Il volume in questione si sviluppa in due parti. Una parte propriamente storica, dove, dopo un cenno alle vicende della Polonia, vengono affrontati i rapporti italo-polacchi dai primi del '900 al '23, con particolare attenzione alla Missione militare italiana a Varsavia del generale Giovanni Romei - Longhena. La seconda parte, invece, specificatamente archivistica, è il frutto di un complesso lavoro di riordino che ha portato alta redazione e alla pubblicazione dell'inventario delle carte della Missione Romei e di altre fonti, indispensabile supporto per gli studiosi della materia.
N. Cat. 6558
Alessandro GIONFRIDA è nato a Roma il 20
aprile 1964. Nel 1989 si è laureato, presso l'Università degli studi di Roma "La Sapienza", in Lettere moderne con indirizzo storico. Nel 1995 si è diplomato presso la Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari di Roma, come archivista-paleografo. Attualmente presta servizio presso l'archivio dell'U.ffìcio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, svolgendo le mansioni di archivista di stato. Collabora con la cattedra di Storia della Europa orientale (cultore della materia) dell'Università degli studi di Roma "La Sapienza". E' anche socio della Società di Storia Militare.
EDIZIONE A CURA DEL: Col. c.s. SM RICCARDO TREPPICCIONE
Capo Ufficio Storico Ten. Col. f. (alp.) par. s . SM Capo l" Sezione
MAURIZIO
RUFFO
Ten. Col. a . ROBERTO DI ROSA
Ufficiale Addetto
Foto di copertina: la Villoria di Varsavia ( da Archivio Storico Santa Casa, Loreto)
Prezzo Lire 35.000
STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO - UFFICIO STORICO -
Alessandro Gionfrida
MISSIONI E ADDETTI MILITARI ITALIANI IN POLONIA (1919 - 1923) Le fonti archivistiche dell'Ufficio Storico
1996
PROPRIETÀ LETTERARIA
Tutti i diritti rist'rvali. Vietata la riproduzione a11che parziale senza a11l.orfazm:io11e. © By SME - Ufficio Storico · Roma 1996
Fusa Ed ih·ice s.r.l. - Via di Malagrotta, 293 - 00050 Roma Tcl. 65001383-65004980-65000078 / Fax 65002426
Finito di stampare nel mese di Luglio 1996
PRESENTAZIONE
Compito istituzionale degli Archivi di Stato, e quindi anche del[' Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, è la conservazione dei documenti, intesa non solo nel significato letterale del termine, ma anche e soprattutto nell'ordinamento e nella inventariazione del patrimonio archivistico ai fini della sua più completa valorizzazione. La presente opera rappresenta, per tanto, un complesso lavoro di riordino, secondo il metodo storico", e di successiva inventariazione delle carte della Missione Militare italiana in Polonia, retta dal generale Giovanni Romei-Longhena. L'archivio di questa missione, già parte di un complesso documentario che riuniva le diverse serie archivistiche delle missioni all'estero, era frammisto alle carte del precedente addetto militare ed a quella della Missione aeronautica del capitano Giuliani e di altri enti. L'opera di Alessandro Gionfrida si divide in due parti. Nella prima, propedeutica e sussidiaria alla seconda, l'autore ricostruisce la storia istituzionale della Missione e la sua attività politico-militare a Varsavia, dal 1919 al 1923. L'autore, inoltre1 fa correttmnente precedere il tutto da un breve cenno alla storia polacca e da una ben più profonda sintesi sui rapporti italo-polacchi, con particolare riferimento a quelli militari. La seconda è costituita dall'inventario analitico e completo delle carte della Missione Romei, dalle tavole di raffronto tra vecchie e nuove segnature e da un elenco delle serie corrispondenti dell'archivio dell'Ufficio Esteri, poi Ufficio Operazioni, dello Stato Maggiore del Regio Esercito. · All'autore di questo volume va un particolare ringraziamento per a·ver ricostruito l'interessantissinia attività della Missione italiana in Polonia e per aver pazientemente riordinato e inventariato il su.o archivio, offrendo agli studiosi un sussidio indispensabile di ricerca. 11
IL CAPO UFFICIO
Col. Riccardo Treppiccione
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PREFAZIONE È ben noto che il lavoro fondamentale di un archivista è l'ordinamento, o meglio il riordinamento, degli archivi, e che questo lavoro riveste particolare difficoltà quando si riferisce a fondi disordinati e frammischiati fra loro. La "reintegrazione dei fondi" è stata d efinita già nel 1906 "opera principe dell'archivista" da Giovanni Vittani. Questa affermazione è contenuta nella commemorazione di Ippolito Malaguzzi Valeri, primo, fra i Direttori dell'Archivio di Stato di Milano, a tentarne l'inizio, dopo i grandi scempi degli ordinamenti per materia compiuti in quell'Archivio a partire dal Settecento, per ordine del principe di Kaunitz, Cancelliere dell'Imperatrice Maria Teresa d'Austria, e proseguiti via via nel corso dell'Ottocento. In questa "opera principe" si è cimentato Alessandro Gionfrida, per un piccolo, ma interessante fondo - sei buste - del1'Archivio storico dell'Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito: quello della Missione militare italiana in Polonia, che operò nel periodo dal novembre 1919 a tutto il 1922 (e bastano già queste date per comprenderne l'interesse). Quel fondo era confuso con altro materiale documentario - altre cinque buste-, appartenente a fondi diversi, e precisamente alla serie "Ufficio Esteri - Reparto Operazioni", poi "Sezione Esteri dell'Ufficio Operazioni", dello Stato Maggiore del R. Esercito. Ne facevano altresì parte poche carte di altri uffici, e precisamente dell'addetto militare italiano a Varsavia prima dell'invio della Missione militare (Col. Umbertino Franchino), del Capo della Missione Aeronautica, anch'essa a Varsavia prima della Missione militare (Cap. pilota Attilio Giuliani), di altre missioni occasionali e di breve durata, del rappresentante italiano nella Commissione interalleata per i Paesi baltici, nonché due documenti della Missione militare italiana presso il Gran Quartier Generale russo, d el luglio-settembre 1917. La presenza di questi documenti è facilmente spiegabile, in quanto si tratta nei primi due casi di organismi le cui funzioni (e quindi il carteggio) sono state ereditate dalla Missione militare italiana in Polonia e nell'ultimo in quanto il capo della Missione, Gen. Giovanni Romei Longhena (1865-1944), era stato prece7
dentemente a capo della Missione militare italiana in Russia e quindi probabilmente aveva portato con sé a Varsavia - come ipotizza Gionfrida - alcuni documenti, o copie di documenti, di argomento polacco, che potevano essergli utili nello svolgimento del nuovo incarico. Si tratta di casi tipici, del tutto normali nella successione di compiti e funzioni tra uffici1 soprattutto di carattere tempora neo ed in periodi cruciali. Diverso è il caso dei documenti appartenenti organicamente ad altri fondi dell'Archivio storico. Questi erano stati evidentemente uniti ai documenti propri della Missione, in quanto relativi allo stesso argomento. Si tratta di uno di quegli ordinamenti (meglio sarebbe dire disordineamenti) "per materia" cui sopra accennavamo, tipici del sec. XVIII, ma non rari anche in epoche successive1 tanta è per i non archivisti l' attrazione di un ordine che riunisca insieme tutti i documenti relativi ad un determinato argomento. Ordine che - non sarà mai ripetuto abbastanza - è in realtà un disordine, in quanto spezza quel vincolo fra i documenti che costituisce, insieme con i documenti stessi, una delle due componenti essenziali di un archivio che sia tale1 cioè "archivio", e non una somma od una miscellanea di carte. Di qui, dunque, il lavoro di Gionfrida1 che ha separato carte artificialmente riunite ed ha riunito carte artificialmente separate. Inoltre, nei fondo proprio della Missione militare italiana in Polonia, Gionfrida ha ricostruito, nei limiti del possibile, l' ordine originario dato alle carte dalla Missione stessa, all'atto della loro produzione identificando and,e il titolario originario (purtroppo nel frattempo scomparso), cioè attuando, in una parola1 la ricostituzione dell'archivio e successivamente red igendone l'inventario. Come in ogni valido lavoro archivistico, l'inventario stesso consta di due parti. La seconda, cioè l'elencazione e descrizione dei documenti, riportati al loro ordine originario, è preceduta da una prima parte, nella quale è tracciata la storia dell'istituzione produttrice dei documenti stessi (in questo caso, la Missione militare italiana in Polonia), dei suoi compiti, della sua organizzazione interna, delle procedure amministrative da essa seguite, nonché della sua posizione nei confronti della Legazione italiana a Varsavia e dei suoi rapporti con il Co1
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mando Su.premo, poi Stato Maggiore, italiano, nonché con la Delegazione italiana alla Conferenza della pace a Versailles. Vengono altresì fornite analoghe notizie su.Ile altre istituzioni precedenti, le cui carte, come abbiamo già detto, furono poi ereditate dalla Missione. Questa prima parte è altresì arricchita da cenni di storia della Polonia nel periodo di attività della Missione in quanto l'argomento non è familiare ad un lettore italiano. Il fondo archivistico riordinato ed inventariato da Gionfrida è di particolare interesse non soltanto per la storia della Polonia e dei rapporti italo-polacchi, ma anche perché, come ben si espresse in una sua relazione il Gen. Romei Longhena (Varsavia, 5 marzo 1922, nellçt b. 63, fase. 2, del fondo E-11 dell' Archivio storico dello S.M. ), dall'osservatorio privilegiato di Varsavia egli era in grado di riferire "sul misterioso vicino d'Or iente: la Russia bolscevica", negli aimi cruciali dei sanguinosi conflitti interni ed internazionali, prima dell'affermazione del regime comunista, destinato a durare sino ad un'epoca molto recente. Con la Russia, anche l'Ucraina ed i Paesi baltici erano oggetto degli studi e delle relazioni di Romei Longhena. Infine, ricordiamo che questo lavoro del Dr. Gionfrida è il testo, ulteriormente arricchito, della sua tesi per il conseguimento del diploma di Archivista paleografo a conclusione dell'omonimo corso della Scuola speciale (Facoltà) per Archivisti e Bibliotecari dell'Università "La Sapienza" di Rom.a. Ci piace altresì ricordare che della Commissione giudicatrice della tesi, p resieduta dal sottoscritto nella sua qualità di Preside oltre che di relatore (correlatrice fu la professoressa Paola Carucci), fece parte anche il capo pro tempore dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, Col. Stefano Romano, chiamato quale Cultore della materia. Si tratta di un aspetto di una collaborazione fra Università ed Esercito che chi scrive crede fruttuosa e della quale auspica ulteriori sviluppi. Elio Lodolini
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ELENCO ABBREVIAZIONI
-A.C.S.
= Archivio Centrale dello Stato (Ministero per Beni Culturali e Ambientali)
-A.S.D.
= Archivio Storico-Diplomatico (Ministero degli Affari Esteri)
- A.U.S.S.M.E. = Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito (Ministero della Difesa)
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I. INTRODUZIONE ALLE FONTI DOCUMENTARIE
1. CENNI STORICI SULLA POLONIA
1.1. La Polonia dalle origini alla fine del XIX secolo. L'antico regno di Polonia, prima delle spartizioni di fine Settecento, si estendeva fra il Baltico, la Dvina, Dnieper, il Dniester, i Carpazi e il bacino dell'Oder escluso1. Lo Stato polacco si costituì nel X secolo sotto la dinastia dei Piast sulla sponda sinistra della Vistola in un territorio che comprendeva inizialmente la Posnania, la Kujavia e la regione di Kalisz. Capitale del regno fu Cracovia, centro intellettuale, politico e religioso durante il periodo più glorioso della Polonia. Nel 996 il duca Mieszko I si convertì al cristianesimo, scegliendo il cattolicesimo romano2. L'evento segnò un'importante svolta nella storia della Polonia. Essa entrò definitivamente a far parte del mondo latino-germanico, a differenza delle popolazioni slavo-orientali (russi, bulgari, serbi, ecc.) convertite al cristianesimo da Bisanzio, nella forma greco-ortodossa. Un altro importante avvenimento per la storia della nazione polacca fu, nel 1396, la sua unione con il Granducato di Lituania31 in seguito al matrimonio della regina Edvige di Polonia
1 Per un quadro generale relativo all'argomento dr. A. Gieysztor, (a cura di), Storia della Polonia, Milano, 1983 (l'opera riporta un'ampia bibliografia a p agg. 555-564); peI una panoramica sulla storiografia riguardante la Polonia e tutta l'Europa orientale cfr. invece: D. Caccamo, Introduzione alla storia dell'Europa orientale, Roma 1991, con particolare riferimento al terzo capitolo, "Il Processo d i occidentalizzazione: Germania e Polonia nello spazio centro orientale", (pagg. 83-131.). Cfr. anche: N. Oavies, God's playground, a history of Poland (vol. I), Oxford 1983; M. Hadelsman, His tory of Poland, Varsavia 1968; O. Halecki e A. Polonsky, A History of Poland, Londra 1978; A Jobert, Histoire de la Pologne, Parigi 1974. 2 Cfr. F. Conte, Gli Slavi: la civiltà dell'Europa centrale e orientale, Torino 1991, pagg. 459-461. 3 Cfr. O. Halecki, From the union with Hungary to the union with Lithuania, in W.F. Reddaway et altri (a cura di), The Cambridge His tory of Poland, I, Cambridge 1950, pagg. 19-193.
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con il granduca Ladislao Jagellone di Lituania. In quel periodo la Polonia era arrivata ad estendersi, ad Est, in Mazovia (il territorio di Varsavia), nei distretti di Lublino e Chelm, in Podlhachia e nella Galizia orientale. L'impero lituano comprendeva, invece, oltre alle terre di origine (bacini del Niemen e della Wilia), ad oriente la Russia bianca fino a Smolensk e l'Ucraina fino a Kiev, a settentrione la Samogizia e la Curlandia4 . Il nuovo Stato polacco-lituano ottenne anche l'accesso al Baltico1 tramite la città di Danzica, strappata ai cavalieri teutonici. La dinastia dei Jagelloni (1386-1572) estese la sua influenza al regno di Boemia e d'Ungheria e ai principati minori di Valacchia, Moldavia e Transilvania, minacciati dai turchi. Questo periodo, che va dalla fine del XV secolo allo scadere del XVI secolo, può considerarsi 1' età dell'oro" della Polonia. Essa divenne, nell'Est europeo, la culla di artisti e scienziatt come Copernico, e crebbe anche in ricchezza ma teriale, divenendo la principale esportatrice di grano in Europa occidentale5 . L'apparente splendore di questo periodo nascondeva in sé i germi della crisi e della decadenza, le cui cause principali furono il mancato sviluppo di una for te monarchia assoluta e l'anarchico potere dell'aristocrazia. Fin dalle origini dello Stato polacco il re di Polonia era eletto dalla stessa nobiltà, la quale, con l'estinzione della dinastia dei Jagelloni nel 1572, monarchi di fatto ereditari, rivendicò nuovamente a se questo antico potere. La democrazia nobiliare si esprimeva per mezzo del Sejm1 assemblea bicamerale in cui era rappresentata esclusivamente la grande e piccola nobiltà laica ed ecclesiastica. Mancando una forte autorità centrale, il regno di Polonia divenne ben presto terreno d'azione delle potenze straniere confinanti (Austria, Prussia e Russia), le quali, manovrando la stessa turbolenta e divisa aristocrazia polacca e acco.rdandosi fra d i loro, riuscirono a impadronirsi di tutto il suo territorio. La prima spartizione della Polonia avvenne nel 1772: la monarchia asburgica acquistò la Galizia, la Prussia si impa11
4 Cfr. P. Anderson, Lo Stato assoluto, Milano 1980, cap. IV, "La Polonia" pagg. 254. · 5 Cfr. J. Tazbir, 11 "secolo d'oro" della Polonia (1492 -1586), cap. VII, pagg. 109-138, in A. Gieysztor, op. cit.
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dronì della Prussia occidentale polacca e della Warmia, la Russia ebbe quasi tutta la Bielorussia. La Polonia perse il trenta per cento del proprio territorio. La seconda spartizione avvenne nel 17926: l'autocrazia zarista si appropriò di quel che restava dell'Ucraina, la Prussia prese tutta la Posnania e l'Austria non vi partecipò. L'ultimo tentativo della Po1onia di riconquistare la libertà fu l'insurrezione liberal-nazionale di Taddeo Kosciuszko. Essa fu schiacciata nel sangue dalle truppe russe e nel 1795, con la terza spartizione, la Polonia scomparve del tutto 7 . Napoleone, con la pace di Tilsitt nel 1807, creò il Granducato di Varsavia che comprendeva essenzialmente i territori polacchi sotto la dominazione prussiana 8. Il tron.o fu offerto al re di Sassonia Federico Augusto. Successivamente, dopo la battaglia di Wagram, con la pace di Vienna (1809), Bonaparte assegnò al Granducato le terre polacche sotto la dominazione austriaca1 esclusa la Galizia. Con la fine di Napoleone anche il Granducato fu cancellato dalle potenze della Santa Alleanza: l'Austria riebbe la Galizia, eccetto Cracovia che fu dichiarata città libera; la Prussia riebbe la Posnania. Il rimanente territorio del Granducato di Varsavia fu assegnato alla Russia ed eretto a regno sotto la dinastia Romanov (la così detta "Polonia del Congresso"). Nel 1815 lo Zar concesse al regno di Polonia una costituzione m.o]to simile a quella francese del 1814. Dopo la morte di Alessandro I (1.825), il suo successore, Nicola I, iniziò una politica di oppressione nei confronti della Polonia che culminò nella repressione dei moti rivoluzionari antirussi del 18309. Il 30 novembre 1830 scoppiava a Varsavia una rivolta, dif-
6 Sul regno del Poniatowski e la prirna spartizione dr.: E. Rostworowsky, Riforme provvisorie sotto la tutela russa (1763-1788), cap. XI, pagg. 227265, in A. Gieysztor, op. cit. 7 Sugli ultimi mmi della Polonia dr.: E. Rost,voro,vsky, La lotta per l'indipendenza e la riforma (1788 -1 794), cap. Xli, pagg. 266-295, in A. Gieysztor, op.
cit. 8
Sul periodo napoleonico dr.: S. Kieniewicz, L'era napoleonica (1795 -
'/815), cap. XIV, pagg. 299-321, in A. Gieysztor, op. cit. 9 Cfr. S. Kieniewicz, li Regno di Polonia e l'insurrezione di Novembre, cap. XV, pagg. 322-350, in A. Gieysztor, op. cit.
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fusa ben presto in tutto il paese. Fu proclamato un governo provvisorio, presieduto dal principe Czartoryski, e arruolato un esercito nazionale. Le milizie polacche si opposero con tenacia ali' avanzata delle forze zariste m a in seguito ad aspre battaglie (Grochòw, Wawer, Debe, Wielie e Igane) e alla sconfitta di Ostoleka, ripiegarono su Varsavia. Il 5 ottobre 1831, dopo una tenace ma inutile resistenza, l'esercito polacco, per sfuggire alla cattura, si ritirò in Prussia consegnandosi alle autorità di quella potenza. L'Austria nel 1846 si annetté definitivamente anche la città libera di Cracovia, rifugio degli ultimi patrioti. L'ultimo bagliore della libertà polacca fu l'insurrezione del 1862-186410 . Le bande degli insorti, al comando del giovane Langiewicz e composte essenzialmente da elementi del mondo borghese e della piccola nobiltà, non riuscirono ad avere il sostegno del mondo contadino. Dopo una serie di coraggiose operazioni di guerriglia furono disperse e distrutte dalle truppe russe. La repressione zarista fu spietata, la monarchia Romanov cancellò il regno di Polonia che fu assorbito dall'impero russo, perdendo ogni traccia della sua autonomia. Russia e Prussia condussero una dura politica di snazionalizzazione nei confronti della Polonia. La Monarchia austro-ungarica al contrario fu artefice di una politica molto più toilerante. La Galizia ebbe un' autonomia speciale con un ministro nazionale e i polacchi appoggiarono la Monarchia Dualista, arrivando a ricoprire posti di notevole importanza nell'amministrazione dell'impero, come il conte Goluch.owski, presidente del Consiglio Comune o il conte Badeni, presidente· del Consiglio dei ministri d'Austria alla fine del XIX secolo11 .
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Cfr. S. Kienewicz, L'insurrezione di Gennaio (/850-1864), cap. XVII, pagg. 389-405, in A. Gieysztor, op. cit. 11 Cfr. S. Estreicher, Galizia in the period of autonomy and self-governement, 1849-1914, in W. F. Reddaway e altri, op. cit.
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1.2. Il risveglio della coscienza nazionale.
Alle soglie del XX secolo la Po1onia12 e il resto deJl'Europa orientale attraversarono una fase di cambiamento dal punto di vista economico e politico-sodale, che sfocìò in una serie di importanti trasformazicnù. L'economia polacca si trovava infatti in una fase di transizione dalla piccola azienda e dal latifondo, caratterizzati da un sistema di produzione ancora preindustriali, ad una azienda anche signorile ma strutturata per la produzione di mercato13. L'inizio dell'industrializzazione14, del fenomeno dell'ur12 Sulla storia della Polonia contemporanea cfr.: A. Dziewanowski, Poland in the XX century, New York 1977; J. Laroche, La Pologne de Pilsudski, Parigi 1933; R. Machray, The Poland of Pilsudski, Londra 1932; V. Perna, Storia della Polonia tra le due guerre, Milano 1991 (cfr. la nota bibliografica a pagg. 221-224, con un'ampia rassegna di testi polacchi); H. Rollet, La Pologne au XX siècle, Parigi 1984; H. Roos, A History of Modem Poland, Londra 1966; F. Zweig, Po/and between two wars, Londra 1944; K. S. Karol, La Polonia da Pilsudski a Go1nulka, Bari 1959. 13 Nella seconda m e tà del XIX secolo nelle campagne delle regioni ad est dell'Elba si erano verificate, con l'abolizione della servitù e l'assegnazione delle terre ai contadini, profonde trasformazioni. Nei territori polacchi amministrati dalla Prussia le riforme (1807-1855) portarono alla formazione di medio-grandi aziende contadine, che producevano per il mercato, e all'ampliamento delle proprietà signorili già esistenti . Nelle terre polacche soggette ali' Austria, con il rescritto di Ferdinando I del 17 aprile 1848, la terra fu assegnata ai contadini, senza riscatto. Nella Polonia russa l'assegnazione della terra ai contadini, avvenuta nel 1863, fu dettata da motivazioni politiche. Le autorità zariste assegnarono, senza alcuna forma di pagamento, la terra ai contadini per impedire che il loro precedente malcontento potesse essere sfruttato dai rivoluzionari polacchi. Cfr. S. Kieniewicz, Il problema della rivoluzione agraria in Polonia nel periodo di formazione del sisten1a capitalistico, in A. Saitta, Antologia di critica storica, voi. III, Bari 1958. t4 Lo sviluppo industriale si realizzò in modo diverso e irregolare nelle varie province della Polonia. L'Alta Slesia già verso il 1850 aveva un industria pesante, costittùta da acciaierie e miniere di carbone e un indus tria tess ile (Breslavia) in fase di espansione. N ella Polonia russa il capitale straniero sostenne una parte di primo piano con numerosi investimenti nelle industrie locali. Tra il 1866 e il 1880 fu portata a compimento la rivoluzione tecnica nel campo dell'industria tessile (cotonifici e lanifici), nell'industria pesante (metallurgica e meccanica) e nell'indush·ia dello zucchero. N el 1886 c'erano 11.000 fabbriche nella Polonia russa. Si sviluppò anche la rete ferroviaria con le linee Varsavia-Vienna (1848) e Varsavia-Mosca (1870). La Galizia invece rimase sempre sottosviluppata. Cfr. R. Gorecki, Le développement économique de la Pologne, Varsavia 1935.
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banesimo e in generale del diffondersi dei modelli occidentali, anche a livello di mentalità, portarono ad un profondo cambiamento neJJa società polacca, e alla nascita di vari movimenti di massa. Si svilupparono infatti vari partiti politici di matrice populista e socialista e soprattutto si risvegliò a tutti i livelli, anche tra le classi rurali, una forte coscienza dell'identità nazionale15 . Questo fenomeno fu inizialmente rappresentato dalla Lega polacca, nata, per iniziativa di Zygmunt Milkowski, in Svizzera, come reazione alla violentissima campagna di espropriazione, diretta dalle autorità germaniche contro i proprietari polacchi della Prussia e della Posnania16 . La Lega, di tendenze nazional-democratiche, era affiancata da un'organizzazione segreta della gioventù polacca (Zwiazek Mlodziezy Polskiej) in cui si distinse Rornan Dmowski17 . Questi, nato a Varsavia nel 1864 e laureato in Scienze naturali (1890), fu il principale teorizzatore del nuovo nazionalismo polacco e un importante uomo politico della Destra nella futura Polonia indipendente18 . Nel 1893 Dmowski trasformò la Lega polacca in Lega nazio15 Cfr. B. V. Cavallotti, Nazionalismo, socialisrno e populisrno nel processo di unificazione della Polonia, in M. Herling (a cura di), "Polonia restituta."- L'Italia e la ricostruzione della Polonia 1918-1921, Milano-Bucarest 1992. 16 Nel marzo 1885 il governo prussiano espulse dalle province orientali dello stato tutti i cittadini di nazionalità polacca. Quasi 30.000 polacchi vennero cacciati dalle loro case e dalle loro terre. N ell'aprile del 1886 il parlamento prussiano stanziò un fondo speciale di cento milioni di marchi per acquista re dai.polacchi le loro terre, sulle quali dovevano essere insediati coloni tedeschi . Alla fii1e del 1907 il Lancltag prussiano discusse un progetto di legge relativo all'espropriazione che, dopo essere s tato approvato, entrò in vigore nel 1908. In base a questa legge il governo germanico poteva acquis tare coattivamente, da proprieta.ri polacchi, terreni da assegnare a colo ni tedeschi. Cfr. R. Wonser Tims, Germanising Prussian Poland, New York 1941.. 17 Cfr. H. Wereszycki, La formazione di partiti politici di massa, nazionalismo e socialismo (1885-1904), cap. Xl.X, pagg. 437-455, in A. Gieysztor, op. cit. 18 Sull'opera di Dmovvski e dei nazionalis ti cfr.: V. Perna, op. ·cit., pagg. 32-38, in particolare sul suo nazionalismo: "Seconclo Dmowski l'oggetto del patriottismo, o meglio del nazionalismo, è la nazione stessa come organismo sociale vivo con I.e sue differenze spirituali, sviluppatesi grazie alla storia, alla cultura, alla necessità della razza. E il ruolo del nazionalismo non finisce con l'ii1.dipendenza, la lotta dell'individuo continua perché il suo scopo principale è quello di ampliare l'ambito della v ita nazionale, di moltiplicare il benessere materiale e spirituale e di far conquistare alla sua entità na-
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nale e, nel 1897, da questa nacque il Partito nazionaldernocratico, di tendenze filo-russe. La nuova posizione dei nazional-democratici fu divulgata da Dmowski nel suo libro: Germania, Russia e questione polacca, pubblicato nel 1908. Nell'opera l'autore si faceva interprete di un forte nazionalismo, unito a un certo conservatorismo sociale e ad un sincero lealismo nei confronti della monarchia zarista. In nome della solidarietà slava si auspicava la creazione di una specie di duplice monarchia.russopolacca in cui i sudditi polacchi avrebbero avuto gli stessi diritti dei sudditi russi. Il comune nemico veniva individuato nella Germania, contro cui, in caso di conflitto mondiale, i polacchi avrebbero dovuto schierarsi senza esitazioni19 . Il partito nazional-democratico conquistò un largo seguito tra i ceti medio-alti nelle tre zone d ella Polonia e soprattutto in A lta Slesia, dove, grazie alle battaglie politiche di Wojciech Korfanty, si oppose alla dura politica prussiana di esproprio delle terre ai danni dei contadini polacchi20 . Con il sorgere della classe operaia nelle tre regioni della Polonia si formarono anche le prime organizzazioni sindacali e politiche dei lavoratori. Le loro origini si possono localizzare nella zona industriale della Slesia (Breslavia), dove, grazie all'attività degli emissari di Lassalle, si formarono i primi gruppi socialisti. Nelle elezioni d el 1878 il partito socialdemocratico tedesco, nato dall'uni-
zionale una posizione quanto più possibile rilevante tra le altre nazioni". Secondo Wereszycki "è doveroso comunque sottolineare che le origini del nazionalismo polacco differiscono per vari e importanti aspetti dai movimenti analoghi sviluppatesi in Europa occidenta le: a questi l'ideologia nazionalistica serviva per convincere la pubblica opinione della necessità di opporsi la socialismo e di sostenere, viceversa, l'espansionismo commerciale e coloniale (. ..) Il movimento nazionalista polacco, almeno nella sua fase di formazione, non dipese da gruppi commerciali, e che i partiti e le organizzazioni sodati, create dalla Lega nazionale o da essa segretamente guidati, non erano, in questo periodo, collegati con i monopoli industriali. Il collegamento si verificò semmai solo più tardi, durante la rivoluzione del 1905, quando era ormai evidente che questi partiti potevano servire agli interessi dei ceti abbienti", in A. Gieysztor, op. cit., pagg. 448-449. ·19 R. Dmowski, Niemcy, Rosja i lauestia polska (Germania, Russia e questione polaccat Leopoli 1908. 2 Cfr. S. Kieniewicz, The emancipal:ion of the Polish peasentry, Chicago
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1969.
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Hcazione dei due movimenti socialisti, rispettivamente di Lassalle e di Bebel e Liebknecht, ottenne quasi 23.000 voti, ma, con la legislazione antisocialista di Bismarck, il partito fu quasi cancellato21 . Il movimento socialista fu rappresentato inizialmente da tre intellettuali: Ludwik Warynski22, Aleksander Wieckowski e Stanilslaw Mendelson, che stesero il primo programma socialista polacco (programma di Bruxelles), stampato a Ginevra nel 187923 . Nel programma vennero ripresi i concetti marxisti della lotta di classe e dell'internazionalismo del movimento dei lavoratori e soprattutto si propagandò l'attività rivoluzionaria diretta alla preparazione della rivoluzione mondiale24 . Nella Galizia austriaca il movim.ento socialista iniziò ad operare nelle città di Leopoli, dove era viva, tra gli artigiani, la tradizione insurrezionale della Sinistra dem.ocratica. Tra i militanti si distinse Boreslaw Limanowski, di origine lituana, che seppe sintetizzare l'obiettivo dell'indipendenza nazionale con gli ideali del socialismo. Nel 1893, con il rapido sviluppo dell'industria estrattiva del petrolio nei territori gaJiziani di Jaslo, Drohobycz e Borislam, e il conseguenziale aumento della classe operaia, si venne a creare la condizione per la nascita di un grande partito dei lavoratori. Ignacy Daszynski fondò il Partito socialdemocratico di Galizia e della Slesia di Cieszyn. Nel 1897, dopo là riforma istituzionale che introdusse in Austria il suffragio universale, furono eletti alcuni deputati al parlamento di Vienna. In seguito i socialdemocratici galiziani, avviata una stretta collaborazione con i socialisti della Polonia russa, si spostarono su posizioni decisamente patriottiche. In effetti la
21 Sul movimento socialista tedesco dr., fra i tanti: P. Vranicki, Storia del Marxismo, Roma 1973, voL I, pagg. 285-357. 22 Alla fine del 1881 Warynski, tornato a Varsavia, fondò un'organizzazione clandestina, vero e proprio partito politico, che si autodefinì: il Proletariato. Il Proletariato, in stretta collaborazione con i rivoluzionari russi di Narodnaya Volya, promosse scioperi e fece capo ad un' intensa attività rivoluzionaria, duramente repressa dalla polizia zarista tra il 1884 e il 1887. 23 Sul movimento socialista nella Polonia in generale e specialmente nella Polonia del Congresso dr.: L Blit, The Origins of Polish Socialism, Cambridge 1971. . 24 Cfr. H. Wereszycki, Positivismo e "Trilealismo". L'inizio del movimento della classe operaia (1864-1885), cap. XVJJI, pagg. 4:28-432, in A. Gieysztor, op.cit.
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base del partito era formata dal proletariato galiziano, quasi tutto di origine polacca, a differenza del ceto contadino di nazionalità ucraina e poco sensibile agli ideali socialisti25 . Anche nella Polonia russa, in concomitanza con l' espansione industriale1 concentrata essenzialmente a Varsavia e nel centro tessile di Lòdz, crebbe il proletariato operaio, che diede origine a un partito socialista di massa26 . Nel 1893-94, infatti, il Partito socialista polacco (P.P.S.) si organizzò definitivamente e cominciò a pubblicare un suo giornale clandestino: il Robotnick ("Il lavoratore"). Direttore del giornale e in seguito anche uno dei capi del partito fu Jòsef Klemens Pilsudski, il futuro indiscusso leader della n uova Polonia indipendente. Pilsudski nacque il 5 dicembre 1867 nella cittadina lituana di Zulòw, a pochi chilometri da Vilna, da una famiglia della piccola nobiltà terriera polacca27 . Nel 1886 cominciò a militare nel movimento socialista e, nel 1887, insiem.e al frateI1o Bronislaw, coinvolto nel progetto di attentato a Alessandro III, fu condannato a cinque anni di soggiorno obbligato in Siberia. Scontata la pena, nel 1894 entrò1 come abbiamo visto, nel comitato centrale del PPS. La sua adesione all'ideologia socialista fu sempre subordinata al suo obiettivo principale, la liberazione della Polonia dalla dominazione straniera: "Il socialismo in Polonia deve tendere all'indipendenza del paese; l'indipendenza è la condizione indispensabile per la vittoria del socialismo"28, cosi scriveva in quegli anni. In quegli anni in Galizia orientale si formò una coscienza nazionale ucraina, in netto contrasto con il nazionalismo polacco. Il movimento indipendentista ucraino fu sfruttato dalla autorità asburgiche per indebolire quello polacco. 26 Ricordiamo anche che Rosa Luxemburg e Julian Machlewski fondarono un altro partito socialista decisamente internazionalista, in cui si privilegiava esclusivamente la lotta di classe. Per la Luxemburg, infatti, era un errore politico indirizzare la lotta del movimento dei lavoratori polacchi verso l'indipendenza nazionale. La loro reale liberazione sarebbe avvenuta attraverso la rivoluzione mondiale del proletariato. Successivamente la Luxemburg si trasferì in Germania e il partito, passato sotto la direzione di Feliks Dzierzynski, prese il nome di Socialdemocrazia del regno di Polonia e Lituai-tia (S.D.K.i L.) Esso costituì il nucleo del futuro partito comunista polacco. Cfr. K.S. Karol, op. cit., pagg. 31-34. 27 Cfr. V. Perna, op. cit., pagg. 15-28. Cfr. anche: J. Pilsudski, Pisma zbiorowe (Scritti scelti), Varsavia 1937. 28 Cfr. J. Pilsudski, op. cit. 25
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Nel 1904, allo scoppio della guerra russo-giapponese, Pilsudski cercò di accordarsi con le autorità nipponiche per coordinare le forze contro il comune nemico, l'autocrazia zarista, ma il progetto fallì. Dopo questo fallimento, egli progettò di organizzare una forza armata clandestina, pronta ad entrare in azione al momento opportuno. Durante la rivoluzione russa del 1905, che sconvolse tutto l'impero zarista, il comitato centrale del PPS decise di creare "L'organizzazione di combattimento", il cui comandante fu lo stesso Pilsudski. Ma nel congresso tenuto dal PPS a Vienna nel 1906, la maggioranza si schierò su posizioni internazionaliste e la corrente capitanata da Pilsudski, compresa "l'Organizzazione di combattimento"1 optò a favore della lotta armata per l'indipendenza dell a Polonia. Negli anni 1907-1914 Pilsudski si dedicò anima e corpo al potenziamento di quella stiuttura paramilitare da cui1 in seguito, nacquero le legioni polacche. Oltre al Partito nazional-democratico di Drnowski e al PPS di Pilsudski, un altro importante partito-movimento di massa si costituì negli anni a cavallo tra XIX e XX secolo: il Partito contadino29 . La Polonia era quasi totalmente agricola e la maggior parte della popolazione era ancora impiegata nelle campagne. Il latifondo era molto diffuso ma accanto agli antichi magnati della terra esisteva la piccola nobiltà di campagna e soprattutto cominciava ad emergere un ceto di medi proprietari di origine contadina. Anche la massa dei piccoli possidenti e dei salariati agricoli cominciò a prendere coscienza dei propri interessi e diritti. La terra di origine del movimento contadino fu la Galizia, regione totalmente agricola, dove le tolleranti autorità asburgiche permettevano un moderato dibattito politico. Il Partito contadino polacco (P.S.L.) fu fondato nel 1895 e suo indiscusso leader fu Jan Stapinski, giovane uomo politico, proveniente d a famiglia contadina, di tendenze filoaustriache, ma di sicura fede democratica. Stapinski1 tramite il periodico da lui diretto "Pryjacel Ludu '' (l'amico del popolo )1 condusse una coraggiosa lotta contro i grandi proprietari terrieri e nelle ele-
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Cfr. B. V. Cavaliotti, op. cit., pagg. 19-22, V. Perna, op. cit., pagg. 36-
zioni del 19071 grazie anche alla sua azione, il PSL guadagnò 17 seggi nel parlamento austriaco. Nel 1913 il partito contadino subì una scissione da cui nacque il nuovo partito Piast. A capo di questa nuova formazione si distinse Wincenty Witos 30, che guardava soprattutto agli interessi dei contadini agiati. Stapinski invece rimase a capo della frazione minoritaria di Sinistra (Lewica)3 1 . Alla vigilia della prima guerra mondiale la società polacca si trovava divisa in tre raggruppamenti politici fondamentali, che avevano assunto diverse posizioni di fronte al la questione nazionale. Il primo partito era rappresentato dai Conservatori galiziani che sostenevano la riunificazione di h1tte le terre polacche sotto lo scettro degli Asburgo, in modo che la Duplice monarchia austro-ungarica si trasformasse in una triplice monarchia austro-ungarico-polacca. Questa posizione filo-austriaca era condivisa anche da parte del Partito contadino. Il secondo era rappresentato dal Partito nazional-democ.ratico d i Dmowski ch e era su posizioni decisamente filo-russe. In caso di una guerra europea i nazional-democratici avrebbero appoggiato la monarchia zarista, nella speranza che questa avesse ricostituito, con un'ampia autonomia, il regno di Polonia, sotto la dinastia Romanov. Il terzo era rappresenta to dall'ala rivoluzionaria del PPS e dalle sue organizzazioni comba ttenti, il cui capo indiscusso, come abbiamo visto, era Pilsudski 32 . Egli verso la fine del 19081 con il tacito assenso delle autorità austriache, formò la "Zwiazek Walki Czynnej'' (Unione per la lotta attiva), un'organizzazione m ilitare che raccoglieva i militanti più combattivi delle unità segrete paramilitari del PPS. Oltre a Pilsudski, che era il comandante1 ne fecero parte
30 W. Witos nacque a Wierzchoshnvice, piccola città della Galizia, nel 1874, da povera famiglia contadina. Poté freguentare solo per quattro anni la scuola, ma la mancanza di un.a valida istruzione scolastica non gli impedì di studiare in seguito, tanto da diventare pubblicista. Cfr.: V. Perna, op. cit., pagg. 37. 31 Cfr. H. Wereszycki, Il periodo della rivoluzione e i prodrorni della guerra europea (1904-1914), cap. XX, pagg. 469-471, in A. Gieysztor, op. cit. 32 Esis teva anche la sinistra del PPS e il SDKPiL s u posizioni rivoluzionarie e internazionaliste.
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Kazimierz Sosnkowski, Marian Kukiel, Wladyslaw Sikorski33, che, dopo il 1918, divennero importanti uomini politici. Nel 1910 l'Unione, grazie ad un favorevole decreto austriaco, patrocinò la formazione di unità di fucilieri polacchi ("Organizzazioni dei Tiratori") in varie città della Galizia. 1.3. L'indipendenza della .Polonia. Lo scoppio della prima guerra mondiale fu l'occasione attesa da Pilsudski34 . Egli, il 6 agosto, a capo di alcune unità militari, formate da volontari delle Organizzazioni dei tiratori, entrò nella Polonia russa, con il permesso degli austraci, liberando la città di Kielce35 . Il 16 agosto 1914 si formò a Cracovia il Comitato Nazionale Supremo ("Naczelny komitet Narodowy" o NKN), in cui erano rappresentati tutti i partiti polacchi in territorio asburgico e le loro formazioni militari. Vennero anche create, sotto il rigido controllo delle autorità
33 Nacque il 20 maggio 1881 a Sadomierz in Galizia. Fu studente di ingegneria all'Università di Leopoli. Iniziò la sua attività politica militando nelle formazioni dei fucilieri galiziani, comandate da Pilsudski. Successivamente, quando Sikorski fu a capo del Dipartimento della Guerra del NKN (Comitato N azionale Supremo) , nacque tra i due un aspro contrasto politico, che aveva anche origini p ersonali. Sikorski fu per trenta anni un esponente di primo piano della II repubblica. Morì in un incidente aereo, in circostanze misteriose, il 4 luglio 1943. 34 Sulla Polonia nella prima guerra mondiale cfr.: V. Perna, op.cit., pagg. 45-71 (cap. II, "L'azione armata"); H. Wereszycki, La prima guerra mondiale e la ricostruzione dello stato polacco (1914-1918), cap. XXI, pagg. 474-493, in A. Gieysztor, op.cit.; S. Filasiewicz, La question polonaise pendant la guerre mondiale, Parigi 1920 e C. Capasso, La Polonia e la guerra mondiale, Roma 1927. L'azione di Pilsu.dski e le sue unità militari sul fronte orientale destarono l'interesse dei comandi italiani; ne è testimonianza la breve (di sole 15 pagine) ma interessante pubblicazione: Regio Esercito Italiano - Comando Supremo - Ufficio Operazioni (da adesso in poi R.E.I. - C.S. - Uff. Op.), Le legioni polacche - notizie sulla costituzione, sull'impiego e sullo scioglimento, Aprile 1918. Sulle operazioni su.l fronte orientale: A. Bollati (traduzione a cura di), La Guerra m.ondiale 1914-1918. Relazione dell'Archivio di Stato germanico, (vol. I: La liberazione della Prussia orientale; voll. IV e V: La campagna autunnale del 1914), Roma 1934, Ufficio Storico del Comando del Corpo di Stato Maggiore. 35 Cfr. R.E.I.- C.S. - Uff. Op., Le legioni polacche, op. cit., pagg. 1-2.
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austriache, le legioni polacche, formazioni militari formate da volontari, in cui confluirono anche le unità di Pi lsudski36. Comandante delle legioni fu nominato jJ generale Przaska-Durski. La prima legione (esse corrispondevano ad una brigata di fanteria) era comandata da Pilsudski, la seconda, invece, era comandata inizialmente dal generale Baszynski, in seguito il comando passò a Jòsef Haller, valente ufficiale vicino ai nazional-democratici37. Le legioni diedero ottima prova di sé: la prima coprì la ritirata dell'esercito austro-ungarico dalla Vistola verso Cracovia e partecipò alla controffensiva dell'inverno 1914-1915. La seconda, sotto il comando di Halle1~ combatté coraggiosamente sui Carpazi. Nel luglio 1915 fu creata la terza legione polacca, successivamente impiegata nelle operazioni intorno a Kovel. Il 23 gennaio 1916, sotto il comando del generale Puchalski, le tre legioni polacche vennero riunite e fu affidato ad esse un settore autonomo lungo la riva destra dello Stir (Volinia ). Qui, tenendo fermamen te le posizioni fino all'offensiva condotta dal generale Brusilov, nell'estate del 19161 si guadagnarono la stima dei comandi germanici38 . Tutte queste unità dipendevano dal Dipartimento di Guerra del NKN, diretto da Sikorski. Pilsudski, nell'autunno del 1914, costituì una forza militare indipendente l'Organizzazione militare polacca1 ("Polska Organizacja Wojskowa", o P.O.W.), con compiti di spionaggio39 . Dopo le iniziative austro-tedesche a favore della Polonia, il 14 agosto 1914, fu il momento della Russia. Il comandante in capo delle forze armate zariste, il granduca Nikolaj Nikolaevic, indirizzò un proclama al popolo polacco1 in cui si prometteva l'unificazione di tutte le loro terre sotto lo scettro dei Romanov e la concessione di un'ampia autonomia. Con lo sfondamento del fronte russo a Gorlice, avvenuto 36 Tutte queste forze formarono un gruppo esiguo in rapporto al grande numero di polacchi incorporati nei vari eserciti in guerra, numero che raggiunse la cifra di oltre 3.000.000 di uomini, dei quali 1.196.000 nell'esercito russo, 920.000 nell'esercito austroungarico e 780.000 nell'esercito germanico. Di questi combattenti oltre 400.000 caddero sui vai campi di battaglia ed oltre 1.000.000 .rimasero gravemente feriti. Cfr. Enciclopedia Militare, Milano 1933, vol. VI, pag. 195. 37 Cfr. H. Wereszycki, op. cit, pagg. 476-477, in A. Gieysztor, op. cit. 38 Sulle operazioni delle unità polacche cfr.: R.E.I.- C.S. - UH.Op., Le legioni polacche, op. cit., pagg. 3-6. 39 Cfr. V. Perna, op. cit., pag. 29.
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nel maggio 1915, gli imperi centrali conquistarono i territori polacchi in mano zarista. Il Regno fu diviso in due governatorati: il primo, con capitale Varsavia1 era sotto la diretta autorità germanica (governatore era il generale Beseler); il secondo, con capitale Lublino, era sotto il controllo asburgico. Le autorità militari austro-tedesche consideravano i territori occupati come terra di conquista, infatti prodotti alimentari, materie prime e macchinari industrial i furono sistematicamente trasferiti in Austria e soprattutto in Germ.a nia. Come contro partita fu lasciato ai polacchi un notevole margine di libertà, di cui usufruirono i vari partiti. Essi poterono uscire dalla clandestinità e partecipare direttamente alla vita politica. Le forze politiche polacche ebbero due atteggiamenti diversi di fronte agli occupanti: il primo gruppo, chiamato dei Passivisti, rifiutava di cooperare con gli austro-tedeschi; il secondo schieramento, quello degli Attivisti, invece, cercava di trarre vantaggio dall'occupazione straniera, sperando di ottenere delle concessioni per una maggiore autonomia dei territori polacchi. Il 5 novembre 1916 gli imperatori Guglielmo II e Francesco Giuseppe fecero una dichiara zione congiunta in cui promisero di creare uno Stato polacco indipendente, in forma di monarchia costituzionale ereditaria, senza però definirne i confini. L'imperatore d'Austria concesse, inoltre, una immediata piena autonomia alla Galizia. La manovra politica fu subito evidente dato che il governatore tedesco di Varsavia, con un proclama del 9 novembre, ammnciò il reclutamento di nuove unità polacche, inquadrate rigidamente sotto i comandi germanici. Gli Imperi centrali volevano dai polacchi solo un contribu to di sangue. Il 6 dicembre, per volontà austro-germanica, fu istituito un Consiglio Provvisorio di Stato, formato da venticinque m.embri, tra cui Pilsudski. Il Consiglio si insediò a Varsavia il 14 gennaio 191740 . La dichiarazione congiunta clei due Imperatori fu, sicuramente, una delle prime cause che por tò al cambiamento generale delle varie posizioni politiche tenute, fino a!Jora, dalle grandi potenze sulla questione polacca.
°Cfr. H. Wereszycki, op. cit., pagg. 480-481, in A. Gieysztor, op. cit.
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Il 25 dicembre 1916 lo Zar indirizzò un ordinanza alle forze armate, in cui si auspicava la ricostituzione della Polonia, riunificando le tre aree di spartizione. Il presidente degli Stati Uniti d'America Wilson, in un messaggio al Senato del 22 gem1aio 1917, parlò della ricostruzione di una Polonia libera con accesso al mare. Con la caduta del regime zarista, nel febbraio 1917, e la lenta disgregazione della Duplice monarchia, la Germania era l'unica potenza di spartizione rimasta sul campo che avrebbe poh1to opporsi alla ricostruzione della Polonia. Questa situazione rafforzò gli Attivi sti di tendenze politiche conservatrici e favorevoli a una stretta collaborazione con l'impero germanico. La Sinistra polacca, al contrario, si distaccò dalla politica collaborazionista; orn:,ai per tutti i gruppi progressisti il principale nemico era rappresenta to proprio dall'alto comando tedesco. Frattanto continuavano i riconoscimen ti internazionali. Il 28 marzo 1917 il Soviet degli operai e dei soldati di Pietrogrado aveva lanciato un appello alla nazione polacca, in difesa della sua indipendenza. Dello stesso av viso era stato il Governo Provvisorio Russo che aveva espresso ufficialmente la volontà di creare uno Sta to polacco libero e alleato militarmente all'Intesa. Anche la Francia si mosse a favore della causa polacca: il 5 giugno 1917 il presidente francese Poincaré decise di costi tuire un contingente militare polacco in Francia41 . Nella Polonia occupata dagli Imperi centrali, come abbiamo visto, la collaborazione tra la maggior parte dei rappresentanti polacchi e le autorità tedesche era arriva ta ad un punto morto. Dopo il rifiuto delle legioni di giurare obbedienza al comando germanico, il generale Beseler, il 12 luglio 1917, fece internare tutti i militari polacchi ribelli e arrestare Pilsudski, che fu rinchiuso a Madburgo. I legionari alle dipendenze austro-ungariche ebbero una sorte migliore1 una parte di questi fu incorporata direttamente nell'esercito asburgico, un'altra parte ricostituì la seconda legione, in Galizia42 . Nel settembre 1917 le autorità germaniche costituirono a Varsavia un Consiglio di Reggenza per governare la Polonia fino alla nomina di un re. Il Consiglio era composto da personalità
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Cfr. V. Perm1, op. cit., pagg. 52-54. Cfr. R.E.I.-C.S.-Uff.Op., Le legioni polacche, op. cit., pagg. 8-14.
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polacche assolutamente filo-tedesche e conservatrici43. Nell'estate del 1918, con il fallimento dell'ultima offensiva tedesca sul fronte occidentale, era ormai evidente che la Germania, benché padrona dell'Europa orientale con ]a pace di Brest-Litovsk44, era ormai stremata e avrebbe dovuto presto accettare la resa incondizionata. Il destino della Polonia dipendeva ora dalla volontà delle potenze dell'Intesa. L'S gennaio 1918 il presidente americano Wilson enunciò, nei famosi quattordici punti, le condizioni per una pace generale45. 11 tredicesimo punto riguardava la ricostruzione di una Polonia indipendente, che avrebbe dovuto "estendersi sui territori abitati da popolazioni indiscutibilmente polacche" e avrebbe dovuto possedere "un libero (. ..) accesso al mare". Il 3 giugno 1918 i governi di Gran Bretagna, Francia e Italia si dichiararono a favore della restaurazione di uno Stato polacco sovrano46• Il 29 agosto infine il governo sovietico, uscito dalla guerra
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Il Consiglio era composto dall'arcivescovo di Varsavia Kakowskt il principe Z. Lubomirski e J. Osh·owski . 44 Con l'avvento al potere dei Bolscevichi, la nuova Russia sovietica decise di concludere la pace con la Germania. Le trattative cominciarono alla fine del 1917 e si conclusero, come è noto, con la firma del trattato di BrestLitovsk1 il 3 marzo 1918. I tedeschi, durante le trattative, vollero escludere ogni riferimento al problema polacco. Non a caso il primo ministro, nominato dal Consiglio di Reggenza di Varsavia, Jan Kucharzewski, non fu ammesso al tavolo della pace e la Germania1 avendo compreso che la nascita di uno Stato polacco era un processo irreversibile1 cercò di assicurarsi in funzione antipolacca delle nuove alleanze con le entità nazionali sorte ad Est. Alla fine del 1917 si costituì, sotto il protettorato tedesco, uno Stato indipendente lituano con capitale Vilna. Il 29 febbraio 1918 fu concluso un trattato di pace separato tra il Consiglio centrale ucraino e gli imperi centrali in cui venivano concessi all' Ucraina il distretto di Chelm, parte della Podlachia e si fecero future concessioni sulla Galizia orientale. 45 Cfr. R.S. Baker, Woodrow Wilson and World Settlement, 3 voll., Londra 1923 e anche C. Seymour, The intimate Papers of Colonel House, arranged as a narrative, 4-voll., Londra 1928. II colonello House fu uno dei principali collaboratori di Wilson. 46 "La ricostruzione della Polonia, unificata e indipendente, con accesso al mare, costituisce una delle condizioni per la pace stabile e per la realizzazione della giustizia in Europa", in K.W. Kumaniecki, Odbudowa pànstowowosci polskjei. Naiwazniejsze dokumenty 1912-1924 (La ricostruzione dello Stato polacco. Documenti principali 1912-1924), Varsavia 1924, pag. 13. Cfr. anche E. Benes, Souvenirs de guerre, Parigi 1929, vol. II, pag. 390.
