Li XLI. - Num, 41.
L? ASSE
10 Ottobre
1914.
L'ILLUITALIANA STRAZI ONE . PREZZOD'ASSOCIZIONE NEL Reno:Anno,L.35; Semestre, L.18: Trimestre, L.9.0 9.50 (st, (8s Fr. 48l'an,
«
Ogninumero, nel Regno, 75 centesimi qst, rt,
—=
ISTITUTO SOLITRO —-—
PADOVA
fif
”
Direttore:| Prof Càv. Giuseppe Solitro,
DEL
SANGUE
E
DEI
LLOYD SABAUDO
Oreficeria
-—_
AMBIENTE SIGNORILE - SERIA EDUCAZIONE -CURE di FAMIGLIA, SCUOLE REGIE D’OGNI GRADO ePRIVATE INTERNE elementari, teoniche e ginnasiali. - CORSI ACCELERATI. IONALE di COMMERCIO (Medaglia d argento, Roma 1907 - Milano, 1906).
MALATTIE
—____-5b o
Una
Sola ed Unica LA
NERVI
Be Guarigione pronta è sicura mediante l'insuperabile rimedio di fama mondiale Ù IP IOTINA
GENOVA -BRASILE- PLATA e NEW YORK
Coi piroscafi: RE D'ITALIA, REGINA D'ITALIA, TOMASO DI SAVOIA e PRINCIPE DI UDINE. Grande piroscafo incostruzione» ++ Cs 2 ROSSO n > Lonneliate
Qualita
DIREZIONE:
MIGLIORE
Per ottenerla ESIGETE questa Marca
61°
con l'uso della
ent
5.
Istituto Pi Il ROOT REA DinPapoareteminaie stona SEE RA e A AIN nen PA,
Le lezioni continuano anche durante la guerra. Programmi oso, gratis dal s2gretariato: [azzo
cn
FERNET -BRANCA
y TINTURA ACQUOSA ASSENZIO||L'Idioma
SPECIALITÀ
FRATELLI
gentile ‘
MANTOVANI
- Sottoripa,
T-_=! TECHNIKUM MITTWEIDA a Ditottoro: Prof. A.Holzt. Regno. di S
; nome “CHRISTOFLE” ed il sopra ognuna merce,
p
DIGESTIONE PERFETTA
GENOVA
AMARO
DEI
BRANCA
TONCO
GUARDARSI
APERITIVO,
\DALLE
oi MILANO DIGESTIVO
CONTRAFFAZIONI
Insuperabile rimedio contro tutti Lalsturbidistomaco ||ai Edmondo
(\ TRE SECO DI SUCCESSO|| LI
De Amicis
Apetivo o digestivo senz Aperitivo
e
digestivo
} Bitter, Vermouth,
co
senza
Americano
i ATTENTI ALLE NUMEROSE
(SEl
/597
\cof23
$
vedutae
O
ILa GUERRA NELL’ARIA tata
s
o
romieszo di Fl. G. W ELLS
nuova, prefazione.
DUE GONTRAFFAZIONI WarsttS Esigete sempre il vero Amaro AK ) Mantov inbottiglie ani brevet-9/5
Nuova edizione economica.
Led
bri
tate e col marchio di
a
Dirigere commissioni e
Due volumi in-16: DUE
vaglia agli editori
Fi
IL BELGI(
Domandare Catalogo
di Camillo LEMONNIER
erasco
"vIOS J1031P
Due volumi in-4, con numerose incis, L. 20 — MEDICHE antorità da @ Comunio. Congressi a portate
ANVERSA,
NOVITÀ!
Camera per. Pellicole in Bobine, scambiabile col Camera per lastre.
ci CENGRNER La parola RAP è {noisa in ogni LENTE È 0u0$UezI00 19U ‘ocisioni Lo »350 ||TUTTI 1 DEBOLI di VISTA devono usato OCCHIALI omertorzuoo 0xq js‘0ICVA con LENTI contenenti BADIO eis Un volume in-8, con 41 incisioni: L. 350 ||RINFORZANO, AUMENTANO, PRESERVANO negli indebolimenti e difetti di VISTA" = Ser IORE Treves, eressero in Milano, ato Opusooll Otticì 0 all'istituto Dirigere vagliaFENT agliTRO editori PE Fratelli SOCIETÀ “quSuo © SUOAJI oux, 4 -TORINO J®p 0308183 VOITAIA !! niitategratis gel prosso Papplicaziona doll TabtadellaRAMA SOIRAP - Vi: Bi trani ati v3IHIO8
IL FERRO, ‘222... Gabriele d'ANNUNZIO. [Memorie |
DIRIGEREZCOMMISSIONI
E_VAGLIA
‘Al FRATELLI
TREVES;
NAVIGAZIONE GENERALE ITALIANA
o
Società riunite FLORIO e RUBATTINO Anonima Sedein Genova Capitale int. versato L.60.000.000
“LA È.
EDITORI,
IN MILANO,
LLOYD
GAZION
N.
rn
Quattro Lire.
ITALIANO
SOCIETÀ DI NAVIGAZIONE Anonima - Sede in Genova - Capitale versato L. 20,000,000
VELOCE,
Niofiar Ace TT
Olimpia ‘ Savio =
Pieri
“ITALIA,
VAPORE
i
SOCIETÀ
dell'Avvocato Professore
DI NAVIGAZIONE A VAPORI E
PARA
L. 11.000.000 J|_" Anonima - Sede In Napéli - Capitato versato L. 12.00.00
Raffaello Ricci Duevolumi in-16 dicompleesive 700. pagine con
Approdi periodicì a FILADELFIA
Settimanale
sa
Servizio tipo Grand
di LUSSO
gini
pel SUD
AMERICA
Î,‘o daBuenos
(Sud STR
Airex ogni
Express)
i
CORDE fra TECRORA ed IL ELATA — Durata del viagiio 19-16 ioni Hotel sotto la stessa Direzione dei Grandi Alberghi Bristol e Savoia di Genova
LINEA
Cinematografo ed Orchestrina a bordo Settimanale POSTALE per BUENOS Partenze da Genova ogni Sabato, toccando il Brasile LINEA
per
BOSTON,
esercitata dalla NAVIGAZIONE GENERALE ITALIANA © dall’ “ ITALIA 4
LINEA
per
il CENTRO
20 incisioni fuori testo ==
due eliche; muniti di apparecchi Marconi
—
vele PARIGI —
C
l è sempre l'apparecchio il più ROBUSTO il più. PRECISO il più PERFETTO il più ELEGANTE
Per i principianti il'GLYPHOSCOPE a Lire 35.
Lire
TERE e
7,50
Fratelli Treves, editori,Milano.
Vellutina Felsina ISI SAPONE FELSINA CREMA FELSINA ISI (esperimentata e raccomandata dall'illustre prof. Do-
menico Majocchi della Regia. Università di Bologna)
dell’ |ndustria SS...
=="
|e
BOLOGNA
AIRES #
AMERICA
È
SISSI
eseroltata dalla Compagnia “LA VELOCE;, — Partenze regolari mensili da Genova per Colon © ritorno cea
=
e uigio;
della baronessa
LINEA Celere Settimanale del NORD AMERICA Partenza da Genova il Martedì - da Napoli il Mercoledì - da New York il Sabato - Durata del viaggio 11 giorni LINEA
LIRE.
elli Treves, in Milano, via Palermo 12,
Incrociatoti ausiliari della Regia Marina Italiana
Per informazioni 6 biglietti rivolgersi agli UMci e Agenzia delle rispettive Società
p
; Saggi critici di Ildehr, ando PIZZETTI.
|.
Quattro Lire,
Dirigere commissioni e vaglia agli editori Fratelli Treves, in Milano,
seral campo. — Trasporto di mitragliale battaglie della Marna ® dell'Aisne, si inglesi da Mon: La bai lia intorno ad An(2 ine.). — Ritratti: Inge-
SCACCHI
L’“occhio del fanciullo eil Giudizio dell’uomo.
NERO.
datavolaveramente
o educative, è squisita. Appunto perchè è
prefa-
rere, messa in luce ad ogni pagina. Il piccolo Luciano ha ragione quasi sempre,
sonalità, quelli che potevano offrire un interesse di carattere generale; forzando
sue
penetrazione che talora può diventare assoluta cecità degli adulti, qui è, senza pa-
nonostante le apparenze contrarie, e le
parole bizzarre, le sue gesta bislacstralampati trovano spesso la loro migliore giustificazione nei ragionevoli e ragionanti che gli stanno intorno.
la memoria, restìa sul principio, a una indagine di carattere retrospettivo che si > potuta compiere, più tardi, con grande » piacevole felicità. Una volta ‘riaffacciaosi al beato mondo della sua primissima ziovinezza, riaperte cioè le porte che do‘evano apparirgli chiuse inesorabilmente,
che, i suoi convincimenti
Ma, anche quando non sia così, il con-
senso sorridente di Luciano grande non manca per questo al piccolo eroe. Qui soccorre quella tale simpatia di cui pure ho fatto cenno più ® Ricordandosi monello irragionevole, ricco di imprevedute
er sempre, Luciano Zùccoli ha visto al-
ottintesa —
è di uno spirito argutissimo
eftervesconto e
dotato di questo dono raro, gli è riuscito facile e piacevole di ripiegarsi sul piccolo Luciano, cioè su sè stesso bambino, così come gi era piégato ad ascoltare i palpiti e gli sdegni, a notare le gioie e i dolori, a studiare insomma le vicende di una puerizia che non era la sua. E però si è stabilita, subito, una specie di allegra collaborazione fra il bambino rievocato e l’uomo rievocante che, ripeto, costituisce il tratto più singolare del libro. La scarsa
ione, anche se non voglia o non possa finire l’opera propria: fatica che di reola deve essere lasciata all’acume dei ritici settori. In sostanza egli dice di aver « scelto » fra i casi toccati alla sua minuscola per-
ineati sul tavolo di lavoro i fatterelli ronti alla cernita e all’espo: ne. Ma ion diremo con questo che egli sia — per ‘occasione— ritornato infante. La visione , sì, infantile, ma l’interpretazione — anhe se appena accennata, anche se affatto
ra riuscito a spezzare il pregiudizio re- ciano Zùccoli invece si ricorda e sì ricorico che tende a confondere la realtà nosce. E compie. con estrema letizia le n la ragione pedagogica, e col «bene » due operazioni. Invidiamolo. col « male » e con le categorie rigide dei iudizi morali
—
buone, quando son buo-
tro è intendere
e comprendere, altro è
l Milano,
Treves, 1914. -
UNA
GAZZONI
ogni
scatola
per IO litri
«C., Bologna
Logogrifo.
a. be
de, f BIANCO.
g
RITRATTI LETTERARI. 11 verso con profluvie di «»
h (7 Pezzi).
ed inesausta vena e accenti
cuntempera di gioie e di + © poscia irraggia d’armonie E dove per meandri » han le giunchiglie più surdenti
ll Bianco, col tratto, dà sc. m. în due mosse. Problema N. 2225 del sig. R. Sahlberg.
Bianco: Rh7. Do3. Ad7. Ael. Ces. 016, Pas, D3. 02. hd. (10). Naro: Ref. T'h7. Add. Ce2. Ce7. Per. f7. (7). Il Bianco, col tratto, dà sc. m. in tre mosse. Problema N, 2226 del sig. E. B. Cook. Braxoo: Rd8. Pe7. ed. f7, (4); Nino: Re6, Pe5. (2). }l Bianco, col tratto, dà sc. m. în tre mosse. N. 2198, (Kraemer).
1 CÎ7-e5
(simili ad incensieri
Chi vuol rapire al drago ad ogni
la bella donna dai capegli d’ «60? O fantasia di sessesee «
Augusto.
Sciarada.
DESIDERIT. Voglio il sorriso tuo, la tua parola,
Che l’anima mi calma ne Ja pena;
ece.
L'affetto tuo, come Ja luce sola Che illumina, conforta e rasserena. Vo’ la bellezza tua senza viola,
(Satvio11). 1 Dd7-d6' ecc. (Crsar). 1 Db7, Rdb; 2 Db5+ eco. 1...., d6-45; 2 De8+ eco,
Nè germoglio di rasa e.di verbena,
La viride armonia che t'incarola Gli arborei cespi di freschezza amena. Vo’ la modestia che soavevspira
. (Taycor).
1 Cb7, Rd5; 2 DA6+ eco,
1...., Rd4; 2 DA2+ eco.
Dal profumo gentil de’ tuoi fiorelli,
., Re8! 2 De2+ ecc,
La dolce poesia che a te m'attira, Fra schiette rame e teneri arbuscelli.; Onde l'anima mia soffre e delira Ne? suoi ricordi più lontani e belli.
. 1 Dh4xh5 ece, (Gorrsomant) (Vanne)
;. (Cum).
1 Tfl-el
1 Ue7-f5
ecc.
eco.
1 0c4, RX0; 2 Ces+ eco. ., b6-b5; 2 Ac8+ eco. 11 63-e2; 2 Cd3-65 ecc. . Giuseppina
Perrone,
innanzi
agita in alto de li amanti i «es00.
Di cavalier con scudo e cone» di. castelli portento di di lui non v'è chi meglio sogni e
eco.
N 2199, (Pripeavx), 1 Di1-b5
N 2200, N. 2201.
maturo. Qui sta proprio il sapore par- piccolo. Ecco dunque un singolare documento Luciano Zùccoli sente , mi pare, non a torto una viva simpatia di letteratura e di vita. È già una bella er quello sbarazzino fra gli otto e i dieci fortuna poter ricordare con tanta precinni, precoce e ribelle alle convenzioni sione di contorni la propria infanzia. Ma ociali, affettuoso e prepotente, industre ricordarla e compiacersene eredo che sia fantasioso che è il protagonista dei do- un fatto piuttosto unico che raro. Per ici capitoli, in famiglia, nella scuola, in solito, vista così a una certa distanza— a distanza piuttosto considerevole — essa pcietà. Luciano grande si è ripiegato con infi- ‘apparisce come una massa opaca e caoito amore su Luciano piccolo.: e mentre tica, un campo ideale per le divagazioni, e ricordava con commozione sincera i malinconiche o per gli inutili rimpianti. esti, gli atti e le parole, sì sentiva di- L’ introspezione riportata su su verso il posto alla maggiore indulgenza, a una primo affacciarsi alla vita è per i più un dulgenza che, se potessi, vorrei dire duro esercizio di penitenza, un insopporaterna. Lo scrittore aveva già dimostrato tabile atto di contrizione. Fra le due fasi er segni non dubbi questa sua capacità della stessa esistenza si apre come un pica di penetrare nei meandri, vietati ai abisso pauroso. Anche chi riesce a ricoriù, delle animule infantili. Altra volta darsi, non riesce a riconoscersi. Ma Lu-
LIRE
cav. A.
Soluzione dei Problemi : N, 2197. (Guienta). 1 T bd-ad ecc.
e imprevedibili birichinate, fertile in espedienti, ostinato di una speciale comica ostinazione, lo scrittore è il primo a divertirsi. Il riso disarma ;e Luciano grande è sempre disarmato dinanzi a Luciano
grata al palato
INSCRITTA NELLA FARMACGPBA DBL REGNO D'ITALIA
icolare del libro.
e, per i grandi — sforza e striminzisce mondo dell'infanzia. Luciano Zùccoli on ha — per sua rara fortuna di scritre — la vocazione della pedagogia. Riconosco anzi che sarebbe riuscito, robabilmente, un pessimo pedagogo. Ma
sl prepara un'acqua
sione, sciolta da preoccupazioni didattiche
fantastiche sulla propria infanzia, diveuta come un prototipo dell'infanzia uniL'autore lo avverte nella
(8 Pezzi).
intendere e riprendere. La.sua compren-
| Coi dodici scritti comparsi successivamente sul Corriere della Sera, Luciano Zùccoli ha composto un grazioso volumetto L'occhio del fanciullo," che appartiene a una categoria letteraria di ardua lefinizione. Non sono queste, a stretto ‘igore, jnote autobiografiche, e cioè la rima parte dei « Ricordi » di Luciano ‘ùccoli e neppure divagazioni puramente ersale.
con L’IDROLITINA LITIOSA
Problema N. 2224 del sig. Giorgio Gnidelli.
Carlo Galeno Costi. Sciarada incatenata.
SPES, ULTIMA DEA,
Pericle
SE Tromibin (tranne Îl N,2203), Fabroni, Bettino Capra, Bonus Socius, Felice Spini, Efisio
Ed iò che inseguo il cinguettante stuolo
Di vagabonde rondini, fedele
Aru, ing. Gaetano Canesi, Paolo Maggi, E. degli Scacchi, Temistocle Farina (sino al N. 2202), Eligio Favari, ‘Adellado. Zanaboni, Felico Ghiringhelli, Alberto Sormani, Vittorio Ceradelli (2205-06), Be-
Al nido della sera, io resto solo Nell’abbandono d'un dolor eru lele!
E le armonie crepuscolari a volo
L'occhio mi fàre sotto incerte tele, Che fan brina il mio pianto di sconsolo, Distillato in assenzio ed idromele.
rardo Scalini, Ettore Della Torre.
Il Torneo di Mannheim.
Altro in quest'ora disposata al cielo,
ll Nederlandselen Tijdschrift annunzia che il Torneo di Mannheim fu abbandonato a cagione della guerra dopo l'undicesimo giro, e cheigiuocatori. ricevettero un compenso proporzionale ai punti guadagnati, che erano per Alechin 9 e mezzo, Vidmar 8 e mezzo, Spielmann 8, Breyer Reti e Marshall 7, Janowski 6 e mezzo, Bogoliubowe
Nei silenti tumulti delle anime
Pass, ed invan, o mia primiero, un velo. Al tuo ricordo spiega il cuore esanime, D'una speranza nel novello ample:so, Che; da te lunge, attrista il mio complesso.
‘Anche questa può essere una prova di
La Principessa di Cambaja. Tarrasch 5 e mezzo, John e Duras 5, Tartakover | 4 e mezzo, Post e Fahrni 4, Kruger ‘e Carls 3 e mezzo, Flamberg 3, e Mieses 2. 1 giudcatori tedeSpiegazione della sciarada del N. 40: schi protestarono, proponendo che il torneo fosse CON-TANTI. rimandato all'anno venturo, ma la loro proposta n non fu accettata. I giuocatori russi furono arre@ss- Per quanto riguarda i giuoohi, eccetto per gli scac hi stati dalla polizia e condotti al confine. rivolgersi a CORDELIA, Via Mario ‘Fagano, 06iaia
(Dal Marzocco.)
Dirigere le soluzioni alla Sezione Scacchi dell’ Illustrazione Italiana, in Milano, Via Lanzone, 18.
tenace freschezza di spirito, di quella giovanilità profonda e inalterabile contro la quale gli anni battono invano: come le onde contro lo scoglio. Non per nulla l'’Occhio del fanciullo è dedicato a Emilio Treve: Aporro
ORVIETO:
#E:
Le Caricature
di Biagio
si trovano -in quarta pagina della coperta. _---
._-—— _e---—
50.
