Anno
XLII.
- Num.
21.
Entusiastica
vigilia
d’armi
in Italia.
Milano - 28 Maggio
1915.
]
L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA 220 D'Associazione NELRecno: Anno, L. 35; Semestre, L.18;Trimestre, L. 9 (Est. tr.48tao);— a
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RETE
I,
«CANTI DELL'ORA, di LUISA ANZOLETTI. ' Profondamente meditati e fortemente scritti,
Logogrifo.
facilmente compresi e gustati da ogni lettore.
Vi si oppongono, oltre il pensiero elevato e qual-
Dall'antico al nuovo ospizio. Un'altra, /n morte
che volta riposto, la voluta brevità dell'espres-
di un filosofo, inneggia,
sì l’una che l’altro scemano talora ai ve
fani, che scrisse con tanto amore e dottrina del
sione a volte insolita e il giro del periodo; e rotondità e armonia
gal potrebbe
Îì taluni metri.
Augusto
uella
più che non pianga,
Conti, ed è dedicata
ad Augusto
che piacciono ai più, ai venerato Maestro. La figura di
anche recar noia l’uso frequente Comunque
patria, essi non rifuggono qualche volta dalla
satira,
e
riescono
che
ha per
felicemente,
titolo
Grandi
Bellissima
fatiche
SCACOHI
Problema N. 2317 del sig. W. Pauly.
‘ano schiavi i tempi tra falsi dul e d'arrogante ciarla cattedratica ottusi i volghi scempi uand’ei levossi e liberò la penna da' cavillosi lacci antiqui ed n fentenna, tra” quali "1 senso e la r
sia, tutti insieme
questi Canti attestano l'alto ingegno, il lungo
quella
Al-
costui rivive nelle
belle terzine:
studio e il grande amore di chi li compose. Ispirati a sensi di religione, di umanità e di
gente piccina, dove
di E il lettore lo vede
quando,
giovane
NERO.
(3 Pezzi),
ardente
d'amor patrio,
er la sorte del leonino battaglion toscano con la bandiera andò contro la morte,
cui dà noia.il sol nascente di sbarrargli 1 passo ja, con novo espediente.
e quando, già vecchio,
spetti, la favola dell’Ariosto lì coloro, cioè, che per pi-
soleva mostrarsi
ogni matti
là tra i fedeli, luminoso il vo e la persona immoto, a la Regina de' Cieli orante, da cui fiamma attinse d'opere belle.
Buona
gruppò Motivi lirici. Contrasti due che vengon nuziale, tutte
dopo: Suora mistica
Se discreti noi siam sempre graditi. Sommo piacer per pigri è fannullo; Alziamo al cielo i nostri capi arditi. Spargiamo al vento melodiosi suoni. Ci dà dolore eppure ci dà vita. Ei vive in mezzo ai libri e non è dotto. In me saluti la stagion fiorita "Ti sorrido se vinei un terno al lotto. Centri di vita siamo palpitanti. Orribil mostro delle antiche fole, Sono meta e sospir dei naviganti, Dò dolci frutti ed olezzanti ainole. Non posso andare inver molto lontano. A forti piazze siamo baluardi, Senza di noi non vive il corpo umano, Non ci offendete perchè siam gagliardi. È spesso sprone ad opere feconde. Nella vita non son molto apprezzata, \Colle galere si correa sull’onde. Della terra regione inesplorata, Parte e ritorna sulla stessa via. Muta colore nell'età cadente. Si dà tal nome ad una gente pia. Siamo a difesa d'una eroica gente. A guardia di cittadi e monumenti. Suda e lavora se ottenermi vuoi. Guai se ti stringo nelle braccia ardenti, Naro le gesta dei passati eroi. = HOLT ATAIAATTATC IATA Siam giovani e fidenti E dietro l’orma ardita Dei nostri passi, ci seguon di genti Una schiera infinita.
Elegie s'intitola un'altro gruppo, del quale è sopra tutte notevole, per originalità di pensiero ed efficacia di rappresentazione, quella
cotesti Canti non sono tali che possano essere
Chiara, Convito
dolcezza; la prima
che particolarmente ne giustificano
il titolo: Canti dell'Ora. Si sente
prin-
i]
delle canzoni che la guerra libica ispirò cipalmente, la quale ha voci e movenze che rì- un'eco D'Annunzio, il quale, nel primo, A//2 madre chiamano al pensiero il canto undecimo del al del poeta, è, per tale ispirazione, celebrato.
Paradiso :
Quella fu 22 Buona guerra, anzi non guerra,
Quando la povertà sua sposa elesse incesco, che l'ebbe sì cara, vide Ascesi quel Sole come ardesse. E tu dal grembo de la terra av:
h ( Pozzi).
parte del volume occupano iPoemetti
guerreschi,
dia èn
se il sacrifizio è prezzo del
Il Bianco, col tratto, ‘dà sc. m. in tre mosse,
ProblemaN. 2318 del sig. W. Greenwood, Branco: Rf1. A c2, Ce6, Chd. P gd. (5). Nino: Rh1: A #6. Cc8, Ph2. (4). Il Bianco, col tratto, dà sc. m. în tre mosse.
Vespina.
Rebus monoverbo.
ni
Problema N, 2319 del sig. R. E. L. Windle.
dovunque pesa un giogo d’
R d8, Db8, Tbd. A dd. A'e2, CÎ7. ma la presente che insanguina l'Europa, chi Branco: 083. (7) la canterà? Nrno: R fd. D 42, Acl. Cel, Cg2, Pas Tra i canti più belli del ‘volume otilano, Tre 02. (7). ves, L, 4 non vanno dimenticati Più che le stelle, Il monte, li Lavini di Marco, Il Sem- Il Bianco, col tratto, dà sc. m. in due mosse. pione, Le Rusalche, leggiadra poesia quest'ultima, ‘come le ninfe del mito slavo; dalle quali s'intitola, alcuno de’ Soretti; alcuna delle Strofe Dirigere le soluzioni alla Sezione Scacchi: nuove. dell Illustrazione Italiana, in Milano, Nella schiera numerosa degli odierni poeti, Via Lanzone, 18. Di questo gruppo hanno pregio tutte le poesie, l'Anzoletti è de’ pochi che hanno qualche cosa ma in modo particolare La folle parola, che da dire e si fanno ascoltare. = congiunge în sè, ad un tempo, la soavità delE più innan
Vespina
O
pace eletta sen Assai belle le terzine seguen Qui mandò per consiglio, e per ristoro qui venne il Padre, quando la tristezza gli crebbe a morte il corporal martoro: fatto simile al vaso che sì spezza per la forza del buon liquore, ed empie l'aria e la terra di fragrante ebbrezza.
CUORE,
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Spiegazione della sciarada del N. 20: BELLI-NI,
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n, Digione ell'Argona.
u. In Borgogna e nella Costa d'Oro in guerra contro la Prussia, - I prodromi delle gloriose giornate di Digione. m. Tregua di Eserciti ed episodio seritimentale, - “ Blondinette ,. iv. La prima giornata di Digione. - Sopra le ali di un'aquila. Battaglia: L’epica lotta di Messigny. < 1. Giorgio Imbriani muore tra un inno e una battaglia gridando: “ Avanti, Italiani) Viva l’Îtalia!,. vi. La tragica morte di Giuseppe Cavallotti chiude la prima giornata di Digione, vm. La seconda giornata di Digione si apre con la rievocazione’ di Bezzecca e sì chiude con il grido di Rouget de Liale,
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rx. Terza. giornata ‘di Digione. - Gari- ||fel x.
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ANNO 1°-1955
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NUMERO
| RIVISTA PRATICA per FAMIGLIE, COLLEGI, ISTITUTI, ecc, Face una volta al mese iù un fascicolo di 82 pagine in-8, ‘deî ricemi più in voga, come Richelieu, con circa 100 | Sforza, orientati, trine a reticella, al modano, a fuselli, | punto di Venesia è d'Irlanda. Parecchio pagine sono dedi‘cate ai lavori: di biancheria, corredi da neonati, vestine da bimbe, e tutti gli altri oggetti semplici, come bluse, grem| biuli,6c,,collerelative spiegazioni esatte epreciso, da potersi
Capi
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dallaCasa produttrice». «imbottigliato
È uscito il
COMMERCIALE ITALIANA B
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la fascetta dî garanzia con la scritta:
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PAOLO MANTEGAZZA = PESARO Dego he fs q Ber Esigete la bottiglia ola por a Soa poro di seta ros. a
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i FAMA MONDIALE: In tutte le farmacie. INSELVINI e O., via 8. Barnaba,
3a5- Per quanto riguarda i giuochi, accetto per gli scacchi, Fivolgorsi a Cononua, Via Marto Pagano, 65.
(Rassegna Nazionale di Firenze.) ANTONIO ZarDO.
l'idilio e la tristezza dell’elegia.
Mali, disturbi recenti, cronici di
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où ai
a dueo più persone,
—
Le cassette pos-
dalle Jo iali aperta nei la di Custodia igutdlazione diGross rnIrE, enei giornièdi aus "ibra del 61° reggimento di Po. | |alle 17,50
La quarta brigata conquista
la ban-
merania,
x1. Come Curtat s'impossessò della bandiera del 61.° reggimento di Pomerania,
xm. Una zuffa intorno a Curtat. - Ste‘fano Canzio in uno slancio di entusiasmo trascina la quinta bri-
CANTI del’ORA
gata alla riconquista del Castello
di Luisa ANZOLETTI
di Pouilly e la vittoria incomincia
a delinearsi completa,
xm. La vittoria!
xv. La notte, - L'Eroe detta un proclama all’ Esercito dei Vosgi.
xy. L’addio alla Francia, - La dolente fi-
Elegante edizione aldina: Quattro Lire. Commissioni
e vaglia agli editori Fratelli Treves, Milado,
gura diAnitael'ombra di Mentana.