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con la Pace di Brest-Litovsk, abrogò, unilateralmente, tutti i vecchi tratta ti di spartizione. Dall'atteggiamento favorevole dell'Intesa trasse vantaggio il Comitato Nazionale Polacco, che aveva avuto sempre una posizione decisamente anti-tedesca. Il Comitato, presieduto da Dmowski, che dal 1.91.5 si era trasferito in occidente, rappresentava le posizioni dei nazional -dem.ocra tici e svolgeva un'attiva propaganda tra le Potenze dell'Intesa. Fondato a Losanna, il Comitato si trasferì a Parigi nell'agosto del 1917 e fu riconosciuto dai governi alleati com.e organismo ufficiale di rappresentanza politica della Polonia. Tra i suoi componenti si distinse Ignacy Paderewski, pianista di fama internazionale1 che aveva trascorso gli anni della guerra negli Stati Uniti, propagandando la causa polacca tra i vari circoli governativi47. Di fronte alla disfatta militare e alla disgregazione dell'impero Carlo I d' Asburgo tentò, con il proclama dell'ottobre 1918, di trasformare la Duplice monarchia in uno Stato federale, formato da tu tti i popoli soggetti all'Austria-Ungheria e da una Polonia risorta e territorialmente integra. La proposta era ormai tardiva; il 15 ottobre 1918 i deputati polacchi dichiararono all'imperatore di non considerarsi più suoi sudditi e il 29 venne istituita a Cracovia una Commissione polacca di liquidazione, assolutamente indipendente dall' Austria1 che assunse il governo dell'intera Galizia. Il 5 novembre, inoltre, i rappresentanti polacchi si accordarono con quelli cecoslovacchi per la ripartizione del territorio della Slesia di Cieszyn, su basi etniche48 . Il 7 novembre, infine, si formò a Lublino un governo provvisorio della Repubblica polacca, guidato da Daszynski1 leader socialista. Ne rimasero fuori le formazioni di destra e moderate, tra cui il gruppo di Witos1 poiché il programma governativo era decisamente avanzato dal punto d i vista sociale49 . Il governo durò solo cinque giorni ma ebbe delle conseguenze immediate sulla situazione politica dei territori polacchi sotto la giurisdizione germanica.
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Cfr. V. Perna, op. cit., pagg. 59-60. In realtà Masaryk, presidente del Consiglio Nazionale Ceco, il 28 settembre si era accordato segretamente con i francesi per ottenere il riconosci mento della futura completa annessione della Slesia di Cieszyn . '19 Sull'argomento cfr.: A. Garlicki, La Seconda Repubblica: speranze e realizzazioni, pag. 140, in M. Herling, "Polonia rest:itut:a" op. cit. 48
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Qui il Consiglio di Reggenza1 sciolto il Consiglio di Stato, decise di costituire un governo di solidarietĂ nazionale a cui dovevano partecipare tutti i partiti. Il PPS e le altre formazionj di sinistra si rifiutarono di collaborare, i nazional-democra tici invece aderirono alla proposta, formando, il 23 ottobre, un governo di destra, presieduto da J. Swiezynski. Ma anche questo governo, come diretta emanazione de] fi logermanico Consiglio di reggenza, era screditato agli occhi della popolazione. Lo stesso Consiglio, dopo lo scoppio della rivoluzione in Germania, il 14 novembre si autodimise passando tutti i poteri a Pilsudski, rientrato a Varsavia. Egli fu nominato comandante in capo delle forze armate polacche, inoltre poteva contare sulla sua Organizzazione mili tare segreta. I] 18 novembre 1918 Jedrzej Moraczewski, leader socialista moderato, fu nominato presidente del Consiglio e il 22 novembre Pilsudski fu eletto capo provvisorio dello Stato, con la competenza di approvare tutti gli atti con forza di legge, emessi dal governo, fino alla convocazione della Dieta (Sejm) nazionale50 . La Polonia era finalmente risorta51 .
.1..4. Il nuovo Stato polacco (1919-1923).
Nel novembre 1918 la sovranitĂ del nuovo Sta to non si estendeva ancora su tutto il territorio della nazione polacca, inoltre, con l'armistizio dell'll novem.bre1 gli alleati non avevano imposto ai tedeschi il ritiro dai territori conquistati nell'Europa orientale52 . Per la Francia e l'Inghilterra ]e unitĂ gerso Cfr. V. Perna, op. cit., pagg. 61-63. 51 Per una diretta testimonianza, dr.: J. Dobraczynski, Clima politico e indipendenza polacca: iinpressioni di un testimone, in M. L-:lerling, "Polonia restituta" op. cit. 52 Cfr. H. Wereszycki, La demarcazione delle frontiere e la promulgazione della costituzione (1918-1921), cap. XXII, pagg. 497-509, in A. Giesztor, op. cit. Per una testimonianza dell'epoca sulla situazione polacca nel 1918-1919, si veda la relazione della Sezione militare della Delegazione ita liana alla Conferenza della pace - Sezione italiana del Consiglio Supremo di Guerra: Notizie militari-politiche sulla Polonia-20 giugno 19.19, conservata presso L'archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore Esercito (da adesso in poi A.U.S.S.M.B.), Raccolta dei diari s torici de[la prima guerra mondiale (81), Allegati al diario del Comitato militare alleato di Versailles - Sezione italiana, dal 1 al 30 giugno 1919 (vol. 4, le., 154/ A, n. 10).
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maniche, dislocate ad Est, rappresentavano un sicuro baluardo contro la rivoluzione bolscevica. Pilsudski si accordò con le truppe tedesche in ritirata, affinché non attraversassero ]a Polonia. Successivamente il governo Moraczewski ruppe ufficialmente le relazioni diplomatiche con la Germania e allacciò rapporti più stretti con le potenze occidentali. Anche il Comitato nazionale polacco, che ancora si trovava a Parigi e aveva tutta la fiducia della Francia e dell'Inghilterra, accettò di trattare con il governo di Varsavia. Il Comitato inviò in Polonia il professore Stanislaw Grabski53, leader nazional-democratico, che si accordò solamente per l'inserimento nello stesso Comitato di alcuni delegati del governo di Varsavia. Il progetto di costituire un governo di coalizione non ebbe seguito e a quel punto la Destra, il 4 gen.naio 1919, tentò un colpo di Stato contro il governo socialista, che fallì sul nascere. Il fatto comunque non ebbe gravi conseguenze per i nazionaldemocratici. Il gabinetto Moraczewski si trovò anche ad affrontare una difficile situazione sociale. Nel novembre del 1918 fu fondato il Partito dei lavoratori comunisti di Polonia, di tendenza filobolscevica. Il nuovo partito ebbe un certo seguito tra il proletariato di Varsavia, Lodz e soprattutto del bacino di Dabrowa, dove si formarono alcuni consigli di delegati operai e si armò una guardia rossa. Il governo Moraczewski fece intervenire l'esercito contro gli operai e espulse la Croce rossa sovietica dalla Polonia54, ma nello stesso tempo, con una serie di decreti, istituì un sistema di assicurazione sociale per i lavoratori, stabilì la giornata lavorativa ad otto ore giornaliere e concesse il diritto di voto anche alle donne. La Polonia divenne dal punto di vista della legislazione sociale uno degli stati europei più avanzati. Poco dopo il fallito colpo di Stato dei nazional-democratici, il governo Moraczewski, su richiesta dello stesso Pilsudski,
53 Nacque a Bòrow il 7 luglio 1874, fu deputato nelle Duma nel 1905 e nel 1915. Inizialmente socialista passò nelle file della Nazionaldemocrazia. Dal gennaio 1919 fu eletto deputato alla Dieta. Fu anche ministro delle finanze varie volte e capo del governo per ben due volte. 54 Quattro dei cinque membri della missione della Croce Rossa sovietica furono misteriosamente assassinati prima di raggiungere la frontiera russa. Cfr. E. Carr, La rivoluzione bolscevica 1917-1923, Torino 1964, pag. 904.
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diede le dimissioni e si formò un nuovo gabinetto di coalizione, presieduto da Paderewski, rappresentante del Comitato nazionale polacco di Parigi. Il nuovo ministero, entrato in carica il 16 gennaio 1919, era composto da quindici membri tecnici, appartenenti a tutti i partiti e a tutte e tre le regioni in cui la Polonia era stata smembrata. Il governo, inoltre, ebbe il pieno appoggio delle potenze occidentali, dello stesso Comitato di Parigi, che lo .riconobbe come unico rappresentante della Polonia, e dei ceti abbienti polacchi, che temevano, per i suoi possibili provvedimenti in materia economico-sociale, il precedente governo socialista, in verità assai moderato. Il 29 gennaio 1919 si tennero le elezioni generali, a suffragio universale, per l'assemblea (Sejm) costituente. Le votazioni non furono tenute in tutto il territorio polacco perché alcune regioni erano in stato di guerra, come la Galizia orientale, la Prussia e la Slesia di Cieszyn, dove era scoppiato un conflitto tra polacchi e cecoslovacchi. Le popolazioni di queste regioni inviarono alla dieta i precedenti deputati, eletti nel parlamento austriaco, per la Galizia, e nel parlamento tedesco, per la Prussia occidentale, prima della guerra55. Nella Posnania (Prussia occidentale polacca) la situazione era particolarmente tesa fin dal novembre 1918. Qui, con l'abdicazione del Kaiser, si erano costituiti numerosi consigli di soldati e operai con tendenze socialiste. Si formarono anche dei consigli del popolo, esclusivamente polacchi, di indirizzo nazionalista. Il 18 novembre i deputati polacchi al parlamento germanico crearono il Consiglio Popolare Supremo, che indisse le elezioni dei delegati alla Dieta della Polonia tedesca, convocata il 3 dicembre. Il 29 dicembre 1918, in occasione dell'arrivo di Paderewski, la popolazione polacca di Posen, a causa dell'atteggiamento provocatorio tenuto nei suoi confronti dalla guarnigione tedesca locale, insorse, conquistando la città. Successivamente, con l'arrivo dei rinforzi da Varsavia, tutta la Posnania cadde in mano polacca. Ne nacque un conflitto armato con combattimenti violenti soprattutto a Posen e Netze. Gli alleati invitarono i contendenti a sospendere le ostilità e
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Cfr. V. Perna, op. cit., pagg. 64-67.
il 16 febbraio 1919 stabilirono una linea di demarcazione tra due zone, una tedesca e l'altra polacca. Per controllare che la linea di demarcazione fosse rispettata da ambo le parti fu inviata a Posen una Sottocommissione, dipendente dalla Commissione interalleata per la Polonia, con sede a Varsavia56 . Anche nella Galizia orientale la situazione era piuttosto grave57. Con il ritiro delle unità germaniche agli inizi del novembre 1918 e la proclamazione della Repubblica indipendente, le truppe rutene, approfittando dell'assenza di unità polacche, invasero la Galizia orientale e occuparono Leopoli, città decisamente polacca. La popolazione cittadina si ribellò e il 20 novembre cacciò gli invasori ruteni. Gli alleati nel gennaio 1919 inviarono una commissione per stabilire una linea di demarcazione tra i due belligeranti. Il 2 aprile 1919 fu creata anche una commissione speciale per concludere un armistizio tra Ucraina e Polonia, che però non venne accettato da quest'ultima. Nel maggio le truppe polacche del generale Haller, dopo una furiosa controffensiva, avevano riconquistato la maggior parte dei territori galiziani58 . Le elezioni politi che di fine gennaio diedero una schiacciante vittoria alle formazioni moderate e segnarono la fine di possibili coalizioni di Sinistra: la Destra, infatti, costituita dal Partito Nazional-democratico, da quello Nazional-cristiano e dal Conservatore galiziano ebbe il 25% dei voti; il Centro, composto dal Partito contadino Piast e dalla Lega popolare, il 40%; la Sinistra, formata dal PPS e dal Partito contadino Emancipazione
56 Cfr. Delegazione italiana per la pace - Sezione militare, Notizie militaripolitiche sulla Polonia op. cit., pagg. 11, 14-15. 57 La parte di Galizia contesa (identificabile con la regione storica della Rutenia rossa compresa tra i Carpazi a sud, i fiumi San e Zbruch ad oriente e con Leopoli come capitale) aveva una popolazione di circa 5.870.000 abitanti; di questi 3.200.000 erano Ruteni (Ucraini), 2.600.000 polacchi, 70.000 tedeschi e magiari. La popolazione rutena, di religione uniate (cioè gli ortodossi riunitisi nel 1595 alla Chiesa cattolico-romana), era formata dalle popolazioni contadine delle campagne, i polacchi erano la maggioranza nelle città, insieme agli ebrei, e avevano sempre avuto fin dal periodo asburgico la direzione amministrativa della regione. Anche i numerosi latifondi erano proprietà di una potente aristocrazia di origine polacca. 58 Cfr. V. Perna, op. cit., pagg. 79-80 e Delegazione italiana per la pace Sezione militare, Notizie ..., op. cit., pagg. 15-17.
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(anche denominato Liberazione), il 25%39 . In questa situazione il Centro, con il Partito Piast guidato da Witos, divenne ]' ago della bilancia per la formazione di qualsiasi governo. Il 14 febbraio 1919 si riunì la Dieta costituente, che elesse come suo presidente (maresciallo d el Sejm) Wojciech Trampczynski. Il 20 febbraio il Sejm approvò la cosiddetta Piccola costituzione per la nuova Repubblica polacca. Il decreto costituzionale di febbraio istituiva una repubblica democratica di tipo parlamentare: la Dieta era l'autorità sovrana e legislativa della nazione, il capo dello Stato rappresentava il paese ed era l'esecutore supremo delle decisioni della Dieta negli affari civili e militari, inoltre doveva designare il governo su lla base di un accordo con la Dieta stessa. Sia Pilsudski che Paderewski furono riconfermati nelle loro cariche, rispettivamente il primo come capo dello Stato e il secondo come capo del nuovo governo uscito dalle elezioni di gennaio, .formalmente apartitico ma sostanzialmente di Destra. Il principale compito del nuovo governo era di redigere una carta costituzionale definitiva, ma la difficilissima situazione militare alla frontiera occidentale, con continui scontri con i tedeschi, e alla frontiera orientale, con una vera e propria guerra contro la Russia bolscevica, la crisi economica e tutti i problemi relativi alla ricostruzione dell'apparato industriale, quasi totalmente distrutto durante la guerra, fecero sì che i lavori per la s tesura della nuova costituzione si protrassero fino al 1921. Anche la questione agraria fu un problema pressante per il Gabinetto Paderewski. La Polonia era un paese dove più del 60% della popolazione era occupata nell'agricoltura. Inoltre esisteva un notevole squilibrio nel possesso della proprietà terriera: da una parte c'erano molti contadini e poca terra, dall'altra molta terra di pochi latifondisti. La maggior parte di questi latifondi si estendevano nei territori orientali dello Stato. I beni demaniali ricoprivano circa tre milioni e trecentorriila ettari, ma erano costituiti essenzialmente da foreste. Le proprietà della Chiesa cattolica erano invece di circa duecento trentamila ettari.
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Cfr. V. Perna, op. cit., pagg. 67-68. L'Estrema sinistra, formata essenzialmente dai comunisti filobolscevichi, non prese parte alle elezioni politiche.
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Gli interessi dei contadini erano rappresentati principalmente dal Partito popolare polacco Piast, il partito dei contadini agiati e dai partiti popolari Sinistra e Emancipazione, che facevano riferimento ai piccoli proprietari e ai salariati agricoli. Tutti i partiti contadini volevano la riforma agraria, ma con connotazioni assai diverse1 a seconda dei ceti sociali che rappresentavano: il Piast era su posizioni moderate al contrario degli altri due che erano per una riforma radicale. II 10 luglio 1919 il Sejm approvò i "principi della riform.a agraria" che1 pur non avendo un carattere radicale, avrebbero contribuito a modificare la struttura agraria della Po]onia1 ridimensionando il peso economico-sociale dei grandi latifondisti. Questi infatti ostacolarono con ogni mezzo l'attuazione dei "principi". Il 22 luglio fu approvata la legge per l'istituzione d i un Ufficio agrario centrale, relativo all'attuazione della riforma 60 . Il governo Paderewski riscosse un indubbio successo in politica estera. Il 23 giugno 1919 fu firmato il trattato di Versailles in cui venivano definitivamente riconosciute le frontiere occidentali della Polonia. Non tutte le richieste della giovane Repubblica ebbero accoglienza. La Gran Bretagna non volle indebolire troppo la Germania, che nei suoi piani, era utile come contrappeso europeo alla Francia e sicuro baluardo contro la Russia Sovietica. L'Alta Slesia, la Masuria e la Warmia (queste ultime due erano territori di confine della Prussia) non vennero assegnati a nessuno dei due contendenti. Si rimise la decisione alla volontà delle popolazioni locali, che avrebbero deciso con un plebiscito popolare se appartenere alla Germania o alla Polonia. Danzica fu considerata come una città libera1 sotto il controllo della Società delle Nazioni, legata alla Polonia da un'unione doganale. La Polonia ebbe la Posnania e parte della Pomerelia, con accesso al mare grazie ad un tratto di costa lungo settanta chilometri. Le potenze vincitrici imposero allo Stato polacco il trattato relativo alla protezione delle minoranze nazionali, che, costituite da tedeschi, ucraini, bielorussi, lituani e ebrei, erano piut-
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6 Cfr. M. Ca rbone, La questione agraria in Polonia 1918-1939, Roma 1976, pagg. 28-62.
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tosto consistenti61 . A queste, quindi, venivano garantiti la difesa dei diritti con un trattato internazionale, senza che uguale garanzia fosse prevista per la numerosa comunità polacca, che viveva in Prussia. Oltre ai territori dell'ex Impero germanico avuti con il trattato di pace, ve ne erano altri, rivendicati dalla Polonia, che erano appartenuti all'Austria-Ungheria: il territorio di Cieszyn, conteso alla Cecoslovacchia e la Galizia orientale. Per il primo il Supremo Consiglio Interalleato decise, nel settembre 1919, che la questione sarebbe stata risolta con un plebiscito popolare, indetto tra le popolazioni locali, chiamate a pronunciarsi sulla possibilità di appartenere alla Polonia o alla Cecoslovacchia. Per la Galizia lo stesso Consiglio concesse l'annessione di quel territorio per venticinque anni, allo scadere dei quali si sarebbe indetto un altro plebiscito62 . Le frontiere della nuova Repubblica polacca erano ormai stabilite, ma rimaneva l'incognita orientale, il nuovo Stato confinava con la Russia sovietica. In politica interna il 19 dicembre 1919, mancando l'appoggio del partito contadino Piast, il governo Paderewski diede le dimissioni e fu sostituito da un governo di centro, guidato da Leopold Skulski63 • Il nuovo gabinetto dimostrò scarsa efficienza e dopo sei mesi cadde anche a causa della grave situazione militare dell'estate del 1920. Per iniziativa di Pilsudski le truppe polacche occuparono Vilna nell'aprile del 1919i entrate in contatto con l'Armata rossa ne nacque un conflitto, che presto si estese per tutto il confine polacco-sovietico64• Inizialmente l'esercito polacco ebbe la
61 Cfr. A. Garlicki, op. cit., pagg. 138-139, "La II Repubblica veniva definendosi come uno stato dalle numerose minoranze nazionali. Territorialmente occupava circa 389 chilometri quadrati, fatto che la poneva al sesto posto tra gli Stati d'Europa (dopo URSS, Germa nia, Francia, Spagna e Svezia), con una popolazione che assommava nel 1921 a circa 27 milioni di abitanti. Di questi il 67% era rappresentato da polacchi, il 14% circa da ucraini, 1'8,5% da ebrei, il 3,5% circa da bielorussi e il 2,3% da tedeschi". 62 Cfr. H. Wereszycki, op. cit., cap. XXII, pag. 503. 63 Era un ingegnere di 42 anni, proveniente da Lòdz. Cfr. V. Perna, op. cit., pagg. 119-120. 64 Sulla Guerra russo-polacca del 1920 cfr.: C. Smogorzewski, La guerre polono-soviétique d'après les livres des chefs polonais1 Parigi 1928 e la relativa
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meglio e conquistò numerosi territori della Bielorussia e dell'Ucraina fino ai fiumi della Beresina e Sluc. Le operazioni terminarono dopo un armistizio segreto con i sovietici. Riguardo all'annessione dei territori orientali, in Polonia vi erano due posizioni. La prima, rappresentata da Pilsudski, si basava sulla creazione di una serie di Stati ad Est della Polonia (Lituania, Bielorussia e Ucraina), legati ad essa in un'unione federale che avrebbe dovuto isolare la Russia bolscevica65 • La seconda, rappresentata dai Nazional-democratici, voleva una semplice annessione territoriale. Pilsudskt per attuare il suo progetto, si alleò con l'atamano ucraino Petliura66, con l'intenzione di creare un'Ucraina indipendente ma strettamente alleata alla Polonia. L'8 maggio 1920 l' esercito polacco, sotto il comando dello stesso Pilsudsk( conquistò la città Kiev. Il 18 maggio l'Armata rossa dette inizio ad una controffensiva sul lato Nord del fronte, lungo la Beresina, che costrinse ad un immediato ripiegamento le truppe polacche. In breve le truppe rosse a Nord, comandate da Tuchacevskij, conquistata Vilna (15 luglio) e Brest (2 agosto) arrivarono a pochi chilometri da Varsavia, mentre l'Armata a cavallo di Budenny, da Sud, avanzava fino a Leopoli. Il governo Skulskt come abbiamo detto, diede le dimissioni e venne formato un nuovo governo extra parlamentare di
recensione di P. Fieri (La guerra polacco-sovietica, in «Nuova Rivista storica», 1929, pagg. 321-322); N . Davies, v\Thite eagle, Red star. The polish-soviet war, 1919-1920, Londra 1972; dr. W.l-:l. Chamberlin, Storia della rivoluzione russa, Torino 1941, vol. ll, pagg. 397-432; W. B. Lincoln, 1 Bianchi e i Rossi - Storia della guerra civile russa, Milano 1991, cap. XX, "Dateci Varsavia", pagg. 348375. Come testimonianza dell'epoca dr. L Sikorski, La campagne polono-russe de 1920, Parigi 1920. 65 Era la cosiddetta "Idea Jagellonica", che si ispirava all'Unione polacco-lituana della prima età moderna, in cui i polacchi dominavano un territorio dal Baltico al Mar Nero. Cfr. V. Perna, op. cit., pagg. 73-78. 66 Semen Petliura (1879-1926) partecipò da giovane al movimento nazionalis ta ucraino. 21 novembre 1917, con la proclamazione dell' indipendenza dell'Ucraina, divenne ministro della Guerra e comandante in capo dell'Esercito. Dopo la pace di Brest-Litowsk fu imprigionato dai tedeschi. Liberato nel novembre 191.8 e divenuto capo dello Stato, combatté sia contro i Rossi che contro i Bianchi. Alleato dei polacchi nella guerra del 1920 contro la Russia, dopo la pace di Riga e la relativa spartizione dell'Ucraina, fu costretto ad emigrare a Parigi, dove fu assassinato nel 1926.
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tecnici, guidato da Grabski. Fu creato anche un Consiglio di Difesa dello Stato, con ampie prerogative; fu arruolato un esercito volontario e fu approvata una legge di riforma agraria a favore dei contadini67. Alla conferenza di Spa (in Belgio) Francia e Gran Bretagna promisero appoggio alla Polonia ma questa si doveva impegnare a rispettare tutte le decisioni del Consiglio Supremo Interalleato e accettare per i confini orientali la cosid detta linea Curzon (passante lungo il fiume Bug), proposta nel dicembre 1919 da lord Curzon, segretario agli Esteri inglese. La Francia inviò numerosi aiuti e una m.issione militare, comandata dal generale Weygand . I sovietici non accettarono la mediazione dell'Inghilterra, che si era proposta come intermediaria per le tra ttative di pace e proposero di trattare direttamente con la Polonia. Di fron te a questa situazione Grabski d iede le dimissioni e fu creato un governo di salvezza nazionale, guidato da Witos, a cui partecipò anche il. PPS. Una delegazione polacca fu inviata a Minsk per trattare la pace con i sovietici, che intanto il 2 agosto avevano appoggiato la creazione di un governo bolscevico polacco a Bialystok. Il 14 agosto, con l'Armata rossa alle porte di Varsavia, Pilsudski lanciò un grande offensiva che investì i bolscevichi al centro del fronte sul fiume Wieprz e che costrinse Tuchacevskij ad una p recipitosa ritirata. Anche Budenny veniva sconfitto presso Hrubieszòw68 . Il 21 settembre 1920 furono riprese le trattative, spostando la sede a Riga. La delega zione polacca era guidata dal ministro degli Esteri Jan. Dabski, quella sovietica dal diplomatico ]offe. L'armistizio fu firmato il J 2 ottobre e ratificato i] 2 novembre 1920. Il trattato finale di pace fu sottoscritto a Riga il 18 marzo 1921: la Polonia, ch e si era attestata vittoriosamente sul Niemen1 acquistò una ampia fascia territoria le ad oriente, abitata da bielorussi e ucraini. Il 9 ottobre 1920 le truppe polacche, comandate dal generale Zeligowski1 fin gendo un'iniziativa personale, occuparono
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Cfr. M. Carbone, op. cit., pagg. 62-74. Cfr. J.F.C. Fuller, Le battaglie decisive del mondo occidentale e la loro influenza sulla Sl:oria, Roma 1988, vol. III, cap. IX, pagg. 330-353. 68
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Vilna e tutta la Lituania centra le1 che nel 1922 fu annessa definitivamente alla Polonia69 . Nel luglio 1920, durante i difficili momenti della ritirata dell'esercito polacco di fronte all'incalzare dell'Armata rossa, si tennero i plebisciti in Warmia e Masuria, che diedero una schiacciante v ittoria alla Germania (92% in Warmia e 97,5% in Masuria). 11 28 luglio, inoltre, la Conferenza degli Ambasciatori, con w1. arbitrato internazionale, tracciò il confine tra la Polonia e la Cecoslovacchia, nella zona di Cieszyn, privilegiando indubbiamente quest'ultima. Il 20 marzo 1921 si tenne il plebiscito in Alta Slesia sotto il controllo della Gran Bretagna, della Francia e dell'Italia, che inviarono appositamente dei contingenti militari con compiti di polizia internazionale. La regione era ricchissima di carbone ed era una delle zone più industrializzate d'Europa70. Il plebiscito diede risultati favorevoli alla Germania (716.046 voti per i tedeschi, 471.406 per i polacchi) e la popolazione polacca, temendo una decisione sfavorevole delle potenze dell'Intesa, insorse contro i tedeschi, assumendo, dopo durissimi scontri1 il controllo della zona industriale slesiana71 . Dopo l'intervento alleato si raggiunse un armistizio tra i due contendenti e la questione fu rimessa alla Società delle Nazioni. Questa, tenendo conto dei risultati plebiscitari, assegnò, con un arbitrato internazionale1 la zona sudorientale alla Polonia e quella nordoccidentale alla Germa1ùa. La decisione fu fatta propria dalla Conferenza degli Ambasciatori e resa esecutiva il 21 ottobre 1921. Con la pace di Riga e l'arbitrato internazionale relativo al.I' Alta Slesia, il nuovo Stato polacco vedeva finalmente definiti i suoi confini orientali e occidentali fino al 1939. 69 A Vilna città natale di Pilsudski, e nel territorio circostante viveva 1 una numerosa popolazione polacca. L'occupazione, voluta segretamente dallo stesso Pilsudski, rientrava nel suo grande progetto politico di ricostruire l'antica unione polacco-lituana, creando uno Stato federale con capitale, appunto, Vilna. 70 L'Alta Slesia era stata ceduta dal regno di Polonia nel 1335 alla Boemia e da questa ali' Austria. Era divenuta prussiana grazie alla politica di Federico IL 71 Wojciech Korfanty, uomo politico polacco di tendenza nazionalista, nato a Katowice in Slesia nel 1873, fu uno dei principali organizzatori del1' insurrezione.
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Il 1921 fu un aimo mol to importante per la vita politica della giovane Repubblica polacca. Il 17 marzo il Sejm promulgò la costituzione definitiva dello Stato. Essa era sta ta redatta basandosi sul modello francese e sostanzialmente riconfermava i principi ispiratori della Piccola costituzione del 20 febbraio 1919. Il nuovo Stato polacco era una repubblica democratica di tipo parlamentare. Il presidente della Repubblica era il capo dello Sta to e nom inava il governo, ma non era piÚ capo delle forze armate in tempo di guerra. Il parlamento era composto da due camere: j] Sejm e il Senato, che non aveva l'iniziativa in campo legisla tivo, poteva solo porre un veto della durata di soli sessanta giorni alle proposte del Sejm. Il governo era responsabile di fronte al parlamento. Stabiliti i confini della nazione e promulgata la costituzione, la Seconda Repubblica dovette affrontare anche una difficilissima situazione economica. La grande guerra, infatti, aveva causato dei danni gravissimi all'economia polacca. Le operazioni militari condotte sul suo territorio e soprattutto la politica d i spietata rapina, perpetrata dalle potenze occupanti (Germania e Austria-Ungheria) avevano quasi distrutto l'app arato industriale e severamente danneggiato l'agricoltura. Inottre vennero imputati alla Polonia numerosi d ebiti ereditati dalle potenze di spartizione, senza alcuna garanzia internazionale sul pagamen to dei debiti che a sua v olta la Germania aveva1 per ragioni b elliche1 verso la Polonia. Questa infine doveva anche saldare le spese p er il mantenimento delle truppe polacch e in Francia e del materiale mili tare, fornito d all'Intesa. Tutti questi debiti gravarono sul bilancio della nazione fino al 1939. La soluzione adotta ta dai vari governi fu una politica inflazionistica1 durata fino al 1923, che gravò soprattutto sulle classi lavoratrici, aumentando le tensioni sociali ma anche permettendo una veloce ricostruzione d ell'apparato industriale, grazie ai bassi costi del lavoro72 . Nel settembre 1921 cadde il governo Witos e il capo d ello Sta to, il m aresciallo Pi lsusdski1 diede l'incarico di formare u n nuovo gabinetto al professore Antoni Ponikowski, direttore del
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Cfr. H. Wereszycki, cap. XXI, op. cit., pagg. 508-509.
Politecnico di Varsavia. Il nuovo govem.o aveva un cara ttere extraparlamentare e il suo premier intendeva portare avanti una gestione tecnica della cosa pubblica, lontano dagli schieramenti e le strategie di partito. Questo progetto non fu realizzabile, poiché le lotte parlamentari tra la Destra, rappresentata fondamentalm ente dai nazional-democratici, e le formazioni di Sinistra, che appoggiavano il maresciallo Pilsudski, allora capo dello Stato, erano continue e generarono una cronica instabilità politica. Nel marzo 1922 cadde il primo governo Ponikowski e poco dopo n e fu nominato un secondo, praticamente ugual e al primo, affinché la Polonia fosse degnamente rappresentata alla conferenza dì Genova. Anche il second o governo Ponikowski diede le dimissioni dopo pochi mesi e, alla fine di un durissimo braccio di ferro tra Pilsudski e i n azional-democraici, fu dato l'incarico di formare il nuovo gabinetto al professore Julian Nowak, rettore d ell'Università di Cracovia, che non era schierato politicamente. Il nuovo gabinetto entrò in carica nei primi giorni dell'agosto 1922 e l'incarico del Ministero degli affari esteri fu dato a Gabriel Narutowicz73 . Approvata n el Iuglio 1922 la legge elettorale, nel novembre si indissero le elezioni per il rinnovo del parlamento, ch e diedero dei risultati non previsti, poiché le minoranze nazionali riuscirono ad eleggere numerosi deputati. La più forte di queste era rappresentata dai deputati ebraici, poi dagli u craini e infine dai tedeschi. Le minoranze de tenevano nel complesso un quinto dei seggi. Il trenta per cento dei seggi venne assegnato al Centro, rappresentato soprattutto dal Partito Piast. La Destra ebbe il ventotto per cento dei seggi e la Sinistra soltanto il venti per cento. Con risultati de] genere il Centro era divenuto l'ago delle b ilan cia delle politica polacca: qualsiasi governo parlamentare di Destra o di Sinistra avrebbe avuto bisogno del sostegno dei deputati del Centro per poter governare. Presidente del Sejm fu eletto Maciej Ratay, de] Partito contadi-
73 Nato nel 1865 in Lituania, esercitava la professione di ingegnere e fu professore del politecnico di Zurigo. Rientralo in Polonia nel ·1920 aveva collabora to con il partito contadino di sinistrn Liberazio11e. Ebbe anche degli incarichi mi1ù steriali nel lungo governo Wilos. Era in ottin,.i rapporti con Pilsudski.
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no e presid ente d el senato il nazional-democratico Vojciech Trampczy nski. Le elezioni del nuovo capo dello Sta to videro una n etta contrapposizione tra Destra e Sinistra, che spaccò il paese. Fu eletto, grazie al voto delle minoranze nazionali, Narutowicz. La Destra reagì energicamente alla vittoria del candidato presidenziale d ella Sinistre, orchestrando una violentissima campagna di agitazione contro il nuovo presidente. Il 14 dicembre 1922 Narutowicz assunse la carica di Presidente della Repubblica, ma il 16 dicembre fu assassinato a colpi di rivoltella da un pittore: Niewiadomski. Il presidente del Sejm assunse ad interim la carica di capo d ello Stato e lo stesso giorno dell'attentato nominò il nuovo ministro, il generale Sikorski, allora capo di Stato Maggiore, che fu sostituito in tale incarico da Pilsudski. Anche W. Grabski fece parte del nuovo governo con l'incarico di ministro del tesoro. Il 20 dicembre fu eletto il nu ovo Presidente della Repu bblica ne.Il a persona di Stanislaw Wojciechowski, candidato delle Sinistre. Il governo Sikorski, appoggiato dalle Sinistre e dal Partito contadino, diede un'ottima prova di sé nei pochi mesi in cui fu in carica, ottenendo il riconoscimen to internazionale delle frontiere orientali della Polonia da parte della Conferenza degli Ambasciatori (23 marzo 1923) e cercando di controll are l'inflazione e il disavanzo pubblico. Il governo si dim ise il 26 m.aggio, quando il Partito Piast si accordò con la Destra, facend o mancare a qu esto una sufficiente maggioranza pa rlamentare74 . Il biennio 1921-22 fu un p eriodo denso di avvenimenti per la politica estera d elle Polonia. In quei due anni la giovane Repubblica polacca u scì dall'isolamento iniziale, creandosi un suo sistem a di alleanze. Ad Occid ente l'alleato più importante divenne la Repubblica francese. Pilsudski si recò a Parigi il 19 febbraio 1921 per stringere un'alleanza franco-polacca. Il 22 febbraio il trattato fu integrato da una convenzione militare in cui la Francia si impegnava ad aiutare la Polonia in caso di un attacco tedesco o sovietico. Gli accordi polacco-francesi compresero anche alcuni accordi commerciali poco favorevoli alla Polonia.
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Cfr. V. Pcrna, op. cil., pagg. 117-'lSO.
Ad Oriente Io Stato polacco stipulò il 3 marzo 1921 una convenzione militare in funzione antisovietica con la Romania e furono avviate trattative con l'Estonia, la Lettonia e la Finlandia che non approdarono ad alcun risulta to reale. Con la Germania e l'Unione sovietica i rapporti rimasero sempre molto tesi e il trattato sovietico-tedesco di Rapallo, stipulato nel 1922 dopo il fallimento della Conferenza di Genova, venne considerato dalla Polonia un tentativo di mettere in discussione i suoi confini stabiliti con la pace di Versailles e di Riga. La situazione non era migliore con la Lituania e la Cecoslovacchia. Con la prima, a causa dell'occupazione polacca di Vilna75, non furono allacciati rapporti diplomatici prima del 1938, benché il 3 febbraio 1923 la frontiera polacco-lituana fosse riconosciuta dall a Società delle Nazioni. Con la seconda esistevano rapporti diplomatici ma, per la controversia relativa alla spartizione di Cieszyn, la situazione rimase sempre molto tesa; non a caso il Sejrn non ratificò l'a ccordo firmato il 6 novembre 1921 tra Benes e il ministro degli Esteri polacco Skirmunt76.
Comunque nei primi mesi del 1923 la Polonia aveva ottenuto il definibvo riconoscimento dei suoi confini ed era u scita dal suo isolamento internazionale.
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Vilna, città abitata da una numerosa popolazione polacca, fu occupata da l generale Zeligowski il 9 ottobre 1920 e annessa definitiva mente all a Polonia nel ·1922. Pilsudski non volle restitu ire la città alla Litua nia poiché Vilna, nelle sue intenzioni, doveva diventare la capitale del nuovo stato federale, nato dall'unione della Polonia con la stessa Lituania. Questo progetto fu sempre fortemente os teggiato da tutti i governi lituani. 76 Cfr. H. Wereszycki, op. cit., cap. XXIII, pagg. 517-518.
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2. I RAPPORTI ITALO-POLACCHI 2.1. L'Italia e la Polonia durante la prima guerra mondiale.
Tra Italia e Polonia esisteva una lunga tradizione di rapporti politici e scambi culturali, che risaliva al Rinascimento e che trovò la sua m assima esp ressione nell'Età risorgimentale, quando si intensificarono i legami tra i patrioti dei due popoli: Mazzini, Dombrowski, Mickiewicz, Nullo, ecc. 77 Alle soglie del Primo conflitto mondi ale la qu estione polacca ebbe una certa risonanza in Italia, grazie all'attività del Con-
siglio nazionale della Galizia78 . Nel 1911, infatti, il Consiglio galiziano aprì a Roma, come aveva già fatto a Parigi e Londra, un Ufficio Stampa, diretto da Maciej Loret, che precedentemente aveva collaborato con la rivista italiana Nuova Antologia79 . Lore t svolse un'intelligente attività propagandis tica, cercando però di non oltrepassare i limiti, poiché il regno d'Itali a era ancora formalmente alleato all'Austria-Ungheria e alla Germania. La prima iniziativa dell'Ufficio Stampa fu la pubblicazione nel 1913, a cura d ella tipografia romana Ulpiano, di un opuscolo sull'opinione d egli italiani riguardo agJi espropri delle
77 Per uno studio approfondito sui rapporti italo-polacchi è fondam entale M.M. Bersano Begey, La Polonia in Italia. Saggio bibliografico 1799-1948, Torino 1949. 78 Cfr. S. Sierpowski, L'attività indipendentistica dei Polacchi in Italia negli anni della Prima Guerra Mo11diale, pagg. 55-89, in M. Herling (a cura di), Polonia restituta, op. cit. Per un quadro generale dell'Italia in quegli anni, dalla neutralità all'intervento e la successiva partecipazione alla Grande Guerra, dr. G. Cand elore, Storia dell'Jfalia moderna, voi. VIII ("La Prima Guerra Mondiale - Il Dopoguerra - L'avvento del Fascismo"), Milano 1978, pagg. 9221; C. Seton-Watson, L'Italia dal Liberismo al Fascismo (1870- 1925), Bari 1980, voi. fl, pagg. 481-580 e P. Picri, L'Italia 11ella Prima Guerra mondiale (1915-19.18), Torino 1965 . 79 Nel 1910 aveva pubblicato l'articolo Gli T/'aliani a Cracovia dal XVI al XVIll secolo.
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proprietà polacche in Prussia80 . Gli intervistati, soprattutto docenti universitari, condannarono ]a politica tedesca e si dichiararono favorevoli alla rinascita di uno Stato polacco. Nel Natale del 1914, sempre a cura di Loret, la Rivista di Roma uscì con un numero speciale, dedicato interamente alla causa polacca, a cui collaborarono numerose personalità della vita poJitica e culturale italiana, come D'Annunzio. Altre importanti iniziative furono quelle della rivista mensile L'Eloquenza 81 , che pubblicò nel 1915 le opinioni di vari personaggi italiani sulla possibile restaurazione di una Polonia indipendente e quella dalla rivista letteraria L'Eroica82, in cui, nel 1916, uscì un articolo del direttore Enrico Cozzani sullo stesso problema. Oltre al Loret, che rappresentava le posizioni dei polacchi schierati con l'Intesa, anche i seguaci del filoaustriaco N.K.N. (Comitato Nazionale Supremo) svolsero attività propagandistica in Italia. A Milano fu aperta e diretta da Wladyslaw Baranowski un'agenzia di stampa che pubblicò alcuni opuscoli informativi sulla sorte dei polacchi a Varsavia, Cracovia, Poznan e Chicago, dove l'agenzia aveva i suoi corrispondenti e soprattutto fece conoscere in Italia le gesta delle legioni di Pilsudski. L'opinione pubblica italiana si dimostrò molto recettiva: in varie città d'Italia si formarono numerosi Comitati pro Polonia, con il compito di sostenere pubblicamente qualsiasi attività, non solo politica, a favore della causa polacca. I comitati erano sostenuti sia da polacchi residenti in Italia che da italiani. A Roma1 ispirato dal Loret e altri emigrati, si costituì un importante comitato. Presidente onorario fu D'Annunzio e ne fecero parte il ministro degli Esteri Caetani, il barone Lumbroso, i nazionalisti Corradini e Federzoni, Croce, il sindaco di Roma N athan e lo storico Orsi. , A Milano1 per iniziativa di Baranowski, nacque un comitato nel febbraio 1915, a cui aderirono il sindaco, l'avvocato Caldara, il senatore Arrigo Boito, il deputato socialista Meda, Turati, 80
L'espropriazione forzata delle terre polacche in Prussia. Giudizi italiani. Risposte ad un'inchies/:a del Consiglio nazionale della Galizia, Voci della Stampa, Roma, Agenzia polacca di Stampa, 1913. 81 L'Italìa per la ricostruzione della Polonia, Biblioteca della rivista L'Eloquenza, Roma 1915. 82 L'Eroica, dir. E. Cozzani, VI, 4 (1916), pagg. 221.
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ecc. Altri furono costituiti a Venezia, Padova, Verona, Bologna, Napoli, Genova, Firenze e a Torino, dove il principa]e animatore fu Attilio Begey, grande ammiratore della cultura polacca83 . I Comitati pro Polonia cercarono anche di influenzare direttamente il mondo politico italiano. Su loro suggerimento l' onorevole Luigi Montresor, il 7 dicembre 1915, presentò al parlamento italiano una mozione, firmata da altri diciannove deputati, con la proposta di aggiungere l'indipendenza della Polonia tra gli obiettivi di guerra italiani. La stessa mozione, che non era stata ammessa alla discussione, fu ripresentata dal Montresor, insieme ad altri trentanove deputati1 un armo dopo, il 5 dicembre 1916 e1 dopo le dichiarazioru del p residente del Consiglio Boselli a favore dell'indipendenza della Polonia, fu di nuovo ritirata per riguardo all'alleato russo84 . Il governo italiano, alleato con l'impero asburgico e, dopo il maggio 19151 alleato con la Russia zarista1 cercò di non prendere posizioni troppo nette sulla questione polacca. Al contrario1 di fronte al proclama congiunto dei due imperatori d'Austria e di Germania del 5 novembre 1916, in cui si auspicava la creazione di uno Stato polacco sui territori strappati alla Russia1 l'Italia, sostenuta dai comitati pro Polonia, inviò una protesta ufficiale alle rappresentanze accreditate presso il regio governo, considerando il proclama degli imperi centrali lesivo del diritto internazionale, che escludeva la possibilità di creare nuovi Stati nei territori occupati85 . L'atteggiamento politico italiano, così come que11o degli altri membri dell'Intesa, ebbe un mutamento con la caduta del regime zarista. Il 30 marzo 19171 il nuovo governo provvisorio russo, nato dalla Rivoluzione di Febbraio, si rivolse ai Polacchi con un proclama in cui si prometteva la costituzione di uno Stato autonomo comprendente tutte le terre da loro abitate. Il governo italiano1 con un telegramma dello stesso Boselli, espresse il suo pieno appoggio a quella iniziativa86. Inoltre, Il
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Cfr. S. SierpmNski, op. cit., pagg. 65-74. Cfr. S. Filasiewicz, op. cit., pagg. 104 e segg. e Atti del Parlamento italiano. Camera dei deputati. Sessione 1913-1916. Discussioni, VIII, pag. 8263; X, pagg. 11358-59, 1142-23. 85 Cfr. S. Sierpowski, L'Italia e la ricostruzione del nuovo Stato polacco 19151921, Roma 1979 (Accademia polacca delle scienze, pag. 7. 86 Ivi, pag. 9. 84
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20 giugno 1917, Sonnino, primo tra i ministri degli Esteri dell'Intesa, dichiarò ufficialmente in Parlamento che uno degli obiettivi degli alleati era la restaurazione della Polonia87. Successivamen te, il 30 ottobre 1917, il nuovo governo di unità nazionale, presieduto dall'onorevole Orlando, con Sornlino sempre ministro degli Esteri, riconobbe il Comitato Nazionale Polacco (K.N.P.) di Parigi come delegazione ufficiale della Polonia e Kostanty Skinnunt come suo rappresentante88. Anche durante il Congresso delle Nazioni Oppresse dall'Austria-Ungheria (5-10 aprile 1918), organizzato a Roma dalle autorità governative per indurre i soldati slavi ad abbandonare l'esercito asburgico, la questione polacca, nonostante mancasse la delegazione del K.N.P, fu ricordata favorevolmente da Orlando, che incontrò tutte le delegazio1li dei vari popoli slavi presenti al Congresso89 . D'altro canto va sottolineato come Sonnino inizialmente si irrigidisse sul testo della dichiarazione congiunta del 3 giugno 191890 in relazione al problema di un accesso al mare per la Polonia, nel timore che tale riconoscimento fosse causa di future concessioni alla Serbia. Al di là di questi malintesi i rapporti italo-polacchi proseguirono abbastanza positivamente fino al riconoscimento definitivo della nuova repubblica polacca. Il 24 agosto 1918 il Governo italiano acconsentì a trattare i polacchi in Italia, forniti di un riconoscimento della Missione a Roma del K.N.P., come cittadini stranieri di uno Stato amico. Successivamente le autorità italiane concessero la liberazione dei prigionieri di nazionalità polacca dell'esercito asburgico, detenuti in Italia, e disposero il loro trasferimento in Francia per costituire l'armata del generale Haller. 87
Cfr. Atti parlmnentari. Camera dei Depul:ati. XXIV, pag. 13545. La Francia aveva riconosciuto il Comitato Nazionale Polacco il 20 settembre 1917, la Gran Bretagna il 15 ottobre. L'Italia consegnò la lettere di riconoscimento, indirizzata a Dmowski, il 30 ottobre, nelle mani di Skirmunt, che era giunto in Italia nelle primavera del 1917 ed aveva avuto un'udienza con il Papa ed il cardinale Gasparri. Questi fatti accrebbero notevolmente il prestigio di Skirmunt in Italia. Cfr. S. Sierpowski, L'atlività indipendentistica dei Polacchi in Italia ..., op. cit., pagg. 77-78. 89 Cfr. G. Candeloro, op. cit., voL VIII, pagg. 207-209. 90 Sulla dichiarazione del 3 giugno 1918 sopra, paragrafo 1.1., pag. 28, nota 45. 88
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Altra importante espressione del favore del govern o italiano fu il discorso del presidente del Consiglio Orlando durante la seduta solenne del Parlamento del 20 novembre 1918, in cui l' indipendenza della Polonia fu considerato un avvenimento storico alla stregua d ella caduta dell a Dupli ce Mona rchia e dello Zarismo. Infine con un telegramma del 23 febbraio 1919 letto alla sed uta della Dieta il 28 febbr aio, il mini stro degli Esteri Sonnino riconobbe formalmente il governo Paderewski, prendendo finalmente atto d ella restaurazione della Repubblica polacca. Prima dell'ottobre 1919 non fu inviata una rappresentanza diplomatica italiana a Varsavia. Al contrario il governo polacco, già dall' aprile 1919, a veva trasformato u ffi cialmente la missione di Roma d e l K.N.P., presieduta da Skirmunt, nella legazione polacca in Italia e quest'ultimo ne era stato nominato ministro plenipotenziario 91 .
2.2. I tapparti italo-polacchi dalla Conferenz a della Pace di
Versailles all'avvento del fascismo (1919-1922). Il 18 gennaio 1919, a Parig i, si aprì uffici almente la Conferenza della pace, in cui le poten ze vincitrici Francia, Gran Bretagna, Sta ti Uniti e Italia, decisero il nuovo assetto dell'Europa92_ In tale contesto internazionale, dove, come è noto, l' Italia si trovò in contrasto con le altre potenze alleate e in particolare con la Francia, è necessario inquadrare i rapporti del governo Orlando con la Polonia 93. La Delegazione italiana si presentò alla Conferenza di Parigi con l' intenzione di far valere gli accordi di Londra relativi
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Cfr. S. Sierpowski, op. cit., pag. 14. Le Potenze riunite a Parigi, per prendere le più importanti deliberazioni, costituirono il Consiglio dei Dicci e il Consiglio dei Quattro. Il primo era formato dai capi d i Governo e dai ministri degli Esteri degli Stati uniti, della Gran Bretagna, della Francia, dell'Italia e del Giappone. Il secondo era costituito solo da Wilson, Clemenceau, Lloyd George e Orlando. 93 Sull'Italia alla Conferenza della Pace cfr. G. Candeloro, op. cit., vol. VIII, pagg. 241-257 e C. Seton-Watson, op. cit., voi. lT, pag. 605-614. Jl governo O rlando fu in carica dal 30 ottobre 1917 al 23 giugno 1919. 92
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alla riunione della Dalmazia all'Italia e ad altre concessioni territoriali. Tali concessioni erano decisamente avversate dai Serbo-croati-sloveni. Anche Lloyd George era ostile alle .rivendicazioni adriatiche dell'Italia sia per l'attività del forte gruppo filojugoslavo, capeggiato da Wickham Steed, sia per non contrastare Wilson, decisamente favorevole al nuovo Stato degli slavi del sud. Il presidente degli Stati Uniti, che non si sentiva vincolato in alcun modo dal Patto di Londra1 era disposto ad appoggiare le richieste italiane relative al Trentino, poiché erano conformi al principio di nazionalità1 ma osteggiava decisamente quelle relative ai territori dalmati, dettate, secondo lui, da semplice spirito imperialistico. La posizione francese fu ancora più ostile all'Italia. La Francia infatti mirò ad impedire un futuro accordo tra Italia e Germania e fu la principale fautrice della nascita di nuovi Stati in Europa orientale, pronti a bloccare l'espansionismo italiano ad Est (Jugoslavia) e impegnare, in caso di guerra, la Germania su un altro fronte (Polonia e Cecoslovacchia). La Polonia, quindi, fu inserita nel sistema di alleanze orientali della Francia, in funzione antitedesca. Tale sistema, nell'intenzione di Clemenceau, doveva sostituire la vecchia alleanza militare con la Russia zarista. I .rappresentanti italiani presero parte anche alle due principali commissioni .relative alla Polonia: la Commissione sugli Affari polacchi (detta commissione Cambon, dal suo presidente), a cui partecipò il marchese della Torretta e la Missione interalleata in Polonia, con l'ambasciatore Montagna e il Generale Rornei-Longhena. Orlando e Sonnino1 con i membri delle due commissioni interalleate e il resto della delegazione italiana tennero un atteggiamento abbastanza favorevole verso la Repubblica polacca, nonostante si fossero acuiti i contrasti italo-francesi94 . Diversa accoglienza ebbe invece, presso alcuni rappresentanti della politica e della stampa nazionalista italiana, la questione del 94
Cfr. S. Sierpowski, op. cit., pag. 14 e 18: "L'antagonismo franco-italiano e le simpatie dell'Italia per gli Stati vinti erano strettamente collegati all' atteggiamento assunto nei confronti delle questioni discusse alla Conferenza della· pace. Ci si poteva attendere che gli italiani, simpatizzando con la Germania, si sarebbero dichiarati contro le richieste dei delegati della Polonia, anche per fare dispetto alla Francia( ... ) Nondimeno i delegati italiani
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corrjdoio polacco: sia perché la si riteneva, a ragione, foriera di futuri conflitti germano-pol.acchi, sia perché si temeva che l'autonomia per Danzica, contemplata da tale soluzione, potesse essere rivendicata anche per Fiume, allora soggetta all'occupazione militare interalleata95 • Una posizione a parte, particolarmente critica verso il nuovo Stato polacco e l'assetto europeo deciso dalla pace di Versailles, fu quella di Nitti, successore di Orlando alla Presidenza del Consiglio96 . La smobilitazione generale dallo stato di guerra e la ricostruzione economica dell'Italia, inserita in 1.m più ampio progetto di ricostruzione europea, con la partecipazione non solo delle potenze vincitrici, ma anche della Germania e deJJa Russia97, furo no sicuramente gli obiettivi fondamentali dei due governi nittiani. Per lo statista lucano, infatti, la Russia rappresentava un'immensa riserva di materie prime che aspettavano solo di essere sfruttate; la Germania, invece, se messa in condizioni di produrre, era la nazione che meglio di ogni altra avrebbe potuto forn ire le energie del lavoro e i mezzi tecnologici necessari alla ricostruzione. In quest'Europa russo-germanica sembrava non esserci posto per la Polonia. Nitti in due articoli, scritti tra il luglio e l' ottobre 1921, espose esplicitamente le sue posi zioni intorno al nuovo Stato polacco98 . Egli considerava la situazione economico-finanziaria della Polonia in termini estremamente negativi: "nessun paese del
assunsero nei confronti della Polonia un atteggiamento favorevole. Cfr. anche dello stesso autore, I rnpporti itnlo-polacchi nel periodo fra le due guerre mondiali. Tentativo di un bilnncio, in «Rassegna degli Archivi di Stato», anno XLVH, n. 2-3, magg.-dic. 1987 (pagg. 321-338). 95 Cfr. S. Sierpowski, op. cit., pag. 16-17. Sulla LJUcstione fiumana cfr. P. Alatri, Nitti, D'Annunzio e la questione ndriatica, Roma 1959. 96 Sul Ministero Nitti, in carica dal 23 giugno 1919 al 16 giugno 1920, cfr. G. Candeloro, op. cit., vol. VJIT, pagg. 257-314. ?ì Cfr. D. Caccamo, Governi e partiti italiani di f ronte alla guerra russo-polacca (aprile-ottobre 1920), pagg. 35-53, in M. Herling, op. cit., su Nitti pagg. 4546 e 48-50. Sulla posizione dello statista lucano di fronte alla Russia, cfr. E. Serra, Nitti e la Russia, Bari 1975. 98 L'edificio militare della Polonia e la Polonia e le esagerazioni dello spirito nazionalistn, ora in F.S. Nitti, Scritti polil'ici, vol. XVI, tomo !I, a cura di P. Ala-
tri, Bari 1980, pagg. 313-317 e 318-320.
