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L'insediamento dei Sovrani d'Albania a Durazzo.
15 Marzo
1914.
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(fotografie e disegni del nostro inviato speciale ALDO MOLINARI). Lo sbarco dei Sovrani a Durazzo; Gli alunni delle scuole di Tirano sfilano sotto il Konak; La folla sulla banchina di Durazzo attende l’ar dei Sovrani; I Sovrani sul balcone del Konak salutano la folla plaudente; Truppe albanesi) schierate lungo le vie; I "Sovrani d'Albania sull;
banchina cal Last) di ro _ Da BURZI Ipsilon del OE siGenova (5 bos — L' C) DAGA del “ PERL loppia pagina). — Lo sciopero generale a Roma. — L'avanzata in Cirenaica (2 inc... — Decorazio: er campa; di Libia. — di 25 violoncellisti a Pai a La medaglia della Lega Navale Italiana. — Rust La signora Margot Kaftal. nudo
Vai e
Nel testo: La conferenza di Guglielmo Marconi sui progressi della RADlo slegzala (con 6 inc.), di Ernesto Mancini. — Il nuovo Re d'Albabi
sull’Adriatico (con 2 inc.), di Giulio Caprin. — cai
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Te8, A e3, Aeg. Cf2 . Da g4. h7. (9) Tal. Thd. (8). ol tratto, dà sc. m, în due mosse.
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5 Cf6xe7+
} (5 Pozzi). col tratto, dà sc. m. in tre mosse.
Luciano Zùccoli. —
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I
L'ILLU DI RAZIONE
Anno NU. - N 1. - 16 Marzo 198. ea
ITALIANA
Centesimi 75 il Numero (Estero, 1 fr).
Per tutti gli articoli e î disegni è riservata da proprie tà saradcaa G se stteraria, secondo le leggi e î trattati internazionali pyright
L'ARRIVO
DEI
by Frati
SOVRANI
D'ALBANIA
A
DURAZZO.
(Fotografia del nostro inviato speciale Aldo Molinari).
FIWTREVES Lo sbarco dei Sovrani a Durazzo, il pomeriggio del 7 marzo.
i’ILLUSTRAZIONE È APERTA
il Narodny List, aveva formulata l'accusa, av-
L’ASSOCIAZIONE
pel secondo trimestre 1914 dell’
Illustra bo ITALIANA
bania, che, in un paese tutto da rifare, può
CORRIERE. dese sciolta. Le elezioni in Spagna. Gl'italiani del Sud
esordire senza
preoccupazioni
parlamentari,
«Sarà un regime il mio — egli ha detto — nè assoluto, nè costituzionale: la mia volontà
entrerà direttamente nell’organizzazione dello
Giolitti dimissionario. L'ipotesi Sonnino. I Sovrani d'Albania a Durazzo. La Camera sveSocialisti
valorata da documenti schiaccianti. Ora gli amici politici della spia voltano l'arma contro il governo di Vienna, chiedendogli conto della consumata corruzione di quel legislatore di buona"volontà!... Oh!Vil parlamentarismo C'è quasi da invidiare Re Guglielmo di
per L. 9,50 (estero, franchi 18).
a Murzuk.
ITALIANA
‘e socialisti del
Stato, ma il paese vi avrà i suoi interpreti, mercè l’azione di un Senato, eletto metà da me e metà dal popolo. » Intanto è nominato, pare, il primo ministro: —
uno statista musulmano
Nord. La Venere di Velasquez deturpata da una
ben noto, già ambasciatore tureo a Roma, a
sciopero
Pietroburgo,
suffragista. La pace
La
lotta
generale teatrale
contro
l' Home-Rule.
per gli ospedali
di Ricordi
a
a Parigi.
Lo
Roma.
Stato,
Comuni e Teatri. L'indennità agli assessori.
Da una parte un sovrano che prende pos-
sesso del trono; dall'altra un dittatore che se ne va premeditatamente, Il sovrano
entra nel
suo regno, a Durazzo, fra l'entusiasmo della parte albanese del
stenze
della
suo popolo, e fra le re:
parte epirota, che
brontola da
lontano; il dittatore, Giolitti, se ne va fra gli applausi dei suoi devoti, ammirati per la tat-
tica immutabile.
In fatto, Giolitti si vanta — e lo dice apertamente — non essere mai stato colpito da voti di sfiducia: se ne va quando vede le
difficoltà;
se ne va quando gli pare di fiutare
il vento infido; se ne va, perchè qualche suo
come il nuovo Re — dalle m
Ma e l’Epiro?... Il primo min tro greco, Venizelos, in iena Camera greca ha consigliato gli Epiroti icconciar: nuovo ordine di cose. Sarà questa la maggiore ed immediata difficoltà del nuovo regno. Regnare, è la cosa più vagheggiata,
£
« Preoccupato di garantire la sicurezza del regno e di compiere il mio dovere di Re, mi sono veduto costretto di offrire al popolo
nale.
quei
ducia al ministero...
che toglievano la
e tutto il mondo com-
prese che s'erano riuni
per rendergli un
servigio! Così, Parlamento e paese si trovano
con
una © priva affatto di significazione. Il ministero sorretto da una grande maggioranza
i è dissolto all'indomani di un voto di implicita fiducia espresso da più che 360 deputati, e volendo far credere di non potere più vivere perchè una
trentina di deputati
radi-
cali escono dalla maggioranza, la quale, dopo tale esodo, sarebbe non solo ancora sufficiente, ma anche più vigorosa, perchè più omogenea. Ma, ben inteso, tutto quanto accade è una farsa. E quello che accadrà?... È inutile strologare. Dicono che Giolitti abbia designato al Re il Sonnino. Questo classico liberale del Centro viene sempre in scena nelle ore ingrate, nei momenti delle gravi difficoltà da superare. Nel 1893 venne a salvare la finanza ed il credito del paese che Giolitti lasciava come peggio non sarebbe stato possibile. Riapparve ancora due volte, nel 1906 e nel 1909, per governare cento giorni.... mentre Giolitti si riposava ed aspettava. Vorrà egli rendere ancora un nuovo servigio?... La Libia, politicamente, idealmente, è fuori di discussione;
ma vi sono cose tutt'altro che agevoli da ri-
mediare. La solidità finanziaria da ristabilire ; le imposte da escogitare per ritrovare il miliardo, almeno, che abbisogna; la questione del Dodecaneso da liquidare; la sincerità della vita parlamentare da ristabilire. Sonnino è certamente uomo da potere accingersi a tutto ciò; ma glie ne sarà dato modo? Egli, così rigido, potrà acconciarsi alle necessarie arrendevolezze con la Camera che Giolitti ha fatta? Gli lasceranno mettere insieme un ministero capace di vivere.... più dei soliti cento giorni Già cominciano a salire le scale del Quirinale i soliti personaggi, chiamati dalla Corona per essere interpellati sulla situazione. Arriverà limpido in alto il senso della situazione?... O non accadrà che firiisca ancora per \prevalere un qualche suggerimento di Giolitti Oh! quale commedia il parlamentarismo!... Quando
non
è dramma,
come
in Austria,
dove ora tutti gridano la croce addosso contro il deputato socialista-czeco Sviha, denunziato come spia abituale della polizia austriaca!... Egli è scomparso dopo che un giornale,
Chiedete il GENUINO
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NATURALE detto SPRUDEL ai GARLSBAD se volete evitare falsificazioni e,Irodi.
Hammer-
tà nella Camera, che
per ciò è stata sciolta. È molto chiaro e spiccio a questo riguardo il messaggio del re. Eccolo nella sua or
tarsi di averlo
mandato via. Nemmeno
ma, pratica-
ministero
mere con
riunirono per deliberare
poeticamente,
mente, la meno facile e più tormentosa, Sul trono da appena sette anni, lo sa Gustavo V
rivale, in breve intervallo, si sciupi e gli prepari la via del ritorno; ma nessuno può vancompiacenti radicali che, la settimana scorsa,
spirito riformatore, animato —
nuove elezioni
l'occasione di espri-
per la Seconda
Camera
la sua opinione sulla questione della difesa nazio-
Per conseguenza ho deciso di sciogliere il sdag e di decretare in tutto il regno nuove ele-
zioni per la Seconda Camera. Farò conoscere più tardi lispota nella quale il Riksdag si riunirà di nuovo, » Re Gustavo non poteva esprimersi più chiaramente
in così poche parole, è non
può
dire che gli svedesi non sappiano quali sono
gl'intendimenti del loro Re. Le nuove elezioni saranno, dunque, per lui o contro di lui.
In Spagna le hanno
superate,
domenica,
dando, come al solito, una maggioranza sovrabbondante al ministero in carica — che presieduto dal liberale Dato. In Spagna è
sempre così, Il ministero che fa le elezioni stravince — poi cade. Vi sono state anche numerose collisioni sanguinose fra i partiti, con morti e feriti. Altro che da noi!... — Per fortuna, c'è sempre la Spagna — direbbe un ammiratore di Giovacchino Rossini. * Dunque
la bandiera
otto giorni a Murzuk!
italiana
sventola
La colonna Miani
da
è
arrivata senza colpo ferire — si può dire — nella lontana capitale del Fezzan, ad otto-
cento, chilometri da Tripoli, e gl’italiani hanno letta la lieta notizia senza commuoversi! Co-
me rapidamente
forma il temperamento nell’occupazione di Murniente feriti; abilità diplomatica e logistica, ma nessuna tumultuosità guerresca; cannonate sì, di cannoni turchi, ma per salutare gl'italiani sopraggiunti; quindi, l’impressionabilità italiana — dominata, di solito, dai titoli roboanti dei giornali — non si è abbandonata a nessuna esaltazione. coloniale !... Cioè; zuk, niente morti,
lo ho qui davanti il mio vecchio atlante scolastico di cinquanta anni sono — ahimè!
aperto sulla carta d'« Africa secondo le pi
nuove scoperte». Murzuk, vi è segnato « Mursuq» e fra questa, dirò così, città e Tripoli, sta la dicitura « deserto di Libia ». Noi ragazzi guardavamo con un senso di stupore curioso quegli spazi bianchi della carta d'Africa. Il deserto, le tempeste di sabbia, i
leoni, l’ignoto!... Ebbene, oggi l’Italia è insediata in Murzuk, ad ottocento chilometri
da Tripoli, al di là del deserto libico, sul li-
mitare del grande deserto sahariano, con la medesima stabilità con la quale si trova installata a Tripoli, a Derna, a Bengasi. Murzuk, per chi nol sapesse, non è un piccolo villaggio arabo, composto di poche capanne, la cui occupazione debba lasciarci indifferenti: è invece un grosso centro com-
merciale. A Murzuk fanno capo le strade carovaniere che attraversano la Tripolitania. Sono abbastanza prossime a Murzuk le ricche,
feconde regioni del Tibesti e del Borku — dove, venendo da ponente, si sono testè avanzati i francesi. Siamo in Africa confinanti, ora, della Fran-
cia, come
qui
in Europa. Verso ponente c'è
Ghadamès, dove france: gl'italiani, che loro hanno restituita la visita al diilà del confine. L'espansione dell’Italia fino al gran deserto si è compiuta in meno di due anni dalla pace di Losanna; mentre la resistenza beduina in Cirenaica si va dileguando, ed il gran Senusso, scacciato dal suo punto avanzato Er' Msus mercè l’audace risolutezza del generale Ameglio, va ora correndo fuggiasco non si sa bene verso dove!... Questa è storia che non si cancella, e conta assai più di tutta quella casistica parlamentare dalla quale
escono le sofisticazioni ministeriali. * Il fatto compiuto libico ha esaurito — si dice — il ministero Giolitti. Ma, c'è di pi ilî fatto libico ha rotta nella Camera l'apparente unità socialista, mettendo in aspro contrasto la critica positiva espressa nei discorsi del Labriola, dell’Arcà, perfino del De Felice — cioè, dei meridionali, dei ani, con quella del Modigliani, del Claudio Treves e degli altri oratori settentrionali, rimasta poveramente negativa e come perduta nel vuoto. Sono due le anime socia! te — quella del sud e quella del nord; stato messo in evidenza dal contrasto suscitato nella Camera dal palermitano Tasca di Cutò, che ha un poco lavati i panni delle cooperative di lavoro
settentrionali.
Il contrasto
emerso
aper-
tamente fra le due anime socialiste, ha fatto sottolineare da quelli del sud la cosidetta «industria della ccupazione» tanto bene sfruttata dai socialisti del nord, arrivati a creare, specialmente nella valle del Po, una sorta di regime di privilegio a tutto carico dello Stato, e con danno delle altre popolazioni spinte a ricorrere all'emigrazione. Ci sono disoccupati veri anche in Italia — come ce ne sono a migliaia, dijveri e di artificiali, anche nella ricca America del Nord, dove invadono chiese, ospedali, teatri, scuole per farvi gazzarra, Ma vi sono anche i «disoccupati di Stato» che fanno il buon giuoco dei politicanti. Il contrasto fra socialisti del id e socialisti del nord
ha messo
ciò bene
in luce nella Camera italiana, sfatando in mezzo al socialismo la ridicolaggine dei dogm soluti, che vorrebbero tutti i deputati socialisti irrigiditi in un identico atteggiamento, nella identica monotonia delle medesime affermazioni inconfutabili e delle medesime negazioni imperative. La follìa delle suffragiste inglesi attira ancora, clamorosamente, l'attenzione del m6ndo. Mentre da noi, per la ricorrenza del quarto centenario di quell’artefice di bellezze architettoniche che fu il Bramante, si aprono esposizioni dei disegni originali di lui, a Londra una suffragista esasperata — Maria Richardson — deturpa con sette disperati colpi di coltello la « Venere dallo specchio» di Velasquez nella Galleria Nazionale Quel magnifico nudo di donna che volgendo il morbido dorso al pubblico, si contempla in uno specchio sorrettole di fronte, sul letto, da un amorino nudo, forma la delizia dei visitatori della National Gallery, sempre affollativi davanti. Quella solita corona di ammiratori non ha trattenuto Maria Richardson dall’atto di follia, pel quale in questo momento il nome di lei figura su tutti i-giornali del globo. Cosa sperino di ottenere con questi metodi le «suffragiste militanti» inglesi non è facile vedere. Il diritto al voto — no certo. L'opi-
nione pubblica inglese si irrita sempre più,
ed approva la resistenza governativa. Di questa resistenza è specialmente vittima la celebre signora Pankhurst, che, ogni terzo giorno, è arrestata, ed ogni terzo giorno è dimessa dal carcere perchè non vi debba morire dentro per volontaria inedia. La signora
Pankhurst era stata arrestata, per la cente-
sima volta, la sera innanzi, a Glasgow, mentre si avanzava
nascostamente
in
un
teatro
per presiedervi un comizio. La polizia dovette superare attorno al palcoscenico una siepe pungente di filo di ferro — come si usa in guerra per proteggere le trincee, ed a Milano per difendere, inutilmente, le ve-
getazioni del Parco dall'opera di devastazione dei malviventi. Quando la signora Pankhurst,
dopo viva lotta, fu presa, le sue compagne gri darono: « Vendetta! Vendetta!» E la vendetta
L'ILLUSTRAZIONE
Lo sciopero generale
a Roma. —
ITALIAN
Il comizio in Pi
247
del Popolo. (Fot. Paoloeri),
per la cattolica Irlanda sono le provincie pro-
arrivò l'indomani con le deturpazioni gravissime della Venere di Velasquez. Ecco la franca dichiarazione della detur-
testanti dell' Ulster, decise ad ogni contro l’odiata riforma, che fu i
patrice: * «Ho tentato di distruggere il quadro della più
Gladstone. L'atteggiamento irr queste provincie ha influito
testo contro il Governo che sta distruggendo la si gnora Pankhurst, che è il più bel carattere della
al termine conciliativo di escludere 1’ Ulster dall’/7ome-Rule. Il primo ministro Asquith, entrando in questa via conciliativa, aveva
bella donna
che sì ricordi nella mitologia.
