpire la nave. Del-

NI VALPOLICELL

Gantine Trezza


L'ILLUSTRAZIONE

I

ITALIANA

PRIGIONIERI AUSTRIACI. (Disegno dî G. d'Amato).

presi più tardi sull’Isonzo 1 primi prigionieri presi oltre confine eran laceri eaffamati. I prigionieri gran parte dal fronte serbo.

sono invece perfettamente equipaggiati e nutriti e provengono

in


532

SUL FRONTE FRANCESE.

—

UN CORPO A CORPO PER LA CONQUISTA DEL Massiccio DI LorETTE,

Mentre un ufficiale francese fa prigionino un tedesco che aveva sparato l’ultima cartuccia del suo revolver, un granatiere lancia delle granate a mano sul la trincea dietro la quale si rifugiano gli ultimi nemici, (Dis. di L. Jonas nell'Illustration),

‘equipaggio sei fecero in tempo a scendere nella

scialuppa

FUORI

di bordo; gli altri dieci si buttarono in

mare, e a nuoto raggiunsero, dopo un'ora circa, il

I progressi

di cannone, alcuni alla distanza di 200 e di 150 metri, senza che la nave restasse colpita, In ultimo fu lanciato un primo siluro che andò a vuoto; poi

dal 15 al 16 ad est di Festubert e a nord

poi, raggiunta la scialuppa dove si trovavano i loro compagni, li sbarcò, fornendoli di acqua e di gallette. Contro il vapore furono sparati circa trenta colpi

un secondo siluro mandò a picco la nave, I marinai

del

Grazia

si diressero

verso.

Silvi,

dove arrivarono dopo cinque’ ore faticando assai incontrati dai semaforisti cazioni.

Il vapore

di Silvi con altre imbar-

stazzava

2400 tonnellate; ed era

un vecchio piroscafo, ancora in buone condizioni, Un grottesco ordine del giorno austriaco.

L'Agenzia

Stefani ha comunicato da Roma, 18,

tagna, datato da Britof (presso l'Isonzo a nord-est di Plava), 30 maggio 1915, stato trovato addosso ad un prigioniero austriaco, Eccolo:

«Soldati della prima brigata da montagna! Per ordine del comando d’armata, oggi impartito dal

Arciduca

comandante,

Eugenio, ritirarsi

da conservare

un

settore

il generale

in capo

è proibito!! Abbiamo

che è fortificato

dalla

natura; davanti a voi un grande corso di acqua;

dal lato nostro una costiera di dove si può tirare come da una casa di dieci piani, Ora fate anche

voi il dovere vostro ed impiegate le forze che Dio

vi ha dato. Lavorate con cura, tendete il filo di ferro, fate la copertura, aiutatevi l’uno con l’altro, tirate bene e pensate ai monti che sono tutta la nostra forza. Cadremo se voi lascerete un solo palmo di terreno, Di notte lavorate per la copertura, ciascuno faccia il proprio dovere, ascoltate il vostro comandante di brigata, ed allora l’Arciduca Alberto, il Radetzky ed il Tegetthoft, che sempre hanno battuto l'italiano, si compiaceranno di voi nel Cielo e pregheranno il buon Dio perchè noi battiamo tutti i nostri nemici per l'onore del Paese

e dell'Imperatore come abbiamo giurato. Ed ora

avanti

con

il Paese.

l’aiuto di Dio

per l'Imperatore e per

30 maggio 1915. Firmato:

Novax M., generale ».

Sono superflui i commenti!...

Li hanno fatti, me-

glio che tante parole, i cannoni nostri,

e il valore

dei nostri soldati. i Notano i giornali che questo Novak, figlio di un alto funzionario austriaco che fu nel Lombardo-

Veneto, nacque da madre milanese, una guantaia

Arienti — altra di tre sorelle; una delle quali sposò

nel 1859 un ufficiale francese, e la terza. poi un

ufficiale italiano.

Dal 15 al 20 giugno

è stato un continuo susse-

guirsi di felici avanzate degli alleati belgi dal mare alla Lorena

franco-anglo-

e all’Alsazia. Gl’inglesi

di Hooge,

10 ad Ypres occuparono trincee nemiche per un

mille metri, Gl'inglesi agivano in cooperazione coi francesi, che guadagnarono ancora terreno al nord di Arras, e sì avanzarono sulle due rive del Fetch, in Alsazia; qui il 19 i francesi bombardarono la stazione di Miinster ed investirono Metzeral, incen-

diata dai tedeschi prima di sgombrarne, Fecero il 19 i tedeschi una punta fino ad Embérmenille, a nord-est

di Lunéville, e se ne impadronirono, ma

il 20, i francesi si impadronirono, dopo attacchi e

un ben curioso ordine del giorno del maggior ge-

glorioso

mente l’attacco aveva di mira il palazzo granducale, ove in questo momento si trova la Regina-di Sve-

dei franco-anglo-belgi,

ben presto dovettero ritirarsene, Qui, presso Reillon,

nerale austriaco Novak alla propria brigata da mon-

nostro

piazza Imperiale e presso il Politecnico; Evidente

D'ITALIA.

cacciatorpediniere nemico. Questo li prese a bordo;

na

zia, Fu colpito il vecchio palazzo dei Margravi e una bomba cadde nel cortile del palazzo del principe ereditario Massimiliano; un’altra sfiorò il monumento del:granduca Carlo Federico, La caduta mortale di Warneford che distrusse

lo

‘“Zeppelin,,

Sfuggito ai proiettili

su

Gand,

tedeschi, l’aviatore

inglese

Warneford, recatosi a Parigi per ricevere la croce della Legion d'onore, guadagnata — come dicemmo

nel precedente numero, pubblicandone il ritratto—

per aver abbattuto da solo uno Zeppelin presso Gand, ha trovato nel pomeriggio del 17 giugno la

morte nell’aerodromo di Buc per un comune diccidente. Partito, con lo scrittore americano Blackneed-

controattacchi nemici vigorosamente respinti, del centro della resistenza tedesca, 130 bombe anglo-francesi su Karlsruhe, Per rappresaglia contro il bombardamento, da parte dei tedeschi, di città aperte francesi ed in-

ham, per un volo di prova su un nuovo apparecchio, pochi minuti dopo fu visto fare vani sforzi per correggere l'irregolarissimo funzionamento della macchina, All'improvviso l'aereoplano si capovolse, precipitando da duecento metri. L'apparecchio andò

ducato

23 aereo-

aveva fruttato 40 mila franchi,

al disopra

La ritirata russa in Galizia,

lesi, fu dato ordine agli aereoplani franco-inglesi di bomba dacp ie loiaihhe del 16 giugno la graziosa città aperta di Karlsruhe, capitale del Grandi Baden.

Alle 3 antimeridiane

plani partirono per Karlsruhe, Quantunque ostacolati da

vento

di nord-ovest,

arrivarono

della città fra le 5.50 e le 6.20 e lanciarono 130 proiettili da 90 e 155 specialmente sul Castello dei

Margravi, sulla manifattura d’armi e sulla stazione.

Si manifestarono, mentre gli aviatori volavano sulla città, incendi

in gran

numero,

Fu

constatato

un

forte panico alla stazione di dove i treni partirono precipitosamente mettendosi in direzione est. Gli apparecchi furono violentemente cannoneggiati, in modo speciale all'andata, a Saverne, a Strasburgo, a Rastadted a Karlsruhe e nel ritorno a Blamont ed a Saverne.

La scelta di Karlsruhe come primo bersaglio è

stata lodata

in Francia

perchè, durante

la guerra,

le truppe badesi mostrarono uno speciale accanimento nel commettere atti di repressione nel Belgio ed in Francia.

