GIORNALE .
DI.
NIED ICINA -~[ILI TARE ANNO X X.
1872
FlRENZE TIPOGRAFIA CQOPERATIVA via d e' Macci, Gl
1872
..
I NDICE DEGL I AUTORI E DELLE MATERIE
18 7 2
MEMORIE ORIGINALI AsTEGrAx o. - Cura della sifilide costit uzionale . . Pag. B.utOFFro e SANTINI. - Principali disposizioni . costitutive del servizio sanitario in tutti . gli eserciti stranieri . » 129 225 ,B.utROCCHlNI. - Caso di prosoplegia destJ:a completa . )) - - - - Cinque esperienze col nitrato d'argento nella cura delle orchiti blenorragiche . . . » BELLTNA. I treni-spedali dcll~ Germania . » BONALMH. ~ Cenni clinici sopra le malattie delle a rticolazioni . · » - -- - Sul valo re terapcutico del nitrato d'argento )) BoNINSEGNA. - Caso di pneumatosi peritoneale . » BREZZI. - 'fcrapia dci bubboni » CoR:J•.ess. - Reminiscenze d' un viaggio in Germania » DrFEDB. - Leva nel circondario di Pistoia, anno 1870. » FIORl. - Alcuno riflessioni su 297 inscritti » - - - Una nuova lancetta coperta pr.l vaccino animale » GuERfttERO. - Il Reggimento volon tari d'un an no. » L EFORT. Il ser\·izio sanitario nelle nuove armate » l 545 :MA.GCLORANL ~ La magnete come mezzo diag nostico della . epilessia » P n.É'l"l'I, - Vaccinazione e rivaccinazione . » RICC!A.RDI. - Storia di un tlemmone orbitario » SAN1'INI. - S nlli iuscritti dì leva dalla classe 48-40 in osservazione allo spedale di Firenze »
289
343 431 673
607 385 777
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IV
'foMELLI~1-
- Delle ulccri veneree fuori degli organi genitali . Pag. 298 VIOLINI. Contribuzione alla chirurgia conservativa . » G63 - - - - Ferita d'arma da fuoco penetrante nell' artico!azione del ginocchio . . » 748 .
RIVISTA DI GIORNALI (Per c tu-a dci Sigg. dottori B,\ROFFIO, SAt-."Tl'\'1 0 RtCCIARDI, PRETTt).
A ..~A TO)ITA E FISIOLOGIA. Una lezione popolare di Tielrnoltz. . . Pag;. Azione sulla milzn della ti(tturn. cl'Bucalyptus globnlus. » Identità dell'aziono fisiologica. dci corpi isomeri » Effetti tossici del condurango » Ricerche sull'azione tossico. dell'acido fenico » La posizione fisiologica dell'alcool . » Spetimenti eseguiti sugli animali onde verificare la fnn~:ione dei neni laringei . »
257 · 809 811 804 894 077
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Ocur.rsTrCA. Pag. ti74 Uurn delle cheratiti vascolo-plastiche croniche Cur11, dell'atrofia papillare d'origino cer ebro-spinale . » 572 Sulla neurito ottica per malattia intracraniense . » '704 PATOLOGIA E CLI NICA MEDICA.
Concetto patologico della malattia di Addisson La degenerazione adi posa . Iniezione d'alcool nelle raccolte sierose . EJfotti tossici dell'idrato eli cloralio Moclificazioni della temperatura prodotta dalle ferito Il pus cd i suoi corpuscoli Il sangue nella cbiluda
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Pag. 186 » 271
Effetti della elevazione di temperatura negli animali . Rumori del cuore Sul condurango . La temperatura in certe affezioni del sistema nervoso . Cura del croup laringeo . Uroscopia ·. ~lezzo di riconoscere le palle di piombo nelle ferito Sutura collodionata . Punzione dell'erni.a incarcerata· .
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MrcRoscoPr1l CrTtMica .E FARMACOL OGIA .
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Nt\ovo metodo per riscontrare la fucsina Pag. L' analisi spettr~tl e applicata alla medicina . » Carta senapata Dian del dottor Pietro Viscardi . >> Diagnosi della sifilide per mezzo del microscopio » Dell'acaro dello ìucchero . » Analisi dell'acqua minerale d'Acqui » Preparazione· del solfato di chinina » Nuovo disinfettante . » Ovatta glicel'inata . » Sull'acido fenico puro » » Formula di glicerina Glicerolato contro i geloni » Nuovo metodo d'amministrare copaibe » Glicerolato risolvente di b1;omojoduro di potassio . . • . )) Determinazione del valore dell'idrato di cloralio . )> Nuovo reattivo dell'alcool » Presenza costa11te dell'u1'ea nella l)ile » D-ella falsificazione dell'essenza di monta » n solfato di calce nell'ot'.ina dei tisici » Ricerca dell'anilina . » Sulla natura d~lla materia colorante del vino . » Esame mjcroscoplco delle macchie eli sangue . » Applicazione dell'elettricità co:le correnti continue . . » Pomala di ioduro potassico negli ingorgi del canale nasale » Ipermegalia muscolare paralitica . . . . . . . . )> Infiltrazione acrinosa » Diàbete amellito . >>
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454 ivi 534 535 536 537 ivi 575 893 ' 569 . 570 ivi ivi 571 689 816 900 901 533 538 568 571 686
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Pag. 689 Azione combinata della morfina e del cloroformio Cura della piressia col cuscino refrigerante . » 690 Degli anestetici in chirurgia . » 93f) Succo gastrico e pepsina applicati alle piaghe . » i vi }) .Gliceeolato contro i geloni ivi }) 937 Sciroppo antigottoso. Olio di fegato di merluzzo all'essenza di Eucalyptus globulus » ivi Nuovo 'miscuglio disinfettante » ivi Iodio . » 941 Canfora bromata . » 942 Ioduro d'ammonio » 1v1 Malattie del cuore » 691 Cura dell'emoroidi colle applicazioni dell'acetato di piombo » 69t! ~~~~~ » 765 Digestione del calomelano » 809 Cura ùcl vaiolo colla tintura vaccinica » 889 Ago1•afobia . » 890 Antitodo contro l'acido fenico » 891 La stricnina come antidoto del cloralio » ivi 1'annino contro l'albuminuria grave . . , » 892 Inala<~i ono di bromo nei processi difterici c crouposi. » 893 Avvelenamento dell'acido fenico usato contro la scabbia » 897 Canfora bromata nel deliTium t1·emens . » 573
PATOLOGIA CIIIRURGICA E
MEDICINA OPERATORIA .
N uovo metodo eli cul'a contro il tetano traumatico_ . Pag. 573. La tenotomia del muscolo tensore del timpano » 187 Sul valore dell'innesto cutaneo » ~68 Gastrotomia )) 380 Rinosclcrom.a . » 381 Cura ùel tumori emOL'oiclal:ii coll'acido nitrico . » 381 889 Dell'ascesso del psoas iliaco . » 572 Segno diagnostico degli aneurismi dell'arteria crurale » 573 Tracheotomia colla gal vano-c~usti ca . » 810 Cura, incruenta dell'unghia incarnata .. .t • » 892 Sperimenti sulla picmia » 931
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Iar~NE E SrATrsTrcA.
Pag. Conservaz.ione dell'acqua nei serbatoi di zinco. » :(;a statistica medica della Lomellina . Le perdite. delle armate germanica e.francese nell870-7l » Stato sanitario dell'esercito russ<;> . . . . . . . . » Conservazione degli alimenti coll'acido cloridrico . » Statisca med.ica . . . . . . . . » Leggi sulla vaccinazione in Europa . >> Relazione s~\)Jo stato sanitario dell'esercito austro-ungarico» Leva del 1872 nelrimpero germanico » Studi sul miasma palustre . »
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277 i vi 528 529 537 679 872 759 764 896
TECNICA l'v!EDICO-l'riiLITARE.
Del servizio sanitario militare . . . . Pag. ·174 Parallelo fra l'òrdinamento del servizio sanitario in Prussia e in Russia . . » 531 Armi portatili non trasformate a retrocarica . . » 770 » 9,0 382 470
BmLIOGRAFIA
NECROLOGIA
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BoLLET'nNO
ANNUNZI. E CONCORSI .
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"ANNO XX .,. Firenze, IO, 20; 50 gennaio-1872- N. ·l a 3·. '.,
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1i1Eì'tf011UE ORIGI!\lil:LI
IL SID~VIZIO · DJ, 'SANITA NELEE·NUOVE ARMATE ·: ' ò'sserv~zioni ·e 'Memot ie ·dell':ultima l'Gu-e rra l
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.. .Chirurgo in Capo delle Am)JuJa,nzl? volouta~·ic ae!Ìa 'società lnternaziondrè di SOCCOl'SO ai Fer·iti, a llfetz. u{l , 1:1 ' O 1' f • ,j 0
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(Dalla R'EvuÉ l'l
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I .dis3rst;i del\'. \\~ti~a c3:rnP.a9n~. ~~on , h~ùuw che ' tr.or:PQ : di~~qstratq, _18-1 .,l)J3Ce~si#_ di, th~fl.. , 1ifor~~- -~~l ;ilos_tro :>istrp.;~ m1htare.. Ape .masse d~ 'Q qnum,, . cl1e : ~, l!Upero ~h ,Alem~g·m.~; può in alçurii giorni ,aCt}UÌll~l}are, sulle . ,sue fronti~re e gl?~ , tare ~ui terrH;9~·ii v}cini,' }lot .. do.b~tfèm'?, ~Wr.~r.r~ ~-~.i1a ap:J?:~t~ difen.Slva numerosa, agguernta, sobrta 1 el dtSClphnata, . con' l• ..• ,'!l(\ -, dotta, da ufficiali }struiti, ~~)~1?-~4at~ ~a . ,g~i1,eralL aìrenti ~ ,in mancl'l,nza ,c\el g~nio, cl}e la Br~,v.v,iden7;3; cpncedf) f>Olt(1nto a~ . ~n piccolo pum~ro , .~i. é~~tt1 1 ' ~a, ~y,ie.~_za: '~he la .e sper~e1:r~ ed , tl lavoro ,d~nno ad ogn~1_ 1uomo,, ~nt1elhgel?-te. Le Jm~re 1st1tn-. zioni, _il .r.ispett9 d~lla: r 1eg~e 1 il ~~.~ti~~nt?. del r+P~1ere,__posl...
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délla ':Revue des'J)J.Jx '11foJ/d&s po~sian1ò 6'tfrire ai nostri colleghi la tra:... . duzione. di • questo bèllissimo art.icolti.' ·-· 1 " • Non n è diciamo .di più per·· lasci~t:.e ai . lettori il:.- piacere. di. appt;~z zarlo: ogni Ptrol~ d'el~-?i? s~rTRbe,d)lltro~de 3:, no&tr? ered~re i~a4~-; guatp. al suo .~g1•egtp mertto. 'L·autore ha fat.ta opera veràmente merttot'Ia, degna della riconosde.n?ia del suo paese. · . Prpcurandpne la .d)tfusiçme n0i o~iamo 1lRer.are tv~ni p.ur . a~ noi utile: l'ana}~~i~- del_le ?Pn:dizio~~ gli .~l).:vet:o a,~co . per noj Ul). :v~l~re..~g~egip . 1 eq una 1mpor..anza ecceuonale. ., · • r - • 1 ' ' (I tr'aà~ittori: SANTINr · - ' BA.ROFFIO). · Giornale di .~fea~·c. milit. 1872. l 1
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sono'"in ayvenire assicurare la pace lJUbblica, riducendo all'impotenza i nemici interni, l'armata sola può darci la sicurez7.a contro il nemico di fuori. L'atJottamento del servizio obbligatorio per tutti, l'aumento dell'effettivo, i cambiamenti introdotti · nei mezzi 'di attacco e di difesa per la portata più grande delle armi da guerra debbono apportare un giorno delle ruoJificazioni profonde in tutti i rami del servizio militar.e. TI s~rvizio di sanità si sottrae d'altrettanto meno a questa legge ch.e non vi· .era bisogno clegli ultimi avvenimenti per mostrare quanto ne era difettosa l'organizzazione. Le campagne di Crimea e d' Italia avevano messo fuori di ogni contestazione la necessità di una trasformazi<:me radicale della chirurgia militare; ma, se la Francia. è il paese ove più volentieri si fanno delle rivoluzioni, è quello ove si amano meno le riforme, ed il servizio di sanità militare è rimasto presso a poco· qual'era il 6 febbraio 1836 : questa situazione non potrebbe più a lu11go continuare. Spetterebbe senza dubbio ai nostri colleglti. militari di trattare questa questione della riorganiz:t.azione del servizit) c.hil'urgico dell'armata ; clisgrar,iatamente eglino non potrebbero toccarla, . se~za mettere in campo i loro superiori geraPchici, vogliamo dire l'intendenza: ' il rispetto della clisciplin;;t, la prudenza istessa, consigliano loro il silenzio. In tal modo è solo dopo ar,ere r~g;ginnto , l' ~~à 1ell~ ~iu~ilazione che il si~nor Ohènu ha pubblica~o. , come am1~sso alla sua r.elazione della eampagria .d'Italia, i documenti che tanto pesano sull' anJministrazione e che sono relativi alla campagna di Crimea, imperocch~ •. Difl tempo della J?U~hlicazione del suo ~mportante r~ortci sJn·arma'ta di . Oriente, ègli eri ancora in attività e sottoposto alla intendenza militare. Per noi, è senza preoccupazione di questa maniera che intraprendiamo questo studio ,; ci -sa~à molto p~ù, doloroso. çll .cUre che,, .11elle rifqr~·e da mettersi ~n opi·a, è tpresso il nostro nemico d'ieri che troviamo sopra tutto degli esemP.ii da seguire. Se noi facciamo la critica del regime sanitario della Fr~ncia, ciò sarà nell;l .sola spera:o.za -d'illuminarla sùi veri di lei bisogni.
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I.
Nel 1858, lo studio di c.e rte operal:ioni eseguite con felice suocesso in Inghilterra, ma fino a quel tempo poco conosciute e per sistema. rigettate in Francia, avendoci condotto a ricercare quale fosse comparativamente negli ospedali di . Parigi e di Londra la mortalità successiva alle amputazioni, dovemmo con 1 dolore riconoscere la inferiorità dei nostri risultati. Scoprirne le cagioni, e, se fosse possibile, il rimedio era la bìsogna che si presentava. Fra queste cause la più potente era una differenza consideéabile nella costruzione, nel regola.mento, nel governo degli os~edali, nel , numero proporzionale dei malati riuniti in un medesimo spazio, nel regime cui essi erano sottoposti, ·finalmente- tutto ciò che costituisce quello che l1oi, abbiamo chiamato l'igiene di ospedale. Ora, se sotto quasi tutti i rapporti i nostri ospedali son'o infe~ioti ~quelli· dell'I11ghilterra, dell'Alemagna, e della Russia, ~iò ~eriva da quello che segue , che cioè. i nostri medici e chirurghi non possono applicare, a quelli eziandio ' cui essi sono addetti, i miglioramenti che loro additgt. la scienza; . che questi medici ,non hanno nemmeno voce consulniva nelle èose che sono di loro competenza esclusiva; èhe l'elemento ammipistrativo ha da per tutto in Francia la ~upremazia sull' elernentp medico, e ci riduce all' impo- ·
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tenza. Ciò. che- esiste per la civile chil~urgia esiste disgraziàtamente) ed in una maniera ancora più sensibile, per la chirurgia militare: la mor-talità dei nostri feriti, dei nostri ..amputati, è rnoho più el~vata di quella osservata nelle altre arp)ate. In: 100 amputati di· coscia, noi ne abbiamo perduti in Crimea '91, in Italia 76, frattantochè rarmata inglese in Crifuea, l' a'rmat:'t degli Stati Uniti nella guerra di secessione, non ne perdevano che 64. N'ella guisa medesima per l'amputazione de1 braccio, in .Presenza della cifra di 55 morti P.Bi' lOO operazioni eseguite nell'armata francese in Crilliea
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ed in Italia, noi ne troviamo 24 per l' I nghilterra , 21 per l'America. Donde proviene questo risultato? « La carne inglese sopporta le operazioni meglio della carne ', francese » , diceva .familiarmente il sig·nor Velpeau quando fu discussa la igiene degli ospedali, sollevando cosi la grave questione e difficile della resistenza fisica delle due r ar.ze. È vero che la nostra offre sintomi già eli degenerazione? Ciò niente avrebbe che recare do\resse maraviglia in un popolo, che dal cominciare di questo secolo ha veduto morire sopra innumet•abili campi di battaglia più eli un milione dei suoi figli più robusti, che :fino da quella epoca stessa e gt·ar.ie alla coscrizione impone durante il perioùo dell a più grande attività :fisica il celibato militare alla parte miglior e e la più sana della sua· popolazione virile, mentt·e cbe esso abbandona la riproduzione della specie a tutti coloro che pr esentano un difetto :fisico, un vizio di conformazione, una insufficiCifza di statura. La differenza tuttavolta dell~ razze non sarebbe basteYole per rendet•e ragione della considet•abile diversità esistente f1'a i risultati ottenuti dall'una e dall'altra par te. Presso di noi le vive cause sono la insufficienza nurnerica del personale medico, si dei medici che degli infermieri, la immfficienza del materiale di spedale, la cattiva organizza7.ione dei servizi, l' ingombro dei feriti e dei malati ammassati in càserme, in monumenti pubblici trasformati in ospedali, finalmente, ·e al di sopra di ogn\ cosa, l'ostacolo invincibile opposto tr oppo di sovente alle buone misure dalla ineompetenza amministrativa. Noi non torneremo a fare il processo dell'intendenza -militare, lo abbiamo istruito già tla lungo tenipo in speciali pubblicazioni, e il signor Laboulage ha pur pronunziato in questo periodico una commovente requisitoria ed eloquente appoggiandosi sopra doc~unenti officiali. La supremazia dell'intendenza non potrebbe essere più lungamente tollerata; di vittime è stato fatto sagrifizio a bastanza. Un cambiamento è necessario: tante,> più necessario e tanto pitt urgente che la colpa è non negli uomini, i
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quali non hanno mostrato che zelo e devozione, ma nelle istituzioni. Per la moltiplicità e la diversità delle sue attribuzioni l'intendenza è incapace a bene adempiere ad alcuno dei doveri che le sono affidati, che essa non si occupi dnnque che delle cose di sua competenza, e che lasci agire nell'istesso modo il corp'o di sanità militare. L'autonomia del corpo di ::;anità milit~u·e .è la prima delle riforme che vuolsi ottenere ; oggi la nteelicina militare non è neppure direttamente rappresentata al ministero della guerra, ove essa non forma che tma delle sezioni dell'amministrazione. Esiste, è vero, un consiglio di sanità delle armate; ma non ha che voce consultiYa. Esso è, dice l'articolo 17 del decreto del 23 marzo 1852 , « incaricato, sotto l'autorità del ministro della guerra, d'invigilare c dirigere, in ciò che concerne l'arte del guarire, tutti i rami del servizio di sanità, e d'illuminare il ministro in tutte le questioni che ad essei si riferiscono . H consiglio dà un pqrt~r·o consultivo sulla designa,z[one degli ufficiali sanitari per i diversi impieghi del servizio sanitario.... . eoncorre nella commissione mista (composta di un generale di divisione , di due intendenti e di tre medici ispettori) per la classifica. zio ne delle proposte per l'avanzamento al tum o di scelta ». Del resto questa autonomia non si trova in alcun grado d-ella gerarchia, nè · in tempo di pace n è in tempo di guerra. Gli ospedali militari in tempo di pace sono sotto r alta vi. gilanza, sottò l'amministrazione di1·etta del sottointendente militare, dal quale dipendono tutti gli ufficiali sanitari addetti al)a di lui circoscrizione. In tempo di guerra , le ambulanze, gli ospedali, il servizio $ul campo di battaglia, sono diretti dall'intendenza;· il medico in eapo dell'armata egli s~esso è sottomesso all'autorità dell' intenden~ generale. E questo intendente o i suoi rappresentanti diretti che decidono se questo o quell'edifizio presenta le condizioni richieste per essere convertito in ospedale; sono eglino che regolano la ' cifra dei malati ehe deve contenere una sala, che .scelgono le città· ove devono farsi gli sgombri, e
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poco manca che non si credano autorizzati a designare quali sono i malati che considerare si possono come trasportabili. Il vantaggio di una unità tanto completa quanto è possibile nella direzione è la sola ragione che si oppone alla emancipazione della chirurgia militare; ma tutto il servizio di sanità non potrebbe essere unificato fra le mani del medico in capo dell'armata? Il co1'po di sanità militare ha diritto all'autonomia del pari che il genio e l'artiglieria, del pari che F intendenza stessa, imperocchè, come questi corpi, es~o ha una specialità di funzioni, di bisogni, di cognizioni tecniche. Si obietterà che al corpo sanitario fan bisogno dei· mezzi di trasporto, del materiale, e che i medici dovranno sempre per questa ragioné rieorrere alla intendenza militare. L' obiezione non ha che un valore apparente. Dappoichè la medicina militare ha bisogno di materiale, non segue necessariamente perciò che debbasi affidare la direzione del servizio di sanità a coloro che hanno l' incarico di mantenere questo materiale, e non a coloro che soli possono regolarne utilmente l'uso per la salute dei malati e dei feriti. Se questa obiezione può essere messa per avventura innan;~,i, è perchè esiste confusione in tutte le branche dei nostri servizii amministrativi, perchè lo stesso materiale serve ora al trasporto dei malati, ora al tt'asporto dei viveri, delle provvisioni dell'armata, in guisa che manca poi nel momento in cui i nostri feriti ne hanno il maggiore bisogno. È urgente d'introdurre nella nostra armata i progressi realizzati già da lungo tempo nelle armate straniere, e noi mostreremo più lungi che ad esempio di ciò che esiste in Austria e in Prussia deve :figurare nella nuova organizzazione tin treno di equipaggi di sanità. Un ultimo argomento esiste che noi dobbiamo ricordare. In tempo di guerra, si dice, l'intendente generale è presso il generale in capo il rappresentante diretto di tu tti i servizii amministrativi; solo egli è nella confidenza dei progetti del comando·, e trasmette ai medici, come agli altri suoi su-
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bordinati, gli ordipi necessari . alla buoùa riuscita delle openaziorri progettate. Daré l;''àutonoti1i.a: alla chirurgia militare, . è dare al chirurgo in ·capo dell'armata l' access.o nei con'Sigli cii •guerra .; ma ·qual pericolo avvi che il chir.urgo in ·ca:po sia nei segr:eti ·di qnesto consig·lio, che iw fàccian par<te un · L,arrey, un Michele Lévy ? Il · miglior ·mo'do ' di provare che l'autonomia pu6 e deve esseve data ,al corpo di sanità militare è di mostrare che -queU:a .esiste ·p er le armate de1le grandi po~enze aell' Europ~l.. Vu·olsi frattanto fare una eccezione per l'Italia. La chh·u:rgia milO.tare non è li quasi meglio organizzata di quello che il· si,a in Francia i ma in questo ·stesso momÉmto un nuòvo ·progetto· è allo .s.tudio, e si p,u6 essere certi che l"Italia sa. p,rà trarre pro'fìttO' dalli tns.egnamenti forniti dalla,·esperienza delle altre :naiioni. In Austria, uh medico-genepale in cap61,! consigliere ·aulico ed avente il gra,do di maggior-generale, è incaricato ·della direzione generale del covpo·. ·'Egli è assistito da un·· Cot1Siglio composto di professori della scuola..speciak di medic"in:a •militare, ch'e ·con lui r.egolano tutti' gli affari che sono re·la.ti;vi al servizio. ln Russia, il 'ministero clelia guerra comprende una div.isione speciale che ha peÌ' titolo: Dz'parli1ne1ito deg'li .affari medici, alla· testa del quale sta 'un n1edico-ge.neràle · in capo dell'armata. Da lui dipend"Ono tutti i· medici militari; è lui, che ·li nòmina ai gradi sùperfori,· consultando ,tli-tta.V.ia i capi loro medici immediati. Non è ehe nel corpo della guardia che i capi militar il intervenendo•. nelle proposte, esercitano uri.'a influenza indiretta, mi reale:, sulla no1 ·mina degli ùffiç.-iali ' sanitari a de' gradi superiori! !in Prussia! il corp.o medi·èo ·gode pure-' cfèlJa . autonomia. L:.oooinar.tz'ri. relllè del 20 '.febbraio •1'868 tè· espress'A: •nel modo che segue: « L'insieme dei medici militari dell' armata ~- ,4ella flott~ in _servi~fO ~ttiy~ D i~ pos~zio~~e, dil s Pnt?e)do, _c~l· e-r-aaq , .ùfJìRi'ali . q ~i .s.otto..,uftìci~l,i, ,forma,.U .c,qrpq 4i swità:' AH~~ te§.t.~ .del corp.o sapitar-i.o sta . il me~i.'co 1 gener.almaggiore ( General-stabs-arzt} delFarmatà ».· :E · nir-hiC0'lo 2 1
sua
a:
•
,
7' 8
aggiunge: · ~< Il medico-generale .di un corpo di armata (l) . dirige , l'insieme · dei medici· militari. della ·circoscrizione del suo corpo, qualunque esse .shmo, le funzioni elle questi' me.dici. adenipiono· nei corpi di trul!pe, nelle guarnigioni .o nelli stabilimenti militari; égli opera· in· oltre n~lla sua circoscrizione il reclutamento dei mediei militari. m medico principale (ober- stabs-ar·zt) iLpiù-•anziano di ciascuna divisione amministra, ' nella misùra di questa . orcl.inanza, al quartiere ·g~n.eralè della..gu{lihig·i:on,.e in qualità di. medico divisionario ».. 1 '! ,, Pèr . qiò iche riguarda l' intinio f1;1nzionamento del corpo, l'autonomia è· tanto completa cp.e iloll solo il . reclutamento -deL personale medico, , ma le promozioni 1 ·eziandio appa~·ten gono;. q·uando ·.si tratta dei. gra,di ihfei·iol"i, ai medici in capo dei corpi di armata, ag·endo tuttavia come delegati del !ne' dico-g:enérale .dell'a;rmat~t; ma, dal grado di aiutaute-mag, gidre, la proposta fatta . dal medico. i'n capo di un corpo di .armata, è da lui trasmessa• al · .m~àico-maggiot·-g·enerale; e la .nomina è firmata ,dal. re. .. , , ,•· . · Unità di direzione; rria. direzione respònsabile fra le mani .degli uomini dell'arte, talè ·è il principio posto dapprima dalli St1:1ti Uniti 'durante la ,guerra della secessione, e sul quale .si basa la ·riforma compita in. Prussia nel 1868. La Com. missione nominata a questa epoca ·per· studiare i miglioramenti suggeriti dall' esperiehza della guerra di Boemia fu Ò;Ì1•avviso ·che tuttci ' ci6 che era della giurisdizio11e della me.diçi.nq. militare do:veva f0rmar.e :ali ministero della guerra un diparti.mentb distinto , .in rapporto: immecliato col ministro. Questo dipartimento, alla testa, del quale sarebbe collocato il capo deHi.. affar~ · medici n;tilitari, . doveva abbracciare tutto quello .ehp .coneerné il servizi(!)'~ d~ sanità; gli .ospedali. eT inli.
(l) I corr)i di a.r~ata, p~usslani forina~o n~a unita più."stabile dei no1èa 30,000' uo'mini. 'n 'territ~rio della constri, unif.à ·6hé. comprende ch . • i federàzione del nord !era divi'lo 'in dodi'Gi circoscri2io'ni militari·, a. eia::senna. d~llé' qtìal~. rispondeva uh aor.po di armata. 1
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segnamento medico .militare, si bene nelle persone che ·nell'& cose. , Conf01:m<~mente a questo· parere, una· Ol'CÌinanza reale pub' blicata il 28 .settembre 1868 dal ministro von Roòn : « istituisce '·presso il ministero della •guerra un dipartir11;ento di - medicina militare .(Militae1·:...Medicinal-Abteilung), aHa testa del quale è ·il m~dico_.general-maggiore dell'ahnata · ». Gli affari di. s ua competenza sono, secondo il· dem·eto : igiene .militare·, polizia e statistica sanitaria dell'armata, perizia· ed ar.bitL·ato. medico techico nelle questioni ù' indennità od altre coxieernenti .gl'invalidi, - l)rovvista del materiale medico per U:amnatà, de1 mezzi. di medicaturaJ degli il>trumenti di chit>urgiq., .,..- ·ani mihistra.zione degli osP.eclali di :eaèe, di guerra · e di assedio, - •reg<:>lamen.to , degli' afrari relativi <H servizio sanitario, agli sta:biliinenti di medicina militar~, alla farmacia militare, agli ospitialieH (Lazareth-Gehùlfe.n) e agli infermi~rì (Kr aniwnwaerte1·).· ·Se l'a,utonomia .del 1corpo •eli sanità mUif.are è completa in Prussia, in Rus~ia e' in Austria, non ne segue necessap amente clie vi··si;t completo · assorbimento ~ei servizi am. ministrati;v i· per parte del servizio medico, che la direzione degli stabilimenti ospWdieri sia 'attribuita 'in· modò èsclusivo al medico in.~ ·capo dell'ospedale. Avvi sotto questo rapporto · una ·distinzr0ne importante· da stabilire fra gli ospedali perm-an~nti ,che · esistono in tutte le· grandi città di gnarnigio~e gU osp_edali temp0ranei, che le 'necessità della guerra ob~ b1ig~no ~ cUimproyvisare nelle viciname dei carnpi di battaglia. li>.a per tutto .altrove, fuor che in Frapcia, il èorpo medico è chiamato, a·· pronunziare il suo giudizio sulla opportunità di ereare ,questo .o .queUo. ospedale, snlle icondi-zioni igeniche che devono..,determinar'e ~ la costruzione. l' ordin'amento ; n'la, -una volta 'creato ' l'ospedale, ·si concepisce ·che la cura d'invigilare alla · oon~ervazio11e e · al mantenimento degli edifizii, alla ~eg9larità 3.èll.e provvisioni, -alla pl~opri.età e alla buon'a éondotta ! dello s'tabilimento; 1possa essere utilmente divisa -fra molte persone . in simili : materie competeùti. In Frau-
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eia, l' intendenza s mcarica di tt1tto, anéo della vigilapza e del modo di regolar_e il servizio medico. In Austria, se la direzione dell'ospedale è confidata ad una persona non medica avente il titolo di com:andante, questo còmandai.tte almeno non interv;iene nella gestione medica dello stabilimento. In Russia, il medico in capo dell' ospedale dirige sotto la sua responsabilità tut.to ciò_. che ha rapporto colla cm·s. dei malati, un intendente (Smot?·•z'tetj è incaricato della gestione finanziaria, e tutto ciò chè riguarda le provvigioni entra nelle competenze dell'economo. Medico, intendente, economo formano il Consiglio dell'ospedale. Tutto ciò frattanto che colla peovvista dei medicamen'ti ha relazione appartiene al me!fico in ·capo, il quale è il superiore diretto del farmacista, ed è in egual modo al dipartimento della medi~ina presso il ìYlinistero della guerra che appar.tiene logicamente la cura di stabilir e de~ patti per la fornitura dei medicamenti. In Prussia, l'org:anizzat.ione è analoga. Dal 5 luglio 1f::52, gli ospedali perm.anenti sono diretti d.a una Commissione composta di un ufficiale dell'armata e d:un medico, ai quali si aggiunge nei grandi ospedali ùri economo a:p partenente ai servizi amministrativi. Ciascuno .di loro si occupa della propr:ia specialità., il militare dell'orcline interno, l'economo delle ·provvigioni e della gestione .finanziaria, il medico del~ l'organizzazione del servizio medico ; ma tutti e tre, .come .lo dice l'articolo 48 del ' Decreto, formano un tutto cdilettivq e ra.pp1'esentano .una persona morale (eine moralisc'he Personj. - In guerra le cose sono tutte differenti. Ad ogni momento f~ d'uopo creare nei villaggi, nei casali ·piccoli ospedali temporanei. Il medicb sqlo è .cor~1petente per apprezzare le condizibni necessarie ad .un buono stabilimento; bisogna agire sicuramente e presto, oiò che non si può ottenere s~1~za l'unità di direzione,· - e dappoichè il servizio d~ un ospedale esige delle attitudini speciali; impone dei doveri speciali, è colui che , personifica al più· alto grado queste .attitudini e questi doveri quelli. che deve esser:e in-
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caricato di far concordare.overso un medesimo fine tutti gl'individuali sforzi. È cosi che si è giudicato in Prussia, e 'dal 1863 la direzione degli ospedali dì guerra (Felcl-Lazareth/ è àttribuita esclusivamente ai medici militari. I fatti hanno ·mostrato che eglino erano all'altezza della missione cl1!? loro veniva confidata. Nel tempo che io segniva le opel'a7.ioni dell'armata prussiana nello Schlesswig, io sono stato colpito dalla proprietà, dal conforto, dalla buona condotta degli ospedali ed ambulanze stabilite a Flensbourg, n N11bel e nella trincea davanti a :ùuppel. L'esperienza della gU.erra del 1866 non fu meno favore,mle, e noi abbiamo ben luogo di credere che quella del 1870 ha confermato grinsegnamenti del passato. Dopo le battaglie di Borny e di Gravelotte, durante il bloeco di Metz, incaricato molte volte di andare a richiedere la restituzione ai prnssiani dei nostri feriti caduti fra le mani loro o ùi oper are ·dei cambi, io ho avuto l'occasione di percorrer e in dettaglio i Feld-La:;areth prussiani, vale a dire gli ospedali di guerra stabiliti nei villaggi al sud di Metz, e devo dichin1;ar e con tutta la verità che i nostri feriti, in menò di ventiquattro ore dopo la battaglia, erano tutti collocati in letto, medicati ed alimentati, che tutti senza eccezione si· Jodayano delle cure che loro erano state prodigate, che spesso alle !agl'ime di gioià, che vedeva scorrere annunziando ai nostri infelici solrlati o officiali la loro libertà ed il loro ritorno a Metz, si mescolavano delle testimo,nianze non equivoche di riconoscenza. · Agli Stati Uniti il corpo di sanità militare gode di una autqnomia e di una indipendenza completa, e i risultati chirurgici della gnerr<l; della secessione sono stati maravigliosi. È con un legittimo orgoglio, è con l'autorità di una grande :~sperienza, con la eloquenza irrecusabile dei fatti, che il nostr·o eminente collega il dottor Baenos, chirurgo generale dell'armata degli Stati Uniti, mostrò ciò che può fare il corpo medico liberato da ostacoli spiacevoli : « Giammai per l'innanzi, egli dice, giammai nella istoria del mondo
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,non fu creato un si vasto insieme di ospedali in tanto poco spazio- di tempo, giammai in tempo di guerra non si viddero spedali ·così poco ingombrati e tanto largamente forniti di tutto ; ma essi differivano dagli' ospedali delle altre nazioni in quanto che et·ano diretti dai medici. Invece di _ rqettere al_la testa di stabilimenti consacrati a sol lievo dei mal~ti" e fer(ti degli ufficiali dell'armata, - che non saprebbero compre1\dere ciò che invoca la scienza medica, e che con le migliori intenzioni del mòndo, possono compromettere il felice successo delle cure del chirurgo, siccome fu il caso sventuratamente della g uerra di Crimea, come ciò si è dipoi veduto neg·li ospedali Inglesi, - il nostro Governo fece dèl chirurgo il capo, il comandante dell'ospedale; .frattanto che lo r endeva responsabile delle sue misure organizzatrici, e gli metteva fra le mani il potere di rend~re i risultati favorevoli. Il corpo medico può mostrare con orgoglio gli effetti di questa misura liberale. Non mai per l'innanzi la mortalità degli ospedali fLt tenue cotanto in tempo ·di guerra;. e non mhi questi ospedali furono tanto garantiti dalle malattie, che vi prendono nascirnento ». Se il medico deve dirigere tutto ciò che è nella sfera delle sue attitudini, non bisogna tuttavia che egli venga distolto da preoccupaz-ioni estranee alla medicina.. P er lui non potrebbe essere convenevole di far contratti e di invigilare ~di rettamente alle provvigioni. Un contabile deve provvedere alle -sue domande; ma, questo contabile, abbenchè funzìonante sotto la direzione generale del medieo in cap6, dipènde dall'amministr~zione cui appartiene-per tutto ciò che concerne ' la gestione finanziaria. L'autonomia del corpo di sanità militare non potrebbe essere seria se~r,a p~rtare con sè tti1a assimilazione completa dei gradi dei medici a quelli degli uffieiali dell'armata. Questa assimilazione era stata accordata per decreto del 3 maggio 1848; sventuratamente non fu appliçata. Il rapporto del generale di Saint-Arnaud 'pubblicato in testa ,del decreto di riorganizzàzione del 23 marzo 1852 è così concepito : « Se-
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condo il parere de11a commissione, il decreto del 3 maggio 1848, che ha sovraecèitato al più alto grado nel corpo degli ufficiali di s~nità le tendenze verso una ·emancipazione assoluta, è di origine rivoluzionaria, vale a dire che appartiene ad una di c1uelle epoche in cui il turbamento penetra negli spiriti, nei fatti, nelle istitu.zioni, e in cui il principio di autorità si piega e si snerva )}. Tuttavia il maresciallo Randon, trovando senza dubbio il principio meno rivoluzionario, propose e fece promulgare col decreto del 18 giugno 1860 l'assimilazione ai gradi della gerarchia militare nel modo appunto che segue: Ispettore . Principale di La classe . Princi palo~ di 2.a classe . Maggiore di L a classe . Maggiore di z.a classe . Aiutante-maggiore di La clas:>c Aiutante-maggiore di 2.a dassc
Generale di br-igata. Colonnello. Luogotenente-colonnello. Capo di battaglione. Capitano. Luogo-tenente. Sotto-tenente.
Del resto l'assimilazione esiste già da lungo tempo in tutte le grandi armate dell'Europa. In Austria è presso a poco simile a quella che esiste in Francia; il medico principale in capo ha il gratlo di generale-maggiore, il medico in capo di prima classe quello di colannello. In Russia, l' assimilazione è doppia, cioè ai gTadi nella medicina militare corr i:Spondoilo dei gradi militari e un ordine nella gerarchia civile. Si sa infatti che tutti gl'impiegati dello Stato, tutti i funzionarli, tùtte le ·p ersone che esercitano una · professione liberale sono ordinati gerarchicamente in una delle quattordici classi della nobiltà, - nobiltà personale, e che non diviene ereditaria che per quelli i quali sono arrivati alla quarta classe. Così il medico in capo generale ha il grado di maggior-generale e il grado civile di consigliere di Stato, .titolo puramente onorifico, che non bisogna confondere con una fuq zione, inwerocchè non è membro di un corpo deli-
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berante chiamat~ Consiglio di Stato. Il .medico in capo della guardia imperiale ha il grado di generale di brigata, il titolo cll. consigliere eli Stato, ed appartiene allçt qninta classe della nobiltà. n medico in capo di corpo di armat~ è . colonnello e consigliere di collegio; il medico principale di divisione è luogotenente-colonnello e consigliere della corte; il" medico maggiore in ·capo di battaglione è assessore di collegio; finalmente il medico di battaglione è capitano nel tempo istesso che appa1·tiene alla nona classe col titolo di segretario di collegio. In Prussia, il medico-maggior-genera! (Geneml-Stabs-A1·zt) è generaimaggiore; il medico-generale ( Geneml- A.r·zt) è colonndlo, o, se non è che di seconda dasse, luogotenente-colonnello, il medico-maggior su-p eriore ( Obe1·-8 tabs- k;:·zt) maggiore; il medico-maggiore .(Stabs-A1·zt) capitano; gli aiutanti-maggiori (Assistenz- A1•zt) sono, sec.ondo la classe, luogotenenti in prima. od in seconda. Quanto ai sotto-aiutanti ( UnterA1·zt), essi occupano una rJOsizione che, nella nostra armata, ha qualche analogia con quella di aiutante-sotto-ufficiale; sono ciò che in Prussia si chiama con nome francese : portaspada. Il chirurgo-maggiore, 110_11 e,ssendo che capit~mo, sembra avere una assimila7;ione molto meno favorevole di quella che ai ehirurghi-maggiori fr·ancesi è accordata; ·ma fa d'uopo rammentarsi c:he le compagnie nell'armata prussiana sono di 250 uomini, che il capitano è montato come i nostri capi di lJattagiione, e che gerarchicamente' la situazione del capitano è più importante nell'armata prussiana di quello che sia nella nostra. Fra l'assimilazione quale esiste nelll' armata prussiana· e quale è stabili-ta nella nostra si ha una differenza notabile. In Francia, il, rMdico militare è assimilato, quanto al grado, agli pffio,iali dell'armata, ma non possiede comrletamente i diritti inerenti a questo grado. Così il medico ispett~re ha il titolo di generale di brigata, tuttavia, quando egli raggiunge l' età del riposo, non passa come i generali nel quadro di riserva, ed è- in ciò unw ingiustizia, contro la quale uno dei nostr!i' ·primi· maestri, il signor rviaillot, si è sollevat0
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con molta ragione. Differenze più importanti, perchè sono più generali, esistono in tutti i gradi della gerarchia; il medico militare francese, per esempio, non ha il diritto di punizione diretta. In RHssia , si è compreso che l' assimilazione non poteva essere seria che alla condizione di essere reale e completa; in tal modo il decreto del 20 f(~b braio 1868 eontiene quest'articolo significativ-o: « I membri del corpo di sanità sono persone militari ; il grado militare stabilisce per i medici il diritto alle pensioni , all'alloggio , al soldo, alle . indennità di via dei gradi corrispondenti dell'armata. » Gli ar ticoli 15 e 16 dello stesso decrGto r egolano tutto ciò ehe ha rapporto con la disciplina e con il dieitto di punire. Gli aiutanti ospidalieri, gl'infermieri militari, il personale addetto alla farmacia, le guardie e gl'impiegati degli ospedali sono sottoposti ai medici militari aventi grado di ufficiali . Il diritto di punire nelle attribuzioni del loro servizio è solo dato nei limiti seguenti : il medico-generale di corpo d'armata o di tappa, il sotto-direttore della scuola di medicina militare Federigo-Guglielmo , hahno i diritti di un colonnello; il medico in capo di una divisione in tempo di guerra ha quelli di un capo di battaglione quando questo battaglione non è distaccato dal SLlO reggimento, il medico . in capo di uno spedale quelli del capitano di nna compagnia non. distaccata. I medici milita.ri, sotto il rapporto delle punizioni disciplinarie, sono sottoposti ai loro superiori militari immediati. L'articolo 19 autorizza delle punizioni, anco n~l caso in cui si tratta di un errore nel serv:izio e non di una mancanza contro la disciplina.
II. L'arruolamento dei chirurghi militari ha sempre tenuta preoccupata l'amministrazione della guerra, imperocchè i quadri del corpo, per quanto limitati essi siano, non è stato possibile riempire che troppo raramente. Il personale del servizi? di sanità militnre deve essere composto di 7 medici
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ispettori, 40 medici -principali di La classe e 40 di 2.a classe, '260 medici-maggiori di 1.a classe ~ 300 di 2 .a classe; 400 medici aiutanti-maggiori di l.a elassa e 100 di 2.a' classe, totale 1,147 medici. Al principio dell'anno 1870 il numero ·dei medici non si elevava che a 1020, lasciando cosi un defivit di ' \ 127; cioè 11 per l 00 della cifra normale dell'effettivo. Per i ·fai,macisti, il deficit ascende fino a 15 per 10@. L'insufficienza numerica d~l personale medico dipende da U)1a parte dal nnnierb considerabile delle dimissioni, e dall'altra dalla difficoltà eli arruolare nuovi candidati. Ecco infatti ciò che accade. - Quando ar1~ide' la gioventù, e manca · la espe- ' r ienza sì entra nella chirurgia militare con la ferma intenzione di far e e di continuare in essa una onorevole carriera; in breve con la ·maturità deJlo spirito, .con la scienza, sorge un sentimento più vivo della d ign it~• personale e professio'nale. L~t sitna1.ione deplorabile fatta ai chirurghi militari dalla supr.emazia dell'intendenza,· le collisioni di ogni . natura, portall'O le dimissioni, che si succedono senza interruzione, niun corpo dell'a.r mata presentando un simile esem~ pio. No.n ostante queste perdite continue, il quadro potrebbe essere mantenuto nella cifra che le necessìtà• del servi:tio esigono, se il reclutamento non offrisse lè più grandi difficoltà. Non è fòrse meritevole di· considerazione che in una epoea, in cui tutte le carriere sono in .flor ido stato, in cui i 'candidati corrono in folla ai concorsi di Saint-Cir e della s~uola politecnica, la chirurgia mil~tare' non arrivi a completare i suoi quadri, 1:mre accettando tuttz' i candidati animissibili, facendo pure appello alla bisognosa ansietà dei genitori poveri, concedendo ezianclio dei posti ·gratuiti o dei mezzi posti g-ratuiti ai quattro quinti degli allievi ? Del r esto, è Jorza riconoscerlo, nella chirurgia militm·e di tutti i paesi, l'arrolamento· si fa èon difficoltà ! Le ragioni . ne sono da per tutto le stesse. L'allievo che ha potuto trovare nella ,sua. famiglia i ri1ezzi sufficienti per cominciare e. terminare i suoi studi, medici, alla medicina militare preferisce la medicina .civile. Infatti, .se l'inéorporameuto nei
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gwadi della chirurgia çi a1~mata toglie la lotta, lo str:uggle .f(o1• life (la· l?tta. dell~ ~ita) della pratica civile, se per:mette ·al medico ·milìtare· la dolce tranquillità, che gli viene p:rocuratf,t dalla .ce~t/~zza di riscuotere mensilmente ;m~a determinatta somm<,l., ~(>SO no~1 gli lascia altra sper.a.n2:a all'infu-ori di quella di.-andare a passare la sua vecchiezza i.n qualc4~ piccol,a· •città di .provincia spen.de~1dq il .suo sqldo di giubilazione. La pr~•ti~a civile ha per e~sa r;i peri~oli, ma 1aa .,pure i. vantaggi della. libertà; s.e 11011 dà la fortuna, dà a-lmep.o la comofiìtà e no.n es_cl_ude le gioie cleUa .famiglia. , Qlla~i •da per trtto in Europa, le scuo~r, speciali di . medicina militare rispo~1dono a questi due distinti fini : fornire ad alcuni . allievi senzq ~01·tuna i} m~~Z? di ;fi:l,re degli studi medici -coll' obbligo eli servire · per llll numero Vi'll'iabile di ' ;mni ; dare a tutti gli allievi le cognizioni speciali, che sono indi~pensab}li, qùalunque cosa dir se ne -vog-lia, al chirurgo di armata ·e çhe il medico civile non pQssi~de . La çelebre..Accac1emia Giuseppina, fondata nel l78p dall'imperatore_ ,0-iu.~eppe l!, è la scu.ola speciale di mediqìna milit~:we per l'il)Jpe~·o d~Austria. ·Essa dà l'istruzion.e medica completa agli allievi che si dedicano alla medicina mi)itare, ma questi S:ìllievi S!7UO divisi in due cl),tegorie. Alcuni, che non ,.hqnno fatto studi classici, che hanno minori mezzi peC"\P.iacii e· soventi . volte n1inore il~tellig.enza eziandio, sono ·~~stjn?ti a divenire cis) che, nella nostra medicin,a civile, è 1;appr8sentat'o dagli ufficiali , di sanità; non possono oltrepassare i gr~di'. in:fer~ori della chiru_rgia militare, p~ divenire Jifedici ol;!ranti. Gli allievi della seconda classe, pqsseclenclo già ,dei gradi uni~·m;sitarii, fanno stndi medici c9rnpleti, ar.riyanq al titolo .di dottore, e. formm10 in qualche .modo 1o statp maggiore della chirurgia militai·e. Gli uni 1 come gli altri. fanno i loro studi a spese dello Stato, nia ·i primi non ~Q l} O obbligati che a otto a,nni di, servizio nell'armata, i seeon~i servono dieci anni. ' In Ru~sia,, è al).cora a spese dello Stato che l'allievo può f~re i suoi studi medici, e paga il suo debito con un servizio Giornale ài J.Weàic. milit. 1872.
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obbligatorio, di cui la durata vaì•ia secondo il SOCCOt'SO pecuniario che ha ricevuto dal Governo : a propriamente parlare non esiste scuola speciale militare. L'Accademia me'dico-d1irurgica, la facoltà cioè di medioinn di S. P ietro:burgo, accetta come pensionari un certo numero di allievi che si dedicano o che pur già appartengono alla medicina militar,·; essi seguono gli stessi corsi scientifici che seguono gli allievi civili, ma adempio,no nel tempo istesso nell'ospedale e nelle sale destinate al servizio della guarnigione le funzioni di medici militari. Fino dal suo arrivo in una università, tre co!ldizioni si offrono allo studente : egli può pagare allo Stato una tassa analoga alle nostre istituzioni, può ricevere l'istruzione gratuitamente, può in fine ottenere un $occorso chiamato stipencliwn. P agando allo Stato 50 rubli (200 franchi) all'anno, 1,000 franchi cioè per i suoi cinque anni, l'allievo, alla fine. dei suoi studi, è libero da ogni impegno, libero da ogni servizio militare, e pnò darsi all'esercizio della sua protessione in tutta l'estensione del. . l'impero. L'allievo, che non ha p~gato alcuna tassa, una volta ricevuto médico, deve servire lo Stato per due anni come. medico civile o militare .; frattanto questo servizio deve essere fatto nell'armata dagli allievi dell'Accademia medicochirurgica eli Pietroburgo. Spirati i due anni l'allievo diviene libero.. Lo stz'penclium è fornito da diversi Ministeri ad un numero di allievi che varia secondo il numero dei posti gratuiti disponibili; non è accordato che a quelli i quali hanno già due anni di studi medici e che posseggono buoni certificati. L'allievo giudicato degno dello stipeitdzimt è rimborsato delle spese fatte durante i due anni precedenti.. ma in cambio di questo vantaggio deve alcuni anni di servizio nel Ministero che gli ha pagato l'indennità : cinque anni se eg·li ha ricevuto 312 franchi all'anno , dieci anni se ha ricevuto il doppio. Finalmente, ma solo all'Accademia medico-chirurgica, un certo numero di allievi è eompletaroente mantenuto per tutta la durata degli studi, e riceve in oltre una somma di 1,200 fraùchi all'anno. Costoro ·devono
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allo Stato dieci anni di ser vizio, esclusivamente nella chirurgia militare. Il Vivajo (la PépùzùJr e) o l'istituto Federigo-Gugliel.mo è per la Prussia la .scuola speciale eli medicina militare ; ma essa differisce dalle nostre scuole ed ha molta analogia con l'accademia di Pietroburgo, in questo senso che gli allievi non vi fanno che degli stuclii speciali, ricevendo la educa..: zione loro generale all'università, cioè alla facoltà di medicina. Qui pure è fatto appello ai diseredati dalla ro1·tuna. Per entrare all'istituto, gli allievi devono avere terminato gll studii loro nei licei o ginnasi e devono avere passato l' Abiturienten-Examen, il quale corrisponde al nostro bac.cellerato es-lettr·es; è del r esto la condizione jndispensahile per essere . ricevuti in una m1iversità alemanna. Gli allievi sono divisi in due categorie: Gli uni, in numero di settantadue, ricevono gratuitamente l'istruzione, le ripetizioni, l'alloggio, il fuoco, il lume, ma non il ':'it to, ed nn~ indennità di 8 talleri al mese (30 franchi) ; sono essi gli « allievi clel1' istituto ». ·Gli altri, in- numero eziandio di settantadue, partecipano agli stessi vantaggi, salvo la indenni t.-\; sono questi « gli allievi dell'accademia )). I primi devono allo Stato otto anni di ser vizio militare, quattro anni i secondi. Eglino possono tuttavia dare la loro dimissione, ma devon o in tal caso rimborsare una cet'ta somma per CJgni anno passato all' istit uto. L'organizzazione della H~n?u"ère meritit tutta l'attenzi'one. Gli . allievi vi passano quattro anni, durante i quali seg)lono le cliniche ed i corsi dell'univer sità; assistono in oltre alle ripeti?.ioni, che sono fatte all' istituto dai mediçi militari di un cer·to grado, e che hanno . relazione con le materie professate nel corso dell'università, come pure ai corsi speciali sul reclutamento c sull;attitudine al ser vizio, sulle simulazioni, sulle malattie che cagionano la riforma ecc. Dopo due anni di studi i, gli allievi dell' istituto passano alla. università l'esame delle scienze fisiche, n aturali ed antropologiche (Physictttm) ; dopo quattro anni si presentano al dottorato, sempre all'unive1·sitù, e lasciano la Pépimù ·e con il
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g,rado di sotto-aiutante. A questo momento, succede in loro una separazione. Gli undici allievi i più distinti della promozione entrano all' ospedale dell'università (Carità di Berlino), ove sono alloggiati e dove completano i loro studii, dopo di che subiscono l'esame di stato ($laats-Prufung) , ed ottenuto così il titolo legale all'esercizio della medicina passano in un reggimento con il grado di aiutante-maggiore. 'Eglino sono in qualche maniera designati ad un avanzamento ultel'ior e più r apido. Lasciando la: Pépinière, gli altri allievi sono mandati direttamente nBi reggimenti, facendovi il servizio come sotto- aiuti. Dopo un anno essi possono presentarsi agli esami di stato e, dopo avere ottenuto il titolo di . medico-pratico, sono egualmente promossi al grado di aiutante-maggiore. Durante i 1oro otto anni di servizio, gli allievi dell'istituto ottc~gono l'avanzamento; ma noi vedremo che, n~lla chirurgia militare in. Prussia, non si può arrivare al grado di medico principale senza subire nuovi esami. La F rancia possedeva già tre scuole di medicina militare, a Lilla, Nietz _e Strasburgo, nelle quali gli allievi passavano . i primi loro due anni di studio, dopo i quali venivano mandati alla scuola di perfezionamento del Val-de- Grace, ove stavano un anno. Uscendo dal Va l-de-Grdce essi erano adùetti agli ospedali in qualità di sotto-aiuti, per ritornare, sette od otto anni dopo, a passare di nuovo un anno in uno degli ospedali diistruzione ed un altro al Val-de- Gnice, e dappoiehè avevano allora subito in una far,oltà i loro esami di dottore in medicina, ricevevano il grado di aiutante-maggiore. Era questa, convien' confessarlo, una detestabile organizzazione ; imperocchè tre anni di studii sono insufficienti, e quando dopo sei o sette anni passati il piu spesso in Algeria il sotto-aiutante tornava a sedersi sugli scranni della scuola, quasi sempr e la educazione di esso doveva essere rifatta. Un decreto soppresse il 4 maggio 1850 gli ospedali d' ist.ruzione; e le cose r estarono sospese fino al23 marzo 1852. Il decreto pubblicato a questa epoca non ammetteva come medici militari che dei dottori in medicina, e lÒro ·non im-
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poneva che uri anno eli pratica al Val-de-Grace. Eccellente · sotto il punto di vista dell'educazione medica, questo de'c~èto rèh'deva il reclutamento presso a poco impossibile, impe;rocchè quando un allievo, con i sagrifìzii che la famiglia sua si è imposta, ha potuto giungere al dottorato, è pochissimo disposto ad abbracciare una carriera che non gli promette altro ehe noie. Faceva dunque mestieri di ritornare · a:l principio delle .scuole speciali prendendo gli allievi all'incominciamento dei ·loro studi; questo è Ciò che fece il decreto del 12 giugno 1 85~ creando la scuola di Strasburgo. Gli a1liev~ rimanevano qu~ttro anni in questa scuola annessa a'Ua facòltà. Durante questo tempo, per una derogazione sphceyole alla legge sull'insegnamento della medicina, essi potevano ·divenire. dottori, dipoi passavano un anno alla scuola speciale del Val-de- Grdce, ed entravano nelle file dell' ar. mata in qualità di aiutanti-maggiori di seconda classe. T.a:le è oggi lo stato delle cose in Francia e negli Stati pl'incipali dell'Europa. ·Portiamo ora la nostra attenzione su qu~élla parte del corpo di sanità che · è costituita da medici praticanti là chirurgia militare e appartenenti al servizio attivo e permanente; al nostro esame presentasi allora la· qnestione del' reclutamento e nel tempo istesso l'utilità di unà scuola speciale' questione tanto più importante' conciosS'iachè si tratti di sapere se bisogna e dove bisogna ristabilire la scuola di · Strasburgo. L'autonomia; accordata al corpo di sanità militare, la libe. razione dà:l giogo deli'ìntendenza, una assimilazione pii1 completa ai gradi dell'armata, un aumento di stipendio ogni cinque anni quando durante questo periodo il difetto di vacanze non ha permesso la promnzione ad un. grado superiore, riterrebbero nel corpo molti medici militari. Non ostante .la probabilità del servizio obbligatorio per tutti, si sarà: rtondimeno sempre costretti , onde assicurare l' arrolamento dei medici per il servizio attivo, di fare agli allievi senza fortuna dei vantaggi pectmia~ii in cambio di un iropegl)o limitato di servizio.
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Che l'allievo entri nella chirurgia militare al principio dei suoi ~tudi o dopo avere questi terminati, è indispensabile che egli riceva in una scuola speciale un insegnamento tecnico ; è dunque necessario uno stabilimento d'istruzione. Avvi d'altra parte utilità per la sc~enza medica a non . lascifll'e isterilire gli elementi tanto distinti che oggi possiede il corpo di sanità militare, e si troverà, con grande vantaggio di tutti, fra i nostri. colleghi dell'armata dei professori capaci da costituire una nuova facoltà civile ad un tempo e militare. Parigi, Lione, non potrebbero convenire per una simile scuola; queste città. rinchiudono in sè troppi elementi ùi distrazione ed eziandio di disordine. Lilla, ove esisteva già uno dei tre ospedali militari d'istruzione, Lilla con la sua forte guarnigione, con la sua numerosa popolazione industriale, con la sua scuola seeondaria di medicina, una delle. migliori del paese, pare a noi destinata per divenire la sede di una nuova scuola di medicina militare. Il reclutamento del corpo di sanità militare è già difficile in Francia nello stato attuale delle cose; lo diverrà molto più quando l'a1·mata avrà ricevuto la sua nuova organizzazione, soprattutto quando, messa sul piede di guèrra, vale a dire aumentata ùella riserva, essa sarà portata aù un milione di uomini, La Prussia ha studiato da lungo tempo questo difficile problema, a lei domanderemo· i mezzi per risolverlo. Obbligare un giovane di v.enti anni ad abbandonare per tre anni gli studi, per mezzo dei quali egli si prepara all'esercizio di una professione liberale, è un cagionargli un immenso danno, è un condurlo spesso ad abbandonarli per sempre. Ora se lo Stato ha l'interesse di avere dei medici militari, a lui non importa meno di assicurare il servizio medico. per la popolazione civile. La legge prussiana riduce ad un anno la durata del servizio obbligatorio per i giovani che presentano certe condizioni d'istruzione universitaria, e dà loro una posizione particolare nell'armata, ove essi figurano sotto il nome di volontari di un anno. Seguiamo nella sua carriera uno studente di medicina entr<J.to
23 nell'armata: come .medico volontario di un anpo. Primieram®~e a lui vieJ;le con ·.facilità ·accordato un importante favore,. ,quello di portare fh~o all'età di ventitrè ed anco di ventisei anni il momento della sua presenza sotto le bandiere. Egli p_uò dtanq)le terminare i suoi studi e coJI:esam~n d' étq,t, che cor.r,isponde a1 nostro dottor:atQ in medicina, acquistare il diritto legale a:ll'.eserci~;:io della professione. Non sola.'inel;!te lo può, ma lo deve, imperocchè, secondo il dec:qeto del 20 febb.raio 186.13, « i medici, che l~anno ricevuto l'.autoriz.zazione di .entrare al .servizio dopo l'età di·ventitrè. anni, cont raggono -l'impegno : di soddisfare all"~same di stato avanti di servire cq:rp.e ~~qict ~>. Quapdo lo stu.dent~ in medio,ina o il giovane do,ttore·. si è -presentato ~~ me~ico in capo dell'Armée-cqrps; esso viene adetto ad un corpo .di t~4EP~ .ed ivi fa, tanto. al , .r.egg~mento . che all'ospe~a1e ,dellp. guarnigione, il .suo tiro,cinio di medico militare. _Spirato , l'anno, egli entra nella riserva e s.i trova .allora in «.posizione · di. congedo », do,pochè ha .sQddisfatto: all'esame di stato: è . promosso fl,l grado di· sotto-aiutante. 'T~ttavolta, in caso di mol:iili~zazio.ne dell'armata, ·.siccome sar.ebbe penoso p.èr un mediqo, ·che ~i è .dato a,lia .pratica civile dao un certo numero di :anni, di figurare neUa •medicina militar e ,con il g:roado il più .inferiore, la rpagg~.or . parte dei. sotto-aiutanti si mette in posizi<;>p;e di .~ivenire aiutante maggiore: - per c~ò fa . pi ~mestieri eh~ essi facciano per ~ei settimane , in uri 9orpo di tn~ppe il"serviz~o · di ·sotto-aiutante. Allo ~pi.. ·r are di q,uesto noviziato, un. certificato rilasciato dal med~9o çli regglmentq1 ·approvato . e controfirmato l dal medlco g~nerale d~!.,-. corpo, 3:t~e~ta che il postulan,te, , tanto 1)er _la sua condotta privata quanto per la sua app~içazione al servizi9 e. pe1le sue ·q\,alità morali, .me.rita ~i far, parte del corpo di sanità. ~a elezione si fa in un' assemb~ea composta di medici militari. della cir~Qscriz,i.one ·aventi gra~o di uffipiali. Il certifie3;to- ser:ve di ba.~ e principale. ,di ~pprezzazione. Se le infor-, mazi,oni1fo~pit<;l ,.sul capdidato ,sqpo .favorevoli, l' ass.emblea ràtilica ..l~ candìt~tB-fa ;, se ~il · maggiorità è oppqsta al rice-
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vimento, il sotto-aiutante è rimandato tosto e continua a servire nel suo grado; se alcuni -voti soltanto sono sfavorevolj, i medici che fanno opposiiione devono 1notivare il loro avviso, e il medico-generale del corpo giudica se queste osservazioni devono essere prese in considerazione. Siccome queste formalità ed il certificato hanno rn.pporto non con la capacità medica, ma con la conoscenza soltantn del sèrvizio militare c con la moralità del candidato, l'art. 12 del Decreto esenta dalla prèsenta~io ne (iel certificato ecl e6iandio dalrelezione i medici, còe, avendo soddisfatto al servizio militare come sò1dati, e trovandosi in. pòsizione di congedo in qualità di ufficiali, desiderassero entrare nel corpo di sanità come aiutanti-maggiori. Subito dopo la sua. nomina, la qùale è ftLtta dal r e , stilla proposta del medico in capo dell'armata, il nuovo aiutante-maggiore per u'n mese deve fare il servizio in uno spedale designato dal medico genera1e del corpo. Terminato questo abbastanza breve noviziato, l'aiutante-maggiore in posizione di congedo ritorna infami glia per continuarvi come medico civile l'esercizio della sua proféssioncr, a si fa iscrivere sui registri del battaglione della landwehl' della sua circoscrizione. n corpo di sanità milita.r e si compone dunque: l 0 di medi c~i civili, della età minore di · trentadue anni, che hanno pagato allo Stato il debito loro di nn anno di servizio attivo, ma che fauno ancora l?arte della riserva e della landwehr, e che devono essere chiamati i11 attività nel caso di mobilizzazione della armata ; 20 dei medici del servizio attivo che fanno della chirurgia militare la loro ca'rriera. ·Noi abbiamo seguito i primi fino dalla entrata. loro al servizio, vediamo ciò che accade dei secondi. Il corpo medico militare in servizio attivo (Aerzte cles activen Dienststand.es/ si recluta : l 0 fra gli allievi, che hanno ricevuto una istruzione speciale alla scuola di medicina mili~"tre; fra gli a1lievi, che hanno fat to i loro· studi medici in una università, e che entrano nel corpo per promozionè per farvi la ior o 'Carriera ; '30 fr~ i medici in posizione
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di congedo, 'che' abbandoball6 la pratica civile per la carriera medica militare. Come abbiamo veduto, gli allievi della Pé-
pinz'ère contraggono "!ln 1 impegno eli servizio, che per a1cuni è di otto e per altri è ·di quattro anni soltanto. Tuttavia la parte maggiore. di essi rimane in una manierà permanente nel corpo di sanità. Gli allievi, che dopo avere tcri\'}inato i loro studi medici in una università desiderano entrare nella chirurgia milita'fe per promozione e fare in questa la loro carriera, si dirigono' tosto al medico-generale dell' A1•rnéecorps, di cui vogliono eglino far parte. Se questo medico giudica opportuno di àccogliere la sua doma'n.da, egli applica il candidato a 'un corpo ·eli t'ruppé in qualità di medico volontariQ di un anno. Se, dop~ sei mesi almeno di servizio, il giovane medico mostrasi al chirurgo-maggiore del reggimento degno di essere promosso nel cm·po di sanità, questo chirurgo dirigé un rapporto al medico- generale dell'.Àrméecorps, e qt\esti propone al medico in· capo di tutta l'armata la promozione al grado di sotto-aiutante del medico volontario eli un anno. Per il fatto della sua nomina, il nuovo J sotto-aiutante ha diritto allo stipendio e agli altri vantaggi del suo impiegb; ma egli non ricev~ questa nomina che dopo essersi impegnato per iscritto a servire un anno almeno n:ell'a.rmatà attiva in più del 'suo anno di serviziò ohbligatorio. Cessando di appartenere alla categoria dei medici volontari: di ~ anno/ egli · n0n gode pi'ù la facoltà di domàndare eli essere adetto a quello od altro regg1mento, può es~ere mandato da per tutto, ove fa bisogno di medici. Dopo un ser'.rizio di tre mesi in un corpo di truppe, egli può , se ha passato /ésa?n.e· di stato, esseré proposto dal medico della divisione per il grado di aiutante-.Q1aggiore; que'sta proposta aeve essere· accompagnata da un attestato di approvazione rilasciato dal comandante del corpo. I sottoaiutanti sono proposti per ordine .di anzianità; ma, se il piil anìiàno non è gi'u'dicatò degno di 'Ui1a proposta, sia dal comaodanté, sia dal medicò in capo del corpo, a lui viene sostituito il sotto...aiutante che lo segue immediatamente nel:..
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l'ele)lCO; il sotto-aiutante 110n proposto può tuttavia esserlo di poi. La promozione al grado di aiutante-maggiore è preceduta dalla elezione di cui noi abbiamo indicato le condizioni. n medico-general-maggiore dell'armata indirizza un rapporto al t'e, il quale firma la nomina, e· l'aiutante mag- · giore fa parte del quadro dei medici militari del servizio attivo. L' avan~amento è regolato nel seguente modo. L'articolo 22 del dect·eto del 20 febbraio 1868 specifica che, nelle proposte eli n:vanzamento, si deve aver e riguardo sopr~ttutto alla anzianità. che l'avanUtmento fuor·i di tu,·1w, esistendo soltanto JlOr i medici di servizio. attivo, non può avet• luogo che per motivi eccezionali, i quali debbono essere spiegati nell'atto di proposta, finalmehte che non si può m:t·i vare al ·grado (Ji medico principale senza subire un esame medico e militare. I medici in congedo possono dieti'O loro desidel'io essere promos:;;i nel servizio attivo, ma fa d'uopo che un rapporto speciale venga al re indirizzato dal medico generai-maggiore, rapporto che stabilisce i loro servizi anteriori nell'armata, i titoli Joro scientifici. La nomina è fatta dal re. In Italia, il decreto del 10 ottobre 1855 relativo all'a>anzamento r acchiude delle disposizioni che meriLano di richiamare l'attenzione. n passaggio da una classe all'altt'a nell' istesso grado ha luogo per via di anzianiu\ ; ma non si può passa1'e ad un grado superiore senza un concorso, il q ualc è nel tempo medesimo un esame di attitudine. Allora che :si verifica una vacanza, al concorso v engono chiamati tre candidati del grado immediatamente inferiore : due sono designati per il loJ'O ordine di anzianità, il terzo per scelta del Consiglio di sanità. Quando dopo due -successivi esami uno di questi tre candidati, essendo riconosciuto idoneo a passare al grado superiore, non ha potuto essere nominato, esso può essere promosso al primo posto vacante, senza subire un nuovo esame; ma, se dopo due successivi esami un candidato non ha mostrato la eapacità necessaria per acquistare ll grado ,superiore, egli è escluso da · og-ni avanzamento
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(art. 17). È superfluo il far n otare quanto simili disposizioni, per lo stesso lot·o rigore devono mantenere le abitudini rli studio e di lavoro tanto necessarie in tutti i çorpi dell'annata, massime nei corpi scientifici, siccome ò la chirm·gia militar e. Ritorniamo alla Prussia: con l'organizz.o1.zione, di cui noi abbiamo mostrato i caratteri p•·incipali, si può soddisfare alle necessità del servi?.io ~ Supponendo l'eventualità di una mobilizzazione dell'armata prussiana al l 0 gennaio 1868, il medico-generale Loeffier stimò siccome indispensabile per il servl1.io eli sanità la cifra di 3,292 medici militari, senza pur tener conto del personale necessal'io per il buono andamento degli ospedali di riserva; ma al l 0 gennaio 1868 il quadro comprendeva 971 medici del servizio attivo (con i medici YoloHtari di un anno), 256 della rispn·a e 910 della Landwebr, totale 2,137.Vi sarebbe stato dunque un.defieit di 1,155 medici, deficit, che per diversi motivi, di età, di malattie, (li esenzioni legali, avrebbe potuto raggiungere la cifl'a di 1,570. La Commissione d'inchiesta si è occupata di questa grave questione. Il mezzo piu semplice sar ebbe a tutta prima sem. brato quello· di ridurre il numero dei medici addetti ai corpi di truppe o agli ospitali di guerra, numero relativamente molto piu considerabile di quello che il sia in Francia; ma la Commissione non è stata eli questo avviso, ed ha p1~oposto le fio!ÌSure seguenti. I medici- gener ali sarebbero incaricati eli fare durante la pace delle ricerche intorno la situa1.ione dei medici non sottoposti al seryizio obbligatorio e domiciliati nella circoscrizione del loro A1·mée-corps, - ricerche attinenti alle attitudini di questi medici, sia per la chirurgia, sia per la direzione di un ospedale. Nel caso di una guerra probabile o prossima, dal ministero della guerra vorrebbe fatto un appello in tempo utile ai medici civili della confederazione del nord liberi da ogni servizio obbligatorio, ai medici civili e militari delle nazioni amiche (l ), impegnan(1) La Svizz1wa, dul'ante l'ultima gue•·ra., aveva mandato lO medici nella nostra armata, e 15 nell' ar·mata prussiana, ove-eglino servivano core la 1rniforme loro nazionale.
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doli a ser-vire negli ospedali militari e speéificando le , condizioni della loro ammissione e del loro concorso. Finalmente in caso di deficit c6nsiderabile il direttore degli affari medici · militari pot; ebbe ammettere dei medici non ancora provvisti " di' diploma e degli allievi in medicina di quarto anno; ma qùesti non figurerebbero sul teatro della guerra, e dovrebbero essere bypiegati per quanto fosse possibile negli ospedali e nelle truppe dell'interno. ·Tuttayia questo deficit nel corpo medico prussiano non esiste che in ragione del gran numero di medici addetti alle truppe in campagna; ai 6?5,000 uomini dell'armata a:ttiva, o ai 955,000 uomini che questa armata eonta con la landwehr, corrispondono 3,292 medici, cioè nel primo caso l medico per 190 uomini; e nel secondo l medico su 290 uomi1iL In Francia, 1,306 medici corrispondono, nell'antica organizzazione, 'ai 393,000 uomini dello stato di J)ace, ed ai 757,000 sul piede di guèra. Noi avremmo dunque solamente, nel caso il più favorevole, l medico su 300 uomini; ma l'armata chiamata tutta al servizio non conterebbe più di l medico per 580 uomini. Ora, pur supponendo che l'armata sul piede eli guerra non eccedesse 500,000 uomini, nqi non aqiveremmo a,ncora che a 1 medico per 382 uomini, cifra che i _prussiani stimano con ragione molto insufficiente. Se la riorganizzaz!one dell'armata venisse fatta sul piano adottato dalla Prussia, l'armata sul piede di guerra comprenderebbe tre vontingenti eli .140,000 uomini da venti a ventitrè anni in servizio obbligatorio, e quattro contingenti della riserva, va.l~ a dire 980,000 uomini da ventitrè a ventisette anni, che le perdite probabili pei· malattie, per infermità, per decessi, ridurrebbero a circa 800,000. A noi dunque ~isognerebbero almeno 4,210 medici e, se suppon.iamo l'appello della lanclwehr francese, vale a dire di cinque contingenti che non da)lno .quasi a questa epoca, per delle riduzioni da cagioni molteplici, che 500,000 uomini da ventisette a trentadue anni, noi avremmo una -armata di
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1,300,000 uomini, la quale, aneo al r apporto bassissimo di un medico su 300 uomini, esige1·ebbe tuttavia 4,333 medici. Come arrivare a questa cifra? In Francia, ove molti giovani privi di ogni fortuna seguono più spesso che in ·Prussia la via sempre tanto difficile e in questo caso tanto pericolosa delle carriere liberali, noi arriveremo probabilmente al numero indispensabile. Ciascun contingente darebbe circa 300 medici, questa essendo approssimativamente la cifra dei dottori ricevuti nell'anno nelle nostre facoltà, deduzione fatta dagli strat)ieri e dai medici dell'armata o della marina. L'armata attiva avrebbe, oltre i 1,300 medici militari che essa conta attualmente, i medici di sett~ contingenti, circa 2,000, ai quali noi possiamo aggiungere una· parte dei l ,500 medici di. ventisette a trentadue anni compr~si nella landwehr. In tal modo noi avremmo una cifra totale di 4,800 medici, se non facess·e d 'uopo di dedurne tutti quelli che essendo compresi nelli ultimi tre contingenti, sono soltanto al principio dei loro studi medici e non possono rendere servizii. n deficit essenclo dovuto a questa, causa è facile a coprirsi. L'allievo in medicina chiamato a venti anni a far parte dell'ar. mata, se dovesse fare come soldato i suoi tre anni di servizio obbligatorio, non potrebbe seguitare la sua carriera. E n.ell'int~rer;se dello Stato di ,permetterglielo non domandandogli che un anno di servizio, ma è soprattutto dell'interesse dell'allievo di non pagare questo debito di un anno di servizio che al termine dei suoi studi e in qualità di medico~ Ogni qualunque' favore che sia eccezionalmente accordato può essere in modo legittimo compensato mediante l'imposizione di u~1 onerè. Si potrebbe stabilire dunque per legge che i giovani soldati di ogni classe, i quali si dedicassero allo stuclio della medicina, non faranno che un anno di , servizio obbliga,torio come medici militari, che quesLo anno di servizio non potrà essere fatto da loro che dopo avere ottenuto il diploma di dottore in medicina, ma i.n tutti i casi che dovrà essere fatto avanti l'età di ·ventisette anni, vale a dire avanti l'età del loro passaggio nella landwehr
30 e che ogni anno di ritardo dopo l'età legale dell'ingresso al servizio sarà riportato dopo l'epoca in ctù la loro liber-azione definitiva av1·ebbe avuto luogo, se eglino avessero ser,ito all'età di venti anni. Lo St.ato in questa guisa trova completo il StiO Contingente medico, e lo ritl'OVa pii.t perfetto o più utile, dapJlOichè il medico chiamato al !:iOt'vizio rnilitare unisce a degli studi completi una più lunga espe. • rtenza prat"!Ca. Se ft·attauto il numero dei medici non fosse ancora bastevole, noi pensiamo che si potrebbe andare più lungi ed iscrivere nella legg·e queste clausula: che i medici, in caso di guerra e eli appello deUa lanclwchr potranno essere rhiamati al servizio fino all'età di quaranta anni. Ecco ciò che giustifica questa eccezione, che sembra a tutta prima costituire un"ingiustizia. Lo Stato dà al medico, dopo esami passati llinanzi ad una facoltà, un titolo professionalo, quello di dottore in medicina, - t itolo che conferisce a colui che lo possiede il diritto legale all'eserrizio della meclicina. L'obbligo di servite fino a qutwanta anni non è esso un onere che lo Stato può iscrivere nel contratto passato fra lui ed il futuro dottore? Di più, se il servizio merlico militare impone dello fatiche o dei pericoli, se le fatiche che sostiene il medico sono ancora pil1 grandi, i pericoli, che egli corre, sono, eccettuato il caso di epidemia, evidentemente molto meno grandi di quelli, ai quali è esposto il combattente; la qualità di padre di famiglia, che può in generale essere invocn.ta dopo trentadue anni, non potrebbe essere dunque un argomento im·incibile 0pposto dal medico, tanto più che in ragione della sua età e delle sue occupazioni rne(lic.he ordinarie, il medico di trentacinque a quaranta anni può essere e sarà molto più utilmente impiegato negli ospedali che sul campo di battaglia. Aggiungiamo nncora clte, so per il soldato l'attitudine a far campagna climinuisce coll'età, per il medico con l'età viene l'csperien?.a che fortifica le fOgniziot1i acqnistate in guisa che l'attitudiue al set'vizio cresce invece eli diminuit·e.
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L'esperienza mostra che i medici civili non avendo appartenuto giammai all'armat-a sono poco atti ad un buon servizio in tempo ~i gue1·~a , ìmperocchè eglino mancano di due qualità essenziali, laconoscenza del soldato e la disciplina. Noi vorremmo dunque eh~, per i giovani soldat i studenti in medicina, il tempo del, servizio obbligatorio si riducesse ad un anno, con facoltà in tempo di pace di ritardare la loro incorporazione fino all'età di ventitrè anni, ed an co con aut01·izzaziono sp~ci ale fino all'età di ventisette anni, ma alla condizione che avranno passata la loro tesi di dottore avanti la lot'O entrata al servizio. P er sei mesi i giovani dottori sarebbero adetti ad uno degli ospedali militari rlelle città di grossa guarnigione designati a questo effetto e nei quali nn chirurgo-maggiore sarebbe incaricato d'istt·nirl i teoricamente e praticamente in tutto ciò che costituisce specialmente il servizio di sanità militare. Essi farebbero gli altri sei mesi di servizio in un ce1·po eli truppe in. qualità di praticanti. Passato questo tempo, il medico, libero da ogni servizip in tempo di pace entrerebbe ' nella riserva con l'ohùligo di serYire in tempo di guerra, anco dopo l'età di 32 anni, secondo le condizioni che noi abbiamo indicate.
III. Il servizio di sanità in tempo di pace comprende il servizio dei corpi di truppe e quello degli ospedali; in Francia questi due servi?.ii sono assolutamente separati, ed il personale s~ divide in clue classi distinte, i meùici di r eggimento o quelli degli ospedali. Un medico-maggiol'e, o aiutante-maggiore, adatto aèl un reggimento non può, in generale, essere promosso a scelta ad un grado superiore senza avere sub\to i concorsi o ~li esami, che gli danno il merito di entrare nel corpo medico degli ospedali, nè conseguentemente senza essere passato per il servizio di ospedale. La separazione dei medici militari in due ordini non è meno inutile e pericolosa. n medico di reggimenti) fa ogni giom o la visita
32 degli uomini che si presentano alla infermeria; ritiene in questa coloro, che non hanno che una leggera indisposizione, e manda all'ospedale quelli che gli sembrano realmente malati, ma non li cura, dap,poichè il servizio dell' osp~dale non è nelle sue attribuzioni. Ora, quando per molti anni un medico non ha per cosi dir e curato un solo infermo, si pu0 essere sicuri che le sue c.ognizioni mediche .sono venute meno . Sopravvenga una guerra, e si potrà esser costretti dalla necessità di dare a questo medico un servizio .di ospedale, che non si cr edeva di dovere a lui affidare !n tempo di pace. Aggiungiamo che, quando si ha cura di stabilil•e in modo officiale che il medico di r eggimento è in uno stato d' inferiorità scientifica per rapporto a' suoi colleghi degli ospedali, si corre il rischio di vedere, anco a torto, infiltrarsi a poco a poco questa idea che, se il medico del reggimento non è autori;r,zato a curare i soldati realmente malati, è che esso manca per ciò della capacità ·o d0lla esperienza necessaria. I gravi inconvenienti dell' attuale organizzazione si faranno scomparire facen-do del medico di reggimento il vero medico de' suoi soldati. In Prussia, i medici eli un reggimento curano eglino stessi i loro soldati malati ~ll'ospedalo ove essi li hann o fatti trasportar e. Questa importante riforma è stata indotta a poéo a poco dai bisogni del servizio. In principio l'organizzazione era quale esiste in Fr ancia'; ma il regolamento prussiano del 1852 sul servizio di sanità racchiudeva. questa clausola : « se delle considerazioni di servizio nell'interno dell' ospedale fanno riguardare come desiderevole la cura dei malati per parte dei medici superiori clélle trupp,e cui i soldati ap:partengono, il medico-generale doll'A?·?née-cbr>ps potrà lJrendere .a questo riguardo le convenevoli decisioni >>. Nella pratica, l'eccezione divenne in breve ora la ùgola, e iÌ deoreto del ministro della guerra in data del 22 gennaio 1868 non ha fatto che renderla legale. Le misure prescritte il 12 feb braio 1868 dal medico in ~ap.o dell'armata in virtù di questo decreto hanno avuto per risultato una nuoya organizzazione.
33 « In tutti gli ospedali militari di guarnigione destinati al servi:M di piil di due · battaglioni aventi con essi i loro medici militari supetio1'i, 'i J:ùalati sono nell'interno dell' ospedale distribuiti p'e r servizio: In gtmerale, questi servizii sono in numero di tre: Lo chirurgia, 2.0 medicina, 3.0 · ottalmologia, sifilide, rogna. Il numero dei servigii può essere aumentato con delle sotto- divisioni ». Il medico-generale dell' Armée-corps indie~ fra i medici superi01;i addetti ai reggirnenti che compongorw la guarnigione quelli che dovranno essere incar,ièati di questi servizii in qualità di medici curanti. Eglino ç-onservano queste attribuzioni almeno un semestre ; durante questo periodo essi non sòno esonerati dalle loro f(mzioni prcesso i eorpi di truppe; ma non devono essere incaricati per quanto' è possibile di' servizii all' esterM della caserma, come mano>:-r·è, pass'e'ggiatè milital'i. Gli aiutanti-maggiori dovendo essere addetti all'ospedale sono ·del pari desigi~ati dal· medico--generale del ' corpo; ma la riparti'zione loro nelle sale appartie11e al_·membro .medico della Commissione déll'osi)edale. Essi sono consideJ'ati co'me eli servizio comandato a1tospedale, da cui si evita di allontanarli pe'J.'. altr·i . doveri. La ,clistì·ihuzione rielle sale degli aiutanti di speclale e degli inferniieri appartiene (!?gualrneute al membro medico della Commissione. Ristilta da · ciò che durante la pace in Prussia non' esiste separazione fra .il servizio me, dico dei c'orpi di truppe e quel'lo degli · ospedali. In gue1:ra ali' incontro questa separazione è. di necessità, noi vedremo · elie ·. essa esi-ste quando studieremo il servizio di sanità dell'armata prussiana sul campo eli battaglia. Durante il mio soggiorno a Berlino nel 1864, io ho potuto osservare in aiiorie il servizio in tempo di pace accompàgnà nclq freq'uentemente uno dei nostri . colleghi nella visita che· egli faceva alla ·caserma degli ulani, di cui era il medìco; e di là: al Garnison-Lazareth, ove curava quelli uomini, di éui lo stato 'più grave aveva domandato il loro trasferimento all'ospedale, ed io devo . dire che questa organizzazioM mi è apparsà qua~>i · irreprensibile. Sarebbe tanto p iì1 Giom. di Medie. milit. 1872.
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facile . d' introdurla in Francia in quanto che, per ]a forza stessa delle cose, esiste già in alcune città, ove il medicomaggiore di reggimento in guarnigione cura egli stesso i suqi soldati infermi nelle sale militari dell'ospedale civile. Questa misura potr·ebbe essere generalizzata a tutte le città di debole guarnigione, lo che permetterebbe di sopprimere molti p k~coli ospedali militari e di effettuare notabili economie. Quanto agli ospedali militari delle città di grossa guarnigione, niente di più facile sarebbe quanto di riunire nelle stesse sale i malati di ciascuno dei reggimenti accasermati nella città, e di affidarli alle cure del loro proprio chirurgo- . :rpaggiore assistito da· uno de' suoi aiutanti-maggiori. È forse inutile di aggiungere che, nella ipotesi di questa organizzazione, il numer o dei medici addetti ai reggimenti dovrebbe essere aumentato di tma parte del personale medico oggi esclusivamente destinat.o al servizio degli ospedali. Nella pratic,a civile del pari che nell'armata, negli ospedali come nelle ambulanze, si in pace che in g uerra, il medico non può che dirigere la cura dei malati; egli non interviene materialmente che quando si tratta di una operazione o di una medicatura delicata e difficile. Bisogna dunque che presso i q1alati siano delle persone che possano rinnovare le medicazioni semplici, eseguire in una parola le prescrizioni del medico. Altre cure di un ordine più generale, che domandano minore intelligenza ed esperienza, possono essere affidate quasi senza tirocinio a degli individui, i quali hanno un po' di destrezza e di .zelo: questi saranno incaricati di rinnovare la biancheria dell'infermo, di dargli nel suo letto. la posizione la più fcworevole, di amministrargli i rimedi e le tisane. Finalmente negli stabilimenti pubblici, negli ospedali civili o militari, è necessario un personale affatto subalterno, ma non speciale, senza contatto con i malati, ed al quale incombano le fun zioni, che hanno rapporto con la proprietà e con la buona condotta dello stabilimento. In Francia, una distinzione corrispondente è stata stabi-
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lita fino dal 1862 fra gli infermieri militari. Il soldato infermiere , detto infermiere di fatica, ( infì:rraier d'exploitation) , è incaricato di mantenere la proprietà dell'ospedale e delle sale, di por·tare le barelle, e__i cariehi, _ nel tempo istesso l'li aiutare nel loro ser;;1z10 presso gl'infermi gl'infermieri di ordine superiore. Questi chiamati infermieri di visita (infìrmier de visite), sono scelti fra i precedenti in ragione della buona loro condotta, del l01·q zelo, delle loro attitudini; essi hanno un soldo un poco più elevato, e come segno distintivo della loro posizione pqrtano al bavero della loro uniforme un caduc(~O l"Ìcamato di bianco. Essi tengono i quaderni di visita, fanno i sunti o gli estratti degli alimenti, sui quali si stabilisce la contabilità, distribuiscono i medicamtlnti secondo le prescrizioni mediche, fanno le medieazioni semplici, e adempiono ad una parte delle funz iobi, che erano. un tempo affidate ai sotto-aiutanti, soppressi nel 1850. L'istituzione è buona, ma vuole essere seriamente sviluppata. Il numero delli iufermieri di visita è ancora troppo limitato, e ciò che a loro manca soprattutto è una scuola ove eglino possano ricevere una istruzione speciale. I bisogni essendo da per tutto gli stessi, nelle principali armate dell'Europa trovasi questa distinzione fra i due ordini d'infermieri, o almeno ciò che dapprima appellavasi in F rancia gl' infermièri medicatori. In Prus::;ia, gl'infermieri di ordine superiore sono chiamati aiutanti di ospedale (Laza'rethGehulfen) , gli altri sono degli assistenti presso gl'infermi (J(mnken- Waerter). Gli aiutanti · sono stati creati coi1 un decreto in data 17 marzo 1832, molto innanzi dei nostr-i infermieri di visita ; essi presentano su questi ult,imi il vantaggio di una educazione generale c speciale più compiuta. Se adempiono presso a poco le medesime funzioni presso gl'infermi, essi banno nell'armata una pos1zione un poco piì.t elevata di quella dei nostri infermieri di visita, ed è ft·a loro che si recluta il personale degli ispettori di sezione (Revze'I'Aufseher) incaricati della vigilanza dei scrvizii generali o
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del personale inferiore, della tenuta dell'economato ; essi sono classificati nell'intendenza e fanno le funzioni di contabili. I ]{r·anken- lVàe?"ler sono stati creati il 29 aprile 1852 da Federigo-Guglielmo IV. Sono semplici soldati del servizio attivo, i quali, dopo aver~ terminata la istruzione loro militare al col'po, passano dietro loro domanda nel ser1izio degli ospedali e nel corpo degli assistenti ai malati o infermieri m.ilitari. Dopo il soggiomo di un anno, dopo avervi ricevuta l' istruzione necessaria, essi sono il più spesso rimandati alle case loro ed entrano nella riserva. Mentre gli uomini della riserva de\·ono figurare agli esercizi semestrali, l' infermiet·e è r ichiamato raramente, e se non sopravv;iene una guerra od una rnobilit:zazione dell'armata, egli può giungere all'epoca della sua liberazione definitiva senza aYer fatto alcun nuovo serrizio. Questa diminuzione nella durata del servizio attivo, l'esenzione dagli escrcizii semestrali della riserva, :<;on'o i motivi che spingono un certo numero di soldati ed entrare nel corpo degli infermieri. L' organizzazione prussiaua degli aiutanti di ospedale e eccellente, quella degli assi:>tenti agli infermi è difettosissima, imperocchè la br eve dul'ata del loto servizio non pe1'mette di dare loro una sufficiente esperienza, ed essi non possono essere che dei mediocrissimi infermieri. In .\.ustl'ia, gl'infermieri chiamati soldati di san iti~. (sanitaets-solrlatenj seguono per tre anni dei corsi teorici e pratici, alcuni dei quali sono fatti da. dei medici. A loro s'insegnano gli elementl dell' anatomia, della fisiologia; a loro si rende famigliare la diagnosi delle fratture e delle lussazioni, i'applicazione dei mezzi emostatici, degli apparecchi attlOYibili ed inamovibili, essi Yengono ammaestrati ad aiutare nelle operazioni, a. riconoscere la morte r eale, à sollevare da terra i feriti, collocarli nelle vetture dì b·asporto, a fal'e le medicature, a conoscere esattamente il contenuto ed il.sito ove sono collocate le ceste ri.J.1chiuse nei cassoni di ambulanza. Ogni anno, un poco avanti l'epoca delle g-randi manone di antunno, essi subiscono degli esami, il risultato .dei quali è
37 trasmesso allo stato maggiore della circoscrizione. In tempo di pace, i soldati di sanità non sono riuniti in compagnie, ma sparsi per gruppi nei principali • ospe~ali militari della monarchia austriaca; la riunione in compagnie non ha luogo che nel caso in cui l'armata è messa sul piede di guerra. In Russia gl'infermieri ricevono un grado ancora più avanzato d'istruzione, in modo che il nome cl' infermiere non è loro quasi più applicabile con la idea che noi vi annettiamo. Abbenchè le loro funzioni consistano nel CllJ'are manualmente i malati, eglino si avvicinano piuttosto ai nostri ufficiali di sanità civile, cui sono tuttavia molto inferiori. Infatti i F'eldschers si trovano negli ospedali civili come negli ospedali militari, anco nella pratica professionale delle città e soprattutto delle campagne. Sotto molti punti di vista, il Wundarzt di seconda classe, quale esisteYa in Alemagna or sono alcuni anni, il Feldsclte1· russo, come· esiste oggi, rappresentano molto bene il nostro bm·biere-chirurgo dell' ultimo secolo. Il Feldsche'l' può ricevere a sue spese l'educazione spe· ciale che gli aprirà la caJ•t•iera civile, lasciandolo assolutamente libero verso lo Stato ; m~ è questa una ecceziom~, il più spesso egli è istruito a spese dello Stato o delle istitur.ioni ospitaliere. Moltissime scuole si vedono negli ospedali civili e militari della Russia, le quali sono sotto la vigilanza e la direzione del medico in capo dell' ospedale ove sono esse is~ituite. L'età richiesta per rammissione è in generale quella di quindici o diciassette anni; in alcune scuole viene abbas. sata' fino a dodici anni, massime in favore degli orfani. Negli ospedali militari di preferenza si ricevono i fanciulli di truppa. La durata del corso è di tre · anni nelle scuole militari, di quattro nelle scuole civili. Agli allievi s'insegna il catechismo. il russo ed il latino, l'aritmetica, gli elementi di anatomia, di fisiologia, di farmacologia, di medicina e di chirurgia, l'applicazione delle fasciature e delle medicazioni, i salassi, l'estrazionè dei denti, la riduzione delle lussazioni e delle fratture, la vaccinazione, i soccorsi da darsi ai feriti, agli annegati ed asfissiati; e loro s' insegna del pari a preparare una
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autossia. Terminati i loro studi, ·eglino prendono il titolo di F eldsclwr'S, cioè aiutanti-chirurghi etl hanno nelraemata il grado di sotto-ufficiali. A benefizio della scuola. che ha. dato loro l'istruzione essi devono dieci anni di ·servizio. Quelli che appartengono agli ospedali civili come quelli degli ospedali militari sono, in caso di cattiva condotta, mandati nell'armata come soldati. Secondo le attitudini lOJ'O e rattività del loro servizio, essi sono divisi in due classi di cui la prima è quella dei F eldschers in capo; ma la proinozione non può aver luogo che dopo sei <tnni di gt·ado. I Feli/,scl~ers milital'i. dopo dodici anni di sernzio irreprensibile, possono eSsere inalzati alla classe quattordicesima della nobiltà (registratore di collogio); gli aiutanti-chirtn·g·hi civili non possono al't'ivare a questo primo grado (lchinej che dopo qtùndici anni di ser,-izio. La giubbilazione viene acquistat-a dopo Yenti anni con metà di onorario, dopo trenta anni di serdzio viene acquistato l' intiero stipendio. Lo .stipendio ascende a 33 rttbli (131 franchi) all'anno per i Feldschers in capo militari; gli altri non ricevono che 101 fì·anchi. Il F eld.,scher promosso alla quattordicesima c.lasse eli nobiltà r iceve 527 franc:hi all'anno. I l servizio degli aiuti-chirurghi consiste nel fare le medicazioni, nel diskibuire i medicamenti, nel tenere i registri di entt•ata e di usdta dei malati, i rcgistl'i eli contabilità, ed a lnotar e durante la giornata sopr a un foglio di osservazione i fenomeni ))t'esentati dagli infermi affidati alle cure loro. In t empo di guerra, i Felclsclwrs formano il personale degli infermieri delle ambulanze. Eccellente {inchè funziona ttegli ospedali civili o militari, l' istit~ione degli aiuti-chil'llrghi ha l'inconveniente grave di gettare nella circolazione, dopo i loro dieci anni di servi%io ahbligatorio, un'at'mata di concia-ossi autorizzati. Troppo completa in Russia, oye i bisogn i del resto souo un poco differenti, l'istruzione ùegli infel'mieri di visita, è insufficiente in Franr.ia. La verità ci sembra stare r1el termine medio; ma quello, che dobbiamo sopt·attutto studiare, è la. riunione di questi infermieri in
39 « <:ompagnie di sanità » in « distaccamenti sanitari », corpi speciali, autOnomi, che non esistono nell'armata francese, e che noi vedemmo sui campi di battaglia funzionare con grande vantaggio nelle armate prussiana ed austriaca.
IV. Il servizio medico in tempo di guet•t•a deve far fronte a dei bisogni sempt·e numerosi, ma che nel di di unn. battaglia preudono formidabili proporr.ioni. Bisogna, ancor durante la lotta, rialzare i feriti e por tarli fuori (]el tiro tiei proiettili, esaminare con cura tutte le ferite, praticare le operazioni urgonli, applicare degli apparecchi provvisorii cho permettano il trasporto del ferito fino al luogo ove esso riceverà delle cure definitive. Le ambulanze di prima linea hanno per carattere principale di esser mobili e ili cambiare di posto secondo l e vicissitudini della battaglia. Più indietro, ad alcuni chilometri dal luogo del combattimento, sono stabtliti degli ospedali temporanei, o·vc il soldato donà ricevere un collocamento passeggiero. Queste ambulanze, questi ospedali provvisorii , sarebbero in breve ora 1·ipieni, se nelle città prossime al teatro della guerra non si organizzassero degli stabilimenti fissi stti quali si possa evacuare la maggior parte dei feriti. Talora, se la guerra si prolunga · o se le perdite sono grandi, si trasportano e~iandio fino negli ospedali della madre patria i convalesr..enti incapaci di riprendere servizio dut•nnte la campagna o i fel'iti che possono sostenere senza pericolo un viaggio abbastan~a lungo. Conciossiachè medesimo sia il fin e che si ricerca, e mtidesitt te siano le difficoltà da superare per ·tutte le armate, si concepisce che vi sia una specie ùi uniformità nel pia11o generale di organizzazione ; ma, quando si rientra nel dettaglio della pratica, grandi differenze s'incontrano nella distribuzione e nel funzionamento dei diversi gruppi che costituiscono il servizio di sanità. in campagna. Come punto di partenza della nostra eomparazione noi prenderemo la chirurgia
40 . militare fran cese ; ma, come si trat ta d'indicare le riforme necessarie, noi metteremo .soprattutto in rilievo ~ difetti della nostra organizzazione<-; in tal modo non • r echerà maravi glia se gli elogi sono rari e numer ose le critiche. Quando una battaglia è imminente, i medici di reggimento r imasti con i loro corpi si pongono per quarito è possibile in un l uogo riparato per ·dare le prime cm·e ai loro soldati. L 'ambulanza divisionale si stabilisce più indietro in un podere, in una casa isolata, ove i chirurghi potranno procedere alle medicazioni le più urgenti; fin almente, più indietro ancor a, il piil spesso in un villaggio, J' ambtùanza del quartier generale di ciascun corpo d'armata, costituisce una specie di ospedale temporaneo, in cui il ferito riceverà delle cure definitive. « Luogo di soccorso, posto di medicazione, ospedale di campo di battaglia », tali souo le espressioni usate, sia in Francia , sia all'estero, per designare i tre ordini di stabilimenti del primo gruppo. La questione del trasporto dei feri ti dal luogo ove sono caduti fino al posto dì soccorso o a quello di medicazione, è la questione che si presenta tosto alla mente. .Molti soldati leggermente feriti o gravemente ancora feriti per lesioni agli arti superiori si portano a piedi fino al luogo ove si trovano i medici; ma moltissimi altri, incapaci di camminar e, devono essere .rialzati da terra e portati fino all'ambulanza. Per questo servizio non potrebbero essere utilizzate le vetture che l'amministrazione della guerra mette a disposizione del corpo medico; in seguito agli ostacoli di ogni maniera infatti che opporrebbe la natur a stessa del suolo, le siepi, i fossati, i terreni da lavoro, non si potr ebbero farle arrivare fino al luogo, in cui è caduto il ferito, e d'altronde lo si pot1·ebbe col sicuro sagrifìzio di preziosi mezzi di trasporto, già troppo poco numer osi, esponenc).oli cosi alla portata clèi proiettili. In Francia, la cura di trasportare .i feriti all'ambulanza è affidata a dei soldati del treno conducenti dei mlÙi portatori di cacolets. Non vi ha cosa piil ammirabile quanto il coraggio tranquillo di questi uomini, i quali non ·hanno p"er
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eccitarli l'entusiasmo della lotta; ma essi non possono che raramente giungere fino al luogo stesso ove giace il ferito. ed è quasi sempre a braccia di uomini che deve esser fatta la prima parte del trasporto. Ora nella nostra armata non esiste organizzazione alcuna sotto il rapporto di questo genere di soccorso. Dm·ante l'ultima campagna d'Italia, si è creduto di potet•e affidare questo servizio ai musicanti dei reggimenti; ma questi indiYidui oltre ad essere in numero insufficiente non hanno alcuna attitudine per adempiere l'ufficio che si è voluto loro imporre : e non è la stessa cosa che per i soldati del treno? Alzare dal suolo un ferito non è cosa cosi semplice come si pensa ; le fratture dei membri sono frequenti, un movimento male ordinato aggrava spesso delle ferite che sarebbero state relati,·amente leggere; la punta. di un f1·ammcnto di osso, una scheggia, possono lacerare un ner,·o od un vaso importante ed il chirurgo è n.llora costretto a sagl'ificare un membro, che egli avrebbe potuto conservare. La devozione dei soldati del treno non potrebbe suppUre aJla mancanza di una educazione speciale, al difetto di esperienza. n cacolet stesso è un mezzo di trasporto detestabile. l movimenti del mulo imprimono al ferito assiso in una specie di sedia a braccioli forma.ta dal cacolet delle scosse che si ripercuotono dolorosamente nella ferita, c, se è adagiato su di una delle due lettighe che porta l'animale, oltre le scosse, esso riceve delle oscillazioni simili al beccheggiare dt una nave. Talvolta il mtùo urta il suo vicino, talora s'inginocchia pur'anco ; uno dei nostri malati, lo sfortunato colonnello Suberbielle, ferito alle gambe da una scheggia di obice, fu gettato in tal modo sul lastrico di una via di Metz. n mulo ha potuto essere un buon mezzo di tra~porto nei paesi, dove come in Algeria, all'epoca della conquista, non esisteva strada carrozzabile; in Europa esso non ba altra ragione di essere che l'uso. Per le e\acttazioni dei feriti dal posto di medicatura all'ambulanza del qunrtier-generale o da un'ospedale all'altro, esso non potl'chbo esser·o
4.2
paragonato con le vetture di ambulanza, modello Masson, di. cui servisi l'Amministrazione francese: Dalla linea combattente alla prima ambulan~.:a, il cacolet non. prende il posto della barella, perchè il mulo non può quasi mai essere condotto fino al sito stesso ov'è caduto il ferito. Per mancanza di un personale speciale il soldato non può essere rialzato da terra che dai suoi compagni, e questi spinti da un sentimento senza dubbio di devozione, ma stimolati eziandio da quello spirito di conservazione, da cui niuno va esente, si affrettano a venire in suo soccorso. Uno prende le gambe, l'altro il corpo; altra vulht il ferito è adagiato su due fucili, sopra una copèrta da campo, su di una tela da tenda, ed è portato da .quattro de' suoi compagni, frat tanto che un quinto cerca di rendersi utile seguendo con il sacco ed il fucile: non è raro di vedere cinque o sei soldati accompagnare un ferito ch e potrebbe camminare perfettamente e portarsi solo all'ambulanza. Ol·a è ben difficile eli ritornare a prendere con sangue freddo il postq fì·a le file quando si è potuto allon. tanarsi fuori del tiro o portata delle palle. Un sol ferito fa dunque uscire dai ranghi uno o due soldati per lo meno, e troppo spesso in una maniera definitiva: in tal modo l' obiezione fatta alla istituzione dei portatori speciali presi in numero eli tre o quattro nelle compag-nie è dessa senza serio fondamento, imperocchè la forza effettiva della compagnia sarebbe sotto il fuoco ineno diìnihuita di quello che il sia con il disot'cline attuale e c~n la mancanza di organizzazione. Percy aveva proposto di creare un wrpo speciale di portatori di barelle formato da iilfermieri di ambulanza; Larrey crede che i feriti dovrebbero essere rialzati da squadre composte già da uomini i più att1 a questo servizio, scelti nei corpi di truppe fra i più bravi soldati. Le idee di Percy e di Larrey avrebbero potuto essere utilmente combinate; sventuratamente esse.non sono state adottate, e non è che nelle armate austriaca e prussiana che noi vediamo questo progetto messo da lungo tempo in esecuzione con vantaggio grande di· tutti.
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In Prussia come in Austria, in ogni compagnia , di fanteria, quattro soldati almeno deYono durante la pace rice,·ere una educazione speciale onde potere essere utilizzati in tempo dì guerra come porta- barelle. Questi uomini conser..-ano l'uniforme del loro reggimento, ma in campagna portano al braccio sinistro un bracciale, che indica le loro funzioni. In Prussia, questo bracciale non è altro dal 1866 che quello della convenzione di Ginevra. È un abuso che ci sembra importante di rilevare. Infatti, questi soldati non sono unicamente e costantemente dei porta-barelle, essi non agiscono in questa qualità che durante la battaglia, e in ogni altro tempo r estano nelle file delle loro compagnie. Essi non dovrebbero portare dunque il bracciale che nel momento di un combattimento nel quale sono impiegati come portatori di barelle. La parte dei soldati porta-barelle 1J(-l'anken- Traeger) è poco differente in Austria e in Prussia. Nell'armata austriaca, i ~o ldati porta- barelle appartenendo ad una stessa brigata SQno riuniti sotto il comando di un ufficiale dì geado inferiore e ogni battaglione fornisce un caporale che nel distaccamento fa le funzioni di sotto- ufficiale. I porta-barelle formano delle pattuglie di tre uomini; due por~no una barella e i . suoi accessori, il terzo porta un fanone di latta per sostenere i membri fratturati cd applicare in caso di urgenza una medicatura IJrovvisoria. Queste pattuglie percorrono la linea dì combattimento, rial7.ano i feriti e li portano :fino al luogo di soccorso. Nell'armata prussiana, i porta-barelle trat ti dalle compagnie non formano un distaccamento speciale, e restano per quanto è possibile presso il loro reggimento. Nell'una e nell' altra armata, il numeJ'O di questi portatori sarebbe insufficiente. se essi soli fossero incaricati di questa parte di servizio, e se non fossero secondati e guidati dagli infermieri porta- barelle appartenenti alle compagnie di sanità. Le compagnie o truppe di sanità (Sanitèits- T1"uppen) per l'Austl'ia, (Sanitiits-Détackment/ per la· Prussia, sono dci corpi particola1\ omogenei, che l'armata francese sventura-
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tamente non possiede. In Austria, esistono dieci compagnie di sanità, ciascuna delle quali comprende 180 infermieri, i quali hanno ricevuto una speciale istruzione. In tempo di pace, questi 1,800 infermieri sono ripartiti nei diversi ospedali militari dell'impero. In tempo di guerra, le dieci compagnie si ricompongono ; ogni corpo d'armata ne possiede una, due restando come riserva. Esse rappresentano delle compagnie d' infermieri e non delle ambulanze nell'accettazione che noi diamo a questa parola, imperoccbè l' elemento medico non vi è rappresentato che da un chirùr gomaggiore. Esse funzionano sul posto della meclicar.ione ed aiutano in queste circostanze i medici dei r eggimenti che ivi vengono a costituit'e il servizio medico propriamente detto. In P russia, ogni A~4 r-llée-corps ha tre compagnie di sanità composte ciascuna eli 6 medici, 8 aiutanti. ospitalieri, un farmacista, 8 infermieri, 149 soldati porta-barelle. La compagnia presta servizio a1 posto di medicar. ione, ove essa riceve come rinforzo la metà dei medici addet ti ai battaglioni di fanteria. La istituzione degli infermieri e dei soldati porta-barelle rende in queste due armate grandissimi servizii. Ai combattenti niun pretesto è lasciato per uscire dalle file, e il tr asporto dei feriti si fa con una grande celerità e soprattutto con una grande sicurezza per il ferito. La parte dei medici di r eggimento è differente nelle tre armate. In Francia, tutti dovevano restare con i loro corpi, onde dar e ai fP-riti i primi soccorsi. In Prussia, la metà soltanto di questi medici rimane sotto il fuoco, gli altri vanno ad aiutare i loro colleghi della compagnia di sanità, riuniti sul posto di medicazione. In Austr :a, niuno di loro resta al suo rango ordinario, e tutti quelli di una stessa brig·ata si riuniscono sul posto di medicazione, b·e eccettuati, i quali stabiliscono il posto di soccorso un poco indietro della linea di combattimento. Il posto di soccorso degli austriaci non ha il camttere, che noi assegniamo ad un'ambulanza, i medici non vi praticano che le medicature indispensabili per evitare una grave
emor·ragìa, e rilmovano, se è .necessario, le medicaturé provvisorie, applicate dai. portabarelle. È, a propriamente par)are, il luogo ove cessa il trasporto per mezzo della barella, e la parte dei , tre medici è soprattutto d' invigilare al trasferimento dei feriti, che essi mandano al posto di medicazione col ·mezzo delle vetture di an1lmlanza condotte fino al posto di f?Occorso. In Prussia·, come in Francia, non esiste posto di soccorso, o piuttosto ogni medico rimasto dietro il suo batta:gli0ne divìene il centro di una specie di posto di soccorso da d :ti dirige il servizio dei porta-barelle; ma in Frància, il medico, non avendo per aiuto che il soldato porta~ore del sacco di ambulanza, non può fare quasi cosa alcuna relativamente al trasporto dei fèriti. Di questi tre modi eli organizzazione, qual' è desso il migliore ? Sotto l' a.spetto dei serviz1i chirùrgici resi ai feriti, noi non esiteremo a condannare la presenza del · medico sulla .linea di battaglia, imperocchè, oggi che le truppe impegnate si coprono pii:l possibi.lmente che loro è dato, egli non potrebbe percorrere questa linea senza esporsi oltre misura, ed il soccorso che può arrecare al ferito diviene presso a poco illusorio, salvo al,.. cuni casi rari ed eccezionali, Per ·ciò che egli potrebbe fare, può essere sostituito dai porta-barelle, se banno ricevuto una eduQazione speciale; · ma, ci verrà obiettato, dappoichè è utile che i porta-barelle siano sulla linea stessa del combattimento, dappoiohè essi praticano certe meclicature ed applicano dei fanoni sui membri fratturati, .perchè i rnedici dei reggimenti non s'incaricherebbero eglino stessi di queste eure? È che, i medici essendo sempre in numero iusufficiente sul posto di medicazione, non si devono lasciare tutti quelli dei reggimenti ·presso a poco ·inutili sulla linea eli combattimento, allorachè eglino sarebbero alt~ove tanto utili ; è in t al modo che un buono infermiere si forma in sei mesi. frattantochè occorrono venti anni per fare un medico, e che fa di mestieri tener ben conto. di quelli, d'i cui si può disporre.. Tuttav.ia-:noi non sapr~mmo accettare completamente il sistema seguito in Austria. La presenza di alcuni medici
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sulla linea di battaglia è di un effetto morale incontestabile; incoraggia il soldato, gr ispira c.onfidenza e contribuisce a dare della considerazione al corpo medico. È per questi che · la Pruss ia mantiene sotto il fuoco la metà solamente dei medici di reggimento, e noi crediamo che questa proporzione dovrebbe essere ridotta aù un terzo del personale medico. Il secondo terzo sarebbe più utilmente impiegato ad invigilare, nel punto in cui s'incontra una strada cart·ozzabile, il trasferimento dei feriti dalla barella nelle vetture di ambulanza, ed a costituire cosi una specie di posto di soccorso interm ediario fra la linea di combattimento ed il posto eli medicazi.one. La por tata oggi tanto gt•ande dell'artiglieria obbliga infatti ·a portare molto lungi il posto di medicazione perchè si cerca di diminuire più possibilmente la lungher.za del tragitto che devono percorrere i porta- bar<3lle. Gli altri medici di reggimento si riunirebbero sul posto di medieazione. Il posto di medicazione deve essere stabilito in un villaggio o presso almeno di una abitazione, in prossimità di un fiume o di un pozzo, a una distanza della linea di combattimento che dipende dalla disposizione del terreno, e per quanto è possibile al coperto dci proiettili, L'ambulanza divisionaria, composta in generale di un medico-maggiore e di 4 o 6 aiutanti-maggiori, è il punto ove il ferito riceve nell' armata francese i primi soceorsi importanti. Si esplorano le ferite, si P.straggono i proiettili facili a scopl'irsi, si praticano le amputazioni urgentissime, ed i malati vengono tutti diretti, sia con le vetture Masso n, sia col mezzo dei cacolets o delle lettighe, fino all'ambulanza del quartier-generale del corpo. Ogni division e dell'armata ha dunque il suo posto di mèdicazione, servito da med ici speciali, aiutati il più spesso da alcuni dei loro colleghi dei reggimenti. In Austria, salvo i casi di necessità, non esiste per corpo di armata che un sol luogo di medicazione (Yerband-Platzj : è vero che esso è in parte supplito dai posti di soccorso . Il servizio vi è fatto dagli infermieri della compagnia di sanità
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e dai medici dei reggimenti che si trovanù itnpegnati nell'azio)ile. In Prussia, ciascuna diVisione ha il StlO posto di meclic·azione servito da una delle tre compagnie di sanità, che vengono a rinforzare la metà dei medici 'dei reggimenti d'infa.nteria(l). Ora, siccome ciascuna divisione conta 12 battaglioni e pér conseguenza 24 medici, 12 medici veng9no così in aiuto ai loro colleghi della. compagnia di sanità, e, grazie a questo importante rinforzo, l'ambulanza di una divisione conta< in Frussia tre volte più di medici che in Francia. I nredicì vi sono di;7isi in tre gruppi: i prim:i spogliano i feriti tagliando loro le vesti, lavano ed esaminano le ferite, medicano quelle che sono leggere, estraggono i proiettili facili ad essere scoperti; i ·secondi si occupano della riduzione e della medicatura delle fratture ; quelli dell'ultin1o gruppo fa:mo le amputazioni, le legature delle ..arterie. Nel posto di medicazione non sono permesse le operazioni pii.t lunghe, più difficili c meno urgenti,, siccorhe le rese'zioni articolari. L'ambulanza del quartier generale del corpo d'armata completa il nostro sistema di. soccorso sul campo di battaglia ; il suo personale, ·variahilissl.mo per numero, si compone ordinariamente eli un med.ico prir)eipale, di un medico-maggiore di, prima classe-., di. otto aiutanti-maggiori, di alcuni farmacisti, di un cappellano, di un ufficiale contabile, d' infermieri e di soldati di amministrazione. Essa possiede un certo ·numero di vetture per i feriti e dei carri per il trasporto del materiale e dei medicamenti. Stabilita in un villaggio bastantemente i~clietro al luogo stesso deÌla lotta, essa dopo il combattimento si trasforma in un vero ospedale temporaneo ove sono curati i feriti ed i malati del corpo di armata. L'Austria ha pure un'ambulanza centtale pel' ·corpo d'armata {Corps-.Arnòulanzj, disposta per ricevere temporaneamente 150 feriti gravi; dissetare, ristorare, soccorrere 600 feriti di (l) Aggiungiamo di s olo che ogni soldato prussiailo pOl't.a, durante il combattimento, nella tasca sinistra de' parit.aloni, un apparecchio già preparato di medicazione.
48 passaggio. n personale medico è composto di 5 medici assistiti da 2 aiutanti-ospitalieei e 36 infermieri. Nel l 66 la Prussia aveva tre ambulanze fisse per corpo d'armata (sclbWCI'e Felcl-Lazar·ethe), rappresentanti la nostra ambulanza del quartiee generale, menb·e che l' ambulanza di,•isionm·ia era rappt·esentata da dei corpi più mobili (leichte F eld-Lazm·l'the). Questa distinzione è scomparsa fino dal 1868, ogni A.?·mde-corps ]t a dodici ambulallZe, che riuuite danno un totale di 93 mediri, 150 aiutanti-ospitalieri, 20-! infer·miCl·i : ciascuna di rtuclle ha il materiale ed il pet•sonale necessario pet' formare dodici ospedali, i quali' possono ricevel'e 200 malati. o per l'intier o corpo 2,400; in caso di necessità, si può ricort•et·e eziandio <ùle tre compagnie di ~anità. Ft·a i feriLi o i malati, molli poss011o essere evacuati ~enza pel'icoli sulli ospedali di seconda linea, e . se l'armata procede in asanti , alcuni di questi F elc'l-Laza,·rthe si tt•asformano in O$I>edali fissi e prendono i malati dagli altri, che vanno via con r armata. L'organizzazione del ser·vizio medico regolare nell'at•mata francese si at't'esta all'ambulanza del quartier-generale; dopo questa noi non abbiamo piì.1 che <.lei mezzi incerti, mentre che l'c\wmia possiede un in ti er o ordine di stn.hilimen ti organizzati :tlle spalle dell'armata e che si appellano gli ospedali di gue!'ra (Felcl- Spital), e la P russia i suoi ospedali di tappa (Elappcn-Laza,·etk). Questa mancanza el i stabilimenti di seconda linra ba per noi come consegu<'nza fatale la neccs~ità di evacum·e a qnalunque prezzo sugli ospedali delle città Yirine i fet·iti ed i malati, che senza eli ciò ingombrerebbero le amhulnnzo. Fa rr UO})O a\er conflotto od accompagnato queste e\·acuazioni per comprendere qual parto esse abbiano }ler r endere piil gt'l\Ye la nostra IMrtalità. Kon si ha a !lisposizioue che dei carri requisiti pieni di paglia., nei quali si coricano i feriti. Per qualche tempo tutto sembra andar bene abba$U1nza, ma la paglia cede, il membro rolto pre11de una posit.ione viziosa e il corpo iner te di un ferito \iene a piombat•c con tutto il suo peso sulla f'r.m ta del suo vicino .
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' Si ·odono gridi di dolore·; si fernia la vettura, si colloca di nuovo l'infermo, ma dopo pochi passi si torna da capo. Lò sgombro non è possibile che per la via ferrata, e fa d'uopo tuttavia di possedere dei vagoni adattati a quest'uso; in ogni altra circostanza, deve essere proscritto per i feriti con complicarrza di frattura. L'ospedale di tappa istituito nell'armata prussiana ci porta a parlare b1·evemente di una organizzazione speciale alla Prussia. inaugurata nell'ultima campagna e tanto importante sotto il punto di vista militare quanto sotto il punto di vista medico; noi vogliamo dire del servizio di tappa. In Francia, fra l'armata operante in paese nemico ' e l'àrmata rlmasta nel suolo natale, non esiste alcuna cosa d'intermediario; l'una obbeclisce al generale in capo, l'altra è direttamente sottoposta al Ministro della guerra. In Prussia tutto il paese posto fra la madre patria e l'armata atti\Ta è MttQ h direzione di un generale, che prende il titolo d' ispettore-generale di 'tappa. Questo paese è diviso in un certo numero di circoscrizioni chiamate raggi di tappa. Ogni raggio ha. 'Un eentro di comando ehe h'a sede ordinariamente in una stazione di ferrovia. Di più, siccome ogni A1'1hée- corps è reclutato in. certe proYincie della confederazione del nord, ciascuno di questi corpi Jw. dietro l'armata il suo capo-luogo di tappa (Etappen-lfttupL-Oì·t), il quale cambia di posto secondo i progressi delle ope1'azioni militari, e la sua testa di tappa (EtaJJpen-Anf"ang-O;•t) che è situato in Prussia in una delle città della provincia che traversa la via la quale conduce al teatro della guerra. Fra questi due punti estremi sono stabilite le tappe fli via ferrata (Eisenbahn-Etappen) , e, quando non esistono le ferrovie, le tappe di terra (Larul-Etappen). A cia'Scuna stazione di tappa è stabilito uno ospedale destinato. a ricevere i malati · della circoscrizione, i soldati di passaggio costretti a fermarsi per via, o i feriti che non possono continuare senza inconvenienti il viaggio loro flno al punto in cui è éliretta l'evacuazione. Si comprendpno i ser\"izi che una siGio,·n. di :Medie. milit. 1872.
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mile organizzazione può rendere quando si tratta di far superare rapidamente a dei reggimenti delle distan1.e abbastanza lunghe. Ognuno di essi arrivando alla tappa trova tutto pre}>arato per riceverlo ; la distribuzione dci viveri si fa nella stessa seea, e nel mattino successivo la truppa può r imettersi in via con tanta facilità come se si traUasse di un tra... !ùcamento operato in tempo di pace nell'interno del paese natale. Si comprende di quale utilità siano questi ospedali fissi disseminati così di distanza in distam:a su tutte le strade che seguono gli sgombri. :'foi abbiamo veduto, ahimè ! in questa triste campagna della Loira, nella quale la mancanza di organizzazione e(l il disordine erano cotanto flagranti, un tutt' alh·o spettacolo ; noi abbiamo veduto dei teeni di feriti e di malati andare errando lungo Je nostre linee ferrate ~enza che alcuno ne conosçesse la pr ecisa destinazione; abbiamo veduto dei poveri soldati intirizziti dal l'eeddo ed ammassati in · vagoni da bestiami fermarsi nelle stazioni, ove essi CJ'edevano di t1·ovare un ricovero e del pane, lasciare il loro reggimento ed abhandonare le loro armi a chi voleva prenderle. Senza pue ricondurre la mente nostra alla memoria tanto recente dei nostri disastri, cosa n on sono stati mai gli sgombri della Ct'imea su Varna, Gallipoli, Costantinopoli, ed. anco di Solferino su Brescia o J\IIilano !
v. La convenzioue ~i Gin e'l'l'a aveva frattanto avu t0 per fine, come si sa, di riparare a tanto affiiggenti miserie. La ueutralizza.zionc doi feriti, del materiale e del personale delle ambulanze, che è stata consacrata da questa convenzione, conchiusa a Ginevra il 22 apeile 1864, non è in alcun modo un principio, di cui la Svizzero. abbia fondamento a reclamare l' iniziatiya. Il generale Stain ed il maresciallo di Noa.illes nel 1743, il generale Moreau etl il generale Kra.\' sotto la ·repubblica, l' avevano di già proclamato. Finahncnte il
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29 maggio 1859 il J.lfonileur pubblicava un decreto, firmato alcuni giorni dopo la battaglia di Montebello, il quale stabiliva che fino da quel mome11to tutti i prigionieri feriti sarebbero resi al nemico senza cambio appena che il loro stato lo permettesse. Questo decreto non rimase lettera morta. Noi n:vemmo Ml 1850 l'occasione di l"icondurrc a Verona degli austriaci feriti curati nei nostri ospedali di l\Iilano e di Brescia; testimone commosso dalle scene patetiche che provocava il Titorno di questi infelici in mozzo ai loro compagni di arme, noi potemmo apprezzare allora quanto grande era il benefizio portato ad effetto dal decreto di ~fontebello. Alla Francia appartiene legittimamente adunque l'onoro di avere proclamata la neutralizzazione dei feriti; ma è pur giusto di riconoscere che noi siamo debitori al comitato di Ginevra, se questo principio abbiamo veduto, esteso nella sua applicazione al personale e materiale sanitario, accettato da tutti i governi dell'Europa. · Sventuratamente la convenzione di Gine>Ta era appena conosciuta dalla intenden7.a. militat'e francese, e al principio dell'ultima campagna per metterla in pratica niente era preparato. Quando noi arrivammo a Metz, niuu medico militare francese, niun infermiere por tava braccialo, niuna vettura 11i ambulanza aveva il segno distintivo della neutralità; alla porta soltanto di alcune ambulanze di quartieri- generali sventolava un piccoio stendardo bianco avente nel centro una croce di Malta di panno rosso, ma. era di una dimensione sì stretta che non era forse percettibile a 200 o 300 metri. Del resto, i nostri colleghi dell'armata non accettavano che con repugnanza un segno distintivo, il quale aveva per oggetto di proteggerli, e durante l' intiera campagna il braccialo fu più spesso tenuto nella loro tasr.a che sulla manica. dei loro uniforme. All'incontro, la popolazione civile lo metteva in mostra con cura e sollecitudine, e niuna persona vi era, che curasse o avesse l' intenzione di curare un ferito, il quale non n'esse al braccio la fascia bianca con croce ro~sa. Dopo le giornate di Borny e Gr avelotte l' intendenza
52 militare, che non a:vea creduto dapprima di dover dare il bracciale a quelli che do;-evano p01·tarlo, ne distribuì in profusione. Soldati del treno, contadini conducenti delle vetture di requisizione, ma che niente ave...-ano di comune col servizio sanitario, signore che assistevano i feriti, tutti si rnessero a port.o'tre il br acciale fatto dall'intendenza. L'abuso non tardò ad avere gravi conseguenze, la minore delle quali era di permettel'e a quei miserabili, che seguono tutte le armate, di andare- impunemente, s'O tto pretesto di ricercare i feriti, a spogliare i morti sul éampo di battaglia. Dopo le bat. taglie di Bomy, Gravelotte e Saint-Pt•ivat, io aveva potuto ottenere dai merlici e<i ufficiali prnssiani la consegna dei nostt·i ufficiali feriti e prigionieri. e pii.1 tardi quella di t utti i nostri feriti suscettibili di trasporto. Il 21 agosto, io sperava rli ginngere allo stesso risultato per 200 fer·iti rimasti a Gravelotte ; ma le cose avevano cambiato _di aspetto. I o riceYei un' accoglienza meno lusinghiera. e dovetti ritornare nelle nostre linee senza ave•· potuto alcuna cosa otteJtere. D generale prussiano non l11i na~cose che era poco soddisfatto della man iera con la quale noi eseguivamo la con' 'enzione, clJe l'abuso, che noi facevamo del bracciale, glie lo r endeva sospetto. In ogni v illaggio lo si trovava, soggiungeva egli , su delle persone che non appartenevano · àll' ar mata , e poteva divenìrl~ un mezzo. a - rendere p iìt facile lo spionaggio e la violazione dei cadaveri. Io credei di dover~ esporre questi Iat~1 al umresciallo Bazaine, in una lettera. in data 22 agosto ; questa. lettera dette luogo ad w1 decreto col quale fu tolto assolutamente l'abuso. e le persone che assiStevano i feriti l>resero per segno distintivo una croce di lana bleu, ch e appiwavano su lato su,lstro del petto. All'armata della L oir a, a P arigi, noi l'itrovammo la smania del bracciale; i Prussiani, eglino pure, ne abusavano : sn questo punto avvi motivo dì rivedere l a convenzione di Ginevra. Ciò è tanto piìt impor tante, non avendo noi, come in Prussia ed in Austria, un treno di equipaggi speciale al servizio di sanità. I nostri soldati del treno sono
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ora occupati a trasportar~ i fet·iti, ora ad accompagnare viveri ed czianclio munizioni, e quando dopo Boruy noi andammo nelle ambulanze prnssiane a riprendere i nostri soldati. feriti, la presenza dei cavalleggiet·i del trenò degli equipaggi, che ci et·ano stati dati di scorta, cagionarono dalla parte del nemico osservazioni abbastanza vive. Vi ha di più: in un certo momento su molte vetture di trasporto si fece dipingere lo scudo della neutralità, e, in un vettovagliamento che si fece a Lauvalière negli ultimi tempi del blocco , le Yettm·e portavano tutte la cr oce rossa su fondo bianco. Il nemico del resto commise più di una volta simili irregolarità. L'abuso della bandiera non fu meuo grande di quello del bracciale; ciò che si è veduto a P arigi noi l'abbiamo ritrovato dovunque, e soprattutto nelle città minacciate dal nemico. n bracciale soùdistaceva l' amor proprio, ma la bandiera era spesso alzata ·per un motivo meno disinteressato. L'articolo 5- della convenzione porta infatti che ogni ferito raccolto e medicato in nna casa vi serve di salvaguardia. L'abitante che avri raccolto in sua casa dei feriti sarà dispensato dall'alloggio delle trtlppe, come da una parte delle contribuzioni di guerra che possono essere imposte. In tal modo nelle città ed eziandio nei "'\Tillaggi ove si poteva prevede!'e l' arrivo prossimo delle armate prussiane , le case s' imbandieravano per incanto. La oittà si riempiva di ambulanze; ma se si entrava: nell'ospedale improvvisato ' per infot'marsi del numero dei letti disponibili, il più spesso si veniva a sapere che l'ambulanza non possedeva che un sol letto, il quale talvolta non era che quello del proprietario; d'altra parte generalmente ignoravasi che la convenzione di Ginevra era stata modificata il 2 ottobre 1868. « Quanto alla ripartizione dei carichi relativi all'alloggio delle truppe ed alle contribuzioni di guerra, dice il nuovo articolo, non ne sarà tenuto çonto che n ella misura dell'equità e dello zolo caritatevole spiegato dagli abitanti». Come tante altre cose, la neutralizzazione delle ambu-
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lanze è stata male interpretrata. Si è rimasti maravigliati ed eziandio indignati che delle ambulanze sìano sta.te fatte prigioniere dall'armata alemanna o rimandate in patria pet' il Belgio o per la SYi?.zera. Due ambulanze \Olontarie della Società di soccm·so per i feriti han creduto che la comrenzione di Ginevra dasse loro il diritto di traYersare le linee nemiche pel' venit'é ad unirsi all'nrmo.tu di Metz. T utto ciò indica poca conoscenza delle leggi e delle necessità della guerra, siccome dello spirito e del testo eziandio della conv enzione. Delle circostanze divet·sissime possono modificare profondamente la condotta da tenersi. Così ha luogo una grande battaglia: alcune ambulanze, non volendo abbandonare i loro (eriti, sono fatte prigioniere ; il gener ale in capo, - è suo diritto in virtu dell'articolo 3 ùella com·enzione, - le ritiene pet' dar e delle cure ai loro compagni di arme ; ma in breve ora i medici dell'armata vittoriosa potendo bastare all'aumento dei doveri che la v itt@ria ha put' loro imposto, le ambtùanze prigioniere possono essere messe in libertà. Ora due casi IlOssono presentarsi. I medici prigionieri sono restati in pt'ossimità del campo di battaglia, la loro prigionia non è stata che di poca durata, l'armata ha conservato le sue posizioni, o movitnenti strategici si sono operati a distanze tali che il generale in capo non ha da temere l'indiscrezione dei medici e degli infermieri caduti fra le sue mani: niente allora impedisce che essi siano direttamente rimandati agli avampos ti dell'armata cui eglino appartengono. Che all' incontro abbia no avuto luogo dei movimenti di truppe, che sotto gli occhi dell'ambulanza prigioniera siano stati eseguiti dei lavori di difesa, si può ammettere sol noi momento che una convenr.ione qualunque possa obbligare il generale Yincitore a far conoscere al nemico, rostituendogli direttamente alcuni metlici, ùeHe operazioni militari che gli de'e ad ogni costo nascondere ? Cosa fhre in simil caso? Si restituiscono i medici prigionieri ai loro compagni di armi, ma sopt'a un pun to lontano {lal teatl'O della guerra, imponendo loeo un git'O abbastanza
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lungo perchè il tempo scorso tolga ogni pericolo ad una divulgazione dei fatti osser vati durante la loro prigionia. Questo è ciò che i prussiani hanno fatto a riguardo dei medici francesi, ed avevano il diritto di farlo, siccome il generale Chanzy aveva il diritto di r imandare in Alemagna per Saint-Malo e l'Inghilterra, l'ambulanza prussiana diretta, noi crediamo, dal dottor Rosenthal e fatta prigioniera sulla Loira. Quanto alle due ambulanze che, venendo da Parigi, ban creduto di potere attraversare l'armata prussiana per arrivare a Metz, l'una passando tranquillamente per P ont-à-Mousson, l'altra per Étain, Mars-la-Tour e Gr~ velotte, la loro prigionia momentanea e il loro rinvio per H Belgio non erano che cosa naturale, imperocchè la convenzione, sotto pretesto di neutralir.zazione, non ba mai pen~;;ato di da1·e alle sue ambulanze il diritto di passeggiare in mezzo all'armata nemica, e di venire poi ad annunziare ai loro compagni di arme la forza, la posizìone, la natura dei lavori del nemico. La neutralizzazione dei feriti ba dato luogo rlel pari a degli errori d'interpretazione. La consegna dei feriti fra le mani dei loro compagni non è immediatamente obbligatoria, è solamente facoltativa ; essi possono non essere resi che dopo la loro gnarigione, ma sempre sotto la condizione d i non riprender e le armi durante il periodo della guerra. Questa ultima clausola., di cui non si può frattanto negare la legittimità, dovrebbe essere soppressa; il più spesso essa è inutile quando la ferita è grave, è presso a paco ineseguibile, soprattutto dalla parte del soldato, quando la fel'ita è leggera. Per gli ufficiali questa clausola crea loro una posizione sì delicata e cosi penosa dopo la guarigione loro che molti preferiscono il cordoglio di rimanere prigionieri. - La convenzione di Ginevra non è stata in serio modo applicata che nell'ultima campagna, e l'esperienza ha mostrato che essa prestavasi a numerosi abusi; fa d'uopo che una cliscussione seria basata sui flìtti osser vati definisca la maniera colla quale bisogner à interpretarne i differ enti articoli.
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Dopo la campagna d'Italia e sotto l'infh1em:a di un .libro avente. p~r titolo : 1Vfernone di Solferino, pubblicat.o dal signov Dunant,. l'opinione pubblica. si ' comosse della insuffici(mz.a dei soccorsi prestati· ai soldati feriti ed infermi : al medes.imo sentimento di uman1tà, che portq la convenzione di Ginevra, devesi la creazione . delle Società di soccorso ai militari feriti. Riunil~\3 dei rnezzt d~ ~gni specie, comprare con le offerte pecuniarie gli oggetti i più utili, spedirli sul teatro della guerra,. aiutare così il servizio sanitario dell'armata, tale è il compito ch.e, queste società possono adempiere, ma questo non è l'oggetto .che i fondatori del Comitato di Ginevra designavano ai loro aderHnti, tale non è il fine che seguono oggi in Francia le società di soccorso per i feriti. Venire . direttamente in aiuto ai servlzii sanitarii dell'armata, concorrere paral~elamente con essi e con lo stesso titolo alla cm·a dei feriti, possedere il SllO materiale,, il suo personale particolare, avere le sue ambulanze, i suoi ospedali, ecco le aspirazioni della maggior p11rte di questi comitati, ecco le pretenzioni che essi hanno elevate neirultima campagna. In appoggio di queste pretese si è citato ciò che era accaduto in America e in Prussia, ma in ciò avvi .un errore di f~tto. Quasi Wtti. quelli, che hanno scritto sulla organizzazione medjca dell'armata federale durante la guerra della secessione, hanno molto singolarmente attribuito alla Commissione sanitaria degli Stati-Uniti, vale a dire al comitato centrale delle società di soccorso, una parte che questa Commissione non ha mai esercitato. È il ·dipartimen.to .medico dell'armata (War's meàioal. Depa1·tm,ent), dir etto dapprima dal clottqr . Hammond e più tardi dal dottor Barnes '· è definitivarn(3nte il Ministero della guet·ra (allora affidato a ~1 . E . Stanton), che fece costruire in America 202 ospedali-generali contenenti 136,896 letti, i quali furono successivamente occupati da più eli due milioni di malati o di feriti. È il dipartimento dell~ guerra che fece muover e dura,nt~ r la intiera ·C?-rnpagna gli. uomini e le cose, e non un.rnediéo èlell'armata ·Ò degli ospedali militari vi ft.t
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nominato da un'altra autorità, all'infuori che , dal Ministero qella gu~1;ra. , , In Prussia, durante la gue.rra dello Sles,yig;, una .so.cietà dL soccorso intervenne direttarn~nte nelle cure da pr~starsi ai feriti sul ~ampo gi ga~f.aglia. Ì .cavalieri di S. <fiovanni di Gex:usalemme, sotto ).a clir~zione- del loro gran-maestro il conte di Stolberg-vVernigerode, avevano creato presso la chiesa · di Nubel up. pic9olo ospeda.le molto l~~ne condotto, e çhe )1icevev,a. i feriti qelle tri~cee di Dupp.~l, donde essi erano trasportati a Flens.bourg,. Questa ~mbulanza1 affidata alle çure del 'prof~~.sRre E:lppscb, (di J?resla~t) 1 era_ indipen~lente da quella dell' ar.mata. .Quando la convenzione di Ginevra, alcuni mes). più , tardi, provocò , la creazione del,le societi~ civili di st>~corso, le qq.ali pr~sero •in P,russia un? , sviluppo considerevole, si regolarizzò la loro azione onde farla cçmcordare con quella ,della .chirurgia di armata. Un decreto· flel ministero della guerra, in d~ta 31 magglo 1866,,. r~golò la sfera di azione. di que~te ~:;oqietà. CavaHeri di, S,. G;iovar_mi e cavalieri di Malta, associazione prussiana di soccorso. per, ~ feriti, ftÌrono post,i sotto l'alt~ direzione eli un cÒmmi~sa rio ·designat,o . dal re, e che , fu ancora nel .18.66 il conte di Stolberg-vVerniger,oqe. Il commissario regio era, l' intermediario fra le ·autorità.. mediche P- xnilitari e le società di soccorso, l'azione delle quali non si esercitava, che dietro l'armata, e sopratutto nei depositi degli ospedali ·di riservi}. Popo Sadowa e La~gensalza, degli studenti in medicina delle. università. andarono, è vero, a prestare il loro concorso agli ospedali ed anco aUe' ambulanze, ma non costit~ir01:10 parte alcuna delle ambulanze attive autonome. IJluminata dalla esperienza della guerra del 1866, la. Prussia. limitò (ÙpoÌ: l'azione delle· s·oc.ietà di socqorso. Il comm~ssario :regio nell'ultima g.uem+, fu q pr:incipe di Pless, ~ .~lJ.tt~ ~·associa%ione fu centr~lizzata a Berlino. I delegati pel con;unissario regio furono soprattutto .i cavalieri di S. WHvanni di Gerusalemme. Essi figuravano nelle ambulanze d~ prima ·Ìinea, ma soltanto di persona, per tra~mettere al commissario regio ed alla so~
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cietà le domande di viveri, di biancheria, di medicamenti, di cui i chirurghi militari potevano avet bisogno. Quanto al personale delle società di soccorso, esso non aYeva l'accesso nè· delle ambulanze, nè degli ospedali. La sua p ar~e limitavasi ad accompagnare i soccorsi materiali spediti all' armata, i feriti evacuati sull' Alemagna o sugli ospedali di tappa, a provveder e talora questi ospedali d'infermieri e d'infermiere. 'Questa. pa1'te poco brillante, ma eminentemente utile, fu compiuta da uomini che godevano una grande posizione medica, e cosi che il professore Virchow condusse egli stesso fino ad Ars-sur-ì.Vfoselle il primo distaccamento volontario partito da Berlino per ricondurre negli ospedali di seconda linea i malati ed i feriti dell'armata, che c'investiva a Metz. Quando fu dichiarata la guerra alla Prussia, il !)apo del dipartimento della medicina militare fece un appello ai volontarii, i quali si presentarono in gran numero. L'indennità concessa variava da 2 a 3 talleri il giorno; essi erano aggiunti ai distaccamenti sanitarii o soprattutto ag]i stabilimenti lontani dal teatro della gue1'ra. Sebbene senza uniforme essi erano sottoposti alla gerarchia, alle leggi 0d ai r egolamenti militari. In caso d'incapacità, di cattivo volere o di cattiva condotta, senza altra formalità venivano conge~ dati. A sentimento di tutti la parte delle sociètà di soccorso così limitata è stata utilissima. In Francia le r,ose sono state un por.o differenti, ed è il caso di esaminare delle questioni già risolute in Prussia. Se si lascia da parte cio che è successo a11e armate di Sédan o della Loira (armate quasi completamente sfornite di un servizio medico regolare, ed in cui le ambulanze v olòntariè erano necessariamente le benvenute) p'er parlare di una armata regolarmente organizzata, come era quella di lVletz, conviene confessare che non vi è quasi posto sul teatro stesso della guerra per' delle ambHlanze volontarie o per dei medici civili (l). La circostanza particolare di una ritirata (l) Vi sono dei medici civili, di cui la pl'csen?:a nelle armate ò di una uWità incontestabile, ma clio sarebbe impossibile di collocar·e sotto
59 incominciata già dop~ la vigilia ci ha dato una parte attiva e quasi predominante dop·o la battaglia di .Borny; a ' Gravelotte e a Saint-Pr-ivat, nel tentativò di sortita fatto a Ladoncliantps il 7 ottobre, il grande numero dei feriti ci hà permesso di agire parallelamente alla chirurgia militare; xna in tutte le altre circostanze l'ambulaliza volontaria non aveva cosa alcuna da fare. Il servizio. medico dell' armata deve essere cent1'alizzato fra le mani del medico in capo, ed • il médicò civile, che per devozione al p·aese e non per fare un viaggio interessante o per ottenere una distinzione onot.lficà, offre volontariamente ·i suoi servizii deve essere intieramente a; disposizione del médico in capo·dell'armata. Quanto agli infermieri volontarii noi preferiaÌno .di' non parlarne, non si può' immaginare un più snervànte contrasto con i. fratelli della dottrìna' èristiana tanto ammirabili duraJ'lte l;assedio· 'di Parigi. Salvo alcune oneste eccezioni, non si potei'a tl~o ''are una più bella racco1ta ·d' infingardi e di ubriachi. Molti praticavano il furto da gente ;esperiméntata, ed cin' cèrto. n1.1mero non erano· che.· dei pirati di campo di bàttaglia, ché ~pògliavano più volentieri i morti di quello che n\edicare i vivi. ,. S:e, non ost!m~e la devozione dei medici civili, non ostante i servizii che ìe· sventùre della patria loro hanno permesso di t'èrideré, la loro pre-senza 'non potrebbe essere accettata in mezzo· ad Un.' armata in campagna, soprattutto allo stato d} e0rp~' fn:dipendenti, bisognre.essere altrin1é'ùti! severi a riguardo· · di quelli ospeda:lr, che sotto ii ò.orne di .atnbulànze si soìi.ò gli m·dil1i dei medici militari, cl\iunque. eglino sialtO; noi vogliamo parlare delle illustrazioni della medicina civile. Fino al ,presente la Pr~:~:o;; sia sola l'ha coMpreso, ed ha 'saputo r isolvere una maniera felice fa Mffi~olf.à del!il. Ìat·o inc6rporazione in tempt di guèrra. Le celebrità clfu'urgiche d'eila P'russia.1 i signori Langen-1>éch; Bardeleben, Wìhùs, Middeldoi·pff~ Wagneì:, ecct , figurano ! col• grad6• di medico·- generale e sotto i.l. titolo di chirurghi-consulen~i,)lelio' statò-.maggiore delle armate' in. campagna; H loro ufficio consiste nell'illuminare coi loro consigli i· medici militari1 i quali credono di dovere ricÒrt~ere alla loro esperienza nei casi difficili, tanto ft•équ'enti i:'n1guét:r~a.
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elevati da p<M· tutto senz' altra reg6la che il capriccio individuale. Nella pratica le buone intenzioni non bastano. Ora, se piena giustizia vuolsi rendere a quel bisogno di devozione, che tante signore francesi ha condotto fin presso nl letto dei nostri malati e feriti. si può dire ancora che la parte d' infermiere di ambulanza ò stata talor·a un affare di moda, e (\he le ambulanze private sono state per i nostri soldati spesso pericolose e troppo di rado utili. Se tutti i medici non sono atti a medicare convenevolmente un soldato ferito d'arme da fuoco, come ò possibile clte siano rapaci di farlo della femmine del mondo o semplici sturlenti in medicina? Quanti infelici non abbiamo noi veduto morire o per·dere un membro che si sarebbe potuto conservare, percM essi erano stati trascinati in queste ambulanze private le quali non a-veyano che un sol letto, ove niun chù'urgo li visitava, dove la padl'ona della casa, convertita di sua testa in infermiera di ambulanza, contentavasi di applicare della filaccia o dei cataplasmi sopra una ferita, che prima di tutto avrebbe avuto bisogno del ferro del chirurgo! Tuttavia vi furono numerose ed onorevoli eccer.ioni. La vedova di uno dei nostri r.olleghi di Parigi , la signora Cahen , ci fu utilissima~ a :Uetz in vigilando sulla biancheria del nostro ospedale c sulla distdbuzione dei viveri e dei medicamenti. n libro tanto interessante pubblicato sotto il titolo di Gior·nala di una infermiera della signora baronessa di Ct·ombrugghe, presidentessa del comitato delle signore Belghe, r ende testimonianza dei servigii r esi ai nostri feriti a Sat'rebruck, a Metz e a Cambrai da una donna inre.lligentc, devota e piena d'iniziativa. Noi alJbiamo traversato un periodo di sventure; ma il patriottismo non giustifica il disortUne organizzato nelle nostre armate dai governi di Tours e di Bordeaux non più di quello che la devozione non giustifica l'epidemia delle ambulanze e delle infermiere di ambulanza. Ritorniamo alla Prussia, dappoichè, ahimè! è sempre là che bisogna andare a cercare gl'insegnamenti basati sullo spirito pratico e sulla esperienza dei fatti.
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Gli OS})edali delle società di soccorso (11ereins-Laza?·cthe) de-rono contenere almeno yenti letti. n personale deve essere per numero e per qualità approYato dalle autorità competenti. L'ambulanza tutta quanta è sottoposta per ciò che concerne il mantenimento della disciplina e la rappresentanza degli interessi dello Stato, alla yigilanza della commissione dell 'ospedale militare 11 piì.L vicino o di una commissione particolare composta di un ufficiale o di un medico di ospedale. T atto ciò che concerne il senizio medico JWOpriamenl.e detto è sotto il controllo della direzione rlegli ospedali milital'i, del medico-generale della provincia e dei suoi rappresentanti. In questi piccoli osvedali non si possono rice-.;·erc i soldati affetti rla malattie contagiose, quelli, cha per la natura della loro ferita potr~bbero n.vere in seguito diritto ad una pensione d'invalido, o quelli, che per ogni altra causa hanno bisogno di una particolaT•e vigilanza. Le ambulanr.e private non possono essere create che con l'autorizzazione del coiDJ1lissario regio, il quale deve far daj)prima pl'Ocedere alla Yisita dello stabilimento. Esse non possono ricevere che dei convalescenti, che non hanno pii.t alcun bisogno delle cure mediche n dei soldati solmnente, che nngono dagli ospedali militali e desi·gnati dal medico in capo clelrospeùale. Vi è ben lungi, ben lo si vede, clagli abusi di mù noi siamo stati testimoni nell'anno passato. L 'esperienza testè fatta è stata per la Società internazionale un completo disinganno. So senr.a ingiustizia e senr.a ingratitudine non si potrebbero misconoscere i ser vizi, che ai nostri soldati banno r eso i medici delle' ambulanze Yolontarie, non si può negare che i loro s~rvigii sarebbero stati ben altt•imenti considerabili, se il loro zeìo e la àevoxione loro non fossero stati troppo spesso paralizzati dalla ingerenza in affari puramente medici di persone che sembt•a-.;;·ano essersi riunite per riabilitare comparativamente l'intenrlenza militare. Noi rendiamo pi<'na ed intiera giustizia agli uomini onorevoli, che hanno voluto essere utili ai nostri soldati, ed hanno per ciÒ sagrifìcato i loro agii e le loro veglie; ma
62 il fatto solo deve occuparci. Ora, quando noi attacchiamo la insufficienza dell'intendenza, che si compone almeno di uomini distinti, dì capi invecchiati nella pratica , che in mancaza delle cognizoni mediche, hanno una grande esperienza delle cose della g nerra, che dire potremmo della insufficienza delle persone che non sono n è medici n è militari? « Noi avevamo, diee il dottor Pictrowsky nel suo rapporto ufficiale s ulla sesta ambulanza, dei delegati di ogni genere, che, dopo i combattimenti, arrivavano in qualità di dilettanti , n on avendo la più piccola idea della loro missione , nè dei servigii che eglino erano chiamati a rendere. Ne resulta:va, da questa parte ancora, ogni sorta d'inconvenienti, i quali non facevano che aumentare le difficoltà» . In con.:. seguenza di una cattiva organizzazione, la società ha speso per ottenere pochi risultati somme considerabili. Molte volte pare che essa siasi trovata senza mezzi. È eosì che dopo la capitolazione di Metz, allora che noi avevamo ottenuto dalle autorità pr ussiane l'autorizzazione di ritirarci presso eli una delle nostre armate con tutto il nostr o materiale e con tutto il nostro per sonale, la società per l'organo di uno de' suoi delagati ci dette l'ordine, che noi esigemmo per scritto, di licenziare sul posto tutto il personale , di lasciare il materiale , di cui l' armata della Loit·a era tanto sprovvista , in deposito 'a 1\'l etz, dove fu venduto pochi giorni dopo a bassissimo prezzo. Quattro ambulanze lasciate libere dopo Sédan non poterono riformarsi che grazie ad u na somma di cento mila franchi data dalla società inglese; quasi tutte le ambulanze dell'armata della Loira si mante.nnero con dei mezzi sempre precari. La guerra del 1870 ha dimostrato in modo esuber ante che la Società internazionale ha il torto di distorre dalla chirurgia militare, per impiegarli ella stessa, dei medici civili pronti ad entrare temporaneamente nelle :file dell'armata per consacrarsi alla salute dei nostri ferit i, di sterilizzare in parte degli sfor zi individuali, i quali sotto la direzione immediata dei chiurm·ghi militari sarebbe1·o s tati in' ben altro modo
G3 utilizzati. Serbando per le persone il rispetto che meritano le i ntenzioni pure, d).remo ;noi che questa ebbrezza di devozione che ha ricoperto la Francia di piccole ambulanze particolari e convertito tante .persone, non solo in sorelle ospedaliere ed infermiere, Ciò che forse sarebbe stato bene malgrado la loro jnesper\enza, - ma in medici improvvisati, - lo. che certamente fu un male, non ha contribuito a d aumentare la mortalità dei nostri feriti, a d,istruggere ciò che restava di disciplina, a sottrarre-dalle file dell'armata molti soldati pro..: prii al servizio? Sia; ma diciamo finalmente terminando con il signor dottore Luca Championnière, chirurgo della quinta ambulanza: « Noi potremmo cercare di ,mostrare i perfezionamenti di ogni maniera, di cui sono suscettibili le ambulanze volontarie; noi non daremo tutti questi dettagli imperocchè noi crediamo che le ambulanze civili del campo di. battaglia hanno fatto la loro parte, e che questa parte è terminata ». In riassunto, autonomia del corpo di sanità liberato dal giogo dell'intendenza, assimila:r,ione seria e compléta ai gradi dell'armata attiva, istituzioni di esame di capacità per sta.bilire l'attitudine a delle funzioni pii.l elevate ; - unificazione del serYizio con la soppressione della distinzione fra i medici addetti ai corpi dì truppe ed ai medici addetti agli ospedali, - tali sono le principali riforme che ci sembra dovere essere portate alla organiz?:azione della chirurgia militare in tempo di pace. Creazione di distaccamenti di portatori formati da soldati antecedentemente istruiti, designati anticipatamente in numero di tre o quattro per compagnia di fanteria e di cacciatori, non agenti in questa qualità che nel momento della battaglia, per rientrare nelle file dopo il combattimento; formazione di compagnie di sanità composte di medici e di infermieri, aventi il loro materiale pa.rticolare. la loro esistenza distinta; - moltiplicazione delle ambulanze attaccate a ciascun corpo rli armata. sul modello · dei Feld-LazaretlUJ prussiani; - aumento del numero dei medici; - .riforma
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completa del modo degli sgombri.; - adozione del sistema degli ospedali di t appa ; - direzione degli ospedali e del corpo di sanità affidata ai medici ; - soppressione delle ambulanze volontarie; - finalmente unificazione di tutto il ser·vi.zio medico fra le mani del chirurgo in capo dell'armata; - tali sono le principali r iforme, che reclama la medicina militare in campagna. Queste riforme sono sta.tc operate dalla Prussia nel 1863 e 1868, esse vi hanno por tato il servizio lli soccor so ad un gr ado di perfezione che noi siamo obbligati di riconoscere ., e s0prattutto, il che è più triste, che noi siamo costretti ad invidiare.
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ALCUNE RIFLESSIONI SU 297 COSCRITTI DELLA CLASSE 18·18
per il Medico dz· 1·eggimento
D.r C. FIORI. I.
n 430 Reggimento fanterìa - cui mi onoro di appartenere - dal contingente dei· nati il 1848 ha l'icevuto complessivamei1te 297 individui : 59 fra piemontesi e liguri; 70 fra roroagnoli e dell'Emilia; .63 toscani; 28 dell'antica Campf1nia; 76 della Basilicata e Calabria citeriore. Non Siciliani adunque, non Sardi, non Lombardi, non Veneti; dell'Umbria, delle Marche, delle Puglìe e degli Abbruzzi neromen'uno. La statura ed il perimet110 toracico di questi 297 iscritti riuniti a norma dei sopraccennati gr1~ppi di provincie danno luogo alle seguenti medie proporzionali : Contingente St,atllra media Perimetro toracioo medio.
Piemonte e Liguria. Emilia e Romagne . Toscana . h,ntica ·Campnnjn. Basilicata e Calabria Citeri'Ore
59 70 2~
l. 64 l. 65 l. 63 l. 64
77
l. •()l
,()3
o. 80 o. 86 o. 87 '% o. 86 o. 86
Le provincie le ho assunte alla buona ; ne ho unite anche assieme due limitrofe giacchè alla poohczza delle mie cifre non si addicono tante suddivis.iop.i.,Del re~to all'Italia J11<\nqa anco~~a una c}ivisione region~le cap,ace di farcèht stucli?-:t:e sotto il punto eU vista della to11ograJìa. medica e quale campo della vita. DaJla somma di tutte )e _stature e p,erimetri toracici dei coscritti divisa per il numero di quelli, ho avuto dell'intero · contingente le seguenti medie: Statura ~etri . . . l. 6>3 Perimet~o 1 ~9-raoico O. 86 lj2 Giornale di Medie. milit. 1872.
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L'Emilia e le Romagne adunque diedero le stature piì.t vantaggiose: la Tosc.ana i toraci piì1 sviluppati. Tenendo conto anche della genarale fisica costituz.ione, del bello im- . pianto osseo c dello sviluppo muscolare, queste tre pt•ovincie fornirono ll migliqre personale del contingente. L'infimo lo si ebbe dai consigli di Potenza, Castrovillari. Rossano e Cosem:::. La Basilicata e la Calabria citeriore non solo offrirono il minimo delle stature e dei perimetri toracici, ma in genere tutto un personale difettoso. Ben pochi discretamente nutriti ; molti magri, con muscoli esili; alcuni presentarono un lussureggiamento del tessuto cellulare, che associato ad un primo grado di corpulenza valeva mirabilmente a darti l'idea dell'inerzia. Mai vidi in costoro, ciò che tant'e volte osservai nei romagnoli e nei toscani, disegnato cioè sulla pelle quel forte, regolare, simetrico sviluppo' del sistema n1uscolare che bellamente accenna salute, forza, ope•rosità della vita. Nello scheletro sempre vi fu qualche cosa che offendeva il senso estetico. Spesso tronchi sproporzionati alla brevità delle gambe; gambe disarmoniche colle braccia; bacini irregolari, assimetrici. Concedo alle circcsta.nze • etnogeniche o di etnologia archeologica la loro parte.; sia in essi il tipo saraceno, arabo, indiano: quantunque le successive invasioni romane, normanne, fran cesi, spagnuole e di tutti coloro che nelle epoche posteriori per sottrarsi all'impero turco si stabilirono in quelle r egioni, como distrussero ogni monumento storico, non esclusi i filologici, ('.OSi devono aver confuso le varie stirpi, coprendo di un velo imperscrutabile il vero stipite odierno di queste popolazioni. Ma oltre tale rimota e discutibile ragione del loro ?rutto ve n'e altra ben più meritevole d'essere studiata, perchè non si perde nelle nebbie dell' antichità , ed è in potere di tutti i buoni e del Governo principalmente porvi un r iparo. Vo' dire lo stato miserrimo e semi-selvaggio in cui è tenuto là il povero contadino spesso storpiato, contorto dall'abbandono e dagli stenti, rnommificato per la fame patita sin dallà 'prima infanzia. Ragioni tanto
67 più valevoli a mantenere degenere la razza umana se st rlflette che molte delle ampie vallate di quelle provincie sono sotto il malefico influsso di un'aria insalubre. Ma procediamo, che forse altri fattl incontreremo sulla nostra via di osservazioni i quali varranno meglio di ogni ragionamento a porre in rilievo quel tanto di verità che per avventura potrebbe esser e .nelle mi~ asserzioni. A completare gli studi sulla statura e pedmetro toraclco ed agevolare sempre più il colpo d'occhio nell'afferrarne di un. tr·atto i r apporti e r elative differenze fra i diversi gruppi di provincie immaginai due tavole figurative che qui mi è d'uopo 'omettere per necessità di edizione. Ad ogni mocTo da esse ne emergono gli e~tremi fra cui .oscillarono le indi\iduali misurazioni riunite per provincie. Relativamente al contingente dato, le maggiori oscillazioni si sarebbero verificate nell' antica Camparìia che in soli 28 iscritti offJ;"ì stx.'tture da.i. metri l. 56' :fino a metri l. 72; e perimetri toracici che dai centim~t!'i 79 vanno sino ai 92; le minori nella Basilicata e Calabria c.iteriore, con 77 coscritti offrì stature da metri l. 55 e l 67 e perimetri toracici da centimetri 79 a 91 . Ciò è naturale : sarebbe strano il contt•ario. Le maggiori varietà fisiche di una popolàzione in questo caso saranno sempre proporzionali ai più svariati contatti con altre popolazioni. L'antica Campania, Napoli, la più grande città d'Italia, che per mare e per tel'ra batte le ali, presenta su tutte le altre provincie del Regno le maggiori -varietà: la ~asilicata e la Calabria cit eriore, rinserrate nei monti, che la storia ci dipinge da molti secoli separate da ogni contatto con altre nazioni, in uno stato sociale stazionario, le minori. Nei loro 77 iscritti non solo offrirono l'estremo minimo delle altezze in metri l. 55 ma non vi fu un solo che si elevasse oltre metri l. 67. Dei perimetri toracici possonq farsene due gt:andi gruppi ben marcati, Piemonte e Liguria, Basilicata e Calabria citeriore, antica Campania da una parte : l'Emilia e Romagne,
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Toscana dall'altra. n primo oscilla fra 78 e 92 cent., il secondo Cra 1'81 ed il 98. Il numero massimo degli individui che misurarono una medesima altezza fLl di 32, e questa in met. l Gl ; per il petimetro toracico fu di 30 in met. O 86. Un solo del Consiglio eli P otenza non raggiunse il minimo dell'altezza voluta dai regolamenti. rl're, uno di Vercelli, uno di Nrrpoli, l'altro di Potem~a non ra.ggiunsct·o il minimo del perimetro toracico. 'l'utti quattro furono proposti a rassegna: vedremo or ora le determiUil?.ioni del generale l'assegnatore. Intanto fo osservare che dilatando il campo di queste osservazioni , e meglio se fatte direttamente ai Consigli di kva, si verrebbe a rostituire un utile antecedente per una pi'lt eqn:t ripartizione del contingente. P ob·cmmo presumere nogli inscritti dello diverse provincie quale sia sotto tluesti l>nrticohtri rappor ti che hanno gli estremi dello sviluppo tìsico, 1<1. loro idoneità al mestioro delle armi. Di fatto - che che ne dicesse alle Camere in una delle tornate delranno l ( 66 il generale Lamarmora, allora miòistro della guerra - qual sol'ta di gi usti:.~ta ella è cotesta sottoporre alla stessa quot.a popolazioni che studiate attentamente 11011 rlanno la stessa media di sviluppo organico? La cifra brutta dei nati, il numero della popolazione sono semplici valori nominali: assumil'li in cotesta delicatissima bisogna siccome esponenti assoluti è un gt·ave errore. l\lille olandesi al Oa1)o di Duona Speranr.a, secondo ce li descl'ive nei suoi viaggi PerciYal (l ), per la ecrcssiva loro cot•pulenza, militat·mente parlando, sarebbero eguali, presso a poco, a zero. A misura che cresce la somma delle imperfe?.ioni e delle malattie; a. misur a che la raz?.a umana in una data regione si allontana dalla sua perfeziono organica, decresce il uumero di coloro che possono portare le armi e naturalmente do(l) Voyage au Ca1J. C. p. 338.
69 Vl'ebbero decrescere le csigenr.e della legge sull a coscrizione. Da noi poi dare alla ripartizione del contingente una base più logica c.h e pat·tisse dalla vera attitudine sulle diyerse pr ovincie del Regno alla vita wilitare, è forse un bisogno più imperioso, di maggiore equità che per altre nazioni abitate da popoli etnograficnmente pii:1 omogenei viven ti sotto un clima più urùforme.
II. Non tut ti i 297 coscritti giunti al reggimento furono giudicati abili. Anche qui per le sopraccennate ragioni si sopprime il quadro n on'linativo dei propo~:~ti a rassegna o inviati in osservazione con a fianco le rlefìnitiye determinazioni. Ciò però non toglie che :si possa r agionare sui fatti, i quali mi studierò di esporre sommariamente. E innanzi t ut to premetto che non intendo niente affatto di difender e il mio operato quando questo si tt·ovi in cont radir.ione pii-l o meno aperta col giudizio inappellabile di altrL L e proposte le feci convinto della loro giustezza, ma le son sempre quistioni del piit e del meno , quindi naturale, i nevitabile un certo gr ado di discordia . Ai pr ofani che se ne formalir.zano fo riflettere che l'uomo ad epoche differenti, per quanto }JOS\tivo egli sia, inclina senza avvederst"ne a percepire i fatti della natura in un graùo e in un senso diverso. Non si è sempre filosofi o poeti alla stessa maniera. Un·medesimo fenomeno può risvegliare in noi differenti jmpressioni, essere .yeramentc giudicato ed a.verc un apprezzamento ben discorde da quello che si ebbe in aJtra epoca v is to dagli s tessi occhi, ma non con la stessa disposizione d'animo. Vedano adunque che non ci sarebbe nemmeno bisogno essere in 1lue ad emettere un giudizio snlla idoneità o meno di un coscritto, perchè ci tro,iamo talvolta in opposizione , che se foss imo noi stessi, dato un pochi no dell'elemento tempo di mezzo basteremmo da soli a dare questo spettacolo che tanto scnndalizz<l i poveri di spirito.
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· De' miei 16 proposti a riforma, due furono g·iudicati abili, ·uno rivedibile, gli altri si ebbero il congedo assol1.tto. Dei 5 ri'\redibili due furono dichiarati abili, due si ebbero il congedo assoluto, un :-;olo rivedibile. Dei 4 proposti all' osservazioné, tre ne uscirono con certificato negativo, uno ftl proposto a 1•nssegna per l'allegata malattia e congedato. Dei 297 coscritti adunque· giunti al reggimento 18 furono rinviati alle loro case, 16 non idonei, due da ripresenta.rsi alla ventura leva. Si ebbe quasi il () di divergenze per % sui giudizi emessi ~.ti Consigli e Depositi di leva. Quelli giudieati non idonei dal generale rassegnatore lo furono per ie seguenti infermità o vi7.iosità organiéhe : gracilità 4; tigna· 1 ; tumore sulla tonsilla sìnist1·a l ; deficenza e cattiva confof'mazione del casso toracico 4; cardiopatia 2; ciì:·so.eele 2; varic~i alle estrergità inferiori l ; piedi piatti con incur·varnento all'interno 'dei nmlleoli l. 'Meditando poi pe1· un rrìornento' sui riformati divisi per provincie si rileva,. che -per quantunque i regolamenti si p'r·efiggaho dare ai nostri giudizi una base assoluta, tuttavia non valgono a cambiare la natura umana, per la qtiale il valor e di un<~ cosa è sempre un relativo: mi spiego. Proporzionatam:ente al contingente dato, le pl'Oì;incie che offrirono ii pii:t bel personale sono pur quelle ch8 provocarono al corpo minori proposte di rassegna e viceversa. La Toscana. che diede 63 coscritti spicca pei· non avere motivato una sola dimanda di rivedibilità. -Che i saggi avvertimenti dati nella conferenza antecedente alle operazioni tie:i Consi~ gli di leva dal nostro direttore fossero uno dei fattori Q.h e concorsero a questò felice risultato? L'ipotesi mi sembra ragionevole. - I riformati dell'Emilia e Romagna (~ quelli dell'antica Campania stanno in ragione. del 3 per %: quelli del ·Piemonte e Liguria del 8 l j 2 circa: finalmenti~ quelli della Basilicata a Calabria citeriore del 10 lh_ per % computandosi :--- come sembrami giusto - i due giudieati rìvedibili. Si confrontino questi risultati con quelli avuti in ordille alla stahtra e perimetro toraeico, e cort le poche cose
n . espt:lste circa l;;t 'genetale ' cqstituzione fisiCJ:\ del cou.tingente, divis9 per provincie ed è facile scorgere in tutto ciò una prop.orzionalità , meraviglrosa:. Eppure l' elenco B parla chiaro ed.. ugualmente per ttttti :· non vi è restrizione sul .nnmerq delle volte che lo si può . appiicare. Astrattamente consideran{io la o.osa paPrebbe 0he la pifra maggiore dei difettosi di una provincia c\opo ·l' o:pera, di vaglio, dei Qonsigli e dei D~?positi·· noiL dovesse più farsi s.entir.e ai. corpi. Ma il Jatto dimostra altrimenti:' guìn<;li dQ)Jbiaino conchiuderne che il còmpito del medico alle. oper-azio~1i f}i,leva riusc~J;' deve tantp più difficile per ' quanto il personale su cui · è chiamato a emettere ·giudizi sia :vizioso e,qegenere. Conciossiachè allora se-nza; avvedersene, pian0 piano, çli.menticl:;ùamo i p:uecetti a.ssoluti d,el regolamento, l'idea tipo dell'uomo che ci dà per. eliminazione e finiamo transigendo con difetti palpabili giu; , s"to a1)punto perchè li v~diawo in confronto eli altri molt4 ancora più g--ravi. Col persìstere dell~azione di uno stimolo se:osual13 succede sempre un certo ottundimento,, indifferenza nella percezione che ci.fa. dep:r.~z~a,re il vero valore dell ~ cos~. Non- ~>a.rebbe adttnque. fu01~i · di proposito che coloro .i quali hanno la fortuna di riassommare tutti. i -qo;>tri ermri, basan- . ·d013i sui fatti éi additassero le provincie, e in queste le imperfezioni fisiche ove sogliamo pr-eferibilmente, emettere un rnaggiQr numero di giudizi ~hagliati. Il.preveJlirci su cote~ti ingal).ni eli ottica int~llettiva è, il meglio che resta a far.e, dopo· quanto ci dettano in proposito i regolamenti pe~ dirninuire le riforme ai corpi eh~ complicano le operazioni df leva QQn delle ervata-col'rige, che aggrp.vano il governo di una spesa inutile e che costano sempi:·e mo·~te lagrime . e qualche franco ~lla famiglia Q.el coscritto i~ quale sopporta di&agi che avrehbe dovuto non. sopportqr,e. l
iii. Dei 297 coscritti ricev1:1ti ne· restarono così sotto le arm:i '2!79, nè quali' vi furono 1due scambi di numero, uno
12 di fratello, l'altro di categoria: quattro sttrrogazioni ordinarie. Tu'tti giunsero direttamente in drappelli dai depositi di leva meno due che -provenivan'o da altri corpi - ar tiglieria e cavalleria - per 1;11ancanza d.'idoneità al servizio speciale di q'l.{elle arìni. Sotto il punto di vista morale questi passaggi dovrebbero. Jvitarsi al possibile. "DemoralizzailO il coscritto prima di essere soldato. Questi due si presentaL rono rMcontando una interminabile iliade di mali, e vi volle del bello e d'el 'buono per far lòrd intendere che dovevano fare il fantaccino. Dèi 279 dne erano già stati in osservazione, uno allo spedale di Napoli per cirsocéle, l'altro in quel di Bologna per cattiva conformazione del tor hce visibilmente schiaceiato a: sinistra, ma, da qna1ito apparve senza lesione delle fnniibnì inerenti ai visceri sottostanti. Dùecento ottanta furono gl'1nriést1 praticàti da:l dottor P etrella su questa ca't:égori~ - 118 · èoh . esito felice, 58 spurio, I 04 negativo. Ca'lcolaiitl0' gli. spuri tutti nei negativi - ciò che forse non è giusto - si ebbe di · esiti preservativi ei1~ca il 42· per Ofo. I p.ririli coscritti raggiunsero i'l corpo ·11 12 gennaio ; glÌ ultimi il 14 marzò - fatta ecceziene di poèhi che verti1éro oltr e la metà l:li giugno - Al l o di maggio, 71 erano ·en:ti'a'ti allo spedale una volta, 7 due volte, l tre volte. Trerituno vi giaéevano ancora, 4 erano deceduti e tutti per acute malattie di petto, 2 rifoi·maJti per tisichezza.. Dei 31 rimasti 3 o 4 versavano in gravi condi2ionì e tutti pér acute iiiflarrùnazioni dei visteri endotoracici. Queste cifre sono piuttostd gravi. rianno tma proporzione che guai a noi se si verificasse pei' le altre classi sotto le armi. Non disconoseenclo tutto il cumulo delle cause fisiche e morali che militano contro la salute del coscritto; tenendo a calcolo l'infelice giacitura del quartiere S, Giorgio, ove per tutti i lati si accede ·co;n fatica, e giuntivi si è esp0sti alle correnti piil impetuose dei venti di N. E. che tanto
i3 predominarono l).el decorso invel·no, sostengo che a, raggiu:n" gere 1 risultati che ho cittatò vi eontl~buisc·ç~; · n0l:1 poco lo spi.à.Qey,ole spettac0io che og.ni, anno :al. git~.ngere ..delle reclute sì rinnov:a per alcm1i. ·pi noi. V edere eioè giova:ni seminudi, talvolta soalzi,.,che n~l cu,0re r;lell'inverno e in poche G>re, viaggiando ~erso ·Nor,d1 cambiarono affatto . di clima. Al c0rpo pÒi1.aN""viene s,peS1:ì9 per sopra~se!lo che i loro eenç,i di laij_.a , a norma di una rigor'osa . interpr~t~zione d~lla nop(l. m·imisteria:lé (NO ~ 13), 90 gerln'aio 1856 vengano cambiati in , up. bel .paiq di pantalpp.i nupvi, ma di tela. qhe il. giovane soldato indossa per 40 gior.n~. .Se }1 dire cht? l'Italia:> dai mari dell'AJfriea si estende sino alle eterne ·gh\acciaie delle Alpi può talvolta parere mia bella frase poetica,, è poi tal' altra l!J;l!l :veri~à geogr-afica cpm,provata dai fatti ter-mornett-ici. Me ne appeilo alle wbhlica·z~oni ~li mete@rolo.gia italian.a ,che per . cura del Mìnis'tefo .dell'.agrJ.coltur.9, Ì)ldnstri?- e commerciò 'vedono l~ lucE} dal 1~66 in poi. , Quest'anno i miei co.s.c ritti d,eJ:\a Bisilicata. f?· .Calabria Oit~riore partirpno di là lri;sciand~vi parecGhi gradi di ·calore ...,.:. come mi risulta da partie0lari inforniazi'ot1i assunte e giunsero qui laceri e· mezzo assiderati s'ng1i ultimi giorni di genn,aio, questo appunto allorchè -il tern10metr0 oscillò s0t:flo zero, e per 3 giorni di seguitò si ni.antenne a - 7 e la 'n.ott~ del 28 scese sino a . _:: 7., 5. Questi sono fatti che per essere intesi non àhbiso.g nano , eU · commenti n è eli particolari cegni~ioni mediche. · L'u0roo è cosmopolita] è vero·, ma non già nel ~enso che parmi nntendono alcuni moderni iìhu1tr.opi. Chi hàcque so:tto l'EquatoFe .nom potrebb.e al certd piantare le· sue tende· in G'lloE)landia trasportandosi eolla celerità··del va:pore e vestito di• cotonina. È· cosmopolita, e -sa.rebo-e berie strano che a questo prototipo .d'ella ,rita si assegnass~ una zona per muo·versi e. .prosperare: ma Io è a · çoildi.zi<'me: che. gli si con creda il tempo nébessarì6 per mo·cl~~~arsi, per mettere il suo fìsico 1 in .armonia q,ol nuov.o- clima:, l&•:è a condizione che usi d:c'Ha;
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74 sua buona logica a far tesorQ di tutti quegli argomenti che valgono difenderlo dalle prime e più brusche impressioni. L'acclimatazione ~1on è una parola vuota di senso, ma include l'idea di una serie di cognizioni necessarie all'uora.b che emigra dal proprio paese. E per il coscritto sotto questo punto di vista igenico non si fa nulla: ciò è tl'oppo poco sicuramente di ft•onte alle"varietà climatologiche della nostra Penisola. Che anzi, talvolta gli se ne aggravano Je condizioni naturali esponendo appena giunto, e non difeso, come pur lo sono gl'indigeni, ai venti boreali che nel gennaio spirano nei paesi più nordici aell'Italia. Qualche cosa dungue bisognerebbe. pur fare per questi giovani chiamati daltronde al servizio della patria comune, la quale, se ha il dir·itto della propria difesa, ha per ciò stesso l'obbligo della tutela di quei figli. Intendo benissimo che vestire il coscritto di tutto punto al deposito di leva sarebbe sotto molteplici rapporti uri errore economico : ma tutto ciò non vuolsi per soddisfare le imperiose esigenze della igiene. Basterebbe all'uopo che alcuni depositi di provincie situate nelle r egioni più meridionali, che nell'inYel'no godono d'un clima mitissimo, si autorizzassero somministrare a quei' pochi soltanto che debbono raggiungere la propria destinazione in paesi più nordici e dove l'inYerno suoi decorrere aspro e rigoroso, oltre la coperta, un corpetto a maglia ed un paio di pantaloni - ma eli panno . .Qualche cosa a parer mio vi guadagnerebbe. pure la pubblica decenr.a.... Al corpo poi bisognerebbe çhe il coscritto non trovasse il § 153 del capitolo :VI del Regolamento di disciplina e la sopracitata nota mirlisteriale del 1865 che fann o di una imperiosa necessità tema di espre~sioni elastiche, interpretabili sempre. Espressioni ch.e lascianò alla libera elezione dei comandanti del corpo il somministrare al coscritto, oltre al cappotto ed un berretto di panno, i pantaloni di panno, un corpetto a maglia e la necessaria calntura. Piuttosto mi parrebbe che il senso di quel Paragrafo e di questa Nota
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potesse invertirsi dicendo - il coscritto giunto al corpo e riconosciuto abile si vestirà. in pieno assetto militare : resta poi in libertà dei c.omandanti economizzare per i primi 40 giorni qualche oggetto, ove le porticolari condizioni de1la temperatura non vi si oppongono. - Sarà sempre una rara eccezione quel paese che permetterà in gennaio l'economia del corpetto a maglia o l'uso dei pantaloni di tela (l). IV. Da ultimo - visitando nudi i coscritti, quest'anno, come negli antecedenti, una quantità di minute osservazioni fatte sull'ambito del loro corpo, di nonnulla interessanti appena la cute mi banno preoccupato l'animo come una idea :fissa. - Fammi veder la pelle e ti dirò chi sei. L' esame di questo esterno velamento è una interessantissima pagil1a del libro della vita umana : è una pagina su cui molte abitudini, alcuni vizi, assaissime malattie scrivono la loro storia;' su cui gli agenti esteriori lasciano un'a impronta particolore. Non vi è ruga senza significato, non vi è sfregio, non Yi è macula senza ragione. Sulla pelle restano impresse a caratteri indelebili molte 'COSe che pur si vorrebbero cancellare e che pòssono egualmente interessare il filosofo, l'uomo di Stato ed il medico quante volte fossero raccolte con quella estensione ed uniformità di vedute proporzion ali all' oggetto. A noi esclusivamente, medici militari, la rivi:;ta dei coscritti apre il campo ad una parte di questi studi osservativi dove la buona logica, r induzione troverebbero molti profittevolmente da esercitarsi. Fra la cute liscia, levigata, slJiadata dell'ozioso diplomatico e la ruvida, squammosa, bt·onzina del labor ioso agricoltore vi è tale distanza· da potervi capire tutte le gradazioni ,
(l) Molte delle cose qui dette mancano ora di scopo avendovi provveduto l& istituzione 1dei disketti m)litari.
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che stanno fra queste due estreme c)assi sociali. Fra la nerissima e .lticìda dell'etiope e la bianca rosea dell'europeo vi sÒ:no tutte le mezze tinte proprie degli abitanti deHe differenti zone di questa terra. Una cicatrice al prepuzio ti caratterizza un popolo: il tc1tuaggio è una scrittura di gii·oglificì che leggesi sulla pelle e ti fa intravcidere le prigioni. ... Ma veniamo al caso nostro. Nei citati e ricitati coscritti ne osservai 3 eon stimrnate di coppe searificate; due provenienti dal Consiglio di Castrovillari, uno da quel eli Cosen1.a. Nulla di analogo vidi in tutti gli altri. Ecco, dico io, qualche cosa che accenna - prescindendo da ogni quistione in merito - ad un differente staclìo della medicina pratica in quelle campagne. I popoli giapponesi sono controsegriati ai lati della spina da· eicatrici, monumenti indistrJlttibili che stanno a provare l'uso, o meglio, l'abuso che i loro medici fanno. del moxa. Diciotto mi si presentarono con la loro pelle abitata dal pecliculus pubis, 2 dal pediculus capi#s; 5 dagli t~ni . e dagli altri ospiti;· e questi 25· eran tutti dei Consigli di Cosenza, Rossano, Castrovillari, Salerno, Potenza e Napoli. Un altro fu dovuto, imrMdiatamente giunto, ricoverare all'Ospedale perchè nella sua pelle girovagava l'acarus scabiei, ed era di Salerno. Quattro offrirono cicatrici da tigna, e due. erano da Castrovillari, un9 di Cosenza, l' altro di Potenza. Tuiti q.i.testi· fatterelli cutanei hanno un lato per cui · si toccano, un punto su eui collimano. éhi oserebbe negarmi che potrei da ciò solo indurne conseguenze sulla pulitezza negli usi privati _- e nei pubblini di certe provincie in confronto di certe altre? E sicco_me da cosa nasce cosa inferirne il grado relativo della loro civiltà? Trovo nei miei appuntì che molti della provincia della Basilicata e Calal'niia Citeriore offrirono seO'ni di antiche cio catrici per ferite e scottature: alcuni ne avevano il capillizio segnato in molte direzioni. Per tutte le altre rimanenti provincie c1ue so!i ne, rinvengo, uno del Consiglio eli Stradella, l'altro di Napoli. Ecco qualche eosa . che sta oggi a
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dimostrare in ragione inversa del suo uumero dove l'infanzia e la pubertà s'ebbe maggiori le soll~citudini dei genitori, deve .la prin~a educazione di famiglia non fu una vana parola. Molti di questi segni e abbandono, noncuranza, giovinezza sciupata nelle strade, sono correlativi che si legano coi vincoli di causalità. Tre presentarono cicatrici da postumi venerei e provenivano dai Consigli di Firenze, Imola, Salerno. Contraditemi se dicessi - ove queste presenteranno una costante maggiore ])roporzione ivi o precoce malcostume, o poca sorveglianza per parte del governo delle sante leggi dell'igiene, o tutte due queste cause in rp.gione composta. La pul)blicazione periodica' e costante di queste minute osservazioni praticate su vasta scala, fra le altre cose varrebbe mirabilmente a corr eggere alcuni errori e vecchie costumanze popolari. che altrimenti trapasseranno i secoli. Dite pure in lnLOna lingua e con valide ragioni agli abitanti di U,u paese - voi siete i più sucidi, i più scostumati della na• . zione·- e dal sindac0 allo spazzaturaio vi daranno torto. Niuno saprebbe acconciarsi, per quanto giuste, sotto il peso di simili accuse. Mostrategliene invece èon il sublime laconismo di poche cifre gli argomenti che ne costituiscono le prove di fatto e dovranno tacersi. Ogni polen1ica sarebbe superflua. Non v'è che correggersi, altrin1enti l'anno successivo con nuove cifre riceverebbero una nuova condanna. .Ma queste per ora Te sono utopie ; dico, per ora, giacché spesso le utopie sono verità che si realizzeranno nel tempo. E intendiamoci l)ene, che non vorrei essere stato frainteso. Dal principio alla fine il mio pover o lavoro è presso a poco condannato alla inconcludenza. Le son cifre sulle quali si verificheranno semp~·e le regole dell'abbaco - di questa mirabile scoperta del Fibonacci - ma sarebbe follia volerne indurre quell'ordine causale, quella successività co,· stante che, dovrebbe esserne l'oggetto. Le son cifre non suscettive della classica incluzione di Bacone, ma della volgare, sgraziatamente oggi nelle mani di tutti: non della in-
78 duzione quale è intesa dalia moderna filosofia sperim('lntale, ma quale fu definita ed usata da .Aristotele che ne fece una fra le tante differenti forme eli" argomentare scolastico. Dunque, si dirà, perohè ·produrle? Le ho prodotte all'unico scopo di tratteggiare alla meglio un bi)zr.etto che valesse di utile antecedente e fosse di eccitame1~to ad opere più vaste, meglio redatte e conseguMtemente più logiche in un ordine di cose in cui noi mectici militari siamo assoluti e dispotici padroni. Non ho ·aspirato a fare . un lavoro statistico, chè nemmeno il titolo gliene diedi. A tanto la meschinità degli elementi che aveva pe1' m{lno non mi autorizzavano da\'ì~ero. Ho tentato una l)rova di ci6 che volendo potremmo fare, e forse un giorno faremo, quando meglio educ.ati alla precisione ed esattezza delle osservazioni. Lo si abbia per un saggio meschinissimo di quella operosità raccattatrice che fa tesoro di tutti i minuzzoli; invest;igativa, e che dovrel)be èssere -- seppure non è - la caratteristiéa dell'opera nostra che ha inalberato su 'tutte le quistioni la bandiera del ·positivismo. Dott. FIORI.
----Nuovo metodo di cura contro il tet ano traumatico. Ripensando il Dott. Demarquay alla molta suscett-ibilità, che 'gli individui colpiti da tetano manifestano al freddo, e all' inasprimento delle sofferenze. che questo produce, egli pose i due tetaJlicì, eli cui rende conto, in una stanza riscaldata e tei1uta diligentemente ad una temperatura da 180a ~20 C. (p40 a 720 .Fabr.). 1 Poi per dirninuiee le coni;razioni·tonif"!he e clonicbe, in questa malattia così dolorose da costringet•e l' infermo a prendere stranis-
' 19 sime postzwni, e vincere in special modo il trismo, che c una. delle manife~tazioni precoci del tetano; del pari che. sollevare il dolore della ferita e le,co~vulsioni del monc~ne, ~gli praticò, quattro o cinque volte in ventiqmitro ore, delle iniezioni intra-muscolari pi,ù vicino che fqs~~ possibile <tll' emergen;r,a dei n~rvi con solu~~O)li di morfina f>Ciolta ;:td una cinquantesima. p;~rte. Dapprim11 la iniezio)le fu oper'ata ill ciascun massetepe, come pnre nei rnn-;·scoli, del collo sull'uno e l'altro Lato della colonna spinale; e quàrido la -(erita, ,c he era stata la caus~ occas~onale del tetano, era ?olor.osa, U)1a inierbione 1.veniva f<Ltta. profondamente nell11 so.stanza dei muscoli in.vicinanza alla n1edesima,. ,Sotto)a ip:fluenza di questi rimedii le sòfferenze erano tosto mitigate, e il pa~?.ien~e era in grado di aprire la bocc!J., e eon copiose beyancle, sollevare la tormcntosa sete. Coll' aìutò dì queste e çlella temperaturit , elevata della stanza un ab~ondante tr~spira.zione veniva pl,'odotta. Dopo alcune ore le iniezioni venivano ripetuté, le dolorose contrazioni esse1~do domate ogni qualvolta comparivano, pra,ticandole nella sostar;za dei muscoli colpiti dallo spasmo. Esse furono eseguite ancora · sulla direzione dei nervi del diafragma, per vincere lo, spa~mo di tluesto muscolo, ò lungo il corso del ' pneJ!mogastrico, allo scopo di sollevare la difficoltà della deglutizione, che sembra dipendere dalla contrazione dell' esofago. In CLuesto modo i dolori erano mitigati e la sete sollevata, mentre l' inf~rmo poteva essere cibato ·con brodi, latte, e .una ·dieta ognora più sostanziqsa. Uno dci due ca.'ìi quando fu assalito da te,tano portava una profonda ferita alla ~ura in via di cicatrizzazione, ment re l'altro aveva subito l' amputazione della gamba. In ambedue il tetano per tutte le npparenz.~ era molto graye, e, sebbene naturalmente due ca.si non parlano mo1t o in favore. di qualunque siasi metodo, curativo, il loro esit o •felice giustifica la pubblicità di esso. , ' Freq;uentémen,te le iniezioni sotto-cutanee di 1'\lOrfina, atropina, e curar:o sono s,tate, tentate, ma pe).' quanto, sa. Demarc1uay, niuno fin. qt~ ha pensato di portare l' agente terapeut~co p1:ofondarnente .nel,l<,t so~tanza muscolare. Questo è, egli crede, un nuovo processo c :r;azionale. • J ' l (.jlfedi<:Cfl Times t:Ln« Qa;.ette, 7 ottob1·e 1871).
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Concetto patologico della malattia di Addison in Inghilterra e in Germ~nia . Nel 1855 il Dott. Addison il primo pubblicava aJ mondo la sua memoria intorno agli e:ffeLti costituzionali e locali della malattia delle ca.cssule sopra-renali, ma alcuni anni avanti aveva latta sui soggetto una nota alla Società Medica di .Londra. Nel quarto di un secolo che ò scorso dacché l'attenzione dei pratici fu arrestata dalla originalità delle osservazioni e deduzioni di Addison, le arene della opinione medica sono state in contiuuo movimento illtorno alla vent natur·a patologica della malattia che p01·ta il suo nome. Da alcuni pal'agt·afi nella sua memoria originale è evidente che Addison Cl'edeva che ogni condizione mol'bosa o degencJ'azione delle cassule sopr.a-renali, sia tubercolare o cance1·osa od altra, iosse seguita dal pccuiiat•e corteggio di :::into111i, che egli descrive~·:·!. La osser,·:wione posteriore pertanto dimostro presto che questo era un et•rore. Casi di cancro delle cnssule sopra- rent-tli, in cui mancava il colore h~·ouzino della Jlelle, si osservarono, c dall' altra parte si notarono casi eli nlterazione del colore rlclla cute, in cui non fu scoperta dopò morte ma lattia delle (:assulo sop1·a-ronali. Nel contiuente si gei.tO il sospetto sulle conclusioni di Addison. I patologi Tedeschi, e fr•n i più recenti Rossbach di vViirzburg, hunno negato ogni qualunqtH~ rapporto speciale fr•a ciò ch<l essi. amano di chiama1•e malattia di Aùrlison c la malattia dei corpi succentuariati. In questo pae~e i lavori di \Vilks e di Greenhow, ricordati nel T?·ansetctions of the Pathological Soc1:ety, l1anno molto inftuito a rischiarare ·1e difficoltà ehe le o:<servn'l.ioni successive hanno ammassate intorno alla grande scoperta del patologo Tnglese; cd or::t, il Dott. 'fuokwell ha pubblicata una classica mP-moria sul soggetto nel volume dei rapporti dell'ospedale di San Bal'tolommco poco fa pubblicato. TI Dott. 'l'uckwcll dispone completamente il tentativo di Rossbach di relegare la ben definita malattia che Addison descriveva al g1•uppo insoòdisfacente delle nervosi, a.Pparecchio sintomatico dipendente da disturbo cerebro-spinale. In primo luogo egli mostra che un cuso descritto dal patologo Tedesco non era un ca.cso cherojnimamente rassomigliasse allt1 malattia di Ad diso n , era nn caso di scleroderma della pelle con degenerazione grassosa del cuore e dci reni ; cd in secondo luogo risponde alle obie;doni- «che
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il corredo dei sintomi costituzionali ed il coloro bl'onzino possono esisU!re senza malattia delle cassule. o che la malattia di queste è :stata spesso h'Ovata dopo la morte, som~a che alcun sintomo generale di malattia bronzina si presentasse durante la vita» - insistendo sul fatto ora ben fermamente stabilito dai lavo1i di \Vilks e Grconhow, che (·ioè non è ogni allornzione o degenerazione delle cnl:!sulc sopra-renali che è oousocinta colla ente bt•onzina e 'colla debolezza cho termina ìn modo fatalo, ma una peculiare condizione patologica, che, sin che si chiami scrofola o tubcrcolo, egli doscri ~·o come « un' ipet•plasia attiva del tessuto fibroso e cellulare, ~>egtùtu da cnst•nzione ». ll Dott. Greenhow il primo indicò che la malattia di Addison "r dovuta, in un grado fino ad ora atfatto non sospettato, alla esLensionc della flogosi allo cassulo dallo parti adiacenti malate o alterato in individtù a diatesi tubercolare. Molto comunemente si sono trovate all'intorno o presso allo cassule delle glandule ingt·ossatc, e frequentemente si ottengono testimonianze di antica infinmmazioue nell' addonM o di luhercolo miliare o .di dcpo$itì onsoosi noi polmoni e in altro parti. Ma un passo più avanzato • ancora csifite nella patologjn. di questo malore. Wilks o IIabcrshou hanno mo::;tt•ato che i plessi simpatici circostanti lo caS..,ule malnto sono implicati nei veri casi di malattia di Adclison o :,~ono disposti a riferire i sintomi piuttosto alla alterazione delle branche simpatiche che allo stato morbo!!o della cassula stessa. In tre casi dei qun h·o anatomizzati dal dott. 'l'nckwell, questi lt•o,·ò ispcssimcnto clw si es1cndovn dalla sup01•ftcie della· cassula al ple:;so sopt•n-renale, al ganglio semilunaro e di qui al gran ne~o splanchnico. Nel quarto caso trovò ingrossamento delle glan<lnle Yicinc che impedl una soddisfacente dissozioM dei ncl'Vi. L' .i:;pessimonto ora piuttosto una ipertrofia dell' inviluppo ftbt"'so dci nervi che • un' a.ltet•azione delle fibre nervoc. Lo osserva?. ioni del dott. Tuckwoll danno quind i a confermare l'opinione di \:Vilks c IIabcrshon, ed hanno un grande interesse in rapporto della influenza che il sistema nervoso sembra dimostt·ato esercitare sulla nutrh:ione dello cellule e specialmente sulla pimmentaziono. Gli ~sperimenti di Li!iter mostranti che neJle rane i nervi di un membro esercitano dirotta influenza sulle cellule pigmeutarie della cute, l' osservazione di subitanei cambiamenti del pimmento nel pelo e nella pelle sotto la intluen~a di mentale emozione, c il coloro bronziuo della cute nella malaLtia di Addison·, dove H sistema !simpatico è implicato Giornale di Medie. milit. 1872. 6
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profondamente, possono per avventura essere tutti fenomeni governati dalla stessa legge fisiologica, e pos:;ono fol'!le additare un sentiero fino ad oggi non sospettato e dai fì.siolog·i o dai patologi. L'importanza della preziosa memoria del dott. Tuckwell uon è diminuita dal fatto che un sent imento nazionale o l)erclonabile è scosso dal tentativo di detrarre dal valore della generalizzazione la più notabile di un grande patologo Inglese.
(Meclical. Times and Gazette 21 ouolrre 1871).
La degenerazione aq.iposa. Su questo soggetto Void ba iestè portato una forte contribuzione in una memoria contenente i risultati delle proprie esperienze. L a degenerazione grassa degli organi, che tanto frequentemente nell'organismo malato incontrasi, può essere prodotta in uno dei tre modi: il gl'asso che prendo il posto dei tessuti può derivare dal grasso degli alimenti; può derivare da altre pm'ti del corpo che contengono gmsso ordinm:iamcnte, siccome pel' esempio il tessuto adiposo sotto- cutaneo; o può prendere la sua origine nelle cellule degli organi affetti per lo sdoppiamento degli albuminoidi in questi contenuti in sostanze nitrogenose e grasse. Nell'ultimo caso, i pr~dotti nitrogeni delle metamorfosi degli alhurninoidi, come per esempio ' l'urea, non sarebbet'O alterat i in cJuantità, ma la consumazione dcll'ossigene nel corpo sar:ebbe diminuita : oltre a ciò è possibile che le cellule del tessuto possano atrofizzarsi, e seguire la disorganizzazione del tessuto, per quantità di albumina maggiore di quGlla che solitamente viene decomposta, più specialmente quella che entra nella struttura delle cellule stesse. Evidentemente in questo caso i costituenti azotizzati delle escre. zioni sarebber o · aumentati, ment r·e l'ossigeno consumato satebbe o dimimiito o inalterato. F u concepita la felice idea di dare ai cani fosforo, dopo averli privati di cibo per alcuni giorni, essendo ben noto che la degenerazione grassa di molti se non di tutti gli organi è prodotta dall'amministrazione del fosforo, e questo fu trovato essere il caso quando il qibo era rifiutato. Come gli animali non prendevano alimento, il grasso in questo caso non poteva provenire da questa sorgente, nè dal tessnto adiposo del
83 c-or'po, dappoichè ·si tròvò. che qtiesto era tntto scomparso, e in conse!rtmnza dell'astensione dal cibo, gli animali erano emaciati prima" dell'amministrazione ' di quèlla sostanza. Quindi il grasso deve essere stato il risultamento della metarnorfosi dell'albumina negli o'rganì stessi. Un cane collocato nell' apparecchio respiratorio di Void presentò uua diminuzione di 47 per % nqll'acido càrbonico escreto e di 45 per % nell'ossigena assorbito, quando fu amministrato il fosforo. L'escrezione dell'urea, precedentemente costante, si èlevò dopo Ja ingestione d.el fosforo e aumentò quando i sintomi d'i avvelenam~nto si fecero più gravi. Gli espérimenti di Void, cui si .associò Bauev, mostr ano che nell'avvelenamento per fo~foro la degenerazione grassa è d{)vuta a d)le cause, la qiminuìta ossidaziòne del grasso, e la proclnione aumentata Ciel medesìm0 per la metamorfosi dell'albumina. È .dimostr~to che questa ultima è indipendente dalla influenza 'dell'ossigena, ed è dipéndente non tr.nto dall'ossidazione dell'albumina quanto dalla decom1)osizione dei pr0dòtti . ossidati di questa ,sostanza. Void e Bauer osservarono che r:tell'orjna non si trovano prodotti anor- · mali a,d eccezione dell'acido sarcolactico . nei casi faiali, confetmahdo così. i risultati eli Sohultzen e :({iess. Invano n~ll'or.ina dei cani avvelenati si rice.réò la leuéina e' la t.irosina, sebbene, come è noto, .queste sostanze siano abbondanti in casi eli atr:ofìa. acuta del fegato. Tuttavia esse si rinvennero nel fegato, nel cuore e neL sangue. Si crede come molto probabile che la leucina e la • t tirosina; siario fra i primi prodotti .della decomposizione dell'albumina, .e che i corpi ~ nitrogeni formati dalla metamorfosi clell't'hlbumina siano cangiati. iu urea nei tasi più leggieri dì avvelenamento per fosforo, mentre nei casi più gravi la. decomposizione è imperfetta, e i prodotti meno semplici di decomposizione l:)ono escrétì. Voicl è d'opinione cbe la ·prihcipale dìJl'crenza fra l'atrofia acuta e l.'avvelenamento per fosforo sta nella più grande rapidita di deg:enerazioM c;:he ha luogo neHa prima inàlattia. Dappoichè il grasso nella 'degenerazione grassa è solamente.' quello che è stato formato negli ergani, è o non è ossidizzato o formato in troppo grande quantità, no~ può dirsi quando co'mincia' il.processo morboso, e termina lo stato di salute: Dapprima il grasso sarà formato nella sua solita quantità dall'albumina circolante, poi dall'alb.umin:à accumula'ki negli ·0rgani; e :finalmente' dall'alburnina che
forma uf\ esscn?.ialc costituente delle cclhùe; c cosi la disorganizzazione o la clic:truzione degli organi composti di queste ha luogo.
(11ledical Tùnes and Ga::ctte 4 not·cmbt·c 1871).
Iniezione di alcool nelle raccolte sierose. li dott. ~[vnod r·accomanda un semplice metodo por curare le raccolte siero,e mediante la inie:donc di alcool. Egli trova che l'equilibrio fra la f;ecrezionc 'e l'assorbimcu'Lo pu.ò C:>SCl'O ristabilito soLLraendo U!Hl piccolissima <1uantità del liquido Ad iniotLando poi unn (Jnantit.'l. anco1' più piccola di alcool a 40°. La sua attcm~ione fu dapprima l·i,•olta al punto iu cui circa er e anni fa egli fu. consultato pot• un gozzo. Con un piccolo tr equarli fu tolta. una cucchiaiata di fluido, c per la cannula Yenne iniettata una quantità alquanto minore di alcool. Non ;:;opt•avvennc dolore o iniìammazionc, ed ol,Le tosto luogo una dimin uzione del tumore. Ripetuta la ini ezione dopo f[Llindici gior ni la guar igione fu completa. Monod ha usato lo stcs~o mezzo con pieno successo nell'idrocele in tre ca,.i, c contrnuponc la semplicità di questo metodo cm-ativo, che permette al pa1.iento di attendere subito ai suoi affari, con il processo il più doloroso cd il più tedioso nel modo ot•ùinario d'iniC:'zione. T>a L uer fu fatta una modificazione dello schizzoUo di P ravaz, o niun doloro od inconveniente r isultò quando l'assorbimento ebbe l uogo. Allomquanclo, questo si fece lentamente, la iniezione fu ripetuta una o due volte. La quantiit\. di alcool iniettato variò da due a cinque gt·ammi. Dotbcau face;a osscrnu'e cl1e, sebbene poco potesse dirsi ora di questo metodo, es~o merita d i &sere esperimentato, la stia originaliLA consistendo nel non vuotar·o la tunica v aginale, siccomo nell'ordinaria iniezione. Després mo1:1trò la rassomiglianza oho questo metodo curativo ha con quello adottato da ~Iaisonneuvo, primieramcnte per togliere tma parte di liquido dell'idrocele, e poi iniettarlo di nuovo, coll'idea che la esposizione del medesimo all'aria potesse 'influire a modiiìcarno lo proprietà. Verneuil avanzò la opinione che questo atto operativo non essendo seguito da catlive conseguenze è meritoYole di ulteriori csperimouti ocll'idrocole, ma esitò di raccomnndare, como vuole M:onod, la sua estensione alle varie· formo d'idrat'trosi, e non avventu-
85 rerabbe al certo di usarlo all'oggetto di curare più rapidamente un idrartrosi de11'articolazione del ginocchio. È ancoea questionabile se nei casi di Monod la piccola quantità di alcool iniettata esercitasse sulla tunica vaginalc e SlÙ ftuido contenuto modificazioni t~tli da condurre alla guarigione. In (iuesti casi !a semplice puntura avrebbe potuto bastare. In ogni evento, corM la recidiva occorre frequentemente dopo la cura semplice deJl'iclrocelo, la felicità del successo col metodo di Monod domanda una conferma. Trélat faceva ossarvare che molto dipende dalla data delridl'ocele ; dappoichè quando questo è :r·eceute talori]. scomparisce con una facilità mat•atigliosa. Egli narrava il CllSO di un idrocele doppio, in ctù la inie~ione di nn lato guarì rapidamente l'idrocele di ambedue i lati. Egli assicurava di averne osservati tr e esempi man.ifestissimì. Anco·nei gìovani l'idroceli l'econti g uariscono facilmente. Larrey sostenne che l'idrocele è nei g'iovani condotto a g uarigione così. facilmente che la semplice puntura orclinatiamen te basta~ . Mo110d l'ispondeva che egli non clesidetava di istituire un nuovo modo di pratica (l Uàlsiasi, ma soltanfu di richiamare ad una in noeentè opet·azi.one. A lui dispiaceva che i suoi colleghi avessero limitata la loro attenzione all'idrocele, e che non avessero àvvertito al caso dì gozzo cisHco, che egli aveva narrato. lVIonocl soggiunge di ben sapere che l'idrocele doppio può essere talora gu.al'Ìto colla iaiezione di un lato soltanto; ect egli si è incontrato in un ca;;o più ancora notabile, in cui una doppia idrartrosi ùel ginocchio fu guarita mediante una iniezione di una al'ticolazione. Ciò che egli ora veramente desiderava si era d'indurre i suoi colleghi ad investigare gli effetti della. iniezion e di una piccola quantità di alcool nelle raccolte sierose. (Madt'cal Times ànd Gazette 4 novembre 1871).
Effetti tossici dell' Idrato di Cloralio. Sotto questo ti:~olo nel Boston Medt'cà'/; and 8~trgical jbU?'nal i1 professor Smith di Baltimol'e ha pubblicato una memoria, di cui noi diamo volentieri un sunto, persuasi che non può cbo riuscire di molto interesse ai nostri lettori, la qual cosa tanto più volent ieri facciamo, in quanto che lo scritto del prof. Smith, confer-
86 mando alcuni dei fatti e dei concetti da noi esposti in una me-moria letta alla SocicLà Medico-Fisica Fiorentina nella. seduta del 20 agosto prossimo passato e pubblicata poi nei numeri 17 -e 18 del Giornale I mpat·::ia le, anno 1871, pone in mostra i primi sintomi della reazione che contro l 'uso esagerato del Cloralio incomincia Ol'a a manifestarsi, e che noi avevamo già preveduta. Il prof. Smith r acconta eli csset·e stato consultato da un vecchio Medico in ritiro per· una singolare affezione dei diti accompag nata ùa desqua.mmazione della cut icola e superficiale ulcerazione, massime intorno al bordo delle unghie. Questa affezione era consociaia a doloec e ad esagerata sensibilità morbosa al tatto e a celctiLà eli polso c generalo malessere. Narr,wa (~gli di avere preso largh~ dosi di cloralio come ipnotico por alcuni mesi, ed era convinto clte questi~ sostanza era la causa della sua malattia. Risanato da questa in breve spazio di t empo mediante astl'ingenti locali dopo circa tr e settimane cade·m malato di grave bronchite, con polso a 1<10, e con difetto estremo dell' m:ione cardiaca, por r ui esso soocomheva. Niente di più eomuno essendo la mor te per bronchHc nella età avan?.at a, l' autor e non sospettò minimamente che l'uso del cloralio potesse avere rapporti con questo avvenimento. ~Venn e settimane dopo Smith incentravasi con una signora di 22: anni, la rruale portava la istessissima aJlezione dei diti, ed essi~ pure aveva usato per un mese il coralio come ipnotico. Questa signora poco dopo si fece anasarcatica, presentando debolissima l' azione del cuore, e polso a 140. La respirazione ora grandemente le~a, e l' orina fu troYata albuminosa. La inferma l'icuperò la salute dopo l' amminisLr;tzione di sostam:e stimolanti e èliuretiche. Il pt•of. Smiih soggiunge di avere avuto cognizione di altri due casi, in cui l' uso del cloralio fu seguito dalla stessa affezione dei diti, e di avere os;:;crvato poco fa due casi di morte per eccessive dosi di questa sosLanza. Egli riferisce ancora il fatto di una signora, la quale sofferente di dolore e di veglia per una grave oper aziOne chit' urgica subit a, ùopo avere preso un clistere con una dr amma e mezzo di cloralio, precipitò in uno stato d' insensibilità e morì in circa tre ore. Questi casj, egli dico, a me sembrano ampiamente sufiicienti per stabilire gli effetti t ossici di questo pot entissimo ag·cnt:e. l~ pr obabile
87 eh~>-" i suoi effetti deleteri si spieghìno in due modi. l o Quando sia amministrato a larga dose, e specialmente s~ il sistema sia stato saturo di,esso per una precedc;mte amministrazione, il cloralio abbatte tosto i poteri della vita, e produce la morte immediata. 2° Sembra che ·amministrato in piccole dosi e continuatament e per qualche tempo induca una forma di tossemia simile a. queJJa .che viene pr:od~tt~ dalla continuata anuniriistra:tione dell' ergotina. Alt ra ricerca molto interessante ecl huportante e cer tamente suggerita dalle osservazioni precedenti, per quanto immaiu1·e esse ~iano. Se il cloroformio svi~upp,ato nel sangue dal cloralio, è produttivo di tali effetti funesti, primiticvi e se.condarii, può la diretta i~pirazione del cloroformio essere tanto innocua quanto si è creduto essere~ La Professione si è accorta degli effetti prjmari funesti del cloroformio in molti esempi. Esso ha indubitatamente causata l5t morte in p:~olti casi, neL quali è stato usato con ogni cautela riguardo alla gu antità e al modo di amministrazione, in casi eziandio, in cui non tlSisteva malattia del cerYello q del cuore da proibirne il suo uso. In alcuni-casi, in cui era stato impiegato P,recedentemente con buon r.isulta~o, il cloroformio è stato amministrato f.:rtaJmente. Ma io, dice Smith, richiamo l)iù spe.cialmente l'attenzione all'avvelenamento cronico del sanguç che io credo risultare dal largo uso e ·ripetuto del medesimo. Io, continua egli a dil'e, ho. amminiskato il c)orofo1•mio tanto spesso quanto ogni altro Chiru;r:go in America, :nella pratica sl ospitaJ,iera che privata, certame1~te io sono stato costretto ad usarlo in molti casi nei quali il mio giudizio era contrario al di lui uso, tanta è la .confidenza illimitata e cieca negli .eftètti del medesimo che molti pazienti rifiutano di operarsi senza l' intervento del cloroformio, ma più ho usato questa sostanza, più ho perduto la mia confid,e~1za nella ìnocenza di ess~J,. Allora quando io parag0no. i risultati delle mie operazioni praticate prima che si ad_operassero gli anestetici co11 quelli ottenuti durante gli ultimi venti anni con l~aiuto del cloroformio, io sono soddisfatto che i risultati spiace-voli secon.rlarii erano meno frequenti durante il passato periodo di quello che sono stati sotto l'uso di gesto agente. Io alludo alla emorragia secondaria, alla pioemia, alla .eresipela e alla cangrena nosocomiale. Chiunque si sia che voglia prendersi la pena di esaminare i' giornali ID!Jdici e le rivi~te degli ultimi due anni potl'à SCoprire che la pioemia ~ la s~ttiç!,O~mia occupano molto più spa-
88 zio nei registri chirurgici di quello che fosse twanil l' uso gener ale degli anestetici. Quando il cloroformio e amministrato durante il periodo di una ora o più, come è frctfncJtLomente, esso entro. <Ù cceto in copia nella circol:v.ione, non ;;olo profondamente percuotcnrlo il cer\"ello e il cuore, ma rnodHlCRndo la costitù7.iono del sang'Lte c lo funzioni dei capillari. So l'effetto del cloroformio, lòviluppato dal cloralc nel sangue, è tale quale io ho, dice Smith, mostrato sulle funr.ioni dei minimi va;;i, pt•oduccndo eritema ed tùccrazione nelle parti estJ•cme, non si può support•e che la introduzione del clorofot•mio più dir-ettamente nella cit·colnzione può procltu·ro l' insorgenza di quei r isultati non incomuni dinanzi il suo u<:o 1 Queste considerazioni, continua egli a dit•o, non saranno, io svcro, r ig uardato tanto fuori di proposito, uscendo da uno che hn praticato la chirurgia per più di un mezzo secolo senza e con agenli anestetici. Il Prof. S mith chiude il suo discorso non dubitando che le sue considcrnzioni, se siano stimate meritevoli di una qualche attenzione, sRranno rigettA.to dalla maggioranza della profcs::;ionc, ma esprimendo una ferma fiducia cho la verità di esse :;arà alla fine conosciuta. Alzando la nostra voce, non fu al cer to per gettare senza ragione il discr•cdito sul cloralio o per mal vezzo farne segno diretto eU biasimi c rimproveri, ma per condannar ne il non inuocontc alHl5o, c su questo fatto gravissimo richiamare apJlunto l'attenzione dei medici, movendo particolarmente lamento sttlta incleùita 11l'atica di questa sostanza. Fermi sempre a tenerci nella più stretta riservatc117.a sulle ultime conclusioni, noi crediamo pel'ò di dovere or più che mai perorare la necessità di nuovi studii, relathi in partioolar modo agli effetti, che il cloralio spiega sull'umano organismo, alle dosi modiche, che so ne possano concedere, al modo di amministrarle, alla vera. opportunità di usat•lo. SANT1Nl.
Modifì.cazioni della temperatura prodotte dalle ferite gravi. È questa una memoria letta dal signor Dcmal'quay all' Accademia delle scienze, la quale ha il ,;uo fondamento sulle osservazioni termometrichc diligentemente fatto in quat•tmtotto individui gravemente fel'iti in Parigi durante l' aprile e il mag·gio.
89 La :Prima categoria di essi si riferisce a trentotto casi, in cui }e ferite furono prodotte da frammenti di bombe o da palle, con lesione sempre più o meno grave delle ossa o delle m:'ticolazioni, talora con · esportazione di una parte di uno o di ambedue i membri. In tutti quet:ti casi si trovò una diminu~ionc di tcmpo.r atura da uno ad alcuni gradi del centigt·ado. I punti ~più ba...~ furono da 35° a 3tl° C., la morte avvenendo ordinariamente prima che il termometro fosse disceso a 35. Gli. individui avevano l' et<:'t da 20 a 50 anni ma, tutto le cose essendo altrimenti egnali, non sempre si osservarono gli stessi r isultati nelle perdite eli gravezza apparentemente simile. La dimi.nuzione della temperatura fu più considerabile negli uomini di 40 anni di quello che negli individui di 20 anni. I feriti, in cui si riconobbero le temperature piu basse, furono quelli che erano abitnati all'uso immoderato dell'alcool. Tutti quelli in cui il termometro discese a 35° morivano, sia che essi fossero o non fossero stati sot.toposti ad ·un atto operatorio, niuna reazione seguendo in questi casi alla operar.ione. Una seconda cittegoria ·si riferisCI?. a sei casi di fer it e penetranti dell'addome; e in questi la mvrte fn rapida, il termometro discendendo celeremente a ;~5o o 34o C. In altra memoria Demarqùa.y, descrivendo l'abbassamento di temperatura che era pi·odotta dalla legatm·a di un ansa intestinale, attribui va ciò allo strangol.amento :POrt.ato dai lacci. Ma nei casi present,i la depressione della tempelatura avvenne indipendentemente da ogni qualsiMi compressione degli intestini e si doveva intieramente alla gravezza clelia ferita . In una terza categoria di casi Demarquay dimostrò la verità di un ~atto che egli, del pari che il Professar Billroth, aveva già fatto conoscere, che l~ ustioni gravi ed alquanto estese sono accompagnate, per regola generale, cla una considerabile diminuzione di tempel'atura. ·
(Medical Time.s and Gazette, 28 settembre 1871).
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• BIBLIOGRi\.FI&
Del metodo statistico considerato specialmente ne' suoi rap·porti coi fattì della Medicina, del do'ttor CESARE F roRT medico di reggimento. Cbecchè ne pensino c ne (licano. i nemièi della statistica, è però un fatto indubitabilo, ch'o l'applicazione del metodo statistico allo studio della medicina costituisce un reale vantaggio e progresso alla scienza. Non ebbero anche l'applicazione dello Stetoscopio, del Microscopio, e dei Reagenti chimici lo stesso sistema d' opposizione, la steRsa guerra del passato cont.ro l'avvenire 1 Non furono derisi il Plessimetro, il Termometro, la Bilancia~- :Ma ditemi di grazia, quand'è ·che la Meteorologia cominciò a met•itarsi il titolo di scienza; quando la Demografia potò riunirsi in un corpo di dottrin a ~ Allora soltanto che tennero esatta annotazi.ono delle osservaàoni regolarmente fatte, e cla questa somma ordinata dei fenomeni estrassero le leggi che li reggono, e studiarono le cause che li producono. Anche la medicina, quantunque arrivi l'ultima, può giovarsi assai del metodo in discorso. Si noti però che alla medicina rapplicazionc del metodo' statistico è di una grande clifflcoltù. Bisogna conoscere bene questo metodo, perché del rest.o si CO!'l'C pet•.icolo di pigliare lucciole per lanterne, ciò che troppo spesso succede. È pertanto allo scopo di ovviare a questi danni, c 'di istruire coloro 'cho ne avessero vaghezza, che il dottor Fiori , medico di reggimento pubblicò sugli Annali Unive1·salz" dz· Medz"cina (fascicoli di ottobre, novembre, e dicembre 1871) il suo lavoro Sul metodo statistico consz"derato spec1:azmente ne' su01: rappo1·ti cm· {atti della ll1eclt'cz·na. Egii fa una lunga e molto giudiziosa critica sull'applicazione del metodo statistico alla scienza medica, cd insegna qual sia la via retta da tenersi per giungere alla scoperta della verità, obbiettivo generale delle scienze. Dopo aver narrata per grandi tratti la storia della invenzione del metodo, e d'averlo ·
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difeso dalle accuse lanciategli dai più Ìll:;igni nem1m, pns::.a ad analizzare il meto~o stesso, ed a studiarne tutte le parti e~sen ziali. Discute e passa alla sottile t rafila della critica la pllt'te basilare d'ogni statistica, ossia le fonti primitive. E ripete questo giustissimo concetto del Sadun: Si deve cer·ccwe per· t1·ovare non per pmvare. Discorre q_uindi delle cose, fatti o fenomeni, che possono essere oggetto di studio col metodo in discorso; poi qei mezzi e degli aiuti, che l'Aritmetica, la Geometria ed il Calcolo delle probabilità prestano alla Statistica. Tratta in seguito con molta giustezza di vedute e con fino e pratico criterio l'argomento difficile e delicato del!: o?·dinàmento e dellct classijìcazz·ono delle materùJ; questione codesta che nella pratica incontra le più divergenti opinioni, e le più scabrose difficoltà. .E gui riporta parecchi esilaranti esempi di strafal cioni statistici palpitanti cl' attualità. Chiude il lavoro coi due capitoli sul Ragionamento statistico, e sull' apprezzamento della Metodica sk'ttistica. In quest'opera il dottor Fiori profonde una vasta erudizione, e spiega una facilità di buon senso scientifico, pur troppo çosì difficile nelle ppcre di critica. - 15 molto bello a vedersi come i medici militari siano qu_elli appunto che più coltivino in Ital~a le scienze Antropologiche (Commissetti, Cortese, Lombroso, Giordano), Demografiche e Statistiche (Baroffio, Fiori), e la Climatologia e 'fopografìa medica (Manayra, Besozzi, Al]lbrogio, Maggiorani). - Difatto anche il Correnti ed j} Maestri negli Annali dz' Statistica dicono appunto che in Italia i medici militari furono z· pTimi a senti1'e la necessità d'una 1·apida e comp1·ensiva com·dinazr:one di tutti 1: preziosi frammenti eli tOlJOfl?·afìct m edt·ca, cHmatolo.r;ict, e nosologia locale. Ed i primi, aggiungo io. a conoscere l'importanza ed il giusto valore c1el metodo statistico, e ad applicarlo alla scienza médica. - E valga il vero, che non potrcr.'mo fare noi, che siamo seicento uniformemente sparsi su tutta la bella superfice d'Italia; noi che abbiamo una, discreta quantità di tempo c di mezzi a nostra disposizione ; noi, che siamo armonicamente ordinati ·e disciplinati per uno studio i n comune~ Non potremmo noi compilare un vasto lavoro di Topografìa medica italiana 7 Oppure di Etnologia, di Antropologia, di Fisica sociale ~ Non sarebbe opera propria dei medici milit~J.ri la costruzione di un grande monumento scientifico in Italia, voglio dire l'applicazione della
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Meteorologia. e Climatologia allo studio della ~iologia dci morhi? Non spetterebbe quasi interamente al Corpo sanitario it.aliano la trattazione e la soluzione di un grandissimo numero di quistioni di Igiene pubblica? B forse il ' Corpo sa nitario militare ò quello · solo, fra tu W i <:orpi dell' Esercito, che , senza puntp l;r-:~scurare quella scienza, cho dovrà sorreggcrlo sul campo della g uerra, possa anche utilmente ed ampiamente occupar·si di quelle scienze, che norjscono solamente sotto lo tt·anquille ombre dell'olivo. Il dottor Fiori cc ne ha dato uno splendido esempio. G. SOlUXA~Nl .
È dJ imminente pubblicazione, coi tipi Pellas in Firenze, il libeo : Note e Ricot·di eli un chi1·w·go eli ambulan:::a di William :Mac Cormac colle Considet·azioni allo stesso del profe~sore Luigi Stromeyer, tradotte dall'inglese o dal tedesco dal dottore Eugenio Bellina, medico militare nell' e:sel'cito. La guerra franco-gcrn.1anica del 1870-71 non è stata soltanto uno dei più grandi avvenimenti dell'epoca nostra per lo operazioni militari ed i risultati politici, ma sl anche per l'applicazione vasta e mcl'avigliosa. dei principii nmanitarii proclamati dalla C-onvenzione di Ginevra. Molti Comitati di paesi ncutl'i si sono P?rtati sul tc'aL'ro della guerra, fomiti di mezz;i di soccorso propt'i', talvolta anche assai ragg~Lardcvoli, sia per personale medico e d'assistenza, sia per 'danaro e materiali abbondanti, senza seguire gl'impulsi di simpatie na1.iona1i, ma soltanto per prestare l'opera loro benefica ai malati e feriti, a C!Ualunque esercito apparteneS::>Cl'O, guarentiti dalla con;lllne bandiera della Cl'oco rossa in campo bianco. Dell'opera loro si hanno oramai alcuni preziosi documenti resi noti per mezzo dclb stampa, e sono d'un interesse granc1is$mo tanto per la storia, quanto, e molto più, per la scienza e la civiltà. Uno di questi principalissimo fu il ragguaglio offerto al pubblico, nello scorso anno, dall'inglese W . Mac Corrnac, attualmente professore di chirurgia nel St. Th.omas Hospital di Londra, sede occupata, un tempo, dal celebre Astley Coopcr. Il Mac Cormac, colla sua ambulanza anglo-americana, di cui fu capo, dopo 'Marion Sims, si è recato in soccorso delle truppe francesi
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a Sédau, ed ha iniziato i suoi lavori sotto a qùel famoso con·ilitto che cagionò tant e perdite acl ambo le parti, in tre giorni di vivi combattimenti, e dove l'esercito frai1ceso, come da per tutto, in quella guerra, si mostrò manchevole eli ogmmo eli quei provvedimenti sanitarii che hanno reso t anto ammirabile l'organismo opposto, quello, cioè, delle armate germaniche. Sotto questo punto eli vista la relazione del Mac Cor.mac all're di già un interesse immenso, perché traccia senza prevenzioni preconcette nna storia abbastanza evidente delle differenze fra i due eserciti combattenti nell'argom·ento delle provvidenze umanitarie. Imperocchè per le vittori~ conseguite dai Tedeschi quegli ospedali temporari caddero sotto ·la loro dipendenza, e continuarono ad appartenere ad essi fino al termine della campagna. Ora poi , come medico-generale consulente del 3° corpo di esercito, al quartier generale di S. A. I. R. il pl'incipe ereditario di Prussia. era il celebre professore Stromeyer le cui opere chirurgiche hanno collocato fra i primissimi dotti della Germania. Ed è con esso che ebbe strett.l rapporti clinici il Mac Cormac, tali, che il testo inglese d-ell'opera, che si pubblica per mezzo del dottore E. Bellina, tradotto dall'originale, venne dallo stesso Stromeycr, volta-to in lingua tedesca con preziosi commenti ed aggiunte, che formano parte altresì della traduzione italiana. Questo solo fatto è un documento sicuro del valore della presente opera; la quale acquista perciò un carattere d' inestimabile · utilità per chiunque si occupa con amore di 'questi studi, utilij;à uòn soltanto pratica in quanto riguarda la cltirurgia, ma sl anche efficace in considerazione degli inconvenienti, ostacoli, c previdenze a cui ' si deve tener nreparato un capo di ambulanza privato, che si presenti col suo carattere di neutralità .in mezzo a grandiosi conflitti di due nazioni nemiche cd accanite. Oramai questo elemento privato, dopo gli esempi della guerl'a americana, e viepiù dopo la franco-germanica, dovrà far parte essenziale del progresso di ògni guerra avvenire. L'opera del Mac Cormac raccoglie adunque, tradotta com'è con s't intelligente cura dal dottore Bellina, oltre il testo dell'aut-are, tutte le aggiunte dello Stromeyer, ed è adorna di fiO'urc . intercalate, porta alla fine del volume una raccolta di bellis~imi elioti1Ji, genere d'illustrazione nuovo all' Italia, e sarà un lavoro completo in ogni sua parte. Il dottore Belli~a avendo accompa-
94 gnato il commendatore professore Cortese, ispettore sanitario nell'esercito, in una missione governativa in Germahia nel declinare della guerra franco- germanica, ha avuto la fortunata conil)ina.:done di conoscere le opere che su t ale argomento si andavano pttbb1icando, e di poter fare la scelta. délla presente, considerata. da 'altri uomini della scienza fra. le migliori. · ;Lieti di poter dare sì buona notizia ai colleghi noi speriamo non vorranno lasciar mand r al bravo tradutt ore il conforto d;un Dferitato plauso ed il t~ibuto d' uda accoglienza cordiale e premurosa. B.
DEL .METODO STATISTICO CONSIDERATO SPECL\LMEXTJ;:,
NE' SUOI RAPPORTI COI FATTI DELLA MEDICINA DEL
DO'l"l'OH. C),;SARE FIORI :Medico di Reggiment o nell' Esercito
Società per la pttbblicahione degli .4nnali Unive1·sali delle Scienze e dell' l n dustn'a - Gallel'ia De-Cristoforis.
MrLANO -
Prezzo Lire 3, 50 fcanco ' di posta.
Riserbancloci di fare quell'ampìo esame critico che il bel lavQro del collega ben merita, ci limitiamo per ora ad a~nunziarlo onde offrire ai nostri lettori l'opportunità di acquistare le poche copie ' di cui ancora l'aut_ore dispone. B.
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PREDIO D' lt~t;ORAGGI~liE~TO
AGLI STUDI "NIEDICO-CHIR URGICI
La Direzione dello Spm·imentale, giomale medico- chirurgico che si pubblica in Firenze ai primi d'ogni mese, offee un premio di Lire o OO, che verrà conferito dalla Società medico-fisica fiorentina, all'Autore della migliore fra le memorie mediche e chirurgiche, ben s' intende non esclusa la fisiologia, inv;ate e pubblicate entro tutto l' anno 1872 nello stesso giornale.
BIJLLETTINO OFFICIALE
Con R. Dea·eti del 80 dicembre 1.811..
l \
l'l'fARCHESJ11i'l dottor Eugenio, medico di battaglione nel 40° fanteria . Concessogli un secondo aumento di stipendio di lire 400. DE PRATI dottor Giacomo, medico di battaglione nel 25° fanteria, e SCRETI dottor Emanuele, id. 18° fante1·in. Concesso loro l'aumento di stipendio di lire 400. Con Determina~ìone M"inisteriate del 1.0 gennaio 1872.
BUGA!'\1ELLI dottor Na.poleone, medico di battaglione, spedale divisionario di Genova. Trasfel'l.o al battagione d' isb-uzioue. Con Deterrm"na;;ioni .._jl{inisw·iali dell' 1.1. gennaio 1.872.
COCCO dottor Agostino, medico di t•eggimento nel 49° fanteria. Trasferto al 5° bersaglieri. SCHIAROLI dottor Alessandro, medico di reggimento nel 63° fante1•ia. Trasferto al <19° fanteria.
,
96 MONTANI dottor Luigi, medico di reggimento nel 5° bersaglieri. Trasferto al 63° fanteria. LEONE dottor Giacomo, modico di battaglione nel 16° fanteria. Trasferto al 26° fanteria.. .1\"rEGLIA dottor Francesco, medico di battaglione nel26° fanteria . Trusferto al 16° fanteria. Con R. Dec1·eti det 2fJ gr.mnaio 1872.
BOVENZl Angelo, medico di reggimento in aspettativa, e LO LLI Al~sEandro, medico di battaglione, 61° fanteria. Collocati in riforma (legge 3 luglio 1871) dal 1° aprile 1872. FERROTTI Luca, medico di battaglione in Mpettativa. Collocato in t'iforma (legge 3 luglio 1871) dal 16 febbraio 1872. Con Deter·mina::1"one Jlfinisteriate del 2;> gennaio 1872.
RAFFO Giovanni, farmacista aggiunto, ospedale militare (Torino). Trasferto ospedale milital'e (Messina}.
Il Direttore "Mcd. Tspett. CERALE comm. Giacomo. Il R edattor·e .Med. Dirctt. cav. BAROFf'lO. Martini Fedele, gerente.
ANNO XX- Firenze, tO, 20, 50 lèhbraio ·1872·- N. 4 a 6.
l1031110RIE ORIGI~ALI
SULLE VICENDE DEGLI ISCRITTI DI LEVA DELLA CLASSE 4S E 49
in osservazione 1:-.~LL' OSFlEDALE, MILITARE DI VISIONARI O DI FIRENZE Uçj~ziOllC
per il 111'edico di Reggimento SI LVANO 13A{'l'17~1.
Sono ancora lacere, sangu.ina.n:ti e brutte le larghe e profonde ferite lasciate dalla più .tremenda e piÌ:t. micidiale delle guerr.e, che ·sono state com'battute N~. due pÒpoii, e già con nervosa ansia crescente e con febbrile agitazione sni.aniosa dovunque si aumentano e si' miglioranò i mezzi di difesa, si perfezionano le armi, s'inventano e· si fabbricano· nuovi istrumenti di distruzio,ne, si riordinaùo e si ricostituiscono gli esel'cìti, quasi alla vigilia di una nuova e tèrribile lotta. l .. " . ' 'L'Europa intiera rimasta atto~ita. 'all' aninnizio delle strepitose 'Vittorie prussiane e grandemente sbigottita alla noti~ . zia delle rrnpreyed'ute SC~J1fi.tte della Grande Nazione, cessato apBel1a l' i1nproyviso t urbamento e ·il p~·imo stupore, si f<;~. .ihquìeta e tutta convulsa sotto le nuove ihcàlzanti esig~nze della scienza ed ar te militai·e. . l · In questo nuovo edi!ìzio prende n~tu'ralmente parte essenziale iJ medico, cop1e quegli, che e incaricato della scelta di buoni :rilaterial i, sè~1zà de.i qùali, per' qùanto bene ordinato, r ·edifizio cac1'r ebrJe inevitabilmente ii1 rovina. · Colui, che 'l a .legge ' chiama servir e l'a patria col braCcio, deve aver e la èòsoienza di: potérla berie servire ; nè
a
Gior·nale di Medie. milit. 18'72.
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98 questa coscicnt.~ può derintrli altrimenti rhe cla nn scn~o di" ben essere f1sico e morale, per rui si fa certo di pote1'c superare tutti gli ostacoli e di potere trionfat'e contro tutte quelle difficoltù, che una nuo>a vit'\ gli presenta. flmediro invitato a r iconoscere gli olerncnti, che eoncol.'l'ono nl pie• no sYiluppo di quPsto ben e~sere fìsiro-morale. lli"L una grando rnissio ! ' da compiere e fa opePa, che non è S<'Hza una irnpol'tante influ<'n7.a nei destini di nn paese. Salute. dtsse già l'egTegio nostro dot t. Monti, suona. onergia. e cOJ·aggio; senza i quali, io soggiungo, si fanno enb'm'e nell'armata degli elementi di demoralizzazione, che tanto nuocriono alla disciplina, che ò l' efiètto della tradizione o piuttosto deJia continui~:<\ lli sforzi vetso nn fine mPrlesimo, che è l' anim a stessa di un' arruat.'l. È con altissimo intendimento rbe il Consiglio Supel'iore ~Iilitare di Sanità raccomnndaYa pat•ticolarmente nella sua istt'ttt.ionc all' uffizinle sanitat•io l' osserYanza scrupolosa di diligenti esan1i e di minute indagini onde assicurm·si ilei gl'ado di energia fisico-mot·ale esistente negli indi\'idui chiamati per legge a senÌI'C il paesf'. Sono noti gl' .i ntimi rapporti delle corporali attiwdini degli uomini colle lot'O propensioni moJ'ali, nè s' ign or~L che la santità dei costumi, la gagliardia degli affetti c cle· piil nobili sentimenti dell'animo, la Yit'tù \idesi accompagnat•e mai sempre la robustezza, la forr.a, il valo•·e, l' eroiche azioni; nè vuolsi dimenticare come al più pel'fetto Ol'dinc di salute e a1 miglior compimento delle funzioni del co1'po vada congiunto il caldo deUa speranza, della gioia e del coraggio. e :;~.11 ' opposto stato si consoci piuttoi::\to l' apatia, la viltà, la codardia, la mestizia, il timore. Quali importanti decluzioni da quest~ brevi considerazioni discendano è facile il vedere e quale la gravezza delle conseguenze, che rterivare potrebbero da un diverso indirit.zo. Noi siamo p~rsuasi che i Consigli di let'a siansi tutti informati ::.. questo grande princip io, che sarà fertile di buon issimi frutti. Appoggiati su qnesto principio, fondamento scientifico pl'ÌJlCipalissimo delno~tro operato nei casi paf'tico-
00 lari soggetto di osservazione, sotto la direzione intelligentissima e a tutti nota dell' espertissimo e chiarissimo cav. Daroffio, noi siamo andati avanti diritti, franchi e sicm·i nei nostri giudizii, di cui le risultanr.e mi pregio di accingermi 01:a a mostrat'vi. Nello spazio di tempo compreso fra il 7 genn::tio, epoca di apertura delle operazioni di Jeya sui nati della classe l 18, e il 10 giugno 1870, termine da noi convenziono.llaente ·stabilito onde por mano e poi mandare a fine il nosLro rapporto, entraTon9 nella sala di osser vazione di questo Ospedal<> 184 inscritti, dei quali 79 furono dichiarati idonei, 83 inabili, 20 rivedibili, due non essendo stati ancora sottoposti a definitivo giudizio, occot-rendo per essi una serie non lJt'eve di esperimenti come dal P1•ospetto n. 0 l in modo più ragguagliato anc~ra riJe,asi.
Stato numerico da,r;U Inscrz'tti della leva 184S avuti in osservazione in questo Ospedale Divisionario di Firenze. .A..:~to:r:L"tà
dn cui fnrono inviati
Consiglio di leva di Firenze . Id. id. di S. Miniato . Id. id. di Pistoja . Id. id. di A1•ezzo I cl. id. di S. Casciano Id. id. di Siena I)eposito id. di Firenr.c . Corpi della guarnigione Consiglio Super. Milit. di Sanità T OTALE
RISULTATO U~tL' ES \li& Entrati Inabili Idonei Rivedibili Total&
36 lO 7
21 5 l
ll 5
4
4
12 5
15 5
3() lO
24 62
12
ll
2 l l l l
25
27
lO
24 G2
5
2
l
2
5
184
83
79
.20
184
28 11
l
7
:?8 11 l
<1) n) Duu continuano l'osservazione.
Le infermità ed imperfezioni fisiche che motiyarono l'imio degli iscr·itti a questo Ospedale in osservazione coi rispettivi risu1tati di questa, sono quelle che seguono:
100 XX1:fe :rxn.::l :t à
od Imporfe zionl fisiche
~-o
Imperfezioni o malaLtio costituziooilli
15
lduuei
Inabili RivodibiU
7
8
8 2 3
l
InferroiLa e imperfe~ioni fis!che considerate per geandi regioni anatomiche : Malattie de~lla cute e del ~sulo cellulare sotlocutanco . Malattie ùol sistema nervoso Malattie degli organi dell·udito Am,~ioni oculal'i . Mnln.ttic della bocca 1\Iabttio del collo Afte1.ioni toraciche . Malattie addominali <' pelv1che .M<tlattio delle estrem ità .
65
ToTALt:
16 7
l 41 11
8 5 5 33 2 l 15 5
13
5
4 7
184
19
83
n ~~
32
l
20
a) Dtl~ rnst:\no in osscrYI\Ziouo.
Le infermità ed imperfezioni fisirhe che fut•ono oggetto di osset·var.ione, rosl divise p er gruppi generali, r ipol'tate ai. cir condari. cui esse particolarme11te appartengono, danno il seguente qt1adro numerico : X:n.fe:rxn1:tà. od lmporfozio ni D~<icll o
N."
Jdoncl
rn:>.bili Ri\'edlbill
ImpcrfPzioni c malattie co:;titu-
zionali . . . .
. .
Malattie della cute o del tol:lsuto colluhu-e sottocutaneo :'11illattic tlt'l sistema nervoso Malattie rlcgli OJ'gn.ni doll'ndito Aft'ezioni oculari. . . . . . Malattie della bocca Malattie del collo Mozioni toraciche . . . . . Mnlanio addominali. c l>eh;cbe i\lalmtic delle ~tremità . . . . 'l'O'l'ALE
lo 16 7
6
13
5 5 5 33 2 l 15 5 5
184
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65 3 l 14
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9
2 2 3 32
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20 4 7
9 2 l
76
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lO l
Le variazioni non ha guarì introàotte nell' eleneo delle malattie e delle fisiche imperfezioni e le modificazioni apportate al regolamento fecerO giustamente credere che l'opera dei Consigli di leva sarebbe riuscita per esser molto pih age·vole di quel che lo fosse per il passato nei casi tntti che si riferiscono alla cosi detta gracilità ed alle molteplici e svariate alterazioni costituzionali, e che in tal modo sat•ebbe meglio assicurato il vero ben essere fisi co dell'arrnata. Come avviene dnnque mai che fra gl' individui inviati in osservazione se ne trovino figurare 15 per gracilità., 1)er la qual e 7 di essi vennero riconosciuti inabl}i, per g·li altl·i 8 essendo stata invocata l'applicazione della rivedibilità alla prossima futura leva~ Di questi iscritti, r1 appartengono ai Consigli eli leva e l al deposito di leva (\ella Div isione Militare di Firenze, 10 appartengono ai corpi della guarnigione e provengono da diverse provincie del Regno. Devo notare che alcuni di questi individui furono inviati in osservazione sotto altro titolo e particolarmente per palpitazione cardiaca, r.he non fu riconosciuta, in sua vece essendo stata scoperta la. gracilità o assoJuta ò relativa. D'altra parte le decisioni dei Consigli di leva non armonizz;auo sempre coi giudizi emessi dai petiti. L'articolo 1° dell'el<mco 3 non è poi di tanto facile appl.icazione quanto credersi potrebbe e quanto a tutta prima app~rirebbe. La gt·acilit.<\ e la r obustezza non sono modi di essere dell' indiv iduo, ohe siano segnati da limiti decisi : fl'a l'una. e l'altra esistono non poclù gradi. L a gracilità assoluta e la robustezza vera sono di per sè manifeste, subito riconoscibili, facilmente giudicabili. Le difficoltà s'incontrano nei gradi intermedi, in cui gli apprezzamenti possono essere . diversi. lo non flLtbito nè temo al certo che sia per avventura clichiarato gracile un robusto ; ho però ragione (li temere che si faccianç entrare nell'armata dei gracili per robusti. Nei casi. duhbii soccorre il temperamento della rivedibilità, ma noi dobbiamq guardarci bene dall'abusare di questo provvedimento. TI Consiglio Superiore :Militaredi Sanità previde sapientemente tutte le difiicoltì.t che attor-
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niano una giusta applieazione di quell'articolo, nè dissimulò a se stesso la necessità nel perito di una grande circospezione e la necessità. di molta 11erspicacin. eli criterio medicomilitare. Il poechè esso a rendere pitt agcYole il còmpito stimò utile di,·isamento di sugge1'ire delle IIOI'lllC, di dare delle istrul\ioni. o r.li dettare dei pr ecetti, che sono a vero dit'e i pil.1 saggi, i più scentifici, i più pratici. E pur tuttavia occot'l'ono casi ancora, in cui il peJ'ito mediro, per quanto abile sia, sente in <:oscienza il bisogno eli essere rassicurato dal giudizio alr,r ui, che molto apprezza, dal gindizio di chi forma per molti titoli una ver·a autorità. in que~to g1·ave at·gomento di materia mili tare. P er q11csto giudizio il perito non deve tener calcolo soltanto eli nn maggioJ·e o minore sviluppo del sistt'ma muscolare. di una migliore o peggiore conformazione sclteletJ·ica, di una maggiore o minore ampiezza toJ·acicrL solamente, ma deve far e grantle. assegnamento sulla considerazione dell'abitt' di corpo o temperamento dell' indidduo, semp1·e avendo in pens i t~ro quello che più specialmente dispone alle varie forme !li s c~'ofola, la. quale se non è manifesta svilnppasì poi sotto le fatiche del servizio militare. . Si vedono indiYidui. che sortir onO qnesto tempera.mento dalla nat ur a, i quali offrono una floriclez:<::a tutta appat•entc, che si clil.egua sotto un semplice rambiament() di vita, mentre se ne vedono alil'i, che sono dot<tli eli temperarne11 to ner voso, e che sebbene apparentemente gracili Jler nna relativa deficienza di tessuto n.mscolare e per scarsezza di tessuto cellulare adiposo, sono nondimeno molto atti a ben sostener e le milital'i fatiche. Le piì1 alte eift'e, e r.he richiamano veramente l'altenzionc nostra. del movimento ntm1et•ico degli iscritti in os>:cnrazione, appartengono a1le affezioni oculari ecl alle aflr.zioni tor'aci<.:he. Tanta. altezza eli cifre ha la sua piena. l'agione di essPre nella importa11za dei soggetti, che raccbiusi si trovano in questi du~ gruppi d' infermità. e ·fisiche imperfe1.i oni ; impMtanza , che vuole est;ere contemplata ,non solo sotto l'aspetto diagnostico, ma rispetto eziandio ai varii gradi delle medesime
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i11fermità ed imperfezioni fisiche, per le quali si riclliedono lL1nghi el:iami, minuti, diligenti e riJH~l;utmnente praticati, e!>ami non facili e molto delicati, e che non possono essere compiuti dinanzi alla Comn1issìone deliberante di leYa. Dal gruppo delle affezioni ocmlari divise per specie di malattia risulta il seguente prospetto: !dono\
l nBbili
3
Epifora . . . · . . . Blefaro-congiuntivite cronica. Con~untivite saroplice . Congiuntinte gl'anulosa Ottal mospasmo Macchio della cornea Macchio dell' iride Strnllismo . . Nittambliopia . , }[iopia . Ipermctropia . Ambliopia e Amaurosi .
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3 l
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o 'fOTAJ,E
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2
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Una malattia, sc1·iveva l'illustre prof. commend. Cortese, ispettore militare di saui~, assai comunemente sinHùata e provocata si è la miopia, che Boisseau a[crmava di poi essere, senza contestazione , la infermità, che più specialmente si allega dinanzi ai Consigli di Tensione. Secondo le nostl'e ossm·vazioni, clte si limitano a questo Ospedale, ci pa-rt'l'ellbe di poter- dire con maggiore precisione ed esattezza che sono le lesioni o t urbamenti della vista quelli, che più specialmente si accertano dagli iscritti di leva per ottenere la esenzione dal militare servizio e fra i quali p1•im~ggiano senza dubbio la miopia o l'ambliopia o amaurosi unilaterale. Fra gl'individui inviati in osservazione per miopia alcuni ne trovammo talora. che avovauo un opposto diletto ùiot-
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trioo, ln. ipermetropia. Gna rliligonr.n. mancata può oondm·re ad un giudir.io non innocentemente etToneo. E valga il vero, un iscl·itto con poca o niuna. ettitura, che 11011 sa rlistinguero rla una corta vista una vista lunga, ~i pt·esenta al Consiglio e asseris~;c Ili \edet' poco; si dubita eli miopia; si esperimentano le lenti negative; i risultati SOilO nulli P. l'individuo si dichiara idoneo al militat•c servizio C' si proc1ama mentitorc : ossivvcro, l'iuscite infruttuose le prove fisiche colle lenti concm·o-coucaYo. viene alla mente il duhhio dC'lla esistenza di un opposto rizio e si t•ir.orre allora all'esperimento delle lr.nti positive l'cg·olamentari, che èsse pnro son ::;egttitc da risultanze negative. e l'indi viduo diviene giwllrato idoneo per le amu e dicltiamto simtùatoro. ::\cl pl'imo r.aso esclusa la miopia. si è creduto di avere tutto fatto, senr.a curarsi di verificare se esistesse pm· mai un opposto vizio di rift'azione. che e:,;istendo, cd esistendo pel' avventura al gmdo dalla legge contemplato, si è ritenuto iùoneo e mflntitore chi non era nè l'uno nè r altro: nel scconclo caso si è seguito un indirizzo migliore, ma le indagini non furono t'Otnpiute; incompiute perclsè non basta escludere il difetto. fa eli mestieri accertarsi ancora se osist.:'l. di E•sso un grado piit o meno leggero, che esistendo, l' inclivitl tto si è ben gindicato regolarmentarrnente itloneo al ~C'I'VÌzio militar~>. ma si è ingiustamente dichiarato simulatorc. Sono falsi gi•ulizi questi, che divengono causa di grandi conseguemc, quali sono quelle di dare all'armata. ur1 soggetto, rhe non possied(1 tutte quelle attitnclini fisiche, che si richiedono pet' la prestazione di un utile set'\'Ìzio, o di fare entrare} nell'esercito un individuo, nel quale sono staLi già gettati i primi semi eli dcmorali7.zazione, e cliC<) di dcmot·alizzazionc pcrcltè colla coscionzl~ di non meriLnre il t itolo inl'amantA di simulatore, esso cova entro di sè sdegno, il'a e rlispetto. Dit<' all'iscritto che egli è riconosciuto affe:to, se ycramenr.o lo è, dalla imperfezione fisica allegata, ditegli che questa. impC'rfer.ione non giunge a quel grado che il regolamento esigC', siate piìt persuasi, siat.e più s icuri che egli !:ìar~L soddis('atto rli questo
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giudi?.i·) e coll'animo rassegnato r iuscirà. un buono e valente soldato. Altra volta trovammo degli it}dividui, che si lamentavano di v ista cort.'l, presentavano sintomi pt•esuntivi di miop ia, offdvano ali' esame ottalmoscopico diretto fot·tc rifrazione miopica e frattanto non eravi lente che correggesse il vir.io : ma l'esame ottalmoscopico indit·etto scopriva nel fondo oculare graYi alterazioni materiali, che davano piena ragione del notabile t urbamento della facoltà visiva, eonsistenti spesso in postumi di pregl'essc retino-coroiditi, siccome depositi c macerazioni pigmentarie, essuçlati, atrofie coroicleali. Voi tutti avete tenuto dietro al metodo qui seguito nell'esame di questi. iscritti, metodo insegnato e l'accomandato dal dist1ntissimo nostro Medico Direttore cav. Raraffio, e che ba formato la l•ase, il fondamento dei nostri giudizii. Io mi lusingo rli credere ..rhe non yj sarà disraro che io ye lo ricordi e che lo rìassuma ln porltc parole. Premesso un attc•nto esame obietti•o esterno dell'organo visiYo. raccolti quei segni che si dicono potere ben costituire delle presunr.ioni in favore della €lsis ten:~,a della miopia o della ipcrm,etropia, ed ai quali fa d'uopo di ben guardarsi di annettere troppa importan7.a, ed in cui noi abbiamo imparato a non mettere tr-oppa confidenza, si sottopone l'csaminnndo all'esame ottalmoscopico dit·etto, mediante il quale si viene a stabiErc se sia o non sia poss,ibile discernel'e distintamento gli oggetti del fondo oculare, se l'immagine sia reale o roYcsciata oppure. nrtuale o diritta, se i Yasi retinici si scorgono o si muovano in senso contrario al movimento che s'imprime allo specchio o nel senso del movimento impresso al1o specchio medesimo, se conseguentemente esista l'ifrazione miopira o riJrazione ipermetropica. Esaurite queste indagini, dalle quali si può approssimativamente desumere il grado del difetto ne' s uoi punt i estt·emi, si passa alle esperien:~,e fìsicho col mezzo di una serie graduata di lenti, dopo le quali si fa riCOI'SO ad abolire l'accomodazioM paralizzando razione del muscolo ciliare mercè l'uso dell'atropina. L'occhio ntropinato,
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;;i ripete l'esame ottalmoscopico diretto e coll'esame ottalmoscopico inJ iretto si r icercano, s i stl;cliano c si definiscono le altern.7.ioni esistenti nel fondo oculat· c. Allora l'osservatore, cercando qual' è la lente negatiYa, che collocata dinanzi al suo occhio riconduce i raggi colwet·geuti al par allelismo, o meglio che rende diyergenti i raggi convergenti, può determinare anco1'a con magg·iot·o facilitiL eil esattezza il grado di miopia, che indica prcr.i:samente la forza della lente n:sata, mentre cercando quarè la le nte positiYa, che porta i raggi diyergrnti ad incrociarsi, a convergere, e che cambia l'immagine virtuale in im1naginc reale, può determirHu'e con una certa esattezza il g1·ac1o della ipormetropia. Le no::;tro ricerc.hc hanno termine 1·ipetendo gli esperimenti colle lenti, e mettendo a confronto le tùtime risultanze di questi coi risultati ottenuti dalle prime esperienze. Con yuesto metor1o nou avvenn(~ mai eli esit~tre un momento nei nostri giudizii e di ritardare le dedsioni. TJn apparecchio destinato a misurare esattissimnmente tutti i tm·bamenti di rif1•azione è quello che il Prof. P errin fece presentare all'Accademia di medicina. Questo istrumento, che lamentiamo di non possedere, potrà )•endere g1·andi servigi nella, determinazioue del grad() di miopia in particolare. n nostro Medico Direttore, conosciutane l'imJ)Ortanza, ha diretti tutti i suoi sforzi all'acquisto del medesimo. I moventi principàli dei nostri pareri medico-legali in tutti i casi di mio'pia in ger1erale sono stati meno le J'is ult~tn7.e degli esami fisici coll'aiuto delle lenti ùi quello che i risultati ottenuti dalle indagini ottalmoscopiche .diretto ed indirette. Le alterazioni della cot•oide, la coroidite atrofica, lo staffiloma postico più o rneno avanzato, lesione, che una volta incominciata non solo non subisc~ rn.ai un moto retrogmdo ma è .spesso soggetta ad un movimento progressivo, hanno sempre richiamato in serio modo la nostra attenzione e u.oi siamo sicuri di avere bene intet'pretrato lo spirito dell'articolo 43. Sotto il punto di vista· della shht1lazione l'ambliopia c
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l' amaur0si f~rmano il, problema il più delicato, giustR Bois sean, è la questione la più difficile della patologia oculare. Non molto tempo fa; a:vanti le reeonti scoperte della diottrica, le ambliopie avevano assorbito i divet·si turbaménti di 11efrazione ·colle loro èomplicanze, l' astHnopia, lo stt·abismo eoc., e le 1esioni profonde intra-oculari erano del tutto occulte. Allora si dovettero considerare come sospetti degli individui colpiti da infermità, che · non si sapevano nè si potevano diagnosticare e si dichiaravano idonei alle armi degli iscritti di leva, che avevano gravi motivi di esenzione dal militare servizio. Non convengo con alctmo, che oserebbe oggi asserire che frattanto questi itidiv.idni dichiarati idonei, sia che non fossero, sia che fossero realmente a:ffetti dall'al,legato difetto della· funzione visiva, riuscivano aòili e bravi soldati, volendo così. insinuare che dalla manchevo1ezza aeg1i studii fisio-patologici relativi all'organo cl.ella vista non derivavano poi quegli incovenienti, che si è creduto potessero derivare, é che dai prog1~essi. défla sdenze oft'almologica non è sperabile di ottenere reali vantaggi. Convengo piuttosto che malgrado il recente acquisto d'i mblte ed importanti cognizioni h• guestiotìe dell'amaur osi considerata sotto l'aspetto diagnostico per un giudizio di affermazione o' •negazione negli iscritti di leva presenta tuttavia reali difficoltà, che noi abbiamo cercato di superare fedelmente e scrupolosamente compiendo le debite indagini con ì mezzi, di cui noi siamo al })ossesso, e che consistono nell'esame obbiettivo esterno; nella illuminazione ohliqna, nél'l'esame catott_rico, nella esplorazione ottalmoscopica diretta e' indiretta, ne'lle prove fisiche collè lenti, IJell' uso d i un vetro prismatico e sopra tutto nell'applicazione dello stereoscopio. È teoppo noto oramai come la dilatazione e la immobilità della pupilla aBbiano all'epoca nostra perduto tutto quanto il valore di segno patognòmouico dell'amaurosi. Noi abbiamo avuto in osservazione due amaurotici per atrofia bianca della· pupilla, i quali posti dinanzi a viva luce naturale ed" artificiale pre~entavano mobile egualmente
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..
la iriùe e contratta la pupilla; ma se chiuso l'occhio sano, si poneva l'occhio amaurotico sotto l'influenza clelia luce, la pupilla di questo allor a mostravasi dilatata, immobile, inerte. Noi non aùbiamo manc~.to in casi simili di utilizzare ancot· a le prop t'Ì(~tà ben couosciute delia ferva del C::tlabar, e di cui l'applicazione è stata consigliata o molto vantata per scoprire la frode; ma io non voglio entrare in un campo, che non mi appartiene, essendochè esso abbia formato p::trticolare og·getto di osservazioni e studii del nostro clit•ettore cav. Haroffio che a suo tempo egli esporrà, io spero, a benefizio nostro c dell a scienza. Coi varii mezzi d' investigazione poco sopra ricordati, di 21 individui entrati in osservazione per amblioJ>ia ed èW1aurosi ne abbiamo ritenuti idonei lO. che immoralmente e con danno altt•ui avevano tentato di esimersi dal militar e servizio c ne abbimno dichiarati inabili 11, eh~ altrimenti sarebbero stnti inutili ai divm·si servizi speciali dell'annata, agli interessi vitali di questa recando pure non lieve offésa, o per atrofia della pupilla, o per distacco r etinico o per reliquati di retino-coroiditi. Vogliamo notare, che degli iscritti di leva inviati in osserv azione ~ per· ambliopia e amaurosi non pochi si seoprivano invece affetti da miopìa o ipermetropia pel' i quali difett i diottrici. furono riformati: fatti questi che confermano quello che poco sopra dicevamo. L'ottalmoscopio mostra il fondo dell'occhio allo stato fisiologico, o vi scopre delle innormalità o delle materiali alterazioni ; ma può esso dire se queste siano o non siano vecramente capaci ùi determinare l'allegato difetto? Coll'aiuto soltanto dell'ottalmoscoplo si può mai asserire eh<~ nel primo caso, apparendo cioè normale il fondo dell'occhio, non esiste amaurosi, c che esiste all'incontro nel caso secondo, ove si presentano dei materiali cambiamenti cndor.ulari ? Lo stereoscopio e il prisma soccorTono grandemente nella diagnosi eli questa infermità, ma nella diagnosi dell'ambliopia e de' varii suoi gradi. non pare a noi ehe piccolo e
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forse nullo talQra· sia .il servJziO, che può essere portato dalie esperienze stereoscopiche e prismatiche? Vedete quanti ques'iti rimangono aneora su questo soggetto irresoluti! · Se gli istrumenti fisici di ottica applicati ai fenomeni fisiopatologici dell'occhio, presi sepa.ratamente, o adoperati l'uno dopo l'altro senza orélìne, senza rapporti, senza collegazione, senza armonia, non porgono valido aiuto al conseguimento di reali risultamenti, tutti insieme razionalmente usati concorrono a formare un solido fondamento per giudizi esattamente scientifici e coscienziosi. Dal grupp-o delle affezioni toraci.che divise ·per specie eli malattia risulta il prospetto che segue: · :tv.~:~JLa..1;'ti.e
Idonei
Inabili Hivedibili
2
Bronchit,e . ;postumi di pne,umonite Emottisi Tubercolosi po.lmonare Car-diOJ,latie ..
2
l
4
2 l
TO'i'ALE
;
...
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8
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Le 14 cardiopatie, che motivarono il g·iudizio d' inattitudine fisica al militare servigio negli iscritti mandati per questa infermità in osservç1.zione, sono 12 casi di stenosi. aortica, un c.laso d'insufficienza mi~rale, un caso d' insuffici~nza e stenosi aortica. In 13 individui la esistenza di affezione cardiaca da loro allegata non potè in alcun modo essere ammessa. Finalmente 8 degli iscritti furono rinviati alla prossima futura leva, essendo stati riconoscinti affetti da stato anemico, o meglio da alterazioni piit o meno profonde nella oomp'osiiione del' liquido sanguigno; causa dei turbamenti dinamici o ftmzi.onali relativi al ceutro della cireolazione sanguigna da essi -accusati. Il rinvio di questi iscritti . aìla p'l'ossima leva ·venne da noi sempre promosso nella persua-
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sione f'he lo stato anemico, o condizione morbosa della crasi S<'nguigna.. essendo entro certi dati termini, trovandosi in limiti piuttosto angusti l'elatinlmPnte alla sua entità. ed estensione, era suscettibile di modifìcazioni, verif:ìc:abili in bt·e,·e scorrere di ternpo, e qnali sono Jtecessarie per permettere dipoL il sostenimcnto dello fatiche militari. Gli studi che si riferisaono agli iscritti di leYa, i <1uali fm·ono mandati in osservazione pet' avere_ invocato la esonzioHO dal servizio militare siccomH affetti da cardiopatia, per quauto si l'aggirino in un CCl'chio ristretto, ci hanno lasciato delle impressio11i che non Yogliamo tacere. Primieramente le affezioni \alvulari sono molto piit propl'ic del cuore sinistro che del cuore destro c Je valntlc aortiche sono la sede la piì.1 frequente di malattia. Secondariamente coloro, che piì.L soffeono e piit si larnl'ntano, non ::;ono gl' indiddui che so11o affetti dn. cardiopatia organka, ma bensì gl' htclividui che sono affetti da nCVl'O!)i del cuore sotto forma di cardiO})almo. Q~anto ò difficile pel'suadf't'e questi pazienti, i quali immaginano di ayere gt·avi altei'nzioni OJ'ganiche cardiache, che i loro mali non sono che un semplice disturbo funzionale, il risultato di turbata digestione, l'effetto di alterata ematosi, altrettanto è difficile persuadet·e quelli del vero stato in cui si ll'ovano, e di _pcl'suaderli che i sintomi da essi accusati, e che eglino vogliono ripOl'tare ad altra causa, sono sotto la diretta dipendenza di cambiamenti di stl'uttura del centro della circolazione sanguigna. I n tcr;.;:o luogo gr isr.l'itti di leva per giovanile etù. molto suse.ettibili ed impressionabili, divenuti talora anco piì1 alterabili pet' un troppo predpitato abbandono ai piaceri sessuali in _questa epoca della Yita facilissimo, quando si present.'lno per essel'e sottoposti ad esame · non possono ordinariamente difendersi da una cert.t emozione, sotto la quale l'im pulso cat·cliaco, o scossa prodotta alla pal'ete toracica dai movimenti del cuore, si fa pii.t energico, l' urto della punta pitL visibile , i battiti più fl•c.quenti, plù celeri, più forti , più
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estesi; concitamento di azione cardiaca questo, che bisogna ben guardarsi tlal considrJ·are siccome morboso. In quarto lnogo non è raro elle sotto il riposo, nello stato di quiete, l'orecchio dell' ossern~tore non percepisca nella evoluzione des-li atti cardiaci akuna SOJ'to di rumore o mormor·io, che comparisce poi al s11hito aumentarsi tlel1' azione; e frequentissimo è il caso, in cui un rumore lieYe, appena sensibile all'orecchio, rendes!, qnando il cuore è eccitato, più forte e ben manifesto. Il pet·chè nell'esame del cuore, in tutti gl'individui, 'massime negli iscritti <li levn, e soprattutto n ei casi dubbi, non si deve mai dimenticaJ'e la precauzione eli eccitare l'organo acl azione maggiore. È nostra abitudine cl' invitare l'individuo che è in ]etto, aù alzarsi ed abbassarsi più volte col tt•onco. Con qnesto artifhio abbiamo non infl'equentemente scoperti dei rumori, che in altri momenti ed in alke circostam:e non ayc\'amo potuto tldire, ed abbiamq così riconosciuta la esisteur.a eli lesioni Yalvulal'i eziandio gra·\i. Talora ci accadde pure di 1;1otare un fatto, che non è senza pratica importanza. Mentre r esame dil'etto del cuor·e era seguito da risultnnze negath·e; l o stetoscopio scopriva nella caJ'Otide un manifesto rumo1'e di soffio, la callsa del quale non ci pareva di potere riporre in una alterazione di crasi o in una condizione morbosa dell'arteria medesima. RicOJ'rendo allora al nostro artifizio o ripetendo gli esami si veniva da noi a scoprir'e · un rmt tOl"e di soffio sistolico all'orifizio aortico, che ci conduceva alla diagnosi di affezione valvulare, di steuosi aortica. Finalmente nei molteplici e svariati esami da noi compiuti negli individui inviati in osser,·a.r.ione moltissime volte ci siam.o incontrati in quella innormalità di ritmo, in quella modificazione di tono, vaeiamente interpretrata e che si reputa tuttavia d'incerto significato clinico, la 11uale consiste in dò che il tono medesimo si presenta doppio, sdoppiato, spaccato. diviso, bipartito. Quest.1. modifkazione, che abbiamo sempre notata nel secondo tono o diastolico, massimamente all'aort!i,. oss~r-vammo negli individui, che furono
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riconosciuti gracili ed anemici e negli individui affetti da qualche lesione del sistema nerveo, siccome paresi o pa•'alisi, emiplegia, paraplcgia, nevrosi epilettiforme, epilessia, o altra form a di 11eVTosi. Ultimamente entrava in ossen·azione un iscritto di leva. il guale allegava palpitazione cardi.aca, e che all'ascoltazione presenta.va rumor eli soffio sistolico al1a punta., ove il secondo suono udivasi chiaramento doppio, il terxo apparendo lontano, piuttosto oscuro e qu asi c.orno un eco all'orecchio. Appe.oa percettibile nel ventricolo destro il tono r addoppiato diveniva tosto unico a.ppBna che il cuore entrava in maggiore concitazione. L'individuo era anemico. Senza dubbio lo sdoppiamcnto del tono diastolico può essere benissimo un fenomeno •!norboso di lesione Ol'ganica del cuore, ma spessissimo noi riteniamo che sia un semplice sintomo di turbata ed alterata iru1crvazionc. Nella sala di osservazione entrarono per piaga cinque iscritti, tre dei quali si ritennero idoneL e due si giud icarono inabili per il rnestie1'e delle armi. In tutti si rinYennero argom enti pln.usibilissimi per potere cou tuttR co:scicnza dichiarare a•·tificialtnente e volontariamente prodotta o provocata la soluzione di continuità. In due individui la superfici e della piaga eJ'a occupata da larghe escare risultato dì recente applicazione di sostan?:a caustica. Eccettuata una, che per la sua gravezza in entità ed estensione, la tibia mostrandosi alla vista scoperta e denudata. del periosto per circa quattro centimetri, dette motivo ad un immediato giudizio d'inabilità; tutte le altre piaghe, malgrado una grande perdita eli sostanza, andarono prontamente a gual'igione, usando noi la precauzione di applicare degli adottati apparecchi, che fossero atti a ga•'antìre le nostre cure da inusitati c fraudolenti maneggi. ~otiamo con soddisfazione come la cifra di questo genere di frode, che nella classe 1847 apparve non poco elevata, trovisi nella ultima classe (1848) notabilmente (abbassata. Questo risultato potrebbe indicare la efficacia del nuovo indirizzo dato alle operazioni· di leva e potrebbe forse segnare
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un avanzai:nento nella civiltà e forza maggior11 di sentimento nazionale. Degli individui mandati in oss~rvazione per piaga1 uno appartiene a} Circondario di Arez~~ e quattro al Cir~ondario di Firenze. Bibbiena, Campi, ·Vicchio, Incisa, Firenze sono i Coi)luni' che dettero questo piccolo, ma sci~ gurato contingente. Coloro, che con tale vilissima colpa si sottrassero al più sagrosanto dei doveri di cittadino verso il paese non potranno però t?nere celate le vergognose stimate, che resteranno a reliquie di ' degradazione umana, di de'cadimento civile e di meritato rimo~so. Dov:rò far parola di un povero ignorante illuso, che pretese di simulare. la sordità, introducendosi nel' condotto uditorio dei co'rpi estranei, e che mùto, a l capo basso, immo. . bile, rimanendo nella p9sizione in cui ve:r)iva messo, sembrava piuttosto colpito da stupidità? Scope.rta la frode, confessava quell'ingenuo debole di spirito, ma forte di braccio, ed usciva dall'.ospedale per ripresentarsi al Consiglio di le.v a co1la pro!Xlessa solenne di fare il buon soldato. Ci gode l'animo al pensiero di non esser e stati durante il periodo di osservazione sconfortati dalla vista delle. mu..:. tilazioni, ma duol ci il sapere che: in un Comune non pochi · siano stati riformati ·p~r mancanza o perdita di due falangi d~l dìto indice cle1lJ:ì mano destra. La frequen za di questo genere di mutilazioni, attribuito ad un accidente cl' identica natura, accompagnato da particolari identiche circostanze, esposto sotto una identrca versione, è un fatto che risveglia i più gravi sospetti. Onta a questi sciagurati, che tanto , villana offesa portano all'onore del proprio paese, che avviliscono sotto !a ·taccia di mollezza e d'ignavia. Esprimiamo il voto che questi mutilati siano fatti idonei, tali sembrando a noi che veramente il siano. E vorremmo che una speciale cliiferenza fosse stabilita fra la mutilazione, o la mancanza di due falangi del dito indice dèlla mano destra, contemplata all'articolo 80, e le deformità. o imperfezioni di quel medesimo dito e successive a lesioni chimico-organiche o meccanico-organiche, notate "all'articolo 81, queste in gene- ' Giorn. di -.J.r!edic. milit. 1872.
