Milano - 14 Marzo 1915.
Num.
11,
L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA — Fò Associazioni xe Reono: Anno, L. 35: Semestre, L.18; Trimestre, L.9 ma,fr. dora) —a
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dei sta per sfuggirgli, dopo avere invano ten- dolo, appena_adombrato, ma così gengiornali, con quel lusso. di particolari tato un ricatto per restituirle le lettere, ile! Lasciamo allora stare in pace Lavinia onde, per appagare la malsana curiosità in un supremo convegno l’uccide in queldel pubblico, sogliono ‘infarcire le narra- lo che era stato il nido raccolto dei loro Conti, consideriamo il suo episodio cruento soltanto come troppo lungo, e consizioni degli scandali mondani, dissero al amori, Quale disattento lettore, chiudendo il deriamo «Il Crepuscoio degli Dei» come pubblico avido d'una gran dama del patriziato siciliano, molto vicina alla Corte, volume, non ha messo un nome diverso un romanzo corale della gran vita aristocratica della capitale; 'giudichiamolo ?* uccisa dal suo amante, un utticiale di ca- ai due protagonisti come un esemplare di quel romanzo Ha fatto bene Diego Angeli a frugare valleria. 1 due nomi sono ancor così vivi nel ancora una volta nelle ceneri ancor calde schiettamente italiano riverberante finalricordo degli italiani che queste poche dell’ uccisa gentildonna? Sono i diritti mente una vita nostra, non più paesana linee lì avranno senz'altro rievocati alla dell’arte così alti da sovrapporsi alla pic- e non quale si potrebbe svolgere su un cola morale dei mortali modesti, pei quali qualunque «boulevard » parigino. Ed almemoria di ogni mio lettore. lora quest'ultimo racconto di Diego AnMentre il bianco e fidiaco corpo della ogni tomba è sacra? Io non voglio, nè saprei, risolvere così geli vi apparirà, qual è in realtà, un’opatrizia, uso ad apparire odoroso di squisite lavande di tra le trine ed i velluti ardue questioni; ma anche nei miei panni pera di vera arte italiana, degna di tutto di «chez Paquin», era adagiato nudo sul di modesto compilatore di cronachette l'interesse e d'ogni più viva simpatia. A. Pappatarpo. marmo della sala mortuaria; mentre su letterarie, non esiterei a dire che se quequel seno avvezzo a reggere vezzi di perle sto fosse «tutto » il romanzo ultimo di egli avrebbe fatto male. o di rubini il coltello del perito settore Diego Angeli, Quando si accusava Alessandro Dumas strideva, non minor onta arrecavano all’anima dell’assassinata tanti piccoli ed di violare la storia, egli rispondeva: «On oscuri uomini, che in vita la fiera con- peut la violer, mais il faut l’enfanter». ‘100differ. Scandinavia , ... 1 tessa non avrebbe onorato sia pur d'uno Ora l’autore di « Orda d’oro» non giu25, Colonie Tedesche . 175/,.: Giappone , . i stifica la violazione, poi che l'episodio sguardo. Colonie Francesi . Un giudice istruttore prese a frugare odioso degli amori di Lavinia d'Este e Or sono
pochi anni
le cronache
ig FRANCOBOLLI
nelle carte dell’uccisa; i famigliari di lei
Paolo Savoldi è troppo esteriore, o avrei
cratica non ebbe segreti, peggio di quella
egli avesse
con foia plebea, ne svelarono i più deli- giustificato l'artista di aver ripreso il veccati segreti; ‘e l’alcova della bella aristo- chio e triste motivo di cronaca quando dell'ultima etera da marciapiede notturno. Venne
il «reporter »
zelante,
a
sve-
larci da quando la contessa s'era data al
tenentino; dove avevano luogo i conve-
saputo
compiere
veramente
la complessa anatomia di quelle dygé anil'oscuro abisso in cui era caduta la creatura superiore me e ci avesse mostrato
nel donarsi al miserabile che la sfruttava.
Ma ciò non è accaduto e Paolo Sagni; sapemmo .quasi quanti baci s'erano scambiati. Una cameriera rivelò fin l’ul- voldi resta completamente in ombra men-
tima abbiezione del giovane, che aveva tre Lavinia d'Este non ci appare che da lei, escogitato per fargli
che l'è entrato nel sangue.
È l'empirica psicologia credere che un’usuraia prestasse, Un servo sagace e vigile descrisse il giornali. Quando Dante
xa ++
ti 1) Musa, che all’arte scenica Esalta e cuore e mente, Nel suo coturno serico, O misero paryente
Si specch'a a venustà.
D)) Ben si scosse Lucifero.
8) Volta alla piaggia italica
Alza sospiri e cantici L'anima fatta lieta Valeria e Messalina,
Le cortigiane celebri Ricorda, e ognun che inquina —_ Nel vizio il suo pensier.
5) Combusta in fiamme e in cenere Dalle elleniche squadre, Pure il civile simbolo
Di antica»stirpe madre
6)
AI mondo tramandò. Un santuario placido
Prasse il suo fivme breve Da questo, «lella mistica Madonna della Neve,
dei cronisti di
Nel cippo
di Calò,
7) Beltade mitologica, Lia Ad altre mon eguale,
da
8) Questa, da Ismene ed Inaco
signora,
conio,
quasi
chiedendole
fosse una femmina una
somma
che
quella non aveva, strappandole Jin fine
Per vezzi irresistibili A molti fu fatale
dovesse essere tradito creando la ‘prima donna della letteratura volgare. Ma fortunatamente «Il Crepuscolo degli Dei»
Nel mondo in tenebror.
non è tutto nell'episodio centrale. Intorno a questa narrazione, che talvolta perfino Vennero poi i « croniqueurs » brillanti nello stile dimesso ricorda troppo gli articoli del tempo în. cui il fatto avvenne causulle psicologico a ricamare l'articolo
Poi che fu concepità, Da Giove, inesorabile, Fu in bestia convertita,
dal collo un gioiello di cui s'era adornata pel gran. pranzo. imminente.
i che avevano potuto spingere una co realmente, Diego Angeli ritrae con la sua fine creatura fra le braccia d'un perso- mano sapiente una tela deliziosa: la vita naggio tanto ambiguo; e quelli moraliz- elegante del gran mondo romano, Ed al-
zanti che c'invitarono a piangere sulla lora ritrovate l’indimenticabile scrittore corruzione delle alte sfere sociali; ed i di « Centocelle »; il novelliere mondano compilatori di noterelle: scientifiche che cui niuna raffinatezza dell'arte o. della è ignota; il pittore smagliante che vollero mostrarci nella povera morta un vita sa trarre dalla sua tavolozza colori sutipo classico di psicopate sessuale. Fu una sarabanda di scrittorucoli in- perbi per descrivere un ballo d'ambaera sciata o un ricevimento del patriziato, d'un'adult torno al povero cadavere che avrebbe invece dovuto provocare un un vecchio castello avito o una lezione solo sentimento, la pietà, poi che aveva di tango, un salone severo o un «hall»
d'albergo. pagato con la vita il suo peccato e unri- ambiguo Voi potete trovar vago il Savoldi, somscattato con
tutto
il proprio
sangue
maria la d’Este, ma non già non vedervi dinanzi vivi e palpitanti d’umanità il vecchio principe e Lionello d'Este; il com-
sol momento, forse, di aberrazione. Avrebbero dovuto lasciare che l'ombra dolente e sanguinosa raggiungesse nel pianto le sue maggiori, Francesca e Parisina, JA « nella schiera oy'è Dido ». L'amante l'aveva colpita in pieno petto,
mendatore Sillani, il conte Machiavelli ed il conte Arnaldi, impagabile terzetto diplomatico; e lo sciame gaietto di quelle
—
nati, Annarella ‘Acclozamore o Maud De-
fanciulle aristocratiche o corrotte, o cil'aveva fatta soffrire un minuto; quegl’imniche o buone sotto la vernice «nouveau placabili necrofori le dilaniavano l’anima jeu », come Veronica Cybo o Paola Doben più crudeli — a colpi di penna.
?
Del ruvido nocchier,
4) Con Tiberio e Caligola,
cantò dei due colloquio in cui, come un « souteneur » cognati, non si curò di seguire la storia, il giovane sciagurato aveva battuto. la ma ci svelò perchè fatalmente Lanciotto
gran
* vemport. E di fronte al grigiore della tresca traDiego Angeli, uno dei più fini e deligruppo giovane, nel gica, qual roseo poetico non mette il puro del romanzieri cati amore di Simonetta Varchi con Lionello eleganteedito Dei», « Crepuscolo degli mente dal Treves, ci narra una commovente storia: la principessa Lavinia Conti d'Este, mal maritata ad un mondano ci-
che l’abbandona pér una
con L’IDROLITINA LITIOSA
nico e sensuale Qualunque Molly Meurice, per la quale si prepara un'acqua
sperpera la propria fortuna e quella della moglie, che fu la confidente delle sue di-
«noces», sente di aver anche lei il ad un po'di felicità. Ed allora si
ritto abbandona al tenente Paolo Savoldi degli usseri di Piacenza. Costui, dopo avere în tutti i modi compromessa la magnifica
amante, scende di bassezza in bassezza fino a farsi prestare denaro da lei; e quando la bella preda, piena, di nausea,
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Come già annunziammo, il 22 febbraio ebbe luogo li Gara Mondiale di soluzioni indetta dal «Good Companion Chess Problem Club» di Filadelfia. Ecconeirisultati per l'Italia: Viareggio, primo premio dott. G, del Prete, secondo premio col, U. Papa Ferrara, primo premio ing. C.Borgatti, secondo premio C,, Brunè;-Genova, primo premio A. de Roberto, secondo premio prof. È.LiSania ; Palermo, primo premio U.Belli,secondo premio N. Davì de Cordova ;Bologna, primo premio G. Montessori; secondo premio G. Cenni ;Legnago, G. Trombin, F. Perazzoli Spezia, cav. G._Piccardo, ing. E. Pinelli; Verona, A, Battinelli, M. Bianchini; Firenze, march. St. Rosselli del Turco, A. Rastrelli; Faenza, vi, G, Marin. Mancano i risultati di Messina e Foligno. L'iscrizione del circolo di Terni fu ritirata e quella di Napoli giunse în ritardo. Alla Società Scacchistica Milanese sono iniziate le gare sociali di fondazione Edoardo Crespi. Per la prima categoria vi prendono parte gnori: Bersciadschi, Morelli, Reggio e Tondi her la secondai signori: Botti, Bullio, Clerici Maranelli e Rosensweig; per la terza i signori Biella, Lanza, Ghezzi, Marusi, Mellerio, N zagalli, Saetta e Venegoni. Dirigere le soluzioni alla Sezione Scacchi {}dell' Hlustrazione Italiana, in Milano,
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SrARADA È PITT-ORE. INCASTRO COL CENTILO ANAGRAMMATO? RIGHE MAR-GHERI-TA,
2289 di J. Nield.
Bianco: Rh5. D h2, T e8, A cl. C dd, C fd, Peb 98. g5, h7. (10). Nemo: Reb, T'e8, A DB, Ce3, PDT. g2. (6). Il Bianco, col tratto, dà sc.m. in due mosse.
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ITALIANA
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riservata la proprietà arti rig] li Tre
GUERRA
SOMMERGIBILE
TEDESCO
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BLOCCO
Centesimi 75 il Numero (Est., 1 fr
‘a e letteraria, secondo le leggi e i trattati arch 14th, 191
NEL
MARE
AVVISTA UN VAPORE MERCANTILE (Disegno di Montague Duncan nello « Sphere»).
DEL
NORD.
NELLA
ZONA
DI
internazionali
BLOCCO,
214
L'ILLUSTRAZIONE
RIAPPARENDO
IL SOLE.
(Dopo una lunga stagione di piogge). Noi ti credemmo estinto, o sole, re dell'Universo. Un velo funereo ombrava di mestizia il cielo, e il duol su tutti i volti era dipinto: piangevano il gran lutto senza pace le nubi. O re del Tutto, noi ti credemmo estinto. Estinto, no, non eri; chè, padre ai nembi e autor de’ mali nostri,
indifferente alfine, ecco, ti mostri
a' irridere speranze e desidèri di questa immiserita razza mortale. O fonte della vita, estinto, no, non eri!
buon conto dalla Sfefazi, — versioni e frangie, alle quali l'illustre uomo ha creduto bene di dovere contrapporre una brusca smentita officiosa. Vero è che questo augurio di un'Italia «calma, disciplinata, fidente, pronta», è riel cuore di tutti i patriotti veri, Il generale Morra, che è un soldato, ha detto bene: «Se «i capi diranno di sostare, noi sosteremo; se « diranno di marciare, noi marceremo avanti,
«sempre e dovunque,
per il nostro Re e per
«L'Italia ». Così devono parlare i soldati, e così dovrebbero sentire e parlare tutti gl’italiani, da veri soldati. Intanto, la settimana ventura,
saremo tutti al regime del « pane unico ». Anche questo va bene. Bisogna tesoreggiare il grano, tesoreggiare la farina, non sprecare le provviste; bisogna saper rinunziare al superfluo, prepararsi a sagrificare gusti, capricci, voglie — ed'ecco il «pane unico». Da
Che squallor d'ogn’intorno!
Un dilagar di fiumi, un’ecatombe empia “dicem e cose; e tombe e tombe, precocemente schiuse.... O tu del giorno
lume vivo e giocondo, animator degli esseri fecondo, che squallor d’ogn’ intorno!
Deh, fossi tu più umano, o almen più giusto, tu, che tutto vedi! Di quali colpe ingenite gli eredi noi, che travagli per capriccio insano? Perchè solo per noi urge l'istante attossicando il poi? Deh, fossi tu più umano! Meglio la tua scomparsa e il nostro nulla, se ritesser devi questa che già da immemorabili evi vai ritessendo ignobile tua farsa.... Stragi l'occhio tuo vuole anegra e sangue? O redivivo sole, meglio la tua scomparsa! La.vita non
ITALIANA
importa!
Un granello che turbina nel vuoto la terra, e l’uomo un pellegrino ignoto, che indarno picchia e picchia ad una porta,
quella bronzea dei Fati; sordi essi e tu beffardo. Oh, voi spietati, la vita non importa! Roma, febbraio 1915. Luis GRILL
CORRIERE. Il discorso di Salandra a Gaeta. Omaggio di vescovi al Re. Il pane unico. I garibaldini in Francia. Il colloquio Salandra- Giolitti. La crisi greca e i Dardanelli. I russi di Arcangelo e le uova. Drammi e misteri d'amore.
anni è in voga il pane «integrale» — un pane nero, che i fornai, bontà loro, d'anno in anno sono venuti rimpastando d'ogni ete-
rogenea cosa a modo loro. Il pane scuro, è insegnamento vecchio, è molto più nutritivo, più igienico di quello bianco, di tutto fiore; è molto più digeribile, è preferito assolutamente dall’ intestino. Il provvedimento del «pane unico » era . necessario economicamente, e riuscirà utile praticamente anche per la pubblica salute. Sono queste, del re-
sto, le discipline a cui i popoli devono sapersi abituare. Bisogna ritornare alla severità antica. Sparta dava ai suoi cittadini il brodetto di Stato. Calma, concordia, fede — e « brodetto unico», se occorra!... Alla prova, tutti, con
le virtù teologali, che non sono,
a dir vero, nella natura degl’italiani! * Non parlano soltanto ministri e generali. Parlano anche i vescovi. Quello di. Gaeta, alla cerimonia su accennata, ha rivolto un saluto solenne al Re d'Italia; e monsignor Gavotti, entrando domenica, fra grandi dimostrazioni popolari di esultanza, nella sede arcivescovile di Genova, alla quale lo hanno concordemente destinato Benedetto XV ed il Re, ha rivolta, nella sua omelia inaugurale, una commovente invocazione alla pace e indirizzate al Re d’Italia alate parole augurali. Questi esempi significano anch'essi concordia, della quale c’è bisogno assoluto, checchè l’Italia debba fare, e specialmente ora che la questione più grossa, più incalzante, pare, è quella dei Dardanelli, che, risolta dalla flotta anglo-francese, aprirebbe alla Russia il passo nel Mediterraneo!.., I serbi di là, nel-
l'Adriatico, e i russi di qual...
del giorno. Salandra, domenica, a Gaeta, all'inaugurazione del tanto invocato ed atteso acquedotto, ha parlato bene, molto bene, così:
Dicono i giornali che Francia, Russia e Inghilterra sono perfettamente d'accordo su questo. Sarà — ma gl’inglesi devono essere i primi a maravigliarsi di un avvenimento in contrasto con la politica britannica di tutto
tema di compromettermi, avendo in trent'anni di vita parlamentare imparato a non dire quello che
quali non ebbero che una direttiva
Molto, anche troppo, si discorre dei discorsi
«Tutti gli oratori, oltre a questioni locali, hanno accennato a più alte cose. Poco dirò,.non perchè
non voglio e a dire quello che voglio, ma perchè, profondamente commosso dalle parole del generale
un secolo!... Cosa direbbero nassero al mondo, Canning,
mai, se ritorPalmerston, i — tenere
tanta efficacia l'animo mio. Rileverò soltanto queste
la Russia lontana da Costantinopoli, fuori dal Mediterraneo?!... # A proposito di russi — singolare, diverten-
sarà fidente, calma, disciplinata e pronta. Così deve
tissima la spiegazione data,
Morra, sento che non saprei esprimere con altret-
sue parole: egli ha detto che la brigata Savona
essere il Paese, così tutta l’Italia deve essere come
è la brigata Savona; e cioè calma, disciplinata, fidente
e pronta (vivissimi applausi prolungati).
