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L'Illustrazione Italiana 1914 n.10

Page 1

sono XLI.-.10.

Questo numero con Grande Supplemento a colori: Ascari Ast eritrei, eritrei, costa costauNa UNA LIRA (Est.,Fr. dali

8da Marzo 1914.

L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA 0 D'ASSOCAZIONE 181Rea: Anno. 35;Semestre, L.18;Trimestre,L 9,5us,1.48 un,

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La prima regina d’Albania, Sofia principessa di Wied. — In Albania mentre si attende il Sovrano (3 dis. di Aldo Molinari — La commemora. zione della battaglia del Mer; ‘heb (dis. di G. d'Amato). — Hl Parnaso di Mante al palazzo ducale di Mantova. — La più antica chiesa di Rom. risorta dopo un millennio d’abbandono (5 inc.) — La Furlana al Circolo F: Udini \e. — I nove caporioni socialis sud-africani deportat in Inghilterra. — L'attentato al vi scovo Milklossy a Debreczin. — L'artistico cofano donato da S. M. il Re al 5.° fanteria. Ritratti: Il Duca d’A varna; M. Bark ; L. Hammerskjéd; Gian Luigi Paolocci de' Calboli; Aviat. Dal Mi; stro. — | Ten. Maro ueci; Cardinali Kathschthaler e Kop, Nel testo: Conversazioni Scientifiche del Dottor Cisalpino'— La volpe di Sparta (XI), romanzo di Luciano, Zùccoli. — Corriere, di Spectator. SCACCHI.

Problema N. 2140 del sig. Vittorio De Barbieri di Odessa. NERO,

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Il Bian 0, col tratto,

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nerosissimif soci della — Recentissima pubbli istica, oltre ad alcuni dilettanti accorsi dalle vicinanze di Milano. Al dottor Tarrasch t i zi bianchi sulla prima esu i neri sl prepara un'acqua sulla seconda. datavolaveramente La seconda partita (a) (apertura irregolare, 1 Ra vinte dal maestro tedesco dopo eftervesconto e grata al palato Romanzo di che valse ai nostri valenti giuocal ‘spettatori e le pi ANSCRITTA NELLA FARMACUPBA citore, In fine fu dichiarata patta la prim: DBL REGNO D'ITALIA Carlo Emanuele! BASILE (apertura Ruy Lopez) e il dottor Tarrasch, lizzando' diverse combinazioni, dimostrò all’affollato LIRE UNA ogni scatola per IO litri uditorio come nessuna probabilità di vittoria restasse nè al bianco nè al nero. Cav. A. GAZZONI «C., Bologna | Il dottor Tarrasch è nato nel 1862 a Bre larsiatraverso l’estetismo ita medicina a Norimberga, e vinse il pi ————€@<—eRMRRER cene comi ” Basile ha pagine e atteggia neitornei diBreslavia 1889, Manchester 1890, siti, e belle descrizioni di pi Soiarada, resda 1892, Lipsia 1894, Vienna 1898 e Monte: abbastanza fino della ling carlo 1903, il quarto premio nel torneo di Hastings Lunghesso i verdi margini - mano în mano che procede nel 1895, e ilterzo nel torneo di Norimberga 1896, Il Della ridente Stura fa più svelto © più snello. dottor Tarrasch continua il suo giro in Italia e darà Sorge il primiero e steudesi altre accademie a Torino, Montecarlo, Viareggio, G. Li sini nel Marzocco, Bologna e Napoli, Tra viva fioritura.

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Dichiarò bancarotta il buon criterio,! la morale oramai

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sbocciò, fior d'immondizie, l'invettiva. Un signore s’alzò su dal tumulto e sbatacchi;

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[a

che tollerar non posso». Disse e volse le terga in così dir: mise il cappello. mise il cappello e la seduta tolse

Luisa Tutagembro.

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——_ ——_ Mes Por quanto riguarda i giuochi, eccetto per gl rivolgersi a CorbELIA, Via Mario Pagano, 5

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pai

ITALIAN

A

221 annunciato che proporrà alla e,

Abbondanza di danaro e prestiti.

L'abbondanza di danaro che

forte, ci si lamenta

anche

negli altri

confortante del |dustrie non vedono

febbraio decorso: ma nell'ultima

fine Genn.

dei tassi di sconto

furono sintomi

Di;

Alle Borse italiane.

THE

del fatto che una massa rilevante di | pedita ceti mpression bbiano obcapitale monetario si è ormai collocata. bedito nel febbraio i nostri mercati non ale

monetario si è

ocat .

febb. fine febb. |, Per le M

ssioni

|è

dire, giacchè essi riuscirono .taPrestiti di Stati dell'uno e dell'altro |jorafacile incerti, talvolta parvero animati da emisfero, emissioni di valori a reddito

lionali e le Mediterranee

il mondo capi

lista resta in attesa delle

ime assemblee: e pare che da que-

per ora sicure vie

de-|di guadagno.

cade tI uesto mese ezio inaspri-

*

Presi di Prezzidi comp.

segna- |grandi mercati dell’estero. Ed è brutto

lavamo nella cronaca del recente gen-|segno, perchèda ciò appare che le innaio fu ancora la nota menti

a

assemblea l'aumento del capitale da 130 a 156 milioni di lire, necessario per fronteggiare lo sviluppo crescente delle operazioni ordinarie creato con l'allargamento del proprio campo d'azione in differenti zone d'Italia. Anche il Credito Italiano ha annunciato ufficialmente il dividendo: e questo è di come in passato. E la Bancaria L.

coraggianti.

trarre conclusi sioni inIntanto il Consiglio del

lancio sì cl

ide con un saldo attivo di

ste si dovranno

Banoaria Italfana Banco Roma . . . Meridionali. + ‘| Mediterranee Yonoto Rubattino :_‘ Filat. Cascami Lanificio Rossi

Mediterran

ha annunciato che il bi-

cifra esigua in rapporto al tranquillante. Contegno fermo e resistente ebbero i valori metallurgici e meccani Terni daranno L. 80 per a: Fermi valori tes ili: levecchi; nunciarono buoni risultati d'e: Sercizi L. 2197 152,

capitale di 172 milioni,i,m

vivificatore e in altri momenti si fisso perpetui o a scadenze più o meno soffio ingenti masse di dimostrarono pavidi e solleciti ai realizzi. Peraltro la nostra stampa finanoro col. mezzo persuasivo dei buoni ziaria pel loro interessi offerti. Èanche in Italia ab- avvenire.fa Lapresunzioni compagineottimiste econontica na: biamo avuto una dimostrazione della cioè, apparirebbe migliorata. Savona ; grande facilità di collocamento dei ti- zionale, 1. Alcune nostre industriè nel 1913 Rerriore Italiano. | toli di Stato con l'esito brillante della fatto un gran passo ancora versohanno l’asMiani... sottoscrizione dei Buoni del Tesoro sestamento e si lamenta ormai da tutte Officine Armstrong. quinquennali 4 %/, alla pari, per l'am- le parti il riserbo eccessivo del capitale Ansaldo Montecatini. . . . Metallurgiea Tal!‘ montare di 290 milioni di lire e con la in confronto agli investimenti negli af- Edison ricerca continua chè il pubblico ri- fari industriali e commerciali in genere, sparmio fa di questi titoli. I valori rappresentativi di aziende che Distillorio . ‘ ; La grande facilità del danaro e la hanno superato la lunga crisi e che Raffinerie L. È. : graduale e costante diminuzione dei rendono il sei, il sette per cento, Zucchero Indigono tassi d'interesse se aveva favoritoi va- oggi dovrebbero Eridania. . |, essere trascurati anche Garburo. , . . lori a reddito fisso non riusciva ad im- non in confronto di Buoni del Tesoro che Unione Concimi : primere spinta sensibile ed incremento dànno il quattro per cento. Tanto più Esport. Jtalo-Amer.

brevi hanno attratto

meno

indenza gene:

buona.

zola L. 50 per a;

Edison

dà

l'Adriatica di

da 100 contro 6 negli esercizi

7 per azione

precedenti,

la Sicula per imprese elettriche su 230; l'Azoto di Roma L. 8 per da 150 contro 6 nel 1912: la Società

An. E. Dell'Acqua Sorta) nota piene per tutti i che il quattro per cento pei titoli di Valori e dividendi. Stato non può costituire che una capimercati finanziari nelle ultime settimane |} }iyoast al mercato delle azioni industriali.

An. V. Tedeschi di Torino un di

itori: di febbraio riflette la inattività dei mer- |‘'erazione transitoria.

cati, l'assenza del pubblico dalle Borse,

I prezzi dei valori. enti pei la mancanza di una direttiva dei prezzi. | Le oscillazioni prezzi dei valori e quindi distolta dalla Rendita, la quale Forse mai come oggi la cronaca dei |nelle nostre Borse deidurante nia. E buone febbraio ricosì un mercato a fiacco. lori dell’indust mercati finanziari esteri e nazionali è| sultano nello specchietto che segue. Co- ebbe Esitante il reparto dei valori bancari. stata uniforme! Come in quelle italiane [me abbiamo de La Banca d'Italia ha annunziato ufficial. Pei così nelle Borse francesi si discute di mente il dividendo di L. 48 contro 46, |Marzo è m provvedimenti validi a rianimarle, a rima la notizia era nota da troppo tempo |bilanci dire ai capitali i che il 1914 ha chiamare il pubblico: e tanto le indue non poteva avere conseguenze, La|una sana base er lo svolgersi delle atstrie nostre quanto quelle d’oltr'Alpe B: Commerciale ha assegnato L. 45 |tività indu

strillano contro il Fisco! E se non così

idendo pel 1913 e il consiglio ha

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Rino XGL - N. 10 -G Marzo98. _—TTALIANA 6

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LA Soria

PRIMA

PRINCIPESSA

DI

questomoncononatanacol UNALIRA (st, 0.170)

î e letteraria,

‘opyrig!

8th, 1914.

REGINA WiED,

NATA

DI DI

secondo le l

e i frattati internazionali

ALBANIA,

SCHOENBURG-VALDENBURG,

(Fot. W. Niederastroth comunicataci da Trampus).


224

L'ILLUSTRAZIONE

Questo

numero contiene, fuori testo, una

grande tavola a colori: ASCARI

ERITREI

dal quadro espressamente dipinto per l'Ir-

Lustrazione da R. Paoletti. // gruppo riproduce, nelle loro pittoresche uniformi, le va-

lorose truppe coloniali, che tanto si di. anche nei recenti combattimenti in Cirenaica. Per i non associati, il numero di 24 pagine oltre la coperta e tavola a colori, è

messo 1 in vendita al LE

di Una Lina

Una|nuova Regina, È Sofia di Wied.

Di lei e del suo “augusto

con-

sorte, îl principe Guglielmo di Wied — ora Guglielmo di Albania — abbiamo ripetutamente parlato in

questi

ultimi

numeri. Diamo

oggi

della

graziosa

nuova

Sovrana

un ritratto recentissimo, che la pre-

senta in tutta la sua grazia. Abbiamo già detto che

essa nasce principessa di Schénburg-Waldenburg,

famiglia sassone, della quale si hanno not

dal 1128. Nel castello di Waldenburg _ li della solenne cerimonia dell'offerta della corona di plana nel tello di Neuwied — andarono i de-

iS scriviamo, a O

che, attraverso

possesso regio CANA pasa

una

fosca, lunga

serie di lotte di

stirpi e di odii di religione, è rimasto

in uno

stato

non diremo di barbarie, ma, per lo meno, di oscurantismo peggio che medioevale. I nuovi Sovrani viltà. Nobili

luce della più elevata

e moderna

ci-

sono i loro intendimenti; e il coraggio

stesso che essi dimostrano

accettando

con

fiducia

sone che le cinque Grandi Potenze — e più

specialmente l’Italia e l’Austria — hanno loro affiti iù nobile titolo dell'impresa civilizzatric

ice a cui sì accingono. Tutti gli uomini no voti per loro e per le popolazioni

albanesi chiamate a nuova vita. La Regina Sofia è nata nel 1885 — ha, cioè, nove anni meno di suo marito, ed è madre di una

principessina di cinque anni — il cui ritratto pubblicammo con quello della madre nel numero del 15 febbraio — e di un principino, Carlo Vittorio, che ora,ha un anno,

Allo storico avvenimento dell'entrata in posse:

dei nuovi sovrani di Albania si riferiscono disegi ed ineisioni mandatici dal nostro Aldo Molinari da

Durazzo,

Ivi tutto

modesto

palazzo

una reggia.

si. trasforma a cominciare dal

del

governo

che

ya

diventando

CORRIERE.

Il principe d'Albania. L'Epiro « autonomo». Repubblicani e socialisti per la Libia. Le formule nazionaliste di Barzilai. L'avanzata nel Fezzan e in Cirenaica. L'incidente Luzzatti-Giolitti-Sacchi per le bonifiche. Il duello

ITALIANA

il principe di Wied — progresso e civiltà. Dopo secoli di identità etnica con la Grecia — identità non potuta distruggere moralmente dalla dominazione turca — si capisce la ripugnanza degli Epiroti ad ammettere che una parte del loro paese debba spettare — naturalmente, nazionalmente — alla Grecia, e l’altra parte, poco naturalmente, all’Albania. Eppure, quest'Albania, dal momento che le Potenze hanno voluto costituirla — diciamolo francamente, cuscinetto sull’Adriatico fra l’Austria e l'Italia! — dovevano ben assegnarle tanto territorio che potesse dirsi uno Stato e da farle sperare di bastare a sè stessa e di vivere. Così fu impedito che al Montenegro andasse Scutari, che — in realtà — è albanese; e così è stata tolta una parte all'Epiro, assai più greca che albanese. » La « conquista libica » è sempre all'ordine del giorno della Camera, il cui voto politico è preannunziato per questa sera, Che cosa sarà, che cosa vorrà dire e produrre codesto voto?. Ve lo dirò probabilmente in un «poscritto». Frattanto giova notare che la discussione sulla «conquista libica» ha proceduto di conquista in conquista. I socialisti, i repubblicani che, astraendo da ciò che è condotta del Governo, politica e militare, si sono

venuti rendendo conto del fatto e del fato storico inevitabile, cioè della politica necessaria dell’Italia, sono cresciuti di numero. Dopo Arturo Labriola, l’Arcà con un discorso lucido ed efticace; poi Napoleone Colajanni, il quale almeno ha ammesso che, oramai, dalla Libia

non è più possibile tornare indietro; il socialista indipendente Tasca di Cutò, che ha proclamato «l'occupazione della Libia una per

l’Italia

per

il mantenimento

nel Mediterraneo »; Berenini,

socialista-riformista,

che, considerato

il fatto

oramai compiuto, ha augurato che «all’occuzione libica oramai irrevocabile, seguanoi maggiori beneficì che se ne possano trarre, cosicchè i congiunti di coloro che caddero là combattendo, abbiano almeno il conforto di sapere che il sangue dei loro cari non fu versato invano». Un repubblicano, il Saraceni, deputato di Castrovillari, ha riconosciute le «imprescindibili necessità storiche

che spingevano il Governo a piantare la bandiera italiana sull'altra sponda del Mediterraneo» ed ha proclamato che «la conquista libica è di immenso vantaggio per la regione Meridionale, in quanto sposta verso il Mez-

dieci per cento dell’assemblea!... — avrà condotto alla «conquista libica » di numerosi elementi apprezzabilissimi della più estrema Estrema Sinistra; e qualunque sia il voto — che si prevede, mentre scrivo, di grandissima maggioranza per il ministero — anche

la nuova Camera, uscita dal suffragio universale analfabetico — non « alfabetico » co-

me fu stampato per errore nell’ultimo Corriere — avrà riatfermato il sentimento concorde del Parlamento e del Paese, per la dignità

Giulio

nazionale,

mentre

Rubini, superstite

—

come

dell'antica

ha

detto

Destra

— «le nostre brave truppe tengono alto il prestigio dell’Italia ». In fatto, dal Fezzan giungono le notizie della felice, ammirevole avanzata della colonna Miani fino alla lontana, cupa capitale del Fezzan — a Murzuk; e dalla Cirenaica arrivano giornalmente i bollettini dell’ardita, risoluta conquista degli accampamenti del Senusso, che tugge disorientato, battuto di fronte alle rapide e meditate

mosse dell'intrepido generale Ameglio.