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'r·ale e non quelle impedienti il libero movimento della mano ed il maneggio delle armi. D'altra parte se in v ia dis(~iplinare e nell'ordine della moralità si trovò essere cosa gius.ta cd efficace il ritenere idonei al militare servizio quelli individ~li , in cui una flessione permanente dell'ultima falange di un dito d'un piede si reputò, siccome il· risult.a:to di un artificio cr~minoso ; difetto fisico, che è pnr sen11n'e ui1 ostacolo alla ordinaria deambulazione e che_in ogni modo inutilizza l'individuo almeno per non pochi servigii, a {o1'·tim·i dehbonsi ·dichiarare abili coloro, in cui la mutilazione del dito indice si stimò o si . sospettò essere non altrimenti che l'effetto della volontà, e i quali possono essere comandati ed utilizzati 'almeno per molti speciali servigi. Contro questi maliziosi fraudolenti la società deve infliggere una pena mor·ale. Accusiamoli dinanzi al supremo tribunale della civiltà, portiamo i loro nomi e quello del paese ove nacquero dinanzi a1 cospetto della nazione, e abbandoniamoli alla esecrazione della patria. Saranno questi sali1tari rimedii? Speriamolo. La cifra magg'iore degli individui che entravano nella sala di osservazione, onde essere sottoposti acl esame, è quella senza contrasto, che appartiene ai Corpi della guarnigione. Questa cifra è al certo molto elevata nè çolpisce lo sguardo senza richiainare tosto la mente a particolari considerazioni. Il Medico militare al corpo con una esperienza acquistata cella vita eli reggimento non è piì1 il seq1plic~ perito del · Consiglio di leva. (..[ui egli espone la sua opìnione, che può essere accettata come pnò non essere seguita, e che puc:ì essere pure in vario modo apprezzat a. ' Là egli esprime il suo parere, cui viene concesso t utto quel peso, tutta qU!~lla importanza, ohe ha e che deve a vere, là emette un assol\lto ' giudizio, che viene severamente rispettato. Al Corpo il Medico m,ilitare intieramente responsabile del sno operato è in tutta la sua autorità dinanr.i alla legge, alla coscienza, alla giustizia, alla scienza, e· tutto compreso del bene della nazione e dell'esercito e del ·vero interesse del serv1g10, col-
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l'aiuto de' suoi colleghi, giudica con fhtnchezza di se ·stesso pi~name~te sicuro. . Una nuova. visita degli iscritti al corpo, cui furono essi afl$egnati, è lodevoliss,ima1 raz~onale, utile, necessaria, è una censura, che ripara a delle inavvedutezz~, ~he per avventlJra potrebbero essere incorse nei Consigli di leva. L'alta; cifi·a presentata dai Corpi crediamo che sia l'espressione esatta non eli esami mìgliori. o più accurati, ma sì bene di giudizii scientificamente più rigorosi e pii~ retti. Continuando il nostro .st.uaio· al semp1:e importante a:rgome).l~Q rel~t}vo alla generale· attitudine fìsic.a militare, volgiamo ora le nostre ~ndagini e considet'aj\ion.i, agli iscritti di leva. ..della 'classe 49, che fm::orw 1nviati i~ ?sservazione nel nostro ospedale. Il numero di essj è. certamente troppo ristretto per potere scendere a giuste ed' importanti conclusioni generali, valevoli a dar .fondamento o corpo a ·cert.e rnasshne o lèggi acconcie a fare. invocare utili modificazioni o mfglioramentC1dQa6raci'S$imi per!)i6 nel sentenziare useremo molta parcità nel dedurre, persuasi nondimeno che il poco su.ç>lq da; 110i, coltiva~o non; sarà sterile di frutti, che un g-iorno forse sj mostreranno maturi e copiosi sotto gli sforzi comm1i e sulla 130mma totale delle particolari fatiche. Nel giro Ili ci~que mesi, ne), perioclo eli tempo cioè compreso fra il 9 gennaio ed il 31 maggio, entrarono nella sala di osser.vazione 177 iscritti ;d~ leva, dei quali 105 furono giudicati i.qonei, 49, furono giudicati inabili, 23 furono dichi3:rati rivecliblii.
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(N.0 l )
JJ.fovimcnto gene-rale d-egli Insc-ritti d-ella classe 1849 inviati in os~ervazione dal 9 gennaio al .31 m aggio 187,1, distz'nti per autorità da cuiAfurono r~andati all'ospedale : .A.:u.'to:r:i.'tà
J!ìntrati
Idonei
Consiglio di leva di Firenze . di S. 'Miniato . Id. id. di Pistoia . Id. id . Id. id. eli Arezzo Id. id. di S. Casciano di Castelnuovo Id. id. di Garfagnana . Distretto di Firen:t.e . Corpi della guarnigione Consiglio d i leva (l i Siena. Consiglio Super. di Sanità Militare
74
46
'fOTI\f,E
lo
11
Inabili Ri,·odibili
20 2 5
14 213 3
15 3
8
4
3
10 27
ti
l 3 8
5
15
2 2
2
177
105
8 2 4 !1
2 4
2
49
23
Se la cifra totale degli iscritti di leva della classe 49 inviati in esperimento tiene dietro molto da vicino a quella degli iscritti di leva della classe 48 entrati in osservazione e che si elevò a 184, nelle cifre parzia1i degli. uni e degli altri noi ritroviamo alcune differenze, che accennano al certo a diversità di giudizii : e infatti fra gli iscritti della leva antecedente si notano 79 idonei, 83 inabili, 20 rivedibili. Negli iscritti · adunque dell'ultima leva mandati in esperimento apparisce una copia dì elementi maggiore che negli iscritti della leva passata favorevoli all'at titudine fisica al militare servizio. Dico questa una semplice apparenza, solo r elativa a pochi iscritti , la quale può benissimo scomparire nell'insieme di essi. La causa o ragione di questa differenza, dirò sempre apparente, pare a noi di veclerla abbastanza chiara nella maggiore prodigalità usata in quest'anno dal Consiglio di leva di Firenze nell' invio de' suoi iscritti in osservazione ; come risult-a dal prospetto num. l , inteso a dimostrare il movi-
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mento deo-li iscritti in osservazione distinti per autorità, o b . .secondo la provenienza loro, il Consiglio di leva di Firenze ha mandato in questo anno in esperimento .74 individui, dei quali 46 r isultarono idonei, 20 inabili, 8 rivedibili; mentre nell'anno passato ne inviava soli 36, dei quali ] l furono giudicati idonei, 21 inabili, 4 rivedibih. Noi comprendiamo benissimo che, se il Consiglio di leva di Firenze fu largo nelle deliberazioni in favore dell'esperimento, esso ne riconobbe certamente la necessità e l'opportunità. La cifra piuttosto rilevante, che noi avemmo luogo di notare nell'anno passato nei Corpi della Guarnigione e nel Deposito eziandio di leva di Firenze, fa forte contrasto colla cifra piuttosto bassa che quelli e il Distretto di F irenze in quest'anno presentano. Dai Corpi ,della Guarnigione furono inviati in esperimento, durante l'epoca delle operazioni di leva . della classe 48, 62 iscritti, dei quali 25 furono dichiarati inabili, 27 idonei, l O riyedibili , e dal DAposite di leva 24 , dei quali 12 furo~o giudicati inabili, 11 idonei, l rivedibile. Nella lev.a invece della classe 49 i Cor-pi della Guarnigione e il Distretto hanno offerto un contingente molto minore, dappoichè dai primi siano stati mandati ìn osservazione 27 iscritti, dei qu~li sono stati considerati inabili 8, idonei 15, rivedibili ,4, e dàll'alifo ne siano stati mandati . l O, dei quali sono stati ritenuti inabili 3, itlonei 5, rivedihili 2. Io non so se potrei avventurarmi di affermare ·che questo fatto debba riguardarsi siccòme uri segno od un indizio eli migliore andamento nelle operazioni dei ConsigÙ di leva. Le infermità ed imperfezioni fisiche, che porsero occasione d'inviare gl'iscr:itti all'Ospedale e che dettero ragione di esperimento e formarono .soggetto di osservazione, r iunite in grandi gruppi, compongono il s~guente quadro o prospetto : l
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11 8 (N.0 2) X:n.f e r:r.n.:i."tà e Lisiche Imper.Cezio11i.
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e malattie costitu10 zioMli 46 Affezioni tor~cichc :Vlalatl"ic oculari 58 ::vralattic dBgli or<>·ani dell' udito . . 12 " :\<IalMtit• deHe naPici l u Malauie del sistema Il Cl'VOSO.. :\iala.Uic clelia cute c tessuto ::.otto-cutanco . 7 Ivial:lttie LJClvich<~ e addominali . 12 ìrialar.tic delle esh•cmi tà lO 'l'oTALE
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I morbi ed i clìfetti fis ici gener ali o cost ituzional i, di cui fu pat·te la g-racilità., offeono natuntlrnente ristretto campo all'osservazione. Sono i soli casi di estl'ema dubbiezza, relatiYi piuttosto al gt•ado che alla natura della imperfezione, quelli elle giustificano il partito dc1\'esperimont0. Considerando lo. eosa. dirò così teori(~am e n tc, apparieebbm·o l'<U'i simili avvenimenti, ma all'atto p1·atir,o poi uon ò tanto infrequente d' inconb~rs i nei medesimi c di b·ovarsi nella necessità di r·itorrere al benefizio dell'osservazione. Colpa della natura, che non ha vol uto porre lirniti assoluti. Dal ùehole non si va al forte con un passo o dal gJ'acilc si sale al robusto per gradi numerosi. Lo stato di gracilità e di robustezza nell'esset•e loro assoluto è ch iaramente c subito manifesto, nè lascia alc una incertezza in un giudizio medieoJegale. Ma dove finisce ella la gracilW~. cloYe incon tincia la r obustezza in rapporto dell'att itudine fisica milita1·e? Ol'inscritti di leva della classe 49 entrati in ossetTn..:ione pet• m alattie ed impet·fezioni fisic.he presentano una dfra per 1111 terzo minore di quella, che offrirono gl'iscritti di leYa della .classe 48 mandati in esperimento por causa mod()sima.
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È questo un segno di diminuita degradazione nsica, di :fisica
prosperità cre.sciuta, o un indizio di maggi0r rigore nelle cleoisioni 'dei Consigli? L'una o l'altra opinioue sart?bbe in . egual 1~oçlo eècessivamente arrischiata. ·s i è affermato che i Toscani hanno pintto.s~o molle costituzione, che sono dotati di temperamento sanguigno-1infatico e che sono d i~posti alla scrofola éettil~ e -alle tisi tubercolari. Io dubito che in ciò esista qualche inesattezza. La mollezza e flosciezza dei tessuti appartiene certamente ai linfatici, i quali hanno pure gracilità e lassezza di muscoli, ·pallore de1la cute, che talora ha terreo colore, scarsezza di materiali organici e prevaleuza nelle proporzioni delle parti acquee. I linfati.ci offrono una :fisionomia, in cui è manifestamente espresso il languore e l'apatia, .' hanno debolezza, tardità, lentezza e poca sostenutezza di moti mus(~olari, e ottusi nelle sensazioni presentano poèa attitudine alle scienze ed alle arti bélle, mentre predomina in ess1 con pr epotente forza la foga degli appetiti istintivi. I sanguigni all'incontro ri1ostrano svihtppo notabile di masse muscolari ed irrigazio;1e sanguigna dovunque (lfficace, tanto efficace da impartire a trltti i tt!ssuti tUl maggiore colorito vermiglio o rossoscuro: Di essi alcuni hann() membra gras~e e masse muscolari prominenti, ma tuttavia flaeide alquanto e molli, sono ricchi eli fluido sa;1guigno, che è abbondevole di principii carbonici ed idrogenici; hanno tinta la cute ed i tessuti t'ntti di tmifor me, fosco, cupo rossore, dotati di moLta energia e validità di forze muscolari, in cui manca nondimeno la prontezza, sono lenti negli . ~tti della sensibilità ed irritabilità, moderati negli affetti, molto atti ai lavori meccanici, piuttosto \nclinevoli ai piaceri dei sensi, ·e si dicono venosi. Altri mostrano i .muscoli prominenti si, ma compatti, sodi e robusti, hanno molta copia di sangue, il quale sottoposto maggiorm.en.te an·in:fluenza dell'ossigenazione offre più -perfezionata natura e più :r icco di elf)menti fibrfnosi si r ende più acconcio agli ufficii della nutrizione, presentano bianco-vermiglia la cute, animata la fisionom ìa ardita e lieta hanno _,.
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molto energiche e sostenute le azioni niuscolari, sono mutabili nei loro affetti, sempre tuttavia benefici, hanno la coscienza della propria. robusteu:a, sono perciò più atti alle fatiche del corpo ehe alle valenzie dello spirito, e si dicono arteriosi. È noto a tutti che ben di rado è dato incontrare nei singoli individui le primit,ive qualità dei temperamenti e che il più spesso si scorgono confuse e mescolate le differenti prerogative di ciascuno eli essi, costituendo i temperamenti medii o misti. Il temperamento linfatieo però e il temperamento sanguigno sono due tipi assolutamente opposti , opposti tanto da farmi dichiarare che la presenza dell'uno esclude la presenza dell'altro. Io non credo che il sanguigno possa veramente~ maritarsi al linfatico, non credo che si osservino insieme coesistenti le prerogative di quello e di questo, non credo all'esistenza di un temperamento sanguigno-linfatico. Alla scrofola poi e alla tisi tubercolare non sono i linfatici propriamente detti quelli che sono in pecnliar modo disposti e tanto meno lo sono al certo i sanguigni. Alle malattie scrofolose e tubercolari è particolarmente disposto un ten1perarnento che tutti non ammettono , e che è stato caratterizzato col nome di albuminoso o scrofoloso. Questo tipo di temperamento, comune alle grandi e popolose città, è cornuf1issimo alla città di Firenze ,. cui appartengono in spe.cialissimo modo le affezioni scrofolose e tubercolari. Se non m' inganno, tuttavia la popolazione tìorentina , dopo il nazionale risorgimento, si è fatta più prosperosa ed è meno maltrattata dalle sevizie di quei brutti malori. Ma usciamo da questa città e percorriamo le pianure, le valli, le colline e le montagne _Toscane. È propriamente il temperamento sanguigno-linfatico , e il temperamento scr ofoloso · quello che predomina in questo paese? È veramente la tisi e la scrofola che ne flagella gli abitanti? Io non credo che nella Toscana si possa riconoscere il predominio assoluto di un temperamento, anzichè la prevalenza assoluta di nn
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altr-o. Di temperamenti troviamo bensì molta e grande varietà nei diversi luoghi di questa Pro-vincia. Temo molto che la frequenza o prevalenza dei mali scrofolosi , e tu ber- · c.olari nei Toscani sia stata desunta da ciò che si è osservato in questa città; ma la Toscana non è tutta sicuramente in Firenze. Come nell'anno passato anco iQ. quest'anno le affezioni toraciche e le affezioni ocular) figurano per una cifra piuttqsto elevata: ma, mentre nei due anni la stessa proporziol).e si nota di giudizii per le affezioni oculari, per l<~ af~ fèzioni toraciche, all'incontro si trova una differenza di decisioni non lieve, conciossiachè nella classe 48 risultarono Ìdonei 15, inabili i,?O, rivedibili 9, e nèlla classé 49 r-iuscirono idonei 37, inabili 3 e· rivedibili 6. I due gruppi delle affezioni toraciche e delle affezioni oculari dis~r,i.buìte per fipecie di malattia, si risolvono nelle seguenti situazioni : ~.') 3) ~lfeztonl tora'liehe
Entrati
I<lonoi
Car.d iopatie . Bron.chite
43 2
~~5
Emottisi.
l
Inabili Hivedibili
3
l l
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5 l
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(N. 0 4)
Miopia
.
.
.
·' .
Ipermetropia . . . . Amaurosi e Ambliopia . . . Macchie corneali e sinechie . Catarro cronieo del saèco . S'trabismo . · . . Ottal~ospasmo · . Emeralopia . . . ToTALE'
Entr~•ti
!dono~
17 lO 17 7 l 4 l l
10 8 5 2 l l
2
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31
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Inabili Rivedibili
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Le cardiopatie, ì vizii diottrici, le amaurosi e le ambo.· liopie sono le infennità e le imperfezioni, elle principalmente c sempre ha nno rìcb.iamato tutb la nostra att.enziono, sia per il nurnero loro, sia per l' entitil. del soggetto. E la ìmporta.nza ìnvero di esse ne giu::;tifìca pienamente la osservazione. Se non chtl fa d'uopo notare che di '13 is<witti entrati per cardiopatia, 35 furono stimati idonei, 3 soli inabili e 5 Pivedibili: la quale · cosa c' invìterellbe :torse a ritenere volentieJ'i che comunemente sì continua tuttavia a credere che la palpitazione cosi detta di cuore può essere presa facilmente a mentire e tuttavia a pensare che il medico in quell' affezione può essere facilmente tradotto in inganno; errore gravissimo, infantile illu s ion~ ed ingenua, chè con l'arte cliagnostica la sciem~a medica procede in essa bastevolmente franca e spedita. r~· iscritto allegando malattia di cu01'e non spende davYero mal la fntica nè mette a tortura certamente il suo cer·vP.Ilo. l\1a quanto è facile nsscrire ciò dinanzi ai Consigli tli leva per pa1'te rlell'iscritto, al trettanto è facile per il medico Ji scoprire la disonesta e rea menzogna. In quest'anno noi ci siamo accorti -ed abbiamo dovuto convincerci che non sempre lo statliloma postico corrispondr. al grado della miopia. In non por.hi casi di eccessiva rifrazione si è -.;-eduto il gradò di vista miopica non stare in propol'zione o in l'agione diretta c91la f'-Stensionl) dello staffìlom a posteriore. Talora abbiamo uotato grande e ,·asto sta·ffiloma e grado di miopia lcggicro, altra volta abbiamo trovato piccolo, limitato staffiloma e grado di miopia avanzato, regolamentare. Questi fatti dimostt·ano e rendono ·~anìfesta la necessità di diligenti indagini iJ1terne e di accurate ricerche fì.si cosp<~rimentali, e ci comandano di non appoggiar·e ì nostri giudizii o solo sulla natura e sulla entità delle alterazioni endoculal'i, sulle risultanze cioè ottalmoscopiche, o solo sui risultati finali delle esperienze fisiche basate sulle testimonianze delle lenti, delle scale di caratteri, e sopra altri modi
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eli prova, ma bensì sl}ll' uno e sull' altt'O esame insieme. Koi comprendiamo benissimo potere esistere una miopiu. dì graq? non regolamentare con lesioni endoculari gravissime, che sono incompatibili col servizio militare , e che , dispongono l'animo nostro, anzi obbligano la nostra coscienza ad un verdetto d'inabilità, e pooore esi'stere all'incontro lievi anormità interne o piccoli mutamenti matel'iali con grado pro;nùnziato, avanzatissimo di miopia e J'egolamentare, che n~n può permettere all'iscritto un utile servizio militare. Kelle Ol'amai numerose esplorazioni ottalmoscopiche praticate s0tto la eccellente direzione del chiarissimo cav. Baroffi.o, noi ci siamo incontrati, a cagione di esempio, in easi ti p ici di cot•oidite disseminata antica, i quali .. erano passati sotto il nome di miopia. Gl'individui infatti accusavano vista cor·ta, offrivano i segni presuntivi di questa aberrabione diottrica, pl'esentavano all' esame ottalrooscopico diretto, col solo specchietto manifestissima e forte la rifrar.ione miopiea; e all'indagine ottalmoscopica inclire·tta mostrava.nno la papilla piccola, i vasi di essa, massime gli arteriosi, filiformi, sottilissimi, atrofici, accumuli pigmentarii in varii punti, atrofie coroideali. Questi individui frattànto sottoposti al cii)1ento delle lenti negative risultavano talora affetti ,da un grado non regolamentare di miopia, mer~tre altra volta in alcuni di essi non si trovava lente, che correggesse in alcuna maniera il loro difetto. Per gli studi nostri apparirebbe non rara essere nei gio""ani l'anomalia della visione opposta, la ipermetropia, Ìa quale difficilmente ascende però ad un alto grado, al grado prescritto dal regolamento per servire di causa o di f!JOtivo di riforma. Sotto il nome di amaurosi ed ambliopie, massime monoculari, ahbi~mo visto spesso celarsi delle vere iperm<'.tropie, le quali J'iconoscevamo poi leggere e ben lontane da poter costituire un fondamento per w~ giudizio d'inabilità! In questi casi riscontravamo esistenza di visione binoculare, ma t:lOn si~ultanea, non concorrente. TI turbamento funziÒ-
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naie, che tutte lo prove dichiaravano, e confermavano leggerissimo, non era altro che l'espressione legittima eli una disuguaglianza di potere visivo dei due occhi per l'esistente difetto dì potenza diottrica. Nell'anno, eh~ abbiamo penh,1to, fu mia cura di esporre con una certa largheua i varii e diversi metodi, le numerose esperienze, le moltiplici prove e gli artifìzii svariat~ che noi siamo soliti ed abituati ad usare per la scoperta di tutti questi difetti dagli individui accusati, per il riconoscimento della realtà o ddla simulazione, frode o malizia della natura e del grado dei medesimi. Sarebbe dunque inutile, superfluo e pur anc.;o noioso ripetere oggi le cose medesime, che d'altronde sono a tut.ti noi notissime: ond' è che io le passo sotto silenzio, amando piuttosto di numerare le gravi ed importanti lesioni encloculari da noi scoperte negli individui entrati in osservazione sotto il titolo di amaurosi e di ambliopie, e per le quali furono essi giudicati da noi inabili al militare servizio. Ricordiamo fra quelle un caso di modifìcazioni materiali, prodotto di retino-coroidite, un caso eli alterazioni organiche, postumi di retinite con avanzi di essudato nel Yitreo, un caso di vasta atrofia coroideale a forma di anello nella regione della rnacehia lutea, cinque casi di atrofia bianca della papilla. · Dagli altri grnppi d'infermità ed imperfezioni fisiche ·divise per specie di malattia si ricavano i quadri che seguono : (N.o 5) Malatti e d ogli urguul d ell' n dUo
Sol•dità Otorrea
Entrati
4 TO'rAI.E
Idonei
h)abili Rindibili
3
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2
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(N.o 6) U ult•t tle d el ••uso
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125 (N.o 7)
ltlal n Uio tlel s i stema n crvo~<o
Miolite Epilessia . Imbecillita Vertigini TremOt'e .
Entrati
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2
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Entrati
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(N.0 8) M"laHie della e nt e c d e l t ess uto s ottoeutunco
Impetiggine Ectima . P soriasls Tigna. Cicatrice T OTALE
Inabili Rivedi bili
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7
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l 2 5 3
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(N.0 9) ltlnl nttlo ntltfomlnall e peh'lcho
Emorroidi ... . .. Cirsocele e V aricocele . Enuresi . Ernia . Ipospadia TOTAI.E
Inabili Rivedibili
l
l.
5 l
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8
Entrati
Idonei
14
8 2
2 3
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(N.0 10) liJiiltottl e d e ll e · cstremita\
P iaga. . . Claudicazione . Accavallamento Tumefazione tlel piede .' Imperfezione dei pollici
2 l l l TOTAI.E
19
Inabili Rivediblli
5
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l l l
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7
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Stimmat izzando con sever e p<lJ'ole di biasimo e con amari detti di disprezzo i simulatori, i maliziosi, i fraudolenti, gli istigatori e provocatuel di malattie, noi. cleploramfn o tanta degradazione mol'ak e movemmo fòrte lamE?ntoche durante la leva della classe 48 fossero entr·ati nella sala rli osservazione 5 ischtti portanti sordide piaghe schifose e moventi l'ibrezzo, nelle quali tutte si r inYerulei'O argomenti plausibilissimi di maliziosissinut provocazione, in due di e:;se es:;endo presenti ancora vaste escare r ecenti, risultato certo ùi applicazione di sostanza caustica. Nella leva della classe 49 r:;ono 14 gli individui inviati in osservazione per piaga. lf11 solo caso ~ccettuato tutti gli ·altri portavano tnanifeste le semhianze dell'inganno con i segni i piì1 decisi della provocazione. d~;Jo~ia, et'uzioni pustulari, p1·odotto di pomata st.ihiata, Yesciche, bolle,·fiittenc. ampolle, risultato di applicazio~ e di pasta di cantaridi, escare recenti ; SG0per tur.('r-e domHlazioni di grandi porzioni di. t ibia per applicazioni insensate di sostanza caustica . Queste piaghe presentavano tutte una identica umna, la !orma ovale o rotondeggiante; avevano in generale la grandei\za medesima, la stessa pyofondità, fino ad un certo punto la medesima sede .~ posizione, lo stesso aspetto, hL storia medesima e sembravano fatte tutte e <:on~ottc sotto fa direzioné di una sola mente e di ùna mano medesima (1). · D~ . questi 13 esse1·i spregievolissimi 9 appartengono al Circondario- di Firenz.e, 3..al Circondario di. Arezzo, l al Circondario di Pistoia ; e eli essi 6 furono ritenuti assoluta mente idonei, 2 cou(lizionalmente idonei, 4 inabili, l rivedibile. È sconfortante la cift·a delle piaghe ossen ·ate' in questo annQ, la quale supera di qua::;i due terzi quella dell'anno passato. È l'indole contagiosa del triste esempio, è il frutto (l) Di una di queste piaghe, sit.nRla alla regione este rna del braccio sinistro, pensammo di far e eseguire un disegno in co'l.ori, che tutti voi avete veduto, e che noi volentieri· conserve1'Crno come quello cho dà una l<lea -generale, ma vera, di tutte le pia!!he, che ban no formato soggetto di o~servuzione. · v
:27 di una facile ed i1mnPritata impunità? C0mnnque sia tluole l'animo di ,·edere andar perduti per il paesr> qt1esti individui, i quali sono spe::>SO precisamente i più gagliardi, (:! che fr·ntttu1to infamemenle rovesciano gli obblighi e gli onet'i loro sopl'a altr~ famiglie, che la sorte aveva Yoluto r·ispettare. Desta inclignazioue la '\'ista di queste b!'utalitcì., Jlelle quali è scritto a grandi caratteri la Yiltà, la Yergogna, l'offesa alla. giustizia, l'assopimento di ogni nobile sentire~, rinsulto alla civil tà. NJi domandiamo ancora una volta se questi mali fì sici non siaiJO per avventura l'effetto di mali sociali, se quP.:.; te piaghe del corpo non siano una ~ll<'<'essione morbosa •lelle piaghe morali. E potremmo noi forse mai abbandonarci alla dolce speranza e C\ttllarci nel pensiero di vederli tolti questi mali sotto la influenza del solo prog1·esso dell'umano sapere scmm volg-ere la nostra sollecitudine ad imprimere nell'animo le buone abitudini, a coltivare c nutrire gl'interni sea timenti primi ti n? A che tanto commuoversi ed agitarsi sulle cifre degli analfabeti? A che rallegrarsi, tanto c tanto alzarsi in superbia e salire [n orgoglio su i numeri di quelli che sanno leggere? Tutti o quasi tutti coloro che portavano piaghe erano analfalJeti? Credete voi seriamente che qHesti individui non avrellbero commesso l'indegna aziolle, se fossero stati alfabetisti? Io non lo credo : credo anzi <'he eglino l'avrebbero mandata a fine con ma'lizia maggiore o ton maggiore impudenza. Un poco meno di testa è un poco piil di cnore; minore sollecitudine nella coltura dello spirito e maggior cura nello sviluppo del sentimento del dovere verso gli altri, verso il paese, vet·so la patria. L'incessante insegn amento di questa civile religione por tata sull'altare eli u na for te e solenne convinzione e persuasione è quello <'he ci promette una sicura vittoria contro queste sozwre sociali.
La presenza degli epilettici e degli ennretici nelle sale di osservazione starebbe, a mio credere, in urto cd in opposizione colle nuove modifì.cazioni r egolamentari e mostre-
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rebbe non bene interpetrato forse lo spirito vero del regolamento. Ed infatti quali sono elleno le risultanze, che noi abbiamo ottenuto dagli esperimenti per queste infermità posti in pratica? Tutti gli epilettici in numero di sei e tutti gli enuretici in numero di cinque furono dichiarati idonei al militare servizio, negli uni essendo mancata la certificazione della nervosi, e negli altri avendo riconosciuto insussistente l'allegato difetto, del quale fu dalla maggior parte di essi confessatç_~. poi la simulazione. Queste le poche considerazioni, che dagli studi partico· lari sugli iscritti di leva della classe 49 in esperimento ho potuto io ricavare. Se dissi cose troppo inferiori all'altezza ed all'importanza del soggetto, non lo attribuite a deficienza di volere, ma a pochezza bensì eli potere.
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PRINCIPALI DISPOSIZIONI COSTITUTI\'"E DEL
SERVIZIO DI SANITÀ IN TUTTI LI ESERCITI STRANIERI o bnsi dolla riorgaoizzaziono
DEL CORPO DI SA.'\ IT.l MILITARE lN FRANCIA
per X..... Y.
(dallo SPETTATORE M ILITARE t•·a.dttziono
dispense 77, 78 e 79)
•
DEI DOTTORI BAR.OFF'!O E S ANTINI
STATI Ul\'11'1 o'A~mJUCA- -GER~tANI.o\ - B Av tEI:t;\. - \:VURTEM1.1ERG - B ADEN -
AusTRIA - SvtnEI~A - hALIA - S P AGNA - fNI.THILTERR.>~. - Bm.Gio Or.ANOA - S v EZIA - RUSSIA - T tmCHIA - E GITTO -
ìVIl::sstco.
La riorganizzazioue del servizio di sanità dell'esercito si impone og·gidi, como la riforma di tutte le nostre istituzioni militari, dietro l' <'Sperienza acquistata nell'ultime guerre. Uno degli elementi migliori, senza dubbio, per istabilire un perfetto sistema, si troverà nelio studio comparativo del servizio eli sanità nelli eserciti strani€l'i. Dei tentativi in tal senso furono di . già fatti. Il dottore .Jose Ramon Rodriguez Manzanares pubblicò nel 1855 un interessante lavoro sul senizio sanitario militare presso diverse nazioni d'Europa (l). P oco tempo dopo, il dottore Fallot, medico in capo dell'esercito belga, compi le prime notizie che aveva date S-::llia situazione degli ufficiali di sanità militare nel Belgio, in Inghilter ra, in Francia ed in Ola?da (2). In Francia Scoutct(l ) Infor me sobre el est.ado del ser vicio de sanitad militar en varias
nabiones de Europa.- Madrid 1855. (2) Coup d'oeil sm· la sih1ation des offic'iers de sa nté militaires chez les grandes puissances de l'ÉUt·ope. - Bruxellés 1855.' Giornale di Jl1edic. milit. 1872. 9
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ten (l), Gama (2) e Boudin (3) diedero preziose indicazioni stùlo stesso soggetto ; ma è la Rivista dei medici d-elle armate di terra e eli mare, che raccoglie i documenti pitL importanti (4). Noi dovremo largamente rieorrcrvi per· questo lavoro, l'insieme del quale, pih· compiuto eli quanto f11 fin'ora tentato, non sarà tuttavia che un s.emplice abbozzo delle <.v,idizioni attuali del servizio sanitario nelli eserciti stranieri, ma ciononostante sufficiente per coloro che vorranno illuminarsi ~gognando di veder finalmente il servizio di sanità r ialzarsi a qnel grado ùi perfezione di cui lo rende ben· degno il ù.ob ilis~imo suo fine. La nostra inten;done infatti. essendo di stabilire la discussione con delle nozioni esatte sui principii che devono regolare uno dei servizi più importanti dell'esercito, noi ci atteremo fedelmente all' esposir.ione analitica dei regolamenti in atto in tutti gli eserciti sull'ordinamento del servir.io del personale sanitario, i gradi e le prerogative di cui è investito, il sistema (li reclutamento, le condizioni di avanzamento, l'uniforme ed i distintivi di essi gradi. Stati-Uniti d' America.
L'organizzazione del servir.io di sanità militare, agli St-atiUniti dell'America del Nord, è superiore ad ogni altro ordinament-O. Ha per fundame1~to un principio essenziale, che solo rese possibile lo slancio veramente-favoloso che ha as(l) Exposé de la situation des officicrs dc santé militaires de l'armée française. - Metz 1839. (2) Esquisse historique du service clo santo militaire en géuéral. Paris 1841. (3) Système dcs ambulances des armées française et anglaise. Pari.<> 1855. (4) Anche in Italia. qualche cosa. di simile fu fatto dal Cortese (Guida del ;lfedico Milita1·e) e dal Baroffio (Ce-nni s1'll' <Yrdiname>!tO del peì·sonale sanitario in(et·iore od ausilia~·io nei pr·incipali eserciti - ed art·i colo Ambulanza d e ll'ENCICLOPEDIA ~[ED!CA del Vallard2).
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sunto il servtzto medico durante la guerra di secessione, e che ha permesso ottenere i prodigiosi i·isultati che ci sono oggidì noti, non solo ·pelle ci reolari officiali emanate dal Dipartirnento- medico del Ministero della guerra americano, ma per le relazioni di osservatori stranieri, trA. i quali citeremo l'ispettore generale del servizio di sanità della marina russa, il clottol'e di Haurowitz (l). Questo principio è il seguente : UNlTÀ Dl DIREZIONE E DI RESPONSABILITÀ, RIPOS'l'A NBLLE MANI DEL CORPO SPECIALE CHE FA DEL SERVIZI O DI SANITA L'OGGETTO COSTANTE DEI SUOI STODTI, E CHE SOLO È COliiPE· TE::-ITE NELLE QIJESTIOl\1 MEDICHE.
Esso principio costituì il punto di partenza della riforma sanitaria intrapresa durante la guerr<t stessa, e l'esperienza fattane ha permesso di portare negli animi una compiuta convinzione sul valore pratico del sistema, del quale ecco le fondame,1tali disposizioni: 1.0 Il Corpo di sanità militare, che è parte integrante dell'esercito, forma un tutto compiuto, del quale il capo, 1 CmRURGO-GENERALE, subordinato al ministro della guerra soltanto, è compiutamente indipendente, e dirige, esclusa la ingerenza d'ogni altra autorità, l'esecuxione del servizio di sanità. 2.0 Ogni militare, ammalato o ferito, incapace di contin.uare n.. suo servizi(), e per tutto il tempo che deve rimanere 1n questa posizione, passa dal corpo di truppa di cui fa parte nel corpo sanitario. Dall'istante che questo soldato arriva allo spedale, o che giace ferito sul campo eli battaglia, è ufficio del medico militare, non solo di raccoglierlo, trasportarlo, nudrirlo, guarirlo, ma ancora di mantenerlo nella via della militare disciplina, giacchè il medico possiede, per quest'intento, tutti i diritti e tutta l'autorità d'un officiale di comando. (l) Das rnilit.ar-sanitatswasen ùer vereinigten Staaten von 1\o:·d-Ame•·ika. - Stutlgart 1866. ·
132
3.0 Il 'Collo camento degli spedali sedentarii e di campagna, delle ambulanze, dci mezzi di trasporto sulle vie ferrate o per acqua, in una parola, tu tta ramministrazione tlel ser,v i7.'i o sn.nitario è riposta nelle mani del medico in capo, solo ed unico age n te responsabile. Il medico in capo dell'esercito è .capo sotto tutti i rapporti di tutto quanto al suo servizio si riferisce: è capo medic..o, capo ammiJ1 istrativo, capo militare; e tutti gl' impiegati addet~i ai diversi ospedali, alle ambtùanze, ai trasporti dc i malati, tutti i funzionari infine che concorrono nel servizio medico militare sono posti sotto il suo comando e gli devono obbedienza. 4.0 Il medico militare, com' offìciale dell'esercito, ha gli st essi diritti, gli stessi privilegi di qualsiasi altro officiale dell' esel'cito dello stesso gmdo; porta lo stesso uniforme di questo, gli stessi segni distintivi del grado, riceve gli stessi onori, gocle degli stessi vantaggi, ecc. 5.0 Gli ufficiali di sanità d'ogni grado, nei reggimenti come negli ospedali, adempiono ai loro doveri sotto la sorVHgliànr.a e l'autorità del medico in capo, per modo che ì medici, non essendo punto incorporati nei r eggimenti, non ricevono ordini che dal loro capo medico. l1 personale del r.orpo sanitario, il cui effettivo raggiunse proporzioni considerevolissime durante la guerra d'America, non comprende che 195 membri per l'esercito regolare (1). 1 Chirurgo generale con rango eli ,maggior generale. l Chit•urgo gener. aggiunto l l Medico ispettore generale l » di brigadiere generale. 16 Medici ispetto1•.i di colonnello o luogo-te>> nente colonnello. di maggior·e, capilano, luogo-tenente. 6 Conservatori o gtuwdiani del materiale medico.
170 Chirut·ghi magg. aggiunti
»
(l) La guerre contempora.ine et le set·vice de sant6 des 1.1.rmées, par Didiot. - ' Paris 186().
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II reclutamento d.ei medici dell'esercito regolare si f~t fra i cadetti, studenti in medicina, che seguono le · cliniche de'g li spedali militar.i, Il servizio della farmaoia è assicurato all'uopo di ag·enti subalterni (stewards d'ospedale) che sono OC<;upati nei clett~g:li amrnil~istrativi, nelle preparazioni farmaceutiche e nelle piccole operazioni chirurgiche. · · . Iii campàgna, il servizio rriedico è organizzato su ll~t base d'uno speclale ~nclipendente e c}t un treno d:ambulanza per ciascuna divisione di tre brigate: ·· Taliiata tre ed anco un piìt gran numero eli spedali div,isionari furono Fi~niti sottq gli orclini di un chirurgo- direttore assistito dal suo ispettore medico, dal quartier-mastro d'ambulanza, da un commissa.r i0 e da un officiale capo del treno d'ambulanza. I vantaggi d'una tale organizzazione sono inconti'astal1ili ; furono dimostrati. in ma;niera si splendida durante la guerra, <;he si è a buon diritto sorpresi, che non sia stata attuata ht tutti i grandi ese~'diti d'Europa. Noi veckemo per6 che i ,prihlcipii ne fui.·orlo d~già adottati in parte da una potenza militar-e di priòt0 (:),rdine. AUemag?a del Nord. Il servizio di sa!lità m~litare,• in Prussia, merita, eome tutto ciò che ha tratto all'oi,~·anizzazione dell'esercito di questo potente Stato, una pa1:ticolare attenzione. Il principio del sistema messo in pratica fin dall8'6 3 col regolamento sul ser'vizio , di sanità in campagna, 'è quello stes~o che se1;vì di base alle instituzioni arnericane, quello cioè oh.e attribuisce ai medici la direzio~1e delle ambulanze di guerra. Ma questo principio non fu definitivamente sanzionato se non pell'01'tlinanza r·eale del 20 febbraio 1868, emanata dietro la proposta di un:alta Commissione medica ch.e el'a stata .incaricata di elaborare un progetto di organizzazione conforme all'esperienza acquisita nellé ultime guerre.
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Ecco le principali disposizioni di questa organizzazione : 1.0 Il corpo di sanità militare è costituito da tutti i medici aventi rango di ufficiali o di sotfufficiali, e facienti pat'te del quadeo di attività o del quadro della riserva dell'esercito e della flotta . .'\ capo del corpo di sanità è •posto il medico-rnaggior'f' g·enerale. 2.0 L'insieme del servi1-io di sanità militare forma un dipartimento del :Ministero della guen•a (divisione medicomililaF·e), posto sotto gli ordini diretti del ministro, e del quale la· direzione è confidata al medico-maggiore generale. Questo dipartimento abbraccia il mater·iale e le persone del servizio de' feriti delle truppe e dt3gli spedali, e gli i nstituti. di i nstruzione medico- militare. 3.0 I membri del corpo di sanità sono par te del personale clello stato militare rr·opriamente detto, e, pel' tal titolo, hanno i gradi militari effettivi corrispondenti a quelli dell'esercito per il rango militare e tutti glì assegni, e pel' l'esercizio del diritto di punizione disciplinare, non solamente sui loro subor dinati medici, ma altresì sui farmacisti, gli aiuti d'ospedale, gli infet'mieri e gli impiegati dell'amministl'axione. 4 .0 La gerarchia dei medici è la seguente : Sotto-ai utanti medici c medici 1 Porta- ;:;tendarclo o sotto-oflivolont ari per un anno, rango ~ cialc con dragona (porte-é_péo) Aiutante-medico r ango di luogotenent e Medico-maggioro » tl i capitano Th·fctlico-ma.ggior-e superiore » di maggiore Medico- generale » di luogotenente- coionncllo o
Medico-maggiore generale
»
colonnello di maggior ~en01·alc.
5.0 Il reclutamento del corpo di sanitil e a:>sicm·ato : coi medici uscen ti dalle Università, e che entr'ano al servizio per progredire in carriera ; con quelli che servono per soddisfar e l'obbligo · del servizio militare generale ; final111en te
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per quelli che provengono dagli allievi degli stabilimenti di istruzione med[co-rnil.itare . • L'istituto Feèler~co-Guglielmo ha 72 allievi, dei quali l'educa~ione è gratuita, e l'accademia militare medico-chirurg[ca, 80, ad educazione a metà soltanto gratuita. Questi 152 giovani assumono l'obbligo, pei quattr'anni che ~stanno nella scuola, di servire i primi otto anni, i secondi quattr'anni, come medici nell'esercito, ove non entrano-che come sott'aiuta.nti. 6.0 Niuno 'può essere nominato aiutante-medico, vale a <:lire entrare nel corpo di sanità con rango di ufficiale, senz'essere stato in preceden;7a sottoposto alla scelta od elezione dei medici militari presenti nella divisione (come appun.to ha ciò luogo per gli ufficiali di truppa). 7.0 L'avvanzamento nei gradi od impieghi superiori ha luogo, possibilmente, secondo l'ordine di anzianità. Per la nomina di medico-maggiore superiore (Oberstabarzt), il candidato deve sostenere un esame medico-militare speciale. I medici-maggiori che non hanno soddisfatto alle prove eli quest'esame, sono considerati come aventi rinunciato all'avanzamento. I medici del quadro della riserva possono a'ranzare fino al grado di medico-maggior-e superiore quando si sbttoponga:no alle condizioni dell'esame speciale richiesto per i medic'i del servizio attivo. 8.0 L'uniforme ed i segni distintivi de' gradi sono gli stessi di quelli degli ufficiali dell' r,sercito, ad eccezione che la piaska delle spalline, che è di velluto blò scuro, e la contrò-spalfina di campagna, portano il bastone di Esculapio in oro. 9.0 Tutti i medici -sono addetti a dei corpi di truppa od agli stati-maggiori. Il più anziano dei medici-maggiori superiori, in guarnigione, al quartier generale di ciascuna divisione, fa le funzioni di medico divisionale. Il medico generale d'un corpo d'esercito è il capo
1.3!3 dell~insie roe . dei
medici n:tilitari del dominio di esso co1~po, 1 senza distinzione del loro impiego presso le truppe, aelle gu<tr,~1igioni, o gli stahilimenti militari. .. Egli è acl un tempo direttore ed ispettore del ~er vnto di sànità. neil'estensione del corpo d'esercito al c1uale l ' ' ,è . ad~letto, in tempo di pace come egualmente in tempo di g!ferra. 10.0 La d~rezione ed il comando delle a,mbulanze di gn~1~ra appartiene ai nwdici-maggiori superiori che sono posti alla testa di ciascuna di esse. Gli spedali eli guarnigione sono collocati sotto la ~li r ezione collettiva di una Commissione composta di tre membri : un officia.Ie di truppa, un medico, nn amministl;atorecontahile. Ma la CoJ?-unissione di r.iorganizzazione ha. proposto, all'unanimità, di dare agli spedali di gnaJ;nigione la stessa organizzazione che alle ambulanze (li guerra, .vale a dire ,di cpllocarli sotto gli ordini esclusivi ed assoluti dei medici- capi. I medici di truP.pa curano _essi stessi i malati dei loro corpi Il!'lgli spechtli di guarnigione. Essi sono per turno comandati a questo servizio dal medico g~nerale del corpo d'esercito. Il r iscontro (controllo) dell'amministrazione appartiene all'intendenza, nella stessa maniera ehe il personale ~el treno addetto alle ambuìanze di guerra è sottoposto alla autorità del comandante del battaglione del treno. ll.0 Il pel'sonale che coneorre coi medic.;i all'esecuzione P.~l servi~io di sanità I;tegli stabilimenti , spedalieri, c~mpren de: dei farmacisti, degli aluti d' ospedale, degli infermieri mi- · litari, d~gli impiegati di ammitiistrazione o eli esercizio (d'exploitation) , .un personale del treno, e dei portatori (b?·an- ·
canlier-s). ' I farmacisti non sono punto militari; essi non hanno nè assimilazione, nè gerarchia. In tempo di pace il numero dei farrnacisti, volontar.i di un anno, è sempre superiore ai liisogni del .servizio negli spedali di guarnigione; ed in tempo . di guerr a è su:ffieie~te per asseg.narne uno ad ogni ambulanza_ l
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I medicamenti necessari agli speciali di guarmgwne sono somministrati a seguito çli appalto da una farmacia civile della località. Le provviste di medicamenti necessarii alle ambulanze di guerra si traggono dai depositi. di medic~~ menti stabiliti per ciascun eÒrpo d'esercito. Gli aiuti d'ospedale, la cu i istituzione risale al 183~, sono gli àusiliari dci medici, e vengono distaccati, come questi, daj corp1 di truppe ai quali appar tengono, nella proporzione di uno per compagnia, pel sel'vizio degli spedali di guarnigione· e delle ambuhmze eli guerra. I portatori, destinati a riaLt.aJ'e i feriti. sul campo 'di battaglia e acl effettuarne il trasporto alìe ambulanze, fanno pàrte ch~i d'l:stacpamenti-sanitan·, che sono in n umero di ~r.e per ciascun corpo d'esercito. Ciascun distaccamento sanitario' è munito di 124 porta-barelle ed è posto sotto gli ordini di un capitano .. Per tutto che si riferisce alloco s}leciale servizio, i distaccamenti sanitarii sono però alla dispos~ione del meck~o divisionale o del medico generale, alle dom(!.nde dci quali i c~ornandanti dei distaecamenti . hanno l'obbligo· di aderire. ' 12.0 Sul principio di ciascun anno, viene stabilito· il pz'ano di mobilùzazione dell'esercito, e tutte le designazioni d.i persone pei diversi servizii sono fatte preventiv~unente chtlle autorità competenti, per modo che, nel caso d;una subita rnopiliz~azione dell' e.ser'cito, ciascuno conosce il po;;to çhe deve occupare. . , .Così anche pel personale medico, il rnedico1 maggiç>re g,e nerale designa, dietro le proposte dei medici generali, qu~lli dei medici dei corpi di trL1ppe o della r1serva, o della Landwe~r, - c}le gli sembrano i piì.t adatti a servire n()lle ambulanze di guerra. Le vacanze che ris ultano nel personale me:dico dei corpi di truppa a mezzo di t~li designazioni sono riempite per quantç> è possibile con dt?i medici p.resi dal~a r1iserva o dalla Landwehr. È stabilito in massima che a ci<;ìsctm stato-maggiore sia di divisione, sia di corpo ~·esercito, sia di esercito, dev'es-
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:;ere attaccato uH medico capo del servizio di sanità, che , diventa il Consigho medico del com.andante in tutte le ques~ioni sanitarie ed igieniché, nello stesso mentre che è il direttore r eSponsabile dell'amministrazione sanitaria. 1:3.0 Giusta il piano di mobilizzazi?ne adottato per la campagna del 1870, ciascun corpo d'esercito, oltre ai tre distaccamenti sanitarii per il servizio. sanitario durante 'il combattimento, dovette trar seco (lodici ambulanze di campagna (eon sei medici ciascuna), e sernpre p1'ovvedute p.er tre giorni e per duecEmto malati ciascuna. Pei bisogni di queste amoulanze, ciascun corpo d'esercito deve avere un pe'!'sonate di ?·iser·va ed un depos1:to eH r·iser va del materiale (oggetti eli medieazione, medicamenti e mat'eriale di governo ed eserci1-io). Tutti questi stabilimenti, così frazionati per essere più mobili, sono sotto la direzione del medico generale del corpo d'esercito. Se sono momentanearnente trasformati in stabilimenti sedentarii, funzionano sotto l'autorità del 7/'/,(Jclico generale di tapp~'" che veglia alle spalle deH' esercito al servizio degli sgombri .sugli ospedali di riserva. Stati della Alemagna del Sud. B .AVIERA, W u RTEMBERG E GRANDUCATo DI B.mEN.
Le leggi militari adottate dopo il 1866 in questi Stati prescrivono una organizzazione dei loro ese)citi risrJettiv·i P''esso a poeo identica a quella dell'esercito fecferale della Germania del Nord. BAVIERA. - La direzione del servizio eli sanità è confidata ad un medico di stato-maggior generale (Obm·stal;a?"tz genet•al) assistito da due medici di stato maggior e superiori (Ober·staòar'tz) addetti al Ministero della guerra, e riuniti in Consiglio di sanità; essi sono incal'Ìcati di proporre agli impieghi e di decidere in ultimo ai)pello tutte le questioni relative al loro servizio.
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Ad essi sottoposti funzionano i 11wdici dù;isionari, incaricati della direzione del servizio nelle divisioni dell' esercito alle quali sono addetti. In diretto rapporto coi generali comandanti l e divisionL ne sono i consiglieri sanitari. Raccolgono, per trasmetterli colle loro osservazioni alla direzione centrale, tutti i rappot•ti dei medici degli spedah e dei reg·gimenti della loro rispet tiva divisione, e la tengono al corr ente di t utto ciò che vi occorre di intel'essante. Vi hanno quattro medici per reggirnento di tre battaglioni : il medico di reggimento propriamente detto, due medici di battaglione ed un sotto-medico ( Unte1·artzj. L'ammissione al servizio ha luogo col grado di Artzliclurr praticant (rango di porta-bandiera), e per essere definitivamente ammesso nell'esercito, necessita essere non solo dottore in medicina e chirurgia, ma ancora, dopo due anni di possesso del t itolo, aver con distinzione sublta una p1'ova pratica. L'avanzamento ha luogo pel' ordine di anzianità. Si der oga rarissimamente a questa regola. I medici degli spedali sono scelti di preferenza tra i medici di reggimento i più anziani. In ogni guarnigione esiste una Commissione sanitaria, composta eli tre medici, incaricati di statuir e circa i casi tutti di esenzione dal servizio, decidendo se debbono essere definitive o temporarie, se danno diritto a pensione o soltanto ad un sussidio. I pr ocessi verb ~.di delle sue opera· zioni sono sottoposti all'apprezzamento di una Comrnissione S~fpori0re presieduta dal n1edico divi:si0nale. Se questa approva le eoncln:sioni, la deeìsione è definitiva cd è trasmessa, pet• l'esecuzione, dal generale com~ndante al dipar timento della guerra. In caso di dive1·genza di opinioni, la quèstione è sottopostà al giudizio della direzione centrale. È istituito a Monaco (ordinanza ministeriale del 29 apt·ile 1860) un corso 1li operazioni, al quale sono chiaiJ:\<lti per turno tutti i medici delle divisioni dell' esercito. Questo corso, che ha luogo ùur. volte all'anno e dura due mesi, è diretto da nn medico di stato-maggiore superiore.
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Un' altra istituzione, . egualmente delle più utili in campagna, è particolare alla Baviera, quella cioè delle cornpagnz'e eli sanità. Ve n'ha una per divisione, compos.ta di ·circa 200 uomini, c~he ricevono una istruzione speciale per diver\tare ,gli ausiliari dei rnedicì sul· campo di battaglia, dare i ,primi soccorsi ai feriti, racGogHerli, e trasportarli agli spec\a,li provvisori . I medici portano i distintivi dei gradi militari ai q;uali .sono assi.rnilati. I farmaci:;;ti .\1011 hanno &palline. Non vi hanno d'al,tronde farmacisti che nei grandi ospedali, .e sono eli quattro classi per il soldo: un solo, di g-rado superiQr,e è incaricato al Ministero dell~ guerra del riscontro e verifica della contabilità farmaceutica. vVTJ,RT.EMBERG. Il personale medico dell'esercito (costituito in un corpo d'esercito .a due divisioni miste) si compone in tempo di pace di 27 medici superiori, 52 medici inferiori ed§Iun certo numero di allievi. È posto sotto la direzione di nn medico generale (g-enerai Felclartz) che riassume in lui solo tutta l'autorità consultiva al Ministero della guerra, sorveg-lia tutto il servizio, verifica i conti dei medicamenti, fa. le proposizioni per le nomine agli impieghi e promozioni. Ognuno dei reggimenti -di fanteria e di artiglieria ha due medici superiori, quattro medici ir~feriori e due allievi, ciaseun reggimento d} cavalleria un rneçlico s~1periore, due inferiori e due a.llievi. L'effettivo di guerra porta un medico superiore in più per reggimento eli fanteria ed il doppio dei medici inferiori ,per ciascun corp di trnppa, per modo che. c.i.ascnna compagnia o squadrone ha un medico. Il piì.t anziano r:(ledico-snp(~l'io re è responsabile del S <~rvi zio sanitario cJel ~up reggimento. Gli osp<~dali di guarnig~o n e, in tempo di pr.ce, non hanno medici speciali all' inftll)ri di .Ull medico infedore che è Specia,lmente addetto a ciasC.Ull ospei<},le. Il servizio medicCfl, è fatto per turno dai medici superiori della gna.rnigione c4e si succeclpJ10 ogni ~re mesi,
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o dai medici infel'iori che si sosLituiscono tutte le settimane. La gestione degli ospedali è confidata acl un com missario od economo. Non v i hanno farmacisti; i medicamenti sono acquistat i dai farmacisti delln. città, che tutti li somministrano per turno etl a prezzo ridotto. Una serie di cor::;i di istru?.ione è istituita in ciascuna delle tre grandi guarnigioni (Stuttgarda, Ulma, Luisborgo) dal l 0 ot tobre fino al 12 marzo; i medici inferioPi c gli allievi as.sistono a t<:di corsi, dei quali sono incariC<'lti i medici superiori, sotto la direzione del medico generale. I soldati di sanità (la compagnin. è divisa in tre sezinni per ciascuna delle guarnigioni) J'iCeYono pure una istruzione speciale, che è loro data, coll'aiuto dei medici inferiori, da tre medici snperiori a tale scopo designati. L'uniforme è lo stesso che quello rlell' artiglieria. Il solo segho ùistirttivo è alla spallina. Pegli ufficiali d'artiglieria il <:orpo della spallina è formato da una piastra metallir:a a squamme. mentrechè pei medici questa parte della spallina è di tessuto (passa-mano) d'argento. I rirami, c-arone e stelle, sono le ~tesse che per tutti li altri ufficiali. GA!\DUCA'l'O Dl li ADEi'\. - Forma esso colle sue truppe una divisione, che, aggiunta. a quelle dell'Assia. costituisee un corpo d'esercito dello stesso effettivo e composi?.ione di quelli dell'esercito federale del 110rd. Il personale sanitario comprende: il personale medico propriamente detto ed il personale ausiliario. Il personale medico si riparte in quattro gradi : l"' Il medico generale che dirige tutto il personale e tutti gli affari del servizio, e che in tempo dì guerrn, diventa il capo medico del corpo d'esercito; 2° il medico di stato maggiot•e superiore che è il medico divisionale della divisione badese; ~ il medico t li reggimento ; 4° il medico superiore. Il personale ausiliare comprende, oltre i sott' ufficiali e soldati della compagnia di sanità, dei medicatori, degli aspi-
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ranti medicatori, dei porta-zaino e porta-feriti, degli infermieri. Il riparto del personale nei corpi di truppa è fatto per modo che ciascun medico abbia seco un soldato porta-zaino, e che a ciascuna compagnia, squadrone o batteria, sia addetto un medir.atore e due porta-feriti. Ciascun reggimento Ila, in tempo di pacè, un medico di l'eggimento, due medici superiori, quatko medicatot·i, ed un numero indeterminato di aspiranti medicatori. In tempo di guerra ba un medico di reggimento, cinque medici superiori, otto medicatori, sei por·ta-zaino e sedici porta-feriti. I medici capi di servizio nei reggimenti sono assol utamente indipendenti pella pal'te tecnica del sel'vizio, e pegli ordini che credono dover dal'e per l'esecuzione di esso tier-rizio. ~el servizio esterno i meùicatori vengono soli impiegati : i medici superiori n on sono obblig·ati di assistervi che quando si tratti di lunghe marcie, di gr~wdi esercizii a rnoco, di simulacri dei combattimenti. La poli~:ia sanitaria, le perizie medico-militari, sono le parti del ser'vizio cl te incombono di preferenza ai medici ùi l'eggimento. Il serv i~:ìo negli spedali di guarnigione è fatto, in tempo di pace, dai medici di reggimento e dai piì1 anziani medici superiori, che si succedono per turno og·ni due o tre mesi. I più giovani medici superiori concorrono a tale servizio come medici assistenti, a meno che non ne sieno impediti dal serYit:io del reggimento. Gli speda.li di campagna od ambulanze di guerra hanno un personale particolare, nominato e scelto in anticipazione pel caso dì mobilizzazione dell'esercito, nel quale si comprendono dei farmacisti (nella proporzione d'uno per ospedale) e degli aiuti; al lor o servizio sono addetti degli uomini di fatica (pestatori). L'amministrazione di questi stabilimenti è posta sotto la direzione di un comitato, che comprende un ufficiale · di stato maggiore col titolo eli comandante degli spedali di campagnn, ed un medico di stato maggiore superiore. Una compagnia di sanità. è institulta per raccogliere i fe-
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riti sul campo di battaglia, dare loro i primi soccorsi, pratidare le medicazioni e le operazioni necessarie, ed organizzare il servizio dei trasporti sugli s pedali di sgombro. In tempo di pace, il suo servizio consiste in un corso di istruzione, del quale la prima parte, d'una durata di due mesi, ha luogo a Friborgo, c la seconda, esclusivamente pratica che dura un mese, si dà a Carlsruhe. Ogni anno, gli uomini che seguirono tali corsi e furono riconosciuti i più capaci, sono nominati soldati di sanità. I giovani studenti di mcclicina che seguirono con ris ultato i corsi di applicazione, sono nominati aspiranti medièatori. DivMtano poi medicatori quando abbiano ottenuta la licenza dietro le prove r egolamentari. L'uniforme è quasi completamente quella dei medici prussiani. I diversi gradi si riconoscono al numero dei galloni del colletto, c pel numero delle stelle ricamate sul corpo delle spalline, come appunto negli altri ufficiali . Austria. Fino al 1850, il personale del servizio di sanità comprendeva· due categorie distinte di ufficiali medici : i medici inr.aricati del servizio negli speclali, i chirurghi impiegati nei corpi di truppe. L'organizzazione attuale abolì questa distinzione; e non ha conservata la qualifica di chirurghi se non pei due infimi gradi (chz'rurgo superiore eil ùtferiore/, i quali non possono aspirare a superiore avanr.amento. La gerarchia comprende i gradi seguenti, con assimilazione a quelli dell'esercito pel soldo, il ritiro, l'uniforme e gli onori militari : Medico generale in capo dell'esercito . maggiore generale colonnello >> in capo di 111. classe . luogotenente colonnello » » classe . » » 3a classe . maggiore capitano » di reggimento » di battaglione luogotenente Chirurgo superiore 1 cadetti » · inferiore l
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. Il medico generale ha la dir'ezione superiore di tutto il servizio. È membro del ConsiglÌ.o aulic.o d1 guerra, al1a stessa nfani'e ra chB li altri ufficiali generali che ne fann<.1 pal'te, e p·er thtÙ gli affari r ela.tivi al ser vizio di s~mità è assistito da un senato composto dei professori dell'Accademia Giuseppina, le cleliberazioùi del 11uale egli sottopone all'approvazione del Consiglio aulico. I nwliei in capo di 'P e 2a clàsse dirigono il servìzio nei corpi d'esercito ai quali sòno addetti, e f~umo ·annuali ispezioni nei eorpi di truppa e stabilimenti sanitari della loro c·ircosc.riz ion e. I medici in capo di 3a classe dirigono il servizio degli spedali di primo ordine. · Quelli di r eggime1ito s ono indistintamente e per tnmo incaricati c1el serviZio degli speclali di second'ordine o nei reggimc,mti. Lo stesso è dei mediei di b<~ttaglione, che stanno s otto gli ordini dei prìmi. L a nomina al grado di medico di battaglione non ha luogo che in favore dei.medici dell'Accadem ia Giuseppin a, che ottenrl'ero il diploma di do·ttori in · medicina e yhirurgia e di maestri in ocu:listica ed ostetricia. L a promozione agli altri gradi, tolte r are eccezioni, ha lntigo r>el·· anzianità. Il medic.o generale solo è scelto f1·a i mediò in capo di F dasse. I chirurghi sono r ipartiti nelle compa§nie, squadroni ed ospedali. Il loro ser vizio consiste nell'accompagnare la truppa agli esercizii a fnoco, alle manovre o in tutte le altre circostanze che possono far prevedere qualche accidente, e nel fare le visite di sanità, ecc. Benchè siano assimilati, solo ai cadetti dell'esercito ricevono però gli onori fnnebri accordati ai luogotenenti. In campagna, i medici hanno per a.usilimii i soldati dell<3 cornpagnie sanitarie, organizzate nel 1849 sul tipo delle Prussiane. Queste compagnie, qt~attordici di numero, vale a . dire uila per corpo d'esercito, sono in ispecie destinate a sollevare i feriti sul campo di battaglia, a trasportarli nelle
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ambulanze; ed a fornire all'uopo gli infermieri negli stabilimenti· spedalierì. Ciascuna compagnia ha 245 uomini, divisi :iifil (}'1r' attro pelotoni, ci'aseun pelotone in 16 pattuglie, ad 'è'glJ!li pelotone sono add·ette quattro vetture a due cavalli, che contengonù il materiale, le barelle, le casse degli strumenti, ecc. · La fa:l'm,acia militare è organizz~tta in modo tutt' affat~o · ·eccezionale. Benchè il suo personale stia sotto gli ordini del medico generale, forma però un corpo separato, n"on ·avente alcun t,"l'adn militare e che porta l'uniforme degli im-piegl.ìti civili. La fàrma:cia cent rale di Vienna è posta sotto la sorvéglilù'iza e la direzione d'nn a eommissione costituita da medic'o in capo, due farmacisti ed' un commissario. I quatt ro farmacisti di distretto fanno il servizio pi·esso gli spedàlì di primo ordi'ne stabiliti nei c1uattro gran comand~, -·è f.H'0vvedono i medicamenti agli stabilimenti meno imporiìanti attinenti alla loro r•ispettiva circoscrizione. Gli altri farmacisti ed i lorO ainti sono ripartiti tra la farmacia centrale e g·li altri speclali; nei piccoli stabilimenti, un cliirurgo supériore fa li uffici di farmacista·.
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Confederazione Svizzera. Il servizio di ' sanità militare in !svizzera trae le speciali sue particolarità dalla natura e carattere dell'esercito del quale fa parte. Così tutti i medici civili sono obbligati a ser:Vire nell'esercito fino alFetà di quarantaquattJ'O a quarantasei anni, secondo i cantoni, e sono chiamati al servizio nello stesso mentre che !e truppe alle quali sono addetti. Il solo medico che sia in servizio in moùo veramente permanente è H medico in capo, • ·n personale medico comprendi? due categorie di medici: IO I medici dei CO?j)i che .sorto addetti ai diversi corpi che formano il contingente che ogni cantone deve· fornire all'esercito federale, e che sono nominati e promossi dall'auGiornale di Medie. milit. 1872.
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torità cantonale. Il loro n umero è definito e limi.tato giust a quello delle t rup pe : uno, con rango di luogotenente, per squadeone, batteria e compagnia del genio; t•·e, di cui uno con rango di capitano c duo di aggiunti con r ango di primo sottotenente, per battaglione di fanteeia . 2° I 1nedici tl' am,bulanza, scelti tra i primi, sono nominaLi <:! promossi dall'autorità federale. Essi fanno parte dello stato maggiol'e federale ed il loro numet·o è indeterminato. A capo di tutto il servizio sanitario si trova lo stato maggiore supm·ioJYJ del ser·viz:io di sanità noulinato dall' autorità federale, e scelto sia t ra i medici dei eorpi, s ia tr·a quelli d'ambulanza. È costituito dal medico in capo dell'esercito, con rango di colonnèllo federale, e eli nove medici eH rli·visione. di cui tre con r a ngo di luogotenente colonnello, e sei con r ango di maggiore, del farmacis"k'l in capo, e del m-edico di stato maggior·e, q uesti ult imi due r:on rango di capitani. Oltre a questo personale medico, il ser vizio di sanità ha pure un personale ausiliat·io. Ogni C{)ropagnia ila un f.,.ate;· (sei per battaglione) incaricaLo di a iutare i m edici dei corpi nei loro ufflcii, c di trasportare i fel'iti alle ambulanze e negli spedali; gli infi"l'mieri prestano uflici analoglù. Il personale ed il mater iale sono s ufficienti nei c:or·pi ai primi soccorsi. A ciascuna bt·igata è inoltre addetta una sezione d'ambulanza, costituita t1a un medko dì prima classe e da due o tre medici aggiunti, d'un commissario e di sei ad otto infermieri, con un matel'iale che comprt>nde un furgone d' ambulanza, una vettura eli tr·asporto pe•· mah ti o feriti, amminicoli per 30 letti, 1000 medica zioni ; calolflts e lettiera. Nei corpi il matetiale è nella responsahilitit del medico al quale è confidato. Nelle ambulanze od ospedali che sono posti sotto la direzione e la sor veglianza dei me(lìci capi, s ono i cornmissarii che hanno il carico, sotto gli ordini dei medici direttoei.. di tutto quanto cotH'et•ne il materiale, l'amministrazione e la contabilità.
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Il personale, compiutamente indipendente in seg-ui~o alla legge dell850, agi!Sce sotto l'azione dei suoi capi medici immediati e sotto l'autorità dei comandant i ùei corpi. Come ogni altro servi;r,io, il servizio di sanità è sottopost.o al risconko (controllo) del comm issariato pet' la contnbilità. L~ass i milazion e del m~dico ad ogni altro ufficialp è compiuta per il soldo. la competenza disciplinare e ra,·anzamento nello stato maggior~. L'uniforme solo ne è distiuto per la .mancanza dell e spalline, elle non sono accOl'llate che agli ufficiali combattenti, e che sono sostitui te pcg·li ufficiali non combattenti (med ici, cnmmiss~rii, stato maggiore giudiziario) da pa::;samani al colf etto. Nel porso n~de del servizio di snnità non v'hanno farmacisti, eccétto il f~l.l'mac ista in capo. I tarmaeisti civili sono astretti al se1·vizio come li altri cittadini : molti fanno anzi l'ufficio dì commissa.t;ii d'ambulanza. L'istruzione s1•ec.ìnlo rlel personaln si fit, in ispcc ia.li eorsì. Ciascun anno i medici ed i commissari! d'<lmbulam:a nuo.vamente nominati, come pm·c i fraters c gli infermieri sono chiamati ~ seguire questi corsi, diretti cin. ufficiali superiori del setV'izio di sanità. La rl urata di questi corsi n di tre settimane ed hanno luogo due Yolte all'anno, una Yolta pei cantoni dell'es(., raltt·a per quelli dell'ovest. Il prog1·amma comprende : l' ot•ganizzazione delle ambtdanze, l'amministraziòne g·enerale, la cont<lbilitù, la descrizione del materiale, mezzi di rnetterlo in uso, la manier·a ùt caricare e scat·icare le vetture d'ambulanza, il trasporto dei fet·iti sulle vie ferrate e le vie.Qr dinarie ; finalmente delle manovre su di un simulato campo eli combattimenLo completano l'istr uzione dal punto di vista pratico. E cosi che i giovani medici che non hanno praticato c:he nel civile. sono messi nel caso di notar:e le differenze che presenta la chirn rg-i ~~ di battaglia, e che tutte le pad,i tlel servizio di sanità in. carnpag-na ~i mettono in applicazione, Jtello stesso tempo che i rappot·ti e l'a1.ione mutua di queste diverse parti sono chiaramente dimostrate.
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Italia. L'organizzazione attuale de.l servizio di sanità dell'eser-cito italiano fu regolata nel suo inizio da un decreto del 1850, che stabilì la fuilione. dei medici e dei chirurghi, la sopJ,n :essione della classe degli allievi, e delle misure atte a facilitare l'aec~)Sso nell'esercito ai mediei civili muniti del diploma di medicina e chirurgia, che si sottomettessero ad un esame speciale. La legge del 17 marzo 1856 vi fece importanti modificazioni relative alla gerarchia, all'assimilazione ai gradi n1i· litari ed al soldo del corpo di sanità, ed un decreto regio del 26 maggio 186 l lo completò onde metterlo in armonia colla novella organizz,P.zioJ1e dell'esetcito, creando il grado di medico in capo di dipartimento militare o di corpo di esercito. I quadri numerici hanno soventissiruo variato, ma furono definitivarqente stabiliti. si pel piede di pace che per quello dt guerra come lo fu l'assimilazione dei g·radi, per la legge del 28 giugno 1866 e pel decreto del 15 settembre 1867. 'La gerare.hia comprende i gradi seguenti, · con corrispondenza a quelli dell'esercito: l Presidente del ' Consiglio rang·o di maggior generale. 4 Ispettori » di colonnello. 6 Medici capì » di ·luogot. colonnello. 28 Medici diretto'ci (o dì divisione) » di maggiore. 200 Medici di regg. (d.i P. e 2" classe) -» di capitano. 350 Medici di batt. (di l ae.za classò) » dì luogo tento-
Il soldo (tranne per il presidente ed ispettor i) è aumentato di un quinto dopo çinque anni passati nello stesso gr·ado. · L'avanzamento· da una classe all'altra, nello stesso grado, ha luogo per anzianità; quello da medico di battaglione a :medico dr rcgg·imento, e di medico di reggimento a medico
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dirett@re per esame ; quello da medico direttore a medico in capii) di dipartimento, a scielta senza condizione d'esam:e nè di tempo di anzianità. 1 1me&:ici che hanno dato prove di capa0ità in due èOncorsi, senza aver ottenuta la promozione, sono esonerati da:I presentarsi ulteriorniente all'esame e son promossi qt1ando venga .il· loro turno di anzianità. Il presidente ed i · quattro ispettori compongono il consiglio di sanità, che ' ha - l'alta sorveglianza di tutto il servizio. ·I medici capi sono, · in tempo eli pace, addetti all'ospedale principale del di.p.artimento militare, ed in tempo di guerra al corpo d'esercito attivo, per la direzione superiore del servizio di sanità. if ·:medici direttori sono eapi medici nelli ospedali divisionarii situati all'infuori dei quartieri generali di dipartimento e diventano capi di servizio nelle divisioni di corpi di truppa. I medici di battaglione di se(;ond~t classe, prima d'essere addetti ai corpi, devono aver servito un anno negli spedali. Quanto ai farmacisti. formano essi un eot'po a parte. La loro gerarchia, l.'ass imilaz[one ai gradi milltari ed il soldo furono regolati da t'l•n dcerAtO f'e.aJe del 26 maggio ] 861 , Jl fawr,taeista dit'ettore del laboratorio c<>.ntrale ha il rango di maggiore. I farmMisti capi di l <t e classe sono assimilati ai capitani. I farmacisti 11l grado di luogotentmte ed i farn1acisti ·aggim:tti a qnelio di sottotenente. Negli spedali tutto il servizio di sanità è posto sottò }a sorveglianza del medico direttore, che ha sotto la sua dipendenza tutto il Jlersonale che vi è impiegato. Le questioni di contabilità restano sottomesse a1 risc-Ontro del eommissariato,
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Spagna.
Il serv1zto di sanità itt Spagna fu organizzato col decreto del 5 aprile 185:3. Un clect·eto reale del 20 marzo 1860.ha sanzionata di nnovo l'assimilazione dei gradi del personale
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sanitario a quelli dell'esercito, e per conseguenza della soppressione del grado di primo medico e di primo farmacista, che non ne avevano dì COI'I'Ìspondenti nell'e<>ercito (decisione reale del 28 aprile 1862), la gerarchia del corpo di sanità comprende i gradi seguenti : Direttore generale rnngo di maresciallo di campo. Ispottol'n )> eli brigadiere. . Sùtto i~pettore di P classe » rli colonnello: Id. di 2a » » di luogotenente colonnello. :\·ledico maggiore » di comandante. » 3.oagiunto di l 'L classe » di capitano. » di 2a » » di luogotenente. Esordienti od aspiranti, senza assimilazione.
n quadro normale effettivo è in relazione colla organizzaz.ione dell'esercito, per modo che la creazione o la soppressione di qualche corpo di truppa, d'uno stabilimento milttal'e, o d'una capitaneria generale trae seco l'aumento o la climinuzione immedia.ta del personale medico, nei g1·adi corrispondenti agli impieghi Cl'eati o soppressi. All'infuori del quadro normale v'ha un quadro eventuale, formato dagli ausiliari che possono essere richiesti dalle esigen7.e del servizio, e dai medici incat·icati del seevi~io gJ'atuito dci distaccamenti d'artiglieria, dei depositi di coscritti e di passegg·ieri, ecc. Il direttore generale god~ dogli stessi diritti, attribuzioni, prerogative, paghe ed in de~mit<\ di rappresentanzn, dei direttori generali d'armi e .di stabilimenti rnilital'i. Presc:lrive, dal punto di vista amministrativo, e solamente avutone il pa1·c::we del Consiglio medico superiore in materia scientifira, tutte le djsposizioni che entrano nella specialità del corpo c:li :-;anità, e che crede le più propt•ie ad assicurare il serYizio sanitario dell'esercito in t utte le sue parti e sotto tutti i rappot•ti. È specialmente incaricato di pr-ovocare tutte le disposir.ioni che possono contribuire alla conservazione de lla saluto del militare, ed a render·lo più robusto e pitl vigoroso; per
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tale effetto adotta tutte le misure che stanno nelle sue attribuzioni, e propone al governo qnf':l llo che necessitano il suo ~ntervento . Gli ispettori riuniti formano il Consiglio medico superiore, sotto la presidenza del direttore generale. Fanno le ispezioni quando ~ono ordinate dal direttore generale, o dietr·o sua proposta, dal mini~lro. I sotto-ispettori sono CUJJi superiori di sanità militare nelle capitanerie genel'ali. Essi hanno sede presso il capitano generale, col qnale debbono intendersi direttamente per tutto ciò che concerne il 101'0 servizio. Danno immediatamente gli ordini a tutti gli uffiriali di sanità, medici e farm acisti. ed altri impiegati ùel servizio ::;anitèlrio entro la rispettiva loro cil'~oscrizione. Sono responsabili della huona esecuzione del servizio in tutta l'estensione di loro giurisdizione. In caso di mancanza gTavc per par·tc dei loro subordinati, possono provvisoriamente sospenderli, coll'obbligo porò di renderne tosto consapevole il capitano generale ed il direttore generale. Fa pur parte dei loro incarichi il designar·e i medici ecl i farmacisti ausiliari, ed i medici militari che son loro richiesti dai Consigli provinciali per la visita dci coscritti. Ispettano gli ospedali di distretto, pr-esiedono le visite degli uomini da ' riformare, ecc-.. r" medici maggiori sono addetti agli ospedali ed i più anr.iani vi adempiono le funz ioni di cap~· locali di sermzio di sanità.- Tutti i membri del corpo di sanità addetti ad un ospedale sono sotto gli (mtini ùel 1rtedJco ù~ uapo locato. I medici ~n capo locali veglia11o all' igiene ed alla polizia medica dello stabilimento 11el quale operano : r·cgolano, conformandosi ai r egolamenti. tutto che ha rapporto agli alimenti, al vestimento, agli utensili, ai locali, all'assistenza ed a tutte le altre bbogne relative alla euru dei malati. Essi d chiedono dai capi amministrativi tutto ciò cl)e è necessaJ'io, nelr interesse del servizio, e nel caso che Jton sì soddisfi alle loro domande sì dirigono al capo di sanità del distretto, perchè si chiami chi dì dovere responsabile dei danni ai quali po-
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trebbe essere esposta la salute dei malati e gli interessi dello Stato. I medici aggiunti prestano servizio ai corpi di ' t:rupp~: quellì di l a classe nelle .armi speciali e le scuole militari, quei di za nella f~mteria e cavalleria. I farmacisti nel numero di soli 32 sono distribuiti cos1 : un ·sott' ispettore di l '\ d asse che · fa parte del Consiglio medico superioré; quello di classe è addetto al lalJoratorio dei medicamenti a lVlalaga ; i farmacisti-maggiori so n o addetti agli ospedali di pr'imo ordine, ed i 24 farmacisti aggiunti sono distribuiti negli spedali di second'ordine. L'ammissione nel corpo ha luogo nel grado di esordienti a mezzo di un concorso pubblico fra i dottori e li.cenziati in medicina e chirurgia od in farmacia, che non superino 30 anni di età. L'avanzamento è regolato nel seguente modo: I medici ed i farma9isti esordienti passano ad aggiunti eli za classe unicamente pet anzianità ; pei gradi pih, elevati fino a quello di sott' ispettore di classe, due posti sono lasciati all'anzianità uno dato a scielta. Gli altri gradi sono devoluti alla scielta. Il merito letterario o scientifico ed i servìgi straordinari prestati all'esercito costituiscono i titoli alla sc.ielta. lVIa per potere ottenere l'avanzamento è nec.essario essere nel terzo il più anziano per. il grado eli aggiunto eli l u classe, e nella pri~a metà quando si tratti di avanzamento ai gradi superiori. In ten:ipo di guerra i servizi eminenti dispensano da queste condizioni stabilite pello stato di pace, sempreéhè si abbia prest.ato tre él,l}ni dj attivo servizio nel suo grado. Pel regolamento delle pensioni di ritiro contansi sett'anni di servizio in compenso del tempo degli studi. Si fa parimente calcolo del servizio prestato in campagna. Tuttavia le funzioni degli ufficiali. di sanità essendo incompatibili 'c0lle l:).zioni brillanti di guerra, si tien loro calcolo corne èquivalenti l:J-lle azion~ di valore il fatto d'essere stati colpiti dal
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tifo d'ospedale, o di aver prestate cure a dei militari attaccati dallo scorbuto, dal tifo o da1la disenteria dei campi durante una epidemia dell'una o dell'altra di tali malattie. L'uniforme è differente da quello dr.gli altri corpi dell'esercito: è molto elegante e distinto per og-ni gra,élo da ornamenti in ric.amo ed alamari. L'organizzazione del servizio di sanità dell'esercito spagnuolo, tanto rimarchevole sotto diversi aspetti, fu in segui~o compiuta colla istituzione delle compagnie sanitar ie destinate ai servizi eli piccolo stQ.to maggiore di facoltt\ negli ·spedali militari, ed a servire di quadri <.llle .compagnie di soccOFso necessarie in tempo di guerra per seguire tutti i movimenti dell'esercito. Le disposizioni organiche di questa istituzione (decreto de~ 12 novembre 1862) stabiliscono che ciascuna compagnia deve comprendere un capitano ed un luogotenente incaricati dell'istruzione e della disciplina milital'c, un medico aggiunto incaricato dell' istt'uzione professionale della. compagnia e del suo servizio di sanità, dei praticanti di P e di cla:;se, assimilati ai sott'ufficiali e dei soldati di sanità od infermieri. li capo di ciascuna compagnia è il ;:;otto ispettore di S<Ulità militare del distretto dove risiede, e rispettivamente di ciaSCl:lna sezione, il rnerlico 'capo locale. I praticanti, com'anche i soldati, di sanità ricevono l' istruzione sufficiente per soddisfare alle esigenze del servi~:io pei primi soc-eorsi; nessuno di essi può essere distratto dal suo servizio ed occupato ad altre cose che all'impiego speciale al quale è destinato. In considerazione dei servizi resi da questa istitu7.ionc nella penisola, e delle economie che ne l:'isultano, l' amministra.-; zione militare ha, t'ccentissimarnente ancora (15 luglio 1869), stabilito che l'organizr.azione delle compagnie sanitarie sarebbe applicata alle isole Filippine, come pure all'isola di Cuba ed agli spedali dell' interno.
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Inghilterra. Fino al 1796 il servizio medico dell'esercito inglese non ebbe alcuna unità d'organiz:~.azione . La nomina dei chirurghi nei reggimenti era abbandonata alla volontà dei colonnelli, e tra le modifì.cazion i necessarie pel bene del servizio non si possono notare che delle migliorie apporta te alli stipendi, specialmente pello stato di guer ra. Fu sotto l'amrriinistrazione di lord H~rrington cho il personale medico-chirurgico venne cos tituito in un corpo e ::;ottoposto ad una c'lirezione speciale. Un Consiglio, composto di medici, di chirurghì generali e di chirurghi principali ed anco d'un direttore d'ospedale, venne stabilito nello intento di sorvegliare i dettagli del servizio di sanità e di trarne ogni miglior partito n ell'interesse della 1:ialute del soldato e del sollievo degli ammalati. Le nomine di chirurgo, sia pei r eggimenti che pegli spedali, non furono da quell'epoca più fatte se non sulla pr oposta del Consiglio di sanità dell'esercito. « J.Von vi ha, « scrùx;va lord llar·rington al generale Conway, che i « solz' medici che siano alti a giuclù.:ar·e i meclz'ci, etl a n~io
« ,credere, sarebbe tanto sragionevote di ~onsullcwe un co« lonnello sul merito eli un chii'U?".9o, quanto ·di ric hiede;·e « l'opinione det Consiglio di sanità intO?"no a quello di « un colonnello ».
n Consiglio subì nel seguito divet·si mutamenti nella sua composizione e nelle s ue attribuzioni, e, nel 18 10, in seguito· ad una ~nchiesta parlamentarè, fu soppresso, e le sue attribw:ioni passavano ad nn ufficiale di :sanità col titolo di direttore generale. Gli fnrono aggiunti due ispet tori peli' andamento degli ail'a ri, ma l'alta dire~ione e la responsabilità del servizio gli appartenevano esclusivamente. Egli solo era incaricato di tutto ciò che r iguat•dasse il personale. Il personale si componeva allora di tre sezioni peofessionali : i rnediei {p~tysz'cz'ans), i chirurghi (su:r·geons) ed i .t~tr-
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macisti. Nel 1830, la qualifica di physician fu abolita poi e sostituita da quella di .ispettore- aggiunto degli osped~ li, la sezione· ili fa rmaeia venne egualmente soppl'essa e gli uf- • fìci del farmacista fnrono affidati agli aiuti-chirurghi. Ciò nulla ostante. per dec:reto del 23 ottobre 185-!, la ser.ione di farmacia fu ristabilita, ma, come pel passato, non è compostà che d'nn sol grado, del quale lo stipendio varia però .secondo la posizione del titolare e l' ~nzianità di servizio. I farmacisti si reclutano di preferenza tra i dispensers of ~ne dicine, classe di impiegati del servizio farmaceutico che fu creata collo stesso decreto del 1854. Ogg:idì il corpo medico dell'esercito inglese funziona g iusta la riorganizzazione del l O ottobre 1858, che ha più compiutamente determinato. migliora.ndolo, il rango militare degli ufficiali medici, che possedevano già dei gradi corrispondenti a quelli dell'esercito. · Questi grarli sono cos'L reg·oJ.ati : Jspettm·e gene,·ale, rango di brigadiere g@erale, ed in campagna o dopo tre anui di grado, maggior generale . ..9otto-ispettore gene•·ctle, rango di luogotenente colonnello, e dopo cinque anni di servixio, di colonnello. Chiru>y;o maggiore, rango di luogotenente- colonnello, ma dopo gli ufflciali di comnudo di t11l grado. Chiru,·go tli sl.ato maggiore o di reggùnento, rango di maggiore. A~~tto-chir·ur·go di stctto mag giO?'e o di ·reggi·rnento, rango di luogotellentn e, dopo sci anni di servizio, di capitano. D quaclro non ha nulla di fisso . Val'ia secondo i bisogni : la creazione d'una stazione novella, la necessità di aumen' tare il personale d'una stazione di già esistente, lo scoppio d'una guerra, ecc., lo fanno estendere o restringere; ed è colla s'eietta tra quelli clw sono al mezzo soldo che lo si compie. I gradi r elativi traggono fra loro tutte le indennità e tutti i vantaggi acconlati ai gTadi corrispondenti degli ufficiali combattenti. (eccetto la pre~idenza dei Consigli di guerra),
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e f;e,rvo.tw di base peHa scielta d~gli alloggi. militari, pelle . deter;ln'itJaz.iorfì çléll' indennizzo di ,all<ilggio, del ·n.unu~ro dei domestici, de1 ·numero dèlle ra~ionl d.i foragg·ìo, delia legm~ da a.t·dere, illuminazione, o le indennità pa:rticolari a tener luog·o delle dette r~zioni, pella deterrninaziolJe delle ·ritenute e delle p_erdite nelle prese (art. 17 del decreto del 1° ottobr.e 1858~ . Non ·si pnò essere am~Wessi al servizio .come ai.trti-chlr\ur~ gh.i sen~'e.ssere dottori i.n medicina .~> chirurgia ricevuti tali da uno .dei coUegi dì Londra, Dublino od Edlrnhorgo, e so:Lo :;1.11acora ·a s.eguito di un esame soddi.sf~.ciente subito hmanzi ad una Commissione composta dì medici mìlìtRri. Questo esame. si aggira in ispeeie sulla medicina, chil'urgia ed igiene militare, e sui regolamenti di servizio. I oa.nd.idati sono armnessi ,<,1. strbirJo, cto,po avm·e seguiti i corsi istituiti (td hoc presso uno specla.le geJ~erale.- . Per progredire al gra<lo di chir·urgo di stato-maggiore o eli reggimento, il chirurgo as.s istente s i assoggetta. ad · un muovo esamr, pr atico. L'~avanzarneJlto a questo gPado ha luogo generalme(1t0 all'anzianità, e qu.ello ai g-radi superiori si fa per seielta. Son<Vi aqmenti di soldo, dopo certi periodi fissi di anni di servizi0 nello stesso grado, per mod.o da eomp.e nsare così la l.ente.zz.a dell' ayanzamento e l'impossibilità di pervenire giammaj .l'li gra~i i più. elevati dell'eser.cito. L'uniforme ed i distintivi sono gli stessi degli altei uffidali del!' esercito. L' ·amministrazione generj:tle del ser~rizio 0ostituisce al Ministero della guerra un dipartimento particolarr., il dipm·t.imçnto rnedi.eo.. che è posto sotto la direzione del meclicocli:rettor.e generale. Quel;lto dipar1i)lleuto comprende tre sotto-,divisioni : l o .H ser-vi_zio del d ~ part~mento medieo, inear-ie.ato di tutto .c?J1~ si riferisee alla parte medica (~d agli ospedali dell'esercito; 2-0 jl seryizio sanitario, incaricato eli ttltto quanto ha rapporto all'igir,ne militare; 3° il servizio della statistie;:l., ,c he inte)lde alla statistica meaiea, alla tenuta dei lib.r i, ~lle osservazioni meteorologiche ed ogu'altrò statistico (Jo~nrnento.
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I tre capi di queste suddivisioni sono degli ispettori generali o dei sotto~ispeHOl'i generali, che pella loro r iunione furtnano una specie di Consigli-t) a; fianco del dirèttore generale. I membri di questo Consiglio hamro il diritto di sollevare qualsiasi questione e di fare qualsiasi proposta che giudiQhino utile e di esprimere per iscritto le loro opinioni. Un segretario redige pro cesso-~erbale di queste deliberazioni. T.uttav·i a il direttore generalA può, sotto la sua J'esponsabilità, non fare alcun caso delravYiso del Consiglio, esponendo però i suoi motivi di così opera1'e al ministro della guerra. J.i medici-is pettor i generali ed i sotto- ispettori generali sono incm·ir,ati di sorvegliare e di ùiJ'ig·ere il servizio negli speda!li. Essi n'on esercitano, e non intervengono nelle cure degU ammalati che per riscontrarle. Ad eccezione di qualche ospedale generale, il sistema spE>r daliere adottato è quello degli spedali reggimentctli. Ciascu'tl veggimento ha il ::; uo spedale particolare, del quale il chirurgo è l'amministratore. Egli riunisce· alla dit'ezion B della contabilità la direzione disciplinare, c non ha dei rapporti di subordinazìone che verso dei medici- ispettori o sotto ispettori gcneeal i, che devono assicurarsi che le somministrazioni dei viveri, dei medicinali e di tutto ciò che è necessario alla cura dei malati è di buona qualità e r egolarmente apprestato. In conclusione, il servizio di sanità è posto tutt'affatto ed interamente sotto la responsabilità deg·li ufficiali medici el in campagna, a questa responsabilità si aggiunge ancora quella delli uffici importantissimi dei qnali i medici sono investiti in qualsiasi posizione ch' essi occupino presso un distaccamento, un reggimento, un corpo rl'esercito o l'esercito stesso . Questi uffi ci hanno principalmente per ogg·etto i consigli a dare agli ufficiali eli comando circa tutte le questioni relative alla salute ed all'ìgiéne delle tr uppe, sia che sì riferiscano alle guarnigioni, sta?.ioni, campi, caserme, regitne·, aibbigliamento, istruzioni, al servizio ordinario di piazza od alle esercitazioni.
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I regola~enti per il se.L'Vl&lO in campagna, furono sapientemente sta];)iliti con riguardo ~tUa qu0stiòne di poter far accet tare un avv;iso competente ad un comandante ' in capo èhe gli pen11etta eli formarsi un giudizio intorno él.d una c1uestione san itaria e ciò salvagua1·élando insieme.rnente la s)la: supre·mazia intatta, assoluta, lasciando cioè al cQnsigliePe medico la responsabilità del suo solo consiglio, e mantenendo al comandanti? in .capo l'autorità decisiva. È per tale ragione che le istruzioni sanita1·ie dispongono che il medico militare l'ilascit~rà una espostzione scritta di tutte le osset•vazioni e raccomanda&ioni che gli sembrerà t~tile eli fare sulle ma.terie rehttive alla sanità delle truppe, e che, dal canto suo, il comandante in capo sarà obbligato eli prendm·e in considerazione es::;e raccomandazioni a lui fatte, alle quali egli potrà adagiar-si. o roeno, come crederà conveni (~nte, <;t car•ico per~ lui, in quest'ultimo caso, eli esporre per' isr/ritto succi~1tamente le tagioni pelle quali non si è eonformato alle fattegli raecormindazioni. Le st.èsse regole di conclotta applicabili ai reggimenti sono stabilite pei corpi d'e::;ercito, tra i eapi çli stato-maggiore c.cl i consiglieri sanitari. « Se, In questi regolamenti, ag·giunge il mini;:;tro della « guerra, S idney Herbert, nell'esposizione dei motiv i, noi « abbiamo accorclç~.ta una grande preminenza all'igimte. mi« litm·e. ciò f tl per cl1è al di d'oggi devesi considerare come « di prima imp0rtanza pegli int eressi pubblici, la cura di « usufrnirne tutte le r isorse della seienzil: moderna, per la « cm1servazione della salute delle truppe ed . ottenimento di « nn perfetto stato di attività delle annate » . Belgio.
Il servJzto di sanità Clell'e::;en~:to. belga fu definitiv<tmente orga:nizzato sulla legge ·del lO marzo 18"17, che altr·e due leg·gì del gennaio 1863 . e del 2 dicembre 1869 inodifìcarono poi in alc:uuH delle sue principali disposizioni.
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In conseguenza di q tLeste mo_èlificazioni, gli u ffì.oiali del servizio di sanità s0n0 ass il~ilati ai gl'adi milit.'lri qui sotto indicati : L'ispettor·c ge ne rale a l rang·o d i nmggiore generale. I medici principali d i pt classe » di colonnello. Irl. di » » di luogoton. colonnello. I l'lledici di tegg. di 1'1• » di maggiore. » di :za )> I cl. » di capita n i d i 1'1 clas:-e. di pt I medici di haLL » di capitani di 2à classe. » di ~n » Id. » di lnogolcnenti. I medici agg·iunti » di sotto-tenenti. Il farmacisin. principale al rango di maggiore. I farmaei:::! i di l a classe » di capi tano. lei. di .za » » di luogotenente. Id. di 3tl » » di sottotencnte. .L 'ispettore Yctrrin:wio » di maggiore. I veterin n.r·i di P 1 » » di capitano. fd. di » » dì luogotenente. Id. di 8'• » » di sottotcnente.
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Sono computati sei anni di. sel'vizio effettivo, a titolo di studi preliminari, agli individui ammessi nel servizio di sani.tà coi grado di medico- aggiunto, e 3 anni a quelli che sono amme:;::;i in qualità di farmacisti o . di veterù1ari in terza classe. La legge dell' l1 giugno 1853 autorizzò l'ammissione nel .servizio, in qualità di medico aggiunto o di farntacista di sa classe, degli allievi medici e farmacisti dell'esercito, qualunque sia la loro età, purchè abbiano ottenuti i loro gradi scientifici pr ima d'aver raggiunto rispettivamente l'età di trenta e venti:sei anni. Sono pul' amm es~i come medici aggiunti i dottori i.n medicina cd in chirurgia che non appartengono all'esercito di meno che trent'anni di età, e come farro.ac.isti di 3'\ qlasse, i farmacisti civ.ili di meno c.he ventisei anni. La progt•t;>ssione al grado di medico di battaglione di seconda classe e di prima classe e di medico di reggimento
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di second'a classe ha: luogo. metà a scielta, metà all'a11Zianità, a meù0 di insuffìciel'lza di sògg·e tti capaci tra i piÌl anziarti del grado immediatamente inferiore. L'attitudine dei candidati è constat ata· pei medici aggiunti dai rapporti periodici dei capi di servizio e pelle ispezioni generali, pei medici di battaglione ?on un esame. Si fatti rapporti e questi esami non si r iferiscono che a conoscenze pratiche. Hanno però pur anche di mira, per quanto r ifle tte a i medici aggiunti, l'igiene militare e l'amr:ninistraziofle farmaceutica. Le norni1~e a i gradi supel'iori sono a scielta. Il servizio di sanità è diretto daU'ispettOI'H generale, immediatamente sotto gli ordini del ministro della guerra. Gli ufficiali di sanità, per tutto ciò che riguarda il loro servizio, sono specialmente posti sotto la sorveglianza dell'ispettore generale. Esso è assecondato in tale SOI'VI'glianza dai medici principali il)C:aricati delle ispezioni annuali ·di certi dati st abilimenti sRnita.ri. Il servizio sanitario degli ospedali è diretto dai medici principali dì l'a e di 2a classe ed i medici di r eggime nto di F d asse. I m'e dici di reggi·mento di 2a classe dirig·ono il senizio dell'e· infermerie. Hanno ai loro ordini de' medici aggiunti. dei farmacisti· eli diverso g rado e degli allievi. I mediei di battaglione sono, èome i medici di reggimento di 2a classe, impiegati per turnu negli ospedali ed incombensati della. cn.ra di una parte dei malat i, sotto la direzione d:e gli uflì'ciali di sanità eapi' di servizio. medici dei corpi che non ·siano inc~ricati cl' un sér~ vizio s?no obbligati acl assist ere alle visite mattinalì. I .med1ci aggiunti, i farmacist i di 3a classe e gli allieVi che ne riempiono gli· uffieiì fanno il servizio di guardia·. I primi possono essere pu!' adoperati nel servizio della gcta1t nigione. I rapporti dei medici coi direttorì degli ospedali e d~ lle infèrtnerie sono determinati da i regolamenti dì amminist1W1
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, zi9ne di qnésti stabilì111enti. ·I richiami relativi al servizio amministrativo son0 presentati, in prim'a istanza, a cono~cenza d~ll'autoritàincaricata della sua soi·veglianza. A mimo di urgenza non è cla:ta conoscenza di tali richiami all' ispettore generale, se non allora che non fosse 1M fatta ragioné. Le osservazioni relative a degli abusi o a delle rnigliorie ad introdurre nel servizio amministrativo devono essere dirette agli intendenti od ai comandanti di piazza che ne riem,piono 'gli uffiCii. Q-li ufficiali. di sanità incaricati d'un ser vizio di farmacia sono col'ltabili consegnatari e responsal)ili verso lo Stato del materiale messo a loro disposizione.
Olanda. 1 \organizzazione del servizio di sanità 'in Olanda non subì hnportanti modifi.cazìoni da dopo il 1841. Prima di tal epoca il 'grado' il più elevato della gerarchra era quello d'ispettore gener~le còl rango di maggior generale. L'attuale costitu~i6ne non comprende che un ·solo ùfficiale di sanità ispettore del grado· di colonnello, 6 primi ufficiali di sanità assimilati ai gradi eli luogotenente colonnello o_di maggiore , e '12?4:. uffi.dali di sanità ripartiti in tre classi ed assimilati ai capitani ed ai luogotenenti. · Il personale di sanità si compone inoltre di farmac_isti -e di veterinarii costituenti tre classi, pelli 'stipendii e rango miìJthr~, còrr ispondente a capitano primo luogotenente e se:contl'o luogòte-~ente. · 1 ' 'E'a:ssléme di questo personale costituisce un corpo separato, tut( affatto distinto dagli altri corpi e dal commissa·~fato. È dirétto da un ispettore, che ne è il suo rappi·esentante -irnmediato presso del ministro, al quale sottopone di~(}ttamht'è le proposte di ammissione, di cambi, avanzamento "'lH ~
.~ ri~iro.
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'ct1i' u~d\lli di sanità medici traggonsi dagli allievi · delt o's #dale di istruzione di Utrecht: Giornale di Medie. milit. 1872.
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L'anzianità regola l'avanzamento fino al grado di uffi ciale
eli sani~\ di l a classe inclusivamente, })iù oltre fassi a. sci~lta. L'anzianità tuttavia non costituisce un diritto che per coloro soli che si sono sottoposti ed hanno soddisfatto a!lc prove prescritte pet• il grado al quale aspirano. Gli ufficiali di sanità che fanno il ser vizio presso i corpi non n,· iormano perciò parte integrante, ma si essi -d sono semplicemente comandati e non figurano pei loro riscontri se non che perd o stipendio. Essi sono di .fatto uflìciali di stato- rnaggiore, portano le spalline ed altri distintivj rlei _gradi militari corrispondenti ai loro, h anno lo stesso stipendio d'attività. e di eitiro. La pratica civile è loro interdetta all' !nfnori delle consultazioni. · Svezia.
In ! svezia, la popolazione e~senclo divisa per classi per l'arrn_ata come ,pelle professioni, tutti li affari relativi al servizio sanitario, militare o civile, a11partienne ad un Consiglio di sanità composto di nqve membri, del quale il presidente, avente rango di generale, in quell'intento, come pcl personale, lavora col re . . I medici l\lilit~tri ·sono di due, gradi, medici ,di reggi,rncnto o maggiori (regiments- lalwre) e medici di battaglione od aiutanti-maggiori (bq,taillons-laketre); i primi hanno rango di c~pitani. ed · i secondi di :luogotenent i. , In tempo di pace, vi hanno tre medici maggiori e due aiutanti-maggior.i per reggimento a dtle Q[l.t,t\tg\ipri, , ed,. in piede di guerra, si aggiunge al medico maggiore un medico sotto- aiutante. delle T titti i medici dell'esercito sono. dottori in' . medicina l l • università del regno. Il r eclutamen to si fa tra gli all~cvi medici dell' ospeqale di Stokol ma, dnl quale escono per essere medici di ba.ttagli9ne. Le ambulanze si compongono ver ci~cun battaglione di 800 uomini, di due forgoni. .L'uno, per rneclicazioni, , '< contiene l l
:63 gli oggetti necessarii per amministrare i pr1m1 soccorsi e mo' dicare 100 feriti durm1te il combattimento, e l'altro contiene gli oggetti necessarii alle sornministram~e provvisorie d'un ospedale o d'una infermeria per 40 malati. Quando !"esercito è posto in piede di guena, il personale medico è aumentato del numero di rneclici necessario prendendoli tra gli ausiliarii, in ciascun distretto si costituisce un battag·lionc sanitario, che ::; i eon1pone di 2 a lf. compagnie, ciascuna eli 100 a 200 uornini, secondo l'effettivo delle truppe che devono entrare in eampagna. Questi uomini. Ul'ruolati pel servizio sanitario. sono impiegati come gu:u·clamalati o per trasporto dei feriti. Sono d'essi comandati da ufficiali e da sott' ufficiali tolti clall" esercito peJ'manente.
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Russia. La direzione del servizio di sanità militare. in Rus'sit1 C(l· stituisce al lVfinisteJ'O del la. guerra un ufficio o dipartime n Go medico del quale il capo è un medico. Questo dica:;teJ'O merlir.o comprende cinque diYisioni a cui e preposto un capo particolare per r.iascuna, ÌDCìU'ÌCato clelia direzione c dell"amministrazione degli affari speciali della sua divisione. Queste cinque diYisioni sono lo seguenti : l 0 La divisione del pe1"S01Utft1 che s'occupa dell <'\ nomine. promozioni, m utazioni. pensioni, r;ongedi, ·ecc. , pei rnedici, farmacisti e veterinarii ; 2° La divisione medica, propri~:unente detta, che ha la rC\vislone dei rapporti scientilici, melli<.:i . topografici e statisti<:i. dei Cel'tificati medici, degli affctt•i medico-legali, della son·cglianza, dell' "igiene e della dietetica nell'esercito, delle esperienze a fare relatinmente agli istrumenti chirurgici e mezzi terapcutici di novella invenzione, della conservazione delle biblioteche, ecc. ; 3o La divisione f'a?·nutceuticet col carico delle provv1stc di medicarhenti;
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4° La divisione di contabilztà, incaricata eli l'iveclere i conti delle farmacie ; 5° La divisione del riscont1·o (contròle) cui spe:ttan'o lr. spese e la tenuta dei t'egistri relativi del dipartimento rrtedico. Il personale dei medici è diviso in sei classi dietro gli uffìcii che esercitano, e con assimilar-ione ai gradi mHitari per il rango, i confidenti, le razioni, l'alte paghe e le indennità. I medici della prima classe comprendono il direttore del servizio di sanità ed i medici generali degli eserciti, assimilati ai gradi di luogotenente generale e maggiòr generale, o, nel civile, ai consiglieri intimi ed ai consiglieri di Stato in attività. I medici della seconda clat~se (medico generale delle guardie del corpo, medico in capo delle scuole militari, medici degli ospedali di guerra di classe) sono assimilati a i gradi di maggior generale e di brigadiere. I meùici della terza classe (medico generale della cavalleria della guardia, medici generali dei corpi dei granatieri e di tutti i corpi d'esercito, medici in capo degli ospedali di 4a e 5a. classe) hanno dei gradi corrisponrlenti a quelli di brigadiere e di colonnello. I medici della quarta classe (medici di divisione, medici in capo degli ospedali di 3a, e 1a classe; medici in secondo degli ospedali di 611~ 5a e 4a classe, medici maggiori del cm·po dei cadetti) sono assimilati ai gradi di colonnello e luogotenente colonnello. I medici della quinta classe .(medici maggiori eli tutti i reggimenti di fanteria e di cavalleria della guardia, medici maggiori delle batterie d'artiglieria, dei battaglioni di cacciatori, di zappatori, pontonieri; medici maggiori addetti alle scuole militari, alle piazze, agli arsenali ed agli ospedali mi!!: litari in qualità di medici curanti) hanno dei gradi rispondenti a quelli di luogotenente colonnello e eli maggiore. I medici che occupano li impieghi i più inferiori, quelli della sesta ed ultima classe (medici assistenti addetti ai bat-
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taglioni dci diversi reggimenti della gun.rclia e della llnea, alle scuole militari, ai corpi dei cadetti, agli spedali militari) ha~no grado di capit.a ni, e, dopo qua~tr'anni di servizio, quello di maggiore. . Come gli ufficiali dell'esercito e gli impiegati c1vili, i medici hanno diritto a dei titoli onorifici : cosi. quelli della prima classe appellansi col titolo òi E ccellenza> e fanno parte 1lella nobiltà ereditaria. TI reclutamento si fa tt•a i medici praticanti che seguirono i COJ'si pet'durante cinque anni compiuti nelle università o le accademie médico-chirurgichc ed ottenuto il diritto di esercitare la medicina e tra i dottori in medicina. Questi ultimi soli hanno capacità eli progredire fino ai più alti itnpil;lghi. Quelli che hanno studiata la n1,edlcina a spese del governo non possono abbandonare il s<irvizio rniHtare pt•ima di avervi compiuti 10 anni. L'ayanzamento ha luogo gen6J'almente rJer anzianità nei gradi inferiori e sem1}re a scelta. nei gradi superioh. Si fanno ciò non pertanto delle scelte eccezionali motivate da capacità speciale e dai prestati servii.:ii. Le promozioni sono fatte dal direttore generale, senz'esame nè concorso, sulla proposta dei capi medici imm,ediati o dei capi militari. Il titiro si ottiene dopo venticinque anni eli servizio, e la pensione è allora eguale alla metà dello stipendio lordo che il titolare ricev~wa rlura.nte i suoi cinque ultimi anni di servizio. Dopo 35 anni di servizio la pensione eguaglia l' intiero stipendio. I .medici milital'i russi portano un uniforme analoga pelle spalline e l'elmo, a quello dei medici prussiani :. i risvolti delle manic)le ed il colletto della tunica sono fregiati di treccie o galoncini d'argento come segni disti11tivi del grado pella piccola tenuta. Gli averi si compongono dello stipendio propriamente detto, e della indennità di tavole: sono calcolati piuttosto secondo l'uffi.cio medico c.he secondo la classe. Come ogn'altro ufficiale dell'esercito, il me,dico riceve doppia paga in tempo di guerra
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fu• •r dei limiti dell'impero; ma l' inòennità di tc'\vola non cangia mai. Dopo ciascun periodo di cinque anni di servir.io nello stesso grado, ]a paga è aumentata di un quar-to. Li indennii'J.i particolari comprendono l'alloggio ; le l'azioni fli riscaldamento od illuminazione sono accol'datc giusta il gl'nclo d'assimilazione. Prr il seJ·vizio in campagna. i medir'.i in capo di COl'po ùi e~t>t·r•ito costituiscono delle ambulanze rlelle quali il personale dc>terminato è fisso; ma nei c·asi di p1•esa d' armi. in ispedizione. il rnedico di diYisione for·ma un'ambulanza provvisoria :steglicnclo il·suo pe1•sonale tra i mcrlici dci cor·pi di wuppe che compongono la sua diYisione. Ciascun r eggimento come rinscuna diYisionP ha nn eerLo nuruero di vetture assegnate al trasporto dei malati . Queste vo~tnre consistono in qua specie eli wagone in forma di barca adagiata su quattro ruote ::;enza moHo. Durante l a cnmpagna rli Crimea, ogni battaglione aveva ~ei ili tali Yetture 'a sua disposizione ed un altro piccolo carretto pei medicamenti. Ciascun forgone era adattato per quattro malati, due coricati n<'ll' interno sona della paglia, P due all'innanzi sulla Cà:ssetta. Erano trainati da tt·c caYalli di fronte. ,\. mezzo di quei>li veicoli i febbricitanti Nl i feriti erano incrssantemeute sgombrati sugli o~pedali pcrmauenli dell'interno. Gli ospedali militari sono divisi in s~i classi in base ùelJ.'effettivu elci malati cho possono eo.ntenere. In ogni ospedale generale, vi ha una fat•Jnacia della quale il titola1·o ha grado e solùo in r elazione coll' i:nportanza dello sp<'dale. In tutti i t'eggimenti vi ha pure un farmacista subaltei'IIO (dispenser) incaricato della. djstribuzione dei m1•dicar ur nti. Esso ha rango d'ufficiale non graduato. L' esecuzione dei dettagli del servir.io medico nPgli ospedali c r eggimenti è confidata agli impiegati alle n~edicnz ioni ,,·ussian dresse'I'Sj . Sono dei gioYanotti in generai~ molto intt 1ligenti, e che renclono i pih utili servigi sotto li ordini ed il comando clei medici in capo. Hanno essi l"ango di ser-
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gei).t~. Ogni' reggimento, che si eompone di quattro battaglioni di 1000 uomini, comprende quattro f'elchers ed un feloner supedore. Quest'ultimo ottiene il suo geado sulla pr opòst~ 'del medico in càpo, quando si è distinto pella sua buo·na condotta o per M~J'vigii speciali prestati negli spedalì: I (elchers sono addetti agli spedali generali nella proporzione di uno per 75 malati. Olt+é i {elchers, vi hanno degli infermieri tratti dalla litiea nella. proporzione eli uno per lO malati ed in certi easi speciali ·degli infermieri particolari sono permessi a titolo eecezionale. In un grand'ospedale tutti gli inferrnièri sono posti sotto la dù·ezione tlisciplinare d'un ufficiale non gnuluato. · Turchia. L ·organizzazione del servizio di sani.tà dell'esercito turco
comprende pel per sonale ancora tl'O categorie : i mediei, i chirurghi ed i farmacisti. TI corpo di sanità è posto sotto la direzione di un medico, èhe è nello stes·::;o mentre direttore della scuola di medicina e presidente del Consiglio di sanità. Il diJ'ettore del servizio di sa11ità ha la dignità di muschir o di pascià a· tre code. n·sotto direttore ha il grado di colonnello. Tutti i medici capi dei graJlùi ospedali hanno rango di colonnello, e rioovono ben anco uno stipendio più elevato degli ufficiali dell'esercito di tal grado. Li altei medici negli ospedali od l battaglioni hanno il rango di h10gotenenti colonnelli, di magg·iore o di capitano. I medici che hanno fatto i lo1'0 stndii alla scuola di mèdicina di Costantinopoli, e che sono ammessi dottori, esordiscono nell'esercito come medici di battaglione col grado di capitano, e possono progt•edirvi, pur conservando li stessi uflicii fino <'li gradi corrispondenti a maggiore e luogotenente colonnello. I chirurghi ed i farmacisti esorcliscono da un grado inferiol'e, quello di luogotenento, e non possono ascendere a grado
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superiore a quello di capitano. P ello stipendio, le razioni e le ordinanze, essi sono e d'assai meno favoriti dei medici. Ogni battaglione ha un medico, uu chirurgo ed un farmacista pel servizio d'un piccolo ospedale- ambulanza, che è amministrato da un ufficiale del battaglione, sotto ]a direzione del medico, sì in pace che in guerra. In campagna, il solo chirurgo segue il battaglione alla battaglia. Dei fuci. lieri distaccati fanno da infermieri nello spedale del battaglione, ma non vi hanno dei veri impiegati di tal nome che nei grandi ospedali generali di Costalltinopoli. Il medico in capo di un corpo ù'esercito ha il rango di colonnello. Ha diritto di i~pezione sovra tutto il personale di questo corpo d'esercito, come sugli ufficiali di sanità addetti agli ospedali. Gli ufficiali di sanità possono ottenere le stesse decorazioni e medaglie degli altri ufficiali dell'esercito. · Hanno diritto ad ùna pensione di ritiro secondo il grado e la ,durata del servizio, quando furono allievi della scuola di Costantinopoli. I medici stranieri ammessi al servizio dell' esercito come ausiliari, non vi hanno alcun diriLto, e non ne ottengono che affatto eccezionalmente per servizii rueritevolissimi. Durante il corso dell'epidemia di tifh all'esercito d'Oriente nel 1855-56, il governo turco aveva messo a disposizione dell'amministrar-ione ft·ancese i più distinti soggetti della scuola di medicina di Costantinopoli, e, secondo Baudens (l), il concorso che offrirono ai medici militari francesi diede una idea soddisfacientissima dell'organizzazione del corrJo medico ottomanno. Egitto. Da più che trent'anni l'Egitto pos::;iede una eccellente or- · ganizzazione del servizio sanitario. È dovuta ad un medico francese, Clot-bey, e si può dire senza tema di opposizione~ (l) Una missione medica a.Il'eser·cito tl' Odente, 1857.
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che l'opera sua, adattata ai bisogni del paese ed alle r isorse che gli presentava a quell'epoca, contribuì potentemente alla sua rigenerazione intrapresa da Mehemet-Ali. Dei gradi gerarchici furono ' primitivamente stabiliti per l'esercito ed estoì$i in seguito alla ffi<ll'ina cd al seJ'vizio civile. . La serie dci gradi medici è la seguente : Ispettore generale Ispettore 'Principali
rango
» »
MaggiQrj
»
Aiuta~ ti- magg ior i
))
Sotioaiutanti
»
Aspiranti
»
rl i mirliona o di generale. di colonnello. di luogotenente- colonnello. di comandante. eli capit ano. dj Jiog·oteneuti. di sottoteneni.
La serie g·erarchka dei farmacisLi non si eleva al di là del · grado di ispettore. Un Consiglio generale di sanità, costituito di tre medici e d'un farmacista, ha l'alta direzione del servizio medico civile e militare. È posto sotto l'autorità dei ministri dell'interno, dell' istrm:ione pubbliea, della guert a e della marina, ciascuno per ciò che lo concerne. ~li ispettori, membri del Consiglio, oltre a tenere le loro sedute, ispezionano le diverse branehe del se1'vizio, costituiscono i Consigli di revisione, presiedono agli esami ann.uali della scuola di medicina, e propongono i miglioramenti che devono essere introdotti nel .servizio. I quadri comptendono dei medici c dei farmacisti nazionali ~ forestieri. · Tutti gli ufficiali di sanità nazionali escono chùla scuola di medicina del Cairo. Gli allievi prendono il titolo di aspiranti dopo sei anni di studio ed ottengono il grado di sottoaiutanti dopo tre anni di tirocinio come aspiranti. A ciascuno dei reggimenti eli fanteria, di 4 battaglioni, sono addetti: l medit:o maggiore, 3 aiutanti maggiori ed l farmacista'" sotto-aiutante. Ogni. reggimento ·eli cavalleria ha
170 un medico maggiore, l aiLLlante ed l farmacista sotto- aiutante. Vi hanno speùali nei capi-luogo di Il proirincie. Sono diretti da dei medici principali. Le provincie sono divise in 8, IO o 12 distretti, secondo l' estensiorre e la popolazione. A ciascun distretto sono alldetti dei medici, che }lercòrrono i villaggi della loro circoscrizione per riconosccrnd e constatarne lo stato sanitario, vegliare all'esatta ossern\nza delle pr escritte norme igieniche, praticare sovratutto le vaccinaziolli, tenere dei consulti e tiare dei medicamenti ai malati. In tale intento recano seco loro ùue casse di amb1ùanza provvedute dali<\ larmacia del capo-luogo, che è approvvigionata dalla farmacia centrale. L'organizzazione dei medici di distretto ha qualche analogia con quella. dei medici delle colonie dell'Algeria. 11 servizio mAclico comprende lmre gli infm'ruieri degli arsenali, delle scuole, ecc., le ambulanze 1;egolamentari ed un ospedale della marina atl Alessandria. L 'organizzazione medica dell'armata navale fu stabilita dietro i regolamenti della marina fr·ancese.
Mèssico. Tra tutte le organizzazioni del servizio ·sanitario degli eserciti, quella del Messico merita una tutta particolare attenzione, come pcrt·ettamente ordinata e nei principii e nei dettagli. Di già prima della spedizione franco-spagnuola, resercito messicano era stato dotato di eccellenti r egolamenti pel suo servizio di sanità. Eea stata l'opera egregia di t~n medico belga, P ietro van der Linden, che da. lungo tempo soggiornava al Messico, ed al quale Sant'Anna awlva affidata la direzione del servizio col gr-ado d'ispettore generale assimilato a gener-ale di ,brigata. Il modo di funzionare era allora identico a quello in atto nell'esercito llelga. Sotto l'imperatore .iVIassimiliano il novello esercito fu dotato di una organizzazio!'l'e ::;anitaria, la disposizione della
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quale era stata stabilita saviarnente tn.nto pella forma che nella sostanza. Tuttavia messa in atto dimostrò ben presto che l asciava pure a desiderate dal law della suprema sua qirezione, ch'era stata affidata ad un Consiglio di sanità e c}le era incontt'astabilmento piLL lenta lll~l suo meccanismo chè la direzione più semplice lasciata ad un ispettore generale dall'antica organizzaJ.ione. Fu allora emanato il decreto delli 15 dicembre 18Gn e sulle proposte (\'una Commissione al cui lavoro prel:iero parte il medico in capo del corpo dei volontari austriaci ed un medico principale, il dottor Bertherand, clell'e!'HWCito fran cese. il se1'vizio di sanità dell'esercito rnessicano fu, con decreto del 16 giugno 1866, stabilito sulle basi seguenti : Il servizio di sanità deH'esercito comprende il serv1z10 medico propriamente detto, il servizio della farmacia ed il servizio veterinario . Il personale <li s ania~ l1a por ausilin.rio, negli ospedali e le ambulanze, tUl corpo di am ministrator i ed un corpo di · infermieri militari. L'esercizio di esso servizio sta sotto l'autorità cliretta del ministro della 'guerra, delegata all'ispettore goner aJe del corpo medico- militar e, ai medici soLto- ispettori ed ai medici maggiori direttori degli ospedali ed <Unbulanze. L'ispettore generale presiede )a Commissione consultativa di sanità istituita al :Ministero della guerra e eomposta del medico sotto- ispettore dj r esidenza a ~lessico, e m due medici- maggiori. Il farmacista principale, il veterinario e l'amministratol'e principo,k possono essere chiamati dall'ispettore generale a prenùer e parte alle deliberut:ione della Commissione. La gerarcllia rlei medici comprende i gradi seguenti assimilati a ' quelli dell'esei·eito : Ispettore generale rango di generale di b1'igata. Sotto ispettore eli P. classe » di colonnello. Id. di 2a » » 'di hlogotencnl;e colonnello.
172 ~ledico maggiore Medico di 1:-'- classe
Id.
di 2a )) M~dico aggiunto
rango
di comandante.
:,/ l
'.
»
di capitano. di luogotenente.
I farmacisti ed i veterinari hanno una gerarchia speciale e senza assimilazione, che non conta che quattro gr adi : principale, di prima, di seconda, di terza classe. L'arnmessione dei candidati agli impieghi della medicina e della farmacia non ha luogo che dopo un tirodnio di istruzione pratica, col titolo.d'aspirante, in uno spedale di applicazione. L'alta ~irezione del servmo è un'attribuzione dell'ispettore generale, che tratta direttamente col ministro tutti gli affari re1ativi tanto al personale ehe al materiale, c che si illumina colle opinioni della Commissione consultativa. tLttte le volte che lo giudica necessario o che il ministro JJrescrive che essa sia consultata. La Commissione stabilisce la classificazione dei candidati pella loro allllnessione od il loro avanzare nel corpo di sanità o nei ser,·izi amministrativi, dietro le proposte fatte dai medici direttori degli ospedali, o dai sotto-ispettori capi del servizio di sanità nelle divisioni territoriali. I personali degli ospedali, medici, farmàc.isti, anlministratori ed infermieri, ·sono posti agli ordini ed il comando dei medici maggiori direttori, sotto l'autorità superiore dei sotto-ispettori divisonari, che hanno pur a.nco la sorveglianza del servizio veterinario. Lo . stipendio, le prestazioni e le pensioni sono regolate sulle stesse basi delle tariife ac< ordate al corpo del g·enio.In considerazione del diploma che si esige dai medici, è loro accordata una gratificazione professionale, che costituisce un aumento piuttosto importante della paga in confronto al personale delle altre sezioni. n servizio amministrativo comprende : l o un cMpo di ufficiali di amministrazione, ripartiti in quattro classi (prin-
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cipali, di l a, di 2a e 3a classe), senza assimilazione ai gradi dell'esercito; e 2° un corpo d'infermieri militari, che forma un effettivo di 320 sergenti, caporali e soldati, di~isi in 16 sezioni suddiVise esse stesse in mezze-sezioni od in quarti di sezione, secondo le esigenze del servii.:io. Il comando del deposito di questo corpo e dato ad un· quadro di ufficiali composto di l capitano maggiore, 2 capitani, 3 luogotenenti e 4 sotto tenenti, che s~no incar icati della disciplina generale, all'infuori del servizio negli stabilimenti nei quali gli infermieri sono impiegati. Gli infermieri sono reclutati tra i soldati dell'esercito che hanno compiuto un anno di servi7.io. La loro ammessione è fatta e regolarizzata dai -sotto-ispettori, che li ripartiscono nei diversi stabilimenti, quando abbiano compiuta sotto la loro direzione, la necessaria loro pratica istrllzione.
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Rn"I STA DI GIOR.~_>\.LI
Riproduciano clal giornale l'Opinione, N. 45 e 4.(), il seguente l'imarchevole articolo ..... Inutile l'aggiu11gcre che noi
condividiamo interamente c::;~e idee e ne appoggercssimo volcnterosi le proposte.
BAROJ•'l<'IO.
DEL SERVIZIO SANITARIO MILITARE COX:;IDEUA7.10Xl E PROPO~TE
inclirit.zaw
dall' Cgl''=lgio Dottor· V. GrL'DICI , Doputato all' On. .l)oput;l10 DJNA Dire/Mrc cùol Gio.·na/1! l' 0Pt~to:<f:.
Caro Dina,
l. Parlando del serd:~.io sauilnrio mililarc, mi asterrò dall'e~nge rat'IIC l'importanza per l'esercito cd ililaese. Che, anzi, rominci~t'Ò ùall'ammetterc, senza ambtìgi. che sul cawpo di battaglia. in quelle fatali giornate, in cui i sle;;Jini dei popoli e della civiltà :si decidono a éolpi eli fucili, di mitraglintrici e di cannoni, chi non larot•n dircltamentc cd e~clusivamenlc a dit•igere i fucili, le mitt'aglinlrici ecl i cannoni, ÙC\'i'l nccC's:;at·iamoutn cedoJ'o la prclflinenzn a coloro che dirigono questi fo1•midabili moz~i di clistru~ione . Non vo1·roi però si dimenticasse tt·oppo, che un buon senir.io :;anitario concot'l'O anch'esso n pl'cptU'arc la vifloria, ~in. col fare eliminar<' con giusto di:;ccrnimento dalle lilC' dei rombati enti un numero con:;iclot•cvolo di pct•sone chr , cola lm,ciate' sono lo rn·imc' per tì);ica impotenza, a dal' l'c:;c•tupio :;cmpt·e contagio::o degli atti di dPholezza, sia coll'impedire, a suo tempo, che una quantiu\ di gente flsicnmcnlc val ici a trovi il me7.7.0 di sottrar~, nel momento dei supremi pericoli, al glorioso, ma per alcuni increscioso cOmpito di S<ìCl'ifìcm•o la propria vita p'w la di fe!':a del proprio paese. Aggiungete a ciò che }'jgienc l>t'nc intesa e diretta da medici diligenti ed istrutti, fnr<ì. sewpro trovare slll campo dei lnlttaglioni
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e delle divi:;ioni più complete c più torti per numct'O e per forza fisic~, e costituit't\ anche per ciò un fattore assai impot•tnnte di vittoria, che' temiamo a~ai sin tnloJ'a un po·troppo h'a~cttrato dalla plnralitù degli uomini di guerra. Cosi pure non CI'Odo sia sanza influon'l.a sul coeaggio dell'uomo che c in pl'ocinto di rn.cttere a repenh~glio la propr·ia Yiia, la cerlezza che, quando l'avversa fortun a lo dcl>igna:;se ad cssc1'o vittima del propriv do,·ere, egli tro_verà immediatamente degli uomini c oroggio'i . de,·oti ed istruiti che, scn7.:1. l.mdarc al proJ.lt'io ri.;chio, dedicheranno al suo sollievo ed alla stm salvezza tn!to le curo che egli po(rehbe ricevere dai suoi farnigliat'i o dai più devoti cd c,_perimentati medici di. sua corrG.d onza. L'istinto rll'lla propria conseiTa'l.ionc è nel piit degli uomini così forte, che s::wchbc di..;sennato chi volesse mism·are il coraggio o ln abnegazione delle m(lssc alla sh-egua di quello dci l'iii nobili cuori; ora e appt tnto il r.ct'aggio delle masse che vince le batWgli~, non quello Ù<'gl i individui eccozionnli. Ed a sostonct'o quello .del ma.r;.r;io1· nnmm·o deve essct•e inteso ogni ot·clin~tmento militate, scn,'ln. trascm·m'no alcun fattore, per t[tW.nLo d<~bolc possa a prima 'lista :;cntbr:u·e. Giova poi con~idornre che quando tutto un popolo !'i lcm a propria dife,.--a . o:NO devo trovm·c nella pl'Opria pl'rtiiw<'ia una forza che nc:<!m.no gli pon"à t.ogliore , nPppur<~ la cù•ca (o1·tuna, che tanta padc ltn nel decidere della viU01'in. F<ul cnmpo. Or hone, qur:;t.a Ilote, la pe-rtinacia, che t.nnta pane ebbe nei fasti dell'antica Rou1n, più grande for;;o ;tci <l i:;astr-i drlla seconda guerra punica. che non sia mai stata nei momemi dclle sue' più grandi vittorio, quc::ta pertinacia della nazione. a conlinuaro nella intrapresa loua. mal 0'1'ado momentanei rovesci, si c·t'edc c~li che n on po~sa essere in qualt'he modo fliututa dal sapct·e ogni fa!niglia che i ><uoi cm•i, 'n Mnguo del ::!UO sangue, le o':;sa del le sue ossa, sono ben~ù esposti a tu lti i danni del fert'O, d<' l fuoco o dell'fncf~mcr't za delle stag-ioni, ma clte almeno tostochè cadono o feriti od inf~rmi, Oit::-i tt'O\:ano nelle <'lll'e affettuose cd illuminato di persone dotte e di cuore, tntti fJUCi sollievi che la :::cicnza ed il grado dell'attuale incivi limento possono appre::;tare? È inutile, mi pa~o, l'in!'ist,ere più a lungo su qno:>t<' co::ì ovvie cose. Basti, mi sembra, il riflettere che il r eclutainentò. e l'if)ieno rloll'e~ercito , ~d il soccor;;o dci malati o dci feriti , co:;titoiscono l
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altrettanti rami del serviZIO sanitario per diroostt'aJ'e di quanta importanza sia, che questo venga m•dinnto nel miglior modo possibile, e come la base principn.le di ogni suo ordinamento coJ\sista nell'affidarlo a persone valide quanto al fisico, di p1·ovàto cm·ag- • gio, abnegazione, umrmità, ed onestà quanto al morale , e di esperimentata dott1·ina quanto alle doti intellettuali. L'attuale ministro della g uerra., ~hc con un coraggio ed una devozione al bene del paese, superiore acl ogni elogio, ha dato mano alla trasformazione dei nostri ordini militari , colle altre riforme ha messo mano anche al riordinamento del servizio sanitario. Dai disegni di legge già presentati veramente non si scorgono ancora tuW g·li intendimenti suoi su questa materia; ma, se quanto si può da molti indi1.i arguir•e non ei tl'ae in grave abbaglio, è lecito conchiudcre, che le riforme divisate, quantunque non ancora del tutto concretate, abbiano ad essere numerose e radicali. D'alt ronde si sa che una Commissione composta di pet'Sone corupetentissime lavora a preparare delle proposte per un intero riordinamento, da sottoporsi all'esame del ministro. Ora, dunque, o non mai, è giunt o il tempo di allargare questa disc1,1ssionc, e può giovare che vi p'renda parte ognuno, che di questa materia possa avere qualche pratica. Mi si perdoni adunque se anche io, nel debole limite delle mio forze, non mi perito ad offrire quel piccolo e qualsiasi tributo d' idee, che una esperien7.a di più lustri di servizio in pace, e di parecchie campagne di guerra, m~ paro possa autoriziarmi ad esporre. ' Se si pt•endono in esame gli attuali ordinamenti sanitari dei principali eserciti <lei popoli civili, l'attenzione si ferma di primo tratto su quello messo in pr'atir.a dall'America del Nord durante la gucrt'a di secessionc ùopo che l'esperienza le ebbe dimostrata l'insufficienza, pei bisogni di quella guer.ra gigantesca, degli antichi suoi orçlinamenti, che, ver dirlo in passando, erano modellati sugli ordinamenti dei principaii eseJ'Citi europei. L'attuale sistema americano riposa tutto sul l)rincipio seguente : Um"tà dz" dir·ezìone e ?"esponsaùiWà, confidata cul un c01-po speciale che fa del servù:io san#an·o l'oggetto costante de' suoi studi, ed è l'unico competente nelle questioni mediche. Questo pl'incipio formò la base della riforma sanitaria ellèttllata mentre ferveva la guerra stessa, e l'cspel'ienza fatta ha ingenerato sì neg-li americani, <~ome . hegli osservatori stranieri, che fu-
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rono testimoni dei meravtgliosi suoi risultati , la convinzione g-eneralé del val&e pratico del sistema abbracciato. · Eccone le disposizioni fondamenta! : l o Il corpo sanitario militare, eh~ fa p<trte integrante dell'eser~ito; form<~ un tutto completo, il cui capo (8w·geon-genm..:a), subordinato al solo ministro della guerra, è perfettamente indipendente da og·ni altra au torità; e dirige, all'infuori tl' ogni altra a:.utorità, il servizio sanitario. · Ogni militare ]nfermo o ferito, ed inet to, come tale, per molto ? poco tempo, a prestar l'opera sua come soldato , viene, finché dura in questo stato, ver:~ato dai corpi in cui serve , o per dir meglio, confidato al corpo Sttnitario. Dal momento che guesto soldato arriva all'ospedale, o giace malconcio sul campo dÀ battag-lia, la bisogna non solo dl raccoglierlo, traspor tarlo, nudrir1o, ma anche di mantene?'lo nella disciplz"na 1nilitet?·e, è di spettanza del medico militare, il quale possiede a questo fine t utti i diritti e tutte le· autorità d'm{ ufficiale combattente, od · effettivo, come rla noi si dice. 3.9 L' installamento degli ospedali permanenti e di campagna, dei mezzi di trasporto per ferrovia o pel~ acqua, in poche l)arole tutta l'amministrazione del servi1.io sanitario è rimessa nelle 1nani dei medièo in capo, solo ed unico agente responsabile; Questi è capo. in t utte le cose at#nenti al szw serm"z:z"o, vale a dire capo , nwdico, capo amministra.tore e capo militare; e tutti gli impiegati dei di:versi spedali, delle ambulanze, dei trasporti deg·Ji ammalati , tutti ·i J unzionari infine che concorrono al servizio medico militare dipendono da lui e g li devono obbedienza. •4° · medico militare) quale \lfticiale dell'esercito, ha gli stessi diritti e prerogative di qualsiasi altro ?t{'/lciale dello stesso grado : porta lo stesso uniforme, gli stessi distinti vi del suo grado, rice.ve gli ~tessi onori., gode gli stessi vantagqi. 5° Q-li ufficiali sanitari d'ogni grado, nei reggimenti come n~gli spedali, compiono i loro doveri sotto la sor':''eglianza e l'autorità <;!el medico in capo, dimodochè i medici , non essendo incor,p.o:t:ati nei corpi, no.n ricevono ordini che dal loro capo medico. Tutti sanno come l'esercito del Nord si riduca in te:i:opo di· pace ' a proporzioni.minime, e si trovi in una inconcepibile sproporzione colla {>misurata grand ez~a dell'etfetti:vo di guerra. Lo stesso si può
zo
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Giomale di i'l{edic. milit. 1872.
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dire ·dell'effettivo del cot'po medico , il quale dalle proporzioni straordinarie assunte durante l'ultima guerra trovasi ora ridotto a 195 ·lpembri sovra questo scarso numero conta: l chirurgo generale (maggior generale); l chirutgo generale aggiunto e l medico ispettore (brigadieri generali); 16 medici ispettori (colonnelli e luogotenenti colonnelli); 170 c.iirurghi maggiori ed aggiunti (maggiori, capitani e luogotenenti); 6 cons<lrvatori del materiale ,medico. n reclutamento dei medie\ dell'eser~ito si fa tra gli studenti di medicina che seguono le cliniche degli speclali militari. In campagna, il servizio medico è o·rdinàto suJ piede d'un ospedale indipendente e çli un treno d'amlmlanza per ogni divi!Sione di tre brigate. . Negli eserciti europei, il servizio sanitario generalmente non gode di tutta questa libel'tà. d'azione. Dipenderchbe mai e!!li- da ciò che i servigi che se ne ritraggono sono di g·ran lung·a minori? Quel che per me è certo si è çhe nell'esercito inglese e -nel prussiano durante l'ultiilHl. guerra, vale a dire negli eserciti europei, che su questo rispetto si avvicinarono di più al sistema americano? il ·servizio degli infermi c dei feriti, in pace e in guert'a, si dimostrò assai superiore a quello dell'esercito francese, dal quale è più o meno felicemente copiato il nostro ordinamento, ed il quale consacra il principio che il servizio sanitario non è e non deve essere che un ramo aff:'ltto secondario dei servigi così detti amministeatlvi, e quindi congiobato nell'amministrazione e sotto l'immediata dipendenza di questa, val'e a dire subot·clinato ad una gerarchia composta tutta di persone, per quanto solerti e perspicaci esse siano, affatto incompetenti a giudicare delle necessità del servizio sanitario, e della capacità e dottrina dol personale che da essa dovrebbe essere maneggiato e governato. Gli eventi delle ultime guerre luinno messo in evidenza i difetti in• separabili da questo sistema; la Feancia stessa sto> per abbandonarlo, · e, se ogni ind~zio non falla, anche da noi è finalmente penetrata la convinzione sia necessario d'apportarvi parecchie cd importanti innovazioni. Or bene, quali dovrebbero, a parer mi.ò, essere cocleste innova:tioni ~ Ciò fermerà soggetto di un'altl'a roia lettera, quando tn
ma
179 non trovi aveee io già t.1•oppo abmmto della gentile o::;pit.alità accordatami nel tuo riputatissimo g iornale.
IL Per ottenere dal corpo sanitario dell'cse1'cito tut to il bene che si può da esso umanamente pretendere, sarebbe, secondo rne, ne-
cef?Sario: 1° ' Acco1'clare al co1·po sanitario dell'esercito la direzione di sè stesso. Bisogna che esso solo decida delle cose qi pr·opria competenza. A questo :fine si provveùercbbe col trasformare l'attuale Consiglio superio1'C di sanità militare in una Di1·e~ione .c;enerale al ministe1·o della .IJUe?Tet. Capo di essa dovl'cbbe ess01'e il capo del Consiglio di sanità, il quale tlovreblin L'L'ovar.si in immediata comunicazione col ministro della g uerra, da cui dovtebbe direttamente dipendere. Questa Di1·e::ione gene,.ale srmit.at·ùt (?hiamisi poi con quel nome che meglio piaccl'a) dovrebbe essere clivi$a iri vm•ie Direzioni o Sezioni speejali: - Personale tecnico - Gittbilazioni - Ospcdah - Mçttet•ùtle - Contabilità - Statistica, ecc. ccc., le quali don•cbbero a,·ere a capo delle persone tecniche - seconrlo le varie spccialita - medici per le bisogne mediche cd an1rnini>liratori e contabili per le co:;c st.t•ettnmente amministrati ve, ma t utte dipendenti dal rnetlt'co posto alla testa della gfYr'etrchict sanitm·ia. Questi doYl'ebbe, secondo i casi, convocare le persone tecniche da lui dipendenti a decidere collegialmente di <).Pelle matel'ie, in cui, a tcnot'c dei vi. genti regolamenti , ò d'uopo di decisioni collegiali, gz'ubilaziom·, pensioni, ccc., - nel rimauente dov••ebbe avere la responsal)ilità di ogn( misura abbrncci{l.ta o proposta al ministro, gi2.cchè a lui spetterebbe distrilmi re gli. incarich i, proporre lo promozi.oni e giudicare di tutto ciò che può a ver·e qualche rapporto co.lla sa ni ~à dell'esercito. Natul'almentc il ministro potrebbe appro,'at·e o respingere que.ste propo:::t~, senza di che svanirebbe ogni responsabilità. ministeriale. ,',(,o Quello che accuclrebbo- alla sedo del governo por rh;pctto al ministro ed al capo del dipartimt1nto sanitario militare, dovrebbe ripetersi nei comandi (]elle Yal'ic cirooscrizioni militari. Vale a d~e, alla sede d'ogni comando (regionale o di divisione jn tempo dr pace, o di cor po d'N~Hcito in tempo di guerra) dov!'chbe esi-
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stere nn medico capo del servn:ao sanitario della ciecoscrh:ione, al quale spetterebbe soe,·egliare e dirigeJ'e l'andamento di tutta la bisogl\a sani Lm·in, •'icevero i rapporti dei med ici degli ospedali e dei corpi, distribuire il personale a uorma dci bisogni, p•·opone o prescrivere, secondo i casi, le misure igieniche reclamate rlaUe cii'costanze. concertandosi col comandante militare della r ispettiva circosc1·izione, -dal g.ualc egli donobbe clipencler·c, rimanendo altl'esi sotto la. sorveglianza e la dipendenza della Direzione medico. centrale. A questo medico la responsabilità della conservazione del materiale dcÌla propria ciJ.•coscl'izionc, iÌ còmpito dl m antener-lo in qualità o qntmLit à conveniente, dimodochè ad ogni ordine cl\ dislocazione generale o par;~,iale di truppe egli possa farlo i,rovùrc pron Lo ed in p e('fotto assetto di gncrra, per essere immediatamente impiegato. Egli dovrebbe per;ciò avere a sua disposizione un sufficiente personale tecnico e contabile. Egli dovrebbe aYel' 1' autorità di assegnare i medici ai var•i coJ'Jli e farli ultema('c nel servizio d'ospedale c di quartie1'c, affinchè non pcl'dano, rimanendo troppo a lung·o presso i cor pi,-le qualità tecniche o professionali che formano il loro .Primo requisito. A mio avviso queste sarohber.o, a grandi tJ'Rtt ì, lo principali disposizioni di un buono orclinamento sanitario miliial'e. 1\ou Ini sotrermerò a i più minuti particolari. Certo che por isdc bìtar,;i con lode di sì· importanti funzioni dovrobbesi avere un personale molto scelto: c ptlò naiìcere il dubbio che non sia cos't facil e reclutarlo. Come affidare, dira.."Si, ad uno ~>Cienzi aio pu1·o l'incarieo di amministmre, e di t.n~ntenere il rigore della di:;ciplina militare? O fat'a bene l'un'a o l'altra cosa. Tutte le cose le farà diillcilruente bene. Meglio avel'e un dualif> rno, od nn t •·ialismo. - ~:In, si puù t'isponderc, a questo dualismo a tt•iali ~mo voi aLi.unhncnJ·e d:\te per testa (giacchè un'unità di dit•ezione ci deve pure essere alla fine) voi date per ca}lO la persona meno importante in questa-bisogna. Mettete invece alla te~;ta, come è logico, la peTso1w più c.ompelrnte Del r~~~to, anchç in Italia l'espericuza i fu già fatta. N egli eserci ti irt•egolari di Garibaldi Ja direzione del servizio sanito.J'io fn esercitata senza pastoie, e con a,;soluLa indipenden;t,a del personale medico. Domandate ai generali J i quegli eserciti se ossi non se ne ~ono t mvat.i contenti. Domandate loro se con molte miool'i noie, e, a conti ben fatti, con molLo maggioreìcconomia, essi non
l,rovarono, che il servizio veniva ottimamente disimpcg·nato.
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Ora due parole intorno al modo di t-eclutarc il per:;onale mcdico-militare, in moclo che per c·npacità c per numoro sia tul o da soddisfare ai hh;ogni del tempo di pace e di guerra. In tutti gli osel'cit.i si prova una gravo diffi<:oi!O. a fllnntenere completo il pot-sohale dei f!Tadini inferior·! rlclla J.;'l't'archia sanitaria. Un nltro scoglio s i è quc:;to, che, cogli ol'dini attuali csst'ndo <ts:;ai le nto l'annzamento. c dovendo color·o che si adattano ad intraprendere qu c.~ta carriera, rimanere per lungh i <' lunghi anni n<'i posti infct·iori, nei qnali la maggiot' p~wtc del l<'mpo è Slll'ecata in lutt'altro, fuorch é nel w igliorare la loro ndnc!lzionA scicntinca e professionale; ne :n·vienc cho essi n. }JOCO n poco ~ i di:;'avvez:t.itno dallo studio, e con tr·oppn. facilit iL anche gli ingegni più cli;;l in ti, ed i gio>ani, che sul (1rincipio della loro <'fn'eiera davano le più belle speranze, polrl'i.::cono c si perdono mi-:eramenLe, :.enza mai u~rire dalla più sco!·a~gi:mte mediocl•ilà. Chi trovasse il mozzo di :mtivonirc fjuc:sto doprio incon,·cniontc, scioglierebbe, secondo me, il punto piL) :mluo del problema pl'opostoc:i eli costituire cioè un corpo sanitm·io abbastai1r.a nwnemso ed ùtf'lttto. Ambiduc gli intouli ~>i potl'anno rag-g iungct·c quando, come si
spera avvenga pr~to secondo le promes:;c del mini;:tL'O, anche appo noi il ser,·iz.io militare di vcntcm p<'r tulti obbligatorio. Ed ecco ~me. Da c.a lcoli appt•ossimativi, ri.;;ulta che aftualmcntc in Its lia si feeginno ogu i anno da 450 n 500 giovani rlnlla laura mcdico- cbil'Urgica. Poniamo ch o nna mctt\ di quc:-Jti sia Jis icmt:cntc idonea al t.uilit:'ll'e ser,'izio, e che la metà d<'gli idonei acl un dipr<$:'!0 non abbia titoli di esenr.ione pce moti vi di famiglia, vale a di1·e che da 100 a 130 c-iontni studE>nfi 1li medicina siano o~:t i anno colpiti dall'obbligo ddla milizia; si la:;ci ch,l compian u i lot•o studi i, a condizione che ~~n,;t>guita la laur1•a (n:.>n piu tardi del :.?3° anno),
servano in tem po di pace por q nel tnmpo che dm·:~ ln lot·o ff't'tYHì (airca tre anni) I'OI11é m<>diai aggiunti; linito quE:::llO triennio, ntdano in congedo illimitato, re:;tanrlo ohhligati al servizio, in caso dj glierra, fino n 33 anni compiu ti. Si avrebbe~'O in tnt merlo pel tempo di pace dai 300 ai 100, ed, in caso di guei'I'U, dai 1000 ai 1~00 medici aggiunri o òi b;utaglioue (questione di dctlaglio in:;igni ficantc) nel fiore dell'c-t :t e della vigoria, obl>lig:tl i d<'lltt leg·go a.c\ accorrete a<l ogni chiamata, a scrv:il'e quando, rloYc, e come piacc t·ù al ruinisf,ro della guo1'1'a
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di impiegarli, e capaci di adempiere a tutte le funzioni più fat icose e penose, elle il servjzio medìco militare possa in ·ogni circostanza richiedere. Si aggiunga a questi, pel tempo di guerra, il concorso dei medici civili, i quali naturalmente non si possono forJ.;<u'c ad assumere i servizi più penosi, ma 110ssono prestare un'opera eminentemente utile in seconda linea, e negli speciali pilt o meno lontani dal teatro della gucr·ra; si aggiunga a tutto ciò, pel tenipo sì eli guerra che di pace, il corpo sanitario !ltabile, e YOi awetc assicurato il servizio in ogni tempo. Questi giovani medici, che, finita la loro ferma di. tec anui , tornerebbero alle loro case, nel tempo della loro fc'l'mu, sarebbero incaricati della grossa bisogna dell'assistenza ai corpi in marcia, al bersaglio, alle fazioni campali. Sarebbe per loro una distrazione dai più Se't'eri studi della. loro professione, cui accudirebbero negli ospedali, ove, oltre fa l'C un 'utile pratica, dovrebbero intervenire JHJ?" un anno almeno (altel'nandosi a questo :fine gli uni cogli al~ri) ad alcuni corsi tenuti dai medici più elevati in grado, costit uendosi co;;;l senza alcun dispendio per lo Stato n.ltrcLtante piccole scuole eli applicazione che tuttcrcbbero dell'igiene militare, delle malattie simulate particolarmente dai militari c di quelle che esimono dal servizio, dei regolamenti sanitari, principalmente quelli concernenti le giubbilazioni e riforme, ecc. Alla fine di questi corsi essi dovrebbero csseec csùJIJinati e . classificati. E tra i più. meritevoli per istru7.ione, onestà e huona condotta si ·:lovrebbero poi scegliere quelli che volessero proseg~lire la carriera militare, come medici di battaglione permanenti, od anche, a seconda del bisogno e dci meriti loro, come medici, di, reggimento. 1\la perché la carriera d'ufficiale sanitario stabile sia accetta ai migliori e più capaci fra i giovani medici, è d'uopo che insieme a tutti i pesi (c quesl.i sono ben gravi in confronto di quelli della pratica civile) che lo sono proprii, essa offra, oltre a sufficient i positivi vantaggi, un sufficiente prestigio, giacché non de solo pane vivit homo. Clte se, per contro, questo pane sarà abbeverato di umilia?.ioni, non si potrà contare, per la formazione del corpo sanitario, che sul ciarpame delle Università. Per avere un buon corpo sanitario, è d'uopo cancellare da tutti i nostri regolamenti quelle odiose disposi?:ion i che fanno dell'ufficiale sanit ario un essere inferiore ·a tutti i veri ulticiali doll'eset•cito.
183 È d'uopo invece scrivere chiaro nelle leggi c nei regolamenti, che l'ufficia le sanitario, destinato, non a combattere colle truppe, ma a trovarsi all'uopo ft'tunmezzo alle truppe an~hc nei momento del' pericolo e del combattimento, come è soggetto alla disciplina ed allo leggi penali militat•i cd è per conseguen)\a un vero militare, eosì ha tutti i diritti inerenti agli ufficiali combattenti Ml. grado ed anzianità pari al suo, tt·anne quello di su?·ro-
ga?·li nel comando delle t1·uppe per t~ttti gli scopi o(fènsivi, e difensivi, e delle istrw:ioni clte vi hanno attùwnza ; e ciò nello stesso ~odo che nelle proprie speciali funzioni egli non deve obbedienza che ai suoi superiori tcenici. l\fa por quello che concerne la dz'sciplina, so gli si impone l'obbedienza agli uf[iciali a lui superiori di grado, è p ur d'uopo che quelli di gt•ado inferiore sieno a lui subordinati. E nello stesso modo che un maggiot'o qualsiasi dell'esercito manda agli arresti un ufflei~e sanitario col grado di capitano, se trova che manchi al decoro ed ai ·suoi doveri, voi dovete all' ulficiale sanitario la perfetta reciprocità. Se ciò non ~grada, ::li sciolga anche il 1:o.edico dall'obbligo oot't'ispondente. Voler mantenere su questo rispetto le ~.ttuali disposizioni in onta dello spirito dei tempi, equivalo all'escludere dal corpo sanitario militare il fiore delle intelligen)\e ed i più forti caratteri. Chi da esse non si sente offeso, manca alla propria dignità; e chi non istima se stesso, non merita d'ordinario la stima altrui. Certamente la necessiti! delle cose ha creato una essenziale differenza fra l'ufficiale combattente c quello ehe, anche dovendo aU'ront.are all'occorrenza i pericoli de! combattimenti, pur non è mai destinato a pigliat· una parte attiva. nelle varie azioni eli g uerra. Nessuno elle abbia due dita di scnno,può '·fì r1mt.arsi ad ammettere questa essenziale (lifferenza. Ma la disparità. di trattamento che ue consegue deve Testdn.r;ersi ad emtare ogni impr!Yò"Vida conft~sìone d'atll·ibw:ionì, nè mai essere portata al punto di servir di pretesto ad affermare l'inferorità eli una nobile e necessaria J!rofessione acl un'altra qualsiasi, fosse pur anche la nobile c gloriosa professione delle armi. Ti saluto
Tuo a{fezionatissinw
v. GIUDICI, DEPUTATO .
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Pus e Corpuscoli di pus. Onde ottenere i corpuscoli di pus !iber i di sie1'o, ~liescher trattò il pus e i t.e:;su li (]a esso improg11aLi con soluzioni salino di appropriata densità. t n questi liquidi i corpuscoli di pus precipitano al fondo; e possono essere ottenuti discretamente puri cOn ripet ute lavature. L'attenzione fu prima diretta agli albuminoidi del protopla,sma. I col'puscoli di pus sono principalroéntc composti di albuminoidi, e i;ratlati con una soluzione di sale comune sono convertit i i n una massa viscida gelaLinosa, cambiarn.onto dipendente, come ha mostrato Rovicla, dalla forma·zione di un anello di sostanza salina all' intorno di ciascun corpuscolo ; nJa clò non è dovuto a miosina, dappoichè ~[iesche t' non potè ottenere reazione per qu~--to COt'ptf. Cinque albuminoidi furono otlcnnti, rassomiglianti (al meno in numero) ai cinque differenti albuminoidi trovati da Ki.ibue nel muscolo, c souo i seguenti: alburniuato alcalino, i ndeterminato sia o non siu. te nuto in soluzione da fosfato alcalino, un allnnninoide coagulabile ~L 1180 o 1200 Fahr, che non ora albume semplicemente cl iscioltl) in fosfato alcalino, un albuminoide coagulabile alla · tcmpemturn alla quale coagula l'ordinario aìbume del siero, la soslan:ta h,valina di R o-..ida, e un quinto album inoide, di cui la rcMione non impoPta qui desm·ivere. '?.Hescher fu incapace eli scoprire paealiJumina, seblJene egli non ne . neghi la pre:;:emm. L' estrittto alcaloi~ l o dci globuli f11 :;oltnHI·,n investigato per In locitina e la ce1'cb.riria, le quali fm•ono tro vate csisteuii, la prima in n.hbondamm. :'lon p:luf i ne o conrh·ina fu rinvenuta nell' e:;lratw acquoso nè nel' ~iero del pus. Si ;;n che una mistura di leci1 in a e cerebJ'Ìll:1. forma la sostanza, cui Liebreich assegnò il nome di « protagono », materiale altamente fo:sforiz7.ato, dappoichè la Jocitin;t lascia alla iur.i nol'Oz.ione una ccnc1·e molto ricca iu acido fo~forico . ì\l[a Miescher ba climostl'ato ancora la pr esenza di attm so:;tanza fosforir.zata noi nuclei dci co l'pu;;coli pnrnlenti, cui egli ha daro il nornc di nucleina; ed ei ;;ospetta che questo corpo, a cagione dol suo fosforo, spiega una. par•to importante nella formazione delle cellule c nella genesi degli albuminoidi delle cellule e lor~ derivati. La nucleina J'a:::somiglia da vicino alla mncina, ma e più ricca in ì'o:;foro, e paro eh<' e;:;ista. preformata nei corpuscoli.
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R elat ivamente alle questioni delia ongme dei corpusco,li del pus, la loro identità con i globuli hianch i del sangue e con i corpuscoli della linfa, e la ultima loro sol'Lc, i risultati di H oppeSeyler sono della più alta importanza. Dappoichè i corpuscoli bianchi viventi del sangue non po~souo cs:>ere ottenuti dal sauguc in strfficiente quantità pPr analisi chimica, e' la milza, sebbene gli fornisca in abbondanza, contien e ccrcbrina e glicogene (ch e ò necessario escludcee) fu adottat.o un nuovo espod ient<~. Delle lenti cristalline feesche tolte dal hovo fw·ono introdotte nella cavità addominale di alcun'i cani, e, come attendevasi, le lenti divennero infìltrate di corpuscoli di linfa. La p1'esenza eli glicogene fu dimostrata evidenti':l:::imamento nelle lenti al periodo corrispondente al più g1•ande numceo di cellule linfatiche attive; quindi la conclu!iioue che il glicogene viene da queste. Frattanto se le lenti furono lasciate fin cilè i cot>puscoli divenissero rigid i, fu trovato zucchero, ma non glicogone. Dappoichè nel pu!\ cla ascessi infiammatori •e da ferite non fu scoper to glicogcJlC, la presenza di questo è un u1ez:.::o pOl' disting uel'e le cellule lin fat.iche dai coi'J..JUscoJi di pus, sr;hbene qlle;;ti ~tbbiano la origine loro nelle prime. Riguaeclo alla clegcncJ'ai::iono adiposa del pus, è slabilito che le cellule Jinfatiche per la lot·o tJ'asfo rmazione in corpuscoli dl pus incoutrattili perdono le lot'O proprioià glicogcnichc, c con - ecces1;0 di o:>sigcne possono proòurt·e grasso; Ii'aitant{) che pel' macerazione in acqua molti cnmhiamcnl i hauno luogo, i quali car~biamcnti :;ono favoriti da accesso di ossigena. Olt~c a civ, le cellule di lievito e i corpuscoli di pus sembrano c!:lser e sotto molLi rispe~ti molto da vicino congiunte, e le prime scrnl>rano contenere una ~;o:;t..nm.a identica al h~ nuclcina del pus·.
(1lfedical l'imes and Oa:.·ette, 28 settembre 187t).
Il sangue nella chiluria. Il Prof. Hoppe-..S eyler è stato poco fa ben fo~tunato eli ottenere ed analizzare nel tempo iste:;:;o dci saggi di sangue c di orina di una donna, sotto la cm·o. del defunto Prof. Niemeyet', affetta da chiluria, e così. di contl'ilJuiro alla scarsa no:;tr·a conoscenza della })atologia di questa oscura malatéia.
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La orina aveva un aspetto. bianco-latteo, e conteneva 7, 2 parti per 1000 di grasso. Il sangue dette 41, 3 per 150 di siero, di un colore giallognolo, semplicemente to''rbido, e in niun modo lntte¢e. In ve1~0 fuvvi perfetta coagnlaziouc del sangue, cd il siero non era della stessa natura adiposa come l'orina. I risultati analitici mostrauo una proporzione più piccola di albuminoidi dell'ordinal'io. Ciò Hoppe- Soyler suppone potet·si attribuire a perdita pet• l'orina, a diluzione con la linfa in conseguenza del modo in cui H sangue fu t ratto (col mezzo di nna ventosa) o all'una e all'alti-a causa insieme. Il siero conteneva un' alta proporzione di grasso, mcntL'e i corl)UScoli del sangue non pareva che contenessero grasso in proporzione maggioi'C dci coepuscoli noJ•mali ; nè i corpuscoli rossi e b materia colorante del sangue (emoglobina) avevano subito diminuzione. Dappoichò l'intiero sangue conteneva l, 7 pet· 1000 di grasso, il siero 3;)0, H per 1000, c l'orina 7, 2 per 100, HoppeSeylc1' crede che sia evidente che H tJ•asudamento non è la sola sorgente del g1•asso nell'orina, ma che una ecd:a quantità del fluido trasudato, privo o piil povero di grasso, ripassa nella linfa o nei vasi sanguigni. Noi possiamo aggiungere una terza, ma meno probabile opinione, che eioò il gt·as:;o si forma t•ealmente nei reni. (.lvlecUcal Times and Gazette, 30 settemb1·e 1871)
Effetti della elevazione sulla temperatura animale. Qualche tempo fa il sig. Lortet di J.,ione aveYa fatto alcune osservazioni importanti su gli effetti pl'Odotti sull'economia dalla AScensione delle montagne. F1'<t questi era notabile l'inìluonza che l'ascensione av<wa Mlla di lui pel'i:!OIIit sulla t emperatura t111i111alc. Essendo a Chamouny la temperatura era 36 1j~ G, ma dopo un giorno di aseensio11c, avendo egli guadagnato i Grand:s-Mulcts, a mezza ::;b·ada del Monte Bianco, ebbe luogo w1 considerabile abbassamento, mentre quando nel prossimo giorno raggiunse la sommità, dopo un grande esercizio muscolare, il termomett•o collocato soLto la lingua non segnò che 320. In una secontla ascensione ei la teovò a 31O % c· Il dott. l•'orel di Losanna sorpreso
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alquanto di tali ri:>ultati determinò di pt'OYUre la di lui accuratezza, ed oggi troviamo una I'clazionc dei r isultati degli esperimenti fatti . Lasciando l'Albergo del Glacic'· du R hone, al piede del Mayeuserand, la sua t~mpcratnra era :36, 70. Tenendo il termometro in l1occ:t, c leggendolo con l'aiuto eli un piccolo specchio, egli trovò che la t emperatura dapprima stn;:ionaria aumentò lentamente o alla sommità della montagna giunse a 3'i, ()0 • Dopo trenta minuti di ripo~o· essa di::;cese a 3GO, c al ritorno dal Grirusel essa •i. elevò di nuo,·o. Imbarazznto alquanto da questi risultati il dott. Fot'el in~J'apl'ese una sel'ie di a>~ccnsioni eseguendo ' il compito piuttosto <liflicile di tenere sen;p1·c chiusa la bocca sul termomcko, dappoichè egli credeva che il sig. Lortet, llerrocttendo a.ll'aL'ia fredda di guadagnare l'acce:;so nella bocca, aveva. dato lnogo alla diroinuzione della tempcmtu1·a che aveva ricordato. In tal modo egli fece più di c1uindici ascensioni della Ghiacciaia del Rodano c tt'ovò :;cmpre inahamcnto di temperatura duraut.e le ascensioni, come dm·ant.e eziandio le discese. Ogni volta che si notò un qualche abbassamento, la bocca non era stata completamente chi~1 su.. f.\wel non ha, è r cro, asceso il I1ionte Bianco, ma, dapJJOiché alcuna clcilc sue ascensioni ·giunse a 38~0 metri, ciò basta ampiament~ a dimostrare il fatto già cono.:;ciuto che la nostra temperatura non varia con l'alte;>,;>,a cd a mostrare l~. causa della t'.:•llacia delle o~sc rvazioni dol sig. Lorte~, che sembravano contràdire qocsta proposi7.ione.
('"vledical 'l'imes and Guzette, 7 ottob·r e 1871).
La tenotomia del muscolo tensore del timpano. L'idea di f]u esta otoiatrica opcl'azione b·ovasi già espressa da G. Hy1'·tl nel suo t r·attato d'anatomia topografica, e l.'autove la crede di qualche giov<tment o contl'o lo slJasmo del i,onsore del timpano: Il dottor Feclet•ico \ì'eber in nn a sua memo1'ia sul medesimo sogge_tto anneUe a questa opcl'azione uno. maggiore i mpoetanza terapoutica. Egli fu inclinato nd operare nella spct•an:tù di pot ere per mezzo di questa opera'l..ione, diminuire l'aumentata pecssione intraul!icularo, e ciò spccia:mente in quei casi contrassegnati da notevoli o incomodissime pertut'baziòni : uditi appa-
188 r entoroente incurabili, in dipendenza ·proba~ilmento da esagerata tensione del muscolo tensore e conseguente stiramento della membrana del timpano. I molti esorcizii fatti in proposito noi cndavore fecero credere, essel'e l'operazione po~si bile sc·guenclo cer·t.ì precetti tecnici e adoperando strumenti speciali costrutti ad hoc. L'atto operativo e<>nsta di 4 momenti: l O incedere la mambr·ana del timpano. 2.0 Spinger·o sollecitamente lo strumento uncinatl> a ridosso del tendine del tensoro; 30 taglial'e il tend ine dopo essersi assicurati del me~csimo; 40 estrazione dello sirumento dalla par~e .
Non ostantc l'estrema delicatezza. delle parti che circondano il campo di que ta operazione, coll'esercizio si viene ad operare senza il menomo (Jcricolo di ledere parte alcuna dell'orecchio mcrlio, nè di stracciare la catena degli ossicini, nò lasciat•e altro guasto che una stretta ferita Jongitudinalc de lla membrana del timpano. L e prime {enotomic c::;egnitc dal W e ber si riferiscono naturalmente a casi già a lungo trattati con tutti quei mezzi di cui rlispoue l'ordinaria. tempeia. . ron pochi Bi quegli infermi erano affetti da durez7.a d'udito e anche da completa sorditlt, da rumori suhicttid i più molesti c ,]a accessi di Yf'.rtiginc per cui disperaudo gia dello risorse ùdl a comune medicina e cct'cando almeno un lcuimento alle loro pene, si assoggettavano di ùuon aniruo ad un'operazione sino allora intontata. Afltenendosi per ora di dare un deciso giudizio sul valore clell'opcrazionr, riserbamlosi a ciò, dopo un maggior cumulo di fatti o d'os:;ervazioni, l'autore ct•ecle di potc1' si n d'ora stabilire sui rhmltati ottenuti dalle suo poche òperar.ioni, alcu ni pr-incipii formulati come seguo: l o In un buon numero eli casi. mediante la tenotorn ia del muscolo tensore del timpano si vie .te a rimediare o in tutto o in parte ai fenomeni subiettivi (sussuuo d'orecchi , strepitì, tinnil.i, ecc.) che si mostrarono ribelli ad altri mezzi curativi (però in (lllattro elci casi operati la t enotomia non ebbe alcun esito). 20 Se l'all'ozione è accompagnata da accessi di vertigine (e tali casi sembrano i più f!WOl'ovoli) il fenomeno svanisce costantemente dietro l'operazione dell;t tenotomia, tale almeno fu l'esito nei casi ope_r:ati dal W eber.
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3° In quc;;i casi nei quali si è ottenuto un successo contro il fenom eno del sussun•o n.lle orccd1 io si ottiene conseguentemente il ritorno dell'udito normale che prima totalmente o parzialmente crasi attutito. Quest'effetto in Yel'o è nella maggioranza dei casi molto limitato ma relativamente di qualche importanza. 40 Alla Lenotomia dc\'Csi ricorrere come ad un ultimo 8pediente cçntro le affezion.i dell'orecchio riputate jncuraùili, contro. l'assoluta so1•dità e per con:;ervar e tutt.o ciò che rcsla della lesa facoltà uditiva. 5° L'opct·m~ione sembra promettere qualche vantaggio · da quei casi dubbii a qualificarsi, di cer te fot'me di cofosi anche quando non si possa attJ•ibuit·e la causa principale dell'aumentata pressione intrauriculare, alla rctrazione del tonsore o in essudati adesivi. 6° Quando la ferita d<>lla membrana è giunt a a g uarJgiOne, ciò che succede di solito dal 3 al 4 giorno senza processo suppuraiiv0, esplorando coll'imbuto pneumatico si riconosce che la membrana rosa clp.pprim a immobile per esagerata tensione riprese il stio aspetto piano ed aspirando coll'imbuto vedesi la membrana ondeggiare in dentro c in fuori. • 70 Similmente ad opcra?.ione riuscita, restano modificati anche i fenòmeni relativi alla doccia d'aria, giacché mentre dapprima non si s~ntivano che dci leggeri o lontarli fremiti, allora si fanno distinti i rimor•i caratteristici e si ode la mern.brana crepitar'e come una vescica che si gonfia. 80 Se l'operazione ebhe successo duraturo non bisogna trascurare una lunga cura consecutiva basaLa specialmcuie sulla diretta pressione aerea nella cavità del timpano. Ella è cosa probabile che al luog.o di riunionè delle due cs1;remità del tendine si f~ccia una retrar.ione cicatriziale. 9° La tenotomia ò rclaii va mente pòco dolorosa. Si compie sicuramente e facilmente senza cloroformio se si ha cura di fissare la testa del paziento coll'apposito strumento in ventato dall'atrtore c munito d'otoscopio. In tutti i casi trattati da \Veber, l' atto operati,-o andò sempre immune da tristi accidenti e da pericoli. (Be-diner Kliniscke W oche1·sel).
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ANNUNZIO NECROLOGICO
La sera del 14 feb\.JJ•aio fu l'ultima della carriera mol'iale dell'ottimo collega nostro Dottor Cavalier Santini ~ihrano, medico di regg imento addetto allo speciale divisionale.\ di Firenze. La s ua bt•eve vitn fu tutta sac1·a allo studio, al culto appassionntp delle mediche discipline, alla devozione all'arte nobi .lissio:~a a cui si em dedicato con quel nobile sla.ncjo, quel t Macc affetto, e quel nobilissimo spirito di sagrificio, che' sono le caratteristic.he d'un cuore ben fatto, d'un anirno fermo e coraggioso, di un ingegno veramente elevato. • Il Snntini l a~<'ia d<'i durevoli ricordi del suo talento e della sua opec·osita. Collaboratol'e attivo e sapiente del nostro g iom ale, <'gli è troppo noto perchè impor ti ricordame ai colleghi i meri ti scientifici e lette rari che lo adol'narono. P el suo ~crio, ·m a aperto e leale carattere, pella s ua dignitosa franchezza fu carissimo a qtfanti ~bber Ja ventura d i conoscerlo da vicino e l'opportunità a·apprezzarlo cd amarlo. E di quale ~ti ma godesse, come ne fos;;e sentita amara la perdi ta, fu solenne testimo nianza l'ansia di tu tti durante ·lo. breve, torment.os i ~sima malattia che lo spense; c ne fu solenne ript•ova. lo· accorrere accormì di tanti illustr i r appresentanti drlla. scienza nostra a porgergli l'estremo vale e le cstrcmè onoran,.;e.
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, L'illust.re professore Ghinoz:r,i vcni'l'a al suo l·etto pe1· soccoreerci nei, pur tro'ppo va.n.i, tentathi per iscongiurare il fatale malore. Il professore senatore Burci, cui giunse d'un tratto la no th:ia della malattia e del t riste suo fine, volle a titolo di spHciale onoram;t accompagnarne la ~pogìia mo r·tale all' ulb~m sua clirnoJ'H. L'illustre presidente del consiglio superiore di sanità militare commendatore Comisset.ti recavasi più volte al lei.to del torM mentato collega a confortarne gli estJ•erni giMni, e ne St3giù coll'intero éonsiglio il funebre corteo. La Società medico-fisica fiorentina, di cui il Sa ntini er·a membro, vi fu rappresentata clall'ufficiò eli prcsidem:a nelle persone dell'illustt•e proresso.c Giot·gio Pellizzari e del seg.t'e· ta:rio generale Raffaele Zanetti. L'·arcispeda\e di Santa 1v~m·ia ~ uova era, d'o r·dine del suo regio commissario generale professòre Michelacci, rappresentato dal sonaintendente . dottore cavnliére Nirl'ci: Il capo stesso eli stato-maggiore cavalieee Marchesi era delegato dall'illustre generale senatol'O Cadorna a rappresentat'e il Còmando generale della divisione rnilitm·e alla trìste cerimonia. Finalmente t utti i colleghi militari, moltissimi colleghi civili, nnmerosissimc le rapprescntau?.e del'le divet·se armi del presidio, seguivano il mesto eorteo ..... Prove solenni della stima grancli;;sima, del grandissimo affetto ehe il Santini s'era saputo acquistare in t utti gH ordini della cittadinanza e dell'esercito. Il dottor Baroffìo inc1irizzò al caz•o estinto il pubblico est1•emo atfettuoso vale a nome dei doler~ ti colleghi .
Addjo, Santini.... Nella dura separazione ti sia · confortevole il pensiero del nobile ·esempio e della eredita d'affetti che pi·eziosa a 1ioi lasciasti. Pi;·en;;e, li 15. f'eblwaio 1872.
B.
19.2
Con R. Dec1·eti del 28. gennaio 1872.
T URINA dottor Luigi, medico di battaglione di 2a classe, ospedale Alessandria. Concessogli l'aumento eli stipendio di lire 400. BASSO-AR.NOUX Giuseppe, medico di \)att.aglione, l 0 bersaglieri, Collocato a riposo dal 16 febbraio 1872. · BROGLIA Antonio, medico di reggimento, 55° fanteria. Collocato in riforma (legge 3 luglio 1871) dal 1° aprile 187.2. , Con R. Decreti clel to febbraio 1872.
LONGIU ca.v. Antonio, medico direttore in riforma. Nominato cavaliere nell'OJ•dine Ss. :Maul'i;\io e Lazzaro. ' TO!.\lMASJ~I dottor Giovanni, medico di battaglione 'li l" classe, 23° fanteria. Collocato iu aspettativa per motivi di ~'lmiglia. Con R . Decreto del 4 febbr·aio 1.872.
MOSSO dottor Angelo, meclieo di battaglione di 2a classe, spedale divisioM.rio di Messina. éollocato in aspettativa per motivi di famiglia. Con R. Decreto del 1,4 febbr·aio 1.872.
CAlVIERONJ cav. dott.. Antonio, medico di reggimento, distretto Como. Collocato in riforma (legge 8 luglio 187!) dal 1° maggio 187.2. Defunti.
GALLO Germano, faJ•macist.a capo eli 2a classe, ospedale di Messina. Morto in l\.fessina 28 gennaiC' 1872. SANTTNI cav. Silvano, medico di reg·gimcnto di 1a classe, ospedale di Firenze. Morto in Firenze 14 febbraio 1872. AR.MELLINl dottor Marco, medico di battaglione di 1" classe, ospedale di Alessandria. Morto in Alessandria 15 febbraio 1872.
Il Diretto1·e Med. Ispett. CERALE comm. Giacomo. Il R edattore Med. Dirett. cav. BAROFFIO.
Martini Fedele, gerente.
ANNO XX- Firenze, JO, 20, 50 mano t872- N. 7 a9.
JIEliORIE ORIGIN"LI
L A LEVA SU I NATI DEL 1849 ::\1-:L CffiCO)(DAR!O Dl PISTOIA
PRECEDV"TA D:\ I'OCIIl CR!'\1'\ f
SULr,,E CONDIZIONI FfSICHE, AGRlCQl,E
~D
rNDt:STRIALI OE!. ClltCOl'\OAR!O
pel
Do11or DTFEDE R.AFI<'AEJ ,E ;tJC(lico ili Bauag/i(»!e
SEZIONE I. Condizioni fisiche della Città e Circondario di Pistoia coltura - Principali Industrie e Manifatture.
§ 10 -
Stato de 11'Agri-
Posizione ecl estensione.
Alle· falde degli Appennini, nella fertile valle del piccolo OmbPone r isiede P istoia, capoluogo di ciJ'condario nella provincia fiorentina. Essa trovasi a og 6m 16s di longit. OYCSt sul meridiano eli Roma, eù a 43° 56' 5" di Jatit. Dista 30 chil. da F.i ren ze, e tre dagli Appennini che chiudono hi valle a nord; un chilometro e mezzo dall' Ombrone che le passa ad ovest. -I Cl'onisti non son d'accordo eirca la derivazione del nome Pistoia, in antico Pistoria; nè avvi alcun documento storico dal quaJe possa ricava.rsi se un tal nome traesse OI'igine dal latino Fistores-fomai, oppure dalle voci etrusche Pist-oros, porta e monte perchè edificata a valle dell'Appennino, ove forse piì.l agevole oiTrivasi il passaggio clalGw~·~wle di Medie. milit. 1872. "' 13
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l' EtrÌlri!!: nella Gallia Cisalpina. Nè è possibile discorrere con maggior fondamento sillla sua origine, essendo sommamente incerto se abbia esistito negli ultimi seco·li della civiltà Etrusca, oppure se sia stata fondata dai Galli Boi, o dai Liguri Apuapi che si erano estesi sino a questa parte dell' Appennino, scacciatin'.) dalle romane falangi· verso l'anno di Roma 560. È certo che verso quell'epoca doveva essere una città di qualche importanza, essendovi stato spedito l'anno dopo da Roma Lucio Bebio come quadrumviro, per come . rilevasi da un'antica iscrizione. Tra gli antici Sallustio ne fa menzione quando dice che Catilina fu vinto nell'agro pistoiese, e Plinio la novera tra le città della Toscana. Ne' primi secoli dopo il mille si resse a comune, finchè insanguinata dalle fazioni partigiane di Bianchi e d~ Neri, dei Cancellieri e dei Panciatici, stretta d'assedio dalle forze .collegate di Lucca e Firenze, ridotta allo stremo, cadde per fame nel 1305, nella qual epoca per .l'esilio di molti cittadini la popolazione dimi11uì sensibilmente: cosicchè al dir del Repetti nel 1551 era di 6168. Crebbe in seguito sebbene lentamente e nel 17<15 conteneva 9446 abitanti, nel 1833 11,000 e coll'ultimo censimetlto del ~86 1 , 12,274. La città al presente è di :figura roinboidale, circondata di !Jmra che girano poco meno di 4 chilometri e mezzo, contiene strade larghe e regolari, _belle piazze, c~se decenti e non JJOchi palazzi. La sua elevazione sul livello ~el mare e di l)letri 54 . . Il circondario, di cui la città e-capoluogo comprende la vane dell' Ombrone colle secondarie di Brana e di Bure, la qual valle chiusa a nord dagli A ppennini, ad ovest dalle colline di Serravalle, a sud da queUe di :Montalbano, è aper~a ad est in senso inverso a quella dell'Arno. Comprende pure il circondarig qnella parte dell'Appennino pistoiese, detto voi-· garmente la montagna. Confina a nord colle provinci~ di Mçdena e Bologna, ad ..ovest con .quella di Lucca ed al sudest col territorio di Firenze.
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L'estensione superficiale del territorio è di ettari 73,617 pari a chilomett'i quadrati 736 ed una frazione. È diviso in quattro mandamcnti e 14 comunità colla popolazione complessiva di 95,262. Un mandamento ha sede a S. Mareello nella montagna e gli altri tre hanno sede in P istoia, e si intitolano l 0 , 2° e 3°. ~
§ 20 -
Topografia e Geologia .
.
Come fu notato superiormente, il territorio pistoiese è formato "di una parte montuosa che appartiene al sistema appenninico e da valli in cui scorrono le acque che da quei monti hanno origine. La catena degli Appennini sta al nord del territorio, e forma un gruppo molto esteso composto di due •catene parallele, in cui s'incontrano alcuni de' J)ill elevati Appennini cl' Italia. Tali sono il Corno alle Scale la cui elevazione sul livello del mare raggiunge i metri l H39, il .Libro Ape1·to che arriva a metri 1930 e l'Uccelliera alto 1737. Essendo molto singolare la disposizione di cotali monti, è .importante il conoscerne l'andamento della criniera principale come quella che con giri tortuosi ed irregolari stabilisce la divisione delle acque. e quindi dei1A valli. Da ovest essa muove dal'. Libro Aperto, si volge immediatamente a nord-est all'Abetone ·fino al Corno alle Scale, quindi a sud per Oppio fino a Prunetta, da ove rimonta nuovamente a nord fino a Pracchia. Da questa parte scende con varie infiessioni a sud est fino a ·raona, viene al di qua di Lugomano, ed esce dal territorio ad est di Montep!ano. Da Prùnetta si diparte un lunghissimo sprone diretto al sud che limita a pdnente la val d' Ombrone e la divide dalla val di Nievole. Coteste inflessioni dell'Appennino determinano, come si è detto, la disposizione delle valli montane. Sul versante nord- ove's t vi sono quelle del Reno, della grande e· piccola Limentra; sul versante meridionale invece da ovest ad est si hanno : la valle della Lima la quale sotto S. :Marcello è aperta ad ovest nella parte in cui il fiume di questo nome entra nel lucchese, il
'
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bacino dell' Oml,rone che si determina dalla Prunetta alla Collina; ed in ul timo dalla Collina a Lugomano· le v alli secondarie della Bure o della Brana, h lbtitat' ie dell' Ornbrone. La costituzione geologica dei monti appar tiene al periodo alluvionale e consernt il carattere della struttut'a del sistema appenninieo. Dessi. sono formati in gran parte di sedimento cnlcareo steatiforme cornp}\tto, arenar·ia macigno, e schisto rnarnoso convel't,ito in piil luoghi in una SJ)ecic di galestro. Non vi s' inr,ontrano l'Oece massicce, nè di queHe dette primitive, nè delle plutoniane; e perciò mancano le r 9cce metamorfiche. Non vi sono neanche terreni terziarL ma soltanto depositi alltwionali e detritici. Tali depositi ·o consistono di cospicue masse di sabbia, terra e fr antumi di macigno, oppure di grossi pezzi ùi macigùo interamente nudi o rivestiti di terra . Nella va1le (\ella Limentra trovasi del cristallo di rocca entro le venature del macig no, ed iu altre adiacenti delle pietre quarzose o silicee. Jn val di Braua vi è dell'alber ese di quattro o cinque vl'lrietà, fra quali il variegato ed il ruiniforme, ed m1 calcal'eo nero capace di un bel pu lirnento. Presso il Castel di Brandiglio ed altrove si scava dell'alberese cenerino. Verso le sot'g·enti dell' Ombrone sono sparse varie marcassite forse indieanti dd rame. Le colline sono formate da argille e tufi di sedimento a strati orizzontali. Ivi predominano il l'alcareo marnoso, e talvolta il calcareo grigio retato !li \'enc spatiche. Il suolo della sottoposta pianura è forrnato di detriti delle montagne ; ed ivi s'incontrano or a l'a r·gilloso siliceo, ora l'argilloso calcar e più o meno commisLi all' humus. Nel popolo di Vinacciano a sud di Serl'avalle ed a Montale si scava del buon manganese. Nella valle della Verdiana sulla montagna vi ha poi un :fi~one di galena pura (sol[nro di piombo). Vedi Consicle~·azioni geologiche sull'Appennino pistoiese del professore P . Savi.
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§ 3° -
Idrog~·afia.
n ·nume principale del territorio pistoiese è il piccolo Ombrone (Umbro mz:nor) cosi detto per distinguerlo dall'Umbro rnaz·or che ~corre nella maremma Toscana. Due altri fiumi, la Lima ed il Reno, non appartengono a questo ciecondal'io ·che per le scaturigini ed il corso supe. riore; giacchè escono dopo piccolo tratto dal t(~rritorio, il primo dalla parte del lucchese, ed il secondo per inoltrarsi nella provincia di Bologna. li nume Ombrone, prende origine sull'ultima lin~a dell'Appennino ·dai Lagoni di S. 1\fommè. Scende verso Pistoia quasi direttamente, le resta circa ad un miglio di dist anza ad ovest, e poi volge verso ad est lasciando alla sua destra i colli di 'l'izzana e mette foce in At'no a valle di Ar~imi.no. In tutto il suo corso di 40 chilometri, riceve da destr·a e sinistra dei to1·renti gTandì e piccoli che ne ingtossano il corso. Tra t confluenti principali citeremo il Piestro, il Vincio di Brandeglio, la Torbecchia, il Vincio di Montagnana e la Stella, tutti della ripa destra, mentre il Brana che scende dai monti d' Ugro e rade le nntr'a della città, il Bure che ha le sue scaturigini sopra Baggio, e l" Agna che nasce sopra il Montale, si versano tutti nella ripa sinistra. La Lima trae origine da .Boscolungo. Sotto Cutigliano riceve il Sestaione, poi la Voluta, la V erdiana, il Lm1estre, indi la Liesina, ed entrando nel territorio lucchese si va a far tributaria del Serchio. li Reno nasce ad est di Pnmetta; si dirige ad est, rice'i'e la Maresca e l' Orsigna; indi volg·e a nord-est. da :Pontepeti alle Capanne, e quindi a nord verso la Porretta nel Bolognese, ove riceve la Linientt'a maggiore. Cotesti fiumi secondari essendo alimentati. "da filtrazioni di acqua e dalle nevi che in gran copia nell'inverno si formano sugli Appennini, non che da torrenti più o meno grossi ma. di corso relativamente breYe, scorrono impetuosi e torbidi in inverno, e scarseggiano di acqua nella stagione estiva con,
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grave discapito delt' industria che ne ba utilizzati i corsi d'acqua per dar moto a vari opifici specialmente nella montagna. P arrebbe a pl'imo aspetto che un territorio cosi favorito dalla natura, dotato di perenni cor•si d'acqua avrebbe dovuto trarre il maggior profitto possibile della medesima impiegandola per Yia di opere idrauliche a vantaggio dell'agricoltura collo stabilire un sislema regolare tl' irr·igazione. PW'e finora non si è pensato ad utilizzare questi corsi d'acqua all' irrigazione de' campi che in piccola parte e con mezzi imperfetti; forse porchè la naturale rer•aci tà. del tm·ritorio non induce l'agricoltore a tent-1.tivi e sp01·imenti da principio costosi. A Gello a nord- ovest di Pistoia Yerso il ponte Asinaio una chiusa a secco ron piccoli pali e rami, è il solo mezzo con cui si raccolgono e si deviano le acque dell'Ombrone. Da quivi staccasi la gora, la quale di,iclesi nel Goricino e nella Gora dz" Gora, le quali insieme alla gora di Scornio che prende origine dal B1·ana, arrivano in città, si uniscono in una sola ch'esce ad est, e che si va a versare nel Brana. Cotali gore muovono ferriere, cartiere, mulini, frantoi, ecc., ma nell'estate oltre ad essere insufficienti ai vari stabilimenti, mal suppliscono all'irrigazione di quella ristretta parte di territorio che attraversano. Dalla configurazione della valle dell' Ombrone apparisce chiaro che ne'tempi remoti questa ùoveva essere una vasta palude; ma non si può detet'minare verso qual epoca si sia aperto uno scolo alle acque in raccolte, nè se tale apertur·a verso la Golfolina si sia ayverata per l'improvviso staccarsi di qualche masso com' è probabile, o pure se vi abbia concorso la mano dell'uomo.
§ 4° -
ilfeteor·ologza.
P oche osservazioni si hanno sulle r.ondizioni meteorologiche di Pistoia, o queste riguardano un periodo limitato dal 184-1 al l 851, como nnèhe un'altro più hreve dallOaprile 1866, al 31 marzo 1801, epoea in cui Ot'a stata , stabi litn. colà una·
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stazione meteorologica, poco dopo soppressa. Da coteste tavole esistenti presso l'archivio dell' osservatorio meteorologico di questa città, e che ho potuto diligentemente esaminare gr-azie alla cortesia dell'illustrissimo professore Donati, non mi è .stato dato rilevare che nozioni incomplete, mancando le medesime di alcuni dati importanti, come sarebbero il massimo ed il minimo della temperatura nelle 24 ore, lo stato igrometrico delr atmosfera, ecc. Le notizie raccolte però · mi sembrano abbastanza sufficienti a dare se non altro un'idea delle condizioni del clima e della meteorologia di quella città.
Temperatura. - L'esame del termometro alle ore 8 del mattino, ha dato le segnenti medie mensili : Gononio
J<' ebbn•ìo
Marzo
Apr ilo
Magg io
(!iuguo
7,7
9, 2
12, 9
12, 6
15, 0
20, 7
Luglìo
Ag-osto
Sett embre
Ottob1·r.
No''elllbl'e
Dicembr e
20, l
14,4
9, 7
7, 5
22, 0
21,8
Le suddette medie mensili divise per i quattro trimestri delle difierellti stagioni offrono i seguenti risulta ti : Inve rno
Prlmavcra
E$ULtC
AUtn uuo
9, 9
10,1
21, 3
10, 2
Ma mancano, ripeto, le indicazio.ni sul massimo e IIllllllllO della temperatura nelle 24 ore, la quale avrebbero potu~o fornirci cognizioni più esatte relativamente alla rapidità ed ampiezza delle escursioni termometriche. Da coteste osservazioni ad ora fissa (8 antim.) ho potuto rilevare che il mese di ottobre è quello che offre variazioni dì temperatura più spiccate (1 3 gradi di differenza tra i. due estremi mensili) a cui fanno seguito i mesi di novembre, gennaio e.dicembre. Al contrario l'aprile, il maggio ed il sett.emb're presentano minori variazioni; e tra gli estremi mensili,
200
sètnpre osservati ~ll'ora suindicata, non corre una differenza m<;lggiore di oinqu,e gr<J,di. .
Pressione òaronwt'r ica. - Osservata alla medesima ora (8 àntim.) ha dato le seguenti medie mensili ridotti? alla temperatura di zero: · Geruw.io
l•'~bhra.io
Marzo
Aprile
Magg io
Giugno
749,44
760,74
754,78
755,49
753, 7'ì
.:755,26
Luglio
Agosto
S<~ttent h re
Ottobre
No-.;rembte
Dicembre
749,63
750,53
754,91
757,20
755,58
758,66
Tali prodotti distribuiti per i ,quattro trimestri delle varie stagioni, danno le medie seguenti : Inverno
P rimavera
754, 4fl.
754,84
Auttu1no
751,34
757,14
La pressione media è quindi minore nell'estate e maggior e nell'autunno. In tale stagione avvengono pure le più ampie escmrsioni della colonna barometrica. Osservando le cifre raccolte durante ìl 1866, si rileva che la massima pressione autunnale avvenne il 10 dicembre (766, 65 colla temperatur a di 4) nel mentre il 15 detto si ebbe la minima pressione di 744, 5 colla temperatura di 9, 9. NeJro'ttobre il massimo della pressione (766, · 00) si ~bbe il g·iorno 8· colla temperatura di 13, 2 e la minima (748, 30) il 26 colla teihperatura di 12. - Il giorno di massima pressione (768, 30) colla temperatura di 9, ehbe luogo il 14 febbraio 1867 e quello di minima pressione in tutto l'anno fu il 16 gennaio· 1867, 740, 25 temperatura 8). La quantità media della piog-gia in un anno sarebbe 810 mm. s.eco.ndo antiche osser.vazioni. Le .fonti da me consultate non mi forniscono altri dati importanti per la ~onoscenza del clima di Pistoia. Quindi
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201 debbo omettere ciò che potrebbe inferirsi dalla direzione e forza dei venti ·dominanti, e dallo stato igrometrico dell'atmosfera. Si può asserire intanto che il clim<t quantunque variabile, ·è molto· salubre, mancando nel territorio impaludamenti, o altre influenze nocive. L'atmosfera è meno umida che quella di Firenze, meno asciutta di quelle eli Siena ed .Arezzo. Non n può essere molta unifo1·mità tra la città e il rimanente del circondario e le diffel'enze devono esserè significanti se si riguarda all'altitudine de' monti della cateua appenninica. Il rnandamento di S. Marcello deve offrire le maggiori differenze con Pistoia come quello ch'è distribuito su quasi tutto l'Appennino che attraversa il circondario, quindi molto più esposto che non lo siano le Yalli infel'iori aU'influenr.a de' venti nordici.
§ 5° -
Condizioni del suolo e pr·oduzione agr 1:cola.
L'intero agro pistoiese puo dividet si in tt·e grandi zone distinte, del piano, del colle e del monte, e ciò riguardo alla differente elevazione sul livello del mare, ai suoi prodotti naturali, ed alle varie culLnrc che vi si praticauo. La proprietà fondiaria vi è molto frazionata tranne pochissime eccezioni, e tende vicppiù a dividersi. Come si è potuto. scorgere da quanto abbiam detto più sopra l'itJ'igazione nella pianura non è generalizzata, nè ta.mpoco secondo i sistemi più pr opri, ma la qualità del terreno è tale che viene riguardato tea i più feraci delle valli appenniniche, e ciò non solo pet' i principii fissi che contiene, ma anche pet· · la cqlti~a7.ione la quale generalmente è IJen praticata, sebbene con metodi e sistemi antichi. La concimazione vi si adopera abbondantemente, in ispccie con ingrassi fomiti da numeroso bestiame; ma la diversa permeabilità del sottosuolo, è cagione spesso di differenze notevolissime di feracità tra alcuni terreni in apparenza posti sotto le medesime condizioni di esposir.ione e di cultura .
202
La produzione consiste in cereali, vino, foraggi, poca canapa, pochissimo lino, e varie qualità di frutta. La coltivazione del gelso vi è estesa generalmente, come anche l' orticoltura che, nella città e ne' suburbi è fonte di non pochi guadagni. Nella regione del colle si hanno bei vigneti il cui vino è di qualità superiore a quello che si produce in pianurél: vi vegeta benissimo l'ulivo il cui prodotto .per qualit<ì. può sostenere il confronto di quello del vicino territorio lucchese; vi maturano frutta delicate. Oltre a poche patate, grano, ed altri cereali in ininima proporzione. La produzione in montagna è necessm·iamente molto limitata, sebbene-l'Appennino sia coltivabile fino alle più elevate pendici. Si riduce specialmente alle castagne, frutta, patate, grano di qualità inferiore, mentre i boschi forniscono legnami da costruzione, e leg·na da ardere. Le ampie valli di Manclromini e del Teso, e quelle della. Badia a Taona sugli alti gioghi dell'Appennino, abbondano specialmente di boschi cedui e di eccellenti pasture. In tutto l'Appennino, ricchissime vi sono la :flora e la fauna, che ollrono spesso materia di studio ai naturalisti (l ). Le braccia per la coltivazione non fanno difetto nel territorio; che anzi in talune stagioni dell'anno si trova una tendcm;a ad emigrare temporaneamen'te. Ciò principalmente accade ai popoli della montagna una parte de' quali emigra per circa sei mesi dell'anno nelle maremme toscane, o fìnanco in Sardegna onde esercitarvi l'agricoltura, l' industria del ferro, e della carhoni:~.zazion e della legna. A ciò gl'induce, lo stato fisico del suolo in quelle aspre vette e nelle vallee superiori che mal si presta ad una coltivazione riccamente produttiva, la quantità di neve che vi si accumtùa e mantiene durante la stagione im·ernale perciò rigidissima, la qual (l) Sulh~ fiora c la fauna dell'Appennino pistoiese, si potranno con$\llture i hwot'i del Wallisn\cri, del Micheli, del Targioni, del \Vitman, del Piccioli, ccc., come anche il lavoi·o del SavJ pubblicato nella Guida ili Pistoia del pl'of. G. Tigri.
203 n~;ve,
una volta effettuato il raccolto delle castagne, limita grandemente il lavoro ne' campi e la pastorizia, e· infine la speranza di .più. lauti guadagni. Alcuni però non tardano a pel).tirsi di cosi improvvid?- emigrazione, giacr,he ritornano alle case loro offesi da febbri intermittenti e da cronici tuIDO'l.'i di milza per cui buona parte def risparmi accu1nulati. tra stenti e fatiche in altro territorio, viene assorbita dall~ cure necessarie a riacquistare la perdut~ floridezza . di salute. I sistemi agricoli in. riso sono sempre gli antichi che la scienza si sforza di combittere da parecchi anni. I miglioramenti proposti non vengono adottati che con dìffidenia ed a rilento, tenendosi pago l'agricoltore delle produzioni che a dovizia · gli offre l'ubertoso ~uolo, poco c-urandosi di modificazioni e sistemi eire non è alla portata di' comprendere. Ed è con ragior~e che il prof. Desideri in un suo rapporto al Ministro d'agricoltura e commerèio (l), ~a:menta la continua avversione alla cultura dei foraggi, e l'av-;vicendamento ora biennale ora trierinale, che non è ce:r:tai.Jlente de' meno sterilizzanti.. « Tutte le culture, egli dice, (se -si eccettui quella delia vite in alcune località. di collina ove si è ottenuto un qualche- miglioramento), si mantengono trascurate ed ins'ipienti, e la loro viziosa promiscuità è uno Q:ei pii\ gravi èlìfetti ». Non' vi è da dubitare che tali inconvenienti non abbiano gradatamente a sparire, ed i lodevoli sforzi del Comizio Agrario pistoiese, il quale si preoccupa molto a diffondere l'istruzione agraria, non che gli utili consigli della stazione . agraria di · prova testè stabHita in Firenze, varrano indubbiamente a vinceré l'indolenza dei comuni e d·ei particolari. Lo smercio dei prodotti sovrabbondanti ha luogo principalmente in Pistoia ne' ·giorni di mercoledì e venerdì destinati a mercato. Aumenta gradatamente )'esportazione che (l) Vedi Bollettino del Comii:io a[Jl"m·io pistoies~, N° 3 e 4, novembre e <ficembre 1870. ·
204
sì fa a Firenze quale sboeco principale per i prodotti agricoli di ttitta la provincia.
§ 6° -
In.dust?·ùi e ma?ufattura.
Sebbene il circondario di Pistoia sia eminentemente agricole, pure varie industrie e manifatture vi sono coltivate con grande vantaggio. Ptimeggìa tra le altre l'industria del ferro ehe si esercita in Pistoia da tempo immemorabile, co' fornì fusori e co' distendini, eome anche per i più minuti lavori fabbrili. È noto che· le armi da fuoco tascabili furon dette pistole, dai fabbricanti pistoiesi. Tanto in città quanto nel territorio la rnanìfattui:·<t del ferro viene esercitata per me~zo delle acque correnti, eol ferraccio che vi perviene da Follonica e dalla Pescia di Maremma, .il quale si estrae dalle inesauribili miniere dell'Elba. Parecchie officine con forni fusori sono nella montagna nel ,territorio di S: Mar.cello, ed in esse si lavorano delle armi da fuoco per caccia, degli strum.enti n.ecessari •all'agricoltura ed agli usi domestici. In città vi è una magnifica fabbrica di chiodi e bullettami c1 nel territorio sono sparse altre fabbriche i cui lavori tanto in ferro fuso, quanto in ferro tirato al maglio, non temono confronti. Va distinta tra le altre la fabbrica di P acini ·e Compagni a Porta al Borgo, specialmente per là fabbricazione di macchine rurali, per cui all'Esposizione t;egionale del 1870 qttennc raccessit alla medaglia d'oro. L'arte della lana, che fioriva ne' tempi a:ntiGhi in Pistoia come in Firenze, ora è ridotta i;1 minime pr oporzioni, e non vi si fa commercio che del genere greggio proveniente dalla montagna. Quella della seta, quantunque abbia subito diverse vicende come la prima, è t.nttora in fiore in tutto ìl circondario. Alcuni anni addietro l'importazione annua oltl;'epassava i l 00 mila chilogrammi, che si spargevano nelle ca,mpagne yieine ed iil parte ' nella montagna, ne' punti ove abbondano i gelsi. In città e ne' suburbi vi sono d~verse
.
l
205
filande, con moltissime caldaie a fuoco, e taluna con molte caldaie a vapore. Oltre le diverse filande in cui sono occupati alcuni OIH3rai e n;wltissfrne donne, vi sol).o varii filatoi in cui la: seta. greggia subisce le modificazioni preparatorie onde ridurla in organtini, trame, ecc. Là tessitura però ha luogo in piccola proporzione ed in qualche pio istituto della città. . Una delle industrie principali è anche quella della fabbricazione della carta. Ne' comuni suburbani di Porta al .lB.orgo e· di Porta s, Marco si contano otto cartiere, e cinqtre di carta straecia. Altre ve ne sono nella montagna, sì a mano per carta di prima qualità, come a macchina, tra 1e quali primeggia quella in val di Lima. Molte altee manifatture sono portate ad una perfezione tale da temer poco la concorrenza. Tale è quella dei conciape.llì che ha· tre opifici in città, quella della fabbricazione di strumenti e macchine agricole, strettoi da olio e da paste, str,lmenti p.msicali d'ottone e4 organi. Le fabbriche di cappelli di feltco e di paglia, quelle eli vetri ordinari e di terraglìe comuni, di mattoni, di vetture ed altre tengono oc~upaté moltissime braccia. Dal bullettino dell'esposizione regj.onale del 18:70, a,pparisce· come siano con lustro ed utile ca1~i~.at~ in questo circondario le snmmentovate produzioni 1ndùstria)i e manifatturiere.
SEZIONE TI. Gl' insc.ritti di leya nel Circondario di Pistoia sui nati del 1849.
§ l 0 - Appunti statistù;i. 11 numero degl' ins(~ritti nel circondario era 1054 di cui 54 a:pnartenenti a1la l8va precedente, e rimessi alla. presente per passa statura, o gracilità. Il seguente prospetto offre la aistribuzione degl' inscritti e de' visitati per m·anclamento:
206 :tv.ea.:n.d.ame:n.t i
lnseritti
Yiaitati
177
119
197
;20
299 304
:G02
30
274
"172
1054
G90
San Marcello . Pistoia 10
T01'AT.E
I visitati divisi per ma:ndamento mi hanno presentato alcune differenze rispetto alla proporzione degli abili e de' riformati, per cui mi sono indotto .a tenerne conto ripartitamente : Mandamento di S. Marcello.
70 7 2
Idonei Rivedibili alla ventura leva. lri osservazione allo Spedale. Riformati .
40
'fOTALE
119
-
58, 82% 5, 88 » l, 68 » 33, 62 »
Cotesto mandamento è quasi totalmente costituito dell'Ap- · pennino pistoiese. La sua popòlazione di · 13,943 abitanti è ripartita ne' comuni di S. Marcello, Cutigliano, Piteglio e Sambuca; di cui una parte abita il versante nordico della montagna. Proporzionatamente il mandamento ha dato il maggior numero di abili. Primo li'Iandamento di Pistoia.
Idonei . . Rivcdibili alla ventura leva. In osservazione allo Spedale.
100
Riformati . .
(i8 'l'OT.A.LE
24 5 -
197 .
50, 76% 12, 18 » 2, 54 » 34, 52 »
207
Il mandamento con1prende n comu,ne.di Pistoia citçà e di Porta al Borgo. È il più popolato del circondario, giacchè raggiunge la ,ciii·a di 28,468 · abitanti. Le var.ie abitudini, modi d_ìviv:ere, e condizioni igieniche degli abitanti della città, spiegano la differenza che si riscontra in proporzione tra gli abili e i . riformati in confronto degli altri manclamenti. Qui la media degli idonei è inferiore~ e quella dei riformati' di poco superiore; ma contrihuiscOTlO a cota.l risultato le ocC\tpazioni della vita cittadina ove -in gran parte i giovani sono occupati in opifici e lavori sedentanei, come anehe le abitudini viziose e precocemente lascive, proprie degli abitanti delle città, le quali intristiscono sin dai primi <inni gli elenienti di un rigoglioso sviluppo organico. Secondo Mandamento di Pistoia.
Idonei Rivedibili alla ventura leva. In osservazione allo _Spedale. Riformati . TO'l'AT.E
117 57, 92% 2'2 ---. 11, 39 » ~· ' 4 l, 98 » 28, 71 » 58 202
Cotesto mandamento è anche uno dei più popolati (28,309 abitanti). È costituito dt>.' comuni di Lamporecchio, porta Carrati~a, porta Lncchese e porta San Marco ; e tranne quel di Lamporecchio posto a sud-ovest della città, gli aìtri comuni fanno . capo ciascuno. alle rammentate porte, e costi· tuisc~no i suburbi. Il territorio di questo mandarnento, quasi tutto in pianura e collina, offre fors~ le ·migliori condizioni igieniche ed eco,nomiche di tutto il circondario. Quindi no"nostante lO inscritti tJ;"asméssi al potere giudiziario per la mutilazio1~e del dito _indice delhi mano destra (tutta gente robusta ed atta alle armi); la; cifra degli idonei è in media app,e na minore di
208
quella di San Marcello; però offre il vantaggio su questo e sugli altri mandamenti, di una cifra minor e di riformati. Terzo Mandamento di Pistoia.
Idonei . Rivedibili nlla vent ur,a leva. In ossoevazionc allo Spedale. Riformati. TOTALE
95
55, 23%
12 3 -
6, 98 >? l, 64 » 36, 05 })
62 1.72
La popolazione_del mandamento. di 24,542 abitanti è sparsa interamente uelle ('.ampagne e nelle colline ad ovest di Pistoia, che confinano col vicino circondario di Pescia. È divisa ne' comuni di Marliana, Mont.ale; Serraì:all.e e Tizzana. La cifi·a degli idonei çrui non rappresenta inver o tutto l'elemento della popolazione atto alle armi, essendo stati consegnati al potere giudiziario 27 insctitti colla mutilazione eli due falangi al dito indice della mano destra, tutti giovani di bella complessione e di robusta costituzione. Avrò occasione di tornar sopra questo fatto vergognoso di una imperfezione procurata onde esimersi dall'obbligo principale del cittadino verso il suo paese; per ora mi basta accennarlo, perchè vale a dare una spiegazione aUe diftèrenze che si riscontrano tra le medie di questo, ·con quelle degli altri mandamenti. Dopo ave1•e accennate le differenze che in media han pre~ sentato i diversi rnandamenti del CÌI'COndat'io riguardo agli inscritti, credo opportuno scendere ad alcune brevi considerar.ioni sugli insc~'itti dell' intera classe, esaminando le imperfezioni fisiche che prirn.eggiarono nel provocare le riforme, non che le cause probabili di tali imperfezioni c difetti, e stucliando infine con opportuni confronti l'attitudine degli ihdiviclui del nircondario al militare servizio.
209 Riunendo l'esposte cifre abbiamo nell'intero circondario : I~onei . . . . . . . . 382 Rivedibili al11.\ ventura leva. GO In osservazione allo Spedale. 11 228 Riformati . . . .
ToTALE
55, 36% 9, 57 » 2, 03 » 33, 04 »
690
La media dei rifor·rnati, poco minore del terzo sul totale de' visitati, è piuttosto significante, e vonfrontata con quella delle passate leve, riuscirebbe tutta a svantaggio dell'attuale, se non si tenessero a calcolo i motivi che han re.<;a in questi ultimi tempi più rigorosa la scelta degli individui chiamati annualmente sotto le armi. Infatti dalla 'favola B, che accompagna il pregievole scritto dell' illustre nostro Presidente sull'attitudine degli italiani al militare servizio, redatto sulle leve del 1862-03- 64 (l), sì rileva che il circondario di Pistoia òfferse in media 171 riformati su mille inscritti nelle liste d'estrazione, o il 17, 10 per 100, nel mentre in questo anno la proporzione de' riformati sul totale degli inscritti sarebbe di 21, 64 per 100. Nella leva del 1867 si ebbero .nel circondario 22~ riforn,_ati su 790 visitati, cioè il 26, 96 per 100, cif1~a dimolto inferiore a quella ottenuta nella leva attuale. Però se si riflette che la s1:elta ìu quell'epoca era subordinata ad altre condizioni, che il minimo del perimetro toracico era di r.cntimetri 76, fino a tutto il 64, che nel regolamento del 7 dicembre di quell'anno la misura toracica non . era portata ancora ad 80 centimetJ'i, in modo assoluto, come Io fu nel regolanH~nto in vigore pubblicato nel 1868, si ha la spiegazione della notev.ole differenza ché si osserva tra alcune leve aflteriori e la presente rispetto ai riformati. E tale spiegaz,ione viene avvalorata òal fatto che l'ingente numero
?i
(l) Vedi Giomalr~ di Mediàm~ Jlfilita1·e, Atino XV; fascicoli 17, 18 e 19 del 1867.
Giomale di Jl1'edic·. milit. 1872.
14
210
rifor.rb'ati in qu:est'anno pc'r difetto di perimètro toracico, erano in condizioni fisiche apparenti piuttosto discrete, e presentavano nella maggior parte la misura toracìca superiore ai 76 centimetri; per cui se si fosse proceduto colle norme in vigore nelle epoche citate, avrebbe diminuito quest'anno la cifra dei riformati, con grave discapito dell'esercito e degli indivicLi. A questo fa1:to si aggiunga quello dei 37 mutilati all'indice deferiti al potere giudiziario, e si avrà la ragione delle differenze accennate.
§ 2° - Imperfezioni ed in{e1"'1nità ch'ebbero ma,qgiore influenza sulle riforme. Sul totale dei visitati il difettò d'ampiezza del torace cagionò il maggior numero di riforme; sopra 288 riformati, 65, cioè ' il 28,55 per 100, lo furono per tal motivo. n contingente massimo lo diedero i mandamenti di San Marcello e Pistoia l o (30 per cento sui riformati circa), il minimo il 2° mandamento (25 per l 00). Riguardo all' etiologia èd alle cagioni che contrìbhiro)lb ad elevare in cosiffattò modo la cifra dei rifonl'lati nel circondario, credo che debbano riferirsi senza tema di errare a cause ihtrinseche, ed in g1'an parte a c.ause estrinseche agli individui. È provato in massima che individui di costituzion e gracile, o di ritardato od imperfetto sviluppo, provengono da genitori che v ersavano nelle ·medesime condizioni. Ma qui oltre a tale causa che non bisogna prendere in molta considera:.::ione, influirebbero grandemente le condizioni cosmo-telluriche, ht r'apidità ed ampiezza dell'esc'utsioni barometriche e terrnometriche. Gli abitan ti delle valli montane sono quindi .soggetti a catarri cronici delle vie respiratorie, e da quel che ne riferiscono i medici del luogo, la tisi polmonale vi è moltò frequente. Oltre a ciò l'abuso de' legumi e farinacei, il difetto di un'alimentazione com•enientemente riparatrice, l'abbandono in cui si trovano l'igiene pubblica e la privata, contl'ibuiscono a rendere più spiccati
211
tali resultati di difetto svilul)PO della compage org:anica. Oiò va~e in gran parte per il mandamento di San Marcello, n~l mentre le ragioni che contribuiscono molto all'elevazione .di questa cifra nel primo mandamento di Pistoia, di un a.ltr'·ord'ine, sono state accennate più sopra nel quaclno de' riformati di questo mundamento. È quindi sperabile che collo sviluppo della vita economica cd amministra~iYa, con buone not·me c'i polizia medica, tali esenzioni va.dano gradàtamente a climinuwe:. ••
l
Jn ordine di fl'equenza, tra le imperfezioni che motivarono la TifoJ·ma nanti il Consiglio di leva, abbiamo la mancanza di statura.. Cotesta cifra per·ò non ·è mol to elevata; anzi guardando ai risultati avuti in altre provincie del nostro paese, si trova che il numero de'riformati per la suddetta ittxperfezione nel circondario, è relativamente minimo. 1 !n ~utto ve ne furono 25, cioè il 10 e 9ti sui riformati, ed il 3,62 sul totale de' visitati, 16 di questi presentavano una statura inferiOt'e ad un mett'o. e 54 r.-entimetri, e 9, riy,edib.Hi dalla leva anteriore rimessi alla presente, non avevano raggiunto il minimo prescr-itto di metri l, 56. Dalle tavole che arA:ompagnano il citato la,-oro del commendatore Comissetti, appare che il circondario di Pistoia offer se nelle leve del 1862-()3-64, il 5 per l 00 di riformati per difetto t'ti ·s tatura, sul totale de'visitati, per oui viene classnto tra i circondari più favoriti sotto tale aspetto. Nella leva attuale la media è ancora minore; ma non essendo a mia cognizioHe i ristiltati ·avuti negli anni intermed ii, non potrei infe. rirne essere avvenuto un progt'essivo miglioramento ira i nati delle leve ràmroentate e quelli della presente. Sembra indubitato che la statura sia subordinata alla nazza; re la nagione etni<;a, secondo ·alcLmi scrittori, vale a ~piegare le differenze che si riscontrano nella media altezza degl'individui appartenenti a popolazioni di diversa origine. !r.ra noi le: razze etrusche e latjne godono di un qnalche 'V&rttaggio sulle ce'ltir~he ' e greco-sicule; e, generalmr,nte par-
212
lando, individui aìti vengono procreati da genitori parimente d'alta statura. Però io non saprei sccver al'e affatto nella quistione della statura tutt~ quelle cause estrinseche che possono ese~·citare una noeiva influen;t.a sull' evoluzione dell' organismo ; per cui non possedendo tuttora la scienza dati positivi sul riguardo, è bene astenersi da asserzioni e giudizi troppo azzardati. Seguendo l'ordine adottato nell'esame delle imperfezioni e mnlattie che maggiormente contribuirono alle r iforme, trovo, immediatamente dopo l'altezza di statura, la gracilità. Rigu ardo a ciò è, néGessaria ltna spiegazione. Quasi tutti i riformati per difetto d'ampie7.za del torace potrebbero essere assegnati a giusta ragione alla categoria de' gracili ; però avendo dovuto applicare gli articoli dell'elenco delle malattie per la l'iforma, 4o giudicato conveniente assegnare alla classe della gracilità tutti gl'individui il cui perimetro toracico raggiungeva o anche supel'ava di poco la minima prescritta, ma che nell' evolu~ione dello sc:heletro in genera e del sistema muscolare in part icolare, presentavano i segui del rita.J'dato ed imperfetto sviluppo, specialmente congiunti ad alta statura. Vi è anche da notare che sopra 21 ri formati per gracil ità, 18 appartenevano alla leva anteriore. V ernie come causa di rif0rm a fann o seguito all'enumer ate imperfezioni. Sul t.otale de' t•iformati ne abbiamo 19 per tale infermità, cioè nella proporzione di 8, 33 Ofo o di IJ12. Tale cifra è piuttosto rilevante; e meno le terre del ferrarese e del modenese che ne offrono l su 9 riformati, non ehe Tor ino in cui stanno come 1: 11, non vi è provincia in Italia in cui la freqttenza dell'ernie si riscontt·a maggiore. Vo1·ic cause contt·ibuiscono alla loro produzione, ma egli è certo ehe la rilàssatezza della fibra n· è la principale. Par>r eube a p1•imo aspetto che coloro i quali esercitano una vita laboriosa ed attiva, che portano de' gt'avi pesi sulle spalle speciabneute iH luoghi montuosi, dovr ebber o essere maggior-
213
mente disposti a c-otesta infermità; ma dalle statistic-he risulta invece che ne' popoli che trovansi appunto in simili condizioni, si riscontra minore la ft·equenza della stessa; e tutto al piit possono t ali cagioni influire quando vi esista predisposizione dovuta poca energia della fibra. Forse vi conteibuiscono altre cause poco apprezzabili; ma nel nostro caso senza spingerei a ricerche ulteriori, ne abbiamo d'avanzo de' surriferiti motivi onde spiegare il numero di riforme per tale impel'fezione, a meno che non si voglia riten,ere la predisposizione eteditaria come uno de' possibili fattori di essa. E un certo difetto d'energia prevale nel toscano, probahilmente favorito dal temperamento linfalieo o linfatico- nervoso che vi predomina.
alla
Il rachitismo hn pure offerto il suo contiJ'tgente nelle riforme. Nelle manifestazioni di questa malattia costituzionale comprendo 12 casi di vizi di ·configLltazione 'del torace con deviazioni della colonna >ertebrale e 5 inscritti affetti da notevole incurvatura d'ambo i femori; 17 iJJ tutto, cioò nella proporzione del 7, 15 per % sui riformati, o del 2, 04 Ofo sul numero de' visitati. Era manifesto che tali infermità, comunque in grado diffeJ·ente, dovevano riferirsi al rachitismo sofferto nella prima infanzia. Sebbene voglia da taluni considerarsi ereditaria, bisogna convenire che talvolta la rachidide può esser la conseguenza della cattiva alimentazione, delle poche cure igieniche cui vengono sotto.posti i bambini , sin dalle prime epoche della vita, e da molte altre cagioni a<:eessorie le quali deteriorando il processo assimilativo, impediscono la proporzionale e giusta fissazione delle materie calcari in quelle tenere ossa. E tanto più credo siano state prevalenti tali cause nella produzione di tali imperfezioni negl'individui da me visitati, in quanto che tutti appartenevano alle classi poveJ"e. I vizii del sisterna osseo ed articolare non furono molto frequenti all'esame. Per le malattie rappresentate da questò grllppo si ebbero 13 riforme, di cui 5 per manifesta clau-
2H
dicazione ·derivailte da semi'-anchilosi dell'articolazione coxofémoJ·alè cOQl nattràppimento, 'ed atrofia dell'àr.to, 4· pe11 a:ccorciamento1 di, un: arto inferiore legato a processi lenti della ·medesirha aTticola3ione, l peì· tumore bianco dèll'adicolazioLle temoro-tibiale· e 3 per carie "di vani:e ossa con detèriopamento 1 della · costituzione organica. Il rimanente· de' casi d' •infermità e di malattie che provocarono la riforma· non merita un cenno sp·eciale; solo· mi piace ricordare come la scrofola sia rara in tutto•il circondario, .twendone riscontrati e riformati 4 solamente per, tale infermità.
·§ 3° -
Ri1Jedibili.
Gl' inscritti che furono diehlarati rivedibili alla prossima ventura leva sommarono a 66.. di cui, se si tolgono 10 per bassà statura e ·due . per malattie giudicate guar~i.bi4i, 54 lo fùrono per gracilita e ritar~ato s"ilì1ppo •dell'orgànismo. Sebbene il · rnaggi0r Humero degl' incliv.iclui pervenl,l!ti, al v~nte.sirno anho d'eta si trovano peP le condizioni fisiehe. di stat.urà ·e .eli s;viluppo· a:tti a;t" mestiere delle aL·rni, p:ure al · mecliao che àssiste da l perit0 presso un Consiglio ·di leva, si presentano ·noti poclXi. casi; tanto d·i· ri,tardato s:viluppo, orga~. nico, .Mme éU de fiorente . evoluzior.~e scheletri'éa: e museolape, su etti non può ~o n tutta; sicurezza. pronm1eiare il parere Q.' inabilità ass0luta,, tnoStrandos.i gl'individui e<lpao~ a migli:o..,. rare nelle loro . cohdiziorii fis-iche nell'intervallo che ,corre tra due leve. : , . ~è- panrà' esagerata/ la ciftà de!:Nvedibili ove si rifletta. e.he con tale misura si vengot\0 . ad evitare. riforme sucoessi;ve ne',cm,pi eU inutili dispendii all'eFm'io, giacchè cotesti individili che non offrono hnper'fezioni tali da :ne:cessina.re l'applicazìone 1di urr .a rticolo. del1'elenc0, p~r ,·le· riforme, sottoposti nelle Go n dizioni rammentate agli svariati· esercizi . della v~ta militare soventi offrono poca resistenza: organica, e si riscontr.an0 incapa:~i a oontirn,uare più oltre sotto le arm ~ ;.·nei ment re dopo un anno .ii·perito;sf1 tr0va nel caso di giudicare con m,ag{g'ior fondamento ·s:tQ.1l'wttìltlfdine degli stessi _al mestier(~ deJ.le .p.rmi.
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_§ 4o - Malattie simulate e pr·ocu:rate. Nessuna simulazione di malattia ebbi luogo di osservare alla, visita degl' inscritti, se si tolga l'esagerazione di qualehe incomodo o difetto realmente esistente. - Non posso dir lo stesso delle procurate, le quali offrono una cifra el~vata. Esse sono rappresentRte da una pia,ga pNcurata per l'applicazione di sostanze escarotiche, e dalle 37 mutilazioni delle due falangi dell' in_dice della mano destra, ehe accennai più sopra. Nè poteva ammettersi che tale mutilazi0ne fosse accidentalmente avvenuta nella falciatura de· {ìeni l eome pretendevano asserire gl'interessati, potendosi facilmente scorgere dalla regolarità della cicatrice in alcuni anche recente, la regolarità delratto operativo, senza. la minima partecipazione delle altre dita, le quali non .sarebbero rimaste illese <)_ttalora il fatto si fosse verificato casualmente. Il.' insoritto della piaga venne inviata ·in osservazione all' ospedale militare; i mutilati furono deferiti all'autorità giudiziaria; ed è a sperarsi che sia condotta presto a te_rmine l' istruzione onde la punizione meritata .segua davvicino il fallq commesso. Costoro, l'iconosciuta dall'autorità giudiziaria la loro colpabilità, non godranno il vantaggio dell' appli~zione dell'art. 80 dell'elenco delle malattie o imperfezioni ch'esimono dal militare servizio; e scontata la pena saranno trattenuti sotto le armi. E tanto più si rende necessaria ·una misura di rigore, ii1 quanto che serva d' es~mpio, ed impe!.. disca i,n seguito la rinnovazionc di simili <ttti che sono di vergogna a popolazioni di un paese per fama culto e gei1tilc. D'altra pa1'te bi&ogna considenwe che in. un paese in cui lo spirito militare è r-imasto per secoli assopito, in cui le popolazioni rurali vivono e vegetano nell' ignoranza, senza che tra loro o trasm.espe dalla tradiziqne, o per via dell' istru1 Non nel falciare, ma si nel trinciare la paglia pe1· alimentare il bestiame, con t~n appa1·ecchio a mannaia a leva, pretenderebbesi accadano tali c}isgrazie. (B.)
216
zìone siano penetrate le idee del viver civile e dell'amor patrio, è naturale che da coteste popolazioni la vita militare sia cons~d~rata sotto l'aspetto peggiore. cioè sotto quello del distacco da luoghi e persone carissime. Il contadino è legato alla gleba; il natio casolare racchiude per lui tutte le memorie del passato e le speranze dell'avvenire; l'allontanaménto quindi gli riesce doloroso, ~d ove gli si offra un mezzo aa evitarlo, è difficile che non · si lasci trascin~re od approfittarne. Anzi è meraviglioso che in un paese come il nostro, costituito da pochi anni ad unità, non si osservino che di raro' tali casi di ma~attie provocate; ·e non dubito quindi che col progredire dell' istrtizione venga gradatamente a cessare· questa vergogna sociale·.
Individui inviati ù~ osser·vazione all'ospedale rnilitç,re. Le malattie che necessitarono l'invio in osservazione di alcuni inscritti sono così' varie e disparate che non danno luogo' a considera?.ioni speciali. Dal)a s~mplice enumerazione potrà rilevarsi che per la costatazione del grado delle medesime era necessario un attento e ripetuto esame, da no.J,l potersi praticare che in un ospedale fornito di mezz,i di ·OSservazione..
§ 50 -
,
Numero ~a.1a.'t"t:le
degl' inscritti
Piaga al ginocchio sinistro . Sinechie posteriori, esiti d' iridite . Otorree. . . . . Psoriasi. . . . . Astenopia muscolare Ambliopia . . . . Miopia . . . Cardiopalmo . Epatite cronica Orchite cronica
l 2 2 l l l
2 2 l l 1fOTALE
14
2 11 •
§ 60 -
l
.
Dell'attitudine de,r; lt z'nscritti del cir~ondar:io al servizio mz'litar·e.
P rima di dar termine al presente scritto, e come conclusione ai vari argomenti svolti, è mestieri tliscorr.ere sull'attitudine degli inscritti da me visitati al .servizio militare. Il numero degli abili in proporzione ùe' visitati sebbene sia in rapporto diretto colla salute pubblica e collo sviluppo pii.l o meno perfetto degl'individui di . una data regione non potrebbe prend è t·~ i a guida nel. nòstro caso. A n-leno che la sproporzione non sia significante, non si deve pren~er le mosse da simili dati per le ulteriori ricerche, avvegnachè spesso circostanze eccezionali e facilmente amovibili ' facciano aumentare grandemente il numero delle rifovtn~; restando impregiudicata la questione dell'attitudine maggiore o minore degli abili in confronto a quepi delle altre provincie. Ed a dimostrazione del mio asserto basterà citare la Prussia, ove in media gli abili sugli esaminati non raggiungono il 30 per cento. Se si volesse partire ~a un dato simile per fissare l'attitudine .eli un popolo al mestìere delle armi, certamente bisognerebbe confinare l'esercito prussiano negli ultimi gradini della scala degli eserc~ti europei, quando inYece il fatto viene a dimostrar,ci l'opposto, Io quindi credo che per. avere dati positivi sull'attitudine degli inscritti di una data località, sia nec-essario tener solamente conto dell'elemento utilizr..ahile, cioè degli abili. A tale scopo ho tenuto conto esattamente nelle diverse visite deH'a:lt~zza rli statura e della cir·conferenza tòracica di tutti gl'ùionei, gittdicando che dagli opportuni raffronti di questi due termini si possa facilmente venire alla determinazione dell'attitudine degli individui al mestiere delle armi. . È ritenuto da alcuni igienisti militari che un giovane per essere atto al militare servizio, oltre a non presentat•e al-
21&
cuno di quei difetti che escludono dal serv1z10, debba avere uno sviluppo toracic.o tale ·cpe mis1,.1rata la circonfere.nza al livello delle Ìnammelle, qu~stà sia uguale osuperiore alla metà delì'altezza. Lungi dal 'dividere pienamente le idee di questi. set>ittorl, giacchè :vien provato. dall'esp~r~enza che individui in eu~ le relaziQni tra la statura· ed .il p~rimetx:o torac~co 1101) ~ono . nell~ co)ldizioni ·dia11zi a,ccenna.te, $\ ri:;;contrino atti al servizio militare specialmente nei corpi a çavallo, depbò però. conv.enire ·che 1m ~~le ;rapporto tra i due t~rmini offrire~)be m~ggiori, ga:r~nzie, pa~ticolarrpel1te p,e r soLdato di fanteria. ~o ~ain0 .che cos~ui·. deve pQrtare ne~li sva.riat,i es,ercizi e nelle marcie pesando in .parte S\ll~e cla~i colè e cqmp,ri,ro,enpo i muscoli pettorali,. viene,.SI! l~mitare in~i re~tamente. le. e~cursioni costali. Le cinture strette contribuisQono pune a limi~are l'ampiezza dei moti respirator:i comprimendp i ,visc.eri addomin(lli, e spingendoli .cop.tro H diafran1ma. Quindi un' ossigenazione imperfetta ed una disposizione a. contrarre ma}attie degli organi torac.ici, quando ~~\.li organi non: si trovino in condizioni ta1i di svilnppo da riusciré bastevoli alla completa loro funzione anche negli .s tati suespo~ti, ~ s9tto tutte le appa,repze della più florida ~fl.lute, :qnindividuo a. torace ~mp4o pos:;iede maggLore resistenza organica alle malattie dell'apparato respiratorio, che son quelle ch.e aggrava):lo nell'esercito le c~fre della mortalità e delle riforme. n quadro seguente . riguardando le medie dell'altezza di sta;tqra .e della circol)ferenz(\ tor:;tcica degl'tn(Hvidui ~·itenuti ab_ili nanti il Gon!.'ligÙo..di leva del c~ircpqdario, pro,,a ·chf.'l i vi l' e)en1en,to atto alle armi oltre ad esser dotato di st>l,tura media piutto$to··vant4ggiosa, possiede un regolare ed ampio s:viluppo ~o.ra,cico ; e phé in gran parte nelle rela.z.iòni tra la circonferenza toracica e la metà del,l'altezza la prima trovçtsi predoiT)inante, per cqi neHa: m13di4, riscon~rasi di molto superiore. .,
n
219 Modi o ~an.d.axn.en:tì
San Marcello .
Pistoia 1° . 20 30 .
<loll';~.ltc~r.:l rli •t"tura
Medie del perimct1·o tor~cico
Mi: t l'i
.~1e/J·i
l , (j:)8 l, GG4 l, 086
O, SOì
l , ()52
o, 800 o, 803 o, 835
\~ueste medie, essendo il minimo della statura metri uno 56 mm., .e della circonferenza tora.cica 80 cent., dimostrano il mio asserto, o stabiliscono l'indice dell'attitudiné degl' i n~ scritti al servizio militare. Un opporttino confronto setTirà a mettere in rilievi cotesti dati. Il cavalier Baroffio, con quell'accuratezza che lo distingq.e; _pubblicava nel GioY'nale eli Mec#oina militare.(l) un {lumer.o ljtandissitno di misurazioni l'iguardanti la ~ tatura. e il perimetro toracico di soldati delle varie .provincie del Regno. Dall'ultimo specchio che riguarda il raJ.YPorto della statura col perimetro toracico in mille soldati dell'età di 21 anno, e che ho preso a modello onde riassumere ~e misurazioni da me prati<iate, ho potuto rile;yare dei confronti impo.r tanti. La media della statura degl'individui riportati nell' fl.Ccennato specchietto, ascende a metri l, 655; negli inscritti da me misurati a metri l, 667, col vantaggio qu indi di 12 millimetri a favore di questi ultimi. Il rapporto del perimetro toracir,o, differisce poèhissimo, essendo di metr~ O, 866 nelle cifre riportate dal cavalier Baroffì.o, e di . m,etri O, 861 nelle m~e, quindi con l.j.na piccoliSii.tpa frazione in ~eno. Ed a togliere ogni possibile causa. d'errore ho eliminato 34 individui · ùallé mille misura~zioni citate perchè offrivano un perimetro tOJ'acico inferiore a Om. 800. Da questi confronti risulta dunque che l'elemento pistoiese supera in media in altezza gl'·individui di altre provincie di qualche
l
(l) Vedi fascicolo doll'agosto e settembre 1808.
220 millimetro, se non l'Iella media della circonferenza toracica. La differenza è però cosi . piccola che mer·ita appena di esser tenuta in consider azione, molto più se si rifl etta che i mille soldati accennati rappresentavano i migliori elementi delle varie provinc~e, provati al crogiuolo del1a vita reggimentale. Forse i criteri Ja me esposti non banno un valore as:wluto nel gmdicare l'attitudine di un popolo al mestiere d<-:l1e armi, essendovene altri fon'dati sull'energia della fibra, resistenza alle fatiche, ecc., clte per esperienza. possono Yaler molto ne ll'apprezzar~ un elemc.mto di pl'eferenza acl nn altro ; però non si può disconoscer·e che esistendo i dati da me esppsti, le altre qualità, qualora difettassero, potrebbero acquistarsi coll'educazione fisica. Queste sono soggette a variare, non così le prime per le quali .sussiste la ragione etnica. Il toscano, comunque di buona apparenza esteriore, viene ritenuto di èostituzione piuttosto moHe, che, secondo alcuni, risulterebbe in pat·te dal temperamento sanguigno linfatico che predomina "'più o meno in es::>o . Ed un riputato scrittore sopra. tale argomel).to, il commendato t'e Cortese (l ), nel not.are le accennate condizioni del tòscano in rapporto alla v ita militare, le riferisce tntte all'etnografia. Egli sostiene che simiìrne"nte al t ipo, si è conservata ne' toseani la stessa Costituzione fisica degli Etruschi, la proclività alle ar ti belle, lo spirito pronto e vef$atile, qualità <:he non sogliono esser concordi colla tenacità, e la passiva abnegaziolle indispensabili nella vita militare. · Soggiunge quindi : « se i popoli Etruschi nl)n furono mai guerrieri nel vero senso della par ola, la stdtia moderna della Toscana non offre ancora esempio che lo siano di-yenuti più tardi di fermo proposito ». Con tutto il rispetto che professo alle opinioni di un uomo competentissimo nella materia come il Cortese, non posso a meno di espor1·e talune obbiezioni al suo modo di (l) Malattie ecl impm'(e:rioni che incaglicmo la cosc}·i:r·ione m ilitcwe in l talù,, Mihno 1866.
221
considerare l'entnog-rafìa delle anti.cho e moderne popolazioni di questa regione; come fattore principal~ della loro attitudine al mestiere de1le armi, specialmente quanrlo la storia dail'illustr~ scrittore invocata non viene a confortare le sue idet;~ con "l'alidi a1·gomenti. Calla guida della storia noi assistiamo a modificazioni vroJonde nell'attitudine fìsi~a e nell'indole degli abitanti di. una data regione, di una razza se si vuole, sol che le condizioni politiche. mutino radicalmente, che i suoi costumi, le abitudini e le tendenze segnano un' opposta direziòrie. Esempi di questo genere ce li offre la storia dei Greci e dei Romani. Nell'epoche in cui cotesti popoli si r.eggevano a vita libera, quando presso loro erano in pregio le virtù civili e militari, essi poterono elevarsi a tale grandezza, che le loro gesta destano l'ammirazione di colui cbe scorre le immor tali pagine della loro storia. Sopraggiunto in lnro un poeiodo di decadenxa· e di con·uzioae. sociale, modificate interamente le condizioni politiche, cotesti popoli per la molle.zza dei costumi deteriorar ono nelle loro . attitndini fisiche ; ed anche ammettendo che il tipo abbia potuto ·wnservar.si con lievi modilica:zion i nelle Yioende dei secoli, attraverso a condizioni sociali disparatissime, per lo p.1eno si deve convenire che l ' euerg~a della fibra, la resistenza organica. alle fati che, e la vigoria del corpo, abbiano dovuto necessariamente subire alterazioni notevoli. La storia deg·li Etruschi e de' Toscani adtlÙnostra che tali lhodificazioni prodotte da identiche cause non sono mancate in loro. P ochi cenni basteranno a convincerci. Gli Etr.uschi secondo gli storici anticl1i, dopo avere scacciati gli Umbri dalla regione posta tra gli Appennini e l'Adriatico, si erano estesi in una gt•an parte ·dell'Italia. Secondo Plinio ·(l) Bononia, Nola e Capua furono da loro edificate. Cos~re tti dai G~1lli Celti a settentrione e dai L<Ltini a mezzogiomo, si r itrassero in quel tratto di paese chiuso t•·a la (l) Lil;J. li, C. IV.
222
Macra il Tevere, e gE Appennini. Essi erano famosi nel:.. l'arte militare sì per ter-ra, che per mar e; e tla Ateneo si ~iileva che da 'loro i Romani appresero la 'formazione della legione, e 'l a maniera di combattere secomto ·nna tal dispBsizione. Oltre ad essere osservator.i de' f.en~)meni della naturà s(l) e quindi versarti nella naturale poesia e nell'•<'istron:omia, nelle scienze e nelle arti ~ibeta;li; erwno anchl3 popolazioni ener giche e guerresdre; •tam:to che con varia vicenda poterono :resìstere per cir<m cinque secoli alla potenza invadente di Roma·. La loro forma ·di Governo, buona dal lato amministratirvo, mal si •presta\r.a ad 'idee di conquistà; divisi co~' erano in dodici Signorie indipendenti o Lacum'onie. Dopo la disfatta delle loro a-rmi confederate al lago Valdiroone, avvenuta l'a:nrio di Roma 444, ai Romani ·si aperse !"adito alla conquista di questa vasta ·régione. ·Le sue città mon potetono ·r esistere al lento ma ·continuo ·avanzarsi dei Romani. Fu questo per gli 1Etruschi un periodo di decadenza morale e di degradazione fisica, a cui diedero l'ultima mano le prescrizioni di Silla. 'In tèmi)i meno remoti, dopo il :r:nìlle dell'èra llO'stra, le città Toscane corriincib.vono a r eggersi ·,a comune; ed insieme all~ v-irth cittadine s'01rsero in loro anche lè militari. Que1Fepota che segna .per la Toscana e pèr l'Italia il sorgere ed i.l pE!rfezionars:i del nuovo idioma, quell'epoca . in cui -le arti beHe crebbero a 11uova -e- splendida ~rìta, quelrepoca fu :resa anche celebre per atti segnalati di valore .. Per pii1 eli tre secoli ·le città Tescane :furono in: continue e feroci lotte; disgraziatamente le gelosie e gli odii di parte facevan sì ehe rivolgessero continuam~nte le armi ccintro di loro : e questo periodo di storia va altresì contraddistinto per le guerre civili che insanguinarono queste belle contrade. Codesti fatti non sar ebbero stati possibili ·in 1:10mini 'd:i fibra molle e di temperamento linfatico. \
1
l
'
(l) Vedi lstoria degli Etruschi. Sez. IIl della Storia. Universale, comp.ilata da una società di dot.torì inglesi. Amst•mlam 1768.
523
Nè · i pi::ìtoiesi er-a:no -al disotto degli altri -ùèl valore ·e ftellB- virtù militari; ch'e an~i rtell' assedio sost~rla~o ~l 1·305 ebntro•>~e 'aì'mi Co'ìl.fedè'taté dè' 1lucalre$i 'e 'dé' 'fioi'erttltii, flOil che de: catalani condotti da Rdbèrto d'.A:rrkiò, 'dU'ca di •Cala• bria, seppèro òp'porre tale resistenza vigdi·osa in tutti gli a1ftaèchi è hellè divérse fazioni da obb1igàre ·i nlffll'ici aa tt\reì\e Jla citt\3. per ·farne. E ;lo ·~di•i(jo Dlno 'Gottipag'ni i'l'élla sua eronacà parlando di questò memor~bilè 'lissedib, d 'ili"' pinge i pistoiesi ~formati di bella statura oltre ai Tosrani, e forti nell'armi. >> Certamente dopo la sottomissione della Toscana fatta da Cosimo I de' :Medic,i, nè le condizioni politiche d'Italia, nè il Governo snervante che favoriva gli ozii e le mollezze, erano adatti a mantenere vivo ne' Toscani lo spirito militare. Quindi la ragione etnica e di razza non vale a darci un sicuro criterio sull'attituaine eli coteste popolazioni al mestiere ùelle armi, e bisogna ricorrer e ad altri criteri se si vuole avere l'indice della loro attitudine in r apporto alle altre popolazioni d'Italia. E qualora quest'attitudine non fosse in grado elevato, è facile accrescerla e renderla maggiore con adatte istituzioni, esistendo le qualità fisiche e la buona conformazione del corpo, che c-on poche eccezioni si riscontrano in queste regioni. Ed il Segretario Fior entino giustamente citato dal professore Cortese, fa dire a messer Prospero Colonna nell'arte della. guerra, che «in ogni p~ese con l'esercizio si fa buoni soldati: perchè dove manca la natura, ·supplisce l'industria che in questo caso 'vale più che . la natura. » Sebbene molto ristretta la cifra su cui versa il presente scritto, posso dai fatti che mi si sono offerti in esame conchiudere, che gl'iscritti del circondario pistoiese, tranne qualche eccezione, presentano per riguardo alla statura ed alle proporzioni del corpo, molta attitudine al mestiere delle armi. Forse lo sviluppo morale ed intellettuale non va di conserva colle quali tà fisiche, ma siccome queste possonò
2~4 .
essere migliorate immensamente dagli esercizi ginnastici ai quali dovrebbero sottoporsi 'i .fanciulli .sin dai primi anni, e eh~ farebbero immensamemente diminuire dal ql.).adro . delle riforme le cifre della deficien0a del perimetro toracico e della gr<icilità, così coll'istruzione obbligatoria diifùsa sin nelle più t'emote campag.ne. verrebbe a sparire quell'avversione che sebbene in picciola parte si nota tuttavia nelle popolazioni rurali al servizio mil\tare.
225
ESPOSIZIONE DELLE
PRINCIPALl DlSPOSI.ZIO:NI COSTITUTIVE l
(
DEL
·SER.\TIZ IO 81\.NITA.RIO IN TUTTI GLI ESERCITI STRANIERI per x ..... Y.
(Continua.$·ione, Vedi pa_c;. 129).
Francia. MARI.NA.- Il serv1z1o di sanità della marina è retto dalle disposizioni costitutive dell'ordinaJt~a reale 7 luglio 1835, che fu poi modificata sotto eerti aspetti (redutam(~nto, aume_nto dei quadri, creazione di eerti gra.di, avanzamento) dai decreti del 2El .marzo 1854 e l •1 luglio 1865. D personale del corpo di sanità della marina eompn~nde dei medici e dei farmaci sti, dei quali la gerarchia dei gradi è là seguente ·eon assimiliì?-ione a quelli degli altri .corpi clella marina : Ispettore genemle del servizio dj sanìta . Direttore dd servizio di sanità Ispettore aggiunto.
Meàico e Farmacista in capo p rofes~ol'e
(l a classe)
Contramn~iragl i o .
Commissario geneJ:ale. :i)ir•ettore delle costruz. navali. Ispettor·e in capo. Direttore del sc1'vizio di .sanita (pello stipendio e ritiro). Capitano _eli Vascello. '
Capo eli l;lattaglione H
principale Commissario aggiunto. (2a. cl'a:sse) , Luogotenente di ·vascello. di pt clas. Alfiere. di vascello. di ~a clas. A·spirante eli l a classe. Ajuto-niedico e Farroaei:>t.a. . 15 Gim·nale di Nfedic. mitit. 1872.
226
Alla testa del servizio è posto l'ispettore generale, come presidente del Consiglio superiore di sanità istituito al ministero della marina. Dà al ministro il suo parere sulle destinazioni speciali da dare agli ufficiali del corpo sanitario, fa ispezioni nei porti e stabilimenei marittimi, e sottopone al ministro le sue viste sui miglioramenti da apportar e al servizio di sanità. n Consiglio superiore, composto di due ispettori aggiunti, l'uno medico, farmacista l' altro, e d'un medico segretario, dà il suo avviso su tutte le questioni deferite al suo esame dal ministro e relative al servir-io di sanità della marina e delle c::.olonio (1). i direttori sono capi del servizio di sanità nei grandi porti militari. Essi presiedono i Consigli di sanità, distribuiscono gli ufficiali del corpo di sanità nei diversi servigi do' quali hanno essi la direzione, propong·ono ai prefetti marittimi, cliet ro de' quadri stabiliti a tale ·scopo dal Consiglio di sanità, gli uffi ciali che devono imbarcatsi e ricevere qualunque destinazione. Essi dirigono e sorvegliano l' insegnamento delle scuole di medicina navale. Vi hanno, in tutti gli altr i porti, dei Consigli di sanità che sono sempre presieduti da medici. Le loro attribuzioni· consistono nel deliberare sovra tutto che possa interessare la salubrità <1egli stabilimenti e le misure da adottare, nello stabilire le liste dì imbarco o di missione, constatm·e lo stato (1) 17n decl'cro, in data del 2:3 ottobt·c 1871. J'egolo il modo di operar e pella; c)assazione degli uffi ciali eli s:tniLil della marina negli specchi di avanzallJento. Unn clas:;;azione pt'Ovvi ~Ot' i a i; ù1t.ta da umt Co,runissione, pt'esieduta da un uftìcialo genurnle della mari11<t <l compos ta clelrispett.ore generalo dd •ervizio di sanit~:t. di n n direltoJ•<: di rJuesto stes."O servizio e d·un ispettore aggiunto o il' un medico in capo, per modi:' che i rappt·.:~entauti del co1·po di sanità 'ri sot:o in maggio1·ità. La c!assazione detìnitiYa è stal>ilim dal Consiglio eli Ammil't~gliato, nel quale sono chiamati r:on voce delibN·o.til;<~, pee la definizione di tale bisogna, i memhl'i medici che f~1mo p~•rlc <Iella Commissione incaricata della cbs~aziouc provvisoria
227
•
sanitario pelle persone sottoposte ad un medico esame, as~:;icu rare la buona condihione delle casse e di stt·umenti di chirprgiç~. déi mediei, prima d"elloro imbarco, verificare la contabilità dei medici imbarcati all'atto del passaggio in disarmo. L'organizzazione del servizio degli ospedali della marina comprende tre divisioni principali : l 0 Il servizio amministrativo, posto sotto l'autorità d'un ufficiale superiore del commissariato ; 2° Il servizio di contabilità, confidato ad un rnemhl"O del corpo dEJi eontab ili del materiale; , 3° Il servizio mectico, che entra inLet•amente nelle attribuzioni speciali del direttore del servizio di sanità. nei grandi porti, e del Consiglio dì sanità locale negli altri porti. Il commissario degli ospedali è i11 caricato della amministrazione e della polizia di questi stabilimenti. Egli si mette d'accordo col capo del servizio di sanità per le misut·c che intel·essano insiememente il servixio di sanità e qunllo di amministrazione. L'agente contabile che è incaricato delle provviste sta sotto la sua autorità e la sua sorveglianza amministrativa. Gli ufficiali di sanità d'ordine inferiore eseguiscono le decisioni del direttore o del Consiglio di ·sanità. Al mare i meclic\ in ca1)0 di sgul'l.dra· o di divisione fanno parte tlello stato!hag·giore generale. l medici di l n o dì classe, capi di servizio ::t bordo d'un bastimento, assumono il titolo di medici maggiori. L'ammissione nel grado di aiuto-medico o farmace~tico non ila luogo che per concorso f1·a gli allìevi che hanno compiuto due anni di studii in una scuola di medicina na-vale, ·una facoltà od una scuola pl"cparatoria eli medicina e di farmacia. L'avanzamento al gl'ado di medico e di farmacista di classe non ha luogo che per concorso tra gli aiuti muniti di diploma di dotto1·o o di farmacista universitario di Jl' classe. Quello al grado di medico o farmacista di l n classe si fa per concorso e seielta (pella metà delle vaeanze soltanto) tra
za
zo.
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i candidati riconosciuti ammissibili dietro concor.sc, ed inscritti nello specchio a tale effetto redatto . priricipali sono nominati metit a scielta, metà per n.nzianità. I professori ed i medici in ·c;Ìpo so no nom inati a scielta. Gli ispettori ag·giunti sono scielti, l'uno tra i medic i ìn capo provenienti dai medici principali, e l'altro t r a i farmacisti i;, capo. I direttori sono tratti a scielta clai medici in capo prove·nienti dall' insegnamento e l' ispettot·e generale tea i d irettori. ·Gl i nffkii nelle colonie sono dati a quelli che ne fanno domanda, o dietro un ruolo di servi%io od anche per concorso. Dopo aver servito per tt·e an ni effettivi alle colonie, s' lia dit·itto ad essere ripristinati nel quadro del personale dei porti . Quando il bisogno lo esige, possono essere impiegati nelle fnnzion i eli a iuti medici o fa rmaceutici dei medici o fannacisti ausiliari, ell e sono però licen%iati tosto che le cìreostam e che ne neressitano l'ammissione vengano a cessar e. Tale è in riassunt6 l'Mganizza?.ione del servizio di sanità nella marina· francese. Come ben si Yede, la dit•czionc e la sorn'glianza · del ser·vizio di sanitc't. sono concentrate nelle mani dd dit'e Lto•·e nei gran(li por-ti militari e dei capi med ic i in t utti gli altei porti. P ee il r egolare andamento Lli tutte le parti del servizi.o, qnesti Cunr.ionarii .operano sotto l'antori~\ dei prefetti marittimi o degli ufficiali Stlpel·iori che banno il comando dei porti. Gli ufficiali del commissariato devono sempre concertarsi cogli ufficiali medici per tntte le questioni amqt in istrative della competenza di qu esti t tltimi e dell e saggie norme regolamentari messe in a.tto clall' autor ità del comandante Jlet'mettono eli scartar·e eg-regiamente ogn i conflitto di H.tt.rihuzioni che votesse nuocer e al buon andamento del scrvir.io (l ).
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(l) Reccn tisEimamcnte, nel rimestamenLo <lei d iversi o;crvizi dell' Amminist.razione <"C!ntl·:tle al Ministerò dcllll :trina , si è proc tu·ttl Cl di dare tt ciascun corpo, pollo studio d' ogni a Ol:IJ•c e per l' avat1Zn,mell t.o deg-li
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22!) .ESWRCITO. Durante un primo. .~eriodo che si potrebbe ehiamare periodo di creazione degli ospita]i, militfl,ri. d~ l 1597 al l 1;?38 il S(:)rvizio sçln~tario h~ funzirmato sotto la · diretta M.zi'o ne deì inedici eapi e dei chirurghi magg·io~'i addetti agli ospi~'{).li che dovevano render conto un.a volta al mese del . l0ro rìspettivo .servizio davanti nna ConmJissìone presiednta . dt~l comandante .eh piazza (reg-olamento J718), ·e piì.1 tardi al Consiglio d'am m~\listrazione stabilito presso ciascun ospedale'.(or-dinanza del 1780 e 1788). ,I farmacisti esercitavano subordinatamente sotto i medici. . La s' orveglianz;:t del commissario ordinatore, o in caso di assenza, del commissario di guenà, non passava i limiti d_ell!o;:;se1~vazione regolamentare ed egli ·non poteva infligger.e, punizioni agli uftkiali sanit<'trii se non previo consenso .del ;Gon'siglio . . Anzi qgni qualvolta eà1vi dissenso neH'adottart:l •Una mìsura sanita.r ia, il eommisario membro del Consiglto doveva aec::.ettare il parère· del medic0 e dei chirnrgomaggjore. è <.indar eon essi di pieno· aceordo. ha., suprema-· direzione del servizio, atiidata dapprima a ù!).a. Commissione · eentrale composta di medici e .di chirurghi ispettori sotto gli ordini del ministro della guerra (1772) ; estesa ..in · appresso a dé niedici ispettori pro v i.nciali (1777) 'O a: .'dei. ch~rurgh.i niag·giori divisionari (1778), fn data (i 780) a \ Un Consiglio d';;1.mministrazione prHsieduto dal rnìnistro della guerra e COll1JÌOStO 'crun · intendente d'armata e da due m'èdlici .ispettori generali. poco dopo quel Consiglio ftt rimpiazzato da un Dù·ett01'2'o degli ospitali, composto di due' generaliJ••di due mediei e d'un commissario di guerra
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·• u!Jiciali.~ una t·appr(lsentazion,e più compiuta che assicurasse a tutti delle. nuove g,a.r anzie pet' ,l' inscrizione nello $peechio_ (l' av:.m;r.amento; d'O t'a ip~anv.i .ci~1~cuno sotto questo rapporto sarà giudicat-o d~i suoi pari o d~i capi naturali. Il cm·po cle!!·li ufficiali di sanit.à della marina ;t suoi t . ottepne pure il beneficitJ di queste impot·taufi n1odifìcazioni, e 1a: loto' iiltròduzione anche ne!Famniinistrazione della ··guerra nOl'l' potrebbe elle CS§e~·e accolta con la più grande soddisfazione dal cot·po degli utììciali +li sanit.à. dell~Esercito. ~
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incaricato, sotto la r evisione del direttorio, della verifica dei cònti e del materiale. Dopo la rivolnzione gli ufficiali sanitari sono dichiarati militari con decreto del 23 marzo 1793 e nei lor o gradi assimilati ai diversi gt·atli della gerarcJ1ia militare (7 agosto 1793). Presso i corpi d'armata si stabiliscono dei Consigli di sanità obbligati a corrispondere con un Consiglio centrale stabilito presso il ministro. A quest'ultimo Consiglio spettava la sorveglianza speciale del servizio relativo agli ammalati, il dit•itto di presentazione per i gradi e g1i impieghi ed agiva direttamente col Consiglio esecutivo o col ministro della guerra. questa base il servizio sanitario ha funzionato sotto la repubblica. Ma nei primi anni dell'impero esso fu sottoposto a una serie di disposizioni regolamentari le quali ebbero per effetto di toghere al eorpo sanitario la sua individnalità ed accrescere in i)ar·i tempo l'a;r,ione dei commissari ordinatori e dei commissari di guerra. Gli uomini distinti che ne et'ano alla testa, tra i qttali l'ispettore generale P ercy, s'adoperarono invano per ottenere dall'Imperatore la costitur.ione di un corpo militare eli chi'rurgia delle ar·mate a somiglianza. di quello del genio (l), e malgrado .le loro proteste la sorveglianza e Ja disciplina def servir.io di sanità furo no affidate <lefìnitivamente agli intendenti generali ed ai commissari di guerra che d'allor·a in poi ottennero un diritto di punizione sugli ufficiali sanitari (Decl'etc) del 30 novembre 1811). Dopo quest' epoca le disposizioni regolamentari adottate sotto la ristattrazione e il governo di luglio, fissarono la subordinazione del personale di sanità rispetto all'intenden2a militare che successe al posto dell'antico commissariato di gl1erra, e· quantunque la legge sullo stato degli ufficiali del 19 maggio 1834 fosse stata resa· applicabile agli ~tfficiali sanitari; quelli dell'esercito dovettet·o attendere per ventisei
Su
(l) Storia della vita e delle opero di Percy, per Lauront. Pari~'< 18.27.
231 anni (18 giugno 1860) l'assimilazione dei loro gradi a quelli deUa gerarchia militare, mentt·e che la stessa assimilazione era accordata agli ufficiali sanitari della marina. La repubblica del 1848, ricostituì a dir vero, il corpo degli ufficiali ~anita.ri in corpo distinto funzionante per l'azione diretta dei S\.I.Oi capi dit·etti sotto l'autorità del ministro e degli ufficiali del comando (Decreto del 3 maggio); ma le disposiziQni eli questo dect·eto non furono eseguite e le sue basi orgr.micho benchè mantenuto nei progetti di rogol;~.mento elabc.rati sotto il Ministero dei gen~:rali d'Hautpoul e Randon (l), furono completamente modifkati dal decreto costitutivo òel 23 marzo 1852 il qu~le sanzionò nuovamente i principii che hanno t•etto l'organizzazione del set•vizio sanita~·io dopo il 1811, togliendo perfino al corpo ciò che ancora gli rimaneva del suo carattere essenziale relativamente alle antiche ~ttrihuzioni del Consiglio di sanità. È un fatto che in tutte le epoche il legislatore si è con somma cura astenuto dal toccare cosa alcuna che si riferisse alla gerarchia e all'avanzamento degli ufficiali sanitari, come si vede dalle leggi ed ordinanze che hanno retto la gerarchia e l'avanzamento tino al 1838. Ed era naturale che cosi facesse; avuto riguardo alla specialità stessa d'un personale che sembra non dover dipendere che dai suoi pari rapporto all' avanzamento e le ricompense come per rapporto alla scienza e all'arte di guarire. L'ordinanza del 12 agosto 1836 aveva già investito gli ispettori generali d'armi e gli intendenti militari del diritto di presentare gli ufficiali sanitari per l'avanr.amento o le ricompense, spogliando così il Consiglio di sanità dell'attribuzione che gli spettava in quelle operazioni vitali che costituiscono la sola sanzione efficace della direzione e della sorveglianza (2).. (l) 13 Giugno 1850 c 28 febbraio 1851. (2) Tale disposizione ha provocato in quell'epoca. vivissimc la~nam:c per parte degli ufficiali di sanità, e il generale De Preval consultato su questo soggetto risponde\'a al ministt·o: ~ Si compt·ende come gli ufficiali generali· siano incaricati di studiare la capucità e di conoscere il
232 Il Decréto del 23 marzo 1852 ha consacrato questa giurisdizione stabilendo un modo di proposizioni che lascia tutti i capi del ser vizio sanitario sotto la dipendenza dei funzioJ1a:ri amministrat ivi e dei capi del coJ'PO per l'iniziativa delle proposte da stabilirsi in favore dei loro subordi ~ nati. per lo che un semplice parere motivato degli ispettrri del ser vizio sarlitario vien sostituito nne antiche l.iste che il Consiglio di :sanità presentava wHt volta per l'avanzamenw ai ùiversi gt•adi e loro destinazione nelle differenti p~sizioni e impieghi del servizio. . Si capisce cl1e la conseguenza d'i una tale disposizi.me fu di privare il pèrsonale di sanità militare della sua inèllvidualita come corpo, · che i suoi membri non hanno alcun proprio capo e che passando da un giotno all'alt ro per il fatto di una mutazione di subordinazione militare a subJrdinazione amministrativa, essi s ono totalmente sottratti al comando dei soli uomini i qu ali per la specialità delle l oro - cogni:t.ioni di servizio dovrebbero essere i loro capi natw·ali, vogliamo dire gli ispettori del servizio sanitario. :iYia priHla eli _formular e le 1H·oposi7.ioni che ci sembrano doYet' servire di base alla r iorganizzazione del servizio 'Sanitario è necessario di dete1·rninare e d'apprezzar e esattamente le dìspòsizioni dw r cg·gono l' organir.zazionH attuale. me1•ito degli ufficiali ~ dei capi di corpo, mn non !;Ì può ammettere che quesr.i generali e gl'inlenden t.i estranei tntti alla scienza dell' a 1·te medica abbiano a, giud iCi.ll'C l'aLtitudine degli utHqiali sanilari ..... l gene•·ali e gl'intendenti dov•·ebbet·o essere so!Uplioementc incaricati di for niJ:e delle note a titolo d' jnform:1zione pc1· il Co11.>iglio di sanità sullo zelo e l' <~sattezza di questi ufficiali. Cr·cdiamo adunque cosa indi spensabil~ a·estituire fil Consiglio di ~anit~t r.ntte le ~~~~~ antit~he uttribuzioni in quanto all'nvnn?.amento, alle ricompense e !lll:a destinazione rli servi?.io degli ufficiali &'lnirari.. ... In somma noi (·t·e•liarno che gli uffi ciali di sanità debbano cost.ìtuit·e un corpo, che por esser e cornpletamerite organizzato deve avere una testa, vale a dire dei capi superiori clte esercitino tma continua sorveglinnza e sui quali pesi una ellettiva r esponsabilitit..... » (letteta in data 18 febbraio 18 40, pubblicata dallo Spectateur, Xf.V, p. ~.22.)
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I. -
Oostz'tuzio_ni del corpo sanitario 1nz'titcwe.
Le disposizioni organiehe del Deet·eto del 23 marzo 1852 sono state completate : l O da quelle del decreto del I3 no:;-embre 1852 relativo alla istituzione della scuola di medicina e di farmacia militare r impiazzando i quattro ospedali 'd'istruzione e di pcdezionamento aboliti con decreto anteriore; dal decreto relati,·o atle scuole preparato1•ie e complementari del corpo di sanità militare 1n cbta deJ 12 giugno l 8o6 ; 30 dal decreto 23 apr·ile 1859 dw determinava ùn nuovo qu-adro per il cot'po sanitario militare e l'aument() del soldo <lei gradi principali; ,10 dal decreto 18 giugno 1860 eiguardante l'c:tssimilazione dei div.ersi gradi gerarchici del corpo sanitario ai grat.li ùell' esercito; e 5o dal decreto 27 aprile 1864 r.he portaYa la riorgMizzazione ùella scuola ùel servizio sanitario milital'e. Il servizio degli ospitali nell'i!lterno fu sottomesso alle disposizioni d'uJJ regol amento provvisorio attuato nel 1865 e quello degli o~pedalì in campagna deve essere prat icato dietro le disposizioni d:un regolamento in data del 4 aprile 186'7. Gli articoli fondamentali di questi diversi documenti sono i seguenti: Il corpo degli ufliciali dì sanità. militare compr(~nde due sezioni distinte e indipende11ti l'una rlall'altt•a; i medir.i e i farmacisti, la gerarchia dei quali si definisce neg·li ::;tessi termini e comprende gli stessi gradi. L'azione di questo corpo si compie sotto l'antorit<\ del ministro deJ1a guerra delegata secondo il caso, sia ai funzionari dell'u1tendenza militare, sia agli ufficiali incaricati del comando. ~ P er il servizio di piazza e dei corpi, i medici sono subordinati ai comandanti di piazza o ai capi dei cor pi o distaccmnentì, per il ser vizio degli ospitali ed ·amhulallz<~ ,i medie~ e i fat rnacisti sono suborcli.nati agli ufficiali d'intendenza militare incaricati della direzione amministrativa di q11ei stabilimenti.
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..
234 La subordinazione del g1'ado inferiore al grado superiol'e nelle due sezioni del personale h a luogo solo in ciò che concerne l'arte salutare e l'esecuzione del servizio. A grado uguale l'autorità immediata si esercita dall'ufficiale sanitario più anziano in grado. La gerarchia dei gradi è la seguente con assimilazione ai g radi dell'esercito : Ispettore . generale di bl'igata. Principale eli 1a classe colonnelJo. Principale di 2tt » luogotenente colonnello. Maggior·e di l a » capo di battagfione. Maggiorè di za » capitano. Aiutante maggiore di l a classe . luogotenente. Aiutante maggiol'e di 2a » . sotto-tenente.
..
Questa assimilazione non porta alcun pi'egiudizio al modo di funzionare tal quale è stato più sopra: definito. Un consiglio di sanità composto di due o quattro medici ispettori e del farm~Lcista ispettore risiede al ministero della guerra. Egli è incaricato di sorvegliare e dirigere, per ciò che si riferzsce all'arte medica, tutti i rami del servizio sanitario e di tenel'e informato il ministr·o s u t.utte le questioni ehe vi si riferiscono. Egli dà un parere consultativo sulla destinazione ai diversi impieghi. Gli ispettori sono incaricati delle ispet.ioni annuali o straordinarie per le quali essi ricevono delle istt'ut.ioni. Essi possono essere impiegati alla direzione del servizio medico dell'esercito e a missioni speciali che il ministro confida loro. Concorrono in unà commi!'sione mista all'ordinamento delle proposte per la promozione a scelta. I medici principali delle . due classi, i medici maggiori di prima e di seconda classe (dopo un esame d'idoneità) sono impiegati nel servizio d'ospitale in qualità di medici curanti. I medici maggiori di prima e di seconda classe che non sl sommettono agli esami determinati per l'ammissione al servizio degli spedali restano impiegati nei corpi d'esercito.
235 I médici aiutanti maggiori di prima classe-sono impiegati, i più anziani al se1·vizio degli ospitali in proporzione ai bisogni e i meno anziani al servi:t.io dei reggimenti. I medici aiutanti maggiori di' seconda classe sono tutti impiegati nel ser\rizio degli spedali. Si gli uni che gli altri ·sono incaricati, presso i medici CUJ'ant i, di fun zioni simili a quelle che incombono agli inter ni dei grandi spedali civili per la pratica del servizio medico propriamente detto. . Tutti i farm acisti sono ripartiti nei depositi medicinali cd ospitali militari. 'In caso d'insufficienza del quadro normale si possono aggiungere dei medici e farmacisti ausiliari commissionati temporariamente. dal ministro o requisiti dagli intendenti militari. n medico è ammesso nel corpi> sanitario col grado d'aiutante maggiore di seconda cl~sse. L'ammissione ha luogo dopo un anno d'istruzione complementare pratica e speciale alla scuola d1 applicazione di Vai- de-Grace, per· i medici e farm~ cisti che hanno soddisfatto all'esame di licenza. Gli allievi delle facoltà e delle scuole superiori di farmacia possono esser e ricevuti pr aticanti a lle ste~se condizioni degli allievi del servizio di sanità militar e (do_po qi.tatto anni di studio per gli allievi medici e tre anni per gli allievi fa rmacisti), ' Agli uni ed agli altri sono contati cinque anni di servizio pel l'itiro a titolo di studi preliminari anteriormente alla loro ammissione nel quadro come medico o farmacista aiuta.nte maggiore di .seconda classe. L'avanzamento nei gradi inferiori fino a quello di maggiore · di prima classe ha luogo tanto per anzianità che per scelta. Nei gradi superiori là totalità delle ' vacanze è attribuita alla scelta. Il tempo del servizio da passar si in. ciascun grado per ottenere la promozione varia secondo il grado della gerarchia. Può essere ridotto alla metà in tempo di guerra o nelle colonie. L'iniziativa delle proposte per l'avanzamento a scelta e per la legione d'onore spetta ai capi del corpo o ai so t-
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tintendenti militari per gli ufficiali sanitari capi di servizio; questi ultimi hanno l'iniziativa delle proposte iu favore dei !oro subordinati sotto riserva d'accetta,.ione per parte del corpo o del sottinténdente militare. Le liste di proposte stabilite o accettate sono rirnesse agli ispettori del servizio sanitario che emettono il loro pat'ere motivato prima di trasmetterle agli ispettori generali d'esercito o agli intendenti i quali emettono pure il loro parere motivato secondo la categoria clel personale. Le propo::;te deYono in seguito essere inviato al ministro senza aumento ne diminuzione, e l'ordinamento delle rnedesime è fatto . da una commissione mista composta di un generale di divisiòne, di due intendenti militari e di tre ispettori del servizio s~ nitario, i quali sono incaricati di stabilire le liste definith·e di promozione secondo i titoli dei candidati. Tutti gli ufficiali di sanità hanno diritto al saluto delle sentinelle col portar l'arma; gli ispettori e i principali soltanto lo ricevono col preseutar l'arma (Decreto del 13 ottobre 1863, che contiene il regolamento sul servizio nelle piazze e guarnigioni). Il soldo d'attività e gli accessori ::;ono regolati dietro tariffe analoghe a quelle delle armi speciali. L'ammissione ufficiale al riposo ha luogo dietr-o il seguente limite eli età : 64 a1ini per gli ispettori, GO anni per i principali di prima e di seconda classe, 58 per i maggiori di prima classe e 50 per gli aiutanti maggiori delle due classi. Le tariffe di pensione di ritiro sono applicate agli ufficiali di sanità dietro la loro assimilazione ai gradi dell'esercito . Gli onori funebri a loro dovuti SlmL> stati regolati dal decreto del 13 ottobre 1863 sul servizio delle piazze.
II. -
Esecuzione del se1·vizz·o· sanitario.