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mondo è nella situazione assurda della Polonia; la sua carta moneta ormai non serve che per uso interno(. ..) La finanza polacca non esiste più "99 . Nonostante ciò quella nazione: "sogna uno Stato polacco dal Mar Baltico al Mar Nero" e possiede "il secondo esercito d'Europa", assolutamente sproporzionato alle sue possibili tà economiche. In conclusione1 per Nitti, con il trattato di Versailles "Non si è ricostruita la nazione polacca: si è costituito uno Sta to militare polacco, il cui compito principale deve essere quello di disorganizzare la Germania (...) è una Polonia artificiale, che ha due funzioni fondam.entali: separare la Russia dalla Germania; costituire la grande riserva militare della Francia 100. Questo non ci deve però indurre alla convinzione che Nitti volesse negare il diritto all'esistenza della nazione polacca, egli si opponeva a quello che, ai suoi occhi, appariva un'artificiale e pericolosa costruzione dell'Intesa : una grande Polonia imperialista101 . Nei primi giorni d'ottobre 1919, come abbiamo d etto, giunse a Varsavia il primo rappresentante dipl.omatico inviato dall'Italia, il ministro plenipotenziario di seconda classe Francesco Tommasini 102 da cui venne a dipendere, in seguito, la Missione m ili tare italiana in Polonia. Precedentemente, nel 1914, era stato d estinato a Stoccolma, dove era entrato in contatto con numerosi politici polacchi, emi0
99 F.S. Nitti, op. cìt., voi. XVI pag. 314. Si è d a to un ampio risalto alla pos izione nittiana poiché, come ved remo avanti, la M issione del generale Romei fu inviata a Varsavia proprio durante il primo governo itti. 100 F.S. N itti, op . cit, voi. XVI, p agg. 31 8-19. Egli s tigmatizza lo Stato polacco con termini ancora più d uri: "La Polonia rappresenta nelle forma più tipi-
ca l'aberrazione e la degenerazione delle idee di guerra. Essa si avvia fatalmente verso la rovina, in eguale odio ai due popoli più numerosi d'Europa, il popolo russo, il popolo tedesco. Altra salvezza non avrebbe se non in una intesa leale e amichevole con la Germania per sviluppare tutte le risorse, che la debole capacità fa languire e invece 110 11 fa che provocare la Germania", (pag. 317). 101
Cfr. F.S. Nitti, op. cit., pag. 320: "Anche la Polon ia che noi a miamo sinceramen te e al cui avvenire vogliamo collaborare, sentirà che per essa la salvezza non è già nell'essere la chiave di volta d i una situazione militare, che in definitiva non può prevalere, ma nell'essere una forza d i pace e un'elemento di equilibrio e di v ita". 102 Nato a Roma il 12 settembre 1875, nel 1897 si lau reò in Giurisp rud enza e iniziò la sua carriera d iplomatica, nel 1899, in q ualità di addetto di legazione a Berna. Nel 1900 fu trasferito a Vie1ma. N el 1903 fi.i promosso segJetario d i legazione di seconda classe e in via to a Monaco. Nel 1904 fu tra-
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grati in Svezia. La sua missione in Polonia durò fino al 19 dicembre 1923, quando fu richiamato in Italia e coJlocato a riposo, probabilmente perch é non gradito al nuovo regi.me fascista1°3 . Il suo operato in Polonia, testimoniato anche da un su o scritto posteriore 104, fu sicuramente un aspetto importante dei rapporti tra la Repubblica polacca e j governi liberali italiani del primo dopoguerra. La missione affidata aJl'ambasciatore Tommasini era basata su due presupposti, che erano i punti di partenza per una più stretta collaborazione italo-polacca e ch e furon o costantemente approvati da tutti i ministri degli Esteri itali ani, in carica dal 1919 al 1922, ad eccezione del marchese della Torretta 1°5 . Il primo consisteva nel condurre una politica antiasburgica, tesa ad evitare la rinascita della Duplice Monarchia, anche in forma embrionale, che avrebbe costituito un ugua]e pericolo sia per l'Itali a che per la Polonia. Il secondo era rappresentato dalla comune avversione verso la ricostruzione della Russia :imperiale, principale minaccia per l'indipendenza della Polonia. Anche per l'Italia la politica panslavista d egli Zar, primo sostegno degli slavi meridionali e tesa alla conquista di uno sbocco sul mediterraneo, era una minaccia da non sottovalutare. I due governi, secondo Tommasin i, dovevano considera re con simpatia la nascita degli Stati baltici e d ella Finlandia in quanto ind ebolivano la Russia. Verso la costituzione di Stati
sferito a Parigi. Nel 1911 fu promosso consigliere di legazione di seconda classe e nel 1912 è inviato a Cettigne con credenziali di inviato straordinario e ministro plenipotenziario. Nel 1914 fu promosso minjstro plenipotenziario di seconda classe e destinato a Stoccolma. Venne collocato a riposo nel 1923 con il grado d i inviato straordinario e ministro plenipotenziario di prima classe. t03 Cfr. J.W. Borejsza, 1/ fascismo e l'Europa orientale, Ba ri 1979, pagg. 101102: "Il ministro italiano a Varsavia, Francesco Tommasini, era su posizioni marcatamente antifasciste. Nei suoi rapporti a Mussolini dovette però segnalare che la destra polacca aveva accolto con entusiasmo la notizia della marcia su Roma e intendeva seguire l'esempio per allontanare dal potere l'entourage di Pilsudski. Poi precisò che il ma resciallo era su posizioni diverse da quelle della sinistra che i fascisti si erano trovati a fronte in Italia, poiché egli era la personificazione stessa del patriottismo". io4 F. Tommasini, La resurrezione della Polonia, Milano 1925. 105 lvi, pagg. 322-324.
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indipendenti in Ucraina e in Russia bianca la posizione del diplomatico italiano era più critica, poiché quei popoli non dimostravano di possedere una vera coscienza nazionale. Inoltre l'Italia doveva appoggiare la Polonia, quando questa era in contrasto con Stati potenzialmente panslavisti, come la Cecoslovacchia, nella questione di Teschen e caldeggiare il progetto di unione polacco-Jituana, per sottrarre la Lituania alle pressioni russo-tedesche. Anche la Romania, sempre secondo Tommasini, doveva essere associata a quest'azione politica, poiché condivideva la comune avversione verso il ritorno della monarchia austroungarica e d ell'imperialismo russo. La visione dei rapporti italo-polacchi e l'azione di Tommasini nell'espletamento del s uo incarico furono decisamente favorevoli alla Polonia e alla sinistra pilsudskiana io6_ Egli era contrario alla politica di intervento armato contro la Russia sovietica, poiché Il Bolscevismo "era un fenomeno peculiare, consentito e determinato da circostanze locali, e non avrebbe potuto riprodursi altrove"107, ma lo considerava un naturale alleato della Germania, essendo stato finanziato da quest'ultima prima della Rivoluzione d'ottobre. Inoltre Germania e Russia erano ravvicinate dalle perdite che, a titolo diverso, avevano subito per la guerra108 . Per Tommasini lo Stato tedesco era ancora un reale pericolo, specialmente per la Polonia, e in relazione ai problemi germano-polacchi l'Italia "doveva basarsi sul mantenimento e l'applicazione del trattato di Versailles, applicazione da farsi con tutta lealtà 1 ma in modo da consolidare, per quanto possibile i risultati
'°6 Cfr. S. Sicrpowski, op. cit., pag. 18 e D. Caccamo, o p. cit., pagg. 51-53. Tommasini ci ha lasciato un suggestivo ritratto di Pilsudski, che testimonia la sua personale ammirazione per quel personaggio: Egli ha commesso ind ubbiamente grandi errori (...) ma è difficile contestargli un temperamento politico insigne, che lo fa un mirabile animatore di masse. In ogni caso ritengo non si possa, senza offendere la più elementare giustizia, non riconoscere che tutto il suo spirito è dominato dal più ardente patriottismo; che egli ha sempre tutto sacrificato per la causa nazionale; che, dopo aver tenuto p er quattro anni la magistratura suprema con poteri quasi dittatoriali, è poverissimo e vive nella più grande semplicità" (F. Tommasini, La Resurezione della Polonia, op. cit., pag. 16). 107 F. Tommasini, op. cit., p ag. 111. 108
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Ibidem.
della pace"J09 . Cosciente dell'aspro dissidio italo-francese il diplomatico italiano riteneva che "un inasprimento di tali rapporti sarebbe stato molto dannoso anche per la Polonia e che questa doveva cercare di prevenirlo, per quanto stava in lei, mantenendo un giusto equilibrio fra le sue amiche latine"110. La gu erra russo-polacca del 1920 ebbe delle ripercussioni anche sui rapporti tra Italia e Polonia. Tommasini, coerente con gli scopi d ella sua missione, riteneva che la Polonia "non avesse ragione di partecipare ad una specie di crociata contro il Bolscevismo ma dovesse essere rassicurata di vedere installato a Mosca (. .. ) un Governo, il quale (. ..) non era capace di stimolare una rapida riorganizzazione del paese". Egli stimava che anche l' Italia "dovesse egualmente desiderare che la Polonia ottenesse soddisfazione ai suoi principali postulati circa le frontiere orientali e che un governo imperialista non sostituisse in .Russia quello soviettista ". Per il regio ministro d'Italia c'era quindi una sostanziale comunanza di interessi tra i due governi, che avrebbe portato l'Italia ad appoggiare la Polonia, senza spingerla in una pericolosa avventura militare 111 • Durante l'avanzata dell'Armata rossa, il 30 giugno 1920, i1 primo m inistro polacco, Grabski, e il suo ministro degli Esteri, Sapieha, lasciarono intendere a Tommasini che erano favorevoli all'opera di mediazione dell'Italia con il governo bolscevico, per giungere ad un armistizio112 . Il mini stro degli Affari Esteri italiano, conte Sforza 113, si adoperò per migliorare le dure condizioni che Lloyd George, decisamente contrario all'invasione polacca dell'Ucraina, voleva imporre alla Polonia, m a la sua azione non ebbe un reale successo11 4 . Comunque Tommasini, con il pieno appoggio d el governo italiano, si adoperò Jealmente per sos tenere il governo polacco in quel difficile frangente. Il 16 lugli o, nel momento in cui l'Armata rossa era quasi alle porte di Varsavia, il nostro mini109
Ivi, pag. 325. lvi, pag. 323 111 Ivi, pag. 325. 112 Ivi, pag. 120. 113 Cfr. D. Caccamo, op. cit., pagg. 46-47. 114 F. Tommasini, op. cit., pag. 121.
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stro colse l'occasione dell'inaugu razione della Carnera di commercio italo-polacca per ribadire l'appoggio italiano al governo Witos 115. Inoltre, insieme al nunzio apostolico Monsignore A chille Ratti116, futu ro papa Pio Xl, Tommasini si oppose a qualsiasi p asso del corpo d iplomatico, in teso ad in fluire sul governo polacco riguard o al momento dell'eventuale evacuazione di Varsavia e della scelta di una possibile capitale provvisoria. Mentre tutti g li altri rappresentanti esteri, compresi lord D' Abernoon e l'ambasciatore Jusser and, inviati in missione speciale dai governi di Londra e Parigi, di fronte all'in calzare dell'Armata rossa, abbandonarono la capitale p olacca, diretti a Posen, il nunzio apostolico, i min istri d'Itali a, degli Stati Uniti e della Danimarca rimasero a Varsavia11 7• Lo stesso'Tommasini, la mattina del 14 agosto, fu ricevuto dal vice presid ente del Consiglio D aszynski p er un coll oquio, in cui ribadì la sua v olontà di seguire il governo polacco nei suoi even h1ali spostamenti 118• Nonostante ciò, su diretto invito di Sforza, il ministro d 'Italia, con un' insis tenza particolare, ch e suscitò l'aperta irritazione di Pilsudski, caldeggiò una sollecita conclu sione della pace119 . Si opp ose fermamente ad un'intesa tra la Polonia e il generale Wrangel1 20, per una continuazion e d ella gu erra contro i bolscevichi, manifestando la posizione del governo italiano, in un colloquio con il generale Makroff, inviato dello stesso Wrangel in Polonia, il 15 settembre121. Durante la guerra russo-polacca l'op inione pu bblica ita lian a non. fu favorevole alla Polonia.
m Ivi, pagg. 326-327. 116 Sull'attività del Ratti in Polonia, cfr. A. Pare di, I tre anni di Achille Ratti in Polonia (1918-1921), pagg. 117-123, in M. Herling (a cura di), op. cit. 117 F. Tommasini, op. cit., pagg. 27-28 e 327. La scelta di Tommasini fu male interpretata dal Times. Il noto quotidiano inglese insinuò che l'ambasciatore italiano era rim<1sto a Varsavia per trattare direttamente con i bolscevichi (p ag. 29). 118 lvi, pag. 28-29. 119 S. Sierpowski, op. cil., pagg. 24-25. 120 Pé'tr N. Wra ngel nacque nel 1878 da una nobile casata tedesca. Ufficiale della Guardia imperiale, par tecipò alla guerra russo-giapponese. Nel 1917 si schierò contro la rivoluzione. Fu al servizio di Denekin e gli successe al comando delle truppe b ianche. Sconfitto dai Rossi nel 1920, andò in esilio in occiden te e morì a Bruxelles nel 1928. 121 F. Tommasini, op. cit., pagg. 127-128 e 327.
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I nazionalisti (Tamaro, Corradini e Forges-Davanzati) consideravano d ei pericolosi avventuristi i generali che avevano coinvolto il loro popolo nella guerra contro la Russia sovietica. Inoltre non consideravano il nuovo Stato pol acco un sicuro baluardo contro il bolscevismo, in quanto il comunismo sovietico era frutto della mentalità slava e la popolazione polacca, nonostante tutto, era anch'essa slava come guella russa. I socialisti italiani erano invece su posizioni decisamente filoso vietiche. Per l'Avanti, organo del P.S.I., la Polonia era il sicario d ell'imperialismo occidentale. I socialisti italiani e la C.G.L. promossero una serie dj scioperi che resero impossibile la consegna del materiale bellico italiano (aerei dell'Ansaldo e proiettili per le batterie d'artiglieria di costruzione italiana in dotazione presso l'esercito polacco) richiesto dalla Po lonia. Solo il Partito popolare, legato al Vaticano, appoggiò la Repubblica polacca, contribuendo a diffondere il mito che fosse il baluardo della cristiani tà occidentale contro il bolscevismo russo'J 22 . Nel giugno 1921 con l'assunzione di Skirmunt, ex ambasciatore polacco in Italia, al Ministero degli Affari Esteri e con i suoi successori, Narutowicz e Skrzynski, i rapporti tra Italia e Polonia divennero decisamente cordiali123• Poco dopo, infatti, il ministro polacco e il rappresentante dip lomatico dell'Italia concord arono il testo dell'accordo che avrebbe dovuto regolare la collaborazione tra i due paesi a proposito della Galizia orientale e delle questioni relative all'exMonarchia austro-ungarica. L'accordo non fu portato a termine per l'opposizione del ministro degli Esteri italiano, il m archese della Torretta, s u posizioni dichiaratamente mssofile. Il 23 agosto 1921. furono firmati due importanti accordi. Il primo riguardava il pagamento di materiale bellico, ceduto dall'Itaha alla Polonia nel 1919; il secondo doveva costituire una base provvisoria per le relazioni commerciali ed economiche tra i due paesi. Durante la trattative, condotte p ersonalmente da Tomrnasini, i due accordi, inizialmente separati, furono uniti in un'unica transazione. Ne.1.l'intesa per il pagamen-
122
Cfr. S. Sicrpowski, op. cit., pagg. 20-22 e 26. lvi, pagg. 332-337. Per queste notizie e le altre di seguito cfr. anche l'Inventario alla fine (busta n. 58). 123
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to del materiale bellico la Polonia riconosceva il suo debito accettando i prezzi stabili ti d all'Italia. A garanzi a d i ciò il governo p olacco d oveva cedere a quello italiano buoni del Tesoro con l'interesse del 6 per cento. Il debito si sarebbe estinto entro il 31 d icembre 1926 m ediante forniture di oli minerali. L'accord o commerciale, valid o p er un solo anno, aprì il mercato polacco ai prodotti italiani come gli agrumi, i vini, le seterie, i cappelli, i b ottoni, i film e ottenn e l'autorizzazione per il trasporto degli emigranti polacchi d a Trieste. Il 12 maggio 1922, durante la Conferenza di Genova, con la partecipazione alle trattative dell.o stesso Tommasini, richiarn ato appositamente da Varsavia, fu firma ta una vera e propria convenzione commerciale italo-polacca 124 . Infine il 23 gennaio 1923, durante il governo fascista, fu stip ulato un accordo, della durata di trent' a1m i, in cui veniva assicurato all'Italia il trattamento della nazione più favorita riguardo alle imprese p etrolifere (la Polonia era ricca di Petrolio in Galizia)125 . Un altro indice della cordialità nei rapporti italo-polacchi si ebbe nell'ap rile 1922 con il conferimento al re d'Italia dell'ord ine d e1l' Aquila Bianca. A questo atto corrisp ose il conferimento a Pilsudski del Gran Cordone Mauriziano 126 . Il 15 marzo 1923 la Conferenza degli Ambasciatori, grazie all' intervento di Mussoli ni, che aveva proposto di abbinare la questione d i Memel a quella dei confini della Polonia, riconobbe le frontiere orientali d i quest'ultima127. Stimolata d agli amichevoli rapporti diplomatici si sviluppò una proficua collaborazione industriale tra i due paesi: "La Polonia, per favori.re lo sviluppo della propria industria, concedeva grandi forniture a ditte italiane, purché queste contribuissero alla costituzione o all'incremento di analoghe imprese polacche"128 . L'Ansaldo, che aveva già venduto numerosi apparecchi all'aviazione militare polacca, con una simile combinazione, otte1me u n'ordinazione per materiale rotabile per cento milioni di lire. Anche la società 124
lvi, pag. 333. lvi, pag. 334. 126 lvi, pag. 335. 127 F. Tommasini, op. cit., pagg. ] 47-149 e S. Sierpowski, op. cit., pagg. 27-28. 128 F. Tommasini, op. cit, pagg. 343. Cfr. l'Inventario alla fine (busta 62). 125
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Breda ottenne una fornitura simile. La società Spa, in collaborazione con la ditta Ursus di Varsavia, iniziò delle analoghe trattative per la forni tura di 1050 autocarri all'esercito polacco. La penetrazione commerciale italiana fu però fortem ente limitata dalla Francia ch e, per una serie di preceden ti accordi bilaterali e per la stretta alleanza che aveva stretto con la Polonia, controllava il mercato delle forniture militari alle forze armate d i quel paese129. La situazione era, quindi, assai difficile per le ditte italiane, soprattutto con l'avvento dei nuovi governi p olacchi di centro-destra, di orientamento decisamente francofilo. Alcuni accordi, come quello con la di tta Spa fu rono disattesi per favorire forniture di ditte francesi e l'intervento d el ministro Tomm asini a loro favore non produsse altro che un p eggioramento dei rapporti italo-polacchi130 . Un altro asp etto importante dei rapporti tra Italia e Polonia fu l'impegno italiano nei plebisciti in Warmia e soprattutto in Alta Slesia. La presidenza della Commissione interalleata di Governo per il plebiscito in Warmia (Marienwerder) era tenuta d al delegato italiano, il senatore Angelo Pavia131 . Furono inviati anche alcuni reparti del nostro esercito per controllare le operazioni di voto. I p olacchi, durante tutto il periodo precedente al plebiscito, accusarono la direzione italiana della Commissione di avere un atteggiamento germanofilo, ma, in realtà, secondo lo stesso Tomm asini, era la poca consistenza d ella loro causa che portò a una schiacciante vittoria della Germania: come è noto, la popolazione polacca era in netta minoranza in confronto a quella tedesca. L'ambasciatore italiano appoggiò anche la richiesta del ministro d egh Esteri Patek di rinviare le votazioni, richiesta che però non ebbe seguito. La Commissione governativa interalleata e plebiscitaria per l'Alta Slesia si insedi ò a Opale l' ll febb raio 1920, con il compito di p redisporre e porre a termine le operazioni referend arie entro 1'11 agosto 1921132 .
129
lvi, pagg. 344-345. Ivi, pagg. 346-353. 131 Ivi, pagg. 161-163. 132 Cfr. S. Sierpowski, op. cit., pagg. 28-29.
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Essa era presieduta dal generale francese Le Rand, affiancato dal colonnello Percival, per la Gran Bretagna e dal Generale De Marinis, per l'Italia 133. Per la tutela dell'ordine pubblico e il regolare svolgimento del plebiscito fu inviato anche un contin gente multinazionale composto da truppe fr ancesi, inglesi e italiane134 . La Francia, come è noto, voleva attribuire l'intero territorio s lesiano alla Polonia per comprimere la potenza economica della Germania. La Gran Bretagna e per certi versi anche l'Italia si opposero a questo piano, temendo un eccessivo indebolimento d ello Stato tedesco nell'Europa continentale 135 • Il plebiscito risultò favorevole alla Germania (oltre il 50% dei voti); la popolazione polacca, temendo un accordo tra la Gran Bretagna e l'Italia a favore della Repubblica tedesca 136, decise di insorgere nella notte fra il 2 e il 3 maggio 1921. Negli scontri con gli insorti caddero ventitré soldati italiani1 37•
133 Cfr. F. Tommasini, op. cit., pag. 167: "Il generale De Marinis ha, nell'opera di amministrazione e di preparazione del plebiscito, tenuto una condotta imparziale. Non posso pèrò passar sotto s ilenzio che la nostra delegazione non era in tutto e per tutto felicemente composta (...) conteneva alcuni elementi che , per varie ragioni, gravitavano verso la Germania. Il generale Alberto De Marin is Stendardo, nobile di Ricigliano, nacque a Cava dei Tirreni nel 1868. Sottotenente d i Artiglieria nel 1888, fu in.segnante all'Accademia di Modena; durante la prima guerra mondiale fu promosso al grado di colonnello ed incaricato del grado superiore per meriti di guerra, guadagnandosi tre medaglie d'argento come comandante di brigata (1917). Brigadiere generale nel giugno del 1918, fu comandante della Brigata Tanaro in Albania. Rappresentò l'Italia nella Commissione interalleata in Alta Slesia e nel 1922 fu nominato ministro plenipotenziario onorario presso la società delle Nazioni. Nel 1923 fu nominato senatore del Regno e nel 1926 ebbe la promozione a generale di divisione. 134 Le truppe italiane erano costituite da duemila persone (circa il ·10% delle truppe alleate). Verso la fine del febbraio 1921 furon o inviati altri 200 soldati per controllare le stazioni. 135 Cfr. A. I3iagini, // problema della Slesia e In Missione militare in Polonia. Fonti e Problemi, pag. 268, in Uffi cio Storico-Stato Maggiore dell'Esercito, 51:udi storico militari 199.1, Roma 1993; F. Tommasini, op. cit., pag. 166. 136 F. Tommasini, op. cit., pagg. 172-173: "Di fronte all'impossibilità di una decisione unanime, il generale De Marinis cd il colonnello Percival si assunsero la responsabilità di fare da soli la proposta di delimitazione, contemplata dal trattato di Versailles (... ) Per tale progetto la Polonia avrebbe avuto circa il 25 per cento dell'arca del territorio plebiscitario, meno del 21
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Il fatto di sa ngu e creò una grande im pressione e un a p rofonda indi gnazion e nell' op inione pubblica ita liana e n egli ambienti governativi. Questo però n on impedì al ministro Sforza, il 23 m aggio 1921, di p resen ta re agli alleati u na proposta d i soluzione del p roblema dell' Alta Slesia, in cu i si progettava di tracciare la frontiera: "tenendo coscienzioso con to dei risultati plebiscitari, ciò che significava attribuire alla Polonia le due zone, in cui i polacchi erano in prevalenza, e buona parte della zona industriale, compresa fra le prime due" 138. Tale proposta, decisamente favorevole allo Stato p olacco, n on fu p erò accetta ta dalle p otenze occidental i, sopra ttutto p erché priva dell'ap poggio del successore di Sforza, il m archese della Torretta, nu ovo ministro degli Esteri del gabinetto Bonomi. La risolu zione deJ. problema del confine tedesco-p olacco in Alta Slesia, come abbiamo detto sopra, fu rimessa alla volontà inappellabile della Società delle Nazioni, ch e decise di dividere il territorio p lebiscitario tra Polonia e Germania, assegnandone un. terzo alla p rima. Su qu esta decisione, .felicemen te accolta d alla Polonia, infl uì indubbiamente la prop osta del conte Sforza. La d ip lomazia italiana, nonostante la rivali tà con la Francia, si era dimostrata ancora una volta favorevole alla Polonia.
per cento dei votan ti e circa il 25 pe r cento dei comuni, mentre, per essa, si erano pronunciati più del 40 per cento dei votanti e circa il 45 per cento dei comuni". 137 C fr. S. Sie rpowski, op. cit., pagg. 33-37; in particola re su l numero dei soldati italia1ù caduti per mano polacca dura nte gli incidenti, pag. 34. 138 F. Tommasini, op. cii., pag. 177.
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LA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA (1919-1923)
3.1. Gli addetti militari e le missioni delle forze arma te all'estero. Fin dalla prima età moderna era prassi comune, per molti sovrani, inviare ufficiali in missione temporanea, presso le armate d egli Sta ti. alleati'139. Il cardinale cli Richelieu, che è considerato dagli storici del diritto internazionale il fondatore delle ambasciate p ermanenti, si servì spesso di ufficiali inviati all'estero, per avere informazioni militari di prima mano. Il Cavaliere Bourmont de Miré, infatti, durante la Guerra dei Trent'anni, ebbe l'incarico di seguire l'esercito svedese, allora alleato alla Francia. Napoleone I poneva spesso dei generali a cap o delle ambasciate, i quali avevan.o al loro seguito numerosi ufficiali. Fu dopo la Restaurazione, verso gli anni 1825-1830, che alcuni Stati europei, vista la loro indubbia utilità, decisero di inviare ufficiali all'estero, in missione permanente, con le funzioni dei moderni addetti militari, accreditandoli presso le loro rispettive ambasciate. La Francia, nel 1825, inviò il colonnello Jucherau de Saint-Denys presso la sua ambasciata a Londra. Nel 1828, l'Aus tria, inviò il capitano Lobkowitz presso la sua ambasciata di Berlino e in seguito anche altri Stati adottarono questa prassi. Ma fu nelle missioni diploma tich e russe a Berlino e Stoccolma (1839) che furono accredi tati i primi ufficiali, rispettivamente il generale Mansuroff e il colonnello Bodisco, come veri e propri "Mj)jtar-Agent" 140. Le caratteristiche peculiari degli addetti militari moderni si defini rono verso la m età del 1800. Essi erano ufficiali inviati in missione permanente ali' estero che svolgevano con continuità la loro funzione; ovvero da esclusivi agenti segreti in tempo di
139
Cfr. P. La Terza, Gli addetti militari navali e aeronautici e la loro posizione nel diritto internazionale, Napoli 1939, pagg. 3-4. 140 lvi, pag. 5.
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guerra erano divenuti, dapprima ufficiali mandati apertamente presso un esercito alleato durante le operazioni belliche, poi ufficiali accreditati permanentemente presso le rappresentanze diplomatiche, con il compito di occuparsi delle questioni militari. La Terza li ha definiti come: "ufficiali accreditati presso una missione diplomatica col triplice scopo di rappresentare le forze armate del loro paese e di essere il tramite normale e diretto per i rapporti con i ministeri tecnici militari dello Stato ove esercitano le loro funzioni; di coadiuvare ed assistere il capo missione nell'esame, la trattazione e la risoluzione di tutte le questioni di carattere militare; di studiare, sorvegliare e seguire l'organizzazione, lo sviluppo e la preparazione militare del paese ove sono accreditati"141 . Riguardo al primo punto il capo della missione diplomatica aveva sempre rappresentato tutto il governo del suo paese, comprese le forze armate, ma gli addetti, effettivamente, avevano acquisito col tempo una loro specifica rappresentatività , perchÊ erano divenuti il tramite esclusivo e normale nei rapporti diretti con il mondo militare dello Stato presso cui erano accreditati. Avevano un posto speciale nelle parate militari alle quali era chiamato ad assistere il Corpo diplomatico. Spesso erano chiamati anche come osservatori alle grandi manovre annuali e alle piÚ importanti esercitazioni militari e in tempo di guerra potevano visitare le truppe operanti. Il particolare ruolo degli addetti militari nelle rappresentanze diplomatiche portò alla prassi che la notifica della loro nomina al paese ospitante fosse preceduta da una domanda di gradimento, molto simile a quella del capo della missione diplomatica. E tale domanda veniva inoltrata esclusivamente per il capo missione e per gli addetti delle forze annate, mentre non era prevista per il resto del personale della rappresentanza diplomatica 142 .
141 lvi, pag. 9. N ell'Enciclopedia Militare (Milano 1933) gli addetti sono definiti come "ufficiali di grado normalmente non inferiore a quello di capitano e non superiore a quello di colonnello, destinati presso le rappresentanze diplomatiche all.' estero, con lo scopo precipuo di seguire da vicino le trasformazioni ed i progressi relativi all'armamento ed all'ordinamento delle istituzioni militari dello stato in cui risiedono'' (vol. I, pag. 110). 112 Cfr. P. La Terza, op. cit., pag. 15.
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Altri aspetti importantissimi delle funzioni dell'addetto erano quelli di assistere e coadiuvare il capo missione nelle questioni tecnico-militari e di seguire l'evoluzione delle forze armate del paese dove erano accreditati, studiarne la struttura, gli ordinamenti, gli indirizzi tattici e strategici1 le istruzioni, gli innovamenti tecnologici, ecc. 143 Tale compito informativo fu ed è tuttora uno degli aspetti più delicati dell'attività degli addetti. Alcuni furono addirittura coinvolti in affari di spionaggio, come nel ben noto caso Dreyfus144 . Fin dalla metà dell'ottocento gli addetti delle forze armate erano ufficiali inviati all'estero per un periodo di tempo determinato, per lo più per un certo numero di anni (4-5), dopo i quali tornavano in patria, per riprendere la loro normale carriera al comando di qualche reparto, ufficio o ente militare territoriale, in corrispondenza del loro grado. Nella maggior parte dei casi si trattatava di ufficia li superiori in servizio di Stato Maggiore che venivano destinati alle varie rappresentanze diplomatiche, secondo dei preventivi accordi tra il Ministero degli Esteri e i ministeri militari. Anche le alte gerarchie militari del giovane regno d'Italia si interessarono all'impiego di moderni addetti militari. Il generale Ricci, Capo dell'Ufficio superiore del Corpo di Stato Maggiore145, inviò un promemoria del 19 marzo 1866 al
143 Cfr. A. Biagini, AddeJ:ti militari, pag. 15, in Comitato tecnico della Società di Storia militare (a cura di), Storia militare d'Italia 1796-1975, Roma
1990. wi Per La Terza "L'addetto militare non è un volgare informatore e tanto meno una spia: si deve tener presente e non dimenticare mai che egli è prima di ogni altra cosa un ufficiale e come tale ha il dovere di mantenere alto ed illibato il decoro dell'esercito al quale appartiene e non può né deve compromettere(...) il suo onore e quello del suo paese in bassi maneggi di spionaggio( ... )" (op. cit., pag. 7). 145 Cfr. Annuario Militare del Regno d'lJ:alia, 1867, pag. 61. Il marchese Francesco Giuseppe Ricci (1811-1881), tenente nello Stato Maggiore nel 1829, fu applicato ai lavori di geodetica. Deputato nella IIT e IV legislatura, fu chiamato dal ministro Pareto alla segreteria generale degli esteri, che poco dopo lasciò per partecipare alla Prima guerra d'Indipendenza. Fu promosso, nel 1856, colonnello direttore dei lavori topografici del Corpo di Stato Maggiore. Nel 1860 divenne maggiore generale e nel 1862 tenente generale. Fu presidente del Comitato del Corpo di Stato Maggiore e poi membro della Commissione permanente per la Difesa dello Stato (Enciclopedia militare, voi. VI, pag. 507).
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ministro della Guerra, intitolato: "Dell'opportunità di aver degli attaccati militari presso le principali legazioni all'Estero specialmente per quanto riguarda le vertenze in Oriente"146 . Nel documento, il generale Ricci, prendendo spunto dalla scelta di due ufficiaJi di utilizzare la loro licenza straordinaria di 6 mesi "per percorrere le attuali nostre frontiere con l'Austria e studiarne le condizioni difensive e offensive", sottolineava l'importanza degli addetti militari e suggeriva che: "allorquando sorgono in Europa grandi questioni nelle quali possono trovarsi impiegati gli interessi della Nazione si seguisse l'esempio delle altre potenze man.dando in tempo opportuno all'estero ufficiali intelligenti con missione di raccogliere informazioni". Di particolare interesse era allora, per il Ricci, "la questione d'Oriente". Egli proponeva di inviare "un attaccato militare" presso la regia ambasciata a Pietroburgo e ufficiali in missione nelle province europee della Turchia e in Grecia 147. Con il Regio Decreto n. 6090 del 29 novembre 1870, "concernente le legazioni all'estero ed il personale alle medesime addetto" fu istituita ufficialmente la carica di Addetto militare148 . L'articolo 67 infatti stabilì che: "quando se ne ravvisa l'utilità pel pubblico servizio, si potrà destinare presso le legazioni, nei limiti della somme che siano a tal uopo stanziate in bilancio, Ufficiali generali o superiori dell'Esercito o della Marina, col titolo di Addetti militari. La destinazione degli Addetti militari è ordinata dietro concerto fra il Ministero per gli Affari esteri e quello della Guerra o della Marina (. .. ) Essi dipendono dal titolare della legazione per tutto ciò che può aver tratto ai loro rapporti colle estere Autorità; ma ricevono istruzioni dai Ministeri della Guerra o della Marina, e possono direttamente coi rnedesirni corrispondere per quanto concerne le materie tecniche dell'arte militare, dando però cornunicazio146
Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell' Esercito (da adesso in poi: A.U.S.S.M.E.), Raccolta L-3 "Studi particolari", busta 299, fascicolo 1. Il promemoria di 6 pagine è stato studiato da Biagini in Addetti militari op. cit., pag. 15. 147 Questi ufficiali dovevano avere l'incarico "di studiare le risorse locali, le principali comunicazioni, l'organizzazione delle forze militari esistenti e lo sviluppo che le medesime sarebbero suscettive di prendere ulteriormente" (Promemoria del gen. Ricci, op. cit., ultima pagina). Annotato alla fine il generale Ricci da anche alcune indicazioni sulle possibili coperture finanziare alle missioni. 148 Raccolta Ufficiale Delle Leggi e Decreti del Regno d'Italia, anno 1870 (Vol. XXX).
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ne dei loro rapporti nl capo de/In Legazione. Gli addetti militari sono nominati con lettera ministeriale, e non acquistano, pel fatto del loro servizio all'estero, alcun diritto a percorrere la carriera diplomatica". L'articolo 70 dello stesso d ecreto stabilĂŹ, inolb:e, che all'infuori degli addetti militari e degli addetti onorari, non si potevano impiegare altri funzion a ri estranei alla carriera diplomatica del Ministero degli Esteri, in servizio presso le varie ambasciate. Questi due articoli del R.D. n. 6090 / 1870 furono i riferimenti legislativi in materia di addetti delle forze armate fino al regime fascista. Dal punto di vista ammini strativo, gli addetti militari dipendevano dallo Stato Maggiore del Regio Esercito e in genere avevano corrisp ondenza d'ufficio su materie di esclusiva competenza militare con questo e con il Primo Aiutante di Cam-
po del re 149 . Del resto era consuetudine che gli stessi addetti, rimasti in carica per il periodo di oltre un anno, fossero proposti p er la nomina ad Aiutante di Campo Onorario d el sovrano150 . Durante la prima guerra n1ondiale e subito d opo, con i lavori d ella Conferenza della pace, numerosi u fficia li dell'Esercito itali ano furono inviati in missione all'estero con le .funzioni di addetti militari, di ufficiali di collegamento presso gli alti comandi d elle armate dell' In tesa e, in seguito, p er rappresentare l' Italia nelle commissioni interalleate di controllo 151 . In questa situaz ione le competenze degli uffi ciali aJl' estero e specialmen te que lle degli ad detti si m oltipli carono, fino a
149 Cfr. A. Biagini, Addetti 111ililari, op. cit., pag. 21. Lc1 carica di P rimo Aiutante di Campo d el Re era una delle cinque grandi cariche di Corte (Primo Aiutc1ntc di Campo, Ministro della Real Casa, Prefetto di Palazzo, Gran Cacciatore, Grande Scudiero) che costituiva la Real Casa. Il Primo Aiutante di Campo, scelto tra gli ufficial i generali, era il capo della Casa Militare reale e il principale consigliere del re sulle questio ni m ilitari. Cfr. successivamente il paragrafo 4.4. 150 Cfr. A.U.S.S.M.E., fondo G-29 "Addetti militari 1875-1972", busta n. ¡1 "comune a tutti gli addetti militari", fascicol o 7 (1922), sottofascicolo c) "Nomine di addelti 111ilil-ari ad aiutanti di campo di S.M". Le carte di questo interessan tissimo fondo sono esa minate in modo approfondito piÚ ava nti. 151 Le Commissioni interalleate di Controllo, che erano quasi sempre fo rmate da un rappresen tc1nte diplomatico e uno militare delle principali potenze vincitrici, erano state costituite per ve rificare l'applicazione delle clausole d el trattato di pc1ce di Ve rsa illes.
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toccare compiti di natura propriamente politico-diplomatica. Ciò non era dovuto ad una volontaria ingerenza del personale militare nell'attività dei rappresentanti diplomatici, guanto alle impellenti necessità belliche di coordinare le operazioni degli eserciti alleati sui vari fronti, di raccogliere informa zioni specifiche sulla situazione militare dei nuovi Stati sorti con la caduta delle dinastie Romanov (Paesi baltici, Ucraina, Finlandia, Polonia, ecc.) e Asburgo (Cecoslovacchia, Jugoslavia, ecc.) e1 infine, trovare dei nuovi mercati per vendere il materiale da guerra, divenuto inutile all'atto della smobilitazione. Tali compiti esigevano delle specifiche conoscenze tecnico-militari che solo il p ersonale delle forze armate poteva avere. Il governo italiano, inoltre, accreditò anche delle missioni militari composte da più ufficiali e comandate da un generale di brigata o addirittura di divisione (allora generale brigadiere e maggiore generale). Istituzionalmente queste avevano le stesse funzioni degli addetti militari ed erano regolamentate dalle stesse norme, ma godevano di ampie prerogative e di una maggiore autonomia nei confronti del rappresentante diplomatico, concordata preventivamente tra ministro della Guerra e quello degli Esteri. Soprattutto erano missioni a tempo determinato, inviate per delle esigenze straordinarie di politica estera. Una di queste fu la Missione militare italiana in Polonia, comandata dal generale Rom.ei-Longhena. Dal 1919 gli addetti e le missioni dipendevano dall'Ufficio Esteri - Reparto Operazioni del Comando Supremo 152 . Con la riconversione del Comando Supremo in Stato 1\11.aggiore del Regio Esercito, avvenuta il 1° gennaio 1920, l'Ufficio Esteri, che era rimasto in funzione e dipendeva ora da quest'ultimo, conservò le sue competenze sugli addetti. In seguito, con il R.D. n. 655 del 21 aprile 19211 alcune di queste competenze furono trasferite all'Ufficio Informazioni, sempre dello Stato Maggiore deJl'Esercito153 . Tra il 1° e il 7 giugno dello stesso anno l'Ufficio Esteri fu assorbito dall'Ufficio
152
Cfr. V: Gallinari, L'Esercito italiano nel primo dopoguerra 1918-19201 Roma 1980, pag. 117 e, sullo scioglimento del Comando Supremo, pag. 137. 153 Giornale militare 192.1, Dispensa 22°, circolare 310, p agg. 367-369.
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Operazioni, che si occupò per un breve periodo anche degli addetti e delle missioni all'estero, finché tali competenze non passarono definitivamente, come era stato stabilito dal R.D. n. 655, all'Ufficio Informazioni154 . Analizzando le carte del fondo '' Addetti militari 18751972"155, conservato presso l'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, si ha un quadro assai interessante delle loro funzioni e di quelle dei capi delle missioni militari, compresa la Missione Romei. In un promemoria dell'Ufficio Esteri156, datato 2 settembre 1919, in seguito agli accordi presi tra Ministero della Guerra e Presidenza del Consiglio, si comunicavano le 8 sedi principali (Berlino, Costantinopoli, Londra, Parigi, Vienna, Washington, Pietrogrado e Belgrado allora scoperte) e le 15 secondarie (Aja, Arcangelo, Atene, Berna, Bruxelles, Bucarest, Budapest, il Cairo, Madrid, Praga, Sofia, Tokyo, Varsavia, Pechino e Lisbona) degli uffici d egli addetti e si stabiliva, con l'impegno di sostituire al più presto i generali allora accreditati presso le varie ambasciate, che l'addetto militare dovesse avere il grado di colonnello di Stato Maggiore e l'addetto militare aggiunto quello di maggiore o di capitano, eccezionalmente di tenente colonnello. Questi ultimi poi dovevano essere inviati solo presso le sedi più importanti.
Memoria storica dell'Ufficio Operazioni, A.U.S.S.M.E., fondo A-1 memorie storiche1 vol. 0372. 155 Più che di un vero e proprio fondo si può parlare di un complesso documentario che riunisce alcune serie residue degli archivi de.i singoli addetti militari e degli uffici dello Stato Maggiore da cui gli addetti dipendevano. Il fondo, denominato G-29, è composto da 120 buste. Cfr. A. BrugioniM. Saporiti, Manuale delle ricerche nell' Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, Roma 1989. Per uno s tudio sugli addetti militari, navali e aeronautici sono molto importanti anche le carte conservate presso l'Archivio Storico-diplomatico, cfr. M.A. Frabotta, Le fonti militari presso l'Archivio Storico Diplomatico del ministero degli Affari Esteri, pagg. 166-lTI, in M.B.C.APubblicazioni degli Archivi di Stato, Le fonti per la storia militare italiana in età contemporanea - Atti del llT seminario Roma, 1.6-17 dicembre 1988, Roma 1993. 156 Comando Supremo - Reparto Operazioni - Ufficio Esteri, Promemoria sugli organici degli Uffici degli addetti militari, Roma 2 settembre 1919, firmato dal colonnello capo ufficio Grossi (con allegato elenco dei nominativi degli addetti militari e degli aggiunti) in A.U.S.S.M.E., fondo G-29 "Addetti militari", busta n. 1 "comune a tutti gli addetti militari", fascicolo n. 5 "organici e designazioni 1919". 154
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Alla base d i questi provvedimenti c'era soprattutto la n ecessità di ridurre le spese militari, ritenute superf.lue 157. In un successivo promemoria, sempre d ell'Ufficio Esteri158, si p rendevan o in esame le d ecisioni prese d al Comitato di guerra159, durante la riunione del 26 dicembre 1919, nelle quali si disponeva di rid urre a 12 il numero degli addetti, di portare a tenente colonnello il loro grado e abolire gli addetti m ili tari aggiunti. L'Ufficio Esteri riteneva controprodu centi tali d ecisioni e nello stesso promemori a propon eva di m antenere il numero degli addetti militari a 16 (con sedi a Londra, Parigi, Vienna, Berlino, Pietroburgo, Costantinopol i, Atene, Tokyo, Pechino, Madrid, Berna, Sofia, Buca rest, Belgrado, Praga e Washin gton ) e di lasciare la carica di addetto al grado di colonnello. Infine si opponeva all'a bolizione degli ad detti militar i aggiunti, poichÊ rappresentavano l'unico modo per formare futuri ufficiali, capaci di affrontare missioni all ' estero. Nonostante questo l'ufficio si affrettò a diramare a tu tti gli addetti e alle missioni militari all' es tero la circolare n. 1516 in cui venivano comunicate le decis ioni d el Comitato 160. Il ministro degli Affari Esteri Scialoja esponeva il suo punto di vista, con il telegramma del 11 giugno 1920 inviato anche allo Stato Maggiore 161. 157
lvi, lettera n. 1833 d i prot. del Ministero del la Guerra - Divis ione di Stato Maggiore al Comando Supre mo - Ufficio Esteri, datata 11 luglio 1919, a firma del m inistro Albricci. 158 Stato Maggiore del Regio Esercito Italiano - Reparto Operazioni - Ufficio Este ri, Promemoria relativo al Riordinamento del servizio degli addetti militari, Roma 7 gennaio 1920 (con due allegati), a fi rma del colorm ello capo ufficio Grossi, in A.U.S.S.M.E., fondo G-29 ci t., bus ta n. I cit., fascicolo n. 6 (1920), sottofascicolo c) "Riordinamento e sistemazione degli addetti militari". 159 Con il D.L. del 15 d icembre 1917 n . 1973 fu istituito un "Comitato d i guerra" per le decis ioni delle questioni d i comune competenza. Il Comitato era compos to dal presidente del Consiglio e d ai da sei minis tri; i capi di Sta to Maggiore dell'Esercito e della Ma rina ne facevano parte con vo to consultivo. Cfr. P. Melograni, Storia politica de/In Grande Guerra 1915-1918, Bari 1977, pagg. 540-541, tomo secondo. 160 Sta to Maggiore del Regio Esercito - Reparto O perazioni - Ufficio Esteri, Circola re n. 1516 di prot., ogg: Riordinamento del servizio degli addetli, Roma 9 febbraio 1920 (3 pagine) a lutti gli addetti e alle missioni militari a firma di Badoglio, in A.U.S.S.M.E. , fondo G-29 cil., busta n. 1 ci t., fascicolo 7 (1922), sottofascicolo b) Nomina alla carica di addetti militari (pratica A.M. 1-2). 161 Ministero degli Affari Esteri - Divisione 2/ 1, Telegram ma in pa rtenza n. 7822, in data Rom a 11 giug no 1920, indirizzato alla Presidenza del Consi-
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Egli ricordava come dal 1914 al 1919 fossero stati inviati numerosi ufficiali all'estero e che il numero d egli addetti fosse salito da 14 a 21, non contando gli ad detti militari aggiun ti, incarico allora d a poco costitui to . Riguardo alle d ecisioni del Comitato di Guerra di ridurre i loro organici il ministro sottolineava che: "la questione dell'addetto esorbita da una sfera di attività militare, e tocca una sfera di attività. politico-inform.ativa di importanza notevolissima per l'opera del capo della missione diplomatica e per i fini di questo Ministero" e proponeva, oltre alle 12 sedi decise dal Comitato di Guerra, altre 6 sedi, compresa Varsavia, in cui inviare ufficiali in missione. Il riordino d el servizio degli ad detti e la loro riduzione per ragioni di bilancio fu ri solta con il R.O. n. 122 del 3 febbraio 1921 162 .
Il decreto, infatti, oltre a d eterminare le competenze retributive loro spettanti, stabiliva che "presso le sedi delle rappresentanze diplomatiche (. ..) sono des tinati ufficiali del R. Esercito e della R. Marina, in qualità di addetti militari, navali e aeronautici'' (art. 1), che il loro numero er a fissato a "Militari 14, navali 7, aeronautici 4 (art. 2) e che le loro attribuzioni erano decise "mediante regolamenti emanati dai rispettivi Ministeri, di concerto col M inisi'ro degli Es teri" (art. 3). Anche la relazione di presentazione d el decreto al Consiglio dei minis tri firm ata da Bonomi, allora minis tro d ell a Guerra, era incentrata tutta su l concetto dell a necessità di ridurre le sp ese e di lasciare "quei pochissimi addetti(. ..) dei quali, per ragioni inderogabili di permanente interesse militare (. ..) non è assolutamente possibile fare a meno" 163 . Il R.D . n. 122 però non specificava quali doveva no essere le 14 sedi. 11
glio, a fir ma d el ministro Scia loia (è una vera e propria relazione di 15 pagine) in AU .S.S.M.E., fondo C -29 cit., busta n. 1 cit., fascicolo 6 (1920), sottofascicolo c) Riordinamento e sistemazione degli addetti militnri. Una copia dello stesso telegramma n. 7822 si trova anche nel fascicolo 8) No111i11e di addetti militari (1923), allegato al promemoria dello Stato Maggiore R.Esercito - Uffici o Operazioni, relativo agli add.etli aeronautici, in data 26 gennaio ·1922. 162 Giornale militare ufficiale, an no 1921, d ispensa 8°- circolare 109 e 110, pagg. 138-139. 163 Ministero della Guerra - Divisione Stato Maggiore, Relazione nl Consiglio dei Ministri (copia), in data 16 gennaio 1921 ln A.U.S.S.M.E., fondo G.29 ci t., busta n. 1 cit., fascicolo n. 6 (1920), sottofascicolo e) "Riordi11n111enlo e sistenrnzione degli addetti m ilil:ari".
