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Anno XLI, - N. 20.
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orgata di Linera;
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Ciò che resta della chiesa di Linera;
Gli abitanti di Larino sotto le tende tra le macerie del
paese; Una via di Linera; Nirermenionto di morti; La messa all'aperto; I carabinieri che distribuiscono i viveri ai pochi superstiti (8 inc.). — La carovana del AsrnE Club a Tripoli (2 inc.). — Il Congresso internazionale femminile di Roma (2 inc.e7 rit.) — Il Re di Sassonia inau, la Mostra internazionale
del Libro a Liosia. — L'aviatore
‘oud festeggiato dopo i trionfali acrobatismi
di Ghinda; Armenti eritrei in un campo sperimentale; sera ad Asmara
(7 inc.) — I Coronari,
Le palme di
aerei. —
Panorama
di Asmara;
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Moncullo; I lavori nel porto di Massaua; Coltivatori indigeni; Il forte Baldis-
quadro di L. Serra, — Ritratti: Olindo
Malagodi; ten. Ricca; gen. Carranza; amm.
Adamydi bey; I due consiglieri aulici del Re d'Albania.
Badger; gen. Huerta; dottor
Nel testo: Lettere romane: Personaggi, di Matilde Serao. — Lettere eritree: Da Massaua all’Asmara (con 7 inc.), di Orazio Pedrazzi. — La figlia! di Passadonato (VII), racconto di Guido LA Verona. — Corriere, di Spectator. SCACCHI.
stan
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Problema N. 2168
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Problema N. 2170
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La corona de’ suoi fior;
Il Bianco abbandona.
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Spiegazione dei Giu hi del N. 19:
Cambio di”consonante e d’accento.
x Il Bianco, col tratto, dàPI so. m. in due mosse, Problema N. 2169 del sig. Godfrey Heathcote.
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FIORI, È PIÙ FACILE IMMAGINARE CHE DESCRI. VERE. + SARÀ UNA FE. STA DI COLORE INSUPERABILE QUESTA VISIONE NOVISSIMA DEL MONUMENTO MERAVIGLIOSO. «_UNA IRRESISTIBILE ATTRATTIVA DI PIÙ OFFRE PER OTTO GIORNI VENEZIA, CHE GIÀ NE OF. FRE TANTE, PER SÈ STES. SA, PER LA SUA ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE D'ARTE, PER LE MILLE E MILLE SEDUZIONI CHE LA MAGICA CITTÀ ESERCITA SU TUTTI GLI SPIRITI ELETTI,
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L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Ginevra«ciMonte-Bianco
sevisitate la Svizzera, passate per Ginevra! (linea del Sempione, a 7 ore da Milano) inevra fa la tagliato
sono bellis me, e quando si circola in città, si vedono in tutte le m tre gioielli altrettanto belli ed altrettanto
sua apparizione nella storia nelGiulio Cesare, nel
to. l’anno 58 avanti libro I dei suoi Commenta a Ginevra
acconta di aver
s il Rodano
il ponte
scopo di fermare gli Elvez
splendidi quanto nelle Rue de la Paix
allo
Particolarmente
Nel medioevo
l'energia e lo spirito d'indipendenza degli abitan cero la più antica repubblica
che abbia
mai
D'allora in poi a forza di perseveranza
ATI
suoi figli l'hanno universalmente tutti gli aspetti
è una delle più belle città della
della sua posizi vole; è da Ginevra
e comodità quanto in qu C'è una quantità
motivo
convitti
Pini Asa
e fresca. Ginevra è pure rinomata per la sua
sy
O, GI UA
è fatta una specialità, terie, di biancherie,
giata. Il panorama è ammireche occorre guardare il maestoso
X; Lp eri
mo ordine per giovanetti e signorine.
Dal punto di vista sanitario, Ginevraè al primo posto. Le sue strade sono larghe ed aereate. L'aria vi è pura
neremo in primo luogo all’orologeria.
industria.
Accen-
Gli orologi di Gi-
nevra sono ricercatissimi, essendo quelli che raggiungono la più grande precisione; la bijouteria e la gioielleria
le mi-
grande capitale.
di famiglie che
da lontano per provvedersi di pelli
È
TA
o a Regent Street.
ed i ritratti,
s no domandare. no Ginevra, sono sorpresi di E gli stranieri che vi constatare che in ques i trovano altrettante risorse
S
Monte Bianco. i Ginevra è un rinomato centro d'istruzione, verso il quale aflluisce da tutte le parti la folla studiosa. Infatti Ginevra p n gran numero di reputate scuole e
ni
ginevrini
e la fant
Attualmente Ginevra (altitudine 375 metri),
138.000 abitanti,
Situata sul Rodano, all'estremità del mera TERSTAN LC ta)
e di ge-
illustrata sotto
di Ginevra, cantato dai poeti, ella rimane nei chiunque l'abbia vis come città unica, a
gli smalti
niature, ecc. li. Il suo comme siderevole e si può essere sicuri di trovare nei suoi eleganti e ricchi magazzini tutto quello che il buon. gusto
ogni anno
scrivono
delle quali Gi-
di pizzi, di. ricami ecc, Anche le sue c
lusso sono rinomate. Ginevra offre tutti gli elementi di una sana distrazione: una superba « Opéra »,
Teatro
di Commedia,
Kursaal,
Concerti,
Musei, Confe-
de un ù gran numero di alberghi i alberghi-pensioni, pe ioni di famiglia. Le ville e gli appartamenti ammobigliati sono pure nu-
|
|
merosissimi.
evra in fine, col suo lago, colle sue colline, coi monti che la circondano, è un delizioso centro d’escur:
sioni ed offre una grande varietà di passeggiate e di paesaggi incantevoli.
Che lo straniero vi sia il benvenuto! Possa durante il
suo soggiorno trovare sempre nubi il cielo!
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e
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L ILLUSTRAZIONE
__Pono XU, - N 20 - 17 Maggio 190. 6
ITALIANA
Gentesimi 75 1 Numero (Estero, 1 fr).
Per tutti gli articoli e î disegni è riservata la proprietà artistica e letteraria, secondo le leggi e i trattati internazionali 3
Copyright by Fratelli Troves, May 17th, 1914.
IL
TERREMOTO
DELL’8
MAGGIO
INSSICILIA.
Un lugubre corteo nella borgata di Linera completamente distrutta.
(Argus.)
47
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Il disastroso terremoto nella Regione Etnea. Un duecento morti, e più di 500 feriti. Una
nuova
improvvisa
sciagura si è abbattuta
sopra una delle più fiorenti
La sera
contrade della Si;
del venerdì, 8 maggio,
rovincia
di Catania,
verso
sul declivio
le 19.10,ii
dell’ Etna,
una
forte scossa di terremoto di notevole durata ha prodotto ruine e morte nelle borgate Guardapiano,
i, Cosentini, Santa Venerina, Santa Maria Malati, Santa Maria della Catena, Bocciardo e specialmente nelle frazioni circostanti di Acireale, dove
la scossa fece crollare molte case e molte altre ne
lesionò, rendendole quasi tutte inabitabili. Le borgate Bocciardo
e Linera
furono
quasi
completa-
mente distrutte. Accorsero subito sui luoghi le auto-
rità civili Su
e la truppa.
richiesta del prefetto, la « Croce
Rossa » mise
a disposizione medici e materiale sanitario e l'auto-
rità militare dugento tende per ricoverare la popolazione rimasta senza tetto. La ferrovia nel tratto Acireale-Mangano-Guardia
fu interrotta
per
lesioni ad un «tunnel» e per contorcimento del
gravi
bi-
nario per circa seicento metri. Purtroppo, sebbene
le località colpite non siano grandi centri di popo-
lazione, si obo a deplorare un duecento morti, e più di cinquecento feriti, una trentina dei quali
‘accolti in
gravi condizioni. La zona colpita parte da
nea, il Comune più alto sull'Etna, e di-
scende verso il mare
per Linera e Pisano, borgate
di Zafferana e Santa Venerina, borgata di Acireale. Questa regione, fra Acireale e Giarre, è provata
dai terremoti. Quando l'Etna si scuote, anche se a Catania le scosse non sono avvertite, tutto il ter-
reno su questo fianco del vulcano si commuove.
un fertile terreno, intensamente coltivato a vigneti,
sparso
di case e di borgate, dove la gente vive di
lavoro e potrebbe esservi felice se l'ansia di un pericolo oscuro non turbasse la serenità del lavoro.
Dal giorno 25 del decorso aprile in corrispondenza
ad un risveglio, non però forte, dell’attività dell'Etna
furono giornalmente sentite numerose scosse di t
remoto
nei Comuni
circumetnei
e specialmente in
quelli posti sul versante orientale del vulcano. La sera del 7 corrente intorno alle 18,30 una scossa fortissima fu avvertita su detto versante con danni non gravi; ed in corrispondenza tuttigliOsservatori dell’Italia meridionale e di Sicilia registrarono il movimento
sismico.
il fenomeno — dentro le 24 ore, come spesso avviene — si ripetè, e raggiunse il scossa anche più intensa di quella iorno precedente, avvertita sempre in modo speciale sul versante orientale. La scossa fu anche avvertita sensibilmente e con panico a Catania e lievemente sino a Messina. Tutti gli Osservatorii italiani, compresi quelli. dell’Italia registrarono il fenomeno.
settentrionale,
scossa — anzi le scosse, che furono più d'una — sono indubbiamente di origine vulcanica: la loro intensità può essere paragonata a quella del 28 dicembre 1908 onde furono distrutte Messina e Reggio. L'opera di soccorso è stata immediata; e l'immancabile nobile gara è sorta in Italia per sollevare i colpiti: 100 000 lire ha date il Re; 50000 la Cassa di Risparmio di Milano; 20 000 il Comitato
milanese pro Calabria; 10.000 la Regina Madre, ed altre 10 000 il deputato Emilio Maraini;
il Governo
ha date le immediate disposizioni per i più pronti
e larghi
aiuti, e ciò ha dichiarato esplicitamente il alla Camera. Si
coi sistemi
nuove sciagui
Ciò che resta della Chiesa di Linera,
CORRIERE. Le dimostrazioni degli studenti. Il disastro fellurico etneo. Gli operai dei tabacchi; i
ferrovieri, i « postelegrafonici ». Le elezioni
francesi compiute. Donne a congresso e don-
ne în tribunale. Il voto femminile in Norvegia e la moda
patriottica. Maschile sudditanza.
Nel Corriere ultimo ho avuta una cordiale parola di solidarietà per i giovani generosi che, commossi per le sopraffazioni slave contro gl'italiani in Trieste, furono solleciti in Italia alle manifestazioni di naturale e legittima protesta.
Ma
aggiungevo:
« Adagio
ra-
gazzi!...» I ragazzi in molti, in troppi luoghi, con troppa insistenza hanno dimostrato che quell’invito ad andare «adagio» era necessario, per quanto inascoltato. Le dimostra-
zioni del sincero sentimento, del giusto risentimento, valgono in quanto sono elevate, composte, misurate. Il loro contegno deve esprimere la loro serietà, determinare la loro efticacia. Quando diventano chiasso, trastullo, baccano — screditano la causa che le inspira; quando diventano tumulto plebeo — giovano a cui vorrebbero nuocere e legittimano le repressioni, anche di reazione eccessiva. L'eccesso giustifica l'eccesso. Questa la morale dei tre o quattro giorni di gazzarra studentesca, che in Austria il conte Berchtold ha potuto facilmente battezzare « deplorevoli dimostrazioni », ed alla quale a Roma, nella Camera, il primo ministro Salandra ha dedicate queste chiare parole, vivamente applaudite dai deputati: «Non si tratta di soffocare sentimenti: sì tratta
anti
di soffocare manifestazioni incomposte e pericolose el Paese. Gli studenti mostreranno più utilmente
il loro patriottismo preparandosi a divenire buoni cittadini e, occorrendo, buoni soldati, e non gi dando con la piazza, mescolandosi coi pregiudicati
“WOOD-MILNE,,
per aggredire la forza pubblica ».
Il nervosismo pubblico per queste agitazioni — sulle quali le autorità austriache dei
su ogni tacco di gomma (Caucciù) è garanzia assoluta
di
prodotto
genuino
lunga durata e minima spesa.
WOOD-MILNE
inglese,
di
Co. - Milano
Via Castello, 1 (di fronte Piazza Carmine).