PARTE SECONDA,
xvi, Il fato, - I tre episodi dell’Argonnà. - Cornelia, Adelaide e Costanza, tre
madri, una stirpe, Un volume di 190 pagine con 16 tavole e 22 incisioni: DUE LIRE. COMMISSIONI E VAGLIA AGLI EDITORI FRATELLI ‘raEvES, 10M ha sii:
È USCITO:
IL MIRAGGIO” ii
sonno i Flavia STENO
a Liri
5
Ti
i LEEEEEEE _LEE iz L'ILLUSTRAZIONE
414
ITALIANA
ancora — pare egli abbia detto —
un filo di
speranza!» Ma quale filo, dopo che, da Roma
a Milano, da Napoli a Palermo, da Bologna a Genova, a Venezia, a Torino, la massa enorme del popolo — studenti e profe:
i, moderati e
radicali, padroni ed op socialisti e liberali, letterati ed analfabeti, hanno acclamata la guerra, trattative
hanno e
di
respinta
transazioni,
ogni
politica
hanno
di
chiesto,
hanno voluto, hanno imposto che nel grande conflitto europeo, anzi mondiale, l’Italia pren-
da finalmente il posto suo, e lo prenda contro coloro che rappresentano la minaccia m litaresca permanente, affermata con brutalità, con
violenze che la storia non registrava
da secoli?... Cadono le teorie pacifiste, crolla l’idealismo internazionale dell’umana solidarietà, quando le guerre sono invocate, chieste, dichiarate
non dai tiranni, non dai monarchi, non dai militaristi di mestiere, ma da turbe innume-
revoli, infervorate,
accese,
inseguenti
idea-
lità nazionali ed aspirazioni umane, aventi
anch'esse il loro diritto, e prorompenti in un grido che penetra nei cuori! —
Non si potrà negare che non fosse popolo popolo nel più esatto e comprensivo si-
gnificato
di questa
antica
parola
latina —
quello che tutti abbiamo visto nelle piazze, nelle vie di Milano, quello che accorse do-
menica a riempire l'Arena, come ma grandioso comizio, per affermare, gridare, proclamare che l’Italia oramai vuole la di.
fesa armata, l’azione armata per i suoi ritti nazionali, per la conquista dei i uri confini naturali, per la libert: diata e durevole dei suoi mari, per il più sollecito ritorno della pace europea! E non
vi ha, non
vi può essere
neutralista
dei più convinti, non vi ha più freddo valutatore dei rischi, dei pericoli sempre offerti da una guerra — per quanto abilmente preparata — il quale non riconosca che dalla parte nella quale l’Italia naturalmente si schiera stanno le idealità per le quali la nazione italiana già ripetutamente insorse, combattè e vinse; da quella parte la portano le
oni sue più belle, la ragione dei suoi i, la fiducia nella sua grandezza av-
venire, la sua missione di nazione pacificatrice nel mondo. Nessuno — in qualunque campo
SALANDRA.
ANTONIO CORRIERE
Settimana di ansia e di passione! |
E quali comunicazioni saranno, dopo quella che a Berlino al Reichstag ha fatta ieri Bethmann-Hollwegg prospettando l’atteggiamento, oramai definitivo, dell'Italia ?. . « C'è
abbia militato o militi ancora — potrà negare che posto il dilemma fra un gesto audace e generoso ed il freddo computo di una misurata utilità, il «parecchio» giolittiano, insomma — non poteva a meno il sentimento pubblico di rovesciarsi verso il gesto audage e generoso, riallacciantesi alle tradizioni di un secolo attraverso il quale l’anima, la coscienza italiana si formarono, assaporarono i dolori del sagrificio e le gioie del trionfo! Fin che eravamo sul terreno delle indagini, delle valutazioni, era dovere esaminare, discutere. « Prima di agire — dicevamo in ottobre, riproducendo le parole di un' interventista, il deputato Torre, corrispondente
Quale settimana!... Quale densa pagina di vita, di storia italiana in questi ultimi otto giorni! Denunzia, il 4 maggio, dell'alleanza con l’Austria e con la Germania; accordo con
le Potenze dell'Intesa
di combattere con
loro; offerte tardive dell'Austria — il Trentino, la riva occidentale dell’Isonzo con Gradisca, utonomia e l’ Università italiana a Trieste, mano libera nell’Albania meridionale, equo trattamento agl'’italiani dell'Istria edella Dalmazia. Noti questi patti, arrivo di Giolitti a Roma, pronunciamento privato dimostra-
tivo della sua antica maggioranza parlamentare per lui;
agitazione dei
partiti neutrali-
sti; dimissioni del ministero Salandra; sollevazione delle piazze contro
il così detto «tra-
dimento» di Giolitti, mentre alla Reggia i colloqui succedono ai colloqui; tre giorni di spasimi,
di passioni;
ritorno,
domenica,
del
ministero Salandra riconfermato dal Re; cal-
ma delle piazze ansiose di guerra Questa, in succinto, la pagina dal mercoledì scorso ad oggi!... E quale altra pagina sarà scritta domani — domani, che, mentre questo. Corriere si stamperà, il Parlamento udrà, in un’ora veramente solenne, le comunicazioni del Governo?!...
PASTINE
GLUTINA Roma. —
Le dimostrazioni davanti a palazzo Sciarra, sede del Giornale d'Italia. (Molinari).
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIA
415
fTriplice Intesa: 0 la pace momentanea, con la conclusione del mercimonio, o la rivendicazione con le arn delle ter-
parlamentare del Corriere aella sera — prima di agire bisogna riflettere a fondo, e non avventu-
re italiane ».
rarsi senza avere ponderate bene tutte le eventualità pericolose alle
u questi
quali potremmo trovarci di fronte...» certo che in questi nove lunghi mesi di esame, di indagine, di discussione, dopo i quali il governo di Salandra, di Sonnino, di Martini— uomini tutt'altro che avventurosi e spensierati — ci
è stato
dovere,
della
necessità
Carlo
Cattaneo,
18 marzo
che
1848, disapprovò
iniziavano
le Cinque
Quei
che,
Gior-
a morire, be-
le re-
non vi può essere italiano che non debba desiderare che i fatti siano propizi per la Patria e per le ideaà, altissime, che hanno
inspirato
ivo!... Avanti — dunque, con la concordia nel cervello e con la cia nel cuore; avanti per un’impresa che sorge da una discussa e meditata preparazione, ed è lumeggiata dagl’ideali che rischi! rono tutte le altre più belle im-
tari erano già tra le file dei Cacciatori delle Alpi, e un anno dopo, salpando coi Mille per la Sicilia, dove andavano — come Rosalino
prese
nazionali,
e, alla fine, sarà
coronata, a pro dell'intera nità, dal lungo beneficio
evano quella deplorata guerra dell'anno prima, che aveva aperta irrevocabilmente
tutte le
tutte
non la possono dare che i fatti; e
nate!... Alla guerra del 1859, pre-
eroicamente
tutte le opposizioni,
resistenze, e si. assume
sponsabilità. Ora la ragione alle teorie, alle dottrine, alle scuole,
luse una fiera protesta, contro l’alleanza con Napoleone III — senza la quale la liberazione non sarebbe stata possibile — e quella protesta portava 152 firme, fra le quali quelle di Giuseppe Mazzini, di Aurelio Saffi, di Francesco Crispi,di Enrico Guastalla,diRosalino Pilo, di Alberto Mario!... Poche set-
Pilo —
socialisti che, nella difesa
e dalla propaganda «col proletariato e per il proletariato », non possono essere tuttavia così fuori della realtà da non sentire la pre: sione dell'imponente ondata n zionale, che travolge tutte le criti-
coloro
di quei firma-
valutato,
L'ora di de-
non hanno mai saputo ire campo della loro «lotta di classe»
del
timane dopo, alcuni
mesi.
della esclusiva visione neutralis
crisi per
la mattina
nove
severa e di generosa concordia!
e
il trionfo dell’idealità nazionale, l’Italia ha avute profonde divisioni, talora quasi insanabili, dei suoi pensatori, dei suoi dirigenti, dei
suoi partiti.
sul modo
tutto
domani — mentre questo Corriere si stampa — al Parlamento: questa deve essere ora di disciplina
della più sicura speranza per le aspirazioni nazionali e per la ripacificazione europea. In tutte le sue grandi
detto,
cidersi è venuta; i poteri responsabili hanno deciso e lo diranno
rato, così da poter dire con sicurezza all'Italia che la guerra è la del
tutto
in questi
porta alla guerra ;è certo che tutto dev'essere stato valutato, ponde-
via
problemi,
di dare la loro migliore soluzione
Un'istantanea inedita del ministro degli esteri barone Sidney Sonnino.
la gran via della
liberazione italiana !... E le dissensioni, le di-
visioni profonde e spietate ricominciarono nel-
l'estate del 1860, quando Garibaldi, vittorioso in Sicilia, trionfatore a Napoli, voleva ad ogni
modo più duro, anche negli interessi materiali. Imibile, perciò, ogni soluzione conciliativa della . O con la Germania e con l’Austria o con la
umadella
pace!
Tutti in quest'ora debbono sagri-
ficare qualche cosa; tutti debbono far tacere le pretese dei partiti e delle scuole perchè il cimento a cui l'Italia
si accinge non è agevole, non è facile a peratsi;
è un
cimento
che —
come
su-
dicev
costo rovesciarsi contro i francesi, che tenevano Roma per il Papa, e contro gli austriaci ancora padroni di Venezia; e violente furono le passioni e le ire contro il Gran Re e con-
tro Cavour perchè accorsero a tagliare, a Castelfidardo, a Perugia, al Volturno, la strada a Garibaldi!.., E dissensioni profonde nel 1862 per le nuove impazienze garibaldine, così?*duramente
provate e fallite ad Aspromonte. E dissensioni
ancora più crudeli, nel 1867, quando si arrivò a Mentana; e dissensioni e contrasti, paragonabili, quasi, a quelli di oggidì, nel 1870, all'aprirsi della gran guerra franco-tedesca — fra coloro che volevano l'intervento per la Francia e coloro che non lo volevano. E venne
sempre, dopo quei dissensi, dopo quelle dispute, dopo quelle lotte, la concordia nazio-
nale — quella concordia che non poteva, che non può mancare anche ora, poichè — come
ha detto il deputato Leonida Bissolati — funziona « quel sentimento della dignità e della fierezza nazionale, che accetta la necessità della guerra come un male inevitabile da affrontare serenamente e civilmente ». «La nazione — ha detto ancora esattamente il Bissolati — a chiari segni ha fatto intendere di voler congiunte a sè le popolazioni italiane viventi sotto l’Austria,
ma
ha
fatto intendere
o più
farà
intendere che essa non vuol raggiungere questo fine
schierandosi
con la Germania
e con l’Austria con-
tro la Francia e l'Inghilterra; non vuol raggiungere questo fine col ricatto verso gli uni, con l'inganno verso gli altri, ricatto e ‘inganno che, a parte
l'indelebile
nome
macchia
di cui
sarebbe
d'Italia, si sconterebbero
deturpato
il
Il nuovo ambasciatore di Russia, signor De Giers, saluta la folla plaudente alla stazione di Roma.
presto o tardi nel
QUESTA
SETTIMANA
ESCONO:
L'AUSTRIA e L'ITALIA
IDARDANELLI:
Note ed appunti di un giornalista italianoîa Vienna. (Franco CABURI). Lire 1,50. Lire 1,50.