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L'Ufficio Operazioni, che aveva ereditato le competenze su questi ufficiali e sulle missioni militari dall'ex Ufficio Esteri, in un rapporto del febbraio 1922, proponeva un nuovo elenco di sedi1 64 . Dopo aver considerato la situa zione p rima e dopo la guerra, faceva il pun to della distribuzione degli addetti, accreditati allora solo presso 13 rappresentanze diplomatiche (Atene, Berna, Belgrado, Bruxelles, Bucarest, Cos tantinopoli, Londra, Madrid, Parigi, Praga, Tokyo, Vienna e Washington) e alla luce della nuova situazione europea165 proponeva alcune modifiche affinché alcuni addetti militari fossero accreditati contemporaneamente in più Stati: l'addetto militare di Atene anche per la Turchia, l'addetto militare di Bruxelles anche per l'Olanda, la Svezia e la Norvegia, l'addetto militare di Bucarest anche per la Bulgaria, l'addetto di Madrid anche per il Portogallo, quello di Varsavia (allora sede della Missione Romei) anche p er la Russia 166, con l'aggiunta di un ultimo addetto militare a Berlino. Alla fine d el 1922, comunque, di fronte alle urgenti necessità di risanamento del bilancio e su richiesta del ministro del Tesoro, che aveva proposto la soppressione della carica di addetto d elle forze armate167, lo stesso Mussolini, presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri ad interim, d'accordo con il maresciallo Diaz, ministro della Guerra, dispose per il
164 Rapporto (minuta) dello Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio Operazioni al capo di Sta to Maggiore, oggetto: Sedi degli addetti militari, Roma 23 febbraio 1922 (7 pagine) in A.U.5.5.M.E., fondo G-29 cit., busta cit., fasc icolo 7 (1922), sottofascicolo b) Nomina alla carica di addetto militare. 165 Ibidem: " Ln vittoria delle potenze a/lente sugli imperi centrali ha portato un nuovo assetto europeo, pel quale, taluni Stati hanno assunto nuova spiccata fisionomia o per l'autonornia concessa o per l'otte1111ta espansione territoriale (. ..) Ma l'assetto europeo è ancora lungi dall'essere raggiunto: tnlu11e potenze 11011 sono state neppure riconosciute 11fficia/111ente (Russia) - altre sono ancom in pieno regime di con/:rollo per l'applicazione dei trattati di pace (Germania, Ungheria, Bulgaria), nitre n11cora devono rat ificnre il trattnto di pace loro imposto (Turchia)". 166 Ibidem:"In. avvenire se tale missione sarà ritirata può essere conveniente seguire l'attività di questo Stato 11 mezzo dell'addetto destiHato in R11ssia ovvero qualora ciò 11011 fosse consigliabile politicnme11tc vi si potrà anche desti11are un addetto militare il quale dovrebbe allora osservare anche tutta l'attuale repubblica dei sovieti che già viene praticato dalla Missione Romei". 167 lvi, Lettera (copia) del Ministero del Tesoro - Ragioneria generale dello Stato, n. 17929, Roma 17 ottobre 1922. Cfr. anche la lettera del ministro deUa guerra a Mussolini d el novembre.
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richiamo di alcuni addetti militari d alle sedi diplomatiche ritenute allora meno importanti (Bruxelles, Tokyo, Berna e Washington per l'addetto aeronautico)168. Successivamente il regime fascista disciplinò definitiva mente la materia relativa agli addetti delle forze armate con numerosi decreti, di cui i più importanti furono quelli del 24 maggio 1925 n. 1032 (convertito in legge il 18 marzo 1926, n. 562) e dell' 8 luglio 1937 n. 1395. Secondo il R.D. n. 6090 d el 1870 (art. 67) gli addetti delle forze arm ate, pu r dipendendo dal Ministero della Guerra o della Marina, con i quali potevano corrispondere direttamente sulle materie militari, erano sottomessi gerarchicamente al capo della missione diplomatica. Durante la guerra e subito dopo i rapporti tra addettj e rappresentanti diplomatici entrarono in una fase delicata, dovuta alla particolare situazione che, come abbiamo già accennato, portò al moltiplicarsi delle competenze degli uffici ali in missione all'estero. Il ministro d ella Guerra Albricci con una circola re de] 2 se ttembre 1919, indirizzata agb addetti e alle missioni militari169, richiamava l'attenzione sulle lamentele del ministro degli Affari Esteri, che aveva constatato: ' come non sempre gli addetti militari curino di dare preventiva comunicazione ai capi delle rappresentanze diplomatiche dai quali dipendono, dei loro rapporti o comunicazioni indirizzati a questo ministero o ad altre autorità, né sempre limitano la propria attività alla trattazione delle sole materie tecniche, invadendo qualche volta dannosamente il campo delle questioni politiche ed economiche". Cessato lo stato di guerra, che poteva giustificare la particolare situazione170, lo stesso Albric1
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Lettera del ministro degli Affari Esteri al minis tro della Guerra, n. 68483, Roma 6 dicembre 1922, in A.U.S.S.M.E., fondo G-29 cil., busta n. 1 cit., fascicolo 7 (1922), sottofascicolo a) Lettern di Mussolini a Diaz sul servizio degli addetti. 169 Ministero della Guerra - Divisione di Stato Maggiore, circolare riservatissima n. 13610, oggetto: Rapporti con i capi ciel/e RR.Rapprese11tanze diplomatiche al/'es/'ero, Roma 2 settembre 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo G-29 cit., busta 1 cit., fascicolo 6 (1920), sottofascicolo a) "Rapporti degli addetti militari con i rappresenta11ti diplomatici". "70 Ibide m: "Le speciali conclizioni derivanti dallo sfnl'o di guerra hanno llecessariamente legato, in ogni fe110111eno, l'elemento militare a quello politico ed eco110111ico, e ciò può giustificare almeno in parte il verificarsi degli inco11ve11ienti lamentati".
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ci invitava tutti gli addetti m ilitari "a voler tenere costantemente
presenti i limiti delle attribuzioni loro affidate, le norme chiaramente sancite dal art. 67 (R.D. n. 6090) e l'obbligo (.. .) di portare a conoscenza del R. ambasciatore o del R. ministro tutte le questioni da essi trattate e di conformare la loro azione ( .. .) alle direttive ricevu te dai rappresentanti diplomatici suddetti". Alle missioni il ministro rivolgeva un'ugu ale raccomandazione "sebbene in senso meno ristretto e più conforme alle particolari condizioni di dipendenza in cui essi si trovano". Questa circol are ministeriale non p ose fine agli attriti sorti tra ra ppresentanti dipl omati ci e addetti.. Il ministro degli Affari Esteri Tittoni, infatti, con un telegramma del 24 settembre 1919, inviato al m inistro della Guerra, ribadiva che gli add etti dovevano comunicare ai rappresentanti diplomatici, ancora prima di spedirli, i telegrammi ed i rapporti in partenza e dovevano, se ri chiesto, dare comuni cazione di tutta la corrispondenza scambiata con qualsiasi ente, compreso il Minis tero della Guerra da cui d ipendevano171 . In pratica Tittoni ribadiva il concetto della totale subordinazione dell'addetto al capo della missione diplomatica. Il Ministero della Guerra, con una lettera inviata all'Ufficio Esteri del Comando Supremo, per la richiesta di un parere tecn ico, ribadiva l' opportunità dell' intimo legame fra g li addetti e i rappresentanti diplomabci, ma non riteneva necessario "costringere in rigide nonne tassative le modalità del fun zionamento del sistema, tanto più che gli addetti debbono ora limitare la loro funzione al campo pu ramente militare, donde l'inutilità del rappresentante diplomatico sia informato dettagliatamente di tutto quanto essi fanno" 172 • Il parere del Comando Supremo non si fece attendere. Lo stesso D ia z, rispondendo direttamente al ministro della Gucr-
171 Ivi, Ministero degli Affa ri Esteri - Divisione 2 /1, telegram ma posta n. 17609 (copia), n S.E. il ministro della Guerra, Roma 24 settembre 1919 (è allegata alla lette ra del Ministero della Guerra n. prot. 15066). Cfr. anche il Promemoria sui Rapporti fra Rli addetti militari e i rappresentanti diplomatici all'estero dell'Ufficio Esteri, Roma 9 ottobre 19·19, ch e riassume tutta la questione (si trova nello stesso fascicolo) . m Ivi, Lettera del Ministero della Guerra - Divisione Sta to Maggiore, n. prot. 15066, ogg: Rapporti degli addetti militari con i capi delle RR. rnpprese11ta11ze af/'esl'ero, Roma 6 ottobre 1919.
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ra, con u na lettera del 12 ottobre 1919, concordava perfet tam ente sulle necessità che l'addetto tenesse al corrente il rappresentante d iplomatico di tutte le qu estioni militari, dandogli anche comunicazioni dei rap p orti che lo interessavano, m a riteneva eccessivamente restrittiva la prescrizione ch e tutta la corrisponden za dovesse essere comunicata a quest'ultimo 173. La questione fu in seguito risollevata d al presidente del Consiglio Nitti. Con il telegramma n. 1041, del 17 marzo 1920, indirizzato al minis tro della Gu erra Bonomi, egli, richiam ando l' art. 67 del R.D. 6090, ribadiva che "non soltanto gli addetti, ma tutte le missioni militari che si recano all'estero debbano rimanere sotto la direzione dei R. Rappresentanti diplomatici". Ricordava poi ch e le questioni p olitiche erano di esclu siva competenza di questi u ltimi e che gli addetti e le missioni dovevano dare comunicazione quotidiana d i tutta la loro corrispondenza d'ufficio, compresa qu ella relativa alle questioni m ilitari con i ministeri delle forze armate, al capo della missione diploma tica 174 . Inoltre gli agenti militari all'estero dovevano sottoporre apreventiva autorizzazione del cap o della missione tutti i rapporti e telegrammi d i n atura militare, che rig uassero anche, ind irettamente, questioni politich e.
173 Ibidem, Lettera (minu ta) dell'Uffiò o Esteri del Comando Supremo, n. prot. 3346, ogg: rapporti f rn gli addetti militari ed i rappresentanti diplomatici, Roma 12 ottobre 1919: "Mi sembra eccessivamente restrittivo la prescrizione che tutta la corrispondenza. di qualsiasi specie, debba essere comw1icata al rappresentante diplomatico. Tale disposizione vincolerebbe eccessivamente l'opera dell'aclcletto li111itando11e sensibilmente il rendimento, non solo, ma sarebbe anche contraria allo spirito del Regolamento di Disciplina militare il quale n111mette che esistano relazioni dirette fra qualsiasi militare ed il proprio superiore da cui disciplinarmente dipende (per il cnso dell'addetto militare, il superiore, in tempo di pace, sarebbe il comn11dante in seconda del Corpo di Staio Maggiore)". 1711 Copia di telegramma (c'è anche una copia a s tampa) in partenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, n. 1041 di prot., in data Roma 17 marzo 1920, indirizzata al ministro della Guerra Bonomi (allegato al promemoria dell'Ufficio Esteri, in data 25 marzo 1920) in A.U.S.S.M.E., fon do G. 29 cit., busta 1 cit., fascicolo 6 (1920), sottofascicolo b) Attribuzioni degli addetti militari. Le istruzioni di Nitti erano assai precise "Voglia Vostra eccellenza dare inoltre le seguenti istruzioni: 1 ° gli addetti militari debbono comu11icare giornalmente al capo missione diplomatica copia dei telegrammi che spedisco11.o e ricevono; 2° gli addetti militari possono corrispondere direttamente coi ministeri della Guerra o della Marina soltanto per quanto concerne le materie tecniche dell'arte militare, dando comunicazione nei rapporti al capo della Missione".
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Il generale Badoglio, capo di Stato Maggiore dell'Esercito, pur dimostrandosi d 'accordo con lo spidto del telegramma di Nitti, in linea con le posizioni del suo p redecessore, il maresciallo Diaz, riteneva eccessive e troppo vincolanti le disposizioni del presidente del Consiglio175. Il ministro della Guerra Bonomi accolse in pieno le osservazioni di Bad oglio e nella lettera di risposta al telegramma n. 1041 ribadì la disponibilità ad accettare la completa subordinazione degli addetti militari al capo della missione diplomatica rifiutando però la totale applicazione delle disposizioni inviate da Nitti176 . Bonomi richi amò anche l'attenzione sui rapporti tra missioni militari e agenti diplomatici. Secondo il ministro bisognava tenere conto che queste "hanno compiti speciali ed eccezionali, che m.olte volte sono presiedute da ufficiali aventi rango superiore al nostro rappresentante diplomatico e che infine talora sono inviate in paesi ove tale rappresentanza non esiste, non parrni possibile stabilire nonne altrettanto tassative come per gli nddetti militari". Egli proponeva che "il carattere di relazione fra la nostra rappresentanza diplomatica e la missione debba essere fissata caso per caso tenendo conto delle circostanze di fatto e dello scopo per cui la missione viene inviata". La stessa posizione fu ribadita, in modo anche più esplicito, dal mini s tro d el.I.a guerra Rudinò, successore di Bonomi nel secondo governo Nitti 177 . 175 Ibidem, lettera (minu ta) dell'Ufficio Esteri - Reparto Operazioni - Stato Maggiore del Regio Esercito, indirizzata al Ministero della Guerra, n. 3410 di prot. E., ogg: Al:tribuzioni degli addetti militari a/l'estero, Roma 30 marzo 1920. 1ì 6 Ibidem, telegramma in partenza n. 292'1 del Ministero deUa Guerra, indirizzato alla Presidenza del Consiglio, Roma 9 aprile 1920. Il testo del telegramma riprende quasi parola per parola la lettera di Badoglio n. 3410 di prot. E. 177 Ibidem, lettera del ministro della Guerra a S.E. il presidente d el Consiglio, n. 9343 di prol., ogg: attribuzione degli addetti milita1'i a/l'estero, Roma 31 maggio 1920: "V.E. converrà con me come il voler ora precisare con norme rigide le modalità di applicazione delle disposizioni dell'art. 67 del regolamento diplomatico sia da 1111 lato superfluo specie quando le relazioni tra l'addetto militare ed il Ministero della Guerra riflellono come di massima semplici richieste, comunicazioni di notizie e dati: relativi inerenti gli ordinamenti militari, mentre dall'altro con la prescrizione ad esempio che tutta la corrispondenza di qualsiasi specie debba essere com1111icata integralmente al capo della missione diplomatica, si costringe-
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La controversia servì a definire esplicitamente i rappor ti tra agenti diplomatici e militari all' estero. Gli addetti e le missioni militari rimasero subordinati al capo della missione diplomatica, come dal Regolamento Diplomatico sempre in vigore, ma nello stesso tempo v idero anche confermate le loro specifiche competenze, dimostratesi di interesse fondamen tale, durante e dopo la guerra, per la politica estera italiana. La crescente importanza dell'aviazione militare e la specialità d elle ques tioni ad esse relative, sia in ambito industriale che bellico, avevano motivato la nascita di un'altra figura di agente militare accredita to presso uno Stato estero: l'addetto aeronautico. Inizialmente gli addetti aeronautici erano ufficiali d ell'Esercito o della Marina, esper ti nella materia o anche piloti di veicoli militari, che si appoggiavano all' addetto mi litare del posto, al capo missione militare o semplicemen te al rappresentante d iplomatico. Nel 1919 gli addetti aeronautici dipendevano dalla Direzione Generale del 'Aeronautica presso il Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari, istituita con il D.L. Lgt 30 giugno 1919 n . 1233. Con il R.D.L. del 22 giugno 1920 n. 849 era stata soppressa la Direzione Generale d'Aeronautica, trasferita con R.D. n. 304 del 21 n1arzo 1920 presso il Ministero dell'Industria Commercio e Lavoro e le sue funzioni demand ate al Comando Superiore di Aeronau tica del Ministero d ella Guerra 178 . Dal 1920 perciò gli
rebbe gli nddetti militari ad un lavoro gravoso (. .. ) e se vincolerebbe eccessivamente l'opem. L'art. 67 è di per se nbbnstanzn esplicito e dettngliato, In circolare emanata da questo ministero (è la circolare n . 13610 del 2 settembre 1919) ribadisce sufficientemente le norme in esso contenute" . Ricordinmo che In questione ebbe un'ulteriore seguito, poiché il Ministero degli Affari Es teri d iramò la circolare n . 1041 della Presidenza del Consiglio alle varie rappresentanze diplomatiche all' estero, senza il preventivo accord o tra i vari ministeri. La stessn Missione militare italiana in Polonia chiese istruzioni in merito nllo Stnto Maggiore cfr. promemoria dell'Ufficio Esteri, in data 22 giugno 1920 (e rcla tivi allegati) in A.U.S.S.M.E., fo ndo G 29 cit., bus ta 1 cit., fascicolo 6 (1920), sottofascicolo a) cit. 178 Cfr. Ministero per i Beni Culturali e Ambientali - Ufficio centrale per i beni archivistici, Guida ge11erale degli nrchivi di Stato italinni, Roma 1981, voi. I (A-E), pag. 89.
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addetti aeronautici venivano a dipendere direttamente da quest'ultimo ministero. Nel 1921 il R.D. n. 122 fissò l'organico degli addetti aeronauticì a quattro. L'importanza di questi ufficiali era stata valutata assai positivamente dal ministro degli Affari Esteri Scìaloia che nel già ricorda to telegramma n . 7822 dell'll giugno 1920 aveva esaminato attentamente le loro specifiche funzioni. A suo giudizio le sedi diplomatiche in cui inviare gli addetti aeronautici erano due: quelle "con carattere di osservazione scientifico militare, di natura costante, presso gli Stati che sono alle testa del movimento aeronautico mondiale, che hanno un'industria in continuo progresso", dove l'addetto avrebbe dovuto seguire essenzialmente i progressi tecnologici dell'avia zione (per esempio Francia, U.S.A., Gran Bretagna) e le "sedi con carattere di rappresentanza e smercio industriale", in cui l'addetto avrebbe dovuto occuparsi della vendita del materiale aeronautico militare direttamente alle forze armate degli Stati presso cui era accreditato. Una di queste sedi fu proprio Varsavia dove, come vedremo meglio più avanti, l'addetto aeronautico della missione Romei svolse con successo il suo incarico.
3.2. Gli inviati militari italiani in Polonia prima della Mis-
sione Romei (1919 ). Con la rinascìta della Polonia nel 1918-19, l'Italia, grazie al contributo diretto della sua amministrazione militare, aveva attivamente partecipato alla costituzione dell'armata del generale Haller in Francia, inviando oltralpe reparti di polacchi fatti prigionieri sul fronte austriaco (577 ufficiali e 31.800 uomini di truppa)179 .
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Cfr. Consiglio Supremo di Guerra - Sezione italiana - Delegazione italiana per la pace - Sezione militare, Notizie militari-politiche sulla Polonia cit. pag. 22. Sull'impegno dell'Esercito italiano dr. Telegramma del Ministero della Guerra alla Delegazione italiana per la pace - Sezione militare, n. 23577, Roma 15 aprile 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 "Commissione interalleata di Parigi 1918-1932", busta 106, fascicolo 3 "Esercito - istruUori italiani per l'esercito polacco - 19.19-1920": "seguito accordi con rnissione militare polacca in Italia venne stabilito ai primi di dicembre u.s. riunire tutti i prigionieri austriaci
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Nel febbraio 1919 il gen erale Segre, capo della Missione militare italiana a Vienna per l' armistizio, inviò in Polonia il primo convoglio ferroviario con materiale b ellico italiano app artenente all' ex esercito austriaco. Successivamente i I Comando Supremo, con il benestare del Ministero degli Affari Esteri, fece partire altri convogli di materiale bellico italiano e austriaco (16 treni). Per coordinare le domande il Ministero della Guerra sospese mom entaneamente le cessioni di m ateriali, chiedend o al governo polacco di definire alcuni pu nti. Gli accordi raggiunti prevedevano che il generale polacco Katkowski, inviato in Itali a, richiedesse direttamente il m ateriale al nos tro Ministero della Guerra, mater iale che veniva poi approntato e spedito dal Comando Supremo. Al ritorno, i treni italiani vuoti erano caricati di carbone. Nel luglio 1919 risultavano ceduti alla Polonia 7.000 fucili mod. 91, 17 milioni di cartucce di vario genere, 28 batte1ie di cannoni di vario tipo e altro materiale d'artigli eria 180 . Secondo il Ministero della Guerra fino al febbra io 1920 era stato ceduto alla Polonia materiale (d'artiglieria, automobilis tico, sanitario, telefonico e del genio) per 6.905.866.10 di lire itali ane, più altri 25 milioni tra equi paggiamento vari o e viveri per le truppe polacche 181. L' aiuto forni to dall' Amministrazion e militare italiana al nuovo Stato polacco era stato concesso anche in vista delle di nazionalità polacca in campi di concentramento S. Maria Capua Vetere et La Mandria di Chivasso a disposizione Missione militare predetta per loro arruolamento et successivo invio in Polonia stop Arnministrazione milil'nre italiana ha provveduta organizzazione campi concen fra1nento medesfrni nonc/ié somminisl.razione vitto alloggio coperte etc. Polacchi arruolati i q11ali vengono altresì ,mmiii viveri riserva per viaggio allorché sono trasportati in Francia per successivo inoltro in Polonia". 180 Opuscolo a stampa (bozze di stampa n . 2): Rifornimenti di materiale da guerra da parte dell'Italia alla Polonia, Cecoslovacchia e Romania, 1 luglio 1919 (8 pagine) in A.U.S.S.M.E., fondo E.8 cit., bus ta 110, fascicolo n. 4 "pubblicazioni varie". 181 Telegramma del Ministero della Guerra - Divisione di Stato Maggiore indirizzato alla Sezione italiana del Com itato militare alleato, n. 3979, Roma 29 febbraio 1920, con allegato un elenco della Direzione generale dei servizi logistici ammin istrativi, in d ata 20 febbraio 1920, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 cit., busta 106, fascicolo 3 cit. Cfr. più ava nti Documento n. 1, p agg. 205-206.
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grandi possibilità che quella giovane nazione poteva offrire all'Italia. Il Comando Supremo, infatti, grazie alle segnalazioni avute dai suoi ufficiali in missione o di passaggio in Polonia1 riteneva di grande utilità aprire nuovi sbocchi commerciali ai prodotti italiani sul mercato polacco e instaurare una collaborazione con l'esercito di quel paese, bisognoso di tutto, dagli istruttori ai materiali. Nella primavera del 1919 il generale Segre trasmise all'Ufficio Operazioni del Comando Supremo un promemoria compilato da un ufficiale alle sue dipendenze, il capitano Accame, che aveva visitato i territori polacchi per conto della Missione militare italiana in Austria. Il documento, datato 5 aprile 1919, riguardava appunto le possibilità per l'Italia di stringere rapporti commerciali e militari con la Polonia 182. Accame, dopo aver attentamente analizzato dal punto di vista sociale il conflitto polacco-ucraino, a suo giudizio dovuto al risveglio delle masse contadine rutene, rifornite di armi dalla Germania e dall'Austria in funzione antipolacca 183, considerava le possibilità di penetrazione commerciale. Egli ricordava che: "la Polonia ricca esportatrice di biada, fru -
mento, legname, petrolio, manca in modo assoluto delle industrie metallurgiche, della gomma e di quella per estrazione del carbone, dei quali ha enormi giacimenti". Mancava inoltre di cotoni, sete, canape, vini, frutta secca e agrumi, ovvero quei prodotti di cui l'Italia disponeva in grande quantità. C'erano quindi tutte le premesse per instaurare una serie di scambi commerciali bila-
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Promemoria (copia) riservatissimo circa le condizioni della Polonia e la nostra ful:ura penetrazione commerciale e militare, Vienna 5 aprile 1919, a firma del cap. Accarne (11 pagine), il promemoria è trasmesso dall'Ufficio Operazioni del Comando Supremo alla Sezione militare della Delegazione italiana per la pace, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 cit., busta 103, fascicolo 3: "Situazione della Polonia con l'Italia". Al pro.memoria e stato aggiunto anche un riassunto di autore ignoto, in cui si ricorda che tutta la questione era già nota al governo. 183 Ibidem, promemoria cit. "L'Austria, e soprattutto la Germania, hanno interesse a far si che non si costituisca una Polonia forte e facilitano il rifornimento di munizioni ed anni agli ucraini( .. .) La guerra ucraina-polacca più che una questione nazio11ale è quindi in fondo un conflitto del lavoro contro il capitale. La massa dei contadini, resasi con la guerra coscien/:e della sua forza vuole imporre ai grandi Latifondisti la divisione delle /:erre".
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terali jn cui l'Italia avrebbe esportato i suoi prodotti industriali e agricoli, importando legname, carbone, petrolio e frumento dei quali aveva un disperato bisogno. Inoltre, secondo Accame, benché la concorrenza francese fosse molto forte, alcuni generali polacchi erano favorevoli ad una stretta collaborazione militare con l'Esercito italiano. Chiudeva infine la sua relazione, sollecitando l'immediato invio di rappresentanti diplomatici e militari del governo italiano1 del tutto assenti dal territorio polacco184 . Dello stesso avviso fu il rnaggicne Sta.bile, allora rappresentante della Missione interalleata in Polonia e successivamente assegnato alla Missione Romei. Data l'assenza di rappresentanti del governo italiano1 egli consigliò l'immediato invio di un addetto militare a Varsavia e di rappresentanti militari a Leopoli e Vilna, segnalando, in un rapporto al Servizio informazioni del Comando Supremo e alla Sezione militare della Delegazione italiana per la pace, la grande disponibilità della Polonia verso l'Italia185 • Il 14 marzo 1919 anche Badoglio sottolineò al Ministero degli esteri la necessità di inviare una rappresentanza militare a Varsavia 186 . Il 10 aprile Diaz inviò una lettera al presidente del consiglio Orlando in cui, dopo aver ricordato che le grandi potenze, soprattutto la Francia, avevano inviato numerosi agenti in Polonia e che quest'ultima dimostrava una particolare simpatia per l'Italia, proponeva l'invio di un addetto militare con l'ap-
184 Ibidem, promem.oria cit. "la nostra c01npleta assenza sino a poco fa dal te1·ritorio polacco non ha permesso a questa tendenza di trovare l'appoggio de/l'lta.lia. E' certo però che, se ad una nostra attività in Polonia corrisponderà il governo a concedere, quanto si chieda, s-i potrà avere in breve grandi risultati". 185 Relazione del maggiore Stabile della Missione militare italiana alla Delegazione italiana presso il Congresso della pace - Sezione militare, n. 113 di prot., ogg: L'influenza. italiana in Polonia alla fine del maggio 'J9, senza data (15 pagine), la rebzione è trasmessa dal Servizio Informazioni del Comando Supremo alla Sezione militare della Delegazione italiana per la pace, in A.U.S.S.M.E., fon.do E-8 cit., busta 103, fascico lo n. 7 "Missione italiana e notizie politiche militari 1919". 186 Telegrarnma del Comando Supremo - Ufficio Operazioni al Ministero degli Affari Esteri, n. 4383 op., 14 marzo 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 cit., busta 103, fascicolo n. 6 "rappresentante militare italiano". Cfr . anche il resto del fascicolo.
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poggio di una rappresentanza diplomatica 187 . Orlando approvò la proposta di Diaz188 . Nel giugno 1919 anche Sonnino, sollecitato dalle alte gerarchie militari, si convinse ad inviare in missione un ufficiale che avrebbe preceduto la rappresentanza diplomatica vera e propria189 . L'ufficiale prescelto fu il colonnello Umbertino Franchino, allora capo di stato maggiore della Divisione territoriale di Bologna190. La missione del colonnello Franchino divenne attiva a Varsavia il 19 luglio 1919191 .
187 Ibidem, lettera (minuta) di Diaz al S.E. il Presidente del consiglio, n. 4041 sp. di prot., Parigi 10 aprile 1919. Cfr. più avanti Documento n. 3, pag. 221. 188 Ibidem, lettere di Orlando in risposta a Diaz, Parigi 15 aprile 1919. Cfr. più avanti Documento n. 4, pag. 222. 189 Ibidem, lettera di Sonnino a Cavallero, Parigi 10 giugno 1919. Cfr. più avanti Documenti n. 5 e 6, pagg. 223-224. Ricordiamo che il governo italiano non aveva agenti diplomatici a Varsavia, Tommasini giunse nella capitale polacca solo nell'ottobre 1919. 190 Ibidem, telegramma della Sezione militare - Delegazione italiana per la pace al Ministero della Guerra, n. 5428 di prot sp., Parigi 5 maggio 1919. Umbertino Franchino era nato vicino a Saluzzo il 17 aprile 1873. Nel 1890 entrò nell'Accademia militare d i Modena e nel 1893, nominato sottotenente d'artiglieria, divenne allievo della Scuola di Applicazioni d'Artiglieria e Genio. Nominato tenente nel :1895, nel 1899 fu assegnato alla 7° Brigata artiglieria da fortezza. Nel 1902 fece parte del 5° Reggimento artiglieria e nel 1903 fu destinato al comando del V Corpo d'Armata in servizio di stato maggiore. Nel 1907 fu promosso capitano; nel 1909 fu assegnato alla Divisione militare di Brescia sempre in servizio di stato maggiore e in seguito al 1° Reggimento artiglieria da montagna. Nel febbraio 1915 fu promosso maggiore e poco dopo, nel settembre dello stesso anno, tenente colonnello. Durante la prima guerra mondiale fece parte de] Corpo di Stato Maggiore compiendo numerose missioni al fronte. Nominato colonnello nel febbraio 1917, nel 1919 fu capo di stato maggiore della Divisione territoriale di Bologna. Nel 1920, dopo la sua missione in Polonia, ebbe l'incarico di addetto militare ad Atene. Nel 1926 nominato generale di brigata fu comandante d'artiglieria del Corpo d'armata d'Alessandria. Promosso a generale di divisione nel gennaio del 1930 ebbe il comando della Divisione militare territoriale di Firenze. Morì il 20 luglio 1930. Cfr. copia dello stato di servizio in A.U.S.S.M.E., raccolta delle Biografie, busta 93. 191 Rapporto (minuta) della Missione militare italiana in Polonia (colonnello Franchino) al Comando Supremo, n. 3/R.1, ogg: situazione della missione in Varsavia, Varsavia 22 luglio 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo E-ll"Missioni militari pressò gli alleati e missioni militari italiane all'Estero", busta 62-bis, fascicolo n. 1: carte missione Franchino. Cfr. anche, come esempio, più avanti Documento n. 7, pagg. 225.
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Egli aveva l'incarico di raccogliere informazioni sulla situazione politico-militare della Polonia, dell'Ucraina, dei Paesi Baltici e della Russia e di supervisionare i trasporti ferroviari di materiale bellico italiano che giungevano a Cracovia e Varsavia. Doveva anche propagandare la politica del regio governo cercando, nei limiti di un addetto militare, di gettare le basi per dei futuri rapporti italo-polacchi. Il colonnello Franchino fu ben accolto dalle autorità polacche, ricevette anche una visita di Pilsudski, ma, nonostante la sua buona volontà, non aveva gli strumenti adatti per svolgere il suo incarico. Privo dell'appoggio di una regolare rappresentanza diplomatica, doveva soprattutto contrastare la presenza di ambasciatori e generali inglesi, americani e francesi. Nel novembre del 1919 il colonnello Franchino fu sostituito dalla missione del generale Romei-Longhena. L'attività di quel colonnello, soprattutto a livello informativo, ci è testimoniata dalle poche ma interessanti carte, conservate presso l'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. Oltre alla missione Franchino, il 26 agosto 1919 fu inviata a Varsavia anche una missione dipendente dalla Direzione Generale Aeronautica del Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari. La Missione era composta dal comandante, capitano pilota Attilio Giuliani192, dal tenente istruttore di pilotaggio Giuseppe Retinò193 e da personale tecnico vario. 192. Attilio Giuliani, nato a Bologna il 6 aprile 1893, nel giugno 1914 fu nominato ufficiale di complemento di fanteria e assegnato al 6° Reggimento bersaglieri. Nel gennaio 1916 fu nominato tenente e nel dicembre dello stesso anno fu promosso capitano per meriti di guerra. Nel maggio 1916 fu comandato alla Scuola Osservatori d'Aeroplano di Centocelle e nel mese di luglio fu assegnato alla Seconda Squadriglia in zona d'operazionì. Ferito nel giugno 1917 durante un combattimento aereo, dopo ulteriori corsi di perfezionamento nel giugno 1918 ritornò in zona di guerra e fu assegnato prima alla Squadriglia Difesa Aerea di Ravenna, poi nel novembre dello stesso anno al Gruppo Aeroplani Difesa Veneto Emilia. Dal 26 agosto 1919 al 1° giugno 1920 fu in Polonia come capo della Missione aeronautica. Nel 1933 fu collocato in ausiliaria. Fu richiamato nel giugno del 1940 con il grado di tenente colonnello. Morì nel 1945. Cfr. copia dello stato di servizio in A.U.S.S.M.E., raccolta delle Biografie, busta 93. 193 Giuseppe Retinò, nato nel marzo 1894 vicino a Lecce, fu nominato sottotenente di complemento del Genio nel 1915. Durante la prima guerra
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La venuta del capitano Giuliani a Varsavia era stata preceduta da un raid di due apparecchi S.V.A., pilotati dai tenenti Ancilotti e Mainardi1 che portavano un messaggio di Nitti per Paderewski, relativo alla costituzione di una scuola di pilotaggio l.94. Il progetto della scuola non ebbe seguito1 per la fortissima concorrenza francese, ma Giuliani fece un intensa propaganda ai nostri apparecchi1 riuscendo ad ottenere per il governo italiano l'ordinazione da parte dell'aviazione militare polacca di 4 squadriglie su 15 apparecchi da ricognizione, uno da caccia1 uno da bombardamento, 6 idrovolanti per la marina e altro materiale che1 con ]a fine della guerra, non era più necessario alla nostra aeronautica miJitare. Giuliani fu anche invitato a presentare alcuni progetti per la costruzione di una fabbrica di aeroplani e motori in Polonia e subito dopo partì per Rom.a, accompagnato dal generale polacco Kontkowski, per definire un regolare contratto. Inoltre la Ditta Ansaldo, rappresentata dall'ingegnere Brezzi, ottenne da parte polacca l'ordinazione di 40 S.V.A. 200 HP e 10 Balilla 200
HP195_ Il 1° giugno 1920 la missione aeronautica fu rimpatriata e le sue funzioni passarono al nuovo addetto aeronautico, capitano Parvopassu, dipendente direttamente dal generale Romei.
mondiale, assegnato inizialmente alla Direzione Tecnica d'Aviazione militare dell'Esercito - Sezione di Milano, fu nominato pilota d' aeroplano (luglio 1915) e partecipò come tale a numerose azioni aeree in zona di guerra. Nel settembre 1916 divenne pilota istruttore e nel marzo 1917 fu nominato tenente. Nel 1923 fu trasferito alla Regia Aeronautica. Cfr. copia dello stato di servizio in A.U.S.S.M.E, raccolta delle Biografie, busta 93. 194 Telegramma del Gabinetto del ministro degli Esteri alla legazione di Varsavia, n. 18951, in data 16 agosto 1919, con la comunicazione dell'arrivo dei due apparecchi SVA e del capitano Giuliani, per via ferroviaria, in Archivio Storico - Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri, serie degli affari politici (1919-1930) - Polonia, busta n. 1475, fascicolo 6460 "Trattazione
generale". 195 Relazione (minuta) finale del capitano Giuliani alla Missione militare italiana in Polonia, n. 168 di prot., Varsavia 29 marzo 1920 (3 pagine), in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., busta 62 bis, fascicolo n. 2 ca.rte Missione aeronautica del cap. Giuliani. Cfr. più avanti il Documento n. 8 pagg. 229-230.
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3.3. La Missione militare italiana del generale Romei-Longhe-
na (1919-1923 ). Nell'ottobre 1919 giunse a Varsavia l'incaricato d'affari del governo italiano, il ministro Tommasìnì. La Francia e l'Inghilterra, oltre ai normali rappresentanti diplomatici, avevano inviato anche delle missioni militari, comandate da generali196 . Il 3 agosto 1919 il ministro della Guerra Albricci indirizzava una lettera al generale Diaz, capo dello Stato Maggiore dell'Esercito, in cui, dopo aver segnalato il vivo desiderio di Tommasini, da poco designato alla sede di Varsavia, di avere come collaboratore militare ìl generale Romei, proponeva di inviare in Polonia l'alto ufficiale, non come semplice addetto militare, ma come capo di una missione, consona al suo grado 197. Nella stessa lettera il ministro informava Diaz del parere favorevo le manifestatogli dal presidente del consiglio Nitti e dal sottosegretario agli Affari Esteri, conte Sforza, sulla questione. Anche il capo di Stato Maggiore dell'Esercito era favorevole alla nomina di Romei, ma riteneva opportuno che fossero
196 Sulla Missione militare in Polonia è fondamentale il recente lavoro di A. Biagini, 11 problema della Slesia e la Missione militare in Polonia fonti e problemi, pagg. 259-276, in Stato Maggiore dell' Esercito - Ufficio Storico, Studi storico militari :1991, Roma 1993. 197 Lettera (copia) d-el mi nis tro della Guerra Albricci al generale Diaz, capo di Stato Maggiore dell1Esercito, prot. n. 11664, ogg. : Designazione di personale militare per l'Alta Slesia, Polonia e Grecia, Roma 3 agosto 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo E -11 cit., busta n. 63, cartella n. 2 "Composizione della
Missione Romei in Polonia, rimpatrio della missione, questioni econo1niche e commerciali (1920-21-22)", fascicolo PL.1 "composizione della missione Romei", sottofascicolo PL1-1 "costituzione della missione Rornei": "soggiungo poi che quale regio ministro a Varsavia è stato designato da S.E. Tittoni il comm. Tommasini che mi ha personalmente espresso il vivo desiderio di avere come collaboratore militare il generale Romei per le profonde conoscenze che tale generale ha nell'ambiente locale e per le nwnerose relazioni e simpatie che già allacciò e riscosse nelle precedenti missioni. Naturalmente il generale Romei, per il suo grado, dovrebbe essere destinato in Polonia, come capo della Missione Militare, anziché come addetto militare, ciò che è in armonia del resto con quanto già hanno fatto colà francesi e inglesi. Di eguale parere S.E. il Presidente del Consiglio ed il conte Sforza, ed aggiungo che sua Maestà il Re approverebbe la designazione del generale Romei". Per il testo completo dr. più avanti Documento n. 9, pagg. 231-232.
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preventivamente chiariti i rapporti tra il rappresentante diplomatico e il capo della missione militare198. Il 5 agosto 1919 Albricci scriveva al conte Sforza a proposito dell'invio della missione militare comandata dal generale Romei 199 . Nella lettera, dopo aver ricordato le intese verbali intercorse precedentemente, comunicava che aveva disposto per la sostituzione del generale Romei nella Commissione interalleata dell'Alta Slesia e per il suo invio a Varsavia. Prima della decisione definitiva Albricci esponeva alcuni punti che, secondo lui, dovevano essere assolutamente definiti. Il primo riguardava i rapporti tra il regio ministro Tommasini e il generale Romei, i quali, secondo Albricci, "debbono coordinare opportunamente e costantemente la rispettiva azione nell'interesse comune del Paese, secondo le direttive del Regio Governo, tuttavia occorre che i due organismi, Regia Legazione e Missione militare, abbiano nel disbrigo delle rispettive mansioni completa indipendenza". Il secondo e il terzo punto riguardavano rispettivamente il numero dei componenti della missione militare, che oltre al capo sarebbe stata composta da altri due ufficiali e le funzioni e le pratiche dell'addetto militare che, con il richiamo del colonnello Franchino, sarebbero state svolte direttamente dalla Missione militare. Albricci chiudeva la lunga lettera rammentando le doti diplomatiche del generale Romei, dimostrate nei precedenti incarichi e l'ottima scelta di Sforza e Tommasini i quali per primi avevano proposto il nome di quell'ufficiale200. Sforza accettò il secondo e terzo punto, esposti da Albricci nella sua lettera, ma riguardo al primo punto il sottosegretario 198
Ibidem, lettera (copia) del generale Diaz al ministro della Guerra Albricci, n. prot. 378 E. del 6 agosto 1919. Cfr. più avanti Docume'ìi.to n. 10, pag. 233. 199 Ibidem, lettera (minuta) del ministro della Guerra Albricci al sottosegretario Sforza, n. 11745 di prot., ogg: Missione militare if:aliana in Polonia, Roma 5 agosto 1919. 200 Ibidem, lettera cit. "Da ultimo parmi opportuno rammentare che il generale Rom.ei nei compiti precedentemente affidatigli quale capo della Missione Militare Italiana in Russia dapprima e poi in Polonia, ha dimostrato di possedere ottime qualità ollreché militari anche di tatto e accorgimento diplomatico, risolvendo con favorevole successo ogni questione in assenza dei RR. inviati diplomatici (. ..) di ché del resto farebhe già affidamento l'iniziativa d1: V.E. ed del R. ministro com1n. Tommasini nel richiederlo per la carica di Capo missione Milil:are a Varsavia". Per il testo completo cfr. più avanti Documento n . 11, pagg. 234-235.
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non poteva accettare la completa indipendenza della missione militare dalla regia legazione. Egli p recisava che "la missione militare potrà, come è naturale, esplicare autonomamente, rna informando il R. ministro del suo operato, il suo compito tecnico" e più avanti. ribadiva che questa doveva rimanere sotto l'alta direzione del rappresentante d iplomatico, unico responsabile dell'azione politica svolta in Polonia da ogni agente italiano201 . A sua volta, nel telegramma d i risposta, Albricci acce ttava, pur ribadendo l'autonomia tecnica della missione, l'alta direzione politica del ministro Tommasini e confermava la scelta di Romei a capo della Missione202 . Ma, una volta raggiunti gli accordi tra i Ministeri della Guerra e degli Esteri, fu il presidente del Consiglio Nitti ad opporsi all'invio della Missione. Egli non riteneva di dover sostituire il colonnello Franchino, considerato un ottimo elemento, e soprattutto giudicava inutile inviare un generale, quando si era concordato che gli ad detti militari non avessero il grad o superiore a colonnello203 .
201 fbidem, Telegramma del ministro degli Affari Esteri a S.E. il ministro della Guerra, n. 3001, Roma 5 agosto 1919. Cfr. più avanti Docu mento n. 12, pag. 236. 202 Ibidem, Telegramma (minuta) del minis tro della Guerra a l ministro degli Affari Esteri n. 12006, Roma 11 agosto 1919: "V. E. ammette, come io desidero e come S.E. il capo di S.M. mi ha fatto presente che la Missio11e militare esplichi autonomamente il suo compito tecnico, vale a dire che il capo della Missione stessa goda assoluta indipendenza per tutto quanto riguarda la sua azione nel campo militare e la completa sua autorità disciplinare e d'impiego sui dipendenti. A mia volta, convengo sulla opportunità che il capo della Missione Militare tenga informato il R.Ministro del suo operato, poiché ciò è indispensabile al coordinamento delle rispettiva loro azione nell'interesse comune del paese(... ) Per lo stesso motivo faccio presente d1e tornerebbe utile che il R. ministro mantenga informato il capo della missione militare della sua situazione politica e delle direttive del R. Governo in proposito. Quanto all'alta direzione politica, è naturale che essa debba spettare al R. Ministro ". Sforza rispose ad Albricci, confe rmando il tutto con il telegramma n. 3057 del 13 agosto 1919, in Archivio Storico Diplomatico del Min is tero degli Affari Esteri, Serie Affari politici - Polonia, bL1sta 1475, fascicolo 6460 "trattazione generale". Per il testo completo cfr. più avanti Documento n. 13, pag. 237. 203 Lettera di Nitti al gen. Albricci, n. 11089 prot. riservata alla persona, ogg: Colon.nello Fra nchino, Roma 15 settembre 1919 e te legramma della Presidenza del Consiglio a S.E. il Ministro della Guerra, n. 12367, Roma 3 ottobre 1919 in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., busta 63, fascicolo n . 2 cit. Cfr. più avanti Documenti n . 14, pag. 238 e n. 16, pag. 240.
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Alle obiezioni di Nitti, Albricci rispose motivando la scelta del generale Romei con la precisa richiesta del Ministero degli Affari Esteri e con la situazione eccezionale della Polonia dove Francia e Gran Bretagna avevano inviato delle missioni militari, comandate da ufficiali generali204. Finalmente, il 26 novembre 1919, il generale Romei poté partire da Parigi per Varsavia, accompagnato dal maggiore Stabile205 . Giovanni Romei Longhena206 nacque a Reggio Emilia il 15 settembre 1865. Nel 1879 entrò come allievo nel Collegio militare di Milano e nel 1883 nella Scuola militare di Modena. Nel 1885 fu nominato sottotenente nel 7° Reggimento cavalleggeri di Milano e nel 1888 tenente. Nel 1896 fu promosso capitano nel 6° Reggimento cavalleria Aosta e prestò servizio anche presso il Comando del Corpo di Stato Maggiore. Nel 1897 fu destinato al comando del VI Corpo d'Armata :in servizio di stato maggiore. In seguito fu assegnato nel 1899 al Reggimento cavall.eggeri di Catania e successivamente al 13° Reggimento cavalleggeri del Monferrato. Nel 1900 fu destinato al comando della Divisione militare di Salerno, sempre in servizio di stato maggiore. Nel 1904 fu collocato a disposizione del Ministero degli Affari Esteri e, durante la rivoluzione dei Giovani turchi, inviato in missione in Turchia dove fu nominato ufficiale dei Lancieri della guardia del Sultano. Nel 1907 fu promosso al grado di maggiore e nominato aiutante di campo onorario del re. Fu richiamato in Italia nel febbraio del 1909 e destinato al Reggimento lancieri di Aosta e nel settembre fu assegnato al
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Ibidem, lettera (minuta) di Albricci a S.E. Nitti presidente del Consiglio, n. 14848 prot., Roma 22 settembre 1919 (in risposta f. n. 11089 delJa Presidenza del Consiglio), telegramma (minuta) del Ministero della Guerra al presidente del Consiglio, n. 16078, senza data. Cfr. pii) avanti Documento n. 15, pagg. 239. 205 A.U.S.S.M.E., fondo B-l"Diari storici 1° Guerra Mondiale 1915-1918", diario del Comitato militare alleato di Versailles - Sezione italiana, dal 1° marzo 1919 al 31 dicembre 1919, volume 1, 154/ A, n. 7, resoconto del giorno 26 novembre 1919. 206 Cfr. A. Biagini, il generale Giovanni Romei-Longhena, in Stato Maggiore dell'Esercito - Ufficio Storico, Memorie storiche militari 1983, Roma 1984, pagg. 377-403. Cfr. anche copia dello stato di servizio in A.U.S.S.M.E., raccolta Biografie, busta 59, fascicolo 70.
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28° Reggimento cavalleggeri di Treviso. Nel gennaio 1911 fu nominato capo di stato maggiore delJ a 2° Divisione di cavalleria Veneto e nell'ottobre fu promosso tenente colorn1.el lo. Subito dopo partì per la Tripolitania e la Cirenaica, come addetto agli ufficiali stranieri autorizzati a seguire le operazioni del Corpo di occupazione della Libia (guerra italo-turca). Promosso colonnello nel febbraio 1914, Romei venne nominato comandante del 14° Reggimento cavalleggeri di Alessandria e nel gennaio 1916 fu trasferito nel Corpo di Stato Maggiore. Il 23 aprile 1916 fu inviato a Pietrogrado come capo della Missione militare italiana presso il Gran quartiere gen erale zarista dove rimase fino all'agosto del 1918. Anche in quella sihtazione, che lo vide testimone della caduta del regime zarista e dell'ascesa del governo rivoluzionario bolscevico, dimostrò di possedere delle particolari d oti diplomatiche soprattutto nel momento in cui h1tte le rappresentanze diplomatiche e militari occidentali furono ritirate dalla Russia207 . Nel giugno de l 1916, quando era ancora in missione, fu promosso m aggiore generale e nel luglio aiutante di campo generale onorario del re. Rientra to d alla Russia ebbe l'incarico di capo di stato maggiore del Corpo di cavalleria, partecipando alla battaglia di Vittorio Veneto. Nel febbrai o del 1919 fu nominato rappresentante militare italiano della Missione interalleata in Polonia, costituita e direttamente dipendente d alla Conferenza della Pace208 . Rientrato dalla Polonia il 6 aprile 1919 al seguito della Missione interalleata, fu trattenuto alla Conferenza d ella Pa ce come esperto militare. Dal novembre 1919 al genn aio 1923 fu inviato a Varsavia come capo dell a Missione militare italiana. Prim a di rientrare fu promosso al grado di generale di div isione. Nel marzo 1923 divenne comandante della Divisione militare territoriale di Gorizia. Il 22 maggio 1926 fu nominato generale di corpo d'armata e il 12 settembre gli fu assegnato il comando d el Corpo
207 Cfr. A. Biagini, In Russia tra guerra e rivo/11zione. La Mission e militare italiana 1915-1918, Stato Maggiore Esercito - Ufficio Storico, Roma 1983. 208 Cfr. F. Curalo, La Co11ferenza della Pace, Milano 1942, voi. I, pagg. 124'125. La commissione era composta dai rappresentanti, uno militare e uno civile, della Francia della Gran Bretagna e degli Stati Uniti, oltre che dall'ltalia.
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d'Armata di Alessandria. L'ultimo incarico del generale Romei fu il comando del Corpo d'Armata di Firenze nel 1928. Nel 1933 venne nominato senatore del Regno. Morì il 14 febbraio 1944209• Il generale Romei era particolarmante indicato per comandare la Missione militare a Varsavia per la sua grande esperienza, acquisita nelle numerose missioni all'estero. Possedeva anche una specifica conoscenza della questione polacca fin dal suo sorgere, poiché era stato inviato in Russia dal 1916 al 191.8210 ed era stato rappresentante militare italiano della Missione interalleata, che operò in Polonia dal febbraio all'aprile 1919. Costituita dal Consiglio supremo della Conferenza della pace, la Missione interalleata in Polonia era formata da due rappresentanti, uno diplomatico e l'altro militare, delle quattro potenze vincitrici. La Francia, a cui era stata assegnata la presidenza della stessa missione, aveva inviato l'ambasciatore Noulens e il generale Niessel, la Gran Bretagna il ministro plenipotenziario sir Howard e il generale Carton de Wiart, gli Stati Uniti il prof. Lord e il generale Kernan, l'Italia, oltre a Romei, il ministro plenipotenziario Montagna. La Missione interalleata era stata costituita per studiare tutte le questioni militari, politiche, sociali, economiche e finanziarie relative alla Polonia, questioni che poi sarebbero state portate direttamente ali' attenzione del Consiglio Supremo della Conferenza della pace. La Missione doveva anche fa r cessare ì combattimenti, cercando di ottenere degli armistizi definitivi, fra i polacchi e i vari popoli con cui questi erano in guerra: i cecoslovacchi per il possesso del ducato di Teschen, i tedeschi per la Posnania e la Slesia e gli Ucraini per la Galizia orientale. A tale proposito furono inviate tre sottocommissioni, rispettivamente a Leopoli, Posen e Teschen con il compito di concludere la pace. La Missione inoltre propose alle grandi potenze di accelera.re l'invio delle truppe del generale Haller, di fornire materiale 209
Romei fu nominato senatore con R.D. 16 novembre 1933 per la 14,0 categoria secondo l' articolo 33 dello statuto, dr. copia dello stato di servizio, in A.u.s:s.M.E., op. cit. 210 Sulla c1uestione polacca e la missione militare italiana in Russia cfr. A. Biagini, In Russia tra guerra e rivoluzione op. cit., pagg. 52-53.
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bellico e assistere la Polonia nell'organizzazione del suo nuovo esercito. A giudizio dello stesso Romei, l'opera della Missione, "svolta con sicura coscienza e con. accertamento diretto di ogni elemento di giudizio", non "ha vedu to purtroppo maturare alcun frutto" 211 • Il generale, infatti, nel s uo rapporto finale ricorda va come quasi tutte le sue deliberazioni fossero state ignorate dal Consiglio Supremo, il quale arrivò a creare una seconda commissione con uguali competen ze ma con sed e a Parigi, senza stabilire se fra le due commissioni dovessero esistere legami e rapporti 212 . Con il generale Romei giunse a Varsavia anche il maggiore Giuseppe Stabile213 . Precedentemente, il primo febbraio 1919, era stato comandato presso la Missione interalleata in Polonia alle dirette dipendenze del generale Romei, il qu ale lo assegnò alla Sottocommissione interalleata di Leopoli. 21 1
Riassunto e conclusioni dei lavori della comrnissione i11ternlleata in Polonia (15 pagine), inviato dal generale Romei alla Delegazione militare italiana al Congresso della pace, n. 158 di pro!. ris., in data Parigi 30 aprile 1919, pag. 14, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 cit., busta 105, fascicolo 12 "commissione i11teralleata per la Polonia". Cfr. più avanti Documento n. 2, pagg. 212-220. 212 Ivi, pagg. 14-15. Le carte del rappresentan te militare italiano (Romei) delle missione interalleata in Polonia sono conservate in A.U.S.S.M.E., fondo E-8, buste 102-110. Si veda anche il Memoriale riassuntivo sulle questioni territoriali polacche inviato alla Delegazione militare italiana - Congresso della Pace, n. 146 di prot. ris., in data 10 aprile 1919 (22 pagine), nella bus ta n.102, fasci colo n. 2. 213 Giuseppe Stabile nacque a Palermo il 1°ottobre 1882. Soldato volontario nell'8° Reggimento bersaglieri nel 1904, nel 1910 divenne allievo della scuola militare e nel 1912 fu nominato sottotenente. Partecipò alla guerra italo-turca con 1'8° bersaglieri. Nel maggio del 1915 fu nomi nato tenente e capitano nel 1916. Seguì il corso pratico di stato maggiore e fu assegnato al Comando Supremo nel dicembre 1916. Nell'aprile 1917 fu trasferito al comando della 55° Divisione e nel novembre dello stesso anno al comando della 2° Armata. Passato al grado di maggiore il 21 aprile ·1918, il 25 dello s tesso mese fu inviato presso il comando del 2° Corpo d'armata italiano in Francia. Nel febbraio 1919 fu assegnato alla Missione interalleata in Polonia. Rientrato in Italia iJ 29 maggio fu comandalo in missione in Balcania dal giugno all'ottobre 1919. Fu assegnato alla Missione militare italiana in Polonia dal novembre 1919 all'agos to 1922. Rientrato in llalia fu trasferito al 3° Reggimento bersaglieri. Nel 1927 fu promosso tenente colonnello e nel 1935 collocato definitivamente in congedo, per ragioni di salute. Fu promosso colonnello del 1958 e generale di brigata del ruolo d'onore nel 1960. Mo rì a S. Remo il 6 aprile 1964. Cfr. copia dello stato dì servizio in A.U.S.S.M.E., raccolta delle Biografie, busta n. 93.