4
paesi di confine faranno bene ‘a riflettere con un poco di quella serietà, che è mancata, in generale, alla stampa austriaca — il nervo-
sismo
pubblico
provvisa,
è stato
viva emozione
cataclisma vulcanico
sopraffatto
dall’im-
prodotta dal nuovo
abbattutosi
otto giorni
(Argus.)
sono sulla ridente plaga sicula che stendes: dal fianco dell'Etna verso il mare in provincia di Catania, Nel raggio di dieci chilometri dal piccolo borgo di Linera è stata, in meno di mezzo minuto, una orribile desolazione ; ed ora è tutta
una rovina, un pianto!... Il terremoto ci ha
abituati oramai ai più crudeli dolori. Pure, per queste povere dugento vittime nuove, per queste nuove miserie aggiunte alle passate, è stata profonda, generale la commozione. Arrivano da ogni parte del mondo civile le condoglianze all'Italia; è tutta una nobile gara di generose offerte in denaro — a cominciare dalle centomila lire del Re; soccorsi materiali vengono inviati da ogni parte nella plaga colpita. Per fortuna — nella sventura — il disastro è circoscritto; ed è venuto a risvegliare le energie, nuove in una contrada, dove, purtroppo, l'abitudine al terremoto ha impediti i radicali rinnovamenti che ora verranno. Il terremoto — a meno di un qualche cataclisma inconcepibile — non fa crollare
nè vigneti, nè piantagioni, nè giardini: abbatte gli edifici in muratura, e quivi solamente
fa le vittime. Bisogna decidersi — lo ha ben detto nella Camera un conoscitore di quei luoghi, nei quali è nato — Edoardo Pantano — bisogna decidersi alle ricostruzioni antisismiche. Una zona che periodicamente è sbattuta dalla violenza di quel signore della vita meravigliosa che si stende tutt'intorno — l'Etna — non può essere sistemata con cri. teri che facciano astrazione da quello che è il pericolo permanente. I progressi della civiltà possono conciliare la sicurezza e l’incolumità della vita e del lavoro con le bizzarrie indomabili del fuoco che arde nelle viscere della terra da esso resa feconda e, a volte a volte, buttata sossopra. Pace alle vittime innocenti; aiuto ai miseri superstiti; ed ener-
gici fatti di rinnovazione per l'avvenire. * Gli operai delle manifatture
tabacchi sono
stati il numero più importante delle due ultime sedute della Camera. Il governo, per voce del ministro per le finanze, Rava, poi del presidente dei ministri, Salandra, ha manifestato propositi così equi, intendimenti così
L'ILLUSTRAZIONE
Gli abitanti di L:
giusti, che i deputati interpellanti non
hanno
trovato di meglio
socialisti
che ritirare le
loro mozioni, rimettendosene ai sentimenti di equità espressi dai ministri. E non si tratta soltanto di sentimenti. Gli operai dei tabacchi avranno ciascuno una settimana
di vacanza
all'anno,
pienamente
pagata; poi l'ottava ora di lavoro — che gli scioperanti volevano abolita — sarà d’ora innanzi pagata non a tariffa normale, ma come
ora
straordinaria,
25 per
cioè, con
l'aumento
del
cento.
«Sarà — ha osservato il ministro del Tesoro Rubini — un nuovo onere annuo di più, di circa mezzo milione!... » Ripiglieranno dunque il lavoro?... Quelli della manifattura di Cagliari, per esempio, erano già da alcuni giorni in agitazione perchè venisse ripreso.
Mentre questo s iopero
inconsueto accenna a finire, non è inutile riepilogare il po po’ di roba che all’inizio gli scioperanti chiedevano.
Cinquanta erano i desiderata del memoriale presentato al ministro delle finanze, e importavano un maggior onere per lo Stato
di dodici milioni. Chiedevano la riversibilità delle pensioni, l'aumento delle pensioni stesse, la trasformazione dei salariati in impiegati, l'aumento dei cottimi e dei salari nella misura del 25 per cento. Il Governo non poteva certamente seguire gli operai su questo terreno, e, potendo resistere a una anche lunga astensione dal lavoro, lasciò che iniziassero e proseguissero nello sciopero, pur
dichiarandosi disposto a fare alcune concessioni di ordine economico, e dispostissimo a concessioni di ordine igienico e disciplinare. Ora siamo, pare, all'accomodamento. Cos
sia!... Ma è necessario, fino alla più limpida
evidenza, che lo Stato, con una legge chiara, precisa, esplicita, si premunisca in modo sicuro, per l'avvenire, dalle periodiche sopraffazioni, diciamolo pure, dai ricatti minacciosi
degli addetti ai servizi di Stato. Chi chiede
ed accetta di entrare a lavorare
in aziende
pubbliche, di Stato, di Provincia, di Comune
— le quali offrono in confronto delle aziende
private tanti speciali vantaggi e garanzie — deve sapere fino dal primo momento che lo sciopero non vi è tollerato nè per burla, nè per davvero, e che sciopero vuol dire senz'altro dimissione. Questo è necessario, governino lo Stato, la Provincia, il Comune, destri o sinistri, od estremi di una parte o dell'altra. Quanto ai ferrovieri si è ufficialmente riu—______________________________m moltetinture per capelli, ma 1a olo efeaci, incolumi
EsIStOnO Sons enderpaletti ma) depos., di H. CHABRIER. 48, Passage, Jouffroy Parigi, ché danno delle squisite sfumature;
10 accampati
sotto le tende
ITALIA
tra le macerie
nita ieri quella commissione, detta dei ventuno, che il ministro Ciuffelli ha testè no-
minata per studiare e provvedere nell'interesse
del
personale.
Ebbene, l’unico membro
che
i è astenuto, anzi che si è pubblicamente
rifiutato di intervenirvi è stato il rappresentante del Sindacato social: — un fuoch indignato, oltre che per altro, perchè nell commissione è stato chiamato anche un rappresentante del Sindacato ferroviario cattoico. Il protestante si chiama Sbrana — nome che è tutto un
programma! I « postelegrafonici » viceversa, in una mozione dei deputati isti, domandano di
essere chiamati a far parte di un futuro consiglio d'amministrazione delle poste, telegrafi, telefoni, alla cui gestione vogliono fare omaggio di tutti i loro lumi. Eda proposito di poste ecco qua un esempio del che cosa valgono certe riforme. Il defunto ministro Facta prodigò l'anno scorso, quasi alla vigilia delle elezioni politiche, una sequela di novità postali e telegratiche, le quali furono molto turibulate dai giornali ministeriali. Fra queste l’ introduzione degli
«espressi urgenti » per posta, visto e consi-
derato, forse, che i soliti espressi dall’oblungo francobollo rosso non arrivavano con maggiore sollecitudine delle lettere ordinarie!... Ora il nuovo ministro Riccio propone l’abolizione di codesti « espressi urgenti » mo-
tivando la propria proposta col fatto che il movimento degli espressi urgenti, non solo non ebbe l'incremento sperato, ma andò sempre più diminuendo,
cosicchè, invece di offrire un beneficio per l’Erario, arrecò un onere, a‘ causa dei mezzi straordinari adottati per conseguire la maggiore celerità. Ogni
espresso urgente costava da L. 2 a L, 3,50 in media nelle circostanze più favorevoli, mentre alle volte Ja spesa si elevava a L. 8 con-
tro l’entrata della tassa speciale di centesimi quaranta. Questo stato di cose impose all'amministrazione di ridurre a poco a poco gli eccezionali costosi provvedimenti adottati: di conseguenza è venuta meno la ragion d’essere degli espressi urgenti, la cui cifra si riduce a poche e trascurabili unità. Così non rimarranno che i soliti espressi,
che, per il solo fatto che si chiamano espressi dovrebbero essere senz'altro, considerati w7genti.... senza rovina dell’Erario e senza turlupinatura del buon pubb)
del paese.
(Fot, Lamp).
primo di giugno, saranno molto forti, e dicesi che ne sia un poco impensierito persino Clemansò. A completare lo specchietto che già diedi dopo le elezioni di primo scrutinio, ecco — tolta anche questa dal vecchio 7emps — la statistica dei risultati completi: la nuova Camera si compone di 102 so i unificati, 30 soci indipendenti, 136 radicali unificati, 100 democratici, 102 repubblicani di Siistra, progressisti, 54 membri dell’azione
liberale cattolica, 26 conservatori di Destra, 16 indipendenti. Un altro specchietto suddivide più chiara mente la Camera in 102 socialisti unifi 180 radicali e radicali-socialisti, 177 briandisti e repubblicani di Sinistra, 69 progressisti del
Centro e 73 di Destra.
Tutte queste cifre non
hanno
che un va-
lore piuttosto platonico, se si eccettuano quelle
dei partiti estremi. Certamente, sui banchi di Sinistra sarebbe possibile raccogliere una maggioranza sufficiente per governare contro i socialisti, senza ricorrere alla Destra e accettando
soltanto
l'appoggio del Centro.
Ma
il blocco conservatore di Sinistra controi socialisti sembra assai più difficile in relazione al blocco fra socialisti e radicali puri. Il sintomatico è questo — che si verifica in Francia come altrove — il dividersi e suddividersi dei partiti nei Parlamenti. Ciò succede quando alle grandi idee, ai grandi principii generali, subentra la visione degl’interessi speciali, interpretati dalle particolari ambizioni. Nella Camera francese nel 1885 partiti erano cingue (radicali, repubblicani, réazionari, bo-
napartisti, realisti); nel 1893 diventarono se? (socialisti, radicali socialisti, radicali, repubblicani, riconciliati, reazionari); nel 1902 diventarono offo di cui vi risparmio l'enumerazione, quest'anno sono fredici, come i convitati della Mascotte. Non a torto il nostro popolino battezza Repubblica il miscuglio di tritumi accumulati in un dato piatto sul banco del pizzicagnolo!. »
Congressi di donne!... Ce n'è tutto! Quello internazionale. a Roma daè per argomento
in altre pagine di questo numero ad illustrazioni ed a comenti. Le radunate a Roma hanno accolto timidamente fra i temi delle loro discussioni la scottante questione del voto politico. Altre, fuori*da quel congresso, se ne disperano; e la Camera dei Lordi inglesi viene ad ' seppellend accrescere la loro desolazion e, o
I ballottaggi hanno completate le elezioni politiche in Francia. A conti fatti, i socialisti una volta la proposta del conte di Sel a parte alcune perdite, hanno: riguadagnate ancora bourne, ex-ministro unionista per'la'marina, generalmente le posizioni minacciate; nella perchè alle donne sia dato il voto politico. Camera nuova, che ‘entrerà in funzioni il Lord Selbourne difendendo, inutilmente
CS GS O G
,
il
ILLUSTRAZIO
474
E
ITALIANA
(Fot, Lamp).
I resti di una chiesa a Linera.
proprio disegno di legge, non ha potuto trattenersi dall’affermare che ser campagna di violenza delle suffragiste militanti, la causa del suffragio femminile avrebbe in Inghilterra as: ggiori probabilità di successo. Le suffragiste inglesi si sono spinte l’altra sera fino a mettere in subbuglio la magnifica
sala dell'insigne Covent Garden mentre i Soani inglesi accompagnando ufficialmente i Sovrani di Danimarca assistevano. alla presentazione di gala dell'Aida. Chiudev secondo atto, quando da una
alleria una
signora in piedi si è messa a
idare: « Mi rivolgo a voi, o Re Giorgio! Gl'inservienti accorsi non l'hanno lasciata ia, un’altra ‘e; e mentre la trascin
spondenza, dirò così tessa
Revel
Rampolla.
Parravi
modernista fra la conni e il defunto cardinale
C'è da chiedersi cosa sarebbero
la cronaca
dei giornali, la vita se le donne avessero la parte, che talune di esse pretendono, nella elettorale e politica!... a siamo soltanto noialtri uomini. Non voglio dire, con ciò, che siamo meno divertenti di e: e che noi vi facci una figura sotto tutti gli aspetti laudabil via, se ci simettessero le donne, quale alleg; su tutta la faccia della terra! Sia detto questo con tutto il maggiore rispetto per la rappresentante, nel Congresso femminile di Roma, della Norvegia. Essa ha ntato la conquista del voto conseguita dalle
da una galleria opposta ‘a per rivolgersi al re. Anche questa è stata trascinata fuo mentre da una galleria superio
donne norvegesi nel regno felice del Re Haa-
hanno voluto fare un loro ple
tramonti estivi le donne hanno fatto ora qualche cosa di più bello che andare a votare e
una pioggia di foglietti per il voto a/le donne sul pubblico esilarato, spandev. ione delle
elezioni
politiche,
oni elettorali vere e proprie
aperte delle sezioni femminili s ed ivi le suffragiste francesi sono an-
»,
date per più giorni a deporre il:così detto «voto bianco» pro o :contro il suffragio politico femminile.
Lo spoglio
più recente
—
la
votazione pare non sia stata ancora chiusa
— ha date queste cifre: 506 mila per 125 contrarie. Quale vittori Cioè,
il voto, un mo-
mento: la Francia ha una popolazione femminile
di circa
19 milioni
e mezzo. Che cosa
sono, al confronto, mezzo milione di donne chiedenti il voto?.:. È vero che chi tace, dice
niente. Ma se quelle che sono rimaste a casa
debbono
successo
contare per qualche cosa,
quale
questo plebiscito femminile
kon I. In quel paese della quiete, della
postezza, della puliz
farsi eleggere. Hanno adottata una moda di vestire prettamente norvegese, ideata dalla ‘egina Maud, che è sorella di re Giorgio d'Inghilterra: un vestito semplicissimo, formato con stoffe norvegesi dai tre colori nazionali: bianco, rosso e blù Figuratevi da noi tutte le nostre donne di rosso e di verde, poi — atriottismo a parte! — sappiatemi dire se sia augurabile il dominio della donna. nelle
della
stata
signora
chiusa;
Caillaux,.