Essere pronti senza calma e senza disciplina non è preparare la. grandezza del Paese (applausi fragorosissimi, ripetuti). «Io mi trovai al mio posto in condizioni impreviste, superiori alle mie forze (tutti esclamano +
@ No, no! »). Vi resto e farò con profonda fede e coscienza tutto quello che si dovrà fare affinchè il
Paese esca dalle presenti contingenze più grande e più forte. «Tutti faremo il nostro doverè come ha concluso il generale Morra, con l'aiuto di Dio, agli ordini
del Re e per la gloria della Patria! ». Bene, benissimo,
in veri
Salandra vuole, d'accordo col generale Morra, comandante la brigata Savona,
che gl’Ita-
ma, la disciplina, la fede non
virtù po-
liani si diano alle virtù teologali — ma la calsono
polari, generalmente, e in Italia meno; che altrove, Lo provano ora varii giornali, tirando fuori dal discorsetto Salandra— diramato, a
FaiLormolKL
nientemeno
che
nell’ufficioso Bu//etin des Armées francese, della notizia, corsa in settembre, e che allora fece tanta impressione e tanto rumore, che centomila russi, imbarcati nel porto di Arcangelo, alla foce della Dvina, nel Mar Bianco, erano riusciti a sbarcare in Inghilterra per andare -a combattere nelle Fiandre e nelle Argonne.
Or bene, quei centomila
russi, se-
gnalati dai telegrammi a grandi titoli dei giornali, non erano che.... uova!... Il porto di Arcangelo è il centro dell’esportazione agricola dalla Russia settentrionale ed è special mente
il mercato
di esportazione
nuta.
Il telegramma
delle uova.
Queste uova provenienti dalla Russia sono chiamate nel commercio « russi ». Ora, ai primi di settembre, un commissionario in grande di uova, a Londra, ricevette da Arcangelo l’annunzio telegrafico che la spedizione delle uova da lui attese era avvediceva
semplicemente:
«80 000 russi partiti per Inghilterra ». Il commissionario capì benissimo: ma un impiegato del telegrafo, pare, capì tutt'altro, e la voce che centomila russi — bisognava ben ingran-
dire anche la cifra! — arrivavano in Inghilterra, corse per Londra; e a Parigi, Torino, Milano, Roma lo sbarco divenne senz'altro un
fatto compiuto. Ciò ricorda la famosa « gamba
di Vladimiro» accennata nel 1877 in un telegramma privato diretto ad una famiglia russa, che stava
in Roma,
dal teatro
della
guerra
turco-russa d'allora. Un'indiscrezione su quell’annunzio particolare una ferita toccata ad una gamba da un giovine di nome Vladimiro, fece annunziare la sera stessa, nel giornale ;/ Bersagliere, ufficioso del ministro dell’Interno, Nicotera, che una cannonata aveva portata via una gamba al granduca Vladimiro!
Quando venne dalla Russia la smentita, e
si seppe com'era stata messa
in giro la falsa
notizia, fu abbastanza perchè quella «gamba»
in coincidenza con altri inciampi, facesse ca-
dere Nicotera dal ministero!... Nel caso delle uova scambiate per russi, le conseguenze sono state molto più semplici — € l'ilarità commenta anche questa fantastica interpretazione giornalistica, in una guerra, per tanti aspetti terribile, ma, per le fantasticherie polemiche e descrittive dei giornali, assolutamente iperbolica!... * E la legione dei Garibaldini in Francia? Cosa succede?... È sciolta? è solamente sfasciata?... Ne parlano Peppino Garibaldi in Francia; Ricciotti Garibaldi a Roma. Questi vorrebbe addossare la responsabilità dello scioglimento al governo italiano. Ecco un bel tema per coloro cui tutto è buono per seminare discordia mentre occorre assolutamente concordia, O cosa può aver mai voluto fare e dire il governo italiano contro giovani vàlorosi andati volontariamente a servire la causa dell’indipendenza in Francia?... Volevano.andare
Montenegro;
in Austria,
o in Serbia, o nel e si pretendeva che il governo
italiano favorisse questa nuova impresa. Come poteva favorirla, se si dichiarò neutrale fra il plauso di tutti i partiti?... Se questa neutralità
‘si dovrà
rompere,
una
buona
volta,
Ricciotti:
« La
la responsabilità dovrà essere tutta .del governo, così politica e diplomatica, come. militare. Potrebbe mai esservi un governo che volesse rompere la neutralità a. mezzo, per incidente, mandando a combattere, qua o là, una legione sua e non sua?... Una verità vera però è nelle
parole
di
guerra di trincee non è fatta pei garibaldini ». È Peppino dice, dal canto suo, che lo scioglimento non è perentorio, nè motivato da nessun fatto speciale riguardante i garibaldini. Molti fra essi sono richiamati in Italia dai loro doveri militari, e ritornano per soddisfarli. Così va bene. Ed hanno lorgoglio di ritornare col prestigio di avere valorosamente combattuto ed essersi distinti. In Francia, in Repubblica hanno assaggiato che cosa è, che cosa deve essere disciplina di popolo e di soldati quando sî combatte — portino in Italia anche questo utile insegnamento, e tutti diranno loro: bravi!... * È un gran discorrere anche dell'incontro avvenuto fra Salandra e Giolitti, della visita che il presidente dei ministri d’oggi ha fatto al presidente dei ministri di ieri. Ignora i costumi parlamentari italiani chi suppone che fra uomini politici che si succedono al potere non possano esistere, non possano durare le buone consuetudini personali, Del resto, Giolitti non fu buttato giù dal seggio, l’anno scorso, da Salandra. Lasciò, di perfetta in-
tesa, pare, che i radicali lo facessero scivolare. Ed egli fu — pare — fra coloro che suggerirono Salandra alla Corona, ed il consi-
glio è apparso praticamente buono. Che cosa mai di più naturale che uno scambio d'idee, in una situazione eccezionalmente difficile, incomparabilmente grave come l’attuale, fra i due soli capi delle maggiori schiere parla-
mentari, i due soli uomini che impersonano, oramai, la continuità della politica italiana interna ed estera?... Chi dei due avrà convertito l’altro?... Convertito?... Ma chi dice che non fossero, in sostanza, tutti due d’accordo ?... Nè l'uno, nè l’altro, avendo sotto gli occhi ugualmente tutti gli elementi per giudicare, possono essere o neutralisti ad oltranza o guerraiuoli ad ogni costo. Per l’Italia bisognerà essere quello che le circostanze, gl’ interessi vorranno, .senza nessun
senza
preconcetto,
nessun
partito
preso. Nell'ora della decisione, questa dovrà essere il risultato, non
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
215
Genova. — Il solenne ingresso del nuovo arcivescovo, mons. Gavotti, nella cattedrale di San Lorenzo.
di un voto di maggioranza, ma della concordia, assoluta, incondizionata di tutti; e non sarebbe meraviglia, che in un giorno di concentrazione di tutte le energie, Salandra e Giolitti diventassero colleghi... e fors’' anco
Turati e Mussolini!
*
©
In Grecia invece è scoppiata una grave crisi politica. Venizelos era per l'intervento.
Re Costantino ha tenuti ripetuti consigli della
Corona, ha sentito e risentito il parere. dello Stato. Maggiore generale, poi ha concluso col dire al suo primo ministro: «io non sono d’accordo con voi». Ed: il primo ministro se ne è andato. Ù Re Costantino ha avuto molto maggior coraggio, di quanto glie ne avrebbe abbiso-
gnato per dichiarare
la guerra.
Per questa
tutta la maggioranza della Camera, i venizelisti, era favorevole. E coi venizelisti era — a quanto pare — la grande maggioranza dell'opinione pubblica greca. Venizelos, lo statista che ha portata la Grecia, attraverso la guerra balcanica, a successi diplomatici e
ad ingrandimenti territoriali, è uomo di gran-
dissima popolarità, e, certo, di non comune talento. Un ‘re che, in un momento come questo, si distacca da un tale uomo e si mette risolutamente contro la corrente dell'opinione pubblica deve essere un re, anch'egli, di non comune valore. Il regime costituzionale è fatto per coprire costantemente ia Corona. La Grecia mostra una Corona che si scopre volontariamente, risolutamente da sè. Anche qu sto, come gesto, è bello, perchè quasi tutti i
1913, e fossero sopraggiunti dal confine bulgaro anche
i turchi —
come
si sarebbe tro-
vata la Grecia?... Così deve avere obbiettato il re, di cui dicono, ora, che è germanofilo, rilevando che la regina, sua sposa, Sofia, è sorella del Kaiser. Facili esclamazioni, di fronte alle quali basta riflettere che un Re soldato non è presumibile. voglia rischiare la simpatia del suo popolo e la Corona ‘rifiutando un gesto così
simpatico
come
crisi greca, dunque, mente risolta.
non è ancora
quello
di pronunciarsi per la guerra. Il gesto di Re Costantino è più difficile, tanto che egli non ha trovato subito chi volesse rendersene politicamente responsabile con lui. Dopo il rifiuto -di Zaimis, si è fatto avanti Gunaris, deputato di Patrasso, e il ministero ora è fatto, avendo agli esteri Zografos, già presidente dello Stato autonomo dell’ Epiro. Venizelos,. pare, non li combatterà, ma non li aiuterà nemmeno. La definitiva-
* Lasciamo stare l'alta politica per venire ai fatti diversi; lasciamo le tragedie deila politica per le tragedie dell'amore. A Roma, una bella dama svedese, simpaticissima; fantastica, una contessa Hamilton, fattasi notare in breve in tutti i ritrovi di
quella grande società internazionale, esotica,
è stata assassinata da un proprio amante, uno studente cileno, ardente come la sua vulcanica terra, Carlos Cienfuegos, a cui, a 27 anni, lo studio delle matematiche — stava per lau-
ai
rearsi ingegnere — non ha ancora moderati gl'impulsi del caldo sangue ispano-americano. L'amante divenuto assassino per un assalto di cieca gelosia, ha voluto subito uccidersi, ma la pistola Mauser che aveva ucciso lei, non volle uccidere lui. Lei era una bellezza crudele, di quelle che scherzano in°
Questa è la sua convinzione. Ma, e se mentre le forze greche si spiegavano controi turchi nella penisola di Gallipoli, fosse saltata
si fanno uccidere. «É morta?... —/ha detto Cienfuegos — meglio così: questa donna è stata. fatale
gesti difficili sono belli!...
tesa, contro
Andare con l'In-
i tedeschi, doveva sorridere
greci. Venizelos, che ciò voleva, ha dichiarato che la Grecia si è lasciata sfuggire l'occasione ed il male è irreparabile anche quando esso Venizelos ritornasse primo ministro.
su la Bulgaria per rifarsi dalla batosta
del
cessantemente
con.
l’amore.
O uccidono,
o
per me; essa mi ha spogliato di tutto quello
che
possedevo:
l’ha
(Fot, San Giorgio). voluto,
e così
sia».
Ecco, in prospettiva, un processo emozio-
nante. L'uccisa aveva a Roma corteggia tori numerosi civili e militari. Avrà i suoi apologisti, come li avrà Cienfuegos. I giurati lo assolveranno — tal quale come quelli di Milano, la settimana scorsa, assolsero il vigile urbano che, per gelosia, aveva uccisa la moglie. La vita umana non vale assolutamente nulla nella nostra alta civiltà. Le attenuanti
giovine milionario, ricco, felice, gaudente. Ma è poi un vero suicidio volontario ?. . Non si tratta di un soggetto neurastenico, travolto in una compagnia di fumatori d’oppio, e spinto al suicidio per usufruirne la cospicua eredi Chi è genericamente accusato di tale perpetrazione nega assolutamente, sde-' gnosamente l'accusa, Si parla di una donna misteriosa che avrebbe avvelenata l’anima malinconica, sentimentale del suicida. Un testamento straordinariamente generoso
tratterebbe di due milioni — a favore
specialmente del prediletto amico, si contrappone ad un altro, pur ‘generoso, dove la parte più larga era fatta ad una sorellina del morto. I parenti accusano e denunziano, il beneficato nega le accuse e minaccia querele. Ecco dunque, anche a Milano, un misterioso dramma, e un più misterioso romanzo. Chi ha detto che quando l'umanità è percossa da grandi avvenimenti storici imponenti, tutte le anime si raccolgono, assorte dal fascino degli eventi straordinari, e tutti gli spiriti si elevano negli umani doveri della preparazione, dell'attesa, del sagrificio?... Ecco invece, da Roma a Milano tragiche smentite. Sono intime battaglie d'animé neutrall in terra neutrale!... 10 mar: Spectator.
post: ÈCAPELLI BIANGHI, ...- 1.00 su 0Giuseppe ADAMI. 1.3. DIRIGERE
COMMISSIONI
E VAGLIA
AI FRATELLI
TREVES,
EDITORI, IN MILANO,
VIA PALERMO,
12; E GALLERIA VITTORIO EMANUELE, 64-66-68,
L'ILLUSTRAZIONE
216
UN
IMPRESSIONANTE
DOCUMENTO
ITALIANA
DELLA
DIFESA
DI
ANVERSA.
mostra il terreno intorno ad Anversa cosparso dai belgi, per uno spazio di otto chilometri, da pali acuminati per ostacolare l'avanzata delle truppe tedesche.
Questa fotografia interessantissima e finor: ‘a inedita,
L'ILLUSTRAZIONE
PRINCIPI
E
SOVRANI
SUL
ITALIANA
FRONTE
DI
BATTAGLIA.
Luigi II.
Re Luigi Ill di Baviera visita le truppe sul fronte-francese,
(Fot. Hoffmann)
|’
218
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA orrore. Voi, che avete guerra, comprenderete
La Polonia nel pensiero di Entico Sienkiewicz A proposito del libro “Sui Concetto
campi
Pettinato è un giovine pubblicista che
si è fatto notare per gli acuti e originali studi sulla Russia. Il suo volume La Russia e i Russi osser-
vati da un italiano, uscito si può dire alla vigilia
della guerra, fu uno dei libri più letti in questo tempo che tutti vogliono conoscere
da vicino la vita, gli
spiriti, le tendenze dei popoli in guerra. Scoppiata la conflagrazione, egli andò come corrispondente della Stampa sul teatro orientale della guerra, e sotto l'immediata impressione delle cose vedute mandò al suo giornale lettere vibranti e commosse da Varsavia, Ivangorod, Lublino, Piaseczno, Galatz.
Fosche imagini della guerra, scene di città assediate
ed invase, tutto il martirio
e l'eroismo
di un
po-
polo passano nelle sue lettere a tratti incisivi e nervosi
di acquaforte. Ora escono
in un volume dei
« Quaderni della guerra » sotto il titolo Sui campi
di Polonia, con 37. vedute originali, e con l’aggiunta di un'appendice inedita che espone in chiara sintesi la complessa questione della Polonia, tra-
gicamente riaperta dal presente conflitto. Il grande scrittore polacco Enrico commosso alla lettura delle bozze, scrisse al giovine scrittore italiano fattosi interprete del dolore della Polonia, una bellissima
lettera,
che
è ad
un tempo
una lusin-
ghiera presentazione del libro e una sentita espressione del pensiero dei polacchi sulla sorte-della loro
patria infelice, È un interessante documento che i nostri lettori saranno lieti di conoscere.
Caro Signore, Ho letto con interesse grandissimo le bozze del vostro libro Su campi di Polonia. Queste note così drammatiche, così piene di movimento, di vita e di colore familiarizzano il lettore col nostro paese, le sue città, le sue campagne, i suoi abitanti, e lo rendono quasi
testimonio del vostro viaggio e della spaventosa tormenta scatenatasi sulla Polonia.
di Polonia,,‘ dine.