Io pro-
storia moderna. La giustizia è un elemento di bellezza, così come lo sono i colori e il disegno sulla tela. La signora Pankhurst non cerca che di otte-
nere giustizia per la femminilità
e per questo essa
viene lentamente assassinata da un Governo di po-
liticanti
iscarioti.
Se si leveranno proteste contro
questo mio atto, si ricordi il pubblico una si mile protesta sarà il dettato dell'ipocrisia fino quando il pubblico permetterà che si distrugga la signora Pankhurst e si distruggano insieme con lei le sue belle vive donne che la seguono. E fino che il pubblico non avrà cessato di tollerare la distruzione di esseri umani, ogni sasso lanciato con-
tro di me perchè ho distrutto questo
una
nuova
prova
della
quadro, sarà
ipocrisia e della disones
artistica, morale e politica del pubblico ». Non si può negare la logicità di questo. disperato ragionamento. Maria
Richardson, già
posizione unionista, la quale pareva venuta
ora proposto di escludere per sei anni dalla partecipazione all'/7ome-Rule, cioè all'autonomia, quelle contee
con
un referendum
rate avver
Si credeva ch a base, tutto sarebbe stato appianato, ma lunedì, l'opposizione, in lena Camera dei Comuni, ha recisamente respinta la proposta conciliantista. « Voi fate per disarmare l' Ulster » — gridato ai ministri il /eader dell'opposizione, Bonar Law. In fatto l’Ulster ha organizzata formidabilmente la resistenza legale, pronto a passare alla stenza rivolu: jonaria. La proposta conci
ntista di Asquith è, per i suoi avversari
di foof-ba//, appartiene
un’insidia. In sei anni l’Ulster perderà la tensione della sua resisten: E appena sar debole verrà costretto a subire ciò
duce sempre ad atti folli, ad assurde pazzie.
condannata a cinque mesi di prigione per avere incendiato presso Londra un elegante padiglione in un campo
da almeno
trenta
anni. Qui,
con colluttazioni, sassate, rivoltellate all'imÎì ata, grida contro l'ambasciata d’Aust: — figurarsi! — ed anche contro Bissolati,
che, fra la folla tumultuante, cercava di mettere pace. « Abbasso il deputato del Quiri-
nale!...» Potrebbe parere una designazione in quest'ora di crisi ministeriale!..,
Nei comizi hanno gridato, chiedendo che il capo dello Stato intervenga personalmente sussidiando gli ospedali. vorrebbe altro che il contributo della lista civile!,., A Milano, dove la questione non è assolutamente finaniaria, le difficoltà non sono minori che a
dove le violenze di questo sciopero generale non faranno avanzare di un sso la soluzione del problema. Dunque è finita bene a Parigi la guerr: musicale fra Ricordi e quella società degli
vuole subire. Si abbia il coraggio
autori, Rallegriamocene, chè,
rarlo fin d'ora esente dagli effetti dell’autonomia. L'organizzatore della rivolta nell’Ul-
di Parigi, senza
Questo gesto crudele contro Venere bella non porterà al trionfo il femminismo mi) tante britannico. C'è qualche cosa da amm rare nell’esasperazione di questi caratteri che piuttosto si spezzano, anzichè piegarsi. Però
ster, il deputato Edward Carson, non vuole l’insidia dei sei anni prova, € non crede ai miracoli di questo esperimento, vaticinati dal nazionalista irlandese Redmond, L’Ulster
tali; e queste donne magre, alte, asciutte che combattono con energia certamente virile,
rassomigliano troppo a certi anarcoidi di sesso maschile perchè possano pretendere di essere trattate con l’indulgenza sempre ottenuta dalla femminilità delicata e soggiogatrice.
In Inghillerra non fa rumore soltanto la esasperazione femminile suffragista. C'è la grossa battaglia dell’/ome-Ru/e per l'Irlanda. Respinta l’anno scorso dai Lordi, la questione ritorna ora davanti alla Camera dei Comuni, e gli « unionisti », cioè gli avversari del ministero democratico, sperano che ess possa servire di leva a far sciogliere la Camera, perchè la grande massa degli elettori del Regno Unito siano chiamati a pronunciarsi direttamente su codesta /omze-Rule, considerata
dagli
unionisti
come
acerrime
nemiche
dell’/orze-Ru/e
mortale alla compagine britannica. Le più
un
colpo
manda i suoi deputati al Parlamento di Lon-
dra; il giorno in cui sì rassegnasse a non essere rappresentato che nel nuovo Parlamento Irlandese,
l'Ulster avrebbe
finito di vivere.
tutti gli
gli agitatori di mestiere non hanno pensato — per fortuna — di impadronirsi. A Roma, invece, ne hanno cavato fuori uno sciopero generale improvviso, tumultuario, impulsivo,
alla specie dei logici assoluti — e la logica assoluta, nella realtà inesorabile della vita, con-
gli atti criminosi, per quanto suggeriti da una logica disperata, non cessano di essere
invece,
uomini più competenti studiano la migliore e più sollecita soluzione del problema, del quale
tasi di un success cese s;
in sostanza, trat-
te italiana sui teatri
pregiudizio per l'arte fran-
i. Anche pei teatri,
specialmente
sono tutt'altro che rose.
Il lato indu-
malgrado il costante fervore del pub-
le delle imprese teatrali non offre, io credo, maggiori allegrie di quante ne vada offrendo la questione degli ospedali. Qualcuno ha proposto che per i teatri sia invocato il concorso dello Stato. Figurarsi, in quest'ora di ri-
se ha la maggioranza,
come è noto —
la deve al voto fedele
cerca di nuove imposte!... Eppure, guardate:
degli 84 deputati na que l'esito della lotta
i ndesi. Dunè evidente: o le ga-
reggia, come da noi, nisteri — in Francia, appena dieci giorni sono, la Ca-
Il governo
di Asquith —
ranzie temporanee per l’Ulster sono accettate
dall’opposizione,
o
verrà
l’/ome-Rule
nella
sua pienezza, compreso lo strascico della guerra civile ulsteriana!... Alle intransigenze femminili e maschili brile frenesie impulsivi dominanti la piazza,
tanniche, fanno riscontro da Roma
degli elementi
spinta allo sciopero generale per protestare contro la chiusura
di tre ospedali, dovuta
ragioni amministrative.
a
Con la trasformazione della vita, per le continue immigrazioni, nei grandi centri — come
Roma, Milano — la questione degli ospedali
diventa sempre più urgente e tormentosa. A Milano lo sciopero contro la condizione degli dovrebbe durare, incessantemente,
| ospedali
in Francia — dove la questione tributaria ama-
mera, senza discu ni, ha votato un credito straordinario di centoventicinque mila franchi a favore dell’Odéon, uno dei teatri classici della commedia francese, la cui gestione per il 1913 è risultata in perdita
In piena Repubblica Francese questo è posile. Da
noi
sarebbe
tale
tasto,
da
inspi-
rare a qualche nuovo Giove Pluvio Zeechi un
altro sciopero generale !...Non si vogliono più
nemmeno gli stanziamenti pei teatri nei bi lanci comunali. Però i socialisti preparandosi all’assalto dei Municipi preannunziano fin d'ora l'indennità agli assessori. Forse per affermare, col fatto, che il partito dell'avvenire prepara veramente, per le pubbliche amministrazioni, tutti 11 marzo.
uomini
di valore!... Spectator,
248
L'ILLUSTRAZIONE
L’'INGRESSO
DEI
SOVRANI
ITALIANA
D’ALBANIA
(Fotografie del nostro inviato speciale Aldo Molinari).
Gli alunni delle scuole di Tirana sfilano sotto il Konak.
La folla sulla banchina di Durazzo
attende l’arrivo dei Sovrani.
A
DURAZZO.
i
L’INGRESSO
L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA DEI SOVRANI! D’'ALBANIA (Fotografie del nostro ‘inviato speciale
249 A
DURAZZIO.
Aldo Molinari).
Truppe albanesi schierate lungo le vie fra il pontile e il Konak,
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ARòhòcRielhill
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250
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Il yacht austriaco « Taurus» sul quale viaggiarono da Trieste a Durazzo i Sovrani d'Albania. UNA
GIORNATA
STORICA
per gli usi quotidiani
1914.
Avevo chiesto al mio amico carissimo e collega di collaborazione Simp/icius un ritratto, fosse pure immaginario, del sovrano di nuova nomina, il principe Wied, Mbref di Albania, Il collega mi rispose: — Soggetto interessante; ma difficile, Alle volte sembra lontanissimo nello spazio e nel tempo:
un
anacronismo
che
sbaglio sulle rive del Reno; il più potente teleobiettivo non riesce a coglierlo con qualche esattezza.
Poi
tutto a un
tratto
ce lo tro-
viamo troppo vicino. E allora la mia
mac-
china, con obiettivo tipo fantasia, non serve: lo renderebbe troppo brutto, per lo meno un po’ ridicolo. Il che sarebbe ingiusto: nella sua situazione c'è qualche cosa che richiama le solite situazioni comiche del principe balcanico dell'operetta, ma c'è anche una certa atmosfera romantica di regalità da leggenda. Può averla sognata con cuore puro, la sua inattesa avventura coronata, quest'uomo che ha nel sangue qualche onda di pura fantasia germanica: sua zia, Carmen Sylva, lo chiama Lohengrin.
E
il
suo destino è serio, anche
Io non
oso
indovinare
se a combinarglielo è stata una volontà non troppo seria, l'accordo di tutte le grandi Potenze.
veramente dentro codesta potrebbe esserci soltanto rassegnato,
fede attiva.
ma
che cosa ci sia
uniforme nuova: dell’automatismo
potrebbe anche esserci della
Dunque
della passione, per lo
meno
dell'illusione; sia l'una o sia l’altra, due cose che si debbono rispettare. Se proprio ci tieni a fartenelun'idea personale del principe Wied, contentati di guardarlo dal
difuori. Vedi d’incontrarlo buono.
in un
Il momento
sovrano,
Il momento non
momento
poteva esser più buono.
in cui il nuovo
per vo-
lontà delle Potenze e per gra: di Essad pascià, finito il giro di visite ai suoi molti tutori, uditi i savi consigli delle sue ‘ideali zie — le diplomazie — appare finalmente in figura di Sovrano; s imbarca per il suo regno che non ha mai visto: ma con i segni della sovranità riconosciuta da coloro che glie lo hanno regalato, alza la sua bandiera sopra una nave che, quantunque imprestata,
è la nave del suo destino di re. Ora mente
il capitanò
prussiano,
vera-
il patrizio
te-
desco, comincia ‘a Sentirsi Mbref albanese. Dicono che Mbret sia un’abbreviazione skipetara di /perator: niente di meno! È il
TORTELLINI O. 1 n
giorno di cui Guglielmo di Wied, anche tra i ricordi confusamente stanchi di molti giorni di viaggio
e di
banchetti,
non
si dimenti-
cherà più. Finisce la corvée preparatoria comincia la spedizione oggi, a Trieste. CI Non poteva essere che a Trieste.
e
L'avven-
tura albanese del principe tedesco voluta dall’Austria e dall'Italia, accettata dalla Russia, tollerata dall’ Inghilterra e dalla Francia do-
veva muover di qui. È qui che confluiscono
come ad un centro destinato, il mondo occidentale latino, il mondo settentrionale germanico e quello orientale, nella città italiana
dell'Austria. Il principe renano, che è vissuto trentotto anni, probabilmente senza pensare che sull’Adriatico si intersecano queste grandi linee della storia, oggi potrebbe accorgersene; e non sarebbe una preoccupazione di meno per il suo domani balcanico sotto vigilanza internazionale. Di certo qui, in faccia al mare,
egli ha l'impressione di abbandonare oltre che
la terra ferma anche la solida civiltà europea, Ma che cosa è veramente questa civiltà politica europea in nome della quale deve partire? Troppo, in questi giorni di viaggio, gli è ap-
parso in uniformi differenti e in più differenti sottintesi. Partiamo: Lohengrin non ha paura del mare; il cigno che lo condurrà all’ambigua Elsa albanese è un cigno di 1300 tonnellate, che conosce bene le acque d'oriente: è il yacht che prima serviva all’ambasciatore austriaco di Costantinopoli, il 7azrus. Lo aspetta, bianco in mezzo a una grigia squadra
internazionale, davanti alla diga di Trieste. A Trieste — guardate la combinazione — arriviamo contemporaneamente, il Principe destinato e l'umile osservatore che aveva curiosità di vederlo partire. Arriviamo però da due stazioni opposte: il principe che viene dal Nord scende alla stazione meridionale: l’Adriatico gli è apparso improvviso all’uscita
del tunnel di Opicina, da cui il treno precipita verso la città. All'uscita di quel tunnel l'apparizione
di questo mare,
e rossa di pace.
lavoro,
a mezza
usa
comunemente
la
Quanto al popolo, a Trieste in giorno di
Il nuovo Re d'Albania sull’ Adriatico. Trieste, 6 marzo
bianca
in tutti, anche
in chi lo ha visto sempre, mette un balzo di meraviglia e d’ansia. Si ha l'impressione precisa di aver abbandonato un mondo e di affacciarsi alla soglia di un altro. Ma il Principerforse si è distratto a contar quanti colpi di‘cannone gli toccavano, primo saluto dalla batteria di Santa Teresa. Se non rimbombasse il cannone, nemmeno il cronista che arriva alla stazione opposta, si accorgerebbe che Trieste è ufficialmente e internazionalmente festante. Vale a dire che si possono ammirare, issate in vetta agli uffici pubblici, delle bandiere giallo-nere: insegne di gioia abbastanza rare anche in Austria, che
mattina,
c'è poca gente che
lascia il lavoro per ere ad un imbarco internazionale e fatale. Nella foschia di sci
rocco che mette una nota di squallore sulle
sue pietre chiare, la città non ha stamani una fisonomia eccessivamente festante, La festa
è quasi tutta sul mare: bandiere in vetta agli
alberi delle navi, gran pavese variopinto? sul sartiame, Niente di più internazionale, in,qualunque porto del mondo, del gran pavese: dà
l'impressione di un bucato stranamente poli-
cromo messo ad asciugare; e în quello sven-
tolìo confuso di tutti i colori non si riescono a distruggere i colori fondamentali delle bandiere che dicono la nazionalità della nave. Che ci sia anche quella albanese? Sicuro: aquila bicipite in campo rosso — ed è issata sul 7azrzs che aspetta l'ospite. Ha poco da aspettare: come un modesto viaggiatore privato che, appena arrivato al porto
d'imbarco, va a ispezionare la cabina fissatagli da altri, il Mbref e la sua signora corrono a bordo. Cannonate da tutte le p@rti: polvere austriaca, inglese, francese... Salgo anch'io in una lancia. Lo spettacolo di una squadra ancorata mette sempre una certa vibrazione in chi sente il mare, anche se poi è costretto a meditare che il piacere di codesta vibrazione comincia a costar troppo caro allo Stato che glie lo procura. Ma com'è
internazionale questa squadra! Tutte le navi dallo stesso tono di grigio; nelle sagome diverse la identica intenzione di fare qualche cosa d'amore e d'accordo. Il Mbref deve sentirsi molto rassicurato, almeno per questo lato. E gli albanesi che sono andati ad incontrarlo alla stazione avevano un’aria così deferente di persone squisitamente civili! Non dev'essere poi proprio impossibile convincere anche quegli altri che è una gran bella cosa diventar civili all’europea! * Modestamente, dall’umile lancia, mi metto anch'io l'illusione di passare in riv la squadra. In mare molte boe, ma pochi: simi gendarmi che ci impediscano di ‘avvic i. Evidentemente si è convinti che in isogno le corazzate saprebbero difendersi da sè. Prima una dreadnought austriaca, la Zegetthoff, poi la Zrinyi, poi lAdmiral Spaun, tutte austriache. Siamo a fianco
della Gloucester,
inglese: sulle murate
sono
schierati i 5/ue jackefs con il cappello di paglia — tenuta mediterranea e primaverile —:;e le tuniche rosse della fanteria marina. Il Principe sta visitando l'incrociatore inglese. Eccolo che scende dal ponte di comando. È alto sì, ma non quanto si diceva a terra: si parlava di un uomo di due metri di altezza.