La città di Karlsruhe, edificata

in frantumi e l’eroe di Gand e lo scrittore ameri-

cano morirono sul colpo!... Vivissimo è il rimpianto, in Inghilterra per onorare

Il fatto

specialmente, dove era stata aperta,

Warneford,

notevolissimo,

una sottoscrizione, che già

accentuatosi

mana, è la decisa ritirata dei

Russi

nella

in Galizia:

setti-

i

20 essì erano vicini a sgombrare anche da Leopoli

sotto la pressione tedesco-aus Su tale situazione militare russa i critici dei gior-

nali di Pietrogrado (19) si esprimevano così: « Con la ritirata dietro il fiume Tanew e la linea dei laghi di Grodek, noi ci troviamo nella possibilità di basare l’azione sul nostro stesso territorio e, abbreviando le comunicazioni, possiamo più comodamente trasportare i nostri rifornimenti. La nuova linea strategica è stata bene scelta, poichè essa è

resa più forte dalle difficoltà opposte dalle paludi

del Tanew e dalle foreste acquitrinose di Tarnogrod, Più oltre sta la linea dei laghi Grodek, che

insieme col fiume Wereszyka protegge la regione

sul piano di Versailles ha tutte le strade conver-

di Leopoli e si unisce poi alla regione del Dniester. Questa frontiera d’acqua è rafforzata da ostacoli

tedesco abbattè un aereoplano nemico e coloro che

hanno due fronti: uno verso il Tonew, l’altro verso

genti verso il castello, che gli aviatori francesi poterono facilmente riconoscere. Un comunicato tedesco dice che un apparecchio lo montavano

nemico

dovette

furono

uccisi,

atterrare.

Un

altro

Secondo

aereoplano

la Mirchener

Neuesten Nachrichten, 19 persone vennero uccise,

artificiali, e noi possiamo credere che una offensiva

su largo fronte sia qui impossibile. Insomma si Leopoli. È dubbio che il nemico possieda forze sufficienti per condurre a termine le operazioni in queste due direzioni ». Ulteriori avvenimenti fanno prevedere che i russi lasceranno anche Leopoli: ciò è dovuto alla defi-

14 gravemente ferite e numerose altre lievemente; quasi tutti borghesi, donne e bambini, gente che si recava al lavoro, Vennero colpiti particolarmente

cienza di munizioni di artiglieria, per le quali lavo-

ducendo gravi danni nella via Carlo Federico, nella

rasi febbrilmente nel Canadà. Dicesi che l’imperatore Guglielmo

i quartieri interni fino al palazzo granducale, pro-

abbia assunta


L'ILLUSTRAZIONE

Le forze e le perdito

533

ITALIANA

BOLOGNA IN GUERRA. (Impressioni dal vero di L. Bompard):

egli la direzione dell'avanzata în Galizia —; ma i russi annunziano che anche se dovessero sgombra da tutta quella provincia, fra un mese o due y si riaffacceranno in forze. au-

stro-tedesche secondo cal-

coli

francesi

ed inglesi.

Il Matin, secondo informazioni

dello Stato Mag-

giore francese e in base alle liste pubblicate in Ge

mania, ha date, il 16 giugno, le seguenti cifre sulle

perdite austro-tedesche:

Su 8500000 tedeschi chiamati alle armi, di cui | sei milioni sono sui fronti occidentale ed orientale, 1500 000 si trovano nelle caserme e addetti

sorveglianza delle strade, e un milione nei depo: Le perdite in morti, feriti e prigionieri ammontano

a 4200000 uomini,

Su 4500 000 austro-ungheresi

chiamati

alle armi,

la cifra delle perdite è di 2.526 000 uomini. Questo confermano anche inglesi in base alle statistiche che circolano in Ungheria lequali, per quanto non siano ufficiali, credonsì

tuttavia degne di fede.

Sul teatro orientale sino alla fine del 1914 le' pe dite ammontavano a 124.000 uccisi, a 500 900 feriti o ammalati, 110000 prigionieri. gennaio al primo giugno le perdite furono di 204 000 morti, 900 700 feriti o ammalati, 300 000 prigionieri. Prima del gennaio l’Austria aveva perduto in Serbia 49 800 morti, 95500 feriti o ammalati e 78.000 prigionier oltre a circa 1600 morti, 4000 feriti e 600 prigionieri sul teatro occidentale

In quanto

della guerra.

alle malattie

infettive

—

fra i belli-

geranti — la Russia è quella che ha perduto il più gran numero d’uomini, l'Austria-Ungheria viene seconda e la Germania terza. Nello scorso ottobre la Germania si trovava alla testa e la Francia era se-

conda; dopo di allora la Francia è passata al quarto posto e l’Austria al secondo, date

rante la lotta

ramento

nei

Carpazi

dove

durante la campagna

le malattie du- |

solo per

invernale furonvi |

100 000 vittime. Di queste soltanto il cinquanta per

cento si rimise

e potè essere

rinviato

al fronte:

moltissimi dovettero subire l’amputazione degli arti congelati: la campagna invernale nei Carpazi era costata più di 120000 uomini, di cui, mentre il 13 per cento soltanto era in grado di ritornare sul fronte, il 27 per cento moriva negli ospedali ed il rimanente 60 per cento era ancora negli ospedali o rimandato alle sue case. Negli ospedali militari erano anche frequenti il tifo, specialmente, ed il colera, accertato anche a Vienna. L’Observer di Londra afferma che in Russia vi sono almeno 1350 000 prigionieri austro-tedeschi

Uscita dall’ « Arena del Sole ».

Bologna, giugno 1915, Chi viene a Bologna di notte, vede subito che siamo

in guerra. E lo vede dal fatto che,

appunto, non si vede quasi Una

questa

città

città

al buio,

più nulla,

specialmente

è Bologna,

diventa,

quando

ai nostri

tempi, una novità, una rarità curiosa. Da molte diecine d'anni eravamo avvezzi all’'in-

vasione progressiva della luce nelle vie, nei

Un regalo semplice = ma gradito! — Esigete la nostra marca e non lasciatevi persuadere

da sostituzioni di marca.

negozi, nei caffè, nelle case private, E non sembrava mai che ve ne fosse abbastanza.

In certi risplendenti locali gli individui dalla retina delicata non potevano entrare ormai esser muniti d’occhiali verdi o neri.

senza

Quanto prima si sarebbe arrivati all'uso di ombrellini appositi per le signore frequentatrici dei grandi caffè durante le ore serali o notturne. Non è esagerazione dire che in molte strade un po’ strette e in gran numero

Pennini Oto, corrispon-

denti ad ogni scrittura. Tipi semplici

o di lusso,

da Lire 15.— a Lire 300.

Cataloghi dal solo Concessionario per l'Italia:

Gav. Carlo DRISALDI MILANO - Via Bossi, 4.

di negozi ci si vedeva

molto di più a mez-

zanotte che a mezzogiorno. Tutto questo pa-

reva naturalissimo, mentre era uno dei paradossi della civiltà, che la guerra ha spazzato via, come tanti altri, che del resto, non va-

levano meglio.