Sarebbe
di Concetto Pettinato. felice di poter ritenere defi-
nitivamente chiusa l'epoca del martirio, ma le è troppo difficile dimenticare dolori ancora recentissimi. Tutto il paese ricorda che la politica russa a suo riguardo ha sempre obbedito strettamente e servilmente alle intimazioni di Berlino e non può: non vedere come, ad onta dell’abisso separante oggi i due Imperi, questa politica segua ancora l'antico indirizzo. Sicuro. Da un lato il Proclama del Granduca cui noi vorremmo fidarci di tutto cuore, dall'altro fatti quali quelli avvenuti a Lemberg, prove evidenti che i vecchi metodi suggeriti dalla Prussia non cessano di trovare applicazione. Nessuno fra noi dubita della sincerità delle promesse del Generalissimo: ma ognuno si domanda che cosa ne rimarrà quando la burocrazia russa si sarà incaricata di effettuarle. Avverrà forse lo stesso che per gli u4ase imperiali sulla tolleranza religiosa? Chi potrebbe dunque tacciare di esagerazione la nostra inquietudine per l'avvenire? Ma questo non è che uno dei molti elementi della tragedia polacca, la quale non ha precedenti nella storia. E dico non ha precedenti poichè lo stesso Belgio, il cui confronto si impone alla prima, trovasi in una situazione in realtà molto meno penosa. vero che a' sfregio di tutte le leggi umane e divine esso è stato barbaramente straziato, e che le sue città, le sue chiese, i suoi tesori d’arte vennero bruciati e distrutti. Tuttavia questa raffica vi è durata assai meno a lungo che in Polonia. Effettuata rapidamente l'occupazione del paese,
la guerra
è continuata
ue frontiere. Sopratutto un'altra considerazione presenta a’ nostri occhi la sorte dei belgi come invidiabile, questa: che essi potevano battersi per la patria fino all'ultimo anelito. Ben più felici che i Polacchi, essi sanno qual causa difendono a prezzo del proprio sangue! Noi, invece, arruolati in numero di un milione e mezzo nei tre eserciti avver-
cogliere la nostra tragica esitazione fra la speranza e il dubbio, il nostro slancio verso un avvenire accennante a mutare da cima a fondo la vita della Polonia, e ad un tempo la nostra inveterata diffidenza verso questo avvenire terribilmente oscuro. Conoscendo la secolare politica della Russia, avete compreso come i nostri dubbi non fossero che troppo fondati e come non li attenuino che le promesse del Governatore russo e la profonda convinzione che una vittoria prussiana equi-
sari, noi
gere gli aspetti delle cose. Voi avete saputo
varrebbe all'annientamento totale del nostro popolo.
Le vostre qualità di osservatore sono gi state a tal segno apprezzate, che imiei compatrioti stabiliti in Francia hanno concepito il progetto di ripubblicare il vostro lavoroin francese e in inglese. Presentati dalla penna di uno straniero, tali spettacoli e tali verità
non potranno che produrre un effetto anche
maggiore sulla opinione del mondo. Il vostro libro contribuirà di molto a porre
in luce il dilemma agitantesi oggi nell'anima polacca. La Polonia è il solo grande rappresentante della civiltà occidentale fra tutti i paesi di razza slava. Essa ebbe tanto da soffrire da parte della Russia, sempre ostile allo spirito occidentale, che un mutamento inatteso nella condotta ‘dell'oppressore la getta
in una
meraviglia
non
scevra di inquietu-
1 Concerro Perminato, Sui campi di Polonia. Un vo-
lume di 160 pag., con 37 fototipie. Milano, Treves, L. 2,50.
periamo a centinaia di migliaia...
E a quale scopo? In difesa di quale causa ? Dà sette mesi la Polonia è teatro di lotte continue. Dalle rive del Niemen fino ai Carpazi il cannone tuona incessantemente, le
città e i villaggi bruciano di continuo. Sanno in Italia che talune fra le nostre regioni hanno mutato padrone undici volte di seguito? Sanno che nelle province occupate dai Prussiani turbe innumerevoli di uomini, di donne e di fanciulli si appiattano in fondo alle foreste e vi muoiono di freddoe di fame rosicchiando la corteccia degli alberi? Dei dieci distretti del Regno di Polonia, nove sono stati già intera-
mente devastati. Ela Galizia? Testimoni degnì di fede mî affermano quel paese non esserè più in massima parte che deserto. La popolazione cacciata di casa vi muore di inedia. I profughi accantonati nelle province più lontane dell'Austria entro baracche allestite ‘con un’incuria che ha del criminoso hanno veduto giorno per giorno morire — cosa atroce — tutti i loro bimbi minori di otto anni! Dai laghi Masuri alla frontiera ungherese la guerra ha devastato 15000 villaggi polacchi, radendone al suolo parecchie migliaia. Più di 400. fra città e borgate hanno subìto la stessa sorte. Di oltre mille chiese non restano più che le macerie. La distruzione di Kalisz è presente ancora alla memoria del
mondo intero. Chi leggerà il vostro libro, queste Lacryzz2 rerum commosse ed elo-
quenti, non
‘potrà
non
Vi serberò una vera riconoscenza per queste pagine magistrali sui primi atti di una tragedia la qualé finirà quando Dio vorrà,
ma che certamente
non finirà con la nostra
morte, Il mio paese è così agguerrito al do-
lore, è dotato
di tale.forza
sentirsi compreso di
di resistenza, di
tanta energia e vitalità che saprà sopportare queste prove capaci di schiacciarne ogni altro, Noi non dimenticheremo mai il canto di guerra che i nostri soldati intonavano per la prima volta sul suolo italiano combattendo per la causa italiana: La Polonia non è morta! Certo: ma noi vogliamo che il mondo
sappia quanto avviene da noi. Meglio che semplicemente morire alla hice del giorno, è soffrire alla luce .del giorno. Noi vorremmo sopratutto che l’Italia sapesse la verità; l'Italia, la quale avendo sofferto è destinata a di ogni altra nazione. stra patria, anch'essa
essa medesima molto comprenderci meglio Il pensiero che la voper così gran tempo sventurata e calpestata, oggi tiene in mano le sorti d'Europa è ciò che ci infonde coraggio e speranza in un avvenire migliore. l' raggi della scienza scaturita dalle vostre scuole venerabili si sono in passato diffusi sul mondo intero. Possano oggi i vostri cuori proiettare un raggio altrettanto luminoso sulle sofferenze di un popolo. La Polonia nofî implora pietà da alcuno. Essa chiede soltanto che la si ascolti, la si capisca, si sappia almeno onorare in lei il suo invincibile, il suo eterno coraggio. Il vostro libro vi contribuirà molto. Così ancora una volta ve ne ringrazio. Vevey, febbraio 1915.
Enrico SIENKIEWICZ.
fuori delle
Non è in campo qui solo il vostro talento di narratore. Ciò che ammiro almeno altrettanto e che avevo già avuto occasione di notare durante le nostre conversazioni a Vevey, si è il dono di orientazione che vi ha permesso egualmente bene di penetrare nell’intimo fondo dell'anima polacca come di dipin-
veduto davvicino la per giunta natural-
mente come dal giorno in cui lasciaste la Polonia la rovina e la desolazione non abbiano fatto che accrescervisi....
NOTIZIE
TEATRALI.
ww Uno studio su Marco Praga, molto diligente e simpatico ha pubblicato Cesare Levi, nella Nuova Antologia del 16 gennaio. Il Levi, scrittore autore-
vole di cose teatrali, considera l'attività del nostro drammaturgo, soffermandosi
specialmente sulla tom-
media, che gli dette la celebrità, Le vergini, su La porta chiusa e su La crisi, ch'egli ritiene come il capolavoro di lui,
Con
queste parole, che ne dànno qu:
sunto, si chiude il pregevolissimo saggio: « Non numerosa
un rias-
l’opera di Marco Praga, ma com-
patta e ben caratteristica: non ricca di invenzione, nè risplendente di immagini musicali, o di preziosità stilistiche, ma sobria, serrata, avvincente, per
il logico snodarsi dell'azione, per l'umanità dei caratteri. Fra quanti
in Italia tentano
dar opere al
teatro, Marco Praga è quegli che ha meno impacci letterari; ciò però non toglie che il suo dialogo, se pur limitato nei vocaboli, sia sempre appropriato all'argomento, allo stile dell’opera, e la parola sempre corrispondente all'immagine che egli vuol rievocare; ed abbia in sommo grado il pregio della naturalezza. Ed ecco perchè il meno lento. fra gli autori drammatici italiani è uno dei maggiori autori di teatro che vanti l’Italia contemporanea ».
nu Le commedie del nostro S. Lopez, hanno fortuna anche in Ispagna. Ci scrivono da Madrid Carola-Ordega ha rappresentato con. successo La buoma fi-
che a quel teatro Eslava la compagnia gliola
di Sabatino
Lopez,
protagonista
l'attrice
Maria Palai. Prossimamente l'attrice Maria Guerrero metterà in scena // ferzo marito dello stesso
Lopez.
mv. d' capelli bianchi, la bella commedia di Giu-
seppe Adami, ha avuto a Genova, come a Milano, un successo pieno ed incontrastato. Tutte le primarie compagnie drammatiche hanno fatto a gara
per accaparrarsi il lavoro che farà rapidamente il giro dei principali teatri italiani. / capelli bianchi
escono ora in un volume della raccolta teatrale
della casa Treves, e chi non li ha sentiti potrà gustarli ed apprezzarli alla lettura.
L'ILLUSTRAZIONE
I
ITALIANA
249
DARDANELLI.
Gallipoli sul Mare di Marmara.
Capo Helles all'entrata dei Dardanelli,
L'isola di Tenedo.
I Forti di Sedul
Bahr, già distrutti dalla flotta alleata.
*
(Fot. Luxoro).
L'ILLUSTRAZIONE
220
ITALIANA
Ll Londra durante la grande guerra J HI] .
Note e impressioni di Ettore MODIGLIANI
|
(Continuazione. Vedi i numeri 9 e 10).
a Whitehall (fot. DailyMirror). Una rivista di reclute inglesi, non appena arruolate, sulla spianata della caserma della cavalleria della guardia
Londra, febbraio. “La Kommandatur La
commedia
drammatica
che
pera SAY war”
la piccola
compagnia belga di Jane Delmar rappresenta da alcune sere al Criterion è di J. F. Fonson, un nome non ignoto nel campo letterario, e s'intitola La Kommandatur ; il termine onde è chiamato in Germania il Commissariato di Polizia e che designa ora, nei paesi occupati, l'ufficio, gerito dall'autorità militare, nel quale sono condotti gli arrestati civili e dove si tengono i primi processi sommari: mezzo prigione giudiziaria e mezzo tribunale. La scena si svolge a Bruxelles nel periodo corso dall’ occupazione tedesca della capitale alla caduta di Anversa, nei giorni angosciosi in cui, dalla resistenza delle città fortificate e da una battaglia vittoriosa col soccorso degli alleati, Bruxelles si illudeva di ottenere la propria ‘vicina liberazione. Siamo nella casa di Antonio Jadot, impiegato presso il Ministero belga della guerra e rimasto per ordine dei suoi superiori nella capitale, nella quale egli passa tristi ore a contatto continuo con gli invasori, mentre sua moglie e sua figlia Caterina si struggono al pensiero che Pietro Gilbert, il fidanzato della fanciulla, si arruoli volontario da un momento all'altro e raggiunga l’esercito in Anversa non ancora investita. Una novità c'è in famiglia: poco prima Caterina ha incontrato in istrada Siegfried Weiger, un giovane tedesco che un tempo le aveva fatto senza effetto un poco di corte e che, lasciata Bruxelles allo scoppio della guerra, è ora ricomparso in città. E un’altra novità porta a casa Jadot: al Ministero, dove quasi per forza d'inerzia egli si reca ancora ogni giorno, è stato invitato dall'autorità militare tedesca a non presentarsi più e a tenersi, invece, a domicilio a sua disposizione. La famigliuola siede a tavola mentre il canto della « Wacht am Rhein» e della «Deutschland iber alles» che sale monotono, incessante, dalle vie insieme col rumore sordo e regolare del passo delle truppe, irrita e martirizza quelle povere anime afflitte, intente, sulle notizie che circolano di nascosto intorno ai piani di Joffre e allo sbarco degli inglesi, a costruire le loro speranze e i loro sogni. Quando appare Wei ger; egli è venuto a visitare i suoi antichi amici, ma un'accoglienza gelida ei fatta di mal repressa ostilità lo attende. E con fare untuoso comunica di aver voluto egli stesso assumersi, appunto
come
amico, il doloroso in-
VINI VALPOLICELLA
Cantine Trezza = Verona >
Anversa non cederà; e allorchè passa l'ordine del silenzio e viene il momento di separarsi tutti le giurano all'orecchio che quanti son là, vecchi e giovani, se usciranno liberi, ragngeranno
l’esercito, dovunque
sarà,
Il terzo atto è rapidissimo e 3i. svolge di nuovo nella casa di Jadot. Le due povere donne sono, per quanto è possibile, in festa. Il babbo è stato rilasciato e sta per giungere.
E giunge
infatti, ma
gioia della piccola
——== Gli effetti del blocco br icatura del Daily Graphic io inglese, in fi a fune’ del British keade tasche sfugge il manoseritto dell’a Dimmi quando hui abbasta a ressione (Say when!) usata di mente quando si mesce da bere a un amico).
carico di condurre Jadot al Commissariato in stato di arresto per sospetto di spionaggio, Nel secondo atto siamo alla « Kommandatur» che l’autore dicesi abbia ritratto dal vero, essendovi anch’egli per sua sfortu! stato ospite per qualche tempo, Da lontano viene il rombo del cannone tedesco che tuona
contro Anversa. In compagnia di poveri dia:
voli accusati di aver venduto giornali proibiti
e di aver portato di nascosto lettere dentro e fuori i territorj occupati, Jadot ha passato qualche settimana in attesa del giudizio e in ansie atroci per la sua famiglia, solo confortato dalla simpatia di uno dei suoi giudici, un ufficiale umano e gentile, che ha la convinzione
della innocenza
di lui. Con un sotterfugio
Caterina, restata sola con la mamma — chè Gilbert ha fatto in tempo a correre ad Anversa e ad unirsi ai difensori della piazzaforte — riesce ad introdursi alla « Kommandatur» e ad avere con suo padre un colloquio, presto interrotto dalla brutalità di un altro ufficiale che sghignazzando annuncia imminente la caduta di Anversa. Uno stupore tragico si disegna sui volti di quei disgraziati: «E i forti?... » «Idioti che siete — è la risposta, accompagnata da un riso di scherno — ma sei migliori li abbiamo costruiti noi !...»
Le ombre della notte invadono lo stanzone della « Kommandatur»: si distribuisce la scodella di minestra. Nessuno dei prigionieri ha più voglia di prendere in giro i modi, l’aspetto e l’esotico francese dei soldati oppr' sori: sono tutti scoraggiati, avviliti, annichiliti. Ma Caterina sommessamente li rianima. No;
è di breve
durata
famiglia di nuovo
la
riunita ;',
ecco ancora Weiger. Egli viene a. congratularsi per la liberazione di Jadot nella quale ha pure avuto la sua parte. Ma dice e non dice, si capisce che cela qualcosa. È invitato a spiegarsi e diventa provocante e insolente. Alfine l'ira dei Jadot scoppia e Caterina ormai fuori di sè lo mette alla
porta.
Egli andrà, sì,
ma prima deve dire ciò che avrebbe voluto
annunciare con animo più tranquillo e prepa-
rato: Gilbert è stato ucciso alla difesa di An-
versa:
ecco la catena con la medaglietta....