Non
è impossibile
del
resto
che
la bella statura abbia influito sulla scelta’: rientrerebbe in quel criterio del prestigio di
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
251
cui la grande politica internazionale tiene un gran conto. In Albania che cosa avrebbe potuto fare un ometto
come
Napoleone? E Gu-
glielmo di Wied, mi assicurano, è anche fortissimo: al reggimento alzava con un braccio solo un suo collega. Non curverà certo
per il peso della responsabilità che gli è affidata,
questo
sovrano.
Ora, scendendo dal ponte
costretto a curvarsi
di comando, è
soltanto
per
l’alta
sta-
tura esagerata dello spennacchio bianco che abbellisce il suo candido copricapo. L’uniforme di cui lo hanno rivestito farà certo un
gran bell’effetto a Durazzo. Qui n:n si può ammirarne che la complessità "politica e simbolica. Il panno grigio-azzurro e la forma
della tunica, diciamolo pure, risente del taglio prussiano. Ma la disposizione degli alamari neri richiamerà agli albanesi l’idea dei cordoncini intrecciati a ricamo sulle loro casacche. Per l’imparzialità fra tre religioni che dividono i suoi sudditi, i galloni del sovrano sono stati condotti su un disegno che evita tanto la croce — vuoi greca, vuoi latina — quanto la mezza luna. Quanto al copricapo è indiscutibile che si tratta di un fez bianco albanese un pochino, per così dire, colbaccato; più quell’invidiabile aspri? che, se non è albanese, è di certo balcanico. Non deve essere stato facile combinare una combinazione così simbolica. Ora il Mbref così ben vestito, con la sua ignora che, almeno lei, potrà continuare a vestire come una elegante signora europea, scende dal barcarizzo nella lancia. Proprio
non deve avere troppa famigliarità col mare: lo rivela il passo incerto dell’uomo che ai cavalloni senza dubbio preferisce i cavalli.
Da vicino ha un'espressione meno
prus-
ana di quella che gli dànno in genere i ritratti. Guarda molto intorno a sorride,
pare che cerchi dei volti che gli sorridano.
Forse ne ha bisogno. E anche la principessa mostra come un espansivo imbarazzo della sua nuova regalità. Intorno alla loro lancia, ora che sono scesi dalla Gloucester e il fischietto dei capi cannonieri propaga l’ordine di star pronti per le salve di
saluto, non
c'è
nessuno. Ma la principessa saluta ancora a destra a sinistra. Ispira una simpatia confidente: le rispondiamo con i fazzoletti e con un sentimento meno automatico di quello
che basta per il dovere di cortesia internazionale. Chi oggi è stato vicino alla princi-
pessa ci assicura che essa non ha voluto nascondere la sua ansia trepidante. Anchei cuori delle regine tremano. E dinanzi al loro visibile tremito non si riesce più ad essere repubblicani. Il principe ha parlato poco ma ha ascoltato molto. In tutte le lingue. Il Podestà di Trieste non gli ha parlato che italiano e il Mbref ha risposto. che facesse pure, perchè lo capiva. Speriamo che in Albania non gli manchi l'occasione di impararlo sempre meglio. Dalla Gloucester passa alla Bruix, francese. Altro saluto alla voce dei rzaze/ots schierati, altre salve, altra polvere... La nostra rivista è finita. Nella squadra internazionale, qui in rada, non figura nè la Germania nè l’jItalia. È uno dei casi in cui gli assenti non hanno torto: l'assenza qui s ifica più che la presenza. A_Trieste — che è città politicissima e di politica internazionale discorre infinitamente, anche quando non ne sia colpita che di striscio— si parla molto della
Germania
che
non
c'è. La Breslau —
l'incrociatore
ospite dell'Adriatico
—
c'è, mentre
germanico
che da due anni, chi sa perchè, è sempre è in cantiere
di San
Marco: un altro incrociatore germanico è a Pola. Tutti lo sanno. E tutti sanno anche
che
in
questo
giuoco
albanese
dell’ Italia e
dell'Austria la Germania si dà da fare molto
più che non sembri. E il principe Wied,
quando non riuscirà precisamente a capire quello che vorranno tante brave persone a lui poco
conosciute,
guarderà
di intendersi
con i soli che conosce bene: con la Germania, il principe tedesco. Quanto all’ Italia.... un giornaletto umori-
stico locale paragona questo giuoco intern ionale ad una
partita a briscola.
I tre gi
catori sono un comandante austriaco, uno francese ed uno inglese. Vorrebbero attaccare la partita qui in porto: ma si accorgono che manca il quarto. Anzi la «Quarto», l’incrociatore italiano che ieri sera era sotto pressione a Venezia, agli Alberoni. — Trieste
guarda
verso
il largo.
La
foschia
(Fot. G. Padovan)
non lascia guardar lontano. La Quartoè sempre agli Alberoni? No:
rano e Capodi
è as
ì vicina,
a due o tre miglia
tra Pi-
da terra,
quanto basta per non esser quasi veduta oggi
che il mare è caliginoso. Era meglio che entrasse nel porto di Trieste anche la Quarto.
No, è meglio che non ci sia. Meglio anche per la polizia che deve mantener l'ordine a
terra e in mare. Molti triestini si erano accordati per noleggiare un piroscafo e andare incontro alla nostra nave che non può accostarsi. Hanno delle curiosità così curiose questi triestini. La Polizia che doveva dare il
permesso per la innocua giterella in mare non ha risposto nè sìnè no: probabilmente permetterà che la gita sia fatta, domattina, quando il Mbret, la sua scorta e anche la Quarto ranno lontani, forse all’alte: di Li
Ma che la Quarto non dovesse ve
Trieste sono concordi tutti:
re a
anche i triestini
troppo curiosi di vederla, di confrontarla, di dirle qualche cosa. Dal 1866 nessuna
guerra italiana è venuta l’Austria che avrà il
immagini
nave da a Trieste. Non sarà to di dolersene:
che Trieste assomigli a Roma e
che le corazzate
italiane abbiano la sensibilità
religiosa per cui un Principe austriaco uffi-
cialmente non verrà mai a Roma. Tanto anche così l'alleanza pare che prosperi. E la Zeit ha torto di brontolare che il governo alleato fa — scusate la parolaccia proibita — dell’irredentismo.
È bene non turbare oscenicamente la par-
tenza di questuomo che non ha paura ma che ha diritto di non essere frastornato ecce:
sivamente in questo suo primo giorno di vita adriatica.
Possibile
che su
un
così
miliano che ne partì per la morte, di Carlotta che ne salpò per la pazzia. Analogi lontane si affacciano alla coscienza in questa giornata stor. su questo mare pieno di destini. Il Mbref ritorna sorridente anche da Miramar. Ora è totalmente sovrano, sale sul
suo yacht, prende il comando e ordina la
partenz:
Alle cinque, in una luce modesta di sole che rompe un po' la nuvolaglia dell'orizzonte,
il yacht austriaco e i due incrociatori inglese e francese di scorta si muovono, Buon viaggio! L'Albania
meglio
della
stro per nessuno. Buon viaggio. Ora la Quarto si è un po’ avvicinata.
potrebbe
valer
Da
sua fama, e il resultato ultimo di tante volontà discordi potrebbe non essere un di:
Capodistria tutti la guardano con un’ansi delusa da cui rinascono le indomabili speranze. Un vecchio, molto vecchio, commenta: — Sempre così: nel '48, nel '59, le navi italiane si sono fatte vedere all'orizzonte: hanno
incrociato un poco, e hanno virato di bordo. E un altro Vecchio Capodisti bile
di antica nobiltà locale, oggi non ha fatto invano la sua passeggiata. Da anni e
anni egli va sul molo a vedere se non arrivi la squadra italiana. Non arriva mai. Oggi la Quarto c'era, la ha vista. È sparita. Il vecchio patrizio è ritornato a casa in silenzio. Più deluso?
hanno
Coloro
che di tutta la loro vita
fatto un'attesa, attenderanno
ancora.
Viva il Mbret d'Albania. A voler vivere sull’Adriatico bisogna non disperare*fnai.
GiuLio CAPRIN.
piccolo
mare debbano avvenire cose tanto complicate ?
Il Principe non ha paura salpando per il suo incerto destino. Non ha nemmeno pregiudizi. E prima d’imbarcarsi definitivamente è andato a Miramar. Miramar, il castello dei fantasmi: ci vagola ancora l'ombra di Mas
LE VETTURE ITALA
BU PNEUMATICI CONTINENTAL, —— SONO LE MIGLIORI=
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Guglielmo Marconi all’Augusteo,
La conferenza di Guglielmo MARCONI Sono trascorsi diciassette anni
da quando
nell’ILustrazione IraLiana ! apparve il primo articolo sulla scoperta
i; articolo
in cui
quanto
era
di fili
conduttori,
già stato
della
telegrafia
cercavasi di riassumere
proposto o fatto per
inviare messaggi a distanza ma
senza
che
senza bisogno
sulla
invenzione
del « giovane bolognese» dava quel tanto, anzi quel poco che si era potuto rilevare in una conferenza del Preece. Di sicuro sapevasi solamente che l'invenzione era una con-
seguenza dei bellissimi, e allora recenti studi dell’ Hertz, che ricorrevasi alle ondulazioni elettro-magnetiche, e che queste ultime manifestavano la loro azione a una distanza
«persino » di 3500 metri. Oggi gli eventi si sono maturati per bene; e Guglielmo Marconi, sempre giovane e sempre simpatico nella sua serena modestia, può
andar superbo dei progressi compiuti dalla telegrafia senza fili, sulla quale i lieti e anche azzardati pronostici emessi in addietro, furono superati dai fatti. Si disse allora della scoperta quel che disse Franklin a proposito di quella dei fratelli Montgolfier: che tratta-
(Fot. cav. Faggiotti).
sui progressi della Radiotelegrafia.
un concittadino illustre avrebbe dato notizia dei perfezionamenti arrecati ad una invenzione, che è tra le più geniali e le più utili di questi ultimi tempi, e tra le più belle glorie d'Italia. Si sapeva che sotto la vòlta dell’ampia sala, tutta smagliante nel suo luminoso candore, sarebbero giunte le comunicazioni
trasmesse
da plaghe
lontanissime,
come voci di persone lontane migliaia di chilometri fuse dalle ondulazioni dell'etere nello spazio infinito. E ciò rendeva ancor più acuta la curiosità nell’assistere a questo proigio della scienza moderna. * L’attesa non fu delusa; chè la conferenza di Guglielmo Marconi riuscì ammirabile per chiarezza, per semplicità, per la importanza delle cose esposte. L'oratore cominciò col ricordare
d’aver parlato, dieci anni addietro,
della radiotelegrafia tessendone la storia, mentovando tutti coloro che avevano contribuito a renderlà attuabile e descrivendo gl’impianti che
servono
alla
trasmissione
ed al ricev
vasi di un bambino appena nato! Ma il bam-
mento dei telegrammi. Ma molti problemi erano allora oscuri e indecifrabili, problemi che in questi ultimi anni vennero indefes:
Queste riflessioni venivano in mente a tutti che istettero la sera del 3 del cor-
tanti di quanto allora si potesse prevedere.
bino è cresciuto presto e forte, ed ha dinanzi a sè una bella carriera da percorrere. coloro
rente mese alla conferenza che Guglielmo Marconi tenne in‘Roma all’Augusteo, per iativa della Associazione
Elettrotecnica
ita-
liana; conferenza alla quale, a cominciar dai Sovrani, erano intervenute tutte le personalità più spiccate della politica, della scienza e dell’arte, insieme
ad una
folla immensa
di am-
miratori, desiderosa di far plauso alle parole
1 Vedi i numeri 9, 19, 29 del 1897.
mente
studiati
e in parte
chiariti;
e molti
progressi del pari si aggiunsero, più impor-
Uno di tali problemi era quello della influenza che sulla propagazione delle ondulazioni manifesta la luce solare. Di siffatta influenza Marconi si avvide stando a bordo della nave americana P4i/adelphia e poi sulla Carlo Alberto; e risultò dalle osservazioni che la luce in questione affievoliva la potenza delle radiazioni impiegate. Ora questo effetto, questa specie d’assorbimento, deve
dipendere dai raggi ultravioletti che ia luce
nord a sud o da est ad ovest. Sull'Atlantico il fenomeno summentovato è ben netto al mattino e sera, quando per la differeriza di
longitudine, luce ed oscurità si distendono
sull'Oceano; allora le ondulazioni nel passare sulle due regioni, illuminata ed oscura, sembrano esser deviate nel loro cammino.