Quanto al ministero, vivrà o non vivrà? La crisi sarà prorogata o non avverrà affatto? Tutto ciò appartiene all'ordine dei fatti parlamentari nel cui novero stanno anche le sorprese!

Ed una sorpresa, clamorosa, fu l’incidente di cinque giorni sono per i quaranta o cinquanta milioni all'anno da accantonarsi per i prestiti ai bonificatori della terra.

Luzzatti parlò

di un «impegno » preso dal Governo. Giolitti rimbeccò che « impegni » il Governo non ne aveva presi, e che per parlare di « impegni » avrebbe dovuto esservi un progetto di legge. Luzzatti si basava su quanto notoriamente Sacchi, ministro dei lavori pubblici, Tedesco, ministro

del Tesoro,

e il direttore

generale

della Cassa dei depositi e prestiti avevano « stabilito» nel gennaio scorso, e che un'intervista del Sacchi con un corrispondente del Secolo aveva confermato. Sì, no.... Chi aveva ragione?... Gli scalmanati dell’Estrema Sinistra

sfruttarono

la vivace

contèstazione

per

gridare per la centesima volta a Giolitti: « dimissioni » !... Se non le sue, quelle di Sacchi, che — dicevano essi — veniva sconfessato da Giolitti. E, aperta nel Gabinetto la falla Sacchi, la crisi. completa sarebbe venuta da sè.

Il ministto Sacchi, invece, confermò nettamente, la promessa; Luzzatti brillò nella luce della verità; Giolitti ammise con Sacchi le precise intenzioni del Governo, e riconobbe la buona fede di Luzzatti.... e l’accidente casuale,

zogiorno il centro della vita politica ed economica della nazione »i Salvatore Barzilai, ha pronunziato — ieri — un altro dei suoi attesi discorsi gustosissimi, nel quale ha giustamente rivendicata a Giulio Prinetti, ministro degli esteri nel gabinetto Zanardelli nel 1902, la chiara visione dell’oc-

che avrebbe potuto anche esser «causale», svanì!... E tanto clamore, perchè?... Perchè

Guardate: in cielo, ancora vento, i rosci d’acqua, bufere, sole, e poi In terra, ancora discussione libica, sciopero frammentario, disuguale, degli avvocati; e sempre preparativi per l'attesa del principe Guglielmo di Wied in Albania.

e lucidamente la politica ingenuamente «impeditiva » imposta prima dalle condizioni speciali dell’Italia, poi da una fatale incoscienza, e durata, si può dire, dalla morte di Cavour

tumelie

Egli e la principessa sono partiti oggi stesso per il loro regno. La Grecia ha già sgombrato da Coritza, cedendola alle autorità albanesi. La Grecia sembra abbastanza leale nel mantenere la promessa fatta alle Potenze di non insistere nel volersi tenere la parte dell'Epiro da esse assegnata al nuovo Stato albanese. Ma gli Epiroti di Santi Quaranta, di Delvino non ci sentono da quest’orecchio. Essi hanno già fatta un'allegra rivoluzione proclamandosi « Epiro .autonomo ». Ad Argirocastro si preparavano a fare altrettanto. A Coritza si sono accontentati, pel momento, di piangere e singhiozzare vedendo ritirarsi autorità e truppe greche. Epiroti in massa emigrano verso Salonicco, per non sottostare, dicono, essi,, alla dominazione albanese. Pensano al passato, e ne sentono

tiamo di impedire che altri conquisti!..,» Così fu perduta la Tunisia, verso la quale Napoleone III ci spingeva fino dal 1864; così

Balsanò-Drago. Il conflitto degli aeroplani Dal Mistro-Pégoud, | progressi dell'aviazione. La Crusca alla lettera O. Gli esami di greco e di

latino, 1 ferrovieri insofferenti. Marconi

e le

glorie della radiotelegrafia. La spica d'oro.

Non è colpa mia se — a certi momenti — i Corrieri, susseguendosi, si rassomigliano, Le

anch

settimane,

terrore, non

nese. possa

purtroppo,

capacitandosi

voler dire —

rassomigliano

che. governo

come

LA FLOREINE

alba-

dirà, auspice

sez CREMA

rederica Lio

Rende la Pelle Dolce,

a. girano, 48, Rue ovaLtsia, PAR

Fresca e Profumata

DI

Rappresantante per l'Italia : A. LAPEYRE, Via Goldoni, 39, MILANO

repubblicano,

cupazione della Libia, che Zanardelli temeva e che Giolitti, allora, recisamente non voleva. L'on. Barzilai ha documentata brillantemente

fino alla prima spedizione militare a Massaua. « Non vogliamo conquiste; ci conten-

tembre 1911, Giolitti non si fosse improvvisamente deciso!... Barzilai ha precisato con formule tipiche i complessi doveri nazionali: «La vita interna è lo strumento e la vita este-

riore il fine dei popoli. La sicurezza della casa non nel catenaccio apposto alla porta, ma nell’adempimento della servità di passaggio e delle ser-

sta

vità di prospetto; la sicurezza della persona non sta nel poter rinchiudersi dietro ben munite porte, ma nel poter passare per le strade senza che nessuno osì l'offesa.

«.... Noi abbiamo il dovere di separare il pro

litico-parlamentare..

possiamo

disconoscere,

dinanzi all’ Europa, ciò che abbiamo interesse di mantenere. Col nostro voto nessuna giustificazione anticipata

e

nessuna

amnistia

preventiva. Tutti

sacrifici, moltip) ti dagli errori del Governo, non hanno. scossa la. mia convinzione sulla necessità

dell'impresa ».

i

Così, la lunga discussione, alla quale avranno partecipato un cinquanta oratori — il I 12, ee,] ll44m itetinture per capel le sole ef \columi arca H. CHABRIER. hm 3000leI°RENMEXTRE tiaroa depos., dopos., didii. CUABR

45,Passage, Joujfroy Parigi, chedanno delle squisite sfumature,

litti si trovarono — causa l’ambiente — ad alzare il tono in modo fra loro insolito. E l’influenza dell’ ambiente è tale, che la cronaca parlamentare registra un altro duello fra deputati — Balsano-Drago — finito, dopo cone sciabolate, con teneri abbracci * Sospesi, ansiosamente sospesi, sono gli animi a Milano, in tutta Italia, all estero, per

ta tra il famoso aviatore dai salti mortali, Pégoud, ed il non meno valoroso suo emulo ita-

liano, Dal Mistro. Dopo i magnifici voli, dopo gli strabilianti «cerchi della morte » eseguiti a metà febbraio sull’ippodromo di San Siro,

col sole e con la pioggia, il famoso Pégoud vendette il proprio speciale apparecchio — Blériot-looping-Pégoud — a Dal Mistro per ventiquattro mila franchi. Il brillante aviatore italiano proponevasi, con quel magico apparecchio — già da lui esperimentato — di fare una /ournée trionfale in Italia. Otto giorni fa, improvvisamente, uno dei

meccanici

di Pégoud, un giovine viennese,

correva in cerca di Dal Mistro per tutta Milano,

e, trovatolo in compagnia di amici, dicevagli ansiosamente — mezzo in tedesco e mezzo

problema di carattere po-

Non

lità nella Camera, che anche Luzzatti € Gio-

un'improvvisa appassionante controversia sor-

sì sarebbe perduta anche la Libia se il 17 set-

blema nazionale da un

gli energumeni dell’ Estrema Sinistra hanno talmente alterati i rapporti delle varie tona-

in italiano: «niente /fieger, signore; niente folare.... se no, morire! » — Come morire ?...

Secondo il meccanico viennese Pégoud dopo venduto a Dal Mistro l’aereoplano, era entrato con l’altro suo

meccanico

nel cassone,

Una bottiglia di acqua F I U G G

dove

I bevuta a digiuno

Ino CALCOLOSI RENALE Concessionario esclusivo per la vendita A. Birindelli - Roma


L'ILLUSTRAZIONE l'apparecchio venduto era custodito, ed va fatto tagliar via dal serbatoio della be a un pezzo del contrappeso* che. faceva da compressore sul finafido. nei vari capovolgimenti dell’iap io, ed un tubo- flessibile, pel quale il liquido continuava, nei capovolgimenti, ad alimentare il mofore!... L’annunzio di questo atto di Pégoud — partito per Vienna, lasciando qui a Milano il meccanico viennese licenziato, mentre il meccanico francese Pierrot era subito partito per Parigi — produsse in Dal Mistro e nei suoi amici la più'profonda impressione. Si cominciò subito a parlare del « misfatto» di Pégoud, dell’ «attentato », addirittura, del «tentato omicidio» di Dal Mistro!... Pégoud,:“ansiosamente cercato dai corrispondenti italiani a Vienna, trovato, informato, ammise la modificazione arrecata all'apparecchio, allo scopo di togliervi un peso che non era normale, che era speciale per esso Pégoud, e che poteva anche essere pericoloso. E Pégoud ‘disse e fece di più: telegrafò al procuratore del Re a Milano querela per calunnia contro il licenziato meccanico Viennese accusatore, aggiungendo « Vengo a Milano, e sono pronto a volare con l’apparecchio così modificato, pur che sia nelle condizioni in cui lo lasciai.... Torna a Milano Pégoud, torna a Milano da Parigi il meccanico Pierrot... Ecco in moto tutta una*schiera di periti, di avvocati — nonostante lo sciopero; ecco tutto un ginepraio di ipotesi, di supposizioni, di interpretazioni, che — per essere chiari e brevi possibilmente — si possono ridurre a questo: l'apparecchio era Blériot-/ooping ;per Pégoud ed isuoi voli vi furono fatte, nel contrappeso e nei tubi delle aggiunte di peso, onde diventò un « Blériot-/ooping-Pégoud »; vendutolo a Dal Mistro, Pégoud lo volle far ri ventare soltanto « Blériot-/ooping » e vi fece togliere quel più di tubo e di contrappeso, che lo caratterizzavano « Pégoud ». Ma perchè fare tale operazione di sera, all'insaputa di Dal Mistro?... E chi può dire che dopo tali amputazioni, il volo ed il cerchio della morte non sarebbero mortali pronto a volare con l'apparecchio così! grida Pégoud. Ma il perito giudiziario si oppone. Perchè esporre Pégoud ad un pericolo Se disgrazia avvenisse, chi potrebbe assicurare che non sia dovuta alle modificazioni recate all’'apparecchio ?... E, andando in fascio l'apparecchio, chi potrebbe più accertare, giuridicamente, le responsabilità di Pégoud verso Dal Mistro?. Così, ora è un fenomenale ginepraio di questioni tecniche, di questioni giuridiche ; periti giudiziari, avvocati ne hanno fin che vogliono per. godervisi dentro :non volano per ora nè Dal Mistro, nè Pégoud; vola la fantasia del pubblico!... Oramai; fra tante malinconie della vita, bisogna fare i conti anche con l'aviazione, malgrado tutto quanto essa ha di suggestivo. Alla Camera dei Comuni un deputato ha interpellato il primo ministro per vedere se non vi sia modo di proibire al ministro per la marina, Wingston Churchill, di abbandonarsi quotidianamente — come fa — ad appassionati voli in aereoplano o in idro-aereoplano, rischiando la pelle, così preziosa — disse l’interpellante — per la marina britannica!... In Russia, l'ingegnere Sikorsky è riuscito a costruire un nuovo apparecchio, col quale ha portate in giro per l’aria, allegramente, sedici persone. Nell’Asia Minore due aviatori militari turchi sono precipitati, rimanendo uccisi; altri due hanno avuta la medesima

sorte in Francia; altri due in Germania.... ma queste vittime particolari non trattengono l'aviazione dal suo slancio ascensionale. L'Inghilterra, non contenta dell’incontestata supremazia sul mare, vuole averla

anche nell'aria: essa possiede attualmente 113 idro-aereoplani nuovi; i suoi aviatori militari hanno percorse centomila miglia, e non hanno avuto che un solo accidente. Essa vuole avere 250 aereoplani, ed il pri cipio fondamentale della difesa imperiale britannica è questo: «Ogni esercito moderno non fornito di aereoplani è sconfitto preventivamente!... » Dall'altra parte dell'Oceano, negli Stati Uniti.

è vero che la politica del presidente Wilson non sa più quali atteggiamenti prendere di fronte al Messico, dove il costituzionali nerale Villa fa fucilare i sudditi

americana si appassiona quasi più per tutti in corso di esecuzione per la traversata in aereoplano dell'Oceano Atlantico, che

a sentir dire che la Grande Repubblica non h; onibili a sufficienza per interveamente nel Messico, dove anche l'Inghilterra — e lo ha ripetuto sir Edward Grey ieri ai Comuni — non pensa ad intervenire Dissi nell'ultimo Corriere della nomina di altri accademici della Crusca, della quale non fa parte un artefice di nostra lingua come D'Annunzio. Ora si annunzia uflicialmente che l’opera dell’insigne Accademia per la nuova compilazione del grande Dizionario è

dalla stazione

Inghilterra —

di Poldhu —

è venuto a Roma,

in

all'Italia,

È non mancano le minori e pur gradevoli

attestazioni: il presidente della Repubblica Cinese ha decretato, proprio ora, il conferi mento della spica d’oro — un’alta onorificenza neo-repubblicana — al nostro ministro degli esteri, marchese Di San Giuliano. La spica d’oro!... È un simbolo, per l’Italia, graziosamente

augurale!...

4 marzo.

Spectator.

l voto

sulla questione

libica è stato

ra senza significato di fiducia nel

ministero,

non

voluta porre

da Giolitti:

su

448 presenti, 361 hanno risposto sì, 83 770, e

4 si sono astenuti. La questione libica ha vinto

— e non c’era da dubitarne — splendidamente. Quanto al ministero, farà.... come vorrà. L'ar-

bitro è sempre Giolitt

edizione del famoso nezia

vocabolario

uscì a Ve-

nel 1612. In tre secoli, cinque

furono

se non erro, sotto il compianto Tortoli circa sessant'anni addietro. Nel 1911 — centenario

dalla ricompi dne dell'Accademia per opera di Napoleone — il vocabolario era alla rinnovazione della lettera N. Ora è alla lettera O, Non è una bazzecola, specie

coll’esuberanza

di crusca linguistica odierna, vagliare una lettera dell'alfabeto in meno di tre anni! È sperabile si arrivi alla Z per la metà del secolo. Ne varrà poi la pena?... Fra cento,

fra due-

cento anni la funzione etica ed estetica, didattica, intellettuale e sociale di un grande dizionario fondamentale della nostra lingua sarà ancora sentita?... Mi faccio questa domanda leggendo che il ministro Credaro ha or ora decretato che nel prossimo esame di licenza liceale gli esaminandi non debbano fare nessuna versione dal greco in italiano, nè i giovani dei novissimi «ginnasi moderni» per conseguenza, nessuna versione dall'italiano in latino. Se questo è l'avviamento che il tempo nostro impone per gli studi liceali e ginnasiali, sarà più necessario, ripeto, un Dizionario della Crusca, fra un paio di secoli, mentre le arrendevolezze in tema di esame si piegano ogni giorno più alle comodità degl'insegnanti ed ai capricci degli studenti Se la pubblica istruzione è alla mercè della volubilità degli studenti, le ferrovie — per

esempio — sono ancora e sempre alla mercè

del personale peggio che quando c’era l’esercizio privato. leri l’altro una commissione di ferrovieri — accompagnata da tre o quattro di

quei deputati che hanno nella Camera la non invidiabile esclusività della violenza di linguaggio — si sono presentati al ministro Sacchi con

un nuovo memoriale, nel quale, domandando

altre concessioni per una cinquantina di mi-

lioni,

dicono chiaro che « il personale più non

è disposto ad ulteriormente

rimettersi al be-

non

Credaro,

neplacito dell’amministrazione!... » E Sacchi potrà cavarsela,

come

con

l'a-

bolizione di un esame di greco o di latino!... Non perirà per questo l’Italia !... dicono sempre gli ottimisti. Credo bene che piccole o

grandi asprezze quotidiane non mutano la traiettoria di un’elevazione morale, politica, economica, sociale, che è nel destino nazionale. In questo, sopratutto bisogna aver fede.