‘con
le
la. cui
liti delle
è
figlie di re
Leopoldo II del Belgio (principessa Luisa e principessa Stefania) per l'eredità paterna, liti risolte finalmente mercè la liquidazione fi-
nale di diciotto milioni per ciascuna, compresi
dodici già avuti. Poi le donne sono sulla scena
giudiziaria ad Oneglia, col processo della Oggioni-Tiepolo, ed a Monaco di Baviera, dove tra
Isolda Beidler e sua madre Casimira Wagner, si dibatte la questione se Isolda sia figlia del
primo marito, Hans Biilow, o del grande
autore dei Maestri Cantori. Ora si svolge davanti al tribunale di Vienna il dibattimento contro il barone Stralenford ed una cameriera per la scomparsa del fa-
moso Diario — appetitoso come tutti i diarii
intimi — della contessa Esterhazy ; e fra Roma e Milano corre il pettegolezzo per la corri-
Stoppani, e un venti anni fa fu persino colpito dal Vaticano con la sospensione a divinis pur non esindo mai stato prete!... Lascia un pregevole volume l'Ottimismo e Pessimismo, una mbnografia di grande valore sul Libero Arbitrio, un'opera notevolissima sulle Quaranta proposizioni di Antonio Rosmini condannate dal Sant'Uffizio, ed un ben noto
Corso di filosofia in tre volumi. Fu carissimo ad Antonio Fogazzaro, ed ebbe con Gaetano Negri sulla Rassegna Nazionale una elevata polemica sul valore del pensiero. Non aveva che 48 anni. _ In Inghilterra è stata generalmente rimpianta la morte
del duca
d'Argy/l,
John Campbell, marchese
zio
di Re
Giorgio,
di Lorne e duca d'Ar-
gyll, era il discendente d'una delle più illustri famiglie della Scozia. Ha lasciato una serie di libri degni di menzione. Le sue Memorie del Canadà (dove fu governatore generale) e della Scozia e i
suoi Quadretti Canadesi contengono pagine vigorosamente pensate, scritte
con
signorile eleganza.
Il suo poema Quebec, fu giudicato dallo storico e poeta Campbell opera di somma bellezza. Il duca d’Argyll scrisse anche una Vita di Lord Palmerston, un libro di Racconti e Poesie, una monografia
pregevole sul:Caste/lo di-Windsor, una traduzione dei Sa/mi
«in versi inglesi, la Vita e i tempi della
regina Vittoria, opera storica, densa di dottrina e acume critico; e una raccolta di pagine autobio-
grafiche, Una scorreria nel passato. Infine, nel 1897, compose il libretto di' un’opera ‘di ambiente scozzese, Diarmid, che fu musicata da Hamish M.c Cunn
forme della vita pubblica. Lasciamole regnare
egli sposata nel 1871 la principessa Luisa; sorella
— e come! — nella vita privata, nella quale non ci resta, e siamo così buoni da non dolercene, che la parte di devotissimi suddit 1% maggio. Spectator.
e rappresentata, con mediocre succe:
al Covent
Garden di Londra, a Manchester, a 'erpool e a Glascow. Era zio dell'attuale re d'Inghilterra avendo
del re Edoardo VII, riuscendo a far compiere, come risse il primo ministro Disraeli alla regina Vittoria, «un ostrappo audace alla sterile severità dell'etichetta ». duca era molto ascoltato. a Corte
per la prontezza del suo ingegno e la serenità del
suo spirito, Era
fran-
istruttoria
filosofi della scuola rosminiana; fu intimo dell'abate
vestite di bianco,
stato ripetutamente deputato unio-
nista, prima di divenire lord per ln morte del pa-
ceselni
In attesa del voto, le donne richiamano l'attenzione del gran pubbliéo, col processo
com-
nifici lunghi
dove era preside del liceo, fu uno dei più autorevoli
NECROLOGIO.
dre. Aveva 69 anni. La sua vedova ne ha 66. = A Napoli, il prof. Giuseppe De Blasis, do-
emerito di storia in quell'università; già col _ A Venezia, di 62 anni, morì Ugo Bassani, mu- cente Bartolomeo Capasso partecipe al movimento sicista e poeta, già amico del Liszt, che. comprese prof. del 59-60 nell'Italia meridionale, poi una severa composizione di lui in un album di rivoluzionario fondatore, col Capasso; della Società di storia nagrandi maestri. Nato a Verona da ricchi parenti, poletana: pregevoli i suoi lavori storici sui tempi Ugo Bassani dovette, per le scemate fortune pa- degli Angioini. terne, guadagnarsi il pane col dare lezioni, che a Venezia erano ambite dalle primarie famiglie per il metodo squisito e per la passione dell’arte che il maestro trasfondeva negli scolari. In gioventù, Ugo Bassani fu anche poeta elegante e passionato: i suoi sonetti su Chopin e Schumann preludiarono la lirica d'argomenti musicali che innamorò poi il Fogazzaro. Una sua raccolta di sonetti, Armonie dell'anima, dove l'affetto materno s'innalza a religione, furono pubblicati a Firenze con prefazione pelle la bellezza giovanile, si raccoman"9 di Pietro Fanfani, che poco prima aveva presentato dano specialmente alle persone di pelle deli. all'Italia il Fucini. Come compositore musicale (fu cata ed ai fanciulli. allievo d'Antonio Bazzini a_ Milano),ilBassani era BEIERSDORF & CIA., Amburgo. apprezzato assai dai cultori dell'arte severa: il ricordato Liszt fra i primi. —_ Il prof. Giuseppe Morando, morto a Voghera,
L'ILLUSTRAZIONE
LA
CAROVANA
DEL
ITALIANA
“TOU'RING,,
Si Di
A
TRIPOLI.
ll generale Garioni. Il poeta Bertacchi parla in presenza del Governatore
e di tutte le autorità,
(Fot, La Barbera),
E
L'ILLUSTRAZIONE
476
ITALIANA
vr MATILDE SERAO LETSTERE ROMANE & * ———__@É@É_——@@@@cquòNNNNENERNEEN e i
Personaggi. Roma, maggio. Come un vasto porto di mare che sospinga, sempre più avanti nelle acque, le sue opere di pietra, di cemento e di ferro, e faccia del mare terra, e faccia del mare città, così Roma, fuori delle sue antiche porte, ha avanzato le sue nuove case, i suoi nuovi palazzi le sue strade dai nomi inconsueti, in rag; che si schiudono e si allargano, quasi in un cerchio ideale, sovra tanta e tanta parte della campagna romana. E se il caro richiamoi teriore che così insistentemente rinasce, vi conduca, ancora un giorno, dopo tanti altri giorni, sul colle dei sogni crepuscolari, il Gianicolo, se l'invito dell'ora e del paesa; gio vi arresti, lassù, in uno di quegli aerei belvederi gianicolensi, sul più alto, ove, alle vostre spalle, balza e fiotta e spuma mirabile acqua Paola, voi scorgerete quanto l'Urbe moderna si sia distesa, grandemente, ove prima era campagna solinga e silente. Ma se l'occhio che mira, di lassù, si risovviene dei possenti porti di mare, nel movimento continuo delle loro macchine, fra le alberature di cento e cento navigli, fra il formicolìo di migliaia d'uomini, sa, anche, perchè così ha visto e.notato, che nessuna invasione di cose e di uomini può diminuire l’immensità del mare; così egualmente penserà che non vi è forza di vita moderna che possa, in suo svolgimento, togliere gran: cosa alla campagna romana, che è stata e sarà, sempre, nel tempo dei tempi, l’austera e incomparabile cerchia
della grandezza romana. È anche essa è un mare, questa campagna, di cui gli uomini non possono appropriarsi, salvo di un picciol lembo: un mare immoto, con le
sue onde ferme da chi sa quanti secoli, trasformate, dai secoli, in montuosità piccole e grandi, che, quasi, l'occhio vede fluttuanti, nella loro terra giallastra e arida, nelle giornate di estate, che vede fluttuanti nelle loro tinte brunastre, sotto
un vapore grigio, nei
bassi
giorni invernali, che vede tutte verdi e ricche dei grossi fiori vivaci, nei mattinidiprimavera, onde immote di un antichissimo mare, ma cangianti di linee, di colore, di aspetto, come il cielo e l'aria e l'ora lo vogliano. Anche essa, questa campagna romana, intangibile al troppo corto sforzo degli uomini, è un immenso mare, sotto gli occhi meravigliati e presi che la contemplano, un mare di cui i limiti estremi si confondono con l'orizzonte, che si curva a toccarlo, e sfugge ogni sua
misura, e la sua immobilità e il vasto silen-
zio che sopra vi regna, che ovunque vi regna, la rendono più maestosa di ogni altro mare, sia pure un oceano. Come nei golfi
che; il commercio errabondo degli uomini lentamente abbandonò, volgendosi ad altre
vie segnate sulle acque, non più palpita il movimento dei navigli che entrano e che escono, e niuna via taglia più le onde, così la campagna romana non pare sommossa dalla fatica umana; come negli antichi golfi fatti deserti, ogni tanto, qua e là, dall’acque, sorge il segno di un faro inutile o, forse, sorge l'albero di una nave che naufragò, così nella campagna romana sorgono le pietre dei monumenti, dei templi, delle tombe, superbi ricordi di una vita indietreggiata, quasi, nella leggenda: come nei golfi deserti, ancora, dai seni lunati si stacca, ogni
tanto, la
barca del pescatore, picciolo punto movente,
vivente, sulle acque immote, così la campagna romana ha, ancora, nei suoi limiti lontanî, i suoi personaggi, che sempre vi nacquero, vi vissero e ne disparvero, per riapparirvi, sempre, antichissimi e) novissimi abitatori....
* Vuol dire che noi dobbiamo andare a cer-
care, nella campagna romana, un po’ più avanti, un po’ più lontano, i suoi personaggi, noti alla nostra memoria, delineantisi, sempre, nella nostra fantasia, quando questo paesaggio che a nessun altro rassomiglia, sia da noi evocato. Esistono e vivono, sempre, di lor vita personale, questi uomini: e la civiltà moderna nulla ha potuto contro essi:
e se ha
tolto loro qualche chilometro della loro patria, non altro ha potuto fare, contro loro, ed è poco o è nulla. Camminiamo, noi, fra le novelle file di case;
camminiamo
fra le no-
velle ville fiorite, intorno, di giardini; vetture
e automobili c’inseguono e ci sorpassano, per un pezzo; poi, a poco a poco, le case si diradano, non vi sono più ville, le vie non sono più tracciate, salvo quella che percorriamo, l’antichissima, l’unica: e, infine, anche le carrozze e le automobili han toccato il lor segno, non avanzando più, e il paesaggio è quello di un tempo, è quello di sempre, e i nostri occhi e la nostra anima se ne imbevono, se ne penetrano sino al fondo della loro essenza spirituale. Alle nostre spalle, innanzi a noi, i personaggi consueti riappariscono: e noi riconosciamo, in una segreta gioia, i loro tratti fisici e il loro carattere sociale. Poichè poco lontano, a diritta, a sinistra, è una chiesa isolata e che sembra chiusa e non è chiusa, ecco avanzarsi,
piano piano,
sovra un marciapiedi di cui, quasi, non esiste più la traccia, un prelato dalla veste nera che rade la polvere e su cui sono i segni violacei o i segni rossi del suo grado, nel clero: il prelato è disceso da una sua larga e vecchia vettura nera, che, poco lontana, va al passo di due cavalli neri: e fedelmente, un servo, quasi vecchio come il suo mons gnore, come il suo vescovo, 0, forse, come il
che s'incontrano con lui, debbono cedere, umilmente e tacitamente, a questo capriccio. Il carro su cui egli sta, è lungo, stretto, alto; le
due bande laterali serrano, per lo più, un pesante carico di bruna pozzolana:
e di lato, in
una linea originale, caratteristica, è raccolto il
bel mantice che dovrà proteggere il carrettiere contro la pioggia, contro il vento, il mantice
che raramente è aperto, e che, sul lato destro, sembra più un bizzarro ornamento che un probabile riparo. Su questo carro, il carrettiere romano è come un signore nella sua casa, come un guerriero nella sua biga, come un sovrano
sul suo trono.
Per lo più vi giace lungo disteso, bocconi, reggendosi il volto sulle braccia e guardando l'orizzonte con gli occhi vaghi, mentre il cavallo o i cavalli camminano per loro conto, al passo, senza che egli si dia la pena di guidare:
talvolta, egli sonnecchia, nè nessun passante, a piedi, in vettura, è capace di scuo-
tere il suo dormiveglia: talvolta egli dorme, in profonda sicurezza che gli altri debbano
badare alla lor vita e, prima della propria, alla sua sacra vita. E, spesso, egli è seduto
su quello stanco del prelato. Poichè, non molto oltre, a diritta, a sinistra, sono le catacombe di Santa Cecilia, di Sant'Agnese e di
sul davanti del carro, di fianco, lasciando le sue gambe penzoloni, come lascia andare le redini dei suoi cavalli: egli non grida, non si move, fischietta un'aria dalle note incerte, mentre i suoi occhi, i suoi occhi fieri e tristi,
San Calisto, sovra una via, o sovra un’altra, ma misteriosamente riunite, forse, queste città sotterranee, in un singolare e oscuro e pauroso intreccio, nelle viscere della terra, è, in ogni stagione, un arrivo di gente straniera,
sovra
degnano di fissarsi su chi passa: mentre la sua persona non fa mai un atto che indichi egli essersi accorto di voi, mentre le sue mani non fanno mai unfgesto, per tirarsi da
da
suo
suo
cardinale,
un
servo
misura
il suo
passo
di ogni paese, di ogni classe, che è attirata questo
profondo
paese
sotterraneo,
ove
uomini e donne e bimbi nostra fede vissero, soffrirono, pregarono, morirono. Le vetture da nolo, le automobili si fermano, continuamente, innanzi a una piccola porta sormontata da una croce :una folla, a poco a poco, entra, sparisce, è come inghiottita, mentre le carrozze, le automobili vuote, dai cocchieri e dai conducenti pazienti, si collocano in lunga
parte.
un
volto
Da
parte,
carro?
Da
scuro
e triste, mai,
il carrettiere
parte?