Oggetto di particolari ricerche e di lunghi
studi è stato, in questi ultimi dieci anni, il problema di assicurare la indipendenza delle stazioni prossime fra loro, convogliando in
una data direzione l'energia ondulatoria che
si svolge dall’antenna della stazione trasmettente. Il problema venne risoluto in vari modi, con ricevitori accordati in certo modo colla stazione trasmettente e che per tale accordo vibratorio dànno un effetto sonoro massimo, mentre se l'accordo manca, i segnali alla stazione ricevente risultano imperfetti. L'intento
si raggiunge anche colle onde continue, sulle quali Marconi fece una comunicazione alla R. Accademia
dei
Lincei il primo del mese
chi ricevitori
una
caratteristica
corrente; onde capaci di dare negli apparecnota musipossibile con un'onda di 1000 metri, viene alterata se l’onda è invece di metri 1005. E con queste onde continue non solo si assicura l'indipendenza delle stazioni vicine fra loro, ma si aumenta, cale, e tali che la trasmissione
a parità d'energia, anche la portata della stazione stess
otevoli miglioramenti arrecaronsi agl’impianti ricevitori delle stazioni radiotelegrafiche, per renderli atti a raccogliere onde di qualunque lunghezza ;a tale proposito sono degne di ricordo le disposizioni ideate dal Braun, dall’Artom, e dal Bellini e Tosi. E isi è riusciti a introdurre
solare racchiude; e più attiva deve manifestarsi in ciò, la parte dell'atmosfera rivolta
verso il sole, dove in maggior quantità esistono ioni ed elettroni. Per eliminare in parte l'inconveniente do-
vuto a questo assorbimento, Marconi pensò
di ricorrere a ondulazioni hertziane di lunghezza differente da quelle piccole usate dal
Lodge e dal Righi; e così da onde lunghe
centinaia di metri, arrivò a onde di lunghezza
Guglielmo Marconi lancia, a bordo del piroscafo Principessa Mafalda, un nuovo cervo volante che porta
superiore a 10 mila metri che risultano meno soggette all’azione solare. Dopo esperienze eseguite su grandi impianti, si riconobbe che con onde di circa 8 mila metri si può ottenere che l'energia ricevuta durante il giorno da una stazione sia superiore a quella che alla stazione perviene durante la notte. Anche la direzione che seguono le ondulazioni attraverso lo spazio, influisce sulla loro
propagazione, in guisa da ottenere risultati differenti
a
-seconda
che
le onde
vanno
da
prata: deo]
pae |
nelle
stazioni
il si-
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Spetta al futuro di decidere se radiotelegrafia dovrà sostituirsi ai cavi sottomarini,
che compiono oggi un immane lavoro e che rappresentano un capitale enorme; in Inghilterra soltanto, nelle varie Compagnie dei cav trovasi
investito un
miliardo. div lire Certo è
che il nuovo sistema di telegrafia, senza ba-
dare a frontiere o a divisioni politiche, tende a mettere a disposizione del pubblico un mezzo più economico dei cavi. Intanto la radiotelegrafia è già usata largamente in servizio della Stampa; e le notizie passano celeri sull’Atlantico, unendo il vecchio al nuovo Mondo, così che un radiotelegramma arriva da Londra a Nuova York in dieci minuti, malgrado il tempo
che si perde per far pervenire le comuni
Notevole è il fatto che le prime applica
stema «duplex», in modo da poter trasmettere un telegramma mentre se ne sta ricevendo un altro. Del resto colle onde continue che Guglielmo Marconi ora studia con grande cura e con promettenti risultati, e che sem-
brano suscettibili di vaste ed utili applicazioni, non solamente si assicurano importanti progressi alla radiotelegrafia, ma si riesce già a
trasformare
una
stazione
Stazione radiotelegrafica di Coltano.
zioni alle cost
Stazione radiotelegrafica di Mogadiscio.
zioni
sperimentali della radiotelegrafia furono
Jeguite su navi da guerra italiane; nel 1897 a Spezia sulla Sar Martino, e poi sulla Carlo Alberto coll'ammiraglio Mirabello e col mar-
chese Solari, si dimostrò che era possibile trasmettere
i radiotelegrammi
a
grandi
di-
stanze, superando le più alte montagne. Oggi le st i radiotelegrafiche che usansi sulle
radiotelegrafica
senza fili che col telefono applicato ai cavi sottomarini. Un altro progresso segnalato da Marconi nel suo discorso, è quello dei ricevitori in
Devonsi infine della radiotelegrafia
per l’opera benefica compiuta dalla radiotelegrafia, che non venne mai meno quando si trattò di raccogliere il grido di soccorso lanciato dai naufraghi fra la tempesta. *
di qualunque interesse
maticamente quando giunge il radiotelegram-
un'arte;
e
sui
nicazioni radiotelegrafiche trasmesse da sta ioni lontane; queste comunicazioni erano ri-
Stazione radiotelegrafica mili
navi sono
di tipi differenti e nei casi in cui
seconda
della
loro portata;
fluisce
Alle applicazioni della radiotelegrafia sulle navi da guerra, seguirono quelle sulle navi
o virtuosità
di colui che si serve degli apparecchi e sa trarne il massimo effetto. * Malgrado gli studi e le ricerche non possediamo, tuttavia, che cognizioni incomplete sulle cause che facilitano od ostacolano le trasmissioni radiotelegrafiche, colle quali si riesce ormai a comunicare a distanza di 6 mi] chilometri. Vi sono, a tale proposito, molte
domande che aspettano tuttora una risposta
esauriente. Così non si sa perchè le onde propagansi più facilmente da nord a sud che da est ad ovest; così ignorasi perchè le mon-
delle ondula-
zioni durante il giorno e non durante la notte. Si comincia ormai a prendere in considera-
zione la conducibilità della terra, sulla quale le onde hertziane sembrano piegarsi; anzi la conducibilità terrestre favorirebbe le comunicazioni radiotelegrafiche, di cui anche il mare facilita la trasmissione richiedendo minore energia. E in questo senso l’azione del mare sarebbe provvidenziale, non prestandosi un'ampia superficie acquea agl’'impianti linee aeree facili invece a disporre sulla terra ferma. Così pure la nebbia, tanto pericolosa per le navi, affievolendo
lita le trasmissioni
la intensità della luce, faci-
radiotelegrafiche.
gate siano piccole, la portata
le onde
risulta mag-
giore di notte che non di giorno.
mercantili;
talchè oggi 1500 sono
i piroscafi
che adoperano i nuovi apparecchi seguendo le norme stabilite da una Convenzione interionale, e inmodo da saper sempre quali azioni siano attuabili. Su tali navi giungono quotidianamente le notizie da ogni parte del mondo, il che rende possibile la pubblicazione di giornali stampati a bordo,
giornali di cui il primo numero venne pubblicato a bordo del Lucazia,
nel 1904.
*
In s guito agli ottimi risultati ottenuti dalle stazioni di Poldhu in Scozia, e di Glace Bay nel Canadà, il Governo italiano pensò alla costruzione di una potente stazione a Coltano,
che fosse capace di corrispondere colle nostre
colonie, coll’America, e colle navi in alto mare. La stazione di Coltano, la cui costruone presentò non poche difficoltà per l’ere-
zione delle torri a causa del terreno pantanoso,
fu pronta
nel 1911 durante
la guerra;
essa può inviare le sue segnalazioni distanza di 5 mila
chilometri,
di 60 parole al secondo.
ad una
colla velocità
ei
Oggi l'Italia trovasi in comunicazione radiotelegrafica colle stazioni sorte a Massaua,
VICO
D'imminente pubblicazione:
sta la soddisfazione
Durante la conferenza, come fu detto pi sopra, il pubblico potè « udire » varie comu-
delicatissimi e mirabili risultati che essa può dare (come si verifica per l'aviazione), in-
tagne ostruiscano il passaggio
‘ordare le benemerenze nel dar modo di soccor-
proprio discorso, ebbe a dire che al disopra
ma, e che registrano quest’ultimo per mezzo della fotografia; di più i segnali che addietro esigevano l'applicazione del telefono all’orecchio, oggi vengono così rinforzati da apparecchi amplificatori, da essere uditi a distanza. Finalmente, per la misura dei segnali tras messi si ricorre attualmente a sensibilissimi galvanometri. Si comprende da quanto precede come la radiotelegrafia sia oggi non sol-
l'abilità
e_ dell
alcuni
vitori speciali che entrano in funzione auto-
immensamente
marina
la corrente
ricevitori
anche
della
Marconi.
rere sul mare le navi in pericolo; i recenti
in un solo senso. Si sono poi inventati ri
ma
tecnico
Guglielmo
e luttuosi casi del 7ifarie e del Volturno, destinati a soccombere nella terribile lotta col mare e col fuoco, sono di ciò esempi ratteristici e impressionanti; e molto felicemente Guglielmo Marconi, al termine del
alli, quelli di carborundum ad esempio,
scienza,
usarono stazioni da campo più o meno por-
uto del Governo, la competer
drizzar le correnti, che così per esser continue rendono più percettibili isegnali; inol-
una
e potè ricevere in Libia le comunicazioni
di un semplic filo disteso sulla sabbia. Sempre durante la guerra sopra ricordata, per la radiotelegrafia
sta a capo
specie di lampada che contiene un cilindro metallico e aria o gas rarefatti, capace di rad-
tanto
mettendosi a disposizione del nostro Governo;
guerra, e il buon volere della Compagnia cu
nato si basa sull’uso della valvola di Fleming,
cioè conducono
turca, Guglielmo Marconi si recò in Cirenaica, giunte da lontano, servendosi
del personale
cui fu eliminato il «coherer » sostituendo quest'ultimo un ricevitore magne i tato dal Marconi predetto, che si fonda sull’isteresi magnetica. Altro ricevitore perfez
adoperati come
è con Roma. Anzi, durante la guerra italo-
tatili, che servivano per distanze variabili da 20 a 200 chilometri. Si può dunque dire che radiotelegrafia ha ricevuto larghe ed ioni; ri
momento in cui la parola potrà passare al di là dell'Atlantico, meglio colla telefonia
che raddrizzano,
e in alcune principali locali della Somalia italiana; e le stazioni di Bengasi e di Tripoli sono allac ‘a_loro
i
in stazione radiotelefonica, entro certi limiti
di distanza; quindi non sembra lontano il
tre si sono
a Mogadiscio
cevute da un filo teso tra la cupola della 0, e quella delchiesa di S San Carlo al Ca l’Augusteo, che veniva a far capo nella sal: all'apparato di ricezione; ed eran precedute da uno speciale segnale sonoro, come di nota musicale
ripetuta,
che
colle sue
più o meno brevi riproduceva
persis
le linee e punti
dei consueti segnali di richiamo del telegrafo Morse. Le comunicazioni riuscirono in modo perfetto, malgrado la enorme loro difficoltà, in grazia delle disposizioni prese con non lievi fatiche dal marchese Solari e dagl’'ingegneri
Benetti e Round; perchè devesi pensare che in quel momento su centinaia di vapori e una quantità di stazioni funzionava il telegrafo senza fili, e bisognava « vagliare » nell’intreccio delle ondulazioni quelle destinate alla sala della conferenza. Uno dei radiotelegrammi giunto d: a Scozia diceva: « Un saluto a Roma dalla stazione di Poldhu». Un secondo telegramma giunse da Tripoli e diceva: « Alla gran madre It: lia, il saluto della figlia rinata ». E finalmente un ultimo telegramma proveniente da lontano
suonava così: « La radio-ultrapotente stazione di Coltano, unisce
il suo al plauso che l'ItaMarconi ».
lia tributa a Guglielmo
E che questo plauso fosse veramente s
cero e generale, lo provarono le acclamazioni vivissime colle quali il pubblico, ammirato e commosso, accolse la fine del discorso di Guglielmo Marconi, e chiuse una cerimonia che resterà memorabile nei fasti della scienza italiana. id Ernesro Mancini.
MANTEGAZZA
D'imminente pubblicazione:
La GUERRA BALCANIGA, riservare. Questioni di Politica estera. (3) È la prima volta che tutte le fasi della guerra balcanica sono narrate ordinatamente come si
Un volume in-16, di 372 pagine
con 32 incisioni fuori testo: Cinque Lire. (Sì DIRIGERE
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Al FRATELLI
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svolsero sui vari campi di battaglia. Numerosi documenti accrescono l’importanza del volume. EDITORI,
IN MILANO,
VIA
PALERMO,
I2; E GALLFRIA
VITTORIO
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64-66-68,
uuuwuwrrree=———————=—r_—_—r___r_ E
L'ILLUSTRAZIONE
Guardie del corpo del Re d'Albania
IN LIBIA. La fuga
del
Senusso.
- L'occupazione
di Murzuk.
Mentre alla Camera prolungavasi la discussione sulle spese per la Libia, compievansi nella nuova Colonia Italiana avvenimenti storici, sui quali l'attenzione pubblica non è sta richiamata col fe vore che, in altri momenti, fu dedicato a fatti di ore importanza. ica le opera 24 febbraio in poi della rioccu ione di Slonta per opera delle truppe del generale acciocchi —, sono state. portate
isultati
battuti ancora, tanti marabutti
Sidi rahim — uno dei di cui è disseminata la Libia — e
ciarono
nella
sul terreno
fuga
molti;
eccellenti.
1 ribelli
ITALIAN
sulla porta del Ko
k a Durazzo (
e ai capi tutti uniti dimostrando grande cordialità Nel pomeriggio i capi locali eseguirono una grande fantasia in onore dell’ cui bandiera sventola ora al di là del deserto libico, a più che 800 chilometri da Tripoli!... Il giorno stesso in cui la colonna Miani entrava in Murzuk, il maggiore Pa tano con la sua colonna occupava pacificamente Gheriat, a sud di Misda, sull’uadi Sem-Sem, mirando anch'egli a Murzuk.
ti. Dei
nostri
sei cacciatorpediniere, Il 9 divisione riunita partì dai porti liguri, proseguendo v so i porti meridionali. Un’Associazione
italo-boema.
—
Nell'antica
il presidente
cietà che è il in
boema in Italia, nonchè
furono
quello di fa Boemia e di
di raccogliere gli
che riguardano le relazioni italo-boeme e |
aliana in Boemia. In seguito prese la ‘of. Carlo Chytil, che occupa all' Università
179 morti, trasportando seco
i
A
a di Praga la cattedra
caddero,
della
storîa
dell’arte;
purtroppo, un ‘ufficiale (il tenente Luigi Sacco, di Savigliano)eventi ascari del 3.° battaglione eritreo,
egli dimostrò con un solenne e dotto discorso quali
e pochi a ero feriti. Due giorni dopo, il 28 febbraio, sotto la direzione personale del gene-
ditissima. Prese poi la parola il dottor Nicola d'Alfonso, professore della lingua italiana all’Università e Politecnico di Praga, che fece rilevare quanti nu-
no state le relazioni della cultura
ed un altro ufficiale (il tenente Monticelli, viterbese)
rale Ameglio, il campo nemico di Scleidima, forte di 2500 armati, con cannoni, fu attaccato da due colonne italiane, e gli arabi furono messi comple-
tamente în fuga.
merosi fossero
il 2 stesso
col
proprio
stato maggiore a Benga:
uia Msus, abbandonata, veniva occupata dai no-
stri il 3, e le fucilate
degli
ascari
incendiavano e
distruggevano la residenza del gran Senusso, fug-
gito, dicesi, verso Giarabub. Ma
l'avvenimento
saliente
in Libia è stato l'oc-
cupazione pacifica, il 3 marzo, di Murzuk, la vec-
chia capitale del Fezzan. Il colonnello Miani e la sua colonna furono ricevuti dai capi e notabili della regione e dalla popolazione. Gli armati locali
resero gli onori alla colonna italiana avanti la porta della
ci
Quattro cannoni
turchi
fecero
le salve
d'onore. La popolazione col Caimacan e coi nota-
bili, nel consegnare la città alla colonna Miani, offrì secondo la tradizione pane e montone. Alle ore 11,30
nella piazza interna del Castello, davanti alle truppe
schierate, coi notabili e coi cittadini nel centro del quadrato, si svolse la solenne cerimonia dell’inalberamento della bandiera italiana, e la dichiarazione in nome del Re d'Italia che l’intera regione del Fezzan veniva sottoposta alla sua sovrani
Dopo di che parlò, applaudito dalla popolazione,
La medaglia della Lega Navale Italiana. La
missione
fatale dell’It:
sul
mare,
è affer-
mata in tutte le patriottiche manifestazioni
del no-
stro tempo. Va noverata fra queste l’azione costante
della Lega Navale Italiana; la quale ora ha fatto modellare
dallo
ultore
prof.