_ _!_T— —
La FRANCIA
La RUSSIA
ENAICA ‘CIR CONFERENZA DI
I Popoli Balcanici L'assedio di Scutari nell’anno della guerra
e i FRANGESI nel Secolo XX e i RUSSI nel Secolo XX |{Roberto Almagià
* Giuseppe PREZZOLINI
Concetto PETTINATO
Ry un quadro vivo e completo della società itemporanen francese osservata sotto’ tutti fî aspetti, nella politica, nelle questioni faliereligiose, nella vita letteraria eartistica,
Il bel libro del Pettinato, tutto impressioni vive efresche,oss rvazioni acute, piti orescì DI ca sentazio ni d'ambienti diversi e caratteristici, è nno studio della Russia dei nostri giorni.
Un volume in-16: Cinque Lire.
Un volume in-16 :Quattro Lire.
DIRIGERE COMMISSIONI E VAGLIA AGLI EDITORI FRATELLI TREVES, IN MILANO, VIA PALERMO; 12:
ARMI ED ARMATI del capitano RINALDO BONATTI
tenuta in Roma, al Col. legio Romano, sotto gli auspici della Società Geografica Italiana. Con una carta geografica a colori: Una Lira.
Sei mesi dentro la città accerchiata
Gualtiero GASTELLINI
Gino BERRI
Il giovane scrittore ha integrato il materiale raccolto nei suoi viaggi e ha trasformato vi vaoi. i corrispondenze, mani te dalle frontiere baleaniche, in an libro 0 nico, con un intermezzo sullo svolgimen dellà guerra che è forse il più preciso ed efficace riassunto.
Si rivivono in queste pigino le giornate di un assedio le cui vicende ebbero un valore drammaticoepolitico eccezionali ;si rivive attraverso Je suo fasi angosciose e orudeli in evento da cui spiruno soffi potenti d’epopea, brillano episodi di valore, stillano molto sangue © molte lagrime.
Con numerose fotografie: Lire 3,50.
Con fotografie dal vero:
Lire 3,50.
DIRIGERE COMMISSIONI E VAGLIA AI FRATELLI TREVES, EDITORI, IN MILANO, VIA PALERMO, 12.
Dirigere commistioni e vaglia a1 Fralelli Treves, edilori, Milano.
La Guerra (laDebil], di Emilio ZOLA. |PACE UNIVERSALE 16. edizione.
Due volumi in-16: Due Lire.
TRE DIRIGERE: COMMERCI È VAGLIA AGLI EDITORI FRATELLI | MAR di pos:
Inaci, Via paLiioIO i
Da
Un volume in-16; UNA LIRA.
Lon Li
RITA
PNTMilano. sese rog sag im
L'ILLUSTRAZIONE
Anno XEI. - N. WI, - 11 ottobre 1918, 6
ITALIANA
Per tutti gli articoli e i disegni è riservata la proprietà artistica
Centesimi 75 Îl Numero (Estero, 1fr).
e letteraria, secondo le leggi e i trattati internazionali.
Copyright by Fratelli Treves, October 11th, 1914.
AL CAMPO AUSTRIAC IN GALIZIA. (Fotografia dî A. Fraccaroli, corrispondente del « Corriere O della Sera » al campo austriaco in Galizia).
L'Arciduca Federico, comandante supremo dell'esercito austro-ungarico, col gene Conrad
di Hoetzendorf,
capo
dello Stato Maggiore,
al quartier
generale in Gal
—
IIS
©
}}}}_{__m6m6Ò6Ò6Ò6Ò'wu=>=>
318
L'ILLUSTRAZIONE
È APERTA L’ASSOCIAZIONE
vamo alleate, noi ti abbiamo
pel quarto trimestre 1914 dell’
Illustrazione
(estero, franchi 13).
CORRIERE
dovuti, abbiamo
usato tutti î
finto di dimenticare che
volevi neppur riconoscere come definitivo il
insediamento in Roma nostra, abbiamo tralasciato di toccare il tasto scottante dei nostri fratelli sotto il tuo dominio che tu maltrattavi, abbiacittadini dai tuoi
confini, ci siamo piegati alla tua volontà quando ci impedisti di fare la guerra come meglio ci sembrava opportuno alla Turchia, siamo stati coperti di vituperi d'ogni genere anche dalla tua stampa ufficiosa in occasione di quella guerra; in compenso tu inizi, senza. neppure darcene avviso, un'azione lesiva dei nostri interessi, rompendo così a tutto
Rispondendo ad un contradditore.... e ad altri Questa volta comincio con la lettera di un contradditore — un egregio sconosciuto, che
mi scrive da un tranquillo luogo di villeggiatura della vicina Brianza. Ecco la sua amabile epistola:
tuo vantaggio il patto che ci legava, ebbene noi denunciamo ai popoli civili la tua mancanza di fede e ritenendoci
passiamo
liberati
da ogni vincolo
a chiederti, anche
verso di te
con le armi, quanto
tu detieni di nostro, — chi potrà allora parlare di
tradimento ? No, egregio Spectator, non
si può usare
rola
la nostra
tradimento
per indicare
la pa-
eventuale
azione contro chi espresse il grazioso proposito di
Egregio Spectator. Non avendo il piacere
tu non
di conoscerla,
nè la for-
tuna di essere conosciuto da Lei, è doveroso ch'io mi presenti,
assali mentre eravamo impegnati altrove, contro chi usò le arti più subdole contro di noi in Albania, contro
chi
conduce
tuttora
i
chi e mene
ai
nostri danni in Etiopia, contro chi infine tante volte tradì le speranze dei nostri fratelli
irredenti legitti-
Innanzi tutto, tengo a dichiararle che sono una persona di buon senso, 0, almeno, sono ritenuto tale
mate da solenni promesse!
conoscono. Ne consegue che non ho alcuna velleità
legittima aspirazione, l'ingresso nella famiglia uni-
o Visconti Venosta, e neppure, sia detto senza ombra di irriverenza, in quel neppure, come Di San
tinua, « che l’Italia non possa ancora vivere aspet-
da un numero abbastanza vasto di persone che mi di credermi
un ministro degli Esteri
come
Cavour
Giuliano,
Inoltre, quando nei crocchi si discute della guerra e si addiviene a, quella inevitabile spartizione del mondo che è la necessaria. conseguenza di simili discussioni, io mi astengo con cura non solo dal e il mio parere, ma pure anche dall’ intervenire con una sola parola nel dibattito, Sono poi di quelli che, lungi dallo scandalizzarsi alla notizia che il Re sta occupandosi del Corpus Nummorum,, hanno pensato, come Lei, che se il Re
dopo aver lavorato, e che lavori nessuno mette in
dubbio, si svaga colle monete antiche piuttosto che colle corse a. cavallo o colla caccia, egli è buon
padrone di' farlo senza che sia lecito dedurne previsioni catastrofiche per l'andamento della politica italiana. Ella vede che
io. ho
molte
di quelle
ù che
sembrano tanto piacerle in un Italiano d'oggi, e se aggiungerò che non sono nè avvocato, nè giornalista, e che non ho mai pubblicato una riga, sono sicuro di aver conquistato tutta la di Lei simpatia. Ebbene, a costo perdere d’un sol colpo tutta
questa simpatia, io Le dichiaro subito che sono contrario alla neutralità, quindi favorevole al nostro intervento. nell’odierno conflitto... contro l'Austria
si capisce.
Mi affri tto a darle pienamente ragione quando Ella taccia di illusionismo l'affermazione che nel possesso. di Trento,, Trieste e della Dalmazia stia
LI vincie
vezza d’Italia. Il possesso di queste tre pronon è che una parte del più vasto problema
adriatico, il quale a sua volta non è che una parte del maggiore problema mediterraneo nella. favorevole soluzione del quale
sta se non
addirittura la
A parte l’elementare considerazione
che per otte
salvezza certo la grandezza d'Italia. Però non posso seguirla nel curioso ragionamento che Ella fa pi nere
il tutto è pure inevitabile cominciare dal pren-.
dere la parte, Le sembra
proprio una buona
gione la sua che nulla avendo ranto
in
sessant'anni
dell'Adriatico, nulla
per
si debba
ra-
fatto fuorchèa
affermarci
dominato;
fare anche per
l’av-
N
Ella riconosce, bontà sua, « che è da considerarsi
taria italiana di popolazioni soggette all'Austria che
storicamente, geograficamente, sentimentalmente ci spettano ». Ma nessuno vorrà « affermare », Ella con-
tando che fatali destini si compiano ». Come crede Ella che si compieranno questi fatali destini ?Con una guerra? E allora perchè non farla subito? O dovrà forse l’Italia assurta a grande Nazione accontentarsi di barcamenare alla meglio e di com-
piere questi fatali destini componendoli a briciole
raccolte qua e là nelle contese degli altri? E quale diritto abbiamo noi di rifiutarci oggi di
compiere ciò che il destino ha iniziato ? E quale terribile giudizio daranno di noi le future generazioni italiche dicendo: avevano una superba occasione di compiere i voti della Patria e non hanno
voluto osare?
Ella ha ragione d’affermare che colla guerra noi
non
sappiamo dove andiamo, con la neutralità sì.
Ma è appunto la visione terribile di quello a ci andiamo incontro colla neutralità, mentre si inizia all'estero una campagna serbo-croata per l'assegnazione di Trieste
alla
nazione
serba, mentre il
contegno della Turchia fa prevedere prossima la sua spartizione, che avverrà senza di noi a ingranha convinto la grande maggioranza del popolo itaiano e persone ragguardevoli di tutti i partiti della dimento dei nostri vicini, cioè a nostro danno, che necessità assoluta di questa guerra.
Vi sono senza dubbio, come
Ella afferma, molte
persone di buon senso che vogliono la neutralità. Ma sia pur certo che vi è un numero ancor mag-
in favore della neutralità. La saggezza dei nostri governanti mi dà sicuro affidamento che arrivenel momento
più opportuno.
lo
spero che allora anche Lei avrà mutato parere, ad sono sicuro che anche Lei e tutti quelli
che oggi sono del suo parere sapranno fare allora
sulle nostre coste, mentre le coste adatte a fare molto e bene si trovano tutte. proprio dall’altra
tutto il dovere di buoni italiani,
noi fare di più
Marco Bernareggi.
al’70 per fare l'Italia grande e una, perchè i figli
L’egregio scrittoré di. questa, lettera ha ragione, quando dice che «se si arriverà alla guerra nel momento opportuno » anche Specfator muterà parere. Cioè, non muterà parere, e non diventerà favorevole ad una guerra che, delle varie guerre combattute dal 1848 in poi dagl’italiani sarà, certamente, la meno ono-
1914 di ottenere, senza rischio alcuno, solo gua/che
revole — perchè combattuta contro un nemico assalito già da più parti; ma Spectator
parte.
«Ma, Ella dice, se avremo saggezza di giudizio, avvedutezza di diplomazia, serietà di contegno», le quali cose a suo
parere voglion
dire neutralità,
«qualche cosa ci verrà di quanto giustamente bra-
miamo». Eh via, valeva proprio la pena che i nostri
nonni e i nostri padri arrischiassero /u/0 dal 1820
di quest'Italia grande e una si accontentassero nel
cosa di quanto
giustamente
essi bramano? E in
virtà di quale teoria stravagante,
tutti
in-
diritto, noi soli dovremo
mentre
ac-
torno a noi cercano di prendere tutto quello e più di quello a cui hanno
contentarci di qualche cosa?
Sono completamente con Lei nella confutazione
di quelle strampalate affermazioni sulle guerre nostre e non
vecchie
nostre
campagne
e sul poco (curioso
onore
modo
delle
nostre
di eccitare alla
uerra!), come pure non posso che plaudire al suo
giudizio intorno ai radicali d’ogni tempo. Ma dove debbo dissentire di nuovo è là dove Ella afferma che il nostro intervento contro l’Austria
otrebbe a buon diritto esser tacciato di tradimento. Ella ha dimenticato, evidentemente, che esisteva
fra i due stati un'alleanza
basata sul principio dei
compensi in caso di turbamento dello st2/u-guo Adriatico, e che l'Austria accingendosi a tur nostra insaputa questo slatu-guo rifiutando di darci garanzie concrete e tentando di lusingarci con la
generica dichiarazione dinon aver mire territoriali,
ha rotto il patto che l’avvinceva a noi. E se domani noi diremo alla nostra vi ina :— era-
tacerà di fronte a ciò che il Governo responsabile avrà deciso, adottando una condotta doverosamente patriottica, cioè molto diversa
da quella tenuta sin qui dai molti e diversi che alla neutralità — deliberata dal Governo, e rispondente — fino a prova. contraria — al sentimento della grande maggioranza del paese — hanno opposte le più clamorose e, spesso, più sconclusionate declamazioni.
L’egregio contradditore, per artificio polemico, mi fa dire che la guerra all'Austria
sarebbe un «tradimento ».. Io non ho wa7 adoperata codesta parola «tradimento » in
nessuno dei miei articoli, perchè il pensiero
rispondente a quella parola non è nella mia mente. In buona, buonissima e numerosi:
sima compagnia — compreso il giornale l'£-
sercito Italiano, il cui direttore ha stampato
che attaccando
ora l’Austria, l’Italia « com-
metterebbe
di fellonia e si suiciderebbe
atto
ho detto e ripeto, col ca-
«è rotta; per colpa vostra
mi
sento
offesa;
dell’Italia
«in tal caso poteva anche, dalla Storia, es«sere scusata; chissà, fors'anche approvata. « Ma io faccio notare che non più di un mese « fa ripetemmo nuove proteste di /ea/fà. Hanno «un bel dire! Se attaccassimo senza un fatto «nuovo (vero fatto nuovo e non cercato col «lanternino), se attaccassimo ora uno Stato
« già attorniato, già a mezzo battuto.... ma «quale Storia potrebbe difenderci?... Quella «di padre Loriquet, forse, non la Storia spec«chio dei tempi e delle nazioni!....»* L’egregio contradditore, come tutti coloro che sono
del
suo
parere, parla
sempre di verso
guerra all'Austria, dei torti dell'Austria
di noi; e dimentica che dietro l’Austria c' è la Germania, che non ha certo verso di n gli stessi torti, e che muoverebbe natural. mente in aiuto dell’alleata fedele, come qualche giornale tedesco ha già accennato. Dunque guerra nostra non solo contro l’Austria, ma anche contro la Germania. E non solo contro queste due; ma noi dovremmo schierarci anche contro la Serbia ed il Montenegro che tendono ad avanzarsi nella zona che crediamo seguenza
di nostra competenza; e per concontro la Russia e, di rimando,
contro la Francia e. contro l'Inghilterra, i cui marinai sono sbarcati a Pelagosa, a Lissa, che sono di nostra competenza non meno delle altre terre ed isole italiane dell’Adriatico!... Insomma noi soli, avremmo d'un tratto l’ineffabile gioia di partire in guerra contro tutto il mondo, senza alleati nè ami: E la conclusione potrebbe mai ere soddisfacente, sia sul terreno della’ battàglia, sia attorno al tappeto di un Congresso» Internazionale!?... «I nostri nonni e i nostri padri — dice l’egregio contradditore — arrischiavano rutto dal 1820 al 1870.» Adagio, amico Dal 1820 al 1859, i nostri padri e i nostri nonni-— all’infuori del risc! particolare della vita e della libertà personale (quelli che le rischiavano) — non rischiavano altro. O YItalià si faceva — e il premio era grande; o non si faceva, e le cose restavano ancora come prima, quali, infatti, fino al 1859 restarono. Dopo il 1859 cominciò
della Russia.
Io non spero di averla convinta; solo volevo esporre a Lei e ai lettori dell'ILLustrazionE quanto di manchevole fosse nella di Lei argomentazione
—
«vi attacco a mia volta. L'azione
ma che pure sono fermamente favorevoli alla guerra.
lianti argomentazioni di certa stampa guerraiuola,
remo alla guerra
eNs/]””®'l
pitano o maggiore Pier Emilio Bosi, collaboratore dell'Esercito stesso: «Si potrebbe «anche ammettere in fondo che l’Italia si « fosse irritata, subito, all'inizio della guerra «e avesse detto: — per colpa vostra l'alleanza
con non
venire? E ogni guardiamarina le potrà. dimostr:
che ben difficile sarebbe stato per
storicamente»
giore di persone di buon senso e perfettamente equilibrate, che non scrivono sui giornali, che non blaterano nei comizi, che scuotono la testa in segno di riprovazione alle fanfaronate e alle strabi-
ogni modo
i
ITALIANA sempre
mo subìto l'espulsione dei nostri
ITALIANA
per L. 9,50
riguardi
= >5 =z ee
protettore
l'eventualità dei rischi, corsa
poche
cautele, avendo a fianco un
universalmente
conosciuto,
come
Prussia
anche
Napoleone III, e col favore dichiaratosi noi dell'Inghilterra,
della
E Cavour
ed
per
— che tutti citano a
casaccio in questi giorni, senza conoscére non che i documenti, nemmeno la storia superficiale — Cavour, per timore che nel 1860 si compromettesse il già guadagnato e si perdessero le simpatie dell’ Europa, arrivò a dire la famosa frase al Re, a Bologna, il 2 maggio: «Se non ci va nessuno a prendere Ga-
ribaldi pel colletto, ci vado io!» E nel 1862, quando il pericolo, garibaldino riapparve, e Cavour non c’era più, ed al governo c'erano i democraticoni, con Urbano Rattazzi alla testa, quando
il rischio
di vedere
compro-
messo — non da semplici sbandieramenti dagl’'irredenti di quel tempo, ma da bande insurrezionali nel Cadore, poi col tentativo di Aspromonte — quando il rischio di vedere compromettere ciò che si era acquistato parve
imminente, il governo democratico arrivò fin dove Cavour non era arrivato — fermò] Garibaldi con una palla in un piede!... E nel 1867 lo arrestò ancora
due volte, prima e dopo la
dolorosa offesa di un intervento sanguinoso voluto dall'opinione pubblica francese !... Questa è storia vera, che bisogna ricordare, e non foggiarsi la storia a modo proprio. E nel 1866 la guerra la combattemmo al fianco
della Prussia ;e nel 1870 attaccammo le mura di Roma pro forma, quando la maggiore negatrice di Roma —la Francia— era fiaccata dalla Germania e quasi tutte le altre potenze, a cominciare dalla Prussia, consentivano al fatto, riconosciuto
anche
dall'Austria,
inter-
prete il conte De Beust. E questa ancora è proprio storia — altro che fantasticherie!... Oggi, noialtri, figli, mipoti, senza un vero « fatto nuovo», senza una vera minaccia a nostri interessi vitali dovremmo rischiare vita
‘sercito Italiano del 23 settembre 1914.
e beni — che sono il meno — ma la Patria stessa !?,., Zoppica il ragionamento dell'egregio contradditore quando dice che l'acquisto bramato delle tre provincie irredente (Trento, Trieste, la Dalmazia) non è che «una parte del più vasto problema adriatico, il quale a sua volta, non è che una parte del maggiore problema
mediterraneo ».