Caterina resta fulminata e nell'istante in cui Siegfried le passa innanzi per uscire gli si avventa contro e gli pianta nella gola un coltello da cucina. Come appare dalla favola grandguignolesca, trattasi di un dramma il cui interesse sta quasi solo nella pittura dell'ambiente che vi è delineato e del momento storico di eccezione nel quale le figure si muovono. Niente letteratura, niente cerebralità; è un lembo di vita portato sulla scena col rigoroso e preciso realismo di un fatto di cronaca, una piccola tragedia intima di piccole anime borghesi
espressa col linguaggio più piano e più semplice, un episodio dei tanti simili che si sa-
ranno svolti nella invasa città e reso soltanto un po’ melodrammatico in fine dal colpo di coltello di Caterina. Ma ha valore di propaganda ed effetto indiscutibile d’immediata commozione:
troppo diretta è la rispondenza
fra ciò che sulla scena si rappresenta e gli avvenimenti reali che si svolgono fuori e di cui tutti gli animi sono pieni. Il pubblico, composto in grande maggioranza di francesi e di belgi, sembra ascoltare il breve dramma
con l’acre e terribile voluttà data dal ferro che tormenta la piaga sanguinosa, e quando scende il sipario sfolla oppresso, angosciato e senza un applauso, il teatro, quasi sotto l'impressione di aver assistito ad una tragica scena reale che non debba essere turbata da battimani e da grida. Come può non essere presente al suo spirito che mentre Caterina
apprende forse
la notizia della morte
nello
stesso
di Gilbert,
istante, altre spose, altre
sorelle, altre madri — e vere, queste — cevono la lor funebre medaglia
ri-
L'ILLUSTRAZIONE
L'opinione pubblica. Lo spettacolo che offre la popolazione d’In-
ghilterra in questo momento non è soltanto di forza, ma di profonda sicurezza e di fiduciosa, ammirevole serenità. Serenità, che può fin parere impassibilità, dinanzi alle nuove così favorevoli come contrarie dell’alterna vicenda della guerra. Non eccessivi entusiasmi quando alla fine di gennaio il telegrafo por-
tava improvvisa la notizia della battaglia na-
vale vittoriosa al largo di Helgoland, non depressione quando a pochi giorni di distanza, ai primi di febbraio, la Germania annunciava una temibile rappresaglia :la guerra
di corsa per mezzo di sommergibili contro il commercio sulle coste d' Inghilterra e di Francia. Il paese valutò immediatamente con sangue freddo quella minaccia per quello che era e fin dal primo annuncio
ne sorrise
e la battezzò: #fre bluff blockade. Or che gli avvenimenti — o, meglio, i non avvenimenti —
gli stanno
dando
ragione
non se ne stu-
pisce, come di cosa che doveva essere
perchè non
poteva essere diversa.
così
Altrettanto dicasi della fiducia nell’esito della lotta. Anche Parigi m'è apparsa il mese scorso sinceramente sicura, anche Berlino, a quanto si afferma, si mostra certa della vit-
toria, ma venendo qui si sente che la sicurezza di Londra è battuta in più solido mefiducia non è fatta solo dalla volontà di vincere ad ogni costo, ma dalla profonda coscienza di essere in possesso delle forze e dei mezzi necessarj allo scopo, che questa fiducia riposa su un fondamento di carattere non logico ma quasi matematico. tallo, che questa
Io ho inteso dacchè son qui discutere assai spesso del modo di condurre la guerra, del quando finirà, del quanto costerà, delle conseguenze che produrrà, ma non ho mai inteso accennare all'ipotesi che l'Inghilterra a lungo andare possa avere la peggio. E se qualche volta ho io, discretamente, posto il quesito, ho colto nei miei interlocutori un senso di onesta
meraviglia e ho avuto sempre una risposta la quale mi ha rivelato la granitica convinzione che l’inghilterra in questo spaventevole conflitto scomparirà come nazione dal mondo prima di cedere.
S'intende facilmente, d'altronde, come gli spiriti della pubblica opinione sieno qui più alti che altrove: Londra non vede da vicino la guerra come la vede, ad esempio, Parigi. Basta una corsa fino a Senlis o a Creil perchè il parigino abbia una visione di orrore e di strage e intuisca quel che può essere avvenuto laggiù nei dipartimenti invasi; e poi la fisonomia così mutata della città, l’incontro così frequente di persone in lutto, la vista dei feriti, la chiusura della maggior parte dei teatri, la comunicazione continua col fronte di battaglia, tutto contribuisce a far sì che a Parigi, sebbene animati dalla più salda risolutezza, si senta il grave peso della guerra e
non si dissimuli lo sforzo immenso che costa alla nazione l’immane carneficina. Ma a Londra no. Londra, cinta dal mare, protetta dalla flotta, tranquilla nello svolgersi della sua vita ordinaria, sembra cogliere soltanto, se posso dir così, l'aspetto marziale ed eroico della guerra, e compiere, quasi senza stento, quasi senza accorgersene, la duplice opera d'apparecchiare e condurre la lotta con eguale intensità per mare e per terra. E l'opinione pubblica non cela il suo orgoglio per questa sua opera e ricorda con sdegno il disprezzo col quale si giudicava sul principio in Germania il suo esercito improvvisato e le accuse di sordo egoismo lanciate a questa vecchia Inghilterra, che pure ha voluto partecipare col fiore della sua gioventù alla guerra terrestre quando poteva aver largamente assolto il suo còmpito mantenendo la libertà dei mari per sè e per gli alleati e strozzando il commercio nemico. * Ma neanche lo sdegno muove all'odio il pubblico inglese contro la Germania, e al Canto dell'odio, alle invettive, alle maledizioni che squillano di là dal Reno risponde qui null’altro che un sottile senso di scherno, di gente che non si scalda e cui in fondo non dispiace di apparire, tra tutti, oggetto di speciale accanimento. La Germania crede di esasperare gl’inglesi, ma dimostra di non conoscerli. Essa s'è prefissa evidentemente, ieri con i suoi raids d’incrociatori o con qualche volo di aeroplano, oggi col preteso blocco di sottomarini, di riuscire a tenere in continua ansia l'Inghilterra, € non sa che questo popolo, signore assoluto dei suoi nervi, invece d’allarmarsi vaglia fred-
damente ogni nuova minaccia e vi cerca con gioia la prova che il nemico va, egli, perdendo a poco a poco il self control,
nanza di sè.
221
ITALIANA
WHAT
“WAR-FRIGHTFULNESS"
AMOUNTS
TO-
piedi
la padro-
Quando finirà la guerra? Neanche a Londra si arrischia alcuno a rispondere a questa domanda e a fare profezi
troppo disparati e complessi sono gli elementi della gigantesca partita che si sta giuocando sulla carta del mondo.
Ma quel che in generale si crede, pur essendo preparati a tutto, è
che difficilmente un’altra
campagna invernale vi sarà. Nè si ritiene questa ipotesi in contrasto con le previsioni, attribuite ad uomini politici, di una guerra di almeno tre anni, e con la durata dell’arruolamento , per il fatto che sospensione delle ostilità non potrà significare al tempo stesso termine del periodo guerresco e
A AN GZZAZA LA
smobilitazione. Lungo tempo
passerà in cui dietro la diplomazia in trattative saranno ancora gli eserciti alla fesa dei territorj occupati e con l’arme al piede pronti a riprendere la lotta. La prima guerra balcanica insegni. Comunque, può riuscire interessante conoscere, come
indizio di
_ii har about a3 mueh oMact upon cur nt uo with a poi
Caricatura di W. K. Haselden nel Daily Mirror.
di piselli, da uno Zep(I duo Guglielmo, padre e figlio, tempestano di bomb vaestra della continuae pelin, il ve: bio John Bull che va diritto per la strad guerra. Dice Guglielmo IL: Adesso vedrai so 10 facciamo uscir dai zione del Inutilmento: sotto, John Bull continua indifferente per la sua gangheri ! strada, e il Kaiser: Ma guardalo, Guglielmino, non gli fa né cali do nè freddo!
ciò che si prevede in alcuni importantissimi circoli finanziari, le condizioni delle assicurazioni di guerra. Intendiamoci: non l'assicurazione di determinati oggetti contro il rischio di perdita o di danni eventuali a causa della guerra, ma una vera e propria assicurazione contro la durata delle ostilità. Perchè in questo Paesein cui — per chi non lo sapesse — si può presso una Compagnia affrancarsi da qualsiasi pericolo che minacci i propri affari e i propri interessi; garantirsi, poniamo, contro il rinvio di una cerimonia pubblica o di uno spettacolo, contro il verificarsi di un avvenimento qualsiasi, fin contro il buon tempo o il cattivo tempo di un determinato giorno dell’anno, si può con una assicurazione ovviare al pericolo che entro un certo tempo la guerra non sia finita. Ora i premi che il Lloyd ha da poco fissati, e che vigono ancora in questo momento, sono di settantacinque lire per garantirsi cento lire di capitale se le ostilità dureranno oltre il 30 giugno prossimo, di cinquanta lire. per una durata non oltre il 30 settembre, di venticinque lire per la fine dell’anno, di dodici per la fine del marzo 1916. Ciò significa, per tradurre queste cifre in linguaggio del 77/, che il termine della guerra
è dato rispettivamente a !/s, alla pari, a 3,27; significa che il Lloyd ritiene vi siano almeno tante probabilità favorevoli quante contrarie che per la fine dell'estate questa atrocissima, titanica tragedia abbia avuto termine. E chi pensi quale colossale organismo finanziario sia il Lloyd, quali e quanto diffusi e quanto cospicui interessi rappresenti, non potrà non considerare queste vedute come esponenti della situazione giudicata da uomini a conoscenza di molti elementi di fatto necessarj ad una ipotesi non cervellotica. E l’Italia?
È il punto interrogativo dinanzi al quale
l’italiano
qui non residente si trova nel pe-
riodo attuale
ad ogni
jation to march on me # the Willioe had a faw noti (By Wir, Wi fl Maselden.)
La calma dell'Inghilterra di fronte alla guerra.
momento.
E al primo
ne segue quasi sempre un secondo; ma non quello che voi pensate. Non vi si domanda se l’Italia scenderà in campo; yi si domanda puramente e semplicemente: È compiuta la
vostra preparazione? Quando interverrete? Ma non si deve credere che il sentimento di viva attesa racchiuso in queste parole rap-
presenti nella mente
degli inglesi l'ansia di
veder portato alla causa degli: alleati un valido e indispensabile aiuto, o la persuasione che noi ci si debba muovere per ragioni diverse da quelle suggeriteci dal nostro esclusivo interesse. No: questo Paese sa troppo bene che un grande popolo non affronta i rischi di una guerra per ragioni soltanto di affinità sentimentale e, d'altro lato, la sua ferma risoluzione di andare in fondo fino alla vittoria gli ha dato la convinzione che anche senza l'intervento pur così apprezzato del-
l’Italia, o quello della Rumeria — pel quale
sarebbe possibile alla Russia tender la mano alla Serbia — la guerra finirà in un modo solo: battendo, non certo schiacciando, la Germania. Per noi è questione di maggior tempo, di più ardui sforzi, di più gravi sacrifici — vi si dice semplicemente — e li compiremo: ecco tutto.
Ma quel che si stenta
a comprendere qui
è come l’Italia, giudicando
soltanto dal suo
punto di vista e in base soltanto ai suoi interessi, possa non intervenire. E vi si parla delle provincie irredente, della sicurezza dei nostri confini orientali, delle nostre aspira-
zioni al dominio dell'Adriatico, dello smembramento della Turchia, della fine, ormai,
della Triplice Alleanza e della necessità di esser presenti il giorno in cui nuovi aggruppamenti di potenze si disegneranno....
«Voi italiani siete troppo acuti per non ve-
dere tuttociò.
E non
potete
non
capire che
adesso 0 forse mai più....» Cento volte — e non da inglesi soltanto, ma anche da nostri connazionali — io ho udito ripetèrmi in que-
ste settimane simili discorsi e simili parole,
e non potendo rispondere che avevan torto e non volendo rispondere che avevano ragione; ho taciuto. Ma sempre più profondo s'è rafforzato in me un convincimento: Guai ai popoli che.in questà tremenda crisi resteranno a casal...
Errore MODIGLIANI.
GASPELORTA
CANA
LOrRRAN CE SE =
BEA\CrAGGO:
PRIME
GRANATE
sui
Forti
Des
DI
SepuL-BaHR.
(Dis. di A, K.).
L'ILLUSTRAZIONE
224
ITALIANA
yhat, sesto Montechino, settimo Orfeo, ultimo Var Dyck. La
plausi.
vittoria
di Aguilone fu accolta con ap-
Il totalizzatore diede al Pesage L. 20, 7, 9,13;e
al prato L. 22, 7, 8, 12.
Un romanzo
all’
Fra
tante
riosità, eccone qua una davvero curiosa, e, crediamo, senza precedenti.
Il 25 gennaio 1908 moriva in Viareggio la nota
scrittrice inglese De La Ramée Luisa (Quida), e di lei disse l'ILusrrazione nel numero del 2 feb-
braio successivo.
Non avendo essa
lasciato testa-
mento, nè conoscendosi eredi di lei, fu costituita avanti la Pretura locale l'eredità giacente, della
quale fanno parte, essenziale, le opere letterarie da
lei lasciate in buon numero. Fu già detto che l’anno scorso il maestro Puccini si recò a Londra per acquistare i tti d'autore di
un romanzo scritto ‘dall'Ouida, intitolato 7av0 Lit fle Wéoden
Shoes
(I due zoccoletti), pubblicato in
Inghilterra nel 1874. L'editore inglese fece comprendere al maestro che non era in sua facoltà disporre della concessione della proprietà letteraria essendo a ciò competente l'autorità giudiziaria di Viareggio. ‘Allora il maestro Puccini offrì al curatore dell'eredità
giacente una prima somma di L. 1000 che non fu Accettata, non potendosi, per disposizione di ‘legge,
procedere a trattative private. Anche la Casa Ricordi fece un'offerta elevandola ad oltre 2000 lire,
ed altri pure offrirono fino a L. 5000, ma
G. Ferri). Aquilone della « razza di Besnate » vincitore del premio dei Parioli di L. 50.000 a Roma. (Fot. Dopo molte false partenze e una caduta di Korb,
“Aquilone,, vincitore del Premio Parioli a Roma.
disarcionato
Il sole ha date le sue luminose grazie, domenica scorsa, 7 marzo, al «gran premio Parioli» corso a
libero, da sicuro vincitore, mentre
Roma
davanti ad un pubblico eleganti
io aflol-
lantesi nel pesage e nel prato. Era la quinta corsa
della giornata: metri 1600, premio L. 50 000. Ritiratisi VaZseur e Fragore, otto partenti si presentarono allo «starter»: Zoyhaf (Bini) del barone Barracco, Ga/liflora (Childs) del comm. Modigliani, Montechino (Orsini) della razza Bellotta, Aquilone (Davis) della razza di Besnate, Orfeo (Nagy) della razza Jolly Park, Aristippo (Korb) e Woron (Blackburn) di Sir Rholand derico Tesio.
e Var Dyck (Sumter) di Fe-
da Aristippo, gli otto puledri partirono
serrati. Aguilone e Foyhat dopo poche folate si distaccarono dal gruppo
lottando per il comando.
In curva Woror avvicinò Aguilone che galoppava Aristippo e Van Dyck chiudevano il gruppo preceduti di qualche
lunghezza da Ga/liflora.
Nel rettilineo d'arrivo Woror e Foyhat cedettero
terreno mentre Ga/li/lora, mente al richiamo
seguita
rispondendo generosa-
di Childs, veniva
da Aristippo, che
fendeva i colori della sua
a farsi luce
in un buon ritorno di-
scuderia.
Davis
portava
intanto alla vittoria Agui/ore, che tagliava primo traguardo con una lunghezza di vantaggio su
Galliflora; terzo a due lunghezze rimaneva Ari-
stippo, quarto a due lunghezze Woron, quinto Fo-
L’azione
Oltre al maestro Puccini, anche Mascagni prese il romanzo dell'Ovida a base di un’opera musicale.
Il pretore. di Viareggio di fronte. alle varie ri-
chieste ha fissato la vendita al pubblico incanto del diritto di drammatizzare e musicare il romanzo / due
zoccoletti per il giorno di giovedì 18 marzo. Vedremo chi sarà ifmaggiore offerente. Neorologio.
—
È morto a Torre Annunziata
un
geniale pittore, Ciro Denza, noto per i suoi paesaggi, e più specialmente per le sue marine, splendide per sole e per azzurro e per disegno di una correttezza insuperabile. Il Denza espose nelle principali città italiane, a Liverpool, a Londra, ovunque riportando elogi e premii. l suoi lavori più ammirati sono: Da Porto Salvo, Porto e arsenale di Castellammare di Stabia, Il mattino, Calafataggio, Presso
il burrone (acquistato da Re Umberto), Paesaggio fantastico. \l Denza era fratello del musicista Luigi, ‘autore di ispirate melodie e dell'opera Wa/lerssteim. Aveva 71 anni.
specifica dell Odol si basa con tutta probabilità sul fatto che
esso, durante lo sciacquamento della bocca penetra nelle mucose
delle bocca e negli
interstizi dei denti, impregnandoli in certo qual modo. È necessario rendersi conto
dell’ importanza di quest azione caratteristica dell' Odol; mentre gli altri mezzi per sciacla cura dei denti e della bocca agiscono solamente durante i pochi istanti dello il quamento, l’ Odol invece esercita il suo benefico effetto ancora per delle ore dopo lavaggio. Quest azione prolungata è stata oggetto di ricerche scientifiche assai interessanti
che
hanno di-
mostrato concordemente, come questa proprietà senza
pari dell’Odol, non venga riscontrata
in nessun
altro den-
tifricio, fra tutti quelli che vengono raccomandati
per l'igiene
della bocca.
Chi adopera l Odol costantemente ogni giorno, fa quanto di meglio si possa esigere per l'igiene dei denti è della bocca.
L'ILLUSTRAZIONE
LE
CAVE
DI
ITALIANA
SOISSONS.