Aurelio
Mistruzzi
una bella medaglia, il cui recto è riprodotto in questa pagina. Di questa medaglia — che la Lega conferirà come premio ai suoi benemeriti — il primo esemplare,
in oro, è stato presentato
recentemente
al Re dall'ammiraglio conte Bettòlo, presidente generale della
Lega. L'idea svolta dal Mistruzzi
Vittoria, seduta sul è effigiata nell'atto
per
rostro della gloriosa di cingere i calzari,
in attesa di trasbordare sulla moderna nave coraz-
zata che si delinea
nello
sfondo sul mare:
la si-
gnificazione dell’allegoria, quanto mai palese, è avvalorata
e compendiata
nel
motto
augurale:
Fata
trahunt!... I destini della Patria si compiranno sul
mare
La squadra inglese a Genova.
La prima divis ione della squadra navale inglese del Mediterraneo arrivò la mattina del 5 marzo nel porto di Geni — precedutavi la sera innanzi dal
cacciatorpediniere Scorpion. Nel porto di Genova,
lungo la calata della sporgenza dell’avamporto Vittorio Emanuele III si ancorarono gl'incrociatori c razzati /nflexible — che salutò Genova con 21 colpi
Governo
d’Italia che con
viltà e il benessere.
La municipalità offrì una colazione agli ufficiali
di cannone, ai quali fu risposto immediatamente dalla
batteria di San Benigno — el'/ndefatigable, preceduti
da numerosi cacciatorpediniere. L'/n/ferible batte bandiera del comandante la squadra, ammiraglio
RINOMANZA
UNIVERSALE
CREME SIMON
ALLA GLICERINA POLVERE DI RISO SIMON. — PARIGI.
manifesta-
popolo boemo si associa al popolo italiano negli studi e nella via del progresso. La conferenza, ispirata alla fratellanza dei popoli e alle alte idealità dell'umanità, trovò un'eco di consenso e di approvazione da parte del numeroso pubblico, composto della rappresentanza municipale di Praga, di quella delle scuole
Bakeley Milne, il quale due ore dopo l’arrivo si recò, con automobile del console generale brita nico, a visitare il sindaco, il prefetto ed il presi dente del Consorzio autonomo. Ricevimenti, banchetti, gare di foor-ball, spettacoli
di gala si sono
succeduti negli scorsi giorni in onore degli ospiti inglesi. E non solo a Genova, ma anche a Porto-
ferraio, dove si ancorarono gl'incrociatori Indomptable e Weymouth, ed a Rapallo, dove diedero fondo le tre navi Warrior, Dublin e Black-Prince con
universitarie e tecniche,
delle
soci
italiane e boeme di Praga. Fra i presenti vi era il console generale italiano, cav. Carlo Magenta. La prima opera dell’Associazione letteraria e artistica italo-boema di Praga s: la pubblicazione di un libro che riguarda le relazioni italo-boeme,elo svi-
luppo dellazcultura in Boer
È
=———_____________—P
Cacao BENSDORP CoLazione IDEALE
il recto di questa medaglia è altamente simbolica: l'antica trirème,
Sceik Alì Effendi Maruf, Cadì di Murzuk, che invitò
la popolazione all’obbedienza, al rispetto, alla gra-
in ogni
zione della vita nell'età moderna. Fino agli ultimi tempi l’Italia continuò ad esercitare la sua influenza nelle scienze e nella letteratura, ma ora anche
titudine verso il possente
la libertà, la sicurezza e la giustizia apportò la ci-
l'Italia e
gl'italiani in Boemia e quale grande
influenza vi abbiano esercitato
lasciarono sul terreno 235
morti e parecchie centinaia di feriti. Furono abbruciati due attendamenti di oltre 200 tende cia. scuno e furono raccolte numerosi tri
non vi furono che due ascari morti e 14 feriti. Fino dal giorno innanzi il Senusso aveva levato il campo da Zauia Msus e si era messo in fuga per ignot: destinazione. Il 2 marzo le truppe operanti occupavano ,Kars Cardagi senza resistenza, essendo stata tale località abbandonata precipitosamente dai ribelli nella notte; ed ilgenerale Ameglio rient
fra
Boemia nell'antichità. La conferenza fu applau-
Marca
FAVORITA
IN TUTTO IL MONDO.
L'ILLUSTRAZIONE
LA
SQUADRA
INGLESE
DEL
ITALIANA
MEDITERRANEO
A
GENOVA.
La 1.° divisione della squadra inglese (2 corazzate e squadriglie di tor diniere) ormeggiata al Molo Vittorio Emanuele III nel porto di Geno
lo.
i dal vero di G. d'Amato). Il brindisi del commendator Nino Ronco, presidente del Conso del Porto di Genova, con l'ammiraglio della 1.% divisione, all'Hotel
La nave ammiraglia /n/fexi (Fotografia
le nel Porto di Genova. nilio Ferro),
)
are,
[
MRI A
"a
La 2.° divisione della squadra inglese (3 corazzate) nella rada di Rapallo e Santa Margherita.
TEW\wEEHHuHRA e E Mi] ”"llKWrr.\._ _—_———..b9TTT=====—-rmmmtt@m
Un nostro confratello inglese pubblicava tempo fa una seri di disegni riproducenti varie scene del Pursi/a. come viene rappresentato nei principali teatri d'Europa... eccezione fatta dell’Italia ove, per altro, l'opera di Wagner in poco più di due mesi fu data in sei grandi teatri con un totale di circa cinquanta recite, e con esecuzioni
magistrali.
Ora
un illustre artista
ESTFAL,
ALLA
SCALA,
FUTREVES
lombardo, che molto si interessa alle vicende della Scala, ci concede di riprodurre questa s a impressione del Gras du. rante l’Agape Sacra, perchè Stranieri vedano
con
della
quale amore
magnifica
esecuzione del Parsifa! alla Scali
e decoro l’Italia
ha
riprodotto
nel
suo ma
nanga
teatro
ma eso lirico
il
Fico: do, è perci SEE
capolavoro
wagneriano.
258
L'ILLUSTRAZIONE
ITALIANA
Il ristauro dell’antica Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo o Sant'Apollonia in Venezia. Un nuovo gioiello artistico si è aggiunto, di questi giorni, ai mille altri che furono e sono maravViglioso e invidiato ornamento della gloriosa Regina delle Lagune: vogliamo dire del ristauro o, meglio, della risurrezione di buona parte della Chiesa sopra nominata, la fondazione della quale crede, comunemente, risalga ai primi anni del secolo X. Certo è che
essa
sussisteva
nel 1199,
religiosi vi ripararono, sui primi del secolo XV, per il decadere dell’ isola finchè ambedue Monasteri, nel 1472, furono aggregati
Basilica di San Marco lare, quello di Venezia
micerio. Qui, dal 1579 al 1591, fiorì il Seminario Gregoriano dove si educavano i chie; adibiti alla Ducal Basilica, poi, trapiantato altrove esso seminario, luogo servì ancora ad uso dei Primiceri avendo la Chiesa, ammi-
come
risulta da un diploma del Papa Innocenzo III ove si annovera la Chiesa dei SS. Filippo e como, nella Diocesi di Castello, come uno dei beni posseduti dai monaci dei SS. Felice e Fortunato dell’isola di Ammiano, i quali
per un altare dedi-
Professionali
vata centrale,
di merletti e ricami « Regina
egli
ha potuto
l'arte dei lavoratori di lino che, poco lungi, vi avevano un Oratorio. grafe raccolta, colla consueta diligenogna, il grande storico delle memorie vene: ‘orda un restauro del 1683; nel 1726 fu rinnovato l'organo, il tabernacolo
rata da persona eletta dal Doge, anche il
titolo di Sant'Apollonia
cato alla Vergine di tal nome patrona del-
Chiesa di Sant'Apollonia, ora Scuole
ripristino) si tramutava in Ufficio del Regi-
i
servendo, in part di dimora al Pri-
dell’altar maggiore ed altro si fece per abbellire la Chiesa che, nel 18 giugno 1807, per un decreto di Napoleone cessava d'essere in attività, divenendo, coll’andar del tempo, sede di lavoratori di lino. Colla morte poi dell’ultimo Primicerio, che fu Luigi Foscari (1810), il monastero (del quale giustamente, tempo fa, gli Amici
Elena », della C:
concentrare
dei Monumenti
a Jesurum
tot.
domandavano il
Tivoli).
di tempo, servito per le dotte ragunate della
tratto
le diverse scuole dello stabilimento e, ciò che
operai compirono il miracolo che dà a Venezia non solo maggior impulso all'arte dei
Veneta Accademia letteraria che, istituita dal dott. Giovanni Rossi, fu pòi incorporata nell’Afezeo Veneto, inaugurato riel 1812. Trasportato finalmente altrove anche l’anzidetto Ufficio del Registro e Tasse, nel 1828 vi si insediava l'I. R. Tribunale Criminale, mentre varie case annesse venivano comperate da privati. La Chiesa, intanto, dopo essere stata
del bello, ridare a un vecchio magazzino lo splendore della linea architettonica archiacuta che rassomiglia del tutto alla bellissima della Chiesa di Santo Stefano in Venezia.
si espande con brividi di riposata gioia, resa più serena dalla luce che vi piove dall'alto e dagli occhi arguti delle ragazze veneziane
razioni
che attendono con amore a far nascere dalle loro dita, come per incanto, miracoli di disegni e di forme: il tutto fra archi adorni di
stro e Tasse dopo aver
però, per un
chiusa al culto e dopo aver servito, come già
si disse, ad uso di lavoratori di lino, fu, poi, magazzino di deposito:dei prodotti di fornaci d’un paese del Veneto; or sono vent'anni il comm. Jesurum, il noto fondatore delle manifatture di merletti, otteneva in subaffitto una parte del locale del primo piano ‘per la
prima scuola professionale di merletti ; ed ora il figlio, cav.
uff. Aldo,
corona
felicemente
l’opera paterna poichè, ottenuta anche la na-
più monta per gli artisti
e per gli amanti
Il prof. Giuseppe Dolcetta, con isquisito senso d’arte, riprodusse felicemente le decopittoriche
che
sono
continuamente
oggetto di maraviglia in quanti visitano la Chiesa di Santo Stefano; i grandi lampadari e le ringhiere della scala, che immette nel bel mezzo della navata centrale in uno sfolgorio
di luce primaverile sprigionantesi dalle finestre a rulli della navata
stessa e, al sommo,
dagli abbaini, sono opera del Bellotto: arti. sti maggiori e. minori, tutti, contribuirono, per il massimo diletto dei tatori, a dar vita al sogno d’arte di Aldo Jesurum. Tre mesi di lavoro assiduo, quaranta bravi
merletti tanto ammirata in tutto il mondo, ma, altresì, un magnifico locale dove l’anima
leggiadri affreschi, mattoni simmetricamente
disposti e armoniche dorature, mentre il disegno della facciata (artisticamente curato dal
prof. Ongaro), sulla quale erano, in antico,
tre statue di pietra rappresentanti la Madonna
col Bambino adorato da un Re e da un pastore (statue che, ora, si veggono nell’ ingresso laterale della Chiesa della Salute), pare ricordi al passante che, ormai, Venezia
un’opera d’arte di più....
conta
A. PiLot.
L'ILLUSTRAZIONE
L'AVANZATA
ITALIANA
ITALIANA
Il generale Cavaciocchi
al Marabutto
IN
CIRENAICA:
di Sidi Abdel
Il Castello di Argub.
259
Uahed.
(Fot. del tenente Murio Bassino),
260
L'ILLUSTRAZIONE
GEIMDEALISTIDI Lal idealista è Neera.
Colà
dove
non
si
può parlare del suo ultimo romanzo Rogo d'amore in quanto esso affermi una tendenza
politica * (l’irredentismo ha nel libro un vago
sfondo sentimentale, dove si stempera con tavolozza nostalgica la bellezza austera e do-
lorosa del Trentino e di Trento), non si può tacere almeno del singolare caso umano che la illustre scrittrice propone, abbellito dei più smaglianti colori umana curiosità.
della
poesia,
alla
nostra
La conversione di Neera all'idealismo data da più di vent'anni. Fin da quando ne vennero i segni precursori d’oltr'alpe e si annunziò sazietà della imperante letteratura naturalista e fluttuamento degli animi verso una concezione più larga e più spirituale della vita, l'autrice di Zeresa aspirò risolutamente il nuovo aroma e ne impregnò la propria esi stenza. Ricordo che in quei tempi lontani il passaggio ci parve brusco e ne fummo disorientati. Ma ormai l'ardente perseveranza della scrittrice non permette più di stupire perchè ella scriva un romanzo dove la protagonista è talmente un'espressione di vita interna, di mma segreta, un velato fantasma della propria anima, da non avere nemmeno un nome e un casato per noi, e dove il protagonista
è talmente l’idealizzazione di un tipo umano da avere bensì un nome, Ariele Moena, ma oltre il nome nulla di consistente, nulla di preciso, che non sia nel singolarissimo rapporto fra il suo idealismo e la sua passione d'amore, Parrebbe risultare da cotesto idealismo quello che comunemente si dice l'amor platonico. Esso è senza dubbio un retaggio degli idealisti di tutti i tempi. La castità è figlia e madre degli alti pensieri, e chi ha in sè l’abitudine di tradursi il mondo in idee sacre e nviolabili è portato a circondare anche il proprio amore della stessa atmosfera di purezza e d’inviolabi Posseggono un loro asceta dell'amore perfino gli anarchici in quel
1 Questo articolo è comparso da prima nel Piccolo di
Trieste.
