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L'Illustrazione Italiana 1914 n.41

Page 1

Li XLI. - Num, 41.

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10 Ottobre

1914.

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SCACCHI

L’“occhio del fanciullo eil Giudizio dell’uomo.

NERO.

datavolaveramente

o educative, è squisita. Appunto perchè è

prefa-

rere, messa in luce ad ogni pagina. Il piccolo Luciano ha ragione quasi sempre,

sonalità, quelli che potevano offrire un interesse di carattere generale; forzando

sue

penetrazione che talora può diventare assoluta cecità degli adulti, qui è, senza pa-

nonostante le apparenze contrarie, e le

parole bizzarre, le sue gesta bislacstralampati trovano spesso la loro migliore giustificazione nei ragionevoli e ragionanti che gli stanno intorno.

la memoria, restìa sul principio, a una indagine di carattere retrospettivo che si > potuta compiere, più tardi, con grande » piacevole felicità. Una volta ‘riaffacciaosi al beato mondo della sua primissima ziovinezza, riaperte cioè le porte che do‘evano apparirgli chiuse inesorabilmente,

che, i suoi convincimenti

Ma, anche quando non sia così, il con-

senso sorridente di Luciano grande non manca per questo al piccolo eroe. Qui soccorre quella tale simpatia di cui pure ho fatto cenno più ® Ricordandosi monello irragionevole, ricco di imprevedute

er sempre, Luciano Zùccoli ha visto al-

ottintesa —

è di uno spirito argutissimo

eftervesconto e

dotato di questo dono raro, gli è riuscito facile e piacevole di ripiegarsi sul piccolo Luciano, cioè su sè stesso bambino, così come gi era piégato ad ascoltare i palpiti e gli sdegni, a notare le gioie e i dolori, a studiare insomma le vicende di una puerizia che non era la sua. E però si è stabilita, subito, una specie di allegra collaborazione fra il bambino rievocato e l’uomo rievocante che, ripeto, costituisce il tratto più singolare del libro. La scarsa

ione, anche se non voglia o non possa finire l’opera propria: fatica che di reola deve essere lasciata all’acume dei ritici settori. In sostanza egli dice di aver « scelto » fra i casi toccati alla sua minuscola per-

ineati sul tavolo di lavoro i fatterelli ronti alla cernita e all’espo: ne. Ma ion diremo con questo che egli sia — per ‘occasione— ritornato infante. La visione , sì, infantile, ma l’interpretazione — anhe se appena accennata, anche se affatto

ra riuscito a spezzare il pregiudizio re- ciano Zùccoli invece si ricorda e sì ricorico che tende a confondere la realtà nosce. E compie. con estrema letizia le n la ragione pedagogica, e col «bene » due operazioni. Invidiamolo. col « male » e con le categorie rigide dei iudizi morali

—

buone, quando son buo-

tro è intendere

e comprendere, altro è

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Treves, 1914. -

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ed inesausta vena e accenti

cuntempera di gioie e di + © poscia irraggia d’armonie E dove per meandri » han le giunchiglie più surdenti

ll Bianco, col tratto, dà sc. m. în due mosse. Problema N. 2225 del sig. R. Sahlberg.

Bianco: Rh7. Do3. Ad7. Ael. Ces. 016, Pas, D3. 02. hd. (10). Naro: Ref. T'h7. Add. Ce2. Ce7. Per. f7. (7). Il Bianco, col tratto, dà sc. m. in tre mosse. Problema N, 2226 del sig. E. B. Cook. Braxoo: Rd8. Pe7. ed. f7, (4); Nino: Re6, Pe5. (2). }l Bianco, col tratto, dà sc. m. în tre mosse. N. 2198, (Kraemer).

1 CÎ7-e5

(simili ad incensieri

Chi vuol rapire al drago ad ogni

la bella donna dai capegli d’ «60? O fantasia di sessesee «

Augusto.

Sciarada.

DESIDERIT. Voglio il sorriso tuo, la tua parola,

Che l’anima mi calma ne Ja pena;

ece.

L'affetto tuo, come Ja luce sola Che illumina, conforta e rasserena. Vo’ la bellezza tua senza viola,

(Satvio11). 1 Dd7-d6' ecc. (Crsar). 1 Db7, Rdb; 2 Db5+ eco. 1...., d6-45; 2 De8+ eco,

Nè germoglio di rasa e.di verbena,

La viride armonia che t'incarola Gli arborei cespi di freschezza amena. Vo’ la modestia che soavevspira

. (Taycor).

1 Cb7, Rd5; 2 DA6+ eco,

1...., Rd4; 2 DA2+ eco.

Dal profumo gentil de’ tuoi fiorelli,

., Re8! 2 De2+ ecc,

La dolce poesia che a te m'attira, Fra schiette rame e teneri arbuscelli.; Onde l'anima mia soffre e delira Ne? suoi ricordi più lontani e belli.

. 1 Dh4xh5 ece, (Gorrsomant) (Vanne)

;. (Cum).

1 Tfl-el

1 Ue7-f5

ecc.

eco.

1 0c4, RX0; 2 Ces+ eco. ., b6-b5; 2 Ac8+ eco. 11 63-e2; 2 Cd3-65 ecc. . Giuseppina

Perrone,

innanzi

agita in alto de li amanti i «es00.

Di cavalier con scudo e cone» di. castelli portento di di lui non v'è chi meglio sogni e

eco.

N 2199, (Pripeavx), 1 Di1-b5

N 2200, N. 2201.

maturo. Qui sta proprio il sapore par- piccolo. Ecco dunque un singolare documento Luciano Zùccoli sente , mi pare, non a torto una viva simpatia di letteratura e di vita. È già una bella er quello sbarazzino fra gli otto e i dieci fortuna poter ricordare con tanta precinni, precoce e ribelle alle convenzioni sione di contorni la propria infanzia. Ma ociali, affettuoso e prepotente, industre ricordarla e compiacersene eredo che sia fantasioso che è il protagonista dei do- un fatto piuttosto unico che raro. Per ici capitoli, in famiglia, nella scuola, in solito, vista così a una certa distanza— a distanza piuttosto considerevole — essa pcietà. Luciano grande si è ripiegato con infi- ‘apparisce come una massa opaca e caoito amore su Luciano piccolo.: e mentre tica, un campo ideale per le divagazioni, e ricordava con commozione sincera i malinconiche o per gli inutili rimpianti. esti, gli atti e le parole, sì sentiva di- L’ introspezione riportata su su verso il posto alla maggiore indulgenza, a una primo affacciarsi alla vita è per i più un dulgenza che, se potessi, vorrei dire duro esercizio di penitenza, un insopporaterna. Lo scrittore aveva già dimostrato tabile atto di contrizione. Fra le due fasi er segni non dubbi questa sua capacità della stessa esistenza si apre come un pica di penetrare nei meandri, vietati ai abisso pauroso. Anche chi riesce a ricoriù, delle animule infantili. Altra volta darsi, non riesce a riconoscersi. Ma Lu-

LIRE

cav. A.

Soluzione dei Problemi : N, 2197. (Guienta). 1 T bd-ad ecc.

e imprevedibili birichinate, fertile in espedienti, ostinato di una speciale comica ostinazione, lo scrittore è il primo a divertirsi. Il riso disarma ;e Luciano grande è sempre disarmato dinanzi a Luciano

grata al palato

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icolare del libro.

e, per i grandi — sforza e striminzisce mondo dell'infanzia. Luciano Zùccoli on ha — per sua rara fortuna di scritre — la vocazione della pedagogia. Riconosco anzi che sarebbe riuscito, robabilmente, un pessimo pedagogo. Ma

sl prepara un'acqua

sione, sciolta da preoccupazioni didattiche

fantastiche sulla propria infanzia, diveuta come un prototipo dell'infanzia uniL'autore lo avverte nella

(8 Pezzi).

intendere e riprendere. La.sua compren-

| Coi dodici scritti comparsi successivamente sul Corriere della Sera, Luciano Zùccoli ha composto un grazioso volumetto L'occhio del fanciullo," che appartiene a una categoria letteraria di ardua lefinizione. Non sono queste, a stretto ‘igore, jnote autobiografiche, e cioè la rima parte dei « Ricordi » di Luciano ‘ùccoli e neppure divagazioni puramente ersale.

con L’IDROLITINA LITIOSA

Problema N. 2224 del sig. Giorgio Gnidelli.

Carlo Galeno Costi. Sciarada incatenata.

SPES, ULTIMA DEA,

Pericle

SE Tromibin (tranne Îl N,2203), Fabroni, Bettino Capra, Bonus Socius, Felice Spini, Efisio

Ed iò che inseguo il cinguettante stuolo

Di vagabonde rondini, fedele

Aru, ing. Gaetano Canesi, Paolo Maggi, E. degli Scacchi, Temistocle Farina (sino al N. 2202), Eligio Favari, ‘Adellado. Zanaboni, Felico Ghiringhelli, Alberto Sormani, Vittorio Ceradelli (2205-06), Be-

Al nido della sera, io resto solo Nell’abbandono d'un dolor eru lele!

E le armonie crepuscolari a volo

L'occhio mi fàre sotto incerte tele, Che fan brina il mio pianto di sconsolo, Distillato in assenzio ed idromele.

rardo Scalini, Ettore Della Torre.

Il Torneo di Mannheim.

Altro in quest'ora disposata al cielo,

ll Nederlandselen Tijdschrift annunzia che il Torneo di Mannheim fu abbandonato a cagione della guerra dopo l'undicesimo giro, e cheigiuocatori. ricevettero un compenso proporzionale ai punti guadagnati, che erano per Alechin 9 e mezzo, Vidmar 8 e mezzo, Spielmann 8, Breyer Reti e Marshall 7, Janowski 6 e mezzo, Bogoliubowe

Nei silenti tumulti delle anime

Pass, ed invan, o mia primiero, un velo. Al tuo ricordo spiega il cuore esanime, D'una speranza nel novello ample:so, Che; da te lunge, attrista il mio complesso.

‘Anche questa può essere una prova di

La Principessa di Cambaja. Tarrasch 5 e mezzo, John e Duras 5, Tartakover | 4 e mezzo, Post e Fahrni 4, Kruger ‘e Carls 3 e mezzo, Flamberg 3, e Mieses 2. 1 giudcatori tedeSpiegazione della sciarada del N. 40: schi protestarono, proponendo che il torneo fosse CON-TANTI. rimandato all'anno venturo, ma la loro proposta n non fu accettata. I giuocatori russi furono arre@ss- Per quanto riguarda i giuoohi, eccetto per gli scac hi stati dalla polizia e condotti al confine. rivolgersi a CORDELIA, Via Mario ‘Fagano, 06iaia

(Dal Marzocco.)

Dirigere le soluzioni alla Sezione Scacchi dell’ Illustrazione Italiana, in Milano, Via Lanzone, 18.

tenace freschezza di spirito, di quella giovanilità profonda e inalterabile contro la quale gli anni battono invano: come le onde contro lo scoglio. Non per nulla l'’Occhio del fanciullo è dedicato a Emilio Treve: Aporro

ORVIETO:

#E:

Le Caricature

di Biagio

si trovano -in quarta pagina della coperta. _---

._-—— _e---—

50.

_ _!_T— —

La FRANCIA

La RUSSIA

ENAICA ‘CIR CONFERENZA DI

I Popoli Balcanici L'assedio di Scutari nell’anno della guerra

e i FRANGESI nel Secolo XX e i RUSSI nel Secolo XX |{Roberto Almagià

* Giuseppe PREZZOLINI

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Si rivivono in queste pigino le giornate di un assedio le cui vicende ebbero un valore drammaticoepolitico eccezionali ;si rivive attraverso Je suo fasi angosciose e orudeli in evento da cui spiruno soffi potenti d’epopea, brillano episodi di valore, stillano molto sangue © molte lagrime.

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L'ILLUSTRAZIONE

Anno XEI. - N. WI, - 11 ottobre 1918, 6

ITALIANA

Per tutti gli articoli e i disegni è riservata la proprietà artistica

Centesimi 75 Îl Numero (Estero, 1fr).

e letteraria, secondo le leggi e i trattati internazionali.

Copyright by Fratelli Treves, October 11th, 1914.

AL CAMPO AUSTRIAC IN GALIZIA. (Fotografia dî A. Fraccaroli, corrispondente del « Corriere O della Sera » al campo austriaco in Galizia).

L'Arciduca Federico, comandante supremo dell'esercito austro-ungarico, col gene Conrad

di Hoetzendorf,

capo

dello Stato Maggiore,

al quartier

generale in Gal


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©

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L'ILLUSTRAZIONE

È APERTA L’ASSOCIAZIONE

vamo alleate, noi ti abbiamo

pel quarto trimestre 1914 dell’

Illustrazione

(estero, franchi 13).

CORRIERE

dovuti, abbiamo

usato tutti î

finto di dimenticare che

volevi neppur riconoscere come definitivo il

insediamento in Roma nostra, abbiamo tralasciato di toccare il tasto scottante dei nostri fratelli sotto il tuo dominio che tu maltrattavi, abbiacittadini dai tuoi

confini, ci siamo piegati alla tua volontà quando ci impedisti di fare la guerra come meglio ci sembrava opportuno alla Turchia, siamo stati coperti di vituperi d'ogni genere anche dalla tua stampa ufficiosa in occasione di quella guerra; in compenso tu inizi, senza. neppure darcene avviso, un'azione lesiva dei nostri interessi, rompendo così a tutto

Rispondendo ad un contradditore.... e ad altri Questa volta comincio con la lettera di un contradditore — un egregio sconosciuto, che

mi scrive da un tranquillo luogo di villeggiatura della vicina Brianza. Ecco la sua amabile epistola:

tuo vantaggio il patto che ci legava, ebbene noi denunciamo ai popoli civili la tua mancanza di fede e ritenendoci

passiamo

liberati

da ogni vincolo

a chiederti, anche

verso di te

con le armi, quanto

tu detieni di nostro, — chi potrà allora parlare di

tradimento ? No, egregio Spectator, non

si può usare

rola

la nostra

tradimento

per indicare

la pa-

eventuale

azione contro chi espresse il grazioso proposito di

Egregio Spectator. Non avendo il piacere

tu non

di conoscerla,

nè la for-

tuna di essere conosciuto da Lei, è doveroso ch'io mi presenti,

assali mentre eravamo impegnati altrove, contro chi usò le arti più subdole contro di noi in Albania, contro

chi

conduce

tuttora

i

chi e mene

ai

nostri danni in Etiopia, contro chi infine tante volte tradì le speranze dei nostri fratelli

irredenti legitti-

Innanzi tutto, tengo a dichiararle che sono una persona di buon senso, 0, almeno, sono ritenuto tale

mate da solenni promesse!

conoscono. Ne consegue che non ho alcuna velleità

legittima aspirazione, l'ingresso nella famiglia uni-

o Visconti Venosta, e neppure, sia detto senza ombra di irriverenza, in quel neppure, come Di San

tinua, « che l’Italia non possa ancora vivere aspet-

da un numero abbastanza vasto di persone che mi di credermi

un ministro degli Esteri

come

Cavour

Giuliano,

Inoltre, quando nei crocchi si discute della guerra e si addiviene a, quella inevitabile spartizione del mondo che è la necessaria. conseguenza di simili discussioni, io mi astengo con cura non solo dal e il mio parere, ma pure anche dall’ intervenire con una sola parola nel dibattito, Sono poi di quelli che, lungi dallo scandalizzarsi alla notizia che il Re sta occupandosi del Corpus Nummorum,, hanno pensato, come Lei, che se il Re

dopo aver lavorato, e che lavori nessuno mette in

dubbio, si svaga colle monete antiche piuttosto che colle corse a. cavallo o colla caccia, egli è buon

padrone di' farlo senza che sia lecito dedurne previsioni catastrofiche per l'andamento della politica italiana. Ella vede che

io. ho

molte

di quelle

ù che

sembrano tanto piacerle in un Italiano d'oggi, e se aggiungerò che non sono nè avvocato, nè giornalista, e che non ho mai pubblicato una riga, sono sicuro di aver conquistato tutta la di Lei simpatia. Ebbene, a costo perdere d’un sol colpo tutta

questa simpatia, io Le dichiaro subito che sono contrario alla neutralità, quindi favorevole al nostro intervento. nell’odierno conflitto... contro l'Austria

si capisce.