Il ser·vizio sanitario pres!)o i corpi è praticato sotto l'azione dei capi di corpo conformemente alle Llisposizioni regolamentari dell'ordinanza del 2 novembre 1833 sul servizio interno
23i dei corpi di fanteria e caYalleJ'ia e della circolare ministeriale del 28 gennaio 18;39 relath·a al servizio delle infermerie reggimentali. Negli o~pitiìll c nelle ambulanze il servizio viene attuato pel concorso dei medici, Llei farmacisti, clegli ufficiali d'amnistrazione, sotto l'azione amministJ·atiYa dei funzionari di intendenza. . Gli ufficiali sanitari in grado piì.1 elevato, prendono. ciascuno nella su<t sezione, il titolo di capi del seryizio medico o farmaceutico al quale sono addetti. L'ufficiale d'amministrazione contal)ile o ·il più a nziano degli ufficiali d'ammistrazione è capo clc>l servizio della gestione amministi·ativa. I capi di seryizio si cli'vidono tra lor o e i lor o subordinati il servizio speciale di cui essi devono gatantiro l'esecuzione. Gli ufficiali sanitari, qualunque sieno i loro gradi e funzio~i, non possono immischiarsi nei dettagli del senir.io amministrativo nè dnt e ordini a per·sona alcuna addetta. n quel: serYizio· tranne che agl' infermieti . Essi propongono al sottintendent:e militare le l01'0 idee di miglioramento sopra c.osc di son·egli;1n~a ed amministtazione che interessano il servizio medico e fn rmacentico e gli coinn nican~ le lot·o osserva~~ioni sulle misure da. ·attuarsi per la salubrità delle varie parti dell'osr)itale. Gli ufficiali sanitari non hanno azione disciplinare immediata che sugli infC'rmieri detti òi yisil.a. Essi possono punire anche gli infcmlieri addetti alle sale o alla farmacia, ma de1ono informame l'ufficiale d'amministrazione contabile che risponde dell' e:;ecuzione della pen<t e rende conto all'intenrlent e militare c.he ne fissa la dut:'\.ta. Gli ut'fir.inl i sanitari capi coll' uflìciale contabìle ptocedono alla Yerifiea. cd accettazione ·degli alimenti. Essi assaggiano tutti i giorni gli alim!'lnti preparati pt'ima della lo1'0 distribuzione agl'infermi. Il f<trmaeista r.a.po è responsabile dei medicin ali, degli oggetti di consurrw,7.ione e del materiale a sna dispos izione
238 . per la pratica del serv1z10 farmaceutico . Egli · ne è r esponsabile verso il ministero al quale è tenuto di render conto con documenti giustificativi di contabilità. L \1ffieìale d'amministrazione incaricato clelia gestione è ·contabil(~ verso ìl tesoro pubblico, responsabile verso il ministro e giustificato d'alla Corte dt~i conti. E g-li deYe fornire una cauzione e ha diritto ad una riCompensa dj gestio11e. Gli infermieri stanno sotto il comando degli ufficiali d' amministrazione che lì ripartiscopo nelle sale come nelle altre parti dell'ospitale per il dettaglio del servizio. Gli infermieri eli visita sonO ripartiti dal medico ca.po che è incaricato della l-or·o istruzione speciale. La ditezione e il controllo del servizio appQl'tengono al sotto intendente militare. I vari personali che concorrono alla esecur.{one del servizio sono posti sotto la sua autorità. I reclami sull'esecuzione del servizio devono essere a lui diretti; se sono fondati egli fa loro ragion~ secondo le forme indicate dal regolamento degli ospitali. Il sottintendente riunisce almeno una volta per trimestre, o straordinariamente quando lo giudica opp.ortuno, gli ufficiali sanitari capi' e l'ufficiale amministrazione contabile dell'ospitale. Egli presiede a queste riunioni. accetta e fa di-scutere tutte. le osservazioni e progetti di mi.gliol'ie richieste dal buono andamento del servizio. In seguito a queste proposte o discussioni egli accetta le misure ch e esige l' interesse del servizio, o le sommctte, secondo i casi, all'intendente militare. Il servizio degli ospitali in campagna è praticato dallo stesso personale che all' interno ; detto serv izio sta sotto la direzione e sorveglianza immediata dei fbnz ionari dell' intendenza militare. Gli ufficiali sanitari capi, coll'approvazione dell' intendente in capo, regolano la distribuzione degli uffieiali sanitari al. servizio degli spedali come pure gli nfficii e le missioni di cui i medesimi possono essere in0aticati. ·In complesso, come abbiamo testè veduto con un semplice
cr
239 confronto, la condizione del personale del servizio sanitario non è la stessa nell'esercito a nella marina militare. Lù, quest' ultima, dietro gli stessi principi i che reggono il servizio sanitatio nella maggior partè delle armate straniere, il personale medico in qualsiasi posiz.ione è in relazione diretta col comando · e il servizio sanitario e posto sotto la direz.ione normale c cçnnpetente dci medici; nell 'esercito invece il servizio sanitario essendo subordinato al serYizio amministrativo, il personale sanitario non ha. iniziativa nè resJ;Onsabilità alcutta. l n tutti i gl'adi esso ful17.iona sotto l'autot·ità amministrativa che dit'ige e controlla e non è in realtà che uno stl'umento d'esecuzione nella stessa maniera degli altri personali amministrativi. Non entra nel piano di questa esposizione lo stabilire il processo di un tale sistema, la ùi cui riforma sarebbe indicata dall'esperienza delle ultime grandi guerre, se non iscaturisse come pratica conclusione dall'esame comparativo delle disposizioni che reggono il set'Vizio sanitario nelle armate straniere; ne noi possiamo dubitare elle da qui a non molto il corpo sanitario militare non venga investito delle attribuzioni che' esS'o ha sempre rivo1;1dicate. Queste attribuzioni sono definite dalla stessa natura dell'ufficio r.he hanno i medici nell'armata. Le l~ro prescrizioni e le necessità del loro servizio portano scco il consumo di un materiale, la, compera eli vetLovo.glie c di meclieinali , o , in altre paro) e, pOl'ta seco delle spese; ed in qu este SJl (~SC deve essere mantenuto ìl controllo dell'intendenza tanto per Ol'dinarle come per la verifica dei conti. Quant0 all'esecuzione del ser vizio, necessita un personale più complesso sì negli ospitali eù ambulanze che nei COt'}li pet' le infermerie reggimentali, dove il medico è ad un tempo far macista amministratore e contabil_e; ma qualunque siano gli atti impiegati all'esecuzione delle ordina:~.ioni mecliche , siccome egli è un ausiliario utile e non indispe11sabile, deve cssel'e subordinato a quello cl}e prescriYe e che deve essere realmente res ponsabile.
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« n medico, dice il generale Chareton, deTe essere e capo e direttore del serrizio d·ospeclale e r agente amministratiYo non deve avere alLI'a parte che quella d'agente d'esecuzione che ottempera alle r ichieste ç,he gli sono fatte. Al rn edi~o. il solo responsabile, spetta decider e se le sue prescrizioni sono bene o male eseguite, se gl'infermieri prestano le lol"o cure con affetto ed intelligem:a., se i medicinali ed aliment~ forniti sono conformi alle regole clelra1'te o nelle condizioni convenienti eli qualitù e d' igiene. Se i medici subor dinati·, i farma;::isti. e gl' infermieri di servir-io alle sale o alla farmacia mancano ai. do\'eri della loro pl'Ofessìone, il medico in capo deve avere· il diritto di pun irli, come pure egli solo deve avere quello di domandare al comando la giusta ricompensa del loro zelo (l) » . · P er lo che, a.utonomia del servizjo e conseguentemente ùel corpo s11 nitario militare, separa~ione assoluta della dire7.ione e del controllo, fun~.:i one del personale sotto l'a utorità del comando, e del servizio sotto lo stesso con tJ·ollo che gli altri servizi dclr armata per l' azione diretta dci suoi capi gerarchici, tali r.i sembra debbano essere le basi della nuo,·a organizzazione sanitaria dell'armata. Ammesse qneste basi, quale deve essere ·la posizione del medico nell ' cscl'cito? Prirnie1'amente bisogna l'iflcttere che il medico addetto al servitio dell'esercito non adempie solamente alle funzioni di pura pl'atica n1edira o chirurgiea; le sue attribuzioni si estendono alla composizione dell' esercito (consiglio di reYis ione), alla sua. consenazione nelle g uarnigioni e nei campi ( consigli pe1· l'ig iene ) e a t utte le operazioni <l i cnngedo , di r iforma e tli l'itiro, che lo costit uiscono arl>itro dci più importanti inte1·essi dei militari eli tutti i gradi e del tesoro pubblico. Nessuno vorrà mettel'e in dubbio che per adempiel'c degnamente a fun zioni di tanta sp~cialitil., non debba (l) P t'ogetto moLiYalo di riorgani%Za'l.iOnc dello sta to mi litat'A della Francia, pa.g. '177. l'm·is 1871.
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il medico andare fornito della pil.t illuminata esperienza, la quale rion può acquistarsi che col permanente contatto coll' esercito e col vivere e muoversi in mezzo a quello. l l 1nedz"co · de'Ve essere milz"ta1~e, facendo parte integrante dell' armata, dividendo con q·uella le fatiche, le privazioni ed i peri(ì~li; egli deve ess~re messo nel medesimo stato d'ufficiale che harino gli ufficiali di stato maggiore particolare, e se noi non crediamo che gli sian di qualche utilità le spalline come le portano i medici delle principali potenze n1ilitari d'Europa, rivendichiamo tuttavia come una necessità per il èor.po medico la corrispondenza effettiva dei gradi della sua gerarchia a quelli dell'esercito (l). È questa la .logica deduzione dello stato militare completo che gli si deve accordare. Per la esecuzione delle sue prescrizioni il medico djt:jge e comanda entro certi limiti ed ha bisogno di· un Tango militare che gli dia piena autorità per farsi obbedire dai personali ausiliari o d'esecuzione posti sotto i suoi or<lini. Il 'modo d'esistenza di questi ultimi non obbligandoli come i medici acl: un contatto permanente coi militari, di cui essi d'altronde non dividono la responsabilità verso il coma.ndo, · ~
(l) n motivo per cui l'assimilazi~ne è sempre messa in questione dai medici' deriva da ciò che a tor to ·si vuoi qualificar-li per· non combatt-enti. Questo appellatiYo er~ giusto una volta quando si lottava corpo a corpo, ed ogni uomo armato combatteva realmente. J\Ia nella guerra moderna i soli e veri combattenti sono gli uomini di t4·uppa, diretti e Cbmandati, e nelle loro funzioni i medici che })rendono par·te a1l'azione per dirigere e portare i soccorsi ai feriti sul campo di battaglia, sono · combattenti .egualmente che gli ufficiali particolari di stato maggiore. Diffatti essi corrono gli stessi pericoli del combattimento, ma questo è ancol' peco in confronto dci pericoli che gli attendono alle ambulanze e agli os.pedali quando vi si affollano gl'infermi in tempo di epidemia. Non vi ò per noi una più bella consacrazione del principio d'assimi· hizione che in queste parole del vicerè d'Egitto Mehemet-Ali al medico in C!lpo del suo esercito : « Clot-Bey io ti faccio generale perchè ti sei portato da valoroso in una battaglia che ha durato setto niesi (la peste)». Gio1·nale di ltfedt"c. milit. 1872.
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si comprende chiaramente romo i farmacisti e gli ammuustratori non abbiano bisogno doll' assimilazione militare. E così la si è intesa in Prussia ed in altre armate dove i medici possedendo gr·adi effettivi od assimilati, eserçitano un'azione di:sciplinare non solo sugl'infermieri, i portarnalati e i soldati del treno, ma anche su i farmacisti e sugl'impiegati d' ammiHisb·azione, che sono compresi tra gl'impiegati militari non assimilati. Esséndo stabilita dietro questi principii l a costituzione del coq1o eli medicina militare, noi crediamo che il suo \'eclutarnento sarebbe facilmente assicurato, qualunque siano le condizioni della nuova legge militare. « I fatti, dice il signor Legoucst, hanno dimostrato l'inferiorità clei risultati ottenuti in Francia da un serYizio medico posto sotto una direzione a lui estranea ; e la poca attl·attiva che ha la medicina militare sui giovani medici deve ricercarsi 1micamente in questa condizione. Una caniera , i di cui 1nembri sono veri suballe1'ni in tutti i g1'adi della gerarchia, una carriera che solo conferisce agli uni sugli altri un'autorità affievolita da influenze collaterali, una carriera infine, nella quale il maggior numero è ridotto a funzioni eli una insignificanza che confina coll' inntilitù., ccc... salvo r are eccelioni, non saprebbe attirare, nè ritcncec uomini di elevata coltlll'<ì intelh:\ttuale. Che la medicina militare sia restituita a se stessa , che ella diJ'iga senza intermediari e sotto l' autorità del cJ<nando il suo proprio servizio, che essa ne sia r esponsabile, che pm·tecipi in una pa1·ola al dz~ ritto comune etl allora il suo reclutamento e il completamento dei suoi (1uadti sarà assicurato (l) » . Quanto al modo di reclutamento, tutti riconoscono che il sistema mt3sso iH pratica dopo il 1856 era di t1·oppo aggravio al tesoro e che in seguito alla pe1·dita di Stt·asburgo per la Francia, ci si presenta roccasione di non reintegrare altrove la scuola del servizio sanitario militare e di ritornare (l) Jotwnal cles D<!ÙC~t;;, l7 luglio 1871.
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sèmplicemente all'arrolamento pegli allievi delle facoltà adçlottorat~ come fu istituit0 nel 1850 sotto l'nmministeazione del geneì·ale d' Haut1)oul (l). 1'uttavia, siccome 'per essere ammesso ad ese1·citare nell'armata il giovane medieo lw. bisogno di famigliarizzarsi coi - diversi · as1)etti della nt(3Ùieina militar•e, colle sue condizioni particolari d' igiene, di a;~,ione, di i·egolamenti, sarà ncnes:::;ario che egli attenda per ctnalche tempo ad 1m cor;;o pratico o d'applicazione. 1-\. nostro avviso, quHsLo corso si attuerebbe già efficacemente negli ospitali militari cd ai co::>pi sotto la
(l) È cosa probabile che l'obblig-o al servmo militare por terà per i giovani che si danno alle professioni libemli, come alh medicina, l'acloz~one eli nna misura analoga a c1t1ella che eRbte in GEn-mania e che consiste negli urrolarnenli volontari di un anno. lli.:v~ce di servire per tre o quattro anni nelle file dell'eser<:ito attivo i giov{l.ìll rlesfinati alla medicina po tl·cbbcro ottcnel'cl una pr 01·oga ·fino !li 23 o 24 anni che ·permette loro di prcnd..u·e il diploma r~ per compiere il lor-o tempo di senizio a ;·t·ebbero l'obbligo di servi:·e gT.;J ILtitamenfe un ~~.nuo come medici-ai't~ti votontaTi. Dopo sei o nove ruesi di servizio come medici. aiuti oema paga presso gli ospedali o i cor pi di una circos.c ri:tione milit.m:e, sarebbero an:nues~i come praticanti all'ospedale divisionale d'applicazione; subi rebbero, R termine d\m imno, un esame di licenza destinato a ccrt.ifìowo la. loro dLiLudine alle fum:ioni mediche nell'eser cito e l'iceverebbero nna commissione dw assicu L·crobbe ~oro il grado clLmedir:o aggiunto in caso di r idTiatt iO alrattivì t.'t fino al glorno della loro libérazione dal sel'Vi:do l)'!ilitare. 'Quelli. che Yo]essero sel"Vit·e coll'intc m~ione cl'entt'àt'c~ nel quadro not'male déll'escrcito attivo sarebbe ro siipencliati ed anllnes~i a preucler parte al concol'SO che sarebbe a~)crto ogn i an no pm· un c-erto numero di postj di medico-aggiunto. Un tale sistema natnrA.lmeute creerebbe de l.l e belle risorse in quanto a personaJe me<lico in cll;;;o di mohilizzazione. Cosl pme è da prevedet•si che il reclutamento del pcrsgnalc :;anit.ario pell'esercito atij.vo si farà faCilmente e potrit essc?. re reil liz7.ato a condizioni meno 'dispendiose delle attuali. In tempo eli pace il numero dei g io""ani medici e fa,·macis ti r:he faranno in tal mollo h ioro pratica nell'es.ercito, sai:à semp t•c superiore ai bisogni del serviz.\ o; ciò cl te pc l'metterà di accorda t• lo t'O delle proroghe fino a che abbim10 ot.tenut.o i loro diplomi universitari.
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direzione del capo di serv1zJO piuttosto che in una scuola istituita come è attualmente quella di Val-de-Grace. Ogni ·anno sarebbe ap-erto un concorso tra gli allievi per l'amm~ssione di un certo numero nei quadri del personale çol grado di medico- aggiunto. I m.edici- aggiunti ripartiti negli ospitali attenderebbero, pr esso i medici curanti, alle funzioni· stesse degli interni nei grandi ospitali civili, quelle degli aiutanti maggiori di za classe dell'organizzazione attuale. I più anziani sarebbero impiegati per turno di funzioni nei maggiori ospitali di Parigi e chiamati, fuor i del loro servizio, a prender parte alle conferenze speciali che dovrebbero essere instituite sulle basi d'un insegnamento complementare e superiore a quello delle facoltà eome ciò esiste già in molte parti, per esempio a Firenze. Dopo un certo tempo i medici aggiunti che avrebbero seguito quelle conferenze sarebbero chiamati a subire un esame d'idoneità pelle funzioni di medico-curante e la loro classificazione d'idoneità regolerebbe la loro promozi·one al grado superiore che non potrebbe cosi essere ottenuta che sotto una nuova garanzia di pratica istn1zione e non più come attualmente per l'anzianità di s.ervizio o per una scelta difficile a giustificarsi. Riguardo all'azione o fmnioni propriamente dette del personale noi non ritorneremo sulle considerazioni per le quali si desidererebbe che esse funzioni siano stabilite dietro il sistema che è stato esposto in 1111 articolo precedente di questa stessa raccolta (l). Ecco come dietro questo sistema potrebbe essere formu, lata la nuova organiz:mzione del servizio sanitario. I. - Dz'sposizioni generali. - Il personale del servizio sanitario dell'esercito comprende: l 0 jlfedici incaricati dell'esercizio della medicina e della chirurgia negli ospitali, nelle ambulanze e ai corpi. (l) ,'f. 24. 0 , p. 391 a p. 408.
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2° Fa1·macisti incaricati della pratica e della contabilità farmaceutica negli ospitali, ambulanze, farmacie centrali e depositi di medicamenti. 3o Amministratm·i incal'icati della contabilità e della gestione amministrativa negli ospital i, ambulanze, magazzini e depositi del materiale di sanit~L . 4° Infm·mieri impiegati ai dettagli interni del servizio degli stabilimenti ai quali sono addetti. II. L'azione di questo personale sì compie all'interno e ai. corpi sotto l'autorità del ministro della guerra e vien dclegata, secondo i casi, sia al presidente del comitato sanitario militare, sia ai medici ispettori, direttori regionali o capi del servizio sanitario ai corpi . III. Negli ospitali e nelle ambulanze la direzione generale interna del servi.zìo appartiene ai medici capi. IV. Nei corpi l'autorità disciplinare e la sorveglianza del capo militare s'esercitano pel servizio medico nella stessa maniera che sulle altre parti del servizio interno del corpo di cui essi hanno il comando. V. In ogni sezione del personale del servizio sanitario i medici, i farmacisti e gli amministratori saranno subordinati tl'a di loro secondo la loro ge1·amhia; il grado infel-iot•e sarà subordinato al grado superioee e in caso di eguaglianza eli grado il meno anziano sarà subordinato al piì1 anziano. VI. Per ciò che riflette alla disciplina generale dell'esercito, tutti ì membri del personale del servizio s<tnitario sottostanno all'autorità dei ger)erali o capi utilitari dei posti r11~i quali essi esercitano le lot·c, funzioni. VII. I medici, farmacisti ed amministratori che avessero a lagnarsi di un abuso d'autorità per parte di un superiore o di un capo militare devono indirir.zare i loro reclami al medico ispettore che giudicherà il conflitto tra i suoi subordinati o farà passar·e H reclamo al generale comandante, se , si tratta di un'antoritiL militare, dandone avviso all'ispettore generale perchè il recìamo stesso sia indirizzato al ministro. VIII. n servizio sanitario è sottomesso al controllo arn-
246 ministrativo dell'intendenza militar e, pet· ciò che riguarda a spese, come t ut ti gli alt t·i se~vizi special i dell'esercito. I X. Il treuo degli equ ipaggi militari forn isce al ser vizio sanitario il personale c il materiale tli cui a bbisogna per i tr~spor ti. Per ciò che spetta. l'esecuzione del servizio sanitario il personale del t reno è obbligato d'obbedire agli ordini dei medici. X . Al } l inister n della g uerr a è inst itnito un comitato di sanita composto di t re membri : l'ispettore generale presidente e due ispettori gcnet•ali aggiunti , di specialità professionale diversa,. l'uno medico, r altro chirurgo. Il presirlente, quando giucl icher~L opportuno, chiamerà nel eomitato con voto deliberativo un far macista principale c un amministratore principale sia insieme , sia separata.mente. Un medico divisionario è addet to al comitato di sanità in qualità di segeetario. XL L e attribuzioni del comitato di sanità sono analoghe a quelle dci comitati per·mauenti degli altri ser dzi speciali deJl' esercito. XII. Allo sr,opo di completare con clegli :st udi :;pèciali l'istr m:iOilt'l pratica dei medici, dei farmacisti c degli amministratori, di cui si r~omporrà il pe1·sonale del serYizio sanitario, YCl'l'Ù stabilito iu ogni r egione ù cir·coscrizione militar e un ospitale cl' applicazione , la dì eui costituzione organica , regime interno e t utto r-iò che vi :) L annette, ~arù detenninat o da un r egolamento spec~iale (1). (l ) T utti i medici, farmacisti e amntiniskaror·i del ' luadro dclla •·i tenuti al servizio ohhligatori o, clovendo css0.re iniziali alla pl·at ica dei l'<'g'Olamenii militad e all'os!>m:vamm della disciplina, chiar o ne emerge che tma sola scuola d'appllca,ione sm·ebùe i n~ulìki cn te. Dì_venta adunque indispensabile l'i;;lit uzione di parecrlli ospimli d'applica,ione . L·i.stituzione non l)Orterà notevole aggravio all'erario essendo g li ~colat•i ed i maest1'i itnpiegati al se~·vizi o degli !;tessi stabilimenti; H e•·ediamo che la scuola di Val- de- Graco dflbba pi utt'l~to mantenersi come scuola di perfezionamento delle facoltà. se~·,·a e
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XIII. - Gcmrchz'a. - La Gerarchia dei rnedici comprende i gradi seguenti assimilati a quelli corrispettivi dell' esercjto (l ) : Ispettore generale . Ispettor e generale aggim ttu Ispettore . Divi:;ionario .
P rincipale Maggiore di l n classe Maggiore ùi 2a classe A ggiunto c praticante
gene1·:J.lc di dh ·isione gener ale eli brigata eolonnello luogotcncni e colonnello capo di battaglione capitano luogotenente sottotenente.
XIV. La gel'arc!Jia dei Jàrmaeisti c degli amministt'atori è regolata con analogia· }Jer le funzioni di r1ualsiasi altl'a na.-
(l) L'a~similazione ai gt·aJi della gerarchia dell'eserci to non pny essere contes1':1ta ai med ici. Per le loro funz ioni l<i trovano in eonlinuò contatto, in comunr.nza di vita. di sacrifizi e di pct•icoli colle trupp~, ell una tale posiziono confm·isce loro logicamente <~on gi ustizia e pc1' iì bene del servizio il diritto ad una a~~imila:&ioue cbe determini nettamen te le loro prerogati\'C ed i loro dOI'ed. · Queste condizioni e necessiti\ non esis! ono aflhtw per i litrm<:Ci!>t.i e gli amministratot·i : le loro funzioni su oot·dinate all'impulso medico lo esercitano quasi sempr e fnori dnl contatto cot soldatO e coll'autorità
111ili!are. Si comprende pm-e che la scal:t germ·chica. sia piit limitata lWI' i farmacisti c g li amminist 1·atori cho pct· i med ici. l do veri d i questi ultimi variano secondo i diversi g radi, n)cn tre che p()r i membri dello Dltr e sezioni non vi ò che una sola ~pecie di servizio, cioò la pt·eparazionc dei medicamenti c la gestione amministr[L(iva. Si am mette heni~simo ' che -vi siano sta l>ilimenti grandi e piccoli che i mpong ano umt r esponsabilità magg iot·e o minore; bisognerà anche consider are che ò necessario eccitare l'emulazione o ricompensare i buoni set·vizi colla prospcttiv<L o coll>l concessione ùi un progressivo avanzmneuto. Ma pe1· ragg iugcre lo scopo basta C'l'Care cini).Ue o ~ci gt·adini nella gerarchia dei fat·macisti c degli ammini~trato1·i. Queste considerazioni si troveranno ~ vi luppate nella esposizione dei motivi di progetto di legge presen tata neT 1 8~1 dal generale Randon ministro della guerra cbo porta il titolo : Esposìtion du prrrsonel clr: se;·J:icc dc santi! de ·t an née.
248 tura e le pensioni alla gerarchia dei medici nel seguente
modo:
l Principale di l a classe a medico ispettore. Principale di za classe a medico divisionario. Farmacisti ùi l a classe a medico principale. e Amministratori eli 2a clasSt\ a medico maggiore di l a classe. di 3a ClaSSC k), mediCO maggiore Ili 2a classe. Aggiunti c praticanti a medico aggiunt.o.
Questa gerarchia affatto speciale non conferisce ai membri . ùel pesonalc di queste due sezioni alcun diritto all'assimilazione ai diversi gr·adi delia get•archia militare propriamente detta. Si gli, uni che gli altri 'godono delle competenze militari. XV. Quaclr·o. - Il quadro normale dei medici, farmacisti ed is pettori è costituito come segue (l ) : lrfedici.
. Ispettore generale l - Ispettori generali aggiunti 2 - Ispettori 20 - Divisionari 60 - Principali 250- Maggiori di l a classe 500 - J\faggioei di za classe 355 -- Aggiunti e praticanti (per memo.ria) totale 1133. Fa1·macisti.
Principali di l a classe 2 - Principali di za calsse 2 - Fat'macisti di l a classe 18 - Farmacisti di za classe 20 - Far(l) Questo quadro è calcolato per i bisogul del servizio in tutte le situa1.ioni, all'intc•·oo, in Algeria, ed in caso di rnobilizwzione di uUA armata di 600,000 uomini, divi&L in dodici corpi a tre divisioni di fanferia ed •~na divisione di cavallel'ill. L'ollè tth·o dei medici potrà essere facilmente raddoppia~o impiegando in tempo di guert·a i medici del quadro della 1·iserva. n numet·o dei farmacisti è ridoU{) a meno della rnet.à del quadro athtale; può bastare al servizio dci depositi d'ambulanze divisionali o supplil'C iu pari tempo alle necessità dei gr-andi spedali ali'interno e in. Algeria. Daltrondo si potrà aumentare in caso di mobiJi;:r.azionc con tutti i fa1macisti civili del quadro della dserva. Il quadro degli infet·mieri sarìt determinato colle disposizioni regolamentari del scrvi;r.io sanitario.
2:19
ma cisti di sa classe 26 -- Aggiunti c stanziari (per memoria ) totale 68. Amministra ton·.
za
P dncipale di l a classe l - Ptincipali di classe 2 - Amministratori di 3 11 classe 124 - Aggiunti e stanzial'i (per mcmoria) totale 235.
XVI. Oltre al quadro nominale, vi è un quadro eventuale o di riserva, nel quale saranno compr esi nominaimente dietro loro diruanda i medici, i farm acisti c gli amministratori che hanno raggiunto il limite d'età del servizio attivo e tutti coloro che dov.t·anno .soddisfare all'obbligo del servizio militare generale, secondo la legge organica ùel reclutamento, .XVII. - A.mrm·ssione nei quadr-i. - I medici, i farmacisti e gli amministratori non sono ammessi nel qnadro normale del pe1:sonale del servizio sanitario che dopo avere soddisfatto a certe condizioni ed avere fatto un corso d' istruzione pratica in uno degli ospitali d'applicazione, col titolo di praticaqti, in conformità a disposizioni che saranno determinate da un regolamento speciale. Ogni anno il ministro della guerra, clietro rapporto del c,omitato di sanità, 'fisserà il nurner·o degli stanziarii da am.. mettersi nei quadri come medici, farmacisti e amministratori aggiunti secondo i bisogni del servizio. XVIII. - Funzi oni. - Il comitato di san it<.'t è inc.·wicato, sotto l'autorità del ministro della guerra, di sorveglia1·e e dirigere tutti i rami del seevizio san itario. Esso mantiene una corrispondenza continua eoi nteclici ispettori, direttori ·del servizio sanitario nelle circoscrizioni militari e nei c;m·pi d'esercì to. Il comitato esamina e discute t utto le questioni relative al servizio di sanità. e propone al ministro tutte le misure che gli sembrano atte al progresso scientifico, professionale e materiale del servizio. Ogni anno . presenta al ministro l' esame e il sunto dei
250 rapp_orti degl' ispettori sulle diverse parti del serv1z1o; la formazione , dietro· proposte fatte da quelli ispettori, dei quadri d'avanzamento. a scelta per · i diversi gTadi e impieghi. Prima d'essere presentato aH' approvazione del ministro, il riparto nominativo o il . eollocamcnto del personale è comunicato dalla direzione generale del personale al comitato di sanità, il quale pu6 indicare i mutamenti che gli sembrano opportuni nell'interesse del serYizìo. XIX. Gl'ispettori generali, il farmacista principale e l'amministratore principale, membri deliberanti del comitato di sanità, si ripartirm?no tutti gli affari ·c he saranno eli competenza del comitato di sanità e ciascuno dei suoi membri dovrà studiare ed esaminare a fondo gli atti e documenti eli sua competenza prima di presentarli al comitato riunito. Per la classificazione dei candidati all'avanzamento nelle diverse sezioni del personale , I' ispettore generale il meno anziano sarà rimpiazzato successivamente dal farmacista o dall' amministratore provinciale secondo la specialità delle classificazioni che si dovranno· fare. XX. Il disbrigo deg·li affari del comitato di sanità è affidato ad un segretariato composto d\m nwdico divisionale segretario del comitato, d'un medico pri-pcipale, eapo dei lavori della statistica medka, che supplirà il segTeta.rio in caso d'assenza o di malattia, del farmacista principale incaricato della centt'alizza.zione e contabilith farmaceutica, dell'amministratore prineipale incaricato della centralizzazione e della contabilità amministrativa. Tutti questi membri del segretariato fan no parte del'quadro normale. Vi è inoltre un medko arch ivista, quattro commessi e due giovani di ufficio. XXI. I medici ispettori impiegati come direttori dèl servizio sanitario nelle r egioni o circoscrizioni militari risieder anno al capo-luogo o alla sede dei quartieri generali dei corpi d'armata. Essi faranno parte dello stata n1;:tggiore generale e si accoederanno direttamente col generale comandante in eapo 1)er tutto ciò che si riferisce al servizio.
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Essi saranno i capi immediati di tutti i membri del per~;onale del servizio sanitario nelle loro circoscrizioni· e col loro intervento saranno spediti tutti gli ordini relativi al servizio sanita.1·io dell'armata. In caso di epidemia essi propongono le misure che loro sembrano pi\.1 atte a combattere gli effetti del morbo . Un'altra attribuzione di questi funr.ion::t.r ii <~ quella di ispézionare gli ospitali, le caserme e gli altri st abilimenti militari quando lo credono necessario. Essi devono egualmente disimpegnare tutte le missioni relative al scnizio delle quali nnisser o incaricati dal ministro e studiare tutte le questioni relative al s<n·vizio sanitar"io militare. In caso d'urgenza essi provvedono a tutti i bisogni del personale e del mat.criale degli ospitali e delle ambulanze a condizione d'mformarne immediatamente il ministro della guerra. In tempo di gnflrra i medici ispettori esercitano le funzioni di medici capi dei corpi d'esercito. Quando due o più corpi d'esercito sono riuniti sotto uno stesso comando può essere nominato un medico capo dell'esercito scelto t ra i medici ispettori. Una tale fun zione non confertsce un nuovo grado ma soltanto un diritto per la promozione a quello d'ispettore generale~ . XXII. I membri divisionari saranno .impiegati come capi' del servizio sanitario nelle divisioni territoriali o attive. Essi dirigono tutti i rami del servizio san i tar io sotto l'autorità del comando e cleJl' ispettore dir.,t tor e regionale ai quali periodicamente, e se fa bisogno anche eYcntualmente, sotto. mettono i rapporti dei loro subordinati m~itamente alla loro opinione. . Essi fanno personalmente il servizio medico. o chiJ~urgico di una sala del più importante ospedale della divisione alla quale appartengono. Regolano, secondo i bisogni del servizio, il riparto del personale medico farmaceutico ed aromi- . nistrativo negli ospitali, nelle ambulanze c nei corpi. Dirigono, per mezzo dei loro subordinati, negli ospitali
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d'applicazione l'insegnamento pratico dei medici farmacisti .e amministrativi praticanti. Invigilano l'istruzione speciale degl'infermieri sul servizio medico propriamente detto degli ospitali ed ambulanze. · XXIII. I medici principali sono impiegati negli ospitali ed arnbt1lanze in qualità di medici o chirurghi curanti. Essi funzionano da direttori o capi di sel'Vizio negli stabilimenti di secondo ordine e nelle ambulanze di brigata. XXIV. I medici mag·giori eli l a . e classe sono alternativamente impiegati negli ospitali o ambulanze e nei corpi di truppa secondo il turno eli servizio stabilito dal medico · divisionario. XXV. I ·medici aggiunti attendono al servizio degli ospitali e delle ambulanze. XXVI. I medici praticanti fanno negli ospitali d'applicazione il medesimo servizio dei medici aggiunti. XXVII. I farmacisti ripartiti nei depositi eli medicinali, ospitali ed ambulanze sono incaricati, sotto la direzione dei medici, a fare eseguire il servizio della fat·macia, uniformanclosi al regolamento gener ale dt servizio sanitario dell' armata. Per la composizione dei medicamenti e per la. contabilità del servizio essi devono attenersi strettamente . alle indicazione del formulario militare. Sono résponsabili della ·COJ1Servazione dei medicinali che tengono in p.rovigione. XXVIII. Gli amministratori ripartiti nei depositi del ma:teriale di sanità, negli ospedali e nelle ambulanze, sono incaricati, sotto l'autorità dei medici direttori e in 'conformità alle regole della cantabilità generale dell' esercito, del servizio amministrativo degli ospedali, ambulanze e depositi di riserva del materiale di sanità e sono pecuniariamente responsabili del materiale che è a loro affidato. XXIX. - Istr-u:don,e. - L'istruzione pratica dei medici, farmacisti e amministratori praticanti sarà afiidata, sotto la direzione dei medici divisionali, ai rn~dici, farmacisti e amministra~ori degli ospitali cl' applicazione.
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I medici saranno specia1mente incarieati d'iniziare i medici praticanti per mezzo di conferenze, eserc-izi clinic,i e pratici, nelle seguenti materie : 1o Regolamenti generali costitutivi dell'esercito. 2° Leggi sul reclutamento e sulle pensioni rnilitari. 3° Disciplina, subordinazione e dover! deD'uftìcìale sanitario. 4° Regolamenti sul servizio sanitario nelle diverse condizioni. 5° Materiale ed organizzazione degli ospedali e delle ambulanze. 6° 'rrattamento chirurgico delle ferite in guerra. 7° Principii d'igiene militare ed epidemiologia delle armate. n farmacista avrà l'incarico di insegnare ai farmacisti praticanti le seguenti materie: l 0 Applicazione del formulario militare; 2° Contabilità. di farmacia; 3° Le manipolazioni chimiche usuali ; 4° La composizione e l' uso del materiale delle fannacie in campagna. L' amministratote sarà incaricato dell'istruzione dci pra. ticanti d'!tmministrazione sul~a gestione, contabilità e composizione del materiale amministrativo in campagna. XXX. - Promozione. - Nella sezione di medicina la promozione al grado superiore degli a.ggiunt i ·è riservata alla scelta per i candidati che avranno superato con distinzione l'esame pratico di medico o di chirurgo curante. La promozione dei . maggiori di zn classe ha luogo due terzi per anzianità ed un terzo per scelta e la metà delle promozioni al grado di principale è riservata alla scelta. Nelle sezioni dei farmacisti e degli amministratori, l'aYanzamento dalla 31\ alla classe ha luogo per an7.ianità; la metà degli avanzamenti dalla seconda alla prima c.lasse appartiene alla scelta. La totalità degli impieg·hi vacant i nei gradi di principale di l a e di za classe è devoluta al turno di scelta.
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XXXI. Gli aggiunti non possono essere proposti pet· l'avanzamento, se non contano due anni di servizio al 31 dicembre dell'anno stesso clella proposta; i medici magg·iori di za e eli l't classe, i farmacisti e amministratori di 3a e di za non possnno essere proposti se non conta!lO almeno quattto anni
di servizio . Questa anzianità eli s0vizio, nece~sarìa. per essere proposto a , seelta, è di tré anni pHr i medici principali, e i fm·macisti e gli amministratori di prima classe; di due anrtì per i. medici divisionari e i medici ispettori e per i f~trma cisti ed amministr~ttori pr-incipali di l a e di classe. Il tempo d' an.z ìanitù potrehbe .essei'e ridotto alla metà : l 0 In 'tempo di guerra e d'epidemia grave per servizio eccezionale ben constatato. 2° Quando noH si potrà provvedere regolarmente ai posti vacanti. XXXII. I medici divisiOJ1ari hanno· l'iniziativa dì tnttt~ le proposte in favore dei meclini, det .fannaei:;ti e degli annninistratori posti sotto i :loro ordini. [ medici ispettori le annotano tenendo ca!colo delle note particolari· dei comandanti. militari di Col'po e lo dil'igono a1 presidente d0l comitato di sanità. . XXXUI. --:- 1Y.lutamenti. - I mutamenti non ·accompagnati da promozione non si famnno che in via eecezionale, in casi specialmE~nte motivati, onde non turbare· la s tabilità di un intirno rapporto tra i membri del personale sanitario e i corpi d' armata ai qna.li sono addetti. XXXIV. - Dlsposzzioni f!l'etnsitm·ie. - Peì' il passàggio dall' antica org·anizazione alla nuova si osserveranno le seguenti prescr izioni : I medici principali di prima c di seconda class.e del quadro a..tJ;na1e saranno promossi nell' Ol'dine di loro anzianità. a i gradi. eli rnedico ispettore . e di medico divisionario, sempre 90n:;ervando i loro diritti acquisiti alla collocazione a p(~n sione del loro attua.le grado. Le medesime disposizioni saranno regolate a riguatdo dei
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farm acisti e degli ufficiali d'amrninistt·azione per la eostituzionc del nuovo quadro. I medici e i farmncisti continueranno a godeee, per le loro pensioni di ritii'O, dci cinque anni che a titolo di studi preparatori fUJ·ono loro accordati co n dc<:rcto 23 marzo 1852, prima della loro ammissione uei gr·acli eli medic.o o dì farmacista aggiunto. Gli allievi dell'antica s e nola del setvizio sanitario militar e di Strasburgo e g li allievi (l'amministrar-ione del ser·yir.io degli ospitali saranno ripartiti ka i diver·s i ospitali tl'a.pl)licazione, e sar anno ammessi nei quadl'i quando aVJ'anno soddisfatto alle condizioni che saranno determinate con apposito rflgolameu to.
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Baviera. Una r ecentissima reale ordinanza stabili pell'esercito bavar ese l' organiz7.rtzione de.l prnssiano, col sistema r egionale a questo proprio, e la. stessa formazione delle strategic.he unità. Al l o aprile 1872 r esercito sa1·à eostitnito eli 8 brigate, distribuite iu 4 divisioni e 2 corpi d'eser cito, e comprenderà 16 r eggirnHnti di fanteria (dì ~3 'battaglioni a '1 com. pagnie), 10 reggimenti di cava lleria (a 5 squadroni), 4 éli artiglieria, 2 battaglioni zappatori, 2 eli treno, 32 battaglioni di landwher, e 4 compagnie ~an i tarie. L'effettivo di gueJ'l'11 si eleverà. a 120 mila. uomini poeo più. li Cot·po sanitat·io stariL agli ordini del jVJedico in capo, che avrà titolo' e grado di generale con tutti i carichi, obblighi, attribuzioni e diritt i che lla in Prussia il medico
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maggior-generale ; avrà dei Medici-gene?·aH (colonnelli é tenenti-colonnelli), dei 111eclici-superz·ori (maggiori e capitani di l a classe), dei jlfedz'ci-stahali (capitani) e dei Medici-assistenti (primi-tenenti e tenenti). Ai Medici militari sono interi ~ccordati i diritti e le prerogative degli altti ufficiali ; i Farmacisti (come gl'Intendenti, Commissarii, Contabili, ecc.) saranno a vece considerati come impiegati militari, con uniforrne da ufficiali ma senza i distintivi a questi proprj ; i Veterinarìi saranno a vece considerati come aventi rango militare. Le compagnie sanitarie mantengono, a quel che pare, la speciale lor0 organizzazione, èhe come è noto differisce sensibilmente dall' ordinarnento dei distaccamenti sanitari dell'esercito prussiano.
(Continua) .
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JUVISTll SCIEf'ITIFIC.I\.
Una lezione popolare di Helmoltz su'i recenti progressi nella teorica della visione. (Continuazione).
LE SENSA ZIONI VISUALI. Fin dal 1826 furono stalliliH da Giovanni lVIiHler i più importapti prin.cipii scientifici sulla nat ura delle sensazioni in genere, principii che non ::;olo furono pienamente confermati da esperienze in tempi più vicini a noi, ma trovarono una più fecond a e più ampia applicazione di quello che il fisiologo di Berlino avef:lse dapprima immaginato. Ess.i por tano molta luce anche nell' argomento delle sensazioni -visuali che l'I-Iclmoltr. t ratta nella seconda parte della sua lezione. È dimostrato che r esscn:ta dc~la nostra sensazione in genere non è già la diretta azione della causa eccitante nelle estremità dei nostri nervi, ma la modificazione dei nervi trasmessa al cer, -vello. Tale modificazione ci si appalesa sempre della stessa ed identica natura, qualunque ne sia il risultato. Sia che un nervo ecciti le contrazioni muscolari, sia che faccia scorgerne un secreto da una glandula, che regoli il corso del sangue o che provochi una sensazione, avviene in lui sempre lo stesso nrovimento molec'alare; l'unita della forza nervosa non ci fu meglio dimostrata èhe aalla bella esperienza di Philippe e di Vulpian, i quali p o. terono far diventare motore un nervo senziente, r iunendo la metà superiore del nervo linguale colla metà .inferiore dell' ipoglosso; l'eccitamento portato all' esteemità superiore che in condizioni normali doveva trasformarsi in sensazione fu trasmesso al tronco inferiore dell'ipoglosso e si tradusse in movimento. La diversità adunque che noi troviamo nei fenomeni relativi ai vari nervi non può dipendere che dalla diversità dell'organo al quale ·il nervo è unito. Il paragone che si è fatto del sistema GùJrnale di Medie. milit. 1872.
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nervoso coi fili di un apparato clcttJ•ico, per quanto gros.'lola no e triviale, è il più opp01·tuno a metteJ'e in chiaro l'ide ntità dell' eccitamento nervoso; noi fili di un apparato elettrico ha Jnogo un solo movimento, la corrente elettrica; ma· n seconda dell' apparecchio in cui essa termina, produce effetti diversi, ora snona un campanello, ora muove un telegrafo a segnali , ora un telegrafo scriv~nLe , ora produce decomposizioni chimiche o fa saltare una rninn. Dictl'O un simile paragono, si può con t utta cortezza stabilii'e il principio che cause e.rJuali sotto condi-::~·om· diverse producono eff'etti dive1·si. È questo un assioma di tale evidenza che vcr·aroente sembrerebbe ora una pue1·ilità l'accennarlo; pure l'umanità dovette lavorare per dei secoli prima d'impossessarsene, prima d' int~nderlo bene, eli sanzionarlo e mettcJ•lo al posto del vecchio pregiudizio sulln costante uguaglianza t1·a causa ecl ef-
fetto. Limitandoci poi a studiare la sola sensazione, tiX?Yiamo anche qui la stessa legge che governa 1'innet•vazione generale; vale a dire il modo di una sensazione può variare, restando immutata la causa eccitante per cui collo stesso ag~nte, noi possiamo ottenere una sensazione di luce, di odore, ·di tatto di mano, ccc. P remesso questo, consideriamo l' occhio come organo senziente. ~on è la ·sola luce capace eU dare all'occhio una sensazione luminosa, ma si sa che ne sono egualmente capaci a nebe molt,i altri agenti'; per lo che la sensazione di luce non si differenzia dalle altre sensazioni !)Cl' le peculiari proprietà della luce esterna, ma dipende invece da ciò che ogni azione che sia capace di eccitare il nervo ottico, •1:\ la sensazione di luce. Solo sotto cer ti rappol'ti l'occhio è più avvantaggiato degli altri organi per sentire la luce; per la. sua sede profonda entro una cavità ossea, esso resta sottratto all'azione dei . comuni stimoli, mentre i raggi luminosi trovano libcwo accesso nell'organo e per . mezzo dell'apparato diottrico per vengono alle estremità terminali del nervo; questi <l'alLJ':t paete gorlono di une~ conformazione molto adatta a ~;en"tiJ'e l'azione dc.i l'aggi lurninari, mentre gli altri nervi non sentono la luce che quando è molto concentrata, cioè al grado da produrne calore. Ecco perchè la sensazione del nervo ottico è per noi il segno sensibile della pres~nza della luce nel. campo visuale e perché so-
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gl'iamo considerare luce c sensm~ione eli luce, come due cosC'l nC'lcessariamente unite anche qu::~nclo realmente limi lo sono ; mentre che ~e si vuole studiare i fatti in t utte le loro· collP.game dobbiamo accorgersi del cont1·ario, cioè non esservi uu necessario ed esclusivo rapporto tra luce' e sensazione di luce. Cerchiamo ora di conoscere le differenze quaWatùJe delle sensazioni di luce cioè le scnsaz.ioni dei colori, e vediamo quanto le oifferenzc della scpsazione ~tieno in a,ccordo colle reali differenze d~l mondo esterno. Le 'ondulazioni che il sole provoca att.ravePso l'eter-e sono di g'randezza variabilissima; vi sono in esse t utte le differenze di onde che noi vediamo nelln superficie dei liquidi, dal leggero increspamento di uno stagno agli alti flutt i dell'oceano. Ma l'occhio umano non percepisce che una data qualità di queste on<lulazioni. Infatti l~ onde di rnagg:ior•e lung-hezza è come non c!.>i.steso:ero per lui, e solo si fan'no sentire sotto forma di calO?·lco -ra.qgiante (raggi invis:i.bili calorifici). Similmente l'occhio non sente l'impressione delle onde più brevi o per lo meno le .sente tanto debolmente che noi f:ia.mo soliii· a considerarle come affatto invisibili 0 dcsignn!'lc col nomè eli ra[![Ji zinvisibib: chùnià. Fra le ondulazioni più lunghe c quelle più brevi, vi sono quello di ntedin ' lu ngl1<~z:r.a, ch iamate da noi onde luminose perchè sono . le sole capaci di agire sull'occhio, ma che non d itn~riscono dalle altre che per la loro Junghc7.za, Godésto limitato ·numero di ondulazioni eteree capaci cl'in!luenzare l' occhio conta pur esso molte vari el<\ di lunghezza ch e son poi la causa delle sei1sazioni c0lorate ; risultando il color rosso dalle 1~n:de più lu nghe, il violetto dalle più brevi, e i colori intermedi,i dello spettro dalle onde eli medin. lunghezza. Benché in massima. si poss~t stabilire che la luce diurna per . lung·hezza d'ondulazioni produca sull'occhio sensazioni pure diverse, merita d'essere notato il fa~to che il num.ero di tali differenze è ben piccolo per l'occhio um ano in confronto dello differenr.e reali della luce obbicttiva, por esempio, la r etinR '1Wn -distingue il bianco risultante dalla luce rosso-scarlatta e verdebÌeu da: quello composto di verde-giallo· e violetto; tali composizion~ danno S•~mpre all' occhio il bianco; fisicamente sono di verse poichè la prima alla fotografia dà il nero, la seconda da una· tinta
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più chiara; di più illuminando i corpi con quelle diverse combinazioni che danno il bianco, i corpi stessi ci si appalesano diversamente colorati. 'l'utte le difl'ct•enze di colo;'e possono ridursi a t re, tono , satu?·azione e chia1·e.iza. Le difl:èrenzo di tono ci si appalcsano tra i colori semplici òello spettro e sono quelle che fanno distinguerli tra di loro. La saturazione è tanto minore (luanto più al colore si è mischiata la luce bianca, perciò la maggjore :>at.urazione si ha nei ·colori spettuali. Da ultimo vi è la differenza di chiarezza. Finchè si guawla la luce color ata la chiarezza .non costituiscfl che nn elemento quantitativo non qualitativo; guardando però il colore dei corpi la cosa è ben diversa ; il nero in tal caso non è più mancanza di luce ma può essere considerato come un vero colore. Tutti i colori composti in rapporto alla sensazione possono in ultima analisi essere ridotti a tre, chiamati dai fisiologi, colori fondamentali e sono, il rosso, il verde. e il violetto. n r idurre ogni varietà di tinta ulla composizione di soli tre colori ha un eh~) dLcarat terìsLico e d'originale che si mette ancor più in evidenza se confrontiamo sotto questo rappor~o l' occhio coll'orecchio. Anche il suono, come è noto, non è che un movimento vibratorio che si p1•opaga per via d'ondulazioni; anche nel suono ahbiamo onduiazioni di -varia lunghezza che danno aH'orecchio sensazioni varie in qualità. Il ner vo acustico può essere colpito simultaneamente da pal'ecchic e d i verse onde sonore, ma nell' orecchio i toni non si fondono per dar luogo ai toni 1nisti, come i colori semplici si uniscono a formare i colori composti; se l'orecchio rimpetto ai toni si comportasse come l'occhio ai colori, la musica sarebbe ridotta ad una estrema e poco attraente semplicità, ogni accordo potrebbe essere sostituito da tre toni uno basso, uno medio ed uno acuto potendo solo variare nella forza. Troviamo invece che un accordo resta immutat o per l'orecchio solo allora che nOil varia la forza dci singoli toni che lo compongono e per determinare l'accordo occorre misurare esattamente la fot~;.a di ciascun tono. Egualmente la natura ftSica di una data luce non può essere valutata che determinando la forza luminosa dei singoli colori semplici che Ja costit uiscono; ma nella luce del sole, di molte stelle c fiamme noi troviamo un continuo passaggio di colori per una infinita serie di gradazioni e per ca-
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ratterizzare dna tal luce ci sarebbe necessario determinare l'intensita di :nn · infinito numero di elementi.' ·In codesto app'rezz'a mento. l'occbio non possiede che una ristrett.issima facoltà, è1uella cio,è 'di discernere la varian:te intensita di solì tre elementi. ' Un musico esercitante sa isola~e coll'orecchio le singole note dì una completa orchestra. Il fisico non 1mò riconoscere immed·iatamepte col ·solo occhio la composizione della luc!3, deve invece -arp:1are l'organo col prisma ;-allora ne rico.nòsce le differenze c con tale finezr.a · da distinguere la luce ehe emana da un astro da g~ella di un altro. Sarebbe eli sommo interesse sturlil).re queU'anomalia non molto rara di certi occhi i quali riducono le differenze di colore ad un sistema am~ora più semplice, cioè a due soli colori fondamentali piutto.sto che a tre. Tale -morbosa condizione di salute è caratterizzata . da una insensibilità della retina al color rosso, l'occhio acromatopo .non distingue il ro'sso, nè h1 varie tinte r'isultanti 'dalia · composizione di' questo colore con altri, non distingue una lanterna verde da una rossa e vede affatto nera l'esteemità ros~a 'tle)lo spettro. lrvra 'Volendo anche restare nel campo della sola fisiologia troViamo c1re· ariche la retina più normalmente conformata rwn va esente da certe paàiali acromatopsie, clobJ)iamo invece riconoscere in quello clelle strane e singolari i.neguàglianze. Pr.ima di tutto ogni occhio normale è cieco al color rosso a\. l'orlo estremo del stto campo visuale ; un fiore di giranio che si faccia muovere all'estremità del campo visuale si riconosce come un corpo che si muove, ma non so ne distingue ii colore da quelio· delle foglie. Tale:\ difetto di sensibiiltà a1 rosso è più manifestp, a quella parte del campo visuale ché è ·più vicina al naso. Sta.ndo anzi alle ultime ricerche di \Voinow vi sarebbe all'estremo lim!te del campo una zona piccolissirha dove difetterebbe la sen- . · sazion:e di .qualunque colore. In secondo luogo il centro della retina, come si è anteriormente notato, è colorato in giallo (maéulà latte"a ) perciò il colore bleu ri.el centro del camtw visuale ci appare un po' più o.scuro di quello che è realmente; .ciò si osserva in modo più evidente colla mescolanza del r•osso e verde-bleu che guardata. dirett amente apparisce bianca, guardata Invece colla visione ìndiretta tira un po~o al bleu. •.
262 Anclle le ineguaglianze cromatiche del campo visuale si compensano coi continui movimenti del globo oculare. Per abitudine noi abbiamo impat·ati a conoscere quali impressioni della vista indiretta corr·ispondano a quelle della vist a di retta o perciò giudichiamo del colore d0i corpi scrnpt•e alla stregua della d iretta visione ; ci fa d'uopo an:.~i di una straoJ•dinaria attenzione di spirito per riconoscere la reale differenza delle due impressioni. La più :;emplicc ipotesi a spi<'garc l'astruso problema della sensazione dei colot·i ci fu data da 'l'ommaso Jonag. Egli ammette esservi ncll'occllio tre sona di :fibr•e nervee; le prime sono suscettibili d'essel'e maggiormente impressionate dalle onde lum inose più lunghe e danno per ciò la sensazione del rosso, le seconde sono E;Ccitate dalle onde di media lunghezza danno la sensazione del verde, le ultime in:fino sentono di preferenza le onde più brevi e provocano la sensazione del violetto. Dal partecipare più o meno che fanno le fibre di un ordine coll'eccitamento delle :fibre di un altr·o ordine ne risulLerebbero t utte le gracl:tzioni di colori sensibili alla retina. Nell'occhio uruano non trovasi, a dil' vero, un fatto materiale anatomico valevole a dare appoggio alla teoria di Jonag. Ciò nulla osta.n tc :Massimiliano Schultze avrebbe trovato nell'occhio di alcuni rettili ed uccelli certe particolal'ità di struttura che colla suddetta ipotesi stal'chbero in perretta armonia. :Nell'occhio di codE-sti animali avvi un certo numci'O di bastoncini nello :-;trato ::;en:sihiìe delht t'ct.ina i quali nella lo1·o estremità r·i volta alla luce contengono delle goccioline oleose quali colorate in giallo, quali in rosso ecl altt'C ancora del tutto incolori. È indubitato che tale aùat~mica condizione dove essere in rapporto col fenomeno delle sensazioni colorate, che la luce rossa troverà più facile acce~so in quei bastoncini che portano colore analogo che in quelli colorati altrimenti, lo :;tesso da clir·::;i per gli aHr·i; in quei bastoncini adunque risiederanno le estremità termin ali dci nel'vi eccitabili al l'Osso, al giallo, al bleu, ecc. Ora possiamo domandarci: È egli poi vero che la qnalita dello nostre· sensazioni, e specialmente delle sensazioni visuali, :::i a una imagine fedele dello qualità degli agenti estct'ni 1 Cet·tamente che no.... Che i raggi del sole si fMciano- da noi sentit•c come calore o come luce non dipende pe1· nulla dalla loro proprietà, ma dall'essere la loro azione dirct'ta :sul nervo ottico o sui nervi
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·cutanei; d'altronde una pressione sul globo dell'occhio, la corrente· elettrica, un narcotico, l'cscisione del nflrvo ottico eccitano ègualmente la sensazione di luce. Alla prima domanda ci sembr-a naturalmente subordinata que• st'altra; nell'interna sfera d'azione qualitativa d·~ì nostri sensi esiste un accordo tra obietto e subietto? La qualità dei colorì che l'f)tere vibrante fa sentire alla retina, dipende· certamente dalla lunghezza delle ondulazioni e il sistema dei colori natti.ralmentc visibili ci permette di r.iconosc~3re una serie di differenze del mondo estei'no, ma è da notarsi che tali differenze esistono realmente in un numero infinito mentre che per l'occhio sono ridotte a tre sole. Si vede c1a ciò ehe la funzione visiva si esercita su di una- estensione limitatissima nella gamma dei colori, mentre che il suo preg·io più eminente è la facoltà eli percepire lo spazio. Sotto questo ultimo rapporto il senso dtà"ll'uclito trova.si in eondi~:ioni opposte della vist.a, giacche mentre è affatto pr:J.yo della facoltù, di conoscere lp spazio sa discernet'e invece un nUcm.ero grandissimo e fìna.mente gr<tduato di ondulitzioni sonore. · Di tutto questo preteso accordo adunque fra In ce e sensazione di luce non rimane in fatto che un solo costante rapporto ed è, ché luce uguale sotto uguali circostanze cceita eguali scnsa't ioni di colore; e la luce che sotto eguali condizioni produce differentir sensazioni di colore e pm•e ineguale. 'Quando due cose .stanno nel rapporto snespresso allora una è segno dell'altra. Dal 11011 aver separato con bastante esattezza il concetto di sef!no da quello d'imagine fu la causa d'innumerevoli errori, di strane e false teorie. In una ima.gine deve trovarsi la riproduzione dell'oggetto copiato e solo a questa condizione si può chiama1'e imagiue, così una statua, un qnadl'O, eec. Gli eccitQ.menti nervosi trasmessi al cervello e le percczioui della eoscienza possono essere' imagini .dei movimenti del mondo estel'no quanto che il loro ordine di successione imita quello degli esterni cambiamenti stabilendo così eguaglianza d'oggetti ad eguaglianza di segni> e questo è pi~ che sufficiente al nostro ìntellctt{> per potere dalla mobile e molteplice varietà dell'universo, ricavare ciò che vi è di uni~Plhe e di costante, cioè la legge. Ma n!)n bisogna andar più ii1 là e a dispetto della nostra ~Osc!enza stessa ehe vorrebbe nersuaderci del contrariei ci è
in
264 giocofor7.a negare assolutamenio un più stretto accordo tl'a lo qualilà della sensazione e quelle dell'oggetto. Se diamo uno sguardo alJa storia delle scicn1.c vediamo quanto abbiano tardato i fisici a riconoscere l'identità della luce e del colore per la sola ragione cho da questi due modi eli unico agente si hanno due di>crsc f:ensazioni. Lo stesso Goethe combatto a lungo la teoria cromatica di Ncwton porchè gli pareva assurdo che il bianco risultasse dalla composizione dei. varii colori che sono più oscuri della luGC bianca. Il miglior mezzo. pet' scioglict·o una I}Uestione irta di tante controversie sta nel formar bene il concetto di certo parole astratto di •m uso comunissimo nella scirnza, ma che finora si sono acccUate in un senso sempre vago e indctt>rminato. Bisogna cioè ft!lsarsi in mente che ]J1"0JWiefti o qualità di una cosa aUro non ò che il potere che ha oggetto di escr'citare certo a1.ioni su di un altro. Se l'azione ha un luogo tra le parti omogenee dello stesso corpo si ha la forza d'aggregazione, so si esercita sulle molecolo di un altro corpo si hanno lo forr.e chimiche e finalmente so sui nostri sensi si hanno le Remmzioni. Noi llarliamo di solubilità per indicare il modo di comportar:!i di un corpo con un liq~1idò, di pe:::o per indicare l'attt·a7.ione di un corpo verso la terra; similmente parliamo di luce quando col pen::~iero tacitamente premettiamo che si tratti del modo di comportar;::i di un agente esterno ,·orso un occhio normale. Ma se e vero che cio che noi chiamiamo proprietà è sempre il rapporto di duo cose, sar1ì allre~i vero per logica conseguenza che l'ofretto non dipenderà semp·•o cd unicamente dalla natura del cor'po che agisce ma anche dal corpo che riceve l'azione. Questa veriÙl non ora sfuggita a qualche forte iutollctto in tempi nntPJ'Ìori ai nostri; fu presentita da Lokc e da Kant; ma in allora occorreva una podcl'osa forza d"asn·azione pe1' comprenderla, mcntr·o orn. si è resa evidente a tutti mcJ'cé la scienza sperimentale. Oa questa digressione sul mondo degli astratti facciamo ritorno ancora allo screziato •·cgno dci colori cd esaminimnoli nello lor•o pt·opn:etlt come segni sensibili dello este1•ne qualità siano queste della luce oppure dei corpi che la riilett.ono. A questo "rigunrdo dobbiamo riconoscere che la facoltà visiva lascia molto a dcsidorm'o; la sua imprl:lssionnbilità ai colori non è ugualo in
tutto ìl Gampo r etinico ma anche qui la gra1'1dc mobilità de!Poc. chio compensa il difetto. È da notarsi ancora che affaticando l'occhio l'intensità dell'eccitamento subisce notevoli modificazioni, n:fa anello tl questo inconveniente rimedia la mobilita dello ~guardo h\ f1uale fa sl che l'esaurimento della retina sia equabilmeme dil:ltr'ibnito in tutta l'estensione del suo campo, impedendo così la formazione d'imagioi ·consecutive, fantastiche, circoscr itte. Con un eqLÙtbile esaurimento nervoso della retin<t il vicendevole rapporto di chiarwta. e di colore degli oggetti rimane lo stesso o l'esaurimento non cagio.na tutt'al più che un indebolimento di luce. Queste considera7.ioni ci conducono naturahn('nte a studiar·e le differenze delle nostre i magini Yi•mali che dipendono dalla differep.te illuminazione degli oggetti che ci ciecondano; e qui si prel;lentano nll' esame del fisiologo :fatti somrnamcnf,e interessanti ed istruttivi. Noi vediamo gli oggetti del mondo e:>ternp sotto una luce molto variabile che si può graduare dall'abbagliante luce del sole nl pallido raggio cl ella luna; la prima 150,000 volte più intensa della seconda. Anche il colore dell' ill.unùnazione può notevolmente cambìat·e, sia che si adoperi la luce artificiale i11 cui predomina il raggio rosso, sia che la luce penetri aLtra...-erso un verde pergolato o per finestre munito di cortin o colorato. Sappiamo inoltre che il colore apparont,e e ht chiarezza dei co1'p i illuminati varia col colore e ]a chiarezza della luce. Se noi ad esempio illuminiamo il cinabro eou una ' luce mancante dei rag·gi rossi, questa. sostau;-.a ci apparirà ner':~. l~ un fcnomeun ben singolare che mentJ·e ciò che ci interessa per la vista ò di poter conoscere e riconoscere i corpi che ci attomiano, Parissime volte volgiamo la nostra attenziono sul modo con cui essi cor·pi sono illuminati... Eppure ciò che vi ha di co;;tante nel colore di ~n eql'po non é la chiat'C'ct.a o il coloramento della luce che ci manda, ma bensì il rapporto tra l' intensità cl egli elementi se,mplioi variamente colorati di codesta luce o l' intensità dei relativi elementi della luce da cui il corpo è rischiarato. Solo questo rapporto è la vera cspt'essione di una costante qunlità del corpo. :Premesso questo e pa._t'tendo dal punto di vista puramente teoretico non esitiamo a dire che giudicare· del colol'e di un col'po sotto variabile illuminabione dovrebbe essere per l'occhio un lavoro della più disperante difOcolta. Considerata la cosa dal lato
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pratico tt·oviamo invece che ~iamo capaci di conO:$cere il colot·e di un (~Ot'pO con ~;O'l'PL'O nd ento sicurez?:a o .[ll'ccisione sotto le pili variabili condizioni di luce.. Uu foglio di carla bianca C!!posto ai raggi della luna o in rcalta più oscuro òcl • elluto nero illuminalo rlal sole; pure non c'inganniamo sul colorn eli questi duo cOt'pi, anzi non è fMilc per noi riconoscere che un cot·po grigio bene rischiamlo dal solo prende lo ::;tesso coloro di un co1'po bianc·o ombreggiato, in,•cce conosciamo con• una ~ola occhiata ~en za difficoltu alcuna cito il colore nero di una cat'ta bia nca ombrcggialù ò lo stesso di quello di un'altr·a forlcrncntc illuminata. 'l'uli fatti ci autorizzano ad ammettere - e l'ipotesi è giustificala da certi fenomeni di contrasto - ch" Ja luce del bianco più pul'o ci forni:.rc la misura per gindictlre i corpi meno illuminati. Dni tilerlc:;imi fatti ora ricot•dat.i ci ris ulta ad ovidell'l.n com<' per abitudine noi abbiamo re;:o indipendente il nostro giudizio dci colori clnlla intcnsita dPll' illmnina~ione o come egualmcnrc ci siamo emancipati dall' infiucnza che esei'Cila lo speciale coloro d• lla luco illuminante. È puro degno d'attenzione il fenomeno per cui noi se11ariamo affu.tto il colore di un cot•po trasparente che sta dnxanti un oggetto da quello dell'oggetto stes..;o, di vid.iamo l'un dall'altro i duo colori bencho giungano alla J'etina già commisti. Se, ad esolUpio, ci mettiamo n g uaedare attravct•so un velo vcL'Ùo degli oggetti ùianchi la di cui luce mista con quella verde del velo dovrebbe ~sere un po' vertlaskn, quegli oggoLti si vedono invece tiut i in l'Of'iliccio, cioè del coloro complementare del \'C l'dc, tante• comvletamente noi l:lcevef'i amo la luce che appartiene al velo <la quella degli oggetti veùuLi utt1·averso il medesimo. Conchi udiamo da qunmo precede che lo qualilA delle nost1·e seusar.ioni visuali non devono J'i sgm~nlat'si elle come alt,reLtanLi segni della l uce o dci corpi illuminati, nè dobbiamo acco1'<iat loro ana maggiore obbiettiva importanz.a. :Ma vi ha di più; la camLteristica inlisponsabilc ili qualunque sistema di segn.i, la co~tanza, è uu n qualità che le nostre sensazjoni pos:;odono soltanto enlro· certi limiti e con molto lacune ; né noi pot1•emmo rnenarnc gnm vanto, ma accontentarsi inYeco che in circostanze eguali per oggetti eguali le no!!h'e sensazioni nascano in modo pure uguale. Ma d'altra parte è degno di tutta la nostra ammit"azione il fatto che acl onta di tutta l'incostanza e infcdoltà delle nost.re sensa-
267 zioni la funzione visiva sappia. cos't bene adempire al suo còmpito che è quello di conoscere in maniera costante gli eguali colori dei corpi. Da. questo mobil8 c oscillante :sistema, oscillante a seconda della luce, a :;econda . del vmiabile esmll'imento della retina, a seconda delle val'ic porzioni rli retiM colpite, noi sappiamo cavat• fuori l'elemento costante, il colo1'c dei corpi che corrisponde ad una immutabile qualità della lot•o ::;uporftcie, o tutto questo noi otto· niamo non con nn lungo raziocinio, ma con \lna istantanea e in· volontat•ia. evidenza. Ciò che noi abbiamo trovato d' imp01·fezione ed ineguagliauza nell'apparato ottico diventa cosa inappre7.1.abilo in confronto alle incongt•ucJtze in cui c· imbattiamo tutti i momenti nel dominio delle sensazioni. Si dit•ebbe qunsi che la natura si è compiaciuta delle pi[t ardite contraddizioni per distruggere quel sogno che uoi abb!amo per tanto tempo vagheggiato ~ull'armonia prestabilita tra i due mondi esterno ed intemo.
Dott. P RET1'f.
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RIVIST1\.
n•
-GIOII~ A-LI
Sul valore dell' innesto .cutaneo. (JA.con ~IEILBERG). L'innesto .cutaneo nei paesi dove' si è maggiormente praticato, come in America, in Inghilterra, in Germania, ha suscitato un generale inte_resse e fu soggetto. di studio in moltissime cliniche. A Berlino i primi esperimel'lti si fecero all'infermeria delle gangrene nosocomiali, ma furono in appresso proseguiti in tutte le baracche ed. ospitali della.' città. Si può dit·e, senza tema d' es(\gerare, che in ·nessun altro paese come in Germania .si :sperimentò l'innesto cutaneo.su così vasta scala; ed il dott. Heilberg che in qualità di medico · all'infermeria dei gangrenosi, ebbe occasione di·osservar.e ben. ZOO operazioni ·rìtiscìte, ci da alcuni -cenni sul risultato di questo nuovo trovato ter:apeptico, che in mezzo alla gl'ande sconcordanza. d'apprezzamenti che Teg·na in proposito nelle nostre scuole, meritano di essere riportati. In quanto alla grande:cta della pelle innestata, tra t utti i casi dal predett-o professore osservati, la maggior · porzione che si potè trapiantare e far aderire. fu un lembo rotondo del diametro di tre centimetri su di un'ulcera . alla gamba. Il paziente fu poscia presentato :alla societa dei naturalisti· in Bertock. Tutti i tentativi fa~ti su pezzi cutane~ di 4 e di 5 centimetri fallirono èompletamente: · La pròbabilit!1 dell' attecchimeni;o pare stia in ragione inversa della grandezza del lembo esportato. Senza pretendere una precisione matematica, si può ammettere che un centimetro di dia:metro rappresenta la grandezza più fa.vorevole per una buona riuscita, . A dir vero ant.:he lembi maggiori fino a 3 cei1timetri attecchirono, ma con ·molto stento. È molto difficile esercìtm•e una equabile precisione su tutta la superficie; spesso l'innesto non riesce e soprayviene la gangrena o totale o parziale della par.te innestata. Si formano delle flittene o dei processi secretivi agli orli
ad
269 o al centro e ben presto ci avvediamo che anche nei casi i più fortunati quello che si ottiene non compensa la fatica. È da osservarsi ancora che i grandi lembi di pelle lasciano estese perdite di sostanza c difficilmente guaribili sulla parte dove. furono esportati. In .un caso, due pezzi di pelle della lunghezza di 5 centimetri esportati alla regione dei muscoli, tentato anteriore, laciarono due ampie soluzioni di 7 centimetri, che impiegarono non meno di tre mesi a guarire. Da ciò·si vede che per le operazioni plastiche propriamente dette nessun vantaggio dobbiamo ripromctterci dalla trapiantazione cutanea, poichè in questa non si può aver buona riuscita che con molti pezzi d'innesto piccoli ed isolati. Ma se pure la trapiantazione cutanea non può trovar posto nelle vere operazioni plastiche, dessa sarà sempt·e ·usata con vantaggio nel trattamento delle piaghe ed a questo riguardo d-c~e considerarsi come un vero· mezzo tera1)eutico, come quella che adempie a due importanti indicazioni, cioè di parlar sollecitamente a guarigione la piaga, in secondo luogo di render la cicatrice molle e cedevole. Una superfteie geanulante piglia il sno involucro dall'epitelio che gia esiste nei suoi dintorni e per facilitare la cicatrizr.nzione si formano tante isole artificiali d'epitelio che sono tanti punti di partenza del nuovo tessuto cicatriziale. Vedesi chiaramente che in tal modo si guadagna molto; una piaga granulante di :i a 4 centimetri sotto favorevoli circostanze abbisogna di 4 o 5 settimane per giungere a completa guarigione. Mediante ripetuti innesti si· può farla guarire in dieci o dodici giorni. Se nel trattaménto di una piaga il chirurgo non si propone altTo oggetto che di ottenere una sollecita guarigione, il miglior mezzo è quello di scegliere piccoli lembi di 1/'- o % centimetro di diametro. Se però si desidera ottcnel'C una cicatrice arrendevole , si devono 11referire lembi più grandi, come di l centimetro circa. Ciò fu fatto con felice riuscita in molti casi di monconi per amputazione trattati nelle baracche di Berlino, e l'autore ricorda ad esempio un caso; trattavasi di una estesa perdita di sostanza per ferita da granata alla gamba. L' ampiezza della ferita non dava speranza a guarigione, e cominciò a cicatrizzare soltanto dopo trentacinque innesti.
270 Dopo le cauterizzazioni consecutive a grandi operazioni di cancro, come pure alle piaghe delle gambe, trova l'innel'to cutaneo, un'applicazione utilissima perchè risparmia al paziente dei grandi dolori. Solo si raccomanda in questo modo di trattamento di fare attenzione che vengano innestati molti pezzi e di ripetere l'innesto ogni tre giorni fino a completa chiusura della piaga. Ma dove s'andrà a 11renclerc tutti quei lembi~ l malati , o fra questi le donne specialmente, non dcs.idemno rertamente eli restnro col loro corpo tempestato di cicatrici. Infatti sul luogo dell'esportazione si formano di solito cicatrici piuttosto appariscenti, prima bluastro, spe::;so rialzate, in segui lo più bianche, che corrispondono in grandezza :>j lemhi di pelle esportati; d' altronde. dobbiamo guardarci dall'esportare la pelle sopra luoghi gia intaccati altre volte. ·Nelle grandi cliniche questa ripugnanza dci malati non è un grande ostacolo all'operazione, concios::;iachè si possa approfittare della pelle di un memlwo amputato di fresco; n è maggiori difficoltà s'incontrano cogli uomini o colle vecchie operate di cancro alle mammelle o affette da ulceri <•.lle gambe. Altl'i malati accondiscendono volonticri dietro un indenniz?.o in denaro. • Anche le fet•ite possono essere ridotte in g randezza mediante la sutut•a da praticarsi subito dopo l'esportazione del lembo. Riguardo al tecaicismo dell'operazione non vi sarebbe che da ripetere quello che fu detto tante c tante volt.e; una sola cosa merita d'essere qui raccomandata ed è di stropicciare le granula:doni con nn pannilino fino a cruentarle, fermar poscia l'emorragia con acqua fredùa e r·imuovere i conguli, in tal modo si prepara meglio il terreno per l'innesto e i lembi innestati quasi tutti attecchiscono. Si fermano i pezzi con empiastro inglese, si sovrappono un cuscinetto di empiastt•o comune onde fare un po' di prcssiollC e si fissa il tutto con striscie di cerotto che si levano al terzo giorno. Molti sostengono che l'innesto cutaneo non ha dato alla chirurgia quanto a tutta prima pareva promettere. Comunque sia rartc nostra deve essere riconoscente al medico francese Revel'din poichè in fatto la sua invenzione ha portato un vero giovamento all'umanità ed ha. fatto progredire d'un passo la scienza. (Berlin. l{linische Woclt .)
271
Sui rumori del cuore.
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Nella diagno>Ji dei vizii valvolnri i medici poco esercitati incont.rano serìe diillcoltà a determinare quella fase eli movimento cardiaco che coincide ad un rumor e. In certi ca.si anche i mcdici provetti non possono sdebitarsi con un drcisivo giuòi~io. Anche gr indizii che ci clanno i varii autori di trattati non concordano pienamente in cel'i,i punti. P er esempio un rumore chiaro percepito all'apice del cuo1·e che ft\Ccia pass.'lggio in un tono molto - accentuato, tal volLa metallico è ritenuto da molti come sistolko dipendente da insufiJcicnza della mitì'ale ; mentre alti'i non esitano a crèdedo pre;;istolico o diastolico e perciò come segno pat.ognostico di stenosi dcll'ortio nervoso sinistro. Wcbcr ha dimostrato esl'crtl impossibile di ascoltare simultaneamente j battiti del cuore e sentire il polso ; e dice nella stessa guisa che ci è impossibile di percepire colla coscienza nello stesso tempo due divcJ':;e sensa~t.ioni dell'udito c della vista, così. non possiamo attenflere !~imultanoamentc alle due cl iffercnl.i impl'essioni dell'udito c del tatlo. A scopo medico però noi proviamo un tono del cuore od un rumore sulla coincidenza col polso delle caDotidi o dnll' apice. Il difetto di questo metodo non pregiudica molto qnando si ha da giudicare su grandi different\C di tempo non così per le piccole differenze che allora il difetto si fa sensibile anche p er gli ascoltatori ci:'r.rcitttti, come per esempio nel · caso di rumori che precedono o seguono immediatamente un tono. In tali casi per controllare le os~ervaz ioni dubhie il dottore Ganbron suggerisce di procedel'P. come segue. · ' Si fa in modo che l'arteria traRmetta il suo movimento ad un cuscinetto e da questo per mezzo d'un asta ad una lunga leva metallica sensibile; questa i'ollevata dal polso va a toccare colla . sua punta una lamina di platino chiltdendo una catena galvanica di un ~ppacato t}!ettrico munito di campanello. In tal modo le due diverse qualih\ di sensazioni di tatto c di udito sono ridotte ad una sola qualih\ cioè il solo udito, esposto il suono del campanello ·in coincidenza ùel polso, e si può con sicurezza valutare nei suoi rapporti di tempo coi toni e coi r umori del cuore giacchè si sa cho noi possiamo disti.nguero rettamente i toni divisi da %o di secondo. (Be1'line1· l(lin. Woch.)
..
Ancora s ul Cundura ngo .
La storia di questo medicamento tr•ovasi ora in quel burrascoso per•iodo cho ogni nuovo tr'oYato terapeutico deve attr·aversare prima d'essere universalmente riconosciuto benefico all'amanita. Una c::;agorat.'\ buona fede, e la sordida speculazione o l' avver><ionc alla novità se lo contr·astano a vicend a ~or portat•lo alle stelle o condannarlo all'ostracismo. Giustamente diffidenti, lant.o delle lodi come dello recriminazioni, non troviamo di meglio che riportare puramente le osservazioni su casi pratici trattati col nuovo medicamento. li goYerno degli Stn.ti Uniti, nell'intenzione di scever•are i{ vero dal falso su· quanto si è detto ci!'ca alla virtù medicamentosa del Cundurango o porre un freno all'avidità degli industrianti, iucaricò i modici dell'ospedale di New- Jork a faro esperimenti ed a riferire in proposito, cù è il giornale eli Kcw- Jork The medical 1·ec01·d che riassumo como segue il rappor to ufllciale di rtuella Conuuissiono medica: li sotlo:;crilto comitato al quale, por iniziativa del ~iinistero dell'interno peiTenncro alcuni pacchetti di un nuovo medicamento conosciuto sotto il nome di Cundurango c designato come curativo con tro 'l e .-arie forme di cancro, l'ifor·isce quanto segue sul risultato degli esperimenti. ll dottore Joh Dole di Amher·it J.1assnchu riferisco: una donna di 44 an ni con due fig li ot•a affetta da cancro nodo~o alla mammella de!ltra. Il tumore era aderente allo co;,tc cd occupava uno spazio di 3 o 4 pollici quadr•ati, dalla superficie clei nodi era seg regato nn liquido siot•oso ; alla r egione ascellat•o o sopraclavico· lnre destro. si sentivano alcuni t umorctli che si estendevano sul pleoso bronchiale o provocavano per· tutto il braccio dolori lancinanti, insoppo1'tabili. Alla mammella sinistra un poco atrofizzata si sentiva pure un tumore piuttosto Ju ro. L'affeziono datava gia da due anni e mezzo e pat•cva fosse insor ta per causa traumatica. Qualche anno prima che si sviluppasse il cancro l'inferma soffriva di gravi emorragie dell'intestino retto, emorragie che furono radicalmente cuJ'ate. n cancro fu trattato col Cundurango. Sugli cOètti curativi di quc:>to mezzo il medico curante ci dà r isultati negativi. ·n medicamento fu somminish'ato sotto forma
273 ~i .decozione in ragione rl i 80 geani di corteccia polverizzata ; due
volte al gior·no, a lle otto del mali ino c dnr ore dopo il pennzo. Al terzo giorno di cura r anunalata a:;getinl. di senti_rsi all'atto libera dagli uti·oci dolori che la teavagli1\Vano tanto alla mammella sinistt'a. I <loloi'i non r itornarono l)iù. AJ quinto giorno comparvero dellt> gr·anulazioni ~mll' ulcera cancet•osa che ben p~·esto im1'a'tirono l'af:petto di nna ping<l. normale. Il brru:c:io destro cominciò a g()dcee di. muvi ment i J)iù libcl'i. Pe1'ò i fono~ meni costituzionali rcslarono immutat.i, rome immumti t'estarono l'appetito, il pol:;o, la respi:•azione e !a tem peratura : ven(1·e costipato. I dolo1·i noveaJg·ici lontani dal tumore si mantcn,,el'o sempre colla !;Ll;i<::-il fm'ì'.n l an t.o .-l n t'ich i <~dN'C l'uso rlcgli oppiati : t utto i l corpo dell' inferma h':Hn ~udanl uno specinle odore ca.d~Yorico, il quale e!';alnvn anche in notevole grnclo daìle Mine. J)ietro ogni amminis~ì'azion c del medic:1.men to iut<orgcva una grande inquietudine rhe durant poi da dnc a tt·e ore. ~on ostante la cura fu egualmente coutiuoata per 19 giorni con una dose quotidiana di H'iO grani di Cu ndurango. D dolore alla m~tmm o l la sinistra totnlmcnte svani t.o, miç,;liornto l'a~pctto clell'nlcera, il br.1ccio destro fatto!<i più mobile e am\tto indolente. L'appetito però manaa:va aff:'l.tto. Dole non fu mol1o l'cne impressionato sull'azione
generale de.l medicnrnento, mtt. trovò una singoln.r·c eoinciclcnza del suo u,;o colla mitiga~i one dei fenomeni locali. Non nwlc perciò avanzare wnclusioni azzardate; credt> tutt.a via che quanto fu da lui osservato <>ia sufficiente ad incol'nggiare i. p1·atici pN· ul'teriori sporirnentazioui. L 'ammalata m01,.L colln cachessia cane l'osa; l'aS]?etto d.all' ulcera ~i mantenne semJH'C buono' lino alla morte. Il dottor F . A. 13lll'l'all. l'ifel'iscc da No,,·_York che il Cuudn-
rango f tl da lui ~ptn•iment.atv in un cn:>o di cancr·o rodente all' orecòbio si ni:>tL•o. L'ulceea uvo,·a di:>trutto la p:1.rie posteriore dell'elice ed i teglllncnti vi<'iui della t.c:>ta. L'amn1alato si carò .dapprir,xut con una sol uzione M.quosa d'acido fenico, tannino c g·liccrina: Dlll•ante le sci settimane in cui fu impiegato i'! cundurango sotto forma d'infn~o, l'ulcerar.ionc ralleorò i suoi guasti. ma progredì sempre. L'uso del Cundut·ango ;to:J re nascere alcuno appt·ez~al:!ile fenomeno.
Il dottoe EL B. .lands di ~c,,·-Y ork scrive che egli limitò le sue esperien1.e reinti•e al C'mtdm•ango in on solo caso nel rruale feqe prendere ,il med icamento pet' 14 giorni di lieguito. Gior·nale di Medie. rnilt't. t8T2. 18
274
Il pa7.iente soffriva di cancro al retto, quando egli incominciò la cura il cancro era già ad uno ~tadio u..vanzato e si erano già fatti degli stringimenli; sembra che diett'O fuso del medicamento i tumori cancerosi sieno amnHntati di volume cd altri di simile natura si svi lupparono nella cavità pelvica. L'ammalato vive ancora e v uole insistcrH nell'esperimento. Il sottoscritto comit.o'lto, dietto questi r apporti, non può dar conferma allo voci esaget•ate che si sono sparse sull'azione anticancerosa del Cund urang·o e si l'iserva solo a dichiarare che i risultati ·fino ad ora ottenuti possono appena auLorizzarci a consigliare i pratici prudenti e conscienziosi di proseguire negli studi onde poter conoscere il vero valore di tale scoperta. GuRnoN Bucrc F. M. MARKOE. \ V . H. DM.PER.
Glicerolato calcare anestesico per la medicazione delle bruciature, del dotto1· DE BRUYNE. Durante il nostro Inte'rnttto negli spedali civili di Bruxelles, ahbiamo avuto occasione di impiegare successivamente i numerosi agenti topici raccomandati pel trattamento delle abbruciature. Tanto l'acqua fredda come i miscugli i più complessi, la semplice compr-essa di cera, le fasciature le più vantate furon successivamente l'oggetto dolle nostl'o prove. Come dovevamo aspettarci, tutti questi meni erano dal più al meno utili fino a quando non impedivano in maniera intempestiva, l'evoluzione ordinaria dei' sintomi, cioè fin o a quando ossi non agivano c)lo come calmanti del dolore e preventivi degli accidenti susseguenti. Il linimento oleoso calccwco, tan to prcconizzato da VELPE,\.U, ci sembrava ancora realizzare queste condizioni, ma. il suo uso abituale ci tolse a poco a poco la nostra deferenza a suo riguardo. Dal lato delle apparenti qualità, il linimento calcareo ha molti difetti, che sono lontani d'essere compensati da ·u n valore terapeutico reale: quale beneficio pos~iamo infatti ottenere da un olio grasso su una parte rubificata, denudata, gangrcnosa, allorquando sicura mente non si pensa di applicarlo sopra una risipola, una
27p piaga, una contll$ione ~ Di più questo linimcnLo non è per nulla una buona e bella preparazione. Esso irrancidisce e si alte ra con fMilità. all'aria e per il calore del corpo; in contat to colle lesioni, non tarda a rendersi del tutto insopportabile l'odore ben conosciuto della suppurazione delle bruciature, c necessi ta di bendature f1'oquenti che son controindicate; esso è infine un medicamento disaggrarlcvole ad impiegarsi, che passa lo fasciature, e sporca tutto ciò che tocca. 'Ma coll'olio d'amandorle dolci, al quale solo si volgono le nostre recl'imina;::ioni, noi abbiamo nel linimento calcare un elemento incontrastabilmente efficace, l'acqua d1: caice. Agente risolutivo , detersivo, antisettico, esso trova la sua applicazione in tutti i gradi di bruciature. È ad esso, noi non ne dubitiamo, che il medicamento di VEr:rF.AU deve la sua voga t radizionale. · L'acqno. calcica, applicata in compressa su le parti lese, dà i vantaggi che $Ì è in diritto d'aspettarsi d'un medicamento. LeggcT'tnentc astringente , essa tempera più sicuramente che l'acqua semplice , l'intensità della fiogosi ; essa ~pegn o 1' ·infiammazione, previene una suppurazione esagerata, essa mantiene le piaghe umide, e rossé e nette; essa possiede infine come assorbente la proprietà di purificare l'atmosfera delle parti malat.e. Sfortunatamente, non di più che il linimento, essa non ha azione ir,nmediata sul dolore, sintomo importante, principale alle v:olte, che si tratta sopratutto di comhattere; ma inoltre, il sistema . delle compresse, esigendo il riposo, l'inazione del malato, e delle cure continue e dolorosP- presenta cl(~lle difficoltà che lo t•endono il più spesso impraticabile. Il problema, per togliere questi ultimi inco nvenienti, dalla no. stra pratica, riducesi a mettere l' idt'ato di calce in un veieolo .applicabile sopra i pc:~.zi della fasciatura, a modo di linimento, potendo conservare, senza dover essere tr·oppo ;;pesso rinnovato, · la flui dità. dell'acqua, cd essere combinato con un agente sedativo degno delle suo promesse o della uo~tra fiducia. Questo veicolo tanto desiderabile noi lo possediamo, perfettamente studiato, dliscusso, provato, raccomandato da autorità celebri. Noi facemmo un miscuglio di gliclrina e di acqua di calce, nelle medesime proporzioni degli elementi dell'olio calca.re, e vi aggiugnem mo una certa quantit.ù di etere cloridrico colm·ato . . Questo prhno saggio non ci soddisfece, ma la modiflcazione che
276'
rimaneva a farsi era completamente indicata. La nostra. prescr-izione era quasi liquida come !"acqua, e pertanto di nn' applicazione cosi difficile c sgr-adevole come tante altre. Soppl'imendo l'acqua totalmente ottenemmo un glicerolato incoloro, trasparente, eli una con;,i:;tenza siropposa, eli odore gead·evole, e eli l'cazione alcalina, ::;econdo le dosi dell'idrato di calce. Il clorur-o di calcio raccomandato da LrsFRANC pel trattamento delle bruciature dà una preparazione analoga ; esso é solubile nella glicerina come l' idrato e come tutti i d o1·nri alcalini. )vla noi abbiamo data la preferenza alla seguente formola, che ci diede migliori risultati in tutte le occasioni : Idr-ato di calce di fresco precipitato . . 8 grammi CaCl + T< O, HO = KCl + CaO , HO 3 » Glicerina .. ·. .. . . . . . .. . 150 » Riscaldasi leggermente, e si aggiugno Etere cloridi·ico clorato . . . . . . . . . . . 3 » Quest'ultimo prodotto può evidentemente essero rimpiazzato rlal laudano o da qualche altro stupefacente. Ma dietro le spe1•ienzo tli AltAN, di Guur.RR, di LEFI>JIV[~l>, c }f) nost re noi gli diamo la preferenza. L'etere cloridrico clorato, o il biclorm•o dì etilo è appena volatile ; non è irritante, o in contatto collo pat"ti doloro;,c non tarda a produrre ht insensilJilità, la rmestesia topi ca. Stùlc superficie alter·atc 8i applica una compressa di tela fina, abbondantamenLO imbevuta del glicr,rolato calcat·e anestesico. Immedia:tcmonte al disopra Ri mette un pezzo eli baudruche, di taflètà .impel'meabilt• n anche di flanella. Si ottiene così una occlusione peefetta, e noi preveniamo l' evapO!'azione del liquido medicamentoso. La rnrdicatu1'a è completa come all'ordinario, secondo la sede delle bruciatm·e. Noi siamo por:;uasi clte questo linimento può trovm·e buone appliea;,ioni in diversi ca~i di chiru rgia. Noi non esiteremo ad impiegado sulle piaghe Ili cattivo aspetto, sulle ulceri atonichr,, caliose, fungose, e sordide, non elle sulla gangrena senile, modificando, se0ondo il caso, la do:;e dell' anest.esico e dell' idrato calca t'e. Ceno malaHic cutanee, e sopmtut.to le forme secche e squarnmose, accompagnate da pl'llrìto clevonJ a nch' e;:;so ·Lrovar·si fa vo-
rovolmente innuenzate dall'uso locale della. glicerina, combinata alla calce o all'etere cloridico clorato. (.Toumal de mrfdictru; de B1·uxclles, février 1871).
Sulla conservazione dell'acqua nei serbatoi di zinco, di Zt~[tEK .
L'autore ha riconosciuto che l'acqua conservata Mi recipienti di zinco discioglie tanto più ùi cluesto metallo quanto è maggiore in es8a la llresenza d i combinazioni di cloro, c.ome, pe1' ('Sempio, il cloruro di sodio, ed anche quanto è più lungo il contatto. L'ebollizione non precipita I)Uesto zinco disciolto, nH\ al contrario se ne au menta la quant ità, se ~~nello zinco che il liquido è sott.oi11esso all\lzionc del fuoco. In un' acqua che contencnt una debolis.~ima quant.itA. dì cloruro, ma che aveva lungo tempo soggiornato nello zinco, l'autore trovò una proporzione di l gr. 104 di questo metallo per litro. J>m: evitare quest'inconveniente, così nocivo alla salute, l'autore consiglia di intonacare r interno dei bacini c dei rcc ipien~i di zinco di una buona vernice all'olio, a base di ocra o di asfalto, ma esente di minio, di cet•ussa, o di bianco di zinco. Pel trasporto semplice dell' acqtta di bevanda, che non abbia a soggiornarvi troppo a lungo, i vasi di r.inco possono dunq ue servire ; ma non potranno mai senza pericolo esserò impiegati come pentole a cuocervi liquidi nei quali si kovi del sale comune.
La statistica medica della Lomellina pel dottor ·GrcsEPPE Son.MANI, medico militan?. La scienza medica, tutti lo riconoscono, quantunque ~ppartenga alle scienze fisiche ossia positive, pure non ha ancor troYata la sua base certa e sicura, non ha ancor r aggiunto quei gradì di. precisione, cui t utte le altre scienze natm•ali, ariche molto piu giovani di lei hanno già attinto. - La causa. dello enormo svantaggio di questo sublimissimo ramo dell'umano sapere infra le scienze sorelle sta evidentnmente in ciò, che il metodo d'osservazione,. che è il principal mezzo di studio in siffatta materia,
278 non fu mai applicato alla medicina colla, dovuta precisione e ser ietà . - Anche la metco1'ologia, anche l'astronomia, sono scicnzo d'osservazione, ma che cosa fecero fin do.l principio i cultori di questo scienze 1 Fecero annotazioni esatte e numerosissime, e le raccol::;ero in centinaia di volt.t rni. Che cosa fecero inveco i modici da I ppocrato fino a noi~ Osservarono migliaia di migliaia Ili malati, ma affidarono tanto tesoro di fatti alla loro labile mcmoria, cosicché l'csperien;:a laudabilissima e faticosissima della vita int~ra di tanti dotti medici andò perduta colla loro vita. Aggiungasi ancora che, se per conoscere una legge in aslronomia bastano- dicci. fatti simili esattamente annotati, in meteomlogÌlL bastano fot'l;c cen(o, ma in medicina sarC'bbe ancor poco un milione d i fatti. - Ciò dipende dal genio llpecialc della scic n ~a. Or hone ò tempo che si ponga un limite a questo spl'Cco di forze, a questo sciupio di capitale scientifico, a questa ereditata noncuranza ; è nccessm·io pertanto prendere pot· san ta abitudine quella rli tener nota dci fatti mano mano c...<:Si accadono. -- La fatica e molto lieve in rapporto dei gt·andi -vantaggi che so ne possono ritrart'e. - E sempre il metodo classico della scuola ippoct•atica, ossia l'ossorvar.io1te, alla quale viene in aiuto un volgare s ussidio, un lapis cci Utl foglio di ca1·ta. -- O•e poi lo annotazioni siano fatte con esatte:~,:~,a, con coscienr.a, :;enza lncunc od interruzioni, o dietr·o uno f;pcciale indirizzo dà tuLU o da molti seguito, allot•a viene in iscena uno s~udio profondo, che basa s ullo. Jilosoflt1. induttiva, e quasi arte divinatrice estrae dalla somma dei fatti le leggi che li governano. Ecco le IJasi certo della scienza esatta; rtnello basi che ci mancano anco1·n. Egli è par·tendo du (1uosii concetti che mi è venuto in animo di tc nlaro l'applica?.ione di questo metoclo primamonte fra noi, che siamo francamente maturi a "tui.ti quanti i più recenti progressi dello scibilc medico- chirurgico. T uUi i medici esercenti la nobi le loro professione, ma specialmente i medici condot(i, sono chiamati a quest'opera vet•amento fratet'na , e llOmmamentc umanitaria. - Par>e finora. che nl medico in condotta fosso ch i u~a la via a contribuire all'incremento di quella scienza, ch'egli professa. Ecco Ot'mai con questo me7..7.0 spalancata anche a·l medico, che più di tutti affatica nell'm·te sal utare, la gloriosa porta pet• cui s'entra ad innalzare l'edificio del oapel'C. - Chi mai inbo.nzi a sì nobile gat'n vorrà r estarsi inerte,
279 e neghittoso 1 - Chi vorra rifiutare d'acquistarsi tanto merito con si poca fatica~ Or bene, affinchè tutte le osservazioni sinno raccolto con uniformità, e nulla si raccolgn di ciò che superfluo potesse ritenersi, e nulln di ciò che necessario fosse si dimentichi, io ho tracciata una tabella, abbastanza. semplice <1 chiRra, la. lluale deve ricevere lo richiesto annotazioni risgnar<lanti gli individui morti in ciascun comune da cias~un modico esercente la sua professione in Lomellina. Ecco la lettet•a cil•colare che ho indirizzata, ed ecco l' Elenco che i sauita.rii devono t1'asmcttermi ogni quattro mesi riempito:
CIRCOLARE per la compilazione d"tena Statistica medica
della Lomellina foeog?·a(ica). Ai st:qnm·i UfTteiali sanitat·ii in; condotta, o libm·i eser·ccnti,
od addetti agli Ospedali e stabil1:menti sanitnn· in Lmnellina. Ideato c concretato il concetto eli una. statistica medica del nostro paese, l~mitat.a ai soli morti, il sottoscritto si rimlge fiducioso ai proprii colleghi onde oUer:cre la loro validissima e necessaria collaborazione. L'utilità di un'opera. che mil·a a scopo essenzialmente !->ocialo od umanitario, é cos·l chiara cd incontcstabile, che non ha bisogno d'essere dimostrata· nè sostenuta. Ovo tutti i signori Medici e Chirurghi c1!cl'centi la loro nobile professione in Lomellina vorranno per so111ma gentilezza c cor·tesia trasmettere al sottoscritto ogni quattro"mesi l'Elenco nominativo dei morti debitamente cd esattamente compilato, egli !:i . riserbo. poi di riunire ed ordiné\1'o l'importante materiale scientifico e di ottenerne la pubblicazione. È soltanto allora che vorrà in scena Ja filosofia indutliva, il metodo baconiano, che, vera arto divinatrice, fa scaturjre dalla somma dei fatti ordinati te leggi alte li governano. Ecco le basi certe della scienza osatta e positiva, quelle basi che alla medicina mancano ancora. - La statistica ò la via più sicur·a lHH' giungere alla. filoso.fia delll~ medicina.
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Non siano di danno al completo e serio risultato, nè l'iniziativa puramente privata di un uomo oscm·o, nè la non immediata mccolta dei frutti delle vostre fatiche; ma lo scopo ultimo, che è cònsono ai pt·incipii del vero e del bcme, e 1a vostra stessa generosa missione, sorr·egganno il vostt·o consiglio. Pieno di fede nel vostro aiuto, roi professo di Voi lliede. il 20 dicembre 1871. D&••otissimo coll ..ga.
SoR>lA:-lNI GmsEPPE, rnedt'co mt:Zita1·e.
A·wver-tenze relati'IJe alla compilazione ed alla trasmz'ssz'one clegli specchietti statistici. P erché la Statistica r;esca uniforme o c.ompletamentc raggiunga lo scopo che ci siamo pt•efl.sso, è necc~sario che tutti i signori medici, nello inscri I'Cl'c le richieste annotazioni sulle tabelline, si tengano presenti le lSegnen~;i l'ac;cornanda7.ioni : l. Nella colonna del Casato e non~e questa indicar.ione non ritiensi per nulla necessaria·; può bastat'e anche un segno, o meglio le sole iniziali . 2. Pel Se.~so basta accennm·lo coll' iniziale ÌIL od F . 8. Sull'Età :)'in tonde che i mesi si notano solo pei bambini. a>'6 nti meno d'un a.nuo di età, ed i gi01·nt· per quelli soltanto del primo mese di vita. ,!. ln rapporto allo Stato civile dev'essere una delle tre indicazioni CELILIE, CoNil:GATO o VEDOVO, \) ciò poi s0li adulti dai 15 anni in su. -- Per Patet?l.ità poi voglio intendere $C LEGIT'J'IMO, Ir.LEGITTD10 od EsPos-ro, c questo pei soli bambini. 5. Nella colonna dello Stato economico della famiglia a cui l' individno morto appal'Liene, non vuolsi esigere altra indicazione fuorché una di fl~leste cinque : "MH:>ERAlllLE, POVHRO, MF.DJOCRE, AGlA.TO, O RICCO . 6. :Nella colonna che porta in testa la domanda: Se nw1·to accidentalmente nel comune, non si farà altro che mettere un st, per coloro che fossero morti nel comune essendovi soltanto di passaggio, o facendo"i una breve dimOJ'a, come anche per quei poveri del contado che morisset'O allo speclale della città.
281 7. La casella più importante, come ciascuno ben >ode, è quella che registra la Diagno.~i. Alcuno volte anche dopo mono la diagnosi è pur tutt~wia clitfici!e· :iC iìZ<\ l'autopsia ..... Qui mi affìd.o pienamente alla scienza dei Colleghi, che non fa per cet'to difetto. Vot•rei raccomandate soltanto di iene1· conto, ovc si possa, della DIAG);'OSI DI SlmE. 8. ÒUre la malattia è spesse ,·olto facile e chiara anche la conoscenza della Causa che produsse lct malattia. Nelle le;:ioni violente questa causa è pale»e; in altro malattie v' ha manifestamente l'eredità, ec(). Co~ì se occoncssc una Cin·os{ epettica, si potrà dire se cla in(ezione 2Jalust1·e o cb abuso cli~.(Jli alcoolicz', ecc. Per altre malattie in:vecc la cognizione della cau::;<l. è contenuta nel nome stesso della malattia, come nelle malattie contagiose; cd in alrre pel' l'opposto non è possibile accennare ad alcuna causa, nemmeno prob<\bilc, scmm correr rist:hio di cader nell'incerto c ne l vago, onde sarù llene in questi casi trascurarla. 9.· Piacemi cl.iandio fm· le seguenti r accoroandazioni: di scriver·e intelligibile, di prender le annotazioni il giomo sécsso in cui i fatti avvengono, di inscrivere sull'Elenco anche i bambini, i neonati, e coloJ'O che fosset·o morti nel paese anche senza precedente cura del mNlico. Raccomanrlo inoltl'C di tener presso di sé una copia, affin e cl i poter facilmente ovviare all'inconveniente di 1.111 possibile smarrilllento degli Elenchi stessi per la via post,ale. 10. Cominciando col l 0 gennaio 1872 le morti, come è dctl;o, devono essere registrate. Calcolando che Ull medico non abbià in genere una clientela superiore a tre mila abitanti, e che la mol'talità annuale sia MI 30 per mille, si può ritenere che ciascun medico non avrà da registl'arc in media più di 80 morti ogni quattro mesi. Ogn11no ùi questi fogli no contiene quasi il doppio, onde parmi ci sia :::pm1io sufficie.nte. 11. Decorsi i pt"imi quattro rnc:1i, e spirati col 30 aprile, i · sign(>ri medici vot·euuno aveec la , somma. boutu di spedirmi questi primi Elench i quaclrin1cstrali, firmati, viegati come lettera, ma non suggellati, pet• carirà, e quindi imbucati aUa posta, vengono dritto al loro indiri1.zo, che fn lH'cVenti ~·amen te stampato. È necessario però un francobollo da 20 centesimi, che i signori medici· vorranno avCL' la compiacenza....... E ciò per tre volte,
282 perchè io aspetterò i primi Elenchi quadrimestrali nella prima quindicina di maggio 1872, i secondi nella prima quindicina di settembre, ed i terzi ai primi del 1873. 12. Dovo avve1•tire una cosa molto importante; cd è per quei signori _medici che avessero clientela in rlue o più comuni, oppure negli ospedali . Allora è necessario cho tengano aperti t.anti elenchi quanti sono i comuni, ed uno apposito anche poi morti all'Ospedale. 13. Potrebbe verificarsi anche questo caso, quantunque non tanto facile, che cioè in qualche piccolo comune non si fossero avuti morti in un quadrimestre, oppm·c che qualche fortunato medico, libero esercente, nou avesse avuto morti fl'a i suoi clienti. Iò dico che sarei contentissimo di poter ricevere anche gli stati negativi. D' altronde sarei più sicuro che tu tti abbiano risposto. Ho previsti tutti i casi~ P armi di sì. Del resto all'imprevisto ed allo mie dimenticanze supplirà, son certo, la vostra oculata attività. Qualcuno dirà : son forse necessatic t ante minuzie 1 Ebbene è vero che con tutte ques~e l'accomandazioni vi avrò forse un pachino teeliati... .. perclonatemelo; ma il grande. dèsiderio che io nutro per ht buona costruzione di questo edilicio, che parmi assai colos:;ale e molto facile a rovinare, ~sc non si dispongano le fondamenta coo tutta l'attenzione e la (liligenza voluta, fors e mi fa soverchiarnente timoroso, come avviene a uomo che passionatmncnte ami e speri. · 'Per coloro però cui sembrerà grave arldossarsi questa fatica, e vorranno recisamente riliutat'Si, io non ho che un' ultima preghiera, cd è che volessero almeno usarmi questa loro cortesia di rinvial'mi subito questa circolare, sostituend? il mio al loro indirizzo. Vivo nella dolce lusinga di nessun l'invio. A chi poi volesse onor~trmi di qualche sua lettera, o de' suoi consigli o comandi, io sarei obbligatissimo ; epperò il mio indirizzo, colle accorciatoie, è all'ospedale militare di Verona. Siatemi b~nigni, abbiatevi la mia eterna riconoscenM. e grati- · tudine, e vivete lungamente felici. SOR."I>fANI.
ELENCO NOMINATIVe nel Comune di,___ __ _
nel___ Da t a 1lella
Casato
morte
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Nome
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Stato civile
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DEGLI INDIVIDUI MORTI
_____ durante l'anno 1B.72. _ Quadrimestre. ~
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Causa prossima Causa remota. C$~ Professione +l.§::S della morte, della morte, ~ s . )Jnico O C\:! ;: +l o ossia OSSia Arte l1;1 '"'tl0 Causa probabile Diagnosi .... [glia o Mestiere w -o g Q de1la malattia della. malattia
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Il Medìco.-Chirurgo
28•1 Se i fatti di tutti terranno seguito alla buona volont.a esprc~ sami dai molti, questa stnlif-ltica medica, che finora non è nhc nei limiti del possibile, del desiderabile, del probabile, potJ'à entrare nel dominio dci fatti . Perciò io mi affido pienamente alla cooperazione rloi colleghi. So che l'ra essi sonvi g iovani disfintissimi per dottrina e sapere, sonvi uomini di una c;;tesa e lnnl!bissima praiica, che consumal'Ono gran parte dclln loro faticata esistenza al letto dell'infermo; so che tutti sono viYamente innamorati del progresso e della verità, tutti dei loro doveri vcr:;o l'umanità caldissimi osservatori. l n questo modo e per questa v ia verrà a continuare ocl a prendere incremento qu ella scuola, che in Italia dal compianto Giuseppe F enario veniva preconizzata. , oa:.,u-:-:1 dottm· GIUSEPPE Medico milita·re.
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PJC.EitliO RIB E RI
Programma. Saranno aggiudicate L. 1000 in premio alla migliore dello Memorie l'cdatto da ufficiali del Corpo sanitario militare s ul tema seguente di mc(licinn legale militare : Délle malattie più frcqnontementc simulate o prov·ocate dagli inscritti; J)(:)i cl'iterii scientifici maglio appropriati a riconoscerle ; Dei provvedimenti ra-vvisati più accorlCi a prevenil'le.
Condù;ioni del concorso : 1° ~cssuna ).femoria, pot· quanto meritevole, poklt conseguire il prert;~io se l'autore non avni. adempito a tutto le condizioni del pl·ogramma; 2° Le Mernot·ie non premiate potranno, ove ne siena gindicate degne, conseguire nn a menzione onorovolo; 3° L e disserLm:ioni rlovi·anno essere inedite o scritte in lingua italiana, ftance:>e o latina, cd i curattoei cbiararrtentc leggibili ; 4° Non pot.ranno concnrrcrc fuor•cltè i medici milita1'i del nostt•o esercito e rual'ina, tar\to in at.tiviLà di servizio qnanLo in aspettath-a od in ritiro : ne sono però occetluati i membri clel Consiglio o della Commi:;sionc aggiudicatrice; 5° Ciascun concoJ'rentc contJ'aS~;egnerù. la sua Memoria con un'epigrafe, la quale verr à l'ipctuti\ :'lOf:ll'a tula scheda suggellata contenente il nome, i l pronome cd il luogo eli residenza dell'autore; •6o È vietata rlualunrlLHHl.:> I,'Jt'essiOilC cho possa far <:onoscerc; l'antoro; ove ciò succedesse, (1ue.sti perdcrehbe ogni dit'i lto al conseguimento del premio;
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7o Verranno soltanto. aperte le schede della Memoria premiata e .delle giudicate meritevoli di menzione onorevole, le altre saranno ab bruciate senza essere aperte; 8° L 'estremo limite di tempo stabilito per la consegna delle Memorie all'ufficio del Consiglio è il 31 luglio 1873; quelle che pervenissero in tempo posteriore saranno considératc come non esistenti; go La pubblicazione nel Giornale eli Medicina Milita1·e dell'èpigrafe. delle Memorie ser virà di r icevuta ai loro autori; 10° Il manoscritto delle Memorie presentate al concorso Rppartiene di diritto al Consiglio con piena facoltà a questo di pubblicarlo per mezzo della stampa. .L'autore però è altresì. libero di dare con lo stesso mezzo pubblicità alla pr·op,ria 'Memoria, anche emendata e modificata, purchè in questo caso faccia rjsultarc dcgli emendamenti e delle modificazi6ni introdottevi in tempo posteriore alla trasmissione del ·relativo manoscritto al Consigli~. Il Presidente del Consiglio supe·1·io1"e militare di Sanità COMISSETTI.
Visto per l'approvazione Il jJ:fimst7·o RICOTTI. (Circolare N° 11 - 20 gennaio 1S72 estratt a dal Gio>·n.a!c Milit<we) .
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Con R. Dec;·cti del 20 febb;·aio 1872.
SONCINI dottor Fabio, medico di battaglione di 1a classe, ospedale di Messina, e DELLA CROCE cav. Giuseppe, farmacista capo di l n classe, ospedale di Genova. Collocati in riforma (legge :3 luglio 1871) dal l 0 maggio 1872.
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Con R . Decreti del 25 febbntio 1872. STODUTl dottot· Federico, modico di reggimento di 1 ~ classe, Roma. Collocato in aspettativa pe1· inferm ità temporarie non provenienti dal servizio, coll'annuo assegno di lir·e 2050. MORS Riccardo, iarmaeista aggiunto, OSl)Cdale Genova. Collocato in aspettativa per l'idm.ione di corpo.
Con R. ]Jecr·eti dal .'3 mr.tY'Z'O 1872. CIANCHI dottor Ferdinando, medico di l'eggimento, ospedale dhiEionario (Vet-ona). ZAVATTATW dottor Giuseppe, i d. , aspettaUva. GR.Ar.'IE~·mOLA do!tot· Gio. Battista, id., 3SO fanteria. BERTOLINl dottor Giusevpe. id., o;:pedale divisionario (Messina), e FUSCO dottor Giovanni, medico di battaglione, ospedale (Treviso). Collocati in riforma, dal l 0 mag-gio 1872. Con 11. Dec;·eti clel 6 nuz1·.:o 1872.
MONTANI cav. Carlo, farmacista capo di Jf' classe, ospedale divisionario Alessandria, e CALVANESE Giusoppe, fm·macista, aspettath'a. Collocati in riforma (legge 3 luglio l 871) dal l 0 maggio 1872. CERTO do tto~· Giuseppe, medico di baUaglione, 1.20 fanteria. Collocato in aspettativa per motivi di famiglia. Con B. 1Jer.1·eti del 17 ma1·zo 1872.
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GARGIULO Ferdinando, farmacista cupo, classe, ospedale Aucona. G{tANUCCI Michele, farmacist<t aggiunto, aspettativa.
288 VALLE dottor Pasquale, medico di reggimento, aspett.aCiva. l\IIUNDO dottot' \'iucenzo. medico eli reggimento, nel 1° fanteria, e CAPO!\"E Igna7.io, farmaci<;ta aggiunto, ospedale .Me.'-Sina. Collocati in r iforma (legge 3 luglio 18il), dal 1° gi11gno 1872. DOCJ}.:{Q dottor Michele, medico di l>1~ltagliono, 57° fanLe ria. Concessogli un secondo aumento di Mipcndio di lire 400.
Con Dete~·minMionc .Ministcriale del 19 mm·;;·o 1.872. i'IIOJAimS nobile Vi ncenzo. medico di reggimento, ospedale Ale.>saudria (sUCCUI':<:lle Piacenza). Trasferto 6° l>et~glicJ•i. BREZZT clottor P aolo, medico di reggimento, o~pcdale T orino. Trasfet·t.o ùistt·etto Como. PERONDI dottor Bartolomeo. medico di r eggimento, ospedale Firenze (succursalc T,ivot·uo). Trasfet'tO 5.)0 fanteria. RTCCTARDT (lOLLor Ettore, id., 44° fttnteria. Tmsferto ospcdale Fit•enze. FOSSI dottor Luigi, id. id., ospe<lale .Porugh (succut·sale Aucona). Trasfel'to 4<1° fanteria. T l:RTNA. dottor Luigi, medico di battaglione, o~pedale Alc!<,;andria. Trnsferto 1° bersaglie1·i. BAOLIANO Stefano. Jit.l'Hil'\C'ista capo, ospedale Firenze (succursale Livot·no). Tt·nsffwto ospedale Genova. BOCCHIOLA Luigi, id., ospedale Vct·ona (;;uccut·sale B1·cscia). Tt·asferto ospedale l\fossina. ODEMA F elice, id., osvcdale Fi t·en<r.e. Trasfe rt.> ospedale Alcssaml!'i~. SBISA Luigi, farmacista, ospedale Genova (infermeria. Sassari). R.ienh·a ospedale Genova. Defunti. QUAGLIOTTI dottor Alessandro, medico direttor e in aspottatin~ per riduzione di corpo. 1:fol'to in Gcnov1t il 20 feb braio 187.2.
Il Dt·,·etto?"e Med. I::> pett. CERAI,E conun. Giacomo. Il Redatto're Med. Dirett. cav. BARMFIO. lVIartini Fedele, gerente.
ANNOXX - Firenze, tO, 20, 30 aprile 4872- N. tOa f2.
ltiEUORIE OBIGIJ.ll.UI
UN CASO DI PNEUMATOSI PERITONEALE SPONTANEA. (Dott. BoN~SEGNA).
Le pneumatosi hanno formato oggetto di lunghe discussioni fra i patologi dei tempi trascorsi, ed oggidi la questione non è per anco gitmta ad uno scioglimento definitivo. Coll'esposizione del fatto che vado a narrarvl, signori, non ho naturalmente l'intenzione, e non ne avrei il merito, di contribuire a che la bilancia scenda per un momento da una parte piuttostochè dall'altra; bensì ho in mira di raccontare solamente qu el che mi è parso di avere osservato. Nel br~ve tempo, che tenni ultimamente la 2' medicina, entrò in questa sezione un individuo con una enorme distensione del òasso '/Jentre. Il paziente mi raccontava la mattina quando lo vidi, che qualche giorno innanzi aveva avvertito una sensazione di dolore all'addome (e mi segnava la regione epicolica sinistra), e che poche ore dopo eragli cominciata la tumefa. zione del ventre, che crescendo grado a grado assumeva il rispettabile volume, che allora presentava. La gonfiezza era difatti rilevante, c l'addome aveva presa una forma arrotondata, da r assomigliare assai a quello di una donna in istato di gravidanza avanzata. Dalla storia anamnestica risultava che l'individuo aveva sempre goduta buona salute, e che i suoi incomodi datavano da pochi giorni. Giornale di Medie. milit. 1.872.
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200 Lo stato attuale dell'infermo non offriva nulla di speciale · all'infuori dell'affezione del basso ventre: il suo aspetto era calmo; il colorito del viso naturale. Non v'era febbre. Di che si trattava?.... La prima idea che mi venne alla mente fu quella di avere a che ,fare con un accumulo considerevole di gas negli in't cstini, con rilasciamento delle stancate fibre .muscolari delle loro pareti, e risultante dilatazione pass~va delle anse enteriche, che non fossero più capaci di spingere innanzi i gas accumulati. Mutai però d'avviso quando interrogando ed esaminando l'ammalato, trovai mancanti i segni e fenomeni che caratterizzano la pneumatosi ùttestinale. È noto difatti, che quando i gas sono raccolti in grossa mole nello stomaco e negli intestini prodbcono ansietà ; il respiro è difficile; vi sono sbadigli ; l' epigastrio è seùe di crampi , di un dolore più o meno vivo; i liquidi ing·eriti sembrano superare con difficoltà il cardia; e vi sono talvolta palpitazioni, e lipotimie. Palpando il ve11tre con diligenza in questi casi si distingue spesso il rilieYo che formano le anse enteriche distese; esistono dolori intestinali designati sotto il nome di coliche ventose; vi hanno inoltre borborigmi, eruttazioni e molte volte costipazione ostinata. Ebbene, tutto questo mancnva: il respiro era abbastanza libero, non vi P.rano segni di molestie allo stomaco , la digestione si compiva senza pena, la defeea.zione avveniva più o meno nelle solite ore, non vi erano dolori colici, non borborigmi, ed infine alla palpazione si riscontrava la superficie addominale arrotondata ed uniforme. Mi parve di poter così escludere la presenza di gas nel tubo intestinale. La sede della raccolta dì essi la cercai quindi nella cavità peritoneale. La grande maggioranza dei medici moderni pei casi di pne~tmatosi, in cui il gas si scopre presente in cavità che normalmente non ne contengono , e che chiuse da tutte le parti non stanno in alcuna comunicazione col mondo este-
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riore, ammettono due sole possibilità di formazione : che raria vi sia penetrata p~ 1' un'apertura artificiale, anormale più o meno transitoria, dovuta a qualsiasi lesz·one di contznuità! oppure c}le vi sia sviluppata spontanearnente. Le prime si chiamano pneumatosi sparagmiche ' le seconde
spontanee. Le pneumatosi sparagmiche delle cavità chiuse nascereòqero adunque per lo stabil irsi di una comunicazione anormale tra la cavità. chiusa ed il mondo esterno, CA>si che vi possa penetrare addirittura l'aria atmosferica ; oppure tra la prima ed un'altra cavità organica già normalmente aperta, e perciò contenente :fisiologicamente dell'aria, come ciò vale per i polmoni e per l'intestino. Nel prìmo caso deve aver luogo una lèsione di continuità delle pareti della caYità, dei suoi tegumenti, e l'apertura si può fare dall'esterno all'interno, conie succede per ferite del torace o del ventre mediante armi p nn genti, taglienti, o da fuoco (pneurnatosz· traumatiche ) ; .oppure dall'interi1o all'esterno, come può avvenire in s.eguito a processi d'ulcerazione e macerazione stabiliti nella stessa parete della cavità, mercè una malattia di quest'ultima con un acOtiniulo di essudati purulenti, ecc. (pneumatosi pe?·foratorze). Nel secondo caso, in cui cioè si stabilisce una comunicazione fra due cav~tà ol'ganiche, di cui l'una è chiusa e l'altra .aperta c riempita di gas, la pneumatosi è sempre pm·fo'i"ator·ia, cioè dovuta sempre alla rottura o J)erforazione da ulceri delle pareti della cavità chiusa.; e si intende da se, che anche qui la eomunicazione può avvenire per lo aprirsi della ca.viti~ aperta sulla chiusa, o di questa in quella, quantun.que l'ultimo modo di patogenesi si possa dire piuttosto raro. Le. pneumatosi più frequenti eli questa origine interessàno il cavo peritoneale, e sono dovute allè perforazioni degli intestini o dello stomaco per la cosi detta ulcera perforante ossia rotonda, per le ulceri dissenteriche e per quelle catarrali croniche nella wprostasi dell' intestin'o grasso, e ~:;pe cial-
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mente del cieco, e processo vermicolare, è della flessura sigmoide del colon, per le escare necrotiche, e le più rare ulceri secondarie delle placche Peyeriane ueu· ileo-tifo. per carcinomi midollari esulceranti, e rare volte anche per nJceri tubcr colose dell'ileo e del crasso. Le pneun?,àtq_si spontanee delle cavità chiuse avverrebbero soltanto mercè lo sviluppo eli gas da un contenuto liquido. La pneumatosi, che almeno spesso sarebbe dovuta alla decomposizione chimica di quest'ultimo, verrebbe ad esset'e perciò analoga allo svilt1ppo eli gas in seguito alia putrctazione degli umori cadaverici. Una importante proprietà sarebbe però comune a tutte le pneumatosi di cavità chiuse, siano dovute all'eniTata d'aria dall'esterno, od allo sviluppo endogeno della medesima: che
esse si trovano sempre combinale colla presenza del liquùlo. Cioè nelle spontanee la raccolta liquida precede quella gassosa, e il gas si sviluppa dalla prima; n elle sparagmiche r aria entrata dal di fuori irrita come corpo estraneo la membrana sierosa della cavità, con cui viene a contatto, c produce così secondariamente e consecutivamente una essudazione liquida. Kel caso nostro l'anamnesi, ed il modo di sviluppo della malattia ricavato dalle informazioni riferitemi dall'ammalato rigettavano l a possibilità di pneumatosi sparagmz"ca. Fino a tre o quattro giorni innanzi dall'entrata allo spedale avea goduta buona salute. Egli era bensì di mediocre costituzione, e poco nutrito, ma l'esame obbiettivo attento aveva esclusa l' esistenza di qualsiasi altra malattia concomitante. Restn.va a vedere, se trattavasi di pneumatosi spontanea. Seguendo l'opinione dei moderni, per ammettere l'esisten1-a di quest'ultima specie di pnoumatosi aveva bisogno anzitutto di cercare, se nella cavità peritoneale esisteva un contenuto liquido. Arnaldo Cantani, fra i moderni, a questo proposito dice: « Nello pneumatosi di cavità chiuse la costante presem:a « contemporanea di liquido fa sl, che con la percussione si
293 « riesce_distintamente a stabilire la presenza del livello oriz« zontale di quest'ultimo, sotto il quale il suono è' sempre
« ottuso. Come s'intende da sè la percussione sonora del« l'aria e la percussione muta del liquido -cambiano il sito « con ogni cambiamento di posizione dell'ammalato, mante« nendosi il loro confine sempre orizzontale nel senso as« soluto della tangente tertestr~, corrispondentemente alla << legge fisica del livello odzzontale dei liquidi soprapposti « da gas ». L'esame diretto del vent1'e fatto nel primo giorno e ripetuto nei giorni successi-yi per mezzo della percussione mi dava i seguenti risultati: · Nel procedere a queste indagini supposi a.nzitLltto tre linee rette' immaginarie, due la te'l'ali ed una rnedia, le prime delle quali partendo dal centro del ca.vo ascellare andassero a cadere perpendicolarmente sulla par te media della cresta iliaca; e. hl' terza, quella di mezzo, movendo dall'apice dell'apofisi xifoide si portasse sul promontorio pubico, confondendosi colla sinfisi di questo nome. Ebbene, praticata h~ percussione su tutti i punti dl queste tre linee che corrispondevano all'addome e negli spazi compresi fra esse,· sia che l' iùfermo fosse in posizione supina, o di fian co, il suono che ne ottenni fu sempre chiaro. Per essere ben certo feci anche di piu; misi 1' ammalato in posizione pro na sollevato in aria da quattro infermieri; percossi sn tutta la linea rncçliana, ed il suono si mantenne tuttavia chiaro. Dovetti così convincermi, che del liqwiJAJ nella cavità peritomale non ce n'era. Pet' cui stando alle opinioni suesposte, dovevo anco escludere la pneumatosi per·itoneale spontanea. Ma eppure un gas c'era, e per convincersene bastava battere su quell'addome; sembrava un tamburo. Era' il caso di richiedersi: di che si. tratta adunque·?... .. Cominciai a dubitare dell'esclusivismo del1e idee moderne su questo argomento, e mi rivolsi a cercare l' opinione degli autori meno recenti, e di quelE del passato. Interrogai la storia delle pneumatosi e ne r-icavai quanto segue:
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Ippocrate racconta di avere osservato dell~ raccolte d'aria nell'utero, e Giorgia trovò vesciche chiuse e riempite di gas fra le anse intestinali di un'ernia oml>ellicale. Verney descrive un caso di enjìsema generale, come consecutivo a grave malattia acuta che terminò colla morte, nel quale la pelle del corpo intiero si gonfiò ancora durante la vita; con. un taglio praticato dopo morte, questa generale enfìagione del corr)o rapidamente a~izzi senza che uscisse dell'umore, ed esalò un odore assai spiacevole ed intenso. J.11or·ga,çni descrive un altro caso simile, in cui il gonfiare generale del corpo si era rapidamente sviluppato in una donna trentenne, che aveva unto il corpo con un unguento n:iolto acre ed irritante per guarire della scabbia; tutta la pelle era notevolmente gonfia, elastica, tesa, c non lasciava delle impressioni; alla sezione cadaverica si detumefece semplicemente senza . ehe si votasse una sola goccia d'umore. Bichat ritenne ·per possibile che l'aria atmosferica potesse venire assorbita dalla pelle e ·sprigionata di nuovo dalla mucosa intestinale, e J.1fagen,die non che Gzhtrdin s'affaticarono di dimostrare con esperimenti appositi, che Ja mucosa enterica possa per se esalare dei gas, la quale opinione non è sconfessata nemmeno da Grisolle. Quel colera secco che fu descritto da Sydenham, e che era caratterizzato da una eliminazione copiosa di aria per os et anwn (rutti e flati), venne da Chomel considerato come una pneumatosi intestinale con secrezione abbondante di gas da parte della mucosa enterica. Molto più interessanti sono però i casi numerosi di timpanite addominale o peritoneale, ossia pneumatosi dal peritoneo, che si incontrarono senza r>recessa les ione esterna (ferimel}tO del ventre ecc.), e senza perforazione degli intestini, osservate durante la vita, spesso parecchi giorni avanti la morte, e che furono confermate al tavolo anatomico. Lz'ttré che sosteneva doversi questi casi ricondurre sempre ad un sempliee meteorismo degli intestini, negò questa forma di pneumatosi; ma Sauvar;e, Cullen, e molti altri asserirono deci-
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samente la sua esistenza. Fantom· il giovane, che dice di aver più volto trovato delle ' vesciche riempite d'aria sotto l'invoglio peritoneale del fegato, della milza, e del mesenterio, diede una spiegazione della patogcnesi di queste pneu. matosi. peritoneali, e pronuncia il sospetto che lo scoppio di ·queste vescichette aeree i>otesse produJ'l'O per il loro vuotamento r accumulo ùi gas nel sacco peritoneale. Balè/;inger-, che aveva osservato un caso di pneqmatosi del perit.onco in cui il ventee era teso al pari di un timpano, non contenente alcuna. effusione di liquido, ed in cui gli· intestini non si trovano menomamÒnte lesi, ammise per impiegare questo fatto l'esalazione di gas da parte della membrana sierosa, cioè del peritoneo stesso, ed a questa opimone si associò anche Com.baluszà. Giovanni Pietro Frank ha descritto un caso, in cui si ebbe ricorso alla paracentesi del petto coll' intenzione di procurare uscita ad una raccolta di pus, la quale sospetta:vasi si fosse formata entro la cavità della pleura ; mentre coll' operazione si dava esito ad una grande quantità di aria ; ne gutta quidern · purz's, sed aer cum strepz'tu p?·orupit. Laennec nel suo trattato della ascoltazion~ dice a proposito delle pneurnatosi : « Finalmente nella cavità della pleura « può effettuarsi l'esalazione eli un fluido aeriforme, senza « che siavi soluzione di continuità, o visibile alterazione di « quella memb1'ana, o versamento di sorta in quella caYità. « Nel fare l'autossia di un individuo, i cui polmoni erano « del tutto sani, mi è avvenuto spesse volte udire che una « quantità piil o meno ragguardevole di gas, per solito ino. ~< doro, usciva fuori dal petto con un rumore di soffio, · e di «·trovar frattanto la pleura perfettamente sana ». Il Graves, l'illustre clinico di Dublino, nelle sue reputate lezioni di medicina pratica, così si esprime a proposito dell'argomento che ci occupa: « Sebbene non ,pochi scrittori ah« biano dubitato del fatto, pure dalla mia esperienza sono « portato a concludere che l'aria può essere effetto di se« erezione sull'interno della cavità della pleura ». Ed in al-
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tro luogo : « Non havvi alcuna buona ragione per non am« mettere che una raccolta d'aria possa formarsi nella cavità « della pleura, come formasi entro il peritoneo, in conse« guenza di una morbosa secrezione di aria, che si effettua « alla superficie interna della membrana sierosa peritoneale, « accidente che occorre con molta frequenza». E poco appresso: « Vi ha una specie di pneumotorace, nel quale l'aria « contenuta nella pleura non procede nè dall'aria esterna, « che sia penetrata per aperture fistolose comunicanti eoi « bronchi, nè dalla decomposizione di liquidi versati in con« seguenza di pleuriti, ma da una secrezione di aria, operata « dalla pleura, per effetto di una infiammazione subacuta di « quella membrana ». Appoggiato agli argomenti che ' vi ho esposto, o signori, mi parve che il caso che avevo sotto mano potesse benissimo ·trovare il suo posto tra essi, e mi sembrò che 'in ispecial modo al mio proposito calzassero le idee del Graves. Quest'autore ammettendo la secrezione di gas nelle seriose, l'attribuisce all'infiammazione subacuta eli queste membrane. Ebbene, la raccqlta gassosa che avevo .in cura, era stata preceduta da una sensazione di dolori alla regione epicolica sinistra : venne la raccolta, e giunse ad un volume vistoso, ma il dolore locale si mantenne. Questa sensazione di dolore .non poteva essere l'espressione di un lieve stato ftogi. stico di un punto limitato del peritoneo, da cui. emanasse il gas, che riempiva questo sacco chiuso?.... Ero indotto a crederlo. Ma prima di farlo mi richiesi: è egli possibile un processo di flogosi, sia pure leggiero e limitato, al peritoneo senza che nell'organismo insorga qualche fenomeno ~gene rale?.... Devo confessare che non ho avuto l'opportunità di osservare molti casi di peritoniti, e quindi 11011 potevo rispondere alla mia domanda. Però ebbi campo di 'i;edere molti casi di pleuriti, che avevano dato luogo a copiosi versamenti, in cui i fenomeni generali quasi mancarono. , Qualche mese addietro anzi ho veduto entrare in questo
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spedale con versamento pleuritico unilaterale un militare, che fino . a due giorni innanzi aveva fatto il suo servizio senza lagmi.rsene. Per analogia quindi ero indotto a rispondere affermativamente al mio quesito di sopra formulato, ammettendo la possibilità d'un lieve processo infiammatorio nel peritoneo, specialmente se circoscritto, senza r eazioné generale . Avevo bisogno di convincermi su questo punto, poichè se vi ricordate, fin da principio vi dissi, che l'infermo era apirettico, e tale si mantenne in seguito. L'autorità dei moderni mi si presentava tuttavia dinanzi alla mente, e prima di abbracciare le idee eli Graves titubava. Un accidente imprevisto mi vi spinse. Eravamo al 25° giorno. Il trattamento curativo messo in pratica era stato il seguente : la noce vomica in principio per uso interno, e sottrazione locale sanguigna fatta con mignatte sul I.JUnto dolente : più tardi il magistero di bismuto ed i tonici internamente, e frizioni sull'addome con linimenti volatili. Usai anche le pezzette ghiacciate. Questi mezzi terapeutici erano riusciti infruttuosi . La sera del venticinquesimo giorno l'ammalato si espone ad una causa reumatizzante ; è preso Lla un dolore puntorio al lato sinistro del petto. La mattina seguente alla visita lo trovo con febbre, sete ardente, tosse secca, ed un po' di dispnea. Applico l'orecchio al costato sinistro, ecl anteriormente avverto un rumore di sfregamcnto pleurale. E ra insorta una pleurite. Ebbene, o signori, il giorno dopo il ventre era diminuito della metà del suo volume, ed al seconùo giorno era com. pletamente avvizzito. Ubi mqjor, minor cessat. Il processo infiammatorio gagli~trdo orditosi. nella pleura agì da rivulsivo ,su quello meno energico del pel'itoneo, e lo fece sparire. Cessata la causa, mancò l'effetto, cd il gas sccreto venne prestamentc riassorbito tutto. Cercai se v'era rimasto del liquido nel peritoneo ; non lo rinvenni. A questo punto credetti a Graves e mi persuasi, che il caso di distensione
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del basso ventre, di cui sino allora non avevo saputo fornmlare un concetto diag·nostico definitivo e persuasivo, era una' pneurnatosi intraperitoneale spontanea. Il medico di battaglione BoNINSEGNA CLEMEN'l'E.
DELLE ULCERI VENEREE FUORI DEGLI ORGANI GENITALI CASI CI.INICI
osserrali nella Sciionc Chirl!l·gica 1li IJUCSLo Ospedale Militai'C. INOCULAZIONI DI CALOMELANOS LORO VAT,ORE l'ERAPEUTICO.
Lettura fatta nell'Ospedale Militare dt Palermo alla ConfeJ'tmza del 15 novembre 1871. L'incontrare le ulceri piu o meno <li ft•ecfUMte altrove che ai g<mitali dipende in gran J>a rt<J dalle abitudini e dalla tHl Ltezzit delle JÌerSOn(' es!>o~te al cont:tgio. · Bnr,.S'tt~AL>,
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Vol. II.
Tre casi di malattie veneree fuori degli organi genitali osservati nella sezione chirurgica di quest' ospedale, ed altri non p.ocl1i che ho avuto luogo di studiare all'ospedale civile di Firenze, mi hann9 invogliato ad intrattenervi alcun poco sopra questo argomento non privo al certo d'importanza, quando si pensi che l f3, l /4 dei nostri ammalati appartie11e alla classe dei venerei. So pur troppo che a qualcuno potrei eccitare il sogghigno dello scettico coll'esporre un così piccolo numero di casi, ma io ben poco me ne curo, troppo apprezzando le idee che in un altro ordine di fatti l' immortale Morg-agni sviluppava or fa un secolo ih una lettera al grande anatomico Meckel. Prima però che io esponga la storia di alcuno di questi capi permettete che io rni richiami alla mente alcuni principii generali di sifìlografia, onde ap-
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parisca la mia professione di fede riguardo alle varie teorie che dominano tuttora il campo sempre fertile di questo ram:ò di patologia. Le ulceri veneree, siano esse semplici non infettanti, od infettanti possono, oltrechè negli organi genitali, sviluilparsi in tutte le parti del nostro corpo compresé le recondite. Secondo una statistica redatta nell'anno 1856 all'Ho' pital du 1VI.idi SOllra soli uomini, la pt·oporzione fra le ulceri, che si sviluppano nelle divel'se regioni del cor po, e quelle che s'impiantano sugli orgatù genitali sarebbe di 3,56 ... per 100, poichè sopra 813 casi di ulceri, 785 avevano sede agli organi genitali, e 28 altrove. Non tutte le regioni ~on poi· con eguale frequenza sede di ulceri: l'ano, la bocca, le mammelle vengono immediatamente dopo gli organi genitali, e ciò non perchè vi sia in loro una attitudine particolare, ma per.chè sono plù facilmente delle altre parti esposte al contagio, sia per la lor o funzione fisiolo gica, sia per certi uffici a cui non le ha destinate la madre natura, ma bensl il mal costume ed una libidine depravata . Infatti nei 28 casi sopra ricordati, 12 avevano sede alle labbra ed 8 all'ano. Del resto basta che una muccosa o che una superClcie qualunque delicata.venga a contatto del virus perchè ne succeda il contagio, e conseguentemente un ulcera. Si comprendo facilmente cl1e le soluzioni di continuità, la mancanza degli strati superficiali dell' epidermide, quando rimanga · allo scoperto lo strato muccoso, favoriscono potentemente l'inoculazione del principio virulento. L'ulcera dw tien dietro al co,ntagio è o nò susseguita da infezione generale, da sifilide, secondo che il virus è 9 nò sifilitico, essendo oramai dimostrato dalla maggior parte dei sifilografi, sia mecliantc lo esam~ clinico, sia mediante le ìnoculazioni artificiali, che esistono due specie ben distinte di ulceri riconoscibili in quasi tutti i casi (l) e pt·odotte per conseguenza da due (l) Diday sOpl'a cit'ca 200 casi di ulceri non è l'imasto dubbioso che tredici volte al primo esamo.
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specie ben distinte di virus, non essendo possibile, anzi contrario all'osservazione lo ammettere, che uno stesso virus possa produrle ambedue modificandosi a seconda degli individui, a seconda cioè del terreno su cui s'impianta, per servirmi di una frase comunissima. Di queste due specie di ulceri quella che più comunemente si osserva fuori degli organi genitali è la infettante. Le non infettanti (o molli) sono molto più rare ed in certe regioni rarissime specialmente alla faccia (l), per cui ne venne il precetto pratico di ritenere che sia d'origine infettante ogni ulcera che si riscontra in _questa regione. Dei 28 casi osser vati all'Hopital du Miclz', 3 soli erano di ulceri non infettanti (o mollz) : due all'ano ed una alle dita della mano. Questa frequenza dell'ulcera infettante cefalico, di fronte alla rarità, per non dire mancanza, del non infettante, non dipende già, come vogliono alcuni, da idiosincrasia locale, ma bensì · dall'essere contagiose le lesioni secondarie della sifilide, e frequentissimi i contatti fra bocca e bocca, sedi non infrequenti di manifestazioni secondarie (placche
muccose). I caratteri che in generale presenta,no queste ulceri fuori degli organi genitali sono punto o poco modificati. Essendo in gran parte infettanti, la primissima lesione è una piccola pustola che tosto si esulcera od una papula specialmente, quando il contagio avvenne per mezzo eli un fenomeno secondario. Il Burnstead infatti, ed · altri, ritengono che la primissima lesione susseguente a contagio secondario diff'erisce in certi punti da quella che tien dietro a contagio primario, essendo pii1 sovente pn.pulosa, lenta in generale ad (1) Questo fatto ha. dato luogo ad estese ricerche e ad importanti discussioni per pat·te di distinti sifìlografi, alcuni dei quali se ne sono serviti per combattere la. dualità del virus tùceroso. Vedi in proposito: FOURNlllR . Etude sm· le chanc1·e cephalique. \ PucnB e RoLLET. De Nnoculation du chanc1·e mou a la 1·agion cephaliquc. BASSEUEAU. Du chancre dc la bouche.
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esulcerarsi, ed in qualche raro caso mai umida al benchè minimo grado. Anche l'illustre mio maestro, professore Pietro P ellizzari, se ben mi ricordo, senza accettare questo fatto come costante, lo ritiene per certo come molto frequente. Questa primissima lesione una volta svilnppata e doventata ulcera non presenta, nella più gran parte dei casi, differenza alcuna da quelle che s'impiantano sugli organi genitali, ed un occhio un poco esercitato le diagnostica a colpo. Se però per la loro sede straordinarissima non vengono suhito diagnosticate, e si curano conseguentemente in base all'errore diagnostico commesso, o se vengono presentate al chirurgo dopo un certo tempo, e dopo avere subito dei maltrattamerlti, i loro caratteri possono talmente mascherarsi da rendere difficilissima la diagnosi anche ai l)ilJ esperti, specialmente se si tratta di ulceri non infettanti, le quali aumentano in profondità ed in estensione, doventano facilmente difteriche c non infrequentemente fagedeniche. Ad un insigne sifilografo, al mio maestro professore Pietro P ellizzari, occorse di vedere un avambraccio colpito da ulcera non infettante fagedenica, del quale era stato deciso l'amputazione, percHè non cliagno~ticata la natura della malattia, erano riusciti vani tutti i mezzi adoperati, ed il malato minacciava .di morire per esaurimento. Corretto l'et·rore diagnostico, la guarigione non si fece attendere a lungo ed il malato conservò il suo arto nella piene7.za delle sue fnnzioni. Lo ulceri non infettanti sono dunque per questo lato molto pericolose, e possono esser fonte di danni ragguardevoli, quando non si pensi a praticare per t empo una autoinoculazione, la quale in simili casi è di un potente aiuto per chè avendo un esito positivo mette sulla retta via il chirurgo, il quale è sollecito a modificare le sue mire terapeutiche. Quanto alle ulceri infettanti è raro che possano giungere a questi estremi. I fenomeni secondari che d'ordinario compariscono dopo uno o due mesi dacchè si sviluppò ì'ulcera primitiva, e che non sono stati preceduti da nessun altra lesione, che dall'impiagamento sott' occhio, richiamano l'attenzione del l
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malato e del medico, il quale non è alieno dal r avvisare in quell'impiagamento la porta d'ingresso del virus. L' autoinoculazione in questi casi avendo un esito negativo non sarebbe di un gran soccorso come nelle ulceri non infettanti, perchè nel tempo istesso che c'indica potersi trattare eli ulcera infettante non esclude del pari altre affezioni come il cancroide e le ragadi malattie colle quali potrebbe confondersi, ed il pus delle quali inoculato non apporta rnai ulcerazione, o tutto al più in vari casi una semplice piaga per il traumatismo operatorio. I fenomeni secondari che tengono dietro a queste ulceri sono sempre molto gravi, ed in qualche caso a<~quistano caratteri di malignita. Le sifilidi infatti che hanno succeduto alle ulceri infettanti inoculate a scopo scientifico non baru10 presentato che raramente caratteri di benignità. Le sifilidi per allattamento in cui il fenomeno primitivo comparve alla mammella. impiegano sempre a guarire vari mesi ed anni, e con una grande facilità recidivano. Ho veduto una povera ostetrica con un ulcera infettante al dito indice acquistata in u n riscontro vo.ginale, che da più mesi era tormentata dal continuo succedersi delle manifesta.zioni ad onta di una cura en~rgica e ben diretta. Potrei citare altri esempi e non pochi, ma li tralascio per amore di brevità. Se qualcuno mi domandasse la spiegazione di questo fatto io certo non saprei darla, nè tampoco conosco autori che l'abbiano tentato, 1)er cui mi Hmito acl accennal"e solamente il fatto senza neanche spifferare una ipotesi nelle quali prevale quasi sempre un grande elemento la poesia. La diagnosi di queste ulceri si fa con qu·em stessi caratteri anatomici e clinic.i che servono alla diagnosi delle ulceri aventi sede agli or gani genitali, se non che presenta maggiore dift1coltà : l o Perchè questi stessi caratteri possono essere mascherati, snaturati; P erchè mancandone qualcuno può aversi l'aspetto · di un'altra malattia, quale il cancroide, la r agade ;
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30 Finalmente perchè sviluppandosi in una regione eccezionale, come alla palpebra, rion può al chirurgo affacciarsi immediatamente l' idea di ulcera. Pertanto non conviene di troppo precipitare ogni qualvolta insorga il menomo sospetto, ed in ogni caso è meglio attenersi ad una cura espettante. D'alka parte poi non bisogna essere troppo ottimisti col non credere che possa trattarsi di ulcera, per(jhè non sono gli organi genitali affetti, o perchè non si sa come una data località sia venuta a contatto del vir-us sifi.litico o venereo. Quanto a me lo ' dico francamente m'importa poco di sapet·e se il virus ha. tenuto le vie naturali o le extranaturali, il modo e le circocostanze che hanno accompagnato il contagio. Ogni qualvolta un impiagamento mi presenta i caratteri <.l i un'ulcera, ed in rapporto a questa stanno certi fenomeni generati e locati nel loro ordine più comune, io non esito a dichiarare quell'impiagamento per venereo, o por sifilitico, anc\ho quando il paziente mi assicura di non aver mai avuto contatti con persone sospette. Il VIDAL infatti dice: « L' ~'nteresso, un
« falso pttclor·e possono far nascondere, dissz'm,ulcere l'an« teoedcnte venereo » . D Bu.MsTEAD pure, a pag. 171 del 2° volume, dice : « I pazienti nascondon spesso i fatti o
« li svz'sano anche per cento ragz'oni. .Non astante 'Una « memoria perfetta erl una onestà a tutta prova i pa« ::ienti sono giuclici z'ncmnpetenti z"n argomenti alte com« Pr(f'(Ldono co.c;nizùmi mecUche che essi non. hanno )>. Le vie di contagio sono numerose e nessun medico potrà mai sapere di quali atti furono capaci nell' orgasmo venereo certi individni. L'anamnesi in sifilografia non ha tutta quella impor tanza, che le si attribuisce in certe malattie mediche e chirurgiche. Qui è solamente di puro lusso, e col solo esame obbiettivo del fenomeno iniziale o dei fenomeni secondari si può sempre clingnosticare la natura del morbo ; di più si può stabilire fra due individui quale è stato di questi il primo affetto, supposto che l' uno. accusi l'alh·o di contagio.
304 Premesse queste cose passerò alla storia dei casi clinici osservat( nella sezione chirurgica ~i questo ospedale, avvertendo che qui ci vennero primitivamente inviate sotto nltra diagnosi, e che noi credemmo conveniente di tenerli sia perchè volevamo osservare completamente tutto l'andamento della malattia sia perchè la sezione venerei e1•a troppo numerosa. I. -
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Ulce1·i non infettanti alla gamba.
La storia di questo primo caso non posso fornirla completa non avendo osservato l'ammalato che circa un mese dopo il suo ingresso in questo ospedale. Si tratta di un t al Russo Giuseppe, soldato provinciale del 170 reggimento fant eria classe 1843, individuo di buona cos~ituzione, il quale all'epoca del richiamo della sua classe essendo affetto da piaghe multiple alla gamba destra. fu ricevuto nella sezione chirurgica di quest o ospedale il 2 settembre 1870. La sezione era allora diretta dall' egregio medico di r eggimento · dottor Bo.nalumi, e aai r egistri resulta che fu fatta la diagnosi di « piaghe alla garnòa )) e che la cura intrapresa sì limitò ad una medicatura asciutta, ed all' uso interno doll'ioduro di potassio. Verso la fin e di settembre, epoca nella quale io passai al servizio di questa sezione in aiuto all'egregio collega dottor Gottardi, il Russo non parve che avesse migliorato. Le piaghe erano in numero di 8 a l O, di forma circolare, eli varia grandezza : presentavano tutte un brutto aspetto, e nessuna tendenza alla guarigione. Si sospet,tò per un momento la possibilit à di tlll impiagamento sifilitico, ma poi la mancanza di quasi tutti i segni della si· fili de terziaria, l'inefficacia del cerotto di Vigo ed il fatto che si trattava di un provinciale, il quale non aveva tutta la buona volontà di raggiungere il suo corpo ci fecero piutt osto ritenere che le piaghe fossero maltrattate, e perciò, meno poche moclificazioni si continuò nella cura intrapresa. Trascorse cosi un altro mese, quando per lo estendersi con-
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tinuo di queste piaghe, e pet lo insor·ger·e di altre nelle parti vicino io e l' egregio mio collega dottor Givogre, che funzionava da capo sezioue, si Yenne nel fondato sospetto che si trattasse di ulreri n;to11i non infettanti, probabilmente inoculate a bella posta. L'antoinoculazione praticata immediatamente e susseguita a~ quinto giorno da ulcer·n oHremodo caratteristica confermò pienamente il noslt·o giudizio. I caustici ripetuti in modo da distruggere quanto n era di specifico Yalsero a pol'tar e in breve la guarigione ed il Russo il 13 noveruhr·o paPti completamente g·uarito. L'autoinoculmdone fu praticata con tutte le garanzie possibili. Colla lancetta raschiai da principio gli st1·ati pitt superficiale dell'epidermide, quindi pl'eso il pus da una di quesw piaghe, che e1•a d'aspetto la piit br·utta, e conseguentemente per le nostm esperienze la migliore, praticai l'autoinoculazione al braccio rlcstro poco ù1 sopra dell' inser:-.:ione deltoidea penetJ·arulo eoll a lancetta fino agli. strati del derma avenclo cura però di non andare troppo pr•ofontlamente, e cercando di portare entl'O la soluzione di continuità quant.a piit materia pu1•ulenta poteva. La. lancetta et•a stata arruolata di recente c non p01· anco usata. Sopra il luogo delrnutoinoculazione po.si un pezzo 1li spa1·adt'app<> c -quindi una fasciatm·a segnata p('l' esse1·e sir.ut'O che non veniva disturbata. Al quarto gio1'no tolsi la fasciatura ed il r.ct·otto, e vidi sul punto in o<~u lato una piccola pustola ciPcondata da un alone rosso. _\l quinto giorno la troYai rotta. ed al di sotto un ulcera <:at•atte,·istica. che tale lasciai fino al settimo giol'no, epoca nelln quale, vedendo che s' itlgl'andivtt, fu cauterizmta poten temente colla pietra ill rcl'l1a1e. Questa cauterizzazione non Ynlsc, ed altre ne fur•ono fatte e sempre cò11 energia; non ostante quest'ulcera guarì alcnni giorni dopo di tutte quelle della.gamba, le quali cicaLt·izzarono come d'incanto colle leggiere cauterizzazioni <li nitt·ato d'argento.
Giornale di Medie milit. 1872.
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II. - Ulcera z'nfettante alla t'accia. Fenomeni secondari. - Gomme. Di Gaetano Giuseppe, soldato nel29° fanteria, classe 18·45, giovane di costituzione non tanto robusta e di temperamento linfatico, entra nella sezione chirurgica di questo ospedale il 30 ottobre 1870 per un impiagamento vicino all'angolo labiate destro diagnosticato per cancroide. La sezione era alloro diretta dall'egregio rnio c~o llega dott. .Givogre, e la prima impressione che io ed egli provammo alla vista di questo impiagamento fu di un'ulcera infettante della f~1ccia. L'esame che tosto · s'istituì confermò pienamente il nostro giudizio. L'impiagamento infatti aveva una estensione d'una moneta da 5 franchi, era di forma ovoidale con base indurata, e che al tatto rivelava la sensazione ùi quell' indurarnento chiamato dai francesi p_a1·chemùw, tanto facile a riscontrarsi in ~olte ulceri infettanti. I b01•di erano un poco rilevati ed all' intorno si circondava un alone di un coiore rosso fosco. Il fondo era eli brutto <Lspetto, ulceroso, copèrto in parte da leggero essudato. I gangli sotto-mascellari anteriori ed un poco i posteriori erano rnol to ingrossati. Ingorzati ma legger!11ente gli inguinalì. L'anamnesi ci fornì il solo criterio d'avere avuto il Di Gaetano rapporti tempo addietro con prostitute. L'autoinocula.zio ne praticata il giorno dopo con tutte le massime cautele, falli· completamente. J\on essendo in iscena alcun fenomeno secondat·io non s' intraprese alcuna cura generale e cì lirnitmnmo a curare localinente l'ulcera con clorato di potassa _ tanto utile nei casi di ulceri con dift~rismo, e quindi coù. soluzioni di nitrato d'at•gento. Dopo 6 o 7 giorni prese la direzione della sezione l'egregio medico 4i reggimento dott. cav. Marco Antonio Vjo!ini, e questi, sebbene in principio vagheggiasse l'idea di cancroide, pure non tardò a convincersi dell'esattezza del nostro giudizio in quanto comparvero nella loro pienezza e preceduti da dolori reumatoidi inten-
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sissimi i fenomeni secondari. Eritema, papule, placche rnuccose alla bocca. Allora si pensò alla cura specifica ed il 15 nov~mbre facemmo la prima ordinazione. Il metodo prescelto fu il misto, qoduro di potassio ed il mercurio presi internamente. Pochi giorni dopo che noi avevamo intrapresa la cura comparvero delle gomme alle gambe ed alla coscia, ed allora invece di amministrare il mercurio intemamente lo • si adoprò in frizioni onde agevolare localmente la risoluzione delle neoprocluzioni patologiche. Sulla 'località essendo l'ulcera ridotta a piaga semplice si fece una medicatura comune e dopo pochi giorni la cicatrice era completa rimanendo di un rosso più vivace, e su base indurata. Il ma. lato guarì perfettamente; ma solo alla fine di dicembre si poteva asserire che egli non avesse più manifestazioni, Il 6 gennaio 1871 fu inviato in licem~a di convalescenza ed alla sua partenza nulla ci fu dato di avvertire d'anormale. Ua cura fu continuata fino al giorno einque.
III. -
Ulcera infettante al polso. Fenomeni secondari.
Cardillo Vincenzo, soldato nella 211. compagnia di disciplina classe 1847, è uomo di media statura, di temperamentò ·un po' linfatico, ma di nutrizione buona. Il 16 agosto 1871 entrl in quest'ospedale <:on una piaga alla par·te inferiore dell'avambraccio, al polso, ed è ricevuto nella sezione chirm'gica diretta dall'egregio medico di Reggio dott. Polsi. Esaminato l'impiagamento lo si vede di bmtto aspetto con bordi callòsi, fondo sudicio, e con segni non dubbi di maltrattamento forse ad arte per cui ci si limita, dopo aver · preso le nostre solite precauzioni in simili casi, ad una medicatura umida." con fila imbevute nel decotto di china onde detergerne il fondo, e far sorgere delle buone granulazioni. Dopo 8 o 1 O giorni non vedendo alcun miglioramento che anzi un peggioramento, si cambia medicatura, e si applica una intera fasciatura alla Baynton collo scopo di ab~assare alcun poco
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gli odi indurati. Neanche questo gion\ ed allora ri si limita alla · modicatura a piatto, quando la mattina del 12 settembre l' infer mo ci accusa di non potere da 3 o 4 giorni doJ·mire durante la notte, e dt avere sulla superficie del cot·po un'eruzione. A quest'annum:io senza neanche esaminare l'eruzione si concepisce l' idea che quell' impiagamento sia nè più nè meno che un· ulcera infettante, e . che si sia pervenuti di già al periodo secondario. Si esamina il Cardillo, e lo si troya infatti con l'eritema pt·oprio sifilitico sullo pareti deJ basso ventre, con poche papule al dorso aventi tutti i caratteri di quelle sifìlitiche con pustole acneiche sul capillizio e colla <'OI'Ona veucris. Il sistema glandolare si trova ingorgato agl'ingui ni, al collo, ma molto pii.! all'ascella, ove immettono la maggior parte dei linfatici, che passano per il punto ove ha sede l'impiagamento. Int.twrogando dopo ciò il paziente d disse che era stato 15 giorni all' infermeria, che 4 o 5 g iomi prima eli entrare in questn. lo er1:1; r-ompn.rso un piccolo tuber colctto (papula), il qualfl si ulcerò e sempPe crebbe fino a raggiungere l'estensione eli più d'nna moneta da 5 franchi, alla quale epoca venne inviato all'ospedale. Inten ogato su certi possibili contatti non ha mai voluto daJ'Ci alcun a risposta, e solo ci ha affet•mato eli avere avuto in Messina rapporti con pt•ostitute, e rhe questo era av,·enuto ! 5 o 20 giorni avanti di enb·are all'infermeria. Non ·r' ha dubbio l'impiagamento del polso che nòi ritenevamo per semplice era nè più nè nvmo che un'ulcera infettante, la cui natura non ci fu dato diagnosticare, che all'insorgere dei fenomeni secondat•j, sia per il maltl'attamento che la piaga aveva subi~o, sia per i cm·atteri anat.omici che _ non erano chia11amente spiegati, sia infine per la sodo assai insolita. Il Cardillo in t•app'orto colla p1·ostituta avendo al polso dell'avambraccio sinistl'o qualche escoriazione o puntura otl altra lesione di continuità insignifkante, ~:~' inoculò costi del Yirus, poichè niente ùi più facile che egli, po1·tando la sua mauo sui genitali della donna, probabilmente affetti da P.l acche muccose estese, abbia pure col suo polso toccato·
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qqelle partì. Questa è la supposizione la pil! probabile, nè io voglio piil oltre indagare se il contagio abbia avuto luogo anche in altro· modo, perchè in fin dei conti a noi non inter~ssa saperlo bastando adesso il solo esame obbiettivo dei fenomeni secondari in rapporto all'impiagamento per diagnosticare la natura del morbo. Noi clnnqne la maii:ina del 12 settembre formula~amo la nostea diagnosi cosi : Ulcera
infettante al polso sinistro. Consecutivi fenomeni secondari, er·itema, ecc. · Ad al cuno non parve che questa diagnosi fosse giusta, e fu detto di trattarsi non del fenomeno iniziale, ulcera primitiva, ma.. bens·l di un impiagamento sifilitico, di ulcera secondaria. Io non so come si potrebbe sostenere un ·simile concetto. Come mai si può ~~oncepit'e che insorga un impiagamento sifìlitico, il quale tra parentesi, non può esser dato che clall'ectima profondo, dal pemfigo, dalle gomme ulcerate, come mai dico può comparire questo impiagamento uno, due mesi innanzi dell'eritema, delle papule, de1le pustole acneiche~ « I sintmni gener·ali d,ella, sifilide, dice il Bul\JSTEAD, nnn « venne1·o designati all'azzardo, e si mamfestano con un
« alto grado di ordine e regolarità. « La data del primo manifestarsi cl' ogni lesione ne « determina il punto nella scctla si(Uitica (l) ». La sifilide ha nel suo estrinsecarsi certe leggi dalle quali non si diparte che quando è congenita, e quan4o prende il corso di galoppante e caratteri di malignità. I fenom~ni del periodo secondario non si promiscuano con quelli del periodo t erziario, e quando tt•a l'un ·periodo c l'altr·o vi è poco· . distacco, o essendo l'uno sempre in corso subentt·a l' altt·o,. siamo nei casi di sifilide galoppante, maligna; ma per questo l'ectima profondo, la gomma compariscono prima dell'eritema e della corona veneri:;. Che una for.ma tardiva comparisca siri1ultaneameute ad una forma secondaria nei casi . di sifilide acquisita lo credo, ma eh~ l'anticipi eli' w1o, due (l) BllMSTEAI). Volume 2°, pag. 183 e 184.
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mes1 e ciò che io nego r ecisameute, perchè contrario ai moderni principii di sifilografia, e alla clinica osservazione giornaliera. Gli studi di questo ramo delle umane infermità hanno in questi ultimi tempi fatto dei grandi progressi e bisog·na modificarsi su certe idee non basate sulla clinica osservazione e giudicare le cose spassionatamente.· Il metodo curativo che noi scegliemrno per curare il Cardillo fu r ipodermico dello Scarenzio, cioè le inoculazioni di calomelanos. Il caso era vergine, non dubbio, cui facil mente ne avremmo rileYato un giusto criterio. Infatti il 19 settembre praticanuno la prima iniezione. Si prese due grammi d.i acqua nella quale sciogliemmo un po' di gomma, e quindi vi mescolammo un grammo di calomelanos agitan,do con un dito tutta la massa per un certo tempo, e quindi colla siringa di Pravat in due volte lo iniettammo all' inserzione deltoidea sul braccio destro. Il 24 si apri l'ascesso, il quale non presentò nulla di particolare all'infuori di una certa difficolà nel cicatrizzare. Il 28 si fece un' altra inoculazione al braccio sinistro che pol'tò essa pul'e l'ascesso, il quale si apri e guarì completamente in quattl'O giorni nel t~mpo stesso in cui l'altro pure si cicatrizzava. I fenomeni secondari sparirono ben pres.to : i dolori non tormentarono più l' infermo, e nessun altra manifestazione comparve. !15 novembre era tuttora nell'ospedale, e s'inviò in licem~a di conval esccm~a, e al nostro esame prima che partisse non ci fù dato di osservare nessuna manifestazione : solo rimanevano gli ingorghi. L'ulcera fu curata con leggere soluzioni di nitrato d'arg·ento che beu presto la ridussero a piaga semplic.e, la quale colla fasciatura alla Baynton ckatrizzò completamente alla metà di ottobre, epo-ca nella quale il Cardillo era perfettamente guarito. L'ulcera impiegò molto tempo a cicatt'izzare attesa la sua estensione, la quale, dopo l'applicazione del decotto di china, aveva una estensione di due monete da 5 lire. Questi due ultimi casi ci offrono il campo di fare alcune brevi considerazioni, sia rapporto all'andamento che al metodo di cura. Nel primo easo di sifilide noi avemmo un
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corso assai rapido e caratteri di malignità. Se noi non avessimo ìntrapresa la cm·a speçifì.ca, chi sa quali guasti ne sarebbero avvenuti. ·La c~tra mista di ioduro di potassio e frizioni mercuriali ci corrispose assai bene, B non si può ne.gare che questo metodo ha sempre molti fautori, e li avrà .anche in avvenire, perchè realmente è molto efficace. Non importa che puzzino di antichi.tà le frizioni mercuriali: esse -hanno ed avranno sempre un gran posto nella cura delle ~ malattie sHìlitiche. Il secondo caso non ci ha presentato un andamento cosi rapido, nè carattere alcuno di malignità, rna noi abbiamo di buon ora intrapresa la cura specifica, ed arrestato il pro'Cesso secondario nel tempo appunto in cui cominciava a :Svolgersi in . tutte le sue fasi. Le inocula.;r.ioni di calomelaiws "Ci hanno, dato un buonissimo r esultato, e questo· è un caso ·ehe si può unire ai tanti altri che la scienza possiede. Nella ·sezione venerea l'egregio mio collega dottor P~·~nzataro ha fatto eglì pure in vari ammalati le inoculazioni di calomelanos,,e l'esito che n(~ ha otteJlUto è stato dei più soddisfacenti. È un. fatto: questo nuovo metodo ha dei vantaggi in •conf:ronto deg·li altri fin qui adòperati, non fossa altro la poca -dose. di mercurio, che s'introduce nell'organismo: ma gli as·cessi costanti che ne susseguono, a dir la verità, sconfortano · alCun poco pensando a tutte le possibili contingenze a cui possono andare incontro specialniente in ospedali in cui 1\giene. de' loc_ali e degli annessi lascia molto a desiderare. I due casi testè narrati sono t1·oppo differenti per l'inten:sità del processo perchè si possa istituire un parallelo rig·uardo al metodo curativo, e. quand'anche non fossero tali, io non ..oserei di fare alcune deduzioni, pel'chè prima di pronunziare un gfudizio in simili vertenze, bisogna aver ossel'Vato molto, ma molto, e fatto tesoro delle pill piccole circostanze. Pre·cipitando n.elle deduzioni, anzichè giovare al progresso della scienza, si nuoce. Io per me so n d' a:vviso , che il metodo del pr.of._Scarenzio dà dei buoni risultati, che g·uari.sce anche prontamente la sifìlide, e ciò lo deduco non dal solo caso
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che io ho ossm·vato, ma. dai tholti e molti che già la scienza possiede. Ma che esso poi debba antepor si a. tutti gli altri, che esso sia la panacea nf.dla cura della sifilide, non credo che nello stato attuale possa dirsi, perchè nianeano buone s tatis tiche che mostl'ino in un modo chiaro e ,preciso essere i resultati delle inoculazioni di calomelanos migliori di quelli che si hanno cogli altri mezzi, tenuto calcolo delle più mi· nute circostanze. Forse non ·è lontano il giorno in cui queste statistiche ben fatte risolveranno il rJroblema, ed io voglio augurarmi che cosi possa essere per tante e tanto altre questioni. Noi medici militari siamo pitt in grado dt~i civili di redigere una statistica medica, che se non ofl·t· e tutti i requisiti della vera, almeno vi si accosta. Certo, se pt•ima non si conoscono tutti i momenti eziologici. 0he possono influire sul nostro organismo, e tutte le pertinenze del processo nosologico, semiogenico c tc1·apeutico, non si può s tabilire, a rig·or di termine, una buona statistica medica, ma questo non è possibile nello stato attuale, e bisogna, almeno per ora, content.:'lrsi di dare un giudizio il meno erroneo; e noi dovendo curare individui che hanno presso a poco la stessa età, le stesse abitudini, lo stesso vitto, gli stessi disagi, che vivono. in una parola di una stessa vita, siamo più in gr·ado di altri di stabilire confronti, quando si abbia cura di scegliere quei casi che abbiano fra loro la più grande somiglianza. I nostri posteri dagli elementi sparsi che noi stiamo raccogliendo ne ritrarranno buonissimi frutti: noi, per ora, dobbjamo content.:'ìrci del poco, senza trascurare di contribuire a fare il molto. Palermo, 15 novembre 1871. Dott. LEOPOLDO ToMELLINr. Medico di Battaglione di 2"' cla.~se_
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SULLA CURA DELLA SIFILIDE COSTITUZIONALE .~••notnzloul
del tloum· G·. AS'l'EGTANO.
Fra i nomi di coloro che nel 18G~1 erano inscritti alla Scuola pratica di Parigi, come liberi insegnanti, se ne leggeva uno già da gran tempo eelebt'e nella scienza; quello di Diday professor·e a Lione, il quale si annuiniava avt•ohbe trattato della Sto"''ia naturale della sifilide. Nel mese di marzo di quell'anno il sifilografo lionel:>e giungeva infatti a Parigi e vi inaugurava il suo corso che non andò al di lil di tre lezioni. Dicesi che la città di Lcida abbia allat·gato la cerchia delle sua mura, per poter capire coloro che da ogni paese vi convenivano a sentire Boerhaave; Diday non può vantarsi di tanto, ma è certo che il grande anflteatt·o della Scuola pratica divenne allora troppo ristl'etto, e che egli riusr.iva a stento a farsi strada tra la folla dei suoi uditori che ingombravano i corridoi e la porta.. Narro cose di cui sono stato testimonio oculare. Nessuno, fra i cultori della sifilografia, ignora che cosa · sia stato detto in quelle tre memorabili ,lezioni, dappoichè esse fLlrono dall'autore stesso poco dopo pubblicate. (V. Iiistoire naturelle de la syphilis...... par le docteur P . Diday, P aris 1863). Avendo il Diday studiato per otto anni la sifilide abbandonata a se stessa, riuscì a dimostrare quale fosse il suo svolgimento naturale e come in alcuni casi po. tesse gnarire spontaneamente. Da ciò trasse · eorollari terapeutici, che sebbene discordi da quanto era generalmente creduto ed insegnato, avevano però a loro sostegno la ragione e l'esperienza. Quattro anni dopo, nel 1867, si agitò in seno alla Societa imperiale. di ehirurgia di Parigi la questione della cura della sifilide costitu.ziona.le. La discussione fu lunga ed ardente;
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durò tre mesi, dal maggio al luglio, e tenne occupata la Società per tredici sedute. Vi presero parte c.ome aYversari del mercurio Dolbeau e Despres; difesero il mercur.io a spada tratta Verneuil, Lefor t, A Guérin, ecc. Alcuni, come Mau rizio Perrin, tentennarono incerti fra le due parti opposte. Furono emesse le pitl discol'danti. opinioni intorno al sapere: se si debba o· no dal'e il mercurio, a quale epoca della malattia si debba dare, quale sia il modo di amministrazione o il preparato pii:t efficace ecc. La discussione in definitiva fece come la nebbia la quale lascia il tempo che trova; ognuno r irnase fermo nel suo avviso. T utti però, o quasi tutti, furono obbligati di ammettere ch e la sifilide in ce<te circostanze può guarire di pet· sè sola; anzi il venerando VelpeaU: non dubitò di asserire che la metà circa dei malati .c;uan'sce spontaneamente (V. Rendiconti pubblicati dalla Gazette des H6pitaux, 1867). Nello stesso anno anehe a Loudra si disputò :sullo stesso argomento fra Drysdale e De Mel'ic, difensore l'uno, accusatore l'altro del mercurio. Erano nel campo della tel'apeutica le stesse questiÒni, che qualcf10 anno prima fel'vevano tra unic.isti e dualisti. Si r innuovò la battaglia nel 1869 a Parigi, dovendo la Società di chinn·gia giudicare i rls-ql tati ottenuti da Liègois n~lla cura della sifilide colle iniezioni ipodermiche di sublimato. Despres, avver'sario del mercurio a tutt'oltranza, lottò di nuovo contro Lcfort e Liègois di opposto par·ere. Il medico che abbia attentamente seguito queste discussioni, piene di tante diverse sentenze ed asserzioni contradditorie, n on può a meno di provare una certa dubbiezza quando si trova in presenza di un sifili tico che deve curare e g uar·il'e: Mi propongo esporre brevemente la dottrina del Diday che mi sembra stare nel giusto mezr.o, egualmente lontana dai due eccessi; poichè mentre insegna doversi tralasciare H mercurio in alcuno forme di sifilide, lo pr'escl'ive invece in altre, e lo raccomanda come rimedio efficacissimo a vincerne alcune lesioni.
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La sifilide sebbene dipendente da un' unica causa specifica a cui si diede il nome di virus sifilitico, non è sempre la stessa malattia. Essa offre delle gt•andi differenze non solo nelle sue manifestazioni morbose, ma anche nella sua intensità e durata. Non a torto fu detto il Proteo della patologia. La clinica ci rivela •1uesto fatto nel modo il più eYidcnte. Se si esamina un numel'o anC".he ristretto di ammalati affetti da sifilide costitu;.:ionale, non torna difficile il trovarne due in cui le accennate differenr.e sono più che mai spiccate. L'uno avrà avuto un' ulcel'a fortemente indurata, con plejade gangliare molto cospicua, alla qi.1àlo tennel'o dietro entzioni cutanee pustolose. n1ceranti profondamente la pelle; quindi lesioni graYi delle ossa del naso, del palato ecc. L'altt·o invece avrà avuto un' ulcera a cui appena fece attenzione, o che forse anche gli passò inosservata, tanto era superficiale, -seguita a capo di cinque o sei settimane da poche macchie rosee ai lati del t.t•onco e sul ventre, con un senso indefinito di malessere ed un leggiet'O mal di gola. Il primo è travagliato per lunghi mesi dalla malattia sempre rinascent·~; il secondo, guat·ito dopo alcuni giorni, ne conserva appena il ricordo. L'un caso differisce dall' altro, secondo l'espressione di Ferncl, ut e-phemera febris a putrida. 'l'ra qnestc tlue forme di sifilide, una benigna, talvolta non avvertita, e 'l'altra grave che cammina tumultuos amente, senza che nulla valga ad arrestarla, distruggendo alcuni organi altri oll'endendo gravemente per riuscire alla cachessia sHìlitica ed alla morte, vi sono tutti i' gradi intermedi di intens ità ; dalla leggiera si passa a quella di forza media ed alla gt'aYe. P erchè queste difl'crenze ? P erchè una sifilide ora s i offre cosi maligna e lascia tra.ccie cosi profonde del suo passagg io, ot·a invece appena avverte l'individuo che la porta? A produrre questo fatto concorrono parecçhie cause di cui alcune sono proprie dell'agente morbifico dd VÌJ'US, altre invece sono , inerenti all'ot·ganismo dell' individuo c.he ne è toccato. Per dirla in modo più pittoresco, le qualità diverse
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di .seme morboso e quelle del ter-1·eno su cui cade; fanno variare la sinlide. Il virùs .sifilitico offre delle differenze di forza. La sua attività è tanto più grande, quanto min0re è il numm·o degli individui sui. quali fu innestato a partire dal secolo XV, ~poca in cui probabilmente afflisse per la prima volta la specie umana., a venire sino a noì. La sifilide dei nostri giorni è ben lontana dall'essere così micidiale come lo era or sono 300 anni, e quale fu descritta da Leoniceno, da Fracastoro, da Fallopio e da molti altri. Il virus sifilitico, per le ripetute e . numerosiss!me trasmissioni da un individo all'altro, ha gradatamente perduto della sua forza, e forse col correre degli anni finirebbe per spegnersi affatto, se non incontrasse tratto tratto delle cause che gli danno novella forza. Un fatto analogo a questo e che prova il pt>ogressivo indebolimènto dei virus per molte trasmissioni ci è fornito dalla storia della vaccinazione. Il vaccino da . Jenner in poi, secondo ogni probabilità, ha perduto della sua efficacia. L'utilità riconosciuta delle rivaccina.zioni, il paragone degli effetti prodotti dal vaccino quando si ha la fortuna di poterlo atting·ere alla · sua sorg-ente primitiva, al cow-pox, messi a ' fianco di. qnelli che si ottengono eol pus vaccinico che è già. passato per molti organismi mediante successive inocula.zioni, sono ragioni che militano fortemente in favore di questo, modo di vedere. Però questa nozione che concorre a spiegarci il perchè una sifilide ora sia più gt·ave ed ora meno, non può servirei nella pratica a misurare il grado di infezione, essendo evidentemente impossibile il dire se un' ulcera che si ha sottocchio risulti dalla trecentesima oppure dalla millesima trasmissione. La via per la quale il virus penetra nell'organismo esercita un'influenza marcatissima sul grado di fot'7.a che questo virus ritiene, e sulla inten·sità. della sifilide, che ne è consegu~nza. Si confronti la .sifilide acquzsita colla e?·editar-ia. Nella pd.ma precede costantemente un lavorio locale circoscritto al punto dove il virns sifilitico fu depo-
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sitato, e che ha luogo lungo spazio di tempo prima dello svil uppo dei sintomi generali; essa nel più dei casi non è una malattia grave. Nell'altra invece il virus sifilitico non subì verun lavorio locale; la sifilide fu trasmessa al feto per il sangue della mad1•e, ovvero per l'ovc.:lo o lo sperma di parenti infetti ; essa ha quindi una gravità molto superiore: - Quando in un tempo non ancora molto remoto da noi, era in uso la inocular-ione del vaiuolo, si poteva facilmente verificare le modificazioni che il modo di introduzione fa subire ai vir us. Il vaiuolo inoculato artificialmente, preceduto perciò da un lavorio locale di elaborazione, era molto più benigno dello spontaneo, in cui il virus penetranclo per assorbimento cutaneo o polmonare sfuggiva a questa elaborazione. Mentre nel primo caso non era seguito da mot•te che una volto sopra 300, nel secondo im·ece la morte avveniva una volta sopra 14. L'età eli una lesione siftlitica, vale a dire il posto cronologico che essa occupa nel corso del male, ha del pari infiue~1Za sopt'a la forza della sifilide che questa lesione potrà trasmettere. Sin dal primo momento in cui il virus è penetrato nei nostri tessuti, i naturali poteri dell'org-anismo tetidono a spegnel'lo ; a misura che il morbo l)t'Og"t'ecli::;ce scema la sua contagiosità ; le placche mucose sono meno contag-iose che non l'ulcera primitiva e la sifilid~ pervenuta all'ultimo suo periodo, allo stat.o terziario, non è piìl contagiosa. Adunque il virns si infievoliscc invecchiando nell' organ ismo ; quiildi la sifili de che risulta dal contatto di una lesione .s econdaria, ad esempio di una placca mucosa, è più debole che non la sifilide risultante dal contatto di una lesione primitiva, di un ulcera. "rrlolti fatti vengono in appoggio di questa osservazione e parlano cosi eloquentemente da non lasciare luogo a dubbio. Allorchè in sifllogt·afia si dispu tava circa la contagiosità o non degli accidenti secondari, alcuni sperimentatori praticarono delle inoculazioni sopra soggetti sani con matet•ia raccolta alla superficie ùi lesioni secondarie. In tutti questi casi che sommano a piìt di 20, che furono osser-
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vati in paesi e tempi diversi da uomini egregi, semyn'e si ebbe una sifilide leggiera, talmente leggiera che medici e malati su. perarono tutti felicemente l'ardita. prova tentata. - Non si deve però erigere questo principio a legge g~nerale ed ·ammetterH che la sifilide grave nasca ·sernpr·e da un'ulcera, e. la leggi era da una placca mucosa. Vi sono delle eccezioni; la placca mucosa secondo la sua origine e la sua età, e specialmente secondo le condizioni dell'organismo che sùbisce ·il contagio, può essere seguita da effetti più o meno intesi. A fare si che una sifilide sia ora leggiera ed ora grave, oltre le condizioni testè accennate, vale a dire' l'essere il v irus più o meno affievolito dalle trasmissioni successive, il penetrare nell'organismo per una via. o per nn' altra, il provemre da una lesione primitiva, o secondaria, concorre anche potenteniente il vario stato dell'individuo infetto .. La infi nenza del seme morboso si combina· con quella del terreno su cui cade. La costituzione, ii temperamento, le condizioni di salute precedente, l'età ecc., che noi ricerchiamo con tanta cura in tutte le malattie, perchè importano modific<.~zioni nel corso, nella gravità, e nella durata delle medesime, harmo un' importanza non meno grande nel variare la fisionomia della sifilide. Ricorderò alcuni fatti che dimostrano la verità di questa asserzione. Vi sono delle malattie' le quali non si soffro,no che ,una volta sola nel eor::;o della vita; le febbri eruttive, la febbre tifoide (meno rare er.cezio~i) conferiscono l'immunità a color.o che ne hanno patito una. volta. Lo stesso avviene per la sifilide ; la ~iér·ole ne se clouble pas; chi ne fu una volta affetto ne andrà esente per tut ta la vita, ovv.ero non sarà capace di contratla di nuovo se non rpolto tempo dopo· la prima infezione. Perqiò se il vir us sifilitico si innesta in un organismo che abbia a breve distanza sofferto di sifilide costituzionale, potrà produrre un' ulcera anche fortemente indurata, ma non accompagnata da plejade gangliare, non seguita dalle. note manifestazioni generali alla pelle ed alle mucose. - Altro fatto da mettersi a fianco di questo. - Nei tentativi che furono fatti per inoculare ·il
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virus sifilìtico a quei malati che hanno un cancro aperto, collo scopo di modificare la diatE)si cancerosa, non st rmscì mai a· farlo attecchire. Il terreno non è propizio al germogliare del seme. L'esperienza ci ha ancora fatte eonoscere altre condi?.ioni capaci di rendere una sifilide piil o meno grave: - L'abuso abituale degli alcoolici, il quale ha tanta parte nel cagionare la degenerazione fagedenica delle ulceri e dei bubboni aperti, che Ricord non dubitò di creare una clas!>e, a cui diede il nome di enofa,qedenismo, è una causa frequente che aggrava la sifilide èostituzionale. - Negli individui di capelli biondi (la ragione di ciò è difficile a dirsi) la sifilide è più tenace e più forte. - Al di sopra di 40 anni raro è che si mostri benigna; l'età ha quivi la stessa influen7.a che si osset·va per altri virus; le punture delle vespe, quasi indifferenti per un adulto, possono dar la morte ad un bambino. È egli necessario di aggiungere che le condizioni igieniche inducono varietà nella sifilide, e che a· condizioni .eguali essa sarà pitt benigna nel ricco, il quale può andare in cerca del clima che piil gli è p1•opizio, alimentarsi lautamente, abitare un salubre appartamento, ricreare l'animo con distrazioni piacevoli, - che non nel poverò in condizioni opposte? Queste sarebbero le canJe della val·ia intensità della sililide ed il perchè essa si presenti ora grave e maligna, ora invece m_ite e leggiera. Ma a quali segni si conosce I' intensità di una sifilide? come se ne misura ]a .for7.a? Tali quesiti sono di molta importanza; poichè se, studiando le prime fasi della malattia, si possono avere degli indizii che permettano di dire fin da bel principio se essa sarà. g,rave o leggiera, ognuno vede come si possa da ciò regolare il pronostieo e la cura. Ora la cUagnosi clell'~·ntensz'tà della sifilide si può fare, tenendo calcolo dei seguenti . dati:
320 Primieran1.ente dell'agente d'infezione, ~ella causa contaminante. Secondochè il v ir:us proviene media:ta.mente od immediatamente da un bambino che ha una sifilide congenita (e noi sappiamo ehe la sifilide si rinforza colla trasmissione ereditaria) ovvero da una lesione primitiva, ovvero da una lesione secondaria, la ..sifilide che ne nascerà sarà più o meno grave. Per stabilire la provenienza del virus sarebbe adunque necessario di confrontare l'indiViduo che diede con quello che dcevette la malattia; ma nella pratica tali esami comparativi ( con(?"Ontazz"oni in linguaggio sifilografico) per ragioni facili a comprendersi , riescono spesso impossibili a farsi od . infruttuosi. Pi.ù agevole e di grande importanza per il nostro scopo è il determinare quel tratto di tempo che passa tea il momento in cui l'agente contagioso è stato dep.osto nei tessuti e il momento nel quale nna prima lesione potè vedersi nel punto toccato da quest'agente , - la durata cioè dell' inculìazione della lesione primitiY~t. Quando h:i. lesione iniziale è figlia di un'ulcera primitiva, quBsta incubazione è piì.t l)l·eve (dura in media 18 giorni) ; quando invece discende da una ·lesione secondaria, è. piì.1 lunga (va fin oltre i 28 giorni). L'estendersi adunque delì'incubazione al di là di 18 giorni è attributo di una sifilide, che promette di essere relativamente benigna; conforme a q~1anto insegna Cataneo, uno dei piì1 antichi scrittori del morbo gallico: « si vicleris infectionem diu latere, judica virus obtusam qualitatem habere.» . . Vi ha un alteo fatto che meuita di fìssaré attenzione in modo speciale, siccome quèllo , su cui il diagnostico della gravità della sifilide in gran parte si basa. La lesione · primitiva, il ca}ntt m01·bz" . non 'è sempre la stessa cosa: 'in tutte le sifìlidi. Varia invece nei suoi caratteri obQiettivi seeondochè nacque dal contatto . di un'ulcera, ovvero di una placca muccosa , o di qualsiasi altro accidente secondario suppurante. Queste differenze fm·ono notate nelle inoculazioni sperimentali sopraramn'1entate, e tutto .giorno si possono osservare nella clinica. Vi ha la vera ulceTa in-
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dur·ata (infettante, un,teriana, ecc.) e rerosione ulce·rifor·me (placca muccosa iniziale di Auzias, pseudo-uléera , ulcera par>chemùzée, erosione superficiale di Langleber t, erosione ulcerosa di Bassereau, ecc.), ch<3 può servire d'inizio, di porta di entrata alla sifilide. - L'una, l'erosio'ne ulceriforme, ùopo lunga incubazione, apparisee sotto forma di una papula di color cupreo e secca; in seguito si disquamma e si copre di una crosta sottile, la quale si distrugge o persiste seçondochè la lesione è esposta o tlifesa dal contatto dell'aria. Sotto la crosta vi ha u na superficie rosea , éli poco sporgente sopra il livello della pelle vicina , dalla quale gP.me un leggim~o ' tt•asudamento sieroso. La base è appena indurata, i gangli linfatici sono duri e indolenti. - L'altra, la vera ulcera, compare dopo una più breve incubazione ; i tessuti, su cui siede, sono più rapidamente e piil profondamente ulcerati ; si sece1·ne uri liquido meno sieroso, più abbondante. Un indnramento lar go c consisten te occupa, la base di questa perdita di sostanza ; i gangli linfatici vicini sono del pal'i ingorgati . Or bene, esiste una legge di concordanza tra la forma delta lesione primitiva e la forza della sifilide, che da essa .incomincia. 'Gli incidenti secondar ii consecutivi partecipano della .benig nità relativa della lesione iniziale; o, in altri termini, la lesione primitiva a caratteri fortemente accentuati (ulcera indurata) annunzia una sifilide geavc; la lesione pr·imitiva a caratteri attenuati (erosione ulcePiforme) indica una sifilide leggiera. -La erosione ulceriforme, figlia d'una placca muccosa o di un'altra lesione simile a sò stessa, essendo indo.lente, superficiale, poco estesa, spesso ignorata da.II'infermo o presa per una escorizione insignificante, non impeclisr.e i piaceri venerei. :Nello stesso tempo essendo dotata di potere contagioso superiore a quello delle placche muccosc, ne avviene che essa ò rea del piil gran numero di trasmissioni della sifilide. Ciò spiega perchè la er0sione ulceriforme è la più freque ntB delle lesioni iniziali, e perchè la sifìlido costit uzionale è più spesso leggiera che graY(~. Gior nale di Jlfedic. milit. 1872.
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Non $arebbe però conforme al vero il dire che le cose avvengano sempre a second;:1. di questa legge. Vi sono anche qui delle eccezioni, e può avvenire che una sifilide gt·ave tenga dietro alla lesione primitiva a cal'atteri attenuati. Ciò però non inferma il principio generale appoggiato a fatti numerosissimi, accerta'ti da più competenti e veridici osservatori. Bassereau, fin dal 1852 scri,·eva: « Après l es chancres indurés bénins, sm·viennent les éruptions syphiliti"ques bénignes et les affections des diverses tissus, sans tendence à la s uppuration. Après l es chancres indurés phagédenique surviennent les syphylides pustuleuses graves, les affections ulcéreuses de la peau, plus tardives ·les exostoses suppw·és, Ies necroses ed les caries (l) )) . Abbandonata al suo corso spontaneo, non influenzata da nessun rimedio, la sifilide, a capo di cinque o sei settimane dal principio della lesione iniziale, si rivela con varii difetti funzionali che precedono le sue manW3stazioni sulla eute e sulle mucose ed ai quali si diede il nome di proclrorni dei sintomi generali. Questi si manifestano con cefalea irregolare ed intermittente, con rigidita e lassezza delle merpbt·a (dolor·z· reurnatozai). Nello stesso tempo esistono i segni delle diminuité quantità dei globali sanguigni; paUore del volto, (l) Ecco come sopra questo 11l'gomento si esprime il Langlel;lert: « Peut-on prévoir par l'iospection du chancr·e si la vérolc qui va le· sulvre sera légère ou grave1 En cl'autt·es ter mes y a-t-il un rappor·t constant et nécessaire c nl1·e la for•me de l'accident primilif et les manifestations consécutives de la syphilis 1 Jo 1·éponds saM hésile1' oui, Avcc M. Basser·eau . qui J(l pl'dmier a étaoli ce principe, avec M. Didny, qul tout récemment l'a ùeveloppé de la manière la plus heureuse dans ces Leçons sur l' histoi?·e nalut·elle de la syphilis je considero le chancre comma la. piet·re de touche dc la constitution. Par l'action qu"il exer·ce SUl' Ics tissu~, il est permis de prévoi r le marche des accidents consecutifs, soit pr·och~s soit éloignés 11ui pour·root se man ifes tar. La bUnignité dtt chancr·e an non cera dcs syroptòmes consecutifs peu graves; ~a matiguité permeth·a. au conh·ait·c de prévoit· des symptòmes consecutifs d'une plus gr·ande gravitè ». (Vedi LANGLEBERt, Traité des maladù;s vénériennes, Paris 1864, pag. 321).
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soffio al cuore ed alle arterie, turbamenti nervosi ecc. La cloroanemia è quasi costante nei prodl'omi della sifilide; differisce di intensità potendo la quantità dei globuli sanguigni decrescere da lf7 a l f 2 secondo le ricerche di R icord e Grassi. - Questi sintomi precursori, come ben si vedo, non hanno nulla di speciale; si incon trano in altre malattie, e la. loro intensità non è in rapporto diretto colla gra~·ezza della. malattia, ma piuttosto colla impressionabilità dell'individuo e col vigore della sua costituzione. Non possiamo perciò giovaréene per preveder la gravità della s ifilide che sot·ge. Dopo i prodromi sollecitamente vengono in scena varie manifestazioni morbose alla pelle ed alle membra ne mucose. Questa prima et'uzione di sintomi generali è lo specchio in cui si rifteUe l'intensità della sifilide; in essa si t'i vela. la forza reale della malattia quale ris ulta dalle qualità di seme è dalle condizioni del terreno. Sulle membrane mucose compariscono le cosl dette placche mucose, nome sotto cui si confondono molte lesioni differenti del t~gumento interno. V olendo tirare dal loro esame dei dati per giudir:are l'intensità della sifilide, conviene dire che esse ci sono di ben scarso aiuto, perchè il loro aspetto varia secondo le regioni che occupano, e si modifica per cause estranee alla sifilide. La placca mucosa alla stessa epoca de!l'evolur.ione della sifilide riveste apparenze divel'se secondochè si Ll'Ova alle labbra, alln lingua, alle fauci, al solco vaso- labbiale, al didien·o delle orecchie, alla Yulva, all'ano, al ghian1le. Lo sYiluppo, ln persistenza e la l'iapparizione delle placche mucose specialmente ai margini degli orifizi naturali è in gr<m parte dipendente dall' azione di cause esteriori meccaniche ed irritanti. Frequentissimo è il vedet•e placche mucose della bocca persistere tenacemente perchè il malato o poco docile, o tiranneggiato dall'abitudine n on sa rinunciare al piacere della pipa. L ' ipertrofìa. delle placche mucose vulvari durante la gravidanza c il loro pronto dileguarsi dopo avvenuto il parto è un' altl'a prova dell'influenza che alcnne cau~e puramente locali, capaci di variare
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la circolazione o la nutrizione di una parte, esercitano sopra le placche mucose. Nei militari non sono rare le placche mucose ft·a le clita dei piedi, per poca nettezza ed abbondanti" sudori abituali. - Nondimeno quando in una regione determinata noi vediamo una placca mucosa con caratteri 1nsoliti, vediamo por esempio .delle ulceri profonde alle labbra ed ai làti della lingua, iln-ece di una semplice esfogliazjone dell' epitelio, siamo autorizzati a ritenere questo come indizio di piì:t gt·ave sifilide. L e eruzioni c:ulanee sono quelle che hanno più g1·ande importanza per il diagnostico che ci proponiamo. - Se da una pat·te le eruzioni cutanee sifilitichc precoci hanno certi caratteri comuni c speciali per cui si scoprono all'occhio del dermatologo, d'altt·a parte esse differiscono assai f~·a di loro per la forma, e quando sono semplicemente eritematose (Roseola sifi.litica) quando invece papulose, squamose, maculose, vescicolari, pustolose. Data una r eg·ola pw·a e semplice, rhe resli tAle per tutta la sua durata, che non mostri in nessun punto tendenza a fnt·si papulosa, che scomparisca. a capo d l 12 o 15 giot•ni, si può argomentare con certezza quasi assoluta, cho la sifilide è leggiera e che guarirà spontaneamente - per quanto moltiplicati e minacciosi in apnarenza siano gli altri sintollli coesistenti. La forma papulosa e squamosa, piil ancora la vescicolosa c la pustolosa comandano un pronostico e per conseg·ueuza una tet•ape,!tica ben diYersa. Per huona sorte la eruzione ::;ifilitica più benigna è anche la più frequente; sopra 106 casi riportati dal Diday in 63 si ebbe roseola, in 2G papule, in 8 squame, in 3 macule, in 2 vescicole, in -! pustole (1). ( l) A questa opinione si accosta il dottor Roluti il quale nei suoi Cenni sulle atfe::ioni wna·ee curate nello speùule del :l'Taglio, ecc., scrive: tt ...... so dovesi amn~.tere b. divisione della sifilide costitu:cionale in e debole o [m·te, s\.abilita dal Oiday, sa•·ebbe g iuocofot·za confessare c che li nosl•·i pazienti non trovanmsi che dcbolmenie intossicati dal c virus l'iftlitico; a\•vegnachè in tutti in non guarì spazio di temp.> si « dileguar·ono f<1cilment.e lo lot·o celtiche manifo~laziani ». (Vedi Giol'nale di Jl{ed·icina mititm·c, agosto 187 l).
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Se si lascia la sifilide costituzionale in balia di sè .s tessa, abbandonata al suo corso naturale, nel piil gran numero dei casi si vede i sintomi generali lP'adatamente diminuire e spegnersi da prima, poi ricomparire di bel nUO\O sotto una forma più o meno rassomigliantr. alla prima. Queste riapparizioni, o rttorni, o recidive che si vog1iano chiamare, sono un periodo obbligato ùella sifìlirle, inerm1ti alla sua natura e non è in potere dell'arte di impedirle. Pochi casi sfuggono alla regola comune; appenn. 3 volte sopra 43 il Diday vide la malattia limitarsi ad uoa sola eruzione. Il numero delle ricidive è più g1'ande nelle sinlidi gravi che nelle leggiere ; di più il lasso di tempo che le separa l'una dall' altra è. più breve nelle gravi, piìL lungo nelle leggiere. Le adenopatie linfatiche, che forniscono segni così preziosi per il diagnostico della nat'wra delle alfezio11i veneree, sono quasi mute se vengano interrogate circa la gravità della sifilide. La pleiade gangliare, compagna indivisibile dell' ulcera infettante; potrà for·sa dare qualche indizio di maggiore gravità quando sia grande il numero ed il volume delle ghiandole ingorgate, escludendo le cause acc.identali che per avventura avessero contribuito a produrre questo effetto. Lo stesso è a dirsi deHe adenopatie cervicali, sottomascellari, ed epitrocléari. Però siccome gli ingorghi delle ghiandole esistono colla lesione primitiva e compaiono colle lesioni secondarie le più precoci, si può dalla loro presenza inferire che la lesione sifilitica qualsiasi che esse accompagnano, ha ancora qualche cosa di primitivo. Se una placr.a mucosa dell' amiggala per est~mpio, quantunque r,ompar~ a al quarto mese di malattia si accompagna di ingorgo ghiandolare, ciò aggrava il pronostico; dimostra che il virus non ha subito un attenuazione mo1t" notevole, che l'organismo riesce difficilmente ad eliminarlo i perciò la cura spontanea sarà meno probabile e la terapeutica dovrà modificarsi in conseguenza. Noi conosciamo adunque quali sono i segni che rivelano una sifilide leggiera, e quali sono . quelli che la indicano
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grave. Il più delle Yolte col loro aiuto si rius~;irà a solleYarle la maschera ed a conoscere quello che è e quello che sarà. La durata dell'incubazione della lesione iniziale, i caratteri di questa lesione, e più di tutto la forma della prima eruzione cutanea, sono i dati più importanti. « Quand o n veut j uger d'avance de la gmvité d'une vé« role, prévoir les désordres qu'elle est capable de produire «. ultér1orement, la première syphilicle est le signe le plus « precieux auquel on puisse s'attacher. En effet le plus ou « moins d'intensité des prodromes n'accuse guère, que le « plus ou moins de force de résistance dont la constitution « du sujet est douée. Les croutes du cuir chevelu sont, à « peu près, !es mèmes chez tous. Quant aux plaques mu« queuses, révélation seméiologiquo d'ailleurs r elativement « tardive, si elles sont plus précoces ou plus nombreuses « , chez quelques malades que chez d'autres, cela tient sur« tout à l'empire de causes locales qui en sollicitent le dé« vcloppernent dans telle ou telle r égion. Seule la sypilide « peut, gràce à la forme t rès- variable et très- accurée sous « laquelle elle se manifeste, donner une juste idée de ce << que sera la sypbilis dont elle marque le début. L'auvre << t•>ut entière se point fidelement, se devine pour qui sait « lire , dans ce premier chapitre ». ( V. DIDAY , op. cit. ( pag . 119). L e conseg·uenze che derivano da quèste premesse sono moìto importanti. Le malattie di infezione (febbri et·utti ve, tifoidi, ecc.), guariscono spontaneamente tutte le Yolte che l'organismo ha abbastanr.a di forza e di tempo per liberarsi dal principio infi.ciente. La sitliide entra in questa categoria di. malattie; essa è una febbre esantematica lenti::;s irna nel suo corso e come tale guaribile spontaneamente. Non pochi individui o per trascuranza, o perchè non si credono ammalati avendo una sifìl:de leggera, od anche per enori diagnostici, guarirono e guariranno sempre senza l'uso di nessun rimedio. Alla scuola centrale di P arma arrivano periodicamente sotto-ufficiali di tutti i reggimenti d~ll'esercito, i quali
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sono da me, per ordine superiore, sottoposti a rigor osa visita sanitaria collo scopo di accertare la loro fisica idoneità alla istruzione ginnastica. Più volte mi è accaduto di trovare fra ~uesti degli individui che avevano la sifilide senza saperlo. La roseola sul tronco mi metteva sull'avviso ed era quindi facile trovare gli altri segni e i precedènti della sifilide. L'esperienza clinica ha poi fornito delle prove dirette e numerose della curabilità spontanea della sifilide costituzionale; essa ha sentenziato in modo inappellabile che alcuni .s ifilitici possono risanare ~ompl etame nte sen za l'uso dello .specifico. Le sifilidi che guariscono spontaneamente , o per meglio dire senza il soccoi'SO del mercurio, sono appunto quelle che hanno i caratteri, stati piit sopra esaminati, per cui si chiamano leggicrc. Quando un individuo ebbe una lesione iniziale poco grave (erosione ulcer iforme), preceduta da lunga incubazione e seguita da una eruzione cutanea_ er itematosa, a forma di r oseola, si può abbandonare la malattia al suo corso naturale; essa guarisce di per sè. Mi :si permetta di ripor tare in appoggio di ciò, alcune prove -di fatto, alcune osservaz.ioni, scelte fra non poche , altre di .simil genere. OssERVAZIONE
I.
Il signor X... giovane e robusto ufficiale mi r.hiamò a vi.sitarlo negli ultimi giorni di dicembre 1867, e mi fece vedere due superficiali erosioni, una alla faccia interna del prepuzio (lato sinistro), l'altra nel solco balano-prep uziale a destra. Diceva, come al solito, di essere sicuro che le acque in cui aveva navigato (venti giorni prima) , erano limpide come cristallo, e che perciò queste cosuccie dovevano essere niente; ma a'mava sentirselo confermarè per bocca mia. Io risposi che in simile materia la prudenza m' imponeva di e::;sere molto riservato e che talvolta una piccola ·scintilla suscita gt·ande incendio. Contuttociò egli si preoccupava poco del suo male; prima perchè in apparenza .assai leggiero, poi perchè. avendone chiesto ragione alla
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colpevole, questa gli assicurò di essere candidissima di dentro e di fuori; anzi l'astuta ricorse ad un argomento di analogia, - il signor X ... aveva un furoncolo sul naso, gli disse che anr-he quello era un furoncolo un po' fuorviato. Durante il rnese di gennaio 1868 i caratteri della lesione· iniziale, prima cosi poco accentuati, si delinearono meglio . L'erosione àel prepuzio guarì in bt•eve tempo, ma l'altra a destra nel solco balano- prepuziale si indurò alla base e si ingorgarono le ghiandole linfatiche nell'inguine dello stesso lato. Il 16 febbraio la sifilide costitm:ionale era nel suo pieno sviluppo. L'ulcera già prima cicatrizzata si è riaperta; essa. è manifestamente indurata con plejade gangliate all'inguine. destro. Alcune ghiandole sono tanto voluminose da fare sporgenza visibile a distanza; all'inguine sin istro non vi ha ingorgo ghiandolare. - Il tt·onco è disseminato di macchie eritematose (toseola); al lato sinistro deL fronte vi sono tre. papule ulcerate superficialmente e coper te di una crosticina giallastra; al labbro superiore a sinislt'a fra i baffi una papula simile. Il cuojo capillizio sparso di numerose crosticine che impediscono l'uso del pettine (acne capitis). Alopecia leggiera. Non ·vi sono placche mucose alle fauci od alla bocca; non vi ha adenopatia retro cervicale o sottomascellare. - I prodromi abituali della sifilide pare abbian fatto difetto. Prescrivo : vitto sostanzioso, esercizio moderato all' aria libera nelle belle giornate; raccomando vivamento di eYitare eccessi di ogni genere. · Per cura farmaceutica: bagni solforosi, tintura di jodio in pennellature sopra le ghiandole dell'inguine; glicerina ad' uso esterno per le croste del capo e le papule del fr·onte. 11 marzo. Le cros&e del capo cominciarono a cadere, la pelle è sèmpre macchiata di roseola. Prescrivo internamente, per- pochi giorni, decotto di foglie di saponaria con sciroppo del Cuisinier (senza sublimato) vol~ndo l'infermo fare una cura Fer clepur·arsi it sangue··
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Ma non mi domandò mai di dargli mercurio, ·ne io gliene offe~:si.
19 marzo. Una placca mucosa alla comrpessura labbiale sinistra, due altre al labbro superiore. Qauterizzazione col nitra~o d'argento. Divieto di fumare. 8 aprile. L'infèrmo si trova in tale stato dì benessere che f<:!- prevedere prossima la guat•igione. Sifilide alla cute impallidita; al fi.·onte non vi ha · più che una leggiera macchia gi~Ila:stra; alla testa nessuna crosta; scomparsa ogni les ione a}la ;mucosa buccale. Ingorgo inguinale molto diminuito; indm•ainento alla sede dell' ulcel'a appena sensibile. Pieno vigore fisico e morale. 12 aprile. .Mi fa vedere due placche mucose al lato si' nistro dell'ano, che mi dice datare da IJiù di un mese ed a cui non aveva attribuito ness una impor tanza. Cauterizza~ione.
A quest'epoca andò in licenza c stette assente p.er 45 giorni. Lo rivisitai il 28 maggio, e non trovai altra lesione all'infuori di due placche mucose al Iato destro della lingua che cauterizzate col nitrato acido di mercurio, guarirono pront~mente,
D'allora in poi e per più di un anno ho veduto quasi ogni giorno il signor X .. ., godette sempre di una eccellente· ·salute. Nella primavera del 1870 ebbi a curare un altro ufficiale per sifilide costituzionale anche più leggiera eli questa. Erosione ulceriforme al prepuzio ; macchie di roseola alla pelle, akune· placche mucose alla bocca. Non prese nemmeno un mil\igì•amma di m~rcurio. Io vivo anche oggi in intimità con ·questQ ufficiale e posso affermare che egli gode di buona salute. OssERVAZIONE
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, Il foriere M... mar-ciando col reggimento Genova Cavalleria dal campo di Foiano a.Ila volta di Caserta , ebbe a Solmona l' 11 ottobre 1868 dei rapporti sessuali sospetti.
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Dopo due settimane circa gli si manifestò alla faccia .interna e superiore del prepuzio una leggiera abrasione poco suppurante! poco dolente. L'ihferrno non ne fece ca~o e la medicò empiricamente. Nel mese di novembre successivo, essendo distaccato a Foggia, vi. contr·asse le febbri intermittenti da malaria che trattate col chinino cedettero, ma r.ecidivarono più volte nel corso di due mesi. Il 7 .dicembre io fui mandato a Foggia e lo vis!tai per la prima volta,. Trovai al prepuzio un' ulcera indurata con ingoi·g·o gangliare agli inguini. Ciò mi permise di stabilire il diagnostico di · ulcera infettante, e di predire al malato la sifilide costituzionale avvertendolo dei fenomeni morbosi che presto sarebbero venuti in scena. Nei gior•ni seguenti di dicembre l' induramento si fece sempre piu cospicuo e tale cla impedire lo scnoprimento del ghiande cagionando un fimosis . L'orifizio prepuziale però è ristretto per natura. L'ulcera si è . infiammata, fatta dolente al tatto; sviluppassi un angio-lei.lcitH al dorso del pene. Si seguita colle dita un cordone duro che dall' ulcèa mette capo ·ad un tumoretto rossastro posto alla radice del pene. Pres0rivo: semicupi tiepidi, loziopi ammollienti, iniezioni fra il prepuzio il ghiande con una soluzione di doutocloruro; vitto tenue. Trattasi di nn individuo di temperamento ·sanguigno, di belle forme, robustississirno. Al principio di gennaio 1869, destinato presso il Consiglio di leva di Bòvino, io percletti di vista il mio inferrn'o. Quando tornai a Foggia il 17 febbraio e · gli domandai notizie della sua sal nte, mi_rispose : « Benissimo e non ho ayuto nulla ». Nulla! era troppo poco. Entrati in una stanza e ùitto scoprire, veggo a primo colpo d'occhio una Oellissima l!OSeola, a-forma di macchie circinnate, di color cupreo, sparsa ·per il tronco e le membra, ma specialmente manifesta ai lati del torace. Non cagionando nessun prurito nè altro sintomo subbiettivo, l'infermo aveva riguardato questo ·come uno sfogo insignificante.
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Interrogatolo allora in modo da risvegliare le sue .reminiscenze, mi disse che verso la metà di gennaio aveva provato un senso di malessere generale e di spossatezza tale, che quasi non gli bastava l'animo di uscir di camera; inoltre cefalolgia bitemporale (che egli attribuiva all'umidità) esacerbantesi la sera. I capelli caddero e continuano a cadere anche ora, però in poca copia e non tanto 'da sguarnire il capo. Ebbe una crosta alla nuca che levata via. colle unghie si riprodusse più volte, e della quale ora non vi è })ÌÌ.l traccia. Leggiera angina; t onsille un po' ipertrofiche; non si veggono placche mucose nè alle fauci, nè alle labbra. Non ve ne sono nemmeno allo scroto od all'ano. L'ulcera infettante pienamente cicatrizzata; al tatto non è pii1 percettibile induramento nella sede che prima occupava. P ersiste la plejade gangliare ad ambo gli inguini, più a sinistra. La sifilide costituzionale erasi adunque sviluppata e già cominciava a declinare. Il foriere M.... mi fece inoltl'o un'a confessione. Negli ultimi giorni ùi earnevale trovandosi oppresso dalla tristezza e pieno di malessere, egli, stimolato dai compagni e per natut•a poco amante della malinconia, si era fatto lecito di bevere un discreto numero di bicchieri supplementari di un buon vino che è in P uglia, chiamato Tattraso. Essendosene trovato bene aveva seguitato. All'infuori di questo non aveva fatto altra cura. Prescrissi opportune not•me igieniche ; nel resto mi lin1itai ~d osserval'e ed aspettare. Il 22 febbraio pal'te da Foggia. col s uo squadrone per ritornare a Caserta; quivi lo visito il 9 marzo. Pieno benessere; roseola quasi scompat·sa ; due placche mucose all'ano, che medicate guariscono prontamente. D'allora in poi il foriere M.. .. che vidi ancora per molti mesi, godette · sempre buona salute.
332 OssERVAZIONE III.
Le.... A. sergente nel 50 battaglione bersaglieri entra al~ l'infermeria della Scuola centrale in Parma, il giorno 10 giugno 1870, per ulcera infettante al dor.so ·del pene con adenopatia inguinale. L'ulcera è superficiale, poco dolente, poco indurata ; presenta. i caratteri dell'erosione ulceriformo. Si sviluppò a capo di una lunga incubazione; l'infermo fa risalire la data dell'infezione al nne di aprile. Non sofferse prima d'ora altre malattie veneree eccetto una leggera uretrite nel 1867, guarit<• in cinque giorni. I n otto anni da che trovasi al servizio militare non ebbe mai ad essere ammesso all'ospedale pe'r nessuna malattia. Il l 0 luglio presenta sul tronco numerose macchie confluenti di roseola che in alcuni punti si mostra papulosa. Manca ogni altro segno di sifilide costitm~ionale. Il 22 luglio l'infermo fu visitato ùal professore Chiara dell'Università di P arma, il quale confermò il diagnostico di siiìlide costituzionale. - La roseola ha già preso un colore cupreo ; cicatrice caratteri's tica al dorso del pene; pleiade gangliare agli inguini. Nessuna altra lesione. Condizioni ùi salute generale eecellenti; l'infermo attende alla sua ist ruzione di scherma e ginnastica. Il 20 agosto gli cauterizzo col nitl'ato acido di mercurio due placche mucose; una alla 0ommessura labbiale destra, l'altra al labbro superiore. - Roseola smontata di colore. Benessere. - 4 ottobre. Cauterizzo altre placche mucose labbiali. Guarigione. Avendo io in questi giorni domandato al sergente L .. .. notizie della sua salute, ecco che cosa mi rispose da Palermo in data 19 dicembre 1871: « Posso assicurarle che t< mai più ebbi a soffrire male alcuno, ritenendomi perciò (( perfettamente guarito ... , ecc. ».
333 OSSERVAZIONE
IV.
Il 28 gennaio 1870, si presentò a me, presso la Scuola centrale di P arma, il sergente C.... del 2° reggimento fanteria, mostrandomi un'ulcerar.ione al labbro s uperiore che non tardai a riconoscere per una placca mucosa. Esplorando allora di anello in an eHo tutta la catena patologica, trovo: roseola manifesta al tronco, qualche ghiandola con volume aumentato agli inguini, al frel1ulo prepur.iale una cicatrice senza nessun induramento alla base (in un punto la cicatrice non è l)cr anco compiuta); all'ano vi sono placche mucose molto sviluppate ed ulcerate; altre placche mucose al palato e sulle tonsille. Voce r auca. Adenopatia retl'ocervicale. Vi furono croste al capo; ora sono del tutto scomparse; continua però una leggie1'a alopecia. - Faccio una cauterizzazione delle placche mucose alla bocca ed all'ano col nitrato acido di mercurio. Vieto severamente di fumare. Ecco la storia anamnestica di questo malato. Il 18 agosto 1869 a Piacen:-~a ebbe rappot' ti venerei; dopo ciò andò al campo e vi stette 35 giorni senza ave1' nulla. Cominciò a mostrarsi l'ulcera al frenulo del prepuzio sul finire del :mese di settembre. Colla cura puramente locale da me praticata_ guarirono rapidamente le placche mucose, c la salute generale si mantenne sempre buona tanto da permettere all' infermo di attendere a t utti i suoi doveri militari. Sino all'anno seguente 1871 nel mese di febbraio rimase lipero da ogni male. A quest'epoca recidivarono le placche mucose alle fauci ed alle labbra; però meno grayi di prima e guarirono facilmente. Recenti notizie tr-asmessemi dal dottor De Renzi, mi assicurano qella buona salute del sergente C.... M.a qui ci si affaccia una questione che esige di essere messa in chiaro prima di passare oltre. P erchè tentare la
334 cura spol}tanea della sitìl~de ? Quali vantaggi si hanno ad agire in questo modo? È egli lecito il rifiutare o differire di animo ·deliberato, l'amministrazione del mercurio a un indrviduo che si riconobbe affetto da sifilide costituzionale? L'uso del mercurio porta con sè degli inconvenienti, sebbene l'esperienza cL abbia insegn1Lto a servirei eli questo rimedio colle dovute cautele, e siansi variate all'infìi1ito le sue preparazioni, . e tentate tutte le vie per farlò penetrare nell'organismo (fr•izioni, pillole, pozioni, :mffimigi, bagni, iniezioni ipodermiche, ecc.) Uno dei più comuni e dei più disgustosi di questi inconvenienti è senza dubbio la stotnatite. Anche dando il mercurio a tenui dosi, anche sciegliendo le preparazioni meglio tollerate, si vede talvolta gonfiarsi le gen·give, ulcerarsi ai margini, smuoversi i denti, colare la saliva in abbondanza, e la bocca tramandare un fetore ributtante. Il clorato di potassa, è vero, rimedia a questo stato di cose ; ma non senza tempo e fatica e spesso le traccie ne rimangono a lungo ed indelebili. Certo non sottos·criverei alle seg_uenti tre strane proposizioni di un medico viennese, sfidato nemico del ·mercurio: « P' lVIercur ist und war nie ein Heilmittel gegen Syphilis: Es gibt keine constitu~ionelle Syph1lis; l{rank-· eitsformen, welche wir unter dew Begriffe constitutioneller Syphi1is zusamn~enfasten, sind Wil'ltungen des Mercurs. >> (V. Die rner·curial-krankheiten und de1•en Verhéiltniss zur .Lustseuche. von doctor Joseph Herrnann primararzt in k. le krankenhause \Vieden, Wien 1865) ; nè vorrei ripetere le accuse laneiate al mercurio dall'ignoranza e dai pregiudizi popolari, ma d'altra parte mi sembra contrario alla verità il dire che esso sia sempre innocuo e ·senza pericoli. L'osservazione ha inoltre dimostrato che questa sostam:a non possiede tutti i pregi .che altra volta. le erano attri1miti nella. cura della sifilid~. . Si credette un tempo che amministrando il mercurio quando esiste solamente l'ulcera indurata, esso fosse capace di impedire .lo sviluppo dei sintomi secondari. Tale
na
nra
1.
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i)lusioné si è dileguata; amministrato dai piì1 abili spedali~ti. ·t:idrargirio fallisce sempr·e a questo scopo, e non previene lo sviluppo dei sintomi gene,·ali. Li ritarda soltanto, ne turba ' Io svolgimento naturale, non li impedisce. 'l'ardi o ,tosto essi arrivanq fatalmente a dispetto di tutte le cure le meglio prescritte e le meglio eseguite. Iugulate la sifilide sul na.scere è impossibile. - Alcuni asseriscono che se BOn impecHsce la venuta dei sintomi secondarii, ne scema l).ntensità, li rende rnen gravi; ma eiò ùon è dimostrato vero ; e vi ha chi sostiene il contrario, vale a dire che la sifilide ritardata dal metcurio è più grave. Il, mercurio amministrato durante la esistenza dei sintomi secondal'i, . è egli capace di impedire che questi sintomi od altri più gravi, ritornino più tardi? In altri termini il mer·<JU!lio mette al coperto dalle recidive? L'espm·ienza clinica PÌ~p:onde negativamente. Dopo la cura mercuriale, come !l;enza di essa si osservano delle . recidive. Il mercurio, a detta di Ricord~ fa scomparire le manifestazioni attuali, non neutrializza la diatesi. Finalmente esso · è impotente a tìll~e scomparire certe lesioni sifilìtiche secondarie; le placche .mucose della. bocca e <ielle fauci, ·per esempio. Si può dare ad · un ammalato che . ne sia affetto quanto mercurio vi è in tre Spagne, senza utile risultato. Invece la cauterizzazione, .rimosse le cause ÌFritanti locali, procura una guarigione pronta e sicura. 0onchindenclo: il mercurio può dar luogo ad inconvenienti; esso Mn giova nè a prevenire la sifilide secondalJia,. n,è a farne scomparire tutte le lesioni, nè a preservare d~le recidive.
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Nou è ·a credere che sia110 gli avveesari del mercurio soltanto quelli che sono riusciti a queste conseguenze : anche i suoi più caldi partigiani, vinti dall'evidenza dei fatti, furono. costretti a confessarle. Ecco, ad esempio, come si e~prirne il Langlebert, sulla cui scienza ed esperienza non ·può èader dubbio: << Un seui médicament forme en grand
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« Jiartie la. base de ce traitement (la cura generale della « sifilide secondaria); médicament dont l'usage n'est pas « toujours inoffènsif, dont le résultat n'est pas toujours ~< certain. mais qui seui a prévalu depuis trois siècles, mal« gré les accusatipns don t il a été r objet, malgré la ter<< reur et l'éffroi qu'ìl inspire. Nous avons nornmé le mer« cure..... ». (V. Langlebe·rt, op. cit., pag. 571). Se adunque il mercurio, a confessione di. coloro stessi che lo difendono, ' non è sempre •inoffensivo, non è sempre sicuro nei suoi risultati; se ispira terrore e &'Pavento, parmi che non solo si può, ma si deve cercare se, in alcuni casi almeno, · sia possibile il farne senza.
P erò lungi dal dovere essere sbandi,to, il mércurio è prezioso soccorso nella cur·a di alcune sifllidi. Quando la prima eruzione cutanea., vero dinamometro della sifilide, assume car etteri clivei'si dalla roseola, specialmente quando ess.a è pustolosa o vescicolosa e tenne dietro ad u11 ulcera fortemente indurata, allora il mercurio è necessario. Infatti la sifilide in questi casi abbandonata a sè, si aggrava; le lesioni alla cute si fanno profonde, ulcerqse, la malattia persiste indefinitamente, rinascendo sempre con forme morbose più gravi. Se una sifilide ehe in sulle prime si mostrò e fu g·iuclicata benigna, nelle eruzioni succesive si fa piì1 intensa, e ad una r oseola, per esempio, succede un psoriasis sifilitico od un acne come seconda eruzione; ciò comanda: al medico di ricorrere, rotti gli indugi, allo specifico. Lo aspettare la guarigione spontanea in questi casi sarebbe pieno di inc~r;.. tezze e di pericoli. Si dovrà anc9ra ricorrere al merc~1rio per combattere l'onissi, le squame palmari e plantari; unite al ioduro di potassio esso .forma poi, come ognuno sa, un medicamento sovrano contro l'albuginite, l'irite sifilitica, ed in generale contr o t utte le lesioni secondarie ta!'dive, che sono l'anello di congiunzione collo r;;tato ·terziario. ·
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Nelle altre circostanze, quando la sifilide è man ifestamente leggiera, sapendo che essa si spegn(~ di per sè, dopo alcune eruzioni di poco momento, si può aspettare la cura spontanea; aiutando l'organismo con buona alimentazione, con rimedi tonici come la materia medica e ri15iene consi, gliano. · Questo modo di vedere intorno alla cura della sifilide, fu ed 'è aeremente combattuto. P'rimo' fra coloro che 'si levarono a sostenere il mercurio sempre e dovunque vi ha sifilide, vuol essere annoverato Ricord. « Si la '\'érole est << forte (disse egli al Diday), vous eonseillez, comme rnoi, « le mercuro; et, . sur ce point, nous sommes d'accorci. Si, ·« au eontPaire, elle est faible, la légère quantité de mer« cure qui suffit pour la guérir peut- elle avoir èles inr.on« venients sél'icux? }} « ·D'accor'd, cher mattre (risponde il sifilografo di Lione). << Mais pnisque dès son debut vous tt'aitez par le mercure « la vérole que· 'ì'ous croyez faible, comment pouvez vous « savoir si elle est réellernent faible, ne la voyant qu' in« fluencée par· le merenr? D' ailleurs puisque les vérolcs « 'faibles peuvent guéJ'Ìl' sans mercure, à. quoi hon en don« ner meme un atome? Enfin un ~ vél'Ole, qu'on. a crue « faible, étant ainsi tJ•aitée, la juste ftayeur d'une récidive « ne demem·c-t- elle pas toute le vie suspendue, comme la « classique épée de Damoclès, sur la tétc du malheut•eux, ·« mème le plus légèrem ent atteint? )) (V. Diday, op. cit., pagina 187.) Avversario di questa dottrina si pronunciò anche il Lan- , .glebert nell'opera suceitata venuta alla luce un anno dopo il libro del Diday. « Vrairnent j'a} peine à compr endre (dice ·« egli) comment un esprit aussi distingué, comment un << praticien d'une telie espérience ait pu produire un pareil « système. La vérole si légèt·e, si bénigne qu' elle soit, est .._< toujours, ne l'oublions pas, une maladie redoutable. Qu'une << roséole, que des plaquos muqueuses puisse guérir sans « · ìnercure, je vous l'accord. Mais qui vous · dit qu e ces Gio,·nale di Medie. mdit. 1872.
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« lésios secondair~s, ainsi abbandonées à elles mèmes ne « seront pas suivies, da:ns un ternps plus on r~o in s long, « d'autres manifestations pius graves dont le mercure en « 'modi:fiant. la diathèse aurait pu, .Je ne dis pas empecher « le développement, 'mais du moins réduire de . beaucoup « l'intensité? » « J'ai vu un malade chez qui une carie des os du nez <<s'est manifestée trois ans après l' invasion d'une. syphilis << don t l'unique symptòme avait été, · jusque-là, une roséolr. « t ellement légère, que le mal.ade avait vue inutile de se « faire traiter. De tels exemples ne sont pas rares, et ils « suffi sent pour faire voi1· h~ danger d'une expectation que « conclamnent les principes les plns élémentaires de la thé« rapeu tique. « Si le mercure guérit la syphilis secondaire grave~ à « })ius fort raison la guér:ira-t-il lorsqu'elle ·est bénigne. E t « alors pourquoi de propos délibéré vous privcr d'un rerr\ède « hé1;oique et attendre, pour agir, que l'en.nemi . soit au cc:eur « de la plar,e? Proportionnez les. doses du remède au degré « d'intensité de la maladie; à ·une syphi!is faible opposez « une rnédication sagement modérée; mais, de gracc, ne « laissez pas sans secours un malade en proie à une dia« these touj'ours gro~se d'orages et de périls ». (Op. cit.
pag. 586/. L'obbiezione è molto grave; ma non perc10 parmi che i partigiani della dottrina: combattuta dal Langlebert abbiano a r ender le armi e chiamarsi vinti. Che qualche volta la sifilide si~t grave e temibile non. si può negare ; ma cosi non è in tutti i casi. Spaventevoli sono per certo i quadri che della s ifilide nella sua prima età ei furono tramandati, ql\anclo essa era un monstruosus mor·ous f'oeclitate magna; e gli esempi di sifilide grave . d~e anche oggigiorno ci caclono sott'occhio son ben tali da.sgornentaJ·e. Ma per vostra ventura la sifilide non :è ~ernpee cosi ; nel piil gran numero dei casi. è in vece malattia così b~n.i gna che talvolta pass~t sconosciuta, talaltr·a il malato rifiuta
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sottoporsi a qualsiasi cura. Guarita la lesione iniziale spesso ass1).i leggiera, poche placche mucose, poche macchie alla pelle, checchè se ne dica, non fanno di questa malattia un mostro orrendo. Molti mediei si inocularono la sifilide, molti la inocularono a d.egli ammalati, lo avrebbero fatto se essa fòsse così micidiale ? Ma, pros,e gue il Langlebert, la sifilide come il cavallo · di 1' roja,, è gravida di stragi ·e di rovine; a ca.po di un certo tempo quell' infermo che avete dispensato dalla cura mercuria:le vi si presenterà coperto di uleeri serpiginose, un altro vi chiamerà a l'ispondere del suo naso peednto .. , ... Anzitutto conviene dire che i fatti simili a quesl;i sono relativamente rari: sopra 470 individui o11rati per sifilide costituzionale da ìviaurizio Perrin all'ospedale militare di Voal-de-Gràoe, 7 soltanto presentarono delle lesioni terziarie. E i11 questi rari casi in cui· la sifilide passa allo stato terziario, sarà ciò da attribuirsi. all'avere omesso il mercurio, ov~rero" ad altre cause? Il mercurio avrebbe egli potuto se non impedire lo sviluppo, almeno diminuire lu gravità delle lesioni terziarie ? Se per confessione di Ricorcl il mercurio non ha azione sulla diatesi, se esso non è capace di prevenirne lo sviluppo .èd arrestarne il eorso, se non vale ad impedire le recidive che-necessariamente si suct;edono in numero più o meno graude secondo la natura della malattia, si ha già (se non m'inganno) un torte motivo per credere che non sari~ nemme).1o capace cl' impedire le . gravi lesioni che ca1·atterizzano gli ultin1i periodi del male. Senza voler dire che tutte le .lesioni delia sifilide terziaria sono opera dell' idrargido, o che esso contribuisce a produrle, si può presumere che la malçtWa eorre a. questo stadio, anche malgrado il mercurio, tutte le volte che le condizioni di S(~me morboso e di terreno l' hai::mo fatta di più rea natura. .Nelle opere mediche abbondanvi casi di individui che ebbero a soffrire le pitt gravi lesioni della sifilide terziaria e che pure avevano f<ltto· l unghe cure mercnriali. Chi volésse citare di qnesti fatti si
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troverebbe nell' imbara:t.r.o della scelta; cd il Rober t scrive :
« Les accidents tertiaires sont aussi rares que les secon« daires sont commun:s...... Chez quelques-Ll liS les manife« stations tertiaires suivent de près, en dépit méme du « trailcment, les accidcnts secondail·es ; chl'z d'autres au « contrnire elle ne se montrent que très- t m·ù ùe manière à
« fail'e croirc à unè guérison complète : enfin elles peuvent « manq~tet• complétemont, mème chez les individus qui at« teigncnt un <\ge très- avancé ». (V. M. RoBERT, Nouveau traité des maladies ~n.ériennes, Pal'is 1861. pag, 606). Se adunque si ossel'\"ano le stesse lesioni terziarie tanto negli individui che non fecer o nessuna cura, quanto in quelli che furono mercurializzati secondo tutte le regole, ò forza conchiudere che il met·curio non è capace nè !li impedire, nè di rendere meno grayi le Jesioni terziarie, e che nei casi in cui esse si manifestano, la malattia passo a questi ultimi stadi sotto l'impero di nltre circostan7.e e di altee cause. Quali sono queste rause? -~nche qui alcune sono da cet·r.arsi n ~Jla maggiore intensità del virns, altre nelle condi7.ioni dP.ll' individuo che ne è affetto, - ma specialmente in quel compenso di circostanze che aggravano tutte le malatt ie c r.he designamt) col nome di cattiva ig·i<~ne. P er rapporto al virus sappiamo che I'.SSO, mite nei suoi effetti negli adulti che hanno la sifiJitle acquisita, cagiona invece lesioni terzial'ie nai bambini che lo ricevetteJ'O dai parenti in disgpaziata er edità. n temperamento linfatico o scrofoloso, l'eta avanzata, tutte quelle cause che scemano la resistenza vitale dell'organismo, come ad esempio le numerose malattie progrC>.sse, le disgrazie coesistenti, il respir·arc un'aria impura, l'n.limentazione insufficiente, il sonno scarso, le fat,icho eccessiYe, le passioni dell'animo tristi, sono condizioni solite a vet•ificarsi ne11e classi pilt misere della socieh\ e che fanno passare la sifilide allo stato terziario. Vi è ancora un' altra specie di miseria che spesso spinge la sifilide al suo t erzo stadio; è quella che Di day chiama:
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341 miseria dei ricchi di cui sono fattori, la pl'ivazione del sonno notturno, le emozioni del giuoco, gli eccessi alcoolìcL la vita u.eghit,tosa, ecc.
Quando in un dato caso dietro maturo esame ed in perfetta conoscenza di causa, si giudichi cl;le non convenga amministrare il mercurio non resterà adunque altro · a fare che mettersi le mani alla cintola ed aspettare? No, sicura~ente; an;,i il merlico che non crede al potere taumaturgico del mercurio ha un uffizio piì.1 difficile a compiere, che non chi stima di avere adempiuto a tutte le indicazioni e a tutti i suoi doveri, prescrivendo al sifilitico di ingoiare qualche centinaio eli pillole mercuriali. Il mala~o nella cura spontanea non si abbandona senza soccorso, dic_endo come frate Giacomo : Dio ti guarisca. Si devono mettere in opera quegli agenti che comprendiamo sotto il nome di medicazione ricostituente, nello scopo di superare la cloro-anemia e la debolezza che esiste in tutti i sifi.titici, e dare a)l' organismo abbastanza di forza perchè possa 1~bernrsi dal principio morboso che lo infetta. Il ferro e la china trovano perciò spesso la loro indicazione. Taccio ·della cura _locale a farsi per alcune lesioni della sifilide; chè questa, si dia o no mercurio, non vuole mai essere omessa. Certe acque minerali, i bagni di mare, la idroterapia possono essere ntili, ed è al clìnico a gi\tdi'oare della loro opportunità. L'igiene occupa nella cura di ogni sifilide costituzionale anche la pii:L leggiera, il posto eli onore. Prima di tutto l'ali. mentazione deve essere oggetto della più grande attenzione; . quando essa non sia convenieptemente riparatrice ogni mezzo che si 'impieghi sarà insufficiente. Nulla di più fatale della pratica nata dalla scuola di Broussais, che proscriveva il mercurfo e'. vi sostituiva la dieta e le sottrazioni sanguigne. I cibi perciò devono essere dati in copia, senz'altro limite che quello clelle potenze digestive, scegliendo quelli che sono nutrienti più facili a digerirsi, e che vanno più a grado del
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ventricolo, usando acque gawse, vino gonet·oso, caffè, t lle, e"cc. Questa cura Lur-ulliana è sempre meglio accetta che non le pillole mercuriali, con annesso ordine di stare in briglia coi cibi, di evitare le bevande eccitanti, ecc. In seguito si donà badare all'aria ed all'abitazione. Pcw chi soffl·e di sifilide l'abitare in luoghi umidi, male aereati, con sr.arsa luce, è pernicios o ; ·solo ecoellente un moderato eserrizio fatto all'aria pura e dove il sole Yersi in copia i suoi raggi. Aggiungi piacevoli distrazioni I>er ricreare ranimo; e divieto di priv:u·si del sonno vuoi por darsi ai piacet'i, vuoi per lavoro. Riassumendo possiamo dire: 1o La sifìlide offre delle differenze nella s ua inwnsità e nella sua durata; vi sono delle sifiliùi gravi e delle leggiere; 20 In molti casi la sifilide abbandonata a sè guarisce pet• le sole for·1.e dell'organismo ; 1' uso del mercurio non è adunque necessario in tuLti gli infermi affetti da sifi lide costitu?.ionale ; 3° Vi sono però dei ca.si di sifilide e delle lesioni che comandano l'uso dello sper.itìco; 40 Ogni qualvolta la rura della silllide si affidi ai poteri naturali dell'organismo. questi donauno essere sorr etti con quei mozzi somminlstmti dall'igiene e dulia materia medica che s i comprendono sot to il nome di medicazione
1·icostituente
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SERVIZ IO SA NITARIO L'i TUTTI GLI ESERCITI STRANIERI per· X ... Y .
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(C<mtinua::ione).
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Italia.
L'esposizione del nostro ordinamento sanitario (V. pag. 148) è molto imperfetta. Non è pet'Ò questa una pecca imputabile agli egregi sct'ittori : le norme ordinative del personale e del servizio sanitario appo noi, prese partita.mente, t"solatamente, nelle t•elative leggi e decreti organici suonano press' a poco tali quali sono esposte; si basano sopt·a principii accettevolissimi ed inappun~1.bili, od appaiono improntate al piit saggio qoncctto della autonomia del col'po, sicchè di primo tratto possono ben sembt•ar e ammirevoli, ed uno stPaniero potrebbe invidiarcelc ben anco. Ma i regolamenti, le disposizioni applir-ativc, più che tutto · le norme amJOinistrative e diremmo fin' anco contabili (che ne costituiscono alla perfino il ,·ero senso pratico), apportarono successive, continue, profonde modificazioni a quelle organiche fondamentali disposizioni, che conse1·varono cosi quasi solo le apparenze del primitivo lot·o egt·egio valore. Potremmo suffragare questa nostra asserzione colla esposizione accumta e con esatt~ raffronti tra esse disposiir.ioni Ol'-
344 ganic,he e le norme di ,loro applicazione ed attul;l.zione. Ma sar~bbe oramai opera frustranea e non d'altro capace che di inciprignire quel male che volge fortunatamente a spontanea guarigione..... Confidiamo t roppo nell'avvenire e prossimo, troppa fede ci inspirano li elevati concetti di chi regge le supreme sorti dell'esercito, abbiamo una sì profonda convinzione del senno e del , patriottismo di tutti, per dubitare non venga convenientemente apprezzato il concorso del Corpo Sanitario nella normale e solida postituzione dell' esercito. P er ciò sfuggiamo dal rimmestare delle questioni che pet' buona ventura saranno fra· poco un semplice ricordo, solo atto a farci più lietamente e gratamente sentire il beneficio delle mutate condizioni. Ed abbiamo tanta maggior fiducia nel r isultato dell'opera riformatrice che stà attuandosi, in. quanto non abbiamo mai fatto, e non possiamo neppur concepire che si faccia mai, questione di persone, mai neppure di interessi del Corpo indipendentemente dal vantaggio, dal miglioramento, dal perfezionamento, in u na ·parola dalle necessità e dal vero interesse del servizio. È dunque per semplice ragione isterica ed al solo · sc~opo di far meglio risaltare l'opportunità ed il valore delle moclificazioni che propugniamo, e ci auguriamo veder attuate, che, senza amar ezza e senza sfiducia, ricordiamo il passato.
aj CoNDIZIONI ATTUALI.
Il Consig·lio ;;uperiore di Sanità militare .fu creato pe1· istabz'lzr·e la base su cui appoggiasse ecl il perno intorno a cui s'aggù·asse il servizio sanita?·io dell' ar'm ata , e le RR. DD. 2~ dicembre 183.2 l'o faeevano perciò RESPONSABH,E d'ogni ramo di esso servizio (art. 20). Però nei successivi riordinamenti il concetto della ·responsaòilùà andò man mano rnodificandos~, dducendosi alla perfine a quello d'una SO:[JJ'Uveglianza e direzione sulla parte del servizio ohe riguarda la soienza sotto la dipendenza e l'autorità immediata del :M;i:(listel'O della Guerra. C.o.nservò il Consiglio le attribuzioni
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345 sne consultive su tutto che ha relazione al servizio s.a nitario ed alla scienza, ma solo però ove ?·ichiesto ; ne furono limitate le ingerenze direttive e disciplinari sul personale e sulle destinazioni,. mantenne cioè per si fatte cose il diritto di inizt"ativa, ma solo ove non vengano fatte direttamente dal l1!1inislel·o (R. D. g· giugno 1853 - art. 30 e 40). La dipendenza del Consiglio sanitario italiano daJ ministero rion è simile od analoga a quella deJla ,direzione sanitaria inglese, o dei dipartimenti sanitari degli Stati-Uniti, della Russia, della Prussia, dell'Austria, del medico-capo del Belgio, e della Svir.zera , ecc. , ecc. Tra il ministro ed il Consiglio sanitario esistono due istituzioni intermediarie : ·la divisione ospedali presso il mini:;tet·o della g uerra (composta interamente d'impiegati deil'amministrazione ·centrale), che fa parte ed è sottoposta a sua volta alla direzione generale dei servizii amministrativi, cui spetta la diretta trattazione degli affari col ministro. I direttori generale nell'ordinamento dei nostri ministeri hanno una responsabilità indiretta, ma effettiva : pella loro po~izione elevata, semi-politir-a, debbono godere della fiducia personale del ministro; tranne pelle cose di massima, i · direttori generali decidono, ordinano, firmano, condividendo col ministro stesso la r esponsabilità dei loro atti, o megìio 'tenendosene verso la persona del ministro responsabili ; con lui e per lui quindi esi:;tono e tal fiata seguendone eff~ttiva mente le sorti, moclificansi, eadono, risorgono. All' amministrazione centrale della guerra spetta così il carico della direzìoM del personale e del servizio sanitario e la responsabilità quinùi effettiva della tutela degli inte'ressi sanitari dell'esercito. P elle questioni scientifiche e tecniche (di stretta attinenza professionale) e tutt'altra volta ne ravvisi la necessità o l'opportunità , il ministero può provocare il parere del superiore Consiglio. La divisione ospedali non tutto riunisce sotto la sua dipendenza q.Hanto al servizio sanitario si rilerisce : altre d.i -
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vtstoni , ed an co · altre direzioni generali trattano alcuni dei relativi affari. Cosi il materiale d' ambulanza propriamente detto entra nelle attribuzioni della dire:~.ione generale delle armi speciali, che non ne è semplice consegnataria, ma si attende alla sua conservazione, statuisce sulle necessarie modi.ficazioni c tt·asformazioni, stabilisce le dotazioni, il riparto, ecc.. La direzione dei magazzini dell'amministrazione ha li stessi carichi, le stesse incombenze pel materiale lettereccio, pell'armamentario chirurgico, pei rnezzi di medicazione, ecc., ccc., degli spedali di pace e dì guerra. Il personale contabìle e l' inferiore od ausiliare (cioè ufficiali, e bassa forza delle compagnie infermieri) dipendono da diYerse divisioni, da altre direzioni generali. · Tutto adunque che si riferisce al servizio sm1itario ò una dipendenza dei ser·vizi amministrativi, od il compleme11to di diversi altri ordinamenti aventi con esso servizio sanitario .diretti od inclire1;ti rappol'ti. ..... L'elemento teenico propriamente detto non ha azione che quando richiesto. Il servizio nei corpi di t r uppa è stabilito dai regolamenti e precipuamente da quello di militare disciplina; la dipendenza del persom\le medico dai comandanti di essi corpi è intera, assoluta. Il regolamento degli speclali data dall'anno 1833, con molte successive modifìcazioni, pelle guaii la dipendenza dalle autorità militari, amministi·ative e contabili andò sempre crescendo, sempre facendosi più c;ompiuta. Alla Direzione degli spedali sono preposti dei direttori (tratti dai eapitani d'amministrazione, dai giudici istJ'L1ttori militari, da ufficiali in ritiro, eec. ed ascritti quali ufliciali superiori ai veterani) ai quali è compiutamente s ubonlinato il personale d'ogni categoria. Il direttote ha il cat·ico e la r esponsabilità, diretta t>d indiretta, d'ogni e qualsiasi ramo di serYizio .... Il servizio medico ne sarebbe indipendente di òit•ìtto, non interamente di fatto comecchè costituisca oggetto eli spesa, di competenza quindi del Consiglio di amministrazione e per
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esso del Direttore che ne e il presidente. Il carteggio colle autorità é attribuzione del direttore, come è suo carico la disamina e l'accettazione d'ogni genere di consumo, viveri, cee. La qualifica di medici direttori accordata ai medici divii)ion'a li, costituisce un grado gerarchico nel corpo e nulla immutò nella lOI'O posir.ione quanto alla gestione economica, disciplinare, e direttiva delli spedali. Le fornitul'e di entitt\ sono date ad appalto; gli aequisti di minore importanza, le spese giornaliere al mercato sono attribuzione delle Suore di carità. Esse hanno la. direzione, , la consegna, il maneggio e la t·espon::>abilità della dispensa, della cucina, dei maga~,:zini eli biancheria, di quello di raddobbo, del magazzino degli 'Oggetti letterecci, di quello degli effetti dei malati, della legnaia, della distribuzione dei viveri ai malati, ecc. ecc.; gli oggett.i di medicazione (bende, pannilini, filaccie) sono da esse apprestati per conveJ'Sione della bianc.heria fnor d' ·uso, sono da esse conservati, da esse forniti diet ro i buoni dei medici, li assumono quindi in custodia n elle ·sezioni, c ne dichiarano l'avvenuto consumo e la necessità di rinnovarli. Naturalmente queste attribuzioni e le molteplici pratiche religiose proprie tolgono loro la possibilità di attende1·e molto, come slll'ebbe proclamata loro missione, alle cure personali agli ammalati. Anche questa isti- tu~ione differisce adunque appo noi essenzialmente ùa ciò che è in Prussia, in Inghilterra, in Russia, nel Belgio e n ella stessa Francia dalla quale pìlre ci venne essa istituzion e, e ci vengono per notevole parte le suore stesse, giac6hè agli ordini nazionali (per origine o per sede direttiva) aon furono riservati che i minori tra .gli speciali militari. · Il consiglio d'anuninistrazione è composto del Direttore che, come si disse, ne è il presidente, con diritto .anche a due voti; del rnedico dirigente il servizio, del capitano di amministrazione e del capitano di ispezione.. .. Il medico giil: subordinato al direttore, ha quindi un qnarto od un terzo di voto. Gli affari da prendere a disamina dal consiglio sono indicati dal relatore (il capitano d'amministra7.ione), ed. il provvedere
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perchè le decisioni prese abbiano pieno e regola-re effetto è pur sua attribuzione sotto l'alta sorveglianza del direttore. Il medico dirig·ente ha però la solidarietà cogli altri componenti degli atti del c0nsiglio.... È il terzo solvibile in caso di ·prevaricazione, sperpero comprovato, eec., ed un sostituto solvibile data l'lnsolvibilità degli altri membri. L" andamento del servizio sugli ospedali è sinclacat0 all'uopo di distinte ispezioni sanitarie ed amministrative; i limiti però di competeza delle une e delle altre non ebbero determinazione precisa. Come tutto ha un valore d'acquisto, ingenera una spesa, cosi tutto entra indirettamente almeno nella cerchia delle ispezioni amministrative..... prescrizioni alimentari, farmaceutiche, riscaldamento, illuminazione. Il costo meclz"o gio?·naliero, ciqè ciò che ha costato per l'uno e per l'altro ogg·etto ogni giornata d'ammalato, è il criterio ordinario dei raffr-onti e delle osservazioni. Il nostro or-dinamento sanitario in guerra basa interamente sul sistema delle ambnlanze. Le reggimentali son costituite dai medici dei corpi con poco materiale leggiero e sono di semplice soccm·so ... Ai quartieri generali divisionali e di corpo d'esercito sono addette delle ambulanze costituite ' .di cassoni pel materiale, vetture per malati, cacolets e lettighe a dosso di mulo. L'ambulanze dipendono qalli ·intendenti, divisionali o del corpo di esercito, che di regola de.legano a rappresentarli all'ambulanza un loro impiegato subalterno. Gli infermieri addettivi sono comandati dall' ufficiale di ·amministrazione; cavalli, veicoli, conducenti, ubbidiscono all'ufficiale del treno.; al medico dirigente resta il comando sul personale me~ico e sul far"rnacista all'ambulanza applicato. I medici, accessorii o meccanismi intelligenti dell'ambulanza, la seguono ne' suoi movimenti, s'apprestano a funzionare quando e dove vien loro ordinato o, n1ancando loro gli ordini, ne intravedono la necessità.... I :o;reicoli sono il loro obbiettivo, il loro far:o, a cui può anco aggiungersi l'eco degli ordini ricevuti dall'ufficiale d:e l ·treno, eec.
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349 Le ambulanze si divisionali che dei corpi d'esercito (o, come diconsi, eli r~'se?·va) non hanno solo materiaie di soccorso, ma si anche di eventuale ricovero, non hanno quindi tuoppa mobilità, senza essere perciò pari ai bisogni pell' impianto d'un ospedale anche temporaneo. In tale circostanza poi è necessal'io l'ambulanza si fermi, si fissi, e ne va cosi nelle ulteriori mosse in totalità od in parte priva l'unità strategica cui sono addette. A vece per seguire esse unità strategiche, che è il requisito eminente dell' ambulanza, essa non può nè punto nè poco preoccuparsi dei malati che giornalmente la divisione movendo lascia sul terreno già occupato, non possono naturalmente essere raccolti all'ambulanza, che deve di quella seguir le mosse; sono consegnati ai comandi di piazza od ai sindaci del più vicino paese e movono cosi su carri da requisizione e sui treni ordinarii di ferrovia verso il più vicino ospedale, proseguendo se è ingombt•o, sicchè i pù.ì, leggie?·i possono cosi giungere fino alle più lontane stazioni. Quanto · sovea: fu ddto rettificherà lè asserzioni degli autori relativame.nte al servizio sanitario. Circa poi alla posizione personale dei medicL militari, essi. pel' gli anni di servizio e per l'età per aver diritto al ritiro, sono sottoposti .alle condizioni comuni a tutti.. gli altri ufficiali. Costituendo un corpo ·di poco più di 500 ufficiali, hanno per l' ordine gerarchico J maggior generale, 4 colonnelli, 6 tenenti colonnelli, una ventina di maggiori, 200 capitani, gli altri sono luo&otenenti: vale a dire gli ufficiali superiori stanno agli inferiori nella propol'zione del 6 per Ofo. Cosi pel passaggio .dal piede di pace al piede di guerra sono indispensabili numerose immediate promozioni, che al r itorno sul piede di pace danno luogo a quasi altrettanti compensativi collocamenti in ' aspettativa per riduzione di corpo, a metà stipendio senza diritto agli aumenti quinquennali. Gli aumenti quinquennali (vale a dire l'aumento del quinto dello stipendio ogni cinque anni finchè s'abbia raggiunto lo stipendio del grado immediatamente superiore) furono accor-
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dati nel 1866 nel pensiero di offrire ai medici un equo compenso della limitata e lentissima cai'ricra. Sono però considm·ati già come. troppo one1·osi a lla finanza e saranno di certo soppressi, equiparando i medici pello stipendio, se non negli altri vantaggi, agli ufficiali tutti. P ell' assimilazione ai grad~ militari il medico è sottoposto alla legge s ui mat rimonii degli ufficiali, alla militate giurisdizione penale, agli ohhlighi tutti disciplinari verso i militari supe1·ior-i di grado, è loro subordinato e può esserne punito. Gli ufficiali di qualsiasi grado inferiore non hanno subordinazione alcuna verso il medico; sì i sott'ufficiali cd i soldati, ehe può punire puranco quando in attua le esercizio delle sue attr·ibnzioni; a nche gli ufficiali gli devono però il saluto militare. Norme <Iella carriera sono gli esami. Per ogni posto vacante nei g radi superiori sono chiamati al concorso i due medici più anr,iani nel g·rado ìmme,liatamente inl'e1·iore ed uno a scielta elci Consiglio di sanità: la nomina dipende dal numero dei voti ottenuti. L' idoneità. semplice non vale che all'occasione del terzo concorso, qualunque siasi il numero ùi posti a nominare nei due primi. I gradi più elevati (medico capo, ispettore) sono interi riservati alla scielta, ma rron è ben chiaro e definito cui ne spetti il carico e la responsabilità, se al Consiglio od al Ministero. Non v'ha a lcuna istitur.ione per l'cduca:~.'ione e l' istrur.ione tecnica dei neo-medici militar i, che nel lento praticismo della carriera acquistar debbono le speciali conoscenr.e d'ogni ramo del servir.io.
b) RAFFRONTI clesunti dallo spù·ito delle odienw tstituzz·oni sanitat"ie rnilita1·i. Quanto abbiamo sopra per quantunque sommariamente accennato, determina e delimita abbastanY.a ·pl'ecisamente le condizioni presenti; quàli possano e debbano essere nell'avvenire le co nclir,ioni del servizio sanital'io perchè efficaee-
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mente adempia alle essenziali esigenze dell'esercito e non riesca impal'i alle nec<~ssità eli guerra, rneg-lio che da ogni ragiemamento n.ppariril dal confronto colle istituz,ioni stt·aniere cbe ottennero la migliore pratica sanzione. Niun dubbio che debbasi in tale intento ace<wdare tutta l'attenzione alle istituzioni prussiane: senz' essere prnssofili, nè fatui ammiratori del successo, \~uolsi pur r iconoscere che esse hanno diritto alla nostra ammirazione, giacchè realizzarono in mezr.o alle })ii.l difficili e luttuose circostanze quasi interi quei beneficii che dalle istituxioni sanitarie può e deve attendersi un esercito ed un ben or·dinato paese. Molti parlano delle istituzioni sanitarie militari prussiHM, ·molti le ac;r.ennano come inviolabile modello d'ogni possibile savio ordinamento; ma nella loro eceessiva ammirazione non sanno che offrit·cene il quadro ed i! dettaglio e vorreb6ero che tutti se ne facessero docili ed inconsci plagiarii, senza ten~r calcolo delle diversità. essmiziali di date condizioni, che rendono ciò non solo difficile ma sì impossibile ed assurdo, nel mentre. se pure ci si pen'enisse, non sm·ebbe ancora ben certo se sarebbe con Yero vantaggio dell'esercito e della nazione. È nella sintesi di esse istituz,ioni, è indagandone l'intimo )neccanjsmo, lo 8pirito, che, a nostro giudizio, è possibile usufruirne tutta la parte per noi accettevolc e praticamente utile. Carattere essen?.iale e base assoluta dei militari ordinamenti prussiani ed ora doi gennanici, è anzi tutto il serviz,io obbligatorio. Senza di essa, base Yano sarebòe spel'Me di eguagliarne sotto ogni e qualsiasi rispetto i me7.7.Ì e le ri. ~orse e quindi r efficacia. Le for~e ò.ella nazione dividonsi q nindi in due, anzi in tre gr·up,p~ l'esercito attivo e le sue pt'irne riserve èlir ette, la land~oehr, o seconda risel'Va. la landsturm ·o leva in massa : le prime due costituisGono due veri eserciti formati eò ordinati compiutamente, sostituibili ed amalgamabili tl'a di loroAltro egt'cgio e fonda,m cntale carattere dell'organizzazione miHtare geJ'rnaniea è il r iparto territoriale d'ogni forza mi-
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litare, la ubicazione stabile in pace ed il compiuto ordinamento d' ogni unità strategica, divisioni e corpi d'esercito: ogni corpo d'esercito, all'infuori dell'incremento suo numerico sul piede di guerra,. 'è sempre nelle più calme eondizicini di paee perfettamente, compiutamente orclinàto, in tutti i suoi elementi costitutivi ; cosi, anche pel Corpo Sanitario, almeno . i gradi più elevati sono permanenti, sicché ano· scoppiare della gue.rra non si ha che ad aumentare o costituiJ'e i g·radi più inferiori della gerarchia sanitaria, per il che soccorrono pedettameiite i medici inferiori ascritti alle r iser>;e dirette o seconde, i volontari, ecc. Come il personale d' ogn' altra categoria, cosi il sanitario è per intero assegnato anche in pace ai ·c orpi attivi secondo la sua geranhica posizione, e nell'ora dell'allarme ognuno è al suo posto, ognuno continua disimpegnare li ufficii e le m·ansioni che prima disimpegnava.... Nulla si crea~ ehè tutto era preordinato, ppestabilito. . .., L'autonomia del corpo e del servizio sanitario è altamente riconosciuta e consact•ata preeipuamente nelli . ordinamenti di guerra. Ttttto ciò che costituisce il servizio sanititrio, personale come materiale, priucip'ale od ausilial'e, stà sotto la dipendenza del capo medico dell'esercito e rispettivamente dei capi sanitarii dei corpi d' esereito, delle di'visioni, degli stabilimenti sanitarii tutti. In guerl'a poi i capi di ·servizio, autorevoli e responsabili, stanno a lato dei eomandanti militari della rispettiva unità strategica, fanno parte dei loro ufficii, ne ricevono direttamente ordini (~d istruzioni e ne curano di propria autorità l'esecuzione. Frazionare, moltiplicare, dividere su diversi 1mnti della linea le diverse istituzioni sanitarie di campo, sicc~è sempre potessero le truppe trovarne immediato sussidi9, fu pure _ uno degli intet1ti· dalla Pru~sia propostosi. Ed a meglio ottenerlo, come ad ottenere più sicuri e validi risultamenti, essa ha distinte perfettamente le istituzioni ed i mezzi eli immediato soccorso, da quelli di n'covero per quantunque affatto ev'e ntuale e transitOI'io.
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Per tale maniel'a otten ne pure un efficace e sicuro freno al diradamento delle file, al disperdimento degli ammalati e si garantì il rnexzo di trarre ancora vantaggio da coloro, che potessero si prontamente riaversi e ristabilirsi da ripigliare il loro posto tra le D.le attive; nel mentre si libel'ava definitivamente dal gl'avoso cd esaurente ingombro dei non. valori permanenti, con sommo utile dell'esercito, dci malati stessi, e con risultati economici lll'egievolissimi. La direzione degli ospedali sì in pace che in guerra è _ attribuzione dei meùici capi del servizio. In paco con una limitazione per nulla imbarazzante, la direzione dell'ospedale è impersonale, è ì.~n ente morale, una commissione costituità dal capo del servizio meili.co, dal caJJO del senizio contabile, da un capo militare, cui è affidata esecuti'lxtmente la disciplina. Le deliberazioni tutte sono prese in comune; l'esecuzione delle deliberazioni è secondo la natura loro (medi9a. contabile, disciplinare) incarico del l'appresentante della branr,a rispettiva nella commissione stessa. In guerra il solo cd unico direttore d'ogni ramo di senrizio nell'ospedale è il medico : a lui la responsabilite'i dell' anda-'mento del servizio intero ; a luì perciò subordinato il personale d'ogni e qualsiasi categoria concorrente ad esso servizio; come perfettamente, interamente sottoposti disciplinarmente i ricoverati, fìnchè .ristabilitisi, vengono r iconsegnati alle file combattenti. Le istituzioni sanitarie, sulle quali si basa il servizio di campo, sono : l o I d~staccamenti o dr·appelt; sanitari costituiti : a) dai .Porta feriti tratti in tempo di guerra dai corpi presso· i quali ricevono in tempo di pace una speciale istruzione: diùsi in pattuglie effettuano alruopo di barelle il trasporto tlei fer iti dalle file dei combattenti alle piazxc di mc~icazionc, b) rht ufficiali sanitari, aiuti, infer mieri, truppe del treno, mnLctiale d' ambulanza. Ai distacearnenti è affidata l'opera (li l o socCORso nelle piazze di medicazione ed il trasporto da esse piazze agli ospedali di campo; àun.,wze di Medie. milit. 1872.
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354 20 Gli ospedali di campo,_ mobili al seguito delle divisioni e con una relativa ?'ÌSer?;a, destinati al l 0 Ricov.r.ao dei malati e feriti, onde il traspor to successivo possa effettuarsi nelle più opportune condizioni di tempo e d'ordine che il loro stato richiede. Non esistono veri ospedali di riserva, ma si una riserva eli materiale e p'ersonale d'ospedale, destinata ~ sopperire ai vuoti, alte straordinarie Mcessità, a sostituire gli ospedali eli campo, quando hanno dovuto costituirsi in ospedali di gnerra; 30 Gb" ospedali di tappa destinati a ricevere immediatamente i malati e feriti dagli speciali di campo, onde al più presto possibile riclonarc a questi ospedali la caratteristica necessaria loro mo'bilità al seguito delle divisioni. Gli ospedali di tappa sono stabilimenti di temporario ricovero collocati all'estt'emità delle vie principali tra l'eset'cito, la sua base d'operazione e l'interno del paese; servono poi insiemementc al ricovero dei malati e feriti non suscettivi di ulteriore trasporto, fin ché il' loro stato o la natura dci mezzi ne permetta lo sgombro. Agli spedali di tappa con calma ed ordine si cernono i malati ~ si dirigono sui diversi ospedali dell'interno a seconda della capacità, ubicazione e distanza di questi e dopo aver potuto formulare un ponderato giudizio sulla natura della malattia o ferita, e la pl'Obabilità d'un ristabilimento in tempo o no per riutilizzure essi indi,·idui all'esercito. I distaccamenti ~n.nitari, c gli OS)Jeclali da · campo sono instituzioni mobili iuteramente dipendenti dai comandi divisionali o di corpo d'esercito presso i quali sono rappr-esentati dalla autorità tecnica e militare del medico capo, o divisionale. · Gli ospedali di tappa dipendono . insiememente e dal comando del corpo d'esercito c dalle autorità interne e sovra tutto dal Ministero della guerra: sono così il necessario mez1.0 di legame tra le necessità del c'ampo e le risorse del paese. Col suo spirito orclin::ttore, col suo utilitarisrno illnrninato, col suo metodismo. e le sue tendenze eminentemente sinte-
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tizzatrici la Germania giunse ad ottenere òal concorso privato tutto il possibile ed il piì.1 prezioso soceorso, tutto che poteva operare di bene senza 'incorrere in alcuno degli inconvenienti che se ne temevano e che altrove ·gravissimi. verificaronsi. . Essa seppe fat•e aggradire alle Società di soceorso, alle associazioni femminili, alle sue caritatevoli istitu:l.ioni d'ogni religione, d'ogni credenza, d'ogni ordine ed organizzazione, le norme ordinative che credette loro imporre, onde l'opera di tutte fosse concorrente coll' opeea delle istituzioni ufficiali e tornasse così di vero giovamento all'esercito ed al paese, senza incagliare per nulla l'andamento di esso ufficiale servizio, senza menomare l'autorità militare, la libertà e l' indipendenza, l'assolutismo stesso in guerra indispensabile all'esercizio efficace e pronto d'og11i militare comando. ' Princfpi, alti dignitari eli Corte e della milizia, elevatissimi impiegati governativi, spinti, incoraggil1~i , favoriti e sostenuti, finirono per rìescire alla testa di tutte quelle istituzioni ed a riunire eosi in modo indiretto ma positivo nelle mani stesse del governo, anzi del militare, la direzione di tutte esse istituzioni. F u cosi che esse accettat•ono, domandarono anzi di essere regolate sul tipo delle analoghe istituzioni militari, ·desiderarono la sorveglianza e direzione governativa; volonterose aggradirono tutte le norme, le stesse restJ•izioni alla loro azione ed inf-l uenza elle nell'interesse militare furono loro imposte, e le tennero e le rispettarono senza recriminazion i c come fossero state loro per liberale favot·e èoncesse ; non valicarono mai nè nel tempo, nè nello spazio i confini loro dalle militari autorità assegnati; agirono di pieno accordò con queste riconoscendone il potere, onorandosi eli essere loro subor dinate. Lasciate le vane pompe e le più yuotP. fisime dell'eroismo, non sognarono indipenclem.a , non sognarono organinarsi in s.quadre, in ambulanzette, ecc. , speciali, indipendenti ed in realtà piil che utili ingombranti, onerose più che soccorl, triei, sterilmente di!>pencliose. 'Agirono di . regola alle spalle
356 dell'esercito, nell'interno del paese, abbandonando intero H campo della militare a~ione al ser•izio uffici<ùe, che, quasi libero d'ogni altra preoccupazione, poteva così accordare al terreno della lotta le sue forze, la sua in telligenza, l'opera sua intet·a. La carità stessa individuale ed il pet·sonale patriottismo meravigliosamente disciplinati accettarono persino modelli e tipi onde concorrere con i volontari doni ad alleviare le strctteno delle autorità amministrative militari. D buon senso alemanno ri~sci cosl a dirigere in un unico intento l'opera di tutti ed a stringere in un p0tente fascio gli sforzi individuali stessi, senza nulla loro togliere del car-attere di indipendenza e di spontaneit<\ che ne doveva essere il sostegno e l'inspiratorc. Fu metito del governo che studiò in precedenza lo spirito di tali istituzioni, ne pesò i vantaggi ed i pct•icoli, con gal'bo squisito le dominò, le diresse : potè por sl fatta maniera operare di conserva coll'intero paese veri miracoli di operosità, conservando la calma e l'ordine li\. ove la confusione ed il disordino erano fin 'ora apparsi quali il necessal'io portato, sia della immensità dei bisogni, sia dell' istantaneo etl ilnpt•evodibile loro iusorgere, sia finalmente delle ineluttabili c fatali condizioni stesse della guerra.
c) CHE SI DOVREBBE F ARE.
n seryizio obbligatorio non è tema di nostra competenza, od almeno non qul a discutersi opportuno. Noi l0 crediamo la sola base del perfezionamento degli odierni militari ordinamenti e delle forze JJazionali avvenire: osso completerà l'istituzione degli eserciti modemi, e segnet·à quel nuovo ed immenso progresso, che ancora gli Ot'flinamenti milit..·U'i richiedono e di cui il reclutamento ordinario, quale fu iniziato sullo scorcio del passato secolo, segnò il primo passo, sostituendo alle compagnie eli ventura, alle mercenarie schier e, gli eserctti permanenti, espressione ancora imperfetta ed incompiuta, ma certamente già molto elevata dci doveri, degli
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oneri, dei sacrifici e dell'abnegazione che pella sua valida difesa e la sua grandezza la patt·ia ha il diritto di esigere da ttttt~ e che ognuno dovrebbe avere il dovere di prestargli. Ali'addozione del piano più semplice e più attendibile dei pli'litari or dinamenti, specialmente meglio adat ti acl una sicura e pronta difesa ; all'attuazione cioè della circoscr izione fissa, o territoriale dell'esercito tutto, che è appunto il naturale eorollario del nazionale obbligatot·io armamento, possonl', e diremo debbono appo noi, oppor si eccer.ioni, d'ordine for-se economico, certamente politico-sociale gravissime. Ci manca ancora l'occasione, l'opportunità e la sodezza delle civili, sociali e politiche basi che ne costituiscçno il fondamentale, il necessario elemento e ·fattore. D'altronde molte delle più recenti' innovazioni adottétte nel nostro militare organismo sono appunto temper amenti ingegnosi pateutemente escogitati nell'intento di giungere gra.dal.:amente · all'attuazione di tlùel sistema, che di certo è l'ideale vagheggiato, ma pare anc.ora noh opportuno, non facile e, dicia. molo pur francamente, neppi.lr e prudente il precipitare. Ma tutte le altre fondamentali istituzioni che abbiamo sovra accennate, e che altre nazioni sepper o sì ammirabilmente immaginare o sì ahilmente imitare ed usufruit·e, ben potrebbero pure (se vuolsi anche con opportune modificazioni, con saggi temperamenti) appo noi attuarsi. Tutto il resto potrebbe imitarsi ed al postutto semplicissirne sar ebber o per noi le basi di un buon ordirrarnento del servizio sanitario : 1° Il quadro del personale deve avere tale lar ghezza - ~il r eggere al confronto dei quadri organici degli altri corpi dell'esercito, assicurando così una cariera onorevole all'ufficiale ·sanitar io ed appagandone quelle giuste aspirazioni che sono il sicuro sostegno della operosità, dello zelo ed il modesto ambìto compenso dei sagrifizi del medico, e più del medico-militare. Dovrebbe essere perciò opportunamente modificata l'at• tuale distribuzione f,lei gradi , che insufficiente risulta dai
a5s seguenti rafft•onti: sopra 100 ufficiali od assimilati ,.e ne J1anno di grado superiore più di 8 nella fanteria, più di l l 11ell'artiglieria, nel genio più che H, nel corpo d'intendenza oltre a 10, nel corpo sanitario appena poco piì1 di 6. -Aggiungasi che agli ufficiali sanitari non essendo natul'almente aperto l'adito ai supremi gradi della milizia, essendo la gerarchia loro necessariamente lìmitata, un certo sviluppo nnmerico nei gradi superiol'i loro concessi e nei gt·adi medii è il solo equo compenso a . cui di buon diritto possano aspirare e deve per giustizia loro accordarsi. Fu detto che il. eorpo medico pl'esenta una fatale stigmata che rende impossibi l~ un equo ordinamento sul tipo del restante esercito. Il· numero dci medici che in guerra, e nelle attuali guerre ancora più, si richiede è sproporzionato alle risorse d'un paese qualsiasi in raffronto alle esigenze del servizio sul piode di pace: l'esereito non richiede che l'aumento dei gr<~gftriì; il corpo medico per mHttersi sul piede di guerra, osige dei veri medici, degli ufflciaU . Sta, ma non . è egualmente vero che i quadri degli ufficiali di ogni arma sono sul piede di pace sproporzionati alla forza? Non si mantengono pelle necessità dell' istruzione, del tecnicismo? Non è vero che la gran massa dei medici necessari in guerr·a deve costi tL1ire l'uHimo grado della get'archia? che con un br~ ve preparatorio tirocinio si protrebbe avere alle case loro, per nulla gravoso alla fin anza dello Stato, il numero di essi medici necessari? I quadl'i dei gradi superiori dovrebbero essere tenuti quasi al completo sempre, perchè in essi grad~ richiedesi non solo medica istruzione, · ma cognizioni speciali, Sl)ecialissimo praticismo, abitudine e famig·liari tà nella specialità, eec. D'altronde non è . sovr·a i semplici bisogni eli pace che dcv' essere calcolato il quadro del personale medico : una certa relath·a larghezza è inYece di necessit.'i a permettere il passaggio dal piede ordina1'io a quello di guel't'a, senza troppe profonde alterazioni dell' ordine gerarchico e delle mansioni di grado, e senza il gravissimo danno delle aspet-
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i ative al cessar e della guerra, egualmente oner ose all'erario come agli individui, . c che , mentre dovrebbero rispettare l' anzianità, vengono a vece precisamente a · colpirla, p el fatto appunto delle avvenute precipiLate e sproporzionate promo~ioni.
Calcolare gli anni degli studii universitarìi ai medici militari come sen izio e come anni utili al conseguimento del '·r itiro ed all'aumento della r elativa pensione, per chi raggiunse o superò esso termine di servizio , è una misura equa , un risarcimento alla lenta e lirnitata carriera , un mezzo indiretto per ampliarla, final!ncnte alle famiglie degli ufficiali sanitarii un compenso, spesso di molta importanza , delle minor i prol)abilità di vita inerenti alla medica professione. Il medico acquista con ingente ùispendio pecuniario l'istru·zio.Jfe professionale, che v uol dire i mezzi per essere utile nella sua qualità all' eser cito ; pressochè t utti gli altri ufficiali acquistano la necessaria loro istruzione nel tirocinio del servizio od iu iscuole speciali a carico, almeno in gran parte, del militare bilancio. M~t il' c6mputo dev'essere sicuro, franco , non un beneficio di pura apparenza per i più.... Tutti debbono feuirne , perchè tutti vi hanno eg uale diritto, e non solo quelli cui tornasse utile per l'aggiungere gli anni del ritiro, concessione che la legge sull'età renderebbe più elle mai illusor ia, e solo utile ai riformati per incapacità o malattia·. L'assimilazione dev'essere seria, compiuta, di effetti r eali, non d'un valol'<~ pii.1 che altro oneroso. Noi non abbiamo mai compresa la necessità, r. utilità , neppure la possibilità dell' effettività del grado nel modo e senso che costituisée 'l'aspirazione appassionata di alcuni ; crediamo però che coll'assimilazione può la legge ed il ministro aecordare ai medici tutti i diritti e privilegi che agli altri ufficiali sono accordati , giacch~ l'assimilazione n ulla esclude, nnli a rende impossibile..... Basta ben definire e tutto è possibile. Crediamo poi che negli ospedali, sta bilimenti sanitarii od ambulanze, il medico abbia eli necessità d'avere interi e compiuti i di-
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ritti c le prerogative del graclo eome qualsiasi ufficiale effettivo. Sempre poi reputiamo necessaria l' equa reciprocità tra i medici e gli altri ufficiali: il medico è un militare in tutta l'estensione della parola, ò soggetto alle leggi militari tutte, alla militare disciplina, ai pericoli della militare cat'riera, abbia dunque interi i diritti d'ogni altro miliL.'u·e del suo grado cd anzianità , eccetto ben inteso (e lo ripetiamo ad evitare ogni male avvisata confusione) il comando delle truppe e l'istruzione delle medesime, non che qualsiasi promiscuità dell' asr.esa nei gradi. Noi non chiederemmo il di- · ritto d'avere dei subonlinati all'infuori della medica gerarr. hia, degli infermieri, aiuti, degli ausigliari insomma del servizio sanitario, e tnnto meno poi il diritto di punire, se non avessimo di necessità di compensare moralmente l'onere ai medici imposto d'essere subordinati c puniti .... Ed anche qui per iscansm·e false interpretazioni, crediamo opportur)O ag-giungere eccetto che ai e dai comanclantz· dei corpi o rispettivamente, secondo il grado, delle unità strategiche, cui sono addetti : per questi niuna discussione possibile sull'obbligo cl' esservi subordinati; per gli altri od indipendenza, o reciprocità. Il corpo sanitario dev'essere uno ed autonomo: la mcdicina militare deve ·dirigersi da se stessa come tutti gli altri corpi costituiti dell'esercito e come già praticasi in tutti i paesi, e pella marina militare ne1la Francia stessa. Il Consiglio superiore di sanità militare, senza diventare una Direzione generale nel ministero, potrebbe però avere una azione effettiva si come aUtorità direttiva, si come vero mezzo del necessario accentramento d'ogni bisogna al sanit ario ser vizio attinente. Assimilare intier·amente le attribuzioni del Consiglio superiore di sanità militare a quelle degli altri r_,omitati non è logico, non è equo .... Tutti gli altri enti costitutivi dell'esercito, le diverse armi sono rappresentate direttamente nelle diverse direzioni generali, divisioni, ecc., del ministero: il solo corpo sanitario, nè per direzione, n è per tecnicismo, è rappresentato.
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Non -semplice autorità consultiva dovrebb'essere il Consiglio, ma si con intero il diritto d'iniziativa nel limitato campo ,delle proposte e colla responsabilità dello studio di ogni questione al servizio attinente e di richiamarvi in tempo l'attenzione del direttore generale, del ministro; salvo ben inteso da parte di questi la necessaria piena indipende-nza di giudicarne la necessità, l'opportunità. Senza per nulla sottrarre alle attuali direzioni, senza nulla mutare ai vigenti ordinamenti e riparti dell'amministrazione centrale potrebbe il Consiglio essere messo in grado di giu:dicare delle complessive nostre risorse di guérra, avendo comunicazione degli inventari d'ogni materiale, del suo stato, della sua effettiva distribuzione · in pace.... Con un quadro sapientemente costituito; esattamente prestabilito delli ordinamenti sanitari di guerra, sarebbe allora dato al Consiglio la possibilità di vedere e prevedere, ed assicurare cosi l' alta direzione amministrativa che nulla, nei lìmiti del possibile e del ragionevole, mancherà all'esercito nelle dure ore delle supreme prove e dei generosi sagrifici. La direzione degli spedali dev'essere affidata effettivamente ~l medico: il personale d'ogni categoria e. d'ogni grado dev'essergli subordinato. L'amministrazione deve essere bensì libera nella su.a opera, ma completando non sopt•a eminendo, e sovrastando anzi, alla medica azione. Gli spedali son fatti pegli ammalati non pei medici; l'amministrazione e la contabilità sono mezzi, strumenti, non lo scopo .... che è e non può esser altro che il ben' essere dell'esercito. Come però il solo capace e competente NELLo scoPo è il medico, così a lui vuoi essere _lasciata piena ,·esponsabilità di operare, quindi tutta la necessaria iniziativa e libertà) appunto perchè possa e debba rispondere dell'opera propria, perchè la r~sponsabilità sia ver·a ·ed effettiva. Sola norma inviolabile siano pel medico i regolamenti, precisi, chiari, razionali, logici; solo suo efficace frer10 ·il giudizio competente dei' suoi capi naturali. N'è si tema di inconsulte larghezze, di prodighi eccessi, di dissesti e di disordini finanziari.. .. La responsabilità sarà osta-
362 colo sufficiente ad ogni possibile male ; la lihertà, nei limiti dai regolamenti assegnati qual campo di azione competente, sar à mezzo aa ogni meglio desiderevole bene. In guerra dipendenza assoluta ùel personale sanitario e del relativo ser vizio dal soli suoi capi naturali: senza distruggere i naturalì e necessari rapporti coll' intendenza militat·e, come incaricata dei servizi ~mministrativi, il personale ed il servizio sanitario dev'essere assolutamente distinto, indipendente. Quand9 però diciamo che il servizio ed il personale sanitario dev'esstlre libero, indipendente, non intendiamo già, neppure per sog·no, che, neanche il med ico capo del sevizio d'una divisione o eli un corpo ~·esercito, possa menoroamente sottrarsi all'obbligo indiscutibile di ubbidire al generale (e per esso al capo di stato maggi01·e) comandante l' unità strategica alla quale secondo il s uo gt•ado è addetto quel capo del . servizi·o sanitario.... Oh no! Am~i il medico di divisione (il vero centro del servizio sanital'io, g-iacchè senza ledere l'autonomia e la piena autorità dei generali di e3se divisioni non può il medico capo al cor po d'esercito ess~re altro che un mezzo di unione pella parte tecnica e scientifica) non sarebb"e, nell'ufficio del generale: di divisione, che il dirigente sotto gli ordini di esso generale d'ogni cosa inel'ente al servizio sanitario ; sar ebbe insomma, pel' meglio spiegal'e il nostro concetto, il capo della sezione sanitaria nell' un'icio del comando diYisionale. In guerra tutti i meclici devono essere obbligatot·iarnente montati ; ma perciò è necessario favorire e mantenere i'n loro l'attitudine alla equitazione, c come essa pitl facile perdesi ·coll'età, così. anche ai medici supet'iori dovrebb' essere itl pace accordata, quando tengano cavallo, la razione di fo raggio, e li altri inerenti vantaggi, indennità, ecc. ...... Per equilibrare, per ridurre ad un solo tipo gli stipendii, bisogna pur tener conto equo degli annessi e connessi; se no l'eguaglianza sarebbe alla superficie, la parzialità nel fondo. Necessaria, indispensabile, urgente è l'istituzione di buoni,
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istrutti e capaci aiuti- med1ci ai corpi ed agli spcdalì.... Ciò varrebbe cotf)e quasi radàoppiare il numet'O dei medici, che , colle attuali esigenr.e della guerra sarann o sempre insufficienti. Pochi infermieri mmtari, nia 'buoni e capaci p0lle necessità degli speùali di g uerra : in pace il numero necessario pegli spedali pLlò essere egregiamente completato con infermieri borghesi ; lo stesso dicasi pegli spedali dell' interno in tempo di guerra. Indispensabile è l' istituzionè dei por ta- feriti, effettivi in pace ai corpi di f}:mteria, in guerra costituenti i distaccamenti sanitari addetti alle ambulanze divisionali e di risetva . , (ìli .speciali rli campo al segnito delle , divisioni (mobili o temporariamente fissi secondo le esigenze del servizio) e gli speclali di tappa, completerebbero l'ordinamento sanitario in guerra. 1 ~ utto il personale ausiliario, aiuti, infermieri, FOrta- ferit i, c~nduttori dev'essere in guerra sot toposto direttamente, esclusivl:\mente al medico comando. Anche gli ammalati finchè tali1 finchè non siano restit uiti alle fil e dei combattenti, devono essere sottòposti al medico cui incomber deve, e solo è dato, efficacemente mantenerli nelle vie della ntilitar·e disciplina. Comune errore, ma non perciò meno madornale e geavissimo, è il credere che un medico civile, anco abile e ,-olonterqso, sia o possa da sè in breve divenh'e un bravo ed utile medico militai\"!. Le scientifiche fondamenta sono comuni ai due-. rami di esercizio ; ma la medicina militare ha il suo speciale tecnicismo : la medicina in campo ha leggi e 11orme · speciali nella parte applicativa persino dei più assoluti e cardinali principii della scienza; le malattie epidemiche castrensi, le norme profilattich(~ ed igieniche, sono materie s peciali che nelle SC!lole appena si tratteggiano o si sfiorano e nella pratic'a civile mai occorrono in identico aspetto, in identica forma di dominio, ecc. Aggiungasi che i regolamenti speciali s t!l r·eclutamento, l'inabilità, i diritti a pensione, la
364 perfetta cognizione delle malattie dissimulate e simulate sono assolutamente o quasi trascurate nell' insegnamento civile. Biso.gna pur anco che il medico militare abbia franca e sicura cognizione e gli sia familiarissimo il maneggio del mate~·iale sanitario di éampo. Bisogna· abbia esatte nor.ioni dei regolamenti spedalieri. Finalmente è indispensabile abbia della sua posizione, delle esigenze disciplinari, del meccanismo gerarchico, in una parola de' suoi diritti e doveri la più compiuta e perfetta conoscenza. E l' UNlF0RMrd. delle viste, dei modi di applicazione· di tutti i regolam,e nti attinenti alle materie sovra accennate ·è pure non solo desideindispensabile condizione del buono e metodico .revoTe ma andamento del servizio. Perciò tutto, se non si può avere un semenzaio di medici come .li formano T Istituto Guglielmo di Prussia, l' A.ccademia Giuseppina di Vi enna, la scuola di Val-de-Gràce di Parigi, la scuola inglese di N~ttley, quella olandese di Utrecht, l'Accademia imperiale di Costantinopoli, l'Istituto militare di Bukarest, l'Accademia imperiale di Pietroburgo, ecc., vnolsi almeno un corso di applicazz'one che alla compiuta medica istruzione apporti il necessario 'c omplemento del tecnicismo medico-militare. I medici .superiori in guerra devono costitÙire, come sopra fu già detto, un elemento integrante dell'ufficio dei comandanti delle divisioni, corpi d'esercito, ecc., agli ordini diretti dei rispettivi capi di stato maggiore ed incaricati 'sotto la loro direzione del disbrigo di tutti gli affari relativi al servizio sanitario, all'igiene, polizia medica, ecc. . Le ambulanze, gli spedali di campo, costituir devono una / dipendenza assoluta e direttamente soggetta al comando dell'unit~ strategica a cui sono addetti, e come tali direttamente sottoposti alla direzione del medico capo del servizio di essa strategica unità. L'ospedale di tappa sarebbe una istituzione intermediaria tra l'esercito ed il paese, e quindi, come giA sopra si disse, sottoposta ad entrambe quelle influenze: ricevendo all'uopo ordini dal eomando deUe truppe a mezzo del medico capo,
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e dal Ministero a mèzzo del relativo dicastero, o del capo supremo del sanitario ser vizio. Anche il materiale sanitario ha n ecessità d'importanti modin cazioni. In guerra si esige semplieità, leggerezza, solidità, durevolezza, facilità eli r istam·i; ogni oggetto complicato è per ciò solo inadatto alla g uel'ra. I trasporti a dosso d'animali ·sono mal sicuri, imbarazzanti, insufficienti anche pello stesso materiale di 'soccorso in prima fila; sono necessarie le carrette da battaglione. È necessario, in prima .fila, moltiplicare le barelle ed adottarne a.lcune anco a r uote. È ,errore ricercare dei modelli di vetture atte a recal'~i tra le file de' combattenti, a scorrere campi lavorati, ecc.; le vetture debbono esser e semplici, lcggicre, ma capaci, ed il loro compito è sulle strade : alle pattuglie dci porta feriti spetta il restante terreno. . L e vie ferrate sono una risorsa essenziale oggidì pegli sgombri; bisogna però, per trarne ogni profitto, prestabilire in pace il tipo del materiale di servir.io ed adattar lo all'uopo, ed avere un personale istt·utto pel pronto suo appresto, pel suo maneggio cd esercizio. I soccor si privati non debbono, coli~~ loro azione diretta ed immediata, valicare in g uerra la linea degli ospedali ù.i tappa ; le ambulanze volontarie in campo sono inefficaci, efficacissima a vece è l'opera delle società di soccor so alle spalle dell'esercito ; ma tra le 'sue file al solo servizio san~tario è dato operare efficacemente, ed ogni estt·anea intromissione tornagli dannosa où imbarazzante. P erchè però i soccorsi privati siano veramente utili, preziosi, raggiungano il patriottico cd umanitario loro intento, anzichè appagare le ambiziose aspirazioni Ji qnalche smaniosa individualità senza alcun utile dell'esercito e del paese, devono essere preordinati in pace, mìlital'izzati, disciplinati, parifìcati negli intenti e, in Ct~rta misura, n ell'azione e nei mezz1; m guerra poi alle militari esigenze subordinati, alle militari autorità soggetti. Queste riforme e qualche altra di minor conto, che non
366 possiamo qui dilungarci ad accennare, pol'tei·ebbero il nostt·o servizio sanitario all'altezza dei migliori ordinamenti stranieri, all'altezza degli immensi bisogni che una guerre\ og-gidi, sotto cjue:-;to rapporto, cr eerebbe ; bisogni che se tutta l'umana potenr.a non varrà mai ad appagare appieno, devonsi però largamente prevedere, perchè sarebbe troppo onerosa responsabilità il trascurare di efficacemente prepar arvisi in tempo. Di~tro i principii sovra abbozzati l'ordinamento di guerra che noi vaghegg-iamo avrebbe per base il col'po d'esercito, della forza di 24,000 uomini circa, composto di due divisioni miste. Vi sarebbero addetti a ciascuno tre distaccamenti o drappelli sanitari, uno per divisione ed uno alla riserva del corpo d'esercito; costituiti dai portatori tratti dai corpi, da aiuti, infermier~ c medici di reggimento (due per ciasctm dis~accamento) e di battaglione (quattro per distaccamento) , veicoli e mezzi di medicazione di semplz"ce soccm"so. O'gni divisione avrebbe ancora tre spedali di campo di 100 a 200 letti e quindi i necessari veicoli col materiale di ricovero e temporaria cura; e ciò oltre una riserva, al gran parco d'artiglieria del corpo d'esercito, di personale e materiale spedaliere. Dietro gli ospedali di campo funzionerebbe all'estremità della linea di tappa l'ospedale rh tappa di 200 a 300 letti. Piil dietro i soccorsi privati, gli spedali temporarii, gli spedali di presidio, ecc. Un medico generale, dei medici r-api ad ogni corpo d'esercito, dei medici divisionali ad ogni tlivisione, dei medici maggiori alli sped~li di campo e di tappa, dei medici di reggimento (ai corpi, ai drappelli sanitarii, agli spedali di campo, a quelli di tappa), dei rnediei di battaglione ed aiuti ovunque (ai corpi, deappelli , spedali, ecc.) nonchè un competente numero di infermieri agli spedali tutti, completerebbero l'or dinamento gerarchico e l'organamcnto direttivo ed esecutivo delle diverse istitur.ioni sanitarie in campagna. All'esercito intero neccssitereùber o cosi in g-uerra piì.1 che un centinaio di medici di grado superiore, che per tre quarti almeno sa-
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rebbero rappresentati nel quadro di pace e tutti poi tolti in ·guerra dal personale ~ani tario permanente. Sarebbero pur necessat•ii in guérra circa 400 medici di reggimento, dei quali poco pil!. della metà sarebbero rappresentati in pace nel quadro permanente, pochi poi promossi dai medici di battaglione, alcuni nominati semplici facienti funzione, una cinquantina tolti dalle truppe dì complemento, dai provinciali. Gli ottocento medici subalterni necessarii ancora a compie, tare il quadt·o di guerra si otterrebbero dai poclri medici di batt.aglio11e restanti del corpo permanente, d ai provinciali, dagli esonerati in tempo di pace, ecc. Tra i provinciali si trovebbero i medici di r eggimento e di battaglione ancm·a indispem;abili e pel campo e pell' in·terno (eccetto i (listretti che conservar dovrebbero medici di reggimento del corpo permanente) e peì battaglioni pro. vinciali, ccc. I porta feriti sareòbc~t~o ·in tempo di pace istruiti ai (; Ol'pi e vi starebbero attendendovi ad ogni altra militare esigenza. La sola fanteria li somministr·crcbbe, e come ne necessiterebbero, per un esercito in campo di 240 a 260 mila uomini' effettivi, almeno 2800, così· tenuto conto delle perdite annue e progr·essive, bisognerebbe ne fosse istruito almeno uno per classe e per· compagnia ogni anno . Gli aiuti ed infermieri sarebbero necessarii n ella JJroporzione di l200 i primi, 1000 i secondi pella stessa forza dell'eset•cito. Sarebbero istruiti presso gli spedali e vi presterebbero servizio fin al congedo della loro classe. Essi poi a qualunque classe appartenenti sarebbero ascriti alle truppe attive e mai ai provinciali; però se questi si ordinassero in file attive se ne assegnerebbe loro un certo numero. Pell'csercito intero come dicemm o necessiterebbe un 1400 medici; non è però tal cifra superiore alle risorse del paese, come risulta dal computo delle lauree mediche annue (più che 500); che in Italia vengono accordate. Per gli ausiliarii il computo si basa sulla valutazione ,delle perdite annue: sarebbero queste secondo alcuni del 4 per cento nel primo
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anno di ~erv1Zt0, del 3 nel secondo, del 2 nei susseguenti; altri però con piì.1 esatto rigorismo le stabilisce ben diverse, volendo che 100 uomini, appo noi almeno, riducansi a 90 sul principio del secondo anno, ad 85 all'inizio del terzo, quindi deCJ'escano ad 81, 77, 74, 71, 68, 65, 63, 61, e finalmente riducendosi a 60 e d'ance solo 59, iniziandosi il 12° anno di loro servizio. Coll'ordinamento sovra esposto il servizio funzionerebbe in guerra nel modo seguente. I medici dei corpi (tranne uno che rimar rebbe nelle file per l'opera eventuale di richiesto istantaneo soccorso e pella stessa missione morale che al medico spetta tra i combattenti) si riuniscono a breve distanza dalla linea di battaglia del proprio COI'po, là ove qualche tenue naturale scherno il consente ; coi ri::;pettiYi aiut i, coi mezzi forniti dalle carrette da battaglione costituiseono il posto di primo soccorso, sul quale dir-igonsi tntti i feriti, o vi sono recati · dai poehi port~1tori che restano tra le file e che al momento della battaglia colle barelle annense alle carrette di battaglione s'adoperano a rialzare i compagni bisognosi d'aiuto. Dai posti di primo soccorso alJa piar.za di medica;~,ione il servizio eli .traspOl'to è fatto dalle pattuglie sanitarie costituite dai porta-feriti addetti ai distaccamenti sanitarii. Vc n cl ha tre per corpo d'esercito (uno per divisione; uno pel' corpo d'esercito per eventuale rinforzo); essi costituiscono le piazze di medicazione ad 800 metri cirr..a dalla linea dei combattenti; la piazza è distinta in tre sezioni, una di visita e medicazione dei casi leggerissimi, una di opel'azioni, ~ma pelht applicazione degli appa~·ecchi ; u na quart:\ sezione è destinata al ricovero ed al conforto dei gravissimi che hanno ferite superiori ad ogni risorsa dell'arte. I mcdic:i dei corpi, al cèssare del cornhattimento e finita la bisogna dci posti di primo soccorso, si riuniscono temporariamente ai medici dei drappelli sanitarii per aiutarli nei loro uffici. Dalle piazze di medicazione agli spedali da campo, posti ad un chilometro almeno più all'indietro, il servizio di tra-
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- spopto ~ fatto dal treno colle vetture addette ai drappelli ~an}tarii. Gli ospedaJi di campo nei giorni ordinarii raccolgono anche i malati della divisione. Quando un ospedale è al completo si -ferma, si stabilisce temporariamente, . e la, -rz~erva d'ospedale fornisce immediatamente il materiale ed il personale per ricostituirè un ospedale ' mobile onde sempre · ogni divisione sia seguita dai suoi tre spedali da campo. 4;ppen31 poi l'ospedale ternpòrariamente stabilito può essere sgpmbrato riprende il suo posto ai seguito della divisione, e.d il ,personale e materiale di riserva ritorna al suo-, posto, pnesso cioè il gran parco d'artiglìeria del corpo cl'es.ercito. Lo sgombro degli ospedali da campo si fa sull'osp.edale di tappa (che come centro riceve cosi in modo mediato e si1c0essivo le irradiazioni }Jerìferiche che a ·lui convergono dalla estesa linea delle file combattenti) a)l'uç>po. dei m'é~zi di .trasporto di essi .ospedali e dei veicoli di requisizioBe aWuopo riuniti. Dall'ospedale di tappa agli stabilimenti di riQovero scaglionati verso la base di operazione dell'esercito e nell'interno del patrio paese, le vie ferrate o comuni con1 appositi od avventizi veicoli; servono allo sgombro ultexdore, al disperdimento dei malati e feriti, sempre con ri~ gua.rdo alla natura e graw~zza del male, alla probabile o ·:qn successiva utilizzazione del guarito all'esercito, ecc., ecc. Dagli ospedali di- tappa alle più remote patrie stazioni v'ha lun:ghissimo campo all'operosità privata, alla carità e patriottismo civile, tanto più efficace quanto più n:ormalizzato, dipendente, disciplinato. Tale sarebbe a nostro credere la costituzione ed il mec, capi~mo degli ordinamenti sanitarii . in guerra.... In pace il selo essenziale requisito di essi ordinamenti è che rendano possibile l'ordinato. calmo, sicuro, com}Jiuto e pronto passaggio al l)iede di guerra: ogni economia, risparmio, ecc.,· che c0mprometter potesse un tale resultamento sarebbe ai riestri occhi grettezza non solo ma imperdonaqile errore. Bfl,di il lettore che noi non abbiamo che abbozzat0 l'ordinamento ·sanitario che reputeressimo all'altezza dei t,empi ~iornale di Medie. milìt. 1.8'12. 24
370 e delle necessità che creano, ed atto a tutelare negli immani suoi bisogni l'esercito nostro nazionale in occasione di grossa guerra. Di molte cose, di molti d'altronde importantis.si dettagli avremmo pur · vol uto rar parola; ma non lo riputammo qui opportuno. I torni inviolabili ed equamente ripartiti di servizio, agli spedali ed ai diversi corpi per ogni grado inferiore della gerarchia; il modo di progredire nella carriera e di !ilare le prove di idoneità ai gradi superiori, con giusto .riguardo ai diritti acquisiti pel prestato servizio, pell'anzianità; la determinazione e delimitazione delle attribuzioni e mansioni gerarchiche, sarebbero pure stati argomenti degni di essere t ratteggiati e discussi. Nè meno degne di studio, perchè necessitose di profonàe modificazioni, a noi sembrerebbero le pratiche inerenti alle perizie mediche per le ammessioni ed i rimandi dal servizio : la r.elativa p nocedw·a,· per esprimerci C1ln un vocabolo abbast anza calzante e sintetico, non tutela la esigenr.a gerarchica, ingenera titubanze e perplessità, c1lè riescono di non lieve .danno al regolare andamento del servizio. Ma saremmo stati obbligati a troppo dilungarci e ad entrare in minuti dettagli e discussioni, sicchè questa sommaria ·esposizione sarebbe riescita ad una meta superiore al nostro intento. · Altre lacune possono pur notarsi nella nostra esposizione ... Non parlammo cioè nè del personalé amminis..trativo o meglio propriamenti3 detto contabile, nè del personale farmaceutico, nè del treno dei trasporti. Questo, per quantunque elemento essenziale, non perciò richieder~bbc una propria speciale organizzazione: nella dipendem:a sul campo dalla medica. direzione· troverebbe il mezzo :.di sua compiu.ta azione. Il personale contabile dovrebbe esgere ordinato perfettamente sul tipo comune all'esercito. Colla razionale clistinzione tra le attribuzioni amministrative propriamente dette e I~ contabili e di riscontro sarebbe assicurato il regolare andamento dei relativi servizi senza la possibilità di incagli c di contrasti. ·Il personale ed il serviZio farmaceutico è a nostro credere
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una branoa del servizio sanitario: il personale farmaceutico, come il farmaceutico servi'zio sono parte essenziale ed integrantè del corpo e del servizio sanitario ; i legami reciproci ci sembrano anzi più naturali ed intimi di quel che non siano quelli che al corpo sanitario legherebbero il veterinario. A nostro giudiz:o non può il farmacista essere un semplice impiegato militare : l'assimilazione è per lni non solo una utile prerogativa personale, ma sì Ul) beneficio pel servizio. Una . gerarcfiia atta ad unific-are il relativo servizio è in pace necessaria, in guerra indispensabile. Ai centri di comando, e specialmente ai corpi d'esercito, un farmacista superiot•e avrebbe sì utili ed importanti mansioni da rendcrne eminentemente razionale e logica l' instituzione. Però il farmacista dev'essere sottoposto alle medinhe necessità; responsabile come consegnatario, come ese·cutol'e delle mediche ordinazioni dev'essere dal medico dieettore dipendente, e la sua subordinazione alla direzione. medica non può, a noi sembra, essere messa in discussione. Forse il vero concetto, il vero avvenire della militare farmacia è riposto nella distinzione del corpo in due cax·riere: la superiore, aperta e riservata al chirpico, con competente equo svolgimento getarchico; l'inferiore a cui sa_ rebbero affidate le ordinarie quasi intet·amente pratiche e manuali atteibuzioni ..... Rinunciamo però a svolgere sì fatta tesi e qualunque alteo pensamento nella questione, dinanzi a,gli appassionati e parziali attacchi dei quali alcuni (che si portarono probabilmente con 1·agione antesignani dei diritti della classe) han noci fatto segno come med ici, e che, se non ci hanno • convinti della nostra incompt1tenza, ci hanno però dimostrato che male accetta sarebbe la discussione e più ancora il non desiderato patrocinio. Ci limiteremo a far voti perchè sorga dalla farmacia militare una voce autorevole, dignitosa, calma che trovi, nella convinzione del proprio valore e dei servigi che la classe rende, le vere ragioni, d~e .numerose esistono, dei suoi diritti, la vera
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dimostrazione dell'utile che ne trae l'esercito; senza discendere a raffronti illogici, meschini,· inopportuni per lo meno, che compromettono una buona ! ausa rimpicciolendola e ren. dendola quasi uggiosa, se pei coscienziosi il giusto potesse essere reso mai tale, se gli erramenti dei pochi potessero agli onesti mai far disconoscere i diritti dei più.
d) ALCU~E OBBIEZIONJ. . Reputiamo ora pregio e necessario complemento di questo scritto il discutere alcune co:rdùtalz" obhiezioni al concetto essenziale della medica autonomia e- della indipendenza (ben inteso limitata e razionale quale noi la definimmo) del medico servizio. Il più severo ed appassionato oppositore contro le mediche aspil'azioni, dovea necessariamente sorgere · in Francia e da quell'autocratico corrlo di intendenza, che fu colà l'inflessibile dominatore della medicina militare e seppe tenerla finora nella più stretta dipendenza. Fortunatamente noi non siamo personalmente interessati nella discussione, essendo il nostro benemerito corpo · d' intendenza una istituzione ben diversa dalla francese, ben diversi i le·gami tra essa ed il nostro corpo sanitario, legami che al postutto può ben dirsi più non esistono, se non nel cordiale appoggio e nella alta reciproca stima, che pel bene del servizio sempre esisteranno. È vero che alla appassionata argomentazione del sottointendente Chapplain (v-edi l'opuscolo De l'intendance, du corps rnédical rm"litair et de la rnortalzté. dans l' armée) , noi potremmo rispond~re con una sola parola... « Ciò che « voi proclamate assurdo, iropossibi l~, sorgente d'ogni disor« dine ed irrimediabile danno, è pure ciò che hanno am« messo ed adottato con successo tutte le altre potenze e « la Francia stessa pella su~ marina ». Ma troppo impor( tante è la discussione per non dirne alcun che; tanto più che accennando. gli essenziali concetti dell'opposizione, meglio che ogni nostra argomentazione riusciranno a dimostrare
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quanto giusta sia la nostra causa, o, diremo meglio, la causa del servizio sanitario quale noi la patr ociniamo. P erchè la discussione· sia chiara sarà bene stabilire che lo scopo unico del Chapplain è, lo dice egli st.esso perchè nessuno si inganni, z'l m antenimento del principio di autorità. clelt' z'n tendenza sul ser-vizio de,qli ospedali. Egli trova assurdo e ridicolo che il medico militare abbandoni la busta del chirurgo per la penna dell'amministratore. Nella ragionevole autonomia concessa ai medici negli ospedali egli intravvede un fatto dm·vero strano e peccaminoso, la dominazione del corpo medico sul servizio degli ospedali... Quindi la sua conclusione non è altro che a mantenz'rnento di cz'ò che esiste. Ma ciò che esiste è. giusto, è logico, ha fatta buona prova ? L'opposto di quel che esiste ·non sarebbe a vece giusto, equo ragionevole, non avrebbe dati già dei risultamenti pregiavoli? Perehè quel che . esiste pell'esercito ft·ancese non esiste pi~ pella marina francese? P arliamoci chiaro ! Tutti i fatti ed i r agionamenti del Chenu a nostro mo.do di vedere non provano nulla nella questione; ma provano meno davvero le vostre confutaZioni signor di Chapplain ... Ha torto il medico nel dedurre da quelle premesse; ma l'amp~ini~tratore ha non uno ma mille torti nel dedurre l'opposto dalle sue appassionate, par1.iali, e, lasciatemelo dire, tr oppo manifestamente interessate argomentazioni. Certo il Chenu n ulla prMa direttamente, perchè è verissimo che, quando pur avesse tutta l'i ndipen de n ~a ed autonomia il ser vizio medico, non ·potrebbe e~sere migliore nè dar miglior frutti, se difettasse il personale medico, se non s'avessero veicoli sufficienti, mezzi di ricovero, di medica• zione, non aiuti, ausigliari, ecc., ecc. ; se insomma non si preveclerà e provvederà nella misura dei bisogni. Ma il medico, autonomo e responsabile, non si r iposerebbe calmo e soddisfatto se non quando avesse preveduto e provvedut~; percbè egli avr_ebbe il dovere di studiar~, di notare, di raffrontare, di conoscere ogni progress o,
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di richiaroarvi la superiore attenzione.... n vostro dovere, come semplice amministratore, è un po' pii.1 fa(~ile, où almeno piu semplice: eseguire gli esislentt· regolamenti, ed all'ombra loro posare in pace la vostra coscienza. E cosi l'autorità supei'ione con tutto il I>UO istinto di bene, con tutto il suo desidet·io di perfezionamenti, che potrà fare? L e fisime umanitarie dci medici militari non sono cbo un pretesto per raggiungere il solo intento che s' ba realmente in vista: « la dominazione sul servùio degli ospedali? » - Ma come ò facile ritorcere l'argomentazione: l'opposizione degli amministratori alle mediche esigenze, ad imitare ciò che nell'intera Europa si pratica, non ha ch o uno scopo : non lasciarsi sfuggire la rlomina:::ione sul servizio degli ospedali; e sul medico personale, perchè, se questo gli sfuggisse, oen presto, non potendo più soffocare la voce dei subordinati, gli sfuggirebbe pur quP.Ila. lYia non hanno i medici l'iudipendenza scientifica? - Si davvero. ed è stt·ano che esigano di più!! Ma la sola indipendenza scientifica sapete a che li riduce?... Alla c,ondizione di macchine intelligenti e semoventi, rol ùenQplacito pe1'Ò del signor sotto-intendente! P edino il concerto tra l'ammitùstrazione ed i medici è per voi impossibile... Se vi ha in altri paesi, è perchè le altre nazioni hanno delle tendenze speciali,' uno spirito di associazione che i francesi non hanno.... Se non vi fosse un' autorità sola imperante la discordia sarebbe in permanenza negli ospedali..... « E nella alternativa eli subordi« na1·e qualcuno ad un altro, il ve1·o si t1·ova nell'auto« rità supe1·iore rttt?·ibu~·ta al potere amministrativo>> . Ma non vi accorgete che con un simjle ragionamento subordinate il fattore al prodotto ? Gli ospedali son fatti pei malati e non pell'amministrazione; l'amministrazione ò un mezzo non il Jìne; i medici stessi sono un mezzo, ma il solo capace, perchè il solo intelligente della materia, H solo cui possa essere imposto il carico d'una. vera . responsabilltà.
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P er chè gli ospedali hanno. bisogno del concorso degli altri servizii amministrativi , pet·ciò medici ed ammalati devono essere subordina~i ad una brama dell' arruuinisll'azione ? Non ne ha bisogno ogni reggimento, ogni corpo? Vi sono s ubordinati? Ma allot·a toccherebbe anccn:a all'amministrazione soddisfare alle richieste mediche e, mentre quella opet•erebbe, il medico a-rrebbe la gloria dei risultati? - :Jla pe1·chè il medico opererebbe, dicialllo noi, per la glot•ia ùcll'ammi n btra:r.ione~ È per la gloria, la salute dell'esercito, la grande1.za della patt·ia che tutti operiamo e come cittadini ed un po' anche come I:llPIEGATL. ... E forse « la gz'oia tutta intima dei servizt'i 1·esi » ::;arit la pii:l pura e nobile : per· lo meno ùovrebbe bastare ad entran\l1i, se bastar deve per qualcutHl. Voi d'altronde dil.e elle essere AG E~l'l m ESECOZIO~E non è nè una
t'ngiuria, nè un soggello di mol'lifica::.ione pe;· l'amor p7'opr·io. - Pei wedid no, e per gli amministr.atol'i si? ~la i medici non sono sottoposti alla subordinazione nei corpi di truppa rapporto ai colonnelli? dunque sottoponendoli a quella dogli intendenti Jtcgli ospedali, nelle ambulanze, la situazione loro all'ospedale come ai reggimenti non sarebbe iden tica? - Mai, no! I corpi non constano di ammalati, ma ùi soldati; lo scopo dei corpi non è restituir·e la salute ai soldati, ma si istl'uil'li , disciplinal'li; agli spedali il malato è it~lto, il medico di còn'seg·uenza non: può essere subordinato a chi non ha le cognizioni per raggiungere l'intento solo ed unico, per cui gli ospedali stessi esistono. Lo ammettete pei manicornii, }1Ct' le case di salute? Son forse meno malati i pazzi ed i ricchi, o meno medici qnei, ch e li curano? . Le cure amministrative distoglierebbero il medico « dalla
sola fun;;ione, che gli incorrtbc e che consiste nel m.edica·rc, cw·ar·e, guari1·e ». - Ma i mezzi a ciò far·e non costituiscono a.ppLtnto risorse d' indole amministrativa? perchè ne avrà altri il carico assoluto? Del -resto le cure amministrative non debbono essere difficili, siete voi che lo dit.e, « non ricMcggono che cogniziom· 1dz' tcil or•dz·ne che un ·uomo
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dotalo eli conveniente intelligenza può acquistare con facilità». E con che facilità le acquisterà. il medico per uno scopo defini to e delimitato tanto ai suoi studii attinente! Ma quando il medico fosse amministratore potrebbe essere sospettato, calunniato. - Perchè piìt delli attuali amministratori? - Perchè prescrive ed ha i mezzi di fare eseguire la prescrizione ; perchè non esisterebbe più riscontro (contròle) di sorta negli spedali. - Chi sorveglia oggidi l' intendente? - I generali comandanti, gli ispettori. - Sorveglier anno allora il m~dico: una ruota di mezzo di meno, ma le due estreme esisteranno sempre. P er essere direttore non fa poi neppure bisogno al medico d'essere assoluto amministratore degli ospedali.... Che necessità vi è ch'egli si preoccupi degli acquisti, dei contratti ecc.; r esponsabile d'ogni consumo egli deve avere il diritto di constatare la qualità e la quantità del consumato, senza preoccuparsi di sapere donde venga, da chi v enga, come venga. Non vi sarà. più limite alle mediche esigenze, l'ordinazione del medico coprirà tutto. ·- La responsabilità, diciamo noi, impedirà tutto. Chi tutela ora · la giusta economia degli stabilimenti spedalieri? L'intendenza? Parrebbe che no, perchè voi proclamate l' indipendenza assoluta, scientifica e clinica dei mediei nell' esercito francese, e dite che « l' autO?•z'tà ammù~istTaliva accordata
ai medici non aumenterebbe la scienza loro medica ; le pz·escrizz'oni alimentari e far·rnaceutt'che continuerebbero evidentemente acl essere fatte giusta una tariffa stabilt'ta sulla proposta del Consiglio di sanità » . Ora l' autorità amministrativa faciliterà al medico l'applicazione della scienza medica; e la tariffa, che continuerà ad esistere gli segnerà, e più ehe ora inviolabili, quei confini che anche oggidì sola gli assegna. Ma e l'unità del comando negli spedali? -L'avrà il medico. Ma ed i farmacisti ed i contabili? - Ve ne preoccupate generosamente davvero : non sono ora soggetti a voi che, pei primi almeno, ve ne intendete ben poco delle loro man-
371 sioni per giudicarli e dingerii efficacemente? Subordinazione per subordinazione, che ci perderanno, d'altronde? Ciò è far l'interesse d'una corporazione esclusiva, voi dite; è fare, vi rispondiamo l'interesse dei malati, l' interesse del governo. E senza offendere neppure il vosb·o, giacchè noi abbiamo delli uffici e del concorso dell' intendenza un'idea tanto elevata pe.r credere che perdendo la direzione degli ospedali non perderebbe gran cosa, perchè èi resterebbero assai, ed assai nobili uffici; e tanto più quando gli fosse attribuito, come a noi pare cosa giusta, il riscontro e l'ispezione superiore amministrativa degli ospedali stessi. Ma il generale avrà sommo vantaggio ad avere presso di sè un solo capo, l'amministratore, responsabile verso di lui èd incaricato di tutti i dettagli, piuttosto che tre o quattro capi di servizio « tra i quali necessite-rà costantemen~ 'Y'istabilire l'armonia». - Quanto alla costante occupaiione di appianare gli urti di · essi capi, panni che sarà facilé al generale se convinto della sua àutorità, e se i capi saranno, o saprà il generale convincerli all'uopo, dell' indiscutibile dovere di uhbidire e di eseguire .... Davvero questa difficoltà non ci affanna troppo. Quanto poi .a dar gli ordini ad un solo invece che a due (non di più), sarebbe utile cosa: ~e quell'uno non avesse poi bisogno delle cognizioni e del concorso dell'altro. D'altronde non è éerto che questa unità. d'ordini sarebbe assai più utile in campo 1 Ebbene voi stesso nell'alternativa di affidare alla medica direzione gli ospedali o le ambulanze, trovereste meno inconvenienti a questo se..; condo · partito.... Questa, non ingenua concessione, è una fla.:.. grante contraddizione. I funzionarii d'intendenza sono NATURALMENTE investiti d'ogni autorità sul materiale ed il personale esecut01·e : non vi ha dunque alcun inconveniente che l'estendano sui medici per quanto è della polizia e disciplina ; e sarebbe contrario al buon ordine in materia di organizzazione e di comando militGtre che investiti di tale autorità sopra tutto il resto del servizio spedaliere, non ne avessero alcuna sovra i me-
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dici. - Avete, rispondiamo, dunque tutto nelle mani; che resta a~ medico per tutela dei suoi malati? La più stretta dipendenza disciplinare da voi onnipotenti.... .' E sapeste sempre · usarne l l Che la Commissione del 52 abbia potuto diniegare al Corpo di Sanità l'indipendenza reclamata di fl'onte al. Corpo del controllo.... e che abbia potuto dire r.hc la pretesa sarebbe contra·r ia al VCì'O, nulla p.rova; e tanto meno lo prova quando una sì fatta deduzione si trae dalla segue11te premessa : « Elle (la commissione) s'est rappeMe que les .institutions
« milztait·es CJ·•éées dans la pazx, au rnìliBu 'cles conflits « d' ammw-pr·opr't~ et clu choc des petits intérèts, satisfont << 1·a·r ement aux grandes nécessités de la guen·e » . Che una tale Commissione abbia creduto l'indipendenza, reclamata dal Corpo di Sanità, un piccolo interesse; abbia impicciolita la gravissima questione nei limiti di un conflitto d"amor proprio; ver-amente· nòn ci stupisce, dal rno't'nento . che credette e proclamò che le istituzioni militari create nella pace raramente soddisfano alle grandi necessità della guerra. Noi credevamo bonariamente che le istituzioni di guerra dovessero appunto crearsi ed ordinarsi in pace ; che, maggiore essendo l.' identità, la somiglianza dci due Stati, maggiore 1)otesse essere l'ordine, l'efficacia ed il s uccesso in guel'l'a ; che gli ordinamenti militari in pace non avessero altro scopo ed altra ragione che la necessità loro in guerra. In tanta discrepanza d'opinione non è difficile spiegarsi come noi crediamo i malati lo scopo degli ospedali, ed il sig. Cllapplain creda e quelli e questi l'appann aggio dell'amministrazione.
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Temperatura in certe affezioni del sistema nervoso e specialmente nel Tetano. Il dott. Ogle lesse alla Società Clinica di Londra una memoria, nella quale descrisse ]Jarecchi casi di tetano traumatico, in cui fu riscontrata la temperatura della sera notevolmente più alta di quella del matt.ino. Kon era vi però febbre, non vi et•a nè aumento nella frequenza delle respirazioni, nè del polso; non vi era alcun rapporto appUl'Onte col cibo preso, col grado eli sudore, nè colla forza dello spasmo musco'lat'o. li dott. Ogìe non crede che la g1•ande esaltazione notturna di temperatura poLesse attt•ibuir'si ai rimedi Ul3.ati, abbenchè l'iconosca che certi agenti inftuiscono not evolm:ente suHa temperatuPa. Sarebbe poi da ricercarsi se queste' vat•iazioiri hanno qualche relazione coi cambiamenti vascolari nella midolla spiqale o con le alterazioni di tessitura nel sistema nervoso centrale·, che sono state osservate da mo1ti anatomo-patologi, Il dott. Ogle aggiunge esser degno di considerazione quanto questi· cambiamenti istologiei sieno dovuti alle congestioni vascolari o· alla aument ata temperat uva del sang ue. In relazione con l'alta i;emperatura del tetano, accenna alle teorie recentemente promulgate, segnatamente in Germania, sulla causa della febbre, la quale fu. supposto consi:Stere in un insolito stato del sistema ner voso centrale. E i specialmente· r ivolse l 'attenzione alle r icerche di 'l'scheschichin che co~sidcrò la febbre come il rcsultato di una attività morbosamente aumentata elci centri speciali in conseguenza di uno indebolimento o paralisi , della pot'zione modceatt-ice liel çervello, per cui molti processi chimici vengono aumentati un grado che non raggiungono mai nelle cond.ir.ioni normali del cervello. Egli osseevò che qualunque sia la parte del ~ist~ma nervoso centrale che agisce sullo aumento della temperatura nelle malattie; devesi ritenere che i nervi vasali, sì quelli che contPaggond i vasi, come quei che attivamente li dilatano (se ve ne sono) t ro-. van~i jntimamente interessati ; e eire un.arrcsto della perdita' na-
nè
ad
380 turale del calore per irradiazione può condurre, per la sua accumulazione, ad un aumento della temperatura generale al pari dello accrescimento della produzione del calore. Il dott. Ogle fece quindi cenno di altri casi ordinariamente considerati come nO(l febbrili, in cui la femperatura della sera era molto più elevata di quella mattutina, come, ad esempio, quei di diabete pubblicati dal dott. Foster di Birmingham. È da ricord!l.rsi che in molti casi di diabete la struttura del sistema nervoso centrale è compromessa. Accennò ai C;J.si di roeningite in éì1i fu notata eccessi-vamente alta la temperatura,. ed ai cas.i di paralisi generale con demenza riferiti dal ~lott. Mickle, e finalmente. ad un caso di corea recentemente da lui curato, in cui la terl\peratura fu per v.entun giorni riscontrata la sera molto più elevata che la ~att.ina. (llfedical Times anrl Ga,zette, 20 gennaio 18i2). Gastrotomia.
Il prof. Giosuè Marcacci espone la istoria di una gastrotomia per interno strangoÌamento intestinale eseguita ·52 or:e dopo l' inizro. dello strozzamento e coronata da t'elice successo. Era un giovane che portaya da sei anni tina doppia ern1a inguinale, il qùale dopo un lauto pasto ebbe ripiene?:za di stomaco, nat\Sea, tendenza al vomito, quindi vomito deciso, a cui segui un dolore alla fossa iliaca destra e di p6i i fenomeni dèllo strozzamento. Alla fossa iliaca · medesima apparve una leggiera tumefazione tes'a ed elastica. Si pensò acl una nu'ova ernia attraverso· una smagliatura delle pareti addominali, fu tentato il taxi.~ e gli altri mezzi, ma invano. La gastrotomia pose allo scoperto un' ansa intestinale stretta come da un cordone fibroso, remosso il quale l'ansa .rimase libera e sCiqlta. L'egregio professore riferisce altri casi di simil genere in cui la gastrotomia portò la guarigionè, e ronclude che quando ci fu· precedenza di ernia, ed esistè qualche vestigio di tumore che possa servir ·di guida all'operatore, la opera?:ione deve esser fatta. N on così però nei casi di volvolo improvviso, in cui è ignota la se'de e la natÙra dello .strangolamènto. I~o stesso ·l.?rofessore dà poi conto di altro caso di ottuì·amentò intestinale pér cancro. del retto intestino . che · appena potea toccarsi con l'apice del' dito pt•ofondamente introdotto, e che non essendo suscettibile di alcuna cura, terminò fatalmente con la morte. (Lo Sperimentale, fase. 3°, marzo 1872).
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Cura del Croup laringeo. il dott. Giovanni Maccanti di P oggibonsi riferisce un caso di croup laringeo g uarito con le inalazioni fatte col polverizzatore, di una soluzione di acido lattico ( 2 grammi in 30 grammi di acqua · st illata) .r:ipetute ogni mezz' ora. (Ivt).
Un caso di Rinoscleroma. Il prof. V. T~nturri descrive un caso di Rinoscleroma, forma morbosa fatta conoscere per la prima volta da Hehra nel 1870. È un neoplasma piano, rilevato in alcuni punti, i cui principali caratteri consistono nel localizzarsi nel naso o sue immediate vi. cinanzo (glabella) e nella straordinaria durezza che somiglia alla sclerosi sifilit.ica del prepuzio. È poco dolente, di colore rosso l)runo ovvero del colore naturale, non subisce alcuna metamorfosi né assorbimento, né rammollimento, ne ulcerazionc ; è innocuo ri' guardo all'organismo, resiste a qualunque cura . .Se ne ignora la cagione, non è legato al vizio sifìlitico. Hebra propone la cauterizzazione con la potassa caustica seguìt a da pennellazioni di nitrato d'argento. (Il Morgagni, disp. I, 1872).
Cura dei tumori emorroidar1 con l'acido nitrico fumante. Billroth bl;l. operato 12 casi con questo metodo stato già proposto dal dott . Houston eli Dublino. Ei lo proclama superiore ad ogni alt.ro mezzo perchè facile ad eseguirsi, perchè scevro dal pericolo di emorrag ia, p~rchè poco doloroso, perchè i malati vi si prest.ano volentieri. La cura è · brevissima, basta ordinariamente una sola cauteriz%azione·, non successe mai str-ingimento rettale · e la guarigione è durevole. (Ibùl).
Nuovo metodo per riscontrar e Ia fucsina .
.n sig. G. Romei farmacista-capo dell' esercito espone un suo metoçlo per riconoscere le minime quantità della fucsina, prodot te dcl~'anilina comunemente usata per colorire siroppi, dolci, confetture, e dare o aumentare colore vino. Questo metodo si fond a sulla proprietà cl1e possiede l'alcool amilico di sciogliere la fucsina, e non le altre 'sostanze dei frutti, colorandosi in rosso
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o di agire come sol~ento sulla. ,enolina (materia colorante del vino). P er ricercar'c la fucsi na nel vino occorre perciò precipitare la sua materia colorante con l'acetato basico di piombo. Quindi agitando il vino stesso, o altra · sostanr.a sospetta, con l'alcool amilico, questo si porta alla superficie colorato in rosso. - Con tal mezzo si può T'intracciare fino a un decima di milligrammo la fucsina. (Lo StJe1·imentale, fase.. 4'\ aprile 1872).
Abbiamo a suo tempo annunziata la. pubblicazione pet' opera dci dottori Pen·one c Gi1·one , della. traduzione della Cr.rKfCA. )..:{J;;orcA DEr,r: HoTEL-Dmu m PARIGI del TR.oussEJ\u ('). · Essendo ora essa p~tbblicazione ulti mata crediamo dove roso farne nuovamente cenno a sollccitarne l'acquisto da par~c di quei colleghi che amassero posscdet'C un' opera veramente classica di moderna medicina. Il severo ed eccletico pmiicismo che la informa gli da un pregio inestimabile ; e spiega jl favo,re con cui fu accolta, sicchè non solo in Francia ma sl in Germania, in Inghiltet'ra ebbe l'onort} di diverse traduzioni e ripet ute edizioni. P el medico militare che non ha la possibilità di· possedere una libreria, ~ questa una dello poche opere atta da per sè sola a dargli una compiuta cognizione dello stato àttuale della scienza nel vasto e dimcile al'gomc nto dèlla peatica medicina ed a sorreggerne la coscienziosa operosità nel clinico esercizio, dandogli appunto la sicurezza di riscontrare in un lavot'o prezioso peli' eccletica erudizione le sue cognizioni, erl i dati della personale sua BARQF.l"!O. esperienza. (') L'opera in~iet·a ccntiensi in 33 grossi fascicoli, costa lire 33 e può acquistat·si dal collCo<>a dott. cav. Diego Girone - Napoli, Pallonetto Santa Chiat·a, num. 15.
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PROGRAMMA PEL QUARTO CONCORSO AL
P R.E'11IO HIBERI adottato dalla Reale Accademia di Medicina di Torino
nella seduta del 27 dicem_b1·e 1870
L'Accademia per la scelta del programma di concor'SO al premio Ribcri nominava una Commissiono nei soci Pt?Jr·ani, R m;mond e Valc1·io che ne fu il relaiore. La proposta della Commissione, di cui si dù ora pubblicazione, venne, dioko discussione, approvata nella seduta delli 27 dicembre.
PROGRAM..MA
Delle malattie nervose in genere, o ùi alcuna di esse in ·p:u·ticolarc. Le condizioni del concorso sono le seguenti :
1° I lavori scritti in caraUero intelligibile o stampati, ' devono essete dettati in lingua italiana, o latina, o fran ces.e; 2° Le opere stampate devono essere edile nel triennio 1871-72-73, ecl inviate in doppio esemplare, franche di spesa ; 3° I lavori manoscritti o stampati devono essere pervenuti alla R. Accademia di Medic.ina eli Torino nel tempo determinato a tutto il 31 dicembre 18i3, attenendosi per le forme della .presentazione alle norme generali dei concorsi. Psn:rusw, Presidente. • R EYMOND, Segreta1·io generale.
B ULLET T I !WO O FFI CJ.-'.LE
Con R. Der.reto del 21 mar.:o 1872. BOROI dott. Giovanni, medico di l)attaglione, 2~ classe, 2<' fanter ia. Accettate volontarie dim issioni dal set·vizio. Con R. Dec1·eti del 24 lii!W.:o 1872. VETTORI Cesare, farmacista aggiunto, aspettativa, e LrNGUl TI Enrico, id. id. Collocali in riforma (legge 3 luglio 187 1) dal l 0 giugno 1872. Con R. Dect·cti del 30 mar.:o 1872. D'AMOR.A Giosuò, farmacista capo, 2" classe, aspettativa. Collocato in ri fot·ma (legge 3 luglio 1871) dal 1° giug no 1872. MARCHESTNI dott. Eugenio, medico di battaglione, 1a classe, 400 fantel'in. Collocato in aspettativa per motivi di famiglia a decorret·o dal 16 aprile 1872.
Con R. Dec1·eti del 6 ap1·ile 1872. MONSELESAN dott. Gaetano, medico di t·cggimento, 71° f!lllteda. Collocato a riposo dal 1° maggio 1872. RAVlCINI do tt. Alessand•·o, id. di battaglione, epedaltl di Bt·escia. Collocato a riposo per fet·ita. ripot·tata in guerra, dal 1° maggio 1872.
Coll R. Dec1·eto delr ii ap1·ilc 1872. BERTOLDI Giuseppe, Cat·macista aggiunto, Consiglio Supol'iore. Dispensato dal servizio in seguito a volontaria dimissione. Defunti.
MARCELLINO dott. Giuseppe, medico 3i reggimento, 2• <'lasse, Consiglio Superiore. Morto in Firenze il 30 lll111'7.0 1872.
Il Di1·ettore Mcd. Ispctt. CERA LE comm. Giacomo. Il R edatto1·e Med . Dirett. cav. BAROFFIO. Martini F edele, gerente.
.' A~NO XX- Fh·euze, t O, 20, 30 maggio ·S8i2- N.
n a t ~.
JJEJ!tO R.SHE O RllGI~ :\. L D
CENNI CLINICI HD ANATOMICI
SOPRA TALUNE MALATTIE DELLE ARTICOLAZIONI OC'CORSR !'>ELLO SPI::O.\.LB Mll.!T,UU'l DI MlL.\NO
dnr;mt" il secondo 1rimc~1r~ ll>"lJ.
Annotazioni pratiche .~ulta
tm·apia della sinovitc .:;i.:1·osa. c :>UJ>Jmruta. del {Jhtor.:ddo r>ut· il m<Jdico eli t·<!ggim ~n\n HO:-<At.m n ~ ou. OlOAN;:-.'1.
ltlcmo r lu /rifa tiPI/a Con{cre11:fl N"irllti/i~fl r/1'1 1.; dice-.n~JJ·,• JN~ f •
. Eg~·egi Colleghi , In questo mio poYcro s1witto vi otrr·o una dettagliata rela?.ione rli alcuni pezzi patologici rnccolli nel nostt·o ospedale in qncsti ultimi mesi, sia pe1· atti op erati ~'i , sin nella sezione (lei cadaveri . Alla anatomia di ogni caso, forò pre· cedere una concisa e , per quanto mi sia possibile , esatta esposizione dei fe11omcni mot'bosi più sa liet~ti, couvlnto cho soltanto la osseJ'\'azione clinica vale a rischiaJ·aro la succession<' di rer te alterazioni, che lo scalpello rintt·accia nel cadaYet·c..P er questo nella epir1•isi io cet'l'herò colla sco1·ta dei rcpPI'ti anatomir.i di spiegare i fP.Ilotueni mOt'bosi pr-esentati dall'infermo. Sé in questo malagevole compito voi mi troverete insufficien te, a3crivetelo alla scarsità del mio cervello ecl anche alla frett(l., colla qnaie ho dovuto rcdiget•e questo mio qualsiasi lavoro, onda sodd i ~ f'are al ùesiGiomate di Medie. m.ilit. 1.872.
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386 derio espresso dal[' egregio signor Presidente in una delle .nost re conferenze sc.ìentifiche. Oss.ERVAZIO::-<E I. Il 16 ottobre, nella sezione ehirurgiea, soecom1Jeva ,con sin tomi di peritonite diffusa il soldato Bertini del 770 reggimento fanteria. Quantunque incomIllete, pure !:iono abbastanza i'n teressanti le notizie eliniehe, che mi venne dato di raccogliere intorno a questo inlè:~rmo. Costui, senza. avete in precedenza sofferto malattie di rilievo, sullo scorcio dell'aprile cominciò ad accorgersi di un senso di slogamento nel bacino, dove aYeYa un dolore ottuso, che cla.lb. sintìsi pubica ·si irradiava a lla I' Mlice della coscia destra. Ciò non ostante continuò a eondurr·e la v ita faticosa del ca.rnpo sin ve,·so ìa fine del maggio, r icorrendo tratto tratto al rnedieo di ser vizio, che per gli accennati incomodi gli concedeva alcuni giorni di riposo. In quest'epoca (2.2 luglio 1871) un forte r isalto delle sue sofferenze l'obbligava a riparar·e nel nostt•o ospedale, dove il dottor· Gamba, dirigente la sezione chirurgica, riconosciuta l'esistenza eli un ascesso acuto nelle pareti dell' ipogastrio, dava esito alla · marcia mediante tre incisioni praticate una dopo l'altra a hrevi iiitervalli di tempo . Le fer ite non mai si cicatrizzavano, nè mai si detergeva il loro fondo, con lo specillo si constatava il distacco dei comuni integumenti dai sottoposti tessuti, senza poter scoprire alcuna comunicazione f1·a quelle soluzioni di continuità, o un seno fistoloso qtwlsiasi. Il paziente si lagnava. interpolatainente di do loti ve n trali, e di molesta coprostasi: in,oltre mostra;·a un ptogressivo decadimento delle forze e dello stato di nutrizione generale. Improvvisamente la seta del 12 ottobre, viene colto da intenso parossismo febbrile preceduto da brividi, e contemporaneamente diviene tumido nel ventre dov~ accnsa dolori esasperantisi alla pressione, massime in corrispondenza r.oll' ipogastrio e dell' ombellico. Nel mattino successivo con sorpresa 'si constata che nell'atto del mingere le urine filtrano attraverso le ferite esistenti
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allo ipogastrio, senza però che l'esplorazione vescicale rilevi alcuna lesione lungo il tragitto urf!tl'ale c nella cavità della vescica. Nei successivi due gior·ni, in seguito a copiose deiezioni alvine, i renomeni addominali sembr·ano un tal poco alleviati , ma mentre si comincia a nutrire qualche lusinga di veder mitigata. la forza del ma'! c, si riaccende più violenta la febbre, i dolori addominali diventano sì vivi c strazianti da obbligarlo a rotolarsi sul Ietto, la taccia si fa ippocratica , compare il singhiozzo, i polsi oscillano filifor·mi ed infine sopraggiunge la rnor·te , senza chB per un istante le facoltà intellettuali si siano alterate. Tr·ascrivo d;1l protocollo delle autopsie i reperti cadaverici. A bito esterno. - Corpo di alta statura, assai denutrito, con cute di color bianco - sporco, segnata agli inguini di macchie bluastre per incipiente putrefazione. Veutre tumido, meteoritico. All'epigastrio si notano tre soluzion i di continuità , di forma pressochè el ittica, col massimo diametro nel senso verticale : il loro fo ndo offre un aspetto lurido Esse non sono in dire~ta comunicazione fra loro, quantunque i comuni integumenti siano all'intorno scollati, rna disseccando a strati, si scorge come dal f<ln do delle medesime si spicchi un canalicolo fistoloso, il quale', dit·igendosi in ùasso fra lo spessore delle pareti adclorninali , dopo un tragitto tortuoso, faccia capo in un seno, che sbocca in una vasca marciosa esistente nell'ambito della sinfisi pubica; le b!'anche orizzontali del pube sono evidentemente allontanate fl'a loro e mobili per diastasi. Spinta in vescica una colonna d'acqua h si vede zampillare attravet'SO la sinfisi pubica: la cavità abnorme contiene insieme con pus tenue alcuni frammenti ossei, staccatisi dal braccio orizzontale destro del pube per ciò divenuto scabl'o. Nessuna traccia delle cartilagini pubichc ed il periostio delle branche orizzontali del 'pube pii1 vicino all~ sinfisi è inspessito e rammollito per vegetazioni di tessuto connettivo. · Capo. - Nulla d'anormale negli organi centrali dell'innervazione e nei loro involucri.
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Petto. - Polmoni affatto Jiherì eia aderenze, sofllci . espansi, normalmente forniti di sangue cd aria. Cuo1'e llOI'male. Addome. - Nel cavo peritoncale cìt'Ca un litro rli siero torbido nel quale nuotano abbondanti fìoc<:hi fibrinosi. Le intestina distese da gas, qua e lu ft·a loro agglutinate mr.diante recente es:;udato fibrinoso: la tunica p<'ritonealr. taci!Inentc svolgibilo dalla sottoposta mus(:olare. Nlilza, pancreas, reni, DOI'mali. La Yescica contratta offre nella sua parete anle1'iore un centimetro cil·ca al di sop1•a dell'orifizio uretrale unn depressione imbutifonno s ulln. quale la mucosa si ripiega pe1· costituire un canale che mette foce nella caYità morbosa esistente fra lo ossa pubiche: nella parete superiorc eli questo canale si riscontra una pel'l'orazione per la quale il pus c l'orina si fecero strada nel tessuto connettivo prevescicale: quest'ultimo Lt·ovasi plwclò -.;·ivatnentc infiammato con ladnie gangrenose. Epicn.si. - Questo caso è i mporta n te per la :scienz<t pHl'chè disvelo. un insolito modo di foProazione della fistola orinosa. ipogastrica. Come è noto, le fìstole urinose ipogastriche senza essere comuni, non sono prrò rare: si Y<'ggono principallnente sopraggiungere dopo la puntura della wscica o dopo la cistotomia ipogastrica, in seguito alla permanenza della canula: altro te11gono òiett·o ad una ferita nccidenlnl(: del la vescica, od 1\lla incisione eli questo viscere disteso cssenclosi scambiato il tumore da esso formato pel' 1111 asrcsso. 'l'nttc queste cause non hanno alcun riscont ro col caso in discorso e nelle poche opere di anatomia patologica a di maJattle tlPllc vie Ul'inarie che ho potuto eonsu!Larc, non ho trovato il ricordo !li alcun f<ttto identi(~O . ÙJ'a, rome si eftottuò nel 8e1'tini la insolita comunirazione della vescica urinaria colle pareti dell' ipoga::;trio? Ecco la spiegazione che trovo pil1 plausibile. P er una !'ausn a noi affatto sconosciuta ordiYasi una lenta inHammazione delle cartilagini pubid1c che per continuità di tessuto diffondendosi al braccio ori?.zontale destro dell'osso omonimo, dcLcrmin:n·ane
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una osteite suppurativa con sequestro di ossa. Di qui l'apparente divaricaY.ione della siufisi pubica e la eostituzione di un focolaio m'a rcioso limitato la teralmente dalle estremità art icolat'i ossee, anteriormente e posta riorroente, in a1to ed in bàsso rinser r ato come in un astuccio dalle filscie legamentose della sin6;;i pubica. Ma intanto il processo suppurativo continuava e l ~ marcie a poco a poco smaglia ndo i tessuti, si infiltravano in ]inca ascendcntA ver:Ml l' ipogastrio . formando ivi una raccolta moltilcculare nol t essuto connHttivo sottocutaneo, cui il chirtu·go dava. esito con t1·e incisioni successivamente pi·aticate. Ma sia per la difficoltà che la marcia necessariamente incontrava n el gnada.gnare l'estel'iore aper tura o per l'angustia del tramite e per il moto ascendente che doveva subil'e, sia per la natura ulcerativa del pr-ocesso mm·boso, atteave1·so i legamenti posteriori tle1la sinusi pubica avveniva una perfm·azione della vescica e quind i la fhrmazione di una fistola ur·i?1osa i_pogastrica. In tale condizione eli cose si pet·forò di seguito all' ulcerazione la pal'ete superior e del ca nale fistoloso vescico-pubico e pe 1' la effusione delle mine nel tessuto connettivo p1'C'-wsricale l'inliamm<lzione dc>l peritoneo e la ù1orte.
rr. -
TI caso che passo àd espOI'l'e quantunque non offra molta. jmport<tnza :sotto il rapporto nnatomo-patologico, tuttavia è istl'nttiYo pet·chè dimostra come alcune volte un'alteraziolle nelle sue suC',c.essioni possa. assut'rler e tale forma da mascherat·e la malattia colla •[tlale si è OssERVAY.lOl'<l::
dichiarata.
Ii soldato Anumi del 770 fanteria, e ntrato in que:;to ospedale il lO maggio, era giil. pre(~dentemente stato cur ato per incipiente cotil ite sinistra. ~ell' e:::arne di esso, oltre nel alcuni sintomi propri di tale a{l'czione veniva J'ir.onosciuta la esistenza di un tumore molle, chtsticoJ :fluttuante 11ell ~t fossa iliaca sinis tr-a. Quale rap porto poteva esisteee fl'a il tumore iliaco c la cotili te~ Trilt.t.avasj di una r ar.rolt.-1. mar ciosn autoetona ovvero migratri(:e? Mentre i r.manti pene levano in-
390 certi su tale riguardo per sopraggiunta albuminuria le condizioni generali dell'ammalato andavano rapidamente aggrav-andosi e la morte avveniva il 17 di giugno in seguito a gravissimi sintomi polmonari. - Ecco i rilievi necroscopici. Capo. - Nessuna alterazione nella massa encefalica e nelle meningi. Petto. - P olmoni affatto liberi da aderenze, tumidi, erepitan ti al taglio, eongesti di sangue ed in ògni parte infìltrati di sier o spm:noso. Il lobo inferiore del polmone destro nella sua parte centrale presenta un nucleo di eppatizzazione rossa. Le c~wit.à destre del cuore, come p·w·e il sistema dHJlaeava discendente, riboecante di t>angue disciolto. Nessuna lesione negli orifiziì e nelle valvole cardiache. Addome. - Fegato congesto di sang ue. Reni tumidi, scolorati, leggermente lobulat•ì alla super·fkie, disseminati qua e là di parzia.li iniezioni a stella. La capsula propria aderente alla sostanza corticale, che facilmente si lacera per diminuita coesion<3: il p·arenchinm renale in{iltrato di abbondante essudato giallicdo. Tubo gastro-enterico, m ilza, pancr(~as, vescica urinal'ia, normali. I muscoli psoas ed iliaco interno del lato sinistl'o molto assottigliati e eli colol'e ardesiaco; il seeondo appare sollevato in guisa da costituire una illtnrneseenza a contorni gradatamente decrescenti. Con r incisione di esso si penetra in una escavazione molt iloculare, rit'iiena di marcia condensata comunicante col cavo cotiloideo corrispondente. Esame dell'articolazione cotiloù:lea simstr'a. - La capsula fibrosa r ilassata; la rnembl'ana sino viale dove infiltrata di pus, dove disseminata di vegetazione fungose c.avoliformi : il cavo at•ticolare ripieno di marcia tenue mista a grumettini giallicci; il eapo del fernore semilussato in basso pt~r allungamento dt~l legamento te1·ete, all' intol'no dell'inserzione di questo al capo del femore l'osso è profnndamente carioso ed infiltrato di pus g rigiastro. L'acetabolo è spoglio di cartilagini e :finarriente poroso, rammollito e sparso qua e là di ost~~ofiti che si trovano pure in grandi ammassi sul ciglio superiore della eavità cotiloidea; la vòlta di questa è.
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petforata per car ie, sicchè comunica colla vasca marciosa iliaca. Ep icn'si. - Come è evidente si t1·attu. di una. cotilite fun gosa, malattia che pur tr·oppo occorre f1·equentemente nella pratica, massime nei fandulli: iliYIOI'bo del Bright che spesso si sYiluppa nel c01·so delle efì'P.7.ioni croniche rlelle o:;sa, ucCideva l'in fermo con una delle su~ f1·equenli successioni, l'edema acuto dei p obnani. - Questo caso non avrebbe quindi meritato ·alcuna ilinw·a1.ione se, per uu accidente assai raro a riscont1·arsi, il pus invece ùi aprirsi un a via per la capsula non si fosse attraYeJ'S? la p~!rfo1·a7.ione dell'acetabolo insinuato nella escavazione del bacino danclo luogo ad un ascesso congestizio ascenrkntf!. Ma qui sorgo spontanea la domanda : trattasi veramente d'un ascesso migratore, ovvero di un ascesso idiopatico formatosi al di sotto del muscolo iliaco per diffusione dell'infiammazione dell'osso ~ottoposto? In altri te1·mini, ln. cotili te è pi'imitivn ovvel'o consecutiva alla forma7.ione dell'ascesso iliaco ? Tale quesito che diffi cilmente .potrebbe veniec spiegato colla sola scorta delle altet•azioni anatomiche, pct·chè, come potrete osservate. le masse osteofitiobe c specialmente quelle eleYantisi sulla ·vò1 ta dello acetabolo sono molto pronunciate, trova. invece la sua soluzione nei dati clinici i quali evidentemente depongono in favore della rn·iorità della flogo si articolare del cotile. - Infatti i pt·imi fenom eni che att1·asscro l'at.tem ione odei curanti furono quelli della cotili te : soltnnto in tuùpoca avanzata della malattia venne riconosciuta l'esisten7.a dell' ascesso iliaco. Ora se si consiùe1•a r importanza assunta da questa successione motbosa Sé'li'it facile il convincersi come la diagnosi differenziale ayesse a r iescire difficile, molto più che alcuni sintomi sono eomuni all'ascesso iliaco od alla cotilite e quindi r imane giustificata la riser va dei medici curanti nell'emettet'e una diagnosi assoluta. ÙSSERVAZIOi'<E III. - n pezzo patologico che Ol'a YÌ presento, offre un bell'esemplare dei guas ti che può arrecare
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l' empimna acuto del gùwcchio. Questa forma riconosce quasi sempre un'origine traumn.tica ed è pro1lotta da contusion e o fer·ite alrarticola:zione per> stJ·uroento da punta o da taglio o pm· arma ùa fuoco ; alcune \olte però, sebbene assai rli rado, è determinata da cau:se comu ni o specialmente da infreddatura ed è appunto un caso di gonarlritc reumatica suppurativa quello che passo a descrivervi. Borclli Antonio soldato nel gi1 reggimento cnxallcr·ia (Firenze), ~ ul finire tlcl mese di aprile, ùopo essersi impr•udcndentcmente esposto n.rl una con·entc~ tli aria fr·cd<la, r'oper·to di sudor·e e non sufficientRmente di~eso tla abiti. •iene colto da si ntom i di nn in tenso catarro hronchiale e nello stesso tempo si manifesta un idrarto acuto al ginocchio Jesb·o. Nei primi gi01·ni tut.t<L l'attenzione del mediro curante, cav. Tardivo, è diretta a combattere la gravezza dei sintomi toral'ici, ma mano mano che qnesti vanno alleviandosi, la gonartriLo assume una maggiore intensità sino a raggiungere le pt·oporzioni di un vero flemmone art.irola.re. La più enet·gica tet•apia non t•iesce ad impedire la supptmuione c la mar<:ia si efronrle largamente nel tessuto intermuscolar·c della regione postel'iore della cosc:ia. Da questo momento malgrado divel'se punture col tl'equarti praticato allo scopo eli facilil:.'lt'P l'egresso del pus i sintomi generali vanno rapiclamen te aggt·;wanùosi; com paio_no in scena gli aceessi febbrili preceduti ÙIL brividi, la congiuntiva oculare o quindi la cute ass:;mono una tint<t itterica, la lingua si fa a1·i<la e fuligginosa. e la suppurazionc profusa st1·ema a tal punto le forze del paziente da troncarne l'esistenza. (11 giugno 1871). La sczioM delle c~n·ità splacn ic:he 110n rivela alcuna apprez7.abile altRra1.ione all' infuori di un marasmo as::>ai pronunciato degli or·gnni. A ll' esame del ginocchio destro si riì'\conlt'a : la gamba 1·uotntn all' intcl"l1o per una pt'P.ternaturale c:>tcnsione dei mo,·ìnlC'nti di latel'alità: le parti molli peri-articol~wi in filtrate tli un essudato sieroso presentanv ni lati della rotula dtw ~u luzio ni di continuitit c:ornunicant i col eavo ciel ginoc-
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c)hio corrispondenti ad altrettante punture praticate col trequarti e quindi esulcerate: il cavo articolare così aper to è occupato in parte da un pus grigiastro, as::;ai fluido, di odore ributtante : le\ sinoviale ingrossata, facil m~nte lacera bile, in.fil tra~a di pus icoroso c foderata da stratificazioui fibrinose. offre tre fori, due dei quali situati ai lati della inserzione rotuliana del quad1'icipite sono talmente vasti da permettere la prptrusione dei condili del femore, mentre il terzo esist~mte nella porzione posteriOt'e segna l'ingresso in una vasca marciosa innicchiata fra i muscoli poster ior i della eoscia ed estendentesi in alto sino a toccare la natica : non havvi piil traccia delle t;a,·tilagini semilunari, dei legamenti CI'Ociati e delle cartilagini di incrostazione e le estt·emit~t ossr,e qei capl articolari messe cosi allo scoparto sono inflltrate di pus grigiastro ed ltniformemente corrose da una carie superficiale, che la macerazione ha ora t·eso più manifesta. Epz'crisi. - Questo caso (li empierna articolare del ginocchio da causa reumatica 0 di gt'ande interesse e pcrchè è assai difficile elle siffatto momento etiologico localizzi sopra una sola articola7.ione i.l suo malefico .influsso c perchè è estrerm\rnente l'H.l'O ohe impt·ima tanta violen1.a alla -flogosi articolare che suscita da assimilarla completamente(! nelle manifestazioni clinichE', e meglio ancora nei reperti nect•oscopici a:1la gonartritc suppurativa traumatica. Udite como il sommo ~Ionteggia· si c:; pl'ime pa.l'lando eh~i per·icoli inér(m ti a questa gravissima ibt·nm di si novite : « Ln. suppm·azionH arti« colare che viene talv1)\ta in ronsegul'nZ<'t di tali infìam« maziopi acute (artritiche, reumatiche eM.) è a nche essa « ~lll male grayissimo e l'ericoloso r apace di pt'od urre il « guasto artioolat·e esigente l'amputa7.ione ancol' più pronta « che nel tumore bianco . .\nzi il corso di tali infiammazioni « e suppurazioni è in n.lcuni casi r:osi t'apido e fo t·te che « qualche mala.t0 ne muore pria che siasi potuto pa::.sare « all'amputazione (l )}}. Av,·cnturosnmente non è questo però (\) T.9titu.zioni Cltù·~t.~·pich,·. vol 1, pag. 270.
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il corso ordinario della sinovite purulenta reumatico o spontanea, come la chiama il Brodic (l): più spesso invece la suppurazione si effettua in modo lento 'od almeno non tanto t umultuario sicchò le alter azioni locali non riescono di tale natur a da distrugg·et'e la caps ula sinoviale o il congegno articolare e nello stesso tempo i fenomeni generali non raggiungono tale gt'U\'C7.7.a da minacciare davvicino la vik'\ del paziente. Se etiologicamente è affatto sconosciuta la l'agione di questo differente modo di decorrere della sinovite purulenta r eumatica, og·gidì pe1'Ò mercè le in vestigazioni del ' iVolkmann (2) noi no conosciamo abbastanza bene le modalit;\ anatomiche. La differenza essen1.iale fra la prima e la seconda forma consiste in ciò che in questa ultima non participerebbe che lo stt·ato più superficiale della sinoviale (silwvite epitelia?'<J di Nindfieisch) 111entre nella prima il tessuto della membeana sarebbe l_)rolondamente impegnato (sino·vite parenchi?natoso-suppurativa eli 'vVolkmann ). Se così non fosse io non potrei comprendere i casi di guarigione colla conservazione della funzi one dell'articolo narrati dal Monteggia (3) c da altri, come non saprei concepil'e la scomparsa di vaste raccolte purnlente al ginocchio senza apertUI'a spontanea od artificiale dell'ascesso articolare (4). I n questo caso in seguito alla icol"izzazione del pus pr odotta dal contatto di questo coll'aria at mosfeeica noi abbiamo visto insorgel'e gravissimi fenomeni atassici associati a r icort·enti parossismi febbrili preceduti da quelle m·ripilazioni che sogliono segnalat•e la infezione piemica. Epput•e nel cadavere non ci venne dato rintl'acciare nessun infarto metastatico, nessuna infiammaziorie diffusa delle men1brane sierose, ness una traccia di trombosi o di suppurazione delle v ene. Dunque non vi fu avvelenamento purulento o putrido (l) Tmttalo delle malattie delle m ·tic?la;ion,i. Vet·sione dall ' inglese in francese di Léon Mm·~:hand. (2) IWnisce i1fithl!iin. Berlinet· Kli n. 'Wor.hP. n!lchrift. 18{)8. (3) Opet·a citata. Voi I, pag. 270. (1) A Nannoni. r,·attato C:hi;·u,1',1JÌCO, torno l.
395 della massa sanguigna? Io non mi azzardet·ei a sostened o. Sédillot (1), Sangalli (2) ed altri, registrano casi di piemia senza note anatomiche ed in oltl'e noi sap piamo elle il concetto morboso della setticemia è essenzialmente etiologico e sintomatico e che quindi se l'infei'Jno non fu osservato in t~ita spesso dopo la m.orle si ce?·c!teJ'à invano la cagione di questa (3). OssBRVAZJO:\E IY. I\on sempl'e pel'Ò r empicma del ginoccio è primitivo : alcune rare volte , in vece forma un triste episodio nel cor:>o di ta.lune sinoviti sierose che, esordite lentamente in seguiLo ad una contusione, decorrono colla migliore parvenza di lJenign ità. Ora è appunto s u questa varietà che io amo richiamare la vostra attenzione, c perchè credo sia pi\.1 facile a verificaJ•si nei ~oldati , p 1:ù esposti alle
offese delle articolazioni, non sempi·e cw·anti della prop1·ia satute, nè sempre 'in condtzioni oppm·tw w per occuparsrme
.sollecitamente (4), e pm· alcuni utili corollarii che ne possono det·inn·e alla pratica. Onde meglio chiarire il mio concetto piglierò ad. esempio uno di quei casi che tuttodì sì vet•ificano ne1la pratica. Un incliYiduo per, un accidente qua· lunque riceve un eolpo su11a periferia cle1rarticolazione tibie-femorale : che cosa 11e può nascere indipendentemente da · una soluzione di r.ontinuità delle parti molli o dut·e del congegno art{colare ovvero cln. una perdita parziale o totale dei loro rapporti anatomi~i? Le parti molli, com p t'esa la caps ula sinovia.le, possono v flnire contuse ovvero i comuni i ntegumenti e l'apparato legamentoso rimanere intatti e la sinoviale invece soffrire uno schiacr,iamento plì.t o meno forte contro le ossa. Occupiamoci esclusivamente dì que:)ta ultima. eventualità. Quali saranno le con::;eguenze di •1uesta
tiJ De l'infection purulente ou pyoomie, 1849.· (2) Sull'oq~anizzazione mol'bOl:':l del c~orpo umano. - Vol. 3, pag. 235. (3) Bn.r.Rotrr. Patologia e te;·apia chirurgica genQI·ale, pag. 2ì0. H) Con TESB. Guida del medico m ilitm·e in campagna. Vol. 2 , pag. 252.
396 contusione sofferta dalla sinoviale? Nei casi piì.L gravi o uno spandimento sanguigno ovve1·o una violenta artrite tl'aumatica : nei casi più leggicri uno stato irritativo della ~i no viale con esagerata secrezione della stessa ovvero una sinovite essudativa che con la immouilitazione ed i sussidii antiflogistici, si dissiperanno in breve tempo colla completa reintegrazione funzional e della parte. :Ma non sempr·e le eose procellono cosi favorevolmente. Alcune v-olte la collezione seriosa endo-articolare invece di es::wre riassorbita rimane al periodo di stazionarietà (idr·arto cronico) : non infrequentemente invece, massime negli individui scrofolosi, l'in·it.'\zionc o la flogos~ della ~ino,·iale, diventano il punto di parLenza di quei lenti processi, rhA i moderni anatomo-patologi rlescrivono sotto il nome eli m·lrite f.ungosa in sostituzione della antologica denominazione di tumor·e bianco, f itn(JO articolar·e, al'!rocace, usata dalla vecchia scuola chirurgica; fì nal111ente in alc;uni easi la sinovite sierosa suscitata du.l kauma dopo avel'e osservato un andamento sub- acuto e piuttosto lento colle più lusinghiere apparenze di benignità e mentre an1.i talvolta. accenna a vicina risoluzione, d'improvviso o dietro cause ignote OYVel'o in seguito àll' uso in tempestivo o smodato dell'articolazione, si acutizza tutto ad tratto e con tale violen7.a da dar luogo ad un vero flem mone at'ticolare con tutte lt'! s ttr. funeste .sequele ossia t' ernpiema acuto secondar·io. E tale decorso appunto seguiva la lesione al ginocehio sinistro nel soldat o Viola Francesco del 140 reggirnento cavalleria (Alessandria). Cl)stui, di temperamento epatico, di buon'a costitu1.ione, scev t'O da qualsivogl ia discrasia, nel settembL·e 1870, facenc!o escrci:-:io di volteggio sul <:avallo di legno, riportaYa una contusion~ al ginor.chio sinistt•o. [ pt·imi sconcerti furono ben lieYi se gli permisero di rimane•·e in quartiere sin verso la tìne di dicembre, epoca nella quale ricoverava in questo spedalc. Il dottor Gambn. rir.onosr.iuta l'esisten;.:a eli un' iilro::;inovite acuta, olt.r (~ l'immohilitttr.iono dell'articolo, u ~ò pee lungo tempo i eatapla.smi
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saturnini, coi quali ottenne di vincere l'acutezza del male ed in seguito, onde ottenere il riassor bimento dell'effusione sierosa endo-articolare U$Ò successi vamenté} le pennellature jodiche, l'unguento cinel'eo ed i vescicatorii. I risultati .di questa terapia furono talrnente positivi che al Vkila n nne concesso di abbandonare il lotto e far uso del!'al'ticolazione: ma mcnb'e SOI'rideva la speranza di una prossima guarigione, d'improvviso, senza una eausa appre:~.zabil e , si acutizza la sinovite che o•·mai sombraYa vinta, e nel lasso di pochi giorni i fenom eni locali assumono tutta la gravez:~.a che la clinica assegna alla sinovite purulenta. L'infermo in preda a violenta r eazione febb1·ile giace nèl letto a ginocchio piegato e colla COS(~ja ruotata in ft10ri ed abdotta : il ginocchio appare tumcfatto ed edematosa e arrossitn. è la pelle che lo riveste; il pitt lieve movimento gli ct~ giona or- · ribili dolori . Il tumore aJ'ticolare Vèt quindi semp!·e aumentando in modo l'apirlo e nello stesst) tempo si per(~episce un senso di fluttuazione tla principio oscuro c poi as::;ai manifesto, che più tardi ::;i estende lungo la superficie' estema della coscia sino a g uadagnare il S UO terzo inferÌOt'C. Il curante c.onvinto ehe si tratti di una raccolta. marciosa pratica in questo rmnto una puntlll'a col trequarti, attraYer,so la quale sgorga un' abbondan(.c quantità di pus . .Ma l'ammalato non p'rova al w n sollievo; che nnzi ins<.wgono degli insulti febhl' ili preceduti cla lwividi incalzantisi a brevi ed irregohwi intci'Yalli: la suppurai:ione si J'Cnde profusa c di una lodevole qualità, le forze (]ccadono rapidamente e tutto accenna ad un Yicino deplo•·evolo esito. In ta.le condizione di ~~ose era evidente come l'unico :-~campo pel paziente consistesse nella pro:~ta amputazione della co:;cia e questa infatti veniva eseguita in modo bt'illantc dal dottor Gamba la mattina del 4 maggio. L'opct'azione fu COl'Onata dal piil lieto successo. La dissezione dell'artieolazione, come vedrete in parte nel preparato che Yi presento, metteva in rilievo le seguenti alterazioni: il cavo articolate ripieno di pus, f1·ammisto a.
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fìocehi fibrinosi ed a framm<'n ti necrotici clelle cartilagini articolar•i; la membl'ann. sinoviale tumcfatla, arro;;sita eù infiltrata òi 1~us non offre traccio di vegetazioni fungose cd al l:tto esterno della, insert.ione rotnlia na del quacll'icipite, presenta una YMla perforazione, attJ-aver·so la quale la marcia si effuso nolla sttperftde ester na della coscia; il legamento crot·;ato anteriore pressochè disb·utto dal processo snppu t•ativo; scompar·sa la cartilagine intel'-at'ticolat·e interna come pu;·o quelle che incr·ostano il contlilo interno del femor·e e della tuberosità tibiale, mentre le opposte sono tor·bide, opacate, delrapparcnza eli un YeLr·o spulito; le epifisi ossee r·imaste allo scoper·to sono ipel'emidte, infiltrate di pus e cor·r·ose supel'ficialmcnte daL processo carioso acuto. Lt> parti molli extra- articolal'i imbibite (li essudato sicroso. Epicrz:-;i. - .,e dietro l'csposir.io11e ùi questa stol'ia appare facile tracciare un quadro clinico rliffer·ent.iala fr·a qur.sta. qualità di sinovil<' e l'artrite fungosa, ttnica malattia colla r1ualo pott·cbbc ,·enir·e t\o n ft~sa, qnando nel corso di questa accadono acute suppur·azioni (twno;·e bianco suppur·atoj, riesce in vece impossibile stahilit•ne una demarcazionù · anatomica. Tnfatti e l'una. e l'altr·a hanno pm· sub:;tt·ato un unico processo - l' i'nfìammo.lorio - ed identico è put'e l'esito - la ca?'Ù~ dei capt· articola?·i. - P er,) il di fferente modo di decorrere dell'infiammazione indnce tali modificazioni eia poter anche alla tavola anatomica llifferellziaee fr·a loro queste due forme di sinovite, senza <'O$ticuirne due dissimili entiti\ patologiche. Ed invero nella trasforma?.ioue put•ulenta di un idrarto acuto o cronico del ginocchio, qnali sono le altemzioni che noi troviamo ncll'artirolazione ammalata? P t'llcisamente le stesse rapide distr·uzioni che si r•iscontrano nella gonm'lritc acuta suppurativa pr·imaritt. An che nell'artrite fungosa, quando sopraggiungono acute suppura7.ioni noi osser·viamo la distrur.iono p!\l't.iale o totale Mi legamenti crociati, dei meni;;chi e delle cartilagini di incrostazione non che la car ie dei capi articolnri: ma ordin ariamen te a fianco di queste alterazioni distruttive, ì'imarchiamo le vegetazioni neo-pia-
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stiche della sinoviale, le masse osteotitiche pnllulanti su lle epifisi ossee ed il caratter istico adclansamento lardaceo ùei tessuti pet·i- articolat•i per neo- formazione congiuntivale. Che indiea questo, ~e non l'attitudine proliferante e contemporaneamente di:;Lruttiva deU'at·trite fungosa? Se davvantaggio ho insistito su questa tli:::;tinzione, è pet•chè sono d"av\'Ìso , che nella pratica tale infausta snccessione di una malattia ordimu·iamente benigni, occorra meno raramente di quello lo lasci suppon•c la quasi noncuran;r.a colla quale, ai1che nelle opere rnodome piil celebrate di patologia chit•urgica, viene accennato a t<'l le eventualità. E se affet·rno questo, gli è per·c11è nelle non poche dissezioni elci ginocchio di individui o amputati o morti in conseguenza di t nmore biau co suppurato che io ehbi l'opportunità di praticare, è giù la teeza volta che, invece delle caratteris t,iclie lesioni eli qunsta malattia, ho con sorpresa tr·ovate le stesse alterazioni distru ttive che si ri'scontrano nell'empiema acuto m·ticolare.
ANNOTAZlONI PRATICHE
sulla terapia della sinovite sierosa e suppw·ata. clel ginocchio. E per quel nesso che congiunge l'anatom ia patologica alla chirurgia pratica, petJ"t~ettetern i che colla scor·i;,'l. delle mani..festazioni cl iniche e delle alterazioni morbose ot· ora descritte, io vi discorra iutorno ad alcuni punti r iguat•dan ti Ja terapia della gonilite sierosa e supp~mtta del ginocchio. E primic.ramente consapevoli delle sinistl'e sequele che non inlh-lq_ueotemente tengono dietro alle effusioni siet·ose acute o sub-acute del ginocchio, massim.e stJ consecutive acl una contusione, noi ci adoperer•crno eneegicamente onde ott.enerne il pronto riassorbirncnto e la guarigione. Ar·gornento efficacissimo onde r aggiunget•e tale scopo si è la ùnmobili~azione della at•ticolazione ammalata. (Bonnet) qnando sii avvalorata
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da una moderata compressione della medesima (Concato). Se il Billrotll, richiamando un contt·astato aforismo del Sentin e del Burggt·aeve, ha r ecentemente dichiarato che la fasciatuta gessata nella infia111mazione acuta della sinoviale del ginocchio è un nw-:zo a.ntiflo.CJz'stico (l ). non è a mio credere caduto in una esagerazione, ma formulò un sodo concetto terapeutico, uasat<, sulla migliore idea che noi oggidi possiamo fot'marci del ]>rOce.-sso flogistico. Ed invceo la fasciatura inamovibile · nel meutr'e condanna l'a eticolazionc all'assoluto l'iposo, nello stesso t~mpo ne impedisce una ulteriol'A tumefazione, aumenta. la peessrono esterna sulle pal'eti dci vasi sanguigni e linfatir.i in confronto dell' intema prt· modo che gli essudati liquidi vengono riassorbiti piit presto ed i solidi dogene•·ano in grasso pe1· difetto di nutt·izione e finalmente inò.uce 1111 nuovo :;rimolo che fot·se alt.m·a l' attività nervosa della parto ammalata (2). ~ella pt·ati('a però se la imi'nolJilik't.:;ionc assoluta che non si può ottenere se non mecliantt:) un idoneo app<u·er.;chio (Bonnet). non è usata cosi univet·.sulmen te come lo dovrebbe essere, limitatissimo ò poi il numero ùei cbiT'ln·ghi r:ltc alla medesima. YÌ associì una modica cotnpt'<'ssione della articolezione ammalata : la pluralità si limita a consigliare ai pazienti il riposo a lotto, adope1·.1ndo quei rimcdii intemi e locali che J' e~pericnza ha ricoHùscillto uLi!i. Certamente nei casi lievi e nelle persone docili ed intelligenti questa semplice precauz.ione può riuscire: ma nei casi geaYi e nelle persone zotiche ed irrequiete, non è meglio guarentii'Si adtlirittma da qualsivoglia possibile: z'n(adellà, mediante l'applicazione di un apparecchio inmno,·ibile? Inoltre noi non possiamo a pn:orz· eonosr.ere CJUalc sarà il decol'::;o di una sino,·ite c siccome se la flogo:si è un po' intensa, l'articolazione si atteggia involontariamente in una (l) Opera citala, p:~g. 232. (2) Co:-rc,vro. AtJpar ccchio Ù!GIYM1Jibib: rwtl'art1·ite acu.la. Nella rivis~!l clioie3 di Bologna. l8ù9, pag. C5.
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posrzwne fl~ssa, per·chè esporsi a dover più tardi ricorrere aù una riduzione forzata, onde 'l·icondurre il g inocchio nella estensione? Egli è per tutte queste considerazioni che io senz~:t. punto trascurare la terapia gener ale, preferisco oppot•re in primo tempo sul ginocchio ammalato (previamente raddrizzato e protetto da un grosso strato di ovatta) una fasciatura inamovibile moder·atamente compressù;a estesa dal collo del piede alla metà della coscia corrispondente, ~ascian dola t"ntatta sino a completa cessazione dei fenomeni di acu..zie locale. Svaniti o mitigati questi, attraverso un'ampia finestra praticata nell'apparecchio sul davanti del ginocchio, osservo lo stato çlella articolazione e se ancora. snssìste dell'essudato siet·oso nel sacco dell~L sinoviale, cerco facili tarne il riassorbimento con topici di incontrasta utilità : (le spennellature di tiqtura eterea di iodio, le vescicazioni ripetute coll'ammoniaca liquida (1) e coll'impiastro cantaridato, le spalrnature di unguento cinereo, ecc.). Questa fasciatura 11011 è tollerata dal paziente? Allora non esito un istante a toglierla fin dapprincipio, sostituendovi un semicanale di legno o di metallo. Non ·posso però dissimulare che per quanto lo strato di cotone cardato inYolgente l'articolazione sia equabilmente dist1·ibuito e le decussazioni ed i r ovesci della C:tscia sovraposta vengano regolar'mente eseguiti, il leggiero grado di compressione che ne deriva, non pu6 mai essere uniforme e per la speciale configurazione topogr·afica del ginocchio e per l~ molteplici appendici della sinoviale che distese dal liq1.~ido .protubenmo irregolarmente sulla periferia dell'articolo. Onde ovvial'e a simile inconveniente, l'egr·egio medico capo cavaliere Maohiavelli, all'applicazione dell'apparecchio gessato che egli predilige in simil caso, usa far precedere una larga spalmatu ra di collodion elastico saturnino sul ginocchio ammalato. Con questo mezzo, mentte raggiunge (l) Y10wu. Sulla cum dell'idrosinooi~. Vedi Gio1-11a!c di Medicina militare, ·anno 1864, pag. 1020.
Giornale di Medie. milit. 1872.
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402 l'Pffetto antiflogistico per la rapida sottrazione di caloPico operata dalla evaporazione dell'etere, nello stesso tempo ottiene una più regolare ed uniforme compressione modellandosi l'intonaco collodìco esaLtamente sulla paete. Questo espediente che colma una lacuna dell'apparer-thio inamovibile, riesce assai bene nella pratica e taluno fea voi ha potuto cle visu constatarne l'efficaci a in una disgrazin. roccntemente occot--sa ad un nostl'o stimato collega. Anche nei casi più difficili ed ostinati sarà raro che col per-tinace impiego degli accennati presidii cu t·ativi non si riesca ad ottenere H riassorbimento dell'effusione sierosa endo-~rticolare (idrarto) e quindi solo eccezionabnenle potrà. presentarsi la indicazione di ad di venire ad atti operativi. A voi è noto come Campet', Lat·rey ed altri, superando quella specie di orrore che avevano gli antichi ad apr·ire le articolazioni, abbiano nell'idr·ope del gin occhio vant ata la punttwa col trequarti e sapete par-iment i come Bonnet e Velpeau abbiano osato iniettare la tintura di iodio nel sacco della sinoviale appunto come si usa nell'idror,cle della vaginale del testicolo. Se quest'ultima audace pratica chirurgica che in Francia ebbe voga, non ha acquistato fra noi ardenti propugnatori, la semplice paracentesi col treqnal'ti trovò invece appassionati apologisti: piacemi fl'a questi ricordare Inzani (l ) che vi intt'oduceva qualche moàificazione nel tecnicismo operativo ed il ~1achiavelli (2). Oggidi però e la par·acentesi capillare e l'ini ~1zione iodntn. sono pt·essochè cadute in dimenticanza e la ragione di que· sto abbandono è forse eloquentemente compendiata nelle seguenti riflessioni pr·atiche colle quali il Billroth, autore non sospetto in proposito. chiude la sua XXXIX lezione di patologia chirurgica generale. « La semplice puntura ordi(l) Riflessioni sull'importan::a. della pa1·accntesi nelle gitmtw·c c mlle lx>rse sino-oiali e mucose. - Vedi Ann. uni"OCrs. di medicina, novomiJre 1862. (2) Re11diconw clinicn-statistico. - Vedi Giornale di ltfedt'cina miti· tal'e, pag. 515, anno 1864.
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« nariarnente non giova molto. .... Le iniezioni di iodio nello « idrarto io le bo viste eseguiPe tre •olte e due volte le ho « praticate io medesimo, e le conseguenze ne furono som« pre buonissime. Ma non sempre cosl si verifica, poichè « conosciamo una serie di casi nei quali l'operazione fu « eseguita senza profitto c quindi fu mestieri ri"petcrla. « Inoltre conosciamo anche un altro numero di osser« vazioni nelle quali dopo simili iniezioni...... si mnnife« starono intensissime :flogosi artiloicai'Ì cioè la sinovite « sz'erosa acuta si t1·as(orrnò t'n sinovite acuta s~tppura « tiva .... la quale se in alcuni casi favorevol i guarì coll'esito « dell'anchilosi, in altri necessità l'amputa;:;ione e final« mente alcuni ù1(ermi morirono di piemia. Questi esiti « infelici hanno giustamente atterrito i chirurghi e quindi « sono molto lontano dal consigliarvi calorosamente questa « operazionE) » (pag. 383). Se io credo estremamente pericolosa e quindi da evitarsi la niezione iodata. tuttavia mi sembra un po' soverchia la sfiducia del Billroth nel valore della sempliée parecentesi: sono anzi d'avviso che, nelle effusioni sie1·ose p1·odotte da una sinovite sec'retiva da cause comuni e ritbelti a tutti t' mezzi di tet·apia generale e locale, la punzione sottocutanea con un sottile trequartì avvalorata dalla metodica compressione (Inzani) debba arrecm·c danno mai, utile sempre, come 1aconicnmente si esprime il Machiavelli (l ) : però nel gonidrarto traumatico, Yisto la peculiare attitudine della sinoviale a risentirsi delle offese diPette anco leggiere, io non mi azzardePei di addivenire a quest'atto operativo, nella tema appunto di suscitare quella metamorfosi marciosa ch e con tanto studio si deve cercare di evitare : « Le.~ ùtflammation3 consecutives aua; con« tusions, osserva in proposito il Bonnet, me paraissent
« avoir pl~cs cle tcnclance a se tcrm~·ner par suppur·a« tion. Sans clattte la dism·ganisation beancoup plus con(l) Rendiconto clinico-statistico citato.
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« sidér'able des tissus est cause cle cette f'acheuse pré« dispos~tion (l) >> • È inutile che io mi diffonda sul miglior modo di combattere una go n artrite suppurati va primari<). o secondaria, perocchè su questo terreno i chirurghi sono pressochè tutti concordi : ma ·una volta effettuato t' ernpimna acuto del ginocchio, quale è la linea di condotta, che deve osservare il pratico? Nelle opere più celebrate di patologia chirurgica, viene in genere tracciato un di1ferente trattamento curativo secondo che l' ascesso articolare è spontaneo ovvero traumatico : che anzi molti autori non si occupano che di quest'ultimo, . pigliando a tipo la suppurazione aeuta, che spesso suole susseguire alle ferite penetranti del ginocchio. E qui permettetemi che io vi faccia osser vare come le indicazioni curative desunte dal criterio etiologico non siano ' estensibili alle varie contingenze cliniche. Infatti se a colpo d'occhio si concepisce la differenza, che sotto il rapporto del . pronostico e della terapia deve esistere tra r artrite suppu· rata consecutiva alle ferite aperte del ginocchio e l'empiema spontaneo, nello stesso tempo è diftìcile comprendere un diverso trattamento curativo fra quest'ultimo e l'ascesso t raumatico, che si conse1··va chiuso nel sacco detta sinoviale, com'e appunto si verifica in dati casi ( contu:$ìone veemente della sinoviale; senza lesione delle pat'ti molli, ferita da punta penetrante nel cavo artieolare, cicatrizzata esternamente pria che avvampi il processo suppurativo) (2). E inversamente riesce assai arduo lo stabilire una linea di demarcazione fra un empiema spontaneo, dove l'aria, comecllesia, penetri nel sacco della sinoviale e ne corrompa il contenuto ed una suppurazione acuta co.nsecutiva .a ferite beanti del ginocchio! E quindi a togliere ogni incertezza, a dissipare qualsivoglia possibile confusione, non sarebbe preferibile, almeno (l) T1·ait6 des maladies des m·ticu.lations. - T om. prem., pag. 251. (2) Cortese - Opera citata, pag. 263, vol. 2°.
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sotto il rappo'Y'to terapeuiz'co, prescindere dalla distinzione etiologica e desumere invece le indicazioni curative dello stato, nel quale si trova l'ascesso articolare se chiuso, cioè ovvero aperto e quindi in contatto coll'aria atmosferica, fattore precipuo della icorizzazione del pus , cotanto disastrosa per i suoi effetti locali e generali? ·L'illustre professore Cortese, che nella citata Guida del Medico militare in campagna consaera uno stupendo capitolo allo studio delle lesioni artzcolari, appoggiandosi appunto sulle condizioni di integrità o meno dell'a~cesso articolare traumatico, posa la quistione in termini così chiari ·e precisi che la prognosi e le illazioni curative, che direttameute ne scaturiscono, sono a roio credere, estensibili a qualsivoglia forma di suppurazione acuta del ginocchio. « J?inchè la ?"accolta ?rtarciosa, dice l'autore, r•esta cluusct nel sacco della sinoviale, i fenomeni generali tacciono e la vita non può essere com-
promessa da assorbimento od infezt'one pz'emica...... Una volta che l'aria ha corrotto la sec'rezione pttrulenta, il pericolo cresce a più doppii sotto ulteriori ritardi nell'operare. (Volume 2, pagina 270). Ciò posto, le indicazioni alle quali dovrà il pratico adempiere allorqua.ndo la marcia sta rinchiusa nel sacco della sinoviale si riassumono nelle seguenti : l 0 Min~a·are la veememm del processo suppurativo locale ed i guasti derivanti dal soggiorno del pus nèl cavo articolare, in guisa da imprimere alla malattia un andamento cronico; 2° Evitare studiosamente l'ingresso dell'aria nel cavo · dell' ascesso. In altri termini, il chirurgo dovrà evacv.are l'ascesso articolare ma con tali precauzioni nel tecnicismo operativo
cla escludersz· assolutamente la penetrazione dell'aria. Non è senza interesse il riandare come i pratici abbiano cercato di raggiungere questo scopo e quanto diversi siano stati i metodi proposti. Cooper evacuava l~ collezioni puralente del gino.cchio -colla incisione piccola e stretta ed il
406 Boyer preferiva dar esito alle medesime, colle punture sottocutanee ripetute: ma se il primo di questi metodi quasi inevitabilmente dava luogo all'entrata dell'al'ia, il secondo non escludeva la possibilità che una puntura rimanesse beante. P er ovviare a questo accidente il Monteggia ecl il Bonnot inculcavano di abbandonare a sè questi ascessi, J)l'omovendone anzi la spontanea apel'tLn·a coll'applieazionc di cataplasmi maturativi (l3onnct). P er comprendere la ragione di questa pratica, bastea·l.'L rammentare come per la speciale disposizione anatomica della capsula sinoviale che in alcuni punti (poplitc ed ai lati dell' inserzione rotulea del tendine del quadricipite) è assai sotti le, l'ulcerazione di questa debba ayvenit·e avanti si sieno stabilite delle solido aderen~e coi comuni integumenti e quindi la marcia prima di yersarsi all'estern o a tLraverso una spontanea della cute debba di necessità effondersi nel tessuto connettivo peri-a1·ticolare dando luogo ai cosi detti clepositi purulenti. Da qui una mancan~a di paralellismo ft·a la perfora~ione precoce della capsula o quolla successiva della pelle o quindi l' impedito ingresso dell'aria. ~la non sempre le cose procedono in questo modo: cosi mentre alcune volte non si effettua l'tùcera~ione della pelle, talvolta invece la capsula inspes~ita oppone un ostacolo insormontabile alla spontanea uscita del pus. In questa seconda cmea·genza il Bonnet, onde imitare daYvicino quanto suole operare la natura, proponeva l'incisione sottocutanea della capsula sinovirue e la successiva artificiale efTusivne del pus nel tessuto connettivo peri-articolare, giusta il metodo preconizzato dal Goyrand d'Aix per la cura dell'idrarto. Ma questi depositi ma1·c~·osi peri-articolari communicanti col sacco della sinoviale, rappresentano poi una successione tanto benigna dcll'empiema articoltu·c cla veni re non sDlo faYol'ita la loro forma~iona spontanea (i\lonteggia, Bonnet) ma ben an co procurata ad ~n'te (Bonn et)? Oggitll pressochè tutti i chirw·ghi sono concordi neu·attribuire l01·o un significato nefasto e lo stesso Bonuet commendando più tarùi
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l' z"ncisione sott' acqua di queste r accolte marciose, sconfessava una proposta fatta esclusivamente dietro vedute teoriche. E d invero il pus effondendo:>i nel tessuto connettivo periarticolare, colle sue proprietà fiogogene, suscita non infre'quentcmente tale lavoro r eattivo che l'intera economi a non tarda a risentir·sene: da qui un peggioramento nelle condizioni locali e l'insorgenza di fenomeni generali che possono perfino comp·romettel'e la vita stessa dello ammalato. Inoltre se la pellù tarda ad ulcerarsi e la 13uppurazione continua acuta e pt·ofusa, la marcia inlìltrandosi Yastameute nel tessuto connettivo inter·muscolare della cosci1\, costituirà una complicazione gravissima nel caso si dovesse piu tardi addivenire alJa amputazione, dovendo questa cadere pii.L in alto per tagliare su pat·ti sane. FLt per questa circostanza che l'infermo Viola si dovette amputar·e al tcrz.o medio della coscia e se le condizioni generali del Borelli avessero permesso di n.ddiì·enire alla ùemoliY.ione dell"arto, l'amputazione aVt'ebbe dovuto caùet'e sul troc,antete, appunto come io stesso fui costt·etto a praticare in un cerLo Bal'eson, soldato nel 3Go reggimento fanteria. (Ospcrlale di Livorno, 1868). È pet queste riflessioni che la perforazione spontanea della sinoviale ùevc ess~we studiosamente c·àtata ed il mezzo migliol'e per prcvenirla è ce1'tamente la pun:;ione col trequarti anche ripetuta dell'ascesso r acchiuso nel sacco della sinoviale, perchè l'apet·tura che ne risulta sia accuraLa,nente chiusa (Dillr·otll) e l' opera;:ionc venga pmticat(). z"n tempo oppor/uno e colle debite cautele. (Cortese). Ed invero se la chi1·urgia conservativa può oggidì vantare non scarsi casi di gonartrite suppurata condotti felicemente a gual'igione coll'esito della anchilosi, se uello s upp uraz~oni superficiali della sinoviale (sinovite catm·,·ale ùi \ Volkmam epitelim·e di Nindfieisch) la scienza ha potuto r egistrare degli esiti tanto fortunati da verificarsi persino l'integrità funzionale della articolazione lo si deve all' impiego di questa pratica chirurgica, tanto semplice quanto efficace. P e1·ò se con una
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o più punture non si riuscisse a vincere l'acuzie del morbo, od avviarlo all'andamento cronico, so la raccolta marciosa rapidamente si riproducesse, non bisogna esitare a troncare il processo locale amputando la coscia (Billr·oth) : chè altrimenti gli insorgenti fenomeni tifosi ed atassici potrebbero minacciare seriamente ed anche spegner e la vita del malato. (Brodiè). Ma non sempre la paracentesi può prevenire la formazione dei depositi marciosi peri- articolari e talvolta il processo suppurativo è talmente violento che la perforazione spontanea della sinoviale e l'uscita del pus avvengono pri?l che il chirurgo si sia deciso ad immet•gere il trequarti nell'ascesso articolare. Ora quale sarà il contegno del chirurgo in questa emergenza? Anche intorno a questo punto si nota negli autori una notevole divergenza. Onde non annoiarvi ·d'avvantaggio con oziose citazioni, mi limiterò a rammemorare le opinioni del Da.vid e del Billroth siccome quelle che nella attualità sono le uniche accettate dai pratici. Mentre il David, senza punto dissimulare la gravezza di questa cornplicazion.e, vuole che anche qui si dii esito al pus mediante il t requarti, il Billroth invece propone la pronta amputazione della coscia siccome quella che sola può salvare la vita del paziente dalle disastrose conseguenr.e eli questo avvenimeto. (Opera citata, pagina 233). Questo precetto del Billroth che troverebbe la sua conferma e nelle ragioni più innanzi esposte e nel decisivo peggioramento che si osservò negli infermi Viola e Borelli in seguito alla paracentesi del deposito marcioso alla coscia, va accettato ùt modo assoluto ? Se io oso metterlo in dubbio è perchè nel 1869 nella sezione chirut·gica dell'ospedale di P alermo, in un soldato che presentava un vasto deposito mar cioso alla coscia destra consecutivo ad empi.ema spontaneo del ginocchio, ho visto verificarsi la guarigione coll'esito dell'anchilosi mediante la semplice puntura dell'asces::;o e l' immobilitazione dei!' articolazione (capo-sezione dott. Rossi Giovanni, medico di reggimento). Pertanto se il paziente
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fosse giovane e vigoroso, se non troppo allarmanti si mostrassero le condizioni locali ed i fenomeni generali tacessero, io credo che il ghirurgo sii autorizzato di ricorrere a questa operazione pria di decidersi al sacrificio dell'arto. Ma una volta che l'aria è comechessia (feri te aperte, esulcerazione di una puntura col trequarti ecc.) pen etrata nelia vasca marciosa articolare inducendo nella medesima una fermentazione putrida, come potrà il pratico opporre un argine alle rapide devastazioni locali determinate dall'azione distrut- · t~va dell'icore, come potrà scongiurare la minacciante setticoemia? È questo un punto assai controverso e che merita tutta l'attenzione dei chirurghi militari, massime oggidì che nelle ferite penetr·anti del ginocchio, dove appunto non è infrequente tale infausta succes::;ione, non vi si scorge più Ul}a cos'l larga serie di indicazioni per l'amputazione immediata come sino ai tempi più recenti, ma invece si preconizza la cura conser vativa (Chisolm-Langenbek). La maggioranza dei chirurghi, sulla considerazione clinica dalla gravezza relativamente minore che presenta l'artrite suppurata consecutiva alle vaste ferite del ginocchio in confronto delle anguste c sinuose (Bonnet), commenda le larghe spaccature della capsula sinoviale e perchè impediscono che negli anfrattuosi recessi della sinoviale ristagni l'icore, più pernicioso dell'aria stessa, e perchè pet·mettono di far pervenire in seno alla articolazione delle iniezioni detersive ed anti-fermcntative. Questa è la vecr.hia pratica del "ust e del Petit, acr.ettata dal Monteggia, dal Nelaton e da altri, ed anche recentemente r accomandata dal Chisolm e dal Billroth. Non tutti però i chirurghi convengono sulla reale utilità. delle ampie incisioni articohwi e delle iniezioni modi· ficatrici. Così mentre alcuni r eputano preferibili le punture multiple (Vidal dc Cassis) o le piccole incisioni (Langenbek), altri invece le proscrivono rec.isamente o perchè dannose (David) o perchè poeo logiche e r azionali (Cortese). Fra queste disparate opinioni quale è quella che merita di venire abbracciata? Mi astengo da qualsivoglia cornmen to,
4\0 perchè più che temerità sarebbe una folle presunzione la mia se volt'lssi discutere le OjJposte proposizioni di tanto insig·ni maestri. Piuttosto siccome anch'io potrei , domani trova,rmi di fronte a simile eventualità, cosi Yi dir6 francamente come mi regolerei. Io ho una immensa fiducia nell'attività dei poteri fisiologici nel ricondurre al tipo nol'male i tessuti alterati, massi111e se sussidiati da tln sagace intervento chirurgico e quindi. in genere nelle lesioni articolari e massime in quelle delle artieolazioni di secondo" ordine vorrei esaurire tutte le risorse della chirurgia conservatrice pria di decidermi al doloroso espediente dell'amputazione. Ma nel caso attuale, quando penso· alle enormi distruzioni prodotte dall'icorizzazione d~l pus, quando mi si presenta davanti gli occhi il cavo del ginoechio convertito, come pittorescamente si esprime il Rokitansky (l) in una cloaca. dove in un putrido liquame nuotano alla rinfusa i det?·itus di tante parti integranti dell'articolazione, le mie aspirazioni conservatriei vengono profondamente seosse e mi vien meno la fede nella natura e nell'arte a rimediare a tanto guasto. In questa condizione di 'cose l'unica àncora eli salyezza per la vita dell'ammalato, a mio credere, st~ riposta nella p1·onta amputa:àone della coscz'a : ogni ulteriore indugio non potrebbe che aggravare lo stato locale ed aecelerare l'insorgenza della septicoemia, rendendo così fl'ustl'anea o controindicata la stessa demolizione dell'arto che più tardi si volesse intraprendere. (l) Manuale eli anatomù~ patolog~ca. No!. 2, pag. 270. Nota. - Il Billroth, caldo partigiano delle ampie incisioni trasversali della capsula articolare (opera citata, pag. 176}, in una sua lettera chirurgica dagli ospedali eli \:Veissenbourg e Mauueihm (che . soltanto adesso rni pm;viene a conoscenza}, contiene questa pre~iosa confessione « .... tut!.i i ca!)i di suppurazioni acute del ginocchio succe~sivi a ferite penetranti e tratlati colle ampie incisioni trasve1·sati sop1·a e sotto la ro tula flniJ•ono senza eccezione collt~ morte (per setticoemia) sebbene i pazienti fossero sani, giovani e ben costituiti.. .. » Appena il pns co.mincia a farsi strada sopra è sotto la ferii.a, (a d'uopo p1·ocedere alla amputa.:rione. (Vedi Giomale di irlediciJW, militare, 1.871, pag. 887).
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UNA NUOVA LANCETTA COPERTA :PER
L' INNESTO VAC C Th'1CO ANJJ.VJALE
I detriti della sostanza vaccinica animale non si seppero :fin qui altrimenti inoculare nell' umano organismo che sovrapponendoli a delle scalfiture operate o colla ·comune lancetta da salasso o con quella modificata acl hoc dalla scuola di Napoli, arrotondata all'apice e ben tagliente ai lati. Di questo processo è facile al. caso pratico constatame le imperfezioni ; non ultima il dovere attendei'~ con santa pazienza fin 20, 30 e pitl minuti 1)erchè quei de~riti frammisti a .qualche stilla di sangue che inevitabilmente geme la piccola ferita si dissecchino là ov' è d'uopo rimangano alcun tempo per favorire l'assorbimento. Ritengo per fermo che molti degl'insuccessi si debbano no alla mancanza della suscettività nell' individuo, no alla qualità della materia, ma al mezzo impr·oprio con cui questa fn inoculata. Si riduce ad una semplice spalmatw•a su piccolissima ferita ove - pe1' non dire altl'o - un impercettibile gt'Wlletto sanguigno interponendosi, basterebbe a deludere tutte le altre circostanze favorevoli. E un fatto che a 11arità. di condizioni spesso il novero degli esiti nulli è maggiore colla vaccinazione animale che non colla urnanizilata, mentre sarebbe logico avvenisse sempre il contrario. Lo scopo che resta a raggiunge1'.SÌ in cotesta bisogna è adunque la costruzione di un istnunento il quale valga pet' lo meno a por tare e lasciare al sicur·o di ogni dispersione ed alterazione per gli agenti estemi i più densi detriti - che sono pure i più efficaci - da inocularsi, come il comnne ago da i~nesto porta e lascia la scorrevole linfa umanizzata.
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La lancetta coperta or ora imaginata dal chiarissimo dottor F. VeÌ·ardini, ed eseguita abbastanza con finitezza nell'officina Dalvit di Bologna, mi pare che colpisca nel segno. L ' ho vista ripetutamente all' opera nelle mani dello stesso dottor V erardini, ne ho constatati i buoni successi e non posso a meno di c.ondividerne seco lui lè speranze. Egli ne fece soggetto di una nota che lesse nella seduta scientifica dei 18 febbr·aio 1872 della Società medico-chirurgica di questa città, ove il meccanismo - d'altronde semplicissimo di questo nuovo istrumento - è descritto nel seguente modo : « . . . . . si com« pone di due parti in acciaio, una all'altra sovrappos te, a « guisa d'assomigliare esso pure ad una piccola, sottile e « stretta lancettina,, raccomandata ad un doppio manico in « tartaruga, o in osso a foggia delle ordinarie. La laminetta « superiore, o la più corta, scorre sulla inferiore per inca« stro e abbassandola ne lascia libero · e scoperto l'estremo « di quest'ultima, la quale termina dolcemente in un pie« còlo incavo a maniera di cucchiaio a punta smussa: con« cavità che consente vi si déponga quanto basta di det1•z'to « vaccinico animale ». L'autore passandò a descrivere il modo di usarla prosiegue: « Cosi apparecchiata, si spinge innanzi la laminetta « superiore, ch'è piana, ben' agnzr.a alla sua estremità, e che « ricuopre perfettamente la sottostante, ed anzi un po' la « sorpassa, onde ne viene l'apparenza che ne dissi d' una « comune lancetta~ Prèsala colla mano destra, e similmente « come si usa pPaticare un salasso, se ne insinua orizzon« talmente l'acuto e bene affilato tRgliente estremo sotto la « cuticola, e col pollice della sinistra allora si preme sulla « piccolissima porzione insinuata (primo tempo); poscia col « pollice destro collocato sulle addentellature che trovansi « in basso di questa laminetta scorritrice, rimanendo l'altro « fermo, la sì ritira in g·iù (secondo tempo). Di tal fatta la « matet·ia contenuta nel piccolo incavo viene a contatto delle « parti interne, e nell'at to éhe si estrae l"istrnmento, essa « di necessità rimane tutta nascosta sotto la cutiqola. in
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« grazia sempre della pressione esercitata dal pollice fJ Ìni« stro (terzo tempo). L' operazio11e è istantanea sebbene si « eseguisca in tre t empi, e risulta quasi affatto senza do« ]ore; non dà sgor go di sangue o in quantità inconclu-
« dente, massime avendosi l'avvertenza di continuare per
« alcun poco la pressione nel punto della praticata inocu« ]azione ». Con questo mezzo si h anno tutti i vantaggi già raggiunti dall'uso dell'ago scannellato nella vaccinazione umanizzata: la regione punta può essere subito ricoperta delle proprie vestimenta, e la pustola che ne consegue si svolge regolarmente assumendo la sua fol'ma caratteristica orbicolare ed ombellicata. Questa lancetta coperta può al caso smontarsi 'nelle s ue due laminette a mo' delle branche di un forcipe. L 'inventor e coadiuvato da alcuni suoi distinti colleghi sta istituendo delle sperienze per allargarne il campo usufruibile. Nelle iniezioni ipoderrniche può forse talvolta riuscire pih utile dello schizzetto del Pravaz, sia per la celerità e sicurezza dell'atto operativo, sia perché la ùensit.à della materia da introdursi non cos tituirebbe mai un ostacolo all'attuabilità della cosa. A questo proposito il pro f. V ella dopo esperienze fattene ecco come ne scrive al dottor erardini: « ...... il curaro r ammollito con acqua e posto nel cuc:.. « chiaino della vostra lancetta, ridotta ora a minime pro« porzioni, può agevolmente essere portato sotto la })elle, « e per lo stato fisico (consistenza estrattiva) in cui è ri« dotto, l'assorbimento ha luogo con estrema lentezza. Con « ciò si evita il gran pericolo ( pel suo accwnularsi nel « sangue, e con z"neguale propo1·zz·one e?irninato mercè la « via dell'ur-ina), di produrre effetti tossici, neppure supe. « rabile colla r espirazione artificiale, che in simili casi si « mette in opera onde dar tempo all'espulsione del v eleno « ne1l' indicato modo )>. Conchiudo: oggi che l'innesto tratto direttamente daH'ubero della giovenca trova sempre maggiori simpatie, oggi che la introduzione di principii medicamento~;i nell\tmano organismo,
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la rnercè dei vasi assorbenti che giacciono sotto l'epidermide, è divenu to un fatto di medica utilità incontrovertibile, l'idea del Verardini di migliorarne il mezzo sine qua non è felice. A maggiori prove poi ed a più lunga esperienza il sentenziare definitintmente sul merito del suo ingegnoso istrumentino. Il quale, se realizzerà davvet·o, come a me sembra, le speranze dell'inventore, l'arte nostra lo accoglierà festevola nel suo armamentario pratico.
Dott. C. Froru.
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VACCINAZIONE E RIVACCINAZIONE
Siamo lieti di offrire, nell'impossibilità di fare di più, ai nostri lettori un saggio del lavol'o del collega Pretti sulla Vaccinazione e r·ivaccinazi'one . .... , che fu testè onorato del premio al concorso militare Riberi . . . . . . È, la piccola parte che riproduciamo, l'ultimo capitolo - Riepilogo e con~lusioni - del suo scritto, ne riassume le idee generali, e ne concreta le essenziali. L A REDAZIO:\~. Se il lettore ebbe la pazienza e la bontà di seguirei nn qui c se rianderà nella sua mente quanto abbiamo sovra raccolto, forse noterà non esservi quel deciso legame nella esposizione, quella successione netta ~ limpida, che permette intravvedere le conclusioni, il giudizio fin ale e riscontrandolo . colla premesse, apprezzarlo 'in modo preciso e compiuto. Ciò era però il portato della questione in se stessa; e la colpa della disparità gravissima da un lato delle opinioni dei partiti opposti, dall'altro la necessaria conseg ncnza delle mitigazioni e conciliazioni tentate dal partito del giusto mezzo. Ad ogni modo desiderosi che il lettore si formi un' idea precisa, non della questione cho è troppo intricata, ma delle nostre opinioni e delle nostee convinzioni, riepiloghei·emo sommariamente il già esposto, e formolceemo le nostre conclusioni, per quanto è possibile nette, recise ...., nella forma insomma megHo adatta alla pratica loro accettazione. § l 0 La cronaca della pubblica salute in Europa pr•ima di Jenner ne attesta come le epidemie vaiuolose vi dominassero frequ enti, vi assumessero ampia difl"usione e troculente
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gravezza, donde una mortalità gt·ande oltre ai dolorosi postumi di r ipugnanti deformità. Fattori della tt·oculenza di esse epidemie (come in genere di tutte), le condizioni politiche sociali, le guerre, le carestie, ma benanco, e di non minore iftuenza, lo stato della med icina pubblica, massime fino all'inizio del nostro secolo. § 2° Fu escogitato come rimedio <\ tanto malore l'innesto vaioloso, rimedio appena meno pericolpso del male. Venne la scoperta di Jennet' e la profilassi antivaiuolosa fondata su basi scientifiche, logiche trovò nel vaccino il benefico, sicuro ed innocente suo agente. Invano il malinteso aff'e tto materno, il sentimento religioso, il fatalismo, lo spirito di inerzia delle popolazioni crearono gravi ostacoli alla diffusione del gt'ande trovato ; invano coadiunrono a chiudel'ci la via dell'imunità le sog nate paure di morbigeni innesti (racbitiùe, scrofola, erpetismo) e le teorie allora dominanti n ~ll a medicina ùell'umol'ismo e dell'alle•'aziòne e depurazione degli organici componenti, tanto accette ai profani, appunto perchè adatte alla più comune loro intelligenza. Tutti questi inciampi piegarono dinanzi ai potentissimi m.om.ènti di diffusione che sul principio del secolo si svolse••o potenti grazie alla illuminata influenza dci medici (Jennet·, Sacchi, Parola), alla prepotente azione governati,·a, innanzi al, non nuovo ma dalla ft·anccse ri~rolwdone r avvivato, jus - salus pubblica suprema lex, - di fronte al sapiente autocratismo del primo impero, nll'influenza spontanea o coatta del pergamo. Vennero poi a favoril'e la pratica vaccinica le velleità civili e )Jr ogressistc dei Governi della ristorazione, e specialmente in Halia, l'Austria, il Piemonte, Toscana, Napoli. Fattore però essenziale di tanto progresso fu incontrastabilmentc la galanteria, l'influenza della manifesta preservazione della foarnminea bellezza, e l'amor materno ebe s'allietava della per lo meno spostata mortalità nei bambini. § 3° Nel t •·ionfalc suo pl'Ogresso la pratica yacciniea venne però ad incontrare nuovi inciampi, nuovi uemtcJ. I fatti sconvolti, le statistiche falsate furono invocate a di-
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m ostrarne l'ineffìe;acia assoluta ; fu detta m era illusione la -v antata potenza sua a ntiepidemica, chè la mitezza del va iuolo si volle u na fase natur ale, di necessità, ad esso comune ed all'altre epidemie tutte. Si pr etese dimostrare che la vaccinazione spostasse tutt'al più la morbosa suseettività; spostasse la mor talità, m <t nè punt o nè poco la mitigasse ; spostasse rumana inesor abile epurazione nella stJde,' pella sostituzione del dominio insolilamente grave e fr equent e delle febbri p estile nziali, del t ifo, delle petecchie, della migliare, della febbre tifoidea e psorenteria pr ecipuamente ; spostasse la m or talità nel tempo , elevando appena d'alcun che l' <~ tà media, sostituendo senz'alcun vantaggio (pel poEtko, civile ed economico consor zio) alla mortalità nei ba mbin i la mort alità nei giov:;tnetti. Queste dottr ine però 11on ebbero che pochissimi profeti e po!ilii proseliti. · § 4° Sven turatamente pii:t facilmente a ccetta, più .pericolosamente diffusa, e più tenacemente sostenuta, sorse (appoggiata ad una fallace e leggiera interpretazione tlei fat ti) l'opinione che Ja yaccina non avesse che una e/ftCacia.relativa. 1 · insor genza di nuove epidemie v aiuolose r icorre nti a I>er iodi sempre pii.t r avvicinati ; la Joro gravezza progressivamente . crescente e la conseguento cr escente mor tali tà ; le forme s uccessivamen te predomi nanti (varicella poi vaiuoloide, poi vaiuolo disct·eto, indi confluente, emouagico, ecc.); appoggiavano t ale opinione. L'i ncolumità pel va ccino è per d ut a, è scemltta (griùavano i dett·attor i); è almeno (dicevano imoderati) l'immunità s olo t e mpora ria (c el1i la disse di 25, di 15, di 10, peesi no di soli 5 anni). Non si badò però a che sarebbe stato s enza la v accina cogli uLtuali contat ti e scambi sociali. Lo si v olle infallibile e costan te, il vaccino, chiedendogli cosi che pr esen rasse dal vaiuolo più che il vaiuolo stesso, che non escl ude petentoriarnente la poss ibilità cruna rectdiva .... La preservabilità polla 'i·accina non è infallibile e non è indefi nita, come infallibi le nemmeno nè indefini ta è la pr ofil assi va iuolosa pello s tesso vaiuolo. Gi01·nale di .Medie. milit. f87~.
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§ 5° Lo spassionato esame della questione indusse però la grande maggioranza dei medici e delle popolazioni a riconoscel'e che la vietù preseevativa della vaccina è assoluta. per molti, ternporaria a vece per alcuni, relativa (cioè modificatrice del vaiuolo che si sYiluppa) pe•· tutti. Fu così dimostrata la necessità, la ragionevolez.?.a, la prudenza di più efficacemente premunirsi e sorse logica e forLunatamente accetta la proposta della rivaccinazionc. P er disgrazia pc1·ò prima che fosse abbastanza diffusa, e prima anzi che il potesse, si pretese mantenesse spe•·anzc e promesse. § 6° L'impazienza dei risultati fece escogitare ed accettare la te.o ria della degenerazione del virus jenneriano; l'inattendibilità attuale, di conséguenza, della vaccinazione umana. Lo spirito d'opposizione, il novitarismo, sinr.ere convinzioni, come le finezze della speculazio:1e, concorsero (solleticando i pregiudizi volgari e l' ostraeismo aristoct·atico) a dar credito all'accusa. Pei moderati avrEihbe bastato ra1r vivare la virtù vaccinica seguendo il tecnicismo jenneriano; ma i r ossi cd i neri condannarono la vieta rrutica vact:inica e vollero del virus gcn.uino (vaccina spontanea) od almeno vit>i(icato pel passaggio nell'organismo vaccino. Anche lo spauracchio degli in nesti mod losi fu all'uopo invocato .... Ed i pochi ed isolati falti di sifilitiche comunicazioni fornir ono lo spettt·o con cui atten·ironsi le moltiturlini e si fè largo alla innovazione escogitata: fu dato so len ne ostr·acismo cosi all'umanizzato elemento. Non si riflettè però che se così toglievasi (se pure) il pericolo delle sifilitiche contaminazioni, sollevavasi però ragioneYole il dubbio dtllla inoculabilità dalle affezioni carbonchiose, pestilenziali, farcinomorvose, ccc., ecc. Fu pure tratto in iscena il pericolo di innestare coll' umana vacciuia la tubercolosi, senza riflettere che, nel mentre la sola materia tubercolare e non altri umori era riuscito dubbio fosse inoculabile, vi è pUI'O oltre all'umana una tubercolosi cavallina, · bovina, ecc. § 7° Checchè ne sia alla vaccinazione fu proposto far succedere la rivaccinazione, quindi si pensò sostituire al-
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l'umana vacCJma, per l'nno e l'altro atto profilattico, la ®E'l'R'OVACCIN\'I.ZlONE TRANSITORIA (passaggio del VÙ'US umani() .(!:Iella vacca quindi uso permanente dell'umore di nuovo umanizzato - vaccino ,•icostituito'j, e la RE!TROVACCINAZiONE 'PERMANENTE (uso esclusivo del cow-pox (?) ottenuto dall'insizione dell'umana vaccinia nella vacca - cow-poa; rirmotDellato); la VACCINAZIONE AN IMALE artatamente sostenu,ta 'nelle vacche coll'innesto del cow-pnx naturale (cmo-poa; ·riprodotto), o pella mccol ta esci usi va del cow-pox spontaneo, 10 del cow-pox ottenuto dall' horse-pox, o fin almente t rat to .rdalle forme morbose delle diverse malattie vaccinogene del cavallo (horse-pox spontaneo). I ncertissima è però la vera fo nte deii'horse-pox, non ancora diradata abbastanza la coufusione tra il giavardo, i l greasse, il sore-heels, la phymatosi, acqua alle gambe, H mal del tallone, ecc. Ad ogni mc.do nell'uomo !',umore vac.cinogeno equino dispiega troppo ardita e pericolosa r iafZione. L'horse-pox ar tificial·e non può sfuggire alla sovrac~ennata difficoltà. Il CO'IJo-pox spontaneo è rarissimo, non potrebbe di cer to assicurare una efficace profilassi u niver.sale. Non rimangono adunque di praticamente accettevoli, di·remo meglio discutibili, che : il cow-pox riproclotlo, ·il ·'l!innovellato ed il vaccino ricostituito, Il primo modo rappresenta la J>ratica che dichiarano inal terabile seguire ,gli 'Odierni comitati pélle vaccinazioni animali; il secondo è un •modo di transazione proposto nella incertezza e penuria dell'essenziale mez:t.o onde il primo attuare; il terzo Iion .sa,rebbe che il rinn o v-ell am~n to della pratica jenneriana. Nulla autentica e raccomanda il secondo mezzo ; ha contro di sè t-utte le difficoltà ed obbiezioni che al primo ed al terzo furono contro sollevate.... La logica, l'il}duzione sci.entifica, il dottl'inat•ismo meglio accettevole lo cond1lnnarono egual•men.te. Non r imangono dunque a discuter,e , 0d -accett~re, respingere o ad armo.niz.zare, che la pdii,!.a e l'ultima ·Iiro'}losta : la vaccina ri:[Jrodot.ta e la ri'c.ostit'l..lita. La prln:ta
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maniera di vaccinare noi chiameremo animale, la seconda urnanizzata, riservando la denominazione di umano al vecchio vaccino ..... Ci sarà così facile intendersi senza necessità di ulte.riori definizioni. § 8° Gravissimi sono i problemi che emergono dalle sovra accennate proposte. Anche lasciando ogni discussione, · comecchè di cosa per noi })assata in giudicato, sulla necessità, u tilità e conven ienza della vaccinazione; ammessa pure come utile o conveniente la rivaccinazione; meritava pur sempre d'essere pitl profondamente discussa la questione del perchè è dessa necessaria, giacchè per tal mezzo potremo determinare se ciò sia per la natura stessa della vaccinia, o se pella accidentale sua degenerazione..... Nel secondo caso ìnvero la vaccinazione animale sarebbe una necessità od almeno una quasi-necessità. § .go L'analisi spassionata dei fatti può solo aiutat'ci a risolvere l'ardun. ed intricata questione. Però se la storia dei fatti lontani. è difficile, più difficile lo è quella dei vicini e più ancora dei presenti ..... Possibile è del presente una cronaca, l'isteria (la filosofia dei tat ti) no. Ma la storia è il solo mezzo di utile ammaestramento, di guida del presente ..... Anzi per rettamente giudicar del .presente non abbiamo altra via che risalire al passato: indagare i momenti efficienti e causali, i legami tra causa ed effetto, e per analogia ed induzione tentarne l'applicazione alla soluzione attuale. Sgraziatamente però i fa tti non sono ahbastanza numerosi, nè abbastanza diffusi, almeno i recenti ..... E sono ancora troppo monopolizzati, troppo appassionatamente interpref4ti, e troppo per converso con animosità conb'ac:detti . Appunto per ciò il presente non ha ancot'a autorità; sicchè il passato ed il metodo indottivo possono soli, per ora, dare una soluzione razionale del problema. Non è però che manchi onninamente fin d'ora alla vaccinazione animale l'appoggio clel!'aufol·ilà: essa ha assunta una certa diffusione nei centri principali c civili; è là, ove la medicinA annovera sì fatti cultori, che impossibile sarebbe
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stato vi attecchisse se destituita d'ogni scientifico fondamento; tra i ;uoi sostenitori notansi poi dei nomi si all'estero che in Italia illustri, superiot'i al sospetto d'una ciarlatanesca impresa e d'una indecorosa spe~:ulazione. § 10° I fatti ed il ragionamento ci inducono ad ammettere come razionale l'immunità temporaria. La logica più rigorosa e l'applicazione dei pii1 vieti e razionali scientifici assiomi, o scientifici veri, autorizzando ad ammettere l'analogia tra il virus vaccinico e gli altri vi'r us, esclude la possibilità della degenerazione essenziale di quello. Una degenerazione accidentale non è contestabile, se non è probabile è ipotetica, nia non ripugna pure lo ammettel'la possibile .... In verità i fatti non si rifiutano ad essere interpretati coll'ammettere un affievolimento parziale, locale, diremmo sporadico, della virtll profilattica dell'umana vaccina. L'esercito però, e da noi e nell'Europa intera, prova che tale indebolimento non è certo profondo : la buona scelta, le diligenti cure, il sommo rigore, l'austero metodo valgono quindi ·a qualche cosa. E como pur tuttavia sono constatati, checchè ne clican gli avversarii, i risultati ordinarii, i risultati profilattici nel dominio epidemico, i benefici effetti preservativi, od almeno l'immunità relativa e la mitigazione (effettiva ed ~soluta) ad epidemia incoata od anche svolta; così... .. Il vaccino conser va (fatta astrazione da alcune influenze contingenti, limitate, locali, individuali) patente e potente la sua azione modificatrice. § l l o Se degenerò l'umano vaccino, perchè (anzi perchè non meglio, piìt rapidamente e più profondamente) non degenererà lo animale? Abbiamo, in ogni modo, le circostanze istesse, anzi circostanze meglio adatto alla lamentata degenerazione..... La pr·oduzione forzata si ha per lo meno nei due casi, e, qual cagione di facile degerazione, agire rùve più energicamente sull'animale che pell' umano. Basti notare che nella vaccinazione animale non è cosi facile la constatazione della forma delle pustole vaccinogene regolari, genuine; che non è ancora ben definito l'istante della loro
422 utilizzazione; che neppure ben sode sono le opinioni sulle manualità necessarie sia pella raccolta dell'umore efficace, stta pella sua più c!ncace e sicura insizione. Si noti finalmente che (checchè ne dicano i Comitati) è anco, c ben più, costoso. E le difficoltà sovra enunciate n,>n sono dav,·oro il minore dei pel'icoli nell'adozione della vaccinazione animale, vista la tendenza umana alla speculazione e la facilità di attuarla nel r.aso concreto. I fautori di essa han già adottato il bel mezr.o di non distinguere gli esiti spurii dai genuini, ·onde meglio raccomandare la pratica loro. .ù1a gli esiti spurii sono in sostanza esiti buoni? Sono falsi e nulli? Già divise, è vero, et•ano le opinioni peli' uomo stesso : chi li sommava coi veri, chi coi nulli ..... I primi il facevan perchè da alcuni prodotti spurii avean coll'innesto in altri ottenuti risnltati genuini; ma li òavan tutti tali spul'ii proòotti; li avean tutti tentati al saggio dell'cspcrien7.a per avet' il diritto di tutti ammetterli? 1~ questione pcP noi difficile, e saremmo anzi indotti col prelo;·e della novella a sentenziare che han torto entrambi ..... Non son "Veri, non son nulli: son spttrii, nu-lla più che spurii. Ed allora se le pustole animali vanno utilizzate immatur·e, acerbe, pt·ima ch'abbiano assunti i caratteri della g·enu inità, qual criterio di sicurezza, qual dato per calmare l'ansia delle famiglie ed appagare i diritti della pubblica igiene, nell'uso di simili prodotti incerti, indefiniti? § 12° Gli accidenti sifilitici sono u na realtà, non è lecito negarne la possibilità. :J.la che perciò? Condannol'emo per ciò solo l'innesto del vaccino umano? Scelgasi per bene il vaccinifero, osset'\'insi le norme della laten7.a della sifilide congenita ornai sanzionate nella scienza e ne andremo sicuramente al riparo. Ptova della sufficienza di tali norme, della non grave difficoltà di osservarle, sin l'esercito : contansi in esso a milioni le insi1.ioni vacciniche e non può contarsi neppur un innesto sifilitico! Fonti dèlla sifilide vaccinica sono d'altronde col vaccinirero, il vaccinato ed il vaccinatore..... In tal caso (seppm•c vuolsi negare la sifilide nei bruti) la stessa vaccinazione animale non andrebbe onnina-
m mente, assol utamente immune da sospet to. Ma lo ripetiamo, le con~izioni necessarie deila trasmissibilità sono note e può apùarsene al t'iparo. • § 13° La vaccinazione animale dev' P.ssere dunque r espinta, proscritta? Oh no: come non ammettiamo la condanna della vaccinaJ.ione umana, come non arrunettiamo che vi si debba r immciare, cosi non anatemizziamo a p1·iori quella animale. Esager-ato è il grido d'allarme contt·o l' umano vaccino, ma non sotto it·ragionevoli certi dubbi, non sono del tutto meticolose certe titubanze. Guardiamoci dallo scuotere la pubblica conlìùenza c securtà, ma non chiudiamo deliberatamente gli occ]Ji ai fatti. La vaccinazione umana ed animale debbono clar$i la mano e concor•rer e cosi al risultato agognato, salva ancora s·empre l'ultériore definitiva risoluzio11e del difficile problema ..... Se pure an,cl~e nel futuro fia possibile matematica o non solo logica, razionale!? E riteniamo che, se possibile, lo sarà solo quando il tempo avrà fatta la luce, dil'adate almeno le tenebre, quando abbia assopite le passioni, calmate le ire, raffreddata la foga degli innovatori impazienti, e la mod.a faccia luogo al,l' uso pl'ofittevol~, e coi dati ampii, tranquillamente, freddamente, spassionatamente r·accolt~ sia dato quel maggior fondametlto che la soluzione dci pl·oblema esige, per fommlarc l'ardua sentenza. i\ifa perciò, cd appunto perciò, il vaccino umano deve anche oggidi cos tituire ancora la fo nte pt•ccipwt, la fonte ufficiale .. , Chi vuole e può, scil!lga e prefer-isca; pelle pubbliche vaccin.a,z.i()ni bisogna l\1mani.zzato od umano. § 14° Veniamo alle applic<udoni dirette,. ... Alle vacciuazioni nell'esercito, L'esercito è in condizioni affatto speciali; l'obbligatività, la coattivitù. è effettiva, assoluta ... Appunto perciò ha diritto al piiL sicuro e massimo dei beni, al minimo dei mali, all'esclusione d'ogni dubbio, d'ogni incertezza, d'ogni !,entativo sperimentale. La Yacciilazione dell'esercito è un titol0 di gloria per l'eset'cito sardo; le rivaccinazioni pelI' inglese, prussiano o francese ; il Piemonte e l'Italia ebbero il senno di adottar ne i dimostri veri ..... E raccolse non in-
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degni frutti; il vaiuolo si è mitigato, e se non fu annullato, se non è scomparso, è perchè l'esercito vive tra le popola;.:ioni e nella popolazione si recluta, ove .il senno non è ancora appieno maturato . Ad ogni modo la mortalità è minima pel vaiuolo; anche in mezzo alle travagliate popolazion i, l'esercito ne andò quasi compiutamente immune. ·r risultati ottenuti ci obbligano quindi ad at1dar cauti nello innovare, nel- · l' arrischiare di compromettere un passato onorevole e fecondo, ottenuto col senno e coll'opera di tutti, siccbè nessuno ha il diritto di metterlo in forse. Se v'è d'andar cauti è nell'esercito, perchè molto s' ottenne col vieto metodo, e perGhè nell'esercito ogni innovazione non dev'essere un tentativo, una prova, un'esperienza, rna un fatto già sicuro, scientificamente stabilito, assolntamente dimostrato ..... Stante appunto l'obblt{Jabilità, la coercibilità . iYia non deve pur l'esercito escludeJ'Si da ogni possibi le benefica innovazione; non dev'essere l'ultimo a battere l'ardua c contrastata via del progresso .... Massime del progresso medico-igienico. Se il vaccino animale non ha fatto intero il suo cammino; se non ha ultimate le sue prove.... qualche cosa ha pur già prodotto . L'essenza sua, la sua origine ha alla perfine un fondamento d'appoggio nell'origine stessa dél vaccino umano..... È scientificamente permess'o intravvederne i pregi, ammetterne la benefica possibile influenza.... Nulla d'altt·onde si arrischia operando con prudente circospezione. Ove adunque è possibile, ove si possa ottenere sicuro, ben scielto, ove sia facile ben sorvegliare la produzione del prezioso umore- si usi pure, ma su di moderata scala, nelle migliori condizioni, negli individui più adatti, il virus animale... Anche nello scopo di stabilire un fondo di fatti spassionati, sinceri, autentici, a beneficio non solo dell'esercito ma dell'umanità intera. § 15° Ma prima di sentenziare si lasci che il tempo trascorra, che l'esperienza in tera risponda; che le risultanze in rapporto allo 'sviluppo, dominio, gtavezza. e mortalità del vaiuolo permettino sentenziare.... Ricordiamoci che è su questi dati (e più o meno attendibili ancora) che i più stigmatiz-
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zarono, condannarono il vaccino umano, e che noi stessi è per essi fatti che siam giunti a dubitare.. . L'identità dell'esperienza è necessaria dunque ad un retto giudizio. Oggi si dubita e sentenzia sull'efficacia della vaccinar-ione umana, ma solo il tem}lO permetterà giudicare dell' ai'limale. Se però nobiltà obbliga, è un dovere pel corpo sanitario di mantenere intatte le sue tradizioni e le sue glorie, di non rinunciare quindi ai berieficii d'ogni progresso. Si continui pure a vaccinare nel solito modo nella grande maggioranza dei casi. Ricordiamoci che l'ottimo è spessissimo neinico del buono. Agogniamo la luce, la vuole il governo, la vuole il paese, ma non :vogliamo pagarla pt•ima che si faccia e splenda. Nel militare non è lecito all'individuo, con tutta la sapienza del mondo e collo scopo il più coscienzioso, lo innovare solo per innovare. L' innovazione se non urgente dev'essere prcappr.ovata..... Se no gli innovatori incorrono nella pilì. onerosa responsabilità, e rnanitesta e èondannevole sarebbe l' illegalità dei loro atti ..... L'esperimento in cor-pore vili non è pei medici militari. Ciò non esclude però, lo ripeteremo, un prudente ed oculato progresso..... Ed al corpo sanitario italiano, erede del corpo sardo, il progeedire è dovere, massime che la traccia nella quale deve correre è troppo onorevole e sicura. § 16° Per progredire non abbiamo che due mezzi. Proseguire nell'antica pratica, perfezionandola se fia possibile ; attuare con senno e prudenza quelle innovar-ioni che la scienza non solo non condanna, ma appoggia e raccomanda. Anche acl ottenere fatti rigorosamente comparabili è necessaria scrupolosa diligenza, estreme cure. Quanto quindi alla ' faccinazione umana è pur possibile realizzare un progresso; che l'induzione scientifica spiega e l'esperienza dimostra attendibile. Nelle vaccinazioni da bt•accio a braccio negli adulti è di buona regola iniziarle con vergine pus di un bimbo, ed è altrettanto prudente norma non continuarle fra adulti (per quantunque belli, ottimi appaiano i prodotti) indefinitamente, ma di tratto in tratto rivificarle ritornando alla
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pura fonte di bimbi. .... almeno dopo tre successivi innesti tra soldati. Ciò è precipuamente necessario in quanto l'esperienza nel :nostro esercito, come nel francese (Leduc, Frappot) hanno dimostrato che le vàccinazioni operate col virus umano· preso da adulti r:ivaccinati sono seguite da un maggior numero di insuccessi, che non quando sono operate con un vaccinifet'O fanciullo e perfino con un adulto di prima vaccinazione (l). Quanto alle vaccinazioni animali non dovrebbero praticarsi -che là ove sono possibili, dirette, immediate: penne, tubi, piastrelle, pustole trasmesse a distanza} hanno legittimati troppi dubbii, troppi sospetti, pella inr~ertezza degli esiti, diremo meglio pella provata inefficacia. Quanto alla estensione da dare a questa maniera di innesti noi" non possiamo che accordargliela limitata. Giusta ]a no~tra convinzione merita quindi d'essere altamente apprezzata la sapiente moderazione con cui fu dettata l'istruzione del superiore Consiglio. di sanità militare, 20 ottobre 187{) (Nota num. 178), perchè non solo autorizza, ma ancora pel modo con cui autorizza la vaccinazione animale nell'esercito italiano .... È un omaggio al pr ogresso che nulla compromette e tutto riserva. Non vi si riscontra traccia di quel tradizionale rigorismo, di quella presuntuosa pedanteria che si di spesso vulnera i delfici responsi dei corpi moral i. Una illuminata e p.rudente tolleranza info.rrna a vece quella disposizione : essa non chiude la porta all'auspicato progresso; ma comecchè è ancora dubbio ed incerto se sia capace di dare ciò che ampio promette, ne limita l'azione contornandola delle call(l) Nella vaccinazione umana quanto all'lstrumento per gli innesti, noi abbiamo la convinzione che iutti siano egregi, e che il migliore sia quello appunto di cui si è abituati a far uso. Però non inutile ci sembrerebbe l'introduzione nella tecnica militare della capsula J'accoglitrice (ad anello semi-elastico) del Carenzi. Jn quanto alla vaccinazione animaJc si dovrà scrupolosamente attenersi al tecnicismo dai pratici suggerito.
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tele che, senza impedire ogni bene, possono menomare, anzi impedire il male. E di più!.... dai facili, sicuri e similarL raffr(lm ti ottenibili permette di giungere se nom d'un tratto'. col tempo di certo, ad una positiva, anzi matematica solu zione dell'importante problema e d' ogni inerente delicatissimo dubbio. Nulla esclude, ri petiamo, ma tutto riserba..... Lasciando a piì1 tardi ed ai fatti, ai soli fatti, rettamente apprezzati· e valutati, il posi ti vo giudizio. Il Governo con sapiente tolleranza nel mentre riconosce uffwiale la vaccinazione umanizzata, lascia però fare e prudenteroente aspetta a decidersi ..... Anzi spinto quasi a decidersi dalle richiestele autorizzazioni di attivare qua e là le vaccinazioni· animali, permise la sostituzione ma a condizione : l ° Che il Comitato si attenga esattamente alle disposizioni legislative e regolamentari dello Stato sul servizio ìlacciriico. 2° Che nelle vacche scelte acl esse1·e vaccinifere non solo sia esclusa la presenza di quelle malattie che possono eoll'innesto del sangue trasmettersi all'uomo, ma sia, dietro esame veterinario, certificata l'integrità della loro salute. 3° Che per l'innesto della vacea non possa esset·e usato che' il cow-pox, o il vaccino umani.zzato, escluso del tutto il pus vaiuoloso. 4° Che per l'innesto agli umani, non sia adoperata se non la linfa vaccinica tolta dit'ettamente dalla specie bovina. 5? Che sugli attestati rilasciati a chi subì con felice esito la vaccinazione, animale sia dichiarato che la vaccinazione fu animale. Nota ministcriale (Interno), 1.8 marzo 1.869, nmn. 2564, div. '151.
Con lieto animo applauùiamo poi, speranwsi di lieti frutti, al pr oposito degli onorevoli Bassi e Carcnzi ( i cui responsi non potranno per certo sospettarsi di pat•zialità), di tentare delle sperienze comparative delle due modalità, an imale ed U.Qilana, del virus vp,çcinico ..... Il Re colla sua solita gene-
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rosit.à .concesse loro per esse esperienze le sue mandrie delfa Reale V eneria, il prefetto .di Torino accordò largo -sussidio, ed il corpo accademico nomin0, per seguire le esperienze e riferirne, un' apposita competentissima. Commissione. I risultati non potr·anno dunque che riescire graditi e preziosi. Se attueremo diÌigenti e scrupolosi le norme profilattiche sovra tracciate, se con esse adotteremo quelle igieniche dirette acl impedire la <;liffusione dai fomiti vaiuolosi..... Se is(Jlerem·o rigorosamente i vaiuolosi, in locale apposito (come a Londra) od appartato; se impediremo pure che i convalescenti di vaiuolo si accomunino troppo presto agli altri convalescenti (fatti occorsi all'asilo di Vincennes) ·e peggio ai sani ; se vaccineremo e rivaccineremo tutte le persone in rapporto coi malati (l); se disinfetteremo, prima che alcuno le maneggi, accuratamente le biancherie da letto, ecc. dei vaiuolosi; se coi bagni an· inizio della convalescenza farem cadere le croste e ne eviteremo cosi la disseminazione; se ci faremo un obbligo di coscienza di non lasciar uscire un convalescente di vaiuolo finchè presenti la minima crosta ; se- disinfetteremo diligentemente gli abiti degli uscenti; se disinfetteremo, mummìficancloli, i corpi de.i defunti; tron- . cheremo al vaiuolo la via alle lugubri sue stragi e, se non lo annichileremo, ne ridurremo rade, affatto locali, per nulla panrose le sue sporadiche comparse. Opera finalmente umanitaria, filantropica sarebbe cercare con ogni mezzo di diffondere nel popolo l'accettazione, l'abitudine delle rivaccinar.ioni..... Se si riescisse nel generoso intento , dovrebbe allora il governo compiere il beneficio, aggiungendo, giusta l'età, all'obbligo del certificato della vaccinazione anche quello eli rivaccinazione. (l) SDw-:<, medico del Consig-lio privato a Londra, nella sua lStruzione sulla l'ivaccinazione, dice che tutti g-li infermieri e guarda-malati dell'Ospizio dei vaiuolosi sono rivaccinati all'atto della loro ammissione nello stabilimento, u na sol volta, e che eon ciò si viddero andar sempre immuni. In 34 anni nessun caso di vaiuolo si osservò in loJ'o.
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Ma a ciò ottenere non varranno le discussioni, le diatribe, le querimonie, le speculazioni, si e solo l'opera riset'vata, prudente, conciliante dei sanitari tutti ..... Tolleranza e concordia, r eciprocità coscienziosa di concessioni varrebbero all'umanità ben più d'ogni fanatico agitarsi. Religione ed igiene han qualche cosa di comune, nè a torto gli antichi collocarono Igea nell' Olimpo e ne fecero ·una benefiea deità...... L a tolleranza in entrambe è il più efficace e durevole mezzo di far le cose rispettate, venerate e di accrescere il numero dei proseliti e dei convertiti....... JJJ noi appunto domandiamo cl' essere convertilz'.
CoNCLUSIONI.
l 0 La vaccinazione è la vera pt•ofilassi del vaiuolo. 2° La riYacdnazione è il più sicuro mezzo di indefinita preservazionc; è necessaria per la completa immunità dal contagio; è esenèe da qualsiasi pericolo; può essere utile in tutte le età; può essere praticata senza pericolo in qualsiasi -periodo di una epidemia di vaiuolo; art•esta anzi nelle famiglie e comunanze numerose pt'ont.arnente lo sviluppo di una epidemia. La necessità o l'utilità delle rivaccinazioni è somma dal 15° al 25° anno. · 39 Le imputazioni fatte alla vaccina urnana sono ingiuste; non ha perduta la sua efficacia; dà tutto che può dare; 11è potrebbe dare quell'immunità assoluta che il vaiuolo ·stcsso non dà; il peticolo di innesti m01'bosi non sussiste; l'inquinamento sifilitico è possibile ma di probabilità remotissima e può semp1·e essere scansato da un operatore oculato e diligente; allo stato delle cose oggidì la vaccina umana ha una maggiore impol'tam~a pcrchè essa sola può valer·e a conservare quell'estensione che la profilassi genr:rale esige ; vuol essere quindi in genere preferita l' innocn]ay,i.me da braccio a bl'accio; nelle r-ivaccinazioni non bisogna esse ìnnoculazioni protrarle di troppo tra adulti, ma sì di tratto
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in tratto · rianimade; ra:vviva.rle ricorrendo ai lmmbini di prima \accinazi:one, come vacciniferi. 4° Non è ancora dimostrato che la limfa animale (almeno di artificiale produzione) .sia più eftìca.ce; ad ogni modo bisogna andar prudenti nel denigrare, per esaltare questa, la vaccina umana ; perchè potrebbe prodursi nelle masse una r eazione contro la vaccinazione in generale (prova ne sia ora Parigi); l'esclusivismo non è consono ai bisogni, non è giustificato dall'esperienza, non è giustificabile nè in via scientifica, nò in via uinanitat·ia; non perciò vuolsi condannare e proscrivere la vaccinazione animale, èhè sarebbe ingiustizia ed errore. 5° Che vuoi esserne tollerato anzi protetto lo sviluppo, ma accanto, concor•·entemente, anii subordinatamente alla antica pratica jenneriana; forse ottm·remo cosi dall' esperienza, dai fatti e dal tempo, la solu zione dell'ardno ed importantissimo problema..... quale delle due dev'essere preferita, quale deve regnare assoluta; ora nessuno ha ancora il diritto di gridare anatem,a sit. ·6° Le norme' in Italia adottate sono saggie, pr;udenti e -saranno feconde; saggi~ è l'astensione governativa civile; saggie le concessioni fatte dai regolamenti attuali .si civili -'Che militari; l'e,sclusiyismo condurrebbe al fanatismo ed all'errore; esse concessioni sono un omaggio al progresso, ma ·nulla compromettono, totto riserbano.... Il tempo, assopite le passioni, calmata la foga, le impazienze, le ire, smascherata la sordida avid1tù, apporterà necessariamente la luce éd il vero.
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CASO DI PROSOPLEGIA DESTRA, COMPLETA DA CAUSA REUMATICA
CURATA E
VL~TA
COLLA I<'ARADIZZAZIONE MUSCOLARE
pc! Medico ùì 'Battaglione CÙIII. E. BAHHOCHINI.
(Jncutorla ·z~ua 11ella Con(e•·~nza scientifica tenutasi il 1° corrent6 p•·esso l' Os-pedale militare di Milano.)
Signorz·,
n caso che imprendo a narrare e che rrti onoro di sottomettere al crogiuolo della provata vostra esperienza, se non è di cfuelli che, occorrendo di rado, stuzzicano l'altrui curiosità e lusingano l'amor proprio di chi ebbe ventura prenderne nota, considerato però sotto il rapporto diag'nostico e terapeutico, parmi, non vada del t utto scevro di interesse. Ad on ta. dei serii progressi che negli ultimi vent'anni fecero le mediche discipline, la diagnosi delle malattie iÌ1tet'CS· santi il sistema ner'veo, quest'ingegnosissimo e pOl'tentoso apparato senziente ed elettro-motore (l ), seppure ne avvantaggiò non poco, non andò ciò nullameno di· pal'i passo ·con ' quella di altri organi dell'economia animale, sovratutto dei 'respiratori : e se oscura, per una parte "di esse ne rimase ' tuttoh, non è a di1·e quanto ne lasci a desiderare la ter~pia, al p~nto che anco oggigiorno di n on poche neuro· (l) VIRCHOW di5co!Tendo del concello meccanico della vita atft!rm"lla cllr'rente elettr·ica dei nervi non esser di natu ra dh·ersa da quella. dei fili del telegrafo o delle nubi. - V. VrEROROT, Elementi di Fisiologia aell' Uomo. . Prolegomeni' 'pag. 103 - T raduzione del dott. D EL MONTR con prolegomeni eJ aggilmte ·del dott. F RANCESCO VIZror.r.
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432 patie potrebbesi a ragione affermare quel che già diceasi: « essere desse l'obbrobrio della medicina ». L'egregio medico di reggimento, dottor Bonalumi, il 16 novembre ultimo, indirizzava a me, quale incaricato delle applicazioni elettro-terapicbe, il nominato Martignone Pietro, addetto alla sala anatomica di questo nosocomio, prosoplegico da pochi giomi, perchè ne lo assoggettassi alla cort ente elettro-magnetica. Duplice ne era lo scopo: cercar anzitutto di porre in sodo la vet·a forma della paralisi per mezzo della. faradizzazione, poichè non gli sfuggiva punto come in individui di età avanzata. l'emiplegia facciale possa, qualche rara volta. avere relazione eon fatti morbosi cerebrali: continuare poscia nella corrente faradaica, qual mezzo terapeutir.o, una volta si fosse pervenuto ad accertare, come non era lungi dal suppori·e, la sede periferica della neuropatia. Ben eli buon gratlo assecondai l'invito ricevuto e tanto più volentieri perchè l'esame, che a mio bell'agio potei instituire della condjzione morbosa, mi portò alle precise, identiche idee che circa all'eziologia 13 na.tur11 sua il distinto collega erasi formato. Il paziente di anamnestieo offre ben poco. Sta per toccare il 14° lustro di età. Naeque a Rho, e da lunga pezza ele,sse domicilio in Milano. Fu segatore. Ha bilioso-sanguigno il temperamento, robusta la costituzione. Due anni Ot' sono in seguito atl un -riolento colpo di pugno preso nel volerla far da paciere fra due soldati venuti alle mani ft•a loro, riportò una contusione all'angolo esterno dr.ll'oechio sinistro che gli lasciò per postumi nell'organo visivo lieve grado di mioclesopsia. All'infuori di questa nessun'altt•a malattia ebbe per lo addietro a soffrire. In seguito, na1·ra, all' e·ssersi esposto ripHtutamente, eli mattina appena al7.ato, a correnti d'aria fredda, ebbe per due o tre giorni a patite di un malessct·e generale con dolori al capo esacerbantisi la notte; di capogiri e doglie al tronco ed all'estremità; di anorressia e copt'ostasi. Tali
433 :rnorb.osi fenom.eni si aggravavano cralquanto la sera innam:ì al }Jronunziarsi della prosoplegia, ma da !ni co_me per ,lo_ avanti vennero trascurati. Fu la mattina del 12 novembre ehe a llo svegliarsi venne sorpreso dal non poter chiudere l'oc_chio destro; dall'avere difficoltata la loquela e la guancia dest~:a immobile e floscia. Piì1 tardi nel prendere una zuppa provò pure incomodo nella masticazione; il bolo alimentare impegrrava:$Ì f<lcilmente fh~ la mandibola e ht guancia inerte, per cui era costretto adoperare spesso la lingua onde allontanamelo e ricondurlv sotto i denti. A tali s intomi aggiugnevasi un dolore puntorio al costato destro, e più J.lrecisamente al d isotto della mammella, che aumentava nella inspirazio'ne. Egli è in tali condi_zioni che il giorno appresso ricorse ttll'egregio dott. Bonalurni. Questi, dopo che l'ebbe attentamente esaminato, g iudicò aver che fare con un'emiplegia facciale, a cui associavansi pleurodinia e lieve catarro gas-trico. Pel momento credette conveniente prescrivere un purgante salino a. base di magnesia, onde togliere lo stato saburraie del ventricolo, insistendo.. presso l'infermo , perchè rilllanesse a letto , cer_casse di promuovere · la diaforesi e facess e frizioni con olio essenziale di trementina alla guancia paralizzata, mantenendola poscia accuratamente coperta con o:vatta. Dopo il terzo giorno di simile trattamento, se diminuito e quasi scomparso era il dolore alla regione mammaria e assai modificato lo stato gastrico, 'per nulla invece aveva ceduta la paralisi. Perciò il J6 successivo , come già dissi, m 'incaricava di sottoporlo alla corrente elettrica. Il quadro sintomatologico offerto in tal'epoca dall'infermo era il seguente : alterati nota v ansi i lineamenti della fisionomia e caratteristici. Allo stato di quiete constatavasi chiaramente l; assimetria fra le due metà della faccia. dovuta all'antagonismo fra i muscoli, che per mezzo della loro conGw,·nale d·i Medie_ rnilit. 1872. 28
434 trazione sinergica danno alle linee, che formano il contorno del viso, la loro regolarità. La gùancia del lato sano sembrava come coPrugata e raccorciata, quella dal lato infermo era floscia e cadente. Una tale assimetria doventava ancor più spiccata alloraquando qualche pensiero allegro o triste veniva ad eccitare i muscoli del volto ad azione più energica: infatti, mentre la metà sinistra contraevasi, corrugava e rialzavasi pe1' l'atteggiamento, che prendeva al riso· od al pianto, la destra, per contro, immobile e per nulla scossa dalla sua apatia mostravasi. Le fibre del frontal e destro c del corrugatore del sopraciglio avevano perduta la loro facoltà di contrarsi. Off1'ivasi marcatissirno il lagoftalmo paralitico, per cui l'occhio era grandemente aperto, quantunque il sopraciglio fosse abbassato in causa della paralisi del muscolo sopraciliare, ed il bulbo, a pupilla normale, dotato eli tutti i '3uoi movimenti, sembrava più sporgente. La punta del naso e la fossetta del mento erano stirate verso sinistra; la bocca pu t'e el'a port<tta a sinistra e l'angolo destro un po' più basso del suo omologo sinistro. La lingua, sebbene libera, quando veniva sporta in avanti, sembr<wa deviasse un po' dalla linea .mediana, portando la sua punta alquanto verso destra ; una tale deviazione non era che appal'ente , dipendendo essa da ciò che le due commissure delle labbra, avendo perduto i loro rapporti naturali colla linea mediana, l'apice della lingua pareva dil'etto all'infuori di detta linea e rlal lato corrispondente della neurosi. Le lettere labiali gli tornavano di difficile pronunzia. Il soffiare e lo zufolare non gli erano possibili. La sensibilità tattile della guancia mantenevasi allo stato normale. Si mostrava diminuito l'olfatto dalla narice destr'a: ciò che trovava pr·obabile spiegazione nella secchezza della muccosa nasale per un lieve grado di epifora e forse nella minore colonna d'aria, che passava attraverso il meato della pat·te paralizzata per l' addossarsi dell'ala nasale al setto nel tempo della inspirazioue. Conservavasi intatto il gusto e nsiologico il senso dell'udi to. Notavasi mancanza assoluta di concomi-
435 tante altra paralisi. Integre si mantenevano le facoltà intellettuali. Bravi perfetta apiressia. La diagnosi si mostrava abbastanza chiara perchè la mente del clinic.o vi si dovesse fermar sopra alcun poco. La paralisi completa del settimo paio, a dest1'a, si rendeva evider-' tissima. E dico completa perciocchè tutti i muscoli innervati dal facciale avevano perduti i loro movimenti. Se facile era il diagnosticare il fatto par alitico, il determinare però se esso tosse dipendente da condizione morbosa cerebrale o del nervo non er a, a mio giudizio, egualmente agevole. Di qui la ques~ionc « la neuropatia era dessa cl' origine centraie o periferica? » Nessuno non vede di qual inte1'esse fosse pel pratico lo sciogliere adeguatamente l'importante quesito ; conciossiachè dal concludere per qnesta o quella delle due forme nn prognostico piLl o meno faustò e la scelta del metodo curativo dipendessd. ,. Oltre ai fatti di apoplessia cerebrale, riferiti dal Graves, non accompagnati da alcun'altra paralisi che da quella della porzion dura del settimo, e a parecchi altri, del medesimo genere, raccolti dal Duplay (l), militavano in favore della prima ipotesi l'età inoltrata del sofferente, il freddo cui era.si esposto, la cefalea e le V<~r ti gini che avevano preceduta la manifestazione morbosa. L'età. avanzata, invero, in grazia dell'aumento anot'male {che di frequente Yerincasi in tal epoca della vita) della fn:tgilità delle arterie dipendente da ateromasia e rigidità delle medesime per que ll' involuzione r etrogt·ada che nei vecchi devesi considerare come l'esito finale c fisiologicamente normale della vita dei tessuti (2), come pure in grazia dell'atrofia graduale della sostanza del cervello propria anch'essa a sif-
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(l) De la paralysie faciale produite par une Mmorragie cérébrale cl1ez les vieillatds. (V. Uni<Wt médic<de, 28 aoùt 1854.) (2) V. N IEMEYER. Addizioni ùel CAN'l'ANI al capitolo Apoplessia cer·e· bra.le.
436 fatta età; è causa predisponente potissima alle emorragie cerebrali. E fra le cause occasionati dirette a }WOdurle non uUima viene il freddo intenso che, agendo sulla cuto, no incaglia la circolazione, e cagionando una fl ussione collaterale al cet·veilo, aumenta la pressione del sangue :sulle pareti dei vasi endocra11ici, che facilmente romponsi con r apidi fenomeni di apoplessia. Ora nou r ipngnando per nulla l'ammettere una relazione, anche non lontana, del caso nostro con tali momenti eziologici, nessuno meraviglia che si stesse in fm·se sulJ' atlt'ibuire l'emiplegia a una lesione cerebrale ~ del nen·o. So non che ~ontro tali considerazioni, il cui valore non era certo da porre in non cale, ne stavano altre se non di eguale cer to di peso ben maggiore. E primo. d'ogni cosa senza a...-ere la minima pretesa, per non dire la temerità, eli sollevare dubbii, come fa il Trousseaux, sui fatti narrati dall'illustre clinico di Dublino e su quelli raccolti clal dott. Duplay, ct>edo ciononper tanto debba esser lecito accettarli <~olle debite l'iserve e non senza notare che ::;e egli è possibile ch e l'emiplegia faccial e isotata riconosca per causa una lesione encefalica, egli è alt.1·ettant.o certo che casi di tal fatta occorrono tutt'altro cllC di f1·equente ed anzi sono talmente ral'i da non riuscire sempt·e facile osservarli da chi logori la vita ne' grandi speciali, ove il numero degli inferm i di qualsiasi specie nosologicn non lil certo difetto. Ciò premesso, come segno di incontrastabile importanza e che non mancò mai di fot·mare l'attenzione dei pratici, in ispecie dopo che fu i!l ustrato dal Recarnier, ve ni va il lagoftalmo, nel caso nostro, pronunciatissimo con mancanza assoluta di movimenti riflessi che invano tentaronsi proYocar·e pet· me1.zo di il'rita?.ioni varie in vicinanza dell'occhio . .-\ dimostrare di qual momento sia u n tal sintomo per la diagnosi differenziale della neurosi, il Tt'O usseaux, nella s ua
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classica opera eli Clinica Medica dell' Hòtel-Dieu, ne lasciava ScJ;"itto che per quan tunque completa IJ ossa essere un' emiplegia in rapporto causale con una lesi(llle del cervello « Jamms, elice, se n'ai ?Jtt le muscle orbiculaù·e des p au-
pt'eres com:pldtement paralysée; l' ceil peut toujours se f'ermer , » mentre che, cont inna egli, ndla paralisi faeciale a sede periferica, la paralisi dell'or bicolare delle palpebre non manca mai e la ehiusura c0mpleta dell'occhio è impossib ile. E il dottor Cazalis, medico della Salpètriet•e, che, al pari del Recamier e del sommo clinieo francese, fissò la sua mente sovra simil punto di semeiot ica, dichiara di non aver mai osservato neppure un caso di emorragia o di rammollimento del cervello, in cui l'infermo non potesse chiudere l'occhio del lato colpito, pe:r: grave che foss e la pat·alisi. Un tal fenomeno studiato da uomini di tanta esperienza e dottrina eta già, per sè solo, abbastanza concludente per poter fi no ad un certo pu nto t1'anquillare la coscienza del pr atico intorno la vera forma della neuropatia. Esso però anzichè arrestarmi n elle mie ulteriori in.dagini diagnostiche, mi fu piuttosto di sprone a ricorrere all'esplora7ione elettl'ica, qual mezzo ùi investigazione potentissimo che la seienza mette, nella fattispecie, a disposizione del clinico onde farne · chiarita in modo assoluto la diagnosi. I signori Duchenue prima e Vulpian dopo hanno sperimentalmente constatato che nella emiplegia faeciale da lesione encefalica l'eccitamento elettrico è sentito normalmente dai muscoli, mentt'c la contrattilità muscolare è poco o nulla eccitata dalla corrente elettro- magnetica se la paralisi è dovuta ad nna lesione del nérvo. Applicati perta.nto sulla località. affetta gli eccitatori d'un apparato d'induzione, allo stato di secr.hezza prima, indi muniti di piccole spugne immppate in un a soluzione satura di cloruro eli sodio c con cliseeeta pressione agendo con essi così copeet:i sulla guancia dRpprima, in cOl'rispondenza del foro d'uscita del nervo facciale pescia, mentre constatavasi normale la sensibìlità cutanea, in modò evident issimo per
438 contro riscontra...-asi notevolmente diminuita la contrattilità elettro- muscolare di tal regione. Ripetuti gli esperimenti la wattina successiva i rosultati ne furono sempe i medesimi. Ora che cosa stavano questi ad indicare? Tali fatti, parmi, permettessero inferire che se trovavansi in perfetto stato fisiologico le diramazioni periferiche del quinto, quelle del settimo invece erano notevolmente compromesse. Ciò che alla sua volta spiegava come per lesione di conducibilità dei detti fìlame)1ti nervosi i muscoli della guancia mal rispondevano all' et:citamento in ossi provocato tanto dalla corrente elettro-magnetica diretta che dalla indiretta. In altri tel'mini dimostrava come la condizione patologica della ncnropatia piuttostochè in una lesione dell'encefalo, in una lesione del nervo facciale fosse da riporsi. E valga il vel'O se fosse stato altrimenti la. contrattilità elettPo-muscolaro non g ià scemata ma no••male manifestarsi dovea. Accertata l'origine periferica della pt•osoplegia, soPgeva meno ardua una seconda questione ed era: « del nervo facciale qual parto trovavasi lesa? » L'intracranica, ma estracerebt'ale, ossia in rapporto con un'affor.ione della base del cranio non era SUJ1ponibile, che con una tale sott.o-specie (l ), Ya di conser,-a la compartecipazione di altt·i ne1·vi cel'ebt•ali, la quale si manifesta collo strabismo, J>Cl' la paralisi del 6°, coll'anestesia facciale, pet' la paralisi del 5°, colla sordità, per la paralisi dell'SO paio. Nemmeno era ammissibile la lesione del facciale nel canal del Falloppio perchè, a sostegno di tale supposto,idifettava un'otorrea di lunga durata~ la conlempOI'anea durezza dell'udito o sol'dità completa, la devinr.ione dell' ugoln, la. siccità rlella bocca, il pOI'turbamcnto del gusto, fenomeni questi dipendenti dalla partecipazione alla paralisi dei nel'vi petl'oso superficiale maggiore e corda del timpano . Esclusa la lPsionc del facciale nella cavità intJ·acramica e (l ) ROM BEllO.
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nel canale FallopJ)iano non rimaneva ammissibile che una alterazione delle ramificazioni periferiche al di qua della sua uscita dal foro stilo-mastoideo. Ciò ritenuto quale poteva esserne la eziologia? L'assellZa di tumori di qualsiasi natura nella regione interna della parot!de, deve il nervo facciale si biforca nei due rami tempero-facciale cioè (che si distribuisce alla faccia) e cervicofàcciale (che completa l'inncrvazione dei muscoli espressivi della faccia e del mento mandando pure alcune lunghissime ramificazioni al muscolo pellicciaio ed ai muscoli superficiali del co11o) ; il non essere mai stata possibile la guancia offesa di opch\t.ioni chirurgiche le quali ave~sero potuto ledere le dette ramificazioni periferiche; la mancanza assoluta di pregresse lesioni violente, renderanno verosimile l'opini one che la lesione del Mrvo doveva riporsi nelle sue espansioni terminali. E che la cosa stesse r ealmente così, sembrami, potesse provarsi da questo che tra le molteplici cause capaci di produrre la paralisi idropatica àel settimo, il raffreddamento in generale vuolsi considerare come la 'Pil1 ft'equente. Ora se noi sì rinvanga quanto il nostr·o infermo ebbe a raccontare su l suo comportarsi avmÌti la. comparsa della neurosi facilmente rileviamo com'egli per parecchie mattine siasi esposto a correnti ù' a.r ia fr·edda. Un tal incongmo agente esterno se ebbe da principio a travagliarlo nel generale, in seguito la sua morbifica azione pare impTessionasse in modo talmente anormale le espansioni terminali del nervo i n questione da alter·arle di tanto da rirnanerne geandemente lesa la loro facoltà motrice. In che cosa poi consistessero le alterazioni di tessi tu t'a che avre~bero privato le dette espansioni nervee della loro eccitabilità ci è affatto sconosciuto. Secondo Niemeyer è probabile, ma non è costatato, che le paralisi r eumatiche dipènèla.no da un' ipeN;Jmia. e da un edema del neurilema, in conseguenza delle quali affezioni le fibre nervee vengano compresse.
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Riassumendo potevasi ormai stabilit'e che la neuropatia presentata dal "Martignone era una p-rosoplegia destt·a, completa, a sede pertferica, da- causa reurnatica. Quale ne era la prognosi? Conosciuta la causa e la natura della paralisi il prognostico doveva ritcnet'Si piuttosto favot·evole . Questo mio giudizio veniva suff1·agato dalle seguenti ragioni, cioè : l 0 perchè le paralisi d'indole reumatica ~ i dissipano per lo più facilmente; 2° perchè la paralisi idiopatica del facciale guarisce tanto piit facilmente e presto quanto più rapidamente si manifesta; 3° perchè l'individuo, sebbene di età inoltr·ata, era di tempra forte, scevro di qu·alsiasi diatesi e discrasia. Quale ne doveva essere la cura? Constatata la forma periferica della neuropatia, la cura che, secondo noi, come si avanzò da bel principio, dovevasene institnire, era la elettrica. A. tale oggetto .ricorremmo alla faraclizzazione muscolare alla Duchenne tanto diretta che indiretta della guancia paralizzat..1.. .Adoperammo ambedue le manie1'e di fara.dizzazione poichè, a giudizio di non pochi elettroiatrici, colla prima, la diretta, eccitando 'la tonicità, contrattilità c nutri1.ione ùei muscoli, colla seconda, ossia incliretta, eceitando il nervo, si contPibuisce al pronto ritorno della sua facoltà motrice. Il resultato c:he se ne ottenne non poteva essere piì.1 soddisfacente, avvegnachè in 25 sedute si pet·vcnne a combattere in modo ,completo la paralisi, ridonando tono, sensibilità e contrattilità fisiologica a tutti i singoli muscoli della località interessata. Ad illustrazione del metodo eli ctn·~ impiegato credo non fuori proposito pL'ocedere or<1. aUe seguenti considerazioni. La cura che venne institnita era dessa indicata? ftt dessa praticata a tempo opportuno oppure teoppo precocemenle? Queste sono le dirnande, che, parmi, possansi rivolg..Jre snl metodo curativo attuato e alle quali cercherò di soddi~fare nel miglior modo ehe mi sarà dato possibile. Se noi ci facciamo a consultare i vari autori che si occu-
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parono del subhictto, facilmente r iscontriamo che se tutti unanimemente collcor da.no ·nell'ammettere quale utilissima, nell'emiplegia facciale, la commte elettro-mag netica, non tutti poi convengono intorno all'epoca che la si deve applicare. Così mentre alcuni opinano (loversi ricorrere ad essa soltanto allorquando frustr<u lei siansi mostrati i molteplici pre- sidii terapeutici contro la det ta neurosi consigliati; altr·i invece vogliono che la si esperimenti solo allora che incomincia a r istabilirsi la contrattilità elettro-musco!nrc ed altri infine subito c.;he si prese11ta l'ammalato e venga c.;onstatata la paralisi. Egli è un fatto messo fuori di dubbio che la paralisi idiopatica del facciale non infrequentementc guar isco senza medicine c senza medico in un tempo, alcune volte, anche cortissimo. l\fa r1ucsta non .è ch e l'eccezione ; la maggior pat·te delle volte fa d'uopo agit'e, ed a nche agendo con energia e con tutti i mezzi che oggidi si possiedono non si perviene sempre a riportare completa vittor ia. Cosi Trousseaux preconizza la rneclicar.ione antiflogistica quando unitamente al dolore esiste tumefazione della regione parotidea indicante un' it•t·itazione delle pat·ti. Quando il morbo presenta un andamento meno acuto sono g li eccitanti cutanei che mette in attuazione. I vescicanti occupano il primo posto ; se questi non agiscono, fa bisogno ricon·ere, dice, a mezzi più energici alla cauterir.zazione t mscorr ente cioè, ai cauterii, ai moxa. Riserva per llltimo l'ago-puntura, l'elettro-puntura e più semplicemente la faradizzar.ione alla. Duchenne. Il Niemeycr, parlo sempre della cura della paralisi facciale da r affreddamento, nei casi r ecenti copre la metà affetta della faccia con compresse ft·eddo- umide, bene spresse, sopra delle quali stende 11na tela cerata o gommata ripetendo il processo dopo più or e. Consiglia pure di involgere la faccia con bambagia, non c.;he i bagni a vapore. Pitt tat·di presct·ive gli irritanti i piì.t gagliardi et! appena la contl'attilità elettro- muscolare cominnia a ristabilirsi ricorre all'apparato d'induzione.
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Il signor Duchenne (de Boulogne), padre della faradizzazione localizzata, parlando delle paralisi reumatiche dichiara che il trattamento, in generale, coll'elettricità ne diverrà t anto più cor to, quanto })Ìtl vicino vor r·à instituito all'epoca dell'avvenuta alterazione morbosa. È d'avviso che vi sia tutto da guadagnare col ricorrere alla faradizzazione tosto che la paralisi è constatata. Circa poi alla paralisi del sett imo assicura che fra i tanti c.-'lsi elle ne ebbe a trattar<'\ non se ne ricorda uno che non sia guarito o considerevolmente migliorato coll'elettricità d' induziorte. Al Duchenne si unisce pure il Trippier, contro l'opinione del Dacquercl che nelle paralisi reumatiche, vorr-ebbe si aspettasse la scomparsa dei dolori, quando esistono, ayanti di passare all'elettricità. Il Cantanj, nelle ft•equenti nenropatie da raffreddameoto, è pure di parere di ricorrere subito all' uso della cort•ente elettro-magnetica, e solo osser va essere conveniente applicarla nei primi g·iorni per soli t r·e o cinque minuti e piì.l t..t rdi per dieci, al pii.t per quindici. Lo Sch ivardi nel suo 1Vfa nuale di elettro- terapia afferma che fra t utti i mezzi adoperati a combattere la paralisi del 7° paio, quello che ebbe sempre un vel'o successo fu l'elettricità. E là dove parla delle paralisi r eumatiche rlice che queste devono essere combattute co n energia perchò i' rnusc;oli abbandonati a sè atrofizzan o talol'a rapidamente. L' elettrico, soggiunge, essere anche qui il rimedio per eccellenza e la faradiz7.ar.ione il modo di elettrizzamento il più adatto. Da quanto venni fi n qui esponendò s ui varii metodi curativi ch iaramente ne deriva che nelle paralisi fH'l J'ifer·iehe reumatiche, in geneT'ale, e in quella del settimo, in pat•tieolare, la cura elet trica è da tutti t' i<:onosciuta di un' utilità incontrastabile, e solo le opinioni diversifica no intorno all'epoca in cui la si deve applicare. P er tal modo mentre il Trous;;eaux la consigha soltan to quando siano riusciti di n essun vantaggio gli altri compensi terapeutici che propone, - il Nieméyer allorchè la cont t'at-
443 tilità elettro-muscolare incominci a ricomparire, - il Becquerel quando Silìno scomparsi i dolori, - il Duchenne invece, il T t·ippier, il Cantani e lo Schivardi opinano venga t osto attuata appena si presenti il malato c sia constatata la neuropatia. Fra opinioni di uomini di tanta levatm·a ed osservazione, le quali se non sono fr·a esse tutt'affatto discordanti non suonano neanco, per altro, fm loro all'unisono, in quanto che bis0gnerebbe, secondo alcune, esperimenta1•e come ultimo rimedio qnello, che, secondo altre, imp01·terebbe .applicare come primo ed unico ; ft·a tali opinioni, dico , sceglier ne una da chi è entrato soltanto da ieri nel difficile arringo della scienza, , non deve riuscire tanto agevole come a prima giunta sembrerebbe. Ciononper tanto partendo dall'idea che le opinioni in~ivi duali non devono e non possono avere la ridicola pr etesa di imporsi, ma solo essere, per quanto possibile, appoggiate a fatti esperimentali o quanto meno a logici ragionamenti, cosl spero che nessnno vorrà tacciarmi di velleif:<.\ a spingere troppo alto il volo se nella presente questione azzardo di manifestare anch'io il mio sentimento . .Egli è un fatto incontostabile che una paralisi dei nervi motori che pt'esiedono alla contrazione dei muscoli d: una data r egione o di nn dato arto ~op o un, tempo pitt o meno lungo Yiene susseguita da degenerazione grassosa ed atrofia delle fibre muscolari non solo ma, 11011 di rado, pur anche delle stesse net•vee di qnella r egione o di quell'arto che era sede della condizione morbosa. È pure constatato chE~ tali metamorfosi regre~s ive si verificano in tempo più breve se la neuropatia ha forma perifer ica. È altresì degno di nota che alcune volte, sebbene sia tolta la cau sr~ delh paralisi norvea e ristabilita la eonducibilità centrifuga, la parte o l'arto rimane par alizzato malgrado che il nervo funzioni bene pel motivo che l'organo della contrazione, il muscolo, nel senso fisiologico ha cessato di vivere, di esistere.
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Ora i mezzi che, nellà cura delle paralisi in discorso, i sommi maestri summentovati vot·rebbero si esperimentassero prin1a della corrente elettrica, essendo qual più qual meno di esito incerto, n iuno v' ha · che non vegga come, cosi operando, si corr a facile rischio di an~are incontro preeisamente alle alterazioni suennnciate, Colla corrente elettl'o- mag-netica, per lo contrario, tosto applieata, oltre al vantaggio che si ha di evitare le alterazioni organ iche nerveo-museolari testè lamentate, si ottiene pur quello importantissimo di riuscire a vincere quasi sempre con pieno successo, le dette morbose affezioni. È prezzo dElll'opera ossel'vare ancora come l'elettricità, a petto dei grandi vantaggi che presenta, non o:fft•e poi nessnnissimo inconveniente colla sua applicazione nelle neurosi a forma. perif(~rica. Ciò che non può sempre dirsi degli altri presidii terapeutid sovra indicati. Ciò posto sembrami possa conduclere sottoscrivendo alla opinione del· Duchenne, Trippier, Cantani e Schivardi che consigliano di applicare l'elettrico nelle paralisi reumatiehe constatate tosto che l'infermo ricorre al medico per l'opportuna cura; clappoichè così agendo oltre àllo scongiurare i deplorevoli .inconvenienti eui non diftkìlrnente si va. incontro lasciando perdurare a lungo lo stato eli paralisi, si arei va ben presto a combattere la malattia e a ridonare al paziente, la maggior parte delle volte, la pristina salute. Con dò, parmi, aver dimostrato come la elettricità non solo nell'affezione in discoeso fosse indicata, ma la siasi pur anco applicata acl epoca conveniente.
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4A5.
RIVIS'i'.tt . DI Gli0 R l\L"1LI
L' analisi spettrale applicata alla medicina. Il dottor vVatcr mo.n ha fat lo recentemente una lettura ttll'accademia di medicina d i Ncw-York sull'ano.lisi spettrale applicata alJa medicina pratica. Fu p ul.>b1icuta M l lt1'adica l Recrn ·cl, c noi J\011 fat'omo che ripor tat•ne i bra-ni più importan ti. Volendo fal'ci ve:lere a quale minutc7.za può essere spinta l'analisi spett.rale, il doÙ. \ :Vatet' man ci l)Or ta il seg uente esempio : P er farci un' idea, egli dice, dell'estrema sensibil ità dello spettro prendiamo una libbra di sal comune c dividiamolo in 500,000 parti . Ognu na di ()_Ueste par·ticelle è chiamata un milligt·ammo. L'esperto chimico può pesare una così piccola pal't<3 ma solo con strumenti sensibilissimi e con molta diligenza ed abilità. Ma 11ot iamo ch e con questa operazione il chimico è g iunto al limite del possibile. Ora dividiamo una lli quelle minute particelle in altre 3,000,000 di parti e nol ott erremo u n atomo di mnt<:'l'Ì<l così piccolo da non pot ere la mente umana far_;;ene un concetto. P ure coll'aiuto dello spettro si può dimostl'arc la sua pt'esenza con tutta certe/\za e facilità. Supponiamo che nel più remoto angolo di questa camel'a qualcuno si metta a cacciar la poh'et·e da un oggetto, immedia- . tamentc lo spetlt•o ci accuseJ'à la pl'escnza del sodio mostrandoci le sue belle linee gialle brillanti. Questa estrema sensibilità dello spettro non è soltanto per il sodio, ma pcl' molti altri metalli. Il litio dà una reazione di una H/ 1000, 000 parte di un mill igrammo. Nella cener e el i sigaro inumidita coll'nc;ido cloridico e tenuta su di una fiamma noi otteniamo ad un t empo gli spettl'i del sodio, del potassio, del lit io, del cesio, del t' ubidio e del calcio. Il dott. \ Vaterman si estende molto sull'argomento dell'analisi spettl'ale del sangue, e dopo d'avnr descritto minutamente alcun(' delle proprietà dell' emato-ct•istallina e dell'emalo-globuli na prosegue dicendo : ~
446 La possibilità di mjsurare la forza vitale è di certo argomento della più grande impo11:anza. Possiamo invet'O misurare la temt>eratura, contat'o al polso, o coll'cspcrienll<\ impaml'o ad apprezzarne le sue oscillazioni, il suo volume ed altre pal'ticolal'itll. i\fa ci possiamo ciecamente, assolutamente fidat·e al polso ed al termometro 1 Qual medico S])Crimentato non ha vedu!.o delle condi;doni emi nentemente flogistiche, come per:torute, meningite cd altre prcscnta·re polsi piccoli, sfuggcvoli che avrebbero indotto il medico novizio ad amministrare gli stimolanti con gravo nocumento del paziente, mentre che con una leggera sottrazione al polso rirwendeva la sua forza 1 Confessiamo che non di rarlo dubitiamo se un tal caso patologico sia il risultato dell'anemia o di altra gonorale condizione, o nel dubbio lasciamo passare nell' inazione momenti preziosissimi. In tali casi una delle più belle risorse di cui possa godere la medicina pratica è certamente l'analisi spettrale. L'ant\lisi spctt.rale vi presta un valido soccorso nel trattamento di quello patologiche condizioni che dipendono da onn alterazione permanente o tcmporaria dei cristalli del sangue. Noi comprendiamo orn. perchè un uomo che abbia inspirato il venefico gas idl'ogeno delle miniere, benchè portato vivo all'aria libera, il più delle volle è condannato a morire anche so si mettesse in un oceano di ossigeno. Tale fu la condizione di molti tra le villime dell' accidente avvenuto nelle miniere di " 'est Pittston. In quel caso le parti ct•istallizznbili del sangue furono leso profondamente. Noi sappiamo ora cl1e la funzione della r espirazione non ò un atto meccanico, ma chimico; che l' emato-cr:isiallina sola possiede la meravigliosa facolh\ di aHit•aro e fissare l' ossi gene, il quale, non unendovisi con slrnord inarin affinità, può esset•e facilmente sostituito dall'acido carbonico....... Noi conosciamo la stt•ana c fatale affinità della emnto- cristallina per l'ossi rio di cat•bonio ed altri gas irrespirabili, i qunli una volta introcloW, ad essa si uniscono intimamente, formnno delle combinazioni :fis!'e che assorbono lutto l'ossigeno cosi necessaria all'Animale economia; cosl avviene precisamente quando venga in1;pirato il solfuro ct• idrogene : o il gas venefico 'toglie all' emato-cristallina il suo potere di assorbire l'ossigenc e di convertire l' emalo- cris!allina in oxiemato- cristalliua, ciò che avviene dietro inalazione dell'ossido ùi carbonio,
447 oppur e amhidue gli eifctti occorrono insieme, come quando s' int roòuce nell'organismo !"acido prussico. Io ho parlato della. h asfusione in questi od àltri casi, nei quali la vitalità dell'emato- crista1lina è stata sospesa o distr ntta. Questa operazione non è immune da pericoli. E ssa richiede l'uso di mezzi meccanici, che non sono alla portata di tntti , nè sempre si può avere quando abbisogna il sangue e gli stl'umenti. Esigesi inoltre tale es perienza, che non t utti i pratici sono in caso di acquistare. P er que~te con!:iderazioni, io propongo di dare l'emato- cr ist..'lllina non solo nei casi di a·vvelenamento di gas, ma anche nel colera e ne] ti('o , nelle quali malattie pure Bmal;o- cristal\ina è CSSenzialmen[e alterata. La soluzione di questo sale può amministrarsi in t utti i casi dove è indicata la trasfusione o una piccola quantità può ess<"re inict.tata. per via ipoder micu. L'emato- ct•istallina si può J'àccogliere in grande quantità e si dovrebbero instituiee esperimenti su grande scala, coi quali constatare l' esattezza pt·atica della mia pt•oposia, la quale logicamente e nlosoficamente parlando, 4 esatl.h;:;i ma. Siccome questa sostan:m possiede facoltà respiratorie, -potrebbe trovarsi super iore alla trasfusione. P er la sua stessa inalterabilità, siamo sicul'i che passerebbe pel circolo, senza veni re rne nomamente modificata . 1'Ia se pure dovesse s ubire qualche carnbit\mcnto chemolitico in contatto col succo gastrico, pof.J·ebbe tutt'al più essere cambiata in eroal.ina, la (!uale sostanza possiecle , beuchè in mino\' grado , le stesse facoltà dell' ematocristallioa. Dopo d'aver descri tto i fenomeni spettrali prodotti dall'ematoçriòtallina, dall'emat ina, dalla cruentina, il dot tor \Va terman cont inua : Possedendo (uttc le modificazioni che si possono portare al sangue dagli agenti chimici, cominciamo ora ad intendere come c1ue.s ta analisi può essere appl icata alla medicina . Anzi tutto merita una, speciale considerazione la sua applicazione alla medici na legale. Non importa il modo, col qun,le furono tr attate le macchie di sanglfe o che si abbia. usato della macer.azione o della bollitura o degli acid i , alcali, o alcool ; lo spottroscopio ce le rivela mcdesimamentc e con tutta certe?.za; qLiando non sia stata falta alcuna modificazione, noi vediamo allo spettrosr.opio le notissime strie carattcrlsticbc del sangue, nel caso sia s la~a usata l' ebullizionc , sappiamo che i n tal caso
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448 l'emato-cristnllina fn congulain e trovm•emo l'ematina; dove furono i mpiegati acidi cd alcali, noi otterremo la reazione della cruentinn colle· sue sl.t•ie carattet•istichc. Abbiamo già fati.o notare che l' emato-cristnllina si conscrra quasi per sempre n.-Jia sua integrità e che noi possiamo sempre constatal'!a collo spettroscopio. Voi potreste fat·mi l'obiezione che un buon microscopio ci rivela egualmente la presen?.a del sangue; io per mio conto dubito che il microscopio present-i gli stessi vantaggi. Senza contare che in qualunque circostanza. i risultati della mict•oscopia sono sempre infcriot·i ai responsi che ci dà lo spettroscopio, possiamo clit·e che il miceoscopio il più forte o il più preciso ci ò nnùtto inuli\o quando il sangue fu pre>iamente trattato cogli agenti chimici soprannumerati o quando i corpuscoli sono disorganizzaLi o distrutti. L'analisi spcttrale ha gettata moltn luce sulla natura della bile nelle malattie, e ci ha fatto conoscere molti dei t•isultati della sua decomposizjonc. I.a bile normale è quasi affatto prin della facoltà di agire sullo spettro, o questa qu(l.litù. negativa 6 di una grande importanza diagnostica ...... Hisultat i soddL,facenli sono stati ottenuti dall'analisi spettrale dell'orina. La pt•csenza dell'emnto-cristallina o dell'ematina è certamente con facilità scoperta. Nelle malattie dove vi è alteraxione dei globuli sanguigni ho costantemente scopet·ta un n bella stria nera sul prin· cipio dclln. pn.t•tc bleu dello speLLro. Quando questa sti-iu si re nde visibile nell'orina indicherebbe che si tratta di una malattia molto grave e a-vvertirebbe il pratico che le forze vitali dell' inl"et•mo sono vicine acl cstingucr;;i... ... I fenomeni spetlrali dell'orina nel colèra merHano pure In nostt•a attcmdonc. L'orina del paziente sotto l'influenza di questa terribile malattia contiene uno speciale pt•.incipio che sotto l'azione di certi chimici agenti lta la propt•ietà di generare una materia colorante bleu e gialla; quei pigmcnii danno particolari striscio. Il pigmento bleu differisce in modo molt{) deciso dal pigmento bleu che dori va d nli' indaco c differisce anche dal pigmento bleu cho deriva dalla bile; ma p1·esenla ca· ratteri simili a quelli della solu:-:iono alcoolica alcalina dell'ematina. Lo spetLro può essere applicato perciò nlla diagnosi del vero colèra endemico dall'orina dci .rnzienti. Noi otteniamo anche speciali strie d'a~orbimento caratteristiche dell11 deiezioni alvine del coleroso, eli quello deiezioni caratteristich e simili all'acqua di riso.
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Quelle strie non sono p1·odotte da nessun'altra materia enunciata e perciò abbiamo qui un segno diagnostico della piu alta im portanza per distinguere il vero colèra asiatico da quello sporadico. La sorgente çli quel J)igmento nel colèra è probabilmente l'emato-cristallina. L o spettro ci ha inoltr-e istruiti sopra la causa di alcuni sintomi della malattia del Bright, sintomi che fino ad ora si sono male interpretati. Noi t utti sappiamo che spesso un vomito ostinato· è il sintomo çli una cronica. affezione renale. Questo fenomeno è probabilmente prodotto da due nuovi corpi scoperti dal dott. T hudichmn , essi sono prodotti di decomposizione der·ivant i dall'ut·ocromo, cioè omico1ina ed acido omicolico, c si formano nell'economia sotto l' influenza di certi morbi dei reni. Essi possedono in grado eminente pr·oprietà emetiche e nauseanti e probabilmente sono la causa di quella continua irritazione di stomaco SJ?ecialrnente nei casi dove per un irt•agionevole trattamento sono state soppr·esse evacuazioni salutari e lasciata es~lu si vamente allo stomaco la missione di liber•are l'economia dall'infesto prodotto. T.ali corpi possono essere dimostrati mediante la prova dello spettro. L'uromelanina, un p1'odotto di decomposizione dell'orina, può collo stesso mezzo essere faci lraente scoperta. L'ur·omelanina coi~ ci de spesso colla mclanosi, e la sua presenza ci accusa sempre esset'e profondamente lesa l'assimilazione ed un' imperfetta decarbonizzàzione del sangue. A questa sostanza si trova spesso associata mi' altra ed è la paramelanina. È questo un corpo molto interessante perché alli) spcLtro somministra le .strisce caratteristiche della cruentina., r ivelando cos't la sua origine dal sangue. L' anali8i spettrale è st-ata ultimamente impiegata in esperimenti per dimostrare la pre:>enza di piccole quantità di veleni vegetali c dei loro alcalo1'di, como l'atJ'Opina, la veratrina, la stricnjnn ed aUro; gli esperimenti, bcnchè non completi, hanno dato fin d'ora i nteressanti ri sultati. I veleni metallici come l'arsenico, il piombo, rame, antimonio, thallio e ùario si possono facilmente scorgere po1'tandoli allo stato di incandescenza e ciascuno impartirà allo s,petti'O i StJoi cm'attcri speciali. :Molte t inture e sQlnzioni di veleni narcotici danno strie d'assorbamento caratteristiche e coll'aiuto dello spckoscopio ci vien fatto di scoprire le adulterazioni del ''ino e {lei liquori fermentati come pure l'età dei vini, la qualità e pm•ezza degli olii fissi e volatili. · (Madical 'J"imes and gazette.) Gùw~le ùi Medie. milil. 1872. 29
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Sulla carta senapata Dian, del dott. PIE'ra o VISCALtor. Fino dal settembre 1870 (V. Bollettino farmaceutico, vol. IX,
p. 310) abbiamo avuto occasione di intrattenere, i nostri letLot•i sopra: una cm·ta sinapizzata, intl'odotta con felicissimo pensiero da P. RtGO L(,OT di Parigi per surrogaro i comuni senapisrni a cataplasma. Ora tutti sanno che a preparare la carta da senapismi l'operaziot'.e è facile, ma nouclimono richiede molta diligenza. La vernici') che si applica alla. carta perchè vi tenga acler.mte la fal'i na di senape non è anro che una soluzione di caoutchouc non galvanizzato, nel solfuro di carlJonio, ed anche in un olio volatile: deve a vere una consistenza si ropposa cd omogenea; si stende sulla carla mediante un pennello a spatola, e, di ;:;ubito, innanzi. che asciughi, la si cospergc colla 'polvere finissima di senape nera, la quale poi leggermente si comprime perchè vi aderisca in istrati eguali e compatti. · Devesi avere special mente riguardo al modo di ottenere dalla senape unl. bella fm·ina morbida, netta e di color pagliarino chiaro. A ciò si ar ;·iva solft·egando in prima per qualche tempo la senape in gr•;wo entro un sacco di tela, e pet· mezzo della ventilazione e della stacciatura liberandola dalla scorza staccatasi e dal terr:i<'cio. In sèguito la si macina e si assoggetta alla pressione per ricavare l'olio fisso ; il panello che residua si riduce in fal'ina, la quale scr·ve per le carte senapizzate. Alcuni ad est.ran·e t utto l'olio fisso impiegano il solCu1'0 di carbonio, e questa ci sembra lodevol cosa, poichè l'olio ·n,so non serve che a faci litare il corrompersi della farina di senape e quindi il guastarsi de!Jc car·te preparate. A tal uopo si carica di fa1·ina di panello di senape un comune apparato a spostamento c sopra vi si ver.>a solfur•o di carbonio quan to ba:::ta a r-icoprirla; dopo qualche ora si riceve in un Jìase•> il, solfuro di carbonio contenente l'olio fisso di senape e colla distillazione si separa l'uno dall'altr'o; la farina di senape si lascia esposta all'aria aeci~ perda l'odoro del solfuro di carbonio. Noi aùbittmo venuto con vera compiMenza, duran te f[uesti ultimi di t:ci mesi, parecchi fa.r•macisti italiani occuparsi con esito
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più o meno fortunato, ma sempre con alacrità, della pPeparazione della carta sennpata , cosicché ormai p uò dil'SÌ bandita intieramente dalla farmacia l' ineomoda pasta di senape, che esigeva t empo, ul,ensili e manualità per prcpararla, e che non di rado tot•riava inefficace in cau$a della malintesa associazione di altri mate r·iali che predominavano sulla senapo. Alcuni fogli,lt1i senapati che abbiamo teste r icevuti clal signor GtROLA)!O D IAN di Venezia, proprietario <Iella rinomata faemacia Galvani , come saggio della caTta senapata che si fabbrica. nel di lui laboratorio, e specialmente l'ultimo campione tt•asmessoci, addimo:>trano tutta qnella perfezione che può desiderar>Ji in simile pr•eparazione; e non crediamo ingannat•ci r itenendo la carta DlAN per nulln inferiore nlln carta di R woLLO'l'. L a senape si trova sulla caria bene aderente, no n ha odot'o pron unciato di solfuro di cat•bonio o di es::;enze, cd il colore giallo- chiaro è proprio del 'fiore della fa1'irHl di senape; bagnata con acqua, svilu ppa prontamente l'odore dell'olio essenziale di senape, che provoca. lacrimazione appcnn i suoi vapOl'i col piscano le naT'i e gli occhi. La sua azione rubefacente e per~ino cpispMtica, che puossi moderare a volontà, l'abbiamo esperimentata noi medesimi efficacissima ; nullatncno a.fft dammo alcuni di questi foglietti senapati ai signori farmaci sti F . L o1'ef.i c P. Vanoncini di Milano, che ci promisero di fal'li esperil'e dai medici di loro conoscenza, c ci r iserbiamo di da re questi ragguagl i subito che ci vel't'anno fornil.i . Colla bontà del prodotto, il signor· Dr,\N ha saputo conciliare la mite?.za del prezzo, locchè a..<;sicnrar deve alla sua carta senapata un buon succes,;o, c noi glielo aug uriamo ben di cuore in compenso delle pr·opl'ie fat.iche. (Bollet. (arm. di P. VrscARDf, luglio 1871).
La diagnosi della sifilide per mezzo del microscopio. Nell'ultima riunione della societ<'t. medica di Vicnna il dottor L astorfer lesse una memoria contenen te i risultati delle inve;.tigazioni sulle microscopiche qualità del sangue dei sifilit.ici. Le ricerche fur·ono proseguite 'per par·ccchi mesi nel laboratorio del professar Striker e come vedremo, conferm ate da una delle più competenti autorità, dallo stesso l-le bra; se poi riceve l'anno ul-
452 teriorc confct•ma, questi studii ci condurranno ad una delle piu importanti scoperte di medicina pratica. Pochi anni fa si era pii) volle tentato di spiegare molto e diverse malattie, segnatamente quelle d'infezione, colla pr~cnza di organismi parassiti nel sangue, nei materiali di secrezione e d 'osct·czione, como pure noi varii tessuti nnimnli. Fu in specinl modo nella sifilide che il sangue dei pazienti si studiò dai microgrnfì per la ricerca di quei piccoli organismi. li risultato di di ta li ricerche Jl OI'ò fu negat ivo per t utti eccetto che per Hallier il quale ci descrh·e un fungo trovato nelle diverse malattie d'infezione appartenenti a quella specie che lo stesso autore cbia.ma m~·C1'0COCCO. Il micrococco non sat•ehbe per se caratteristico di alcuna atrczionc, giusta. l'opinione di Halliè, ma t ale diventerebbe nello specie prodotte da artiftcialc cultura. Uno dci più riputa ti microgt•afì, De Bary, si oppose con tanto ardore al metodo di coltura di llallier, che fu quasi da tutti abbandonato. 11 dottor Lastorfer opina che i risultati negativi degli esperimenti sul sangue si devono allribuire a due cose, cioè: l 0 fino ad orn. quasi tutto le ricerche fu ro no falto con mezzi in fe t'iori al bisogno; egli credo che per ottenere qualche result~to faccia d uopo l'ingrandi mento d11to dall'oculat•c numero 3 di Hartnakc, c tlalla lente d'immcl'$iono numero I O; 20 tutti gli esperimenti ~i fecero con sangue fresco e gli oggetti da o;;serval'l)i furono gual;tati in causa di un poco adatto metodo di preservazionc. 8graziatamente ò invalsa l'opin ione che nulla si possa ossrrvaro se non col sangue ft·esco, ma non si pensò che nel 8angue certi elementi possono sfuggire dapprima allo sguardo e in appresso r aggiungere pl'opot•zioni visibili. Guidato da queste considerazioni il dottor Lastorfcr cominciò i suoi studii nell'agosto 1871, nella clinica dei sililit ici, r.ontlolta dal dottor Zeissl. Il metodo cho egli t enno era scmplici.ssitno. Egli prendeva una goccia di sangue da un sifilitico e la collocant su di un portà-oggotti ben tePso o coperto, metteva il tulfo in un essiccat.or·io fatto a somiglianza della camera umidl'l di R~cld in ghnuson e lo esaminava tutti i giorni accuratamente :ul un ingrandimento che si ò sopra indicato. PosiUvi risultati gi:\ si ottennero dnll'esame dei primi quaLtt•o oggdLi, c così in seguito
453 dal sangue preso su individui affetti di diverse ma appartenenti forme di sifili te. Per i primi due giorni nulla si pot~a vedere tranne clie vi...1 brioni, bacterii e forme incipienti di sa.rcina. Ma al terzo o quarto giorno ed in casi eccezionali dopo le ventiquattr'ore si scorgevano dei corpuscoli chiari, alcuni dei quali erano immobili, altri in uno stato di ondulazione. AlCuni mostravano delle apendici. Al quarto giorno (raramente al terzo, al quinto od al sesto) i corpuscoli aumentavano in grossezza cd in numero. Quei più grandi preser:tavano le appendici ora menzionate che indubita;tamente erano altrettanti germogli o gemme più grandi talvolta dei co1·pi stessi . Nei giorni seguenti quei corpi crebbero in volume da eguagliare gli stessi globuli del sangue. Oltre di che vi era un gran numero di altri cot•pi più piccoli con una o più apendlci, queste ullime o erano sessili o fornite di peduncolo. I corpuscoli non erano globosi ma di forme it·regolari. Dopo otto o gieci giorni nei corpi mftggiori si formavano delle lacune od alveoli e questo era il fenomeno che segnava il termine dello sviluppo. Lo zuccaro, il liquore di Pasteur, il sale comune, l'acido acetico ed altri liquidi non erano capaci di arrestare l'avizzimento dei corpuscoli nè la loro metamorfosi regressiva. Il numero dei corpusèoli variò immediatamente nei diversi casi. Non si può dire con certezza se una tale rlitferenza stia in rapporto cogli studii della malattia. ll dottor Lastorfer lìa investigato in simile guisa il sangue degli ammalati di gonorrea, ditledte, eczema, tifo, elefantiasi, lupo, ma nulla trovò in questi da potersi paragonare al sangue dei sifilìtici. 11 dottor Lastorfer è abbastanza prudente da non azzardare opinione alcuna sul rapporto che collega la presenza. dei cmpuscoli sifilitici, come egli li chiam.a , colla malattia c sem~a pretendere di conoscere se essi siano la causa oppure il risullato dell'affezione, egli si limita soltanto a costatare i fatti. Dopo di avere riportato molte storie clirùche relative ai casi che formarono oggetto dei suoi studii, eonchiude col dichiararsi pronto di stabilire in ogni caso, la diagnosi di sitìlide mediante l'ispezione microscopica del sangue. La lettura fu molto encomiata da Skoda e da Hebra, dopo di ~be il professore Strikerl fece notare al pubblico cbe l'autore
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fu già messo alla prova sette volte, cioè cinque volte da Stt•iker e due volte da Hebra; alla prima pr?va si consegnarono al dot-tor Lastorfe1' dodici oggetti numarati e registrati, .due di quelli (num. 8 e num. 9) furono presi da persone sane gli altri dicci da tre individui affetti da differenti forme di sifilide. Dopo pochi giorni il dotto l' Last01fer rispondeva: num. 8 e num. 9 sani, due oggetti guastati, tutti gli a!Lr:i sifilitici. - Seconda pr·ova fatta con sette oggetti: num. l e num. 3 siftlitici gli al t1·i sani, e così. di seguito. Anche nelle due ultime prove la risposta si l' i.scon trò in perfetto accordo colla registrazione fatta e tenuta in segl'eto dal professore Hebra. (Medical Times and Gaz:::ette.)
Dell' acaro dello zucchero di L. N ICOJ,. Secondo l'autore si trova nello zucchero non raffinato un araro particolare, molto analogo, ma. un po' più grande di quello della scabbia. L' ingestioue di tale zucchero non pare ch e pt·oduca inconvenienti; ma la sua manipolazione determina sulle man i e sugli avambracci una eruzione simile alla eruzione psorica che è prodotta dalla penetrazione dall' acm·us sacchar~·.
( Annales de la Societé méd.- chi1'. de Liege.)
Nuova analisi dell' acqua minerale di Acqui ese.r;uita dal]J?'Oj: BUNSEN. L ettera al p1·o(. comm.. PoLLl del cat;. dott. P. Sr.HtVAHDI dù·etto1·e di quelle 'l'm·me. Appeno.chè fui assunto al posto di direttore delle T erme d'Acq ui fu mio primo pensiero fJi ottenere una nuova analisi di quelle famose sorgenti, che fosse in relazione coi progressi delle sc:ienze chimiche. L'ultima analisi data dal 1841, ed e1•a fatta dal nosteo illustre e compianto conci~~adino Padre Ottavio Ferrat•io. A questo se01)0 mi di ressi al chiarissimo prof. Bunscn el i Ht>.idclberg, per il quale m' ebbi una raccomandazione da uno dei suoi distinti allievi, il nostro prof. Frapolli. Il canuto scienziato, al quale la scienza deve la pila di carbone e zinco, e l'analisi spcttralc, fu co.sì cortese di accettare l'incarico, c se non fos-se fr•attanto a vvenuta la terribile g uerra franco-prussiana, forse l'intera
455 analisi sarebbe già compiuta. Ma sia per questo incidente, sia perché egli è stato incaricato dal governo badese di una nuova analisi di tutto le sorgenti del Granducnf.o, non potoi essere fa-vorito per ora che per l H gt•ande sorgente calda, queUa in cui giace il famoso fango, e non per le piccole vicine. Io praticai nello scorso anno 1870 r evaporazione di un ettolitro d'acq ua n:~i nerale da ogn una delle tre sorgenli d' Ac11ui (fredda, tepida, calda) e inviai il prodotto dell'evapot•azit>ne a l distinto professore in Heidclberg. Poi, sempre dietro suo desidet•io, gli spedii l O litri d'acqua d'ogni singola sorgente, r·:.w colta con tutte le più mimiziose precauzioni che il dotto professore mi ayeva raccomandato in una sua apposita lctiet·a. È SII queste preparazioni che fu praticata. l'analisi, come esposi .già. nel roio P1·imo Rendiconto della stagz'one clel 1870 ai bagni d'Acqui. Ma, come dissi, soltanto la p1·ima, che il prof. Bunsen chiama assai inteTessante , ebbe l'o note di -veniJ'e da lui analizzata. Mi affretto dunque a comunicargliela tradotta dal tedesco, affinché t rovi posto noi s uoi l)rcgiati Annali dz' Chimica.
Analz'si della sorgente calda ai bagni d'Acqui, eseguita dat pro(. B UNSE!'{ eli Hddelbet·g .
10 mila parti d'acqua contengono : Borato di magnesia. Solfato di stronziana di calce » )) di potassa. Nitrato di pot{lssa Clor uro di potassio » di ammonio. » di sodio di calcio . » » di magnesio . Ossido di ferro sciolto i n sostanze organiche. Acido silicico
Il arti
»
0,0942 0,0964 3,0719 0,0013 0,1377 0,2664 0,0023 17,5918 1,4039 0,0749
» »
0,0308 0,3087
» » » » » ))
»
»
'rraccie 'di litio e notevole quantità di combinazioni organiche -ehimicamente no n determinabili.
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Ecco l'analisi fatta dal milanese Padre OT'l'AVIO FERRARIO nel 1841 dell'acqua termale dei bagni d'Acqui, quale fu pubblicata nella bella opera : Le regie Te1·me acquesz·, Milano, 1841 (un volume in so di pag. 191), del Padre J. Ratti. Un chilogrammo contiene: SolfHrato di calce grammi 0,0825 Cloruro di sodio . » 0,6025 » di magnesio 0,1150 » » . 0,1025 » di calcio . Solfato di soda » 0,1525 » di magnesia 0,1750 » » di calce . » 0,0725 o<;>-')Materia di origine organica . » ,-O.GO Protossido di ferro allo stato di bicarbonato . » 0,0750 Acido silicico . » 0,1600 Acqua » 998,1215 Totale grammi 1000,0000 Il prof. Cantù di Torino che le analizzò in seguito trovò in queste acque e,-accie di ioduri. Dando uno sguardo a queste due tabelle e confrontandole si scorgono notevoli differenze, che vor1·ei qui rapidamente far risaltare. Pr-ima di tutto un composto di acido borico, che il Padt'e Ottavio non rilevò, e che vi si trova allo stato di bm·ato di magnesia in discreta quantita, poi il solfato di stronàana, che pure sfuggi al primo analb:zatore, e che vi si tro.va in quasi eguale quantità. Ma la più importante differenza è quella che rignarda la quantità di sal comune, che nel quadro del Padre Ottavio figura come gr. 0,6025 su 1000, mentre in quello di Bunsen raggiunge la cifra di gr. 17,5918 su 10,000. Anche il cloruro di calcio si trova in maggiori quantità secondo l'analisi di Bunsen, il quale vi trovò anche cloruro di ammonio e sali potassici sfuggiti al Padre Ottavio. Quello che è pure importante sono le traccie di litio tr-ovate dal Bunsen, che spiegano in parte, dopo gli studi r ecenti in proposito, l'azione anti-artritica potente delle acque e dei fanghi di
457 Acqui. P eccato che l' illustre analizzatore non abbia potuto d<trci una indicazione un po' piit precisa della quanti t~\! I gaz della sorgente non potevano certo essere analizzati dal Bimsen ad Heidelberg. Essi lo saranno sul luogo col solfidrometro di Dupasquicr, come ha fatto per Aix-cn-Savoic il distinto chimico Bonjean. Il Padre Ottavio vi trovò gL'. 0,0535 d'acido carbonico, e 0,0350 d'acido solfidrico. Cio che è poi strano si è che mentre il Padre Ottavio non trovò iodio nè bromo, il Cantù ne abbi11 t rovato tanto da classificare quest'acqua fra le sol(ureo-saline- iodu,·ale, cd il Bunscn invece non ne abbia trovato traccio. Il prof. Bunsen nella lettera colla quale accompagna l'analisi aggiunge le seguenti considct•azioni che traduco e ri porto testualmente : « Acido carbonico Ubero o sali bicarbonati non no ho trovati nell'acqua, e siccome non è da ammettersi che ogni traccia di acido carbonico dut'antc il trasportù della stessa sia andata perduta per diffusione, così credo che queste sostanze non vi sicno in quantità calcolabili. « Anche per l'idrogeno solforato e per il ~>olfuro di c~lcio che si trovano rappresentati nella vecchia a nalisi speditami, non h o potuto trovar nulla, ma con sicurezza si possono pt·ecipitare entrambe queste sostanze soltanto alla sorgente, ed é quello che dovete fare. « Siccome 1)erò racqua non contiene sali iposolfitici (untet·schwe(el(q(cut?·en salze), nei quali le primitive combinazioni di solfo mediante l'azione dell'aria si mutano, così la presenza di quelle sostan7.e in essa mi riesce d ubbiosa. <~ In genere però debbo confessarle che la vecchia analisi speditami n.:;n sembrami più in rapporto collo stato attuale della scienza. « Quanto poi ai p l'i nei pii che debbono guidare in oggi l' analisi delle sorgenti minerali, e dieteo i quali fu tracciata quella delle fonti d'Acqui, li potrà vedere dall'opera mia che ho l'onore d'inviarle, e che fu estesa dietro invito del mio Governo...... ». (Annali dt. Chimica).
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DELLO STA'l'O S.\7\IT.\RIO COliP.\Il.\1'1\'0 DEl M.\HIN.\UI E DEl SOLD.\Tl quale resulta dai rapporti di Statistica navale c militare di T. OIHTAM IJALFOUR l•pettore genr.rale (}egli Ospodnll uno del Vlcepresidcuti ddlu Socicl.i StAtistica tli Londrn
Questa relazione r.onstn di CJuattro parti. La prima riprodurremo tradotta ncll:t ~ua intl'grità; delle due sPguenti dat·eruo un sunto. La qum·ta comprPnde una scl'ie di prospetti slalistici tutti irLi di cifro, le di cui deduzioni si trovano nella. seconda c terza parte. I. I NTitOl>UZlO;..'E. Sono t1·ascorsi più di Lrnnt'ann i dacché fu lotto rla sit· A. Tulloch unò scritto sulla utot•falità o le malaUie prevalenti f1•a i marinai e i sol<lat i cl10 servono uel MeclileJ•J'aneo. Durante quel periodo grandi e importanti cambiamenti sono si ali fatti in ambedue i servizi e nelle condizioni, dalle ttuali in gran parlo dipentlc lo stato sanitario degli uomini. Nello es<:1'cito l'mTtwlame111.o a vita è :-;tato rimpiazzato dall'assoldamento pc1· un tempo limitato, ri nnovahile, sotto certe condizioni, tante volto) da mggiungc1'e un sen·i~io complcs:>ivo di Yentuno o venliqna~lro anni secondo le diiTcrenti a1•mi: dopo di che il sold ato ha dil'itto a una ponsiouc vit~tlii\ia. Le condizioni dci quartieri sono state uligliot•ate col pt•opor·tionnl'e lo spazio cubico e supe,•fìciale piu confut•memente alle leggi della scienza sanita1·ia o con l" allenta cm•a della vcntilm\ionc ; modillcazioni sono state introdoll~ nella forma, nel tnglio, nrlla te~~ilurn delle vestimenta; la dieta è stata regolatn con maggiMo l"iguaJ•do alle esigenze del clima c con ma~giore varietà nei modi di cucina l'C; al soldato è slala offerta In opportunità di procurarsi cil.Ji c l.Jevancle salubri senza essere esposto alla tentazione delle ùit'reric o delle bettole, con lo
459 istituire cahtine t•cggimcntali, o sono stati provvisti di più facili mezzi per le abluzioni . Nè è stata trascul'ata la educazione del soldato, essendogli statn accordata ogni agevolezza di istruir3i sotto mac<stt·i sperimentati, c procacciata la opportunità di ricrearsi fisicamente col mezzo della ginnastica, del giuoco della palla, ccc. L ibrerie o gabinctLi di lettur·a gli forniscono or.cupaziono pCl' le suo ore di ozio e fi uo ad un certo punto gli è fatta abilità di imparare un meslier·e od esercitarsi in quello appreso prima doli' arruolamento. Oltre que.:;ti vantaggi ha ricevuto un aumento alla sua paga, il quale pct•ò vi sono buone ragioni da temere che non sia sempre spesa in modo g iovevole alla saluto. Durnnte lo stesso veriorlo di tempo sono steli i fatt.i cambiamenti di eguale importanza nelle condizioni dei marinai del reale naviglio. Anticntnante, quando le navi erano poste in istato di at•mamento in qualch e porto, ht !oro ciurmo. ora g radatamente e ' 1ont amento completala dai volontari, molti dei quali erano mercanti òi mare, e non pot'hi uomini non mai usciti da tca'ra; essi erano impegnati solo per il tempo in cui la nave rimaneva armata, ordinariamente per· tre o quattro anni; dopodichè Ct'nno HcenzinU e!l ernM soddisfatti della maggior parte della loro paga. Raramente erano nccordati permessi ai marinai clte servivano fuori del regno, e se accordati, era costume concedere a molLi contemporancmùente lo scendere a terra pet· due giorni ; il resultato era cho durante questo breve permesso o più ancora quando ricevevano licenza di ritornar e in Inghilterra con grosse sommo di danaro, gli uomini si davano ad ogni specie di eccesso con grave detrimento della lot'O costiLuzione. Ora i marinai sono ingaggiati pct' un periodo di dicci anni di servizio continuo; sono reclutati quasi intict·amente fra gio,anetti accut•atnmeutc scelti e quindi islt·uiti, per tredici mesi in apposite navi di istruzione nei porti del r egno, d'onde partono alla età circa di 15 anni o mo?:Zo o 16, e sono tenuti a servire dicci anni cont inuamente tlal tempo che sono annoverati ft•a i marinai. Le navi appena armale vengono così proYvcdute della cim•ma completa di mal'inai e ragazzi istruiti. Alla fine della campagna vengono concesse ai marinai licenze di assenza con pagn intiera proporzionate al tempo che servi l'ono sulla nave, al tot'mine delle quali raggiungono i deposili, ovc rimangono fino a che sien richiesti }!er altro sel'\'Ìzio. La mercede viene ora pagata mensilmente, e sono costantemente concos:;e licenze di assenza agli uomini di
460 bt.tona condotta. Come conseguenza di questi miglioramenti, l'ubriacchezza, il difetto dominante dei marinai sbarcati è grandemento diminuita; od oggigiorno gli uomini della regia marina sono generalmente sobri, costumati, ben diretti; e col sistema di reclutare ed istruire i rag·nzzi sono aumentat e nel servi ~io ln educazione e la intelligenza. Le accresciute dimensioni delle navi moder ne concedono ad ogni uomo uno spazio cubico molto maggiore, l'aumentata altezza fl'a. i ponti permette di sospendere le antncche a maggior distanza di prima dal ponte a cui sono attaccate, tenendo gli uomini più lontani dall'aria calda e viziata che resulta da tanto numero di uomini che dormono così stipati fra di loro: grande attenzione ò rivolta alla ventilar.ione, e sono forniti ft\cili mez<:i alle abluzioni con bagni e vasche. È impol't'a•1te il sapere nuovamente quale è lo stato di salute dei nostri marinai o de' nostri soldati, e specialmente importa esaminare quale è stato il result:1to pratico di questi impol'l.anli cambiamenti, e so riuscirono ad ambo i servizi egualmente vantaggiosi. I mezzi di fare questa inchiesta sono forniti dalle relazioni annuali sulla salute della flotta e dell'armata che per alcuni anni sono state presentate al Parlamento. Converrà limit.arla ai dicci anni dal 1859 a l 1808 inclusive, data dell'ultimo volume pubblicato sullo stato sanitario della marineria. Nello sct'itto di sir Tulloch fu necessario limitare la inchiesta alle forze navali e militari che servivano nel 1\Ieditert·aneo, ma poiché gli ultimi volumi forniscono le necessarie informazioni relativamente al naviglio nello. stazione del regno, non è senza interesse il pm•agonare prima le malattie e la mortalitù. di queste con quelle dei reggimenti di fan teria che servono nel regno unito, e quindi estcndet•c la inchiesta al comando del Mediterraneo. II. STAZIONE INTERNA . La forza media annuale impiegata nella stazione interna durante il decennio 1859-68 non differisce essenzialmente da quella dei r eggimenti di fanteria di servizio nel regno unito durante lo stesso periodo di tempo, la prima essendo stata di 21,464 c la seconda di 23,386. L a proporzione dei malati misurata dalla ammissione negli ospedali fu % e dalla durata delle inferm ità 1,20
461 su 1000 superiore nella m1~ri ne ri a che nello esercito : e quella delle morti per tutte le cause fu 0,48 pet• 1000 e delle riforme l per 1000 i nfet•i or~. Ma i marinai a motivo delle loro incumbenze sono mng:giut•me nte esposti alle lesioni al!cidentali e alle morti violente che lt'equenteroente abb racciano, come nella pet~dita (Ji una nave o nel ro vesciarsi di un battello, un numero considerevole di persone. È quindi necessario dedurre tutti i casi di tal genere da una parte. o dall'altra prima di stabilire un CO ilfronto fra la salute r elativa di questi uomini. Escludendo dunque gli accidenti ed i tl'aumafismi, l'ammissione negli ospedali fu un nono ph1 alttt per i marinai, ma la mortalità fu 0,70 e la proporzione degli invalidi pel' malattia 2,28 per 1000 superiore nei soldati. La. dilferent.a nella mortalilà può probabilme nte essere in grau parte devoluta alla differenza d'età nei due sct•vizi, essendo la proporzione dei ragazzi, età nella quale la mortalità .è a.l minimwn, del 10 per cento della forza nella flotta e del3 per cento nella fanteria. Conf1•ontando questi r esultati con quelli di un periodo a ntecedeòte dal 1830 al 1836, v'ha ragione di rallegrarci della' climin uzion A avvr;>nuta nella mortali t<'i e nelle malattie sì della flotta come ddll' esercito. È notevole la rliminut.ione della mortalità nell'esercito, poichè mentre questa e ra di cit•ca il doppio maggiore che qu ella della flotta, ora le è di poco s uperiore, c questa piccola dilTct·enzn polrebbe mettersi in conto della diflerenza di età nei (l uc servizi. La influenza delle vario classi di malattie respettivamente sulla flotta e sull'eser cito può ri nss nme t>si nelle seguenti annotazioni: Le malattie miasmatiche pre,·alser•o e furono più micidiali nella flotta che nell' ese1·cito. L a ditfel'enza fu molto notevole per le fcùbri eruttive, ed è probabilmente dovut.a alla maggior· proporzione di ragnz'l.i e alla difliooltà di oU.enere sulle navi la 1(eparazione dei malati clai san i. La febbre intcrm itenle fu leggicrmente prevalente nella flotta. Le febbri remittonti e continue pr-edominaro no nella fan tcl'ia, ma l'ecce;;so fu probabilme nte nei casi lievi, perocchò la mortalità fu Pguale. La dissenteria e la diat•t·ea fur ono t re volte più numerose nella f1otta che nell'eserci to; il qual resulta{o è pt·obttbilme nte dovuto alla d iversa dieta o forse altt·csì allo e:;sere più esposti i marinai all' umido e at freddo. L a di ff<: r·enza della mo.rtalita fu però molto leggiera. L e angi ne e il
462 reumatismo prevalsero anche maggiormente nella flotta, specialmente l'ultimo. La differenza è probabilmente lo effetto del più frequente esporsi dci marinai all'umidità, al freddo e ai vapori da cui sono continuamente circondati. Le eresipéle furono più ancora pre·valcnti, ma non più mortali. Lo eccesso devesi probabilmente alla difficoltà di avere a bordo una adeguata ventilazione. Per le oftalmie i marinàri godono una relativa immunit.à. 1l1alattie veneree. L'ammissione negli ospedali per sifilide e blenorragia è minore fra i marina.ri che fra i soldati, probabilmente perché quelli ·hanno minore oppo.rtunita di contrarle, ed anche perchè i casi di blenorragia sono curati .a bordo senza che gli uomin·i lascino il servizio. E q_uesta ultima considcl'azione sarebbe sostenut<t dal fatto che nella flotta sono più frequenti i ristringimenti uretrali. Questa. relativa immun.ità de' marinai per la sifilide e la blenorragia fu pure riscontrata esistere durante il periodo compreso nel primo rapporto dal 1830 al 1836. 1.1alattie jJCwasitiche e diatesiche. La differ·enza nei due servi:.:i è insignificante. ~'\1alattie tl.tber·colan·. Da questa importante e funestissima classe di mali, i marinari vanno molto più esenti dei soltìati. 'l'11nto le ammissioni · allo spedale quanto la mortalità è molto minore nella marineria, e questa minore mortalità non è il resultato di un maggior numero di riforme, poiché anche queste figurano l per 1000, meno che nell'esercito. Può quindi infcrir:>i che nelle condizioni de~ marini vi ha qualche cosa che li rende meno vulnerabili dei soldati. Si è già mostrato che essi vanno meno soggetti alla sifilide.- Sarebbe da ricercarsi quale influenza può avere la prevalen.z a di questa infermità nello esercito. Non vi ha dubbio che la sifilide è agente validissimo allo sviluppo delle altre malattie costituziù!lali c specialmente della consunzione polmonare. La benefica influenza di un · viaggio di mar·e nelle persòne predisposte alla tisi è altresì un fatto ben conos~iuto, e la condizione del servi:?.io nel naviglio può quindi essere un agente importante nel prcvenit'e nei marinai questa inferrnih\. 11falattie del sistema. nen:oso. In questa classe le ammissioni e le riforme sono state più lievi nell'esercito eh<~: nella flotta, ma la mort.aliUt è stata quasi eguale nei due servizi. L'eccedenza delle ammissioni è in parte dovuta a non pochi casi registrati sotto la denominazione di dolm·e di testa) ma in parte anche a
463 infermità più importanti. Così nel delù·ium tremens e nella epilessia le nmmis::;ioni .nelht flutt.n sono state quasi i l doppio di quelle dell'esercito. Però J' ec~:esso òei casi di deliriwn t1·ernens nella flotta può in parte dipendere dallo e~sere nello esercito registt·ati sotto la dcn nmma11ione di intmnperanza certi 'casi molto si mili a quella infet•m itù, me:ltl'e Di"lla floU:a non è r iconosciuta q uesta distinzionP. La quale supposizione è confermata dalla misura della mor·tal ità ch e é CJlliUi eguale nei due servizi. Le 1?Ullattie dell' appM·ato circolatorio pt'O«lussero quasi e~ruale propoezio nc di a mm ission i c di morti, ma il numero delle rifvrmc fu di 'l~ ma:5giorc .nello cset·ci to. Può rloruan<larsi q uale in·n uenz<~ possa avervi l'at•mamento, il ve.;tiar·io e le eset•citazioni dei soldati. Le m alattie dell' apprwato 1·e.pù·aton·o fu rono pre po nderant.i ma roe no funeste nel naviglio che nello esercito. P eevalset•o specialmente le bronch iti, lo polmon iti e le pleurili : ed è tn•obal>ile . che la diffeeenza si de bba al pitt facil e e.spot•si de( marin ar•i al freddo e alla umidità. Le m a lattie dell'appm·ato r.b:r;r.t.th_'O furono più della mela prevalenti nell'armata di mare che nello c:;ercito, ma la mor•talilà fu alquanto minore. È probabHe che la clilfct•enza sia il T'c:::ultato della dieta. Le emie pure ~ono più fr·cqucnti nella flo tta. Del che da ragione la maggio!' somma di sforzi muscolar'i che sono richiesti dal servizio de' mal'inari. Le a.fe.~ioni della cute, s pecialmente i foru ncoli, gli as')essi e le ulcere furono più del doppio ecce(lcnli nella flotta di ft'Ontc allO' esercito. Quc:>t n prepo nderan ~:a può essere do vuta a tre car.J:;e : alla diet.a dci m<winari, alla loro costante esposizione all'azione stimolante dell' aCIJ.Ua di mare sui pied i e s ulle mani, e alle lesioni che ricevo no maneggiando le gomene e a rrampicando:;i su pel sartiamc. A ccidenti e lesioni violentz'. La mortalità per t ali cagioni fu già detto essere di gran lunga magg;iorc nella flotta che nello esercito. E la ragione é facile a compr•ender.;i.
III. STAZIO:\E DEL MEDlTEltR A~EO . L a forza media del naviglio impiegato nella stazione del ~1c di terraneo nel dcc{:n nio 1859-08 fu di 8,991 e quella delle tt•uppe di Gibilterr·a e di Malta di 10,081.
464 Lo ammissioni allo spedale e la cifra giornaliera dci malati ru molto maggiore nella for~ta navale che nella militare. La mor•talità però fu in questa alquanto superiore, ma le r·iforme fur•ono la meta di f'jtr olle delln rtoUa. La eccedenza delle nmmissioni o della media dci malati fu costante in tutto il decennio, ma quella delle morti fu limitata ad alcuni anni, mentre negli altri fu minore nell'esercito che nella mal'ineria. Detraendo le ammissioni e lo mo:ti por causa necidenlnlo o >iolcnta si ha questo r•csultato: le ammissioni per malattia furono nella flotta il~ per 100 più numerose che n<'IIO csercilo, e la pt·oporziono delle riforme fu quasi doppia, ma In mor·l nlilt\ fu 3. 45 per 1000 minor•c che nella flotta. Confrontando questo col resultato dei sette anni 1830-36, la media delle ammis:sioni allo spedale ò stata nella fioita 1/0 più alta, mentre nello eser·cito i/4- più bassa che la media di quel tempo. La influenza delle di verse malattie ecco quale rcsulta essere
stata: Le m alattie rniasmatiche ebbot·o leggiern ])revalrnza, ma furono molto rneno fun este nell'esercito che ndla {lotta : ma in questa vi fu eccedenza sulla proporzione dci malati in I nghilterra. Le febhl'i eru Wve della flotta supor•nt·ono per numero o per mortalit:\ quattro volte quelle dell'escrril o. E ne fu srecialmente causa il vaiuolo, c anche un poco il ruot·billo e la scarlattina. Non era allora adoit.."lta nella flotta come rrg-ola genel'nle la ri vaccinazione, e solo si segui va allorché non e t'i\ no soddisf'ncenti le impr•oute della vaccinazione. Ora però é stnhiliio, come nello esercito, che ..-cngnno rivnccinnti tutti gli uomini e i ragazzi che ent.r·nno al serYizio. E da que::;Ln. sag-gia !'(•gola uon possiamo cho aspettare i migliori resultati. Certo ò però che i marinari sono più dei soldati esposti a tal gl.'nerc di malattie, correndo ri:;chio eli incappare in quelle che cloruinano fra hl popolazione civile dei por•t.i, a cui H[l[H'odano o nelle cui v·icinanzc -v an na vigantlo. Le (ebbr·i intermittenti preval~ero nella. marinHin, esscnrlo i mal'innri mn!!giormentc esposti alla rnnl'ar·itt, nn viganclo presso lo spiaggie del 'Mcd iterl'nnro, di qnello clio non lo sicno i soldnli acquartierati in Gibilt('rrn o l\lalta. Dur:ude il periodo 1830-36 la proporzione dci casi d'intermilt.cnlc fu molto maggiore in ambo i set•viz.i, ma ~;p e rla! mento nell' esercito.
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J_,e febbri continue e remittenti furono due volte più numerose e quasi due volt.; più micidiali nell'esercito che nella flotta. Ciò fu principalmente l' cffett~ d'una grande influenza di febbri a Malta, la quale fn d'origine locale , dipendendo in gran parte dal difettoso fognamento , dalla insufficiente ventilazione e dal soverchio ingombro delle casct'llle. Facendo il confronto con i sette anni 1830- 36, s· è avuto una lcggiera diminuzione nella proporzione delle ammissioni, ma uxt leggiero aumento nelle morti per queste febbri. La dissenteTia e la dian·ea ebbero pt"edominio sui marinari; conseguenza probabilmente della loro dieta ed anche della maggiore loro esposizione alla malnl'ia: ma la mor~aljtù nell'esercito fu tre volte lliù che nella flotta. Paragonando questo con l'altt'O periodo, ,.i è stato un aumento di tali malori nella flotta , ma una dirninu;::ione nell' esercito , det'ivata probabilmcttte dalla mi-gliorata dieta. In aro bedue i servizi, mA. specialmente nell' esercito, v'e stata una notevole diminuzione nella mortalità. Il colb·a due volte nel dP-cennio regno epidemico a Gibilterra e dne volte <l 1\llaltn. La flotta lta il vantaggio sull' eser•cito di potersi ritirare, quando scoppia una epidemia , dal luogo infetto. Come nella staziono interna, anche in quella del Mediterraneo le angine, le ere:;ipele, il reumatismo prevalsero nella forza na. -v:ale, e l'oftalmia fra i militari. Le malattt"e vwrw1·ee furono pl'edominanti nell'esercito ; ma la differenza non fu così grand e come nella stazione interna, conseguenza probabilmente dei regolamenti di polizia in MaHa. Si nell'esercito che nella 1lolta questo malattie furono meno prevalénti che nella sta'l,ione interna, ma la diminuzione nell'esercito e maggiore che nella ilotta. È degno òi nota che la diminu7.ione nell'esercito è molto maggiore per la sifilide che por la blenonagia. La lieve proporzione dei casi di blenor!'agia nel na.-iglio c, forse, come sop:t:a fu indicato, l'ei:letto del sistema di curare tali casi, senza dist~gliere gli uomini dal servizio. Anche qui occorre notare che, mentre le ammissioni per blenorragia furono poche nel naviglio; .i J'istl'ingimonti d'urelra sono relnlivamente più numerosi nella flotta cbo nell'esercito. Le malattie tubercolan· furono alql.\anlo predominanti nella fol'za navale , e le l'i forme più di tre volte superiori. N ell' ttlko Giornale di Med·ic. milit. i8'T2. 30
466 periodo inv~ce le ammissioni e le morti furono più numerose nel. l'esercito. Benché sia il ifficile tracciare precisamente le cause di questa diminuzione nell'esercito, sembra probabile che v' abbia avuta grande influenza la disposizione di cambiare i corpi nel Mediterraneo ogni tre o quattrò anni, anziché tenerveli, come per l'avanti si faceva, dieci anni continui. Le malattie del sistema nervoso dettero cagione ad un mag·gior nnrnero di ammissioni e di rifor me nel naviglio che ncll'escrcitor ma la mortalità differisce pochissimo. L'eccedenza delle ammissioni fu specialmente per male di testa, infiammazioni degli orecch i e sordità, .le due ùltime effetto probabilmente della esposizione dei mari nari all'umido e al freddo . La epilessia e il del/1'ti.tm t1·emens furono anche qui molto più feequen ti fra i rnal'inari, che fra i soldati, ma negli uni come negli altr·i fu molto lieve la mor•talità. In questo periodo si ebbe, in paragone dell'altro, un distinto aumento nelle ammissioni per deli1·ùtm t1·emens e una lievissima diminuzione nella epilessia nella forza navale, ma un mediocre aumento di ambedue in qu~lla di terra. Le malattie dell' appm·ato cù·colatorio sono di poco eccedenti nell'esercito, ma con una più. tenue proporzione di morti. Le malattie dell'apparato respiratorio e digerente, i furuncoli, gli ascessi, le ulceraziQni furono molto più. feequenti nei mm'inari, che nei soldati, e sì in questi che in quelli più frequenti che nella stazione interna, ad eccezione delle affezioni dell'apparato respiratorio fra i soldati, cl~e furono poco piil della metà di quelle occorse nella fanteria del regno unito. li'tl già accenn~lo che la proporzione deÌle morti per cause violenti c accidentltli fu nella flotta quasi due volte maggiore che nell'esercito. La differenza della mort~lità per tali cagioni nei doe servizi fu quasi eguale nella stazione del Mediterraneo e in quella dell'interno, ma la cifr·a delle riforme fu maggiore in quella del "Meditereaneo. . Recapitolando i fatti principali che scaturiscono dit queste premesse, può tenersi per stabilito che nella stazione dello interno omettendo le fedte e le lesioni meccaniche, la proporzione delle malattie fn 1/9 maggiore, e quella della mortalità 0,70 e delle rifol'me 2,28 per 1000 minore nella flotta che nello esercito. Il resultato l'elati vo alla mortalità è stato 1)robabilmente influenzato da
467 t~n a maggior proporzione di l'aga~~i nella ftoita. L'eccesso delle ammissioni nella flotta è stato principalmente per effetto delle malat.tie miasmatiche, particolat•monte le febl)ri eruttive, la dissentet•ia c la diarrea, l'angina c la cresi pela; delle aftèzioni dell'apparato respiratorio e digerente, dei furnncoli, ascessi ccl ulceri e degli accidenti ; mentre nell'esercito vi è stato un eccesso nelle ofLalmie, nelle malattie veneree e nel gruppo delle malattie non classificate. L'eccesso della mortalità nell'esercito è stato principalmente nelle affezioni t ubercolari e in quelle dell'apparato respiratorio. Facendo il confronto col precedente periodo vi è stata una grande diminu ~ionc nel numero delle malattie o nella mortalità, la prima molto pift spiccata nel naviglio, e l'altra nell'esercil.o. Nel Mediterraneo la somma delle infermità é stata minore nello esercito c la mortalità nella marine1'ia; ma le rifot•me in questa furono quasi del doppio più numerose. L'eccesso delle ammissioni nella liotta ebbe luogo pr·incipalmente per le malattie minsmatiche, specialmente febbri eruttive e a parossisrni, dissentcl'ia e diarrea, anginft e r eumatismo, per le affezioni dell'apparnto nervoso respiratorio c digestivo, e pei furuncoli , ascessi e ulcere : mentre nello esercito le ammissioni furono maggiori per le febbr i remittenti e continue, pel colèra, le oftalmie, le malattie veneree c il gruppo non classificato. L'eccesso della mortalità nell'esercito cadde sulle malau.ie miasmatiche specialmente febbri continue e remittenti, dissenteria, diarrea e colèra, e sulle malattie rlello apparato circolatorio c r espiratorio; mentre nell'armata di mare vi fu eccedenza sulle malattie tubercolari, e nei furuncoli negli ascessi crl ulcere. L'alta cif,•a delle dforme nella flotta fu principalmente cagionata dalle u[czioni tubercolari, fu più alta che nell'esercito per tutte le malattie ad eccezione di quelle dell'apparato respil'atorio e delle non classificate. In confeonto col periodo antecedente, vi è stato un noteYOII} aumento nelle ammissioni allo spcdale nella flotta e diminuzione nello esercito, cd una grande diminu:I.Ìone della mortalità nei duo servizi, ma più r ilevante nell'esercito che nella marincria. Dopo avere fatto cenno dei miglioramenti i ntrodotti in questi ultimi trenta anni nei due rami di servi:'lio, l'autore vuol climostrare qoanto lo esercito del)ba essere debitore alla scienzà sta<-
468 tistica di queste migliorie. Non prima del 1835 fu applicato su larga scala il metodo numerico d~ osservazione alle questioni relative alle perdite dell'esercito per malattie, pet' mortalità e per riforme; e fu solo nel 1838, quanclo fu presentato il primo rapporto al segretario della guerra, che fu iniziata una serie di misure sanitarie basate· sulle nozioni così acquistate. Queste indagini furono continuate pe1' molti anni di seguito, finchè fu completata una serie di rapporti che abbracciavano tutte le colonie e dipendenze della Corona, tranne l'India, e introdotti in conseguenza molti importanti cambiamenti nello esercito. Abbenchè per cause inevitabili la compilazione di una seconda serie di questi rapporti fosse inter rotta dopo la pubblica?.ione di un volume, un breve ragguaglio sulla salute dello esercito fu annualmente preparato al Ministero della guerra, e su tal fondamento molte importanti misure furono introdotte. Nella riorganizzazione del dipartimento medico-militare dopo · la guerra di Crimea, la importanza del metodo statistico fu riconosciuta con la formazione di un ramo speciale, ed è dai rapporti compilati da questo chè furono tolte le notizie rztecolte in questo scritto. Ma, può domandarsi, quale è stato il resultato pratico di questi lavori di 35 anni~ Quando furono dapprima cominciati, la mortalità dell'esercito ammontava almeno al 3 pee cento annualmente; mentre la media di cinque anni 1865-69 fu al disotto di l % per cento. 'l'enenclo conto della forza dell'esercito in questi cinque anni, la differenza nella mortalità. r!ippresenta un rLsparmio annuo di oltre 2300 vite, risparmio di non lieve importanza, e che rappresenta, anche alla più bassa stima del costo di produzione di un soldato istruito, una grossa somma di danaro che sarebbe necessaria per rimpiazzare questi uomini. Il perchè le spese occorse per questi miglioramenti furono a usura compensate dai risultati ottenuti. Ed un'altra conseg-uenza: di queste giudiziose spese è stata di remuovere alcune di quelle accuse al servizio che lo rendevano impopolare, aumentavano le difficoltà e per conseguenza le spese del reclutamento e ~>gomenta vano la classe migliore di uomini dal porsi sotto le armi. Non deve però la diminuzione della mortalità essere tutta a ttribuita ai miglioramenti sanitari, per quanto importanti sieno stati i resultati di questi. Un' altra misura che esercitò una potente influenza a questo riguardo fu il sistem:a di servizio limi-
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tato introdotto nel 1849. :Ma ciò non scema per nulla il valore dei benefizi donnti all'esercito dalla scienza statistica, poiché le difficoltà che si opponevano a quella misura furono in gran parte remosse da quella. Una delle principali obiezioni che si ponevano in campo contro il servizio limitato, o a più propriamente parlare, uno dci principali argomenti addotU in favore dell'assoldamento a vita era basato sulla teoria doll' acclimatazione, la cui esattezza. fu ventilata e confutata dalla prova statistica nel primo volume tlei rapporti sulla salute dell"esercito. L ·autore di questo scritto conclude col ricordare i nomi di coloro sotto i cui auspicii, o pel' la cui saggia amministrazione furono ottenu ti resultati di tanta importanza. E primierarnente rammenta il nome di sir James Mac Grigor che, come direttore generale del dipartimento medico-militare, organizzò i primi dati statistici; quindi lorcl Howick, segt·ctario del Ministero della guerra, che pel primo seppe apprezzal'e i YMtaggi della statistica nelle questioni sanitarie; Fox Maule che prcsen1.ò al Parlamento la legge sulla abolizione del sistema del servizio a 'ita; e Sidney Herbert che raccolse in un tutto at•monico gli sparsi fatti relativi alla igiene milita t'e e istituì un ramo speciale eli statistica . presso il di parti:nento medico-militare. E finalmente offre un giusto tributo di lode · a coloro che contribuirono coi loro lavori ai resultati ottenuti dalla scienza statistica, e rammemora il dottor Enrico :Mar~ hall ispettore generale degli ospedali, uno dei primi pionieri di tali lavori, slr Alessandro Tulloch, che per un quarto di secolo lavorò attivamente a bencftzio del soldato, e finalmente rniss Fiorenza Nightingale, alla cui intelligenza ed energia l'esercito è tanto debitore, o della quale è tanto caldo l'affetto per le grandi questioni che riguardano la salute, quanto in concussa la fede nella statistica come base sicura dci miglioramenti sanitari.
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SUI PR O GB.ESSI CHE r.' IJLT l~ tE GUERRE 11.\N~O l!il.OMOSSO
nello
IST IT UZI ONI CIV ILI ED UMANI TARIE !IICWOI'IR
DEL PRO!<'. l'RANCESCO CORTBSE
Un lavoro su tal tema del prof. Cortese ha per noi il grandissimo valore d'una esposizione cle vùu e d' un apprezzamento spassionato, fatto da persona eminentemente competente ..... Pregi che, nella vivacità delle passioni ch' oggidì ancora si agitano, possono ben dirsi t'ari ed inestimabili. Duolei non pote1·e, qual meriterebbe, largamente· riassumere la memoria in discorso; c tant.o più ce ne duole in quanto per la natura delle trattate materie, come per la maniera all'autore abitualo di stile, impossibile è darne una degna idea con un sunto, che almeno abpozzasse i fatti essenziali ed i chiari loro apprezzamenti. Am:i~utto non abbiamo aneora la terza parte di esso lavoro che toccar deve delle più vitali questioni della prat.ica medica in campo c negli spedali di guerra; e r.iò diciamo perchè ci si scusi se per ora ci limitiamo quasi a semplicemente annunziare questo importante scl'ittO. Le due parti già pubblicate trattano degli 01·dinamenti r:ivili che la guen·a ha efficacemente p1·ovoca.ti e del p1·inc:zjn"o della dz"spe1·sione degli ammalati e dez" fèn"ti, accennando ai mezzi coi quali si è efficacemente attuata. È quindi discorso dei Comitati di soccoeso, della loro origine istorica, del loro risorgimento, degli ordinamenti adottati in Germania onde efficacemente rispondessero ai loro pre<:ipui scopi, finalmente dell'immensa loro reale azione nell'ultima gueJ•t·a..... azione che, dopo quella assunta nella guer1·a americana, fu davvero immensa, colossale.
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Gli ospedali, i trasporti, le assistenze formano l'oggetto della seconda parte. Qui l'autoJ'C fa rilevare come il principio della di:>pe••:;ione dei pazienti, eminentemente benefico agli ammalati, all'eserciLo ed alla civile comunanza, :;;ia stato realizzato a mezzo della moltiplicazione degli ospedali, della loro disposizione a scaglioni dictr·o l'esercito, della loro igienicamente opportunissima distl'il.mzione, finalmente colla utilizzazione dci più efficaci mezzi di sgom bro e precipnamente delle vie fer•·ate pella costituzione di quei stupendi treni sanita1·ii, che soli permisero rendere i trasporti adeg uati all'entità dei bisogni tlella grossissima, anzi gigantesca guerra dalla GeJ•tnania combattuta. Se al cenno sintetico che ne dà il Cortese potessimo aggiungere il ?'acconto storico ' analitico che pel 5° treno sanitm·io r eale p?'USsiano p ubblicò il Wasserfuhr (che per ben quatti-o mesi n"' fu l'abile e zelantissimo conduttore) noi saremmo certi di porgel'e ai ·lettol'i una idea sufficiente dell' ill~portanza dì simile istitur.ione, del modo miglioro per tra me i massimi van taggi; come saressimo certi di convincere chi p uò, e de1;e p1·eoccupw·sene, della necessità dì studiare sì fatta risorsa e di disporsi nel seno della più profonda nostra pace, a trarne, all'evenienza d'una calda gu~:~rra, ogni possibile vantaggio ..... Sarebbe in vc••o una grande, una terribile responsabilità per l'alle nostre autorità amministrati ve ·se tl•ascurassero {}i ciò fare. Kon potendo per ora di meglio, inculcheremo ni nostri colleghi l a lettu1•a del lavoro del Cortese e di quello del, \~Tusserfuhr: della terza pat·te della memoria del pt•imo, come attinente più ancora alla medico- militare azione in campo, fat·omo ulteriormente cenno appena ci sarà dato averla tra mani e qual merita apprezzarla. l3AROFFIO.
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V/lRIET..\.'
La montura dei medici militari.
Nel n° 13 del giornale l'Esercito, il medico capo signor cav. Manayra, abbozzò colla sua spiritosa o fluente penna un nuovo articolo sulla montura del Corpo sanitario, che amiamo qui riprodurre, perchè si riferisce alla nuova divisa, facen~ dovi però alcune nostre c~onsiderazioni. Ecco l'articolo: La giubba di nuovo modello, dal lato della 410modità, è certamente da anteporsi alla tunica soppressa, c Guadagnoli, se non fosse morto di un'indigestione di............... bastonate austriache, avrebbe riconosciute inapplicabili agli ufficiali del nostro esercito quelle strofe così opportuno al suo tempo, e piene di amara verità: Bella Italia, i grandi eroi Che vi fur prima di noi, Non con veste, che imbottita
Senza grinY.e· il fianco serra E più snella fan la vita,
Difendeà.n la patria. tet·ra; Ma col braccio, ma col core Pien d' italico valore (').
Infatti la suddetta giubba non è imbottita, nè aggiustata alla vita, ma è · tagliata giù alla huona o largamente, c conviene tanto agli An ti noi, che ai •raddei, forse più a questi che a quelli ; non inceppa per nulla nè i movimenti delle braccia , nè quelli del tor·aco , e la:;cia la maggior libel'tà di funzione ai visceri digerenti; ' soddisfa insomma a tutte le condizioni igieniche, a cui accenna la Nota A, che fa seguito al r egolamento di disciplina.
(') v. Il ca,Zetto di GuA OA(:INOJ.I.
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Non è di mia Sl)ettanza l'occuparmi delle critiche, di cui fu oggetto il colore del panno adottato J>et· la nuova tunica degli ufficiali di fantel'ia, ma st:imo prezzo dell' o:1ern il non passare sotto silenzio quelJe che si fecero per la ~ua cortezza , la quale non pcr·mettc di prat.icarvi tasche, in cui riporre le varie co:i'a·r elle , che ogni ufficiale non può kt meno di tener seco e che non trovano posto nei calzoni , perchè questi dovendo essere st,retti, non comportano quelle vaste e profonde saccoccie, di cui si corredavano i pantaloni così dett i alla fl'ancese , pcrchè quel , difetto, gravo per l'ufficialità di tutte le armi , è capitale per i medici. Infatti, se per gli altri bastano tre . tasche, al medico ne occorrono sei nell'eser-cizio delle sue funzioni, giacche, oltre alla pezzuola, al portamonete e al pllrta.sigari o alla tab-acchi era , è giuocoforza che egli abbia seco un taccuino, la busta dei fert•i e ·qualche oggetto da medicazione. Ognuno comprenderà che , volendo far entrare tutta cotesta roba nella nuova ~iuhba, bi~ognerebbo foggiarla a doppio fondo come le eacciatorc, od inlrodurvi sul davanti una serie di _scarselJe , le quali , una volta ripiene, darebbero al portatore di sitfatto arnese , per quanto anatomicamente ben architettato, " l'aspetto dell'Ercole, che dc t urpa la pia:~.za del municipio ad Udine, e presenta all'osservatore -un torso così bernoccoluto da disgradarne un sacco dì noci. MA. si opporr·à per a vvcnturn che la tunica d'antico modello essendo molto più adeJ'cnte al busto della nuova, offriva. anche minore agio di questa a cacciarvi dentro tutto il necessario, e ciò è verissimo. Mo. gi0va ri flettere che la busta dei ferri aveva il suo posto naturale nel gibernino, ora abolito, e che le lunghe falde della vecchia tunica, oltre a consentire la presenza di due capacissime saccoccie appese alle falde stesse, servivano a coprire tutte quelle altre, che si credeva utile di aggiungere ai pantaloni, i quali, essendo per lo piil assai Jar·ghi, lasciavano campo ad attaccarvene quattro, sei ed anche otto, come lo proya col fatto un mio carissimo collega, che non nomino per non o1fenderne la modestia, il quale aveva trovato il modo eli portar sempre addosso tale un arsenale c:hiJ·ut•gico 1.la non esserne mai colto alla sprovvista, qualunque fosse la nntura e l'importanza del caso. Povero X! ..... Dio sa in che imbarazzo si trova a quest'ora e che figura deve fare con quel giubboncino che non gli scende
474 nno al coccige e con quelle sue lunghissime seste rivoltate in un pantalone da cavallerizzo, che gl'imprigiona e gli S1J'i nge i suoi muscoli da arabo, us i a contrars i cd a ste nde r.>i i n t ut.ta libertà in quei cel'(,i calzoni tradizionali che nulla nvcvnno da invidiare, in materia d'arnpiezzn, a quelli dei t ut·chi! ... Ma torniamo ai nostri montoni, come direbbe Panur·gc, o piuttosto alla nostt·a montura, per parlat·e più precisCl e fuori di metafora. Da quanto esposi risulta, se non m'inganno, che ln. nuova tunica (~). più comoda per molti vcr·si dell'antica, e segnntarnente per la forma del bavero, c he, scavato o basso qual è, no n li mita la rotazione del collo, ·ne il circolo sanguigno, e per il s uo t.aglio a sacco, riesce considerevolmente incomoda, perché non s i sa dove collocarvi gli amminicoli i più indispen::mbili. I mporta poi non dissimulare che le innegabili ::;uc qualità. igieniche incontreranno molto probabilmente un notevole contrappr!:>o nella sua poca l unghezza, in g6:tzìa della ctuale, rima nendo scoper1;a la pal'lc superiore delle coscie, s i rendc eanno fl'eque nt i le ncvJ'algie crurali e le sciatichc da causa reumat ica. Premessi questi appunti, soggiungcrò che quella Lunica mal si addice al medico per tutte le r agioni suallegate, e pcl·chc la specialità del suo sel'vizio in campagna, richicdcnf!o che esso siia sempre cuJ'vo c $posso ginocchioni uffine eli meJica t·e i fet'if.i giacenU sul terr.cno più o meno n udo, gli sarebbe impos:>ibile tli abbandonarsi a lungo a silfatte past ure coi pailt.alo ni ~tr·cLt i c fvrniti di sottopùJdt' (acco mpagnatura obbligata della nuova tunica) senza gran disagio personale e senza un continuo st•·apparnento di bottoni, preceduto o susseguito da varie, estese e non sempre riparabili soluzioni di continuità degli ~te:.:.si pantaloni. La divet•sità delle incombenze deve ncccssa r·iame nto t1•ari'C r:on sè una differenza uella montura. Cotesta necc;;;sità fu peefeUamente compre~o. dai prussio.ni, i quali, come a ppare rlnlla tavola che va unita all'opuscolo di · F . Esmnrch: Erste 1'r'?·brmd cmf' dem Schlacht(eld, al medico in tenuta di campagna d iedero una ~pc cie di blouse molto ampia e di:;;involta e clei panlaloni abLast:\n7..a larghi e sciolti pienament-e alla loro c::;LL·emita infcriot·e, mentt'c gli ufficiali di fanteria, a nzi .di Lutto l'esercito, vesto11o la tunica s tretta sul far di quella po~' a nzi iu uso pr•csso eli noi. A me ,s embra che, se è l'intenzione eli S. E . il Mini:;tro della
475 guerra che vi s in tra i vari corpi dell'armata uniformi tà di divisa, almeno quanto alla forma, si potl'cbbc stabilire che la montu ra del corpo sani tario fosso dopp!a, di parata cioè, e di fatica. Quella di parata, da mettersi soltanto in occasione di visite, di rassegne, eli solennità e simili, potrebbe e:;sere per l'appunto quella prescri Ll.a dal regio decreto 5 agosto 1871. Quella di fat ica invece, da indossarsi dai med ici ogni qual volta debbono ese,•cilare il loro m inistero, all'o:>pedale, in marcia, sul campo di batta:;lin, consterebbe di un soprabito del genere di quello deg·li ufficiali di marina da portarsi sbot.tonato, di un panciotto e di un pantalone, il tutto di panno bleu scm'o, senza aletln orname nto, tt•annc i dist,intivi del grado sullo maniche. Ad iroi~azione dei Prussiani, i medici in tenuta di fatica non dovrebbero avere b ~ciabol a, p1•imo perché questa è un imbarazzo inutile, in secondo luogo perchò è un controsenso, dal momento che il per,;onnle sanitnl'io non ha da comb:~tLe re, e, dopo la convenzione di Gine v!'a, viene consid erato come ncu~ro da tut te le nazioni ci vili. Che se ~i reputasse congruo, dacché fann o parte dell'armata, di dar loro un'a:-ron quahiasi, si potrebbe scegliere a tale uopo un pugnale s imile a quello che portano gli ufficiali del corpo reali eqnipuggi in piccola rnonturn, e che vidi adottato dall'int~ndcn1.a militat•e eli Danimarca. Un'arma di tal fatta, oltre a recare poco disturbo ai medici c he ne ver1•ebbeJ'O mnniti, presenterebbe il van taggio di poter sostituire, all'occorrenza, il coltello inlorossco a quello d'am putazione. Mi pare poi che non sm~ebbc illogico che tutt.e le potenze firmatarie della s urrammentata convenziono tli Ginevra s' intendessero fra di loro pc t' dare agli ufficiali sanitari i un 'identica divisa, onde fossero più facilmente riconoscibili dai combattenti, bastando a indicare la rispetti va loro nazionalità la coccarda sovrapposta. allo scudo intcennzionale, di cui sarebbe fregiato quel cappello o ' berretto qualunque, che sarà ravvisato più acconcio. Le autori tà competenti decida no se meriti o no attenzione q uesta mia proposta, che forse saprà di strano a ialuno, ma ch'io mantengo, persuaso che sia meno oziosa di quello che poss;a sembrare a prima vista, e perché non iscorgo nlcu na ser ia r agione per non estendere ai medici - il cui mandato essenzialmente um a-
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nit.ario in pace come in guerra è di soccorrere e di assistere ogni infermo cd ogni ferito « Tros Rutulusve fuat » - l'identità di uniforme che si osserva presso gli ufficiali della marina governativa del vecchio e del nuovo mondo, e che non fu ravvisata per nessun patt,o in compatibile col dritto delle genti e colla autonomia flei singoli Stati. ( Contittua).
CO?fSIDERAZIONI
sulla tanto agitata questione della rnonlut·a. Della montu1•a dei medici militari se n'è discoi'SO molto e moli<> assai; se ne son dette di belle cose, di strane anche o di bizzarre; ma nessuno, a no.~tro giudizio, ha colpito nel segno. Intanto io sfido il più volonteroso uomo a formarsi, in mc1.zo ai disparatissimi giudizii formulati, un criterio dci desideri c dci bisogni del corp9. Cbi chiede elegante- semplicità, chi adornamenti c ciondoli; chi modeste c temporale tinte, chi smaglianti colori. L'uno desidera comorlità, scioltezza, altri a vece vorrebbe l'abito fosse sostegno e specchio delle snelle forme; so lungo ed ampio sarebbe pe.sante, imbarazzante, affaticante; se n.."Bcttato e corto ci regalerebbe artriti, enteriti, pcrilonili, ecc., ecc.; so largo, aperto e rovesciato n'è il bavero, eccoti le angine, le adeniti, le bronchiti, se diritto ed a goletta limiterebbe la mobitiULà del capo, e potrebbe causare congestiou i, apoplos~ie, ecc. Sulla copertura del capo poi la discordia non ò solo aperta, ma si accanita.... E non c'è da sperare nè pace, nè tregua. Ep]lUre v'ha del vero nelle ragioni degli uni o degli altl'i, anzi di tutti: il vestito, c più ancora la mHitaro divisa, è argomento oltremodo complesso e v'hanno non piccola influenza, le cosLumnnz"l, le abitudi ni, la moda, le nacessità speciali del genere di vita; anche le norme igieniche dovrebbero pnr avervi una qualche parte, bcnchè di regola sia l'ultima.... Chi pot1·cbhe mai sperare çli nccordarl) si disparato esi1:;enze ~ Quando adunque si mette in questione h~ militare montura, ò certo che non ò facile il venire ad una soluzione generalmente accetta, atta ad accontentare non dirò tutti, ma ncppu1•e molli: ed i più cliffìcili a soddisfare saranno poi sempre coloro che non
477 l'hanno ad indossare : l'arte, l'estetica non son cose llè t roppo comunemente int.ese, nè facilmente ll'un modo comprese e sentite; ma neppur le ig.ieniche leggi sono dalla comune dei medici ad u11 modo interpretate. Però se ai restringe la discussione alla assisa del medico mililare, se non più lieve e meno calorosa è la disputa a noi pare ciò addivenga dall'essersi disconosciuta la più essenziale delle necessità di essa a...<>sisa. Qui non è più questione nè 'd'igiene, nè di comod,ita, nè di eleganza, ecc. A noi pat·e il primo suo requisito sia la convenienza.... non economica, ma militare e morale. Il medico militare in tutti gli esercit.i civili, oseremmo dit·e i n tutti i paesi del mondo, veste una divisa identica o sommamente analoga alla comune dell' eserci ~o, e quasi ov-unque pressoché identica a quella della fanteria.... il nerbo, numerico ed effettivo, dell'esercito. ·· Come non sarà di certo dietro i desideri, ed i vot i che il corpo sanitat'io potrà formulare pella sua, che si modellerà quella dell'esercito ; cosi, a nostro credere, non resterà ad esso coqJo altra risorsa che desiclel'l\re e sperare gli venga accot·data un· assisa · foggiata su quella all'esercito assegnata. Bando adun(J,ue ai voli dell'immaginazione, ai sogni dei desideri.. .. La divisa che ci fu assegnata ha l'essenziale r equisito di quella çhe pet' mille ragioni dovevamo desiderare: preLend ere di piit era assurdo (~ contro i nostri ben'int esi interessi. È corta~ Sia ..... Ma nql diran almeno coloro che, quand'~ra prescritta di lunghe 'falde, la portavano appunto cortfl, cor-ta..... e _per una plausibile (se non tt•oppo disciplinare) ragione, che appartenendo a corpi che l' avcan cor ta corta, lo spiccare troppo, colle lunghe, igieniche e comode faldo, er-a loro increscioso. L'avere due mont urc, una di parata eri una di fatica è contro l'economia, c contro H decoro; è il vel'O mezzo per averne ma i una decente e pulita..... Già le avevamo le due tenute, e p c1· chi le aveva davvero non fu poca gioia il vederle ad un solo modello ridotte. Quanto all'arma, benché sia al medico inutile, :finchè pe1'ò sarà distintivo dell'ufficiale, gli sarebbe spiacevolissimo l'esse1'na privato ..... ·È atto di cortesia lascial'la persino all'ufficiale prigioniero l Il pugnale (che non hanno gli ufficiali, ma gli aspi1·antt" di
4i8 marina) ci desta avversione, e neppure l'intendenza danese varrebbe a dissiparla..... Il coltello in~crosseo lo tt•overemo nella cassetta d'amputazione, as~i cme agli altri isLrurnenU, che non è nè necessario nè utile aver sempre ad armacollo, e che sono tutti indispensabili per acdngersi ad operare. I medici prussiani non vanno disarmati mai, neanche t'n tenuta di fatica; non vestono poi mai ne bluusc n è specie di blou.~e; ma s't la lo·ro tunica è identica a quella della {anten'a e non se ne differenzi:\ se non pel cad uceo alle sj)alline. Tra le diverse fìgurtl impresse sulla pezznola proposta dall' Bsmat·k per dotarne tutti i soldati (e che nel fondo non è che una pratica applicazione del già notissimo triangolo del .Mayor di Losanna) v'ha sì un medico in divisa, ma lt noi non pare sia in blouse davvero. r medici prussiani vestono sempre la tunica, a gnleUo di ritto, rigido, agganciato; stretta al tor~o ed abbottonata; e han fatt.1'l. cos't tutta la campagna di Francia; senza lagnarsene, non perchè fosse comodissima, ma peechè era quella del IMo eserci to. n fare voti perchè tutte le potenze flt•mat.arie della convenzione di Ginev1·a, vale a dire tutte le potenze d'Eu ropa, si intendano ft•a di lQro per dare agli ufficiali sanitarii una identica divisa, non è idea strana, nè illogica; ma non è nuova giacchè fu posta innanzi a Ginevra nel 64 c nel 68..... Ma cadòe, a doveva cade1·e, ravvisata inopportun!'l. da i membri militari della conferenza, e combattuta calorosamente dai rrtP.rn:.ri medici-militari; appunto per quella essenziale considerazione, che la divisa del medico militare non può essere di tipo diverso da quella dcgli altri ufficiali della propria nazione, del proprio esercito..... Inutile lo svolgerne le gravissime ragioni. Se i medici di marina di tutte le llitr.ioni h~utno una divisa sommamente analoga, anzi può dil'si identica, è perdtè analoga e quasi identica è la monlut•a dei marinai militari di tutte le nazioni ..... cosa vantaggiosa per mille ragioni, e 1>ossibile, perchè la nazione è poi contradist.~ntn dal colore della battet·i.a e dalla bandiera che sventola :;ulla nave. A nostro gjudizio, alla. divisa dci rnedici militm·i dovrebbe essere, per usn.rne nelle marcie cd in campo, a~g i unta una bolgetta uniforme, di pelle nera, da portar~i n.d armacollo..... Sarebbe comodissimo. e ben più utile della giberna, fortunatamente abolita. In tal caso vi sarebbe una buona ragione per accordare al me-
479 -cUco i cordoncini trasver5ali sulle ~palle ..... c così anche in sì piccola cosa otterrebbe quella wu{onnità, quell'identità cogli altri ufficiali, che è pel' noi il più cs;;en;~iale c desidere\·olc requisito della divisa del mfldi co militare. Noi apparteniamo ad una grande e nobile famiglia, tutto che può rliiferenziarci dai suoi membri ci è incJ~escioso, l'ld anzi lo repnl'iamo nel fon do veramente dannoso ..... Non vort'essimo maggio raschi, nè cadetti !
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BAROFFlO.
BUJLLIE'i'TI!W() O I<'FI CI..\.LE
Co n R. Det:1·eto del 1.8 aprile 1872. RAFFO Giovanni, f,u·macista aggiunto, ospedale Messina. Collocato in riforma (legge 3 luglio 1871) dal 1° luglio 1872.
Con Determina1:ioni Mìnisteriali del 23 ap1·ile 1872. DE VITA cav. AC'bil!c, medico dit•ett01·c, Messina. Tra.<;ferto ospedale Napoli (<;uccut·sale Gaeta). PATETTA cav. Alfonso, id. id., Napoli (succursali.'\ Gaeta). Trasferto ospedale Messina. CAP oztr dottor Fili ppo, medico di reggimento di la classe, 8° fa.nteda. T mferto al 38? fantel'ia.. P A:BIS c;-tv. Emilio, icl. id., 190 cavalle1'ia. T rasferto 5~{ 0 fanteria. PRATO dot,tcw Domenico, id: icl., 53° fanteria. Tt·lisferto l go cavalleria. LOMBARDO dottor Antonio, medico di battaglione di 2a cla.<;se, 39° fanteria. T•·asfet•to a disposizio ne del Comando genet·alc, Roma. BERT OLA cbttor Pieh·o, mcclico di batt.1glione di 2~ classe, a disposizione ciel Comando generale, Roma. Trasferlo 30° fante•·ia. VERTONE dot.tm· Eugenio, id. id., ospedale P alet·mo. Trasferto ospedale :1\Ie~ina. FlLIPPl Giacomo. farmacista, ospedalo Milano. T t•asfe•·to al Consiglio snpet•ior·e militare di Sanità. GR.At~ETTI Vittorio, id., labora torio chimico. Tmsferto ospedale Milano.
480 Con R. Decreti del 26 ap1·ile 1872. MURÉ Carmelo, fat·macista militare, ospedale :Messina. Collocato in riforma (legge 3 luglio 1871) dal 1° luglio 1872. MARRI dottor Ludovico, medico di battaglione di P classe, 49° distretto. Concessogli un secondo numcnto quinquennale di stipendio.
pon R. Decreto del 28 ap1·ile 1872. DE LISI Francesco, farmacista aggiunto, aspettativa. Col.locato in dforoul (legge 3 luglio 1871) dal 1° luglio 1872.
Con R . Decreti del 4 maggio 1872. TARONI cav. Giuseppe, medico di reggimento, ospedale Genova, LOMBARDO- ADRAGNA Giuseppe, id. di battaglione, ospedale Palermo, J\·l ARlETTI dottor Luigi, id. id, aspettati va, e VALLE Luigi, farmacista, ospedale Treviso. Collocati in riforma (leggo 3 luglio 1871) dal 1° luglio 187.2. GllASSl dottor Demetrio, medico d( battaglione, 32° fanteria. Collocato io rifot·ma (legge 3 luglio 1871) dal 16 maggio 1872.
Con Determina::rione Mimste1·iale del 7 maggio 1872. CATELLI cav. Camillo, medico di reggimento di la classe, collegio militare Napoli. Trast~n·to 8° fanter·ia.
Il Dù·etto1·e Med. !spett. CERAI,E coinm. Giacomo. Il Redattore Med. Dirett. cav. BAROFFIO• .Martini Fedele, gerente.
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ME~IORIE
ORIGiì'I!\.LI .
RENDICONTO DELLA SEZIONE VENEREI E SPECIALMENTE.
SULLA TERAPIA DEI BUBBONI del medico di reggimento BREZZI DoUor P~OLO.
Onorevoli Colleghi, Sarebbe temerarietà la mia se ·credessi parlare di sifilografìa a voi, che per erudizione, e pratiche contingenze vi trovate, come suol dirsi, al supremo livello della scienza; . ma li savii nostri ordinamenti ci fanno il carico di renderei intra di noi scambievole ragione del nostro operato ; ed unicamente per ciò .io imprendo oggi a sdebitarmi de' fatti miei. Non vi presento un rendiconto disposto in colonne inte-state, fìncate, ed allineate, sia perchè le speciali considerazioni, sulle quali vogìio chiamare la vostra attenzione, sfuggirebbero tali geometriche discipline, sia per~hè li cinque soli mesi, dacchè dirigo lo scomparto dei venerei, non ponno .somministrare una falange numerica tale da imporsene come il suffragio universale. Attendetevi perciò, cortesi colleghi , di sentire una lettura più o meno conciliativa 'di uno scr·itto qualunque a pian ·terreno della Perseveranza. Ma come in· ogni cosa aò .Jow principium, cosi debbo innanzi tutto pesentarvi la mia professione di fede sopra il mistetioso c0ntagio di amplessi non sempre aborriti. Giornale di .3fcdic. rnilit. 1872.
482 $ulla primavera de' .:miéi 'studii vige"va ancora-forte la quest~o~e se ru_lcero, e la blenorragia fossero l'opera di uno, o di due distinti contagi; io leggevo nella traduzione del Fritze fatta da quel santo padre della chirurgia italiana, che fu il Monteggia; come. H11lles ed Ellis in lnghilterra, ed il Tode in Germania foss ero i primi a negare. apertamente la natura venerea alla blenorragia. Tuttavia il Fritze a Berlino oppugnava il contrario, ed a segno, che il suo traduttore, sebbene Ì)l una nota si dimostri prppenso .acl c\n}mettere due distinti virus, tuttavia non osa francamente proclamal'lo, e dichiara riecessarii nuov;i studii; questi non mancarono specialmente in Francia ' pei1 · opera di Ricord e Baumes contemporanei campioni. di dlle op.poste sentenze; e dopo innumerevoli polemiche, osservaziqni, eçl esperimenti intorno a questa questione, oggigiorno ci troviamo tra · un Langlebert, che esclude affatto dalla blenorragia ogni specie di virus, o contagio, ed un Gamberini, che vu.ole essa sia il · prodotto· di tm unico ed ·identico veleno a quello, .chè genera l'ulcero. · Nè ciò · basta, perchè nel 1852 il Bass\lreau espo: neva in Francia la sua teor.ia :dei ·due virus n lcerosi, infettante cioè o duro Funo, il non infettante o ri:t'olle l'altro: iìppena sei anni· dopo il Rollet con quésti due ·vù·us ne fabbricava un: terzo, il.mistp cioè, o'spurio. Aggiungete a questi sommi capi una qualche variante, che ogni capo-scuola si crede in dÒvere di fare alla teoria sulla sifilide, alle varie ··soste, e pr-ogressi, che le .fanno fare sull'umano orgànismo; ·e le questioni dell' ove finisc~mo le manifestazioni primarie, ''eQ. ove cominciano le costituzionali, e la maggiore o minot•e ' facoltà di .attecchire a qneste accordata·, e le disparate sen-. · tenz'e, che corrono intorno alle iperplasie papillari di certe rriuccose · conosciute ·col nome di vegetazioni, o papillomi; ed avrete un 'idea appena sommaria sulla babelica coriftisione, che regna intorno al morbo della sifilide. E però io, per· · manifestare la mi.a opinione in proposito, . piglio ad impre:stito il· famoso motto del marchese Colombi , .e mi dichiaro di. parere contrario.,:.. con chè spogliato d' ogni sarcasmo'
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intendo proclamare il mio scetticismo su tali bisticci, e quando scendo nel mio comparto, dopo avere, medicate .tante forme e tante sofferenze, stanco e mesto , vado · pensando a tanto rio seme sparso da Pandor.a, mi ricorron0 . alla mente ce1·ti bei versi del Metastasio , ed in parodia li vado cosi mormorando:.... Ovunque il guardo io giro Immenso virus ti vedo - Nei guasti tuoi ti ammiro - Ti riconosco in lor. Ma rallegriamoci che l'illustre nostro Giudici nel suo microscopio ci apprende essere r attenr.ione dei micr:ografi ora con tutto l'impegno rivolta alla ricerca delle sostanze., che ponno servire alla propagar.ione delle malattie contagiose; e non vi ha dubbio, che li pazienti studii fatti ùa questi strenui indagatori delle orgarùche latebre, che già ci diedero l'anatomia patologica ed istologica della sifilide, che t-'ima non possedevasi, ancorchè non raggiungano appieno il loro scopo, porteranno molta luce, o per lo meno faranno della medicina, mentre lo arruffarsi in unicismi, dualismi, e trinitismi venutici di Francia, è un fare della teologia, Fatto cosi di cappello a messer lo virus, discendo nel più utile campo dell'arte di guarirne gli effetti; e per primo presentasi un' altra divinità , c.he reclama i nostri omaggi: il mercurio, questo mito, che fu tanto adorato dall'antichità, perchè forse il più ameno e scapigliato degli Dei, e pr,o tettore di tutti i traviati dal civile consorzio, noi continuiamo ad adorarlo quale metallo, perchè il più salutare rimedio ad altri traviati. Quindi è che non appena io scorgeva quelli induramenti periulcerosi o ganglionari, che il comune .consenso dei sifilografi, e la pratica ci insegnano preludiare le manifestazioni secondarie, ed a maggior ragione se queste già attuate, immediatamente amministravo il deutecloruro mercurico colla nota formale del Vansvieten. Non è che io respinga altre formale ed altri metodi di mercurializzazione, che anzi ho. molta fiducia nei bagni mercuriali sia d'acqua, che di vapore, ma non mi si presentò mai l'occasione, che quel sale
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non venisse tollcFato insiho ad ottenuta guartgwne; ed intanto ebbi una altra volta l' oppotunità di constatare, che il sublimato al pari, o meglio d'ogni altro sale di mercurio, guarisce non solo, ma ha di più sopra li altri il· grande vantaggio di non promuovere,' od appena iniziare un leggiero . ptialismo. Avrei pure molto volentieri esperito il me· todo ipodermico tanto propugnato dalli egregi Scarenzio ed Ambrosoli colle iniezioni di 20 a 30 , centigrammi di calomelano sospeso in un gramma e mezzo di soluzione gommosa, se le circostanze di impossibile attuazione di altri vecchi e piu noti metodi mi si fossero presentate. Come poi e perchè le varie chimiche combinazioni di questo metallo valgano a migliorare ed a guarire le svariate forme della molte ed ingegnose maniere, che tutte sifilide fu spiegato arrivano alla finale conclusione del curai quod sanat. Ritiensi però ·Ùa molti come chimicamente pi·ovato, che li ~~ ferenti sali mercurici introdotti nella umana economia non arrivino a liberare questa dalla lue venerea, se non in quantochè si trasformino in bicloruro al contatto dei cloruri alcalini del sangue; ed egli è forse perciò, che .il sublimato rimase tetragono alla concorrenza di tanti rivali di ugual base. Crederei r,omrnettere l' indiscrezione di certi abusatori della ]>arola concessa, se mi accingessi a farvi una enumerazione e distinzione, fosse pure in diciottesimo, delle moJte e varie forme osservate sia primaticr,ie, che tardive, tanto più che nulla mi si presentò nè di raro, nè di stJ'aOl'ldinario, che voi non abbiate già visto o letto in alcuno fra la miriade di libri didattici della sifilide; e d'altronde la mia professione ili fede non mi permettendo di adottare nessun piano od ordine descrittivo, sarei obbligato di danri una sequela di individuali nosografie, lochè sarebbe imper·donabile; ma intanto sul terreno della terapia ho già menzionato forme primaticcie e tardive; or bene di queste, quelle che presentano quelle neoformazioni classificate dai trattatisti come manifestazioni terziarie, le curai esclusivamente coll' ioduro
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48& potassico, sale metallico anche questo di una potenza vera, mente ammirabile, quantunque non figuri f1·a li Dei.dell'antico Olimpo. Ma mi preme di avvertire, che dell' ioduro . io ne feci ben altro e più esteso uso sistematicamente adoperandolo nella . cura delle adeniti inguinali sel>bene classificate generalmente come primarie manifestazioni. Dopo questi due sovrani rimedii sarebbe un andare troppo per le lunghe il tenere parola dei molti altri, ~as~ime che la polifarmacia nella terapi"n della sifilide è un vero bisogno: se non che volendo esprimere un concetto sintetico del piano curativo dividerò le sifilidi presehtatesi in n° 48 affeY.ioni curate coll' ioduro, rr0 35 col vansvieten e ioduro, n° IO con cura ricostituente~ JÌ0 162 coi balsamici, n° 86 con semplici mezzi locali, ed · elimino da ogni computo, n° 20 individui, la cui dimora nell' ospedale essendo stata di soli giorni tre in media, non debbono considerarsi come ammalati se la statistica ha da 1 essere veridica. Scorgesi in ,una tale classificazione dominare lo spirito del più puro empirismo, ed~ a tale mi doveva condurre lo scetticismo in dogmatica. Questo stesso empirismo ragionatamente< mi condusse a fare qualche novità nella cura del bubbone v~ner.:eo, ed ecco in qual modo : . Si riconosce in tutti i libri di sifilografta al capitolo della cura dei bubboni un costante sforzo per arrivare a trovar modo appropriato di impedirne la suppurazione, e quindi dall'empia· stro del Vigo al vescicante del Malapert; dal linimènto volatile di Girtanner al collodione, dalla semplice acqua fredda del Fritze al ghiaccio pesto del Lagneau, dal semplice riposo, .alla compressione con varii processi studiata, esiste una longa -catena intermedia di unguenti, pomate, tinture, erobrocazioni, empiastri tntti e pro·cedimenti dotati di potere risolvente ed astringente; nè per ottenere lo scopo le prove dei nostri maggiori si limitarono a soli mezzi esterni, ma vennero in onore anche e gli emetici, e purganti, e gli alteranti; le, flebotomie, e le mignattazioni; se non che o con se-
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486 guenza fosse d eU~ credenze in domma sifilografico, ·o delle teorie :r·icevute su quella :gr.an pefana, che nomasi infiammazione, i nostri paclt·ì, visto che i loro sforzi il più delle volte er·ano rius(~iti vani, ' e sìJesso .dannosi non rendevanò più; che un debole omaggio alla vagheggiata risoluzione di tali infurnescenze; e .tostamerllte si a:ppiglia'vc:tno a quei mezzi conosciuti opportuni a fa·voi:'irne la s t~ppurazione; e ciò si capisce perchè· secondo essi od il bubbone è vir·ulento, ed allora .è non solo inutile, ma antiumanita'rio l'insistere sui· mezzi risolventi; od· è l'impeto infiammatorio, che fa:, ressa,. ed a1lora non è a dimenticarsi, .che la suppurazione al 'p ostutto è classificata p'e r il secondo ,e più benigno esito della infianmiazi(:me .dopo la: risolùrione ;' che se appartenevano ·a quella· scuola sifilogra:fica, che vede · nella · suppurazione del buobone una valvola di s~curezza contro ·la lue costituzionale non è a dire quantç do.:vessero ·con ogni sorta di epitemi e cataplasmi .pronmovere Ul,l tanto ·creduto beneficio. La cura del bubbone non era perciò sotto una direzione costante,. il concetto pràtico .titilbava :S.einpre alla ViSta' di un bubbone, perchè ·prima di appigliarsi ad tll1 partito, occorreva una diagnosi 'diffet~enzit'l>le 'di. ·esso, ~ioè se v irulento· o no ·; ed il professore Salviatti, malgrado abbia disposto· su ranghi paralleli i caratteri di· ambidue; ·esso stesso si affretta di confessare, che .il ·giudizio ne rimane tuttavia sempre· dubbio. Quindi si spiega come la risoluzione -fu dagli uni troppo timidamente, dagF' altri troppo· barbaramente tentata. . Il concetto · invece, ché io mi son formato nella cura di qtfesti tumori; mi permise d.i tenere sempre la stessa direzione, . lo stesso sistema e gli stessi mezzi tanùo 1iei bubboni,' che presto danno indi;~,io di vo)etsi.risolvere, come in que'lli che .passano a · stat0 di indurimento; ed in quelli in oui manifesta è già la ·sup.purazione, e sin anche quando già t rovansi .aperti. Esso consistè nel ·considerare ,che abbiamo un plesso lin-· fatico con una o più .ghiandole, eh.e ci presentano i fenomeni del tumet r·ubet dolet ,· ch.e .perciò in es.s.i e loro dintorni
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la vita normale essendo abertata ne avviene un continuo.: accorrere, depositarsi, ·stravasarsi, duplicarsi di materiali or- ' ganici; che per somma ventura si possiede una sostanza il · iodurv potassico, il quale ha la virtù particolare ed elettiva di ravvivare e promuovere le funzionalità dei 'linfatici, e far loro assorbit·e Ael volumi incredibili massime quando essi' caddero ammalati non per congenita labe, ma per accidenti · acquisiti, in altri termini t:anto più ei dispiega la sua po- · tenza, quantò . m.eno, 'chi l'·usa è di temperamento linfatico , ed infine per quell'eterno e tt•oppo spesso dimenticato p'rincipio, che la natura è che guarisce se stessa, ed i rimedii non fanno che coadinvarla, imperocchè della chimica 'nell' organismo se ne sa bensl, ma non come· in una storta ; non preoccupandosi del virus o ' del non yirus, onde non ne avvenga come al cane deiia favola di Esopo, che corr'èva ; dietro la propria ombra, egli è mestieri sforzarsi di togliere • alla località il calore, il turgore, ·il rossot'c, al che si riesce · ~on una costante applicazione del ft•eddo, e degli astri:~genti, e,ravvivare e sostenere le funzionalità dei linfatici, al che e~egiamente soccorrono gli iod uri. J: perciò io applico sul bubbone il fl'eddo in ragione di- ·· reta dell'entità del fenomeno infiammatoi'io, cioè ai bubboni flemnonosi, dolenti, ed accompagnati da reazione geMrale il &iaccio pesto, ·ed anche misto a sale in vesciche, a quell~ . appma dolenti semplici embrocazioni di acqua saturnina. Ottemta la scomparsa del dolo1·e, ed un buon corrugamento della pelle mi permetto qualche pennellata di tintura di iodio, 0 friziòn,i di omonima porn~ta, ed immediatamente amminist:o il ioduro potassico, a meno che condizioni. catarrali gastriC\e non l'impediscano, nel qual caso procuro di rimuoven queste prestamente onde non perdere un utile tempo. Con dò non . pretendo già., ·che il bubbone · si risolva, ei faccia ptre il suo ciclo, ma questa medicazione non la cambio, nè la motitì.co perchè se mani(estasi la suppurazione, le fl'edde e saturnhe embrocaz~oni · servono Jl1eravigliosamento a li- ·
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·mitaie •ed a circoscrivere l'ascesso, fugando il -residuo turgore circostante, ed a corroborare ed inspessir.e la cute, che cepre le marcie, dandole così molti maggiori elementi di vita u~ilis'simi per la pronta e regolare adesione. dopo !!apertura; il··che. unito all'uso interno dell' ioduro serve a preservare· dàlla suppurazione assai molti più nodi · linfatici·, che non l'uso degli emollienti. Che •se l'asr.esso si apre precocemente e· le. ghiandole sottostanti, ed i v.asi· èhe le intrecciano siano voluminosi e dolenti,· ricopro ancora la parte colli stessi ·bagni; ed amministro .il ioduro; nè può cessare· •lUÉ\sta medica tura insino a che tutta la provincia linfatica dia non dubbi segni di avere ripresa ia ·s ua vita fisiologir.a. L'obbiettivo -prediletto di questa medi'cazione è evidentemente la risoluzione, e poggia tanto sopra il fatto empirico deHi1:1zione elettiva degli ioduri, come sopra il fatto fisico dell'azione del freddo, il quale non solamente opera una c~ntinua sottrazione di calorico, ma ancora esercita una azione corrugante sulle fibre elastiche della pelle, e sulle· musculari liscie dei , capillari, onde ne avviene un;:~. grande diminuzione, anzi cessazione parziale di quella vascolariti, che tende sempre ad aumentare gli esiti della flo·gosi, •d una omogenea e dolcissima compressione op·erata dal ca:'rugamento del derma, del rete malpigliano, e della prina p~gina aponeurotica se il freddo arri:vò sino ad essa. Che se la risoluzione completa dèl tumore non si è potuta ottenere, còntinuando· la stessa. cura, otterremo, per lo merio una grande limitazione della degenerazione pio:.. genica; e ciò spiegasi per una ragione anatomica e cinica nello ,stesso tempo. Le molte ghiandole esistenti nei due ordini di lin'fatici della piegatura della coscia, femoral cioè ed -inguinali propriamente detti, non sono mai contenpora"neamente ed in egual grado impigliate dal movimento :nfiammatorio; e se una perciò è giunta al periodo .della suppu·azione, la più prossima, ossia quella che sta colla prima in pii diretta comunicazione, ci si incammina, una terza ci vièndopo, e così di seguito per il grande in~r.eccio anastomotico .che tra
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di loro .esiste. Queste due evidentemente si presèrveranno ancora dal processo necrobiotico, e sarebbe un errore il sacrificarle .·per il non sol quale utile di .vedere presto il pus della prima. ' Questo sistema di cura deve necessariamente trattenere lat mano del chirurgo a non aprire l'ascesso se non quando la natura è li p·er farlo essa stessa, e tronca in modo definitivo ropposto questionare degli autori in proposit?, perchè li sen! fistolosi, e·scollamenti temuti dalle tardive aperture altro non essendo se non esiti di flogosi non domata, o- mal combattuta, questi ascessi rientrano sotto le leggi della comun~ 'chirurgia, che insegna di non· aprirli se rion al momento, che sono bene circosritti, ed i nodi linfatici .bene fusi, attesochè questi suppuranti al contatto dell'aria si ingrossano, divengono fungosi, e molto più facilmente impigliano nella loro orbita i vicini coi quali stanno in comunicazione. Ora nasce spontanea la domanda del perr.hè ad un tale' sistema di cura, che si ·propone d[ osteggiare sempre la Juppurazione; io non ho mai aggiunto il potente mezzo delle sottrazioni sanguigne nè locali nè generali. Eccone le r.agioni. La suzione che fanno le mignatte entro unà rete capillare non svuota questa di sangue, ma vi determina un ac' correre di tutta la massa sanguigna; se con un canello voi succhiate entro' un vaso pieno di liquido vedrete l'onda lentamente muovere dalli estremi labbri, e con moto uniformemente accelerato venire a precipitarsi e fare gorgo al punto ove è aspirata; se il succhiamento si fa entro un sacco ermeticamente chiuso e pieno di liquido, e le cui. pareti siano dotate di elasticità tale da adattarsi costantemente alla massa contenuta, il movimento verso il punto su~hiato succede ugualmente come nel primo caso. Il sistema san.guigno rappresenta appunto questo sacco, le fibre elastiche, e le muscolari liscie circolari della tonaca media sono incaricate di costantemente adattarsi alla quantità del conte-
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nuto, e<l ove il sangue ristagna sia patologigamertte, come fìsi.ologicamente, esse si allargano p~r contenedo, si restringono ,6ve vien meno. Se ce>sì .non ,fosse, il viwto d0Vrebbe farsi. in qualehe provincia di vasi per l'esercizio non·infrequente di funzioni eminentemente fisiologiche, nelle ·quali o,ccorre spostare una consip~revole massa sanguigna., ed ilvuoto nei vasi sa,nguigni è la morrte dell'individuo, o la cangrena secoa di una parte del suo· organism~, il seconda dell'importanze dei vasi, che s.i vogliono supporre .svuotati. Or bene. affinchè. lo ,sgorgo sanguigno operato dalla. mignattazione potess.e limitarsi alla· provincia ~mmalata bisognet:ebbe supporre, che al di la di questa ci fosse una bar-· riera ' i.mpediente !:uniforme moto sanguigno n~ n .solo, ma an·che 1'accelei'ato dalle rotte leggi fisiche e dinamiche per opera della sur.ione e dell'apertura del sacco, e che questa barrier'a non esista, ben lo sappiamo dalle einoraggie le'Ciuali non cessano se non per l' otturamen to naturale od artificiale dei vasi feriti, o ·per l'abolizione del moto sanguigno da deliquio o morte. Per queste ragioni io ritengo le mignatte inutili e dannose come quelle, .che aggiungono .uno stimolo oye già abbonda il flusso, e tion raggiungono lo scopo; e mi spiego anche corpe il · Baumes ed il Ricord, propugnatori entrambi di quelli aneH(lì, si diffondono in tanti minuti particolari .ed avvertenze intorno la loro applicazione, da cui appare che non erano ben convinti di quel .che facevano, .e. che se alcuna volta ebbero a realizzare dei vantaggi, ciò fu non per la locale sottrazione ma per- lp. diminuita•total massa sanguigna, al che valeva meglio una flebotomia. La tlebotornia non la ripudio sistematicam-ente, ·ma esclusivamente per dei bubboni, i quali al postutto anderarmo in suppurazione, e per essi soli non attenteranno .mai alla vita dell'.individno, crederei un delitto di lesa umanità , il fare dei sàlassi. Cosi praticando, io ebbi a ·curare 47- bubboni, di cui 18 si ri'solsero senza dare segni di suppurazione; 8 passaronò a ..
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suppurazione ed offrirono delle larghe chiazze cutanee .arr ossate sotto le quali sentivasi fluttuare il pus in ampio sacco, ·ma temporeggiandone T apertura per il sopra enun-.. ziato ptecetto, il ros·sore cutaneo si andava di giorno in giorno restringendo, la fluttuazione diveniva più oscura, indi. scompariva ogni cosa, ed ottenevasi una completa risolu~ione ; e finalmente 21 videro, dirò cosi, ,la luce del giorno . Certamente questo numer o è troppo piccolo per imporsi statisticaiuente alle migliaia, ma non cessa di avere un' alt!l: ., signifìcazione l'ottenuta risoluzione di 18 bubboni sppra 47 . senza suppurazione, e di 8 a suppu~·azione già fatta; ei bisogna, che le maniere ed i rim edii;us.ati~ andassero ben a' versi della natura, e se ella fu realmente favorita in questo suo travaglio dirallo anche ìl tempo, che impiegò a guari1·si. . Nei bubboni risolti e non suppurati impiegò un maximum di giorni· 63 nel soldato Bovolento Giuseppe del già treno d'arni.à'ta il quale ,teneva due bubboni bilaterali, ed· inoltre inoculossi fortuitamente il .virus delle sue ulceri ad una la~ ceraziorie che teneva all' indice della mano sinistra, per cui gliene venne anche il bubbone ascellare, il quale aveva preso delle .proporzioni veramente considerevoli; il computo perciò di questa massima ospedalità non dovrebbesi nemmeno tutto ascrivere alla cura di un solo bubbone, perchè l'ascellare inter1~ennc quando già da · una ventina di giorni l'individuo stava nell'ospedale. Il minimwn fu di giorni 11 su due individui, e la media. risulta di giorni 26. Nei bubboni su p- . puvati e risolti senza apertura un ?naxi~ttm di giorni 5'6, mznimum 20, media di 36. E finalmente · nei. _suppurati ed aperti un ·maxùnum di giorni 90 in uno che fu.. cq\t~Ad311 . , fagedenismo, un minirnÙm di 21, ed una media di 43. L'ospitalità mr.çlia gener,ale .dei bilbboni trattati nell' ~sposta maniera fu di giornate 35. . Mancherei ora ad un dovere di onestà professionale, se non vi accennassi che fra i l)ubboni risolti senza suppum,.. ~ zione ebbi due recidive, una nel soldato Salzano Domenico del 60P reggimento fanteria, il quale ebbe perciò una p1:ima '
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ospedalità di giorni 24, ed una seconda in cui gli fu aperto il bubbone, di giorni 22; l'altra nel soldato Bonavita Antonio nel 5° reggimento artiglieria, il quale dopo 17 giorni di trattamento iodico usciva dall'ospedale; indi rientrava col bubbone di nuovo flemmonoso1 dolente e suppurato ed indi a pochi giorni si manifestò la rubeola, e la caduta dei capelli, ecco, griderà un dogmatico, se si fosse da principio favorita l'apertura delia valvola la lue non sàrebbe venuta; ed io 'riderei di talè appunto perchè in primo luogo il bubbone realmente fu aperto un dieci o dodici giorni prima della comparsa della rubeola, e poi se ha da avere ragione quello, bisogna siano in errore tutti gli altri credenti nel dualismo, secondo i quali il bubbone suppurato non sarebbe mai virulento. Con questi ap,puratissimi dati riuscirà facile ai versati nelle cose statistiche }g stabilire confronti; non io certamente ne voglio trarre un giudi1.io, ma non posso dispensarmi dalraccennare come la potenza di questo metodo mi si dimostrò prodigiosa nei bubboni flemmonosi, ad esempio nell' allievo carabiniere Romano Alfonso, il quale ebbe un bubbone sinistro due volte resosi flemmonoso, e circondato di eritema risipelatoso estendentesi dal ter'tO superiore della èoscia sino a due dita sopra il legamento di Proparzio; costui non ebbe suppuraiione, e guarì eon una ospedalità di giorni 56. Ed ancora più prodigiosa ella si dimostrò nel favorire la metamorfosi , e l'innocuo assorbimento di ben otto bubboni suppurati. Questo fenomeno tante volte osservato dai nostri padri, e che fece loro inventare le teorie della Metastasi, è tuttavia un seriissimo argomento di studio per i micrografi, ed è troppo poco, anzi quasi niente preso dai chirurghi in quellà considerazione, che merita: ed in vero quando la natura ha il potere di guarire se stessa, senza deformare il suo esteriore velamento, ed esporsi all' imprevisto, abbasso quel ferro, e prima di tutto la si aiuti su questa strada: bando alle false idee, che l'assorbimento del pus possa recare tanti danni e pericoli alla . economia.
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Wirchov ins~gna che il pus, come pus , non si riassorbe, ma si trasforma in una sostanza grassa, che ei chiama latte ratologico' e quantunque le leggi od il chi.misroo per cui ciò .avviene siano a noi ignoti, il fatto, come dissi·, è ve®hio, e dalli otto ascessi inguinali linfatici assorbiti io non vidi nessun.a pioemìa, nessuna migliare, e nemmeno una effimera, anzi gli individui andavano ripigliando le tinte proprie della .floridezza in .ragione della diminuzione del tumore, che, non lo si dimentichi, era da causa venerea. Nella prima classe pertanto, cioè dei curati con gli ioduri, trovano il loro naturale posto i bubboni assieme a tutte le cosi dette manifestazioni terziarie; e la miscela secondo me no.n sarebbe poi tanto strana, se si vuole considerar e il fatto dal lato dell' anatomia patologica macroscopicamente parlandq; in vero tanto ~ei primaticci bubboni, ·come nei tardivi tuhercoli, gomme, periostosi , esostosi, sarcoceli, de,gener,azioni muscolari, e via dicendo, havvi un processo di .aberrata nutrizione, in quelli in -forma acuta, in questi in iorma lenta, semplice accidentalità, che si può.l'una nell'altra spamb~are, attesochè col ghiaccio si raffrena, · e si arresta il corso dei primi, e ba1ìta per poco malmenare i secondi per acutizzarli e condurli anche essi alla suppurazione. Di queste t~rde manifestazioni ne ebbi un solo esemplare in un individuo., che presentava la bossa frontale sinistra uniformemente ingrossata, ed il testicolo destro sarcqmatoso e fistofoloso; sì l'una che l'altra delle affezioni cedette con rapidità meravigliosa all'uso de.ll' ioduro. Trascorrerò ora sulle altre classi di cure, nelle quali io non feci nulla, che non sapessi già :fc'ltto ed insegnato da altri. Ho già detto che la cura mercuriale tostamente l'instituii in tutte le vere ulceri Hunteriane, e plei-adi inguinali . indolenti, essendo in ciò d'accordo col Baumes-, col Langlebert, ed in genere con tutti li antichi scrittori -di sifilografia. di non aspettare le manifestazioni secondarie, é credo, che questa sollecitndine sia una valvola di sicurezz3. assai più efficace, che non la SU}lpurazione inguinale. Del resto e ciò
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malgrado, annovero 'due recidive e dirò meglio due insuccessi. ~ curati in questa seconda guisa sono 35 e(l hanno là media permanenza di giornate 45 2f3. . · ~o po's to in terzo ordirie la• cura ricostituente, e. questo verbo ha di ~er .sè tanta signifh;aziorre, che mi dispensa da ·ogni perifrast: per questa bisogna, ho domandato molto alia farmacia, m'a molto più assai ·alla: cuciha; compresi in que.sta classe. tutti i buboni degenerati, e quelli lé cui lunghe e fistolose suppurazioni ·reset·o emaciata e leucoemica la costituzione. Sono dieci in tutto i curati con tale indirizzo, ed ebbero ùna medià ospedalità di giorni 110. Fra essi merita speciale menzione il caporale nell'ex-r,orpo di amministra. zione Donato Antonio, il .quale già dall'agosto passato anno ·dimorava in· questo ospedale, ed era · aff~tto da due piaghe ·inguinali" 'degenerate in vera cancrena umida nosocomiale, la sinistr-a clelia sup~rficie di un dieci centimetri quadrati, la destra un po' minore; esso potè uscire il 30 aprile scorso ·con buone e solide cicatr-ici al' posto delle sue piaghe, e hen rifatto della persona: il rimedio locale che portò il pallio nella ìnodifkazione di queste piaghe fu ra:cido fenico a dose caustica, che. mediante ·sgocciolatura si andava applicando ogni giorno, e vedevasi sotto tale causti.cazione il progressivo ar·restarsi del processo distruttivo, e si lasciava, e si ripigliava ·n caustico disinfettante a seconda le altalene della cancrena; durò così la cosa un mese e mezzo, ma sullo scorcio di febbraio cessava .affatto ogni ' tendenza degenerativa, e la cicatrizzaZÌOJ;Ie procedeva d'allora in poi con regolarità e sicurer.za. · Comprenderete faeilmente come tra què sti curati mi si sia presentata l'occasione di adoperare li ipduri, ed io non l'abbia omessa, e com~ la sovraesposta t èrapia .dei bubboni tende ad eliminare tali cachettici dai sifilicomii. La più. numerosa classe di forme veneree richiese l'empirico uso dei b'alsamìci, essa può s<:omporsi in 137 blenorragie e 25 epididiiniti blenorragiche. Le prime ebbero una media ospedalità di giorni 20, ma essa non esprime al giusto l'intero periodo morboso, perchè necessità locali mi obbligarono pa-
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recchie volte ad evacuare le più prossime a guarigione alla convalesce'nza di Moncalieri in continuazione di Cut'a. Le seconde ebbero una media ospidalità di giorni 28. Fa appena bisogno di dire, che un propugnatore delle fredde applicazioni al bubbone tanto più le deve usare nelle orchiti, metodo in queste già usato da molti, e volgarizzato dal professore Timmerma!"ls ora son cinque anni. Il freddo sempre proporzionale alla qualità flogistica, e non timidamente usato in 24 o 48 ore toglie il più incomodo fattore (o fatto ?) di questa orchiopatia. il dolore; la borsa corrugata si rialza, si costringe ed esercita la più omogenea pressione sul delicato organo, che contiene; in queste condizioni, o quando certe bo·rse sciupate non si vogliono costringere per nulla·, io agginngo anche la spalmatura di collodion ricinato, e le vado ripetendo a condizione sempre, che la parabola flogistica sia in notevole aecrescenza. Già si capisce che anche qui io non ho applicato neppure una sanguisuga perchè se non bastassero le ragioni che sopra ho dette contro questi anelidi, non crederei seria una vantata derivazione di sangue· dal testicolo colla appli_cazione di quelli alli tegumenti scr otali ed inguinali, mentre sappiamo, che il testicolo non è continuo col suo sacco se non per la esilissima ripiegatura della sinoviale adnata, e riceve il suo vaso nutricatorio fin dall'aorta al disotto delle emulgenti talora da queste stesse, mentre li elementi dello scroto sono irrorati dalle pudende interne ed esterne, per cui il sangue, che si può fare sgorgare dallo scroto ha già oltrepassato di ·tànto la circolazione spermatic;:t, di quanto ne fa bisogno per riempire ·gran parte dei va<>i lombari, tutti li ipogastrici e sacrali nonchè li 1lliaci estdrni. Avrei piuttosto r icorso alla flebotomia quando veri sintomi di pletora e di acutissima infiammazione mi si fossero presentati, ma a mio giudizio non fu mai il caso, che il freddo esteriore, il digiuno, li emetici, e li eccoprotici non dovessero bastare senza fare getto dell'umore· nutrizio. Anche qui debito d'onore mi invita a consegnare un in-
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successo, ei mi avvenne nel soldato dei C().valleggeri Monferrato Salliola Antonio, in cui la epididimite destra passava a s.uppurazione, e se errore d'arte potè contribuire a tanto danno, credo possa essere stata una ,int~mpestiva applicazione del collodion, quando cioè la morbosa sensibilità non era ancora sufficientemente dal freddo attutita. Postumi dell'cpididimite blenorrogir.a rimangono ben spesso delle neoformazioni pochissimo o nulla dolenti, bernoccolute, occupanti per lo più la testa di quest'organo, di raro più in alto longo il plesso pampiniforme ; anche questi cedono all' ioduro con una docilità straordinaria ; ed ecco che l' ioduro come unico, o come coadiuvante farmaco piglia parte in tutte quelle cure, nelle quali i soli mezzi esterni non bastano a guar ire. Non gli mancarono perciò da parecchi gli onori della specificità: io non , voglio ora fare quistioni intorno alla portata di questa parola, ma osservo che essendo suo speciale ufficio di promuovere l'assorbimento e la dispersione delle neoformazioni, egli guarisce non solo quelle prodotte da causa sifilitica, ma anche moltissime altre. Come locali effetti di blenorragia consideransi pure da molti quelle iperplasie papillari, che vanno sotto il nome di vegetazi.oni, o papillomi; altri in minore numero li vogliono sintomi di lue costituzionale, come già pensavano gli antichi scrittot•i ; altri Ii vogliono una speciale malattia a se, e dotata di proprietà contagiosa; ed altri infine li considerano come nulla di nulla; ebbene se vnlete illuminarvi un tantino sulla fede, che meritano coloro, che pigliano cosi a gabbo il quid z'gnotum, e ne menano attorno il dito a lor talento, scendete al num. 419 e vi troverete il s9ldato di Nizza cavalleria Izzo Pasquale affetto blenorragia, che era molto acuta al suo ingresso nell'ospedale; costui protesta di non avere mai avuto altro mal venereo, che la blenorragia, la quale già incontrò ora sono sei anni, gli si ripetè molto spesso da quel tempo in qua, ed a segno, che sebbene ne guari:>se perfettamente: appena, ei dice~ rinnovava 1il . coito gli si riproduceva. Intanto egli non ha affatto
da
497 nè ai genitali nè all'ano, nè alla ·bocca, fauci, nè nell'interno canale .dell'uretra segni obbiettivi di progresse ulcerazioni 0 cose simili; ma ha al prep·uzio un papilloma del volume di una mezza fragola, e sotto la lingua sulla costa sporgente che fanno le due vene ranine ei tiene, corno due frange, una serie di papillomi perfettamente simili a quelle del prepuzio e disposti come le' due vene a lettera V. Solo da circa tre settimane incominciava a sentirsi come delli incomodi ospiti sotto linguali, ed a me li disvel6 ora son pochi giorni. Or bene se si volesse anche fare la ributtantissima supposizione, che il pus blenorragico od altro possa essere stato aù immediato contatto colla lingua di quest'uomo, non sarebbero mai state le papille della faccia inferiore le tocche dal pus, ed in ogni modo que3to non poteva così simmetricamente disporsi sulla sporgenza delle vene ranine ; ma egli è forza ammettere una vis a tergo produtb·ice di questo fatto, e sarebbe disonestà il volerlo , niegare. Ma e' con ciò il virus blenorragico è egli lo stesso, che quello dell'ulccro, od è un virus sui ,r;ene,·is? od avvene ancora un terzo, un quat·to ? Facciamogli di cappello un' altra YOita. E lamentiamo piuttosto, che il cammino dell'arte non abbia ancora cliscoperto un mezzo valtwole a svia1'e la natura dal produrre tali fetenti ed incomode iperplasie, per <:ui ·n on possediamo contro di esse, che il primitivo mezzo della distruzione o col ferro o coi caustici. Queste vegetazioni assieme nlle ulce1·i in niun modo echeggiate sui linfatici ingninali, alle balano-postiti, a certi scoli uretrali di dubbia fede o natura ho comp1'eso nella quinta classe, quella cioè dei curati con semplici mezzi locali; essi arrivano al cospicuo numero di 86 ed ebbero una media ospedalità di giornate 12 oscillando tra un minimum di 4 ed un maximwn di 65. · Chiunque abbia esercitato anche per poc.o tempo 1' arte chirurgica si fare\ avveduto come la nwdicatura delle pi aghe sia un tecnicismo tutt'altro che sel!ondario, tutt'altro che minimo, tutt'al tro che a trascurars~ dell'arte sua ; e più non Giornale di Medie. milit. 1872.
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farà. le meraviglie se sommi chirurghi non disdegnarono di occuparsi con minutissimi dettagli di questa bisogna. Nelle piaghe ,veneree ct·esce l'importanza del tecnicismo medicatorio in ragione della natura lor o, e del fagedenismo, cui hanno una tanto marcata tendenza; egli è perciò che non. si può apl'ire un tt·attato di sifilografìa, nel quale non abbondino i processi e· le formale, e quasi non passa una effemeride medica senza recare una qualche novità. in proposito. Dit•ò sommariamente il mio procedere. I grassi sono banditi affatto dal mio appar ecchio, perrhè· se è oramai assiomatico, che sono nociv·i nelle piaghe co- · mun i viemaggiormente debbono r.iuscire dannosi a quelle in cui una specifica infezione mantiene la tendenza degenerath·a; uso tuttavia il loro radicale alcoloideo la glicet•ina, ma. solo t per tenere beanti le fresche aperture di quei buboni in cui non riesci• ad innestarsi il fagedenis rno. Ho proscritto affatto quelle inutili specillazioni, le quali non hanno a ltro risu ltato, che di strappare ail'ammalato un grido di dolore, ed a l chirurgo un punto esclamativo! ed ovunque abbisogna_ di uno stromento pet• spingere od introdut•re qualche batuffolo o stuello, ciascun ammalato si provvede un suo fuscello, e cosi son sicuro che ognuno rimane col fatto suo. Non faccio mai nessuna delle cosi det te regolari_zzazioni dei margini delle piaghe, pcrchè egli è troppo logico, che ogni cruentazione si abbia a cambiare in ulcera, se la piaga non è ancora modificata; e ~e la modificazione è arrivata, perchè questo spreco di tessuti, che hanno le condizioni della cicatrizzazione? g rispettando sempre anehe le minime frangie cutanee, ed invece di tagliarle lavandole per bene, e modifìcandole, ne vidi aderire pa reGchie, e recare un utilissimo tributo alla chiusura co n molta soddi::;fa:r.ione m ia e dei distinti miei colleghi, che mi prestaYano aiuto. Che se mi succed4 il .fatto fii certi margini arr ovesciati ed ..accartocciati sopra una piaga già detet·sa, io li raddirizzo, e li mantengo in sito con uno o più punti di cucitura attor cigliata, e non. è a dire con quanto beneficio di tempo e sempli1;ità eli pro-
499 cedere se ne ottenga <:osi la cicatrizza?.ione. Ho potuto vedere stillo stesso individuo aprirsi e cicatrizzarsi come il più semplice asr;esso linfatico un bubbone, mentre le ulceri, r.he lo avevano prodotto perduravano luride e gr·igiastre, e. ciò mercè le grandi diligenze usate; che se questo fatto si possa o si voglia da akuni spiegare con una distinzione scolastica; niuno potrà negare l'altro non infeequente di bubboni apeeti ·e mantenutisi di sempli'cissimo a::;petto per' liarecchi giorni, indi divenuti vel'e ulceei veneree pet' una nuova e reale cont~gione; il percbè io insisto sempre sulle più minute diligenze e preca uzioni. Dir·ò in breve, che colla massima nettezza e delicatezza proeurai . di raggiungere il tuto ed il z'acttnde in ogn i medicazione, ' onde avere dalla. natura il benefizio del ciln, e con ciò mi dispenso dall' entrare in pitt minuti dettngli. L ' ac·qua fenizzata, la solur,ione di bicloruro rneecurico, l'acqua fagedeniea, il vino aromatico, il decotto di china, il tannino, il solfato di zi.1co, l'acetato di piombo, il laudano, l'ar,otato di a1·gento sono i pri_ncipali modificatori che a vicenda adopro; il primo specialmente e l'ultimo interven·gc)no in t1.1tte le piaghe, per'chè mi.servo dell'ac,qua fenir,zatn t~o me di un disinfettante lavacro alla scope1·t,nra di ogni solnzio-ne di continuo, ed a:dopro il 11itr·ato di argento secondo la pratica del RicOJ'd, e di, non rammento pilt quale, autore italiano, che lo chiama il caustico amico tlei tessuti, la qual pr<,tica consiste in tocchi leggeriss imi, ma ripetuti almeno ad ogni ser.onda medicazione. Alla pnlver·e di calomelano poi devo l' essicazione di alcuni rimasugli, contl·o i quali la pietra infernale sembt'ava pil.t tarda. Contro il fagedenismo ho esperimentato varii cau:;tici, ma tutti buoni, e tutti impotenti, il mezz.o più valido acl abbreviaee il corso, dalla mia esperienza constatato, si è la continua nettezia per cui munisco li ammalati dell'occorrente, c li istruisco a rinnovarsi le medicature sei, otto o piì.L volte nella gior nata, e quando è attuabile a tenere la piaga immers.a in appropl'iata soluzione di bicloruro mercul'io.
500 Questo fatto è per me di tale importanza che io non so accomodarmi al parere di co]Qro, ~he considerano il fage'denismo come un quicl estrinseco,· una sopravYenienza alle ulceri veneree; · intanto io non (~onosco altre ulceri, che abbiano tale 'spontanea tendenza degenerativa, e trovo che una ulcerettina la più semplice, la più molle•. noi con tutta sicurezza la dir:iarno venerea se ha il fondo gi'igio, i margini a picco e dentellati, ecc.; or bene r.osa. ci .manca per avere una. ulcera fagedenica se non di esagerare le proporzioni di questi ca. ratteri? e non è egli ne!l' ordine di tutti i virus di manifestarsi .con una non interrotta sc;1.la. gt·aduale di intensità? e questa non. sta forse sempre in ragione inversa della resistenza presentata dai singoli org::j.nismi? Ed ecco senza avv~dermene per la terza volta urtatomi nelle seccbe delle questioni dogmatiche! Ma col favore del ·mio vento riprendo il larg·o e mi t'ÌCOVHt~o nella conclusione, che Io scetticismo, qua!.e io ·re l'ho professato, non è il nichilismo, e che l'w·s longa è una ~ran piramide di nani sempre sopravyenienti, sempre sovrapponentisi: gli ultimi arrivati per poco ei si lascino inebriare dalle sublimi aure della çima, pigliano il capogiro, caclopo n el precipizio ; e tal sia di me: ma non s i ctica che io abbia voluti) con lr.ggerezza scherzare con tanti illusLr i. uomini vivi e trapassati, il qumulo ·de' cui dottissimi lavori fece scala a questo mio dit·e.
Il medico di regr;imento Dott. Bn.Ezzr.
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LA CHIRURGIA MILITARE NELL'ESERCITO AUSTRIACO l
M. LEON LE FORT pror~ssorc aggregato ali;:~. Fn.coltà me<l ica di Parigi
Il servizio sanitario in tempo di guerra deve far fronte a' bisogni sempre numerosi che il giorno dell<Ì battaglia assumono formid abili proporzioni. Mentre ancora dura la lotta bisogna togli ere i feriti, p01:tarli fuori del pericolo, esaminare accmatamente le loro ferite, praticare le oper azioni d'urgenza, applicare gli apparecchi provvisori che permetteranno il trasport.o del fetito fino al luogo dove riceverà la cura definitiva. Bisogna infine che feriti e ammalati t rovino negli ospedali quella calma che è tanto necessaria alla loro guarigione· e che gli stabilimenti sanitari mentt•e COJtservano per quanto è possibile il car attere ·di ospitali ordinarii abbiano in pari tempo le risorse necessarie ad una lunga cura. Carp.ttere precipuo delle ambulanze di prima linea è q nello d' essere mobili e di potersi spostare secondo le vicende della battaglia. Più indietro, a pochi chil()mctri dal l uogo del combattimento, si stabiliscono ospitali tempor anei dove il ferito è accolto per breve tempo. Queste ambulanze e questi ospitali sarebbero ben presto ingombri se nelle città vicine al teatro della lotta non si stabilissero degli ospita1i fissi ondè poter sgombrare su quelli la maggior parte dei feriti. Talvolta ancora se la guerra s i pro l unga o se le perdite sono gravi si trfl.Sportano negli ospitali della madre-patria i convalescenti incapaci di r ipreridere il sel'vizio d urante la campagna o i feriti che possono sopportare senza pericolo un lungo viaggio.
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Avendo tutte le armato Io stesso scopo da raggiungere, le stesso difficoltà da sormontare si comprende come nel piano generale d'organizzazione vi sia una certa quale uniformità; però addentrandosi nei dettagli della pratica si trovano notevoli differenze nel l'ipal'to o nel modo di funzionare dei varii gruppi che costituiscono il servizio sanitario in campagna. Tali dilfercn7.e, sgraziutamcnte sono poro conosciute nel nostt·o paese, ed importa molto il co'noscel'le bene se nella prossima organ izzazione del nostt·o serYizio sanitario si vorrà approfittare dei progt·essi realizznti da parecchi anni negli eserciti stranieri. Io credo utile adunque di presentare dapprima con qualche dettaglio l'ot·ganizzazione del servizio sanital'io in campagna . nell~ese J•Gito austl'iaco, prussiano, i,taliano, c riassumet·e poscia i punti più importanti di questa organizzazione Mnfrontandoli alla no:sLra e accennando alle pl'incipali modiflcazioni da portarsi al fun1.ionamento della nostra chirurgia militare. Esercito austriaco.
Quando nel 1861 io studiava nello Schleswig e a Vienna l'or ganizzazione delrat·mata austt•iaca nel campo ùi batta;l:a e in témpo di pace, erano pubbJ:cate dal ministro dol!a guerra delle nuove Istruzioni per il se?·vizio sanila1·1·o
in campagna. La guerra di Boemia nel 1806 fece vedere che un gr·an(lo progresso si era fatto. ma lo scopo prOJlOSto non era anr.ora completamente raggiunto , o r.he et•a possibile inti'Odut'J'e molti miglioramenti. Una nuova rifol'ma era necessa1·ia, nè si ositò punto ad effettuarla. L ' i:)tl'Uzione puhblirata nel 1870 difi'e tisr:e notevolmente da quella del 1861 ed io douei fo1·sc }imitarmi a non parlal'e qui ehe della ot·ganizzazione attuale, se nel conft•onto dello stato presente con un passato non molto lontano non si trovasse un efficace m e~zo (l'istruzione pe1· trat· partito dall'esperienza degli altri al momento d'introdurre una completa r iforma del nostro SCJ'rizio sani-
. 503 tario militc1.re. Nella complessa azione del corpo san ita1·io durante la guerra e sul campo di battaglia, tutto si concatena; i feriti passano, per cosi dil·e, da una mano all'altNll; 'dai posti di soccorso e dai posti di medicazione fino all'ambulanza e all'ospitale permanente delle grandi città. P erciò non si potrebbe studia1·e sepal'atamente le modificazioni. portate in una delle parti del serrizio, senza l)erdet·e <li vista l'assieme e per conseguenza lo scopo e le èonse,g uenze di queste modificazioni. Sembrami pe1·tanto opportuno di dare 1·apidamente il quadro dell' ot·ganizzazione del 1864 quale ha funzionato nel 1866 c di fare altrettanto per quello del i870, mostJ·ando gli effetti dei cambiamenti e le ragioni che. hanno indotto ad effettuarli.
0/·ganiz zazione del 1864 . .Personale medico. Un medico s uperiore di stato maggiore ( Obersiabs-arzt) di prima classe è addetto al grande ,qunrtier generale oon1e medico in capo dell'armata (rh·mee c~wf-arzt). Egli corrisponde personalmente e direttamente col genen'lle iu capo per tutti gli affc1.1'i importanti, per i -quali necessiti una decisione. Il medico ln capo ba sotto la sua direzione tutto il sen'izio sanitario dell' annatn: ; egli dirige il personale, regola. tutto che si riferisce al numero, all' tlbicazione degli ospitali ed ambulanze , a1 trasporto e _.alla evacuazione dei feriti sui diversi punti del territorio~ -anche fuori del teatro della guerra; in pari tempo è in caricato di curat·e, coll'assistenza dei medici posti sotto i suoi <ll'dini, tutti gli ammalati del grande- quartier generale, di cui egli è il medico par·ticolar·e. Un medico ùi stato maggiore (SLaùs-arzt) presso il gencr a1e in capo d'ogni corpo d'armata attende ai medesimi uffici che il medico supm·iol'e di stato maggiore ba pt•esso il grande quartier genel'ale. Egli dirige tutto il senizio medico del corpo, a cui appa1'tiene, ma nel caso di dover att uare misure di qualche entità, dirige un rapporto al medico
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in capo dell' armata. Questo medico del corpo d'armata ( Corps-chef-arzt) ha per missione: la direzione del personale medi_co, l' alta sorveglian2a delle compagnie di sanità per tutto ciò che si riferisce al servizio sanitario , la scelta e l'impianto dei posti di soccorso, il trasporto e il riparto degl i ammalati nelle ambulanze ed ospitali. Durante il combattimento deve rimanere sul punto di soccorso, ma perchè la sua vigilanza rÌon sia distratta, egli non concorre manualmente al trattamento dei feriti. Egli è finalm ente il medico curante del personale. del quartier generale del corpo. . L'unità t<'lttica essendo in Austria la brigata non v i è medico di diviliione. Il medico in capo di brigata (Bripacle-chefar·zt) è d'ordinario il medico di r eggimento più anziano in grado tra i suoi colleghi della br igata. Egli invigila alla buona esecuzione del sel'vizio nella sua brigata. Al momento della battaglia si mette al posto di soccorso c ne prende la direzione se 1:1 brigata è separata dal corpo d'esercito, in caso contrario egli agisce sotto gli ordini del medico in capo del corpo. Tale è la costituzione dello stato maggiore medico dell'armata austr'iaca nell'organizzazione del 1864. I medici non addetti a'corpi di truppa sono riuniti in parecchi· gruppi che comprendono le compagnie di sanità, i corpi delle ambulanze, gli ospitali di guerra. I medici addetti ai reggimenti impegrl'ati nel combatt~mento si riuniscono dietro la linea del fuoco, aleuni vanno a formare ciò che si chiama posto di soccor·so (llilf-plalz) gli altri si portano ancora pii.\ indietro al posto delle medicazioni ( Verband-platz) dove essi vengono in aiuto ai lor o colleghi della compagnia di sanità. Pii1 indietro tr-ovasi in ter za linea l'ambulanza del corpo, analoga alle nostre ambulanze dei quartieri generali ; piì:t indietro ancora si trovano gli ospitali di guerra col loro proprio materiale e p·ersonale e capaci per un determinato numero d'infermi e in condizioni da potet' servire d' intermediiu'ii tra le ambulanze dell'esercito attivo ed i grandi ospita.li rego-
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lari e permanenti del paese. Il servtzto del posto dì medi- · cazione, dell'ambulanza, dell'ospitale di guerra è ·fatto da gruppi speciali di cui noi dobhiamo studiare successivamente l'organizzazione e il modo di funzionare.
1° Distaccamento sanitario '(Die Brigacle-Saniltils-detachement). In ogni compagnia di fa:-~teria o di cacciatori un caporale e quattro soldati almer.o, in tempo di pace devono ricevere una speciale istruzione a fine di poter essere utilizzati in tempo di guerl'a com.e porta-bat•ella e come portatori dello taino d'ambulanza, vale a dit•e, come aiuti del medico del corpo al quale essi appartengono. L a durata dell' istl'uzione speciale di qu esti soldati è di sei settimane cit•ca. Il materiale necessario ai loro esercizii pratici è prelevato dal magar.zino del corpo di truppa o di quello della compagnia ùi sanità più v icina. 'l'ali esercizii si riprendono ogni sei mesi. Quelli che hanno fatto meglio il loro servizio durante la guerra sono scelti per essere aggregati agli ospitali militari in tempo di pace. In campagna e fino a che non pat·e imminente una battaglia quegli uomini rimangono. nelle file e marciano alla coda della compagnia. Il loro unifot·me è quello della truppa di cui fanno· parte ma portano come distintivo al braccio sinistro un bracciale che prima deìla guerra del 1866 era formato da una striscia nera c gialla. e che oggi fu sostituito dal bracciale bianco colla ct•or,e rossa. Non portano armi da fuoco ma soltanto la sciabola del soldato del genio. Come -equipaggio in campagna non hanno che una seconda tasca a pane che con tiene fascie e filaccia e portano una · boraccia per dissetare i feriti. · I mpegnandosi o preparandosi un serio combattimento, ogni c0mpagnia, 1)er or·dine del generale co mandante la brigata, fornisce due di quegli uomini i quali si riuniscono in un distaccamento comandato da un uf'fìciale subalterno scelto dal generale tra gli ufficiali Ùt>lla brig<Lta. Ogni battaglione forni sce un caporale che nel distaccamento · militat·e fa le funzioni di sott'uffidale. L'ufficiale è incaricato del manteni-
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mento della disciplina; egli . corrisponde direttamente col generale della bl'igata per tutto ciò che si riferisce al servizio del distaccamento posto sotto i suoi ordini. Quando quei soltlati riuniti cosi. per una battaglia hanno terminate le lot'O speciali funzioni, i porta-barella raggiungono la loro compagnia. e il distaccamento r e5ta in certo modo seiol:o per ricostitu iesi in egual modo in caso di una nuova battaglia. Il personale si di\·icle in due classi: I porta- fel'iti {blesisien-tdiger) e i porta- bende (bandagen - tr-èigcr). I por ta-feriti hanno pet' missione di cercare i fet·iti sul campo di h•lttaglia e pot·tal"li dalla linea del coml>attimento fino al posto di soccorso ; formano delle pattllglie che si compongouo di tre uom ini, dut:) portano la barella e i suoi accessor·ii il terzo delle ferule di latta. Il materiale è fornito dalle compagnie di sanità a ciassun corpo d"at•mata fin dal principio della campagna. Essi portano al posto di soc<:orso ·i fer iti che non possono camminare e agli altri indi· cano il luogo dove il soccorso si è stabil ito. In caso d'lll'genza, di fel'ita graYe, applicano una fasciatura provvisoria, mettono i fet•iti non trasportabili al sicuro, per quanto è possibile, dai p1~oiettili, e pot'tauo i morti lungì dai luoghi del eombattimento. Nelle marcie, nei bivacchi, negli accantonamenti i portaferiti che sono allora colle rispettive compagnie possono essere incaricati ad aver cura dei soldati indisposti, di accompagnare gli ammala~i fì no al luogo dove è ~tabilita l'ambulanza, in altt'e parole essi rendono i servizi in rappot·to alle loro fun zioni ed attitudini. Ogni medico in capo di battaglione di fanteria o di cacc.iatori è accompagnato da due portatori di bendo ; cioè i soldati che ltanno l'incal'ico di portat·e lo zaino dell'infel'mer·ia fanno parte del distàccamento sanitario e stanno fuori delle file della loro compagnia. Stauno a disposizione del medico per tutto ciò che concerne il serv!zio. Il soldato ogni volta che deve portare lo zaino d"infenneria depone il proprio zaino in una delle vetture reggimentali.
507 2° ConÌpagnia di sanità ( Sanitats- t1·uppe). "In tempo di pace esistono dieci compagnie di sanità subordinate all'is pezione del servizio di sani tà militar e a Vienna e nello stesso t empo al generale comandante la cil'costrizione dove è accantonata c:ascuna compagnia . Le compagnie di sanità sono, sotto il rapporto militare e amminist1·a tivo, col'pi indipendenti, che l1anno i lo!'o conti particolad col tesoro. Il comando è esercitato tanto dall'ufficiale di b·uppa come dal medico in capo; ciascuno n ei limiti delle p1•oprie attl'ibuzioni. il çomandante militare e il medico in capo sono incat·icati t utti e due e sotto la loro responsabilità di tenere la compagnia fornita del materiale n ecessario alla sua entrata in campagna. Il comandante ha diritto di i nfl igger~ delle punizioni disciplinari, ma soltanto a coloro che sono posti sotto il suo diretto comando militare. Il medico in capo del1~1 compagnia di sanità è diret tamente subordinato, 11ell'adempimento dèlle sue fun;~. ioni mediche, al J.ncd ico in capo del corpo al quale la compagnia appar tiene, e per l'insieme del servizio al generale comandante. Egli deve invigilare l'istru;~.ione del pe{·~onale, alla buona conservazione delle forniture mediche, degli apparec-: chl ed is trumenti, il riparto dei s uoi s ubOI·dinati secondo le loro capacità ed attit udini. L'ispezione clei co1·pi di san.ità è affidata ad un. ufficiale di stato maggiore. Egli ha a utorità s ulla compagnia per t utto ciò che concel'lle al suo servizio, eccettuato però quello che si riferisce ali' istr uzione puramente medica. Ha il diritto di promozione fino al gt•ado di sergente maggiore ed in t ernpo di pace gli s tessi diritti di punizione che può avere Qn colonnello . Se le compagnie di sani b).. sono man tonute in tempo di pace, r-iò non può avvenit'e che allo scopo d"instruire gli uomini che le r.ompongono; esse sono suddivise allora in piccole. fl'azioni disseminate nei gt'andi ospitali militai·i dello Stato. Abbiamo veduto come si effettua il r eclutamento delle
.
508 compagnie di sanità. L 'effettivo varia molto a seconda che l'armata è sul piede di guerra o sul piede di pace. Dal seguente quadro se ne potrà giudicare : G-ra.d.:i. :i.:n.. :f-u.:n..z:i.o:n.:l.
GoMPAGNtA
COMPAQ:--I'l!\
DI S.I.N!TA
01 Dea·o~<To
P iode P ied& Piede di pnce di gucrr:l di gucrrn
Capitano di l a o di za classe Luogotenente Sotto tenente Medico di reggimento Sergenti maggiori Conduttori Caporali . Capi pattuglia . Soldati Trombe Falegnami Calzolai . Ordinanze d'ufficiali.
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In guerra una compagnia di sanità è a,ggregata a ogni corpo d'esercito; ma secondo le esigenze può dividersi per dare dei distaccamenti alle truppe dei corpi d'armata che operano isolatamente. Inoltre durante la guerra si formano due compagnie di sanità, dette di deposito, destinate a supplire ai bisogni del personale c forrnare le reclute. Nel suo insieme la compagnia di sanit à è destinata al servizio di tutto un intero eorpo d'armata: ma pet' meglio assicurare que<>to ser vizio essa si divide in cinque pelotoni corrispondenti alle cinque brigate che costituiscono il corpo d'armata; se questo ha più di cinque brigate si ·prende un pelotone supplemcntario dalla compagnia di sanità della riserva. Finalmente ogni pelotone si suddivide in due mezzi pelotoni dci quali uno è specialmente aggregato a ciascuna
509 brigata del corpo d'esercito. I cinque altri mezzi pelotoni restano riuniti in un solo gruppo che formano il grosso (das grps) della compagnia. Ciascuno di quei mezzi pelotoni, particolarmente iucaricato del servizio dei posti di soccorso della brigata alla quale ap~artien e , si compo.11e di un caporale, di due capipattuglia, di quindici soldati muniti di quattro vettur.e a due cavalli (Blessirten- Wagen) per il trasporto dei feriti. Se la brigata agisce isolatamente, .se è mandata come ,avanguardia, tutto il pelotone marcia con essa sotto il comando di un ufficiale della compagnia e porta oon so un quinto del materiale che è prescritto per una compagnia di san ità. Al personale pat•ticolat•e della compagnia si aggiungono in tempo di guerra otto uomini a cavallo che sappiano la Hngua tedesca per servire d'ordinanza o staffetta e tener collegata in modo rapido e sicmo la compagnin. coi corpi, le ambulanze e gli ospitali . Una di queste ordinanze accompagna il mezzo pelotone distaçcato al servizio par ticolare della briga~a ; gli altri rimangono col grosso delia compagnia. Il materiale-è abbastanza considerevole; alle venti vetture che la compagnia possiede in tempo di pace, si aggiungono sei altre· vetture con cavalli fornite da un corpo speciale di cui si terrà parola in seguito e che costituisce lo squadrone del treno di sanità (Sanitéits-Bespan,m~ng-Escaclron). Questo materiale in tempo di guerra si suddivide in questo modo : Venti vetture per feriti, a due cavalli, capaci per due feriti coricati e quattro seduti : servono al trasporto n ei luoghi stessi della battaglia, t ra i posti ùi soccor so e i posti di medicazione. Cinque vettur·e per feriÙ, a quattro cavalli della capacità per due fePiti coricati e due seduti, oppure uno coricato e sette seduti, oppure dodici feriti seduti: fanno il servizio tra i .posti d~ medicazione · e l'ambulanza. Cinqu~ furgoni a quattro caYall i pèr il trasporto del medico, dei bagagli degli uJficiali e dei medici , dei registri e delle casse della compagnia. Dn carro coperto a quattro cavalli.
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Cinque grandi <'x'l.rri a due cavalli pei bagagli. Una fucina da campagna. La compagnia di sanità è posta, per quanto è possibile, in vicinanza del quartict' generale del cor po d'armata, a cui appartiene. Nelle marcio va ad occupare il posto, che le assegna il comandante del corpo. Suo servizio negli accantonamenti, alle tappe, ai bivacchi, e durante la marcia è di pot·taro avanti l soldati infermi e stanchi e trasportadi, se havvi mezzo, agli ospedal i. So raccantonarnento dura qualc·he tempo, la. c9mpagnia, dietro l'istruzione del comandante, stabilisce dei r icoYeri pet· i soldati stanchi; le brigate situate vicino al nemico, non potendo formare questi asili, invier anno i loro ammalati agli asili formati dalla compagnia. I soldati di sanitiL sono gli aiuti dei medici; in vigilano il trasporto dei feriti pei. portatori ai posti di soccorso e di medicazione. Fanno il servizio di questi ultimi posti e inYigilano il traspot•to dei feriti dai posti medesimi fino all'ambulanza e all'ospedale. Alcuni corpi di truppa, come la cavalleria o l'artiglieria, non avendo i porta- feriti, questo servizio è allot·a. affi d~ to a dei s<,ldati della ccmpagnia di sanità. Gli ufficiali c gli uomini della compagnia non possono essere impiegati in alcun altro servizio che in quello, per il quale furono institniti. 3° Compagnia eli deposito. ( Sanitals-depot-cornpagr.ie ). Al principio della guerra si costituiscono due compagnie di risen·a per il pct•sonale, ambedue l1anno la metlesi ma residenza. Se n' è già veduta la composizione; non sono da confondersi colla riser va, la quale è principalmente destinata · a fornil·c il materiale. 4° Riserua sanitaria clcl corpo. (Oorps-sanilals-reser~;e). Mentre che esistono due sole compagnie di deposito per tutto l'esercito, havvi una riserva per ogni corpo d'armata, ed è designata col numet'O del corpo, al quale essa appartiene. Indipendente dagli altl'i servizi militari, posta sotto lo: direzione superiore e diretta del medico in capo del
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corpo, è incaricata di fornire, in caso di bisogno, medicamenti , oggetti di medicazio'ne , apparecchi per il ser·vtzw medico di tutto il corpo d' armata e degli stabilimenti di prima e sccomla linea. La riset·va ·non comprende che un aiuto di medicina c di farmacia, piit quattro soldati. Il rnater'ia1e è contenuto in due vetture a quattro cavalli; n~lle marcie la . riserva segu e il grosso delta compagnia di sa.nità;, dm·ante il combattimento sta vicinp. al posto di medicazione. Il ril ascio degli oggetti rkhiesti dalle tl'Llppe o dagli stabilimenti sanitari di T!t'ima o di seconda linea, si fa dietro il visto del medico in capo, al quale sono presentati i buoni di richiesta. 5° A1·4bulanza del Cm·p.1 (Corps- 1bnbulanz). Le ambulanze avendo un'esistenza indiptmdente sono iQte1·mediarie tra il posto di medicazione e gli ospitali dietro alla linea. Sono cosi disposte ùa ricoverat·e temporariamet1te centocinquanta feri ti gravi, ristorare e soccorret•e seir:ento feriti di passaggio. Ogni corpo d'armata ha la sua ambulanza che lo segue però ad . una grande distanza; tale distanza non può eccedet·e le cinque leghe acciocchè l' ambulanza possa facilmente portarsi sn l terreno in caso di battaglia. Il comando è diviso tra l'ufficiale di truppa e il medico in capo. Il comandante mi litat·e eserr.it.'l. la sua autorità. genet•àle Sll tutto il cotpo, sui soldati del tr·eno di sanità e sui gendarmi, ma per ciò che si rifet·isce a cose puramente militari. Il medico in capo dit•ige tutto che ha r apporto colservizio medico. La direzione finanziaria appartiene al comandante. II pet·sonale dell'ambulanza <:omprende: ' Personnle unamlnlHt rotlvo o guoa·dn-nuòlnU.
l capitano comandante. 2 sergenti mnggiol'i. l sergente. 2 caporali. .36 inservienti.
Pers onale m e dic o.
l medico di reg~ime nto. 2 medici superio~·i. 2 medici inferiori. 2 njutanti d'ospedale .
512 Gcndarmct•Ja.
l càpo,r·ale. 12 soldati. ·
§ervltol'J.
6 ordinanze per gli ufficiali.
Ma l' ~mbulanza non ha soltanto da attendere ai feriti,
·. deve bensì aiutare a tri1sportarli dal posto di medicazione all'ambulanza e da questa agli ospitali dietro la linea; per questo servizio .possiede un c~rto n umero di vettùre ed un personale particolare. :F"e:rso:n..al.e
l sergente maggiore. l sergente. 2 caporali. 37 sotdati: l maniscalco. l sellaio.
Per feriti, a 4 cavalli. lO D'ambulanza coperte . . 4
A questo numero s'aggiunge un carro per i bagagli ed un gran carro, tutti .e due a due cavalli e somministrati dallo squadronè del tr.eno sanitario.
6:> Squadrone del treno sanitario (Cm·ps-BespannungEscaclron). I corpi separati che col loro assieme costituiscono il se1·vizio di sanità del primo gruppo (cioè quello che funziona sul teatro stesso .del combattimento) sono fol'niti di vetture, di cavalli, eli conduttori, eli uomini a cavallo la di · cui direzione e manteniniento esigono delle speciali cure. Il peesonale incaricato pel servizio dei trasporti è riunito in un solo COl'pO che CGStituisce lò squadrone del teeno sanitario . . Lo squac.h·one non ha vetture speciali per il trasporto dei malati e dei feriti, queste fanno parte del materiale particolare della compagnia di sanità e di. quello delle ambulan~e, ma i can1lli attaccati al ie vetture appartengono allo sqnri.drone. Le vetture che formano il materiale mobile dello squadrone e che sono destinate al ser vizio della compa-gnia di sanità o cle!l'arnLulanza sono vetture o carri di trasporto o foraggiere.
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Composizione dello squadrone del treno sanitario:
Personale, Afatcr·ialc e Cavalli a<ldclli 'l::>es:i.g:n.azio:n.e Alln Comp.• Riser,·a Am bui.• di Sanità.
Ufficiale su bal.terno Sergenti mnggioi'i. Sergenti . Caporali . Soldati Veterinario, maniscalco. Faùbro-ferraio .• s('ilaio. ' Oràinanza d'ufficiale. Cavalli da sella Cavalli da tiro . Cavalli di riserva. Vetture a 4 cavalli Vettura a 2 cavalli Carri Fucina da campagna.
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T caratteri più salienti di questa organizzazione sono i seguenti: I feriti sono trasportati da qualcuno dei loro commilitoni specialmente designati fino al luogo dove si trovano dei medici di reggimento e che si chiamano posU di soccorso. Di là sono, trasportati al pfJsto di medicazione dai soldati della compagnia di sanità. Un corpo indipendente, la compagnia di sanità non contando che un solo medico è composta più di tutto d'infermieri e porta-feriti; è aggregata ad ogni corpo d'esercito. Essa ha r ufiìcio di somministrare il personale subalterno al posto di medicazione il di cui perso:1ale è costituito da quei medici di reggimento che non sono necessari ai posti ùi soccorso. I feriti vi sono medicati ed anr.ò.e amputati, !JOi si trasportano in una s pecie d'ospedale t emp0raneo mobile « l'ambulanza del corpo d'armata» donde Giornale di Medie. mitit. 1872.
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son diretti dopo un soggiorno più o meno lungo, ad un ospedale di seconda linea, ospedale molto più stabile se non del tutto permanente. E;·avi adunqu.e in questa orgam'zzazione separazione ùt tre distinti gruppi di elementi che dot;rebbero essere riuniti: l 0 Personale medico, da una parte disseminato nei reggimenti e dall'altra costituente un gruppo importante, l'ambulanza del corpo d'armata. 2° I porta-feriti che formano il distaccamento sanita1•io e gl' infermieri costituenti la compagnia di sanità. 3° !Jfateriale di car·reggio affidato allo squadrone del t reno sanitario. L'organizzazione del 1870, ha coordinato meglio ' tutti questi elementi; gli ha moltiplicati sempre unifìcandoli ed ha sempt'e più- affidato il servizio c.osi unificato alle mani di coloro ai quali legittimamente spetta la, direzione, vale a dire ai mcdici dell'armata.
Organz'zzazione del 1870. Le istruzioni del 1870 dividono i servizi sanitari dell'm•mata _in campagna in due gruppi ; quelli della prima linea aggregati alla divisione dell'armata (Divison-sanità'ts-anstalten) e quelli di seconda linea che formano gli ospedali di guerl'a (Feld-spitaler). I servizi di prima linea formano un gruppo posto sotto la direzione del medico in capo della divisione e comprwdono il materiale e il personale necessari per costituire per ciascuna delle divisioni dell'annata due posti di socco1·so, un posto di nwdicazione, un' ambulam:a e una rise1·va di matel'iale. Una base uniforme regola il servizio sanitario come il servizio militare ; questa base è l' indivisionamento. La composizione del perso.nale superiore ha dovuto essere modificata a fine di anelar d' accordo col nuovo riparto. II medico in capo dell'armata continua come in passato a dirigel'e tutto ciò che ha rapporto col servizio di sanità ; egli non ha altro superinre ge1·ar-chico che il genèrale in capo ed è direttamente con qu~sti che regola l'organizzazion e
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medica. Siccome in seguito all' orgahizzazione delle società di soccorso si può prevedere l'interven to dei medici cìvili nelle armate, il medico in capo è in diritto di richiedere il con.eorso delle società esistenti sul teatro della guerra o rappresen tate· dal loro delegato ; di t enere il cont rollo nominativo dei medici civili requisiti e quelli del personale medico e farmaceutico appartenente alle società di soc'corso e addetto all'armata. Egli ha egualmente il diritto di fissare la natura e il limite della loro azione. Il medico in capo del corpo d'ar·mata dipende dal generale in capo del corpo e dal medico in c.apo dell'armata; egli dirige t utto il servizio medico del corpo d'm·mata al quale appartiene. Il medico . in capo di aivz'sz'one è di liuova creazione. Egli è prt>-SSO il genc_rale divisionario il rappt·esentante degli interessi e dei bisogni n}edici e gli suggerisce tut te le misure importanti, regola il r iparto e le ft•azioni del persomile medico, invigila tutto ciò che spetta alla formazione dei posti di . soccorso e di medicazioni. d'ospedali divisionarii, al teasporto e le · evacuazioni dei · malati e feriti, al materiale delle ambulanze, ecc.; tutto ciò che costituisce il set·vizio medico della divisione gli è su}?ordinato.· .Jl medicq in capo dz' reg.9imento. La sua azione è specificata e regolata meglio che n on lo fosse nel 1864. Il corpo medico regolarmente geeat~chizzato gode di un' ~utonòmia completa per quanto può esserla, poichè bisogna sempre che il comandante militm•e ccntrali?.zi t utti i })Otcri onde poter far çorrere ad uno scopo comune gli sforzi di t utti. I1i questa organizzazione che cpsa diventa l'intendenza militare? Essa · non ha parto alcuna sul teatro delle operazioni a.ttive almeno per ciò che si t•ifer isce ai servizi sanitaei, e tanto in Austria che in Prussia il serYi7.io medico è ora completamente unificato nelle mani del Jneclico in •capo dell'ar·mata. Noi la t t·overemo piii indietro quando si tratterà d'ospedali di seconda linea, ma la sua azione è ris~l'etb nelle attl'ibubuzioni d'amministratori c:.;he abbiano a dirigere la costru-
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zio:1e, l'appropriazione, l'impianto, il mobigliamcnto degli stabilimenti temp01·arii, e davanti in mancanza dei servizi regolal'i dell'armata. e al di fuori delle necessità urgenti del campo di battaglia passare dai met·cati per fornit·e agli infermi il nutrimento e il .ricovet·o necessario. Nullad imeno anche colà il medico riprende l' uffir.io che gli appartiene, poichè l' ordinan?.a del 1870 ha istituito un medico in capo
delegato presso l't'ntenden:::a dell' a·r mata (Sanitcis che( bei der m·nwe ùttenclenz), il quale pt'e!ìSO l'intendente ha le stesse attribuzioni del medico in capo presso il genet·a1e in capo. Vcdl'emo pitt tardi quali sono queste attt'ibuzioni . Esaminiamo ora come funzionano le diverse pat•ti del set·vizio sanitario quale è organizzato coll'istruzione 1870. I soldati pot·ta-feriti continuano come in passato a raccogliere i loro camerati feriti per portarli fino ai posti di soccorso. Formano dei distaccamenti eh~ prendono ora il no111e di legione di porta-f'eriti (òlcssirten-trd.ger abtlteilung). Ogni compagnia fot•nisce tre uomini, ogni battaglione un sergente, ogni reggimento un sergente maggiore che coman(la il distaccamento sotto gli ordini del colonnello. Quando molti distaccamenti sono riuniti il comando è dato ad un ufficiale. Nulla. è modificato per ciò che riguarda ai portatori di betlde. La co mpagnia di sanità è modificata nella sua ·organizzazione. Un distaccamento s peciale d' infermie;·i è aggregato aù ogni divisione e fa parte integrante del servizio sanitar:o della divisione stes~a . Questo distaccamento porta il nome di Sezione sanitaria di _querra o di campo ( Feld-sanitiils-
Abthailung). Il personale comprende : ~ ufficiali, l medico-maggiore, 2 medici della rism·va, l sergente-maggiùt'e contabile, 4 set·genti, 6 caporali, l O scelti, 68 soldati di sanit<\, l solùnto del genio, 5 ordi nanze d'ufficiali' in tutto 100 pcr·sone. n matet•iale ruotabile si compone di 5 furgoni coperti, di 5 carri e di 11 vettur·e d'ambulanza per i feriti. Dei due ufficiali, l'uno sta al posto di medicazione, l'altr'o all'arnbulanut divisionaria; i tf'e medici vanno nell' ambu-
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lanza.. Il sergente maggiore inseriva il nome dei feriti al posto di medica?:ione, due · dei set~genti stann o al posto ora menzionato, g1i altri due all'ambulanza; i 68 soldati di sanità si dividono in quattro gruppi, 15 stanno presso ciascun posto di ·soccorso per portare i fedti al posto di modicaz~one, , 30 stanno al posto di medicazione, 8 all' amhulnn ;~,a. Alla sezione di sanità divisionaria si aggiung~. in proporzione dei bisogni , un distaccamento del treno degli equipaggi e quattro ordinanze di cavalleria ; di quei quattro uomini a <;avallo, due r estano ai posti di soccorso e du·e altri al posto di medicazione; servono come corrieri a portare gli ordini, a tenere collegate tutte le parti del serwizio, eli cui· ora dobbiamo studiare l'andamento. I. Il tJosto di soccorso (Hilf-plah). Finchè una battaglia non sembra imminente, i medici dei COI'pi restano presso i loro r eggimenti; quando sta per impegnarsi nn combattimento, sull'ordine rilasciato tlal generale, Qssi lasciano i loro rispettivi battaglioni c si riuniscono in un luogo previamente designato dal comandante. Se una tale destinazione non fu fatta dal comandante , la scelta del luogo appal'tiene al medico in capo della div'isione ; questo luogo di riunione è il posto di soccorso (Hilf'e-platz). Ne esistono due per divisione. La distanza, che li separa dalla linea di tiro è determinata dalla natura dèl terreno ; minore nei terreni accidentati che nei piani, essa è, in media, di mille e duecento passL Anche i portatori dello zaino d' ambulam:a si recano nel10 stesso l uogo. La sezione di sanità della divisione manda 15 in~erm ieri porta-feriti con una ordinanza di cavalleria, che serve di , staffetta e 4 vetture a due cavalli per il trasporto dei feriti. L a direzione del servizio dei posti di soccorso appartiene a.l medico 11iù anziano tra quelli, che si trovano riuniti. Egli invigila i soldati porta-feriti, acciò ritornino sollecitamente al fuoco appena che hanno deposto il ferito e che le pattuglie percorrono tutta la linea di battaglia della divisione, onde i feriti siano subito tolti, non · avuto rigum·do alla loro
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nazionalità, ma sempre cominciando da quelli, che sembrano in condizioni pilL gr~vi . Se il posto di soccorso è tanto lontano . da obbligare i soldati porta-feriti a riposarsi per via, il sergente maggiore, che camando. il distaccamento , forma le pattuglie in due gruppi, che si incont1·ano a metà del cammino e si scalotbiano il loro carico. I sottufficiali del distaccamento marciano dietro lo pattuglie o sorvegliano il servizio. Se i medici dei battaglioni si portano dapprima ai posti di soccorso, non vi rimangono però tutti, ma, d'ordinario, soltanto tre; gli altri vanno al posto eli medicazione, dove sono pii.1 utili. Difatti al posto di soccorso non si devono fare nè medicazioni definitive, nè operazioni, tranne quelle, che sono urgenti, come legature d'arterie, riduzione di masse intP.stinali e fratture con grave scomposizione. A quel posto il medico deve limitarsi ad arrestar~ le emorragie, a togliere quegli appal'ecchi, che fossero applicati male dai porta-feriti, o fossero diventati dol9rosi, a far rinvenire gli ammalati colpiti da sincope, a far trasportare i feriti al posto di medicazione. A tale scopo le vetture sono pronte col timone rivoltO indietro e quando una è piena, parte immediatamente, accompagnata da un soldato di sanità. Il posto di soccorso è indicato di giorno da una bandiera bianca con croce rossa e la bandiera nazionale net·a e giaJla, di notte da una bandiera-segnale a fuoco rosso. Se il nemico si ritira combattendo, il posto di soccorso diventa posto di medicazione ed un nuovo posto di soccorso è creato più aYanti. Se il nemico avanza, si abbandona il posto di soccorso dopo ave1·e portati via i feriti. Se i progressi del nemico sono tanto rapidi che obblighi d" abbandonare i feriti bisogna issare la bandiera che li protegge, e il medico capo del posto di soccorso destina i medici e gl'inservienti che devono restare con loro. II. Il posto di medicazione ( Verbanil-Platz) ò il centro di soccorso per tutti i feriti della divisione. Salvo i casi di necessità non se ne stabilisce che un solo. Questo posto
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è situato in un punto il più possibilmente centrale alla linea di battaglia tleiJa sua divisione e ne è distante da tre a cinquemila passi, in modo da trovarsi fuori de.Jla portata dell'artiglier ia. Lo si stabilisce in una cascina, in una chiesa, in un luogo dove si possa pt·ocurarsi faci lmente dell'acqua; vi si portano dei l~tti, della paglia, del fieno con che si r ien1piono i sacconi per far riposare i feriti p1•ima di farli passare all'ambulanza. Il capo di stato-maggiore destina prima il luogo dove il posto deve essere situato. Se la destinazione non fu fatta, il medico in capo della divisione, d' accordo coll'ufficiale· che comanda le tr uppe di sanità, sceglie un luogo conven iente che viene contrassegnato dalla bandiera di neutt·alizzazione e clalla bandiera nazionale, sostituita nella notte da u na o due lanterne a fuoco rosso. Il medico in capo della divisione deve recarsi in per sona al posto di medicazione, che egìi dirige per tutto ciò che si rifet•isce al servizio m~ldico. Ma dovendo egli invigilare l'assieme del servizio non solo al posto di medicazione ma anche nei rapporti che questo posto tiene col posto di soccorso e coll'ambulanza, non deve essere distUI·bato da altre preoccupazioni. Pet•ciò egli non deve eseguire operazioni chit·urgiche, divide i medici in parecchi gruppi dei qu ali ciascuno ha proprio ufficio ben detct·minato, ed ogni gruppo è diretto dal medico più anziano in grado. Un medico scelto dal medico in capo della di visione gli serve per così dire di aiutante di campo; è più specialmente incaricato di destinare i soldati di sanità che devono ser vire d'aiuto ai medici, di sorvegliare i convogli dei fel'iti, la situazione dei feriti nelle carrozze, di rilascim·e i panieri da medicazione, gl' istrumenti, gli apparecchi ecc. Il comando militat·e spetta al comandante della compagnia per tutto ciò che è puramente militar e e non medico. Aiutato dai sottoufficiali si occupa dell'ordine generale, del trasporto regolare dei feriti all'ambulanza e agli ospedali. L' ufficiale del treno degli equipaggi sanitari sempre suboFdinato a quello che comanda gl' infermieri, aùche quando
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quest' ufficiale del treno fosse più anziano in grado, ha per ufficio la direzione del servizio delle vetture di trasporto, l'acquisto di foraggi, ecc. La sezione dello squadrone del treno sanitario che fa parte della divisione si divide fra il posto di soccorso e il· posto di medieazione. · Il personale medico · incaricato del servizio del posto di medicazione si compone adunque: del medico in capo e dei medici di reggimento, i quaii si riuniscono tutti a quel posto, eccettuati tre o quattro lasciati a ciascuno dei due posti ùi soccorso stabiliti dietro la loro divisione. Il servizio vi è fatto adunque esclusivamente dai medici dei reggimenti che combattono. Il personale inferiore comprende: i soldati portazaino i ·quali accompagnano i medici di battaglione e trenta soldati della compagnia di sanità. Al posto di medicazione non si praticano che operazioni . urgenti; quelle che esigono qualche te_mpo e che possono essere differite si devono omettere ; così è proil.)ito di f<lre resezioni articolari. Le ferite sono esplorate e medicate dopo che furono rimosse le scheggie cd i proiettili. Si arrestano definitivamente le emorl'agie colla legatura dei vasi sia nel fondo della ferita, sia nella continuità del membro. Si danno al ferito le bevande e gli alimenti necessari ; a questo scopo si deve fat tener pronta ad ogni momento una zuppa al brodo calda da distribuirsi ai soldati feriti o ammalati. Al posto di medicazione si trattengono i feriti che non si possono trasportare ed i ,moribondi ; tutti gli altri appena esplorati e medicati si dirigono all'ambulanza e agli ospedali situati indietro. I convogli dei feriti sono sr.ortati dai soldati di sanità nella proporzione di un soldato su cinquanta feriti; Se l'esercito marcia avanti, il posto di medicazione va ad occupare il luogo del posto eli soccorso; se invece si eseguisce una ritirata si ·portano via· sollecitamente i feriti ed il materiale. Se bisognasse abbandonare i feriti si lasciano pt•esso di loro alcuni medici e alcuni soldati di sanità onde i feriti gravi non restino privi di soccorso; quei medici e
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quei soldati devono rimanere fino all'arrivo del nemico e lasciarsi fare prigionieri. Questa prescrizione esisteva già nella· istruzione del 1864 anteriormente alla convenzione di Ginevra. Dopo la battaglia le ·p attuglie dei ,soldati di sanità e i porta-feriti accompagnat i· dai medici pel'corrono il terreno della lott?- e raccolgono i feriti delle due par ti; ciò · fatto si proééde al seppellimento dei m0rti. Dopo levato il posto di medicazione, i medici che non fossero più necessari all'ambulanza fanno rito1'no ai loro corpi. · Il materiale di sanità di -r iserva dm·ante il combattimento si tiene in vir.inanza al post.o di medicazione onde supplire colle sue provviste alla mancanza di biancheria, di apparecchi e di medicinali. III. L' a?n lntlanza divisionale, situata molto più indietro è intermediaria t ra il posto di medicazione e gli ospedali di guer ra. Nell'organizzazione del 1864 non ·esisteva che UI)a sola ambulanza per ogni corpo d'armata; era anche di maggiori proporzioni e poteva accogliere temporariamente 150 fet·iti e soccorrerne 600 nel momento del lot'O passaggio p~r recarsi agli stabilimenti del secondo gruppo. L' ambula:m:a del corpo d'armata cos tituiva u na un ità, era indipendente .dalla compagnia di sanità e non s i collegava al servizio delle bt•igate, costituenti il cot·po d'armat~, che per essere so tto l'alta direzione. del medico in capo del c0rpo d'armata. Attualmente l'ambulanza divisionale non è elle una parte dd ser:vizio sanitario di og ni divisione, s.ervizio unificato sotto il comando del medico in capo della. divisione. L'ambulanza divisionale, ave~do una sfera d'azione meno éstesa che l'ambulanza del corpo d'ar mata doveva avere una minore- importanza, infatti essa non è più costituita che per accogliere 50 feriti gravi e dare i necessarii soccorsi ad un rnz'nimum di 200 feriti di passaggio. L'ambulanza divis ionale ha per missione : linea e le l o di tl'asportare i feriti negli ·ospedali di stazioni d'evacuazione, in parte-col mezzo di vet tur o requisite, in p_a rte colle proprie. ·
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522 2° di dare gli alimenti ai feriti che dal posto di medicazione passano agli ospedali dietro la linea. 3° di conset'vare i malati e feriti che non possono sopportare il trasporto o che bannò ~a subire delle operazioni che non furono praticate al posto di medicazione. La direzione superiore, per tutto ciò r.he si riflette al ser· · vizio medico, appartiene al medico in capo della divisione. A · lui spetta il riparto del personale; dirigere i trasporti e le evacuazioni, raccogliere il materiale medico necessario. Finchè l'ambulanza resta unita a tutto il servizio sanitario della divisione, il comando militare appartiene al comandante la compagnia di sanità; quando ne è disgiunta, il comando spetta all' ufficiale che dirige· il distaccamento di sanità, e quest' ufficiale è responsabile della fedele esecuzione degli ordini dati ùal medico in capo della divisione. I viveri nècessari ai feriti .ed ai malati sono 1'ilasciati dal magazzino viverì ( Verpjlege Colonne). In paese amico si provvedono colle compere, in paese nemico colle requisizioni. Durante le marcie, l'ambulanza resta colle vetture dei feriti e coi carri destinati al po:>to di medicazione, al bivacco e negli accantonamenti si riunisce ai se.rvizi sanitari della divisione. Se a poca distanza, dietro la divisione che combatte, si trova una stazione di ferrovia, l'ambulanza vi si deve stabilire, affine di praticare con più facilità le evacuazioni. Il generale qualche tempo prima indica la località dell' ambulanza. Se questa indicazione non fu data, e s'impegna un combattimento impreveduto , il medico in capo della divisione sceglie il luogo dell'ambulanza. Essa deve essere situata, all'incirca, tre mila passi dietro il posto di medicazione. L'ambulanza è, alla sua volta, un secondo posto di medicazione, nel quale si possono eseguire operazioni delicate, fuori dalle emozioni della battaglia ; ma non deve , per quanto è possibile, diventare un ospedale, e l' istruzione
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raccomanda. di evacuare sub~to, . senza operazione, i feriti, che, potendo essere ancora trasportati, non potrebhero più essere trasportabili, in seguito ad un'operazione. L' ambulanza adunque è piuttosto una tappa, u n luogo di soccorso, di riposo, intermediario · tra il posto di medicazione e l'ospedale dietro la linea, dove si compirà la guarigione del ferito, se vi sarà pericolo di mil.lldarlo ancora piit indieteo. L'ambulan1.a austriaca, come tutti gli stabilimenti di prima linea, deve essere mobile, spost.arsi coll'armat-a e seguire le vicende della battaglia. Se si marcia in avanti, essa si porta dove era il posto di medicazione; se si marcia in ritirata , evacua i feriti e salva, se pu6, il suo materiale; se vi sono dei feriti, che non si possono trasportare, non li porta con sè, ma lascia presso loro dei medici e soldati di sanità provveduti di biancheria, d'apparecchi, di viveri e delle necessarie provvisiohi. IV. La ?•z"se1·va del materiale ha subite le stesse modificazioni dell'ambulanza, non e::;sendo destinata più a un intero corpo -d'armata, ma acl una sola divisione e meno considerevole che nei tempi passati. Essa non comprende che due vetture. Un solo soldato è incaricato di distribuire gli oggetti, che vengono ricbie$ti. Questa riserva, durante ll combattiménto, deve trovarsi vicino al posto di medicazione e sta a disposizione del medico in capo della divisione.
Stabili?nenti clt seconda lùwa. Gli ospedali di guerl'a ((elcl-spita.tr sono destinati a ricetemporariamente i feriti e malati dell'armata attiva e devono, per quanto è possibile , (]irigedi agli ospedali fissi in prima linea. Gli ospedali eli guerra formano una unit1ì, sono indipendenti dalle altre pat·ti del servizio e possedotfo il loro personale, il loro matet·iale ed i loro particolari mezzi di trasporto. Il loro personale non si recluta dal personale medico dell'armata in campagna, ma da quello degli ospedali dell'interno e dietro destinazione del ministro della ver~
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guel'ra. Il numero di questi stabilimenti varia secondo la importanza della guerra; ordinariamente ne esistono due o t~e per ogni corpo d'armata; però non seguono corpi d'armata specificati, ma r estano sempre o tre o quattro leghe dietro r esercito; si stabiliscono al principio della guerra e sono scaglion ati gli uni dietro gli altt·i, lungo la linea principale di comunièaiione tra l'armata e il centro o la frontiera del paese. Finchè l' armata è sul te•·ritorio dell'impero austriaco , gli ospedali di guerra, benr..hè prt~parati a ricever·e i fe1·iti, non devono possibilmente essere utilizzati, e le eyacuazioni devo~o essere dirette agli ospedali permane.u ti del paese. Per rego~ a generale, non devono ton ere che i furi ti incapaci al trasporto e soldati, che, a fretti da malattie o ferì te leggiere, possono raggiungere !l loto corpo, dopo breve tempo; gli altri devono essere mandati indietro. Se l'armata marr.ia avanti , i fetiti. non tr·asportabili sono portati all'ospeùale civile, e se questo non esiste, l'ospedale di guerra forma e lascia indietro un piccolo ospedale. Se si apparecchia un combattimento, gli ospedali di guerr·a prendono la posizione, che è lot·o indicata dal generale in capo, se avviene uno scontro im preveduto, deve essere mandato avviso agli ospedali di campo di mettersi in istato di ricevere i feriti. Se l'esercito batte in ritirata, gli ospedali non utilizzati devono ritirar·si dietro le linee di difesa più vicine e prepararsi a ricever·e i feriti. Gli altt•i si ritirano coi feriti trasportabili e · affidano i feriti non trasportabili a]a custodia di medici ed i nfermieri. Nell' organizzazione del 1864 la dil'ezione generale degli ospedali di guerl'a apparteneva all'intendenza militare. ~ssa era rappresentata da una Commissione (feld-spitaler-direction), composta d'un generale o d'un colonnello, (l'un com- . missario supet•iore di guerra ( ober-krù•gs-comùsair) e di un medico principale di stato maggiore. A quest'ultimo era aggiunto un medico di reggimento destinato a .rimpiazzare il meùicp principale quando questi doveva assentarsi per affari di servizio.
525 La direr.ione degli o!lpedali di guerra agiva sotto gli ordini diretti dell'in tendenza; t•egolava tutto ciò che concerne ·gli sta' bilimenti appartenenti' al secondo gruppo. InvigUava gli approvvigionamenti, concertandosi colle autorità civili e militari, org·anizzava le evacuazioni dei feriti negli ospedali fiss i; ma la designazione , in~livid uale dei fer;ti da evacuarsi era fortunatamente lasciata al medico dell'ospedale . Quanto alla direzione particolar·e eli ogni ospedale, sotto il rapporto amministrativo, finanziari o e medico, essa dipendeva egualmente dalla direzione generale degli ospedali di g uerra. La guerra del 1866 mostra il pet•icolo che vi era nel lasciare all'intendenza la direzione degli ospedali di guerra; e l' m'g~nizzaz i one ,del 1870 ha •soppressa la Commissione e affidata la direzione del servizio a un m0clico in capo delegato presso l' intenden7.a. Questo medico ha la sorveglianza di tutto ciò che spetta al servizio medico di seconda linea; contr~>ll a tutti i movimenti di ques to servizio zn tutti i rami; i·egola l'impianto degli ospedali di seconda linea, provvede ai loro bisogni, li ispeziona spesso e invigila l' esatta esecuzione dei regola!ilenti sanitari. Inoltre è in<'-<1.cato di ripartire tt·a. i vari stabilimenti le risorse messe a disposizione dell'armata dalle società di soccorso, mettendosi d'accordo colle società medesime e coi loro rappresentanti. In caso di evaenazione di feriti, egli deve previamente accordarsi colle ammi!listrazioni delle ferrovie sulla direzione da darsi ai convogli; fa. delle proposte all'intenclente militare e prepara tutto ciò che sarebbe necessario nel c.aso d'evacuazione. · P et' riguardo agli stabilimenti ospedalieri, fa delle proposte all'intendente, e quest'ultimo deve prendere le disposizio.n! necessat·ie, che deve far conoscere al comandante militare. Il m~dico presso l'intendente generale ha lo stesso ufficio del •meclico in capo d'armata lJresso il genet'ale in capo. Egli gli è subordinato con>crvando sempre il diritto d'iniziativa poichè è responsabile del buon andamento del servizio. Che pr9durrà questo dualismo? Quale sarà in una guerra futnra
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526 la .situazione precisa del medico delegato presso l'intendenza? · L'~vve11ire solo potrà istruir.c i su questo proposito; ma l'organizzazione attuale, benchè realizzi un progresso non m'ispira che una mediocre fid~cia; e saranno certamente da t emer:Si dei cbnfl.itti tra ·due persone delle quali una è subordinata all'altra conservando la responsabilità che porta i: diritto all~ iniziativa ma che è esclusiva della subordinazione assQluta. La .direzione di ogni ospedale spetta ai medico in capo che ne è responsabile; la gestione economica è affidata ad un ·agente dell'intendenza; .la sorveglia:za del pel'sonale inferiore al capo del distaccamento dei soldati di sanità.· I./alta sorveglianza d,egli stabilimenti appartiene al medico in capo delegato presso l'intendenza. I viveri ed altri oggetti necessari all'ospedale sono somministrati dall' intendenza, e all'intendenza .appartiene pure il diritto di requisizione. Ma se le ciFC<)Stanze sono urgenti e l' intendenna .non può soddisfare alle dimande, il · diritto di requisizione appartiene a.Jlora al médico in capo dell'ospedale ·il quale non l'esercita ùireltan~ente ma coll'intermed iario del capo del distaccamento infermieri che egli manda presso le autorità civili e fa conoscere il più pPesto che sia possibile a ll'intendenza militare le requisizioni che egli ha prescritte. L'impianto d'un ospedale di gu.erra è calcolato per 500 ammalati, il personale còmprende: Personale nnuululsh•ath'o.
l capitano. 3 ufficiali subalterni. l contabile. 2 aiutanti. l sergente maggiore. 4 sergenti. 7 caporali. 4 infermieri .di P. classe. 60 infermieri di classe. l armaiolo.
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Pe••sonalc elci cnlfo.
l cappellano. Pcrsoranle rueclico.
l medico di regg·imento medico in capo. 3 medici di reggimento capi di Sel'Vizio. 3 medici supe1·iori. ' 9 aiuti d'ospedale. m.•e••souale snbnlto,.no.
13 ordinanze d'ufficiali.
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Nell' organizzazione del 1870 si è pr,eveduto il caso in cui vi sarebbe vantaggio di suddividere l'ospedale in.tre ospedali di 200 letti ciascuno, e questa divisione è facilissima per quanto riguarda il personale, poichè è diviso in tre sezioni ; a capo d'ognuna e preposto uno de~ medici-maggiori. Il ma-· teriale degli ospedali di 500 lett i è ripartito in 15 carri. Quello degli ospedali di 600 letti, divisibili in tre ospedali di 200 letti, portato su 2 1 vetture per ogni sezione. Di queste sette vetture la prima contiene gl' istrumenti, gli apparecchi chir urgici, la biancheria ~ gli oggetti da medicazione, la seconda gli utensili da cucina, la terza gli u tensili d'ospitale, le quattro altre portano i letti.
Asili per gli uomini stanchi. (Die Feld-macsoden- Hauser). Il nome di questi stabilimenti indica la loro destinazione. Negli accantonamenti, si stabiliscono al quartier generale del reggimento, della brigata o della divisione; in marcia si stabiliscono nei eapoluoghi di tappa. Le staziorti dei malati (Kr·anken.-Halt-Station) sono destinate .a far riposare per qualche tempo· gli ammalati evacuati a grandi distanze. Le si stabiliscono presso le stazioni della ferrovia e dei fiumi navigabili. Nell'organizzazione del 1864 la loro direzione apparteneva · all'intendenza della circoscrizione dove erano stabilite e i n paese nemico alla direzione degli ospedali di guerra. · Secondo l' istruzione dell870, l'Austria, seguendo l'esempio della Prussia, ha organizzato delle stazioni di tappa ; questi stabilimenti che sono case di riposo piuttosto che ospedali,' sono diretti dall'i ntendenza ma sotto il comando del generale o dell'ufficiale di tappa.
Stabilimenti di 3a linea. Comprendono: l 0 Il deposito del materiale sanitario. 2° Gli ospedali temporanei. ,
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3° Gli ospedali particolari eretti dalle società di soccorso. 4° Gli ospedali fissi di guarnigione e gli ospedali reggi.- mentari. Tutti g.Ji ospedali militari alla portata del teatro della guerra ' sono utilizzati per il servizio ·detrarmata. E:>si dipendono dal comandante della circoscrizione come in tempo di pace. La loro organizzazione non offre par ticolarità. importanti. (La Revue scientifìque.)
Le perdite delle armate germaniche e frances i nella inaudita guerra del 1870-1871. Eccbvi le cifre · uflìciali e veritiere i n tutta la loro tristissima eloquenza. Per parte delle àt•mate germaniche l'esattissimo r esoconto pubblica~o dalla Ga:::zetta Generale 1ltfilitar e d' Alemagna dà questi risultati : . Ufficiali-- Germania del Nord: 918 uccisi, 2,972 feriti, 30 dispersi - totale 3,020. - Baviera : l 5G uccisi, 564 ferit.i - toble 720. - \Vurtcmberg: 25 uccisi, 64 ferì ti - totale 89. - Bacie n: 22 uccisi, 132 feri ti - tott\le 154. - Gt·anducato d' Hessc : 44 uccisi, 63 feriti - totale 107. - Totale generale: 1,165 uccisi, 3,795 feriti, 30 dispersi 4,990 C). Sotto-t~(fìciali c soldati. - Germania del Nord : 14,839 uccisi, 71,792 feriti, 5,902 di:>per:>i - totale 92,533. - Baviera : 1,524 uccisi, 10,217 feriti - totale 11,741. - Wurtcmberg: 664 uccisi, 1,688 feriti - totale 2,352. - Baden : 424 ucci::;i, 2,578 feriti, 263 dispersi - totale 3,264. -- Granducato cl' Hesse: 8 1 uccisi, 1,467 feriti - totale 2,148. - Totale generale: 18,131 morti, 87,742 feriti, 0,165 dispersi l t2,038. Fra gli ufficiali feriti, 142 morirono e 878 guarirono; 16 dei 30 disper:>i non si conosce l'esito. Fra i sotto-ufficiali o soldati feriti, 2,011 soccombettero e 32,512 guarirono ; dei dispersi la sorte di 2,000 è sconosciuta.
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(') Fl'a questi ufficiali si contano 72 medici morti per ferite.
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Per ·parte dell'armata francese il Sz'ècle ci dà queste , deplorevoli cifre : Sul campo di battaglia e negli ospedali 89,000 perdettero la vita; fra questi, 10,000 perirono a Sédan, 22,000 durante Tasselli o di Parigi. L' armat<t della Loira perdette 21,000; Bour'b aki 7,000; Faidherbe 3,500 e Garibaldi 1,600.
Stato sanitario 'dell'esercito russo nel ! 870. · ·L'eserto russo conta· t re specie di stabilime.nti sanitari per accogliere:; e· curare i suoi malati, cioe : 11. Spedali militari ossia stabilimenti sanitari autonomi ed af. fatto indipendenti dai corpi di truppa. "2. Lazzeretti ossia infcr·merie di tt•uppa che si istituiscono dai ~orpi medesimi nelle gual'nigioni in cui ·non risiedono spedali milita_ri, oppur~ nel caso che questi non abbiano posto sufficiente . per 1nic9verarc tutti i malati. ~- Camer:e per malati, presso i singoli corpi di truppa destinate ~ porgere ai militari le pt'ime cure in caso di malattia improyvisa; ciò, ben inte;;o, quan~o nel luogo, di stanza non esista al~un lazzareito. , Infine i malati militari possono eziandio esser c.urati.negli spe. dali civili verso pagamento di una data tassa, fissata di anno in anno dal governo, ·e .vicever.sa i borghe~i trovano alle stesse con.dizioni, .la più premuro.sn. accoglienza negli spedali militari. Il numero degli spedali mili tari, nel 1870, er.a di 82 i quali displ)nevano complessivamente eli 27,614 letti. Ecce:tuati 6 spedali situati nel 'l'nrleestar di cui mancano dati sufficienti, s'ebbero · nei r imanenti in tutto 204,061 curati, 78, 7z% dei ,quali erano militari in servizio attivo, 12, 65 % milital'i in congedo o licenza, $, 05 % individui appartenenti a famiglie di militari e 5, 58 % borghesi. La permanenza media indi vi duale agli spedali fu d'i giorni 30, 6.; di tutti gli infermj entrati .agli speciali militarr uscirono guadti 83, 59 %, morirono 4, 79 %, furono rin~iati come incurabili l, . 45 % e rimasero in cu:ra alla fine derl'anno 10, in %· La mortalità massima vel'ifìcossi negli spedali , di Rostow (13, ~9 %) e eli Parekow (Il, 64 %) , la mortalità minhna in quelli di Wank (l, .6 %) e di Alexandropol (l, 11 Ofo). Qionw.le di Medie. milit. 1872. 34
530 La spesa totale di mantenimento degli spedali militari ascese a lire 15,384,435, nella qual somma non sono ·però comprese le spes~ pet• trattamento dei militari curati negli spedali civili o per acquisto di provvigioni. Ogni malato costò quindi liro 81, 30, e non tenendo conto delle spese d:amministrazìone lire 46, 85 soltanto; la spesa media per ciascuna giornata di trat.tamento fu rispettivamente di lire 2, 46 e lire l, 53, secondo che si comprendono •O no le spese d'amministrazione. Le infermerie dei corpi (lazzeretti e camere per malati) sommavano a;;sieme a 505 con 24,273 letti, non comprese però quelle delle truppe stanziate in Siberia e nel 'rut·kestan. La totalilà dei curati ascese a 288,263, di cui 75, 5 % appartenevano ai corpi stessi che avevano installate le elette infer.me.rie e 16, 7 % ad altri corpi; 3, 5 % erano militari in congedo o licenza, l % mogli e figli di militari e 3, 3 % bot•ghesi. Il numero dei guariti elevossi al 92, 79 %, quello dei morli al 2, 53 % sul totale dei curati. Il costo delle infermerie fu di lire 4,334,255, la qual somma ripartita sulla to!alità degli infermi dà una spesa media di lire l i, 58 per ogni singolo malato. La permanenza med ia individuale essendo stata di giorni 17, 6 risulta che il costo di ciascun malato importò lire O, 90 per ogni giornata eli trattamento. N ello stesso anno 1870, 581 speclali ci vili accolsero e curarono per conto del Ministero della guerra 92,7 40 infermi cos't speci:ficaii: 46, 06 % militari in servizio attivo, 32, 98 % militari in congedo o licenza e 20 96 % individui appartenenti a famiglie di militari. La permanenza medià individuale fu di giorni 31, 4; sul.totale dei curati guarirono 82, 3:3 Ofo, ne morirono 7, 95 %· La somma pagata dal Ministero della guerra agli spedali civili ascese a lire 7,265,377 complessivamente ossia lire 76, 51 per ogni malato; il trattamento giornaliet'O di ciascun malato costò quindi lire 2, 4 4. Riepilogando i dati sue~posti si ha che la permanenza media individuale fu di 30, 6 giorni per i malati degli spedali militari, di 31, 4 per quegli degli spedali civili e di 17, 6 giorni per i malati alle infermerie reggime.ntali. La proporzione dci malati guariti fu dell' 83, 59 % negli spedali militari, dell' 82, 33 % negli spedali civili .e del 92, 79 % nelle infermerie: quella dei
53i deqessi ascèse rispettivamente- al -4·;·79 %, 7, 95 % é 2; ,53· o'fo. Complessivamente ;,i ebbero quindi r 87, l % di guarigioni e il 4, •.]:8 % di decessi sulla totalità dei cm·ati. Il costo medio del mantenimento di ciascun malato fu di lire· 81, 30 0/o per gli spedr.li militari, di lire 76, 51 %' per gli spedali civili e di lire 17, 58 % per le infer-merie dei corpi,. ossià 1-ir~· 2, 46 ; 2, 44, e O, 90 per ogni giornata di trattamento. Il :confronto eli codesti dati ridonda di gran lunga a vantaggio delle 'infermerie dei COI'pi, e non solo per rispetto alla perman~ilza e mortalità, ma ben più per rispetto alla spesa. b'anticolista osserva perciò a ragione, che san:ibbe nell' interesse ,delJ1 amministrazione militare dare un maggiore sviluppo altsistema delle infermerie (lazzeretti) e concedere' pure a qùe' ·s t' ultime la maggior possibile largheiza nel funzionamento. (Giornale ,di medicina 1·usso e Rivista mil. ital.) . \.
:Paralello fra l'ordinamento del serv1z1o sanitario in Russia e in Prussia in tempo di guerra. L'autore, esposto l'ordinamento di tali servizi in Russia e in Prùss1a, e messi quindi a confronto i due sistemi, si dichiara fautbrè dell'ordinan1ento prussiano, indicando principali difetti deltl'oÉdinamento russo la scarsezza dei medici, il numeroso })ersonalr ~mmihistrativo e la poca mobilita del materiale. Propone ,eh~, attéso l'importanza sempre più crescente del servizio sanitario, s'istituiscano pt•esso le .p rincipali legazioni diplomatlcl~e della Russ,ia addetti. medici. (Voienni Sbo1·nic e RiVl:~ta militare.) .
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.Uroscopia. •L' ultimo numero del Bn'tish and f'o1·e(r;n lvfedico-Chù·urgical
revtew contiene un bel sommario del dottore Ifoifmann sulle pjù recenti · COJ'\tribuzioni allo studio dell'orina. L 'Hoffmann è ·l'autore di una eccellente guida all'uroscopia ed è una deile più competenti autorità in materia. ' ; La. metamorfosi dell'albumina fu• diligentemente ed a lungo ·studiata, ma 'fino ad ora con poco successo ·almeno per righm'dò Fal~sud definitiVO ' passaggio in urea, furono • fatti in VCt'Q molti
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tentatiri per ottenere in questo . modo l'urea, ma tutti andarono a ·vuoto compreso quello ultimo di M. Becbamps, non astante che egli sostenga d'esservi riuscito. Gli espeeim~nti fatti per ottenere l'urea con processo sintetico furono t uttavia più fortunati cd un nuovo processo· fu.·ultimamente aggiunto agli altri da Basarotf. Alcune ricerche fatte da · Lyon sull'origine dell'urca nell'organ ismo lo hanno indotto ·n credere che questa sost an7.a abbia. origine, se non in totalit à almeno in gran parte nel fegato: Si agitò anche la più ard ua questione sul rapporto della eliminazione dell'urca colla elevata temperatura ; ma i resultat i sono molto cont raclittorii e non meritano d'essere qui ricordati. l'l'fa d'altra parte sembra che Senator abbia con tutta evidenza provato che nd tetano l'eliminazione dell'urea non è punto aumentata a nche quando la malattia è accompagnata da elevazione notevole della tem peratura. Nem:neno in questi casi In quantità dell'urea eliminata era sti·aordinaria durante gli spasimi i più violcnli , la creatini na pttre non parve che aumentasse. Qualche interessante ricerca fu fatt::~. sull'orina nell' atrofia acuta del fegato e nell'avvelenamento acuto del fosforo. Nei ca.si d'av velenamento fu notato che l'urea veniva sostituita da altri materiali agitati non bene conosciuti e gli urati appari vano in una forma simile alla t ir·osina; cambiame•1ti simili a quelli dell'avvelenamento avve:1gono nell' atrofia acuta del fegato, ma l'orina contiene una grande quantità di leucina e di iirosina le quali. sostanze o non si riscontrano affatto oppure in piccole proporzioni. Anche l'ori na helh\ leucoemia fu molto studiata. Molti osservatot·i vanno d'accordo nel constatare che nella leuccemia la quantità dell'acido urico è notevolmente accresciuta, benchè l'ure::t sia per nulla diminuita; tutte le ricerche fatte finora sulla leucoemia dimostrano che quantunque i corpuscoli sanguigni siano diminuiti in numero, il potere oss:clante del sangue non è diminui to. . Hoifrnann ci fa un cenno anche della scoperta dell'albumina per mezzo dell'acido carbolico; egli non riporta le sue esperienze in propos'ito c quelle degli altri non sono molto concludenti. Ci .rest ano delle difficoltà non a ncora supel'ate sul modo di precipitare l'albumina. Ciò dipende indubi:tatamente dal fatto che ·
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l'a:lbù,mina , non ci si presenta sempre sotto lo. stessa . forma. Gosì. Hefsen ha ,dimostrato che io 31 çasi egli ha trevato la globu-: lina, ~nvece dell'albume del siero. ·,vultima parte dell'articolo di Hoffrnann si riferisce alla detei'~ JI,linazione dello. zucchero · nel diabete. Egli fa menzione di un;· npov:o metodo inventato da Knapp col reagente di cianuro di merc't1rio. La reazione è compiuta quando la mescolanza, espesta; che sia ai vapori di solfuro d'ammonio su di una carta da :filtno, non dà più una macchia bruna. ·
(Medical Times and Gazette.)
Applicazione della elettricità per mezzo delle correnti continùe. Una delle . atlplicazioni piu singolari delle. correnti continue'. è
St,a,taJatta in un . caso di diabete da. Lefort. Si servì · di una cGrre,ute discendente, applicando il .polo positivo alla nuca e il polo .t!egativo alla regione epa~iea. Questo diabetico emetteva cinque o ,sei ,litri d'orina 11elle ,24 ore ed una rilevante proporzione di l~Ucchero . Sotto !'.influenza dell'applicazione quotidiana della corl... rente continua discendente vide la quantità cl' orina diminuire , considerev.olmen_te, talchè il malato giunse ad emetteme solo 2 litri nelle 24 ore, e la proporzione dello zucchero discendere da 4 a l. .Questo metodo di cura non potè essere proseguito che per un mese, ma il f<\tto tale quale è, è molto impor tan-te, co:l· sidera~ndo l;J. rapida rq.odifi.cazione, che la corrente continua indusse nell' <>rganisrno. Ma e specia!'mente nelle contratture muscolari ,che debbono usarsi le. corr·enti. continue; nqn già nelle ,) • • -f • • ,• . eont~atture par·alitiche, cioè nelle contratture muscolari derivate da sclerosi midollare o da clegenera~ione dei muscoli; ma nel-le contratture di natura indeterminata, c1uali sono le isteriche, le neumatiche e quelle per azione r eflessa, consecutive q.d un traumatismo , le quali sembrano sotto il dominio cF un dist urbo cir-. colatori,o della midolla. f<~acendo i\1 tali casi. passare la corrente COQ1tiJlUa discend.ente, la cpntrattura cess11 istantan~amente per. ri?o~parjre alcuni minuti dopo la cessazione della corrente. E i casi d~ tetano, in cui s' adoperi la corrente continua, meritano ~!ltta l'attenzione dei chirurghi.
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Le correnti continue sono poi da preferirsi pel globo oculal'e, come meno nocive delle interrotte. In tale idea almeno si è fermato G.iraud-Teulon. Questi ha npplicato 42 volte le correnti continu~ per affezioni oculari. I n 32 casi nei quali si trattavtt di paralisi muscolari ha ottenuto 15 successi completi servendosi della corrente ascendente. Cinque volto ha applicato la corren:e dipendente pol' dello cont ratture, e cinque volte le contratt11re cessarono completamente. Ha pure adoperata la corrente continua in cinque casi di opacità del corpo vitreo, e vide la opacitit scomparire. Applicava la corrente ascendente e non faceva durare le seduto che d1t cinque a dicci minuti. In un caso la disparizione dell' opacità del vitl'eo valse a completare il diagnostico. Era un caso di esteso distacco di retina. Non devesi però usare la corrente continua costantemente e alla cieca. Occorre prima stabilire il diagnostico nella sua intcr ezza, stabilire quali sono le alteraz!oni dei nervi o dci centri nervosi como pure le alterazioni muscolari. Il che oggi è possibile in molti casi, Ìll grar.ia dei recenti lavori di fisiologia patologica. Fino ad ora l'applicazione delle correnti continue non poteva essere che pri vilegio di pocbi, poichc accorrevano per avere buoni effetti, macchine potenti di R.emack, di Rhumkotf o .altre analoghe di 20, 40, uO elementi che sono molto costose •e diffici li a trasportarsi. Ora il dott. Lefo~t ha a nnunziato che lo stesso effetto sulla nutrizione dei tessuti può venir prodotto dall'uso delle correnti deboli, duo o tre elementi di Bunsen basterebbero, ma per lungo tempo continuate. ·
(Gazette Medicale, n° 15 del 1872.)
Sulla preparazione delle pillole di solfato di chinina, ài C AZAC. Il solfato di chiniM ò allo stato insolubile nelle pillole di cui la formola è data dal Codice (solfato di chinina l grammo, miele bianco q. b. per 10 pillole). Alcuni hanno consigliato di aggiugnero tre o quattro goccia di acido solforico dilui to per ovviare questo inconveniente. Ma, cosi confezionate le pillole si conservano male, anche quando si aggiunga. al miscuglio, secondo il consiglio di Dr>sCHAMPs n'AvAr.t,ON della gomma o del siroppo per evit are cho la preparazione cada in polvere.
535 propone di rendere il solfato di chinina solubile mescolandolo nelle pillole con acido tartrico. Questa associazione era già stata raccomandata da un ,medico; ma la quantità di acido ~a.rtrico che egli consigliava (la metà del peso del solfato di chinina) era troppo forte; e siccome, in realtà, non è che la parte basica del sale di chinina che si combina con un equivalente. di acido tartrico, ne segui va che la massa discioglievasi nella parte d'acid(i) restata libera, che essa diventava molle, e cpe oeconeva allora una quantità. considerevole di polvere inerte per arrivare alla voluta cons.istem,a. L'autore pensa che l'eccesso d'acido tnrtrico che non entra in combinazione, e che non agisce chè per esagerare senza utilità il potere dissolvente, doveva essere diminu~to. Partendo da questo dato, crede che 20 centigrammi d'acido tm•trico per ogni grnmmo di solfato l1asico di chinina sia più che sufficiente, e pr~ pone la seguente formula: CA:ZA.G
l gt•ammo O, 20 centigrammi O, 10 circa
Solfato di chinina . Acido tartrico . , . Conserva di rose. per farne 10 pillole.
Le pillole co;;'t preparate sono piccole, sensibilmente solubili, e si inargentano facilmente.
L'acido tartrico messo a -c,mtatto del solfato di chinina basico, il solo cbe si abbia in commercio, gli toglie la chinina, ne fa un sale neutro solubilissimo, che si trova cosl misto ad una piccola quantità di tartrato di chinina, ugualmente molto solubile. (l/!Jon mddical, fénic'l' 1871).
Nuovo disinfettant e locale, rli Bol'TGER.
Si imbeve della pirossilina, ossia cotone fulminante, in una solozion~ di permanganato di' potassa ; cd è questo cotone che si
applica. Questa preparazione Jw. superato ogni aspettazione. Le piagh.e più luride e più ostinate ai detersivi sono prontamente pulite e avviate a guarigione.
536 Il princi pio attivo ò il permanganato poLnssico, che cede nell'ossigeno nascente alla parte; esso non potrel)be essere applicato col cotone 'ot•dinarìo, pot•chc questo lo decomporrebbe.
Ovatta glicerinata, sostituito alla filaccia, di GUDLER. N ella sccluta del 4. otto bre p. p. Gunr.rm mise sotto· g li occbi dell'Accademia di P arigi a lcuni campioni di ovatta cla lui preparata imbioondola di glicerina, c alla quale diede co~"t la proprietà di essere per meabile a tutti i liquidi medicamentosi e altri, senza farle pet•dere punto della sua pieghcvolena e della sua lcgget•ezza. In queste condizioni gli sembt•a che il cotone potrebbe utilmente venire sostituito alla filnccia in caso di penuria di questa. Il dottor D E {.A.BORDE impiegò g ià con vanta~gio qucslu man iet•u di medicatura. Per preparare questa ovatta basta ver.;at•e alcune gocce di glicerina sopra quadrateUi di ovatta, c di spt·emerli dopo qnanto è possibile. (Journ. da mr!d. at chiru1'fl. p1·at., févr·ier 1871). Del modo di riconoscere la sofisticazione dello zucchero con la destrina. L a sofisticazione dello zucchero di canna con In destrina è da poco tempo introdotta nel commercio degli zuccheri . Da un lavot•o di Scheiblur pubblicato nel Journal des fabriquants du ZoPtva1·ein togliamo le seguenti conclusioni: l 0 L'adulterazione dello zucchero g1·eggio con l n destrina aument a considerevolmente il grado di rotn;,ione. H cho può facilmente riconoscersi col polariscopio saccl\l'i metro. 2° L'alcool produce sullo zucchero cos't adulterato un precipitato gelatinoso o uno intorbidamento notevole. 3° L'adulterazione può puro riconosccr:li: per la colorazione prodotta dall'aggiunta doli' iodo; per la impossibili LA di chiarificare completamente il liquido per mezzo dell'acetato di piombo j e finalmente per l'aziono assorbente esercitAta sulla ùcstt•ina dal carbone animnle, il qualo ba la proprietà di separare la de;;irina dal liquido nel quale ò contenuta. ( Amzali di Chimz'cct del p1·o(. P olli.)
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Sull' acido fenico puro. L'aci:lo fenico del commercio è di raro puro e di odore di naftalina affatto estraneo all'acido stesso, che ne ha reso incomodo l'uso come disinfettante. Può venire depurato versando una libbra del migliore acido commerciale in venti libbre di. acqua disWlata fredda, avendo cura di non pet'mettere che tutto l'acido entri in soluzione, essendo un residuo di due o tre once rtecessario a trattenere le impurità. La sol uzione acquosa viene levata via ·con un sifone, filtrata, o quindi portata in altro vaso ove si aggiunge del sale comune polverizzato finchè se ne discioglie. Col riposo una quo.ntit.à più o men grande di acido fenico viene a galleggiare alla superficie in forma di liquido chiaro giallo oJeoso, avente odore di fogli e di giranio, e può essere travasato con un sifone. Colla distillazione si può ottenere allo stato cristallino. (lvi, dal Thc Amet·ican chemist.)
Formola di glicerina per uso esterno. Tuorlo d'uovo 4 parti Glicerina . 5 ~ Mescolare in un mortaio fino a consistenza di miele. Questo unguento ò morbido comè la sostanze grasse, è inalterabile all'aria, sulla pelle forma una specie di vernice che difende da:ll'aria e si lava facilmente con l'acqua. Giova in tutte le affezioni cutanee con prurito, bruciore e screpolatut•e. (lvi.)
Conservazione degli alimenti con l'acido cloroidrico · di H. HIGHTON". L'autore assicura che l'uso dell'acido cloroi<lrlco per preservare gli alimenti carnei non altern il loro delicato sapore ma dà loro semplicemente un · gusto di sala comune. Il pl'Occsso consiste nel tuffare la ca!'ne, il pesce o le altt·e sostanze ali me otari, ad intervalli, nell'acido cloro idrico, e quindi esporli all'aria libera finchè si diss~cchino. Durante il processo d'essi'Ccamento l'intonaco di acido cloroidt•lco previene ogni decomposizione; e così si possono coruervare carni, pesci freschi e dolci per parecchi mesi.
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Un altro processo consiste nel chiudere le dette sostanze alimentari entro vasi turati, con una piccolissima quantità di acido .cloroiflrico, del quale si impedisce così. la evaporazione. (lvi, dal The American chemist.) Uso della pomata di io~uro di potassio negli ingorghi del canale nasale pel dott. FANO. Occorre spesso la lagrimazione cagionata da uri semplice ingorgo del canale nasaie. I punti lagrimali hanno il loro diametro ordinario; i condott,i lag1·imali non sono ristretti, il sacco lagrimate non offre alcuna lesione. È però nel canal nasale che risiede l'ostacolo al· corso delle lagrime. Primà di procedere alla cura chirut•gica il dott. Fano prescrive le frizioni colla pomata di ioduro di potassio ( ioduro di potassio l p., grasso ·5 p.) che fa praticare sulla parte laterale del naso del lato affetto da cui ha ottenuto in più casi i ~igliori effetti. ~ (Tournal de médecine et de chi1·urgie p1·atiques, ma1·s 1872.)
Specchio generale dei dlsastr·i occorsi .nel rnaneggz'o de,lle armi da fuoco cm·iche nel 1871. CONSEGUENZE .
Leggierc Grn.vi
Spari nel chiudere l'otturatore » nello. scaricare l'arma . . . » non a'vendo disat·mato lo spillo » ignorando l'arma fo.sse carica » essenao di sentinella » pe1· urto o caduta dell'arma . » con ·scoppio · dell'arma » nel maneggio dell'arma carie!.\
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CONCORSO AL PREMIO RIBERI SUL TE)!A
R E LAZIO N E . In seguito al programma di concorso al premio .Riberi pubblicato nel Giot-nale militat·e con Nota ministeriale del 18 maggio 1870, e riprodotto poscia nel Giornale dt' Medicina militare n° 13- 15, sono state presentate due m emoric scientifiche entro il termine di tempo stabilito dall'avviso. Il programma era espresso nel modo seguente : «Della vaccinazione e rivaccinadone ». « Sull'autorità degli uomini più competenti, nonchè in base a « fàtti numerosi accuratamente c senza prevenzione investigati, « con una ragionata analisi critica delle contrarie opinioni Il~. « tualmente dominanti, doversi principalmente dimostrare, se allo « stato attuale della scienza, e dei risultati sperimentali, con« venga o non abbandonare il metodo di vaccinazione più gene« ralmente ora in uso, per abbracciare esclusivamente quello della « vaccinazione animale ». Le due memorie presentate al Consiglio portano lo seguenti epigrafi: MEMORIA I. Se dell'umana paccina è fattibile tesset·e la storia, dell'animale è appena fattibile abbozzat·e ttna cronaca. MEMORIA II. Felix qui potuit rerum cognoscet·e causas. L'autore della' seconda memoria ha riempito un quaderno di 67 facciate, in cui ha svolto a capitoli brevi i numerosi problemi che racchiude un argomento, non vasto pet• avventura, g uardato astrattame~te, ma divenuto complicato moJtiforme per le controversie a cui diede luogo. Queste controversie sono insorte, non soltanto prima della diffusione del vaccino per opera del suo
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promulgatorc Imner, ma si specialmente dopo che quando a quando insorsHro epidemie vaiolose anche nei paesi, ove l'azione governativa si el'a interposta a promulgarlo ed a comandarlo. A qu(lsta serie .di questioni · l'autore ·del'la memoria ha concisamente risposto in modo a dir vero logico, ed accettevole. Ad esse tenne dietro una seconda serie riguardante la possibili tà d' introdurre coll'· innesto altri seminj morbosi da' quali, sembrasse aver sofferto detrimento; ed a questi ha ri::1posto con certa franchezza in modo più presto negativo che rassiclll'ante. Da ultimo mise in campo il pro!Jlema della rivaccinazione animale, cotne mezzo a ritemprare l'energia preservativa del vecchio pus e d'evitare i pericoli di morbosi innesti, ed in rispos ta signifi0a l'opinione sua, essere quel pt•imitivp pus .rimasto identico per quanto passato da ln:accio a braccio si potesse credere si . 'fosse natu.ralizzato nell'uomo. Con ciò ritiene che la vacçinazione umana non differisce dalla animale; c questa do:vers\ forse nresciegliere soltanto negli inne.>ti fra persone adulte. L'autOI'e tli questa memoria ha più presto sfiorato c.he .solidamente provato i -suoi dettati i fu parco nelle citazioni e nella .erudizione, ma può dirsi .che sviluppò abbastMza bene · il subbietto, e vi ha mo5trato buona critica, e lmon volere nell'occuparsi del suo lavoro. Più esplicito nelle sue deduzioni, più lm•go nella er-udizione, e sovratuito nP.lla raccolta . di fatti e di prove, è cet~tamente , stato l'autore clelia prima memoria, occupante un grosso manoscritto di ben 385 pagine. Non .mancano in esso copiosi ; ragguagli sulla storia della scoperta del cowpox, e pi~l ancora su quel)a delle molteplici epidemie vaiolose che fune:>tai'OilO r Eur·opa dopo rintroduzione del vaccino. Nè manca tampoco la disnussiol}e sulle controver:>ie infinite che si elevarono alla compal'sa a~ queste epidemie,· dopo che i govcrHi stessi avevane .di consenso unanime prescritta. Ja .,:v~ccinazione .in Europa. Fra queste combatte quella che riguarda l'indebolimento dell'attività preservati va ciel pus umano. Non ct·eùo probabile nè provata con atto l' inoculazione di altri 1)rinci pii infettanti, neppu1'c quello del semini,o sifilitico. Sostiene. la preferenza al pus umanizzato in. confronto_dell'animale, sulla cui attivita aspètta. dal t empo e da' fatti meglio appurati la de.cisione. Parla' tuttavia dei tentati-vi della . rivaccinazione, sia ·nei bambini, sia rinnovata ne-gli adulti, e ne dà molte e interessanti
541 prove statis'tiche. E siccome in questa. seconda parte del quesito sfoggia molta erudizione per ciò che riguarda !"esercito ove la rivaccinazione è ordinata per legge, crede sin. ancora troppo presto il d.are definitivo gi ucli ;~,io, sia in quanto riguarda il pus umano, come s ulla pt•evalenza dell'animale su questo. Il Consiglio non ha potuto a meno di riconoscere questa memoria superiore alla precedente sin per rnePito scientifico, sia pet• vasta erudizione, e pel' abLo ndanza di dati sto.tistici, anche attinen-ti all'eset•cito. epperciò fu unanime nel considerarlo e dichiararlo meritevole del premio. Aperta allora In scheda si riconobbe esserne autore jl dottore Carlo PreW medico di batta;lione nell'esercitO'. Riconoscendo d'altronde non priva di mt>rito anche l'altra, seDbene peccante di sviluppo e di prove solidamente discusse, ma pregievole per buona critica., e per giuste deduzioni finali, ha creduto d' incoraggiarne l'autore colla men:::ione onorevole. .Aperta la scheda si scorse essere lavol'O del sig. dottore Raf,fnele E nrico, medico eli mar·i na.
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Firenze, 12 marzo 1872.
Il Rclatore CO l't'l'ESE.
Il Pt·esidente del Consiglio COMISSE'l''l'l.
CENNO NECROLOGICO Il no8tro Corpo fu in questi ultimi mesi duramente provatp: al doloroso ricordo. del bra vo SA:-l'rlNl, abbiamo dovuto ben presto aggiungere quelli delli ottimi col.leghi NLu"tcEr.r..mo e QuAGLIOTTr. Giovani entrambi , entrambi di sicure ecl o'ttime speranze, pagarono al destino un troppo precoce tributo : il medico direttore ALESSANDRO QuAOLIOTTI era nato nel 1832 ·a ·Vercelli; il medico pi reggimento MA ltCEL LINO GIUSEPPE nacque nel 1840 a Mondovì. U primo entrava nel Corpo Sanitario pella spedizione eli Crime,a, ma addetto al Jazzaretto dei tifosi al Varignano, non r aggiunse il corpo di spedizione; nominato medico di 'r eggimento nel 1862
542 fu promosso medico direttor~ nel 1866 ...... Egli dovett~ interi .i rapidi suoi· passi nella cm~riera, a~ ·suo .t al\]lnto, all' indefes~o studio, .all'amore dell'atte ed allo .zelo esemplare pel servi~io. ll D.r Marcellino, da medico aggiunto nel 1862 .fu prom{)~So a medico di reggimento nel 18?'2; calmo; · r.iservato, quasi freddo, ma laborioso e studiosissimo ·era da tu.t ti amato e molto stimato. Entrambi, colle egregie qualità della . mente e del cuore che li distinguevano, avrebberei fatto onore al Corpo, che _tanb afl'ezio:.. narono, e. raccolti in diversp ma egualmente degno modo i pochi frutti che la medico-militare Cal'riera può offrire; ma. l' inesorabile fato ne troncava le g iovani e promettenti vite, prima che potessero abbastanza operare. I colleghi ne conserveranno però dolce memoria e ne ricorderanno dolenti l'amichevole cons_orzio e le egregie doti che li adorJ1avano e li avean resi a tutti carissimi. , BAROFFlO.
Con R. Decreti del 14 maggio_ 1872. Ai sottonominati medici direttori è stato concesso un secondo aumento ·quinquennale di paga di lire 580 dal l 0 ,giugno 1872: MANTELLI cav. Nicola, Consiglio Supe1·iore. COSTETTI cav. Petr-onio, o~ped~le di Bologna. BAROFFIO cav. Felice, id. di Firenze. SOL.ARO cav. Pietro, id. di Genova. AJME cav. Giacomo, id. di Napoli. FROSINI cav. Aldobt'il!ldo, id. di Alessandria. AGNETTI cav. Maurizio, hl. di Bologna. LUVINI cav. Giuseppe, id. di Padova. SCANNERINI cav. Esmeralda, id. di Perugia. ,.AMORIELLO dott. Pietro, nìe'dico di battaglione di la classe, 5~' borsa. glieri. Collocato in aspettativa .-per motivi di . famiglia ùal l 0 giu- · gno 1872.
'543 Con R. Decreto del 17 maggio 1872.
GAVAZZI cav. dott. Pietro, medico direttore, in aspettativa. Collocato a riposo, dal 16 giugno 187.2, e nominato cavaliere nell'Ordino dei Ss. Maurizio e Lazzaro. Con R. Decreto del 22 maggio 1.872.
CONTE dott. Marian o, medico di battaglione, 48° fanteria. Collocato in riforma (legge 3 luglio 1871 ), dal l 0 agosto 187.2.
Con DetermitW.:ioni Ministe1·iàli del 28 maggio 1872. BAROCCHINI dott. Enrico, medico di battaglione di Ja classe, 2° bersagliet·i. Ta·asfet•to all'ospedale di Milano. VASSELLI dott. Aristide, medico di battaglione di 2a classe, ospedale di. Milano. T rasfe1·to al 2° bersaglieri. Con R. Decreti del 30 maggio 1872.
S. M. il Re ha fatto le seg uenti promozioni e nomine nell' Ordino dei Ss . .Maurizio o Lazzaro: A G1·and' U(fiz iale.
COMISSETTI cav. Giovanni, pre.~idente del Consiglio superiot·o militare di sanità. A Cpmmcndato1·e. ORSELLI cav. Luigi, medico ispettore nel corpo sanitario militare. Ad U(fiziale.
MANAYRA cav. Paolo, medico capo nel corpo sanitario militare.
Con altro R . Decreto della stessa data : AThfASSO Alessanda·o, fat·macista capo di 2" classe in Mpettativa per riduzione di cot·po (.Roma)~ Richiamato in effettivo servizio. Con R. DecJ•eti del 6 ,r;iugno 1.872.
SALAGHI dott. Domizio, modico di battaglione. Rimosso dal gt·ado e dall'impiego. GARGIULO Fet·di nando; farm acista capo di 2a classe, ospedale militare di Ancon::t. Rivocalo il R. DeCJ'Cto h marzo 1872 in quanto conceme il di lui collocamento in riforma.
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Con R. Decreti del 9 giugno 1872. MOJARES nob. Vincenzo, medico di reggimento di la classe, 6° bet·sagliet•i. Concessogli l'aumento quinquennale d.i paga di lire 380. GERI dott. Felice, medico di battaglione ili 2a clas~, 13° cavalleria, MUZZIOLI dott. Druso, id. , 42° fanteria, e ALBERTELLI dott. Antonio, id. , 2° cavalleria. Concesso loro l'aumento quiu.q uen nale di paga di lit•e 400. .
C<m Determina::ioni Ministcriali dell' 11 giugno 1.872. QUAGLIOTTI cav. Aniceto, medico di reggimento di }a classe, 20° fanteria. Tt·asferto al 52° f1mtet·ia. GIANNAlZA dott. Cado, med ico di reggimento di 2a classe, 52° fanteria. Tral;fer•to al 20° funtet·ia. BRANCACCIO dott. Giuseppe, medico di battagliono di la classe, ospedale di Bologna. Trasf11rto a l 5° bersagliet·i. AYMASSO Alessandt•o, f.trmacista capo di 2a classe, richiamato dalla a.<;petlativa. Destinato all'ospedale di Pcl'ug·ia (succur·sale Ancona) . . CERASO Vi ncenzo, farmacista, ospedale di Messina (succursale Catanzaro). Rientra all'ospedale di Messina. CONSOLANDI Pieko, f.trmacista aggiunto, ospedale di T orino. Trasfcrto all'ospedale di P adova (succut·sale Treviso). Ed i sott.o descdtti medici militari sono stati destinati al reggi mento Volontari di un anno: GUERRIERO Francesco, nel 15° fanteria, medico di reggimento. DE CESARE Fr-ancesco, nel 66° id. , medico di battaglione. MONTI Roberto, uel 45° id., id.
n Dù·ettore Med. Ispett. CERALE comm. Giacomo. n Redattot·e Med. Dirett. cav. BAROFFIO. Martini Fedele, gerente.
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k~NO:XX- Firenze, IO-, 20, 50 luglio 1872 -·N.I9 a 21. ·; .
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M. , IlE0N LE FOR.T ' ' prof~sso~e aggregato alla ·Facoltà di -medicina di Parigi
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La Prussia, noi lo .vedemmo per nostra sventura l'annò ,passdto, è un paese in cui si lavora costantemente allo scopo Ili migliorare la organizz~ziO'ne _militare; è altresì uno dei pal3si, iìi cui 'si esìtd ìnéno a mandare ad efft>.tto le riforme, qua:ndo lo studio e la esperienza ne ha1ino dilhostrata futil 1ita. 'L'ordinamento del servizio sanitario in campagna era ·stato recentemente reg_o~ato dal decreto dèl '3 l maggio 1858, e mQI't9 somigliava a quello che oggi €l'ancora nell'esercitò fva'fi'cese, quando la gùerra d'Italia nel 1·859 pose poco dopo h~'chi'ara luce i difetti dellà 'nos.trà o'tganiizaziòne. Se' noi non ·sapemmo trarr·e par•tito dalla nostra esperienza peri OJiale, 'là Peussia lungi dallo i'mitarci ~ ·ritrovò il pt·incipiò di nuovè rifo~mè: Una Commissione composta di un generale presii.. dente, di cinque medici e di un farmacista rnilitaré, di' ufl intenèlente' e · di uno ispettore <le'gli ospedali, fu 'inèarii:atà. 'nel 1{3'6'0 di pr·ocerlere a nuov.i st'udi e riferit·e · al gover'Ìlo i 'can1bit1menti da recare alla organizzazione~ I cambiamen6i )lroi\osti furono effettuati col' dèérèto élel H aprile 1863. Tr-è anì1i appe11a erano scorsi, aÙL1rchè' la• guerra ael 186.6, po.:.. nendò ~ ,;... Prussia in ·pre:;enz<L degli immensi bisogni cr~ati ·dt~ tlna gtierr·a che ebbé co·ntecnporanearnente 'per teatro l' Hann9vet~; il .M·eno e la B0einia, !e'mostrò che era vi [u·ogo Gt'ornale dì Jfedic. milit. 1872.
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ancora a numerosi miglioraq1enti. _Il desiderio inces~ante di ,progt·esso pt•omosse _la grande riforma del 1868, e possiamo esset'e sicuri che la campagna di Francia produrrà in un tempo poco lontano numerosi perfezionamenti. Non credo utile descrivere separatamente , come lo feci .per l'Austria, le tre organizzazioni del 1855, 1863 e 1868: ciò mi condurrebbe a troppo numerose ripetizioni. Sembrami in vece più profittevole prima di descrivere r organizzazione attuale, indicare lo spirito della natura di· queste suecessive rif,wme. Le idee r.he hanno governato tutte queste modificazioni possono in fondo ridursi a tre principali: l o Emancipare i mediei. dallo intervento della intendem:a e aurnen·tat·e la estensione delle 101·o attribuzioni. 2° Moltiplicare le ambulanze frazionandole. 3° Organizzare il servizio delle eva· ,cuazioni, creando le stazioni e gli ospedali di ~ppa. A) - Prima del 1863 il servizio degli ospedali di guena · (Feld-LazareLh) vale a dire delle ambulanze, come pure .quello degli ospedali di guarnigione, costituiva in certa guisa ,~un ramq dei set•vizi amminis~rativi. Ciascuna delle tre ambulanze mobili assegnate a un corpo d'armata era diretta da una commissione composta di tre persone: un medico 1maggirwe, Utl ufficiale dell'e$ercito e .un. ispettore degli ospe1dali. Questa Commissione, per l'amhu)anza.}el quartier . ge,11erale di ciascun corpo d'armata, aveva un membro di più: ,il r.ontabile. Il governo di ogni ospedale costituiva una specie di repubblica, pt•endendo questa pal'ola nel suo significato 1vo.lgare, vale a dire che non esisteva unità di direzione, ed ..ognuno si attribuiva più o meno il diritto di comandare. Al medico capo « appartepeva la direzione, la vigilanza e iii riscontl'•) (contr6le) rielle faccend e attinenti alla medicina, ,aJJa chiru:::gia e alla: farmacia e di quelle éhe aveano rela.zione r.ol regi me dietetico ». j Al primo htO.()Otene-nte « la direzione, la vigilanza e il • 1riscontt·o del treno appartenente all'ambulanza, la pulizia dei · '~ocali occupati dallo,spedale, il mantenimento della disciplina
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fra i malati e i fe1·iti, il regolare la loro ammis~ione e la l oro evacuazione, il l'iscontro df:lla proprietà regi~ o prjvata su cui era stabilito lo &pedale ». All' z·spettore « la ~~irezione, la vigilanza e il, riscontro .di 1 :tutto ciò che costituist-e l'economato . e di tutto il materiale di cucina e del servizio generale ». Al contabile << l'amministrazione delle rendite e la tenuta dei libri di contabilità ». Questa Commissione, che doveva tenere processo verbale pelle sue ri~nioni,, era presieduta dal r1edico, a cui spe~tava il diritto di àprir-~ le COI't'ispondenze ufficiali che essa riceveva; ma l'autorità reale era nelle mani dell'ufficiale, come prima del 1870 era pure in Austria. Se non eraYi unità di direzione nella gestione di ciascuna ambulanza, non vi era neppure unità nella direzione gene. rale del servizio sanitaf'io. Il ~edico dipendeva per gli affari eli medicina dal medico in capo del ·suo corpo a·armata o ~ell' intiero esercito, l' ispettore rappresentante della intendenza dall' inteml~nte del corpo o dall'intendente generale. I generali in capo poi o quei di divisione quando aveano ortlini da ùm·e alle ambulanze si dirigevano, secondo i casi, allo intendente .o al medico in capo. · ' 1 •Era. questa, come è facile -:vedere, una o.rganizzazione •gra.vida di conflitti e poco favorevole a una rapida soddisfazione .di bisogni spe:iSO urgenti. Era necessario tornare al pt·incipio della unità nella direzione; ma la Prussia a v eva troppo bene pt~ofittato dello studio delle nostt•e infermità, poste così , .bene in mostra dalle campagne di Ct•;mea e d'Italia, aveva troppo buon senso pratico per concent1'nre il ·servizio sanitar io nelle mani di un intèndente comple tamente estraneo ,..alle conoscenze mecliche, e stimò tanto logico quanto giusto il confidare questa direzione al corpo medico. Ed è ciò che .fece il decreto del 1863. , « Allo scopo di dare unità alla loro azione, ogni ambu-« ·1lanza (Feld-Laza~·eth) è posta sotto la · direzione di un "'« medico in capo. Questo medico è responsabile di tutto il
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: «-servizio ed estende fa sua ·autorità s~ tutto il personale. '
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. « L'ùfficia'le del treno sanitario è inearicato sottoJ la. dire« ·; i6ne del medico in cap'ò del comahdo àe! tt·eno d' òspe« dale e del mantenimento dell'ordine Ò della disciplina; lo «·-ispettore degli ospedali ( Lazareth•lnspector) e i·n.c aricato « pure sotto la direzione del medico in capo, della gestione - « econ·omica e finanziaria. i:ufficiafe e il contabile sono re« sponsabili dei servizi loro affidati. « Allorquando l' \.1ffici:rle del treno o· l'ispettore ricevono « dal . medico in capo ·degli ordì rii che considerano come op·« pvsti alle esigenze 'del 'servizio che loro è specialmente · « affidatò, o contrari ai regolamenti generali cleil'eset·cito o « ai regolamenti particòlari del corpo 'al quale appartengono, « debbono far parte de'loro scrupoli e delle · loro ripugnanza « al medico in capo; ma devono· subito dopo eseguire gli « ordini che questi allora trasmette loro per i~critto, il me« dico 1in capo solo portand(Jne tutta la responsabilità ». Questo r~golaménto si applicaegualmehte alle '~mbulanzedi visionali come a quella 'dei quarti~ri genet·ali dei c01·pi. Per ciò che concerne la direzione generale di tutto il servizio, onde ;facilitare 1: azione dèl med'ico gen~ralè e 'dello intendente, nella · direzione e. nelle provviste delle ambulanze che non si tro. verebbero in rapporto · diretto con il qùartiere generale del •Gorpo, un medico prine.ipale è adtletto ad ogni còrpo d' armata come direttore delle ambulanze; ha prè!;so di sè. per aiutarlo nel compimento della 'sua missione, un ispettore degli osp_edali e un primo 'luogotenente ·del treno sanitario. Un.-veterinai·io e un fabbricante di istrumenti chirurgici sono posti sotto i suoi ordini.
B) - Primà dél 1863, il servizio sanitario d'ogni corpo d'ar1'nata l'n tempo di guerra .si·componeva di tré ambulanze leggiere (Leicht-Feld-Lazareth) .e · di ùna ambulan.z a del qùartier generale (Ha1tpt,;_Feld-'Lazaretli). Le tre .ambulanze -leggiere eràno destinate a dare i .Primi soccorsi ai feriti, che ·dir.igevano su.lrambulapza centrale tosto
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che quest9- ,aveva potuto · stab\lirsi. Ognunà di q!lelle com..p~endeva · ll med'i ~i, · lO aiuti d' osp~d~le e un to,t~le d! 7f? pp~so)l~ e ·l O di vettur,e. ( L'ambul:anza centrale ? del quartier. generale era organi1 zata per accogliere normalmente 1200 malati ed e>:!3'~tqal ·mente 1.800. Poteva suddivi,d ersi i;1 tre sezioni. Que;;ta am- . l>Jila~za ~nnoverav~ 40 m,edici,__ 48,aiuti d'ospedale e un,t0~~~~ , dì.295 persone e ~i 35 vetture. .1 Il corpo iutiero a:ve,va dunque per suo servizio sanitario,· senza computare i' medici e gli infel'mier'i addetti ai reggimenti, 738 persone e 66 vetture. Ve~remo in- seguito la repartizione .dei personale. · · · : ~el 1863 si compresero gli inconvenienti d~ una troppo , ··g~an1~e cqneentrazione del servizio d' ospedale. La divisione ~~Ù·ambulanza del qujlrtier g~nerale in tre sezioni, invece ~ d i essere ~ventnale e ' (acolt!ltiva. divE;)nne permanente e..or. d)nata dnl regolamento. Le tre ambulame leggiere vennero conservate, nia· furo11o annesse specialmente a ,una d~lle tre divis.ioni d~l corpo di a)>mata e designate col numero d'ordine di questa divisio.ne. · ~a loro missione non cambiò ; _ma per rendere più ,faci~e 1~ 1 l9ro azione si suqdivisero in due distaccamepti; l' un.o molijle attivo (fah'rend); l'al~ro di riserva o c,l i deposito. Il di~ . staccamento mobile comprendeva il , medico in capo, l m·e:"'' dicp,maggiore, 4 aìuta,l)_ti ~laggiori',_ 4 aiuti a~ospedale,, l farmacista, 2 vigilanti, 8 infermieri, 2 ·sotto ufficiali del tr.eno, 1 ~ serg~n ti montati per fare il servir.io di staffetta, l ve.t..: tura a 4 cav.al)i, 1 a 2 c<walli e 5 vetture di tra~·pQPtç p~i feriti. Questo primo distaccamento doveva seguire le truppe ~'!11 c~rnpo di battaglia e prestare le prime eme, mentr~ s~condo, meno che .foss~ possibile lontano, accoglieva tempo· r,anea:rnejlte i feriti che il distaccam'ento mobile . gli invia v~. , Lè· trll. ambulanze annesse al corpo d'armata, le quali rap· presentavano l'antica · am.bulanza del, quartier generale del , corpo· d'armata, presero i1 n.ome _d.'am]mla_:nze pesanti(schwer;eìl· e furono de~ignate coi numeri d'ordine dall'l al 3. Ciasc1:1na "~ '
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di esse poteva ancora, in caso di bisogno, venir suddivisa. in tre sezioni.
Ognuna delle ambulan7.e divisionali comprese d'allora in p·oi 13 medici e 13 aiuti d'ospedale. In tutto 88 persone e 11 vetture. Il sct·vizio sanitar io di ciascun corpo d'esercito contava dunque, oltt e i medici dei reggimenti, 71 medici, 111 aiuti (\'ospedale e un totale di 809 per.;one e di 64 vetture. Il progr·esso della igiene degli ospeclali, i l pericolo evidente che deri,•a dalla concentrazione di un trl)ppo gt·an numero di malati, e sovt·a tutto la esperienza del 1866, mostrarono esserYi utilità a moltiplirare ancot·a il numet•o delle ambulanze e a non annetterle specialmente alla tale o tal altra divisione non creandone che un numero corri'spondente esattamente al numero delle di dsion i ; avvegnachè se l'armata procede in avanti, e l'ambulanza divisionale è trattenuta indietro dalla necessità di non abbandonare i suoi malati, il servizio è immediatamente scompigliato. La ot·gani7.7.azione del 1863 sopprime la distiu7.ione fra le ambulanze l~ggiere e pesanti. Le tre sezioni ùi ciascheduna delle tre ambulanze pesanti, lo tt·e sezioni di rleposi.to delle ambulanze leggiere, furono unificate e formarono delle ambulanze chiamate Felr.l-La;;areth, il cu i numero fu portaio a dodici per corpo d'armata. Si moùifìcù in pari tempo. èome lo vedremo di poi studiando nel suo complesso l' organizzazione del 1867, la compagnia dei por tator>i dei feriti, e si trasformò in unn. specie di ambu lanza di prima linea incaricata in special modo di accudire al posto di moùiratura. n seguente prospetto fa rà r.omprenclere nel suo insieme le modificazioni arrecate dal 1863 alla cifra del personale sanitario e amministrativo componente il servizio sanitario, di un corpo d'armata prussiano. Vedt·emo che questo personale è sempre andato aumentando: da 76 n~l 1855 sale a 84 nel 1863, e a 93 nel 1867, ciò che costituisce f1·a il 1867 e il 1855 un aumento del 22 per 100.
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PJi;RSONALE addetto alle ambulanze d' un corpo d'·a1•maw prussiano. Organizzazione del 1855.
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Organizzazione del 1863.
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·C) - L'organir..zazione del servizio delle tappe tanto impottante d~L }).un,t0 di vis,t a del mòvimento· délle · tr'up,pe, è importante del pati sotto il riguardo della evacuazione e -~el trasr orto dei~ mal_a ti a grandi. distanze. Non ci fet•mei1emo ~ora su · tal 1 quest\?ne, essendo~he avremo da esami~arla minutamente pih sotto. Sol<!__ éliremo che il servizio sanitl'trio dell'esercitb prussiano in tempo di guerra si divide ~n tre' parti separate, o in J re .gt·uppi. L 'uno opera sul teatro st essoi d~lla guerra; l'a-ltro- rimasto · Ì1ello interno del paese, yi cut·a i feti ti o i malati che hanno potuto-essere trasportati nf.gli ospedali della madre patria, e serve in pari tempo ~i rise'rva 'a l ·,corpo sanitario dello . esercito attivo:; il terzo iit'termedio fta gli altri due, ha cura dei feriti che vengono ~il·etti verso ' il suolo natale, cura i malati ]asciaÙ dalle ~ruppe .di passaggio e dirige gli ospedali temporanei ,istituiti ~ul territorio invaso, ospedali impiantati dapprima dall'eserdito a:ttivo e , divenuti a poco a poco, in seguito dei pro~t·essi dello e'sercito prussiano ·sul suolo nemico, ·ospedali 4'qltima linea,. Esamineremo successivamente tutte 'le parti ?~ qu~sta ot:ganizz~z~~ne. -yed~hmo. intantO' q~tale ~ l'orgap!Z7;aztbne def servti to samta~10 sul teatro stesso delle operazioni militari. l l J Medù;o in cap·q d' arr~?-ata (Armee-Artz.~: ,_.,Le forze mili~ari tanto imponenti che può' far mu9vere la Prussia 1~aramente sono riunite in :una sol~ armata. Nelle campagne dél 1866 del 1870 erarivi ~iù 'armate distinte, dì cui ognuna: aveva ~~' suo generale in capo·, a-v~va pure la s:u a sfera d'azione, l~ sua autoMmia. H legame che le unisce è lo stato magI . . . . gtor generale, alla testa del quale è il re .generale_e coman~ante in .capo di tutte le armate. Ogni armata ha, il suo medico in capo. . . l l Medico in capo di corpo d' àrmata (CorjJs-A;~tz). È in:caricato del!~ 1direzione del servizio sanitario di ciascuno -~ei corpi d'armJ~a, 1onde l'armata si compon1è . Nella orgah~zzazione del 1'863,) la ·suddivisio.n e 4el 1çomando non an,, ' l. l ' . ' ' ·. ' pava più· oltre, e non ·eranvi per le 'brig!J.te e per le QlVl-
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sioni alcuna corrispçmdente f1:1nzion e nel servizio. sanitario, ma la espe·rienza della guerra del 1866 mostrq che ,sar.e!>be" utile concentrare nelle mani di un solo medico la rer.ar tizione dei mezzi che può offrire una divisione. Il piano di· mobilizzazione per lo esercito· della Confederazione del Nord colmò questa lacuna. Un m,edico di divisione (Division krtz.), fu assegnato a ciascuna delle due divisioni di fan teria che compongvno un ool)po d'armata. Il medico di divisione figura anche nel de.: creto del 1868 sul servizio sanitario in tempo di pace, ma le sue funzioni non sono specificate, e il decreto non le rammenta al § 8 che attribuendogli il diritto di presentaZti0ne ( Wa hl-Act) dei medi1:i della division.e. Potrebbei'Q o dovrebbero, secondo Loeffier, essere incaricati della dit'ezione. dei gt'andi ospedali delle città di guarnigione. Medici di reggùnento. - Ho dato più sopra, a proposito della organ izzazione in tempo di pace, la reparti:t.ione del personale medicÒ adùetto al corpo di truppa. Abbiamo veduto che ogni battaglione di fanteria, di cacciatori e di bersaglieri ha due med!ci. Questo numet'O non varia in tempo dh:g'uerra. Non vi ~Hl modificazione importante che per l'artigheria, di cui ogni reggimento conta in tempo di guerra 21 · medici, dei quali 16 sono aiutanti-maggiori; cift·a. raggu~rdevole che non si spiega che per l'aggiunta delle colonne incaricate della provvista delle munizioni e sovratutto per la suddivisione dei reggimenti di artiglieria in batterie o in sezioni che operano spesso a una certa distanza le une dalle altre. ·Chirur·ghi consulenti (consultirmd-ch·i.rw~gienJ . La istituzione dei chir urghi consulenti è un'eccellente innovazione iutrodotta dalla Prussia nel servizio sanitario delle armate. +.prussiani banno pensato ·con gran ragione che era dispiacevole che i fet·iti fossero privati ùel soccorso dei migliori chirurghi, e ·che 111 chirurgia militare stessa fosse privata di. un r.oncorso eminentemente utile. A meno che il teatro del!~ guerra non sia molto !ontano dalla madre patria:, è ~ ~ar'Q
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che il'ei medici civili non vengono mandati ·pre"sso qualcJle férito da tin~ f~ir~iglia ·inquieta della sorte di un · fì'glfo, di un p::tdr·e o di un marito. È' cosi che ebbi l'onore d'incontrare nello Schlewig il pt·ofessore ·Langenbeck,. chia'mato in . consulto negli cisperlali dell'esercito prussiano. È atto di buona democrazia il dare ai semplici soldati tali garan-zie e speranze eli guarigione, onde solo acl alcune famiglie di gran fort1111a è cottcesso potere circondare un piccolo numero di feriti. La: istituzione dei chiru:rgh i consulenti permise di far po.s t0 teniporaneamente nei ranghi dell'esercito alle illustrazio.ni e ali~ grandi celebrità della medicina e della chirurgia ci \'ile. Langen beck, Bsrnarck, Bardeleb€m, Gurl li, Wilms , Midclelciorf pr·eset•o pat•te, come chirurghi consulenti, alle grandi guert·e del 1866 e 1870. La màggiore difficoltà era di lasdarea questi mepici l'alta posizione che era loro dovuta, senza .intaccare il principio di subordi.nazione nel serviz'io e dì' unità nella dir·ezione. Queste difficoltà venner.o molto felicemente s ~1 pe1·ate, come lo . provano gli articoli della istru- . zione del 1868 sull~ o.rganizzazione del sen~izro sanitario in campagna, è anzitutto l'esperienze dei fatti .. I chirur·ghi consulenti sono nominati per la durata della guerra e dellà, mobilizzazione dell'esercito. Hanno .il grado ·le prerogative dei medici generali di ·corpo d'armata. Sono. nomiuati dal re dietl'o pPescntazione del medico maggrore ge-. neride. Il n1inistro della guerra fissa il numero delle proposte, ·u medico màggiore generale, dopo averne conferito ·col Ministero, indica i chirurghi che devono esserne l'ogg~tto. La ripartizione dei chirurghi consulenti nelle diverse armate, corpi: d:àrmata, o ispezioni generali di tappa, appartiene al medico maggior generale.. Il chi!'urgo consulente esercita le sue funzioni sul posto di medica~ura e negli ospedali. ~\J posto di medicatura aiuta i •cliirurghi coi suoi consigli, e se occorre, con la sua opera manuale. Ispeziona, per quanto è· possibile nelFora delle vi'site. mediche, gli ospedali della sua Circoscrizione. Nel tempo di, queste ispezioni, il medico in capo dell~ospedale sottopone
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al suo giudizio tutti i casi difficili di pratica medica e tutte le · questioni importanti che hanno rapporto con la organizzazione dei soccorsi. In caso di dissenso nelle opinioni, quella del chirurgo consùlente è preponderante i se il suo avviso n·òn è seguito deve dare i suoi ordini per iscritto, e poichè la responsabilità. incombe allora a lui solo, porge avviso senza ·indugio al medico in capo dell'armata degli ordini cheha creduto dovere impartire. Il medico consulente deve per quanto è possibile presentarsi· alla chiamata dei medici degli ospedali compresi nella sua circoscrizione, sia che si tratti di un consulto o di una operazione. Deve alla fine delln. campagna rimettere u n rapporto su la situazione e l'andamento degli ospedali della sua circoscrizione e sul loro personale. Ha pure ·la missione di sovraintendere alla preparazione, conservazione e riunione dei pezzi anatomici destinati al Museo di chirurgia militare e di. vegliare onde a ciascuna preparazione sia aggiunta l'osservazione o un estratto del giornale su cui è scritta la storia di ciascun malato. Non fa d'uopo di lunghe riflessioni per comprendere quanto è ·vantaggiosa pei feriti una organizzazione, la quale permettesse di dare in tempo di guerra per chirurghi ai nostri soldati i , Dupuy b'en, i Velpeau, i Ne lato n e i più eminenti professori delle nostre fac.oltà di medicina. lnfermù.wi e Porta-feriti. Abbiamo visto, studiando la organizzazione del servizio in tempo di pace che il personale degli infermieri comprendeva degli aiuti d'ospedale (Lazareth-Gehulfen) e degli infermieri gual'da-malati (K,•ankenwarter). In tempo di guerra si ·aggiungono i porta-feriti (KrankentJYiger) presi ft·a i soldati in attività di servizio e precedentemente istruiti a manovrare una barella e a collocarvi un ferito. Una parte di questo personale inferiore . si · trova repartita nelle ambulanze, l'altra pal'te è riunita in <X>rpi speciali che costituiscono i distaccamenti sanitari. dremo iu seguito che durante il combattimEmto, dei •soldati
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usciti. dai ranghi e designati precedentemente serv.ono a tra-r sportare i feriti dalla linea del fuoco fino al posto di soccorso. Sono conosciuti sotto il nome di . aiuti-porta:-malati
(Hul(skl'ankent1·àger). , :) , Compag.nie di sanz'là o·distacca nwnti sanitari (sanitats delacheménts). Nella antica organizzazione, con decreto de.i 21 dicembre 1854 fu aggiunta ad ogni corpo d'armata una . compagnia di p01·ta-feriti. Questa compagnia comprendeva: . l capitano, 3 luogotenenti, 3 aiutanti maggiori, 203 u.omini (ft·a cui. 17 sotto-ufficiali, 16 sergenti e 6 trombette) e 8 sol· dati del treno. Questo personale era diviso it~ t re sezioni, in modo da potere agire in caso di bisogno isolatam(;'n te in tre luoghi diversi. L'ufficio, cui la compagnia doveva adempiere, quello si era di sollevare i feriti, portarli al posto di medicatura stabilito dalla s~zione mobile della ambulanza leggiera, e di là, dopo che .erano stati medicati, trasportarli al luqgo in cui ora~i stabilita la sezione di deposito ùi questa ste~sa. ambulanza. La organizzazione del 1867 stabilì in modo tìsso e permanente la indipendenza delle tre sezioni e aumentò notevolmente il numero dei medici; tre compagnie di sanità furono annesse a ciascun corpo d'armata; due per ogni divisione dì fanteria sono poste sotto l'autorità superiore del comandante generale la divisione corrispondente, la terza resta, come riserva a disposizione del comandante ·generale del corpo d'armata. Tuttavia ognuna di queste compagnie deve potersi dividere in due sezioni, onde potere stabilire, se ne occorre il bisogno, per ciascuna divisione due posti di medicaturl).. È infatti alla compagnia di sanità, r inforzata durante-la battaglia dai medici dei r eggimenti impegnati, elle è riservato l'ufficio d'ambulanza divisionale di prima linea. La Commissione riunita per ordine del re di Prussia, in data del 18 marzo 1867, fu d'avviso di dare a un medico in capo la direzione della compagnia di sanità. Questo av-, V'iso non fu adottato, poiqhè il comando restò al capitf1.no. come era già pet: la COXQ.pagnia de' po~ta-feriti. La so,la .e~p!l- :
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.ri'enza' pu0 decidere se l~ verità è dal lato della Commissione o dal lato del ministero. Im·ero, la compagnia di sanità che non agisce che durante la battaglia e sul -posto di ·meùicatura non può ·pp.t·agonarsi alle ambulanze che sono veri spedali mobili. Ali' ospedale di pace o di guerra, fisso o mobile, le considerazioni igieniche o mediche pt·imeggiano in generale su tuttt: le altl'e; al posto di medicatura ~i deve ·sovra tutto tener conto delle considerazioni militari. Fa mestieri prevedere quali potranno essere i movimenti delle .truppe ' in av&nti 0 indietro; non porsi in luogo esposto al fuoco <lei cannoni nemici; non ' occupare un . terreno, onde l'artigliet·ia potrebbe a vere bisogno alcune ore più tardi per ·piantare una batteria; nqn ingombrat·e con le vetture di ambulanza una via, un passaggio indispensabile al rapido .muoversi delle truppe. P iù abituato del medico alle C.()Se di guert·a si intende che all' uffieiale del corpo sanitario possa · e~ìsei·e affidato il comando. Però, una volta che la compa-gnia ha fiss::tto il posto di medicatura, la direzione non della compagnia, ma del posto di medicatura appar tiene, al medicn in eapo. Il distaccamento sanitario comprende: Pea•Honllle militAr ~ e llmmhal,;h·atho.
l capitano di cavalleria, cotnandnnte. l luogotenente in primo. .. - l luog-otenente in l>Ccoodo. l còntahile.
.2 njnti .d'o::-pcrlale • (come sol'veglianti).
12 sergenti. 12 caporali. 124 por·ta-fcrit.i.
Per11onale nae tllco.
2 .medici.
5 medici. l farmacista. 6 ajuti <l'ospedale .
8 infermieri. Treno.
6 sottoufficiali del treno. 23 soldati.
Il carreggio si compone di dieci vetture a due cavalli a cui si aggiunge un cer·to nume•·o di vetture <ii r.amp11_gna, le quali ·dopo e:>sere state. ben provviste di paglia servono
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al trasporto dei feriti. A questi. ventidue cavaHi da t i!o, compresivi due cavalli di riserva, si aggiungono diecinove cavalli per gli ufficiali, i medici, il contabl!f., il farmach;ta e sotto'-ufficiali del treno, ciò che diL pel distaccamento un to· tale di 41 ca valli. I porta- feriti che fanno parte della compagnia dì sanità porta~o la uniforme della compagnia; invece i porta- feriti supplementari forniti soltant o al momento del combattimento dalle truppe impegnate hann o la uniforme del loro reggimento e solo portano al brac:cio. sinistro il bracciale adottato dalla convenzione di Ginevra. T utti fanno servizio fra la linea di combattimento e il posto di medicatur-a; sono essi d unque esposti al fuoco nemico quasi quanto i combattenti: quei della' compagnia di sanità, non potendo portat'e un fuelle che li incomoderebbe molto per portare una barella, s ono armati di un revolver.
Ospeiati di campo . di batlaglz"a (Fe ld Lazareth). Le ambulanz.e a cui si dà il nome di Felr.l Lazar-eth non c.otrispondono nè alle nostre ambulanze d;visionali nè alTe nostl'e ambulanze del quartiere generale del cor-po. Esse non so.no assegnate a questa o a quella divisione, ma appartengono al tutto il corpo e soné·rnandate ove stimasi necessaria la loro presenza. Ve ne sono dodici in ogni co1·po d'arm ata. La loro compos izione e le loro provviste di materiale sono combinate in modo che ognuna di esse possa riceverp, e al· bergare 200 malati o 2400 pel COI'f)O ìntiero, ossia 8 per 100 circa dell'effettivo totale del corpo .. I Feld La:sareth sono organizzati in modo da potersi suddividere in due parti eguali; il che dà 24 ospedali aa.bulanze pel corpo d'armata o 8 per ogni divisione. Ciascuno di essi comprende :
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•.
l medico principale, come medico in capo. l medico maggiore. 3 njutanti maggiori. l farmacista.
A riportare 6
·55!)
· Ripm·to () ' l ispettore. l contabile. 3 t1juti d'· ospcd al~, sor veglianti. 6 nj uti d' ospeclale. · 12 infermieri militari. l cuciniere. l garzone di farmaci a. l sergente per la polizia. l sotto-u ffir.iale, come segretario. l soLto-ufficiale, comA capo d'armi. l mar·escinllo d'alloggio, capo del treno. 4 sergenti del t reno. 15 solùati del Lreno.
•
l
54 Il medico in capo ha sotto i s uoi ordini tutto il pergonale. L' ispettore incaricato sotto la dir·ezione del medico in {)apo della par·~e econor.nica, ha per secondal'lo gli ai uti di ospedale sorveg·lianti (Revier-A,u[selwr·) che dirigc>no i servizi generali come la cucina, ma che estendono la loro vig ilanza sul servizio delle sale e specialmente sugli infermieri. Ogni Feld- Lazar-eth possiede un proprio mate_rinle di t raspor·to, onde la custodia e la dit•ezil)ne sono affidate a .nn mareseiallo d'alloggio appar tenente al tr·eno dt>gli .equipaggi-e a -19 sotto-ufficiali e soldati sotto i s uoi orrlini. Ques to materiale comprende: due vettur·e d'ambulanza a ùue cavalli, due vetture a 4 caYall i pel t rasporto di viveri, di utensili, d' apparecchi, ecc., e un omnibus a .quattro cavalli che è occupato dai tre aiutanti moggiori, dallo ispettore, dal contabile e dal farmacista. Il medico in capo e il m'edico maggiore sono a cava1lo. Benchè comanòi al personale merlico militare e amministratiyo del Feld-!.azareth, il mediro in capo non è nel ·senso militat·e della parola, il s uperiore del maresoi~llo di
560 alloggio ( Wachtm ei'slet·) capo del treno d'ospedale; ma questi deve, secondo il nuovo regolamento su l servizio snn!tario in campagna, ubbidire senza a lcuna. restrizione, agli ordini del . medico in capo.
R iserva del personale d'ospedale (Lazarelh-ReservePl'rsonal). - Ogni corpo d'armata ha una r iserva c!te si compone di dodici medici (3 medici maggiori e 9 aiu tanti maggiori) 3 farmacisti, 3 ispettori, 3 cou tabil i, 3 sotto-ufficiali segretari, 9 aiuti d'ospedali sorveglianti, 12 aiuti di ospedale, 36 inferrni(!F'i milit<\ri, 3 cucinieri, l 7 soldati del treno come ordinanr.e. Sebbene ac!detto a un corpo d'armata, questo personale è a disposi?.iooo clel mecl ico in capo dell armata c dello ispettor·e gener ale delle tappe; scn·e a rinforzare il personale del posto di medicatura, dei Felll-Lazarcllt, o a formare nuovi spetlal i alle spalle dell' armata. Lu. riser\'a del per•sonale, i òodici Feld-Lazrzreth, le tre compagnie ùi sanità, rianno per un corpo J'armata di 30,000 uomini 93 medici, 159 aiuti cl' ospedale, 30 farm adsti, 204 infer mieri, tH7 porta- feriti, e un totalé di 1361 persone, 90 vetture e 4 11 ca valli.
Azione sul campo di batlaglt'a.
La compagnia. di sauità non potrebbe bastare ai bisogni mul tipli che derivano dalla MCH::Jsità di soccorrAre rapidame nte un gran numero di feriti. Le tr·uppe comhattenti forn iscono es:>e pure una parte del personale. Dal momento che la haLtaglia si :tnnun.zia imminente, ogni compagnia, -squadrone o battel'ia rlistacra quattro uomini che fino alltwa erano rest.'lti nei r angh i. Questi uomini istruiti pre,·entivamente nell'uffirio che devono adempiere, sono dei porta-feriti s ussid itwi (Hulf~·kJ"an ken tl'tigcrJ destinati ad a iutare i porta-feriti della compagnia di s1 nità. Essi prenrlono, dalla Yèttu•·a d' ambulanr.a che -possiede ogni bat taglione di fan·teria ed ogni reggtmento di cavaller ia, due batelle che si
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aggiungono a quelle della compagnia di sanità. Dappoichè queste vetture contengono apparecchi da frattura, fascie, pezze da mcdicatura, e non potrebbero senza inconveniente trovarsi sulla linea di battaglia, si portano un poco indietro con i cassoni delle munizioni, e i pot'ta.- feriti come gli aiuti d'ospedale addetti al meclico di battaglione portano unn borsa di cuoio con alcuni stn1menti; degli oggetti da medicatura, del vino e dell'aceto. Inoltre, ognuno di loro ha una fiaschetta di più destinata a dissetare i feriti. Uno dei portaferiti porta lo zaino d'ambulanza cho racchiude una piccola c&ssetta da amputazione, un apparecchio pel clor oformio e degli oggetti da medicatut·a. Del resto ogni combàttente deve avere nella sua tasca un apparecchio di prima medicazione . composto di una fascia e di fila. I porta-feriti diretti dagli aiuti d'ospedale formano delle pattuglie che trasportano i feriti al posto di medicatura. La me.tà soltanto dei medici di teuppa restano col loro corpo, gli altri traggono al posto di meclicatura. I medici restati sotto il f•toco attendono ai feriti che richiedono cura immediata, e dirigono i porta-feriti. Se il posto di medicatura è lontano, se la disposizione dei luoghi non vi si oppone, i medici che appartengono a una stessa brigata si riuniscono al centro della brigata e vi costituiscono il posto di soccorso, come lo abbiamo veduto nell'armata austriaca, o, come meglio si direbbe, llll posto di nwdicatura di necessità (Nothverbandplatz). Se invece Ja natuta del suolo, le par ticolarità della battaglia rendono questa concentrazione impossibile, ognuno dei medici resta clietro il suo battaglione. È però importante il notare che tuttevolte che il posto principale di medicatura può essere senza grave pericolo stabi. itlo vicino alla linea di battaglia, no~l si forma il posto di soccorso. Un posto di medicatura (Verband-Platz) è in generale stabilito per ogni divisione. Vi agisce una delle tre compagnie di sanità che rinforzano la metà dei medici di fanteria appartenenti alle truppe combattenti, e siccome ogni diviGiornale di Medie. mt'lit. 1.872. 36
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sione ha dodici battaglioni e qu,indi 24 medici, si ha cosi un rinforzo importante di dodici medici. Ove poi occorra, in previsione o in presenza di una gran battaglia, la riserva , del personale puq ancl1e mandare un numero raguardevole di medici e di infermieri. È dal posto di medicatura che partono le pattuglie di porta-feriti che vanno a perc'>rrere il campo di battaglia per raccogliere .i feriti, è da esso che dipendono i soldati porta-feriti di rinforzo; ed è di là che i feriti partono, dopo essere stati medicati, pel FeldrLa-
zareth. Il personale d~ posto di medicatura è diviso in tre gruppi, di cui ognuno ha il suo compito. I medici del primo gruppo ricevono i feriti, tagliano le vestimenta, lavano ed esaminano le ferite, medicano quelle che sono, leggiere e che inter essano solo le parti molli, fanno le piccole opet•azioni, come le sutm·e, la estrazione dei proiettili, mettono da parte i moribondi. Quei del secondo gTuppo si occupano delle fratture, applicano delle ferul e a quelle che sono facili a mantenersi e degli appaeecchi ingessati alle fratture più gravi. Quelli del terzo gruppo fanno le amputazjoni e >le operazioni delicate, come la tracheotomia, le allacciature delle .a rterie, ecc. È vietato il fare al posto di medicatura le resezioni articolari, che non possono eseg·u,irsi che al FetdLazar~th. Benchè la dire~ione della compagnia di sanità appartenga a un ufficiale dell'esercito, la direzione del posto ~i medicatura ovc agisce questa compagnia appartiene al medico in capo del posto di medicatura. I Feld-Lazm·eth sono veri ospedali temporanei sta.biliti nei villaggi, nelle ville, nei castelli che sono vicini al campo di battaglia. I feriti vi sono rapidamente portati, rapidamente soccorsi e vi 'soggiornano qualche tempo. P erò la istallazione materiale è spesso difettosa, avvegnachè lo speciale venga il più spesso stabilito nei l.uoghi che furono più o meno il teatro della guerra. Siccome occorre che il Feld-Lazareth .segua l'armata, si sgombrano più presto. che è possibile i fer\ti traspor.tabili' sugl~ stabilimenti del se-
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t!;>JldQ gl.'uppo pQsti alte .spalle deU'esetcit0 ma. 'debb.o ag.,· gi~:mget'e eh~ si traspor-.tano troppo ' ·spesso queJ.li .che. a1on sono· 1realmente tr:·asportabili; ~ Qhe il serviziO. medioo•prus-. siapq, pome ·del r.esto tutti. gli altri, lascia da questo lato· inH ,tnensamente a desidera:re. 1;
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Organù::zazione e azz'on~ del se?·vizt·o ,medz'co alle spalle dell'eser-cito. -
Servizz"o delle tappe. l ( . · ..
'1a org{l.nizzazione del .ser\o~izio delle tappe regolato· con tleèceto del 2 maggio 1867, è, so,tto l'asp~tto puramente milit;are come ancl~e sotto il rapporto m,ed,ico, di una estrema ~mportanza. Onde assicurare la certezza, la regolai.rità é la Tàpidita delle comunic~z'ioni fra l'armata <'l la sua base di operazione, come anche fr.a la madre patria, tutta la zoi)é.!ì interrpedia costituisce ciò che si potrebbe chiam~re il terri... tQ'l'io di tappa. L'ordinamento d'i tutti i . servigi eapaoi .di ass~.curare le ~omunicazioni è affidato a ,un ispettore ' gen~: rale:i'delle tappe che ha il grado di generale di divisione. Ei dipende da un .lato dal generale in c.apo çlell'armata, dal~ l'altl(o dal Ministero della .guerra. 0gp.,i .corpo d'armata prnssiano è reclutato .in una. circo~cri~ione' territoriale al principio della guerra. Una dell ~ plù Ì!llp6rtanti stazioni. di via ferrata di questa circoscri1.ione ~ designata preventivamen.te come luogo .di. concorso o. comq , pu.nto di partenza per tutto ciò che dalla circoscrizione va v:ers0 'l'armata, e per tutto ciò che da questa ritot:>na; è la t.esta di, tappa (.Etappen~Anfangs-Ort). La stazi<:>ne della ferJ;Iò'1;r~a, a cui termina dietro l'armata ,il camrni,no di tappe, OòstittFisce ii capo-luogo di tappa (Etappen-Ifaupt-O~·t). Que~ sto cambia necessariamente secondo il progresso delle ope.:. razioni ll).illtari. Fra i dL1e sono stabilite le t.appe di ferrovia (!Einsenbahan-Etappen). Ma se la linea . delle tappe segue pèv q11ant9 è possil)ile la linea della ferrovia, spesso si è 0b4,ligati a . stabilire delle tappe di te1~ra (Land-Etappen), &iar, fr_at il capo-luos-o di tappa: e l'armata situata più avanti
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sia fra tutte le vie che congiungono l'armata con la sua base di operazione, e si stabilisce anche una linea di tappe, di terra parallelamente alla linea di tapp~ di via ferratà. Le tappe di terra sono separate da una giornata di marcia. n servizio di ispezione delle tappe segue passo . a passo la marcia dell'armata, collegato èol gran quartiere generale mediante corrieri e il telegrafo ; e a: misura che l'armata si avanza, il territorio che la separa dalla madre-patria o dalla sua base d'operazione si divide in circoscrizioni di tappe (Etappen-Rayons), il cui comando spetta a un ufficiale superiore, il quale, per quanto è possibile, stabilisce il • cenko delle sue operazioni e il suo ufficio in una stazione di ferrovia. · Ad ogni stazione di tappa è stabilito uno spedale di tappa (Etappen Lazareth) destinato a ricevere i malati della circoscrizione, i soldati di passaggio, i malati e i feriti che fossèro obbligati di fermarsi pei' via senza poter raggiungere il luogo verso cui si dirige l'evacuazione. Questo ospedale è affidato a un medico maggiore che è il capo e il direttore dello spedale di tappa. Ma nel paese intermedio fra l'armata e il suo punto di parten.r.a o la sua base d'operazione, trovansi spesso degli stabilimenti spedalieri. :fissi o temporanei che non sono situati lungo la linea delle tappe. È questa la ragione per cui questo paese può essere diviso sotto il rapporto medico in circoscrizioni che potranno non corrispondere alla divisione militare in raggi di tappa e compr.endere insieme taluni di questi raggi, sovratutto sé si tratta di un territorio che abbia una piccola popolazione poche città importanti. In ognuna di queste çircoscrizioni vi ha una direzione medica e un medico che prende il titolo di (Feld-Lazareth-Director), I Feld-Lazareth-Dù·ecto-res sono i rappr esentanti diretti del medico generale e dell'ispettor e generale delle tappe. La nuova istruzione sul set"Vizio sanitario in campagna fissa le loro funzioni. Figurano fra le principali : la ispezione di 1.utti gli stabilimenti spedalieri . di loro giurisdizione, la cura
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' della evacuazione regolare dei feriti e dei malati ; la cura di istituire nuovi ospedali, se è necessario; il diritto e il dovere di trasformare regolarmente gli stabilimenti temporanei stabili.t i llel (Feld-Laza1·etl1!1 in ospedali di guerrà· :fissi (l(riegs-Lazar-eth) onde rimettere a disposizione dell'arroo.ta che seguita ad avanzare, gli ospedali di ca1npo di battaglia lasciati indietro. <I medici direttori degli ospedali di guerra debbono invigilare sui depositi degli ospedali di riserva e gli asili aperti per i soldati lievemente feriti, per i · ,soldati stanchi o i convalescenti, asili ànnessi agli ospedali di tappa che trovansi 'sul territot•io della loro circoscrizione. Tuttavia non hanno diritto di esercitare requisizioni neppure per le cose necessarie allo ospedàle : questo diritto non appartiene che al comandante di tappa. Lo insieme del servizio è affidato a un medico generale di tappa (Etappen-General- Artz), il quale, d'accordo col commissario regio, ripartisce negli ospedali di sua: giur}sdizione gli ospedalieri o ospedalieri volontari, i cui servigi sono stati approvati dal generale ispettore delle tappe per gli stabiliiuenti posti fuori · del teatro stesso della. lotta. Gli ospedali eli tappa hanno sostit,uito gli .ospedali fissi di guerra (Stehend-KrùJ.c;s-Lazar·eth) stabiliti dietro l' ar:roata e sulla linea s~guita dalle evacuazioni. Ognuno di essi è diretto da un medico in capo, il quale dipende dal medico direttore degli ospedali di guerra e dal medico generale di tappa. Al di fuori delle sta&ioni che servono di punto d'appoggio, la direzione dei Feld-Lazareth può fare installare nu"ovi ospedali o appropriare a suo uso spedali già esistenti, ma ciò è raro con la organizzazione attuale, poichè la maggior parte dei feriti possono essere tt•asportati indietl'O e e:vacuati negli ospedali di tappa disseminati lungo le vie ferrate, o meglio ancora, in grazia dci vagoni di ambulanza sì bene acconci, essere traspor tati fino in Prussia e CUL'ati nel loro stesso paese. Il ser·vizio delle evacuazioni) in virtù della organizzazione onde abbiamo dato un _rapido cenno, si fa con un
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ordine e ima prontenza ammirabile. I treni di ambulanza sono v:eri ospedali mobili con la loro cucina, la loro farmacia. 0gni vagone di 4a classe, trasforrnato in ·ambulanZa, contiene in generale sedici letti. Questo servizio era, prima del 1867, affidato a una Commissione pel trasporto dei malati (Kranken~ , ']}ranspm·t-Gornmz·ssz"on): ora dipende ~alla ispezione delle tappe; dal comandante di ciascuna tappa e sovratutto dal .comandante del capo-luogo• di tappa. Fino a che i Feld-Lazareth, stabiliti durante o dopo una battaglia, sono entro il raggio di azione del corpo d'armata dal quale appartengono, la cura d·e!le evacuazioni· spetta al medico in ca.po del corpo d'armata. In ·tutti i Feld-Lazareth d·ipendenti dalla ispezione general,e di tappa, spetta al medico in capo dell'.Etappen-Laza?·eth; e in quei che posti al di· fuori della stazione di tappa, dipendono dal direttore dei Feld-Lazareth del distretto, spetta al medico direttore del raggio di tappa. Il trasporto dei' malati dallo spedale alla staxione della ferrovia è effettuato per cura dei medici, delle guardie ospitaliere e degli infermieri dell'ospedale. Sulla ferrovia questo ser-vizio è fatto bene spesso dai soocor.ritori volontarz·, approvati dallo ispettore generale di tappa, nei luoghi ove i malati sono traspor'tati per via ferrata e secondo i bisogni di questo servizio.
Stàbitimenti de'l terzo gruppo . .Gli ospedali difJUe?·ra diPzser·va (Rese1·ve-Felcl-Lazar·eth) formano l'ultima meta ove vanno a terminare i malati e i feriti evacuati sul territorio nazionale, per cura della ispezione generale delle tappe. Sono costituiti dagli ospedali militari di guarnig·ione, e poichè si utili:r.zano specialmente quei che sono più prossimi alla frontiera, si dà loro il nome eli ospedali eli frontù;r·a ( Grenz-Lazaretk). A norma delle prescrizioni della sezione medica al Ministero della guerra,. ogni ospedale deve fare innalzare delle tende e delle baracche d'isolamento in
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caso di cangrena · d;ospedale; di tifo, di infezione purulenta, di colera. Uno spazio di 1200 piedi cubi deve essere assegnato nelle sale a ciascun malato. Ambulanze private. Possiamo ora !imitarci a dire che queste non possono ricevere malati, ma soltanto convalescenti i q~ali non abbiano più bisogno .del soccor5ò della medicina ed escano dagE ospedali militari. dietro avviso del medico dello ospedale, e che in oltre sì esse come il personale che le serve sono sotto la sorveglianza di un commissario r egio e del medico in capo dello ospedale militare più vicino. Si è ben lungi, come vedesi; dai favolosi abnsi che nell'ultima guerra furono la conseguenza del furore caritatevole, pel quale tante donne di mondò trasformaronsi in medici e giuocarono all'ambulanza prendendo per posta lb. vita dei nostri poveri soldati.
(La Revue soientifique.)
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RS'\1 IST1\. DI GIORl\l&LII ..
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Cenno sull' ipermegalia mu.scolare ' paralitica progressiva, J e storia' cÌini~a di 1 ~n · caso della stessa, r .
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del p1·o.r FRANCEsco .Oasr. Questo nome è. appÙcato a 'quella forma rhorbosa clinicamente caratterizzata da ac'crescimento di volume dei, muscoli gastronomi con difetto. o perdita della motilità e con tendl:mza a invadere 1w'ogressivamente quasi t utte le muscolature ·della rita voli ti va. Questa affezione conosciuta çla rruattro anni per opera di Duchenne è stata cl1iamata coi nomi di 1Jaralisi pseudo ipm·trofica o miosclerosica, di. 'ipet·trofia muscola?·e, di sclerosi muscolm·e progressiva, di lipornatosi 'zusszweg,c;z'ante mzt;colar·e progressz'va, di at?·ofta lipomatosa cf.ei muscoli. La espressione àdottata dal professore afl:èrma i sintomi più spiccati, cioè l'aumento di volume muscolare con paralisi. Questa è la definizione puramente clinica, ment re può essere quistionabile la. qualifì.cazione della condizione morbosa primitiva. Sull'e cause e la patogenesi n~lla si cono;,ce. È ·assai dubbio se vi abbia inflnenr.a la ereditarietà e il matrimon•io fra consanguinei. L'esame microscopico .mostra un gr·ado maggiore o minore di iperplasia del conn.ettivo interstiziale del muscolo affetto, le cui fibre perdono le loro striature e sono come compresse dal lussureggiante tessuto e :finiscono con l'atrofìa. Fra le maglie del connettivo iperplastico si t rova un conside· revole accumulo di adipe : e alla semplice ispezione il muscol'o ha un aspetto speciale di pallidezza, di striatura e. eli lucentezza grassosa. Oltre queste alterazioni muscolari, altre se ne incontrano nel midollo spinale. Nella sostanza bianca sono stati osservati dei . punti di forma rotonda e cuneiforme di aspetto gelatinoso. I cor. doni anteriori conterr-ebbero poche cellule ganglionari e mostrerebbero i vasi dilatati: nei cordoni laterali si sarebbero rinvenuti
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corpuscoli amilacei, cd a1l'altezza del rigonfiamento lombare parrebbe che la degenerazione amilacea e grassosa del midollo si estendesse dai cot'doni lateràli agli anteriori. n quadro clinico si divide in tre periodi: l o di indebolimento muscolare o paralitico, 2° pseudo-ipertrofico o ipermegalico, 3° di generalizzazione o aggravamento paralitico e degenerativo. Il primo periodo, d! indebolimento, dura da qualche mese ad Ull anno.. Succede il secondo, durante il quale si sviluppano considerevolmente. le masse carnose dei polpacci, quindi le natiche e qualche muscolo dello coscio. Questo periodo ha una dur ata da uno a t r e anni. Il terzo periodo è caPatterizzato dallo estendersi la iperme· galia e la paralisi agli arti superiori con aggravamento dogli infe,riori,' onde. il paziente è obbligato a letto. hà prognosi è gravissima. Pare che sul principio abbia giovato la faraclizzazionc con'giunta all'idroter apia od al massage, ossia pigiamento o pestamcnto metodico dei muscoli. Quindi, dopo avere riferito la storia del caso caduto sotto la . sua osservazione, il professore si volge ad alcune considerazioni stilla concliy.ìone patologica di questa infer mita; e t rovandosi alcune analogie con l' atrofia muscolare p1·orressiva conclude col dire che, collocando pel momento tal malattia fra quelle dell'apparat o locomotore, in un non lontano avvenire la si dovrà forse enumerare con le 'affezioni del sistema nervoso e specifì.catamente fra lé degenerazioni delle origini speciali del gran simpatico.
( Ga:::zetta i'lfedica Italiana - Lomòa,·dia.)
Glicerolat o risolvente di bromoioduro potassico
(, 1
del dott. G. RIGIIlNL Questa formula può utilmente sostituiesi agli unguenti e alle pomate con grassi che insudiciano o lasciano meno prontament e ' assorbire il principio attivo. Gliceriua officinale . grammi 75 ·Bromuro di potassio . » 2 Joduro di potassio . » l Olio essenzi·alo' di palrnar osa ocl altro gocce 10 Si usa in fri;doni ripetute tre o quattro volte nelle 24 ore negli ingorghi glandtùosi. (Annali di Chimica, dal Giorn. di (armac. e di chirn.
l,
della Socz'età f'a,·m. di 1'm·ino.)
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Determinazione del valore dell'idrato di cloralio di c. M ULLER. Si determina il valore d'un idrato di clorali~ con la quantità di cloroformio che se ne separa per mezzo degli alcali. S'introducono in un tubo di vetro diviso in decimi di centimetri cubi, 25 grammi di idrato di cloralio, e si versa dolcemente al di sopra raffreddandola una soluzione di un po' più di alcali caustico della quantità giudicata necessaria alla decomposizione, indi si chiude bene il tubo con turacciolo di sughero. Dopo alcune or~ si sono separati distintamente i due stuti eli liquido e non si ha che a contare quanti centimetri cubi di cloroformio si sono separati, e moltiplicare questi pel peso specifico del cloroformio, avendo sempre riguardo alla temperatura, per trovare la quantità del cloroformio formatosi. (Annali di Chimica, dal Polytech. Notizblatt.)
Nuovo reattivo dell'alcool di BERTI!ELOT. P er riconoscere la esistenza di una piccola quantità di alcool sciolto in una grande quantità di acqua J'autore indica la seguente reazione del cloruro benzoico, ed è questa : che messo in presenza dell' aciJ.ua freqda o tiepida non è decomposto che con grande lentezza; ma se quest'acqua contiene dell' al~ool formasi tosto dell'etere benzoico che si raduna nello eccesso del cloruro benzoico, e quello si rende manifesto scaldando una goccia di quest'ultimo con una soluzione 1!-cquosa di potassa, la quale scioglie quasi subito il cloruro senza agire dapprima sull'etere. La reazione è tanto sensibile da scuoprire in 25 centimetri cubi di acqua un centesimo di alcool. (Im·, dal Giornale dz' Farmacz'a di To1·z·no.) '
Presenza normale e costante dell' urea nella bile di O. PoPP. Fin ora la presenza dell'urea nella bile fu· con siderata come anormale. P opp ha recentemente dimostrato tl'ovarsi essa normalmente nella bile del bue e· del maiale. Ei seguì il stlgnente
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processo. Mescola la bile recentemente estratta dalla cistifellea con egual volume di acqua, aggiungo acetato di piombo basico che genera un precipitato abbondante: il liquido fìÌ't1~ato esse11do sbarazzato dal piombo in eccesso con l'acido solfìdrico, viene quindi evaporato a bagno maria, e la massa ottenuta viene trattata a· più riprese con l'alcool assoluto. La soluzione alcoolica abbandonata ·per più giorni in un vaso lascia precipitare poco '0. poco dei cristalli caratteristici' d'u rea. (Ivz", dal Jou1·nal de phm·macologie.)
Della falsificazione della essenza di menta piperita di SAINT-MARTIN. L'essenza di menta è attualment e falsificat::t. nel commercio con l'olio essenziale di copaive. P er riconoscere questa falsificaiione, l'autore consiglia di riscaldare con precauzione sino alla ebollizione l'essenza con l'acido nitrico concentrato. Se la essenza è falsificata, si· inspessisce raffreddandosi e tanto più quanto è maggiore la quant.ità, mentre ·se è solo essem:a acquista un colore marrone restando liquida. ( Ann4l~ di Chimica.)
Sulla infiltrazione urinosa di AR1'URO MENZEL. L'autore comincia col dire che l'avverarsi della infiltrazione tre cause: l"- Dall'interrotta continuità delle vie orina.rie. za Il tessuto circo~tnnte deve prestarsi alla infiltrnzìone, os· sia non dove essere duro, denso e calloso. 3"- L' emissione dell'orina per la via naturale deve essere se non impossibile difficile. L' infìltra1.ione orinosa raramente insorge spontanea ossia per pr.ocessi di esulc~razione cronica, per mancanza della seconda con· dizi'on·e. R!aramentè ha luogo la infìltea7.ione in seguito a false sll'ra'de praticate col cateterismo; impero~bè se questo fu operato nei caso di semplice ritenzione di orina, vinto l'ostacolo, resta ampìa la via dell' uretra, per la quale passa la orina anziché infiltl!à;r si nei tessuti. Se poi vi era ristringimento, avvegnachè· la p-é'r.fol'azi'One dell'u·eetra si faccia gèneralmente al d'i qua cfef rik urina,_~ dipende da
572 stringimento, lo stillicidio di orina non ha la forza di infiltrarsi nei tessuti. Anche le nostre operazioni, la uretrotomia interna, la cistotomia raramente ·sono cagione di infiltrazione orinosa, avendo cura, do po esse, che l'orina possa liberamente efflui re. Le più funesto cause di questa infiltrazione sono le interne contusioni del perineo, da cui l'uretra e offesa nella sua continuità, e, in segtùto allo stravaso sanguigno e alla tumefazione reattiva, occlusa in modo da impedire il libero passaggio dell'orina. Il fenomeno saliente della infiltrazione ò la gangrena progressiva. Rimedio una sola incisione ma larga, la nretrotomia esterna. Causa di questa mortificazione è, secondo l'autore, la conLusione del perineo; imperocchè dietro esperienze eseguite sui cani ha potuto rilevare : che la. orina acida norma~e se infiltrata in tessuti normali vione riassorbita senza verun danno, se in.tlltrata in tessuti fortemente contusi è causa di un flemmone purulento gangrenoso di rapida progressione . . L'orina alcalina iniettata sotto la <mtc p~·oduce ·fiammoni gangrenosi, e questo effetto è dovuto pr·obabilroente, come alcune esperienze tenderebbero a dimostrare, all' ammoniaca che si sviluppa nell'orina puh'ida. {fl Morgagni, Disp. III e IV, 1812.)
Sull' as·cesso dello psoas-iliaco delJwoj: FRANCEsco PE't'RONIO. Dopo avere narrato la storia di un caso d' ascesso iliaco guarito perfettamente con estesa. incisione al di sopra del ligamento di Poupart, il professore passa ad alcune considerazioni su due · ordini di fatti relativi all'ascesso in discorso. Perché l'ascesso si estrinseca tàlora in dietro e in alto dell'arcata cr urale ~ L,' auto l'e non ammette la cli:;tinzione tra psoite suppurante e infiammazione sup purante del muscolo iliaco esterno, poichè non essendo questi due muscoli separati che da tessuto cellulare più o meno aditloso, essendo coperti dalla stessa fascia prelombo- iliaca, ed essendo congiunti al loro attacco inferiore, il processo flogistico si espande senza intoppo ad ambedue i muscoli. Ma per ò questo processo flogistico può svolgersi, con maggiore intensi tà sull'uno o l'altro muscolò. E così quando la flo-
573 gosi e la suppurazione si trovano a preferenza nello iliaco interno, allora la .tumefazion e purulenta si estrinseca innanzi e sopra l'arcata crurale perforando la fascia iliaca prima che si unisca al ponte del Poupnrt : mentre quando la raccolta trovasi più indietro e verso lo psoas, la estrinsecazione della tumescenba avvjone lateralmente alla colonna vertebrale e verso la regione lombo-sacrale, o più fpequentemente all' attacco inferiore dello psoas iliaco. Si è detto dai chirurghi che l'ascesso iliaco non g uariva senza lasciare l'arto in permanente flessione sul bacino a cagione della distruzione delln. sostanza muscolare. Il caso dell'autore mostrò il contrario, e dà ragione a Lcyedig, Margo, 'o hel ed altri che ammettono la neoformazione e la riproduzione del tessuto muscolare. (Ibid.)
Di un nuovo segno e criterio diagnostico d'elle aneurisme dell' arteria crurale. Dottor LÉONZIO CAPPAREI.LI. Consiste questo criterio nel promuovcl'e il rumol'e di soffio o di rasp:t, la,.Jtlove non esiste per la soverchia ampiezza della via di comouicazione f•·a l'arteria e il sacco aneurismatico, mercè la compres,ionc dd canale artet'ioso in un punto più che è possibile -prossimo ul luogo ove comincia la dilaia:done aneurismatica. (!Md.)
Canfora bromata nel delirium tremens di SWARTZ. Il b1'o'mo si unisce facilmente alla canfora alla ordinaria temperatura formanrlo un prodotto poco stabile e che si decomponè faci lmente all 'al'ia li be!'~. · Si può ottene1·e facilmente, secondo Pcrkin, la canfora manobromata ·scaldando in una storta · un miscuglio di canfora e di bromo in convenienti proponioni. E questo un composto definito, che ha la fJ rmula della canfora, in cui un atomo' di idrogeno è sostituito <h un atomo di bromo. È perfettamente cristallizzabile, fusibile a + 7G0 c bolle a + 274°. Il prof. Swartz trovò questo comj!o::>to dotato ùi azione molto sedativa sul sistema nervoso, e
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lo proclama molto utile soprattutto nel delirium t1·emens, amministrandolo alla dose di 4 grammi divisi in 30 .pillole, da prendern~ 4na ogni ora. (JJall' A1·ch. méd. de Pha1·m.)
Cura delle cheratiti vascolo-plastiche croniche. Sono questo cheratiti caratterizzate da vascolarizza~ione della cornea, da depositi plastici sulla cornea; ed è noto quanto è dif:fì.cile attenerne la guarigione'. La sezione dei vasi alla periferia della cornea è insufficiente ; i vasi persistono dopo la sezione, come pure non giova la puntura dei vasi nella spessezza della cornea, poichè lascia sussistere il lume dei vasi, i quali dovrebbero invece essere obliterati. P~r fare andar via i vasi, bisogna provocare un lavoro infiammatorio, una ilemroasia adesiva. A tale scopo, il dottor Fano usa il seguente artifizio: dopo avere allontanate le Pll:lpebre col blefarostato e fissato il globo con le pinzett.ine dentate, punge con un ago da cateratta tutti i vasi della ~ornea, cominciando da quelli, che occupano la parte inferiore della cornea, onde il sangue non mascheri gli aUri, che debbono essere attaccati di poi. Immediatamente dopo la puntura, si fa cadere sui vasi aperti una goccia di una soluzione di nitrato d'argento. (Nitrato d'argento l p. Acqua distillata lO p.) Il sangue si coagula, e si sviluppa una reazione abbastanza intensa per prov9caro la infiammazione adesiva dei vasi. Occorrt) toi•nare più volte a queste manovre, essendo difficjle colpire tutti i vasi in una volta. Fra un' opera;:ione e l'altra si lasceranno trascol'rere molti giorni. Intanto il malato s'instillerà tre volt.e al giorno il collirio di 20 centigr. di nitt;ato d'argento in p. 30 d' acqua, e il medico instillerà una volta al giorno il collirio con un decimo dì nitrato. (IMdem.)
Cura dell'atrofia papillare d'origine cerebo-speciale. Talora questa affezione è evidentemente legata all'atassia locomotrice progt•essiva , tal' altra i fenomeni caratteristici della lesione cerebro-speciale mancano, ma questa, secondo Galezowski, esiste allo stato latente, e col tempo la diagnosi si rendo manifesta. L'alterazione della visione è fatalmente progressiva e nessun mezzo varrebbe acl at•restarne il corso ; ma per renderlo più lento, Galezowski consiglia,la seguente pre~crizion e : l 0 applicare
575
successivamente dei vessicatori volanti alla nuca, e lungo la colonna vertebrale dei piccoli cauteri, egualmente volanti; 2° far prendere' durante J, due pasti principali' una cassula di fosforo composta secondo la formula di Mia:lhe o Gobley : Pr. Fosforo . . . . . . . 0,05 20 gocce Solfuro di carbonio. Olio . . . . . . . . . 18 gocce 9 bast a Magnesia . . . . . . Da f~rne 50 pillole ~latinose , ciascuna delle quali contiene un milligrammo di fosforo e un ter zo di goccia di solfuro di carbonio. (Ibidem.)
Glicerolato contro i geloni dt' ADRIANO . RICCI F:n·m:\cista a Palazzolo sull'Oglio.
P. Glicerina pura di gr. 28 . . . . . . 200 grammi Amido in fìna polvere . . . . . . . 28 » AceLato di piombo offic. polvere . 5 » Acqua distillata . . . . . . . . . . 15 » Essenza di lauro-cernsò . . .· . . . 2 » In capsula di porcellana, e a leggier calore, si uniscono la glicerina, l'amido, l'acetato di piombo, previamente sciolto nella prescritta quantità d'acqua distillata, e sotto continua agitazione 'mediante spatola di legno, si riduce il tulto alla consistenza di ntolle pomata, alla quale ·quasi fredda, si aggiunge l'essenza di lauro-ceraso e si conserva in vasetti della capacita di grammi 40 circa, ben chiusi con vescica, ecc. È questo glicerolato assai ef&cace tanto nel dissipare i geloni nel loro primo sviluppo, come n_el cicatrizzare quelli già passati allo stato di. esulcerazione. Riesce poi assai comodo per la sua facile applicazione, per il grato odore che emana e perché non sporca, n~ corrode la biancheria. Si usa facendone frizioni sulle parti che danno segni dello sta' bili~ento dei geloni coll'annuncio del prurito, tutte le sere e tutte le mattine, fino alla ri,soluzione. Se i gelo1ù sono passati a suppurazione si medicano stendendo un poco di detto glicerolato sopra un pezzo di tela di lino, e lo si applica dit•ettamentc sulla piaga ripetendo tale operazione purè . sera e mattina.
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l. -
DELLE LUSSAZIONI TRAUMA TI CHE DEL FEMORE per Laura
Gio. Battista. JJisser'tazz'one e t(i.si p~l concorso .di agl
gregazione. 1.brino 16'72.
Lavor o che ampiamente attesta dei ser-i studi, delle labor-iose ricerche dell'egregio autore : ha il merito di riassumere con cilia1'a e concisa dizioné quanto la moderna chirurgia ha, fatto nel difficile ed importantissimo argomento, e pr·ecipuamente nella parte risguardante la terapia. ,Il meccani:;mo di sl fatte lesioni, l'anatomia patologica e la terapia sono t1•attati con tutta la ''ic!Jk,:ta ampiezza. T rattò a vece brevemenfe 'dcll'altre p~rti' all'arg-orne:llo attinenti e dellà sintornatologia poi anco.:··· «perché in moUi ed assai. buoni libn' t'l lettore potdt trovarne c~ lungo disco1'S9 ». La ragione sa1•à buona, ma a ' noi non gat·bò, chè avressirr.o volulo riunite, trattate nello stesso modo chiaro ed eminentemente. eccletico con cui tratta le prime, anche queste seconde parli ..... Allora avremmo avuta una vera compiuta monografia dd le lu,;sazioni del femore. L'autore non ha crerluto di ciò fa1'e; mù ciò che fece, fece egregiamente ed in modo degno, di lat·go j;lauso. Un' altra e gravissima ragione raccomanda a noi medici militari il bel librò"deLLaura.... .' Egli lo ha dedicato Ar 1\hùncr ll J>L CoRPO SANl'l' AlUO MILITARE e coil parole sì cO!'tesi, ~ì gent ili che crederemmo mancare al più sent,ito e doveroso oùbiigo di grali~ tt~dine e cameratismo se qui non le riportassimo.
per
« Uscito, egli dice, dalle vostre ·file impe1·iose cit costa n::e « dz' famz:qlùt, io non dz'm enticherò mai cM in lhczzo a voi ho (') Chiediamo venia anzitutto ad alcuni degli egt·egi nutol'i di cui r-icordiamo i lavori, del' ritardo f1'appo~to aq annunziarli: vi COJH'OJ'SeJ'o molte cause dalla nostra volontà indipendenti. Ne sentiamo e dolore e diremo anche vergogna, ma la COI'tesia ed indulgenZ<i· lnro, OSÌ<I\110 spel'arlo, accoglierà la franca nostra confessione e d ter'l'à c·ornc validamente scusati. BAROI•"FIO.
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« pa~sat:J alcuni rl?i piìt bJi anni d1lla mia vita. In m?::o a « voi ho li'01•ato l'amici:.ia, ia cm·dialità, la b:met•olenza, che « mi au,r;uro di r·itrov·a·e ancora nella vita civile. « Io t'i rl ~dico quùtdi qw?sto mio lavo,·o, Jntr sapendolo non « clP.fJI'tO d::ll"alta con~idt:ra::ione, che il Corpo a cui."IJot. appar« t:m.~te ha acqttistato, p"r ,r;li studi e gfi s(u1·z;i di voi tutti. « Accogliet;:lo con quall' affetto con cui ve l'offre . ... .... : . « L'AUTORE ». A sl nobili sensi noi ri,:ponrliamo cogli auguri piil cordiali ed nffe(l.uosi, e col\'a;;sicurn.zione che il Corro Sn.nitm·io non dim<>ntiehcrà mai chi, col sentil'e tanto elevato, lo cotli'tll'ta cd onoru (l). BARO l'FIO.
2. -
V.wE:~-~ r-:cuM ANA TOHO- CHIRURGrco di Roser. 1rar:luzùme sulla 4" edhinne llf>l dott. F. Novaro. - E. Locschcr - R oma, Turino, Fù·fnzc, 18i2.
Questo pt·c;:ioso m:.tnu:tle è r2nlm ~nte dcgno della piccola bibliot,eca d ~·llo st.udent.e e d<~ l medico pr·aiico, che il Loeschr.r. va. pubblicanrlo. 't \on poten:lo, fH"Jia natura dell'opera, darne un adeguato cenno, credi:tmo t•ia3.; umere il no..;fro giud izio ( cl1e suona ben tnPritato elogio all' ope~·a., al tr.vluttor,, ) ral•lamente rnccomandandulu ai colleghi ..... È uno di qt;ci li lwi che nccc~sitano n comporre la )Jiccola e perciò scclti.;;::;irnn IJiiJliotecn del medico militul·e. · BArtoFFro.
3. -
A:-t:'!UARtO DF.LLE ScrE:-<7.E MEDICHE, pei dottori Scll.ivardi
e Pini. - Vallardi - Milano 1872, lire ?·
Accennando n·•llo SM~o anno In pubblicazione dt>l_1° Annuario egregi Sehivar;Ji e Pini, fa<'..<'varoo voti pt>rchè favorevolmente accolto dag-li studio::-i Jt>Jic mediche rlisciplinc, potrssc aYei' vita ri~ogli osa ed Msumcre quell'incremento che simili pubblicn'zioni hanno già rnggiunto in nlt.ei pMsi. I nostr·i angur.ii non flll·ono sterili, le nostr·e sper·nnr.e SA non inlet•amcnte, rerto i~t gran parte furono realizr.at.e. L'Annuario · pel 1871 è, più cltc pegno, prov;~. della ahilit.a o dell' illunlinnto ecr.let isrno degli egre:ri suoi compilatori ..... Facrinmo quindi caldi voti pe1•chè la corclinle accoglienza dci colleghi valga di efficace incoraggiamento agli nutori ed all'editore per· un lungo avvcnir·c. BAROFFIO. (l) Siamo lieti di ng-gi uuget·e che vinse iÌ concorso. de~li
Giornale di Med ie. milit. f872.
37
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4. -
!)EL METODO STATISTICO CONSIDERATO SPECIALMENTENE ' SUOI RAPPORT! COI FATTI DELLA MEDICJNA, pel me-
dico di reggirnento dott. Cesare FiorL
·
Già un cenno bibliografico di questo egregio lavoro fu dato nel nostro giornale dal •collega dott. Sormanni.. Ai giusti apprezza- menti di quel ·bravo cultore delle statistiche discipli.ne, noi non a,ggiungeressimo nulla colle considerazioni che la diligente lettura di quel bel libro ci permise di fare. Per adempiere però non tanto il dovere di bibliograft, quanto il sentito obbligo c~ella amicizia e della st~ma che ~i lega .all'egregio autore, abbiamo voluto cogliere lieti ancora un' occasiono per rivolgergli una parola di cortese elogio e di sincero incoraggiamento. Benché non di gran mole l'operetta del F'iori è il degno frutto dello studio degli egregi nostri ·scrittori di statistica, che colla ftlosofica induzione, col metodismo scientiftco crearono la statistica medica od almeno la elevarono a prezioso fattore della medica scienza, se non nella pratica diretta o clinica, certamente nel piu vasto campo della pubblica economia, come coefficente dimostrativo e diretth:o della pubblica salubrità, e delle leggi. che la governano. Perseveri l'egregio Fiori in questi suoi prediletti studi e ne trart•a lode per sè e pel Coì'po..... egli vi ha un' attitudine che BAROFFIO. sarebbe colpa il lasciare insterilire·.
5. -
IsTITUZIONI DI PATOLOGIA GENERALE m.·rANA, per G. Giu-
dice. - Parte ra - Torino 1872.
,
L'.egl'egio scrittore con vasta erudizione, con rigoroso metodo, con dizione piana va svolgendo la vasta tela ed esponendo con molta chiarezza le molteplici materie che lo svilU])po.dell' importantissimo argomento richiede. i buon diritto dichiara le sue lSTI~uzroNI basate sulla (zsiologz·a e sulla clinica, che infatii ovunque e sempl~e ben te ne accorgi che alla teoretica e ftlosofìca induzione è limite e valido freno il positivismo clinico, il fred~o giudizio dell'abile pratico. Desiderosi di vedere completato l'ampio Javoro, colla pubblicazione. della seconda parte, noi per quanto sappiamo e po.ssiaroo incorag·giamo l'egregio aut!>re a perseverare neUa certez;c:a di far
579, opera utile alla ~cienza e di plauso m.eritevole.' Ad opera çom. Eiuta garemo ai lettori una più ~arga idea del vasto lavqro, e vedremo di mettere in . r isalto alcune delle idee per fondo o per isvolgimento all'autore proprie e degne di fermare l' attenzion~ degli studiosi. Intanto noi siamo lie~i eli constatare come il già nostro collega continui 'inde~esso in questi studi, poi quali ebbe sempre attr·a 7· zione ed att-itudini speciali, e pei quali noi abbiamo sicurezza otterrà quella fama che è l'ambito e nobile compenso che immanchevole spetta a chi nell'ingrato e faticoso lavoro ripone la necessaria éostanza ed incrollabile fede. BiROFFIO. J
6. -
ÙE S THERMO:WlÈTRES CLINIQUES ET DES REGISTRES 'l'HERì\IO- SPHYGI\10-PNÉOMÉTRIQUES.
7. -
L ' H ISTOIRE DE LA THRRMOMÉTRIE CLTNIQUE ET LA THER-
pel dott. P. F. da Costa Alvarenga. dal portoghese p el dott. L. Papilland. Brusselles-Lisbona 1870-71. ·
MOPATIIO.GÉNIE ,
Trad~tzione
Come il titolo di questi due opuscoli a ragione indicano, sono. una c~mpiuta· monografia della termoroetria medica, sotto l'aspetto 'istorico, e per rapporto all' istrumcntazrone ed ai modi più in voga ai raccogliet'e i relativi daLi. Sarannoquincli con molto vantaggio cohsultati da chi imprendc ad attuare sì fatti studi e desidera; non solo riscontrare quel che s'è fatto, ma si agogna raccogliere qualche messè o qualche ver-gine fiore nel campo loro, non ancora sì profondamente esplorato da escludere la ragionevole speranza ~i potere ciò ottenere. BoROFl•'IO.
8·. -
NUOVO CONTRIBUTO
ALLA FISIO- PA'l'OJ... OGIA DELLE VIE
U.GRm1ALI, pel. p·o(.
G. Ravà. Sassari 18'72.
L'argomento non è oggetto di recenti studi peU:,egregio professore; nel 1868 pubblicò egli un sagg~·o in tomo.. alle malattie dègli stessi organi, che ora quasi amplifica e completa con questa .novella pubblicazione. 'I lavori del Ravà sulle malattie delle vie lagriroali sono importantissimi dal lato fisiologico_ come pelle applicazio~i terapeutiche.
.' 580 Le principali clerlozioni di questi suoi studi, sono: l 0 La possibilità di stahilirè un· artificiale, utile ed e'fficace cdtnt!nicazionc diretta fra il lago lngri male e il sacco !agrimale; 2° L'escre1.ione fis iologie<\ delle lagrime meglio che con ogni nltra teoria si spi:~g:t c climostra come il port.uto do31l'as pirazio:10 delle stesse da parte delle fosse olfJ.ltive, per •Jpera della respir azione; 3° La distruzione clel sar.co lngrimale non trae punto seco l'ohliterazione delle vie lar;rimali, chè le lagrime scor•t•cndo continue fr.t il te.>suto cicùtriz;:;iale rendono per.;istente il passag-gio di esse vie. ' Ognuno comprencle l'importanza (la! lato delle prali che applicazioni di questi dimostr:lti ver·i : le os.>erva;:;ioni dettagliate che aprono all'autore h via a qnestc dedu:tioni stanno appunto a dimost.r·are quale clebba essere h loro influenz:~. sull:t co:Hiotta del pratico nella direzione ddla cura delle relative m:llnttie. BAROFFIO.
9. -
SuLL'ARRESTO DEI CoRPI STRA::-IIERr NEL co:o<DOTTO FARI:-<GO-ESOFAGEO, pel tl:llt. L. Silvestri.
Fù·en.:se 1871.
È un egr..gio st.tulio teorico-pratico sul raro ma importante ar.cidente. L'a ut ore colla sintesi dello numerose osservazioni già del dominio della scienza, e col corredo di qualche fM.to propr•io cerca di stabilil'O il metocli;:;mo delb terapia. chirurgica che le rnoclalità div<>r.{e dì tali accidenti p ::l~sono rechmare ..... Compll'l a cos't l'edifizio mettendo a lH'Ofitto i mnteeiali esistenti a benrficio di t utt i: e, n nostro gi udizio, fere opera ut ile, tanto più che la condusse in n1odo davvcr•o scientifico ed insiemement.e E>grcgiamente pr<ttico, degno d'ogni elogio. B.HWFFIO.
10.- DEL ·c LoRALIO IDRATO, pcl chimico C. Pavesi. Mortara 1871. È una mo!logrnfì.a int~>re~sanlis;;ima, cd allo stato clell:l. scienza compiuta di questo prezioso prorlot.to, del quale troppo si è sperato e troppo presto si è disperato..... È un lavoro clc>g no della nota a,bilità, della competenti:>sima erudi:done, c della più cho
5~1-
prov:tth.. accuratezza dell; illustre chimico che con oper.o~i tn: supe· ~i,o~e asi ogni· elogio tauto onora la f!lrmaceutiC<t fatpiglia i ~. -Italia. BAROFFIO.
,
.,
li. - IL liHGLlORAl'riE:-ITO DE~ CoRPO SA'NITARio MILITARE mCHIESTO DAL PROGRESSO DEI, TEMPO,
pel cav. G. Agosti.
Venezz'a 1872. Noto ai colleghi, non può essere da noi apprezzato senza far ferlo al loro acume, e alle lodevolissime intenzioni del suo -autore. 'Prgnti a sottoscrivere alle sue copclusioni, non possiamo però a meno di francan:fente dire che la dimosti'Ctz?:one è imperfetta, incorn.piuta. . Le miglior:ie non possono esser& invocate in nome tlei benefican di, dègii utenti, sì solo in ragione della benefica èd utile loro 'influenza. All'impiegato lo Stato non deYe che riò che può essere utile al servizio erJ allo Stato, non ciò che è dc. $iclerevole e grato all'indi vid LI O. Bisogna va dimostrare che il ser· vizio ha necessit<\ di quelle modifìcazioni; che 'suonassero pel Corpo un miglioramento non doveva e.sserc che una spontanea e felice coincidenza. B.utoFFIO.
12: -:- IL CoRPO FARMACEUTICO MILITARE~ pe1· L. Reali.
p: - IL PERSONALE FARMACEU'l'ICO liHLIT~RE,perM.Giordano. 14, - RAGIONI- E DIRITTI DEI FARMACISTI MILITARI, per F. ,·
BasFJ,donna.
Frà molte buone ragioni, molte ne dicono eli meno buone, al~ cune inopportÙne, altre che vanno qtiasi direttamente contro lo sbopo. La causa però è troppo buona, perché possa es~ere dai;li a v:vocati compromessa, e se non è o~gi sarà domani, ma t don.,. ferà..... A nostro giu~lizio, è una ineluttabile necessità del nor-~ale, :regolare ed ottimo andamento del sanitqrio servizio. Ad ogni m~ft.o i fàtti verranno a darci ragione tosto o tardi. BAROFFIO.
~}5. _:_DELLA NECESSITA DI ANALIZZARE IL SOLFATO DI CHIJ::IINA DEL COM.MERCIO, per G. .Ruspini.
L'autore b~n noto pei suoi egregi lavori è pure un altro tra i ~oeli.i .che altamente onorano il ceto ·farmaceutico, pella Yastità
582 della dottrina, pell' indefesso lavoro, peli' abile praticismo tutto alla scienza ed ali'arte, che degnamente coltiva, generosamente consagrato..... n suo grido d'allarme dove quindi suonare un indeelinabile dovere pei nostri farmacisti c pei medici. BA.ROl'lìlO.
16. -
DELLA. FocHSINA. -
Mar chi - Bellini - Romei.
Sono i r isultati immediati o postumi dAlle discussioni che cbboro luogo in seno alla Spcietù Medica fiorentina. Lo. questione non è ancora compiutamento risolta : n nostro credere però, checchè ne dica l'illustre Bellini, i più dei casi dennnziali costituiscono belle e buone sofìsticazioni, adulterazioni, falsificazioni. Il processo analitico quindi dal Romei pt•oposto 0f. Giornale) pella determinazione della presenza della Fucsina nei ·l iquidi colorati, ec. ha. una import.anza medico-legale grandissima, specialmente pella semplicità, facilità, sicurezza cd istantaneità del responso. BAROFFIO. ·
17. -
SULLA cURA DEL MoRno INDOSTA.Nrco coL ETIOPE MINERALE, per S.
Cadet. Forlì 1872.
So non ci è lecito ripetere l'estremo detto del Redentore ~ Pc1·dona loro perchè non sanno quel che (anno » , ci sar~\ almeno permesso dire che una generosa illusione od allucinazione non eia diritto ad ·alcuno di gridar anatema. BAR.OFEIO.
18. -
GLr OsPIZI UARINl. Tora"no 1871.
Rela~a·one
del dott. G. Berruti.
È un rendiconto medico-amministrativo che attesta dello interessamento dell'egregio medico nell'opera filantropica, e della doverosa sua delicate?.za nel maneggio del danaro clel pove1·o l nel mentre aggiunge qualche nuovo fatto ai già ampiamente noti in appoggio alla utilità di simili istituzioni ..... Vale per ciò a potente stimolo alla illumi nata carità cittadina: è quindi sotto questo aspetto un' opera buona. BAROFFro.
583
19. -
NllOYE RICERCHE CHIMICnE SULL!D ACQUE MINERALI DI C HIANCIANO , .pei dottori Targioni Tozzetti ed Angelico
Fabri.
20. -
INTOR~o ALL'uso DELLE AcQuE :w~'ERALI E 1'ERMALt
Dr CmANCIANO, pel clott. A. Coli.
21! -
CAs'rROCARO E LE SUE AcQUE SAt.Soronr cHE, SULFUREE
E MARZULJ, pel d-Ott.
22. ·-
G. Ferretti.
I FANGHI DE LLE A:CQUE TE RM0-1\UNERALI DI SCLAFONI
IN SICILIA, pel pro{.
Miohelacci.
Sono monografia che il pratico deve consultare nel porgere ai su.oi clienti consigli sull'uso di questi pot,mti medicatori. L'opusc.oletto del Michela.cci è poi ·altamente raccomandato dal nome dell'a,utore, specialità distintissima e competentissima il ciù giudizio suona precetto sicqrissiroo pel pratico prescrivente, nella terapia dei morbi cutanei. BAROFFro.
23. - LA VACClNA DINiU'iZI ALLE FAMIGLIE, pel prof. Fonssagrives. Traduzione del Carenzi. Il nome dell' autore, la voga dal libro g_ià acquistata, la garanzia che all'utilità eli questa pubblicazione accorda il nome e la posizione scientifica ed uffìziale del traduttore, sono sufiiciente }legno del suo merito e ci dispensano dal dirne · a lungo. Diremo però come in mezzo al .vociare che si fa oggidi nella questione, e in mezzo alle non interamente disinteressate scosse che al vecc4io edificio vaccinico si tenta di imprimere, l'operetta in questione ò un' opera buona, che sarebbe ben intesa carità diffondere, volg~rizzare. BAROF)I'IO.
24. -
LA VACCL~AZIONE NEGLI OsPrzr DEGLI E sPOSTI , pel dott. Boett i.
25.- CRONACA VACCINICA DEL COMITATO ROMANO. 26. -
I BE~'EFICI EFFETTI DELLA RIVACCINAZIONE OBBLIGA-
TORIA, pel medico-capo P. E. Manayra.
27. -
IL V AIO LO E LA VACCINA , pel dott. Felice Migliori.
28:. -
RELAzro'~E DEI DUE DELEGA TI DEL Go:;n:i'ATo MEDICO
· - Dr PADOVA Ar.
V
CoNGREsso DELL'AssociAZIONE DEI
MEDICI ITALIANI IN RoMA.
2D. -:- lNT6R:-IO AD ALCUNI ARTICOLI DEL PROGETTO DI CODiçE SANITARIO, pel pro(.
Carlo Morelli.
30. - I MEorcr co~moTTI E tA MEDICINA PRATICA IN !TALIA, pel dott. G. Berrutti. Sono pubblicazioni entrate nel dorni"nio del pubblico a mezz:> di divel'.>.i g iornn·li ..... Ci crediamo quindi e,.;one1·afi, comecché giù apprezzate dai colleghi, dal for•muhr·ne Ull giurlizio. Dil'~'mo solo che per· quella ·dell'egregio Manay1·n, se non dividiamo interi i suoi pen.siunenti, che riteniamo nn po' eccentr·ici e nel nostro paese non. compiutamrnte attuabili, pel'Ò int.el'amrntc ne accettiamo le vi:ste scientifiche e le ri;;orose inter11retazioni àei fatti. BARO l'FIO.
31. -
Dr ALCU::'H ACCIDENTI DEL TAXIS NELLA RlDUZIO~E DELLE ERNIE STROZZATE, pel dott. TuraÙ Ach~lle Antonio,
Mi-
lano 1872. -L'egregio scrittore si è proposto studiare precipuamente l'accidente della riduzione in mai\sa, lo spostamento rlrll' ernia in un colla parete posteriore del tragitto erniario, la ririu:done pel' lacerazione del sacco .. As:>ociando alle ossèrvazioni sparse ne Ili autor·i che di si fatti accidenti occuparonsi, le pl'OfH'ic, cer•cò l'autore unificar!~ riell' intento di meglio chiar·ire la condi:done patologica di essi' accider;ti e deJ•iv;\rne i possiùili clinici Cl)rollar·i. L'utilità del concetto, la diligenza dcii·~ ricerche, l' abilitù hen nota deL ·bravo prcpal'atorc, la sod ~zza ~ logica egattezza rlc·lle chirurgiche illazioni, danno al bel lavoro del 'l'u1•ati un valore vera.mente eg1·egio, un' i01portanza eccezionale e clinica e lct.tcrar ia, che riempie e mel'itevoJmente una vera lacuna della nosti•a chiururgica letteratura. Chi conosce 1\•gTegio scr·iLt.ore e pote ammirarne la. straordinaria abilita ànchc come pr·epa1·atore precipuamente d'anatomia ope1•ativa,.sar;llieto dj raccvgliere nr;l suo modesto lib1·o quei precisi esatti:>~imi concct.ti e precetti che fin' ora Ìn neS$Ufl lavoro· CC?ngenere era dato rinvenire sul duùbio ' C dibattuto argomentoJ
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Seppe ra.utore riunire 81 ·cnsi di ernie ingui nali obHque esterne (63 complete, 24 incomplete - una sola spettante a femmina); in 35 di e3~i l'accidente della riduzione in massa si dovette al chiEur~o. in 2;) nl paziente, in 5 ad entrambi, in l ad un terzo profano dell'arte; degli altl'i 21 non è cenno. Due altri casi spettano alle ernie inguinali interne o .dirette; altri 9 alle crural i. Cinque S.torie riferisco usi allo spostamento dell'ernie in un colla parate posteriore del tragitto ernia:-io; otto altre alla riduzione per lacerazione del sacco erniario. Sono cos't in complesso 111 storie pi'ù o meno complete ( dettngliati3sime ed nn co illustrate alcune -proprie all'autore) che servono di bn.se e di dimosh'<\zione ai p re. ~iosi corollari clinici formulati. Quanto all'erudizione potrà cl arcene una giusta idea lo accennare i lnvot•i relativi utilizzati, quali quelli dci : Arnaud, Arnott, Adclmann, Abegg, Barner, Bég in, Blumhard, Bach, Bel!, Bérord, Birkett, Cooper, CHrling, Cruveilhier, Callisen, De-La·Faye, Dupuytren; Diefl'en·bach, Dieulnfoy, Delaharpe, Demarquany, Franke, Graber, Gama, Gt·ossmann, Gosselin, Hahn, Hutchinson, Hartmann, Hilton, Hartung, Hulke, Lnugier, Lassus, Lnrrey, Luke, Lorquet, Mason, MiiÌlor. Nélaton, Outrclepont, Obré, Pelletan, Partridgc, Poland, Paget, Robert, Ricltet, Reid, Stanley, Streubel, Sch.uiidt, Sabatier, Sanson, Syme, Scriba, Textor, Thil eniu~, Ulrich, Veiel, Vignerie, Vclles, Zeis, W ade, '\Vard, \Vahl, '\Vemer, tr.a gli stranieri; Boccomini, Bottìni , Mclchiorri, P alamidessi, Paleari, Regnoli, Scarpa, tra i paesani, aggiungendovi tre interessantissimi c·a$i propri. Dolenti che la natura del lavoro non ci p~rmetta darne un più am pio ed utile sunto, abbiamo creduto dimostrarne alcuni dei pregi onde invogliare i colleglii a farne tesoro, e per renderne, per quanto può valere, ben meritata lode al bravo collega. .
32. -
BAROFFIO.
lL CROtJP E LA. TRACHEOTO?>UA, pel dott. Flavio Valerani.
. Questo scritto è improntato di quel sodo e pratico criterio, eh~ tanto è prezioso oggidi, perchè appunto è dh·enuto non comune, -anzi molto raro, specialmente negli opuscoletti da cui la lettera.tu ra medica è ora, più che arricchita, inondata. L'essere però estratto dal Gim·,w,Ze dell'Accademia Medica,di Ton·no, che va per le mani di tutti i colleghi, ci esonera di dirne
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ampiamente. Come utile ricordo p~rò ne riporteremo le conclusioni assiomatiche : « l 0 Non si deve ricorrere alla tracheotomia prima del terzo periodo del croup, cioè prima che compaiano i sintomi dell'asfi~sia. « 2° Essa è contro-indic~ta nei casi eli croup associato alla infezione difterica genoralè ben constatata. « 3° L'età tenera degli ammalati, anche inferiore ai due anni, non può nè deve bastare a costituire una contro-indicazione al taglio tracheale. • « 4° Questa opera;:ione vuol essere praticata anche nello stadio il più avanzato, e quando la morte appare imminente. « 5° Non è sufficiente a contro-indicarla la complicazione di una bronchite o di una pneumonite ». BAROFFIO.
33. -
REMINlSCENZE n'UN VIAGGIO IN GERMA~IA, del pro{.
ispettore Cortese. La Parte !Ila accenna agli : ORDINAMENTI SANITARIO- MILITARI, APPARECCHI Dl)lEOICA7,!0NE, CASI PRATICI E MIGLIORAMENTI SCIENTIFICI NEGLI OSPEDALi E SUI CAMPI.
Non potendo neppure questa parte riprodurre intera, no to- . gliamo alcuni brani, la cui importanza ci pare il migliore argomento a raccomandarne ai colleghi la lettura e lo studio. Premette l'autore un cenno degli ordinamenti militrri prussiani di guerra ~ del modo di funzionare del suo servizio sanitario in ~ampo. A vendono però discorso più volto nel nostro gioJ'tHtle, ed essendo già stampata anche la dettagliata esposizione del LE FoRT, siamo costretti, per non troppo ripetere lo stesse qose, di trasvolare sovra questa egregia parte dello scritto del CoRTESE. Dobbiamo pur rinunciare a riprodurre tutti i casi pratici e le tavolé statistiche che adornano esso scritto; ma procureremo darne un sufficiente concetto .con un som!Jlario riassunto (l). Nel vero campo scientifico e della pratica professionale in genere ecco come si esprime l'autore: '
« La chirurgia militare in queste ultime guerre non può dirsi che abbia mutato radicalmente nulla nei suoi principii fondamentali. In ciò che ha spettanza alle massime scientifiche si direbbe (l) Nel prossimo numero speriamo pote1; dare, forsè intera, la 4o. parte - conclusionale
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essersi mantenuta· in quel progresso, a cui l'avevano portata gli scrittori pratici di questi ultimi tempi: Con poche mutazioni di forma, dopo la scomparsa delle palle sferiche, i proiettili de' giorni ·, nostri, in quant o agli· effetti loro immediati sul corpo vivente, non si potrebbe trovare che presentassero alt1•a più essetuiale diffe- , r enza se non quella dipendente dalla simultanea molt itudine delle .lesioni che apportano, che st a in corrisponden-;;m colla celerità delle cariche e colla lunghezza delle traiettorie (l ). Molte var iazioni però ha sofferto il metodo curativo delle ferito d'ar ma da ,fuo co, princi palmente determinate da una tendenr.a maggiore alla conservazione, in opposizione alla eccessiva tendenr.a demolitrice del principio del secolo. Che oggidì lo spirito conservativo predomini forse un po' oltre la r agione, come sembra a Billroth, è un giudizio che non si può ancora pronunciare defin itivamente. Certo la chirurgia conservativa in molti casi ha oggidì ottenuto de' successi ammirabili. Soltanto le statistiche, spassionatamente raccolte e comparate coi casi del sistema demolitivo, permetteranno a tempo, forse non lontano, di definir la questione con maturità di giudizio. « Qualunque possa essere que~ta fu tura sentenza credo che sia ancora un dovere dei medici militari sui campi di battaglia di èstendere i tentativi diretti allo scopo conservativo. -. Pur troppo anche la ~tatistica delle molte. demolizioni primario non è gran fatto confortevole. Non è questo ,il l uogo di intarsiMe lo scritto di st atistiche di confronto ft'a i resultati delle amput.azioni pr imarie o secondarie, e quelle dei casi di conservazione, molto più éhe la natura e la sede delle ferite relative alle membra, meritano ciascheduna di essere studiate a parte e ben ponderate. I risultati delle ferite, p. es., della coscia e del ginocchio trat-
« (l) La questiona della poten~a distr uttiva degli attuali proiettili in confronto degli antichi non può essere <liscussa in questa bt·eve relazione, perchè merita del~c riflessioni speciali, e dci dati più solidi a sostegno delle deduzioni pr·atiche e scientifiche. Pare che anche una certa differenza negli effetti sul corpo umnuo fr•a i proiettili francesi e i germanici non si fosse trovat~ in questa ultima gue'rt'a. I problemi sul moto Ntatorio dei chassepot al termine della traiettoria, e della defor'mazione che subiscono nel colpire le parti solide, come put·e quello del calore che slliluppano, e di un certo fenomeno che tiene alla fusione, dovt·arino formar tema. d'ulteriori studii. fn quanto alla gravi tà delle lesioni ché apportano Ii mangono per ora intatte le idee già finora accettate.
588 tnt.e coi due met.odi suddetti sono di gr.an lunga divensi da quelli delle altre memhra. Quando si trova. finora nelle stat.istichc regi.::trata una mortalità dell' 88 al 05 per % ( l) nelle primarie am ;wtazioni del femt>re (.:;ocin), del T5 per. % senz:t riguat•.lo spc\'iale alla conrlizionc di pt;imaric o di secondat•ic (Billroth) ('?), si può avere una giusta t'<\gionc di tentare un. modo diver:;o el i cura; eJ é appunto in que.>tù inten:limento che pat•rà. sempre ed a tutti ragionevole munire le vetture di ambulanza delle piazze di medicazione, e gH s'pe:lali di tulb la suppellettile necess:u·in a intraprendere amhidue dette m:miere di trattamento che i medici t t•ova::;sero oppor~unc ai casi che pervengono tra le lot'o mani. Che se evidentemente gli ltffizi e gli scopi dei distnccamenti sanitari non possono in tutto eguagliar.si a quelli degli O$pedali cla campo, e molto meno n quelli delle riserve lontane, si danno tuttavia molti esempi che cla per tuLto offrono le medesime indi ca~ion i, e reclamano più o meno le stesse cure durante una bat taglia. « Ora fra le lesioni più frequenti che si presentano alle piazze di medicazione sono eia annovcrara le fratture per proiettili delle membra. Dol)O l'estrazione delle palle, dopo la legatura delle arter·ie che danno Pt'.rir.ulo di successive emorraggie, dopo i ùondag-gi primi delle .f~ rite del capo, del petto e dell'addome, e il collocamento opportuno di chi n' è aff<.)tto, pel traspot·to sicuro e cauto agli ospedali più prossimi, sono le anzidette ft·ntture quelle che più aff~ll.i ci\no i medici e gli assistenti in quelle piazze. In mas.sim<\ le nmputazioni si restt•ingono ivi a quei soli casi che si m~nifcstano fin Ila principio inJispansabili, riservando gli altri cite possono pcrven:rc all'o3pcùale entro l'epoca delle operazioni prirn<\rie 1 p ~ r·c he nei detti spe:lali possono t rovare comodi sufiìcienfi alle pt•irne cure successive, cd ai riposi necessari ad un opernt.o recente. J\Ia resta la lunga serie ùi quelle fratture che promettono guarigione col metodo conservntivo. Affinché questo metodo ahbia pt•obabili ta di buon successo, l' indicnzione indispens:thile è quella della regolare riposizione ill un app.arecchio d'immobilizzazione ùehe assestato. " (l) Soct~. Kt'iegschirm'{}ische E1'{ahrunge1t gesammelt in".Kcn·lsruhc. 1872. c (:2) Bu.. LClOTH, CMrz,rgische Brie(e, p. 247.
Leip~ig
589 « E ognuno conosce ormai h gran voga cl1e, ilopo P iro~olf, l1artno preso gli ap parecchi ,gessati, e sono noti del [Hl ro i cli;accoròi av,·cnuti più tardi dali<\ soverchin e troppo ge ne t·ali :t~at a adozione loro sui campi di battaglia. Anche Strnrnt>yrr appartieno al novero degli avversari, ma più specialmente nel cnso di fratture del femore. Sono app·unto que:>tc che si pre~t.ano piu difficilm ente allo scopo ; c so devo dir'! il vero, nel mio ~iro ner glÌ spcdali ne ho vedute pa•·eccllie ove la riuscita era l•cn lu;1gi dal corrisponde re alle a':lpctt.azioni di ClOh)ro, che colla vita dell' individuo si fig urano di conservare e;(iandio la forma drl mcmbr:o. Ma su questo proposito S<lrà tempo a di.>corrcre. ,Io credo intanto fermame nte, che nelle piazze tli medicazio:1e sia 1'1·oppo gl'ande l'angu:;ti<t rlel tempo per comporre n dovere un buon appnrecch:o gessato. Credo ~z iancli o che, malgrado i rnigliornrnenti introd~Ui a quest'uopo da H.oser, e da altri, sin il piu cle:lc volte miglior pal'tito ri:;;er·vare simili impre ndirnrnti ngli s peciali. Gli apparecchi gessati sia a sospensi•me, sia ad c:>tcnsione pill o me no per,mnne nte, l'ichicclono pl'o v,·edimenti e manovre così accurate, non dL;giunte da un' as:>idua so•·veg-linnza, .che necessitano di lor natura una stazione stabile dell'infermo per una lunga serie di settimane. « L'npparecch !o gessato è sempre un buon mezzo ili immobilizzazione, che [Jermef.te anche i s ucce:>sh·i tras porti, non c::;cluo;o il caso che sia ~nest•·ato a tempo oppo•·tuno, pm· lo scolo libe ro ~~<~Il e mnrcie e per le con venienti medicnzioui gior nnlierc. Ma se non incont•·a quasi nessuna ditlìcoltà nelle frati ur·e quantunCJue C'o mplicate della gnmhn, in soslituzione n tutte le alt•·e maniere di be ndaggio r.ontentivo pe•·rnanentò che si effettuano collo solite fet•ulc, o con cartoni morll'llnf.i, ne incontra di gravi c molteplici nelle an;::idettc frattu re dd fern or·e. L' osso i vi e quasi centrale, ' le masl;e muscolm•i crasse .e molteplici; molle f1·a esse non si nttacruno n quell'osso che iu parte, ·~ il rnug·gior numero srgnatamcnte dello s uperfi ciali , scorr·c sovra due ar-ticolar-ioni. È perciò estrcmarnente <lifficilc, anche nelle semplici sue fmt1u rc sof.tocntanee, i m peci i l'C p;li acca vali amen li e le deviazioni. T n n to più lo è nelle còmplicnte d n molte scheggic, e ~la ferila delle parti molli :-;ia con, s ia anc he senza l' m·r(~sto del proiettile, e quindi colla necessità di p•·ocessi operaliri d'estrazioni duran te la cura. Re vi è mezzo di e vitare una pat·te .degl'ìnconvenienti che : :; ono
590 ·~onnaturali a queste ferite, è quell_o di operare a tempo l'estra-
zione delle scheggia mobili e de' c9rpi stranieri; e di dare al ~embro ·una posizìone fissa) che permetta le medificazioni continue e ben regolate, e non incagli col bendaggio contentivo le fasi moltepliçi di gonfiamenti, di fiogosi, di edemi, di detumefazioni int ercalate, che renderebbero ·a piu riprese inefficace o dannoso il congegno. « La questione degli apparecchi gessati mi pare che consista principalmente in quei casi, che devono ottenere una o più evacuazioni a breve distanza di tempo. Dico breve, relati:vamente alla lunghezza naturale di sì fatte cure, ed alle necessita. imposte dalle condizioni di guerra. Evidentemente senza ciò nei frattul'ati che arrivano ad un ospedale stabile_ in modo da non sostenC're altri- trasporti, ·il medico alla cura ha oggimai, mediante i grandi miglioramenti conseguiti dalla chirurgia, molto a sciegliel'e, molto ancora 'a d inventare. In questi casi adunque l'apparato a gesso quale viene consigliato da Roser in u~ta sua recente memori<l: (l) . può riuscire appropriato anche nelltJ piav.ze,cfi medicazian·e, molto più negli spedali da campo, per la ~ua semplicità e per la sollecitudine con cui si compie. In guerm infatti non sono accomodati se non qu~i metodi che ries.cono Semplici, pronti, e f10ll bisognevoli di molti aiutanti nè · di materiale complicalo. Egli fa uso di fascie di tocca abbastanza larghe da non abhi:::ognal'O di molti giri come richiedono le . fascio di larghezza comune, che ç:onsumano ùssai più tempo a compit·e la fasciatu·ra rlcl membro. Inumidite e spolverate di gesso, si ravvolgono intol'rlo ~\l medesimo, sottopassandovi uno strato di ovatta, e con l'ùvvet·te nza di non far che comprimano con veruna ripiegatura, e si trovino rafforzate nei luoghi opportu.ni da apposite e ben ada1tate ft>t'ule. In tal guisa intercalando le bf!nde coi rinforzi, ed aggiungendo qua e là rappczzamenti di tocca, si ottiene, secondo Roser, un involucro solido, che si compone rapidamente, :<i ind ul'isce con sollecitudine, semprechè la pasta gessata non si faccia teoppo morbida, ma tanto che basti da poterla asciugare ·a pocu a poco con çarta. bibula, « .L'apparecchio. gessato può el:lsere munito. d urantc la sua confezione del ferro (,ii sospensione, come altresì delle sue fine:>tre, ~ (l) R.osEH, -Ztw Iù·iegsve'gbandlehre, Berlin 1871.
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senza aver uopo di (enderlo e d' intagliarlo dopo consolidato. Ad, ottenere le ftnestre basta nell'atto del fasciare intro~urre un grosso cilindro cavo di .cerotto disteso su tela, che colla sua base ritagliata in otto parti si attacchi al contorno della ferita, e ser.v a alLresì a g uarentire la cute dall'infiltrazione del pus 'fra essa ~ l'involuci·o. Uuo degli -accessori impot·tanti in questi apparecchi è talvolta l'aggiunget•vi la staffa per ap plicare al piede l'apparato americano di estensione. I n questo caso si prescieglie il me-. ~odo di un t•ivestimento di cerotto alla porzione · sovramalleolare; della gamba che abbracci un poz:w di fascia scendente a modo di cappio oltre la pianta del piede, perchè serva di attacco alla cordicella di trazione. « Queste cose dette così di scarriera servono a dimostrare la. cagione per cui nei co1·redi delle vetture tedesche di ·medicazione, specialme,nte se destinati agli spedali da campo, si trovi una ricca provvisione di tutto il materiale necessario alla costt•uzione degl~ apparecchi gessati; cioé casset.te di latta ben chiuse per impedire che il gn:;so inumidi:sco., fascie eli tocca, di lino, eli cotone e, di flanella, rotoli di piallatut•a di legno, larga 3 centimetri (tapp eten span ), pezzi rll'IIo stesso legno sottili ed elastici, formati a modo di tavolette (~chustet·-span) pèr clt\t'e maggiore rinforzo'· alle dtltte fa:;ciaturc, ed oltracciò ordigni di sospensione, sostegni perineali, eri ·una serie svo.1·iata di fet:ule di tela metallica bordate di lamina (lei [HH'i mctaliica, ((1]1·ule di Smt.'dt), calzal'i di tela o di :filo metallico ( Dratltosen) del Bonn et munite dei relativi cuscini ;_ doccie di latta· per· sostcgoo eli braccia; cuscini . triangolari di St romcyet' per le f1·attm•e dell'omero, ed infine una vistosa quantità di ovatta di Sh.irting c di tocca in bracciat ura. F er ule di legno se ne trovano anche colà; non t1o veduto però al~un fratt urato curato unico mente con queste, como in ·generalo si usa in ca:r1p:1g:i:l. di guer1·a fra noi, ten uto da quelle lunghissime fa: scie circohu·i che sci!ipano nn t empo enorme a chi lo adatta , ed a chi •leve poscia di,;f:wle. Di cartoni modellati secondo il sistema 'di Merchie, 1lei qu nli ho .veduto raggtuu·d'evoli depositi nel labo-:ra! o,·io centrale d' An vrl'.~u. . pt•esi sullo stampo di diversi tipi umau i, e di cui l'occa:>ionc mi portò già nel 1853-54 d' inventat•ne eli ::;inlili anch'io pnt• le fl·attuT'e della gamba, non ho troYato intt•odotto io Germania nulla di si mile. Bensì mi avvidi che tanto di al>i>tu·ecchi gessati, quanto di mezzi contentivi d' altro
592 gener~ ne11e fratture singolarmente
del femore si era fatto uso molto generale e molto svariato negli osperlali della Germania, tanlo che 'ogni opera rela tiva quella campagna- ne fu più o meno p:trticolare menzione. Del che si tr.:l'Vcr:i. la prova anche negli elenchi di casi pratici che più a basso ho stimato utile di r·i- · portare. « Se tuttavia questa praf.ica ha trovato in varii distinti chi rurghi dei severi conf.rarldittori anche in I')UA.>fultima :ru,>rr·n, si può prob:1hilmenti8 rc:;trin:rerne ravver.>ione al caso speciale delle fratture del f(>more, le più difficili n ben assestare, le più sogge tte a. deviazioni ed accorcianwnti, CJUillunque ~ia il rne torlo curatixo che vi si arloperi, a CJnelle in breve che sono ar.r.ompagnnte da' più svarinti fenornen( di suppurazioni, di corpi mori ifir.ati e nPcrotici· clte conviene estrarre, e di acciden:i più o meno ;;ini:;l l'i dur.1nte il lungo loro trattamento. Per cPrto nl'gli m:petln.li ovo l'infermo può essere curato con un:t sufficiente stabilita di processi, proh~\bilmente altri metorli trovnno miglim·e applicazione, e sovraltut.to se~ fonrlu1 i sui de!tll.mi rli Sti·om~>yei', chi"\ si ba:>ano sulle massime della assoluta l')uictc. rlr l m2mbro, o della. h uona e saggia sua giacitura;_condizioni le più essenziali iu tutte le fpatfure di ossa, tanfo più se complhttA n fer•i!a. La posizione in abd uzione delb coscia, diretta a corr•e;r~cre la ten •lcuza rlel f1•ammento Sll[l'?riore a portar.;i in fuor·i Nl in alto; quella nlfre:;i clelln, sein iflcssionc del m.~desimo po~?"gian ·loh' sull'estrrno suo lato, sono n~solutnmente logiclre e proficue. Tali sono appunto lo massime che mi vennero rncromandatc a vore dallo strsso Stt·ome ye r, e che si confor·mano a qua~to violi prat icato in \·arii o.>pednli della Ger·mnnia. A mantenere sì f:ttte posizioni c gitlciture alcuni usarono opportunamente sottoporre, frit !ot cassr•Ua contenente il membro e il membro stesso, una specie tli cusrino ges.:;uto, che forman rlovi un sub.;trnto mo:ll'llato sulla cos~ia o Rulla gamba ne la:>ciava scoperta la faccia anter·hwe ar.ce:'Jsihile co.<i alle medicazioni e r ipulitur·e cuntinuf'. PePò sì. faUo me to-:o cd apparecchio, se conviPne nf'gli o~petluli pPrmancnti, non può nver·e una larga applicazione nei tcrnpor·arii, d ur-an te la necessit.ù. dei trn:>porti continui. « Dopo riò non sar•à Jlrobabilmentc l'Ili rifiuti una :rins:ta im-. porlanza agli appnl·ecc:lri gfssat i nrlle annlo1-!lre lesioni della gan•bn e d ~ l piede, nelle' quali tu,nt~ indicazioni cuutradittol'ie non esi-
a
593 stono, COllie- in quelle del femore. In qualunque caso es?i veng.a~d applicati, bisogna pur sempre che chi vi si adopera sappia cdnvenientemente comporli. Dice giustamente Roser: 'un appareifcMo gessato bene applicato, è zena benedi~z·one, uno éo?npo-. stc/ -senza le necessarie a1JVertenze, comunque costr-zttto dagli tttissi elementi, è una vera maledizione pe1· l'ammalato e pel medlco. Se troppo stretto, inceppa la circolazione e produce gan. grene e decubiti i se troppo corto non risponde allo scopo. Uno troppo impiastricciato,. nasconde flemmoni ed ascessi, s' impregna di scoli marci osi e genera putridumi c4e · non bastan'o le fin~stre . a> :scolare; la troppa sua sottigliezza dà Luogo a facili crepature, lllÌe necessitano una nuova' applicazione. È dunque questa un'arte _ che conviene apprendere· ed esercitare con criterio, con ingegno e· con destrezza, non più difficile però di quelle complicate faS(dature alla Desault, 'che non assicurano nè l'esito delle cure, n"è'tla quiete dell'arto e dell'infermo, e sono di un per.ditempo . , spaventevole al medico. ' l « A chi poi non qtiadra questo genere di bendaggio, che a me 'sembrò molto accettato nella pratica degli ospedali in quest'ultima guérra, resta pur sempre disponibile e proficuo l'uso delle doccie di tessuto metallico di Bonnet, preferibilmente quelle a semica-. naie, anche per le fratture della coscia, e possono dirsi, forse anche le più pratiche per' la chirurgia di campagna. /Quanto· sia comoda la giacitura nei semicanali di cartone inamidato, io l' llo spet~imentato più volte nella mia pratica: -ta.Qto più ritengo opportuni allo scopo quelli di metallo così costrutti, e ben foderati di accoiJ?.odati cuscini, pe~chè -permettono anche l'applicazione dì metli~ature umide, d' irrigaz_ioni od altro, che il cartone inamidato netÌ' potrebhe comportare. Al cartone si possono sostituire i senìicanà.Ìi di legno dolce, che facilmente s'intaccano ·sui lembi per mettere allo scoperto le piaghe i quali ho fatto a_l)prestare nel 1859, nià •le doccie metalliche a graticcio evidentemente rispondono me' g:lio anche a questa indicaz~one. Ciò che importa in ogni caso, nelle, fratture del femore singolarmente, è di bene fissare il baéin~ ed il piede: al. quale scopo ·anche per gli apparecchi a gesso si' è avvertito di costr-uire una cintura gessata intorno alla pelvi; che; formi parte continua dell'intero apparecchio. Quei casi, e non >furon:ò pòchi, che incontrai nel mio viaggio, ove s'era intralasc'i ata questa avvertenza, erano ·o guariti, o quasi~ però còn una Gior.nctle di Medie. milit. 1872.
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594 riunione ad angolo verso l'esterno, fra il frammento superiore (trocanterico) e l'inferiore; e quindi con una deformità assai notevole, unita ad una brevità desolante. I chirurghi più antiveggenti avevano non soltanto composto la detta cintura pelvica, ma sì · anche prolungatala in basso sulla parte superiore del membro sano, a modo di semi-calzone da nuotatore: a un dipresso, co!.lle consigliava Scarpa e Volpi, nell'apparato ad estensione permanente del femore. Tale mezzo di assicurazione conviene quindi anche pel semicanale di Bonnet. « Io mi sono alquant o trattenuto sovra un soggetto·, che richiederebbe d'altronde assai più diffuse dilucidazioni, col solo scopo di fermar l'attenzione sul genere di materiali che devono far part.e essen.Uale del sistema di medicazione in campagna, specialmente in riguardo a quelle ferite, le quali oggidì accorrono in sì gran numero a popolar gli ospedali. Finora, ne' dati statistici che ho raccolto dalle opere pubblicate dopo questa gMrra, la cifra pre· dominante è sempre quella delle lesioni degli arti inferiori. È in- fatti di tali esemplari che ho veduto giacere ancora un gran numero negli ospedali, e nel tempo stesso notata la grande varietà dei m~zzi chirurgici posti in uso da' chirurghi dei varii paesi ancora occupati nelle lunghe cure reclamate da questi sistemi conservativi svariati. E dovunque ho notato altresì una semplicità di mcdicazio~e che non sarà fuor di luogo di rendere palese in questo scritto. Primieramente i bendaggi col sistema del dott. :Mayor si vedono ritornati in onore e in abituale consuetudine in tutta la Germania, ove sono rappresentati sovratutto dal fazzoletto triangolare· di Esmarck, ovvero dal quadrangolare semplice (sistema del bendaggio semplice). Il corredo di medica· zione consiste quasi unicamente in compresse quadrate o triangolari, .in fascia, come sopra ho detto, di tocca, di :flanella e di lino, in tela di cotone (shi1·ting), in tela vecchia ed usata, o nuova, da usufruttare secondo il bisogno, · in compresse finestrate, in filaccia', ovatta e cotone cardato, meglio di ogni altro quello preparato a Schiaft'usa, il quale si lascia imbevere tutto in una volta, a differenza del comune, che più o meno lungamente sornuota, quando è posto a fior d'acqua. Il bendaggio così detto a et·avatta, od a g1·embiale, composto d'una compressa quadrata e d'una spe· cie di cravatta cho si annoda coi suoi capi estremi è raccoman: dato da Rosei' e seguito · da molti per le fasciature comuni. Le
595 éanùle da irrigazione e da drenaggio sond .fra le suppellettili usitatissime. Qualche oggetto speciale, come sono le cuffie a rete, i sospensprii, e più di tutto carta di gutt.apcrcha, cuscinetti, ed altre cose simili. , « In quanto a mèdiciriali e ad istrumenti chirurgici le vetture da ospedale da campo, e quelle dei distaccamenti: d~ sanità, ne sono lal'gamente fornite, non. esclusi qqelli cbe si rendono indispensabili per gli apparecchi gessati. E siccome all'applicazione di questi spesse volte, e sempre poi nelle operazioni chirurgiche, si fà molto uso del cloroformio, così venne adottato uno stramento semplicissimo che permette la respirazione anche d' una certa quantità d'aria, impediente cosl la sovcrchia e talvolta perìcolosa narcosi (l). « In gen~rale, delle antiche medicazioni ad unguento od a cataplasma si fa uso parcbissimo. Più comunemente si sogliano ado· perare compre~se già anteriormente inzuppate di acido fenico del pari che :filaccia preparata nello stesso modo c quindi asciugate, come mezzi di medicazione. antisettica. Nelle piàghc o férite anche recent i il) Germania suolsi sovrappo1•re o un gruppo di :filaccia, ovvero un pugillo di cotone imbevuto in una soluzione d'acido fenico nell'acqua (l: 30), o in olio di lino od oliva in proP9rzionc l: 9-10·; dosi più forti sono in massima riservate a casi eccezionali: di queste ha fatto uso più che altri N ussbauro. Del resto, anche Stromeyer si limita alle dette proporzioni, talvolta ridotte all'olio semplice. Si attribuisce in generale a questa specie di medicazione la virtù di prcsel'vare dalle, degenerazioni settiche le piaghe. Socin riferisce certi dati di· confrònto fatti dal dott. Breiting in egual numero di analoghi casi, dai quali risulterrebpe che colle applicazioni di filaccia imbevute nel detto olio <:arbolico si ottennero guarigioni più sollecite, più sicure, più com:plete che non coi bagni c'>stanti, col ghiaccio, cogli ungenti, coll'olio semplice, evitandosi le larghe suppurazioni colle lol'o incomode, talvolta anzi sinistre, conseguenze. t
« (1)_ Gli apparecchi per la cloroformo-narcosi consistono: in un telaietto di tela metallica coperto con doppio · strato di Jlanella che si
accosta agli organi inspit·atoij dell'individuo, e si imbeve di clorofor'l'nio, 'di cui si va stillando sopra la quantità bastante al bisogno, e di u_na tanaglia per tenero fuo l"i ·la lingua. · ,•
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« Il metodo delle ·applicazioni carboliche sarebbe gi~stificato dalle recenti osservazioni microscopico-patologiche, che addebiterebbero le qualità settiche, facilmente assunte dalle piaghe, allo sviluppo di parassiti organici, al modo che si crede ormai che abbia hlogo in ogni càso di malattie d' iq.fezione. Le recentissime d( Klebs (l) porterebbero a rit~nere come .causa precipua, se non sostanziale, delle febbri vulnerarie, e quindi della piemia e setticemia, una muffa ch'egli descrive ed appella microsp&rum septicum, impregnante l'icore, e quindi presente nel grembo dei tessuti anche profondi e lontani dalla piaga, e per.tìno negli ascessi piemici. Il pus buono non sarebbe spesse volte neppur esso esente da questa apparenza parassitica. In conseguenza di tali .scoperte o studi che dir si vogliano, parlando dell'acido carbolico e della sua attività nelle medicazioni eseguite secondo i precetti di Listar, Roser si e~prime così : « Si può accettare come cosa vèra tutto « ciò che qua o là si espone in proposito, e mettere innanzi a « Lister il seguente 'qlJesito a risolvere: da che la suppurazlone. « di una ferita procede in gran parte da degenerazione della sua « superficie, e dacché questa degenerazione deriva da germi -d'infu« sori, non potremo noi forse, coll'impedire che questi germi si « producano in una ferita semplice, o col distruggerli, quando « sono penetFati là dentro, prevenire od almeno notevolmente « scemare la suppurazione ~ E siccome una ferita d'arma da fuoco « non permette sempre di stabilire, se sia veramente semplice o « se sia per minacciare degenerazione, si domanda se in questa. << incertezza non sia d-a trattarla profilaticamente coll'acido car« bolico, collo scopo d'impedire che effettivamente degeneri?» « Non è for;;e tempo ancora di pronunciare una risposta ded~itiva a questo problema; ma come sarebbe esagerato ed in op. portuno il trattare tutte le ferite con questo acido fino dalla primt~ ' loro origine, Roser è persuaso che si adoperi tosto che accennano a mutare il loro carattere, ed a tendere a degenerazione. Ed io che ho veduto una quantità di vaste e gravi ferite, durante il mio viaggio, anche di data recente, c pt•odotte . da operazioni importanti da poco tempo . compito,- posso &sscrire averle « (l) Beitrage .zottl' pathologischen Anatomie der &llumounden (Studii d'anatomia. patologica delle fol'ite d'arma da fuoco, diett'O esami fatti negli ospedali di guerra in Carl~ruhe 1870 e 187.1 ). Lipsia 1872.
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ve.dute o molto vivaci e b'en pPol!lettenti, ovverq in breve t ermine deterse o disposte a lodevole vegetazione. Locchè quanto sia soventi inquietante il tentarlo colle anticaglie ancora sussistenti in pratica degli unguenti, de.' cataplasmi di linseme, di pane da munizione, od altro, non v'è medico prati~o che . non si sia accorto nel proprio ese1'cizio. « Stromeyer, nelle sue note a :M:ac Cormac (V.. op. ci t. pag. 135) dice: Mac Cormac adopera questo acido carbolico con tale con:6.denza sulle piaghe fresche d'operazioni chirurgiche, che fui tentato anch'io di farne uso in campagna, e me ne trovai molto sÒdclisfatto. Medicazioni con una parte di acido e nove di olio, non hanno mai portato nocumento, e parvero mitigare la flogosi, e trattenere la suppurazione. Si pronunzia però contrario alle forti dosi di l: 4, come tali da risvegliare forte infìammazione e da accrescere i tormenti all'infermo. Fra gli altri rimedi su cui riposa la confìdenza di Stromeyer, 1'\0to l'ioduro potassico nelle. ilogosi t raumatiche delle ossa in dosi da 15 a 30 grani per giorno, semprochè non si tratti di osteomiolite piemica. ,. « F'ra i OJiglioramenti introdotti nella chirurgia traumatica uno essenzialissimo è quello ·di lasciare libero scolo alle marcio. Epperciò sotto le ferite, specialmente col favore della sospensione del niembro e çoJl'applicazÌOllA ben regolata del drenaggio, si· lasciano raccogliere le marcia in un vaso nel quale possano liberamente pervenire dalla ferita. Di questo metodo ho avuto una esperienza molto soddisfacente nel 1859, specialmente nelle fratture profonde e complicato deÌ femore. La quantità di marcia che rac.i., coglievasi nel periodo delle forti suppurazioni era in Yero sorprendente, èalcolata la poca distanza di tempo .dall'una all'altra medicazione. Una sì fatta avvertenza nella cura bastava àd aboreviare d'assai il · corso della malattia, e ad impedire le' conse-, guenze funeste dei profondi ascessi, fra le quali è principalissipla la degenerazione delle marcie e gli assorbimenti. Questa pratica è. raccomandatissima in Germania, ed è la 'cagione per cui .gli apparecchi pel drenaggio formano parte integrante d'ogni corredo di ospedale. « Ùhe a favorire la detersione del canale della .ferita sia an,che importante il procurarla colle lavature, non v' è chi dubiti. Senonchè a quest'uopo ·è stato molto opportunamente sostituito l'uso degli irrigatori a quello degli schizzetti, che esercitano manjfe-
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598 stamente un' azione violenta sulle carni suppuranti, di cui conviene evitare le conseguenze. Laonde i vasi irrigatorii m~niti delle relative cannelle elastiche sono divenuti un oggetto comune e dirò anche indispensabile. Col dilavare le piaghe specialmente profonde e sinuoso si allontana anche quel pericolo che proviene dalla rapida pl'opagazione degli elementi parassitici, eli cui sopra ho fatto cenno, i quali essendo specificamente più leggieri vengono portati via dalla corrente. « Nei principii della chirurgia conser vativa sono compt•ese le rese:l.ioni, tanto diafìsarie che articolari . Già nel rendiconto che diedi all' Istituto colla mia memoria del 1869, sui progt·essi della chirtwgia conse1·vativa, ecc. , ho dato un .cen no ·sui coraggiosi imprendimenti degli operatori tedeschi tentati nella campagna del l866, e sopra i resultati ottenuti. Questa successiva del l 870- 7l ha offerto un campo molto phì esteso a tentativi di questo genere, dei quali si avranno poi i ragguagli complessivi a tempo più lontano. Intanto mi sia permesso espor1•o quello che su questo interessante argomento ho raccolto da qualche opera già pubblieata o da quanto ho osservato sul luogo, durante il viaggio. « Che in Francia si sia molto amputato, risulter ebbe da una certa moltitudine di relazioni in parte verbali, in parto anco scrilte (l); che lo perdite degli amputati sieno state proporzionatmente enormi lo si è detto del pari, sebbene io non possa allegare documenti statistici per confermarlo. In Germanin domina da buon tempo lo spirito di conservazione. Qualcuno Lo ritiene portato un po' oltre il dovere; ma ammesso il fatto, che alla chi-. rurgia conservativa appartenga eziandio la lunga serie delle oper azioni cruenti comprese sotto la denominazione di risega.mento delle ossa, non sarebbe n considerarsi più questa arte del conservare una semplice tendenza alla aspettazione, sì bene una sostittl· zione alle demolizioni totali mediante processi operativi ingegnosi, svariati, e nel tempo stesso eminentemente proficui e benefici. Il risocnre ad ogni costo per risparmiare le amputazioni sarebbe un vizio, come lo è l'amputar sempre o troppo. Forse anche in questo sistema vi fu chi ha trasceso il limite della possibilità, ma questo eccesso non toglie per nulla alla gran~e7.7.a del concetto c (l) GuEu.o•s, Histolh mddicale d'tt òlocus dc Met.z. Paris et Metz 187.2.
599 ed ai progressi che se ne attendono in avvenire. Quando si vedono, ·P~ es., le disperanti cifrè di mortalità delle disarticolazioni del femore, e quelle del pari che si trovano di confronto colla chirurgia aspettativa nei casi di guasti dell'articolazione ileo-femorale, non si potrà mai condannare un tentativo per quanto infelice, che miri alla. conservazione di un membro tale com' è la coscia, allontanando da esso la porzione che non promette più di essel'e mantenuta, e la di ctu degenerazione compromette quasi necessariamente la vita. Infatti dalla esposizione dei fatti riferiti ·dall'americano Otis si avrebbe avuto la mortalità del 93, 6 % nei non operati, del 90, 6 % nei risegati, del 90 % nei disarticolati (Billroth). Questa minima differenza nelle due ultime categorie giustifica un processo, che so non porge migliori risultati, aspb:a almeno a mantenerè in vita una parte si grande del corpo umano. « Ciò che dico relativamente alla. più imponente fra le articolazioni d'01 corpo, posso ripeterlo con dati ·più importanti intorno alle altre. Forse sarebbe a farsi una speciale riserva per le rè-'sezioni del ginocchio, stante la vastità e complicanza del congegno articolare e la scarsità dei tessuti che lo rivestono. È questo un punto di disaccordo, almeno apparente, fra le opinioni di Stromeyer aborrenti dalle pratiche di conservaziòne nelle fratture , articolari df questa regione, e quelle di Langenbek più fiduciosd nelle mede-sime. Dai dati offerti da Billroth si rileverebbe infatti, che i risegamenti . del ginocchio offrono finora non meno dell' 81-82 % di · esiti infausti, poco discosti da quelli della conservazione aspettativa (pag. 267), ed ambidue superiori a quelli dell'amputazione della coscia (70, 9 Ofo). · « Ma in quanto spétta a risegamenti dell'articolazione ~capulo òmerale, della cubitale e della tibio-tarsea, i risultati sono tanto più consolanti, che non si può trepidare sulla sç:elta dei mezzi operativi ogni qualvolta le circostanze vi presentino le indicaZioni oppartune. « Io non mi propongo perciò di offdre st-atistiche in questo scritto, le quali non sarebbero ancora che parziali, e forse discordan~i nelle singole cifre. Queste statistich~ si avranno più tardi dalle opere scientifiche ed ufficiali che 'Verranno pubblicate, e documentate da prove ben conosciute. Soltanto mi permetterò di accennare ad un certo . numero di fatti che ho dato a regi-
600 strare al dott. Bellina (l), percorrendo le sale e le baracche visitate nel mio viaggio. Forse alcuni di questi fatti si troveranno a miglior tempo ripetuti nelle opere che vedranno la luce in Germania. Ciò soltanto avverto, che avendo avuto occasione di vedere questi risegati a distanze più o meno lunghe dalla operazione sostenuta, ho potuto an~he in alcuni apprezzare e riconoscere il grado di servibilità. funzionale del membro, e quindi la utilità pratica del metodo operativo. Sono fra i molti altri oasi da me osservati e raccolti per ispeciale interesso scientifico, e secondo che permetteva la mobilità propria a chi viaggia per missione allo studio di argomenti molteplici e tutti severi, sono dico, 35 esempii di risegamento di varie articolazioni, che distribui;;co nel modo seguente: Spalla, cubito, femore e ginocchio, · gamba e piede.
« I. Rùegamenti dell'omero e dell'm·ticelazione scapolo-ome-
,.aie. . . . . .
. . . . .
« II. Resezioni del cubito . . . . . « III. R~'segamenti del femm·e e del gz'noccMo . « IV. Rt'segamenti della gamba e del pz'ede.
Casi N. lO » 15 » 4 » 6
« Sono, a dir vero, in troppo piccolo numero questi fatti per costituirsi a materiali d'una statistica così importante, che deve servire di base alle tendenze conservative dell'odierna operativa chirurgia. Ciò non di meno i fatti non sono mai troppi, massime se raccolti dopo gli ositi finali delle cure. E mi sono limitato appunto ai soli casi di . resezione, riservando infine i molti altri appartenenti alla chirurgia conservativa semplice (mediante fasciature e medicazioni antisettioJ1e di cui feci un cenno più addietro), · per non moltiplicare in uno scritto accademico argomenti e materiali eh~ più si aft'anno alle opere destinate allo studio speciale della complessa chirurgia. Ciò non ostante non sarà un abusare della pazienza di chi l~ggerà questo scritto, se in forma « (l) Devo al dott. Bellina una. giusta. e mel'itata. lode per aver sa.pientemente registrato e conservato un bel numero .di fatti pratici che io, occupato altrove o in dialoghi coi capi medici, non avrei potuto annotare. Se le storie non sono complete se ne accagioni la brevità del tempo, e la posizione in cui ci tt-ovavamo. Bisogna non abusat-e della gentilezza altt-ui e molto meno del tempo.
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d'appendice 'ne darò un sunto a modo di elenco. Esso darà almeno una prova, che anche colla semplice chirurgia aspettativa si può risparmiare molto nei casi di guerra. Dopo ciò, relativa. mente allé resezioni . articolari, ben si scorge anche da queste poclie amiotazioni pratiche, come a tanta dlstanza dei fatti di guerra, percorrendo tanti spedali, non 110 potuto rinvenire che un sol ca!ì_o di risegamento bene riuscit~ della parte superiore del femore, soltanto due di quello del ginocchio, laddove il numero, relativament e notevole di quelli dell'omero, del cubito o del piede è abbastanza vistoso ed istruttivo da incoraggiarne la pratica, e da sperarne migliori successi ulteriori. Che poi sia per avverarsi in avvenire quella successiva perdita dell'uso del membro di cui viene fatta lamentanza da Hannover è· da liofller,' come accenna Billroth, ~arà cosa da ·verificarsi col tempo. Credo però che, ove non si tralasci l'applicazione di ·qualche me-ao protetico atto M. impedire il rilassamento progressivo del neotessuto articolare, al quale potrebbe di leggieri contribuire il solo peso del membro conservato, si possa evitare anche questo inconveniente, che in V-ero annulla i benefi.zii dell'arte operatoria. « Ma ciò infatti che importa di ben conoscere, si è la condizione in cui si trova un membro stato felicemente conservato colla risegazione delle sue estremità articolari ; conoscenza che dovendola appoggiare ad alcuni fatti bene riusciti da me veduti, specialmente nelle membra supe~·iori, non lascia luogo a dubbio alcuno di considerare il tentativo come uno dei trionfi più manifesti dell'arte. Mantenere alle ' membra l'uso intero della mano· o d~l piede ed una flessibilità don:iinata dalla volontà, senza pi'ù o men'o note~ole brevità, è un benefizio prezioso che si rende all'infelice, condannato altre .volte quasi irrevocabilmente all'amputazione o ad una anchilosi imbarazzante i suoi uffici. Le quali cose però, da quanto emerge dai brevi cenni storici qui esposti, stanno molto subordinate al metodo bene immag~nato della immobilizzazione dell'arto, che o sieiw costituiti dalle fasciature gessate, o dagli apparecchi di sospensione, devono pur sempre lasciare le ferite in quel grado di esposizione, che permetta al curante di sorvegliarle incessantemente e medicarle. « Questa · immobilizzazione · è la condizione indispensabile anche delle Cll~e conservative semplici. Non s'immobilizza per certo neppure con belli bendaggi gessati, se non si estendono tant'oltre
602 all.1altra articolazione -in' modo che 'i l. membro faccia -un pezzo so~o .colla parte :fissa, che· è connessa col tronco. La mancanza di questa: avvert~nz;a è la causa unica di quella deviazione dei frammenti del fep1ore che .li fa consolidare ·ad angolo qosì. deforme, da rendere il membro, per brevità e. per direzione viziosa, inutile ai suoi uffici futuri. Sul quale argomento mi piace di ritornare appunto perciò' ch'e ho incontrato ùn buon numerò· di queste disgradevoli riunioni. del femore trattate senza molta avvedutezza col bendaggio gessato. E queste ancor più quanto più la frattura è al terzo superiore dell'osso. Il frammento superiore rimaue allora- dominato del tutto dal muscolo psoas-iliaco, che lo porta in atto ruotandolo infuori. Questa ruot azione è facilitata dalla cooperazione di tutti gli altri ·r uotatori esterni (otturatori, quadrato, piroforme, gemelli) e tende ad una abduzione che lo mette quasi in linea trasversale; intanto che la gran massa del retto anteriore, e dei flessori della gamba discendenti dalla pelvi trascinano in su verticalmente il frammento ·inferiore. Perché le due sezioni dell'òsso possano acco~tarsi in mo.do da congiungersi fra loro, la natura provvede con un enorme callo che li abbracci, il quale lascia poi una deforme sporgenza. Consolidata qu.esta riunione, la bre"ità 'che generalmente risnlta è ' di almeno sei centimetri, causa di una claudicazione eccessiva non bastante a correggersi con nessun artificiale ri,alzo protetico. n femore ·così scarso' di inserzioni muscolari n'ella lunga sua diafisi ha perciò una disposizione ad accavallare i suoi' frammenti l'uno sull'altro assai più che non abbiano le ossa della gamba e dell'antibraccio, più ancora che ·l'omero, le cui masse muscolari sono di crassezza molto' minore, e ~non accumulate intorno in istrati molteplici. « Da ciò si dedùce la importanza che negli apparecchi, di qualunque forma essi si facciano, aventi per iscopo la guarigione delle fratture feJl!-orali, si debba fissare bene ed immobilmente la coscia e il baci'no; indicazione a dir vero tutt'altro che nuova; e ciò coll'aggiungere la cintura pelvica coJrapparato gessato. E si comprenderà altresì quanto sia scientificamente logico il dare al me~bro un' attitudine di abduzione, come ho veduto più volte, sostenendolo . colla: finale sua estremità fuori del letto, ove sia uopo; perchè con questa attitudine · si segue la natura tendente a spostare nella detta. direzione il frammento superiore, e si facilita l'incontrarsi. clel frammento inferiore con esso, quando ob-
603 bedendo all'azione dci muscoli lunghi, è trascinato verticalmente verso la pelvi. È forse l'unico mezzo ·per dìminuire di molto le brevità inevitabil1 in sì fatta fratture. «, L'elenco di casi pratici, che fa seguito a questo scritto mo~trérà le ragioni ·per le quali ho clato il titolo a questa memoria che leggesi in testa alla medesima. P ercioccbè oltre le istituzioni nuove che si sono stabilite in molte parti d'Europa in conseguenza delle guerre accad ute da circa tre lustri, le quali riguardano molté parti della pubbli.ca ·igiene, molti provvedimenti umanit.arii, un gran numero di avvertenze relative alla educazione fisica della gioventù, che per le nuove leggi dove contri' buire direttamente od almeno in modo indiretto alla difesa del proprio paese, si è già introdotto anche nell'arte di medicare un sistema più semplice e più consenta neo alla esperienza. In qualche parte d'Europa, a dir vero, la parte civile della nazione ha s;J.p.u to precedere la militare, rimasta un po' troppo attaccata alle sue antiche consuetudini, e quindi non a livello dei tempi e delle necessità le quali forse .non le si presentarono, ma che all'epoca attuale potrebbero avverarsi quando meno sel crede. È t uttavia sempr~ un bel guadagno per uno Stato che la scienza abbia diffuso, almeno in molta parte, i. proprii mezzi preziosi an· che nelle condizioni pacifiche, adottando le sperienze delle na~ioni mi~itavi, in modo da potersene giovare a beneficio rlella popolazione, quando quelle occasioni fossero per intervenire. Durante la guerra amcrica.na si può dire che la ~ola scienza civile fu quella che spiegò una attività straordinaria, e dirò anzi esclusiva. In Germania nelle sue ultime guerre, massimamente poi in questa del 1870-11, essa, postasi a livello delJa·miJitare vi ha coopel:ato in modo non solo condegno, ma sì anche meraviglioso. Tutte <I,Uçste invenzioni di apparecchi per cure conservative e di operazioni ardite per conseguire l' intent.o col migliore successo por;:sibile e con minori tormenti dell' infermo sono già entrate nel dominio della chirurgia comune. A queste, di cui .io non ho fatto che un cenno molto incompleto, dovrebbero aggiungersi tutte le nuove pratiche spettanti alla medicina interna, specialmente sulle malattie d'infezione (tifo, dissenterie, resipole, ecc.) di cui mi sarebbe troppo lu,ngo discorrere oggidì, e che rispetto a trattamento ed a pt•ofilassi, hanno dato alla pratica una direzione probabilmente più logica ed accettevole. '
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« V. Annotazioni di casi pt•atici osse1·vati negli ospedali di guen·a e di t·iserva in Get·manz·a.
« Jo Ampuia.à oni. - Pochi casi di amputazione ho veduto durante le mie visite ed a dir vero alcuni della coscia poco felicemente riusciti. La promine!fza dell'osso è notoriamente una delle più incomode sequele dell' amput.azionc del femore, non sempre tuttavia da addebitarsi alla poca perizia del chirurgo, massimè in campagna, ove interviene soyente . la imperiosa necessità di traslocar l'operato, e dove è tanto comune il caso che l'operatore non possa con~inuare le cura. « VI. Esempj di cure conservative senza opeTazioni Tisegatm'ie.
« Da questo elenco, che non rappresenta che una piccola parte dei casi pratici incontrati nei molti spedali da me percorsi, ed annotati soltanto coma esemplari dei 'diversi tipi di lesioni traumatiche allora esistenti nei medesimi, atti a sostenere le mie promesse, si scorge anzitutto che le lesioni del femore (detraendo quelle che motivarono l'amputazione o la resezione) si possono considerare le prevalenti per numero, come lo sono per importanza, cioè sopra le 60 suddette spettanti alla cura conservativa semplice esse ascendono a 25. - Fra ginocchio, gamba e piede questo elenco ne porba 24. - Undici sole rimangono a l rriemhro· superiore. Ben è vero che la mia attenzione si rivolse specialmente ai casi offerenti non solo una maggiore gravità, ma sì anche un argomento di studio particolare alle viste chirurgiche nei casi di guerra. Ciò non dimeno la proporzione delle ferite delle membra inferiori si trova, anche confrontata coi dati e ragguagli di altri pratici, maggiore di molto a quella delle superiori. « E sono appunto le prime che addomandano fin dalle prime cure una saggia immobilizzazione. Laonde da questo sunto di fatti si ·scorge come fino dall'ospedale di prima medicazione sia· prevalso l'uso di assicurarne i trasporti cogli apparecchi e bendaggi gessati, i quali in molti casi sono stati mantenuti, e poi rinnovati negli spedali di riserva, sostituendo· loro all'occorrenza le doccie metalliche, i· substrati di gesso in cassette di legno, i mezzi di este11sionc e checché altro, secondo la idea del curante.
605 Che se, como ho detto altrove e qui i·ipetuto, molti esiti sono stati ben altro che felici rispetto alla ser~ibilità del mell).bro, si deve attribuirlo alle condizioni della ferita in parte, ma qualc'he cosa altresì alla ma.nchovole manualità degli pperatori. Non tutti sono ingegnosi e previdenti allo stesso modo, e come bene riflette Roser duo si faciunt t'd non est idem. In ogni manualità chirurgica vi vuoi destrezza, ingegno, e pratica assidua. Ond' io vorrei, che come fra noi questi ed altri apparati e bendaggi sono entrati nel dominio della chirnrgia civile, così divenissero un eserch·.io comune della militare, che ha le occasioni assai più frequenti di reclamarli. « Quanta poi sia la necessità nell'esercizio di questa, di avere ottimi, sicuri e 'pronti mezzi di trasporto, si arguirà dalla natura stessa di questi esempj che per avvc'ntura non sono i soli che addomandano riguardi e precauzioni di 'ogni natura. P erciocchè lo sono anche, e molto più le lesioni del capo, del petto e dell'addome che ne esigono di speciali. Mi si permetta di non lasciare inosser vati alcuni fra q\1esti che incon ~rai arrivati negli ospedali dopo aver percorso il meno penosamente le Yie di } ransitò dal tempo della guerra. (•S,e!Juono 9 storie cliniche.)
« .In una parola possiamo coMiudere, che in tempo di grandi guerre (ed orfn ai non si fanno più che guerre grandi) non è più permesso confìdarsi alle 'solo eventualità favorevoli. Governo e nazione devono andare d'accordo nel preparare ogni cosa ·che 'possa attenuare i danni che le battaglie e le vicissitudini degli eserciti in guerra largamente preparano; cioè, buoni medici, buoni assistenti sanitalj, numerosi c facili trasporti, molti ricoveri dietro le truppe combattenti o sul tramite delle strade che aal teatro della guerra conducono, al paese nativo, e lìnalment~, abbondanza ed opportunità di mezr.i dì soccorso, mediante i ,quali sia evitato i'l rimprovero di abbandonare i feriti" i mal11-ti alla mercè del caso, ed alla pietà event,uale degli abitanti, spesso forse impotenti nelle loro prestazioni, J:>cmpre mal sicuri se in paese nemico. Il soldato che avrà davanti a sè un governo prFidente, un paese disposto a soccorrcrlo amorevolmente e spontaneamente nei suoi bisogni e nelle sue sventure, affronterà anche con animo più deciso e conlìdc~te i pcl'i~oli a cui trovasi esposto. E lo farà
606 tanto più da che egli non si sente più degradato alle condizioni di un mercenario, ma conoscerà d'esser cittadino d'una nazione per la qnalc combatte. « Firenze , iO aprile i872. >) Firenze, 25 marzo 1872.
Illv.strissimo signor Redattot·e, Il laboratorio di fisiologia del Museo di Firenze, riceveva ora sono pochi giorni dal Ministero della guerra un elegantissimo volume di micro-fotografie fatte colla luce elettrica e del magnesio del luo.gotenente colonnello S. Woodward, chirurgo nell' armata degli Stati Uniti di America. Repm·t to the sut·geon genm·al, of the United States A1-rl/.y, on the magnesium and electt·ic l(qht, as applied to photo-micropg1·aphy - By brevet lieutenant colonel 1'. lVoodwa1·d ass_z'stent SU?-geon U. S. Army- vVasMngton, 1870. Considerando la somma importanza o l'ansietà sempre mag·giore con cui sono aspettati dai cultori della scienza tali pubblicazioni fatte per cura del ministero della guerra dall'ufficio chirurgico generale, mi è nata la speranza di far cosa grata alla S. V. ed ai colleghi dando un breve cenno di questo lavoro, il quale dimostra con tanta evidenza lo spirito da cui è eretto il servizio medico chirurgico nell'arm.ata: degli Stati Uniti d'Ameri((a, il nobilissimo còmpito che si è proposto, ed i passi giganteschi che va facendo nel campo della scienza. n dottor W oodward già fin dal novembre del l865 consacrava parecchie pagine di una sua " memoria alla descrizione del Museo Medico dell'armata. Ct'rcular n. 6 vVar departement. Su?'{Jeon gene1·al's of!ice. Washington, novcmbe1· 1~ 1865. R epot·ts on the extent and natu1·e oj' the materials avaz"Zable (o1· the preparation o( a medical and su1·gical hystm:y o{ the ?'ebellion P hiladelphiet 1865. (Circolare n. 6). Dipartimento della guerra. Ufficio del chirurgo generale. Rapporto sopra l' estensione e la natura dei materiali che possono servire per la preparazione di una storia medica e chirurgica della ribellione. Filadelfia 1865.
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Questo grande rapporto pubblicato per cura del Corpo sanitario militare ad uso dei medici dell'armata, contiene una bellissima memoria del luogotenente colonnello chirurgo George A. Otis ove sono disegnate ed illustrate con tutta eleganza molte preparazioni che si conservano nel Museo militare colle storie cliniche delle ferite e fratture più notevoli. Vi sono p"Qre alcuni articoli importanti sul tetano, sull'emorragia secondaria, sulla pioemia, ed un rapporto di altre 13,000 amptttazioni eseguite nell'ultima guerra di cui dà per mezzo di una accuratissima enumerazione statistica i risultati ottenuti. Un capitolo degno della più grande considerazione è quello che tratta dei perfezionamenti introdotti nel trasporto c nelle prime cure date ai ferit,i. L' es~ttezza con cui vennero disegnate e descritte varie forme di lettighe, di vetture, di zaini pei chirurgi, di carri e di casse pel trasporto dei medicinali .ed apparecchi di medicazione, di vagoni, di bastimenti a vapore costrutti appositamente per uso di ospedali ambulanti, renderanno sempre prezioso questo libro in cui si vedono ~viluppati t utti gli immensi progressi che con tanto felice successo furono adoperati nell' ultima guerra nell'armata tedesca. Non potendo addentrarmi in maggiori particolarità. su tale rapporto riferirò alcuni. frammenti di una relazione del dottor vVoo· ward, direttore delle collezioni mediche e microscopiche del Museo militare, onde far meglio conoscere lo scopo che si propone nella seconda pubblicazione, e di mostrare con quale e quanto indiriz.,;o scienti.ftco proceda il ser vizio sanitario nell'armata degli Stati Uniti. . . La serie medica del Museo militare, che andò poi rapidamente crescendo, contava già fin dal 1865 più di 700 preparazioni conservate nell'alCool; oltre a buon numero di svariate preparazioni patologiche ed una bella collezione di malattie delle valvole del cuore, della difterite, della pleurite, della pleuropolmonite, della aiarr~a, della dissenteria. Tale collezione è illustrata dalle storie cliniche di ogni singolo caso redatte con molta cma e conserv_ate in apposito catalogo. Fu pure iniziata durante la guerra una collezione di disegni onde rappresentare le principali alterazioni anatomo-patologiche delle differenti malattie del campo. Il signor Faber che aveva ricevuto incarico di ritrarre con colori ad acqua immediatamente dopo le autopsie le cose più importanti,
•· .
608 eseguì tale raccolta con una finitezza di lavoro superiore ad ogni elogio, come può facilmente giudicarsi dalle splendide cromolito: grafie pubblicate nel rapporto generale. Le serie microscopiche del museo contenevann fin dal 1865 oltre 1400 specie: 400 delle quali erano strite comperate, e le rimanenti preparate nel museo. Ora sono giunte a più di 3000. Il valore di ta.le raccolta è incalèolabile quando si pensa che il più grande numero delle preparazioni fu fatto collo scopo di illustrare l'anatomia patologica delle svariate malattie che si svolgono nell'esercito e specialmente della febbre di malaria, del tifo, della diarrea. Il dottor W oodward dice che: « la grande importanza pratica · di questo studio sarà solo riconosciuta quando si l'ammonta che nessun sforzo può esser fatto onde prevenire e curare questo malattie senza averne prima riconosciuta la loro natura, senza aver fondato sopra solide basi la conoscenza della loro anatomia patologica. Sventuratamente negli Stati. Uniti l'anatomia patologica è poco studiata, ed in special modo l'applicazione del microscopio a questo ramo di investigazioni non ha ricevuto tutta l'attenzione che merita. Così che vi è poca probabilità che uno studio dell'anatomia patologica delle malattie del campo possa essere compiuto, se non fosse tentat{) dal Museo· medico dell'armata » Il maggior. numero delle preparazioni fatte nella sezione microscopica del museo sono lavori del capitano dottore Edor,rdo Curtis, assistente chirurgico, la pazienza ed abilità del quale meritano ogni elogio, ed alla cui intelligente assistenza il dottor vVood ward , deve molti dei successi ottenuti. Addetto 11: questo ramo del museo vi è pure l'assistente chirurgico dottor W. Kennon il quale preparò una serie di bellisime iniezioni che formano un'importante collezione. In generale i risultati delle investigazioni fatte nel museo sono per molti rapporti in armonia colle idee della scuola moderna di Berlino e si allontanano alr1uanto dalle vedute del dottor Beale ricevute ultimamente con tanto favore nell'Inghilterra. F urono tentati tutti i mezzi perchè tali studi avessero valore pei modici americani e parecchi buoni lavori furono fatti sotto questa direzione dal signor H. Faber e dal signor L Dean che pubblicò u.ltimaniente una comunicazione sopra l'anatomia del modello spinale illustrata con foto-litografie fatte da micro-fotografie di se-
609 zioni ·vedute con forti ingrandimenti. Questo fn il primo saggio fatto in Arncl'ica di produrre microfotografìo per mcz~o di fotolitografie; tale metodo essendo riuscito con for·Li ing~1an dirnenti, non potrà piu d'ora innanzi nascere dubbio intorno alla fedeltà delle immagini di oggett,i microscopici. Dopo alcuni sperimenti preliminari fatèi nell'ospedale di Donglas dal maggiore Vl. Thomson, assistente chirurgo dell'armata, sopra ·preparazioni fornito · dal Mu;,;co militare, furono coskntti .gJi appareccl1i necessari, e venne dato in·carico all'assistente chirurgo E. Cnrtis di p1·epo.rare 'le illustr•azioni necessarie per tale ln.voro. Il compito di cel'to non era f<1cilc, perchè il sc.ggetto della micro. fotografia era nuovo, cd i suoi procedimenti domandavano moltissime cure: Non di meno i risu ltati ottenuti sorpassarono l'aspettazione di tutti o giustifìcarono Je speran1,e che la scienza aveva . riposto in ricerche iniziate con tant(} zelo c con tanta perseveranza. Con ingrandimento medio nessun ostacolo serio f u incontrato per ottenere eccellenti fotografie di pl'oparazioni scelte a. questo scopo; ma coi più forti in.grantl i menti si presentarono alcuno difficoltà che venncr·o tuttavia in grande parte superate. Esperirocntando con maggiori ingrandimenti furono scelte como test-oggetti le diatomee lineatc che hanno una struttura defin ita e ben conosciuta e riuscirono col miglior successo. Una fotografia del Gymsiyma ctngulatum potè cseguil'l;i a~sai chiaramente con ingrandimento di circa 7000 diametri. 1'ntte le proprietà caratteristiche delle diatomee visibili col microscopico furono fotografate colla massi1na f<te ilità ,) chiarezr,a; c ,cos't venne inaugurata dal corpo sanitario' milita1'e degli Statj Uniti l'epoca in cui l'abilita nel fotograf;u·e giudicherà in modo inappellabile la precisione e l'esattezza adoperate <lnì mìc:r•ogeafì nell'osset•vare e nel descri-vere le for•me più minuto dei cot·pi. Tali el'ano i mer.:r.i e gli app:trecchi di cui poteva disporre già iìno àal 18(:)5 la sezione tn ÌC!'<l~ I'n{ica del Mu:,;eo militare, che sotto la diJ'Ctiono dd dot(m· \Voodward si sYolse rapi'damento, e si anicch't di l nlto ciò che ha. ({ttalcho r·apporto colla tecnica del microscopio. Ii );Jinistc-ro tlelln. g-ueera 1>e1' dare un saggio degli ultimi pi'Ogressi C0l1lptl1ti, p;thbfi<'aY:l COn t;rave dispendio Ull bel- ~ lissimo volume di foto-mirTo~ t·afle ottenut.e colla luce elettrica c del inagne.::io dal luogoll'nentc colonnello dottor '\Voodwaed, il quale espone in una lcttrr·n al ciiÌI'Urgo generalo degli Stati Uniti 39 Giornale ùi ilfedic. milit. 1872.
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di America dottor K. Barnes, come abbia direito in persona una serie di esperimenti fatti per allontanare alcune difficoltà che avevano fino allora impedito la riproduzione con foto- micrografia delle preparazioni microscopiche di tessuti normali e patologici che formano una parte così interessante del Museo militare. In questa memoria sono descritti gli apparecchi adoperati per la luce solare elettrica del magnesio; e' vengono esposti i veri processi impiegati per fotografare preparazioni di tessuti colla stessa chiarezza con cui le diatomee ed altri test-o,qgetti erano già stati prima felicissimamente riprodotti. Sono dolente di non poter · diffondermi con maggiori parole intorno i metodi seguiti in tali la>ori, ed il pregio in cui sono tenuti. Per dare un ultimo esempio che valga a dimostrare come l'.armata degli St.ati Uniti non badi nè a fatiche nè a spese per favorire i progressi della medicina, mi basti ricordare come il dottor . ·woodward abbia intrapreso a spese del governo un altro ràpporto più minuto sulla struttura dei test- oggetti, nel mentre· stesso che il ministero della guerra dava incarico ad un fabbricante di Amburgo di preparare una raccolta di Diatomee per esercizio dei medici militari che devono iniziarsi agli studi micrografici. Dobbiamo confessare umiliati che in Italia di tali studi non o per anco germogliato l'idea, e mentre molti li dicono ancora affatto inutili all'esercizio della medicina, è invece una gloria del corpo sanitario degli St.nti Uniti di America l'avet·e aperto alla scienza una via luminosa in questo difficile e fecondissimo campo. Accolga i sentimenti della mia profondissima stima e m'abbia · sempre pel suo Devotiss. servo Dott. A. Mosso.
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Aggiungiamo qui tradotto lett~ralmente il rapporto:_al chirurgo generale dell'esercito degli Stati Uniti sulla . ll1ce del magnesio e sulla luce elettric~ applicate alla. foto-micrografia .del luogotenente co1onnello G. Q.. Woodward: Generale. Ho l'onore d' informarvi che dal 25 ottobre ult imamente· de'Corso cominciai ad intraprendere una serie di esperimenti all'oggetto di ricercare i mezzi pìù acconci ad evitare alcune difficoltà che avevano fìno ad ora inipedito la buona riuscita delle prove fotoinicrogra:fiche ·delle preparazioni microscopiche dei tessuti normali -e patologici che formano parte tanto importante dei t~sori ' del nostro museo. In· questi ;sperimenii mi valsi del sole come sorgente di illuminazione, e seguendo il processo che ho distesamente . . ··descritto altt~ove, non incontrai alcun:a difficoltà nel divisare un metodo per mezzo del quale questa classe di oggetti pot esse ess~re fotografata così bene e così prontamente, · come le diatomee ed altri oggetti ·di prova, cb e con molta soddisfa7-ione erano· già stati riprodotti in questa sezione del museo. Pt·esentemente è ;mio . desiderio richiamare la vostra attenzione su alcune importanti osservazioni che ehbi la fortuna di fare, mentre progredivano i m-iei esperimenti, e che, a mio credere, ·debbono r iusc-ire · d~ interesse e di utilità a tutti i rnicroscopisti . . Durante l'ultima settimana di ottol)re e la prima di novembre rÌcorsi esclusivamente al sole come sorgente luminosa per .p rodur-re le negative. In. ques~o periodo, durante il quale non èbbi che due giorni perfettamente sereni e molti altri in cui il mio la-..orò fu continuamente in~errotto dal passaggio delle nubi; ebbi larg,a opportunita. ài convincermi che la incostanza del tempo era. un, ostacolo molto serio alla preparazione di buone fotografie degli oggetti microswpici, e cessai. di mertlvigliarmi che i fotografi europei che sono esposti a un clima anche più. variabile del nostro, non, sieno riusciti a l)Orre l'arte della foto-micrografia · su • tali basi da farne · un comodo cd 'abituale ausiliare delle in ve· StigMionl microscopiche. Ques'to desiderabile intento io credo aver~o raggiunto facendo ricorso ·alla luce artificiale, e per tal
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modo rendendo la buona rius~it.a del processo affatto inclipen- , dent~ dal t~mpo. Il 12 novembre cominquu una serie d'esperimenti con la luce arti1fcia1e che furono -fortunatamente coronati da' felice succes~o, essendosi addimostrate la lùce elettrica c del magnesio sorgenti di illuminazione ben adatte alla 1n·ocluzione delle foto-microgrt.fìe anche di quelle fatte sotto la più alta potenza di ingrandimento. Per la produzione della luce elettrica adoperai una lampada di Dubo'scq messa in azione da una batteria di 50 piccoli elementi di Grove. 'fro.vai che ·con questa sorgente luminosa l~ fotografie potevano essere felicemente prese con la stessa potenza con cui si prendono alla luce solare; e fui lieto ·di trovare come aveva preveduto' 'c he la · stessa esagerazione di luce e eli ombre che aveva impedito la. luce elettrica dallo esse:·e generalmente adottata come sor'émte di iUumi nazione , ,nella preparazione delle fotografie dçgli oggetti di maggiore o minor:e dimensione, riusciva di imm.~nso vantaggio nella riprod.uzione delle 'deboli i~ magini microsco,piche degli . oggetti molto jngranditi, .e che il disegno era quindi più chiaro e meglio definito clw in qualunque altra fotografia di simili.oggetti prodotta fino ad ora con la luce · solar-e. Tro'ltai alt resì. che la luce elettrica era più facile a clirigersi come sorgente di ·illun'linazione microscopica e che· richiedevansi con essa mono più brevi esposizioni di quelle cbe sono necessarie con la luce del s.ole. · La luce del magnesio partecipa di queste qualitu ad alto .grado, ma io trovai che la sua azione meglio con.v iene quando gli oggetti non debbono essere ingranditi. oltre i mille diametri, e che sonovi al suo uso certi limiti che in appresso riferirò. Con l'una e l'altr'a di queste luci artificiali ho preparato un gl;'an nnmero di negatiye di oggetti microscopici impor tanti, dei ,q,.uali· '}le uni sono annes~i a · questo rapporto a modo di illustrazione. L~ luce del magnesio .e la elettrica sono menzionate . come sorgenti nossibili di illumimw.ione :per la produzione dell~ foto-micrografie • dal dottore Lionello Beale nella 4a edizione del suo libro: Sul, modo d&. let'!J01"et1·e al m~·cr·oscopico. Non so però che alcuno ah bi a .mai :fatto delle negative ben riuscite ad alto ingran- 6 dimento con upa di . queste sorgenti luminose prima dègli· sperimenti sopt•a ricordati. Certamente se alcune ne fur!)no eseguite,
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esse non riuscirono così felicemen~ da invogliare i loro autori a darne pubblicità: Non esito quindi a reclamare per il museo e por roe stesso l'onore di avere dimostrato l'utilità di queste luci come sorgent i luminose per la preparazione delle negative di · alta potenza, e di, avere escogitato un metodo semplice e alla portata di qualunque microscopista. Mi pt•opongo dunque ora di descrivere brevemente il processg, con cui possono utilmente essere eseguite con queste luci artificia).i le negative degli oggetti microscopici. l 0 La luce elettrica è di grn.n lunga la migliore delle luci artificiali per la produ~ionc de!le foto-microgra'fie, e quando si usi nel ·modo che ora descriverò è comoda ecl economica. Io faccio uso -d'una batteria di Grove di 50 elementi. La batteria si colloca fuori appuntò del laboratorio in un gabinetto, da cui i vap.ori escono, portandosi nttr·averso un tubo di tcr·ra nel cammino principale del fabbricato. Queste battel'Ìc sono ·p rovviste da M. N. t !ldd in sezioni di 10 clementi l'una, a cinque lire sterline per sezione, ed io t ròvo che una batteria di cinque sezioni è sumc~ente a molti usi. Sette libbre e mezzo eli acido nitrico del commercio e tre eli solforico diluito con dieci volte la loro quantità di acqua bastano per caricare questa batteria, che produrt'à luce continuamente per tre o quattro ore. Il costo del lavoro della batteria pe:· tal tempo, incluso lo ammontare dello zinco consumato e il costo. dell~ amalgama, che occorre rinnovare dopo la terza o quarta volta di uso, è molto moderato. Io 'ho l'abitudine di lo.~ v:àre la batteria, gettar via gli acidi e' mettere in ·molle i vasi porosi subito dopo il lavoro giornaliero, e tuttociò é così facile , che oramai ne do l'incarico a un servo, onde il governo della batteria non occupa alcuna parte del mio témpo. La lampada di Duboscq, il .microscopio e il telaio o chassis (platc-holder) sono situate in una stanza buia che mi dispensa dall'uso della camera oscura. La disposiY.io'ne generale dell' app-arecchio è dimostr•ata dalla figura l a . La lampada elettrica di Dùboscq (a) è situata sopl'a uno sgabello posto contro il muro ad una estremità della stanzà, e la sua luce è coneentra4t da un paio di lenti collettrici (b) sulla lente più piccola del collettore nct·omatico del microscopico. Il micròscopio (c) è collocato sopra 1.\na piccola tavola (e) disposta in modo da potersi abbassal'e od alzare· a volontà, e può essere livéllata, col met.zo di t re viti di!
614 livello alla sua base. Il telaio (g) è pure fatto in guisa da potersi alzare e abbassare a piacimento, e sostenuto da una piccola tavola (f) che poggia su tre viti di livello. n pavimento dell'appartamento è affatto orh:zontale. :;{el prendere le fotografie con questo apparato procedo nel modo seguente. La lampada elettrica essendo posta in azione, la tavola su cui sta il microscopico (che prima è stata livellata) 'ò alzata o abbassata e mossa da un lato o dall'altro finché il cen-tro del collettore acromatie<> corr·isponda s.l centro del fascio luminoso che proviene dalla lampada: l'oggetto ò allora posto ir1 sito e accuratamente aggiustato. Una ciotola di vetro contenenteuna soluzione satura di ammonio-solfato di rame è fissa precisamente sotto il collettore acromatico, e non solo impedisce l' ammissione dci raggi non actinici, ma esclude altresì lo srosso intenso calore che accompagna la luce elettrica e modera anche la sua azione sugli occhi dell'osservatore. La luce cosi prodotta è molto gradevole all'occhio, cd io mi trovo capace in tal modo di lavorare 4 o 5 ore senza stancarmi. Essa ha pure il vantaggio che ogni .colore dell'oggetto esaminato scompare;e la preparazione apparisce nera su campo azzurro simile al cielo in giorno chiaro ; talmente chè l'osservatore vede a colpo d'occhio come l'oggetto si mostrerà nella fotografia, in cui le stesse linee o tinte saranno fedelmen te riprodotte su campo bianco; e così può accomodare il suo collettore ac~omatico e le altre parti dell'apparecchio l!l! modo da produrre l'effetto il più soddisfacente. Quando tutto nel microscopio è adattato secondo i desideri dell'osservatore, Ri toglie Yia l'oculare e si fa cadere la immagine sulla lastra del -vetro s merigliato del telaio stato già collocat<>alla distanza necessaria per avere l'ingrandimento che si desidera con l'obbiettivo impiegato. L'operatore adatta il telaio alla giusta altezza ·e guarda che sia perpendicolar·e all'asse ottico del microscopio ; il che eseguisce con prestezza osservando che tutto le parti del campo sieno egualmente nel fuoco. Quindi toglie il vetro smerigliato, colloca la lastra sonsitiva, fa la EiSposìzione, e la ope- . razione è terminata. Affinché l'osservatore possa mettere al fuoco il microscopio,_ mentre siede a distanza da esso presso la lastra sensitiva, si usa il seguente espediente. Sulla tavola che sostiene il microscopio (e)· sono avvitato due colonnette di rame, alte ciascuna due pollici.
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Sn questo appoggia mobilmente un'asta di ferro lunga noye pol-
liéi su cui scorre una carrucola di rame che pu~ essere incastrata in qualunque punto. Una corda riunisce la carrucola alla ruota del corpo del microscopio che a tal' uopo è scannellata. È evidente che ogni qualvolta questa asta di ferro è fatta girare, la carrucola girando con essa muoverà il corpo del microscopio. A ciò fare l'asta di ferro termina in una estremità quadra; cosicché con una semplice canna da pescare su cui è stata ribadita una ghiera di rame foggiàta a guisa di chiave da orologio può roperatore porro al fuoco il microscopfo. Questo meccanismo semplice e di poco prezzo l'ho trovato superiore in delicatezza e comodità a qualunque altro più costoso S!lerimentato per lo avanti. I processi chimici usati 1)er prendere .le negative non differiscono per nessun riguardo da quelli usati nelle fotografte ordinarie; ed ho trovato che impiegando un abile fotografo col dargli la 'air01ione della stanza oscura e limitando tutta la mia attenzione all'ufficio ottico, non solo potei avere giornalmente un numero molto maggiore di disegni ma erano molto migliori di quelli eseguiti da chi si accinge insieme al lavoro fotografico e e al maneggio del microscopio. Cosl fui in grado di pormi a sedere quietamente la sera e lavoral'e quattro ore e produrre da dodici a trenta negative secondo la difficoltà della materia e la mia anteriore conoscenza della medesima. Qualunque microscopista, a cui non spiaccia incontrare una spesa moderata per la batteria e la lampada, ed aggiungere due o tre obiettivi appositamente costruiti al suo apparecchio microscopico, può, impiegando un fotografo una o due sere nel mese, riprodurre tutte le più importanti osservazioni del mese con tal grado di economia e di bellezza quale non può attenersi con verun altro mezzo. E. se ei seguirà il metodo che ho soprades:critto, il result~to di.penderà piuttosto dalla sua abilità come microscopista che da qualunque altra circostanza. Quanto al tempo della esposizione riclùesta per prendere le negative con la luce elettrica, trovo che per mille diametri occorrono circa trenta secondi per quella classe di oggett i (come l'A:ngulatmn, ecc.) per cui non è necessaria la lastra di vetro smerigliat.a per impedire i fenomeni di interferenza. Fotografando i .tessuti molli e molti altri oggetti, è necessario aggiungere una
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lastra di vetro smerigliat o per impedire i fenomeni di i,nterfer,enza che altrimenti hanno luogo, precisamente come deve farsi pen fotografare glL·stessi oggetti alla h1ce del sole.' Ciò aumenta il tempo della esposizione di circa tre minuti per mille diametri. Altri i ngram'!imenti ri·cbiedono· t~mpi.. proQorzionati. . 20 La -luce del magnesio offre una bella sorgente luminosa I>ar.agonabile. a quella che deriva dalle nubi bianche fe meglio illuminat~ o. alla.Juce. del sole clopochè è passata attraver·so una serie di vetri smeriglia~i. Senza l'uso del vetro smel'igliato, questa 1 luce ser ve. m~rabilmente per la pl'Oduzione delle fotogafie dei tessuti molli di un ingrandimento inferiore ai mille diametri. La luce essendo. coro posta di un fascio misto coi raggi che passano in tutt,e le ,direzioni, non vi sono fenomeni eli interferenza, ma per la stessa ragiònè su molti oggetti .di provat il resultato è inferiore a quello prorlotto dal sole ò dalla luce· elettrica. Però· con ingrandimenti molto superiori ai mille diametri, il t empo della esposizione diviene incomodame~te lungo. n processo da ·me impiegat o. nella produzione delle negative con la luce del magnesio è essenzialmente identico a quello 1ìopra descritt0 per la luce elettrica, soltanto la lampada · al magnesio ò sos't.i.t uita alla elettrica, e il collettore di una lanterna.magica serve a· concentrare la luce sul collettore acromati'co del microscopio. La figura (2<1-) .rapp:r:escnta l'apparecchJo. La lamp~da al magnesio (a) ' posa s0pra una tavoletta at taccata al muro. Il collettore (b) .concentra la· luce sulla più piccola lente del collettore. acromatico del microscopio (c) che posa sopra una tavola (e) sostenuta su ~l,'e viti di livello. La immagine ricevuta sul telaio che sta sopra una ta..: vola (/) è fotografata precisamente come nel caso della luce elettrica descritto 'di sopra. L'ammonio-solfato di rame deve essere costantemer.te ·inserito, ma il vetro smerigliato non è necessario. Si richi ecle la esposizione di circa tre minuti per eseguire ·negative di preparazioni di tessuti di cinquecento diamentri. Altri ingran. dimenti richiedono esposizioni proporzionate: La lantpada al magnesio da me usata a quest'oggetto era la lam· pada à doppio nastro della }.fa,qnest'urn Amen·can Company venduta da questa compa-gnia per uso di lanterna magica. Il nastro pesa circa 52 centigrammi al ~etro, ed è venduto 82, 50, per oncia. Due once, avendone cura, serviranno per tre o quattro òre di lavori>' costante; c devono produrre da 12 a 30 negativ:e.
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I 'Vapori di mag'uesia che resultano dalla combusti'òne sono•portati in un cammino lungo cinque piedi fatto di una spirale di filo metallico coperta di roossolina che va a terminare in un sacco pure di roossolina, in cui l'ossido si condensa, mentr.e la corl'ente d'aria passa per gli interstizi della mosso1ina. · Commentando i processi sopra rammentati può notarsi che per lo investigatore di Anatomia e Fisiologia, la lampada al magnesio offre una sorgente luminosa soddisfacente e sufficiente per la preparaz.ione dci tessuti normali c patologici. Lo stesso intento può essere egualmente bene ed anche meglio raggiunto con la lampada elettrica, con la quale anclll~ i pitl difficili oggetti di prova possono essere riprodotti in modo soddisfacente. Qualora , si abbia in mit'a la economia dell'apparecchio dovrà preferit'Si la ~amp ada a magnesio dagli operatori ordinari. Ma quando devo eseguirsi molto lavoro, l'alto prezzo del nastro di magnesio contrabilancia d'assai il buon pt·czzo dell'apparecchio, e la luce elettrica riesce allora la più economica. Ad istruzione dei fotografi prat ici che possono essere impiegati in lavori di tal natura aggiungerò le seguenti osservazioni sul processo chimico col c1ual"e furono eseguite le negative che servirono per le annesse .figure. Fu adoperato un collodio da ritratti all'ammonio e al potassio ricco di alcool, la immagine fu svilnppata 0011 la ordinaria soluzione di ferro e fissata col cianuro di potassio. Quando era necessario renderlo più intenso si ricorse all'idrosolfuro di ammonio.
Le figure r appresentano nella più perfetta ed ammirevole manie:a i seguenti oggetti e preparati: 'rre rappresentazioni di diatomee .prese, la prima alla lnce solare con ingrandimento di 40 diametri, la seconda alla luce del magnesio con ingrandimento di 48, e la terza alla luco el'ettrica con ingrandimento di 66 cliarnet,'i. Seguono quindi altre figure prese alla luce del magnesio. L'Arachnoidiscus Ehrenl•ergii ingrandito 400 diametri, e una piccola vena e capiBari della tunica musculare della urocisti della rana, i cui vasi furono injettati con una soluzione al mezr.o per cento di nitrato d'ar-
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gento con ingrandimento di 400 djametri. Le altro figure furono prese colla luce elettrica e sono il Pleurostaurum acutwn ingrandito 340 diametri, il Triceratum {twus (340 diametri), la. Navicula spina (840 diametri) dei globuli rossi del sangue umano (1000 diametri), la sezione di tm cancro epiteliale della laringe (400 diametri) e finalmente la Grammatopllom ma1·irvc. (2500 diametri).
619
ST."-TISTU ~A H E DIC1\.
I n nessun paese si è mai aspir•ato ad ottenere nella statistica medica militare quanto si volle ottenere in Tspagna, La. Direzione generale di Sanità militare colla sua Circolare Istrw:ioni e Modelli, richiese nel 1870 a tutti gli spodàli militari o civili- militari della _penisola, delle isolo adiacenti e delle possessi oni d'Africa degli stati gi01·nalt.', mens~'li ed annuali, calcolati sull' istesso tipo, e precisamente giusta il mòdello che qui riportiamo sotto le lettere (a - b - c - d - e g); il modello (h} dev' csset•e redatto mensilmente, compilandosi tanti identici stati quanti i generi di malattia (medicina, vaiuolosi, chirurgia, traumatici, ott.t~lmici, scabbiosi); . secondo poi il modello (l} devono ancora redigersi tanti identici stati, qunnti sono i corpi a cui gli ammalati appartenevano. Certa.mente nulla di impossibile, nulla di stranamente difficile offre un tal piano di statistica, e quando sia scrupolosamente seguito ed adempiuto, darà risultati inappuntabili, dei quali la Direzione centrale di statistica potrà andar lieta e superba. A nostro giudizio è però minuzioso, complicato, sicchè se riesce, davvero. noi non possiamo a meno di faro lo piu sincere e quasi entusiastiche nostre congratulazioni all'egregio Direttore della statistica medica.:militare spagnuola, e, ci sia permesso dit·lo, alla docilo e zelante coopera1jono di cui gli è generoso l'in te~ corpo sanitario dipendente. Checché però co ne abbiano detto gli illustri dottori Bonifacio Montejo (cui è appunto affidata la Direzione statistica) sott' ispettore di sanità militare e Gabriele Rnmon y A.drover medico maggiore (inviati del Governo spagnuolo all' ostet•o por istuùiare lo
r-
620 istituzioni.. sa~itarie militari e civili dei paesi tutti d' Ei.1ropa) coi ' quali abbiamo ·avuto il piacere e· l'onore di conversare a lungo, ·no!' non abbiamo ·potuto farci una precisa idea dei mezzi di 1·iscontr~ che la Direzione centt\ale possiede onde essere fatta ·sicura dell' esattezza delle trasmessegli informaz.ioni........ Il concor•dare delle cift•e pe1· noi e da noi sare)Jl:>e davvero una cont roprova che non ci ispirerebbe la menoma ·fiducia ... .... ·Eppure altra garanzia non ha e non ha c1·ecluto procaccim·si la DirH'zione statistica spagnuola.: sarebbe ciò segno di una ecceziÒna.le buona-fede e d'una eccezionalissima sicurezza, che la personale nostra esperienza non ci lascia intravvedere. Gli specchietti a, b, c, cl, e, f, g costitniscono la P,utTE (trasmission.e,, informazjon~, ecc:) gi01·naliera: un' identica .compilazione costit!lisce, la PARTE mensile; un' altra più . identica l: annuale; solo lo specchietto (e) modiftcasi sì .che esprima ·il termine medio ·al rnese ed 'all'anno. Ogni ·mese inoltre ciascun caP.o di servizio d:ospedale mili~are · vi unisçe, come già abbiamo accenn,a~9, altre~tanti specchietti (modello lù qu'anti furo.no i generi di malattie che (ece1·.o movimento. e mutazz'one nello spedale, .ed. altrettanti specchietti. ancora, (U?odello 1:) qu41.n,ti poi, i Corpi ai quali g·li individuJ ;curati appartenevano .._. .... Inutile il dir,e che g)i stati. tutti sono, se dim·it' (vale a dire giornaliet~i), t rasmessi alla Direzione centrale giornalmente, mensilmente se tnensili, ecc. Ecco intanto i modelli:
I.. LocAr.t'l'.\ Spedc.Cle \ tnil. Cl\r.
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Passati in ossei'\"az. Passati
In licenza. Compiuto serv17. 1o
Rifonmti lngunribili mn. :>tti nl se rvizio
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Ad altro Ospedale Per ordine .superiore
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J)ieta·o OS!>Cl'V:ìZ.
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in medi cinn.
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Bagni
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Ospedali
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- - -- - -Altri --- ~~ Oltremare J.A~:sioni
in .sct•vizio
D' ordine superiore
Altro caUl!e
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a ·a o ~ .....
(c)
Per
Gravi
cura
__. .l__. .. , Vaiuolosi
v<.1cctn.'th
Detenuti
. ,acti1.Mi
----~----~r----7~------~----~----~----~~--~~-----1
'
Operazioni chirurgiche praticate = Mutazioni nel personal e medico
=
::t'v.J:o.~e::n.'to
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p e r C::<>:rp:i.
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'Ed ora ci siano permesse duo parole di pe7'o1·azt'one: Giudichino i colleghi (11 meglio quei l)Ochi che, disconoscendone l'i m- portanza, la~nansi della nostra statistica) delle aspirazioni, dei desiderii, e della .attenutane realizzazione presso altri eserciti... ... E ci dicano se è possibile fare di meno di quel che noi fàcciarno, s'è possibile trovar vi un onere ecccssiYo, e s'è tollerabile che da ~~:~alcuno vi si ottemperi con tanto poco zelo ! Eppure la statistica, oltre agli altri utili portati, è anche 'il solo ed it·refutabile mezzo di dimostrazione dell'opera nostra, dell'azione effettiva e bene:fica del Corpo sanitario nell'esercito ! . BAROFFIO.
fo LLEG HJ.
Nel fascicolo di maggio (N. 13 -15) del Giornale d i Medicina l•lilitare abbiamo r iprodotto dall' &m·cito un articolo traendooo occasiono a gelt.ar giù alcuno NOSTnE idee e giudi;;i sulla Divisa del :Medico militare. Le avete lette 1 So no, loggotele o fateci il fayorc di dirci ft·lmcamento se vi tl'ovatc offese od ingiurio pot· chicchessia. Noi abbiamo la coscienza che no ..... Ed ò nppunto per ciò che, pubblicando ora pet· debito ili imparzialit.ll. l'articolo che segue, ct-ediamo dover·oso non fm·vi ht menoma chiosa. Abbiamo commesso, e lo coniessiamo conlriti cd umiliati, un atto censurnbilo, propalando il nome dell'autore; ma il suo stile è lanto nolo che ci fece sorgel'e in mento quel nome scn1.a neppur avei' fat.to cl\SO alla segnatm·a. Forse se avessimo anche badato alle iniziali P. E. M. nvressirno di buona fede fatto lo stesso. Ad ogni modo abbiamo commess..'\ una imperdonabile lcggere?.za...... . Ma cosa commetto il signor l\lanayra quando si fu lecito rinnovare la grave colpa cho altl'ui r improvet·a, c non solo ben. male inl.et•pt'Clando un semplice B. apposto ad un articolo dello stesso Esm·cito, ma tracndone per di più occasiono nd insinuan~ un' accusa di plagio1 ~ parlar di .fasce a pt·oposito d'un tenero bin1bo di 50 nn ni, ch9 pt·ova L ... Pt·o,•a troppo! non è Yero 1 BAROFPIO.
625 '
Signor Direttore Stimatissimo,
Sull'ultimo numel'O del G-iomale di Medidna ma~·tare, so}to la r ubrica Van'età , il sig. cav. Baroffio riproduce un brano di uno scritto intorno alla nuova divisa del ' corpo sanitario militare, pubblicato nel precedente mese dall'Esercito e :firmato P . E. M., ed annunzia ai suoi lettori che quell' articolo è del medico-capo dottor Manayra, l'l che lo farà susseguire da alctme suo riflessioni. Io non posso contestare al sig. Baroffio il diritto di far delle riflessioni più o meno acconcie c benevole su quanto stampano gli altri giornali, ma mi pare che sia un'indiscrezione, se non peggio, i! propalare in tutto lettore jl nome dell'autore, quando questi, per qualsiasi motivo , credette opportuno di sottoscrivere i suoi articoli con semplici iniziali. Io mi ricordo benissimo di aver letto, tempo fa, sull'Esercito stesso, un articolo firmato B., che pareva copiato da un opttscolo d'un mio conoscente, 11l,a non per quello mi feci lecito di stromhazzare ai quattTo venti che quell'articolo era del cav. Baroffio, giacché, come ce ne avverte Orazio, Est moclus in rebus, sunt certi denique fin es , Quos ultra, citraque n equit consistere l'ectum.
Siccome il mio contraddittore aveva parlato in genere dell'articolo sulla divisa. del corpo sanitario militar e, uscito dalla penna 8piritosa e fluente del dotto'· Manayt·a, io m'aspettava a vederlo riprodotto per intiero ; ma invece egli trovò più· spiccio, e forGio?'nale di Medie. milit. 1872. 40
626 s'anche meno imbarazzante, di sopprimerne la prima e l' ultima parte, probabilmente perché, all'opposto di quant.o c'insegna il proverbio volgare : ù~ medio stat vù·tus, egli nel me~zo di quel lavoruccio rinvenne non la virtù, ma il vizio. Pare a V. S. che un simil modo di procedere sia, r igorosamente ortodosso e coscienzioso?.. .. A me pare di no. Ma al postudo come avrebbe fatto per difendere i caduce~~ emblema dei marcatanti· e de' ladri , trascelti con sl poco accorgimento a simboleggiar la medicina1 Confessare d'aver torto anche su questo punto solo deve rincrescere, lo capis~o, a chi si reputa superiore agli altri : ma in fin de' fatti il sig. Baroffio non è papa, per pretendere all'infallibilità, c dovrebbe ricorcl!wsi del motto er1·are lmmamtm est e non imbi~~irsi tanto, quando qualcheduno non accetta le sue idee, che col 'benefizio dell' inventario. Il dirvi, come egli fa, che sulla 'nontu1·a dei medesimi mz'lita1·i si sono dette delle cose belle, st1·ane ed anche delle bizzetl"?'e , rna nessuno ha colpito nel segno, a suo giudizt'o, sarù vero per avver:tura,. ma non prova certamente in favo re della sua modestia. Mi si obietterà che f1·a Modesto non fu mai priore; ed a siffatta obiezione, sebbene non mi manchino gli argomenti, risponderò, solo per ora, et p1·o bono pacz's, col non rispondere. Nè più felice, o meglio fondata è la sua asserzione che fu disconosciuta più qssenziale delle necessità di essa assisa (sic) (Dio gli perdoni questa locuzione, che imita lo starnuto!) Poiché mentre con tali parole dà della talpa a tutti coloro, che non la pensano a modo suo, relativamente alla questiojle della montura, stàbilisce implicit~me~te che l'abito fa il monaco, e che il prestigio e l'autorità del medico saranno tanto maggiori, quanto più la sua divisa si aitvicina a quella dell'ufficiale. di fanteria. Può darsi che egli abbia ragione; pure io son eli parere che il prestigio e l'auto· rità di un corpo dipendono non dalla forma della giubba c dal colore del panno, ma dal valore' intrinseco dei membi'i che lo compongono, e più ancora dalla leggo e dalle prerogative che questa loro accorderebbe. I generali,, gli uffiziali superiori del genio e dell'artiglieria, i capitani della marina mercantile non si fanno for.s.e rispettare ed obbedire dai loro subalterni, ailehe quando non ve-
·za
627 stono l'uuifo1•mc 1 E gli st-essi medici militari, negli spedali e fuori, non vengono tt·attati dai bass' uffiziali c dai sol~ati al pari degli uffiziali ct·'ogni arma, indipendentemente dalla divi sa~ Venga fuori un decreto , che riconosca al medico l'effettività del grado, e vedrà il sig. Baroffio, che tutti quelli, che ora non ne fanno alcun caso (neppure quando ha indosso .la montura di pa1·ata) gli faranno di cappello, foss' anche insaccato in una zimarl'a da astrologo o in una democratica cacciatora. Ciò posto, io, lasciando libero il signor Baroffio di sospirare per l'unifol'me della fanteria o per Cluell'altro che meglio potrebbe talentargli, sostengo la mia proposta d'una divisa speciale, semplice, ser ia, comoda e in armonia colle funzioni c.he dobbiamo esercitare presso la tPuppa. I<'uol'i dell' esercizi~ del nostro ministero e per tutte le circostanze, in cui iiguriamo soltanto da ufcialì, come ·pe1' esempio in occa:sionc di feste, di visite, di rassegne e simili, ci vestano come la fantePia o come la cavalleria, poco nè importa, ma quando siamo in servizio, in campo, all'ospedale, in marcia, ogni qual volta ci è fol'za funzionar da medici o da chirurghi, la sola tenuta possibile per noi , la più logica e la più adatta di tulte è un soprabito sbottonato sol far di quello della marina, un panciotto e dei cab:oni larghi e senza sottopiedi. Tanto la divisa assegnataci, a confessione dello stesso sig. Barofiìo, è incomoda, sia, pel' la mancanza di tasche (mancanza a cui mal si soppet·irebbe colla bolgetta da lui con poco senso artistico suggerita) sia. per la. sua cortezza e la soverchia attillatezza de' calzoni; o la sciabola, della quale egli si mostro. così smanioso, oltl'O ad es'sere un cont.l'osenso, presso di noi, la cui missione è di medical'o e non di ferire, costituisce un ciondolo inutile, anzi un _impaccio. Al signor Baroffio non garba·d l pugnale marinaresco, eh' io dissi ave L' veduto adottato dall' intendenza danese; ed io non . ho mai inteso di far violenza ai gusti di lui; solo avrei voluto che non mi facesse dire, in ordine a quel pugnale più di quello che ho detto. Imperciocchè non ho parlato di siftàtta arma come d'uno strumento che renderebbe assolutamente superfluo il coltello interosseo, che il signor Baroffio mi assicul'a di trovar sulla cassetta d'amputazione; ma a c-
628 cennai che, fra l'altre sue buone qualità, essa aveva altresì quella di poter sostituire all'occm·renza il coltello interosseo o quello d'amputazione. Ora quell'all' occorrenza significa evidentemente quando la cassetta d'amputazione fosse andata smarrita, o non s' avessero, per qualsiasi causa, disponibili i suddetti ferri. Circa a. quanto egli asserisce intorno ai medici prussiani, che secondo lui non vanno disarmati e hanno fatto la campagna di Fr·ancia colla tunica a goletta dù·itto, rz{;ido, agganciato, senza lagnarsene, non perchè fosse comodissima, ma pet·chè et·a quella del lot·o ese1·cito (!!!) mi sia concesso di esternar qualche dubbio, perchè i prussiani sono uomini come noi, ed i loro medici, quando anche fossero più stoici di Zenone, in campagna, e dovendo operare, si saranno accorti dell' z'ncomoch'tà della tunica suddescritta e dello squadrone, e come noi, semplici mortali, si saranno disarmati, sbottonati e forse anche stum·cati. Del rest.o si persuada il sig. cav. Baroffì.o, che il chirurgo dipinto sulla pezzuola d' Esmarch, veduto senza lenti JWéventl1Je è proprio vestito d'una specie di blouse a pieghe snl davanti, ha calzoni larghi e non porta nè sciabola Jlè sottopiedi. Che la pozzuola di Esmarch fosse poi il notissimo triangolo di i1fayor, sapovamcelò, e non occorreva che egli si disturbasse ~er apprendercelo, porchè ovo non fossimo stati addestrati ad eseguire le varie fasciature di Mayor, molti lustt'i addietro, quando l'egregio nostro avversario era ancora in fascia, e non aveva il menomo sentore delle opero di Celso, di Desault, di Monteggia, di Vol~eau, di St Arroroan, di Bertherand, di Scoutotten e consorti, lo stesso Esmarch, a pagina Il del suo opuscolo Le premz·e?· Pansement, dice « L'emploi du mouchoir triangulaire, oomme moycn de pas« sement, n'est pas nouveau. Depuis des siècles on l'a employé « à cet usage. Un médecin suisse, Mayor de Lausanne, a surtout « recomroandé avec insistancc l'emploi du mouchoir clans la chi« rnrgie, etc. » Il signor Baroffì.o ammette adunque, benchè a malincuore, che la nuova montura è incomoda, che la sciabola è inutile e che la tunica (1) è corta. A proposito però di quest' ultima vicn fuori con questo parole: «È corta~ Sia..... Ma nol diran almeno coloro,
629 che quand' era prescritta di lunghe falde, "la portavano appunto corta cor ta..... e per una plausibile (se non t1•oppo disciplinare) ragiono, che appartenendo a corpi che l'avevano corta, corta, lo spiccare troppo colle lunghe, igio.he e comode f alde era loro increscioso. » Mi asterrò dal qualificare questo periodo, il quale ha bisogno, ,per me almeno, di qualche spiega?.ione, che pregherei il signor Baroffi.o a volermi daré. - Egli avrà, mi i\nmagino, il coraggio civile delle sue insinuazioni, e non esiterà a dichiarare a chi al)bia voluto alludere con quelle sue imputazioni, in cui la disci ... plina, la carità featerna e l'esat tezza storica si fond ono così armonicamente. Intanto prendo atto eli quest' altra sua preziosissima confos:>ione, che le falde lunghe erano igieniche e comode. Questo messo in salvo, non mi r esta che a dimostrare la futilità delle ragioni da lui :tddotte pet' oppugnare la mia proposta di due monture, una di parata e l'altra eli fatica, proposta, che egli chiama cont1·a1·ia all' econO'I'tl-t"a ed al decm·o; iA ve?·o mezzo pe1· averne mai una decente e pub"ta..... Ma mi accorgo che siffatte -ragioni sono c~'t poco serie e consistenti, che non francano la· spesa della discussione. Recapitolando t rovo : ̰ Che il cav. Baroffio non ag"t çla cavaliere leale, sopprimendo pensatl'l.mente due parti del mio scritto e spiattellando il . mio nome ch'io aveva giudicato conveniente d'indicare colle sole iniziali. 2° Che mentre armeggia e s'arrabatta per combattermi, ferisce se stesso, ed è costretto dalla prepotente ed irresistibile evidenza de' fatti a riconoscere che la nuova montura non è né comoda, ne igienica; e che la sciabola ci si addice come la croce ad un rabbino . . , 3° Che le g1··avissime ragio·ni ch'egli non t"$Volse, per provar che il Congresso di Ginevra oprò saggiamente, respingendo l'idea di dat'e ai medici milit.ari di tutte le nazioni un' identica divisa, sono in realtà così poco gravi, che vanno in aria, como i palloni dei parigini, durante l'assedio.
630 ·A° Finalmente ché l'argomento, col quale cerca convincermi che l'identità d'uniforme possibile nella marina, dove la liazione è contraddistinta dal colore della batteria (m) e dalla bandiera che sventola sulla nave sarebb.incompatibile nell'esercito, e tanto pel•egrino e concludente, che non ammette replica, quantunque mi sembrasse che nelle armate di terra non vi fossé reggimen~o senza bandiera, e che la coccarda che ognuno porla sul . cappello o sul berretto set•visse acl indicare· la rispettiva nazionalità meglio assai del colore d'ogni batteria. Ecco, Signor Dh•ettore, quello che bramerei V. S. chiarissima si . compiacesse di far conoscere -al più volte mentovato signor. cav. Baroffio, il quale dovrebbe far suo pro della raccomandazione di B·oileau ai Gesuit i : « Apprenons un mot de Régnier, « Notre célèbt·e cl.evanciet·; « Corsaires attaquant Corsaires <1. Ne font point, dit-il, leurs aftà.ires »
tanto più che, versato qual è nella mitologia, nella storia sacra e profana e in ogni ramo .dello scibole, non può ignorare che Achille, malgrado la sua immersione nello Stige era vulnerabile al tallone; che la. statua di Nabticco aveva i piedi di creta, e che il Sole stesso è offuscato da macchie. - A buon intenditor poche parole. Gradisca i miei ringraziamenti e le mie scuse, e mi creda. coi sensi della più distinta considerazione Di V. S. chiarissima Devotissimo Collega MANAYltA.
631
BIJLLETTIJ.\10 OJ?FJCit~LE
Con R. pec~·~ti del 28 giugno 1872. SEGHI MIGHELI .. dott. Gavino, medico di reggimento di 2a classe, 2° granatieri. Collocato in aspettativa, sospensione dall'impiego. FIORDELISI dott. Prospero, medico di })attaglione in aspettativa per motivi di famiglia (Napoli). Trasferto in aspettativa per riduzione di corpo, dal 13 giugno 187.2. l"ERROGLIO dott. Giuseppe, medico di battaglione, in aspettativa per infer·mità temporaria nOI} ' proveniente dal servizio (Torino). Trasfert{) in aspettativa per r iduzione di corpo, dal 17 giugno 187.2. TANGO Giuseppe, fa.rmacfsta, ospedale di Bari. Collocato in riforma (legge 3 luglio 1871) dal 1° settembre 1872.
Con Deter·minazìone jlfinister·ic~le del f?G giugno 1872. VALORANI -dot t. r'llinpo, medico di battaglion~, ospedale di Salerno • (succursa.le Cosenza). Trarfert{) all'ospedale di Napoli (succursale , Caserta).
Con R . Decreto del 29 g~ugno 1872.
. '
FUGA dott. Luigi, medico di reggimento .di 2a classe, 6° cavalleria. Concessogli l'aumento quinquennale di stipendio di lire 6.20.
Con Deter~nina~ioni mt1zisteriali approv.ate da S. M. 1'n 'U.dienz-a del 29 giugno 1872. I sott.onominati uffiziali sanitari sono stati t rasfet'ti dalla 2a alla la classe : POFFE dott. Aurelio, medico di reggimento. IMPARATI dott-. Mariano, id. di battaglione, • DE RENZI dott. Giuseppe, id. id. . GR1MALDI dott. Francesco, id. id. VASSELLI dott. Aristide, id. id. LlBROIA dott. Luigi, id. id. CAMPOB ASSO dott. Giovanni, id. id.
632 CIUFFO dott Giovanni, medico di battaglione. CARABBA dott. Raffaele, id. id. MORO~ dott. PirTO, id. id. ASTEGIANO dott. Giovanni, id. id. MAt'iZONI dott. Giuseppe, id. id. RAVELLI cav. dot.t. Carlo, id. id. PICCA- PICCONE dott. Celestino, id. id. CORIO dott.. Alceste, id. id.
Con Dctarmina;iani Ministerr'ali del 2 luglio 1872. BRACCO Michele, farmacista capo, ospedale di Bologna. Trusferto all'ospedale di Verona (succursale B1·escia). DOUHET Giulio, farmacista capo di 2a classe, o~pedale di Napoli. 'l'rasferlo nll'ospedale di Bologna.. GARGIULO Ferdinando, id., ospedale di Pe1·ug,ìa (succursale Anrona). Trasfer ta all'ospedale di Napoli (succursale Caserta).
Con D cta1·minazioni Jlil inister·ial,i dal 9 luglio 1872. TORRI dott. Teodoro, medico di reggimento di 2" classe, ospedale di Perugia. Trasferta al 2° granatie1•i. A.\IBROGIO dott. Giovanni, medico di battaglione di 2" classe. ospedale di Ve1-onn. Trasferto al 400 fantel'ia. MA.1'ìGL~NTE dott. Gaetano, id. id.·, o~pedale di Padova (succursale Venezia). T rasferto·all'o;;pedale di VeJ•ona.
Il Direttore Med. !spett. CERALE comm. Giacomo. Il Redattm·e Mcd. Dirett. cav. BAROFFIO. Martini F edele, gerente.
ANNÒXX- Firenze, f0,-20, 50 agosto 1872- N. 22 a 24.
JUEIIORIE ORIGINALI
REMINISCENZE DI UN VIAGGIO IN GERMANIA MEMORIA
DEL
PROI~ .
ISPETTORE F . CORTESE (l)
Parte IV -
Conclusione.
Dalle cose esposte in questa memoria, si deduce chjaramente abbasta.nza la necessità che si stabilisca bene in ogni nazione il principio seguente : ogni ùtdividuo, del pari che ogni ordine sociale clover (a1·e ciò che gli spetta, non per semplice meccanismo, ma per coscienza e con cognizione di causa, stando poi al governo il saggiamente coordinar:ne le singole· funz im;u IJer guisa che l'una non porti all'altra imbarazzo e confusione. Questa coerenza d'ar.ione, che mette ciascuna parte in attitLldine opportuna à rag·giungere uno scopo finale, unico e ben determinato, è quella sola che dà ragion.e dei felici risultati che si ammirano in certe epoche della vita civile e militare dei popoli. Ben è vero che in qualche caso la fortuna ha la sua parte nei grandi avvenimenti storici,,delle nazioni. Ma è vero altresì, che in quelle a cui si attiene té.Qacemente questo principio, rlesce facile o per l? .meno sicuh la riparazìone d'una sventura. In massima· la guerra. è la. occasione piil approprratc1. per un popolo saggio per correggere i proprj ordinamenti e per ben sistemarli ; è clessa che presenta le maggiori eventualità di un (l) V. il fascicolo precedente di questo giornale - Bibliografia..
Giot-nale di Medie. milit. {872.
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634 progresso morale e materiale, qua)1do si sappia studiare le cause delle sue vicissitudini ; ed è ad essa che, come negli ordini militari e loro attinenze, cosi del pari nei civili, si devono quelle riforme, le quali emergono indispensabili ad assicurar meglio il meccanismo dello Stato, nelle future emct'genze. Passando da queste generalità, al certo superiori al •nio ingegno, alle specialità che possono conformarsi, alla r-istl'etr ter-za del mio subbietto, crodo di poter giustificare, colla esposizione dei fatti narrati, lo scopo che mi sono messo davanti, quello cioè di provare : come le ultime guerre abbiano dato agli ordinamenti sanitarj uno svolgimento che fu fm·acc di profitti umanitarii a tutte le classi sociali della nazione. Il soldato non è una semplice macchina di guerra, ma si yeramente un cittadino, che difende la società a cui appartiene dalle inginr·ie interne ed esterne che la minacciano. Un comandante inglese in Crimea, rispondeva a Baudens meJ'avigliato delle· delicate cur-e che si prest~vano da' sLlperiori inglesi ai loro solt1ati : [-e soldat anglais est un capital. Traducete questa espressione, conformo allo spil'ito e~onomico della nazione, in quella di cittadino, e si avrà il giusto concetto del soldato nel sentimento morale di t utte quelle che hanno diritto a chiamarsi civili. Quando si adotta il principio che ogni uomo, nella età fissata. dalle leggi dello Stato, deve prr..stare il suo tributo, come suoi dirsi, di sangue alla patria, non vi è un elemento sociale che me1'iti quanto l ui maggiori assistenze e premure, sia per mantener-lo idoneo a' suoi uffi :.:i, sia per ridonarlo al paese sano e degno di occuparvi il suo posto. Gli ordinamenti ~ani tarj non sono adunque nella milizia una cosa acccssoJ·ia, ma di una importanza uguale allo molte istituzioni che fanno parte di essa. Senza essere prussofili, bisogna confessare che la P russia, o se pur vuolsi, la Germania, ha inteso meglio di molte altre una verità di tal sorte. Imperciocchè oltre alle savie leggi dello Stato tendenti ad avere una milizia forte, d iscip~inata, coerente, ed istrutta, la nazione intera si è associata a soccorrerla, a sovvenirla come cosa sua, nelle gravi
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e pericolose contingenze a cul tt·ovasi esposta in tempo di g tterra. Questo accordo fra nazione e governo non da altro deriva probabilmente, nel caso attuale, che dall'intimo convincimento dell'essere il·soldato niente altro che un cittadino, a cul si ric.onoscono i medesimi diritti eli ogni alteo elemento sociale, senza distinzione di gradi e di pri\ilcgi. Che questo sentimento, questa conv-inzione sia più generale in Prussia, e in genere nei popoli nordici, si Lroverà giustificalo dalla vita di famiglia che colà, sia per indole d'ella razza, sia pet· natura del clima, e\identcmente ]>redomina. Sono fo1•se questo condizioni medesime che lo rendono economo c operoso, concentrato nelle sue industrio, come, nella. sua vita intellettuale, tenace e positivo. Qual me1·aviglia se dalla Germania si diffondono tante opel'o utili e pratich e, di cui ogni · colta nazione si fa premma oggidì di fiwne dono con tl'aduzioni fedeli al proprio paese? E qual met~niglia sa l'elemento femminile di quella. gran parte d' ~ ui'Opa, colto come comporta l'educa~ionc obbligatoria, c l'abitudine alle cure domestiche, portate cl'altronde a quell'alto gn1.do ùi sottile polizia ed economia casalinga, lo rendono llisposto alle associazioni di beneficenza ed allo pr·aticbc ospedaliet'e? T utte le corporazioni ·religiose di quel paese non sono forse fondate sopra istituzioni di questo genere ? Le Diaconesse, lo E lisabettine, le Suore dello. Misericordia sono precisamente di questa classe, come lo sono fra le corporazioni mas::hili i Gioanniti cd i Cav alieri di Malta. Clùunque fra noi tt·attasse ùi poesia il l'agguaglio che diedi nelle pagine eli questo s::ritto sulla operosità meravigliosa delle <lame e signore durante l'ultima guerra, confesserebbe apertamente non solo di non conos::ere la Germania, nè alcuno degli inmunercvoli rendiconti de' comitat i femminili pubblicati in ogni paese, ma neppure d'avere inteso mai a farne menzione. Ebbene, sono appunto questi comitati femminili, protetti dallA alte persone delle Case sovrane fo rmati da elementi di qualsivoglia rango sociale, quelli che hanno avuto la parte più interessante, più delicata nelle pl'OVvidenze reclamate dalla recente guerra. Non è bisogno che
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una dama discenda fino al rango di cuoca per rendersi utile e rispettabile al suo pae.se in ~mpo di guerra. Essa ha ben altri compiti da soddisfare, ai quali le dame e signore della Germania si sono Iargame1ì.te prestate nel 1864, nel 1866, nel 1870 senza der ogare alla loro dignità personale. Dietro queste dichiarazioni è facile comprendere come si fatta educazione di famiglia, questa vita domestica, questa tendem~a naturale alla beneficenza ospidaliera, attirata dall'esempio delle corporazioni religiose, fabbricate su questo medesimo tipo, portino con facile·transizione i sacrifizi personali c pecuniari verso ai malati e feriti in eampagna. Ho su questo proposito accennato alcuni dati statistici, e citate varie opere sull'argomento; le quali dimostrano chiaramente, come le associazioni private a tal uopo, da tempo istituite, e sempre più diffuse. e perfezionate, non hanno fatto che estendere quegli scopi a cui er ano per antica istituzione abituate. Io sono certo che in Italia si far ebbe altrettanto ogni qualvolta la direzione della privata beneficenza prenùesse quella via di , esercizio. Dal 1859 in poi si è veduto quanto saprebbe fare, se fosse eliretta da menti intelligenti, disinteressate e C.OJ?-vinte. Dove le istituzioni di beneficenza sono avviate verso uno scopo di ricovero e di educazione ospedaliera, si trova sempre un materiale preparato a' bisogni. I casi straordinari non addomandano allora altra cosa, se non che di moltiplicare quel materiale, e con fermarlo a' modelli che vengono proposti o suggeriti. Lo stesso dicasi del personale di ser vizio, di cui tm rieovero od uno ospedale ha naturalmente mestieri di avere sempre in pronto, se non abbondante, almeno capace ed onesto. In questi luoghi è facile formare una scuola pratica d'infermieri e d'infermiere. Per gente di tal ordine n·on manca mai un' oecasione di lavoro proficuo, sia privato, sia pubblico, per vivere senza stenti. L·educazione di questi individui vi riesce adunque facile, senza ricorrere a un personale avventir.io ignoto, e qualche volta mal rispondente allo scopo. Nell'esordire dell'ultima guerra fu sentita la sua deficienza soltant<.> perchè gli· avvenimenti che la segnalarono furono d'una
637 misu~:a superiore alle previdenze umane : ma dalle ,cifre riferite
sì troverà tuttavi~• ancora di che meravigliarsi rispetto al !J.U_. mero ed alla efficacia. di quello che ·s'era impiegato. Eà saggia economia di quei comitati, ha permesso che le -generose e straor~narie offerte di denaro e d'oggetti, aumentasse di tanto i redditi priyati, da soccorrere largamente il Gove~no nelle ingenti spese di una tanta guerra. Permise altresì' olìe si preparassero tanti spedali, o stabili od ambulanti, che,' irr parte ·hanno perfino soverchiato i- bisogni. Narra infatti Peltzer a 'P· 52: che nel 1866 il 1m~ero dei letti apprestati luùgo le vie di tappa aveva superato di 20,000 i bisogni reali aena .carnpagna (l). Il sistéma invalso_ della disposìzione dei m_alati consiglia necessariamente tali, forse eccessive, previdenze. Nè soltanto nell'apprestamento di spedali e di stazioni spedaliere, ma si in particolare in qn.ello di trasporti ·comodi e numerosi, dei 'quali ii' Governo può bensì dare la norma e · l'iniziativa, ma non sempre può estenderne -i l servizio a quella t~ht~vlatitndine che le vicende della guerra posson'o successivamente richiedere. Se in addietro ho adunque parlato del concorso che prestarono i comitati in qùesto gene1;e di servizi, costituendosene iniziatori ed organizza1_1cloli al modo che mi parve utile descrivere, prendendo ad esempio il convoglio Wiirtemberghese, non sarà discaro che ora completi l'argomento, servendomi degli scritti che mi pervennero più tardi. Ilifatti, da quanto Peltzer riferisce, risulta essersi formati nel t87Q-71 ben 21 ai' questi convogli speda.Ii, disposti lungo le. linee militari che dalla Francia conducevano nell'interno delli Get-ma1iia, di cui nove erano prussiani, uno sassone, uno annovarese, uno di Colonia, uno dell'Assia, uno d'Amburgo; ili totale 14 pertinenti agli Stati della confederazione del nord. Rìspetto a quelli della confederazione del sud, 3 erano Bavaresi, ·2 del \Viirtemberg; l del Pfalz e l del Baden. Il go_ver.no non ne aveva costituito che una parte pér conto pro(l) Peltzer, Die deutschen SanitaszU!]e und· der Dienst ats Etappenm·zt 'im Kriege gegen li'·renlweic. BerHn, 1872.·
·,
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prio; gli altri e1:ano creazioni .dei comitati, a cui il go~erno ris{')rvava de' compensi avvenh~e. Pa,rl~ndo del convoglio vVùrtemberghese, accennai come esso da solo ave::.'Se effettuato ben 22 v iaggi su linee diverse. Ora Peltzer ci fa sapere, che sulla sola linea di Naocy, e comp~·esev;.i, le successive corse sulle linee di Nancy-Strasbmgo, e lVfetz-Saarbrnk. dall3 agosto 1870 al5 maggio 1871, s'erano compiti ben 21 v iaggi, tra~portando in media 200 malati in ciascuno; in totale 17,385 uomini. Rispetto alla sola linea. Nancy dal 1° 9ttobre 1870 al 31 marzo 1871 il servizio era stato distribuito nelht maniera seguente: Vennero trasportati N. 6583 dai convogli prussiani . >> 3738 dai >> bavaresi . » 2245 dai » wi.'trtemberghesi. » 872. dal convoglio di Colonia , » 793 dal » amburghese . » 520 dal » sassone » 440 da quello di :Magonza . >> 236 'd all'annoverese . » 200 dal badese: » 160 da quello di Pfalz 15787
in 32 viaggi in 17 » in 10 )) in' 3 » in 5 ' )) )} in 3 )) in 2 )) in l )) in l }) in l
75 viaggi
Il di più de' traspo~ti per raggi~mgere la cifra totale 17,385 riguarda le altre linee suddette. Ora si può -f arsi un sufficiente concetto delia prodigiosa attività di questi convogli spedali, quando si rifletta che .alla linea di Nancy si devono aggiungere altre linee di scarico, che diedero. passaggio e soccorso ad tul totale di 144,940 soldati malati ? feriti delle due armate. Nè sarà, sper o, inutile l'essermi diffuso in ·questi particolari, pensa~1do che una gran . parte di questo importante servizio in guerra venne sostenuto (lo ripeto) dai comitati di sqccorso, dopo essere stato da essi medesimi felicemente ed opportunamente iniziato.
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Se pertanto l'attività privata è giunta a soccorrere il governo in proporzioni si vaste in un solo dei rami compresi nel grande e complesso scopo delle sue provvidenze (certo da annoverat"si rr·a. i piil dispendiosi e bisognevoli di un saggio e regolat·e ordinamento), si può desumere quale e quanta fu la totale spesa sostenuta nel soddisfare alle altre esigenr.e. Locchè, secondo il mio modo di vedere, dimostra l'unità delle tendenze della popolazione, e la fiducia di esse verso il governo, che non impose obbligo akun0 a questi sacrifb:i privati, se non quello di uniformarsi ad un modello ufficiale, affinchè riescissero a quell' intendimento di soccorsi proficui pel quale si erano costituiti. La fiducia verso il governo deve naturalmente avere una basè nella buona amministrazione pubblica e nelle buone leggi che la governano, consentaee allo spirito della popolazione. Nessuno vorrà per certo dubitare che fra queste leggi una delle più importanti non sia quella che ha per iscopo la saggia e forte costituzione dell'esercito, e per restringere l'argomento, quella che tendé a mantenere sani gli elementi che lo compongono. Senza soldati sani, si può bensì avere un esercito numeroso sui quadri, ma di una utilità dubbia nei momenti del bisogno, e d'ordinario cù una sicut'a dispersione di denaro e di uomini. Questo principio, che se non erro, è stato dalla Prussia compreso in modo pratico e positivo, fu probabilmente lo stesso che fece dare al corpo sanitario quella tanta importanza che oggicli lo distingue fi'a le nazioni d'Europa, e che la Francia non ha voluto mai neppure pensare a concedere. La campagna d'Ot•iente colle sue molte vicende di malattie (tifo, cholera, dissenteria, scorbuto) e colla moltitudine de'casi di ferimento, doveva pure csset'c stata una severa lezione alla Francia, molto più faci le ad utilizzare, quanto più vicino aveva l'esempio dell'armata inglese. Gli scritti di di Bahdens e di Scr~ve (l ) danno una sufficiente idea della inopportw1ità degli (l) Scrive, R élation mediço.JchirU?'!}icalc de la campagne cl' Orient. Paris, 1857.
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ordinamenti sanitari francesi in quell'epoca, nè pare si sieno voluti corregget·e più tardi, se nella successiva di Lombardia (1859) non si ora potuto it'ovare personale sufficiente che venisse volenteroso a riempire i quadri dei medici dell'esercito. D servizio sanitario militare in Francia, deficiente in ispecie per gl' imbarazzanti suoi rapporti col personale amministrativo, ha dato luogo a quelle lagnanzc che si leggono negli scritti di Chenu, nei successivi di Garreau e di Goze, ed al ritiro del pri mo rli essi, l'ufficiale sanitario piì.1 pratico, piìt distinto, e più benemerito pei suoi lavori e servigi (1). Eppure et•ano stati i casi ùi Lombardia le cause che diedet·o origine alla convenzione di Ginevt·a nel 1863, erl alle successive conferenze inter nazionali. Fu in Francia, nel 1867, che durante l'esposizione universale si tenne una eli queste conferenze, che si ripetè l'anno dopo a Berlino. Non sembra che la Francia ne a\esse ancora approfittato nel 1870, se si ùeYe prestare attenzione agli scrit ti di Lol'ort (1871) e di Grellois (1872) (2). Bensì ne approfittava la Germania che rotte le incertezze mentre possedeva buoni istituti di istt'uzione medico- militare, aveva raccolto modelli dovunque di materiale relativo, c dati di scienza pratica da ogni nazione, specialmente dalla americana, e più d'ogni cosa posto a severa censura le sue sperienze del 1864 e 1866. Dal che venne la indipendenza del corpo sanitario nell'esercito, i nuovi suoi ordinamenti, le nuove disposizioni per averlo libero, cd abbondante noi tempi eli guerra, opportunamente aiutato da subaltemi, e ricco di materiali per adempier~ al suo ministero. (l) Chenu, Rapo1·t au Con.seil dc smtté de CAt·1née sur lu résu.ltats du SIJ1·vicc medico clti1·urg. et auro lwpitaux militaires français en Tw·quic pendant la campagne a:orient. Garreau, l--e servicc dc san# do l' a1-mée et l' organisation qu' il 1·1!clame. Pnris, 1865. Goze, La médecinB militaire cn F1·ance et cn Atiuiriqtlc. Paris, 1867. (2) Lefort, n servi.;;io di sanild m/le nuove annate: Ref)t4e cles deua; mondcs, 1871.
Grellois, Histoi1·e mt!dicale du blocus de Mct;r, Paris et Metz, 187.2.
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In Prussia nel reclutare il soldato semb1·a si confidi un poco p~ù, salla onoratezza del medico, mirandei per prima COSfl. allo
scopo eli aver soldati sani. Attenendosi ad un quadro ufficiale di esenzione dal servizio per cause fisiche, non si bada tuttavja a qualche minore imperfezione· quando essa non toglie l'attitudine effettiva ad uno dei tanti uffici di cui" ~tbbisog·na un esercito. Ciò che più si ha premura di trovare in un coscritto è quella btwna costituzione del corpo, quella attitncline a so_stenere le fatiche militari, che è r appresentata specialmente dalla integrità degli organi respiratori. Petciò nei regolamenti prussiani si distinguono quattro categorie per l'ammissione al servizio, CQlTispondenti ad altJ·ettanti gradi d'idoneità (1). l 0 la idoneità pei'(etta ad ogni servizio. 2° la idoneità non per'(etta, relativa però ad alcuni rami di esso. 3° la idoneità tem,po'Y'arz·a, che col tempo può divenir perfetta. l
4° la inabilità assoluta. C.on ciò, tranne quest'ultima categoria, tntte le altre trovano posto nell'eser cito, stando nell'a·vvedutezza del medico il conosc-ere ed apprezzare le attitudini individuali alle varie armi <fttive; premesso pur sempr e, che la fanteria, come nerbo deltesercito è soggetta. alle maggiori fatiche, non può ammettere che uomini di una perfetta idoneità. I bersaglieri del pari, con m più una ma-ggiore snellezza di corpo, ed acutezza· di vista. In quanto alla cavallt~eia, eccettuati i cor~tzzieri, si gua~·da alla robustezza generale, senza discendere alle esigenze più minute, che alle due classi suddette, ed alla artiglieria si ritengono indispensabili. Por le persone meno robuste od offerenti un qualçhe difetto che non esoneri definiti vamente da un militare servizio, vi sono posti in abbondanza, sia nel corpo cleg·li in(l) lnst·ru ction {fw Militiit· iit·..---te ,nw Untl!'l·suchun g und Beul·theilunfj der Dienstbarkeit ode1· unbratwhbarkeit etc. Berlin 1859.
642 fermieri, sia nei laboratori, sia nell'assistenza alla ufficialità dell'esercito, nelle cancellerie, nella polizia degli stabilimenti, ec. Quindi risulta, che; come la scelta de' soldati si fa in rapporto fra l'indiv iduale loro capacità fisica e la qualità dell'arma attiva reclamante i relativi ·requisiti, non si perde un buon numero d'iscritti pel solo fatto d'w1a varice, d'un varicocele, d'un mediocre grado eli gozzo o di sordità o di deficienza di euritmia corporea ; soldati questi che, licenziati,. obbligherebbero uomini più idonei a prestarsi a quei servigi accessori. Quando la coscienza del medico visitatore guarda e giudica sul fatto essenziale della attitudine a sostenere le fatiche dell'uomo d'arme, non consegna a' corpi certi individui, che sebbene esenti da imperfezioni visibili, sono realmente inetti a sostenerle. Questi tali divengono poi un peso . continuo d'ospedale, un argomento di spesa e di pratiche infinite per repressioni, per' traslochi, per licenze, e infine per riforme o pensioni. Convenuto generalmente il principio che la buona evoluzione del torace sia l'espressione fisiologica d'una analoga attività musculare, e d'una disposizione a sostenere fatiche, si è molto studiato sul modo di assicurarsi materiaimente della idoneità del soldato mediante misurazioni esatte della cassa toracica. Senza dubbio anche questo è nn mezzo appropriato a stabilire tm criterio sui giudizi di leva militare; può tuttavia molte volte condurre a false induzioni. La grande circonferenze del' petto, preso a seconda delle norme stabilite, può benissimo superare di vari centimetri gli 80 designati dai regolamenti, senza che l'individuo possa dirsi atto alle armi per questo solo titolo della. capacità toracica soddisfacente. L' argomento è troppo complesso per servire di base alla idoneità, e se non si collega coi segni dello sviluppo muscolare della compage generale delle parti molli, dell'impasto organico, della floridezza del colorito, non assicura dallo sviluppo successivo delle tubereolosi e della tisi, che sono il più comune dei titoli di inabilità e eli perdita de' soldati durante il loro esercir.io
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normale (1). È adunque importante che il medico 'visitatore abbia una· conoscenza sicura di questi fatti, e non si attenga pedantescamente alle misure materiali, molto più nei moderni metodi di tattica, coi . quali l' esercizio delle marcie s\)llecite, sotto il peso di un corredo affaticante, gli organi della respirazione si ,t rovano in un'azione spesse volte violenta. Bare che in Germania, se non mi sono ingannato nelle mie rapide osservazioni, si sia molto compresi di tali verità, e si lasci un libero campo agli appre1.zamenti del medico. Kirchner (2) 'trattando del peso che porta indosso il soldato di fanteria, quando è nella sua più completa tenuta, calcola quello del prussiano, a 28 kil., compreso il vestito, l'armamento, lo zaino, i viveri per tre giorni, ed otto pacchi contenenti 80 cartuccia. Il soldato francese, secondo i ragguagli presi da Rossignol nel 1857 e da Boudin, porta seco kil. 26,5. L'inglese kil. 28,306 con 75 cartuccie; il russo kil. 31,268. Intorno al soldato italiano, phe dal computo fatto del Kirchner , giungeva a portare oltre a kil. 30, non mi torna parlare dopo le modificazioni testè introdotte nell'armamento c nel vestito. Un uomo pertanto che, durante le fazioni di guerra, porti in dosso un tal carico, è mestieri che cogli esercizi del corpo si abitui a segno da provvedere a fortificare il suo fisico, fino ~ renderlo atto a non soffrire da quelle fatiche magg_ìori, èhe possono divenire necessarie in tempo di guerra. Ecco adunque (l) Sceland parlando della mortalità del soldato russo dimostra come, malgrado ht. b uona, anzi abbo ndante, alimentazione del medesimo superiore per certo alle sue abitudi ni (lomestiche, o malgrado la vastità del tot•ace di cui è fornito pet• essere dicbiat·ato abile alle armi, si oll't-a nell'csercit{) una inabillbì c mortalitit ragguardevole per malattia delle vie polmonari, e in ispecie pot· tubot·colo~i. Anche nel Belgio accade lo ~tesso. Mi r accontava il dott. M01·ch ie. i~pcttor general.:l dell' esercito. che per evitare •quanto era possibile st fattt" sinistri esili , molto nn me· rosi in quel paese, si poneva. un'attenzione specialissima nella leva, fino a scartare qualunque individuo a!tchc di beli:\ e r obus,ta apparenza, sulle più lontane traccio di d.isposizioni natm·ali alle malattie de l pelto. (2) Kirchncr, Lelwbw;h det· Militat· Hygienc. Erlangen, 1869, pag. 33 1 e seg. - Manuale d' igùme trtililat·c. · ·
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la importanza di studiare l'igiene. delle vie polmonarì , per guisa che questi esercizi corporali tendano a svilupparle, senza: esporle, prima che il soldato abbia veramente compiuta la sua edu~aiione, a patirne danno. Gli scrittori igienisti tedeschi si sono molto occupati di questo stJldio, ed i libri loro di fisio-. logia trattano tutti con molta serietà un tale argomento (l). Io non entrerò in questo arduo sog·getto, che mi dilungherebbe troppo dal mio proposito. Accennerò soltanto che sebbene in Prussia n ·soldato sia molto 'esercitato tànto nella manovra dell'arma, quanto nella ginnastica, nella scherma, nelle marcie, pure ogni insegnamento si tiene nei tempi normali· a certe misure, che non permettano l'esaurimento delle forze prima del compimento della normale istruzione. Le marcie .sono limitate comunemente .a 20-22 kilometri, entro 6-7 ore, interrotte da fermate e riposi; gli esercizi a 3 ore al mattino, due ore nel pomeriggio. Nelle ore residue della giornata sono ripartiti gli altri servigi del soldato. Ciò ben inteso riguarda la fanteria, che prendo per norma come la più affaticata parte dell'esercito. Il passo della marcia ordinaria è fissato a 112 al minuto, è determinato a cent. 73 dì lunghezza; l'accelerato a 120 al minuto, quello di corsa a 165-170 colla lunghezza di metri 0,84. Questi co~fini assegnati alle esercitazioni , acciocchè non riescano soverchie alla fisica resistenza dell'uomo d'armi, possono bensì in ~ircostanze eccezionali essere superati, massime in occasioni di guerra, fino a · raggiung·ere una misura di molto ·eccedente. Gli esempii delle guerre napoleoniche, e piì:t ancora quelli antichi delle guerre romane, fanno anche oggiclì meraviglia (Kirchne'r); essi dìmostrap.o che quando una truppa è del continuo, e sapien'temente esercitata, può sopportare senza danno le fatiche ·più gravi. Questo argomento 'si attacca strettamente alla alimentazione del soldato; tema, che si è in questi tempi appoggiato (l) V. \Veber, Donders, Biscoff, Oesterlen, Horn, Richter, Engel, Prager, Wendrolh, LoffieÌ-, Funke,.. Vierordt ecc. ecc. 1,;.
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séientificamente a dettami della chimica organica e della fisiologia. In Prussia il soldato riceve in tempo di pace una porzione giornaliera di pane di un funto e 12 lotti (grammi 750) e si provvede a spese del suo stipendio il rimanente del vitto. Dalle analisi chimiche finora istituite, prendendo una media fr~ i risultati svariati che si trovano ammessi fra i singoli autori, si può ritenere, che ogni soldato abbisogni per suo sostentamento giornaliero dei seguenti principii alimentari solidi: - in nnrneri rotondi)
Albumina Grasso Amido
Sali .
Sotto una Mtività mediocre
Sotto attività accresciuta
gram. 112 }) 48 )) 474 » 17
gt·am. 144,45 }) 73,74 )) 487,» 25,-
651
729
proporzione a cui s'accostano i dati offerti da Moleschott, meno che nei rapporti dei singoli elementi fra loro. A questo aggiungendo la quantità de'liquidi r elativi, che stanno in rapporto di 4 volte circa sui solidi, si avrà un conguaglio abbastanza corrispondente al dato fisiologico delle perdite che un corpo umano giovane patisce dnrante le 24 ore, che è di l j 25 - lj20 del peso proprio. Si sc.orge da tutto ciò che il bisogno più essenziale è quello delle .sostanze albuminoidi , di ctù la quantità adeguata deve essere somministrata dalle carni, dal pane, dai vegetabili azotati, dei quali in campagna. è necessario restringere il numero e il volume quanto è possibile, sostituendov~ equivalenti nutritivi atti a esser e contenuti in ispazii moderati nei magazzini (Kirchner). Or~ il soldato prussiano, ricevendo la sua piccola porzione di pace in 750 grammi di pane, ne risulta che, compresa la carne, il grasso, i vegetabili e i miner ali di condimento, ha normalmente" grammi 97 di sostanze albuminoidi,
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27,556 d{ sostanze grasse , · 501,45 di amilacee e 42 circa fu sali, . corr~spondenti in totale a 667 grammi di sos_tanze solide nutritive. Con ciò si trova provveduto delia dose necessaria al, suo mantenimento in istato di riposo della persona. - Allorchè è in esercizio di attività, la porzione di pace è portata per aumento di cm'B.e e di legumi a g~1;ammi 116,73 di sostante . albuminoidi, 36 di sostanze grasse, 552 di. amilacee, 45. di sali, in totale a conto tondo 750 di sostanze nutritive solide. Computi questi che in tempo di guerra e di più grandi fatiche si acc~èscono .nella proporzione seguente: Sostanze albuminoidi » gr•asse . » amilacee )) sali .
154, 7 grammi 55, 5 » 593, 4 » 49
))
Totale 851,16 gr·ammi. Tale proporzione che sorpasserebbè la misura dell' equivalente di altri eserciti, stando ai ragguagli del Kirchner, darebbe i dati comparativi seguenti ehe riporto testualmente dal·· l'opera sovracitata a p. 26: Hazione di pace
Armata prussiana gram. 626- 704. }) inglese » 676 » 677 » francese 693,7 » austriaca » ' » 769,8 belga » . )) )) italiana l » · russa » » nord-amer. » » spagnuola )) » turca »
H:.zione di guerr:.
gram. 758- 852 646 >> » 660, » 788 )) 751,8 )) 636,7 )) 1019 » 927,5 » 909,4 )) 698,5
Senza farmi mallevadore dell'aggiustatezza di questi calcoli riferiti dal Kirchner; rappresentanti il valore nutritivo in
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grammi delle sostanze solide alimentari somministrate a queste truppe, non sarà fuor di luogo tuttavia avvertire, che, a seconda delle razze e dei climi, anche i bisogni della alimentazione normale soffrono de' naturali divarj, che giustificano gli assegnamenti diversi fatti dai relativi governi. Certo è che ' nel mio viaggio a traverso la Germania ho tr ovato le truppe tedesche tutte floride e bene disposte. Forse questa circostanza non sarebbe sufficiente a dare un criterio giusto delle loro condizioni normali, dacchè usciti appena da una guerra felice e confortati da tanta carità privata, dovevano essere naturalmente tali. Bensì posso riferirmi alle statistiche della morbidità, e mortalità anteriore, quali risultano dal Rapporto sanitario gtampato dal Nlinistero della guerra nel 1870, relativo all'anno 1867, presenti ancora alcuni residui della ·precedente campagna (l). Il paragone fra la morbidità delle due armate francese e prussiana, era stata in quell'anno: nella prussianà del 1125 per mille, quella della francese del 2120 %,. loc·ch~ calcolata la forza degli eserciti, dimostrerebbe, 'che dur ante quell'anno, in Prussia era passato per gli ospedali qualche cosa pi il che tutto l'esercito, in Francia due volte più ; e in altri termini: molti piil uomini erano entrati p.iil volte in quegli stabilimenti, che non in Prussia. In quanto a mortalità le cifre allegate sono le seguenti : Morirono in Prussia · )) in Francia in Inghilterra » » ))
in Austria in Italia
il · 6,19 per mille uom. di truppa id. l' 11,74
il 9,40 il 12,il 10,34
id. id. id. '
secondo la statistica pubblicata dal nostro Consiglio di sanità militare pel triennio 1867-69. (l) Statistischa1· Sanitlitsbe,·icht iiber die h. p1·ussische Annee (i't1' 1867. - Berlin 1870 (1·apporto ufficiale).
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Ripiglio.nclo ora l'argomento della alimentazione, oècorrono due parole sul vitto ospedaliero, pel quale, come da pér tutto, sono anche in Prussia prescritte norme speciali. - Delle quattro graduazioni di cliete, si può compendiare il vatore r elativo nel modo seguente. - La prima dieta, o superiore, corrisponde a 772,6 gram. di sostanze nutritive solide La seconda a grammi 488,9 287,5 La terza a >> 212,8. La quarta a » Ma a questa normale possono sostituirsi tali e tante forme alimentari straordinarie, massime per le persone che abbisognano d'un sistema dietetico ricostituente, che io non ho potuto non restare meravigliato della larghezza di prescrizioni concesse negli spedali prnssiani. Vero è bene che trattandosi l di tempi di guerra e di malati afflitti da lunghe suppurazioni e da perdite considerevoli, quella latitudine poteva essere più presto eccezionale che consueta. Quando parlo d'ospedali di quell'epoca, non intendo i soli spedali militari, ma. si anche tutti i privati, che si amministt·avano dai comitati di soccorso, o dalle associazioni approvate dal governo, poichè, come s' è accennato pitl sopra, esse si modellarono più o meno esattamente alle norme governative. In massima ho trovato dovunque eccellenti br odi, e quindi le zuppe assai sap'orite, molto pii.l che delle c~rni avanzate si fanno tritumi che entrano nella confezione delle medesime. P are che in quelle provincie si metta gt·an conto nella somministrazione di questa forma alimentare, perchè nelle provviste di campagna è ufficialmente ordinata, n ei carri che segnono le Lruppe, una quantità piuttosto ragguardevole di estr·atto di carne del Liebig. Anche altri cibi preparati, come, per esempio, le salsiccie conservate, composte di vegetabili confezionati a quest' uso, contengono buoni principj alimentari in piccolo spazi~, composti principalmente di legumi trascelti fra i più ricchi di, sostanze azotate.
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In generale si concedono largamente le dosi di birra, ma non mancano, e talora in proporzioni vil5tose, anche le sornministrazioni di vini bianchi e neri, come si rileva dalle ordinazioni giornaliere, di cui mi sono pl'ocurato qualche esemplare dagli uffici ospedalieri. Io mi sono un po' diffuso su questi argomenti allo scopo di provare, che il govcmo prussiano, nell'atto che esige un servizio obbligatot•io militare ùa tutta la parte giovnne della nazione, si dà anche molta cut'a si nel trascieglierla a' val'i :;ervizj, e si nel ben rnantenerla, per potcrla poi restituit·e alla nazione stessa in con(lizioni accomo(l<ìte a form:we fam iglie, ad attendere alle industrie, nonchè alle molteplici occupazioni destinate a farla fiorire. Con questo esempio e..c::sa impegna tutta la r)opolazionc acl occuparsi con interesse di lei nelle epoche dei pet•icoli, e per ciò suole seguire appuntino le norme ch'esso le ha tt·acciate nei suoi ordinamenti ufficiali. Laonde la conccntl'azione ill un punto deter minato dell'azione p1·ivata, rappresentata da. capi dei comitati, diventa una guaremda del consentimento comune, e del sicuro adempimento dei doveri che essi si sono imposti concordemente. In questo largo campo di 2benemercnze, che una intera nazione si è aperta davanti verso l'esel'cito, comprendendo indi::;tintamente tutte le cla~si sociali, ho fatto soltanto qualche cenno qua e là in particolare del ceto medico. Allo stato in cui ora le scienze si trovano elevate, delle quali una gran parte sta nella sfera della medica educazione, non è più lecito il considerare la medicina militare come una professione set·vile: lo è tanto meno quanto che in tempo di guerra anche la medicina civile è chiamata a so(',corso, so non sui campi di battaglia, certo poi negli spedali, e in un gt·an numero di servigi per prestarvisi coll'opera o col consiglio. Non v'ha dubbio che presso gli eserciti o combattenti o stanziali l'arte medica ha certe specialità, che nella civil pratica difficilmente ricorrono; ed è anche per questo che f1·a gli avanzamenti promossi dalle guerre a fi\VOL'O dell'umanità molti se ne devono riconoscere e attribuire, forse esclusivamente alla prima. Conoscere Giorna/,e di Medie. milit. 1872. 42
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le malattie, curar:le, prevenirle, è -còmpito generale ,<;li chi professa quest'arte sia fra i soldati, sia fra i cittadini. Ma .a questo còmpito comune, quante altre qualità, virtil e riconoscenze :non si richiedono dal medico militare? Ed è bene passarle a r,assegna, perchè non si attribuisca a.d amore di casta ciò che dovrebbe essere un resu.ltato di pubblica riconoscenza. Una delle incombenze più delicate, più astruse · del mèdico p1ilitare è la scelta e ripartizione dei co~;critti. Presso gli Stati a cui basta che si saldi un Jato contingente coll'estrazione a sorte dall'urna, è facile compire questa noiosa fatica; ella è sempre poi controllata d.a una· commissione superiore che spiana e risolve le dubbiezze dei visitatori. Ma dove queste visite e questi giudizi sono imposti a un; ~>olo rr)edico militare, i pericoli di sospetto a prevaricazione sono troppi, se non vengono rassicurati da una riputazione incontaminata e da una accurata conoscenza .degli organismi umani, specialmente in · relazione alle particolari loro attitudini. 'L'obbligo universale al servizio r,nilitare richiede viepiù la certezza, che sì fatte qualità si trovano presenti nel. medico addetto a)le truppe. Nè minore importanza presentano le serie infinite di simulazioni ehe l'ingegno umano non .cessa mai di creare, talvolta con una raffinatezza e tenacità di propositi tanto maggiore, quanto più le popolazioni hanno la dote della svegliatezza intellettuale. . N o n è credere quante volte ,fra le goffiìggini dei simulatori• è necessaria l'avvedutezza · e la fine sapienza per isvelare la .verità, ed impedire ehe la legge non resti delusa ed esautorata. '1 . E quando il soldato è reso .meno abile ai suoi uffici,. sia per: insorte cpmuni .infermità, sia per disgrazie che si colleghino direttamente col suo mestiere, 1' esercizio della medicjna acquista uri carattere di tale una importanza .scienti-fica legale e umanitaria, da essere la sola cui si riposi la futura sorte degl'individui delle famiglie. I soli giudizi medico-legali ch'essa ,pronunzia, sono i più. essenziali documenti da cui pal'tono le peqsioni assegnate dal governo ai danneggiati nella salute. ·Per tutte queste spec.iali incombenze il medico militare b_a
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mestieri d~ una istruzione particolare, che gli studi universitarli non danno, ed a cui certi governi hanno pensato · cogli i&tituti appositi dì educazione, colle s~uole pratiche necessarie fr1. frequentarsi per raggiungere il grano della carriera. E s9no . queste altresì che con~riscono a chi la percorse quella confidenza dei governi per l'andamento amministrativo degli stabilimenti ospedalieri nei quali in Germania è solo direttore il medico e non gli altri. Perfino la costruzione, le riduzioni, le migliorìe di questi stabilimenti (fatt~t eccezione dalla parte tec- · nica) non hanno luogo mai senza l'avviso dél medico. È a questo grado di considerazione ehe si trova in Germania innalzato il medico militare, fat.to certo ùi non essere intralciato da altri ordini di persone nell'esercizio ùel s:w Ministero. Quel governo col suo sistema di con::entrazione dei corpi in località fisse, e quindi colla permanenza costante degli spedali e di chi li amministra, contribuisce al pratico esercizio civile dì esso, per guisa che possa i.n tempo di guerra es3crsi acquistata quella riputazione scientifba, di cui deve dar saggio in campagna verso i suoi clienti che lo seguiranno colle armi, , dìsparendo cosi quella separazione che ancora in certi "paesi sussiste fra gli ordini civile e militare della medica professione. E siccome ciascuno degli individui de' detti ordini ha prestato un servizio obbligatorio più o meno lungo nella milizia, ne consegne quella uniformità di principii e d'esperienza, che non si acquista mai da ceti di persone aggiratesi unicamente entro ·una circoscritta cerchia d'azione (l). Quando si getta uno sguardo alla moltitudine delle produzioni mediche, chirurgiche, igieniche, amministrativo e::c., che .sortono tnttodi in Germania dopo una guerra tanto recente ' (l) Vedi a questo proposito gli scJ"itli rPcentemcnte pnbblicali da H. Fischer prof. in Breslavia. Kriegs Chirurgische Er{ahrungen. Erlangen
1872. Dorf Floing ~md Schloss Ve1·sailles. Kriegs Chù·urgische Erinnertmg von Georg Fischer, Lcipzig 187.2. Heubner, Beitriige .a-ur ìntenum Kriegs Mcdicin . Leip:t.ig 1871 - ed altri.
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le quali non sono forse che i precursori d'altri lavori più estesi; e quando vi si legge in fronte il nome di autori, dianzi occupati nelle cliniche civili, nè mai facenti parte d'ospedali mililari, si comprende che colà la fusione dei ceti medici ha già preso salde e r obuste radici. Si scorge .altresì dal genere delle materie trattate che la medicina non isfugge dall'entrare anche in quella parte delle scienze economiche che appartengono all'arte sua, senza essere contraddetta o rattenuta da nessuna considerazione. di competenza. Faccio voti perchè un simile risultato si avveri in Europa anche in quei paesi a cui sono tuttora estranei si fa~i principii.
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LA MAGNETE COME MEZZO DIAGNOSTICO DELL' EPILESSIA ltl c morl a DEL nOTTOR GASPARE MAGGIORANI M&dico di blltt~>glion o ln as pc llu.tivn.
letta in una Con{eren:a all' Ospedale militat·e di Genova.
È stato sempre un desiderio tanto del medico forense, come del militare il possedere un mezzo valevole per ricon oscere le nevrosi in genere e specialmente l'epilessia. t~uanto al secondo, esso certo non fonderebbe un giudizio d'inabilità al ser vizio militare porchè la conformità del Cl'anio, oppure le apparenze, o qualche cicatrice, od altt·i simili indizi, abbastanza ince1·ti, gli denotano la possibilità che un dato individuo possa soffrit•e di epilessia. Anche il complesso di questi segni indicati non può mai darci la certezza della esistenza di tal malattia: cd i casi nei quali vi sia questo complesso sono poco frequenti. Mentre invece avviene per lo più al medico militare di aver da fare col piccolo male, o con altre forme della malattia. Quindi la difficoltà maggiore di riconoscerla. Ed infatti l'accesso del piccolo male non oltrepassa in genere la durata dei 5- 10 minuti e talvolta non c' è che un'in terruzione brevissima del commercio col mondo esteriore, anche di pochi secondi, in modo che il malato stesso avverta appena ùi aver troncato per esempio un discorso, che poi ha ripreso senza esser stato conscio di questa direi quasi parentesi . · Or bene sia in un pubblico stabilimento sia in un corpo qualun•lue il medico è difficile che possa giungere presso l'infermo prima dei dieci minuti, la media della durata di un accesso di epilessia. E quando il medico ,,i giungo prima che l'accesso abbia avuto t ermine sanno tutti come ben
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spesso debba rimaner perplesso I!el giudicarlo un vero accesso epilettico ; non sempr e ha con sè i mezzi adatti per la verifica della malattia, e ,talvolta l'arte posta nel' simularla raggiu nge la perfezione. Si osservi un registro del me' dico di guardia di un ospedale e si vedrà che sopra dieci dichiarazioni riguardanti casi di epilessia cinque almeno sono eoncepiti in moùo da n~m dare alcuna certezza sull'esistenza o non esistenza della malattia. Oltre a ciò gli accessi vengono per lo pitl nelle ore notturne, ed in alcune forme di epilessia non si hanno neppure convellimenti, il grido non esiste, e tutto ciò in fine che può avvertir~ i circostanti, onde correre· per il medic.o, manca assolutame1;1te. Alcuni epilettici non sono assaliti dall'accesso che ogni due o tre mesi. E dato arlche che in essi possa verificarsi la malattia al primo accesso, è però sempre necessario tenerli per un si lungo spazio di tempo in un ospedale. · P ossiamo dunque francamente asserire che la ricognizione dell' epilessia è circondata da imll'l:ense difficoltà; ciò che viene anche provato dal vedere dei veri epilettici e degli impostovi che per mesi ed anni ing-ombrano le sale degli ospedali militari, senza che possa -ç-enirsi ad una decisione sul loro conto; e questo a danno dell'erario, a detrimento della disciplina militare e della morale, e direi quasi·. anche del decoro del medico, del quale si ride ben spesso il simulatore. P remesse queste poche considerazioni, io non esitp punto nel proporre l'uso di un mez?.o col quale si può giungere con molta facilità ad avere la certezza dell'esistenza o non esistenza di una nevrosi allegata, ed in particolar modo dell'epilessia. Tal mezzo alla semplicità del suo modo di adoperarsi, aggiunge molti altri vantaggi, come quello di non esser di alcun incomodo per il paziente, ·il quale perciò nor1 può rifiutarsi all'esperimento, può farsi all'insaputa dello stesso, e negli intervalli degli accessi; l'osservazione può eseguirsi apertamente, coram populo, e noti è necessario
655 quindi che il medico, con suo rincrescimento, debba dichiarare 'la realtà di fatti osservati da se solamente. È già noto per le esperienze eseguite nella R. Clinica medica di Palermo (l ) come la magnete possa sempre ed in tutte le nevrosi, sia isterismo, sia epilessia, sia corea .. .. riproclurne i fenom eni soliti a verificarsi uei loro accessi, ed anche altri disturbi nervosi non verificatisi per lo innanzi, se venga messa a contatto del corpo del paziente o a piccola distanza dello stesso, tanto in rotazione come in stato di quiete. In modo che la magnete può esser ritenuta attualmente come il più utile mezzo per diagnosticare se un dato fenomeno nervoso, accusato da un infermo, sia l'espres_sione di una malattia nervosa piuttosto che di una organica. S'e la malattia è organica può tenersi la magnete in prossimità del suo corpo per quanto tempo si voglia senza che l'infermo manife~ti alcun disturbo tanto obiettivo che subiettivo, mentre avverrà l'opposto se la malattia spetta alle nevrosi. A' me pare quindi che noi pure nella medicina fo rense militare potremmo giovarci di questa utile ' cognizione ; e come la magnete può dimostrarci appartenet•e una data malattia piuttosto alle nevrosi che a quelle di lesa funzione o di vizio organico, per la stessa ragione potrà. dirci se una data nevrosi esista realmente eppur no. Tutti gli esperimenti che io ho eseguiti in proposito sono riusciti favorevoli per mostrarmi . come tale principio corrisponda nella pratica, ed in questo modo ho potuto distinguere più volte l' epilettico vero dal sirimlatore. Prima di narrare le osservazioni fatte vediamo se vi sarebbé qualche obiezione da fare al principio sul qua1e io ·mi poggio ; se vi siano delle precauzioni da prendere onde non esser tratti in ·inganno ; in qual modo debba usarsi la magnete. I fenomeni che essa suscita si ricaveranno dall'esposizione degli esperimenti. (l) Vedi La magnete ed i nen;osi. Centuria di osservazioni del prof. Tip. Edit.
C~rlo Maggiot·ani. Milano, dottos· Francesco Vallardi,
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L'obiezione che può farsi è quella che, verificandosi convulsioni epilettiche od altri fenomeni nervosi all'applicazione della magnete, questa ci potrà ' dare la certezza che quell'individuo è affetto da una nevrosi ; ma che se un altro noq ci offre fenomeni di sorta alla sua applicazione, non potremmo dire colla stessa cert.ezza che es::;o perciò non è epilettico. A questo può rispondorsi col fatto che fin o ad ora persone che fossero in perfetta salute non hanno mai provato il minimo effetto dall'avvicinarsi ad una magnete. Matteucci asse1·iva di aver· messo la t esta fra i poli di una colossale magnete a ferro di ca yalllo, e di n on esserne rimasto menomamente disturbato. Come pure potrebbe obiettarsi; può esservi un epilettico che non risenta alcun effetto dalla applicazione della magnete. E qui pure rispondo col fatto che fino ad ora in tutti _gli esperimenti eseguiti si è dovuto convenire in questo che, presto o tardi, un epilettico risente sempre l'azione della magnete. È chiaro che una volta divolgato questo nuovo mezzo di verifica dell'epilessia il finto malato se ne varrà per trarre in inganno il medico, e all' avvicinarglisi eli una magnete egli ci accuserà mille sofferenze; ma a . queste può darsi facilmente il loro giusto valore dall'osservatore il quale esamini con attem:ione. Ed infatti se i fenomen i accusati dal paziente non vanno un it~ ad altri oggettivi potrà già c.orninciarsi a dubitare della fed e del paziente; il simulatot'e poi è solito sempre esagerare le sofferenze, e parlerà di dolori insopportabili o di altri sintomi che non sogliono essere suscitati dalla calamita. Se invece l'osservatore non vuol darsi la pena di controllare le asserzioni del paziente in questo modo, ha un mezzo facilissimo. per tl'arlo in inganno; e questo consiste nel far girare dietro la sua nuca, dove prima aveva fatto girare una magnete, un corpo qualunque che non sia una magnete, oppurH una spranga di ferro simile a -quella magnetizzata, se l'esplorazione la fa lungo la linea mediana della faccia, e ·dalle risposte del paziente comprenderà se si tratti di un simulatore.
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F ra i fenomen i oggettivi ve ne sono pure di quelli che potrebbero esser simulati come, per esempio, il tremolio, i convellimeti, le. contrazioni ; ma non ne mancheranno mai · :di quelli che in niun modo dipendono dalla volontà come la frequenza del polso, uno dei fenomeni pii.l facili ad incontrarsi (l), il pallore, le alterazioni nei tratti della fisonomia, il deliquio, ed altl·i. Ecco in qual modo dobbiamo servirei della magnete. Quanto alla sua applicazione statica essa· viene sostenuta o dall'osse~vatore, o dal paziente stesso, o poggiata sopra un mobile in modo che stia in prossimità o a contatto del corpo. Le parti che più comunemente si scelgono pet· l'esperimento, e che si mostt'ano pii.l suscettibili all'azione della calamita sono la linea mediana della faccia, come la radice del naso, il mento, il labbro superiore, il vertice, l'occipite. Lo sono anche le tempia, le gote. Meno suscettive sono le varie regioni del tronco e le estremità. S u queste ultime si appliea piuttosto la magnete quando deve servire come mezzo medicamentoso, come ipnotico, per esempio. Per l'applicazione dinamica della magnete, questa per mezzo di un meccanismo, oppure colla stessa mano dell'osservatore si fa girare in modo da presentare sempre lo stesso polo, oppure alternativamente i due poli . con una velocità di 10-20 giri per ogni minuto secondo, alla distanza di 3-4 centimetri da una delle p<lrti già nominate, ma specialmente verso l'occipite. Quanto alla fot'za della magn~te da impiegar:;i, si è veduto che anche magneti della forza di 20-30 grammi hanno p!'odotto l' eff~tto desiderato, ed in alcune isteriche anche un ago calamitato è stato suffic~ente per suscitare delle convulsioni. Deve avvertirsi che non in tutti gli individui i fenomeni nervosi vengano suscitati dopo un determinato spazio di (l) Per meglio accel'tarsi dell'alterazione del polso oltre della prova dell'orologio fatta p d ma e durante l'esperimento, che non può servire che per la sola frequenza, si usa lo sfigmogt•afo col quale si ritraggono tutte le moùificazioni che subisce il muscolo cat•dlaco per l'azione della magnete.
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tempo dall'applicazione della magnete. In alcuni sono- sufficienti 2 o 3 minuti; per altri bisogna protrarre l'applicazione ai 20 ed· anche ai 30 e più. Co~e anche deve notarsi che talvolta esperimentando sopra un soggetto che ha avuto delle convulsioni poco tempo prima questo tarderà a risentire gli effetti della magnete; e in taluni i fenomeni si palesano dopo qualche ora dall'applicar.ione della magnete. S}lesso avviene che un epilettico abbia un accesso nella notte che ha seguito il giorno dell'applicazione della magnete. Le osservazioni che seguono serviranno a dare un' idea d.ei fenomeni che suole' suscitare l'applicazione dell~ magnete:
Osservazione t a - Il carabiniere Canacci giovane a 22 anni, soffriva di epilessia già da 5 anni, quando nel giugno del 1868 veniva da me esaminato colla magnete nell'ospedale militare di P alermo. Dopo 4-5 minuti che la magnete è applicata sul mento il paziente si scuote all' imp~ovviso credendo che quel pezzo di ferro (egli non sapeva che fosse una calamita) gli aderisse alla pelle. Tornato ad appliçarla di nuovo ; la stessa sensazione. Viene allora posta la càlamita sotto le narici; lo stesso fenomeno. Dopo 5 minuti poco risponde alle interrogazioni, sembra confuso nel proferire quelle parole che ci riesce a stento a fargli pronunziare: mostra il suo timore che questo esperimento possa nuocergli, si rifiuta' penhè venga protratto. La r espirar.ione è impacciata, i suoi occhi sono immobili e fissano il suolo, la testa è inclinata e mi è difficile fargl_i cambiare posizione. Il suo viso ora è pallido ora acceso. Accusa vertigini, domanda di tornare al suo letto, cammina a stento, e cerca un appoggio nelle pareti : dopo aver salito dne capi di scala iri questo modo va cercando collo sguardo smarrito la porta della sua sala, ed appena giunto al suo letto vi si getta boccone e cade immediatamente in un profondo sonno da cui i soliti mezzi non ginngono a ridestarlo. Dopo aver dormito !Jer circa. un'ora mantiene la stessa posizione, chiamato ri-
659 petutamente risponde. con parole trohche e con i~ pazienza, e ricade nel sonno durante il quale le palpebre si c.ontraggono spasmodicamente. Dopo altri 45 rninuti invitato a dire cosa soffra, accusa dolor di testa e sonnolenza. P assate tre· ore, egli è corupletamènte sveglio, e risponde colle sue solite buone maniere. Intorrogato mostra di non aver memoria del passato fino al momento in cui si pose in letto; dice di aver sofferto forte dolore di testa durante l'applicazione della calamita, quale dolore non è del tutto cessato : e che nello stesso tempo aveva provato un senso di stringimento al la· ringe, e · difficoltà Ml respirare. '
Osservazione 2a - Il soggetto di questa osservazione fu il giovane bersagliet·e Caracciolo P ietro che nel gennaio 1869 trovavasi nell'ospedale militare di P alermo. Dell'età di 24 anni, esercitava il mestiere di sarto anche nella milizia; la epiles- . sia dalla quale era affetto, datava da 10 mesi quantunque rammenti di aver avuto delle convulsioni molti anni indietro. Dopo pochi minuti che la calamita era applicata sul mento, si manifestarono sussulti tendinei, forte dolore di testa, senso di stringimento all'esofago. Applicata la calamita sotto le narici, nessun fenomeno nuovo . Alla radice del naso, nittitazione, senso di puntura alla rcgioné suddetta, vista opaca.ta, intenso dolore di t esta, sussurro agli orecchi. Applicata di nuovo sul mento, gli stessi fenomeni già ..de~ti, dolore ai globi oculari, quale sensazione viene espressa dal paziente col dire che sente gli OGcbi infiammati: lo stesso dice di se.ntire in t utta la regione frontale. · Per tutto il corpo, prova la stessa sensazione come qu/ando invade la febbre di periodò. La regione posteriore del collo è sede anch' essa di una speciale sensazione mo.lesta, che il paziente non sa esprimere. Dice che le mani gli sudano, ed infatti le vole delle mani sono umide. In seguito vi si aggiunge senso di calore in tutto il corpo, le estremità inferiori sono in tormenti te, ed il paziente le sente pesanti come se volessero cadere , e dice di provare tutti i sintomi, coi quali è solito svilupparsi
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. l'accesso epilettico. P osta. la calamita sullo sterno sull'apofisi xifoide, senso di forti P.unture nel punto di contatto, difficoltà nella rcspit·a~ione, e dolore piu ttosto intenso alla spina dorsale allo stesso livello dello. sterno , forte dolore di testa, vertigini. Il paziente si contorce sulla sedia; la respira:r.ione è stentata ed intert•otta, e tutto il corpo è agitato nella stessa guisa di ch i è in preda ad un forte freddo . Cessato l'esperimento dopo 40 minuti, il paziente non può r eggersi i n piedi per le vertigini, appoggia la testa, è obbligato ad appoggiarsi ad un infermiere per recarsi al suo letto. Dopo un quarto d'oea ogni ùistLu·bo è cessato.
Osse-rvaz2·one Ja - Il brigadiere Leso l o Giuseppe, dell'età di 33 anni, soffre di epilessia da un anno e mezzo circa, e prima di questa epoca andava soggetto a. fot·ti cefalalgie. Gli accessi si suceedono coll'in tervallo di 15-20 giorni; esistono sulla fronte traccie di lesioni ripot'tate cadendo. Nel giugno del 1869 riell'ospedale militare di Palermo, ove et'a ricoverato nella sala eli osservazione, viene sottoposto all' aziono deJla magnete. Questa fu tenuta apl)licata pe1· 15 minuti e si ebbero i seguenti sintomi: tremolio della testa, contrazione dei muscoli delle estremità, brividi per tutta la persona, dolore di testa, che si prott·asse per tutto il resto della giornata, offuscamento della vista. Questo è solito venire insieme al dolore di testa, al quale va soggetto. Grande · prostrazione di forze, in modo che si credeva il paziente prossimo un accesso epilettico. Esaminato di nuovo dopo 8 giorni , l'applicazione della magnete sulla mano, . produce un senso di molestia al gomito corrispondente. Posta sulla eadice del naso , si ha tPemolìo della testa, sussulti tendinei , forte dolore di testa, qualche brivido per la persona, zufolio alle orecchie, offuscamento della vista. Applicata alla nuca , seguita il dolore di testa, il sibilo alle orecchie, i sussulti tendinei, ed accusa un bisogno d'inghiottire la saliva , contrazione dei masseteri, la pupilla sinistra è più dilatata della destra, l'offuscamento
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aella. vista è maggiore nel sinistro che nel destro occhio. e si è dovuto ~!esistere, · in seguito alla preghie1·a del paziente, il quale accusa un dolore di testa insoppot•tal)ile.
L'e~perimento ha durato circa 3 quarti d'ora,
Osservazione 4a - n carabiniere P icciotto l o Santo dell'età di 29 anni soffre di epilessia da 5 Anni, cagionata da uno spavento ; gli accessi si ripetono a lunghissimi intervalli.. Esaminato colla magnete accusa senso di calore in tutto il braccio corl'ispondente alla mano desb'a dove que~ta era stata appoggiata, e nel luogo di contatto dice eli sentire come se vi fosse una mignatta che succhia. Dopo dieci giorni si torna ad applicare la magnete; questa volta $Ulla mano sinistra. In questo spazio di tempo ha avuto tre accessi epilettici. Si hanno le stesse sensazioni come nell'altro e~pet•imento; di più dopo un lungo tempo di applicazione accusa lo stesso senso di calore a tutta la. metà d~lla faccia del lato medesimo, che si estende poi a1la nuca. Posta sulla nuca, lo stesso senso di trazione che sulla mano, e calore in tutta quella regione. Posta la calamità sul mento, leggero dolore di testa, e senso di trazione. Avverte un poco di fiaech ezza alle gambe che però non giunge al segno d'impedirgli di cam'minare come avvenne nel l 0 esperimento. Osserva:tt'one 5a - De Gasparis Giusepp~ carabiniere di 25 anni soffre di epilessia da sei mesi. Fino all'età di 10 anrÌi dice esser andato sogget~ a convulsioni. Presentemente è · anche affetto da ,.carcl.ialgia, da vertigini, e da eccessi di cefalalgia. Gli accfssi epilettici si succedono ogni 3-4 giorni l ed anche a periodi più distanti. A.pplic.ata la magne t~ alla r adice del naso il paziente si lagna di forte dolore di testa e di stomaco, tale che non riesce a pronunziare le parole, annebbiamento della vista, impossibilità a camminare. Come si vede dai fatti qui sopra esposti, l'osservatore non deve sempre aspettarsi un vero accesso epilettico nell' ap-
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plicazione della magnete, anzi questo è il meno frequente a verific~rsi. E credo·necessario ,insistere in ciò affinchè quelli che vorranno ripetere questi esperimenti non abbiano a desistere dopo i primi casi nei quali non abbiano ottenuto un accesso epilettico in tutte le forme. Per lo più si tratta di leggere modifìcazioni delle condizioni normali che per raccoglierle v'è duopo di tutta l'attenzione e pazienza di un diligente osservatore. È necessario aver studiato bene il soggetto sul quale si esperimenta prima di sottoporlo all'azione della magnete. Come anche non è prova bastante a din1ostrare che il paziente non risente l'azione della magnete per ciò solo che egli dichiari di non provare alcuna sensazione insolita. Eppure mentre egli vi asserisce ciò ripetutamente voi troverete talvolta contrazioni di alcuni muscoli, come dei · sopraorbitali, del fl'ontale, movimenti involontari di al- . cune dita, acceleramento del polso, pallore, respiro .concitato, raffreddamento delle mani, la deglutizione della saliva, il barcollamento del corpo, o l'inclinazione del capo in avanti. Altri poi per solo effétto della magnete vi accuseranno per esempio, calore alla pianta dei piedi, formicolio al luogo dell'applicazione e altrove, o qualche' altra simile inezia che sembrerebbe doversi trascurare. Convienè talvolta cambiare il polo- della magnete e il luogo d'applicaz,ione, e andare in cerca del più suscettivo, e servirsi di una Tnagnete di maggior forza. Si abbia in fine .in mente che la suscettività a .risentire g·li effetti della magnete non è sempre uguale negli stessi individui'; e cosi si tenga ppre per massim_a che il vero epilettico se non con una magnete debole, con una di maggior forza; se non è oggi sarà il domani; se non n'n accesso completo, almeno qualche fenomeno nervoso offrirà sempr'e per l'applicazione di un tale ,agente. E ciò basta per istabilire che la magnete è un vero mezzo diagnostico per distinguere la epilessia vera dalla simulata MAGGIORANI GASPARE
Medico di BattagNone;
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CONTRIBUZIONE ALLA CHIRURGIA CONSERVATIVA per ill\'ledico di reggimento
D O T T OR VI O LINI. (Conferen.~a scientifica del Jo g1itgno alr Ospedale militare di P al1:1-mo..)
La chirurgia aspettante e conservatrice come ebbe per lo passato pochi ma strenui sostenitori, cosi gode al presente di un favore insperato che ha suo fondamento sovra una serie di splendidi risultati. Senza tenere conto della esagerazione di Abernethy che chiamò una macchia ed un' onta per la chirurgia ogni oper azione cruenta, nè della frase sacramentale di metodo al t empo . di Ambrogio P areo (l): .Te t'ai opéré, Dzeu te guérisse, possiamo però avanzare quale una conquista della .odierna medicina operativa, il minorato sacrificio di parti costituenti l'umano organismo senza che per tale fatto Ja statistica abbia rivelato un aumento della mortalità negli infermi in tale maniera curati. È cosa curiosa però che, come -in tempi a noi più vicini, la prima e forse la più valida ·spinta ad accogliere la chirurgia conservativa ci è venuta dalla Germania coi suoi Paul, Esmarch, Stromeyer, · Billroth ed altri, .sia stato appunto un figlio di quella ge'nerosa nazione quello che in epoca più remota, e ciò che più monta, assai meno propizia a siffatto ordine di ide~, abbia bandito la crociata a tante operazioni la cui utilità anche in allora o per lo meno la necessità era assai contestabile. (l) .« On ne dit plus, comme au temps de Paré et .de f1·ère Jacques : j e t'ai opb·é, Dieu te guérisse, ..... " Leçons orales do Clinique chirurgicale faitcs à l'Mpital de la Charité par le prof. VELPI!AU.
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Il Bilguer archiatro di S. M. il Re di Prussia in una sua dissertazione inaugurale aveva, fino dall'anno 1761, combattuto con validi argomenti la esagerata tendenza alla demolizione delle membra ferite, ed il Tissot di lui traduttore ne rincarava la dose pronunziandosi per l'assoluta abolizione degli atti operativi il che, come giustamente osset·va il Lar·rey, non entrava guarì nello intendimeflto del Bilguer suddetto. Conservare il più che si può degli organici tessuti, per quanto ciò sia compatibile con la vita dello individuo, è lo sc.opo essenziale della moderna chirurgia e voi vedrete nella storia clinica che stò per narrarvi, con quanta pazienza e perseveranza io vi attesi e come gli sforzi miei ebbero infine un esito oltremodo felice. Il carabiniere della legione di Palermo, circondario di Mazzara, stazione di Salemi, Lanticina Carlo da Magenta nella provincia di Milano, di anni 26, è individuo di costituzione fqrte a prevalen.:r.a sanguigno:-linfatico che non sofferse antecedentemente malattie di qualche entità. Nella notte del 17 al 18 maggio 1871 , trovandosi di pattuglia col carabiniere Zingarelli D'larino, nell'abitato di Salemi, poichè il tempo era oscu ro· e piovigginoso, ricoverar ono sotto il portico della casa municipale nè tardò guarì che si avvidero di due uomini dall'andatura sospetta che, a cavallo di giumente cariche di fieno, si inoltravano nella piaz7.a. ,Av~nzatisi ver;so di loro i due carabinieri li .interpellarono sulla provenienza e sul motivo del viaggio in ora cosi tarda: alla risposta alquanto equivoca di essere ritornati dalla campagna ove erano andati per caricare del foraggio, credettero eonveniente di perqu isirli e trovatili muniti dì coltelli fissi nella manica e di una car abina a retrocarica li dichiaravan o in contravenzione invitandoli a portarsi seco lorQ nella vicina Caserma dei Reali carabinieri . Messisi in cammino, nel mentre scendevano per una viuu.a d:sabitata, lo individuo da:l fucìle guardato dal Zingarelli, abbandonando la propria
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giumenta e mettendola anzi di tt·averso fra loro due, si diede a rapida fuga. Dì tale atto avvedutosi il Lanticina afferrava per il collo l'altro contravventore atfinchè non potesse fare altrettanto. Poco appresso lo Zingarelli che,' come dissimo, si era messo sulle peste del primo, veniva gravissimamente ferito all' ipogastrio ed ai contot•ni dell'ano mediar.te due colpi di cui l'uno di carabina, l'altro del proprio revolwe1·, che, caduto, vennegli preso dal delinquente. . Nel mentre che questa luttuosa scena avveniva un cen, tinaio di metri lon.tano, l'individuo agguantato dal Lanticina faceva ogni sforzo per liberarsi dalla sua stretta, ma non ci sarebbe guari riuscito se il compagno, dopo avere assassinato lo Zingarelli , non fosse ritornato sui- propri passi sparando quasi a bruciapelo la· 11ropria carabina contro il braccio ·destro del cat•abiniere, e per ben tre volte il revolwer all'epigestico, a1 braccio ed all'antibt·accio sinistro in corri. spondenza all'articolazione ornero-cubitale. Quantunque così gravemente ferito e in pii1 parti del corpo egli ba potuto ciò non pertanto fuggire riportando un'ultima ferita per· colpo di carabina alla estremità inferiore della scapola destra. · Arrivato in quartiere e messosi a letto mandò a chiamare il ·sig'nore dott. M... , medico- borghese, il quale prescriveva la immediata applicazione di cinquantasei sanguisughe fra il braccio, l'ipocondrio destro e l'epigastrio proteggendo appena la ferita pur grave all'articolazione del gomito sinistro e trascurando affatto la ferita sottoscapolare che· guariva da sola dopo un mese circa di decubito quasi sempre dorsale; l
de minimis non curat prcetor.
Ebbesi in segniti ricorso a fomenti ghiacciati dapprima e · quindi a cataplasmi tiepidi di Jioseme o di erbe vulnerarie di ogni specie consigliatigli dagli empirici del paese, con quanto vantaggio delle ferite ben puossi immaginare. Otto o dieci giorni dopo, sospese le fomentazioni suddette, veniva medicato alla rinfusa o con filaccia spalmate di unguenti o con toccature superficiali di nitrato d'argento e con pennellate di tintura di iodio ai contorni delle ferite. Giornale di },f.:dic. milit. 1872.
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Arrivato per tale maniera al trentesimo· giorno di maltrattamento, veniva con più sano consiglio, invitato a vederlo l'accreditato medico dottor M.... di Santa Ninfa, il quale estrasse dalle ferite del braccio destro ben otto schegge tra primarie e tardive, indizio questo non dubbio dell' avvenuta frattura comminativa dell'omero. E nel giorno medesimo quel medico, fiducioso di potere ancora salvare l'arto cosi manomesso, applicava con ~l metodo del baron Seutin uno apparecchio amovo-inamovibile mediante cartoni e fascie imbevute di una soluzione di amido; apparecchio che venne munito, dopo quattro giorni (?) di apertura in corrispondenza alla ferì ta di entrata del proiettile e, dopo altri sei giorni di altra fenes tra alla ferita di egresso. Altri ventidue giorni trascorser-o dall'applicazione definitiva del cennato apparecchio, durante i quali si medicarono. le piaghe ora con filaccia un g~entate ed ora con pennellate di tintura iodica : in capo a questi venne dal curante dichiarato trasportabile e come tale avviato a P alermo colla vettura corriera, dove arrivò dopo diciott'ore di viaggio con molta sofferenza per la poca comodità del veicolo e delle strade percorse. . Collocato il 15 luglio 1871 nella sezione chirurgica dell' ospedale militare in allora a roe affidata, ho riscontrato quanto segue: F1gli è, come clissimo già, un soggetto di tempra robusta in origine, ma ora è sparuto e dimagrato per l unghe sofferenze fisiche con una febbriciattola continua, esacerbantesi · alla sera, in cui si aècompagna a· sudori profusi oltremodo debilitanti. Il braccio suo destro dalla sua r adice alla spalla, nonchè l' antibraecio relativo fino a dieci centimetri -circa sotto la piegatura del gomito sono abbracciati e mantenuti in semiftessione da un apparecchio inamidato Seutiniano. Nel tratto dell'apparecchio, che circonda il braccio, anteriormente nella par te mediana e posteriormente un poco all' esterno , si osservano due aperture, di cui la prima corrisponde' alla piaga della ferita di entrata e la seconda a
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quella di uscita del proiettile. Tali piaghe infistolite con granulaiioni esuberanti e floscia permettono agevolmente di constatare, mèdiante la specillazione, la non riuscita unione dei frammenti ossei dell' omero, il che rendesi anche più manifesto dall'anormale curyatura, che. l'apparecchio istess0 mostra in quel punto. Il braccio tutto, come pure rantibraceio e la mano, appariscono quasi edematosi per modo da rendersi, anche per questo solo motivo, necessaria la rimozione dell'apparecchio istesso, il quale, oltre a render.si inutile, si faceva dannoso per 1' enorme turgore dei tessuti molli, nonchè per una piaga di decubito formatasi all'estremità inferiore del braccio in corrispondenza alla tuberosità esterna dell'omero. Della ferita di revolwer alla regione superiore dello addome, il foro di pscita del proiettile all'epigastt'io un po' sotto allo scrobicolo era guarito ; quello di entrata invece, all' ipocondrio sinistro, conduceva del pus prosciolto in piccola quantità. . Delle due ferite ·alla piegatura del gomito sinistro i due forami di e11trata erano ancora aperti e, dopo quasi tre mesi, · venne dai medesimi estratt1) un · pezzuolò di panno della giubba, q_uelli invece di uscita clelia pelle erano cicatt'izz:Hi, da qualche tempo, con l~ggiera limitazione della estensibilità dell'arto. In quanto poi alla fer·ita dell'angolo inferiore della scapola destra, dalla quale si è dovuto estrarre un pezzo di palla (quaòrettone, di cui era carica la carabina esplosagli contro) alcun tempo appresso, pt'esen'tava un piccolo seno fistoloso, che accennava, senza dubbio, ad una lesione del-· l'osso e forse ancora all'assoluta dimenticanza, in cui venne lasciata dai diversi curanti. Levato l'apparecchio, s'è potuto constatare l'esistenza di una falsa articolazione nella parte mezzana deU'omero, dove, mediante l'esame de!le ferite, si riscontrò una deficienza di sostanza ossea per qualche millimetri (otto a nove) rappresen.t ata in moçlo sicuro dalle nove scheggia , che vennero estratte in antecedenza e delle quali crediamo opportuno di
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esporvi la configurazione ed il peso, che è di dodici grammi a perfetta asciuttezza. Le indicazioni del momento erano di sostenere il "più pos~ibile la forza stremata dell'in fermo e, riapplicando un apparecchio, di tenere avvicinati i ft·ammenti ossei per provo.:. carne il coalito mediante la immobilità dell'arto e la generale nutrizione dell' individuo che era tàlmente indebolito da non permetterei di supporre che avrebbe potuto resistere ad una operazione cosi gt·ave, quale si è la demolizione del braccio, anche per un momento tale idea avesse IlOtnto garmogliare nella mente dei curanti. Con l'aiuto degli egregi colleghi dottori Givogre e Torneilini ravvicinati i due frammenti omerali, li contenni mediante due fenlle di carto110 di cui 1\ma nella parte anteriore ed alquanto interna e l'altra, più piccola, nella par te cstel'l1a e. postèriore, occupando lo spar.io · frapposto alle due ferite. Tali ferule vennero tenute in s ito }Jer fasciatura cìt'Cblare imbevuta di silicato potassico la quale, partendo dalla metà circa dell'antibraccìo arrivava alla estremità superiore del braccio; sulla medesima e negli spazii compresi fra i cennaù due sostegni di car tone apersi quindi due ampie fin estre corrispondenti alle ferite. Ct·edemrno utile di mantenere -la posizione semiflessa dell'antihraccjo sul lwaccio con direzione del primo verso la regione omhellicale dell'addome come quella che, alla sopravenienr.a in questo caso inevitabile di una anchilosi, riesce la meno incomoda ed anche' più proficua allo infermo. Collocato si!fattamente l'arto, procedemmo alla medicazione delle piaghe sinuoso attraverso i forami della fasciatura vetrata; tentammo correggere il soverchìo rigogl io delle granular.ioni- 13 la loro floscezza mediante r abrasione delle medesime e l'applicazione dì filaccia asciutte e, poichè l'infermo nella rlmessione della febbre ~d dimostrava qualche appetito, lo sottoponemmo ad alimentazione corroborante per carni arrostite, brodi sostanziosi, uova, con qualche poco anche. di vino generoso.
se
669 Passati appena alcuni giorni di tale trattamento, ebbimo il CO!llpenso eli vedere cessata la febbre ed assunto migliore aspetto dalle piaghe del braccj.o; continuammo quindi e bene volentieri nel medesimo. La compressione inevitabile delle assicelle di cartone messe a sost~gno dell'omero fra tturato accrebhe la già. notevole edemazia dell' antibt•accio e della mano; si credette per ciò opportuna l'applicazione snlle parti accennate di una fasciat ura espulsiva ùa rinnovarsi aù ogni due giol'lli. Ebb-esi da tale pratica in sulle prime qualche vantaggio ma poscia il t urgore si accrebbe aggiungendovisi una sensazione molesta di calore, ~i costrizione e pesantezza alla parte esterna del go'rnito che ci ha fatLo per un momento temere lo sviluprlo in quel punto di un ascesso. Si è do"\·uto quindi levare l'apparecchio al 16° giorno dalla sua applicazione e sostituirgli due semplici ferule longitudinali di cartone tenute a sito_ vei'So la radice del braccio all'asceUa nonchò un po'sopra della piegatura del gomito da due lunghettc circolari spalmate di vetl·o solubile gommoso. Assicuratici poi che le sofferenze periarticolari del cubito non erano dovute alla temuta evoluzione di un ascesso, ma sì bene acl infiltramento sieroso del tessuLo cellulare intP.rmuscolare, si prescri,·evano frizioni di tintura iodica avvalorate da una moderata com~ pressione per fasciatura espulsiva. Ma anche questo semplicissimo appareccio non fu guari tollerato avvegnachè la tumefazione dell'arto tutto si accrescesse non poco accompagna~ alkesi a qualche fenomeno erisipelaceo con febb1'e caratteristir.a a polso piccolo e frequente e con temperie piuttosto elevata (pulsazioni 110, calorifìcazione 40 l 0 ) . Si dovette rimuovere il laccio inferiore della piegatut'a del gomito n on chè la fasciatura espulsiva per applicare pezzuole bagnate di acqua ft•esca e si amministrò una blanda ·purga,:ione saliha. Egli fu in questa circortanza e sotto la impressione di tale estraot•dinaria recrudescenza di fenomeni morbosi che, da~ mio collega dott. Fossi il quale nella temporanea mia assenza cooperò efficacemente alla buona r iuscita della cura,
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chiamati a consultazione gli uffiziali sanita,ri dello spedale venne da parecchi messa in campo la opportunità ~· una amputazione del braccio, ma dissenzienti coll' egregio nostro medico- direttore i curanti, prevaleva la opinione di questi cioè di continuare nella medicazione conservativa tanto più che le forzi) del soggetto, quantunque senza. confr onto più valide di quando entrava nello spedale, pure non erano tali da potersi r ipromettere un esito felicè and1e con il sacrificio dell'arto. Un sensfbile ed abbastanza sollecito migli01·amento dava ragione a questi ultimi, poichè con semplici bevande temperanti subacide e con umide fomen tazioni la risipola cedette ben presto e, ritornati· nelle buone condizioni di prima, si è potuto riapplicare un apparecchio fi nestrato riprendendo l'alimentazione sostanziosa ed analettica che tanto doveva contribuire alla riproduzione e consolidazione delle parti rotte dell'omero. E cosi avvenne di fatto : già fino dalla metà dell'agosto si è potuto assicurarsi che i fr amJl?.enti avevano per mezzo di novello tessuto aderito fra di loro e, quant unque si notasse ancora un certo grado di fiessibiliù\ nella parte mediana del braccio pure si poteva asserire che più non esisteva la falsa articolazione. Le piaghe da canto loro avevano assunto un bellissimo aspetto e si er ano ristrette per ·lo meno della metà senz'altro trattamento che qualche toccatura di nitrato d'argento e la medicazione r10n troppo frequente di semplici filaccia a piatto. Due assicelle longitudinali imbottite di bambagia collocate negli spazi interposti alle piaghe e tenute in posto per due lacci qualche centimetri al di sopra e al di sotto di queste, servirono d'ora innanzi di sostegno· all'o mero, continuando per ò sempre nella fasciatura espulsiva dell'arto ancor a richiesta dall'edemazia del medesimo. Sullo scorcio dell'agosto istesso anche le ferule di sostegno doventarono inutili, poi~hè' la frattura omerale erasi perfettamente c~nsolidata e delle larghe piaghe di prima più non vedevasi che due seni fistolosi i quali mettevano capq
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e da un lato e dall'altro nelle vicinanze dell'osso gì'à. rotto. A;nche il turgore dei tessuti e la loro tnmidezza, aveva poco a poco rimesso, cosicchè si è pot uto fare a meno delle fasciature espulsive sostituendovi qualche bagnuolo lisciviato . Inutile ·il descrivervi minutamente l'ulteriore andamento della cura, mi basti il dirvi che alli 22 del mese di gennaio 1872, in cui venne licenziato dallo speda]e militare in attesa dell'epoca in cui si ha intenzione di sottoporlo alla idroterapia, la piaga sinuosa della parte posteriore interna 4el braccio, già ferita di egresso del proiettile, era perfettamente chiusa, nel mentre che quella anteriore conduceva ancora pochissimo pus di buona qualità e permetteva appena 111 introduzione di sottile specillo nella direzione del già frammento superiore dell'omero da cui forse dovrà staccarsi quandochessia un piccolo sequestro, causa probabile della ritardata cicatrizzazione della medesima. L'omero destro, nonostante la enorme perdita di sua sostanza rappresentata dalle nove scheggie che vi ho esibito, non appariva, misurato attentamente, accorciato che di qualche millimetro (tre o quattro circa) essendovisi sostituito altro tessuto osseiforme compatto per modo che la solidità del brac-cio puossi dire r eintegrata del tutto. Gli è bensì iVero che l'articolazione omero-cubitale è in semiflessione quasi permanente essendo ancora impedita cosl la totale . estensione come la intiera flessione dell'antibraccio sul braccio; ma questa anchilosi limitata, che è dovuta anche in parte alla forzata e lunga inazione delle cennate due parti 1 dell'arto superiore dovrà necessariamente ceder e, in una certa pr.oporzione, alla ginnastica bene instituita nonchè alle fangature e docciature idropatiche alle quali dovrà essere in seguito sottomesso. Ad ogni modo però, dovessere anche, alla peggio, il braccio r,on l'antibracclo del Lanticina rimanere, come ora sono, semianchilotici, avremo sempre il conforto di averglieli conservati e con essi una parte considerevole ed importantis-
672 sima di loro funzioni, poichè la mano anche adesso è capace della prensione e di altri non meno importanti atti e movimenti.
A dettare questo brevissimo cenno sono stato incot·aggiato ~al chiarissimo professore Sigmund dell'I. R. Università di Vienua il quale, nel suo recente viaggio scientifico in Italia, ha visitato nel gennaio prossimo scot•so anche questo spedale ed ebbe ad interessarsi non poco del caso clinico anzi descritto nonchè dell'esito fortunato cho ebbe.
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SU ClNQUE ESI1Efi!ENZE FATTE COLLA SOLUZIONE DI ·NITllA'rO D'ARGENTO NELLA CURA DELLE ORCLilTI BL'ENNORRAGTCHE ·
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per il ~!edico di battnglione
DOTTOH. E. D ARROCHINL
(Letlw·a falla nell' Ospedale m ilitare di Milano alla Conferen:;a scientifica del 15 maggio 1872.)
Mentre il medico di reggimento dott. Bonalumi sta elaborando una ,relazione intorno alle esperienze da. lui fatte nella cura delle orchiti blennorragiche coll' nppli1~azi.one topica della soluzione di azotato d'argento, esporrò il resultato di quelle che anteriormente alle s ue vennero da me instituite collo stesso metodo. Ques~e si riferiscono ai sottonotati militari ehe l'anno scorso presso a poco in quest'epoca, mentre la sezione venerei era diretta dal medico di reggimento cav. Cameroni, furono tutti da me in' via sperimentale t rattati col suddetto rimedio in soluzione, nella pt·oporzione e nel modo adoperatt) dal medico di battaglione dott. Nicoletti. Detti individui, di cui conservo il dial'io clinico scrupolosamente e coscienziosamente ' redatto, sono per ordine cronologico di loro entrata: « Campana Enrico, soldato nel 49° reggimento fanteria; « De Git·olamo H.iccardo, mosehettiere ; « Orlando Giuseppe, caporale nel 9° reggimento fanteria; « Di P alma Nicola, soldato nel 9° reggimento fanteria; e « Mischìs Effisio, caporale nel 49° reggimento fanteria. »
Quattl'o di questi entravano per orcMte blennOr"'l'agz'ca a destra, ed uno, il De Girolamo, per orchite pure a d.estra ma d'o1·igz'ne t1·aumatica.
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All'infuori di quest'ultimo, che offriva il suo testicolo uni...: formerr{ente ingorgato ed ingrossato, tutti gll altri ai loro esame instituito la · mattina del giorno dopo il loro ingresso all'ospedale, presentavano marcatissimi i fenomeni dell' epididùn,z'te cui, nel Campana, nell'Orlando e Di Palma, associavasi r ingorgo del didimo. Meno uno (il Campana) érano tutti vergini di cure precedenti. Lo sviluppo della .malattia datava in ognuno dai tre ai quattro giorni. Eccettochè nel De Girolamo in tutti riscontravasi dolore all'epididimo irradiantesi lungo il cordone spermatico, al perirreo ed alla regione interna della coscia corrispondente all'organo colpito. - La pelle scrotale era rossa, edematosa. Ness'un sin~omo generale. . Il Campana era stato all'infermeria reggimentale precedentemente assoggettato alle pennéllazionì di nitrato ~·ar gento, delie quali scorgevansi tuttora esistenti le traccie caratteristiche sullo . scroto. Or hene, dei cinque casi, ad eccezione di uno, il caporale Mischis, nessuno cedette ~l rimedio locàlmente applicato. Devesi però notare che anche nel Mischis, in cui la r~eso luzione procedette regolarmente ed in modo progressivo, vi rimase qualeTesiduo un indurimento all'epididim·o della gt·ossezza di una ·nocciola contro cui, nulla più valendo le pennellature di azotato d'argento continuate anche per molti giorni, ,si credette bene usare i solventi locali con cui si vinse completamente. In tutti devo ad ohor del vero riferire aver osservato che il dolore, il rossore e l'edema dello scroto, quando esistenti, cederono alle prime bagnature colla soluzione: in alctlni sembrava anche ridursi vuoi il tumore dell'epididimo vuoi quello del testicolo: miglioramento però che non progrediva colla continuazione del ·rimedio: anzi il più delle volte ho visto arrestarsi non solo, ma in seguito cambiarsi la scena di miglioramento in altra di peggioramento tale da dover di
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675 bottò cessare dall'applicazione del rimedio e mettere in uso quegli altri compensi locali e generali che ormai l'esperienza ha sanzionato. - Simili condizioni ~ osservarono nei soldati Campana e Di Palma e nel caporale Orlando. R ispetto al caso di orr.hite traumatica verificatosi nel moschettiere De Girolamo , nel quale , siccome asseriva, l'infiammazione era susseguita acl uno sforzo violento, se all'ottavo giorno dalla sua entrata· a~l' ospedale colle pennellazioni di azotato d'argento si era ottenuto che l'ingorgo testicolare fosse àiminuito di poco meno d'un terzo, col continuare della cura non si notò più alcun. ulteriore cambiamento, ad onta che si persistesse nella medesima per ben altri nove giorni ancora. Vero è che anche coi fondenti Ìocali ed interni il rimanente ingorgo del testieolo non comi!!ciò a modificarsi che assai tardi e non fu che dopo poco più di un mese di simil cura solvente che il De Girolamo potè lasciare lo stabilimento in buone condizioni generali sl, ma col testicolo destro ancora ·un po' più grosso di circa un quin.to del sinistro. Quale fosse la ragione, per cui il detto organo mostrossi tanto refrattario anche alla cura piuttosto attiva e prostrata risolvente mal si saprebbe dire, chè il detto militare era di temperamento bilioso, di robusta costituzione e in lui l'infezione celtica e la blennoragica non avevano mai presa dimora. Dai surrifèriti cinque casi adunque parmi sia facile lo scorgere che solo uno ( Mischis) sentì vero beneficio dallfl pennellazioni di azotato d'argento, quantunque queste non . sieno state sufficienti a togliere ogni residuo indurimento dell'epididimo ; e che l'ingorgo testicolare traumatico se si ridusse alcun che colle dette spalmature applicate· nei primi giorni, nei successivi non ne risenti più alcun giovamElnto. Negli altri tre per contro i lodevoli effetti, che a tutta prima sembrarono derivare dalla• .detta cura, in seguito non solo si arrestarono , ma vennero susseguiti da tali esacerbazioni da dar luogo a dolori locali vi vissi mi, produrre aumento dell'ingorgo dell'epididimo e del testicolo
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6i6 pur ariche é sus-citare irr pari teìnpo· sintomi di reazione"' generale di' non lieve grado, obbligandq per tal modo a sospendere la cura· colle pennellazioni e passare ai rimedii in simili evenienze indicati. Senza· tener ·conto dello. spreco, non indifferente, di biancheria, eui colt'ùso di un tale rimedio si va certamente incontro e che ho dovuto specialmente rimarcare; concludo che se egli è vero che· col medesimo in alcuni- casi si perviene a vincere lo stato infiammatorio dell'organo in discorso, senza però giun9ere, come si vorrebbe, a togliere' il· residuo indurìmento dell'epididimo, ehe per l'ordinario in ·simile specie nosologica si osserva; egli è altrettanto confermato che in altri, oltre che non giova, è capace di indurre tale un'esacerbazione nell'organo .flogosato da doverlo tosto sospendere per mettere in pratica gli altri mezr.i terapeutici già conosciuti. Do'rT. E. BAnRocRrNr Medico t?i battaglìone.
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La posizione fisiologica dell'Alcool. Lettw·a del pro(. RrcRARDSON. (Sunto del dott. PnsTT1.) La così detta questione dell'alcool è oggigiorno in Inghilterra l'oggetto delle più vive e controverse dispute. I campioni della temperanza vedendo la corrente delle idee che era a loro contraria stagnare esitante o volgere forse in loro favore raddoppiano gli sforzi in favore rlclla lol'O propaganda. I politici hanno già discusso il quesito in pubblico parlamento. Gli statistici stanno riepilogando e rivedendo i loro quadri per constatare quanta influenza. ha l' alcool sulla salute, la ric:'.chezza e· la vitalità dei comuni. Il chimico lavora nelle analisi sui vini, le birre, gli sririti per decidere, se l'economia animale può cambiare l'alcool in nuovi dill'ereuti p1lodotti dello serie organiche. Ma in niczzo a questa singolai'e -rivoluzione cl' id e<~, osserva il Richardson, l'uso di questo liquore continua in proporzio11i veramente spaventcvoli. Alla protesta teorica sta di contro una protesta J:ll'aticll. Quale delle due è falsa~ that is the question. Per rispondere adeguata·mente alla questione, il Richardson dichiara che l)isogna attenersi ai fatti sperimentali c comincia ad esaminare il quesito su di un lato scienti:fir.o che si potrebbe cosl formulat'e. L'alcooi è vantaggioso a1la salute dell'uomo e degli animali.? Da loro forza, prontc;r,za, attitudine a sopportare le fatiche, vita lunga, felicita~ In quanto agli animali si è constatato che l'alcool è decisamente nocivo alla loro salute. I vitelli alimentati con farina d'orzo e gin si mettono presto in condizioni buone per il macello ma non migliorano punto nei caratteri della razza bovina; al contrario diventano pigri e sonnolenti. Il gatto può perfino contrarre l'abitudine dell'alcool da diventarne ghiotto, ma depe-
678 risce nel fisico e finisce idropico. I piccioni ed i polli dopo non molto sforzo beccano i piselli inzuppati d'alcool ; sotto l'influenza prolungatu. di questo alimento quelli animali si vedono ingrassare ma perdono la loro natur~e vivacità e forza di muscoli. Tra tutti gli alcool quello che mnggiormente c'interessa e di cui solo per ora si può far parola e l'alcool dei vini, delle ])irre cho imparte a queste sostanze la sua virtù stimolante e che distinguesi col nome di alcool eti7.ico. L'alcool etilico può essere introdotto nell'organismo per diverse vie, per iniezione sottocutanea, per inalazione nei polmoni o per lo stomaco; ma qualunque sia la strada per la quale s'introduce i cambiamenti all'economia sono press'a poco eguali e la quantità che si richiedo per indut•re quelle tali modificazioni, coeteris pa,·z"bus, è sempre )a stessa. Per regola generale sessanta grani d'alcool -per ogni libbra di peso dell'animale che si sperimento. è una quantità capace di produrre notevolissimi effetti. Il primo sintomo che attira la nostra attenzione quando l'alcool comincia ad agire è quello che noi chiamiamo eccitamento vascolare, in altro parole esaltata azione del cuore e dei vasi arteriosi. Vi sono altri sintomi di natura subiett.iva ma il primo fenomeno obiettivo cho si presenta all'osser.vatore è l'eccitamento vascolare. I dottori Parckes c W o11owicz fecero esperimenti numerosi ed esatti sull'uomo g iovane ed adulto. Elssi contarono i battiti del cuore, prima ad intervalli regolari durante quel tempo che chiamarono periodo dell'acqua ( TVater pet·iocl), mentre cioè l' individuo 'non ingeriva a!Lru bevanda che acqua pura; in seguito, sempre sullo stesso soggetto contarono le pulsazioni del cuore nei pçriodi successivi nei quali l'alcool era preso in quantità sempt•e crescente. Il risultato finale dell'esperimento fu questo: La media delle l)Ulsazioni del cuore nelle 24 oro nel primo periodo o periodo acqueo fu di 106,000, nel periodo alcoolico fu di 127,000 (21,000 in più) o all'ultimo giorno dell'esperimento colla massima doso d'alcool i battiti del cuore s'accrebbero di 2544 8 più dell'ordinarip. Ammattendo che ogni battito fosso d'egual forza tanto nel periodo acqueo che nell'"alcoolico (ma realmente era più forte in
679 quest'ultimo) il cuore nei due ultimi giorni del periodo compieva un lavoro maggiore d'un quinto. Ora adottando anche la più piccola cifra che fu data per espri· mer e il lavoro giornaliero del cuore, cioè di 122 t onnellat e elevate ad un piede d'altcz1.a, ne risulta che il cuore duranf.e il periodo _ alcoolico faceva un lavoro in eccesso eguale a 158 tonnellate ad un piede d'altezza c negli ultit!!i giorni coll'aggiunta di un extralavoro di 22 tonnellate. Non deve far meraviglia se il cuore dopo un lavoro eccessivo impostogli dall'alcool debba illanguidire, e tanto meno deve recar meraviglia che il cervello ed i muscoli i quali dipendono dal cuore per la necessaria provvista di sangue si stanchino ed abbisognino di riposo e di sonno onde ristorare la loro attività; in somma è un lavoro durissimo quello di dover lottare contro l'alcool, molto più d~;~ro, molto più faticoso che camminare, portar pesi, remare, ecc. Mentre il cuore sta così affaticandosi sotto l'aziono dello stimolo alcoolico è degno d'essere osservato un cambiamento nella circolazione periferica; in questa troviamo movimento accelerato e vasi maggiormente dist6$i. L'esagerata circolazione periferica non solamente alle guancia e alle or.'ecchiè, come si credeva, ma lo stesso si verifica anche nei visceri, nei polmoni, nel cervello, nel fegato, nella milza e nei reni. Alcune recentissime ricerche hanno servito a spiegarci perchè sotto l'alcoolismo il cuore batta cosi celere ed il polso si rialzi. Una volta si credeva che \'alcool agisse immediatamente sul cuore stimolandolo ad esagerare la sua azione, e da questa idea erronea sulla primitiva azione dell'alcool si t irarono erronee conclusioni. Noi ora sappiamo che molti corpi chimici agiscono direttamente paralizzando l'apparato nervoso dei vasi che costituiscono il minuto circuito vascolare. Questi piccoli vasi quando sono paralizzati non oppongono più resistenza all'urto del cuore ; essendo cosl dilatata tutta la circolazione periferica il cuore colla diminuita resistenza che regola la sua azione batte più liberamente; avviene come d'una mo1la d'orologio alla quale si tolga l'ostacolo che serve a trattenerla. L aondo si vede, che gli accresciuti battiti sono un segno di diminuito piuttosto che accresciuto potore. Il fenomeno sopramenzionato che costituisce il primo periodo doWazione dell'alcool sul corpo si può chiamare stadio di ecci-
680 tamento ed è analogo a quello che si verifica immediatamente all'inalazione di cloroformio. : Se razione dell'alcool. si protrae,' un nuovo ordine di cambiamenti si produce ·in un' altra parte del sistema nervoso, cioè nel midollo spinale. Se tale cambiàmelito sia dovuto ~lla modificazione di circolo nel midollo spinale o all'azione ·diretta dell'alcool sulla materia nervosa non si conosce ancor bene; ma il fatto del .cambiamento è reaìe e consiste in un difettò di coordinazione dei movimenti muscolari. n controllo nervoso di certi muscoli è perduto e lo stimolo nervoso è più o meno indebolito. l muscoli del labbro inferiore nell'uomo l)rima s.' indeboliscono, inoltre i muscoli delle membra inferiori, e fra questi prima-degli altri i :flessori. I muscoli ·stessi si mostrano poco sensibili sotto la corrente galvanica. Col tempo si altcr!).no nella loro struttura e perdono ·i l loro potere. Questo è il secondo grado dell'azione alcoolica. lp questo grado vi sono spesso nausee e vomiti e ·negli uccelli questo sintomo . non manca· mai. ' Continuando sempre l'influenza dell'alcool comincia ad ·essere interessata la porzione superiore della massa cerebrale, cioè i centri del·. pensiero e della volontà. La parte razionale dell'uomo svanisce e dù posto alla parte istintiva delle passioni. La ra:. • gione se ne va e il dovere che puramente dalla ragione deriva sparisce lasciando a nudo in tutta la loro sconcezza i bassi istinti. Ed è per questo che nell'ubriachezza il vigliacco si mo.st:ra ancora pii't vile, il prepotente -più audace, i} crudele più crudele, il lussurioso pÙt lussurioso. Il proverbio in. Vùw veritas non potrebbe esprimer più fedelmente lo stato dell'uomo in questo grado di ebrezza. Al contrari? lo spirito delle emozioni viene eccitato; quindi folle sentimentalismo, risate insulse, assurde promesse; :t:no a che tutti i sensi cadono in prostrazione, gli oggetti esterni si contoréono e si oscura rio alla vista, viene H sonno e l'i nsensibilità. Questo costituisce il ·t erzo stadio dell'ebbrezza alcoolica e corrisponde a quello s&adio ·d'insensibilità' del cloroformio quando il chirurgo pratica l'operazione. · Mentre questi: cambiamenti nell'azione del sistema nervoso progrediscono vi: è una speciale modificazione riferibile alla tem. peratura del corpo. Per poco tempo la temperatur-a esterna o superficiale è aumentata, specialmente in quelle parti abbondan-
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temente irrigate dal sangue. Però è da nota~i che in riguardo alla massa totale del corpo la temperatura tende ad abbassarsi. Ma progt•edendo verso la completa ubriachezza abbiam veduto che si verificano tre stadi o periodi: il primo è quello del sempÌice esilaramento, il secondo d'eccitamento, il t erzo d' insensibilità vaga, c se ne potrebbe aggiungere un quarto la perdita di conoscènza e la prostrazione muscolare. La durata 'di questi periodi può essere grandemente modificata dal modo d'amministrazione. Nel P stadio la temperatura s'abbassa ·leggermente negli uccelli un g rado di Fahrenheit, nei mammiferi mezzo grado. Nel 2° stadio quando negli uccelli vi sono i vomiti, la temperatura riascc:Jde al suo grado normale ma ben presto comincia a ricadere c durante il 3° stadio s'abbassa sempre più. Stabilito il 3° grado la temperatura cade al suo primo minz'mum, e negli uccelli s'abbassa fino di sei gradi, nei conigli di due o tre gradi. In tali r.ond izi~ni la tempe1·at ura animale r esta stazionaria finchè s~ manifestano segni di guarigione. Ordinariamente in mezzo a questa depressione di fort.e vi è tendenza. al sonno e con una calma perfetta in un ambiente caldo l'animale ricupera il suo naturale calore; ma il ritorno è molto lento per il perfetto . riacquisto, occorrendo un tempo tre o quattro volte maggiore di quello che è occorso per la perdita. I n mez:w a queste .fluttuazioni di tempcratm·a. l'or dinaria influenza dell'arin. esterna ha una parte importantissima nella d urata di quelle oscillazioni. I fatti r elativi all'abbassamento di temperatura del corpo animale sotto l'alcool sono stati segnalati clalle osservazioni fatte in animali inferiori. Le osservazioni sono state confermate da altri fatti sul corpo umano. Il sig. De Marmon di King's Bridge a New York ha portato esempi illustrativi con fatti di; avvelenamento di Visky avvenuto in piccoli fanciulli. In uno eli questi la tempm•atura dal stto grado naturale, 98° Fahrt, discese. a 94° e ·in un alt1•o a 93° lj5. In tutti e tre gli stadi sopra menzionati il declinare della temperatura animale è un fatto di carattere costantemente progressivo. È bensì vero che nel primo periodo il calore delle parti più colorate del corpo è anche rialzato, ma ciò è da attribuirsi soltanto ad nnn maggior copia di sangue ed a una aumentata Giornale di Medie. milil. 1872.
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682 irradiazione non già ad un aumentato calore interno del corpo. I n fatti la massa del çorpo si raffredda mentre le superfici .sono maggiormente irrigate; tostochè l'eccitamento vascolare declina, si fa pure abbassamento di temperatura alle superficie. Il 4° grado dell'avvelenamento alcoolico è segnato dal collapsus dei centri nervosi volitivi e dei muscoli sottoposti al controllo di quei centri e di altri centri orga~ici o puramente animali. È vero che mentre il corpo giace prostrato dall'alcool si osservano certi curiosi movimenti delle membra, ma questi non sono menomamente provocati dalla volontà, nè sono moti riflessi da qualche stimolo esterno; sono invece movimenti automatici come 'se nel midollo spinale vi fosse ancora della vita, e continuano irregolarmente fino alla fine della fase anche quando questa fìne foss~ la morte. In mezzo ai disordini di quest'ultimo periodo due centri ;•imangono più lungamente fedeli al loro dovere, cioè quel centro che provoca la respirazione e l'altro che stimola il cuore. Vi è adunque un intervallo durante il quale non vi è altro movimento tranne quello del diaframma e quello del cuore, e quando anche questi mancano, primo a mancare è il movimento respiratorio, ultimo quello del cuore. Una specialità dell'azione dell'alcool è la lentezza colla quale vengono colpiti i due centri del respiro e del circolo, o qui sta appunto la relativa sicurezza o innocuità dell'alcool. Succede d'ordinario che sotto favorevole circostanza l'animale inebbriato sopravvive. La temperatura del corpo si abbassa di due o tre gradi ancora; ma sfuggendo l'alcool per eliminazione da tuW i tessuti f centri ne' vengono lentamente liberati e cosi ritornano lo forzo. Se avviene la morte, ne ò cagione il condensamento del fluido sulla superficie dei bronchi ed arresto del respiro per pura causa meccanica. L'animale è letteralmente annegato nylla propria secrezione. Tali sono i periodi o gradi del narcotismo alcoolico dal primo all'ultimo. Alla descrizione dell'alcoolismo facciamo ora seguire le riflessioni colle quali l'illustre fisiologo chiude le sua lettura: l 0 Noi conosciamo dall'espressione fisioìogica dell'alcool che questo agente è un narcotico. Lo si è paragonato al cloroformio e il paragone regge sotto tutti gli aspetti meno uno, cioè che
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l'alcool è meno funesto del cloroformio co<lsiderato come forza dist,ruttiva immediata. Esso non per questo tralascia di uccidere ' con tutta sicut•ezza. Secondo i calcoli del dott . De 1\·formon cinquantamila persone in Inghilterra e diecimila in Prussia annualmente sat•ebbcro sagrifì.cate, rpa il modo di uccidere è lento, in<liretto e per mezzo di penosissimo malattie. 2° Il fatto ben constatato che l'alcool introdotto nell'economia induce un abbassamento di temperatura è fecondo delle più importanti ed ist ruttive riflessioni. Il fatto dimostra che l'alcool non pr·ovvede momentaneamente al corpo il calore animale come si su·ppone comunemente, nè previene la perdita di questo calore come pure l'immaginano coloro che prendono abitualmente una goccia per tenm· lontcmo il freddo. Il fatto mostra invece che fl'cdclo ed alcool nei loro effetti sul corpo si danno la mano ed è questa opinione confermata · da · coloro che vivono o viaggiano nelle regioni più fredde della· terra. L'esperienza dei viaggiatori al polo artico, dei soldati della spedizione napoleonica in Russia, .aoi ft•ati del S. Bernardo, ci a ttesta che la morte per freddo è accelerata dal suo alleato l'alcool. 3° L'alcool ha per immediato effetto di far battere più celeremente il cuore ; perciò questo viscere sarà necessariamente sog,getto a cambiamenti di struttura . Si può difatti ammettere che quando il cuore · è sotto l'eccitamento alcoolico lavora sotto una pressione minore che quando batte con regolare lentezza; no verrà per conseguenza che il cuore dovrà una volta fermarsi nella sua funzione per causa dell'eccessivo sforzo impostogli dall'alcool. In pari tempo l'eccesso di moto è egualmente dannoso al cuore ed al cm·po. Esso sottomette il corpo ad una irregolare irrigazione di sangue et! il cuore alla stessa dannosa infiuènza, perciò indebolisce e degrada tanto il cuore che il corpo. 4° Onestamente parlando sugli argomenti di che fino ad ora si dispone non si 1mò riconoscere l'alcool come una sostanza distinta da alh·i chimici agenti della classe dei cosi detti narcotici o deprimenti , Quando si debba fisiologicamente intendere che ciò che si chiama stimolo od eccitamento non è infatt{ che un ri]a: sciamento, dit·ei quasi una paralist· di uno dei più importanti congegni della macchina vivente, cioè la circolazione piccola ca. pillare periferica, vediamo subito quali erronee opinioni abbiano dominato fino ad orn sull'azione ,degli · stimolanti e nello stesso
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tempo ci !lÌ spiega ch·iaramcnte come ogni eccitamento, ogni passione, lascia quando è passata, debolezza di cuore, ottusità di mente, mesti~:ia di spirito. Conosciamo inoltre, per riguardo all'alcool, che l'eccitamento tempornneo che produce si fa a spese della for-.ta animale, e che l'idea della necessità di questo liquore per sostcnci'e le forze in una vera, continua attività sono ideealtrettanto false quanto sono largamente diffuse e fermamente radica te. Nell'educazione scientifica del popolo non vi l1a fatto più degno di speciali commenti di questo, che l'eccitamento è forza sprecata, è il correre precipitoso verso rovina di un meccanismo prima che abbia finito il suo ot•clinario tempo, il movimento di cui è capace. 5° Con questo non si vuol nega-ce che vi siano dei momenti nella vita, nei quali si sente il cuore oppresso, h resistenza al suo movimento è aumentata e il sangue scorre con lcntez7.a negli organi periferici; in quei momenti l'alcool rianima gli spiriti. Esso libera il cuore da un'eccessiva oppressione, lascia· entrare una più rapida corrente sanguig-ntt negli organi .indeboliti, favorisce gli scambi i ilutritizii ed in questo sen&> ò di un reale temporario beneficio per l'uomo. Se l'alcool fosse usato entro qtiei limiti, nei quali esso è un · bene per l'umani t~\, sarebbe il più prezioso dei doni, di cui natura avrebbe favorito l'uomo. Sgraziatamento si passano i limiti tra l'uso c l'abuso, si code alla tentazione di mettersi al di sop•·a dell'uso, e l'uso dell'alcool senza il bisogno bilancia per molti uomini i vantaggi, che t•ealmente gli sono inerenti come agente 1isiologico. L'alcool diventa un pericoloso strumento anche .il1 mano del saggio ed uno stru-· mento micidjale nelle mani del pazzo. Usato troppo spesso o in quanti ti\. eccessiva, quello stesso agente, che in dose .moderata rianima il corpo pròstrato, ne rilaséia lo sue parti nel modo estremo, logora gli organi vitali, mentre la circola?.iono torpida, imperfetta, irregolare fa sentire il bisogno di nuovo stimolo, tenta a rinnovare il male , rovina il meccanismo dell'animale sano prima ahe l'ora della sua caduta venga per naturale deperimento. 6° Si sostiene da non: pochi che l'alcool dà vigore, e sentiamo dire dalle persone deboli che esse si mantengono in forze la mercò degli stimolanti.
685 Cio vuoi dire invece chiaramente che questi organismi ~bitualmcnte c giorno per giorno vanno decadendo. Ma la sensazione, che essi risentono dall'immediata aziono dello stimolante, li inganna c fa loro attribuire un beneficio persi· stento a quella cosa, che nella gr:mde maggioranza dei casi non è cho una eterna sventura. Ella è cosa evidente che l'alcool non dà potenza alcuna al cervello o ai muscoli. :Kcl primo st.ndio della sua a;done può eccitare u n debole or'ganismo n lavorare per por.o tempo , p uò rendere la mente per breve tempo più vivace, può eccitare un muscolo ad una piìl rapida contrazione; ma continua a distruggere. Un incendio fa uuo spettacolo brillante, ma lascia dopo · sè la desolazione; c cosi l'alcool. Sulla for-ta muscolare poi il più piccolo eccesso di alcool è funest o ed anche gli esperimenti parlano a chiare noto e ancho la giornaliera esperienza; al vedere con quale prestezza uomini robustissimi cadono in paralisi dietro gli eccessi di Bacco, baste· r èbbo a fare aprir'e gli ocr.hi al popolo sulla reato azione dell 'alcool sull'apparato locomotore. , 7° Si può obiettare che, ad onta di queste verità, gli uomini prendono l'alcool e in grande quantità, eppure vivono. Lo svedese adulto beve, in media, 25 gallo-n di alcool alfanno e resta sulla faccia della lt>rra; anche qucslo è vero, ma ciò avviene, pcrcbè sotto il persistente uso dell'alcool vi è una sccondat'ia provvidenza per la continuazione della >ila; interviene la legge dell' adnf.tamento e gli clementi organici si dispongono in modo come l'alcool avesse a diventar pa1'te integrante del coJ'po ; diventa parte dell'individuo, ma continua sempre c fatalmente il suo lavoro di distruzione. Gli or·gani si adattano a poco a poco a ricevere l'alcool, ma i cambiamenti, che sono loro necossarii, por questo loro adattamento, disturbano profondamente le loro proprietà anatomiche c funzionali. Ecco l'origine della tisi alcoolica, della cirrosi epatica, della degoneru;:ione dci nmi e di tante aitt•e malattie incurabili.
A. maggior conferma dl quanto precede, leggasi la relazione di D. Evor1'ct sul censimento d'America pel 1860, che trovnsi nel New Jo1·k Medical Joutnal.
686 Dicembre 1870. Negli ultimi lO anni l'uso degli alcoolici ha l 0 Imposto alla nazione una spesa diretta di 000,000,000 di dollari. . , • 2° Ha causato una spesa indiretta di altrettanto. 3° Ha distru tto 300,000 vite. 4° Ha mandato 100,000 bambini agli asili dci poveri. 5° Ha cacciato 150,000 persone, almeno, in pr1gione. 6° Ha fatto, almeno, 1000 maniaci. 7° Ha determinato 2,000 suicidii. 8° Ha causato la perdita, per incendii, violenze, ecc., almeno, di 10,000,000 di dollari di proprietà. . 9° Ha fatto 200,000 ·tedove ed 1,000,000 di orfani. Resterebbe ora a trattarsi qualche altro punto di uno speciale interesse scientifico, come quello : se l'alcool, dopo introdotto nell'organismo, viene eliminato, cambiandosi in un nuovo prodotto, oppure col lasciare l'organismo sotto forma d'un indissolubile corpo chi.mico. •rale questione però ò di un' importanza affatto secondaria , in confronto di quella che si riferisce ag li effetti di questo corpo sulla macchina ·vivente. Frattanto, se con quanto precede si è definito in quanto e in che cosa l'alcool è un bene ; se si è dimostrato che, quantunque stimolante, non può dar ci una nuova forza, se si è dimostrato infine che c.m un leggierissimo errore nel suo uso esso. diventa un potente dìstrnttore, lo scopo ò pienamente raggiunto. L'alcool sar à conosciuto per quello che è realmente, cioè uno strumento, che in mano dell'uomo è apportatore di qualche bene e di mol· tissimi mali. (Popula1· S cience Review)
Casi guariti di Diabete mellit o. Un caso dal dott. Angelo Bocchini, di Spoleto e due casi dal dott. Leonzio Capparelli di Napoli sono r iferiti di Diahete guar iti col metodo del prof. Cant.<tni, che consiste nella assoluta dieta albuminoide oltre un po' di gt•asso e di alcool e alcuni grammi di acido lattico. Il prof. Gaetano P rimavera, in un articolo intitolato : I l Dial;ete m ellito e il p1·o(. Cantani, fa delle osservazioni e dà delle notizie molto importanti a proposito dello stesso argomento. Il prof. Cantani fu tratto a t entare questa cura par-
687 tendo dal principio che nel Diabete mellito si formi un zucchero patologico speciale poco o niente combustibile entro l'organismo, e che questo zucchero non possa più formarsi una volta che sia allontanata dalla nostra alimentazione qualunque sostanza zucche..rina od amilacea; e sperando d'altra parte che quando gli organismi diabetici fossero stati per qualche tempo in riposo dovessero perder e la facoltà di formare più traccia ·di quello zucchero patologico e quindi risanare. Con tale ipotesi era data spiegazione del rapido e grande dimagt•amento cleì diabetici, dappoichè, essendo abolit.ci la combustione dello zucchero, i molti albuminati e grassi non bastano alla combustione organica, e quindi il diabetico consuma il g~asso e gli albuminati dei propri tessuti; onde l'aumento eccessivo della fame e la bassa temperatura che si è osservata (35-36 del centigrado) in questi malati. Dapprima il prof. Cantani permetteva un po' di burro per condiment,o, il sugo di limone e i frutti di mare e ordinava qualche tazza di latte inacidito per compensare la mancanza degli idrati di carbonio sotto il punto di vista della combustione organica. Ma poi' tutte queste sostanze dovette abolirle, poichè fu trovato contenere tracce più o meno sensibili di glucosio. I frutti di mare specialmente ne hanno notevoli quantità come pel primo dimostrò il prof. Bizio e quindi confermò lo stesso prof. Primavera. Le uova, il vino, l'aceto debbono pure proibirsi per la stessa ragione, e quanto al vino fa ostacolo pure la presenza dell'acido tannico, il quale è probabile che entro l'organismo si trasformi in acido gallico e glucosio, come lo dimostra il fatto del trovarsi sempre un po' di acido gallico nelle orine dopo la somministrazione dell'acido tannico. Evitare devesi pure il fegato degli animali, essendo noto che cospicua quantità di glucogeno che poi si trasforma ìn glucosio è accolta in queste viscere. Però' il prof. Primavera nel fegato dei pesci non lo ha potuto trovare, e ciò forse perché i pesci non si ammazzano ma si lasciano morire spontaneamente e lentamente. In conclusione la cura del Diabete consiste nella dieta esclu·sivamente carnea, intendendo per carne anche quella dei pese~ propriamente detti e nell'uso dell'acido lattico alla dose di 5 a 10 grammi sciolti in 200 grammi d'acqua da beversi specialmente dopo il pasto. Inoltre può darsi un po' d'alcool (dieci a quindici grammi sciolti in 200 grammi d'acqua) da prendersi in luogo di
688 vino durante il pasto principale, a un qualche condimento innocuo, como sale comune o un po' di sugna o d'olio d'oliva. L'alcool e l'ncido lnttico suppliscono anche agli amilacei e zuccherini che devono severamente vietarsi e l'acido lattico agisce pure da digestivo. I resultati pratici ottenuti fino ad ora con questo metodo sono i seguenti: 1° Che mentre curate con gli altri metodi, le guarigioni del Diabete mellito erano un'eccezione, oggi sono una eccezione le
non guan[Jioni. ~ Con tal metodo si vive cosi bene con qualunque più svar iata alimentazione, anzi l'organismo so ne avvantaggia nel senso, ello se ò troppo pingue si fa un po' magro, se è troppo magro riacquista un po' di carne, tantochè alcuni malati banno posato al termino della cura fino dodici chilog-rammi più di quello che pesavano prima. 8° Non mai i diabetici così curati fut-ono colti da calcolosi urica o da accessi gottosi, quantunque le loro orino contenessero enormi quantità di urati e di acido urico libero. 4° Questa cura antidiabetica col guarire lA malattia principale, guarisce anche quelle piccole albuminurie che alle· volte nccompaguano il diabete mellito, anche quando si presentano dei cilindri mezzo degenerati in gr·asso. 5° La scomparsa dello zucchero non si fa ordinariamente aspettare più di una settimana, anzi pet• lo p:ù si verifico. dopo tre giorni. Se dopo sette giorni il diabete non cessa devesi sospettare o che il malato trasgredì la curn o che la malattia è giunta al secondo stadio, in cui lo zucchero diabetico non si forma solo dai pl'incipii zuccherini ed amidacei, ma anche dagli albuminoidi. Por avere poi una· stabilo guarigione è necessario: l o continuare la cura per un mese almeno o meglio per duo o lro dopo la scomparsa del glucosio nelle orine; 2° tornare gradatamente alla dieta mista ; 3° final me n te far uso per tutta la vita di una alimentazione prevalentemente carnea. (Il Mo1'[Jagni, dispensa J[a 1872.)
689 li fosfato di calce nelle orine dei tisici. Nota del p1·o{ ENRICO D.e- REI'\ZI. Questa nota si riassume nelle seguenti conclusioni: P Uno dei caratteri più frequenti e notevoli dell'orina dei 'tisici consiste nella presenza di una grande quant ità di fosfato di calce. 2° Questa abbondanza di fosfato di calce non è dovuta alla ingcstione del sale come rimedio, sì bene proviene dall'alterazione del processo nutritivo nella t isichezzn polmonare. 3° La clinica assai spesso fa riconoscere un rapporto diretto fra la quantità del fosfato eli calce contenuto nell'orina e il dimagrnmenLo dell'ammalato; in quanto che il peso del corpo degli i nfermi in generale diminuisce od aumenta in ragione dell'aumento o della diminuzione del fosfato di calco nelle orine. 4° La Cltimica, facendoci riconoscere la eccessiva quantità di fosfato di calce che si trova nella orina dei tisici, ci mostra la necessità ùi ripararne la perdita con la introduzione di questo sale nell'organismo come medicamento.
(La Nuova Liguria Med~·ca. Disp. 10, iO apt·ile 1872).
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Azione combinata della morfina e del cloroformio . Claudio Bernard sperir,nontaudo sugl( animali l'azione degli alcaloidi dell'oppio giurtse a dimostrare che combinando l'azione del cloroformio con quella della morfina, l'anestesia si effettua piti prontamente e dura più lungo tempo, ed occorre per avere tll.le effetto, una dose molt o minore di cloro.forroio di c1uando questo adoperasi solo. I dottori ·Labbé e Guyon approfittarono di questo fatto onde giovarsene nella. pratica chirurgica, e riferiscono quattro casi di uperazione, in cui la anestesia fu ottenuta iojettando sòtto la ente O, gr. 02 di clol'idato di morfina, e venti minuti dopo applicando il cloroforn1io nel modo ordinario. Da 20 e 40 grammi di cloroformio bastano generalmente a produrre la completa anestesia. Essi t raggono le seguenti conclusioni : l o Che si può ottenere nell'uomo, còme avevalo dimostrato Claudio Bernard per gli animali, più rapidamente l'anestesia combinando l'azione del cloroformio e della morfina.
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2o Che questa anestesia è di maggiore durata e può prolungarsi per moltissimo tempo con t enui dosi di clorof6rmio, "e che perciò il pericolo degli ncciden~ mortali deve essere di gran lunga diminuito. Il dottor Guibert poi in una nota letta da Claudio Bernard alla Accademia dello scienze dì Parigi espone avere es-so ottenuto du~ gradi di azione del cloroformio nelle persone precedentemente sottoposte alla azione della morfìna : l'analgesia e l'anestesia. In chi si ebbe precedentemente una iniezione ipodermica. di l o 2 centigrammi di cloridrato di morfina, _il primo effet to delle inalazioni del cloroformio quello si è di produrre uno stato di analgesia con conservazione della intelligenza, del senso e del movimento volontario. Questo stato basta nella pratica delle piccole oper'azioni per smorzare notevolmente la sensibilità. al dolore. Quando si prolungnno sufficientemente e senza interruzione le inalazioni di cloroformio, si ottiene il sonno con anestesia e risoluzione dei muscoli, stato sì prezioso per le grandi operazioni, e da Claudio Bernard denotato col nome di anestes~·a mista. Notisi poi che N ussbaum in Germania aveva llrimo. di tutti eseguito delle cliniche esperienze sull'uso combinato della morfinia. e del cl:oroformio ed avea osservato l'anestesia durare più del sonno. (G-azette Madicale de Paris, N. 11 e 13).
"
Sulla cura della piressia col cuscino refrigerante. Dott. WELLtAM R o:eEttTs.
Il dottor Roberts in una riunione della Società medica di Manchester mostrò un cuscino destinato ad applicare il freddo o il caldo in modo continuo e regolare sulla superficie del corpo. Questo cuscino consiste in una specie di gomitolo di tubi sottili di gomma elastica del calibro di un ottavo di pollice addossati e uniti a guisa di spira a un sostegno di fitta e grossa tela. Le porzioni terminali costituite da tubi più grossi hanno la lunghezza di due piedi dal margine del cuscino e ciascuna è chiusa da una chiavetta (robinet). A oggetto di sperimento sono stati fat ti cuscini di tre dimensioni, uno di un piede di diameti'O, un altro di due piedi per sedici pollici e un terzo di tre piedi per due. Il principale scopo dell'autore fu quello di avere un mezzo comodo per eseguire le esterne applicazioni del freddo nei casi di febbre o
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di infiammazione. Le osservazioni fatte in Germania sulla cura della febbre tifoidc coi bagni ft•eddi e i più recenti tentativi di Meding c 'Velson Tox nella iperpiressia dell;t febbre r eumatica tengono alta ]a speranza che possiamo avvicinarci a una più efficace cura della piressia di qtwllo cho non siasi ottenuto :fino ad ora. Il bagno freddo, le afi'usioni d'acqua gelata, il lenzuolo freddo sono applicazioni molto incomode e nella pratica privata è ben difficile potcrle introdurre. Il guanciale può facilmente appUcarsi sia collocandolo sotto il dorso del malato ovvero intorno il tronco a contatto con la pelle. Una corrente d'acqua della temperatura desiderata si fa passare attrave1>so i tubi del cuscino, ponendo uno dei capi tm·minali in comunicazione con un vaso pieno d'acqua colll)cato all'altezza di nno o due piedi dal livello del letto. Dopo reso conto della costruzione e del modo di applicazione del cuscino, il dottor Robcrt.s riferisce alcuni casi dai quali resulta la possibilità di alleviare la temperatura del corpo col mezzo da esso proposto. Ma, conclude, spetta alla ulteriore esperienza il provare se questo metodo possa. addivenire di pratiM utilità per la cut'a delle febbri e delle infiammazioni e fa appello al pubblico modico onde voglia con più agio interessarsi di taU esperienze. (Medical Tùnes and Ga;:ette, 1U dt'cemln·e 18ii).
Malattie di cuore, di METCALFE Joa.--;soN. Le nozioni popolari sullo atfezioni del cuore sono molto erronee e non solo in stato di malattia ma altresì in condizione fisiologica. L'antico linguaggio della poesia ascrivo al cuore ciò che ora noi riferiamo al cervello. Così si parla dei « pensieri del cuore, 'l} si dice « amare col cuoro » e le qualità del timore, l'arditezza e tutte le emozioni piacevoli e dolorose sono nel linguaggio figurato erroneamente attribuite al cuore. Ma il cuore d uole~ P er regola, la maggior parte del dolore cbe si riferisce al cuore è dovuto a qualche altro org:~no, come lo stomaco o anche il crasso intestino. Veramente nella morte per malattia valvulare o per aneurisma antico o nella rottura del cuore, un mal definito dolore è riferito generalmente a questa r egione; ma nel caso di aneurisma o rottura, può esserne cagione la pressione sulle parti in cui i nervi sensitivi sono più copiosamente distribuili, come la pleura, gli spazi intcrcostali ed i
692 muscoli. Possiamo quindi sicuramente dire che, per regola generale, le malattie di cuore sono più o meno esenti dn doloro intenso; impcrocchè anche p ello stadio acuto della pcricardite reumatica, il senso di pena non è acuto, ma un sordo o gravo senso di costrizione, molto differente dal dolore lacerante di una articolazione che trovasi sotto la stessa condizione patologica. La pena e la inquietudine che sono attribuite al cuore, sono dovute generalmente alla distensione dello stomaco o del c1·asso intestino, o ben anche in molLi casi, il dolot•o acuto è ••ifcribile alla estremità inferiore dell'esofago. Ma d'ordinario la palpitazione o l'aziono il·regolare del cuore (anche quanùo il ritmo s~1o naturale è alterato) è dovuta in molti casi piuttosto al disordine fu nzionale degli organi alimentm·i che alla esistenza di un morboso cambiamento di struttura del cuore c ·suoi annessi. Non vi è malattia cho generalmente tanto spavcl)ti quonto le malattie di cuore. Ma Ol'dinariamente la maggior parte dei timori relnti,·i al mal di cuore sono senza fondamento, imper·ocché come sopra notammo, il dolor o, a cui si dà gt·nnde importanza, è riferibile allo stomaco, agli intestini, all'esofago o anc!1e a qualche altra parte del cot•po sotto il dominio del net·vo gran simpatico. Ora, quanta put·te ai questa azione irregolare, di questa pnlpitazionc, di questo dolore e del senso di costrizione precordiale è dovuta n cause fisiche como la pressione sul cuore cd altra non semb1·a evidente. In molti casi, senza dubbio, la semplice distenziono meccanica della maggiore estt·emità dello stomaco comprimendo il pet•icardio (spccialinente se sono in esso alcune alternzioni patologiche) è sufficiente a cagionare non solo doloJ·e, palpitazione, ma anche intermittenza nell'azione dell'organo che è molto incresciosa o incute molto timore. Uno d~i vnntaggi cho resultano dalla dingnosi accurata quello si ò di porgere al medico non solo una intima soddiafazione, ma anche il potere di sollevare il paziente dal dolore insieme e daUn paura. Ma oltro questo semplice ostacolo meccanico alln regolarità dell'aziono del cuore, sonovi nlt.re cnuse cho agiscono per intermezzo dei filamenti simpatici del sistema gnnglionare, che in r·apporto da una parte coi visceri adclominati como loro speciale clominatoro e rcgolatore estendono poi la loro funzion e come :>lia10lo speciale della azione del cuore, e cagionano spesso le pnlpitnzioni che eccitano i timori di una rnalattio. di cuore.
693 L'opinione volgare relativamente alle malattie di cuore è generalmente molto scoraggian te, e a qtiesta opinione è naturalmente annesso il timore di una pronta morte. Non solo l 'opinione volgat•e ma anche quella dei medici, dice l'autore di quest<> articolo, è spesse voll.e non poco esagerata riguardo a questa a ffcz:one. E qui ei ri ferisce alcune storie di • malati di cuore, in cui si ebbero i sintomi più allarmanti, e nei quali era stato fatto il più grave pronostico, e che nonostante poterono ricuperare un soddisfacente stato di salute e tornare ad attendere nlle loro occupazioni. Dopo di che soggiunge : Pat•lando dei rimedi è difficile lò assicurarsi della prova del loro valore : poicb.è è fuor di dubbio che se dovessimo Cl'eclet•e alla testimonianza dei varii medici , poche sostanze esisterebbero nella farmacopea che non fossero state considerate valevoli a guarire qualunque male che regna sotto .il sole. Ciò non pertanto i vescicntori hanno in loro favore - la testimonianza di un gt•an numero di pratici. Quanto all'uso delle medicine, d'u r.a almeng occorre par·lare; ed è l'oppio, la cui efficacia nello alleviare il dolore non deve essere passata sotto silenzio. Quanto al modo di operare dell'oppio può· dirsi che apparentemente esso agisce producendo un torpore o paralisi delle estremiht dei nervi ganglionari. La osservazione s ugli effetti della iniezione ipodermica di mo:c.tìna. ci mostra b seguente serie di sintomi. Primieramente cinque o sei circa minuti dopo che la morfina è stata iniettata, sente:;i un senso di costrizione alla bocca dello stomaco; poco dopo questa specie di stringimenoo si estende verso la gola sotto il pomo eli Adamo. A queste sensazioni tien quindi dietro l'aileviamento del dolore nella parte affetta, e più o meno prontam ente succede il sonno. E qui può arrischiarsi la opinione (poichè la sensazione è particolare e più di costl'>izione che vero dolore) che la prima sensazione alla bocca dello stomaco sia dovuta agli effetti tossici I>cl gungljo semilunure, laddove 1a sensazione alla gola debba attrjbuirsi al.l'azione sul ganglio semilunare, che age ndo sull'arteria cerebrale media produco il rilassamento dello piccole arterie, donde deriva il dolce ristoi'atore della natura, il balsamico sonno. L o effetto delle controirritazioni è tale, a mio credere, da dare
694 conferma alla vecc~ia opinione che la ·congestione non può prendere posto in due parti del corpo contemporaneamente, e che se, forzatamente, per mezzo delle controirritazioni, il sangue è diretto a •riempire i più minuti capillari nella parto a cui è applicato il vescicante, il sangue sarà allontanato dai capillari della parte affetta da congestione. Parecchi anni di ésperienza mi hanno condotto a pensare che questo effetto si produco più probabilmente quando lo parti sono in prossimità; vale a dire che quanto più la controirritazione si eseguisce vicino alla parte che è in preda alla alterazione pato· logica, tanto maggioro sarà la probabilità di riuscire a fare diversione alla congestione. La efficacia dello alleviare la congestione dci polmoni posteriormente con vcssicante applicato alla sede dello sfrcgamcn to o del crepitio è veramente ammirabile. Ed è su tal fon damento che insiste sulla necessità di applicare la controirritazione ri:;orosamente sulla sede del male. (J.1 fedical 'l'z'mes ancl
Gazett.)
Cura delle emorroidi con l'acetato di. piombo in polvere. Questo :mezzo fu già preconizzato dal dottor Deconrl é, modico dell' esercito belga, e quindi usato da altri con buon resultato. Quando le emorroidi sono interne, può farsi l'applicazione dell' acetato di piombo, che deve essere sottilmente e di l'ecentc polverizzato, mediante una specie di sofGotto in l!•odutto' nel retto. (Tar.) -~
N'C>TIZI.A.
Siamo lieti di annunziare cho il nostro collega cav. Giacomo P itzorno medico di batl.c'lglione, in seguito ad esame di concoi'.;O, venno insignito del g rado accademico di dottore aggP(•gato a l Collegio medico-chirurgico della R. Università eli Sassal'i. La t e.;i da esso svolta ebbe per argomento: la CMna e suoi pnparati.
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B U LLETTII\'0 OFFI{;JI :~LE
Con R. 1Jec1·eti del 12 luglio 1872. VALCHIEROTTI Lean~lro , f.u·mad$ta capo di 2"- classe in aspettativa. Collocato in riforma (l,~gg'e 3 luglio 1871) dal 1° ottobre 1872. DE LILLO dott. Giovanni, medico di b:tttaglione. Collocato a riposo dal 1° agosto 1872.
Ufficiali sanitari addetti ai singoli qua1·tieri generali alle grandi manovre. Capo del servJ7.JO. .MACCHIA VELLI ca v. PaoJo. medieo capo. ELIA cav. Giova11ni. medi<'o direttore. Capo del servizio. A disposizione. BELU;'I;A Eugenio, me•lico di b:ttlHglione. PIZZORKO cav. Giuseppe, me•lico direttMe. Capo del senizio. A disposizione. TOSI dott. Fed'll'ico . medico di •·eggimento. POR.CELLATl Vinrcnzo, f.mna.ci:;bL agginnlo. Fa•·macista. Capo del servizio. P Al'iiZZARDI cav. lh·an<'e~co, medico ùi•·ellore. PRtULLO cav. FranrP.sco. medico di reggimento. A disposizione. DI GREGORIO Luigi, f.~t·mncista llggiuut.o. Farmacista. Capo del servizio. T Ul\ISl ca v. Carlo, me•lico direttore. TARDIVO cav. Oio. B:tttista, me•lir.o di J'Pggimen to. A disposizione. Farmacista. FABBRICATORE l'iicob, f..1r~Jacista aggiunto.
Con R. Decreti del 21 ltt[Jlio 1872. GARGIULO Fertl inanrlo, f.u·m>~cistn cnpo di 2a classe presso l'ospedale militare di Ancona. Collocato in riforma del IG agosto 1872. D'AGOSTI!\0 dott. Ycnanzio, medico di ba(lnglione di ]a classe, addetto allo spedale militare divisional'io r.li Bologna. Trasferta al 55° reggimouto f.tntet·ia.
Con R. Dw·eti del 28 luolio 1872. PECCO Alel;sand•·o, farm a<'ista c:1po di ):>. chr,se nel corpo farmaceutico militm,e. Nominato Clll'aliere ù<:ll' Ot·clino della Cot·ona d'Italia.
696 Aì sottonomioati medici di reggimento è stato concesso un secondo aumento quinquennale di paga. di lire 380, dal 1° agosto 1872: DA VICO cav. Virgioio BI!:TTI dott. Domenico FIORI dott. Cesare DAJNELLI dott. Luigi UBAUOI dott. Piell'o PA BIS cav. Emilio :MONTAN ART dott. Luigi SEGHlERI-OlZZARRI cav. Leopoldo SAGGINI dott. Francesco CRF:SCENTlNO c:~v. Costantino PEPÈ dott. Achille BORROi'ìG cav. Daniele TOSI dott. Federico GORlA dott. Francesco BJANCHESSI dott. Annibale SORELLA dott. Silvio BINI dott. Giovanni PIRAS dott. Antonio VANZf dott Lamberto M:\RlNT dolt. Francesco CAPOZZl dott. Filippo
Consiglio sup<wiore. 73° r·eggimento fanteria. Distr·etto di Bologna. Os(>edale di Firem;e. Distretto di Piacenza. 5:~o t·eggimento fanteria. Di!ltr·etto di Parma. 35° t•eggirneoto fnnterin. id. a•·tiglieria. 8° 33° id. f•lnteda. Distretto di Salet•no. 28° reggimento fttnteriu. Os pedale dj Bologna. 13° t·eggimento funteria. 12° id. cavnlle!'ia. 5° id. id. Dista·etto di Padova. Id. di Ot·escin. Id. di Perugia. Osgedale di Bologna. 38 reggimento fanteria.
CATT Ai'ìEO dott. Antonio, medico di reggimento di 2_. classe, disb·ctto di Raven na. Concessogli il 1° aumento 'quinquennale ru stipendio di lire 620 dul l 0 agosto 1872.
Con R. Decreti del 5 agosto 1.872. GffiONG cav. Diego, medico di r eggimento, in aspettativa. Collocato n riposo a datat·e dal 1° settembre 1872. SACCO~I dott. Murco, medico di battaglione di la classe nel 56° reggimento fanter·ia. e PIOLATI <:Il V. Nata le, fa?macist.a capo di l"- d assc, addcttò al laboratorio chimico farmaceutico milltare. Collocati a riposo dal 1° settembre 1872. TORRI dott. Teodoro, medico di reggimento pt·esso l'ospedale militare divisionario di P erugia, e AYOGADH.O dott. G!useppo, medico di reggimento nel 74° fantc!'ia. Collocati in riforma dal 1° novembre 1872.
Il Direttore Med. !spett. CERALI"; comm. Giacomo. R edat[()re Med. Dirctt. cav. BAROFFIO.
n
Martini F edele, gerente.
ANNO XX- Firenze, jO, 20, 30 sellembre 1872- N. 2S a 27.
UE~JC)RJE ORIGO!flLI
I TRENI-OSPEDALI DELLA GERMANIA 1)
Sommario : LI'ITROouzroNE _- BAvmiu. Wun.TTEMnERG BAn&N PRuSSIA CoNsmeruzroxJ - VrAGGto 01 uN Tn&No-OSPEDALR C ONCLUSIO?-i' E.
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J..a molh cbo ha roso grnndc l'esercito prussio.oo stu nel sco1imon1o del dovere. Fcld-;Ware.~ciallr> GyoLttoLMO,
DvCt1 di lY'Urttembtrp.
Introduzione.
La mia memoria ritorna sempre con sommo piacere al t empo più avventurato della mia vita di Medico militare nel quale ebbi la fortuna di seguire l'illustrissimo Ispettore Sanitario Pro-L Conun. F. CoRTESE sul teatro dell'ultima guerra franco-germanica, spaziare liberamente in quel vasto campo di attività della Medicina militare moderna, e vedere da una felice posizione quanro potenza di es-pansione, coi vari e vigorosi elementi e colle grandiose idee del secolo presente, ab'biano acquistato quelle utili istituzioni sanitarie, alle quali noi tutti ab biamo consacrato lo studio e la nostra esistenza. Sono certo di riescire gradito a voi, egregi Colleghi, all'amore che portate al nostro Corpo, se oggi vi fo una Comu_ nicazione assai particolareggiata di un 'applicazione secondal) Lettura fatta alle Conferenze Scientifìcbe del giorno 1° Agosto 1872 nell' Ospedale militare della Divisione di Firen:.:e. Gio-rnale di il[edic. milit. {872. .(5
698 ria, ma fra le altre iJl!portante, che lo spirito di civiltà e umanità dei nostri giorni ha fatto a sollievo dei soldati malati o feriti in guerra, e che ha lasciato in me una profonda e indelebile impressione. L'egregio Medico Direttore cav. C. GumoTTI, Presidente della nostra odierna adunanza, sono sicuro che me ne conc.)derà con lieto animo la lettura in queste Conferenze volute dai regolamenti per nostra reciproca ed amichevole eJ'udizione, e che noi dobbiamo far ogni potere affinchè non riescano vanitosi e inutili cicaleggi di un'Arcadia medica che in un esercito non avrebbe davvero nessuna ragione di esistere. E perciò sono pure riconoscente alla bontà del benemerito Capo che mi fu guida, se mi concede di approfittare di una parte delle notizie locali che era mio dovere di raccogliere. Ognuno che ha vissuto non inutilmente la vita, conosce quanto sia difficile, durante la pace, la istituzione arrnonir.zante di un ben inteso servizio sanitario nella costituzione di un esercito agguerrito; di quella moltitudine di uomini diversi, stretti da leggi uniformi a formare una massa compatta con un fine futuro in circostanze imprevedute. Ma nessuno, che non abbia militato, sa quanto sia difficile mantenere, e in parte soltanto, questa istituzione in tempo di guerra; in un tempo che sorge per rompere gli ordini, per infrangere le regole, per rovesciare i sistemi e per mettere duramente alla prova qualunque fermezza fisica o morale. L· idea cosi semplice e sublime a un tempo che si potesse scongiurare il pericolo di rovina a simile istituzione, ha specialmente preoccupato, negli ultimi tempi, ogni popolo ed ogni governo, e tanto più quanto era più civile, e tanto maggiormente quanto più intirnatnente conosceva di aver nelle mani il segreto rlelle vittorie. Sor·geva in tal modo dal convegno fissato a Ginevra ai Delegati delle nazioni queHa famosa Con·venzione, che fu, non appena creata, universale, quasi a provare, che, mentre noi viviamo, le grandi idee e i fervidi voti di altri tempi divengono presto una realtà, e che se a noi manca ancor qualche cosa si è forse soltanto l'intendimento e il proposito. Il chia-
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tissimo nostro Medico Direttore cav. F. BAROFFIO, il quale da lunghi anni occupa tutte le sue forze a mettere in luce il valore intrinseco del nostro Corpo, sentì certamente una grande compiacenza morale per il pubblico bene, quando per mandato dell'Italia, recente e bene ispirata nazione, metteva il proprio nome sotto quel patto internazionale per cui il sold.ato ferito e malato in guerra diviene ipso facto neutrale, intangibile, sacro, e di nemico più a lui non rimane altro che le d"\ll'e drcostanze del momento. Non è da stupirsi se dopo questa ispirazione modernfl,, che, se noi fossimo vanamente orgogliosi delle opere umane, chiameremmo divina, popoli e governi si affrettassero con gara gelosa a perfezionare gli ordinamenti sanitari civili, e a rendere più raffinate ed efficaci le primitive organizzazioni militari. n pubblico inoltre v i prendeva un'attivissima parte; e la brama entusiastica di poter mescolarsi in guerra fra i combattenti, sotto le guarentigie di un semplice segno convenzionale, a cui si lega tm'antica idea di culto religioso, e sollevare i caduti sul campo di battaglia, guadagnava schiere eH proseliti nelle diverse classi sociali. Quanto ha poi di più ar.cessibile, pratico e manuale la Medicina viene di moda, e cessa di essere la prerogativa di una classe di uomini e il retaggio di una castR. L'Igiene sopra t utto diviene uno studio natu1·ale, -gradito e divulgato nelle popolazioni, incoraggiato dai governi, applicato su larga e opportuna scala negli eserciti. Il grande principio della utilità della conservazione del soldato ; la necessità della pronta riparazione dei danni violenti delle armi, e degli effetti perniciosi delle circostanze ec~ez ionali della guerra; e la convenienza dell'allevamento di un uomo più sano, forte e robusto e coraggioso delle esterne viçencle, .si fonda solennemente sopra un saldo ed opportuno tetreno. Trasportati dalla foga si rompe forse un po' troppo impazientemente cogl' insuccessi tradizionali delle t eorie del passato, ma non mai abbastanza colla gr·etta routùUJ ; e la pratica utilità. voluta e cercata ad ogni costo, riempie con parlanti ti·ionfi H' vuoto lasciato dalla soverchia affezione tradizionale ai · si-
700 sterni prestabiliti, che non progrediscono collo scibile generale del tempo. L'immagine reale si sostituisce nelle moltitudini all'astrazione dei logici, il popolo la segue; e la misera confessione che un profondo storico e critico inglese del principio di questo secolo attribuisce a M. Tomes, qualora fosse proferita, non sarebbe che il ludt•ibrio della umanità 1). Bisogna convenire, qualunque ne sieno state le ragioni, che nella Germania, la terra classica della riforma religiosa, anche lo slancio riformatore rlella tutela della salute pubblica nell'esercito e nella popolazione, ha attecchito con solidità ed estensione a preferenza di qualw1que altro paese in Europa, da quanto almeno per ora conosciamo; ed ha portato il notevole effett.o di far gt-andemente sviluppare gli elementi e i germi latenti del soccorso privato e volontario, e ha dato un gt'andc impulso al soccorso sanitario uffiziale in pace ed in guerra. Come pronta. emanazione della, dottrina umanitaria bandita dalla Convem~ione di Ginevra vediamo infatti sorgere le imponenti creazioni dei Comitati Centrali di Socc01·so nelle metropoli, le relative e numerose qipendenzc dci Comitati &conda·r ii nelle città, con infinite diramazioni nelle borgate e nei villaggi, e l'ultimo eco risuona nel meschino casolare del contadino e risponde nel tugurio dell'operajo.ll novello albero della scienza del bene estende le sue radici dovunque nasce l'uomo e vi diventa soldato. Ogni luogo vi partecipa, ogni individuo vi contribuisce; si aprono scuole in cui sperimentati insegnanti e potenti scienziati, dalla purezza delle speculazioni scientifiche discendono, con un sorl'iso di compiacenza, a dare ammaestramenti giornalieri a gente di ogni classe sia volgare sia aristocratica; e con speciale riguardo alle donne 2). l) Macaulay mcconta che M. Tomc11 soleva dire : Io amo la sct·upolosa osservanza delle regole mediche. !o sono per Artcmio. Che egli uccida il suo paziente il abbastan7.a naturale fino a che egli agisce secondo lo regole. Un uomo rnot·to è un uomo morto, o la qut-slione ò finita. Ma se si rompessero le regole non si può mai dire quali conset:;uenze no potrebbero derivare. '2) HAHN. Di Deutschc Frauc11vereinc unte1· dam rothcm Kr·Cfl$8 mit
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Si 's tampano libri con fine speciale ed esclusiva e ristretta ~ostanza; si moltiplicano le ass~ciazioni; si tengono meetings o Piunioni; si aprono depositi arricchiti continuamente di ogni genere di offerte, e si fonda il dana~·o della salute. Ogrri guerra successiva vi lascia il suo r esiduo gelosamente custodito ed aumentato; somme fav~lose sono spedite nella madre patria dai ·figli assenti per bisogni di traffici, e per genio di emigra· zio ne ; e la gestione finanziaria e la economia. del sistema è degna della presidenza e direzione dei Principi delle case regnanti I). Contemporaneamente le organizzazioni sanitarie militari si fanno più ordinate e perfette in tutto il loro insieme ed in ciascuna parte. n soldato è scelto forte fra i forti ; il suo vestito è conve1ùente, la calr.atura una forte difesa ·e protezione nelle marcie, la sua costituzione fisica lentamente perfezionata con 1o studio progt•ediente della gim1astica e l'educazione morale opportunamente distribtùta e promossa. Egli sente allora la dignità. di uomo, la domata ma pronta fierezza delle sue forze fisiche, l' utilità della nettezza personale per sè stesso e il bisogno di essa per gli altri. Malattie proverbiali e che hanno nome dalla milir.ia sono sparite ; è sciolto lo scoglio dell'aifol-. , lamento degli uomini, rendendo ai quartieri la dovuta salubrità e studiandone ·attentamente l'edilizia; agli Ospedali è tolta la besond.!t'e B11ziehung ate( die Getoinnung toeiblicher P(legek1'afle. Rmtlinge1'/- 1870. . l) Noi non dir·emmo qui lo stato r eale delle cose se non dicessi mo Jlobbligo seotitp ed impostosi dalle nazioni di accorrere iu aiuto <U un paese str•a.uiero impegnato nella guerra. çJiò avvenne e in un m odo portentoso duraut.o la campagna ~t·anco-gcrmanica. E per dare un'idea abb<tstanza esatta del pt·ogr esso gigan tesco e irresistibile di qut~sta stupenda cceazione dei tempi n0sti-l, citiamo un solo esempio, quello dell' Jugbillel'l'a. Questa nazione generosa porlò sul teatt·o della guer ra 8,548,200 lire i t. delJe quali 7,423,200 in denaro, c l, 125,000 in oggetti matet·iali, ft·uLI.o eli 100,000 soscdttod, i quali poterono ottenere di far peneti'nre col mezzo dell'intrepido Colonnello Lo:yd Lind$ay 500,000 lire dentro Parigi assediata a soccorso di quelle ambulan~e. - Ved. Report of the ope1·atìons o{ tlw Dritish Nationat Soc'ìcty {01' a1:d lo th11 sich and waunded in toaJ· dur1'ng the F't"anco- German 'W'a1· 1870- 71. London,, f871 .
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tradizionale tristezza, e vi si prodiga e modera l'aria, la luce, la ventilazione e la temperatura; e si circondano e si arric·chiscono del beneficio e confortevole lusso della vegeta:r.ione. Per lo scopo della guerra poi gli organismi sanitari si rendono meno complicati e pesanti per soverchio accumulo di personale, di materiali, di veicoli; i grandi centri di a:r.ione medica già troppo enormi, radi, isolati, solitari si suddividono in tanti piccoli centri più spediti, mobili e collegati, che mandano i loro raggi efficaci a~a deserta e bisognevole periferia.; e con ciò si compie t~na rete sanitaria, che nulla lascia di perduto o di trascurato in un terreno, dove non rimane altro ' posto utile che per sè stessa. Il personale medico si raddoppia, si spastoia da inutili dipendenze nel disimpegno della sua opera benefica, si aggrava di grande respon~abilità tecnica e direttiva, si centuplica per procurata mobilità; d'alla società civik si chiamq.no all'esercito in campagna gli uomini più eminenti per autorit.à scientifica e professionale, i . quali coll'assisa e l'elmo del soldato sono semplici Consulenti dei Medici militari e conforto dei feriti e malati; e così gli-addetti e la stessa istituzione della medicina militare salgono in grande onoranza. Si•perfeziona la creazione di un personale sàqitario dipendente e secondario, destinato a differenti e subordinate incombenze; e non vi ha ufficio speciale e necessario all'assistenza del malato o ferito che non sia rappresentato da una persona competente. In questa guisa esistono gli aiutanti d'ospedale e di campo, i porta-malatz" e gl' infe'nnierz·, parte integrante dei corpi stessi di truppa, e chiamati, quando occorre, all'oi·ganizzazione delle diverse unità, per cui si svolge il servizio medico a vantaggio clell'eseÌ'cito. Il soldato nel suo fardello di guerra fa posto ad un piccolo involto che contiene quanto può occorrere per un primo bisogno; ogni compagnia ba: un aiutante sanitario ben istruito, e provvisto di una bor-sa da medz"cazione con arnesi chirurgici e medicinali; ogni battaglione si conduce dietro una leggera vettura con medicine, ripieghi chirurgici, zaini d'ambulanza e una barella da campo; ogni reg·gimento possiede quanto personale
703 superiore e inferiore e materiale minuto potrebbe bastare ad un piccolo Ospedale ; ogni Corpo di esercito, caratteristico per la sua formazione di un terzo quantitativo di cavalleria, ha alle sue terga distribuito in tre linee il grosso e complesso nodo del servizio sanitario. La prima mobilissima per personale montato a cavallo, per leggiere vettw·e di trasporto di gravi feriti, per uomini porta-(e'ritz~ per barelle a mano, per tende da medicazione ~ ope1·azz'oni, per piccole vettw·e di "medicinali e strumenti chirurgici, rappresenterebbe la linea del servizio leggero, e sul c.ampo stesso della battaglia; più indietro sta una linea più marcata e meno volubile, composta dei dodici Ospedali eli campo, pronti a stabilirsi immediatamente con tutto il matedale necessario a 200 feriti e malati, e che possono costituirsi così stabilimenti temporarii di guerra, e infine la ·scena del quadro è chiusa dal fondo pesante di due Ospedali di deposito del personale e del materiale, destinati' a riempire i vuoti delle persone ed il consumo delle cose. La tattica del combattere subirà la grande modifica7.ione di sostituire l'ordine diradato ·delle ftle nell'attacco del nemico all'ordine chiuso c serrato ; e le manovre saranno sempre più avviluppanti, anzichè di ft·onte, per ripararsi il meglio possibile dall'azione accumulata del fuoco delle nuove armi micidialissima sulle masse strette, compatte e rn·ofonde l): ma intanto colla moltiplicaz~one del personale sanitario e colla creazione di diverse entità agenti da sè, collegate nelle il1uguali incombenze, e succedentesi secondo il momento, si procura di soècorrere sul luogo quanto più è possibile 110n solo, ma di evitare la. soverchia affluenza ingombrante dei feriti e il loro · smarrimento. n preveduto e il prevedibile non doveva essere al . disotto del reale se si pensa che all'assalto di Saint- Privat ·nella battaglia di Gravellotte caddero in dieci minuti 6000 uomini. Ostare all'affluenza era uno dei temi; ma conveniva rispon-
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l) Die A11{)1'iff7.oeise der p1·eu.ssischen lnfante?·ie in Fald.:rugo 1870-71 · Organ des Wkne1· mil. wissen. Verein. Vol. III. 1871. Cari Ge-
rolcl's ·Sohn.
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dere ancora ad un altro quesito, quello cioè, di togliere · l'accumulo. eccessivo· dei feriti ed ;1mmalati già soccorsi, onde è~itare, i. danni dell'affollamento, le malattie epidemi~he e eontagiose e la rovina degli operati. A questu grande bisogno si prov. vide col già famoso « Sistema delle Tappe e delle Evacuazioni. » Ogni punto passato dagli eserciti, od ogni luogo privilegiato per comunicazioni si erige a stazione sicura dalla sorpresa del nemico, e possiede. un Co1nando delle Tappe con un servizio medico distinto; e di stazione in stazione il centro dell'esercito combattente comunica col euore d~lla madre patria; e così si aprono le porte all'utile intervento del soccorso privato o volontario. Finora esso non ~sarebbe stato che ca~male, spessissimo imbarazzante, inutile molte v olte, molte altre impossibile, e in fondo null'altro che entusiastica, genero?a;. solitari(!. e sprecata abnegazione. N oi non crediamo qui certamente di discoposcere o s,cemare ii merito dei servigi prestati dalle Ambulanze del soccorso privato internazionale sul teatro proprio de~la guerrp., delle quali siamo ammiratori ed amici; ma le fatich~ meritorie da loro fatte non ç:onsistono tanto nell';wer vinto le immediate. difficoltà di applicar.e il soccorso ai feriti caduti, quanto nell'aver superato gli estremi ostacoli di fondarsi, stabilirsi in un luogo qualunque, muoversi secondo il loro fine e conoscere il punto del .maggior bisogno : per cui poi siamo, date le presenti circostanze, assai titubanti di proferirei sulla possibile utilità di ess'e come sistema organizzato al se.rvizio responsabile di un esercito s ul campo. di battaglia e sul teatro ancor caldo della guerra. Non sarà I:nai difatti umanamente pr!;3sumibile che un Consiglio di Generali od up Generale in Capo qomun,ichi glì" ·a rcani concerti della condotta della guerra, o il piano di una battaglia a persòne estranee fino allora 3:1 carattere ed agli ol;lblighi militari, allo studiato e geloso complesso meecanismo guerresco, con cui una grande nazione si mette in campo, alle offese e alle difese; e perciò , il legame naturale del servizio volontario e privato col servizio s~nitari.o uffi~iale .co~incia ad esistere 'là dov.e i segreti della stra:tegia sono cessati.
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-, In questo punto , possedendo direzione e autonomia, può prendere decisioni e provvidenze, e può rendere grandi ed inestimabili servigi, portando seco tutto quello di cui l'amministra_. zione propria della guerra non ha potuto gravarsi; tutto ciò che z:appresenta il desiderio del paese e l'angoscia della famiglia; éd assumersi il delicato. incarico dello sgombro dagli ospedali di campo e di .guerra dei .malati o feriti ; impedire malattie ,castrensi ed infiuenzc fisiche nemiche, e sollevare grandemente l' amministrazione militare e la spedita azione del servizio ufficiale sanitario. E questi gt•andi set•vigi hanno reso certamente i Treni-Ospedali della Germanz'a nella ultima guerra, prestandosi meravigliosamente alla « evacuazione » degli Ospedali dz' campo, di guerm e delle tappe della Pr·ussia; degli Ospedali dz'Accettazz'one, degli OspeclaliPrz?tcz'pali della Bam'era; trasportando convalescenti e malati, operati di operazioni primarie, e uomini stremati dalle fatiche incessanti di una campagna, condotta in modo veramente inesorabile. Come tali adunque e per essere essi un grande incor aggiamento alla teoria delle operazioni primarie sul· campo di battaglia meritano la nostra attenzione, il nostro studio per concedere loro almeno la cittadinanza morale fra noi nel concerto dei vari elementi che costituiscono il servizio sa.nitario di un esercito moderno. I Treni-ospedali della Germania cominciati dapprima con in~ forme e mal connessa e confusa creazione, sono giunti da ultimo a forza di studi ed esperienze a perfetta organizzazione ed a costituire oramai una classica istituzione per il trasporto dei feriti e malati a grande distanza. La loro organizzazione venne fatta in epoche diverse, come pure la loro disposizione fu diversa, a seconda dei varii paesi della gr ande patria tedesca 1). l) Parlando qui dei Treni-ospedali della Baviera, del Wiir ttemberg, della Pru$sia o, come utile accessorio, di quelli del Baden, noi non ignot·iamo quanto hanno fatto anche alh'i paesi, ma ci tratteniamo di parlm·ne in esteso perchò ci manca la testimonianza oculare. Non ci fu. dato infatti d' iucontrarci nel Treno-ospedale di Colonia, di Hannovor 1 di Hamburg, della Sa.~sonia, dell'Assia e del Pfah; per cui non pott'emmo
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Gioverà pm· questo ricordarli separatamente con tutti i particolari per potersi dar facile ragione del loro modo di fu.n;r.ionare e concludere sulla utilità dell'uno o dell'altt·o sistema. La Baviera. adoprò pi<'.coli e comuni vagoni , il vVurttemberg fu fortunato di potersi servire dei suoi vago11i di mode1lo americano molto più grandi dei bavaresi, e la Prussia ebbe vagoni di media grandezza. Baviera. MoNAco, 18 Febbraio tl!7t. In Baviera i Treni-Ospcrlali (Spital-Zuge) cominciarono a funzionare col l 0 Settembre 1870. Ogni treno trasportò 220 feriti o malati in 72 letti e 148 posti a sedere; inoltre 28 persone di servizio diretto ai feriti o malati . Fra queste vi è tm Comandante militare del 'l'reno (Zug-Comandant[, un Maggiot·e in r itiro, J'ìchiamato od offertosi al servizio per il tempo della guerra, con un sergente e quattro c;;oldati per l'ordine e la disciplina; un Amministratore ( VerwalleJ•) con quattro inservienti borghesi; 7 suore della Carità, 6 per il servizio degli. ammalati, l pet· la cucina con 2 cuciniere borghesi ; 2 Medici e 4 Assistenti. La precisa disposizione delle carrozze del treno era la seguente: l Maccltina locomotiva, l Traino (tender), l Vagone, deposito dei materassi, 7 Vagoni a sedili, per feriti o malati non gravi, l Vagone diviso in due scompartimenti, per contenere nel primo .u na macchina a vapore stabile riscaldatrice dei vagoni a sedili; e nel secondo, coi r ispettivi letti, il personale dì servizio per essa, l Vagone di deposito del <'~rho ne. farne una descrizione pat•t.icolareggiata e propria come di quelli attentamente e personalmente esaminati. Essi d'altronde non hanno caratter istiche differenti, più salienti e interessanti di quelli che andt·emo descrivendo.
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l Vagone di deposito di commestibili e vettovaglie in grande copia, l Vagone con due letti, uno per il Comandante, e uno per l'Amministratore; nella sua terza parte un ripo~tiglio a magaZ'~in o,
l V a.gone-latl·ina, l Vagone per i Medici, con letti, l Vagone per la grande cucina CO ll letti, a guisa eli armadio, per le cuciniere, 12 Vagoni con letti pet' i malati e feriti : cinque letti in ognuno nell' inverno e sei nell'estate, l Vagone- cucina per le piccole refezioni, il quale nella sua ultima metà è deposito di vino, birra, pane, commestibili; oggetti di piccolo vestiatio, specialmente in lana, per i feriti; medicature, apparecchi, ecc. Questo totale di 30 carrozze, organizzate c disposte in tal modo, è il Tr-eno-Ospedale ordinario bavarese : esso può variare nel numero delle carrozze, il quale 11na volta g iunse al massimo di 66, con l'aumento relativo· del personale di servizio. Il primo nella serie dei vagoni a letti è destinato agli Ufficiali, e i letti sono p1·ovveduti eli finissima biaricheria e copertè di fina flanella inglese. Nel settimo vagone disposto a sedili e a scompartimenti stanno durante il giorno i Mecliei, l'Amministratore e H Comandante del Treno, e vi hanno. il rispettivo ufficio. Le suore della · Carità dormono, quando il Treno è nel suo viaggio di andata, n<~i letti apprestati per gli Ufficiali; rna nel viaggio di ritorno, essendo pieno il Treno, non· hanno posto che in una sedia all'americana, di cui ogni vagone da letti è provveduto. I vagoni da letti hanno l'ingresso e l'uscita nel senso longitudinale della c.arrozza e del Treno, e i letti disposti per· i feriti sono elastici, con sottili matetassi, a sponde e testiera di legno d'abete, improvvisati per il bisogno ùella guerra, riposanti sopra molle trasversali di ferro fisse al pavimento del vagone·: essi sono disttibuiti sul lato longitudinale del vagone
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steiìSO in numero di sei nella calda stagione, in nmp.ero di cinque nell'inverno, in cui nel posto occupato da un tetto si colloca una piccola stufa di .ferro e upa relativa pro-vVista di legna da ardere. Al disopra della testiera dei quattro letti ai due estremi della carrozza vi ha infisso una panchetta su cui .stanno paniere di medieature, vasi per medicazioni, pompe da injezioni1 -picchieri, padelle per gli ammalati, ecc. Le carrozze a sedili sono alcune di 2", alke di 3a classe, 'riscaldate da tubi a vapore, serpeggianti sotto i sedili, comunicanti col vagone della, macchina a vapore stal,?ile riscaldatriee. Tutti i vagoni sono aperti nel senso longitudinale, onde senza discendere si può percorrere tutto il Treno, e specialmente poi quella parte dei vagoni da letti. In essi gli anunalati vengono portati per opera delle barelle senza manichi, le quali penetrano pel senso longitudinale nello ·spazio che è f•'a l'una e l'altra fila di letti. Nel vagone della ·grande cucina vi è un gran fornello, e in quello della piccola, uno piccolo economico con immensa serie. di supellettili per iÌ servizio ·della cucina e per la distribuzione degli alimenti ad ogni vagone, ed ogni ammalato. È enorme la quantità di provvigioni da bocca fresche o preservate con tutti i più re<)enti processi dell'arte in questa materia; imponente la copia di oggetti, sia di ·piccolo vestiario dei malati, sia di. biancheria, sia di coperture, sia di medicazione, sia di apparecchi i più vari: e diversi; il tutto prodotto delle offerte dei privati, ed opera del Comitato centrale dì soccorso, e tenuto poi e disposto· con un ordine e simmetria ammirabile. Il vagone-latrina ha sette concarnerazioni per sette sedili; e uno scompartimento acl uso orinatoi:o. Ad ogni due vagoni-letti vi è destinato una suora di Carità, ad ogni 2~ ammalati un infermiere e tale ufficio prestano i quattro soldati sopra accennati. L'Amministratore e i due Assistenti sono persoùe borghesi, le quali hanno offerto l'opera loro a disposizione del Comitato centrale di soccorso. I Medici che' seg.uono il eon'Voglio in tutte le vicende e la durata del viaggio prestano servizio gratuito, tram~e il mantenimento fino al ritorno.
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Non si potrebbbe mai cessare di ammirare la previdente disposizione di ogni cosa, l'ordine, la proprietà, la collegata armonia del personale tanto diverso e disparato, e la puntualità e precisione con cui procede ogni dettaglio e tutto il servizio di questa benefica istituzione. Wtirttemberg. STUTTGART, 28 Febbr-aio t871. Il 'l'reno-Ospedale (SpitalZug) Virtemberghese a grandi vagoni all'americana era organizzato e ilisposto nella seguente maniera : l Locomotiva, l Traino ( t<mde?"), -l Vagone con legna e carbone (vettura di sicurezza), l Vagone a sedili di 3!). classe con 72 posti per leggeri feriti, malati o convalescenti (Sitzwagen), 10 Vagoni con letti-barelle per gravi feriti o malati ~Bettwagcn),
l Vagone con 6 letti-barelle per il personale superiore; uno stanzino per la toilette; uno per la farmacia; tavolini e scansie per l'ufficio del Comandante del Treno, e del Medico in Capo, ~ Vagone di za classe a sedili per il pcrsonàle inferiore ; al caso occupahile da ammalati leggel'i o convalescenti, l Vagone- cucina, l Vagone-provianda, con uno scompartimento per latrina. Un totale di 18 carror.ze; 16 delle quali esclusivamente per il servizio degli ammalati. I vagoni del \Viirttemberg sono lunghi 15 paS:>i, per cui le 18 carr ozze occupano presso a poco lo stesso spazio in lunghezza, sul binario della ferrovia, delle 30 carrozze della Baviera. Il personale per il servizio di tal Treno-ospedaie era composto di : l Comandante o Ispettore (Zug- Gomandant) capo di tutto il personale (un impiegato superiore dello Stato già al ritiro, richiamato al servizio. per tale incombenza), 3 Medici di cui uno Direttore e Capo, 3 Chirurghi inferiori ( Wundarzte),
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10 infermieri volontari del Comitato centrale di soccorso ai feriti e malati (Saniltils-Leute), 6 sorelle della Carità, metà cattoliche, e metà protestanti, 2 Dame appartenenti al Comitato femminile per soccorso ai malati o feriti, l Capo-provianda, 2 cuoche, e l servo o facchino per la cucina. Un totale di 30 pen~ooe, tutte della borghesia, nessuna appartenente all'esercito, affigliato al Comitato eli soccorso centrale rli Stuttgart; portante ognuna il distinlivo della croce rossa della Convenzione di Ginevra. Le signore e le suore portano la croce rossa in una piastrina bianca a guisa di spillone al collo del vestito ; questa è la sola e modesta distinzione e garanzia del loro servizio. Tutto il personale presta servizio volontaeio e gt·atuito : le due cuoche ed il facchino soltanto hanno un compenso giornaliero in denqro. Non vi è alcuna distinzione nè nella attribuzione, nè nel trattamento fra le Darne ascritte al Comitato di soccorso ai feriti e le suore portanti l'abito di un ordine religioso. n persJnale supel'iore ed inferiore è mantenuto per tutta la durata del viaggio a spese del Comitato di soccorso, il quale ha nel Capo- pr·ovianda un suo incaricato, risponsabile di tale servizio. ll trattamento e di cinque pasti al giOI'l10; mattina catlè c latte; alle l O birra e pane; a mezzogiorno zuppa, carne, pane e vino ; alle ·1 pom. birra e pane; alle 8 carni fredde e salate, bi1•ra a pane. Le varie refezioni hanno luogo nella cucina; il personale femminile distinto dal maschile; il personalo superiore ad ore divcr:se dell'inferiore ; nessuna distinzio.ne nel trattamento accordato alle Dame del Comitato di soccor::;o sopra le suore della Carità. _ Qualora la copia immensa e colossale delle provvigioni di cui dispone il Capo- provianda nel suo ampio magazzino venisse esaurita, egli ha mezzi di danaro per l'estero e credenziali del Comitato di soccorso per l'interno del paese per nuove provviste, e tiene legata corrisponrlenza coi differenti Comitati di soccorso lungo tutte le vie di probabile o possibile ·passagg io del Convoglio. Esiste nelle sue mani una nota stampata dal Comitato di soccorso, della fornitura di tutti gli oggetti,
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provvigioni, materiale destinato ad un Treno-ospedale; le quali cose consumate o guaste si rinnovano accuratamente, compiut.o il viaggio e nell'apprestamento a nuova partenza. L'Ispettore o Comandante del Treno è il rappresentante sul l uogo del Comitato dl soccorso e ne ha tutti i poteri. Si tiene continuamente durante il viaggio, in corrispondenza colla sede del Comitato, e comunica per il telegrafo o per la posta, libera di tassa, coi Presidenti dei vari Comitati, coi Comandanti Mire tappe e delle varie stazioni e coi Comandanti militari. La libertà della posta è estesa pur~ al personale inferiore e ai soldati malati e feriti, purchè si usi di uno inviluppo controdistinto dall' emblema della Convenzione di Ginevra nel timbro del Comitato. n personale è distribuito in modo che ogni 14 letti vi ha un infermiere volontario, e una sorella della Carità, o una Dama del Comitato femminile di soccorso, e un Medico o Chirurgo ogni due vagoni di ammalati o feriti; il Medico Capo o Direttore ha il suo ufficio assieme al Comandante per le provvidenze e decisioni da prendersi di comune accordo e concerto. n Treno trasportò 122 o 14<.1: gravi feriti collocati nei letti, secondochè i dieci vagoni-letti avevano una capacità. di 12 o d. 14 posti, e 140 malati leggieri o convalescenti nei due vagoni a sedili: un totale di 262 o di 280, che può giungere a 286, occupando, stretti dal bisogno, i 6 letti disposti per il pel'sonale superiore nel vagone-ufficio del 9omandante e del Medico Capo o Direttore. Tale è la cifi·a ordinaria del trasporto; qtlalche volta coll'aggiunta di due altri vagoni-letti con un effettivo di 172 posti e disponendo dei 6 letti del personale e stipando un poco gli ammalati o leggieri feriti nel vagone-sedili. si è giunto a quella di 330. Perciò si può dire che il numero ordinario dei feriti o malati trasportati è di circa 300. Con tale affluenza ordinaria dei Convogli- Os}ledali Virtemberghesi, niurÌ. luogo rimane disponibile per il ripo~o notturno del personale superiore ed inferiore di servizio, se non in ispeciali lunghi sedili alramericana di cui ogni vagone dei malati e quello dell'ufficio centrale sono provveduti.
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n vagone virtemberghese è tanto ampio e lungo che conterrebbe 16 letti-barelle, disposti otto per ogni lato, quattro per piano ; ma nella stagione d' inverno due letti scompaiono per dar luogo ad una picc.ola stufa colla relativa provvista di legna e carbone, c in alcuni di essi il posto utile per le barelle è occupato da un piccolo scompartimento (essendo tale Ja costruzione primitiva delle carrozze), il quale è utilizzato come gabinetto di toilette per le suore o per le Dame, come deposito provvisorio di oggetti più urgenti di medicatura usuale. In ogni vagone vi ha un tavolo per le persone addette al servizio dei malati di quello scompartimento, e si approfittò infine delle quattro braccia sporgenti di due vicine barelle per assestar vi sopra con facile congegno delle tavolette portanti le già disposte e spiegate medicature di ogni ammalato. Infine il suolo del vagone è coperto di grosso tappeto e alle pareti sono apposte e convenientemente adattate delle coperte di lana a maggior difesa della rigorosa stagione. Questi r ipari mancano naturalmente d'estate. L'interno dei vagoni per i gravi feriti ha una disposizione particolare. Esso è montato a letti-barelle sospese con cinghie di canape ai lati della vettura in modo da permettere un corFig. i.
Segmento trasvcrsalo di un vàgone da. lotti-b~rello Vir tomberghcse. (Hatts-Sbnon).
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ridoio centrale abbastanza ampio, corrispondente alle due porte centrali del lato stretto dei vagoni. Per esso corridoio tutto il lungo Treno può essere percorso in senso longitudinale, senza bisogno di scendere o salire le earrozze per il servizio degli ammalati; ed essere ispezionato per ogni necessario soccorso, da uno o dall'altro dei due punti estremi del convoglio, il quale eostituisce in tal maniera, per quanto si può umanamente, una reale grande e lunga sala di ospedale ambulante provvisto di tutto ciò che l'ammalato può desiderm·e, richiedere od abbisognare, e che gli può venir portato con tutta prontezza e sollecitudine. Le barelle sono di quelle del più comune mo(lello per il trasporto dei feriti sul campo di battaglia. Consistono in un telaio formato da due lunghe aste di legno infilate in due aste traversati provvedute nella loro parte inferiore di quattro piedi o rialzi, i quali, poggiate che siano in .terra le barelle, le sollevano per una certa altezza dal suolo. Un sacco di grossa tela che comprende lo spazio circoscritto dalle quattro aste in tal modo congiunte è il piano su cui viene deposto il fèrito o malato sopra un sottile materasso di lana. Costrutte in grande copia per l'uso dei Treniospedali, esse hanno le braccia sporgenti molto più lunghe e robuste delle ordinarie per i bisogni della gnerra. Nei vagoni da letti esse sono disposte in due piani, lungo i due lati della vettura; quelle del piano inferiore rialzate poco più di · mer.zo braccio dal suolo, appoggiano coi quattro rialzi délle sbarre trasversali. sopra un cuscino di paglia, · mezzo abbastanza isolante la comunicazione del movimento e delle scosse della vettura; quelle de} piano superiore alto quasi la metà della statura di un uomo, sono invece sospese per opera di cinghie infisse nella parete del vagone, entro le quali, fo1·rnate ad ansa, vengono passate le braccia o i manubPii sporgenti delle barelle. Le due anse di cinghia esterne sono cascanti
Giornale di Medie. milìt. f872.
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FifJ. 2.
Letto-barella di un vngono Virternbcrghese ~ospeso con cinghie eli cannpc. (llam-Simon.)
lungo la parete della carrozza; quelle che devono sostenere le due braccia interne delle barelle partono ad angolo acuto dalla parete versç> il centro longitutlinale del vagone. L'ammalato o ferito, nell'operazione eli cvacua::;ione di un Ospedale da campo o temporaneo, viene collocato nell' interjlo dello stabilimento nella barella, e con essa portato lungo tutto il cammino che lo separ:l. dal Tt'eno. Qui giunto se117.a scomporlo menomamente, viene rialzato alla portata della })iattafor·ma. del vagone, spintovi dentro, c dagli stessi due por'tatori senr.a altro aiuto, vengono passati i manubrii della barella nelle rispettive anse di cinghia pendenti, e cosi collocato nella sua posizione definitiva, fino a che giunto alla sua ultima destinazione collo stesso maneg·gio ed incolumità viene levato e trasp.ortato all'Ospedale ehe è fissato per la sua accettaxione. Tali sono i vantaggi del sistema virtemberghese di colloca-
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?.ione dei feriti in letti-barelle cosi disposti. Esso non è sontuoso, ma estremamente pratico e s'ufficiente ; onde il ferito per quanto grave non. soffra danno, nè proferisca lamento, e l'ammalàto sia collocato in posi?.ione di favorevol e e perfetto l'iposo e si possa su questo e su quello praticare, non impediti da alcun ingombra, qualunque cura <~ medicazione. Infine il Treno- ospedale vir temberghese cosi assestato può supplire collo stesso spazio al trasporto di un numero assai maggiore di feriti o malati, di quello che eol sistema adottato dalla Baviera. Esso ha r eso dci gran'di servigi, ed ha avuto il merito di essere statò altrove imitato.
Baden. C J\RLSRUIIE-HF.TDELBERG, 11 e 12 Marzo 18'71. Il Granducato di Baden costituì il suo Treno-Ospedale (BadischerLazcweth-Zu.ç), chiedendo ad imprestito alcuni vagoni al Wurttemberg, ed allestendone altri dei proprii su quella guisa. Cosi un Treno- Ospedale Badese era composto dì 16 vagoni virtemberghesi da 14 letti; 14 dei quali vagoni allestiti a letti- ba,·elte e due a semplic.ì sedili, con una piccola modifìr.azione, secondo la quale di due sedili si poteva faene un letto comodo e sùfficiente : 3 vagoni badesi da 8 letti-ba~·elle, uno da tre letti comuni per Ufficiali; in ultimo un piccolo vagone come deposito di provvigioni, materiale di ospedale e da medieature, appareechi, bevande e soccorsi di ogni natura. Al davanti fra questo seguito di vagoni cosi disposto e ìl traino (tender) e la macchina, vi aveva luogo la carrozza per legna c carbone, come vettura di sicurezza, e dietro questa un vagone ben disposto a cucina. Insomma 1D vagoni allestiti per gravi o leggeri feriti o malati, e un totale di 21 çarrozze ·di treno. n personale superiore e dipendente era il seguente : l Comandante del treno (Zug-Fu?··er·) , 4 Medici, 2 militari, 2 borghesi, l Amministratore,
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2 Suor,e della Carità,
.6 Dame del Comitato femminile per soccorso ai feriti, l Cuoco, e 2 A.ssistenti, pagati il primo due fiorini, gli ultimi un fì.orino, oltre il mantenimento. n servizio del restante del personale era gratuito e di • volontaria esibizione, compreso quello di alcuni infermieri volontari del Comitato di soccorso di Cadsruhe. Questo Treno aveva 315 posti per feriti o malati, 172 in lettz._barelle per gravi feriti o malati, e 143 in sedili per leggeri malati o feriti e convalescenti. Uno di questi 'l'reni in un viaggio fatto il 12 Marzo fino ad Heidelberg trasportò 283 malati o feriti, fra cui 29 soldati feriti e 14 Ufficiali, e 2 :1 0, parte convalescenti di varie malattie e parte n!alati di febbre tifoidea. Rilasciatone buon numero ad Heidelberg, il Treno pròsegu\ il suo cammiiw. con destinazione per Darmstadt e Fqlda. Il servizio di scaricamento dei feriti dal Treno, e il loro trasporto fu fatto dal bellissimo corpo dei pompieri della città messo a disposizione del Comando delle tappe, nel fabbricato délla s~azione della ferrovi~ a cui era destinato il signor Capitano W erner. Prussia. BERLINo, 24 Maggz'o 1811. ·l! Treno-Ospedale (Lazm·ethzug) dell'Associazione centrale di Berlino per il soccor.so dei feriti o malati in guerra, ·era allestito e disposto in modo differente, per alcune particolarità, dai Treni-Ospedali della Baviera, del Wurttemberg e del .Baden. Esso consiste di 28 vagoni; 20 per i malati e 8 per il personale e i vari bisogni del servizio, cioè: l Vagone per la cucina, l Vagone per un grande deposito di approyVigionamenti di ogni natura, · l Vagone per un piccolo deposito di . forniture, medica. ture! apparecchi, ecc. ,
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l Vagone pèr i Medici, l Vagone per la farmacia, l Vagone per l'amministrazione, l Vagone per gli effetti e vestiarii dei soldati feriti o malati, l Vag·one per il carbone e legna da ardere; davanti a questi la macchina locomotrice e il te1ule1', e dietro di essi : 20 Vagon~ per feriti o malati. Non vi sono V01JO?ti-latrine; vi hanno ::;olo due watet·closets, rinchiusi in due piccoli scompartimenti nel vagone del1'amministrazione e nel vagone del piecolo deposito di forniture, l'uno per il personale superiore di set•vizio, l'altro per il personale dipendente. I malati sono serviti nei loro bisogni con seggette mobili o con padelle. Non vi sono vagoni a sedz'li per malati o feriti leggeri , inquantochè non si trasportarono che malati o feriti grél:vi, adagiati in lettt'-bar;elle, disposti in vagoni allestiti in w1a gnisa molto simile a quelli del sistema virtemberghese. Il personale di servizio era costituito nel modo seguente : l Medico Capo del servizio (Stabsarzt), 2 Medici Assistenti (Assistenz-A1·zte), l Amministratore e Direttore, impiegato borghese incaricato dal Comitato centrale, il quale in servizio vestiva l'uniforme degli Ispettori degli ospedali militari prussiani, 20 Inf'ermier·i (K,·anckenwci?·te,·), 10 Aiuti di sanità (Heil-gehi'tlfe), Tanto i primi" che i secondi avevano dato prova della conoscenza delle loro differenti attribuzioni davanti una Commissione sanitaria nel grande ospedale di Berlino la Cht_rité. 2 Sum:e della Carità, per i primi due viaggi , le quali furono smesse nei viaggi succ.essiYi, l Cuoco, e 2 In:servienti per: Ja cucina. .Gl' infermieri erano pagati in ragione di lire it. 2, 50 al giorno ; gli aiuti di sanità di 4 lire ; il cuoco di 5 lire ; più il mantenimento lungo il viaggio a tutti indistintamente. n mantenimento dei malati costò circa 2 lire al giorno con som-
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ministrazione di alimenti e di ristori, quante volte e quali ne richiedeva il ·bisogno. I Medici erano iYiedici militari richiesti al Ministero della. gnerra. Il Treno-ospedale fece l O viaggi sul teatro della guerra in Francia e trasportò 149, 165, 195, 186, 149, 166, 165, 195, 195, 10•1 malati o gravemente feriti, di cui 1591 a Dcrlino. La disposizione interna dei vagoni esclusivi ai fel'iti era tale: I vagoni hanno la capacità di 12 letti- bar·elle, sei per ogni lato, tre per ogni piano ; ma ne contengono effettivamenle l O soltanto; il posto di due di essi nel centro eli un lato, essendo occunato da una piccola stufa di ferro, con la sua conveniente provvigione di legna e carbone e un piccolo tavolo e una scranna all'americana. Le barelle sono quelle det moclelln dell'esercito prussiano adottate per il trasporto dei feriti dal · campo di battaglia al Luogo di medicazione e all'Ospedale o Lazzaretto di C?-mpo. Esse sono sospese a due piani, il su· periore distante dal cielo della carrozza quanto basta perchè un uomo possa liberamente incur vaesi sulla persona o sedersi comodamente sul troneo; l' Ìnferiore ugualmente distante da1 superiore e poco elevato dal suolo della carrozza. Sono sostenute da anelli di grosso cuoio1 nei quali s'infilano le braccia delle barelle, passati entro anelli grossi e robusti di gutta-percha pendenti da uneini di ferro, infissi in otto l!~g.
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Anello dl gutta pcreha per la sospensìone di un lctto·ùaroll" di un vagone Pi·ussinuo.
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colonnette di legno quadrate e sottili, assicurate al suolo e al tetto della vettura da lamine quadrangolari di lastra di ferro, assicurate da viti, lo quali ne comprendono gli estremi in un foro quadrato a margine elevato e r ovesciato. Le quattro estreme colonne sono collocate molto presso, ma discoste dalla parete nel lato stretto del vagone; le qnattro intermedie a eguale distanza l'una dall'altra, a destra c a sinistra dello spazio centrale longitudinale che a guisa di corridoio rimane fra le due porte di entrata e di uscita nel lato anteriore e posteriore della carrozza. In luogo degli anelli di gutta- percha si adottava da ultimo, per un certo numero di barelle, un meccanismo in ferro eon molla a spirale e con il solito anello di cuoio. Esso consiste in una robusta. alberatura in ferro , terminata inferiormente con un passante rettangolare Fig.4.
Congegno di ferro con molla elastic" •piralo po1· In. sospcn$ione di un lclto- bal'ella di un \'agone P l'ltssiauo.
liscio e levigato, il quale chimle il largo anello di cuoio entro cui s· infila il manico della stanga. della barella. L'alberatura di ferro comprende poi un perno trattenuto da una molla spir·ale, il quale passa attraverso la sbarra superiore
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e finisce in un anello snodato che viene appeso all' uncino della colonnetta. Dirimpetto alla colonnetta e sullo stesso piano dell'uncino di essa si è infisso nell' interno della parete della carrozza un uguale uneino, a sostegno del manico . della stanga esterna della barella. Tanto l'uno che l'altro sistema hanno ugualmente corrisposto allo scopo d'interrompere i sussulti e le scosse laterali delle carrozze ai feriti o malati deposti nelle barelle. All' interno delle porte di ogni vago1iA vi ha una tenda di panno sporgente e cascante fino al suolo, ad impedire la eccessiva ventilaàone. Nel v~gone dell'Amministratore e dei Medici vi hanno tavol ini, scansie, sedili, sofà, letti, gabinetto di toilette e water-closet, divisi in tanti piccoli scompartimenti. Nella cucina vi ha un fornello economico e degli scaffali con tutte le masserizie per la cucina e gli utensili per il servizio del personale o dei malati. Il tutto è disposto con ordine e previdenr.a, e tenuto con estrema nettezza e proptietà.
Considerazioni. Veduto anche questo sistema di allestimento e di disposi?.ione di un Treno-ospedale agottato dal Comitato centrale di Berlino, si potrebbe entrare in confronto coll'analoga organizzazione che misero in opera il ' Vfll'temberg, il Baclen c la Baviera, per disimpegnarsi dall' incar'ico assunto di una così colossale evacuazione di feriti o malati in guerra o coHvalescenti, attraverso tanta distanza dal . teatr o delle battaglie, dagli Ospedali di campo e di guerra, agli Ospedali permanenti o di guarnigione, e a quelli improvvisati ed eretti nel paese na,tivo, secondo il genio moderno di simili costruzioni per il tempo della guerra (Ospedali- Baracche). n sistema bavarese di cinque letti regolari e quasi comuni per ogni vagone, se è il più splendido e assolutamente comodo, richiede però anche un numero straordinario di carrozze e personale di assistenza e servizio, rispetto al. con-
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tingente dei feriti.. o malati da trasportarsi, ed è certamente molto più dispendioso. Il sistema virtemberghese di 12 e 14, e potrebbero essere fino 16 barelle, sospese alle pareti di lunghi vagoni all'americana col mezzo di robuste cinghie di eanape, se è a prima giunta un po' troppo artificiale, è però molto pratico, suffieiente e propriarnènte consotlO alla provvisorietà, e adatto alla :speditezza necessaria del tempo di guel'l'a. Le cinghie sospendenti le braccia delle barelle elidono bastantemente il sussulto delle c.'lrrozze del Treno, spinto anche a veloce movimento, perchè i malati o feriti sopra collocati non isporgano alcun lagno, non sofft'<tno alcun nocumento nelle parti lese o fratturate, e abbiano a trovarsi a perletto loro agio, comodo e conforto. L' intt•omissione di cuscinetti di paglia fra le pareti del vagone e la stanga esterna corrispondente e addossata delle barelle, isola completamente la comunicazioJle di qualunque scossa dannosa o disaggradevole. La vastità eli questi vagoni, ancota usati nel \:Viirttembcrg, permette di trasportare un numero molto maggiore di malati o feriti collo stesso personale di servizio e di assi,stenza. Gli si può solo rimproverare la necessità di dover addossare perfettamente le barelie alla parete laterale della carrozza, dall'alto della quale partono le quattro anse di cinghie, le quali, · due con direzione perpendicolare; e due con direzione angolare, sostengono le due braccia della stanga esterna e le due della stanga interna, i n modo che fra quelle e la parete non' rimane al cuno spazio per le falde cascanti delle copee.ture e il c..omoùo del fet·ito o malato. È però un piccolo inconveniente reso ancora minore e inconcludente dalla squisita qualità di sottili e soffi ci copcrtut·e di lana inglese somministrate ai malati o feriti dal Comitato di soecorso Virtemberghese c in genere da lutti i Comitati di Soccorso di og1ù paese tedesco. I cuscinetti di paglia, che distaccano alquanto la barella dalla parete, permettono del re,slo la più completa e comoda copertura del paziente. Il sistema invece offl'e il sommo vantaggio che, essendo og·ni barella completamente sporgente nello spazio
722 e libera da qualtmque ingombro vtcmo materiale, permette alle persone di assistenza e di servizio qualunque ispezione, cura e manovra sul malato o ferito. Il Baclen, avendo richiesto dei grandi vagoni allestiti al Wurttemberg , e· disposto dei proprii, più piccoli, ma nella stessa guisa formati a leltz'-betrelle-pensili, offre gli stessi vantaggi e leggieri difetti del sistema virtemberghese, senza avere la organizzazione inconveniente della Baviera, dal punto di vista del tempo della guerra soltanto. Inconveniente per l'inevitabile trasbordo successivo del ferito dal letto di Ospedale alla bar ella di trasporto, da questa al letto di viaggio del Convoglioospedale, da questo di nuovo in quella, onde essere portato, compiuto il tragitto, all'Ospedale definitivo che lo deve accogliet'e. Col sistema, al contrario, dei letti- barelle-pensili' 1' operazi.one è più semplice, spiccia, sùrigativa e utile nello stesso tempo al paziente. Rest<t per ultimo il sistema adottato clal Comitato centrale . di Berlino come fu sopra minutamente descritto. CertamentP-· l'adattare le barelle sospese a delle colonnette di legno 'ai clw~ lati del corridoio, lungo tutto il vagone, offre, all'apparenza, un'idea di maggior solidità e convenienza. Cosi pure l'uncino laterale infisso nella parete del vagone, che giunge con un anello di gutta-percha o con un meceanico artificio a sostenere il braccio esterno delle barelle, lascia una certa distanza tt'<l questa e la parete della carrozza, e con ciò il maggioe comodo e conforto al ferito o malato. Ma la ere,ione di queste duo file di colonnette, per quanto ridotte alla grossezza puramente necessaria, imbarazza alquanto la collocazione dei feriti, la quale non procede più cosi spedita, come col sistema di sospensione virtemberghése: cosi pure meno agevole riesce la medicazione delle piaghe o ferite, necessaria con certa frequenza nei tragitti di parecchi giorni, come i Treni-ospedali hanno sempre dovuto fare, e torna poi maggiormente incomodo il riadattamento o la rinnovazione di apparecchi o. di date posir.ioni delle membra fratturate o gravemente offese, qualora fossero per avventura scomposti o malamente mutate.
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E qui conviene persuadersi dj una idea elementare si, ma vera, sana e provata, ossia, che in tempo di guerra ciò che è semplice serve molto di più di ciò che è composto; e che il difetto che può seco recare un facile ordigno è già di ·minor dMno, quando ne occorre l'uso, che la difficoltà di un mecc.anismo complicato e troppo raffinato, non "rosse altro pet•chè non è alla portata di ognuno . . L'uso degli anelli di gutta-percha per la sospensione delle braccia sporgenti delle stanghe delle barelle era da alcuni accusato d'inconveniente, pcrchè per il pe::;o della persona , . continuato un tempo assa.i lungo, questi venivano a rilasciarsi, e, perdendo completamente la carattet•istica prerogativa <.Iella elasticità, che li faceva ricercati, doventavano straordinariamente ed inegualmente distesi e qual più, qual meno allungati e rilasciati; e perchè anche, rimanendo l'elasticità, e non verificandosi l' allungamento dell' anello, essa era incomoda per una continua c troppo sensibile oscillazione , inppportuna al richiesto riposo completo del malato o fet·ito in una posizione stabilmente orizzontale. Ma ·nei viaggi ripetuti dal Trenoospedale cosi provveduto, il primo sconcio non si è mai verificato, e il secondo difetto, previsto in teoria, non si è trovato molto sensibile nella pratica del servizio di gTavi malati e di delicati fer iti. Forse l'uso deg·li anelli di sostegno a molla elastica di ferro, off,·endo gli stessi vantaggi degli anelli di g·uttapercba, qualora la spirale sia robusta e garantita nella sua durata, si potrà. più facilmente estendet'e a provvedimento generale per il servizio di un esercito in tempo di guerra. Pare che penda in questo senso anche l'apprezzamento della Divisione Sanz'taria J.Vfititar·e del ll!linistero della Guerra, ove tale oggetto era materia eli studio. In gener11le si può dire che, ad onta 1 della piil minuziosa e spassionata critica, éhe possa venir fatta a tutti e ad ' ognuno dei sistemi di allestimento dei 'rreni-o::;pedali adottati dai differenti paesi, ognuno di essi ha pm·e soddisfatto al bi::;ogno, e lodevolmente raggiunto lo scopo di alleviare le pene del viaggio, aggiunte a quelle delle malattie e delle ferite.
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Del resto gl'incaricati del Comitato centrale di Berlino, i quali poterono nelle norme fissate per l'allestimento del loro 'freno-ospedale, giovarsi delle prove e degli esperimenti già fatti da quello del Wurttemberg, hanno creduto, per sano provvedimento igienico, .eli destinare espressamente un vagone per gli oggetti superflui e per il vestial'io degli ammalati o feriti ordinariamente inzuppati di materie, di sostanze e di esalazioni alterate, peccanti o nocive, provenienti dalla stessa persona o meglio raccolte dalla dimora nei locali rion sempre felici dei Lazzaretti di campo. Questo è invero un pensiero lodevole e da ricordarsi, e tanto più se si riflette al grado cospicuo di temperatura, a cui per la freddissima stagione si era forzati di portare l'interno ambiente dei vagoni. Dello stesso genel'e e della stessa importanza si è pure quel · provvedimento praticato per6 dovunque, di una disinfezione, ventilazione e la vat ura accm'ata di tutto e di ogni parte di un 'l'reno- ospedale, in luog·o appartato della stazione fen oviaria o della località a cui egli aveva messo capo, come termine eli viaggio, prima di essere disposto a nuove spedizioni. Nell'ultima. metà di Maggio, nella immensa spianata del Tempelhofer-Feld, presso al grande 'Ospedale- baracche eretto pet' il tempo delln: guerra 1), il Treno-ospedale del Comitato l) Questo Ospedale-Barncche, uno dei più g randi della Ge1·mania, consiste va di 50 Baracche di 30 letti ciascuna, distt·ibuite in modo particolare sopra una g1·ande estensione di tcrJ'Ono; e dopo il Garm'sonLa::areth fu quello che, ft·a i 37 Ospedali di guerra o Bm·acche di Berlino, curò il mas1;imo numero di malati o feriti. Dall'Agosto 1870 all'ultimo Aprile 1871 vi entrarono difatti 4476 individui; ne r imanevano ancora 277, e sop1'a 4199 curati la mortAlità fu di 2, 153 %· Dipendeva come gli altri dall'unica CommiJ·sione der;ti Ospedali di Gum·ta 11 Bat·acche, di cui era P residen te l' illustr·c Prof. It, Virchow, il qnnle vi era pure Consulente insieme al Prof. Frerichs, Esmarch, Rose, Koniog, Cohnbcim, Gurlt, Bardeleben e W ilms. Lo Dame al sen·izio dei malati e1·ano 182, fra le quali abbiamo notato la Contessa di Moltke, e di Arnim, la signo1'a Seydel e Virchow, la signot·ioa Dismark e la Contessa di Roon come Direttrice. Un bioario della ferrovia penetrava f1·a i 3 g randi gruppi delle Baracche, portan do col Treno-Ospeda.le i malati provenienti dal teatro della guert·a o dagli altri Ospadali di guerr~ della Got·mania.
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Berlinese, quale fu sopra descritto, dopo di aver passato lo stadio della disinfezione generale, allestito alla partenza, formò oggetto di ur]a visita delle LL. MM. l'Imperatore Guglielmo è l'Imperatore di Russia. Infine un'ultima osservazione può essere fatta sulla qualità del personale da imyiegarsi più utilmente, sia esso militare come in P russia, sia borghese come nel Vùrttemberg, sia misto come in Baviera. L'omogeneità o la mescolanza del personale fu del tutto' indifferente nella pratica del servizio, il quale venne fatto con gara, abnegazione, obbedienza, alacrità, suhordinazione volontaria o militare e intelligenza superiore in ognuno e dovunque. Un tale miscuglio non sarebbe stato forse d'un subito possibile senza gravi inconvenienti, nè avrebbe· portata una tale e tanta utilità in un popolo meno riflessivo, calmo, istruito ed educato all'amore dell'ordine del popolo tedesco.
Viaggio di un Treno-Ospedale l). Negli tùtimi giorni di Febbraio, il Treno-Ospedale del Comitato centrale di soccorso del \i\Tiirttcmberg, compiuta appena in acconcio luogo della stazione di Stuttgart la disinfezione e ripulitn~a, era in v-ia d'apprestamento per un viaggio sul teatro della guerra in Francia, d'onde dagli Ospedali di campo e di guerra doveva trasportare nelle varie località della madre patria i soldati feriti. i malati e i eonvalescenti dei diversi Corpi degli eserciti tedeschi. Interessava conoscere praticamente la riescita del prestabilito meccanismo del servizio applicato immediatamente acl ogni dettaglio e vicenda di un lungo viaggio di feriti o 'malati, fatto in <:lima. freddo e diverso, in stagione variabile ed incostante. l) J1 Treno- ospedale Virlemberghese durante la guer1·a 1870-71, compl in totale 22 viaggi; questo che viene ora descritto è il 20° : il nume1·o complessivo dei ferit.i o m~tlati tr·asportat.i nei 22 viaggi ascende alla c:ospicua cift•a: di 4400.
726 Coll' ìnterposizione premurosa e benevola di S. R il signor Conte Greppi Inviato straoròiMrio e Ministro plenipotenziarìo d'Italia a Stuttgart, chiedemmo il permesso di poter· accompagnare il Convoglio nel suo viaggio eli non ancor bene definita ultima destinazione. Il signor Co~te di Ll)Uttrum, Presi!lente interinale del Comitato centrale di soccorso, presieduto dal Prineipe eli Weimar• allora assente dal paese, ci accordò gentilmente la chiesta licenza: n è fu questo un piccolo fa vore che ci venne concesso. La partenza era fissata il giorno 2 Marzo alle 4 pomeridiane, ed erano già stati conformemente avvertiti i Comandanti delle tappe delle varie stazioni ferroviarie fino alla frontiera della Francia. ·Alla mattina di tal giorno il ·rreno- ospedale, in pieno assetto per la spedizione. era già avanzato sotto il grande scalo coperto della stazione. Alle 3 pomeridiane, il personale di ser vizio. ai feriti destinato a.l viaggio era radunato nel grande locale dei Comitato (Konigsbau).: lo componevano 27 persone, senza contare lA poche altre di gr·ado più inferiori, le quali erano già. al loro posto nel Treno-ospedale. Erano presenti il Comandante del Treno (già ispettore delle- ferrovie in ritiro) ; sei Medici e Chirurghi (il cui capo era il D.~" Hoberle); dieci infermieri volontari; sei sorelle della Carità in abito di due ordini differenti ; due Darne del Comitato delle signore dipendente dal Comitato ce:1trale, la signora Contessa di Leiningen de Gensau e la signora Baronessa di Wechmar, ambedue di Heidelberg ; un Capo-provianda e il suo assistente. Moltissii:ne signore e signori membri del Comitato erano ~~l ritrovo dato dal Presidente nel grande salone di quel vastissimo edificio. U sig. Cav. Hahn, Dottore in teologia e filosofìa, Preposto del Comitato, di cui è benemerito per opera intellettuale e morale indefessa e per un libro sui Comitati eh soccor·so delle ·signore tedesche sotto la croce rossa, tenne tm adatto discorso sulle Associazioni di soccorso in generale, sul merito di questa istituzione in particolare; espresse la fiducia che anche questa volta essa apporterebbe grande vantaggio e sollievo agli sfor-
7ZT tunati resi imp~tenti e miseri per Ja patria; disse la riconoscenza del Comitato o del paese per la meritoria abnegazione dei bene intenzionati viaggiatori, c fece wldamente gli addii e fervidi i voti. Sciolta l'adunanza di congedo, e uscita da quel recinto la compostA brigata dci viaggi(ttori preceduta dal Presidente interinalc, el'a seguita dall'onda del popolo fiqo alla .stazione. Qui entrato il conte rli Lenttrum fece la consegna del Treno-ospedale all'ispettore Comandante, il quale ne assumeva la responsabilit;l. davanti al Comitato, e diede la destinaziono fino a Cadsruhe dove ordini ulteriori si sa.-ebbero ricevuti. Prese ognuno nel Com'oglio il posto assegnatogli dalle attribuzioni del pt•opl'io servizio. TI segnale della 1)artcnza pose fine alle simpatiche dimostrazioni t'lella popolazione di Stuttgart, e il Treno, co11 lento movimento lasciando la. sta:r.ione, si mise in viaggio sul binario ili Carlst'uhe. Noi avemmo posto e cortese accogliAnza. nel vagono del Comandante e· del Medico Direttore, do\O ollr·e ai tavoli, sedili, sofà comuni agli altri, ci venne particolarmente assegnato un letto- bm·elta per qnella notte, o tlno a clte ammalati non fossero giunti a giustamente pri\·:wcene. Si fin\, viaggiando, l'assetto di ogni coSA; l' isllettot·e Comandante rivide il pe1>sonale di servizio, ne pt•endeva not.:'l. nominale e destinava ad ogni vagone il contingehte òi assistenza in Medici, infermieri, uomini o donne. Gl'inservienti alla cucina avevano intanto incominciato l'opera loro, e due oro dopo la partenza avemmo distl'ibuziono eli pane, cami salate (sandwich) e birra; più tardi alla sera nella eucina refezione di carni fretlde e :>alate. pane, brodo e birra. Circa alle 9 110mot·idiano e1'nvamo a Carlsruhe, dove alla staziono un membro <lel Comitato di soccor1>0 del Baden comunicò l'ordine di viaggia1·e verso Belfort con ultima stazione a DanMmarie: l' interrw.ione della ferrovia non permetteva un \llteriote progresso; colà esservi un gra11 numero di malati e feriti da trasportarsi in immediato ritorno.
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P assammo la notte sugli stessi letti-barelle, destinati ai feriti, provandone la eccellenza nell' intett•ompere lo scosse del Treno in movimento, e poscia in grazia di un grarlevole sonno poco ci accorgemmo delle piccole vicende del viaggio notturno. Alla mattina per tempissimo, avemmo catlè c latte; alli'! 10 birra e pane con came salata; alle 12 zuppa, carni fresche, legumi, pane, birt'a e vino. All'una pomeridiana eravamo a Dannemarie; un piccolo borgo a 10 ch ilometri da Belfort, di alcune case di discretn civile apparenza e di molti meschini casolari di mal prov-veduti campagnoli. Avuta alla stazione notizia del numero approssimativo ùei feriti e malati da rilevarsi, il Treno fu spezzato in tante par·ti, quante erano le cat't'ozze necessarie; e i volontari infermieri rapidamente scaricarono i letti- barelle C' pe•· non facile strada, che girava intorno il cimitero, penetrar ono nel villaggio poco piit di un chilometro ~ist.antt~. Vi aveva stanza il 10° Lazza:retto di campo delt' 8° Corpo d'esercito prussimw. Gli ammalati e feriti erano distribuiti in vario fra le meno misere case, contradistinte dalla bandiera nazionale e da (]nella della Convenzione di Ginevra. n D.'· Muller er·a il Medico Capo (Chef Arzt) del Lazzaretto di campo. Nel corso della càmpagna, tal La7.zaretto aveva supplito alÌ'assistenza medica e chlrurgica di 5000 fra feriti e malati. Se si pensa che i 12 Lazzarctti di campo, di cui è fornito ciascun Corpo di esercito prussinno (omettendo i due di riserva del personale e del materiale). avrebbero potuto fare lo stesso lavoro, si comprencle di leggieri con quanLa potenr.a di soccorso l'esercito si accinga alla campagna, e quanta opera in essa vi possa dare. facendo astrazione di quanto gli può venire offerto dalle Società di soccorso ùllernazionalc alle spalle delle truppe comhattenti. Visitando i val'ii loca}i trovammo fra. il maggior numero dei feriti in generale e degli operati sul campo e nel Lazzaretto, varii casi di febbre tifoidea, alcuni congelati alle· estremità inferiori nel recente assedio di Belfort: in uno dci quali specialmente le Lesion i ad ambedue le gambe erano molto alte, estese e profonde.
729 Distribuite allé port~ delle varie case di ospizio le barelle, incomi!lciò il trasporto. Lo comandava egli solo il D.r Muller, il quale disponeva degl'infermieri volontari del Convoglioospedale, degl'infermieri (Krankenwti:/'ter) militari. e dei soldati del treno del LaY.zaretto di campo. Nessnn altro Ufficiale o impi(1gato interveniva; l' Ispettore dellazzaretto sorvegliava il grosso del materiale, dotazione del Lau.,aretto di campo con cui. le varie caso erano state montate ad uso di completo Ospedale. Vennero portati stùle bar·elle 98 gravi ammalati, a rnputati, feriti e fi·attur·ati in seguito (li cu•·a. Fra gli amputati un sol, dato, Dottore in :Medicina H Chin1rgia, amlluta.to alla coscia sinistr<\; e fra i feriti, nel soldato Wilke Pr·ancesco del •W ) L cmdwelzr, nn caso assai singolare di fet•ita.- frat.tura per ischeggia eli granata alla parte posteriore superiore del capo, fra la sutura lambdoidea e la sagittale; con espol'tazione di un pezzo di sostanza ossea, del diametro di cinque centimetri; con iscopMtura della sosttmza cerebrale e perdita della polpa cerebrale .' a sinistra e prolasso di essa a destra, ove costituiva un twnore pulsante dell'al~ezza e · for.rna eli tre quarti di un uovo di gallina, strozzato alla sua base. Una lunga sr,hcggia 0ssea sottile q1rauto una fina penna d'oca, era infitta all'ingiù obliquamente da sinistra a destJ·a nella base del t umore. Vi era st1'abismo ed ambliopia incipiente. Iuoltre 150 convalescenti o leggeri malati presero posto in vagoni a secl ili. Tale trasporto dei fe1·iti e malati dalle varie case del villaggio; la colloca7.ione loro sul Treno; la scTitturazioue neces: saria onde fa.cili e spedite riescissero le loro ulteriori dest inazioni : il nuovo assestamento del·1'reno spez1.ato in ogni yagone, per il comorlo carico delle barelle, vennero effettuati in poco più di due ore. , Il Medico Capo (Chef Ar·zt) 1F Miiller, mai stanco della .sua opera energica, venne poscia al Convoglio ad a,s sicurarsi dei :;uoi ammalati. Vedendolo passare lul}go tutti i vagoni, e stringere le destre che dai suoi pazienti gli venivano sporte con afiètto e dar loro gli ultimi consigli, non si sapeva chi più Giat•nale di Medie. miti.t. 1872.
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commovesse, se l'affabile umanità di chi abbandonava i proprii pazienti, o le semplici e toccanti espressioni di riconoscenza dèi· poveri disgraziati per colui che, avendo · con ogni cura protetto lor;o la vita, li aveva messi nel caso di rivedere ancora e per sempre la patria. La patria intraveèluta dalla mente-dei miseri, come incerta e fuggevole idea fra i dolc.r'i. delle ferite e i lamenti di un Lawu·etto di campo, stava per divenire in breve un fatto positivo dei loro sensi, e il di lei nome con monotona cadenza di tenera espressione di affetto era sulle. b0cche di tutti. Molti Ufficiali e il Colonnello della Lanclweh~· a Dannemarie vennero pure ad una visita eli eongedo ai lorq cli::;graziati compag·ni d'armi, e al Convoglio che era · pronto per mettersi in movimento. Circa alle ore 4 pomeridiane si parti ; e sapevamo già che· ad Altkirch specialmente, a Miihlhausen, a Colmar e forse a Schlestadt avremmo avuto buona opera da fare. Lungo tutta la strada continuava ogni migliore assetto dei feriti ; il collocamento delle loro robe · e vestiarii per opera degli uomini, delle suore e delle Dame al loro servizio. Un difetto, se pur se ne trova uno nel Treno-ospedale Virtemberghesc, si è la mancanza di un locale appartato per la deposizione degli effetti d~l soldato, i quali,. numerosi come . sono i 01alati nei vagoni, ingombrano eli soverehio e diminuiSC0!10 lo spazio e l'aria; e le loro esalazioni più forti nella fredda stagione, dovendosi fortemente riscaldare gli ambienti, reJl(lono l'aria malsana e perniciosa, ed obbligano ad una accurata e forse troppo energica ventilazione. I Medici presero notizia di ogni singolo caso; e un infermiere volontario, persona in g·enerale molto intelligente e assai istruita nel suo uflk io, era des~inato alla compilazione di un Registr·o nominativo ll!Olto particolareggiato di tutti gli ammalati, col paese di nascita, l'età, il reggimento, la. lesione o ferita e la cura passata in tale o tal' altra località. Esso doveva servire ad assegnare e provvedere pee mezzo di un avviso telegrafico, il luogo più opportuno di scarico ad ogni individuo, al di là della fi·ontiera tedesca.
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Sull' imbrunire del giorno toccammo Altkirch. Giunsero 'nuovi e molti convalescenti ed ammalati a piedi, ed altri più gravi furono presi colle barelle dentro il paese, situato· sopra di un poggio dirimpetto alla stazione. La loro affluenza obbligò l'aggiunta di due comuni vagoni a sedili. Un Ufficiale èon fistola cisto- fecale, postuma di ferita d'arme da fuoco, e due altri convaleseenti di malattie incontrate in guerra ebbero posto nel vagone dell'ispettore Comandante e dei Medici. Il numero dei malati raccolti a Dannemarie e ad A.ltkirch era allora il seguente : 130 gravi malati o feriti nei vagoni a letti, compresi 3 Ufficiali nel vagone del personale superior e ; , 220 leggeri rmilati o convalescenti neì vagoni a sedili. Un totale di 350. Fra i primi, 96 erano i l)ÌÙ importanti e così classifkati : 15 amputàti, 45 feriti d'arme da fuoco, l .ferito gravissiino al cervello, 20 gravi malati di petto, 14 di , febbre tifoidea, l Ufficiale con un grave postumo di ferita d'arme da fuoco. Gli altri casi per :;è stessi oramai inconcludenti, e bisognevoli solo di delicato riposo e del maggior comodo possibile del viaggio. ' Per essi, e non solamente pe1' i più gravi, non si finiva mai di ammirare con viva soddisfazione dell:animo l' impareggiabile sel"viY,io degl'infermieri volontari, appartenenti alle diverse classi sociali della popolazione di Stuttgart, i quali non trovavano opera o fatica rude, disgustosa o ributtante che valesse a vincerli nella loro .intelligente abnegazione. Altrettanto poi ammirabili quelle suore infermiere di ambedue le religioni cattoliche e protestanti; e ancora più sr)ontanea la . cura di quelle Dame, le quali senza il bisogno dell' irnptùso di una vocazione religiosa speciale, senza ricercare la brillante divisa di un abito monastico, teovaYano nelle comuni apparenze, nella loro benigna natura, nella loro squisita educazione, nella affabilità e dolcezza del loro carattere, l'eccita.mento ad una affettuosa assistenr.a supeeiore a qualunque elogio o al di là di ogni espressione; . previdente di og·11i minima cosa; resistente ad ogni fatica o disagio; estesa ad ogni
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basso bisogno dei poveri disgraziati. La presenza delle donne appartenenti alle classi più civili della societù infervorava le altre, non predilette dalla fortuna nella nascita o nella posizione sociale, all'obbligo .della stretta osservanza del proprio (lovere con quella delicat-ezza dì modi, che senza alcuno studio possiede chi è bennato. Con simili persone sono assicurate la proprietà e nettezza di quanto contorna il pa?.iente e quella del locale : due elementi nei feriti o malati in guerra tanto importanti e difficili a trovarsi. L'ordine e la regolarità del servizio affidato; l'assiduità. delle cure p1'emurose; il rispetto reciproco; la• buona intelligenza · del personale superiore e dipendente, che tanto assicura chi ha la suprema direzione di un gran numero di ammalati ; la tranquillità e soddisfar.ione degli stessi infermi tanto ricercata dai curanti; quel certo este~ riore infine di dignità umana necessario dove ::;i respi1'a l'aria militare, si ottengono in ciuesta 1ì1cile e naturale maniera, senza il rigore di una ferrea disciplina, indispensabile ;l' altronde quando non si può fare altrimenti; ma non sempre possibile quando si hanno cose più serie per il capo e quando senza dilazione si deYe uscire dai critici momenti della gue1Ta. Noi non ci dichiariamo qui sdolcinati aclulato1'i di un sesso che possiede grandi a:ttrq.ttive, intendiamo solo di csprimet'e il mer.ito che gli è dovuto per i fatti che abbiamo veduti, e che ci hanno lasciato la più viva soddisfazione dell'animo, la quale ::;e noi esprimessimo intera ci strapperebbe eli b9cca un augurio troppo parziale ed egoistico. Quest'attitudine meravigliosa delle donne tedesche all'assi$tenza dei malati e feriti in guerra non è sorta di l'ccente e dal lirico entusiasmo clell 'ultima guerra. È antica prerogativa che ha colpito la mente anche di un grande storico dei tempi dell'impero di Roma, dal quale con poche ed eterne parole fu tramand·ata alla posterità. C. C. Tacito infatfi nella sua GeJ'mania, dopo 1li ave1· mess0 in rilievo la natura e i costumi. di quel paese, il carattere e Je consuetudini di quei guerrieri fatali al popolo romano, dice che : « ad. matres ad conjuges << vulnera ferunt, nec illro numera.r e ant exigere plagas pa-
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(( vent, cibosque et hortamina pugnantibus gestaut. » Da quanto pare da ciò che abbiamo detto, lo moderne donne tedesche . non ha111Ìo dunque tralignato dalle forti e sàcre virtù delle antiche donne germaniche; e ce ne ' appelliamo a quéi fortunati Medici che h anno a vuto il loro potente aiuto nel vasto teatro di questa guerea, ed a coiOJ'O specialmente che poterono avere dentJ'O Metz le Dame più distinte della madre patria, relegate por otto o dieci mesi di seguito, .non a vana pompa ma a dura e faticosa opera, noi Lazzaretti dei tifosi stabiliti appena (lo po la · ·r esa famosa di quella piazza formidabile. E noi stessi potnnnmo dire molto di più, se tutto dicessimo quello che abbiamo veduto nei 70 Ospedali e 282 Baracche visitate in quel tempo. Ricorderemo soltanto, ad onore della società umana contemporanea, di aver sempre dinnanzi gli occhi e nel cuore le mocleste e calme figure e le Ctll'e mirabili di quelle Signore infermiere del Georgi Ritter Spz'ta.l e del Paradies Garten di Monaco, dove presiedeva la Regina J\·I aria di Baviel'a; del Gesellen Ifaus e di varii alt ri più piccoli Ospedali di Stuttgart; delle Fried1·ich's Ba,·acken di Carlsruhe; dell' Orangerie e dell'Alice Hospital di Darmstadt, dove funz ionava la Principessa Alice; del lvlilitar Reserve Laza1"eth di Homburg; del Zetlen Lazareth a m Tùi"mchen di Colonia; del P(affendorf Baracken Laza1·eth di Lipsia ; del sorprendente Augusta llospital, sotto l' immediata direzione di S. M. l' Imperatl'ico Augusta, e del 1'empelhofe'· F'eld Ba?·acken Lazareth di Berlino ; dei Lazzat·etti di Ludwigsburg, di Heidelberg, di Frankfurt, di Magonza, di Wiesbaden, di Bonn, di Hannover, di Dresdn., e di tutti infine quei luoghi ove ci , portarnrno ~eguendo la linea naturale e prescelta di e·qacuazione degli infermi dal teatro della guet'l'tt. Dappertutto noi le abbiamo vedute soccorrere con intelligenza i malati; sorreggere i pazienti; sfasciare i feriti; medicare le piaghe; comporre con abilità e destrezza medicature e apparecchi; assistere impavide a grandi operazio1ti chieurgiche ; mantener l'ordine nei magazzini; custodire le provviste e dispensare generosamente; ripassare le biancherie come semplici operaie; eurare la pe~·- .
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734 fetta nettezza dei corpi, delle cose e dei locali. In siffatta guisa quei recinti sorti repentemente col nome caratt.eristico ed espressivo di Baracche, e compiti sotto le tristi e imperiose cjrcostanze· della guerra in luoghi remoti e per ragioni di igiene pubblica isolati dall'abitato e dalle città., lungo il corso dei grandi fiumi, al limite di antiche selve e nel centro di grandi spianate, diventavano per tali benefìcii lieti di ogni comodo, conforto, clecenza ed attrattiva come fossero sta.ti le loro case favorite o la loro stabile dimora. Per noi, lo confessiamo, fu uno spettacolo strano e commovente, che ci ha foeternente éompresi di riverenza per queste donne che sanno rendersi in tal modo le vere c naturali compagne dell'uomo in mezzo ai pericoli e ai danni della guerra. E non dissimili dovevano essere pure quelle signore Inglesi · e Americane che .Mac Cormac l) ricorda :fedeli consorti nell'ar.ione benefica dell'eletta schiera di Medici e Chirurghi Inglesi' e Americani che egli condusse ad operare nella Caserma di Asfeld sotto il tremendo fuoco dei Prussiani che valse la resa di Sedan. Quella serie di nomi che egli copre· di elogi, a pag. 79, al pari di quella dei Medici stessi, perchè salvarono delle vite umane e molte più ancora, ne avrebbero salvate se prima si avesse potuto avere la loro delicata assistenza, sono uno splcudido esempio che noi pure vo1·remmo seguire in simili circostanze. In queste almeno, se osassimo pubblicamente esternare un nostro desiderio, noi vorremmo cessare una volta di trovarci sempre davanti soltanto ad una mera apparenza di compunzione religiosa, ad una infruttuosa apatia, ad un rigore eli orario di assistenza e ad una stretta riserva di servizii : e al letto dei nostri pazienti non vorremmo, per pernicioso miscuglio di attribuzioni cd interessi amministrativi, udit•e pronunziare un rassegnato ed esoso diniego eli qualunque mezzo cl~ soccorso o conforto immediatamente necessario da una bocca, in cui la rivelazione divina della religione mette per prima pal) MAo ConM.v:. Note e lUcord·i di un Chil·w·t:;o di ilmbulan :ra, tradu:t.ione del D.'" E . Bellina. Tipog1·afut della Gaz.~etta d'Italia, Firen~e, 1872.
735 rola la prÒvvidenza. E ammessa così l' utì1ità e la necessità dell'aiqto feniminile, spingendolo fino agli ultimi confini del t~mpo di battaglia, noi ardentemente vort·emmo che, ad imitazione eli ciò che la Germania ha operato col frutto di lui1ghi anni di studio e ln.voro, noi ·pure cominciassimo ora a predisporre e concreta1•e associazioni, comit.ati, Otganizzazioni, statuti, norme, insegnamenti; onde, accadenrlo il bisogno, potessimo avere il soccorso di queste donne preziose per umane e gentili qualità, le quali ci portassero, dove noi saremo, tutta l'azione riflessa dell'affetto delle nostre madri e delle nostre mogli, non assottigliato o isterilito dall'abitudine di esclusione dal pieno vivée sociale, 'dalla d1)J.mosa astrazione dall'agitazione morale e dal progresso civile del paese, ma compartecipe dell'angoscia delle nostre famiglie e r.onvergente nel movimento politico della patria. In tal modo il soldato appena versato il suo glorioso sangue sul campo di batta.glia, si troverebbe tosto nelle condizioni più naturali, schiette, affabili e benefiche della famiglia e della città. e non in quelle artificiali, ristrette ed estranee del chiostro e ùi una corporar.ione, le quali porgono inutili e insufficie~ti confoiti al suo fisico e mo rale estenuato dagli stenti della g uerra, ed abbaltuto sotto la durata violenza contro il primo e prevalente istinto della nostra esistenza. :Nel · disimpegno delle nostre a.ttribuzioni abbiamo sempre dato un grave peso a questo passo del Medico Maggiore o.r Nicasio ' de Landa : « Solo la muger nacida para manejar « el tierno cuerpo del nino y ac.allar sus llantos con dulce « arrullo, co noce la delicadeza estrema, las prec.'luciones « esqwsitas que requicren el enfermo y el hericlo ; nadic como « ella sabe aclivinar sus deseos, acallar sus quejas, colmar <( sus dolores ». Ed abbiamo sempre avuto un sentimento di rimpianto e trovato un amaro sorrisQ sulle labbra tuttavolta eh~ pensammo che, con lieve fatica, con ·mediocre istruzione, con poche regole e con risparmio di danaro, potremmo avere nella nostra donna eomune, volgare, casalinga quel tesoro di cmre filantropiche e gelose che invano anc)jamo cercando sotto la scorza di quella divisa monastica diyenuta ·oramai null'altro
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che una importazioìte straniera speculatrice per altru~, poco amica, sospetta, subdola, per n\illa benefica, indiscreta, reca.l·citrante; la quale ba già compito la sua orbita luminosa e non divide più con noi la ferma fiducia nel nostro inevitabile avvenit•c nazionale l). - Ma lasciamo la .digressione e torn-iamo al nostro Treno-ospedale. l) Non possiamo qui traltenerci dal ripOI'tal'C r I sti'UZ'ÌOne pe·r le Darne etssislenti nell~: R. Bamcclte del T empelhofer-Peld, ti-adotta dal libro: Glì Ospedali di Guerra e le Baracche di Berlino, una proposta per la riforma degli Ospedali, del D.r Steinherg Medico- Generale della Marina, e pet· il tempo della gnerr·u Dit·ettore Genei·ale dei Lazzarctti di Berlino. - Essa sarà Un· documento i nteressllnte 11e.r gli ttomini della professione in Italia ; da questo un ico saggio utllciale le nosb·e ossm·vazioni oculari, fatto colà e in altd luoghi, a\'r!lnuo pure autorità.; e confi'Ontando il suo spirito con quanto siamo andati dicendo, si poll'/1 concludei'O che il vero aiuto femminile, il quale era rappresentato nella sola Berlino dalla parLecipazione di 585 signore in servizio e ffettivo negli Ospedali, à stato no tevole piuttosto pet· eccesso che ver mancauza di r.elo nelle sue :ùte attribuzioni, ciò che appunto noi andiamo ce1·caudo.
con
Supplemento B. L'aiuto femminile nelle R. Baracche sarà prestato: a) aano Suore (grigie) CUI'anti, b) dalle Dame Msistenti ; le quali ~;~Ssieme opet·eranno sotto il Medico Didgente e rispettivo Prescrivente. Il servizio delle Dame assistenti è regolato darte segu,enti isti·uziooi : I. Il loro servizio i n gene1·ale consiste.: a) in una seria ed amichevole influen:~,a sopra i feri ti, mediante la conse1·vazione del deCOl'O e del buon costume; il rialzamento delle fo1~1.c mo l'ali dei sofferenti; e l'agevolamento del commercio coi lOl'O congiunti ; lt) nol controllo de!là pulizia; · c) nella cura dietetica ; d) nell'aiutare le suot·e grigie nel ristorare e curare i feriti. II. La Direttrice, e in caso d'impedimento la sua Sostituta, regolerà il numei'O delle Dame assistenti; disti·ibuirà per· ogni Dama 2 Baracche; inca;ri cherà. altre Damo, sempre colla rig ida osservanza dolle ulteriori funzioni di servizio contenute in queste Istruzioni ; ed ordinerà un regolare turno nel disimpegno del servizio. TI nome delle Dame di servizio per ogni Baracca sar·à !!CL'Ì tto in una lttbella. nell' intei'llO della Baracca; lalist<t nominativa di tutto le Dame di servir.io, ed ogni cambiamento nel servizio stesso, sat·anno comunicati al Medico Dirigente.
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Regolare distribuzione di alimenti veniva fatta ai malati più leggicri e convalescenti; c ai malati g1·avi continuamente era libero il dare quello che richiedevan o c che dalla persona assistente era stimato per loro utile ed opportuno : per cui un ancliri vieni quasi incessante degli infermieri, delle suore e delle Dame stesse dai vagoni dei malati o feriti alla cucina, alla
m. n tempo di SOI'Vizio delle Dnme assistenti si estenderil in generale dallo ore 8 lf2 nnt. a lle 4 119, pom.; questo tempo di rigo t·o però potrà essot·o prolungato per singole Dame, (In indicarsi dalla Dit·ettrice, sino alle O lf2 pom., nel ('aso che per quest'ora SOI•t·astì l'ar•·h·o di feriti. Le Dame assistenti in sen·izio sono pt·egate di I'CS(ire semplicemente e modestamente, e se possibile in abiti di colore mi$to bianco e nero, e da potersi Javat·o; di evi tare vestiLi di vi vi o diversi colori, cost pure l'icet·cate accondalut"6 del capo; di mettet·e la fascia bianca colla CI'OCe r ossa al braccio sinisl1'0; di pol'!arc un grembiule bianco, e di :lvct•e inoltre sempre con sè forbici, ughi, filo e un libro di note. IV. ll sorvi:r.io tutto speciale delle Dame assistenti per i malati, reclama da esso ht lor o morale e psichica intluen~a sui pazienti (indicata già al n° l. a), la quale del resto è git\ pr·odotta dalla semplice presenza. di nobili e distinte Signore. Kondimeno sarà modicata ogni speciale inftuenza. sopra l'animo dei sofl'ot·cnti a seconda dello stato dei singoli pa1Jenti, del grado di istru~ione o della condhlione perso nale ; e su di ciò non si possono fissare norme tlcfinite. Anche la lettura ùi ogni ammalnto dovrà · essere sciolta a seconda del suo g•·ndo d'istruzione. Jl commercio dei feriti coi lm'O <'Ottgiunti in luogo sarà stabilito nelle ore fissate di visita, dalle ore 2 nIle 3 pom. dol Lunedl o Giovedl; la corrispondenza poi coi congiunti lontani si eseguirà collo cm·te della \ posta di campo, che dovl'tlnno esser tr!lsmes._«e all' Ispettore del La.zzaretto giornalmente nel pome1·iggio fino alle 5. Le visite che le Dame assistenti vot·ranno · ricevere dai loro parenti \ avranno luogo soltan to il Lunedì o Giovedì, contro esibizione di carte di ptmnesso, ~~ tal uopo rilasciate dAlla Dù·ezionc Gc~t~n·ale dei La$::at·etti. I regali in deniii'O pet· i maiali ve•·ra!lnO consegnati all'Economo; i doni invece, in oggetti, ecc. ecc., sm-anno rimessi, contro quietanza, alla Direttrici!. Ogni iuconvcnienzn pct· pm·te doi malati o dol pot·sonale dogli infer\ mieri vci'SO i visitanti o verso una delle suOI'Il gt·igie sarà da biasimarsi con serio, deciso ma amichevole •·improvero. In caso di I'itrosla 1n sarvi:r.io, si tl.ovrà fat'e immediaumente rappo1•to dalla Oiroettrice o ~Ila di lei Sosti~uta al Membro Militare della Commissianc clol Lazzlp-ettc .
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dispensa e al deposito, onde provvedere alimenti, bevande, oggetti varii e mezzi di medicazione. In grazia delle aperture dei vagoni in senso longitudinale, questo servizio non era interrotto per nulla dal movimento per quanto fosse stato celere del convoglio. Alle 9 della sera giungemmo a Muhlhausen. L"occupazione completa del Treno per opera dci malati e feriti, l'incaglio V. Il controllo della P,Ulizia si es tondo a tutto l'interno della Bar·acca; si dovrà quindi sOr\"egliaro la nottez7.a delle pareti, del pavimento, o la pur-ezY.a. dell'm·ia, por· cui s' iuter·dirà il fumar·o. Per quanto r·igunnla dappresso il malato si dovr-à badare che ~<ieuo severamer1te o~servate le nor me del Rogohtmen to del Lazzaretto por la pulizia dei malati. del vestiario e del loro letto. Il Deposito della biancheri1~ sta sotto la sor,·egliauza di una JJama ilest.iuata; e si eseguirà d'ncc01·do coll' Ispettore del Lazzaretto l' invcutar•io dci peni, l'entrata, ln diRpensa e il bucato. VI. La cura dietetica consiste nel controllo dellu preparazione e somministraziono dci cibi e delle bevande; per·ciò verr·à ordinato un se rvizio di cucina, che stabilir•à: ' a) la sorveglianza !lull' inventario degli oggetti; del numero, della lot·o usabiliLiL e nettoz1.a.; b) l'esame della qualit-à nukitiva ~ gustosa dei cibi o ùelle bevande; . c) il contt·ollo del numero delle porzioni, e la verificazione di una puntuale dislt·ibuziono corris~,>onden«l nlle pt'CSCI'Ìzioni dci Medici. n tempo della distt·ibuzione vet•r•fl. inùico.to nel inb bl'icato della cucina dal tocco dellA campana. · d) la ispezione del puntuale traspor•t.o degli utensili od fabbt•icato della. cucinn o il r ipulimento dei mede!limi. VII. L 'a.ssistenza alle suor·e [!?'I:!Jie nella cura do i malati, consistc0 nella somministrazionc dci me·Hc:unenti, dei rinfr•escbi, e dt>i mezzi di ristoro. L'alto quesito delle Darne assistenti (n° l. a) non comporb1 la loro dir·ctta prestazione nell'applicazione di appar-ecchi c bendaggi; es.c;o per·ò t.or·r·anno pronti tulti gli oggetti necessarii pet· le mcdicatu t·o eseguiLe dai Medici e dalle suore g1·i!fi'e, cioè: materie dh•erse ·di medicazione, telor·ie, fil accia. fascio, compresse, cmpi ns tro adesivo, sali ttro matici eccitanti, occ., tenendoli ben ordinali in nua paniera a quest'uso destinata. Berlino, 20 Agosto 1870.
Signora . di Roon. 0011wnuto Il Oirettore Gonornle <lei .L nzzo.rotti
Steinberg.
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cbe per noi si poteva dare nel servizio nottul'llo al pers0nale, costretto a vegliare in piedi o seduto per difetto indispcn.sabile di letti, obbligò la nostra delicatezza acl approffittare per la notre dell'albergo prossimo alla stazione: Al mattino il Tre.no- ospedale fu il nostro primo pensiero. · Vi r itornammo alle 8, e non si potè a meno di gettar subito uno sguardo in tutto r interno del convoglio. Ogni cosa proeedeva regolarmente, e la notte passata: non aveva portato aJcnn iJ1conveniente. Gli ammalati che noi già conoscevamo erano pitt ilari e soddisfatti; nessuno aveva sofferto del viaggio; si chiamavano contenti della loro situazione attuale,, la quale preferivano a quella di w1 letto regolar e del Lazzaretto abban.donato. _;on avevano nulla, a desiderare; tutto ciò che avevano chiesto era lor o stato dato; tutto ciò di che abbisognavano era loro stato fatto; e con manifesti segni di gradimento dell'interesse che noi preudevamo per le loro condizioni ci 'chiamavano a partecipare alla soddisfazione interna del loro animo. I convalescenti portati dal Treno, appar tenenti alle truppe mobilizzate in Mùhlhausen furono ieri sera deposti, e scambiati questa mattina con altrettanti di essi convalescenti più ostinati o malati, i quali, a ristabilimento di salute, richiedevano le citcostanze più. normali della fhmiglia e i vantaggi del paese nativo. Alle oro 9 partimmo per Strassburg e Kehl. Giunti a Colmar avemmo ancora ad incaricarci di due amputati e di. un ferito di arma da fuoco ancor bisognoso di cura. Con ciò il contmgente rlei malati si po1·tò a 136 collocat i nei letti, e 220 sui sedili, i"u tutto 356. ~on rimanevano che 4 letti vuotiJ 3 nel vagone ùel personale superiore, ed uno in uno çlei vagoni comuni ; e gl' individui ambulanti erano molto più stipati nei vagoni ~-;edili di quello cho lo rappresentasse il numero reale e prestabilito dei posti. A Schlestadt finalmente nulla di nuovo. In tal modo il T reno- ospedale si an'Ìcinava all'antica frontier a tedesca, per incominciare il sno primo scarico di amma~
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lat.i a Carlsruhe, la più prossima sede di Ospedali-baracche (Frzeclrich's Baracken Spz'tal) eretti per il tempo della guerra l); e procedere poi oltre con una direzione a seconda delle istruzioni che avrebbe colà ricevute. Questa pratica non era più per noi interessante a vedersi: avevamo veduto . quanto bastava per conoscere, non avevamo· tempo da perdere per saziarci di ulter!ore ammirazione. Sostammo a un' ora pomeridiana n Konigshofen, piccola stàzione a tre chilometri da Strassburg; e il Treno-ospedale seguendo la linea arcuata, cos'tr atta durante e dopo l' assediQ della piazza, si disponeva a ripassare il già riparato ponte di Kehl, mentt'e noi ci mettemmo in cammino per ent~are nella fortezza. Potemmo acvere -da un contadino di doppia :kwella un rozzo e mal connesso char-à-bancs di campagna, su cui collocammo ' bauli e valigie, il cauchemar del viaggiator;e; e questo treno. miseeabile, mal congegnato e duro era in perfetta armoùia eoi guasti e le rovine che subito ci si pararono dinanzi, e molto più con quelle che poscia ancora e meglio dovevamo vedere.
1) Le Friedrich's Baracken di Carlsruhe fut·ono le pih belle costl'lltte durante la guet:ra, sl per l'appat·e nza, la distribuzio ne e legame dci vari i locali, come per l'interno splendore degli ambienti, la ricchezza del mobiliò, c il lusso degli accessot·ii. Erette in salubt•e e silveske località dall'Architetto Pt·of. J. Hochstetter, per disposizione del Granduca Federico, di cui portano il nome, e compinf.e poscia con più solida costruzione, rimat•t•anno a ricordo di quel tempo, da quanto ei disse il MedicoGenerale D.f Mayr,. e come stabile Ospedale ìV1ilitare, per attestare il prO· gresso portato nella edilizia ospitaliera, S]Yecialmente militare, dal bene·fico svolgimento delle buone idee sauital'ie in questa campagna. Desideriamo che questo progresso segni una rivoluzione fondata, completa e duratura e che sia internazionale; giacchè, come ben dice Stromeyer, la Medicina Militare non conosce confini politici. - Ci è sembt·ato pet·ò che Lipsia ne sia stata gelosa, e vedell)mo poi difatLi il suo Ospedale e le Cliniche Chit•urgiche e Mediche Universitat•ie fabbricate appena a Dm·acche, e cos\ belle che , il loro ediflzio forma un degno seguito all'Istituto Anatomico, al• Fisiologico di Ludwig, al Chimico di Kolbe; i quali nomi con quelli di Thiersch e di Wunderlich costituiscono, una brillantP- illustra.-:ìoue di quella Facoltà Medica e Chirurgica.
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Conclusione. Uno scrittore eminente nel nostro Corpo sanitario e assai conoscinto nel paese, trattando recentemente un argomento di pt~bblic~a utilità 1)., ha con penna piil maestra e autorevole , della mia, _accennato con grartùi tratti a.nche a questo soggetto, e ne ha fissato i principii piit salienti, e dedotto le principali conseguenze, per cui, avendo io dov·uto per mio speciale ufficio allargarmi piuttosto nelle pat·ticolat·ità, potrèi dire ben poco se mi volessi assicurare presso di voi il risultfl,to delle mie parole con una qualunque conclusione. D~tlle preme$:sè genen1li però e dai minuti particolari che le hanno seguite, voi stessi potete, o Signori, fa1·e le dedùzioni r..he vi parranno piì.t giudiziose. Vi sarà, per esempio, sernhra.to certamente ·che una simile istituzione non sia facile a idearsi nè agevole come si vorrebbe a mettersi in pratica; ma non vi sarà sfuggito senza dubbio cha· in Baviera, dove esiste uùa perfetta organizzazione militare sanitaria per il personale infutiore, ntppt'esentata dalle Compagnie di sanità, nelle quali ·gli uomini a ciò destinati, sottoposti alìa stessa di;;;ciplina degli altri soldati, sono iniziati nello studio dell'Anatomia elementare, dell'arte di medicare o assestare appareechi, collocare c tl'asportare feriti nelle barelle c di assisterli indipendc.ntemente dai Medici; l'istituzione nuova dei T1'eni-ospeclali ha potuto farsi fa.0ilmente appena che ftl trovak't opportuna. Essa ha riu~cito brillantemente anche nel Wurttemberg che, quantunque mancante di _una estesa istituzione sanitaria milit.are, fu il primo ad ini;~,i<\rla; ma '!a festfl. popolare e cittadina che occasionava la partenza di un simile Convoglio, vi avr~L portati a rilevare che la fatica lodevolis·sima d'altronde e ben r iescita, e lo stwlio gt'andc fatto dal l) Cort1'ESE . Remin.iscen~ e di un viaggio in G~·mania. - Estratto dagli Alli del H. l~til.uto Veneto eli ~cienze, lettere ed i'lrti, - Venezia, 1872.
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Comitato centralo di soccorso nell'apprestare le cose, nell'educare le persone, t1ell' ordinare la disciplina e le disposizioni ebbe bisogno di nna grande manifestazione di trionf<,>. Da queste lusinghiero e spettacolose dimostrazioni converrebbe trovar modo di dispensarsi possibilmente in tutte quelle cose che riflettono la guerra; cioè questo non llevono sorprendere in quel momento per la loro nontà. In Prussia invece ~ove l'ednoazione del personale sanitario militare è antica e ben ripartita nelle sue varie gradazioni e attribuzioni, e l'oclucazione del personale civile si modella ordinariamente su quella, l' inno\·azione lta potuto procedere naturalmente senza alcuna meraviglia, e con granclo risparmio di personale e di denaro; giaochè basta riguardare al quadeo che ve ne ho fatto pet· vedere che qualunque entità supel'flua è risparmiata e non si è dato posto che ai :\fedici, ad un Economo, agli aiuti eli ospedale, agl'infermieri, a gente m::muale, e si è omesso qualunque altra persona accessoria con g1;ando guadagno nella spesa e nella speditezza del procedere. Questo è tm esempio assai parlante per l' istituzione del personale sanitario, propriamente detto, autonomo indipendente ed autorevole; ma ciò poteva avvenire solo in un paese abitualo da lungo tempo a ric,onosccre l'importanza o l'utilità pubblica ed economica di un simile ordinamento. E qui cadrebbe in acconcio, se ci fosso permesso, di sollcvarci modestamente cont1·o un pregiudizio che ben presto avrà finito il suo tempo. Fra gente d'armi non è forse tenuto abbastanza in rilievo il merito del servizio del personale inferiore sanitar-io; c l'uomo a ciò chiamato si sente come avYilito; quasi che occorr-esse meno sangue freddo o risoluzione in un distaccamento di sanità davanti il fu oco del nemico cho fra le file dei combattenti, meno abneg·azione e fed eltà in un ospedale di C<.'lmpo cbe sul tenteo della guerra; quasi che l'ufficio d' infemùero militare fosse meno importante di quello d' infer·miere civile; quasi che servire la città fosse più degno che servire l'esercito; quasi che una massa di uomini, cho deve sussistere in circostanze sempre eccezionali o durare
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·davanti a un competente nemico organizzatò e resoluto alla sua rovina e a quella del paese, abbisognasse di pronti elementi educati alla sua conservazione, meno degli altl'.i uomini che vivono in continue e normali condizioni di pace. Infine la vostra mente ad ogtù modo avrà dovuto rnetter,e fuori di contestazione l'utilità di una simile istituzione come ' . principio l), e la convenienza della sua adozione quale ausiliario importante nel servizio sanitario di un esercito impegnato in una campagna continentale. Ogni popolo che mantiene un esercito per i~ caso possibile di una guerra, se non vuol prepararsi un tardo pentimento, deve mettersi in grado di trasportare all'occorrenza sul. terreno quanto piÌl può del frutto de' suoi studii durante la pace, ridotti a istituzioni pratiche e caratteristiche della sua nuova situazione. Quando noi udimmo, per esempio, che gl' Inglesi, intraprendendo la guerra di Abissinia, cominciarono dallo stabilire una via ferrata su quelle barba1'C coste, abbiamo detto: quel popolo vince. E perciò noi augw·iamo al nosteo paese una guerra di meno e una istituzione <li più. Chi conoscéva il carattere della presente generazione germanica, la severa profondità de' suoi studii, l'avvenire sicuro riservato alle sue dottrine, la seria applicazione delle sue istituzioni civili, la concatenazione ragionata. e potente dell'economia delle sue forze militari ha detto : questa nazione vince la pl"ova ofle1•tale datla Francz"a glor·iosa. Ma pure chi queste cose diceva incontrava degl'increduli, dei dubbiosi, dei contraddittori, c il libro dei rapporti famosi del 1) I ·r,·eni-ospeds li di tutti i paesi della. Germania hanno tt·asportato dal teatro della guert·a. 144,940 feriti o malati, ed hanno in ciò superato l'attività pt•odigiosa e oramai provet·biale della ste.c;sa America nella s ua guert'a gigantesca. (Pell~er). Ciò è dit• molto, o senr..a esagerazione nelle parole o insussi'> ten za nel conft·onto; giacchè, secondo M. Morache, l'America, olt.r·e quanto fece il l\linister o della Guct·ra, raccolse dalla generosità cithtdina e profuse ·400 milioni di lire i t. nello stabilire Ospedali, Treni-ospedali, Battelli- ospedali e il sct•vizio sanitario de' suoi 800,000 conibattenti. - È stata codesta una buona lezione anche per il vecch~o mondo!
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Colonnello baroue De Stoffe! si aggirava allora poco conosciuto o meno stimato tra lo mani di pochi. Avvenimenti preveduti da chi seriveva con scienza di fatto e con lacrime di amor di patria destarono poi stupenda romba nel mondo e innalzat'ono un monumeì1to imperituro nell11. storia, e il libr'etto, conser vata la stessa materia e fattosi gt·osso volume e rista.mpato con elegante edizione, fu l'icercato da ognuno. n profeta et'a di venuto l'aposto.lo di numel'osi tliscopoli e il tempo della verit.:'\ era giunto ...... sfortunatamente troppo tardi per una grande nazione ! Noi non crediamo che uu grave sinistro accada se le nostre parole andranno perdute. Sappiamo assai bene distinguere ciò che è ço.ssenziale da ciò che è accessorio·, nè ci vogliamo atteggiare all'accigliata severità, da cui esce soltanto l'infallibile aforisma; ma dal momento cltc il Feld-:\.faresciallo Austl'iaco Duca di WCnttomberg domanda per i suoi soldati gli stivali e le garnelle dei soldati prussiani 1), noi ci siamo semplicemente permessi di augur·are al nostro esercito i Tn:ni-Ospedali della Germania nel caso che le soPti umane non consent.:'lno più di tener lnngi dal favorito cielo d'Italia gli orrori della. guerra. Conosciamo pure·assai bene essere destino che gli ordinamenti sanìtal'ii siano gli ul timi a stablli•·si quando un esercito intende alla sua novella e gener·ale ricostituzionc. Parlando a persone non prOk'\ne della materia è inutile spiegare le ragioni, che noi tutti sappiamo; ma torna gradito lo esternare la compiacenza che ci sentiamo d'aver fatto il nostro òo,·cre nel prccorrei'e collo nostt·o cognizioni l'avvenire delle nostre pratiche applicazioni, anche qualora per questa nuova utile istituzione, eli cni abbiamo or ora discorso, dovessimo restare au fhncl tlu mème silton, nel quale siamo stati scl'ivendo. Non ultimi, nè primi pegli anni a. -.federe il corso delle umane vicende, non ci ascriviamo il merito della sapienza nelle pubbliche cose riservato all'età. veneranda; ma timidi e circospetti abbiamo inteso di dire soltanto quello che abbiamo veduto, minuti fino all'ultimo l) Rivista milil<mJ itrr.li(H/a. - Anno 1872. Puntata T•, gennaio 187.2.
745, p~o.olare, scrupolosi fino aWindiscreziqne, e di manifestare le
sensazioni, che per"il •be.ue dell'umanità l'allÌino nostro provav.a nella posizione felice, jn cui ci siarno trovati. Potevamo nQi allora dimenticare tutto ciò che può tornare utile al nostro paese ? Noi n on cè ne siamo sentiti capaci, e cP,i non s~nti mai un affetto per la sua terra natale, ci s~li la prima pietra. E nemmeno ce ne siamo penti ti dipoi, ripensando e vedendo come molte v olte g~·andi nazioni abbiano usato ed ·usino tutt..'lvia prendere dalle altre gli utili perfezionamenti, che esse non hanno ancora tt~ovato, e imitare molto spesso COSfil assai più l(lggiere all'apparenza di quella, onde ora abbiamo trattato. Lasciando l'antica storJ.a da'una parte, ve ne può. dare una r ecente p.rova il passo seguente di una corrispondenza del 2 .i\1aggio da Berlino al Swiss-Tim,es dell'anno corrent~ : «L'esperienza dell'ultima guerra l)a dimpstrato çhe i piccioni porta-lettere sono stati impiegati con utilità 11el trasmettere notizie fuori e dentro le piazzè strettamente assediate. P rendendo .questa circostanza in considerazione, le Autorità militari hanno deter minato di stabilii.'e e mantenere in esperimento tre stazioni di piccioni por-ta-lettere nelle for tezze occidentali dell'impero. Le stazioni prescelte furon,o Colonia, Metz, Strasburgo; f}' fu pure, determinato nello stesso tempo; che tr~ uguali stazioni sarebbero stabilite in avvenire ai confini orientali, cioè a Thorn, P osen, _Konigsberg. n D.'-' Bodinus, Direttore dei giardiqi zoologici, sarà il consigliere tecnico del governo in questa :materia, » Quale cot;\trasto da questo modo di apprezzare1 l' utilità . eli un fatto nuovo, quantunque strano alle regole dell'arte un tempo usata, da quel tale citato nel seguente passo dei ·saggi Or·ilici e StpJ"ici d~ Macaulay. « Un vecchio Ufficiale tedesço, grandissimo ammiratore della correttezza nelle OP.erazioni militari, ingiuriava Bonaparte P,erchè ·g uastava la scienza della .guerra, la quale era stata portata ad w1a perfezione tanto squisita dal Mi:ì.Fesciallo· Daun ». Nella mia. gioventù, egli diceva, noi usavamo di marciare e contro'roarciare tutt..'l l'estate senza per dere o gqadagnare una lega quadrata, e quindi si rientrava nei quartieri d' inverno. Ora giunge un ignorante Giornale di il-fedic. milit. i872.
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testa vulcanica, e vola da Boulogne a Ulma e da Ulma nel centro della Moravia e dà battaglie in Dicembre. Tutto il sistema della sua tattica è mostt·uosamente scorretto. << n mondo però, a dispetto di simili critici, è d'opinione, che. come il fine della Medicina è di guarire, il fine della scherma di colpire, il fine della guerra di vincere, cosl i mezzi piu éOrretti in tutto sono quelli che meglio raggiungono il fine ». Leggendo questo passo chi non vi riconosce i motivi del decadimento di certi paesi e di certe istituzioni? Affinchè non accada lo stesso del l'tostro e della nostra ìV1ed.icina militare, per nostra incuria, mi sono creduto in obbligo di offrirvi queste poche notizie, le quali sentono forse troppo l' impressione del viaggiatore e l' imperfezione letteraria di chi le dettava. Esse · ilo n hanno alcun merito che quello della testimonianza oculare, e non sono null' altro oramai che una memoria di . quello puramente che mi fu dato di vedetze e studiare. L' istitm:ione di c ni ora abbiamo parlato ha già la sua piccola stor·ia, è si è fatta ricca di volumi e di atlanti. Chi ne ;,nole conoscere l'estensione deve ricercare gli scritti di Honika, del celeberrimo Virchow, di vVasserfuhr, M. Hìrschherg, P eltzer, e i grandi disegni istoriati del signor Hans Simon, che fu pure una delle tante gradite conoscenze di questo mio viaggio l); ma per coloro che vogliono conoscei·e questa organizzazione soltanto per essere premuniti nel caso che fossimo clùamat! primi a mettere in opera un simile meccanismo inusitato finora tra noi, queste scarse noto possono e~sere sicura l) HoNIKA. Ein beitrag zur Beurihez1ung der freiwllig~Jn JL·anhcnpflege, etc. Berlin, 1871. Viacaow. Der erstc Berlinm· Zug. Berli1~, 1871. WASSERFiinR. Vier Monate auf einem &miliitszuge. Braunschweig, 187i . .M. H IRSClillERG. Die bayrischcn Spital.zi,!Je des deutsch-(ramrosischen K1·ie.1Jes, 1b70-71. il1unchen, 1872. PELTZER . Die :Detd~chen Sanitiit~·~iìge und der Dients als Etappenar.rt im KJ·iege gegen Ft·anlweich. Berlin 1872. H ANS SJ~tON. Die Wurttembei'!Jislte•Sanitiils;;iìge. Stuttgart, 1871.
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e sufficiente guida; ed io non calcolo perduto il tempo s'peso nei farle, e me ne accorgo dall'essermi veduto oggi da voi benignamente ascoltato per l'alto interesse che porta il soggetto. Stimatissirni Colleghi ! Esigenze di servizio mi distaccano da voi, fra cui da poco tempo ero venuto a dividere il comune lavoro. Ho comiilciato questa mia qualsiasi lettura con un motto assai significante per essere di un grande personaggio, il quale ha segLùto in ogni passo quE>.st' ultima gigantesca campagna, e con esso la termino; e noi lo ripeteremo spesso quando, spero in breve, avrò di nuovo il bene di rivcdcrvi « La t!lOZla che ha reso grande t esercito p1·us-
siano sta nel sentimento del dovm·e. »
ft'irenze, 30 Settembre 1872.
l'l Medico di Battaglio>ur
o.r E. BELLINA.
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FERITA D'ARMA DA FUOCO · PENE T RA.J.~TE NELL'ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO con probabile infissione del proiettile nella tuberositù esterna della tibi~.
GUARIGIONE SENZA PROCESSO SUPPURATIVO
a mezzo di apparecchio inamovibile finestrato, applicato in primo tempo.
LETTURA alla Conf~renza scientifica ~elio lU[Jlio 1872 D,EIL DO'I'T. ;u. A.. VIOJLI~I
A~s medica est /J)la in obscn"O.tionilms. B~GL!V[• .
Le ferite delle arti~oiaiioni in genere,' quelle poi del ginocchio in particolare maniBra, furono sempre qualificate dai chirurghi come assai gravi e gravissime poi quando vi abbia · complicazione di corpi stranieri nei vari tessuti che le costituiscono. Il barone Larrey, questo medico illustre delle cel')to battaglie napoleoriiche, nella sua clinica chirurgica, in questo modo si esprime: «le ferite penetranti negli articoli fÙrono daglt autori ognora ritenute come lesioni estremamente gravi e necessitanti quasi sempre la dem'olizione del membro ». E più sott1> aggiunge: \< il prognostico essere proporzionato alla gravità' loro e potersi dir·e in' generale che il medesimo s.arà sempre più o meno sinistro » (l). Il r.ircospetto clinico di Edimburgo p'oi, trattando di quelle del ginocchio particolarmente, dice: « essere difficilissimo che non infiammino :fino a doventare fatali od a rendere necessaria l'amputazione (2);». (l) Lar·rey J. D.... Cliniqn~ chirurgicale exercée particulièrement dans les camp.s et les hòpitaux militaires depuis 1792 jusqu' en 1829. (2) Syme. Elements of Surgery
749 E di tutte ap11unto le ferite articolari, la più grave senza ,conft•onto è quella del ginocchio, avvegnachè in questa articolazione per ginglimo la membrana sinoviale sopt•avanzi al limite delle cartilagini e, formando dei prolungamenti ~t torno la rotula, si ripieghi sui legamenti interarticolari e sulle fìbro- cartilagini. Per ciò fare essendo necessaria una grande estensione di tessuto, ne avviene che si allarghi il campo di una malattia tanto pericolosn; quale si è l'artromeningite senza contare che per i molteplici ripiegamenti del medesimo si favoriscono le infiltrazioni degli umori e, ciò che è ben peggio, la ulteriore l"rO decomposizione (l). Anche la statistica medica depone per la estrema gravità delle anzidette lezioni; lo Stromeyet·, partigiano risoluto della conservazione nelle ferite articolari, costretto dalla eloquenza imparziale delle cifre, osserva che : « la èhirurgia militare non deve riporre molta fiducia nella .chirurgia conservatrice del memb~·o nel caso di ferite penetranti l'articolazione del ginocchio (2) >>. Il caso clinico che for.ma ora l' oggetto del nostro studio ha presentato le seguenti particolarità che lo rendono inte" ressanti così per la sua gravezza come per la fine fortunata alla quale venne condoltò : Trattasi di una ferita d'arma da fuoco~ per colpo tirato da vicino, d'alto in basso, alla regione esteriore del ginocchio sinistro, con sicura permanenza del (l) Un egregio nostro collega dello esercito francese, il chirurgo militare Four-nier, aveva tino dall'an no 1823 (17tèse de Pcwis num. 150), ~spresso la opi,nione che l'aria eserciti azione deleteria sui tessuti endoarticolari no ii già quando sani, ma ' quando infiammati per l~ cauaa )stessa traumatica, nello istesso modo che è esiziale l'ingresso della medasima nella cavità. toracica, operando l'Empiema, e non lo è, almeno all'istesso grado, nelle ferite penetranti e recenli del torace. E noi pure tale argomento persuarle, ammettendo però sempre coi moderni patologici, che l'aria introdottavi decomponga ulteriormente gli umor·i effusi i quali poi alla ,loro volta avvelenano con la settil)oemia l'organismo. ·(Billroth Allgemeine chirtW[Jische pathologie und therapie). (2) Stt·omey<:_i· Erfabt·ungen neber Schusswunden im Jabt·e 186G.
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proiettile nel cavo articolare e probabile sua infissione nella tuberoslt~\ esterna del capo articolare della tibia corrispondente. La ferita d'ingresso nell'articolazione si trova alla regione esterna del ginocchio dove la membrana sinoviale è quasi sottocutanea ed accessibile quindi ad ogni violenza; il dubbio poi della sua apertura viene escluso onninamente dalla uscita della sinovia constatata da noi stessi pochi momenti clopo il ferimento. La circostanza che il colpo venne t irato da vicino, alla distanza cioè di 3 a 4 metri, munito quindi di una grande forza iniziale, esclude la probabilità che la palla, battendo , sovra un corpo duro quale il capo articolare della tibia,'•'sia dtornat..1. per il foro istesso di entrat..1.; e questo fatto è r eso di tanto piì1 contestabile in quantochè, esaminati così i calzoni che le mutande del ferito, si osset·varono due buchi quasi circolari con mancam.a di tes~ uto e non già quella specie di infundibolo, .ad integrità di quello, che si riscontra quando il proiettile penetra nelle cami rivestito d'alcuna parte dello indumento e ne esce poi col ritirarsi del medesimo. n colpo venne tirato d'alto in basso, la qual cosa risulta oltrechè dall'asserzione del Calchetti e di altt•i presenti al fatto, dall'esame stesso della ferita, che permetteva l'introduzione dello specillo n\3Ua direzione anzidetta, obliquamente dall'esterno all'interno. Credo oppor tuno qui ricordare che tali ferite aventi il solo foro di entrata ed in un punto piuttosto alto dell'articolazione, sono più gr·avi di qualun que altra anche pet'forante l'articolo, avvegnachè, nel caso pur troppo frequente dello svi.luppo di un artroflogosi traumatica, sia t'esa più difficile la ev<U:uazione del sangue effuso e degli altri muori, la decomposizione loro per il contatto dell'ada e la conseguente possibile intossicazione dell' organismo. Ammessa la penetrazione e la pet·manem~a della palla nella cavità articolare, restava determinarsi in quale punto di questa si trovasse, la qual cosa c'è riuscita molto difficile, pet·chè: non forniti al momento dello stilctto di Nelaton
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a bottone di porcellana, non abbiamo potuto accertare, se l'asprezza avvertita con lo specUlo comune nella parte esterna del capo articolare della tìbia fosse dovuto, co,me ci sembrò, al proiettile infissovi, oppure ad una scheggiatura della cartilagLne ossea e ciò tanto- più in quantochè i ripetuti maneggi avrebbero pqtuto danneggiare considerevolmente il ferito. D' altronde la penetrazione di proiettile nel capo articolare della tibia è caso abbastanza frequente, attesa la stt·uttura sua cellolar.e: come g·iustamente avverte il Petrequin, e la p.oca sostanza compatta sovrastante alla molta spugnosa in qgella pàrte epifisaria dell'osso (1). n partire poi dalla innocuità, in questo caso, del proie~tile per negare il suo soggiorno nell'osso istcsso, non ci sembra c.onforme a ragione, dopochè molti e riputati chir•urghi, fra i quali mi giova ricordare il nostro C.ortese (~), addimostrarono come le palle hanno potuto rimanere per anni e per lustri eziandio imprigionate fm i tessuti più nobili dell' o11ganismo, senza suo danno appariscente. Premesso questo bt·eve çcnno, che le particolarità del caso mi hanno sembrato richiedere , io vi narrerò· succintamente la storia clinica. Calchetti Bonifacio, da Sestino, nella pt•ovincia d'Arezzo, della cerna 1S47 ed asc.t•itto al nl) 2 105 di matricolaJ sol(l) Petrequiu'. ':ft•ait6, d'anatomie topographique madico-chirurgicale. (2) Negli atti del Ngio istitut•> ven·eto di scien~e. lettere ed ~di ò t-:iportuta una Stol'ia dell'illustr·e professore C01·tesa di ferite penetranti nello endo-cranio di cet·to avv. S ..... cot·dere di gabinetto, il quale sopravisse per anni ed anni alla gravissima offesa qunn~unque nell'autopsia il proiettile si trovasse ni cchiato nella sost.an1.a istéssa del cerebro. Ed un caso analogo l'ho h'ova.to desct·itto nella Casptn-'s Wocllensc!trift f~te?' die gesqmmti Heithtmde, Jalw, 1837, del d<Jt.tot· Zedlet• medico in Oppeln, di un nntico ltfficiale di cavalleria che, nelht ba:ttaglia di Cuhn nel 1813, venne ferito di colpo ù'm·ma da fuoco ulla regione della gla bella del naso. In seguito alla morte di lui, per apo~1lessia 18 ar,mi do,po veru1e trovatn la. palla mez.za· sfo•·rnata al dìsopra dél!a parta orl>ita\'ia dell'osso frontale. Puro le sue softèt•en'2e in vita fut'Ono tanto inconclu(lenti da non !asciargli sospettat•e di avere nel suo cervello e da anni un ospite cost pericoioso.
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tl?-to nell'8° reggimento Bersagl~er.i, è individo di, eo~tituzione linfatico-sanguigna, sa:no e m.ediocren'lente robustç. Non sof, ferse per 10 passato di malattia alcuna di un qualche riltevo e, dacchè trovasi al' servizio nell'ese!•cito, ricoverò una • sola v0lta neil'ospedale militare p~r ulcera: prepuziale·, non infettante, susseguì t~ · da peria·dènite d'all'inguine destro, nel mes·e· di 'giugno 1871 ed uscivane g~arito dopo tre settimane circa.· di cura. , Alla sera delli 26 novembre prossimo scorso, trovandosi ' di rinforzo alla stazione dei reali carabinieri ·del Giardino Inglese, nel subu~·bio di Palermo, mentre che usciva di casenna in pattuglia con du~ altri bersaglieri ed un carabi,n iere, sent.irono vociare poeo distante da gente, ·che si diceva assalìta da malandrini ;. portatisi solleciti sul luogo, videro una carrozza ferma sulla pubb!i'!}a via, dalla quale . erano discesi tre signori, che avevano di già agguanta~i due individui, dai quali erano stati a'g grediti e che consegnarono alla pattuglia, che li t radusse alla vicina caserma,. hp pena gìuntivi, uno deg·lì assaltati, cbe li aveva. seglliti dappresso, colse ' il destro per ischiaffeggiarè quei ladri e, questi opponendo resistehza, ne avvenne 'un tafferuglio, che la pattuglia tentò di chètar,e issofatto:• Nella confusione, però ' del rno!llent6 un carabiniere, che dormiva in 'una stanz~ vicina, destatosi eli sopr~ssalto e figurandosi forse che. la caserma. fosse stata assalita, scese nella sala in camicia col rewolver armato e dall' ultimo gradino della scala sparò caso sulla folla rimanendone colpito il 'Calchetti al ginocchio· sinistro. Caduto in terra veniva trasportato senza indugio all' ospedalè mìlitare e collocato nella sezione chirurg-ica in al!ora da me diretta. Trovan_domivi per caso presentt-, ho potuto de visu ·constatare quanto· segue ·: . All'a regione esterna del ginocchi'O sinistro ~ue ~entimetri bjrca sqpra e qualche mil'limetro alio esterno del margine .superiore della totul~, una fér..ita circolare . a margini rient~anti, alquanto frangiati e ,nerastri della grandezza di un _pezzo da centesimo, dava esito a poco sangué nuota11te, per
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co$i dire, in altro umore gialliccio untuoso e filante che venne riconosciuto subito per sinovia. I ntrodotto uno' specillo metailico si riscontra\la da me e dal sig. dott. P isano, medico di guardia, un tragitto obliquo dall'alto al basso e dall'esterno allo interno nella direzione della tuberosità esterna del capo 'articolare della tibia nel qual punto si aveva al tatto mediato una sensazione par ticolare di sostanza compatta un po' aspra che non si è potuto precisare se pro~ venisse c.Ia una palla. più o meno deformata infissavi o dalla semplice scheggiatura dell'osso. In quanto poi alla permanenza del pr oiettile nella cavità articolare, non concepimmo alcu n dubbio dal momento che vedemmo al foro circolare delle carni corrispondere altro di uguale estensione cosi nel calzoni che nel1e .mutande del ferito che venne dispogliato sotto ai nostri occhi per ~ssicurarci che la palla non fosse per caso nascosta fra le vestimenta. P er corrispond~re alle esigenze del momento assicurammo la quiete dell'arto mediante pannilini piegati a fanone e, preter mettendo le inutili man ipolazioni per dare esito al sangue E\ffuso, che per ventura era poco, sovrapposto alla ferita alcuni sfili coperti da un pezzuolo di tela impermeabile, prescri~ vemmo le fomentazioni fredde a mezzo di ghiaccio con~en uto in apposita vescica. Essendo inoltre molto abbattuto l'infermo, che aveva avuto qualche conato di vomito, ordinammo del brodo con estl'atto di carne del Liebig ed una pozione cordiale, raccomandandogli la massima calma così del corpo che dell'animo. Nella mattina del gior no susseguente (27) seppimo ehe. aveva ·passato la notte ins.onne ma con pochi dolol'i, lo abbattimento generale era in gt·ande parte scomparso nè avevasi raccolta notevole di umori · nella cavità articolare. In t ale contingenza credemmo conven ient~ di aecapat·rarci il più potente fattore d'antoflogosi delle articola'zioni comunque amma1ate, quale si è la immobilità, mediante l'applicazione di un apparecchio vitreo con ampia aper tura anteriore dalla quale si potesse, quando che fosse necessario medicare la
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ferita (l). Nulla quasi ha sofferto per il medesimo sebbene obbligasse l'arto alla massima sua estensione. Non lus ingandoci troppo in allora di potere evitare una anchilosi più o meno completa, preferimmo di dargli tale posizione che, oltre al vantaggio avvertito dal Bonnet (2) di lasciare minore spazio agli umori effondentisi nel cavo articolare facilitandone quindi l'assorbimento, aveva quello grandissimo di non esporre l'arto, nel guariea, allo. claudicazione per anchilosi angolare, e di non c0stringerci a ricorrere ad atto operativo non senza gravità quale sarebbe stato la sua estensione forzata. Quantunque non avess,_e febbre a rigore di parola (pulsazioni 84, calore 37 l 0 , respirazione 26) pure abbiamo creduto conveniente di purgarlo blandamente mediante una polvere di Sedlitz e, sospese le fomentazioni fredde, che più non erano necessarie, attendemmo ad isolare dall'aria (3) la (l) La idea espressa pt·imameute dal bat·one Seutin che la immobili7.7.azione degli arti lesi comunque, moderi se non impedisca. talvolta. del tutto lo sviluppo dell' artroflogosi, ha trovato in questi ultimi tempi l'accoglimento piil favorevole. Clinici riputatissimi, fra i qullli ricorderò solo il Concato, la consigliano perfino nella flogosi franca delle articolazioni ed il Bilkoth si pronuncia decisamente per la medesima nel trattamento delle acute idt•opisie articolari aggiungendo che, da quando si. attenne a tale mezzo, non ebbe d'uopo di ricorl'~t·e alla vecchia cut·a Mlillogistica non solo, ma nepptll'C alle applicazioni frigorifere od alle puntuì·e molteplici adoperate dal Volkmanu e che egli aveva prima con vantaggio esperite. (2) Bonnet (dc Lyon). Traité de thérapeutiquo d!ls maladies articulaires..... In appendice al Traitè dcs maladics des articulations. (3) Molli i mezzi di protezione dall'ada per lo fe1·ite penetranti in cavità; quello che però a noi maggiormente sorride si è la copet·tura della ferita a mezzo di un pezzuolo di quel tessuto ad una superficie viscosa, come di flanella, cho gli inglesi chiamano lint ed è detto in Francia charpic-anglaise, il quale è mantenuto a posto dalla spalmatura istessa di collodion che dà. all'ambito articolare quel certo g•·ado di costrizione unifot·me che fuvorisce il riassorbimento dei liquicli efful)i. A togliere poi la friabilità del collodio essiccato, nonchè nel accrescerne la f;lCOltà medicamentos;l, vart'i1. la pt·eparttzione chimica del Bou-
755 ferita che, mercè provvida èspansione del v1cmo tessuto cellulare, appariva ridotta a minime proporzioni. Nel corso della giornata (27 novembre e secondo dalla lesione) e ne1Ia sera pochissima reazione rimanendo il calore, la:· respirazione ed il pol::;o quasi al medesimo livello del mattino (pulsazioni 85. calore 37 4°, respirazione 29). A dì 28 eletto. Dormì qualche ora tranquillo nella notte. Non presenta reazione (polso 86, respiro 29;' calore ::37 5°). Accusa però di:- soverchia pressura lo apparecchio : rimosso lo strato di bambagia, che ptotegge la sua apettura, se ne trova il motivo in nna gonfiezza del ginocchio più notevole ai lati della r·otula e dovuta indubbiamente ad aumento di secreto sinoviale. Dalla ferita chiusa, almeno appatentemente per lo turgore ·dei tessuti lesi, non esce alcuno umo1·e. Si continua nella protezione della piaga dagli agenti esteriori favorendo nel tempo istesso per una modica pressione, il riassorbimento della sinovia, nonc.hè per la somministrazione di qualche bevanda diuretica. Nella sera e nella notte successiva dispiegassi un certo grado di reazione generale senza per ò dare luogo ad una febbre manifesta. (Polso a 90, c~ lore a 38·, respiro a 31.) 29 detto. La raccolta di sinovia nell'articolazione è considerevole per cui si dovette incidere ai lati l'apertura dell'appareeehio all'oggetto di minorare la pressione di fianco alla rotella, dove maggiore la tumidezza : ha però poco dolore e dalla ferita corrugata non geme alcun liquido; sembra anzi ·vada coprendosi ·di una pellicola per gqarire, come si dice, sotto crosta. Non credetti che in tale caso fosse
la
nafont che è la seguente: Piroxilina. 0,001; otet·o solforico a 60° 0,025; olio di ricino 0,001 ; alcohol a 36° 0,005 che, con l'aggiunta a caldo di quantità proporzionata di acetato neutro· rli piombo, ha cot•risposto egregiamente nella pratica dello egregio nostro medico·capo cav. Macchiavelli. - Alko pt•eparato che ci sembra riunire gli stessi :vantaggi si è il collodionc ,ricino-tannico del Richarclson la cui formo la è l'iport.at.,-1. dal fascicolo 5° degli Amtali di chimica applicata alla medici1ta (maggio 18i2): Tannino gt·ammi lO ; 'collodione ricinato grammi 50.
756
indicata l'applicazione di rimedi rivellenti più o meno epispastici avvegnacchè la assoluta inazione dell'articolo, la temperatura uniforme ed una leggera compre$sione, mi siano sembrati sufficienti mezzi per eccitare l'assorbimento dei liquidi effusi: mi sono limitato quindi a proteggere la parte scoperta del ginocchio mediante uno strato di bambagia cardata alquanto compressa per alcuni giri di fasciatura. 30 detto. Reazione sempre moderatissima (pulsazione 92, calore 38 l 0 , respirazione 34). La gonfiezza del ginocchio accenna già a diminuzione: la piaga si è decisamente coperta di c1·osta bruniccia. Si cessa da ogni medicazione cosi interna che locale, !imitandoci d'ora innanzi alla semplice protezione della parte lesa a mezzo di bom bace che rimuoveremo il meno possibile seguendo anche in questo il consiglio del sommo Larrey (l) sulla terapia delle ferite articolari affatto conforme a quanto per le ferite in genere un antico nostro chirurgo r accomandava (2). 1° al5 dicemb1·e. Continua in bene; polso 86, calore 37 2°, .e respiro 25. quasi no.rmali. La tumidezza pel·iarticolare è sensibilmente diminuita ed appena si avvertono du e piccole prominenze ai lati del legamento rotuliano. La piaga è sem- · · pre coperta di crosta nerastra e consistente. Semplice copertura per bambagia ed immobilità articolare; nutrizione sostanziosa ed analettica. 15 eletto. Distaccata la crosta, si riscontrava la piaga del tutto cicatrizzata, non havvi più spandimento di sinovia nel· l'articolazione e si avverte appena un po' di llastosità nei tessuti molli circostanti dovuta allo a.bbeveraménto dei medesimi. Accusa qualche dolore in corrispondenza al capo della tibia che però non aumenta con la pressione nè coi
'
(l) Larrey J. D..... Opera citata: « Les pansemens doivent étre faits rarement » e più avanti « la raret6 des pansemens est toujou1·s nécessaire ». (2) De rara medicatione vulnerum, seu de nùneribus raro tt·actandis. Vene'tiis 1616. Cresaris Magati Opus.
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limitati movimenti che l'apparecchio, largamente aperto, permette. 25 eletto. Non si osserva pii1 indizio di pregresso idrartro; la cicatrice della piaga essendo pP.rfettamen te consolidata, si giudica opportuna: la rimozione dell' apparecchio vitreo. Tolto questo, null'altro di abnorme si osserva che una leggera aridità articolare dovuta in gran parte all' eserciziò sospeso dell'a'rto; si attende quindi alla ginnastica terapeutica , ,specialmente rivolta ai movimenti alternati di estensione e di :flessione delht gamba sulla coscia sinistr'a all'oggetto di ridare alle medesime la pienezza eli loro funzioni. 1° gf nnaio. Ha cominciato ad alzarsi di letto ed a camminare; la rigidezza aJ'ticolare, per la ginnastica, decresce , ogni di più. Accusa pe1·ò sempre qualche doglia in riscontro dell'apofisi tibiale , massimamente quando persista· a lungo nella posizione eretta. Nel rimanente gennaio ed in grande parte del febbraio susseguente, si è persistito nelle esercitazioni dell'arto con sensibile guadagno di sua mobilità, nè credendo;i vantaggioso per la salute · di lui un ulteriore soggiorno nell'ospedale, addì 22 di quest'ultimo mese inviavasi il Calchetti in permesso di convalescenza di giorni novanta, in capo ai quali ritiensi di poter ottenere la guarigione definitiva mediante un' appropriata cura idropatica. Un _tale·esito felice nelle ferite at'tic.o.lari è, per vero dire, abbastanza raro , ed il barone Dupuytren, basandosi sulla necessità d'eliminazione dell'escara dal tragitto delle ferite • d'arma da fu0co, arriva perfino a negare la possibitità della loro ri unione pet' prima intenzione, aggiungendo altresì che non senza danno del feri to . ·si cercherebbe otteneda (1). Il Sanson (2) ,. d'altronde, ed il Larrey, autori altrettanto (l) ..... Il en resulte en elret que dans ces sortes de. plaies la réunion par la pt·emière intention es t impossible et qu e souvent on ne chercher·ait pas à l'obtenir s~ns dang-er pour· le blessé. - Dupuytr·en; L eçons orales de clinique chirurgictlle. (2) De la t'étmion immédiate des plaies; de ses avantages et de ses inconvénients. Par le professeur L. J. Sanson.
758 autorevoli, narrano storie cliniche di simili ferite, che guarirono per pr-imam, e, nella miscellanea del Janson, una appunto è riportata. dal P etrequin (l) di guarigione immediata di fer ita all'articolazione del ginoc1:hio mediante la cucitura attorcigliata, l'oppio ad alta ùose e la rara medicazione. E noi, nel caso sutlùescritto, la ottenemmo a ntigliore mercato, non essendod occorso l'oppio per l'assenza di forti dolori, nè la s utur·a, cui so,stituimmo la protezione della ferita dall'ambiente atmosfer·ico a mezzo di una medicatura semplicissima e molto di rado cambiata: è stato petò sovrano rimedio la immobilità assoluta dell'arto mediante un apparecchio , che O$ a m mo applicare in primo tempo, senza timore pel' lo svilllppo di un'artrite tr·aumatica, alla quale appunto crediamo di avere in gran parte ovviato per il solo fatto dell'anzidettn immobilità (2). A chi poi ci avvertisse di non cantare vittoria, potendo un giot·no o l'altl'O il pt~oiettile rimasto in un punto o nell' altro delle vario pm·ti costituenti l'articolazione,· essere causa di novelle e U)l'l>'anche di più gravi molestie, risponderemmo: che l' avvenir-e è nelle mani di Dio e che , come palle rimasero per anni ed anni inoffensive, quasi può dirsi, (l) J:.tnson. Melangc!l do chi rurgie, 18 l-l. (2) TI mio buono amico dottor Ronnllumi. medico di reggimento, in in una sun pr·egevole mcmor·ia pubblicata nel num. 13-15 del nostro Giornale di medicina militcu·c, trattando della rru~r delle i dro~inoviti, si è mostr·.rto egli pur-o partigiano delrappl:c.tzione in primo lt~rnpo dell'apparecchio inamovibile. coadiuvandone, aii'O<'<'cliTi'nz~ l'azione mediante fl'i7.iorri di unguento mer·cur·inle, pcnne1late di tintura iodica o vecièazioni per· l'ammoniaca liquida. Quest'ulrimo rnezw, del quale ebbi più volte O<'casione di valer·mi con succes.."' nel· lt·altamento rlelle croniche colle7.ioni sinovi uli endoar·ticolur·i, ,·uol~i n pr·efereoza adoper·aro) con Io ingegnoso pr·ocosso del D:wcq (•li Sten11y) 1·er·sando, cioè, poche goccie di ammoniaca in un vetro conctrvo da or·ologio che .~i copto di un piccolo ùisco di tela e si appliClL sull:: pelle rlcl ginocchio io quel punto dove si cr·eda opporluno di agir·e (flullettin de Tltérapeutiquc 1843.) La il'r·ituziono ddlu cute, si può dir·o, islanlànell, nè pas.~a un qua r·to d'ora cho l1~ epiùe t:mido si solleva in umpollu sulla quale si agisce como sulle vossicho degli impiastri volanti cuntaddati.
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759
nèl cer>e1lo e perfino nel cuore, non ò poi tanto azzardata la nostra speranxa che il Oalchetti possa, com'è, condurre un'esistenza tranquilla e servire ancora, nell'esercito, il proprio paese.
RIVISTA DI GIOR~ 1\.L I
STAT I ST ICA MILITAR.E. tltnll•ficl• er Jnlore.obt>t•lclot fi·l) e •· die • nnltiir en Vet•loi ìltn h•e d e.o 10.. 10.. llee rc• unti de•• P.bJ> " ftdi () n ,,. <le•• !llilit iit •gt•c••;e, ' ' ' "" ' ìi.(>er tlln I!Jr(lofìuis•c <le •• lJnt<~t•• ncfuu•fl <lct• Jf(•rJ•• fll cf•Ii(JCII i n• Jnlu•e t 8 tt9. (R1I1ui1me a1m1ml• stali$lica s••llc oo1u:!i:ion i s<tnil%.-lc tbJil' impe~ial<: t•rglb esercito ~ della popola:ionc !Lei con.fi11i militari c sopra l~ riforme tkgl' inacrllli ncU' anow 1869) Yionna 1872.
Come lutti gli altri rami di scienza e d'arte militare, cosi anche la stati:;tica prende in Austria uno sviluppo por lo innanzi appena sognato. Ne è prova quest'opera statistica pubblicata d'ordine del Ministero della gucr·ra allo scopo di fornire una ricca copia. di d1.1Li s ul movi mento sanital'io dell'esercito, paragoo&rli con quelli di altri Stati, c così. offrire elementi sicuri alla scienza merlirn ed amministrativa. È nn magnifico volume di 210 pagine con 34 ta,·ole, venuto alla luce per opera del corpo medico militare. 8opra \lnll forza di 269,835 uomin i, si chbero in Austria (1869) 3(35,214 ammalati - 1353 per mille - 474 per mille dell'effettivo curati negli ospedali. La Prussia, nel 1867, ebbe di ammalati il 11 ~5 per mille, 548 per mille dcll'efièttivo curati negli osperlali (l). In Italia, dal 1867 al 1869, furono ricoverati negli ospedali 773 militari per mille della for-ta annua. (l) Vedi Statistichcr Sanitatsbericltt ii.ber dic Koniglich p>·et,ssiscll6 Armee fik 1867.
760
In Austria sorpret(de,ntj differenze nel numero degli infermi - appariscono a seconda dei vari luoghi di presidio. Le, bassur~ paludose del banubi.o e della Sava,, le fortez~e 41 Koniorn, Pol,a , ' Paterwaradèin hanno sempre hli triste ~elebrità di essere il covo dei più pericolosi miasmi. L'indigeno mal può guardarsi dalla· loro p,estifera influenza, il forestiero soggiace di certo. Di qui il grande utile sanitario che ritrarrà l'esercito dalla disposizione di dislocare le t;uppe nei circoli di reclutamento. In Italia la mor-, talità relativa va manifestamente aumentando da mezzo'dì a nord. E qual profonçlo divario offrono in A.ustria le diverse armi! Mentr~ i pionieri hanno di ammalati il 2094 p.er mille, i cacciatori il 1848, la fantei'ia il 1818, ecc., la gendarmeria ha solo il 381 per milÌe. Seguono gli elencl1i .delle varie malattie. L'esercito austriaco ebbe 800 casi di scorbuto, ·il francese 55 · (1868), n prussiano 76 (1867), l' it,aliano 187 (1869). Gli affetti da tifo ascesero a ~804, . dei quali morirono il ~5,06 per c~nto, Da noi nel triennio 1867-69 entr~m:mo negli ospedali 'iri media an·nualmente 603 attaccati da febbri tifoidee, dei quali soggiac. quero il 3,61 per mille. . 1 Le. fe~bri .periodiche in Austria toccarono il 155 per mille della forza, in Italia il 117 per mille. Di tubercolosi ammalò il 13,4. per mille della forza; ne morì la 4a. parte. Da noi entrò all'ospedale'. pQr tubercolosi poln~onare solo il 3,1 per mille, ma ne moi'ì circa la metà (l). Nell'esercito a~striaco accaddero 14,825 casi di tranmatismo; l'italiano ebbe nel , trienùio in modia 3057' .curati per ferite o contusioni negli ospèdali. Gli oftalmici rappresentano il 60,6 per mille della foria, da noi il~ . Interessante, per le deduzioni ed i cnnfronti sulla· quantità e. composizione del cibo; è la parte che riguarda le malatìie agli organi digestivi e respiratori. In complesso in :Austria 105;030 militari soffrirono di tali infermità, cioè il 389 per mille._ Il rap(l) Vedi: Della frequenza della tisi polmonaJ>e nell'esercito italiano in confronto ad-. altri eserciti ed alla popolazione ·dvi/e, pél' FEDERICO Tosi, medico di reggimento. ·
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porto prussiano pel 1867 rappresenta le malattie analoghe colla: cifra di 74,960 245, 98 pct· mille. P er Italia e Francia non abbiamo cifee di parttgone sicure. La razione viveri austriaca si compone : per ciascun giorno 181 grammi di carne; per due g iomi 187 grammi di farina di frumento da cuocere~ per due giorni 386 grammi piselli, lenti, fave ; per un giorno 386 grammi orzo mondo; per un giorno 560 grammi patate; per ciascun giorno 47 grammi di sale, altrettanti ùi grasso, cipolle, pepe, ecc. I venerei furono 10,928 = 63,01 per millo della forza. La P russia ne ebbe 13,641 = 53,87 per mille, la Francia 32,801, ed in Italia la media annua del triennio fu di 22,596 = 110 per mille. Di vaiuolo ammalarono in Austria 1717 uomini - decessi 59, in Prussia 815 - decessi 7, in Francia 2566 - decessi 171. In Italia, dove la vaccinnzione è obbligatoria , si ebbero nel 1864 solo 213 casi di vaiut)lo. Negli ospedali di Pest c di Ofen la pt·oporzione fra i vaccinati era come l ,5; soccom bettero dei primi il 2,5 per %, dei secondi il 16,5. Innumerevoli sono i vantaggi di una buona calzatura. In Austeia 29,058 uomini = 107,() dell'effettivo furon o per maggiore o· minor tempo sottratti al servizio a cagione di diversi mali ai piedi. Di essi 2978 furono curati negli ospedali. Colla nuova for ma data alla calzatura si spera di diminuire notevolmente il numero. La scabbia è rappresentata dalla cifra 14,704 = 54,49 per mille. Dal l 0 gennaio 1872 gli scabbiosi sono curati nelle infer'merie mediante l'unguento di storace. Così ~i ha economia di t empo e di spese; nessun rognoso devo essere sottratto al servizio giornaliero. Nel 1867 in Prussia ammalarono di scabbia 25,278 individui. In Italia furono curati negli ospedali (1869) 3618 rognosi. Gli alienati furo no 53, dei quali 6 per nostalgia . In Italia, nel triennio più volte citato, abbiamo una media annua di 68 casi solamente 'Cii nostalgia (l). Furono riformati per malattia 608 ufficiali, 909 sott' ufficiali, 6133 soldati; il che rlà il 32,3 pet· mille dell'effettivo pei primi,
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(l) Vedi: La pauia ttei milita1·i,· note statisti!!he raccolte dal dottore PIETRO GRLLU.
Gict·nale di Medie. milit. f872.
49
762 ed il 28 per mille della bas~a fori\a. In Italia, dal l o ottobre 1868 al 30 settembre Ì869, furono riformati 24 e collocati a -riposo o. giubilati 311 ufficiali; congedati dietro rassegna 3785 sott' utl:ì,ciali, caporali e soldati, sopra un effettivo t;li 163,351 uomini (l). I morti in Austria ascesero a 3128 = 11,55 :per mille dell'effettivo. La mortalità dell'esercito prussiano raggiunse (1867) 1375 uomini = 6,54 per mille, quella dell'esercito francese (1868) 5270 uÒmini 15,9 por mille, quella dell'esercito italiano (1868) 2183 13,3 per mille, senza contare i morti fuori dell'ospedale. . Soccombettero nell'esercito belgn (1869) il 9,6. nel russo (1867) il 14,34, in quello dell'America del nord (1870) il 13,5 per mille dell'effetti:vo. Osserviamo che, secondo il n'assunto statis{ico nel biennio 1867 e 68, si ebbero in media in Italia 2200 decessi all'anno; 13,9 per mille negli entrati negli ospedali, 1.2,5 per mille del totale curati, 10,34 per mille della fot•za. I suicidi in Austria furono 229 (12 ufficiali), 98 piu che nell'anno antecedente; in Italia 169 nel 1868, 51 nel 1869, 41 nel 1870 e 41 nel 1871 (2). Furono vittime di disgrazie: in Austria lll militat'i, in Prussia (1867) 427, in Francia (1868) 692, in Italia (triennio 1867-69) in media annua 53. Il rapporto consacra un capitolo, notevole per l'elevatezza di idee, per scienza, per filantropia, a1la ricerca delle cause per le quali la saluta del soldato cosi di sovente contragga per tempo infermità croniche o soccomba ad una morte immatura. Passando ai confini militari, di questi ci basti notare cbe la mortalità vi è molto più grande che negli altri paesi della Monarchia, a cagione dell'ignoranza, dell'indolenza, della comunione delle famiglie, mali tutti ai quali non "~'ba altro rimedio che la luce dell'incivilimento, non bastando la soppressione del regime militare. I dati ~ull a revisione degli inscritti formano una vem ricchezza, non solo per la statistica, ma ben anche per l'etno - e nasografia di un paese. Gli inscritti austriaci nel 1869 furono
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(l) Delle vicende dell'eSIJ'I'ci"to dal 1. 0 ottobre 1868 al30 settembre 1869. Relazione del maggior generale Feo.ERJco Toan.s. (2) Non sono compresi gli ufficiali, fra i quali si ebbero 2 suicidi · nel 1870 e 3 nel J871.
763
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585,034. Di essi 65,334 11,16 per cento erano al disotto della misura prescritta di 59 pollici (l m, 55) i 346,317 = 59,18 per cento trovati inabili per difetti fisici i 173,387 = 29,63 per cento arruolati. I n Italia gli inscritti sulle liste di estrazione della leva sui giovani nati nel 1849 erano 2 44,373. Di essi furono riformati per m:mcanza di statura (1m, 56) 15,790 6,41 per cento, per deformità ed infermità 53,226 = 11,56 pet· cento i computati nel contingente di IO· e 2 11 categoria 87,644 35,58 per cento ; il rimanente cancellati dalle liste di estrazione, esentati, rimandati alla prossima leva e renitenti. Il generale 'l'orre nell'uJLjmo suo libro tenendo conto dei renitenti o dei rimandati alla ventura leva, crede che tutto compreso i non abili al servizio militare, sia per difetti fisici, sia perchè non raggiungono la statura, sia perchè il perimetro del loro torace è minore di om,so' si possono calcolare a 38,44 per cento.· Solo negli ultimi anni fu prescritto ai medici militari austriaci la mis~ra del petto. A Kendorf spetta il merito d'aver pel primo in Austria fatta risalt.are l' importan;:a del perimetro del tot'aoo . como misura obbiettiva per giudicare dell'abilità delle reclute al servizio. Bernstein conclude la sua tosi sull'attitudine fisica degli inscritti alla vita militare col dit·e: « Adatto al servizio di guerl'a è solo l'individuo assolut amente « sano, senza. ;rerun difetto corporale, il cui perimetro di torace « è per lo meno un pollice (Om,026) superiore alla metà del« l'altezza ». Da noi il medico capo dott. Arena più volte nei suoi pregevolissimi rapporti all'autorità superiore ha emesso il parere sulla convenienza che l'ampiezza del toro.ee sia in correlazione coll'altezza dell' individuo. Appoggiati alla sua incontestata autori là noi, benché profani, osiamo richiamare l'attenzione del nostro corpo sanitàrio su questa qttostione tanto inter·essante alla scienza, all'esercito ed all'umanità (l). Del resto tt·oviamo che l'art. 62 del decreto O ottobre 18G8 proscrive di riformare il giovane « il cui torace, quand'anche
= =
(l) n dott. Monti pubblicò su quost'al'gomonto un intet·essante lavo•·o, l'icco di dati e di pregievoli considerazioni fino dal 1870. BAltOFl•'IO.
764 .
« raggiunga l'ampiezza degli 80 centimetri, manchi .visi~ilroente. « di euritmico e proporzionale sviluppo nei suoi diame~ri e coll<r .: sviluppo generale del corpo ». (Dalla Ct·onaca mib:tcire estera della R~VISTA militare itallana.)
Dati sulla leva del 1872 nelP impero germanico. Nella Revue· militaire de l'étranger, N° 33, è riprodotto un: articolo della Allgemeine Nord.<J,eusche-Zeitung-, dal quale si rilevano i dati seguenti: Giovani che avendo raggiunto il 20° anno di età sono perciò sottoposti alla leva : 270,134 . Confederazione del Nord 43,000 Baviera . .. 16,000· \Viirtemberg 13,00(} Baden. Alsazia e Lorena presso a poco come per il granducoJ,o di Baden. ' 354,000 . Somma appross~mativa degl'iscritti. Di guesti furono giudicati atti al servizio militare:
.
l40,00(} Confederazion·e del Nord (51 a 54 %) 135 a .. 23,000· Baviera (54 %) . 1.0,000 Wiirtemberg (54 %). 6,800• Baden (51 a 52 %) . ,Aisazia-Lorena presso a pbco come per il gran• ducato di Baden. Somma approssimativa dei giudicati atti al ' ser190,000 vizio 180 a .
.
Più da 30 a 40,000 giovani riconosciuti atti al servizio condizi6natamente e perciò rimandati ad altra leva. Il numero totale delle ~eclute incorporate nell'esercito sale solo a 120,000; ri~ultarono dunque in soprannumerq ·da 60 a 70,000 degli atti ed i 30 o 40,000 rimandati, che -vanno tutti a far parte della categoria riserva di compenso. (lvi.)
765
L'Athetosi di HAMMOND. Nel suo trattato sulle malattie del sistema ner voso, il rlott. Hammond di New-York, ha di recente descritto un'affezione, cui ha dato il nome di Athetosi (vocabolo greco che significa senza posizione 'fissa) e che è principalmente caratterizzata dalla incapacità di mantenere i diti delle mani e dei piedi nella posizione in cui si .collocano e dal loro continuo movimento. Due storie ci riferisce di tale affezione, di una delle quali fu esso stesso testimone e l'alt,ra comunicatagli dal dottor Hubbard di Ashtabula (Ohio). In ambedue i casi, i soggetti erano epilettici ed il primo era dedito ai liquori od aveva sofferto un accesso di delin·um tremens, dopo il quale, ricuperando la intelligenza, provò una sensazione di .torpore nella estremità superiore destra e nei diti del piede dello stesso lato. Contemporaneamente queste parti furono prese da acerbo dolore, e quindi dei movimenti involontari successero nelle dita della mano c del piede medesimo. Dapprima i movimenti delle dita della mano potevano con grave sforzo ,essere dominati dalla volontà, ma poi divennero continui, infrenabili, ed erano non solo di estensionè e di flessione, ma di più complessa forma; e non solo avevano luogo durarite la veglia, ma sì ancora durante il sonno., V'era tremolio della lingua, ma per difficoltà nell'articolazione delle parole, non paralisi, nè alcuna anomalia nella sensazione tattile dolorifica o del calor e in tutte le pa1·ti ' del corpo. I muscoli erano più sviluppati negli arti destri a cagione della continua azione muscolare. Il dottore 1Iammond lo curò con la elettricità primaria e indotta per quattro mesi senza alcun r esultato. Nell'altro caso ci fu pure trerriolio della lingua, torpore del lato affetto, dolore nei muscoli spasmo-dicamente affetti e specialmente movimenti complessi dei diti con tendenza alla distorsione. quanto alla natura e alla sede precisa della alterazione patologica il dottor Hammond non si sente in grado di dare un giu-dizio decisivo. I fenomen i indicano esserci compromessi i gangli 1ntracraniensi c la pa1·te superiore della midolla spinale, ha ana~ogia con la corea e la sclerosi ·cerebro- spinale, ma evidentemente non è nè l'una né l'altra di questo malattie. La sede probabile del processo morboso è il corpo striato.
766 Dopo .ia pubbli'cazione di Hammond, altri (Iue casi vennero riferiti n~l . Medz'cai T{mes an,d Gazette ·di tale affezionè; dal dottor C1ifford Allbutt il primo, il quale differiva dai due precedenti in ciò solo che i movimen~i convulsivi cessavano o quasi cessaVal'\O durante il sonno, .dal dottor Currie Ritchie çli Manchester il. secondo, eguale agli ·altJ;i sotto t:utti i rigua:rdi. (Medical .Times and Gazette 16 dicemb1·e 1871, 27 gennaio e 23 marzo 1872).
CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE MEDICA TORINESE INCARICA.TA DI RIFER.lRE ! N'l'ORNO ALLE OPERAZIONI
fatte
DALLA SIGNORA REGINA DAL CIN nell'Ospeda:le Oftalmico ed Infantile di Torino nel febbraio 1872.
I casi di lussazione del femore raccolti nell'Ospedale Oftalmico .ed infantile dietro la scelta fattane dalla signora Dal Cin, unica arbitra dell'accettazione dei malati, che in gran folla recavansi alla · sua visita,. sommano a.· vento.tto, 26 femmine e 2 .maschi; dall'età minima di 3 anni alla massima di 23; venuti da · varii paesi. Tutte le 'lussazioni del femore trascelte dalla signora Dal Cin erano congenit~, a di:versi gradi, cioè 4a11a luss!l-zione incompleta (st0ria 6) fino a quella in cui la testa d~l femore erasi portata: vicino alla cresta iliaca. Non vi era alcuna lu~sazione traumatica, nè alcuna consecutiva a coxite. Tutte le 28 lussazioni erano iliache o p,osterior-superiori, vénticinque a sinistra, tre a destra. L~ Commissione ha fatto sovra tutti i malati un esame ~om pleto, prendendo tutte le necessarje misure dalla spina iliaca .anterior-super,iore al malleolo interno, al 'margine superiore della r 9tula, all'apice del tronca.ntere, alla tuberosità· ischiatica (linea di Nélaton), . tenendo calco~o della difformazione degli ipguini,
767 delle anche. delle linee sotto-glut.~e~ della colonna vertebra.le lombare, descrivendo le posizioni, gli atteggiamenti e l'atrofia degli arti lussati, e le diverse inclinazioni e rotazioni del bacino sulla colonna vertebrale; poscia fanendo camminare i malati, per esaminarne il modo di progressione, ed· il grado e forma di zoppicamento; finalmente ~acendo prendere la ftJtografia di alcuni. Nulla trascurò, nulla dimenticò, come si può riconoscere dalle storie annesse. La cura, che fu invariabilmente la stessa per tutti i malati, cdnsistè nelle pratiche seguenti : P1·eparazz'one.- I malati sono per alcuni giorni costretti a letto durante molte ore. Sull'anca malata essa fa applicare ampli cataplasmi di crusca bagnata nel decotto di malva, i quali si cangiano due o tre volte al giorno. · Manualità - Prima fa un'adduzione della coscia, palpando l'anca (probabilmente per constatare la lussazione), poscia una forte flessione della gamba sulla coscia e della coscia sul bacino, subito dopo· fa una gagliarda subitanea estensione con abduzione dell'arto intero afferrato colla mano destra al di sopra dei malleoli, come se volesse strapparlo dall'anca; infine fa una . rotazione indentro del femore colle due mani. Questi atti diversi si s~ccedono rapidissimamente, in pechi minuti secondi, senza alcun dolore; tanto 1 che la signora Dal Ci n operò su ventun malato in un'ora e mezza coi relativi bendaggi. Tanta rapidità e tale assenza di dolore non si associano in chirurgia colla vera riduzione delle lussazioni. La signora Dal Cin non fa alcuna controestensione sul bacino, il qualE\ anzi segue l'arto tratto in giù con forza, e perciò s'inclina verso questo arto dalla colonna vertebrale lombare. Per questo movimento della pelvi, per una certa mobilità della testa del femore che la Commissione constatò in quasi tutti i malati, per un'adatta inclinazione dell'arto sano verso l'arto malato, che la Dal Cin sa compiere con molta arte, ecco le due piante dei piedi ·da lei presentate al pubblico apparire allo s,tesso livello, quando poc' anzi apparh·ano distanti l'una dall'altra due, tre ed anche cinque centimetri. Ciò fatto, essa fa tenere fisso e teso l' arto da un assistente, ed applica sull'anca la. stoppata con chiara d'uovo del Moscati, e ·sovra essa una stretta assicella, non più lunga di venti centime-
768 tri, che vorrà forse rappresentare l'assicella di Liston. Poi assicura tutto ciò con una l;1rga fascia da bambino applicata lass~ mente a modo ·di spica ·e senza dolabri sul bacino e sulla coscia malata, lasciando libera affatto la sana. Questà fasciatura essa fa rinnovare una volta al giorno dalle infermiere. I nfine fa accavallare un pietle snll' altro per continuat• meglio la illusione. M<.~ la Commissione subito dopo l'operazion e trovava i trocantet•i nella sede che occupavano prima, e le rotule e i malleoli dci due arti alle loro altezze divet•se. Cura consecutiva - Nei giorni seguenti la signora Dal Cin ordina agli infermieri di fare ogni ora, ogni mezz'ora delle t razioni momentanee sull'arto lussato, locchò prova che essa medesima sa di non aver riposto il capo del femore nella cavilà l.~o tiloiclea, poiché, se rosi fosse, queste trazioni sarebbero per lo meno inutili. Dm·ante questo trazioni, il malato afferra colla mano opposta al femore lussato il ferro della tastiera del letto, l'altro braccio steso lungo il corpo, mentra l'in ferm iera, til·ando in basso il femore lussato, tira ad un tempo la pelvi che, seguen,do questo, s'inclina con movimento fatto sulla colonna vertebrale, e i due piedi paiono tornare a li vello. Gli intelligenti possono farsi un'idea esatta di codesta illusione quando i mma.ginino un regolo orizzontale (che rappresenti il pelvi) sospeso nel centt·o ad un filo verticale (che rappresenti la colonna · vcrtebrale), dagli estremi del quale regolo pendono due altri' regoli vet•ticali (che rappresentino le estremità inferiori) . Tirando in basso, per modo d' esempio, il regolo sinistro, s'inclina da questo lato il regolo orizzontale, e s'alza il destro di tanto, di quanto l'altro s'abbassa. La scena ha luogo nel pelvi, non nei piedi. Una prova g iornaliera di codesta inclinazione del bacino l'ab:biamo in colui che, rittt> in piedi; prende il suo appoggio ora sovra una E:d ora sovra l'altra gamba. Quella su cui il corpo si regge appare più breve, e l'altra invece sembra allungata. Finalmente, dopo l'ottavo giorno, la Dal Cin sostit uisce alla stoppata d'uovo la stoppa~a con vino bianco, e permette ai malati di camminare. IL modo d' incesso che essa insegna ò il seguente: i due piedi stanno vicini, le piante toccano il suolo, la gamba sana è semiflessa sulla coscia, per mettersi a livello del· l'altra accorciata, questa é ben tesa. I passi si lasciano fare brevissimi, anzi non son passi, è come uno strisciare dei pieqi sul
769 ~molo.
Coll'aiuto di una sedia, che spingono innanzi, o di due bastoncini, i malati traggonsi lentamente avanti senza sostegno ascellare. Lo zoppicamento così non appare agli occhi di tutti. Ma se si attentino a dat·e un passo un po' più lungo e deciso, l'illusione subito si dilegua. Peggio poi se vogliano camminare più spedita mente, poiché allora l'antica claudicaz-ione si riproduce in tutta la sua verità. Quando la signora R. Dal Cin annunziò cho i malati erano guariti, e che alcuni potevano uscire dallo Speclalc all' indomani, la Commissione; la quale non aveva mai toccato alcun malato dopo le operazioni da quella fatte, ripetè il 26 febbraio sovra ognuno di essi il suo esame rigoroso, e tro-vò le nuove misure identiche a quelle prese prima dell' operazione: vide le medesime alterazioni nell'inguine, nell'anca, nelle linee sotto-gluteo, nell'arto intero, le stesse inclinazioni della pelvi, della colonna vertebrale, la stessa posizione del trocanterc e della testa del fo1 ' moro, infine la stessa cl audicazione di .prima. I:{on era sovra alcuno dei 28 malati avvenuto il benchè minimo -cangiamento dal dì in cui furono ricoverati allo spcdale. · Codesto rapporto la Commissiono sottoscritta presenta al pubblico, che ama put• troppo di pascersi di illusioni, mentre avrebbe così vitale intoregso a conoscere , tu~ta la verità; lo presenta ai colleghi, i quali non saranno certo sot•presi di vedere confermate le leggi dell'anatomia normale Q patologica e i dettami della secol.al'e esperienza; lo oll're infine alla Direzione dello Spedale Oftalmico ed Infantile, a cui la lega una viva riconoscenza e per l'onorevole incarico affidatole e per la nobile risposta data a cert.e poco nobfli accuse, per le quali ossa stima più generoso il silenzio. - Torino, 5 marzo 1872. MA.LI:-\VERNI SisTo GERMANO, Pt-rJsidente- BER1'I (ì-IOYANNI
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Sono ancora in distribuzione dei fucili : Cancalon, Muller. » » delle pistole : Tackels. » » delle rivoltelle: Leveux, Galand, Spirlet, È in esperimento il fucile mngazzeno: Fruhwirth. Si usano poi come proiettili delle bocche a fuoco : palle piene, obici, Schrapnels. Le cartucce dei fucili a retrocarica sono semplici, a fondo metallico, pesta, con veste di tela, metallico. La palla più micidiale è quella usata dagli Inglesi in Abissinia, costi La palla da cannone più micidiale è pure l'inglese composta di 49 seg
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~ fondo elastico (Presspahboden). -
L'involucro è di carta a macchina,
tuita di tre parti distinte. menti e d'un involucro di piombo.
(Dal Giornale d'Artiglieria.)
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772
DULLETTiìWO OFFICI .. . LE Con R. Decreto delf f l agosto 1.872.
CARAFFA Raffaele, farmacista militare presso l'ospedale divis. di Bari. Collocato in riforma dal 1° novembt'e 1872. Con R. Dec~·etl' del 1.8 agosto 1872.
CECCARI ~I cav. Gaetano, medico di l'eggimento presso il 7° cavalleria, TAMANTI dott. Luca, id. in aspettativa, e 1\lt\cJO~ E cav. Luigi, id. di battaglione in aspettativa. Collocati in rifor·ma dal 1° novembre 1872, I sotto descritti ufficiali sanitari sono l'icbiamati in effettivo servizio.
BUONOMO dott. Diagio, medico di battaglione di l" classe in aspettatint, Napoli. RICCA dott. .Antonio, id. id. S. Mar·ia (Caserta). FIORDE,LlSI dott. Prosper·o, id. id. Nnpoli. NICOSIA dott. Paolino, id. id. Callanisetta. ROSSI~! dott. Defondino, id. id. Viterbo (Roma). MARCHETTf do tt. Temi.stoclo, id. id. Pitiglbno (Siena). FINOCCHfARO dott. Giuseppe, id. id. Sor·a tCaserta). MARONE dott. Raffaele, id. id. Foggia. MURA-AGUS dott. Giovanni, id. id Isili (Cagliari). LUGARO dott. Emilio, id. id. Genova. ROMA!\ELLI dott. Oiuseppo, medico di batt,aglione, 2• classe, in aspettativa, Avellino. D'ATRI dott. Alessandro, id. id. Foggia. BOVO dott. Ang<Jio, id. id. Rossiglione (Genova). MAGGIORANI dott. Ga$pnr·o, id. id. Roma. :MEl dott. Vincenzo, id. id. Napoli. SILVESTLU dott. Giovanni, id. id. Cefalù (Paler·mo). FERROGLIO dott. Giuseppe, id. id. Tor·i11o. SAGGIO ùolt. Benedetto, soldato 9' compagnia infermieri. Nominato medico di battag!ione, 2• classe. T seguenti farmacisti militar·i in aspettativa pet· r·iduziono di cor·po, sono stati richiamati in ollòttivo sar·vizio, colla destiuazioui a cia-
scuno an notalo. FARRAIUS Pio. RABTNO Placido. PIOLATI Giovanni.
OspedaleFircnze,(Snccurs. Livoi'Do) Id. Napoli, id. Caserta. Id. Bal'i.
773 NEGRI-GAGNA Gioacchino. GAGLIARDONE Luigi. SCAGANI Simone.
Laboratorio chimico farm. milit. Idem. Ospedale Genova(Succurs. Cagliari).
Con R. Decreto del 24 agosio 1872. GALLI dott. Vit.alino, medico di battaglione ne1 ) 0 reggimento cavalleria. Collocato in 1·ifm·ma dal l 0 novembre 1872. Con Determina;-ioni Ministeriati del 27 agosto 1872. RAVELLI cav. Carlo medico di battaglione, 1• classe, S0 bersaglieri. T ra.01ferto al 4° bersaglieri. PINTO dott. Gio,·anni, id. 23 clas!!e, 4° bersaglieri. Trasferto al S0 bersaglieri. Con n. Deo·cti del 29 agosto 1.872. STODUTI dott. Fedel'ico, medico di reg~imento di la classe, in aspettativa. Collocati in rifm·ma dnl 1° novembre 1872. MUSTZZANO dott. Luigi, medico di battaglione, 2• classe, 18° fanteria. Collocato in aspcttath·a pe1· infcrrnilà temporaria non proveniente dal servi1.io, a dccOI'I'ere dal 16 sett.ernbt•e 1872. PARZL-\.LE Alfonso, f,U'Inacislt~ aggiunto, aspettativa, Atripalda (Avellino), TULLIO Pasquale, id. id. Rimini (Rm·enna), e DE FUSCO dott. Fed., id. id. Napoli. Richiamati in effettivo servizio a. decorret•e dal 16 soLtembre 1872. l sotto indicati uffl ciali sanit:l.ri so no 1·ichiamati in effettivo ~et•vizio· a datare dal 16 settembre 1872. MAINERI dott. Vitt01·io, medico di t·eggimento, l" classe, in aspettativa. Pieh·a (Genova). MARANGTO dott. :O.Hchele, id. id. (Caserta). MAFFIORETTI dolt. Cesare, id. id. (Milano). ALLIANA cav. PietJ•o, id., 2a cla.~se. id. Alba (Cuneo). BALLERl:'\1 dott.. Silvio, id. iù. (Firenze). BOTTO dott. Bat;tolommeo, id. id. Alba (Cuneo). IGHINA dott. Luigi, id. id. (Torino). LOCASCIO dott. Li t.lel'io, id. id. (Napoli). RIGOLI dolL Giuseppe. id. id. Palaia (Livorno). CORSO dott. Michele, id. id. (Cuneo). Con. Dctermina:ioni /llinistcriali tùl 3 settembre 1872. PRATO dott. Domenico, medico di r eggimento, l a classe, 19° cavn.lleria. Trasferto 74° f<1oleria. DAL VESCO cav. Alessandro, id. id. 100 fa.ntetia. Ttasferto al 19° cavali. BETT I dott. Domenico, id. id. 73° faoteJ·ia. Trasferto al 39° fant.eria.
714 MONTANI dott. Luigi, id., 2a clas~e, 63° fanteria. 'Ì'rasferto al 730 fanteria. RAPETT I dott. Giuseppe, id., l'l classe, 47° distretto. T rasferto al 29° fanteria. BALLARATI dott. Pietro, id., 2n classe, 29° fanteda. Trasfer to all'ospedale ·di Alessandria (succursale P iacem;a). SAMUELLI dott. Angelo, id. id. 34° fanteria. T rasferto al 7° cavalhlria. ZINl dott.. Tito, id. id., 43° fanteria. Trasferto al 34° fanteria. RANDACCIO dott. Luigi, id. id , ospedale Palermo. Trasfer to al 47° distl'etro. ELIA cav. Giovanni, medico direttore all'ospedale di Verona (sùccursale ùi Mantova). Rientra all'ospedale di Ver•ona. LANZA cav. Giacinto, id. id. all'ospedale di Verona. Passa comandato succur·sale di Mantova. REGIS dott. Stefano, medico di reggimento. la classe, 41° distretto. Tr·asferto al 30° fanteria. J!.ADAELLTdott. Pericle, id. id., l 0 granatieri. T rasferto al 23° fanteria. BOARI dott. Severino, medico di x:eggimento, 2.1. classe, 39° fanteria. Tr·aferto al ~ granatieri. ZA!\'ÉTT! dot t. Ottavio, id. id., 56° fanteria. Trasferto al 71 ° fanteria. POGGI dott, Giovanni, id. id., 68° fantér·ia. Trasferte al 9° cavalleria, FOSSI dott. Luigi, id. id., 44° fanteria. TrMfer·to al 6° cavnlleria. ROSST dott. Federico, id. id., 9° cavalleria. T r·asferto al 41° distretto. BUTZZA dott. E varisto, id. id., 30° fanter•ia. Trasferte al 68° fanteria. FUGA dott. Luig i, id. id., 6° cavallel'ia. Trasfer to al 56° fanteria. SERUG RT dott. August{), id. id., 23° fan te l'ia. T r·asferto al l 0 gr·anatieri. CAMURI dott. Gaetano, medico di batt.aglione, Io. classe, ospedale 'di Alessandria (succursale Piacenza). ' Trasferto all'ospE!dalo di Padova (;uccursale Venezia). GAMBINT dott. Stefano, id. id., 2° granatieri. Trasferto al 74° fanteria. D'ANTONA dott. Giuseppe, id. id., 27° fanteria. T rasferte al 5° caYalleria. MONARI dot.t. Ettore, id. id., r.ava)Jeria. Trasferto all'ospedale di Bologna. DE 107-ZO dott. Luigi, id. itl.~ 11° cavalleria. Trasfet·to al 23° fanter·ia. PRANZATARO dott. Carmine. id. id., 8° bersa.gl. TrasfePto al20 bersagl. GUR.LTNO dott. Annibale, id. iù., 52° fant. Tr·asfer·to all'osped. eli Torino. ROVATI dot,t. Cosfn•e, id. id., 21° f<tn teria. Trasfe rte al 16° cavallel'ia. VASSELLI dott. Ari$tide, id. id., 2° bersagl. Trasft~rto all'osped. di Milano. ·BUONOì\10 dott. Biagio, id. id., t·ichiamato dall'aspettativa. Destinato all'ospedale di Napoli. RICCA dott. An tonio, id. id., id. Destinato al 12° fanteria. FIORDELTSI dott. Prospet·o, id. id., id. Destinato al 32° fanteria. NICOSIA dott. P aolino. iù. id., id. Destinato- all'o~pedale eli Paler·mo. ROSSINI dott. Defendino, id. id., icl . Destinato all'ospedale di Nu.poli. MARCHETTI dott. Temistocle, id: id., i<l. Destinato al 77:,0 funteria.
775 F INOCCHIARO dott. Giuseppe, id. id., id. Destinato a.l l 0 fanteria. MARONE dott. R,affaele, id. id., id. Destinato al 55° fanteria. MURA-AGUS dott. Giovanni, id. id., id. Destinato all' 11° cavalleria. LUGARO dott. Emilio, id. id., id. Destinato al fanteria. ROMANELLI dott. Giuseppe, medico di battnglione di 2:>. classe, id. Destinato al 21° fttnteria, D'ATRI dott. Alcssandt'O, id. id., id. Destinato a.l 2" fanteria. BOVO dott. Angelo, id. id, id. Destinato al 61° fanteria. MAGGIORAN I dott. Gaspare. id. id., iJ. Destinato al 2° granatieri. MEl dott. Vincenzo, id. id., id. Destinato all' 8° fanteria. SILVESTR.T dott. Giovanni, id. id., id. Destinato al 56° fanteria. FERROGLIO dott. Giuseppe, id. id., id. Destinato al 48° fanteria. OTTOLENGm dott. Davide, id. id., 55° fantel'ia. T rasfm•to all'ospedale di Alessandria (suceut·sale P iacenza). BORGHESE dolt. Gaetnno, id. id., 75° fanteria. T rasfe1·to a.l 52" fanteria. ALLOCCHIO dott. Leopol(,lo, id. id., 1° fanteria. T rasfer to all'ospedale di Verona (succUI'sale Brescia). YALLINO dott. Giovanni, id. id., 16° cavalleria. Trasferto al Coos. sup. SAGGIO dott. Benedetto, id. id., nuovo nominato. Destinato all'ospedale di Palermo.
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Con R. Decreti del 17 settembre 1872. MARTINI dott. Leopoldo, medico di reggimento, 2a classe, 41 ° fante ria Concessogli un secondo aumento di paga dì lire 380, a da tat'El dal 1° agosto 1872. MORELLI dott. Leopoldo, medico di battaglione, Ja classe, in ritit'O a Napoli. Conferitogli il grado di medico di reggimento. ' ORLANDO dott. Vito Luigi, medico di battaglione, 2a. classe, 49° roggimcnto. Collocato. in aspeltntiva. per infe1·mit.à. tompot·arie non pt·o''enieo~i dal servizio. CO DEMO T eofilo, fat·macista- capo di 2a classe, in aspettativa per riduzione di cot·po, P adova. Richiamato in effettivo servizio.
Con Determina;-ioni Ministeriali del 1.7 settemln·e 1.872 . .MATNERI dott. Vittorio, medico di reggimento, } o. clas.~, richiamato dall'aspettativa. Destinato al 54° fanteria. MARANGIO doU. l'>lichele, id. id., id. Destinato al 44° fanteria. MAFFIORETTf dott. Cesat·e, id. id., id. Destinato al 10° fanteria. ALLIANA cav. Pieko, id., 2n. classe, id. Destinato all'ospedale di Palermo. BALLEH.JNI dott. Sil vio, id. id., id. Destinato a.l 40° fantel'ia. BOTTO dott. Bartolomeo, id. id., i~. Destinato all'ospedale di Messina. IGHINA dott. Luigi, id. id., id. Destinato 1ù 100 bersaglieri. LOCASCIO dott. Littario, id. id., id. Destinalo al 490 fanteria.
7'76 RTGOLI dott. Giuseppe, id. id., id. Destinato al 43° fanteria. CORSO dott. Michele, id. id., id. Destinato al 46° distretto. PARZIALE Alfonso, farmar.ista aggiunto, richiamato dall'aspettativa. Destinat0 all'ospedale di Torino. TULLTO Pasquale, id. id. , id, Destinato all'ospedale di Bari (Isola di Tremiti). DE FUSCO Federico, id. id., id. Destinato all'ospedale di Verona (Fortezza di Legnago). BETTI do tt. Domenico, medico di reggimento, la classe, stato tmsfer to a.l 39° fanteria con determinazione 3 settembre 1872, e MONTANI dott. Luig i, id., 23 classe, al 73° id. id. Considerati come non avvenuti detti cambi di reggimento. MUIÀ. dott. Luigi, id., Ja classe, 10° bersaglieri. Trasferta all'ospedale di Napoli (succursale Cascrt.'l). BOLLA dott. Giuseppe, id., 2a classe, 40° fanteria.. T rasfcr to a disposizione del Comando generale di Roma. LUGLI dott. Carlo, id. id., ospedale di Messina. T rasferte al 39° fanteria. MEREU dott. Luig i, id. id., 46° distretto. Tt•asfert.o al 4° bei·saglieri. TAGLTERO dott. Bernardo, id. id., ospedale tli Napoli (succursale Caser ta). Trasferta al l 0 fante1·ia. Con R. Dect·eto del 21 settemln·e 1872. BOVO dott. Angelo, medico di battaglione di 2n classe nel 61° fanteria. Dispensato dal ser vizio pe1· volont.'lria dimessione. Con Deterrmnasioni Ministeriali del 24 settembre 1872. CO DEMO Teotìlo, farmacista capo, 2o. classe, richiamato dall'aspettativa. Destinato all'ospedale di Napoli (succursale Case1·ta). PARZIALE Alfonso, fa•·macista aggiunto, ospedale di Torino. T rasfertO> all'ospedale di Genova (succursale Cagliari). Defunti. P ARlSI dott. Domenico, medico di reggimento nel 4° bersaglieri. Morte> in Capua il 30 luglio 1872. ROSSI dott. Giovanni, medico di reggimento, 2n classe, 5-1° fanteria_ Morto in Pavia l' 11 giugno 1872.
Il Di1·ettor e 1\fed. Ispett. CERA L E comm. Giacomo. Il Redattore Med . Dirctt. cav. BAROFFIO. Mnrtini F edele, g·erente.
A~NO XX- Firenze, IO, 20, 50 ottobre 1872- N. 28 a 30.
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SUL VALORE TERAPEUTIGO DELI,A SOLUZIONE DI AZ01'ATO DI ARGENT() NELt.A ORCHITE ÉLENOHHAG1CA.
ll.cladone
sul resultato degli esperimenti instituiti nella &~ione Vene?·ei dell'Ospedale divisionario di Milano nell'anno 1871..
Lettum fatto nell(l, ConfèNnza scientifica dellt) \ugllo.l 872 (!a l medico eli reggimento
BONALUMI D.• GIOVANNI. Q!neuo delle Seieo.re é il ~"': dello Arti il bàlo.
SIGNORI,
Fra gli svariàti mezzi preoonizzati in questi .ultimi anni per la cura della orchite blenorragica, menò un certo rumore l'appli<'.azione topica di una soluzione di azotato d'argento, suggerita per la prima volta, che io mi sappia, da Forneaux Jourdan ·nel 1868 (l) e successivamènte esperimentata da Girard (2ì, dai 'medici dell'ospitale militare di Gand (3), dal D. Primo Ferrari (4) e giusta quanto se'rivelo Sperz'mentale (5) ·dal prof: Pietro Pellizzari, da Cristofoli e da Occhini di Firenze. · (l) ltfedical Times a/Ul Gazetfe - 15 agosto. (2) Journal de Médecine dc B01·deaw:c - 1869. (3) A?·chiv. méd. òe!g. - maggio - e Lyon méd. - 1870, n° 15. (4) Mov,:mento medico-chinwgico cliJS'àpoli- n° 19, pag.145, anno 1870. (5) Idcrm - pag. 407, anoo 1870. Giornale di 11-fedic. milit. 1872. 50
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I risultati ottenuti fur ono talmente sorprendenti da strappare un grido unanime di ammirazione a} citati esperimentatori, ed in conferma di questo amo testualinente richiàmare alla vostra memoria il giudiz~o espresso da tàluno fra i medesimi. Dive?·si anni di prova, Sttecesso invariabile, dice il Forneaux Jo.urdan (gazz. citata). Sotto l' z'nfluenza della soluzione di azotato d' ar·gento, scrive lo Girard, in dodici, al più z·n ventiquattro ore, gli Mn;maZ.ati son6J in pz·ecli, (giornale citato). Nei cinque ammalati di orchz'te _blenor·ragica assoggettati alle lozz'oni col liquido del Girard, esclamano 'enfaticamente i medici dell'ospitale militare di Gand, il do-
lm·e sco?nparve in tutti nello spazio di ventiquattro ore, sz·cchè cr·edendosi gua1·iti domandavano di alzar·si: la dtt- . rata media della cura fu di sei giorni (Archivio citatll). Più riservato dei medici forestieri, il D·. Primo Ferrari, cosi si esprime : sin d' O'f'a possz'amo ritenere che tale terapia riuscirà valevolzssima a risolvere prontamente l' zperemia ed il dolf)1"e di modo che quand'anche non a~sse altra virtù, pot?·ebbe sempre adope1•arsi utilmente nella orchite blenm·rag'ica par·enchimatosa, q;uando per la violenza del dolore sarebbe zndicata l' z'nczsione deli' albug·inea (giorn. cit.). · È curioso però, e giova non dimentical'l0, che tale z'den. tità di meravigliosi successi ve:nne raggiunta con soluzioni nelle quali ~l sale d'argento si trovava in proporzioni aftàtto diverse e con diverso metodo di applicazione della soluzione stessa. Così mentrE» il Forneaux Jourdan ed il Primo Ferrari impiegarono le pennellaz~·oni sullo scroto di concentrate soh.tzioni rli nitrato d'argento (3 p. di sale su 14 p. di acqua), avvalorandone anzi il primo l' azione con una moderata compressione dell'organo ammalato, il Pellizzari, il Cristofoli e l'Occhini, di Firenze, a quanto assicura: lo Sperimentale, si servirono invece di una soluzione piu ttosto debole (3 per Ofo): il Girard poi e sulle sue orme i medici dell'ospedale militare di Gand, preferirono le lozioni, mediante l'appljcazione di una compressa imbevuta di una soluzione
779 di ar,otato d'argento al centesimo, tenuta costantemente: applicata sulla parte ammalata. Un nostro distinto collega, il medico di battaglione dottor Nicoletti, volle sottoporre al controllo clinico la celebrata terapia, ed il risultato di sei Slle osservazioni, comuninicato a questa adunanza nella conferenza scientifica del l 0 marzo 1871, fu talmente soddisfacente, d~ autorizzarlo (pur invocando l'appoggio di esperimenti ulteriori) a formulare i seguenti corollari: l 0 Il dolore, compagno inelivisibile della orchite blenorr agica, in poche ore e ordinariamente dopo la prima applicazione della soluzione di nitrato d'argento scema di intensità o scompare affatto. 2° La durezza ed il gonfiore del testicolo e dell'epididimo, ribelli per l'ordinario come postumi a qualunque altro trattamento curativo, scemano di intensità fin dalle prime bagnature dello scroto colla summenzionata soluzione per scomparire affatto dopo la sua l)iù o meno protratta applicazione. 3° Puole la soluz.ione in esame senza inconveniente di sorta in qualsiasi caso della orchi te òlenorragìca applicarsi, non escluso quello di estrema acuzie. 4o Il moderare 1' eccessivo stato congestivo dei tessuti flogosati la rnercè der .sanguisugio locale, vale alcune volte a rendere più pronta ed efficace l'azione modificatrice del nitrato d'argento. 5° La pelle dello scroto, se infìammata, anzichè mostrare segni di irritazione maggiore, riprende i suoi caratteri fisiologici 1neno il colorito ardesiaco, dopo la prima applicazione della soluzione dello Girard. 6° Lo scolo uretralè concomitante sotto qualsiasi intensità e forma giammai ritrae svantaggio dalla applicazione di detta soluzione sulJo scroto, se non giovamento. 7° La durata della malattia in media fu di 18 giorni, il minimo di 5, il massimo di 24 (l). · (l) Ddla solttzione di nit1·ato d'm'[lento nella out·t.t delle orèhiti ,blenorragiche. - Vedi Giot·nale di medicina militm·e- pag. 338, anno 1872.
780 Tali ill:;tzioni corroborava più tardi con altre sette osservazioni succ.essiv:amente raccolte (l). Nella discussione apertasi nella conferenza scientifica del l 0 aprile sulla memoria presentata dall'egregio D. Nicoletti, se universale fu il plauso dei soci intervenuti alla perspicace solerzia del collega, alcuni però fecero il viso dell'arme alle conclusioni dal tnedesimo messe innanzi internò al valore della n~o va terapia. - Non vQglio entrare nei particolari Mlla vivace lotta fra il D. Nicoletti e gli avver sarii della medicazione dal medesimo propugrtata: mi limiterò ad accepnare eh~ se le obbiezioni so)levate da questi ultimi apparvero all'egregio signor Presidente improntate di molta severità scientifica, nello stesso tempo il medesimo non pot eva non apprezzat'e il vantaggio che ne avrebbe ricavato la terapia, quando si fosse constatati;\ l'azione sedativa (juasi istantanea attribuita all'azotato d'argento sul dolore che tanto spe~so si svolge nell'orchite blenorragica; quindi onde meglio definire la controversia decise si fossero contihuati gli esperimenti clinici, però in giusta misura e con prudente sobrietà. - Tale compito veniva a m~ affidato quale ditigente lo scomparto venerei, con formale invito di comunicare a tempo opporttmo a questa adunanza il risultato delle mie osservazioni. Eccomi ora a soddisfare all'assunto incarico. A:vver-tenze generali. - Gli esperimenti sommano a quattordici e ·vennero instituiti durante i mesi di maggio, gillgno e lnglio del 1871. Gli ammalati furono senza eccezz·one collocati tutti nelle condizioni piì1 favorevoli a risentire l'azione del rimedio, ossia - det\J bito forzato a letto - e ~ospensione della coglia mediante il bendaggio scroto-lombare di i\'Iayor. La form~1la della soluzione, quella adoperata dal D. Nicoletti (3 grammi di' az0tato d'argento cristalli?:zato in 100 gr·ammi d'acqua distil1ata), bagnando mattina e sera lo scroto dal lato affetto, m.el'Cè un pennello di vnjo. Però nelle prime (l) Memoria citata.
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pennellazioni avendo osservato come il liquido medicamentoso male amalgama~dosi colla vernice sebacea che spalma lo scroto, invece di equabilroentc distribuirsi sulla parte, cadesse quasi tosto sul letto in grossi goccioloni, cosi - a scanso di mistilìcazioni - alle pennellazioni aggiunsi l'applicazione permanente di una compr essa imbevuta , della soluzione stessa. Osse1•vazioni clim'che. - Ecco ora le storie cliniche che stralcio dal r egistro nosologico ad hoc, redatto con precisione e scrupolosa dil~genza dal dott. Musizzano, allora mio assistente nella sezione vener ei. Nella descrizione nosograflca, ometto tutte quelle particolarità che, non avendo una diretta attinenza coll'argomento, riuscirebbero stucchevoli. 1.4 Osservazione. - I .... Liberato, soldato nel l 0 reggimento bersag1ieri, trovasi all'ospedale dal 21 aprile per blenorragia ut'etrale. Alla visita mattutina del 3 maggio si lagna di sofferenza al testicolo sinistro e coll'esame si riscontra: cute dello scr oto normale; l'epididimo sinistr o tumido, assai sensibile alla pressione e sede di un dolore lancinante che tratto tratto si irradia ai lombi; soppresso lo scolo uretrale ; fisiologiche le condizioni generali dell'organismo. Applicaziolle immediata della soluzione <li nitrato d'argento. Nei primi tre giorni, aumento del tumore infiammat0rio, diffusione del processo flogistico alla cute dello ser oto che r ossa, tumida e dolente al tatto ' si appalesa : persistenza del dolore : febbre. Al quarto giorno cessa la febbre, scompare il dolore e nello stesso tempo, si inizia una graduale e progressiva diminuzione dell' intumescenza flogistica dell'epididimo, sicchè al 13 maggio più non l'imane che un indurimento circoscritto alla coda del medesimo, délla grandezza e forma di una fava, che rimane inalterato fino al 27 maggio. In quest'epoC<~ la soluzione di azotato d'argento, che si mostra insufficiente, è surrogata dalla pomata jodUJ·ata: nello stesso tempo è combattuto, con iniezioni astringenti, lo scolo che è ricomparso. Esèe completamente risanato il giorno 11 giugno.
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2a OsSe?'Vaz.ù:me~ - fiL ... Giuseppe, soldato nel }o reggimento bersaglieri,_verso il principio di aprile contrae una blenorragia che negligenta. In seguito ad abuso di movimento, sul fin.i re dèl mese prova una mol'esta sensazione al testicolo destro; che due giorni dopo aumenta di volume. Il 3 ·maggio è inviato all'o~pedale e nell'esame qui instituito nel mattino ·sU:cc.essivo si risèontra: normali gli involucri scr.otali; !'-epididimo destro triplicato di volume, dolente alla pressione; diminuito lo ~colo. L'infeprro si lagna di un dolore fuggevolè al testicolo affetto; h~ lingua biancastra, inapp'etenz~ , costipazione iU:testinale; .è apiretico. - Soluzione di azotato di argent o. - Graduale e progressica -riduzione della malattia ·siccliè otto giorni dopo l'am:rna!ato potrebbe venir licenziato., se .Ìlo11 perdurltsse lo scolo ed un indurìmento circoscritto alla ·coda dell'epididimo, çhe le lozioni di nitrato d'argénto ripetute con costai1Za per quindici giorni punto · nqn J;D.,Odificano. - 11 27 di maggio, frizioni colla pomata. jodurata. ~ . Sorte guarito il giorno 11 g·iùgno . .Ja Osservazion~. _.:.. S ..... Rai1lero, guardi<!- di H. S., entra in g.uesto nosoco,mio 11 gior'no 11 maggio per epì.didimite blenorragica sinistra . .Racconta .che la malattia data da sei giorni e che venne curç~to a domicilio con un sangnisugio loeale e ripetuti ·purganti. Attualmente pNsenta: un ingot·g0 considerevole dell'epididimo sinistro, un tal poco dolente alla pressi.o.ne: lieV,e effusione sierosa endo-vagin.ale; stillicidio mucoso dalla me'tra. Sotto l'azione delle Ìozioni 1di nitrato d'argento, la tumefazione dell'epididimo nei primi due g.iorrti rimane stazionaria : poscia il ria,ssorbimento clegli essudati si va celermente compiendo, sicchè cessato lo scolo; viene dimesso il . 25 dello stesso meee, tnttochè presenti~un bernoccolo indolente alla. co'dà dello epididimo, la cui risoluzione completa viene ~bbandona;ta: all'opera dei p.ote1~i fis~o~ogici . 4a Osser.vaziòne. - M..... Ermenegildq, . sold~to nel 77° fanteria, è da più ~esi tormentato da una blenorr-ea uretrale? èhe le cure magistrali ed beveroni empir:ici n'on 'riescono
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783 a vincere: per soprassello, da quattr6 giorni è saltata in scena una dolorosa tumefazione al testicolo sinistro che lo costringe. ricorrere nell'ospedale (10 maggio). Il paziente s~"' rannicchiato fra le coltri e di mala voglia si presta .alle ne·cessarie indagini, per tema d~ risvegliare coi moti della persona un vivissimo dolore che dal testicolo affetto si irradia al p.e rineo ed alla coscia corrispondente. Il testicolo sinistro ha il volume di ru1 u ovo di gallina ed è dolente al punto da non permettere qualsivoglia esplorazione. Lo scolo uretrale soppresso: fisi ologiche le condizioni generali dell'organismo. La terapia si limità alla applicazione della soluzione di azotato d'argento. Nei primi due giorni le condizioni locali peggiorano e nessun sollievo ne ritrae la nevralgia testi0olare : al terzo giorno scema il dolore spontaneo e la risolu. zione' della malattia si inizia e progredisce in modo cosi sod7 disfacente che l'ammalato viene dimesso il 29 dello s.tesso mese completamente guarito anche dello scolo che negli ultimi, giorni era ricomparso. 5a Osservazione. - G..... Carlo, soldato nel 31° reggimento fanteria, entrava all'ospedale il 15 maggio per orchite blenorragica sinistra che data da due giorni. Il tumore seratale ha la grossezza 'di un' arancia, è assai dolente alla -pressione ed è costituito in parte dalla intumescenza dell'epididimo, ed in parte da una effusione liquida nel cavo· della vaginale, : normale l'involucro cutaneo dello scroto: manca qualsiasi sensazione dolorosa spontanea: diminuito l() scolo. L ozioni colla soluzione di ~zotato d'argento. Nei primi tre giorni le condizioni locali restano immutate: al quarto giornç> si inizia una rapida evoluzione regressiva della malattia, sicchè il l 0 giugno l'ammalato viene dimesso completamente guarito anche dallo sèolo, che le iniezioni astringenti hanno nel frattempo debellato. · 6a Osse1·vazione. - B. .... Alessandro, furiere nel 57° fanteria, onde sbarazzarsi di 1ma goccetta i nveterata, si affida fiducioso ad una infaUibile iniezione annunziata sulla quarta pagina dei giornali. Ma mentre sogn~ imminente la guar~-
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gio.ne, gli si gon?a il testicolo sinistro e gl'i' si fa· doloroso . al punt0 da costril1gerlo tre gio.rni dopo a ricoverare in quest'ospedale (23 maggio). Alla ;visita mattutina ·del'giorno succes.sivo si rileva: dentro ~o scroto a sinistra un tumore della grossezza di una melarancia, f<n·mata . in patte da turgescenza' dell'epididimo ed ·in pàrte da una coll'eziorìe liquida endò..:vagin~le: il funìcoJo spermatico ingptgato : quasi scomparso. il eolio uretrale. Il paziente lamenta un dolor:e alla p,al'~e affetta che sopportabile nella calma, si rende orribilmente .s.t raziànte (fei moti della persona, e :p.ei mai).eggi esplorativi: v'ha mòvirnento febbrile . .La .soluzionet di. azotato di argento applicata diligentemente .per ·quattro gior11i suc,cessivi ·non riésce p~nto a moderare iÌ corso della flogosi : il tumore infiammatorio ra:ggiunge vistose ·proporzioni e con ' esso il dolot.e e; la ,febbr~. Il paziente· ·in preda a grande agitazione soll~eita da me un so~corso. che valga a minorare .'s ue · sojferenze, ed io a·ecedo alle· sue brame ,perchè •sarebbe stato crudeltà r insister più . eltr.e in un mezzo che evidentemente f~Biva nello scopo. Un generoso saùguistigio Io·cale appo-rta una pronta calma: i fomenti ripercussivi con l'acqua del Goular.d. e più tardi le frizioni Mlla . pomata jodurata. òompletano la,. risoluzione della m~lattia. Espe dall'ospedale il 20 giugno completaJl?.ente guarito. 7r,t ·Qsserv.azio'Kte. - C... ,. Pa'olo, sold.ato nel 2° bersaglieri, è molestato da Ùna blenorr-ea uretl;'ale, s-ino dall'autunno ·1870. Il ~ giugno, dietro un eccessivo esercizio muscolare,, avverte un peso al pirene9: .~ue giorni·. ~opo gli si gonfià il testicolo sinistro. Entra all'ospedale n. 6 gi'tlgno e qui si riscontra:..turgore resipelaéeo della cute· dello scroto c9n edema.zia del tessuto connettivo ,sotto%,tante": tumefazione . inflammatMia dell'epididim0 sirtistro e del· ·dutto deferente che ha la grossezza d;una pennar d'oea: lieve eolio ureh:ale; vivo dolore spontçl.neo che ·dal testiç.olo si irraggia. all'in-guine : · a.picress,ia. Solita terapia. ,Eino al giorno 10° in- · cremento dei fen,pmeni locali c.on segni di d,i~u~ione alla vaginale (idrocele . acu.tq) ;,. poi, riassorbimerito · abJn~st~nza
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. solLecito degli essudati, sicchè il l 0 luglio viene messo in uscita, residuando un lieve induramento affatto indolente dell'epididimo. Lo scolo, curato colle iniezioni astringenti, non era piQ. comparso da quattro g·iorni. Osse1·vazz'one. - V ..... Nicola, soldato nel 65° fanteria, nel marzo contrae una blenorragia che occulta e cura infruttuosamente con tisane emollienti e boli balsamici. Dietro smodato esercizio corporeo, il 7 giugno insorge doloroso gonfiore del testicolo destro che l'obbliga ricoverare nella infermeria reggimentale; qui vi per sette giorni continui si .impiegano i fomenti ripercussivi coll'acqua vegeto-minerale, ma perdurando la malattia viene inviato all'ospedale (14 giugno). Alla visita mattutina del giorno 15, presenta leggiero scolo uretrale : pelle della coglia arr·o ssata, edematosa: tumore scrotale a destra, della grossezza di un uovo di gallina, costituito quasi esclusivamente da una raccolta .di liquiao entm la vaginale: l'epididimo ed il dutto deferente un tal poco ingrossati. L'ammalato non si lagna di alcun dolore all'infuori di quello .che suscita anche una lieve comP.}lessione: bavv( imbarazzo gastric,o e leggero · movimènto febbrile. L'applicazione della soluzione di azotato di argento è susseguita da una rapida det~1mefazione della cute scrotale che la sera stessa appare grinzosa e sçolorata : nello stesso tempo il riassorbimento dell'effusione sierosa endo-vaginale si effettua così celermente. che il 26 l'ammalato potrebbe venire licenziato, se · ancor non persistesse un po' di scolo. Esce il giorno 29 completamente guarito. ga Osservazione. - G..... Carmine, soldato nel 2° bersaglieri, è all'ospedale dal 6 giugno per . ur:etrite blenorragica. La sera del 14 prova una sensazione dolorosa al testicolo sinistro: nel mattino successivo si constata un esordiente epididimite a sinistra con partecipazione del dutto ·deferente che si appalesa ·duro al tatto e grosso quanto una penna da scrivere. La soluzione d'azotato d'argento non modifica ·il corso della flo-gosi che avvampa assai intensa, che anzi
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al terzo giorno (17 giugno) anché il testicolo destro presenta dei segni non dubbi di un trapiantamento del processo infiammatorio. V.entiquattro ore più tat·di lo stato locale ha dimolto peggiorato; il tumore scrot.ale grosso quanto la t esta di un neonato, è sede di u.na straziante nevralgia che si diffonde ai lombi ; la cute dello scroto è turgida, rossa, scottante e siffattamenta dolente da non poter tollerare il lieve peso delle lenzuola. L'infermo è in preda a grande agitazione ; ha febbre ardente, cefalea, vomito di materie biliose. Di fronte a questo quadro fenomenico, sento che la mia responsabjJità ·professionale non m,i autorizza a perseverare in una terapia che ancora non ebbe la sanzione universale e che in questo caso si mostra insufficiente; le conseguenze di un' orchite doppia (l'impotenza) possono essere troppo fatali perchè a scongiurarle non si esauriscano prima quei mezzi che possiedono un'efficacia meglio definita di quello lo sia la soluzione di azotato d'argènto. Gli antiflogistici diretti (sanguisugio) ed indiretti (pozioni tempera1~ti) avvalorati più tardi dai fomenti coll'acqua del Goulard risolvono completamente la malattia, ed il 6 giugno il G..... sorte perfettamente guarito. tOa Osservazione. - F..... Pasquale, .carabiniere nella legione Mirano, ha da più mesi una blenorrea uretrale, cui poco bada e continua a disimpegnare il suo servizio. Il 17 giugno aVverte gonfiore al testicolo sinistro, ma il dolore che l'accompagna è così mite, che solo il26 entra all'ospedale. Qui si riscontra: normale la cute dello scroto, mediocremente tumefatti e dolenti alla pressione l'epididimo sinistro ed il cordone spermatico corrispondente; lieve eolio mucoso dell'Ul·etra. Applicazione della solm>:ione di az0tato d'argento. Nei primi tre giorni, stazionarietà; quindi graduale risoluzione della malattia che può dirsi completa il 14 luglio. Sorte il 18 guarito anche dello scolo. tta Osservazione. - V ..... Giacomo, soldato nel 77° fanteria, ·contrae nel marzo una blenorragia che tiene nascosta e non cura. Verso la metà del successivo mese di giugno, gli si
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gonfia e fa dolente il testicolo de,stro, per il che ricorre nella infermeria reggimentale dove si applicano alla località dei cataplasmi di linseme, che arrecano un certo sollievo. Manife~tatasi però alcuni ,gìorni dopo una tumefazione dolorosa anche al testicolo sinistro, si invia all'ospedale (26 giugno), dove si fanno i seguenti rilievi : normale la cute dello scrotc:F; legg~ì'o versamento sieroso in ambo le vaginali: moderato tntgore dell'epididimo più pronunciato a destra che a sinistra e non molto dolente alla pressione: diminuzione dello scolo; apiressia. Solita terapia. Nei primi due giorni, stazionarietà nei fenomeni locali a destra, aumento dei medesimi a sinistra, poscia celere risoluzione deHa malattia e guarigione completa il 6 luglio. Il pazie11te viene trattenuto a,ll' ospedale fino all4 per ultimare la cura dello scolo. · 12" Osse1·vazione. - C..... Stefano, soldato nel 10° fanteria è inviato all'ospedale il 29 giugno per orchite blenorragica sinistra. Narra che da un anno ha blenorrea uretrale; da sei giorni, ingrossamento del testicolo sinistro. Si riconosce lo ElPididimo sinistro tumefatto ed alquanto dolente alla pressione ; soppresso lo scolo ; noPmali le condizirmi generali dello organismo. Le lozioni colla solita soluzione, nei primi giol'Di .non ind~cono che una lieve d~minuzione dell'ingorgo dell:epididimo. Il 5 luglio (probabilmente per avere l'infermo abbandonato il letto e passeggiato) decisa recrudescenza nei fenomeni locali; il tumore infì,ammatorio de1l'epididin:;to raddoppiato di volume e sede di ~n dolore lancinante che si diffonde a:ll'ipocondrio destro; la cute dello scroto resipelatosa; v'ha febbre. Nei .giorni successivi si inizia la risoluzione della malattia. Sorte il 18 luglio perfettamente risanato, senza che sia ricomparso lo scolo. 13<' Osservazione. - M..... Enrico, sergente nel 18° fanteria andò soggetto a ripetuti attacchi·blenorragici ohe guarirono prontamente e bene, meno l'ultimo che perdura da un anno sotto forma di goccetta. Il 3 luglio gli si ingorga e fa dolente il testicolo destt'O, e due giovni dopo, incalzando la
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malattia, v:.iene iriviato a;ll' osp.edale. Nell'a visita mat~ut.ina del giorno 6 si raccolgono i seguenti dati <?linici: cute dello ' sèroto,, a;rrassata, ·edematosa; testicolo destr.ò apparentemente qnadru.plicato di v'0lume, e f.ale aumento di massa è devoluto in parte a versamento neHa.vaginale ed in par~e a tnmefazione dell'epididimo che si ·appalesa dur-o al tatto ed assai dolente alla pressione; soppresso lo scolo uretrale. Il paziente si lagna di un vivo dolote che dal test.icolo si diffonde all'i:flguine ed al pireneo; ha. inappetenza, costipçdone 1n:t'estinale, lingua impaniata e m.oderato movimento febbrile (Lozioni colla sohÌzione· di nitrato d'.arge~o; acqua di Sedlitz; tisane rin:fresoative). Nel pnih?-o giorno scema il dolore spontaneo, ·per ricomparire però . più i11tenso e cruciante nel giorno sus·seg·uente; il tumore· infiammatorio va •progressivamente aumentando e con esso la febbre e massime la nervalgia che nella n.otte del 10 si :Pende cosi ·stl'aziante 'da costringere l'infertno .a dliamare il medicO' di guardia 'cliè prescrive dei fomenti ghiacciati: La mattina successiva cerco· di applicare m.1ovatn:ente la soluzione di nitrato d'argento, ma l'arqmalato vi si. rifiuta catègoricamente: ·io. non insistO. d'avvantaggio ,. anche . sulla ...considerazione ché la interr:u~iòne verifiéatasi avrebbe impedito di ,ricavare più tardi d~gli attendibili .appre4zaìnentì. lJn :generoso sanguisugio 1òéale, .susseguito dai fomenti coU'acqua.del Gqulard, çlissipa;n,o prontamente la malattia, che il 16 luglio può dirsi guarita. L'ammalato p'erò rimase a~f.'b.spedale fino al 15 agosto e ·per curarsi cla1lo séolo, e per farsi operare di up; funosi congenito. ' 1:44 Osser.vazz"one. - G,. ... Carlo, soldato nel J;'egg:imento Lane-ieri ·Foggià,. ent:ra' aH~ospedale ili3 luglio per epididimite blennoragica che ~ata. da due' giorni. Si riconosce norn1ale la cute dello soroto, f'epididimo destro alquanto 'tumefatto, assai sensibile alla pressione, e sede -di un dolore spontaii.eo :ricorrente. che· si irradia lungo il cordone sperma~ico: sop.:.. presso lo scolo uretra1e: :fisiologiche le condizioni genera~i dell'org'an~smo\ Solita te:rapia. Nei ]rimi due gi~rni progres-
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sivo incremento del tumore infiammatorio con persistenza del dolore e diffusione della flogosi alla vaginale (idrocele acuto) : poscia, graduale risoluzione della malattia sicchè, senza reliqnati di sorta, l'infermo vien dimesso il 22 luglio completamente risanato anche dello scolo, che in questo in- · tervallo dì tempo non era più comparso. RIASSUNTO E CONCLUSIONE.
Dovrei ora · riassumere sommariamente il risultato delle esposte osservazioni e concretare in forma di conclusione le mie impressioni, ma prima di far questo sento il dover e di pr.emettere una dichiar~zione . . Come ho già accennato, se il resultato ottenuto dai citati sperimentatori fu invariabilmente brillante, ben diversa però fu la proporzione della soluzione di azotato di argent.0 dai medesimi impiegata. Ciò posto, come potrei mettere in un medesimo fascio i miei coi resul tati ottenuti da Fourneaux Jourdan e da Primo Ferrari, che usarono concentrate soluzioni di sal luQare? E per lo stesso motivo come pòtrei raffrontaTe i miei coi successi ottenuti dal Girarù e dai medici dell'ospitale militare di Gand, che· si servir ono i.nvece di una soluzione assai diluita eli azotato d'argento? Che si direbbe di un oculista che nella 'c ura di u n~ hler10rrea o di uqa piorrea del sacco congiuntiy<).le, sommasse insieme indistintamente i risul tati ottcl\uti con una debole, .una media ovvero una _c oncentrata soluzione di nit1·ato d'argento? Ciò nbn sarebbe nè logico, nè razionale. Ora è appunto per qu<~sto che le osservazioni da me raccolte non possono andare insieme ch e con quelle del Pellizzari, del Cristofoli, d~ll' Occhini e del nostro Nicoletti, avendo io appunto adoperato la soluzione dai medesimi impiegata. · Sgraziata.mente però, per quanto abbia feugato nelle biblioteche locali, non mi venne dato di poter leggere la particolaregg·iata relazione che suppongo sarà stata pubblicata dagli anzidètti medici fiorentini, e s~c come sarebbe irriverenz1a o peggio pronun~iare t~n apprez1
790 za,.;ione qualsiasi su giudizii che non conosco nella loro integrità, cosi devo di necessità !imitarmi a contrapporre le naie alle conclusioni emesse dal dottor Nicoletti. . Ed e.cco le illazion i, quali scaturisco.no dalle storie cliniche, or ora esposte : l <t La soluzione di azotato d'argento, anche applicata nel primo esordire della orchite blenorragica ( Osserv. l a e ga), non ne giugula il corso e talvolta non modifica vantaggiosamente l'andamento ulteriore della malattia ( Osserv. ga). Sotto l'uso metodico delle lozioni di azotato d'argento, se la :flogosi .blennol'agica del testicolo o dei tessuti perì-testicolari è moderata, compie il suo ciclo ( Osserv. l a, za, 3a, 4'\ 5a, 7a, sa, 10a, 11a, 12'1, 148 ) e spesso si risolve completainente, se è intensa, procede sbrìgliata e gli antifiogisHcz· diretti valgono meglio a contenerla (Osserv. 6a, ga, 13a). 3a Il dolore che tanto spesso accompagna l'orchìte blenorragica, non è spz·cqatamente influenzato dalla soluzione di azotato d'apgento e le oscillazioni che si osservano nella intensità e durata del medesimo coincidono piuttosto ora çolla curva che descrive il processo infiam·matorio locale e ora colle condizioni di maggiore o minor quiete della parte ammalata. 4'L L'u~o anche protratto delle lozioni dì nitrato d'argento, non peeviene nè dissipa sempl'e il globo gonorroico, che non infrequentemente rimane per un certo lasso dì tempo a testimonianza della pregressa orchi te (Osserv. 3a, 7u.): al postutto, il potere risolven te delle medesime, non è superiore a quello della nota pomata jodurata (Osse,•v. l a, za). 5't L'azione topica della soluzione d?azotato d'argento, se anco 'usata nel periodo di acuzie della malattia, è· sempre innocente e deçìsamente vantaggiosa poi nel tùPgore resìpelatoso dello scroto (Osser·v. 8"), offre però l' inconveniente, se]:>bene transitorio, d' impartire una disaggradevole tinta séuro-lavagna alla coglia e di macchiare indelebilmente la linget'ìa colla quale viene a contatto. · 6a La blenorragia uretrale concomitante, non ritrae nè utile nè svantaggio dalle lozioni di azotato d'argento.
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7a La durata media della cura fu di giorni 20 : il minimo di giorni 11 ed il massimo di giorni 40. Evidentemente i miei risultati, se ip certi punti corrono paralleli a quelli ottenuti dal dottor Nicoletti, in altri divergono notevolmente. Esporrò ora il mio qualsiasi giudizio sull' efficaciç~. di tale medieazione, pronto a ricredermi un di, se mi si convincesse del contrario coll'eloquenza dei fatti. Intanto, a me pare fuori contestazione, che la soluzione di azotato· d'argento o per l'azione sua astringente o per altra occulta virtù modificatrice, !Spiega una certa benefica inflLtenza sul corso dell'orchite blenorràgica (l). Ma da qqesta affermazione, agli sperticati elogi che di questa terapia fecero -i suoi fautori, corre un gran tratto, ed io non solo sono persuaso che venne sovercbiamente encomiata l'azione sua antiflogistica- solvente e massime la sedativa, ma è mia opinione che .si cadde in una esagerazione nel proclamarla quasi superioré ad uno dei metodi più recenti di cura, perchè scen·a dl alcuni iqconvenienti al ;medesimo iner~nti . Per capacitarsi di questo basta gettare un colpo d'occhio sul quadro riassuntiv.o da me ~sposto. Si ottennero è vero delle guarigioni, e abbastanza complete, ma a nessuno sfuggirà come queste fn genere si sieno verificate in casi miti, ovvero in individui già precedentemente .. assoggettati a cura antiflogistica diretta o indiretta : chè nei casi gravi la soluzione di azotato d'argento riuscì insufficiente. Ora, non è egli prudente il domandarsi se i vantaggi otte1mti si devono esclusivamente ascrivere al rimedio, ovvero attribuire ìn parte alla: n~tura coadiuvata da due potenti ausiliari, il decubito forzato a letto, e la sospensione della coglia mercè il lilendaggio di (l) L'impiego del nitrato d'argento contro l'infiammatione, massime delle parti est~t·oe ed i suoi pt•odotti, non è nuovo. HmsiNGHTON C'ledi Àme~·. med. and surg. Jou1·nal) l'usava nell'erisipela, qunle mezzo abortivo: il t;J.OStro GA.MOERCNI l"encomiava quale nsoivente .nei bubboni, e lo stesso FoR!>"'EA.UX Jot.iRDA.N, fu dietro i vantaggi ottenuti nel gonldr·arto, .cho si determinò esperimentarlo nell'orchite bleno·rragica.
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Mayor? Non si ripete tuttodì che la flogosi e un peocesso a cors0 cielko, tendente natu'ralmente alla guarigione e che l'arte non deve intervenire se non quando minaccia di tras)nodare? Non conosciamo noi una serie di spassionate osservazioni, dalle quali emerge in modo irreft·agabile che l'orchite blenorragica abbandonata a sè .gua1'isce quasi sempee e bene e che i sus~idii terapeutici per lò più non valgono che ad accelerare di qualche giorno la risoluzione della malattia? Ora la soluzione di azotato d'argento raggiunge questo scopo più presto degli altri mez11( di cura? No: pel'C{hè mentre cogli antiflogistici ed i. solventi la durata media della cura oscilla fra i 16 ed i 18 giorni (V elpeau) e fra i 7 (Ricordi) e gl~ 11 giorni (De-Carolis) colla medicazione collodica del Bormafond, invece colla soluzione di azotato d'argento il dottor Nicoletti ebbe una media di giorni 18 ed io di· giorni 20. Ma v' ha un sintorna, si dice, contro il quale la soluzione d'azotato d'argento è di un' ef.ficacia meravigliosa : è questo il dolore che tanto spesso accompagna l'orchite blenorragica. Lungi da me l'idea di mettere in dubbio quanto altri asserisce di aver osservato; devo ,Però confessate che io non mi sono accorto di questa straordinaria potenzi). sedativa della soluzione di azotato d'argento, nèfra i miei ammalati fuvvi alcuno che dopo la prima pennellazione cercasse di alzarsi credendosi guarito. Si soggiunge che la cura classica e la medi.cazione collodica presentano dei difetti e degli inconvenienti, ed io lo concedo perchè è mio intimo convincimento che un processo tan~o complesso qua,le è quello ,che viene designato sotto il nome di oroMte blenorragica, in taluna delle sue modalità s~uggir.à sempre all'autocrazia di una terapia esclusiva, rna, se si vu0le sottilizzare, la soluzione cl' azotato di argento è poi affatto scevra di inconvenienti, se non diretti, almeno indiretti ? Il medico coscienzioso che esercita presso il povero ovvero negli stabilimenti pubblici, potrà mettere in non cale il maggior· costo della cura e per l' i'nevitabile sciupio di lingeria e per l'elevato prezzo del sale d'argento? Egli è quindi per tutte queste considerazioni che lasciando
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all'avvenire il decidere se la soluzione di azotato d'argento al 3 per Ofo possa soddisfare a qualche speciale indicazione nel corso- dell'orchite blenorragica, nell'attualità però le mie osservazioni mi portano a concludere: l ° Che tale terapia non presenta una decisa superiorità sui metodi ordinarii di cura, ed anzi nei pubblici stabilimenti· è da posporsi a questi per ragioni economiche. 2° Che è poi assolutamente inferiore alla medicazione collodica del• Bonnafond, quando questa però venga attuata colle norme suggerite clai si(ìlogra(ì milànesi Lossetti (l) e Ricordi (2). · (l) Vedi Annali tmive,·sali di Medicinq - anno 1857, fase. febbraio. (2) Del collodion consida1·ato conte il miglior mezzo te,·apeutico nella cu1·a della o1·chite bleltO'r?·agica - Milano, 1863.
Giornale di Medie. milit. 1.872.
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IUVIST!l. DI GIOilN.t\.1...1
Sulla neurite ottica per malattia intracraniense. Lettura fatta clal dott. HuGHLINGS-JAOKSON all'ospedale di L(!nd1·a.,
Valore dell'ottalmoscopio nella diagnosi. - Il medico è debitore a Helmotz non meno del chirurgo oculista. Non è oggi possibile di investigare casi di malattia cerebrale senza lo impiego dell'ottalmoscopio. In una prima lettura (pubblicata nel London llospital Repo1·t) su alcuni casi di emorragia cerebrale illustrai il valore dell' ottalrnoscopio nello aiutarci a riconoscere la estensione delle alterazioni di tessuto nella malattia di Bright. Un caso ivi riferito è importante per dimostrare come possa sorgere errore non facendo usò dell'ott.almoscopio. Un malato era emiplegico dal lato sinistro, e poco appresso divenne cieco. Osservammo post mot·tem residui di grumi sanguigni nel talamo ottico destro. Ora avremmo potuto supporre che la malattia del talamo ottico fosse stata cagione dell'amaurosi, ma l' ottalmoscopio ci aveva dimostrato quelle alterazioni intraoculari che ordinariamente occorrono nel morbo di Bright. La perdita della vista aveva nulla che fare con la lesione del talamo. In altri casi noi « vediamo la sifìlide » per così dire nel fondo oculare. Ricordo tre fanciulli, ciascuno dei quali aveva caroidite per sifilide congenita; uno era emiplegico, un altro paraplegico e idiota. Era ragionevole inferirne che nel fanciullo emiplegico e nel paraplegico esistessero alterazioni nella pia madre analoghe a qu~lle che osservavamo nel fondo dell'occhio. In alcuni casi di menigite tubercolare, una tubercolare affezione della coroide fu -vista durante la vita. E poichè la diagnosi di niuna malattia cerebrale acuta è tanto difficile, nègli adulti almeno, quanto quella della meningite tubercolare, così questo è un punto molto importante nei casi dubbiosi ; e i casi dubbiosi sono
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molti. Un malato che avesse una affezione valvolare· del cuore può divenire prontamente amaurotìco da un occhio, e noi possiamo vedere con l'ottalmoscopio se al processo embolico o ad altro elemento sia dovuto questo accidente. Questi non sono che semplici cenni sul valore dell'ottalmoscopìo come mezzo di investigazione. Io vi rimando agli scritti "del dottor Clifferd Albertt e specialmente al suo libro di prossima pubblicazione sulla oftalmoscopia medica onde apprezziate la importanza dell' ottalmoscopio nella diagnosi dei casi di medicina. Segni ottalmoscopici ano1·mali raTamente mancano nella amau,·osi pe1· malattia ce1·eb1·ale. - Quasi sempre riscontransi apparenze ottalmoscopiche anormali quando l'amaurosi accompagna le affezioni cerebrali, tranne i casi eli perdita temporanea della vista. Rammento ciò, perché da alcuni si intende come accordato che, mancando la vista per malattia intracranica, non debbano esservi fenomeni ottalmoscopici anormali. L"alterazione, dicono, è nella testa non negli occhi. Ma non importa in qual modo l'amaurosi sia cagionata, H fatto si è che, salvo rare eccezioni, il fondo oculare è alterato. Nella pratica medica noi osserviamo ordinariamente la neurite ottica doppia o il suo esito, l'atrofia. In pochi, pochissimi casi di amaurosi non vi sono morbose manifestazioni ottalmoscopiche. In pochi casi di emiopia, ùon no trovai alcuna. In uno di questi casi venne in seguiro la cecità totale, e allora la papilla offrì segni di semplice atrofia. La neur·ite ottica è la più comune condt"zione ottalmoscopica nei cast· di malattia cer·ebrale. La neun"te ottica è tanto impo?·tante nella diagnosi delle malaiiie cer·ebrali quanto la emiplegia. - Desidero parlare in questa lettura delle più comuni ottalmoscopiche anormali manifestazioni che occorrono nella pratica medica- della neurite ottica e sua ordinaria sequela. l'atrofia ottica:Spesso osserviamo una condizione patologica della estremità di un importante nervo craniense là ove ei si trasforma in una elaborata terminazione nervosa, così chiaramente come osserviamo una condizione patologica della pelle. - Notate bene che io dissi condizione patologica, poichè la neurite ottica non è un sintomo o, ad ogni modo, non è un sintomo nello stesso senso della emiplegia o delle convulsioni. In un caso di neurite ottica con convulsioni, il confronto dovrebbe farai fra l'amaurosi e la convul-
196 sione e fra la neurite ottica e la alterazione patologica della sostanza grigia dalla quale dipend-e la, cenvulsione. Vedremo cM la condizione· patologica, la neur.ite ottiça, va talora disgiunta dal sintomo dell'amaurosi. · Mio principale intendimento è di ·pi!:nostrarv~ di quanto yalore diagnostico 'è la neurite ott~ca. Io c;redo di non esagerare dicendo che ha tanto p·eso nella diagnosi quanto l'e:miplegia. Ma 'il suo valore è. di uria specie affatto diversa. La .emiplègia indica la. posizione della :malattià intracranica: la neurite ottica doppia non dà· conto della posizione dell'alterazione intràcranica, ma è se'gno malto. importante relativamente alla . sua natt1ra. Per·iodi della nèu1·ite ottz'ca.- Non vi sono pèriodi distinti da differenze b.ene · spiccate: sonovi ·cambiamenti graduali dall' inizio del processo fino alla sua ascesa al più alto grado di acute.zza e successiva discesa allo stato permanente di atrofia-. Non ostante benché i cambiamenti sieno graduali, le manifestazioni sono singolarmente differenti alle diverse epoche, olt.remodo dissimili poi ai due estremi, l'acme dell'ldterazione acuta ·e l'atrofia permanente. Distingueremo quattro stadi, · divisione .invero arbitr;aria, •ma utile. per lo studio. Il seguente è il racconto di ciò che osservasi nei diversi stadii di . un caso grave. E a bella posta dissi ,« grave » poicb.è i casi varian0 tanto pel grado e loro procedimento che ,jo' non ho la pretenzione di t;lescrivere tutti i casi tipici. Particolarmente giov,a osservare che non sempre percorrono qÙesti stadii. Può esservi retrocessione dal primo e se-, condo stadio e non progresso fino alla atrofia. Invasione.- L.~ papilla è più.rossa, leggermente tumida, e quindi prominente. Il suo ,margine è indistinto e ·le arterie sono leggermente oscurate pel turgore. Le vene sono dilatate, di color fosco e tortuose. Sonovi qui due cause di difficoltà : l 0 Può scambiarsi una particolarità fisiologica per una patologica condizìone. Per questo io ho dato come stadio di invasione la desc~izione delle manifestazioni ·della neurite decisamente. iniziata, intorno a cui, a mio credere, difficilmente potrebbe essere preso errore. Voi potete dire che la esistenza d.i una alterazione visiva gioverà a determinare se ciò che sj vede è una peculiarità individuale o una modificazione inorbosa:,ma n ,disordine funzionale può essere. çlovuto a un difetta. di ·acc.omadazione. l
797 Inoltre può non esservi alcun disturbo visivo, laddove esistono gravi alterazioni ottalmoscopiche. 2° Può darsi il caso .del prematuro apparire dello stadio di infiltrazione. Io credo che nel semplice edema, il turgore si sviluppa più rapidamente e pi4 gradatamente va appianandosi verso il fondo, e che la superficie è più uniforme o più lucida. Confesso che questo tentativo di mostrare la differenza nei due stati è di poca importanza e che spesso non può dirsi per le apparenze ottalmoscopiche se vi è neurite ottica o edema. Queste sono due condizioni clinicamente differenti, io non ne dubito, e talora è solo dalla prova clinica che può inferirsi se ciò che vediamo è neurite o edema della papilla. Più tardi ritornerò su questo argomento• Le alterazioni di questo stadio possono gradatamente dileguarsi. Manca in esso frequentemente, se non ordinariamente, ogni disturbo di vista. Secondo stadio. - In questa condizione la papillà è afi'atto perduta in una figura che ha un diametro due o tre volte maggiore dèl diametro della papilla ·normale. Le arter•ie non ponna distinguersi 'e solo confusamente qua e là nella fig ura stessa, che pel gran t urgore è molt.o sollevata al di sopra del fon(lo. Le vene sono molto grosse e tortuose e sono più o meno velate nel mezzo di quella e sembrano rigonfìarsi al suo _confine. Sonavi macchie di sangue eff~tso fuori e dentro la detta figura specialmente in vicinanza del suo margine. Sono'vi altresì spesso presso l'orlo piccole chiazze bianche di forma vat'ia talora limitate da sangue, e non di rado si scorgono scgnatamente presso la macula lutea delle macchie bianche brillanti affatto simili a quelle che spesso si 'osservano nella malattia di Bright. È dì gran momento il sàpere che le apparenie di questo stadio possono scomparire, riassumendo la papilla l'aspetto quasi normale. Ma però non è in alcun modo facile il dichiarare che una papilla 'è a'ffatto sana, imperocchè le differenze fisiologiche sono molto grandi : per cui è meglio dire che dopo questo sta<lio le apparenze anormali che rimangono possono essere così leggiere che uno scrupoloso esame col metodo diretto è necessario per poterle scuoprire. Terzo stadio.·- L 'atrofia comincia. Il sangue è scomparso, vedesi nuovamente qualche cosa che somiglia la papilla, ma vi· è molto turgore, e i confì.ni·di qùesta specie di papilla vanno sfu-
798 mandosi nel fondo. Si seguono di nuovo lo traccia delle arterie, ma sono ancora in parte velate, e le vene sono tortuose. Questo tet"LO stadio può scambiarsi col primo. Io credo essere questo lo stadio che è ordinariamente visto pe;1l prirno da coloro che non guarda no negli occhi finchè non manca la vista. È talvolta chiamato edema della papilla. Quarto stadio. - È lo stadio di atro:fia permanonlo. La papilla è bianca, la sua periferia è distinta ma non cos\ nettamente definita come nello stato di salute e i vasi sono visibili, essendo cessata la tumefazione. Ma vi sono dne specie di a·trofia ottica. Allorché si osserva una papilla akofica senza aver contezza delle condizioni precedenti, devesi deter minare se l'atrofia è realmente consecutiva alla infiammazione, o se vi fu lenta atrofia primitiva senza infiammazione. Si osserVi però che l'atrofia può esser e non solo il r esultato della neurite semplice che ho descritto, ma si ancora della neuroretinite sifilitica e albuminurica. Liebreich dice: «Se l'atrofia è completa è naturalmente impossibile il decidere da quale delle varie forme di nenrite ò stata prodotta. La sola questione allora è di stabilire se l'atrofia è consecutiva a una neurite, vale a dire distinguere questa dallo altre forme di atrofia. A tale uopo la osservazione oftalmoscopica ci soccorre quasi sempre con segni bastevolmente bene accentuati. V a_trpfia cho comincia con nn processo non infiammatorio ho. un sig niii."cato clinico affatto diverso da quella che tien dietro alla neurite. A quella può darsi il nome di speciale, imperocchè è la forma d'atl'Ofia che spesso accompagna una speciale affer.ione, l'atassia locomotrice. Può appellarsi più semplicemente atrofia progressiva, poichè fino di principio il processo comincia con l'att'ofia e lentamente progredisce. Nell'atrofia dopo ·Ja neurite ottica la periferia della pupilla non è distinta, ht bianchezza. è piil opaca, la lamina Ct'ibrata non è bene visibile a cagione dei residui della efl'usione; lo arterie sono sottili e le vene rimangono irregolari, e talora vediamo delle piccole macchie bianchiccio in vicinanza della papilla che si estendono sul di loi confine. In ordine alla atrofia semplice o speciale, io riferisco ciO che Liebreich dice « in occasione di una papilln atrofica leggermente
799 escavata presa da un uomo eli 40 anni affetto da atassia locomotrice e completamente cieco. Il colore grigio azzurro e la gran confusione della lamina cribrata c della terminazione nervosa, unitamente alla replczione dei vasi speciali delle vcn~ clte, sebbene pil1 sottili che nell'occhio normale, sono notevolmente più grosse che in altri casi di atrofia, tutte queste parvenze, bencbè non caratteristiche della neurosi speciale, mi sembrano occorrere più frequentemente in tali casi. » Mancan~a di ogrn: dzfetto di vista in alcuni casi di ?Mut·ite. In tutti i casi di malattia cerebrale dovrebbe essere adoperato l'ottalmoscopio, sia cho lo infermo abbia o no disturbi di vista. Imperocchè è indubitato che possono esservi estese alterazioni per neurite, anche quelle, per esempio, del secondo stadio, laddove l'infermo non ha il minimo disordine della funzione visiva e può ' perfino leggere i più piccoli caratteri di prova. Il primo stadio della neurite ottica, ed anche io credo il secondo, passano non iofrequentcmente inosservati da coloro che non usano abitualmente l'ottalmoscopio nelle malattie cerebrali, imperocchò la neurite può retrocedere dal secondo stadio, nel quale, come sopra osservai, può non esservi difetto di ~ista. E quando difetto ci è, trovasi bone spesso fuori di proporzione con le apparenze ottalmoscopicho anormali, o più correttamente, con ciò che noi dovremmo teoricamente arguire dal grado di queste apparen~. Lo stesso è altresì della ncuro-relinite si1ìlitica e albuminarica, anche quando nell'ultima sonavi emorragie. Da qui la necessità di usare nei casi di malattie cerebrali L'ottalmoscopio come mezzo usuale, nella stessa guisa che si esaminano le orine. Non facendolo, spesso sarà trascurata una condizione patologica molto importante. Ad ogni modo non si ometta mai d'usare questo strumento quando lo infermé accusa gravo dolore di testa. La neun"te ottica è qttasi costantemente doppia. - Come accenna il titolo di questa lettura, io parlo dei casi ohe occorrono nella pra!ica medica. Ma è ram. cosa, io credo, vedere una neurite ottica unioculare anche nella pratica ocnlistica. Ma senza dubbio ciò può essere che avvenga. Io lo vidi in nn caso, in cui i sintomi sembravano chiaramente indicare un tumore intracranjco; lo vidi pure, dall'occhio destro, in un infermo che aveva; come l'autossia dimostò, un tumore gliomatoso dell'emisfero cerebrale sinistro. Ma ripeto, è molto raro invcro per i medici di
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vedere una nourite ottica monoculare i in altre parole è raro nei casi in cui sonovi speciali sintomi nervosi come convuh;ioni ed emiplegia. Un occhio può essere alterato plù dell'altro, ma quasi sempre sono alterati ambedue, quasi sempre contemporaneamente, e quasi sempre. tronnsi al medesimo stadio. Non dobbiamo essere soddisfatti di ciò che il paziento dice della vista di ciascun occhio. Questa sembrerà una osservazione assurda ed inutile, ma è bene farla perchè ho conosciuto alcuni errori provenienti dallv avere pm•amente annotato ciò che gli infermi dicevano della loro vista. Un malato può dire che ha perduto la vista di un solo occhio, quando la funzione dell'altro è pure molto deteriorata. Dovremmo provare ambedue gli occhi con la lettura e usare l'ottalmoscopio. Ho conosciuto un malato che èlieeva avere sòlo difettosa la vista di un occl1io i eppure con il buono non poteva leggero che caratteri molto grandi, e la papilla di quest'occhio mostt·ava un avanzato processo atrofico. n suo racconto fu accettato come esatto da molti osservatori e li condusse nella falsa credenza che la malattia dell'emisfero do.sll\•o da cui evidentemente era all'etto nvesso cagionato la perdita della vista dell'occhio sinistro soltanto. Distltròi mam.entanei di vista nella neurite ottica. - Bencho la vista possa esser buona nella neurite ottica, può talora venir meno per un minuto o due, e il grado del difetto variare da un leggiero offuscamento ad una completa oscurità. L' ultimo fatto è raro. Più frequentemente però i temporanei abbassamenti di vista avvengono in malati, il di cui fondo oculare non presenta alcuna anormale manifestazione. Questi casi debbono esser considerati come esprimenti la. possibilità del prossimo insorgere della neurite. I temporanei turbamenti possono anche esser dovuti a difetto di accomodazione o ad azione irregolare dei muscoli estrinseci dell'occhio. Quando ci ha cecità totale, questa non può essere Ja cagione. Io soleva chiamare i casi di temporaneo difetto di vista epilessia della retina; ma poiché non possv conoscere se è la retina la parte realmente atfetta, ora uso il termino di amaurosi epilettiforme. Non parlo dolla temporanea alterazione della visione cagionata dal chinarsi od alzarsi repentinamente. Vi riferirò un fatto altra volta ricordato. Una mattina Giulia '-V., donna di media età, venne da me dicendomi che per ben cinque minuti ella era stata cieca. La cecità venne a un t ratto e a un tratto
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scom,parve. Non era totale oscurità, ma non era clifetto di accomodaziqne. La feci guardare attra;verso una lente molto convesS!i\. Di$se che quel turbamento non era come questo. Quando la vidi un minuto dopo, leggeva bene con ciascun occhio, e il fondo di tutti e due visto all'ottalmoscopio, era normale. Aveva mal di testa alla fronte che durò il giorno dopo. No.n aveva vertigini, era ben regolata, ma soggetta alle dispepsie. Non so quale importanza debba ammettersi a queste temporanee perdite di vista, allorché le parvenze del fondo sono normali, e non vi 130no altri sintomi nervosi. La donna di cui padai stette bene per circa due anni, c1uando la per:detti di vista. Credo debbasi dar loro poca importanza, quando non ci è dolore di testa molto intenso e manca ogni altro sintomo nervoso. Se ci fosse continuo e grave clolo~'e di ~esta e specialmente accompagnato da vomito, è da temerSi una futura in;vasio)lC di Ml,lrite ottica dop· pia. Come pure se lo mdividuo ha qualche altro sintomo nervoso locale dee temersi la. ·invasione della neurite. La più interessante assoc~azione· dei difetti di vista i:ntermittent i è con le convulsioni che cominciano unilateralmente. I n pqchi di questi casi vi ha diminuzione di vista nel tèmpo in cui comincia spasmo nella mano, nel viso, nella gamba, e allora può esservi o semplice abbassamento eli vista o visione colorata. In tali casi è da temerl:li la invasiÒrie della ncurite specialmente se vi è :fiero dolore dl tel:lta. Ho già ricordato due casi di qyest:o genere (Medical Tirnes and Gazette, 6 giugno 1872), ma non mi fu dato sapere ciò che avvenisse dei ·pazienti. Un malato, mi consultò nel 186~, perché aveva avuto, una convulsione che cominciò nella guancia sinistra. Nel tempo stesso gli occhi gli divennero offuscati e scintillanti ; ei perdette la sensibilità. Dopo quella visita cessò di venire da me, ma alc~mi mesi dopo lo incontrai di nuov._g e allora tt'o'yai che esso era cieco dall'occhio sinistro e parzialmente dal destro in conseguen;,a della .neurite ottica. Aveva pure emiplegia sinistra. Quindi ebbe accessi convulsivi, in cui lo spasmo attaccava la faccia o la mano sinistra, e durante i quali egli aveva scintille avanti gli occhi. Còsì vediamo che la perdita temporanea o il disordine della visione può precedere la neurite ottica, può vénire insieme con ra neurite ottica, o :può aver luogo quando la :neul'ite ottica ha già molto danneggiato la vista.
lo
802 Rctpicla e peTmanente perdita della vista nella neuTite. Talora la vista vien meno rapidamente, per esempio, in un giorno o due. Non so come ciò avvenga. È importante di notare questa circostanza per due ragioni : l 0 Quei che non adoprano l' ottalmoscopio possono molto ingannarsi sul principio della amaurosi o piuttosto delle alterazioni dalle quali dipende, c possono forse essere condotti a supporre che la perdita della vista sia dovuta a qualche subitanea alterazione, come la emorragia della retina. Eppure, benchè l'esordire della cecità o il rapido aggt·avarsi del difetto di vista in caso di neurite ottica implichi necessariamente un avvenuto cambiamento, le ottalmoscopiche parvenze possono però non alterarsi, almeno notevolmente. 2° So usiamo l'ottalmoscopio o se usiamo l'atropina o se applichiamo un vescicante alla testa, e adottiamo qualunque altro espediente curativo, .il malato può incoiparci_della sua cecità se ei vedeva bene avanti questi procedimenti. Un i11fcrmo che legge i più piccoli caratteri di stampa e crede che la sua vista é buona, può invece avere doppia neurite ottica. L'uso dell'atropina disturbagli gravemente la vista per gli oggetti vicini, e se pel progredire del processo della neurite, ciò che io chiamo volentieri visione retinica vien.e a mancare prima che siasi dileguato lo effetto della atropina, ei molto naturalmente ci accusa della successiva permanente affezione della vista. Dobbiamo per!!iò, quando scuopriàmo la. neurite, essendo integra. la funzione visiva, dire al malato che i suoi occhi non sono in realtà. in buono stato e che temiamo molto della sua vista. In molti casi possiamo vedere abbastanza per l'oggetto diagnostico senz!L usare l'atropina. Natw·a della malattia intraeranica frequentemente assom'ata alla neun'te ott2'ca doppt·a. - Contrarictmente al metodo usuale è conveniente qui di parlare della natur a della malat tia intracrunica che conduce alla neurite, prima. di parlare della. sua località. Ho due considerazioni da fare in ordine alla natura di" questa. malattia. 1° Vi è ordinariamente una grave alterazione, o come io la chiamo, una alterazione grossolana. Ho veduto la doppia neurite ottica con glioma, ciste idatigena, ascessi, depositi sifì.litici e con grumi sanguigni. Bt•evemente, per alterazione grossolana intendo un deposito di qualche cosa, un _prodotto avventizio. La seconda · considerazione é inclusa nella prima. 2° La doppia neùrite ottica non accenna · ad una particolare specie di
803 prodotto avventizio ma semplicemente ad un prodotto avventizio di una specie qualunque. Io stimo questa geueralizzazione molto importante. Direte che i diversi prodotti avventizi che vi ho nominato sono cose affatto cli:tferenti. Ciò è ovvio nbbastanza, ma essi sono simili' in questo, che ognuno è come «un corpo estraneo » e ognuno J?Uò produrre per lo appunto .}a stessa specie di neurite ottica. Che taluni di questi « corpi estranei » producano più facilmente che altri la neurite ottica, io non lo nego. La quistione è molto più difficile di quello che appare a primo aspetto. Deve considerarsi la posizione, ·imperocchè certi prodotti avventizi occupano particolari località. Così per regola gli ascessi si trovano nella massa del cervello e del cervelletto, e i grumi sanguigni nel tratto motore. Il grumo sanguigno ò ben raramente associato con la semplice neurite ottica, non infrequentemente con la neuroretinite della malattia di Bright. Non ho mai veduto la neurite ottica in casi recenti di emorragia cerebrale. Così raramente la neurite ottica proviene da grumi; che se la trovate in un malato che è emiplegico, e la di cui storia sembra indicare t utt'al· tro 1che la formazione di grumi, dovrete · consideraee la diagnosi di tumore tanto probabile quanto quella di grumo : poiché la emiplegia viene talora repentinamente per tumore, probabilmente per emorragia da t umore. ·se sappiamo che la neurite ottica doppia .era presente al tempo in cui venne la emiplegia, dovremo , far diagnosi di tumore. Se quella comparisce alcune settimane dopo, resteremo in dubbio, ma anche allora il tumore è più probabile. Ho disopra parlato della esperienza medica, ed ora mi affretto a qualificare le mie osservazioni. Io non vodo che ·infermi affetti da gravi malat tie celebrali: nessuno mi consulta per difetto di vista soltanto, ma per dei sintomi quali sono fier~ mal di testa, convulsioni ed emiplegia, con cui la neurite ottica spesso si accompagntt. P er me ìl difetto di vista non è che un sintomo e neanche il più importante. Confesso poi che in pochi casi di grave malattia cerebrale ove aveva scoperto doppia neurite ottica, non trovai dopo morto alcuna specie di prodotto avventizio. Mi sono ingannato alcune volte nella diagnosi di un prodotto avventizio nella cavità eraniense nei casi in cui fu trovata la doppia neurite ottica, ma più spesso mi sono ingannato. trascurando di tener conto
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della presenza o assenza della nenrite ottica, mi sono ingannato dichiarando che vi era un prodotto avventizio quando la papilla era normale, e che questo prodotto non v'era quando esisteva la doppia neurite ottica. Io mi sento quindi giustificato a dire che la doppia· .neurite ottica indica con grandissima probabilità un prodotto avventizio entro la testa. Ammotto poi che non sempro è possibile prcvio l'ottalmoscopio stabilire se vi ha neul'ite ottica o edema della papilla, o ciò che è descritto come edema della papilla. Ma io sono convinto che ciò importa meno eli quello che a primo aspetto si credcreblJe nella . diagnosi della natura della malattia cerebrale. Se trovasi turgida la papilla con o senz'l. emorragie, con tortuosità delle vene ed ofl'uscamonto del corso delle arterie, si può, comunque si chiamino o comunque si spieghino queste parvenza, nella gran maggioranza dei casi dedurre la esistenza di un prodotto avventizio nella testa. Ordinariamente sonovi altri segni, vi è intenso dolore di testa e forse vomito persistente. Nei casi cronici pott·emo appena ingannarci, nei casi acuti la difficoltà è maggiore. I n alcuni casi di meningite tubercolare e in alcuni di piemia può trovarsi l'edema della papilla, o questa molto rigonfia, ma per quanto ho osservato, solo poco tempo prima della morte. Nella piemia non vi è difficoltà, poichè la diagnosi di questa an.'ozione è facile per altri segni. E in molti casi di meoingite tubercolare e non tubercolare, non ho >eduto alcuna rilevante alterazione della papilla anche poco prima della morte, nulla che somigliasse ai sopra descritti stadi della neurite oltica. In un caso di meningite diffusa non trovai alcun segno ottalmoscopico, e recentemente in un altro trovai, dopo accurato esame, un semplice ingrossamento delle maggiori vono retiniche, e questo poche ore prima della morte, quando la r espirazione era molto impedita. La meningito era ·b,asilure, ed eravi un ascesso cerebrale. Condi:::z'oni sotto le quali la doppia neut·itc ottica difficilmente ha luogo.- Debbo qui richiamare la vcstra attenzionE' sul fatto già indirettamente accennato cho in certe an.ezioni nervose la neurite ottica occorre difficilmente. Questa prova negativa è realmente di gran valore, eppure per quanto io so, poca o nessuna attenzione ci si presta. La neurite ottica molto r aramente succede in quelle affezioni che non sono rappresentate da uu pro-
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dottç> avventizio. Cos'l non si verifica, o ben raramente, nelle neurosi. È rara nelle. cony~lsioni croniche e generali (epUessia), ma non infrequente nelle convulsioni parziali, in quelle 'ad esempio che cominciano nella faccia, uel braccio, nella gamba. Nelle prime vi è raramente nn prodotto avventizio, nelle ultiwe vi é f;requentemente. Non ho mai nduto la doppia neurite ottica nella corea, e neppure nel rammollimento locale, resulìato di embolismo o trombosi. La doppia netn·ite ottica non è un sintomo determt'nante la località malata. - La doppia neurite ottica non è di alcun. valore nel determinare la località affetta, quantunque derivi da malattia locale. Contrariamente a ciò che naturalmente potremmo aspettarci, il prodotto avventi?.~o non occupa, per regola, alcuna parte conosciuta del sistema nervoso ottico, rit.enendo sotto questa generale denominazione i nervi ottic~, le bandelette ottiche e i corpi quadrigemelli. Può esservi malattia della b~e del cranio che comprime od occupa i l)ervi ottici, ma la doppia, dico la doppia, neurite ottica non ci aiuta in tale di'<lgnosi, e questa non può farsi · se non sono presenti altri sintomi che accennino a malattia della base, quali sono le parali~ dei nervi oraniensi. Ripeto dunque che mentre la doppia neurite ottica importa in molti casi la esistenza di un prodotto avventizio nel cranio, per se non vale a indicare la sede di questo prodotto. In qual modo un prodotto avventizt·o nel cervello produce la doppia neurite ottica ? - Parlerò so1o degli emisferi cerebrali, dappoichè un prodotto avventizio del ·cervelletto (o tumore sotto il tentorio) può esercit:are pressione sui corpi quadrigemelli. Questi casi sono complicati. Considereremo tre ipotesi : l a - H~ il .prodotto. avventizio distrutto c1ualche centro visivo~ Non può aYore distrutto alcuna parte conosc.iuta del sistema nervoso ottico prendendo un caso di piccolo tumore nel cervello. Io non credo che esista negli emisferi alcun centro per la visione, ma credo che il nervo ottico e gli altri nervi siena rappresentat.i nello emisfero cerebrale in gruppi molto complessi. Il fatto si è che il prodotto avventizio non produce il difetto e perdita di vista distruggendo una parte qualunque dello emisfero, perocchè la distr.nzione d'una gran· part~ · degli emisferi può non
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cagionare sintomi rilevanti di alcuna specie. Un tumore non produce l'amaurosi perché ha distrutto porzione di emisfero, ma perchò ha generato dci cambiamenti secondari. Anche supponendo che vi fosse un centro pel' la visione, e supponendo ancora che fosse totalmente distrutto, dovrebbo esservene uno simile prodotto avvennell'opposto emisfero non compromesso. Ora tizio in un solo degli emisferi può esser cagione della perdita o difetto di vista in ambo gli occhi. A rigore, la malattia di niuna parte degli emisferi, per quanto io so, cagiona dit·ettnmente la perdita della funzione visiva: determina la infiammazione dei n'ervi ottici. Questa non è, scientificamente o praticamente una semplice distinzione verbale, poiché i nervi ottici possono essere infiammati, laddove non vi è perdita di vista, e la perdita o il difetto di vista può non tenere dietro a quella, benchè succeda ordinariamente. A rendere più chiaro quanto io dissi, permettete che faccia il confronto o piuttosto che rilevi il contrasto fra la perdita della parola e l'amaurosi per neurite ottica. Osservate che non ho detto: fra la perdita della paro1a e la nourite ottica. Ciò sarebbe far confronto fra un sintomo e una condizione patologica. La perdita della parola è cagionata dalla distruzione di certi processi che presiedono alla favella. L'amaurosi non è cagionata dalla distruzione di alcuna parte che presieda alla visione. Per la perdita della parola non importa quale sia la natura della altera?.ione patologica, so un grumo, un rammollimento od altro, basta che vi sia una lesione distruttrice. La. natura della lesione è di grande importan?.a nella produzioue dell'amaurosi, è un prodotto di nuova formazione. La perdita della fa.-ella deriva da una alterazione primaria e avviene tostochè si è effettuata la distruzione. L'amaurosi deriva da una altera?.ione secondaria a. una lesione primaria, e succede dopo essersi sviluppata la lesione primaria. La perdita della parola dipendo dalla lesione diretta di una parte speciale, l'amaurosi dipende indirettamente dalla malattia di diverse parti.
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2a - n prodotto avventizio può avere effettuato una compressione trasmessa ai nervi ottici e ai seni venosi della base. Quella può solo essere mantenuta quando vi è un voluminoso tumore; ad esempio una . grossa ciste idatigena. Ora in alcuni di
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questi oasi la pressione è certamente molto grande 1 come è dimostrato nei fanciulli dall'ampliamento della testa. Così può, ~Sùp· porsi che la neurite sia do-vuta alla pressione trasmessa ai nervi ottici o allo impedito deflusso del sangue dall'occhio nei seni cavernosi. Io non credo che si debba alla pressione sui nervi ottici; poichè nessuno degli altri nervi alla base soffre, e se le fibre del nervo ottico fossero parzialmente o totalmente distrutte dalla pressione, piuttosto dov-remmo aspettarci la lenta atrofia anzichè la neurite. E neppure credo ne sia la causa lo impedito egresso del sangue per la compressione dei seni, dappoich,e la neurite percorre i suoi stadi, e il turgore della papilla svanisce, benchè la pressione intracraniense vada sempre aumentando. In questi casi di vasti tumori, la neurite ottica non differisce da quella generata da piccoli tumori sul vertice del cervello ,che non possono esercitare pressione di nessuna consegue112:a alla llase. Vi sono le stesse apparenze ottalmoscopiche in ciascuna delle due ~pecie di tumori. Jn taluni casi di voluminoso tumore cerebrale non vi è amaurosi ; ma, come già vedemmo, può esservi non ostante doppia neurite ottica. Ma può anche ncm esservi neurite nè turgore della papilla. Non mai deve ometter:;i di usare l'oUalmoscopio nei malati di cancro toracico o addmninale, poichè talora tro·vansi dopo morte cancri secondari del cervello, benchè nessun sintomo ci avesse mai indot~o a supporre che vi era qualche grave lesione cerebrale. _In un caso accuratamente osservato dal dott. Stefano Mackenzie non t rovammo nè turgore della papilla, nè distensione delle vene, quantunque ;1ll' autossia si venisse a scuoprire, oltre il cancro nel torace, un cancro esteso in amb!3due , gli emisferi cerebrali e in entrambi i lo bi del cervelletto. In tali occorren11e bisogna supporre che il t umore si sviluppa rapidamente, conducendo. co"sì prontamente all'aumento dell~t pressione• i;ttracranica. Io dunque credo che la malattia cerebrale non produce la neurite ottica a cagione dell'aumentata pressione entro la testa. 3a - Vengo ora alla ipotesì tante volte accennat a che la doppia neurite ottica sia il resultato della irritazione prodotta dal corpo estraneo in qualche parte dell'encefalo. Questa è infatti la ipotesi di Brown-Sequard. Io suppongo, al pari di Benedikt, che la neurite sia probabilmente prodotta con lo intermezzo delle
808 arterie e loro nervi vas0-motori. Ma nel presente stato dèlla scien:<la non posso affermare che ciò veramente sia. Anzi c·anfesso che per la· conélusione le difficoltà sono grandi e che sul ~onto della neurite ottica esisté una gran confusione. Ma tuttochè non possiamo dichiarare in quaì modo la neurite ottica deriva dai · prodotti avventizi nel cranio, una cosa però possiamo fare. Possiamo in molti c,asi notare le circostanze che l'accompagnano; servirei delle ipotesi per mettet'e i nostri fatti in un certo ordine. A tale oggetto presento le seguenti proposizioni : l o L'amaurosi pe:r n<!l urite. ottica (può anche, come si disse, non esservi amaurosi) si presenta con sintomi generali, che accennano a disturbi di cervello, cioè diffuso e intenso mal di testa, vomito, p,olso lento e facilmente aritmico e i sintomi della « febbre cerebrale-». 2° Spesso è accompagnata da acce;;~i convrilsivi. Sono quelle convulsioni che cominciano unilateralmente .ed accennano a malattia delle c·irconvoluzioni cerebrali in un certo d'istretto arterioso. In alcuna (li queste abbiamo tre sintomi: con~ulsioni del lato dest ro, afasia epilettica e temporanea' perdita della vista. Questi ?intomi possono ipoteticamente essere spiegati colla supposizione che siena affette le parti della regione irrigata dalla arteria cerebrale media e dai rami della cwrotide interna, del cui troncq l'arteria cerebrale media è effettivamentè la continuazione. In tali eMi i sintomi témporanei spesso doventano sintomi permanenti. Ne segu'e emiplegia, (emiplegia epilettica), temporaneo difetto della parola e amaurosi per neurite ottica. In conclusione ·vi ,prego di tenere bene a memoria tre cose: l ° Che la neurite ottica frequentemente esiste là dove è .passisibila la lettura dei più piccoli caratteri tipografici. ' 2q Le parvenze ottalt:ùoscopiche "''ariano estremamente di grado nei ca8i eli prodotto .avventizio nel cr"anio, come anche nei differenti stadi .del medesimo caso. 3° Che non mai devesi omettere di usare l'ottahnoscopio quando un malato ha grave e continuo dolore di testa. (Medical Times and Gazette)
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Digesti.one del Calomelano. Espen·enze del d.ottor Snms TROllPSo~.
ln una recente lettura« sulla dietf). o la medicina-» il dott . $ymes Thompson mostrò che alcune sostanze medicamentose subiscono entro il corpo un . processo di soluzione analogo a quello che subiscono gli alimenti , sotto la influenza dei sughi digestivi. ~ n posto in un vaso del calomelano e dell'acido cloroidrico, e in un altro del calomelano, dell'acido e della pepsina. Dopo due o tre ore di -digestione alla .temperatura del sangue, il contenuto di ~tmbe due i vasi fu gettato sul filtro. n liquido filtrato del secondo vaso dette un precipitato nero con l'idrogeno solforato, facendo vedere èhé la pepsina aveva re~o solqbile il ca:lomelano, mentre sul liquido del primo vaso il gas non spiegò alcuna ·azione. Questo esperimento ha servito a remuovere la difficoltà che prima si aveva a l'endersi conto della, efficacia terapeutica di un sale insolubile negli acidi, ed è di gran valore a dimostl'are il perchè il calomelano non produce i suoi effetti caratteristici nel coléra e in àltre condizioni in •cui fa qifetto la funzione diges-tiva, e quando mancano gli atti_vi componenti del sugo gastrico. (Medz'cal Times and Gazette) Azione sulla niilza della tintura d' Eucalyptus globulus del dottor LEPINE. È noto che l'eucalyptus, oltre i meriti che lo raccomandano alla economia rurale e al1a igiene, possiede proprietà ierapeutiche molto variate. n dott. Gabler ha 1oro recentemente _dedicato uno •studio importante. Quella fra le sue virtù di ~guarire talora la febbre int-ermittente, ·dopo essere stata dapprima mQntovata con certa riserva, non potrebbe più.- oggigiorno essere revocata in dubbio; dal momento che fatti numerosissimi e pubblicati in diversi luoghi vennero p. ~onfermare la opinione dei primi osserYatori. Ma come i' e~calyptus guarisce le fe-bbri da malaria~ È una questione alla quale non è possibile rispondere fìnchè l'analisi chimica non avrà isolati i differenti principii immediati che possiede, e l'azione fisiologica di ciascuno di' essi non sarà seriamente studiata. Soltanto dopo questa doppia investigazione si potrà con certezza affermare se l' eucalyptus e0ntiene principii analoghi agli alcaloidi Gio,·nale di Medie. milit. 1.872.
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della china~ Wino ad ora solament e La essenza è stata ottenut a separ a'tamente, ed è ad essa che si riferiscono l'e recenti indagini del dott. Guibe11t. Ma, volei).done giudicare dalle .,cognizioni che possediamo at.tual,roente, m~n è la essenza, ma' i principii t uttavia sconosciuti contenuti nelle foglie che sembrano pqssedere in special modo la virtù febbrifuga. ·Non intendo negare ·l'azione coadiuvante che può esercitare l'essenza. Può supporsi, con Gdbler, che _.contribuisca a moderare o sospendere lo stadio del fi'eddo. Dico soltanto .che questa azione è accessoria e non necessaria. ll 'dott. 1Lorinser dne, 'cl.opo i medici còrsi, ottenne i migliori resultati, · ha usato e::;Clusivamente la tintura prepàrata con le foglie fresche. Questa tintura è' brunastra, ha un odore aromatico ed un sapore un po' amar'o. Della s,ua azione :fisiologica. non conosciamo che un fatto sperimentale pubblicato dal ,<;lott. :Mosler, e che mi affretto a ~iferire, sperando che p,ossa servire di punto di parlenza a più estese ricer~1he , e questo consiste nel produr:ç'e rapiJ.amenté la dimimlzione del volume della milza. Sopra dei cani, l\llosle~ pone allo scoperto la milza mediante una incisione della paret'e,aQ.do;roinale; la traj3 fuori e la misura: indi riposto l'or gano nellà cavita peritoneale e fatta)l.e çonveniè}.ltemerrte la sutqra, inietta sotto la pelle alcuni gra1pmi di tintura d' eucalyptus. Circa due ore dopo, la. milza' è di nttovo ):llessa a nudo e si verifìca -una riduzione di eire~ un centfuletro su tutti i diametri. Tale è !a esperienza un po' brutalB'forse del dott. Mosler. È la ripetizi't:me di una esperi~nza fatta :pure sopra .i cani con la chinina, con la qua;le aveva otten,uto esattamente i medesimi resultati. Alcuni grammi di tintura d' eucalyptus producono, quanto alia contrazione della milza, lo stesso efl:etto di alcunii ce!_ltigrammi del sa,le di chinina. (Gazette mé,f/,icale de Paris, N. 2().) 1
Dél!a · tracheotomia ll,l,e diante la galvanocaustica. M·. Verneuil ha ,comun:i cato all'Accademia di Me~icina di Parigi un~ oss<:lrvazione molto . importante ,di tracheot omia. eseguita col
causti99 galvanico. ' ' Ciò che è più da temersi n~lla o·perazion,e jn di~corso è la eworragia, le di cui conseguenze. possono essere imr;nediatamente
8J.Jo•. divenirJo più t at:di · si;:t per la quantità di sangue c:ne. il malato ha: perduto, sia per la ostruzione deUe raJ.llifìca~ioni ·brori~hiali; quàndo il sangue clie vi è penetrato al 'l,nomento della ' aÌJertura della trachea non J:>Otè esse!le. ConipJetamente' rigettato~ } ' chirurghi hanno eer.l)ato naturalmente dei proc~sèi atti à ·.pre'' S'ervare da qt\e~to grave accide.nte, È perciò eh(} l\1.,Ch~ssaignac . pro.pose l{L divisione delle parti molTi: e · anche degJi .anelli della· trachea per mezio dello . schjacciat.or.e _lineare, e ch<q. G. Guerin: applicò alla tr~cheotomia .i princip,ii del ~etodo ·sottom1taneo~ La . stessa preoccu'pazion,e ha inspirato a M. Verneuil l' id.ea di .ser-virsi· di un cauterio elet~rico scaldato al rossò oscuro pez: C}~~ sta . operazione~ }l r-esultatd è s.tato dei più soddisfacenti . Sv~nt~t: ratamente, ed è ~questa tma obiezione a. cui Verneuil stesso ha pél primo preveditto, l'usn del. coltello eJettrico esige delle ·condi~ioni d'apparecchio; di aittti. e. d'abitudini nel maneggio struinJntal~, quali à difficile alla generilità dei pratici di · ot.tenere, e special.mente di, mettere in rapporto conl la urgenza ft•équente · dellÌi: tra.. ,cheotomia. A meno di riu,ovi e molto· ragguçirdevolj progressi n~lla fab1)rjc.azione degli apparecchi destina-t i alla galvauocustica,' i quali · abb~a:Qo per effetto di rend~re il lovo ti;'aspo,rto ad, uso più, facil~ ~d il pre.<:;zo più accessì~lle a tutti, il processo di Verneuil 'per quanti vant aggi pr~seriti è fatalD;~entt% condan_nato a n.on e~trare · che ecce~ionahnente nel'la pratica chirurgica., (f},a zette médicale de .Par?'s ..) ' . ~
~
Identità d~1l'azione fisiòlogica dei corpi is.o meri; azion~ ~e:Ile esse.nzé di canfora e d' ass.enzio sulla produzione dello zucche:ro negli animali. \ Di PEYRA.uD e F ALrEREs. (:l~1esti sperip1entatori cercano di stabilire che le sostanze iso, '!Pere producono ,eff~~ti fisiologici identici. Così. l',essenza d'eucalyptus e la e~<.;enza dj semen-contr:a, che. banno la :;;tessa·compo·siziop:e atomica·, producono negli an~mali sottoposti alla inalazione d~l vau~~i di quest~ sÒ'~ tapze gli, stes~i fenomeni, vomiti, convulsioni, ·ecc., avent,i la: s.te~.sa durata, la .stessa intensj_tà. Uguale re. ·sult ato otten.nero con altri ~orpi ìsomeri, p,er esempio, la essenza .cdi prezzemolo e quella eli treme.ntina~ l' e.ssenza di capfòra ,e quella cdi assenzio.
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Proseguendo le loro ricerche sn queste due ult ime sostanze, i signori Peyraud e Felières osservarono che esse hanno per effetto di dilatare i vasi, d'attivare la cit•colazione e di diminuire la quantità dello zucchero prodotto nel fegato. Un tale resultato doveva ·n aturalmente condurre a tenta~·e .l'uso della canfora e-. dell'assenzio nella cura del diabete. Furono prescritti a un diabetico gr. O, lO di canfora al gjorno e del vino d'assenzio, c benchò il malato non avesse escluso dal suo regime alimentare nè pane, nè amilacei, nè zucchero, la quantità dello zucchero emesso con la orina disc~sc, dopo alquanto tempo, da 133 grammi a 24 grammi al giorno.
(Gazette méclz'cetle de Part"s; N. 30, 1872.)
La legge sulla Vaccinazione in Europa. Gei•mauia. Il giornale Mcdt'cal Thnes and Gazette si propone di darci un sunto di tptte le leggi di vaccinazione in Europa, ~ cominciando dalla Germania fa precedere la sua esposizione dalle 'seguenti considerazioni. La questione suscit.'lta or ora sulla limitazione delle ammende per negligenza o contravvenzione alla legge della pratica vaccinica, attirerà di nuovo l'attenzione del pubblico sulla questione della opportunità delle attuali pene e della prigione per trascurata vaccina.zione. Benchè il principio della vacéin,azione obbligatoria sia giusto in se stesso, non tutti i mezzi che si adoperano per tenerlo rispettato hanno la stessa opportunità. La vaccinazione obbligatoria si sostiene meglio coll'infliggere al non ·vaccirtato, delle inabilità al godimento dei diritti, piuttosto che col mezz:o materialissimo del castigo. n primo modo non ha quel carattere odioso di persecuzio,ne che certamente ha l'altro. Quest'ultimo può somministrare argomenti agli agitatori od ai demagoghi, mentre nessuno potrà lagnarsi che non sia ammesso alle scuole, alle officine chi non è garantito dal vaiolo e che perciò può comunicare agli altri la. malattia. Dal trascurare il sistema di infliggere le inabilità politiche e sociali alle persone non vaccinate mette il governo nella neces-
813 sità di ricorrere al sistema penale, e per conseguenza, come si vedrà dalla esposizione delle · varie leggi sulla vaccinazione in Europa, le presenti leggi in Inghilterra eguagliano se non sor.passano in rigore qualunque altro ·coclice str~niero~. Certamente che la miglior misura per valutare un sistem a di legislazione consiste nei suoi effetti pratici, e se il sistema delle · pene ha dato realmonte la maggior impunità per il vaiolo, ogni discussione teorica deve cessare ed il sistema deve essere adott ato. Ma se la stessa impunità si può ottenere col sist~ma delle inabilità o con un sistema misto éome quello della P russia ·aove le inabilità sono il primo mezzo coercitivo e si ricor re alle pene dit•ette solo in casi eccezionali e precisamente nel solo caso eli esplosione. del vaiolo in bambino non vaccinato ; in tal caso il buon senso politico e medico ci consiglia a limitare almeno il sistema penale .per dar vigore in parte a quello della inabilità. Secondo le leggi della Prussia i bambini devono essere vaccinati nel primo anno di età; la pena della contravvenzione ha luogo soltanto nel caso che il bambino non vaccinato nel primo anno sia attaccato da vaiolo. ' I direttori delle scuole, i capi-fabbrica ed altri impiegati sono in dovere d'accertarsi che le persone che entrano negli stabilimenti siano state vaccinate. La vaccinazione sta sotto la sorveg·lianza ed il controllo dell'autorità di polizia, e solo i medici ed i chirurgl1i sono autorizzati a vaccinare attenendosi strettamente alle norme emanate dal governo. I medici sono tenuti a fornire alla polizia ogni trimestre un elenco nominativo di quelli che furono vaccinati nella loro pratica privata. Onde provvedere alla vaccinazione di coloro che non furono v~ccinati, una vaccinazione pubblica si tiene ogni anno ed anche più spesso se le circostanze lo richiedono, nei vari distretti pt•ovinciali e specialmente dove la vaccinazione non è praticata continuamente. Se ad onta di ciò si trovano dei bambini non vaccinati alla fine dell'anno senza causa ragionevole, e che vengano colti da vaiolo, i loro genitori o tutori sono passibili di punizione per la loro . negligenza. La pena consiste in multe, l'ammontare delle quali ·dipende dal giudizio dell'autorità politica.
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Se il vaiolo si manifesta in una casa, si esamina accuratamente se vi sono altre persone suscettibili d'infezione, e ir'Ovatele, son vaccinate immediatamente. Nel caso di maggiore diffusione del vaiolo, tutti gli abitanti vengono officialmente avvertiti del pericolo, e tutti sono obbligati a fal' VaCCinare i loro dipendenti che fosserO SUSCettibili- di UntL infezione vaiolosa. È rara l'Opposizione alla pratica vaccinica c non s' inconLra che nei partigiani dell'omeopatia. Quando la vaccinazione è trascurata, tale mancanza è attribuita per regola ai genitori. Nei dillerenti Stati della Germania la legge sulla vaccinazione varia pochissimo, c con poche differenze di forma è da per tutto uguale come in Prussia. In Baviera soltanto la legge ò più rigorosa. La rivaceinazione non è prescritta per legge, ma .i regolamenti governativi raccomandano la rh1accinazione e prescrivono che in tutti gli istituti ,e stabi~im enti d' edt1cazione non sieno, ammessi che coloro i quali furono vaccinati negli ultimi due anni prim~ dell'ammissione. La rivaccinazione dei militari è obbligatoria. A quanto asserisce il Direttore generale della vaccinazione non si ebbe in Prussia alcun caso di vaccinazione operata contro volonta dei genitori ; il dottor Miiller dice che in Prussia non si trova un adulto che non sia stato vaccinato. D'altra parte accade spesso che (lei bambini si trovino ancora da vaccinarsi all'età nella quale si mandano alla scuola; ed una metà di quelli che muoiono per vaiolo vien data da quei fancitùli che non hanno fruito del bene:fiéio della vaccinazione.
Ft•ancia. La vaccinazione non è obbligatoria. In generale per parte do! popolo non si fa opposizione a!Ja pratica vaccinica; però in certi distretti si mostra una certa ripugnanza a far vaccinare i barobini. Si richiede un certificato di vaccinazione riuscita da qualunque persona che aspiri ad essere ammessa in qualunque stabilimento governativo, come pure in certi stabilimenti manifatturieri privati. Nell'attuale stato della pubblica opinione in Francia sarebbe assai difficile mettere in vigore la vaccinazione obbligatoria.
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S 1•ag u a. Non vi ha vaccinauone obbligatoria in Spagna, ed il govern<> si limita solamente a raccomandarla. La vaécinazione è generalmente praticata avanti la fi ne del pt•imo anno di età.. Per la pra-· tica delP innesto si sceglie la stagione più salubt·e dell'anno. Non vi sono pene o multe per i genitori di. bambini non vaccinati. L a rivaccinazione nemmeno è obbligatoria, ma è pur essa rac. comandata, e nelresercito viene pr·aticat.a a dill'ere!lti periodi. La sola inal1ilihi. inflitta ai non vaccin.ati è la loro esclusione alle pubbliche scuole ed altri stabilimen.t,i gover,nativi.
B e lgio. Non è obbHgatorja ; non vi è la minima opposizione a questa pratica; pure il benessere di questa profilattica misura non è abbastanza apprezzato da tener sufficientemente dèsta la sorveglianza dei genitori sulla. vaccinazione dei propri figliuoli. Un reale decreto de' 18 aprile 1818 contiene le seguenti norme : Art. l 0 Tutte le persone che sono mantenute a spese del pubblico erario con fig1ioli che non abbiano avuto il vaiolo nè natu rale né inoculato e che non siano stati vaccinati sono· tenute a farli vaccinare più presto cho sia possibile quando lo permette lo stato della loro salute. Alle amministrazioni dei pubblici stabili'm enti governativi e comunali che tengon() in educazione i bambini incombe l'obbligo di procedere alla loro · vaccinazione entro sei mesi dalla data del presente decreto. Lo stesso obbligo continua in apl)resso :per tutti quei bambini. che in avvenire velJissero ammessi nei detti istituti nei sei mesi consecutivi. alla loro ammissione. Lo stesso decreto, allo scopo di incoraggiare le vaccinazioni gratuite per i poveri, ordina una distribuzione annuale di medaglie in dono· ai medici che avranno pro'Vato d1aver eseguito un numero di vaccinazioni superiore a cento. Questo decreto non ha prodotto tutti i buoni re~ultati che se ne aspettavano, ecl un altro reale decreto di luglio l8o8 ha sostituito un altro metodo d'in- · coraggia!llento col creare un ufficio di vaccinazi.pne incaricato di raccogliere distribuire . grat uitamente ai medici la linfa vac-
e
cin~ca.
Un decreto del 26 maggio 1&48 ordina, che per ottenetel'am-
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missione alle pubbliche scuole bisogna produrre il certificato di subita vaccinazione o di superato vaiuolo. Inoltre esistono in quasi tutte le provincie regolamenti che tendono a generalizzare sempre più la pratica vaccinica. Tali regolamenti impongono allo Stato l'obbligo di pagare i. medici destinati a praticare in certe stagioni dell'anno le vaccinazioni gratuite.
Olancla. N eppure in Olanda è obbligatoria la vaccinazione e per conseguenza non Yi sono pene por quelli che la trascurano. La vaccinazione dei bambini è provocata indirettamente dalle autorità locali coll'escludere i non vaccinati dalle pubbliche scuole. In alcune provincie la: prat ica vaccinica si tiene in -vigore in questo modo. Non esiste alcun atto legislati-vo in proposito, ma ultimamente una legge su questo proposito fu proposta dinanzi agli Stati Generali. (Medical 1Ymes and Gazette.)
Sulla ricerca dell' anilina. Del dottor Droscon.rnE VITALI. Il metodo proposto dall'autore cons~te nel far cadere sulla materia da esaminarsi una goccia di acido solforico concentrato, nel quale sia antecedentemente disciolto un cristallino di clorato di potassa. Osservasi tosto nel punto di contatto una colorazione cupa che con l'aggiunta di una o due gocce di acqua si fa immediatamente azzurra. Questa colorazione non è fugace ; solo dopo molto tempo mostra di -volgére al rosso violaceo ; ma per l' aggiunta di qualche goccia di reattivo ritorna alla primitiva tinta vivacissima. Si può rendere stabile e :fissa, trattando il liquidb con eccesso d'ammoniaca che discioglie la materia colorante, conservandole il colore azzurro. Questo metodo ha il vantaggio sopra quello comunemente usato che fondasi sul modo di agire degli ipocloriti e dell'acido .cromico, di esse.ce squisitissimo, di non lasciare luogo a dubbi, di esse1'e persistente, e di potersi direttamente applicare anche quando all'anilina è commista un po' di toluidina, mentre con gli altri reattivi la colorazione violacea o azzurra non può attenersi allorché -vi hanno traccia di toluidina, producendosi allora una tinta nera che nasconde quella azzurra dell'anilina. (Annali di cMmica del r:oLLr.)
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RICORDI INGLESI DI UN CHIRURGO TEDESCO DEL D.r STROMEYER. L'horn me n'aeeuoille rie'n a vec plus cl'o.vorsion que les avertissements. ìlfaximes Mtglaises.
Nel Maggio dell'ann0 corrente ilProf. Stromeyer, viaggiando in Inghilterra, fece una visita al grande Ospedale S. Tommaso in Londra e Scuola Medica Militare di Netley, chiamatovi dal desiderio di anticb,i e recenti amici e ammiratori. I Mediaal Ti'I'Ytes and Gazette e la Wiener Medizinische Wochenschrift ne ·diedero notizia al mondo scientifico, pubblicando per: ~steso il lungo indirizzo pronunziato dall' illustre' Professore al convegno dei Medici di Londra, e riportando l'estratto di uno sp eech tenuto a Netley. TI Prof. Stromeyer parlò con quella buona e dolce franchezza che caratterizza l'animo suo e rivela l'indole degli uditori. Compiacendosi del eletto di Orazio: non satis est pulchra
ana:
esse poemata; dulcia sunto, et quocttmque volunt ani?num auditoris agunto, -intarsia la corrente delle sue parole COl} amene citazioni e con salate uscite che rendono più facile l'ac-cesso della scienza e più l'avvicinano alla realtà delle cose comuni della vita. Traduciamo si l'uno che l'altro discorso perchè contengono notiZie biografiche di un grande maestro per noi; traccie del suo elevato e delicato modo di pensare e senti~:e ; cenni di storia medica interessanti; molti esempi, consigli e pyecetti pratici di Chirurgia specialmente Militare·; e registriamo cop. piacere questo brano di Mgh-lzfe medica perchè il lieto avvelùmento e l'omaggio reso alla persona è un onore della Medicina Militare.
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La Medicina Militare nel suo sviluppo, dividendo le d~ffi coltà della scienza umana, ha ostacoli suoi propri che stanno nelle ardue e sempre nuove circostanze in cui è chiamata ad agire, nelle condizioni economiche, civili e politiche del paese, le quali le contrastano lo studio applicato al lavoro incessante e solo le concedono un progresso a sbalzi, a scosse, a sforzi e a grandi epoche. ll raccogliere ogni scintilla e il notare ogni fatto che sia istruttivo e le torni onorev ole, ci ::;embra opera buona, perchè non deperisca il nobile edifizio del passato ; e per attestare èhe essa pur vive sempre e pur st· move. Ma per ciò fare oggidi, oltre la voca:.àone speciale de' suoi membri e i sacrifizii non comuni richiesti, abbisogna di notizie esterne e di estese relazioni scientifiche e ordinatrici. Fu quindi ge!leralmente sentjto~ne' suoi seguaci il bisogno di conoscere le organizzazioni sanitarie militari delle varie nazioni, e non a vana p.ompa o gloria di pretta ambizione, o per seguire il volgare abito del tempo, ma per poter dare opera più proficua e più degna di confronto. Chiamata ad operare neutrale in un conflitto fra opposti combattenti, nel quale il suo ufficio umanitario, voluto dalla convenzione dell'odiema civiltà, non è destinato a rovina, ma a vita sempre più nuova e più utile, non potrà trarre giovamento e decoro. dall'attrito di .elementi e di uomini diversi, se non ne conosce la natura, il modo di pensa're e di agire ; nella stessa guisa che uno non può farsi giusta idea de' costumi di lm popolo, se prima non ne conosce almeno mediocremente il linguaggio. Da questo crediamo , derivare la importanza della Medicina Militare, e la utilità che ne risulta, se un popolo ben la coltiva ; ma meglio che dalle nostre parole sarà ciò espresso da chi, sommamente esperto e conoscitore, secondo i Medical Times, parlò in Londra in questi sensi : SrGNORl ! Lascio alla cortese premura del .mio più giovane amico inglese Mr. vVilliam Mac Cormac l'incarico di sdebitarmi della libertà che oggi mi prendo di indirizzarmi a voi. Permettetemi che io vi chiegga perdono di guastare il bell'idioma inglese che non è la mia lingua nativa. È la prima volta che parlo ad un uditorio inglese. Come Chirurgo posso dire però di non essere del t utto straniero, essendo stato per
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eredità quasi un rampollo della Chirurgia ipglese. Mio padre, che fu un membro della R. Società Medica e Chirurgico. di Londl'a, e molto conosciuto a' suoi tempi per aver introdotto la vaccinazione in Germania, fu uno scolare ordinario dell' Ospedale S. Tommaso •dal 1792 al 1793, sotto Mr. Cline e mentre che Sir Astley Cooper era qua P rofessore di Anatomia. Egli aveva una assai grandé opinione della Chirurgia inglese, e soleva dire che i migliori Chirurghi dell'universo si trovano in l.ondra, che durante la sua dimora di un anno non aveva veduto che assai pochi casi in cui la sua opinione sareblJe stata differente circa fa convenienza delle operazioni che vedeva eseguire tutti i giorni. Ed era capace di giudicare da sè stesso essendo dell'età di 30 anni quando era in Londra, e già stato alliev? ed Assistente del Prof. Richter in Gottinga. Seguii l'esempio di mio padre e fui io pure scolare dell' Ospedale S. Tommaso dal 1827 al 1828. Vènni intt'odotto da Mr. Henry Green, che mi fece conoscere la splendida corona dei Chirurghi allora viventi in Londra: Beniamino Travers dell' Ospedale S. Tommaso, Bransby Cooper, Aston Key e Mr. Morgan dell' Ospedale Guy; Sir Beniamino Brodie e Mr. Rose dell'Ospedale San Giorgio ; Sir Carlo Beli dell'Ospedale 'Middlesex; Mr. Guthrie dell'Ospedale ViTestminster; Mr. \Varclrop dell'Infermeria Ottalmica di vVestminster. Sir Astley Cooper si era già ritirato alla campagna. Lo vidi una sola volta in una sua visita accidentale all' Ospedale S. Tommaso, dove egli soléva venire di tempo in tempo, quando er a annoiato, come diceva, di guardare alle pecore. Mi sono oltremodo rallegrato nel vedere quanto la sua presenza era festeggiata. La stessa scena accadeva quando il vecchio Abernethy comparve all' Ospedale S. Bartolomeo. Gli studenti gli si affollavano intorno, ed egli téneva loro ordinariamente un discorso di commiato all'aria aperta nella corte dell'Ospedale e finiva col citare Shakspeare. Essendp io stesso assai appassio~ato pèr il graqde poeta, mi piacevano molto queste citazioni, le quali mi rammentavano di Sydenham che raccomandava di leggere Don Chisciotte. Non vi ha nulla di peggiore della tristéùa per un Chirurgo ; egli deve essere sempre di buon: umore quando è richiesto dell'opera sua. Sir Astley Coopm• soleva dire che il Chirurgo non deve leggere troppo, ma egli, io credo, inten-
820 deva dire autori melanconici, e non Shakspcat·e o Cervantes, i quali ambedue sono cosi accurati osse1·vatori ùella natura umana, come Dikens, Sterne, Fielding, il di cui Tom Jones immagino che conosciate. Potrei parlare per delle ore se volessi dire quale influenza i Chirurghi di Londra che ho nominato, hanno avuto sul mio sviluppo intellettuale. Innanzi tutto io ammiro il carattere veramente nobile della pt·ofessione; i buoni sentimenti reciproci dc' suoi maestJ·i, la loro sincerità e umanità nella cura de'casigravi. Io non posso che ripetere ciò che mio padre mi disse, settant'anni sono: le operazioni che qui bo vedute erano tutte necessarie, bene divisate e nella maggior parte de' casi eseguite con grande destrezza. La destrezza manuale era considerata come una qualità che merita appena eli essere menzionata; se ne parlava soltanto quando essa splendeva per la sua assenza in un goffo operatore. Ogni operazione era eseguita con la sola veduta di sah·are la vita ùel paziente, o di diminuire le suo sofferenze, e non per mostrare la destt·ezia di un vù·luoso. Le amputazioni circolari erano preferite alle più brillanti amputazioni a lembi. Io non ho dimenticato ciò quando ebbi inlluenia per raccomandare le amputazioni circolari in tempo di guerra, dove l'importanza è maggiore che nei casi cronici della pratica civile. Nel 1827 nell'Ospedale Greenwich esaminai gl' invalidi nei quali era. stata fatta l' amputazione a lembi, e trovai che i cuscini carnei erano completamente spariti. Ammiro inoltre la Chirurgia inglese per la semplicità della sua applicazione. Io calcolo d'immenso valore la gL'ande conformità dei principii risultanti dalla semplicità, poichè fa una profonda impressione nella monte dci giovani alunni. Questa conformità dà alla Chit·urgia inglese nn carattere nazionale. Non è cosi in altri paesi, dove soltanto coi vostl'i più intimi amici avete ragione di dire che due e due fanno quattro, o che una grave frattura dell'articolazione ùel ginocchio per a1·me da fuoco richiede l'amputazione. Fui assai soddisfatto dell'immensa cautela dei Chirurghi inglesi nell'accettare le ìnnovaziorù. Non vidi allora resezioni, nè vi era ancor traccia di :litotripsia. È meglio cominciare adagio e andare poi avanti con sicurezza. Egli è altrimenti in Germania e in Francia dove i Chirurghi sono amanti di
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novità. Ma voi potete ora vedere gli effetti çlella graucle prudéhza. Sir Henry Thompson ha ecclissato l'inventore della litotrlpsia, lo st0ssò Civiàle, i cui strumenti non meritavano di essere sperimentati fìùo a che Heurteloup 110n ne avesse trovati dei buoni per lui. Sir \Villiam Fergusson colle sue resezioni articolari ha sorpassato moltissimi Chìrurghi Co~lti nentali. Mr. Speneer Wells nell'ovariotomia tutti i Chirurghi ·viventi. Da ciò che vedevo in Londra venni nella conclusione che la benefica influenza della Chirurgia e l'alta posizione della professione dipende pdncipalmente': l) dai buoni sentimenti .dei suoi mcrnb1·i verso i loro pazienti e verso gli altri Colleghi, non esclusi q~uelli del tempo antico ; 2) dalla semplicità ; 3) clalla totale ibnegazione cll amor proprio nello stabilire ed eseguire le oper azioni chirurgiche. Mi potrete domandare, o Signori, perchè io non ho pot1xto impar~n·e ciò altrest in Ger.mania. Non vi è luogo costi che po·ssa mostrare un eguil numel'O di sommi Chirurghi. Le nostre piì1 .grandi Capitali ha:nno in confronto soltanto pochi Chirurghi eli emine11~a. Qualunque possa essere il loro merito ; il loro esempio non è così efficace corr~e quellp eli qn corpo inter o animato dagli stes::.i principii. fu Paa:igi il numero d~i Chirurghi è maggiore che nelle nostre Unive1:,sità tedesche di Bel'lino e di Vienna, rna non è da coiÌfrontarsi con Londra che io considero il puuto centrale della Clùrurgia di tutto il mondo. Ciò potete ritenere, o Signori, come la sincera opinione di u n uomo che per mezzo secolo è sk<tto osservanclo i prog1'essi delht Chirurgia. Desidero che possa avanzare così per dei secoli. Dopo di. essere stato in Londra accadde che io fossi in Parigi in quel tempo in cui Lisfranc stava fulminando contro Dupuytren, che era solito di chiamare « jl barbaro della Senna >> pet dare un esempio· dei bu.oni sentimenti ch.e dominavano colà nella professione. U.Qo dei grandi vantaggi del viaggiare e di vedere uomini eminenti di altri paesi, è che uno può acquistare una più giusta conoscenza del loro carattere. I loro scritti eccitano maggiore interesse perchè siamo disposti di dar loro maggior àedito. Amtnirai sempre la semplicità dello stile degli Autori inglesi in generale e degli scl'ittorj di Chirttrgia in particolare. Sterne mette in ridicolo lo
822 stile pomposo, citançlo l"espressione del suo l:)ar bie:re francese circa la solidità di una nuova parrucca : « Voi potete immergerla nell'oceano. » Un Inglese, dice Sterne, avrebbe preferito di dire in una secchia d'acqua. Per evitare lo stile del barbiere, io ebbi una sacra cura di non dir mai oceano quando pensava una secchia d'acqua. Do·po di aver tracciato queste generali impr essioni, permettetemi, o Signori, di dirvi alcuni particolari sulla maniera con cui alcuni dei miei maestri inglesi mi hanno influenzato. A vendo testè -:ecluto u.no dei più grandi campi di battaglia della storia moderna, quello di Sedan, dove incontrai Mr. v;rilliam Mac Cormac, il quale per l'eccessiva fatica non aveva come oggi un così bell' aspètto, e po~cia l'assedio 4i Par.igi, !asciatemi che in primo luogo vi parli di Mr. Guhrie. Non so veramente se così amassi lui personalmente come parecchi altri; ma ammiravo la sua energia nel sostenere i grandi principii: acquistati nella guerra Peninsulare ; la necessità della pronta oper azione primaria, e di legare un'arteria ferita sul luogo stesso della lesione. Ho fatto tutto quanto era in mio potere per tener fresche nella mia memoria le sue dottrine, quelle dell'ammirab ile IIennen, e del vecchio Bat'One Larrey ftno dal 1848, quando sembràva avvicinarsi il tempo in ·cui la Germania doveva procedere alla guerra per il suo sviluppo nazionale. P er un u omo di buon senso non vi può f!Ssere dubbio della necessità della pronta operazione primaria; ma nella pratica militare vi sono delle difficoltà nelle quali è dovere di ogni Medico eli sostenere la sahra causa dell'umanità. Questo sentimento era apprezzato anche da ùn conquistatore C'ome Napoleone I; il quale disse di Larrey che era l'uomo più virtuoso che avesse mai conosciuto. Una delle migliori qu.alità di Mr. Guthrie era che dava sempre ragioni assai positive di quello che faceva; cosi che ad nn' altra persona era ben facile trovare se le sue proprie idee fossero d'accordo colle opinioni di Mr. Guthrie. Per lui la incostanza non esisteva. Differisco da lui in un punto essenziale, nella preferenza dell'.ampu t.azione al trattamento conservativo nelle frattur e della coscia per arme da fuoco. Guthrie dà troppo peso alle imperfezioni del trattamento conservativo, il di cui risultato è spesso un membro inutile, ..il quale non rende il paziente
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molto p-erfetto. Ma quest.e iroperfe~~Ol:li litmmettono rimedio, mentte 1.m'amputazione della coscia non dà p1·ospettiva di speranze migliori : essa resterà sempre tma operazione assai pericolosa. Il nostro. prim:o obbiettivo è eli salvare all' upmo la vita, il secondo di renderlo pe1·fetto, ma non nella tomba. I miei risultati di cura consevativa nelle ft·atture della coscia per arme da f11oco nelle tre prin1e oarhpagne del 18-4:9, 1850 e 1866 non andarono al di là di 50 1)er cento di guariti\ Vidi le ragioni dei nostri insuccessi, cercai di evitarli e proseguii nel trattamento conservativo. Nelle due campagne déllo SchleswlgHolstein, 184.9 e 18.50, i pazienti hanno dovuto essere trasport:;tti a considerevoli diStanze. Dopo la battaglia di Langensalza nel 1866, .non fui oarmce eli prevenire ohe mo'l ti c~i non fossero royinati coll'applicazione poco giudiziosa degli apparecchi gessati. E tu in Floiug, presso Sedau, dove noi riuscimmo di salvare il 71 per cento, verttisette di trentacinqu.e pazienti ; i quali erano stati portati a grande distanza e furono trattati senza applicare costrizioni alle membra sft·agellate. Dal mio i.Stesso paclr:e ·ho imparato i vantaggi della posizione di Percival Pott l), la quale può essere impiegata nel !) ·Questa teoria s) basa sopn~ un largo pi·incipio, il quale a nostro, avvi$0 con (1ueste parole potrebbe avere espressione di regola generale chiruJ•gica : seg.uit·e la condizione fisiologica dei mu!icoli dell'arto in6uenzato ~alla ~rave violen?.a ~i Ul'l<l frattura composta e molto più dj una frattura per a1:me da fuoco, non urtat·la bt·uscamente pet· non aggi\ltt· gervi con poca discr01Jone l')nsisteut~ danno dell'eccitamento meccanico indispem;abile a chi si iìssa in mente di ottenere a pl'ima giunta la posiz~one rettilinea e la lunghezza. prop1•ia clell'a,d.o. la q '\Ialo non è nemmeno di poi sempre concessa daj guasli considerevoli dell'osl;o isolato nella coscia in mezzo ad una massa di carni cosl cospicua che non ha. nel corpo limano l'uguale che la sua omologa. Per quanto sia chiaro ciò che qui dice ·Stromeyer ed esplicito ciò che es~one nelle· sue critiche Consiàèrazioni alle Note e Ricordi di Ma.c Cormac, non av1•ei potuto farmi un giusto apprezzamento della convenienza pratica della posizione di ·Pottl se non ne avess~ veduto un esempio clinico. Fjglio di un vecchio Chirul'go, il quale da oltre 40 anni nella pratica civile e nel servizio cbirw·gico di un importante Ospedale, segue felicemente tale principio fino all'applicazione del doppio piano inclinato, avrei potuto giovarmi ass!l.i dell'esempio giornaliet•o avuto fino dall'infanzia. Ma )a ridente età. della vita facilmente s' imbeve dell'tJ,mosfera raffinata delle scuole e di libl'i 1usinghieri, la quale mi avrebbe l?Orta:to a conside1-are molto più che non meriti e convenga l'efficacia della pos.izione rettilinea
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primo periodo in moltissimi casi; in altri o più. ~wcli il doppio piano inclinato ; ov:veFo può bastare una grondaj a eli filo eli metallo. Secondo la mia opù1ione i grandi, prù1cipii da seguirsi nel trattamento delle fratture composte in generale sono : l) medicare le ferite ·senza sollevare il membr o ; 2) evitare la éostrizione; e 3) non irritare i .muscoli stirandoli con conszw- le;- cllamp e quanà méme dell'arto in queste e simili lesion:i. La mia fede pe1·ò doveva esset• fortemente scossa il giomo 7 Maggio 1871, in cui il P l'o f. Stt-omeycr co,ndu$SC me e l' m.••• Isl?ettore Cortese a ve~lere il bellissimo Ospeciale del Diaconissen Haus di Hannover. Vi conoscemmo il D.1• Lìndemann, abilissimo quanto modest.o Chirurg,o. Ft·a gli altri casi interessanti egli ci mostrò una giovane di 12 a 14 anni, linfatica; la quale t>ra da tempo amm!!la.ta per necrosi del femore destro. Una incisione trasversale et'll stata fatta al disopra della rotella e dell'epifisi inferiore, piegata la coscia in questo punto ed est~·atto il lungo ~eque stro di %. della dis.lìsi dell'osso. L'at•l:o giacevtt in abduzione sul lato esterno, lln po' fiesso aul bacino e formava angolo colln gamba ne1lu.ogo della incisione. D11lla bocca larga e beante si poteva vedet·e la lunga cavità tub ulal'e dell'osso in formar.ione. L'apertura era ricoperta da uno stt'ato di flanel)!l' i mbevuta di uu miscuglio di olio e acido c::u·bolico e 11na bacinella raccoglieva il libero scolo dello seci·ezioni. ìvli colpt il caso per l'applicazione di una fina conoscenza delle malattie delle ossa e per la posizione dell'arto; e chiesi al n.r Lindemaon che cosa ne sarebbe di poi çlivenuto; e mi rispose: ot·a posizione di Pot~ e poi lento e ' ,dolco raddrizzamento. Confesso che io 'n'li sarei già prima dato alla posizione 1·ettilinea dell1arto, impaziente del fiMle sucéesso; ma il D." Lin- • demann merita troppa fiducia, e l'a.'!petto autorevole dello Stromeyer· era t roppo sereno e compiaciuto presso a quel letto, perchè dovessi credere di trovarmi davanti ad un errore. Molte volte un caso analogo persuade di più di uu genuino o almei).o estende ed assiout·a U «ritel'io della ,•er·a indicazione, e confrontando questo coi moltissimi casi di fratture della coscia per arme da fuoco veduti t'iusèire a buon esito con questo metodo nei Jmmerosi Ospedali visitati allora iu Germania, mi rassegnai al principio scientifico e risolsi di pt·aticarlo in avvenire. Ho notato il fatto per ricol'ùarmi di non ritenere fuori dalle leggi. clelia vita e dalle regole dell'arte un ferito che giacèsse in simile posizione, come può avveniro assai facilmente sul campo di battaglia; e lo racconto perchè un Collega più gio\•ane . c meno sperimentato del tempo di guerr-a e della. strettez:r.a e penuria in cni si versa di mezzi artificiali e meccanici in campagn<l., e d~Jla pressa richiesta allora di operare molto coll ~ braccia e di economizzarne le forze. non credesse di non aver messo il paziente in un mezzo ~ologico, collocandolo in una simile maniera e dubitasse di aver fatto in quel giorno il proprio dovere. Ora tm' altra piccola inezia pr·atica. Il o.r Ljndemann, qnatko giorni innanzi la nostra visita, aveya ri$egato ,il ginocchio sinistro di uo bam-
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gegni meccanici. Una frattura. della -coscia per arme da fuoèo tollera l'applicazione di un peso per tenere un po' fermo U membro come, por esempio, la mano di un assistente; ma non una estensione prodotta da un grande peso o da altro meccanismo che dia al membro la propria lunghezza, eccetto che in pochi casi, che Mac Cormac men&iona uelle sue « Note e bino di 4-5 anni per· affezione cronica dell'articolazione. n piccolo paziente stava da solo in una piccola e bellissima stan7.a Lli uua pulizia indicibile. L'arto era collocato in un appar·ecohio sospeso, quello di Aston; una. specie della ferula. di legno di Esmnrch con una verga con uncini di ftwr·o, agglutinate con gil'i di fascio gessate che r:~.echiude "<lno l'arto, lasciando aperto il punto dell'opot·azione che e1·a stat:t fatta con incisione semilunar·c. L'appa1·eccbio pendeva col mezzo di una sottile e robusta. funicella da una sb:.wra di legno longitudinalo attaccata alla sponda dei piedi del letto. L'opet-ato aveva una minima t·ca.zione. Dalle labbra della fe1·ita sporgevano gli estremi di una fina tela di caot,tchouc ripiegata a più doppi inte1·posta fra i due segmcnli della coscia e della gamba, a guisa di setLone o condultore delle reconti secre>doni le quali cadevano in una bacinella sottoposta. Il D.'' Linclemapn assicura che questa pt•atica è il seg1·eto della sempre felice l'iuscila delle sue resezioni del ginocchio. Egli In. tiene in posto per alcuni giot•ni nno a che la secrezione è note-çolmente diminuita, e quindi mette a mutuo contatto i monconi. Cib diminuisco la suppuraziono ed evita gli infiltramenti. L~ resezioni primarie del ginocchio sono fallite completamente in questa cnmpagM, ~(>l·se per l a impossibilità. eli conto1;nare il ptlr.iente di tutte le cut·o e i rigum·di succe~<sivi, e sarà pr·obabilmenlo una fatale ed ine\-itabile illusione anche dello campagne Cutu1·e; rutt..· win questa avvet'tenza di un fortunato opet·atore -ça notata per assicunu·e l'esito delle resezioni secondal'ie, ritai'dllte o patologiche della p1·atic::\ civile o milita~·e, e specialmente in q11egli Ospe:iali nei quali non si lmnno le opportunità di ch•condar"e il paziento in ·piena e lunga suppur·al!:ione di tutta h pulizia, la. nettezza, la pul'ezza dei locali, dell'aria, delle suppellettili e degli oggetti come nel Dic1conissen lfm~ di Haonover, il quale ò fatto per chiudere la bocca a qualunque critico e cosciem..ioso Chirurgo ed incontentabile Igienista. Può darsi che quei Chirurghi i (JUali sono più di noi f01·tnnati di vivere quotidianamente fra le gi'llltdi compiacenze dell'alta Cbit•m'gia tengano in qualche calcolo queste pa1·ole, giacchè sanno che una piccola minuzia, talvolta insignificante, salva l'operato e procul'a un trionfo all'operatore. Noi le abbiamo ~;criLle come detta dentro, risei·vandocele a propi~ie circostan:.:e, e ricordammo tanto il DiaccmisSCJl Jla.us per aver una valida I"Ugione onde perdonare n li'estrema cor·tesia dell'oltimo Strome,·e1· di a'·e•· arrestata la nostra furia o averci tt·attenuti una mezza gior·u~ta. di più in Rannovet· in quel pellegl'inaggio scientifico cho era u na sempre crescente consolu~ione. · D." E. BELUN/1..
Giornale di Medie. milit. 1872.
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Ricordi >> i guali guarirono senza difficoltà e senza un sensibile accorciamento. n caso più. comune è che dopo l'accidente i muscoli mantengano, per un certo tempo , tma certa tendenza a contrarsi, la quale cresce dall'ostacolo oppostovi e cessa ben tosto i11 una favorevole posizione del membro fratturato. L'iclea di soggiogare l'a?ione muscolare colla costant~ estensione anche nelle fratture composte non è n uova ; ma non fu tentata prima con una meccanica tanto clarÌnosa come col bendaggio di gesso di P arigì. Q1!l.esto è applicato sotto l'azione del cloroformio, il quale rilascia i muscoli; il .membro è ridotto dir·itto e lungo come il suo compagno. Quando l'azione del cloroformio è fiuita i muscoli ricuperano la lor o attintà e sono tenuti in estensione malgrado i loro violenti sforzi rli contrarsi, i quali spesso rompono l' appareechio gessato. Se l'appa.recchi9 di gesso è stato applicato largo e comodo , interponendovi gil'i di flanella od ovatta, è assai bene t ollerato, ma il membro è di poi cos\ corto come se ·nessuno l.lppareccliio si fosse adoperato l). Mentre io stavo scrivendo ciò in l) All'omb1·a dello parole di un grande maestro noi pur ci sentiamo d' insistere un momento su questo soggetto, e por essere più esplidti e manifesti citiamo un. a.seropio pratico. Quattro anni ot· sono 11n nost.ro caro amico e distinto Gollega, studioso amante dei passi pr·ogressivi della Chirurgia di guerra, della quale tou·evamo frequenti conversazioni essendo ancor di data recente il ricordo di una campagna, mostr(:lndoci un giorno il suo Ospedale ci fece ,vedere un caso di fratt·ura semplice obliqua d,ella coscia sinistra di un uomo forte e robusto. Era stato applicato all'ar·Lo fuatt.:u·ato, messo in posi'tione rettilinea, un apparecchio gessato d'inappuntabile manipolazione. Dal paziente fu sopportato senza. danno o lamento, ma dopo parecchi giorni l'appat·eccbio si era spezzato, e molto più nella sua parte supei•iore, in corrispoudemm del ginocchio. Non avendo al momento io pronto nuovo materiale si àmediò all'inaspettato accidente con de' cuscini laterali e appena sottoposti, tenuti in sito con dei lai·ghi legacci. L'ammaa'ato sentendosi poi meglio si pensò giudiziosamente di non cljstorglierlo daU:accomodata posizione. In tal moao Pappa1·ecchio inflessibile, che doveva- estendere e contenere, non el'a più che un giaciglio dell'arto. La. cura progredi in queste condizioni, e l'uomo guarì quasi se01.a. accorciamento. Noi non siamo nemici del gesso con COJI.Venienza e colla massima sorveglianza impiegato, e ci siamo molto compiaciuti di vedere grandi scatole di latta piene di fascie gessate nel ricco arsenale di ogni Ospedale di campo P!'ussiano ; facciamo pe1·ò, pe't la poca pratica che ne abbiamo, le nostre esclusioni, e singolar!'nente per le fratture composte e per arme da fuoco della
827 HannoYer, il l 0 ~faggio, ycnne da me un giovane Capitano dalla cui n.ndatura nessuno avrebbe potuto pensare che avesse avuto una frattura della coscia per arme da fuoco nel 1870. U11 apparecchio g·essato gli el'a stato applicato il terzo giorno: non lo potè sopportare. n Chirurgo che glielo le>ò il giomo appresso gli disse che sotto l'apparecchio i frammenti avevano preso una mala posizione. Da questo venne messo il memcoscia. Diciamo che a questo soggetto calzano assai bene le gravi considerazioni dello Sh·omeyet·, e che da quanto abbiamo veduto sùl largo terreno dei fatti clirùci compiuli negli Ospedali di guerra o di riserva dell'ultima campagna franco-prussiana, si deve credere di esse1· ben !ungi dall'aver b·ovato nell'appareccl1io gessato un mezzo generale di pronto, solo, unico, durevole ed esclusivo sussidio chh·lu·gico nelle lesioni dalle ossa sul campo di battaglia. L'abbiamo visto però adoperato su grande scala negli Ospedali di Cal'hll·uhe dove il o.r Be1-gmann Docente di Chirnrgia nella Università Russa di Dorpat, ci mostrò un completo arsenale di fe1·ule, ponticelli di legno, ccc. ccc., quuli scheleki di sostegno od al'mntut·e solido nell'applicazione dello fasci e gessato inumidite; altt·ettanto abbiamo vedut{) nella Clinica del Prof. Simon e nelle suo Baracche di feriti in Heidelberg, dore trovammo una macchina assai comlllendevolo per· gessare le fascio; c nelle Cliniche del Barone di Lt\ngenbeck e del Prof. Rardeleben di Bodino lo vedemmo di uso comune nelle fr·alture e per· l' immobilirtn~ione dopo le resezioni. Ma il pensnre che In diagnosi precisa di una fel'i~ di ar mo da fuoco è molte volto a.~sai ardua e alcune volte impossi bile, per· cui insorgono impr·ovvise e fatali complicazioni rese. g1·avlssime d!l. &irnile applicazione ci suggerisce ad essere molto circospetti in tempo di guerra nell'uso del gesso, e limitarsi a casi b~JU definiti malgrado i gt•andi vantaggi che questo mezzo presenta a pl·eferenza degli altri finora impiegati. Tl caso LIV rappresentato dalla fig. 9 della 'l'avo!~ VI dol Mac Cormac, di UM ferit1l di pallt\ al ml.llleolo inte.rno la quale produsse anche una frattu1·a spirale della dialisi tanto alta da richiedere l'amputazione nl ginocchio, o svelata soltanto dopo l'operazione, sarebbe stato un g1·ande errore di applicazione dell'apparecchio anche per semplice sostegno del piede a sollievo della forse impegnata o al certo sofferente rirLicolaziouo tibio- ta,rsica. Ma io vidi un altr'O éaso che può ammaesh·arci dello dolenti so1·prese delle odierne ferite pe1· arme da fuoco negli arti. Il 25 Maggio 1871 nelle Baracche dol P(ingstweiclc di Ft·ankful't il Ga,·>1ison ~r.<;.t D! llaenvind ci fece vedCI'O una ft•attura d'al'l't10 da fUOCO apparente al ao inferiore della gamba sinistra di un soldato. Dopo mesi di degenza all'Ospedale la frattura non si riuniva, dal tt·amite della palla fluiva marcia !laniosa, l'arto e1·a edematoso, il soggetto febbricitante deperiva. Fu convenuto l'amp\ltaziorte çho in quel giorno stesso fu eseguita brillantemente alla. nostra presenza dal D.'' 'Vladan Oiorgjevic e dal D.r Pernitza, con me-
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bro in una grond.aja di :filo di ferro e trattato senza costrizione : guarì in sei settimane. L 'accorciamento era di un pollice alla estremità inferiore sinistra. n suo fi·atello incontrò lo stesso acoiclente in quell'istesso tempo, ma guarì con un accorciamento di cinque pollici. Larghi frammenti si staccarono colla suppurazione , alcuni lunghi tre pollici. D Capitano era venuto a consultarmi per suo fratello ; egli è già _in ser vizio
da molto tempo. todo cibJare, appena sotto l'art.icolazione del ginocchio. Il pezzo dimostrò i tessuti iniì.ltrati e la f1·àttnra longitndiuale obliqua. della tibia ascendente fino al punto dove la sega del chi,r nrso era caduta. E questo ptu-e è un caso in cui l'apparecchio gessato sarebbe stato assai illCOn>•eni:ente e da doversi inevitabilmente rimuovere. Su questo proposito, 12 anni or sono, ha parlato assai bene il Pl'Oi'. Cortese nelle sue Considera$ioni p~·atiche ~lle ferite di a1-rn.e da fuoco , T od no 1859; dove descrive, a pag. 31, certi semicanali di legno dolce rettilinei od angolari da lui faLti colltl•uire e spel'imentati negli Ospedali di quella gue1Ta. Rammentiamo pure il bel semicnnalo di laminette di feno gL·aduabile a doppio piano inclinato del 'Prof. Porta di Pavia, il quale pot1·ebbe servir bene negli Ospedali di riserva di guer1·a, ctualora se ne facesse una fabbricazione in gt·ande che compessasse lo giuste esigenze dell'Ammùùstt·azione. l:{on vorremmo perciò vedere i Colleghi JlÌÙ giovani e più facili, come noi eravamo, alle speranze àbbandonarsi esclusivanlontei n camp11gna a questo genere di soccorso meccanico, il quale pe1· le sue belle apparent-e e per la diffusione acquistata ci pare cl~e r assomigli troppo a ce1•te foggie di vestire donnesco, le quali perchè di moda stanno bene ma 'fanno mille a chi le porta. Ne vogliamo noi una prova1 Di tanti feriti interrogati a cui era st.at~ applicate l'apparecchio gessato nel primo periodo sul campo, non unò ci disse che l'app,a1·ecchio non avesse dovuto esser levato e sostituito da un ultro. E jn pratica piuttosto regge l'ordine opposto di successione. Noi quindi se ci sentissimo da tanto vorremmo stabilirne le indicaziOJli, affinchè non si creda, che stigmatizziamo assolutamente l'impiego di un mezzo forse percbè è tanto in uso. Diè.iamo però in generalo che richiede cm'a, attenzione, maestrla o sorveglianza più che qualunque altro apparecchio, e in particolare è in\licato nella ft·attura dell'avambraccio e della gamba ; ottimo sostegno del piede nelle lesioni di esso; utilissimo nelle resezioni della articolazione della mano e del piede special mente c del cubito; nocivo e difficile e t t•oppo lungo il fa1•lo nellè fratture del .femore; pericoloso in quelle del braccio ; inutile nella resezione della spalla come del resto qualunque altro appat·ecchio imniobilizzatore, eccetto c)le una ciarpa a sostegnO' ò.ell'avamb.~;accio, giacchè lo scopo che il Chirurgo si propone è la filtul'a mobilità possibile <lell'estromo s11periore dell'omero e non l'eventuale del sistema della ~palla. n.·· E. BELLINA.
829 Il pericolo dei precoci od immediati appa-rec~b.i gessati è minore nelle altro parti dello scheletro che nella coscia; ma •esiste ~d è assai grande nell'omero , dove la compressione è capace di arrestate la corrente sangtùgna venosa, o di spingere una scheggia d' osso contro l'artel'ia brachiale. Io trattai queste fratture adagiando il braccio pendentè su di un cuscino soffice, Ieg:ato al torace ~ e ·l' avam.b rMcio sospeso in una éiarpa. Nello Schleswig-Holstein . ebbi 24 successi sopra 29 ·casi. Uno dei Chirurghi tedeschi ch e pteseto parte all'ultima guerra, il D.r Rupprecht di 1\fonaco, preferisce l'apparecchio gessato; ma uno dei 3 casi che egli trattò, riuscì fatale la diciassettesima giornata per emorragia, avendo w1a scheggia d'osso aperta l'arteria brachiale. Io clifferisco inoltre· da Gtlthrie neli'apprezzazione della trapanazione del cranio, che ho cercato di escludere dalla pratica militare come inutile inl alcuni casi e superflua in altri. Io • considero tmo stato di coma quale indicazione per l' a pplicazione del trapano non più che lo stato co:matoso ne1 tifo come un'indicazione per scuotel'ne il paziente con altri mezzi da quelli che sono ili relazione col suo stato generale ; col freddo, per esempio, ma non con gli stimolanti. Appena che i frammenti aèl cranio sono staccati dalla suppura.zione, lo stato comato,so . cessa da sè. 1.a. grànde difficoltà nel definire una tale questione consiste .nel fatto che alcuni pazienti sorYivoM aU'uso del trapano, ò ad una precoce estrar.àone clelle scheggie, e che alcuni ricuperano i lor o sensi immediatamente dopo la operazione. E ciò sembra una prova concludente per Jegittimare l.ln attivo intervento . .Ma non c' è da tirarne conseguenza ; il paziente può be~imo morire dopo .di avere ricuperati i suoi sensi, e più facilmente, come dimostrò l'esperienza, che s~lo ave&te lasciato stare comatoso non disturbando i frammenti. E ciò si doveva attendere da r agioni fisiologiche molto solide. Rimo:vendo le scheggie al primo periodo nei casi in cui la dura madre è ferita, voi aprite la cavità aracnoidea e l'aria yi può penetrare. La sostanza cer ebrale, se SC?-lfìta, diventa putidra, mentre avrebbe .potuto essere eliminGtta col riar;sorbimento -senza l'accesso 'dell'aria. Le op erazioni sottocutanee 'praticate negli ultimi tempi hanno molto contt>ibuito a dar gtan peso
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all'esclusione dell'aria; ma anche prima del loro tempo, Dense e Sit· Beniamino Brodie vennero nella conclusione che conviene evitare ringresso dell'aria nei casi di frattur·e del cranio e che non si deve operare quando vi e depressione, a meno che non si sia auto1·izzati da gravi sintomi cerebrali. Giovanni Hunter non era giunto a questo grado di p'l'udenza quando disse nelle sue lettere (Palmer's edition, YOl 1°, p. 493) : « Tutte lo fr(ttture del cranio si possono dire composte; perchè se non sono originariamente, diventano tali dalla rimozione del cranio » . Nella tcmdenza r etrograda all'operazione chirmgica nella frattura delle ossa del cranio, fu fatto un passo importante col non rimuovere i tegrtmenti ; ma altri passi ancora si dovevano arguire. Una fer ita aperta del capo sopra un cranio fl·atturato non doveva produrre un gra'""e danno nel pericolo del caso. Subita infiammazione nelle membrane del cerYello e profonda. suppw·azione non n~ doveva necessariamente conseguire; ma queste dovevano aver luogo assai facilmente rimovendo i frammenti che vi stavano addossati. Quando i frammenti si staccano per una infiammazione assai limitata in un tm·do periodo, la cavità aracnoidea è chiusa dall' adesione della dura madre al cervello. È spesso impossibile pr edire se là dura madre è stata aperta. Se fu aperta, il pericolo è reso più grande dalla rimozione delle scheggia. I J.Vledicàl Times and Gazette del 1860 contengono una lista di 83 casi in cui il trapano fu applicato, di cui 51 perirono, e 23 guarirono. Tra quelli che r iuscirono a bene, la dura madt·e era stata ferita; ma 3 degli altri casi et·ano pure tali clte, secondo la mia esperieU7..a, avrebbero potuto guarire, senza usare il trapano o la prematura estrazione dei frammenti. Le fratture del cranio per arme da fuoco sono sempee composte; il loro utile trattamento senza operazione chirurgica toglie loro ciò che è uno de' più grandi ostacoli, ossia, la. presenza di una ferita aperta, la quale sembrava per innanzi che amn1ettesse una ulteriore violenza. Durante le due campagne dello Schlesvig-Holstein del 1849 e 1850, io ebbi a trattare 40 oasi di fratture del cranio per arme cla fuoco, e 33 guarirono e 7 morirono. Avemmo un caso di trapanazione con felice ristùtato, ma la sua descrizione era tale che sarebbe potuto guarire senza operazione. Gli altri furono assoggettati
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a . cura antiflogistica col ghiaccio , sala.s&i, pozioni purganti e dieta breve. Io sono stato oia.si.mato da Pirogoff e da altl'i pe1.' la totale esclusione eli ogni azione chirurgica locale nelle fratture -per arme da fqoco del cranio; molti hanno seguito il mio esempio. Voi ammetterete, o Sì~nori , che non si può conoscere dì che utilità possa essere una cosa prima di averla. esperimentata. Il mio scopo era di conoscere fin do·ve si :poteva andare senza l'operazione chll·ur j5ica. Il r-isultato non .fu poco _ soddisfacente. Fu la stessa ·cosa, come trattare gli ammalati d i tifo senza stimolanti. E facenrlo ,oiò, appoggiato su i principii :fisiologici derivati dall'anatomia patologica, io m~ trovai molto contento degli l,ltili successi. Ciò che_mi ha piaciuto di più nel1\ùtima guerra, ùal punto eli ·vista della Medicina, fu di trovare due Ospedali in Reims e uno in Versailles dove il numero delle morti per tifo non era al eli sopra di 8 _per cento. Pane leggiero e qualche oncia di vino assai aspro erano i soli stiniòlanti impiegati fino a che' la febbre non era cessata. Il vino che io gustai era cosl as}n'o che, come io cono.!rco dag-li sperimenti comparativi colla potassa, deve aver contenuto più acido che uon suole l'aceto comune. E in tal n'lodo egli prestò gli stessi servlgi che l'acido fosforico , il quale io preferisco durante lo stadio febbrile, e per d.ieta della fari.pa di _avena ben bollita nell'acqua. I due Ospedali in Reiros erano vicini l'uno aU' altro, nell'uno i pazienti erano temperati dalle immersioni fredde, nell'altro eon attiva ventilazione r;;otto tende, e i resultati eranQ del tutto ug:uali in ambedue. In altri Ospedali la mortalità per tifo ascendeva a 25 e anche 50 per cento. Niente dimostra il g.ran valore della scienza e dell'arte medica meglio che queste evidenti differenze nei resultati di cure sotto le stesse c!roostanze, riguardo ~tlla costitu.zione, alle cause ~d ai sintòmi. Durante gran parte della mia presenza in Londra ero solito <li vedere all'Ospedale di S. Bartolomeo i malati sotto le cure di quel prudente e compitissimo Chirurgo Mr. W. La\vrénce, la oui gentilezza e assai istruttiva educazione io.non potrò mai dimenticare. Vidi m1 gl'an numero di pazienti sotto di lui con in·fiammazioni flemmonose, i quali erano trattati con incisioni, al primo periodo, innanzi che vi avesse avuto luog9 la suppurazione. Questa pratica ardita era in <~,nel tempo poco· coho-
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sciuta in Germania, doYe fu poi propagata, ed oggi generalmente in uso. Consimili casi non ammettono esitazione, e dimostrano evidentemente l'uso del trattamento. Gli effetti di un trattamento antiflogistico non sono cosi evidenti in molti altri casi. Non è che dopo una lunga esperienza che il Chirmgo è capac~ di dire se un caso di li'attura del cNulio, o di frattura composta di un membro, è stato grandemente avvantaggiato dalla sezione della vena , praticata. non nel tardo periodo quando sta formandosi la suppurazione, ma nel primo, quando ha luogo la r eazione, quando la faccia diventa iniéttata. e il polso pieno e forte. 'l'ra le molte saggie cose che Sir Astley Cooper ha detto fu quella di yisitare il pa:~.iente per _frattura del cranio tre volte il giorno, col fine di trovare il momento proprio per salassarlo. Ciò non pl'oduce l'effetto uguale delle incisioni nelle infiammazioni flemmonose; non restituisce la coscienr.a àl paziente, ma lo tiene ·vivo. Che ciò sia veramente si può soltanto giudicare dagli altri casi in cui il salasso a tempo debito è stato omesso. Ma il salassare è ora fuori di moda in Germania e altl'ove. La scoperta che la pneumonite può essere curata senza cavar sangue, è stata la prima causa di antipo.Ua.. Ho trattato io stesso la. pneumonite senza salasso, e ne ebbi buoni effetti. Perdei solo 5 pazienti di 558, durante dieci anni nell'Ospedale mil itare generale di Hannover, dal 1853 al 1864. Ai nostri pazienti venivano applicate una Yolta le coppette e poi amministrato acido fosforico. Io non mi permetterò mai ùi ùire che ciò sia una prova che il ~alasso non era ugualmente non necessario in casi chirurgici, i quali non hanno un decOJ'SO tipico come la pneumonite. Fu tm errore dei tempi andati che la pneumonla si potesse iugulare coi ripetuti salassi - essa compie il suo corso ciclico a dispetto del salasso. Ho tentato invano di mantenerne l'uso nella pratica chirurgica: ma non c'è caso, non si può nuotare cliritto attraverso una gagliarda corrente; conviene che uno stia guardando il tempo opportuno dell'acqua bassa per tra·versarla. Deve essere stato alcuni anni sono, che Mr. Syme disse che le lancette da salasso non si sarebbero pii.L trovate nella Gran Brettagna. Ciò è stato io credo )'apice dell'antipatia per il salasso. Da questo momento non ci fu più la distinzione di non salassare. Il salasso si avventura ora di mostrare di nuovo la sua testa
833 alquanto intimidita, ricordando casi, i quali sarebbero stati fatali senr.a la sezione della vena. Le lancette si potranno facilmente provvedere ancora, e poche foglie cll cavolo basteranno, come dice Dickens, per fare un po' di pratica prima di aprire la vena nell'uomo. Forse m'ingannerò 11ella mia aspettativa che il salasso riprenderà. di nuovo in breve la sua volta. Forse io sarò condannato in avvenire pet' essere stato l'ultinlo dei Mohicani a raccomandare la sezione della vena. Ad ogni evento m 'incontrerò in assai buona compagnia - co' miei vecchi amici di Loncl l'a. n 6 Luglio 1827 io vidi il primo caso di emorragia per trombosi della vena nell' Ospedale eli S. Tommaso, sotto la cura di Mr. Tyrrel. Un calzolaio a..vov·a avuto dalla sua moglie lUla stoccata nel braccio d~tro con una lesina. La ferita gli sembrò leggera e non ne fece parola per alcuni giorni : allora si manifestò un'immensa tumefazione al braccio; e l' avambraccio diventò gangrenoso. Mr. Tyrrell'ampuiò appena sotto l'ascella. Esaminando il membro amputato si trovò che la vena brachiale era stata largamente aperta dall' iStrumento ; che una larga cavità. piena di sangue coagulato si era formata presso i vasi. La vena brachiale et•a trombosata per una considerevole estensione al di sopra della plUltura. Mi colpì l'jrlea che l' emorragia interua avesse dovuto ave1' luogo dopo l'ostruzione della vena brachiale, e che la gangrena fosse stata prodotta da stagnazione. Ricordai questo caso molti anni dopo quando vidi che nella pratica militare l' emorragie secondarie nelle ferite esterne avevano origine da cause simili. Io le descrissi sotto il nome di emotTagie fiebostatiche. Alri preferiscono di chiamarle piemiche, dando poco peso alla ostruzione venosa. Ma pietnia non esiste sempre in questi casi, e l'influenza !iella ostruzione venosa sulla emmorragia è troppo evidente. V~i Yedr ete ciò avvenire, se vi occorra di salassare di nuovo, dall'arresto della corrente venosa al di sopra del luogo in cui aprite la vena. Ogni ferita esterna darà. sangue per lUl simile ostacolo. P ermettetetni qui di osservare ciò che io dimenticai di menzionare altrove, che la trombosi capillare di una certa estensi9ne al di sotto di un vaso leso deve avere lo stesso effetto della tl'ombosi della vena principale, perchè essa aumenta la pressione che la colonna del
834 sangue esercita per penetrare nel membro. La qualità del suo sangue si deve alterare dall'impedimento dell'uno e dell'altro genere, e non può più procedere la normale nutrizione. Queste osseryazioni sono del piit grande interesse nella Chirurgi:~, militare: esso c'insegnano ad essere molto cauti nel trattamento di ferite, le quali possono avere offeso Yasi di considerevole calibro, la cui emort'agia sia stata arrestata da contusioni o da coaguli. I vasi lesi possono guarire senza emorragia, se il riflusso del sangue Yenoso rimane libero; ma se vi è qualche ostruzione, sia per trombosi venosa o capillare, può accadere la emorragia secondaria. Ptima che questa nasca la ferita cangia spesso di aspetto per l'alterata nutrizione. Il piano di 1\11-. Gutlll'ie di legare l'arteria ferita sul luogo della lesione riesce assai bene nei vasi minori, ma spesso fallisce nell'arteria. femorale. La grossa vena che l'accompagna è stata spesso lacerata o contusa dalla stessa palla. Dopo che è stat.a legata l'at-terla stù luogo, la vena diventa spesso impermeabile, e occorre la emor1·agia o il membro diventa gangrenoso. In alcuni casi però può essere più conveni~nte, per guadagnar tempo, di gettare la legatura al di sopra del luogo ferito; prima che la emorragia occot'ra, la vena può aver sopportato un favorevole mutamento. In altri casi è meglio, senz' altro, amputar~. Non posso qui lasciare il nome di Mr. Tyrrel senza ricordare como io solcya ammirare le sue operazioni di cataratta. Egli le faceva ordinariamente con incisione corneale superiOt·e della massima regolarità. Adottai il suo metodo di sedere dietro il capo del paziente nell'operare l'occhio destro. Ho Yeduto Graefe il seniore in Berlino, Jaeger il seniore in Vienna e Roux in Pa1·igi eseguire l'estrazione tanto colla mano sinistra, quanto colla destra, ma io preferisco la più cauta maniera inglese. Ho pensato spesso alle belle operazioni di Mr. Tyrrel ed ai loro resultati quando venne il tempo che l' iridectomia sembrò necessaria per la grande maggiorità delle cataratte prima di estrarle. Ho salutato la innovazione del D.~" Liebreich come la più candida confessione che i moderni oculisti erano andati troppo innanzi in questo proposito e che l'iride doveva essere r isparmiata, se possibile o ragionevole.
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A Sir Beniamino Brodie mi sento oggi molto riconoscente per quanto ho veduto fare da lui nel trattamento délle malattie degli organi urinarii, ma principalmente pet· Ja sua abilità nelle ma·Jattie delle articolazioni. Egli fu il primo Chirurgo che inginnso la dottrina di mettere le articolazioni mnlate in riposo collocnndole in una ferula. Le ferule eli cuoìo che egli raccomandava, sono state in parte surrogate da. apparecchi di gesl)o o di amido, ma io adopr{) costantemente le fet·nle eli cuoio in molti casi cronici, quando il par.iente dove uscire, o scendere al bagno, o usare qualche applicazione locale. L'influenza di Sir Beniamino Broclie nel trattamento delle malattie articolari è stata grande in Germania. La sua opera su questo soggetto è stata tradotta, nel 1821, dal D.t· Holscher di. HannoYer. Egli doveva farsi strada contro l'autorità di Rost. il qunle aveva intr odotto il ferro rovente come rimedio generale per quasi tutti i casi cronici. Ora non è più ~usato . Il grande principio, che Mr. Hilton ha patrocinato cos\ abilmente, di mettere le parti malate al riposo, sia con mer.r.i meccanici o fisiologici, ha proscritto H caustico attuale. Un ulteriore roerito di Sir Beniamino Brodie fu inoltre di additare i casi nei quali l'affezione articolare, è spul'ia e nei quali il riposo riesce nocivo. Io considero l'opera di Brodie sullo affe?.ioni locali nervòse, pubblicata nel 1837, come del massimo valore per il numero delle persone che hanno potuto esser beneficate dalle sue dottrine. Ne ho dato m\ breve estratto nel mio Manuale di Chtr"ttrgia, ma ciò non ha avuto l'effetto di eccitare l'attenzione pubblica. I miei concitta.dini tedeschi immaginarono che le affezioni nervose locali fossero nno . speciale patrimonio della natura delle giovani signore inglesi. Non è passato un mese che ne vidi un caso evidente in Hannover. Mio genero il Prof. Es,march, che viaggia molto durante le suo ~acanze, è riescito di raccoglierne un numero <li casi nelle differenti parti della Gennania, e di districarli dalla tela di Aracne di UÌl tr-attamento non giudizioso. Forse io stesso avrei dovuto ayere scritto piì.1 largamente su questo soggetto, ma disperai di far ciò meglio di Beniamino Broclie. L'anno scorso il Prof. Bsmarch pubblicò un piccolo volume sulle Nevrosi Articolari, il quale, io spero, riuscu·à a peopagare le dottrine di Sir Beniamino Bì·odie, la tralluzione tedesca
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delle quali ha fallito di produrre l'esito desiderato. Questo soggetto è intimamente legato con gli sforzi di quel gran genio, la cui scoperta della differente radice dei nervi motori e sensitiv.i ha sparso uno' splendore sul nostro secolo. Nessun uomo forse ha dato tanto da pensare a' suoi contemporanei quanto Sir Cado Bell. Egli non visse abbastanza per vedere la grande estensione di studi scaturiti dn. una cosl semplice sorgente, come quella delle differenti radici dei nervi. Le ricerche di Beli soltanto sulla paralisi del nervo facciale furono sufficienti per crearne un numero di simili. n legame tra questa malattia e il reumatismo ; la proclività che hanno per essa certe persone soggette ad affezioni addominali, ad impedimenti di circolazione addominale, indirizzarono ad altre mal~ttie con diminuita energia degli organi, p~r esempio, della vista e dell'udito. SEloauendo le traccie date da Carlo Beli io trovai che ogni affeziono locale originata da una violenza o una spontanea infiammazione erano infl.uenr,ate nel loro corso da .un ingr ossamento del fegato o della roilr.a, e che nella cm·a ora necessario ridurre il loro volume. Ciò spiega l' uso assai generale e molto pit! empil'ico delle pillole mercuriali e della china, e ci avvisa di esaminare il volQine del fegato o della 111ilza specialmente nei casi cronici che mostt·ano poca tendenza alla guarigione, per esempio nella sifillrle secondaria e terziaria. La scoperta di Marshall Hall della funzione riflessa diede un nuovo stimolo a pensare alla g•·ande importanza della scoperta di nen, da cui ebbe la sua origine. Questa dottrina della funzione riflessa del sistema nervoso può essere paragonata soltanto colla scoperta della circolazione del sangue. Essa dà una idea del modo con cui l'azione nervosa è esercitata giorno e notte, e con cui l'azione riflessa segue l'altra. Cel'cando di intendere bene quest'azione io fni condotto a stabilit·e ttn secondo principio, che è intimamente legato coll'azione riflessa. Trovai che la smodata azione riflessa nei muscoli o negli organi muscolari era generalmente combinata con sensazioni dolorose, alcune volte nelle vicine, alcune altre n·elle remote parti dalla sede dello spasmo. Siccome un seguito simile di combinate sensa?.ioni deve aver lu~go durante l'azione normale dei muscoli é degli organi muscolari, cosi io congetturai
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che l'azione del sistema muscolare era necessaria per mantenere l' energia nervosa. Sir Beniamino Brodie nella sua opera sulle affezioni nervose locali si oppone al~' uso popolare del nome eli spasmo per sensazione dolorosa, E lo stesso caso in Germania. Il popolo non fa alcuna distinzione fra Kr·arnpf spasmo, crampo e Schmerz dolore. Vi è una qualche ragione perciò; dove vi è spasmo suol esservi dolore, ma spesso in posti lontani. In luogo di dolore lo spasmo è combinato spesso con l'alterata sensibilità, sia parziale o generale. Il nome tedesco per l'isteria è Mutlerk,•ampf, crampi della madre. L 'utero essendo un organico muscolare può esse1'e bene che l' isteria parziale consista in uno spasmo dell'utero come un'azione rifles89- dagli ovarii o da altre parti del sistema. L'idea era ben conosciuta inJnghllterra ne' tempi antichi. Potete trovar ciò nel Re Lear di Shakspeare dove è stato detto : « Come questa madre mi sale al cuore ». Uno degli esempi più pal'lanti di dolore originato dallo spasmo è crq.ello della ghianda del pene dalla co.ntrattura clelia ~ressìca por una pietra in essa corttenuta. Un altro esempio assai noto è il dolore del ginocchio risultante dallo spasmo dei mu:scoli flessori dell'articolazione del femore per infiammazione delle sue ossa, e alcune volte da altra causa. In un uaso speciale in cui non vi era infiammazione del cotile io riescii ad arrestare il dolore del ginocchio, recidendo il muscolo tetto e pettineo. Ho rimarcato delle sensazioni conbinate con azioni muscolari in tutti gli organi di senso e in molti casi di malattie. Ho scritto sulla mia teoria della combinata energia motrice e. sensitiva nervosa dapprima in Hannover nel 1837, nel Gottinger Gelerthen .4nzeigM·, un articolo che riprodussi in latino dopo che divenni professore di Chirurgia in Erlangen. Non ho più seguito su questo soggetto perchè mi avrebbe costato il lavoro di tutta la vita per condurh1 al grndo di perfezione equivalente all' evidenza della dimostrazione fisica. )Ia il fatto che ogni dolore il quale non può dipendere da un· alterazione locale di tessitura dipende ila una azione spasmodica di qualche organo muscolare mi è st.ato di somma utilità nella pratica; e in ogni caso di questo genere vi consiglio di fare a voi stessi questa questione : dov'è h~ sede dello spasmo? Ricordatevi che lo spa-
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smo può aYer luogo tanto nei muscoli Tolontadi come negli involontari[. Forse voi non sospetterete molto che il fegato sia un organo la cui energia muscolare sia di grande importanza. 1\la se aveste provato il dolore del passaggio di un calcolo biliare pensereste altrimenti. Io stesso 1' ho provato, e presi per ciò sei grani di oppio in una notte. ~elle malattie del tegato vi sono frequentemente dolori nelle remote regioni del corpo, nelle spalle, nel capo e in altre parti. Potrei raccontare un gran numero di casi in cui l'affezione nen·osa locale di una estremità procedette dal fegato, altri dall'aceumulo delle feccie negli intestini crassi, le quali mandano azioni riflesse per la loro espulsione. È assai facile di curarla clopo averne conosciuta la causa, senza veruna applicazione eroica sulla parte offesa. Dopo di aver parlato di tanta varietà di cose e per cosi l ungo tempo, lasciate, o Signori, che vi dia un addio, e che vi ringt'azi corclialmente per la gentile attenzione con cui mi avete prestato OJ'ecchio. Desidero che voi ricordiate i vo:stl'i studii in Londra ron gli stessi sentimenti di gratitudine e soddisfazione, coi quali io li ricordo dopo 44 anni di' 'i"Ìta pratica.
Ecco ora come la Wumer Mediz't"nische Wochenschrift del 20 Luglio, da una corrispondenza <la Nctley, ricava il racconto interessante della visita fatta dal D.r Stromeyer a quella. Scuola Medica Militare 1). - Questo illustre rappr esentante della Chirurgia tedesca fece il Lunedì 20 Maggio dell'anno corrente una graditissima visita alla Scuola Medica Militare, e fu ricevuto con espansione cordiale dall'Ispettore Generale Innes, dai Professori e dal Corpo Medico del R. Ospedale Vittoria. n D.r Stromeyet· visitò dapprima l'infermeria delle Sezioni di Chirurgia e di Medicina, il Museo Patologico e la Sala dei l) Netley à l'Istituto :Militare nelle vicinanze di Southampton. in cui gli Aspiranti al servi~io medico militare dell'esercito inglese, dopo sostenuti gli esami di Stato, vengono preparati al servizio con un corso ( Wien. Med. Wochensch,·ift.) di quatt~·o mesi.
839 Modelli. Nella Sala delle osservazioni microscopiche e nel Laboratorio igienico l) trovò i candidati in pieno lavoro. Prese un grande interesse di tutto quello che vedeva, e con molte inchieste cercò d'informarsi del sistema d' istruzione. Dietro il desiderio dei Professori, si dichiarò disposto di fare una comunicazione ai Candidati, la quale ebbe poi luogo, dal mezzogiorno al tocco, nella grande Aula della Scuola do\e i Professori e i Candidati si erano riuniti. n D.r Stromeyer tenne un discorso chiaro e penetr ante, improvvisando in pretto e corrente inglese. Menzionò dn.ppTima di aver studiato tm anno in Lonch'a, e quanto riconosceva di dove1·e alla Chirurgia iuglese in generale e a' suoi r appresentanti di quel tempo, Green, Tyrrel, Key, Lawrence, Brodie, Carlo Beli e Guthrie. n tema del suo discorso furono le frattm·e per arme da fuoco, nella cura delle quali faceva risaltare che devono seJ'vire di anello di nnione le fratture complicat.e del tempo ordinarie. In essa furono i pl'incipii di Percival Pott quelli che diedero i migliori risultati come quelli che sono i meno controvertibili. La loro essenza consiste nel modo estremamente delicato con èui i fi·amroenti ossei ed i membri fratturati sono mantenuti; nell'evitare l'esplorazione del dito, spessissimo superflua, per ricercare scheggie ossee o corpi stranieri; nella quietil. posizione del membt·o e la più comoda pel' il paziente. Nel periodo in cui i muscoli irritati tendono ad accorciarsi non si dev.e affannarsi di voler ottener e la naturale lunghezza del membro mediante la estensione ; la posizione più conveniente dei ft·ammenti viene da sè col rilasciamento delle contrazioni muscolari. Nei peggiori casi ciò avviene naturalmente in un modo incompleto, ma la permanente estensione non vi apporterebbe alcun miglior_amento. La mortalità. inoltre sarà per ciò più rilevante, e nei guariti la deformità sarà maggiOJ'e che senza i grandi maneggi. Nelle fratture per a1·me da fuoco della coscia le difficoltà. da superarsi insorgono in modo aRcora più sensibile, ed hanno l) 1l Laboratorio igienico è il locale dovo gli Aspiranti al servizio medico militare fanno ricerche ed analisi sop1·a le acque, le bevande, gli alimenti ecc., allo scopo interamente pratico dell'igiene delle b'Uppe. D.·· E. BELI.IN.\..
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scoraggiato alcuni dalla pratieà ciel trattamento conset>vativo. Guthrio dopo la battaglia di 1'olosa gottopose 36 casi scelti a cura conservativa, ma fu colSi poco soddisfatto dei risultati, sia dal riguardo della mortalita, sia per rapporto alla forma dei membri conservati, che raccomandò l'amputazione per tutte le frattur e della coscia per arme da fuoco. li D.r Stromeyer propugnò in tutte le sue quattro campagne la cura conservativa, crl ebbe neU'ultima, presso Sedan, 23 per cento di morti, mentre la mortalità nelle campagne antecedenti era salita fino a 50 per cento. In queste fratture per arme da fuoco è da far gran calrolo dei pe1·icoli che porta seco l'applicazione poco giudiziosa dell'appa1·ecchio gess<tto. Sotto la narcosi del doroformio il membro si lascia L'ìcilmente distendere alla richiesta lunghezza, che l'apparecchio gesl:!ato è destinato a mantenere. Appena che l'anl'~<>tesia è cessala, i muscoli si contragg·ono di nuovo c riducono il pnzient.e in uno stato de' piit torrnentosi. La rimozione dell'apparecchio ·non ripara i danni arrecati ; la mortalità viene a~unentata; e maggiore diventa la deformità dei gum·iti. Meno pel'icolosi degli apparecchi gessati sono i leggieri pesi attaccati al memht·o; non hanno però alcun influsso sulla deformit$.; i grandi .pesi che mantengono il me,mbro nella sua naturale lunghezza non sono tollerati. ll Prof. Skomeyer passò quindi alle fratture del cranio per arme da fuoco, nelle quali ·valgono presso a poco gli stessi principii. Non si dcrono smuove.:e i frammenti, e si deve attenderne lo spontaneo distacco. E manifesto, secondo le vedute di Stl·omeycr che l'abilità chirm·gica consiste piuttosto nella rimozione che nella esecuzione della trapanazione. Egli vorrebbe <'he gli stromenti a ciò necessari fossero allontanati dalla cassetta chiru•·gica. di campo di un medico militare. L 'oratot·e parlò in seguito delle fratture per arme da fuoco delle articolazioni, e spiegò come i felicissimi risultati che le r esezioni della spalla e del cubito ebbero nelle campagne dello Schleswig-liolstein del 1848 e 49 e 1850 siano stati il momento decisivo per la loro generale applicazione in guerra. Raccomanda specialmente le resezioni primarie, e per la pratica di gnerra dà poco valore speciale al metodo sottoperiosteo.
841 Applausi alti e r ipetuti seguirono questo -discorso di un uom0 si capace da insegnare a' giova\1Ì e a' vecchi. L'Ispettore Generale Prof: Longmòre ringraziò in nome dell'adunanza. · Nella sera l'Ispettore Gene:rale Innes e tutto il Co1·po Medico di Netley sedeltero a mensa coll'illustre ospite. Vi erano 90 persone compresi l Candidati. Ìl P rot: L ongmote fece il brindisi del banchetto. Scolpi con brevi parole la carriera del D.r Stromeyer e i suoi meriti per la Chirurgia eli pace come per quella di guerra, le quali gareggiano nel c~n1,mino e .si contendono il primato. Accennò pure ai servigi da lui resi alla sua pl:\;tria come Amministratore, mentre fu Medico Generale del R. esercito Annoverese, il cui servizio sanitario deve a lui la sua riorganizzazione, che servi poi di modello agli altri Stati tedeschi. n brindisi- al Prof. Stromeyer fu accolto con grande entusiasmo. n n.r Stromeyer gli rispose con serie e sensate parole e fra le altre cose disse: Ho sempre avuto di mira che i Medici Ingle~i e Ted.eschi debbap.o vivere in buona armonia ed ho poi sperato che quest' ultimo mio viaggio in Inghilterra debba contribuire a rassodare i buoni rapporti. Questa serata mi attesta palesemente che la mia fiducia raggiungerà il !:lUO scopo, giacchè io non avrei mai potuto attendermi un cosi cordiale ricevimento. Durante la sua dimora di tre giorni presso Netley il D.r Stromeyer ftt ·ospite del Prof. Longmore in \Voolston.
L'ultimo pensiero che manifestiamo è quello che ci è primo venuto ih mente leggendo queste parole. Noi raccogliamo e faceiamo eco a questQ grido necessario di un accordo medico internazionale. Non vogliamo imitare quei mémbri della SocùJté de Médecine de Pa?·is, i quali, ministri di ~a professione umana e li~a, si isQ)ano ringhiosi dal comune lavoro scientifico e innalzano la bandiera della esclusio1;1e · perchè il loro esercito ha perduto uuç~. campagna e la politica del loro paese si è precipitata per la china spaventevole di una guet'ra sconsiderata e disastrosa 1). Crediamo bene che la ferita debba dar l) Ved. Enqttéte sttr la Condu,ite des 111édecins Allen'tands ptmdant la Guen·e dc 1.870-71. Typ. A. Pougin, Paris 1872. - n K!RCIIN~a nella I)Ua Gi01'?tale di Medie. milit. 1872.
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842 ~angue, ma la mente do·n·ebbe mantenere il suo impero, e la passione non montare al cuore, ma rimanere in luoghi piì.t bassi. E l'alta causa dell'umanità intera? E il. ferito zj>so (acto neutrale in guerra? E la clistinta. missione del Medico secondo la ConYenzione di Ginen·a? E il bene grande che ne può derivare ai due eserciti combattenti dalla buona intelligenza dei Mecijci con diyersa divisa? E le malattie che si possono non ereditare l'uno rlall'altro ed evitare anche ambedue sul teatro della guena con vantaggio inapprezzabile delle immediate, vicine e lontane nazioni? E noi che fummo veramente spettatori imparziali del modo umano, civile e cortese con cui le migliaia di prigionieri erano trattati dovunque in Germania, e della sollecit.'l e gentile premura con cui erano assistiti centinaia di malati e feriti francesi, creùiamo che fol'tunatamente anche in Francia M. Chenu, l\1. Morache, M. Grellois, M. Léon Le Fort pensino altrimenti; e altl'imcnti pensò Nélaton c1uando, ai primi di Agosto del 1870, andò al quartier generale di Metz e ritornò a Parigi col bcn.venuto dell'Imperatore per qualunque Chirurgo straniero venisse a prestar i suoi ser vigi all'esercito. Da ciò provennero i f-rutti mi1·abili delle> Ambulanzo del Soccorso Internazionale, le quali profusero ingenti somme di danaro e copie di aiuti d·ogni genere a vantaggio di ognuno. Noi non sappiamo però se potremo mai offrire al Prof. Stroméyer un' ospitalità cQsì splendida come quella del rispettabile Consesso Medico dell'Ospedale S. Tommaso e del Corpo Medico Reta~ione del R. La~;at·etto di guerra pnc.ssiano del Castello di Vcrsailles, dw·ante l'assedio di Parigi, Ertangen. 1872, ci dà una nolizhl su questo pt·oposito molto più confortante. TI Capo 1lcUa Seziono dell'Ambulanza Olandese, la quale vonnc dopo l'Ambulanza Anglo- Amet·icann sul teatro della guena, gli I!CI'he una lettera che è insol'ita nel suo libl'O e da cui ci piace di citare il passo seguente: « J'ai une vcritable satisfaclion en t•endant temoignage a.ux services rendus, sous tous !es rapports, par M. le Docteur Pollack ot scs aides. Pat· Jour addition à la Scction hollandaise du Lazaret, nous avons pu reussil·, mnlg,·é les nombreuses difficultés, à orgaoiser et à !aire mareher nos sallcs sut• le pied des Laznt·ets prussiens si renommés pat· leur ot·dre et bon service. J:\os medecins y font une veritable école, tout en pretant leur scrvice. Tis ont en oull·e prit leur tour de ròlo avec le Médecin!! des salles pntssiennes potu• le servic!'l de nuit .. . ...... .. . . ... 1 • • • • • • • • • • • Qu'il me soit permis d'exprimer ici combien vos soldats allemands sont· plus abordnbles à tout ce qui est bon et m01·al et religieux que ceux de l'armée frao çaise. »
843 Militare di Netley; certamente non sareqbe mèno cordia1~ ed ossequiosa, e valga a dimostrarne il desiderio l'~mpottanza. che Mn abbiamo potuto far ·a meno di dare alle sue istruttive parole. L'occasione propizia non doveva lasciar eadere questo Gio,·nale, che da tànti anni, non senza sforzo e fatica concor de, si adopra a mantenere in oredito la Medicina Mi1itare, la quale. è destinata, come dell'umana vit•tù diceva un grande storico inglese, ad accendersi e brillare per un. poèO nel monclo e a rimaner poi per degli anni assopita. E rispondendo all'.omaggio l'eso nell'immensa Metropoli ad 1.m uomo, per l'affabile attrattiva dell'alta sapienza riverito al di qua. e al di là della Manica, ·crediao;lO eli' esser ·corrisposti in Italia~ ma sp ecialu~ente in questa be1la ed illustre città. In essa, non ha guari, ab.biamo veduto la civile socjem, il ID!lgistrato e il popolo Il)inuto vestirsi a lutto e a compianto, è raccolti e commossi accompagnare la salma de1l'em~ne1,1te ingegno eli Francesco t Puccinotti, il quale sotto il suo po'V'ero tetto lascia soltanto,. come frutto di laboriosa esistettza, i preziosi scritti benefici alla umarutà intera e il segno dell'ultimo pe'r donabile desiderio di spegnersi in questa gentil~ Firenze. E èiò fu bene per il grande onore reso alla sua memoria ! Ma u<3miili simili. sono il retaggio comune delle nazioni e ancor vivi merita.no onorànza pari alla riverenza incohtestata. alle loro ce11eri e alla maest~ del loro sepolcro. E questa noi aòbiamo creduto di dover rendere a questo illustre, che colla gioia di aver reso tm gran pubblico bene co}la fatièosa carriera di Medico Militare, si presenta ad un rispettablle .e ri'v:erente Consesso Medìco straniero ; al P rofessore di Chirurgia e Ottalm~jatria di Erlangen, Monaco, Friburgo e Kiel; all'Autore del Mànuale di CMrurgia; d.el libr·o aelle Malattte e Le~ni Ohirw·giche, delle Espert'enze sopra le Ferite ,per Ar me da .Fuoco, al Medico Generale di Hannover, il quale alla Medicina Mili,tare lascierà per sempre le sue 111assirne. Firenze1 15 Ottobre 1872. Il Medico di Battaglipne
n.r E. B ELLINA.
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ESPOSIZIONE POLITECNICA DI MOSCA
· Nel 2° Giat•dino di quella straordinaria esposizione, erano raccolti gli oggetti· attinenti alla Sezione 111.edt'ca, rappresentanti lo stato della medicina chirurgia, farmacia e veterinaria. Nel 3° - Sezione J.Y.l.z'litare - in apposita sala vedevasi raccolto tutto che ba rapporto al servjzio d'ambulanza, ecl accanto ai diversi proiettili raffigurate in modo davvero stupendo le ferite da essi pro ~otte . Belli::;sime erano tra •le altre le fotograCie del dot..tore Hbner dimostranti, all'uopo di operazìoni eseguite sul cadavere, i metodi di operare in campo all'epoca della presa di Sebastopoli. ·v·erano poi modelli d'ambulanza, degli oggetti diversi di medicazione, tende ospedale, ospedali- bat•acche, letti, modi di riscaldamento, di ventilazione e ,persino l'esposizione tecnica dei diversi processi di disinfezione e rinsanimento.
BIBLIOGRAFIA.
DEL TATUAGGIO DELLA CORl'i"'EA, per il prof. Rorà.
È una compiuta monografia dalla quale il lettore può acquistare una esatta cognizione del valorro di questo mezzo, diretto a togliere o minomre la ributtante deformità delle macchie perlacee, reliqua~i di diversi processi morbosi della co'l:'nea. Alcune importanti osservazioni pratiche valgono a determinarne le condir.ioni di buon'esito, le indicazioni form ali, ecc. Come t utti i lavori del Rorà questo scritto è improntato ~H quel semplice e spassionato praticismo che è appunto il carattere apprezzevolissimo dello produzioni di simile natura perchè riescano istruttive e eli vera utilità.
845 CmMICA BROMATOLOGICA, ossia GUIDA PER arco~oscERE LA DONTÀ, LE ALTERAZIONI E LE FALSIF ICAZIONI DELLE SOSTANZE ALIMENTARI,pel farmacista militare dott. Aurelio
Facen. V avere questa memoria ottenuto la men~ione onorevole al Concot·so Riberi ci dispensa dal farne l'elogio. A noi però che abbiamo qualche nozione speciale dell'ardua materia traLtata, è doveroso il ·notare le somme difficoltà che dovo aver incontrate l'autore a ridurre in sì breve volume le svariatissime cognizioni che al vasto argomento più o meno direttamonte si collegano. Difficilissimo è scansare di cadere nell'arido o nel troppo stringato, volendo a lutto accennare; più difficile è ancora, massime pel chimico, mantenersi noi limiti che lo scopo popolare o quasi elementare di simili lavori insormontabili richiedo. Molti lo tentarono, ma a giudicare ft•eddamento o spassionatamente non può dirsi davvero che -vi siano riusciti... .. Vi .riesci il collega Facon ~ Ne giudichi il benigno lettore : ricordi però che, come ben disse il d'Azeglio, ogni lavoro costa studio e fatica e merita premio. E noi crediamo che il premio meglio ambito dal Facen sia J'aggradimento e l'incoraggiamento appunto che gli verrà dai colleghi. LA RABBIA CANI~A VINTA NELLA PROPRIA CAUSA, pel dottor
Bertacchi veterznario capo. L'argomento fu così dibattuto cho a maJa pena riesce il con-vincersi si sia potuto çlire alcun che di nuovo, di meglio praticamente attuabile. P ure il Bertacchi l'iesce ad una proposta e nuova ed incontrastabilmente ut ile, c fbrs' anche di non impossibile pratica attuazione. i\oi, pet• quel che vale il nostro povero giudizio, non temiamo di darne all'egregio Scrittore meritata lode..... E se diciamo giusto, ne giudichino i colleghi dalle conclusioni çbe qui sommariamente riportiamo : .: Profilassi pratica della rabbia e modo di provvedere alla conservazione della specie oanina.
« Delle dne proclamate misure quale che sia per essere la perfetta, la maggiore difficoltà pratica consiste unicamente nel ridurre
846 il monopolio dei cani nelle mani di un solo e sbandirno affatto le femmine di mezzo alle popolflzioni. « Ed anche a questo riguardo l' inrlustdalc nostro Gignone ei sarà. di non poco ammaestrM:tento P\'atico. A P inerolo ora quasi lui solo che allevava cani. Gli abitanti del cireondario - allora provincia - trovavano comodo, abbisognando di cani, d'andarsene a provvedere presso il Pe!acani, e, mercé tale opportunità, a niuno passn,·a per la monte di tener cagne nelle proprie caso eogli impegni c disturbi che sogliono recare in famiglia. « E questo è quanto si dov,reb"be stabilire universalmente por ogni ch·coudario o distretto o sopra un dato numero d' abitù.nti, cioè: • « Affidare ad un solo l'incarico di ritirare tutti i quadrupedi domestici o morti per malattie accidentali o da abbattersi per morbi contagiosi od incurabili; o in pari tempo autorizzare costui ad allevare ogni razza canina come faceva l' industre pinerolese, lascinndogli libero ogni profì.~o dello propria' speculazioni. « Assegnare a quest'uomo un sito segr•egato ·ed llllbastanza lontano dalle abitazioni comuni, dell'estensione di qualche ettaro coltivo per r interl'amento dei cadaveri e l'allevamento dei cani; quale lerreno dovrcbb'esscre provveduto a spese del comune capoluogo, siccome disposizione di polizia sanitaria che importa assaissimo di promuovere dappertutto (a). « Or•dinare severamente al conduttore dell'impresa di non vendere ne lascia1' uscire dall'a'ssegnata:gli località che cani maschi castrati qualot•a si Yolesse adottare la penultima misura (castrazione generale). « Onero ingiungere al medesimo di non vendere nè lasciare uscire tlal cinogeno che cani maschi anche non castrati ove l'altra proposta (proscriziono ciellc cagne) sia stata, come più spediente, preferta (b). , « Emanare nello stesso tempo un'ordinanza del Consiglio pro>incialr di sanità a nome dc! ministero dell'interno, con cui venga avvet•Ut.o il pubblico del nuovo disposto di poliz.ia sanitaria, prevenendo che i cani non castrati (noi l 0 caso) e qualunque cagna « (a) T ale savissima. disposizione vige regolarmente in molte parti dello Stato, massime nelle nntiche provincie. (< (b) Crediamo che uiuno avrà guato di possedot·e cagne a pl·ofercnzn di C!Lni.
847 l 0 e 2°), venendo
(nel ritrovati in qualsiasi luogo, saranno inesor abilmente ritirati cd uccisi, quand'anche si dovessero andare a prendere presso i medesimi proprietari ove constasse e~ervi segretamente ritenuti. « Colla stessa ordìnanza raccomandare ai cittadini di accordare' la massima libertà n.i loro cani, revocando ogni regolamento di catene, museruole ed imposte, salvo, per queste ultime, il caso di misura economica. « Oltt•e all'uccisione come sovt·a, stabilire una multa di L. 600 per ogni cane intero, rapporto alla 311. misura, e di L. 1,000 per ogni cagna rispetto alla sa ed alla 4a, qualora se ne venga a riconoscere il p:roprietario. « Stabilire una mulk'l. non minore di L. 2,000 contro chi allevasse cani o per sè o per pubblico smercio senza esserne debitamonte autori?.zato. « (Il carcere sussidiario di dette multe sarà di G mesi per In 1n, un anno per la 2a e due anni per la 3 3). ~ « Far sorvegliare il pubblico cinogeno percbè le cose vi procedano conformi al prescritto e vengano possibilmente soddisfatte 1e domande di cani di ogni razza e vi si conservino le sole femmine necessarie alla riproduzione delle specie. « Infine usare il più gran rigore e la massima fermezza nel far osservare la legge da ogni privato, pensando che Ll·attasi d~ sciogliere uno dei più rilevanti problemi della pubblica salute. « A primo aspetto sembrerà forse difficile di poter trovare chi voglia incaricarsi di un pubblico servizio di razze canine. Ma non è punto qui il caso della più piccola preoccu pa?.ione, avendomi !"esperienza dimostrato il contrario. Come l'interesse è il primo movente delle azioni umane, così i grossi guadagni che può produrre questa duplice indnstria porlet•nnno naturalmente ben pitl d'uno a sollecitat·e una simile privativa; ptlr cui se ne dovrà forse mandar l'impresa ni pubblici incanti ed al miglior offerente per una sol)lma di cauzione (a). « Si dia il terreno gmtis e si garantisca all'incaricato lo esclusivo monopolio dei cani da commct·ciat•si e degli animali da in• (a) Giò a garanzia eli un buon servizio. Ma sarà forse il caso <li aiutare il pubblico funzional'io nella provvista dei primi tipi l·iprodu!--tori delle singole razz;e.
848 terrare, traendone però quel -profitto che so ne può ricavare (a) oltre alle carni per l'alimentazione delle stesse razze canine, e non sj dubiti punto sull'immediato effetto del proposto provvedimento. L' impresario vi gu.adagnerà ogni anno di più ed i privati stessi saranno ben lieti di poter tenere cani a loro bèll'agio senz' altre brighe di tasse, catene, museruole, cagne in calore, uccisione di femmine neonate, riscatto di cani accalappiati ; e quel che più monta, senz' altro pensiero od apprensione per la rabbia. « L'esempio del Gignone che spontaneamente si diede a questa speculazione col più plausibile risultato ci garantisce abbastanza dal lato pr atico della nostra proposta. Non rimane dunque che 1 dir poche parole sul metodo eli castrazione o sul modo di por termine al più presto alla presente generazione di cani intieri e già r otti alle voglio amorose, pei quali non sarebbe più il caso di castrazione. ' ~ « Quanto alla parte ope.ratoria della castrazione non si ha che ad assicurare il cane lattante colla testa fra le ginocchia di un aiutante e le estremità riunite fra le_mani del medesimo, incidere con ben affil ato strumento il fondo dell-o scroto, esportarne i testicoli contorcendone alquanto i cordoni spermatici e riconsegnare il figlio alle cure della propria madre. « I mentovati gatti della casa di mio suocero venivano castrat i dal macellaio mediante legatura che in pochi giorni faceva cadere i testicoli mortificati senza quasi avvedersene nè i gatti nè i loro' padroni. « In .ogni modo però sarà questa, lo ripeto, un' operazione sempre men grave che i l taglio contemporaneo della coda e -delle .orecchie. • « ,L 'epoca opportuna per la castrazione canina è fra il 15° e '20° giorno dalla nascita. « Riguardo poi ai cani presentemente sparsi nella società non :v' è altro a fare che !asciarli estinguere da per sè ; ma si dowranno .intanto ritirare tutte le femmine or dinandone una rigorosa denuncia colla comminatoria della multa sovraccenata e prescriv-ere severamente che niuno possa acquistare nuovi cani che non ,sieno maschi castrati se si t ratta di far eseguire la sa mis ura :Sovradetta. ..4: (a) Pell~, peli,
ci·inì\ ossa, unghie, corna, olio, grasso, ecc.
849 « Che se invece si vorrà solo l'applicazione della 4a, cioè il bando assoluto delle femmine, non si avrà che a proscrivere im. mediatamente tutte le cagne ora esistenti mediante l'uccisione (~) e la multa anzifì.ssata, e tutto camminerà da sè senza perdita di ' tempo, nè altre serie preoccupazioni (b). « Ed ecco un'altra ragione per cui credo quasi inutile pensare all'adottamento della .pa misura, essendo sommamente preferibile alla emasculazione generale dei cani il semplicissimo provvedimento dell'assoluta proibizione delle cagne onde far sempre cessare la rabbia ; provvedimento che non starò mai daL raccomandare al governo perchè lo faccia senza indugio studiare e sperimentare q~al si"conviene, onde vengano rispat•miate ulteriori vittime umane, e possa dirsi al più presto esser stata l'Italia che prima vinse l' iildomito morbo e che tosto le altre nazioni ne seguirono l'esempio». c (a) Le cagne di buona razza potranno essere utifu:~:ate per il nuovo ,cinogeno. , c (b) Si comprenderà 'facilmente che, qualora si volesse adottare ad un tempo e la ,3a. e la 4a. misura, ·si dovrebbe provvedere ad entrambe 1 e colla castrazione dei maschi e colla proibizione delle femmine.
Al'Wl''Uì'WZIO DI P U OBLICA.ZIOl'WE
MANUALE D' I G I ENE PR I V ATA AD USO DEI MILITARI
pel Medico di Battaglione D.r Fn..u;cHINI Dall'unito sommario ril~vasi l'estensione ed il. concetto dell'opera. Se l'ingegno e lo studio del collega ci· è -caparra di lieto successo, esso sommario però ci lascia intravedere, non vogliamo all'ottimo collega nascondedo, degli scogli, che saremmo ben lieti -di vedere con abilità e decoro girati.... e che ci obbligano a sospendere ogni critico giudizio, che benevolo ma impat"tiale gli promettiamo formulare quando avremo sott' occhio l' interessante lavoro..... Sol cM nulla fa non erra mai: il lavo1·o costa semp1·e
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studio e faticct, ed anco por ciò solo può essere lodevole e meritorio; ma è pur vero che chi ba appr ofondita una materia ne c.Onosco e per ciò stesso ne evita primo le insormontabili difficoltà. Speriamo vi riesca l'eg-regio autore. so~tMARlO DET,L' O PERA
Ragione dell" opera - Igiene generale - Igiene militare Appello agli Ufficiali· - ai :('lfedici militari - Bellezza rlcl corpo umano - P sicologia- Anatomia - Fisiologia del corpo umano - Utilità, struttura, funzione, igiene della pelle - Bagni parziali- Abluzioni, frizioni, unzioni- Storia, utilità, struttura , fun zione od igiene dci peli, capelli, bm·ba e baffi - Strottura, uffici, malattie cd igiene delle unghie - Malattie della pelle Storia, natura, utilità e danni dei cosmetici- Bagni generali di acqua dolce a vapore - Bagni di sale, di mare, di sabbia -· Igiene degli stessi - Nuoto - "Mocli diversi di nuotare - Importan?.a pei soldati - Igiene dei nullt:atori - Annegamento Soccorso agli annegati- Utilità, uflìci, igiene dei sensi- Della vista ........ Udito - Odorato - Gusto- Tatto - Igieno dei denti - Storia., utilità, danni del tabacco - Amore - Celibato militare - Piaceri sessuali - Effetti utili - Effetti noccvoli Quando si può usare del coito - .Modo, ;POsizione, stazione nell'acco:Ppiamento - Onanismo - Danni - Polluzioni - Danni e come rimediarvi - 1lodo di evitar le malattie sifilitiche - Ginnastica militare - R egole igieniche della stessa- Canto- Dan?.a - Giuochi- Equitazione - Scherma- Proqetti igiettici - Vostimenta - Igiene delle stesse - Alimenti e bevande - Igiene del mangim·e e del bere - Ubriachezza - Danni, consigli, pene - R iposo - Sonno - Loro igiene.
Condizione d'associazione.
L'opera si comporrà di un volume in-H3° di pagine 260 circa, e sarà dispensttttt n. due fMcicoli al mese di 32 pagine ciascuno. Ogni fascicolo costerà cent. 50, ed il pagamento ver1•à fatto all'autore con vaglia- postale al iìn d'ogni mese, cioè ogni due fascicoli r icevuti. Sarà intrapresa la pubblicazione dell'opera. e sarà proseguita senza interruzione, tost{) che saranno coperto le spese collo adesioni firmate dai signori Associati.
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ANNUNZI NECROLOGICI Il dì 7 ottobre si s~e nse 1' itlustr-e PUOINO'l"VI. A t.ributargli ~e estreme onoranze accorse ogni ordine di cittaditli e le superiori cittadine e militari Autorità tutte..... Fu una solenne testimonianza di stima e d'affetto allo scienziato cb,e illustrò la patria è la scienza colla classica Sto1·ia della Medicina, ammirevole monumento di laboriosa dottrina, di ampia sapjenza di cui la letteratura medica n. italiana puo andru'e orgogliosa e sup~rba.
n Corpo Sanitario militare deplora una nuova pevrut.'l..... ed ~ ançor essa nel personale della Divisione milit:·u·e di Fil'enze, già in quest'anno sì duramente provato. n Medico Capo dott. cav. GIA.COM:O vALZENA, moriva il27 corrente,, dopo lung.a mala~tia $Opportata con filosofica calma e rassegnàZiOile. Larghi gli furono di affettuose cure, sve~:~turatametlte impotenti, i numerosi amici ed i collegbj tutti, nell'animo dei quali lasciò grave il cordoglio di ~ua dipa\'tita immatura. Nato tt. "Voghera nel 1814 entl'ò giovanissimo nell'Esercito o vi 11ercors~ intera la medica. gerarchia. Prese pnl'te a tutte le campagne dall' Eser•cito nostro comhattute pe)la i11dipendenza ed uni ti\ d' Hnlia, e a quella pure memor~tnda di Crimea, guadagnandovi alte onorificenze tra l e quali an co quella dell'ordì ne militare di Savoia. Isf.mtto, trovò in ripetuti viaggj per quasi tutti i paesi d'Europa larga fonte di cognh:ioni, delle qn:ùi diè saggio in àlcun'e sucèose pubblicazioni e specialmente nei Cenni illustmtt'vi della pregievole opera iconog1·a(lca del Gunr.T,· che onorandolo di sua nmicizia gli nerrnise fa••la conoscer·c in Hnlia prima ancora che fosse pubblicata a Berlino (l); e pello Sclumw. c1·itico della m·gam'z(l) Ve~i Giornale (li Madù:ina Milita1·a1 anno 1868, pag. 797.
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::a::z'one del personale e se?'Vi::io tnedico e delle istituzioni sanita?·ie mt'litarz· pt·ussiane, sulle quali tentò richiamare l'attenzione del paese e dell'Esercito ben prima che !~ gigantesca lotta colla Francia testimoniasse sì. nltaroente della loro intrinseca bonta e vi indirizzasse gli sguardi ammit·ati e l'animo commosso di tutti. D'animo delicato, socievolissimo, di sentire nobile, et·a un perfetto gentiluomo, accoppiando al fermo carattere la più squisita urbanità e gentilezza di modi, ond' era ai colleghi c dipendenti carissimo. E l'ultimo suo pensiero fLl appunto poi suoi suborrlinati, legando qual supremo suo l'icordo al Gabinetto di lettura dallo Spedale Divisionale di Firenze 11\ sua scelta libreria d'opero mediche, o le sue militari decorazioni. È in nome eli essi lutti e come espressione del grato loro animo ch'io consacro alla ~u a momori~ questo BAROFFIO. pietoso ricordo.
DOTT. CAV. GIACOMINO VAlZENA Corrono por troppo nella vitA dei Corpi morali a somiglianza delle singole famiglie, epoche infauste, che si segnalano per frequenti lutti domestici. Una epoca tale trascorre oggi malaugurata a danno del Corpo sanitario del nostro esercito. Dopo tanto impicoiolimeoto del medesimo promosso e consigliato dn riguardi di pubblica economia, le sottrazioni chè ci procura la morte sono più dolqrosamente sentite dai superstiti. Non ha molto tempo che otto tombe si sono aperte a' suoi membri, lasciando un vacuo negli animi più desolante ancora di quello cho lasciassero nelle file del suo personale. Quando richiuse appena le quattro che si erano aperte qui in Fironzo, si vide sohiudcrseno un'altra por r~tcoo gliere la salma del cav. Giaco~ Valzena che da vari mesi, con varie vicende di speranze e timori, infermo in questa città, leniva una vita tormentosa e travagliata il 27 ottobre alle 3 lfs ant. Cessava di vivere quando dopo una lunga carriera onorevolmente percorsa passando per tutti i gradi che ad ossa sono assegnati,
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stava per raggiungere quello più fl}evato, che si aspetta a chi ;per esperienza, per senno' pratico, e per valore intellettuale è particolarmente dovuto. n dottore cav. Yalzena, nato in Voghera nel 1814, ha cominci~to il 1834 la ~ua carriera medica militare come allievo chirurgo; passò a chii'ur go maggiore di classe nel 1839, poscia alla 1n classe n'el 1844, successivamente a chirurgo maggiore in l o nel 1848, che prese poi nel 1850 la denominazione di medico di reggimento di za classe. Passò a medico divisionale nel 1859 e finalmente a medico capo di dipartimento nel 1863, col quale grado interveniva alle sedute del Consiglio su.Periore di s~nità fino dal 1866. In questa lunga non interrotta cariiera impiegata a vicenda e nei Corpi _e negli spedali prese parte a tutte le caf!,!pagne dell'ar mata italiana intraprese per la indipendenza d'Italia, tali cioè fl)rono quelle del 1848, del 1849, del 1855-56 in Crimea, del 1859 in L omba1'dia, del 1866 che fu 1'-ultima come medico capo del go Corpo d'esercito. Xl Governo per tanti onorati servigi at,testati dalle ltledaglie commemorative di Crimea (inglese ed ottomana) dalla francese ed italiana del 1859, lo onorò della croce di cav. dei Ss. Maurizio e Lazzaro, della croce d'ufficiale deUa Corona d' ItaUa, e di Cfuella di cav. dell'Ordine militare di ~àvoia, che gli venne conferita per atti. di valor milit~we durante la guerra di Lombardia. Fornit~ dalla natura d' intelligenza pronta e perspicace, il dottore Valzena sarebbe stato una delle illustrazioni del Corpo a cui appartenne, anche per ciò che riguarda la scienza. Senoncb:è le svariate de~tinazi onì sostenute dur attt e la sua lunga carriera, come sono sta,te p1'opizie a fornirlo largamente di tutte le pratiche del servizio, e di una profonda sperienza nelle infinite materie che forx;nano la base della chirurgia militare, non hanno potuto concedergli tempo ed argomento a pubblicazioni sci~nti :fiche importanti. Esperto nell'esercizio clinico, sapeva specialmente diri'gere un servizio difficile non solo col senno, ma si ancbe con quella urbanità attraente di modi; che ,invita all'obbedienza ed al risP'etto, senza làsciar se:ntire j} peso della rigida suùordinar.ione. Imperciocchè nelle vicende della sua vita egli si è abituato alle forme della colta societ;a con cui ebbe occasione continua di domestichezza, e che gli fece apprendere l'arte non facile di condire i comandi del dov'ere militare ·colle maniere della :fine edu-
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cazione. Per la qual cosa da' suoi subalternì éra amato e rispettato, come lo era da una schiera eletta di rispettabili persone, a cui la sua morte sarà per lungo tempo un dolore, c la sua persona <$g.etto eli grl;'l.te ricorclanze. Il Consiglio sqperiore di sanità militare ricorderà poi specialmente i ben ponderati e saggi rtlsponsi e pareri che sapeva pronunciare a s'Ostegno delle deliberazioni, e dei quali era rimasto privo pur troppo da ben 15 mesi per causa della sua lunga e crudele infermità. Morì di lenta affezione intestinale che influì a poco a poco sulla sua ematosì, e lo condusse alle misere condizioni della vera anemia, a impedire ' la quàle non valsero le assidue cure mediche, e le amorevoli a::;sistenze ,dei suoi molti amici e subalterni.
un
CORTESR.
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Con R. Decreti·ldel 3 ottob1·e 1.872.
CORCIONI;: dott. Achille, medico di reggimento, 1a classe, 26° distretto. Concessogli l'aumento di stipendio di lire 380. FRANCOLINI dott. Giuseppe, .id. di battaglione .di 2a classe, 20° fanteria. Dispensato dal .set·vizio per volontaria dimissione. Con R. Decreti del 6 ottQÒI'e 1.872.
MARCHETTI dott. Temistocle, medico di battaglione di 2a classe, 75° . fanteria .. Dispensato dal servizio pet• volontaria dimissione. GAI'viBARATI dott. Angelo, soldatp 3a còmpaguia•infermieri, PELLEGRINI-T~IESTE dott. Giulio Cesare, e OASALJNI dott. Riccardo, soldati lOa compagnia infermieri: Nominati medici di battaglione di 2n classe. l Con R. Decreti del 15 ottobre 1872. AVOGRADO nob.. Giuseppe, medico di reggimento, 2a classe, 74.0 fanteria. Collocat-o in aspettativa per infermità temporarie non provenienti dal servizio dal l 0 novembre. ' PETRONE dott. Bernardino, id. di battaglione, id., ospedale di Napoli. . Dispensato dal servizio in seguito a volon~ria dìmissione dal l 0 novembre. MUSSI Giuseppe, farmacista capo, 2:'- classe, ospedale di Perugia, CARLETTI Ent•ico. id. id., laboratorio chimico farmaceutico militare, e AYMASSO Alessandro, id. id., ospedale di Perugia (succursale Ancona). Trasferti dalla 2a alla !11. classe del grado. • Con Determina..-ioni Ministcriali del 15 ottobre 1:872.
MOSSA dott. Carlo, medico di battaglione, }11. classe, ospedale Padova, Trasferta al 3° bersaglieri. VICOLI dott. Filippo, id. id., 34° fanteria. Trasferta al 6° cavalleria. CIUFFO dott. Giovanni, id. id., 3° bersagliet'i. Trasferta al l 0 cavàllet•ia. VALORANI dott. Filippo, id., 2o. classe, ospedale di Napoli (succursale Caserta). Trasferta al 34° fantet'ia. GAMBARATI dott. Angelo, id. id., di nuova nomina. Destinato all'ospedale di Bari.
856 PELLEGRINI- TRIESTE dott. Giulio, id. id., id. Destinato all'ospedale di Napoli (!."UCcursale Caserta). CASALINI dott. Riccardo, id. id., id. Destinato all'ospedale di Padova. FABBRICATORE Nicola, farmacista. aggiunto, a disposizione del Comando generale di Roma. Trasferto all'ospedale di Alessandria (infermeria di Pavia). Con R. Decretz" del 27 ottobre 1872. MANZI dott. Baldassarre, medico di reggimento, Ja classe, 44° distretto. Concesso l'aumento quinquennale di L. 380. . RICCA dott. Antonio, medico di battaglione, la- classe, ~2° fanteria. Còn• cesso l'aumento quinquennale di L. 400. HERMITTE Gustavo, farmacista capo di 2a classe, in aspettativa per riduzione di corpo a Firenze, e GALLO Luigi, id. id. a Napoli. Richiamati in effettivo servizio. Con Determina;;ioni llfimstertali del 29 ottob1·e 1.872. BUGA1\1ELLI dott. Napoleone, medico di battaglione di la classe, battaglioni d' istru:>.ione. Trasferto al 2° battaglione d' ish·uzione. , LACAVERA dott. Onofrio, id. id., ospedale di Napoli (succursale di Caserta). Trasferto ai" 1° battaglione d'istruzione. Defunti. CAMPRIANI dott. Astm·re, medico di battaglione di la classe, 6° cavalleria. Morto in Terni il 4 ottobre 1872.
Il Di1·ettore Med. !spett. CERALE comm. Giacomo. Il Reàatt01·e Med. Dirett. cav. BAROFFIO.
:Mart.ini Fedele, gerente.
t
ANNO XX- Firenze, iO, 20, 50 non~mb1·e 4872- N. 54 a 33.
vrTTORIO gMANUELE n, Ecc. Ecc. RE D'lT.-\LTA.
Visto il Regio Decreto '1 giugno 1833, sul riordinamento t'le! personale e del servizio sanitario mili1are, erl il ~ost•·o Decreto 13' novembre 1870, col quale fu istituita l,a carica di direttore negli ospedali militari; Sulla proposta del :Ministro della guerr·a, Abbiamo decretato e decretiamo : Art. l. La carie!)- di di1•etto1'e d' ospedali militari, istituita col succitato Nostro Dect•et.o 13 novembre 1870, in ciascuna divisione tcrriterialc, sarà affidata ad un medico capo .o acl un medico, direttore, il quale sarà nominato a tale carica con Nostro Decreto. Art. 2. L'ufficiale sanitario direttore degli ospedali militari' di una division~, che ha la dire7.ione tecnica del servizio sanitario negli ospedali stessi, ne avrà pure la direzione amministrativa e disciplinnre; gli è rruindi ~o nfel'ita, sia rig uardo al personale, sia riguardo al matql'ialc ed al set'Yi'l.io, tutta l'autorit.it eli eitpo di Corpo. Art. 3. Il Consiglio permanente d'amministrazione di ciascuna dire?.ion~ di ospedali militari di divisione sarà composto:
Gio1·nale d·i Medie. milit. 1872 .
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Del direttore.
P1·esz"dente;
Dei due medici militari che succedono al direttore in grado od anzianità . Dell'ulficiaìe contabile direttore dei conti . Relatore e seg?·etan·o.
At't. 4. La direzione di ogni ospedale militare succursale ~p parte!'t'c\ al medico militare più elevato in grado od anzianità Lrn quelli addetti ad osso ospedale, ed il Cousiglio d'amministrazione di distaccamento dell'ospedale stesso sarà composto: Del medico dirigente . Presz'dente ; Di due medici che gli succedono 1vfernl;?·i; in grado od anzianità . Relato.re e segTeta?·io. Dell'ufficiale contabile Art. 5. Il Consiglio dovrù essere sempre composto almeno di tre persone. ]y[ancando il presidente o qualcuno dei men1brì, gli verrà sostituito chi nell'ospedale succede immediatamente in grado od in an:~.ianità . Mancando l'ufficiale contabile, il presidente del Consiglio designerà chi deve fare da relatorc e segretario. Art. 6. Concorreranno a costituire i suddetti Consigli d'amministrazione i medici militari dei Corpi , che prestano servi;:io presso gli ospedali. • l • ,. Art. 7. Sono abrogate tutte le disposizioni ora m VIgore, m ,quanto spno contrarie 1 al presente Dect•eto. Il Ministro della guerra provvederà con apposite disposizioni all'esecuzione d~l presente Decreto, che andrà in vigore il l 0 gennaio 1873 e sarà registrato alla Corte dei conti.
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Dato a Napoli, addì 17 novembre 1872.
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VITTORIO EMANUELE . 'R ICOTTI.
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lSTRUZIOKE pc1· l'escguirnento del Jn-ec:edente R egio Dec1·eto.
l. 'l'utLc le attrilmzioni. fin qui esercitate dall'ufficiale superiore di1•ettore dr-gli ospedali militari di divisione c dal medico dirigente il servizio sanitario degli ospechli stessi sono concentrate nel medico capo o nel medico dit·etfol'C, a cui ller decreto reale vorrà affidata la direzione degli ospedali militari in .ciascuna divisione territoriale. 2. n direttore degli ospedali militari in una divisione territoriale regge lo spedale militare divisioHario ed }Jn in pari tempo sotto la sua autorità gli ospedali militari succursali. 3. Esso incarica uno degli ufficiali contabili suho.lterni delle funzioni rli pagatorc appo lo spedale divisionario. 4. Presso gli ospedali divisionari le tre chia-vi della cassa principale sono tenute : una dal presidente, nna dal relato1·e e segret at•io del Consiglio, l'altra' dal primo membro del Consiglio stesso. 5. Il medico più elevato in grado ft·a quelli addetti ad uno ·o;:;pcdale succursale, o che vi facciano servizio, ha la direzione dell'ospedale stesso sotto la dipendenza del direttore divisionario. 6. Cessano le attribuzioni atf,Llalmente esercitate dai ·medi~i capi fnori della divisione della quale saranno nominati direttori di ospedali, e quindi ciascun direttore divisionario d'ospedali trasmetterà. le prescritte statistiche direttamente al presidente del Consiglio superiore militare di sanità. 7. Nulla è modi'fìcato in quanto si riferisce all'amministrazione, alla cura, al trattamenzo ed alla disciplina degli ammalati ed al set•vizio interno degli ospedali. Il hfinistt·o RICOTTI.
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STORIA. DI UN FLEl'iOIIONE ORBITARIO letta alle Conf'el·enze ·Scientifiche dello Spedale DivisionaT·io di Fi1·enze nelle Sedute del to settemb1·e e to ottobre 1872 ditl medico ili reggimento
DOTTOR ET1'0RE ·IUCCIARDI
Taluno ùi voi, onorevoli eolleghi, 1•icorderà di avere veduto tempo indietro nella Sezione degli Ottalmici un giovane soldato dalla fìsonom ia aperta ed int~lligente, ma deformata al suo destro .l;:tto da mostruoso esottalmo. È di lui , che inte!) do ogg·i tenervi parola, è la storia di questo caso che vi presento a sog·getto del mio favellare nell'odi.erno trattenimento. Storia semplice e piana quanto altra mai, la quale potrebbe riasstimersi in queste poche rJar ole : Fu .un flemmone orbitario che guarì per risolu,zione. Tutta la importanza del f~1tto sta nello essersi il flemmon.e quetamente dileguato senza venire ad un esito, a:vvegnachè la consueta fine di tal flo~ gosi soglia essere la suppurazione. È soltanto sotto tal riguardo che può forse il caso offrire un picciol lato di pratico se non di scientifico interesse; ed è per questo che accinto mi sono a fat·ne la esposizione, associandole una r apida rassegna delle infermità che possono originare le esottalmo; rispondendo pure per tal gttisa alle
862 sollecitazioni del nostro signor :xfedico Dieettore, il quale piil e più volte ci illcoraggi6 n. tentare qualche argomento per queste nostre conferenze senza }asciarci sgomentare dalla tenuità della materia o dalla sfiducia nelle nostee forze. Poste queste premesse, e pregandovi di tutta la vostt·a indulgenza, yengo al fatto . La set·a ùel 17 aprile entraYa allo spedale il soldato del 44° reggimento fantet•ia, De Ros Domenico da Vittorio (Treviso) capolist::~. dell'ultiloa leva, rimandato dalla antecedente per gt·arilit.à; il quale benchè di presente non vera. mente aitante della persomt fosse nè molto net·boruto, costituzione avea pet•ò non (l cl t utto spregievolc, formo regalar i c buon colot•ito, cd era immune da qualsiasi manifesta discrasia. Intelligente com' era sapeva rendere pieno conto di se, clol suo p1·csente, del suo passato e dei particolari occorsi ù.all"csordio di sua malattia. Affermava non aYere mai avuto malo di ::;orta, tranne ' qualche febbriciattola dn. ragazzo e le consueto incomodità. della infanzia; senza danno c senza grave molostiil avere mosso i primi passi nella vita militare; e si al distretto oYe ebbe la prima istruzione delle armi, e si. al reggimento ove Pra arrivato da nçm molto tempo, avere sempre goduto buona salute. come prima di essere soldato. Kon mai avere sofferto dolori od affezioni reumatiche o artritiche. non mai essere andato soggetto nè a vener·ea uè a s itilitica lordura, non avere mai sopportato percosse od altre lesioni presso l'occhio o in altra parte del capo o della persona. Fu quattro giorni antecedentemente al suo ingresso allo speciale che a un t1·atto, senza precedenza di prodromi, senza causa apprezzal.li le, ebbe intenso dolore di testa, quindi ver· tiginc e nausea segutte poscia da medioere epistassi, nè potè capire se il saugue Jluisso da una sola narice e da quale, o se da ambedue. II giorno appresso la vertigine e Ja nausea erano itc in dileguo, ma pet'sisteva la cefalalgia , la quale più tenacemente occupava il destro Iato, anzi nel corso della giornata conccutravasi il dolore, a mo' di peso, di tensione entl'o l'orbita o s ue circostanze. F t attauto i di lui camet·ata
863 si accorgevano che l'occhio desti'O aveya. qualche cosa di diverso dal sinistro, era come a ...-edersi rigonfio e più prominente. Annunziatosi allora ammalato. venne tosto ricovel'ato alla ihfermeria reggimentale, oye rimase due giorni, aggravandosi intanto il male, aggiungendovisi, a suo dire, la febbre; la penosa sensazione aumentando vie più, \ie più pronunziandosi la spor'gcnza del globo oculare. Fu allora fatto passare allo speciale, ove io lo rirrrenni la mattina del 18. Risalt.1.va a prima vista la sporgenza dell'occhio destro ed una certa asimmetria della prominenza nasale. la quale appariva come conto1't!"L e piegata verso il s inisko lato. Lo che però non ave,·a niente che fal'e con l:l. malattia attuale, siccome difetto congunito per vizio eli struttura delle o::;sa nasali. L'occhio destro per ò avea sembianza di essere molto più voluminoso del suo compagno, avanzava evidentemente molto piit in avanti, wwova come :se una forza interna tentasse cacciarlo fuor·i dell'or),ita. La rima palpabr;:~lc era larga; onde 1·imanevn. allo scopeL'to una por zione più notevole di sderotica, non ostante che la palpebm superiore, perdute le ordinarie suf:! pieghe e tumefatta, .acquiststo aYesse maggiore estensionP: nè alle due palpebt·e era conces~o accostarsi ft·a loro quando il paziente studiavasi di chiudere gli occhi . Le palpebr·c steslic, la superiore in special modo, erano tumide ed ematose di colorito t•os::;o ~curo. solcate da numerose venu7.7:e, non molto do1enti; la congiuntiva oculare poco iniettata, rigonfia in chernosi sierosa che circondava la cornea brillante lucidissima; la pupilla non differiYa dall'altra per ampiezza nè per la sna capacità di reagire allo stimolo luminoso. n dl)lore era meiiocremente gagliardo, ma ottuso gravativo, e nnmontava di molto premendo l'occhio davanti allo indietr·o, poco inacerbiva facendo p1·ess ione sull'orlo orbitario. Nella guardatura a distanr.a gli assi ottici apparivano paralleli, c l'or,rl1io m<ilato sm•ebbesi detto spinto direttamente in a vanti som~n. deviazione later·ale; i movimenti a dcstt•a erano abbastanza. bene combinat i, ossia era.
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agevole la rotazione del balbo destro allo ~sterno, erano invece limitatissimi e quasi nulli i movimenti allo interno. La vista era indebolita dal lato affBtto, ma non cosi gra ndemente oseurata da non potere essere a ncora abbastanza bene ra vvis~to u n oggetto d.i mediocre volume. Non 1vi era. n è fuvvi mai diplopia, n on eravi febbre (temper atura 36 4j5. pulsazioni 80). Non poteva cader dubbio s ulla diagnosi anatomica della malattia : lo s tato })l'esente, gli antecedenti, il r apido insorger e e l'acuto procedimento la palesavano a chiare note qual flemmone del connettivo retrob ulb~r·e. Su questa base fu istituita la cura, la, quale fu ftLtta cons istere in un pltrgante cataJ'tico (solfato di magnesia), nella applica?.ione di una diecina di mignatte ai dintor ni dell'orbita e nel freddo a perm anenza sulla località mala ta. La sera idenCiche condiziolli. ' Il W, i fen omeni tutti erano aggravati. Era aumentata la tumefazione c il lividore pnlpeb1·ale, aumentata la chemosi, aumentata la sporgenza dell'occhio, aument ato il dolore, ins'o rta l n ·febbre (temperatn.t'a 38 IJ5 , pulsazioni 96). La pupilla debolmente reagiva all'azione della luce ; il globo oculare non più direttamente spinto in avanti appariva , ma alqua nto deviato in basso e allo ester no, deviazione che s i pronunziò vie magg·iormente nella giornat a tantochè a.lla seea l'occhio era in questa posizione forzata ridot to fì:>so ed immobile (temperatura 38 4f5 , pulsazioni 102). Intanto in alto e allo interno f ra l'orbita e l'occhio cominciava n sentirs i un corpo duro ehtstico che era sede precipua di dolore, era una tumefa1.ione t'esistente che andò indi appresso facendosi sempre più manifesta non solo al taLto ma sì ancora alla v ista. Le{ mattina ùel 20 lo stato generale e1'a eguale, persist e\!<L in modico grade la febhre (temperatura 38 %, pulsazioni 98). il malato a nnunziava avere avuto, nelle ore tal'de della giornat a antecedente, qualche giramento eli testa. La loc::•lità el'<ì. ancor l)ÌÌl peggiorata, l' esottalmo salito a, maggior
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grado, le palpebrn più tumide e livide, la chemosi pii.t grave piit iniettata sopra.Yanzava la fcssut·n palpebrale. Et'a .notevole quella tnmoscenza alla varte superioee dell'orbita, ma non et·a.vi apel'to il senso della fluttuat.ione. ~on ignorando come in tali casi di flemmone m'bitario sia consigliata la pronta incisione col connetth·o invaso da flogosi, non appena un punto si manifesti che possa servire di guida all'opet'atore; e come non incomba nece..;;sità che la suppurazione siasi rosa palese pei suoi segni ùiretti, imperciocchè quando anche la suppurazione non esista. il taglio può servire di utile sl.>rigliameuto. alleYiando, non fosse altro, il dolOI'e, permettendo la libera. espansione delle parti, cominciai con l'ottimo dotto!' Fretti, mio compagno nella sezione, andar ventilando il pensiero se il momento fosse giunto di dare opera a qualche più efficace provvedimento, onde scongillrare le perigliose emergenze. Peima. pe1'ò vollesi natm·a1mento inter,rogm·e l'illuminato avviso e consentimento del medico direttor e èav. Baroffì oj: il quale, sulla considerazione che la febbre non era poi di altissimo grado, che il dolore era piuttosto gt·avatiYo che acuto. non eccessivaml)nto violento, non accompagnato da esacerba;doni, ùa pulsa:doni, da senso di trafittura, che non vi eJ"a molta smania, non delirio, che fin <ilmente non a'\·eva aYllto luogo il brivido iniziale della suppurazione, stimò prudente cousiglio soprassedere pel momento dalla opet•azione , insistenclo frattanto nella cura nelle fredde applicazioni, ed agginngendo altro purgante cd altro sanguisngio. E fu bene; - imperciocchè dopo un giorno di sosta i:ii dispof;e il male a rlnr volta, dappt•imn. degradando la ch emasi e la eresipelacea. tumidezza palpC'b!'ale. i11di ritirandosi quella elastit:a tumcscent.a, di cui fu fatto cenno pilt sopra; si rese in appt·esso possibile qualche oscillazione laterale del bulbo e per ultimo andò cedendo la sporgenza o la deviazione laterale dell'occhio. E questa fu nltima a ùissiparsi: anzi una lieve obliquità rimase pnr sempre, anche dopo cessato l'esoftalmo e quando l'occhio aveva ricuperato in tlltta la lol'o estensione i suoi movimenti. La quale obliquità com-
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prendeva piuttosto le palpebre che il bulbo, mostrandosi l' ahgolo interno alquanto pièt elevato dello estemo e l'apertura dell'occhio obliqnament~ diretta dall'arto al basso e dallo interno allo esterno. Quando esso poi cominciò a mig·liorare e potè farsi alzare d~ìlletto, si sottopose ::;tll'esarne otlalmoscopieo e si rinvenne una tenne sierosa infiltrazione della retina . e un medioct·e grado cFipermetropia, più r ilevante assai di quello che scorge vasi a:ll' occhio sinistro esso pure lievemente ìpermetropico; eonseguenza probal;l)lmente di quella suffusione reti nica e della subita pressione poster,im~e, onde il bulbo era alquanto schin.ceiato, e un po' abbreviato il sitO diametro ante)'O-poster.iore. Sì a V.V<3rta poi, che durante tutto il decorso del male b fu nzione visiva dell'oéchio malato non fu mai completamente abolita, e mancò sempre la diplopia. Una v.òlta iniziato il miglioramento andò procedenclo a gTan passi , vers·o la compiuta guarigione. Se non che il soggiorno allo spedale dovette farsi di maggior durata di quellq che sarebbe stato · reclamato dalla patita infermità; clappoichè mentre il paziente era in piena convalescenza, fu colto da doppia p c:u~otite che lo tenne p~r tre giorrii febbricitante, e fn cagione che dovesse la conyalescenza prolungarsi, e ch' ei non prima del 20 maggi<? potesse fare sua dipar:tita dallo spedale. · QuBsto il raceonto genuino, al quale siami ora permesso far succedere qualche considerazione , sull'esottalmo in genere e su q nello in particolare di e_ni fu ora discorso: Il sintomo principale, il sintomo culminante, il sintomo eh~ dava alla malattia la sua impronta speciale era l' esot~ talmo. Quando si dice esottcdmo, non si for-mula una diagnosi, non si dà conto della natu1·a delh:t· malattia; non si fa ·che esprimere un fenomeno morboso che pn6 essere lo effetto di molteplici e diverse alterazioni patologiche. E dai suoi accidenti, dal suo modo eh so1·gere, di procedere, di declirt<:we ; è dallo esame degli an tec~denti ; è dallo ins.ieme, dalla relazione~ dal nesso di tutti gli altri fenomeni che lo
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pr ecedettcJ'O e lo accompagnarono, che la deteetninazione della cag ione dello esottaltno può essere con probabilità posta in · sodo. E anzitutto fa mestiel'i separar e l'esotta.lmo dalla esottalmia, che questa è manifestazione di una alterazione pt·opeia del globo oculare, onde c reso piil ampio nei suoi diametri, più voluminoso e fa tto sporgente pee opera della sua gener ale ini1ammazione : e la conseguenza tlel fiemmoue ocular e, della così detta panoftalmite. Nello esottalmo per converso il bulbo non ha subit.o alcun cambiamento, o ben lieve, nella s ua struttma e dimensione; è solo da una forza estriaseca premuto e spinto fnori del suo ricettacolo natmale. E questa forza che tende a cacciat· fuori l' occhio può risiedere nell'orbita stessa o al di fuori di lei. Fra le malattie che cominciate fuori dell'ol'bita la invadono in seguito usqrpando il posto dei suoi tessuti naturali, sono da porsi in prima linea le affezioni dei seni frontali, mascellal'i e sfenoidali. Q'uesti seni dilatandosi- per malattia deformano e restr·i.ngono la camera del!'occhio, onde questo non può piì.t esser vi contenuto . Lo accumulo · di muco o di pus in questi seni . allorché è ostrntta ht loro vìa di comunicazione con le narici delle quah la mucosa ehe la tappezza è u na continuazione può giungere a tale, da dilatare enormemente i seni stessi, spostat·e le pareti orbitarie e con esse il globo oculare. Le affezioni dentarie sono eausa freq uente di infiarrunaz.ione , e secrezione· di pus nei seni mascellari :. il pus form atosi, fin chè sussiste l'apertura fra il seno e le nari, in queste si riversa-; ma poichè il fot'ame è chiuso, siccome piil frequentemente succede, gocciola allora attt•averso gli alveoli o !'li accumula e distende il seno. Allora quando la superficie esterna del ft·o1içale e rnascellare è molto distesa r esul tane uu tt:!ITIOre che può equivocarsi con altra affezione dei seni stessi o della sostanz.a ossea, ma che si r iconosce con tanta probabilità subordinata a raccolta di muco, di pus o di lictnido in una ciste ivi sviluppata per· una specie di crepitio che fa sentire, premendola, la s uperficie ossea éosì assottigliata.
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Non sempre però è la parete esterna eli que:>ti seni la prima ad ·essere visibilmente dilatata. Avviene raramente si, ma ppre "avviene talora, che fenomeni si }?alesino di pressione sul cervello e sul g·lobo oculare nria che la malattia siasì manifest<Lta ' con le parvenze di tumore osseo crepitante. In tale emergenza è sulla base dell'anamnesi, dei sintomi pr~cedenti e concor'nitanti che può erigersi Ia diagnosi. Tutte le altre rnorbo.sità dei seni e delle ossa mascellari frontali e sfenoidaii, onde vengono ad essere im;ase o premute le pareti orbitarie, quali i polipi, i funghi·, gli osteosarcomi ecc., possono essere cagione prima onde, l'occhio si sposti. Lo che raro sarà che avvenga anzichè la sede e la natura del morbo siaflsi r ivelate per: altri segni, pei caratteri che loro sono propri. Di più difficile seoprimento sono le affezioni tutte dei seni sfenoidali a motivo della loro profonda sitùazione. Finchè non esercitano influenza sul ·cervello, non vi ha modo eli sospettarne la esistenza, e l' esottalrno da •esse provocato sarà probabilmente messo in conto di ben altre cag-ioni. La riduzione della c,apacità or)Jitaria co1.1 le conseguenze ehe ne deri\'ano puo pure essere lo effetto della dilatazione delle fosse nasali cagionata da una esostosi, da un polipo o da una prolif'<~razione cancerosa. L'esame delle fosse nasali i•enderà in questo caso il diagnostico comparativalnente a g-ran pezza piì.t facile e sicuro. E qui sono pure da rammentarsi i tumori del cervello e della dut'a madre, cisti semplici e idatigene, carcinomi, mixomi, gliomi, ed altri, come quelli ehe possono esercitare compressione sulle pareti dell'orbita o cagiona1·e la· loro distruzione o pr'oniuovere la infiamma;~,ione del connettivo o del periostto ed anche consecutivamente la carie e la necrosi, ecl esseretalora una dellepcime loro manifestazioni l'esottalmo. Fu visto taluno di questi neoplasl}1i attr·averso lefessme sfenoidali o dopo avere' corroso la rmrete posteriore della orbita introdursi in questa cavità, cacciarsi dinanzi a se o distruggere o assimilarsi il cormettiyo retrobulbare e sospingere ~
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869 fuori- il buHro prima o dopo avedo in parte .o completamente disòrgnnizzato. Si citano casi in eni fut'onç> sì lievi durante l'ordirs'i clell' eter·olog~ alterazione i ·fenomeni cerel;lrali che a questi poco si badò sul principio, e fu primieramente lo esottaìmo che attrasse l'attenzione del malato e· dei circostanti. È facile inten~ere ehe questa apparente bonal"ietù anche nei casi pii1 straordinarii non durò lungame nte, clw dovettero prima; o poi verrir·e in iscenf:L i sintomi ddla encefalica conipromissione, e che s~ per avventura, per equivoco, .il coltello fosse st<lto por-tato là dentro a estirpare un supposto tumore oJ•bitario dovettero a un tratto divampare i piìt gravi, i pil:t v,iolent.i e tumultuosi fenomeni, e pronto seguirne quell'esito che è il solo possibile, necessario, irrepa. ra.bile, fatRle. Quasi sempre però i neoplasmi \he germogli~mo dagli emisferi cereb1~ali si rivelano anzitutto con dìstuJ•bì della • l funzione rlBl nervo ottico, e l'ottalmoscopio ci scuopre di bnon ora le manifestazioni della neurite ottica aìaterale, cui sempre tien clietl'o l'atrofia.. A.nche l'ascesso del cervello fu osservato 'tal fiata aprirsi una via. nell' orbita, fa1·e pressi,one sul bulbo ed essere, prima di aprirsi al di fuori, cagio11e di esottalmo. Va da se d1e questo siptomo è in tal ca::;o cosi poco importante da. potersi qnasi affatto trascurare. Altra spede di esottalmo, ' la cui origine non è ahcota al tutto ben nota, ma. la Cl)i ptimitiVa cagione è CettO }nngi dall'orbita, tutto chè la sua c.ondizione immediata llell'otbita stessa abbia sede, quella si è che sviluppasi nel cosi detto gozzo esottalmico o gozzo anemico o altrimenti malattia qel Basedou e del Gra\~es dal nome degli autori che l'hanno principalmente illustrata. In cp1esta affezione l'esottalmo va. socio ad una tumefazione della glandula ti1·oidea, ad nn acceleramento dell'azione cardiaca con senso sn.hiettivo eli ca.rcliopalmo e rinforzata pulsazione dei vasi del collo e del capo. E notevole la frequenza delle battute del polso che raggiunge. le 150 e le 200 per minuto. L'esottalmo che peencle gene. ralmente ambo gli occhi, comincia più ùi Jl'equente dal de-
810 stro, e nei gradi avanzati della malattia è così r ilevante che le palpebre non hanno più capacità di coprire l'occhio e può aversi eziandio nna vera lussazione di qnest'organo (l). In alcuni casi la cor>nea è in·flltrata, e · può anehe suppurare ed ulcel'l\l'~i. Il che anriene si perchè la cornea non è più ~~o petta ed umettata, si specialmente perrhè per lo stiracchiamentn dei netvi ciliari è presa fla anestesia, onde pi\.1 non reag·isre alle nocevoli esterne infinenze (2). Questa complicar.ione si è finora quasi esclilsivamete osservata negli uomini (Basedou Naurhann, Pr~iel, de Graefe, Tessier) Ban di sovente l'esottalino è preceduto ed annunr.iato, secon(lo Graefe, dalln. spasmodica contl'a7ione dello elevatore della palpebra supe1·iore, contra.zione elle diviene piì:t spiccatamente maltifes ta quàndo l'occhio si abbassa-, al qual e rnovimento associasi normalmente la palpebra superiore. E rimanendo in tal modo scoperta una porzione ordinariamente nascosta di scler otic.a, dà alla :fi.sonomia u n aspetto pa.l'ticolar e (3).. La glandnla tiroide tumefatta ò sede di un rumore, di un feemito percettibile con l'ascoltazione ed il palpamento. La funzione visiva è poco o null a alterata, e· lo ottalmosoop,io non vi scuopre elle un po' di iperemia de' vasi retinici. Questo morbo ha d'ordinario lento anrlamento, raramente corre con t'apiclità. Spesso sul principio si presenta ad accessi, rlurantc i quali il gozzo e J'esottalmo e le turbe del cuore salgono ad alto grado per quindi tutto tornare in istato d'a.pparente normalità. L'esito · fatale è dovuto allo svilnp])O accidentale di lesioni mater>iali del cuore e all'anemia che diviene talora gravissima (4) . .Ma questo non è l'esito necessario, è anzi molto f requente un notevole miglioramento o l9 stato staziona!'io o anche la guarigione petmauente. Lo (l) TnoussEAU, Cliniq~1e de l'Hotel-Dieu. (2) NlE~lYER, '1'1·attato di Patologia speciale. Trad. di CAN'l'A!\1. (3) DK _GRA.EFE, Jl..,·chiv {U1· Ophtal, 1857, t. 3° Klin. lllonatsblatte1·, t. ·n, 1864. Rer·lint:r, J[liniksce vVochenschrift 1861, n. 31. ('1) GALEZOSWSKI. 'Traiti} des· maladies des yeux. p. 15", a1·t. IV.
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che fa vedere che le altei'azioni piantatesi stll sistema cirro]atoi'ÌO, sulla gianduia tiroide e sui tes-uti delr orbita non ~ono di 11atura stabile e perm.anen te, ma tali tla potere essere remossc senza grande difficoltà. A nc·he la ipertl'ofia eli cuore che spesso accompagna il gozzo csoti.almico, questo gunt'Pndo, si dilegua, essendo comunemente un effetto della soYerchia attività dell'azione C<trdiaca. ( Charcot, Rorn ber.c;). n go:~.zo esottalmico si \erifica il più spesso nelle persone anemièhe clorotiche istel'irhe, molto nervose ed irritabili, ma può pure aver luogo in inrlividui n sanguifica:~.ione c inncrvazione normali. 'l'nlora si è trovata rongiunta ad alte1'azioni materiali del cuOl't> (8tokl's, P,·atfl, lVithmsen, Smith). l\1a il più spesso i disturhi della circola:~.ione sono affatto indipendenti da tali altcJ'a:~.ion i. (8lohes, T1·ousseau, Niemt>ycr). La tumefazione del tessuto rellulo- adiposo dell'm•biì.c'ì e della glandula tiroide hanno p<'r fondam ento in parte la Lnmefa?.ione dei vasi, in pat·te la imbibizione sierosa od nn a ip<'rtrofìa del connettivo. la. quale si dissipa nei casi fortunati risolvendosi il gozzo e l' esottalmo La cansa prossima pii1 prohabilc eli tale affezione 1•isi.ederebbe secondo alcuni (GeZ:fJel, F'riecl,•t>l'clz, jYiemeyer) in uno stato sul paralitico tlei nervi vaso- motori, d'onde proceclet·ebbe la dilata:~.ione delle artérie carotidi, delle tiroidee e dei vasi irriga.tori rlclla carne ciel cuore ; e d~ qui i disturbi ciPcolatort il e gonfiamento della gianduia tiroic1e e <lel connettb·o rat•·oocula re. Secontlo altri lo stato morboso primitivo (Tr-ousseaH, Peter c L ancereaug;, Oale:.oswlu) consisterebbe inYero in alto!'azioni di struttura ed in uno stato irrit.atiYo dei gangli cervicali del gran simpatico ; ed a sostegno di tale opinione invor.asi il fatto dello essersi qualche volta riscontrate anatomic:amentc di tal sorta lesioni, e la nota esperien:~.a di Cl. Bernard, per la quale, galvanizzando la estremità superiore del filamento simpatico cervicale precedentemente diviso, si produce il dilatarsi della pupilla, lo allargarsi della fessura palpebrale e lo sporgere dell'occhio fuori dell'orbita. }1entre rogna incertezza o divergenza d'opinioni sulla natura del processo morboso che è a
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base del gozzo esottalmico, tutti però pggi convengono sulla sede, che è riposta uniYersalmente nel sistema nervoso del gran simpatico. · ' Più frequenti cagioni di esottalmo sono quelle che stanziano nell'orbita stessa; ed esse ponno aver e t'aùice o s ulle pareti di lei o nei tessuti che vi stanno' innicchiati. ·così la infiammazione del periorbita, del periostio e dell'osso stesso, la carie e la necrosi che spesso ne derivano possono direttamente o ' indir ettamente essere cagione che l'occhio venga tolto di sua posi tura. Dit•etta- è la loro azione quando per gonfiamento di quest~ tessuti viene acl essere occupato e reso più angusto lo spazio che~sta dietro l'occhio, indiretta allot·chè per propagazione d" irritazione destano infiammazione nel connettivo retrobalbare. n periostio può non solo infiammare, n1 ("l anc.he suppurare e dar campo alla formazione di un aseesso sottoperiQsteo, la cui azione sul globo ocular·e è facil~! a p r<~veclersi. La mar cia però avanza generalmente verso l'esterno e quint1i tosto o tardi apparisce sotto la cute palpebrale a guisa di tumoretto più o meno teso e fluttuante. Sintomo importante che da tal uno vuolsi patognomonico della periostite è il dolore molto v ivo che si sviluppa c1uando comprìmonsi l'od o e le pareti dell'orbita. I~ p1·ofessor Magni da dell'ascesso · sot toperiosteo un segno che può essere di non lieve momento quando aj)pal'Ìsca ·prima ~he siasi r esa manifesta la fluttuazione attrave1·so la cute e possn escludersi la ~ uppura.r.ione dell'antro d' Igmor·o. E questo segno consiste nel flui t'e che fa il pus fea la gengiv;1 e i denti canino e incisivo Jatel'ale, quando si forma nelle rcgioui later ali e in(erior i dell'orbita. Tendendo allora a portarsi .,.·erso l'orlo orbitario inf~riore, è facile comprender~ come, essendovi conti!lUa.xione f!'a il periostio orbitario e quello del mascellat•e superiore possa il pus iofìltrat•si sotto di questo c scaturire al limite gengivale (l). (1) i\t'>GNI, L etioni teoi'iche di o(talmojc~t1·ja, Bologna ·1869, le~; 60".
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P oichè la peri~)l:>tite ha pil.1 !:.p esso luogo sulle pareti dell" orbita che nel fondv, e generallnente sopra. una. parete a pl'eferenxa delle altre, ne a;·viene che raramente l'occhio sporga direttamente in aranti, volgendosi d'ordinario dM lato opposto a queJio che è la sede principale del malo. La perio~tite e la ostcite hauno corso ot·dinariamente molto lento, ma ·possono svolgersi iu modo a~uto massime se or.casionate Ja estel'na lesione, e simulare il flemmone orhitario. Piu facilmente è da loro còlto il margine orbitario H la f1)ssetta lagrimale, danno di leggieri na.scimento alla cari1• e allfl. necrosi, ed hanno per r.ausa ft·equente le contusioni c le lesioni tt'aumatiche in genere, la scrofvla e la sifilide. La sorgente pii.t comune dello esottalmo ùel'iYa dalle alterazioni dei tessuti racchiusi l1ell'ot'Ùita e piu specialmente di quel cumulo di tessuto c.ellulo a.diposo che trovasi dietro e allo intorno del globo oculare, n cui ~et've di soffice cuscinetto. Tutti i cambiamenti patologici eli cui e passibile il C'Onnettivo, dalla semplice irritazione nutriti va al pil1 rigoglioso lussureggiamento ~teroplastico, trovar possono loro pascolo in , questo tessuto sul quale riposa il g lobo oculare. Tutta. la svariata serie dei tumori solidi, i tumori_cistici, i tumori Yascolari hanno nelja ot'bita nasciu1ento cd eYol uzione. Distinguonsi questi tumori in intramuscolari ed extrawuscolari, secondochè si formarono ent ro lo spazio piramidale compreso fra i quattro muscoli r etti ed il Lulbo, o al di fuori ~i quello. Carattere a loro comune si è di spostar·e l'occhio sia in <\'ntnti, perciò l'esottalmo, sia in direzione opposta al loro sito, e quindi la deviazione laterale 1lell' occhio e la diplopia. Comprimendo il globo oculare sono cagione onde sorga la miopia o la ipermetropia, quella tletcrminando allorchè sono situati latet'almente, e questa in'\ec.e quando si trovano dil'etlamcntc dietro il g lobo oculare. Nel primo caso comprimono J'occllio in direzione dell'equatore ~ lo allm~gauo daYanti allo indietro, nel secondo lo compri muno al polo }Josteriore abbreviando il diarnetr·o antet'o- po· steriore. Alta'a loro conseguenza è la diminuzione del potere Gio1·nale eli 1lft>clir. milit. 187:2. 56
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YlSlVO, cJ1e può ginngere aJia totale abolizi.o ne. Il che non vuolsi ripetere precipuamente dallo stiracchiamento llcl ner m ottico, il quale pel suo decorso serpenti no si presta agevolmente alla dist ensione, ma il pih ~pesso è lo effetto della compressione che questi tum01'i esercit11no sul nervo medesimo e su i vasi orbitarii ; donde deriva la neurite ottica e disordini varii di n utrizione deHe tuniche oculari, coroiditi, congestioni edemi della r etina, versamenti sanguigni, essu dazioni, distacchi, e a lungo andare l'atrofia ~lei ner vo ottico. I t umori cistici sviluppansi d'ordinario nello intervallo f'r-.1 lo elevatore della palpebt·a e il r etto superiore ov-e si tr·o,·ano s olitamente piccole borse sinoviali, dal cui eccessivo sviluppo e distendimento queste cisti t raggono origine. Contengono esse un siero citrino albuminoso, e pot·tano perciò nome di cisti sierose od igromi. La idropisia doHa cassula di Tenone venne pure descr-itta come costituente altra va· r ietà· di cis te sierosa, ma è condìzio11e ecèessivamente r nra (l ). Le cisti follicoJnri sorgono per la obliterazione del con(lotto escretore di nn iollicolo della cute palpebl'ale, il quale ingt·ossando in modo straordinario s i spinge vel'SO l'orbita cacciando fu ori l'occhio. Queste cisti che ordinariamente sono piene d i cellule epiteliali miste a cellule grassose in Yaria proporzione, d'onde i nomi di ateroma steatorna, meliceride, furono vist e contenere qualche rara volta peli, germi di dent i e un dente perfino bene sviluppato (2). L e cisti idatigine, echinococchi e cisticerchi, possono pur e riscontra1>si nella camera orbitaria, ma questi, poco voluminosi come souo, ben difficilmente daranno per loro ar.i one dirett a oecasione alio esottalmo, ·pott'anno pe1'6 deten ninare eome agenti irritanti il flen1monc orbitario. L e idatidi poi spost ano il bulbo anche _per semplice pressione. I tumori cistici presentano talora manifesta la fluttuar.ione (l) C.mnox ou Vn,L:.nos. ~innales cl' Oculistique, T . X L. t2) KERST. Annc,lcs d' Oc~distiqtee, V. XII. DB A)I:V!ON. Ii.linische Dcw stcll?mg, T . ..(. Br,n.--;r..-;;. il fcdico-chir·tt't"(Jieal T?·cmsactiOilS, T. r V.
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e .talora sembrano a cagione di loro mollezza che rientrino nell'orbita. nllorchè ·$i comp1·imono. I tumol'i c)istici si svolgono e progrediscono lentamente, ma possono alla lunga acquistare sl smisurata dimensione da dilatat•e la cavità orbitnria notevolmente, distl'uggere l'occhio e penetrare perfino, ·comprimendo e distruggen~lo il cervello, nel ct·anio. Degno di essere ricordato è il caso, ùi cui fu testimone Deipeèh. Et·a una cist-e che durava da dodici anni e talmente aveYa disteso l'orbita sinistra, da esserne rieformàti naso, fronte e mascella superiol'e. Eseguita da Delpech , la puntura usci un liquido giallastro in copia. maggiore di quella che dal volume del tumore avrebbe potuto arguirsi. Il dito introdotto per la esterna apertura entra\'a. nel cranio attravel'so al fot·o ottico dilatato. Alla autossia fu trovata una appendice della ciste lunga tre pollici nel lo!.Jo sinistro del cervello, e il foro ottico del diametro a un bel circa di due centimetri. Tutta la numel'osa famiglia dei tumori solidi o neoplasmi, a cui la proliferazione cellulare omotipìca od eterotipica può dar luogo, avvien che sì incontrino nello speco ot·bitat'io. Hanno. questi loro punto di parte11za o nel connettivo che circonda l'occhio o nei tessuti onde resultano le pareti orbitarie o nell~ membrane .stesse che informano il globo oculm·e, o veramente sono pl'Opagazione di tumori che si svilupparono printitivamente in altr'e località, nei seni fron tali. mascellari sfenoidali, nelle meningi, nel cervello, come pi~ sopra fn detto. I neoplasmi omologhi, o, come sogliono appellarsi, benigni hanno corso molto lento, ed è per loro azione meccanica ed irritath~a che portano nocumento all'occhio e alle parti circonvicine, da cui non va esci uso l' encefalo.· Si annoverano ft•a questi il lipoma effetto della semplice iperplasia del tessuto grassosò intra-or~bitario, il .fibroma che il piit ~ spesso si parte dal periostio e presentasi peduncolato, i tumol'i ossej.. ft•a cui pii1 frequente la specie dei t umori ehttrhei e la periostosi ordir1arinmcnte sifilitica.
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·r neq.plasmi eteromorfi, i sarcomi, i mixomt, 1 carcinomi hanno pitt rapido e acuto andamento, .hanno forza eli· espan·sione g·randissima, è più facilmente degli altri· di men rea Hatura .comprendono· la- pelle. e i tessuti vicini, più • f~1cil rnei1te si assimilano e distruggono le tunichè e gli interni um01'i dell'·océhio, e questi disorganizzano, atrofhzano o convertono in materia ·p ari alla loro. Non piana è sul principio la diagnosi di questi tumori, difficìle ogriora la loro diagnosi distintiva, difficilissima prima che una parte. di loro venga a sporg~r · fuori ·fra l'orbita e l'occhio. L'anamnesi, il modo di sorgere e progredire del male, la maggiore o minore dul'ezza, resistenza, regoìariht, la forma stessa e il Yolurne della eomparsa . tumefazione sono •criteri per serv·ire di guida a determinare là e:;istenza o la qualità del néoplasma. O!tre i tumori-soli d~ e cistici vanno in questo luogo schie~ r~ti i tumori va~colal'i, gli aneurismi dell'arteria ottalmica, gli aneurismi arterioso-venos·i della carotide interna, i tumori erettili e gli aneurismi cirsoicli dell'orbita. Questi. tumori hanno per cal'attere- J.m rumore di soffio che si ode ponendo lo stetoscor;io s_ull'occhio o prossimamente ad esso ed anche per futta la· testa; rumore clH~ ì1 ma!àto stesso sente continuamente ora più ora meno intenso, come un s0ffio, come nna romba, come un ronzio o come il frastuono di una macchina a vapore. È pure ad'. essi .speciale un battito e,he l' ocehio manifesta in, ù~odo iso_cron.o alla diastole arteriosa, apprezz'abile <llla :vista ed al tatto. Il rumore, il battito e l' esottalm\) diminuiscono o cessano anche momentaneamente mercè ht compressione della carotide . .L'aneurisma vero della ·o,ttalmka è raro, piccolo e segui t o da lieye esottali110. L'aneurisma falso· o diffuso è il piil ft·equente, primitivo o consecutivo. Ii primiti-vo deriv~t da una lesione . diretta del,le parti profonde dell'orbita o da-una cont usione nella regione orbitaria. Il consecutivo succede alla l'Ottura ,del vero, o è l'effetto della adiposa degenerazione delle pareti délla arteria. I segni pih ·stimabili sono la sensazione che il paziente pe1·cepisce come di uno scoppi6 e
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d' intet~na lacerazione, la suhita comparsa di un rumore eli soffio o ronzìo e gt~andi sofferenze ed esottalmo, e · lo , aff~y cim~si in un p:unt0 del contorno . EH'bitario di un tumore elastico molle bernoccoluto, cui il tatto e lq. ispezione talora 1:avvisano fPl'nito .di pulsazioni isocrone 'al polso) e cui la compressione· della .caro~iùe ·del medesimo lato .fa scomparire. L'aneurisma m·terioso-venoso della ~arotide in~erna sqmiglia grandemente pei suoi .sintomi all'.aneuristna ·della ottal. mica. Pt·oducesi quello per .lacerazione delP arteri,a carotide intérna nel ·suo passaggio attr(.').v~_rso il j>eno cavernoso. Il -sangue arterioso· si mescola allora~ col venoso, aumenta la pressione nei seni craniensi, la vena ottalmica specialmente' e le·.sue ùir;;tmazioni coll.aterali . subiscono t.wtevolc dis~e n sìone:; ne emerge la stasi sanguigna, l'edèma· dai tessuti che empiono l'Ol~bita, 01ide l'occhio· è ctnnpresso e· cacqiato in avanti (l). Si dà per 1~ttriJmto distintivo dell'apeurisnut artel'ioso-venoso della carotide ..interna di contro all'.aneurisma· della! .ottalmica, . quello per cui distingnon!:\i in genet•e gli aneurismi arterioso-venosi da altra qualità d' a-nèurismi, l'es:... sere cioè il resultante con rinforzi, mentre' . rumore continuo . -è puramente intermittente quello de\L'anemi;;ma della qtta!mica. Questo segno in pratica non fu ravvisato sicm·o, da.ppoichè si dctte_ro casi~ bene riconosciuti di:aneurismi arteriosovehosi, in cui il ru~l}Ore ftl pure·intermi:ttente. E Wl tumo1·e ,simile a quello che spesso esiste nell'aneur.isnl_'Q arterioso-venoso presso l'angolo intemo della palpebra superiore, tumore molle pulsatile dovuto .alla dilatazione della vena ottalìnicu, r)ttò pure :nell'aneurisma falso della ottalmica essei~e riscontrato. ·Non solo è possibile l'un con l'altt;o scambia re c1uesti .due genet'i d'aneurisma, ma posso,no. cteU'a.neurisl1',la riVf;st!re sembianza altri tumori sanguigni non ·pro·pt•iamente al1eurismatici. Sono fra questi i tumori er~ttili, i tt~mori varicosi e i tumori cirs.oide). . (l) DEr.E:o~s. De la comwtico.tion çlc la cc~;·otide inlè1'lUJ e du simt1 Pal'is 1870.
caven~eux.
818 I tumot•i erettili o talengectasie detti altrimenti angiorrri CFerno::;i sono costituiti da tessuto cavernoso limitato ùa una cassnla fibrosa .. onde hanno forma propria detet'minata. Cominciano essi ordinariamente dall'esterno come una macchia rossa appena appena sollevata sulla cute, la quale. poi aumentando di volume e propagandosi nel profondo dell'orbita si forma in tumore che sospinge l~occhio, si associa a un fremito, a mi rumore, ad alternative di aumento e diminuzione e può cosi simulare l'aneurisn1a. · I tumori vat'icosi resultano da dilatazioni delle vene palpei.lrali e di quelle che travérsano l'orbita. Ordinariamente anche questi cominciano dalle palpebre e ~i generano per impedimento alla cit'Colazione venosa dell'orbita. Il tumore che apparisce fra l'orlo orbitario e le palpebre aumenta abbassando la testa, diminuisce o cessa tenenùola eretta. Questi tumori e i J>recedBnti si sviluppano talora primitivamente entro l'orbita c it1 tal ca$o è assai più probabile l'equi~oco con l'aneurisma. Generalmente però essi subiscono pot~a o nessuna modificazione con la compressione della car.otide e sono riducibili dalla pt•essione diretta. F'ih da vicino ancot·a somigliano agli aneurismi propriamente detti i tumol'i; o, come pure si appellano aneurismi cit'soidi si bene illustrati da Gosselet (1), i quali sono una ~o eta di varioi arteriose prodottési per 1o allungarsi e dilatarsi dalle piccole al'teric, ehe divengono serpeggianti come le v~me nricose. Essi si sviluppano per il solito piit len~mente degli aneurismi , sono distinti ùa un . soffio orclinarianrente continuo, e spesso sono con la pressione in parte o totalmente rìdncibili. D0po ciò, ùe'e pl:'rò convenit•si che nella patologia dei tumori ;-ascolari regna non poca <"Amfusione e discrepanza fca g li autori e che re.sta talvolta impossibile la determinazione clelia loro natura. · Diremo finalmente che anche il carcinoma miclollare o (l) .lr d tives "[p!nd;·ales de médetinc, dee. 1867.
8i9 encefaloide ha potut(} imporsi pe1' un anem·isma quando molto yascolarizzato (fLlngo ernatode), po icltè accompagnato da battito e da rumor e di soffio. Esso però è ilTiducibile e non è punto modificato dalla compressione clelia caeotide. 'Ve1·rò ora aèceanando altti due generi di lesioni da cui è provocato l'esottalmo, le quali hanno origine per versamento accidentaie di materia nel cavo orbitario. .Sono di tal novero i tumori sanguigni e l'enfisema del connettivo orbitario. I tumori sanguigni o ematomi costituiti da raccolta di sangue per lacerazione di \asi fra i tessuti dell'orbita, vengono determinati ordinariamente da causa t raumatica, ma possono pure avet· luogo senza esterna lesione, per un semplice sforzo rapido e r epentino e per la esposizione a un intenso calore. Si intende che pii.t faci le sarà ad avverarsi • questo accidente quando le pat·eti vascolari sieno ,antecedentement~ alteeate e proclivi a smagliarsi ed a rompersi. Condizione che è pre::~ente specialmente nella scorbutica cachessia e nella avanzata età per l'ateromatosa ùegeneeazione dei vasi. Questi tumori si producono repentinamente, decMrono senza fenomeni infiammatori, spesso spontaneamente si dileguano, e sono pm· sovente accompagnati o seguiti da ecchimosi palpebrali. L'enfisema del connettivo orbitario è generalmente il fenomeno men ragguardevolè di grave traumatismo, quale la frattura dei seni frontali e mascellari e delle ossa _nasali e la rottura delle cellule etmoidali, onde è posta in comunicazione la cavità orbitaria con le narici. Una semplice lacerazione però del sacco · racrirnale può cagionare questo enfisema, ed ha luogo u n tal caso per una forzata e rapida espirazione, come nell'atto di soffiarsi il naso o in un violento starnuto. L' esottalmo per enfisema viene a un tt·atto, è riducibile ahrteno in parte con la pressione, da cui è destato il noto crepitio, e va con esso quasi sempre di conserva l'enfisema palpebrale. Altra sorgente òa cui può derivare l'esottalmo si ha nelle alterazioni della glandula IagTimale. Possono queste aver
880 sede si . nella porzione palpebrale, si nella porzione orbitaria che dalla prima è indipendente e sta innicchiata nella fossetta che trovasi all'angolo esterno del f•·ontale, da cui non ò separata che <.lnl periostio. È questa porzione orbitaria che ammalandosi può cagionare lo spostanYento dell'occhio. La infiammazione acuta e cronica, la semplice ipertro'fìa, i tumori cistici, i tumori d'ogni genere fra eu: -ra ricordato per ragione di frequenza. e pel suo aspetto il tumore fibrop lastico, altrimenti detto clororna dal colore Yerdastro ondfl ò rivestito, possono prendere sviluppo nella glandula }agrimale. La infiammazione acuta è rara,·anzi da taluno (Weckee) negata, dicendosi non essere quanto fu desct•itto per dacrioade · nite che la infiammazione del cellulare o periostio vicino. È però ammessa generalmente; e coinincia con dolot·e, con tumefazione appariscente presso l'angolo esterno della palpeb.ra snpl.'.l·iore, ed è di consueto piÌl tardi che si verifica l' esot' . . talmo, e sovente prima di questo ha luog·o lo spostamento ' laterale dell'occhio che viene diretto in basso e allo esterno. A tali fenomeni va congiunta la Jagrimazione, una certa intolleranza alla luce e la iniezione dei grassi va~i congiuntivali che si dirigono verso il muscolo retto esterno. Il processo flogistico della gianduia Jagrimale 1mò retrocet1ere giunto a ce1•to punto di sua evoluzione, può passare a snppttrazione, e quindi entrano in scena fenomeni di violenta reazione locale e generale, può comunicarsi alle parti -ricine, alla porzione. sua palpebralo, gonfiandosi allora la palpebra superiore, facendosi e_dematosa dolentissima da simulare il tutgore della congiuntivite· blenorragica, può· assumere infine cronico andamento, e ingenerare la iperttofia e lo indurimento dell'organo. I tumori della gianduia lagrimale si palesano il più spesso con lo spostare il globo oculare in avanti e lateralmente, e col determinare per loro pressione turbamenti di Yista, paralisi musc.olari ed altri simili disordini: è in appresso che fanno mostra di loro pr-esenza affacciandosi al di sotto dello esterno lato dell'M'CO orbitario. La di<,gnosi loro è facile ·com-
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prendeì'e quanto esser debba malagevole in quel primo periodo che può durare ancl}e per qualche anno; sarà sovente impossibile distinguerli dai tumori che banno origine dal eonnettivo e dalle pareti or bitarie. La lagrirn a~ione .onde quell i talora si accompagnano nei loro pt·imordi ; la precoc<~ immobilità della palpebra superiore, conseguenza della com pressione del suo muscolo elevatore, poichè la g lamlula sta fra questo muscolo e l'occhio ; l:i iniezione dei . grossi vasi congiunti'\ali dell'angolo esterno potranno solo p01·tare qualche debole luce in questo oscuro e intricato laberinto diagnostico. Fra le affe1.ioni flogistiche che danno luogo a esottalmo, oltl'e quelle che prendono piede nelle pareti orhitarie e sulla gianduia lagrimale, onde si tenne pat•ola, oltre il flemmon e del . connettivo retrobulbare, noveras.i pure la infiammazione clelia cassula di Tenone, di quello involucro fibroso cioè, che tutto l'occhio circonda, che ai muscoli retti eli questo dit passaggio anteriol'mente, e che aderente presso la cornea con la sclerotica e la congiuntiva, è al di dietro dell' eqnatorè affatto indipendente e distaccata dalla sottoposta albuginea, costituendo una g uisa di callotta, nella quale libera- · mente si muoYe e ruota la sfera oculare. Questa, eassulite ha principio con lo appalesarsi di un~ fina iniet:ione ai dintorni dell'orbita con lieve tumefazione del connettivo sottocongiunti\·ale. Questa iniezione perichera:tica non può riferirsi a lesione dell'iride nè della cornea, nè degli interni tessu ti dell'occhio, e presto lo si fa socio un tenue grado d' esottalmo ed una diminuzione della mobilità t'lei bulbo, la quale non facilm ente apparisce alla ispezione, ma si rivela piuttosto per la. comparsa dE!lla diplopia. Questa descl'izione che è di \Vecker (l), difkrisce essenzialmen t.e da quella riferita dall'irlandese O'Perrol , che fu il primo a segnalal'e questa flogosi cassulare (2). Secondo lui In malattia (l) \ VecKER. 'J', ·aité p;·<tlique des metfr.ulics des yeux. (2) Dublin j ow·nal o( medicai scie ne•: 18,14.
882 in discorso è distinta da dolore gaglim·do che occupa.l'oèchio, ~a fron te, le tenìpia, da esottalmo d'alto grado, da chemosi sierosa e turgore eresipelaceo palpebrale. Segno patognomonico .,sarebbe la limitazione di questo gonfiamento della palpebra supe1·io~·e al ma~gine libero ciliare, rimanendo. fra esso e l'Ot'lo orbitario u~o spazio di. un centimetro o un centimetro . e mezzo di cute di . aspetto e colorito normale. vVecker però fa osservm·e che l'accennato aggruppamento di sintQmi è quello che si ap.parWme al tlemmo.ne orbitario o alla periostite, che la infiammazione della cassu)a di Tenone non . può dar luogo a rilevante esottalrno, n è a gra \'e dolore, nè a fenomeni di molta. reazione, nè alla suppurazione, e che la limitazione del gonfiore palpebrale può bene aversi per flogosi circoscritta a quella parte del connettivo orbitario che gum~da il tavolàto dell'orbita, come in· seguito a periostite di questa località. Un cr.so però non dubbio di rnfiammazione e suppurazione del .connettivo episelerale fu osservato dal Prof. :r-.:Jagni (l). ·La · malattia era sorta spontaneainente e in modo diseretame·nte a:cuto. L'occhio era devhtto in dentro; la congiuntiva iniettata a rete e sollevata. L'intumescenza era manifestamente fluttuante -e si estendeva indietro. Incisa sgorgò pus sciolto che · si trovava'. fra la ~ongiuntiva e la sclerotica a.nteriormente, e posteriormente , fra la sclerotica e la ·cassula di Tenone. Con uno spec:illo si ·giungeva lung~ la sclerotica filio al nervo ottic(;. Terminerò pur finalmente col far cenno di · una specifica eonclir.ione, della gomma sifilitica come capace di produrrè esottalmo e ascesso secondario dell'orbita. Un caso ne fu osservato da Ricord f:l deseritto da Demarquay. Era un signore con accidenti sifilitici terziari manifesti e sporgema notevole- d' ambo gli occhi: Dopo certo tempo sopravvenne un turgore delle palpebre con segni di infiammazione, poi il pus si fece strada allo esterno somigliando a quello dei tum ~f'i gommosi. Il malato non s(rffrì mai dolore nè presso ( l) ':lfAG~J, loco citato.
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agli occhi, n è a1la testa: il che fece cr~dere a Ricord da aver che fare con tumori gommosi, peroccbè le periostosi e le esostosi dell'orbita sono sempre precedute e accompagnate da "dolori osteocopi caratteristici. L'ioduro di potnssio tt·ionfò completamente della malattia (l). Dall'abbozzata rivista delle possibili cagioni di esottalmo chiam emerge la conclusione che nel caso nostro non potea essere. qnistione che di flemone 0rbitario. Messe subito da banda le malattie a lento procedimento , le cisti , i ,neoplasmi, ecc. , nè pur pensando alle affezioni di località :;icine a1l'orbita, onde non vi era nè eravi stato il minimo accenno, era pure da rifiutarsi il concett0 dell'acuk'\ periostite, perchè troppo subitaneo lo ·scoppiare del male, perchè troppo rapido il 'succedere dello esottalmo all'apparizione dei sintomi primi, perchè non così violento· il dolore, non cosi YiYa la rea1.ione come .nella acuta periostite esser suole, perchè premendo l'orlo orbitario ' non esurcerbava notevolmente il dolore, perchè finalmente quelle cause faeevano d'i fette, cla etti la periostite gener almente deriva, la scrofola, la sifilide, i traumatici nocumenti. Il decorso del male provò in seguito in modo evidente e sicuro che nè il periostro, nè l'osso poteano essere compromessi. Il modo rapido onde si ~vilupp~ l'esotti{llmo, il dolore eli testa, la y ertigine onde 'fu preceduto avrebbero potuto a bella p.t·ima fat> dubit~u·e di un tnmore nscolare, che però era presto eliminato per la mancaza dei suoi sintomi speeiali, la. pulsazione dell'occhio e il r1.1more non percettibile nè al malato, nè al nostro Ol'ecchio ar mato di stetoscopio. Nè dalla infiammazione della glanclula lagrimaie potea guari al'gomentarsi pt>o\·eniente lo spostamento del globo oculare, conciossiachè la tumefazione palpebrale non fosse nè limitata nè maggiormente rileyante all'angolo esterno dell'occhio. e cosi del pm·i il dolore, nè ivi si apprezzasse mai la più (l) Ga::ette médicale de Paris, 1854. UEllARQUAY.
1'1·ait6 cles tunw1ws, 1860.
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piccola rilevatezza o resistenza, la quale poi inYece si palesò all'opposto lato, e il globo fu spostato in opposta direzione . a quella a cui avrebbero dovuto condurre le alterazioni dolln gianduia lagrimate. E finalmente la infiammazione della cassula di 'l'enone veni\·a di leggieri ad essere esclusa dallo esottalrno esagerato. dal dolore intenso, dal vi,·o risentimento generale, dalla chemosi grave, dall;t estesa e diffusa tumefazione d'entrambe le palpebre, e più che tutto ùalla comparsa tumefazione sotto l'ar·cata orbitaria. Non rimaneva dunque che il flemmone orbitario a cui potesse a rigore applicarsi lo insieme dei fonomeni mot·bosi, a cui fu soggetto il nostro paziente. Allorachè la infiammazione del connettivo orhltario si presenta con tali sintomi, allorachè, come in g·enerale avviene, cm·re rapida e in modo acuto, facile è sceYerarla ùa altro infet·mità. 'l'al fiata però assume forma cronica, di modo che per mesi ed anche anni, tàlora senza dolore, là marcia poco a poco si accumula nello interno dell'orbita o adagio adagio spinge fuori il globo oculare, fìnchè alla fine scoppiano fenomeni di reazione acuta, si gonfiano le palpebre e la congiuntiYa, sorgo il dolore, e l'ascesso si apre allo estèmo. r\.yyenne talvolta che questa lenta flogosi orhital'ia simulasse fino a dar luogo ad 'inganno, la cronica periostite, i neoplasmi a tardo procedimento e le cisti detr ot·hita, e potè anche esser cagione di più serio equivoco imponendosi pet· un carcinoma. Va famoso negli annali della scienza si per la importanza <lel caso, quanto por il perl>onaggio che ne fu il paziente e pe1· lo mediche autorità che Yi presero abbaglio il fatto a cui andò incontro il maresciallo austriaco fonte Radetzki . Il quale dopo essere rimasto lunghe ore a raTallo esposto ai t·aggi vivi del sole e alle correnti (]i al'ia. rli tina calda giornata d'ottobre, fu colto da febbre con dolore alla fronte e alle tempia e d<\ infiammazione dell' occhi0 c!el>tro seguita da noteYole esottalmo e clalla successiva comparsa eli due tumorotti duri all'angolo interno prim•~ e poi ester no pa.lpcbrale. Questi tumot•i andat•ono crescendo sì che
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in capo a tre mesi eransi fusi in un unico tumore immobile duro come pietra, bernoccoluto, occupante la totalità della fossa or-bitaria, da cui aveano discacciato il globo oculare. I medici, Flarer ft·a questi, én-eano fatto giudizio di tumore sieroso del!'orbita, e lo stesso Jaeger mandato appositamente dallo Imperatore cl' Austria propendeva per la stessa opinione; e Yenne quindi pt•oposta, e sat·ebbe stata effettuata la estirpazione del bulbo, se il maresciallo n on ...-i ~i fosse recisamente rifiutato, pago alle cure del suo medico omeopatico. Intanto l'ascesso, che tale et·a la cagione del male, venue spontaneamente ad evacuarsi, ed ebbe seguito la g uarigione (l). ' Ilresultato del flemmone di cui fu sopra tL·acciata la storia. rn quantQ mai avr·ebbe potuto desiderarsi favot·eyole, non ;n•endo lasciato dietro sè tristi conseguenze, nè tampoco dato (:orso a quello che è il suo esito ordinario, voglio dire la fot' tllazione dell'ascesso. Troppo spesso pur troppo per effeLto delra"~enuta suppurazione o per influenza della flogosi, il fl emmone orbital'io dete1·mina nell'occhio o nelle parti ncine guasti gravi e talora irrimediabili. Al nerYo ottico ed al globo oculare stesso, al pet•iostio ed all'osso, alle membrane ellccfaliclJe ed al cerYello può dilrondersi la infiammazione, e l'ascesso può, comprimendo le parti, portarvi gt•avi altera:doni, o penetrando nella c::rdtà craniense \ enit·e micidiale. ' Può pure nccad€Jre che, la flog·osi . terminata c ricn)pito il vuoto lasciato dall'ascesso, rimangano retrazioni cicatrizie, aderenze, alterazioni muscolari, omle ne segua o il rientr·amento del globo oculare yerso r npice della pit•amide orbital'in o il pet•manente strabismo, o il Jagoftalmo o altre di tal l~ttta immu tabili successioni. B può essere pure che per la efl"ettuatasi ipe1·pla:.ia e indUJ·imento del connetti\'o. l'CH'chio resti stabilmente spostato .in aYanti fisso ed immobile. Nel caso nostro inYcce ebbe luogo facile e pt•onta la risoluzione: c anzi notevole la rapidità con la r1uale si s\·i(l) .\.nnali!S d'Oculistigur. t. XXIV.
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luppò l'e:;()ttalrno e la prontc?.za con la quale si tli!egn6. Il che dimostra come il processo flogistico uon oltrepassasse certi suoi limiti, e come alla tumefazione del connettiYo doYesse avere contribuito men.o la ipertrofìa e iperplasia dei suoi elementi cellulari che la innltra7.ione di molto essudato sieroso, il quale come è faci le a veni1'e straYasato, facile è del pari ad essere riassorbito. Il p1·ocess.o an·ebbe in altre parole partecipato assai del cArattere dell'edema acuto o infiammatorio, benchè per fe~·mo non tutto all'edema dovesse attribuirsi. Dicendo che il flémmone non lasclò i11 grati ricordi, non ho dimenticato quella residuale obliquità ùella apertura palpebrale, di cui fu sopra discor~o . ~la questa, che io avviso conseguenza di uua lieve' ret•·azione verso l'alto clcll'angçlo in ter~o palpebralo non recaYa alcun nocumento alla funzione dell'organo, e· come deformiti.t. era pur lieve cosa; erl è probabile poi che col temr)o, col totale riassorbimento o con la distensione del connettivo proliferato sia ant1nta in progeesso c-ompletamente dissipandosi. Vedemmo che il primo fenomeno che dette per modo di dire l'allarme della malattia furono le vePtigini e la epistassi. Fatti · isolati erano questi o connessi da qualche relazione col processo m01·boso che si andava iniziando? Ricordiamoci che l'arteria otwlmica, derivazione della carotide interna, si divide entro l'orbi ttt in molti run1i, fra i quali l'etmoidale antet•iore e l'etmoidale posteriore che si ùistt·ibui::H:Ol\0 penetl·ando nelle narici alla pituitaria, e che la ...-enn omonima che sbocca nel seno cavernoso t'accoglie pure, seguendo le orme dell'arteria, dei rami nasali. Or bene, non potrebbe un ostacolo posto alla cirçolazione della vena ottaJmira 'impedire iJ deflusso dei capillari della mucosa nasale, produt'\Ì iperemia e quindi distensioné, sfiancamento o finalm ente r ottura delle pareti vasa!i? Anche la vettigine potrebbe intendersi in certa guisa collegata con questa compressione c!ella arteria e Yena ottalmka a ragione della lm·o relazione col c!•·colo Cl'aniense, s\ per la loro respettiYa origine e tel'minn.zione, sì per i filetti meningei cho si dipartono dai rami cbuoi-
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dali prima di nttraYet·sm·e la lamina cribl'ata. Dcc però corifessarsi che ·male si comprende come M·esse potuto effettuarsi una compressione in modo si rapido e si precocemente precedendo quasi ogni altro fenomeno. Ma non pott·cbbe la flogosi aYe1·e avuto pl'incipio dalla cos\ detta tunica celiulosa dei vasi e di là essersi in seguito propagata al connettivo circostante? E ciò non porgerebbe anche sostegno e spiegazione al concetto della infiltl'azionc sie1·osa qual pripcipale elemento della flogosi? Ad onta che l'occhio fosse volto fo1·temente in fuori ed in basso, vedemmo che non fuvvi mai diplopia, quando pm·e si facesse dil'igere lo sguardo in opposte'\ direzioll<!. verso il lato cioè per cui era soppressa la mobilità di IJnell'occhio. Quale di questo fatto la probabile spiegazione? É anzitutto indubitato che in questa posizione, non compivasi la visione che dall'occhio sano, essendo fatta astrazione dalla immagine formatasi sull'altr·a retina. Lo che tloYeva essere tanto più facile quanto era più raggum·de,·ole la deviazione laterale, imperoccbè sia meno adatta ad essere percepite'\ dal sensorio comune la relativamente debole immagine che si forma alla p crifer~,a tlolla retina, verso l'or·a sar,·ata, vm·so la partf' cioè meno sensibile, meno delicata, di quello che una immagine che agisce sulla macula Jutca. l\Ia pul'(l sul prinripio e sul te1·minm·e dello spostamento laterale uwncò la diplopia. Al che do,·ette, a mio anriso, contribuire J' aYYenuta diminuY.ÌO!le della funzione Yisiva, onde la immagine operante al difuori del cent1·o ossiopico era meno atte'l che all'ordinal'io a impressional'e la retina; o quando poi l'acuità visiva tornò come pl'ima, l'occhio aveva di gia J'icuperato la libet'tt't (lei suoi m~)Vimenti. P oche ~Jtl'e parole e poi llasta. - Quale fu la causa remota che dette origine all'esottalmo, o a meglio dit·e al flemmone t;etr-obulbat'e che . dell'esottnlmo era cagione? Le cause più solite del flemmone orbitario sono le azioni tl'aumatiche, le il'l'itazioni dirette come corpi estranei rimasti nell'orbita. le f1ll'ite penetr·anti, le r.ontusioni, le ferite dell' ol'lu orbirio non che le operazioni che si praticano sul sacco o ln
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888 glandola lagrimale e sul globo medesimo. La stessa caì.1teril.~ ' za.zione del sacco .lagrimale, il cateterismo del canale nasale e la . ~niezione delle vie lagrimali ba'ltarono talora :;!, desta,re la infiammazione d~l connettivo orbitario. 'ta quale può altt·esi esset'e secondaria, essere Cioè propagata dalla infiammazione di organi vicini. La meningite, la resipola della faccia e del capillizio, la periostite, la osteite e la carie delle ossa dell' orbita, la panoftalmite possono essere il punto di partenza di un flemmone orbitar~o. VeJpeau hl).. veduto questo flemmone svilupparsi per la diffusione eli uno stato flogistico situato nella fossa zigomatica e pterigo-mascellare. Gli ascessi metastatici facilmente si depositano nel connettivo orbitario, e così non raramente si incontrano nel decorso dell~ piemia, della febbre tifoitle~, degli esant'emi gTa:vi e in genere in tut~e le malattie a f0ndo d') nfezìone. Ma il flemmone od.Jital'io può sorgere anche spontaneamente, e allora se ne è· data cagione alla esposizione Jll freddo umido, a,gli sbilanci d} temperatura, insomma alle antiche e trite azioni di origine reumatica, le fJ uali, senza negare gli effetti loro ben provati in molte cireost.anze, chi sa poi di· quanti malan.ni sono state accusate, di cui erano affatto innocenti; Invero tutte le volte che un morbo insorge spontaneamente, senza che . se ne · possa rintracciare la causa determinante, sono evocate le reumatiche irrftuenze, e cosi la cmiosità etiologica, troppo spesso però illasorramente, resta anch'essa appagata. Nel· De-Ros lo influsso di cause siffatte 'non avrebbe potnto neg·arsi addirittura: un soldato, si sa, vi è esp~sto ad ogni piè sospinto per ragion di l'nestiere. Ma una dìl'etta relazione fra causa ed effetto, fpa un' azione speciale reumatica e Io. scoPJ!iare del flemmone orbita:io non avrebbe potuto con ragionevolezza ravvisarsi. Onde meglio è convenire che di questo come. di tantissimi altri eventi morbosi fu ignoto il movente, come è tecondito per lo pii1 Il primo rudimento del patologico lavorio. E qui, o signori, pongo tet~mine àl mi9 discm~so , persuaso di avere anche troppo abusato, cimentandola . a ben · dura vrova, della vostra pazienza. E. RICCIARDI.
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Cura del vaiuolo colle iniezioni di linfa vaccinica; del dottot· C. Ftmr.EY. Contro l'opinione generalmente ammes~a ~hc il vaccino non lta. ·che un potere preser-v<ttiv0, ma nessuna azione cm·ativa sul vaiuolo, l'autore consiglia eli cm•are il vaiuolo, una voìta sviluppttl'o, col t·i?·us ''accinico ad alta dose ; esso inictht, a questo scopo, sotto In. pelle il contenuto di ùue, h·e ed anche sei tubi di vaccino c più, pu!'O, o allungato in poca glicerina. Solto r influenza ùi queshl pPatica, di~c d i a\'Cr ved uto l'eruzione deÌ vaiuolo abortire o di~
scccat-si rapìclìssiuwmcntc, ànche in casi che sembravano a nnuncia r::;i di dovet· essere gl'avissimi. Le iniezioni vacciniclte hanno un fel ice risnltato qualu.nque sia l'epoca del morbo nella quale si pratir.ano; anche quando l'el'Uzione è già bene marcata, ed in soggetti che siano stati vaccinati; gli effetti locali riescono di so,·cnto insigni.tir.anti. Il dott. Furley riferisce sette . ossetTar.!o ni in appoggio del suo metodo. Dobbiamo aggiungere che il dott. Gr·iéve, all'ospedale dei vttio: !osi, non è stato cosi for tunato come Pul'lcy. Egli ha sottoposto ;:;ette de' suoi Yaiuolosi alle iniezioni nella linfa vaccinicn. sen1.a ottenere il menomo miglioramen to n{'\lo stato del mor bo; uno di c~si è morto dal suo Yaiuolo, e in tutti gli altri gli effetti locali fut•ono più o meno serii. . (Bn'tish m ed. Jmmutl, 8 e 13 giugno 187:?,
e Lyon ),{dd., N. 16.)
Cura dei tumori emor1~oidarii coll'acido nitrico-fumante;' del prof'essor Bltr.ROTH. Ft•a i diversi canstici che vennero adoperati in t ale sorta di cura, questo, che fu proposto da Houston di Berlino, secondo Dillroth, merita la pr·eminenza. Il chirLP'go viennese lo adoperava Gio;·nate' di lt!cdù·. milit. 1872. 57
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8\JO in 12 casi, facendo generalmente un::t sola cauterizzazione per· ciascuno, c gli ammalati senza i ncorrere in emorragia e soffrl3ndo poco dolore guarirono r adicalmente e con nessuna traccia di sltingimento rettale. · ::\! a oceurre che i tumori sieno prolass!lti, che colla cauteriz.r.a:t.ione abbiano acquist ato nn colo1'e giallo verdognolo, sieno dive ntal,i disct•ctamente rigidi e poscia immediat amente introdotti. N el dubbio che in casi gravi l'acido nitrico sia per r iuscit·e ins nllicicnte, vi si può sosti tuir:e il ni trato acido di mePcurio. ( Chù·. Re;n{n) mts dem SommeTsene.~tcr) 1S71 e Gazz. M.ed. Ital.-Lom'b., 187·2, X 12.)
Agorafobia. " ·r.:siTHAr, ·chiama ago1'a(oòia un fenomeno neuropatico pat>licolat•e, per il quale i l:iingoli indivi-d ui si lament ano che non è lot•o possibile di andare sulle gl'andi piazze ed in certe conf.t'ade, poiché i n t ali luog hi lo spavento dis turba que:;;t i i ndi vidui nella libot•tà dei lol'o movirnonti. Qnesto spa.vento prod.otto dal\'attravot•sare piazze e contrade dicesi CI(JOTa(bbiet - P latzfo.wcht ed è accompag nato eziandio da altri perturbamenti del sistema net'VOSO. BE::o;I::D! RT ha pubblicato un caso simile sotto la denomi nazione di Plat~schwinilel che tenta di spiegare mediante la notevole debolezza della capacità convergente e ancora più col potere eli gnal'dtu•c later almente ; \ Ve.i:'tphal rinvia ora caratter i e spiegazione, m a specialmente quest'ultima, alle ricerch e oftalmloogiche dci suvi 3 am malati eseguite da L ECER. Il processo è manifes tamente cerebrale (p,ichico) cd ha tant o poca analogia coi pr·oce:ssi fisiologici norma li ed è tanto poco comprensibile per mezzo di questi processi, quanto gli altri stati di sensibilità patolog ica, come affetti, allucinazioni e i mpulso volitivo. Da questo gt•uppo, il quaìc abbr·accia la p iù gran pat·~e delle così dette malattie psichiche, si distingue l'agorafobia innanzi tutto per ciò che i fenomeni dell'aft~tto patologico (paura, ansietà) sono essenzialmente collegati a cc1'te circostanze c condizioni esteriori che, removendole, questi si dileguano i mmant inente. Qnesta affez,ione si distingue essenzialissimament e dalle malattie p sichiche pro priamente dette. specialmen te eziandio dalle not e condizioni ipocon-
891 M iache e quindi sarebbe meglio designarla come fenomeno neuropatiqo. Non si t rova una analagia cogli altri stati conosciuti, piuttosto offt•e una certa analogia colla nevrosi designata d<t 'MoRET, come Délù·e émoti(, nr!~;1·çse du systè;ne ner'l.icv...x r;unglionnait·e >;iscé?·al ( A1·ch. gén. d e ??u!d., 1866). In tutti gli ammétlati !li può in parto dimostrare « un elemento epilettico » e quindi non parrebbe pr·iya eli fondam ento la denominazione di s~ato e pilettoide. "' Jn appoggio di ciò ser·vono ancor-a certi fenomeni dell'ago1'afobia (per esempio, sen~o di calore dall'addome al capo, o sensa~ione di stt;ingimento alla regione cardiaca) e tuttavia questo concetto non è da accettarsi. (Rivista del dott. ARTmon.o !\IERI.)
Antidoto contro l'acido fenico. H USEMANN.
Corne antidoto all'avvelenamento dell'acido fenico l'autore trovò che l'acqua zuccherata di calce é efficacissima - si prendono 16 parti di zucchero in pane, 40 parti di· acqua, e 5 pat·ti di calce spenta, si agiti quindi fortemente la miscel~ e si filtri, svr~o porando poscin il fU trato a bagno- maria. Il mu'bonato di calce fu trovato dall'antore meno efficace, e cos't g li olii fissi, come quelli di uliva e 'di mandorie raccomandate da CALVARE't non hanno prodotto nessun effetto. D.l' Gvsnvo OHLSEN.
(Chemical cent., 1872; 35.) .
La stricnina come antidoto del cloralio : di LIEBREWII. Dopo di twet• trionfato di un trisma il cui principio r imontava ad otto giorni, coll'amministrazione del cloralio, Lm BREICH deter "' 111inò l'appar·izione del tetano negli animali, avvelenandoli colla stt•icnina, allo scopo d'assicurarsi dell'azione che esercitava sn di essi il cloralio, e riconobbe che quest'agente amministrato immediatamente dopo la stricnina, neutrali&zava l'effètte tossico di quest' ultirrta. D'altra parte la sti'icnina annichilisce T azione funesta. delle forÙ dosi di eloralio, come lo pro~·a l'espet·ienza seguente : LmBT:tE1CH amministrò a duo conigli due grammi ùi cloralio per ciascuno (dose mortale pet' questi animali}, dopo mezz' ora
sn
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ct·ano enh•amùi :mmcrsi in un sonno nat•cotico profondo; il corpo in pet·fettn risoluzione corna se In Yita fo~se spenta, la respirazione lentn o supot'ficialo. Si iniettò o.Um·n a l'un d'essi l 1( 3 milligrammi eli stricnina ; 10 minuti dopo, l'animale r espirant g in con maggiot• for-at, reagiva to~candolo, ma non aveYa contrazioni tetani che; la contrattilità muscolare s'era ristabilita. Dopo 2 oro si rnddrizzù, o dopo due altro ore ogni traccia di spossutenu ern scomparsa. Quanto all'altro coniglio, a cui non s"eran fatte iniezioni di stricn ina, morì duo ore o mezza dopo l'amministrazione del cloralio. t" n altro coniglio, nl quale si et>a iniettato p et' rendere r espe· r icnza pii\ concludente, l % milligt·ammi soltanto di solfato di stricnina senza prima avergli fatto preuderc del cloralio, SQccombet.c dopol 10 minuti in preda n violenti :convtllsioni totaniche. (JOlmwl <ltJ plut?'macolo[Jic, octobre 1871, pag. 406.)
Cura dell'unghia i11carnata senza oper.azione. Il dott. Non:ro:-; all'Ospedale di S. ~laria in Londra, usa questo metodo per la cur•a dell'unghia incarnata. Un pezzo di cotone inzuppato in una soluzione potn.ssica (8 su 32 di acqua) viene , ntrodotto ft·a l'unghia e le carni fungose sottostanti. - L 'unghia si rammollisco e si cangia in una polpa cellulare 'suJ.Jcrtlcialc. Il, cotone si mant ieuc umido por alcuni giot•ni, findtò l'unglùa impiccolita e ilcssibile può e~scre esportata senza dolore noll"estensiollc creduta necessaria, oppure !>i continuano le ùagnatul'e nnchc scOlllpl\ia completamente sotto l':w.ione di::;solutiYa del liquore pc( Ga::. lldxl.) tassico.
Tannino contro l'abulminuria f!Tave. T! rlott. G~,;n,r,Au~ror rli P oligny si tro,·ò sodùisfaLtissimo dall"nso del t:mnino dalo sotto for ma di be vanda nnturale minerali!.1.aln. Pel'cill fa pr·cndct·c il tannino a piccolis:;ima dose da :) tt lO ccnligt·ammi al 0iurno sciolto nel Yino e mescolato con ~uliicionte quantità eli acqua . Dopo 11 giorni <li cont inuata amministrazione di questa boYandit tannica l'albumina dim uiscc :::ensibilmente e poi scompare in modo a:;soluto. (Rtw o 111édicala, gc:1nnio 1872.)
Uu nuovo metodo di amministrare copaiha. In casi Cl'anici di gonorrea, .T. li. "'chner, M. dott. Gcl'mantown, Pa (Medicai et fìurgical Reporter) ha ottenuto il miglior•.: t'esultato te1·apeutico dal copaib~ senza o.lcuuo degli effetti nauseanti od altt•i spiace,·oli, amministrando il medicamento combinato con l'oppio 11<'lla forma di un soppositorio rettalo. Si raccomanda In seguente forrntùa: R. Copaiba clen. \Ì: Opii pulv.. gr. vj : Olei theohromae, Cetacei an a dc n. iss; Corno àllJ:.tC gr. XL a gl'. I,X.. m. ft. i'iu ppositories n° xij S. Dn introdume uno n'l!:tWna e sera nello inte~ii no. Se insorge constipnzione può essere prontamente supcrota con ' una· dose moderata di salo di Rochollo. (1'he Medical Rccrn·d, .Tune 1, 187:?)
Inalazione di bromo nei processi difterici e cruposi del . dott. Rc!!U'l'z.
11 fatto che le membrane crupose si sciolgoM in una !:Oluzionc rli bromo e di bi'Otnuro di potassio più presto o meglio che nel l'acqua di calce ecl in ogni altra so~t.'\nza usat~ pel {rnllamento della difteria, ha eccitato il dott. Schutz, g-ia da lun!;o tempo. ad usare il bl'omo per inp.laziono in 1uestn màlattia; nei numcl'i 31, 32, 33 del TViner Mcd., Wochcn.scl'i{t, 1871, sono esposti j "'risultati favorevoli ottennti, i quali giustificano le instnnti raccomandazioni ai pratici fatte dall'autol'C a volerlo imitnrc. Egli si scr\·e d' una soluzione di bromo. pul'o, bromuro di pota->~io an. grammi 0,30, acqua distillata grammi :t30. Di fJUestn solu1-ione si inzuppa una spugna. che intl•odottn in un imbuto. di carta, prcsentasi al na~o ed alla bocca come per inalazione d<'l clororor·rnio, l' inalazione J'ipetcsi di mezz' or:t o di ora in Ol'fl, c d 1 ll'~t 5-10 minuti. L'odot•e del bromuro è assai ben tol1~1·al o an~h e ùni bambini, attesa la diluizione sua. Il pl'cpax·ato clc,·o essere beu chiuso c tenuto allo scuro, altcso le sue prop1·iclà di essere volalile e di alterat'Si alla luce. L'uso d-ell'emetico puù cssel'e simultaneamente intrapreso e cont!nunto nei casi di ah'rr.iono luriugoa. (Gionzale clrll'Accarl~mia di Ton·n. Riv. meGl: chi?·. a te;·az1., agosto !S'i:?).
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Sugli effetti velenosi del condura.ngo pel p1·o(essore GIAN~ùzzr e dotto1·e G. BuF,u,r:n. Dopo che fu chiar·ito essere una fandonia che la scorza di condurango guarisca i1 cancro, ci venne in animo di studiare quali proprretù fisiologiche dispiega.<:sc nell'animale ùrganismo codesto farmaco dell"Equatore. Difatti nel nostro gabinetto di fisiologia sperimentale istituimmo ben molte esperienze, per mezzo delle qtu\li abbiamo dimostrato che il condurango è un forte veleno, c clic l' nmminist:ra:>:ione di un decotto concentrato (fatto con cm'a siccome abbiamo notato nelle nostre memorie) oppure della polvere di condurango produce le covulsioni toniche, come accade press'a poco uell'ayvelenamento stl'icnico. 'fali convulsioni sono tanto gravi che in pocl1i momenti, quando la dose del veleno è forte, uccidono l'animale. Per uccidere un cane hasta dargli un decotto fatto con 10 o 12 grammo di condurango e 600 grammi di acqaa, ma ridotto lentamente a 30 grammi: oppure basta ~ntt•oduJ•gli nello stomaco 10 grammi di ~:corza di conclurango ben polveriz7.ata c impastata con un po' di pane. Dopo tre quarti d'ora o poco più l'ani.male è preso da contrazioni violenti che si fanuo piit forti agli eccitamenti esterni, perchò il midollo spinale si fa molto eccitabile, e dopo poche convulsioni il cane muore tetanizzato. Sebbene oggi tutti credano che il condurango sia d'inutili virtù i:!'lrapcutiéhe, tuttavia siam d'avviso ch e esso può fluccedere alle.. preparazioni stricnici1e, per cura1·e le paralisie o tutte quelle malattie che richiedono ruso di medièinali tetanjzzanti.
Ricerche sulla azione t ossica dell'acido fenico. Del p1·o(. P. BERT e dott. M. I. .JoLYE'l'. Dalle esperienze eseguite dagli autori sugli animali per Io studio dell'azione fisiologica dell'acido fenico, essi giunsero alle seguenti conclusioni, con le quali chiudono il loro lavoro : La conseguenia pratica più importante che scaturisce dalle eseguite esperienze è la grande potenza tossica dell'acido fenico ; impcrciocchè bastano 701 grammi per uccidere rapidamente un enne di mezzana grande7.za. Òiò però non vuol dire ohc l'uomo
895 non perirebbe che con una dose proporzionale al sito peso, vale a dire cinque o sci volte maggiore. Uno di questi spc1'ime11tatori riuscì ad iniettùre in una volta, senza giungere a uccìderlo, due gt•aromi eli cloroidrato di morfina nella \7 ena g iugulare di un cane, c il quarto di questa dose basta pet' uccidere mt uomo. -L 'acido fen ico è dunque uno dei veleni più formirlahili, che molto ìrtconsideratamcnte si lascia nelle mani di tutti allo stato puro o allo stato di solur.ione. Studiando il modo d'az.ìòne dell'acido fenico sugli animali vcr.tebrati, trovarono che esso agisco come la stricnina sulla eccitabilità della midolla spinale. Come la stricnina. l'acido fenico aumenta su·! principio d c ll'av~ velonamento la sensibilità "dell"animalc, per diminuirla, abolirla Mche, quando il periodo convulsi m l1a stancato la midolla spinale. Come c~sa, cagiona convulsioni in t utto il corpo, anche r1uanclo la mid~1ll n speciale è stata divisa in due nella regione dorsak Queste convulsioni come quelle della sLI'icnina sembrano spontanee, si esagerano ad ogni movimento r espiratorio, e possono v<inil'C (letel'minate dadi stimoli esterni. Come quelle ~l~lla stl'icnina sono arrestate dal cloroformio, dnl cloralio, dall' etere, dal curaro, dalla sezione di un nervo motore sulla regione animata da questo nervo. L asciano ugualmente intatta la contrattilità muscolare e l~t eccitabilità neevosa, segnatamente nelle parti, in cui la sezione del nervo ~otore ha impedito lo sfinimento. Come quelle si appalèsauo nel membro le~ gato di una rana, nel quale il veleno non potò penetrare, giacche il nervo motore é restato in rapporto con la midolla spinale: Come la stricnina l'acido fenico ad altissima dose uccide istantaneamente, quasi sen7.a convulsioni: si trovano in questi casi i ventricoli del cuore an·est.ati in diastole. Nell'avvelenamento ordinru·io la morte ha luogo per l'acido fenico come per la stl'icnina, per esaurimento della pot.enza eccitomotrice della midolla spinale. La for7.a delle convulsioni va dirniRuendo, i movimenti r~spil'atori,.Je battute del cuore si rallentano, la pressione cat'diaca. si abbassa fino a zero, e la scena si chiude con un ultimo sospiro. Ma l~ convulsioni dell'acido fenico differiscono notevolmente per :lpparenza da quelle della stricnina. Queste sono infatti, come c noto, toniche e regolari, vale a dire ehc sop1·avvengono simult,anea-
800 meni e in tutto il corpo : quelle delJ'aciùo fenico per conver.;;o sono essenzialmente clonicbe i•·regolari; è un tremolio che prende successivamente lo diverse parti di nn muscolo. La differenza piu notevole f1>t1 ln stricnina e l'acido feuico c presentata dagli accidenti che seguono la amministr·nzio:te di questo e possono pr•odui'l'O la morio. Questi accidenti sono le inltaounazioni polrnonn••i e la cherato- congiunt.ivi!e purulenta. Le alterazioni polmonali sono dov ute alla irritar.ione cagionata dalla. eliminazione dell'acido fenico, elimi nazione che cet·taml.!ntc si effettua pet• (!Ut>:>1a via, e vi è quindi (jualche cosa di analO;!'O nllc neft•iti conse<'uti,·o a tanti avvelenamenti? 0,\·er·o sono il rc~u ltato d'unn. azione soHn le estrcmilà sia perife1·iche sia ccntt·ali del net'\'O pneumo-gasti<'o 1 Ln prima ipotesi sembra :ll!'li autori molto più prossima nl Yero, sen;-:a potcrla accot~'\r·e c011 latto stal>ililo. Finalmente l'uso clell'acirlo fenico aumentato progressivameni<' fu potuto spinger•o fìuo all'alta dose che cagiona convulsioni epoi!~ essere p1·olungnto per tJ'O mesi senza gt•ave dhstm·bo. Dndl" ptH) contrarsi una eoJ'ta abitudine a questo veleno, ahitudino lcggi<'r'a perù poiché non sorpassa il doppio della dose mo1·tnle, o cosso. con la iut.erl'u1-ione d' u n :;olo g ioi'nO. (Ga:ette m·'dicale ò-e Pan:~, n° 10, an. 1872.)
Esposizione degli studi esperimentali di A. Selmi
sul miasma palustre pel pm{essm·e Lt:WI Qnxw. Tl professore Qui nzi riferisce nel i\lor·gagni un su nto 1lcl lavot·o del pt·otes.;;or Selmi ~ul miasma palustre, e no h -ne alla fine le s0guonti conclusion i : l0 Il miasma palw;tre ò una soslnnza solida <.'rl organizzata di uatnra vegetale: CS::iO ~i presenta in forma di sporulc invisibili ari occhio nu1lo notanti nell' ntmo:>fera, capaci (sotto detoi'miuatc condizioni) di svolgeesi e costituire una pianta particolare u.ppnrienenle alla farniglia dcUe alghe (nlga fcbbrigcnn); 2'-' Col rMiotlo del }.losc<tti c del Solmi i'Ì !'accoglie ln rn'giarln., O si ftlt t•a :l(tl'U\'C:JI'SO doli' amianto J'ac·ia rnluSh'C, po l' stn-
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diarc la mjcroscopiù, la chimica, !a coltivazione e ln ~atologia. del miasma : :3° Le sporule di alga morlificano ln chinina e la chinoidina animale di Bencc-jones, togliendo ad esso Ù <;arnttcre delln. Uuol'escenzn ed inducono nelle soluzioni zuccherine alla temperatura di 2;) a 31 C0 la fermentazione lattica con la rapida apparizione delralga, 4° La infezione o discra~ia palustre è un proccs<:O di fet'roenlar.ionc lattica nei liquidi organici più o meno ,·iolontn pi(• o meno discontinua; 5° Il cloro, l'acido solforoso e l'uzono esercitano un'azione distruttt'ice sni micl'Ofiti febrigcn i; pal'ciò le piantagioni de"tinatc al l'Ìsauamento dello paludi agiscono chimicamente (pet' l'ozono che s>iluppano) e non meccanicamente sul mia:;ma : 6, I cibi idPogeno- carbonnti faYOI'<lndo la glicogene$i animalt•, nlimontano il processo ziroolico della infezione palust re. B gli indumenti di lana rimpctto a quelli di cotone c di seta dispiegano il massimo ·potere MSorhonte sulle spor•ule. 7° L'acido arsenioso e gli acidi chino-tannici ùistt·uggono i mkodct•mi algogeni: il solfato di chinina e il bisolfito <l i sodo. ne sospendono la vitalità solo temporaneamente: i fosfati di soda c di ammonil'lCa, i solfati alcalini mas!'ime il coluro di sodio ne :-tgevolano la eYoluzionc: i joduri, i hr·omm•i nlcalini, il cloruro di fot'eo, il solfato di pt'otossido di fer•ro li ùisot·ganizzano. · 8° Kella cachessia palustre sm•obbe :meLe una terapia efficactl il deostl'urire o ~onaeccilare gli organi sceretor'i allo scopo di eliminare il miasma. (IL MoMA0:'\1. Dispensa n ·, 1872.
Avvelenamento mortale coll'acido ferrico usato esternamente contro la scabbia. Due operai di 21 anno riccYettcro cln. un chirurgo del \Viirtewberg una soluzione di 30 grammi di acido carbolico in 240 grammi d'acqua distillata, soluzjone eli l a 8, cui fu aggiunto poco alcool per aiutnre la soluzione, il tutto con la iudicazionc di ft•egarsi fortemente tutto lo par ti nfielte. Uno di essi non ne consumò che G grammi. ncll;t boccetta dell'altro ne rimanevano gTamuli 9,55. Entrambi dopo la ft'izi on~ provat·ono fo.t•tc bruciot'e
898 alla pelle, poi tensione alla LesLn. con senso di obrlotà, seguito dn pei-.li(a di conoscenza. Uno di essi mori in meno di un'ora; dive nne pallido prima di soccombet'e, poi livido ~pecialmento alle labbra. 1L compagno oùbe nella notte (la friziono ebbe luogo la sera) sonno agitato e molto males.'Sere: il domani si lagnava di bruciore alla pelle, di cefala.lgia sorda; si rimise poi non sonzn però che la mano destra di cui ern!li servito per le fl'illioni fosse per qualche giorno intumidita. La epidermide si s<1uammò dovunque eu!>cro l uogo le frizioni. . I mc4lici che raccomandano l'acido fen ico lo prescrivono nella proporziono di grammi l o l ij\? in 100 di g•'ns~o o d'acqua. (Ivi dalla Revt~e de Thdrap. l't-Ièd-chi1"U?'fJ).
Mezzo di conoscere la presenza delle palle di piombo nelle ferite d'armi da fuoco del pro(es.so1·e DES:\Eux. Il dottor Dosneux sn~geriscc il seguente pt'ocesso che og-li pose in pratica in tre casi. Una sonda flcssihile e coperta, aò una dalle suo estremità, di tela o filacce di lino bagnate in una diluzionc di acido nitrico o n.cetico o di sempliqe aceto : introdott.n questa clitremità nella feri ta, yj si lru:oia pochi minuti. e quindi si ml.'tro a reagire i n una soluzione di joduro di pot.assio. Se esisto piombo nella ferita, immediatamente prorluccsi il colore giallo caratteristico del joduro di tale metallo.
( Gio1·nale della R . Accademia di Mecl. di To'rino dal Bttlletin de l'Accad. il.e Méd. de Paris).
Della sutura collodionata.
Del dott. DE:--t:c:t. Da circa un anno il dott. Denuco usa il collodiono come coadiuntnte clelia sutul'a in tutti i casi in cui cerca di oLtcnero la riunione immediaht dello fer·ite. Il prof. Broca, come si rileva da una nota inserita nel n° 8 de la Ga::ette des h6pitpaux, adoper·a questa sutura nel l nhbro lepol'ino onde impedire lo stiracchiamento degli orli .riuniti dopoché furono tolti i ftJi . ImbeYc (li collodio un poco di ovatta, e rasciugnndo le gunncie del fanciullo,
899 distende questa o\'atla sul labbro e sulle gote stesse. L'etere evaporand-osi la~cia l'ovatta adel'cnte, o il ' labbro si trova so.stennto e al sicuro da ogni lacerazione. Il dott. Koeherle, nelle sue operazioni sulJa ovnriotomia, mantiene le suture delle pareti addominali con Jìlaccia o :fili di cotone inzuppate nel collodionc. Si applica il giorno appresso la operazione, dopo aver tolto gli spilli della sutura superficiale. La pratica del dott. Denucé differisce in più punti da quella eli questi chirurghi. Pl'imieramente ei l'ha generaliz-zata, l'ha estesa a tutti i casi possibili di riuniQne immediata. In secondo luogo applica il collodio il giorno stesso della operazione contemporaneamente alla sutura. Ecco ora i1 suo processo : Suppongasi una ferita de1la faccia. Si esegui.sco con cura la sutura attorcigliata, adoperando in luogo di fili di canape o di seta, fili di cotone, come quelli cho hamto il vantaggio di lasciarsi bene impreg nare di collodione. Quindi fra spillo e spillo s i distende traver sa\mente e parallelamente un po' di filaccia pettinata, se fer~ta e piccola e senza stiracchiaroento dei margini, o in caso contrario, dei fili di cotono simili ai precedenti. Questi fili sono tagliat i' piu o meno l ungi da1la ferita, secondo la estensione dello stù·amento che sono destinati a provenire. Si fermano quindi con una nuova serie. d~ ott.o ù~ Clj'ra passati intorno gli spilli. Finalmente sì pone su questo appareccl1io uno o più stl'ati di collodione ricinato. Questo liquido penetra in tutti gli interstizi, si dissecca, si retrae, e dopo poco la parte malata è coperta di una vernice solida c leggera. Gli spilli so,no ritirati ventiquattro ore dopo, e Denucé si propone di provare se fosse sufficiente un intervallo di dodici ore. Le alt~e parti, filaccia cotone e strato collodionato non Sl)no remosse che dopo cinque, otto, quindici giorni, quando è assicurata la p'erfetta so'Iidità della r iunione; solo eli tanto in tanto si pas;:a .un nuovo stl'ato di collodione per fissare o rimpiazzare gli antiohi strati sollevati ai margini qua o là screpolati. Il chirurgo non ha dunque più timore eli vedere i tessuti lacerati dagli spilli, poichò questi sono tolti cosi sollecitamente, nè teme che possano staccarsi gli orli della ferita, poiché le strisciuole collodionate attraggono ft•a di loro e mantengono le parti vicine. Bisogna notar bene che negli altl'i processi, per esempio qnello di Broca, trascorre dopo la operazione un certo numero di ore o di
uoo giorni dur·ante i quali la sutura nttol•cigliata è incal'icata di l'esistCl'e da sola agli sforzi o agli stiramenti. Di pi(L fra In estmzione degli spilli c l'applicazione del collodio la fe1·it.a resta tlll momento senza difesa. Al contrario nel processo in discorso, gli orli della ferita sono mantonuti esattamente a contatto dal momento della operazione tino alla gunrigione completa. Questo strato unifot·me di collodio ha pnre il vantaggio di trasformnro la feri ta aperta in una ferita sotto cutanea. Quindi l'assenza di fenomeni infiammatori t roppo violenta c d'crcsipola. (.h·cltvics médicales bel,qes dal Bm·deaux mdllical.)
Punzione con aspirazoine del contenuto liquido e gassoso nelle ernie incarcerate in aiuto del taxis. Del dott. LAnnÉ. Sono riferiti dna casi d'ernia incarcerata, nei quali, riuscito nno il laxis cd essendo minaccioso il pe:-icolo, fu dal dott. Labl.a!. chil'urgo allo spedalc della Pitié, operata la puntut·a dello iutesuno con un ago n° 2 da aspirazione, onde venne estt·ntta una certa quantità di liquido e molto gas contenu(o nello intestino stesso: dopodiché questo venne aù avvizzi t'Si, c fu agevole allora con lic,·e prc:;sione la riduzione dell'ernia. Tale pratica è racco· mandattt nelle cmie coiigonite, nelle antiche purché riducibili prima dello slroz?.amcnto, nelle ombelicali, naturalmente quando si può co.lcolnre sul buono stato dello intestino. ( Gim·nate dell(t R . Accadem.ia di 1'orino dal L a;lcet e Trilmne JNd.)
Sulla natura della materia colorante del vino di G. R o:\lt>.t {a1·macista capo. L'autore che tlltra volta nve,·a fatto conoseère In proprietà delalcool nmilico di sciogliere la materia colowmtc clol vino, proseguendo le sue espcr·icnze, ha ri trovllto che non tutta quanta la matel'in colorante si scioglie in questo lj~1uido, mentre una parte, per quanti trnttament.i si faccia, rifinta costantemonte di sciogliersi. Trattando il vino con alcool amilico, quc::lo colorasi in t'osso ; c seguitando i trattamenti e agitando il tubo ove si fa il saggio lino n che l'alcool mostt'a di colot•ar.>i, c <tttindi evapo-
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raudo il liquido, si ott.ienc un r csiùuo in fiocchi o stl'acci simili a <1uelli che talora si ~i nvengono nelle bottiglie. Questo residuo e in ,parte solubile nell'acqua, all !~ qtwle comunica una tinta giaJIognola, e trattando questa soluzione con acetato basico di piombo si oUiene un precipitato . di colot' giallo canarino. Con l'ammoniaca. <letta soluzione passa al verde più o meno int enso 1i second a clelia maggiore o roiuot' quantità di materia colorante sciolta. È solubile nell'alcool vinico, e i n contatlc.> con gli acidi passa nl ros:;o. Se in seguito si tratta il v ino, al quale è stata tolta una parte di materia colorante, con eter e acetico, ed il tt·attamento si ripete per vat'ie volte, si giunge ad esport.a1·c r1uasi tutta la matct•ia co}oran!e. EYaporaudo poi l'etere acetico si ottiene nn I'O:>icluo il quale pr-esenta~ carat.tnri dell'onolina eli Glenarcl ; percioccllè trnttato c·on acetato basico di piombo Il a un precipitato l•lcu e con il 1licnrbonato di soda assume parimcnte ltn colore bleu. Dal che l'itntorc è h·atto a concludere esistere nel vino duo malerie colòt'ami diYerse, una delle quali solubile nell'alcool amilico e l'altra nell'etere acetico. (Annali di Chimica, fascicolo di luglio 1872.)
Di un mezzo atto a facilitar e l' esame microscopico
delle macchie di s angue.
Del p1;oj: 1". P AcrNJ. Consiste questo me'l.tO nello immerge:-e un piccolo fl'ammento della mat.eria sospetta in una soluzione acquosa ùi clo1'alio idrato nella propol".done di una parte di quest'ultima in lO p. d'acqua. . pl'olungando il contatto per· qualche ora. Qtiesta solur.ione ser{·e a rammollire il sangue disseccato e a disg1'egarne i globuli senza che si sciolgano. Per cui riesce facile ritrovare poi all'esame microscopico i globuli con f.Lttti i lo l'o caratteri. A facil itm'e questodisgt'Pgamento gio,·a percuotere molte Yolte leggermente sul cnoIWi- oggetti con una bacchetta. Q~lcsti piccoli urti determinano ii distacco. dci globuli, e questi così isolati si prestano meglio alla osscri'U.zione roicr·oscopica. (A nnala· di chimicc! del Por.r.r.)
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PROPOSTE fatte dalla Commissione del 5° Congresso Medico di Roma per la profilassi del Colera in Italia
.-.l gli OIWl'Ci:olz' Co;,~itati rlell'Associa:::ione il:l~dica Italiana ai •11edici ed lgenisti ù~ Italia. 11 colera cito nell'inverno decorso era ·penetl'ato nell' Ileùiat~, importatovi dnlle cm•o,·anc musulmane atlluenti a l\[ecca ed a Medina, fu lil'J'ostato nel suo cammino d'invasione per le provvidenze di quella istcssn amministrazione sanitaria Egizio-internaziòuale cui l'umanil:l va debitrice della limitazione e della estinzione dellct pesta.
1\Ia il tt•i:;to mot•bo teneva a ltr·e vie per mostraesi minaccioso alr J.~uropa: c doli a Pcr:;ia infetta , aYanzandosi alle pt·ovincic S. E. della Russia, cstendentsi pet> le vie dell'.A.zof nei porti del l\Iar r:ero, facendo il maggiol' impeto ad Odessa, per quinci rendet'e infetta Kiow, o dilatarsi col tot>rente d~i rapporti fcl'l'OYial'i insino a 'Mosca e Pietrobut·go, per ripiegare da oriente Yerso il mezzodì europeo. invadendo la Galizia, ed estendendosi alle provincie orientali della Peussin. La minaccia, che era gmve per no nella infezione del ~a1· ~CI'O - in onta allo Jlro'\"vidcnze limitatrici dell'impero Ottomanv - ~i moltiplica oggi, dacché invasa. l'Europa, e stabilitosi il morbo indico fra grandi centri di popolazione, vi costituisce un pel'icolo pcmnanente, so le provvidenze sanà.taric non niusciranno ad lll'restm·lo e debellarlo in quei centri. La Conunissione, che il quinto Coogr·esso dell'Associazione l\Icdica in Rott\a. eLbe preposta alla profilassi del colera in Italia, di nanzi al pct'icolo che più clnppresso ne premeva pet• lo nttluire del n<wiglio moudinlo ni porti del Mar Nel'O, ove sventola cosl
003 frequente la bandiera italiana, si diresse alla Commisione esecutiva della nostra Associazione, invocando che muovesse pronti uffici nl Consiglio Superiore di Sani(à del Regno allo scopo che C1ucsto, axvalorando le conclusioni della Confet•cnz.'\ Sanihwia in· rernazionale di Costantinopoli, attivasse pratiche fra GoHrni eu· ro pei, dirette a circoscrivere il colet•a asiatico nei centri di svi.' lu,ppo e di im.nm·tazio-ne, mercè contumacie eti:ìcaci da terra c da mnro. La Commissiono preposta alla. profllnssi del colera, credevasi in debito di raccoma,ndare, per quanto spetta a contumacie .di terra : a) Che sia adotiato p!'ocettivamente il sistema degli isolamenti par?.iali nei ca:;i d'importar.iono di qualsiasi grado del morbo, j)l'Otraendoli anche a morbo difl'usG, cd applicandoli a centl'i d'in· fezionc ; ù) Che siano ovviate nei Lazzaretti lo g eandi agglomerazioni tl' individui: che si applic!lino t•igorose c bene accertate pratiche negli isolamon ti ; o le cut·e snuitat'ie sia no adottate diligenti e minu'l.iOse per un morbo che è coct·cibilc, e che lascia tempo alla sun. coercizione prima di espandersi in epi<lemia. E por le contumaçie di mare la Commissione ha proposto: c) Che lo navi e lot·u equipaggi siano assoggettati ad un primo. periodo di vigilanza sanitaria nei luoghi stessi d'onde devono parlit•e, a modo che all'atto di pm•tcn~a la ~;alute d eH' equipa:;gio abbia già una guarentigia, avvalorata dalla scrupolosa ig-iene del bastimento; d) Che i capitani marittimi siano muniti d'istt·uzioni prat:cho J·agionali pcl' la preser vnzione degli equipag-gi, da applicarsi dn· rame il viaggio : e che ~ia semp1·e prescritta la presenza eli Sa. nital'i t'asponsabili nelle navi destinate al trasporto dei passeggeri; e) Che siano stabilìti centt•i possibilmente insulari, non abitati o poco, oro le navi scontino il periodo di osser vazioni e di espurgo prima che accedere nei porti di terraferma : e che i Lnzzat·etti maritòmi per le contumacie del colera siano possibilmente in is-ole; o se pt'Ossimi a tcr·t·a, abbiano le più sicure ::ruarcnligie rli premunizione contt'O un morbo per Yari modi . . espansivo. La rappt·o~enlam:a esecntiva della Associai\ione medic<'l. in Rorna, nvvalornndo pt•es;:o S. E. il ~Iinistro dell'interno cotesti suggerì·
004 menti, fece una prima opera benefica, nell'intento eli allontanm·e dall'Italia rimporta:t.ione del minaccioso Jlagello. ì\fa l'opera principale, a giudicio della Commissione, è a condursi ed a compiersi con lo illuminat•e c col persuadere gl'individui c le masse, che tornfl: ai loro veri interessi conservativi, economici c commerciali lo ammcttc1'e e lo applicare alcuni principii, i quali, nell'attualità delle cognizioni mediche, sono il riassunto della scienza e della espcl'icnza; ed i quali spetta ai medici di proclamare 'ovunq_tYJ, a.ssiduamente) smdiosamente) affinché situ}o penetrati nella coscienza pubblica, qualora il colera ..:..... qt~ocl numina ave1·tant - avesse a pr·esentarsi avido fra noi d i una nuova ccatacombc d' uomini. l principii sono r1uesti : l ° Che il colera asiatico fra noi è rnorbo sempt•c imporiato che si difroude per la riprodm:ione organica del principio mot•bifcro atto a propagat'si per contagio ; 2° Che qualunque grado di esso, dalla diarrea specifica al colera fulminante, ò atto alla infezione d'altri individui; e può qu indi importare c promuovere la diffusione dell'epidemia; 3° Che l'i~olamento di quegl'individui, e gli espurghi eli essi o delle loro cose, c l'isola~ento dci centri infetti, tornano indispensabili all'incolumità pubblica.: il disagio dei singoli è largamente compensato dalla preservazione delle masse, e dallAt impedita profonda pcl'tur·bazione dei commerci ; 4° Che la diffusione del mm·bo occerrendo principalmente pel' mezzo delle emanazioni derivanti rlalle .materie dcjctte dagli infermi, conviensi adottare le più vigili curo dagl'indi.-idui, clalìc tìuniglie, dalle amministrazioni pubbliche, affinché non ancnga la disseminazio.-e dei principii morhiferi dagli escreti, o per meno del veicolo dell'atmosfera, o pel veicolo delle acqne correnti, e potabili; 5° Che perciò le più vigili sollecitudini dell'igiene personale, domestica e pubblica hanno da applic(trsi onde togliet'e clementi alla propa'gazione del morbo in epidemia. n criterio dei Medici, e raccolti nei Comitati della nostt·a As..;ociazione, e facicnti parte dei Consigli pro•inciali di sanità c delle Commissioni sanitarie municipali, ed influenti sui rispettiù clienti, può, in qualunque sìasi triste cn.1ct•g:enza, pensal'e ai modi <li quelle applicat:ioni, che sono dedotte dal fondamentale giudizio eli principio contagioso nella patogenosi del colera, prof~ssato
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no:::; tblln unh•cr~:tlil:\ dci medici in Italia, c proclamato dal ;)l" Congresso in Roma. ~b poichè tor n:w deve sommament,~ a ulorevolH e pt'rsso l'opinioni dell-o genti c presso le pubbliche amministrazioni il sanCÌJ'C, pet' C(ttnuno aclosiono (\ci medici, u n codice di no•·mc pl'Ofilaticltc conlt'O il coler·a, le quali r aceoltc, siccon1e sintesi della scienza, abhiano in se la ragione assolnla l'li prescntar,.:i alla considerazione cd alla :\rlo:t.ionc pubbliça , ~osi. la Com missiono r,-crivcntc - in ordine ai mandato h·Mmessolc dall'Asscmblc:t raccolta nel t";° Congrtl~><o med ico - t•iecrca n. tutti i Comi t.ati della nosf .-a Associazione i risn ltati delle c.~set·vazi on i e delle esperienze d ci Jor•o centt•i; c lo dispo~i:doni locali che fur·ono altra volta adottate per la. profil assi del colcl'fL; ed i Consigli e le norme che cs:<i sentono di dover sug-gci'Ì t'C. g tom ando ulile di raccogl iere dagli archivi o daHc pubblica7.Ìon i dell'amministrazioni sànitario dei diver:;i c:l'cluti rn·incipnti ilaliani, i risullati storici e statistici sulle divct•sc manifestazioni del colet'a, in rappor·to n)lc mi:::uro coct•citive, o di libera cspttu· sìonc pet•mcssn.gli nelle sue vario invnsioni , pt·ega i Comit:Ll i posti in gt•ado eli giovare, c lo pet>sono d i scie nza le quali inte>:cro a ctuell' ortline di studi impottanti:;simi, di sommini;;tr·nr'll l1tHi gli clementi atti a contl'ibnit•c allo scopo che è faci lmente dctlnc:ibilc <la coteste ricerche della Commis:;;ionc. La quale, aglì onorandi Clinici c Pt·ofessori d'igiene pubblica, cd a quanti sono uomini di scienza atti ad arl'iccltire il cort>eclo dello nozioui che tornar possono all'utilità. dci popoli, cnrca gli appeezzabili consigli che avvalor·ino la base scicnWlca e dia uo impulso al fi ne profilattico che In Commissione impone a se stessa nella proprio. elucubr azione. Le l'Ciazioni ofriciose coi Magi:;tt'atl &loitm·i di altre nazioni, c coi Consoli italia ni all'estero, n rtnesli momenti nei quali i .Me<lici ed i C:ovcrni intendono a studi e nel ordinamenti premunit i vi clall"infcsto malore, non potendo non torna t'e a somma utilità, la Commissione mira a farne te~oro, osservante anche in ciò alle di~p•>sizion i del Cong1·csso da cui emana. E quindi è, e Slll'à studiosa nel riceronre dalle amministrazioni sanitarie iutc rnazionali tutto che verte alle l:>pcciali guarcnl igie adottate o che si Yanuo adottando sì nelle contumacie Mi Lar.znretti m:ll"ittimi, si nello di.;posizioni delle saui Lù. continenta li. C:io.·wtl.: di Jlecli,:. milit. 1.872.
:XJU 11 complolo mlìtcrinle Ili lnU,o le ossct'VM.ioni e ~pratiche in tr»o, ~ propo.~te, o consigli, ::nr:\ npjltn'ato, coordinato, giucl icnlo dalla Commissiono, rins_<;nmcndolo n sintc:<i da nho dcdm·rc le norm'' })osilive e lo pt'O\"\·idon~o che siuno il dettato della :;cicn~a o della e~pcrienzn, intente, nella limitazione c nella cura del morl10. nHa guarentigia del paese. A raggiungere il qual fi ne la Commissione, elte ricerca luce dai Comi{ali, si J'ÌYO~!\"O n quanti nomini eli buona Yolontà sentono animl\U se stc~i dal clo;~iderio o clnl do•cre di allontanare nna novolla sYcnlum nlri hùin. Il giornalismo medico con illuminato lavoro, il giornnli;;:rno politico - twmn così pl'Oficn:l, so dobHamento usntn, nel fot·mat·c l'opin ione pubblica - eliano ooncot'iiO alla santa opera di pt'Csewn:tione umnnitnri:l ! Sono i popoli imbelli che si all::tt•roano nl }1CJH;icro ùi pcl"icoli cho mi nacciano: i 1\0l)O\i fol'ii o ...-eggcn Li, gunròano e pt'Q\"VC(lono: c la Comn1issione chi·a mata nlln I)I'Ofilassì contro il colcm, intende nvn ad allarmare, ma n provvcde t'O. ' Ogni comunicaziono sia clit'Ctta alla Pec:::iclcnza della Commissiono iu Ancona.
Auco.nn, 1° agosto 1R7;!.
Ltt CommiiSsifYite : DoU. (':w. Chmor.AMO ORsi, P~·f•sidentr>.
nnu. Cav. C.<\RLO ZI!C'I'IU. Prof. Crw. G10~.\:->Xt lk- J,umrx. l)t'Of. Cav. PtETRO 'fotuu~. V•·of. C:n·. FnA~cr..sco SAYERI O Pt::sTLElt. Pt'Of. FH.II'I'O C.\ROCI:-<.\ . Dott. Prt·:Tn.o L wER.\J.t.
BIULIO ç R .,~ F I .~
Sut.
Pr·:n.snNALF. l~AttMACEU1' r eo :r.HT.l'L' ARB N~r. Nt:ovo PltoGE'fl'O Dr ORDIN.UtE::\1'0 nt::J.L; F.sBRcn·o IT.\J.IANo . Const~
dci'Ct:>ùmi dt'l farmacista capo Her mitte Gustavo. ~: inutile che facciamo una nuova prot'cs:>iono eli fede, n propu:-~ito dello considel'a~i oni del coUega Itot•mitto ì po1' noi la luce
o In veril1\ sono incoercibili ..... un di o l'altt•o splendono. Pot·ò la ,·ia più sicura e pronta pet•chè ciò alla IJerfino si ·an:e::i, nel lws(.t·o con cetto S:H'Obho, lo l'ipotcrcmo, la distinzione d clh~ farmacia militare il\ duo caniet·o, In supcrùJI·e riser vata al chimico, ul dotto, allo scienziato, r in(erim·e, O d'01•dù.e, O d'assistenza, o~cl usivamenLè tecnica o manuale.
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Sarcbbet'O allora conciliate le giusto aspirazioni della classe fm•macenlica c le non affatto in:;nssistoniì considerazioni dell' illustl·c Relatorc della Camera . .... E l'attuazione del giusto 1M.::o no ~arebiJc sommamente facilitata. nAROr>t·' IO. ~oTE E IttCoitoi nr Cl CmRtHtGo n' A~BULA :->iA di Willlan1
1\'Iac Cormac chintrgo in oapo dell'ambulanza anglo .., americana, trcu.lolli d..all' inglese, colle Co~sm~RAZlO::\I del D. r Louis Stl'omeyer 1 tradotte dal lcde8CO clal ri.t' Eugenio Bellina nwdico di /; atta.glionc (1). Gn mticolo bibliogrnfieo dopo cinque mesi della puiJhlieal\ione di un'o!JOI'll, dimostro. lo. bonlil c l' tt l ilW~o dci lavoro, poichò i libt·i che nascono, vivono e mnoiono in un sol giorno,... dopo t•i tttJUe mesi non sl ricot•dmw più.
Il dott. l~ugcnio Dcllina, noto ai lllltot·i del nostro giol'tlale auuhc por un t;cecntc articolo .~ui Tt·cni- Ospeclttli della Oe,·ma• (l) Fit·cnt.c, Tipogt·afi;• JeUa G.,;.;,•tta cl' I talia; pt•ct..:o [ •. 13. i pl'inrip:tli lilw:~ i d' lt:tli;t,
B pt'CS-:!0
008 niu, ha rèso rm gr·an<Te :;C f'vigio alra dlfl'urgin italiana, o in :;pcci:ll modo a l ccwpo mrdico mìli !:wc, col suhh:wca t':>i alla monotona e non li<n·c falica di una t raduzione. Egli nou solo si c.lù la va~io n o del lihr·o eli I\f1\ C Cotm rtc eia?!' inglcxet1 ma ancom quella delle con~i domzi o n i c t!Ommcnti rattivi rlullo illustl'c StromC,I'I't• nella l;na tr·acluziot•c lcdc:;ca; c pct· rendere l'opera complela d lta :tg;nunto: l " Un >~npplcmcnlo doU'aul.ol'<'; 2() Ur)·aJlp.endicc l>llpt-a le fct•ito d'arme da fuoco dcUc cslt·c· mih\ ;nfcriol'i, <'.onccssa :;cntilmcnlc dallo Slcsso. 3° Alcuno tuvolo oliofipichc, cltc nou figurano nclroriginttliJ, c nemmeno nella trad uzione (fclfo Sl.r·omeJct·. ni guisa. che 1'c<Tiziono iialiana l'ic,.;co Lll t lavoro C'llluplctu t• 111101'0, B un clcgnntc volume in -1:>~• di piu che 2{JU pagine cou lO fi gm·o in legno e altt•cLtanti oliotipi. È tl'lltTolCo co11 fitcilitù, <J Ja put•czy.a della ft'll$0 italfana non it·aùi·sco mai J'ori{!'lnc slt'l\nicra ùcWoprn. i\foltn I'ÌCOilOSCO'IlY.I\ i<Ì mcli(a r c;r·ce-io Lt·ad:tltorc che non lmdando ttò n sp c>~o , ltè a Ultie<\ ha accresciuta la. noglrn lcUer.tiiH'l\ medica di un l'illl'o, eTto non csitinn1o nn nwmenlo a p01·lo in tll·i ma linea nella hibliotccn neccssnl'ia del mcdico mifitarr , c quasi lo d ir·cssimo il nacTe- mecum dei piu 1'accntr )J1'VfJ1'Css[ ddltt <'h{?'1t1'[}Ùt miWm·q. E uon ò un tr·attnlo, ma 1111 scntpTicc rlial'fo :<c'ritlel con vintcifl'l, con scbictlezza, o con cruclfa impPonta Ili Vt!t·itù che solo assumono le co"ìc nat·rate llolto la viv.l im pt'O$ ·ione elci fatti. Il venerando Stromeyor, inustt':l7.ionc dcll!t. chir'LU'f!Ìtl mili lat·c tedesca , colln. &tta tt-ad·uzione e noto ha reso il pi.ù gran t.ributo di onor·c, cui l'amor propr'io del grcl\·ane chirurgo ca-po cl-oll'amlmlanzn anglo- amcr·ie<lna pol c~e nspir·arc. « Ln « conoscco1a JlCI'sonnlc cJ.i lui (par-Jando di ~lac C-of'mac, elice l'il« lu.::tre annovcrcsc) è la più cara l'Ìmcmbr·anY~'t che io ~erhi della ~ mia dimora in campagna . ... ... .... . . il punto risplendenlc « nel suo Jil.H'O, potee~nmo cltiamure la spontaucitù. Ognuno :::a « cosa clave iat·e :senza essere comandato. J tl' questo sl-1\ appunto « H Lt•ntto più simpatico dello scritto, cioè di farsi ammirat•c, non « per i.spir•ilo di doitt'in;1., ma per on cuore umanitat•io. » L'ambulanza nnglo-amol'ÌCil·Dil. composta eli l Ci cùir'UI'g"lli, 8 inglesi, 8 umct•icnni, p~ll'tì da Pnl'igi, luogo tli sua formazione, il 28 agosto (J S70} pet• ra.ggiungerc, ovunque fo~se, il qna~'tiel' gc3l.el'alo el ci mar•c,dnllo ì\'!ac Maltvll. Il 31 n.gos-Lo era :~ S6du!i uot
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jtiu utile C<'nko d'ar.ivne ella alilJia mai :wnLo nn simile scrv i :~io di 8:tnilit. Nella CI\'IC1'01 a di A.sfelil in Sédnn convc1·tita in ospedale di ·100 lcW 1:i fot'lllò il gt'O$SO cloll'ambuhlllza, cd una sezione si recò nel Yicino vill ;~ggio eli Balnn. Il prhno sctt.emht•o, giorno mcmorando per una catastl'ofe inaucli ta, fr:m cc)\i e tedeschi con uguale \·a\ore, c con rlivcrsn forl.noa combatterono da maUina n sel'a; c fra l'i ncessante rom\)() dei più terribili strumenti distPuggHot•i, in 11na desolante c sompt•e crescente roYina, o ::opra 11n lnrgo le1'rcno fumante di snngue, muta, tranquilla, dnlln sommità di Asft~lò, sventolava l'willmita,·irt c1·oca 1·ossa scgiHlcolo solo di ci riltù, o fm•o ~icnJ'O ai so\l''cr eufi di carilù e d'nmore. 11 libro di Mac Cot·mac si leggo tutto d'un fiato, o r interesse f; i f<\ sornpt·o mnggiot•o, perchò le no\.o scicnl.i licltc sono alicr'nnto da commoventi ricord i delle Yicissitudini di una immane lotta, ali~~ rtnale par quMi eli a.->si::;tcre. Lo prime im pec,.sioni che )\i trngg-on9, sono snlla costilur.ionc di un ambulnnza, aulla distl'ihu:t.ione delle incombenze o srtll' M l!Cg"namento a ciascuno del pr·oprio compito. L'autore entra suhilo a dir•o quanto fllcc, cd opcr·ò il JHimo gior·uo in !} llella primissima linea d'nzionc. In meno di 20 ore quell' antbulanza pt'O"tò soccor~o a pitl (li l>OO foriti. Ronza far cenno doi molti casi di tifi), dissontor·ia c r·cumatismo, ma parlando delle solo ferite, ecco le cifro totali rli quelle cm·atc in Asfeld, o nella sezione di Dalan. r= -============7·-··'==-=.r====~
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anca, ginocchio, tiuio-fa rsica e le amputa::imu' e
disarticola -::ioni,- sono i punti pt•incipali che ba toccati il Mac Cot·rnac con note clelia più grandF.l impoL'tnrt7.a nella pt•at.ica chit•nrgica cd ha stabilito alcuni nuovi rn·ecelLi, sulle qm\li cose tutte lo Stromcycr ha s,·olte le sue considet·azioni particolari.
Non si [HI Ò maggiormente raccom(1.ndaro questo libro, che col
r ipeter•c qnant~ fu rletto in priucipio, cs.~cre dasso il vadC'-H~e cun~ dl.!i 1'C<'l'nli pmgrcssi clella chil·w·[Jt"a militm·c. Do!t. FEDF:tttro T0'-'1
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BULLETTII\'0 OFFIC I/lLE
Con R. Dcc;·cti del 2.) oltrdJI'C 1872. FIORDELTSI llott. Pl'ospero. medico di b:llh'lf>liouc. ]:>. clnl'Hc, 32° fanteria. Concc~;;ogli 1m secondo aumento cprincpreunal') di stipcrHiio. RO)IA:'-IELLI dott. Giuseppe, it.l., 2a classe, 21° id. Concessogli l'Rmnenlo quinqtwnnnle di stipendio. I'ITZOR?\0 ('av. Giacomo, iò., )n classe, :!'i 0 id. Collocalo in ~~~pettn tivtt pOI' infer·mit~ tempor·m•ie non provcniclllti dal S(H'I'i1.ÌO.
Co.1 R. J)e('l'clo del C novcmbl·c 1872. !1.\SS0-:\1{:'\0UX. dott. GiuscpJ'I<'. medico eli battaglione di 1:> cla,:;:e irl J'iliro. Confcr·itogli il gr-ado di mcdi<'o di l'Cb"S'imento.
Con R. J>crl·c:IIJ del O noot:l•IÒI't' 187.2. OAMBARATI dott. Angolo, modico di bali.11gliono tli 2:t cln~so nel ç()r·po sanital'io militare. Revocato e oon~idcr·~tto come non nv,·cnulo il tlect·eto () otwbr·e l &72. rhc lo nomini1 como sopra.
Cu11 Dcte1·milut:ioni Jl! iaù,-tcdctli del 12 H?ncmb1·c 1872. di reggimeuto, 1" classo, <·Ot'JIQ mo~chelliol'i. Trasfct·Lo all'o;;po<lale di Bologna (succm·stllc Pal'lna). 'fAH.OI\'0 cn,·. Gio. Battista, hl. di 2a itl., ospedale di 13olognt~ (succtll'sale Pm·nl-'1). Tr-asfel'to nl corpo moschcttirJ·i. H.\LT... \R.\TI dott. Picu-o, id. irl.. o;:J'I<'dalo di .\lcssandl'ia (succut-s.'llo Piaceu'l.n). Tt·asfel't.o all'ospcrlalc di Palermo. ALLL\~.\ cav. Pieil-o, id. id., ospeùalo di Palo1·mo. Tt·asfet'lo alro~pe dùle 1li 'Ales;-;.'lntll'ia (surcm·,•nle Piaecnr-1). J..\CAVER.\. dott. Onoft•io, id. di batraglio•1e eli Jn classe', l" l>nttaglione crislr'11'l.ionc. Tr:t;.fcrto all'o~pcdah1 tli :'\apoli (succm·~nlc Cascda). R\TOLO tlolt. Luigi, id. di 2=- cb.sse, 30° f.mfel'i.l. Tra::fl!t•!o al 1° l>attag·liono ti' istnn!.ionc. PERSO~ALT cnv. Er-cole, medico
Con R. Dcc,·d,· del ;?;'; novrmln·<' 187:?. :111:'\GHETTI tlott..\lfonso, mctUco di hatf.:lgliono uel 3 1" reggimento f.tntcl'in. Collocato in l'ifm·ma dal Hì gennaio 137:3. ~1.\GlSTilETTI dott. Giulio, 1ncdir.o tlir·eltorc, in :tStleltnlim. C.:olloc.'lto in 1·if•.mun dal IG genn:tio 1373, c nominato ca,·alieL'O dt•ll'online tlc\1 a lJor·ona d' llulia.
9l:l SCHIA ltf)l.l clo!t ..\los-!'anclro, nwclico Ji reggimento nel 1!)0 rrggimcnto fant.et'Ì:l i MAFFF.I clott. Alcs.o;:uuh·o, medico eli reggimento in tl!<pett.'ltivn i VL\ItOLI llott. (hof:mo. iii. nel l:i" r eggimento fant.el'iu; CORSO dott. ~Uch<>lc , ici. nel ·Hì0 itl.; CORSiì"l tlolt. S:lll'/l l.orc, tneLlico eli b:tltrlg liono twl 7:l 0 t'<'gg-. fant01·in: ROS S I:\! dott. Dcfcmlino, medico presso l'o,;pednlc divisionariò di l'bpoli: GL"Rr.t;\0 dolt Annibale, id. id. tli Tol'ino ; 'I'R!Oì'\E dott. Yi nct•nzo. ici. nel G2'1 regg imento fantct•in; RO~IA:-\I~LI.l dott. (ìiuscppe. ili. nel 2 1° id.; CA:'I!Unt llott. Gaetano. id. t)l·es~o l'o~pwlalc milil1we ,Ji Pa•lovn; l;\TEI{(.A~OI ùotl. Giovanni, medico ne l TJ8" rllggimcnlo faat ol'ia; SFQ;\OIU;\1 Gin~C(l[lC, fut•m:tci;;t.\ c:tpo di l a clas..<:e pt'C.~<o l'o•petbl.! militare d i Bat·i; ~1:\GO!O:\! P iett·o, id. itl. ùi P adov11; T ULLIO P•Wtualc, id. uggiuuto presso l'ospcdnlo militlwc clil'i:<ionario di Oal'i: SC.\OA:\1 Simone. f,H·macista mililm·e :\tlclctlo !lll'ospcll'llc militare eli
Caglinl'i; o DE FI;SCO F!!del'ir.o, id., uggiuulo pref<so l'osp<>clulr. cli vis;ionnl·io tli Verona. Collocali in t·iforma lini Ili gennaio 1873.
Co11 R. D.:crcti d1·l 20 twumlm: 1872. MACCII!A YELLI cav. Paolo, medi co capo ull'o~pl'<l:tlo di :\l ila nn. Con ce~~ogli l'aumento di stipenclio eli lit·c 1100. SILYEST R l clott. Giomnni. medico di baL~gliono di 2~ <·la."S('. ;)()0 fantel'in. Dis pensnto dal set·vi7.io in seguito a volonull'ia dimission<'.
Con Detc;·m iua::ioni J[inistt·;·iali del 2(} nocemb;·o 187:?. JIER:IIITTE Gustavo, f:H'rMcista Ctlpn di 2a clusso, richiamato clull'aspr.l· taliwt. DesLin.:lto ll!l'o~petl!llc di l'alet·mo. G.\LLO Luigi, id. id. Dc.,tinnt.o all'osped:ùe lli Firenze (:;uccm·~le Li-
,·omo). Defunti. Y.\LZE~.\ C.t\·. Gi:tcomino, medico <'npo, o!!peJ:ùe d i Fit·cnr.c. :\lot·to in
Fit·onzo il 27 ott•1bt-e 1872.
Il Dù·cttore Mcd . l!<pctt. CER.\T.f: comm. Gincomo. Il Redallore :\!cd. Dit•ctt. cav. B.\ROFFIO. Marliui Fctlcle, gc:wentc.
ANNO XX- Fil'enze, iO, 20, 30 (licembre i872 - N. 54 a 36.
REGGIMENTO VOLO N'l'A RI D'UN ANNO
CAl\fi>O D' ISTRUZIONE DEL 1872
Il quadro statistico qui annesso è la prova pitt eloquente di <1uanto fu scritto it1. ordine alla buona alimentazione del soldato al campo d'istruzione, non meno che alla saggia e rigorosa pratka di tutte le misure igieniche sperimentate indispensabili a scongiurare tutti i possibili inconvenienti che arrecar possono detrimenti alla salute del soldato roerlesimo, in una delle tante contingenze della vita mili~are, qual' è appunto quella del campo. Dopo tutto quello che. for mò quasi l'unico oggetto dell'as' sai precisa ed elaborata relazione del distinto medico direttore cav. Baroffio, circa l'alimentazione del soldato al campo d'istruzione e riguardo all'igiene dei campi stessi; nonchè dopo le molteplici relazioni che altri non meno distinti. medici militari pubblicarono in descrivendo il campo di Somma specialmente, non si può che aggiunget·e il fatto del reggimento volontari; che quale prima istitur.ione in Italia fL1 l'unico reggimento; che dur·ante il periodo del campo anzidetto, diede il minor contingente di ammalati. Eppure il reggimento Yolontari della forza dl 1700 uomini, dei quali circa 200 soltanto erano vecchi soldati, provenienti dai vari reggimenti dell' ese.r cito, si componeva di' giovani che contaGionuria di Medie. milit. 1872.
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vano appena il 4° lust1·o, ed altri pur ve ne erano che non avevano compiuto nemmeno il 18° anno d'età. Eppure questi giovani sper imentavano la pri ma volta le gravose fatiche del campo. Eppure ve n'erano di tutte le provincie d'Italia c la massima parte, per non dir tutti, era stata abituata a tutti i comodi della vita e .p iù agl i allettamenti del godere che alle pr ove del soffrire. E tutto ciò in forza non solo della sana e robusta costituzione organica di tutti. in genere, e delle saggie misure igieniche adottate in ogni r incontro : ma benanche in forza della buona e sufficiente alimenta7.ione che ad essi apprestavasi sia pol rancio che il sig. ·Colonnello potè ridurre quasi ad un rancio speciale, sia pe'mezzi di cui tutti potevano disporre. Io non mi starò qui a fare la storia dettagliata del reggimento com~ che poco o nulla può offrire d'interessante per l'oggetto di questa mia breve r elazione sanitaria : ma stante le diverse fasi alle quali andò soggetto dall' epoca della sua formazione, fino al giorno in cui tutto tornò nel pristino stato, c stante che le dette fasi poterono avere un'in· ftuenz a diretta o indiretta, tanto alla conservazione della salute, quanto allo svolgimento delle poche malattie che si avverarono: cosl a procedere con ordine fa d'uopo dividere il campo del reggimento volontari propriamente detto in cinque periodi, il primo dei quali si estende dal l 0 lug-lio a tutto il 14 dello stesso mese, il secondo dal l 5 luglio a tutto il 31, il terzo dal l 0 a tutto il 15 agosto, il quarto dal 16 a tutto il 29 ecl il quinto infine del 30 agosto a tutto il 24 sett embre.
1° Periodo. Veramente questo periodo donebbe comincir:.re dal giorno in cui si iniziò il concentramento del reggimento , ma nulla di notevole avendo prima presentato, la vita sua non cominciò che col l 0 di luglio : e tosto che ciò fu, due battaglioni accamparono poco lungi da Gallarate in un vecchio sito d'accampamento ed un altro, parte restò accantonato
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nella caserma comunale e parte in una chiesa detta della Madonna, lontana circa un chilometrb c~alla città suddetta, ed in due case rurali circostanti al suaccennato santuarjo. Locali che se non tutti erano essi in buoM condizioni igieniche, poco o nulla lasciarono a dèsiderare, sempl'e però in relazione alle contingenze eccezionali della vita militare e più particolarmente a quelle che si possono godere in un periodo più d'ogni altro eccezionale, qual' è qnello appunto dei campi d'istruzione. Si praticò la visita sanitaria scrupolosamen te ed il resultato in verità ne fu poco soddisfacente; giaechè ,su 1500 prescritti ben circa sessanta furono trovati affetti da malattie che put· si ayrebbero potuto evitare da gioYani colti e morigerati. Del resto in questo periodo non corsero fatti morbosi di serio interesse, e la massima parte degli ammalati che si ebbero in questo breve lasso di tempo, che per altro avrebbe dovuto riuscire piil fecondo di malattie, per la: semplice ra-gione della nuova vita che s'intraprendeva, comecchè colpiti da semplici affez.ioni gastriche, probabilmente dipendenti dai disordini dietetici commessi lungo il viaggio, dalla varietà della vivande diversamente confezionate a s~conda gli usi delle diverse città che attraversavano, nonchè dai disagi stessi del viaggio che per molti fu lungo, si fecero ricoverare all'infermeria reggimentale, che già era stata apparecchiata in un bel locale del palazzo municipale, della capacita di circa 50 letti; e tutti, la mercè di qualche leggiero lassativo, di qualche bibita suhacida e ·di una regolata dietetica si rimisero tosto m salute.
2" Perz·odo. Sembra poi che questo periodo avesse dovuto dare ancora maggior numero di malati che non il primo, per la minaccia di più gravi fatiche e di maggiori disagi; ma ben avvenne il contrario ; il che giustifica sempre meglio quel detto, che l'aria libera e pura è il vero balsamo della v~ta, e che sa-
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r ebbe sempre da preferirsi l'aria miasmatica dalle paludi, all'aria mefitica eli una camera chiusa ed abitata. Il reggimento accampò tutto in uno dei più ben adatti punti dell'estesa brughiera di Somma, uno dei più igienici campi che conta l'Italia, per la qualità del terreno poco igrometrico e per la vicinanr.a del rivo della Strona, dal quale si potrebbe trarre ancor più vantaggio, se si studiasse il mezzo di farne dei serbatoi di acqua per uso del rancio, che moltissime volte si dovè confezionare con l'acqua torbida e mista Dio sa a quali e quant e sostanze. In uno dei punti più culminanti che si trovano in quell'esteso campo, fu eretto un rettangolo coperto di tavole e murato di stuoie, e qni si stabilì l'infermeria reggimentale, della capacità di 30 letti soltanto; e dessa corrispose felicemente alle contingenze del campo, ed a proposito di ciò, avuto riguardo alla fac ilità con cui l'aria può circolare dalle maglie di quel tessuto di giunchi, non sarebbe malo adottarla in tutti i campi, in luogo delle tende coniche nelle quali è assolutamente impossibile restare sotto la sferza del sole. Il fatto intanto si è che meno le malattie veneree, e più specialmente le wretri# e qualche caso eli lunga assistenza, il r esto degli ammalati si di chirurgia che di meelici~a si curò feliceroen te nella detta infermeria, nella quale nessuno ·vi fn che peggiorasse per ragioni inerenti al luogo, ed a prescindere da tutti i mezzi che ci for niva la farmacia del succnrsale di Gallarate si sperimentò con prospero risult::"lto anche il metoùo ipodermico in particolar modo in un caso eli dissenten:a, che mentiva tutti i caratteri eli una perniciosa colerica. Daltronde la costituzione medica dominante fu sempre la gastrico-rettrnatz"ca, c pih ancora. la gastrico-catarrale semplice; per cui coll'uso degli eccoproUci, delle bibite subacide, delle polveri di Doower, del la.udano liquido del Sydenbam e qualche altro sussidio terapeutico tutto volse a buon fìne.
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Bo Periodo. Si lasciò il campo della Strona il l 0 agosto, e l'obbiettivo del reggimento era Varallo-Pombia, piccolo villaggio nella provincia di Novara, il quale giace a quattro chilometri dalla riva destt·a del Ticino, sopra un suolo irregolare e circondato da fertili, più che non amene, colline. Era qui che il reggimento doveva prendere stanza per quindici giorni, e dopo tanto sos1>irare non fu c,erto il più bel soggiorno che gli toccò. Si levò il campo della Strona · sotto una pioggia direttissima ed allorchè si toccò la meta dove si sperava trovare tutto il confortabile possibile di cui put· troppo si sentiva un poco di bisogno ; non è facile descrivere lo sgomento che colpì i cuori ùi tutti alla vista di quel paese ed in specialità alla Yista degli alloggiamenti che si et·ano appateccbiati, di cui buona ptwte a pian terreno. oscuri e poco arieggiati e quelli che si tro>avano al l 0 e ZO piano quasi tutti poco condizionati. Si provvide non pertanto tutto alla meglio, si distaccò un battaglione a Pombia, altro villaggio poco dissimile dal pl'imo, dal quale era lungi un chilometro appena e do-re le condizioni de' locali poco o nulla differivano ancot•a da quelli già descritti: e se lo stato sanitario del reggimento non soffri alterazione di sorta e se il ge-nio medico predominante non subì profonde influenze epidemiche, non estranea fu certo la buona alimentazione, che fin da prima ho messo come il fattot·e delle buone condizioni di salute godute clal reggimento. Le malattie che si ebbero a vincere in questo periodo furono le /'ebbri periodiche semplici ed n tipi diversi, spiegabile dalla vicinanza delle risaie di cui abbonda il ~ovarese, dalle acque stagnanti che si trovavano nei detti villaggi, delle quali alcune messe quasi immediatamente agli alloggiamenti; nonchè dalla poca nettezza · e-dal non cale della pubblica igiene, che pur troppo è tt•ascurata in quasi tutti i villaggi di contado.
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Colà non si potè istallare l'infermeria reggimentale pce difetto di leW e di locali; per cui in luogo di essa ::;i stabili una specie di dispensatm·io medico-chirurgico con due letti per i casi gt•avi che potcYano occorret'e; e cosi lJuona parte di dette febbt·i vennero curate nei lo.::ali stessi dal reggimento occupati coll'uso del chinino, il quale si amministl'ò pure a piccole dosi quotidianamente per scongiurare le rer.idive. Gl'infermi poi per attacchi morbosi di genere diverso ed abbisogncvoli di lunga cura, che per altro fut·ono pochissimi, vennet'O inviati all'ospedale ci vile di Novara a norma delle disposizioni emanate in proposito dal comando generale.
41) Periodo. Durava questo stato eli cose, quando il reggimento fu chiamato con tutto il resto delle truppe componenti la 2a divisione del ,campo d'istruzione ai vecchi accampamenti, pet• disporsi cosi alle grandi manovt·e che dovevano chiudere le istru;.:ioni campali di quest'anno. Lasciò qui ndi gli accantonamenti anzidetti il lG agosto e risalutando la Strona, che spesse volte fu sospirata a Varallo-Pombia, trovò nelle acque di quel rivo il balsçtmo restaut·atore del passato. Sembrava d'esser tornato · in un luogo di deli;.:ia il di cui godimento per altro fu di breve durata; giacchè il 20 settembre si levò definitivamente quel campo per prendere il volo vet•:;o Gozzano sul lago bel e ridente di Orta. A scongiurat•e lutti i possibili incitlenti ni quali si poteva andar incontro da coloro che per essere molto gracili e poco sviluppati nelle forme fisiche, o che da poco avevano lasciato l'o:spedale Hon potevano resistere alle lunghe marcie che si rlovevaoo eseguire senza intet-ruzione, nonc.hè alle laboriosità tutte delle gt•andi manovre, il sig. Colonnello comandante il reggimento domandò al generale della divisione ehe a sensi delle disposi;.:ioni contenute nell'ordine del comandante in capo il campo d' istruzione, S . A. R. il P rincipe Ereditario, venisse au tori.l-
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zato a stabilire una specie di deposito presso il distretto militare di Milano, non avendo il reggimento compagnia di deposito fisso. Ottem1to ciò fu pratieata una visitl). generale nella quale si rinvennero 24 soltanto meno atti alle suddette fatiche e qui è d'uopo 11otar e cb,e la maggior parte erano convalescenti usciti da breve dall'ospedale, i quali perciò non potevano far credere il reggimento fuori le condizioni sopraccennate. Ridotto cosi il reggimento ~ quanto aveva di più fl.ori(\o e di più robusto nelle sue file, s' intra1)rese coraggiosamente la p1·ima marcia; ma pttr troppo dessa fu faticosa, e dopo aver raggiunto clirei quasi miracolosamente la meta senza nnlla di sinistro, meno tre casi di lipotz'?nia piuttosto gravi, che. si s up~erarono felicemente tra pià ,di cento che in fine della marcia di tratto in tratto si soffermayauo estenuati e stanchi; il giorno seguente ben altl'i 90 dovetter o uscire dalle :file, dei quali 64 furono spediti all'ambulanza e 26 al deposito presso il distl'etto militaee di Milano: quasi t utti per eritemi cutanei interfernorali e per escoriazioni ai piE)di, impossibilitQ.ti perciò a r iprendere la marcia subito il giorno dopo. ·Tranne ciò nulla fuv-vi di sconfortante e meno ancora di serio interesse, e nelle marcie consecutive non si verificar ono che pochi casi di malatti-e febbrili e poche altre piaghe d'escoriazioni ai piedi ancora, tutti jnviati alle sezioni d'ambulam.a e tutti compresi nel qui _annesso stato, dal quale se si dovessero dedurre le malattie esterne, come fur ono quE)lle dei 64 individui summenzionati e· di molti altri ·che si dovettero far ricoverare all'ambulanza o agli ospedali per semplici piaghe d' escoriazione ai piedi; ben poco ci r esterebbe degno di speciale considerazione. Il che conferma sempre più quello che si cerca pro-rare con questa narrazione , sia pel fatto dell'ottima salute goduta dal reggimento in genere, sia per le ragioni che v'influirono.
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5° Periodo. Quando tutti i corpi che avevano preso parte al campo d'istruzione tornavano lieti e festos i alle vecchie e nuove loro guarnigioni, il reggimento volontari aveva ancora un tributo da pagare, aveva ancora una prova da Sl}perare, come un' istitu;;:ione sulla quale sono fondate le più belle speranze della patria comune. Le sagge vedute dell' instancabile e premuroso ministeo della guerra richiedevano che venisse ac.cordata la sufficiente istruzione ]Uilitare individuale della maggior · parta. di essi volontari, ed a tal uopo destinò il reggimento a Varese, una delle più amene e più ridenti città della bella e poetica provincia di Como. Il reggimento fu considel'ato come accantonato cd alloggiò perciò tutto al pagliariccio e una coperta di lana, parte nella caserma comunale e parte in due altri edifizi egualmente comunali adibiti per 1e scuole municipali : tutte in ottime condizioni igieniche. L'ospedale ci vile eccéllcntemeote tenuto ed amministrato, av~va messo in serbo due stanze della capa_pità di 20 e più letti per gli ammalati del r eggimento, giusta come aveva praticato tutte le volte che Varese s'ebbe militari di presidio o di passaggio ; quindi si profittò di questo vantaggio per gli ammalati febbrili, inviando i venerei all'ospedale militare èli Milano a norma del disposto dai vigenti regolamenti sul servizio sanitario militare ; senza omettere d' instituire come a Varallo-Pombia un dispensatorio medico chirurgico per quelli che potevano essere curati in quartiere. Furono 34 appena i febbricitanti r icoverati in detto ospedale, dei quali du,e soltanto di una certa entità, essendosi in uno avverata una pneumoniticle basica bilate,.ale pura, la quale si risolse completamente, senza lasciare nessun postumo ed in un altro essendosi svolta una febbre tifoidea piuttosto grave, anch'essa vinta felicemente. In t utto il perio~o del campo poi furono ben poche le affezioni oftalmiche, costituite generalmente. da sempl~ce ipere-
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mia congiuntivale, per lo più prodotte dal polviglio del campo . c dall'azione troppo viva della luce; per cui bastò a dissiparle qualche giorno di riposo all'infermeria, l'uso del collirio del solfato di zinco e la pratlca delle feequenti abluzioni di acqua fredda. Furono numerosi piuttosto che no i casi di chirurgia comune, i quali pet' lo più Yennero curati nell'infermeria, ed in difetto di questa al corpo. Tutti però riflettevano piaghe d'escoriazz·oni ai piedi, furuncolz~ paterecci cutanei e qual che leggiera contusione riportata per caduta accidentale nel campo. Degni di speciale menzione poi sono tre. casi di storte di qualéhe gravezza, due .in persona di due ufficiali ed una in persona di un sergente di un reggimento regolare. Vi fu un caso di lussazione di entrambi i polsi per caduta accidentale da un secondo piano di una ·delle case che si occupavano a Varallo Pombia. Il paziente fu curato per i primi giorni al corpo, e tosto che si mise in grado di poter viaggiare, si fece partire per l'ospedale civile di Novara, il qual e dopo un mese circa lo restituì al reggimento completamente guarito col polso sinistro, meno un leggiero spostamento in dentro ed in basso deli'apofisi stiloide del radio destro, che irppediva alquanto l'uso dell'articolazione radiocarpea, la quale el'a ancora un poco infiltràta e quindi tur-
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~~L'ultimo fatto traumatico poi accadde a Varese, il quale, stante la sua novità destò qualche sensazione, ma fortunamente non ebbe funeste. conseguenze. Era nel reggimento un sonnambulo, che nulla sapendo de} favore che gli accordava la legge per simile malattia, che le informazioni poi confirmarono, non s'era brigato di farla valere. Ebbene questi una notte trovandosi precisamente in istato di sonnambulismo, contrariamente a tutto quello che si ritiene dai vecchi e nuovi psicologi, spiccò un salto da una finestra alta circa 7 metri e precipitando nella strada, che come tutte le s~rade di molte città, era fatta a
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ciottoli, fortunatamente non riportò che la distrazione dei ligàmenti deUa chiav.e del piede sinistro, ecL una leggera .fè• rita lacero-contusa ·al sopracciglio dello stesso lato. Si fece tosto ricoverare all'ospedale civile di Varese, e constatato che veramente andava soggetto alla detta psicopatz"a fu proposto a rassegna di rimando a norma ·dell'art. 9 dell'elenco B.
Stato atmosferz"co durante it perz"oclo del campo. Le condizioni atmosferiche furono quelle ordinarie della stagione estiva, meno qualche giorno in cui la temperatura toccò il 36° grado all'ombr~t. Non predominarono i venti, ma in qualche giorno però furono impetuosi ed accompagnati da forti uragani. La pioggia minuta ed i~~istente non ci visitò che due o tre giorni consecutivi allorchè s'era: accampati a Gallarate, due o tre altri giorni allorchè lo si era sulla Strona e per altrettanti durante l'accantonamento di Varallo P ombia. Ma tutti questi disturbi e meglio perturbamenti atmosferici non apportarono alterazioni di, sorta nella costituzione medica dominante, la quale in genere, come dissi innanzi. più volte, fu sempre la gastro-rewnatz"ca, la gastro-catarrale.
Co~cLOSIONE.
Il fin qui detto è più che sufficiente a mettere in evidenza ·che lo stato sanitario del r eggimento volontari fu floridissimo, e stando poi ai fatti esposti, niun saprebbe negare che un siffatto risultato è a ripetersi non solo dalle saggie disposizioni emanate in tutti i rincontri in cui erano da temersi perniciose influenze; non solo alla buona alimentazione che non mancò mai, sia mereè le previdenze del signor colonnello, sià mercè i mezzi di cui tutti potevano disporre, non solo alla buona costituzione meclica clomz·-
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nante; ma benanche alla forza di quello che dicesi amor proprio, il quale a dire il vero, fu la piì.l potente molla, e che in giovani educati a nobile sentire non poteva meno di dare felici risultati. Il reggimento volontqri non perdè che un solo individuo, il quale finì i suoi giorni in seno alla propria famiglia, per una gastro enterz'te acuta, ribelle a tutti i sussidi terapeutici, che forse ne avrebbero anche tl'ionfa.to, se l' impaziénz:a della famiglia di averlo a casa, non l'avesse esposto ancora convalescente e malfermo al viaggio da Milano ove trovavasi i'n cura in quell'ospedale militare, acl Alessandria sua patria. In considerando }lOi che di tutti i casi di malattie sovraccennate, e di tutti quelli che non poterono prender parte alle grandi manovre, un buon numero ce lo diedero gl'individui che avevano appena compiuto il 18° anno di età, non posso. meno di raccomandare caldamente ai colleghi, di non voler essere indulgenti è tampoco condiscendenti a certe premure, che spesse volte loro vengano fatte dagli stessi individui, dai genitori e da altri per la loro accettazione, la quale vort·ei che ordinariamelite' non cadesse mai sopra giovani al disotto dell'età di 20 anni: giacchè in molti l'armonico e regolare sviluppo organico non si avvera prima di detta epoca, specialmen~e in c.erti individui che si cullano nelle mollezze c che poco o nulla esercitano 11 corpo agli eserci7.i ginnastici, i quali furono sperimentati di somma utilità contro il ?'achitism,o, che nn tempo era quasi il retaggio degli agiati e dei nati nel fasto e nell'opulenza; esercizi sconosciuti per lo passato; ma che oggi ci fan vedere giovani forti e robusti da non invidiat•e i vecchi r omani e gli antichi greci. E se si vuole che migliori ancora di piLl la razza latina, la quale pur troppo lascia molto a desiderare, non vi ha miglio•' mezzo che la vita delle armi, la quale per noi rappresentar deve la palestra degl i antichi. Ed il reggimento volontari l'ha prÒvato' a chiare note; perchè dopo circa tre mesi di f<ttiche, ne ritornarono quasi tutti pieni di vita e di salute, meno quei pochi che non avendo
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toccato il loro pieno sviluppo organico, certo non poterono raggiungerlo al campo, dove le fatiche, che pur son dure, non possono regolarsi in proporzione della diversa resistenza individuale ; sibbcne come un corpo solo che presenti tutti i buoni req11isiti per sopportarle e che invece di svani.aggiarne nella sua fisica organizzazione ne abbia nuova forza e nuo>a vita. l l nwdieo di ·reggimento Dott. E. GoERRIERo.
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925 MooP.LLO N° 2 prcscrirto dalla ::-lot:l Mini!•• eriale IO morzo 1800 ~· 00
N° S9-l bis d'orillnG
REGGIMENTO VOLONTARI D'UN ANNO CAiU PO D' IS'I'!lUZIOrwE
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RENDICONTO trimestrale degli a.mmala.ti del Corpo AVVEB. T EN Z E. § l. Si c ompilot•l\ <lui :\{edici WLli incariCAti dol
servizio di un Corpo o fru..ioue
qu;~lsiasi di truppQ.
§ 2. T dati relativi M.1·anno desunti dai Reglatri A e B. § 3. a) &Lm trn•meSllo d:>.i ::\ledìci, miliari o civili. cho prcst:uto sor\'ilio rul un:>. l'r:l.zione disracc:>.t:>. di truppa al ~!.!dico dirigente il sen·i%io presso il Corpo prima del 5 del mese succe~~ivo al trimestre. b) 11 ::\leclico di ac•·vizio al Corpo, fattosi carico di comprendei-e noi 11roprio l>tato pure i dati u v:ui:uioni risult<toti dai llorvcnutigli StMi par~iali, lrr.smettcriL quello e questi al ~{~dico DiYisionale prima dol 10, uncndocl l:. R ekJ;ìl)l'le lrimes/l·a/e mtle cO>uli:iOil i a(lnitarie. c) ll ::-tcdico J)l vlsion:llc f1\J't\ pcrveniro tutti i raccolti Stflti o lo Helazioni n) !\{edico-C:lpo del ])itJal'tÌmcnto priJn:t dello RCILdCJ"C de) mese. d) 11 Medico-Capo del Dip!~.rtimenlo cu•-e.-l che giungano al Consiglio prima clcllo sc."'dcre del seconrlo mese successi..-o al tr!mi!Strc. § ·L l.a For;tt tn~<lia si desume.-.\ dal numero totale delle g iornl\lo di efi"eui..-a presenza ucl trimesu·<', diviso por i giorni del trimestre Stll$~0. § 5. :oìcl Quadro dell'ultimo u;mcstl·e di ciascun anno, nella colon nn N° 21 (JltUI()ftl;ioni) si nggiungcrt~nno le segoemi indicazioni:
Entrati all'Ospedale più volte nel periodo del Campo.
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A Varoese il 28 settembre 1872.
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A RIPOSO Di QUARTIERE
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N° 1737
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UFFIALl A:-;f~L\LATI IN CA~rERA
INDICAZIONI MEHEOROLOGICHE
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Detti piovosi.
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Dotti nuvolosi
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:Morirono .
Il Nume•·o mauimo deg~i ammalali degenti
Himnngono
allo ,<;pedale, li"' 125, si ebbe il {JiON!C 22 ago-
sto; il tnit~imo, N" 42, il gio>·no 22 seucn~ b•·c 1872.
.ll Nedico di Reggimento n.r E. GuERRIERO.
929.
IUV.IISTJ'- DII GIOB~i\1..1
Sperimenti eseguiti sugli animali onde verificare la funzione dei nervi laringei clel dottor E~1MEtl.lCK Nrwn.ATIL membro della. Università di Pcslh.
L'autore comincia col 1•icorçlare che in una opera è!a esso pubblicata in lingua ungherese col titolo « Malattie clelle (aud ?> e in una serie di articoli sulla paralisi de11e corde vocali pubblicati nel 1809 nel Be1·l'in Weekly Clinical J·ou?·?uxl trattò già distesamente l'argomento della pu.ralisi in relazione con la laringoscopia. Fa qlùndi notat'c come annettesse particolare impqrtunza al fatto che una paralisi totale di un lato della laringe, purchè non fosse di origine decisamente locale reumatica, potesse essere collegato. a uno stato anormtfie del vago o del ner vo rico1'r cnto. E finalmente ne avverte come nllo scopo di avere una nuova guida nell'arte della laringosèopia, avvisasse espediente eseguire alctmi esperimenti sugli aniroali, il cui resultato andremo qui sotto brevemente esponendo. In una prima esperienza eseguita sopra un cane di mezz?..na grossezza r eso sopo.roso mercè la iniezione di tro grammi eli tintura di oppio nella vena giugulare, recise il nervo laringeo superiore cho percorro diagonalmente il terzo superiore della cartilagine tiroide. Spal,rncnta quindi la bocca dell'animale, un aiuto til·ava fuori, per quauto era possibile la lìngua, e l'autore alzava la cpiglottite con nn paio eli 'lunghe pinzette o la por tava in avanti. Cosi la laringe era messà allo scopertu, e pot ea scorgersi benissimo non avere avuto luogo dopo la recisione del nervo laringeo superiore verun apparente cambiamento, sia nella corda -vocale, sia nella. cartilagine aritenoicle del lafo operato. La prima, seguitava a compiere, come al solito, la sua fum:ione, la glottide chiudendosi e aprendosi ref;olarmente; i dilatatori, i conttattori 60 Giomalc di :Uedic. milit. 1.872.
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>lOI'sione del piede siui1Stro, J·i~or- 21 agosto a.lla f~zionc cumpa.lc che e bo . 1872 o tra il cam~o di S. Ma.urizio di ti io c la 1Ia< ont\a Ocl Snsso.
sLl·::tziono di mediocre gravczz;J. del ~des tro, t·ipot·Lat::t acciclcntnlmente, :re si restituiva all'accampamento icinanza di Gallm'a.t.e.
G luglio 1872
stot·sioue di mediocre grave:-:zv.. del ~ destro riport<tta. al c:tmpo .di giate lnfcl'iorc, nell'at,to di 'foler ~nere un cano che stava per roiarsi. '
21 tìg'OStO
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Guat·i(o
... ~
Idem
Idem
1872
"trazione tarso-metatarsea. e trtt·so- 3 settembt·c Pro~osto a rnssegna i .l'imando a 1872 la siuistt·n., e leggiera lì;l'ita l<teeronot·ma dell'at·tic. 3 l ìsa al sopracciglio sin:stJ•o; in so- · ùeW :Elenco B. l, a cadutn. in isLato di sonn<unhuD dal gt·imo piano della caserm(l. . Il nale i Varese. Gua.rlto ssa~ione in dietro eli ambo i polsi> - 2 agosto 1872 caduta accidenlalc da. un secondo o ùi \ln:A. cas:~, che si al>~tn.va a Ilo-Pombia. Il Metlico lli Reggimento DoTT. E. GUERniERO.
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030 e gli espansori conti nuavano ad agire come in istato normale. L a divisione del lari ngeo superiore dell'altro lato fu seguita dallo stesso resultato negativo. Fu quindi r eciso il r.ervo la ringeo inferiore o rìcort•cnte al terzo inferiore del collo del lnto sinistro. Ne resull.ò la totnle inazione della corda vocale sinistra, e della cartilagine aritonoide, non che della sinistra metà della epis lottide. Allora fu diviso il vago del lato destro nella sua porzione cervicale. Dopo di che la glot~icle assunse la posizione che ha dopo morte, cioè ttna posiziono intermedia fra la contrazione e la dilatazione avente la forma eli un t t•iangolo co n l'apice in avanti e la baì>e in dietro. La inspira;:ione impercettibile, la espirazione a:lt.a e convulsi>a. I n altm esperienza, dopo reciso il nervo lMingeo superiore col solito result.ato negativo, ftl compresso il nervo accessorio del \Villis del lato sinistro nel forarne giugulare, ed anche io questo caso i muscoli della. laringe seguib.rono acl adempiere normalmenle come prima le loro fun zioni. In una terza espcriem~a, dopo cliviso il laringeo superiore con lo. solita risultanza, venne reciso il nervo accessodo del ·wnlis nel modo seguente : Remossa la pelle e le parti molli del dorso, e posta così. a nudo la colonna vertebrale, fu infisso un col!;ello lungo sottile foggial;o a falce fra l'atlante e l'epistrofeo, e diagonalmente spinto sul lato destro della midolla spinale in modo da fat'o una incisione d~ un quar tt) circa del suo diam e~ro trasvet•so. ll restùtato fn negativo, nessun sintomo di paralisi della laringe, la dilatazione e la contrazic•ne della glottide, come pure, la tensione cl e~le coi'cle vocali continuarono r egolarmente. Eppure le estremità e il tronco qel lato opet•ato el'(mo completamente paralh:zati. Ad accer tarsi che l'accessorio del Willis fosse effettivamente reciso, fu aperto lo speco vertebrale con forbici o~otome e fu vista la midolla spinale divisa difatti fino a un qua1'to del suo diametro tràsverso e in c1uesto luogo pu~ il nervo diviso. Alt.re esperienze eseguite sotto la influenza del cloroformio C{)ndussero sempre allo ste::::so r esultato, da cui l'autore t rae le seguenti conclusioni: l 0 Il nerv!) laringeo superiore non ha alcun·a influenza· sull~ sfera di motilità della laringe. 2° Il nervo laringeo inferiore o ricorrente è il nervo che provvede ai muscoli della. laringe ; gli espansori, i contrattori e
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i dilatatori delle corde -.ocali sono sotto la sua influenza. Quindi una inter1'uzione nell'azione fum:ionale di questo nen•o determina la pat•ali:si delfa corrispondente metà delìa laringe. Se entrambi i ricot't'enti sono interrotti nella lot'o funziono, tutti i mu:;eoli delle corde vocali divengono inçrti, o le corde vocali assumono la posizione che hanno dop" la morte. 3° n ner\'O accessorio del Willis non ha influenza qualsiasi sui muscoli della laringe. 4° La divisione del vago è seguita prontamente dalla morte; ma un animale può vivere per del tempo dopo la recisione del ricorrente. Da questi esperimenti, dice l" autore,. possiamo concludere che le asserzioni di Claudio Bernard, :;econdo cui l'accessorio del \Villis innet·verebbe i contrattori ddle corde vocali sono crroMe. Dal fatto clto Claudio Bcrnard recitleva l'accessorio del V\' illis nel foro giugulare potremmo esser traUi a conclud·ere che ivi questo nervo si unisce con le nbrc motrici del ncrYo vago, o che la paralisi osservata nei costrittori della glottide doveva essero iWObabilmente attribuita a questa circostanza: Jaddovo nei nostri esperimenti il nervo rlel \ Villis era tagliato nel canale spinale, e quindi 1wima che una qualsiasi mistione avesse pot.uto aver luogo. (Jiedical Tilnes mul Ga;ette, giugno 1872.)
Sperimenti sulla piemia del dott. S Aì.'iDERSoN. Il dott. Sanderson espose alla Società. patologica di Londra il resultato dei suoi esperimenti sulla piemia. Le prime esperienze rimontano all')lutunno del 1867; alla quale epoca iniettò sotto la pelle di tre animali, nn cane e duo porcellini d'India, il liquido purulcnto contenuto nell'articol~ione tibio-tarsea di un infermo morto poco prima con ascessi metastatici; artrite generale supput•ativa e grave sctiicemi1t. I duo,porcellini morirono in breve tempo (quindici o venti giorni) con sintomi di grave intensita. Entrambi ebbero ascessi mel.astatici, ma in uno di essi i polmoni trovnronsi tempestaii di minuti nolluli simili ai tttbercoli miliari. Il cane visse sette settimane : in questo non ebbersi gli ascessi secondari, ma tubercoli miliari nel fegato e nella milza. Col pus di nno dei porcellini d'India fm•9no inoculati altri due,
932 dei quali uno morì per piemla e ascessi sottocutanei se:w.a. lesione viscerale, l'altro cho visse più lungo tempo no:1 ebbe a.>cessi, ma depositi tubercolari nei polmoni. Nello stesso anno, altri esperimenti della stessa specie furono cseguitj, i quali tutti parvero dimostrare che dalla inoculuzion~ dei prodotti piemici due serie di alterazioni possono scaturire, cioò, come immediato resultato, gli ascessi mctastatici accompagnati da uno stato tifoideo generale che spesso si chiudeva con la morte, o come rcsultato ulteriore, o dei noduli disseminati, dap prima solidi, ma che presLo divenivano nel centro cascosi, ovvero un indurimento intcrstjziale; le quali fot·me avevano entrambe la loro sede precipua nei polmoni, nella milza o nel feg·nto, potendo per·ò stabilirsi ancor1t in altri visceri. Dopo avere riferito questi fatti, da cui, ci disse, essere stato 'tratto a considerare come pr·obabilc, che le d ue fOJ'me dei processi infetth•i, il Lubercolar6 e il picmico siena fra loro etiologicamente e geneticamente collegati, passò ad altro orrline di fatti r esultanti da esperimenti eseguiti nel· 1871 l'olntivi alla esistenza dei batteri nei liquidi animali e alle circostanie valevoli a dcterminare la loro formazione. Tali esperimenti dimostrarono, che laddove i baLterì non potevano mai discoprh·si nè f)tLualm onte, nò in gerroo nei liquidi o nei tessuti sani o nei prodotti della franca infiammazione, ritrovavansi in vece potenzialmente nei liquidi piemici : vale a dire che mentre il pus ordinario JHlò conser,·arsi -per giorni ed anche per settimane scevro di batteri, purchè sieno osservate le precauzioni contro « la generazione spontanea, » il pus piemico in tale stato non può rimanere, ed inollre possiede la proprietà di promuovere lo sviluppo dei batteri. in ogni liquido acconcio, al quale si aggiunga. A quel tempo si concluse, dopo osservazione che ora. si riconosce insufficiente che il pus piemico non contiene batteri pienamente S\o'Ìiuppati. Quindi dopo aver ricordato Ja dottrina da lui altra volta propugnata dinanzi alla medesima società, secondo la quale la tubercolosi sarebbe una iperplnsia irril.:1liva di un tessuto prccsistonte, soggiunse avere allo1'a dimostrato cho il processo, si nollll forma disseminata. cito nella interstizio.le, tione sua sede in llll certo tessuto denominato adenoide o linfatico; parole entrambe che accennano al suo intimo c speciale rapporto col sistema !infatico; ma che la precisa natura annLomica di questo rappot·to
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933 non fu che imperfettamente spiegata. La questione m>n fece ulieriori progressi fino all'ultimo maggio, epoca in cui il dottore Klein, già collaboratore di Sanderson in alcune antecedenti rieerche, venne appositamente in Inghilterra allo scopò di cooperare alla delucidazione di questa dottrina. Il campo di operazione f u il peritoneo : ragione della scelta si fu che questa membrana, e specialmente l'amento e la porzione diafragmatica, era stata già soggetto di investigazioni come fondata sede della tubercolosi. Queste ricerche non servirono soltanto a illustrare uno o due fatti anatomici di molt.a importanza pel patologo, come la esistenza di un sistema linfatico stùl'omento e la sua distribuzione e il modo onde il peritoneo, comunica al sist ema linfatico ; ma resero possibile il dare un ragguaglio abbastanza esatto e completo, per ciò che concerne il peritoneo, del processo normale di assorbimento, e dei cambiamenti che i tessuti assorbenti subiscono quando sono invasi dagli agenti infettanti. Nel corso di questi esperimenti fu trovato che non solo relativamente all'attitudine della peritonite ad assumere carattere infettivo, ma anche riguardo la intensità. e durata della infezione, vi sono interminabili varietà. In tma serie di casi le lesioni secondarie furono suppurati ve, i disturbi costituzionali gravi e rapido l'esito fatale: in altra serie, le lesioni apparvero come un prodotto di nuova formazione, dapprima compatto, divenendo quindi caseoso, il progresso lento e il disturbo funzionale impercettibile. E rcsultò pure che nei casi in cui manifestavasi la piemia ossia la forma acuta, esistevano batteri, non pure nei liquidi purulenti, ma sì ancora nel sangue. Sotto l'influenza di tali circostanze fu rivolta l'attenzione àagli effetti alla càgione stesso. dello avvelenamento. Fu quindi iniziat a una serie di esperimenti diretti allo scopo di giungere alla conoscenza del veleno morboso e particolarmente di scoprire da .quali condizioni sieno governate le gradar.ioni della sua intensità. In ordine a questi esperimenti il dottor Sanderson profe...c:sò volersi limit.are per ora a dar contenza di una serie eli essi, dimostrando l'ar.ione del virus piemico durante la vita e le successive manifestazioni cadaveriche. Ma prima intese a stabilire brevemente quale significato debba darsi alla parola « piemia. J>. « La parola piemia, cos't si espresse, può essere usata in diversi sensi , se. condo che la persona che l'adopera ba dinanzi a se il lato medico o chirurgico della malo.ttia. A darne una completa definizione
934 dobbiamo, io penso, tener conto della sua maniera d'origine, dei suoi sintomi e dei cambiamenti anatomici che produce, non limitando la nostra attenzione ad alcuni di questi ad esclusione di altri. E qnindi espose le seguenti proposizioni da essere incluse nella doflnizione clelht piemì.a. l 0 La pie min è originata cl alla int.roduzione nei tessuti vi venti ed eventualmenle nel sangue di un veleno che è esso stesso un prodotto d'infiammazione ; 2° L'azione del veleno si rivela con una alterazione del sangue e un disordine delle funr. ioni o1•g·aniche. La piemìa è oaratte ei~zata dalla pt•csenza dci batteri e da un cambiamento nei caratteri ottici del sangue che diviene evidentemente più trasparente e di più cupo colore del natut•ale. Dell'altro, vale a diee del disordine generale delle funzioni oeganicl:to, il fenom eno ·più prominente ò la febbre, che nello forme più geavi dell'affezione è seguita da collasso elle termina con la morte; 3° Più tardi la malattia si manifesta con suppurazioni secondarie, cioo con la formazione di ascessi metnsLatici, che possono aver luogo negli orgnni interni o sotto la cute. I caratteri speciali di questi ascessi infettivi metastatici sono i già noti, pi(t l'altro non ancora divulgato, la pt•csenza cioè di molti batteri nel pus in essi contenuto; 4° La piemì.a differisce dalln tubercolosi por la rapiclità del suo decorso o per la qualità dei cambiamenti anntomici ai quali dà luogo. ~enlre per tubercolosi noi vogliamo anatomicamente significare lu. iperplasia cellulare di corti tessuti cho noi dosignamo con l'appellativo di linfatici a cagione della loro provata. anatomica connessione col sistema liofatico; la infiammazione secondaria della piemia si l'isolva nella produzione di ascessi infettivi; 5° La pienùa somiglia alla tubercolosi nel suo modo di origine. Ambedue sono crfetti d'infiammazione o por ciò che si r ifor·isce ai carattct'i anatomici delle alterazioni, sono ambedue infiammazioni. Ad entrambe quindi è applicabile il vocabolo d'infiammazione secondal'ia o infettiva. Ciò por la malattia in se stessa. Quanto alla natura del veleno, il dott. Sanderson fece notare primieramen.e cbo ogni ascesso piemico contiene un veleno, che dopo introdotto o nella circolazione o in una cavità sierosa produce i sintomi della piemìa, e in secondo luogo che questo veleno è così completamente in no-
935 stro possesso e cosi suscettibile ad essere padroneggiato, c}le cominciando da un agente di co~l tenu·J azione da non produrre alcun si ntomo manifesto, può esscr0 convertito in un agente di tanta int.ansità da uccidere in due o tre ore co' sintomi i piit formidabili. Questo accrescimento d'intensità è effettuato da un processo che può appellarsi coltivazione. Il dott. Klenì fece la importante scoperta che trapiantando un liquido piemico sul peritoneo di un porcellino d'India ed i vi facendolo rimanere per un paio di giorni, (1uantunque dapprima non }Jt•oducoss~ alcun sintomo grave noll'animalo stesso, la sua tossica possanza era a lal grado rinforzata che, quando l'essudato liquido prodotto in questa: guisa veniva iniett.'lto in altro animale, aveva acquistato la più pestifera att.ivita; o che tutti questi liquidi cotanto attivi formicolavano di battol'i di un cat·a.tterc p<w~icolnre, In cui quanlit<\ sembrava essere in ragione delle loro propdeta tossiche. Dopo ciò il dott. Sanderson mosse le seguenti domande : « I caratteri che abbiamo dimostrato esistenti nei prodotti dell'acuta infiammazione secondar·ia sviluppata negli animali inferiori, riscontt·ansi in simili prodotti dell'uomo~ L'altra inchiéstu è anche più grave. Può Yeoire dimostrato che i prodotti piomici elcil'uomo cimentati con la inoculaziono posseggano o~attamente le stesse morbifiche proprieta po::;sedute dai liquidi n cui si riferiscono i nostri sperimenti~ È per rispondere a tali quesiti che domando istantemente il concorso dei chirurghi d'ospedale. » E finalmente cosi terminò il suo discorso: « Riguardo poi alla ,questione dei batlot·i, desidero tenermi ai modi fatti senza divagare in discussione quanto alla loro origine. Le nostre osservazioni ci condussot•o a concludere: l 0 che essi p01'gono un carattere, con cui possono distinguersi i prodotti della in(ìammazione infettiva da quelli che non lo sono, e che il loro numero è indice del grado della infezione, e secondariamente che la loro prescn1.a nel sangue è un segno di quel disordine funzionale che accompagna la infiammazione infettiva non pure quando questo disordine assume un allo grado di gravezza, ma sì anche nella più lieve for ma. di febbre irritativa. So questi fatti resulteraonq veri non solo negli animali inferiori, ma nell'uomo, la loro importnn7.n resta affatto la stessa, qualunque sia la teoria che possa abbracciarsi sulla origine dei batt~ri. (Madical Timas and Ga~ette, maggio 1872.)
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Degli anestetici in chirurgia. Consultando le statistiche americane del dott.· Andrews, quelle indirizzate ·a Londra da Richardson, il dott. Morgan dà nel Medical P1·ess and ci?·cul. la tavola seguente, la cui eloquenza è incontestabile : Morti inalazioni proporzione Eter.e 4 92,815 l su 23,204 Cloroformio 152,260 53 l su 2,873 Miscuglio di etere e di cloroformio Z 11,176 l sn 5,588 Bicloruro di mitilene 2 10,000 l su 5,000 (Gazz. delle Cliniche, novembre 1872.)
Succo g-astrico e pepsina applicati alle piaghe. Il New- Ym·k rnedical Journal ci annunzia che un gran numero di esperienze furono fatte coi liquidi sopra me~zionati applicati ~el seguente modo: Col succo gastrico del cane si spalmavano giornalmente quindici o venti volte delle soluzioni di continuità, oppure venivano applicati. dei piccoli piomaccioli di cotone sopra dei quali si stendeva un lungo strato di ovatta imbevuta di acido cloridrico. Molte esperienze furono fatte specialmente sul cancro ed in particolare sul cancro molle. Dal quinto al dodicesimo giorno s' iniziava di solito la cicatrizzazione. Il r imedio sarebbe indicato non solo nel cancro molle, ma anche nel fagiedenismo, nella difterite e nella gangrena nosocomialc.
Glicerolato contro i geloni. Ossido di zinco Acido tannico . Glicerina. Balsamo del Pcrit Canfora .
gr. »
2· l
» » »
lO 8
4
Si faccia secondo l'arte un miscuglio c.ol quale si spalmeranno i geloni mattina e sera. (Gt'om. della R. Accad di mid. di To1·t'no, 10 clic. 1872.)
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Sciroppo antigottoso. Estratto di guaiaco . gr. 10 Tintura alcoolica di semi di colchico » 5 Tintura alcoolica di digitale . » 5 Sciroppo comune . » 1000 Si faccia uno scir oppo composto, di cui si somministreranno tre cucchiai da minestra in un bicchiere d' infusion~ di foglie di frassino. Si aumenterà successivamente la dose sino a. 10 o 12 cucchiai al giorno. (lvi)
Olio di fegato di merluzzo all'essenza di EucaiYJ•tus gloJJuhrs. L'EucaZ1Jptus globulus, che s'acquistò tanta fama come prolilattico e curativo delle febbri da miasma palustre, è oroai pianta - diffusa in ogni g·iarclino; l'assenza che si può trarre distillando le foglie è gradevole non solo, di azione balsamica pei polmoni, ma ha la proprietà di mascherare completamento il sapore e l'cdoro dell'olio di fegato di merluzzo, per cui si ingerisce con facilità, e le eruttazioni che talvolta vi tengono dietro non sono punto disgustose. Ecco lo formola : Olio dì fegato di merluzzo . . grammi 100 Essenza di Eucalyptus » l (Awaali di Chimica del dott. PoLLI, dicembre 1872.)
Nuovo miscuglio disinfettante di LunER. e L EIDLOFF di D1·escla. È nna polvere composta di : Acido solforico libero Solfato ferroso anidro Solfato ferrico . Solfato di calce quantità variabile.
4 per 100 16 » 36 »
Tale è l'indicazione analitica datane da G.' E. LrCfl'l'ENBERGER, chimico indnstriale di Dresda, mentre il professore wLu vAN PE'l'TENKOF:ER. che l'ha esamitato, dice essere la polvere disinfet-
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tanto di Li.iDER e LEIDLPFF essenzialmante composta di vetriolo ver de, di solfato di perossido ai ferro ,e di un po' d'acido sofforico liber-o. « Impiegata in quantità. sufficiente (continua egli) essa riproduce ~tna reazione acida del contenuto delle fogne e cessi, e risponde alle esigenze della scienza attuale in ciò che concerne un mezilo di disinfezione per impedire, per quant o sia possibile, la propagazione del cholera e del tifo por mezzo degli escrementi umam. » Gli effetti disinfettanti si spiegano facilmente richiamando la composi~ione dei prodotl.i g~ssosi che accompagnano la decomposizione delle fecci e dell'orina, e che sono principalmente ammoniaca libera, car~onato di ammoniaca, solfuro d'ammonio ed altri corpi organici e gazeiformi di cui la composizione sembra indicare una formazione secondaria, pro.veniente dall'ammoniaca, e fra i quali si trova la naftilamina. Ora l'acido solforico si combina coll'ammoniaca, l'idrogena solforato che sviluppa il solfuro d'ammonio è neutralivtato dal protossido e dal perossido di ferro, col gesso poi si formerà del ~olfato di ammonica, e così tutti i prodotti volatili e fetidi saranno fissati. Questa polvere disinfetta dunque qropletamente le materie fecali, e inltre conserva all'ingrasso tutto le sue preziose qualità; ciò che non è sempre il caso cogli altri preconizzati disinfettanti. Le proprietà che principalmente ·raccomandano questo preparato sono: di essere sotto forma eli polvere secca, inalterabile all'aria, completamente inodora, incapace di produrre effetti ve.lenosi, quando fosse usata in grande quantità, come farebbero H cloro o l'acido fenico; di essere di azione istantanea, non occorrendo discioglierla perché agisca; di agire anche in poca quantità, bastando un chilogrammo di essa per un mcs(:', a disinfettal'e una fogna o un cesso ; e finalmente di esser~ di prezzo ai assai tenue. Quesla polvere disinfettante si vende a Dresda, da LiiDER e LmDLOFl•', fabbricatori . di prodotti chimico-tecnici, al prezzo di 2 % talleri al quintale greggio, entro botti di 5 [a 8 quintali, compreso la botte, e di 2 talleri e 20 grossi per ogni 50 pacchi, di 2 libbre ciascunò, e franchi di porto. Il prof. FLECK fa una comparazione fra la polvere disinfettante in discorso, e gli altri principali disinfettanti dimostrando la su-
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perioritt\ di quella per ~'uso di disinfettare cessi, le, fogne, gli urinatoi, i vagoni per bestiame, le stalle. le concie di pelli, le saponerie, i maceU i, i depositi di sego greggio, ecc., ed ovunque si sviluppano gas fetidi e inf'czionanti pet• decomposizione di materia organica. Il solfato di ferro oltrechè contiene molt'acqua di cristallizzazione, che è inerte, per cui si può att~ndere la chimica reazione che chi 54. '% per 100 del peso totale, vuol'essere disciolto nell'acqua per rendersi efficace Esso inoltre attacca la carta, e .gli utensili del legno, produce crista11izzazioni coi residui sui pavimenti, ed è di prezzo molto elevato. La calce, insieme al carbono di legna, miscuglio che si raccomandò a disinfettare le latrine sopratutto in tempi di diarree epidemiche, tifi e colera, venne riconosciuta produrre spesso sviluppo di ammoniaca, non bastare il carbone ad assorbit·e i principii morbiferi, e massime q,unndo è umido essere quasi inerte. n cloruro di calce è assai incomodo, e spesso dannoso per l'odore che esala; esso attira l'umidità ·e si fa viscoso e liquido; arrugginisce prontament e il ferro che travasi nella casa. Pet·chè agisca vuole essore sparso in grande quantità, non bastando il solo sentirne l'odore, come da molti· si crede. L'acido fenico o carbolico che s'impiega allo stato di liquidità, di vapore, o misto alla calce o alla silice allo stato di polvere, non agisce disinfettando . che quando è il caso ' di coagu1are le materie albuminose in via di decomposizione, sp~cgando cosi una azione antisettica. Tutte le volte che si usò l'acido fenico per disinfettare materie animali o escrementì, in avanzata decomposizione e non suscettivi di coagulazione, l'effetto suo fu quasi nullo. Esso maschera l'odore putrido con un odore più penetrante. Se si considera che i funghi aerofiti rimpiazzano incessantemente quelli che l'acido fenico ha ucciso, e c•>SL possono sempr·e vivificare il focolare di putrefazione, non si pot.rà. riguardare questo corpo che come un palliativo passCeo-giero, c senza grande valore per la disinfezione. Più celebre e vantato, sopratutto in questi ultimi tempi, è il <lisinfettante di SiiVEI.tN di ·Hallo.. Esso è un miscuglio di calce, di catt•ame, con un po' d'acido carbolico, e del cloruro di magnésia. n prof. Vmcaow ha dimostrato che esso costituisce un mezzo molto costoso, esigendosené mezzo chi!. per ogni quintale di
940 acqua. Un altro inconveniente è che come ingrasso, contenendo ·acido carbolico, non ha che combinazioni difficilmen te solubili e nocive alla "''egetazione sopratutto quando è nei suoi primbrclii~ I sali manganici, essendo attivi ossidanti furono essi pure molto vantati come disinfettanti. Ma peL' fare il permanganato potassico si esige molto nitro, per cui non può costar meno di cent. 75 al mezzo eh il. N egli Speclali trattandosi d.i ferite , di lingerie da medicazione per piag·he potrà forse convenire; ma l'uso suo in grande non è ammissibile. Il cl01·allume è un miscuglio che deve il suo nome al cloruro di alluminio contenuto; ma nella sua composizione entrano altri preparati. Così. il clorallume l1.'quido si compone di : 82,32 Acqua 0,15 Cloruro di piombo 0,10 Cloruro di rame . Cloruro d'alluminio 13,90 Cloruro di ferro 0,42 3,11 Cloruro di calcio . 100,00
n clm·allumc-palve1·e, raccomandato come rimedio assorbente, astringente, antisettico e buono per la disinfezione dei vagoni, dei navigli, dei cessi, delle stalle, delle cloache, ecc., consta di: Cloruro d'arsenico Cloruro di piombo Cloruro di rame . Cloruro d'alluminio Cloruro di ferro Cloruro di calcio Gesso . Allume
0,72 0,55 0,37 52,43 1,55 11,51 0,72 32,15
100,00 Il corallume-ovatta, che serve a filtrare l'aria , arrestare le emorrogie, combattere la putrefazione, la cangrena, disinfettare i cadaveri, ed i feretri, si spedisce in una borsa di stoJfa impermeabile che contiene 35 grammi di ovatta secca, impregnata di l, 73 grammi .di clorallume solido e dt 9,80 grammi di corallume liquido.
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Si prepara il corallume inaffiando di acido cloridrico fumante e greggio dell'allumina o della calce, con una debole quantità di ferro. 1l liquido che si ottiene si concentra, si chiarifica sopra l' all~unina rimasta inaisciolta. Il fondaccio elle rimane dopo la chiarificazione, e la evaporazione in caldaie di piombo, fornisce il cosl detto c01·allume-polvere. L'arsenico, il piombo, il rame che si trovano in qnesta prepal'azione provengono dalla impurità dell'acido idrocloric9 che s'impiega come dissolvente, dalla natura degli apparecchi nei quali si opera la dissoluzione dell'allumina. ll prezzo delle preparazioni del clorallume, cbe diedero persino il nome ad una manifattura CloTalum-Company non è in rapportò nè colla composizione, nè coll'oifctto del disinfettante. La polvere disinfettante di LiiDER e LEIUT.OFF è più attiva e più comoda ad usarsi, e meno costo:sa di tutte. P er la disinfezione dei cessi nelle abitazioni, normalmente popolate, basterà un chilo pel' scWmana, per ogni piano. La si sparge semplicemente nelle latrine, a vendo cura, }JCl' quanto è r>ossibile, di intonacarne le pareti interne. - Nel cesso al pian terreno se ne dovrà consumare da l chil. % a 2 chi!. per settimana. Qualche cucchiajata per settimana versata nei vasi da notte, nei lavatoi, ecc., bastano a dissiparne il fe tore. (lvi) Iodio. Schneidet' di Offenburg, in un malato che dopo aver superate le febbri intermittenti fu preso da salivazioni e vom#i continui, che durarono pcL' parecchie settimane non ostante .i molti rimedi adoprat.i - somministrò la tintura di iodio alla dose eli dieci goccie nello zucchero tre volto al giorno, ed ottenne dopo la prima dose la scomparsa dei suddetti fenomeni morbosi. Con eguale felice successo trattò pure con la tintura di iodio, somministrata nello stesso modo, un soldato malato per {ebb1·i inter-rm·ttenti, che avevano resistito a tutti gli antipiretici dal chinino sino all'arsenico. Le iniezioni intraparcnchimatose di iodio nella cura dell'tjJertro(ia delle tonsille sono state usate in un grande -numero di casi con buon successo dal dott or Rumbold. Egli compone il liquido da iniettare con dicci ccntigr•ammi eli iodio, 2,40 g rammi
942 di iodui·o di potassio, e trenta grammi d'acqua. P er regola generale ad ogni iniezione ha veduto succedere una leggiera flogosi locale, che però pre.sto svanisce. Affine di ridurre alle condizioni normali le t onsille ipcrtrofiche, necessitano 12 a 17 iniezioni, di cui per solito se ne fanno due ogni settimana. Con questo trattamento, cl1e assomiglia a quello già proposto da Jakubowitz (V. Riv. Clin.. 2, 1870), si ha il vantaggio di mantenere intatte le sostanze e le funzioni delle tonsille. (Dalla Rivz'sta Clinica eH Bologna, gennaio 1872.)
Canfora bromata. Questo composto, ottenuto da Swartz nel 1861 per l' azione del bromo sulla canfora, ò stato studiato <\cl professore Dc Neffe di Gand per rapporto alle sue proprietà terapeutiche. De 1\effe lo ha trovato un eccellente sedativo çlel sz'stema nen ;oso, c promette di pubblicare ft'a breve le osservazioni relative: frattanto comunica un caso di delir-ium, tremens, in cui la canfom bromata si mostrò un ottimo calmante. Il rimedio fu somminiskato in forma pillolar e di orn in ora, in modo che il malato pt'en<lesse nelle 24 ore tre o quattro grammi del medicamento. Gli effetti salutari si videro già dopo il primo giorno di _cura; la guarigione si fece attendere pochi giorni, e fu stabile. Dm•ante la convalescenza si seguitò auche per otto giorni a soministrare ogni 24 or e d ue o tre grammi del rimedio. (Ibt'cl.)
Ioduro d'ammonio. Curran, che preferisce questo preparato all'ioduro di potassio, anche contro le affezioni glandolari, lo raccomanda specialmente nella cura dell'er est].>ola tanto per uso estemo, come per uso interno. P et' uso esterno adopra un unguento composto con due grammi di ioduro eli ammonio, e trenta di grasso, internamente dà 20 centigrammmi di ioduro tre volte al giorno, sciolto in un infuso amaro : effetto della mcdicatura, specialmente esteriore si è la pront.a scompar.;;a del.Cedema, e la limitazione del rossore eresipelaceo. (Ibid.)
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UIBLIO GB. ."- FIJ\.
D. G. Sermanni. -
S'l'ATISTICA DELLA POPOLAZIONE DI MEDE
DURAN'l'E I QUA'l"rRO UL'riMI SECOLI. -
},fantova 1.872.
È un nuovo schema statistico del lalJorioso collega, che ne attest a e l'intelligente passione pelle statisticl1e cose e l'affetto al luogo nat ivo. Se di simili lavori s'avesse al)bondanza, si potrebbe ordinare una statistica compiuta del paese, suscett.iva di imporBAROI<FIO. · tantissime applicazioni. TRATTATO TEORICO-PRiTICO DELLE -MALA'l'TIE VENEREE d-el
dottor Pietro Gamberini professore di szfilogr·afla e de?·matologla nella R . Unzvenltà eH 'Bologna. - ilfilano, B1·igola, via VittO?"i·o Emanuele n . 26. Inutili -riuscirebbero i poveri nostri enc~mi per un siffatto lavoro dell' illustl'e Gamberini; ci basterà dire che mentre può essere utilissimo allo studente è pr eziosissimo pel medico pratico.
' NECROLOGIA. DEL
PROFESSORE B':J1ANCESCO PUCCINOTTI,
pe.l
dott. Domenico Bomba. È una parola di amorevolo ricordo tributata all' lllustre defunto che. onora questi e l'anin'lo delicato dell'autore q.ttesta. DELLA
~REQUENZA DELLA Trsr PoLMONARE NELL' BsmwrTo
ITALIANO IN CON-F R9N'l'0 CON ~U.TRI ESERCI'l'I E LA POPOI.AZIONE crvrLE, pel medico di reggimento D. F. Tosi.
È una memorietta degna di attenzione e che fa prova dell'a-· more del Tosi per sì. fatti studi, sicché gli indirizziamo una parola di lode e di incoraggiamento, non senza osservare però che la naturale sede di simili lavori, se lo spirito di corpo non deve
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essere per noi ''ana. parola, sarebbe esclusivamente il giornale di Meclicina 1\fib"tare ... E quasi quasi diremmo che disciplinariamente dovrebbe essere così.
SuL CRAMPO DEGLI SCRITTORI E ' SOPRA UN NUOVO P ORTA-MANO, pel dott. cav. Ferdinando Verardini. È una monogt•afietta interessante, della quale chi vorrà poi trattare simile argomento dovrà tenerne e molto conto. V :<lCCINO del dott. Luigi Gualdi medz'co prùnario negli ospedali di Roma.
OssE RVAZIONI suL
Appartiene il Gualdi alla vecchia scuola, sostiene la vecchia dottrina vaccinica.... È dei nostri. Non possiamo quindi che far plauso cordiale e convinto al suo voto, perché 1' opera dci sapienti e dci volenterosi ad altro si volgesse che a demolire l'opera sacra del It~nner. HEBER. ÙRGA~ISATION DES GESUNDHEITSDIENSTES DER ElDG.
ARMEE. (Sull'organi:::zazione del servbio sanitario del-
l' esercito federale - Svizzero - del medico divisionale
H. Schyder, Ji'r·z'burgo 1873. Sono alcune osservazioni sull'ultimo hn~oro di riorganizzazione di esso servizio in !svizzera, e specialmente sul rapporto relativo del Ohei'statsarts dott. Rotbpletz. Ne faremo ulteriore cenno. TRATTA'fO DI PATOLOGIA E TERAPlA QHIR!7,RGICA GENERALE E E SPECIALE DEGLl ANIMALI DOMESTICJ, pel cloU.
N. Lanzillotti-Buonfanti pro(ess01·e nella R. scuola veterina-
ria di Milano . È l'annunzio di un'opera di lena, cb e il chiaro nome dello scrittore ci affida riesca a cvlmare una lacuna lamentata nella letteratura medico-veterinaria, con sommo utile della pratica di quest~ importantissima branca della medica scicnJa.
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Con R. Decreti del 2 5 novemb)·e·1872.
FINTO dott. Giovanni, medico di battaglione di 2a classe, 5° bersaglieri. Trasferta nel cot·po sanitario militare mari ttimo col grado di medico di corvetta di 1a classe. PATRUNO dott. Vincenzo, medico di corvetta di 2a classe, nel corpo sanitario militare mm·ittimo. Trasferte nel corpo sanitario militare dell'esercito, col grado di medico di battaglione di 2a classe, con anzianità dal 19 febbt·aio 1871. Con Determina.:ioni J.l1.t'-niste7·iali del 3 dicembre 1872 .
BERTI dott. Alessandt·o, medico di 'reggimento di la dasse, 66° fanteria. Trasferte al 56° distretto militare. MAlNERI dott. Vittorio, id. id., 54° fanteria. Tt·asferto al 55° id. 'MARANGIO dott. Michalo, id. id., 44° fanteria. Tt·asferto al 46° id. ARRI cav. Enrico, id. id., casa reale invalidi o veterani Asti. Trasferta al 62° id. MALETTI dott. Anto nio, .medico di reggimento, 2a classe, 46° f!lntcria. Trasferte al 58° distretto militare. BERNARDI dott. Cesare, id. id. 24° fanteria. Trasferta al 61° id. MAJOLA Leone, farmacista, casa reale i nvalidi e veterani Asti. T1·asferto all'ospedale di Bari. PELUSO ca.v. Antonio, medico direttore, ospedale Padova (succursale Treviso. Trasfert.o all'ospedale di ~filano. ZAVATTARO cav. Angelo, id. id., ospedale di Verona (succursale Brescia). 'frasfcrto all'ospedale di Torino. , BOGETTI cav. Luigi, id. id., ospedale di Milano. T•·asferto all'ospedale di Padova (succursale Treviso). SCANNER.lt'll cav. Esmel'aldo, id. id., ospedale di Perugia. (succut·sale Ancona). Trasferte all'ospedale di Verona. MONASTIER cav. Alberto, id. id., ospedale di Palermo. Trasfer to all'ospedale di Napoli (succursale Caserta). Gi01·nale di Medie. milit. 1872. 61
946 CIPOLLA cav. Giuseppe, id. id., ospedale di Bari. Trasfer ta all'ospedale di Verona (s uccursale Mauto..-a}. DE VJTA cav. Achille, id. id., ospedale · di Napoli (succursale Gaeta). Tt·asfet•to all'ospedale di f'irenze (succursale Livorno). TISSOT cav. Giuseppe, id. id., ospedale di Chieti. Trasfer ta ail'ospeda le di P adova (succm·sale Udine). COLOMBTNI cav. Flaminio, id. id., ospedale di Perugia. Comanduto al s~cc ursale di Ancona. P ANIZZARDT cav. F ;·ancesco, id. id., osperllllo di Torino. Tt·asferto all'qspedale di Verona (succm•sale Brescia). VEZZANI cav. F ulgenzio,. id. id., ospedale di Cava (Salerno). T rasferto all'ospedale di Napoli (succm-sale Gaeta). PER ET TI cav. Giovanni, id. id., ospedale di Messina (succursale Catanzaro). Tl'asferto all'ospedale di Palermo. T UNISI cav. Carlo, id, id., ospedale di ì\.filano. Trasferta all'ospedale di Napoli. PLATSANT cav. Giuseppe, id. id., ospedale di Firenze (succursale L ivorno). Tt-asfct·to all'ospedale di Bologna. PIZZOR~O cav. Giuseppe, id. id , ospedale di Verona ( infet·meria Cremona). 'fmsfet·to alì'ospeda le di Roma. · PATET'fA ctw. Al fon~o, id. id., ospedale di il·! cssina. T rasfer ta all'ospedale di Paler mo. LAi~ZA cav. Giaciuto, id. id., ospedal~ di Vot·oua (succursale :Mantova). Rientra all'ospedale di Verona. Co1i R . Deci'IJti del 5 dicemb1·e 1.872.
MARIANO cav. F rancesco, medico capo itl aspettativa a Firenze ; GIACOMET TI cav. Lorenzo, id. id. a Firen?.e ; e ALBERT OLETTT dott. Giuseppe, medico di t'cggimento, 2:. classe, ill aspettativa a Ot'ta (No vam). Richiama ti in effettivo ser vizio a datare dal lG dicembre 187.2. 1V1URA-AGUS dott. Giovanni, medico di battaglione l '" classe, 11 ° caYalleria. Collocato in aspettativa per infermif.t\ temporaria non proveniente dal servizio. .MANA YRA cav. Paolò, medico capo Nominato di t·ettot·e degli ospedali nel cot·po sanitario militat·e. milit. nolla divis. milit. di Vet·ona. Id. id. di Milano. MACCHIA. VELLI cav. Paolo, id. id. MARIANO cav. Francesco, id. id. Id. id. di Napoli. Id. id. di P alermo. GIACOì\lETT I cav. Lot·enzo, id. id. ARENA-MACELLI cav. Gnct., id. id. Id. iù. di T ot·ino. E LIA cav. ·Giov., medico direttore. Id. id. di Bal'i. MARCHIANDI cav. P ietr o, id. id. Id. id. di Chieti.
947
•
PECCO cav. Giacomo, medico capo nel corpo sanitat•io milifare. "l'APPARI cav. Giovarmi, id. id. MANTESE cav. Fedet·ico, id. id. GIUDICI cav. Vittorio, id. id. .MANTELLI cav. Nicola, id. id. ·COSTET1'I cav. Pett·oni o, id. id . BAR,OFFIO cav. Felice, id. id. SOLARO cav. Pietro, id. id. .A.Jl\-f'E cav. Giacomo, id. id.
Nominato direttot•e .degli o.sp. milit. nella divis . milit. di Ales~andda. Id. id. tli Padova. Id. id. di Salerno. Id. iq. di Roma. Id. id. di Perugia . Id. id. di Bologna. Jd. id. di Fir·enze. Id. id. di Genova. Id. id. di Il'fessina.
Con R. Decreti dell' 8 dicemlwe -1872.
Nomine e destinazioni di ufficbli sanitari nella milizia provinciale.
Disll:etto di A..lessandJ•ia. -GHIGLIONE dott. GiacoA1o, med.\co tli batktglion~. -D1:stretto di Piayfm.~(~. ALAMANNJ dott. Luigi, medico di reggimento. Distr etto di Ba,·i. ROSSI dott. ìv!ichele, medico di battaglione. DONADEO dott. Vincenzo, id . .Distretto d1: Lecce.. FERRETTI dott. Ratfa~le, medico di battagliotte. Distr·etto eli Bologna. T{JVA dott. cav. Amilcm·e, medico di reggimento. l
Distretto di P<.mna. OTTAVI dott. Francesco, medico · di battaglione. ·CORONA dott. Augusto, id. Dù;t,..etto di Chieti. PIROCCHI dott. Pasquale; medico di batt!lglione. ' Distretto di Fir en ze. ZANNETTI dott. Raffaello, ~1edico di reggimento. MARCHI dott. Pietro, medico di battaglione. Dist?·etto di Siena. NERICI dott. Ug·o, medico di battaglione.
DistnJtto di Lù;o,·no. ·GALGANI dott. 'Maurizìo, medico di battaglione. Dist;·etto eli Lucca. LENCIONI dott. Zeffiro, medico di battaglione.
•
l
948 MELO~-SATTA
Distreuo di Caglia1i. dott. P ietro, med ico di battaglione.
Distretto di Genova . . CRA POLS dott. Vincenzo, medico di battltglione. BEG ~ONE dott. cav. Emanuele, id.
Dist1·etto di Sassa1·i. FERRARIS dott. Antioco, wedico di ùatt~tglione. Distretto di Catan:raro. BARTUOLINI dott. P asquale, medico di battaglione. Distretto di Milano. BORGAZZT dott. P ietro, med ico di reggimento. GALLA Rft'\I dott. Francesco, medico di battaglione. · UCCELLI dott. Luig i, id. Dist1·etto di Nova,·a . BOMBA dott. Domenico, medico di baUaglione.
Distretto eli Case;·ta. DELLA CORTE dott.. Alfonso, medico eli battaglione. Disti'etto di Napoli. ANGRISANI dot t. Giovanni, medico di reggimento. CERIO dott. Ignazio, medico di battaglione.
Distretto di Trapani. CARUSO dott. Luigi, medico di battaglione. Di.stretw di Perugia. GRILLI dott. Giuseppe, medico di ball-agione. Distn:tto di R{)ma. SALO~ O~E dott. E ustachio. medico
di battaglione.
, 1Jist1·etto d1: Coscm::a . LE PIANE dott. P aolino, medico di battag·lione. FlORE dott. Giacomo, id. Distretto di Potem:a. GAVIOL I dott. Federico, medico di battaglione. Distretto di Salerno. DE CRESCE:'<ZO dott. Gcnnm·o, medico di battaglione. SASSI dott. Achille, id. Di.strctw di Cuneo. RAVA dot t. Giorgio, medico di t•cggimento. GERDTNO -PROMIS clo~t. Giuseppe, medico di battaglione.
DistTct;to di 'J.'o1·ilto. JE.MINA dott. Giovanni, medico di battaglione.
'
949 Dtst:retto di Berr;amo. ·GRANCINI. dott. Gioachino, medico di baLtaglione. TURATI dott. Achille,
Distretto di B 1·escia. MOLINARI dott. Giovanni, medico di battaglione. Dist1·etto ·di Ch·ernona. CASSINELLI dott. Luigi, medico ùi battaglione. Dist1·etto di Ver·ona. FERRARIO dott. Eugenio, medico dì battaglione. GONZALES dott. Edoardo, id.
Distretto iu 11-'lodena. CARRUGGIO dqtt. Antonio, med ico eli battaglione. Dist1·etto di A1·ezzo. .MARCONI dott. Scipion9, medico di battaglione.
Distretto di Avellino. FORNI dott. Beniamino, medico ùi battaglione. 1
Distretto eli Màcer-atct. LAURI dott. Cal'lo, medico di battaglione. Dist1·etto eli. 1Jilanto?Ja. PEYRANI dott; Cqjo, medico di battaglione.
' CANNAS dott. Carlo, mr~clico di battaglio ne in aspetta.tiva. Collocato i n r iforma, dal 16 gennaio 1873. Con R. Decreti del 12 dicembre 1872. FEl~lWGLIO dott. Giuseppe, med ico di battaglione nel 48° fanteria; PAOLETTI Luigi, fi-m uaeista militare i n aspettativa ; e CONTE Angelo, farmacista aggju nt.o pt•esso l'ospedale militare di Verema. Collocati in riforma (leg·ge 3luglio 187!) dal lG gennaio 1873:
Con R. Dec,·eti del 15 dicemÙi'e 1872. CASTELLINf Francesco, fm·macista militare addetto all'ospedale militare divis. di P>lle!'mo. Collocato in riforma, dal Hi. gennaio 1878, VEZZANI cav. F ulge nzio, rn~dico direttore all'ospedale di Napoli (succur~ale Gaeta). Collocato in aspe ttativa per riduzione di cor·po dal 16 dicembre 187:2. P OFFE do tt. Au r·elio, medico di reggimento, l :t classe, 45" distretto; e GADDO' dott. Giacomo, id. id., all'ospedaie d\ Napo1i (succursale Ca se!'f.a). Concesso lol'o un secondo aumento quinquennali) di paga . di lit'e 380.
950 CASABURI dott. Francesco, medico di battaglione di 2a classe, 690 fanteria; VOLlNO dott. Carmine, id. id., 17° fanteria; e LEONE dott. Giacomo, id. id., 26° fantet·ia. Concesso loro l' aumento quinquennale di paga di li t•o 400. ITOHENHEISER Giuseppe, farmacista aggiunto in aspettati va a Cava (Salerno); · RODRTGUEZ Domenico, id. id. id. a S01·a (Caserta); FINZI Giuseppe, id. id. id. a Mautov:1.; RISO LETTI Sossio, id. id. id. o. Nnpoli; e EUSEBIO Giacinto, id. id. id. a Torino. Richiamat( in effeltil·o set·nzio dal 1° gennaio 1873.
Nomino e destinazioni di medici di battaglione nella milizia pt-o,·inciale.
Dist1·ctto di Foggia. DE CHIARA dott. Francesco.
Disl!retto eli Ravennà. FAELLI dott. Narciso.
Dist?·etto di Temmo . FRASCA cav. dott. Fiorentino. Dist1·etto di Catania. LEOTTA dott. F1·ancesco. Distretto di Reggio Calab;·ia. FALCONE dott. T ommaso. Dl:st1·ctto di Como. T ORRTANI dott. Leone. . Distr·etto di Novara. MAlZUCCHELLI .dott. Pietro.
Dist1·etto di Bene~;ento. BTASl dott, Ot·onzo.
Dist1·etto eli Caserta. PF.TROt\'E dott. Bernardino. Distf·etto di T1·eviso. ROSSI cav. dott. Leonardo.
Dist,·etto di Pado~;a. FABBRIS dott. Pietro.
Distr·etto eli Cattanisell!k. SCHJF ANO dott. Pieh·o. P"GCCIO dott. MelchiOI' t·e.
951 Distr·etto di Palermo.
GRILLO dott. Pietro.
:MARCIANO dott. Francesco.
...
Disttatto di A.nconct.
COMINI" dott. Lor·cnzo.
BALDINI dott. Cesa1·e.
Distretto di Poten;a. SANTOLIQUIDO dott. Francesco. Distretto di Campobasso. FERRARI dott. Michele.
Distretto di Aq~'ila. QUARANT A dott. Agostino. Dist1·etto di Venezta.
GANDOLFO dott. Luigi. Distretto di Pesa1·o.
ANGELINI dott. Gaetano. Con Determinazùmi Ministeriali del 17 dicembre 1872 .
BIANCHESSI dott. Annibsle, medico di reggimento, la classe, 12° ca- valleria. Trasferta al 10° artiglieria. DE-LILLO dott. Luigi, medico di reggimento di 2:l. classe, 10° artiglieria. Trasferta al 44° fanteria. ' • ALBERTO LETTI dott. Giuseppe, id. id., richiamato dall' aspettati...a. Destinato al 12° cavalleria. VIOLlì'\I cav. Marco, id. id., ospedale di Palermo. Trasferio al 54° fant.eria.
CARUTTI dott. E nrico, medico di battaglione di }a classe, casa R. invalidi e veterani Asti. T msferto all'ospedale di Torino. 1\lOROSSI dott. Giovanni, medico eli battaglione, 2a classe, ospedale di Bari. Trasfer·to al 5° bersaglieri. P f\.TRU.ì'\0 dott. Vincenzo, id. id., proveniente dal corpo sanitario militare mal'it!.imo. Destinato all'ospedale di Ba1·i. PERILLO cav. Francesco, medico di reggimento di 2a classe, ospedale di Torino. Tt·asferto al Consiglio superiore militare di sanità. ABRATE Giacomo, farmacista capo di l:~. classe, ospedale di Palermo. 'l'rasferto all'ospedale di Roma. Con R. Decrl)ti clel' 22 dicemb1·e 1872.
GALLO Luigi, farma.::ista capo presso l'ospedale militare di Livorno; e MORETTI dott. Francesco, medico di reggimento presso l'ospedale militare rlivisionario di ~apoli. Collocati in riforma, dal 16 gennaio 1873. ·
952 Con R . Decreti del 30 dicemb1·e 1872.
GARDINI cav. Vincenzo, medico di reggimento, l ~ classe, 75° fanteria. ColloC~~-to in aspettativa per iufel'll"lità ternp. non p1·ov. dal servizio. CAMPUS dott. Antonio, medjco di l'eggimento nel 48° rcgg. faqte1·ia; MAGO! ORANI dott. Gaspat·e, medico dì battaglione nel 2° granatieri; AMORfELLO dott. Pietro, medico di battaglione in aspetlaliva; e FABIANI Antonio, farmacista aggiunto nel personale farmaceutico milit~u·e, in aspettati v~. Collocati i n t•i forma. dal 16 gennaio 1873. GROSSI cav. Gaetano, ispettore sanitario, corpo d'intendenza militare; e CORTESE cav. Fr'llncesco, id. -id. t\ominati Commendatori uell'Ot·dine della Corona d'Italia. Defunti. CAPtJRR.T dott. Lorenzo, medico di reggimento, la classe. oslledale di Fit·enu. Modo in Fil·enze il 18 agosto 1872. LACA VERA dott. Onofl'io, medico di battaglione, l:>. classe, ospedalo di Napoli (succursale Casel't.a). Morto in Caserta il 24 no,·ombr·e 1872.
l. , Il Dù·ettm·e Med. Ispett. C E RALE comm. G-iacomo.
Il Redattore 1\ied. Dirett. cav. B.utoFFto. Ma1·tini Fedele, gerente.