FHUTREVES Le famose cave di Soissons, rifugio degli abitanti durante
i bombardamenti
e posto d’ambulanza per i feriti
(Dis, di G. D'Amato da uwistinta
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Diario sentimentale della guerra wr Alfredo Panzini. | era necessario trovare la miracolosa pianta Augusto Murri... E l'issòpo dove è ? dell’issòpo. Uomini gravi, e di alto ingegno hanno deAh, quale indomabile ebbrezza mi infondegnamente risposto agli intellettuali germanici vano queste parole dei libri della rivelazione : ricordo Augusto Murri, Guglielmo Ferrero, Aspergi me, o Signore, con l'issòpo e sarò Piero Giacosa, il prof. Emilio Bodrero. fatto puro! Lava me, o Signore, con l'issòpo lo sono rimasto stupefatto il giorno in cui e sarò fatto più candido della neve! ho letto queste risolute parole, che proprio Ed ho consumato molta parte della vita in uscirono dalle labbra di Augusto Murri, il cerca dell’issòpo, la meravigliosa pianta. Ma gran vecchio, il gran medico, il quale fu semche cosa mi è avvenuto? Che trovai, un pre nemico di ogni guerra. Egli disse: Per giorno, l’issòpo in un negozio elegantissimo la giustizia e per la coscienza, oltraggiate di profumeria in Via Santa Margherita, a Midalla Germania, è ben fatto anche il sacrilano, per l'appunto. Ma che cosa era? Un ficio della vita umana. articolo di foz/efte per imbiancare le dame. Ho pensato lì per lì: che sia avvenuta una «A cinque lire il flacon, garantito issòp/» rivoluzione nel cervello di Augusto Murri?
Perchè oltre che nemico di ogni guerra, egli
era anche
socialista;
o questo
almeno
è le-
cito dedurre dalla colorazione socialista che hanno i medici usciti dalla sua scuola, suoi ardenti discepoli. Ma deve essere un socia-
lismo quello di Augusto Murri, che non esclude i pensieri eroici ed aristocratici. Allora si
tratta di un socialismo ben diverso da quello che oggi conosciamo. In questi tempi fui a Bologna diverse volte, e avrei voluto bussare alla porta di Augusto
Murri, per chiedergli: «É avvenuta una qual-
che rivoluzione dentro di lei, perchè ella proferisse così inattese parole?» Ma è che quel gran medico, anche con i
suoi capelli candidi, incute. dall'alta
magra
sua figura una soggezione gelida. E gli avrei voluto rivolgere anche quest’al-
tra domanda: « Giustizia e Coscienza, che'ella ha ricordato,
in quale labirinto risiedono del
cervello dell’uomo?»
Perchè — che io sappia, —
in Italia altro
scienziato non è, il quale meglio di Augusto Murri conosca i labirinti e i meccanismi del cervello dell'uomo, E gli avrei anche voluto esporre questo mio caso; « Illustre signore, anch'io ho cercato la Giustizia e la Coscienza perchè senza di esse mi sembrava che dovesse mancare l'equilibrio del mondo. Era necessario trovare, infine, la Giustizia e la Coscienza, come
diceva la femminetta, che funzionava da com-
messa, Atterrito a questo vile uso e prezzo da paccotiglia, mi recai da un professore di botanica, il quale mi assicurò, col suo più sciensorriso, che l'issòpo è una pianticella fra le più volgari, ma che l’issòpo miracoloso non è mai esistito, fuorchè nelle fantasie dei poeti, come non è mai esistita l'Araba Fenice, come non è mai esistito il prato dell’Asfodelo! È con tutto questo, o illustre signore, io persisto nella fede dell'issòpo, come persisto tifico e canzonatorio
nella esistenza della Giustizia e della Coscienza, anche se esse non hanno sede in alcun labirinto della materia cerebrale. Ma una sede devono avere se è vero — come è vero — che noi ne abbiamo il concetto, e devono possedere un valore incommensurato se per
esse —
come
ella proferì —
fatto anche il sacrificio della vita ». *
«è ben
Guglielmo Ferrero e la cura del guerriero feutonico. Guglielmo Ferrero è anche lui magro ed alto di statura; può incutere anche lui soggezione; ma i suoi capelli sono neri perchè è ancor giovane. Eppure come è tramontato lontano il suo dolce idillio scientifico della Pace! Tramontato è il dolce raggio della luna, che illuminava selvette, laghetti, casette, in pace: oggi buio, e, nel buio, fragor d'armi e lampi. Non c'è più da fidarsi! la nostra civiltà industriale — che pareva come un istituto automatico di assicurazione contro i danni della guerra — vale quanto le vecchie ‘società teocratiche e feudali. Ma lasciamola là! Mi sta in mente un notevole scritto di Guglielmo Ferrero: La guerra iperbòlica®.
È una specie di diàgnosi della Germania:
una delle tante diàgnosi.... La Germania è stata colpita da una specie di malattia, l’iperbo/e, cioè l’esagerazione. E riducendo il fenomeno morale, in fenomeno fisico, potremmo dire l’e/efantiasi, il colossalismo. E per l'appunto il Ferrero scrive ‘ROYAL VINOLIA CREAM ed il ROYAL VIOLI A SOA. enel Jugro userò sempge preparati Royol Vinolia:
-7 ROYAL VINOLIA CREAM.
così: «Come
la Riforma, come la filosofia di Hegel,
come il porto d'Amburgo, questa guerra mostruosa è una pura creazione dello spirito germanico. Nessuno negherà ai tedeschi le molte qualità di cui son dotati. Ma vero è pure che c’è nella immaginazione germanica qualche cosa di mostruoso, di sregolato, di sempre eccessivo, che spinge il popolo tedesco ad esagerare sino all'assurdo ogni principio in sè sano
e vitale. Noi potremmo
chiamar
la Germania
UALUNQUE danno causato alla pelle ed alla carnagione dal tempo rigido dell'inverno, dai raggi cocenti
esaurire rapidamente tutti i principii di civiltà creati dagli altri popoli, esagerandoli sino al punto in cui
del sole d’estate, dall'aria forte
nico, creato dall'Inghilterra.
di montagna o di mare, può essere facilmente rimediato coll’uso della famosa Crema “ Royal Vinolia” la quale, per tutte le malattie della pelle, ha qualità curative di primo ordine.
cese ». Tutto questo mi pare detto bene: ma è che l’ammalato non se ne sta immobile a letto, o fra letto e lettuccio, malinconioso della sua condizione; ma cammina per il mondo, cammina e picchia! Ha inoltre una superba vanità o ipertrofia — anche — del suo senso
VINOLIA CO.,
la « nazione iperbolica ». VA irebbe quasi che la Germania abbia eletto come ufficio nel mondo di diventano dei pericoli mortali o dei tormenti insop-
portabili. Così ha fatto con l'industrialismo meccaE così
ha fatto
pure
con î principii militari posti dalla Rivoluzione fran-
genetico, ed oramai
lo sanno le povere donne
1 Secolo, 5 gennaio 1915.
del Belgio e di Francia, non escluse le monache. Di questa malattia direi quasi che la Germania si compiace, come ognuno può convenire se passa in rassegna i giornali illustrati della Germania: in quanto che avrà occasione di ritrovarvi una ben tetra figura, rappresentativa o simbolica: cioè un colossale guerriero medievale, tetragono, con vi-
siera calata, tutto acciaio, pugno
braccio d'acciaio,
d'acciaio, calato sul mondo.
In Italia molti sono gli ammiratori di quel
guerriero. « Per amor del cielo, non colpitelo, non offendètelo! Essoè la spina dorsale d'Eu-
ropa! Senza di lui, tutta l'Europa diventerà un mollume carnoso ». Ed altri dice: « Ma sapete voi chi ci sta sotto quell’armatura, sotto quella visiera? Ci
sta la timida romantica dolcezza del popolo
germanico, così spirituale, così singolarmente ingenuo nel sentimento di tutti i suoi doveri, come ha spiegato benissimo un secolo fa la ginevrina madama di Staél nel suo prezioso
libro l’A//ermagne ». Ma anche queste cose lasciamole là, perchè per ora quel guerriero picchia: non solo; ma ha studiato così bene retorica che pare dire
tutta la verità quando dice: «Io? Non mi accorgo nemmeno dei colpi che mi dànno. E poi che giova colpirmi? Le mie arthi sono
fatate », : Guglielmo Ferrero — come del resto mol. tissimi in Italia — non vuole, per quel che mi par di capire, la morte di quel guerriero; ma che sia messo in condizioni di non nuocere.
Quindi bisogna curarlo di quell’iperbole colossalismo. Perciò scrive:
o
« Che cosa provano questi torrenti di sangue
di
lagrime, che irrorano il mondo, ieri ancora fi e tranquillo, se non che è necessario cresca in Eu-
ropa, per limitare l'autorità di cui la Germania ha
goduto nell’ultimo secolo, l'autorità di popoli yec-
chi, più misurati, più savi, che abbiano attinto alle grandi fonti della Grecia e di Roma ‘un senso più sicuro della misura e dei limi
»
È la cura della sana arià iodata; èJa cura
della sapienza antica, la quale diventò attraverso i secoli, vita, natura, misura. Cura del mare, del sole, dei campi semplici, dopo il bìstui Benissimo! Ma intanto quel guerriero non ne vuol sapere; e poi mi sembra, che dica con notabile ironia : « Signori latini non potreste cominciare la cura da voi? Non foste voi sino a ieri gli ammiratori e gli imitatori della mia iperbole e del mio ko/ossalismus? E quanto a//e grandi fonti di Grecia e di Roma, come si farà? pa O, Guglielmo Ferrero, — che tanto nobil mente attingesti nella tua Storia — le fonti ittano più! I nostri Ober/e4rer a furia hanno perso di vista la sintesi: i
Cacao BENSDORP COLAZIONE IDEALE MARGA
FAVORITA INTUTTO IL MONDO.
L'ILLUSTRAZIONE
nostri P%i/ologen, a furia di lavorare attorno alla fontana,
stuzzica che ti stuzzica, hanno
ostruito i condotti. La fontana non getta più!
Ma i nostri P4i/o/ogen seguitano a lavorare
e a stuzzicare lo stesso, perfettamente indifferenti della verace funzione delle fontane, che è soprattutto quella di abbeverare. La questione della cura mi si presenta sotto altro aspetto: che non convenga, invece, a tutta l'Europa corazzarsi come il guerriero germanico, e ordinare abiti morali e mate-
riali fatti di acciaio.
Il padre e il figlio. Io non ho mai creduto all’A//erzagne della signora di Staél, non per le cose che in quel libro si contengono; ma per cagione dell’Au-
trice:‘un libro
ipocrita in cui tutto l'amore
per la Germania
non è che un canto di odio
contro il bello e giovine imperatore Napoleone: il quale avendo amato tante donne, poteva pur disporre di parte dei suoi enormi capitali amatorî a vantaggio di madama di Staél, la quale in fine era una magnifica si-
ITALIANA
11) prof. germanico Harnach ha risposto con cortesia: tagliente e freddo, ma cortese: « Nel concerto umano non si nega la voce latina, la Rivoluzione di Francia, ecc. Ma queste cose già furono, ed altre oggi sono da noi, germanici, create». E par che dica: « Il patrimonio intellettuale è fuori del diritto di proprietà e ognuno se lo assimila col suo organismo. L'ora che passa
è l’ora della storia della Germania. Noi abbiamo creato una nostra civiltà, una nostra morale, che scomunica le altre morali. E combattiamo per difenderla. Non contro voi latini!
Non eravate, del resto, voi latini, con noi?: Dalla Slavia immensa, altra gente che
noi reputiamo barbarica, si concentra e minaccia », Viene in mente la sardonica risposta di Ghino di Tacco come si legge nella novella seconda della giornata decima del Decameron, quando il terribile Ghino di Tacco dice ironicamente cortese all'abate di Clignì, caduto in un'imboscata: « Messere, voi siete venuto in parte dove dalla forza di Dio in fuori, di
227
niente si teme per noi e dove le scomuniche e gli interdetti tutti sono scomunicati
tutti ».
Le parole del Giacosa sembrano avere tutto
il carattere di una dichiarazione di guerra morale. E davvero riesce inconcepibile come un po-
polo, quale è il tedesco, il quale ha scritto volumi di psicologia, non possegga un manualetto di Suorza grazia. Perchè chiunque fra noi era in possesso della conoscenza delle cose reali, accoglieva la necessità storica dell’egemonia politica della Germania. Ma v'è misura, e v'è modo! Ed intellettualmente non veniva il mondo nostro ufficiale, universitario, di suo piede, lieve lieve, spinto da impercettibili zeffiret alla deriva, verso le beate rive della Sprea?
Che cosa si pretendeva di più? Il suicidio? cioè la distruzione con le nostre mani di quel poco di patrimonio nazionale che ancora si conserva? la totale abolizione della grammatica italiana per lo studio
dell’Esperanto?
E confessiamolo schiettamente. Sino a poco
gnora ed una signora d’ingegno. E così quel libro, dannosissimo a Napoleone, non sarebbe stato scritto. Ma certamente tutti noi anche se non ab-
biamo letto l’A//emagne di madama di Staél,
siamo vissuti nella fede in una più severa spiritualità germanica, elemento prezioso nel l'economia della vita. Ed oggi è un gran disinganno! lo mai non vidi guell'uomo. Maîa me, giovanetto, lo descriveva con commossa e quasi
religiosa parola il buon senatore Fabbri di Ravenna. Un uomo grande, barbuto e mite che pareva un santo, guardava i Santi. Guardavai cervi assetati ai piedi del Redentore. Azzurro e oro! Cervi assetati, agnelli in pace pascenti: gigli e ninfee. E il Redentore era effi giato in forma di austero giovane avvolto in tonaca di color perso, dai dolci occhi profondi. Il gran mosaico nell’àbside bizantina di Sant'Apollinare in Classe presso Ravenna. Silenzio animato nel devastato tempio; animate pareano le divine figurazioni della volta. Odor di mare e di pini per la gran landa. * Chi era quel solitario uomo contemplativo? Colui era l'Imperatore Federigo III di Germania, che in incognito soleva sovente recarsi in Ravenna. Imperatore un po’ martire, un po' anche santo, un po’ anche eroe. Come da quell'uomo fu generato l' Imperatore Guglielmo? Esistono nel cielo le anime dei padri -preganti pei figli? * Il prof. Piero Giacosa
e Ghin
di Tacco.
Cara Italia! Terra dei canti e dei suoni [O Lola, che hai di latte la camisal
terra dall’insipiente burocrazia, terra in cui tanto più vale l'individuo quanto più è fine dottrinario; ma immortale terra ove l'ingegno e la intemerata coscienza fioriscono inesauste come ne porge esempio il professore e medico Piero Giacosa.
il suo
scritto,
Come
impressionante.
/ Professori
SPPALEM LO PIDPZI È
è
tedeschi e la
guerra!" Quali pacate parole egli rivolge al
prof. Harnack! Terra dei canti e dei suoni è la nostra, e di altre cose purtroppo, ma terra esperimentata da più lunga vita, da inenarrabili cala-
mità, di natura e di uomini. Questa secolare esperienza pare che il Giacosa raccolga e presenti al professore germanico, quando gli osserva che l’edificio su cui posa la Germania
neglige una base morale ed è quella tuita dalla sapienza italica. E quali
terribili
parole
per chi
costi-
PARA 29,
K7d
sa come
ponderatamente parli e scriva Piero Giacosa! «E sappiamo anche che se Dante e Shakespeare si trovassero sul loro cammino in una forma tale da poter essere bombardati, i pensatori tedeschi non
esiterebbero a ordinare il fuoco.
E avrebbero
ragione; chi sale sulle vette di quei capolavori dell'umanità
ha
mezzo
di esplorare la posizione e le
mosse della coltura tedesca più che un osservatore
non esplori le mosse delle truppe dal beffroi di Ypres o dalla torre di Reims». x 1ù 1 Corriere della Sera, 9 gennaio 1915.
=
o La grande attrice MARIA FARNETI prima interprete della « Madaine Sans-Géne » in Europa, tributa calde lodi al delizioso liquore « STREGA» della Ditta GIUSEPPE ALBERTI di BENEVENTO. Fornrtrice peLLE case DI S. M. iL RE, DI M. ra Regina Mapre E pi S. M. it Re peL MontenEGRO:
L'ILLUSTRAZIONE
228
ITALIANA
LA
GRANDE
GUERRA.
tempo fa, il possedere vivaci sentimenti di italianità era fra noi indizio di trovarsi un poco in arretrato sulla via del progresso. Nè mancava chi teorizzasse a filosofia la propria viltà! Ma come l'esempio dimostra, 27 sozo in
Im Francia e nel Belgio.
neo —
tedeschi » — francesi, dei
Un'altra settimana è passata, dal 1.° marzo; ma da questa parte le vicende della guerra non hanno mutato. | telegrammi da Parigi dicono «scacchi dei
tutti î popoli — sono parole di Carlo Catta-
sensi di onore nazionale che lo spiestingue del tutto mai. Bisogna pensare proprio ad un egotismo incontinente che anima le ferree membra del guerriero germanico, il quale reputa lui solo
rito di parte non
quelli belgi,
da Berlino dicono « scacchi dei degl'inglesi ». Questa terribile
«partita a scacchi»
sanguinosa
non dà risultati
definitivi nè per gli uni, nè per gli altri. Però qualche progresso i francesi pare abbiano fatto nella Sciampagna; ed anche in Lorena. Ma anche i tedeschi hanno preso un'ampia trincea, il 3, a nordest di Arras, facendo prigionie ufficiali e 558 soldati, e prendendo 6 mitragliatrici e 6 cannoni.
costituire l'umanità degna di vita. * Ma di maggiore interesse mi è sembrato lo scritto del professore di filosofia Emilio Bo-
1 francesi l'indomani si presero la rivincita, rioccu-
pando
metà
del
territorio perduto, e facendo
150
drero, apparso, già da tempo, nella Nzova Antologia, col titolo impressionante, /izis
prigionieri. Il 5 poi itedeschi presero a sud-est di Ypres una trincea agl'inglesi. Complessivamente,
È stato di si presta commento.