Nel
Ma chi può dire quando questa guerra dalle
interminabili intricate battaglie avrà fine?.., Essa, dice il Leroy-Beaulieu, è un fenomeno senza precedenti; stupisce tutti coloro che hanno l’alta abitudine della meditazione e dello studio: affascina inconsideratamente gl'incapaci di osservare mentalmente e di riflettere!...
Mediterraneo , egre,
amico, gran mercè se siamo arrivati ad assicurarci gli estremi porti della Libia, mediante l'accordo marocchino con la Francia, la quale, malgrado l'intesa, ci gratificò delle maggiori difficoltà dal lato del confine tunisino e ci prodigò le più amare ironie ufficiose ed ufficiali, arrivò, per il Carthage ed il Manouba a minaccie, che ci fecero trovare ancora buona, in quell'ora, la Triplice Alleanza; ed oggi, sullo stesso argomento, ci regala l'ironia di Herbette nell’Ecko de Paris!... E non è che «le coste adatte a fare molto e bene si trovino tutte proprio dall'altra parte» se l’Italia, dal 1860 in poi nulla ha fatto di veramente degno sull'Adriatico, tranne che a Taranto, In questi aspetti le condizioni naturali hanno certamente il loro peso; ma il porto Corsini di Ravenna, il porto diAncona, il promontorio Garganico, in cinquantaquattro
anni, avrebbero
potuto essere
un'efficienza più rispondente mai seriamente valutate. Oggi come
oggi
messi
È un poco — psicologicamente — il fenomeno dello chaz/feur che, l'altro giorno, sulla strada dalla Repubblica di San Marino a Rimini, guidava in corsa, scendendo, Ermete Novelli, la sua signora, Teresina Leigheb e le Brizzi. Lo chauffeur era in estasi per quella affascinante discesa dominante l’ancor più affascinante verde pianura fino all’Adriatico: d'un tratto scoppiano due pneumatici in una curva stretta e non calcolata, l'automobile si rovescia, i passeggieri sono buttati qua e là, pesti, malconci; la povera Teresina Leigheb rimane
sotto il veicolo
in
beni assai più complessa, non
cordava negli scorsi giorni La Perseveranza, da dolorose umiliazioni patite sul Mediterraneo — « prima di agire bisogna riflettere a fon-
«do, e non avventurarsi senza avere ponde«rate bene tutte le eventualità pericolose alle «quali potremmo trovarci di fronte ». Per questo, appunto, io sono con coloro
che deplorano e reputano colpevoli tutti gli eccitamenti della stampa per riscaldare l’ambiente; tutte le grida e gli sbandieramenti
elementi troppo interessati, miranti appassionatamente a forzare la mano al governo. Pur troppo potrà venire il giorno in cui
potremo vederci attaccati — od in cui non ci sarà più possibile conservare lo stato di neutralità. Per quel giorno occorre certo aver pronte tutte le forze, occorre esserci assicurati degli amici, trovarci predisposti alla più doverosa concordia. Ma, pel momento, non è inutile che il paese vegga chiaramente e conosca, chi sono coloro che caldeggiano inconsideratamente le avventure, e coloro che valutano i rischi, ai quali non si può nè si deve andare incontro a cuore leggero.
*
To non nego certamente il titolo di « generosa follìa » al gesto del tenente di vascello Angelo Belloni che, nell’infervorata austrofobia da lui divulgata in discorsi ed in lettere, ha rapito il sommergibile 43inallestimento per la Russia nei cantieri della Fiat-San Giorgio a Muggiano, e trascinando seco collaboratori ed equipaggio, se ne è andato a Bastia... dove i francesi hanno fermata la comitiva e messo il sommergibile a})disposizione del Governo italiano, sebbene l'intenzione del tenente Belloni — se non quella dei suoi sorpresi compagni — coincidesse probabilmente col piano della flotta anglo-francese nell’Adriatico — silurare la flotta austriaca Il gesto generoso di Garibaldi — del vero, autentico Garibaldi, nel 1870 — risplende nella
storia, tanto più che fu male ricompensato
dalla Francia. Scarse furono le adesioni che ebbe allora in Italia. Molte di più ne ha oggi Giuseppino — non Giuseppe. Il diminutivo è compensato dall’accresciuto numero dei giovani accorrenti attorno a costui ora in Francia. Nel 1870 il senso della responsabilità nazionale dissuadeva — e Mazzini era fra i di suadenti dall’accorrere. Oggi sono in Francia curiosi plenipotenziari del radicalismo-massonico due deputati — l’Eugenio Chiesa, che è perla guerra a pro della Francia, e l’Ubaldo Comandini, che ha predicato a voce e per
dovranno es-
sere almeno più cauti di un qualsiasi cRauffeur
un popolo veramente se-
Corriere della Sera del 5 ottobre il deputato Andrea Torre, successore in Torchiara di quell’ indimenticabile Michele Torraca, che fu l’assertore primo, in Italia, di quella Triplice Alleanza, che ci rilevò, come ben ri-
schiacciata!...
frequente, purtroppo; in quasi tutti i casi dovuta ad imprudenze imperdonabili.... E quegli chauffeurs che sono i governanti di uno Stato, in una corsa ancora più difficile, in una strada ancora più tormentata da svolte, con una responsabilità di vite e di
ad eventualità
rio dovrebbe mostrarsi tranquillamente concorde, fiducioso nel governo, che ha tutti gli elementi per determinare la condotta da seguire; dovrebbe aspettare «il momento più opportuno » senza inutili cicaleggi e chiassose agitazioni, sulle quali molto ancora ci sarebbe da dire. «Prima di agire» — dice benissimo nel
letteralmente
Sciagura
iscritto il mantenimento della neutralità. Pare
che questi due parlamentari sperino ché la Francia possa farsi complice di un tentativo di sbarco in Dalmazia dei diecimila del Giuseppino, che è stato nominato colonnello francese per tutta la durata della guerra, Ma pare anche che il governo della Repubblica abbia fatto capire che certi affari si trattano coi
governi responsabili; non con egregie ed onorevoli persone non d'altro interpreti... che delle migliori intenzioni! È la medesima
spinto allegramente in una gita di piacere?... Ma togliamoci da queste inquietudini, e confortiamo il pensiero e l'animo a più serene visioni. Mentre Guglielmo Marconi tiene a Roma — presente il Re — una conferenza sulle nuove sue scoperte scientifiche mettenti capo alla telefonia senza o) — un giovine sacerdote insegnante di ebraico, don Domenico Argentieri di Rocca di Mezzo — nell'Abruzzo Aquilano — maraviglia tutti con un suo ricevitore elettrico tascabile, semplicissimo, che senza antenne, senza fili, senza bobine di raccordo, senza bottiglie di Leyda — intercetterebbe le comunicazioni radiotelegrafiche che corrono attraverso le onde atmosferiche, vengano esse da Roma o da Parigi
risposta che il governo della Repubblica diede ripetute volte — memorabile, fra altre, quella del 1889 — quando consimili commessi viag-
o dalla
giatori andarono a portare a Parigi, alla Francia, che ci era ostile, l'umile devozione dell'Italia! La quale ora è afflitta da troppo facili ricalcatori di una storia che, non che facile, non è verosimile ripetere, ma è molto
mento: se si potesse utilizzarla genze dell’attuale gran guerra
più facile parodiare!,.. Del resto i governi che fanno sul serio, non amano di essere importunati — e la libertà
delle-ciancie, specialmente giornalistiche, non è, in certi momenti, compatibile con la serietà e l'urgenza dei fatti — mentre su questioni tanto delicate vengono resi pubblici persino dissensi fra ministri, sotto-ministri e Stato maggiore!... In Germania, i socialisti sono alla guerra e pagano di persona, ma il Vorvaerts (il loro Avanti!) sospeso, poi riammesso ad apparire, è stato soppresso di nuovo!... Non è da meno la Repubblica francese, che ha censurato e soppresso l’//ozzze libre, giornale nientemeno che di Clémenceau. Il fiero ex-presidente del Consiglio ha sùbito contrapposto
l’Homme enchainé, ma anche questo è quoti-
dianamente sequestrato per l'ironia del suo titolo.... o per giustificare ironicamente il suo titolo!. . Questa
guerra — ben dice il noto sociologo
ed economista Leroy-Beaulieu in un suo recentissimo studio — questa guerra richiede più forza morale che economica. E noi altri italiani, che pur siamo neutri, facciamo intanto un ben generoso spreco di forza morale coi nostri appassionati dibattiti, con tutto un frastuono di polemiche, di discorsi, di conferenze — indigene e forastiere. Su un miliardo e 700 milioni di esseri umani che popolano il mondo — 847 milioni sono impegnati e subiscono la guerra, la quale ha un rispettabile partito contrario anche in Inghilterra. In realtà, più di metà del mondo è in guerra. I paesi belligeranti, insieme coi
loro vari possedimenti coloniali, rappresen-
tano il 51 per cento della superfice terrestre; e su questa superfice il 69 per cento della
popolazione — dice l’ Hiibner nelle sue recenti tabelle — guerreggia
Riportandosi alle pro-
porzioni dell'ultima guerra balcanica del 19121913, si possono preventivare un 650.000 morti e 2300 000 feriti!...
Norvegia!... È una
fa accorrere
perta!...
maraviglia, che
al Seminario .di Aquila
ed intermediari
stranieri, ansiosi
studiosi
della
sco-
E c'è subito il pensiero del mo-
che subito l’obbiezione reggibile: « Ecco finita
per le urMa c'è an-
dello scettico incorla radiotelegrafia ».
Ma ‘il filantropo ad ogni costo — sul tipo dei nostri municipali socialisti, che vogliono dare l'uva a buon mercato a tutto il popolo... contribuendo, nei giorni frequentissimi in cui quell’uva manca, a farla rincarire — il filantropo ad ogni costo esclama: «Ecco la
radiotelegrafia alla portata di tutti l...» Ed ecco il fisco colpire con una tassa, come
gli accendi-sigaro automatici, i ricevitori radiotelegrafici tascabili, Ma che rivoluzione! Se la scoperta è seria — non uso Ulivi — il ricevitore Argentieri diventerà proprietà esclusiva dei governi ; l’uso privato ne sarà punito, come sono puniti l’interpolazione di' ùn proprio manipolatore di Morse o di un proprio cevitore auricolare nelle reti telegrafica e
telefonica; anche le onde aeree saranno ben
riarginate e custodite — poichè il mondo, alla fin fine, può permettersi, ogni mezzo se-
colo — anche .per intensificare crudelmente la rinnovazione della specie — una guerra
sterminatrice;
ma
poi tutto
si riequilibra, e
quel giorno è il giorno del buon giudizio, spe-
cialmente per coloro che nei giorni del generale sbalestramento abbiano saputo tenere
asciutte le polveri e ben salda sulle spalle la testa, illuminata dai raggi vivificatori della ra-
gione e dell'onore. Con la calma e con la volontà, sopratutto
con la calma, si arriva a fare, a creare grandi cose. Con tale formula arrivano dove vogliono i popoli, ed arrivano dove vogliono anche î
più umili individui. È il caso di Luigi Buffoli che da oscuro commesso di drogheria, seppe arrivare, più per gli altri che per sè, a tal grado, da meritare l'elogio funebre che
Luigi Luzzatti compendia in questa frase «un santo della cooperazione! » Si trovò anch'egli di fronte agli esagerati, ai tempestosi, ai « guer-
rafondai » e li vinse traendo seco i più e migliori con l’azione pertinace disciplinata da una serena e fiduciosa volontà. Ricordiamolo, per tutte le circostanze di lotta, e imitiamolo! 7 ottobre. Spectator.
I ____————————|—TT—ZRkGGGGEÉE®PÉ]GSS 320
L'ILLUSTRAZIONE
L'ALLOGGIO
DEL
ai
Campo.
—
ITALIANA
Baracche di legno che possono es:
rè montafe é smon-
tate in brevissimo tempo da pochi, soldati, e che seguono l'Imperatore sui campi
La grande guerra europea.
1 Belgi, ;/ 3, con ‘un telegramma ufficiale diramato i/ 4 dalla legazione- belga di, Roma, avevano
che
dir
annunziato
conclusivo dell’ostinata battaglia che d da ventiotto giorni tra franco-britanni da. una parte. e tedeschi dall'altra, da Arras a Craonne, a Varennes,
a Verdun, a (Saint-Mihiel, a Blemont, ad Altkirk,
tuazione
che i tedeschi avevano
noni presi
sul teatro della guerra.
ne era
stato
giudicava favorevole îl momento. Poichè il 3 ottobre le circostanze sono state ritenute propizie a tale viaggio, Poincaré è partito
gnato dal ministro della guerra Millerand presidente del Consiglio Viviani. La morte di uno dei Cassagnao.
Berliner Tageblatt, dopo aver ricordato che l'assedio di Porto Arthur
bonapartista
«In quattro giorni abbiamo distrutto i forti più resistenti di’ Anversa, Probabilmente furono isoliti mortai da 420 millimetri. Il nome degli inventori dovrà scolpirsi eternamente sull’acciaio dei cannoni,
il loro padre, il celebre
tori con
un
patriottico
rimasto
ucciso da oltre un mese, cioè alla fine di
polemista, aveva fatto nel 1870. Prima di partire i due giovani scrittori presero congedo dai loro letOra si annunzia
Il capitano Weddingen del sommergibile U9 che affondò tre incrociatori inglesi nel mare del Nord.
che il fratello più giovane, Guy de Cassagnac, è agosto, in un
combattimento.
alla
testa
della
sua
compagnia, sui campi di Lorena. La notizia è stata
comunicata ufficialmente soltanto ora. I tedeschi
contro
i forti di Anversa. L’accanimento dei tedeschi in quest'ultima settimana si è accentuato — nel teatro occidentale della
guerra — contro i belgi. Essi dal 22 settembre ave-
vano cominciato il bombardamento di Lierre, città
una
breccia di quindici chilometri, sei
passaggi sul fiume Nethe sono conquistati. La
di uf-
riserva, come
articolo,
«Aperta
L’Autori
servizio in qualità
ficiali della
durò otto mesi, costando
molti uomini e materiale, scriveva il 4:
e dal
Quando scoppiò la guerra i fratelli Cassagnac, immediatamente
330, ma deve. essere un errore
420 sotto Anversa. sato Il maggiore Moraht, collaboratore militare del
nel pomeriggio di sabato scorso, 3, da Bordeaux per recarsi al Gran quartiere generale, accompa-
direttori del giornale
da 30 a
dei famosi mortai da 420, ed occupato dai tedeschi Lanaecker presso la frontiera olandese," È I famosi mortai da —.
dell'autorità
militare, la quale non
sunsero
dia di 7-8 chilometri dalla città. Il territorio.a nord
della città può anche essere facilmente inondato e per tale intento difensivo furono già eseguiti appositi lavori. I tre forti attaccati il 28 dai tedeschi (due grandi: Waelhem e Wavyre e uno piccolo: Santa Cateri sono sulla cinta esterna a sud della città e a nord di Malines, che nella
al 28 fu occupata
notte dal
temporaneamente
dai
27
tedeschi
mentre il 30 vi rientrarono i belgi. Lo stesso giorno 30
i tedeschi annunziavano di avere occupato il forte Wavre, e di
averne
distrutto
un
altro,
probabil-
stanza da Lierre ad Anversa è di soli quindici cl lometri: i guais e il porto sono a diciotto | chilometri, dunque sottoilfuoco dell'artiglieria pesante», Un soldato
tedesco
ferito, ed internato
«Ogni batteria tedesca di artiglieria.
dice il.soldato — non possiede che. due di questi
ogni volta dai soldati, Un mortaio da 42 centimetri
tira un colpo ogni dieci minuti e coloro che sono
addetti a questi pezzi, che sono meccanici molto
abili, si mettono «d una certa distanza e scaricano
i cannoni per mezzo dell'elettricità. Ogni colpo costa
31 500 lire. Il fuoco dei mortai è diretto da palloni frenati o da dirigibili ».
mente quello di Waelhem; malgrado l’accanita resistenza dei belgi. Nella notte sopra l'7 ottobre fece la sua apparizione nell'aria uno Zeppelin, che la-
Ls tribulazioni del Borgomastro
di
confermano
che il borgomastro
sta
telegramma
per.
Maestricht.
Il 28 il bombardamento
tedesco
La piazzaforte di Anversa, bella e grande città po-
cinta
a oriente
del
fiume Schelda, ha
una
duplice
di forti. La cinta esterna formata da una se-
rie di grandi e piccoli! forti, distanti da 15 a 30 chilometrì dalla città, con una circonferenza di circa
130 ‘chilometri:
la cinta interna, alla distanza me-
Non plus ultra delle minestre
GNI — Bologn:
sul forte Broeckem
cinò un momento su Anversa.
poi si avvi-
Il 2 ottobre i tede-
schi avrebbero preso d'assalto —
secondo un loro
ufficiale — anche la ridotta Dorpweld,
ed accerchiato un altro forte. Essi il 3 annunziavano di. essersi impadroniti anche di Termonde. E la
sera del 3 il grande stato maggiore germanico aggiungeva :
« Nell’offensiva contro Anversa sono caduti pure nelle nostre mani i forti di Lierre, di Waelhem, di
Konigshoyekt e le ridotte intermedie. Ci siamo impadroniti, nelle posizioni tra i forti, di trenta can-
pesante —
mortai, che vengono manovrati su rotaie collocate
sciò cadere bombe
da Anversa,
sulla Nethe, sulla linea tra Anversa ed Aquisgrana
in Isviz-
zera, ha dato le seguenti infortnazioni sui ‘famosi mortai: i
veniva portato contro una parte dei forti periferici di. Anversa, mentre le truppe belghe ripiegavano.
di. circa 20 000 abitanti, a 14 chilometri
la ridotta
Telegrammi deZ5 dicono Anversa già alla portata
aveva espresso l'intenzione di visitare gli eserciti e loro le sue felicitazioni, ma
anche
di trasmissione,
presidente Poincaré
impedito dal formale desiderio
;
occupato
Boschoetk, a nord-ovest di Lierre, ed elevava i can-
cedere terreno.
portare
stenza di cinque giorni. La nostra sisulla Nethe è fortissima e l'esercito resi-
Un telegramma da Berlino, , sera, aggiungeva
cesi hanno ammesso di avere dovuto in alcuni punti
finora
segue:
sterà convtutta la sua energia ».
e quotidiani successi o, per lo meno, quotiprogressi a danno del nemico; ma # 5 i fran
Sin dall'inizio delle ostilità il
quanto
«All'est della Senne le nostre truppe furono obbligate a ritirarsi sulla Nethe in seguito -a un viotacco dell'artiglieria tedesca e dopo una
mentre stilla lunga linea si è sempre combattuto accanitamente. Ciascuno dei combattenti si attr
Poincaré
dei forti
terna dei forti e contro la città ».