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Come abbiamo ricordato la Sottocommissione fu costituita per sedare il conflitto polacco-ruteno in attesa delle decisioni del Congresso della Pace. La Sottocommissione era formata dai delegati delle quattro potenze: professore Lord per gli Stati Uniti, il generale Carton de Wiart per la Gran Bretagna, il generale Barthèlemy per la Francia e il maggiore Stabile per l'Italia. I delegati dovevano cercare di ottenere una immediata sospensione delle ostilità fra le parti belligeranti e di agevolare le trattative per la firma di un armistizio definitivo, tenendo presente l' importanza che per la Polonia aveva il possesso della città di Leopoli e della zona petrolifera di Boryslaw (allora in mano mtena). Nella relazione fina le sull'operato della sottocommissione, Stabile ne riassunse l'attivi tà, ricordando le trattative condotte direttamente al quartiere generale del comandante galiziano Pawlanko e l'intransigenza dello stesso governo ucraino che impedì la conclusione di qualsiasi accordo 214 . Egli, nella relazione1 dopo aver esaminato la situazione politico-sociale della Galizia orientale e le condizioni dei due eserciti contrapposti, proponeva un deciso intervento dell'Intesa a favore della Polonia: per l'ufficiale italiano era necessario inviarle aiuti militari e impedire che il governo ucraino, di tendenze filogermaniche, potesse concludere l'armistizio con i delegati dell'Intesa inviati a Odessa215 . Dalla fine del novembre 1919 all'agosto del 1922 fu comandato presso la Missione militare in Polonia. In quell'incarico Stabile disimpegnò le funzioni. di Capo di stato maggiore della stessa missione e durante la guerra russo-polacca del 1920 fu inviato al fronte, per seguire direttamente le operazioni militari216. Romei, nel rapporto informativo finale, esprimeva dei giudizi assai favorevoli su di lui: "il maggiore Stabile ha ingegno pronto e versatile, e grande facilità di assimilazione (... ) E' ufficiale 21 4
Rapporto fina le (10 pagine) del maggiore S tabile al generale Romei
sull'operato svolto dalla sotlocommissione interalleata inviata a Leopoli, n. 10 di prot. bis, Posen 5 marzo 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 cit., bus ta 103, fascicolo n. 7 "Missione italiana - notizie politiche militari". 2 15
lvi, pag. 10.
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Rapporto inforrnativo sul servizio prestato dal maggiore Stabile cav. Giusep-
pe. Varsavia 1° settembre 1922 (2 pagine), trasmesso con f. n. 60 di prot. ris. pcrs., in data 26 dicembre 1922, in A.U.S.S.M. E., E-11 cit., carte della Missione militare italiana in Polonia, busta n. 60, fascicolo 4°categ·o ria 1922, sottofascicolo 5, "maggiore Stabile".
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coraggioso ed uomo d'azione(. .. ) Verso di me egli è stato non solo un collaboratore intelligente ed attivo, ma anche devotamente affezionato. E nel difficile ambiente della società polacca egli ha saputo suscitare vivissima simpatia, cosicché era dovunque ricercato(... ) L'opera sua presso questa Missione è riuscita sempre utile, efficace ed apprezzata ''217. Oltre al n:1.aggiore Stabile erano assegnati come effettivi alla Missione altri tre ufficiali: il capitano Paolozzi, il capitano Parvopassu, su cui ci soffermeremo in seguito, e il tenente Mangano, oltre a 3 sottufficiali e graduati di truppa addetti alla segreteria1 8 carabinieri reali, 6 soldati automobilisti e 4 attendenti, in tutto, compreso il generale Romei, 26 e lementi218. Nel settembre 1922 la Missione fu ulteriormente ridotta a 21 elementi, con il rimpatrio di Stabile, Mangano e di alcuni militari del personale di truppa219 . Nel maggio 1919 il maggiore Radzwill, capo della Delegazione mi1itare polacca in Italia, chiese l'invio a Parigi di Mauro Paolozzi 220, allora capitano addetto a quella stessa Delegazione1
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ibidem. Elenco (minuta) degli i(f!iciali, sottufficiali e militari di truppa, appartenenti alla Missione suddetta, Varsavia 24 novembre I 920, in A.U.S.S.M.E, fondo E-11. cit., carte della Missione rnilitare italiana in Polonia, bus ta n. 60, 1° fascicolo 4° categoria 1920, sottofascicolo 17, "Riduzione del personale della Missione" . I sottufficiali e graduati di truppa erano il maresciallo De Spuches, il vice brigadiere N eri e il caporale maggiore Anghileri; i carabinieri erano i militari Ghedini, Costa, Nania, Bellini, Spedicato, Bru1mo, Biondillo e Stocchi; gli autieri il cap.le Cerruti e i soldati De Michelis1 Mariancini, De Munari, Comincini, Pasquini; gli attendenti i soldati Zena, Bonsignore, Conforti e Tagliabue. 21 9 Elenco del personale della Missione Militare Ital iana a Varsavia alla data del 1° settembre 1922, trasmesso all'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore Regio Esercito con f. n. 435/1 prot. ord.1 in data Varsavia 9 ottobre 1922, in A.U.S.S.M.E., fondo E-1 1 cit., busta n. 63, cartella 2, fascicolo Poi. 1 Composizione della 1Vl'issicme Romei, sottofascicolo Poi. 1-1 Costituzione della Missione Romei 1920-1922. Secondo l'elenco del 1922 i sottufficiali erano: il marescialli Desideri, il brigadiere Neri e il sergente Angh ileri; i carabinieri Ghedini1 Bellini, Spedicato, Costa, Brum101 Di Bemardi1ù, Scarici, Contini; gli automobilisti Sorbi, Bonanni, Stefani, Crotti; gli attendenti Bailo, Bonsignore e Andreoli . 220 Mauro Paolozzi, nato a Chiusi il 21 agosto 1886, nel 1906 fu soldato volontario e poi allievo ufficiale di complemento nel 3° Reggimento Savoia cavalleria. Nominato sottotenente dell'Arma di cavalleria nel 1907 fu assegnato al 10° Reggimento cavalleggeri Guide e nel 1912 partecipò con quel 218
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con le funzioni di ufficiale di collegamento presso lo stato maggiore dell'armata del generale Haller 221• La richiesta non fo accolta ma il 5 luglio 1919 Paolozzi partì per Varsavia, assegnato ali' ufficio dell'addetto militare colonnello Franchino. Dopo il trasferimento di quest'ultimo ad Atene1 Paolozzi fu assegnato alla Missione del generale Romei e rientrò in Italia con lo stesso generale nel gennaio 1923. Nella Missione, Paolozzi era addetto all'ufficio-comando di Varsavia con le mansioni di aiutante maggiore1 lavorando accanto al maggiore Stabile1 di cui era il diretto sostituto in caso di necessità. Il tenente di complemento di fanteria. Ignazio Mangano 222, era stato inizialmente assegnato al 6° Reggimento bersaglieri1 dipendente dal Comando truppe interalleate di Marienwerder (Prussia orientale). Nell'aprile 1920, segnalato per le sue ottime qualità dallo stesso comandante delle truppe intera lleate, colonnello Po, al generale Romet fo destinato alla Missione, che in quel momento aveva bisogno di nuovi ufficiali 223• Dal 12 aprile 1920 al 3 agosto 1922 il tenente Mangano fece così parte della Missione militare italiana in Polonia1 con l'incarico di "aiutante maggiore in seconda, e più specialmente, duran-
te le operazioni belliche sulla fronte russa polacca e durante la sollevazione nell'Alta Slesia, quelle di ufficiale informatore e di collega-
reparto alla guerra italo-turca in Libia. Promosso tenente nel 1915 fu trasferito al Reggimento cavalleggeri di Treviso. Nel 1917 fu promosso capitano e nel 1918 fu assegnato al Reggimento cavalleggeri di Udine. Dopo il suo soggiorno in Polonia nella Missione militare italiana fu collocato in aspettativa. Fu richiamato nel 1924 e destinato prima al Reggimento cavalleggeri Aosta, poi nel 1927 al Reggimento Piemonte rea.le cavalleria. Promosso maggiore nel 1929, morì poco dopo, a Roma, il 7 dicembre 1932. Cfr. copia dello stato di servizio in A.U.S.S.M.E., raccolta delle B'iografie, busta 93. 221 Telegramma Delegazione italiana - Sezione militare al Comando Supremo, n. 6269 sp., Parigi 13 maggio 1919 e tutta la pratica relativa al capitano Paolozzi, in A.U.S.S.M.E., E-8 cit, busta 103, fascicolo 6 cit. 222 Ignazio Mangano era nato il 2 agosto 1896. Rientrato in Italia dopo la Missione fu assegnato ali' Arma dei Carabinieri Reali. Cfr. Annuario m'iW:a:re del regno d'Italia - anno 1923, pag. 44. 223 Lettera del colonnello Po al generale Romei, Marienwerder 8 aprile 1920, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11, carte della Missione cit., busta 60, 1° fascicolo 4° categoria 1920, sottofascicolo 27, "ten. Mangano".
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mento "224 . Quando il generale Romei giunse a Varsavia, trovò altri ufficiali già sul posto. Alcuni erano stati assegnati alla Legazione italiana di Varsavia (il capitano Pallavicino e tenente Suchert), altri inviati dal Ministero dei trasporti per la propaganda aeronautica (capitano Giuliani, tenente Mainardi)225 . A Cracovia si trovavano il capitano Venturi e i tenenti Filaferro, Bellabio, Guerrieri, Giacalone e Vitale. A Posen, infine, si trovava il tenente colonnello Tonini, delegato militare italiano della Commissione interalleata per la delimitazione dei confini germano-polacchi226, e alle sue dipendenze il tenente Dino Signorini. La maggior parte di questi ufficiali furono rimpatriati poco tempo dopo, eccetto Venturi, Filaferro e il sottotenente Cutolo che vennero a dipendere sotto il profilo disciplinare e amministrativo dal generale Romei, svolgendo degli incarichi di notevole importanza nell'ambito dell'attività della stessa Missione. Il capitano Leopoldo Venturi227 dal 31 luglio 1919 al 26 dicem-
Rapporto informativo relativo al tenente Mangano sig. Ignazio, Varsavia 15 agosto 1922, compilato dal maggiore Stabile, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte Missione cit., busta n. 60, fascicolo 4° categoria 1922, sottofascicolo 4, "ten.Mangano": "egli è uffìciale m.olto intelligen/:e, serio, di fine educazione civile e militare e di squisito modo di sentire". 225 Rapporto della Missione in Polonia al Corpo di Stato Maggiore, ogg: ufficiali ita.liani residenti in Polonia, n. 115 di prot., Varsavia 5 dicembre 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit, carte Missione cit , busta n. 60, 1° fascicolo 4° categoria 1920, sottofascicolo 5, "ufficiali residenti in Polonia". 226 Prornemoria per il colonnello commendator Carletti (minuta) della Missione militare in Polonia, n. 615 prot., in data Varsavia 28 marzo 1920, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit. carte Missione cit., busta 60, 1° fascicolo 4° categoria 1920, sottofascicolo 17, "riduzione del personale della Missione" cit. 227 Leopoldo Venturi nato il 28 aprile 1889 a Bologna, allievo ufficiale nel 1909, venne nominato sottotenente di complemento dell'Arma d' artiglieria nel 1910. Nel 1912 fece parte del Corpo di spedizione in Tripolitania e Cirenaica. Divenuto sottotenente in servizio permanente, nel 1913 fu comandato alla Scuola d'applicazione d'Artiglieria e Genio. Nell'agosto 1914 fu nominato tenente e nel maggio 1915 capitano. Rientrato dalla Polonia nel dicembre 1920, nel 1924 fu nominato maggiore e nel 1927 tenente colonnello. Collocato fuori organico, fu richiamato e promosso colonnello nel 1939. Morì ancora in servizio nel febbraio 1945; cfr. copia dello stato di servizio, in A.U.S.S.M.E., raccolta delle Biografie, busta n. 93. 224
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bre 1920 fu in Polonia alla dipendenze del generale Romei228 . Risiedeva a Cracovia quale rappresentante della Missione militare italiana per l'instradamento, l'inoltro e lo scarico dei treni militari provenienti dall'Italia. Doveva anche provvedere alla sorveglianza del personale militare italiano che giungeva con quei treni. Non a caso il generale Romei aveva disposto che tu tti i militari, risiedenti nella zona di Cracovia, fossero posti alle sue dipendenze disciplinari. Inoltre Venturi provvedeva, attraverso gli enti competenti dell'amministrazione polacca, che i permessi di esportazione, le operazioni di carico dei materiali e la partenza dei trasporti avvenissero nel più breve tempo possibile229. In pratica egli era il responsabile diretto del movimento dei treni italiani che arrivavano a Cracovia con materiale bellico e, dopo aver ceduto il proprio carico, ricevevano legname o venivano avviati ad Orderberg per ricevere carbone e petrolio polacco e quindi ritornare in Italia230 . Venturi si occupava anche indirettamente dei treni che trasportavano le truppe italiane nelle zone plebiscitarie, dei rifornimenti ad esse d estinate, e infine dei treni con i prigionieri austrungarici di nazionalità rutena. Un incarico di responsabilità che Venturi ricoprì con grandi meriti, riconosciuti dallo stesso generale Romei, che lo volle alle sue dipendenze, opponendosi al rimpatrio richiesto dal Ministero della Guerra nel marzo 1920231. 228 AU.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte della Missione cit., busta 60, 1° fascicolo 4° categoria 1920, sottofascicolo 21, "capitano Venturi". 229 Lettera del generale Romei al capitano Venturi, n. 180 prot., Varsavia 11 febbraio 1920, in A.U.5.S.M.E., fondo E-11, carte Missione cit., busta n. 59, 2° fascicolo 2° categoria, sottofascicolo 13, "Assegnazione alla Missione e incarico specifico per il cap. Venturi". 230 Ibidem, Prescrizioni del generale Romei al capitano Venturi, n. 683 prot. ord., Varsavia 27 maggio 1920. 231 Lettera del Generale Romei al Ministero della Guerra, n . 582 prot. ord., Varsavia 28 marzo 1920: "Ritengo che nell'interesse del servizio e dell'erario nostro la permanenza del Capitano Venturi a Cracovia sia più che mai necessaria. A Cracovia fanno capo tutti i treni provenienti dall'Italia con materiali diversi e quelli che, dopo lo scarico, ritornano nel nostro paese. Senza la presenza a Cracovia di un ufficiale autorevole e pratico come il capitano Venturi, detti treni rimarrebbero per settimane e mesi immobili nella stazione di Cracovia in attesa dello scarico", io A. U.S.S.M.E., fondo E-11, carte della Missione, busta 60, 1° fascicolo 4° categoria 1920, sottofascicolo 17, "riduzione p ersonale della Missione" cit.
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Venturi, come tutti gli ufficiali della Missione, aveva anche l'incarico di raccogliere informazioni sulla situazione politicomilitare della Galizia occidentale e durante l'offensiva bolscevica nell'estate del 1920 fu incaricato dallo stesso Romei di seguire personalmente le operazioni delle truppe polacche sul fronte meridionale (Ucraina)232 . Francesco Maria Filaferro233 nell'estate 1919 era stato inviato a Cracovia dall'Ufficio delle Fortificazioni di Udine, come capo di una sottosezione staccata, con il compito di provvedere all' acquisto di legname e al relativo trasporto ferroviario in ltalia234. Filaferro dipendeva disciplinariamente dalla Missione militare del generale Romei e insieme al capitano Venturi, che era il suo diretto superiore, si occupava anche del traffico ferroviario, transitante per Cracovia da e per l'Ita.lia. Terminato il suo incarico fu rimpatriato nei primi mesi del 1921 235 . Il sottotenente Armando Cu.tolo236 dall'll novembre 1919 al 17 settembre 1920 fece parte della Missione militare in Polonia. Giunto in Polonia con la scorta di un trasporto di materiale, Cutolo fu trattenuto dalla Missione, con il consenso del Ministero della Guerra e destinato alla stazione di Orderberg
232 A.U.S.S.M .E., fondo E-11 cit., carte della Missione cit., busta n . 57, 2° fascicolo 1° categoria 1920 - Telegrammi, Rapporti e conferme a mano dei sigg. capitani Parvopassu e Venturi, sottofascicolo 1, "telegrammi e rapporti relativi alle operazioni militari dell'esercito polacco contro l'Annata rossa, sul fronte meridionale inviate dal capitano Venturi al comando della Missione" . 233 Francesco Filaferro era nato il 23 novembre 1893. Nominato sottotenente nel 1916, fu promosso tenente di fanteria in servizio attivo permanente il 1° febbraio 1917. Dopo il suo incarico nella M issione militare in Polonia fo assegnato nel 1921 al 9° Reggimento alpini; dr. Annuario militare del Regno d'Italia - anno 1923, pag. 185. 234 A.U.S.S.M.E., fondo E-1.1 cit., carte della Missione cit., busta 59, 1° fascicolo 2° categoria, sottofascìcolo 2, "forniture di legname per l'Ufficio fortificazioni e relativi trasporti ferroviari". 235 A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte Missione cit., busta 60, 2° fascicolo 4° categoria 1920, sottofascicolo 38, " ten. Filaferro". 236 Armando Cutolo, nato a Napoli il 3 novembre 1899, allievo ufficiale di complemento nell'ottobre 1917, fu assegnato al 143° Reggimento fanteria in zona di operazioni. Il 31 ottobre 1917 fu nominato sottotenente di complemento dell'arma di fanteria. Nel marzo 1919 fu trasferito al deposito dell'88° Reggimento fanteria. Rientrato dalla Polonia fu messo in congedo nel 1921. Nel 1929 fo nominato tenente della forza in congedo; dr. copia dello stato di servizio del tenente Cutolo, in A.U.S.S.M.E., raccolte delle Biografie, busta 93.
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(Oswiecim) per controllare il movimento dei treni italiani con i prigionieri autrungarici di nazionalità rutena237. Il 10 dicembre 1919 ci fu una riunione tra il generale Romei e il colonnello Halle1~ dello Stato Maggiore Generale polacco1 in cui furono presi accordi relativi al rimpatrio dei prigionieri ruteni dell'ex esercito austrungarico, i quali avevano deciso di optare per la Galizia. I tr asporti avvenivano con treni italiani, che, giunti alla frontiera polacca1 consegnavano i prigionieri e tornavano immediatamente in Italia. Tutta l'operazione era a spese del governo polacco238. Il sottotenente Cutolo aveva l'incarico di far sì che le operazioni di scarico avvenissero nel più breve tempo possibile e a tale proposito si recava alla stazione di Petrowitza ad ogni arrivo dei treni. Anch'egli dipendeva disciplinarmente dal capitano Venturi. Oltre a questo, Cutolo doveva anche sorvegliare i treni con truppe italiane destinate alle zone plebiscitarie239 . Abbiamo lasciato per ultimo il capitano Giuseppe Parvopassu240 perché merita un discorso a parte. Egli svolse le particolari funzioni di addetto aeronautico.
237 Rapporto informativo del sottotenente Cutolo sig. Armando (minuta) del generale Romei, indirizzato al comando dell'88° Reggimento fanteria, n. 120 prot. ris. pers., Varsavia 8 ottobre 1920, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte Missione cit., busta 60, 1° fascicolo 4° categoria 1920, sottofascicolo 14, "ten. Cutolo". 238 A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte Missione cit., busta n. 59, 1° fascicolo 2° categoria, sottofascicolo 3, "Rimpatrio, per mezzo di treni italiani, dei prigionieri ruteni". 239 Ibidem, 2° categoria, fascicolo "Trasporto truppe transitanti per Orderberg - 1920", sottofascicolo 3," Comando militare italiano alla stazione di Petrowitza e Orderberg per il transito di treni italia.ni" . 240 Giuseppe Parvopassu, nato il 13 gennaio 1883 a Lodi, era stato nominato sottotenente dell' arma di cavalleria nel 1903 e assegnato al 19° Reggimento cavalleggeri Guide. Promosso tenente nel 1906 partecipò a corsi alla scuola di applicazione di cavalleria. Capitano nel 1915, fu inviato in Libia nella squadriglia aviatori di Tripoli. Nel 1916 fu assegnato alla 114° squadriglia aeroplani, come pilota aviatore, sul fronte italo-austriaco. Nel 1917 assunse il comando della scuola osservatori di Centocelle. Nel 1919 fu mandato in Francia al comando della squadriglia sperimentale nel campo di Vella Caroblay. Rientrato dalla Polonia nel 1923 fu collocato nel 1924 in aspettativa per riduzione di quadri. Nel 1925 fu richiamato, promosso maggiore nel 1926 e tenente colonnello nel 1928. Nel 1937 fu collocato definitivamente a riposo; cfr. copia dello stato di servizio del capitano Parvopassu, in A.U.S.S.M.E., raccolta delle Biografie, busta 93.
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Inviato in Polonia il 5 aprile 1920 presso la Missione militare, rimase fino a quando tutto il personale non fu richiamato e rientrò in patria il 22 gennaio 1923. Come abbiamo accennato, prima dell'arrivo della Missione militare italiana, la Direzione Generale d'Aeronautica del Ministero dei Trasporti inviò a Varsavia, negli ultimi giorni dell'agosto 1919, il capitano Giuliani. Questo ufficiale aveva il compito di contrattare la vendita di apparecchi di prop rietà dello Stato, per alienare parte del materiale aviatorio naziona le, divenuto esuberante con la fine delle ostilità e, nello stesso tempo, agevolare la penetrazione delle ind ustrie italiane24J . Il governo polacco ordinò l'acquisto di alcune squadrigbe di apparecchi da caccia, da ricognizione, da b01nbardamento, e di alcuni idroplani. Nel gennaio 1920 decise anche di accettare le offer te delle ditte italiane e ordinò la costruzione e la consegna a Varsavia di materiale aeronautico. Contemporaneamente, veniva aperta una fabbrica nazionale di aeroplani a lla quale doveva affluire rnateriale da costruzione italiano. Con ques te misu re il governo polacco si proponeva di avere un certo numero di apparecchi per fronteggiare qua lsiasi situazione di guerra. Risolto il problema delle fornit ure di aerei, l'Aviazione militare dell a Polonia mancava assolutamente di personale specializzato e soprattutto di pi loti. Venne creata una scuola di pilotaggio diretta da ufficiali francesi ma, per l'impiego d egli apparecchi acqu istati dall'Italia, il governo di Varsavia richiese l'invio di alcuni piloti istruttori e altro personale speciali zzato, che giunsero in Polonia nella primavera del 1920. Tra gli ufficiali vi era anche il capitano Parvopassu242 . A fine febbraio era giunto in Polonia il primo stock di 15 apparecchi Balilla, in viati dalla Direzione Generale d'Aeronautica,
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Rapporto riassuntivo del genera le Romei sulla situazione degli Ufficiali istruttori e materiale aviatorio per la Polonia, n. 878 prot. aviazione, Varsavia 24 agosto 1920 (5 p agine), in A.U.S.S.M.E., fo ndo E-11 ci l., carte Missione cit., busta 62, 1° fascicolo 6° categoria 1920, sottofascicolo 32, "rapporto riassuntivo del gen. Romei sulla situazione degli ufficiali istruttori italiani e del materiale aviatorio per la Polonia, dal settembre 1919 all'agosto 1920". Cfr. anche tutto il resto del fascicol o. 242 lvi, pag. 3. Il res~o del p ersonale era composto dai tenenti Mai nardi e Retinò, già in Polonia, e dai meccanici soldati Bragantino e Rollino.
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che furono collaudati dallo stesso capitano Parvopassu e dai tenente Retinò e Mainardi. Il primo maggio fu iniziata l'abilitazione dei piloti polacchi a cui doveva passare la squadriglia italiana. Frattanto il governo polacco rimaneva in attesa d el restante e numeroso materiale aviatorio dello Stato italiano, che sarebbe dovuto arrivare sin dal ge1maio 1920, nonché dei veicoli di fabbricazione privata, per i quali alcune ditte italiane avevano contratto l'impegno e che avrebbero dovuto essere consegnati a Varsavia un mese dopo l'atto cont.rattuale243 • Ma né i rimanenti apparecchi né il materiale di fabbricazione furono più inviati e le autorità polacche si rivolsero alla Francia e alla Gran Bretagna per ottenere gli aeroplani da guerra di cui avevano bisogno244. Durante l'offensiva bolscevica il generale Romei, per non lasciare inutilizzato il personale aeronautico, inviò gli ufficiali piloti al fronte. Il capitano Parvopassu fu inviato presso il comando generale polacco del Fronte Nord 245 . Dopo il richiamo in Italia del capitano Giuliani, Parvopassu divenne il responsabile del settore aeronautico per conto della Missione del generale Romei1 con il duplice compito, già assegnato precedentemente a Giuliani, di occuparsi dell' alienazione del materiale aeronautico statale e di appoggiare l'attività delle varie ditte italiane, che cercavano di ottenere ordinazioni dal governo polacco. Dal luglio 1920, poiché la Direzione Generale d' Aeronautica del Ministero dei Trasporti aveva cessato di funzionare, Parvopassu, in quanto addetto aeronautico, venne a dipendere direttamente da ll'Ispettorato d'aeronautica militare del Mi-
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Ivi, pagg. 3-4. , Ivi, pag. 4. 245 Lettera del generale Romei al generale Szepticki, comandante del fronte Nord, n. prot. 1002 ris., Varsavia 28 ]uglio 1920, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte della Missione cit., busta 57, 1° fascicolo 1° categoria 1920, sottofascicolo 45, "Invio del cap. Parvopassu presso il Comando polacco del fronte Nord, come ufficiale osservatore". Cfr. anche la serie dei rapporti manoscritti inviati dal capitano Parvopassu, conservate nella stessa busta, 2° fascicolo "rapporti telegrammi e conferme a mano dei signori capitani Parvopassu e Venturi - 1920", sottofascicolo 1, "telegrammi e rapporti relativi alle operazioni militari· dell'esercito polacco conh·o l'Armata rossa, sul fronte settentrionale, inviato al cap. Parvopassu al comando della Missione". Ricordiamo che gli ufficiali italiani i quali presero parte alle operazioni conh·o i bolscevi244
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nistero della Guerra246 . Nel 1921 grazie alla sua assidua propaganda, sostenuta da Romei e dallo stesso Tommasini, e al valore di alcuni piloti americani, arruolati nell'esercito polacco, che guidarono gli apparecchi italiani durante le operazioni contro i bolscevichi, la situazione migliorò a favore dell'Italia247 . L'Ansaldo, infatti, nonostante l'accanita concorrenza francese, ottenne dal governo polacco un contratto per Ja vendita di 70 veicoli S.V.A e di 10 A.1 (Balilla), e altre ditte, tra cui quella dell'industriale Lauro, presentarono varie offerte per la vendita di altro materiale248. Nel 1921, la Marina polacca chiese al governo italiano di poter inviare alcuni ufficiali per studiare l'organizzazione delle nostre squadriglie idrovolanti249 . Nell'agosto 1922 l'Ansaldo concluse un contratto con il governo della repubblica lettone per la vendita di quattro apparecchi S.V.A. 10, quattro apparecchi A.1 e altro materiale (parti di ricambio e motori) 250 •
chi furono decorati dalle autorità polacchei dr. busta 60, 2° fascicolo 4° categoria 1921, sottofascicolo 2, "ufficiali della .Missione decorati dalle autorità polacche per avere preso parte alla campagna contro i bolscevichi" . 2'16 Lettera del Ministero della Guerra - Ispettorato d'Aeronautica militare al ca pitano Parvopassu, n. 6082 SA, in data 6 luglio 1920, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte Missione cit., busta 62, 1° fascicolo 6° categoria 1920, sottofascicolo 27, "comunicazione delle cessazione del funzionamento della Direzione Generale d'Aeronautica del Ministero dei Trasporti e passaggio delle competenze all'Ispettorato d'Aeronautica militare del Ministero della Guerra" . Con il R.D. n . 846 del 22 luglio 1920 la Direzione Generale d'Aeronautica del Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari cessò di funzionare e le sue compentenze passarono all'Ispettorato d'Aeronautica del Ministero della Guerra. 247 Relazione del generale Romei allo Stato Maggio.re dell'Esercito relativa alla penetrazione aviatoria in Polonia, n. 19 prot. ris., in data 1 febbraio 1921 (3 pagine), in A.U .S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte Missione cit., busta 62, 2° fascicolo 6° categoria 1921, sottofascicolo 3, "penetrazione aviatoria in Polonia" . Cfr. il resto del fascicolo. 248 Ivi, pag. 2. 249 Ivi, pagg. 2-3. 250 Rapporto del capitano Parvopassu al Ministero della Guerra - Direzione Generale d'Aeronautica, n. 37 prot. aviazione, Varsavia 11 settembre 1922 (6 pagine), in A.U.S.S.M.E., fondo E-11, carte Missione cit., busta 62, 3° fascicolo 6° categoria 1922, sottofascicolo 7, "Rapporti informativi relativi al contratto, stipulato il 3 agosto 1922, tra la casa aeronautica Ansaldo e la Repubblica lettone per la fornitura di 4 aereoplani Balilla, 4 aereoplani S.V.A e le serie di ricambio".
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Come si vede, l'attività del capitano Parvopassu fu particolarmente vantaggiosa per le forniture di materiale aeronautico italiano1 di proprietà statale e privata1 all'aviazione militare polacca e lettone. Egli, alla fine del 1922, in un promemoria al Comando Superiore d'Aeronautica, sollecitato dallo stesso generale Romei, proponeva di istituire una carica permanente di addetto aeronautico presso la legazione d'Italia a Varsavia251 . Parvopassu ne giustificava l'utilità con il crescente svìluppo che le esportazioni di prodotti industriali italiani avevano avuto in Polonia negli anni dal 1919 al 1922. Ricordava i vari apparecchi venduti a quella giovane repubblica (35 Balilla1 80 SVA 10, 15 A 300.3, 16 M.91 13 FBA) e il ruolo fondamentale dell'addetto che avrebbe dovuto continuare a sostenere, per i suoi legami istituzionali con le autorità civili e militari polacche, l'azione delle ditte italiane. Osservava poi la necessità di sorvegliare e sostenere, per il buon nome dell'industria aeronautica italiana1 le fabbriche polacche di Lublino (Plage e Laskiewicz) che avevano acquistato dalla Ansaldo la privativa per costruire veicoli A 300 e Al. Oltre alla Polonia1 l'addetto aeronautico, secondo Parvopassu, avrebbe dovuto occuparsi delle repubbliche baltiche che, come aveva dimostrato il recente contratto firmato tra l'Ansaldo e la Repubblica lettone, erano assai disponibili per l'acquisto di materiale italiano. Il suo suggerimento non fu accettato e dovette rientrare in Italia con il resto della Missione, senza che fosse stata istituita la carica da lui proposta252. Nel promemoria Parvopassu ricordava anche gli importanti compiti informativi a cui doveva adempiere l'addetto aero-
251 Relazione (copia) del capitano Parvopassu c:il generale Romei (6 pagine), trasmessc:i al Comando Superiore d' Aeronauticc:i del Ministero della Guerra, con foglio n . 54 prot. av ., in data 11 novembre 1922, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte cit., busta 62, 3° fascicolo 6° categoria 1922, sottofascicolo 14, "la carica di addetto aeronautico presso la legazione d'Italia in Polonia". Cfr. più avanti Documento n. 27, pagg. 260-264. 252 Promemoria delJ'Ufficio Operazioni (minuta senza dc:ita) relativo al1'addetto aeronautico a Varsavia, in cui si dava un parere negativo c:illa proposta, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., busta 63, fascicolo 2, sottofascicolo Po. 1-2 "rimpatrio della Missione - designazione dell'addetto milil'are - addetto aeronautico".
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nautico 253 . Lo stesso ufficiale, infatti, obbedendo alle diretti ve dell'Uffi cio Esteri d ello Stato Maggiore dell'Esercito, inviava p eriodicamente dei rapporti sull'efficien za e lo sviluppo dell' aviazione militare polacca e sulle sue relazioni con la nascente aeronautica civile254• Il principale compi to della Missione militare italiana in Polonia era di raccogliere informazioni sulla situazione po.liticomilitare dell'Europa orientale255 . Lo stesso Romei, in una relazione riassuntiva del 1922 su ll' opera to d ella Missione e sul1' opportunità di procrastinare di qualche mese i I. suo richiamo, esponeva l'attività informativa svolta fino ad allora256• Egli, in fa tti, ricordava che lo scopo principale dell'invio di missioni dell'Intesa in Polonia era stato la necessità di seguire "la costituzione di questo giovane stato, costituzione che si svolge f ra vicende guerresche ed avvenimenti politici che hanno grande iinportanza non solo per la Polonia, ma per tutta l'Europa, potendo determinare gravi complicazioni". Per Romei i principali avvenimenti politici da seg uire erano tre: il plebiscito in Alta Slesia, la questione di Vilna e quella relativa alla Galizia orientale. Il plescito in Alta Slesia, secondo Romei, era una questione in linea generale risolta ma che sarebbe stata definitivamente chiusa "solf:anto quando le truppe dell'Intesa avranno sgomberato i territori assegnati ai due stati, e tali territori saranno occupati dalle rispettive forze militari, senza che fra queste avvengano scontri". Per Vilna il generale non vedeva una soluzione a breve termine "sia perché la Lituania di Kowno non riconosce la decisione della Dieta di Wìlno per l'unione alla Polonia e mìnnccia di mmul-
Jvi, pag. 2. Circolare n. 665 di prot. E dell'Ufficio Esteri - Stato Maggiore Esercito, indirizzata a tuth gli addetti e le missioni militari italiane all'estero, relativa alle notizie aerona11 fiche, in data 22 gennaio 1920 e la circolare simile n. 2023 di prot., in data 26 febbraio 1920, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte Missione cit., busta 62, 1 ° fascicolo 6° categoria 1920, sottofascicolo 10, "notizie periodiche aeronautiche" . 255 Cfr. A Biagini, li problema della Slesia e la Missione militare in Polonia op. cit., pagg. 262-263. 256 Relazione del generale Romei al capo di Stato Maggiore, Varsav ia 5 marzo 1922 (8 pagine), in A.U.S.S.:vf.E., fondo E-11 cit., busta 63, fascicolo n. 2 cit., sollofascicolo Po. 1-2 cit. Cfr. più avanti Documento n. 28, pagg. 265-269. Riguardo all'attività informa tiva della Missione d r. a nche i Documenti n. J 7-26. 253
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larla con la forza, sia perché i delegati di Wilno non hanno accettato il trattato d'unione preparato dal Governo polacco che non è stato così firmato né da una parte né dall'altra. Fatto questo assolutamente inaspettato, e che dimostra come dietro i due Stati lavorino importanti fattori stranieri257 ". La questione galiziana era ancora più difficile poiché "quel fertilissimo territorio è preteso da tre contendenti: lo Stato polacco, la Repubblica soviettista dell'Ucraina, e la cosiddetta Nazione rutena. Ognuno accampa i suoi diritti o territoriali, o politici, o etnici; ma contemporaneamente si prepara ad assicurarsi con la forza quanto può essere negato al presente diritto". Dietro questi contendenti c'erano le potenze europee: la Gran Bretagna era favorevole ad uno Stato ucraino indipendente, come cuscinetto tra Russia bolscevica e Polonia, la Francia, invece appoggiava quest'ultima nella sua politica espansionistica ad oriente258 . Un altro importante compito affidato alla Missione militare era quello di seguire l'organizzazione del giovane esercito polacco per valutarne la capacità tecnica e morale e classificarla nel suo giusto valore fra i fattori militari della nuova Europa. Valutazione tanto più importante, inquantoché l'esercito polacco si può considerare conie un grande distaccamento di quello francese, posto ad oriente della Germania". Romei ricordava come la Missione avesse seguito fin dall'inizio l'organizzazione delle forze armate, informandone dettagliatamente gli alti comandi italiani1 grazie anche ai buoni rapporti personali che egli stesso aveva instaurato con molti alti ufficiali dello Stato maggiore e specialmente con il suo capo il generale Sikorski259• L'ultimo compito informativo affidato alla Missione militare era "di osservare e riferire, per quanto è possibile, sul misterioso 1
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lvi, pag. 3. lvi, pag. 4. 259 Ivi, pag. 5: "La missione militare ha seguito tale organizzazione fin dall'inizio. l legami personali che uniscono me ed i miei ufficiali con quelli dello Stato Maggiore polacco, permettono di conoscere non solo i cambiamenti che vengono rnan mano introdotti nell'organizzazione dell'esercito, ma anche il carattere tecnico e polil:ico delle discussioni che li ha determinati. Mi sia permesso di aggiungere che la confidente amicizia che mi lega al capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Sikorski, 1ni ha dato la possibilità di conoscere e riferire sopra fatti ed argomenti di carattere riservatissimo, il che Vostra Eccellenza avrà potuto rilevare da parecchi rniei rapporti riservati - personali ". 258
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vicino d'Oriente: la Russia bolscevica". E, come giustamente faceva notare Romei, i numerosi rapporti inviati a Roma testimoniavano che "la missione aveva trovato i mezzi per gettare il suo sguardo anche sull'ex impero moscovita". Le fonti di informazione a cui si riferiva il generale erano costituite da alcuni immigrati Russi, conosciuti durante il suo precedente incarico a Pietrogrado. Egli citava il nome di Sazonow, ex ministro degli esteri negli ultimi anni dell'impero e membro del partito liberal-costituzionale e Sawinkow, ex ministro della guerra del governo Kerenski e rappresentante, secondo Romei, delle "tendenze democratiche del popolo e soprattutto dei contadini russi" . Concludeva ricordando che la Missione militare italiana era l'unica in contatto con lo Stato socialista sovietico ed aveva quindi "aperte le vie per constatare e seguire tale evoluzione nei suoi vari aspetti: politico, sociale, economico, militare"260 . Tutta questa attività informativa è ampiamente testimoniata dalla serie dei rapporti e telegrammi inviati da Romei, soprattutto durante la guerra russo-polacca, allo Stato Maggiore dell'Esercito, che vedremo meglio in seguito, dal punto di vista archivistico. Oltre ai normali compiti istituzionali, propri di tutti gli addetti e delle missioni militari all'estero, Romei svolse anche una decisa attività finalizzata a migliorare i rapporti commerciali tra Italia e Polonia, cercando di favorire le ditte italiane in una possibile penetrazione del mercato polacco261 . Abbiamo già visto gli ottimi risultati raggiunti dalla Missione, che sostenne attivamente le offerte di materiale aeronautico fatte dall'Ansaldo e da altre ditte italiane alle forze armate polacche. La Missione, inoltre, dovette occuparsi della questione, risalente alla primavera del 1919, delle forniture di materiale bellico italiano e del relativo pagamento. lnfatt( prima dell' arrivo di Romei a Varsavia, il tenente Guerrini, che dipendeva dalla Missione militare italiana a Vienna, aveva trattato per l'acquisto di 18000 tonnellate di olio minerali e 1500 tonnellate di benzina, in cambio di materiale militare vario (soprattutto
260
Ivi, p ag. 6. Cfr. A. Biagini, Il problema della Slesia e la rnissione militare in Polonia op. cit., pagg. 263-265. 261
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automobilistico)262. Il contratto non fu firmato ma in seguito le trattative furono riprese direttamente dalla Rappresentanza diplomatica italiana a Varsavia1 con ]a partecipazione della Missione militare. Nel dicembre 1919 fu stipulato un accordo per la cessione di 18.000 tonnellate di olio grezzo, in cambio del materiale bellico ceduto dall'Italia alla Polonia, con la clausola che i trasporti fossero effettuati con mezzi italiani. Nel marzo 1921 il maggiore Stabile fu inviato a Roma per cercare di risolvere alcune questioni relative ai prezzi, ritenuti troppo alti dal governo polacco, del materiale bellico ceduto263 • La questione fu definitivamente risolta con gli accordi commerciali Italo-polacchi del 23 agosto 1921 264• Alle trattative, dirette personalmente dal regio ministro Tommasini, partecipò anche il generale Romei, che diede il suo specifico contributo proprio sulla questione del pagamento del materiale bellico con oli minerali265 . Agli inizi del 1922 il generale Romei segnalò allo Stato Maggiore dell'Esercito le difficoltà economiche in cui si sarebbero venuti a trovare lui stesso e gli ufficiali della Missione militare in Polonia, per effetto della circolare ministeriale, che diminuiva notevolmente gli assegni dei militari all'estero. Data la decisa resistenza del Ministero del Tesoro a concedere ulteriori fondi, Lanza di Scalea, m.inistro della guerra del primo governo Facta, in una lettera indirizzata al Ministero degli Esteri, proponeva la possibilità di un ritiro della stessa Missione Romei e la sua sostituzione con un semplice addetto militare. Il Ministero
262 A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., carte della Missione cit., busta 59, fasci colo 3° categoria - serie 1920, sottofascicolo 1, "forniture polacche di olio grezzo e altre mate rie prime, in pagamento di materiale bellico e automobilistico italiano, già fornito e relativi trasporti". 263 Ibidem, 3° categoria - serie 1921, sottofascicolo 2, "convenzione per il pagamento del materiale bellico ceduto aHa Polonia" . 264 Vedi sopra paragrafo 2.2. 265 Telegramma - posta n. 55479 del Ministero degli Affari Esteri - Ufficio Coordinamento Economico al Ministero della Guerra - Ufficio politico militare, in data Roma 7 settembre 1921, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., busta 63, cartella 2, fascicolo PI. 3 "questioni economiche e c01nmerciali", sotto fascicolo PI. 3-1 "accordi cormnerciali con la Polonia": "In /:aie occasione, credo mio dovere di segnalare a V.E. la collaborazione illuininata e premurosa, prestatami, durante i lunghi negoziati, che hanno portato a.Ila stipulazione in questione, dal generale Romei per quel che riguarda il materiale bellico".
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della Guerra, finita l'emergenza del conflitto russo-polacco, non riteneva più strettamente necessario, dal punto di vista militare, prolungare la permanenza della Missione a Varsavia266 . D'opinione opposta era Tommasini, il quale, in un telegramma al ministro della guerra ricordava come la missione militare avesse reso degli ottimi servigi e che "il suo richiamo sarebbe inopportuno tanto più in questo momento in cui l'attitudine della Russia è equivoca, mi risulta che il governo inglese ha disposto di mantenere qua la sua missione militare fi.no al primo aprile dell'anno venturo 1923 ''267. Lo stesso generale Romei, nella già ricordata relazione riassuntiva sull'operato della Missione, prospettava che il lavoro di quest'ultima si sarebbe compiuto entro la fine del 1922, data di un possibile suo rich iamo268 . Alla fine del mese di marzo il ministro degli Affari Esteri diede l'assenso alla proposta di ritirare la Missione militare, costatando che nessuna ragione di natura politico-diplomatica impediva quella misura 269 • Il 29 novembre 1922 giunse a Varsavia il nuovo addetto militare, il colonnello Giuseppe lvaldi e dopo poco più di un mese, nel gennaio 1923, sciolta definitivamente la Missione, il generale Romei ritornò definitivamente in Italia con il personale alle sue dipendenze270 .
Lettera del Ministero della Guerra - Stato Maggiore del Regio Esercito - Ufficio Operazioni al Ministero degli Affari Esteri, n . 1899, oggetto: 1\tiissione m.ilitare in Polonia, Roma 6 marzo 1922 (2 pagine): "ad un anno orm.ai dal trattato di pace russo-polacco di Riga, per quando la situazione in Polonia e nella Russia .sia ben lungi dall'essersi chiarita e assestata, questo ministero per parte sua, non avrebbe difficoltà dal punto di vista strettamente militare, a ritirare la Missione, lasciando presso la R Legazione a Varsavia il solo addetto militare", in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., busta 63, cartella 2, fascicolo PI. 1 "Composizione della Missione Romei", sottofascicolo Po 1-2 "Rimpatrio Missione Romei". 267 Ibidem, copia di telegramma in arrivo in data Varsavia 19 marzo 1922 di Tommasini a S.E. Lanza di Scalea. 268 ]bidcm, Relazione del generale Romei al capo di Stato Maggiore, Varsavia 5 marzo 1922 cit., pag. 7. 269 Ibidem, Telespresso n. 18209 del Ministero degli Affari Esteri al Ministero della Guerra, in data 30 marzo 1922. 270 Ibidem, lettera della Missione militare italiana in Polonia allo Stato Maggiore Esercito - Ufficio Operazioni, n. 187 / 4 prot. ris., oggetto: rimpatrio della Missione militare, in data Varsavia 30 novembre 1922. Cfr. il resto della pratica. Ricordiamo infine che a quella data erano rimasti a disposizione della Missione solo due ufficiali: Parvopassu e Paolozzi. 266
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Con l'avvento del fascismo era cominciata una nuova fase della politica estera italiana e nel dicembre 1923 venne sostituito anche il ministro Tommasini . L'operato di Romei, nonostante l'impegno profuso e l'intensa attività informativa, che permise agli alti comandi italiani di avere un quadro abbastanza dettagliato della situazione politico militare dell'Europa orientale, non portò peraltro a un risultato concreto27l. La sua azione in Polonia, frutto anche della collaborazione con Tommasini, non ebbe un effettivo sostegno dal governo italiano, che, dopo la pace di Versailles, non seguì un indirizzo definito e costante nei rapporti con le nuove entità statali, sorte dal crollo degli imperi centrali. L'Italia1 pronta a contrastare la politica francese in Europa orientale, non poté e non seppe proporre una politica alternativa1 lasciando alla Francia l'esclusiva nei r apporti con il mondo slavo. Anche gli stessi rapporti con la Polonia, certamente ben disposta verso l'Italia, non ebbero un reale sviluppo1 sia per la ben organizzata concorrenza francese sia per un disinteresse delle autorità italiane che lasciarono incompiuto il promettente lavoro svolto dai nostri rappresentanti diplomatici e militari.
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Cfr. A. Biagini, Il problema della Slesia e la Missione militare in Polonia op. cit., pag. 267.
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4. LE CARTE DELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA
4.1. L'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito e il suo archivio. Le carte della Missione militare italiana in Polonia sono conservate presso l'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito 272 • L'Ufficio militare del Corpo Reale dello Stato Maggiore dell'Esercito del Regno di Sardegna, da cui nacque l'attuale Ufficio Storico, fu costituito dal comandante del Corpo di Stato Maggiore, il generale Enrico Morozzo della Rocca, con l'ordine del giorno n. 712 in data 16 lluglio 1853 e dislocato a Torino. Il 1° luglio 1856 lo stesso generale Morozzo della Rocca, secondo quanto disposto con l'ordine del giorno n. 712, emanò un'Istruzione sull'Uffizio Militare del R. Corpo di Stato Maggiore e sull'ordinamento dell'Archivio del medesimo, definendone i compiti specifici273. Nell'articolo 1., infatti, si stabiliva che l'Ufficio Militare doveva "Raccogliere ed ordinare i documenti e le notizie atte a presentare una conoscenza esatta e completa dello stato dell'Armata e delle istituzioni militari del Regno e di compilare dietro i documenti autentici raccolti nel!' Archivio del Corpo od altrove la storia delle campagne degli avvenimenti militari del Paese oppure anche memorie relative alle guerre contemporanee"274 . A questo
272 Sull' Ufficio Storico di:.: Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore, L'Ufficio Storico - cenni monografici, a cura di C. Cesari, Roma 1930; O. Bovio, L'Ufficio Storico dell'Esercito - un secolo di storiografia militare, Roma 1987; A. Brugioni - M. Saporiti, Manuale delle ricerche nell'Ufficio Storico dello Stato M.aggiore dell'Esercito, op. cit.; E. Lodolini, Organizzazione e legislazione archivistica italiana, Bologna 1989 (pagg. 155-156); P. Bertinaria, L'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, in Le fonti per la storia militare italiana in età con temporanea, op. cit., pagg. 33-36. 273 A. Bmgioni - M. Saporiti, Manuale delle ricerche op. cit., pag. 9. 2ì 4 P. Bertinaria, op. cit., pag. 33. Una copia dell'epoca dell'istruzione è conservata in A.U.S.S.M.E, raccolta L-3, Studi particolari, busta 305.
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particolare compito era destinata la Sezione "storia militare", una delle quattro sezioni che costituivano l'ufficio. Gli articoli 8 e 9 stabilivano invece le attribuzioni dell'archivio, il quale alle origini era formato dalle carte delle campagne del 1848-49 e della guerra di Crimea (allora chiamata campagna d'oriente), da raccolte di monografie geografiche delle varie regioni d'Italia e da rapporti che i vari co.m andanti compilavano dopo i campi d'istruzione 275 . Le origini ideologiche dell'Ufficio militare si ricollegavano allo storicismo romantico, che apriva una nuova stagione dedicata allo studio delle patrie tradizioni e della storia nazionale, ma erano anche conseguenza di qud difficile clima nato dal fallimento della prima guerra d'indipendenza, in cui si avvertiva una forte esigenza di analizzare e capire le cause della sconfitta, anche dal punto di vista strettamente militare. Il colonnello di Stato Maggiore Enrico Giustiniani, noto studioso di tattica militare, fu il primo capo dell'Ufficio. Il 25 m.arzo 1860, dopo la seconda guerra d'indipendenza e l'annessione dell'Emilia e della Lombardia, furono istituiti i cinque Grandi Comandi di Dipartimento che avevano rispettivamente sede a Torino1 Alessandria, Brescia, Parma e Bologna. Presso ciascuna di quelle sedi furono creati dei particolari archivi, indipendenti dall'archivio principale dell'Ufficio militare del Reale Corpo di Stato Maggiore. In quest'archivio, sempre con sede a Torino, oltre alle carte già conservate, era allora stata versata la documentazione relativa alla campagna del 1859. Nel 1861, dopo l'annessione del Regno delle Due Sicilie, fu istituito a Napoli il VI Gran Comando e nel 1862 il VII, con sede a Palermo. Nei rispettivi archivi furono versate le carte militari relative alle province meridionali e alla Sicilia. Nel 1867 agli archivi speciali dei Grandi comancti furono sostituiti da quelli delle singole Divisioni, che dipendevano dai tre Corpi d'Esercito. Una parte del carteggio rimase presso i comandi di Divisione e una parte passò ai comandi dei Corpi dell'EsercÏ to 276. Dopo il trasferimento della capitale da Firenze a Roma1 l'Ufficio Superiore dello Stato Maggiore dispose che nel suo ar-
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O. Bovio, op. cit., pag. 23.
276
L'Ufficio Storico - cenni monografici, pagg. 9-10, 14.