Come accade sempre, il vizio è stato colpito là dove più era radicato: l'oscurità s'è

imposta, come bisogno del nuovo stato di cose, proprio a Bologna, ossia alla città dove la vita notturna era in maggior

favore e fer-

vore. Perciò chi vuol cogliere qualche aspetto caratteristico della vita pubblica in Italia durante

la guerra, deve

venire di notte a Bo-

logna, e vedrà, o per meglio dire, zoir vedrà un certo numero Si

di cose interessantissime.

sa, tutte le piccole città della

costa adria-

tica spengono prudentemente i lumi alle otto di sera e restano sepolte in un’oscurità pro- * tettrice. Ma sono tutti luoghi dove la buona abitudine provinciale induce da secoli la popolazione ‘ad andare presto a letto. Col buio, si dormirà meglio nelle tranquille cittadine rivierasche, popolate di gente dal fegato sano, che non teme le possi scorrerie della flotta

nemica. Ma fra le grandi città italiane soltanto Venezia e Bologna sono tenute al buio. E basta pensare alla loro diversa fisionomia normale per capire il diverso effetto del nuovo

provvedimento in ciascuna di esse. A Venezia la notte dev'essere buia. È una

città che trova la sua bellezza nel colore, e dev’esser quindi veduta sopra tutto di giorno. La notte, essa si riposa per aver mandato tanto splendore sotto il raggio del sole. L’occhi stanco della pompa di quelle tinte acciecanti ha bisogno d'un intervallo di notte profonda, rotta appena da qualche lampione per le necessità dell'ordine pubblico. Inoltre” Venezia dopo il tramonto si vuota: la vita mondana si prolunga solo per qualche ora nella Piazza

La“Phosphatine Falières,, ètatimento (13

CI

l'as

adottato da tutte:le madri sopratutto al momento

dello svezzamento e durante il periodo dello sviluppo.


534,

L'ILLUSTRAZIONE

o sulla Riva

degli Schiavoni:

ITALIANA

poi sparisce

leato che un inimico dell'ombra. Nelle strade Isecondarie prive di botteghe, si provano le impressioni che gli eroi delle fiabe dovevano

quasi ‘ad un ‘tratto, nel silenzio, senza lasciar

traccia. Venezia è notoriamente la città dove ‘ si dorme meglio: .a parte le zanzare ei colloqui «degli sposi in viaggio di nozze nella camera accanto. Se vi sono dei nottambuli eccentrici, aspettano le notti di luna per andare attorno. Insomma, Venezia al buio si comprende benissimo. Per Bologna la faccenda va molto diversamente.

È questa,

invece,

la città

L’oscurità obbligatoria ‘è stata dunque per i petroniani la più ingrata sorpresa portata

dalla guerra. Come sempre accade, alla noia

alla sorpresa, ‘al disagio si è mescolato nei primi momenti un certo sensò di soddisfazione si osservava finalmente qualche effetto

della guerra, si trovava‘un argomento immediato, intimo, comune per le conversazioni; si riceveva un'impressione, senza duboscura, ima

patente

che i tempi

cammina

erano

sempre

sotto i portici ed. ha sopra

la propria testa una vòlta continua e massiccia. Nelle piazze si hanno, in compenso, effetti di buio (si può dir così?) meravigliosi. Certi gruppi monumentali di Bologna, dalle linee insuperabilmente, grandiose, sembrano fatti

dove si

vive più che altro di notte. Vi sono classi intere di persone che si riterrebbero disonorate se andassero a dormire prima dell’alba, senza aver festeggiato il sorgere del sole con un pasto, che ha l'abbondanza della cena e l'orario della prima colazione. È una vecchia abitudine petroniana trasmessa di padre in figlio: alla quale i figli si avvezzano. fino dalla prima età. notorio che in nessuna città vi sono tanti] caffè, ristoratori, osterie e ars aperti perl tutta la notte, e, quel che più conta, sempre affollati d’avventori. A_ qualunque ora notturna si può scegliere fra dieci locali egualmente capaci di fornirvi un pranzo pantagruelico. L'odore caldo ‘e piccante delle tagliatelle sale al colmo dei portici e vapora verso. il cielo stellato. La città si refocilla; ricostituisce, mangiando, le forze spese nel prolungare la veglia oltre il termine consueto. A nessuno viene l’idea che, invece di soddisfare l'appetito derivato dalla veglia, sarebbe stato più semplice dormire per non farsi venire l'appetito. *

bio

provare nel bosco, scorgendo lontano il lu-

micino della casa dell’orco. Perchè nelle vie di Bologna l’irradiazione stellare non esiste; la luce diffusa non arriva al passeggero, che

apposta per giganteggiare sullo sfondo del cielo, senza che le luci provenienti dal basso ne turbino la compattezza. In piazza Malpighi

ho visto gruppi di popolani guardare stupiti la massa del tempio di San Francesco coi suoi due campanili disuguali, come se non li avessero mai i. È stato un pellegrinaggio del, pubblico dinanzi a. San Domenico, alle settuple chiesine di Santo Stefano e sopratutto dinanzi.a San Petronio: e in piazza del Nettuno. Questa piazza è veramente ricca di sor-

I portici di via Indipendenza.

mutati,

che qualche cosa di nuovo

prese. Si racconta

c’era per

aria: anche se questo « qualche cosa » non era

l’aeroplano nemico, desiderato e temuto. La guerra venne con la luna piena, o press'a poco, Perciò l'oscurità dapprima fu re-

lativa. Le strade erano inondate di un magnifico chiarore. Inutile pensare a far contravvenzioni all’insolente satellite. Qualcuno propose di mettere un vetro turchino dinanzi alla luna, ma l’idea, così semplice, non trovò

seguito. Poi venne il maltempo, e quando le notti tornarono a farsi serene, la luna non c'era più. Da qualche settimana ci sono invece i lampioni dipinti di turchino, non più di uno o due per ogni strada, con fiamma bassa e singhiozzante. Questi lampioni azzurri, invece di togliere il buio, sembra che lo propaghino. Il loro lume senza riflessi, senza raggi, senza forza di penetrazione, pare piuttosto un al-

di forestieri

poco

pratici

di Bologna che, avvezzi .a entrare in. città prendendo per punto di riferimento il Nettuno; hanno cercato invano il gigante, del Giambologna e si sono domandati con ansia se non avessero sbagliato città. Infatti il Nettuno non c'è più, o meglio non si vede più, essendo stato accuratamente coperto da un ri-

vestimento di tavole di legno pieno di sabbia. Precauzione saggissima contro gli aeroplani austriaci, che evidentemente dovrebbero avere delle ragioni speciali di rancore con Nettuno per venire a gettare delle bombe proprio su quell’innocente fontana. Ma intorno.al dio marino così vergognosamente coperto come non è mài stato, tanto che non ha mai voluto ‘far uso nemmeno della modesta foglia di fico, la vita cittadina ferve senza tregua. Le prime. calde notti bolognesi hanno trovato tutta la. popolazione fermamente idecisa ‘a conservare -le. antiche usanze. Via gatfipendenza , via Ugo Bassi,

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Chiesa di San Francesco.

via Rizzoli, la piazza Vittorio Emanuele sono piene di gente, che dopo essere andata a tastoni per qualche

sera, comincia

acquistare la capacità zontarsi con

grande

di dirigersi

prontezza.

ormai

ad

e d’oriz-

I caffè

sono

gremiti ed hanno disposto sotto i portici e sulla via un numero di tavolini superiore a quello degli anni scorsi. Ivi una vera folla si addensa nell'ombra a prendere il rinfresco di rito, a parlare di guerra e ad ‘amoreggiare: tutte cose che si possono fare benissimo con una luce molto modesta; anzi! Con tutto ciò

535

Sotto un portico. lo spettacolo è abbastanza

nuovo

per

meri-

tare d’esser visto, o intravisto, o indovinato ai mormorii, alle risa, al movimento, sotto

le volte di quei grandi portici, tra le fughe di quei colonnati che fanno pensare a chi sa quale misterioso ritrovo di gaie combriccole in un ambiente da ultim’atto dell'Aida. PS

vece non è accaduto

nulla

di tutto

soltanto

attraverso i racconti

dei feriti che,

fronte,

si accentrano

nostra

sgombrando

via via. gli. ospedali v

buoni bolognesi,

alquanto delus

consolarsi

nella

*

e

tà. I cercano di

però fanno

pensando che anch

parte della sona di guerre

A Bologna si sperava di [avere il Quartiere Generale: si indi lazzi dove doveva risiedere, con la famiglia avrebbe preso alloggio in una nota villa a San Michele in Bosco. In-

questo.