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Napoli. — Il Consolato d'Au-
Milano. — Al Parco durante i discorsi (fot. Strazza).
un deputato socialista neutralista, il Merloni — «la piazza » ha realmente voluto ed imposto anche ad alte volontà, che altro, forse, non
aspettavano,
che
il grido, che
—
gra-
stria protetto
famo noi stessi alla Patria, celebriamo il sacrificio volontario, prendiamo il presagio e l'augurio ». In quest'ora
solenne,
non
si può,
non si
dalla
truppa.
dopo avere avuto il coraggio di lungamente discutere, di contrastare, di dissentire, non sentisse
il dovere,
in
situazione
così
vitale,
zie all’inabil i Gio ed all’abilità dei suoi avversari — «la piazza» ha mandato!... Ma quante volte, pur troppo, in questi ultimi dieci anni, «la piazza » non è stata spinta a volere ben altre cose e di gran lunga più ingrate, più dure, più intollerabili e moralmente perniciose, che una guerra, la quale non è in contrasto nè con le necessità della nostra razza, nè coi sentimenti del popolo italiano, nè con le tradizioni più
belle, rivo-
luzionarie e militari, della bandiera che vinse a Goito ed a Morazzone, a Varese e a San a Calatafimi ed al Volturno, e fu contro ogni offesa, anche nelle ore più difficili e dolorose, a Santa Lucia, a Novara, a Custoza, a Mentana — una guerra, in fine, che pesando sulla bilancia internazionale, potrà anche valere a beneficio di tutti come imposizione di pace?!... leri l’altro, nella Gran Roma, sul Campidoglio, il Poeta che è stato l’anima di questa sollevazione ha gridato: « Qui, dove la plebe tenne i suoi concilii, nell’area
dove ogni ampliamento dell'Impero ebbe la sua consacrazione ufficiale, dove i consoli procedevano alla leva e al giuramento militare; qui, dondei magistrati partirono a capitanare gli eserciti, a dominare le province; qui, dove Germanico elevò
Roma. — I resti della barricata in via Viminale presso l'abitazione di Giolitti (fot. Ustina).
presso il tempio della Fede i trofei della sua vittoria sui germani, dove Ottaviano trionfante con-
deve augurare che così. Chi si ostinasse a sutare il dissenso, il contrasto — al di là del
raneo a Roma; da questa meta d'ogni trionfo; of-
sabilità di un'iniziativa, oramai collettiva ;chi,
fermò la sommessione
di tutto il bacino mediter-
diritto di precisare
e distinguere le respon-
di tacere, di raccogliersi, di disciplinarsi, mostrerebbe di avere dell’Italia, di questa nostra cara Patria, della ragion d’essere del nostro
popolo in Europa, nel mondo, un concetto
ben meschino — fino quasi a preferire che l’Italia sia ridotta un misero, disgraziato Portogallo, dove nemmieno la Repubblica— quella Repubblica
che, in certe ore di esasperazione
viene additata come
universale panacèa alle
folle impreparate — è la vera salute. In fatto
la Repubblica, travagliata dalle discordie, oggi ci mostra in Portogallo presidenti e ministri slanciarsi gli uni contro gli altri, assalirsi, assassinarsi, ed i marinai ed i soldati spararsi addosso a vicenda, mentre si eclissano la libertà e la Patria, gettando su un lembo ancora di Europa la macchia di una sciagurata guerra civile, che nell’età dei maggiori progressi pareva già un’onta intollerabile per un paese ben disgraziato d’oltre
Oceano — per il Messico! Dopo mezzo
secolo di unità
dopo mezzo
secolo di evoluzione e di elevazione progressiva riconosciuta da tutti noi e dal mondo intero, nessun italiano può nemmeno sognare nulla di simile per l’Italia. Se l'ora dell'Austria è suonata, l’Italia non
può mancare
all'appello di quell’ora!... Oggi
si fa della storia, e non si può farla che con la
disciplinata concordia.
di dispute
l'appello
Dopo sette mesi dell'ora è suonato. Non
si può rispondere che con un grido: « Viva l’Italia !...» 19 maggi Spectator. Il Consolato d'Austria in via Revere a Milano, guardato dalla truppa (fot. Comerio).
L'ILLUSTRAZIONE
LE
GIORNATE
ITALIANA
PATRIOTTICHE
De Ambris.
Manifesti e caricature sulle colonne della Galleria.
Stendardi
caricaturali (iot.
N
DI
MILANO.
Corridoni.
Mussolini.
Il Pulvinare dell’Arena durante il comizio,
L'ILLUSTRAZIONE
DIMOSTRAZIONI
ITALIANA
PATRIOTTICHE
IN
ITALIA.
(Argus).
Milano. — Il corteo in via Dante.
(Pot. Strazza).
L'ILLUSTRAZIONE
L'ARRIVO
DI
GABRIELE
ITALIANA
D'ANNUNZIO
A
ROMA.
auyprygyprta
7a #
FU TREVES
Centomila
romani, alla stazione di Termini,
acclamano
il Poeta, la sera del 14 maggio.
(Disegno di A. Molinari),
LE
Una corona
al monumento
GRANDIOSE
di Garibaldi
(13 maggio),
DIMOSTRAZIO
MILANO. L,
ILLILI FROCOLAT- MEMIER
K
dii
3
a
TAI
ma
ni
RO
Gli oratori di tutti i partiti arringano il popolo dal monumento
delle cinque giornate.
SCENE
DUENTUSIA
SITO
Nel bomeriggio del 16 maggio, propagatasi la notizia che il Re aveva respinte te dimissioni del Ministero Si landi
BRR
RTO TERE
COTAZZRO
MIA: ,
3 ] J
3
J
s J ; I J J
®
tutta la città mosse verso il Quirinaie, improvvisando un'indimenticabile dimostrazione d’entusiasmo patriottico
FelurReveS
424
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Il grande comizio interventista in Piazza del Popolo. — Gli oratori parlano dalla prima rampa del Pincio.
ED
GRANDI:
Roma,
Doman
raviglia:
18 maggio.
iamoci ancora con la più lieta meera dunque possibile fare in Italia
della poesia patri
senza retorica, senza
che il tribuno apparisse un ciarlatano, lo serit-
Vi
GORNATE sono
città
stupende veramente
è interamente pa
scomparso, dove le primavere n i volti fasciati.
Ora
nes-
sun angolo, nè il più antico, nè il più re-
tore un secentista gonfio d'iperboli, l’uomo moto di Roma ha mai codesta apparenza di irrimediabile morte. La Città imperatoria si politico un misuratore astuto di pensieri e di rinnova, si rinfresca di continuo. Tutti venti Potevano dunque echeggiare ancdra i loro soffii. Tutte le
canti della patria senza che le voci idessero false e le bandiere fossero sollevate dalle labili forze della vanità e dell’ambizione? Potevamo noi tutti in quest'Italia che s'avviava
a diventare il paese delle acutezz
civiltà l'ac C
opere umane e tutt'î pens
ville. Tutte le i ingrandiscono
e
e degli accorgimenti sottili, tuffarci in un'atmosfera eroica e sollevare tutti noi stessi: la statura e l’anima, il petto e i pensieri verso sì:
tutto questo è
i loro ritmi al contatto delle antiche \mura, al ricordo immediato delle trascorse potenze di Roma.
E nessuno spéttacolo è più
primavera
romana, quando
mirabile della il sole di maggio
ammanta gli archi di porpora, intesse corone d’oro sui palagi, consparge di milioni di rose
le grandis ime ville: Pare che l'immensa luce
si compiaccia di versare con più gioia le sue onde sulla città divina perchè veramente nulla di più solenne si vide mai sulla terra, nulla di più grande vide il Sole nel suo cammino. *
Ma in questo maggio, Roma ha aggiunto una nota alla sua bellezza. È vissuta di passione:
i cieli del sogno, verso le regioni astratte delle pure virtà? Ebbene,
RONvA:
DÌ morte,
veramente pietrificate, dove il senso della vita
(Fot. Menasci.)
ha teniuto per sè e per la patria; ha
unto un istante il volto feroce della rivoluzione; s'è placata, poscia, in una fiamma
bile:
i amore e
il prodi; è avvenuto. L'Italia, in quest'ultima settimana, ha dettato le strofe della sua
di fede, preparandosi alla prova
più alta poesia civile, e Roma è riapparsa
suprema. Chi disse che lo spirito romano foggi più nella forza che nella grazia, più alle armi che alla poesia? Bisogna che Ga-
versi fra le città italiane in questa
gioia più fiera quale meraviglioso consentimento egli abbia trovato alla sua poesia. Fu essa di buona tempra e sincera. La pietra di
degna di tutte le sue figurazioni immortali Non vi sono misure, non vi sono livelli dibellezza patriottica;
ma
bisogna
briele d'Annunzio
gara di
che l’esem-
pio di Roma si proclami in tutto il suo si golar significato perchè da essa mosse la ri-
# Voiconoscete la bellezza di Roma nel mag-
Calatafimi,
delle sue piaz-
d’un tratto sobbalzino parole.
e dicano
meravigliose
rivide il Dittatore
sublime, la gio-
vinezza epica di Mameli mentr'ei scriveva a
gio. È prodigiosa e indescrivibile, sempre
nuova ed eterna, armoniosa e infinita. Tutta la sua storia e tutta la sua gloria si confondono in un'unica vita che è di oggi ed è secolare, contiene, tutto il passato e vibra di Sulla vastità
la sua
del tono. Il popolo romano l’udì accesa, rivide tra le parole alate tutt'i fantasmi dell’epopea, tutt'i martiri d'Italia, da Belfiore a Villa Glori, da Milano a
tutte le genti.
tutto il presente.
con
Quarto l'aveva irrobustita, la porpora garibaldina le avevatrasfuso il suo fuoco, la santità della causa le aveva dato la giustezza e
volta con l'attentato che minacciò di prostrare l’Italia per sempre e di additarla al concorde disprezzo di tutto‘il mondo e di
ze, sulle basi dei suoi monumenti, sulle acque e sul canto delle sue fontane si direbbe che i simulacri degli antichi iddii degli eroi e delle ninfe sien pieni d'una vita immortale e che
dica, proclami
|
oi
;uf asi Dolpit 0a
sua madre: «non addolorarti ;sto meglio ». e moriva; riudì, infine, tutte le vecchie melodie sante, intrise di sangue, intrise di vittoria, armonizzate di singhiozzi e di grid: di spasimi e d'inni, di sospiri e di ruggiti. E
ruggì anch'esso, il popolo di Roma, rug
per cinque giorni, nelle piazze e nei teatri nelle scuole e nei tribunali; nei pressi di Villa Malta dove l'ambasciatore imperiale aveva persuasi al tradimento un manipolo di sciagurati, e sotto le mura del Quirinale
L'ILLUSTRAZIONE
LE
GRANDI
DIMOSTRAZIONI
L'adunata in
ITALIANA
PATRIOTTICHE
Piazza di Spagna,
A
ROMA.
(Fot. Menasci),
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA Roma
è protesa ad
ascoltare
ribile e magnifico. Nessun
l’annunzio
ter-
maggio, se non
quelli delle antiche primavere arvaliche, fu mai tanto ardente e tanto sacro come questo
che ora sì spazia e s'incurva su Roma. E già dalla
banda
più
fausta
del cielo,
si scorge
l'ombra delle grandi aquile. In quanto arco di sole saranno in vista dell’amarissimo mare, della città fedele che attende?