Innanzi
mai
romano
si
col
a nessuno,
questo alto personaggio si fa da parte: invano la civiltà moltiplica i suoi mezzi di tra-
sporto, di necessità
e di lusso,
e li lancia
sulle vie che si partono da Roma: il carrettiere romano, posato come una sfinge egizia di cui ha lo sguardo, sovra la massa nera della sua pozzolana, non conosce nulla di tutto questo: egli ha sempre ignorato e sem-
non vi è più persona, non vi è più rumore.
pre ignorerà il passante, sia la donna superba col suo equipaggio dai cavalli focosi,
Camminiamo, avvolti in questa nobile sol tudine e in questo prezioso silenzio: ogni tanto, da dietro a un macigno, da dietro a una siepe di rovo, salta fuori il piccolo per-
del piccolo fouriste. Viene di lontano, il carrettiere, col.suo carico: egli, forse, si è partito
fila, contro
il muro.
Dopo cinquanta
passi,
sonaggio selvaggio e malizioso e ridente della
campagna romana: la bimbetta dal viso affocato nel bruno colore datole dal sole, mentre
i suoi capelli tirati in una treccia pendente, annodata da uno spago, hanno il colore della
stoppa: spesso, ella è scalza, con piccoli piedi fini e polverosi: ha una vestetta corta: e nelle mani un mazzolino, il mazzolino che tanto conoscemmo, il miazzolino della nostra’ giovinezza, il mazzolino di sempre, fatto di un garofanetto dei campi e di una foglia di mal-
varosa, talvolta fatto di una rosettina e di due ramucci di maggiorana. Ella gitta un suo gridetto gutturale di appello, di offerta, di richiesta: e corre e corre, come un folletto, con le sue piccole gambe, dietro la vostra vettura: evoi prendete il mazzolino, con atto che tante volte faceste, buttando il soldino nella polvere.... Ma, allora, altri bimbi, ma-
schietti, femminuccie, saltano fuori, da ogni macera, da ogni siepe: e gridano e chiamano e corrono.... Guardatevi intorno: non vi è casa, non vi è fattoria, non vi è capanna, nulla vi è: e allora, donde vengono, chi sono, chi li manda, chi lì ha scatenati, questi piccoli personaggi? Voi passate, scorrendo, in vettura: per un poco, vi seguono: poi, il
grido si fa fioco: poi, essi spariscono. Dove? Dove?
Sogguardando, innanzi, tenendo orecchio a chi vien dietro, il cocchiere che vi trasporta, lo chauffeur che guida la vostra automobile, non si occupa che del maggior personaggio della campagna romana: il carrettiere, sul suo carretto. È solo di esso che bisogna aver temenza: è solo di esso che bisogna aver rispetto. La campagna romana è sua; la strada
sia la sbuffante automobile, carica di creature muliebri chiuse nei veli, sia la modesta botte
all'alba: egli si sarà solo fermato a mezzodì,
innanzi a un'osteria, per mangiare
un
boc-
cone e bere un sorso: egli deve giungere al suo destino, al suo tempo: e non sa altro:
e sa che la via è sua, è unicamente
sua, e
che sono gli altri, i forastieri, i signori, che
debbono evitarlo, che debbono cansarsi, che debbono salvare prima la sua pelle, in un incontro, poi la loro pélle. Egli è immoto, taciturno, quasi tetro: se qualcuno osa non riconoscere il suo capriccio, egli leva le spalle, sprezzante: se qualcuno insiste, la sua occhiata sdegnosa equivale a qualsiasi peggiore bestemmia. E voi, infine, noi, infine, lo riconosciamo, questo personaggio eminente della campagna romana, e il suo orgoglio muto ci piace, e il suo capriccio anche violento ci
pare l’espressione del suo diritto, e nella sua figura dominatrice, altre figure imperiose sem-, bra a noi rivedere, in un'eredità di fierezza assoluta: e quando una fila di carri, condotti da ognuno di costoro, si ferma, in un can-
tuccio, ove Siam serrati, noi troviamo che in questa immensa campagna romana, noi siamo
dei poveri piccoli intrusi, che dobbiamo sciarne passare i padroni.
la-
Ma dove è, dunque, colui che tiene e conserva
lo scettro di questa plaga immensura-
bile, dove è colui che possiede, sotto le zampe
del suo robusto cavallo, quest'orizzonte, dove il buttero, ammantato di nero e armato del-
l'antico pungolo? Oltre l'orizzonte egli è, non è vero? È troppo tardi, oggi, perchè noi possiam fare atto di devozione a lui.
Matilpe SERAO.
che percorre è sua, tutta sua; egli ne è il padrone, per lungo e per largo,
anche oltre
i due piccoli fossi che la limitano, anche oltre le sue siepi e i suoi muretti. Egli non conosce ostacolo, nel suo viaggio, il carrettiere romano: egli non conosce intoppo: egli cammina come vuole, prendendo la destra, prendendo la sinistra, a suo capriccio, e coloro
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L’ILLUSTRAZIO
ITALIANA
“1 Goronari,, di Luigi Serra. à degli Amici della Galleria d'Arte irenze », che già l'anno decorso acquistò e donò una bellissima testa virile di Gi Boldini, ed un quadro di Giuseppe De ‘oc dell'Ofanto, quadro che sarà forse
1 amento della Sala che nella pro: Esposizione di Venezia è destinata a raccogliere le opere
del pittore pugliese — questa società che poco fa
si meritò un voto di iso della Società Belle Arti e dell’Accademia, ha acquistato recen-
temente un'opera ben nota agli amatori
ed ai cul-
tori della pittura italiana :/ Cororari Questa,
per lunghissimo
igi Serra,
tempo, è stata una delle
tele più ia Pisani ed è stata anche riprodotta nella e di Salomone R . Luigi Serra, forte disegnatore
gi
al del Consiglio Provinciale di Bologna, ove raffigurò Im Madonna
ale di Arte
i, oltre
uno
studio generale, si trovano ben quattordici studi di particolari, i quali mostrano con quanto amore
e quanta
cura l'artista avesse preparato questo suo
quadro. Sì chesipuò dire che scelta migliore non poteva esser fatta da questa benemerita società, la quale, presieduta dal conte Piero Capponi, conta i più bei nomi della nobili della intellettualità fiorenti; Don Andrea Corsini duca di Casigliano, Don Tor
maso Corsini, conte Giuseppe Della Gherardesca, conte Gherardo Della Gherardesca, marchese Falco Gentile Farinola, conte Umberto Serristori, conte Pepito Canevaro, conte Giulio Guicciardini, marchese Luigi Malenchini, baronessa Giuliana Ricasoli
Firidolf, comm. Ugo Ojetti, conte Valfredo della
Gherardesca, marchese Camillo Ruspoli di Boadilla, duca Simone di San Clemente, Dino Philipson,
rchese Pietro Torrigiani, barone Giorgio
d'Arte ria Firenze. di Moderna,
E
hese Roberto Ginori Venturi, Egisto FabTurri, comm. Camillo Bonci, giornale contessa Ortensia Serristori, madame
il Marzocco,
Hugo Finaly, marchese Carlo Torrigiani.
Gli acquisti a Venezia per la Galleria d’Arte
moderna a Roma. Superiore
—
Fra le opere d’arte esposte
ternazionale d'Arte in Venezia, il Consiglio di Belle Arti per la Galleria Nazionale
d'Arte Moderna in Roma ha proposto al Ministero l'acquisto
delle seguenti:
Ettore
Tito, Autuzzo ;
H, Anglada, La Maja della Pagoda; È. Laermans, L'inverno; G» Belloni, Fine serena, quadri ad olio; ed E. A. Bourdelle, Ercole saettante, statua in
bronzo.
Sono state
anche
indicate per essere ac-
quistate varie acqueforti, litografie, disegni, acquerelli: notevoli, fra essi, un grande disegno di F. Zandomeneghi, un acquerello di Edoardo Dalbono, ed uno di Umberto I Moderni,
Brunelleschi.
di Paolo
Orano
(3.
serie). Più
che biografie, sono studi, impressioni tra storiche, psicologiche ‘e critiche, ma studi che illuminano spesso tutto il forte rilievo d'una personalità :poichè l'Orano ama appunto la forza, il tocco di pollice scultorio, l’imagine rapida ed animatrice, il contrasto concitato ed un po’ victorhughiano. Ma non è un sintetico ad ogni costo: egli ama far balzare
la frase definitiva, come un crudo raggio sul vivo, fuori dalle pagine dell'analisi commossa ma paziente. Si veda il bello studio su Mirabeau, ove la vita eccessiva
e
tumultuosa
dell’oratore è tutta
quanta
riassunta intorno a due analisi: quella d'una sua ode erotica giovanile e quella del famoso discorso alla Costituente sul diritto regio di pace e di guerra, discorso che parve il segno del tradimento, il pegno del mercato
subìto.
tore come
genere
L'Orano, acceso di simpatia per il grande oraper
gli oratori
(sono
perciò
Labriola)
sembra
volere
scagio-
interessanti e piene d'attualità le vive pagine che dedica ad Arturo
narlo della terribile accusa. Questa
l'Orano:
infatti
è una
delle
caratteristiche
del-
amare d'un acceso affetto le persone che
iudia. E non solo quando si tratti di uomini a lui
aflini per idee, come in questo
libro, il Labriola,
Andrea Costa e il Bovio, ma anche quando la loro
mentalità sia assai lontana dalla sua: Bonghi p esempio («un rivoluzionario » per lui), Rosmini, Herbart, Tullio Martello.
(La Sera.)
Una bottiglia ai acqua ÎF II GGI
pevata èdigiuno
Lmnimogiia CAL
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CZ EEEE5050]5K05iiÒ
Coronari «I Luigi di quadro donato Serra, »,
478
L'ILLUSTRAZIONE
Sig) May Wright Servall, fondatrice del Consiglio Internaz. del Donne e attuale presid. onorario.
II
‘ Margherita De Wi tt SchlumFrancese per il suffragio femminile.
Te ‘ger, presid. dell'Uni
Congresso
Bisogna prima di tutto spiegare —
poichè
vedo che la maggioranza del pubblico non ne
cora
un'idea chiara —che questa straor-
dinariamente numerosa adunanza di donne di tutti i paesi del mondo, a Roma, ha due scopi ben distinti. È cioè: si aduna intanto,
a Roma
l'«Inter-
national Council of women» — I. W W.C.—: quel Consiglio internazionale delle don-
ne a cui partecipano
— si può ben mondo civil
24 Nazioni,
dire — rappresenta della femminilità.
e dunque
tutto il Questo
Consiglio si riunisce ogni cinque anni, e ogni
volta in un diverso Stato: esso dalla contessa Aberdeen,
è presieduto Ir a ssa . Ogilvie Gor
h: segretaria generale è la dottoressa in filosofia Alice Sa-
lomon che risiede a Berlino. Le adunanze di questo «Quinquennale» — così lo si chiama per brevità— si sono svolte in un salone dell'Hotel del Quirinale dal 4 al 14 maggio. Il giorno 16 successivo inaugurato il ingresso internazionale della donna » : avmento di non minore importanza del
primo, perchè vi sono inscritte non
di un
migliaio
s'intende,
di signore
straniere,
alle numerosissime
meno
oltre,
italiane.
Parliamo dunque, intanto, del « Quinquen-
nale»:
il quale ha un
va:
io programma
perchè si divide in otto Sezioni fi finanza, arbitrati e pace, riforme legislative, suffragio e diritto di cittadinanza, morale e tratta delle donne, igiene pubblica, educazione ed emi-
grazione, Ed è tanto complesso questo « Quin-
quennale », che ha cominciato, in realtà, ad vere due inaugurazioni: una, diremo per intenderci, mondana; ed una strettamente e solennemente ufficiale. L'inaugurazione « mondana » avvenne la sera del 3 maggio nel bel villino della contessa Spalletti, al Quirinale; ed io confesso — io che fui tra i pochissimi uomini, una quindicina in tutto, che ebbero la fortuna di assistervi — che ho riportato da quella riunione un'impressione indimenticabile. V'erano circa 450 signore, in grandi maggioranza
straniere e venute dai paesi più
inverosimilmente lontani, come l'Australia o il Canadà o il Giappone. La contessa Spalletti fu ammirabile: coadiuvata dalla figliuola e dalla nuora ella seppe avere per tutte que-
ste straniere una parola non solo amabile ma
cordiale, una di quelle parole che rassicurano subito l'ospite e lo mettono a suo agio; e quando ella sedette nel gran salone, e le fu accanto l'alta e imponente figura della ViceRegina d'Irlanda, la scena —e lo spettacolo — ebbero veramente qualche cosa di regale. Ma quello che in noi, poveri uomini spe
duti
fra quella
grande
ceva maggiormente
folla
femminile,
impressione,
fa-
fu la serietà
grande delle signore convenute. Il ritrovo era
«mondano » solo in questo: che eravamo in
un magnifico appartamento, pieno di rari oggetti d’arte, decorato di arazzi, di tappeti, di fiori: ma chi udiva qua e là gli spunti delle conversazioni poliglotte — l'inglese pareva tuttavia esser la lingua ufficiale — avrebbe to di trovarsi in mezzo a un Congresso losofi o di sociologhi. E che precisione d'idee in quelle signore! Sentite questo. Con la coltissima «delegata» degli Stati Uniti, Mrs. Kate Barrett — anima di apostolo e di poeta — io parlavo lodando il primo articolo dello «Statuto » del Consiglio internazionale; e riportandomi alla me-
ITALIANA
Sig." W.