Gli echi della guerra giungono a Bologna

dichiarazione

» empì d'orgoglio il popolo petronia o, il quale aspetta sempre, di «Bologna zona di gue:

da quel giorno, qualche fatto che metta alla prova la saldezza dei uoi nervi. Un’incursione

di aeroplani au un provvidenziale

rebbe accolta come ersivo alla monotonia

della vita rnaliera: non dico che nessuno avrebbe paura, ma anche un po’ di paura sa-

ECCO! Sto

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536

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIAN

assidui dello stand di Tiro

al piccione, dai

quali ci si poteva ripromettere più d'un'impresa meravigliosa. Ma sul più bello l’autorità ha emesso un severo editto per vietare ai privati di far fuoco contro gli aeroplani nemici. Finora tutti hanno obbedito: anche

perchè di nemici non s'è vista neppure l’om-

bra. E i volonterosi tiratori sono tornati allo stand o hanno riposto il fucile per il prossimo passo delle allodole. A Bologna si sono prese severe precauzioni

mento patriottico prevalente. Tutte le discussioni

sono

unanime.

cessate;

lo slancio

I racconti

dei

dei

feriti, che

cuori

è

si spar-

gono rapidamente nel pubblico, hanno un’ pronta

smo.

non solo di serenità, ma d'’entusiaSopratutto fa piacere il contegno ma-

gnifico dei soldati emiliani e romagnoli, quelli che sono andati alla guerra più svogliata-

mente. È probabile che, una volta preso il

gusto del combattere,

non vorranno più saperne di tornare a casa. Si raccontano aned-

contro le spie e si sorvegliano attentamente

doti superbi

zione, che è il principale

turiero, ha trovato il modo di sfogarsi nel modo migliore, dopo aver tentato invano il diversivo della lotta di classe. Così, fra i racconti della guerra e i pingui

alcune parti importanti della città. Alla stanodo

ferroviario

d'Italia, vigono disposizioni oltremodo rigorose, Non entra nessuno.... se non è per lo meno un viaggiatore. Ed anche chi viaggia

non può fermarsi nè guardare. Si è trovato

il modo di illuminare l'interno della stazione senza che nulla ne trasparisca al di fuori, e, cosa assai più difficile, si è riusciti a non

far trasparire

neppure

L’antico

della

sangue

loro condotta

celtico,

al fuoco.

riottoso

e avven-

svaghi notturni, Bologna passa il suo tempo in un

buon

umore

fatto più

forza che di spensieratezza.

di salute e di

Apo

VALORI.

i più interessanti av-

venimenti e passaggi. Si sa benissimo che i diplomatici stranieri, e Biillow primo di tutti, Tl Gigante di Gian Bologna inYprigione.

rebbe la. benvenuta, pur.di poter vedere qualche novità, aver qualcosa da narrare, qualche argomento da discutere in questo dialetto aspro e fischiante come la lingua dei gatti.

Ma

i velivoli

nemici

non

vengono,

Si è

fatto di tutto per provocarli, direi quasi per invitarli: ogni giorno si sparge la voce di

nuove precauzioni prese, che dovrebbero al-

lettare gli aviatori austriaci a farsi avanti e mettere a prova il loro coraggio. Mitraglia-

trici sulla torre degli Asinelli, posti di vedetta

sulla torre dell’ Arrengo, cannoni

antiaerei e

riflettori potentissimi distribuiti sulle colline

propinque; servizio continuo e volonteroso di giovani esploratori, che riempiono Bologna della loro presenza e delle loro simpatiche uniformi boere o canadesi. Nei primi giorni molti abili tiratori si erano offerti per vigilare sopra le più alte torri di Bologna (e ve ne sono ancora parecchie, delle duecento che impennacchiavano un tempo il panorama

severo della città medievale); e si era costituito un manipolo di valorosi cacciatori e di FINE

DEL

PRIMO

sono passati dalla nostra stazione, e vi si sono anche trattenuti per le necessarie pratiche: ma nessuno ha potuto veder nulla. Un’immensa quantità di materiale militare è stato qui di transito; ma la discrezione dei ferro-

vieri era tale che in città si ignorava totalmente il numero e il genere di siffatti trasporti. Del resto i bolognesi sono eminentemente ciarlieri, ma non indiscreti. Nessuno riesce a parlare a lungo come loro su argomenti futili, e a tacere così abilmente le cose più importanti. Prendono con grande filosofia gli inconvenienti della guerra e dell'oscurità. La folla si rassegna a compiere al buio le tradizionali

passeggiate estive e non si lamenta degli urti inevitabili. Ama la sua città, così suggestiva anche al pallido chiarore delle stelle o al primo raggio della sottile falce lunare. Accade di sentir dire:

— —

mondiale. Esportazione

Hai visto che sbattimento di luce? No: ma ho sentito uno sbattimento di

testa...

Così la vita prosegue tranquilla, arricchita e non depauperata dalle sorprese del regime di guerra. L'amministrazione socialista si è messa spontaneamente all'unisono col sentiVOLUME

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cordi del 1870-71.

Novelle. — s4 Spagna, —

84 Olanda. — s6 Pagine

sparse. — s70 Ricordi di Londra,

De Castro (Giovanni). 4

AZEGLIO (Massimo d’), 121-22 Niccolò de’Lapi. — s19Ettore Fieramosca,

Principio di secolo. Della Quercia. asIlrisveglio.

della contessa Maffei.

De Lollis (Cesare). «uo Vita di C. Colombo. DE MARCHI (Emilio). 774 Re-

Barbiera (R.). sce 11 salotto

BARRILI (A. G.). 7 Come un sogno, — 209 L'olmo e l’edera, — s00-1 Cuor di ferro e cuor d’oro, — 342 Le confessioni di Fra Gualberto, — 32 Castel Gavone, — 361 Il tesoro di Golconda,— 315 L'XI comandamento, — 358 Santa Cecilia. — ses Il

Biancospino, — s67 Capitan

divivo, - 7s2ss Demetrio Pianelli, — s5°-83 Arabella, (Federico), ce

De Roberto

Una pagina della storia

dell'amore,

— 67 L'illu-

sione. — 780 La sorte,

Di Giorgi (F.). sos La prima donna,

Fava (Onorato). #0 La di-

Dodèro.—s01-92 IRossi e i scesadi Annibale. —s74La Neri. — 401 Semiramide, rinunzia. — sso Per le vie, 402, La donna di picche, — 45 Val d’Olivi, — «50-90 La Fleres (Ugo). ss L'anello. Montanara. — «80 Rosa di Gallina (Giacinto), am Gli occhi del cuore; La mamGerico, — 401 La Sirena, —

sn Galatea. — 506 Le due Beatrici. — sos Terra ver-

LO en Il ritratto del diavolo,—eos Arrigo il

Savio, 100La

signora Au-

tari.—700 Uomini e bestie. mu Dantino, —751La notte

dbl Commendatore. — 752 Il

merlo bianco. -- 758 Casa Polidori. —7% Monsù Tomò. — 755 La Castellana. — 766 L'anello di Salomone. — 1% Il prato maledetto. — 766 La bella Graziana, — 16 Un giudizio di Dio. ma La spada di fuoco, — 881, Sorrisi di gioventù. — #1 11 Conte Rosso. — 850 0 tutto o nulla, — svn Tizio Caio Sempronio. - 856 Fior

di mughetto. — sre Dalla rupe, —s71 Fracielo e terra.