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chivio si concentrassero non solo tutti i carteggi relativi alle guerre risorgimentali, ma anche quelJe dei vari comandi di dipartimento, escluse le pratiche a carattere amminis trativo, lasciate in deposito presso la quarta sezione dell'A rchivio di Stato di Torino. Al riordino del m ateriale documentario fu assegnato l'archivista Novaro e, alla sua morte, il generale Bariola, capo in seconda del Corpo di Stato Maggiore, destinò a quell'incarico il tenente Dupuy Samadel, che aveva già prestato servizio presso l'Archivio di Stato di Firenze. La sede d ell' archivio e deJla biblioteca militare erano allora a Palazzo Cini. Il generale Bariola nominò a capo d ella sezione storica il colonnello Carlo Corsi'2n. Nel 1873 il Ministero della Guerra assegnò all'archivio altri 4 uffi ciali (Zanelli, d' Ayala, Man fredi, Quarenghi) e nel 1874 fu trasferito a p alazzo Giustiniani, dove fu compilato il primo inventario generale, un catalogo sistematico ed infine una rubrica alfabetica con uno schedario. Nel 1884 l'archivio fu portato alla Piletta, in attesa di essere trasferito definitivamente alla nuova sede del Ministero della Guerra, in via XX Settembre. Poiché quei locali tardavano ad essere pronti, lo stesso Ministero decise di ordinare un altro trasferimento, sceghendo, qu esta volta, un piccolo locale a via della Lungara. Il tenente Gilberti fu incaricato del trasloco e della disposizione delle carte nella n uova sede provvisoria in modo tale che ques te, sistemate in appositi scaffa li, potessero essere facilmente consultate dagli studiosi interessati. Nel giugno 1888 l'Ufficio Storico fu definitivamente trasferito a via XX Settembre e nei nuovi locali jl suo archivio conservò l'ordine che gli era stato dato precedentem ente a vi a d ella Lungara278 . Durante la prima guerra mondiale l'Ufficio Storico divenne la naturale sed e di custodia e di sistemazione di tutto il materiale documentario relativo a quel conflitto, m a fu necessario trovare dei locali più ampi per conservare tutte quelle carte, le qua li prevedibilmente sarebbero aumentate con la fine della guerra e lo scioglimento di tutti i reparti, corpi e enti mobilitati. Nel 1917, acquistato Palazzo Baracchini, il tenente generale
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Ivi, pagg. 11-12. Ivi, p agg. 15-16.
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Bamtieri di San Pietro, comandante del Corpo di Stato Maggiore territoriale1 vi fece trasferire l'archivio dell'Ufficio Storico. Ma i continui versamenti di documentazione1 tra cui i diari storici dei reparti combattenti, e l'arrivo a Roma di 1.500 casse con il carteggio delle grandi unitĂ che avevano preso parte alle operazioni, resero del tutto insufficienti i locali di Palazzo Baracchini. Una parte di quelle carte fu mandata in una casamatta della Batteria Nomentana e soltanto sette anni dopo, nel giugno 1928, compiuta una prima operazione di revisione di quell'enorme materiale documentario, furono trasferite 8.000 cartelle all'Ufficio storico279. Anche durante la seconda guerra mondiale l'Ufficio ricevette numerosi versamenti di carte delle unitĂ mobilitate e di diari storici dei reparti comba ttenti. Nel maggio 1943 l'Ufficio Storico fu trasferito ad Orvieto con tutto l'archivio (un carico di 120 tonnellate) che fu sistemato nel Museo del Duomo. Dopo 1'8 settembre 1943 una parte dei documenti, riguardanti le operazioni in Africa settentrionale e in Russia, e altre carte riservate furono riportate a Roma e occultate nel Vittoriano, grazie all'azione dei professori Alberto M . Ghisalberti280 e Emilia Morelli. L'altra parte, che riguardava la documentazione sui vari fronti in cui ]'Esercito italiano aveva combattuto dal 1940 al 1943, parte del carteggio del Comando Supremo nella prima guerra mondiale e sull'inchiesta di Caporetto1 chiusa in casse, fu nascosta e murata nei sotterranei del Duomo d'Orvieto e recuperata a guerra finita281 . Nel novembre 1943 fu costituito dallo Stato Maggiore dell'Esercito della Repubblica Sociale Italiana un nuovo ufficio storico che conservava, nel suo archivio, la documentazione reperita ad Orvieto. Nel maggio 1944 l'Ufficio Storico della Repubblica Sociale fu trasferito da Orvieto a Trescore Balneario (Bergamo). Poco tempo prima, nel febbraio 19441 una parte della documen-
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Ivi, pagg. 16-17. Il professor Ghisalberti (1894-1986), storico dell'etĂ del risorgimento, ufficiale di complemento e decorato con medaglia d'argento al valor militare nella Prima Guerra Mondiale, fu richiamato con il grado di tenente colonnello durante l'ultimo conflitto e destinato a p restare servizio proprio nell'Ufficio s torico. 28 1 O. Bovio, op. cit., pag. 25. 280
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tazione, formata dalle carte del Comando Supremo dal 1940 al 1943, era stata trasferita, successivamente, a Milano, Sondrio, nella zona di Cenate e infine ad Arbizzano (Verona). Il 22-23 aprile 1945 parte di quel materiale fu distrutto da un incendio. Altri docum.e nti ancora, relativi all'ultimo conflitto mondiale, furono presi dai tedeschi, che, ritirandosi1 li portarono in Germania. Nel maggio 1945 questi stessi documenti ve1mero catturati dagli alleati in Germania e successivamente trasferiti1 parte in Gran Bretagna e parte negli Stati Uniti d'America. Nel 1967 i documenti in possesso delle autorità americane furono restituiti aLl'Italia1 dopo essere stati microfilmati282. A Lecce, nel Regno del Sud, era stato costituito un ufficio dello Stato Maggiore del Regio Esercito, che si occupava di raccogl.iere e conservare la documenta zione delle unità operanti a fianco degli anglo-americani. Liberata Roma dalle forze alleate, nella capitale fu definitivamente riaperto l'Ufficio Storico, che fu poi riunificato con l'ufficio di Lecce alla fine del 1944283 . Nell'archivio dell'Ufficio Storico sono conservati fondi e complessi documentari, dalla prima metà dell'Ottocento a dopo la seconda guerra m.ondiale, che rappresentano la fonte primaria per la storia militare d'Italia. Le carte conservate sono, essenzialmente1 quelle prodotte dai comandi e corpi delle for ze armate di terra (memorie e diari storici) e quelle versate dai vari uffici dello Stato Maggiore dell'Esercito, dallo Stato Maggiore Genera.le (dal 1925) e, più raramente, dal Ministero della Guerra 284 in tempo di pace e dal Comando Su premo in tem.po di guerra (di questo anche i diari storici). Sono conservate anche le carte degli addetti militari (120 buste), dei vari corpi di spedizione (198 buste) e delle missioni militari all'estero (107 buste), nonché delle sezioni ìtaliane di alcuni organismi militari internaziona li (Commissione interalleata di Parigi, Comunità europea di difesa, ecc.).
282
A. Brugioni - M. Saporiti, op. cit., pag. 10. O. Bovio, op. cit., pag. 26. 284 La m aggior parte dei fondi del Ministero della Guerra sono conserva ti presso l'Archivio Centrale dello Stato; dr. P. Ferrara, Le fonti archivistiche. Archivio centrale del lo Stato, pagg. 152- 163, in Le fonti per la storia rnilitare italiana i11 età contemporanea, op. cit. 283
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Fin dalla sua costituzione l'Ufficio è stato adibito alla conservazione dei diari storici, compilati in tempo di guerra dai reparti dell'Esercito1 dal livello di armata fino al livello di reggimento e battaglione autonomo. Le raccolte di diari comprendono le guerre .risorgimentali, le prime guerre coloniali, la guerra italo-turca, la prima guerra mondiale (11.200 volumi), la guerra italo-etiopica (837 volumi), la guerra di Spagna (49 fascicoli) e la seconda guerra mondiale (2.200 fascicoli). La raccolta delle memorie storiche, compilate dalle unità dell'esercito in tempo di pace, a scadenza annuale, inizia dal 1870 e prosegue tuttora poiché l'Ufficio storico continua a raccogliere istituzionalmente questo tipo di documento (oltre 3.643 volumi). L'archivio dell'Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito si può definire "un archivio di atti scelti sia dell'amministrazione centrale che di enti periferici"285 . La documentazione conservata presso l'archivio dell'Ufficio storico è consultabile secondo le norme stabilite dal decreto del ministro della Difesa in data 9 giugno 1990 ("Norme concernenti la consultabilità dei documenti custoditi negli Archivi degli Uffici Storici delle Forze Armate"), che recepisce la precedente legislazione archivistica italiana, delineata con il D.P.R. n. 1409 del 30 settembre 1963. 4.2. L'archivio della Missione militare italiana in Polonia.
Come abbiamo detto la Missione militare italiana in Polonia era sottoposta alla giurisdizione del ministro plenipotenziario a Varsavia, il quale, come rappresentante del governo italiano, era a capo di tutto il personale civile e militare de] Regno d'Italia in territorio polacco. II generale Romei, pur avendo un'ampia autonomia, dovuta al suo particolare incarico e al suo grado (generale di divisione), doveva coordinare la sua azione con quella del regio ministro Tommasini e tenerlo informato costantemente della sua attività. In pratica la Missione, con poteri molto più ampi, svolgeva le funzioni istituzionali proprie degli addetti militari. 285 E. Lodolini, Organizzazione e legislazione archivistica italiana, op. cit., pag. 158.
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Militarmente, la Missione dipendeva dallo Stato Maggiore dell'Esercito286 . Essa doveva inviare costantemente i suoi rapporti informativi all'Ufficio Esteri287 dello Stato Maggiore del Regio Esercito e, per conoscenza, al Ministero della Guena-Divisione di Stato Maggiore, nonché al capo della Missione diplomatica a Varsavia. In secondo luogo inviava i suoi rap porti e telegrammi alla Sezione militare della Delegazione italiana alla Conferenza della Pace (a Parigi) e al Prinw Aiutante di campo del re. Dal giugno 1921 rapporti e telegrammi della Missione furo no inviati all'Ufficio politico-militare e alla Segreteria del Reparto Operazioni, ambedue appartenenti allo Stato Maggiore del Regio Esercito 288 . La Missione aveva anche un occasionale carteggio con altri enti soprattutto militari. Nell'archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore d ell'Esercito sono conservate 107 bu ste, in cui si trova la documentazione relativa alle varie missioni milita ri italiane all' estero, alle missioni mili tari italiane presso i comandi alleati nella p rima guerra mondiale e ad alcune missioni straniere (francese, inglese, americana, russa, ecc.) invia te, dal 1915, in Italia, presso il nostro Comando Supremo. Le car te riguard ano gli anni 1914-1929. Tali buste, di cui esiste u n elenco generale, costituiscono il complesso documentario denominato: E-11 "Missioni militari varie presso gli alleati e
missioni militari italiane all'estero" 289 . Più che un vero e proprio archivio unitario d i un unico ente290, sembra piuttosto una raccolta posteriore, probabilmente costituita artificialmen te d allo s tesso Ufficio Storico, formata sia dalle carte prodotte da quelle missioni sia, soprat-
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la Missione dipese per un breve periodo dal Comando Supremo fino quando quest'ultimo il 1° gennaio 1920 non fu riconvertito in Stato Maggiore del Regio Esercito, si veda paragrafo 4.3. 287 L'Ufficio Esteri fu in seguito assorbita dall'Ufficio Operazioni, divenne Sezione Esteri di quest'ultimo, paragrafo 4.3. 288 A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., busta 58, fase. 2, 1° categoria 1921, sottofascicolo 15 "Indirizzo corrispondenza". 289 A. Brugioni - M. Saporiti, op. cit., pag. 29. Presso l'Ufficio Storico è conservato un elenco di 170 pagine in cui viene descritta, in modo non analitico, la documentazione bus ta per bus ta e a sua volta fascicolo per fascicolo. 290 Per il concetto di fondo e per gli altri termini archivistici questo lavoro si basa sul Glossario in appendice al volume di P. Carucci, Le fonti archivistiche: ordina111e11to e co11servazio11e, Roma 1983. a
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tutto, da alcune serie degli archivi dei vari uffici dello Stato Maggiore e del Comando Supremo, a cui, nel tempo, competevano quelle stesse missioni. Erano cioè g]i uffici che ricevevano i rapporti informativ i degli ufficiali inviati all'estero e rielaboravano i dati ricevuti per fornire, a loro volta, al capo di Stato Maggiore dell'Esercito, un quadro della situazione politico-militare dei vari Stati stranieri. In questa .raccolta nelle buste nn . 571 58, 59, 60, 61 e 62 è conservato l'archivio della Missione militare italiana in Polonia. La storia di queste carte è assai difficile da ricostruire per la mancanza di un elenco di versamento e, più in generale, di documenti in cui si trovi esplicitamente menzionato l'ingresso delle carte della Missione nell'Ufficio Storico. In pratica, non si sa come l'archivio della Missione e le altre carte del fondo siano pervenuti a questo ufficio e quando e come siano state versati. Inoltre va precisato che nell'elenco del fondo E-11, sotto la voce Missione Mili tare italiana in Polonia1 sono comprese, oltre alle buste sopracitate, anche le buste m1. 631 125, 1261 127 e 128. Qui sì trova la serie dell'archivio dell'Ufficio Esteri-Reparto Operazioni dello Stato Maggiore del Regio Esercito, poi Sezione Esteri dell'Ufficio Oper azioni291, che .raccoglie i rapporti e le lettere inviati dalla Missione Romei a questo stesso ufficio1 e, in generale1 tutta la documentazione1 spedita da altri enti, che riguarda la questione polacca. Quando il generale Romei e il capitano Paolozzi rimpatriarono al termine del loro incarico in Polonia1 consegnarono il carteggio della Missione all'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore292 . Nel fondo in cui è conservata la documentazione prodotta dall'Ufficio storico e in particolare dalla sezione che si occupava dell'archivio293, si trova una lettera1 datata 3 luglio 1931, del 29 1
Cfr. più avanti paragrafo 4.3. Lettera (minuta dell' Ufficio Operazioni) del generale Goggia alla Direzione Generale Personale Ufficiali, n. 1744 di prot., in data 6 marzo 1923, in A.U.S.S.M.E., fondo E-11 cit., busta n. 63, fascicolo n. 2 (è tutto un fascicolo originale dell'Ufficio Operazioni, infatti i documenti in entrata presentano il timbro del protocollo di detto ufficio) cit.: "Jl generale Romei e il capitano Paolozzi provvedono attualmente alla consegna dell'amrninistrazione e del carteggio della Missione". 293 Questo fondo, composto da 9 buste con documentazione che va dal 1915 al 1943 circa, non è ordinato o inventariato, né si conserva un qualsiasi 292
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Gabinetto del Minis tro della Guerra con cui veniva trasmesso allo stesso Ufficio Storico "il carteggio degli anni 1919-20-21 -2223 e 25 proveniente dall'Ufficio Operazioni - Sezione Esteri - dello Stato Maggiore Centrnle'' 294 . Tenendo presente che le carte della Missione Romei furono versate, per mano del capitano Paolozzi, all'Ufficio Operazioni, e che, a sua volta, il carteggio d ella Sezione Esteri dell'Ufficio Opera zioni, deg li anni d al 1919 al 1925, fu poi versato al Gabinetto del minis tro della Guerra, si può fondatamente supporre che la documentazione relativa alla Missione, conservata nel fondo E-11 e cioè, non solo quella originale dell'archivio della stessa Missione ma anche quella appartenente all'archivo dell'Ufficio Esteri, poi Sezione Esteri dell'Ufficio Operazioni295, sia pervenuta all'Ufficio Storico con il versamento effettuato dal Gabinetto del ministro nel luglio 1931. Conviene ora vedere come si presentavano le carte della Missione Romei prima del riordino. Come abbiam o detto sopra, nelle bus te nn. 57, 58, 59, 60, 61 e 62 del fondo E-11 è conservato l'archivio della Missione militare italiana in Polonia, che inizialmente si trovava frammisto
elenco anche approssimativo. Come abbiamo detto sono le ca rte del vecchio archivio corrente o registrntura dell'Ufficio, in cui sono conservate molte notizie e persino elenchi di versamento dei fondi conservati nell'archivio storico. Le bus te comunque sono numerate e portano sulla costola, oltre al numero, l'elenco dei fascicoli all'interno e la sigla AR che significa probabilmente archivio. 2'.14 Letter11 di trasmissione del ca rteggio del Ministero della Guerra - Gabinetto del Ministro - Ufficio Coordinamento al Corpo di Stato Maggiore Ufficio Storico, n. 1/839 di prot., in data 3 lugl io 1931, in A.U.S.S.M.E., fondo dell'Ufficio storico, busta AR. 5., fascicolo 11 "Carteggio della disciolta SezioHe Esteri de/l'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore Centrale" 2/R. Nella lettera si diceva che il carteggio era sis temato in 230 cartelle di varia grandezza e che era registrato in un elenco per gli anni dal 1919 al '1 921 e in 4 rubriche per gli anni dal 1922 al 1925, i quali veniva no trasmessi unitamente alle carte. Si comunicava inoltre che venivano trasmessi i registri di protocollo relativi. Nel fascicolo c'è anche la lettera di ricevuta (minuta) dell'Ufficio Storico. Di tutti questi mezzi di corredo coevi alla produzione del carteggio non è stata trovata traccia. Ricordiamo infine che lo Stato Maggiore Centrale era lo Stato Maggiore dell'Esercito. 295 L'Ufficio Esteri nel 1921 era stato assorbito dall'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore dell'Esercito, divenendo Sezione Esteri di ques t'ultimo. Cfr. paragrafo 4.3., pag. ·1 24.
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ad alcuni fascicoli dell'addetto militare a Varsavia, il già ricordato colonnello Franchino (luglio-novembre 1919)296 . Erano presenti anche le carte del capo della Missione aeronautica, il capitano Giuliani297, insieme ai fascicoli dell'addetto aeronautico della Missione il capitano Parvopassu, e di altri enti. Probabilmente sia le carte del colonnello Franchino, che quelle del capitano Giuliani furono ereditate dalla Missione militare, al momento del suo insediamento a Varsavia, e andarono a far parte del suo archivio. Diamo un quadro molto sintetico di come si presentava complessivamente la documentazione busta per busta: Busta n. 57 - Carteggio della Missione in quattro fascicoli originali del suo archivio: "4° categoria riservato personale ufficiali", anni 1920-22. - Rapporti del 1919 dell'archivio del colonnello Franchino. - Documenti della Commissione mista ceco-polacca del 1919 appartenenti ali' archivio del colonnello Franchino. - Carteggio della Missione nel fascicolo originale del suo archivio: "1 ° categoria avvenimenti e notizie militari - .1921 ". Busta n. 58 - Studio dell'addetto militare a Varsavia, colonnello Ivaldi sulla storia della Polonia, inviato all'Ufficio Storico (1925). - Carteggio della Missione nel fascicolo originale del suo archivio: "Trasporto truppe transitanti per Orderberg - 1920". - Carteggio della Missione nel fascicolo originale del suo archivio: "Materiale vario 1920-1921 ". - Carteggio della Missione nel fascicolo originale del suo archivio "Trasporti 1920". - 19 fascicoli dell'archivio del colonnello Franchino (1919). Busta n. 59 - Rapporti informativi compilati dalla Missione (minute), riguardanti avvenimenti politici e militari, non conservati nei fascicoli originali (1922). - Carteggio dell'addetto aeronautico della Missione, capitano Parvopassu, non conservato in fascicoli originali (1919-1920).
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Vedi sopra paragrafo 3.2. lbidem.
Busta n. 60 - Carteggio dell'addetto aeronautico, capitano Parvopassu in 3 fascicoli orìginali "6° categoria aviazione rispettivamente degli anni 1920, 1921, 1922, dell'archivio della Missione. - Un fascicolo (copertina originale dell'archivio della Missione, manca però l'intitolazione e il riferimento alla categoria del titolario) con carteggio di carattere amministrativo della Missione (1919 - 1920). Busta n. 61 - Carteggio riguardante avvenimenti politici e notizie militari della Missione, non conservato in fascicoli originali (1919-20) del suo archivio. - Un fascicolo con documenti della Delegazione italiana della Commissione interalleata per le Province baltiche, con un registro di protocollo e la lettera di trasmissione dello stesso carteggio all'Ufficio Storico (1919-20). - 3 Fascicoli con carteggio a carattere amministrativo della Missione (1920-21), di cui uno originale del suo archivio "5°categoria amministrazione - 1921 - Carteggio della Missione nel fascicolo originale del suo archivio: "Rapporti, telegrammi e conferme a mano dei sigg. capitani Parvopassu e Venturi - 1920 ". Busta n. 62 - Carteggio della Missione, relativo ad avvenimenti politicomilitari, non conservato in fascicoli originali del suo archivio (1919-1921). - Un fascicolo dell'archivio del colonnello Franchino (1919). - Memoria sulle legioni polacche della Missione militare inglese presso il nostro Comando Supremo (5 dicembre 1916). 11 ,
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Ovviamente la documentazione dell'archivio della Missione Romei è formata dalle minute di rapporti, relazioni, promemoria, lettere, telegrammi e altri documenti, inviati ai vari enti con cui questa era in contatto e dagli originali dei documenti1 spediti da quegli stessi enti alla Missione Romei298 . Nel fondo E-11 non sono conservati i registri di protocollo della Missione, né altri mezzi di corredo coevi alla formazione del suo archivio. Dal punto di vista diplomatico, cfr. P. Carucci "fl docuinento contemporaneo - diplomatica e criteri di edizione", Roma 1987, pagg. 98-111. 298
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Le carte sono sistemate in copertine or.iginali 299 ( di cartone marroncino) che presentano sul frontespizio il titolo della materia300 e il numero corrispondente nella classifica dell'ipotetico titolario, con cui, noi riteniamo, fossero archiviate le pr atiche dal personale della Missione appositamente incaricato301 . Il titolario ricostruito è il seguente: 1. 0 categoria "Avvenimenti e notizie militari"; 2° categoria "Trasporti''302 ; 3° categoria "Materiale''; 4° categoria "Riservato personale" (o ''Riservato personale uffi. 11·"); cza 5° categoria "Amministrazione''; 6° categoria "Aviazione" (o "Aeronautica"). Tutte queste categorie corrispondono ai compiti istituzionali, alle funzioni della Missione. La 1°, infatti, rappresenta la sua attività informativa, la raccolta di notizie sulla situazione militare ma anche politica della Polonia, dell'Ucraina, dei Paesi Baltici e della Russia bolscevica, dal 1919 al 1.922. A questa categoria corrisponde in genere la serie del protocollo riservato. La 2° categoria riguarda la funzione di coordinamento dei trasporti delle truppe italiane inviate ne11e zone plebiscitarie (Masuria, Warmia e Alta Slesia), dei trasporti di prigionieri ruteni, di materiale bellico, di legname e in generale tutti gli spostamenti ferroviari di uomini e merci da e per l'Italia, destinati alla Polonia. Come abbiamo visto, a tali importanti incarichi
299 Alcune di queste copertine presentano il timbro lineare della Missione impresso il alto al centro. 300 Per materia si intende l'argomento generale sotto cui erano archiviate le varie pratiche. 301 Sul titolario cfr. E. Lodolini, Archivistica - principi e problemi, Milano 1990, pagg. 76-86, P. Carucci, Il documento contemporaneo op. cit., pagg. 114-117. 302 Le copertine delle due categorie Trasporti e Materiale non riportano mai sul frontespizio i numeri corrispondenti di queste stesse categoria al titolario. Per esclusione esse devono corrispondere ai n. 2 e 3. Alcuni documenti relativi ai trasporti negli anni 1919-1920 riportano una segnatura con un numero progressivo in alto e un numero in basso, che è sempre il n. 2. Da questo si è supposto che 2 corrispondesse alla categoria trasporti. In ogni caso, a parte questa ipotesi tutta da verificare, si è deciso convenzionalmente di far corrispondere il n. 2 alla categoria trasporti, anche per l'importanza che questa ebbe per la Missione.
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furono assegnab il capitano Venturi, il tenente Filaferro e il sottotenente Cutolo. La 2° categoria è costituita essenzialmente dal carteggio di questi ufficiali con il comando della Missione a Varsavia negli anni 1919-1920. La 3° categoria riguarda il materiale necessario all'ordinaria amministrazione della Missione Romet il materiale bellico fornito dall'Italia alla Polonia in cambio di materie prime e ulteriori progetti di scambi dal 1919 al 1921. Alla 2° e 3° categoria corrisponde la serie del protocollo ordinario. Sotto la 4° categoria - serie del protocollo riservato personale - sono comprese le carte, dal 1919 al 1922, relative al personale della Missione militare italiana in Polonia (ufficiali, sottufficiali e truppa). Sono archiviate anche pratiche relative ad importanti personalità cl.el momento, come, per esempio, la questione relativa all'addetto militare polacco a Roma303 . La 5° categoria riguarda la contabilità, i fondi necessari per la Missione, con le carte del protocollo ordinario dal 1919 al 1921. L'ultima categoria corrisponde all'attività dell'addetto aeronautico, il capitano Parvopassu, con una sua serie di protocollo, denominato aviazione. La documentazione arriva fi no al 1922. Le carte della Missione in Polonia si presentano quindi divise in fascicoli annuali (1920, 1921, 1922)304 che al loro interno riuniscono i documenti e le pratiche relative a una delle sei categorie descritte sopra, comprese appunto in quell'anno: per esempio il fascicolo "Aviazione 1920'' raccoglie gli affari e le pratiche relative all'aeronautica nel 1920. Tre fascicoli però si presentano diversamente: il fasci colo "Telegrammi, rapporti e conferme a mano dei signori capitani Parvopassu e Venturi", che raccoglie quella serie originale di carte inviate al comando della Missione a Varsavia, serie appartenente, senza alcun dubbio, alla 1° categoria; il fascicolo "trasporto truppe transitanti per Orderberg - 1920 ", che comprende le pratiche relative al passaggio dei treni che trasportavano le
A.U.S.S.M.E, fondo E-11 cit., carte Missione militare italiana in Polonia, busta 60, 4° categoria 1921, sottofascicolo 21, "Addetto militare polacco a Roma capitano Morstin". 304 I fascicoli del 1920 comprendono anche documentazione degli ultimi mesi del 1919 (novembre - dicembre) poiché, come abbiamo detto, la Missione giunse a Varsavia alla fine del novembre 1919. 303
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truppe italiane nelle zone plebiscitarie (Allestein, Marienwerder e Alta Slesia), pratiche appartenenti, per la materia trattata, alla 2° categoria, e infine il fascicolo biennale: "Materiale vario 1920-1921 ". All'interno dei fascicoli annuali per categoria, i documenti sono disposti in genere (ma non sempre) dal più recente al più antico (e dal più alto al più basso per i numeri di protocollo). Inoltre spesso capita che in base a criteri empirici, vengano costituite, per tutta o solo parte della documentazione, dei "sottofascicoli" (si presentano come una serie di documenti uniti da un fermaglio) che corrispondono ad una vera e propria pratica e che non recano indice di classificazione, oltre all'appartenenza ad un fascicolo annuale di una delle sei categorie305. Quando invece i documenti non sono raggruppati e le pratiche sono sciolte, bisogna consultare tutto il fas cicolo annuale per rintracciare, per esempio, una risposta ad una lettera. Un certo numero di carte erano, oltre tutto, conservate in copertine non originali che testimoniano un rimaneggiamento successivo, probabilmente in tempi recen ti. Nel riordino306 delle buste 57-62 si è deciso, dopo aver individuato i diversi archivi di provenienza (le carte dell'addetto militare colonnello Franchino, del capo della Missione aeronautica, capi tano Giuliani e della Commissione interalleata per i Paesi baltici) e averli opportunamente separati dall'archivio della Missione militare Italiana in Polonia, di p rocedere seguend o l'o rdine delle sei categori e del titolario d ella stessa Missione, illustrato precedentemente. Ovvero inizialmente sono stati posti i rispettivi fascicoli della prima categoria, in ordine cronologico (fascicolo "Avvenimenti e notizie militari1920", fascicolo "Avvenimenti e notizie militari - 1921", ecc.), e
:ios Cfr. P. Carucci, Le fonti, op. cit., pag. 155. 306
Cfr. E. Lodolini, Archivistica, op. cil., pagg. 133-197; P. Carucci, Le fonti archivistiche, op. cit., pagg. 131-'J 68; Id. / vari livelli di inventariazione,, in Pubblicazioni degli Archivi di Stalo, Gli archivi e la memoria del presente (atti dei seminari di Rimini, 19-21 maggio .1988, e di Torino, 17 e 29 marzo, 4 e 25 maggio 1989), Roma J 992, pagg. 51-62. Si ricorda che nel riordino, per prima cosa, si sono tenute separate, come già si trovavano, le carte della Missione militare italiana in Polonia da quefle degli uffici dello Stato Maggiore del Regio Esercito (busta 63 e buste 125-128).
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così via per le altre categorie307 . All'interno dei singoli fascico li annuali sono state ricostruite le pratiche originali (potremmo considerarle anch e sottofascicoli ), che spesso si trovavano già ordinate. Anche le carte conservate nei fascicoli n on origina li, dopo un'analisi del loro contenuto per individuare a quale categoria appartenessero, sono state riordinate secondo questo criterio, cercando di reinserirle nei fascicoli originali ammali delle sei categorie suddette308 .
4.3. Le serie corrispondenti negli archivi degli uffici dello Stato Maggiore del Regio Esercito e della Sezione militare italiana alla Conferenza della Pace conservate presso l'Ufficio Sto1'ico. Le buste n. 63, 125, 126, 127 e 128 del fondo E-11 conser van o la serie 309 dell'archivio dell'Ufficio Esteri, in cui venivano archiviate le pratiche e i documenti riguardanti la Polonia. Con l'entrata in guerra dell'Italia, n el maggio 1915, venne istituito un comando unico dell'Esercito: il Comando Supremo. Questo era organizzato, secondo le sp ecifiche competenze, in reparti che, a loro volta, erano suddivisi in uffici. Il Comando supremo rimase in fun zione fino al primo genn aio 1920, quando con la smobilitazione generale fu sciolto, e alcune delle sue residue funzioni, necessarie anche in tempo di pace, venn ero affidate allo Stato Maggiore dell'Esercito310. Lo Stato Maggiore utilizzò la struttura organizzativa d egli uffi ci e reparti del Comando Su premo, m a assai ridimensionata. Uno di questi rep arti era il Reparto Operazioni, costituito da quattro u ffici: l'Ufficio Operazioni, l'Ufficio Addestramento, l'Ufficio Informazioni ed l'Ufficio Esteri311. 307
Materialmente si è fatto corrispondere, fin dove era possibile, a tutti i fasc icoli a1muali di una ca tegoria una s ingola busta. 308 Le carte fuori dei fasc icoli originali appartenevano quasi tutte al la 1° categoria, riguardavano cioè notizie sulla situazione politico-militare della Polonia. 309 Sul concetto di serie archivis tica, dr. P. Carucci, Le fon ti archivistiche op. cit., pagg. 155-160, 228. 310 Cfr. V. Galli nari, L'Esercito italiano nel primo dopoguerra 1918 - 1920, Roma 1980, Stato Maggiore dell'Esercito - Uffico Storico, pag. '137. 311 Ivi, pag. 117.
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L'Ufficio Esteri era competente su tutte le missioni e gli addetti militari all'estero e, basandosi sui loro rapporti e telegrammi, attraverso la preparazione di studi e memorie, doveva fornire al capo di Stato Maggiore un quadro politico-militare dei vari stati stranieri e delle colonie. Esso era organizzato in tre sezioni: 1° Sezione Occidentale, 2°Sez ione Orientale, 3 ° Sezione Meridionale312. L'Ufficio Esteri era comandato da un colonnello di stato maggiore. Dal luglio 1919 fu nominato capo ufficio il colonnello Grossi313. Con il passaggio dal Comando Supremo allo Stato Maggiore dell'Esercito la struttura e le competenze dell'Ufficio Esteri rimasero sostanzialmente invariate fino al 1° giugno 1921. Anche il comandante rimase lo stesso314 . Tra il 1° ed il 7 giugno l' Ufficio Esteri venne assorbito dall'Ufficio Operazioni, trasformandosi in Sezione Esteri di quest'ultimo ufficio. Il 7 giugno a capo dell'Ufficio Operazioni passò il colonnello Grossi, già capo dell'Ufficio Esteri. Nel 1923 l'Ufficio Operazioni perse la Sezione Esteri che passò alle dipendenze della segreteria del Corpo di Stato Maggiore. Il 26 Marzo 1923 il colo1mello Grossi lasciò l'incarico. Con il R.D. n . 655 del 21 aprile 1921 anche l'Ufficio Informazioni e l'Ufficio politico militare si occuparono degli addetti m.ilitari315.
312 Specchio del Reparto operazioni, Form.azione del Comando Supremo a Rom.a, 25 luglio 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 "Commissione interalleata di Parigi 1918 -1932", busta n.1 4, fascicolo n. 1 "Delegazione italiana: cos titu-
zione delle commissioni (1919)". 313 Camillo Grossi, nato il 30 settembre 1876, nominato sottotenente degli alpini nel 1896, dopo aver partecipato alla Scuola di Guerra passò al Corpo di Stato Maggiore. Capitano del 3° Reggimento alpini nel '1909. Partecipò alla prima guerra mondiale svolgendo importanti incarichi al Comando Supremo. Nominato colonnello nel 1917, fu capo Ufficio Esteri dal 1919 al 1921, capo Ufficio Operazioni dal 1921 al 1923 e capo del Gabinetto del ministro nel 1925. N el 1937 fu nominato generale designato d'armata (Verona). rvforì a Torino il 16 giugno 1941. Cfr. copia d ello sta to di servizio, in A.U.S.S.M.E., raccolta d elle Biografie, busta 35, fascicolo 77. 3 14 Diariq Storico dell'Ufficio Operazioni (è chiamato diario storico ma in realtà e una Memoria s torica, cioè la relazione atmuale compilata eia tutti i reparti e enti dell'Esercito in tempo cli pace, che viene inviata alJ'Ufficio Storico), in A.U .S.S.M.E, fondo A-1 Memorie Storiche, volume 0372. 315 Ministero della Guerra, Giornale rnilitare 1921, R.D. n. 655 del 21 aprile 1921, pagg. 367-369.
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La serie dell'archivio dell'Ufficio Esteri (poi Sezione Esteri dell'Ufficio Operazioni) riguarda la documentazione relativa alla Polonia ed è formata dalle minute dell'Ufficio Esteri e dalle lettere1 rapporti, telegrammi, ecc., originali inviati a quello stesso ufficio da altri enti con cui corrispondeva. Uno di questi era appunto1 come abbiamo già ricordato, la Missione militare italiana in Polonia. In questa serie infatti si possono rintracciare molti rapporti e lettere originali della Missione Romei. Anche qui non sono conservati i registri di protocollo, ne altri mezzi di corredo coevi alla formazione della registratura (archivio corrente): ad ogni modo molti fascicoli si presentano abbastanza integri316 . La Missione militare in Polonia inviava i suoi rapporti e telegrammi anche ai rappresentanti. militari della Delegazione italiana alla Conferenza della Pace con sede a Parigi. Nel fondo E-8 "Commissione interalleata di Parigi''317, conservato presso l'archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, si trovano alcune serie di rapporti, lettere, telegrammi inviati dalla Missione Romei alla Sezione italiana del Comitato militare alleato di Versailles. Il fondo, che comprende documentazione dal dicembre 1917 al 1932, è composto da 299 buste, in cui sono conservati essenzialm.e nte le carte degli archivi di due enti : la Sezione italiana del Consiglio Supremo di Guerra interalleato e la Sezione militare della Delegazione italiana alla Conferenza della Pace. Il Consiglio Supremo di Guerra ebbe le sue origini dall'esito del convegno di Rapallo del 5-6 novembre 1917 e rappresentò il primo passo verso il comando unico delle truppe alleate d.urante la prima guerra mondiale318 . Lo formarono i primi ministri degli Stati belligeranti, assistiti da un Comitato mi-
316 Nel fondo F3 "carteggio sussidiario prima guerra mondiale", sempre presso l'Ufficio Storico, sono conservate alcune serie dell'archivio dell'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore dell'Esercito fino al 1925. Nella busta 5 si trova la pratica del 1923 relativa agli autoveicoli della missione Romei e nella busta n. 6 si trova un rapporto della Missione Romei (rapporto n. 16/1 del 30 gennaio 1922), inserito in una pratica relativa alla Lituania. 3 17 A. Brugioni - M. Saporiti, op. cit., pag. 28. 3 18 Cfr. G. Candelora, Storia dell'Italia nwderna (la prima guerra 1nondiale, il dopoguerra, l'avvento del fascismo), volume VIII, pagg. 191-194.
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litare che risultò composto dai generali Foch per la Francia, Cadorna per l'Italia e Wilson per la Gran Bretagna. Dopo Cadorna, furono nominati rappresentanti per l'Italia, al Comitato militare del Consiglio Supremo di Guerra, il generale Giardino, Di Robilant e, nel dicembre 1918, fu nominato interinalmente il generale Cavallero, che coordinava1 contemporaneamente, anche i lavori della Sezione militare della Delegazione italiana per la pace. Dopo di lui fu nominato il generale Marietti319. Dal 1919 sono conservate le carte dell'archivio della Sezione militare della Delegazione italiana alla Conferenza della Pace. La Conferenza della pace, che si aprì ufficialmente il 12 Gennaio 1919 a Parigi320, era strutturata su organi generali (Segretariato generale1 Comitato per la verifica dei poteri, Comitato di redazione) e commissioni (Società delle nazioni, Responsabilità della Guerra e Sanzioni, Ripartizione dei danni, Regime internazionale porti - corsi d'acqua - ferrovie, Società finanziaria delle Nazion( Questioni economiche, Aeronautica, Legislazione internazionale del lavoro, Comitato centrale delle questioni territoriali, Comitati dell' Alsazia-Lorena, della Sarre, Commissioni degli affari cecoslovacchi, polacchi, rumeni e jugoslavi, greci e albanesi, belgi e danesi, coloniali, cavi sottomarini, Missione interalleata in Polonia Commissione di Teschen, Comitato delle clausole militari-navali e aeree, Comitato militare e navale interalleato, Consiglio supremo economico)321 . La numerosa delegazione italiana i cui membri parteciparono ai lavori degli organi generali e delle varie commissioni 1
1
La Sezione italiana fu sciolta il 6 settembre 1919, vedi lettera della Sezione militare - Delegazione italiana per la pace al Comando Supremo - Reparto Operazioni - Ufficio Esteri , n. 13007 di prot. op., Parigi 6 settembre 1919 (Allegato n . 12 al diario storico dei mesi di settembre - ottobre 1919), in A.U.S.S.M.E., fondo B-1, voi. 1-H, posizione 154/ A n. 15, Comitato militare alleato di Versailles - Sezione italiana, Allegati al diario dal 1 al 30 settembre 1919. Nel fondo E-8 delle carte della Sezione italiana del Consiglio supremo e conservata la serie delle sedute (verbali) dei rappresentanti militari permanenti dal dicembre 1917 al dicembre 1919 (buste n. 4-9), carteggio con altri enti tra cui la sezione militare italiana. Sono conservate copie anche della sed uta del 7 novembre 1917 a Rapallo. 32 Cfr. G. Candelora, Storia dell'Italia moderna, op. cit., vol. VIII, pag. 248. 321 Cfr. F. Curato, La Conferenza della Pace 1919-1920, Milano 1942, vol. I, pagg. 124-125. 319
°
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della Conferenza della Pace322, era composta dai supremi delegati plenipotenziari (Orlando, Sonnino, ecc.), dagli alti delegati militari (Diaz, Thaon di Revel, ecc.), dai delegati aggiunti e delegati tecnici, dal Segretariato della Conferenza, dalla Comniissione generale di coordinamento, dalle Sezioni politica, militare, coloniale, giuridica, della Marina, economico-finanziaria, dagli Uffici Stampa e Servizi323 . La Sezione militare della Delegazione italiana alla Conferenza della pace era presieduta nel 1919 dal generale Cavallero324 ed era composta dal capo sezione colonnello Pariani, dal sottocapo della sezione tenente colmmello Pellicelli e da sei ufficiali addetti: i maggiori Pergolani, Mazzolini, Rugio, i capitani Romagnoli e Fracchia e il sottotenente Giuliani325 . Alcuni di questi ufficiali parteciparono anche ai lavori delle commissioni interalleate326 • Il compito principale della Sezione militare era tenere costantemente informati, sull'andamento dei lavori della Conferenza della pace, il Comando Supremo e, dopo il 1919, lo Stato Maggiore dell'Esercito italiano. Facevano riferimento alla Sezione i numerosi rappresentanti militari italiani, membri delle varie commissioni interalleate, i quali inviavano costantemente ad essa i loro rapporti informativi, che la stessa Sezione militare provvedeva a trasmettere allo Stato Maggiore327 .
322 Bozza della Lista de'i membri italiani di Consiglio supremo e delle varie commissioni (5 pagine), in data Parigi 9 novembre 1919, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 cit., busta n. 15, fascicolo n. 3 "Delegazione ita.liana: varie (1918 -
1919)", sottofascicolo n. 1. 323 Ibid em, specchio (minuta) con tutti i membri della Delegazione italiana, suddivisi secondo gli incarichi e le varie sezioni della stessa delegazione. Il documento è senza data ed è composto da 6 pagine. 324 Ugo Cavallero (1880 -1943) tenne quell'incarico dal dicembre 1919 al giugno 1920, dr. A.U.S.S.M.E., raccolta delle Biografie, busta n. 15, fascicolo n. 54. 325 Disposizioni della Delegazione italiana per la pace - Sezione militare (minuta) relative alla ripartizione dei c01npiti tra gli ufficiali della sezione, senza d ata, in A.U.S.S.M.E., fondo E-8 cit., busta n. 14, fascicolo n. 1 Delegazfone
italiana - costituzione delle cormnissùmi (1919). 326 Per esempio il tenente colonnello Pellicelli fece parte della commissione di controllo di Teschen. 327 lvi, "La Sezione militare ha a sua disposizione una tipografia privata fornita
dei m.ezzi più moderni, e provvede con essa alla riproduzione tipografica e litografica di tutti i documenti (memorie, stampe, schizzi, ecc.) pubblicati dai vari uffici militari e civili della delegazione" (pag. 2).
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La Sezione militare aveva anche le funzioni di Sezione italiana del Comitato militare alleato di Versailles e di Delegazione militare italiana della Commissione permanente consultiva della Società delle Nazioni328 . Essa partecipava alle sedute della Conferenza degli ambasciatori (esecuzione dei trattati), del Comitato militare alleato di Versailles (esecuzione delle clausole militari e aeree dei trattati), del Comitato tecnico-geografico (incaricato delle questioni territoriali), delle commissioni finanziarie (spese di carattere militare) e delle altre sottocommissioni. Il complesso documentario della Sezione militare è conservato in 286 buste del fondo E-8 e, dalla varietà del suo carteggio, ci si rende conto dell'intensa corrispondenza che la Sezione teneva con le commissioni della Conferenza della pace, con i vari uffici del Comando Supremo e, in seguito, dello Stato Maggiore dell'Esercito, ma anche direttamente con la P residenza del Consiglio, il Ministero della Guerra e della Marina, il Ministero degli Esteri, le varie legazioni italiane nelle più importanti capitali europee e i relativi addetti e missioni militari. Si trovano anche documenti di alcuni comandi dell' esercito francese, inglese e americano. Nelle carte dell'archivio della Sezione militare non sono conservati i registri di protocollo, né a ltri mezzi di corredo coevi alla forma zione del suo archivio. In un promemoria dell'Ufficio Storico sono illustrate, a grandi linee, le vicende per cui quel carteggio pervenne allo stesso ufficio329 . Tutto questo complesso documentario era custodito in 550 grosse cartelle presso l'ambasciata italiana a Parigi, che le versò all'Ufficio Storico, racchiuse in 60 casse, nel 1934. Durante l'imballaggio fu alterato 'Tordine burocratico" e il lavoro di riordinamento presso l'Ufficio Storico "fu diviso in due fasi:
328 Promemoria del Comitato m ili tare alleato di Versa illes relativo all'attività della Sezione italiana del Cornita/:o militare alleato dal convegno di Spa a quello di Parigi (luglio 1920 - gennaio 1921), n. 244 di prot riservato, in A.U.S.S.M.E.. fondo B-1, volume 3/ A - posizione 154/ A - n. 27, Comitato militare a lleato di Versailles, a llegati al diario dal 1° al 31 gennaio 1921, allegato n. 40. 329 Prornernoria (minuta) dell'Ufficio Storico - Sezione Archivio, relativo all'Archivio "Commissioni interalleate Parigi", senza data, in A.U .S.S.M.E., fondo dell'Ufficio Storico, busta 1 AR., fascicolo 12 "relazione lavori sistemazione archivio".
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a) di riconoscimento e di prima classificazione; b) di riordinamento definitivo, raggruppando la documentazione cronologicamente e redigendo gli indici e la guida per le ricerche; il tutto tenendo conto dell'indole e del riferimento politico e geografico dei documenti"330 . Il lavoro di riordino fu affidato al tenente colonnello Pironti, che effettuò, purtroppo, anche alcune operazioni di scarto, distruggendo ''i documenti privi di qualsiasi interesse storico (sic!) "331 . Il fondo fu ridotto a sole 382 cartelle dalle 550 iniziali. Frutto di questo lavoro è la sistemazione delle carte non sempre per la provenienza ma anche p er la pertinenza. Queste, infatti, furono raggruppate p er buste relative al Consiglio Supremo alleato, al Consiglio Supremo di Guerra, alla Conferenza della Pace, alla Conferenza degli Ambasciatori, al Comitato militare alleato di Versailles, ai prigionieri di guerra, alla Società delle Nazioni, alle forze armate europee e ai singoli Stati (A lbania, Bulgaria, Romania, Grecia, Jugoslavia, Turchia, Montenegro, Russia, Stati baltici, Polonia, Ungheria e Austria1 Germania, Cecoslovacchia, Belgio )332 . Nel fondo E-8 è possibile comunque rintracciare alcune serie originali dell'archivio della Sezione militare della Delegazione italiana alla Conferenza della pace, come quella formata dai diari storici (1919-1927) e relativi alleg,1.ti, in cui il comandante descriveva giornalmente l'attività svolta dalla stessa Sezione; la serie dei verbali delle riunioni del Comitato militare interalleato o quella delle riunioni della Conferenza d egli Ambasciatori e così via. Ricord iamo inoltre le serie archivistiche formate dal carteggio riguardante i vari Stati, in cui venivano archiviati i numerosi rapporti inviati alla sezione dai rappre-
330
lvi, pag. 2. Ibidem.. Sul criterio adottato per valutare la documentazione di interesse storico il promemoria non dice niente, ma sicuramente si può considerare una perdita. 332 Ivi, pagg. 2-4. Cfr. anche il promemoria (oggetto: riordinamento della documentazione pervenuta da Parigi, senza da ta) del tenente colonnello Pironti, conservato nello stesso fascicolo. Nell'archivio dell'Ufficio Storico è conservato un elenco (registro della Commissione interalleata di Parigi) del fondo E-8 che rispecchia l'ordinamento dato da Pironti. L'elenco dattiloscritto è datato 1970. 331
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sentanti militari italiani nelle commissioni interalleate. Nella serie relativa alla Polonia si trovano, infatti, rapporti e telegrammi, inviati dal generale Romei, quando era rappresentante militare italiano della Missione interalleata in Polonia, le carte della Commissioni degli Affari polacchi, della Commissione di Teschen e di altri organismi interalleati. In questa serie si trovano anche le carte dell'addetto militare a Varsavia, il colonnello Franchino e, ciò che maggiormente ci interessa, telegrammi e rapporti della Missione militare italiana in Polonia, comandata dal generale Romei. I fascicoli in cui sono conservati questi documenti sono: Busta n. 102 - fascicolo n. 1, "Comunicati del generale Romei - 1920". Busta n. 103 - fascicolo n. 5, "Missione militare italiana - 1920". - fascicolo n. 7, "Missione italiana e notizie politico-militari 1920". Busta n. 104 - fascicolo n. 6, "Conferenza della pace-questioni varie, 1919-20". Busta n. 105 - fascicolo n. 1, "Questioni territoriali polacche, 1919-20". Busta n. 106 - fascicolo n. 13, "Esercito - situazione e dislocazione sui vari fronti, 1919-1920". - fascicolo n. 14, "Notizie politico-militari, 1919-20 - fascicolo n. 15, "Situazioni ed operazioni militari, 1919-20". 11
•
4.4. Le carte della Missione militare italiana in Polonia nell'Archivio Storico-Diplomatico e nell'Archivio Centrale dello Stato. Come abbiamo giĂ precisato, il generale Romei, durante il suo incarico in Polonia, dipendeva dal capo della missione dip lomatica a Varsavia, il ministro plenipotenziario Tommasini, a cui doveva inviare quotidianamente copia delle comunicazioni (rapporti, telegrammi, lettere) destinate allo Stato Maggiore dell'Esercito. Presso l'Archivio Storico-Diplomatico del Ministero degli
1.32
Affari Esteri333, nella Serie degli Affari politici (1919-1922) - Polonia (buste n. 1475-1486), sono conservati alcuni di questi documenti. Il nostro rappresentante diplomatico a Varsavia inviava copia dei comunicati di Romei al suo ministero, ma, più spesso, li riassumeva personalmente nei rapporti informativi, destinati a Roma. Non si trovano, quindi, delle serie organiche formate dalle carte della Missione militare italiana in Polonia, ma pochissimi singoli documenti, allegati agli stessi rapporti di Tommasini 334 . Probabilmente le serie delle carte della Missione Romei si trovano invece nel fondo della Regia Legazione di Varsavia, conservato sempre presso l'Archivio Storico-Diplomatico, ma non riordinato e quindi non ancora consultabile. Nel paragrafo 3.1. abbiamo accennato ai rapporti tra addetti militari e ufficiali in missioni all'estero e il Primo aiutante di Campo di Sua Maestà il Re. Nell'Archivio Centrale dello Stato è conservato il complesso documentario della Real Casa335 . Con tale denominazione si intende l'insieme delle grandi cariche di Corte: il Ministro della Real Casa, il Prefetto di Palazzo, il Gran Cacciatore, il Grande Scudiero e, ciò che ci interessa, ll Primo Aiutante di Campo, nonché capo deHa Casa Militare reale336 .
333 Cfr. E. Lodolini, Organizzazione e legislazione archivistica italiana, op. cit., pagg. 147-154. 334 Per esempio nella busta 1476, fascicolo Trattazione generale (Ministero Affari Esteri - Archivio Storico-Diplomatico - Serie affari politici - Polonia 1919-30) si trova il rapporto del generale Rornei al ministro Tommasini, n. 651 di prot., in data 6 aprile 1920, relativo agli avvenimenti militari avvenuti lungo la frontiera polacco-lituana. Nella stessa busta si trovano anche alcuni rapporti dello Stato Maggiore del Regio Esercito, inviati al Gabinetto del Ministero degli Esteri, in cui sono riassunti alcuni telegrammi della Missione militare italiana in Polonia (f. n. 1381 prot E. del 4 febbraio 1920, f. n. 1535 del 7 febbraio I 920, f. n. 1511 di prot. E. del 7 febbraio 1920). 335 Cfr. P. Ferrara, "Società civile" e "Società rnilil:are" nelle fonti documentarie presso l'Archivio Centrale dello Stato, con appendice, Per una storia m.ilitare dall'unità agli anni trenta: guida alle fonti documentarie dell'Archivio Centrale dello Stato, pagg. 79-80, in Deputazione di storia Patria di Perugia, Convegno nazionale di studi, Esercito e città dall'ùnità agli anni trenta, Spoleto 11Ì4 maggio 1988, Perugia 1988; tomo I, pagg. 62- 121. 336 Tutte le cariche militari ed i reparti di truppa addetti al servizio ed alla custodia dei sovrani e dei principi reali costituivano la Casa 1nilitare reale.