UNIDEALISTA
Fra gli arlicoli che si trovano sulla
toeletta di una
signora
forse nessuno é più apprezzato di una buona polvere per abbellire la carnagione La Polvere da Toilette. Royal Vinolia risponde perfettamente ai requisiti della più esigente consumatrice. Assorbe facilmente il sudore, lascia la pelle rinfrescata e. senza quella lucidezza tanto aborrita dal sesso gentile. VINOLIA CO. LTD. London & Pa; Deposito per
terà a più giovani amiche il suo amore, è un
giovane Henri, che per compassione dell’uma-
nità gettò una bomba micidiale in mezzo a Parigi e fece molte vittime e dall’umanità ingrata fu decapitato: e durante il processo si seppe di una sua amorosa passione che, appagata, si sarebbe convertita in un volgare adulterio, ma che egli aveva saputo conser-
vare recinta dal fiammeggiante idealismo della propria verginità. Se quella donna avesse voluto tentarlo e cedergli, probabilmente Henri non avrebbe gettato la bomba: con l’idealizzazione della donna sarebbe caduta anche l’idealizzazione del misfatto. Strani parallelismi di fili nel tessuto dell'anima umana! Ora, i due. protagonisti di Neera, i quali sono un idealista di ventiquattro anni e una idealista difquaranta, sembrerebbero anch'essi deliberati, per quanto è nella loro volontà e nella loro concezione del sentimento che li ha invasi, a conservare l'immaterialità dell’amore. Molti amanti sono così deliberati, e quasi tutte le passioni incominciano con un volo nell’idealismo. Il così detto amor platonico non è nulla d'impossibile. Non è impossibile nemmeno fra un uomo di ventiquattro anni, che abbia già amato, e una donna di quarant'anni,
che
torni
ad
amare:
e quan-
tratto che lega e fino a tanto che
le labbra
d’anche non si manifesti troppo forte il rispetto della distanza creato dalle differenze dell'età. Nulla d'impossibile, l’amor platonico purchè non s'incominci a realizzare quell’altro. Tutto è salvo fino a tanto che la parola amore non sia stata scambiata come un conabbiano resistito a congiungersi per suggellare il contratto. Ma da quel momento il povero amor platonico è sconfitto, I due ammalati dello stesso male sono in padronanza d'una forza che invano si affaticano a padroneggiare. Nel dilemma «o tutto o nulla », che non ammette mezzi termini, essi son già troppo lontani dal «nulla » per non pendere verso il «tutto».
La loro resistenza
sarà più
lunga o più breve; potrà l'una o l’altra circostanza sociale dividerli e mettere fra loro la spada del divieto; potrà allontanarli l'uno dall'altra il loro stesso sgomento: incidenti di forza maggiore e di spazio! Ma se essi continuano a star vicini, a ritrovarsi nell’atmosfera che li turbò fino alle prime confessioni ed al primo bacio, è regola di natura che l'attrazione li conduca dove essi inutilmente negano di volere e dove essa vuole. * Neera ha molto arditamente spinto l’amore dei suoi due idealisti fino agli estremi della resistenza. Nè forse si è avveduta che con ciò il suo
ROYAL VINOLIA COMPLEXION POWDER.
ITALIANA
rovescia. L'a-
deve avere il suo seguito, sgombrarsi il cammino. Ogni ulteriore resistenza lo getterebbe nell'inumano e nel ridicolo. E allora la scrittrice, per prolungare tuttavia cotesta
resistenza, per crearle una difesa ultima, che sia valida e disperata ed abbia una ragione suprema, è costretta a materializzare, a cercare la difesa in una infermità dell'organismo fisico della donna: i medici l'hanno avvertita che il suo cuore sensitivo è malato; una com-
mozione troppo forte la ucciderebbe. 11 mo-
tivo è toccante, è delicato, è austero per il soffio invisibile della morte; ma è l’abdica-
zione dell'idealismo come principe dell'amore in cotesta storia. Esso permette alla donna di morire dopo essersi abbandonata, e con ciò si purifica nella pietà la sua dedizione: la materia l’ha uccisa; ma purtroppo era una materia inferma.
Con un cuore più sano, più valido, l’abbandono sarebbe avvenuto prima e senza morte.
e meno
E il romanzo
sarebbe
casto, più erotico
stato più casto
e meno
erotico;
anzi probabilmente non sarebbe stato. Giacchè
nulla è più ardente dell'amore che lo stato di desiderio, e quando lo stato di desiderio finisce si direbbe che finisca nell'amore anche l’opera d’arte. Il raggiungimento raffredda l'imaginazione degli amanti e raffredda anche quella degli artisti che li raccontano. Perciò i più grandi poemi e romanzi d'amore antichi e moderni traggono la loro grandezza dall’intensità di tutto ciò che precede l'abbandono e riescono difficilmente a far vibrare la corda di una suggestione amorosa calda e profonda
quando s’ostinano a seguire le intimità degli sere
state
‘atti. Tutte cose che devono esistintivamente presenti alla rafti-
ata e sottile psicologia di Neera quando ella
imaginò di tendere
l’arco del desiderio in una
resistenza ostinata, ora acuita ora consolata con
le ondate aromatiche
dell’idealità e della
poesia, dalla prima all'ultima pagina del suo libro bruciante, Rogo d'amore. Sirvio Be
Una lacuna. L’ igiene della pelle rappresenta un capitolo alquanto trascurato dai medici. Questo è un
male perchè la pelle oltre che dal punto di vista dell'estetica ha considerevole importanza anche da quella dell'economia animale. &=
si trasformava,
La sanità della pellé è indispensabile alla sanità del corpo; e mentre una cute sana non può non esser bella, una cute bella non può
Non ha voluto che ci fosse nè un
L'uso delle creme pel volto trova la sua giustificazione nella necessità di aumentare la resistenza delle-cellule cutanee contro un triplice ordine di fattori nocivi: fisici, chimici ed organici. Condizione essenziale perchè una crema esplichi un'azione benefica è che essa sia assorbita dalla pelle e indispensabile al suo assorbimento è la forma biologica dei suoi costituenti. La Crema Nutro è formata di sostanze organiche in cui sono incorporati principii ad azione vasocostrittrice. Essa assicura ad un tempo la nutrizione degli elementi cellulari (donde il loro aumento di resistenza al disec-
romanzo
d’idealità
più che dannunzianamente, in un romanzo di tensione. Il desiderio che incalza appare tanto più esasperato quanto più la volontà gli vieta il passo. Talchè ad un certo punto la scrittrice stessa si accorge che quel desiderio spezzerebbe ormai ogni diga, se essa non desse alla volontà una ragione d'’esistere superiore a quelle che emanano dalle delicatezze psichiche dell’idealismo. Ha disdegnato di cercare per i suoi amanti difese troppo corporee.
tenuo paravento che la bufera more
marito a guardia di lei, nè il virile e concreto scrupolo in lui di discendere negli inganni dell'adulterio. Ha voluto farne un uomo libero e una donna libera; due creature responsabili delle loro azioni soltanto alla propria anima; due creature indipendenti che possono avvicinarsi quando vogliono, partire insieme, viaggiare insieme, senza che nessuno possa dire alcunchè di loro quando abbiano preso la facile precauzione di allontanarsi dalla cerchia stretta dei conoscenti e dei maldicenti. Ebbene, in queste condizioni, qualunque sia il colore della loro anima, sia azzurro di turchese o di cobalto, cotesti due amanti che si sono detto quanto avevano da dirsi, che si sono baciati quanto potevano baciarsi, non possono che lasciarsi andare în pieno abbandono alla velocità del turbine che li trasporta. È inutile opporvisi. L'amore ha già cessato d’essere mente ideale
una
suggestione
pura-
non
esser
camento
sana,
ed alle malattie) e il decongestiona-
mento della regione su cui la si spalma.
THE WALDORF ASTORIA CRESUS PERFUMERY. L. 2 il vasetto
per posta L. 0,25 in più, I prodotti della « The Waldorf Astoria Cresus Perfamery » si trovano in vendita presso le principali profumerie e farmacie. Ne è agei le in Italia la ditta F. Mantovani - Via Sor quistar a Mi-
Farmacia Zoja, Maga tone, Sorelle Pavi
L’immaterialità è svanita al contatto delle bocche, che non sono di puri spiriti. Non fu aspettata
la morte,
come
aspettò
Michelan-
gelo per posare le labbra su la fronte diaccia di Vittoria Colonna. La differenza della età, lo smaniare della donna all'idea che domani sarà vecchia e che il suo giovane amico por-
a Piacenza: da abilime
NOTERE 11 Parsifal
LLE
ivo ho scelto Roma perchè Rocapitale, perchè qui io posso ilitare l'impresa dando la mia casa, perchè qui il clima mi pernette di stare tre o quattro mesi all’anno,Si fosse trattato di un teatro, avrei pensato subito a Milano. Ma a tentativi di teatri stabili o quasi ora non penso. E non è detto che la casa di Roma non debba avere delle sorelle nelle altre maggiori città d'
TEATRALI
di Riccardo
Wagner
suo giro trionfale per i ni ed è il grande suc-
cesso dell’attuale
stagione lirica, suc-
cesso d’arte prima dì tutto.... e successo di cassetta anche, ciò che non
guasta. Dopo Roma, Bologna, Milano,
lo spartito mistico fu rappresen Trieste, a Pisa, e domenica s
a,»
Regio di Torino; in aprile sì dar Fenice di Venezia e al San Carlo di Napoli. A Milano l’opera è rata
La Taverna Rossa. Lunedì scorso iè ri a aMilano la vecchia sala trasformata in 7averna Ila diciottesima replica e se ne pre Rossa. Veramente non Taverna Rosarano altre sei con nuovi artisti: sa, ma Cabaret Rouge, sì sarebbe tenore De Giovanni verrà sostituito dovuto intitolare, secondo l'intenzi il Borgatti che già interpretò l’oper ne dell'Impresa, questo teatro, il Bologna; al quale rappresenta il primo tentativo to altrove, mento al clima d'Italia degli uccede nella pa il ba ormai famosi Cabarets pno Scandiani, rinomato ed intellitedeschi: ma dopo che Lu coli propose che almeno il nome fosse schiettamente italiano, gli impresari (due i triestini) accettarono senza discussione una che ben corrispondeva al loro sentimento. Quale ia di serietà e di diLa siguora Ka stinzione, la na Rossa non pobito conquistato con la su teva inaugu lio che con un sima voce e con la interpretazione lavoro di € 0 Antona Traversi. intelligente il pubblico della Scala, L'Unica scusa è una commediola venne in Itali fi in u due personaggi; in essa, zionarsi nell: come în tutti i lavori di Giannino, grande successo a Napoli, aParma e maggiori e minori, la struttura è a Vienna e a Barcellona, trettanto robusta quanto e si specializzò poi nel repertorio particolari e delizioso il d Wagner di cui è oggi una delle mirecitò, coadiuvata da U gliori e più ricercate interpreti. Del la signorina Divine De Sylvaine, che Parsifal diamo in questo numero vi portò la del un grande disegno dell’Agape Sacr e lele persona. dovuto al pennello di un grande a alcuni numeri tista. di canto e di danza, scelti con buon Eleonora Duse, che vive a Roma gusto, abbiamo notato uno scherzo, lontana dalle scene ma col cuore v A porte chiuse, e una recitazione di cino al teatro e alle sue compagne versi in dialetto milanese, scritti e d'arte, ha esposto ad Arnaldo Fracdetti da Giovanni Barrella, vestito caroli un suo nobile progetto per la da «Ligera»: questi due ultimi nufondazione di una N isti. meri avevano veramente il colore che La casa pensata da Eleonora Duse si richiede da un teatro intimo, e fudovrebbe essere un centro di incitarono, in questo senso, compresi ed mento e di organizzazione spirituale. apprezzati dal pubblico. Lo spettasignor MARGOT_ KA Le attrici e gli attori che pa ti ‘a rivista colo sii chiuse con una picco! nuova interprete di Kundry nel « Parsifal »alla Scala. per Roma troverebbero il loro bel Il Contropelo luogo di riunione, con libri, con riIn complesso uno spettacolo nuovo viste, con ritrovi di cultura. Ma ed attraente, in un ambiente decorato con molto contessa Spalletti, ha già”’promesso sono le attrici e gli attori delle piccole compagnie | sieduto dal un Co- gusto dal pittore Aldo Mazza. Speriamo che i nodi provincia, che mai non si staccano dai borghi |la sua cooperazione. « Poi vorrei ci formare simpatic: stri autori vorr nno incoraggiare questa migliori — cone dalle cittadine: e a costoro verranno mandati i | mitato d'onore fra le nostre attri , portandovi il buon umore e lo ativa ini quot darebbe una piccola libri che saran chiesti, senza spesa, e si risponderà |tinuò la Duse;—ognuna aliano e contribue do, per parte loro, niente. Scrivenon pagherebbero alle loro domande: avranno un ideale legame con | e così le epiccole averna Rossa non_si a ‘italiana solo nel nome avrebbero. Il libro dà la gioia di un'altutti gli altri, con i più fortunati; si sentiranno in | rebbero troppo, per il suo recostretta dover ricorr tra vita. Abbiamo bisogno di affinarci, di istruirci. qualche modo allacciati al mondo. Il Consiglio Nazionale delle donne italiane, pre- |Diamo aria al nostro spirito! Per questo primo pertorio, a Parigi
Quando pensiamo che in una bocca trascurata, non lavata giornalmente con
un
liquido antisettico, vivono non milioni, ma miliardi di m crobi, dobbiamo necessariamente sentire un disgustodi coltivare una tale forza di distruzione nella nostra bocca. È semplicemente incredibile, che tanta gente non sia ancora persuasa della necessità assoluta, non solo di conservars sanì
i denti, ma
del
corpo,
anche, nell'interesse
di liberare
giornalmente
della
salute generale dai batteri,
la bocca
che distruggono i denti.
L’ Odol, dentifricio veramente antisettico, arresta qualsiasi
processo di fermentazione e di decomposizione nella bocca.
Chi usa regolarmente ogni giorno l'Odol fa quanto la s ienza moderna ha creato di meglio per proteggere nel modo più sicuro i denti e la bocca.
L’Odol dentisti.