E. Sanford, la
tesoriera dell’International Council
Internazionale
Femminile
moria, dicevo: — È veramente bello che delle
donne così colte e così piene di modernità come
voi, e così pensose di tutti ii grandi problemi che affaticano l'inquieta anima nostra, pongano a fondamento della loro più grande associazione la più umana fra le parole della immortale morale evangelica; che la vostra « golden rule », la «regola d'oro» d'una associazione tutt'altro che confessionale o religiosa sia questa: « non fare agli altri quel che non vorresti che fosse fatto a te.... ». Mrs. Barrett m'interruppe: — Vi ringrazio dell’elogio ;ma la vostra citazione non è esatta. La nostra « golden rule » è questa: « Fa agli altri quello che vorresti che fosse fatto a te»; e v'è fra questa e l’altra, una grande differenza. V'è la differenza che esiste tra il fare e il non' fare, fra l'azione e la rassegnazione, fra la bontà attiva e la bontà
9
lo ammiravo, e pensavo che, forse, di qui a cent'anni — se le cose continuano così bisognerà che il vocabolari il signifi cato.... traslato dell'aggettivo « virile»; péerchè la forza di volontà e la risolutezza del attere non saranno più attribuiti a qualità i L'inaugurazione ufficiale, invece, che ebbe luogo nel gran salone del Circolo artistico, fu di una solennità
che chiamerei
dente della
nale femr
of women.
di
Società
Nazio-
ile dell'Olanda.
Roma.
Ciò che importa notare è questo: che questo «movimento internazionale » della femminilità — ben diverso dal « femminismo » delle suffragette — è uno dei principali fenomeni «sociali e politi dell'età nostra: e che hanno un gran torto quegli uomini che non se ne accorgono. È una metà dell’ umanità intiera che in ticamente la sua evoluzione collettiva: negar questo movimento o tentar di soffocarlo è ingiusto e — in ogni
modo — inutile: un movimento come questo non si arresta. Disciplinarlo — oh questo sì! — bisogna: ma per disciplinarlo occorre, prima di tutto, rendersene ragione. E — ahimè! — è invece proprio questo che, in generale, gli uomini
o non vogliono o non sanno o non si curano di fare, cullati — o addormentati — dal loro orgoglio collettivo di maschi... Ma hanno torto! Arturo CALZA.
coreografica,
non temessi di dire una parola meno che rispettosa verso quello che — qualunque fosse l'apparenza che offriva il salone quella sera — bisogna pur continuare a' chiamare il bel sesso.... Parlò prima lady Aberdeen e poi la contessa Spalletti, nobilmente tutte e due; e
poi parlarono tutte le ventiquattro delegate — dico ventiquattro — delle varie nazioni. E la «procedura » fu questa: lady Aberdeen si alzava in piedi e presentava all'Assemblea la signora (poniamo) Torrington delegata del Ca : un'orchestra allora suonava l'inno nazionale del Canadà, tutte le presenti si alzavano in piedi e molte lo accompagnavano con la voce; dopo di che la delegata pronunciava il suo discorsetto. E alcune, bisogna
dir la verità, parlarono magnificamente: le rappresentanti, per esempio, degli Stati Uni della Svezia, della Germania, della Francia: ultima, madame Jules Siegfried — una parigina puro sangue, nonostante il suo nome tedesco — fece un discorso così pieno di idealità, di poesia.... e di buon senso, da suscitare una vera e spontanea ammirazione. E fu cantato anche, accompagnato a grande
orchestra, l' «Inno internazionale della donil quale — poi che nessun giornale l’ha dotto.... e poi che è breve — io consegno qui alla stor
Femmes de tous pays du monde, Divers de langues et de moeurs, Par notre effort demain se fonde, Préparons l'avenir, è seur! Nous les filles du grand rovaume Qui groupe tout le genre humain, Gravons
dans nos c@urs l'axiome
Du grand espoir du lendemain : Faites à autrui ce que vous voudriez
Qu'on vous fit è vous-méme.
Royal Vinolia ) Complexion Powder. | 'USO di questa Polvere per la Carnagione, squisitamente
profumata,
permette
il
godere di esercizii atti o fuori, senza alcun rischio per la carnagione, perchè protegge la pelle non soltanto dagli effetti di eccessiva traspirazione, ma anche dall'esporsi al = vento ed al sole. VINOLIA Londra.
CO., Parigi
Au vent que notre drapéau flotte,
Qu'il soit le noble et pur fambeau Préparons la grande récolte Le but est loin mais il est beau.
L'inno, come vedete, non è — quanto a poesia — gran cosa: bisogna però dire, per la verità, che la musica.... è anche un po’ peg-
gio della poesia... . Ma questi sono particolari di poco momento.
Desiderando provare l'articolo, e non potendolo ottenere. dal _v/- fornitore, spedite L. 2.75 al Vinolia Depòt, Via V. Gioberti 3, Milano,
e lo riceverete franco di porto.
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Da sinistra a destra :
Sig.' Jules Siegfried, nr: del deputato di Havre, vice-presidente del Congressso,
Una visita delle Congressiste alle scuole dell'Agro Romano.
(Fot.
Abeniacar,
Argus e V
RETVON:O7-
DELE 8: MAGGH (Fotografie
dei nost
(Pot. G. Ventimiglia),
ol brrispondenti
RROVENCHA speciali).
DI
'CATANTA
Il trasporto dei morti a Linera.
(Fot. Lamp)
L'ILLUSTRAZIONE
Panorama
LETTERE
DA
di Asmara.
ERITREE
accettò
marzo.
In questo momento di risurrezione econo-
suscita molte speranze e una grande fiducia.
Il giorno arrivò. Arrivò quando la nazione per compiere la sua magnifica gesta di Libia fece appello ai soldati che dava la colonia
oggi saprà da n
eritrea; che da
tree che abbisognano solo di essere considerate e convenientemente aiutate. —
paese.
nistro dare impulso alle latenti energie ericate. L'on. Martini non è stato soltanto il primo effettivo governatore della colonia, ma il suo difensore costante di fronte all’Ita
Quando credette necessario far dimenticare al paese questa terra dove tanti dolori zionali erano sorti, si fece propugnatore del
fare il suo dovere e dette pareri
disastrosa cessione di Cassala, che ha tarpato uno dei più produttivi lembi di Eritrea, sanno
l’Eritrea già in condizioni di pote pare e prosperare.
vilup-
si Da allora în poi, nonostante l'indifferenza nazionale e la penuria di denaro, quanto cammino si è compiuto! Il successore di Fer nando Martini, il marchese Salvago Raggi,
Il tubo
=
Ù
del
quello di Libia?
La Eritrea poteva dun:
lembo africano, rispondeva lo slancio entusiastico dell'armata nera che seguiva fino nel Fezzan lontano la nostra conquist; Ed attraverso la campagna di Libia risor-
La stazione di Ghinda.:
a volte decisivi.
la ostinata e vittoriosa resistenza del Martini nel 1897 per conservare alla colonia almeno gli attuali confini, e ricordano che egli lasciò
all'anima
a lui rispondevano i nuovi battaglioni di ascari chiamati ad uno ad uno da questo
di
la
anche
cosa che non fossero dolori ed umiliazioni? Questo si domandava il popolo italiano, ed
attività e della benevolenza per questa povera cenerentola, il nuovo ministro delle co-
contro
di fronte
Rosso
que servire al paese e dare qualche altra
temporaneo oblio e per lungo tempo lavorò
governatore
risveglio della colonia del
Mar
come
Asmara, ma ogni volta che vi è stato il bisogno di spingere il governo su la via della
gli sforzi fatti dall'ex
e l'imbarco del primo battaglione Massaua salpava verso il porto di
Tripoli, segnò il
C'era dunque una colonia capace di dare alla nostra guerra meravigliosi soldati che risparmiarono sangue italiano ed avevano migliori attitudini per vincere con un nemico
Le speranze sono, senza dubbio, giustifi-
Questo, in Eritrea, tutti lo sanno; sanno
col
per
veduta.
— Martini conosce bene la colonia, si dice, ne sa la forza intrinseca e la importan:
litica, è in caso di apprezzare le nece
ora si impongono. E come da commis seppe svolgere opera saggia per dare all’E-
lonie seppe
governatore
accanitamente
la tela di una saggia amministrazione e di necessari lavori pubblici aspettando d'immancabile giorno in cui l’Italia si sarebbe rav-
mica della colonia e di accresciuti bisogni, l'avvento al potere dell'ex regio commissario
nella tranquilla residenza
primo
di fronte la suprema indifferenza italiana che non perdonava all'Eritrea la giornata di Adua, anch'egli aveva da superare ostacoli continui fatti da pregiudizi, da ostilità politiche e da carestia di fondi, ma con volontà indomabile ed incurante di dover lottare, seppe tessere
ha imparato con gioia, attraverso
silenziosamente
del
di lavorare
porre la colonia in condizioni di essere pronta ad un salto in avanti quando fosse giunto il momento opportuno. Anch'egli si era trovato
bollettini telegrafici, l'avvento al ‘delle colonie dell'on. Ferdinando
ritrea un assetto normale,
l'eredità
programma
MASSAUA ALL’ASMARA. Asmara,
L’Eritrea
i laconici ministero Martini.
ITALIANA
L. 0,80
CREMA
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indispensabile;
mantiene bianchi e sani i denti. Utilizzandola giornalmente, protegge da malattie infettive. Rapp. Gen. GIANNOTTI
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geva l’Eritrea; colla guerra avevamo conqui stata la più giovine colonia ed avevamo ri-
trovata la più antica.
Chi viene ora a visitare la colonia Eritrea avvede di giungere in un momento di intenso lavoro, e se per caso ha nutrito delle idee comuni a gran parte di pubblico attorno alle deficienze della colonia stessa, trova che la realtà è diversa ed è migliore. Si può dire che tutto è cambiato; anche le comunicazioni marittime con la madre patria che non sono ancora ideali, hanno subìto tuttavia un miglioramento notevole. Prima per arrivare dall'Italia a Massaua si impiegavano non meno di dodici giorni, le .linee che facevano servizio erano quindicinali e la posta per arrivare qua doveva andar prima in Aden. La colonia lontana, si diceva per indicare l'Eritrea; oggi invece si può partire da Brindisi ogni domenica notte, arrivare a Porto Said la notte del martedì, prendere la ferrovia per Suez e là profittare dello stazionario che fa il servizio settimanale tra Suez e Massaua arrivando a destinazione la mattina della domenica successiva. Così in meno di una settimana, ogni settimana, si può venire in colonia e tornare în patria. Certo, a questo miglioramento per la posta
L'ILLUSTRAZION
E
e per i passeggieri, non corrispondono uguali che è spesso sacrificato alla lentezza delle linee ed alla deficienza dei piroscafi, ma intanto le comunicazioni coll’Italia non sono più quelle di una volta. E quando sbarchiamo a Massaua, che dal mare si offre in un bel’ panorama candido, vediamo subito al molo i segni poderosi del risveglio eritreo. Si lavora, a Massaua, come
i
migliorie per il commercio
non
mai.
La città aveva
la fortuna
il progetto
infestate
della
e fra
di avere
due o tre
anni Massaua potrà avere una banchina di 900 metri (più lunga di quella di Port-Sudan che è 660 metri) e la ferrovia accanto al molo. AI risveglio dei lavori corrisponde, del resto, un meraviglioso progredire dei commerci, Nonostante la peste e la siccità che hanno parti
colonia,
nonostante
la
guerra libica che ha tolto cogli ascari la migliore mano d'opera locale, la dogana del porto di Massaua che nel 1904 aveva registrato
un movimento di merci per 11 milioni di lire,
registrava nel 1907 un movimento di 14 mi lioni, per raggiungere nel 1912 i 30 milioni.