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L'archivio dell'Ufficio del Primo Aiutante di campo del re, conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato, è costituito da una parte generale con documentazione dal 1865 al 1946 (827 buste e 1470 volumi e registri) e una sezione speciale con carte dal 1903 al 1946 (135 buste). Nel carteggio dal 1921 al 1925 si trova un fascicolo relativo agli addetti :militari, suddiviso in vari sottofascicoli, tra cui uno relativo al generale Romei-Longhena337. In questo sottofascicolo sono conservate alcune carte della Missione militare italiana in Polonia, con un interessante rap-
La denominazione di aiutante di campo appare nella Casa militare del sovrano durante il Regno di Vittorio Amedeo II. Talvolta era data a titolo onorifico, ma generalmente gli aiutanti di campo furono gentiluomini ed ufficiali di grado elevato, che spesso ricoprivano cariche di corte, ma che contemporaneamente avevano compiti militari, che si esplicavano specialmente in guerra. La situazione a Corte ed il servizio degli aiutanti di campo, vennero regolamentati soltanto nel 1817, dal re Vittorio Emanuele I. Fu allora stabilito il numero degli ufficial i che dovevano esser addetti alla persona del sovrano e dei principi reali; questi ufficiali ebbero qualifica di aiutante di campo, come addetti permanenti alla persona del Sovrano e dei principi, e di ufficiali di ordinanza quando comandati temporaneamente. Un 1° aiutante di campo del re fu il capo della Casa Militare, composta da aiutanti di campo, dagli ufficiali d'ordinanza e dai reparti di truppa. Il regime costituzionale diede ordinamento legale alla Casa militare con R.D. 24 gennaio 1849. Per quanto riguarda il personale addetto alle persone del sovrano e dei principi, il detto decreto stabilì anzitutto quali case militari si dovessero costituire, allora furono costituite quella del re e queJie dei suoi figli. Gli ufficiali addetti alla persona reale, il cui numero fu precisato, vennero qualificati aiutanti di campo se ufficiali generali, ufficiali d'ordinanza se ufficiali superiori ed inferiori. Alla persona del re fu inoltre addetto un ufficiale generale di alto grado come 1° aiutante di campo. Il R.D. del 31 marzo 1851 confermò con poche variazioni il precedente decreto del 1849. Gli organici particolareggiati subirono modifiche con i R.D. del1'11 aprile 1869 che ridusse la p ermanenza delle singole cariche, del 3 settembre 1873 che fece riduzioni nelle varie case militari e che ancora regolò la permanenza nell'impiego. Una modifica di ferma fu ancora fatta, nel 1881, nei riguardi delle qualifiche: il 1° aiutante di campo prese allora il nome di 1° Aiutante di Campo di Sua Maestà il Re: gli ufficiali generali vennero denominati aiutanti di campo, la denominazione di ufficial i d'ordinananza rimase ai soli ufficiali inferiori. Gli ufficiali erano scelti nell'Esercito, nella Marina e nell'Aeronautica. Cfr. Enciclopedia Militare, Milano 1933, volume II, pagg. 746747. 337 Archivio Centrale dello Sta to (da adesso in poi A.C.S.), Ufficio del 1°Aiutante di campo di Sua Maestà il Re, carteggio 1921-1925, posizione XVI, b. 343, fascicolo a - z, "addetti militari il:aLiani", sottofascicolo "Romei gen. addetto militare italiano a Varsavia", cc. 18, 1925 dic. 24 - 1921 apr. 14.
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porto di Romei al generale Cittadini, allora Primo Aiutante di Campo, relativo all'udienza avuta con il capo dello Stato polacco Pilsudski338. Anche nel sottofascicolo relativo all'addetto militare polacco a Roma, colonnello Poninsk( è possibile rintracciare, indirettamente, documentazione della Missione Romei339. Ricordiamo infine l'archivio personale di Francesco Saverio Nitti, versato sempre all'Archivio Centrale dello Stato, dove anche qui è conservata documentazione relativa alla Missione3' 10 .
338 Ibidem, lettera del generale Romei, capo della i\tfissione militare italiana in Polonia, al generale Cittadini, 1° Aiutante d i campo del re, n. 45 prot. riservato, Varsavia 22 maggio 192·1; nella lettera Romei ricorda il rammarico di Pilsudski per la morte dei soldati italiani durante l'insurrezione polacca del!' Alta Slesia e il giudizio negativo dello stesso maresciallo sulla persona di Korfanty. Il sottofascicolo è composto, oltre che da quella lettera, anche da un telegramma (n. 37, 12 maggio 1921) di Romei a Cittadini, con il personale rincrescimento di Pilsudski indirizzato al re, per la morte dei soldato italiani in Alta Slesia e dalle relative risposte (minute) del gen. Cittadini. Sono presenti:i anche alcune lettere di auguri del generale Romei quando questi, terminata la missione in Polonia, era stato nominato comandante della divisione di Gorizia. 339 A.C.S., Ufficio del 1°Aiul:ante cli Campo di Sua Maestà il Re, carteggio 1921-1925, posizione XVT, sottofascicolo "Poniski addetto militare polacco a Roma", cc. 4, 1921 ag. 26 - ott. 16. Nel sottofascicolo non si trovano documenti originali della Missione Romei ma sono conservate due lettere del Ministero della Guerra - Ufficio politico-militare (f. n. 1634 del 13 ottobre 1921 e f. n. 2371 del 16 ottobre 1921) in cui vengono direttamente citati telegrammi e informazion i del generale Romei. 340 A.C.S., Archivio F.S.Nitti, scatola 22, fascicolo 70, sottofascicolo 1, "Capo di Stato Maggiore pofricco al Capo della Missione militare". Nel sottofascicolo è conservata la lettera 11. 18508, in data S maggio 1920, del sottocapo di Stato Maggiore dell'Armata polacca, gen. Kuliski, al generale Romei, relativa alla cessione di dirigibili da parte della Germania alla Russia dei Soviet. La lettera e allegata al foglio n. 6655, in data 20 maggio ·1920, d ell' Ufficio Esteri - Reparto Operazioni - Stato Maggiore Regio Esercito. Anche nella scatola 23, fascicolo 83 "Polonia documenti - lettere ciel Ten. Gen. Sottocapo cli Stato
Maggiore dell'Esercito alla Presidenza del Consiglio sui precedenti della offensiva polacca contro i bolscevichi" 6 magg.1920, si trovani alcuni rapporti del sottocapo di Stato Maggiore che fanno direttamente riferimento ai telegrammi inviati dal generale Romei. Sulle fonti relative alla Polonia conservate presso l' A.C.S. dr.: A. Fiori, Una iniziativa in corso, la pubblicazione di document.i sui rapporti italo-polacchi (1918-1940), in Le fonti diplomatiche in età moderna e conternporanea, Atti del Convegno internazionale, Lucca, 20-25 gennaio 1989, Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i beni archivistici, Roma ·1995, pagg. 217-259.
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'
Il. ELENCO DEL MATERIALE DOCUMENTARIO
'
INVENTARIO DELLE CARTE DELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLON IA
BUSTA N. 57: "1 °categoria-avvenimenti e notizie militari - 1920":
(con documenti del 1917) 1° fascicolo: 1. 1° Reggimento Lanci eri polacchi (esercito zarista) nella
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3.
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battaglia di Krechowiec (Copie di documenti della Missione militare italiana p resso il Gran Quartiere Generale russo)341 . cc. 6 1917 lu. 12 (25) - sett. 13 (26). Gli avvenimenti militari russi nel 1917 e l'esercito polacco (rapporto della Missione militare italiana presso il Gran Quartiere Generale russo )342 . cc. 28 1917 ag. 16. Mobilitazione dell'esercito ceco con possibili intendimenti aggressivi contro la Polonia e l'Ungheria. cc. 7 1919 dic. 5 -27. Il generale finlandese Mannerheim e il generale ucraino Petliura a Varsavia e la "Divisione di ferro" al servizio della Finlandia. cc. 5 1919 d ic. 6 -1920 genn. 22. Informazioni su lla situazione militare tramite le autorità polacche (2° Sezione del Gran Quartiere Generale polacco, Ufficio responsabile dei rapporti con i rappresentanti delle potenze straniere). cc. 3 1919 dic. 8 - 1920 apr. 1. No tizie sull'Esercito polacco (chiamata alle armi degli ufficiali, ordine di battagh a del-
341
Come abbiamo detto nel 3° capitolo, Romei era stato anche capo della Missione milita re italiana in Russia. Probabilmente a Varsavia portò con sé alcune carte della precedente missione che riguardavano la questione polacca e che entrarono a far parte integrante dell'archivio della Missione in Polonia. 342 Vedi sopra.
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l'Armata polacca del 12 novembre 1919, dislocazione delle unità sui vari fronti, truppe in Posnania e loro dislocazione, formazione di guerra delle grandi unità, organizzazione del Ministero della Guerra, linee raggiunte dall'esercito polacco sul fronte orientale dall'aprile 1919 al marzo 1920, formazione organica delle divisioni di fanteria, cavalleria costituzione e i relativi corsi per ufficiali, forza effettiva e nomi dei comandanti delle armate polacche al fronte) 343 • cc. 53 con allegati 5 prospetti e 1 carta geografica della si1919 dic. 18 - 1920 sett. 15. tuazione344 7. Rapporti informativi sulla situazione militare, interna e sulla politica estera delle Russia bolscevica (notizie ricevute da "italiani reduci dalla Russia", dall'ex diplomatico zarista Koteopov, dal generale Wannowsky e da un generale dell'Armata rossa catturato dai lettoni, "situazione militare nella Russia meridionale", "notizie sulla fronte bolscevica", "dislocazione delle forze bolsceviche sulla fronte occidentale" e "orientale", "forze bolsceviche", ferrovie e industrie, politica estera, propaganda comunista e situazione economica, disordini provocati dagli abitanti polacchi a Pietrogrado, guerra civile tra Rossi e Bianchi, corpo di cavalleria di Budem1y e sue perdite dal 25 maggio al 10 agosto 1920)345 . cc. 104 con allegati 8 carte geografiche della situazione e 1 volantino a stampa in polacco. 1919 dic 19 - 1.920 nov. 1.2. 8. La Polonia e lo Stato ucraino indipendente di Petliura ("l'offensiva polacca contro i bolscevichi e lo Stato ucraino indipendente di Petliura", "notizie relativa alla fronte meridionale .russo - ucraina nell'ott.- di.e. 1919", "Scacco subito dalle truppe ucraine sul fronte polacco", "colloquio con
343
Manca l'ordine di battaglia dell'Armata polacca, schizzo in 4 fogli sulla sua dislocazione, carta inviata dal tenente colonnello Tonini sulle truppe in Posnania e lo specchio trasmesso all'Ispettorato di Cavalleria sulla cavalleria polacca. 344 Sono carte geografiche di media scala dove sono tracciati a mano dei segni convenzionali indicanti lo schieramento e la posizione delle varie unità. · 345 Mancano gli schizzi allegati ai rapporti n. 923 e n. 930 di prot. della Missione.
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l 1.
12.
il generale Sosnkowski sull'offen siva pola cca e lo Stato ucraino")346. cc. 21 1919 dic. 27 -1920 mag. 10. Trattative di pace tra la Polonia e la Russia bolscevica (con nota del governo polacco al commissario degli Esteri Cicerin del 1 agosto 1920, relativa alle trattative di pace). cc. 68 1920 gcnn. 2 - apr. 20. Le autoritĂ polacche e gli eserciti controrivoluzionari di Denekin, Milner, Judenik, Wrangel, Bredow e Cebaciow. cc. 9 1920 genn. 3 - luglio 7. Opera zioni m ilitari sul fronte russo - polacco: a) serie dei rapporti e riassu nti della Missione relativi agli avvenimenti militari dal 25 dicem bre 1919 al 15 ottobre 1920 (avvenimenti militari nella Lituania, Russia bianca, Volinfa, Podolia, offensiva polacca d al 24 aprile al 13 maggio 1920, controffensiva bolscevica ini ziata il 13 maggio 1920, notiziari militari vari347 e a vanzata polacca dopo la battaglia di Varsavia) b) serie dei telegrammi della Missione dal febbraio al novembre 1920 (combattimenti tra le truppe polacche e l'Armata rossa offensiva polacca dell'aprile 1920, controffensiva bolscevica, battaglia di Varsavia, controffensiva polacca fino all'arrnistizio di Riga del 18 ottobre 1920 e parallele trattative di pace, scontri tra reparti polacchi e lituani ed occupazione di Vilno da parte del generale polacco Zeligonwski)348 . cc.315 con allegati 2 schizzi panoramici349 e una carta geo1920 genn. 3 - nov. 17. grafica della situazione Tensione tra la Polonia e la Lituania (incid enti di frontiera tra truppe polacche e lituane e rivolta rnilitare a Kowno, progetto di convenzione elaborata da
3'16
Manc<1no alcune pagine del rapporto n. 202 di prol., si conserva di questo una sola pagina. 347 Si trova no brevi notizie anche sul fronte occidentale in Posnaia, contro i tedeschi 348 Mancano gli schizzi allegati ai rapporti della Missione n. 824, 909, 908, 1207, 1298 di prot. ris. 349 Sono schizzi topografici d iscgnati a mano libera riportan ti la dislocazione delle varie unitĂ .
141
ufficiali francesi e inglesi in missione a Vilna e Kowno per risolvere le controversie polacco - lituane, attacchi dell' esercito lituano contro unitĂ polacche)350 . cc. 15 1920 gemi. 7 - apr. 6. 13. Notiziari e memoriali generali della Missione relativi alla situazione militare1 alla politica in terna ed estera della Polonia (questione galiziana, contatti tra Italia e U.R.S.S., chiamata alle armi, generale Henris, riunione del governo polacco sulle proposte di pace del governo sovietico, passaggio di comando e disordini in Posnania1 azione militare francese, passaggio delle truppe italiane per Marienwerder a Varsavia1 situazione delle truppe polacche, bolsceviche, e controrivoluzionarie dopo l'armistizio di Riga, il conflitto polacco-lituano, trattative per la pace di Riga1 avvenimenti politico- parlamentari in Polonia)351 . cc. 112 con 2 carte geografiche della situazione riportanti le dislocazioni delle truppe russe e polacche dopo l' armistizio di Riga. 1920 genn. 10 - dic. 31. 14. Arresto arbitrario di polacchi da parte delle autoritĂ tedesche nei territori contesi tra Polonia e Germania. cc. 6 1920 ge1m. 11-15. 15. Relazioni segrete tra Germania e Russia bolscevica. cc. 4 1920 genn. 15. 16. Occupazione da parte delle truppe polacche, tra cui le unitĂ comandate dal generale Haller, della Posnania e della Prussia occidentale352 . cc. 8 1920 genn. 16-25. 17. ProbabilitĂ di una grande offensiva bolscevica contro la Polonia nella primavera del 1920. cc. 8 1920 genn. 23-31. 18. Rapporti del Comando Supremo dell'esercito polacco Stato Maggiore riguardanti la Russia (Russia meridionale, Crimea e Caucaso), la Lituania (protocollo del soldato
350
Manca copia del rapporto del ministro Tommasini trasmesso con f.n. prot. 650. 351 Mancano schizzi allegati ai rapporti n. 1347, 1352, 1357, 1375 di prot. ris. 352 Manca carta dimostrativa dell'occupazione polacca e foglio con dicitura allegati al rapporto n. 376 del tenente colonnello Tonini.
142
Czinz Wasyl) e l'Ucraina (esercito1 politica estera ed interna del governo di Petliura ). cc. 43 1920 febbr. 1 - dic. 31.. 19. Modalità di comunicazione delle notizie militari da parte della Missione alle autorità italiane (telegrammi e rapporti allo Stato Maggiore dell'Esercito, Sezione italiana del Comitato militare alleato di Versailles e altri enti, accordi tra la Missione e la Regia Legazione1 circolare sulle "pubblicazioni e notizie di carattere militare"). cc. 18 1920 febbr. 2 - ag. 13. 20. Situazione delle Provincie baltiche (richiesta di notizie da parte dello Stato Maggiore). c. 1 1920 febbr. 4. 21. Apprezzamenti del generale Henrys, capo della Missione militare francese in Polonia, sull'esercito polacco. cc. 10 1920 febbr. 11 - apr. 8. 22. Notizie invia te dalla Missione militare inglese (situa zione a Sebastopoli il 17 novembre 1920 e notizie sui Paesi baltici)353 . cc. 4 1920 febbr. 19 - nov. 19. 23. "Sunto della convenzione militare stipulata tra la Repubblica estone e la Russia dei Soviet per le cessazioni delle ostilità". cc. 4 1920 febbr. 21. 24. Possibili azioni militari tedesche contro i polacchi nei territori plebiscitari (Alta Slesia e Prussia orientale)354 . cc. 28 1920 mar. 2 - mag. 26. 25. Notizie sulla Finlandia ("Intervista con il sig. Gyllenbogel, incaricati d ' affari di Finlandia in Polonia", "informazioni" sulle autorità della Repubblica finlandese - nomi dei capi di Stato Maggiore1 ministro della Guerra1 Marina e presidente del Consiglio). cc. 6 1920 mar. 17 - ag. 28. 26. Moti comunisti in Germania e Polonia. cc. 3 1920 mar. 19 - mar. 22.
353
M.anca il rapporto trasmesso con la prima lettera. Manca copia del rapporto 6965 inviato con f. n. 339 di prot. della Missione e copia nota del capo di Stato Maggiore polacco, inviata con f. 680 prot. della Missione. 354
143
27. Azione sobillatrice della Germania circa gli scioperi in Italia e Francia355. cc. 5 1920 apr. 8 - giu. 16. 28. Visita del ministro degli Esteri polacco Patek in Italia e relativa partenza da Varsavia accompagnato dal regio ministro plenipotenziario, Tommasini. cc. 2 1920 apr. 14 - apr. 16. 29. AttivitĂ della signora Kracinska Paolucci in Polonia. c. 1 1920 apr. 16. 30. Materiale documentario relativo ai comunisti italiani tra i documenti della corrispondenza di Radek (.risposta del gen. Haller capo di Stato Maggiore polacco alla richiesta di Romei). c. 1 1920 apr. 17. 31. Dimissioni del Conte Tarnowski dalla carica di commissario della Repubblica polacca a Danzica. c. 1 1920 apr. 21. 32. Progetto del Ministero della Guerra polacco per l' organizzazione di compagnie ciclisti. cc. 4 1920 apr. 23 - giu. 15. 33. "Arrivo di mili tari e ufficiali russi (controrivoluzionari) in Jugoslavia". cc. 7 1920 apr. 26 - giu. 5. 34. Disposizione del ministro delle Finanze polacco circa la revisione doganale per gli impiegati civili e militari del 8.4.1920. cc. 4 1920 mag. 4. 35. Cessione della Germania di 8 Zeppelin alla Russia bolscevica. cc. 4 1920 mag. 5-8. 36. Lettere di ricevuta (dei fogli n. 110t 1354, 1356 di prot.) e lettere di trasmissione (di copia del notiziario n. 2, dei telegrammi della Missione 870, 912, 915/ 917, 992, 998, 1037, 1054, 1020, 1030, 1214, 1217, 1218, 1227, 1228 e relazione n. 989 di prot. ris.) della Missione di lettere e telegrammi356 . cc. 12 1920 m ag. 7 - sett. 11.
355
Manca il foglio del "Berliner Tageblatt" trasmesso alla Missione con
f. n. 451 della Sottocommissione di Poznan. 356
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Manca sia la documentazione ricevuta sia quella trasmessa.
37. Risposta negativa delle autoritĂ polacche alla richiesta del generale Romei di poter assistere alle operazioni sul fronte orientale come osservatore357 . cc. 6 1920 mag. 14. 38. Articoli di giornale: "Gli avvenimenti sanguinosi a Marienwerder" del Robotnik, "la fine dell'avventura" di Ugo Dadone. cc. 14 1920 magg. 17 - fine giugno. 39. Carte topografiche della Polonia inviate dalla Missione allo Stato Maggiore dell'Esercito358 . cc. 5 1920 mag. 24 - sett. 19. 40. Relazioni delle operazioni militari sul fronte russo-polacco inviate a Vittorio Emanuele Savoia - Aosta359 . cc. 2 1920 giu. 26 - lu. 13. 41. "Plebiscito nelle zone di Marienwerder e Allestein" (notizie politiche e trasmissione al comando della Missione, da parte d el tenente Signorini, di un articolo di un quotidiano di Varsavia e di un rapporto del Dipartimento politico polacco sull'avvenuto plebiscito). cc. 10 1920 lu. 7-22. 42. Notizie relative all'ingegnere Tesler inviato a Vienna per l'acquisto di materiale bellico italiano per conto del governo bolscevico (telegramma a mano). c. 1 1920 lu. 10. 43. Appello al popolo della Russia del Comitato russo a Varsavia360. cc. 3 1920 lu. 12. 44. L'Armata volontaria polacca comandata dal generale Haller (con copia del "manifesto riguardante le prescrizioni per l'arruolamento di militari volontari"). cc. 8 1920 lu. 12-23. 45. Invio del capitano Parvopassu presso il comando polacco del fronte Nord, cmne ufficiale osservatore. c. 1 1920 lu. 28.
357 Sono
conservate due copie d ella lettera n. 848 di prot. ris. Non sono conservate copie delle carte agli atti, la pratica è formata esclusivamente dalle lettere (minute) di trasmissione della Missione. 359 Le relazioni sono mancanti, ci sono solo le lettere di trasmissione. 360 L'appello, secondo il generale Romei, è opera del social-rivoluzionario Sawinkow. 358
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46. Due radiotelegrammi bolscevichi: il primo rivolto a tutti, riguardante manifestazioni antisemite a Varsavia; il secondo rivolto ai soldati polacchi, con incitazione a costituire dei consigli361 . cc. 8 1920 ag. 16-23. 47. "Partenza da Varsavia del generale Weygand". cc. 3 1920 ag. 25. 48. Arrivo a Varsavia del rappresentante militare russo in Polonia generale Machroff362 . c. 1 1920 sett. 7. 49. Avvenimenti in Posnania: visita del ministro della Guerra Sosnowski a Posen e rivolta militare. cc. 2 1920 sett. 9-10. 50. Rapporto della 6° Annata polacca del 5 settembre 1920 su atrocità commesse da reparti dell'Armata rossa. 1920 sett. 11. cc. 2 51. Sig. Walter Picman cittadino austriaco. c. 1 1920 sett. 20. 52. "Colloquio del generale Romei col capo dello Stato maresciallo Pilsudski" 363 . cc. 3 1920 ott. 21. 53. Protocollo per le cessazioni delle ostilità fra le truppe lituane e del generale polacco Zeligowski e nota inviata dalla Commissione 1nilitare di Controllo della Società delle Nazioni ai governi polacco e lituano. 1.920 dic. 4. cc. 9 54. "Una lettera d el presidente Wilson". senza data. cc. 2 55. Memoriale concernente la ripartizione dell'ex proprietà del governo tedesco per quanto riguarda gli interessi della flotta polacca commerciali. e militari. senza data. cc. 5
361 Mancano le 3 copie del 2° dispaccio che dovevano esser trasmesse allo Stato Maggiore dell'Esercito, al Ministero della Guerra e all'ambasciata di Varsavia. 362 Apparteneva allo stato Maggiore del generale con trorivoluzionario russo Wrange!. 363 Il colloquio riguarda la questione dell'occupazione di Vilna e i rapporti con la Lituania.
146
Telegrammi , rapporti e confanne a mano dei signori capitani Parvopassu. e Venturi". 2° fascicolo: Serie delle carte del capitano Venturi : 1. Telegrammi (conferme a mano dei telegrammi) e rapporti relativi alle operazioni dell'Esercito po]acco contro l'Armata rossa sul fronte meridionale (Galizia - Ucraina), inviate da] capitano Venturi (Missione militare italiana in Polonia - Delegazione in Galizia) al comando della Missione (Varsavia)364. cc. 178 1920 lu. 16 - nov. 22. 2. Carta geografica con le linee raggiunte dalle truppe polacche e da quelle bolsceviche, sul fronte sud, al momento d ell' armistizi0 305 . cc. 6 1920 ott. 13-30. Serie delle carte del capitano Parvopassu: l. Telegrammi (conferme a mano di telegrammi) e rapporti relativi alle operazioni militari dell'esercito polacco contro l'Armata rossa, sul fronte settentrionale, inviate dal capitano Parvopassu al comando della Missione (Varsavia)366 . cc. 96 1.920 lu. 30 - ott. 1.4. 2. Schizzi panoramici relativi alle operazioni dell'esercito polacco contro l'Armata rossa, inviati dal capitano Parvopassu a] comando della Missione (Varsavia)367. 12 schizzi 1920 ag. 14 - sett. 10. 3. Copie dattiloscritte dei rapporti relativi alle operazioni dell'esercito polacco contro l' Armata rossa, inviate al con:rnndo della Missione (Varsavia). cc. 35 1920 sett. 7-23 sett. 23. 4. Rapporti del capitano Parvopassu su] fronte della Lituania centrale (occupazione di Vilna da parte del generale Zeligowski, informazioni su.I governo della Lituania centrale e
l rapporti sono tutti manoscritti, probabilmente dallo stesso Venturi. Manca la carta inviata da Venturi al comando della Missione con f. 112 prot. ris. 366 I rapporti sono manoscritti, probabilmente dallo stesso Parvopassu. 367 Anche guesti schizzi sono s tati molto probabilmente eseguiti a m.ano da Parvopassu. 364
365
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della città di Vilna, truppe presenti nelle zona) inviati al comando della Miss.ione. cc. 10 1920 nov. 10.
BUSTAN. 58: "Avvenimenti e notizie militari - 1921 ". 1° fascicolo (pratiche o sottofascicoli n.1-9): 1. Distribuzione opuscolo "L'azione militare italiana nelle
guerra mondiale dal 1915 al 1917", tradotto in tedesco368 . cc. 5 1920 dic. 16 -1921 ag. 19. 2. Notiziari generali della Missione sulla situazione militare, sulla politica interna ed estera della Polonia (Notizie militari; approvazione della nuova costituzione, avvenimenti parlamentari e crisi ministeriali, dichiarazioni del ministro degli Esteri Skirmunt, attacchi della stampa contro il ministro della Guerra Sosnkowski, il caso Teodorowicz - Kowalskila, dimissioni di Witos, dimissioni di Pilsudski, dimissioni di Haller, questione economico-finanziaria; conflitto polacco-lituano per l'occupazione di Vi lna da parte polacca e rela tivo plebiscito nella Lituania centrale, le trattative di Riga e le relazioni russo-polacche, il viaggio del maresciallo Pilsudski a Parigi e gli accordi franco-polacchi, la visita di Staboulinski a Varsavia, convenzione militare tra la Polonia e la Romania, il ritorno d egli Asburgo sul trono d'Ungheria, le relazioni fra la Polonia e la città libera di Danzica, il p lebiscito in Alta Slesia, complotto contro Sawinkow, la crisi ministeriale italiana , nei commenti della stampa polacca369) . cc. 218 con allegati 1 articolo a stampa di un giornale e 1 schizzo panoramico del territorio della Lituania centrale. 1921 genn. 8 - dic. 12. 368 Le copie dell'opuscolo sono mancanti, non è stata conservata nessuna di queste agli atti. 369 C'è un articolo (copia dattiloscritta) allegato al rapporto n . 87 prot. ris., tratto dal quotidiano "Przeglad Wieczorny" del 15 aprile 1920, "Quel che i polacchi devono dire agli italiani", di Adam Nowski. Manca lo schizzo aJlegato al rapporto n. 2. Il rapporto n. 11 prot. ris. riporta anche alcune notizie sull'ordine economico della Russia dei Soviet.
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3. Lettere di trasmissione e di richiesta alla Missione di copie di rapporti, relazioni, notiziari, telegrammi, opuscoli, carte topografiche e pubblicazion i varie370 . cc. 55 1921 genn. 8 - dic. 28. 4. Partenza di Pilsudski per Parigi. cc. 2 1921 genn. 9 - febbr. 1. 5. Cifrari S.I. invia ti alla Missione dall'Ufficio Informazioni d allo Stato Maggiore del Regio Esercito371 . cc. 11 1921 genn. 12 - dic. 11 . 6. "Stralci della Stampa" (circolare del 30 dicembre 1920 con allega to l'elenco dei periodici a cui è abbonato lo Stato Maggiore dell'Esercito). 1921 genn. 13. cc. 4 7. Rapporti franco-polacchi (L'atteggiamento della Francia rispetto ai materiali bellici ceduti alla Polonia dalle potenze dell'Intesa, il viaggio di Pilsudski a Parigi, la convenzione militare franco - polacca). cc. 24 1921 genn. 25 - febbr. 22. 8. Situazione militare, politica ed economica della Russia dei Soviet (notizie militari varie, forze dell'Armata rossa e loro dislocazione, presunti concentramenti di unità bolsceviche nella Russia meridionale e nella zona confinale della Lituania centrale, fronte bolscevico verso la Polonia; notizie sociali ed economiche, moti controrivoluzionari in Russia e Ucraina, falsificazione di biglietti di banca da parte d el governo bolscevico russo): rapporti della Missione, relazione dell'emigrato antibolscevico Sawinkovv e studio sintetico dello Stato Maggiore polacco sull' argomento372 . cc. 115 con 2 schizzi relativi all'ordinamento delle unità sovietiche allegati allo studio dello Stato Maggiore polacco. 1921 febbr. 2 - dic. 12.
La pratica è formata unicamente dalle lettere di trasmissione e richies ta, nessun documento spedito è sta to conservato agli atti. 371 Mancano i cifrari veri e propri che dopo un certo periodo dovevano essere dis trutti e i fogli dell'Ufficio I n. 5536, n. 60/C, 162/C, ·t63/C. 372 Mancano gli schizzi allegati ai rapporti n. 31 e n. 100 prot. ris. rapporto ciel Ministero della Guerra polacco, trasmesso con f. n. 80 prot. ris. della Missione. 3ì 0
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9. Avvenimenti in Alta Slesia (mobilitazione e concentrazione di truppe polacche alla frontiera occidentale, manifestazioni a Varsavia di fronte alle ambasciate francesi e inglesi, commissario generale Korfan ty - esonero e sua lettera personale a Romei, intervista a Sikorski, rivolta polacca, reparti volontari germanici, attacco della stampa polacca di destra all'Esercito italiano, dim.ostrazioni operaie e arrivo dei volontari polacchi, sfiducia al ministro degli Esteri Sapieha, frontiera polacco slesiana1 altoslesiani trattenuti in Germania e dispersi): carteggio e relazione compilata dal maggiore Stabile relativa alla "visita di controllo alla frontiera polacco - altoslesiana", effettuata dal 20 al 28 agosto in collaborazione con il maggiore inglese Rawlings e il tenente colonnello francese Mìller. cc. 108 con allegati alla relazione del magg. Stabile 2 schizzi con le unità polacche dislocate alla frontiera con l'Alta 1921 febbr. 3 - dic. 15. Slesia. "1 ° categoria avvenimenti e notizie militari - 1921" 2° fascicolo (pratiche o sottofascicoli n. 10 - 29)
10. Attività degli immigrati russi antibolscevichi in Polonia (comitati e comandi militari russi controrivoluzionari, attività di Boris Sawinkow presidente del Comitati russo d'Evacuazione e sue relazioni epistolari con il generale bianco vVrangel, congresso russo antibolscevico, espulsione dalla Polonia di Sawinkovv e di altri immigrati russi) 373 . cc. 71 1921 febbr. 9 - dic. 17. 11 . II conflitto polacco-lituano e la questione di Wilno: rapporti e telegrammi della Missione con la rela zione del marchese C. d e Brichenteau delegato italiano della Commissione internazionale inviata dalla Società delle Nazioni. cc. 34 1921 febbr. 15 - nov. 22. 12. Arrivo del marchese Farinola a Kattovvitz (telegrammi della Missione). cc. 2 1921 febbr. 16.
3ì 3
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Alcuni documenti sono in russo.
13. Notiziari militari generali e rapporti della Missione relativi agli ordinamenti del]' esercito polacco (situazione e smobilitazione dell'Armata rossa; situazione e dislocazione delle unità polacche, mutamenti degli alti gradi dell'esercito, consegna della bandiera al 53° Reggimento, nuova organizzazione del Ministero della Guerra polacco, dello Stato Maggiore, dell'amministrazione generale e nuovo organico dell'esercito, generale Sikorski1 invio di ufficiali polacchi presso le migliori scuole dell'Intesa, scuole e corsi militari, smobilitazione, forza sotto le armi, legge sulle pensioni militari, Scuola di guerra, disposizioni per il passaggio dal piede di pace al piede di guerra, giurisdizione militare territoriale, costituzione delle grandi unità, ufficiali della riserva, progetto di legge sull'ordinamento degli ufficiali, l'arr:na di cavalleria)374 . cc.192 con allegate 2 carte geografiche della situazione 1921 febbr. 22 - dic. 21. 14. Attività comunista (sciopero ferrovieri; lista di personaggi in Svizzera, inviata dal rappresentante militare estone al generale Romei, che ricevono dall'Unione Sovietica pubblicazioni comuniste; complotto bolscevico in Polonia; congresso comunista a Leopoli )375 . cc. 15 1921 febbr. 26 - nov. 9. 15. Indirizzo della corrispondenza (uffici competenti a ricevere rapportì e telegrammi della Missione secondo le nuove disposizioni della circolare n. 310 del 3 giugno 1921). 1921 febbr. 28 - lu. 7. cc. 3 16. Convenzione militare polacco-rumena (con allegati il testo della "convenzione militare difensiva polacco-rumena" e il sunto della "convenzione commerciale polacco-rumena"): rapporti della Missione. cc. 9 1921 mar. 8 - sett. 7. 17. La stampa polacca e l'Italia (Articoli, in copia, dei giornali «Narod», "la Polonia l'Italia 374 Manca )'annesso al rapporto n. 2148/21 B.P.I.T. del Ministero della Guerra polacco e l' allegato al rapporto n. 226 prot. ris. del1a Missione. 375 Nel telegramma n. 46 si fa anche cenno alla convenzione militare polacco-rumena oltre che allo sciopero dei ferrovieri.
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e la questione alto slesiana" e del giorna le «Rzeczpospolita», "Italia e Polonia", trasmessi dalla Missione allo Stato Maggiore). 1921 mar. 15. cc. 11 Relazioni russo-polacche (la pace di Riga, richiamo del ministro p lenipotenziario polacco da Mosca, nota di protesta del governo dei Soviet1 Colloquio del capo di Stato Maggiore polacco circa le tensioni dei .rapporti fra Polonia e Russia) Con allegati la nota di Cice.rin al governo polacco1 nota del governo polacco a Cicerin e nota del governo polacco al governo sovietico376 • cc. 40 1921 mar. 20 - ott. 3. Richiesta da parte dello Stato Maggiore di pubblicazioni relative alla Repubblica finlandese. cc. 6 1921 mar. - apr. 20. Documenti in polacco. 1921 mag. 3. cc. 2 Richiesta delle autorità militari polacche di traduzione di testi italiani, con termini tecnici d'artiglieria, in polacco. 1921 mag. 10-15377. cc. 3 Mobilitazione industriale (circolare dello Stato Maggiore Esercito con disposizioni per la raccolta di informazioni sulle modalità della mobilitazione industriale nei vari paesi stranieri). 1921 mag. 19. cc. 3 Alto tradimento di un ufficiale polacco. 1921 giu. 7. cc. 3 A ttentati falliti al capo dello Stato Pilsudski (attentato del 10 luglio 1921 e a ttentato del 25 settembre 1921 a Leopoli). , cc. 7 1921 lu. 31 - sett. 28. Missione m ilitare finlandese in Polonia. c. 1 1921 sett. 14.
376 Manca l'allegato 3 al rapporto della Missione n. 173 prot. ris.: trattato di pace tra Russia e Polonia, e i due allegati al rapporto della Missione n. 224 prot. ris. · 377 Sono conservate anche alcune copie manoscritte del 6, 14 e 26 aprile
1921.
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26. Pubblicazione del tenente colormello Jordan "Cours d'Eta t Major". cc. 3 1921 ott. 12 - nov. 22. 27. Commemorazione del soldato ignoto. cc. 4 1921 nov. 3-5. 28. Convenzione fra la Polonia e la città libera di Danzica. c. 1 1921 nov. 8. 29. Accordi tra La Polonia e la Cecoslovacchia. 1921 nov. 9-15. cc.5 Fascicolo "1 ° categoria avvenimenti e notizie militari - 1922" 1. La questione di Vilna
(il p lebiscito in Lituania centrale, la dieta di Vilna - voto di unione alla Polonia e scambio di note fra governo polacco e lituano1 crisi ministeriale, annessione definitiva della città e del suo territorio alla Polonia). cc. 39 1922 genn. 30 - apr. 30. 2. Notizie sull'esercito polacco (legge sul servizio militare, decisioni della comm.issione per le verifiche dei gradi, circoli della scienza militare polacca, passaporti militari per l'estero, sistemazione degli ufficiali smobilitati, sussidi e aiuti ai funzionari civili e militari, spionaggio, l'organizzazione militare in relazione alla politica estera della Polonia, bilanci militari, dislocazione delle unità polacche - aggiunte e varianti1 forza sotto le armi, la scuola di artiglieria di Torun). Rapporti della Missione con allegati: l'elenco delle divisioni di fanteria - unità territoriali dipendenti e loro dislocazione, specchio della costituzione delle brigate di cavalleria1 foglio per la "registrazione varianti" 378 . cc. 38 · 1922 genn. 30 - ag. 22. 3. I trattati franco-po lacchi (modifica al trattato di commercio1 ratifica dei trattati, propaganda francese in Polonia). cc. 11 con allegato articolo di giornale a stampa 1922 febbr. 15 - mag. 22. 378 Manca lucido con la d islocazione delle grandi unità e carta geografica con le indicazioni delle circoscrizioni militari, allegati al rapporto della Missione n. 113 /1 prot. ris ..
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4. "Il partito attivista". cc.5 1922 febbr. 28. 5. La conferenza di Varsavia fra la Polonia, l'Estonia, la Lettonia e la Finlandia: alleanza militare difensiva in funzione antisovietica e relativi accordi raggiunti. cc. 14 1922 mar. 10-21. 6. Le relazioni tra la Polonia e la Russia (l'attitudine minacciosa della Russia verso la Polonia, provvedimenti e preparativi militari sulla frontiera orientale e relativo piano di mobilitazione per un'eventuale campagna contro la Russia, nuove espulsioni di profughi russi dalla Polonia, eserciti polacco e russo, rottura delle relazioni diplomatiche fra la Polonia e la Repubblica dei Soviet). Rapporti della missione con allegati relazione dello Stato Maggiore polacco sulla situazione militare in Russia, elenco delle grandi unitĂ dell'esercito rosso e loro dislocazione e un promemoria sull'argomento. cc. 54 1922 mar. 21 - nov. 15. 7. Il programma del nuovo ministero polacco (governo Ponikowski). 1922 mar. 28. cc. 3 8. Memorandum sull'esercito ucraino a nome della Repubblica democratica ucraina ai governanti delle potenze e ai rappresentanti alla conferenza di Genova379 . cc. 6 1922 apr. 2-18. 9. L'esposizione del ministro delle Finanze alla dieta polacca. cc. 4 1922 apr. 4. 10. Il protocollo della conferenza di Riga del 29-30 marzo fra i delegati dei governi di Polonia, Russia sovietica, Lettonia, Estonia con allegato copia del protocollo originale in francese. cc. 6 1922 apr. 7. 11. Progetto sul disarmo terrestre presentato da lord Esher alla commissione temporanea mista per la riduzione degli armamenti della SocietĂ delle Nazioni, con allegati una relazione sul progetto in questione (copia in francese) e il discorso del generale Sikorski (copia tradotta e in polacco) pronunciato al congresso della societĂ scientifica militare. cc. 35 1922 apr. 28 - giu. 27.
379
154
Manca proprio il memorandum.
12. Situazione politico-economica della Russia dei Soviet. cc. 3 1922 mag. 4. 13. Viaggio del capo dello Stato Pilsudski a Bucarest ne] settembre 1922 (preparativi per il viaggio, riunione preliminare tra Pilsudski e Sikorski, personale componente il seguito del capo dello Stato nel viaggio). cc. 9 1922 mag. 15 - sett. 13. 14. la Polonia e la Russia sovietica di fronte alla Conferenza di Genova380 . cc. 8 1922 mag. 30 - giu. 6. 15. Crisi ministeriale e vicende parlamentari (dimissioni del gabinetto Ponikoski, prolungamento della crisi, costituzione della Commissione Suprema della Dieta e designazione di Przanowski, formazione del nuovo gabinetto del deputato radical-socialista Sliwinski, nascita del nuovo partito Unione nazionale dello Stato, caduta del ministero Sliwinski, opposizione di Pilsudski al la formazione di un governo guidato da Korfanty, governo guidato da Novak). cc. 30 1922 giu. 7 - ag. 2. 16. Presa di possesso del territorio alto-slesiano assegnato alla Polonia. cc. 8 1922 giu. 27 - lu. 19. 17. Relazioni militari franco-polacche (Missione militare francese in Polonia, rapporti tra il comando supremo francese e quello polacco, ufficiale francese posto a capo del dipartimento dell'aviazione del Ministero della Guerra polacco). cc. 7 1922 lu. 6 - dic. 31 . 18. Notiziari politici generali della Missione (programma del ministero Novak1 Alta Slesia e Galizia orientale, trattato commerciale con la Jugoslavia1 Litwinow a Varsavia, viaggi del capo dello Stato, il ministro degli Esteri Narutowicz1 relazioni tra la Polonia e la Cecoslovacchia, provvedimenti approvati dalla Dieta: autonomia della Galizia orientale, disposizioni finanziarie, ratifica dei trattati conc.lusi con l'Estonia e la Lettonia, la Polonia e la
Manca il testo de] discorso del ministro degli Esteri polacco Skirmunt, allegato alla relaz ione della Missione n. 90/2 prot. ris. 380
155
Piccola Intesa, sconfinamento degli insorti ucraini, soggiorno a Varsavia di Cicerin, delegazione iugoslava a Varsavia, dichiarazioni del senatore francese Herriot sul suo soggiorno in Russia, la lotta elettorale e i vari partiti, elezioni per il senato polacco, la conferenza di Mosca per il disarmo, uccisione del presidente della Repubblica Narutowicz, il governo Sikorski, elezione del nuovo presidente Wojciechowski, processo contro l'assassino del presidente Narutowicz, conferenza economica). Con allegato il testo del discorso dell'assassino di Narutowicz. cc. 61 1922 ag. 8 - dic. 31. 19. Il discorso di Pilsudski a Cracovia. cc. 5 1922 ag. 15. 20. Conferenze per il disarmo tenutesi a Varsavia nel settembre e a Reval nell'ottobre 1922, tra i rappresentanti militari della Polonia, della Romania, della Finlandia e dei .Paesi baltici (Estonia e Lettonia). Rapporti della Missione con allegato il progetto di patto di non aggressione da presentare alla conferenza di Mosca. cc. 12 1922 sett. 29 - ott. 18. 21. Informazioni sugli accordi tra la .Polonia e la Jugoslavia avuti dal!' addetto militare iugoslavo. cc. 3 1922 ott. 25 - dic. 13. 22. Piani segreti di Pilsudski diretti a distaccare la Slovacchia dalla Boemia. cc. 4 1922 ott. 31 - dic. 10. 23. I risultati delle elezioni della Dieta polacca. cc. 6 1922 nov. 8-15. 24. Elezioni del presidente della Repubblica Narutowicz381 . cc. 10 1922 dic. 6-13. 25. Minacce sovietiche alla Romania. cc. 2 1922 dic. 13. 26. Conferenza di Mosca per il disarmo, indetta dal governo sovietico, con la partecipazione degli Stati baltici, della Finlandia e della Polonia. 1922 dic. 18. cc. 2
381 Mancano i due allegati al rapporto deJla Missione n. 186/2, con il tes to dei discordi di Pilsudski tenuti alla Dieta.
156
27. Intervento militare rumeno a favore della Grecia contro la Turchia. c. 1 senza data.
BUSTAN. 59 "2 ° categoria trasporti" (1920 ): 1° fascicolo (pratiche o sottofascicoli n. 1 - 1.1). 1. Orari e variazioni dei percorsi dei treni internazionali per
e dall'Italia, la Francia, l' Austria1 la Cecoslovacchia e ]a Polonia, con allegate tabelle dei prezzi e degli orari. cc. 32 1919 genn. 6 - 1920 ott. 6. 2. Forniture di legname per l'Ufficio Fortificazioni di Udine (Sottosezione legnami staccata d i Cracovia1 comandata dal tenente Filaferro) e relativi trasporti ferroviari dalla Polonia all'Italia del materiale acquistato (utilizzo dei treni vuoti di ritorno dall'Italia per il carico di Legname, trasporti comandati dal maggiore Rigli e dal tenente Zeni, partenza per l'Italia di un treno di 50 vagoni carichi di legname, forniture di Legname della ditta polacca Zollmann, Teh ate e Karnad e organizzazione dei relativi trasporti ferroviari, trasporto n. 9006 e treno 3173, trasporto scortato dal tenente Trevisan e trasporto scortato dal sottotenente ldane, tutti per carico legnarne). cc. 77 1919 nov. 29 - 1920 nov. 9. 3. Rimpatrio per mezzo di treni italiani dei prigionieri dell'ex impero austro-ungarico di nazionalità rutena: a) Accordi italo-polacchi e relative disposizioni sui trasporti ferroviari (riunione del 10 dicembre 1919 tra il generale Romei e il colonnello Haller relativa al trasporto dei prigionieri, istituzione di un comando militare alla stazione di Petrowitza e Orderberg - Oswiecirn per i1 controllo del transito dei treni1 accordi tra la Missione e la Direzione dei trasporti del Ministero della Guerra polacco circa la fermata dei treni italiani a Oswiecim). b) Tre1ù trasportanti i prigionieri ruteni (trasporti ferroviari: 1°, 2°, 3°, 5°, 8°, 9°, 10°1 11 °, 1.2°, 13°, 1.4°, 15°, 16°, 17°, 18°, 20°/ 21 °, 23°, 24°/ n. 252, n. 1201, 157
4.
5.
6.
7.
8. 9.
n. 1303, n. 13171 n. 7603, n. 8304, treno attrezzato della croce rossa internazionale n. 31)382. cc. 142 con allegato 1 schizzo relativo alle linee ferroviarie percorse dai treni trasportanti i prigionieri ruteni. 1919 dic. 1 - 1920 lu. 20. Questioni relative alla regolamentazione e allo scarico dei trasporti ferroviari italiani giunti in Polonia (inchiesta delle autoritĂ polacche sui ritardi nello scarico dei treni italiani, disposizioni per l'immediato rientro dei treni appena ultimate le operazioni di scarico). cc. 7 1919 dic. 3 -1920 febbr. 4. Sihtazione dei trasporti di carbone in Polonia dalla Germania e Alta Slesia nel novembre-dicembre 1919. cc. 9 1919 dic. 6 - 1920 ge1m. 7. Trasporti ferroviari di materiale d' artiglieria italiano per la Polonia (convoglio ferroviario comandato dal sottotenente Milan con batteria da 75 / 9061 circolare del Ministero della Guerra - Direzione Generale d'Artiglieria relativa alle spedizioni di 3 batterie da 75 / 606 e altro materiale d'artiglieria, convoglio ferroviario comandato dal sottotenente Cristofori con tre batterie complete, trasporti vari di batterie pesanti campali, treno italiano n. 2001 con una batteria di obici da 105 comandato dal tenente Uggenti1 trasporto n. 10350 con tre batterie da 75 / 906). cc. 58 1919 dic. 12 - 1920 lu. 14. Richiesta degli industriali di Cracovia Battaglia e Rudroff, impegnati in contratti di fornitura di prodotti petroliferi con la societĂ del commercio italo - polacco e di forniture di legnam.e con la Feltrinelli, di usufruire dei trasporti ferroviari militari italiani in Polonia (vagoni cisterna e,agganciamento ai treni militari). cc. 10 1919 dic. 21 - 1920 genn. 1.3. Ritiro permesso esportazione. c. 1 1919 dic. 28. Disposizioni della Direzione dei Trasporti del Ministero della Guerra ita liano e della Commissione ferroviaria della
382 Manca schizzo e nota del Ministero degli Affari Esteri polacco allegati alla lettera n. 160 di prot.
158
Missione militare italiana in Austria relativa ai trasporti e viaggi sulle linee ferroviarie (circolare n. 190 relativa ai trasporti sulla rete italiana di militari e materiali alleati, circolare n . 1381 relativa al viaggio di militari italia1ù sulle ferrovie dell'ex monarchia austro - ungarica, istru zioni per le scorte annate per l' Austria, la Cecoslovacchia e la Polonia e loro immediato rientro). cc. 24 1919 dicembre (1920 genn. 28) - 1920 giu. 18. 10. Trasporto francese (materiale di artiglieria) per la Polonia, transitante da Vienna il 2 gennaio 1920. c. 1 1920 gem1. 3 (4) 1920. 11. Trasporti ferroviari di olio grezzo (petrolio) e carbone ceduto dalla Polonia all'Italia in pagamento di forniture di materiale bellico383 . cc. 74 1920 gem1. 4 - 1921 lu. 5.
"2 ° categoria trasporti" (1920).
2° fascicolo (pratiche o sottofascicoli n. J 2 - 34). 12. Rallentamento durante il tragitto di trasporti ferroviari stranieri diretti in Polonia con materiale acquistato in Francia. c. 1 1920 genn. 16. 13. Assegnazione del capitano Venturi alla Missione e suoi incarichi relativi ai treni militari italiani transitanti per Cracovia. cc. 18 1920 febbr. 11 - giu. 27. 14. Autorizzazione a usufruire dei trasporti italianj per il sig. Lisowiecki, Mankowski e la contessa Fai.agi. cc. 5 1920 febbr. 11 - sett. 13. 15. Fermo del convoglio ferroviario italiano, comandato dal tenente Giacalone da parte delle autorità cecoslovacche. cc. 9 1920 febbr. 14-24. 16. Fermo alla frontiera cecoslovacca del convoglio ferroviario italiano, comandato dal tenente Vitale (trasportante legnami). cc. 14 1920 febbr. 19 - mar. 9.
383
Vedi la pratica corrispondente nella 3° categoria.
159
17. Utilizzo vagoni vuoti italiani per il trasporto di mobilio del sig. Floriani e benzina per la rappresentanza diplomatica polacca in Italia e presso la Santa Sede. cc. 12 1920 febbr. 22- giu. 8. 18. Ricerche di vagoni italiani smarriti o abbandonati in Polonia (Vettura FF.SS. 15058, vagone g. n. 227551, 15 vagoni inviati erroneamente in Alta Slesia, materiale ferroviario della SocietĂ Veneta). cc. 13 1920 febbr. 22 - lu. 9. 19. Trasporto di quadri del pittore E. Okum da Roma a Varsavia con treno militare italiano. cc. 5 1920 febbr. 23 - mar. 17. 20. Trasporti ferroviari vari di materiale (treno diretto a Verona con materiale ferroviario, trasporto italiano proveniente da Deusch Eylau, Trasporto di automobili Fiat per la rappresentanza Mayer, partenza vagoni n. 150119, 174494, 208193, 222733, 156601, 50810, trasporto militare italiano ng. 251645, p. 651320, b270, c31174, c32264). cc. 17 1920 febbr. 25 - ag. 1. 21. Autorizzazione concessa al Ministero delle Belle Arti polacco di utilizzare treni militari italiani per il trasporto di oggetti d'arte a Venezia. cc. 3 1920 mar. 24-26. 22. Esplosivi spediti in Polonia via ferroviar ia. cc. 4 1920 mar. 29 - apr. 29. 23. Richiesta dello scultore polacco E. Wittig di usufruire di treni militari italiani per il trasporto di sue opere all' esposizione di Venezia. cc. 6 1920 mar. 29 - mag. 4. 24. Disposizioni sullo scambio di veicoli ferroviari tra Italia e Cecoslovacchia. cc. 4 1920 apr>5 - lu. 5. 25. Richiesta della autoritĂ polacche di utilizzare treni militari italiani per esportare mobili di vimini all'estero. cc. 3 1920 apr. 14-19. 26. Incidente provocato dalla scorta ad un treno cisterna comandata dal tenente L. Filippi. 1920 rnag. 3-11. cc. 9 27. Richiesta di autorizzazione aila circolazione sui treni di tutta la Polonia e documento relativo per il capitano Branca e il sottotenente Ercolessi. c. 1 1920 mag. 6. 160
28. Transito attraverso l'Italia di treni militari francesi diretti in Polonia (treno con militari francesi in ri torno dalla licenza, fermo di un treno militare francese )384 . cc. 7 1920 mag. 15 - giu. 11. 29. Trasporto ferroviario (treno cisterna) di benzina della raffineria di Limanovo per la Commissione interalleata di Controllo a Vienna. cc. 17 1920 giu. 5 - sett. 22. 30. Trasporti ferroviari polacchi attraverso l'Ungheria. cc. 2 1920 lu. 1-18. 31. Vagoni italiani dispersi in Polonia carichi di stoffa tipo militare della ditta italiana "Filatura biellese". cc. 4 1920 ott. 1- nov. 29. 32. Richiesta di autorizzazione del sottotenente A. Lorek di usufruire di treni militari italiani che rientrano dalla Polonia in patria. cc. 2 1920 nov. 23. 33. 1 carta (mappa) con le linee ferroviarie della Polonia.
