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L'Illustrazione Italiana 1915 n.21

Page 1

Anno

XLII.

- Num.

21.

Entusiastica

vigilia

d’armi

in Italia.

Milano - 28 Maggio

1915.

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RETE

I,

«CANTI DELL'ORA, di LUISA ANZOLETTI. ' Profondamente meditati e fortemente scritti,

Logogrifo.

facilmente compresi e gustati da ogni lettore.

Vi si oppongono, oltre il pensiero elevato e qual-

Dall'antico al nuovo ospizio. Un'altra, /n morte

che volta riposto, la voluta brevità dell'espres-

di un filosofo, inneggia,

sì l’una che l’altro scemano talora ai ve

fani, che scrisse con tanto amore e dottrina del

sione a volte insolita e il giro del periodo; e rotondità e armonia

gal potrebbe

Îì taluni metri.

Augusto

uella

più che non pianga,

Conti, ed è dedicata

ad Augusto

che piacciono ai più, ai venerato Maestro. La figura di

anche recar noia l’uso frequente Comunque

patria, essi non rifuggono qualche volta dalla

satira,

e

riescono

che

ha per

felicemente,

titolo

Grandi

Bellissima

fatiche

SCACOHI

Problema N. 2317 del sig. W. Pauly.

‘ano schiavi i tempi tra falsi dul e d'arrogante ciarla cattedratica ottusi i volghi scempi uand’ei levossi e liberò la penna da' cavillosi lacci antiqui ed n fentenna, tra” quali "1 senso e la r

sia, tutti insieme

questi Canti attestano l'alto ingegno, il lungo

quella

Al-

costui rivive nelle

belle terzine:

studio e il grande amore di chi li compose. Ispirati a sensi di religione, di umanità e di

gente piccina, dove

di E il lettore lo vede

quando,

giovane

NERO.

(3 Pezzi),

ardente

d'amor patrio,

er la sorte del leonino battaglion toscano con la bandiera andò contro la morte,

cui dà noia.il sol nascente di sbarrargli 1 passo ja, con novo espediente.

e quando, già vecchio,

spetti, la favola dell’Ariosto lì coloro, cioè, che per pi-

soleva mostrarsi

ogni matti

là tra i fedeli, luminoso il vo e la persona immoto, a la Regina de' Cieli orante, da cui fiamma attinse d'opere belle.

Buona

gruppò Motivi lirici. Contrasti due che vengon nuziale, tutte

dopo: Suora mistica

Se discreti noi siam sempre graditi. Sommo piacer per pigri è fannullo; Alziamo al cielo i nostri capi arditi. Spargiamo al vento melodiosi suoni. Ci dà dolore eppure ci dà vita. Ei vive in mezzo ai libri e non è dotto. In me saluti la stagion fiorita "Ti sorrido se vinei un terno al lotto. Centri di vita siamo palpitanti. Orribil mostro delle antiche fole, Sono meta e sospir dei naviganti, Dò dolci frutti ed olezzanti ainole. Non posso andare inver molto lontano. A forti piazze siamo baluardi, Senza di noi non vive il corpo umano, Non ci offendete perchè siam gagliardi. È spesso sprone ad opere feconde. Nella vita non son molto apprezzata, \Colle galere si correa sull’onde. Della terra regione inesplorata, Parte e ritorna sulla stessa via. Muta colore nell'età cadente. Si dà tal nome ad una gente pia. Siamo a difesa d'una eroica gente. A guardia di cittadi e monumenti. Suda e lavora se ottenermi vuoi. Guai se ti stringo nelle braccia ardenti, Naro le gesta dei passati eroi. = HOLT ATAIAATTATC IATA Siam giovani e fidenti E dietro l’orma ardita Dei nostri passi, ci seguon di genti Una schiera infinita.

Elegie s'intitola un'altro gruppo, del quale è sopra tutte notevole, per originalità di pensiero ed efficacia di rappresentazione, quella

cotesti Canti non sono tali che possano essere

Chiara, Convito

dolcezza; la prima

che particolarmente ne giustificano

il titolo: Canti dell'Ora. Si sente

prin-

i]

delle canzoni che la guerra libica ispirò cipalmente, la quale ha voci e movenze che rì- un'eco D'Annunzio, il quale, nel primo, A//2 madre chiamano al pensiero il canto undecimo del al del poeta, è, per tale ispirazione, celebrato.

Paradiso :

Quella fu 22 Buona guerra, anzi non guerra,

Quando la povertà sua sposa elesse incesco, che l'ebbe sì cara, vide Ascesi quel Sole come ardesse. E tu dal grembo de la terra av:

h ( Pozzi).

parte del volume occupano iPoemetti

guerreschi,

dia èn

se il sacrifizio è prezzo del

Il Bianco, col tratto, ‘dà sc. m. in tre mosse,

ProblemaN. 2318 del sig. W. Greenwood, Branco: Rf1. A c2, Ce6, Chd. P gd. (5). Nino: Rh1: A #6. Cc8, Ph2. (4). Il Bianco, col tratto, dà sc. m. în tre mosse.

Vespina.

Rebus monoverbo.

ni

Problema N, 2319 del sig. R. E. L. Windle.

dovunque pesa un giogo d’

R d8, Db8, Tbd. A dd. A'e2, CÎ7. ma la presente che insanguina l'Europa, chi Branco: 083. (7) la canterà? Nrno: R fd. D 42, Acl. Cel, Cg2, Pas Tra i canti più belli del ‘volume otilano, Tre 02. (7). ves, L, 4 non vanno dimenticati Più che le stelle, Il monte, li Lavini di Marco, Il Sem- Il Bianco, col tratto, dà sc. m. in due mosse. pione, Le Rusalche, leggiadra poesia quest'ultima, ‘come le ninfe del mito slavo; dalle quali s'intitola, alcuno de’ Soretti; alcuna delle Strofe Dirigere le soluzioni alla Sezione Scacchi: nuove. dell Illustrazione Italiana, in Milano, Nella schiera numerosa degli odierni poeti, Via Lanzone, 18. Di questo gruppo hanno pregio tutte le poesie, l'Anzoletti è de’ pochi che hanno qualche cosa ma in modo particolare La folle parola, che da dire e si fanno ascoltare. = congiunge în sè, ad un tempo, la soavità delE più innan

Vespina

O

pace eletta sen Assai belle le terzine seguen Qui mandò per consiglio, e per ristoro qui venne il Padre, quando la tristezza gli crebbe a morte il corporal martoro: fatto simile al vaso che sì spezza per la forza del buon liquore, ed empie l'aria e la terra di fragrante ebbrezza.

CUORE,

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Spiegazione della sciarada del N. 20: BELLI-NI,

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n, Digione ell'Argona.

u. In Borgogna e nella Costa d'Oro in guerra contro la Prussia, - I prodromi delle gloriose giornate di Digione. m. Tregua di Eserciti ed episodio seritimentale, - “ Blondinette ,. iv. La prima giornata di Digione. - Sopra le ali di un'aquila. Battaglia: L’epica lotta di Messigny. < 1. Giorgio Imbriani muore tra un inno e una battaglia gridando: “ Avanti, Italiani) Viva l’Îtalia!,. vi. La tragica morte di Giuseppe Cavallotti chiude la prima giornata di Digione, vm. La seconda giornata di Digione si apre con la rievocazione’ di Bezzecca e sì chiude con il grido di Rouget de Liale,

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| RIVISTA PRATICA per FAMIGLIE, COLLEGI, ISTITUTI, ecc, Face una volta al mese iù un fascicolo di 82 pagine in-8, ‘deî ricemi più in voga, come Richelieu, con circa 100 | Sforza, orientati, trine a reticella, al modano, a fuselli, | punto di Venesia è d'Irlanda. Parecchio pagine sono dedi‘cate ai lavori: di biancheria, corredi da neonati, vestine da bimbe, e tutti gli altri oggetti semplici, come bluse, grem| biuli,6c,,collerelative spiegazioni esatte epreciso, da potersi

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l'idilio e la tristezza dell’elegia.

Mali, disturbi recenti, cronici di

td

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a dueo più persone,

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Le cassette pos-

dalle Jo iali aperta nei la di Custodia igutdlazione diGross rnIrE, enei giornièdi aus "ibra del 61° reggimento di Po. | |alle 17,50

La quarta brigata conquista

la ban-

merania,

x1. Come Curtat s'impossessò della bandiera del 61.° reggimento di Pomerania,

xm. Una zuffa intorno a Curtat. - Ste‘fano Canzio in uno slancio di entusiasmo trascina la quinta bri-

CANTI del’ORA

gata alla riconquista del Castello

di Luisa ANZOLETTI

di Pouilly e la vittoria incomincia

a delinearsi completa,

xm. La vittoria!

xv. La notte, - L'Eroe detta un proclama all’ Esercito dei Vosgi.

xy. L’addio alla Francia, - La dolente fi-

Elegante edizione aldina: Quattro Lire. Commissioni

e vaglia agli editori Fratelli Treves, Milado,

gura diAnitael'ombra di Mentana.

PARTE SECONDA,

xvi, Il fato, - I tre episodi dell’Argonnà. - Cornelia, Adelaide e Costanza, tre

madri, una stirpe, Un volume di 190 pagine con 16 tavole e 22 incisioni: DUE LIRE. COMMISSIONI E VAGLIA AGLI EDITORI FRATELLI ‘raEvES, 10M ha sii:

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IL MIRAGGIO” ii

sonno i Flavia STENO

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5

Ti


i LEEEEEEE _LEE iz L'ILLUSTRAZIONE

414

ITALIANA

ancora — pare egli abbia detto —

un filo di

speranza!» Ma quale filo, dopo che, da Roma

a Milano, da Napoli a Palermo, da Bologna a Genova, a Venezia, a Torino, la massa enorme del popolo — studenti e profe:

i, moderati e

radicali, padroni ed op socialisti e liberali, letterati ed analfabeti, hanno acclamata la guerra, trattative

hanno e

di

respinta

transazioni,

ogni

politica

hanno

di

chiesto,

hanno voluto, hanno imposto che nel grande conflitto europeo, anzi mondiale, l’Italia pren-

da finalmente il posto suo, e lo prenda contro coloro che rappresentano la minaccia m litaresca permanente, affermata con brutalità, con

violenze che la storia non registrava

da secoli?... Cadono le teorie pacifiste, crolla l’idealismo internazionale dell’umana solidarietà, quando le guerre sono invocate, chieste, dichiarate

non dai tiranni, non dai monarchi, non dai militaristi di mestiere, ma da turbe innume-

revoli, infervorate,

accese,

inseguenti

idea-

lità nazionali ed aspirazioni umane, aventi

anch'esse il loro diritto, e prorompenti in un grido che penetra nei cuori! —

Non si potrà negare che non fosse popolo popolo nel più esatto e comprensivo si-

gnificato

di questa

antica

parola

latina —

quello che tutti abbiamo visto nelle piazze, nelle vie di Milano, quello che accorse do-

menica a riempire l'Arena, come ma grandioso comizio, per affermare, gridare, proclamare che l’Italia oramai vuole la di.

fesa armata, l’azione armata per i suoi ritti nazionali, per la conquista dei i uri confini naturali, per la libert: diata e durevole dei suoi mari, per il più sollecito ritorno della pace europea! E non

vi ha, non

vi può essere

neutralista

dei più convinti, non vi ha più freddo valutatore dei rischi, dei pericoli sempre offerti da una guerra — per quanto abilmente preparata — il quale non riconosca che dalla parte nella quale l’Italia naturalmente si schiera stanno le idealità per le quali la nazione italiana già ripetutamente insorse, combattè e vinse; da quella parte la portano le

oni sue più belle, la ragione dei suoi i, la fiducia nella sua grandezza av-

venire, la sua missione di nazione pacificatrice nel mondo. Nessuno — in qualunque campo

SALANDRA.