Si tratta dunque di una progressione veramente gigantesca che è l'indice più sicuro della. possente vitalità di questo paese e delle forze che in lui tendono a svilupparsi. E_se pensiamo che questo incremento commerciale ha avuto per nuova spinta soltanto il prolungamento della ferrovia da Ghinda all’Asmara, immaginiamoci come potrà aumentare quando il treno avrà raggiunto Cheren ed Agordat, e si lancierà per le pingui regioni del GaschSetil, svolgendo il programma già studiato ed in via di attuazione, ed attirando al porto di Massaua anche il commercio al di là del confine per mezzo della ferrovia, * La ferrovia! Chi la conosce, anche per sentito dire, in Italia? Chi sa che il tronco
e popolate di scimmie, per arrivare infine alle vette aride dove il vento e la frescura do-
DlFAsciara) vedendo le tei nelle quali il tronco ferroviario si svolge ed i miracoli tecnici che hanno risolta ogni ficoltà, sentiamo veramente che la strada ferrata ha il valore di una battaglia vinta contro alla inaccessibilità della natura. Eppure la bellezza strana ed impressionante non ci allieta il cuore; anzi ci turba e ci rende perplessi. Poichè è proprio nella sua miracolosa struttura che consiste il principale difetto di questa ferrovia cui la pendenza del 35 per mille e le curve pericolose tarpano la potenzialità commerciale. Bellissima
un magnifico porto che era rimasto finora allo stato naturale; mentre gli inglesi impiantavano a Port-Sudan un porto completo e moderno in attesa di un commercio futuro, noi lasciavamo che a Massaua dove il commercio fioriva di già, i bastimenti dovessero ancorarsi distanti dalla riva, ostacolando le operazioni di scarico e di carico. La volontà tenace del governatore Salvago Raggi ha trionfato, ed oggi il porto di Massaua risuona dei caratteristici suoni del lavoro e delle nenie degli indigeni occupati alla costruzione della banchina. La città sta per avere il suo molo, la sua banchina e il suo piazzale di scarico; alla fine del giugno gli appaltatori consegneranno il primo tratto compiuto consistente in 330 metri di banchina a nove metri e mezzo di profondità, alla quale potranno attaccarsi due grandi piroscafi. E se, come qui vivamente sperano, la Camera approverà il progetto di legge che accorda nuovi fondi all'Eritrea, sarà posto subito mano ai lavori per completare
ITALIANA
ma
Le palme di Moncullo. ferroviario da Ghinda ad Asmara è uno dei più emozionanti del mondo? I fourisfes che vanno a vedere la ferrovia di Saint-Moritz o ascendono con la cremalliera la Tunghan per avere la sensazione inebriante di camminare sull'orlo degli abissi, in curve arditissime, con pendenze terribili, non immaginerebbero certamente che in questa trascurata Eritrea le rotaie attaccano
Ja montagna con una pen-
denza costante del 35 per mille; con curve che hanno settanta metri di raggio, sfiorando burroni senza fine, lambendo picchi scoscesi,
scavalcando su ponti în curva crepacci orri. bili per raggiungere dal
livello del mare l’orlo dell’altipiano a2600 me-
tri. E tutto ciò traver-
sando una regione che ad ogni passo ha nuovi aspetti impreveduti, che si inizia con un calore tropicale e con
vallate colme di vegetazione fiorente, che si
anima di villaggi indi geni, che piano piano ascende alla regione dei pascoli nella quale si incastona la grazia di Ghinda, che si eleva
sulle montagne boscose
TI )f
poco
pratica, ecco
il peccato
originale
della strada ferrata che per raggiungere ad Asmara l’altipiano ha dovuto compiere uno sforzo prodigioso e richiede ora ogni giorno sforzi poderosi ai suoi mezzi di trazione. Il commercio si avvia in misura sempre maggiore sulla ferrovia, tanto che il bilan del 1912 si è chiuso con un attivo di 260 mila franchi, ma il progresso continuo del traffico che è per ogni linea ferroviaria fonte di benessere e di speranza, è invece per questa una fonte di preoccupazione perchè si teme che arriverà un giorno nel quale questa ferrovia in condizioni anormali ed indebolita dalla sua arditezza non basterà più ai bisogni del commercio eritreo. î Quel giorno, peraltro, è ancora lontano, ed intanto le rotaie avanzano lentamente verso Cheren per raccordare a Massaua una delle zone più commerciali della colonia; il treno può arrivare oggi fino a trenta chilometri al di là dell'Asmara che accresce così la sua importanza di capitale. s
Attorno a queste opere
si sta sviluppando
anche una forte rete di interessi commerciali ;
alle prime industrie altre se ne sono aggiunte : a l'Asmara si è aperta una grande fabbrica
I PROFUMI RICERCATI
o SAUZE FRERES |mm LAURIS PROFUMO
INEBRIANTE
D’ORIGANO
ESSENZA-CIPRIA-LOZIONE
Rappresentante Generale per l'Italia e Colonie: Stcismonpo JONNASSON - Pisa,
484
ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
dell’Eritrea, ma di estendere una influe; effettiva in una zona di Etiopia che gli a cordi internazionali ci riservano, ma che gli inglesi ci rosicano economicamente, -Bisogna far presto, precedere; la colonia non chiede per sè soltanto
ma
per la politica nazion:
in Africa, a domanda dunque per la fi tuna d'Italia. Che se anche chiedesse soltanto per essa lo potrebbe fare in nome degli a: che la rivelarono in questi anni alla coscienza nazionale.
i non solo ci dettero la loro opera olo ci fecero
miare anche un buon numero di milioni. Se la spedizione del Fezzan si fosse dovuta fare con truppe bianche, avremmo speso certamente
in più quei
venticinque
mi
la colonia chiede per le sue ferrovie ed il suo porto. Per il sangue che ci dettero, gli ascari ebbero la calda e vibrante riconoscenza italiana, per
Coltivatori indigeni a Fil Fil in un campo
di carne
in con:
a Cheren
sperimentale.
i milioni
che
ci risparmiarono
abbiano
dunque il modo di veder prosperare il loro bel paese le cui sorti sono legate oggi più che mai alla potenza nazionale. La Cenerentola domanda il suo posto nella politica coloniale, ella ha il diritto di non vederselo negato. Orazio PEDRAZZI.
de Shi
sta per sor-
gere una fabbrica ottoni; una banca, per la prima volta, ha aperti i suoi sportelli in i a Massaua. strano anche le carovane che arrivano dalla Etiopia in numero sempre maggiore, profittando della assoluta tranquillità delle nostre strade e della sicurezza di vendere bene le merci.
Tutto ciò è il frutto di un lavoro costante
ed avveduto per allargare la zona d’influenza
della colonia e creare in Eritrea il naturale centro di attrazione che si irraggerà fino al lago Ascianghi ed al lago Tzana; Soltanto, occorre che il paese cooperi a questa opera economico-politica. Pochi giorni prima di cadere, il ministro Bertolini aveva presentato un disegno di legge che dava alla colonia i fondi per arrivare colla ferrovia fino al Setit e per completare i lavori del porto di Ma saua. La crisi ha fatto arenare, almeno pei ora, ilprogetto; ‘ che esso sia solamente approvato. Si tratta non soltanto di mettere in valore la parte più produttiva
BIANCHERIE' MILANO - VIA MANZONI
BARONCINI MILANO
Il forte Baldissera ad Asmara,
(Fot. di A. Comini).
ITALIANA
L'ILLUSTRAZIONE
Le nostre incisioni.
del Libro l'Inghilterra, la Russia, la Francia, l'Italia, l'Austria, la Svizzera, gli Stati Uniti, la Svezia e la Norvegia, ed i loro padiglioni in stile
TI disastroso terremoto della Regione Etnea, 00
cupa con incisioni e con articolo speciale, una parte
nazionale — quello dell’Italia
di questo numero. Altra incisione, con articolo relativo, illustra la gita del Touring Club Italiano in Tripolitania. Uno speciale articolo illustrato è dedicato al ben riuscito Congresso internazionale femminile tenutosi in Roma. Sono dedicate all'Eritrea varie pagine « Da Massaua all'Asmara » con belle inci-
mento », quello della Russia
è in stile « rinasci-
arieggia al Kremlino, e
così via — formano la grande strada delle Nazioni
La Turchia, il Siam, la Cina, la Corea, il Giappone hanno mandato le loro venerabili carte. A ren-
È specialmente illustrato il quadro / Coronari
dere il tipo della vecchia civiltà e coltura dell'Estremo Oriente è stata riprodotta la casa di un letterato cinese con i suoi. autentici libri. Inoltre sono state riprodotte una casa editrice giapponese ed una
degli Amici della medesima. Infine segue la pagina
in una strada araba, ecc. Un gruppo del padiglione
sioni.
di Luigi Serra, recentemente ‘donato ‘alla Galleria d'Arte Moderna di Firenze dalla benemerita Società
rivendita di libri e vecchie
Questa pagina comincia con tre ritratti che non
richiedono troppe spiegazioni: quello del generale Carranza, presidente del governo rivoluzionario
del Messico ed antagonista dichiarato del generale Huerta, del quale pure è qui ri
prodotto il ritratto: l' Huerta usurpò il potere presidenziale messicano dopo sconfitti e debellati i fra-
telli Madeiro, ed ora sconta la propria usurpazione Bad-
ger del quale pure diamoil ritratto, Ora fra Messico e Stati esiste un armistizio sui gerreris, giacchè gli atti di occupazione di varii punti del territorio Messicano non sono cessati da parte degli che aiutano palesemente l'azione dei
nord-americani e sud-americani per trattare, grazie alla mediazione sud-americana, un accordo che con-
duca alla pace; ma se Huerta vorrà rimanere al sarà
difficile
che
alla
pace si arrivi.
—
Il
mercoledì 6 maggio è stata solennemente inaugu-
rata a Lipsia
mondo —
Libro,
— ilmaggiore
l'Esposizione
mercato
librario
del
internazionale
del
quivi indetta per celebrare — non il cente-
Dici della nina
batti ladra
giorno
L'Italia, gloriosa da
teva mancare a tale esposizione, e vi è intervenuta dedell'Associazione
ipografico-Libraria. Alla cerimonia inaugurale
i ministri sassoni, e da Berlino erano andati a Lipsia
a rappresentare l'Impero i segretari di Stato Delbriick
e di tutti i tempi». Il Re cominciò la sua visita dal rande padiglione detto della civiltà a cui hanno Érroiata sotto la direzione di Karl Lamprecht, il celebre storico della Università di Lipsia, seicento
professori di tutto il mondo, Il Re visitò poi i paesteri, cominciando
da
quello dell’ Italia,
piccioni viaggiatori
CREMA
NUTRO
—
Finalmente ri-
nomesso » che fu causa di tanta guerra.
Il pubblico,
ansioso di questa
deci
prova
—
veramente
aspettativa fu soddisfatta e, quasi diremmo, superata: Pégoud fu maraviglioso, sorprendente addirittura forse quaranta volte, a tutte le altezze, in tutte le for
me, si volse, rivolse, capitombolando spensieratamente coll'apparecchio fra l'entusiasmo frenetico del pubblico, che gli diede la trionfale assolutoria ch'egli vo-
leva. — Mentre dall'Albania continuano a venire no-
ie non liete dell'ostinata resistenza di vai
il nuovo regno
dai due suoi consiglie capitano Fortunato Castoldi, italiano, milanese, se non erriamo, proveniente dal nteria, e da anni messo a disposizione del ministero per gliaffari esteri per
modo forme
colonia
popolazione indigena, e da tutti le fu offerto
di bene capacitarsi dell'importanza multidella parte Tripolina della nuova grande assicurata
scelti elementi
all'Italia. Questa
visita di così
della vita nazionale non
sarà senza
frutti per l'incremento dei rapporti morali ed eco-
nomici fra la Colonia e la Grande
AI momento
Patria.
in cui i gitanti stavano per salpare
da Napoli ebbero una gradita sorpresa: ildono, da del signor Stefano Carlo Johnson, presidente generale del 7ouring, di un eleg: volumetto (bellamente edito dagli Alfieri & ‘oducente
tutte
le medaglie
state
coniate
per
ricordare fatti, onorare corpi militari, eroi, personalità in relazione alla guerra Libica dal 1911 ad lie descritte sono circa 150 e ne ac-
compagna la descrizione un preciso sunto storicodiligenza e tutta la passione di infervorato
il suo collega, consigliere
tivo esercito ed alla diplomazia;
ed entrambi
tro-
lasciò il castello di Neuwied
recarsi
ca-
del nuovo re
fino da quando egli
per
questi
quale
degli
quattro
Stefano
avvenimenti
anni. È lavoro
Carlo
nella
Johnson
svoltisi in
Libia in
pregevolissimo,
ha
messe
tutta
nel
la
racco-
sita, così felicemente riuscita, della Tripolita:
pitale albanese. — Accompagna i ritratti dei due consiglieri, il ritratto del dottore Adamidy bey, che è il primo
rappresentante
diplomatico
del
TUAMACOPEA UFFICIALI
nuovo
regno d'Albania accreditato presso il Re d’Italia a
Roma. È un mussulmano distinto e colto, ha vissuto molto in Italia, e ben conosce ed ama il nostro paese. Infine il ritratto del tenente
PIU
BELLA.
riproduzione sintetica del protoplasma delle cellule cutanee; alimento del derma e dell'epidermide, assor-
bito interamente e rapidamente dalla pelle;
tonico delle fibre elastiche;
spiana le rughe ed accresce la turgescenza della pelle; spiana le rughe e conferisce alla pelle una turgidezza sana e giovanile.
Si applica sul volto,
e dalla
l'influenza italiana; mentre
solvente degli zafli sebacei che occludono lume dei dotti e sfiancano i fondi glandula
Il vasetto per posta ce in pi
de cordialità dalle autorità militari e civili, da; italiani stabilitisi in Tripolitania, dai notabili a
cronologico
della
WALDORF ASTORIA CRESUS PERFUMERY
Tripoli, al Garian, ad Homs, dovunque, con la più
missioni diplomatiche, sempre egregiamente disimpegnate: egli ha 38 anni, ‘appre brillante. mente a Durazzo, nei consigli del nuovo sovrano,
eccellente cavaliere, nuovamente distintosi no a Roma nella disputatissima gara finale
fu-
rono lanciati a volo. Partecipano all’ Esposizione
ANCORA
maggiod ‘one che fu di omagin Libia per la ban-
Ricca del reggimento cavalleggieri di Lucca (16.°)
Nello stesso tempo venne inaugurata l'Esposizione Duemila
occasione di riparlarne. —
solta, come riferimmo, la questione Pégoud-Dal Mistro, l’audace aviatore francese compì |’ altro mercoledì, 6 maggio, sull’Ippodromo del 7rofter a Turro Milanese, i promessi voli con « cerchi della morte» valendosi del famoso apparecchio « ma-
vansi ai fianchi
e Solz. Il discorso inaugurale fu detto dal presidente prof. Volkmann, che chiamò l’Esposizione un «documento della civiltà intellettuale di tutti i popoli
grafiche.