— #7211 ponte del Paradiso, Beltramelli (Antonio). re4 Gli momini Rossi.

Benco, ses La fiamma fredda, — 808 Il Castello dei desideri.

Bersezio, 46007 Aristocrazia,

ettòli (Parmenio). s0 Il pro-

ma non muore.

Graf (A.). mu Il riscatto. Grandi (0.). 274 Macchiette e novelle. — 454 Destino, — 696 Silvano, — sca La nube.

— 80 Per punto d'onore. Gualdo

denza.

(Luigi). s09 Deca-

GUERRAZZI. 101-2 L'assedio di Firenze. — 14950 Veronica Cybo; La batta-

glia di Benevento.

JARRO. xo L'assassinio nel

vicolo della Luna. — 141

Il processo Bartelloni. 2067 Apparenze. — 20 La

vita capricciosa. — 42 La Principessa. — 810 Mime e

ballerine,

Manetty (P.). s10-20 Il tradimento del Capitano. Marcotti (Giuseppe), 22 Il conte Lucio. — 78 Il Mon-

tenegro e le sue donne,

Caccianiga (Antonio). cs Il bacio della contessa Savina. — 350Ildolce far niente, — s78 Brava

gente. -

381 La famiglia Bonifazio.

—,421 Roccolo di Sant'Alipio. — 4718 Villa Ortensia. 7 70x Il Convento. — ur i Setai ligustri. ; a) ica (Luigi), e Donna OlimpiaParti. - n Ma schere sante. — 26.97 La congiuradiBrescia.—39-38

Fra Paolo Sarpi. — ss Giovanni dalle bande ne-

re. — s1-02 La Contessa di

Melzo. — 158-m Papa Si

sto, 4 vol. — 27 Maria Dolores: -418-20 Re Manfredi, Carboni (P.). s74 Cristoforo ten

cato e penitenza.

ta di

Vittorio Eman. II.

Materi (L.). 700 Adolescenti. Mercedes. s72 Marcello d’A-

Storie del Mondo Grande.

Parisina, di lord Byron, Maffei, Somma, ecc. sta, Perodi (Emma). e77 Caino e Abele. PETRUCCELLI DELLA GATTINA. 12 Il sorbetto della

Regina, - 14047 Memorie di Giuda, - 174 Le notti

degli emigrati a Londra. = 226 Il Re prega.

PIRANDELLO (Luigi). r7677

Il fu Mattia Pasc l. — s%0 L'esclusa, Placci, 525 Mondo mondano: — s16In automobile, Praga (M.). 73 La biondina. Pratesi (Mario). 571 Le perfidie del caso. Ravizza di ero La conquista dell'Atlantico.

lel passato.

Rovetta. 26 Tiranni mini:

vo (e de)

la. 253 Vita intima, —

Casa altrui. — 475 Il mio

bile.

Ss

Crispolti

(FL), so Un duello, lo), 817 La for-

Erckmann-Chatrian. ss L'a-

Francesi.

mico Fritz. — e

ra, — 2s6 Rivineita di Clo-

doveo, — su La bella Nantese, — s00-100 La figlia del

iudice, — 416-37 Zoè. — 476 Im punto nero, — «7 Un

i

di eredità, - sss La figlia del pazzo, —ess Il castello della Croix-Pater. -- s29-30

L’impiccato della Baumette. — 820 Il matrimo-

nio del suicida. — ss0 La bambinaia, Arnould e Fourni 722 Il fi lio dello Czar. 736 L'ere-

le del trono.

BALZAC. cos Memorie di due

giovani spose. — 5 Piccole miserie della vita coniugale. - ssa Papà Goriot.

738 Casa di scapolo. vu La cugina Betta.745Il cugino Pons, — 758-9 Illusioni

perdute. — 771 Splendori e

miserie delle cortigiane, — 786 Giovanna la Pallida. = 187 L'ultima incarnazione di Vautrin, — 810 Il

Belot. 758 Due donne.

Bérard. 760 Cypris. Marcella. Berthet(E.).518 La tabaccaia, — 546 Delitto di Pierrefitte,

Boisgobey (F.). e2-6 La vec-

chinia del signor Lecog. = 275 L'orologio di Rosina,

-wm LacanagliadiParigi. — 400 La casa maledetta, 427-28 Il delitto dell’Opéra,

— 510 Albergo della Rosa. — see Cuor leggero. — wa, Maria, — ma Il segreto della cameriera. — 616 La

decapitata.

Borys(G.). ri Il bell'Orlando. BOURGET. 212 Un delitto d’amore, — 227 Andrea Cornelis. — 256 Enimma crudele,

— 252 Menzogne, —285 L'ir-

reparabile, — 325 Il discepolo. su Il fantasma.

Bouvier (Alessio). 265 Mada-

migella Olimp

n

signor Trumeau. — 584 Di-

scordia coniugale.

Busnach e Chabrillat. 15 La Chavette (Eugenio). 10 Quon-

Serra-Greci

A). 5 Adalgisa,

us La ta di Palermo. Sfinge. ceo Dopo la vittoria,

Soldanî. ss5 Viva l'Angiolo!

vacità di Carmen, — se1 Il

nemico della Signora. Pont-Jest

(Renato).

ssi: La

Orsino, — 6657-88 Corleone. — 60-10 Paolo Patoff.

eredità di Satana. — co Un

FRANCE (Anatole). eso Il delittodiSilvestro Bonnard.

— #8 Taide,

cola Dorrit.— 603-431 circolo Pickwick. —727-28 Gran-

Lescaut.

morie di Davide Copper-

#35 L'autunno

760 Suor Filomena,

principessa russa. — 209-08

Le due Favorite. — 26 La

figlia del signor Lecog.

dam Bricheti.- 118 In cer-

ca d'un perchè, — 42 Un

notaio in fuga.

Claretie (Giulio),148 Il milio-

né. — 175 S, E, il Ministro.

— 2509-60 La commediante. 266-67 I Moscardini. 317 La

fuggitiva, — 32 Michele Berthier, —ss8 Troppo bello (Puyjoli). — sso Il 9 Ter-

midoro, — 407 Maddalena Bertin. — 612 Noris, — 706-6

Il bel Solignao,

moiselle Ixe.

Farrar, co1 Tenebre ed albori. Fullerton (Lady). 781 L'Uecellino di Paradiso. Haggard (H. Rider). 400 Jess,

lel Varo.

— 12 Beatrice, — ‘56495 Il

popolo della nebbia. —

Rod (Edoardo). 473 La vita

6067 Giovanna Haste, - 800 La Fanciulla dalle Perle.

privata di Michele Teis-

sier.— «ss La seconda vita di Michele Teissier. seo Lo zio d'America. — 607 Taziana Leilof, — 823 L'acqua che corre.

Saint-Maurice (R.).