ANTONIO CORRIERE

Settimana di ansia e di passione! |

E quali comunicazioni saranno, dopo quella che a Berlino al Reichstag ha fatta ieri Bethmann-Hollwegg prospettando l’atteggiamento, oramai definitivo, dell'Italia ?. . « C'è

abbia militato o militi ancora — potrà negare che posto il dilemma fra un gesto audace e generoso ed il freddo computo di una misurata utilità, il «parecchio» giolittiano, insomma — non poteva a meno il sentimento pubblico di rovesciarsi verso il gesto audage e generoso, riallacciantesi alle tradizioni di un secolo attraverso il quale l’anima, la coscienza italiana si formarono, assaporarono i dolori del sagrificio e le gioie del trionfo! Fin che eravamo sul terreno delle indagini, delle valutazioni, era dovere esaminare, discutere. « Prima di agire — dicevamo in ottobre, riproducendo le parole di un' interventista, il deputato Torre, corrispondente

Quale settimana!... Quale densa pagina di vita, di storia italiana in questi ultimi otto giorni! Denunzia, il 4 maggio, dell'alleanza con l’Austria e con la Germania; accordo con

le Potenze dell'Intesa

di combattere con

loro; offerte tardive dell'Austria — il Trentino, la riva occidentale dell’Isonzo con Gradisca, utonomia e l’ Università italiana a Trieste, mano libera nell’Albania meridionale, equo trattamento agl'’italiani dell'Istria edella Dalmazia. Noti questi patti, arrivo di Giolitti a Roma, pronunciamento privato dimostra-

tivo della sua antica maggioranza parlamentare per lui;

agitazione dei

partiti neutrali-

sti; dimissioni del ministero Salandra; sollevazione delle piazze contro

il così detto «tra-

dimento» di Giolitti, mentre alla Reggia i colloqui succedono ai colloqui; tre giorni di spasimi,

di passioni;

ritorno,

domenica,

del

ministero Salandra riconfermato dal Re; cal-

ma delle piazze ansiose di guerra Questa, in succinto, la pagina dal mercoledì scorso ad oggi!... E quale altra pagina sarà scritta domani — domani, che, mentre questo. Corriere si stamperà, il Parlamento udrà, in un’ora veramente solenne, le comunicazioni del Governo?!...

PASTINE

GLUTINA Roma. —

Le dimostrazioni davanti a palazzo Sciarra, sede del Giornale d'Italia. (Molinari).


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIA

415

fTriplice Intesa: 0 la pace momentanea, con la conclusione del mercimonio, o la rivendicazione con le arn delle ter-

parlamentare del Corriere aella sera — prima di agire bisogna riflettere a fondo, e non avventu-

re italiane ».

rarsi senza avere ponderate bene tutte le eventualità pericolose alle

u questi

quali potremmo trovarci di fronte...» certo che in questi nove lunghi mesi di esame, di indagine, di discussione, dopo i quali il governo di Salandra, di Sonnino, di Martini— uomini tutt'altro che avventurosi e spensierati — ci

è stato

dovere,

della

necessità

Carlo

Cattaneo,

18 marzo

che

1848, disapprovò

iniziavano

le Cinque

Quei

che,

Gior-

a morire, be-

le re-

non vi può essere italiano che non debba desiderare che i fatti siano propizi per la Patria e per le ideaà, altissime, che hanno

inspirato

ivo!... Avanti — dunque, con la concordia nel cervello e con la cia nel cuore; avanti per un’impresa che sorge da una discussa e meditata preparazione, ed è lumeggiata dagl’ideali che rischi! rono tutte le altre più belle im-

tari erano già tra le file dei Cacciatori delle Alpi, e un anno dopo, salpando coi Mille per la Sicilia, dove andavano — come Rosalino

prese

nazionali,

e, alla fine, sarà

coronata, a pro dell'intera nità, dal lungo beneficio

evano quella deplorata guerra dell'anno prima, che aveva aperta irrevocabilmente

tutte le

tutte

non la possono dare che i fatti; e

nate!... Alla guerra del 1859, pre-

eroicamente

tutte le opposizioni,

resistenze, e si. assume

sponsabilità. Ora la ragione alle teorie, alle dottrine, alle scuole,

luse una fiera protesta, contro l’alleanza con Napoleone III — senza la quale la liberazione non sarebbe stata possibile — e quella protesta portava 152 firme, fra le quali quelle di Giuseppe Mazzini, di Aurelio Saffi, di Francesco Crispi,di Enrico Guastalla,diRosalino Pilo, di Alberto Mario!... Poche set-

Pilo —

socialisti che, nella difesa

e dalla propaganda «col proletariato e per il proletariato », non possono essere tuttavia così fuori della realtà da non sentire la pre: sione dell'imponente ondata n zionale, che travolge tutte le criti-

coloro

di quei firma-

valutato,

L'ora di de-

non hanno mai saputo ire campo della loro «lotta di classe»

del

timane dopo, alcuni

mesi.

della esclusiva visione neutralis

crisi per

la mattina

nove

severa e di generosa concordia!

e

il trionfo dell’idealità nazionale, l’Italia ha avute profonde divisioni, talora quasi insanabili, dei suoi pensatori, dei suoi dirigenti, dei

suoi partiti.

sul modo

tutto

domani — mentre questo Corriere si stampa — al Parlamento: questa deve essere ora di disciplina

della più sicura speranza per le aspirazioni nazionali e per la ripacificazione europea. In tutte le sue grandi

detto,

cidersi è venuta; i poteri responsabili hanno deciso e lo diranno

rato, così da poter dire con sicurezza all'Italia che la guerra è la del

tutto

in questi

porta alla guerra ;è certo che tutto dev'essere stato valutato, ponde-

via

problemi,

di dare la loro migliore soluzione

Un'istantanea inedita del ministro degli esteri barone Sidney Sonnino.

la gran via della

liberazione italiana !... E le dissensioni, le di-

visioni profonde e spietate ricominciarono nel-

l'estate del 1860, quando Garibaldi, vittorioso in Sicilia, trionfatore a Napoli, voleva ad ogni

modo più duro, anche negli interessi materiali. Imibile, perciò, ogni soluzione conciliativa della . O con la Germania e con l’Austria o con la

umadella

pace!

Tutti in quest'ora debbono sagri-

ficare qualche cosa; tutti debbono far tacere le pretese dei partiti e delle scuole perchè il cimento a cui l'Italia

si accinge non è agevole, non è facile a peratsi;

è un

cimento

che —

come

su-

dicev

costo rovesciarsi contro i francesi, che tenevano Roma per il Papa, e contro gli austriaci ancora padroni di Venezia; e violente furono le passioni e le ire contro il Gran Re e con-

tro Cavour perchè accorsero a tagliare, a Castelfidardo, a Perugia, al Volturno, la strada a Garibaldi!.., E dissensioni profonde nel 1862 per le nuove impazienze garibaldine, così?*duramente

provate e fallite ad Aspromonte. E dissensioni

ancora più crudeli, nel 1867, quando si arrivò a Mentana; e dissensioni e contrasti, paragonabili, quasi, a quelli di oggidì, nel 1870, all'aprirsi della gran guerra franco-tedesca — fra coloro che volevano l'intervento per la Francia e coloro che non lo volevano. E venne

sempre, dopo quei dissensi, dopo quelle dispute, dopo quelle lotte, la concordia nazio-

nale — quella concordia che non poteva, che non può mancare anche ora, poichè — come

ha detto il deputato Leonida Bissolati — funziona « quel sentimento della dignità e della fierezza nazionale, che accetta la necessità della guerra come un male inevitabile da affrontare serenamente e civilmente ». «La nazione — ha detto ancora esattamente il Bissolati — a chiari segni ha fatto intendere di voler congiunte a sè le popolazioni italiane viventi sotto l’Austria,

ma

ha

fatto intendere

o più

farà

intendere che essa non vuol raggiungere questo fine

schierandosi

con la Germania

e con l’Austria con-

tro la Francia e l'Inghilterra; non vuol raggiungere questo fine col ricatto verso gli uni, con l'inganno verso gli altri, ricatto e ‘inganno che, a parte

l'indelebile

nome

macchia

di cui

sarebbe

d'Italia, si sconterebbero

deturpato

il

Il nuovo ambasciatore di Russia, signor De Giers, saluta la folla plaudente alla stazione di Roma.

presto o tardi nel

QUESTA

SETTIMANA

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L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Napoli. — Il Consolato d'Au-

Milano. — Al Parco durante i discorsi (fot. Strazza).

un deputato socialista neutralista, il Merloni — «la piazza » ha realmente voluto ed imposto anche ad alte volontà, che altro, forse, non

aspettavano,

che

il grido, che

—

gra-

stria protetto

famo noi stessi alla Patria, celebriamo il sacrificio volontario, prendiamo il presagio e l'augurio ». In quest'ora

solenne,

non

si può,

non si

dalla

truppa.

dopo avere avuto il coraggio di lungamente discutere, di contrastare, di dissentire, non sentisse

il dovere,

in

situazione

così

vitale,

zie all’inabil i Gio ed all’abilità dei suoi avversari — «la piazza» ha mandato!... Ma quante volte, pur troppo, in questi ultimi dieci anni, «la piazza » non è stata spinta a volere ben altre cose e di gran lunga più ingrate, più dure, più intollerabili e moralmente perniciose, che una guerra, la quale non è in contrasto nè con le necessità della nostra razza, nè coi sentimenti del popolo italiano, nè con le tradizioni più

belle, rivo-

luzionarie e militari, della bandiera che vinse a Goito ed a Morazzone, a Varese e a San a Calatafimi ed al Volturno, e fu contro ogni offesa, anche nelle ore più difficili e dolorose, a Santa Lucia, a Novara, a Custoza, a Mentana — una guerra, in fine, che pesando sulla bilancia internazionale, potrà anche valere a beneficio di tutti come imposizione di pace?!... leri l’altro, nella Gran Roma, sul Campidoglio, il Poeta che è stato l’anima di questa sollevazione ha gridato: « Qui, dove la plebe tenne i suoi concilii, nell’area

dove ogni ampliamento dell'Impero ebbe la sua consacrazione ufficiale, dove i consoli procedevano alla leva e al giuramento militare; qui, dondei magistrati partirono a capitanare gli eserciti, a dominare le province; qui, dove Germanico elevò