Quando

Guglielmo

Marconi nel cospetto di tutta Roma, e — spiritualmente — di tutta Ita

di tutto il mon-

do civile — presenti il Re e la Regina — può proclamare come legittima gloria sua e del-

LAURIS D'ORIGANO

ESSENZA-CIPRIA-LOZIONE

Rappresentante Generale per l'Italia e Colo

chilometri,

il saluto del mondo civile sull’onde elettriche che il genio italiano ha disciplinate e vinte!. Cosa sono mai le piccole o grandi accidentalità della vita quotidiana, di fronte a così superbe vittorie ?...

arrivata alla lettera O. Non c'è male, La prima

RICERCATI

INEBRIANTE

225

le edizioni, compresa quella in corso, iniziata,

I PROFUMI

PROFUMO

ITALIANA

la Patria i trionfi sorprendenti della radiotelegrafia in tutto il mondo — la sensazione della vera grandezza del nome italiano ci afferra al cuore, e lo fa sussultare!... Da 1500

. E. iL Duca D'AVARNA, decano del corpò diplomatico italiano, da dieci

anni ambasciatore del Re d'Italia a Vienna, ha ricevuto

il giorno 25 febbraio

solenni

testimo-

nianze di fiducia, di aggradimento e di encomio da Sua Maestà il Re, che gli ha conferito il Collare dell'Annunziata, eda Sua Maestà l'Imperatore Fran-

cesco Giuseppe, che gli ha scritta una lettera auto-

grafa amabilissima, per l’opera da lui assiduamente

prestata per

dieci anni a rendere sempre migliori le

relazioni austro-italiane ed a portare a buon risultato l'intesa per la questione Balcanica e per la formazione del nuovo Stato dell'Albania indipendente. Il duca Giuseppe, nobile dei duchi di Gualtieri, dei marchesi di Castania e dei baroni di Sicamino,

è nato a Palermo il 19 marzo 1843, ed ha in moglie dal 29 novembre 1884 la principessa Maria olgoruky, la cui madre era la marchesa Maria Luisa di Vulcano e di Cercemaggiore. L'ambasciatore del Re d’Italia nella

austriaca — dove

capitale

ha potuto felicemente insediare

l'ambasciata italiana nella nuova, più degna sede nel palazzo Metternich —

da noi illustrata nel numero

del 1.° febbraio — ha ricevute in questi giorni le

più significative dimostrazioni di fiducia dal ministro degli esteri, marchese Di San Giuliano, dal ministro degli esteri austriaco

conte di Berchtold,

dai suoi colleghi del corpo diplomatico; ed è stato particolarmente

festeggiato con omaggi

ed un ban-

chetto d'onore dalla colonia italiana di Vienna,


L'ILLUSTRAZIONE

‘onzaga a Mantova è una delle

rchitettoniche ed artistiche che città seduta sulle rive del Mincio ndi linee

Sforni, che nel determinare il restauro stello-ha avuta un'influenza così decisiva. \ La copia del Parnaso

questo

Istruzione

e la cittadinanza

mantovana

stanno ora gareggiando nel togliere quel Castello — la Reggia dei Gonzaga — dallo stato di abbandono in cui fu lasciato per troppo lungo volgere di anni. Una delle prime zone di esso alla quale sono stati largiti i beneficî di un

illuminato

e

quale

illustrato

la vita e le

cosciente

restauro, sono stati i celebri gabinetti di Isabella d’Este, la famosa Marchesana quattrocentesca della Alessandro

Luzio

ha

vicende. Quei gabinetti erano stati ricostruiti a Roma nella grande mostra etnografica del 1911 sotto la direzione

dell’architetto Aldo Andreani.

cente

ne

stati ricomposti

nella

fu iniziato

Essi ora

sono

loro storica

sede; e di re-

l’adornamento,

collocandovi

una magnifica copia del Parnaso di Andrea Man-

tegna, il grande

pittore

tenuto in còsì alto pregio

alla corte dei Gonzaga. L'originale del dipinto emi-

grò dall'Italia, e figura a Parigi nella grande galjeria del Louvre. Nei gabinetti Gonzaga, dove era anticamente, ora lo rappresenta alla perfezione la

copia eseguita dal giovine pittore mantovano Ar-

rigo Andreani, donata dal mecenate Guido

Ravà

'KALODONT indispensabile

Crema dentifricia

del

ca-

eseguita dallAndreani

ha

di singolare, che è stata eseguita «a tem-

pra» come a tempra fu eseguito l'originale. L'Andreani,

Pubblica

ITALIANA

formatosi

alla scuola di Laurenti, 1’

nico artista moderno che conosca e usi i segreti del

iilluminato

rinascimento,

da Alessandro

intorno ai metodi

che la Marchesana

parato

come

Luzio

stessa suggerì

al Mantegna per la esecuzione del quadro, era pree sicuro

pochi

indi la Deputazione Provinciale con la ricostruzione dei Gabinetti di Isabella; ora il Ministero con l’acquisto di quel bellissimo Morone, che l'ILLustRAzione riprodusse proprio numero del 23 novembre 1913; e Guido Ravà Sforni col dono di questa copia del Parzaso, che inizia l'arredamento dei Gabinetti della bella Marchesana, sin qui spogli, egià, negli aurei tempi, adornati da due Mantegna, da due Perugini e da due Costa.

altri artisti, e_ forse

nessuno, prima di lui. Per ciò egli seppe vincere difficoltà materiali

grandissime; lasciare alla copia

quella imprecisa impressione dell’arazzo e dell’affresco graffito, quella fusione di tinte, quelle sfumature, quei rilievi, quell'aria, quella luce, quel movimento che sono il dipinto. Seppe anche intendere e cogliere la meravigliosa figurazione nell’intima sua vita creatrice così da far vibrare nella

copia la vita dell'originale. Questo complesso di pregi nella sapiente ripr duzione suscitò l’attenzione, intorno al giovine mantovano, degli artisti che frequentavano il Louvre e accese dibattiti e spronò a indagini: un interessamento più che lusinghiero che il corrispondente del Corriere

scorso.

della

Sera

già segnalò

fin dall'ottobre

Così la Reggia dei Gonzaga in Mantova sì ab-

bella e rivive.

Prima il Comitato pro Palazzo col restauro corridoio dei Mori compiuto dal Comolli; poi

del -

gegnere Luigi Cantoni col lascito di lire cinquemila

che servi;irà al restauro dell’appartamento delle città;

quasto “Phosphatine l alidres,, fimesto

Se volete che i vostri figli siano sani e vigorosi, date loro la zatissimo dai fanciulli, e sopratutto indispensabile al momento dello slattamento e durante il periodo dello sviluppo.

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L'ILLUSTRAZIONE

COMMEMORAZIONE

ITALIANA

DELLA BATTAGLIA DEL (Disegno di Gennaro d'Amato).

MERGHEB

A

GENOVA.

FIUTREVES

presid, della

c

So,

ca,

La solenne consegna all’89° reggimento fanteria della corona d'oro e d’argento off dalla Società Reduci d'Africa nel secondo anniversario della battaglia (Veti pag.

che

dires e

Colonnello De il combattin


L'ILLUSTRAZIONE

228

ITALIANA

Interno della Chiesa dei Santi Quattro Coronati, dopo il recente ripris

Il Celio fu, tra i colli di Roma, quello che | di Diocleziano per non aver voluto scolpire più — durante il corso dei secoli — ha prola statua di Esculapio, furono portati a Roma vato

l’aspra vicenda

degli eventi

Magnificamente ornato di edifizi da Nerone, ricco di grandi case patrizie durante tutto l'Impero, esso cadde in abbandono fin dal primo Medio Evo, nè risorse mai al suo primitivo splendore: adesso ‘ancora, con tanto fervor di vita cittadina che7gli!pulsa intorno, quel colle conserva un poco della malinconica quiete dei secoli che furono. Vi sono ancora

là — come

ormai

soltanto in qualche

alla

Rinascenza,

più lontano angolo di Trastevere — delle vecchie case

anteriori

qualche

convento che vide il furore delle soldatesche di Alarico o di Roberto Guiscardo, qualche tranquillo giardino solitario, ricinto da alte mura,

su cui svettano! i pini e i cipressi, E

là, in uno dei luoghi più romiti di questo colle romito, è il convento e la chiesa dei Santi! Quattro Coronati, i La chiesa era ridotta ormai |una/cosa informe, mezzo sepolta com'era da rovine e da terriccio: e il poco che ne restava ap-

pariva deturpato da brutte superfetazioni secentesche che avevano completamente snaturato il carattere del monumento. La Dire-

orgere il imo lavoro Muîîoz, il quale in questi ultimi anni ha dato veramente prove luminose non soltanto di grande attività e di profonda dottrina, ma di quella specialissima* forma

d’intuito

artistico

che si richiede — forse prima d'ogni altra qualità — inichi è preposto alla conserva-

nel VI secolo e sepolti nel cimitero

dei Santi

Pietro e Marcellino. Ma assai prima del trasporto dei loro corpi, e avevano avuto a Roma — non è ora possibile stabilire per quali ragioni — un culto speciale, in una chiesa che sorgeva sul Celio fin dagli ultimi

decennî del secolo IV, e sulle

rovine della

quale sorse poi quella cenno ora brevemente.

vicende ac-

alle cui

Dell’antichissima chiesa — od oratorio — del IV secolo fu trovato, nei recentissimi scavi, qualche modesta traccia: ma sicure vestigia restano invece di un’ assai più grande chiesa che alla memoria dei Santi Quattro Coronati — Severo, Severino, Vittorino e Car-

poforo — eresse papa Onorio I nel secolo VII,

Due secoli dopo, tuttavia, anche

questa se-

conda chiesa, duramente provata forse da saccheggi barbarici, cadeva in rovina: ond'è che papa Leone IV (847-855), il quale saliv appunto alla sede apostolica dal titolo pre teriale SS. Quatuor Coronatorum, la rifece dalle fondamenta; e, in modo speciale, vi collocò,

sotto un ricco altare ed un prezioso

ciborio, i corpi dei quattro martiri che dopo

lunghe ricerche egli era riuscito a ritrovare.

Ma questa Chiesa del secolo IX — a cui nel 975 Benedetto VII aggiunse un monastero cinto di mura e di possenti torri che restano, in parte, ancora, e che ne facevano una vera e

propria fortezza — subì nel 1084 le sorti di tanti altri insigni monumenti. Le soldatesche normanne e saracene di Roberto Guiscardo

devastarono una grande parte di Roma e in particolare

quella in cui s'aprivano le porte

zione, e deve dar opera al ripristino dei monumenti antichi. Secondo gli studî di monsignor Duchesne (Le culte romain des Quatres Couronnés) i corpi di quattro scultori che avevano subìto il martirio durante la terribile persecuzione

in città; e incendiarono anche la Chiesa di papa Leone sul Celio e la abbatterono quasi intieramente: si è ora scoperto un arco che reca le traccie perfettamente visibili dello spa-

BIANCHERIE'

ciborio e l’altare: tutta l'ala sinistra si abbattè

volte a mezzogiorno donde

ventoso

bracere in cui esso

Il tetto crollò e seppellì

MILANO

- VIA

BARONCINI

MANZONI,

16 - MILANO

esse erano entrate

era ‘precipitato,

sotto le macerie il

in un’'immane rovina e per alcuni anni la vetusta basilica rimase anche priva di culto.

Con —

(Fot, Anderson),

ino.

una

bolla del 1116 Pasquale Il papa

che regnò dal 1099 al 1118 —

restituì al

culto l'antica Chiesa e la fece restaurare: ma il restauro — come provano gli odierni riconoscimenti fatti.dal dott. Muîîoz — fu piuttosto un rifacimento in proporzioni assai ridotte. Egli, prima di tutto, scavò nel grande ammasso delle macerie, per trovare le/urne dei quattro martiri e ne trovò due sole, le altre essendosi ancor più affondate fino a un livello dove gli scavatori di papa Pasquale non pensarono di dover scendere: scorciò poi la navata centrale in cui elevò, secondo l’uso del tempo, gallerie superiori o « matronei », e soppre: addirittura le due navate laterali della Chiesa.

Verso la fine di quel secolo o al principio del secolo seguente (XIII), i monaci benedettini che avevano la custodia della Chiesa, costruirono quel piccolo chiostro, che — mezzo sepolto e quasi ignorato fino a pochi mesi fa — è ora uno dei più preziosi ornamenti della Chiesa risorta. E finalmente’ nel 1246 veniva compiuta, lateralmente alla navata principale

della Chiesa, quella bella ed ‘elegante Cappella di San Silvestro, in cui un ignoto ma certo non volgare artefice frescava la leggenda di Costantino: importantissima serie di pitture che ora, ripulite e rimessein valore, diventano un documento di rara importanza per la storia dell'arte. Ma la varia fortuna della Chiesa _celimontana non finì col restauro di papa Pasquale. Con l’andar degli anni essa cadde ancora in abbandono: il Celio — covo di ladroni — diventava sempre più inabitato e deserto; così che al principio del seicento essa era tornata

ad essere un enorme ammasso di rovine, piene di rovi e di piante selvatiche, tutte ricoperte di edera, delle quali poco più

ormai si cura-

vano anche i monaci del vicino convento. ualche restauro vi fece, sotto il pontificato di Martino V, il cardinale spagnolo Al-

EYVENEZIA

Gioielli

I SMR

Sla

delle LL. AA. RR. i Duchi& gi

LLOTTI &:Genova è Duca di AbrveziP


229 vano i cittadini del secolo XIII: rivedono i paliotti d'altare del secolo ottavo e del nono, e il fresco in cui l'architetto della Chiesa dugentesca, magister Rainaldus, discute col

suo superiore forse — chi sa? — dei restauri

da farsi:

e i frammenti dei gi che Leone IV aveva tolto dalle Terme di ERSTA per adornarne la sua Chiesa prediletta; e i plutei marmorei coi loro pilas i che ano nell'antico recinto della Chiesa primitiva del

IX secolo, e la piccola cappella a tre absidi

tutta adorna di affreschi del tempo di Leone IV tutti coperti di calce, e rischiarate come secoli or sono dalle antiche finestrelle

psenn

Nel mezzo

della Chiesa il Muîìoz volle ricripta in cui nel secolo IX furon

ste le urne de ta così uno strani

e la trovò: e mise no particolare di

quel pavimento primitivo, ilquale è formato

da nove colonne di paonazzetto — tolte da sa quale insigne monumento pagano — poste orizzontalmente l'una vicino all’ il peso delle arche marmoree. Ma, dal punto Li vista puramente estetico, i due gioielli più preziosi che sono stati ridonati a mmirazione sono l'oratorio di San Silvestro ed il Chiostro. La vòlta dell'oratorio è tutta adorna di u per sostenere

Chiostro dei

Santi Quattro Coronati

(lato restau ato).

fonso Carillo, che magnificò l’opera sua con spagnolesca iscrizione :

questa altisonante.... e davvero que vides,

veteri pri

ta ruina,

verbenis, hederis dumisquejacebant

non tulit hispanus Carillo Alphonsus honore

0 fulgens sed opus licet occupat ingens

ic animus

magno

reparatque

palatia

sumptu

dum sedet extincto Martinus schismate quintus.

Ma il Cardinale col suo reparat palatia

vantava forse troppo più che non convenisse: la Chiesa continuò ad essere sempre poco meno che abbandor fino al grande restauro che vi fece nel 1620 il cardinale Giovanni Millini, Questo illustre prelato era senza dubbio pieno di buona volontà: ma egli — ahimè!— viveva in quel terribile seicento, il quale ebbe verso l’arte tante benemerenze, ma per i monumenti del Medio Evo fu come una nuova ventata di furore barbarico. E infatti il restauro secentesco interrò la cripta prim costruendone un'altra in cui furono colloc: anche le altre due urne dei martiri

che papa

per sostituirvi degli assai

riquadri

Pasquale non aveva potuto trovare; cancellò addirittura le pitture dugentesche dell'abside mediocri

di Giovanni da San Giovanni, ridusse a lastre di pavimento le iscrizioni, i fregi, i sarcofagi che erano nella Chiesa, fece del chiostro tante camerate, divellendo le belle colonnine binate, murando gli archi, distruggendo il giardino. La veneranda basilica rimase così camuffata fino a un anno fa quando il Munoz cominciò i lavori del suo intelligente ripristino, che ora è felicemente compiuto. E in questi giorni una folla di studiosi e di cultori d’arte la ri-

vede con simpatica emozione quale la vede-

sco, fatta a stelle, ed ha nel trana croce fat cinque tazze di maioli due antichi portavoce sboccano in alto dei muri e servivano verosimilmente a portar nell'interno del Convento le voci dei

sacerdoti officianti nella cappella : intorno sono le storie di Costantino -Imperatore, delle quali quella che è qui riprodotta può-forse es una rappresentazione della famosa dona a Papa Silve: stro.

di Costantino

Nel mezzo del chiostro, più antico di quelli

antichissimi di San Paolo e di San Giovanni in Laterano, un sottile filo d'acqua s' innalza e ricade in un «cantaro » del secolo XII, adorno

di teste leonine, bizzarro documento diquell’arte incerta eprimitiva :intorno, sulle pareti, sono disposte lapidi cristiane nel cui rovescio

sono iscrizioni pagane, e qua e là, nel gran silenzio del

lubgo —

come

certo

quando

vi

passeggiavano salmodiando imonaci contemporanei di San Francesco o di San T'émmaso — fioriscono gli aranci. E il luogo — direbbe An: tole France — diventa un « revoiîr » d’irres le suggesti Arturo

Il chiostro, incolto e selvaggio, con gli archi murati, qual era prima del recente restauro.

INI VALPOLICELLA

Ca

Sent0e trezza


230

L'ILLUSTRAZIONE

Le nostre incisioni.

uomini

La nuova regina di Albania; gli allestimenti e le decorazioni del palazzo governativo di Durazzo, destinato a reggia dei sovrani albanesi; la commemorazione, a Genova, in onore

dell'89.°

fanteria, della

battaglia del Mergheb; la grande tavola centrale a colori dedicata agli Ascari eritrei, che combattono senusso

così brillantemente contro. gli arabi del in Cirenaica; il busto Ernesto Rossi

inaugurato a Livorno; il gruppo pittorico per la Furlana Parnaso

autentica, ballata in Udine; la copia del del Mantegna collocata nel castello di

rispettabili, competenti,

ITALIANA di idee liberali-mo-

derate. La Camera, in maggioranza radicale-soci lista, non

l'ha

accolto

—

grande

bene:

se sarà

necessario,

massa è col Re —

se la Svezia

Hammerskjòld la scioglierà e farà decidere al paese la cui

debba o no vedere organizzata seriamente la propria difesa contro un pericolo esteriore, che inazionalisti svedesi iorrenbero scorgere nella Ru: È titolo di viva compiacenza per quanti sì interessano del ‘prestigio e del buon nome italiano all'estero,

la nomina,

Calboli

—

avvenuta

all'unanimità, del

nobile avv. Gian Luigi Filippo Paolucci de' originario di

Forlì, e fratello, se non

Mantova; i ritratti del tenente di vascello Marcucci

e del cardinale Kathschthaler, formano l'insieme delle

erriamo, del ministro d'Italia a Berna — a presi-

principali illustrazioni di questo numero. Ad esse si aggiunge la pagina specialmente de-

dente dei tribunali m sti della Egli è anche consigliere di

dicata agli

prodotto, nel suo studio, in Alessandria d’ Egitto.

Uomini e Cose.

L'Africa del Sud, l'Europa civile e particolarmente l'Inghilterra. sono state impressionate dal gesto di energia col quale il generale Botha — il prode

combattente

boero

—

ora

primo

ministro

britannico nell'Africa del Sud, trattò un mese fa i caporioni

sindacalisti

che avevano suscitato un im-

ponente sciopero generale nei territori dell'Unione Sud-Africana, spingendo le cose a tale estremo, da far temere una generale sollevazione degl’indigeni. Il generale Botha, nella visione quasi certa di uno sconvolgimento irreparabile, al quale non avrebbe

riforma in Egitto. sazione a Roma,

L'esimio magistrato è stato fotografato, come è qui

su

Il nome

del

tutte

le

valoroso aviatore bocch

egli

Dal

aveva

Mistro

acquistato

è per

24000 lire l'apparecchio EA Pégoud, Blériot-looping, per fare in Italia una fournée di «cerchi della morte » nell'aria, q do è sorta contro Pégoud l'accusa di misterioso sabotaggio arrecato all’apparecchio dopo vendutolo. Pégoud nega risolutamente; ma il fatto che egli fece fare modificazioni al serbatoio dell'apparecchio dopo la vendita, sussiste. La cosa è sub judice, e Dal Mistro frattanto

non può fare la progettata, attesa /ourrée. Il re Vittorio

Emanuele

III non ha mai dimenti-

— il vecchio quale appartenne dal grado stare nove caporioni, compresivi due deputati,e reggimento Aostafino— a alquello di tenente colonnello senza tanti complimenti li fece imbarcare sul piro- —di esottotenente non tralasciò occasione per testimoniargli il scafo Umgent mandandoli in Inghilterra, sotto miproprio attaccamento. Ora egli ha mandato a quel naccia di restare se \ettessero piede nel reggimento — che ha stanza în Girgenti — un maSud-Africa. A_bordo dell’Ungert gli arrestati fugnifico cofano artistico, perchè siano custoditi rono chiusi nelle cabine e guardati da sentinelle gli storici cimelii appartenenti al reggimento stesso. fino a che il piroscafo fu uscito dalle acque terriIl cofano è opera del prof. Ulderico Boccolini di toriali sud-africane. L'Urzgert con a bordo idepor‘a, ed ora figura degnamente nella sala dove sono tati arrivò nell'estuario del Tamigi, davanti a Gracustodite la bandiera, le medaglie, i ricordi della vesend, la mattina del martedì 24 febbraio, ll parmilitare dell'antico reggimento Fucilieri creato tito operaio inglese aveva preparati clamorosi fe- gloria nel febbraio del 1690! steggiamenti per queste vittime politiche del genena violenta scena degli odii di razza è avvenuta rale Botha, ma quando le delegazioni salirono a a Debreczin, in Ungheria, la mattina del 23 febbordo dell'Umgent per invitare i «compagni » a braio: l’edificio della Camera di Commercio, dove discendere, si sentirono rispondere che. essi erano ha sede anche il vescovado di rito greco unito, potuto opporre forze regolari

adeguate, fece arre-

stati imbarcati contro la loro volontà e che sarebbero sbarcati che su terra sud-africana!,

non

disputa su questo tema durò parecchie ore.

pagni » inglesi erano desolati di dovere tutte le riunioni,

conferenze,

banche

i per i confratelli deportati. Questi, finalmente, si lasciarono persuadere: e ricevute dal comandante dell'Umzgent le 15 sterline per ciascuno che il generale Botha aveva sate

disposto che fossero

al momento

dello

loro ver-

sbarco,

misero piede sul

che aspettavanli. Dal canto suo, stesso giorno il generale Botha

nel Sud-Africa, lo riceveva dal Parla-

suolo britannico, applauditi dai «laburisti mento

energica

un di// di piena indennità adottata

in condizioni

» inglesi

per la condotta

così gra:

cato il suo 5.° reggimento fanteria

saltò violentemente

sostituito dallo Czar

al primo

ministro e ministro

in un suo zkase indirizzato al nuovo ministro Bark. Sotto Kokotzoff il monopolio di Stato degli alcools

ha reso in dieci anni quanto non aveva rese in mille anni!... Così sosteneva contro Kokotzoff il conte Witte; per questo c’era fra i due nel Consiglio dell'Impero vivo contrasto. È intervenuto lo Czar mettendo alle finanze Bark, e dicendogli in uno speciale ukase, che, invece di fondare le ri-

sorse dell’erario sulle miserie 0 sui vizi del popolo,

in aria, per esplosione di dinamalato,

era

in letto

suo nella

anza attigua, e rimase ferito, non gravemente,

alcuni mattoni rovinatigli addosso. In altre st rimasero uccisi l'avvocato della Curia vescovile,

domestico particolare del vescovo con la moglie sua.

Altre sette persone rimasero e molte case

circostanti

ferite. Tutto

furono

l'edificio

scosse

dall’esplo-

fu arre:

to lo stu-

sione. L'attentato fu intuitivamente attribuito ai rumeni, e, in fatto, dente rumeno Ca

sospetti,

a

Bucarest

rcu, collegato, pare, con dei russi coi quali avrebbe combi inato lo scellerato

La battaglia del Mergheh

ministero *composto

misti di cattolici e di protestanti, che il

cardinale Fisher, arcivescovo di Colonia,

Mentre da una parte la colonna Miani mette piede a Murzuk, l'estrema capitale del Fezzan, e dall'altra

vedeva

tolici puri. JI Vaticano in linea di principio

nunciò peri sindacati

puri, in via conciliativa

che i misti potevano

essere

tollerati.

di

si

La German

si interessò molto alla lotta di queste due correni Due anni sono morì il cardinale il suo rivale, cardinale Kop

Fisher, ora è morto

Questi era nato il 25 logi 1837 a Duredstad in

Prussia; fu ber

sacerdote

due

anni

impiegato nei telegrafi:

nel 1862, ebbe uffici di curia ai quali at-

tese con zelo operoso. All'epoca del Ku/turkampf ebbe la sua parte di persecuzioni; ma : dosi la pacificazione religiosa, fu designato alla mitra, ottenuta

solennemente commemorata a Genova.

Cooperò

nel 1881

come

attivamente

con

vescovo

mo

di Fulda.

Ga

pacificazione religiosa, trattando con ontando Windthorst,

Bismarck, ed

le ostilità del Centro capitanato dal allora nettamente di opposizione. Però

senusso ad Escleidima, a Cardasi, — in patria

i

l'opera di mons. Kopp fu premiata inviandolo” alla sede di Breslavia nel 1887. Sei anni dopo nel 1893, papa Leone XIII lo creò cardinale.

reggimento

anni-

cano circa i problemi più vitali pel cattolicismo in

le truppe italiane agli ordini dell’eroico generale Ameglio battono e disperdono le bande arabe del

perstiti vittoriosi delle battaglie anteriori, ne commemorarono degnamente le ricorrenze. Così, il 27 febbraio, a Genova, nella caserma di San Benigno l'$9.° fanteria

ha celebrato il secondo

versario della vittoria delle armi italiane al Mer, ‘gheb —

vittoria nella quale 1'89.° ebbe tanta

parte sotto

gimenti di fanteria 42.° e 90.°, molti ufficiali delle varie armi, le società dei Reduci d'Africa di Genova

un

tempo la tendenza avversa ai

Il vescovo,

al

residente dei ministri alla testa di un nuovo

Hammerskjéld. È questi un giurista illustre, fu altre due volte ministro, è apprezzato per la sua bella intelligenza e per il suo tatto diplomatico.

molto

segretario.

insieme

il generale

Egli ha formato

presentò per

sindacati,

sfracellato

la cerimonia

mi-

principe della Chiesa — Giorgio Kopp, arcivescovo di Breslavia. Era questi veramente una figura notevole, e nei riguardi del Sacro Collegio e nei riguardi del cattolicismo in Germania. Quivi egli rap-

buon occhio, mentre il Kopp volevai sindacati cat-

rimase

del suo colonnello Vittorio De Albertis.

nistero, ha la Svezia, nella persona del noto statista

KOPP.

che

il comando

sì che l'arricchimento del pubblico tesoro

GIORGIO

mite. Lo scoppio avvenne nella stanza del vicario,

proceda di pari passo con l'aumento della pubblica prosperità. Questo è rail non facile compito del nuovo ministro «russo ;per le finanze. — Un nuovo

deve far

È Cardinale

Era impaginato il necrologio (v. pag. 240) dove è

ricordato il cardinale Kathschthaler, quand'ecco arrivare la notizia telegrafica della morte di un altro

Jacksoviz,

La Russia ha un nuovo presidente del Consiglio, Goremikin, ma, ancora più, ha un nuovo ministro per le finanze, il signor Bark, il quale è stato

per le finanze Kokotzoft, allontanato dal governo per ragioni finanziarie. Le ha spiegate lo Czar stesso

al fianco la bandiera del reggimento vittorioso. E belle paroleaggi Il presidente dei reduci d'Africa presentò poi al colonnello una corona d'argento con targa d'oro, omaggio alla bandiera del valoroso reggimento. Dopo la cerimonia militare, vi fu una fes tima, fra gli ufficiali e reduci, nella stessa c: di San Benigno; e quivi la società dei Redui frica fece omaggio al colonnello De Albertis di un artistico rassomigliantissimo busto di lui, modellato dallo scultore Tito Pisani, offerto, come dice l'epigrafe, « per fratellanza d'armi

Nella caserma di San Benigno convennero per Ricci, comandante

sione militare di Genova; le rappresentanze

la di

dei

e di Santa Margherita Ligure, la società dei Reduci della Crimea, ed altre ancora. Vibrante, commovente

fu il discorso commemorativo pronunziato dal colon-

di tutti

oldati, avendo

“Walt Ia nuova illuminazione intensiva da 600 a 3000 Candele

ruova. LAMPADA OSRAM 1/, Watt sì distingue dunque: per forte intensità luminosa,: perla semplicità dell''installazione, per la sua insensibilità alle îscosse, perjla! perfetta tranquillità ed uniformità della sua ‘luce, per la: favorevole distribuzione di luce che si può ottenere, per \ogni caso nel migliore dei modi

Egli era l’unico

prelato cattolico ammesso nel!

timità della famiglia imperiale tedesca trenta

anni fu l'intermediario fra Berlino e il Vati-

Germania.

Nel Conclave del 1903 nel quale i cardi-

nali tedeschi ed austriaci

rappresentavano una fr

zione rilevante, il Kopp figurò come il capo del gruppo; ed ebbe non poca parte nell'opposizione alla candidatura del Rampolla, e nella elezione di Pio X. In questi ultimi tempi,.specialmente dopo l’antagonismo dei sindacati, egli aveva visto diminuire un poco la sua reputazione diplomatica: però era rimasto il dignitario cattolico più eminente della Germania la quale, con, la{morte dell'arcivescovo di Breslavia, irimane/senza' cardinali; ed il, numero dei componenti il Sacro Collegio scende ora a 52,


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I 'ONVHAOS

I preti sulle montagne della Malissia

predicano ai

ssori delle tribù di Kruda

di dep:

le armi

annunziando un'éra di pace per il nuovo

Regno.


AcGDBERAZZOTINASAT (Fotografie del nostro

Il Konak

di Durazzo, residenza del Sovrano.

La folla dei curiosi davanti al Konak.


PA

DEL

SOVRANO.

speciale Aldo Molinari).

I lavori di adattamento

al Konak.

1 cannoni italiani per l'artiglieria albanese sbarcati sul molo di Durazzo.


234

L'ILLUSTRAZIONE

P 7

ITALIANA

_—t————_ +

+

*

LIBRI

DEL

GIORNO + * *

Palme irrigate da sorgenti alla testata dell'Uadi Safranìa (Msellata). agnifico esemplare di Zizyphus Lotus (Abiar Milgha [Tarhuna]). (Saggi d'incisioni di e Topografia» e « Coltivazioni1).

LA MISSIONE FRANCHETTI IN TRIPOLITANIA. alla Geologia ed alle Acque (Stella), al Terreno agrario (Manetti), alla Vegetazione spontanea (Pampanini), all’Organizzazione agraria degli indigeni, alle Questo volume, che esce ora în assai degna ed elegante veste per cura | Coltivazioni ed all Avvenire dell'agricoltura sul Gebèl (Manetti) e finalmente della Società Italiana per lo Studio della Libia e coi tipi della casa Tre intorno all (Pucci e Gugnoni). è destinato ad avere accoglienza lietissima come quello che per la prima | Non è qui il Juogo per un'analisi di opera così seria e voluminosa; solavolta offre una mente ci piace

avvertire che le

trattazione am-

pia ed esaurien-

conclusioni

non dissimulan-

le parti più innti della

varia natura che si oppongono all’opera della coà lonizzazione, as sîcurano che questa potrà attuarsi con qual-

+ frutto

di indagini personali

condotte

sui luoghi da personaggi di

competenza

ri-

conclusioni

in

so-

no tali che, pur

te sulle condizioni di w lel-

conosciuta eglie ne presenta le

che profitto; che

potrà, medi

ordine all'avvenire loro e ai

l’avveduta

problemi che tanto gli stanno

ope-

dell’uomo, realla flo-

un tempo, di cui te-

a cuore, Il corredo ricchissi-

mo di fotografie

stimonianze do-

che hanno tutte un carattere do-

cumentarie

non

mancano

e che

chè le

pera della natu-

cumentario, non

non già per o-

carte ni-

tide e chiare che

ra ma per quella

no, accrescono

ne tanto deteriorata.

ra, densa di ol-

sto

con

gli italiani su quanto di vera

lo accompagna-

dell’uomo

grandemente il pregio dell'ope-

tre 600 pagine. Il volumesi apre un

ampio

are

e rias-

ven-

l’attenzione de-

capitolo preli-

mente utile e di veramente buo-

si no un non largo gruppo di persone disinteressate ed amanti del paese e dovuto al senatore Franchetti, il quale può di anno seguito gli altri dieci ca- | della sua fortuna, la « Società per lo studio della fa», ha compiuto nelpitoli nei quali i singoli componenti trattano itemi oggetto delle loro parti- | l'interesse della nazione. La Missione Franchetti così come ci appare dalla colari ricerche ed osservazioni intorno al Clima (Manetti), alla Topografia, | bella relazione che abbiamo sott'occhio, e di cui le pagine sì scorrono con ros rai 4 In-8, di 610 pag., con 378 incisioni e 2 carte, L. 15.

Ariete del Gebèl

Garian.

un interessamento crescente e con vero diletto, ha assolto il suo mandato in modo che non avrebbe potuto desiderarsi migliore.

(Saggi d’incisioni di «La Pastorizia in Tripolitania»).

Vacca del Gebèl Garian,


L'ILLUSTRAZIONE P

ITALIANA

De:

***#%#%*

NUO

VI

LIBRI 4 & & ko A

LETTERE

DI UN EDITORE: GASPERO BARBERA. Si sta preparando la grande esposizione mondiale

contro gli sdilinquimenti umanitarii e pacifisti) e si concreta nei saggi dei suoi volumi: L'ombra

venimento di quella forza, che Vittor Hugo definì

patria lontana e La guerra lontana, i romanzi

dei libri nella capitale

con una

dei libri:

nel Regno (rivista

Lipsia. Sarà un av-

frase ch'ebbe tanta fortuna

fiorentina

che

nel

1904

sorge

della vita e Il volere d'Italia. Fra il Regno che muore e l'/dea nazionale che nasce nel 1911, stanno i romanzi nazionalisti, La

nel romanzo

dell'emigrazione americana e della guerra africana:

Notre-Dame : « ceci tuera cela ». Già molti editori la-

vorano per farsi onore nella gara. Ben giusto che la

sono

lese Gaspero Barbèra, vi pensi con intelligente amo-

rariamente tra le opere sue più nobili.

tamente stimato e famoso, i quali alla gratitudine e

l'Associazione Nazionalista, vale a dire il sogno del sone, che osaro finalmente contra

un bel volume oggi esaurito, Poi

hanno ormai

impero.

Il nazionalismo

sua

arte è pura e vigorosa

Firenze la propria rinomata Casa editrice, che vive

«Non bramo altr’esca »— motto suggerito dal filoGuasti.

In

fine, il volume contiene letaltre che presentano per noi

l'interesse forse più vivo. Nella prefazione del senatore Alessandro

D'Ancona, che decora il volume, è

detto invece, che l'interesse maggiore lo hanno le let-

tere for nanti la corrispondenza col Le Monnier, col «sor Felice» com'era chiamato sull'Arno l’acc to

tipografo-editore venuto di Francia.

si à

a un convincimento

UN

LIBRO

religioso ardore.

profilo

dottrina,

ogni

schietto

arte

che ri-

predicato con

G. €

*

com’ è

tuttora, con un mezzo verso del Petrarca per motto: tere a letterati e varie

lui

e la guerra

in una

come

sponda

presso

noto, più anni prima diunirsi alla ditta libraria fiorentina Bianchi e Comp., e di fondare, poi, solo, a

logo Cesare

di per-

come

fermato in salde linee il suo

il suo pensiero si è composto

viso giudiziosamente in tre parti: Lettere famigliari

lavorò,

—

con la realtà. Da questo giorno ha inizio

del nuovo

volume di 300 pagine le Lettere di Gaspero Barbèra con prefazione di Alessandro D'Ancona. E un vivido, gustoso epistolario, che venne diBarbèra

chiamarsi

di Tripoli, La conquista di Tripoli e Sopra le vie

ritratto e con varî fac-simili e

Gaspero

lette-

Firenze

e che rende forti di una bellezza veramente epica i tre libri di guerra dello scrittore toscano: L'ora

caratteristiche lettere di, scrittori e notizie interessanti sulle loro opere: e adesso diffondono in un

editore

a

ogni avventurato incontro fra la speranza e la r

paterne, un superbo volume in-4." di 600 pagine in

e ad amici — Lettere a Felice Le Monnier;

alla vi-

e sono

nell'opera del Corradini quella gioia lirica che dà

ridotte «come

libro di lettura e di premio per le scuole, da Augusto Alfani». Quindi diedero alla luce gli Arrzali bibliografici e Catalogo ragionato delle edizioni

îl quale

si fonda

guerra, vale a dire la predicazione del Corradini

Barbèra compose nella lunga infermità

carta a mano, con

sogno

— nazionalisti; e il 29 settembre 1911 l'Italia è in

pubblicare le Memorie d'un editore, che

pubblicarono le stesse lucide Merzorze

del Corradini

suo

1910,

fattiva di diecine, di centinaia, di migliaia

onore a quel padre eminente e a quel nome. Comin-

degli ultimi anni;

del

Corradini si trasforma nella propaganda viva e

all’ammirazione filiale uniscono l'affetto che ricorda, che esalta e che illustra, non mancano di rendere

Gaspero

artistiche

Intanto, il 5 dicembre

rosa premura. 1 figli di quel tipografo-editore meri.

ciarono a

le intuizioni

ja del compimento

Casa editrice, fondata a Firenze dal benemerito biel-

In quella pr

Gaspero Barbèra. o d'Azeglio, ch'egli amò con reverenza affettuosissima, col Farini, con Alfredo Reumont, col Tenca, col Bonghi, al quale aveva proposto di scrivere una vita del Manzoni, ci riconducono a tempi, che sembrano ormai remoti, ma pieni di interesse ancor vivo e preparatori dell'Italia d’og Il volume è fregiato della riproduzione del busto, rassomigliantissimo, di Gaspero Barbèra, testè e guito in bronzo dallo scultore Antonio Bertone, e che siamo lieti di riprodurre. bi

fazione, animata da particolari autobiografici e ani

CI.

mata da brio giovanile, è posta graziosamente luce la benevolenza che il Le Monnier mostrava

al

giovane Gaspero Barbèra, ilquale nelle sue Merzo-

rie lasciò scritto :«Il signor LeMonnier èuomo compitissimo desideroso della mia felicità ». Fra i due

collaboratori avvenne poi (intorno al 1851) una rot-

tura «lentamente predisposta » poichè il Barbèr desiderava avere, allafine, in tutto. libera la mano,

credendo di meritarla. Fu un bene: così, la nuova

UN PROFILO Una

sagoma

scrutatori

nelle

Togliamo dal Caffaro Può il critico, cui siano nel cuore le r vere e pure dell'arte, affermare che l'Italia sì accinga all'opera di sicura elevazione dell'attività estetica

per i

fanciulli?

tutta

profonde

volontà; sotto

due

occhi

una

fronte

alta che si congiunge con una calvizie degna dei Cesari romani; una persona forte e ferma con la struttura fisica e la lentezza serena della nostra mi-

gliore razza campagnuola ; un tono d’eloquenza secco e preciso come il martellare di uno scalpello sul

capitale d’Italia potè vantare due Case editrici di

primo ordine; le quali per più anni gareggiarono

marmo,

nell'eleganza

anno ormai imparato a conoscerlo in tutta da tre o quattr'anni, da quando cioè egli

come il riflesso più nitido di un

risposta

tiamo

spesso dire, e certamente

tempo

dato,

la Francia e l'Inghilterra e la

alla letteratura

e sentiamo

affermativa. Sen-

con

ragione, che

infantile,

magnifiche

Germania

hanno da

anche spesso affermare

che il paese nostro dovrebbe condursi su quei mo-

DI CORRADINI.

orbite

La produzione di questi ultimi anni

pare incoraggiarci ad una

energie d'arte;

facciale

DI POESIA P'ERCFANCIULLI

nitidissimo

ensiero: ecco il profilo di Enrico Corradini, quale

delli egregi. Ebbene:

siamo

tutti

lieti, invece,

di constatare

che l’Italia, pur seguendo nel fervore della produzione l'esempio delle nazioni estere, ha tuttavi puto e sa inaugurare, per ciò che riguarda dei fanciulli, le vicende divun’opera profondamente personale.! Queste constatazioni ci sono

volta logiche e c

Italia va re-

lo stesso significato assunse

cando ogni mese, ogni settimana, ogni giorno la sua parola di fede patria, di propaganda nazionalista.

libri editi in questi giorni, un volume di Gian Bistolfi, intitolato Storze/le di lucciolee distelle, pubblicato in squisita veste dai Treves di Milano. Si tratta, dunque, d'un libro profondamente ori-

che col Le Monnier aveva cooperato a quella « Bi blioteca Nazionale » rimasta famosa negli annali

Ma quello che Pier Ludovico Occhini ci offre nel suo buon libro (Errico Corradini scrittore e nazionalista, Roma, G. Garzoni Provenzani editore,

sua energia di assolvere il difficile compito di scrivere per fanciulli, scegliendo quei precisi termini

filo intellettua

venissero alla psiche dei giovani lettori. E questo intento egli ha spesso raggiunto con sicura, fervidissima armonia di pensiero e di stile. L'ispirazione

delle

forme

e nella bontà

stanza letteraria del libro. La copertina Le Monnier denotava

seguita da un autore:

ad

tura

della so-

rosea del

la celebrità con

poi la copertina color giallo pallido del Barbèra, della libreria:

Gaspero Barbèra è veramente meritevole d’es sere proposto ai giovani quale esempio di volont:

1914) non è il

profilo fisico di Corradini: è un projegnato con

amore

e con

intelli-

e ben diretta. S'istruì da sè, a mano a

genza. L’Occhini è uno dei più devoti amici del Corradini: amico suo della prim'ora, e per ciò l'au-

tando letterati di grido. Ha equilibrio squisito, misura; scrive chiaro, preciso, guidato da un fermo

alla prima parte, nella quale delinea la formazione

tenacissima

mano, studiando. sui ‘libri, viaggiando, e frequen-

buon senso e da bonarietà serena.

I suoi genitori

non compresero il figlio che nutriva segrete ambizioni; ma per quella ivo gente, che senza volerlo lo fece soffrire, non è espressa alcuna amarezza nelle

lettere del figlio, diveltosi dal loro fianco e dalle loro terre patriarcali per emergere in una città di gloriose tradizioni e di igne cultura italica. Le

note,

poste

alle

lettere,

fanno

meglio

conoscere

la famiglia di Gaspero Barbèra; così chiariscono altri punti. Per la storia degli scioperi tipografici è notevole,

fra altre, una lettera del Barbèra scritta

al direttore del « Fanfulla» il 23 aprile 1872, data memorabile nei fasti degli scioperi. A Roma, dove

il Barbèra col trasporto della capitale dall’Arno al Tevere aveva piantata un’altra tipografia, cominciò (appunto in quell’anno) un movimento fra i tipugnali per ottenere nuove tariffe. Tale movimento,

prima timido, poi più mosso, condusse di lì a poco tempo, cioè nel gennaio 1873, a uno sciopero tipografico, che fu-il primo, come quello, più accentuato e coi tribunali

di mezzo, del 1880, a Milano, fu il

secondo. Da questo Episto/ario si vede quale entratura e autorità aveva saputo ottenere il Barbèra

presso iministri della Destra: si vede com'egli, supplicato

da

Giosue Carducci, lo abbia

salvato dal

decretato licenziamento, essendo il regio professore gravemente imputato nel 1867 di «atti demagogici

6 sovversivi », di pratiche poco decorose, ecc. (pa-

gina 261). Ciò che non riuscì a ottenere qualche pietoso senatore con le sue preghiere, ottenne il

ipografo-editore, con le sue aderenze presso il m nistro Broglio e presso Filippo Gualterio pure rigidissimoe indomabile, ma magnanimo in più atti

della vita sua non lieta. Le relazioni del Barbèra con Alfonso La Marmora, col Guerrazzi

plus ultra tre

tore dà

svolgimento

ampio nel volume

sopratutto

spirituale ed intellettuale dello scrittore. Non è re-

ticente nella seconda — quella gioiosa e dei consentimenti

nazionali:

— della vit-

è,è, semplice-

mente, più sobrio poichè la dottrina nazionalista sta ancora svolgendosi per opera del Corradini

stesso e dei suoi ami L'autore

mostra

il Corradini

giunto

a maturità

tellettuale verso i trent'anni quando l’Italia è sotto incubo di Adua, e quando un nucleo di reazione

spirituale va formandosi a Firenze intorno al cenacolo del Marzocco. La gioventù è sotto il dom

intellettuale di Ibsen e di Schopenhauer — i pessimisti — e sotto l'influsso formale di D'Annunzio:

in uno stato soggezione alla filosofia e all'arte individualista. IlCorradini tenta subito. di reagire

a quest’ambiente, e si duole poichè « sentimenti magnanimi il tempo non ne comporta». Negli anni di

isolamento

escono

i suoi primi

romanzi, Santfa-

ginale. Gian Bistolfi ha cercato

di sostanza e di forma

anzitutto con ogni

specialissimamente con-

di queste fiabe è tratta da

vicende profondamente

umane, se pur svolgentisi nel mondo delle fantastiche creature che il cuore dei fanciulli ha consacrato

alla tradizione.

Sono dunque contingenze della nostra

4

vità reale

quelle che, attraverso le visioni dell’immaginosa invenzione,

suscitano

la gi.

e lo stupore

dei

ciulli, in una perfetta corrispondenza tra la nai

fan-

zione e le tendenze intellettuali di chi legge,

Ma questo substrato reale delle sue fiabe, l'autore

ha animato con la ricerca di uno spunto di sati

che è

proprio a tutte le vicende nostre e che trova

nell'animo

giocondità.

del fanciullo

Così umoristiche

e

il suo

iche

primo

successo di

me, queste fiabe,

nella piccola vita del sogno, racchiudono

quelle im-

pressioni, quelle verità e quelle moralità della grande vita reale che preparano il bimbo a diventar uomo.

Il volume, edito elegantemente, è illustrato squisitamente da Bruno Angoletta, un giovine artista

maura, la Gioia e la Verginità :a poco a poco egli che afferma la sua personalità con un disegno forte si libera dal pessimismo che è nelle sue opere una ed espressivo. semplice rappresentazione della sua crisi e scrivei drammi

della volontà — come li definisce l’Occhini:

Dopo la morte, la Leonessa

e Giacomo

Vettori.

Ormai egli ritrova sè stesso, ha superato la crisi.

E glorifica

l'impero

nel dramma

mentre uno

studioso positivista

Giulio

Cesare,

lo mortifica nella

sua storia di Roma, e glorifica il sacrificio alla patria nel dramma

Carlotta Corday. Altri intermezzi

puramente letterarii non hanno valore significativo. Così egli giunge alla esaltazione del concetto di atria a traverso la celebrazione della forza di vo-

ontà. La genesi nazionalista di Corradini sta tutta

qui. Se altri venne al nazionalismo da una tra zione e da un istinto

patriottico

che sentirono la

necessità di ordinarsi e di disciplinarsi nella nuova dottrina, egli venne al nazionalismo da un'evoluzione filosofica che gli mostrò come l'apostolato di volontà e di energia dovesse oggi tradursi in apostolato vivo per quella sacra cosa che ha nome l'Italia. E nasce così la prima propaganda imperialista

! Ecco un critico che non ha l'abitudine dei suoi colleghi italiani, i quali, quando per

caso lodano uno scrittore italiano, ne sono così afflitti che tirano sassate su tutti gli altri. Lo itore genovese riconosce che c'è una vera fioritura nella nostra letteratura per la prima età; i lettori italiani sono così pocò Apprezza-

tori delle cose nazionali, che sarebbero capaci

di non credergli, se proprio in questi giorni non gli venisse in aiuto una testimonianza

straniera. È la Revue des Deux Mondes del 15 febbraio che dedica un articolo di ben 30 pagine a /a /ittérature ènfantine en Italie, tutto compreso di ammirazione. Siamo certi che, dopo lo studio di Paul Hazard, anche i critici italiani saranno più indulgenti e le madri italiane più nazionaliste,


236

L'ILLUSTRAZIONE

Parliamo ancora

un poco

LA

FURLANA

della

Furlana.

AL

Nel Friuli, dove

“CIRCOLO il classico ballo

nacque nelle remote età, e dove ha la sua tradizione più bella, sono entusiasti per ques surrezione, dovuta all'originale spirito di Jean Carrère, il corrispondente romano del 7ems, che, infastidito della generalizzazione delI ‘anti-estetico — dice egli — ed esotico /2790, inventò la storiella del suggerimento di Pio X ai due giovani patrizi fidanzati romani, e calcolò sull'effetto

suggestivo che avrebbe prodotto nel gran mondo l'annunzio di un ballo suggerito nientemeno che dal Papa!.. Sua Santità non aveva suggerito un bel nulla, non

cano —

ne

aveva

nemmeno

l’Osservatore Romano —

avuta occasione;

ed ora

l'organo del Vati-

ha formulata una vera protesta contro la

geniale invenzione di Jean Carr cui fantastica piacevole storiella non aveva, almeno nella forma, nulla di verente per il Santo Padre. Tutto questo non ha impedito che la Furlana abbia ottenuto in brevissimo

tempo

una gran voga.

ritrovi più mondani; l tipico ballo

più o meno fedeli,

In tutta Italia, nelle sale più

e come friulano —

tocratiche come nei

in Italia, in Fr in Inghilterra la Fur/ana ha avuto un’interminabile serie di riproduzioni,

più o meno autentiche; così come ha avute edizioni mu-

ITALIA

FAMILIARE,

DI

UDINE.

ì innumerevoli, rievocanti la musica cadenzata che deliziò i nostri nonni e bisnonni. A questa rievocazione della Furlana furono dedicati negli ultimi due numeri dell’Iuusrrazione due disegni del nostro Paoletti — la Furlana come la ballavano dame e cavalieri della Serenissima nel secolo XVIII, e la Furlana come la ballano ora nei saloni dame e cavalieri del nostro tempo. Quei due disegni piacquero moltissimo alle gentili nostre lettrici, come numerose lettere e continue richieste dei numeri: ci hanno dimostrato. Ecco qua ora, non un nuovo disegno, ma un gruppo fotografico originale che illustra anch'esso « autenticamente » la Fur/ara. In Udine, nella bella cale del Friuli, alle porte d’Italia, la Furlana è stata ballata, con la più pi osservanza della tradizione locale da graziose signorine ed amabili cari nel «Circolo familiare ». L'hanno ballata con tutte le regole, non solo, ma vestendo i costumi antichi, belli, caratteristici, pittorici, dei bisnonni, rieocati da antiche stampe venete per cura del maestro udinese Tita MazzutQuella danzante rievocazione folkloristica ebbe un successo entusiastico, ed a ricordo di essa ballerine e ballerini formarono il grazioso gruppo fotografico che adorna questa pagina. I Vecchi e i Giovani, il forte romanzo siciliano di Luigi Pirandello, continua ad essere considerato con favore dai più autorevoli critici, nei più

reputati giornali.

Ettore

Janni ha dettato recente-

mente per il Corriere della Sera un ampio e profondo esame di questo libro, e riassumeva il suo

dizio nei seguenti termini: «.... quasi di capitolo

gi

capitolo riappare il novelliere arguto o con vigo-

in

rosa sobrietà drammatica, il narratore felice, il colorista originale, lo scrittore insomma che si è me-

ritamente acquistata la simpatia fedele d'un largo pubblico per la sua sagacia d'artista e la sua potenza

di notatore

della

realtà. I due volumi sono

pieni di pagine quando amene e quando commo-

venti; e in essi ogni persona ha moto e colore di vita. L'umorista vi riesercita il suo fascino noto. Il poeta vi diffonde le sue delicate commozioni. L'evocatore della tragedia ci comunica il suo fremito, senza enfasi mai. Si arriva senza stanchezza alla fine del secondo volume, riconoscendo anche una

volta la grande dignità artistica di questo nostro forte scrittore, » I progressi dell’ elettricità. — La Lampada

Philips */, Watt a filamento metallico, da poco messa in commercio, continua a conquistare le sim-

patie del pubblico per le sue caratteristiche di eco-

L'Odol la bocca

ed

è il primo ed unico

preparato

veramente

i denti; esso viene

assorbito

dalle

ne restano in certo qual modo

impregnate.

antisettico per pulire

mucose

L’Odol

delle

gengive, che

esercita così

un'azione

antisettica, non soltanto durante il breve tempo che s'impiega per pulire

denti, ma anche per parecchie ore dopo la s ua applicazione.

i

nomia, semplicità ed efficienza. Essa rimpiazz vantaggio ineluttabile la lampada ad arco: per i consumo minimo (4 Watt solamente per candela

semplicità di costruzione, abolizione del cambio carboni e della costante pulitura che richiede la lampada ad arco, insensibilità contro gli urti e le trepidazioni, luce fissa, bianca, intensa e regolare.

La Lampada Philips !/, Watt può essere sostituita istantaneamente alle lampade ad arco, potendo essere applicata tanto in serie quanto in derivazione.


L'ILLUSTRAZIONE

L. Hammerskjéld, muovo

bresidente

del ministero

ITALIANA

Avv. Gian Luigi Filippo Paolocci de' Calboli, svedese.

L'attentato al vescovo Milklossy a Debreczin. La residenza episcopale dopo lo scoppio.

nominato presid. dei tribunali misti della Riforma in E,

L’aviatore Dal Mistro, la cui vertenza aviatoria con Pégoud suscita vivaci discussioni aMilano.

E

nuovo ministro delle finanze nel gabmnetto russo.

Ei

—L'artistico Cofano donato dal Re al 5.°fanteria che fu îl suo reggimento da sottotenente' a colonnello.


rr»

wccoatm——i'0:['i'iiiÈf|}

L'ILLUSTRAZIONE

TLLLL.-

ITALIANA

«x CONVERSAZIONI SCIENTIFICHE = H TERA

.AjIINN_A E-cà”)M]v]M)

I

vi. Dottor Cisalpino

La fotografia sottomarina, - Il giubileo della soda, - I meriti delle foreste e Ja pioggia. - Il barometrografo Agolini.

delle colline, il franare

La fotografia sottomarina.

di tutte le zone ele-

vate è quasi per intero la conseguenza dello

scarso amore e del deficiente rispetto per l'albero: e i paesi che un maggior contributo di rovine e di danno pagano alle inondazioni

Alcuni mesi sono ho fatto parola dei progressi compiuti nella esplorazione del mare € delle barche a fondo di vetro e a tubo di osservazione, destinate a rendere comoda e

e agli straripamenti, sono quelli che meno si

preoccupano

pratica la osservazione della vita che si svolge in seno alle acque. L’interessamento grande

di mantenere ricche le foreste

che ricoprono i monti. Che le piante tratten-

gano nelle radici e nel terreno le acque pio-

che il pubblico ha dimostrato per la vita ma-

vane,

rina, ha spinto a cercare nuove applicazioni che permettessero di accontentare la pubblica curiosità: e la più bella e utile è appunto quella della quale si fa qui parola e che ha reso possibile fotografare i viventi

che riducano

la velocità dei piccoli ri-

gagnoli che si formano alla superficie del suolo per diventare poi torrentelli e fiumi, che intervengano legando il terreno, consolidandolo, cementandolo per opera delle radici, è fuori discussione. Si possono dare belle dimostrazioni in piccolo che tutto ciò

marini nelle loro condizioni naturali di am-

è veramente,

__.l

Camera d'operazione disposta per fare sott'acqua le fotografie della vita marina in atto.

mente il quadro marino che sta innanzi. Un obiettivo

forma

il fondo

tore: ad un dato istante

oscura

del cono

del

si applica la came

fotografica all'obiettivo,

let-

si illumina

campo d’azione e si prende la fotografia. Non

occorrono pose superiori a '/, di secondo, per

e non

sono

mancati

perfino i

modelli scolastici illustrativi di questa opera benefica del bose Neppure è difficile dimostrare a luce meridiana che la regola one perenne dei fiumi è in gran parte funzione delle foreste, e che senza buone foreste permanenti non si hanno fiumi a regime costante. — Si può andare più oltre e stabilire che tra le foreste e la assenza di malaria intercede un nesso intimo: chè senza foreste si facilitano gl gni e le pozze idriche,

nido

diletto alle zan-

zare malarigene. Così che nella lotta contro

la malaria trova anche la sua pagina il problema della sistemazione forestale. Gli innamorati delle foreste (e dovrebbero essere legione) sono andati più in là nell’elogio, e non hanno

mancato di attribuire alle foreste un ultimo grande merito, quello di regolarizzare le piogge e di influenzare direttamente le cadute meteoriche. Il quale concetto fa comprendere come discorrendo di paesi sterili per mancanza di un buon alternarsi di piogge (un esempio tipico noi possiamo trovare in talune zone sarde arse dal sole e prive di vegetazione durante alcuni mesi esclusivamente per colpa delle piogge deficienti), taluno abbia suggerito come solo rimedio quello del bosco, mediante il quale sarebbe dato regolarizzare le

Disposizione per fare le fotografie sott'acqua. biente, Oggi l'applicazione ha preso nell’America settentrionale tale voga che non vi è

più neppure un grande giornale illustrato che non possegga il suo fotografo specialista per la vita sottomarina, e in Inghilterra appaiono già i saggi della nuova, bella e utile applicazione dell’arte fotografica. Per ottenere le fotografie

sottomarine

oc-

acque e ricondurre un po' di benessere.

corrono speciali battelli costrutti sul tipo proposto da C. Williamson, muniti cioè di una appendice tubolare che si diparte dalla chiglia e si approfonda nell'acqua per alcuni metri

(3-4).

Il tubo

è costrutto

in

robusto

tessuto così da potere resistere agli urti di grossi animali che per accidenti venissero ad urtarvi contro. La circolazione dell’aria in questo tubo viene fatta per mezzo tuni mezzi meccanici, il che riesce facilmente perchè il diametro del tubo si aggira attorno ad un metro, Questo tubo (che ha una sua anima metallica a spirale così strutturata che è possibile ridurre in breve spazio il tubo stesso durante la navigazione) termina con una camera sferica provvista di una lente laterale attraverso la quale si raccoglieranno le immagini luminose della vita sottomarina. La illuminazione è ottenuta con un proiettore elettrico i cui raggi si fanno strada in un certo punto della parete del riflettore che ben si vede nella figura schematica; e per rendere sufficientemente intensa la illuminazione, si adoperano nell'operazione delle lampade di 1000 candele che illuminano netta-

Il fotografo

che

discende

Ma l'elogio pare arrischiato: Nancy ha pubblicato ora una

a

fare le fotografie sottomarine.

provenienti

guisa che non diventa difficile colpire i pesci in tutti gli istanti del loro movimento. Le fotografie che in tal modo si ottengono

sono vive per nettezza, per evidenza, per rilievo. E la macchina colpisce le. scene più impreviste di amore di odio di guerra. E, naturalmente,

assieme colla fotografia anche

la cinematografia è arrivata a perturbare la pace oceanica, e i dettagli più reconditi della vita dei pesci e dei molluschi marini cominciano ad essere rivelati con una esattezza di documentazioni che sembra quasi incredibile.

1 meriti delle foreste e la pioggia. Le foreste hanno una tale importanza nella

vita economica di un paese che si comprende la necessità e il desiderio di incamerare tutte le zone forestali, perchè la tutela dell'albero sia affidato allo Stato e non al cittadino spesso ignorante e imprevidente. La rovina delle montagne, lo sgretolamento

FABBRICA

MERCI

DI

ARTHUR ——

FILIALE

METALLO

foreste

MILANO

pro-

renti

località, ma il

risultato

è stato costante:

è impossibile stabilire una relazione di costanza fra le cadute di acqua piovana e la presenza dei boschi. Se una influenza dei boschi verso le piogge esistesse, dovrebbe trattarsi di così modesta influenza da -considerarsi come trascurabile. Quijano

ha passato

in rassegna

analitica

spregiudicata tutte le presunte prove che si son9 addotte per dimostrare l’azione dei boschi sulla pioggia, ma la critica ha tolto ogni valore alle prove. H che non diminuisce nè

BERNDORF

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DI

ALPACCA ARGENTATO E: ALPACCA UTENSILI va CUCINA x NICKEL PURO RIPARAZIONI

la Scuola di serie di dati

di Haye, che

verebbero come la vegetazione attiva o inattiva non ha alcuna importanza nel determinare la frequenza o la durata delle piogge. Zone brulle e zone a foresta in alcurfe provincie hanno un uguale ottimo regime di piogge, mentre talvolta zone brulle hanno piogge dolci, frequenti, regolari, e zone a foresta hanno enormi oscillazioni di anno in anno con piogge talvolta tumultuose. Le osservazioni sono state estese a diffe-

KRUPP

DI

STAB.LIMENTD e DEPOSITO: PIAZZA S. MARCO, 5 =

POSATERIE

DI

dalle

E RIARGENTATURE


L'ILLUSTRAZIONE

punto nè poco la nostra ammirazione e il nostro entusiasmo per le foreste, per la difesa delle quali ci sentiremmo di ripetere le parole molto futuriste pronunciate di recente da Poincaré: «Je suis un ami fanatique des arbres et je voudrais bien avoir le droit de couper la téte à ceux qui les abattent».

Il giubileo della soda e una rivoluzione economica. Di recente il noto industriale ricercatore e filantropo Solvay ha celebrato il giubileo cinquantenario della scoperta e della applicazione industriale del suo metodo di preparazione della soda mediante l’ammoniaca. In questa occasione (che ha servito a Solvay per compiere donazioni per opere filantropiche e scientifiche per circa sette milioni) si sono esumati molti documenti interessanti sulla lavorazione della soda e sulle conseguenze che la scoperta di Solvay ha generato nei rapporti tecnologici pratici ed in quelli economici. Forse in nessun altro caso come in questo, riesce lampante la dimostrazione che le grandi modificazioni economiche sono nettamente dipendenti dalle modificazioni tecniche, e in nessun caso come in questo si scorge quale influenza enorme assuma la rivoluzione industriale nel creare nuovi bisogni. La soda costituisce un materiale indispensabile per moltissime industrie, da quelle tessili a quelle chimiche, ed ha pure una larga applicazione nell'economia domestica. Prima di Solvay (la cui scoperta risale al 1863) si utilizzava la preparazione col metodo Leblanc, introdotto da alcuni decennii e che aveva avute benefiche conseguenze per l'estensione dei consumi. Prima ancora di Leblane si ricorreva alla scarsa quantità di soda naturale (il notron dell'Egitto, l’urao del Messico, il barille di Spagna) assai impuro e molto costoso. Il processo Leblane in verità aveva avuto una modesta influenza economica: la soda Leblane ancora nel 1860 vendeva a 1500 franchi la tonnellata, con l'aggravante che il 65° del prodotto era costituito da acqua di cristallizzazione della soda. Il metodo Solvay venne in buon punto a rivoluzionare l'industria della soda. Nel 1864 si apriva la prima fabbrica con una modestissima produzione di soda: nel ’79 le fabbriche erano già numerose; nel ’900 %erano tribuite un po’ ovunque. La produzione che nel 1863 toccava le 300 000 tonn., nel ‘79 era di 675 000 tonn., nell’ 89 di 1203 000, nel ‘913 di 3000000 di tonn., delle quali il 70% circa prodotto col metodo Solvay. E si noti che nuovi metodi si sono aggiunti negli ul-

Cacao

ITALIANA

timi anni a muovere concorrenza al processo del fortunato industriale belga. Il mercato mondiale domanda incessantemente nuova soda e si prevede per il 1930 una produzione di 10 milioni di tonnellate annue. — Eppure la richiesta ha fatto scendere, innanzi alle conquiste tecniche, verti-

ginosamente i prezzi. La soda nel 1863 si pagava 1500 franchi la tonnellata e non conteneva che il 35% di

carbonato sodico: nel’55 la soda al 92° di

carbonato costava 700 franchi, nel ‘69 era scesa a 280, nel '90 a 115, nel ’900 toccava i 100 franchi: prezzo che non ha più oscillato sensibilmente e che potrebbe considerarsi come il prezzo-equilibrio della soda. La storia è semplice, ma è istruttiva. Quando Carlyle ha detto che gli uomini di genio sono il sale della terra, pensava forse sol tanto agli artisti ed ai filosofi: ma gli uomini di genio o di genialità che piegano verso le scienze di pratica applicazione i loro cervelli provano

in maniera

ben

utabile coi me-

tri noti della moneta e delle masse, che vero il genio è la sola vera grande forza rivoluzionaria del mondo,

Il barometrografo Agolini. Una tendenza generale dello strumentario scientifico è quello che vorrebbe ogni apparecchio scrivente o par a

automatica facilita la documentazione, la rende costante esatta sincera, e permette di rilevare poi con maggior facilità l'andamento d'assieme dei fenomeni. In metereologia la registrazione poi diventa una necessitàtà se sìi vuole seriamente seguire l'andamento di un fenomeno.

Ottimi termografi, pluviografi, anemografi esistono da tempo :sembra invece manchi l’ot-

Barografo Agolini. collegato con un'asta sottile e dritta costrutta col metallo invar, asticella che scende

per la colonna di mercurio arrivando così

stratori se ne conoscano varî. Pare ora il piccolo ma interessante quesito sia risolto col barometrografo Agolini del quale

fino al centro della vasca di mercurio. In questo punto l’asticella è avvitata central mente ad una crociera, a sua volta provvista di tre montanti che risalgono a mo' di legissimo telaio emergendo poi dal mercurio ad una certa alt terminando con leva amplificatrice che con un carta (montata

nel quale la camera

atmosferica. La grande semplicità del

timo barografo, sebbene

di barometri

regi-

i tecnici dicono ogni bene. Il barometrografo è un semplice barometro a colonna di mercurio munito di ampia vasca, nella quale il livello del mercurio resta praticamente costante, e di uno speciale tubo barometrico torricelliana si presenta

di grande sezione così da eliminare la depressione dovuta alla capillarità, evitando in conseguenza le oscillazioni del menisco. La camera a vuoto, inoltre, contiene u iccolo piattello che galleggia sulla superficie di mercurio costituente l'estremo della colonna barometrica,

Il piattello ora accennato fa parte del sistema rigido di trasmissione all'esterno degli spostamenti della colonna: e a tale scopo è

recchio non

ha bisogno

di essere

un ritorno al bel primato italico nella costruzione degli strumenti

di precisione,

Il Dottor Cisalpino.

BENSDORP

COLAZIONE IDEALE MARCA

FAVORITA IN TUTTO IL MONDO.

deo = Un meet

rilev

merita invece di essere ricordato che l’apparecchio (che ai controlli di osservatorii e di gabinetti scientifici ha egregiamente risposto dimostrandosi perfetto), rappresenta

a CASTELFRANCO,

la ridente cittadina del Veneto dove si fabbri: icano le Premiate Polveri antiepilettiche‘ Monti.


L''EStERRIGI

TOPAZIO

dalle tavole originali espressamente dipinte dal ver

Ascaro con mantellina.

If

A

Ascaro.

Meharisti

GEE

TASSIGRAI


NEELE

NUOVE

> per l'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

UNIFORMI

da Rodolfo Paoletti.

ALPE da TI ci;

i SEE

Cavalleria.

SB,

TIE

Carabiniere.

Marinaio.

BRE [Tricromia Treves].


240

L'ILLUSTRAZIONE

ITALIANA

io Alessandro, piùgiovine di sette anni, e spentosi a Firenze sui 7: dei braio il conte Corre

Palma di Cesnola, dal conte Alerino in CRI fu rabilmente a. 1l conte Cornelio Alessan-

dro, dopo avere servito in Piemonte nei bersaglieri

ed avere preso parte, non ancora

ventenne, alla

spe-

capo battaglione

nel-

dizione in Crimea, emigrò, nel fu

’69, nell'Am

sò poi negli Stati U le a Paphos, nell'isola

del

di

Gipro, ‘esqulivi sisvegliò in lui ardente la fiamma archeologica — come già, prima di lui, pure nell'isola di Cipro, erasi accesa in suo fratello L A Paphos e inaltri punti dell nelio Alessandro fecei del governo inglese e li

e lascia notevoli lavori archeologi lumi sull'arte mili

ed anche vo-

9

- Due editori noti in tutta Italia per la loro operosità e genialità furono ole _Giannotta di

Catania e Giuseppe Laterza di Bari, mancati en-

trambi nello scorso febbraio. Si resero entrambi edi-

tori benemeriti del progresso intellettuale d'Italia; ‘| Tenente

Dolorosa

GIAN

BATTISTA

MARCUCCI.

per la marina italiana è stata la mor-

te crudele del tenente

di vascello Gian Battista nte del cacciatorpé-

diniere Lampo. Il giovine ufficiale — non aveva che 36 anni! — usciva con la propria nave dall’arserante non

i, cadendo sul coman‘ibi

vissimo "afficiale, Durante la guerra italo-turca si era così distinto nel Mar Rosso, quale ufficiale in seconda

cacciatorpediniere

Osfro,

che,

per

merito

di

, era stato insignito della croce di cavalie iano. Precedentemente egli si era anche distinto lungo le coste della Somalia; e dopo la-crori Rosso aveva. preso parte te libiche.

La sua,

salma

fu

a Faenza, fra il più espres‘o compianto dei commilitoni e dei concittadin _ gr

Più volte l' ILLustRAZION nta anni di vita, ebbe ad occu

i del conte

uigi Palma di Cesnola — figlio di quell’Alerino,

valoroso soldato della causa liberale nel;1821, e celebre direttore del Museo Archeologico d York. Il conte Luigi morì nel novembre [del

ma gli sopravvisse fino alla fine dello scorso;

L'IDROLITINA] È LA

operarono

lia Meridionale, l'uno in Sicili

l'altro nelle Puglie,

nell’I

dove lo sviluppo dell’arte del libro come ind moderna

dovette

Papa, e scelse il Kathschthaler, il quale fu proclamato cardinale nel concistoro del 22 giugno 1903, Fu una

svolgersi

Il Giannotta

elevò con

delle ultime nomine

editore speciale di Mario RR

ventotto

reo, di Verga,

era aperto

di sinistra, chiu

del

tanto più benemeriti, in quanto

SH

a,

gazione

della

letteratura

ha dato intelCroce degl'italiani a

italian:

tore Francesco Giuseppe lo ebbe amicissimo e graDa: ma

‘ammirevole contributo; e sotto gli us — come quello di Benedetto letti superio

— ha riportata la sete di cultu fonti purissime, in forma editori Otto volte gran

vi

zione di guerra

si è occupata, 0 ottomano, Aveva gran-visirato si collega con la

SI

settembre 1911. Hakk

Ila Turchia nel

$

allora

Hal Nilir egli nuccedélte Saidop qu sua volta, cadde nel luglio 1912, si avere sciolta la Camera per venire alla conclusione della pace con l'Italia, vedendo imaggiori pericoli che sorgevano per la Turchia con le insurrezioni macedoni, pri della poi avvenuta guerra balcanica. Said-pascià fu una delle figure più notevoli del

delmente.

regno di Abdul-Hamid,

I G:

da lui

i Turchi non dimenti

servito fe-

nati della Si sà era Ferdinando

Vir: morto te-

stè a Pietroburgo, dove diri una fiorente scuola nto. Era spagnuolo, di Siviglia; ebbe a maestri a ; fu emulo del suo compatriota Ga-

re, ed anzi era soprannominato «il piccolo Gayarre».Venne giovanissimo a Milano, ed ebbe calorose accoglienze al Manzoni

ust ol

nella Mignon e nel

a, poi, nel 1883, ebbe splendidi

accanto alla Tusolla, indi nella

colla Ferni, nei Pescatori di perle, nella

Traviata colla Bellincioni e nel 1891 come primo

interprete di Turiddu colla Pantaleoni.

nella" Cavalleria

rusticana

i

che egli, pur essendo una pers molto conto dalla diplomazia europea, aveva avuta la fiducia del Sultano

il cardinale Kathschthaler ‘non

ttraente.

co frequentemente l’ILLu: morto or: presidente del Sen:

L'ultimo suo

al

vette. Era nato ad Hippach (Bressanone) ed era figlio di un maestro element: di storia ecclesiastica nell'Università di Innsbruck. L'impera-

73

fond e all'arte del li

nuova.

cosicchi

conclave per Pio X, dalle cui mani poi lo rice-

di volumetti detta dei « s mprevivi »

il merito di avere che al commercio

fatte da Leone XIII, che morì

dopo;

dalle mani del Papa che lo aveva eletto; venne

a elegante colle-

Giuseppe Laterza, che si è

giorni

non potè nemmeno ricevere il cappello cardinalizio

i nostri; è popo-

«rosso » rovesciato nel 1908.

rdinale — non « di ci imo Giovanni Kaths

ia » però — era l'emihthaler, arcivescovo di

burgo, ivi morto il 27 bbraio, nell'invidiabile età di 82 anni meno tre mesi. Godeva molta autopresso il Vaticano e ‘Austria, dove l'essere

‘civescovo di Salisburgo non è cosa da poco, essendo che quella sede arcivescovile ebbe per secoli titolo

«sovrano» e fu capitale dell’ «elettorato » omonimo, Il Kathschthaler era stato nominato arci-

vescovo di Salisburgo nel dicembre del 1900. Quando Papa Leone XIII, per speciale deferenza verso il giovine Re di Spagna, decise di creare straordinariamente un cardinale spagnuolo, pensò a crearne uno anche per l’Austria. Il governo imperiale pro-

ose un vescovo ungherese a scelta della Santa 6 come monsignor Samapa, arcivescovo di Agria,

e monsignor Csàszka, arcivescovo di Colveza, molto considerati e già innanzi negli anni, Il Vaticano, dopo molte esitazioni, trovò che questi due avevano idee troppo avanzate, non conformi alla politica del La DI) dlel nome

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franco nel Regno.

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ITA FELICE BIFLERIaC-MILANO


L'ILLUSTRAZIONE —TT

———_—

e

LA VOLPE a

—

Il

vando che per Gioconda non aveva mai una parola che non fosse comune, ui

XI.

Indizii. Il lussuoso appartamento che, al ritorno da Stresa, Folco Filippeschi aveva fatto addobbare, fu aperto a ricche feste. Cessato col lutto l'obbligo del silenzio e del riserbo, Gioconda voleva divertirsi come conveniva alla sua età e come le permetteva la sua alta posizione sociale.

Le feste di casa Filippeschi erano molto

frequentate; i corteggiatori crescevano di numero, non soltanto per la fama di bellezza

che la contessa godeva, ma per la rinomanza della sua virtù. . Alcuni celebri bellimbusti le stavano intorno, animati dal cieco istinto malvagio di distruggere quella virtù, di calpestare qualche cosa di sacro.

Gioconda era imperturbabile. Tra gli assidui contava i vecchi amici e li

prediligeva: Celso e Vittorina Ornavati, Ariberto Puppi, Nenni Forcioli. Il quale da tempo andava dicendo che doveva recarsi a

Parigi per comprare cavalli, e il momento infatti era buono. Ma non si muoveva. egli solo trovato la maniera

di far la corte a Gioconda.

ROMANZO

| LUCIANO

quale nessuno poteva avvedersi; an

(Continuazione, vedi numero precedente).

Aveva

giada

DI SPARTA

—

Non

2f

ITALIANA

iù

giusta

le dica

alcun complimento, quasi fosse cieco alla sua

bellezza, ma le provava coi fatti che per lei trascurava i più pressanti interessi, mutava abitudini, non reggeva a viverle lontano. Era un corteggiamento serrato ed efficace, del Proprietà letteraria. — Copyright by Fratelli Treves, March Sth, 1914.

che non fosse convenzionale, gli amici giudicavano Nenni un orso. Ariberto Puppi soltanto non si lasciava cogliere a quelle apparenze. Aveva notato che la contessa, impassibile con tutti, sembrava un poco nervosa quando Nenni tardava. Una sera, durante un ricevimento, nell’attraversare la serra, Ariberto aveva veduto la contessa passare in fretta: seduto sopra un divano di vimini era Nenni Forcioli; e la contessa gli aveva dato la mano a baciare. Di certo ella non aveva attrave sato la serra che allo scopo di veder Nenni e di lasciare ch’egli posasse a lungo sulla sua mano le labbra ardenti. Ariberto fece in tempo a ritrarsi; e imbattutosi con Folco, gli disse bruscamente: — Tu sai che la donna vuole un padrone? Folco lo guard — A che proposito? — domandò sorp — A proposito di niente. Ma la donna vuole un padrone. E come ritornello, modulò tra le labbra: — Un pa-dro-ne, un pa-dro-ne! » Folco sori le bizzarrie di Ariberto lo divertivano; servò mentre si allontanava, stretto nella marsina, appoggiandosi un poco al fragile bastoncino d'ebano. Venivano in casa anche il padre e la madre di Gioconda, il signor Piero e la signora Delfina. Ma non ai trattenimenti: si sarebbero sentiti in qualche impaccio, tra tutti quegli eleganti e quelle dame, non sapendo bene gli usi mondani. Essi venivano a vedere i preparativi, le tavole ornate di cristalli multicolori, con gli argenti di casa Filippeschi, antichi e pesanti. Quella ricchezza li abbacinava.

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Ti rammenti quando scrivevi a macch tto dettatura? E il salottino era freddo

cosa

stupenda! —

diceva

Piero.

veramente fortunata, figliuola mia!

—

e bisognava tener la Jampada a mezza luce per fare economia di petrolio? Gioconda tacque al ricordo che le portava

innanzi sua madre.

— Ora sei felice, — seguitò ques

vane, bella, ricca, godi tutta la tu Eran le parole che Vittorina Ornavati aveva detto a Folco,

— La mia

libertà! — ripetè Gioconda.

—

Oh certamente! lo potrei uscir la mattin tornar la sera, e Folco non mi domanderebbe dove sono stata...

— Grande fiducia,

grande stima, — spiegò

il signor Piero. — E te la meriti! La contessa non volle ribattere. — Vedete qua, — ella soggiunse. — Qu evo una lettera, la lascio sul tavolino, sedia, dove il caso vuole. Non c'è pericolo

che Folco ne guardi nemmeno la soprascritta, —

Grande

stima! — ripetè il

signor Piero.

Gioconda alzò le spalle. Non poteva non

pensarla diversamente; e le pareva ridicolo ch'ella non avesse a temer nulla da suo marito, potesse essere anche imprudente con lui,

mentre doveva guardarsi da Ariberto Puppi. La

idua di costui cominciava un a o, ma un amico aveva occhio a tutto, che solo aveva letto nel cuor di lei, che sembrava vigilarla da tempo e col suo contegno riservato le esprimeva un muto rimprovero, quasi

ad infas ingombrante,

che

o stupore doloroso. Egli aveva còlto più d'una volta, involonla contessa

e Nenni

no sottovoce.

Forcioli men-

sa e Nenni si cercavano.

Per lui

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ella aveva

ripreso amicizia con certe famiglie |

Un giorno, mentre

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prendeva

il tè in casa

presso le quali era certa d'incontrarlo ; ed egli per lei non mancava a una festa, sebbene di solito per lo passato se ne astenesse,

Filippeschi ed era presente anche Folco, A: berto notò che Gioconda non aveva più il suo bel rubino col motto.

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perchè non ballava e non poteva divertirsi ; — Forse l'avete perduto? — chiese ingepiccole gradazioni, che allo sguardo penenuamente. trante d’Ariberto non andavano perdute. La contessa arrossì. In quei trattenimenti, la contessa e Nenni — No, non l'ho perduto, — balbettò. — Si non avevano occasione di star molto insieè guastato e l'ho dato ad aggiustare, me; tutt'al più giuocavano a bridge allo stesso Poi, volgendosi a Folco: tavolino. Ma nessuna festa finiva senza che — Non volevo dirtene nulla, per timore che il Forcioli trovasse maniera di parlare a Giotu mi sgridassi. conda brevemente, con frasi rotte, con emoFolco sorrise, indulgente. Ariberto si scusò. zione; e quantunque Gioconda non rispon— Ho commesso una goffaggine, contesdesse, si allontanava sempre un poco pallida sa !... Già, è vero: bisogna pensar dieci volte e turbata. prima di parlare, e poi..., stare zitti. — Uhm! — andava dicendo Ariberto a sè Ma la goffaggine, secondo Ariberto, l'aveva stesso. — Dov'è Folco?... commessa Gioconda con la sua risposta. CoFolco era, come le leggi mondane esigono, me, l'anello di rubino si era guastato? Ma dappertutto fuor che presso sua moglie; non si trattava d'un solo grosso rubino, senza si vedeva al fianco di lei se non per accomcontorno di brillanti, senza decorazioni d’alpagnarla alla festa e ricondurla a casa. cun genere. Un rubino non si guasta: c'è La contessa era mutata. Si occupava poco o non c'è, Piuttosto, Nenni Forcioli aveva anche della piccola Lillia. Cercava con aviespresso il desiderio che l'anello col motto dità di distrarsi, non come una volta, per non ci fosse più; e Gioconda aveva obbedito. vedere ciò che non aveva mai veduto, per — Non ha torto, — pensò Ariberto sarcainebbriarsi di lusso e di rumore; ma come stico. — Ormai il motto si può lievemente per isfuggire a sè medesima, a un pensiero modificare: « Trois étions.... » che la incalzasse, a una tentazione che la L'indomani l'anello ricomparve sul dito di circuisse. C'era qualche cosa nella sua vita Gioconda. Non era più « guastato », o mirache le stava sopra e la perseguitava. colosamente il gioielliere aveva riparato il guasto in un soffio, e — Uhm!— disse Ariberto a sè medesimo. E

gli parve che Nenni Forcioli fosse di catsir umore; poi, sul Fifinir del eatal iricevimento, tica

Gioconda spiegava;

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gli disse alcune parole sottovoce: e Nenni Forcioli si rasserenò.

(Il fine al prossimo numero).

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ITALIANA

243

i suoi paCaio, a Sempronio, compreso il ‘opagandista anarchico Ferrer, finito it così tragic: nte a Barcellona — ma

dedicata ad Ernesto Rossi, messo in evidenza, non solo come grande attore — come disse il prof. Paolo Cibelli, assessore per l'istruzione pubblica in Liyorno — ben anche come diftonditore della cultura italiana all'estero e come patriota. Tale fu infatti l'artista che su tutte le scene magpari della sua contemporanea e del tuttora felicemente in vita To— fu applaudito come tragico e fu aminirato/s si fesa anche Seramenie rispettare do: vunque come i stato a scuola, anche per questo, d de e degno maestro — Gustavo Moder canto a questo grande attore egli imparò la mai abbandonata dignità del gesto, la chiarezza e l'efficacia della dizi na; ed accanto a Gust

francese morì lasciando i suoi lazzi di Milano e di Parigi a

peer di morire, sciolse il voto del busto di Ernesto

‘ossi, da | nto vagheggiato. Anzi, essa, veramente, cercava un ritratto in fotografia od inciso, che rappresentasse il grande tragico nel costume di Amleto, e su quello lo scultore, un vecchio modesto

artista francese, eseguì l'opera d’arte... che ora è in Inghilterra.

marmoreo,diclassica fattura,dlovuto allo scalpello di Giuseppe Gronchi che ha riprodotta l’ope fatta per il Teatro Niccolini di

mente

Un busto ad Ernesto Rossi a Livorno. (Scultore

G. Gronchi).

Ancora dieci anni sono viveva a Milano una damigella francese arcimilionaria che, fra l'altre ‘sue

originalità, aveva un’idea fissa — fare eseguire da un degno scultore un busto di Ernesto Rossi da regalare al museo Shakesperiano inglese. Ladamigella

inaugurata.

renze, dove fu recente-

Il busto, che in Livorno è stato collocato

solen-

0 Museo, è dono, alla patriottica iglia Rossi, erede del grande trafico.Anzi, g redi di lui faranno di iù — come la promesso con pubblico discorso, nella cerimonia di domenica, il signor Angelo Modigliani, genero del celebrato ta:: dar: i ivorno, a tempo opportuno, tutti i ricordi istici di lui, in guisa che, trasportandosene la ma da Pescara al Famedio livornese di Montene ia possibile in gurare nel. Museo di nemente nel città, della

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una film cinematografica accade pa21. Vera Cruz. I ribelli fanno saltare di Waldenburg, luogo natio della prin- nico spaventoso: cinque morti e sei

un treno militare: 55 morti.

22. Reims. Per la bufera una locomo-

tiva @ tre vagoni di un treno suburbano

cipessa.

Vallona. La popolazione epirota di Chi-

mava ha inalberata la bandiera della ri-

feriti, Londra. Arrivano dal Sud Africa i noti agitatori fatti deportare per or-

volta, espulse le autorità greche e pro- dine del generale Botha. Blanzy, clamata la propria indipendenza. Vienna. Annunziasi che 1’ Impe33, Tolone. Per la bufera il grande Bucarest. La regina Elisabetta è ope- ratore ha indirizzata una lettera autonérociatore Waldeck Russò incagliasi rata felicemente di cateratta. grafa congratulativa al duca d'Avarna golfo Juan. Costantinopoli. Fucilato a Stambul il che compie domani ì dieci anni di tenente Kemal, con- ambasceria italiana a Vienna, BELLEZZA DELLA CARNAGIONE dannato a morte per Budapest. Tumultuosa dimostra-

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« Emilio Zola, -Enrico Ibsén. Con 9 ritratti: Lire4& La SECONDA SERIE comprende i seguenti Medaglioni Antonio Labriola. -Gabriele Tarde. -Giosue Carducci, Edmondo De Amicis. - Roberto Ardigò, -Cesare Lom= broso. - Giacomo Novicow. - Gabriele d'Annunzi Cesare Pascarella. Con 9 ritratti: Lire 4,

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8 presentarsi ovvero scrivere con francobollo direttament


L'incidente Glolitti-Luzzatti. — Prendervela tanto calda per le bonifiche!... — ga due): Ma sìy rabonifichiamoci !

Lavori, parlamentari... ui della deputazione siciliana,

D'Annunzio è Il cinematografo. Sì, la metrica è una bella ma non rende mai come l'arte a lungo metraggio !...

Lo sciopero degli avvocati.

CE

pupillo

quella vedova con quel

—

i che sono în iscio-

quel banchiere commendatore. — Fallo stare subito servito !

Vertenza aviatorio-giudiziaria. — Signor giudice istruttore, se vuol constatare il buono stato déll'apparecchio, può fare con me qualche « cerchio della morte»... — Grazie, potrò farvi salire il cancelliere...,

Lisbona. Gravi disordini per lo sciopero burg in una fabbrica d'anilina: 10 morti è dei ferrovieri: costoro hanno fatto saltare |40 ferit dei treni col ‘lancio di bombe; I ‘soldati | Adelaide Arriva ‘il piros fo Aurora con a hanno sparato contro i dimostranti bordo il ottor Mawson ed i supi compagni Pietroburgo, L'ingegnere russo della sped ione al polo Sud. di-Honhim combattimento fra sky, esperimenta per venti minuti un| Bengasi

nuovo aereoplano Illia Murametz, salendo |600 ribelli ed i

Maggio

Targa Florio (Giro di Sicil a

Luglio

‘ battaglione eritreo: fugati

Coppa Gruyère (svi:

iarono 179 morti sul terreno a 800 metri con'16 persone. i ribelli, ‘ch 26. Roma. Il Re ha conferito al duca|dei nostri uccisi un ufficiale ‘e 20 ascari, e d'Avarna, decano delladiplomazia italiana, | feriti un ufficiale e pochi ascari, 27, Milano, Avvocati e procuratori in tumulil collare dell'Annunziata în considera» tuosa assemblea deliberano lo sciopero dal 2 al zione dei lunghi ed apprezzati servi — Alla Camera il ministro per le È

Parigi. Alla Camera il ministero Dumergue, una discu ione di politica generale, «con voti contro 214 ottiene piena fiducia. “Roma. simi incidenti avendo Giolî ti. contro precise. afferma13,Rue DROUOT zioni di Luzzati, smentito che il governo abbia prò messo, di erogare dai -80. a COLLEZIONI 40 milioni per le bonifiche, Pietroburgo,Il principe d franco PREZZI CORRENTI Sfalie, Wied visità lo 0 spe

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èallalette di Bengasi attaccano da due lati il campo annunziasi che il dizionario ceve in epecialeludienza I ba generale di Belluno. Una valanga al passo della fi aliano, duca d'Avarna. — Ar- nemico di È leldimit forte di 2500 ar- cella, difianco all'Antelao, investe una40 1 i nemici sono mes la salma del mati con a a ser il ministre pagnia di alpini: nessun morto, yarîi fur isi, il campo è in fuga ana Leopoldo fu granduca di. To ono l'equivoco avvecome il Amberieu. Precipita Vaviatore Pet ‘i morti e 14 feri ntonamenti annui per le II ed è tumulata ai Cappuccini. preso; dei nostri 2 governo nuto ieri circa gl 1° marzo. Roma. Guglielmo Marconi Worblescki, rimanendo ucciso. Suo fi Costant:nopoli. Comincia il ser gono poi vivacissimî incidenti Av d'Olio trascuri il bonifiche. tello Gabriele, che volava con lui, 6 Lincei tiene conferenza sulle oscillazio telefonico. per î primi 4000 abpersonali tra ‘adicali e socialisti. Benato pe zioni elettriche continue e sulla loro uti- gravemente ferito, — La legazione del: Portogallo smentisce che bonati. Costantinopoli. Vittoria del perti gallo: vi fu sol- Bengasi. Sotto la direzione del ge- lizzazione nella radiotelegrafia. sianvi stati disordini in Porl Giovine Turco nelle elezioni legisl ti Firenze. In seduta solenne della Crusca mE ‘opero ferroviario, nerale Ameglio le truppe della zona tanto un nuovo tentativo di SocE.REINACH aC. con' qualche ‘atto di sabotaggio, ma BS MILANO _/7| LALAUALA IA LEA ALRIRIANA RIATRIAIRIA RIALALA senza vittime. IL 15 MARZO USCIRÀ LIBRISU LA GRECIA — Ta Regina blicata' la nominaa sottotenenti di 1100 sergenti allievi ufficiali delle varie armi. Madre ècomplet i NUMERO SPECIALE Gaetano DARCHIN Domenico TUMIATI —gNella chiesa dei/SantiTApostoli è mente ristabilit ‘n gran formato su carta di lusso, ricbamente illustrato da Vienna, L'imstata esumata la salma del fu granduca artistici figurini colorati e in nero, eseguiti espressamen peratore riceve per questo numero; interamente dedicato alle LeopoldoZIL di Toscana ‘pet essere trasEssad pasci portata a Vienna. avarie deput: È disincagli nese efi Li 356 |contemporanea. Lire 4— = Edimburgo. Incendio distrugge la sto- guri di concordia in Grecia.

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