Improvviso
Germaniae ?
ma
ancora
tra il 7 e l'8 i francesi
La
Il giornale ufficioso della Santa de, l'Osservatore Romano ha annunziato la sera del 1. marzo
la nomina, cioè
creto reale, sono
stati
chè il governo italiano si
ritto di cui
anticamente
ritiene subentrato nel di-
godeva la Casa d'Austria,
e prima ancora la Repubblica. di Venezia, di no| patriarca col pieno consentimento della ede. Questa però non volle mai riconoscere ione a tale diritto nel governo italiano, il
qualea sua volta non volle mai rinunziarvi. Si venne così al componimento pratico della nomina contemporanea nella stessa persona,in baseapreventivi acato vi furono casi — e capitò anche per mons. Sarto, poi Pio X — in cui la nomina si fece attendere; ma que: volta le pratiche sono state abbastanza rapide, sia perchè in questo momento ambedue le parti sono interessate a non
creare speciali motivi di dissenso, sia perchè il no-
la
fra
inaspettata
giunse
per
comunicazione
telegrafo ad
subito ai gari-
ordine del giorno letto dal tenente
chard. L'impressione prodotta nei settecento volon-
tari al deposito di Avignone fu vivissima. Per
evitare ogni possibilità di manifestazioni, un picchetto armato si diede a percorrere le vie di Avi-
Mons. PIETRO LAFONTAINE
gnone. I volontari garibaldini che vogliano rimanere
nuovo patriarca di Vene
firmati contemporaneamente,
mano quanto sulla Gazzetta Ufficiale del Regno. Una tale procedura, diversa da quella per le nomine degli altri vescovi italiani, è stata seguita per-
notizia
Bethou: ne fu data baldini con
il breve pontificio e il de-
e la sera del 4 ne è stata fatta. contemporaneamente la pubblicazione tanto sull'Osservatore Ro-
alture
Avignone al comandante del deposito colonnello
nomia del nuovo pa . L'accordo
su questo nome è stato pi il Vaticano ed il governo i per
avvantaggiata
scioglimento
della Legione garibaldina. La Legione garibaldina è stata sciolta il 6, in seguito ad istruzioni del ministro della guerra francese.
Il nuovo patriarca di Venezia.
corso la
avevano
loro situazione a nord di Arras e sulle i Vosgi e l’Alsazia.
prodotto questo scritto: a qualche interessante AtrreDO PANZINI.
al servizio della Francia dovranno rinunziareai loro
me di mons. Lafontaine era ben noto come quello di un prelato di idee larghe e conci
i, Mons.
fontaine è inoltre bene accetto anche ai veneziani, fra i quali è molto apprezzato come oratore sacro
eccellente, e gode a Venezia grandi simpatie e
numerose amicizie, Mons. Pietro Lafontaine è nato a Viterbo il 9 novembre 1860. Fu eletto vescovo di D; no all'Jonio il 6 dicembre 1906, da dove, nel
1910, fu tr:
tolare di
io a Roma,
e nominato vescovo ti-
Caristo, segretario. della Congregazione
dei Riti, e consultore della Commissione pontificia p' codificazione del diritto canonico. Il nuovo
privilegi e saranno incorporati nella legione straniera. Coloro
attualmente a Bar-sur-Aube si recheranno anch'essi ad Avignone per lo scioglimento della legione. Nulla si conosce finora circa i motivi dello scioglimento, il quale avverrà, però, gradatamente, cominciando dagl’individui che dovranno rientrare in
Italia per obblighi del loro servizio militare.% | __
La polveriera
patriarca di Venezia è uomo di studio e di pietà;
diata
il quale, accettando le proposte di lui, emanò il fa-
bardato
fu uno dei prelati più benevisi
moso
decreto
al defunto
di abolizione
Pio X,
alcune feste, fra le
quali quella del patrocinio di San Giuseppe, decreto che suscitò tanti commenti.
ii quali volessero sciogliersi dall’im-
pegno preso colla Francia, di servirla durante tutta la guerra, potranno tornare in Italia e saranno accompagnati per gruppi alla frontiera. I garibaldini
da
un
di Rottweil
aviatore
incen-
francese.
Un aviatore francese, ‘il capitano Happe, ha bomil 3 marzo
la polveriera
tedesca.
di Rott-
weil (nel Wiirttemberg), a 27 chilometri al nord di Donaueschingen. Egli fece un raid di 300 chilometri andata e ritorno. Il polverificio di Rottweil è uno dei
QUADERNI della GUERRA Questa settimana escono : Sui campi di Polonia re-
tinato), con prefazione di E. Sienkiewioz (37 fototipie e una carta)
TA POLVERE IDEALE PER LATOILETTE DEI BAMBINI
L. 250
Al Parlamento Austriaco e al Popolo Italiano, aiscorsi (dottor Buctisti)
. . . »,,
2i0
incipriato con un pre-
Già usci Gli Stati belligeranti nola
di cui composizionesia giàstataapprovata da autorità competenti. Le più alte autorità mediche consigliano e prescrivono
La Guerra capitano di Stato
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ria e militare, alla vigilia della guerra
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berg) russa
L. 110
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s.l>
o la guerra
in Galizia
(Frac
uustro-
122 fototipie fuori testo è tin) Li
Cracovia
della Polonia
- untica Capitale
- (Kw/rayeki,. In
appendice : Per i monumenti di Cracovia (Ujetti,. (18 fotobipie). . -.. TEO Vallona
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Trento e Trieste. rr redentismo e il problema adriatico (Custellini. runa ORPUB)e 1a ti vici d— La Francia În guerra, 1ettere
parigiue
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tiglieria terrestre nella ca) tipie)
La marina
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L'ILLUSTRAZIONE più importanti della Germania.
229
ITALIANA forte non
Rottweil è sul Ne-
rispose.
Il bombardamento
a breve di-
ckar, nel Wiirttemberg, dall'altra parte della Fore-
stanza fu cominciato con tempo favorevole. La ri-
Il capitano Happe discese a soli 1500 metri sopra
cessario delle operazioni principali.
sta Nera, a 150 chilometri da Belfort in linea retta.
duzione delle difese
il polverificio per lanciare i suoi proiettili con magrr precisione: lanciò quattro granate di 90 millimetri a melinite. La prima sul serbatoio degli acidi,
gli spazzamine per liberare dalle mine il canale — operazione nella quale sono riusciti ampiamente,
le altre tre sulla polveriera
propriamente detta.
proiettile lanciato sul serbatoio
portandosi molto avanti. I bollettini turchi — manco
Il
dirlo — smentiscono tutto!.,,
fece uscire un denso
fumo azzurro che l’aviatore a tutta prima credette fumo di un tiro diretto contro di lui. Poco dopo una immensa fiamma si elevò dallo stesso punto
Corpo di spedizione fran-
cese nel Mediterraneo. Un comunicato da Parigi, 7, del Ministero
con colonne di denso fumo giunte fino all'altezza dell'apparecchio, cioè a 1500 metti. Il pilota rimase dieci minuti sopra il polverificio per poter osser-
Guerra
Nuovi attacchi di aviatori furono sto di protezione ». La guerra
è arrivato stamane
hanno seguìto il loro corso in conformità del piano.
Un attacco notturno russo contro Mocarze, a nord-
all’ovest di abbastanza
tro anni fa a Kiel. Spostava 200 tonn. in emersione e 250 immerso. Filava 15 nodi alla superficie e 8 sott'acqua, Era nato di 2 lancia-siluri. Il suo raggio d'azione era di 1000 miglia. La stampa inglese ha divulgata la notizia che il vapore Zhorodis, prima norvegese e ora inglese,
successo. Sono stati fatti prigionieri 3400 russi e prese sedici mitragliatrici.
sono
forti. Gli attacel
stati
respinti
attacchi
sud-ovest di Rawa hanno avuto
Non altrettanto soddisfacenti
sono
le condizioni
degli austriaci, che nei Carpazi hanno subìto un
fu dai
tedeschi cannoneg-
covina e la Galizia
fra la Bu-
orientale. Dal 21 febbraio al 3
marzo i russi hanno fatti 18522 soldati e 153 uffiprigionieri, ed hanno preso 5 can-
ciali austriaci
noni, 62 mitragliatrici e 519 cavalli. LL’ impresa
assicurasi —
dal ministro inglese per la Marina Winston-Churchill — interessa ed appassiona, commuove e preoc-
Fra russi ed austro-tedeschi. Ancora, dopo altri otto giorni, la medesima situazione della settimana scorsa anche da questa
cia. La mattina del 2 marzo alle 10 la flotta alleata riprese il bombardamento dei forti interni, distrug-
parte, specialmente
sul fronte
Niemen e la Vistola. I tedeschi
che
si stende tra il
hanno.
continuato,
anche, con mortai da 420, il bortnbardamento di Ossoviec, I movimenti tedeschi a nord-ovest di Grodno
cupa tutto il mondo, e specialmente l’Italia e la Gre-
gendo nella giornata i forti di Kilid Bar e di Cia-
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bombardata.
merci alimentari giunte da poco dalla Francia. ll yacht della famiglia reale che serviva per diporto fu affondato dalle cannonate. Anche aereoplani austriaci volarono
su Antivari
lanciando parecchie bombe sul porto e sulla villa del. Principe ereditario senza causare gravi danni. Le batterie nemiche bombardarono le posizioni montenegrine sul monte Lovcen, ma senza risultato.
Il Consiglio Federale Svizzero ha ricevuto il se-
appello firmato da eminenti personalità,
da
numerosissime associazioni e dai vescovi di Basilea, di Coira, di San Gallo e di Ginevra:
«Signor Presidente, signori consiglieri.
«Già da sei mesi infuria
Îa guerra più terribile
che l'umanità abbia visto, Centinaia di migliaia di
uomini cadono sui campi di battaglia o giacciono vina economica di molti Paesi. «Chi dà garanzia che altri Paesi non saranno
travolti da questo incendio terribile se non si farà valere in tempo un movimento potente di pace? La
Svizzera soffre immensamente per questa guerra:
il commercio e le industrie sono arenati; il numero
dei disoccupati aumenta ogni giorno; il rincaro dei viveri impressiona. I neutri soli possono far sentire la loro voce. La situazione esige che si agisca immediatamente; un passo collettivo degli Stati neu-
cominciò con un fuoco indiretto l'attacco delle di-
tri si è reso necessario. La Svizzera ha diritto, come promotrice della Convenzione di Ginevra e della
Le operazioni: continuarono con successo il 4; ed il 5 dal golfo di Xeros l'inglese Queer Elizabeth
Dardanel Il vice-ammiraglio Peirce, comandante in capo delle Antille, con una squadra di corazzate e di in-
Mettiamo in guardia la nostra scelta clientela contro un illecito tentativo di bassa concorrenza. Si diffonde la voce, da alcuni interessati, che i nostri Stabilimenti hanno sospeso, la:loro produzione e si cerca di offrire delle falsificazioni dei nostri prodotti. È bene si sappia, invece, che tutti i profumieri del Regno, possono avere, malgrado la guerra, i nostri profumi. Imperial Acacia, Lauris (Origano), Flouvella, Liane Fleurie, Les Fleurs de Sauzé si trovano in vendita, come per il passato, e la loro fabbricazione avviene sempre con fini ed autentiche essenze di fiori da noi distillati. Le Signore, che tanto prediligono i nostri profumi, devona difidare delle Auliicazioni dilfase Event danno: e specialmente devono diffidare delle imi zioni delle ciprie che noi prepariàmo secondo i più scrupo!osi dettami dell'igiene della pelle. Per qualsiasi schiarimento rivolgersi alla nostra Sede italiana, rappresentata dal Sig. SIGISMONDO JONASSON a Pisa. Sauzé Fréres
sempre
nak, e riducendo al silenzio ,il forte Hamidiè. La città di Dardanelli (Cianak) era stata sgombrata.
fese della strozzatura, nella parte più stretta dei
Signore, in guardia!
uomini,
feriti, mutilati negli ospedali; numerose famiglie sono ridotte alla miseria e alla disperazione; valori e culture sono distrutti e già si delinea la ro-
franco-bri-
tannica nei Dardanelli. Questa grande impresa, voluta —
vato.
giato ed affondato. L'equipaggio, con feriti, fu sal-
di trentacinque
austriache entrarono nel porto di Antivari bombardando il porto, la città, il molo ed incendiando il grande magazzino dei viveri dove erano raccolte
guente
così padroni delle vie di comunicazione
ubriaco, ad Ostenda: e
convoglio
ma è innegabile che i russi hanno rioccupato Stanislau, ed hanno passato il fiume Lukwa, divenendo
furono realmente constatati danni alle placche della chiglia e alle pale dell'elica del vapore. I tedeschi di affondare, spero-
un
Per una Conferenza di Stati neutri per la pace.
i russi e fatti prigionieri 8 ufficiali e 870 soldati;
erò annunziano, da fonte competente, che in realtà
vapori trasportanti quarantaduemila
nuovo e molto grave insuccesso. Gli austriaci si consolano annunziando di avere da ultimo respinti
speronò il 28 febbraio presso Beachy Hed un sommergibile tedesco, che lo aveva attaccato, e lo af-
nandolo, un sommergibile, ma questo riportò solUn vapore inglese carico di munizioni diretto a Nieuport approdò il 4 per errore dell'equipaggio
attendere
partisse prima
grossi
La mattina del 3 marzo cinque navi da guerra
che comanda la flotta anglo-francese nei Dardanelli.
Przasnysz
il 28 febbraio il vapore tentò
ritardo, il
dovuto
mero di torpediniere franco-inglesi.
CARDEN,
est di Lomza, è stato respinto. Anche
tanto lievi danni e ritornò incolume al porto di base.
notevole
che
Antivari
IL Vice-AmmragLio
della flottiglia di Dower. Il suo equipaggio — 29 uomini — fu fatto prigioniero.
fondò. Nell'esame del 7horodis eseguito in bacino,
un
aperte le retrovie delle forze alleate, Il convoglio era scortato da molte grosse navi e da grande nu-
la «guerra di blocco» coi sommergibili così clamorosamente annunziata dalla Germania ed ini-
quat-
Nord
in maggioranza francesi, destinati a concorrere all'espugnazione. dei forti dei Dardanelli e a tenere
L'impressione generale — in relazione appunto con quanto dicevamo nello scorso numero— è che
L’«U8», di tipo difensivo, era stato varato
alle 6, con
da Malta ieri, 6, alle 19, avendo
di blocco.
Un sottomarino tedesco, l'«U8», fu affondato il
del
piroscafo 7o/emaide :esso invece che alle 10, partì
impediti dal po-
4 marzo nella Manica dal cacciatorpediniere inglese
della
situazione dei Dar-
nell'Africa
probabile complemento logico, un telegramma da Siracusa, 7, il quale dice: « Proveniente da Malta
fabbrica.
ziata dal 18 febbraio, vada di giorno in giorno evanescendo, con tutt'altro che successi per i tedeschi, Non sussiste affatto che un trasporto militare inglese con 1800 uomini sia stato affondato — trattavasì di un trasporto di carbone, di 1800 tonnellate, diretto dall'Inghilterra in Italia.
della
rette sul punto dove le circostanze rendessero necessaria la loro presenza ». A questo comunicato si può aggiungere, come
di polveri producendo danni leggeri che non ostadella
causa
corpo di spedizione. Le truppe saranno pronte a prendere il mare al primo segnale per essere di-
A queste notizie È fonte francese, i tedeschi contrappongono queste altre: «L'aviatore nemico apparso su Rottweil, lanciò tre bombe sulla fabbrica il funzionamento
«A
ha deciso di concentrare
da diversi punti della polveriera, provocate dallo scoppio delle altre granate.
affatto
dice:
danelli e per prevenire ogni eventualità il Governo
vare gli effetti del tiro; e potè constatare, oltre l’incen principale anche fiamme che si elevavano
colarono
di Smirne è un episodio ne-
A tutto questo aggiungasi il metodico lavoro de-
crociatori, giunse in vista di Smirne e bombardò nel pomeriggio per due ore il forte di Yeni Kaleh. Durante questo bombardamento metodico, effettuato con tempo favorevole, il forte fu colpito con 32 proiettili e subì ‘considerevoli danni.