Roma. — I resti della barricata in via Viminale presso l'abitazione di Giolitti (fot. Ustina).

presso il tempio della Fede i trofei della sua vittoria sui germani, dove Ottaviano trionfante con-

deve augurare che così. Chi si ostinasse a sutare il dissenso, il contrasto — al di là del

raneo a Roma; da questa meta d'ogni trionfo; of-

sabilità di un'iniziativa, oramai collettiva ;chi,

fermò la sommessione

di tutto il bacino mediter-

diritto di precisare

e distinguere le respon-

di tacere, di raccogliersi, di disciplinarsi, mostrerebbe di avere dell’Italia, di questa nostra cara Patria, della ragion d’essere del nostro

popolo in Europa, nel mondo, un concetto

ben meschino — fino quasi a preferire che l’Italia sia ridotta un misero, disgraziato Portogallo, dove nemmieno la Repubblica— quella Repubblica

che, in certe ore di esasperazione

viene additata come

universale panacèa alle

folle impreparate — è la vera salute. In fatto

la Repubblica, travagliata dalle discordie, oggi ci mostra in Portogallo presidenti e ministri slanciarsi gli uni contro gli altri, assalirsi, assassinarsi, ed i marinai ed i soldati spararsi addosso a vicenda, mentre si eclissano la libertà e la Patria, gettando su un lembo ancora di Europa la macchia di una sciagurata guerra civile, che nell’età dei maggiori progressi pareva già un’onta intollerabile per un paese ben disgraziato d’oltre

Oceano — per il Messico! Dopo mezzo

secolo di unità

dopo mezzo

secolo di evoluzione e di elevazione progressiva riconosciuta da tutti noi e dal mondo intero, nessun italiano può nemmeno sognare nulla di simile per l’Italia. Se l'ora dell'Austria è suonata, l’Italia non

può mancare

all'appello di quell’ora!... Oggi

si fa della storia, e non si può farla che con la

disciplinata concordia.

di dispute

l'appello

Dopo sette mesi dell'ora è suonato. Non

si può rispondere che con un grido: « Viva l’Italia !...» 19 maggi Spectator. Il Consolato d'Austria in via Revere a Milano, guardato dalla truppa (fot. Comerio).


L'ILLUSTRAZIONE

LE

GIORNATE

ITALIANA

PATRIOTTICHE

De Ambris.

Manifesti e caricature sulle colonne della Galleria.

Stendardi

caricaturali (iot.

N

DI

MILANO.

Corridoni.

Mussolini.

Il Pulvinare dell’Arena durante il comizio,


L'ILLUSTRAZIONE

DIMOSTRAZIONI

ITALIANA

PATRIOTTICHE

IN

ITALIA.

(Argus).

Milano. — Il corteo in via Dante.

(Pot. Strazza).


L'ILLUSTRAZIONE

L'ARRIVO

DI

GABRIELE

ITALIANA

D'ANNUNZIO

A

ROMA.

auyprygyprta

7a #

FU TREVES

Centomila

romani, alla stazione di Termini,

acclamano

il Poeta, la sera del 14 maggio.

(Disegno di A. Molinari),


LE

Una corona

al monumento

GRANDIOSE

di Garibaldi

(13 maggio),

DIMOSTRAZIO


MILANO. L,

ILLILI FROCOLAT- MEMIER

K

dii

3

a

TAI

ma

ni

RO

Gli oratori di tutti i partiti arringano il popolo dal monumento

delle cinque giornate.


SCENE

DUENTUSIA

SITO

Nel bomeriggio del 16 maggio, propagatasi la notizia che il Re aveva respinte te dimissioni del Ministero Si landi


BRR

RTO TERE

COTAZZRO

MIA: ,

3 ] J

3

J

s J ; I J J

®

tutta la città mosse verso il Quirinaie, improvvisando un'indimenticabile dimostrazione d’entusiasmo patriottico

FelurReveS


424

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

Il grande comizio interventista in Piazza del Popolo. — Gli oratori parlano dalla prima rampa del Pincio.

ED

GRANDI:

Roma,

Doman

raviglia:

18 maggio.

iamoci ancora con la più lieta meera dunque possibile fare in Italia

della poesia patri

senza retorica, senza

che il tribuno apparisse un ciarlatano, lo serit-

Vi

GORNATE sono

città

stupende veramente

è interamente pa

scomparso, dove le primavere n i volti fasciati.

Ora

nes-

sun angolo, nè il più antico, nè il più re-

tore un secentista gonfio d'iperboli, l’uomo moto di Roma ha mai codesta apparenza di irrimediabile morte. La Città imperatoria si politico un misuratore astuto di pensieri e di rinnova, si rinfresca di continuo. Tutti venti Potevano dunque echeggiare ancdra i loro soffii. Tutte le

canti della patria senza che le voci idessero false e le bandiere fossero sollevate dalle labili forze della vanità e dell’ambizione? Potevamo noi tutti in quest'Italia che s'avviava

a diventare il paese delle acutezz

civiltà l'ac C

opere umane e tutt'î pens

ville. Tutte le i ingrandiscono

e

e degli accorgimenti sottili, tuffarci in un'atmosfera eroica e sollevare tutti noi stessi: la statura e l’anima, il petto e i pensieri verso sì:

tutto questo è

i loro ritmi al contatto delle antiche \mura, al ricordo immediato delle trascorse potenze di Roma.

E nessuno spéttacolo è più

primavera

romana, quando

mirabile della il sole di maggio

ammanta gli archi di porpora, intesse corone d’oro sui palagi, consparge di milioni di rose

le grandis ime ville: Pare che l'immensa luce

si compiaccia di versare con più gioia le sue onde sulla città divina perchè veramente nulla di più solenne si vide mai sulla terra, nulla di più grande vide il Sole nel suo cammino. *

Ma in questo maggio, Roma ha aggiunto una nota alla sua bellezza. È vissuta di passione:

i cieli del sogno, verso le regioni astratte delle pure virtà? Ebbene,

RONvA:

DÌ morte,

veramente pietrificate, dove il senso della vita

(Fot. Menasci.)

ha teniuto per sè e per la patria; ha

unto un istante il volto feroce della rivoluzione; s'è placata, poscia, in una fiamma

bile:

i amore e

il prodi; è avvenuto. L'Italia, in quest'ultima settimana, ha dettato le strofe della sua

di fede, preparandosi alla prova

più alta poesia civile, e Roma è riapparsa

suprema. Chi disse che lo spirito romano foggi più nella forza che nella grazia, più alle armi che alla poesia? Bisogna che Ga-

versi fra le città italiane in questa

gioia più fiera quale meraviglioso consentimento egli abbia trovato alla sua poesia. Fu essa di buona tempra e sincera. La pietra di

degna di tutte le sue figurazioni immortali Non vi sono misure, non vi sono livelli dibellezza patriottica;

ma

bisogna

briele d'Annunzio

gara di

che l’esem-

pio di Roma si proclami in tutto il suo si golar significato perchè da essa mosse la ri-

# Voiconoscete la bellezza di Roma nel mag-

Calatafimi,

delle sue piaz-

d’un tratto sobbalzino parole.

e dicano

meravigliose

rivide il Dittatore

sublime, la gio-

vinezza epica di Mameli mentr'ei scriveva a

gio. È prodigiosa e indescrivibile, sempre

nuova ed eterna, armoniosa e infinita. Tutta la sua storia e tutta la sua gloria si confondono in un'unica vita che è di oggi ed è secolare, contiene, tutto il passato e vibra di Sulla vastità

la sua

del tono. Il popolo romano l’udì accesa, rivide tra le parole alate tutt'i fantasmi dell’epopea, tutt'i martiri d'Italia, da Belfiore a Villa Glori, da Milano a

tutte le genti.

tutto il presente.

con

Quarto l'aveva irrobustita, la porpora garibaldina le avevatrasfuso il suo fuoco, la santità della causa le aveva dato la giustezza e

volta con l'attentato che minacciò di prostrare l’Italia per sempre e di additarla al concorde disprezzo di tutto‘il mondo e di

ze, sulle basi dei suoi monumenti, sulle acque e sul canto delle sue fontane si direbbe che i simulacri degli antichi iddii degli eroi e delle ninfe sien pieni d'una vita immortale e che

dica, proclami

|

oi

;uf asi Dolpit 0a

sua madre: «non addolorarti ;sto meglio ». e moriva; riudì, infine, tutte le vecchie melodie sante, intrise di sangue, intrise di vittoria, armonizzate di singhiozzi e di grid: di spasimi e d'inni, di sospiri e di ruggiti. E

ruggì anch'esso, il popolo di Roma, rug

per cinque giorni, nelle piazze e nei teatri nelle scuole e nei tribunali; nei pressi di Villa Malta dove l'ambasciatore imperiale aveva persuasi al tradimento un manipolo di sciagurati, e sotto le mura del Quirinale


L'ILLUSTRAZIONE

LE

GRANDI

DIMOSTRAZIONI

L'adunata in

ITALIANA

PATRIOTTICHE

Piazza di Spagna,

A

ROMA.

(Fot. Menasci),


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA Roma

è protesa ad

ascoltare

ribile e magnifico. Nessun

l’annunzio

ter-

maggio, se non

quelli delle antiche primavere arvaliche, fu mai tanto ardente e tanto sacro come questo

che ora sì spazia e s'incurva su Roma. E già dalla

banda

più

fausta

del cielo,

si scorge

l'ombra delle grandi aquile. In quanto arco di sole saranno in vista dell’amarissimo mare, della città fedele che attende?

*

Dopo le immense dimostrazioni di questi giorni, la vita di Roma si è placata, ma è una calma apparente. Tut piriti fremono nell'attesa e le domande si susseguono dovunque febbrilmente. Si presenterà dunque il Governo col « fatto compiuto »? Avranno coraggio i giolittiani di apparire alla grande mblea? Ed è vero che i socialisti uffi quelli che sono apparsi e si sono d chiarati i più ossequenti alla tattica di Billow organizzeranno delle dimostrazioni anti-guerresche? Ma dunque nessuna favilla d'amor patrio è penetrata ancora nel duro cuore di questa gente? Ed è vero che sarà proclamata la mobilitazione prima che spunti l'alba di domani? Non è questo il mezzo più energico, più solenne per troncare ogni stolida oppoione? Ed è esatto che taluno d

È che gli ambasciatori di Germania e d'Austria partiranno notturnamente? È vero che il Re, non appena dichiarata la guerra, lontanerà da Roma per seguire più da ino le operazioni bellich: l'è chi lo vide infiamC'è

mato d'un ardore magnifico.