Mi affri tto a darle pienamente ragione quando Ella taccia di illusionismo l'affermazione che nel possesso. di Trento,, Trieste e della Dalmazia stia

LI vincie

vezza d’Italia. Il possesso di queste tre pronon è che una parte del più vasto problema

adriatico, il quale a sua volta non è che una parte del maggiore problema mediterraneo nella. favorevole soluzione del quale

sta se non

addirittura la

A parte l’elementare considerazione

che per otte

salvezza certo la grandezza d'Italia. Però non posso seguirla nel curioso ragionamento che Ella fa pi nere

il tutto è pure inevitabile cominciare dal pren-.

dere la parte, Le sembra

proprio una buona

gione la sua che nulla avendo ranto

in

sessant'anni

dell'Adriatico, nulla

per

si debba

ra-

fatto fuorchèa

affermarci

dominato;

fare anche per

l’av-

N

Ella riconosce, bontà sua, « che è da considerarsi

taria italiana di popolazioni soggette all'Austria che

storicamente, geograficamente, sentimentalmente ci spettano ». Ma nessuno vorrà « affermare », Ella con-

tando che fatali destini si compiano ». Come crede Ella che si compieranno questi fatali destini ?Con una guerra? E allora perchè non farla subito? O dovrà forse l’Italia assurta a grande Nazione accontentarsi di barcamenare alla meglio e di com-

piere questi fatali destini componendoli a briciole

raccolte qua e là nelle contese degli altri? E quale diritto abbiamo noi di rifiutarci oggi di

compiere ciò che il destino ha iniziato ? E quale terribile giudizio daranno di noi le future generazioni italiche dicendo: avevano una superba occasione di compiere i voti della Patria e non hanno

voluto osare?

Ella ha ragione d’affermare che colla guerra noi

non

sappiamo dove andiamo, con la neutralità sì.

Ma è appunto la visione terribile di quello a ci andiamo incontro colla neutralità, mentre si inizia all'estero una campagna serbo-croata per l'assegnazione di Trieste

alla

nazione

serba, mentre il

contegno della Turchia fa prevedere prossima la sua spartizione, che avverrà senza di noi a ingranha convinto la grande maggioranza del popolo itaiano e persone ragguardevoli di tutti i partiti della dimento dei nostri vicini, cioè a nostro danno, che necessità assoluta di questa guerra.

Vi sono senza dubbio, come

Ella afferma, molte

persone di buon senso che vogliono la neutralità. Ma sia pur certo che vi è un numero ancor mag-

in favore della neutralità. La saggezza dei nostri governanti mi dà sicuro affidamento che arrivenel momento

più opportuno.

lo

spero che allora anche Lei avrà mutato parere, ad sono sicuro che anche Lei e tutti quelli

che oggi sono del suo parere sapranno fare allora

sulle nostre coste, mentre le coste adatte a fare molto e bene si trovano tutte. proprio dall’altra

tutto il dovere di buoni italiani,

noi fare di più

Marco Bernareggi.

al’70 per fare l'Italia grande e una, perchè i figli

L’egregio scrittoré di. questa, lettera ha ragione, quando dice che «se si arriverà alla guerra nel momento opportuno » anche Specfator muterà parere. Cioè, non muterà parere, e non diventerà favorevole ad una guerra che, delle varie guerre combattute dal 1848 in poi dagl’italiani sarà, certamente, la meno ono-

1914 di ottenere, senza rischio alcuno, solo gua/che

revole — perchè combattuta contro un nemico assalito già da più parti; ma Spectator

parte.

«Ma, Ella dice, se avremo saggezza di giudizio, avvedutezza di diplomazia, serietà di contegno», le quali cose a suo

parere voglion

dire neutralità,

«qualche cosa ci verrà di quanto giustamente bra-

miamo». Eh via, valeva proprio la pena che i nostri

nonni e i nostri padri arrischiassero /u/0 dal 1820

di quest'Italia grande e una si accontentassero nel

cosa di quanto

giustamente

essi bramano? E in

virtà di quale teoria stravagante,

tutti

in-

diritto, noi soli dovremo

mentre

ac-

torno a noi cercano di prendere tutto quello e più di quello a cui hanno

contentarci di qualche cosa?

Sono completamente con Lei nella confutazione

di quelle strampalate affermazioni sulle guerre nostre e non

vecchie

nostre

campagne

e sul poco (curioso

onore

modo

delle

nostre

di eccitare alla

uerra!), come pure non posso che plaudire al suo

giudizio intorno ai radicali d’ogni tempo. Ma dove debbo dissentire di nuovo è là dove Ella afferma che il nostro intervento contro l’Austria

otrebbe a buon diritto esser tacciato di tradimento. Ella ha dimenticato, evidentemente, che esisteva

fra i due stati un'alleanza

basata sul principio dei

compensi in caso di turbamento dello st2/u-guo Adriatico, e che l'Austria accingendosi a tur nostra insaputa questo slatu-guo rifiutando di darci garanzie concrete e tentando di lusingarci con la

generica dichiarazione dinon aver mire territoriali,

ha rotto il patto che l’avvinceva a noi. E se domani noi diremo alla nostra vi ina :— era-

tacerà di fronte a ciò che il Governo responsabile avrà deciso, adottando una condotta doverosamente patriottica, cioè molto diversa

da quella tenuta sin qui dai molti e diversi che alla neutralità — deliberata dal Governo, e rispondente — fino a prova. contraria — al sentimento della grande maggioranza del paese — hanno opposte le più clamorose e, spesso, più sconclusionate declamazioni.

L’egregio contradditore, per artificio polemico, mi fa dire che la guerra all'Austria

sarebbe un «tradimento ».. Io non ho wa7 adoperata codesta parola «tradimento » in

nessuno dei miei articoli, perchè il pensiero

rispondente a quella parola non è nella mia mente. In buona, buonissima e numerosi:

sima compagnia — compreso il giornale l'£-

sercito Italiano, il cui direttore ha stampato

che attaccando

ora l’Austria, l’Italia « com-

metterebbe

di fellonia e si suiciderebbe

atto

ho detto e ripeto, col ca-

«è rotta; per colpa vostra

mi

sento

offesa;

dell’Italia

«in tal caso poteva anche, dalla Storia, es«sere scusata; chissà, fors'anche approvata. « Ma io faccio notare che non più di un mese « fa ripetemmo nuove proteste di /ea/fà. Hanno «un bel dire! Se attaccassimo senza un fatto «nuovo (vero fatto nuovo e non cercato col «lanternino), se attaccassimo ora uno Stato

« già attorniato, già a mezzo battuto.... ma «quale Storia potrebbe difenderci?... Quella «di padre Loriquet, forse, non la Storia spec«chio dei tempi e delle nazioni!....»* L’egregio contradditore, come tutti coloro che sono

del

suo

parere, parla

sempre di verso

guerra all'Austria, dei torti dell'Austria

di noi; e dimentica che dietro l’Austria c' è la Germania, che non ha certo verso di n gli stessi torti, e che muoverebbe natural. mente in aiuto dell’alleata fedele, come qualche giornale tedesco ha già accennato. Dunque guerra nostra non solo contro l’Austria, ma anche contro la Germania. E non solo contro queste due; ma noi dovremmo schierarci anche contro la Serbia ed il Montenegro che tendono ad avanzarsi nella zona che crediamo seguenza

di nostra competenza; e per concontro la Russia e, di rimando,

contro la Francia e. contro l'Inghilterra, i cui marinai sono sbarcati a Pelagosa, a Lissa, che sono di nostra competenza non meno delle altre terre ed isole italiane dell’Adriatico!... Insomma noi soli, avremmo d'un tratto l’ineffabile gioia di partire in guerra contro tutto il mondo, senza alleati nè ami: E la conclusione potrebbe mai ere soddisfacente, sia sul terreno della’ battàglia, sia attorno al tappeto di un Congresso» Internazionale!?... «I nostri nonni e i nostri padri — dice l’egregio contradditore — arrischiavano rutto dal 1820 al 1870.» Adagio, amico Dal 1820 al 1859, i nostri padri e i nostri nonni-— all’infuori del risc! particolare della vita e della libertà personale (quelli che le rischiavano) — non rischiavano altro. O YItalià si faceva — e il premio era grande; o non si faceva, e le cose restavano ancora come prima, quali, infatti, fino al 1859 restarono. Dopo il 1859 cominciò

della Russia.

Io non spero di averla convinta; solo volevo esporre a Lei e ai lettori dell'ILLustrazionE quanto di manchevole fosse nella di Lei argomentazione

—

«vi attacco a mia volta. L'azione

ma che pure sono fermamente favorevoli alla guerra.

lianti argomentazioni di certa stampa guerraiuola,

remo alla guerra

eNs/]””®'l

pitano o maggiore Pier Emilio Bosi, collaboratore dell'Esercito stesso: «Si potrebbe «anche ammettere in fondo che l’Italia si « fosse irritata, subito, all'inizio della guerra «e avesse detto: — per colpa vostra l'alleanza

con non

venire? E ogni guardiamarina le potrà. dimostr:

che ben difficile sarebbe stato per

storicamente»

giore di persone di buon senso e perfettamente equilibrate, che non scrivono sui giornali, che non blaterano nei comizi, che scuotono la testa in segno di riprovazione alle fanfaronate e alle strabi-

ogni modo

i

ITALIANA sempre

mo subìto l'espulsione dei nostri

ITALIANA

per L. 9,50

riguardi

= >5 =z ee

protettore

l'eventualità dei rischi, corsa

poche

cautele, avendo a fianco un

universalmente

conosciuto,

come

Prussia

anche

Napoleone III, e col favore dichiaratosi noi dell'Inghilterra,

della

E Cavour

ed

per

— che tutti citano a

casaccio in questi giorni, senza conoscére non che i documenti, nemmeno la storia superficiale — Cavour, per timore che nel 1860 si compromettesse il già guadagnato e si perdessero le simpatie dell’ Europa, arrivò a dire la famosa frase al Re, a Bologna, il 2 maggio: «Se non ci va nessuno a prendere Ga-

ribaldi pel colletto, ci vado io!» E nel 1862, quando il pericolo, garibaldino riapparve, e Cavour non c’era più, ed al governo c'erano i democraticoni, con Urbano Rattazzi alla testa, quando

il rischio

di vedere

compro-

messo — non da semplici sbandieramenti dagl’'irredenti di quel tempo, ma da bande insurrezionali nel Cadore, poi col tentativo di Aspromonte — quando il rischio di vedere compromettere ciò che si era acquistato parve

imminente, il governo democratico arrivò fin dove Cavour non era arrivato — fermò] Garibaldi con una palla in un piede!... E nel 1867 lo arrestò ancora

due volte, prima e dopo la

dolorosa offesa di un intervento sanguinoso voluto dall'opinione pubblica francese !... Questa è storia vera, che bisogna ricordare, e non foggiarsi la storia a modo proprio. E nel 1866 la guerra la combattemmo al fianco

della Prussia ;e nel 1870 attaccammo le mura di Roma pro forma, quando la maggiore negatrice di Roma —la Francia— era fiaccata dalla Germania e quasi tutte le altre potenze, a cominciare dalla Prussia, consentivano al fatto, riconosciuto

anche

dall'Austria,

inter-

prete il conte De Beust. E questa ancora è proprio storia — altro che fantasticherie!... Oggi, noialtri, figli, mipoti, senza un vero « fatto nuovo», senza una vera minaccia a nostri interessi vitali dovremmo rischiare vita

‘sercito Italiano del 23 settembre 1914.


e beni — che sono il meno — ma la Patria stessa !?,., Zoppica il ragionamento dell'egregio contradditore quando dice che l'acquisto bramato delle tre provincie irredente (Trento, Trieste, la Dalmazia) non è che «una parte del più vasto problema adriatico, il quale a sua volta, non è che una parte del maggiore problema

mediterraneo ».

Nel

Ma chi può dire quando questa guerra dalle

interminabili intricate battaglie avrà fine?.., Essa, dice il Leroy-Beaulieu, è un fenomeno senza precedenti; stupisce tutti coloro che hanno l’alta abitudine della meditazione e dello studio: affascina inconsideratamente gl'incapaci di osservare mentalmente e di riflettere!...

Mediterraneo , egre,

amico, gran mercè se siamo arrivati ad assicurarci gli estremi porti della Libia, mediante l'accordo marocchino con la Francia, la quale, malgrado l'intesa, ci gratificò delle maggiori difficoltà dal lato del confine tunisino e ci prodigò le più amare ironie ufficiose ed ufficiali, arrivò, per il Carthage ed il Manouba a minaccie, che ci fecero trovare ancora buona, in quell'ora, la Triplice Alleanza; ed oggi, sullo stesso argomento, ci regala l'ironia di Herbette nell’Ecko de Paris!... E non è che «le coste adatte a fare molto e bene si trovino tutte proprio dall'altra parte» se l’Italia, dal 1860 in poi nulla ha fatto di veramente degno sull'Adriatico, tranne che a Taranto, In questi aspetti le condizioni naturali hanno certamente il loro peso; ma il porto Corsini di Ravenna, il porto diAncona, il promontorio Garganico, in cinquantaquattro

anni, avrebbero

potuto essere

un'efficienza più rispondente mai seriamente valutate. Oggi come

oggi

messi

È un poco — psicologicamente — il fenomeno dello chaz/feur che, l'altro giorno, sulla strada dalla Repubblica di San Marino a Rimini, guidava in corsa, scendendo, Ermete Novelli, la sua signora, Teresina Leigheb e le Brizzi. Lo chauffeur era in estasi per quella affascinante discesa dominante l’ancor più affascinante verde pianura fino all’Adriatico: d'un tratto scoppiano due pneumatici in una curva stretta e non calcolata, l'automobile si rovescia, i passeggieri sono buttati qua e là, pesti, malconci; la povera Teresina Leigheb rimane

sotto il veicolo

in

beni assai più complessa, non

cordava negli scorsi giorni La Perseveranza, da dolorose umiliazioni patite sul Mediterraneo — « prima di agire bisogna riflettere a fon-

«do, e non avventurarsi senza avere ponde«rate bene tutte le eventualità pericolose alle «quali potremmo trovarci di fronte ». Per questo, appunto, io sono con coloro

che deplorano e reputano colpevoli tutti gli eccitamenti della stampa per riscaldare l’ambiente; tutte le grida e gli sbandieramenti

elementi troppo interessati, miranti appassionatamente a forzare la mano al governo. Pur troppo potrà venire il giorno in cui

potremo vederci attaccati — od in cui non ci sarà più possibile conservare lo stato di neutralità. Per quel giorno occorre certo aver pronte tutte le forze, occorre esserci assicurati degli amici, trovarci predisposti alla più doverosa concordia. Ma, pel momento, non è inutile che il paese vegga chiaramente e conosca, chi sono coloro che caldeggiano inconsideratamente le avventure, e coloro che valutano i rischi, ai quali non si può nè si deve andare incontro a cuore leggero.