è usato
giornalmente
da migliaia
di medici
e
L'ILLUSTRAZIONE
\
ITALIANA
<A
bd TTI } ada
Milano. —
La consegna delle decor:
ioni per la campagna
Le onorificenze di guerra a due ufficiali del ‘Savoia Cavalleria ”
A Milano, nel
mento
nattin
Savoia
svolse in forma privatissima, ‘anti al reggi mento appieda schierato su quattro squadroni, del colonnello Filippini; di fronte stavano allineate, sull’atterzi,al lecomando rappresentanze di
tutte le
i
0, col. generale Quercia, coman‘lleria, e il generale Rossi, comandante la brigata di le le glorie del reggimentoe glie alle quali pr parte in Li e l'encomio solenne ai due ufficiali che sul teatro del a guerra diedero all esempi di valore. Alla
il 21 e il 23 marzo 1913 a Mont cariche brillantissime disperdendo beduini e Il tenente Lampugnani api il primo uffi
cerimoni
« ghibli » furiosi
‘ere. Compì
le
olt:
santi fu
‘onse; e dell'ordine mili
di Torino e
l tenente colonnello e al tenente
Brus
Lampugnani
ar l valor m Poscia tutto il reggimento e le rappresenl comando d naggiore Solari sfil o davanti al Conte ri . Terminata la cerimoni l Conte di Torino
L'ILLUSTRAZIONE
Padova. — insieme
con
la ufficiali
ITALIANA
Un concerto di 25 violoncelli
passò-nella sala di convegno
ove v
nne offerto un
rinfresco. Il Principe qui b indò ai decorati colle seguenti pa role reggim
« La funzioni tamani ha consacrato nella storia del due nomi di ufficiali che fanno parte del secolare e fedele Cava tenente colonnello Brussi ed il tenente Ta
poichè il Cuccoli pot uali eseguirono (mirabile o in la minore di Golt sta. solista ‘enimento, nuovo
nento
Gavotta di Padre
U campo aviatorio seppe col suo valore personale. ri dere utili "servi ento truppe operanti. A loro io rivolgo il mio plauso ed al Re vada oggi il mio saluto ed il miglior augurio per il suo av
ito interprete dell
e oggi d
Padova, la bella città patriottica, superba della sua Uni del Caffè Pedrocchi, del Prà da Valle; centro di una p laboriosa, ubertosa e tutta gaiamente sorridente, possiede nche un “ito Musi pullula
sotto l'insegnamento
come
le violette
scuola diede sì gr
— essi abbondarono
così
di
ne
Arturo
meravigliosi risu ati, Padova fece le maggiori feste con me £ che ricordano lesue alte benemeren per la nuov cassetta
le st:
nità dovunque
evi, e mai — seguendo i giudizi
a pro
segnante
veramente della
sono e vanno
Dante
ita-
n l’aperta sottoscrizione nazionale straordinaria, un'altra
ore! Il concerto dato la sera del 28 febbraio,
nobile gara di patriottico fervore,
Presentiamo un nuovo modello di “ WATERMAN'S UTILE
a stica
Cuccoli, i violoncellisti
i. Mai, seguendo
M:
Ad raro Cu
i dopo
Un concerto violoncellistico a Padova a favore della DanteVD,
dove,
adova prova l'i all'unisono » ‘unisono quel
PER
N. 14 G. M. C.C. IN ELEGANTE
ASTUCCIO.
— Completa, Lire 40—
Nelle Principali Cartolerie del Regno
e da L. & C. HARDTMUTH,
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Esigere la nostra Marca e non lasciarsi illudere dalle imitazioni. CHI PIÙ SPENDE,
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SPENDE !
264
L'ILLUSTRAZIONE
-
È morto a Ventimiglia più che ottantenne il
prof. Gerolamo
Rossi,
ispettore degli Scavi e Mo-
numenti della Provincia, sotto la cui guida nel no-
vembre 1877 fu scoperta l’antichissima Città Ner-
vinà, l'’Urbs Magna di Strabone, col Teatro Romano,
che gli hanno permesso di trarre dalla Via dei Sepoleri degli Intemelii pregevolissime iscrizioni la-
pidee, di cui ebbero ad occuparsi a suo tempo l'Accademia dei Lincei e il Mommsen, che del Rossi
corda l’opera sapiente ed infaticata nel suo Corpus
ri-
inscriptionum latinarum, Il Rossi scrisse anche la Storia di Ventimiglia, la Storia di San Remo, di Albenga, del Marchesato di Dolceacqua, dei Prin-
gipi di Monaco, ecc., ecc. = /ernand Foureau, il grande esploratore del Sahara, è morto a Parigi il 18 gennaio u. s., in età di 64 anni, essendo Barban nell’Haute
nato il 17 ottobre 1850a SaintVienne. Dal 1876 in poi e;
compiè una serie di esplorazioni nel Sahara algi
rino, nell'orientale, nel centrale e nell’Erg, le quali
diedero preziosi risultati scientifici. La più celebre delle sue spedizioni fu quella che condusse dal 1898 al 1900 in compagnia del, comandante Lamy, con lo scopo di giungere al Ciad attraverso il Sahara algerino e di terminare al Congo, per collegare fra loro i possedimenti francesi. La missione, forte di 310 uomini, giunse senza difficoltà ad Agadir, pi al Ciad, indi dovette sostenere aspri combattimeni
col sultano Rabah, in uno dei quali il comandante Lamy trovò la morte nella località che poi venne chiamata dal suo nome. Il Foureau continuò da
solo la traversata dell'Africa equatoriale
e rientrò
in Francia per il Congo. Nel 1906 fu nominato governatore delle Comore e nel 1908 della Martinica. Recentemente il governo francese, in riconoscimento dei suoi meriti geografici, gli aveva assegnato un’annua
rendita
di
12000
opere da lui pubblicate
franchi.
de 1892 et 1893;
Numerose
in seguito
esse vanno citate: Au Sahara,
Rapport
sono
ai viaggi;
le
tra
mes deux missions
sur
ITALIANA
appartenendo a consessi scientifici ed a commis-
NECROLOGIO.
ma
mission
au
in America di tubi Roentgen.
Egli è morto di un
a 19 anni si arruolò fra i garibaldini liberatori del-
cancro_al fegato, in conseguenza dei suoi studi. Fino dal 1906, quando morì di cancro il suo socio,
Compiuti quindi gli studi classici sì diede per naturale passione all'archeologia; studiò in Grecia, in Germania, e ben presto conseguì la nomina di
non siano pericolosi per gli altri, — Aveva da lunghi
professore di archeologia nella Università di Palermo. In seguito fu chiosa a dirigere il Museo
scenze cancerose în varie parti del corpo, che av vano reso necessaria una lunga serie di operazioni
sioni governative. Egli era nato a Palermo nel 1841; l'isola, poi si distinse nella giornata del Volturno.
Nazionale di quella città, museo che si può ben dire opera sua; e gli scavi archeologici nella Sicilia
occidentale.
Scrisse molto di antichità classiche e medioevali,
il Green disse: — Anch'io farò la stessa fine! Ma perfezionerò î tubì per i raggi X in modo che essi
anni
le mani
bendate ed era
Egli ha lavorato fino alla
‘Aveva 54 anni,
=
Lord-Minto —
sera
torturato da escreprima
Gilbert John
di morire.
e specialmente di numismatica. Lo vedemmo l’anno
di vigoria, e piacevolmente facondo,
fu valoroso soldato: durante la guerra russo-turca del ”77 combattè dalla parte dei turchi. Arruolatosi
scorso qui a Milano, venutovi appunto per un'ispezione al gabinetto numismatico di Brera. Era pieno _
Disegnatore
ed illustratore
.
popolarissimo
în
il 4.° marzo
Elliot, conte di
Minto, — morto
a Londra, era
una
delle più eminenti individualità storiche dell'impero britannico. Prima di affermarsi come uomo di Stato
nell'esercito inglese, prese
parte alla fortunosa cam-
Inghilterra e ben noto anche all’estero fu sir /o/r
pagna dell’Afganistan nel 1879; poi due anni più tardi
Punch
fu segretario di lord Roberts nel Sud-Africa. Si battè da. valoroso nella campagna dell’82; poi, nel
Tenniel, resosi
celebre coi disegni
umoristici
sul
che deve a lui la sua straordinaria fortuna.
Il Tenniel collaborò al Punch regolarmente per
cinquant'anni.
Fra la infinita
varietà degl’innume-
revoli disegni lasciati da lui, quelli che non peri-
ranno sono, forse, le serie di illustrazioni in Alice ir Wonderland,
delizioso
generazione.
Negli ultimi
poema
il mondo anglo-sassone sì delizia anni
infantile
_
Domenica mattina,
del
quale
di generazione in
il vecchio
morto a 94, aveva quasi perduta la vista.
artista,
8 marzo, il diretto da Ve-
nezia ad Udine era quivi segnalato per telegrafo, da Casarsa, con un viaggiatore di prima classe morente, Il treno entrava in stazione in Udine recandovi, non un moribondo, ma un morto. Era ques il principe Alessandro Lieven, vice-ammiraglio. e
capo dello stato maggiore dell'armata russa : pro-
veniva con la moglie da Nizza, dove aveva tra
corso l'inverno per riaversi da affezione cardiaca, che lo ha ucciso nel viaggio di ritorno. Aveva 53
anni. Egli era considerato, attualmente, come il rieneratore della marina russa da guerra, il cui bi lancio è stato portato in questi ultimi anni a poten-
Sahara et chez les Touareg Azdjer_1893-94; Dans le Grand Erg, itinéraires de 1895-96; Mon neuvième voyage au Sahara et au pays Touareg; D'Alger au Congo par le Tchad; Documents scientifiques de la mission saharienne.
superato che da quello britannico, Fu il principe di
— Benemerito veramente degli studi archeoloici fu il professore Antonino Salinas, morto il 7 marzo a Roma, dove faceva lunghi soggiorni,
la convenzione militare esistente fra i due alleati. —_ Può essere anmtoverato fra «i martiri della
Canadà, aiutò a soffocare la rivolta scoppiata nei
distretti mord-occidentali nel 1885. Promosso segretario militare del governatore generale del Canadà, l’esperienza fatta in tale ufficio gli valse
poi il conseguimento della carica suprema di go-
vernatore dal 1890 al 1902. Subito dopo fu nominato Vicerè delle Indie, dove rimase a capo dell'Im-
pero indiano fino al 1910, dando il proprio nome ad un periodo di notevole prosperità. Al suo ritorno
dalle Indie lord Minto fu ammesso nell'ordine della
Giarrettiera, come dire da noi, Collare dell'Annunziata. Aveva 70 anni.
= Astronomo illustre fu lo scozzese si David Gill: fu îl vero creatore dell'importanza scientifica if dell'Osservatorio del Capo di Buona Speranza, del
quale divenne direttore 25 anni sono. Da quell'epoca
i suoi studi astronomici e matematici resero preziosi
servigi alla scienza. Vanng ricordati a suo onore l'organizzazione della spedizione all'Isola di Maurizio per il passaggio di Venere; gli accordi stabil
zialità tale da superare quello tedesco, e non essere
a Berlino
Lieven, durante il suo soggiorno in Francia nell'estate del 1912, a firmare a nome del Governo russo l'accordo navale franco-russo che completò
dell’Africa
scienza » l'inglese prof. Enrico Green, costruttore
per conto
glese
fotografie
‘a i confini
dell'Ufficio delle
Colo;
fra i possedimenti
Sud-Occidentale
della
Grande
in-
tedeschi
e il Bechuanaland ; le
Cometa
dell’85
ottenute
per mezzo di un meraviglioso apparato di sua invenzione; l'impresa di concordare le longitudini di Berlino,
Malta, Alessandria,
Suez, Aden, Maurizio
Rodriguez; le esplorazioni geodetiche nel Sud-Afri-
ca. Aveva
70 anni.
2° hh V2% dass 0tty preplet Le 1 Qpeni bai... de
L'ILLUSTRAZIONE
fl’
le
E
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VOLPE
ITALIANA
r”_ztt_|
DI SPARTA
(Continuaz. e fine, vedi numero precedente).
LUCIANO
Il padrone.
Miss Mary Garnett, la governante inglese, venne ad avvertire
La
la contessa che la piccola
era molto rossa in
faccia, e miss Mary Garnett temeva avesse la febbre. Gioconda stava facendo colazione con Folco nella piccola sala da pranzo di puro stile veneziano del decimottavo secolo; era la sala a cui non accedevano invitati. Gioconda la preferiva alla grande, di stile fiorentino, vasta, magnifica, un po'tetra. Gli specchi veneziani chiusi in cornici di pallido oro riflet-
eper-
«Oggi alle tre vi attendo. Venite a questo primo convegno, ve ne supplico con tutta l’anima. Esso vi proverà che non avete nulla da temere in c: mia. »
credesse bianco,
si passò
la mano
di sognare, sì levò
poi
sul
si
ZÙCCOLI
— Venga alle due, — pregò Gioconda, —
riprenderle, separarle. I suoi sguardi caddero
Folco
DI
ee
sulla calligrafi ‘ale, all corsero le prime linee:
XII.
==
ie ROMANZO
=
Lillia non voleva alzarsi:
ka
volto, quasi
fece
pallido,
in piedi, e gettò un
grido
rauco. Li quel punto, Gioconda tornava. ma ch'ella interroga Folco avvertì: — Ho urtato con la caviglia contro un piede della tavola; ne ho sentito un dolore acuto. Come sta la bambina ?
Gioconda era inquieta.
— Non sta bene, — annunziò. ‘emo tevan le imagini come attraverso un velo; i anch'io che 3 Te ne prego: ricoperti di stoffe antiche dal cosubito il medico. lor bigio stinto. La piccola aveva qual- manda a chiamare avviò per telefonare
perchè alle tre ho un appuntamento. Folco rattenne a fatica un guizzo.
Quando il medico si fu congedato, domandò con indifferenza : i un appuntamento
—
confermò
alle tre?
Gioconda.
—
Folco Non
È
si
tratta che di combinare con la contessa Ste-
fani quella fiera di beneficenza. Folco non Ransie nulla.
udito
Non
parlardi fiera, ma poco gl”
sapendo benissimo dove e da chi quella calligra
veramente egli non sapeva; gli era ignota; si trattava
d'un uomo ch'egli non conosceva o non aveva mai avuto occasione di scrivergli: qualche tore di femmine,
qualche libertino, che
mobili eran
che cosa di raccolto, dava un senso di intimità silenziosa, che, nella città dai rumori incessanti, era incantevole. Da poco avevan recata la posta. —
Queste sono
per te! —
co, consegnando
a Gioconda
aveva
detto Fol-
alcune
lettere.
E mentr'egli leggeva quelle che portavano
sulla busta il suo nome, Gioconda apriva con un tagliacarte sottilissimo le sue, quasi tutte di donne; una sola con calligrafia maschile, alta, verticale, precisa come uno stampato:
la calligrafia d'un uomo risoluto e te Non appena udì ciò che miss. Mary Garnett
le riferiva,
la contessa
gettò
le lettere
aperte sulla tavola e si alzò precipitosamente. — Vado Spero non simo. —
a vedere! — disse sia nulla. Stanotte
Non sarà nulla,
— confermò
a Folco. — stava ben il conte. —
Miss Mary Garnett è sempre pessi Gioconda uscì. Folco seguitò a leggere; poi sbadatamente
gettò le lettere su quelle di Gioconda; volle
mediatamente al medico di c: La cont tornò indietro a prendere a corrispondenza. La piccola Lillia dormiva in un letticciuolo bianco presso il letto della mamma; squesta la udiva durante la notte; non aveva mai voluto affidarla ad alcuna governante, sebbene 1 Mary Garnett fosse prudente e seria. Folco trovò Gioconda curva sul visino di Lillia: era in tutto il volto della contessa sia trepida, uno smarrimento,*che la quasi
irriconoscibile.
Anche
Folco
si
chinò a guardare la bambina, la quale teneva gli occhi chiusi, e un breve lagno le sfuggiva
di tra le labbra. Il medico venne, studiò Lillia
zione, poi si rivolse alla contessa:
con
atten-
— La febbre non è alta. ai si tratti d'una semplice indisp on Folco vide una maschera di dolore arcigno cader dal volto di Gioconda ; i colori le tornarono alle guancie, la luce agli occhi; le sue labbra sorrisero. —,0ra la lascino riposare, — consigliò il medico. — E Lei, contessa, non abbia timore,
parola. Il dottore scrisse una ricetta e prom leche sa S'allontanarono.
rebbe tornato.