Egli è chiuso e taciturno com'è suo

costu-

me, ma qualche sua espressione insolita, qualche suo

nuovo

atteggiamento

bastano a rive

presente

vigilia.

Dicesi che

abbia avuto dei

lare il suo entusiasmo. EilDuca degli Ab Questa maschia e nobile figura di principe e di soldato ha avuto una parte mirabile nella

colloqui col Re, pieni di fede e. pieni. di fer

mezza. Egli è anelante di condurre le grandi navi

alla

battaglia, di vendicare

il lutto di

Lissa. Egli freme come un giovane leopardo, pronto a lanciarsi sulla preda. E come e dove avverrà il primo scontro: al confine terrestre o sul mare? Beati, beati coloro che si batteranno i primi, che primi di tutti potranno gridare il nome

d’Italia davanti

al nemico.

Beati tutti quelli che non saranno stati vi

e quelli che manderanno i primi messaggi di gloria alla madre che attende, al popolo che spera, ai padri vecchi, ai grandi super-

stiti delle antiche battagli: E così, fra un tumulto di domande,

d’in-

duzioni, di speranze, di voti il popolo di Ro-

ma, tutti cittadini dell’ Urbe, i venuti dalle provincie riempiono i caffè, s'affollano sulle

piazze, discutono in tutte le aule, assaltano le redazioni dei giornali.

L'ingresso a Montecitorio dopo l’assalto della folla (tot. Ferri).

dove il senno del Re maturava la risoluzione invocata, E visse di poesia, s'inebriò di poesia, innalzandola contro i calcoli vili, contro le frodi nascoste, contro le innominate paure. E dette alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi atteggiamenti un contenuto gagliardo, un significato preciso, una rivelazione superba di odio irresistibile, cercando la guerra, invocando la vendetta, chiedendo la liberazione delle terre e dei fratelli d’oltr'Alpe e d’oltremare.

Io temo

della

bocca

che

nessuna

potenza

di pa-

rola potrà rendere mai con efficace valore le magnifiche dimostrazioni di Roma. Certe ore vanno tracciate col fuoco, certi spettacoli giova rilevarli nel metallo, Soltanto nell’oro imperiale si può segnare il volto di alcune romane che con le chiome robuste e ferme, con le forti ciglia corrugate, con l’arco fremente

davano

l’imagine

di

Minerva guerriera. Queste donne gettavano rose, grandi manciate di rose a chi rammentasse gridando il martirio di Trieste, a chi urlasse contro i traditori d’Italia, con un impeto ferino, con una voluttà di sofferenza

eroica come chi scagli brandelli della propria carne, le gocce più ardenti del proprio sangue. Negli anni passati, queste rose di

maggio, questi garofani vermigli che piovono d’ogni parte, ad ogni strofa cantata,

tuono di voci, questi fiori che sono e l'odore di Roma, erano

riserbati

ad ogni

l’ardore

agli stra-

nieri indolenti e opulenti, alle donne della mondanità e del lusso. Quest'anno, invece, sono minacciosi, sembrano proiettili ostili. Le mani violente che li gettano paiono rivolte verso fronti nemiche. Îeri, in quel divino pomeriggio di viole e di oro, su quella miracolosa scalea della Trinità dei Monti che sembra condurre all’altare stesso di Dio, tutt'i fiori raccolti ad aiuole dai fiorai furono dati ai giovani, alle donne perchè li donassero alle bandiere che sopraggiungevano condotte sui flutti ineguali della folla canora e gioiosa perchè col ritorno al governo dell'on. Salandra essa stimava certa e immediata la guerra. Alcuni soldati passarono; ne furono coperti, avvolti come da un nembo odoroso. E alcune donne dissero, come in un voto: « Le ferite che aprirete siano più grandi di queste rose». E quelli, gli ancor quasi adolescenti, giurarono. Mescolanza, dunque, di gentilezza e di furore,

di poesia e di ferocia. Sono

i segni in-

fallibili della sincerità e della fede di un popolo; sono gli indizî certi del suo desiderio profondo. Roma prepara così la sua vigilia, attende così la sua grande ora. Essa è la condottiera e la sorella di tutte le città d'Italia e ha sentito che il suo sentimento è condiviso da tutte e che quest'accensione spirituale è la prova suprema dell’unità della patria. Il Parlamento si riapre. Tutta l’anima di

Stamane in uno dei caffè centrali è appars

Attilio Hortis, l'ex, deputato di Trieste, colui che ha combattuto le più belle battaglie per i suoi’ fratelli irredenti. È straordina: la commozione che ora suscita il nome di Trie-

ste inRoma. Pare che tutte le antiche piaghe si riaprano, che tutto l'antico odio contro

l’oppressore riarda. È una commozione che non genera lamenti, ma piùttosto gridi di furore. E così si attende, e così trascorrono queste ore romane che sembrano eterne.

È tutte le grandi immagini che gli oratori e i poeti rievocano sul Colle Capitolino e sul uirinale, presso le basiliche e presso gli archi sono immagini balzanti, non sono più rievocazioni letterarie, ma espressioni di vita, e in ciascun volto di soldato, di giovane uf-

ficiale tutti gli occhi s'appuntano per vedere

se a loro, fra ciglia e ciglia, non ribaleni il sorriso eroico di Mameli. Quando queste pa-

role saranno pubblicate, il grande evento, forse, si sarà compiuto,

il comando Avanti!

sarà

già stato dato

superbo, il comando agognato:

E Roma

avrà fatta degnamente,

lennemente la sua grande vigilia. E

so-

re MoscHÙino.

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L'ILLUSTRAZIONE

427

ITALIANA

ESSI

L'arrivo di prigionieri tedeschi a Pietrogrado.

LA

GRANDE

avevano progredito ad Ablain Saint-Nazare ed a Nouville; e il 13 a sud-ovest di Souchez; progressi

GUERRA.

accentuatisi su tutta la linea il 14 ed il 15. Il 16 poi

Sul fronte franco-belga.

il primo esercito inglese era riuscito a rompere

fronte tedesca per $ chilometri fra

Che cosa resti ancora di Ypres, nessuno saprebbe dirlo, essendo ivi gli attacchi e i controattacchi incessanti, ed essendo Ypres niente altro, oramai, che rovine, rovine, rovine. Però il 17 i tedeschi hanno ammesso essersi ritirati dal canale di

la

Richebourg

dal canto loro erano arrivati il 15 col loro X corpo davanti a Przemysl. Un calcolo russo dice che dalla

Vistola aiCarpazi gli austro-tedeschi devono avere

portati i quattro quinti delle loro forze, e in questi

ultimi dieci

giorni devono avere perduti non meno

e Festubert (a nord di La Bassée). La mattina del10,

di centomila uomini.

verso le 6, Dunkerque fu di nuovo bombardata da tre granate che non fecero nessun danno; e fu bombardato .con 11 granate Berzues dove furonvi

Inoltre sul Dniester, dal 9 maggio, per cinque giorni, su un fronte di oltre 150 chilometri, gli au-

12 morti e 11 feriti.

striaci sono stati battuti e costretti Pruth, lasciando 20 000 prigionieri.

un susseguirsi accanito di reciproci successi ed insuccessi, con gravi perdite da ambo le parti. I francesì, il 10, segnalavano notevoli vantaggi al nord di

Fra austro-tedeschi e russi.

Nei Dardanelli. La “Goliath,, affondata.

10 cannoni, ma a Loos avevano dovuto cedere terreno l'11. Avevano però progredito nei boschi ad est

hanno preso il saliente Jaroslau sulla sinistra del San. Sul corso inferiore di questo fiume hanno prese le città di Rudnik e Lesajirk. Gli austriaci

Ypres.

Del

resto, su

Arras, dove avevano

tutto il fronte franco-belga

è

fatti 3000 prigionieri e presi

di Carency, facendo qui altri 1050 prigionieri. Il 12

L'avanzata tedesco-austriaca tra la Vistola ed i continua ostinatamente, tanto che il 14

Carpazi,

La negligenza, cre motti usano riguardo ai loro denti, è semplicemente incredibile. Nella loro trascuratezza lasciano deperire una delle più belle e più utili parti del loro corpo. Si potrebbe ancora comprendere una simile leggerezza se la cura dei denti richiedesse una grande fatica. Invece l'igiene

della

bocca

è assai

semplice e comoda:

non occorre altro che avvezzarsi ai lavaggi quotidiani col dentifricio antisettico Odol.

La sensazione

subito i lavaggi all’ Odol, procura

un

rinfrescante, che segue

tale benessere

che già

per questo si dovrebbe ricorrervi sempre. Consigliamo perciò insistentemente, con vera

coscienza, a tutti coloro

che vo-

gliono mantenersi sani i denti e puro l’alito, di avvezzarsi ad una

diligente cura della

bocca

coll’ Odol.

L’ Odol

è l unico

dentifricio che, secondo il giudizio dei più eminenti stomato-

loghi, corrisponde alle esigenze della odierna stomatologia, nel modo più perfetto e completo.

A tutto

il 15 le operazioni

a ripassare

franco-britanne

il

nei

Dardanelli avevano, sebbene lentamente, progredito. La penisola di Gallipoli era stata dagli alleati

occupata

sino a metà, malgrado

la ostinata

resi-

stenza dei turchi. Il 13 maggio, alla Camera dei Co-


L'ILLUSTRAZIONE

{ 11 capitano Turner, comandante

} Carlo

Frohman,

‘+ Alfredo

celebre impresario teatrale,

del « Lusitania ».

Cospic

ITALIANA

CHE

PERSONALITÀ

muni, il primo lord dell’ammiragliato, Winston Churchill, diede questo spiacevole annunzio: « Sono dolente di dover parteci ricevuto, dall’ammir la notizia che la cor s rata da un cacciatorpediniere la scorsa notte, men_—___._.___.__-_-_—.-.+.-.-=&

PERIRONO

Vanderbilt,

il miliardario.

BORDO

A

«LUSITANIA»

DEL

tre proteggeva il fianco delle trincee all'interno degli Stretti. que uffi e 160 uomini sono stati

riconoscenza del Paese. Sono felice di indirizzarvene l’espressione. Firmato: A. MuceraND.

la perdita

Due

vati, ciò che significa che abbiamo a deplorare di 500 vite umane ». Winston

Churchill

annunciò pure che il sottomarino «14» entrato nel Mar di Marmara, affondò due cannoniere e un tras-

porto turco.