*
Dopo le immense dimostrazioni di questi giorni, la vita di Roma si è placata, ma è una calma apparente. Tut piriti fremono nell'attesa e le domande si susseguono dovunque febbrilmente. Si presenterà dunque il Governo col « fatto compiuto »? Avranno coraggio i giolittiani di apparire alla grande mblea? Ed è vero che i socialisti uffi quelli che sono apparsi e si sono d chiarati i più ossequenti alla tattica di Billow organizzeranno delle dimostrazioni anti-guerresche? Ma dunque nessuna favilla d'amor patrio è penetrata ancora nel duro cuore di questa gente? Ed è vero che sarà proclamata la mobilitazione prima che spunti l'alba di domani? Non è questo il mezzo più energico, più solenne per troncare ogni stolida oppoione? Ed è esatto che taluno d
È che gli ambasciatori di Germania e d'Austria partiranno notturnamente? È vero che il Re, non appena dichiarata la guerra, lontanerà da Roma per seguire più da ino le operazioni bellich: l'è chi lo vide infiamC'è
mato d'un ardore magnifico.
Egli è chiuso e taciturno com'è suo
costu-
me, ma qualche sua espressione insolita, qualche suo
nuovo
atteggiamento
bastano a rive
presente
vigilia.
Dicesi che
abbia avuto dei
lare il suo entusiasmo. EilDuca degli Ab Questa maschia e nobile figura di principe e di soldato ha avuto una parte mirabile nella
colloqui col Re, pieni di fede e. pieni. di fer
mezza. Egli è anelante di condurre le grandi navi
alla
battaglia, di vendicare
il lutto di
Lissa. Egli freme come un giovane leopardo, pronto a lanciarsi sulla preda. E come e dove avverrà il primo scontro: al confine terrestre o sul mare? Beati, beati coloro che si batteranno i primi, che primi di tutti potranno gridare il nome
d’Italia davanti
al nemico.
Beati tutti quelli che non saranno stati vi
e quelli che manderanno i primi messaggi di gloria alla madre che attende, al popolo che spera, ai padri vecchi, ai grandi super-
stiti delle antiche battagli: E così, fra un tumulto di domande,
d’in-
duzioni, di speranze, di voti il popolo di Ro-
ma, tutti cittadini dell’ Urbe, i venuti dalle provincie riempiono i caffè, s'affollano sulle
piazze, discutono in tutte le aule, assaltano le redazioni dei giornali.
L'ingresso a Montecitorio dopo l’assalto della folla (tot. Ferri).
dove il senno del Re maturava la risoluzione invocata, E visse di poesia, s'inebriò di poesia, innalzandola contro i calcoli vili, contro le frodi nascoste, contro le innominate paure. E dette alle sue parole, ai suoi gesti, ai suoi atteggiamenti un contenuto gagliardo, un significato preciso, una rivelazione superba di odio irresistibile, cercando la guerra, invocando la vendetta, chiedendo la liberazione delle terre e dei fratelli d’oltr'Alpe e d’oltremare.
Io temo
della
bocca
che
nessuna
potenza
di pa-
rola potrà rendere mai con efficace valore le magnifiche dimostrazioni di Roma. Certe ore vanno tracciate col fuoco, certi spettacoli giova rilevarli nel metallo, Soltanto nell’oro imperiale si può segnare il volto di alcune romane che con le chiome robuste e ferme, con le forti ciglia corrugate, con l’arco fremente
davano
l’imagine
di
Minerva guerriera. Queste donne gettavano rose, grandi manciate di rose a chi rammentasse gridando il martirio di Trieste, a chi urlasse contro i traditori d’Italia, con un impeto ferino, con una voluttà di sofferenza
eroica come chi scagli brandelli della propria carne, le gocce più ardenti del proprio sangue. Negli anni passati, queste rose di
maggio, questi garofani vermigli che piovono d’ogni parte, ad ogni strofa cantata,
tuono di voci, questi fiori che sono e l'odore di Roma, erano
riserbati
ad ogni
l’ardore
agli stra-
nieri indolenti e opulenti, alle donne della mondanità e del lusso. Quest'anno, invece, sono minacciosi, sembrano proiettili ostili. Le mani violente che li gettano paiono rivolte verso fronti nemiche. Îeri, in quel divino pomeriggio di viole e di oro, su quella miracolosa scalea della Trinità dei Monti che sembra condurre all’altare stesso di Dio, tutt'i fiori raccolti ad aiuole dai fiorai furono dati ai giovani, alle donne perchè li donassero alle bandiere che sopraggiungevano condotte sui flutti ineguali della folla canora e gioiosa perchè col ritorno al governo dell'on. Salandra essa stimava certa e immediata la guerra. Alcuni soldati passarono; ne furono coperti, avvolti come da un nembo odoroso. E alcune donne dissero, come in un voto: « Le ferite che aprirete siano più grandi di queste rose». E quelli, gli ancor quasi adolescenti, giurarono. Mescolanza, dunque, di gentilezza e di furore,
di poesia e di ferocia. Sono
i segni in-
fallibili della sincerità e della fede di un popolo; sono gli indizî certi del suo desiderio profondo. Roma prepara così la sua vigilia, attende così la sua grande ora. Essa è la condottiera e la sorella di tutte le città d'Italia e ha sentito che il suo sentimento è condiviso da tutte e che quest'accensione spirituale è la prova suprema dell’unità della patria. Il Parlamento si riapre. Tutta l’anima di
Stamane in uno dei caffè centrali è appars
Attilio Hortis, l'ex, deputato di Trieste, colui che ha combattuto le più belle battaglie per i suoi’ fratelli irredenti. È straordina: la commozione che ora suscita il nome di Trie-
ste inRoma. Pare che tutte le antiche piaghe si riaprano, che tutto l'antico odio contro
l’oppressore riarda. È una commozione che non genera lamenti, ma piùttosto gridi di furore. E così si attende, e così trascorrono queste ore romane che sembrano eterne.
È tutte le grandi immagini che gli oratori e i poeti rievocano sul Colle Capitolino e sul uirinale, presso le basiliche e presso gli archi sono immagini balzanti, non sono più rievocazioni letterarie, ma espressioni di vita, e in ciascun volto di soldato, di giovane uf-
ficiale tutti gli occhi s'appuntano per vedere
se a loro, fra ciglia e ciglia, non ribaleni il sorriso eroico di Mameli. Quando queste pa-
role saranno pubblicate, il grande evento, forse, si sarà compiuto,
il comando Avanti!
sarà
già stato dato
superbo, il comando agognato:
E Roma
avrà fatta degnamente,
lennemente la sua grande vigilia. E
so-
re MoscHÙino.
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L'ILLUSTRAZIONE
427
ITALIANA
ESSI
L'arrivo di prigionieri tedeschi a Pietrogrado.
LA
GRANDE
avevano progredito ad Ablain Saint-Nazare ed a Nouville; e il 13 a sud-ovest di Souchez; progressi
GUERRA.
accentuatisi su tutta la linea il 14 ed il 15. Il 16 poi
Sul fronte franco-belga.
il primo esercito inglese era riuscito a rompere
fronte tedesca per $ chilometri fra
Che cosa resti ancora di Ypres, nessuno saprebbe dirlo, essendo ivi gli attacchi e i controattacchi incessanti, ed essendo Ypres niente altro, oramai, che rovine, rovine, rovine. Però il 17 i tedeschi hanno ammesso essersi ritirati dal canale di
la
Richebourg
dal canto loro erano arrivati il 15 col loro X corpo davanti a Przemysl. Un calcolo russo dice che dalla
Vistola aiCarpazi gli austro-tedeschi devono avere
portati i quattro quinti delle loro forze, e in questi
ultimi dieci
giorni devono avere perduti non meno
e Festubert (a nord di La Bassée). La mattina del10,
di centomila uomini.
verso le 6, Dunkerque fu di nuovo bombardata da tre granate che non fecero nessun danno; e fu bombardato .con 11 granate Berzues dove furonvi
Inoltre sul Dniester, dal 9 maggio, per cinque giorni, su un fronte di oltre 150 chilometri, gli au-
12 morti e 11 feriti.
striaci sono stati battuti e costretti Pruth, lasciando 20 000 prigionieri.
un susseguirsi accanito di reciproci successi ed insuccessi, con gravi perdite da ambo le parti. I francesì, il 10, segnalavano notevoli vantaggi al nord di
Fra austro-tedeschi e russi.
Nei Dardanelli. La “Goliath,, affondata.
10 cannoni, ma a Loos avevano dovuto cedere terreno l'11. Avevano però progredito nei boschi ad est
hanno preso il saliente Jaroslau sulla sinistra del San. Sul corso inferiore di questo fiume hanno prese le città di Rudnik e Lesajirk. Gli austriaci
Ypres.
Del
resto, su
Arras, dove avevano
tutto il fronte franco-belga
è
fatti 3000 prigionieri e presi
di Carency, facendo qui altri 1050 prigionieri. Il 12
L'avanzata tedesco-austriaca tra la Vistola ed i continua ostinatamente, tanto che il 14
Carpazi,
La negligenza, cre motti usano riguardo ai loro denti, è semplicemente incredibile. Nella loro trascuratezza lasciano deperire una delle più belle e più utili parti del loro corpo. Si potrebbe ancora comprendere una simile leggerezza se la cura dei denti richiedesse una grande fatica. Invece l'igiene
della
bocca
è assai
semplice e comoda:
non occorre altro che avvezzarsi ai lavaggi quotidiani col dentifricio antisettico Odol.
La sensazione
subito i lavaggi all’ Odol, procura
un
rinfrescante, che segue
tale benessere
che già
per questo si dovrebbe ricorrervi sempre. Consigliamo perciò insistentemente, con vera
coscienza, a tutti coloro
che vo-
gliono mantenersi sani i denti e puro l’alito, di avvezzarsi ad una
diligente cura della
bocca
coll’ Odol.
L’ Odol
è l unico
dentifricio che, secondo il giudizio dei più eminenti stomato-
loghi, corrisponde alle esigenze della odierna stomatologia, nel modo più perfetto e completo.
A tutto
il 15 le operazioni
a ripassare
franco-britanne
il
nei
Dardanelli avevano, sebbene lentamente, progredito. La penisola di Gallipoli era stata dagli alleati
occupata
sino a metà, malgrado
la ostinata
resi-
stenza dei turchi. Il 13 maggio, alla Camera dei Co-
L'ILLUSTRAZIONE
{ 11 capitano Turner, comandante
} Carlo
Frohman,
‘+ Alfredo
celebre impresario teatrale,
del « Lusitania ».
Cospic
ITALIANA
CHE
PERSONALITÀ
muni, il primo lord dell’ammiragliato, Winston Churchill, diede questo spiacevole annunzio: « Sono dolente di dover parteci ricevuto, dall’ammir la notizia che la cor s rata da un cacciatorpediniere la scorsa notte, men_—___._.___.__-_-_—.-.+.-.-=&
PERIRONO
Vanderbilt,
il miliardario.