Nemmeno questa settimana è possibile registrari
risultato
battaglia.
permette di portare l'offensiva contro la” linea in-
Continua la battaglia sull’Aisne.
a tutto il 5 ottobre, un
di
noni. La breccia fatta nella cinta esterna
Bruxelles.
Informazioni provenienti dal Belgio (via Ostenda) di Bruxelles, Max;
fu arrestato. Il 26 settembre le autorità militari te-
sc ‘o affiggere sui muri di Bruxelles questo avviso curioso: «Agli abitanti
di Bruxelles.
Ho
l'onore di farvi
sapere che il vostro borgomastro signor Max è de-
aLLormIICLLRIK
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
L’asseio pi Anversa. — Pianta della fortezza, e della doppia cinta di forti che protegge la città (dalla “IM. Zeitung tenuto in una vernatore
onorevole fortezza.
Firmato: // go-
militare».
L’arresto- del borgomastro fu deciso, pare, per avere egli vietato alla Banca di Bruxelles di vi
sare una parte della taglia di cui i tedeschi colpi-
rono la capitale, e che di settembre.
doveva essere pagata a fine
Oltre all'arresto del Max, il governa-
tore militare decise di non rimborsare più le merci requisite, vietando infine alle Banche di fare operazioni con la parte di territorio belga non occu-
pata dai Wedeschi Un altro telegramma da Ostenda ha fatto poi sapere che il Max era stato rilasciato previo pagamento immediato di 30 milioni, acconto
del contributo di guerra di 200 milioni.
Il gover-
natore tedesco aveva offerto al collegio degli scabini di Bruxelles di scegliere un altro borgomastro,
ma essi rifiutarono risolutamente, dicendo che una nomina per parte loro sarebbe stata illegale, per-
chè il borgomastro è scelto dal Re fra i membri del Consiglio municipale senza intervento diretto
del Consiglio stesso. Il collegio degli scabini però
assunse la responsabilità di mantenere l’ordine nella capitale. Indennità al Lussemburgo. Il governo
tedesco
al Lussemburgo
annunzia
400000
marchi
avere già pagati
di
indennità
di
guerra per avere attraversato ed utilizzato a scopi militari il territorio del piccolo granducato. La marcia
serba
su Serajevo.
Malgrado le smentite polemiche ed i comunicati ottimistici dello Stato Maggiore austriaco, l'avanzata dei serbi su Serajevo, capitale della Bosnia, affermata dai serbi fino dal 29 settembre, nel qual giorno annunziarono di avere occupato Hauprsak, si conferma. Lo stesso giorno 30 i serbi annunziavano di avere occupato insieme ai montenegrini Vlaseniza e la linea Krobmia Javornik. Contemporaneamente
i serbi
Però due comunicati
austriaci dell’, e 2 ottobre
avere rioccupato Semlino.
annunziavano
di
qualificano « fantastiche » le notizie date dai serbi,
ed affermano che l'Austria è in pieno possesso delle posizioni conquistate all’est della Drina, avanza continuamente e comincia a far sgombrare ‘dalla Bosnia serbi e montenegrini. Un comunicato austriaco del 4 dice che due brigate montenegrine, la V
(Spuzka), agli ordini del generale Bozovic, e la IV (Zetska), sotto il generale Rajevic, furono comple-
tamente battute dopo due giorni di accaniti <combattimenti e ricacciate su; Focia_(frontiera del*San-
giaccato), Le due brigate, come-prese da7 panico,
si ritirarono al di là dellaffrontiera ‘e dovetteto ab-
bandonare
tutti
i loro
treni, comprese le provvigioni, abbastanza importanti, di cui si erano impadronite in Bosnia. In questa
occasione
parece
morti delle pattuglie avai
zate austriache, tra cui un alfiere, furono ritrovati
322
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
(Argue).
L'incrociatore già tedesco Goeder con la nuova ciurma turca, davanti a Costantinopoli.
atrocemente
mutilati.
Conviene
notare
che altre
truppe serbo-montenegrine sono ancora în Bosnia. Esse movendo da Visegrad e da Bajna Basta al nord di Focia hanno raggiunte le montagne sulle dala ao a pini lortiaioni di Selalole: ‘La lotta fra austriaci e russi.
rità all’inizio della guerra, può essere il suo punto debole,
Sta in fatto che una grande battaglia sul Niemen
cominciò il 25 settembre, col bombardamento della
regione di Sopoekinie. Nello stesso tempo i tedeschi fecero nella regione di Druss-Keniki
(a nord-est di
Sopoekinie) parecchi tentativi di passare la linea Anche nei Carpazi continua tenace e non bene russa sul Niemen. Il 26 cominciò l’aggiramento da la lotta fra austriaci e russi, con la parte dei russi delle posizioni dei tedeschi nelle foverosimile prevalenza di questi. Il 29 seffembre i reste di Augustow, mentre i tedeschi attaccavano le russi annunziavano di avere occupato, dopo violento posizioni attorno. alla fortezza di Ossowiec. 1 russi combattimento, Lisko, nella regione di Sanok (a il 29 rioccupavano Augustow e le alture soprasud-ovest di Przemysl) ma dal canto loro gli au- stanti ai laghi, infliggendo, pare, notevoli perdite determinata
striaci, 77 30, dicevani
«1 russi sono stati respinti fino a Sianki, al di là
dei Carpazi
sulla strada di Turka. Le loro perdite
sono grandissime. Il passo di Uzsok è nelle nostre mani.
Non vi è più un solo russo nel dipartimento
dell’ Ung ». Notisi però che altri russi combattevano a Kr:
smezò, nel dipartimento di Maramaros, dove gli
austriaci
li avrebbero respinti tra il 30 settembre e
il 1.° ottobre.
I russi al 7.° offobre annunziavano di essersi impadroniti di una posizione importante contro
Przemysl.
Fino dal 4 poi era impegnata battaglia dagli
austriaci, contro la colonna
russa
penetrata a Ri
ròsmezò, ma, per la inferiorità numerica, gli austriaci
I tedeschi eseguirono un ‘forte contrattacco, specialmente #2 .° ottobre, e la lotta continuò accanita
il 2. «] tedeschi — dice un telegramma russo — volevano raggiungere Wilna, aggirando Kovno. I russi cominciarono col ripiegare, poi fecero un contrat
tacco, L’urto baionetta
fu terribile. I russi
frequentemente
con
cariche alla
rinnovate respinsero i te-
deschi, infliggendo loro enormi perdite. Un reggimento. cosacco operò un furioso «raid » su Petro-
kow, occupato dai tedeschi. I soldati attraversarono Petrokow
come
un fulmine
sciabolando
nelle vie
cati ufficiali:
intendersi
12 corpi.
Ma la 7ribuna di Roma
ha, da
Petrograd, che la Germania, fatta la mobilitazione
e gettati innanzi i suoi 25 corpi attivi, ha costit
altri 25 corpi di riserva
«Il III
corpo
d’armata
parte del XXII corpo d’armata russo
nella Prussia Orientale, dove erano concentrati 22 corpi d'esercito tedeschi. Alcuni critici fecero delle obbiezioni a questa cifra, dicendo che doveva
e ha formato da 10 a 15
corpi della Landwehr. Essa disporrebbe oggi di 60 o 65 corpi d'armata. Quindi si può dire senza esagerazione che la Germania abbia oltre venti corpi d’armata alla sua frontiera orientale. Ma essa facendo tale sforzo sia in Francia che verso la Russia
non dispone più di riserve. La sua grande superio-
siberiano e
che si trova-
vano sull’ala sinistra degli eserciti russi, avanzatisi da oltre il Niemen, furono sconfitti dopo un’accanita lotta di due giorni presso Augustow. Sono ca-
duti nelle nostre mani tremila prigionieri, diciotto cannoni,
una batteria di artiglieria pesante, nume-
rose mitragliatrici, veicoli e cavalli ». I russi, dal
canto
loro, esaltano
la sconfitta
in-
flitta, con una improvvisa sortita da Ossowiec, ai tedeschi che attaccavano questa fortezza, metten-
doli in fuga sulla strada di Grajevo e togliendo loro « tutta l'artiglieria ». Così i russi
7 5 annunziavano
rati russi di Suwalki e Lomza tedeschi;
operazioni. Inefficace
che
erano
i governato
sgombri dai
e che lo Czar era arrivato sul teatro delle tentativo
tedesco
SU
PNEUMATICI
—- SONO
CONTINENTAL,
LE MIGLIORI—>
tentata sul litorale di Windau (Bal-
tico). Il 24 settembre una squadra formata da 40 navi tedesche grandi e piccole comparve in vista del porto e tentò arcare degli esploratori con un battello. Ma il tentativo fallì in seguito
in mare e
Il maggior generale von Voigts-Rhetz è stato da/
3 ottobre incaricato di assumere
d’ora
inrfanzi
le
funzioni di capo del Quartier Generale, tenute sin tedesco
delle forze russe. Il Berlinese
Militàr
Wochenblatt
del 4 ottobre
scrive: « La distribuzione delle forze russe si chiarisce. Abbiamo prima affrontato nella regione dei laghi Masuri l’esercito del Narew che constava del 1.%, 6.°, 16.° e 23.° corpo. L'esercito del Niemen, at-
taccato subito: dopoy presso Insterburg, comprende il 2.°, 3.°, 4.°, 20.°, 22. corpo e il 3,° corpo siberiano,
la 1.° ela 5° brigata tiratori, la 53.%,54, 56.*, 57.4 72%, 764 divisioni di riserva, la 1.° e la 2” divisioni di cavalleria. affrontata
della
Guardia.
la cosidetta
Poi a Lyck abbiamo
riserva di Grodno,
formata
di parti del 3.° e 6.° corpo siberiano. Il 12.° corpo fu respinto dal 7 al 9 settembre a Suwalki. Così dalla parte della Prussia Orientale i russi hanno undici corpi e mezzo di fanteria, e sei divisioni di
erva,
« Si suppone che le forze totali russe siano di 32 corpi attivi
e di 32 divisioni di riserva. Sembra
che
queste divisioni siano numerate dal 53 fino all’'84. Deducendo le forze inviate verso la Prussia Orientale, restano in Galizia 20 corpi attivi e un grande numero, imprecisabile, di divisioni di riserva ».
Nella colonia di Kiao-Ciao.
Dal 26 settembre i giapponesi cominciarono i
loro
attacchi
contro Tsing-Tao
bombardandone
forti con varia vicenda, riuscendo però ad impadronirsi delle posizioni dominanti la fortezza, attaccata anche dalla parte di terra. Una nave spazzamine giapponese rimase distrutta e un’altra danneggiata. Le
navi
da
guerra
tedesche
bombardarono fortemente le posizioni giapponesi
Ecco, da fonte russa, i particolari di un'azione
navale tedesca
e distrussero il faro
fatto sondaggi
Il capo del Quartier Generale tedesco.
Vi furono 23 morti.
per
mare sulla costa russa di Windau.
LE VETTURE IT-ALA'
lungo tempo
aver interrogato i pescatori.
Computo
da essi abbandonato.
La grande lotta fra della guerr
inciarono il bombardamento
di Backhofen. Il 26 i tedeschi scomparvero dopo
avere per
fortezza di Ossowiec, veniva
seicento tedeschi e poi scomparvero ». I tedeschi però, il 4 oftobre mattina, riferendosi a fatti del 1.° e del 2, dicevano nei loro comuni-
Dicemmo nel numero scorso che l’imperatore Gu-
Malcontenta di questo insuccessò,
qui dal generale von Stein.
avevano dovuto ritirarsi. a Hosszumeso in attesa di
glielmo si era portato il 26 sul teatro
e tre annegati.
la squadra tedesca bombardò la costa e uccise una questa di frontiera e un abitante. Poi scomparve. ll giorno dopo, 25 settembre, due incrociatori rico»
ai tedeschi a Drusskeniki; mentre i/ 2 ottobre delineavasi il ripiegamento dei tedeschi, non riusciti a passare il Niemen, mentre il bombardamento della
rinforzi.
tedeschi e russi.
tenso fuoco delle guardie di frontiera russe. I deschi perdettero un ufficiale e tre marinai uccisi
all'in-
e uccisero due ufficiali.
La“Phosphatine Falières 33 deiè l'alimento fanciulli
adottato da tutte le madri sopratutto al momento
dello svezzamento e durante il periodo dello sviluppo.
i
L'ILLUSTRAZIONE
LA
CITTÀ
DI
ITALIANA
323
ANVERSA.
L’«Avenue du Kayser» e la Cattedrale.
(Fot, Chussean Flaviens),
324
L'ILLUSTRAZIONE
CANZONI
DI GUERRA
«Com'è penoso partire per la Francia! Addio, mia gioia: noi non ci rivedremo più! Un mattino di domenica ci giunge la notizia: Tutti gli uomini mobilitati! Il nemico è alle porte!
Ma perchè non domani? Perchè proprio oggi? Non è oggi domenica per tutte le genti? La primavera tornerà a scacciare l'inverno, e sulle
tombe fioriranno dei graziosi fioretti.
Addio, dunque, mia piccola; addio per lungo
tempo!
Noi non ci troveremo
che là giù, nell’eternità. »
Con questa canzone melanconica, così poco marziale, nel 1870 partivano i prussiani per la guerra contro i francesi. Forse ancora così
triste è la guerra di conquista per i soldati
alemanni?
Le canzoni di guerra
dei prussiani
erano
quasi tutte melanconiche, nostalgiche, affatto
eroiche. Il pacifico contadino tedesco, già dominato dal militarismo del suo paese, andava alla guerra contro voglia. Le sue canzoni
non
illustrano
che
tale
stato
d'animo,
anche quando, e raramente, gli ulani intonano i loro canti gonfi d'artificiose smargiassate, che fanno tanto trapelare il desiderio del buon fuoco domestico e della chiara birra paesana. « Sentinella
isolata, io vado e
vengo
in silenzio:
la pioggia cola a torrenti lungo il mio pastrano.
La stoffa ammuffisce sul mio corpo e il nemico ha paura al solo vederci, tanto abbiamo l’aria di
spauracchi. Non c'è più tabacco da fumare; la gola è secca:
la cantiniera mi ama, ma non fa credito... Vorrei
che
un’oca arrostita
cadesse
dal cielo al
mio indirizzo e mi giungesse insieme con un barile
di buona birra.
O poeti, che seduti accanto al fuoco sapete can-
tare così
bene il rombo
delle trombe,
dei
cannoni
e la fanfa
e il fuoco dei bivacchi e l'allegria del soldato e
i pensieri poetici che hanno di notte le sentinelle, io vorrei che uno di voi fosse qui al mio posto, intriso d’acqua e con i piedi nella mota; e s’egli conservasse un po'di buon umore come me, corpo di mille bombe, ora io saprei cantare meglio di lui!» L’umorismo
melanconico
di molte canzoni
è così sincero e caratterizza così piacevolmente lo stato d’animo che certo nessun altro
del soldato documento
riuscito a dipingerlo altrettanto bene.
tedesco, sarebbe
ITALIANA
TEDESCHE.
sono essi però le voci sincere, profonde, umane, che partono dall’eser ncora com-
movono le mamme, se non gli ufliciali tedeschi Bello, dunque, è marciare — come c
tano i poeti — allo squillo delle trombe di guerra: ma anche bello è stare al fuoco, mentre fuori nevica, e dolce fidanzata. Pertanto
chi, che popolano
conversare con la i fuochi dei bivac-
la notte
dal lontano
oriz-
zonte, riposano dopo le aspre fatiche e le lunghe marce. Fanno essi sorgere icari fantasmi innanzi alle tenebre suadenti al dolce sogno; ma «Quando, dopo le fatiche diurne, i ricordi tr: versano il nostro animo, quelli che son lontani da
noi, i nostri cari, strappano
Alcune volte, delle scene di un brutale realismo fugano i cari fantasmi della bionda
penoso.
«Fa freddo qui, e soffia la brezza: la cimice mi cammina addosso: là c'è il tanfo della putredine e della muffa: in somma qui non si può vivere. Neanche un sigaro c'è: neanche un fiammifero, e per giunta c'è una terribile fame. Intorno a me ognuno sogna di uccidere; in somma qui tutto è triste. Ah! lo nonsto tranquillamente a casa mia a bere
a qualunque
perchè una domenica mattina dissero: « Tutti sono
mobilitati ».
Non c’è che l'ideale della birra, dell'oca e
del fuoco. Non c'è che il terrore per le mitragliatrici francesi. Poco marziale sempre, ma molto sincero
Il capolavoro di queste canzoni è il seguente componimento quasi elegiaco che traduciamo
tutto quale ultimo esempio, tanto è caratteristico e tanto è tedesco: do,
casa vostra
voi parlate con ogni scorsi
patriottici:
assisi
innanzi alla mensa,
agio e vi accalorate nei
quando voi aggrottate
le soprac-
ciglia e tendete l'orecchio alle notizie della guerra, giungete senza dubbio, nella vostra ebrietà, ad in-
vidiarci per lo champagne
che beviamo e per tutte
le gioie della guerra.
Così ci invidiate per le vittorie di Sedan, di Metz,
di Parigi, di Strasburgo e d'Orléans e per tutto ciò che noi abbiamo fatto e per quello che dovremo fare. Allora più di una volta
voi dite: « Ah! Pec-
cato che io non possa partire; io batterei i turcos
di santa ragione, e davanti a me dovrebbero fuggire tutti ». Benissimo!
Ma se voi foste qui, tale ebbrezza sfu-
un sospiro anche dal
merebbe, al primo giungere delle bombe maledette, e appena le mitragliatrici dispensassero’’la morte
Così negli occhi del soldato, anche il più audace,
con le loro migliaia di palle. Voi allora fareste una
smorfia ridicola e preghereste dal fondo del cuore che esse si fermassero un poco. E così pure, se voi doveste mangiare come noi mangiamo qui, sarebbe carina! Roba da comprare:
luccica una lagrima.
Se io dovessi trovare
piani sanguinanti
tevi di me.»
della
la morte
nella lotta, sui
Francia, addio, e ricorda-
La passione spesso tronca la voce accorata sulla bocca del soldato, stanco della guerra anche prima di cominciarla. Ma sembra che continuamente le sofferenze vengano a distrarlo dalle melanconie, alleate dei francesi:
e allora l'amaro e bonario umo-
rismo si riaffaccia a risollevare. I famosi soldatoni di Pomerania son passati in un villaggio dove poi giunge la fanteria: «si domanda
del vino e della birra. Una vecchia
sola în casa, sì fa assai chiaramente comprendere!... Essa ci mostra
le botti vuote. Non c'è più niente!.
Sono passati quei di Pomerania... Ma lo stomaco è vuoto!