Si udirono due forti
esplosioni, presumibilmente di polveriere. L'£u
Ius, che batteva bandiera ammiraglia, fece ti tevolmente precisi con i suoi cannoni posterio
Croce
Rossa
mondo
intero.
internazionale,
come
amica
di tutti i
belligeranti, di prendere l'iniziativa per la pace guadagnando, se riuscisse nel compito, le simpatie del n
«Forti di questa convinzione, le sottoscritte cor-
porazioni domandano che il Consiglio Federale convochi una Conferenza
internazionale fra Stati neu-
tri allo scopo di intendersi sui seguenti punti: 1.° come sì debba ottenere una pace che dia garanzia di Junga durata; 2.° come si debbano salvaguardare gli interessi comuni degli Stati neutri durante la
guerra e quando la pace sarà conclusa ».
[MAMME!! @ae RINVIGORITE ES IVOSTRI-BIMBI 7 CON:-LA-GUSTOSA
LUTROFINA FORMULA- APPROVATA paL
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&2,50 IL FLACONE = PER POSTA GENT-90 IN PIÙ) de
L'ILLUSTRAZIONE
230
LA PASSEGGIATA Grossi fascicoli ingombravano lo scrittoio e le seggiole, e ciascuno rammentava un ob-
bligo assunto :cause da difendere innanzi alla Cassazione e al Consiglio di Stato per clienti più o meno importuni e fastidiosi, pratiche annose ed ardue da condurre innanzi presso i Ministeri per Comuni, Opere Pie, Università Agrarie e Società: del Collegio Elettorale. La giornata
era
uggiosa,
quant'altra
mai:
il cielo velato da una nebbiolina grigia che avrebbe ammalinconito Bacco in persona; e soffiava quello scirocchetto romano, caldo, umido, che per trecento giorni dell’anno tra-
sforma l’aria della Capitale d’Italia in un vapore di brodo tiepido. Gli occhi si chiudevano pel sonno, sulla testa gravava un pan di piombo, le gambe si piegavano molli come fossero
di stoppa anzichè
di muscoli e d'ossa, e le
braccia cadevano penzoloni, rifiutandosi a qualsiasi movimento. Si sarebbe creduto uno sciopero generale di membra, come nell’apo-
logo di Menenio Agrippa. — Oh infine! — si disse, levandosi, con erculeo sforzo, seggiola, l'onorevole Alberto Dolli. — Ho già lavorato abbastanza: ora non concludo più nulla. Voglio regalarmi una passeggiata. E subitamente allegro per la buona riso-
luzione, per lo svago al quale non era assue-
fatto, si stropicciò le mani, e, siccome la vita è breve e la felicità, quando una volta si assapora, si deve assaporare completa, accese un sigaro toscano, nonostante .il divieto del medico, e, lesto come uno studente di liceo che corra dietro a una sartin di casa. — Onorevole, onorevole! — gli gridava per
le scale il segretario. — Badi che. alle quattro ha promesso al Sindaco di Monte Luppolo che l'avrebbe accompagnato dal Prefetto.
Ma l'onorevole, sordo ormai a qualunque richiamo del dovere, rispose come uno sba-
razzino qualunque: — Andate al diavolo tu e lui. — E uscì sulla strada. Ah! Un po’ d’aria libera come fa bene! Un pesante carrozzone della tramvia passò scampanellando, è vero: tre, quattro, cinque vetture stridendo sull’acciottolato si seguirono, due biciclette, senza campanello, gli rasenta-
rono il dorso facendolo
sobbalzare, e un’au-
tomobile a precipizio poco mancò che non lo schiacciasse al muro, mentre un trasteve-
rino inviperito gridava: — Rotta de collo!
E Ma infine, quand'egli aveva provveduto a riportar sana a casa lafpelle, altre cure non lo
ITALIANA
DELL'ONOREVOLE
| Novella di Alfredo BACCELLI
tormentavano, Non pensare più per un'oretta nè all’anticlericalesimo di Rocca Cannuccia, nè al Commissario Regio di Peretola, nè ai partiti municipali di Spartimerli, nè agli usi civici d'una
ventina di Comuni,
nè alla suc-
cessione di casa Savelli in Cassazione, nè alla controversia della Società per le gestioni esattoriali innanzi alla Corte dei Conti! Che sollievo! Che bazza! E senz'altro entrò nel Corso Umberto. Ma non era giunto ‘ancora innanzi alla bottega del Bertelli, che profuma una ventina di metri di marciapiede, quando si sentì toccare le spalle. Ahi! Il fittavolo d'un tenimento del Banco di Napoli in un Comune del Collegio, dove i contrasti per gli usi civici con le conseguenti invasioni di terre si trovavano al parossismo. Il fittavolo era un omaccione pingue e rubicondo, con gli occhiali: bonario, sorridente, di solito: ma quel giorno. l'ansia, l'angoscia, anzi, gli si leggeva negli occhi spauriti, nelle guancie cadenti. — Onorevole, onorevole! Sono rovinato. Ieri hanno invaso la tenuta, rotto le stecconate, disperso il seme.... Che mi consiglia? Che mi consiglia? Che mi consiglia! Presto detto. Ma l’onorevole Dolli non poteva dar consigli contro il popolo che rappresentava, non poteva essere scortese al fittavolo che gli aveva sempre serbato fedele amicizia. Le molecole cerebrali si dovettero rimettere in moto per escogitare un espediente. Caro mio! — rispose alla fine. — Il Banco di Napoli vi ha garantito l’uso pacifico del tenimento: l’uso pacifico vien meno: citate in giudizio il Banco che vi liberi dalle molestie e v'indennizzi — Ahi! Ahi! Citare il Banco! Ma il Banco prenderà a perseguitarmi: vorrà ch'io paghi la corrisposta il giorno della scadenza, mi darà filo da torcere nella riconsegna, non mi rinnoverà il contratto dopo il termine. — Ma se dite che l'affitto vi rovina! Meglio se dopo la scadenza non ve lo rinnoverà. — Mi rovina e non mi rovina. Capirà! Ora ho i miei capitali nell'industria, la mia vita è là, ho bonificato la terra nella speranza dell'avvenire... — E allora andate dal Prefetto, esponetegli lo stato delle cose. Il Prefetto farà rispettare la legge, e se è vero che la popolazione viola il vostro diritto... — Vero fino a un certo punto, perchè pare che sui piani del Cavaliere il diritto di semina ci sia sempre stato. ,
—
Ma il Banco, quando ha contrattato con
voi, vi ha esposto o no lo stato delle cose?
— Me l’ha esposto e non me l’ha esposto, perchè mi ha detto che la popolazione era inquieta ma non di che, e in ogni modo m'ha
affittato la tenuta con i diritti e gli obblighi medesimi del Banco. — Insomma, vedete bene: voi dovete mettervi d'accordo col popolo: già contro una popolazione intera non valgono nè codici, nè soldati, e poi è giusto che quei poveri contadini abbiano da lavorare e da vivere. — Conciliarmi con quella canaglia? Non sarà mai, mai, mai, onorevole. E Lei che li protegge se ne accorgerà alle elezioni. Tutti socialisti, tutti nemici suoi.»E se noi amici non siamo sostenuti, andrà
come
potrà.
— Bene, bene. Pregherò il Prefetto di tenere una conferenza con voi, con me, col Presidente della Università e col Sindaco. Addio, Baronci. E lesto come uno scoiattolo, l'onorevole sgusciò, lasciando il buon Baronci inebetito. Ma pochi secondi dopo, il passo greve del fittavolo s'udì sonare, coi colpi della canna su cui s'appoggiava, sul marciapiede, e una voce tra l’aspra e la querula gridava: — Onorevole! Onorevole! Se non che, non avendo altro mezzo a disposizione, l'onorevole infilò un vicolo doye non s'entra che camminando in fretta, e scom. parve nell'ombra, — Come mai m'è saltato in mente d'andarmi a cacciare per l'appunto nel Corso?
Che stupido! — E l'onorevole s’avviò verso Ripetta e il Ponte Cavour. — Il Lungotevere: ecco quel che ci vuole. Aria libera, fresca:
alberi, luce, poca gente.
Là me la godo. Ma alla
svolta del
palazzo
Borghese
una
faccia ridente gli si parò dinanzi: — Alberto! Che fortuna! Ti volevo venire a trovare,
non
per chiederti
favori, sai....
— (Meno male!) hi: — Ma per fare quattro chiacchiere assieme. Mi pare mill’anni che non ti vedo. + E l'avvocato Macelli, antico compagno di scuola, lo prese a braccetto e cominciò a chiacchierare;
"
Era un ometto grassoccio e rubicondo con due mostacchi spioventi da cinese, due piccoli occhi neri irrequieti, la bocca sempre aperta, la lingua sempre in ginnastica. E si lamentava della sua mala sorte con una voce nasale e monotona da frate che canta in coro,
e le querimonie facevano così stridente contrasto con l'aspetto florido e giocondo, che parevano prese a prestito da un altro uomo
invisibile. 4 Io sono sfruttato, ‘caro Alberto, sfruttato indegnamente dall’avvocato Baricci. Mi dà centocinquanta lire al mese e pretende ch'io sbrighi tutte le faccende dello studio, scriva tutte le-comparse conclusionali, discuta tutte le cause. Credi, mi sento esaurito. Già la nevrastenia mi annienta. Il professor Mingazzini mi ha detto che ‘debbo lavorare di meno. Lavorare di meno! Parole, parole! Come debbo fare io? Capisci l’alternativ: morire di fame o crepare diparalisi progressiva. Anche
tu, che
usi
tanto
del
cervello,
vedi, dovresti pensarci alla paralisi progres-
nelle malattie polmonari, catarri bronchiali cronici,
tosse convulsiva, scrofola, influenza.
Chi deve prendere la Sirolina“Roche”? Tutti coloro cl ‘sono predisposti a prendere raffreddori, essendo più facile evitare le malattie che guarirle. Tutti coloro che soffrono di tosse e di raucedine. Ibambini serofolosi che soffrono di enfiagione delle glandole, di catarri degli occhi e del naso,ecc. _. —. I bambini.ammalati di tosse convulsiva perché la Sirolina rontamente gli accessi dolorosi. _. ici, le cui sofferenze sono di molto mitigate.
mi \ediante la Sirolina,
I tubercolotici e gli ammalati d'influenza.
siva. Chi vive fra le lotte della vita pubblica...
Ricordi il povero Fagiuoli? — Ma scusa, non avresti un argomento più allegro a tua disposizione? Sono uscito per prendere una boccata d’aria, ricrearmi un po”. — Hai ragione, hai ragione, Ecco: ti espotrò invece un elegantissimo caso giuridico, del quale, come sempre, quell’asino del mio principale non ha capito un’acca: e mi sono
dovuto sbattezzare
il caso, la teoria, la dottrina, la giurispru-
denza, e concluse:
— Dimmi
Esigere nelle Farmacie Siri ‘olina‘Roche”
per indurlo a firmare la
comparsa ; che ti accerto, non per vantarmi, ma, credi, mi riuscì veramente benino.
JE per venti minuti di filo senza riprendere fiato una volta sola, l'avvocato Macelli espose ora
che
te ne
pare, Come
la
pensi tu? L'onorevole Dolli, che, durante l’esposi——————_—__________
La“Phosphatine Falières,, ztaimento (13
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adottato da tutte le madri sopratutto al momento dello svezzamento e durante il periodo dello sviluppo.
L'ILLUSTRAZIONE zione si era
completamente
distratto, rega-
landosi un po’ di quel dolce torpore intellettuale che piace tanto a chi deve tener sempre il cervello in movimento,
fu colto da questa
E tentò con domande
varie di afferrare al-
domanda a bruciapelo, come da un colpo di fulmine. — Ecco, vedi, distinguo. meno qualche idea. Ma l'avvocato Macelli inesorabile gridava: — No, no, caro mio: tu non hai capito niente, non mi sei stato a sentire. Ecco di che si tratta.
E il caso
fu spietatamente
ripetuto
tutta la dottrina e la giurisprudenza.
ITALIANA
Se non che, fatta ardita dall'esempio, ecco avanzare una vecchia sulle grucce per prenderlo di fianco. Allungò il passo, ma camminava più svelta la vecchia col suo suono secco di grucce sull'acciottolato che egli sano di gambe. Dovette di nuovo sbottonarsi il pastrano e la giacca e darle due soldi. — Onorevole, i miei rispetti! — esclamava intanto scappellandosi, il professore Calòcino, un calabrese insegnante calligrafia nelle Tecniche. Il professore Calòcino viveva in tristissime condizioni. Una sorella tubercolosa, il padre
paralitico. Con cento lire al mese non si può
con
vivere e far vivere due ammalati. Intanto il Ministero, non si sa perchè, o meglio si sa
L'onorevole si sentiva piegar sotto le ginoc-
chia, gli sbadigli rompevano su dai precordi a sgangherargli le mascelle: gli calò sugli occhi una nebbiolina sottile e le pulsazioni
troppo (Minerva
immorale,
Minerva
svergo-
gnata, Minerva babelica !), si ostina a lasciare contro
discesero a cinquanta al minuto.
le leggi tante e tante classi al profes-
sore Tal dei Tali, anzichè darne una a lui.
Vinto dall’uggia, spiattellò :
— Senti, io non ne posso più. Sono stanco, ho lavorato fino ad ora; ero uscito per riposarmi. Lasciami in pace. — Diamine! Me lo potevi dir prima. Vieni a prendere un caffè. — No, grazie. E l'onorevole, sbirciato un carrozzone della tramvia che s’avvicinava, senz'altro spiccò un salto e disparve. Ma il carrozzone era gremito e il fetore di chiuso ammorbava. Il pan di piombo sulla testa si aggravò. Alla prima fermata discese. Ecco, però, avanzare, abbrunata come da vent'anni soleva, la vecchia signora Cincischi, vedova d’un collega la quale viveva di stoccate quotidianamente vibrate a tutti gli avvocati che incontrava per via. Come un pesce alla vista della rete, l'onorevole guizzò a sinistra. Ma:
o due
— Onorevole, faccia quest'opera di carità. Vada dal commendatore Cenetti, reclami giustizia. — Bene, bene: scriva un memoriale, me lo mandi: lo raccomanderò. E via a passo di carica, — Onorevole! onorevole! onorevole! — urlava a squarciagola il vecchio Gigi Mastroppi, arrancando con le gambette brevi. Non ci fu misericordia. Dovette fermarsi ed ascoltarlo! Gigi Mastroppi era un vecchiotto tarchiato e atticciato, raso di barba e mostacchi, che le passioni dei partiti municipali dei borghi e villaggi accendevano violentemente. Allora imperava il partito avversario. Perciò una diatriba. Tutti rubavano, nessuno adempiva al proprio dovere; le strade abbandonate, le scuole senza maestri; il medico un asino, il farmacista un beota: l’acqua potabile non si conduceva ancora, gli usi civici non si rivendicavano: una rovina, uno scandalo, Unico rimedio: l'immediato scioglimento del Consiglio Comunale, l'invio di un Commissario
Incidit in Scyllam qui vult vitare Cariddim.
e un paralitico gli sbarrò la strada, chiedendogli l'elemosina. Un nichelino e passò oltre.
231
Regio, amico, il quale promovesse un paio di dozzine di processi e una dozzina di cause civili contro tutti i capi del partito contrario al suo per renderli ineleggibili. Restituito così l'ordine, a vincere nelle elezioni ci avrebbe pensato lui. L'onorevole Dolli si sentiva ribollire il sangue. L’avrebbe preso pel collo quel vecchiotto malvagio e violento e l'avrebbe scaraventato giù dal ponte in quel bellissimo Tevere biondo e maestoso che pareva dire: — Confidalo alle mie cure. l’unico mezzo per rimanere tranquillo. Ma Gigi Mastroppi era un grande elettore e non si poteva irritarlo, Intanto passavano sul ponte gruppi di sartine gaie e ridenti che tornavano al lavoro, gruppi di scolari allegri che dal Collegio
Romano
andavano a casa; e
il cielo pomeridiano si andava tergendo dei vapori al soffiare d’un venticello fresco di ponente, Ora il cielo era turchino e l’aria brillava d’oro sotto il sole. Oh potersene andare liberamente sotto l'ombra degli alberi lungo il fiume, senza ronzii di seccatori, senza fe stidî di cure uggiose, senza doversi distillare il cervello per navigare tra tanti scogli e tante seccagne! Ma Gigi Mastroppi continuava a piovere parole tra scoppî di bizza e lampi d'ira. — Insomma, caro onorevole, lei deve ot-
tenere lo scioglimento e il Commissario di nostra fiducia; Lei ciò che vuole può: se non
si otterrà, significa
che non avrà voluto, e come Lei non è buono per noi, noi non saremo buoni per Lei. — Questo caro Gigi scherza sempre! —
esclamò Alberto Dolli, assestandogli sulle spalle un colpo che gli avrebbe volentieri schiantato l’ossa. — Ora non posso trattenermi. M'attende il' Ministro delle Finanze. Vieni stasera allo studio — e saltò sopra una vettura libera che passava. Pareva che tutti i nervi gli pulsassero. come le arterie, all’eccitazione della stizza.