*

To non nego certamente il titolo di « generosa follìa » al gesto del tenente di vascello Angelo Belloni che, nell’infervorata austrofobia da lui divulgata in discorsi ed in lettere, ha rapito il sommergibile 43inallestimento per la Russia nei cantieri della Fiat-San Giorgio a Muggiano, e trascinando seco collaboratori ed equipaggio, se ne è andato a Bastia... dove i francesi hanno fermata la comitiva e messo il sommergibile a})disposizione del Governo italiano, sebbene l'intenzione del tenente Belloni — se non quella dei suoi sorpresi compagni — coincidesse probabilmente col piano della flotta anglo-francese nell’Adriatico — silurare la flotta austriaca Il gesto generoso di Garibaldi — del vero, autentico Garibaldi, nel 1870 — risplende nella

storia, tanto più che fu male ricompensato

dalla Francia. Scarse furono le adesioni che ebbe allora in Italia. Molte di più ne ha oggi Giuseppino — non Giuseppe. Il diminutivo è compensato dall’accresciuto numero dei giovani accorrenti attorno a costui ora in Francia. Nel 1870 il senso della responsabilità nazionale dissuadeva — e Mazzini era fra i di suadenti dall’accorrere. Oggi sono in Francia curiosi plenipotenziari del radicalismo-massonico due deputati — l’Eugenio Chiesa, che è perla guerra a pro della Francia, e l’Ubaldo Comandini, che ha predicato a voce e per

dovranno es-

sere almeno più cauti di un qualsiasi cRauffeur

un popolo veramente se-

Corriere della Sera del 5 ottobre il deputato Andrea Torre, successore in Torchiara di quell’ indimenticabile Michele Torraca, che fu l’assertore primo, in Italia, di quella Triplice Alleanza, che ci rilevò, come ben ri-

schiacciata!...

frequente, purtroppo; in quasi tutti i casi dovuta ad imprudenze imperdonabili.... E quegli chauffeurs che sono i governanti di uno Stato, in una corsa ancora più difficile, in una strada ancora più tormentata da svolte, con una responsabilità di vite e di

ad eventualità

rio dovrebbe mostrarsi tranquillamente concorde, fiducioso nel governo, che ha tutti gli elementi per determinare la condotta da seguire; dovrebbe aspettare «il momento più opportuno » senza inutili cicaleggi e chiassose agitazioni, sulle quali molto ancora ci sarebbe da dire. «Prima di agire» — dice benissimo nel

letteralmente

Sciagura

iscritto il mantenimento della neutralità. Pare

che questi due parlamentari sperino ché la Francia possa farsi complice di un tentativo di sbarco in Dalmazia dei diecimila del Giuseppino, che è stato nominato colonnello francese per tutta la durata della guerra, Ma pare anche che il governo della Repubblica abbia fatto capire che certi affari si trattano coi

governi responsabili; non con egregie ed onorevoli persone non d'altro interpreti... che delle migliori intenzioni! È la medesima

spinto allegramente in una gita di piacere?... Ma togliamoci da queste inquietudini, e confortiamo il pensiero e l'animo a più serene visioni. Mentre Guglielmo Marconi tiene a Roma — presente il Re — una conferenza sulle nuove sue scoperte scientifiche mettenti capo alla telefonia senza o) — un giovine sacerdote insegnante di ebraico, don Domenico Argentieri di Rocca di Mezzo — nell'Abruzzo Aquilano — maraviglia tutti con un suo ricevitore elettrico tascabile, semplicissimo, che senza antenne, senza fili, senza bobine di raccordo, senza bottiglie di Leyda — intercetterebbe le comunicazioni radiotelegrafiche che corrono attraverso le onde atmosferiche, vengano esse da Roma o da Parigi

risposta che il governo della Repubblica diede ripetute volte — memorabile, fra altre, quella del 1889 — quando consimili commessi viag-

o dalla

giatori andarono a portare a Parigi, alla Francia, che ci era ostile, l'umile devozione dell'Italia! La quale ora è afflitta da troppo facili ricalcatori di una storia che, non che facile, non è verosimile ripetere, ma è molto

mento: se si potesse utilizzarla genze dell’attuale gran guerra

più facile parodiare!,.. Del resto i governi che fanno sul serio, non amano di essere importunati — e la libertà

delle-ciancie, specialmente giornalistiche, non è, in certi momenti, compatibile con la serietà e l'urgenza dei fatti — mentre su questioni tanto delicate vengono resi pubblici persino dissensi fra ministri, sotto-ministri e Stato maggiore!... In Germania, i socialisti sono alla guerra e pagano di persona, ma il Vorvaerts (il loro Avanti!) sospeso, poi riammesso ad apparire, è stato soppresso di nuovo!... Non è da meno la Repubblica francese, che ha censurato e soppresso l’//ozzze libre, giornale nientemeno che di Clémenceau. Il fiero ex-presidente del Consiglio ha sùbito contrapposto

l’Homme enchainé, ma anche questo è quoti-

dianamente sequestrato per l'ironia del suo titolo.... o per giustificare ironicamente il suo titolo!. . Questa

guerra — ben dice il noto sociologo

ed economista Leroy-Beaulieu in un suo recentissimo studio — questa guerra richiede più forza morale che economica. E noi altri italiani, che pur siamo neutri, facciamo intanto un ben generoso spreco di forza morale coi nostri appassionati dibattiti, con tutto un frastuono di polemiche, di discorsi, di conferenze — indigene e forastiere. Su un miliardo e 700 milioni di esseri umani che popolano il mondo — 847 milioni sono impegnati e subiscono la guerra, la quale ha un rispettabile partito contrario anche in Inghilterra. In realtà, più di metà del mondo è in guerra. I paesi belligeranti, insieme coi

loro vari possedimenti coloniali, rappresen-

tano il 51 per cento della superfice terrestre; e su questa superfice il 69 per cento della

popolazione — dice l’ Hiibner nelle sue recenti tabelle — guerreggia

Riportandosi alle pro-

porzioni dell'ultima guerra balcanica del 19121913, si possono preventivare un 650.000 morti e 2300 000 feriti!...

Norvegia!... È una

fa accorrere

perta!...

maraviglia, che

al Seminario .di Aquila

ed intermediari

stranieri, ansiosi

studiosi

della

sco-

E c'è subito il pensiero del mo-

che subito l’obbiezione reggibile: « Ecco finita

per le urMa c'è an-

dello scettico incorla radiotelegrafia ».

Ma ‘il filantropo ad ogni costo — sul tipo dei nostri municipali socialisti, che vogliono dare l'uva a buon mercato a tutto il popolo... contribuendo, nei giorni frequentissimi in cui quell’uva manca, a farla rincarire — il filantropo ad ogni costo esclama: «Ecco la

radiotelegrafia alla portata di tutti l...» Ed ecco il fisco colpire con una tassa, come

gli accendi-sigaro automatici, i ricevitori radiotelegrafici tascabili, Ma che rivoluzione! Se la scoperta è seria — non uso Ulivi — il ricevitore Argentieri diventerà proprietà esclusiva dei governi ; l’uso privato ne sarà punito, come sono puniti l’interpolazione di' ùn proprio manipolatore di Morse o di un proprio cevitore auricolare nelle reti telegrafica e

telefonica; anche le onde aeree saranno ben

riarginate e custodite — poichè il mondo, alla fin fine, può permettersi, ogni mezzo se-

colo — anche .per intensificare crudelmente la rinnovazione della specie — una guerra

sterminatrice;

ma

poi tutto

si riequilibra, e

quel giorno è il giorno del buon giudizio, spe-

cialmente per coloro che nei giorni del generale sbalestramento abbiano saputo tenere

asciutte le polveri e ben salda sulle spalle la testa, illuminata dai raggi vivificatori della ra-

gione e dell'onore. Con la calma e con la volontà, sopratutto

con la calma, si arriva a fare, a creare grandi cose. Con tale formula arrivano dove vogliono i popoli, ed arrivano dove vogliono anche î

più umili individui. È il caso di Luigi Buffoli che da oscuro commesso di drogheria, seppe arrivare, più per gli altri che per sè, a tal grado, da meritare l'elogio funebre che

Luigi Luzzatti compendia in questa frase «un santo della cooperazione! » Si trovò anch'egli di fronte agli esagerati, ai tempestosi, ai « guer-

rafondai » e li vinse traendo seco i più e migliori con l’azione pertinace disciplinata da una serena e fiduciosa volontà. Ricordiamolo, per tutte le circostanze di lotta, e imitiamolo! 7 ottobre. Spectator.


I ____————————|—TT—ZRkGGGGEÉE®PÉ]GSS 320

L'ILLUSTRAZIONE

L'ALLOGGIO

DEL

ai

Campo.

—

ITALIANA

Baracche di legno che possono es:

rè montafe é smon-

tate in brevissimo tempo da pochi, soldati, e che seguono l'Imperatore sui campi

La grande guerra europea.

1 Belgi, ;/ 3, con ‘un telegramma ufficiale diramato i/ 4 dalla legazione- belga di, Roma, avevano

che

dir

annunziato

conclusivo dell’ostinata battaglia che d da ventiotto giorni tra franco-britanni da. una parte. e tedeschi dall'altra, da Arras a Craonne, a Varennes,

a Verdun, a (Saint-Mihiel, a Blemont, ad Altkirk,

tuazione

che i tedeschi avevano

noni presi

sul teatro della guerra.

ne era

stato

giudicava favorevole îl momento. Poichè il 3 ottobre le circostanze sono state ritenute propizie a tale viaggio, Poincaré è partito

gnato dal ministro della guerra Millerand presidente del Consiglio Viviani. La morte di uno dei Cassagnao.

Berliner Tageblatt, dopo aver ricordato che l'assedio di Porto Arthur

bonapartista

«In quattro giorni abbiamo distrutto i forti più resistenti di’ Anversa, Probabilmente furono isoliti mortai da 420 millimetri. Il nome degli inventori dovrà scolpirsi eternamente sull’acciaio dei cannoni,

il loro padre, il celebre

tori con

un

patriottico

rimasto

ucciso da oltre un mese, cioè alla fine di

polemista, aveva fatto nel 1870. Prima di partire i due giovani scrittori presero congedo dai loro letOra si annunzia

Il capitano Weddingen del sommergibile U9 che affondò tre incrociatori inglesi nel mare del Nord.

che il fratello più giovane, Guy de Cassagnac, è agosto, in un

combattimento.

alla

testa

della

sua

compagnia, sui campi di Lorena. La notizia è stata

comunicata ufficialmente soltanto ora. I tedeschi

contro

i forti di Anversa. L’accanimento dei tedeschi in quest'ultima settimana si è accentuato — nel teatro occidentale della

guerra — contro i belgi. Essi dal 22 settembre ave-

vano cominciato il bombardamento di Lierre, città

una

breccia di quindici chilometri, sei

passaggi sul fiume Nethe sono conquistati. La

di uf-

riserva, come

articolo,

«Aperta

L’Autori

servizio in qualità

ficiali della

durò otto mesi, costando

molti uomini e materiale, scriveva il 4:

e dal

Quando scoppiò la guerra i fratelli Cassagnac, immediatamente

330, ma deve. essere un errore

420 sotto Anversa. sato Il maggiore Moraht, collaboratore militare del

nel pomeriggio di sabato scorso, 3, da Bordeaux per recarsi al Gran quartiere generale, accompa-

direttori del giornale

da 30 a

dei famosi mortai da 420, ed occupato dai tedeschi Lanaecker presso la frontiera olandese," È I famosi mortai da —.

dell'autorità

militare, la quale non

sunsero

dia di 7-8 chilometri dalla città. Il territorio.a nord

della città può anche essere facilmente inondato e per tale intento difensivo furono già eseguiti appositi lavori. I tre forti attaccati il 28 dai tedeschi (due grandi: Waelhem e Wavyre e uno piccolo: Santa Cateri sono sulla cinta esterna a sud della città e a nord di Malines, che nella

al 28 fu occupata

notte dal

temporaneamente

dai

27

tedeschi

mentre il 30 vi rientrarono i belgi. Lo stesso giorno 30

i tedeschi annunziavano di avere occupato il forte Wavre, e di

averne

distrutto

un

altro,

probabil-

stanza da Lierre ad Anversa è di soli quindici cl lometri: i guais e il porto sono a diciotto | chilometri, dunque sottoilfuoco dell'artiglieria pesante», Un soldato

tedesco

ferito, ed internato

«Ogni batteria tedesca di artiglieria.

dice il.soldato — non possiede che. due di questi

ogni volta dai soldati, Un mortaio da 42 centimetri

tira un colpo ogni dieci minuti e coloro che sono

addetti a questi pezzi, che sono meccanici molto

abili, si mettono «d una certa distanza e scaricano

i cannoni per mezzo dell'elettricità. Ogni colpo costa

31 500 lire. Il fuoco dei mortai è diretto da palloni frenati o da dirigibili ».

mente quello di Waelhem; malgrado l’accanita resistenza dei belgi. Nella notte sopra l'7 ottobre fece la sua apparizione nell'aria uno Zeppelin, che la-

Ls tribulazioni del Borgomastro

di

confermano

che il borgomastro

sta

telegramma

per.

Maestricht.

Il 28 il bombardamento

tedesco

La piazzaforte di Anversa, bella e grande città po-

cinta

a oriente

del

fiume Schelda, ha

una

duplice

di forti. La cinta esterna formata da una se-

rie di grandi e piccoli! forti, distanti da 15 a 30 chilometrì dalla città, con una circonferenza di circa

130 ‘chilometri:

la cinta interna, alla distanza me-

Non plus ultra delle minestre

GNI — Bologn:

sul forte Broeckem

cinò un momento su Anversa.

poi si avvi-

Il 2 ottobre i tede-

schi avrebbero preso d'assalto —

secondo un loro

ufficiale — anche la ridotta Dorpweld,

ed accerchiato un altro forte. Essi il 3 annunziavano di. essersi impadroniti anche di Termonde. E la

sera del 3 il grande stato maggiore germanico aggiungeva :

« Nell’offensiva contro Anversa sono caduti pure nelle nostre mani i forti di Lierre, di Waelhem, di

Konigshoyekt e le ridotte intermedie. Ci siamo impadroniti, nelle posizioni tra i forti, di trenta can-

pesante —

mortai, che vengono manovrati su rotaie collocate

sciò cadere bombe

da Anversa,

sulla Nethe, sulla linea tra Anversa ed Aquisgrana

in Isviz-

zera, ha dato le seguenti infortnazioni sui ‘famosi mortai: i

veniva portato contro una parte dei forti periferici di. Anversa, mentre le truppe belghe ripiegavano.

di. circa 20 000 abitanti, a 14 chilometri

la ridotta

Telegrammi deZ5 dicono Anversa già alla portata

aveva espresso l'intenzione di visitare gli eserciti e loro le sue felicitazioni, ma

anche

di trasmissione,

presidente Poincaré

impedito dal formale desiderio

;

occupato

Boschoetk, a nord-ovest di Lierre, ed elevava i can-

cedere terreno.

portare

stenza di cinque giorni. La nostra sisulla Nethe è fortissima e l'esercito resi-

Un telegramma da Berlino, , sera, aggiungeva

cesi hanno ammesso di avere dovuto in alcuni punti

finora

segue:

sterà convtutta la sua energia ».

e quotidiani successi o, per lo meno, quotiprogressi a danno del nemico; ma # 5 i fran

Sin dall'inizio delle ostilità il

quanto

«All'est della Senne le nostre truppe furono obbligate a ritirarsi sulla Nethe in seguito -a un viotacco dell'artiglieria tedesca e dopo una

mentre stilla lunga linea si è sempre combattuto accanitamente. Ciascuno dei combattenti si attr

Poincaré

dei forti

terna dei forti e contro la città ».

Nemmeno questa settimana è possibile registrari

risultato

battaglia.

permette di portare l'offensiva contro la” linea in-

Continua la battaglia sull’Aisne.

a tutto il 5 ottobre, un

di

noni. La breccia fatta nella cinta esterna

Bruxelles.

Informazioni provenienti dal Belgio (via Ostenda) di Bruxelles, Max;

fu arrestato. Il 26 settembre le autorità militari te-

sc ‘o affiggere sui muri di Bruxelles questo avviso curioso: «Agli abitanti

di Bruxelles.

Ho

l'onore di farvi

sapere che il vostro borgomastro signor Max è de-

aLLormIICLLRIK


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

L’asseio pi Anversa. — Pianta della fortezza, e della doppia cinta di forti che protegge la città (dalla “IM. Zeitung tenuto in una vernatore

onorevole fortezza.

Firmato: // go-

militare».

L’arresto- del borgomastro fu deciso, pare, per avere egli vietato alla Banca di Bruxelles di vi

sare una parte della taglia di cui i tedeschi colpi-

rono la capitale, e che di settembre.

doveva essere pagata a fine

Oltre all'arresto del Max, il governa-

tore militare decise di non rimborsare più le merci requisite, vietando infine alle Banche di fare operazioni con la parte di territorio belga non occu-

pata dai Wedeschi Un altro telegramma da Ostenda ha fatto poi sapere che il Max era stato rilasciato previo pagamento immediato di 30 milioni, acconto

del contributo di guerra di 200 milioni.

Il gover-

natore tedesco aveva offerto al collegio degli scabini di Bruxelles di scegliere un altro borgomastro,

ma essi rifiutarono risolutamente, dicendo che una nomina per parte loro sarebbe stata illegale, per-

chè il borgomastro è scelto dal Re fra i membri del Consiglio municipale senza intervento diretto

del Consiglio stesso. Il collegio degli scabini però

assunse la responsabilità di mantenere l’ordine nella capitale. Indennità al Lussemburgo. Il governo

tedesco

al Lussemburgo

annunzia

400000

marchi

avere già pagati

di

indennità

di

guerra per avere attraversato ed utilizzato a scopi militari il territorio del piccolo granducato. La marcia

serba

su Serajevo.