Almeno
si trovasse da
Sono passati quei di Pomerani: Cerchiamo nella terra, in un campo di patate, per vedere se si è più fortunati. Scaviamo qui, sca-
lontana è impongono la visione del campo
e pieghevole
petto del più forte: e il desiderio del ritorno si forma nel lungo silenzio.
tutti quei cadaveri, tutti quei lamenti dei soldati feriti. Lo stato d'animo annoiato della canzone
di guerra,
docile
gli uomini
menti, le speranze, sono tutte di Schultze e i Miller, gli eterni invisibili protagonisti di tutte le canzoni. Sono essi i soldati non eroici :
mangiare!... Non c'è più neanche una briciola di pane: non c'è più neanche la crosta del formaggio... 1 galletti da gran tempo vennero uccisi! Persino i gatti e î topi furono cucinati in fricassea!
enza, si perpetuò in tutta la campacon le espressioni del cruccio per gli zzi e le privazioni della guerra.
timento,
azione. Pertanto è individualmente reutra/e... Il «sacrificio per la patria» non esiste neanche. Si muore solo perchè «si fa la guerra »,
Sorgono, con le canzoni, due tipi fantastici di soldati, che simboleggiano il fantaccino tedesco: Schultze e Miiller. Sono essi che cantano tutte le disillusioni del soldato e piangono tutte le miserie della guerra. l rimpianti, le melanconie, i pati-
vuol fuggire finalmente tutto quel sangue,
Non è canto di Tirteo la canzone del prus siano: è la voce del figliuolo che vuol vedere la mamma e la casa e la fidanzata, e
L'assenza più completa dall'ideale della vittoria e dallo scopo della guerra, è pauroso. Il soldato è una fredda macchina da combat-
un bicchiere di chiara birra ben fresca! Questo solo mi fa morire! — lo non sto là giù con mia madre, come sarebbe tanto doice!»
Non c'è più nulla da addentare!
viamo là. Niente! Maledizione! Tutto è sparito! Ne fosse restata una sola! Almeno una! Ma è facilmente spiegabile. Sono passati quei di Pomerania. »
Neanche la vittoria di Sedan contenta i soldati. Il barile di birra e l’oca arrostita ossessionano Schultze e Miiller.... Il re aveva vinto, ma essi che cosa avevano vinto?
«Quando noi li facemmo prigionieri la gioia fu grande.
Però io non avevo altro desiderio, fuor che
quello di bere un buon bicchiere di birra. Oggi ovunque si vuotano delle botti alla nostra
salute. Ma il diavolo mi porti se ci capisco niente! \oi crepiamo di sete per gli altri, e gli altri bevono
alla nostra salutel... »
niente! Neanche
serva:
a peso d'oro. Quindi carne in con-
solo carne in conserva. Voi ora non sapete
neanche che
cosa
sia. Essa è cotta a lesso ed è
buona... è deliziosa... non so dirvi quanto sia squisita... Però spesso, quando la zuppa sta cuocendosi e lo stomaco grida fame, vi scuote un improvviso allarme, e allora avanti
all'assalto verso
le. colline
per aspettare i francesi! Poi al ritorno quando questi non saranno arrivati, mentre vi punge arcora un dolore ad un fianco, voi mangiat® una crosta pane secco. Addio zuppa! Il nostro alloggio fu spesso distinto, Avevamo castelli principeschi, superbi, con dei parcì quali passeggiare. Vi soggiornammo spesso ma, ohimè, questi
bei tempi ora son passati. Oggi è una
grazia avere un mucchio di paglia” pullulante div
compagni del sonno. Se voi poi dovreste essere qui agli avamposti, qui proprio, allora la vostra invidia passerebbe presto! Quando
dovreste
essere
di pattuglia, 0
sotto la
pioggia dirotta essere di sentinella doppia, il comandante giungerebbe cor un solito randello, e se voi tardaste a rispondere al suo motto di allar-
me, vi potrebbe carezzare la schiena. Dunque se qualcuno osasse ancora di essere geloso con uno di noi, non deve far altro che Venire a vedere. Ma io penso che è preferibile — ed è questa la conclusione della mia poesia — che è mille
volte
preferibile
presso il fuoco ».
starsene
con
la
fidanzata
Certamente queste canzoni sono utili molto a completare la storia ufficiale della guerra franco-prussiana. Certamente sono preziose,
più di tutti i documenti diplomatici, a rivelarci la corrente della opinione pubblica tedesca di quel tempo,
e lo stato d'animo del-
l’esercito e i suoi pregitdizî, e quegli istinti che formano l’azima di un paese. Anron Giurio BRAGAGLIA.
QUESTA SETTIMANA ESCONO
Ella non rispose roman3zo di
Matilde SERA0
MarinoJorefti
ifPSci
(N
OT
Ò alqua
Quattro Lire.
Lire 3,50. DIRIGERE COMMISSIONI E VAGLIA AGLI EDITORI FRATELLI TREVES, IN MILANO, VIA PALERMO,
12
LERIA
VITTORIO
EMANUELE,
64-66-68.
LA
L'ILLUSTRAZIONE GUERRA
ITALIANA
IN GALIZIA. (Fotografie cortesemente comunicateci da A. Fraccaroli, corrispondente del « Corriere della Sera » al campo
325 austriaco in Galizia).
—@
Un convoglio di prigionieri russi al campo austriaco in Galizia.
Quanti sono i morti
in oltre due mesi di guerra? La tragica
statistica non potrà
compila
fosse che ì soldati inaffiano di calce. A ogni combattimento segue questa scena tristissima ©!
Eee
SINSE
BHEIRSNORGEHO]
RUITREVES
59 & guerra
finita.
Sappiamo
intanto che
centinaia di cadaveri vengono sepolti in grandi
lore D'Awaro ha espresso in questo disegno da alcune fotografie pervenute dalla Francia.
L'ILLUSTRAZIONE
328
TRUPPE
INDIANE
Il Mabarajah Sir Pertab Singh, comandante delle truppe indiane in Francia.
E
ITALIANA
MAROCCHINE G È
(Rot. Central News).
-
IN
FRANCIA. SDIEBIED
Il Maharajah di Puttiala, altro principe indiano con truppe in Francia.
1 Marocchini in marcia verso il fronte della battaglia sull’Aisne,
(Fot. Chusseau Flaviens),
AINOIZVYLSN
VNVITVLI
SNOW IS3TONI VO 11930 VIVHILIY v3730 O0/00SId3 ODILVWWNYHO NN si CE
Una pioggia di bombe
sopra un ricovero della Croce
Rossa nel Belgio. I feriti più lievi aiutano i feriti più gravi.
Pre
(Disegno di F. Matania nello « Sphere»).
626
L'ILLUSTRAZIONE
LA
BATTAGLIA
ITALIANA
INTORNO
AD
ANVERSA.
Un soldato belga presso Termonde scorta una vecchia terrorizzata fuori dalla zona del bombardamento.
Una mitragliatrice belga alla difesa di Anvi
Daily Mirror). Mirror). (Fot. . Daily
L'ILLUSTRAZIONE
L'INAUGURAZIONE
DEL
PRIMO
ITALIANA
TRONCO
331
FERROVIARIO
BENGASI-DERNA.
Il generale Ameglio e le autorità alla stazione di Benina.
Il treno inaugurale.
In Libia.
politania occidentale. Ciò spiega il grande entusi
Il tenente Brunacci. Nuove ferrovie inaugurate. La morte di Negib Effendi.
smo col quale venne accolto da centinaia di arabi abitanti nell'Oasi Zavia il treno inaugurale imban-
Narrammo gli ultimi avvenimenti guerreschi di Li-
cante il governatore generale Cigliana, col segretario generale Conti Rossini, i generali Del Mastro
dierato che era partito da Tripoli alle ore 7, re-
bia, nello scorso numero. Diamo in questo il ritratto del tenente di artiglieria Brunacci caduto, col tenente De Virgiliis, nella sorpresa della carovana di
e Amari ed altre autorità mili ari: oltre l'ingegnere Nicotra, direttore delle Ferrovi libiche e un gruppo di notabili tra cui Hassuna Pacha, Muktar Bey e Coobar, Cai ‘an del Garian. All'arrivo alla stazione di Zavia alle ore 10, lo
rifornimento diretta al Fezzan: di questo deplore-
vole fatto e della vita dei due valorosi ufficiali dicemmo nel numero scorso.
sceicco lesse ad alta voce parole augurali, termi-
Il 20 settembre — festa nazionale italiana — fu inaugurato
il primo
tronco
Be gasi-Benina
nando
della
ciamento
grido di!
Viva
l’Italia,
Viva Vittorio
tinaia di arabi esultanti. Si svolse quindi una ani-
e la cui costruzione furono diretti dal-
l'ing. Vincenzo
col
Emanuele IÎI. Al grido fecero eco un coro di cen-
linea ferroviaria Bengasi-Derna, i cui lavori di trac-
mata, pittoresca fantasia di capi arabi a cavallo.
De Donato, ispettore delle ferrovie
Concordi e precise informazioni da Bengasi di-
dello Stato. Il progetto di prolungamento di questo
tronco — alla cui festa inaugurale sono dedicate al-
cono accertata
cune fotografie pervenuteci
di Aziz Bey, tenne già il comando nel settore bengasino di Koebia. Passato poi alle dipendenze del
ideato dall'ingegnere ferroviario Forziati. Il 1.° ottobre
inaugurato
con
poi,
nel
solennità
settore
tripolino;
il tronco
venne
ferroviario
Egli, sotto gli ordini
Senusso, fu al campo di Defna, donde da qualche
El
mese era tornato sul territorio italiano capeggian-
Maja-Zavia, lungo 17 chilometri e costruito în po-
dovi i ribelli durante il raid della colonna C: tore. Negib Effendi cadde, ferito alla testa e all’ad-
chi giorni sotto la direzione dall'ing. De Orchi, capo dell’ufficio delle costruzioni ferroviarie in Libia.
Da Zavia la ferrovia proseguirà per Zuara, fino a congiungersi con le ferrovie tunisine, attraversando due volte l’oasi di Zavia, e proseguendo per Surman e Marsa Sabbad, e di qui per Zuara.
la morte di Negib Effendi, ufficiale
turco ostilissimo agl’italiani.
da Bengasi — è stato
+ Il tenente FRANCESCO
dome, in uno scontro avvenuto il giorno 9 settem-
BRUNACCI
bre presso Mbreigat (regione di Él Abiar), fra le
ucciso nel Fezzan,
con giunge TriL'esercizio della nuova linea ha grande impor- | poli con uno dei principali centri agricol della Tri| tanza
politico-commerciale,
perchè
SCUOLA
€ tre compagnie del battaglione Billi reo). Quaranta ribelli furono uccisi. Negib
fu portato in salvo presso Msus dove morì e dove
fu sepolto con solennità il giorno 14:
COMMERCIALE
FACCHETTI TREVIGLIO
(presso MiLaNO)
I Giovani che vogliono entrare nella Banca, nel Commercio, nell’ Industria, fanno rapidamente una bella carriera se possiedono l'istruzione pratica e completa che în poco tempo fornisce la Scuola Commerciale Facchetti di Treviglio. Essa rilascia Diploma di Ragioneria e Com. mercio e procura ottimi impieghi in Italia e all'Estero ai propri Licenziati. Alla Scuola è annesso ottimo Convitto. ’
Chiedere îl programma della Scuola e del Convitto al Direttore Cav. G. Facchetti a Treviglio (presso Milano). Banco Mopetto.
ITALIANA
L'ILLUSTRAZIONE
332
« CONVERSAZIONI SCIENTIFICHE «. È |
va. Dottor Cisalpino
Le serre mobili e il tabacco. - Un
manifestazioni
Apparato,
d'arte
della
umanità
La serra trasportabile.
per trasportar la serra.
Le serre mobili e il tabacco
Una draga titanica.
In Inghilterra ed in Irlanda da tempo si pratica in iscala ridotta la coltivazione del tabacco, se bene le condizioni del clima poco si prestino a ciò. Il pericolo maggiore non è da ricercarsi tanto nelle temperature basse che si hanno talvolta quanto nella variabilità della temperatura, specie nei periodi di sviluppo iniziale della pianta. In verità il metodo più semplice pareva quello di rinunciare ad una coltivazione che pare meglio adatta a climi più mi ma gli agricoltori inglesi sono pertinaci e tengono duro anche se la Iogica geografica e astronomica non è dalla loro. La prima idea degli agricoltori che volevano opporsi all'andamento delle stagioni deve essere stata quella di coltivare in serre il
I lavori del canale di Panama rappresentano uno dei più grandi sforzi della tecnica umana, e si può affermare senza timore di cadere nell’americanismo esagerativo, che tutto lo strumentario impiegato nel colossale lavoro è uno specchio fedele di questo sforzo di gigantismo umano nella lotta contro la natura. Un piccolo saggio è offerto oggi dalla fotografia che rappresenta
una delle due immani draghe (la Gamboa e la Paraiso: poichè si è voluto dare ai due utensili un nome) destinate a smuovere il materiale di escavazione nei lavori del canale. La draga immane può comodamente contenere, seduti, 34 individui:
e in ogni lavorazione
essa è in grado
di spostare
.20 ton-
nellate di materiale. Il braccio di leva che porta questa draga è lungo circa 10 m. e il lavoro compiuto dall’ordigno corrisponde a circa 200 000 m.c. di materiale spostato in un mese. Non è difficile capire come dalla riflessione di questo mastodontismo tecnico derivi negli americani la persuasione di una supremazia di forza, un po’ grossolana e brutale di giustificazioni superficiali.
in vero, ma
non priva
Le remotissime manifestazioni d’arte della umanità. Quali sono le più antiche manifestazioni d’arte dell'umanità? La risposta è estremamente difficile, a cagione degli ostacoli gravi che oppongono agli accertamenti delle epoche nelle quali furono eseguiti i grafiti, i disegni, i rilievi che l’uomo moderno va tratto tratto
discovrendo. Più facile pare l’accertamento.delle prime rappresentazioni grafiche
Tabacco cresciuto nella serra trasportabile. tabacco, ad un dipresso come in Inghilterra si coltiva in serra la vite. Ma il metodo non riesce bene perchè la coltivazione in serra
frutta inizialmente alla pianta, ma a lungo andare danneggia lo
sviluppo e il buon colorito della foglia. a i 5 Si è quindi pensato a costrurre delle serre. mobili, scorrevoli su grandi rotaie, le quali nelle giornate a temperatura bassa si fanno scorrere sopra le pianticelle di tabacco, mentre nei periodi di bel tempo si mantengono in uno spazio non coltivato o coltivato a prato. Il metodo è semplice ed ha dato luogo: alla costruzione di serre colossali il movimento delle quali pare però si possa fare in pratica con eccessiva facilità. Le unite fotografie dànno una idea sufficientemente chiara del
come questo movimento avvenga. Il solo lato dubbio in questa ap-
plicazione è quello economico non potendosi fare ameno in questa pratica di un consumo considerevole di energia, e non potendo dimenticare che il terreno nel quale la serra mobile viene a trovarsi durante i periodi di riposo, è un terreno in parte perduto per lo sfruttamento agricolo. Ma bisogna credere che l’utile che se ne trae (il beneficio in. rapporto al buon sviluppo delle piante di tabacco deve essere conside-
revole a giudicare dall’unito documento fotografico) sia considerevole,
dal momento che si trovano agricoltori il sistema su vasta scala.
di tanta fede da applicare
La gigantesca draga in funzione nei lavori per il Canale di Panama.
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
dei lineamenti umani: il che si comprende pensando che i documenti al riguardo sono scarsissimi indubbiamente a cagione della difficoltà che l’uomo primitivo deve aver trovato nel riprodurre sè stesso in confronto coi più facili definimenti grafici dei grossi animal In questi tempi Mayet, Pisson (due paleontologi noti agli studiosi) hanno appunto riprodotto due disegni eseguiti su un osso di mammouth, i quali disegni rappresentano un uomo ed una donna. Il documento di grande interesse per tutta la storia dell'arte e del pensiero umano, è stato trovato in una zona di auriguaciano, e cioè di formazione postglaciale. La scoperta è stata fatta a la Colombière presso Poncin. Nella loro struttura i due disegni ricordano altre celebri documentazioni grafiche dell’arte primitiva (grafiti d'Altamira, di Maz d’Azil). I due disegni di Colombière rappresentano un uomo (l'altezza
del disegno è di 15 centimetri
per 17
di larghezza) disteso sul dorso: sotto all'uomo e discosta verticalmente sta una donna. Il braccio destro dell’uomo ‘è disposto verticalmente e la mano è nettamente distesa colle dita allontanate le une dalle altre. Il profilo dell'uomo dimostra una testa voun fronte arcuato, una faccia pro-
luminosa,
gnatica, ampia, allungata. Il tronco è disegnato abbondantemente coperto di peli. La donna presenta un profilo abbastanza lontano dalla steotopigia così frequente a riscontrarsi in tutte le manifestazioni artistiche primene che vogliono rappresentarla donna. Anzi il tronco dovrebbe definirsi come nettamente slacciato e solamente il bacino ricorda un po’ da lontano le donne primigene che siamo abituati a conoscere attraverso i monumenti più remoti. Lo strato nel quale la scoperta è stata fatta lascia pensare che si tratti di uomini vissuti subito dopo il periodo dei mammouth (nello strato ove si rinvenne il disegno, le ossa di questo animale erano abbondanti): e la figurazione va considerata con grande verosimiglianza come il più remoto disegno nel quale sì sia tentato di raffigurare l’uomo.
Per l’avvenire dell'energia. Coloro che si prendono la pena di preoccuparsi dei nepoti remoti, e che studiano con
grande serenità le guise diverse colle quali la civiltà presente va compromettendo il patrimonio del futuro, molte volte si sono allarmati per il rapido esaurimento delle riserve carbonifere del pianeta nostro. In realtà il rapido esaurimento cammina piuttosto adagio e i giacimenti di carbone degli Stati Uniti per varii secoli basterebbero da soli a garantire l’energia di tutte le motrici della civiltà: ma si può concedere che un bel giorno. anche queste riserve si esau-
riranno. E allora che cosa faranno i nostri nepoti, se non saranno. riusciti a imprigionare tutta l'energia elettrica ora nascosta nelle cadute. d'acqua o se non avranno ‘trovato nuove vie da sfruttare per mettere l'energia a disposizione dell’uomo? Davvero pare non ci sia: molto da preoccuparsi: e prima d'allora non ‘solamente l’u
mo avrà a disposizione qualche miliardo di cavalli elettrici sufficienti per ogni più lato bisogno, ma avrà trovate sorgenti sino a ieri impensate d’energia. Oggi è il caso dello sfruttamento tano, un gas che non manca mai
del mein certe
L’esempio
in Un-
lente scomposizioni delle sostanze organiche. viene
dalla
Transilvania
gheria ove da tempo si conoscevano delle sorgenti di metano, e ove di recente alcuni pozzi trivellati. hanno permesso di avere a disposizione enormi quantità di questo gas (i pozzi di saggio trivellati nel 913 mettono a disposizione ben 830 milioni di metri cubi
annui del gas),"Ciò che interessa è che ogni metro cubo di metano corrisponde per l’effetto calorifico della combustione a poco meno di 2 chilogrammi di carbone: cosicchè per la Transilvania si tratterebbe di tanto combustibile-metano corrispondente a 15 milioni di quintali di carbone: proprio il 60°/, del fabbisogno annuo di carbone per l'Ungheria.