HALL CAINE. 702-3 Il figliuol prodigo,

Hewlett. 721 Gli amanti della foresta,

Hume(F.). La Dama errante. Hungerford. 710 Dalle tenebre

res Gli

vendicatrice del marito. —

ultimi giorni di Saint-

Gréville (E.). s78 Clairefontaine,- s70 Nania, — 4 Ma-

Sand (6). 88-30 Consuelo, —

31414 La strega d'amore,

Falconer (Lanoe). «3 Made-

pot (L.). s02 Il bandito

Richet. sso Fra cent'anni.

Gonzales (Emanuele). 20 La

Donovan. 816 Caccia a fondo,

— 681 Nuove lettere di donne. — esr Ultime lettere di donne.

tella 118, — se7 Gli amo-

Maria Antonietta, —45 La Faustin. — 452 Carina, —

Disraeli (Beniamino). 47 Alroy, il liberatore.

en Il giardino

Richebourg (E.). ses Lo inmamorate di Parigi.

ri di un’avyelenatrice, Goncourt (Edmondo de). 190

di speranze, — 730-0 Mefiela (ed, ill,, L. 8),

vita infernale. — 125-97 Il

signor Lecog.- 908 La car-

DICKENS (C.). ero La pic-

compagno di catena,

PRÉVOST (Abate). 15 Manon

alla luce.

Pierre,

James. 4546 L'Ugonotto.

Muloch(Miss).ssJohn Halifax

50 Flamaranda. — 81 I due

fratelli. — 1 Mauprat. ritiamo la figlia. suoAmore che uccide. — ses Il voto Sandeau (Ginlio). 302 Mada-

Murray (G.), 10 Storie di ieri Oppenheim(F.). 78011 mistero

— 632 Perduta. - su Un violinista russo. — sis Il

Ouida. st4 Affreschi.

di Nadia. - so Nikanor.

romanzo d'un padre, — ss

migella della Seigliàre (illustrato, L. 4).

Texier e Le Senne. 136 Memorie di Cenerentola.

La via do'orosndiRaissa.(Andren), 258 Ele so Dosia, — se0 La princi- Theuriet na, - 26 Un'ondina, pessa Ogherof. — 877 Sonia, 581

— 879 Ariadna,

Amor

d'autunno,

-

667 Un sacrifizio d'amore,

deputato d'Arcis, — 6% HALÉVY. 17 L'abate Con- Tinayre (ML). ser Hellé. stantin. — sio Grillina L'Israelita. — e Orsola Uchard. c1 Mio zio Barbassù. (Criquette). Mironet. — ses 11 figli» maledetto; Gambara; Massi- Hervieu. er3 Lo sconosciuto. Verne (Giulio). 21 Il giro milla Doni, del mondo în 80 giorni. — no L'Alpe omicida,

mi. — 504 Il processo Mon-

rie di un ladro. — 741IldeStino del Re. Sartorio (G. A.). 72% Rome Carrus Navalis (favola contemporanea). Scopoli-Biasi (I.), 660 L'erede dei Villamari.

delle spade.

FLAUBERT. 100 M.ma Bovary. Gaboriau (Emilio), 7274 La

Russo (Federico). 730 Memo-

tegù, - ss Novelle.

La casa

del guardaboschi. Achard (Amedeo). 8-9 Giorgio Bonaspada. Feuillet. sso Ilsig, di Camors. Storia di Sibi Arnould (Arturo), 179-80 Giovanni senza nome.-229 Zai- Féval (Paolo). 186 La regina

MARTINI (Ferdin.). 355 PecMassari (Giuseppe). 479-80 Vi-

d'Agrève. Droz (Gustavo). ese Attorno a una sorgente, = 768 Ma-

rito, moglie e bebè, tufficiali, caporali e solnobile sacrificio, (Alessandro figlio). dati. — 79s Il designato. — Dumas Pradel (Giorgio). 19406 Il 35 Teresa. 804 I lussuriosi.

72 Cesare Birottò.-737 Pierina; Il curato di Tours.-

Roggero (E.). cos Le ombre

ni. s11 JI primo bacio,

ro La bocca del lupo.

ZUCCOLI. 778 Ufficiali, sot-

— ro Eugenia Grandet. —

di Garibaldi.

Ricci (C.). 800 Rinàscita.

‘d).— L'onorevole rta (i, 2), Alla

Zaccone (P.). 455 Biànchina,

Mario (Jessie W.), soc.06 Vita

cesso Duranti. — 77 La favorita del duca, — 151 Giagliano, eomo Locampo.—s97 Il niNEERA. 779 Una passione. pote di don Gregorio, Boocardi(A.).50211 peccato di NIEVO. sio.sa Le confessio ni di un ottuagenario. — Loreta, — 9 L'irredenta. 7% Angelo di Bontà. BOITO, (Camillo). 451 Sto-' PANZINI (A.). 6s7 Piccole rielle vane, — 558 Senso,

Butti (E. A.) eso L'automa.

letane. Rovel.— 7e L'avventura di Eyre. L. Bolski. -— 70 Samuele Montépin (Saverio). 164-66 Il Broughton, esa Addio, amore. ventriloquo. — 2065 Sua Bulwer (Edoardo), 0 La G. Testaroli. MaestàilDenaro. — 27011 razza futura. Constant (B.). sss Adolfo. compare Leroux,97L'ulgioiello sinistro. — ses Jl Coulevain (P. de), 7 Su la timo dei Courtenay. — 508 Burford, s28 L'assassino. sogno che uecide. — #78 Il I fanti di cuori, —533Ilse- Byr. 116Lalegge del taglione. frasca, miraggio, greto del “ Titano n. — Collins DAUDET. ss 1 ro in esilio (Wilkie). 16-17 La nuoVASSALLO (L. A.). La si#78 L'avvelenatore. va Maddalena o La morta illustrato, L. 2) — 10 liosti viva, 18233 Le vesti nere. itta Fromont e Risler. OHNET (G.). iso Il padro— m2 Novelle del lunedì. — 196-7 No, — 30-81 Il sene delle ferriere, —145La greto di morte.0Il cat— 16 Numa Roumestan. contessa Sara, — 11 Sergio va edizione, L, Ge mi tivo genio. — s7 L'eredità - 10 Le lista (ilPanine. - 2 Lisa FleuDiana ricattatrice, di Caino. lustrato, L. 2). ron. — 387 Debito d'odio. VERGA (G.).16s Tigrereale.- Delpit(Alberto). 108 T1 figlio Dorsi (A). ox Il dram— 42 Il diritto dei figli. — 24Ilmaritodi Élena.—sus li Coralia, — 208 Teresina. ma di Pondichery-Lodge, 450 Vecchi rancori. —482 La I ricordi del cap. d'Arce. — 24 Il padre di Marziale, signora vestita di grigio. Conway (Ugo). 300 Il segreto — e00 Don Candeloro e C. — 15 Appassionatamente. — 44 L'indomani degli della neve, — 2% Un segre—733 Eros, — 735 Per le vie. amori, — su Il curato di to di famiglia, — soa No— sts Storia di una capi- De Lys. ero Duplice mistero, ‘avières. — 585 Gaudenti vello. — 567 Vivo 0 morto, De Nion st Giovanna e Gionera. — 867 Novelle, * (Gens de la Noce). vanni, Corelli (Maria). «10 Vendetta, Vugliano (M.). sse Gli allegri 35Le viDe Vogué (M.). so6 Giovanni Perceval(Vittorio). comparì di Borgodrolo,

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Brohl e C,% — n9 L'idea di

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cugino Lorenzo Houssaye.s05 Diane e Veneri. Vinoent.zseIl Labacher. 167 La scritta di Wachenhusen (H.). 10 Per sangue,

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Malot (Ettore). acs-u Il dottor Claudio, — 578 Luogotenente Bonnet, — 408

Un

buon affare. — 648 Paolina.