Malgrado le smentite polemiche ed i comunicati ottimistici dello Stato Maggiore austriaco, l'avanzata dei serbi su Serajevo, capitale della Bosnia, affermata dai serbi fino dal 29 settembre, nel qual giorno annunziarono di avere occupato Hauprsak, si conferma. Lo stesso giorno 30 i serbi annunziavano di avere occupato insieme ai montenegrini Vlaseniza e la linea Krobmia Javornik. Contemporaneamente

i serbi

Però due comunicati

austriaci dell’, e 2 ottobre

avere rioccupato Semlino.

annunziavano

di

qualificano « fantastiche » le notizie date dai serbi,

ed affermano che l'Austria è in pieno possesso delle posizioni conquistate all’est della Drina, avanza continuamente e comincia a far sgombrare ‘dalla Bosnia serbi e montenegrini. Un comunicato austriaco del 4 dice che due brigate montenegrine, la V

(Spuzka), agli ordini del generale Bozovic, e la IV (Zetska), sotto il generale Rajevic, furono comple-

tamente battute dopo due giorni di accaniti <combattimenti e ricacciate su; Focia_(frontiera del*San-

giaccato), Le due brigate, come-prese da7 panico,

si ritirarono al di là dellaffrontiera ‘e dovetteto ab-

bandonare

tutti

i loro

treni, comprese le provvigioni, abbastanza importanti, di cui si erano impadronite in Bosnia. In questa

occasione

parece

morti delle pattuglie avai

zate austriache, tra cui un alfiere, furono ritrovati


322

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

(Argue).

L'incrociatore già tedesco Goeder con la nuova ciurma turca, davanti a Costantinopoli.

atrocemente

mutilati.

Conviene

notare

che altre

truppe serbo-montenegrine sono ancora în Bosnia. Esse movendo da Visegrad e da Bajna Basta al nord di Focia hanno raggiunte le montagne sulle dala ao a pini lortiaioni di Selalole: ‘La lotta fra austriaci e russi.

rità all’inizio della guerra, può essere il suo punto debole,

Sta in fatto che una grande battaglia sul Niemen

cominciò il 25 settembre, col bombardamento della

regione di Sopoekinie. Nello stesso tempo i tedeschi fecero nella regione di Druss-Keniki

(a nord-est di

Sopoekinie) parecchi tentativi di passare la linea Anche nei Carpazi continua tenace e non bene russa sul Niemen. Il 26 cominciò l’aggiramento da la lotta fra austriaci e russi, con la parte dei russi delle posizioni dei tedeschi nelle foverosimile prevalenza di questi. Il 29 seffembre i reste di Augustow, mentre i tedeschi attaccavano le russi annunziavano di avere occupato, dopo violento posizioni attorno. alla fortezza di Ossowiec. 1 russi combattimento, Lisko, nella regione di Sanok (a il 29 rioccupavano Augustow e le alture soprasud-ovest di Przemysl) ma dal canto loro gli au- stanti ai laghi, infliggendo, pare, notevoli perdite determinata

striaci, 77 30, dicevani

«1 russi sono stati respinti fino a Sianki, al di là

dei Carpazi

sulla strada di Turka. Le loro perdite

sono grandissime. Il passo di Uzsok è nelle nostre mani.

Non vi è più un solo russo nel dipartimento

dell’ Ung ». Notisi però che altri russi combattevano a Kr:

smezò, nel dipartimento di Maramaros, dove gli

austriaci

li avrebbero respinti tra il 30 settembre e

il 1.° ottobre.

I russi al 7.° offobre annunziavano di essersi impadroniti di una posizione importante contro

Przemysl.

Fino dal 4 poi era impegnata battaglia dagli

austriaci, contro la colonna

russa

penetrata a Ri

ròsmezò, ma, per la inferiorità numerica, gli austriaci

I tedeschi eseguirono un ‘forte contrattacco, specialmente #2 .° ottobre, e la lotta continuò accanita

il 2. «] tedeschi — dice un telegramma russo — volevano raggiungere Wilna, aggirando Kovno. I russi cominciarono col ripiegare, poi fecero un contrat

tacco, L’urto baionetta

fu terribile. I russi

frequentemente

con

cariche alla

rinnovate respinsero i te-

deschi, infliggendo loro enormi perdite. Un reggimento. cosacco operò un furioso «raid » su Petro-

kow, occupato dai tedeschi. I soldati attraversarono Petrokow

come

un fulmine

sciabolando

nelle vie

cati ufficiali:

intendersi

12 corpi.

Ma la 7ribuna di Roma

ha, da

Petrograd, che la Germania, fatta la mobilitazione

e gettati innanzi i suoi 25 corpi attivi, ha costit

altri 25 corpi di riserva

«Il III

corpo

d’armata

parte del XXII corpo d’armata russo

nella Prussia Orientale, dove erano concentrati 22 corpi d'esercito tedeschi. Alcuni critici fecero delle obbiezioni a questa cifra, dicendo che doveva

e ha formato da 10 a 15

corpi della Landwehr. Essa disporrebbe oggi di 60 o 65 corpi d'armata. Quindi si può dire senza esagerazione che la Germania abbia oltre venti corpi d’armata alla sua frontiera orientale. Ma essa facendo tale sforzo sia in Francia che verso la Russia

non dispone più di riserve. La sua grande superio-

siberiano e

che si trova-

vano sull’ala sinistra degli eserciti russi, avanzatisi da oltre il Niemen, furono sconfitti dopo un’accanita lotta di due giorni presso Augustow. Sono ca-

duti nelle nostre mani tremila prigionieri, diciotto cannoni,

una batteria di artiglieria pesante, nume-

rose mitragliatrici, veicoli e cavalli ». I russi, dal

canto

loro, esaltano

la sconfitta

in-

flitta, con una improvvisa sortita da Ossowiec, ai tedeschi che attaccavano questa fortezza, metten-

doli in fuga sulla strada di Grajevo e togliendo loro « tutta l'artiglieria ». Così i russi

7 5 annunziavano

rati russi di Suwalki e Lomza tedeschi;

operazioni. Inefficace

che

erano

i governato

sgombri dai

e che lo Czar era arrivato sul teatro delle tentativo

tedesco

SU

PNEUMATICI

—- SONO

CONTINENTAL,

LE MIGLIORI—>

tentata sul litorale di Windau (Bal-

tico). Il 24 settembre una squadra formata da 40 navi tedesche grandi e piccole comparve in vista del porto e tentò arcare degli esploratori con un battello. Ma il tentativo fallì in seguito

in mare e

Il maggior generale von Voigts-Rhetz è stato da/

3 ottobre incaricato di assumere

d’ora

inrfanzi

le

funzioni di capo del Quartier Generale, tenute sin tedesco

delle forze russe. Il Berlinese

Militàr

Wochenblatt

del 4 ottobre

scrive: « La distribuzione delle forze russe si chiarisce. Abbiamo prima affrontato nella regione dei laghi Masuri l’esercito del Narew che constava del 1.%, 6.°, 16.° e 23.° corpo. L'esercito del Niemen, at-

taccato subito: dopoy presso Insterburg, comprende il 2.°, 3.°, 4.°, 20.°, 22. corpo e il 3,° corpo siberiano,

la 1.° ela 5° brigata tiratori, la 53.%,54, 56.*, 57.4 72%, 764 divisioni di riserva, la 1.° e la 2” divisioni di cavalleria. affrontata

della

Guardia.

la cosidetta

Poi a Lyck abbiamo

riserva di Grodno,

formata

di parti del 3.° e 6.° corpo siberiano. Il 12.° corpo fu respinto dal 7 al 9 settembre a Suwalki. Così dalla parte della Prussia Orientale i russi hanno undici corpi e mezzo di fanteria, e sei divisioni di

erva,

« Si suppone che le forze totali russe siano di 32 corpi attivi

e di 32 divisioni di riserva. Sembra

che

queste divisioni siano numerate dal 53 fino all’'84. Deducendo le forze inviate verso la Prussia Orientale, restano in Galizia 20 corpi attivi e un grande numero, imprecisabile, di divisioni di riserva ».

Nella colonia di Kiao-Ciao.

Dal 26 settembre i giapponesi cominciarono i

loro

attacchi

contro Tsing-Tao

bombardandone

forti con varia vicenda, riuscendo però ad impadronirsi delle posizioni dominanti la fortezza, attaccata anche dalla parte di terra. Una nave spazzamine giapponese rimase distrutta e un’altra danneggiata. Le

navi

da

guerra

tedesche

bombardarono fortemente le posizioni giapponesi

Ecco, da fonte russa, i particolari di un'azione

navale tedesca

e distrussero il faro

fatto sondaggi

Il capo del Quartier Generale tedesco.

Vi furono 23 morti.

per

mare sulla costa russa di Windau.

LE VETTURE IT-ALA'

lungo tempo

aver interrogato i pescatori.

Computo

da essi abbandonato.

La grande lotta fra della guerr

inciarono il bombardamento

di Backhofen. Il 26 i tedeschi scomparvero dopo

avere per

fortezza di Ossowiec, veniva

seicento tedeschi e poi scomparvero ». I tedeschi però, il 4 oftobre mattina, riferendosi a fatti del 1.° e del 2, dicevano nei loro comuni-

Dicemmo nel numero scorso che l’imperatore Gu-

Malcontenta di questo insuccessò,

qui dal generale von Stein.

avevano dovuto ritirarsi. a Hosszumeso in attesa di

glielmo si era portato il 26 sul teatro

e tre annegati.

la squadra tedesca bombardò la costa e uccise una questa di frontiera e un abitante. Poi scomparve. ll giorno dopo, 25 settembre, due incrociatori rico»

ai tedeschi a Drusskeniki; mentre i/ 2 ottobre delineavasi il ripiegamento dei tedeschi, non riusciti a passare il Niemen, mentre il bombardamento della

rinforzi.

tedeschi e russi.

tenso fuoco delle guardie di frontiera russe. I deschi perdettero un ufficiale e tre marinai uccisi

all'in-

e uccisero due ufficiali.

La“Phosphatine Falières 33 deiè l'alimento fanciulli

adottato da tutte le madri sopratutto al momento

dello svezzamento e durante il periodo dello sviluppo.

i


L'ILLUSTRAZIONE

LA

CITTÀ

DI

ITALIANA

323

ANVERSA.

L’«Avenue du Kayser» e la Cattedrale.

(Fot, Chussean Flaviens),


324

L'ILLUSTRAZIONE

CANZONI

DI GUERRA

«Com'è penoso partire per la Francia! Addio, mia gioia: noi non ci rivedremo più! Un mattino di domenica ci giunge la notizia: Tutti gli uomini mobilitati! Il nemico è alle porte!

Ma perchè non domani? Perchè proprio oggi? Non è oggi domenica per tutte le genti? La primavera tornerà a scacciare l'inverno, e sulle

tombe fioriranno dei graziosi fioretti.

Addio, dunque, mia piccola; addio per lungo

tempo!

Noi non ci troveremo

che là giù, nell’eternità. »

Con questa canzone melanconica, così poco marziale, nel 1870 partivano i prussiani per la guerra contro i francesi. Forse ancora così

triste è la guerra di conquista per i soldati

alemanni?

Le canzoni di guerra

dei prussiani

erano

quasi tutte melanconiche, nostalgiche, affatto

eroiche. Il pacifico contadino tedesco, già dominato dal militarismo del suo paese, andava alla guerra contro voglia. Le sue canzoni

non

illustrano

che

tale

stato

d'animo,

anche quando, e raramente, gli ulani intonano i loro canti gonfi d'artificiose smargiassate, che fanno tanto trapelare il desiderio del buon fuoco domestico e della chiara birra paesana. « Sentinella

isolata, io vado e

vengo

in silenzio:

la pioggia cola a torrenti lungo il mio pastrano.

La stoffa ammuffisce sul mio corpo e il nemico ha paura al solo vederci, tanto abbiamo l’aria di

spauracchi. Non c'è più tabacco da fumare; la gola è secca:

la cantiniera mi ama, ma non fa credito... Vorrei

che

un’oca arrostita

cadesse

dal cielo al

mio indirizzo e mi giungesse insieme con un barile

di buona birra.

O poeti, che seduti accanto al fuoco sapete can-

tare così

bene il rombo

delle trombe,

dei

cannoni

e la fanfa

e il fuoco dei bivacchi e l'allegria del soldato e

i pensieri poetici che hanno di notte le sentinelle, io vorrei che uno di voi fosse qui al mio posto, intriso d’acqua e con i piedi nella mota; e s’egli conservasse un po'di buon umore come me, corpo di mille bombe, ora io saprei cantare meglio di lui!» L’umorismo

melanconico

di molte canzoni

è così sincero e caratterizza così piacevolmente lo stato d’animo che certo nessun altro

del soldato documento

riuscito a dipingerlo altrettanto bene.

tedesco, sarebbe

ITALIANA

TEDESCHE.

sono essi però le voci sincere, profonde, umane, che partono dall’eser ncora com-

movono le mamme, se non gli ufliciali tedeschi Bello, dunque, è marciare — come c

tano i poeti — allo squillo delle trombe di guerra: ma anche bello è stare al fuoco, mentre fuori nevica, e dolce fidanzata. Pertanto

chi, che popolano

conversare con la i fuochi dei bivac-

la notte

dal lontano

oriz-

zonte, riposano dopo le aspre fatiche e le lunghe marce. Fanno essi sorgere icari fantasmi innanzi alle tenebre suadenti al dolce sogno; ma «Quando, dopo le fatiche diurne, i ricordi tr: versano il nostro animo, quelli che son lontani da

noi, i nostri cari, strappano

Alcune volte, delle scene di un brutale realismo fugano i cari fantasmi della bionda

penoso.

«Fa freddo qui, e soffia la brezza: la cimice mi cammina addosso: là c'è il tanfo della putredine e della muffa: in somma qui non si può vivere. Neanche un sigaro c'è: neanche un fiammifero, e per giunta c'è una terribile fame. Intorno a me ognuno sogna di uccidere; in somma qui tutto è triste. Ah! lo nonsto tranquillamente a casa mia a bere

a qualunque

perchè una domenica mattina dissero: « Tutti sono

mobilitati ».

Non c’è che l'ideale della birra, dell'oca e

del fuoco. Non c'è che il terrore per le mitragliatrici francesi. Poco marziale sempre, ma molto sincero

Il capolavoro di queste canzoni è il seguente componimento quasi elegiaco che traduciamo

tutto quale ultimo esempio, tanto è caratteristico e tanto è tedesco: do,

casa vostra

voi parlate con ogni scorsi

patriottici:

assisi

innanzi alla mensa,

agio e vi accalorate nei

quando voi aggrottate

le soprac-

ciglia e tendete l'orecchio alle notizie della guerra, giungete senza dubbio, nella vostra ebrietà, ad in-

vidiarci per lo champagne

che beviamo e per tutte

le gioie della guerra.

Così ci invidiate per le vittorie di Sedan, di Metz,

di Parigi, di Strasburgo e d'Orléans e per tutto ciò che noi abbiamo fatto e per quello che dovremo fare. Allora più di una volta

voi dite: « Ah! Pec-

cato che io non possa partire; io batterei i turcos

di santa ragione, e davanti a me dovrebbero fuggire tutti ». Benissimo!

Ma se voi foste qui, tale ebbrezza sfu-

un sospiro anche dal

merebbe, al primo giungere delle bombe maledette, e appena le mitragliatrici dispensassero’’la morte

Così negli occhi del soldato, anche il più audace,

con le loro migliaia di palle. Voi allora fareste una

smorfia ridicola e preghereste dal fondo del cuore che esse si fermassero un poco. E così pure, se voi doveste mangiare come noi mangiamo qui, sarebbe carina! Roba da comprare:

luccica una lagrima.

Se io dovessi trovare

piani sanguinanti

tevi di me.»

della

la morte

nella lotta, sui

Francia, addio, e ricorda-

La passione spesso tronca la voce accorata sulla bocca del soldato, stanco della guerra anche prima di cominciarla. Ma sembra che continuamente le sofferenze vengano a distrarlo dalle melanconie, alleate dei francesi:

e allora l'amaro e bonario umo-

rismo si riaffaccia a risollevare. I famosi soldatoni di Pomerania son passati in un villaggio dove poi giunge la fanteria: «si domanda

del vino e della birra. Una vecchia

sola în casa, sì fa assai chiaramente comprendere!... Essa ci mostra

le botti vuote. Non c'è più niente!.