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L'ILLUSTRAZIONE
232
L'onorevole pareva ‘una macchina'a vapore sotto pressione massima. (x Ma, a poco a poco, l’aria fresca rotta dalla corsa del ronzino, la gioia della liberazione, la bellezza del cielo inondato di sole gli distesero e calmarono i nervi. Sì che quando
ITALIANA
la vettura giunse a Piazza San discese ancora di buona lena.
Pietro, egli Se, infine,
avesse potuto passeggiarsela tranquillamente
per la mezz'oretta necessaria a percorrere la strada di casa, meno
Il maestoso
peggio.
portico berniniano e le due
fresche, scroscianti fontane gli furono propizî. Per la piazza passavano soltanto comi-
tive Cook e pochi preti. Entrò nel Borgo Nuovo, attraversò Piazza Pia, s'incamminò sul Ponte di Ferro, che sta provvisoriamente,
da trent'anni, a guardare il T'evere che passa, ed eccolo al Corso Vittorio Emannele.
Sorsi quel giorno imperava
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— Appunto te volevo venire a trovare. sono nervosa, mi sento la bo il fiele, tutto m'agita, tutto n
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— E perchè non la fai? — Perchè? Perchè? Pei dolori e per le amarezze che mi date voi: tua moglie, tuo
figlio. Tua moglie mi riceve sempre tutta rabbuiata, aggrondata come se andassi a chie-
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derle
danari in prestito. Danari
in prestito,
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grazie a Dio, non ne ho chiesti scusami, è una vera forca. sarà la vostra disperazione. schiantato lo strascico della ves
|
chia befana! — Ma, cara zia, è un bambino, non sa quel che dice. Abbi un po’ di pazienza, Ho tanti fastidi e pori io durante la mia giornata,
|
trovarci.
bene:
io lo rimproveravo,
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Tuo figlio, Ss
s'è messo a urlare: vec-
no
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con
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GUIDO
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se siete sinceri.
a casa e resterò a desi-
Sarà una
festa.
Solo ti ram-
— Figurati! mento che è venerdì e noi non mangiamo di "2 Non importa. Ho la dispensa del parroco. Oggi mi sento il cuore oppresso: ho bisogno di stare in compagnia, : senza pietà prese a snocciolare tuttii mali fisici e morali che l’affliggevano in quel venerdì di straordinaria passione. onorevole
si diede vinto.
Chinò
il capo
e dinoccolato proseguì il suo calvario, Giunto a casa, gli parve quasi d'essere tro-liberato dall'incubo, sebbene nello studio si sero allineati otto o dieci clienti ed elet-
pronti ad accopparlo.
] segretario, per giunta, rivedendolo, gli
se:
— Ben tornato, onorevole. Qui, durante la sua assenza, è stato un porto di mare. Saranno venute trenta persone; ma tutti hanno detto che torneranno stasera. Beato Lei! Almeno se l'è fatta una bella passeggiata.
L'onorevole gli lanciò uno sguardo di ba-
con
sco ed entrò nella sua stanza. Avanti! A chi tocca? — urlò di dentro voce da ossesso. %
— Buono! — brontolarono tra loro quelli
che attendevano. — Sentite che lune! E pensare che non gli manca nulla e fa una vita da non morir mai 'ALrreDo BaCcCcE
applicazione senza dura molti anni. ”
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(1° tempo):
P rima della guerra. U socialista francese :— Come sono felice d'incontrarti | Il socialista’ tedesco — Il piacere è mio, compagno caro!
Le vostre organizzazioni, i vo-
sindacati tedeschi sono meravi-
francesi, sono eccellenti per le rivendicazioni del prorismo di voi letariato.
VIN I SPUMANTI COGNAC — Pordenone. Gravi tumulti caush le il ri varo dei viveri e la il repubblicano Pans ini contro il socia- disocenpazione tei (comuni di |Malnj Comacchio, Violente dimostrazioni con- zione conto il lista Salvemini, tro l'aumento dei. viveri è la disocenpa» crescente disoccupazione, i-Girizzo, Monterenlè, “San ‘Leonardo fa al Consiglio Venezia, HM Sindac ognalansi forti nevicate in Berna, Comunale gravi comunicazioni satla etisi tutta la ezzione oltrà il Gottardo. Basilea, Il rimpatrio, per la_ Svizzere te il ristagno L'Arciduea Eteditario Carlo Fran- che tormenta la città, popolazione civile della regione fran uséppe partito improvvisamente del movimento nel porto e l'assenza dei della cesa occupata dalle truppe tedesche è co da Vienna. per visitare quelle forestieri, iinbiato questa sera, Due treni che pa Belluno. Violente dimostrazioni jorii è per portare alla marina tranpo contenere ciascuno cinquecenti ia gue îl daluto del'-Monsttca, si'è fe emigranti rimpatriati disoconpati, Malta,Oggi nella cassaforte del Banco parsono pertorreranno ogni giorno il tratti urat mato qui due giorni, visitando tra Sciaffusa e Ginevra, Si calcola a tren mente tutti i forti ei tuttè le nav amico» di Malta'si rato nel porto, quinili è ripartito per di 150.000 lire.Lesteril tentro della guerra, Parigi. Callianx è ‘arrivato a Mamers line sparite GAMI dì Rara» Mevile è BATTI d'Anpara
Diario della Settimana.
(Perla guerra, vederne la Cronaca zione. Tripoli:Decreta del gover atore estende e/ corpo del giornale.) lo stato d'assedio ai tenvitorii di Misnrata 28 febbraio, Campalto Il diri 1, al comando del capitano TPallio Biffi Orfella e Kara Ga ian por reprimere gli ntti di brigantaggio e di sedizione. gli specialisti del genio, con sotte pe Londra Ai Comuni Asquitl, annunzia ne di equipaggio, nel e prove di da oggi il blocco ‘della Germania, pronido, ha raggiunto la quota di metri discorso contro nunzianido sun veemente httendo:tosì il record moridiale. dell'a za finora raggiunto da uno Zeppelin il modo di far la guerra dei tedeschi, Lisbona, Xl deputato democratico EnLetoccò i3080 metri:alla quotate: 1°/ 1disponeva ancoradiuna notevole rico Cardoso, accompagnato «da AlessanLa di: |dro Braga.e da Dom go Pereira, si r borsa” di benzina e di zavo al Direttorio repubblicano quando lesa avvenne în ottime condizioni at che,
erano state suo collegi Pietrogrado. Pranzo all'Ambasciata di sostituite che stava Francia in onore del generale Pau, Vi. as- da fagioli. sula pi zen San Carlo, Nello stesso mo- sistevano Lisbona. il ministro degli esteri russo il minimo in- mento fu sparato un, colpo d'arma da
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strati fu apostrofato,.da un gruppo
Esemater pic da gremito € di gIù Cotonnaie da Ga 4 da ditta persone nonche CAM da Caccia
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fuoco che ferì mortalmente Cardoso, il Sazonolf, l'Ambaseiatore d'Inghilterra; dente per circ sei ore, del Parla del Belgio e di Serbia. 1° marzo. Roma, L'Agenzia Stefani quale fu subito raccolto ‘e trasportato ministri Oggì alle ore 15, su propo- mento a) e i Governi di Gran Bretàgna all'ospedale, ma soccombette durante il sta3,delAtene, Presidente del Consiglio, accet- partenenti ancia
hanno
comunicato
al.Go-
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Lipsia. Oggi è stata
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dal Re, riunitosi
il Consiglio della
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si partiti [ora |A cen e
aperta la fiera annuale Corona sotto la presidenga del Re, nPa- democrati: Reale, per deliberare sulla situa» ci, riuniti primaverile, I giornali la zione internazionale; ha deciso di chiedere nei dintorconstatano la parte pazione doj commer- ulteriori informazioni alla Stato Maggiore. ni sotto la Pietrogradò. Lo Zar ha ricevuto in presidenza cianti di tutti gli Stati neutrali, compresa l'Ita- udienza il genorale Pan nel Palazzo di di Manoel a cola. Monteiro, perale Pad, l'ambasciatore di approvano ione di-
a, Inoltre commerci an- Zarakoie Selo, ed ha: trattenuto
|ti americani avrebbero
zione il
da’ ditte in- Francia Paléologne e ‘il generale De La per acquisti spe: Gnuiche, ‘itato militare. Dopo la colaImente di gibrattoli. zione lo Zar @ da Zarina hanno ricevuto fiera di gherra è un'e- i membri del segnito) del generile Pan
incariehi
|
ante
tiimila alnieno il.numero dei borghesi di
che il Presidente delia Repubblica rimpatriare. LI trasporto durerà almeh nerale Castro, e il Governo sono Pi ino italianodi avere deciso, come rap- La novità di ques Non è avvenoto alcun tin nese, 4, Roma: La Camera, contro le Giunta fuori della legge. one di me fabbricate in Gerbasaglia perdi di corsa dei som- spo Berlino. Arriva ‘il ministro delle 1non vota comitato inquirento, incidente. Le conferenze politiche ilelle ale; jo nia n sostituzione di metéi che proergibili, il Mocsb marittimo della GerGiavid bey accompagnato dl imo condotto nd alcun accordo: ilcon- nanze turco anll'èle ione a Fano di Mariotti contro venivano dui: paesi nemici, finia. Tutte le mercunzie -dirette consigliere von Wasserman. legislativo che doveva mir: etmania per mare 0 di là provoni Pietrogrado. 1 generale Pan è giunto — "utti: gli tffici della Camera olegiornato. Nella opposizione Bucari fi La Camera approva all'uo ranno fermate, ma non. confiscate. stamane Île ore 10 ricevuto di enorme gono commissari favorevoli al progetto vi è malcontento, Nelle vicinanze del iimità tra applamsi la cessione del te leno che non costituiscano contr folla. Gli studenti lo h: ino acclamato al per la difesa economica e militare dello Parlamento hanno avuto Inogo alcne:dìteno gratuito richiesto per la senola it guerra, Insomma, nulla potrà ent mostràzioni che sono state disperse-dalla liana pid di “ Viva la Irancia ,,Durante il to, Regina Margherita. stazione all'albergo il. ge- Annun ‘Germania 0° vistime “per la via del che l'ambasciatore russo cavalleria, Atene, IL Presidente: del Consiglio V+ are, Ogni traffico marittimo.da o per ato calorosamente salutato Krupenski. è xiclì amato a Pietrogrado, Ballajoz.T democratici portoghesi riu- nizelos dichiara alla Camera: dei Deput:ti Germania viene impedito, a richiesta, pet ragioni. — egli dice — niti a Lamego proclamano il generale che, îl Re non approvando Ja politi Rivarolo Ligure. Grave incendio negli 2. Sampierdarena, Serrata degli eser- di miglia e_di salute, Baeroto Presidonte della Repub- interventista del Governo, il Gabinetto Wifici nazionali. Botogna. Alle 19,55) forte scossa di teropero generile contrò inaspriilel Portogallo settentrionale, rassegnato le dimissioni. ata dei fornai contro il cal| Séuti e ha Lecce fiscali ndottati dal municipio & remoto sentita în tutta l'Italia Centrale, svolta la “ a 1 menti jere muni pale. Filadelfia. A Legland, nel West Vit: Mitano, Inaugrrazione del. Congresso Lista. Pisa. Chi ssose dimostrazioni contro |©! ninta slava,,contrassegnata da un ‘cen- gina) in nn disastro minerario, periti
anmento' del pr
p' del pane,
Torre
del Greco: Clamorosa timostira-
dei ferrovieri (cattolici. Reggio Calabria. A_ sera con una
TEATRO di Gabriele D'ANNUNZIO FEDRA
tragedia in tre atti. Un volume in-8, a 4 in carta a mano, con fregi e coper 8 edizione... . bra a colori di A. De Caroli.
tragedia modern. Precéduta da un discorso e accresciuta d'un preludio, d'un termezzo e d'un esodio, 4=
Più che l'amor
La Città Morta, tragedia,14.° ediz. L. 4— La Gioconda, tragedia. 19.* ediz. . 4— —
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Duilio Cambellotti. 19.* edizione
H martirio di San Sebastiano, Mistero
composto in ritmo francese, voltoinprosa teri
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Il: corpo diplomatico ha: dè Messio a, capitale. ciso di 1 decretato un tipo unioo 7. Ronn. tenuto alla Casa del Popolo ove lentuBerna. La G ia ha annundi pane n pi rtire dal 22marzo. siasmo della folla ha raggiunto il sno cinto alle antorità federali il propoGenova; Solenne ‘ing: io del nuovo sito di rimpatriure in Francia, at- apogeo, Washington. La Suprema Corte Ta «so: arcivescovo, mons. Gavoti ncclamato per verso il territorio della Confede: ione, tutta la popolazione— non a l'applicazione della legge contro le vie dall, popolazione, ta
alle
armi
tirata dai
inpiévo
degli
(stranieri
nello Stato di
L'Inghilterra
e l'Italia ave-
—
Immugrirato
il congresso
cattolico
i tario, È n New York. Una ordinanza accorda la.revisione della decisione della Corte. dello enze, Inangnrato il Congresso de igri, AMa Camera Viviani, con- Stato che dichiara costituzionale la leggo. i laici dell'emigrazione. Lo Stato dell'Arizoma si è appellato al tro mozione di Paul-Mennier per Gaeta. Arrivano qui in automobile da l'abolizione dello stato d'assedio nel- Corte Suprema contro la decisione della Roma.il presidente: del Consiglio, Siam: one fuori dille operazioni di Corte regionale federale che ha giudicato dra, col ministro per «la marina, vibrata auto-di- non costituzionale la le ge dello Stato il sottosegretario alle finanze, Bits Vit a, e Paul dellArizoma che proibisce l'impiego ui
paesi occupati dalte truppe tedesche è internata
Meunier
in Germania,
gli stranieri.
italiana da Ettore Janni . . . + vano protestato contro la legge. Waskington. Le due Camerè apLa Pisanella, commedia in tre atti è Re 6, Roma. Il Re inaugura la mostra che prologo, volta în verso italiano da Et- | Drovano progetto di mozione impiegare «egli amatori di belle arti.
quello ai lavori pubblici;
Visocchi, adi
gutare l'acquedotto. consortile: Sala TITLUGI do:
pronunzia: discorso d'occasione dicè È l'Italia deve. essere fidente: disc!’ natd, pronta. , Pre tanni o so SL. » + + 4— | Rutorizza il Governo ad Irpinodila fot fall - — Sono chiamati per sessanta giorni Avellino, A Monteforte tassa mia: di trefppa slbpanali o emniie 1° | mattino di primavera, d'um Sogno a un mattino gi Primavert | rina per impedire la partenza dai i sottufficiali delle classi 1885-86-87-88. per l'inasprimento «della ogno porti americani di tutti i bastimenti Milano, I tramvieri interprovinciali vi- tico invade e devasta il manicipîo» Sogno d'un tramonto d'autunno; poedi qualsiasi nazionalità, quarido Si Atene, IL Re: ha chiamato, per lap il" 2— ma tragico, 7.' edizione >. abbia-la convizione che l'intenzione confermano lo sciopero intermittente. — Ediz, specialo in-8 in earta d'Olanda, Sorderolo. Grave allarme. nel paese © mizione del ministero, ‘Zuimis, ché di tali navi sarebbe di fornire cardramma in tre atti. 3.* edibove 0 merci a navi da guerra bel- nel territorio pet la riapparizione «di una preso tempo 24 ore a rispondere. andace banda di malviventi, Costantinopoli, La Sublime Porta dî L.4t ligeranti. 5, Roma. La Cameritin ina lange Schio. Una dimostrazione popolare con- dato.il sno.eradimento alla nomina. editor Fratelli Treves vin Milano, via Palermo, 12. movimentata seduta con due appelli tro il rincaro dei viveri assalta il mu: Streit a ministro‘ di' Grecia presto Sultano, nominali convalida eletto a Molfetta nicipio,
IL FERRO,tem* To comaiissionièvaglia agli
L
La Nave, tragediainun prologo e tre epi sodi. In-8, in carta distinta, con fregi di
tinaio di dimostrazioni. Uortei humo,
fucilata calle spalle è ferito gra cors vemente l'avvocato Diomede Mar- ed in tutte le altre chiese sono stati tati dei Ze Deum. Un comizio è vasî, giovane è$timato.
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