Già si studia il miglior processo di razio-
nale sfruttamento, il processo di raccolto e di incanalamento: e non è esagerato prevedere come tra breve una vasta zona ungherese sarà tributaria per la sua forza motrice esclusivamenteal metano. Il Dottor Cisalpino.
(ot. Varischi e Artico). È L'attrice TERESA
* LUIGI fondatore dell’Uzione
LEIGHEB.
Vittima di un accidente di automobile —. l'e-
splosione contemporanea di due pneumatici con la macchina in corsa in discesa dalla Repubblica di San Marino a Rimini — è rimasta miseramente uc-
cisa, sabato, 3 ottobre,
7eresa
Leigheb, notissima
artista drammatica, vedova del notissimo brillante
Claudio Leigheb, morto a Genova nel 1903. Teresa Leigheb-Migliotti apparteneva alla Com-
Ragnia di Ermete Zacconi, che recita ora a Rimini. fata essa a Carmagnola,
in Piemonte,
si esercitò
fin da bambina nell’arte scenica coi filodrammatici della Malfatti, e negli inizî della sua carriera spesso recitò in piemontese
con l'artista Gemelli.
relli, con la Marini, nella Compagnia Nazionale :tutte
Compagnie primarie nelle quali ella faceva valere,
bellezza.
la sua
notevole
Divenuta moglie di Leigheb, e scioltasi
dalla «Nazionale» passò, col marito, nella Com-
pagnia che, assieme al Leigheb, formò Ermete No-
Velli; Il :Leighéb.\Hos molto tempo dopo, amma: lava, ed ella abbandonò l’arte per seguire l'infermo
a Genova, dove rimase fino alla morte di lui. Visse due anni nel lutto e nei ricordi, lontana dalle scene,
poi l’amore pel palcoscenico, dove aveva trascorsa tutta la sua vita e ottenuti non pochi nè trascurabili successi, la riprese. Passò così dall'una all'altra Compagnia
drammatica,e finalmente fu scritturata
da Ermete Zacconi per il ruolo di «madre nobile».
Non contava più d'una cinquantina d'anni, ed era
sem molto apprezzata pel suo talento, la sua amal ,, la sua simpatica bontà. Nella disgraziata automobile che li aveva portati ad una" gita a San Marino erano con lei Ermete Zacconi, che ebbe lussata una spalla, la consorte sua
Ines
Cr
che
quelli di Via Ugo Foscolo, da questi al pa-
lazzo Fiori
in Santa
coni, da lì al palazzo
Margherita
Turati
lasciato dai Boc-
in Via
Meravigli, ha
propagate le sue numerose succursali în tutta Milano e fuori; ne ha aperte all'estero; ha fatto sor-
ere
istituzioni
veramente
umanitarie
come
l’'Al-
6a Popolare e il Dormitorio Popolare, fino ad arrivare
all’erezione
dell'ente
« Milanino » per
le
abitazioni a buon mercato fra i sorrisi del verde e dei fiori.
Entrata,
circa il ‘72, ancor giovinetta, nella Compagnia della
Sadowski, come prima attrice giovine e amorosa sotto l’Annetta Campi, passò più tardi alle parti di seconda donna, che mantenne in. seguito col Mo-
oltre alla sua arte non mediocre,
lico a
BUFFOLI, Cooperativa in Milano.
riportò lievi contusioni, la
madre e figlia Brizzi rimaste illese, e lo chau/feur
rendere .il Buffoli veramente un tipo singolare di idee liberali temperate, fu consigliere comunale, alieno però da ogni esclusivismo partiapostolo. Di giano;
e la sua
morte
immatura
concilia
attorno
alla sua memoria gli omaggi concordi ad un uomo
che sempre operò per fare il bene.
— A Bordeaux, improvvisamente e, sì può dire,
sulla breccia, uno degli ‘uomini più notevoli del mondo parlamentare e giornalistico francese, il
Conte Ala DMI
E capo
della destra alla Camera, rispettato anche dai più accanniti. avversari. Era nato nel 1841 da nobile famiglia e contava fra i suoi antenati diretti il filosofo enciclopedistico Helvetius, Entrò giovine nella carriera militare e nel 1870 combattè col grado dicapitano dei corazzieri: fu ufficiale brillantissimo e Ja sua eloquenza parlamentare
di poi conservò
sempre” un carattere
marziale, ‘Durante il periodo di risveglio religioso
che tenne dietro ai tragici avvenimenti della guerra
e della Comune si dedicò alle opere sociali catto» liche. Il governatore militare di Parigi, di cui era ufficiale d'ordinanza, lo volle allontanare dalla ca-
pitale per moderare il suo zelo. Egli prefetì tinun.
ziare alle spalline e cacciarsi del tutto nella ‘poli-
fortemente contuso, = Luigi Buffoli, apostolo e maestro di coope-
tica.
rativa in Milano, partecipe cosciente a tutte le iniziative umanitarie praticamente attuabili, è morto qui in°Milano, il 5 ottobre, dopo lenta, lunga malattia, a. soli 64 anni. Nativo di Chiari, dove, dopo brevi studi, rimasto orfano di padre con sei sorelle e la madre, dovette acconciarsi a fare il commesso
vito rivolto ai cattolici francesi da Leone XIII perchè aderissero alla Repubblica, dichiarò di rinunziare alle questioni puramente politiche per consacrarsi esclusivamente alla difesa degli interessi religiosi, anche sul terreno repubblicano; e divenne così il campione del cattolicismo in Parlamento,
un'azienda di cartonaggi, apparve fino da giovinetto dotato di molto buon senso pratico e di tenace volontà. Così nel 1875 potè superare un esame ed entrare impiegato nelle Ferrovie dell'Alta Italia, a' Torino, e come impiegato ferroviari; ò poi a Milano nel 1879. Il suo operoso spirito di ativa ed il suo altruismo lo fecero in quegli anni uno dei promotori ferventi della Cooperativa, ancora fiorente, fra impiegati ferroviari a palazzo Litta e di altre consimili; ma queste cooperative rifuggendo dal sistema inglese di vendere a prezzi di mercato, egli volse la sua attività altrove ed in seno all'Associazione fra gl’Impiegati Civili fece accettare l’idea di fondare l'Unione Cooperativa, che dai locali di Via Silvio Pel-
l'eleganza della parola, ma la sua vote era quasi spenta da parecchi anni. I suoi discorsi, riuniti în vari volumi, gli valsero gli onori dell’Accademia di
razione, promotore e fondatore dell'Unione Coope-
di drogheria, di dove passò a Milano impiegato in
Entrò alla
Camera
nel
1876 e, ‘trarine
breve
interruzione, vi rimase continuamente sedendo .all’Estrema Destra. Esordì come rappresentante del
partito monarchico; ma nel 1892, inseguito all’in-
Fu uno degli oratori più applauditi e seducenti per
Francia, di cui;faceva parte da 46 anni. Se una invincibile malattia di cuore lo teneva da parecchio
tempo lontano dalla tribuna parlamentare, non gli impediva però di collaborare attivamente a riviste
e a giornali per svolgervi col fervore più sincero la sua tesi preferita — l’ organizzazione cattolica delle masse operaie.
Fu tra i più ardenti partigiani della ferma triennale, e dall'inizio della guerra dettava ogni giorno per l’Echo de Paris un articolo in cui vibrava il più ardente patriottismo. In seguito al trasloco del Governo da Parigi a Bordeaux, il conte De Mun
andò nella capitale di guerra a continuare! fa"sua
Chiedete il GENUINO SALE
NATURALE
aeo SPRUDEL ai
hARLSB AD se volete evitare Md
falsificazioni e,Irodi.
collaborazione assidua all’Ecko. L'ultimo suo articolo, per una strana coincidenza, cominciava \di-
cendo che tutti dovevano
cuore. Tre suoi figli, uno battono
tutti in prima
premere i battiti del loro
dei quali è deputato, com-
linea. Égli non ne aveva
notizie da parecchio tempo; e si attribuisce_al
torno improvviso di uno di essi l'emozione, da cui il conte De Mun non potè riaversi.
L'ILLUSTRAZIONE
334.
esa IL
L
MATRIMONIO
(Continuazione e fine, vedì numero precedente),
ITALIANA
DI ZUBI
Anche Ugo Valeri fu vinto da quella grazia
I
pensosa: anche il suo spirito irrequieto trovava, alla sua presenza, l'equilibrio: passava
Ma l’amicizia di Zubi per Ugo Valeri esasperava la signora Cristina; perchè la loro
snella tra i vasi rosei di azalea, fiore tra fiori:
intimità aveva esagerato la noncuranza, scapestrataggine innocente ma rovinosa
sotto la sua finestra per vederla semplice e
la di
suo figlio e il suo spirito antiborghese e la brutale sincerità che lo faceva sgarbato con le sue amiche, e sopratutto coi preti e le be-
imprecisi e vaghissimi del sogno.
Bologna era piena delle curiose avventure e delle follie di quei due: e ogni giorno la signora Verani ne imparava una nuova per
la sua disperazione: e non c’era neanche bisogno che le raccontassero nulla, perchè Zubi
veniva a casa, troppo spesso, o graffiato, o contuso, 0 lacero, e peggio ancora con l’alito puzzolente di acquavite. Una notte, per goder meglio i fuochi artierano
saliti con
Poi s'eran curvati a quattro zampe, e mia-
golando come gatti furiosi, s'erano lanciati in
di donne e di bambini a cui rispondeva il loro disperato gnaulare: erano corsi i pompieri: ma essi allo scuro erano riusciti a scapcorso, che non
ritrova-
rono più il loro abbaino; e per paura di peg-
gio e pel sonno che avevan bevuto col vino, finirono collo sdraiarsi tranquillamente sulle tegole e si addormentarono. Alla mattina si
svegliarono al primo rintocco di campana e
al primo raggio di sole; erano
tutti pesti e
indolenziti, e aprendo gli occhi, sbigottirono di trovarsi là su, incapaci di ricordarsi come mai fossero capitati
alla sua
amica
brassero
belli, come
i contorni
E spesso
papaveri e marghe-
rite, e la liquorizia di cui era ghiotta, e perfino dei sassetti edegli scarabei che gli sema una sorellina,
inno-
centemente,
Ma la signora Cristina, che non conosceva Giulietta, e che ad ogni modo non avrebbe
senza nessuna probabilità di procurarsene; credè che Zubi avesse perduto affatto la te-
sta; e ogni giorno erano recriminazioni e rimproveri e scene che non finivano più. E Zubi che aveva ancora una gran paura di
quel dornino, o meglio
si infastidiva delle
spondere
per non
a sua
mamma,
incitarla di
più. Ma un giorno perdette la pazienza anche lui e, bestemmiando e urlando, disse delle
cose innocentissime, che parvero terribili a sua madre. — Se campo cent'an una donna come
quella non la trovo più. È paziente come una
santa anche con un diavolo come me; non brontola, non parla, non va in chiesa, non
bazzica coi preti, mi compatisce, e mi insegna a stare al mondo. È la donna che fa per me: vuoi che sia tanto imbecille da lasciarmela scappare?
sui tetti, e di capire in
che punto della città si trovassero. E per ciò si calarono per il primo abbaino
Se ci avesse
pensato,
neanche
trassero spauriti ;ma poi Zubi spinse ancora, dicendo con la voce tremante:
— Siamo galantuomini. Avanti! Una fanciulla si era tutta avvolta in una
coperta e tremava: era alta, pallida, con due occhioni pieni di soavità e di terrore: Zubi si fermò estatico a guardarla e disse a Ugo:
— Pare scappata fuori da un quadro del Francia. Da quel giorno, non bevve più, mise giudizio, e si fece voler bene da Giulietta Zubiani. Era orfana del padre, e lavorava nella sua piccola casa di Borgo San Pietro con la madre — una vecchierella tutta" rattrappita — a°cucire’ i ‘più delicati corredi di sposa. Pareva ancora una bimba, una bimba che tace e sorride: l’anima serena’ le'traspariva dagli
ria:
si mise a piangere e a strillare, con la
fronte tra le mani: in quel momento entrò Pietro Verani, sentì sua moglie che singhi zava: « Non ti mancava che questa: di’ ingiuriare tua mamma! » ; il sangue gli si rimescolò, cominciò a urlare anche lui: e Zubi
che si era accostato a sua madre, per spiegarsi, e per consolarla, si trovò: assordato tra i suoi genitori che lo investivano: vide levarsi minacciosa la gran mano del babbo, fece civetta e si scansò, e il colpo cadde sul collo della signora Cristina che s’abbattè di schianto a terra, come fulminata. — Oh Dio! che ho ammazzato mia moglie! — urlò Piero spaurito. L’alzò come una piuma, l’adagiò nel letto; e-continuava a lamentarsi spaurito:
occhioni un po estatici, e dal limpido viso: era come l'innocenza che acqueta e consola.
— L'è morta! Corri a chiamare il dottore: corri alla Croce Verde!... Zubi si lanciò giù per le scale a precipizio; ma'quando tornò cinque minuti dopo
| {Proprietà letteraria. — Copyright by . JFratelli Treves, October Tith, 1914.
il babbo, annoiato delle sue querimonie, dopo aver un po' dondolato la testa sbuffando, gi-
col medico,
sua
madre
era già rinvenuta;
e
aspetti che
la camera
e si gettò
E poichè non gli usciva altro di bocca,
Piero con
lo sgomento
che
fosse
accaduta
una tragedia, in vestaglia, senza cappello, corse a casa, trovò la moglie esasperata; si
infuriò anche lui contro il ragazzaccio che mancava di rispetto a sua madre, e si mise a minacciare: — L'ammazzo. Canaglia, birichino! Dov'è? che l'ammazzo!
Strappò fuori il cassetto della tavola, brandì
un coltellaccio, e continuando a urlare: « birichino, figlio d'un cane, figlio di prete, mancar di rispetto a sua mamma! », si lanciò pel corridoio, diè una spallata all’uscio, entrò nella stanza di suo figlio che sbalzò paurosa-
mente all'angolo opposto; e travolgendo gli letto, e ad ogni coltellata, ripeteva :
occhi, si mise a crivellare di colpi furiosi il — Impara, canaglia: impara, birichino! Figlio di prete, impara! La signora Cristina che lo seguiva, entrò nella stanza col batticuore, vide quel rovinìo, il letto tempestato di colpi, strillò: contro
luce, che pareva un vaglio, e si mise a piangere: — Guarda cosa hai fatto della mia coperta di bavella! m'hai bucato lenzuola, materassi : tutto m'hai rovinato: dove li trovo i soldi, io, dove li trovo!? Piero ne fu così mortificato che senza parlare, mogio mogio, prese le scale. E,quella sera non tornò a casa. Perchè Cristina fosse tanto adirata con suo figlio, lui bene bene non lo. sapeva: aveva
capito che «il ragazzo » faceva all'amore e credeva distrattamente chemne fossero esaspe-
rati gli scrupoli religiosi di sua moglie, niente
altro; e passata la furia non ci pensò più. Anzi, il giorno dopo, nel pomeriggio, quando si vide arrivare nello studio Zubi, tutto timoroso, egli aveva già dimenticata 'la scena della sera innanzi; e'solo gli era restato nel cuore come il rammarico di essere stato ingiusto e violento con suo figlio. E quel rammarico lo disponeva alla dolcezza: Papà! — disse Zubi
Il papà rispose con
un grugnito:
‘e*Zubi
proseguì:
ti
" Domani avrei bisognò ‘che ’venissit‘in
municipio |
)
— In municipio, perchè? € — Perchè, siccome sono minorenne, ho'bisogno.... della tua firma! — Per che fare?2 — Perchè mi sposo.
— Ih, che domani ho gli esami all’Accade-
RINVIGORITE IVOSTRI-BIMBI
mia! come
faccio? -- E si scoteva
l’aria da-
vanti al viso, come per cacciare’il fastidio e l'imbarazzo.
—
EUTROFINA
— Ma quanti anni hai? —
stro con ingenuo stupore. — Ventuno!
chiese il} mae-
— Ventun anni! — ripetè? pensoso Verani!: sospirò, enon chiese altro.
FORMULA: APPROVATA pal Pror.LUIGI: CONCETTI DI-ROMA rr
Un quarto d’ora solo... alle dieci! — in-
sistè Zubi.
CON-LA-GUSTOSA
INSCRITTA NELLA FARMACOPEA UFFICIALE: der REGNO DTTALA
a chiave
fuori: irruppe come una bomba nello studio
Respinse suo marito, alzò la coperta, l’aprì
il mio
babbo ti sposava! La signora Cristina la prese per un’ingiu-
che trovarono aperto; dal solaio scivolarono alla scaluccia; scesero cauti, spinsero una
porta; salì uno strillo di donna ed essi si ri-
— Aspetti, aspetti a svenire:
sia sul letto! Poi chiuse
— Oh Dio, la mia coperta nuova!
Ma come la mantieni? Pensa che non hai un soldo! se tu pensi... —
J
rava intorno alla porta pian piano, finchè trovò il destro di scappare. Due giorni dopo fu peggio: per darsi coraggio, Zubi si era fatto accompagnare da Ugo Valeri, per domandare a sua madre il permesso di presentarle la fidanzata. Scoppiò una tale scena, che Ugo, per una raffica di terrore che in lui prendeva sempre un color d’umorismo, si mise a vociare anch’esso; e vociando spinse Zubi nella sua stanza, e poi prese in braccio la signora Cristina, la portò di là, gridando:
del Verani, strillando: — A casa, a casa! corra a casa!
sue scene e delle sue sfuriate, cercava di star lontano di casa più che poteva e di non ri-
corsa pei tetti; s'erano divertiti a rovesciare qualche fumaiolo dentro la cappa del camino: n'era scoppiato un tumulto pauroso con urla
e tanto avevan
portava
mai tollerato che suo figlio a ventun anni pensasse a sposarsi, e a sposare un’operaia, così, senza arte nè parte, senza un soldo, e
un
fiasco di vino sui tetti dello studio: e vi si erano sdraiati supini, estatici dinanzi ai prodigi luminosi che guizzavano, rotavano e si spandevano, fiori e polline di fuoco, nel cielo.
pare;
per darle un'a-
nima esasperata, si addolciva, si ingentiliva, e accarezzava figurine di fanciulle curve sul bianco, pensose allo specchio, con
ghine che frequentavano la casa.
ficiali della Montagnola,
e la sua arte un po’ grottesca che deformava
la realtà fino alla caricatura
sn)
novella di Virgilio BROCCHI.