Sono passati quei di Pomerania... Ma lo stomaco è vuoto!

Almeno

si trovasse da

Sono passati quei di Pomerani: Cerchiamo nella terra, in un campo di patate, per vedere se si è più fortunati. Scaviamo qui, sca-

lontana è impongono la visione del campo

e pieghevole

petto del più forte: e il desiderio del ritorno si forma nel lungo silenzio.

tutti quei cadaveri, tutti quei lamenti dei soldati feriti. Lo stato d'animo annoiato della canzone

di guerra,

docile

gli uomini

menti, le speranze, sono tutte di Schultze e i Miller, gli eterni invisibili protagonisti di tutte le canzoni. Sono essi i soldati non eroici :

mangiare!... Non c'è più neanche una briciola di pane: non c'è più neanche la crosta del formaggio... 1 galletti da gran tempo vennero uccisi! Persino i gatti e î topi furono cucinati in fricassea!

enza, si perpetuò in tutta la campacon le espressioni del cruccio per gli zzi e le privazioni della guerra.

timento,

azione. Pertanto è individualmente reutra/e... Il «sacrificio per la patria» non esiste neanche. Si muore solo perchè «si fa la guerra »,

Sorgono, con le canzoni, due tipi fantastici di soldati, che simboleggiano il fantaccino tedesco: Schultze e Miiller. Sono essi che cantano tutte le disillusioni del soldato e piangono tutte le miserie della guerra. l rimpianti, le melanconie, i pati-

vuol fuggire finalmente tutto quel sangue,

Non è canto di Tirteo la canzone del prus siano: è la voce del figliuolo che vuol vedere la mamma e la casa e la fidanzata, e

L'assenza più completa dall'ideale della vittoria e dallo scopo della guerra, è pauroso. Il soldato è una fredda macchina da combat-

un bicchiere di chiara birra ben fresca! Questo solo mi fa morire! — lo non sto là giù con mia madre, come sarebbe tanto doice!»

Non c'è più nulla da addentare!

viamo là. Niente! Maledizione! Tutto è sparito! Ne fosse restata una sola! Almeno una! Ma è facilmente spiegabile. Sono passati quei di Pomerania. »

Neanche la vittoria di Sedan contenta i soldati. Il barile di birra e l’oca arrostita ossessionano Schultze e Miiller.... Il re aveva vinto, ma essi che cosa avevano vinto?

«Quando noi li facemmo prigionieri la gioia fu grande.

Però io non avevo altro desiderio, fuor che

quello di bere un buon bicchiere di birra. Oggi ovunque si vuotano delle botti alla nostra

salute. Ma il diavolo mi porti se ci capisco niente! \oi crepiamo di sete per gli altri, e gli altri bevono

alla nostra salutel... »

niente! Neanche

serva:

a peso d'oro. Quindi carne in con-

solo carne in conserva. Voi ora non sapete

neanche che

cosa

sia. Essa è cotta a lesso ed è

buona... è deliziosa... non so dirvi quanto sia squisita... Però spesso, quando la zuppa sta cuocendosi e lo stomaco grida fame, vi scuote un improvviso allarme, e allora avanti

all'assalto verso

le. colline

per aspettare i francesi! Poi al ritorno quando questi non saranno arrivati, mentre vi punge arcora un dolore ad un fianco, voi mangiat® una crosta pane secco. Addio zuppa! Il nostro alloggio fu spesso distinto, Avevamo castelli principeschi, superbi, con dei parcì quali passeggiare. Vi soggiornammo spesso ma, ohimè, questi

bei tempi ora son passati. Oggi è una

grazia avere un mucchio di paglia” pullulante div

compagni del sonno. Se voi poi dovreste essere qui agli avamposti, qui proprio, allora la vostra invidia passerebbe presto! Quando

dovreste

essere

di pattuglia, 0

sotto la

pioggia dirotta essere di sentinella doppia, il comandante giungerebbe cor un solito randello, e se voi tardaste a rispondere al suo motto di allar-

me, vi potrebbe carezzare la schiena. Dunque se qualcuno osasse ancora di essere geloso con uno di noi, non deve far altro che Venire a vedere. Ma io penso che è preferibile — ed è questa la conclusione della mia poesia — che è mille

volte

preferibile

presso il fuoco ».

starsene

con

la

fidanzata

Certamente queste canzoni sono utili molto a completare la storia ufficiale della guerra franco-prussiana. Certamente sono preziose,

più di tutti i documenti diplomatici, a rivelarci la corrente della opinione pubblica tedesca di quel tempo,

e lo stato d'animo del-

l’esercito e i suoi pregitdizî, e quegli istinti che formano l’azima di un paese. Anron Giurio BRAGAGLIA.

QUESTA SETTIMANA ESCONO

Ella non rispose roman3zo di

Matilde SERA0

MarinoJorefti

ifPSci

(N

OT

Ò alqua

Quattro Lire.

Lire 3,50. DIRIGERE COMMISSIONI E VAGLIA AGLI EDITORI FRATELLI TREVES, IN MILANO, VIA PALERMO,

12

LERIA

VITTORIO

EMANUELE,

64-66-68.


LA

L'ILLUSTRAZIONE GUERRA

ITALIANA

IN GALIZIA. (Fotografie cortesemente comunicateci da A. Fraccaroli, corrispondente del « Corriere della Sera » al campo

325 austriaco in Galizia).

—@

Un convoglio di prigionieri russi al campo austriaco in Galizia.


Quanti sono i morti

in oltre due mesi di guerra? La tragica

statistica non potrà

compila

fosse che ì soldati inaffiano di calce. A ogni combattimento segue questa scena tristissima ©!


Eee

SINSE

BHEIRSNORGEHO]

RUITREVES

59 & guerra

finita.

Sappiamo

intanto che

centinaia di cadaveri vengono sepolti in grandi

lore D'Awaro ha espresso in questo disegno da alcune fotografie pervenute dalla Francia.


L'ILLUSTRAZIONE

328

TRUPPE

INDIANE

Il Mabarajah Sir Pertab Singh, comandante delle truppe indiane in Francia.

E

ITALIANA

MAROCCHINE G È

(Rot. Central News).

-

IN

FRANCIA. SDIEBIED

Il Maharajah di Puttiala, altro principe indiano con truppe in Francia.

1 Marocchini in marcia verso il fronte della battaglia sull’Aisne,

(Fot. Chusseau Flaviens),


AINOIZVYLSN

VNVITVLI

SNOW IS3TONI VO 11930 VIVHILIY v3730 O0/00SId3 ODILVWWNYHO NN si CE

Una pioggia di bombe

sopra un ricovero della Croce

Rossa nel Belgio. I feriti più lievi aiutano i feriti più gravi.

Pre

(Disegno di F. Matania nello « Sphere»).

626


L'ILLUSTRAZIONE

LA

BATTAGLIA

ITALIANA

INTORNO

AD

ANVERSA.

Un soldato belga presso Termonde scorta una vecchia terrorizzata fuori dalla zona del bombardamento.

Una mitragliatrice belga alla difesa di Anvi

Daily Mirror). Mirror). (Fot. . Daily


L'ILLUSTRAZIONE

L'INAUGURAZIONE

DEL

PRIMO

ITALIANA

TRONCO

331

FERROVIARIO

BENGASI-DERNA.

Il generale Ameglio e le autorità alla stazione di Benina.

Il treno inaugurale.

In Libia.

politania occidentale. Ciò spiega il grande entusi

Il tenente Brunacci. Nuove ferrovie inaugurate. La morte di Negib Effendi.

smo col quale venne accolto da centinaia di arabi abitanti nell'Oasi Zavia il treno inaugurale imban-

Narrammo gli ultimi avvenimenti guerreschi di Li-

cante il governatore generale Cigliana, col segretario generale Conti Rossini, i generali Del Mastro

dierato che era partito da Tripoli alle ore 7, re-

bia, nello scorso numero. Diamo in questo il ritratto del tenente di artiglieria Brunacci caduto, col tenente De Virgiliis, nella sorpresa della carovana di

e Amari ed altre autorità mili ari: oltre l'ingegnere Nicotra, direttore delle Ferrovi libiche e un gruppo di notabili tra cui Hassuna Pacha, Muktar Bey e Coobar, Cai ‘an del Garian. All'arrivo alla stazione di Zavia alle ore 10, lo

rifornimento diretta al Fezzan: di questo deplore-

vole fatto e della vita dei due valorosi ufficiali dicemmo nel numero scorso.

sceicco lesse ad alta voce parole augurali, termi-

Il 20 settembre — festa nazionale italiana — fu inaugurato

il primo

tronco

Be gasi-Benina

nando

della

ciamento

grido di!

Viva

l’Italia,

Viva Vittorio

tinaia di arabi esultanti. Si svolse quindi una ani-

e la cui costruzione furono diretti dal-

l'ing. Vincenzo

col

Emanuele IÎI. Al grido fecero eco un coro di cen-

linea ferroviaria Bengasi-Derna, i cui lavori di trac-

mata, pittoresca fantasia di capi arabi a cavallo.

De Donato, ispettore delle ferrovie

Concordi e precise informazioni da Bengasi di-

dello Stato. Il progetto di prolungamento di questo

tronco — alla cui festa inaugurale sono dedicate al-

cono accertata

cune fotografie pervenuteci

di Aziz Bey, tenne già il comando nel settore bengasino di Koebia. Passato poi alle dipendenze del

ideato dall'ingegnere ferroviario Forziati. Il 1.° ottobre

inaugurato

con

poi,

nel

solennità

settore

tripolino;

il tronco

venne

ferroviario

Egli, sotto gli ordini

Senusso, fu al campo di Defna, donde da qualche

El

mese era tornato sul territorio italiano capeggian-

Maja-Zavia, lungo 17 chilometri e costruito în po-

dovi i ribelli durante il raid della colonna C: tore. Negib Effendi cadde, ferito alla testa e all’ad-

chi giorni sotto la direzione dall'ing. De Orchi, capo dell’ufficio delle costruzioni ferroviarie in Libia.

Da Zavia la ferrovia proseguirà per Zuara, fino a congiungersi con le ferrovie tunisine, attraversando due volte l’oasi di Zavia, e proseguendo per Surman e Marsa Sabbad, e di qui per Zuara.

la morte di Negib Effendi, ufficiale

turco ostilissimo agl’italiani.

da Bengasi — è stato

+ Il tenente FRANCESCO

dome, in uno scontro avvenuto il giorno 9 settem-

BRUNACCI

bre presso Mbreigat (regione di Él Abiar), fra le

ucciso nel Fezzan,

con giunge TriL'esercizio della nuova linea ha grande impor- | poli con uno dei principali centri agricol della Tri| tanza

politico-commerciale,

perchè

SCUOLA

€ tre compagnie del battaglione Billi reo). Quaranta ribelli furono uccisi. Negib

fu portato in salvo presso Msus dove morì e dove

fu sepolto con solennità il giorno 14:

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ITALIANA

L'ILLUSTRAZIONE

332

« CONVERSAZIONI SCIENTIFICHE «. È |

va. Dottor Cisalpino

Le serre mobili e il tabacco. - Un

manifestazioni

Apparato,

d'arte

della

umanità

La serra trasportabile.

per trasportar la serra.

Le serre mobili e il tabacco

Una draga titanica.

In Inghilterra ed in Irlanda da tempo si pratica in iscala ridotta la coltivazione del tabacco, se bene le condizioni del clima poco si prestino a ciò. Il pericolo maggiore non è da ricercarsi tanto nelle temperature basse che si hanno talvolta quanto nella variabilità della temperatura, specie nei periodi di sviluppo iniziale della pianta. In verità il metodo più semplice pareva quello di rinunciare ad una coltivazione che pare meglio adatta a climi più mi ma gli agricoltori inglesi sono pertinaci e tengono duro anche se la Iogica geografica e astronomica non è dalla loro. La prima idea degli agricoltori che volevano opporsi all'andamento delle stagioni deve essere stata quella di coltivare in serre il

I lavori del canale di Panama rappresentano uno dei più grandi sforzi della tecnica umana, e si può affermare senza timore di cadere nell’americanismo esagerativo, che tutto lo strumentario impiegato nel colossale lavoro è uno specchio fedele di questo sforzo di gigantismo umano nella lotta contro la natura. Un piccolo saggio è offerto oggi dalla fotografia che rappresenta

una delle due immani draghe (la Gamboa e la Paraiso: poichè si è voluto dare ai due utensili un nome) destinate a smuovere il materiale di escavazione nei lavori del canale. La draga immane può comodamente contenere, seduti, 34 individui:

e in ogni lavorazione

essa è in grado

di spostare

.20 ton-

nellate di materiale. Il braccio di leva che porta questa draga è lungo circa 10 m. e il lavoro compiuto dall’ordigno corrisponde a circa 200 000 m.c. di materiale spostato in un mese. Non è difficile capire come dalla riflessione di questo mastodontismo tecnico derivi negli americani la persuasione di una supremazia di forza, un po’ grossolana e brutale di giustificazioni superficiali.

in vero, ma

non priva

Le remotissime manifestazioni d’arte della umanità. Quali sono le più antiche manifestazioni d’arte dell'umanità? La risposta è estremamente difficile, a cagione degli ostacoli gravi che oppongono agli accertamenti delle epoche nelle quali furono eseguiti i grafiti, i disegni, i rilievi che l’uomo moderno va tratto tratto

discovrendo. Più facile pare l’accertamento.delle prime rappresentazioni grafiche

Tabacco cresciuto nella serra trasportabile. tabacco, ad un dipresso come in Inghilterra si coltiva in serra la vite. Ma il metodo non riesce bene perchè la coltivazione in serra

frutta inizialmente alla pianta, ma a lungo andare danneggia lo

sviluppo e il buon colorito della foglia. a i 5 Si è quindi pensato a costrurre delle serre. mobili, scorrevoli su grandi rotaie, le quali nelle giornate a temperatura bassa si fanno scorrere sopra le pianticelle di tabacco, mentre nei periodi di bel tempo si mantengono in uno spazio non coltivato o coltivato a prato. Il metodo è semplice ed ha dato luogo: alla costruzione di serre colossali il movimento delle quali pare però si possa fare in pratica con eccessiva facilità. Le unite fotografie dànno una idea sufficientemente chiara del

come questo movimento avvenga. Il solo lato dubbio in questa ap-

plicazione è quello economico non potendosi fare ameno in questa pratica di un consumo considerevole di energia, e non potendo dimenticare che il terreno nel quale la serra mobile viene a trovarsi durante i periodi di riposo, è un terreno in parte perduto per lo sfruttamento agricolo. Ma bisogna credere che l’utile che se ne trae (il beneficio in. rapporto al buon sviluppo delle piante di tabacco deve essere conside-

revole a giudicare dall’unito documento fotografico) sia considerevole,

dal momento che si trovano agricoltori il sistema su vasta scala.

di tanta fede da applicare

La gigantesca draga in funzione nei lavori per il Canale di Panama.


L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

dei lineamenti umani: il che si comprende pensando che i documenti al riguardo sono scarsissimi indubbiamente a cagione della difficoltà che l’uomo primitivo deve aver trovato nel riprodurre sè stesso in confronto coi più facili definimenti grafici dei grossi animal In questi tempi Mayet, Pisson (due paleontologi noti agli studiosi) hanno appunto riprodotto due disegni eseguiti su un osso di mammouth, i quali disegni rappresentano un uomo ed una donna. Il documento di grande interesse per tutta la storia dell'arte e del pensiero umano, è stato trovato in una zona di auriguaciano, e cioè di formazione postglaciale. La scoperta è stata fatta a la Colombière presso Poncin. Nella loro struttura i due disegni ricordano altre celebri documentazioni grafiche dell’arte primitiva (grafiti d'Altamira, di Maz d’Azil). I due disegni di Colombière rappresentano un uomo (l'altezza

del disegno è di 15 centimetri

per 17

di larghezza) disteso sul dorso: sotto all'uomo e discosta verticalmente sta una donna. Il braccio destro dell’uomo ‘è disposto verticalmente e la mano è nettamente distesa colle dita allontanate le une dalle altre. Il profilo dell'uomo dimostra una testa voun fronte arcuato, una faccia pro-

luminosa,

gnatica, ampia, allungata. Il tronco è disegnato abbondantemente coperto di peli. La donna presenta un profilo abbastanza lontano dalla steotopigia così frequente a riscontrarsi in tutte le manifestazioni artistiche primene che vogliono rappresentarla donna. Anzi il tronco dovrebbe definirsi come nettamente slacciato e solamente il bacino ricorda un po’ da lontano le donne primigene che siamo abituati a conoscere attraverso i monumenti più remoti. Lo strato nel quale la scoperta è stata fatta lascia pensare che si tratti di uomini vissuti subito dopo il periodo dei mammouth (nello strato ove si rinvenne il disegno, le ossa di questo animale erano abbondanti): e la figurazione va considerata con grande verosimiglianza come il più remoto disegno nel quale sì sia tentato di raffigurare l’uomo.

Per l’avvenire dell'energia. Coloro che si prendono la pena di preoccuparsi dei nepoti remoti, e che studiano con

grande serenità le guise diverse colle quali la civiltà presente va compromettendo il patrimonio del futuro, molte volte si sono allarmati per il rapido esaurimento delle riserve carbonifere del pianeta nostro. In realtà il rapido esaurimento cammina piuttosto adagio e i giacimenti di carbone degli Stati Uniti per varii secoli basterebbero da soli a garantire l’energia di tutte le motrici della civiltà: ma si può concedere che un bel giorno. anche queste riserve si esau-

riranno. E allora che cosa faranno i nostri nepoti, se non saranno. riusciti a imprigionare tutta l'energia elettrica ora nascosta nelle cadute. d'acqua o se non avranno ‘trovato nuove vie da sfruttare per mettere l'energia a disposizione dell’uomo? Davvero pare non ci sia: molto da preoccuparsi: e prima d'allora non ‘solamente l’u

mo avrà a disposizione qualche miliardo di cavalli elettrici sufficienti per ogni più lato bisogno, ma avrà trovate sorgenti sino a ieri impensate d’energia. Oggi è il caso dello sfruttamento tano, un gas che non manca mai

del mein certe

L’esempio

in Un-

lente scomposizioni delle sostanze organiche. viene

dalla

Transilvania

gheria ove da tempo si conoscevano delle sorgenti di metano, e ove di recente alcuni pozzi trivellati. hanno permesso di avere a disposizione enormi quantità di questo gas (i pozzi di saggio trivellati nel 913 mettono a disposizione ben 830 milioni di metri cubi

annui del gas),"Ciò che interessa è che ogni metro cubo di metano corrisponde per l’effetto calorifico della combustione a poco meno di 2 chilogrammi di carbone: cosicchè per la Transilvania si tratterebbe di tanto combustibile-metano corrispondente a 15 milioni di quintali di carbone: proprio il 60°/, del fabbisogno annuo di carbone per l'Ungheria.

Già si studia il miglior processo di razio-

nale sfruttamento, il processo di raccolto e di incanalamento: e non è esagerato prevedere come tra breve una vasta zona ungherese sarà tributaria per la sua forza motrice esclusivamenteal metano. Il Dottor Cisalpino.

(ot. Varischi e Artico). È L'attrice TERESA

* LUIGI fondatore dell’Uzione

LEIGHEB.

Vittima di un accidente di automobile —. l'e-

splosione contemporanea di due pneumatici con la macchina in corsa in discesa dalla Repubblica di San Marino a Rimini — è rimasta miseramente uc-

cisa, sabato, 3 ottobre,

7eresa

Leigheb, notissima

artista drammatica, vedova del notissimo brillante

Claudio Leigheb, morto a Genova nel 1903. Teresa Leigheb-Migliotti apparteneva alla Com-

Ragnia di Ermete Zacconi, che recita ora a Rimini. fata essa a Carmagnola,

in Piemonte,

si esercitò

fin da bambina nell’arte scenica coi filodrammatici della Malfatti, e negli inizî della sua carriera spesso recitò in piemontese

con l'artista Gemelli.

relli, con la Marini, nella Compagnia Nazionale :tutte

Compagnie primarie nelle quali ella faceva valere,

bellezza.

la sua

notevole

Divenuta moglie di Leigheb, e scioltasi

dalla «Nazionale» passò, col marito, nella Com-

pagnia che, assieme al Leigheb, formò Ermete No-

Velli; Il :Leighéb.\Hos molto tempo dopo, amma: lava, ed ella abbandonò l’arte per seguire l'infermo

a Genova, dove rimase fino alla morte di lui. Visse due anni nel lutto e nei ricordi, lontana dalle scene,

poi l’amore pel palcoscenico, dove aveva trascorsa tutta la sua vita e ottenuti non pochi nè trascurabili successi, la riprese. Passò così dall'una all'altra Compagnia

drammatica,e finalmente fu scritturata

da Ermete Zacconi per il ruolo di «madre nobile».

Non contava più d'una cinquantina d'anni, ed era

sem molto apprezzata pel suo talento, la sua amal ,, la sua simpatica bontà. Nella disgraziata automobile che li aveva portati ad una" gita a San Marino erano con lei Ermete Zacconi, che ebbe lussata una spalla, la consorte sua

Ines

Cr

che

quelli di Via Ugo Foscolo, da questi al pa-

lazzo Fiori

in Santa

coni, da lì al palazzo

Margherita

Turati

lasciato dai Boc-

in Via

Meravigli, ha

propagate le sue numerose succursali în tutta Milano e fuori; ne ha aperte all'estero; ha fatto sor-

ere

istituzioni

veramente

umanitarie

come

l’'Al-

6a Popolare e il Dormitorio Popolare, fino ad arrivare

all’erezione

dell'ente

« Milanino » per

le

abitazioni a buon mercato fra i sorrisi del verde e dei fiori.

Entrata,

circa il ‘72, ancor giovinetta, nella Compagnia della

Sadowski, come prima attrice giovine e amorosa sotto l’Annetta Campi, passò più tardi alle parti di seconda donna, che mantenne in. seguito col Mo-

oltre alla sua arte non mediocre,

lico a

BUFFOLI, Cooperativa in Milano.

riportò lievi contusioni, la

madre e figlia Brizzi rimaste illese, e lo chau/feur

rendere .il Buffoli veramente un tipo singolare di idee liberali temperate, fu consigliere comunale, alieno però da ogni esclusivismo partiapostolo. Di giano;

e la sua

morte

immatura

concilia

attorno

alla sua memoria gli omaggi concordi ad un uomo

che sempre operò per fare il bene.

— A Bordeaux, improvvisamente e, sì può dire,

sulla breccia, uno degli ‘uomini più notevoli del mondo parlamentare e giornalistico francese, il

Conte Ala DMI

E capo

della destra alla Camera, rispettato anche dai più accanniti. avversari. Era nato nel 1841 da nobile famiglia e contava fra i suoi antenati diretti il filosofo enciclopedistico Helvetius, Entrò giovine nella carriera militare e nel 1870 combattè col grado dicapitano dei corazzieri: fu ufficiale brillantissimo e Ja sua eloquenza parlamentare

di poi conservò

sempre” un carattere

marziale, ‘Durante il periodo di risveglio religioso

che tenne dietro ai tragici avvenimenti della guerra

e della Comune si dedicò alle opere sociali catto» liche. Il governatore militare di Parigi, di cui era ufficiale d'ordinanza, lo volle allontanare dalla ca-

pitale per moderare il suo zelo. Egli prefetì tinun.

ziare alle spalline e cacciarsi del tutto nella ‘poli-

fortemente contuso, = Luigi Buffoli, apostolo e maestro di coope-

tica.

rativa in Milano, partecipe cosciente a tutte le iniziative umanitarie praticamente attuabili, è morto qui in°Milano, il 5 ottobre, dopo lenta, lunga malattia, a. soli 64 anni. Nativo di Chiari, dove, dopo brevi studi, rimasto orfano di padre con sei sorelle e la madre, dovette acconciarsi a fare il commesso

vito rivolto ai cattolici francesi da Leone XIII perchè aderissero alla Repubblica, dichiarò di rinunziare alle questioni puramente politiche per consacrarsi esclusivamente alla difesa degli interessi religiosi, anche sul terreno repubblicano; e divenne così il campione del cattolicismo in Parlamento,

un'azienda di cartonaggi, apparve fino da giovinetto dotato di molto buon senso pratico e di tenace volontà. Così nel 1875 potè superare un esame ed entrare impiegato nelle Ferrovie dell'Alta Italia, a' Torino, e come impiegato ferroviari; ò poi a Milano nel 1879. Il suo operoso spirito di ativa ed il suo altruismo lo fecero in quegli anni uno dei promotori ferventi della Cooperativa, ancora fiorente, fra impiegati ferroviari a palazzo Litta e di altre consimili; ma queste cooperative rifuggendo dal sistema inglese di vendere a prezzi di mercato, egli volse la sua attività altrove ed in seno all'Associazione fra gl’Impiegati Civili fece accettare l’idea di fondare l'Unione Cooperativa, che dai locali di Via Silvio Pel-

l'eleganza della parola, ma la sua vote era quasi spenta da parecchi anni. I suoi discorsi, riuniti în vari volumi, gli valsero gli onori dell’Accademia di

razione, promotore e fondatore dell'Unione Coope-

di drogheria, di dove passò a Milano impiegato in

Entrò alla

Camera

nel

1876 e, ‘trarine

breve

interruzione, vi rimase continuamente sedendo .all’Estrema Destra. Esordì come rappresentante del

partito monarchico; ma nel 1892, inseguito all’in-

Fu uno degli oratori più applauditi e seducenti per

Francia, di cui;faceva parte da 46 anni. Se una invincibile malattia di cuore lo teneva da parecchio

tempo lontano dalla tribuna parlamentare, non gli impediva però di collaborare attivamente a riviste

e a giornali per svolgervi col fervore più sincero la sua tesi preferita — l’ organizzazione cattolica delle masse operaie.

Fu tra i più ardenti partigiani della ferma triennale, e dall'inizio della guerra dettava ogni giorno per l’Echo de Paris un articolo in cui vibrava il più ardente patriottismo. In seguito al trasloco del Governo da Parigi a Bordeaux, il conte De Mun

andò nella capitale di guerra a continuare! fa"sua

Chiedete il GENUINO SALE

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hARLSB AD se volete evitare Md

falsificazioni e,Irodi.

collaborazione assidua all’Ecko. L'ultimo suo articolo, per una strana coincidenza, cominciava \di-

cendo che tutti dovevano

cuore. Tre suoi figli, uno battono

tutti in prima

premere i battiti del loro

dei quali è deputato, com-

linea. Égli non ne aveva

notizie da parecchio tempo; e si attribuisce_al

torno improvviso di uno di essi l'emozione, da cui il conte De Mun non potè riaversi.


L'ILLUSTRAZIONE

334.

esa IL

L

MATRIMONIO

(Continuazione e fine, vedì numero precedente),

ITALIANA

DI ZUBI

Anche Ugo Valeri fu vinto da quella grazia

I

pensosa: anche il suo spirito irrequieto trovava, alla sua presenza, l'equilibrio: passava

Ma l’amicizia di Zubi per Ugo Valeri esasperava la signora Cristina; perchè la loro

snella tra i vasi rosei di azalea, fiore tra fiori:

intimità aveva esagerato la noncuranza, scapestrataggine innocente ma rovinosa

sotto la sua finestra per vederla semplice e

la di

suo figlio e il suo spirito antiborghese e la brutale sincerità che lo faceva sgarbato con le sue amiche, e sopratutto coi preti e le be-

imprecisi e vaghissimi del sogno.

Bologna era piena delle curiose avventure e delle follie di quei due: e ogni giorno la signora Verani ne imparava una nuova per

la sua disperazione: e non c’era neanche bisogno che le raccontassero nulla, perchè Zubi

veniva a casa, troppo spesso, o graffiato, o contuso, 0 lacero, e peggio ancora con l’alito puzzolente di acquavite. Una notte, per goder meglio i fuochi artierano

saliti con

Poi s'eran curvati a quattro zampe, e mia-

golando come gatti furiosi, s'erano lanciati in

di donne e di bambini a cui rispondeva il loro disperato gnaulare: erano corsi i pompieri: ma essi allo scuro erano riusciti a scapcorso, che non

ritrova-

rono più il loro abbaino; e per paura di peg-

gio e pel sonno che avevan bevuto col vino, finirono collo sdraiarsi tranquillamente sulle tegole e si addormentarono. Alla mattina si

svegliarono al primo rintocco di campana e

al primo raggio di sole; erano

tutti pesti e

indolenziti, e aprendo gli occhi, sbigottirono di trovarsi là su, incapaci di ricordarsi come mai fossero capitati

alla sua

amica

brassero

belli, come

i contorni

E spesso

papaveri e marghe-

rite, e la liquorizia di cui era ghiotta, e perfino dei sassetti edegli scarabei che gli sema una sorellina,

inno-

centemente,

Ma la signora Cristina, che non conosceva Giulietta, e che ad ogni modo non avrebbe

senza nessuna probabilità di procurarsene; credè che Zubi avesse perduto affatto la te-

sta; e ogni giorno erano recriminazioni e rimproveri e scene che non finivano più. E Zubi che aveva ancora una gran paura di

quel dornino, o meglio

si infastidiva delle

spondere

per non

a sua

mamma,

incitarla di

più. Ma un giorno perdette la pazienza anche lui e, bestemmiando e urlando, disse delle

cose innocentissime, che parvero terribili a sua madre. — Se campo cent'an una donna come

quella non la trovo più. È paziente come una

santa anche con un diavolo come me; non brontola, non parla, non va in chiesa, non

bazzica coi preti, mi compatisce, e mi insegna a stare al mondo. È la donna che fa per me: vuoi che sia tanto imbecille da lasciarmela scappare?

sui tetti, e di capire in

che punto della città si trovassero. E per ciò si calarono per il primo abbaino

Se ci avesse

pensato,

neanche

trassero spauriti ;ma poi Zubi spinse ancora, dicendo con la voce tremante:

— Siamo galantuomini. Avanti! Una fanciulla si era tutta avvolta in una

coperta e tremava: era alta, pallida, con due occhioni pieni di soavità e di terrore: Zubi si fermò estatico a guardarla e disse a Ugo:

— Pare scappata fuori da un quadro del Francia. Da quel giorno, non bevve più, mise giudizio, e si fece voler bene da Giulietta Zubiani. Era orfana del padre, e lavorava nella sua piccola casa di Borgo San Pietro con la madre — una vecchierella tutta" rattrappita — a°cucire’ i ‘più delicati corredi di sposa. Pareva ancora una bimba, una bimba che tace e sorride: l’anima serena’ le'traspariva dagli

ria:

si mise a piangere e a strillare, con la

fronte tra le mani: in quel momento entrò Pietro Verani, sentì sua moglie che singhi zava: « Non ti mancava che questa: di’ ingiuriare tua mamma! » ; il sangue gli si rimescolò, cominciò a urlare anche lui: e Zubi

che si era accostato a sua madre, per spiegarsi, e per consolarla, si trovò: assordato tra i suoi genitori che lo investivano: vide levarsi minacciosa la gran mano del babbo, fece civetta e si scansò, e il colpo cadde sul collo della signora Cristina che s’abbattè di schianto a terra, come fulminata. — Oh Dio! che ho ammazzato mia moglie! — urlò Piero spaurito. L’alzò come una piuma, l’adagiò nel letto; e-continuava a lamentarsi spaurito:

occhioni un po estatici, e dal limpido viso: era come l'innocenza che acqueta e consola.

— L'è morta! Corri a chiamare il dottore: corri alla Croce Verde!... Zubi si lanciò giù per le scale a precipizio; ma'quando tornò cinque minuti dopo

| {Proprietà letteraria. — Copyright by . JFratelli Treves, October Tith, 1914.

il babbo, annoiato delle sue querimonie, dopo aver un po' dondolato la testa sbuffando, gi-

col medico,

sua

madre

era già rinvenuta;

e

aspetti che

la camera

e si gettò

E poichè non gli usciva altro di bocca,

Piero con

lo sgomento

che

fosse

accaduta

una tragedia, in vestaglia, senza cappello, corse a casa, trovò la moglie esasperata; si

infuriò anche lui contro il ragazzaccio che mancava di rispetto a sua madre, e si mise a minacciare: — L'ammazzo. Canaglia, birichino! Dov'è? che l'ammazzo!

Strappò fuori il cassetto della tavola, brandì

un coltellaccio, e continuando a urlare: « birichino, figlio d'un cane, figlio di prete, mancar di rispetto a sua mamma! », si lanciò pel corridoio, diè una spallata all’uscio, entrò nella stanza di suo figlio che sbalzò paurosa-

mente all'angolo opposto; e travolgendo gli letto, e ad ogni coltellata, ripeteva :

occhi, si mise a crivellare di colpi furiosi il — Impara, canaglia: impara, birichino! Figlio di prete, impara! La signora Cristina che lo seguiva, entrò nella stanza col batticuore, vide quel rovinìo, il letto tempestato di colpi, strillò: contro

luce, che pareva un vaglio, e si mise a piangere: — Guarda cosa hai fatto della mia coperta di bavella! m'hai bucato lenzuola, materassi : tutto m'hai rovinato: dove li trovo i soldi, io, dove li trovo!? Piero ne fu così mortificato che senza parlare, mogio mogio, prese le scale. E,quella sera non tornò a casa. Perchè Cristina fosse tanto adirata con suo figlio, lui bene bene non lo. sapeva: aveva

capito che «il ragazzo » faceva all'amore e credeva distrattamente chemne fossero esaspe-

rati gli scrupoli religiosi di sua moglie, niente

altro; e passata la furia non ci pensò più. Anzi, il giorno dopo, nel pomeriggio, quando si vide arrivare nello studio Zubi, tutto timoroso, egli aveva già dimenticata 'la scena della sera innanzi; e'solo gli era restato nel cuore come il rammarico di essere stato ingiusto e violento con suo figlio. E quel rammarico lo disponeva alla dolcezza: Papà! — disse Zubi

Il papà rispose con

un grugnito:

‘e*Zubi

proseguì:

ti

" Domani avrei bisognò ‘che ’venissit‘in

municipio |

)

— In municipio, perchè? € — Perchè, siccome sono minorenne, ho'bisogno.... della tua firma! — Per che fare?2 — Perchè mi sposo.

— Ih, che domani ho gli esami all’Accade-

RINVIGORITE IVOSTRI-BIMBI

mia! come

faccio? -- E si scoteva

l’aria da-

vanti al viso, come per cacciare’il fastidio e l'imbarazzo.

—

EUTROFINA

— Ma quanti anni hai? —

stro con ingenuo stupore. — Ventuno!

chiese il} mae-

— Ventun anni! — ripetè? pensoso Verani!: sospirò, enon chiese altro.

FORMULA: APPROVATA pal Pror.LUIGI: CONCETTI DI-ROMA rr

Un quarto d’ora solo... alle dieci! — in-

sistè Zubi.

CON-LA-GUSTOSA

INSCRITTA NELLA FARMACOPEA UFFICIALE: der REGNO DTTALA

a chiave

fuori: irruppe come una bomba nello studio

Respinse suo marito, alzò la coperta, l’aprì

il mio

babbo ti sposava! La signora Cristina la prese per un’ingiu-

che trovarono aperto; dal solaio scivolarono alla scaluccia; scesero cauti, spinsero una

porta; salì uno strillo di donna ed essi si ri-

— Aspetti, aspetti a svenire:

sia sul letto! Poi chiuse

— Oh Dio, la mia coperta nuova!

Ma come la mantieni? Pensa che non hai un soldo! se tu pensi... —

J

rava intorno alla porta pian piano, finchè trovò il destro di scappare. Due giorni dopo fu peggio: per darsi coraggio, Zubi si era fatto accompagnare da Ugo Valeri, per domandare a sua madre il permesso di presentarle la fidanzata. Scoppiò una tale scena, che Ugo, per una raffica di terrore che in lui prendeva sempre un color d’umorismo, si mise a vociare anch’esso; e vociando spinse Zubi nella sua stanza, e poi prese in braccio la signora Cristina, la portò di là, gridando:

del Verani, strillando: — A casa, a casa! corra a casa!

sue scene e delle sue sfuriate, cercava di star lontano di casa più che poteva e di non ri-

corsa pei tetti; s'erano divertiti a rovesciare qualche fumaiolo dentro la cappa del camino: n'era scoppiato un tumulto pauroso con urla

e tanto avevan

portava

mai tollerato che suo figlio a ventun anni pensasse a sposarsi, e a sposare un’operaia, così, senza arte nè parte, senza un soldo, e

un

fiasco di vino sui tetti dello studio: e vi si erano sdraiati supini, estatici dinanzi ai prodigi luminosi che guizzavano, rotavano e si spandevano, fiori e polline di fuoco, nel cielo.

pare;

per darle un'a-

nima esasperata, si addolciva, si ingentiliva, e accarezzava figurine di fanciulle curve sul bianco, pensose allo specchio, con

ghine che frequentavano la casa.

ficiali della Montagnola,

e la sua arte un po’ grottesca che deformava

la realtà fino alla caricatura

sn)

novella di Virgilio BROCCHI.

Il mattino

seguente,

Piero

alle fnoveffe mezzo,

Zubi era già sulla porta del municipio: con quella sua faccia impenetrabile e tutta smorASIA

(PREZZO

TO NEOTERAPICO - ITALIANO -BOLOGNA

# 2,50 IL FLACONE = PER POSTA CENT=90 IN PIÙ )_]

fie, che non

si

sapeva mai se fosse malinco-

nica o allegra,"guardava

Bologna, che rispecchiava

il Nettuno di Gian

dalle vaste spalle


Wi Ezzoa

L'ILLUSTRAZIONE

di bronzo il sole, tra gli zampilli tana; guardava e aspettava.

della fon-

gezza cominciò a frugargli nel cuore, con gran malinconia, tanto che si mise a ua

una

sa

Giu-

con sua madre: accorse sorrident e a porgere la mano, e parve che ogni malumor e

Nello stesso momento giungeva dal Canton dei Fiori Piero Verani, e nel veder quella creatura primaverile, che appena nascondeva il suo turbamento con un sorriso, si sentì alleggerire il cuore; le prese tutte due le mani, e con una dolcezza che Zubi non avrebbe sospettata in lui, le chiese: ti chiami,

bambina?

Ma

—

compiuta

la cerimoni:

in parve che l’impazienza ritornati lo ripren-

Ho fretta, ragazzi,

—

brontolò, —

correre all'Accademia! — Si frugò nelledevo tasche, impacciato, come per cercar qualche cosa, e siccome

non

trovò

niente, scappò via.

Restarono lì fermi gli sposi, mamma Zo. beide, Ugo Valeri e un altro testimonio che

era un piccolo impiegato del municipio. — Bene! — disse Zubi.. — E adesso

trenta

carta, e affrontò il muro a ditate e a manate. * Verso le quattro, entrò là dentro Piero Ve-

camicia,

cen-

si ficcò

in testa

un

berrettino

an-

diamo a bere! — Cosa? — fece il Valeri: — sei diventato

un signore! — No; ho sei e trenta; ma un bicchierino da Ponzio ve lo posso pagare. L'impiegato si schermì; ma Ugo osservò che un bicchierino di grappa non si mai; e precedè gli sposi nella Suveffe rifiuta di Ponzio. silenziosa. Schizzava delle figurine sulla tavola di mar-

rani: si vedeva che qualche cosa lo angu-

stava;

ma appena

volse in giro lo sguardo,

si strofinò gli occhi, li riaprì, e cominciò a mormorare: — Per Dio! per Dio! per Dio!

Una specie di vertigine lo trascinava: a

bianco e a nero, con schizzi di mattone, d'ocra, e di turchino, una scena turbinosa S'aggirava su le pareti: le figure, le case sembravano travolte dalla follia: un cane affer-

si allontanò a capo basso: pensava che Zubi era veramente

saggio e fortunato; mentre lui

nello stomaco,

e comincia,

era come un relitto sbattuto dall’onda, solo, nel buio, senza domani, in una vita stupida, miserabile, che bisognava sputar via come una cicca fetida,.. E così si urtò in Alfredo Protti, che già prometteva di diventare l'artista che è oggi: gli strizzò in faccia gli occhietti gialli, e gli disse: — Tu sai cosa è la malinconia? Non hai neanche visto il verme solitario? Che pittore sei, dunque! È un verme anche la malinconia: bianco, con la testa grossa; e ti entra

Esportazione Mondiale.

con quella testa:

tic-tac!: avanti e indietro, come un pendolo. L'acqua non le fa niente, le medicine peggio: il vino lo intontisce; ma la grappa l’accoppa! Vieni a bere un bicchierino! *. Poichè neppure il cognac lo guariva. del |

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LA VERGINE ARDENTE pae

di

E si sentì affogare nello sconforto, in un presentimento accorato di sventura: non parlò più, accompagnò silenzioso i suoi amici fino al tram, guardò con occhi lagrimosi Giulietta che si sporgeva a salutarlo dal terrazzino; e

in palazzo. piazza,

oste che gli dava da mangiare, perchè gli dipingesse le pareti della bettola: vi accorse: gettò la giacca, si rimboccò le maniche della

lietta!

E quando la voce di cristallo ri: ose piano: Giulietta! — il maestro sorrise e le diede la mano, come a una fanciullina, per entrare

—

desse :

si fa a spo-

tesimi soli — E ci fai anche il viaggio di nozze? — chiese Ugo, ammiccando con una vena d’ironia. — Prendiamo il tram, e andiamo a Casalecchio! Ci sono dei miei parenti, e ci inviteranno a pranzo di sicuro. La casa l’abbiamo; il letto c’ » cosa vuoi di più? — E domani? —, Domani Protti e Menini, quelli del Bar, mi devono pagare una mostra: pi fare un lavoro per Sanguinetti.. gna aver paura della vita! — Bella forza! — fece il Valeri con un lampo nell'occhio. — Bella forza non aver paura della vita con una donna come Giu-

dileguasse.

Come

Sei franchi e trenta! Come

mi tornerei a sposare anche con

Ma quel viso di temporale si rasserenò su-

lietta

—

i con sei franchi e trenta? — Mi par d'essere un signore, — rispose Zubi. — Adesso che so cosa è il matrimonio,

dici franchi al pezzo mi ha dato, ohi! e mi ha anche detto che ho il fiato che di grappa! Con quindici franchi, vuolepuzza anche che odori di viola.... tram

335 suo male, nel pomeriggio pensò all'estremo rimedio : al lavoro. C'era in via Zamboni un

sospirare & =1

Quegli si scosse come per cacciare un siero molesto, e continuò a brontolare: pen— Ho portato a Chappuis i cartelli: quin-

bito, appena vide affacciarsi dal

ITALIANA

mo, e per la prima volta în vita sua, la sag-

Primo giunse Ugo Valeri, tutto ripulito, con una bella cravatta rossa, ma scuro in volto; e brontolava. — Che hai? — gli disse il Verani.

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STETA

L'ILLUSTRAZIONE

336

ratosi coi denti un

uomo

la coda

abbracciato

turbinava a tondo:

ad

un

fanale

s'abban-

donava alla follia del capogiro: le ruote scappavano dalle carrozze; con

le zampe

—

libera, sotto i portici

Piero domandò

Di’ mo’ su: è diventato un signore

figlio, che s'è

moglie stasera

ITALIANA

non

c'è!

sfogarsi da sua sorella: dammi

—

disse

È andata a

una

mano!

E loro due, per dieci o dodici volte, innanzi e indietro, portarono a braccia quanti mobili

— È la città ubriaca!...— rispose il Valeri. — Dammi la mano, e conducimi fuori, — pregò il maestro, — perchè ho paura di cascare. E quando fu all’aria

Mia

d'improvviso Piero Verani.

i cavalli annaspavano

all’aria....

— Ma cos'è questa roba?

di via Zamboni,

—

sposato?

mio

e quanta biancheria poterono, dalla casa paterna

alle stanzuccie

vuote.

— Quando torna mia moglie, o fa un colpo, o mi ammazza! — disse il Verani. — Ma come si fa, quella bambina a lasciarla patire?!

E nell'ultimo viaggio, aprì anche il casset-

tone, e rimase esitante dinanzi al portafoglio

— Ha ancora in saccoccia cinque franchi, perchè ci ha pagato da bere! 8 quella povera ragazza? Le farà patire

della signora Cristina. Poi si decise :ne trasse

porta a dormire? Mia moglie non la vuole, — Ha preso due stanzine, lì vicinoacasa sua.

La gente per la strada si fermava e ridev

la fame! —

Cosa

succederà

adesso?

Dove

E i mobili ce li ha?

la

tre biglietti da dieci lire, se li ficcò nella tasca

dei

calzoni

e si fece

aiutare

se ne

accorgevano

nemmeno;

ma

— Sì, un letto; e sei o sette giornali

tesi

in terra per guardaroba! a bestemmiare Allora Piero comi

so la casa di Zubi s'imbatterono nel professor Rubiani, il grande architetto, che ve-

e a

dendo il suo collega carico come un facchino,

inveire contro suo figlio: —

Carogna!

Una

bambina

così!

portarla

restò lì a bocca aperta per lo stupore: una a lo investiva, per scansarla, nella ‘one inciampò in un carrettino, perdè

a patire! È io che non ho neanche un soldo, l'equilibrio, cascò: e il Verani chen non poPoi prese per un braccio il Valeri, e gridè teva soccorrerlo, si accontentò di osservare — Andiamo a vedere, La portinaia aveva la chiave; li lasciò sa- | al Valeri: per butquanto popocoè bastato pi uarda quanto — Guarda lire in casa di Zubi: due stanzine.... col letto tare in te il gran maestro della stabilità. e tre seggiole.

CANTI POPOLARI SERBI e CROATI

î

tradotti e annotati

al da Pietto = Kasandtic

roxcre)

Sono canti d'amore, sono rende, voci di nostalgia, terra, che il signor Kasandrio ha vo.tato

è

pole Elegante edizione aldina con

incisione

musica:

Quattro Lire.

e

QUI

Ri, Va

i

| Ta

|Ti me

a

egli aveva

fatto nelle stanzucce di suo figlio,

il maestro,

inquieto,

ma

soddisfatto,

mostrò

ad Ugo le trenta lire, che aveva prese nel portafoglio di sua moglie, e gli chiese: — —

—

Dici che per un mese basteranno? Se hanno giudizio, — rispose il Valeri,

bastano di sicuro. Allora Piero, perchè

suo

figlio vedesse su-

bito quella ricchezza, e il vento non la di perdesse, mise l'uno su

l’altro i tre biglietti

sopra la tavola, e ve li inchiodò con la lama del temperino. Richiusero ed uscirono sul pianerottolo. — Vieni tu? — disse il Verani.

da Ugo a

trasportare quanto poteva di pentole e di stoviglie. essi non

E salì.

Era già sera tarda, quando drizzandosi in mezzo a quello scompiglio da rigattiere, che

— No:

io li aspetto:

lietta: e poi ci sono

voglio vedere Giu-

tanti denari

vengono i ladri.... non si sa mai!

in casa;

se

Il buon gigante lo guardò, si commosse,

per tenerezza, gli prese la testa fra le mani, cominciò

a frullare.

ccomando !— strillò y e stirando il collo a destra e a sinistra, brontolò: — Insomma ce l’ha proprio col mio teschio, questo accidente!

Virgilio

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LA BANCA MODERNA

|

e la Diplomazia del denaro

u GINO PRINZIVALLI Il succe:

ottenuto da questa recentissima

LIRE 3,50,

opera dél dott. Gino

zivaLLi si deve sovra tutto all’indole prevalentemente

Prin-

pratica oltre che teorica

del contenuto, poichè gli studi del Prinzivalli, pur avendo una base rigorosa-

mente scientifica, vengono svolti in modo

facile ad esser compresi

anche da

quella parte di pubblico che non è abituata alla ricerca delle cause determinanti a

gli odierni problemi economici, ed a saperne trovare

«La

Banca

moderna

—

dice Gino

una conveniente soluzione.

Prinzivalli —

nella sua

azione

pro-

duttrice e disciplinatrice di ricchezza, ha compiuto altrove, e può, deve compiere anche fra noi un’opera di reale

educazione

commerciale.

Vediamola

dunque un po davvicino, nella nuova sua indole, nel suo funzionamento at-

tuale e desiderabile è negli effetti che essa è chiamata a produrre.» Così:l’autore s'intrattiene sull'importanza della Banca moderna

di fronte

alle esigenze sociali, sulla sua organizzazione specie dal lato industriale; sulla

sua influenza rispetto allo svolgimento dei nostri scambi ed alla nostra politica economica e finanziaria. Quella parte poi che riguarda la diplomazia del denaro è trattata con larghezza e genialità di vedute.

Aggiungere lodi al libro è superfluo poichè chi,

GLI AMICI APPASSIONATI vvisimo smanso i HI, G, WELLS Due volum

seguendo gli articoli pubblicati da Gino Prinzivalli

sui maggiori quotidiani finanziari d'Italia, conosce

il modo con cui egli sa esporre i più difficili argomenti, non edito ora

P

-16, di complessive 500 pagine: Cinque Lire.

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Dirigere vaglia ai Fratelli Treves, editori, in Milano.

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può dubitare dell'importanza del volume dalla Casa Treves, (Dal Popolo Romano).

Dello stesso autore è în corso

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opuscolo di grande attualità : GLI STATI BELLIGERANTI NELLA LORO VITA ECONOMICA == FINANZIARIA E MILITARE

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LIRICHE di

del mondo. ur.La nuova politica. I varii sistemi di im e

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jalismo, 111. Per la formazione di una coscienza imparialistica aifana, Lacelebrazione delle energie nazionali. 1v. L'imperiali= ind extrapolitico nella società e nell'individuo. v. Conelusione, in volume di 430 pagine: Cinque Lire.

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La iale:

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La crisi di un impero (pagine

ull’Austria contemporanea).

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olo XX .

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Lettere

ini

LI RE LE,

dalla

Russia. .

è

e

7

2-

;

a ran

Mat EC LISI società francese osservata da un te-

esco (0. Schmitz). SERBIA

E

DIE

Ù

5

MONTENEGRO:

poli balcanici nell'anno

della guerra,

Gualtiero Castellini; illustrato. Nontenegro, di Yriarte, illustrato. Serbia durante

Lazzaro .

la guerra del

ssedio PaA di Scutari

Mb

A)

nel 1913,

7

su /a cicra

. 350 . 250

1876, di

2-

di Gin

;

i

ine

ita

BELGIO;

Ho

nain It

1

.

evione. L’/nghilterra d'oggi

6, edizione.

1. La cugina Betta . 1 11. Il cugino Pons . 1

Parigi... ...1—

.

Un volume in-16 .

L'ultima incarnazione di

GIAPPONE:

erme (1885). In-4 grande illustrato... 15—

‘appone moderno, di @. De Riseis (1899), Deira

No

3-

iappone nella sua evoluzione, di A. Feele, capitano di vascello. (1903-04). In-4, di *

È;

«10

‘sere vaglia agli editori Fratelli Treves, in Milano,

Vautrin— Un principe della Bohème. — Agente d'affari.- Gaudissart II. 1

Il deputalo d'Arcis,

. 1

ps, elita. . . Orsola Mirouet.

TEATRO? Mercadet l'affarista. . 120

Divigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano,

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per DIEGO ANGELI

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(Parte Seconda), - Lire 3.

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Isdetica domata. - Antonio eCleopatra. -Otello o Il Moro di Venezia, Sogno di una notte di mezza estate. - Enrico IV (parte 1).

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laGiovar dî Enrico V - Lavita « Ja morte di re Ri cardo li 11racconto d'inverno ni.T HETtene -Gmbell Sortolano=Dente per dente. n

o, via Palermo,1eb

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vagtia agli editori Fratetti Treves, Milano:

La SPAGNA

Mode aAutunno Pagine a colori con splendidi figurini delle ultime ereazioni della moda, Un grande panorami a a colori di abbigliamenti da pas seggio, da visita e da git te.în campagna. Un panorama in nero delli mode più recenti da visita, da passeggio o da serate. Una tavola di ricami contenente bordure, centro per porta fazzoletti, cuscino 6 cifre per marcare li biuncheria. Un modello tagliato d’ultima novità d' ‘abito intero per Signora,

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LIRE,

GLI ANGELI CUSTODI

I

l

s

Gustavo Doré

e alle ultime novità percampagna, viaggi e serate nei rilrovi eleganti, sul tipo di quelli che si pubblicano a Parigi, come il Ohio Parisien, Les Modes, con l'aggiunta delle novità in ricami e abbigliamenti per casa, con Corriere della Moda è articoli che trattano di tutto quanto interessa il mondo feme minile, 6 fra le cose più importanti contiene:

=

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tte dell'Epifania o Quelchevolete.-Le allegre spose di Windsor.

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llQ 1a dispensa.

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ICOSACCHI

Tours...

mu. Casa di scapolo. . 1

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L'opera completa în due vo'umi di complessi pe "1794 [pagine “in-8 a due colonne

11.% edizione. 4 volumi in-f6.

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Il Belgio, 2 vol. illustrati. 20 —

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”

Cesare Birottò (con unostudio||

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e dalla casa Treves in Ita Da diversi anni fa in formato non esciva più a di spense, e siamo certi che questa nuovalibreriaedizione accolta dal pubblico con lo stesso favore delle precedenti, Esco a dispense di 8 pagine in-8, riccamente illustrate da incisioni e Fregi

350. |l' 1. T'duepoeti.=Un gran-

emonnier. Aversa, illustrato

strato

edizione di questa Zibbia

COMMISSIONI E VAGLIA

co-

......1—

dopo i grandi successi

Francia, lodò altamente il celebre pittore «di

csseere8=ILa Guerra e Ja Pace][!1 i

GIACOMELLI.

dal Doré,

allo splendore del suo grande ingegno il sentimento perfetto delle

Memorie di due giovani spose. . +. Lt

|{Pewd Goriot.

ENRICO

convenienze religiose ». Quest'opera valse alla casa Mame il primo gran premio all’ E. ne Universale di Parigi; e fu riprodotta a

LIRE.

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+

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prima

Legato in tela e 0ra: TRELIRE,

RUSSIA:

da

Bibbia

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= Ilfiglio= Nuova Edizione Ilu Popolare, Un vo. maledetto strata lume in-8 di 300 pagine, — Gambara Massimilla Doni.

ornato

La Sacra

Grazie aî perfezionati mezzi grafici di cui dispone, lo Stabilimento di tutti i grandi quadri del Doré, in modo che, pur essendo inriduzione proporzioni minori, possono egualmente dirsi originali. Il gran libro può così trov In ogi casa, abbellito da incisioni ognuna delle quali è degna di ig hiamata un quadro, re tutte insieme formano una galleria bibl a di valore inestimabile, uno dei più preziosi capolavori d’arte d nostri tempi. Monsignor Arcivescovo di Tours, dando la sua piena approvazione

Un volume di359 pagine în-16 DUE

e il testo

Treves è riuscito a ottenere una nitida e perfetta

si Edmondo De Amicis

BALZAC

= Sui paesi in guerra =

cos sore |

dell'edizione principe, potè avere una più esi tesa diffusione e grande

Libro per i ragazzi

DI

MARTINI

popolarità quando la nostra Casa ebbi e la felice idea di mutarne il formato (troppo sontuoso per isere accessibile a tutti) facendone una. bella edizione in-8, che si presta facilmente e comodamente alla

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COMMISSIONI E VAGLIA AI FRATELLI TREVES, EDITORI, IN MILANO,

r

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vaGiovine Italia «Giovine Europa dr ORA MELEGARI È DIRIGERE

(Sl

sotto la revisione di Monsignor Arcivescovo di Milano illustrata da 230 quaari

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dal Carteggio inedito di GIUSEPPE MAZZINI a Luigi Amedeo Melegari

Re

SACRA BIBBIA)

Con lettera autografa di Gabriele d' ANNUNZIO In-8, in cart: a di lusso: Tre Lire,

Idee generali. Lalotta, La forza. Lo Stato e l'autorità. L'im-

chi

IN FORMATO LIBRERIA della|.

Giovan: ini COSTANZI

= nel Secolo XX = erp

a,

i

Illustrata da oltre 300 disegni di

Le edi

Li

ni. di quest'opera,

più volte rinnovate, si sono esaurite: e poichè le ricerche continuano;

ora pubblichiamo

questa

di fare cosa gradita al

nuova

pubblico,

edizione, certi

La Spagna, con tutto il suo fascino

e le sue bel lezze, è resa in quest'opera con evidenza vole. Vederla in queste pagine, attraverso loincante. Spirito geniale due viaggiaiiatori che sanno descrivere’ e riprodurre come nessun altro, è quasi aver l'im. pressione immediata

e fresca del vero. E i disegni del Dorè sono paese così pittoresco, splendidouna meraviglia. Un

per natura non meno che per arte, ricco di gloriose memorie, cae

ratteristico nei tipi e nei costumi, offriva

campo a questo mago della matita

il miglior

per sfoggiar tutte le sue malie, E certi schizzi improvvisa ti du-

rante le lunghe peregrinazioni, magari in diligenza

o sulla rustica tavola di un’ostezia, gustosi nella loro apparente sprezzaturquanto sono a! Son tipi

di vecchi, di donne, di mendicanti

, delineati a pochi tratti incisivi; ma volta non sì dimenticano più.

di fanciulli, veduti

una

Esce a fascicoli di 24 pagine .in-8 grande riccamente illustra FERRI

Centesimi 40 il fascicolo.

Associazione all'opera completa :Venti Lire,

— Sono usciti VENTI


È

L’IMPERIALISMO:

DELLE

NAZIONI

Panslavismo.

DI

Pangermanismo.

BELLIGERANTI

- Variazioni di BIAGIO.

Egemonia} inglese.

« Revanche » francese.

Fiat-San Giorgio di Muggiano è scom- a Sofia, a 'l'rieste, a; Firenze, CAlcoly parso il sommergibile (43) costruito per l'epicentro nell’A conto della Russia, comandato, senza armi, Bucarest. Unn dichiarazione ufficia da un impiegato della ditta, il sottote- annunzia che l’attuale politica rumor 26, Amsterdam, Per arrestare il con- la chiusura dei Dardanelli per fare una tutti gli uffici postali stranieri. Gli am- nente di vascello Angelo Belloni, mila- non sarà mutata, trabbando di guerra è dichiarato lo stato dimostrazione contro le scorrerie della basciatori presentano alla Porta proteste nese, con quindici fra ingegneri ed operai, Petrograd, Lo Car. parte per il ten Durazzo. Arrivano il ministro d'Italia, per l'abolizione delle capitolazioni. flotta franco-inglese allo sbocco dei med'assedio nelle provintie orientali. 2. Durazzo: Arriva Essad pascià con barone Aliotti col capitano Castoliti ed della guerra, Petrograd, Arriva l'esploratore fran- desimi, il segretario Merli. dom. 4, Bordò, È pubblicata la non 29, Roma. Mons, T'edeschini è nomi- settemila soldati. cese Carlo Benard dalla sua esplorazione Vailona. Dopo combattimento con gli Costantinopoli. Con. mine è catene è di Peppino Garibaldi a colonnello nell’es nato nuovo Sostituto segretario di stato nella Nuova Zelanda. Nova York. Incendiansi a bordo del al posto di mons. Canali, che passa alla chiuso il Bosforo all'imbocco del Mar Nero, albanesi gli epîroti scombrano da Berat, cito francese, per tutta la durata de Pola. A. sera forte terremoto, sentito guerra, 3, Spezia. Annunziasi che dai cantieri Congregazione del’ Cerimoniale. Cretio. mille balle di cotone. Ancona, Al largo una mina galleg: Messico, Annunziasi che Carranza, sconfitto a Santa Barbara, ha aporte trattaFano? otto morti, un ferito tiva di pace con Villa. ve, un solo scampato, A Pesaro è rac» dom. 27, Roma. IL Re firma decreto una mina galleggiante; proveniente stabilente nuove regole per la motatoria è l'altra, pare, da Pola, dove ha ine fino al 81 dicembre.

Atene, Venizelos dichista alla Camera del'nuovo consiglio generale di Lemaus. Diario della Settimana. Tienna. Segnalati in alcuni ospedali che la; Grecia desidera che il conflitto europeo non sî ‘estenida ai Balcani, (Per la guerra, vederne la Cronaca varii “casi di colè Costantinopoli, Sono-hiusi con oggi nel corpo del giornale). Costantinopoli, Il governo tureo ordina

Londra.

a nòb abbia

me

S THEODORE CHAMPION

Libre di Cl6men-

cean, che rimedia pubblicanido subito l' Hom me Enchoine, che è

13,RuE DROUOT

Capitan Dodèro, 18. edizione L. 1 —

quasi sogni giorno sequestrato. 30, Roma. I deputa-

PARISI COB FR [SN

Anton Giulio BARRILI

violenta mareggiata. zisospeso per otto giorni 1'Hom-

‘80 .a Dublino

In

ES Santa Cecilia. 14 edizione . Il libro nero. 4 edizione . . . 2I Rossi e i Neri. Nuova edizione rive-

ti liberali di destra ri-

COLLEZIONI

unitisi

votano

ordino

del giorno di fiducia nel governo. Rimini, AL largo la

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duta, 2 volumi, 7.* edizione

nella Prussia orientale.

28, Roma. È annunziata

15. edizione.

ufficialmente

la nomina a bibliotecario effettivo della contro le mine Libere nell'Adriatico, Bucarest, In grande adunanza

i socia-

Dliotecario dell'Ambrosiana a Milano, dove listi rumeni nccfamano l'assolutasneutralità della. Rumenia. succedegli monsignor Grammatica. 1° ottobre, Roma. Etta in vigore în — Il Papa riceva i cnpi delle Associa: tutto il regno Ja muova tariffa per le zioni Cattoliche, Genova. Varato dai cantieri «di Riva tasgo-di successione, ? Trigoso il

LAlUghieri.

grande transatlantico Dante

—

Il Re per le vittime delle nine

Nere nell’Ad;

Bordò. Arriva l'èx-sultano del Marocco, Aldul-Aziz.

Temans, Caillaux è rieletto presidente

ico elargisce

Rizionentizi

Vienna, Per la questione: delle mine libére il governo austriaco da assicura»

Bosa

ermania Imperiale del principe Bernard

o di BULOW

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zione. 2 volumi,

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Tizio Caio Sempronio: Nuova N sa zione

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del VINO Istruzioni popolari del dottor

Luigi MARESCOTTI Un volume in-16: LIRA

Vaglia agli edit, Treves, Milan?

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Si ediz.

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ione è nel presente im nenl to storicodiun: one della Germ: comprendere la se non tutti, certo mo . I suoi. progressi in 0g1 ni di regno di GURTIIO Il state. più vol on tanti sforzi creato dalla dip uanto fosse ile uell'equilibrio europeo s (Perse lono la lettura della Germania Imperial

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li-

Jite 20 000,

zioni formali di serti provvedimenti.

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Val d’ Olivi, 22" edizione. . . 1— Semiramide, 11% edizione. . . 1La notte del Cominendatore, ale

Vienna. L' Roianijatore italiano rimette

Vaticana di monsignor Achille Ratti, bi»

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Le confessioni di Fra Gualberto;

dato ancora il suo contingente perla barca-da pesca Michele Morosini è affondata da una mina galleggiante: dicci guerra, Posen: L'imperatore Guglielmo, arriva uomini annegati.

.

;

sE

ab

Uomini e bestie. Racconti d'estate: 4. edizione.

.

.

LETT

Ar

Atrigo il Sue, 4: edizione

.

1—

La spada di fuoco. 6. edizione Un giudizio di Dio. 4" ediz. 1 — II Dafitino, 6 edizione...

it

La signora Autari, 4%edizione 1 — I La Sirena, 6* edizione . ... Scudi e corone, 2." &dîzione.. .-4 Amori antichi, 2% edizione... 14

Rosa di Gerico. 4.‘ edizione... La bella Graziana. 4% ediz... = Ediz, illustrata da O. Tofanî,> . 1. Le due Beatrici. 7% edizione. . Terra Vergine. 74 edizione. ‘. I figli del cielo. 74 edizione . . La Castellana. 5° edizione |. Fior d’oro. 64 edizione... . Il prato maledetto. 3% edizione, Galatea, 6% edizione . 0. + Il diamante nero, 5: edizione .

1113% 1-

Raggio di Dio, 6 edizione .

1--

1

1 11-

11

.

Il ponte del paradiso. 21 ediz. 355 Tra Cielo e Terra. 2 edizione 35) Re di Cuori. iui 1889 La figlia del fe; rom. postumo . 135) I suoi tre capolavori:

Capitan Dodèro;

Sonta Cecilia; e Il libro nero, pr

ceduti dalla biografia ee ‘dal ritratto d

l'autore, . . 0.

Il Conte Rosso. Nuova ediz. pop. 1

Zio Cesare, commedia...

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1

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120

(1881-1907). Opera postuma

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L'Illustrazione Italiana 1914 n.41 by Biblioteca Militare - Issuu