Il Touring Club Italiano ha voluto includere, fra
aulico Burboder, rappresenta l'influenza austriaca : glitore. Il volumetto riuscì perigitanti del 7ouring anche il consigliere ai co appartiene al rispet- un prezioso vade-mecum storico-artistico nella vi-
tervennero, attorno al Re Federico di Sassonia, tutti
di arti
Il Touring Glub Italiano in Tripolitania. le iniziative intese a festeggiare il suo ventesimo anno di vita, l'organizzazione di una carovana di
zione della carta alla fondita dei caratteri, alla stereotipia e galvanoplastica, al giornale, al libro, ecc.
di bene organizzare lo Stato, è assistito efficacemente
migliore fioritura tipografica nel secolo XV, non po-
diglioni
tutti gli ostacoli collocati in pista.
l'industria tedesca e straniera del libro, nel loro si luppo storico e nel loro stato presente: dalla produ-
l'interno si consolida. Il Re, tenace nel suo proposito
secoli nell'arte della stampa, l’Italia, dove sorse la mamente, sotto la guida unificatrice
grafica
piroti all'occupazione albanese,
detta « delle Nazioni» dove il colosso napoleonico fu mortalmente ferito — ma per celebrare il 150,° anniversario della fondazione della Corporazione
dei tipografi e librai tedeschi.
della civiltà raccoglie: « Tremila anni di arte
accorse in misura strabocchevole, e la sua grande
stituzionali. Ora poi va a riunirsi a Niagara Falls la Conferenza dei delegati messicani, potere
aperta
Avremo
lottando contro i costituzionalisti ribelli e contro gli Stati Uniti, la cui squadra nel Golfo del Mes-
sico è appunto comandata dall'ammiraglio
all'aria
tata davanti al Re, al Conte di Torino ed a sceltissimo, affollatissimo pubblico. Il tenente Ricca sull’ irlandese Bifo/chetto cuoprì i 50 chilometri in 3,39; i 25 km. in 0,50,38" e nettamente sorvolò
a servizio della scienza ». Nel reparto topogralico fi soci per una escursione in Tripolitania. La felice gurano come espositori parecchi amatori, fra essi il iniziativa raccolse 430 adesioni (e di più non potè Duca degli Abruzzi, con grandi fotografie di alta monessendosi dovuto, per necessità pratiche, fissare un tagna. L'Esposizione è stata inaugurata, ma, come accade di tutte le esposizioni, è ansora lontana dall’essere compiuta. Essa abbraccia in sedici gruppi l’artee
Uomini e Cose del giorno.
Vittoriano
stampe
«cavallo d'arme » dove ha guadagnata la coppa che s'intitola al nome di quello che fu un grande maestro della nostra cavalleria, il maggiore Federigo Caprilli. La gara, a beneficio della Cisco Ris dip
I petto, sul collo, sulle
a letto ed al mattino dopo di es:
si lava
ani alla sera nell’andare
Per favorire l'assorbimento praticare un leggero massaggio. = Agente Generale: F. MANTOV. Correggio, MILANO. In vendita presso le migliori profumer è farmacie del Regno.
quest'andetta de]
ARTO PEVIOVANNI FORMULA - DEL
— SENATORE |
PescAGILES DIG E GIOVANNI mico rico? del'dsiema, NEVRASTENIA-ISTERIA-IPOCONDRIA eci perlUntineuroticoIeBiovanmi Bolgna
L'ILLUSTRAZIONE
Madre nostra di Olindo MALAGODI.
per le prescritte vie docile guidi; tu sola, o buona, il mio pensiero affidi, a te sola il cuor mio vien per consiglio, e s'arrende al tuo dolce ammonimento... Questa alta poesia è fiorita fra le rose di
Non è comune il fatto d'un poeta ch anche direttore di un grande giornale pol Chi ogni giorno deve seguire e vagliare gli avvenimenti meno ispirati alle idealità, chi
un maggio; e Pianta fiorita segue acantare il dolce inno, che si espande in altre liriche sino all'intonazione’ d'un inno panteistico,
giudicare uomini positivi e cose persino
come
odiabili, s'innalza alle sfere poetiche
con volo sereno ed alto. Olindo Malagodi nacque poeta
O vaga voce, e în giorni ignoti, teco per altre vite noi forse vagammo? Forse, seguendo te, da eco ad eco, di là del fiume del tempo varcammo?
del .pen
Così al poeta basta un fiocco di neve o un'onda per penetrare nelle armonie del creato. Le due liriche Fiocco di neve e Onda sono gemelle. Una significazione ancor più profonda ci dà Psiche reduce dall'Ade azione spirituale ed umana. Può essere chiamato un canto dell'umanità, che conti-
il Malagodi mandò corrisponTribuna, della quale adesso è il direttore: fu co pondente anco
poderoso
di riviste italiane (fra cui l’ILLustrazione LraLIANA), di riviste francesi e inglesi. Nel 1891, pubblicò un libro ispiratogli dallo spirito animatore della politica della più grande na Imperialismo, studii sulla civiltà indu
nua infaticabile il suo eterno cammino. È un'ode saffica, veloce e nervosa, parca d’aggettiv verso è scolpito. Basterebbe la
e le sue conquiste (Treves, editori), libro d'un osservatore
e d'un
pensatore
moderno
che d'un giornalista. Lo spirito poei
più
ntanto nascosto non soffocato nel pubblicista ; presto il libro // Focolare e la Strada
e ben
lo manifestò
ma
bellezza di questa concezione, verseggiata così efficacemente dal Malagodi, per procla-
Olindo Malagodi.
e bella:
ione ar, che lo statuario fa balzar v nel mo, è rappresentata in quartine, che forse
con ‘gli uragani, e nelle deformità "umane, nelle innumerevoli ‘malattie, sembra si diverta
a persuadere
l’uomo
inguaribili miserie: e l’uomo
tr Aristide
gli
rtorio e di
onori del a libreri
critica.
is Bistolfi) otti del pubbl
delle
sue eterne
s'illude sempre,
spera sempre, ama sempre; e i poeti come il Malagodi adorano la Natura, la Dea della quale vedono solo la belle: e la bontà.... O di tutte le ci "o tenui o7grandi, [PPT re) feconda; tu che noi d'intorno ‘\ schiudi
ea mille gli sciam madre benigna, tu che ovunque io sento pur non veduta: tu di ogni tuo figlio
iederebbero maggior lima in qualche pun-
to; ma sono vive, slanciate, come voce di trionfo dello spirito arti o sulla materia debellata. Additiamo Zristano e Isotta ai wagneriani. Additiamo Za pace dell'anno, il Canto di felicità e Danza di fiori agli amanti delle immagini gentili, delle vi placide. Neppure l'inverno attenua il ritmo
glorificante del Malagodi, che lancia una Sfida
a l'inverno.
Un purissimo, alto sentimento
religioso della natura ondeggia in tutto il volume, che assume per questo un carattere
quasi solenne di osanna per la Natura e per l'Uomo.
,
CONTnerita PHEUTialla
RENTREENEERIAN AUNETANZENENIBRE
la più gran-
sere vissuti in altri tempi, sentimento che si veglia in certe anime soprasensibili, spunta n vaghissima forma. Basta una voce per isvegliarla.
delle questioni che agitano gagliarde nazioni. Da Lond denze al
ne Za nostra leggenda,
diosa poesia del volume. Il sentimento d’es-
ed è rimasto poeta, passando per l’aspro travaglio del corrispondente politico dall'estero,
ILICOLICIITORI ERIBRUERENIENTE NI AES AED ELISRI SÒ COTTI CICLO RI CICCIO TELI ALI IIC,
12 000
QU
‘
SY
SKI Nets
DELI
s; N) Il piùsa recente ritratto del generale Carranza. [o
+
ut
L'ammiraglio Badger, comandante la fiotta. degli Stati init A Vera Cruz.
I PROTAGONISTI
Il Re di Sassonia inaugura la Mostra Internazionale del Libro a Lipsia.
A destra il cap. Castoldi (ital.), l'altro il sig. Burboder (austriaco).
DEL
CONFLITTO
FRA
STATI
Il più recente ritratto del generale UNITI
E
MESSICO
st
sw
Huerta,
nr
L’aviatore Pégoud festeggiato a Milano dopo i trionfali acrobatismi aerei, compiuti coll’apparecchio di Dal Mistro.
Il tenente Alberto Ricca del reggimento lan-
Il dott. Adamydi bey,
cieri Lucca (16°) vincitore della coppa Caprilli,
primo ministro d'Albania presso il Re d'Italia;
nella gara pel «cavallo d'arme» a Roma.
488
L'ILLUSTRAZIONE
CUT
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ITALIANA
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III
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(0 E
filantropiche. La tragici
Caine è lo scrittore inglese più letto e
sso. Quest'ultimo suo romanzo levò gran Europa e in Ameri a, provocò le pro-
teste di un educandato di Roma, che ave
a creduto
di esservi designato in un certo e
ey dalle bibliote e circolanti del Regno Unito. Il ch naturalmente, contribuito al suo trionfale succe:
gono una
creatura soave
crudele e
tà ci racconta
tessuta di lacrime
ci trasporta dalla spensiera
delle monellerie infantili alle si
ligione può susci cio dell’adolesce
più Gian
di una
struggente passione, alle divine esultanze di una soave e dolorosa maternità. Spira per tutto il romanzo un senso di melanconia che talo» ad una
della
tragicità paurosa:
e
protagonista balza una
stringente, coraggiosa
i che travol-
come per
del
è impressi
a e dell’in-
sieme. Acute rappresentazioni di vi
avvicendano
che
l’autore
non
ha
fa
noh abituale
poteva paalita ANDE nei più alti strati del i e lo ha provato purtroppo la re-
un romanzo, che ha per base una importantissima ha realmente vinto la sua grande e nobile ba tesi sociale, Hall Caine
Da
molto di
tempo non
si aveva
Prévost
o ci riporta
agli straordinari improvvisi successi dei romanzi di Zola, del Daudet, del Bourget. Negli Angeli Custodi Marcello Prévost, dopo aver maritata Francesca averla avviata nella soave e difficile missione
mamma, sì è rinnovato completamente, la sua arte alla più
ha inteso dimostrare
mirabilmente
nella lettera
francese un trionfo pari a quello dell'ultimo roMarcello
nzo. L'autore
i pericoli a cui vanno incontro le famiglie francesi idando le loro figliuole alle istitutrici stranieri
forse ca
Gli Angeli Custodi. manzo
cente tragedia del Figaro, che si direbbe un episodio
di qu
ed di
portando
alta e forte espressione,
uendo, con ardimento singolare di dornée,
e co-
di
visione, di tecnica, un grande quadro dell'alta’ so-
un po' duro che Tor uno sfar sin ga gutamente d'invertire la tesi, attribuendo all’: ‘autore l'intenzione di mostrare... a quali pericoli vanno in-
contro codeste povere ragazze straniere ch’entrano come
istitutrici nelle famiglie francesi,
delle belle... Il dibate profondo,
tempo
piccante
delicato
e complesso, perchè investe una grave questione di costumi, di morale,
cietà francese contemporanea.
ma
contro l'inconsapevole
fatto di quattro ‘appassionati romanzi intrecciati in-
propone'una
È un quadro vasto e complesso che può dirsi
e ne vedono
e ne sentono e ne subiscono tito è ad un
requisitoria contro le convenzionali menzogne della società, contro alcune ferree leggi della morale, crudeltà di talune istituzioni
con
e è vero che la commozione del lettore è testi-
monianza
ibile e religioso, che con gr or)
e coraggiosa,
cieco determinismo
granaggio sociale,
comunque
d’educazione,
si voglia
giudicare,
patriottismo;
esso
ha dato
luogo, cosa che raro’ avviene quando lo scrittore si tesi, a un'alta opera d’arte.
ILLUSTRA-PHOTO
ULTIMA
CREAZIONE:
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profumi, le polveri di riso, le lozioni, isaponi e le acque
MEDAGLIA
d'ORO
all'ESPOSIZIONE di TORINO
nuovo profumo.
da toilstte della Casa GABILLA
1911. —
hanno ottenuto
la
Deposito presso: TOSI QUIRINO - Milano,
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
489
( LA È FIGLIA DI PASSADONATO (°° ai i 4 GUIDO DA VERONA
J
|
IS
(Continuazione, vedi numero precedente). VII
— Cavaliere mio, tutto è fatto! — esclamò don Massimino, sedendosi a cavalcioni d’un tamburello nel salottino turco. Passadonato lo riceveva in pantofole, con la giacchetta infilata su la camicia da notte. Guardò con diffidenza il Caddùlo, poi rispose: — GrazieaDio! Credevo che veniste ancora con un altrò diluvio di pretesti. — Piano, — lo calmò don Massimo alzando l'indice ;— voi siete intempestivo quanto mai, carissimo cavaliere!... Con la fretta che avete
non si conclude nulla. — Dunque? — fece Passadonato nandosi
abbottole brache, poichè nella fretta di scen-
dere dal letto, bottone più bottone meno, era
venuto
lì tal quale.
Don Massimino accese minuziosamente una sigaretta, e nel fare gli atti che occorrevano
aveva sugli orli della bocca un risolino di compiacenza. — Questo paio di schiaffi è dato? e ci fu scandalo ?Ecco quel che mi preme di sapere, — domandò Passadonato in quella pausa. Don Massimino cominciò a dondolarsi pian piano sul tamburello soffice come se fosse su l'altalena, poi si fermò di scatto: — Cavaliere, sentite qua: volete che vi dica il mio parere con schiettezza, come se foste un parente di casa mia, per il gran bene che vi voglio?