Il mattino
seguente,
Piero
alle fnoveffe mezzo,
Zubi era già sulla porta del municipio: con quella sua faccia impenetrabile e tutta smorASIA
(PREZZO
TO NEOTERAPICO - ITALIANO -BOLOGNA
# 2,50 IL FLACONE = PER POSTA CENT=90 IN PIÙ )_]
fie, che non
si
sapeva mai se fosse malinco-
nica o allegra,"guardava
Bologna, che rispecchiava
il Nettuno di Gian
dalle vaste spalle
Wi Ezzoa
L'ILLUSTRAZIONE
di bronzo il sole, tra gli zampilli tana; guardava e aspettava.
della fon-
gezza cominciò a frugargli nel cuore, con gran malinconia, tanto che si mise a ua
una
sa
Giu-
con sua madre: accorse sorrident e a porgere la mano, e parve che ogni malumor e
Nello stesso momento giungeva dal Canton dei Fiori Piero Verani, e nel veder quella creatura primaverile, che appena nascondeva il suo turbamento con un sorriso, si sentì alleggerire il cuore; le prese tutte due le mani, e con una dolcezza che Zubi non avrebbe sospettata in lui, le chiese: ti chiami,
bambina?
Ma
—
compiuta
la cerimoni:
in parve che l’impazienza ritornati lo ripren-
Ho fretta, ragazzi,
—
brontolò, —
correre all'Accademia! — Si frugò nelledevo tasche, impacciato, come per cercar qualche cosa, e siccome
non
trovò
niente, scappò via.
Restarono lì fermi gli sposi, mamma Zo. beide, Ugo Valeri e un altro testimonio che
era un piccolo impiegato del municipio. — Bene! — disse Zubi.. — E adesso
trenta
carta, e affrontò il muro a ditate e a manate. * Verso le quattro, entrò là dentro Piero Ve-
camicia,
cen-
si ficcò
in testa
un
berrettino
an-
diamo a bere! — Cosa? — fece il Valeri: — sei diventato
un signore! — No; ho sei e trenta; ma un bicchierino da Ponzio ve lo posso pagare. L'impiegato si schermì; ma Ugo osservò che un bicchierino di grappa non si mai; e precedè gli sposi nella Suveffe rifiuta di Ponzio. silenziosa. Schizzava delle figurine sulla tavola di mar-
rani: si vedeva che qualche cosa lo angu-
stava;
ma appena
volse in giro lo sguardo,
si strofinò gli occhi, li riaprì, e cominciò a mormorare: — Per Dio! per Dio! per Dio!
Una specie di vertigine lo trascinava: a
bianco e a nero, con schizzi di mattone, d'ocra, e di turchino, una scena turbinosa S'aggirava su le pareti: le figure, le case sembravano travolte dalla follia: un cane affer-
si allontanò a capo basso: pensava che Zubi era veramente
saggio e fortunato; mentre lui
nello stomaco,
e comincia,
era come un relitto sbattuto dall’onda, solo, nel buio, senza domani, in una vita stupida, miserabile, che bisognava sputar via come una cicca fetida,.. E così si urtò in Alfredo Protti, che già prometteva di diventare l'artista che è oggi: gli strizzò in faccia gli occhietti gialli, e gli disse: — Tu sai cosa è la malinconia? Non hai neanche visto il verme solitario? Che pittore sei, dunque! È un verme anche la malinconia: bianco, con la testa grossa; e ti entra
Esportazione Mondiale.
con quella testa:
tic-tac!: avanti e indietro, come un pendolo. L'acqua non le fa niente, le medicine peggio: il vino lo intontisce; ma la grappa l’accoppa! Vieni a bere un bicchierino! *. Poichè neppure il cognac lo guariva. del |
9I "EMI INS sIonNuIOg Ip — ——
L'ANTICA ESTORICA FARMACIA
PONCI
A
SANTA
FOSCA
IN
VE.
SECOLI
PREPARA
LA
NEZIA CHE DA TRE
09992
RINOMATA SUA SPE.
090837
CIALITÀ, LE PILLOLE
DI SANTA FOSCA 0 DEL PIOVANO oTTI. ME_PER_REGOLARIZ:
ZARE LE FUNZIONI DEL Corpo | A BADATECHE OGNI PILLOLA
BENEDICTINE
ORIGINALE
DEVEPORTARESCRIT-
TO PIL. S. FOSCA
ED ESIGERE SEMPRE
INOVELLE NAPOLITANE
Il Mediterraneo EILSUO
EQUILIBRIO
» SALVATORE DI GIACOMO
Vico MANTEGAZZA
Con prefazione di BENEDETTO CROCE
Con prefaz. dell'ammiraglio Giovanni BETTÒLO
L. 3,50.
L. 3,50.
|
Romanina! Rosalia GWIS ADAMI, R
ar
Due volumi in-16 di complessive 600 pagine:
quattro Lire. x
In-8, con 55 illustrazioni fuori testo: Cinque Lire.
Dirigere vaglia agli editori Fratelli Treves, in Milano,
LA VERGINE ARDENTE pae
di
E si sentì affogare nello sconforto, in un presentimento accorato di sventura: non parlò più, accompagnò silenzioso i suoi amici fino al tram, guardò con occhi lagrimosi Giulietta che si sporgeva a salutarlo dal terrazzino; e
in palazzo. piazza,
oste che gli dava da mangiare, perchè gli dipingesse le pareti della bettola: vi accorse: gettò la giacca, si rimboccò le maniche della
lietta!
E quando la voce di cristallo ri: ose piano: Giulietta! — il maestro sorrise e le diede la mano, come a una fanciullina, per entrare
—
desse :
si fa a spo-
tesimi soli — E ci fai anche il viaggio di nozze? — chiese Ugo, ammiccando con una vena d’ironia. — Prendiamo il tram, e andiamo a Casalecchio! Ci sono dei miei parenti, e ci inviteranno a pranzo di sicuro. La casa l’abbiamo; il letto c’ » cosa vuoi di più? — E domani? —, Domani Protti e Menini, quelli del Bar, mi devono pagare una mostra: pi fare un lavoro per Sanguinetti.. gna aver paura della vita! — Bella forza! — fece il Valeri con un lampo nell'occhio. — Bella forza non aver paura della vita con una donna come Giu-
dileguasse.
Come
Sei franchi e trenta! Come
mi tornerei a sposare anche con
Ma quel viso di temporale si rasserenò su-
lietta
—
i con sei franchi e trenta? — Mi par d'essere un signore, — rispose Zubi. — Adesso che so cosa è il matrimonio,
dici franchi al pezzo mi ha dato, ohi! e mi ha anche detto che ho il fiato che di grappa! Con quindici franchi, vuolepuzza anche che odori di viola.... tram
335 suo male, nel pomeriggio pensò all'estremo rimedio : al lavoro. C'era in via Zamboni un
sospirare & =1
Quegli si scosse come per cacciare un siero molesto, e continuò a brontolare: pen— Ho portato a Chappuis i cartelli: quin-
bito, appena vide affacciarsi dal
ITALIANA
mo, e per la prima volta în vita sua, la sag-
Primo giunse Ugo Valeri, tutto ripulito, con una bella cravatta rossa, ma scuro in volto; e brontolava. — Che hai? — gli disse il Verani.
o{| __rr—rTrTrr_r—w
Cinque Lire. i
Dirigere commissioni e vaglia agli editori Fratelli: Treves, in Milano, via Palermo, 12.
Dirig. commissioni e vaglia agli edit. Fratelli Treves, in Milano.
Brodo Maggi in Dadi {il vero brodo
genuino
di Jamiglia
Il brodo per un piatto di minestra (ves) centesimi 5
COLLEGIO CONVITTO PER GIOVANETTI Scuole Elementari - Tecniche - Corso Commerciale.
==>_ SI RICEVONO ALLIEVI IN OGNI EPOCA DELL'ANNO
cstgeto ta «Spore» rateteantrarte!
Stella»
LUGANO
-_(SVIZZER
VERE
STETA
L'ILLUSTRAZIONE
336
ratosi coi denti un
uomo
la coda
abbracciato
turbinava a tondo:
ad
un
fanale
s'abban-
donava alla follia del capogiro: le ruote scappavano dalle carrozze; con
le zampe
—
libera, sotto i portici
Piero domandò
Di’ mo’ su: è diventato un signore
figlio, che s'è
moglie stasera
ITALIANA
non
c'è!
sfogarsi da sua sorella: dammi
—
disse
È andata a
una
mano!
E loro due, per dieci o dodici volte, innanzi e indietro, portarono a braccia quanti mobili
— È la città ubriaca!...— rispose il Valeri. — Dammi la mano, e conducimi fuori, — pregò il maestro, — perchè ho paura di cascare. E quando fu all’aria
Mia
d'improvviso Piero Verani.
i cavalli annaspavano
all’aria....
— Ma cos'è questa roba?
di via Zamboni,
—
sposato?
mio
e quanta biancheria poterono, dalla casa paterna
alle stanzuccie
vuote.
— Quando torna mia moglie, o fa un colpo, o mi ammazza! — disse il Verani. — Ma come si fa, quella bambina a lasciarla patire?!
E nell'ultimo viaggio, aprì anche il casset-
tone, e rimase esitante dinanzi al portafoglio
— Ha ancora in saccoccia cinque franchi, perchè ci ha pagato da bere! 8 quella povera ragazza? Le farà patire
della signora Cristina. Poi si decise :ne trasse
porta a dormire? Mia moglie non la vuole, — Ha preso due stanzine, lì vicinoacasa sua.
La gente per la strada si fermava e ridev
la fame! —
Cosa
succederà
adesso?
Dove
E i mobili ce li ha?
la
tre biglietti da dieci lire, se li ficcò nella tasca
dei
calzoni
e si fece
aiutare
se ne
accorgevano
nemmeno;
ma
— Sì, un letto; e sei o sette giornali
tesi
in terra per guardaroba! a bestemmiare Allora Piero comi
so la casa di Zubi s'imbatterono nel professor Rubiani, il grande architetto, che ve-
e a
dendo il suo collega carico come un facchino,
inveire contro suo figlio: —
Carogna!
Una
bambina
così!
portarla
restò lì a bocca aperta per lo stupore: una a lo investiva, per scansarla, nella ‘one inciampò in un carrettino, perdè
a patire! È io che non ho neanche un soldo, l'equilibrio, cascò: e il Verani chen non poPoi prese per un braccio il Valeri, e gridè teva soccorrerlo, si accontentò di osservare — Andiamo a vedere, La portinaia aveva la chiave; li lasciò sa- | al Valeri: per butquanto popocoè bastato pi uarda quanto — Guarda lire in casa di Zubi: due stanzine.... col letto tare in te il gran maestro della stabilità. e tre seggiole.
CANTI POPOLARI SERBI e CROATI
î
tradotti e annotati
al da Pietto = Kasandtic
roxcre)
Sono canti d'amore, sono rende, voci di nostalgia, terra, che il signor Kasandrio ha vo.tato
è
pole Elegante edizione aldina con
incisione
musica:
Quattro Lire.
e
QUI
Ri, Va
i
| Ta
|Ti me
a
egli aveva
fatto nelle stanzucce di suo figlio,
il maestro,
inquieto,
ma
soddisfatto,
mostrò
ad Ugo le trenta lire, che aveva prese nel portafoglio di sua moglie, e gli chiese: — —
—
Dici che per un mese basteranno? Se hanno giudizio, — rispose il Valeri,
bastano di sicuro. Allora Piero, perchè
suo
figlio vedesse su-
bito quella ricchezza, e il vento non la di perdesse, mise l'uno su
l’altro i tre biglietti
sopra la tavola, e ve li inchiodò con la lama del temperino. Richiusero ed uscirono sul pianerottolo. — Vieni tu? — disse il Verani.
da Ugo a
trasportare quanto poteva di pentole e di stoviglie. essi non
E salì.
Era già sera tarda, quando drizzandosi in mezzo a quello scompiglio da rigattiere, che
— No:
io li aspetto:
lietta: e poi ci sono
voglio vedere Giu-
tanti denari
vengono i ladri.... non si sa mai!
in casa;
se
Il buon gigante lo guardò, si commosse,
per tenerezza, gli prese la testa fra le mani, cominciò
a frullare.
ccomando !— strillò y e stirando il collo a destra e a sinistra, brontolò: — Insomma ce l’ha proprio col mio teschio, questo accidente!
Virgilio
"Ried=
BROCCHI.
Si
eli =ra
HOUBIGANT
parfamenr, Paris.
HAIR'S RESTORER RISTORATORE DEI CAPELLI NAZIONALE .1) Preparazione del Chimico FarmacistaA.Grassi, Brescia — Elichetta e Marca di fabbrica deposita:
Ridona mirabilmente ai capelli bianchi il loro primitivo colore nero, castagno, biondo. Impedisce la caduta, promuove la crescita, e dà loro la forza e bellezza della \gioventà. |” Toglie la forfora e tutte leimpurità che possono essere sulla testa, cd è da tutti preferito per la sua efficacia garantita da moltissimi certificati e pei vantaggi di sua facile applicazione. — Bottiglia L. 8, più cent, 60 se per posta. —4 bottiglie L: 11, franche di porto. Diffidare dalle falsificazioni, esigere la presente marca depositata, COSMETICO CHIMICO SOVRANO. ({. 2). Ridona alla barba ed ai mustacchi bianchi il primitivo colore biondo, castagno ‘o nero perfetto; Non macchia la pelle, ha profumo aggradevole, è fanocuo alla salute, Dura cisca 6 mesi, Costa L. 5, più cent. 60 se per posta. VERA ACQUA CELESTE AFRICANA, ({. 3), per tingere istantaneamente e perfettamente în nero la barba e i capelli. — L. 4, più cent. 60 se per posta. Dirigersi dalprefaratoreA.Grassi, Chimico-Farmacista, Brescia. Depositi: MILANO,A.Manzoni eC.;Tost Quirino; G. Hermann ; ,£ pressori Rivenditori di articoli di toetalia.
LA BANCA MODERNA
|
e la Diplomazia del denaro
u GINO PRINZIVALLI Il succe:
ottenuto da questa recentissima
LIRE 3,50,
opera dél dott. Gino
zivaLLi si deve sovra tutto all’indole prevalentemente
Prin-
pratica oltre che teorica
del contenuto, poichè gli studi del Prinzivalli, pur avendo una base rigorosa-
mente scientifica, vengono svolti in modo
facile ad esser compresi
anche da
quella parte di pubblico che non è abituata alla ricerca delle cause determinanti a
gli odierni problemi economici, ed a saperne trovare
«La
Banca
moderna
—
dice Gino
una conveniente soluzione.
Prinzivalli —
nella sua
azione
pro-
duttrice e disciplinatrice di ricchezza, ha compiuto altrove, e può, deve compiere anche fra noi un’opera di reale
educazione
commerciale.
Vediamola
dunque un po davvicino, nella nuova sua indole, nel suo funzionamento at-
tuale e desiderabile è negli effetti che essa è chiamata a produrre.» Così:l’autore s'intrattiene sull'importanza della Banca moderna
di fronte
alle esigenze sociali, sulla sua organizzazione specie dal lato industriale; sulla
sua influenza rispetto allo svolgimento dei nostri scambi ed alla nostra politica economica e finanziaria. Quella parte poi che riguarda la diplomazia del denaro è trattata con larghezza e genialità di vedute.
Aggiungere lodi al libro è superfluo poichè chi,
GLI AMICI APPASSIONATI vvisimo smanso i HI, G, WELLS Due volum
seguendo gli articoli pubblicati da Gino Prinzivalli
sui maggiori quotidiani finanziari d'Italia, conosce
il modo con cui egli sa esporre i più difficili argomenti, non edito ora
P
-16, di complessive 500 pagine: Cinque Lire.
SIN j NA Guarita/ col
Dirigere vaglia ai Fratelli Treves, editori, in Milano.
Stampato
con
inchiostri
può dubitare dell'importanza del volume dalla Casa Treves, (Dal Popolo Romano).
Dello stesso autore è în corso
di stampa un
opuscolo di grande attualità : GLI STATI BELLIGERANTI NELLA LORO VITA ECONOMICA == FINANZIARIA E MILITARE
Diriyere vaglia ai Fratelli Treves, editori, in Milano,
della
Casa
CH. LORILLEUX
«& C, di Milano
a y
L
|
IALISM
LIRICHE di
del mondo. ur.La nuova politica. I varii sistemi di im e
Commissioni e vaglia agli editori Fratelli Treves, Milano:
jalismo, 111. Per la formazione di una coscienza imparialistica aifana, Lacelebrazione delle energie nazionali. 1v. L'imperiali= ind extrapolitico nella società e nell'individuo. v. Conelusione, in volume di 430 pagine: Cinque Lire.
Dirigere vaglia ai Fratelli Treves, editori, in Milano. *
mraporta pa xonsoror ANTONIO
TO DRAMMA
È O CCUL
Poesie di Alda RIZZI.
Ediz. bijou. Lire 3,
682° migliaio
olume in-16 di 350 pagine iL
ROMANZI
tudi contemporanei
Questa serie che è uno d legli ornamenti della Binioreca Amena si. arricchisce di un nuovo volume che è
GERMANIA:
v
La iale:
di BULOW.
Germania
\\°.°.
Impe+L 10
Diotallevi. / 7edeschi. . 350 Pagani. Vivendo in Germania . . 4— A. Borgese. La Nuova Germania. 5— AUSTRIA:
Gayda.
La crisi di un impero (pagine
ull’Austria contemporanea).
. .
55
Pettinato. La Russia e i Russi nel SeCa AR
olo XX .
incipe Trubetzkoi. / Russi fs DE E CARE
con 110 incisioni, L.5 —
—___________— Dirigero commissioni e vaglia ni Fratelli Treves, editori, Milano,
0.
enna
Lettere
ini
LI RE LE,
dalla
Russia. .
è
e
7
2-
;
a ran
Mat EC LISI società francese osservata da un te-
esco (0. Schmitz). SERBIA
E
DIE
Ù
5
MONTENEGRO:
poli balcanici nell'anno
della guerra,
Gualtiero Castellini; illustrato. Nontenegro, di Yriarte, illustrato. Serbia durante
Lazzaro .
la guerra del
ssedio PaA di Scutari
Mb
A)
nel 1913,
7
su /a cicra
. 350 . 250
1876, di
2-
di Gin
;
i
ine
ita
BELGIO;
Ho
nain It
1
.
evione. L’/nghilterra d'oggi
6, edizione.
1. La cugina Betta . 1 11. Il cugino Pons . 1
Parigi... ...1—
.
Un volume in-16 .
L'ultima incarnazione di
GIAPPONE:
erme (1885). In-4 grande illustrato... 15—
‘appone moderno, di @. De Riseis (1899), Deira
No
3-
iappone nella sua evoluzione, di A. Feele, capitano di vascello. (1903-04). In-4, di *
È;
«10
‘sere vaglia agli editori Fratelli Treves, in Milano,
Vautrin— Un principe della Bohème. — Agente d'affari.- Gaudissart II. 1
Il deputalo d'Arcis,
. 1
ps, elita. . . Orsola Mirouet.
TEATRO? Mercadet l'affarista. . 120
Divigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano,
Nuova traduzione del suo teatro
AKESPEAR
Stito: Enrico
per DIEGO ANGELI
IV
(Parte Seconda), - Lire 3.