La Goliath

era una nave di 13 150 tonnellate, en-

trata in squadra nel 1900. Filava 18 nodi ed era armata di 4 cannoni da 305 mm., 12 da 152, 10 da 76, 6 da 47, 2 mitragliatrici e 4 tubi lanciasiluri. Apparteneva alla stessa classe dell'Ocear affondata il 18 marzo anch'essa nei Dardanelli. I turchi hanno detto che il cacciatorpediniere siluratore della Goliath fu il Muavenet-i-Millet. Piccolo

scontro

navale anglo-tedesco.

Zeppelin su città ingle:

Prima delle 3 della mattina

10 maggio, due Zep-

pelin sono apparsi su Southend, Westcliff e Leigh, tre città

Tamigi.

costiere

sulla

incendiarie di cui 50 su

vennero

sponda.

settentrionale

incendiate

ed

Southend.

alcune

Parècchie case

altre

danneggiate.

Una bomba

sfondò il tetto di una casa

una

signora, ferì

vecchia

gravemente

ufficiale dell'Esercito della Salvezza.

ed suo

Una

uccise marito,

casa

che

Dopo la loro visita, le aereonavi fuggirono verso

due torpediniere tede-

taccarono il 1.° corrente le navi da guerra

inglesi

Barbados,

Columbia,

Miura

e Chirsit e

dopo un quarto d'ora di combattimento si dettero

Tuapaconea UFFIEIALE gELAtcno pira

alla fuga. Il Co/umbia, però, venne affondato ed

ebbe 16 morti tra ufficiali e marinai. Un solo marinaio venne salvato. Ma anche le torpedini ti

desche, inseguite, furono affondate. Le navi erano

piccole

inglesi

imbarcazioni ausiliarie, comandate da

sottotenenti e tenenti di

ris

vvisi. miti hanno

mandata

alla Ger

una severa nota, con la quale le chieggono a lute g: ie per la navigazione dei neutri e dei passeggeri la Germani:

ponda,

un

tele-

avviso

come

ington dice che quell'Amra che cesserà di pubvvertimenti ai passeggeri delle navi belli-

nti considerando sufficiente!!.

il precedente

L'unico italiano scam-

Un regalo semplice = maîgradito! > Esigete la nostra marca e non lasciatevi persuadere da sostituzioni di marca. Pennini Oto, corrispondenti ad ogni scrittura,

pato del “ Lusitania,,. L'unico italiano scampato al terribile dis Lusitania è il dottor ing. Silvio De Vesco

gnere minerario al Cile, tornava dopo pi anno, richiamato,

come

medico, nell'esercito. Sor-

preso dal fulmineo naufragio, conservò intera la

calma abituale, e tenendosi

Cataloghi dal solo Concessionario per l'Italia:

Gav. Garlò DRISALDI MILANO - Via Bossi, 4.

tono

non er: possibile più fare alcun salvataggio, si gettò prima che il vapore 5’ inabissasse, e dopo

aver molto nuotato, riuscì ad aggrappars

me

ad altri naufraghi, ad una barca capovolta. Dopo due ore, da un vapore fu tratto a riva.

Le felicitazioni randa

di Mille-

Joffre e alle truppe.

Il ministro francese della

Tipi semplici o di lusso, da Lire 15.— a Lire 300,

in disparte, dopo che

generale Joffre, comandante

Guerra

ha diretto al

in capo, il seguente

telegramma, in data del 13: «Mio caro generale, io non voglio attendere la fine delle operazioni impegnate il 9 maggio dalle nostre truppe nella regione di Arras per inviarvi, pregandovi

di trasmetterle

tuose felicitazioni. nostra

alle truppe, le più affet-

Il risultato

azione dimostra

zione e il valore

già ottenuto

l'eccellenza della

della concezione.

La

dalla

prepara-

superiorità

che abbiamo acquistata sull'avversario che non in-

dietreggia dinanzi ad alcun delitto è un nuovo fortunato presagio della sua perdita. Avete una volta di più voi e l'esercito meritata

l'ammirazione

e la

in-

cendiata ospitava parecchi profu, belgi. Fortunatamente tutti riuscirono a salvarsi incolumi

Soltanto il 13 maggio un telegramma ufficiale da

Londra, ha annunziato

del

I dirigibili hanno lasciato cadere 80 bombe

sslema nervoso NEVRASTENIA-ISTERIA-IPOCONDRIA Sociclà per lOmdinewroticoDefiovarmiBologna


L'ILLUSTRAZIONE il mare in direzione di nord-est. I tedeschi

giusti-

ficano questo inutile raid affermando che Southend è località fortificata. Bombe da un aereoplano tede-

sc0 su St.-Denis presso Parigi.

Un aereoplano tedesco ha tentato di spingersi la

ITALIANA

questa data o a quella; il tale e il tal altro Cava-

liere

sono

stati

ammessi.

Degli otto cavalieri ora

espulsi si noterà semplicemente nel vecchio libro, che per desiderio del capo dell'Ordine le loro bandiere sono state rimosse dalla cappella.

mattina dell’11 su Parigi a grandissima altezza. Non

Nell’età tudoriana c'è traccia della degradazione di un cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera, e

potè varcare la cinta dei bastioni e lasciò cadere cinque bombe sulla industre città suburbana di San

disonorato

ionigi

a pochi chilometri a nord di Parigi. L'ap-

precisamente di un duca di Buckingham che aveva il proprio

nome.

La storia, da allora,

429

QUADERNI

DELLA

cstî Quaderni non sono di propaganda nè di polealcuni sono volumetti istruttivi su particolari tec= ella guerra, altri sono documenti d'osservazioni prese la conflagrazione europea e fra tutti i popoli. Libri interessanti per l'attualità, saranno importanti per la storia, che uscirà viva da questi frammenti.

sui più varj puni

non registra più un simile caso,

VOLUMI

tedesco era truccato da francese, oppure,

GUERRA

PUBBLICATI.

. Gli Stati belligeranti re//2 /oro

vita economica,

secondo altre voci, sì trattava di un apparecchio

NOTERELLE LETTERARIE.

San Dionigi la prima esplosione fu udita alle ore 7.30,

D'Ancona, il compianto maestro, lasciò un bel

2. La Guerra, conferenza tenuta a Milano il 5 feb-

ricordo dell’antico affetto italiano per la Polonia in un libro, che fu la nobile fatica ultima sua, Scipione Piattoli e la Polonia, or ora uscito con

» . La presa di Leopoli (Lemberg)e/a guerra austro-

Morane catturato

tempo addietro dai

tedeschi. A

le altre quattro seguirono a bre mo intervallo. Una bomba cadde nella rue de Paris su di una casa di fronte al mercato. La seconda cadde su di una casa a due piani, sfondò il tetto e sì fermò sul pia-

nerottolo ferendo leggermente un bambino di 9 anni. ‘a terza cadde davanti a una tettoia piena di paglia a un metro da una vettura, cui erano attaccati due cavalli uno dei quali fu ucciso sul colpo,

l'altro ferito. Le schegge del proiettile ferirono

pure sei soldati che si trovavano in quel momento nel cortile. La quarta cadde sulle fortificazioni vi-

Un italiano

per la Polonia.

—

Alessandro

un'appendice di documenti (Firenze, Barbera). Il Pi toli era un abate, sul genere di quelli che nel

Lal Sui campi

colo XVIII

tenevano molto

fu segretario e

discendeva (il D'Ancona

posto nelle

Corti: av-

intimo del debole e sven-

non lo dice, ma ricordia-

tri 1.50 di diametro e 60 centimetri

di profondità.

Telegrammi

dall'Olanda

riferiscono

che

lunedì

ore 20 tra Gand e Bruxelles da una squadriglia di

27 aeroplani alleati. Il dirigibile si difese con le

mitragliatrici e tentò sollevarsi più in alto, ma in meno di un quarto d'ora gli aviatori che g vano intorno lo avevano colpito nelle pa tali e il dirigibile cadde tra violente esplosioni. Anche due aeroplani

sarebbero

stati

gettati

a terra dal

fuoco delle mitragliatrici nemiche. Centinaia di contadini che assistettero alla battaglia aerea portarono

nia

e

altri

d’Austria e Germa:

principi

tedeschi

r:

diati dall'ordine della Giarrettiera. Lo scoppio del risentimento

popolare

figlio del

principe

Stanislao

III,

ministro plenipotenziario nel 1849 di Toscana a Lon: successo

un Don Desiderio e Piero de' Medici e per il quale scrisse qualche libretto il poeta veneziano Giovanni

Peruzzini. Ha ragione il D'Ancona di deplo:

dimenticanza in cui fu lasciato il Piattoli. Po:

aggiungere alle sue lamentele che nemmeno il dotto Zaydeler, nella sua Storia della Polonia, così ricca

i particolari e di ritratti preziosi, lo nomina, Il

gigantesco Piattoli (aveva infatti statura colossale) era nato nel 1749 a Firenze da un pittore. Insegnò

a Modena e, irrequieto, esulò in Polonia.

Nulla si faceva in Polonia senza la cooperazione di lui, che teneva «ambo le chiavi del cuor» di Stanislao; perciò sostenne inevitabili lotte d’invi-

diosi anche regali. Fu accusato persino, come giacobino, dal Vaticano. Il vero è che, liberale convinto, sostenne le ragioni dei conculcati contadini ed

via i rottami del dirigibile come ricordo.

Gli imperatori

nel 1873, ch'era

di dodici opere, fra le quali ebbero miglior

scorso 17 maggio uno Zeppelin, tornando a Bruxelles dopo un viaggio verso l'ovest, fu attaccato alle

britannico

israeliti. Anelò ‘all'indipendenza della povera Polonia sbranata. Fu un precursore, adunque, dei tanti generosi, anche italiani; che specialmente nel 1863,

te-

offersero per la causa della sventurata, illustre nazione, tutto, tutto, compresa la vita, come il Nullo. Sulla prigionia politica del Piattoli e Îi zione di lui operata da una dama belli;

secondo le leggi di tale Ordine, essi avevano il di-

Medem, leggiamo nel libro pagine che mancano

contro le atrocità sanzionate dal Governo tedesco,

ha determinato

re Giorgio a far radiare l' Impera-

tore Francesco Giuseppe, Guglielmo II, il Kron-

prinz, il Re del Wirtemberg e altri principi

capitano di

venturiero, politicante, di talento liberale e non

dra, e nel 1850 stabilitosi a Parigi dove dal ’55 fu intendente del teatro dell'Opéra, musi

Uno ‘ Zeppelin,, distrutto nel Belgio da 27 aeroplani degli alleati.

GATTI,

Stato Maggiore...

turato re Stanislao Augusto Poniatowski; dal quale

comune:

cino al ponte del Vert Galant e Ja quinta in un

Il lancio non durò più di un quarto d'ora.

braio 1915 da Angelo

russa în Galizia, di Arnaldo FRACCAROLI. Con 22 fotoipie e2 cartine . . . . . . 350 . Cracovia - antica Capitale della Polonia - di . RULCZYCKI. Per i monumenti di Cracovia,

molo noi) quel principe Giuseppe morto a Londra

campo di piselli, senza fare alcun danno. Tutte le bombe scoppiarono; alcune scavarono fosse di me-

finanziaria e militare, alla vigilia della guerra, di Gino PRINZIVALLI. . . . . Lo 110

Ugo OJETTI. Con 16 fototipe

Con

. . . 150

di Polonia,diConcetto PETTINATO.

prefazione

di Enrico

SIENKIEWICZ,

37 fototipie e una carta .

(ERICE

CO. In Albania. Sei mesi di regno - Da

Vallona - di A. Italo SULLIOTTI.

totipie fuori testo .

RATIO

Durazzo a

Con 19 fo-

Pre

AE

7. Reims e il suo martirio, tre lettere di Diego ANGELI.-25

incisioni.

.

.

.

|...

1

8. Trento e Trieste. L'irredentisno eil problema adriatic», di Gualtiero CASTELLINI. Conunacarta.

1 —

» . Al Parlamento Austriaco e al Popolo Italiano. Discorsi del dott. Cesare BATTISTI, deputato di Trento al Reichstag di Vienna + 250

10. La Francia in guerra. Lettere ANGELI.

parigine di Diego

11. L'anima del Belgio, di Paolo SAVI-LOPEZ. In appendice il testo completo

della

pastorale

del Cardinale MERCIER. Con 16 fototipie . . 1 50 12. Il mortaio da 420 e l'artiglieria terrestre, di Ettore BRAVETTA, capitano di vascello, Con 26 fototivie fuori testo . . . . . . . . 1 50 13. La marina nella guerra attuale, di Xtalo ZINGARELLI. Con 49 fototipie fuori testo . 1 50 14. Esercito, Marina e Aeronautica nel 1914, dei capitani G. TORTORA, TORALDO, e G. COSTANZI. Con 29 incisioni. . . . 1 — 15. Paesaggie spiriti di confine, diG.CAFRIN.

1 —

L'ITALIA ne/la sua vita economica di fronte alla guerra. Note statistiche raccolte e illustrate

da Gino PRINZIVALLI . . . . . . 250 17. Alcune manifestazioni del potere marittimo, di Ettore BRAVETTA, cap. di vascello . 1 —

deschi dall'ordine della Giarrettiera, mentre sin qui,

nimo virile, la duchessa Anna Carlotta Dorotea di

ritto di tenere i loro gonfaloni araldici appesi nella

del dovuto rilievo, ma interessanti. Il Piattoli ci lasciò

otto volumi d'un Diario che va dal 1804 al 1806, e al quale il D'Ancona attinse a larga mano. Morì

AMBROSINI. Con un’appendice sul Movimento dei Partiti Politici, a cura di F. Rosina. 1 50 19. I Dardanelli. L'Oriente e /a Guerra europea,

tradizionale, per tutti i membri del nobilissimo Or-

oscuramente nel 1809, presso Lébichau. Il D'Ancona lo disse un «avventuriero onorato ». I documenti

20. L'Austria e l'Italia. Note e appunti di un giorna-

storica cappella di Windsor, dove sacerdoti inglesi ogni mattina invocano nella preghiera giornaliera dine, le benedizioni del Cielo.

La procedura che dovrà essere seguìta per la

rimozione délle bandiere è ancora

incerta

ci sono solo pochi e remoti precedenti

perchè

negli

nali dell'Ordine, che, come si sa, fu istituito fin dalla metà del XIV secolo dal galante Enrico III

e non può ammettere più di 25 membri. Probabil-

mente si deciderà di non procedere con una cerimonia solenne: soltanto, il Maestro dei Cavalieri trasmetterà a Windsor l'ordine di rimuovere i gonfaloni. C'è a Windsor un libro, affidato al Decano,

nel quale, sopra una bellissima pergamena, è tenuta

nota

delle adunanze

dell'Ordine,

e come

a

in fondo

al libro, privo di colore, ricco di preciso

disegno, sono lettere del Piattoli al suo adorato re. Poichè parliamo della Polonia, ricordiamo lo

scritto di Enrico

Heine, che fu or ora esumato

in una bella traduzione e con una buona introduzione di V. Trettenero (ed. Treves, L. 1); e la pal. pitante narrazione di Concetto Pettinato <

campi di Polonia, con prefazione del celebre sc tore polacco E. Sienkiewicz (ed. Treves, L. 2,4%. È poi in corso di stampa la bellissima conferenza che il conte T. Gallarati

Mickiewicz.

Scotti

tenne su Adamo

Inni di guerra. — L'aria arde di guerra. Un collega, Rinaldo Caddeo, che ha studiato in un libro i moti liberali nelle terre irredente, ha rac-

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colto ora, in un libretto di 125 pagine, /nni di

guerra e Canti patriottici del popolo italiano (Mi-

lano, Casa

Editrice del Risorgimento). Libretto d'attualità

fremente. Già avevamo il libro / poeti della Patria di Raf Ilo Barbiera, pubblicato dal Bonhi a Firenze, e poi, ampliato, a Torino; avevamo il Canzoniere Nazionale del Gori, e anche un volume di canti del ’48, edito presso il libraio Fer-

rari a Venezia da un anonimo: ma questo del Caddeo contiene in appendice gli ultimi canti popolari e plebei irredenti; versi perversi, letterariamente parlando, ma echi fieri, acutissimi del supplizio dell’Oberdan e delle fremebonde aspirazioni

triestine e trentine. Fra le canzoni vecchie popolarissime, che si cantano ancora oggi, c'è l'« Addio, mia bella addio! », la più ripetuta di tutte quante:

scritta da Carlo Bosi fiorentino, e che fu cantata

nel ’48 tra le fucilate dagli eroi di Curtatone. Co-

minciava assai male: «lo vengo a dirti addio»;

ma il popolo, di miglior fusto, corresse: « Adilio, mia bella, addio! » Riccardo Wagner (nientemeno!) l'ammirava come tipo delle canzoni popolari mus cate. In una nuova edizione, l’egregio raccoglitore arricchirà la cara raccoltina. Metterà fra altre anche la canzone sì diffusa nel Veneto dopo la dolo-

rosa pace di Villafranca: « Su quel labbro su cui mezzo

spento —

Il tuo

bacio

si univa

col mio »,

parole del vicentino Jacopo Cabianca e music:

chi ce lo sa dire? Non abbiamo potuto saperlo, per quante

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ricerche abbiamo fatte.

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zatissimo dai fanciulli, e sopratutto indispensabile al momento dello slattamento

e durante il periodo dello sviluppo.

di G. PIAZZA. Con 10 fototipie e una carta 2 — lista italiano aVienna (Franco CABURI).

1 50

21. L'aspetto finanziario della guerra, di Ugo AN-

CONA, deputato. . ... . . . . . . 150 In corso di stampa: La Turchia in guerra, di E. C. TEDESCHI. La guerra

vista

dagli

scrittori

inglesi,

di Aldo

SORANI. Con prefazione di Richard BAGOT. La marina italiana, di Italo ZINGARELLI. I sottomarini e i sommergibili, di Ettore BRAVETTA, capitano di vascello. Otto mesi di guerra in Germania, di Mario MARIANI.

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51

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ILLUSTRAZIONE

(

RACCONTO DI

EmanuELE

Verso la metà di quel settembre mi trovavo a Pegli. L’Hòtel Mediterranée era semivuoto. V’era rimasto qualche forestiero appassionato per

i bagni di mare, qualche ammalato, qualche Pure le giornate passavano

mente dolci illuminate lini, lucidissimi. Una sera

in attesa

serena-

da tramonti cristal-

del

pranzo

stavo leg-

gendo nella sala di lettura quando mi giunsero improvvise le prime note del Notturno Op. 27 di Chopin. La musica veniva come da lontano attraverso un tocco delicato e sicuro ed era veramente

l’espressione dolorosa

d’un’anima, Spinto dalla curiosità guardai al di là della vetrata che divideva le due sale e vidi, contro la notte del mare, un fine profilo di donna che mi ricordò certe figure dolenti di Dante Gabriele Rossetti. Ella sentendosi guardata volse il capo dalla mia parte, mi fissò un attimo con una leggera ombra negli occhi, fece ancora due o tre accordi e s'alzò allontanandosi. L'incanto era rotto e per mia colpa. Appena seduto nel ristorante cercai con lo sguardo la nuova arrivata e a due tavolini dal mio vidi un signore e una signora che mangiavano silenziosamente, composti e pacati. Egli teneva un libro aperto davanti che di quando in quando leggeva attentamente; ella, la signora del Notturno, non guardava intorno,

'D

2

LERERATROSS:.

iL

solitario.

ITALIANA

era

assente,

lontana.

Come mai quei due fossero capitati proprio a Pegli sul finire della stagione estiva non capivo. So che al primo vederli ispiravano simpatia per una e semplice.

loro

contenutezza

distinta

vane alto dalle spalle quadre con la rasa faccia abbronzata, chiusa da un aderente berretto che lo faceva rassomigliare ad un guer-

riero antico, Si arrestò un istante come per cercare qualcuno e s’indirizzò verso di noi con un lungo passo deciso ed elastico. Strinse

cordialmente la mano a Sir William, baciò cavallerescamente quella di Lady Grace e, fattomi presentare,

mi scombussolò

con

una

esclamai

con

una

rude stretta di mano, —

Felicissimo —

quasi

smorfia. Egli aveva una serena faccia di fanciullo appena adombrata da due taglienti occhi verdi. Veniva da Torino in automobile a una media oraria di novanta chilometri. Era ufficiale della marina inglese in licenza e desiderava vedere l’Italia che non conosceva; saputo che i suoi amici si trovavano a Pegli era passato di lì per salutarli. Quella sera m'accorsi che per la prima volta

Lady Grace

non

aveva

il solito atteg-

giamento di persona assente, lontana. # La mattina dopo, quando alle otto aprii la finestra della mia camera, vidi Harold North

che usciva dal mare. A mezzogiorno aveva già fatto una passeggiata di tre ore sulle mon-

tagne circostanti. Era d'una attività calma ma continua. Durante il giorno non stava fermo un momento; la sera soltanto si concedeva il lusso di riposarsi comodamente con davanti a sè un bicchiere sempre colmo di whisky. Le prime parole che mi disse furono; — Bella vostra Italia, molta luce, ma aria un po’ molle. Mi parlò poi di sport quasi con religione e Sir William illustrava le sue "parole con dei commenti laudativi sull’amico va-

Passò qualche giorno e l’albergo s'era ancor più spogliato di forestieri. Non eravamo rimasti che in una quindicina. Nel pomeriggio d'una giornata piovosa mi trovavo nell’fall solo col signore dal libro; il quale, dopo aver cercato invano con che accendere lente giocatore di la sua tozza pipa di radica, mi domandò in foot-ball, campione un italiano-inglese un fiammifero, Di lì sorse di skiff dell’anno la solita conversazione fra persone che non prima, secondo nel conoscono e che si devono parlare per raid aviatorio Lonforza tanto da non sembrare ineducate e dra-Parigi-Londra. scortesi. Seppi così ch'era venuto a Pegli per — E voi non voalcuni giorni prima di lasciare l’Italia perlate? — mi domanchè sua moglie non sentisse d'un tratto la dò Mr. North. diversità di clima fra il sole di Napoli e le — No. nebbie del Nord. — Ma vi piace— I dottori hanno ordinato a mia moglie, rebbe? ch’è un po' delicata, il caldo, il gran caldo. — Sì, molto. Ciò è orribile per me. Meno male che l’Italia — Allora bisogna è bella, che i suoi hétels qualche volta sono volare. Bisogna vuoti e che ha libri antichi splendidi. sempre fare le cose Aveva la passione dell’edizioni rare. Cobelle che piacciono. nosceva perfettamente le biblioteche delle Conoscete la 50? varie città e, chiacchierando, midisse ch'egli — Ho visto qualpure aveva una buona collezione di libri anche match interestichi e che era sempre alla caccia di nuovi sante, esemplari. Aveva una conversazione origi= Ma non dorate nale e interessante. Quella sera conobbi anvoi? che la moglie. Subito mi scusai con lei per No: averle fatto interrompere il Notturno di Chopin — Peccato! Si fanel giorno del loro arrivo. rebbe del buon eser— Prego, prego — mi rispose con un sorcizio insieme. riso indefinibile — credevo d'essere sola, per— Oh grazie — chè m'è impossibile suonare il piano se qualrisposi confuso e cuno che non conosco m'ascolta. Mi sembra modesto. farmi conoscere d’un tratto; ciò è antipatico. — Vi mostrerò do— È gelosa delle sue interpretazioni? mattina. — Sono gelosa di me stessa. — Prego — eavrei — Fa bene — aggiunse ridendo Sir Wilvoluto aggiungere: liam Creven — perchè io non lo sono niente Non si scomodi di lei. Ma già m’aveva — Già lui non è geloso che de’ suoi. libri preso sotto la sua — concluse Lady Grace. Ma non v'era nelle protezione e bisosue parole alcun rincrescimento. gnava ubbidire, perCI chè nella semplicità, quasi nell’inA quella sera seguirono delle piacevoli giorgenuità delle sue panate. Qualche gita artistica a Genova, qualche corsa in automobile lungo la Riviera e role vera nascosta una forza alla quale già mi scordavo che ormai la mia stagione ci si doveva inchidi mare dovesse finire, quando un giorno nare per non semSir William mi venne incontro con un telebrare ridicoli. gramma : Vi — Oggi arriva un mio grande amico :Harold Una sera, non riNorth. Vedrete, molto simpatico. cordo attraverso La sera verso le dieci un rombo di moquali discorsi, siera tore scosse i tranquilli forestieri sparsi nelarrivati a parlare l'hall come placidi pesci in un acquario./Tutti dell'immortalità guardarono verso l’entrata e apparve un'giodell'anima. Sir Wil-

pi CASTELBARCO

liam vi credeva, Lady Grace spingeva più in là la sua credenza: non solo ammetteva la sopravvivenza dell'anima al corpo ma era convinta che vi fosse tra le anime un mezzo misterioso di comunicare, sia tra i vivi, sia tra l’anima di un trapassato e quella d’un vivente;

io stavo esponendo la mia opinione, Harold North, che aveva sempre ta-

quando

ciuto durante la discussione, m’interruppe esclamando: — Non so se l’anima esista, ma se esiste credo che il miglior rimedio per disinfettarla sia del buon w/isky. — E così dicendo tracannò d’un fiato il bicchiere che aveva davanti a sè.

Rimanemmo un attimo interdetti, ma finimmo col ridere dell'uscita improvvisa che ci faceva scendere ‘dalle nuvole alla prosa un po’ cruda della vita. Lady Grace aveva

mente.

pure sorriso

ma

triste-

*

— Partono ?— chies una mattina a Sir Wilm che in abito di viaggio attendeva l’om-

nibus per andare alla stazione,

— Soltanto io. Vado per qualche giorno a Siena. Ho ricevuto avviso da un mio incaricato che v'è un bell’esemplare del Petrarca in vendita. Spero combinare

l’affare.

E salì in omnibus avvoltolandosi in un am-

pio soprabito color avana e nella serena sua

soddisfazione di bibliofilo. Quel giorno; per uno strano senso riguardoso che non seppi spiegarmi, dopo colazione invece

che

resto

un

cercare

la compagnia

di Lady

Grace e di Mister North mi misi a passeggiare sulla terrazza dell'albergo. Wera del tepore

delizioso

come

se

l'estate

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L'ILLUSTRAZIONE amasse

indugiarsi

a gustare

tanto

limpido

azzurro di cielo e di mare. Nel passare davanti alla vetrata oltre la quale stavano seduti Lady Grace e Harold North, senza volerlo li osservavo. Seduti luna di fronte all’altro tacevano come assorti in un intimo pensiero;

non

si guardavano

che

di sfuggita e distrattamente. Quei due m'incuriosivano assai perchè non riuscivo a com-

prenderli, ma quel giorno conclusi che se potevan rimanere così a lungo vicini senza parlarsi e senza guardarsi non dovevano essere soltanto amici. Rientrai un poco impacciato all'idea ch’essi intuissero il mio nascosto pensiero. Nel vedermi, entrambi apparvero come liberati da una situazione fastidiosa, tanto che Mister North accennandomi di sedere esclamò sorridendo: — Non fate il sentimentale e il solitario. E si chiacchierò come ogni giorno di cose svariate e dilettevoli. Dopo poco, Harold North scomparve per la sua solita passeggiata di allenamento, come la chiamava egli, fissandomi l’ora per la consueta lezione di Lox. E così nei giorni d'assenza del marito tanto Lady Grace che Mister North condussero la loro metodica vita abituale. Anzi il giovine si era infervorato ancor più nell’insegnamento della 5ox con mio non eccessivo entusiasmo. Egli diceva che avevo molta disposizione e ch'era un peccato trascurassi tante buone qualità. Ma quei pugni allo stomaco proprio prima di pranzo non li trovavo un aperitivo troppo piacevole. Non so poi come egli fosse costrutto perchè ogni qualvolta pregato da lui lo colpivo

con tutta la mia forza, egli sorrideva beato e soddisfatto. Poi tornò Sir William col libro prezioso, e per mostrarmi la sua felicità m'invitò a pranzo. Il giorno dopo sarebbero partiti per l'Inghilterra. Così la piccola brigata si scioglieva, così

finivano

43t

ITALIANA

quelle

serene

giornate

in cui m’ero lasciato vivere alla ventura dell'ora, del luogo e di persone tanto garbate.

Ma Harold North voleva vedere l' Italia e mi domandò se sarei andato volontieri con lui. L'invito e la compagnia mi tentavano: accettai. La mattina dopo i Creven partivano. Ci la-

sciammo un poco tristi. Con molta cordialità m' invitarono nella loro casa presso Londra.

rizzammo per la Riviera di levante alla volta di Spezia, di Pisa, di Firenze. Harold North era un guidatore abilissimo. Seduto sul basso sedile dietro l'ampio volante diventava come un altro uomo. Egli ch’era in compagnia gioviale e buontempone, una volta che metteva mano alle leve non apriva più bocca. S'impersonava con la macchina, ne diveniva un ordegno delicato e necessario e sentiva questa sua responsabilità. Si filava a velocità fantastiche: certe voltate in salita strette a piena andatura con al

di là della strada l'ampia distesa del mare non le scorderò mai, ma senza essere tur-

Chi sa che il destino non m’avesse a portare

bato da alcuna

si acquistava

ansia

paurosa

quella

perchè subito

formidabile

sicurezza

ch'era in lui; anzi gradatamente non era più sicurezza ma piacevole sensazione di ostacolo superato, ma voluttà d'ardimento senza limite.

lassù. Sir William pur nel momento degli ultimi Nella prima giornata nulla di notevole.... saluti aveva trovato il modo di raccomanah sì, una gallina impastata sul radiatore, e darmi: — E se sapete che nella vostra città v'è | con questo meschino trofeo entrammo la sera in Spezia. un bel libro da acquistare, avvertitemi. — Ecco.... le galline — aveva detto Harold Nel baciare la mano a Lady Grace ella m'aNorth nell’attimo dell'incidente — sono stuveva detto con graziosa affabilità : pide come delle donne malriuscite. — — Speriamo vederci l’anno venturo qui coChe cosa avesse voluto esprimere non so me quest'anno? bene. Forse perchè le galline coll’attraversare — Certamente. la via all'ultimo momento rassomigliano a E ricorderò sempre il suo volto mite e docerte donne che negli istanti difficili della vita lente inclinarsi dalla portiera della carrozza sono d'impaccio agli altri o dannose a sè, O per l’ultimo cenno d'addio, quel volto che forse egli aveva voluto manifestare tutt'altra non avrei mai più riveduto. idea: Harold si esprimeva così, con delle a frasi paradossali, a volte quasi strampalate, Lo stesso giorno partimmo anche noi. Era- ma sotto vera sempre un’impensata e originale interpretazione della vita e degli uomini vamo gli ultimi a lasciare l'albergo. Ci indi-

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432

L'ILLUSTRAZIONE

che lo rendeva vario e divertente. Col mio bizzarro compagno attraversai mezza Italia. Egli non era un'appassionato d'arte o di roba antica. Ammirava le costruzioni solide o ingegnose. Davanti alla torre pendente di Pisa rimase estatico un quarto d'ora girandola da ogni lato curioso di convincersi per quale miracolo d'equilibrio restasse in piedi.

A Firenze

contemplò lungamente il Davide di Michelangelo esaltandosi all’armonia di quel nudo magnifico più come fascio di muscoli in potenza che non come manifestazione artistica d’un genio. Ma ciò che scobulo del Bernini:

più l’entusiasmò fu il ditrovava lo sforzo del-

abile e coraggioso.