Passadonato alzò le spalle, gabbandosi a priori di quella verbosità. Il Caddùlo mandò in aria tre boccate di fumo, poi disse: — La fortuna vostra è che ci sta di mezzo don Massimo Caddùlo, perchè, a dirvela fran-
Proprietà letteraria. — Copyright by Fratelli, Treves, May agito
ca, voi state per commettere la più scombinata balordaggine che possa fare un uomo nei vostri panni! — To’! mo"! — proruppe l'usuraio; — mi cambiate le carte in tavola ora? L'altro prese un'aria solenne: — Sono qui; Don Massimo Caddùlo ha detto: sono qui! e ci sono, e ci sarò, senza mutare
una sillaba di quel che ho detto. Questo per intenderci, Cavaliere! Solamente le cose le faccio come voglio io, non come volete voi per intenderci! E si mise l’occhialetto nell'occhio sinistro. — Ma, insomma.... — esclamò Passadonato perdendo la pazienza, — io vi dico una cosa...
— No, vi prego, non dite nulla! Prima discorro io, dopo discorrerete voi. Se v'interessa, vi dirò frattanto che ho veduta la vo-
stra ragazza, la vostra bella ragazza.
— Ah!... toh!... come?... — fece Passadonato con le vene delle tempie gonfie. — Sta bene e vi vuol bene. Anzi, Cavaliere, ve lo dico in confidenza, è un cuor d’oro e vi vuol molto bene. Passadonato si fece rosso, bianco, poi scosse la testa: — — —
Bugie! Volete credere a me? x Bugie! Bugie! — Mi ha detto che vi saluti, e che torna quando volete voi.
— Tornare? Mai! Sapete quel che significa la parola: «mai»? Ditele pure a mio nome: Mai e poi mai! — Si stiracchiò i baffi, poi
soggiunse con la fronte corrugata: — Ora veniamo ad una conclusione, Don Massimino cominciò a considerare per
ogni verso le ghette candidissime
che rico-
privan le sue scarpette gialle, poi co’ due tacchi si mise a tamburellare sul pavimento. — Facciamo un'ipotesi — disse infine con
la sua
voce calma
e
stridula, che pareva
prepararsi ad una lunga pazienza. — Lo scandalo, poniamo, è successo; Don Massimo
Caddùlo domani si batte in duello con il conte Rainiero Gilli di Montefalcone, tenente di cavalleria. Don Massimo gli affibbia, com'è suo
buon
costume,
un traversone
jin faccia
che lo sfigura. La cosa va per i giornali, per i salotti, per le piazze: tutti risanno che costui è stato un porcaccione. — Insomma, facciamola breve, — inveì Passadonato, — non volete più stare ai patti? — Cavaliere, per l'amor di Dio, non m'interrompete! L'importanza o l’ opportunità d’una cosa la si giudica da’ suoi risultati, vi pare? Ebbene, vediamo insieme cosa mai risulterà da quello che abbiamo in animo di
fare. Due cose risulteranno: che il tenente Gilli si faccia dare nove o dieci punti di su-
tura alla faccia, poi scompaia per qualche mese dalla circolazione. — Per qualche mese? Come sarebbe a dire? — Eh, sì, via! Può darsi che voi lo costringiate a dare le dimissioni, e può darsi che anche mondanamente gli facciate gran danno, visto che siete persuaso di tenere ai vostri ordini buon numero di quei signori... — Per Dio, se li tengo! — E sia. Ma credete, mio caro Passadonato, voi che siete un uomo esperto, credete proprio che questa brava gente non roda un poco il morso nel dover chinare la testa sotto di voi?
osa me n’importa, se ottengo il mio scopo? — Quale? di uccidere, come si dice, un uomo morto? Bello scopo! Ma quei signori, amico mio, non foss'altro che per farvi un ripicco, in apparenza fingeranno di condannarlo, e sott'acqua gli tenderanno il canapo!
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L'ILLUSTRAZIONE
dubbio di ribellarsi alle vostre intimazioni. Credete proprio, Cavaliere mio, che un uomo del vostro genere, sia pur danaroso ed abbia in mano tanti segreti quanti vuole, possa comandare ad una cerchia di persone cento volte più forti che lui?... Pazzie!
— È quello che vedremo! — esclamò Pas-
sadonato alzando bruscamente le spalle.
Don Massimo si levò in piedi e con aria
ITALIANA
— Esagerazioni !Prima che vi giocasse quel
dùlo con una voce subdola. — Può darsi che
tiro non pensavate
vi prema vostra figlia, ma in questo caso non pensate nè a lei nè a voi: quello che vi bru-
cia, è d'essere stato leso
nell'amor proprioe
cercate una vendetta insulsa, mentre
potreste
tuomo,
sadonato sbarrando gli occhi. Don Massimo diede un pugno
nell'aria:
E da buon schermidore si rimise in guardia per vedere l’effetto del colpo che portava. L'altro ne rimase percosso e pieno di stu-
con
attenzione
quella
baffuta
e larga faccia
stupisce che non ci abbiate pensato ancora. Poi sisvolse con
noncuranza
e domandò:
— Chi vi ha disegnato quello sgorbio?
Leonardo, invece di rispondere, aggrottò la fronte. I — E quale sarebbe secondo voi la vendetta
alla quale non ho pensato? —
Insomma,
Cavaliere,
parliamoci chiaro,
— fece con spigliatezza il Caddùlo;
— in tutta
questa faccenda cosa vi preme di più:
il de-
non
S
re?
—
E
poi? —
si
sadonato,
che forse non lo sapeva in veri
— Volete che ve lo dica io?— fece il Cad-
(e strafottente, che
e'donne perchè 'se n’infischia:di loro.
il tempo Ma
voi
di riflettervi tanto
scherzate,
fece il Caddùlo
Don
Mas-
per aiutarlo.
liere carissimo, che da noi con l'onore non cherza.
Passadonato si prese un pugno nel palmo
dell'altra’ mano
evidente
mi preme! — concluse Pa
un tipo coraggioso
— Ve l’ha disonorata sì o no? La sposi! Da noi, caro mio, nelle nostre famiglie non c'è che un uso: questo. Fosse figlio d'un re, o la sposa o'gli ‘a la pelle! E credetemi, Ca-
— Mi preme senza dubbio.
sapere quel che
farabutto
simo! Mia figlia a quel farabutto? e poi...
è —
innanzi tutto.... mi preme Ma cosa importa a voi di
ebbe
ne maravigliò,
naro, la figlia 0 l'amor proprio? Parola mia
che non l'ho capito ancora!
un
— Ma per Dio, fategliela sposare!
pore;
che dalla:cornice sorrideva con ebetudin — La vostra vendetta è un’altra, — d al ritratto anzichè all'uomo, — e davvero mi
il tenente. — Lo \trovavo” simpatico.
pretenderne, secondo me, una straordinaria ! simpatico, non c'è che dire * — lo vi dico di‘più, Cavaliere: un galan— E quale?— domandò questa volta Pas-
distratta.simise a guardare un ritratto a carboncino di Passadonato quand'era più gio-
vane; poi, come se le parole gli cadesser dalle labbra casualmente, pur esaminando
così: anzi, e ve l'ho fatto
notare parecchie volte, avevate un debole per
e cominciò a strofinarlo forte
Avrete coi
so che parlo contro
l’inte-
e mio, — insinuò il Caddùlo — poich'è che a questo
modo
non
riscuoto
il
vostro chégue.... Ma io, proprio in coscienza,
non. mei la sento di rovinare la vostra ragazza,
uno îsplendore di ragazza, dico la verità, vinare
quel
povero
Mondiale. Esportazione
e ro-
tenente, che se avesse quattro soldi in tasca
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sarebbe il miglior diavolo del mondo. — Si Una calia matricolata che
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ci sono io: ascitigati
iL BUCATO n CASA stemi di bucato
Passadonato s'alzò in piedi e gonfiando
suo torace enorme, distolse la faccia per non mostrare l'improvvisa commozione che gli
— Anche incinta! — gridò Passadonato battendosi due gran pugni sulle ginocchia. — ER!... son cose che capitano, Cavaliere mio, sopratutto quando si fa l’amore.... Ma lui, quel brigante, sapete invece come s'è condotto di fronte a queste responsabilità che fanno scappare gli uomini onesti? Le ha det-
— Ebbene, vi sbagliate. Datevi la pena di osservar le cose più da vicino e cambierete parere. Don Massimo Caddùlo non è tenero
perfetta
gazzo è un galantuomo.
le mani.
una specie di
Sterilizzazione
voi l'avete messa in istrada, è lui l’ha raccolta. Io, che sono un cinico, e n’ho vedute mille di queste cose, vi giuro che quel ra-
— Incinta?!.. — Se vi garba, Cavaliere!... non avrebbe fatto altro che mostrarle la porta e lavarsene
ricatto, e farmi rubare le cambiali per liberarsi dal debito. Quei figuri lì non san nemmeno
qualche modo ce la caveremo ». Le chiacchiere sono chiacchiere, Cavaliere mio, ma
bante che voi ne fate, quando gli capitò in casa la ragazza vostra, scacciata, senza un soldo, e incinta per soprammercato...
innamorato. Questo poi ve lo giuro, che s'è innamorato ! — Baie! Non aveva che uno scopo in tutto questo: mangiarmi
491
ITALIANA
per il suo prossimo: se vi dice lui che quel ragazzo è galantuomo, vuol dire che lo è. Oh, insomma, statemi a sentire: se fosse il bir-
Vaglia agli edit, Treves,
vi dimostreranno che coll’ economia realizzata sul vostro consu-
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sarebbe semplice :mi tirerei un colpo e buona
notte. Ma voglio bene a questa
V' ho detto quel che penso e vi ho suggerita un'idea.... ma dopotutto vostra figlia non mi riguarda, e del tenente alla fin fine me ne lavo le mani! Fate voi quel che vi garba; per conto mio, vi prego di sciogliermi dall'impegno preso, e vi renderò naturalmente
ragazza; non
posso lasciarla finire sul marciapiedi col suo
— Sapete cosa mi ha detto stamattina ? bambino, vi pare? Suo padre, quando ha detta una cosa, la fa, e non c'è speranza che le Ecco le sue parole testuali: « Devo andar oggi perdoni. Del resto vi giuro che se anche vedal colonnello, perchè Passadonato gli ha nisse per riprenderla, ora forse non gliela scritta una lettera che mi denunzia insieme renderei. Sono con le spalle al muro, e non con parecchi ufficiali; qui ci sono*gli avvisi so cosa decidere.... Vedete un po’, don Masd’altre cambiali protestate: non so come absimo, se potete aiutarmi voi.» bia potuto averle, ma in ogni modo aspetto li uscieri.
Questa volta sono a terra;
è la
fine, mi manderanno via. Me ne rammarico per l'uniforme, perchè sono tanti anni che la porto....» Era pallido, ma Inon piangeva; solamente gli tremavan
un poco le punte dei
baffi, ed ha soggiunto: « Se fossi ancor solo,
Non saranno commedie? — l’usuraio, sbirciando il napoletano.
cato, — la diffidenza eccessiva diventa un’offesa, e don Massimo Caddùlo non è avvezzo a sentirsi discutere la sua parola d'onore.
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5 mag. l'oma. È pubblicato un largo Bukarest. Il Parlamento è stato sciolto no, imperatore Gumovimento di generali. Il generale Ca- dopo compiuta la revisione della Costitu- glielmo, che ha proneva cessa dall'essere designato per l'e- zione. munziato un discorso ventuale comando di un’armata in guerra. 7. Roma. Nel mutamento dei provve- augurale, — Dimostrazioni anti-austriache di stu- dimenti finanziari il governo abbandona Bukarest. Il prindenti qui e in tutti i centri universitari la tassa globale sull’eredità. cipe ereditariodiRued altrove. — Firmati in Vaticano i preliminari mania interviene a Mantova. Inaugurato il Congresso so- per il nuovo concordato fra la Santa Sede banchetto alla Legaciplista della resistenza. e la Serbia. zione Italiana. [Pietroburgo. Alla Duma l'opposizione Belluno. Terremoto alle 5.40 sentito Tunisi. Nella notte infpedisce di parlare al nuovo presidente anche a Pordenone. in treno tra Biserta ddi ministri Goremykin; ben 21 deputati Catania. Forti scosse di terremoto nella e Tunisi assassinato di gruppi del lavoro e sociale-democra- regione Etnea, il vice-console di Nortibo sono espulsi con la forza. 8. Verso le 19 attorno all’ Etna, con vegia, l’ industriale ‘6. Con scarso numero di presenti la Sigvard Batt. Camera riprende le sedute, 10. Roma. Arre— Il generale Ameglio è presentato un dugento feri stato il primo segredal presidente Salandra ai ministri riu- 8. Homs. Arriva festeggiatissima la tario della Corte dei niti in consiglio. carovana del Touring Club. Couti, Eugenio Lu— Inaugurato il Consiglio InternazioParigi. Forte tempesta. Copiose ne- brano, per falsi e nale delle donne. vicate sui monti di Francia, truffe. Genova. Gl’imperiali sovrani di Ger- Madri DIdichiarato sciopero generale — A Palazzo Giumania, dopo sosta al castello San Giorgio marittimo intutti i porti di Spagna stiniani una costiPortofino, vengono a Genova, dove Brunswick: Solenne battesimo del pi tuente Massonica d
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on codice il:Sig. Richon nè ebbi maicoccasione di vederlo, Senza alcuna cdusa apparente i suoi capelli si erano dirad diradati al punto Co, cheilcuoio s capelluto appariva È a mîo Succo,
governo. si dar il principe îl Re ricevo Rent 3ne Alì, tafr agiziono nuovo neguedotto.
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