BORDO
A
«LUSITANIA»
DEL
tre proteggeva il fianco delle trincee all'interno degli Stretti. que uffi e 160 uomini sono stati
riconoscenza del Paese. Sono felice di indirizzarvene l’espressione. Firmato: A. MuceraND.
la perdita
Due
vati, ciò che significa che abbiamo a deplorare di 500 vite umane ». Winston
Churchill
annunciò pure che il sottomarino «14» entrato nel Mar di Marmara, affondò due cannoniere e un tras-
porto turco.
La Goliath
era una nave di 13 150 tonnellate, en-
trata in squadra nel 1900. Filava 18 nodi ed era armata di 4 cannoni da 305 mm., 12 da 152, 10 da 76, 6 da 47, 2 mitragliatrici e 4 tubi lanciasiluri. Apparteneva alla stessa classe dell'Ocear affondata il 18 marzo anch'essa nei Dardanelli. I turchi hanno detto che il cacciatorpediniere siluratore della Goliath fu il Muavenet-i-Millet. Piccolo
scontro
navale anglo-tedesco.
Zeppelin su città ingle:
Prima delle 3 della mattina
10 maggio, due Zep-
pelin sono apparsi su Southend, Westcliff e Leigh, tre città
Tamigi.
costiere
sulla
incendiarie di cui 50 su
vennero
sponda.
settentrionale
incendiate
ed
Southend.
alcune
Parècchie case
altre
danneggiate.
Una bomba
sfondò il tetto di una casa
una
signora, ferì
vecchia
gravemente
ufficiale dell'Esercito della Salvezza.
ed suo
Una
uccise marito,
casa
che
Dopo la loro visita, le aereonavi fuggirono verso
due torpediniere tede-
taccarono il 1.° corrente le navi da guerra
inglesi
Barbados,
Columbia,
Miura
e Chirsit e
dopo un quarto d'ora di combattimento si dettero
Tuapaconea UFFIEIALE gELAtcno pira
alla fuga. Il Co/umbia, però, venne affondato ed
ebbe 16 morti tra ufficiali e marinai. Un solo marinaio venne salvato. Ma anche le torpedini ti
desche, inseguite, furono affondate. Le navi erano
piccole
inglesi
imbarcazioni ausiliarie, comandate da
sottotenenti e tenenti di
ris
vvisi. miti hanno
mandata
alla Ger
una severa nota, con la quale le chieggono a lute g: ie per la navigazione dei neutri e dei passeggeri la Germani:
ponda,
un
tele-
avviso
come
ington dice che quell'Amra che cesserà di pubvvertimenti ai passeggeri delle navi belli-
nti considerando sufficiente!!.
il precedente
L'unico italiano scam-
Un regalo semplice = maîgradito! > Esigete la nostra marca e non lasciatevi persuadere da sostituzioni di marca. Pennini Oto, corrispondenti ad ogni scrittura,
pato del “ Lusitania,,. L'unico italiano scampato al terribile dis Lusitania è il dottor ing. Silvio De Vesco
gnere minerario al Cile, tornava dopo pi anno, richiamato,
come
medico, nell'esercito. Sor-
preso dal fulmineo naufragio, conservò intera la
calma abituale, e tenendosi
Cataloghi dal solo Concessionario per l'Italia:
Gav. Garlò DRISALDI MILANO - Via Bossi, 4.
tono
non er: possibile più fare alcun salvataggio, si gettò prima che il vapore 5’ inabissasse, e dopo
aver molto nuotato, riuscì ad aggrappars
me
ad altri naufraghi, ad una barca capovolta. Dopo due ore, da un vapore fu tratto a riva.
Le felicitazioni randa
di Mille-
Joffre e alle truppe.
Il ministro francese della
Tipi semplici o di lusso, da Lire 15.— a Lire 300,
in disparte, dopo che
generale Joffre, comandante
Guerra
ha diretto al
in capo, il seguente
telegramma, in data del 13: «Mio caro generale, io non voglio attendere la fine delle operazioni impegnate il 9 maggio dalle nostre truppe nella regione di Arras per inviarvi, pregandovi
di trasmetterle
tuose felicitazioni. nostra
alle truppe, le più affet-
Il risultato
azione dimostra
zione e il valore
già ottenuto
l'eccellenza della
della concezione.
La
dalla
prepara-
superiorità
che abbiamo acquistata sull'avversario che non in-
dietreggia dinanzi ad alcun delitto è un nuovo fortunato presagio della sua perdita. Avete una volta di più voi e l'esercito meritata
l'ammirazione
e la
in-
cendiata ospitava parecchi profu, belgi. Fortunatamente tutti riuscirono a salvarsi incolumi
Soltanto il 13 maggio un telegramma ufficiale da
Londra, ha annunziato
del
I dirigibili hanno lasciato cadere 80 bombe
sslema nervoso NEVRASTENIA-ISTERIA-IPOCONDRIA Sociclà per lOmdinewroticoDefiovarmiBologna
L'ILLUSTRAZIONE il mare in direzione di nord-est. I tedeschi
giusti-
ficano questo inutile raid affermando che Southend è località fortificata. Bombe da un aereoplano tede-
sc0 su St.-Denis presso Parigi.
Un aereoplano tedesco ha tentato di spingersi la
ITALIANA
questa data o a quella; il tale e il tal altro Cava-
liere
sono
stati
ammessi.
Degli otto cavalieri ora
espulsi si noterà semplicemente nel vecchio libro, che per desiderio del capo dell'Ordine le loro bandiere sono state rimosse dalla cappella.
mattina dell’11 su Parigi a grandissima altezza. Non
Nell’età tudoriana c'è traccia della degradazione di un cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera, e
potè varcare la cinta dei bastioni e lasciò cadere cinque bombe sulla industre città suburbana di San
disonorato
ionigi
a pochi chilometri a nord di Parigi. L'ap-
precisamente di un duca di Buckingham che aveva il proprio
nome.
La storia, da allora,
429
QUADERNI
DELLA
cstî Quaderni non sono di propaganda nè di polealcuni sono volumetti istruttivi su particolari tec= ella guerra, altri sono documenti d'osservazioni prese la conflagrazione europea e fra tutti i popoli. Libri interessanti per l'attualità, saranno importanti per la storia, che uscirà viva da questi frammenti.
sui più varj puni
non registra più un simile caso,
VOLUMI
tedesco era truccato da francese, oppure,
GUERRA
PUBBLICATI.
. Gli Stati belligeranti re//2 /oro
vita economica,
secondo altre voci, sì trattava di un apparecchio
NOTERELLE LETTERARIE.
San Dionigi la prima esplosione fu udita alle ore 7.30,
D'Ancona, il compianto maestro, lasciò un bel
2. La Guerra, conferenza tenuta a Milano il 5 feb-
ricordo dell’antico affetto italiano per la Polonia in un libro, che fu la nobile fatica ultima sua, Scipione Piattoli e la Polonia, or ora uscito con
» . La presa di Leopoli (Lemberg)e/a guerra austro-
Morane catturato
tempo addietro dai
tedeschi. A
le altre quattro seguirono a bre mo intervallo. Una bomba cadde nella rue de Paris su di una casa di fronte al mercato. La seconda cadde su di una casa a due piani, sfondò il tetto e sì fermò sul pia-
nerottolo ferendo leggermente un bambino di 9 anni. ‘a terza cadde davanti a una tettoia piena di paglia a un metro da una vettura, cui erano attaccati due cavalli uno dei quali fu ucciso sul colpo,
l'altro ferito. Le schegge del proiettile ferirono
pure sei soldati che si trovavano in quel momento nel cortile. La quarta cadde sulle fortificazioni vi-
Un italiano
per la Polonia.
—
Alessandro
un'appendice di documenti (Firenze, Barbera). Il Pi toli era un abate, sul genere di quelli che nel
Lal Sui campi
colo XVIII
tenevano molto
fu segretario e
discendeva (il D'Ancona
posto nelle
Corti: av-
intimo del debole e sven-
non lo dice, ma ricordia-
tri 1.50 di diametro e 60 centimetri
di profondità.
Telegrammi
dall'Olanda
riferiscono
che
lunedì
ore 20 tra Gand e Bruxelles da una squadriglia di
27 aeroplani alleati. Il dirigibile si difese con le
mitragliatrici e tentò sollevarsi più in alto, ma in meno di un quarto d'ora gli aviatori che g vano intorno lo avevano colpito nelle pa tali e il dirigibile cadde tra violente esplosioni. Anche due aeroplani
sarebbero
stati
gettati
a terra dal
fuoco delle mitragliatrici nemiche. Centinaia di contadini che assistettero alla battaglia aerea portarono
nia
e
altri
d’Austria e Germa:
principi
tedeschi
r:
diati dall'ordine della Giarrettiera. Lo scoppio del risentimento
popolare
figlio del
principe
Stanislao
III,
ministro plenipotenziario nel 1849 di Toscana a Lon: successo
un Don Desiderio e Piero de' Medici e per il quale scrisse qualche libretto il poeta veneziano Giovanni
Peruzzini. Ha ragione il D'Ancona di deplo:
dimenticanza in cui fu lasciato il Piattoli. Po:
aggiungere alle sue lamentele che nemmeno il dotto Zaydeler, nella sua Storia della Polonia, così ricca
i particolari e di ritratti preziosi, lo nomina, Il
gigantesco Piattoli (aveva infatti statura colossale) era nato nel 1749 a Firenze da un pittore. Insegnò
a Modena e, irrequieto, esulò in Polonia.
Nulla si faceva in Polonia senza la cooperazione di lui, che teneva «ambo le chiavi del cuor» di Stanislao; perciò sostenne inevitabili lotte d’invi-
diosi anche regali. Fu accusato persino, come giacobino, dal Vaticano. Il vero è che, liberale convinto, sostenne le ragioni dei conculcati contadini ed
via i rottami del dirigibile come ricordo.
Gli imperatori
nel 1873, ch'era
di dodici opere, fra le quali ebbero miglior
scorso 17 maggio uno Zeppelin, tornando a Bruxelles dopo un viaggio verso l'ovest, fu attaccato alle
britannico
israeliti. Anelò ‘all'indipendenza della povera Polonia sbranata. Fu un precursore, adunque, dei tanti generosi, anche italiani; che specialmente nel 1863,
te-
offersero per la causa della sventurata, illustre nazione, tutto, tutto, compresa la vita, come il Nullo. Sulla prigionia politica del Piattoli e Îi zione di lui operata da una dama belli;
secondo le leggi di tale Ordine, essi avevano il di-
Medem, leggiamo nel libro pagine che mancano
contro le atrocità sanzionate dal Governo tedesco,
ha determinato
re Giorgio a far radiare l' Impera-
tore Francesco Giuseppe, Guglielmo II, il Kron-
prinz, il Re del Wirtemberg e altri principi
capitano di
venturiero, politicante, di talento liberale e non
dra, e nel 1850 stabilitosi a Parigi dove dal ’55 fu intendente del teatro dell'Opéra, musi
Uno ‘ Zeppelin,, distrutto nel Belgio da 27 aeroplani degli alleati.