I
Isdetica domata. - Antonio eCleopatra. -Otello o Il Moro di Venezia, Sogno di una notte di mezza estate. - Enrico IV (parte 1).
IN PREPARAZIONE:
laGiovar dî Enrico V - Lavita « Ja morte di re Ri cardo li 11racconto d'inverno ni.T HETtene -Gmbell Sortolano=Dente per dente. n
o, via Palermo,1eb
H
vagtia agli editori Fratetti Treves, Milano:
La SPAGNA
Mode aAutunno Pagine a colori con splendidi figurini delle ultime ereazioni della moda, Un grande panorami a a colori di abbigliamenti da pas seggio, da visita e da git te.în campagna. Un panorama in nero delli mode più recenti da visita, da passeggio o da serate. Una tavola di ricami contenente bordure, centro per porta fazzoletti, cuscino 6 cifre per marcare li biuncheria. Un modello tagliato d’ultima novità d' ‘abito intero per Signora,
Copertina ih TRICROMIA con ELEGANTE FIGURINO. Da questo succinto sommario potrete farvi un'idea della grande importanza di questo numero speciale, che può stare a pari coi migliori giornali stranieri di questo genere. Il nostro numero oltre che nelle famiglie sarà speo almente ricersuto per i suoi pariotami dalle sarte e dai grandi magazzini di mode. DUE
LIRE,
GLI ANGELI CUSTODI
I
l
s
Gustavo Doré
e alle ultime novità percampagna, viaggi e serate nei rilrovi eleganti, sul tipo di quelli che si pubblicano a Parigi, come il Ohio Parisien, Les Modes, con l'aggiunta delle novità in ricami e abbigliamenti per casa, con Corriere della Moda è articoli che trattano di tutto quanto interessa il mondo feme minile, 6 fra le cose più importanti contiene:
=
‘
B
CARLO DAVILLIER
IDEA ZI EN
(L. 8 il volume):
if
in gran formato su carta di lusso, riccamente illustrato da
tte dell'Epifania o Quelchevolete.-Le allegre spose di Windsor.
PUBBLICATI
ld
DEL BARONE
SPECIALE
èMpesta. - Giulio Cesare. - Macheth. - Amleto. - Come vi pare.
GIÀ
@
{|
riccamente illustrata
1
È
Rothschild, a Ignazio Balla} È APERTA L’ ASSOCIAZIONE
(compreso nellabbonimento annuale del giornale di Mode MARGHERITA — edizione di lusso - che costa L. 20 l'anno). Dirigere cominissioni e vaglia agli editori Treves, Milano;
VOLUMI
Via PALERMO, 19
alla NUOVA EDIZIONE IN:4 GRANDE
artistici figurint colorati e in nero, eseguiti espressamente per questo numero, interamente dedicato alle
. . 5—
IR
TREVES, IN MILANO,
La-||C=
Dirigere vaglia ai Fratelli Treves, editori, in Mila 9
NUMERO
Legati in telu e oro con tagli dorati: Lire 35.
Tre Lire.
Iusioni perdute (in due vo).);
350
pbone e Russia, del generale conte Dal
llQ 1a dispensa.
AGLI EDITORI FRATELLI
di Leone TOLSTOL
Iparentipoveri(indasvolumi):
INGHILTERRA: di Gli Inglesi nella vita moderna. 350
‘an lusso, illustrato.
Centesimi
ICOSACCHI
Tours...
mu. Casa di scapolo. . 1
fu fatta
L'opera completa în due vo'umi di complessi pe "1794 [pagine “in-8 a due colonne
11.% edizione. 4 volumi in-f6.
su Balzac ela Commedia uma-
I celibi (în duo volumi): 1. Pierina. — IL curato di
, che
aver saputo accoppiare
all’Aia, a Pest,
illustrati da-230 incisioni: Lire 25. —
a Leone POLSTOL
d'uomo di provinciaa
Il Belgio, 2 vol. illustrati. 20 —
.
Londra, a Sto.
”
Cesare Birottò (con unostudio||
illustrata da Dor
e dalla casa Treves in Ita Da diversi anni fa in formato non esciva più a di spense, e siamo certi che questa nuovalibreriaedizione accolta dal pubblico con lo stesso favore delle precedenti, Esco a dispense di 8 pagine in-8, riccamente illustrate da incisioni e Fregi
350. |l' 1. T'duepoeti.=Un gran-
emonnier. Aversa, illustrato
strato
edizione di questa Zibbia
COMMISSIONI E VAGLIA
co-
......1—
dopo i grandi successi
Francia, lodò altamente il celebre pittore «di
csseere8=ILa Guerra e Ja Pace][!1 i
GIACOMELLI.
dal Doré,
allo splendore del suo grande ingegno il sentimento perfetto delle
Memorie di due giovani spose. . +. Lt
|{Pewd Goriot.
ENRICO
convenienze religiose ». Quest'opera valse alla casa Mame il primo gran premio all’ E. ne Universale di Parigi; e fu riprodotta a
LIRE.
Un vol. in-16: Una Lira
+
illustrata
prima
Legato in tela e 0ra: TRELIRE,
RUSSIA:
da
Bibbia
lettura e può trovar posto in qualunque libreria.
= Ilfiglio= Nuova Edizione Ilu Popolare, Un vo. maledetto strata lume in-8 di 300 pagine, — Gambara Massimilla Doni.
ornato
La Sacra
Grazie aî perfezionati mezzi grafici di cui dispone, lo Stabilimento di tutti i grandi quadri del Doré, in modo che, pur essendo inriduzione proporzioni minori, possono egualmente dirsi originali. Il gran libro può così trov In ogi casa, abbellito da incisioni ognuna delle quali è degna di ig hiamata un quadro, re tutte insieme formano una galleria bibl a di valore inestimabile, uno dei più preziosi capolavori d’arte d nostri tempi. Monsignor Arcivescovo di Tours, dando la sua piena approvazione
Un volume di359 pagine în-16 DUE
e il testo
Treves è riuscito a ottenere una nitida e perfetta
si Edmondo De Amicis
BALZAC
= Sui paesi in guerra =
cos sore |
dell'edizione principe, potè avere una più esi tesa diffusione e grande
Libro per i ragazzi
DI
MARTINI
popolarità quando la nostra Casa ebbi e la felice idea di mutarne il formato (troppo sontuoso per isere accessibile a tutti) facendone una. bella edizione in-8, che si presta facilmente e comodamente alla
Cuore
COMMISSIONI E VAGLIA AI FRATELLI TREVES, EDITORI, IN MILANO,
r
GUSTAVO DORÉ
vaGiovine Italia «Giovine Europa dr ORA MELEGARI È DIRIGERE
(Sl
sotto la revisione di Monsignor Arcivescovo di Milano illustrata da 230 quaari
Dirigere vaglia agli ci ditori Fratelli Treves, in Milano,
dal Carteggio inedito di GIUSEPPE MAZZINI a Luigi Amedeo Melegari
Re
SACRA BIBBIA)
Con lettera autografa di Gabriele d' ANNUNZIO In-8, in cart: a di lusso: Tre Lire,
Idee generali. Lalotta, La forza. Lo Stato e l'autorità. L'im-
chi
IN FORMATO LIBRERIA della|.
Giovan: ini COSTANZI
= nel Secolo XX = erp
a,
i
Illustrata da oltre 300 disegni di
Le edi
Li
ni. di quest'opera,
più volte rinnovate, si sono esaurite: e poichè le ricerche continuano;
ora pubblichiamo
questa
di fare cosa gradita al
nuova
pubblico,
edizione, certi
La Spagna, con tutto il suo fascino
e le sue bel lezze, è resa in quest'opera con evidenza vole. Vederla in queste pagine, attraverso loincante. Spirito geniale due viaggiaiiatori che sanno descrivere’ e riprodurre come nessun altro, è quasi aver l'im. pressione immediata
e fresca del vero. E i disegni del Dorè sono paese così pittoresco, splendidouna meraviglia. Un
per natura non meno che per arte, ricco di gloriose memorie, cae
ratteristico nei tipi e nei costumi, offriva
campo a questo mago della matita
il miglior
per sfoggiar tutte le sue malie, E certi schizzi improvvisa ti du-
rante le lunghe peregrinazioni, magari in diligenza
o sulla rustica tavola di un’ostezia, gustosi nella loro apparente sprezzaturquanto sono a! Son tipi
di vecchi, di donne, di mendicanti
, delineati a pochi tratti incisivi; ma volta non sì dimenticano più.
di fanciulli, veduti
una
Esce a fascicoli di 24 pagine .in-8 grande riccamente illustra FERRI
Centesimi 40 il fascicolo.
Associazione all'opera completa :Venti Lire,
— Sono usciti VENTI
È
L’IMPERIALISMO:
DELLE
NAZIONI
Panslavismo.
DI
Pangermanismo.
BELLIGERANTI
- Variazioni di BIAGIO.
Egemonia} inglese.
« Revanche » francese.
Fiat-San Giorgio di Muggiano è scom- a Sofia, a 'l'rieste, a; Firenze, CAlcoly parso il sommergibile (43) costruito per l'epicentro nell’A conto della Russia, comandato, senza armi, Bucarest. Unn dichiarazione ufficia da un impiegato della ditta, il sottote- annunzia che l’attuale politica rumor 26, Amsterdam, Per arrestare il con- la chiusura dei Dardanelli per fare una tutti gli uffici postali stranieri. Gli am- nente di vascello Angelo Belloni, mila- non sarà mutata, trabbando di guerra è dichiarato lo stato dimostrazione contro le scorrerie della basciatori presentano alla Porta proteste nese, con quindici fra ingegneri ed operai, Petrograd, Lo Car. parte per il ten Durazzo. Arrivano il ministro d'Italia, per l'abolizione delle capitolazioni. flotta franco-inglese allo sbocco dei med'assedio nelle provintie orientali. 2. Durazzo: Arriva Essad pascià con barone Aliotti col capitano Castoliti ed della guerra, Petrograd, Arriva l'esploratore fran- desimi, il segretario Merli. dom. 4, Bordò, È pubblicata la non 29, Roma. Mons, T'edeschini è nomi- settemila soldati. cese Carlo Benard dalla sua esplorazione Vailona. Dopo combattimento con gli Costantinopoli. Con. mine è catene è di Peppino Garibaldi a colonnello nell’es nato nuovo Sostituto segretario di stato nella Nuova Zelanda. Nova York. Incendiansi a bordo del al posto di mons. Canali, che passa alla chiuso il Bosforo all'imbocco del Mar Nero, albanesi gli epîroti scombrano da Berat, cito francese, per tutta la durata de Pola. A. sera forte terremoto, sentito guerra, 3, Spezia. Annunziasi che dai cantieri Congregazione del’ Cerimoniale. Cretio. mille balle di cotone. Ancona, Al largo una mina galleg: Messico, Annunziasi che Carranza, sconfitto a Santa Barbara, ha aporte trattaFano? otto morti, un ferito tiva di pace con Villa. ve, un solo scampato, A Pesaro è rac» dom. 27, Roma. IL Re firma decreto una mina galleggiante; proveniente stabilente nuove regole per la motatoria è l'altra, pare, da Pola, dove ha ine fino al 81 dicembre.
Atene, Venizelos dichista alla Camera del'nuovo consiglio generale di Lemaus. Diario della Settimana. Tienna. Segnalati in alcuni ospedali che la; Grecia desidera che il conflitto europeo non sî ‘estenida ai Balcani, (Per la guerra, vederne la Cronaca varii “casi di colè Costantinopoli, Sono-hiusi con oggi nel corpo del giornale). Costantinopoli, Il governo tureo ordina
Londra.
a nòb abbia
me
S THEODORE CHAMPION
Libre di Cl6men-
cean, che rimedia pubblicanido subito l' Hom me Enchoine, che è
13,RuE DROUOT
Capitan Dodèro, 18. edizione L. 1 —
quasi sogni giorno sequestrato. 30, Roma. I deputa-
PARISI COB FR [SN
Anton Giulio BARRILI
violenta mareggiata. zisospeso per otto giorni 1'Hom-
‘80 .a Dublino
In
ES Santa Cecilia. 14 edizione . Il libro nero. 4 edizione . . . 2I Rossi e i Neri. Nuova edizione rive-
ti liberali di destra ri-
COLLEZIONI
unitisi
votano
ordino
del giorno di fiducia nel governo. Rimini, AL largo la
_ PREZZI CORRENTI Sfratco
duta, 2 volumi, 7.* edizione
nella Prussia orientale.
28, Roma. È annunziata
15. edizione.
ufficialmente
la nomina a bibliotecario effettivo della contro le mine Libere nell'Adriatico, Bucarest, In grande adunanza
i socia-
Dliotecario dell'Ambrosiana a Milano, dove listi rumeni nccfamano l'assolutasneutralità della. Rumenia. succedegli monsignor Grammatica. 1° ottobre, Roma. Etta in vigore în — Il Papa riceva i cnpi delle Associa: tutto il regno Ja muova tariffa per le zioni Cattoliche, Genova. Varato dai cantieri «di Riva tasgo-di successione, ? Trigoso il
LAlUghieri.
grande transatlantico Dante
—
Il Re per le vittime delle nine
Nere nell’Ad;
Bordò. Arriva l'èx-sultano del Marocco, Aldul-Aziz.
Temans, Caillaux è rieletto presidente
ico elargisce
Rizionentizi
Vienna, Per la questione: delle mine libére il governo austriaco da assicura»
Bosa
ermania Imperiale del principe Bernard
o di BULOW
Dirigere commissioni e vaglia agli editori Fratelli Treves, in Milano, via Palermo, 12.
Romanzo di Cesarina
LUPA TI
Romanzo vomangesco, in cui l'elemento fantasticosi fonde
‘felicemente con l’elemento passionale e patriottico, sullo
sfondo storico del Piemonte all'alba del Risorgimento. Un volume in-16 di 304 pagine: Lire 3; 50.
Fabbricazione
Dirigere vaglia agli editori
Fratelli Treves, in Milano.
ia
DERE
zione. 2 volumi,
.
.
+
PARERE
Jara
Tizio Caio Sempronio: Nuova N sa zione
economica
.
.
—
L’Olmo el’Edera.29® edizione 1 Diana degli Hinbilad. ast ediz. 3— La pRaguistA d'Alessandro. 2 ed zione |,» Mic De Il tesoro di Golconda. 16 ed, 1 1—
del VINO Istruzioni popolari del dottor
Luigi MARESCOTTI Un volume in-16: LIRA
Vaglia agli edit, Treves, Milan?
L'Occhio del fanciullo __s Luciano ZUCCOLI, Lire 3,50. Spia
Si ediz.
1
Il Biancospino. 13.* edizione. . 1— L'anello di Salomone. 4.edi Ti O tutto o nulla. Nuova ediz. pop. ia Fior di mu 8)hetto. Nuova edizione p popolare :..
e Conservazione ,
UNA
ao
Il ritratto del diavolo.
Un volume in-8 col ritratto in eliotipia del Principe di Bùlow: Dieci Lire.
DELLA SPADA =
Sirena
— Ediz, ill. da A. Bonamore, 5. ediz. La donna di picche. 8% ediz. 1— L'11.°comandamento. 14'ed. 1—
ione è nel presente im nenl to storicodiun: one della Germ: comprendere la se non tutti, certo mo . I suoi. progressi in 0g1 ni di regno di GURTIIO Il state. più vol on tanti sforzi creato dalla dip uanto fosse ile uell'equilibrio europeo s (Perse lono la lettura della Germania Imperial
LEGGENDA
.
Il merlo bianco. 2% edizione...
Traduzione dal tedesco autorizzata e riveduta dall’ autore
LA
.
RIEN
Castel Gavone..11% edizione . 1 — Come un sogno, 33” edizione 1 — Guor di ferro e cuor d’oro. 24% edi-
li-
Jite 20 000,
zioni formali di serti provvedimenti.
.
Val d’ Olivi, 22" edizione. . . 1— Semiramide, 11% edizione. . . 1La notte del Cominendatore, ale
Vienna. L' Roianijatore italiano rimette
Vaticana di monsignor Achille Ratti, bi»
.
Le confessioni di Fra Gualberto;
dato ancora il suo contingente perla barca-da pesca Michele Morosini è affondata da una mina galleggiante: dicci guerra, Posen: L'imperatore Guglielmo, arriva uomini annegati.
.
;
sE
ab
Uomini e bestie. Racconti d'estate: 4. edizione.
.
.
LETT
Ar
Atrigo il Sue, 4: edizione
.
1—
La spada di fuoco. 6. edizione Un giudizio di Dio. 4" ediz. 1 — II Dafitino, 6 edizione...
it
La signora Autari, 4%edizione 1 — I La Sirena, 6* edizione . ... Scudi e corone, 2." &dîzione.. .-4 Amori antichi, 2% edizione... 14
Rosa di Gerico. 4.‘ edizione... La bella Graziana. 4% ediz... = Ediz, illustrata da O. Tofanî,> . 1. Le due Beatrici. 7% edizione. . Terra Vergine. 74 edizione. ‘. I figli del cielo. 74 edizione . . La Castellana. 5° edizione |. Fior d’oro. 64 edizione... . Il prato maledetto. 3% edizione, Galatea, 6% edizione . 0. + Il diamante nero, 5: edizione .
1113% 1-
Raggio di Dio, 6 edizione .
1--
1
1 11-
11
.
Il ponte del paradiso. 21 ediz. 355 Tra Cielo e Terra. 2 edizione 35) Re di Cuori. iui 1889 La figlia del fe; rom. postumo . 135) I suoi tre capolavori:
Capitan Dodèro;
Sonta Cecilia; e Il libro nero, pr
ceduti dalla biografia ee ‘dal ritratto d
l'autore, . . 0.
Il Conte Rosso. Nuova ediz. pop. 1
Zio Cesare, commedia...
Dalla rupe. Nuova ediz, popolare.
1
Canzoni al vento, In-16, con coper
Amori alla macchia. 3* ediz. 350 Monsù Tomè. 5* edizione . . 1-
Con Garibaldi TARporte di Roma
Il lettore della principessa, 3% edizione. . ve! —
Edizione illustratà da Pennasilico.
LS
La Montanara. 12%ediz. 2 vol. 2 — Edizione illustrata da Gino De Bini. 5 =
tina a colori.
,
.
>...
|.
Die
(Mentana), ricordi e note pubblicdte per il giubileo di Roma 2UCG, Edizione formato bijou. .
Sorrisi di gioventù, note e rico! Nuova edizione economica,
— Nuova.edizione popolare in-8, illustrata da 46 disegni ‘di Gino»De Bini .*, si
Voci del passato. Discorsi e confer
Casa Polidori. 4 edizione
Vittor Hugo, discorso...
S30S
120
(1881-1907). Opera postuma
.
DIRIGERE. COMMISSIONI E VAGLIA AI FRATELLI TREVES, ‘EDITORI, TN: MILANO, VIA: PALERMO; 12: