Gen. LUIGI LÀSTRICO
OPERE ED ARDIMENTI DELL'ARMA DEL GENIO
Estratto dal "Bollettino dell'Istituto Storico.e di Cultura dell'Arma del Genio,, Fascicolo 15 - Giugno 1942-XX
tlPOGRAFIA REGIONALE - ROMA 1942-XX
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OPERE
ED
ARDIMENTI
DEL l' ARMA
DEL
GENIO
Articolo pubblicato sul periodico « Le Forze n. 1798 del 9 maggio 1942-XX per /a ricorrenza della Festa del 'Esercito. Armo/e»
Nel giorno in cui si celebrano i fasti dell~esercìto e mentre sta per compiersi il secondo anno di questa nuova conflagrazione mondiale l'arma del genio schierata in battaglia vuol esser presente e passare in rassegna colla sobrietà usata e dovuta le sue fatiche ed i suoi sacrifici del più recente passato. La sua vecchia bandiera, già insigne per opere cd eroismi in tre guerre d'indipendenza, nelle imprese coloniali, nella prima guerra mondiale, si era anche illustrata nel corso della guerra per la conquista dell'impero in opere e battaglie che illuminano coi loro nomi · di fiamma le fasi dì quella rapida impresa coloniale, che rimarrà memoranda nella storia militare: Amba Aradam, Tembien, Scirè, Mai Ceu, Des.siè, Neghelli, Dire Daua, Addis Abeba. Da tali remote e recenti glorie, dal ricordo degli ardimenti dei legionari - genieri italiani nelia guerra civile che la Spagna amica dovette combattere per la ciìfesa della civiltà propria, latina ed europea dalla minaccia di un'ottusa tirannide e che riecheggia nei nomi. di Malaga, Bilbao, Santander, Ebro, Levante, Teruel, Catalogna, Madrid, i genieri del r940 guidati da ufficiali in gran parte veterani di due o tre guerre hanno. tratto ardore ed auspici per il \ .f · nuovo sanguinoso travaglio che vivim~o.\ , Grande è la mèta da raggiungere: b salvezza 'della civiltà nostra ed europea, la liberazione del mare nostro dalia pesanve talassocrazia britannica, la conquista dello spazio vitale della nazione in armonia con i popoli di Europa più civili. E grande come non mai è lo s.lancio dei genieri d'Italia, che -· amanti del lavoro, scopo e conforto della vita nel perpetuarsi delle generazioni - non possono considerare l'opera rude alla quale son ora intenti se non come una nuova ardua e titanica impresa da cui deve nascere l'edificio di una nuova più giusta ed armonica convivenza fra popoli e Stati, che è quanto dire una nuova e più s.plendida e durevole civiltà nel mondo.
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*** Breve, ma travolgente e sanguinoso l'esordio della nuova impresa sulla frontiera occidentale. Fortezze munitissime, posizioni inaccessibili, reazione accan ita da parte del nemico orgoglios.o· e settariamente cieco, neve e tormenta sulle cime, uragani e diluvii. nelle convalli. e suìla riviera, tutti gl i ostacoli e le difficoltà parvero opporsi e si opposero alle belle cd ardimentose nostre unità che assaltarono le Alpi occidental i. Con esse furono i genieri, intenti a rimuovere gli ostacoli all'avanzata su quasi tutte le direttrici d'attacco, a divellere reticolati, a disarmare mine, ad assaltare capis1ldi. Tale l'opera loro in quei quattro giorni dj battaglia, in gara di audacia con i fanti. « Il primo sistema della Maginot alpina, come affermò il Duct mirabilmente, è crollato sò,tto l'assalto delle fanterie italiane che l'hanno sfondata per una profondità fra 8 e 32 chilometri )) . Assieme a quelle fanter ie nelle più ardue imprese furon dovunque i genieri, che sono fierissimi del dovere compiuto. Ma in altre e diverse plaghe ferve la lotta nell'estate e nell'auhrnno del 1940: ai margini dell'impero nostro <l'Etiopia ove ben presto la Somalia britannica è presa cl'as.salto, ove Cassala è rivendicata, ai confini della Cirenaica, a quelli di Albania. E dapperhltto furono presenti i genieri nella lotta contro il nemico, le sabbie infuocate, le montagne impervie, le nevi ed il gelo, nei luoghi più jnospiti ove mancano strade, acgua, collega1nenti, donde la vita stessa sembra rifuggire. Come rievocar qui tante opere, ,come numerar gli sviluppi delle reti s.tradali e dei collegamenti create in condizioni proibitive sulle montagne albanesi, nelle sabbie della Marmarica, oltre Sollum e fino a Sidi Barrani ? comé contar i ponti d'equipaggio e di circo·stanza gettati o costruiti sotto il tiro e mantenuti o rifatti a dispetto delle distruzioni o degli. elementi ? come parlar senza esaltarsi del1'approvvigionamento idrico ass.ì,curato durante l'offensiva iniziale in direzione dell'Egitto e dell'acquedotto che dalla ridotta Capuzzo portava l'acqua a Sidi Barrani per uno sviluppo di 120 chilometri t' compiuto a tempo di primato ? Più grande contributo ancora però dovevan dare di lì a poco i genieri. Bello, incuorante a simiglianza guasi di un'ebbrezza senza vino è il lavoro compiuto quando la vittoria arride, quando la bandiera avanza.
4 Ma più magnanimo è quando l'insuccesso costringe ad abbandonare al nemico il terreno faticosamente conquistato, a distruggere con le proprie mani le opere che furono compiute con quell'amore che solo seppero e sanno porre nell 'ardua tatica gli Italiani di ogni tempo. Ed ecco i genieri moltiplicar ostacoli all 'avanzata nemica in Marmarica, in Africa Orientale, in Albania, eccoli intenti ad organizzare difese, a ritessere le reti dei collegamenti, ad assicurare le comunicazioni in attesa della rivinc-i ta. Che fu definitiva in Albania cd in Greoia nella primavera veniente, che fu trionfale in Marmarica, mentre altra fronte di bartta-· glia si apriva verso la Jugoslavia ed :in Slovenia, in Dalma7.ia, nel Montenegro altri valorosi reparti di genieri contribuivano con opere da pionieri e con ardimento impareggiabile alla disfa tta del nuovo nemico. E furon artieri, m inatori, telefonisti, marconisti, pontieri in gara di opere e di ardimenti e furon ferrovieri che si illustrarono nel riattar ponti di cospicua importanza, come quelli adducenti a Lubiana, come quello sul ca nale di Corinto, in altre opere di ogni genere cd importanza. Ma urgevano altri compiti : poco dopò .il compiersi del primo :mno della nostra guerra, altro concors.o d'aveva darsi al valoroso alleato germanico contro il nemico sovietico, affrontato mentre ordiva subdolamente l'attacco alle nostre spalle. Ed ,1nche sulle sterminate pianure ucrnine ecco agire prima nell'estate torrida, poi nell'autunno fangoso, indi nell'inverno orrido di gelo i nostri genieri. Sono artieri che nelle lande desolate dalle barbare distruzioni del nemico coadiuvan o l'avanzata, pionieri cli una vera e nuova civiltà in quelle terre, sono pontieri che su quei larghi fium i riconfermano le glorie dei camerati dell'Isonzo e del Piave operando sotto il fuoco cd' il mitragliamento nemico, sono telefonisti e telegrafisti che devono vincere il gelo e la tormen ta di neve per mantener le loro preziose lince; sono ancora pontieri che lottano come fan ti infra ngendo attacchi improvvisi. Intanto dura l,1 lotta negli altri scacchieri. Sono cad uti. ad uno ad uno dopo tenaci resistenze, prolungate fino all'estremo i vari presidi nel territorio dell 'impero, isolati, lon-t2ni, privi di soccorso, e sotto una ancora più violenta offensiva rip iegano le forze italo-germaniche della Cirenaica, logorando però
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5 le forze nemiche attaccanti e svincolandosi abilmente dalla presa da esse tentata, fino a che è possibile fermarle, sorprenderle con una brillante manovra e ricacciarle. Nè è cessata l'opera insonne dell'Arma nelle regioni oltre Adriatico ove occorre ad ogni passo e ad ogni ora r ifare strade, riattare ponti e comunicazioni, ristabilire collegamenti, far rinascere la vita ; attività benemeri ta ed animosa, opera di civiltà e di umanità ad un tempo. In questa primavera si ringagliardisce l'ardore, si affrettano i preparativi di nuove imprese in ogni scacchiere e nuove forze son pronte in patria ed oltremare per cimenti supremi: ad es.se dànno valido ausilio i genieri, impazienti di nuove prove e che si soffermano un istante qucst' oggi a rievocare in onore della grande famiglia comune, l'Esercito, alcune delle loro più recenti glori e.
*** Già fu detto dell'attività dell'Arma sulla fron te occidentale nella brevissima, ma intensissima lotta. Ed ecco ora in breve rassegna i ptù luminosi atti dai genten compiuti sulle linee d,i combattimento negli altri settori . In Albania risplende cli viva luce l'operato della 94• compagnia artieri. Il valoroso reparto in un momento particolarmente difficile " enne inviato in linea il 5 dicenibre 1940 per coadiuvare la fanteria nel rigettare un violento attacco. ,, I genieri della 94"' compagnia )} , come si esprimeva in un dispaccio il comandante della d ivision e Arezzo a cui quel reparto apparteneva , << si rivelarono combattenti dotati di un ardore bellico pari alla lorò perizia tecnica e nel- volgere di pochi minuti diedero copioso tributo cli sangue)>. li tenente Sanseviere comandante della compagnia cadeva ucciso sul campo mentre leoninamente ccmbatrcva impugnando un fucile mitragliatore e, già più volte ferito, incitava i suoi uomini al combattimento. Il XXX battaglione pontieri incaricato di mantenere i passaggi sulla Voiussa, tanto essenziali specialmente nei periodi operativi delicati, attese serenamente al suo compito sotto il tiro delle artiglierie nemiche micidialissimo ed in lotta contro la corrente impetuosa, mentre da parte · sua altro reparto di pontieri, la 28" compagnia, si uni.va ai fanti' a T uzi e costringeva alla resa un numeroso presidio avversario.
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Il XXX battaglione guastatori si illustra per le az ioni dei s.uo: reparti assegnati. alla divisione corazzata Centauro ed alla divisioné' di fanteria Cuneo. La 5• compagnia fra il 5 ed il 15 aprile 194r dapprima coopera con i suoi campi minati e ·con le distruzioni alla resistenza agli attacchi del nem ico tentati in corrispondenza di Scutari. e concorre alla difesa a fianco dei bersaglieri del 5" reggimento co'. suo 4° plotone, poi dal r5 al 17 partecipa coll'avanguardia della divisione Centauro alle operazioni che portano all'occupazione di Ragu sa e lavora e combatte an.imosamentc. La 9" compagnia colla divisione Cuneo è incaricata. il 13 aprile di eliminare le difese passive ed attive del nemico, di neutralizzare le munite s.ue opere e di occuparle e, senza la preparazione necessaria . senza preventiva -conoscenza del terreno e della sistemazione nem ic:;. stante l'urgenza, senza appoggio e concorso efficiente di altre forze . muove con i suoi plotoni all'attacco della quota 1096, sorpassa il reticolato nemico, ed avanza nonos.tante numerose perdite, dimostrandosi fino all 'estremo pronta ai supremi olocausti: due dei suoi ufficiali e numerosi mil itari di truppa incontrano nell 'azione morte glcnosa.
** * In Africa Orientale, dopo le vittoriose imprese della prima partt della ·campagna, i genieri si prodigano nella difesa in ognuna delle rocche forti dell'impero contese fino all'es.tremo al nemico. Sull'Amba Alagi ad uno dei più violenti attacchi di forze nemiche si oppongono nel maggio ciel r941 j genieri, che ne sono encomiati dal Principe eroico, la morte recente del qual e in prigionia SL terra africana è celeste propiziatrice di vittoria per noi. E' cli questi giorni la concessione di una nuova medaglia d'oro alla memoria del capitano Cavalieri Antonio, il quale con un gesto cli supremo disdegno del pericolo e della prigionia e con l'olocaustcdella vita illurninò cli viva luce l'opera sagace e devota dei marconisti. Leggiamone la superba motivazione : « Comandante di compagnia, marcon.ista di alta capacità professionale e di ardente spirito militare, già distintosi in precedent: azioni di guerra, recatosi ad ispezionare um. sta,zione radio dislocat2 in prima linea, veniva completamente circondato da soverch.ianf forze avversarie. Invitato ad arrendersi, rifiu tava sdegnosamente e, impugnato ·un fucile mitragliatore, si lanciava contro il nemico tra-
7 $0inando con la parola e con l'esempio il suo minuscolo nucleo di marconisti e carabinieri. Colpito alla gola chiudeva gloriosamente la sua giovane esistenza -intensamente vissuta al servizio della Patria, ..:on fede animatrice di orfano e di volontario di guerra >> . - Africa Orientale Italiana, 2 luglio 1941-XIX. Chi può poi ridire con efficacia il travaglio dei reparti del genio in Africa Settentrionale ove l'alterna vicenda delle offensive nostre e del nemico costrinse ad eseguire opere molteplici e di a mpia estensione in tempi brevi, talora breviss,im i e dove talora i genieri sorpresi durante il iavorc furono costretti ad impari lotta contro i Dossenti mezzi motorizzati dell'avvers.ario? Il XXXI battaglione guastatori, già benemerito colle sue ,compagnie 1•, 2", e 8" sul fronte giulio e che, inoperoso, aveva richiesto di essere impi,egato altrove, è sc.hierato in novembre co,i fanti d elle divisioni Pavia e Bologna. Le compagnie 2" e 7" al 2r .novembre r941 s.ono sul ciglione di Ben H:1med e sostengono uno scontro con cinque carri armati, inglesi, :">ubendo gloriose perdite, ma immobilizzando due carri e, CQStrette poi a ripiegare assieme alle altre truppe, costituiscono capis.aldi di difesa ~ulle varie linee tenute dalle nostre retroguardie. Nel pomeriggio del 28 novembre la 2't compagnia resiste col ruoco ad un attacw di carri armati, azione di tanto merito della divisione Bologna da esser citata nel comunicato ufficiale. Cos.ì via via fino all'8 dicembre è per quei reparti un seguito di vpere, di sacrific L e cli combattimenti di retroguardia nei quali subiscono gloriose perdite (9 morti e 22 feriti). La I a compagnia di quello stesso battaglione il 29 novembre respinge con fermo contegno un ~ttacco di mezzi ,corazzati .!°l'emici ,presso Bir Cremisa e s.i unisce ai fanti per attaccare il nemico a Sidi Rezegh. Avanza sotto violento fuoco a fianco cli un battaglione germanico, accerchia il nemico, fa 40 prigionieri e costituisce un caposaldo che difende fino al 3 dicembre; si sposta ad E l Adem ed in .1zioni di contrattacco e di difesa es:eguite assieme ad un reparto germanico fino al 5 dicembre subisce molte perdite in morti e feriti per opera delle artiglierie e dei mezzi corazzati britannici (10 morti e 28 feriti). Nè si dimentichino i valorosi genieri dei collegamenti, i marcoTiisti dei pres,idi isolati ne,l deserto. celebri per le eroiche resistenze, quelli della r44" compagnia addetti all'accerchiata divisione Savona che in due mesi continui di lotte e di. privazioni di ogni sorta L
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I 8 hanno mantenuto i collegamenti fìno al momento della resa, nel quale lanciano questo ultimo messaggio : « Fame e sete ci piegano, ma la fede è intatta )) .
Nelle ampie pianure e sui larghi .fiumi dell'Ucraina sono i genieri dd corpo di spedizione italiano in Russia e soprattutto. i pontieri che hanno l'onore di meritare encomi dal valoroso alleato. germanico e da averne in ricompensa le prime croci di ferro. Al disopra del tenace, ma oscurn lavoro compiuto incessantemente da artieri, telefonisti, marconisti, brilla soprattutto per le circostanze in rni si esplica e per lo slancio quello dei pontieri, che permette alle forze nostre ed alleate di superare quelle larghe fiumane. Poi nell'inverno. algido quando tutti i corsi d'acqua sono gelati ecco gli stessi pontieri combattere in momenti difficili all'attacco e nella difesa, come fanti valorosi, ,e pur senza speciale addestramento ed armamento richiamare su di sè l'ammirazione dei camerati germanici e dei superiori comandi. Il I battaglione pontieri, fra il settembre e l'ottobre dell'anno scorso, getta un ponte di equipaggio. 'Sul Dnieper e subito dopo in sette giorni di tenace lavoro completa assieme ai pionieri germanici un ponte ·stabile che era stato interrotto per la lungh~~zza di 225 m., e ciò fra gravi difficoltà e sotto i tiri ed i mitragliamenti aerei del nemico; poi, lanciato innanzi per aprire la strada fra la neve precoce, la pioggia, .il fango, le interruzioni stradali, le mine, giunte al Woltschja a Pawlograd, ove un ponte di cemento armato era stato fatto saltare, e con un ponte di barche lungo 130 metri assicura l'avanzata. deUCT nostre forze per la conquista cli Stalino e subito dopo in otto giorni cli lavoro affianca. al ponte cli equipaggio un ponte di circostanza. In febbraio di quest'anno poi, colla sola aggiunta cli poche armi a ripetizione, il battaglione ha l'onore di J:>artecìpare ad un attacco,. che è giocoforza eseguire in concorso con reparti appiedati dì cavalleria e cli carristi, e col confratello IX batt1glione pontieri. Questo battaglione più attrae l'ammirata attenzione dei camerat~ e degli alleati, soprath1tto per il sangue versato. Nella notte sul 5 se:ttembre 1941 è opera del IX battaglione pontieri il primo ponte gettato sul Dnieper a Dniepropetrowsk. Ivi un ponte di barche russo lungo m. 1450 era stato interrotto per la hmghezza cli circa 180 metri: si devono rinforzare i tratti di porrte rima-
9 sti quasi intatti su due rami del fiume 'C1 devesi colmare l'interruzione con un ponte d'equipaggio su barche che è gettato in breve ora sotto il tiro e le incursioni aeree del nemico. L'azione distruttiva avversaria riesce a colpire e danneggiare il ponte di equipaggio tre volte il giorno 51 tre volte il giorno 6, due volt.e: il 7. Ma ogni volta il ponte è r,iparato e su di esso passano le forze motorizzate nostre e degli alleati. Nei giorni 13 e 14 però la reazione cli fuoco nemica s.i fa violentissima· ed il ponte è gravemente danneggiato .e:d interrotto prima dal tiro e poi da una mina gall eggiante. Recuperato il materiale, il 25 settembre si riprencl::-; il g(ttamento: sono 330 metri di ponte d'equipaggio da gettare e la manovra viene iniziata appena scende la no.tte : prima .di mezzanotte il ponte è: in ordine e consent.e, 'il passaggio a nuove forze. Segue un'altra interruzione il 27 e i pontieri del IX nella notte ciel 27 e ne.I giorno successivo in piena luce iniziano l'opera loro richiamando su di sè il tiro nemico. Il lavoro continua pur bersagliato dall'avversario che nello stesso. giorno e nei successivi colpisce piò volte il passaggio, ,sempre riattato dai pontieri, fino a che sopravviene la calma in quel punto p:tr effetto dell 'avanzata generale delle forze alleate oltre il fiume. Dopo .altri consimili cimenti il battaglione, che nel forzamento del Dnieper ebbe i suoi gloriosi morti e feriti, a mezzo dell'inverno, il 2 0 di febbraio di que:st'anno, riceve l'ordine di affiancarsi alle a ltre truppe di cui più sopra fu detto per riprendere Petrowka. L 'azione è condotta all'indomani con grande slancio: i bravi pontieri, non sono usi a lottare come fanti: abituati come sono al lavoro sotto il fuoco e senza po.ssibilità di reazioni, s'infervorano nel nuovo compito che li esalta e li trasforma in altrettanti eroi. N on sono scaltramente addestrati a trarre: il miglior partito dalla copertura del terreno e generosamente si espongono . nell'azione che è condotta con grande foga e che permette loro di conquistar·: il paese, di contrattaccare il nemico, di. trattemirlo poi quanto basta all'arrivo di rinforzi. Al termine della battaglia buon numero dei bravi pontieri manca all'appello: 229 fra morti, feriti e dispersi :su 868 fra ufficiaìi e truppa; 75 i caduti. A tanto valore s'.inehina il comandante del Corpo di Spedizione Italiano in Russia quando, decorando sul campo il 31 marzo i più valorosi pontieri dei battaglioni I e IX e1 gli animosi marconisti dell'VIII battaglione collegamenti che avevano anche partecipato con
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onore a quelle azioni sanguinose, pronunziò le seguenti parole che da sole bastano a porre in luce l'ardimento e la sete di gloria dell'arma tutta: « Voi non era(lcne destinati a combattere da Fami, ma c<Jtw.e i Fanti avete dimostrato cli saper combattere. Siete dei magnifici soldati e degli ottùni CO'mb'(Jttenti, avete l@rgctnt'ente p(l}gato con il tLOstro .•angue questo onore. « Nu merosi SO'no stati i vostri caduti, i v.asPti feriti . Nessun reparto di fanteria per qua/lto add'estrato e-d allenato, avrebbe sap·u'to compiere il proprio d'overe in una tale circostanza più e meglio à'i voi ». E pitt oltre : « fo qui.esio ste'SSO significato del!(() p,re miazion,e· sul campo si deve riconoscere un vostro chiarissimo merito : quello di aper dimostrato che il soldato italiano vale i migliori soldati del mondo ». 1
Genieri eroi del Carso t degli Altipiani, di Oslavia e ciel Pasubio, del Col d,i Lana e del Grappa, di Etiopia e di Spagna, non invano prodigaste· fatiche, sangue, vita! i vostri camerati di oggi sono degni di voi, riconfermano ogni giorno le tradizioni di gloria dell'arma, dànno e daranno in piena dedizione ed abnegazione come voi le fatiche, come voi il sangue, come voi la vita perchè i grandi destini della Patria si compiano? come Dio vuole, come vogliono verità e giustizia, perchè si avveri quanto è nella mente lungimirante del Duce, nel vaticinio del Re Imperatore. Gen. LUIGI LÀSTRICO
Alla menzione fatta nell'articolo surriprodotto del valoroso Capitano Cavallcri Antonio eroicamente caduto in Africa Orientale nel luglio 1941 e premiato colla medaglia d'oro al valor militare alla memoria è doveroso aggiungere qui guella successivamente conosciuta del guastatore del genio Caizzo Emilio da Castelmezzano (Potenza), caduto a Tobruck il 16 maggio 1941 e parimenti decorato con m edaglia d'oro al valor militare, alla memoria. Si riporta qui di seguito la superba motivazione nella quale rifulge lo spirito di sacrificio :del giovanissimo geniore rammemorante le gesta dei più celebrati eroi di nostra gente: Caizio Emilio~ di Domenico e di Rizzo Benvenuta, da Castelmezzano (J;>otenza) classe 1920, guastatore 1° raggruppamento specia-
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le genio. « Volontario guastatore, sebbene a riposo per ferita nportata in precedente a.zione, chiedeva ed otteneya di partecipare, l1uale portacarica, all'attacco di munita ridotta nemica. O ltrepassato con un compagno il varco del reticolato sott'o intenso fuoco, sebbene colpito da scheggia di granata, riusciva a portarsi sotto l'opera fortificata e a provocare lo scoppio della carica, distruggendo due mitragliatrici nemiche. Colpito una .seconda vo.lta più gravemente e già allo stremo delle forze, visto cadere il compagno, con epico gesto gli strappava dalle mani la carica .già accesa e I.a portava sulla piazzuola nemica, ove, in supremo olocausto, immolava la giovane vita per la Patria' >l. - Tobruk (Africa Settentrionale), 15-16 maggio 1941-XIX.
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