GATTI,
Stato Maggiore...
turato re Stanislao Augusto Poniatowski; dal quale
comune:
cino al ponte del Vert Galant e Ja quinta in un
Il lancio non durò più di un quarto d'ora.
braio 1915 da Angelo
russa în Galizia, di Arnaldo FRACCAROLI. Con 22 fotoipie e2 cartine . . . . . . 350 . Cracovia - antica Capitale della Polonia - di . RULCZYCKI. Per i monumenti di Cracovia,
molo noi) quel principe Giuseppe morto a Londra
campo di piselli, senza fare alcun danno. Tutte le bombe scoppiarono; alcune scavarono fosse di me-
finanziaria e militare, alla vigilia della guerra, di Gino PRINZIVALLI. . . . . Lo 110
Ugo OJETTI. Con 16 fototipe
Con
. . . 150
di Polonia,diConcetto PETTINATO.
prefazione
di Enrico
SIENKIEWICZ,
37 fototipie e una carta .
(ERICE
CO. In Albania. Sei mesi di regno - Da
Vallona - di A. Italo SULLIOTTI.
totipie fuori testo .
RATIO
Durazzo a
Con 19 fo-
Pre
AE
7. Reims e il suo martirio, tre lettere di Diego ANGELI.-25
incisioni.
.
.
.
|...
1
8. Trento e Trieste. L'irredentisno eil problema adriatic», di Gualtiero CASTELLINI. Conunacarta.
1 —
» . Al Parlamento Austriaco e al Popolo Italiano. Discorsi del dott. Cesare BATTISTI, deputato di Trento al Reichstag di Vienna + 250
10. La Francia in guerra. Lettere ANGELI.
parigine di Diego
11. L'anima del Belgio, di Paolo SAVI-LOPEZ. In appendice il testo completo
della
pastorale
del Cardinale MERCIER. Con 16 fototipie . . 1 50 12. Il mortaio da 420 e l'artiglieria terrestre, di Ettore BRAVETTA, capitano di vascello, Con 26 fototivie fuori testo . . . . . . . . 1 50 13. La marina nella guerra attuale, di Xtalo ZINGARELLI. Con 49 fototipie fuori testo . 1 50 14. Esercito, Marina e Aeronautica nel 1914, dei capitani G. TORTORA, TORALDO, e G. COSTANZI. Con 29 incisioni. . . . 1 — 15. Paesaggie spiriti di confine, diG.CAFRIN.
1 —
L'ITALIA ne/la sua vita economica di fronte alla guerra. Note statistiche raccolte e illustrate
da Gino PRINZIVALLI . . . . . . 250 17. Alcune manifestazioni del potere marittimo, di Ettore BRAVETTA, cap. di vascello . 1 —
deschi dall'ordine della Giarrettiera, mentre sin qui,
nimo virile, la duchessa Anna Carlotta Dorotea di
ritto di tenere i loro gonfaloni araldici appesi nella
del dovuto rilievo, ma interessanti. Il Piattoli ci lasciò
otto volumi d'un Diario che va dal 1804 al 1806, e al quale il D'Ancona attinse a larga mano. Morì
AMBROSINI. Con un’appendice sul Movimento dei Partiti Politici, a cura di F. Rosina. 1 50 19. I Dardanelli. L'Oriente e /a Guerra europea,
tradizionale, per tutti i membri del nobilissimo Or-
oscuramente nel 1809, presso Lébichau. Il D'Ancona lo disse un «avventuriero onorato ». I documenti
20. L'Austria e l'Italia. Note e appunti di un giorna-
storica cappella di Windsor, dove sacerdoti inglesi ogni mattina invocano nella preghiera giornaliera dine, le benedizioni del Cielo.
La procedura che dovrà essere seguìta per la
rimozione délle bandiere è ancora
incerta
ci sono solo pochi e remoti precedenti
perchè
negli
nali dell'Ordine, che, come si sa, fu istituito fin dalla metà del XIV secolo dal galante Enrico III
e non può ammettere più di 25 membri. Probabil-
mente si deciderà di non procedere con una cerimonia solenne: soltanto, il Maestro dei Cavalieri trasmetterà a Windsor l'ordine di rimuovere i gonfaloni. C'è a Windsor un libro, affidato al Decano,
nel quale, sopra una bellissima pergamena, è tenuta
nota
delle adunanze
dell'Ordine,
e come
a
in fondo
al libro, privo di colore, ricco di preciso
disegno, sono lettere del Piattoli al suo adorato re. Poichè parliamo della Polonia, ricordiamo lo
scritto di Enrico
Heine, che fu or ora esumato
in una bella traduzione e con una buona introduzione di V. Trettenero (ed. Treves, L. 1); e la pal. pitante narrazione di Concetto Pettinato <
campi di Polonia, con prefazione del celebre sc tore polacco E. Sienkiewicz (ed. Treves, L. 2,4%. È poi in corso di stampa la bellissima conferenza che il conte T. Gallarati
Mickiewicz.
Scotti
tenne su Adamo
Inni di guerra. — L'aria arde di guerra. Un collega, Rinaldo Caddeo, che ha studiato in un libro i moti liberali nelle terre irredente, ha rac-
Cacao
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MARCA
FAVORITA INTUTTO IL MONDO.
colto ora, in un libretto di 125 pagine, /nni di
guerra e Canti patriottici del popolo italiano (Mi-
lano, Casa
Editrice del Risorgimento). Libretto d'attualità
fremente. Già avevamo il libro / poeti della Patria di Raf Ilo Barbiera, pubblicato dal Bonhi a Firenze, e poi, ampliato, a Torino; avevamo il Canzoniere Nazionale del Gori, e anche un volume di canti del ’48, edito presso il libraio Fer-
rari a Venezia da un anonimo: ma questo del Caddeo contiene in appendice gli ultimi canti popolari e plebei irredenti; versi perversi, letterariamente parlando, ma echi fieri, acutissimi del supplizio dell’Oberdan e delle fremebonde aspirazioni
triestine e trentine. Fra le canzoni vecchie popolarissime, che si cantano ancora oggi, c'è l'« Addio, mia bella addio! », la più ripetuta di tutte quante:
scritta da Carlo Bosi fiorentino, e che fu cantata
nel ’48 tra le fucilate dagli eroi di Curtatone. Co-
minciava assai male: «lo vengo a dirti addio»;
ma il popolo, di miglior fusto, corresse: « Adilio, mia bella, addio! » Riccardo Wagner (nientemeno!) l'ammirava come tipo delle canzoni popolari mus cate. In una nuova edizione, l’egregio raccoglitore arricchirà la cara raccoltina. Metterà fra altre anche la canzone sì diffusa nel Veneto dopo la dolo-
rosa pace di Villafranca: « Su quel labbro su cui mezzo
spento —
Il tuo
bacio
si univa
col mio »,
parole del vicentino Jacopo Cabianca e music:
chi ce lo sa dire? Non abbiamo potuto saperlo, per quante
BiLancia PUBBLICA -
ArLEM.
ricerche abbiamo fatte.
Phosphatine Falidres,, fissi: DD
n
.
questo è-
zatissimo dai fanciulli, e sopratutto indispensabile al momento dello slattamento
e durante il periodo dello sviluppo.
di G. PIAZZA. Con 10 fototipie e una carta 2 — lista italiano aVienna (Franco CABURI).
1 50
21. L'aspetto finanziario della guerra, di Ugo AN-
CONA, deputato. . ... . . . . . . 150 In corso di stampa: La Turchia in guerra, di E. C. TEDESCHI. La guerra
vista
dagli
scrittori
inglesi,
di Aldo
SORANI. Con prefazione di Richard BAGOT. La marina italiana, di Italo ZINGARELLI. I sottomarini e i sommergibili, di Ettore BRAVETTA, capitano di vascello. Otto mesi di guerra in Germania, di Mario MARIANI.
BIBLIOTECA
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La Guerra osservata
GUERRA
senza. confini
e commentata
da Angelo
GATTI,
capi-
tano di Stato maggiore. — I PRIMI CINQUE MESI (agosto-dicembre 1914). Un vol. di 364 p. in-8 L. 5 —
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Un volume di 312 pag. in-8 5 -——
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Il Germanesimo - L'Imperatore ‘- La guerra e l'Italia, di G. A. BORGESE
del principe Bernardo DI BULOW. Traduzione
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volume di 412 pagine in-8. . . .'....
Un
51
IL MEDITERRANEO E IL SUO EQUILIBRIO, di Vico
Con prefazione di Giovanni BETTOLO strazioni, fuorì testo. In-8.
Se volete che i vostri figli siano sanie vigorosi, date loro la “
18. Un mese in Germania durante la guerra, di Luigi
LA NUOVA
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e 55 illu5
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RASSO.
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Dirigere commissioni e vaglia
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MO-
4 —
Treves, Milan
ILLUSTRAZIONE
(
RACCONTO DI
EmanuELE
Verso la metà di quel settembre mi trovavo a Pegli. L’Hòtel Mediterranée era semivuoto. V’era rimasto qualche forestiero appassionato per
i bagni di mare, qualche ammalato, qualche Pure le giornate passavano
mente dolci illuminate lini, lucidissimi. Una sera
in attesa
serena-
da tramonti cristal-
del
pranzo
stavo leg-
gendo nella sala di lettura quando mi giunsero improvvise le prime note del Notturno Op. 27 di Chopin. La musica veniva come da lontano attraverso un tocco delicato e sicuro ed era veramente
l’espressione dolorosa
d’un’anima, Spinto dalla curiosità guardai al di là della vetrata che divideva le due sale e vidi, contro la notte del mare, un fine profilo di donna che mi ricordò certe figure dolenti di Dante Gabriele Rossetti. Ella sentendosi guardata volse il capo dalla mia parte, mi fissò un attimo con una leggera ombra negli occhi, fece ancora due o tre accordi e s'alzò allontanandosi. L'incanto era rotto e per mia colpa. Appena seduto nel ristorante cercai con lo sguardo la nuova arrivata e a due tavolini dal mio vidi un signore e una signora che mangiavano silenziosamente, composti e pacati. Egli teneva un libro aperto davanti che di quando in quando leggeva attentamente; ella, la signora del Notturno, non guardava intorno,
'D
2
LERERATROSS:.
iL
solitario.
ITALIANA
era
assente,
lontana.
Come mai quei due fossero capitati proprio a Pegli sul finire della stagione estiva non capivo. So che al primo vederli ispiravano simpatia per una e semplice.
loro
contenutezza
distinta
vane alto dalle spalle quadre con la rasa faccia abbronzata, chiusa da un aderente berretto che lo faceva rassomigliare ad un guer-
riero antico, Si arrestò un istante come per cercare qualcuno e s’indirizzò verso di noi con un lungo passo deciso ed elastico. Strinse
cordialmente la mano a Sir William, baciò cavallerescamente quella di Lady Grace e, fattomi presentare,
mi scombussolò
con
una
esclamai
con
una
rude stretta di mano, —
Felicissimo —
quasi
smorfia. Egli aveva una serena faccia di fanciullo appena adombrata da due taglienti occhi verdi. Veniva da Torino in automobile a una media oraria di novanta chilometri. Era ufficiale della marina inglese in licenza e desiderava vedere l’Italia che non conosceva; saputo che i suoi amici si trovavano a Pegli era passato di lì per salutarli. Quella sera m'accorsi che per la prima volta
Lady Grace
non
aveva
il solito atteg-
giamento di persona assente, lontana. # La mattina dopo, quando alle otto aprii la finestra della mia camera, vidi Harold North
che usciva dal mare. A mezzogiorno aveva già fatto una passeggiata di tre ore sulle mon-
tagne circostanti. Era d'una attività calma ma continua. Durante il giorno non stava fermo un momento; la sera soltanto si concedeva il lusso di riposarsi comodamente con davanti a sè un bicchiere sempre colmo di whisky. Le prime parole che mi disse furono; — Bella vostra Italia, molta luce, ma aria un po’ molle. Mi parlò poi di sport quasi con religione e Sir William illustrava le sue "parole con dei commenti laudativi sull’amico va-
Passò qualche giorno e l’albergo s'era ancor più spogliato di forestieri. Non eravamo rimasti che in una quindicina. Nel pomeriggio d'una giornata piovosa mi trovavo nell’fall solo col signore dal libro; il quale, dopo aver cercato invano con che accendere lente giocatore di la sua tozza pipa di radica, mi domandò in foot-ball, campione un italiano-inglese un fiammifero, Di lì sorse di skiff dell’anno la solita conversazione fra persone che non prima, secondo nel conoscono e che si devono parlare per raid aviatorio Lonforza tanto da non sembrare ineducate e dra-Parigi-Londra. scortesi. Seppi così ch'era venuto a Pegli per — E voi non voalcuni giorni prima di lasciare l’Italia perlate? — mi domanchè sua moglie non sentisse d'un tratto la dò Mr. North. diversità di clima fra il sole di Napoli e le — No. nebbie del Nord. — Ma vi piace— I dottori hanno ordinato a mia moglie, rebbe? ch’è un po' delicata, il caldo, il gran caldo. — Sì, molto. Ciò è orribile per me. Meno male che l’Italia — Allora bisogna è bella, che i suoi hétels qualche volta sono volare. Bisogna vuoti e che ha libri antichi splendidi. sempre fare le cose Aveva la passione dell’edizioni rare. Cobelle che piacciono. nosceva perfettamente le biblioteche delle Conoscete la 50? varie città e, chiacchierando, midisse ch'egli — Ho visto qualpure aveva una buona collezione di libri anche match interestichi e che era sempre alla caccia di nuovi sante, esemplari. Aveva una conversazione origi= Ma non dorate nale e interessante. Quella sera conobbi anvoi? che la moglie. Subito mi scusai con lei per No: averle fatto interrompere il Notturno di Chopin — Peccato! Si fanel giorno del loro arrivo. rebbe del buon eser— Prego, prego — mi rispose con un sorcizio insieme. riso indefinibile — credevo d'essere sola, per— Oh grazie — chè m'è impossibile suonare il piano se qualrisposi confuso e cuno che non conosco m'ascolta. Mi sembra modesto. farmi conoscere d’un tratto; ciò è antipatico. — Vi mostrerò do— È gelosa delle sue interpretazioni? mattina. — Sono gelosa di me stessa. — Prego — eavrei — Fa bene — aggiunse ridendo Sir Wilvoluto aggiungere: liam Creven — perchè io non lo sono niente Non si scomodi di lei. Ma già m’aveva — Già lui non è geloso che de’ suoi. libri preso sotto la sua — concluse Lady Grace. Ma non v'era nelle protezione e bisosue parole alcun rincrescimento. gnava ubbidire, perCI chè nella semplicità, quasi nell’inA quella sera seguirono delle piacevoli giorgenuità delle sue panate. Qualche gita artistica a Genova, qualche corsa in automobile lungo la Riviera e role vera nascosta una forza alla quale già mi scordavo che ormai la mia stagione ci si doveva inchidi mare dovesse finire, quando un giorno nare per non semSir William mi venne incontro con un telebrare ridicoli. gramma : Vi — Oggi arriva un mio grande amico :Harold Una sera, non riNorth. Vedrete, molto simpatico. cordo attraverso La sera verso le dieci un rombo di moquali discorsi, siera tore scosse i tranquilli forestieri sparsi nelarrivati a parlare l'hall come placidi pesci in un acquario./Tutti dell'immortalità guardarono verso l’entrata e apparve un'giodell'anima. Sir Wil-
pi CASTELBARCO
liam vi credeva, Lady Grace spingeva più in là la sua credenza: non solo ammetteva la sopravvivenza dell'anima al corpo ma era convinta che vi fosse tra le anime un mezzo misterioso di comunicare, sia tra i vivi, sia tra l’anima di un trapassato e quella d’un vivente;
io stavo esponendo la mia opinione, Harold North, che aveva sempre ta-
quando
ciuto durante la discussione, m’interruppe esclamando: — Non so se l’anima esista, ma se esiste credo che il miglior rimedio per disinfettarla sia del buon w/isky. — E così dicendo tracannò d’un fiato il bicchiere che aveva davanti a sè.
Rimanemmo un attimo interdetti, ma finimmo col ridere dell'uscita improvvisa che ci faceva scendere ‘dalle nuvole alla prosa un po’ cruda della vita. Lady Grace aveva
mente.
pure sorriso
ma
triste-
*
— Partono ?— chies una mattina a Sir Wilm che in abito di viaggio attendeva l’om-
nibus per andare alla stazione,
— Soltanto io. Vado per qualche giorno a Siena. Ho ricevuto avviso da un mio incaricato che v'è un bell’esemplare del Petrarca in vendita. Spero combinare
l’affare.
E salì in omnibus avvoltolandosi in un am-
pio soprabito color avana e nella serena sua
soddisfazione di bibliofilo. Quel giorno; per uno strano senso riguardoso che non seppi spiegarmi, dopo colazione invece
che
resto
un
cercare
la compagnia
di Lady
Grace e di Mister North mi misi a passeggiare sulla terrazza dell'albergo. Wera del tepore
delizioso
come
se
l'estate
Per la Bellezza... Preparazione
pdR La
7706
:S2/7//: é un vero alimento per i tessuti delli Go e la quale
bono ILETT, i,
Corp usati, spparen pelle dla togliere le ineguaglianzenutre sostenziamente e a impartire morbidezza eell ione chimica del loft în forma Sinletico Senza aule gli Praneona, @ +.2 il Uasetto ; per posta £,2.25 THE WaLpore ASTORIA CRESUS PERFUMERY Mmm F MANTOVANI Agente Generale: Via Cornagcio :26. MILANO Iledal
L'ILLUSTRAZIONE amasse
indugiarsi
a gustare
tanto
limpido
azzurro di cielo e di mare. Nel passare davanti alla vetrata oltre la quale stavano seduti Lady Grace e Harold North, senza volerlo li osservavo. Seduti luna di fronte all’altro tacevano come assorti in un intimo pensiero;
non
si guardavano
che
di sfuggita e distrattamente. Quei due m'incuriosivano assai perchè non riuscivo a com-
prenderli, ma quel giorno conclusi che se potevan rimanere così a lungo vicini senza parlarsi e senza guardarsi non dovevano essere soltanto amici. Rientrai un poco impacciato all'idea ch’essi intuissero il mio nascosto pensiero. Nel vedermi, entrambi apparvero come liberati da una situazione fastidiosa, tanto che Mister North accennandomi di sedere esclamò sorridendo: — Non fate il sentimentale e il solitario. E si chiacchierò come ogni giorno di cose svariate e dilettevoli. Dopo poco, Harold North scomparve per la sua solita passeggiata di allenamento, come la chiamava egli, fissandomi l’ora per la consueta lezione di Lox. E così nei giorni d'assenza del marito tanto Lady Grace che Mister North condussero la loro metodica vita abituale. Anzi il giovine si era infervorato ancor più nell’insegnamento della 5ox con mio non eccessivo entusiasmo. Egli diceva che avevo molta disposizione e ch'era un peccato trascurassi tante buone qualità. Ma quei pugni allo stomaco proprio prima di pranzo non li trovavo un aperitivo troppo piacevole. Non so poi come egli fosse costrutto perchè ogni qualvolta pregato da lui lo colpivo
con tutta la mia forza, egli sorrideva beato e soddisfatto. Poi tornò Sir William col libro prezioso, e per mostrarmi la sua felicità m'invitò a pranzo. Il giorno dopo sarebbero partiti per l'Inghilterra. Così la piccola brigata si scioglieva, così
finivano
43t
ITALIANA
quelle
serene
giornate
in cui m’ero lasciato vivere alla ventura dell'ora, del luogo e di persone tanto garbate.
Ma Harold North voleva vedere l' Italia e mi domandò se sarei andato volontieri con lui. L'invito e la compagnia mi tentavano: accettai. La mattina dopo i Creven partivano. Ci la-
sciammo un poco tristi. Con molta cordialità m' invitarono nella loro casa presso Londra.
rizzammo per la Riviera di levante alla volta di Spezia, di Pisa, di Firenze. Harold North era un guidatore abilissimo. Seduto sul basso sedile dietro l'ampio volante diventava come un altro uomo. Egli ch’era in compagnia gioviale e buontempone, una volta che metteva mano alle leve non apriva più bocca. S'impersonava con la macchina, ne diveniva un ordegno delicato e necessario e sentiva questa sua responsabilità. Si filava a velocità fantastiche: certe voltate in salita strette a piena andatura con al
di là della strada l'ampia distesa del mare non le scorderò mai, ma senza essere tur-
Chi sa che il destino non m’avesse a portare
bato da alcuna
si acquistava
ansia
paurosa
quella
perchè subito
formidabile
sicurezza
ch'era in lui; anzi gradatamente non era più sicurezza ma piacevole sensazione di ostacolo superato, ma voluttà d'ardimento senza limite.
lassù. Sir William pur nel momento degli ultimi Nella prima giornata nulla di notevole.... saluti aveva trovato il modo di raccomanah sì, una gallina impastata sul radiatore, e darmi: — E se sapete che nella vostra città v'è | con questo meschino trofeo entrammo la sera in Spezia. un bel libro da acquistare, avvertitemi. — Ecco.... le galline — aveva detto Harold Nel baciare la mano a Lady Grace ella m'aNorth nell’attimo dell'incidente — sono stuveva detto con graziosa affabilità : pide come delle donne malriuscite. — — Speriamo vederci l’anno venturo qui coChe cosa avesse voluto esprimere non so me quest'anno? bene. Forse perchè le galline coll’attraversare — Certamente. la via all'ultimo momento rassomigliano a E ricorderò sempre il suo volto mite e docerte donne che negli istanti difficili della vita lente inclinarsi dalla portiera della carrozza sono d'impaccio agli altri o dannose a sè, O per l’ultimo cenno d'addio, quel volto che forse egli aveva voluto manifestare tutt'altra non avrei mai più riveduto. idea: Harold si esprimeva così, con delle a frasi paradossali, a volte quasi strampalate, Lo stesso giorno partimmo anche noi. Era- ma sotto vera sempre un’impensata e originale interpretazione della vita e degli uomini vamo gli ultimi a lasciare l'albergo. Ci indi-
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432
L'ILLUSTRAZIONE
che lo rendeva vario e divertente. Col mio bizzarro compagno attraversai mezza Italia. Egli non era un'appassionato d'arte o di roba antica. Ammirava le costruzioni solide o ingegnose. Davanti alla torre pendente di Pisa rimase estatico un quarto d'ora girandola da ogni lato curioso di convincersi per quale miracolo d'equilibrio restasse in piedi.