Margueritte (P.). 57 La tormenta, — 707 Il Prisma, — so Amor nel tramonto.

Mary. 15 Le notti di fuoco. — 5 La famiglia Danglard. s00L’'amante del banchiere,

MAUPASSANT. su Forte come la morte. - 465 Bel-ami. 498 Una vita, —612 Racconti enovelle.-s1 Casa Tellier,

-— 781 Il nostro cuore, Mérimés, — 770 La contessa

di Turgis. Mérouvel. so-41 Priva di nomel — 494-95 Febbre d’oro.

498-% L’Inferno di Parigi, 525 L'amante del ministro.

— 536 La signora marchesa

— sso La figlioccia della

duchessa. — 5-4 La ve-

dova dai cento milioni. — 582 Teresa Vali,

Un segreto terri

Pari 6 patta, — 861 Fior

di Corsica.

Méry. 206 Un delitto ignorato,

MOLIÈRE..1007 Comedio scelte

#1

Una pagina d'amore,

— 5

Il fallo dell'abate

Mouret. — so La conquista di Plassans. — v4 Te

resa Raquin. - s5 La fortuna dei Rougon. -

96 Racconti a Ninetta, -

10 8. E. Eugenio Rougon.

di Bernard Brown.792La Spia misteriosa.

Rivington Pyke. e75 Il viaggiatore misterioso, Roberts (M.). uo Il segreto

della Marchesa,

Roosevelt (Bianca). 25455 La

ra del dottor Jekyll,

Ward. 825 Miss Bretherton,

Il Sogno.

—

fare Dreyfus.

ra nell'aria, -857 Quando il dormente si sveglierà. Wood (M.H.). su Nel labi-

rinto. Yates, s6 La bandiera gialla,

Tedeschi. Beyerlein (I.). 747 Il Cavaere di Chamilly,

Boothby. so Il dott. Nikola, Braddon (Mi

trimonio strano.

matrimoni.

Gerstiicker (Federico) 775 Casa d’angolo.

Hauff. 655 La dama piumata.

Inglesie Americani. Bellamy. ss Nell'anno 2000; s1 Per la

fama, s04Verrà ilgiorno,

Junghans (Sofia). sie Fanciulla americana.

Lindau (R). 192 Rob. Ashton, Lindner. ss1 Marchesa Irene.

Meyer. «7 Giorgio Jenatsch.

— 4045 La zampa del dia.

Richter (Eugenio). sto Dopo

76 Un

Schubin (Ossip). cos Alispezmate, —6s8Un cuore stanco, 104 Gloria Victis!

volo. — t08 Una vita, un amore, — 71213 Asfodelo. — segreto fatale. —

803 Fra due cognate.

Russi. Boboryhkd (P.). sv7 Battaglie Cecow(A.).761 Racconti russi Cernicevski. 706 Che fare? DOSTOJEWSKY. 21 Dal se-

polero de' vivi. — sso Delitto e castigo. — 61-02

I fratelli Karamazoff, 10-10 Idiota,

—

Galytzin (Principe). «o tl rublo. — 40 Senz'amore,

— 48 Il contagio. Gorki (Massimo). su La vita è una sciocchezza, — ew I

coniugi Orlow.

Korolenko (W.). res It sogno di Makar,

Kraszewski. s75 Sulla Sj Mereshkowsky

(D,). e-a Li

Morte degli Dei, 748-t0 La

Resurrezione dogli Del.

Olga (Principessa). ser La vita galante in Russia.

Tolstoi (Alessio). era Ivan il Terribile,

TOLSTOI (Leone). 225-20 Anna Karenine, —290Katia, —

32 La sonata aKreutzer. — 35541 Guerra e pace, d volumi. — 415 Ultimo novelle e Piaceri yiziosî,. 7 48 I Cosacchi, — se:

Padrone e servitore. © 6 Che cosa è l'Arte? —. 611 La vera vita. — 676 Memorie. — totos Resurrezione, Turghenieff (Ivan), Una al-

diata di gentiluomini, — dri e figli, Spagnoli.

635 Terre Vergini. 743 Par Baroja (Pio),

dei furbi.

re La scuola.

di un cuoré,

De Alarcon (A.). es L'ultimo

amore,

un uomo raccontata dal

suo scheletro,

Nombela {Goo

7 La car-

rozza del diavolo,

Galdòs (Benedetto). WELLS(H.G.).t12-4La guer- Perez. so Donna perfetta, — 740

Friedmann (Alfredo).318 Due

43

e il suo processo per l'Af-

— ss La fata delle Alpi. — es Cac-

cia grossa, — eso Rune.

Gonzalez (M. F), 1 Storia dî

scal. —

5s1 Maddalena Ferat, 54-35 Zola, le sue lettere

Fata Morgana. -500A caro

prezzo. — 68 di primavera.

Una sirena americana. Stevenson(R.L.). 15 Rapito. — 162 La strana avventu-

bcle). — s66-57 Germinal. -4 Vita d’artista (l'Ru-

vre). — 490-31 Il dottor Pa-

cità. — zooFiamme, — 46 | Reietto e redento. — 465 Via aperta. — 40 Vineta. — 44 Catene. infrante. — so Verso l'altare. — 50 Buona fortuna! — 054

Castelar (Emilio). 35s Storia

Eckstein. ess Cuor di madre. = 786 I Claudii, Fleming (A.). cu4a Un ma-

ses-so La Guerra (la D6-

ito dormente.

Regina del Rame, Savage (R. H.), ce Alla conquista d'una sposa. — eo

— 106 La cuccagna (la cu- Î Boy-Ed(I.). eso Serti di spine. rée). — 18 Nuove storielle Kerzollo (Eugenio). es a Ninetta. — 123% Quel DeNella montagna nera, che holle in pentola (Potbouille), — so4 Il voto di Déval. ess Una gran dama, una morta. — 333- Il DeEbers. 402 Homo sum.

naro. — 302-8 La Terra. —

Viebig (Clara), 768 L’eser- | Wagner. 573 Sotto i Boeri. WERNER(E.). soUn eroe della penna. — 276 San Michele. — us Il fiore della feli-

la vittoria del socialismo.

Marianela; Trafalgar.

Valera (Don Juan). es Leil-

lusioni del dott. Faustino,

Polacchi, Sacher Masoch, 114 Racconti

galiziani. Samarow (G.). ess In cerca

di una spo:

SIENKIEWICZ. sr» Quo Vadis? - esss0 I Crociati

— 633 Per il pane.-679In:

vano, - 8% Oltre il mistero.

Ungheresi. Jokai (M.). 562 Amato fino al

patibolo.

Nordau(Max), 80-90 Bat

di Parassiti. — r1r-18 natico.

lia

Mor-

Polko (Elisa). s45 Lontani]

Belgi.

Couperus (L.). e10 Maestà, —

* 643 Pace universale,

Argentini. gatto(21)er Reccontidella Pampa. È Bjòrnson

(B.

guri

sr TAN RaTacoscienza.

Lagerlòf (Selma), 575 La casa

di Liljecrona,

Moeller (0.). 561 Oro e on


;

è.

DE

ATTUALITÀ

DELLA

SETTIMANA

- Variazioni diBIAGIO.

| | L'audacia

degli alpini.

- Al capitano

Nei circhi europei.

che ha af-

fondato il “Lusitania,,.

L'aquila: — Non avrei mai creduto che ar-

— Ecco la èroce dell'Ordine del

tivassero a tanta altezza!

è,

un somaro è stato ucciso dalle

bombe degli austriaci

Non credo vogl

Pietrasanta. Violentissimo nubifragio dieci allievi evadono dall'Orfanotrofio. per tati alla-pari , cioè Diario della Settimana, su tutta la regione, con gravi danni: recarsi alla guerra: sono riprosi, che la circolazione di (Per la guerra, vederne la Cronaca Sei morti, Palmi, In una casadi Anoîa dove una qualche giornale (innel corpo del giornale.) Berna; AI Consiglio federale. il presi» certa folla visita la salma di un caro tendasi l'Avanti !)non 9. Mosca, Nella fabbrica tedesca di dento della Confederazione, Mottà; spiaga defunto, crolla il. pavimento: deploransi nibbia ad “essero impianoforti Ziindel vd Hihner gli operai le misure di censura rigorose adottate un morto e venticinque feriti. pedita. col pretesto. di non avere ottenuta sod- in Lugano contro la Gazzetta Ticinese, Parigi. Sull'aeroodtomo di Bue, preci— Al mattino viodisfazione a certe loro domande; dava- scagliatasi contro la prosenza ivi -di di- pità, rimanendo ucciso, con uno scrittore lentissimo, temporale atano è Aistroggono vandalicamente la plomatici stranieri, mentre in Svizzera il americano, l'aviatore inglese Varnoford, con fulmini sulla città. Vi fabbrica, IL direttore. Carlsen è, nc diritto di asilo è suero per tutti, che distrusse uno Zeppelin sopra Gand, ‘na, Importante La devastazione si estende a tutte le Londra. La Camera dei Comuni np x 18, Roma-A sera in vin Gregoriana consiglio plenario dei case tedesche: la plebaglia porta: trion- prova all'unanimità i nuovi ci per due posi austriaci da una pensione tè ministri, sotto la pre-

falmente i ritratti dello Ozar è del grari= la guerra— 6 miliardi a 250 milioni di desca gridano “ viva l'Austria! Abbasso sidenza dî Burian, per duea Nicola, I disordini durano anche il francli — preventivati a tutto il 31 mag- I Itali » Sontro una dimostrazione di esaminare gli accordi dieci con danni per decine di milioni; gio 1916. richia , provocano tumulti è sono ar- possibili con Ja Ru14. Roma. Il Consiglio Comunale in — Alla Camera dei Comuni il sotto resti menta, rma solenne acclama Antonio Salandra segretario alla guerra dichiara che il Milano. TL Club Alpino; in seguito a dom. 20, Roma. Nelcittadino romano. Governo ha prese misure per esercitare ferventi discorsi dell'avv. Eliseo Porto, lu mattina sotto vioDa oggi prestano seryizi anî trams rappresaglie con gas asfissianti contro at- presidente, e del prof. Ferrini radia-i lentissimo temporale rovinciali nna ventina di donne, tacchi analoghi dei tedeschi. soci sudditi austriaci e tedeschi, crolla mna grande armogli e sorelle di tramyieri

Costantinopoli. Pormidabile incendio è

richiamati.

15, Verona. Questa sera a Sanguinetto il capo stazione ferroyinrio, vedovo, da

scoppiato ud Hussanabostani,

Pietrogrado, Annunziansi lo dimissioni matura del nuovo midi Maklakow da ministro per l'interno nistero della pubblica

nel -quar-

tiere di Perà, Cinquecento edifici fra case

in seguito ai disordini di Mosca istruzione. 19, Alessandria. Arrivano nella citta-. Bologna,

Tangurauccide la cogniita, una figlia, poi se stesso; 17. Roma. Ritorna»il ministro della della trentadue ufficiali austriaci pri- ta la casa del soldato, Bari, Il Consiglio Comunale neclama guerra, geu. Zupelli, che è stato a visi: Zionieri, Torino, Oggi con Salandra proprio concittadino, Milano. L'Assoetàzione Lombarda dei pieno. siccesso festa tare le tinppe sul fronte, cc Sofia. Law Bulgaria consegna di rappre — È pubblicato reale decreto indicente giornalisti ‘tiene assemblea straordinaria benefica, del tricolore, sentanti della Quadruplice una nota rdi un prestito nazionale dal miliardo.in su, e vota due ordini del giorno: ‘uno pro- Bre: ja, Grande dirisposta, avente senso negativò cirea il al 4,00 per cento, emesso a 95-0 93 lire, posto-dagli. on. Moda e Traves; aflida al mostrazione patriottisito intervento nella guerra contro i die con Comitato direttivo “di tutelare nei mi- ca di bene! titoli rimborsabili entro 20 anni, imperi. glioti modi gli interessi della stampa, Zurigo. Passano di 16, Verona. La Duchessa d'Aosta vi- — Ritorna, pet la via di-Napoli, l'ex- ni fronte alla censura, 0 L'altro, proposto qui un 10 mila pro sindaco, Ernesto Nathan, reduce dall’Es ita negli ospedali è malati ed i feriti. dal socio Bonafini, fa voti che “ quando fughi it inni prove sizione del Panama a San Francisco, alonni

giorni

taciturno,

e. Arrivano

impnsziacò

ed e magazzini sono distrutti.

un 700. profughi

dalle terre redente.

Prato. A sera, nell'ora di ricreazione,

Marconi nel genio. = 1 suoi titoli? — Inventore del telegrafo senza fili. - Allora sottotenente del Genio senza esami,

L'equilibrio instabile della Grecia.

Merito di prima classe: a_ tutti è dato mandare a fondo 1200 persone, fra cui 90 bambini ! non

i giornali hanno pagato îl comune con- nienti dall'Austria e tributo alla censnta, debbano essere trat diretti in Italia,

QUADERNI

della GUERRA

GlI Stati belligeranti nera Joro vita econo.

mica, finanziaria: e militare alla vigilia della.

guerra,

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ZIVALLI |..L

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e di UVA

narrato pa Francesco

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Relms e il'suo martirio, tre lettere di Diego as GELI.

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Trento e Trieste. L'irredentismo.e il AS

‘adriatico, di Gualtiero €. SERGI con una carta a colori.

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Al Parlamento Austriaco fial Popolo ItaIlano. Discorsi del dott. Cesare BATTISTI, deputato di "Trento al Parlamento di Vienna

DEL CAPITANO

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SECONDO

Alcune manifestazioni del potere marittimo,

MIGLIAIO

I DRAMMI DEL RISORGIMENTO

L ITALI A nella sua vita economica dî cari alla-guerra. Note statistiche reccolte e illustrate di E. BRAVETTA,

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i

Il Tessitore, drammain4atti.

4

tati dal Ministro Nonxo nella seduta. del 20 mag- |

Dichiarazione

iv. Nota

lare

ritratto del Ministro IRR La

La Turchiain querra, E.C.TEDESCHI 1 50 La Germania nellè sue condizioni militari fd economiche dono nove mesi di guerra. Lettereldì

Mario

MARIANI.

......

2h

A Londra durante la guerra, di Ettore

Galli Malbdi epico imSatti,inversidiL. D'AMBRA

è G. LIPPARINI . Rae

di sa

dell'Italia alle Potrai Soninso i ‘..

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DIGLIANLI"In appendice: il discorso di Llogd George, Cancelliere dello Scacchiero, tenuto a Lpndra ai 19”settembre 1914 Con 20 fototipie fuorifte= sto e 6 pagine di musica nel testo

.

.

.

.,

2

La marina italiana, di Italo ZINGARELLI. Con. #9rincisioni

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L'Illustrazione Italiana 1915 n.26 by Biblioteca Militare - Issuu