Folco
non dis:
ielazione: Riudì all'orecchio
il ritornello d’Ariberto:
« La donna vuole un padrone:
un pa-dro-ne !»
‘a trovato:
egli: apace di far da padrone; pover' uomo, un letteratoide; un ambizioso andato a male. e beffardam inte. ad alta voce. — Chi sa far da padrone? a giorno, scrutò Gio-
conda ; fingeva di mangiare, ma tutto restava
sul piatto; era irrequieta, dis k Folco notò che, contrariamente alle sue abitudini, bevve due bicchieri di Porto. — Sei stato a trov: — ella chiese.
— Sì, — rispose Folco. — Mi pare stia
meglio. E comine
sè un'allegria
discorrere,
Sentiva dentro di
ante, una voglia di ri-
dere, di scherzare, di correre, che veniva
dal-
l'incubo tremendo di quelle ore, dall’ango-
scia spaventevole ch'egli conteneva con tutte le sue forze. Gioconda rispondeva appen: rvata sotto
ro troppo grave. Era il pensiero di
Folco non
iero dell’appuntamento?
avrebbe saputo rispondere:
l'uno e l’altro le a savano tanto ch'el
gere. Verso le due, la contessa
irolina ‘Roche,
nelle malattie polmonari,catarri bronchiali cronici, tosse convulsiva, scrofola, influenza.
€hi deve prendere la Sirolina “Roche”?
forse
vano l’anima e peiva più a fin-
chiamò la ca-
L'ILLUSTRAZIONE
266
meriera e le diede ordine di prepararle l' abito per uscire. Folco, il quale era presente, con un giornale tra le mani, alzò il capo. — Sei sicura di poter uscire? — domandò. Ma certo, — ella rispose. — Non credi che Lillia migliori? — Lo dirà il medico. Gioconda si ritirò nella sua camera, e quando
il dottore
giunse,
Folco vide ch'ella
era
ve-
a.
Indossava un abito nero, semplice, che le dava una grazia quasi di fanciulla, una bellezza nuova di riserbo e di verecondia
conda osservò che Folco era pallid
Tra
Non ti spaventare tanto, — ella disse. —
Lillia sta meglio. Folco guardò l'orologio.
due ore
sarò
di
ritorno!
La contessa tacque. Folco si allontanò, passò il limitare del suo studio, aperse il tiretto della scrivania, fece scivolar qualche cosa nella tasca destra della giacca.
Poi tornò
presso
il letto
figura tragi
—
No:
esco
evano
a piedi. Ho
queste
bisogno di scuo-
parole sottovoce,
vai all'appuntamento? —
Ma d'un tratto si scosse, puntò bottone del campanello elettrico.
tare la bambina, si piegò su di lei; accostò l'orecchio al suo piccolo petto scoperto. Non disse nulla. Scrisse
LE PARFUM
una
IDEAL
nuova rice!
HOUBIGANT parfumeur, Parie
Allora, quasi
voce risoluta. Folco levò la destra dalla tasca, e gettando la rivoltella sul letto, disse freddamente: — Fai bene! (Fine) Luciano ZùccoLi.
—
annunciò
con
bam-
chiese
l'indice al
— Portami il cappello e la pellicci Folco ebbe un fremito che lo percorse da
Mondiale.
s’affondava
nella tasca della giacca. Gioconda appuntò il cappello in testa. Folco vide
accanto
— La febbre è salita! — Vi fu un silenzio. Il medico riprese a seru-
vado!
— Non so! — ella rispose.
che
lone |
aveva un velo fit mo, il quale impedito di riconoscerla. Poi la con-
ò il mantello.
al letticciuolo, mentre il dottore andava misurando la febbre di Lillia e le apriva la bocca
per osservare la gola.
Non
Folco di nuovo.
capo a piedi, mentre la sua mano
Più presto vado e
—
La veste nera, il pallore del volto, l’immobilità, facevano della bellissima giovane una
più presto ritorno.
Hai dato ordine d'attaccare?
della
lasciavano sfuggire senza tregua.
con uno strappo, Gioconda si tolse il cappello
di testa, gettò a terra la pelliccia.
bina. V’era ancora, dritta in piedi, Gioconda.
ordinò alla cameri
—
pro-
— Non vai all'appuntamento?— egli chiese.
— Sono appena le due e un quarto, — notò. — Il tuo appuntamento non è per le tre? Sì, jose pronta Gioconda, — ma
non voglio far attendere.
—
Folco guardò la contessa. La maschera di dolore le era nuovamente calata sul volto, dura e chiusa.
— Non
tremava. —
—
mise poi.
ITALIANA
n
si scatenava una tempesta"den-
Folco ne mento, con
seguiva
ogni
un'intensità
gesto, ogni
non
Esportaz
movi-
più dissimulata,
con un'attenzione che gli raddoppiava il battito alle tempie. La cameriera e Gioconda si avvicinò a " Lillia e le toccò la fronte. Stette ad ascoltarne il respiro affannoso e quel breve lagno che le sue labbra
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i religiosi, mentre
la. musica
municipale di Bari suonava l'inno al-
ri
banese musicato dal maestro italiano
19
solo, ma nella storia del popolo albanese, che si eleva a vita nuova. Fu alle 14 e 15 minuti di quel giorno che i Sovrani dati dalle Potenze all'Albania indipendente arrivarono a Durazzo sull’yachf austro-ungarico Taurus,
Nardella.
I componenti la Comi
controllo
cipiod
attendevano i$
cannoni italiani da 68 — sparavano a
te della Comî le di controllo, porse il benvenuto e rimiseîpoteri al Sovrano. Lungo i viali del giardino eran nze del-
salve, salutando i Sovrani, che lu
le
mente
nesi, che offri di fiori alla rerono bel Sofia. L'entusiasmo apparve generale. La pi ione convenuta a Durazzo si mostrò esultante. * oglienze clamorose, delle Delle ufeste str
scortato dalla nave
italiana Quarto,
dalla inglese Gloucester e dalla francese Bruix. 1 cannoni di Durazzo — acclamati
lla popolazione,
sbarcavano alle 15 precise fra un imponente clamore festoso. I governatori
di Durazzo e di Vallo;
il indaco di
Durazzo ed Essad pascià si erano re-
cati prima a bordo del Taurus a far atto d’omaggio ai Sovrani. Ne discesero con loro e col loro seguito. l Sovrani furono
accolti
allo sbarco dal
prefetto di Durazzo, dal generale olandese
poni
razzo
De Vier, dal corpo consolare e
tere,
ha accolto i Sovrani
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Questa città è occupata que
mattina
felicemente
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sultano, nata Stoccolma.
colonna
Miani. i Kartum. Una parte del battaglione egi-
Rio Janeiro.
ziano al comando del maggiore. Conry,
attacca
un’orda
di 300 armati
— Povera legge della precedenza»! sà: fossimo occupati di studiare invece una legge sulla permanenza..... al potere!
Durazzo,
sciogli
Lo stato d'assedio è de-
cretato nella città di Rio de Janeiro (capitale del distretto federale), a Nichtero,
nelle vi-
Volete la salute??
sioni.
nel 1898, Decreto reale
Camera.
Prudenza giornalistica. — Signor direttore, ‘che rotta seguiamo ? — Non rompiamo siente, per ora occupiamoci,,.. del Marocco.
AI Ministero di Grazia e Giustizia.
— Una bella cosa il monopolio Ma nom serve ad assicurare il portafoglioavita! delle assicurazioni!
Sta
VariazionidiBIAGTO.
\TI
Alle
ovrani di
sbarcano,
festosamente
accol-
ti. Il re Guglielmo
cinanze del fiume Atban, presso il confine (capitale dello Stato di Rio Janeiro) e a assume il potere. À abissinoy.e.la-batte-e--disperde, ucciden- Petropolis'in seguito a seduta burrascosa Vallona -dimosti
done il capo; ma il maggiore tre soldati restano uccisi,
Conry e del Club militare nella quale si discusse
della situazione dello Stato di Cearà, dove
‘4, Roma. La Camera, eselusa da Gio- è scoppiata una rivoluzione contro il Go-
zioni entusiastiche di adesione. Atene. Stante la
verno locale facendo sorgere la questione rivoluzione epirota, voti 361 contro 83 e 4 astenuti, pas- sempre controversa, dell'intervento delle il governo greco desaggio alla discussione degli articoli del forze armate federali. I generali Morae libera il blocco dadisegno per le spese per l'impresa libica, è Azevedo, due colonnelli di stato ma ig-| vanti a Santi Qua‘Praga, Uti-giornale pubblica che i de- giore, un capitano della guarnigione di putati socialisti nazionali sono stati fino Rio de Janeiro, come pure i direttori di gio di tre migli al poco tempo fa confidenti pagati dalla due'giornali di opposizione sono stati po8. Roma. litti la questione di fiducia, approva con
izia a dauno degli ezechi.
sti .in istato
d'arresto.
Il ministro
della
R. Decreto odi
Baden. La Camera:del,Baden ristabi- guerra ha dato ordine all'esercito e alla Gallotti avv. Cest
marina di tenersi fe, prefetto della pronti ad ogni even- provincia di Catantualità. zaro; è trasferito a 6. Roma. La Came- Mantova; De Berra respinge la propo- nardinis dot È - [.cola, prefatto di ni mentare sugli approv provincia di: Manvigionamenti per Ja è trasferito a Libia.
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Perugia, Sull'ole— Con odierni regi decreti Sansone dot- zione politica oggi tor Diodato, prefetto avvenuta nel TI collisce i fondì. per riattivare in Monaco di ad Avellino, è trasferito a Reggio Cala- legio per sostituire Baviera Ja legazione badese, che da qualFerri dottor Zosimo, prefetto a Reggio Calabria,è trasferito ad Avellino; co il risulta Chè tempo era stata soppressa. Breslai
Muore
l’arcivescovo
cardi-
Gerboni dott. Enrico, vice-prefetto, è no-
nitivo:
19 voti e
del governo rivolu-
Inscritti
nale Kopp. minato prefetto a. Foggia. 17 820; votanti Nova York. I generale dei disoccupati Giannina, Leskovic e Premeti procla- 12 906: Boggi; (catt.). voti. DE ‘Tannenbaym, occupa a sera la chiesa cat- mano anch'esse l'autonomia. Innamorati (demo; ‘tolica di Sant'Adolfo, con alcune centinaia Pietroburgo, È ufficialmente smentita dei suoi seguaci; il rettore si oppone; la voce di una mobilitazione generale cratico cost.) 44. Angeloni (Viberale), sopraggiunge la polizia, ed il generale russa di prova. 2618; schede nulle con un duecento dei suoi sono arrestati. 7. Roma. La Camera, essurita la di5. Roma. È annunziata la nomina uf- scussione degli articoli, approva a geru- e contestate 140 fr ficiale di Ernesto Nathan a commissario tinio segreto con 251 voti favorevoli e ballottaggio no ed Innaitaliano per l'Esposizione Internazionale 47 contrari il progetto di legge per le spese del 1915 per l'apertura del canale di Pa- di Libia, Koritra. Il menama, a San Francisco. si — Il gruppo radicale delibera ‘con tropolita, membro Bologna. ‘A sera terremoto, alle 30,
molto sensibile.
Trieste. I principi di Wied in forma ‘ufficiale partono per Durazzo sul Taurus.
Vienna. Riapresi la Camera. La: prima » parte della seduta è turbata dall’ostruzionismo czeco, Nella seconda parte, dopo uma riunione dei capigruppo, emalgrado il parere del governo, è messo. all'ordine del,giorno il progetto per la Facoltà italiana;
È nperta
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a questo
alla
ANTICO e NUOVO TESTAMENTO tRanorta pa mossianor ANTONIO MARTINI cox-xore sotto lu revisione di Monsignor Arcivescovo di Milano illustrata da 230 quadri
n GUSTAVO DORÉ @ il testo ornato da ENRICO GIACOMELLI
Escea dispense di $ pagine in-8, riccamente illustrate da ‘incisioni © fregi: la
dispensa,
Sono uscite TRENTOTTO
del
assenti)
gruppo
|
dispense.
| Commissioni è vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano,
Sacchi»e Cre-
tonico
ricostituente
tavola
bevete
Acqua
Nocera-Umbra
“SORGENTE Vendita
oGci Esce IL NUMERO
SPECIALE
di Primavera
e alle ultime novità in genere di modà sul tipo di quelli che si pubblicano a Parigi, come il‘ Chio Parisien, Les Modes, con l'aggiunta delle novità in ricami e abbigliamenti per casa, con Corriere della Moda e articoli che ‘trattano di tutto quanto interessa il gentil sesso, e fra le cose più importanti. c tiene : Pagine a colori con splendidi figurini delle ultime creazioni della moda; Un grande
panorama
a colori
sangue. a
A
Lin gran formato su carta di lusso, riccamente illustrato da artistici figurini colorati è in nero, esegniti espressamente pr questo numero, interamente dedicato alle
Mode
del
[c]
stato
le autorità greche. i IT ele O conferenza, del prof. Roberto I ALMAGIÀ. -, Con una. carta geografica a colori: Una Lira. Dirigere vaglia ai Fratelli Treves, ei ditori, Milano.
SACRA BIBBIA
{O
yoto.
dicale, i ministri radicali
NUOVA EDIZIONE in Formato Libreria della
Centesimi
(e molti
di togliere l'appoggio al ministero. Im zionario ‘ep
di abbigliamenti
da
seggio, da, corse e da gite
în campagna; Un panorama in nero delle mode più recenti per serate e rice-
vimenti; Una tavola di ricami contenente un’ artistica copertina per neonato; Un modello tagliato d'ultima novità d'abito intero per Signora. — Copertina
în trioromia con elegante figurino.
DUE LIRE. Dirizere commissioni evaglia agli editori Fratelli Trerts, in Mitino, Via Talermo,
ANGELICA,, annua
10.000.000
di
È USCITO
DEUS VICIT Romanzo storico dei tempi dei-Ce
in Aquileia
v Paul Mara LACROMA Deus vicit è un romanzo storico dei tempi
dei Cesari in Aquileia e, a mio avviso, appartiene al ciclo di quei romanzi storici che, dopo la prova fortunata del Quo Vadis? hanno esaltato le glorie, le virtù, gli eroismi del primo sangue cristiano. Il romanzo. ha buona fattura ed episodi spesso
interessanti.
Fra le scene di martirio, ve n'è
D'imminente pubblicazione il QUARTO
VOLUME
delle MEMORIE
acquista un carattere di ‘nuova e
‘di
una che
stiva curiosità e di bella commozione.
FRANCESCO CRISPI: La prima guerra d’Africa. Documenti e memorie dell'archivio Crispi, ordinati da T. PALAMENGHI-CRISPI.
bottiglie
DIECI
suggeIn
complesso, un libro che si-fa leggere con interesse e che. può fare del bene.
(Dall'Italia):
Un volume in-i6: TRE LIRE. E e, IA ME Otà SAYS, Dirigere commissioni e vaglia agli editoriTreves, in Milar