A Firenze
contemplò lungamente il Davide di Michelangelo esaltandosi all’armonia di quel nudo magnifico più come fascio di muscoli in potenza che non come manifestazione artistica d’un genio. Ma ciò che scobulo del Bernini:
più l’entusiasmò fu il ditrovava lo sforzo del-
abile e coraggioso.
Harold
l'atleta preciso e vivo. Ad Assisi s'interessò soltanto delle tre chiese sovrapposte l'una all'altra come d'un gioco amava
troppo
la
vita ed appariva troppo sano fisicamente e moralmente per poter comprendere le tra-
scendentali sofferenze d'un’ anima,
le tortuose
elucubrazioni dello spirito. La sera se ci trovavamo
È in una città si andava a qualche caffè concerto.. Gli piacevano assai le canzonette napoletane ed amava poi ricantarle lui con certe note gutturali molto caratteristiche che facevano sbellicare
dalle risa. Decisamente non aveva una grande disposizione per il canto ma preferiva non
accorgersene. parsa: pai Se invece ci si fermava in qualche cittadina, si chiacchierava piacevolmente. fino a tarda ora con l'immancabile w/isky come anch'io
m'ero dato
poi per esser sicuro trovare marca preferita, lo portava con
terzo compagno
perchè
ovunque la sè in auto-
al whisky per forzosa
simpatia. Il mio amico
mobile entro una valigia speciale.
Harold North aveva viaggiato molto. Era
stato alla caccia grossa in Africa, aveva volato sopra mezza Europa, e non mancavano a lui gli aneddoti emozionanti, le avventure temerarie. Ma il viaggio volgeva al termine: Reduci da Napoli e-da Roma, in un tramonto ros-
ITALIANA
signo d'ottobre si filava sulla via Emilia verso Bologna ad una velocità di 120 chilometri
indefinibile del pericolo imminente; che forse
all'ora, quando da un
anche lui.
gruppo
di carri cari-
chi di fieno balza fuori improvvisamente un
grosso. cane. che è travolto. dall’automobile. Il mio amico ferma subito la macchina: mi volto, il cane giace inerte in mezzo alla strada. — Povera bestia! — esclama Harold e scende avviandosi verso i conducenti dei carri certo coll’intenzione di dar qualche cosa perchè ha già messo mano al portafogli. Ma è
accolto da sei energumeni che bestemmiano
nella rude parlata romagnola. Uno. d'essi anzi, s'avanza minaccioso coi pugni chiusi, e quando
è vicino. ad Harold
North
cerca
non si può superare, non — Del
l'avesse provato
No, vi assicuro— insistette, — mai, mai. resto non ho nessun merito io se son
fatto così.
Egli era
infatti d'una
fibra eccezionale.
— Se mi capitasse in vita di conoscere la paura vi prometto che vi avvertirò. Siamo intesi?
—
E
mi
strinse
la mano
come per convalidare la promessa.
con
forza
Il giorno dopo egli partiva per l'Inghilterra.
(Il fine al prossimo numero). EMANUELE
di
DI
CasTtELBARCO.
colpirlo al viso, ma l’inglese para il colpo e in contrattempo gli sferza un poderoso pugno allo stomaco che lo fa indietreggiare tossendo e sputando. Allora un altro, un colosso
nerboruto e bieco, viene avanti con un grosso bastone in mano. Il mio amico con un rapido gesto lo disarma del bastone che getta lontano e fulmineamente gli tira un pugno alla mascella mandandolo a gambe levate. Gli al-
tri rimangono stupiti e perplessi. Harold North
con tutta calma rimonta in macchina salutando con la mano i sei figli della fiera Romagna. Allora compresi quanto utile sia nella vita il conoscere
la box.
Quella era l’ultima sera che passavamo insieme perchè il giorno dopo il mio compagno
m'avrebbe lasciato a Milano per raggiungere
il confine. Durante il pranzo si parlò naturalmente del fatto accaduto nella giornata e Harold mi confidò candidamente che non aveva mai co-
nosciuto la paura. Egli me lo affermava senza
alcuna
posa
da
spaccone
come
uno che di-
cesse di non aver mai sofferto il mal di mare. Non che dubitassi delle sue parole, ma poi-
chè egli aveva l'altre una lotta
corso corpo
mondiale. Esportazione —
tante avventure, fra a corpo con una ti-
gre ferita e ne conservava una cicatrice nel collo, mi sembrava strano che quel senso
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| anginesimo delvener
Il processo di Gaspara|Il pie delle iniziali ‘maiu- Nistadie ao ra «a leggeni tampa. lì Lassalle. ul Rileggendo Metastasio. Gherardo Hauptmann. L' Innominato. Poe. |, aj Le poesieide di, teriEdgardo è, di l o, ci
mi
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hanno (oltre quella del Molmenti, che Do: ri SA Rn Drvata) dae) tratie altre die {IUn umorista. La vita ‘nella morte. scutibili, storie buone: quella del Romanin e quella
del Fulîn. Ma la prima è troppo diffusa © poco
viva; la seconda è troppo
ristretta. Quella del
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scenza della nostra anti
conservarlo.
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2000: regnicoli,
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Alla Can
ré eMacchia, o-ringarico s0lle connazionali a partiré cal. l'Italia entro il 16 corrente, anti-tedesche, Lisbona. Violenta' insurrezione ;mil lose comunic — L'ambaso che] Cape Town, Violent dimostrazionian tare e civile contro il governo del pre a è sempre disposta a fornire ti-tedosche, sidente Arriaga, 15, Roma, Qui e in tutta Itàli con16. Roma. Il Re, dopo la rinunzia ‘di D'Annunzio ar iv tinnano le dimostrazioni interventizt | Boselli, respinge definitivamente le di colto da erande dimostraz Roma avvengano nei ministeri dimost | missioni del ministero Salandra, Dino gioni anti-giolittiane, zia discorso eccitante alla £ I strazioni festose in tutta Italia, gli nella ro Sonnino,
Johannesburg.
THEODORE CHAMPION LL
pe denunziò tutto facen- | nia
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garanzie per i piroscafi nowai
do fallire îl complott
i passegge
fi. Roma. Sonnino ri- | -13, Roma. Il ministero S: COLLEZIONI
ceve e trattiene
PREZZI CORRENTI gpatis "franco
in lun- |consider
lo mancare
li
ghi colloqui ‘alla Cone dei pa stituzionali. LA, litica. internazionale, ri Rennel Rodd. dimissioni al Re che riser 10, Roma. Nella mattina Giolitti requi, e nelle principali città deliberare, casi, invitato, a colloquio di un'ora col d'Italia, chiassose dimostrazioni contro Atei Il Re Costantino è seRe n Villa Ada. Giolitti e per il ministero Salandra. , iamente malato di plenrite per—
La Gazzetta Ufficiale pubblica de-
greto
legge
che crea
un
nuovo
mento di cavalleria comprendente gno
1912,
— Nel pomeriggi di Giolitti
tuita
rin casa di
scuola
psa destra.
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ra vivissima
puese, il Re , Mao
si
‘a giornata dî clamorose
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lennemente îl'congresso eucaristico,
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nuova
Savona, Il cardinale Maffi inangura so-
questi. Aosta. Al Gran San Bernardo presso Snint-Remy valan ppellisce 13 operai di squadra addetta a riattare 1h strada, sone recasì dalla città
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due
commentato? callo-
con Salandra
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reggi-
degli squadroni creati con la legge 27
quio
— Le Associazioni
vibrante ordine del giorno contro Giolitti è per l'intervento. im- | Torino. È chiuso îl Politecnico causa nuovo sciopero degli studenti contro l'istiMilano, La sera, clamori
ima dimo-
ione interventista davanti val conso-
lato di Germania,
ionì intutta Ital
capitale la folla invade il paliz
del Parlamento: a Milano resta —
îh
chi, un giovine
Inseguito a Con:
Verona, A Pressana, Roveredo di Guà |nistri, i prefetti sono
e Cologna Veneta comincia
nuovo,
scio-
|-ant
colare
ati a trasmettere all’auto-
pero agrario. rità militare la tutela dell'ordine Bari. Salutato, da calorosa dimostra- |pubblico. zione a per ma il nuovo ambascia-| -Londra, ILReordinachesianoratore russo De Giers, diati dall'ordine della Giarrettiera fanno grandi feste a Peppîno Garibaldi ; Perugia, Violenta grandinata su tutto mperatore Francesco Giuseppe, segue unn conferenza di Panl Claudel, il territorio, rlielmo, il Kronprinz, il Re del poi una dimostrazione, che finisce in nn 12. Roma. I ministri tengono un Con- Wiirtemberg ed altri principi toparapiglia tra ìnterventisti e nentralisti. siglio che dura tre ore. In Italia il fer- deschi,
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pra dei lordi il Gran
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dol ministro del tesoro, Carcano, con Gio litti in casa di questi.
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Istantanea di BIAGIO.
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Tavanto, Nella notte sopr affondato a cinquecento met l'isola San Paolo il piros t ‘4h, che ha conferito a Silfein con bonifero Astrea: due vittime e nn — Reale deereto assegna altri 60 mi-|"] a e Burian, milione di danni. lioni perle spese del ministero. per Ja Uopenhagen, Ar qui numerosi Londra, Disordini in molte loguerra, italiani partiti da B , Amburgo ed calità contro i tedeschi residenti in Lugano. Dimostrazione popolari di ti- altre località: tedesche, Inghilterra, cinesi contro i tedeschi germanici. Costantinopoti.t11*Tanîn dice scop Pietrogrado. Un wkasé impe complotto fra personng risle otdinà l'emissione di um seesi, francesi © condo prestito interno di. un mi r far entrare liardo di rubi. i nemici a Costantino= poli; ma un comparteci- |sidente! Wilson: chiede dall'Austria,
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Il Piacere. 332 edizione. .'. s— L’ Innocente. 28% edizione. . 4 Trionfo della Morte, or. cdiz. 5 — Le Vergini delle Rocce. 100 0a. 5 Il Fuoco. 292 edizione, . . , Forse che sì forse.cne no. con fregi di G. Cecrism. 24. ediz.
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