Harold

l'atleta preciso e vivo. Ad Assisi s'interessò soltanto delle tre chiese sovrapposte l'una all'altra come d'un gioco amava

troppo

la

vita ed appariva troppo sano fisicamente e moralmente per poter comprendere le tra-

scendentali sofferenze d'un’ anima,

le tortuose

elucubrazioni dello spirito. La sera se ci trovavamo

È in una città si andava a qualche caffè concerto.. Gli piacevano assai le canzonette napoletane ed amava poi ricantarle lui con certe note gutturali molto caratteristiche che facevano sbellicare

dalle risa. Decisamente non aveva una grande disposizione per il canto ma preferiva non

accorgersene. parsa: pai Se invece ci si fermava in qualche cittadina, si chiacchierava piacevolmente. fino a tarda ora con l'immancabile w/isky come anch'io

m'ero dato

poi per esser sicuro trovare marca preferita, lo portava con

terzo compagno

perchè

ovunque la sè in auto-

al whisky per forzosa

simpatia. Il mio amico

mobile entro una valigia speciale.

Harold North aveva viaggiato molto. Era

stato alla caccia grossa in Africa, aveva volato sopra mezza Europa, e non mancavano a lui gli aneddoti emozionanti, le avventure temerarie. Ma il viaggio volgeva al termine: Reduci da Napoli e-da Roma, in un tramonto ros-

ITALIANA

signo d'ottobre si filava sulla via Emilia verso Bologna ad una velocità di 120 chilometri

indefinibile del pericolo imminente; che forse

all'ora, quando da un

anche lui.

gruppo

di carri cari-

chi di fieno balza fuori improvvisamente un

grosso. cane. che è travolto. dall’automobile. Il mio amico ferma subito la macchina: mi volto, il cane giace inerte in mezzo alla strada. — Povera bestia! — esclama Harold e scende avviandosi verso i conducenti dei carri certo coll’intenzione di dar qualche cosa perchè ha già messo mano al portafogli. Ma è

accolto da sei energumeni che bestemmiano

nella rude parlata romagnola. Uno. d'essi anzi, s'avanza minaccioso coi pugni chiusi, e quando

è vicino. ad Harold

North

cerca

non si può superare, non — Del

l'avesse provato

No, vi assicuro— insistette, — mai, mai. resto non ho nessun merito io se son

fatto così.

Egli era

infatti d'una

fibra eccezionale.

— Se mi capitasse in vita di conoscere la paura vi prometto che vi avvertirò. Siamo intesi?

—

E

mi

strinse

la mano

come per convalidare la promessa.

con

forza

Il giorno dopo egli partiva per l'Inghilterra.

(Il fine al prossimo numero). EMANUELE

di

DI

CasTtELBARCO.

colpirlo al viso, ma l’inglese para il colpo e in contrattempo gli sferza un poderoso pugno allo stomaco che lo fa indietreggiare tossendo e sputando. Allora un altro, un colosso

nerboruto e bieco, viene avanti con un grosso bastone in mano. Il mio amico con un rapido gesto lo disarma del bastone che getta lontano e fulmineamente gli tira un pugno alla mascella mandandolo a gambe levate. Gli al-

tri rimangono stupiti e perplessi. Harold North

con tutta calma rimonta in macchina salutando con la mano i sei figli della fiera Romagna. Allora compresi quanto utile sia nella vita il conoscere

la box.

Quella era l’ultima sera che passavamo insieme perchè il giorno dopo il mio compagno

m'avrebbe lasciato a Milano per raggiungere

il confine. Durante il pranzo si parlò naturalmente del fatto accaduto nella giornata e Harold mi confidò candidamente che non aveva mai co-

nosciuto la paura. Egli me lo affermava senza

alcuna

posa

da

spaccone

come

uno che di-

cesse di non aver mai sofferto il mal di mare. Non che dubitassi delle sue parole, ma poi-

chè egli aveva l'altre una lotta

corso corpo

mondiale. Esportazione —

tante avventure, fra a corpo con una ti-

gre ferita e ne conservava una cicatrice nel collo, mi sembrava strano che quel senso

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©

| anginesimo delvener

Il processo di Gaspara|Il pie delle iniziali ‘maiu- Nistadie ao ra «a leggeni tampa. lì Lassalle. ul Rileggendo Metastasio. Gherardo Hauptmann. L' Innominato. Poe. |, aj Le poesieide di, teriEdgardo è, di l o, ci

mi

iA

%

hanno (oltre quella del Molmenti, che Do: ri SA Rn Drvata) dae) tratie altre die {IUn umorista. La vita ‘nella morte. scutibili, storie buone: quella del Romanin e quella

del Fulîn. Ma la prima è troppo diffusa © poco

viva; la seconda è troppo

ristretta. Quella del

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CELEBRI AUTORI nadcoLta na Carlo V. Gl'Inquisitori di Stato, La battaglia di Lepanto. ||Vene co Più? lArnaldo FERRAGUTI[ |sALVATORE Besso | - Bianca Cappello. Fra Paolo Sarpi. La congiura || rioso; - autore misterioso; LEsea digli Spagnoli; Vel querra di GiAdial FVencssta ME ||Vagua toscani ALBARDO VirmA |Quinto di meglio fu serifto in È seiae

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Musatti evita questi due opposti estremi, entrambi ||| Cercatori di Dio, in {|| Il commiato di Mistral. DI imevoli, e ci presentan la storia> di Venezia n

attinga dalle storie dei singoli

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SES

i


UN

Bergamo, Esodo generale dei tedeschi qui stabiliti da anni con notevoli in-

Diario della Settimana. (Per la nel corpo

guerra, vederne del giornale.)

MINISTERO

la Cronaca

dustrie.

Mantova, Sono rilasciati «e fatti par8. Avignone, Il ‘tenente garibaldino tive per l'Amstria i cinque frati anstriaci Angelo Maria Arizio di "Morino è provenienti da Roma 6 stati pròcedenSinato dal sno ex-nttendente il corti temente arresta italiano Cassetta, che p arrestato @| Venezia, Violento incendio con 250 mila confossa ‘di. avere neciso per vendicarsi lire di danni in un deposito di legnami. di nn debito non saldatogli dal tenente. tdi rivano qui da ''rieste circa Berlino,

Abrogate

in tutta

la Ger

2000: regnicoli,

mania le disposizioni del 25 maggio diSan Giorgio di Nogaro, sciplinanti il consumo della car patrio di italiani provenien 9, Roma. Molte commentato colloquio Vien

mde

rim-

STORICO

Alla Can

ré eMacchia, o-ringarico s0lle connazionali a partiré cal. l'Italia entro il 16 corrente, anti-tedesche, Lisbona. Violenta' insurrezione ;mil lose comunic — L'ambaso che] Cape Town, Violent dimostrazionian tare e civile contro il governo del pre a è sempre disposta a fornire ti-tedosche, sidente Arriaga, 15, Roma, Qui e in tutta Itàli con16. Roma. Il Re, dopo la rinunzia ‘di D'Annunzio ar iv tinnano le dimostrazioni interventizt | Boselli, respinge definitivamente le di colto da erande dimostraz Roma avvengano nei ministeri dimost | missioni del ministero Salandra, Dino gioni anti-giolittiane, zia discorso eccitante alla £ I strazioni festose in tutta Italia, gli nella ro Sonnino,

Johannesburg.

THEODORE CHAMPION LL

pe denunziò tutto facen- | nia

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garanzie per i piroscafi nowai

do fallire îl complott

i passegge

fi. Roma. Sonnino ri- | -13, Roma. Il ministero S: COLLEZIONI

ceve e trattiene

PREZZI CORRENTI gpatis "franco

in lun- |consider

lo mancare

li

ghi colloqui ‘alla Cone dei pa stituzionali. LA, litica. internazionale, ri Rennel Rodd. dimissioni al Re che riser 10, Roma. Nella mattina Giolitti requi, e nelle principali città deliberare, casi, invitato, a colloquio di un'ora col d'Italia, chiassose dimostrazioni contro Atei Il Re Costantino è seRe n Villa Ada. Giolitti e per il ministero Salandra. , iamente malato di plenrite per—

La Gazzetta Ufficiale pubblica de-

greto

legge

che crea

un

nuovo

mento di cavalleria comprendente gno

1912,

— Nel pomeriggi di Giolitti

tuita

rin casa di

scuola

psa destra.

.

ra vivissima

puese, il Re , Mao

si

‘a giornata dî clamorose

di architettura,

lennemente îl'congresso eucaristico,

Savona, Una processione di 25000 peral Santuario del-

nuova

Savona, Il cardinale Maffi inangura so-

questi. Aosta. Al Gran San Bernardo presso Snint-Remy valan ppellisce 13 operai di squadra addetta a riattare 1h strada, sone recasì dalla città

nic

due

commentato? callo-

con Salandra

interventiste votano

reggi-

degli squadroni creati con la legge 27

quio

— Le Associazioni

vibrante ordine del giorno contro Giolitti è per l'intervento. im- | Torino. È chiuso îl Politecnico causa nuovo sciopero degli studenti contro l'istiMilano, La sera, clamori

ima dimo-

ione interventista davanti val conso-

lato di Germania,

ionì intutta Ital

capitale la folla invade il paliz

del Parlamento: a Milano resta —

îh

chi, un giovine

Inseguito a Con:

Verona, A Pressana, Roveredo di Guà |nistri, i prefetti sono

e Cologna Veneta comincia

nuovo,

scio-

|-ant

colare

ati a trasmettere all’auto-

pero agrario. rità militare la tutela dell'ordine Bari. Salutato, da calorosa dimostra- |pubblico. zione a per ma il nuovo ambascia-| -Londra, ILReordinachesianoratore russo De Giers, diati dall'ordine della Giarrettiera fanno grandi feste a Peppîno Garibaldi ; Perugia, Violenta grandinata su tutto mperatore Francesco Giuseppe, segue unn conferenza di Panl Claudel, il territorio, rlielmo, il Kronprinz, il Re del poi una dimostrazione, che finisce in nn 12. Roma. I ministri tengono un Con- Wiirtemberg ed altri principi toparapiglia tra ìnterventisti e nentralisti. siglio che dura tre ore. In Italia il fer- deschi,

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one ricorretdo il centenario dalla

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pra dei lordi il Gran

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dol ministro del tesoro, Carcano, con Gio litti in casa di questi.

13,RuE DROUOT

Istantanea di BIAGIO.

tore russo

Tavanto, Nella notte sopr affondato a cinquecento met l'isola San Paolo il piros t ‘4h, che ha conferito a Silfein con bonifero Astrea: due vittime e nn — Reale deereto assegna altri 60 mi-|"] a e Burian, milione di danni. lioni perle spese del ministero. per Ja Uopenhagen, Ar qui numerosi Londra, Disordini in molte loguerra, italiani partiti da B , Amburgo ed calità contro i tedeschi residenti in Lugano. Dimostrazione popolari di ti- altre località: tedesche, Inghilterra, cinesi contro i tedeschi germanici. Costantinopoti.t11*Tanîn dice scop Pietrogrado. Un wkasé impe complotto fra personng risle otdinà l'emissione di um seesi, francesi © condo prestito interno di. un mi r far entrare liardo di rubi. i nemici a Costantino= poli; ma un comparteci- |sidente! Wilson: chiede dall'Austria,

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