Fascicolo "Trasporti truppe transitanti per Orderberg" (1920) 1. Disposizioni generale sui trasporti e rifornimenti dei contingenti italiani a presidio delle zone plebiscitarie. cc. 4 1919 nov. 28. 2. Richiesta di ufficiali per il comando militare di stazione di Oderberg e per lavoro d'ufficio relativo ai trasporti ferroviari385. cc. 4 1920 genn. 13 - apr. 2. 3. Comando militare italiano di stazione a Orderberg per il transito dei treni. cc. 12 1920 genn. 16 - nov. 13. 4. Convogli ferroviari per il trasporto delle truppe italiane destinate a presidio delle zone plebiscitarie (Allestein e 384
Manca la lettera del generale Henrys trasmessa con f. n. 717 prot. ris. della Missione. 385 Mancano 2 foglio della Direzione Trasporti del Ministero della Guerra trasmessi alla Missione con f. n. 737 F. 6 e f. n. 789 F. 6; istruzioni trasmesse alla Missione con f. n. 805 F.6.
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Marienwerder) e transitanti per Orderberg: telegrammi e appunti relativi alla partenze e arrivi dei convogli (dal 1° al 16°), 13 ordini di movimento della Direzione dei Trasporti del Ministero della Guerra, 2 tabelle (manoscritte) esemplificative sui convogli. cc. 85 1920 genn. 21 - mar. 10. Restituzione alla Germania di materiale ferroviario impiegato per i trasporti di truppe italiane nelle zone plebiscitarie. 1920 febbr. 20 - mar. 10. cc. 17 Treni trasportanti rifornimenti e vi veri per i contingenti italiani nelle zone plebiscitarie (I e II treno rifornimento, trasporto R. 4, R. 5, R. 6, treno transitante per Tarvisio il 16 marzo 1920) e smarrimento di alcuni vagoni: telegrammi e 4 ordini di movimento della Direzione dei Trasporti del Ministero della Guerra. cc. 54 1920 mar. 13 - dic. 28. Ufficiale delegato al coordinamento dei trasporti ferroviari presso il commissariato italiano per l'Alta Slesia (capitano Branca): circolare n . 1283 della Direzione trasporti del Ministero della Guerra. cc. 2 1920 marzo - ag. 1. Spese per il trasporto delle truppe italiane nelle zone plebiscitarie. c. 1 1920 apr. 14. Disposizioni della Direzione Trasporti del Ministero della Guerra sul rimpatrio, per via ferroviaria, dei contingenti italiani dislocati ad Allestein I Marienwerder e Teschen. cc. 5 1920 lu. 24 - ag. 3.
Fascicolo "3°categoria materiali" (1920-1921) Serie 1920: 1. Forniture di olio grezzo e altre materie prime, in pagamento di materiale bellico e automobilistico italiano fornito alla Polonia e organizzazione dei relativi trasporti (Riunione del 9 dicembre 1919 tra i componenti della Missione e. della Legazione di Varsavia per il compenso dovuto all'Italia per le forniture di materiale bellico, accordi italo-polacchi per la fornitura di 18000 tonnellate di olio 162
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greggio, proposta di istituzione di un comando militare italiano di stazione a Borislaw). Con il progetto di contratto per la fornitura di 1500 tonnellate di benzina concluso Varsavia tra il tenente Guerrini e il governo polacco. 1919 mag. 30 -1920 apr. 26. cc. 65 Materiale ad uso della Missione (vestiario e scarpe per la truppa, macchine da scrivere, scatolette di carne). cc. 14 1919 ott. 23 -1920 ag. 26. Richieste di autocarri per la Missione. cc. 22 1919 dic. 5 - 1920 dic. 28. Materiale bellico per la Polonia (forniture di munizioni per fucili Manlicher e Mauser, batterie e munizioni d'artiglieria da parte del governo italiano, u lteriori richieste polacche di munizioni e materiale sequestrato alla Germania nelle zone plebiscitarie in osservanza del trattato di Versailles) Disposizioni per le relative spedizioni su convogli ferroviari386. cc. 57 1920 febbr. 13 - ag. 21. Autovetture ad uso della Missione. cc. 8 1920 febbr. 14 - sett. 3. Materiale automobilistico per le autovetture utilizzate dalla Missione (pneumatici e pezzi di ricambio). cc. 69 1920 febbr. 14 - dic. 17. Materiale ferroviario italiano richiesto dalla Polonia. cc. 11 1920 mar. 7 - magg. 17. Materiale automobilistico e carburante per le autovetture delle delegazioni italiane delle commissioni interalleate plebiscitarie. cc. 31 1920 mar. 9 - lu. 18. Prelevamento di cartucce mod. 91 per gli esperimenti con nuove mitragliatrici italiane. cc. 11 1920 apr. 15 - mag. 28. Automobili Fiat per la rappresentanza della ditta Mayer. cc. 3 1920 apr. 24-30.
386 Manca elenco del materiale bellico richiesto dai polacchi, trasmesso con f. n. 1118 di prot. della Missione.
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11. Richiesta del governo polacco di forniture di calzature militari (35000 paia di stivaletti). cc. 7 1920 mag. 27 - giu. 22. 12. Richiesta al Comando Truppe Interalleate a Marienwerder di un camion per possibili abbandono della sede di Varsavia.
cc. 3 1920 lu. 23-28. 13. Restih1.zione da parte delle autorità polacche di vagoni italiani utilizzati per il trasporto di pirite. cc. 7 1920 lu. 28-30. 14. Buoni di prelevamento di benzina e olio per le autovetture della Missione. cc. 3 1920 ott. 6 - dic. 16. 15. Consorzio italo-polacco per studiare la possibilità di istallare in Polonia un'industria per la costn1.zione di aerei, auto e motori. c. 1 1920 dic. 4. 16. Concessione di vagoni italiani al sig. Lobstein. cc. 16 1920 dic. 8 - 1921 genn. 18. 17. Docum.e nti in polacco cc. 10 fascicolo "3 ° categoria materiale" (1920-1921) Serie (1921): 1. Materiale automobilistico per le autovetture della Missio-
ne (pezzi di ricambio e pneumatici). cc. 50 1920 dic. 30 - 1921 dic. 20. 2. Convenzione p er il pagamento del materiale bellico ceduto alla Polonia. cc. 10 1921 genn. 24 - mar. 14. 3. Benzina utilizzata da lle autovetture della Missione. cc. 4 1921 genn. 26-27. 4. Autovettura per la Missione. cc.3 1921 sett. 8-9.
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BUSTAN. 60
"4 ° categoria riservato personale ufficiali - 1920" 1° fascicolo (pratiche o sottofascicoli 1-29) 1. Maggiore Giuseppe Stabile (con giudizio del generale Romei sul servizio prestato dal1' ufficiale )387 .
cc. 26
1919 nov. 20 -1920 nov. 29.
2. Tentativo di corruzione di Felix Natanson e Vittorio lo
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Bianco. cc. 2 1919 nov. 22. Ricerca dei dispersi (circolare a stampa dell'Ufficio per notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare - Ufficio centrale - Presidenza). 25 pagine senza data (protocollate dalla Missione il 30 novembre 1919). Generale Romei - Longhena Giovanni 388 . cc. 36 1919 dic. 3 - 1920 dic. 18. Ufficiali italiani residenti in Polonia. cc. 2 1919 dic. 5-15. Luogotenente Radziwil ufficiale polacco addetto alla Missione militare italiana. cc. 3 1919 dic. 14 - 1920 genn. 31.. Circolari ministeriali e dello Stato Maggiore del Regio Esercito relative al personale ufficiali, con specchio manoscritto degli ufficiali della Missione militare in Polonia relativo alle loro conoscenze di lingue straniere in risposta alla circolare 11041. cc. 33 e 17 fogli a stampa 1.919 dic. 20 - 1920 dic. 31. Capitano Paolozzi Mauro (onorificenza francese, servizio prestato al battaglione radio - telegrafisti di Tivoli). cc. 5 1919 dic. 23 -1920 dic. 31.
387 Manca copia dell'ordine del giorno, trasmesso con f. n. 9446 di prot. E. Tutti i documenti personali venivano inviati alla Direzione Generale per gli Ufficiali del Ministero della Guerra e conservati nei fascicoli personali dei vari ufficiali. 388 Manca il diploma relativo all' onorificenza della Legion d'Onore.
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9. Addetti militari polacchi all'estero (con elenco nominativo). cc. 4 1919 dic. 31 - 1920 genn. 9. 10. Lettere e telegrammi di auguri a varie personalità . cc. 25 1919 dic. 31 - 1921 genn. 8. 11. Tenente Guerini Agostino. 1920 genn. 3. cc.4 12. Tenente col01mello Tonini Mario (con rapporto informativo sul servizio prestato nella Missione). cc. 4 1920 genn. 7 - ag. 14. 13. Invio del calendario da parte del conte di Torino al generale Romei. cc. 2 1920 genn. 12. 14. Tenente Cutolo Armando (con rapporto informativo). cc. 42 1920 genn. 26 - ott. 8. 15. Incidente presso il circolo ufficiali di Cracovia fra ufficiali italiani e polacchi389 • cc. 18 con allegato 2 articoli a stampa di giornali polacchi. 1920 genn. 31 - febbr. 19. 16. Tenente Beano Vittorio. cc. 4 1920 febbr. 3. 17. Riduzione del personale della Missione (con relativi elenchi di tutti i componenti). cc. 29 1920 febbr. 6 - nov. 24. 18. Disposizioni sugli addetti militari. cc. 9 con allegata circolare a stampa della Presidenza del Consiglio n. 1041 (2 fogli) 1920 febbr. 9 - giu. 6. 19. Tenente Suchert Enrico390. cc. 8 1920 febbr. 24 - giu. 9. 20. Passaporti per militari della Missione e della Commissione Delimitazione dei confini germano - polacchi. cc. 5 1920 febbr. 25 - apr. 9. 21. Capitano Venturi Leopoldo. cc. 25 1920 mar. 5 - dic. 24. 22. Presentazione delle denunce agli effetti dell'imposta straordinaria sul patrimonio. cc. 4 1920 mar. 13 - giu. 21.
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166
Manca l'allegato n. 3 alla f. n. 258. Mancano alcuni allegati al f. n. 60076.
23. Maresciallo Mariani. 1920 mar. 22. c. 1 24. Concessione al generale francese Niessel di un' onorificenza nazionale. c. 1 1920 mar. 26. 25. Conduttore automobilistico per la Missione. c. 3 1920 apr. 2 - giu. 26. 26. Richiesta di personale per la Missione. cc. 2 1920 apr. 7 - dic. 15. 27. Tenente Mangano Ignazio. cc. 4 1920 apr. 8 - ag. 1. 28. Diplomatico Antonio Allievi incarica to d'affari a Helsingfors. cc. 2 1920 apr. 20. 29. Tenente di complemento in congedo Corbellini Francesco. cc. 48 con allegato articolo di giornale a stampa (2 fogli) . 1920 apr. 20 - giu. 7.
"4 ° categoria riservato personale u[ficiali - 1920" 2° fascicolo (pratiche o sottofascicoli 30-58) 30. Sottotenente Ercolessi Adolfo. cc. 9
1920 mag. 7-17.
31. Morte di Stas. 1920 mag. 11. c. 1 32. Onorificenze per militari polacchi (croce di guerra per il soldato Szczygielski e per gli ufficiali e soldati dell'Armata polacca in Siberia) Con elenco nominativo. cc. 3 1920 mag. 13 - dic. 16. 33. Tenente Urgenti Amedeo. cc. 5 1920 mag.14-31. 34. Decorazione al valor militare per il colonnello Clemente Origo e Maurizio Marsengo della Missione militare italiana in Russia391 . cc. 3 1920 giu. 2. 35. Concessione del brevetto di alta distinzione del re d'Italia
391
Mancano gli allegati alla f. n. 5473.
167
al generale Joseph Musnicki. cc. 2 1920 giu. 4. 36. Decorazione di gran ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia per il generale Tscharnota de Boyary Boyarski. cc. 4 1920 giu. 4 - dic. 30. 37. Visita a Varsavia degli ufficiali del 34° Reggimento Fanteria. cc.2 1920 giu. 10-22. 38. Tenente Filaferro Maria Francesco. cc. 21 1920 giu. 10 - 1921 genn. 29. 39. Tabelle grigie S.l. per cifrario. cc. 10 1920 giu. 15 - lu. 31. 40. Sostituzione rappresentante italiano generale Cavallero con il generale Marietti al Comitato militare alleato di Versailles. c. 1 1920 lu. 3. 41. Tenente Retinò Giuseppe. cc.4 1920 lu. 12 - ott. 27. 42. Tenente Spilinbergo Walfrano. cc. 7 1920 lu. 27 - 1921 apr. 28. 43. Capitano Pallavicina. cc. 3 1920 ag. 2-5 . 44. Generale Radcliff. c. 1 1920 ag. 21. 45. Capitano Damiani Lugaro. cc. 2 1921 ag. 31 - sett. 8. 46. Tenente colonnello Valvassori Giovanni. cc. 2 1920 sett. 2-11. 47. Capitano Parvopassu Giuseppe. cc. 2 1920 sett. 7 - ott. 19. 48. Disposizioni del Ministero della Guerra polacco relative agli ufficiali stranieri in Polonia. c. 1 1920 sett. 9. 49. Disposizioni per il tenente Mainardi. cc. 4 1920 sett. 18. 50. Capitano Lazzari Mario. c. 1 1920 ott. 4. 51 . Carabiniere Ghedini Giuseppe. c. 1 1920 ott. 15. 52. Tenente Muttoni. cc. 3 1920 ott. 29 - nov. 4. 168
53. Istituto per la propaganda e la cultura italiana. c. 1 con 1 circolare a stampa 1920 ott. 29 - 1921 mar. 2. 54. Richiesta annuario ufficiali. c. 1 1920 nov. 9. 55. Tenente Signorini Dino. c. 1 1920 nov. 22. 56. Capitano Rossi Edoardo. cc. 2 1920 dic. 15-30. 57. Capitano Branca Dante. cc. 4 1920 dic. 22 -1921 genn.12. 58. Elenchi del personale militare della Missione, proposto per la concessione della medaglia commemorativa della guerra 1915-1918. senza data cc.2 Fascicolo"4 ° categoria riservato personale 14/iciali - 1921 ": 1. Capitano Rossi Ettore (con allegati copie dello stato di servizio, rapporto informativo1 mod. 120 relativo alla proposte di concessione onorificenza, riassunto del servizio prestato dal richiamo alle armi al ricollocamento in congedo e delle onorificenze ottenute). cc. 30 1920 ott. 5 - 1921 lu. 6. 2. Ufficiali della Missione decorati dalle autorità polacche per aver preso parte alla campagna russo-p olacca del 1920. cc. 13 1920 dic. 21 - 1921 febbr. 11. 3. Un retroscena storico della della compagna russo-polacca del 1920. cc. 3 1921 genn.10. 4. Tenente Maestrelli Virgilio e sottotenente De Pisa Veniero osservatori aerei dell'Armata polacca. cc. 11 1921 gen. 12 - 17 mag. 5. Capitano Paolozzi Mauro. cc. 6 1921 febbr. 10 - apr. 4. 6. Circolari del Ministero della Guerra e dello Stato Maggiore dell'Esercito relative al personale ufficiali. cc. 2 e 5 fogli a stampa 1921 febbr. 12 - lu. 7. 7. Maggiore Stabile Giuseppe. cc. 7 1921 febbr. 25 - nov. 11. 169
8. Concessione di decorazioni italiane a militari polacchi392 . c. 1 1921 mar. 1. 9. Ricordo dell'Arma di cavalleria al conte di Torino. 1921 mar. 13 - sett. 10. cc. 4 10. Maresciallo dei carabinieri De Spuches Roberto. 1921 apr. 25 - giu. 12. cc. 4 11. Tenente luskiewicz Wladislaw ufficiale di collegamento tra la Missione e il Ministero della Guerra polacco. cc. 6 1921 apr. 25 - nov. 11. 12. Addetto militare polacco a Roma tenente colonnello Poninski e suo aiutante maggiore, il maggiore Pogorski393. 1921 mag. 9 - ott. 25. cc. 62 13. Messaggio di Pilsudski al Re riguardo ai solda ti ita liani morti in Alta Slesia. cc. 7 1921 mag. 12 - giu. 14. 14. Contrabbando di saccarina effettuato dal carabiniere Cuzzola Giovanni nel periodo in cui prestava servizio presso la Commissione militare interalleata di Controllo per l'Austria. cc. 19 1921 mag. 18 - giu. 14¡. 15. Offerta di una somma di denaro per i soldati italiani caduti in Alta Slesia al generale Romei da p arte di un ufficia le polacco e di slesiani. cc. 5 1921 mag. 19-25. 16. Onorificenze italiane per il capitano polacco Michalowski394. cc. 10 1921 giu. 7 - sett. 15. 17. Carabiniere Sottana Agostino (furto subito dallo stesso in servizio di corriere diplomatico e sua domanda di pensione anticipata)395 . cc. 26 1921 giu. 7 - ott. 10. 392
Manca lettera trasmessa con il f. n. 168 di prot. ris. pers. Si trova anche un documento in polacco, la lettera del generale DzierzanQ'l.,vski. La pratica riguarda gli atti illeciti compiuti da Poninski quando questo ufficiale era in servizio p resso l'ambasciata polacca a Roma e del coinvolgimento di Pogorski, allora addetto militare. l due ufficiali furono anche processati, nella pratica infatti si trovano anche allegati ai rapporti della Missione n. 66 e n . 68 prot. ris. personale copia del verdetto e della motivazione di questo. 394 Nella pratica si trova anche un appunto manoscritto sul tenente colonnello Kukowski. 395 Nella pratica si trova anche il rapporto informativo compilato dal generale Romei relativo al periodo in cui il Sottana era aggregato alla Missione. 393
170
18. Vicebrigadiere dei carabinieri Neri Modesto. c. 1 1921 giu. 29. 19. Colonnello Wieniawa capo della Casa militare di Pilsudski. cc. 3 1921 lu. 12. 20. Designazione di ufficiali polacchi in sedi diplomatiche al1'estero. cc. 3 1921 ag. 8. 21. Addetto militare polacco a Roma capitano Morstin. cc. 13 1921 ott. 2 - 1922 ge1m. 4. 22. Generale Haller nuovo ispettore generale delle artiglierie e delle fortificazioni in Polonia. cc. 3 1921 ott. 25. 23. Generale Njessel capo della Missione militare francese in Polonia. cc. 13 1921 ott. 25 -1922 ge1m. 30. 24. Diramazione cifrari. cc. 2 1921 ott. 31 - nov. 1. 25. Onorificenza per il generale Suszinski. cc. 2 1921 nov. 8-16. 26. Riconoscimento d i campagna di guerra per il personale della Missione. 1921 nov. 9. cc. 2 27. Telegrammi di auguri. 1921 nov. 10. cc.2 28. Riconoscenza della 12° Divisione di fanteria polacca, formata in territorio italiano, verso il Re e la nazione italiana. cc. 3 senza data.
Fascicolo "4° categoria riservato personale - 1922" Generale Romei - Longhena Giovanni. cc. 5 1921 giu. 7 -1922 mar. 20. 2. Signora Jadiga Kròl-Fontana traduttrice per conto della Missione. cc. 4 1921 dic. 28 - 1922 febbr. 7. 3. Processo Wincì-Ianiczowski. 1922 febbr. 10. cc. 6 4. Tenente Mangano Ignazio (con rapporto informativo sul servizio prestato nella Missione). cc. 6 1922 apr. 3 - ag. 17. 1.
171
5. Maggiore Stabile Giuseppe ( con il rapporto informativo sul servizio prestato nelle Missione). cc. 28 1922 lu. 5 - 1923 genn. 5. 6. Visita del genera le Sikorski in Italia. cc. 5 1922 ag. 15 - sett. 4. 7. Rimpatrio della Missione militare italiana in Polonia. c. 1 1922 sett. l. 8. Onorificenze polacche a ufficiali italiani. 1922 nov. 15 - dic. 18. cc. 8 9. Addetto aeronautico in Polonia. 1922 nov. 17. cc. 8 10. Onorificenze italiane ad ufficiali polacchi. cc. 4 1922 nov. 25 - dic. 20.
BUSTAN. 61:
"5° categoria amministrazione - 1920" 1° fascicolo (pratiche o sottofascicoli n .1-56). 1. Indennità e pagamenti ai sottufficiali e truppa della Missione. 1919 mar. 3. - 1920 lu. 1. cc. 12 2. Rimborso deposito al capitano Naganowski Alessandro. cc. 8 1919 giu. 14 -1920 apr. 19. 3. Competenze spettanti agli ufficiali all'estero. 1919 nov. 2 - 1920 ag. 11. cc. 11 4. Pagamento scatole di salmone. cc. 5 1919 dic. 4 - 1920 giu. 2. 5. Autorizzazione per la concessione delle licenze. cc. 2 1919 dic. 5-30. 6. Prescrizioni relative alla militarizzazione del personale ferroviario in caso di guerra richieste dal III Dipartimento del Ministero della Guerra polacco. cc. 5 1919 dic. 5 - 1920 genn. 30. 7. Abbonamento a riviste per l'anno 1920 e stralcio della stampa nazionale. cc. 4 1919 dic. 5 - 1920 apr. 25. 8. Servizio di corriere diplomatico da Varsavia per la Missione e la Regia Legazione. cc. 4 1919 dic. 5 -1920 giu. 26.
172
9. Collezione di francobolli offerti al Re d'Italia da parte del Ministero della Guerra polacco. cc. 4 1919 dic. 8-18. 10. Addebito della somma di denaro di f 48,75 al caporale Roccato Ottavio. c. 1 1919 dic. 13. 11. Trasmissione a vari enti di telegrammi, lettere e rapporti396• cc. 18 1919 dic. 13 - 1920 sett. 17. 12. Fondi per la Missione (anticipi, incasso cheques, rendiconti e contabilità varia). cc. 30 1919 dic. 13 - 1920 ott. 29. 13. Contabilità ed amministrazione relative alle forniture d i legname riguardanti la Sottosezione di Cracovia - Ufficio Fortificazioni di Udine (pagamento delle forniture alla ditta Zollman e K. I<auvat, assunzione del sig. Rivo, richieste di fondi all'Ufficio Fortificazioni, autorizzazione per il soldato Spotti come corriere, pagamento sig. Zuliani). cc. 16 1919 dic. 18 - 1920 dic. 27. 14. Sequestro di legna a Yelesnia di proprietà di Giovanni Gorczynski. cc. 2 1919 dic. 19. 15. Somma richiesta dal capitano Venturi. c. 1 1919 dic. 20. 16. Alloggiamento p er la Missione. cc. 3 1919 dic. 26 -1920 nov. 5. 17. Nuova denominazione del Comando Supremo397 . c.1 1920 genn. 3. 18. Modalità di corrispondenza. cc. 9 1920 genn. 3 - sett. 4. 19. Ricerca dei soldati Pirola Pietro e Vitali Antonio per motivi disciplinari. c. 1 1920 germ. 15. 20. L'arciduchessa Maria Teresa d'Austria. 1920 genn. 17. c. 1
Sono tutte mancanti le carte trasmesse. Nel telegramma s i comunica la riconversione del Comando Supremo in Stato Maggiore dell'Esercito. 396
397
173
21. Richiesta notizie sul sig. Stonawski Gustav da parte del cardinale Damaggio. cc. 8 1920 genn. 20 - giu. 15. 22. Croce rossa russa in Polonia. c. 1 1920 genn. 23. 23. Comunicazioni della costituzione del Comitato militare interalleato in data 10 gennaio 1920. cc. 5 1920 ge1m. 24 - febbr. 3. 24. Fondi per la Delegazione italiana della Commissione interalleata per la Delimitazione dei confini germano-polacchi cc. 9 1920 genn. 25 - apr. 2. 25. Attività amministrati va della Delegazione di Posen della M issione (trasmissione di lettere alla Missione e alla regia Legazione, servizio di vidimazione e controllo passaporti, ragazzo G. Pascoli, disposizioni relative alla possibile evacuazione da Varsavia, contabilità della Delegazione)398 • cc. 30 1920 febbr. 5 - sett. 26. 26. Brevetto dell'invenzione (sistemi di tavellani tubolari arcuati) del sig. Orzali Achille per la Polonia399 • cc. 6 1920 febbr. 7 - giu. 12. 27. Permesso di transito nelle zone plebiscitarie per i cittadini polacchi. cc. 2 1920 febbr. 16-21. 28. Richiesta da parte del Ministero della Guerra polacco di un ufficiale istruttore di artiglieria italiano. 192.0 febbr. 21 - mar. 1. cc. 4 29. Caduto caporale maggiore Cittadini Novizio. cc. 2 1920 mar. 9 - mag. 27. 30. Pagamento dei telegrammi inviati in Italia dalla Missione400_ ' cc. 21 1920 mar. 11 - sett. 14. 31. Servizio postale fra l'Italia e le zone plebiscitarie della Polonia (Alta Slesia e Prussia orientale). cc. 15 1920 mar. 16 - dic. 11. 398 Mancano le lettere e i documenti trasmessi alla Missione con i fogli n. 381, 413, 4] 8, 419, 470 della Delegazione. 399 Manca il disegno dell'invenzione annesso alla lettere di Orzali a Romei del 7 febbraio I 920. 4 oo Nella pratica si trovano 14 telegrammi in polacco.
174
32. Il Professor G. Manacorda e la mostra "Bianco e Nero" (esposizione della grafica italiana a Varsavia). cc. 5 1920 mar. 17 - apr. 2. 33. Cerimonie varie. 1920 mar. 18. c. 2 34. Reclamo del sig. Piascenny a causa dell'appropriazione di una marmitta e di un cucchiaio d'argento da parte di militari italiani. cc. 9 1920 mar. 22 - apr. 26. 35. Pubblicazioni italiane d'artiglieria per l'esercito polacco. cc. 6 1920 mar. 30 - mag. 4. 36. Richiesta di fondi alla Missione del tenente Uggenti. cc. 3 1920 apr. 1-2. 37. Spese per le commissioni all'estero. 1920 apr. 10. c. 1 38. Trasmissione di documenti alla Missione401 . cc. 5 1920 apr. 10 - dic. 17. 39. Ufficiali polacchi alle scuole di cavalleria di Tor di Quinto e di Pinerolo. cc. 5 1920 apr. 15 - dic. 10. 40. Domanda di impiego come traduttore interprete presso la Missione del professore W. Fiszer. cc. 3 1920 apr. 19. 41. Bruno Calvi nato a Zara tenente farmacista dell'esercito polacco. cc. 7 1920 apr. 20 - sett. 18. 42. Prenotazioni di posti in treno e acquisto di biglietti per gli ufficiali della Missione e funzionari italiani. cc. 18 1920 apr. 27 - nov. 11. 43. Permesso di transito nella zona plebiscitaria di Marienwerder per il sig. Kringer. cc. 4 1920 apr. 28 - mag. 17. 44. Passaggio del tenente Filaferro Francesco alle dipendenze amministrative della Missione. cc. 2 1920 apr. 29-30. 45. Trasferimento della salma dell'ufficiale austriaco Zgorski. cc. 3 1920 mag. 2 - lu. 13.
'101 Mancano tutte le L ettere tere e 4 cartoline).
e
i documenti trasmessi alla Missione (4 let-
175
46. Questioni amministrative relative al sottotenente Cutolo Armando. cc. 8 1920 mag. 7 - lu. 27. 47. Alloggio a Varsavia per l'addetto commerciale italiano Menotti Corvi. cc. 2 1920 mag. 8. 48. Competenze dovute al soldato Alarnpi Giuseppe. cc. 2 1920 mag. 11 - giu. 1. 49. Anticipo per il tenente Signorini Dino. c. 1 1920 mag. 13. 50. Restituzione di plichi e lettere destinati alla Missione militare italiana di Tiflis1 di Tangarok e in Russia, inviati erroneamente a Varsavia. 1920 mag. 15 - ag. 11. cc. 5 51. Indennità per il personale degJi uffici militari di stazione (circolare ministeriale). cc. 2 1920 mag. 28 - giu. 21. 52. Sig. Lutomirski. cc. 2 1920 mag. 28 - ag. 9. 53. Sistemazione di tombe di militari italiani all'estero. c. 1 1920 mag. 31. 54. Urgente trasferimento da Kiev a Varsavia del sig. B. Gorevitch, rappresentante della società italiana Gualino. cc. 12 1920 giu. 5-15. 55. Comunicati del Ministero degli Esteri austriaco relativi ali' abolizione della tariffa speciale per i trasporti ferroviari e al divieto della divisa per i militari stranieri in Territorio austriaco. cc. 7 1920 giu. 7 - nov. 7. 5° categoria. amministrazione - 1920 2° fascicolo (pratiche o sottofascicoli n. 57-88) 11
11
56. Prigioniero di guerra Thedore Tymcziszyn. cc. 3 1920 giu. 9-26. 57. Indennità spettanti al soldato Mazzucchelli Antonio. cc. 2 1920 giu. 10 - lu. 13. 402 58. Invio libri per il direttore Lutrario . cc. 2 1920 giu. 18-26. 402 La pratica probabilmente è incompleta, è stato quindi impossibile risalire alla carica del non ben identificato direttore Lutrarìo.
176
59. Invio di cheques di franchi 2.500 per i] tenente Dupour Bert. c. 1 1920 giu. 21. 60. Bagaglio dell'ingegnere G. Serafino. cc. 2 1920 giu. 21-28. 61. Signora Valentina Alma. c. 1 1920 giu. 22. 62. Ammutinamento di bersaglieri ad Ancona. c. 1 1920 giu. 29. 63. Pensione del colo1mello Bardeski. c. 1 1920 lu. 12. 64. colonnello Nicola Rizzi. 1920 lu. 12-15. cc. 3 65. Signore M. Kaftal e M. Lanski. 1920 lu. 17 - dic. 4. cc. 9 66. Tenente Angie Romano. 1920 lu. 21. c. 1 67. Signora Ketty Kamienska. cc. 2 1920 lu. 25. 68. Sig. Baranoski consigliere dell'ambasciata polacca a Roma. cc. 4 1920 lu. 29 - ag. 24. 69. Locali a Varsavia per la Camera di commercio italo -polacca e la Regia Legazione. cc. 3 1920 lu. 30 - ag. 24. 70. Caporale Antonio Lodi. c. 1 1920 ag. 2. 71. Caporale Salimbene Carlo (trasm issione bassa di passaggio e buono versamento del1'.armamento individuale). c. 1 1920 ag. 11. 72. Allacciamenti linee telefoniche. c. 1 1920 ag. 11. 73. Caporale maggiore Anghileri (buono di versamento dell'equipaggiamento individuale). cc. 2 1920 ag. 28. 74. Cavaliere Brenna Paolo (trasmissione libretto). c. 1 1920 sett. 2. 75. Fogli paga dei militari di truppa rimasti a Posen di scorta al bagaglio. cc. 9 1920 sett. 2-21. 76. Antonio Galasso 177
(richiesta d'arruolamento volontario nell'esercito polacco). c. 1 1920 sett. 7. 77. Sig. Caverzaghi, capo montatore della casa Ansaldo. cc. 4 1920 sett. 7- nov. 30. 78. Ricevuta di 1000 corone austriache del capitano Caccese. c. 1 1920 sett. 21. 79. Prigionieri di guerra di nazionalità italiana in Russia. cc. 4 1920 sett. 27 - 1921 apr. 29. 80. Teslar Valeriano Casimiro. c. 1 1920 sett.3 O. 81. Chiusura degli uffici dell'ambasciata cecoslovacca per la festa nazionale. c. 1 1920 ott. 23. 82. Articolo della rivista «L'idea nazionale» con l'intervista al1' addetto militare polacco in Italia403 . cc. 2 1920 nov. 24 - dic. 5. 83. Impossibilità di ailoggiamenti a Varsavia. 1920 nov. 29. c. 1 84. Richiesta d'aiuto economico della signora Bronislawa. c. 1 1920 dic. 1. 85. Indennità di vestizione (dispaccio ministeriale). cc. 3 1920 dic. 8. 86. Richiamo dell'onorevole Tovini. 1920 dic. 10-12. cc. 3 87. Sig. Jechalski. 1920 dic. 18-23. cc. 3 88. Tirocinio di un ufficiale polacco del Genio in un laboratorio militare italiano di esplosivi. c. 1 senza data.
2° fascicolo "5°categoria amministrazione - 1921 ":
1. Debito del marchese F. Dufour. cc. 7 1920 ott. 10 - 1921. genn. 1921. 2. Colonnello Bergera Carlo (versamento e invio fondi, quietanze, assegni, competenze e documenti amministrativo-contabili vari).
403
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Manca proprio l'articolo.
cc. 109 con allegato la Dispensa n. 28° a stampa del Giornale Militare del 8 luglio 1921. 1920 ott. 7 - 1921 dic. 23. 3. Rimborso a]Ja signora Budisewska. cc. 4 1920 ott. 23 -1921 apr. 16. 4. Fondi per la Missione e relativa contabilità (indennità di missione all'estero, preventivi trimestrali delle spese, rendiconti e cambi di denaro in valuta straniera). cc. 76 1920 nov. 25 - 1921 dic. 23. 5. Differenze di stipendio spettanti al tenente Signorini Dino404_ cc. 7 1920 dic. 29 - 1921 mar. 15. 6. Stipendio per gli ufficiali in servizio attivo permanente ( con elenco degli ufficiali in servizio attivo permanente della Missione). cc. 9 1921 genn. 6 - dic. 14. 7. Anticipi corrisposti alle scorte militari inviate a Varsavia. cc. 8 1921 genn. 13 - giu. l . 8. Assegni spettanti al carabiniere Biondillo Pio405 . cc. 4 1921 genn. 21 - lu. 7. 9. Risarcimento danni dell'incidente causato dalla autovettura della Missione. cc. 2 1921 febbr. 1. 10. Assegni arretrati spettanti al capi tano Pallavicino Giorgio. cc. 5 1921 febbr. 2-9. 11. Caporale Cerruti Attilio (rilascio ricevuta relativa alla paga di novembre, addebito per anni e buffetteria in consegna smarrita e relative richieste di scarico del deposito 22° Reggimento). cc. 5 1921 febbr. 2 - lu. 25. 12. Rimborso spese di viaggio per l'appuntato dei carabinieri A gostino Sottana. cc. 6 1921 febbr. 2 -1922 genn. 19. 1.3. Somma di denaro in franchi della raffineria "Limanova" da restituire alla Commissione militare di Controllo per l'Austria. cc. 5 1921 febbr. 4 - lu. 7. 404 Manca rapporto informativo e dichiarazione per la differenza di stipendio trasmesse dalla Missione con f. n . 1 ris. pers. e lettera del tenente Signorini inviata con f. n . 285 prot. orci. 4 5 o Manca ricevuta tras messa con f. 26 prot. orci.
179
14. Anticipi corrisposti al tenente De Martino sig. Gioacchino, cc. 4 1921 febbr. 16 - ag. 23. 15. Somme dovute all'ex appuntato Stocchi Giovanni406. cc. 12 1921 febbr. 23 - 1922 genn. 1. 16. Assegni al carabiniere Spedicato Giuseppe. cc. 7 1921 apr. 14 - lu. 7. 17. Pagamento dei telegrammi spediti dalla Missione nell'agosto 1920. cc. 14 1921 mag. 20. 18. Rimborso spese di viaggio per il carabiniere Cuzzola Giovanni Battista407 . cc. 4 1921 giu. 22 - lu. 27. 19. Importo sovvenzione straordinaria per il mese di maggio 1921 per il maresciallo dei carabinieri Desideri. cc. 2 1921 lu. 5-7. 20. Ex prigioniero austroungarico di nazionalità italiana Muffaro Raiko. c. 1 1921 lu. 7. 21. Rimborso spese di viaggio per le famiglie di ufficiali. cc. 10 con Dispensa a stampa n. 9° del 7 febbraio 1919 del Giornale Militare (13 pagine) 1921 ag. 24 - ott. 26. 22. Soldato Conforti Vito (indennità di viaggio, di congedo e pacco vestiario). 1921 ott.11-22. cc. 5 23. Vaglia per il cavalleggero Pinelli Sabatino. cc. 2 1921 ott. 18. 24. Vicebrigadiere dei carabinieri Neri Modesto. cc. 7 1921 nov. 12 - dic. 20. 25. Addebito a carico del soldato Bettinotti Ruggero. c. 1 1921 dic. 9. 26. Competenze dovute al carabiniere Contini Iader. cc. 2 1921 dic. 9-31.
406
Manca specchio annesso al f. n. 104 prot. ord. e foglio nominativo pa-
407
Manca ricevuta trasmessa alla Missione con f. 310/69.
ga.
180
BUSTA N . 62. 1° fascicolo "6° categoria aviazione - 1920" 1. Forniture di materiale aeronautico dell'aviazione di Stato
all'aeronautica militare polacca (apparecchi SVA 10, Balilla, idrovolanti, mitragliatrici e bombe, materiale automobilistico per squadriglie, pezzi di ricambio, invio di personale tecnico specializzato per i collaudi). cc. 101 1919 dic. 20 -1920 ott. 6. 2. Forniture di materiale aeronautico Ansaldo all'aviazione militare polacca. cc. 19 1920 genn. 3 - sett. 13. 3. 8° sezione aeroplani SVA dell'aeronautica militare polacca (Cracovia) comandata dal Tenente italiano Bellabio (richieste varie alla Missione). cc. 6 1920 febbr. 7 - mar. 4. 4. Riunione del 10 febbraio 1920 tra i rappresentanti della Missione1 del governo polacco e dell'Ansaldo sulle forniture di apparecchi italiani e la costituzione in Polonia di u na società di costruzioni aeronautiche (verbale con annesso promemoria). cc. 12 1920 febbr. 11. 5. Offerta della società "costruzioni idrovolanti Savoia" di una fornitura di apparecchi alla Polonia. 1920 febbr. 14 - apr. 2. cc. 11 6. Richiesta di piloti americani volontari per l' arruolam.e nto nell'aviazione italiana. cc. 3 1920 febbr. 18 - mar. 3. 7. Spedizione di un'autovettura per l'addetto aeronautico della Missione. cc. 9 1920 mar. 22 - mag. 12. 8. Pagamento tramite la Missione dei p iloti e meccanici italiani al servizio dell' aviazione militare polacca (con elenco nominativo). cc. 4 1920 mar. 24 - m.ag. 30. 9. Forniture di materiale aeronautico da parte della Gran Bretagna e la Francia alla Pol01ùa. cc. 17 1920 mar. 24 - ag. 26. 10. Notizie sull'aeronautica polacca (militare e civile, difesa
181
contraerea) e sul suo impiego contro l'Armata rossa. cc. 19 1920 mar. 26 - sett. 28. 11. Circolare riservata della Missione al capitano Parvopassu relativa al comportamento degli ufficiali italiani in Polonia. 1920 mar. 28. cc.2 12. Ufficiali italiani al servizio dell'aviazione militare polacca come piloti istruttori. cc. 3 1920 apr. 8 - mag. 9. 13. Spedizioni di materiale aeronautico da guerra da cedersi al governo polacco. 1920 apr. 9 - giu. 7. cc. 5 14. Lettere manoscritte del capitano Parvopassu riguardanti le forniture di materiale aeronautico italiano alla Polonia. cc. 13 1920 apr. 13 - settembre 15. Tenente pilota Mainardi Luigi (con rapporto informativo sul servizio prestato nelle Missione). cc. 7 1920 apr. 18 - nov. 11. 16. Ritiro della Missione aeronautica del capitano Attilio Giuliani. 1920 apr. 23 - mag. 13. cc. 5 17. Incidente aereo avvenuto il 7 maggio 1920 sul campo di aviazione di Mokotow con distruzione di un apparecchio SVA 9 pilotato dal tenente Retinò. cc. 2 1920 mag. 7-20. 18. Distintivi italiani di pilota ed osservatore ad ufficiali polacchi (con elenco nominativo dei militari polacchi)408. cc. 10 1920 mag. 12 -1921 mar. 7. 19. Invio della corrispondenza tra l'aviazione di Stato e la Missione tramite il corriere Roma - Vienna- Varsavia dello Stato Maggiore dell'Esercito. c. 1 1920 mag. 15. 20. Uso del cifrario Mengarino. c. 1 1920 mag. 27. 21. Arrivo a Tokyo dei piloti Ferrarin e Masiero con 2 apparecchi SVA. 1920 giu. 2. c. 1
408
182
Manca l'allegato al f. n. 873 della Missione.
22. Richiesta del governo u craino di apparecchi Sva e Balilla. c. 1 1920 giu. 8. 23. Stato dei campj d'aviazione e pontili di ammaraggio per aeroplani ed idrovolanti sulle coste del Mar Baltico (rapporto del tenente Retinò del 10 giugno 1920). 1920 giu. 16. cc. 3 24. Materiale d'aviazione austriaco venduto alla Polonia. 1920 giu. 16 - lu. 17. cc. 2 25. Liquidazione dei fogli di viaggio del soldato motorista Cicchetti Primo. 1920 giu. 21 - lu. 12. cc. 2 26. Soldato Rollino. cc. 2 1920 giu 29 - lu. 12. 27. Cessazione del funzionamento della Direzione Generale d'Aeronautica del Ministero dei Trasporti Marittimi e Ferroviari e passaggio delle competenze all'Ispettorato d' Aeronautica militare del Ministero della Guerra. c. 1 1920 lu. 6. 28. Materiale giunto dalla Direzione Rifornimen ti e Recuperi dell'Aviazione militare - Sezione Mirafiori. cc. 12 1920 lu. 16. 29. Richiesta di un meccanico italiano per la squadriglia n .7 dell'aviazione militare polacca. 1920 lu. 17. cc. 3 30. Capitano Parvopassu Giuseppe (brevetto di nomina a cavaliere della Corona d'Italia). cc. 4 1920 lu. 23 - 1921 genn. 6. 31. Fattura deIJa "Vacuum Oil Company" per un bidone di carburante. cc. 3 1920 ag. 4. 32. Rapporto riassuntivo del generale Romei sulJa situazione degli ufficiaJi istruttori e materiale aviatorio italiano per la Polonia dal settembre 1919 alJ'agosto 1920. cc. 5 1920 ag. 24. 33. Circolari dell'Ispettorato d'Aeronautica militare relative all'alienazione di materiale aviatorio. cc. 16 1920 sett. 21 - ott. 10. 34. Rapporto del capitano Parvopassu sull'istituzione di una linea aerea civile Parigi - Strasburgo - Praga - Varsavia e viceversa, a cura della compagnia franco - rumena. cc. 22. 1920 ott. 9. 183
2° fascicolo "6° categoria aviazione - 1921 11
1. Forniture di materiale aviatorio dell'Ansaldo al governo polacco (personale specializzato per riparazioni d i veicoli, pezzi di ricambio, concessione alla ditta polacca "Cantieri e costruzioni aeronautiche E. Plage e T. Loskiewikz" di Lublino per la fabbricazione di apparecchi A e A 300, contratto con il 3° Dipartimento dell'aviazione polacca per le forniture di 15 veicoli). 1920 dic. 3 - 1921 nov. 30. cc. 72 2. Invio di 3 ufficiali di Marina polacchi in Italia per studiare l'organizzazione delle squadriglie di id rovolanti italiani e perfezionarsi nel pilotaggio. cc. 4 1921 genn. 29 - febbr. 11. 3. Penetrazione aviatoria in Polonia (relazione riassuntiva del generale Romei). 1921 febbr. 1. cc. 3 4. Spedizione in Polonia e protezione dagli agenti atmosferici di veicoli polacchi in Francia. cc. 2 1921 febbr. 4. 5. Notizie sull'istituzione delle linee aeree civili (trasporto passeggeri e merci) Berlino - Kowno - Mosca, Parigi - Strasburgo - Praga - Varsavia, Danzica - Posen - Varsavia - Lodz, linee internazionali in Romania, Danzica - Varsavia - Leopoli. cc. 24 1921 mar. 2 - ott. 12. 6. Notizie aeronautiche riguardanti l'organizzazione e l'impiego dell'aviazione militare polacca409 . cc. 22 1921 mar. 21 - mag. 15. 7. Preparazione a terra per la navigazione aerea in Polonia (organizzazione degli aeroporti, stazioni radio, ecc.y110. cc. 26 1921 apr. 11 - giu. 7. 8. Prezzo delle vetture turismo delle officine meccaniche Andreoli. c. 1 1921 apr. 14. 409
Mancano le notizie inviate da Parvopassu con la lettera di trasmissione del 15 maggio 1920. 410 Mancano 2 schizzi, 1. carta delle rotte aeree e el enco degli aeroporti di 2 classe e delle stazioni radiotelegrafiche allegate al f. 43 prot. aviazione della Missione.
184
9. Conferimento di onorificenza dell' Air Force Cross del governo inglese al capitano Parvopassu. 1921 apr. 30 - giu. 17. cc. 3 10. Arresto alla fro ntiera tedesco - polacca di 2 casse di materiale dirette all'addetto aeronautico della Missione. 1921 mag. 5. cc. 3 11. Comunicati del Comando Superiore d 'Aeronautica del Ministero della Guerra relativo alla vendita di materiale aviatorio411. cc. 9 1921 mag. 23 - giu. 16. 12. Pubblicazioni dell'Aeronautica militare italiana richieste dalla Missione. 1921 mag. 31 - nov. 8. cc. 5 13. Forniture di materiale aeronautico alla Polonia. 1921 giu. 3-12. cc. 2 14. Incidente avia torio avvenuto al campo di Rakowicz il 20 giugno con un apparecchio Balilla. 1921 giu. 24. cc. 2 15. Trasmissione del regolamento dell'incontro internazionale del lago di Garda 412 . cc. 5 1921 ag. 19 - 29. 16. Elenco delle unità dell'Armata rossa disposte per distretto e informazioni sull'aviazione militare sovietica. 1921 sett. 27. cc. 6 17. Ordine del giorno dell'Ansaldo, in data 17 settembre, relativo alla vittoria del pilota Battalla. 1921 ott. 4 - nov. 11. cc. 4 18. Documenti in polacco. cc. 3 3° fascicolo 6° categoria aviazione - 1922 11
11
l. Forniture di materiale aeronautico dell'Ansaldo al Governo polacco (consegna di 15 aerei A 300, nuovi modelli a 300 / 3, disegni per l'installazione delle mitragliatrici su apparecchi SVA
411
412
Ci sono alcuni docu menti in polacco (cc. 6). Non sono conservate copie agli atti.
185
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8. 9.
10.
11.
12.
186
10, collaudi e protocolli di consegna, invio di meccanici specializzati1 proposte per nuove forniture di 25 apparecchi A 300 e pezzi di ricambio, difetti del materiale consegnato). cc. 67 1922 genn. 2 - giu. 16. Informazioni sul 4° Dipartimento (aviazione militare) del Ministero della Guerra polacco. cc. 6 1922 febbr. 28. Pubblicazioni dell'aviazione militare italiana richieste dall'aeronautica polacca. cc. 11 con opuscolo a stampa "Legg( nonne, disposizioni sulla navigazione aerea in Italia" (2 fogli). 1922 mar. 18 - ott. 15. Modalità per la concessione del brevetto polacco relativo all'invenzione del pallone osservatore d'alta quota A.P. Sarò. cc. 4 1922 mar. 30 - ag. 20. Assegni speciali a militari italiani istruttori d'avia zione presso l'esercito polacco. cc. 19 1922 apr. 18. Crociera aeronautica internazionale progettata dell'ingegnere Sani. cc. 3 1922 mag. 30 - giu. 22. Contratto stipulato il 3 agosto tra la casa aeronautica Ansaldo e la Repubblica lettone per la fornitura di 4 aeroplani Balilla Al, 40 SVA e serie di ricambio. cc. 25 1922 ag. 16 - sett. 11. Distintivi e brevetti di pilota e osservatore dell'aviazione militare italiana concessi a militari polacchi. cc. 10 1922 ag. 28 - nov. 11. Idrovolanti italiani M.9 Macchi (montaggio e collaudo di apparecchi forniti alla Polonia e modifiche). cc. 12 1922 sett. 6 -nov. 7. Istituzione delle linee aeree Varsavia - Danzica e Varsavia Lowow. cc. 2 1922 sett. 20. Meeting aviatorio di Varsavia del 16-17 settembre 1922 per il primo volo Varsavia - Leopoli - Cracovia - Posen - Varsavia. cc. 14 1922 sett. 26 - ott. 12. Nuovo tipo di ala studiata dall'ingegnere Malinowski addetto alla officine del campo Mokotow. cc. 5 con 2 schizzi annessi 1922 ott. 9
13. Pilota italiano Lovadina Antonio (con allegato lo stato di servizio). 1922 ott. 21. cc. 3 14. Carica di addetto aeronautico presso la regia Legazione di Varsavia (con promemoria del capitano Parvopassu)413 . cc. 9 1922 nov. 11 - dic. 14. 15. Lettera del capitano Parvopassu al reggente la regia Legazione d'Italia a Riga1 Barbieri, con trasmissione della dichiarazione del colonnello polacco Cieslewski sulle qualità degli apparecchi Ansaldo. cc. 2 1922 nov. 15. 16. Richiesta dell' Aereoclub polacco di acquisire presso .la Direzione Generale d'Aeronautica del nostro Ministero della Guerra di film di propaganda sull'aviazione. cc. 2 1922 nov. 22. 17. Offerta di 40 motori SPA italiani e ricambi del Sig. Alessandro Lopatcki al 4° Dipartimento del Ministero della Guerra (aviazione militare po.lacca). cc. 7 1922 nov. 22 - dic. 18. 18. Ufficiali francesi addetti al 4° Dipartimento del Ministero della Guerra polacco (aviazione militare). cc. 6 1922 dic. 21-30.
BUSTA 62 bis: 1. Carteggio dell'addetto militare a Varsavia colonnello U mbertino Franchino (acquisti, sussidi, cose varie, corrieri, trasporto truppe dalla Siberia, comunicazioni ferroviarie, Regioni baltiche, incidenti con i cecoslovacchi, truppe d'occupazione, incidenti diplomatici, onorificenze, piazza di Varsavia, richieste materiale bellico, pratiche d'aviazione, ufficiali istruttori, forni ture materiale bellico, trasporti, incidente a Cracovia, circolari, relazioni, rapporti e relazioni riservatissime, contabilità).
413
Cfr. pratica 9, busta 60, fascicolo "4° categoria riservato personale -
1922".
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2.
3.
4.
5.
188
cc. 354 con allegati 1 cartina geografica e 1 foglio a stampa 1919 lu. 16 - nov. 26. Carteggio della Missione aeronautica a Varsavia comandata dal capitano Attilio Giuliani. cc. 175 1919 ott. 7 - 1920 apr. 30. Carteggio della Delegazione militare italiana (generale Marietti) della Commissione interealleata per le Province baltiche. ¡ cc. 68 con registro di protocollo manoscritto (cc. 13). 1919 ott. 30 - 1920 febbr. 16. Mem.oria sulle Legioni polacche (Memorandum on the Polish legions in the present war) della British Military inteligence Mission in Italy. cc. 27 1916 nov. 23. Studio dell'addetto militare italiano a Varsavia colonnello Ivaldi sulla storia della Polonia dal 1905 al 1921. 1925 mar. 11 - mag. 27. cc. 25
TAVOLE DI RAFFRONTO TRA L'ELENCO PRECEDENTE DELLE CARTE DELLA MISSIONE E L'INVENTARIO ATTUALE VECCHIA SEGNATURA
NUOVA SEGNATURA
BUSTAN.57 1. Carteggio riservato personale ufficiali 1920-1922 Busta 60 Busta 62 bis 2. Relazioni riguardanti l'anno 1919 3. Processi verbali, dalla 1° alla 6° seduta, della conferenza di Cracovia Busta 62 bis 4. Avvenimenti e notizie varie di carattere politico-militare 1921 Busta 58 BUSTAN.58 1. Studio dell'addetto milita.re a Varsavia sulla storia della
2. 3. 4. 5.
Polonia Busta 62 bis Trasporto truppe transitanti per O.rde.rberg 1920 Busta 59 Trasporto materiale vario 1920-1921 Busta 59 busta 59 Carteggio riguardante i trasporti 1920 Carteggio vario della Missione 1919 busta 62 bis
BUSTA N. 59 1. La Dieta di Vilna, febbr. 1922
2. 3. 4. 5. 6. 7.
Busta 58 Trattato franco-polacco. Elezione del presidente della .repubblica 1922 Busta 58 Plebiscito in Lituania centrale. Rottura delle relazioni diplomatiche russo-polacche 1922 Busta 58 Relazione tra Polonia e Russia. Il discorso del maresciallo Pilsudski a Cracovia 1922 Busta 58 La conferenza degli Stati baltici. Crisi ministeriale 1922 Busta 58 Cifrari e notiziari politici 1922 busta 58 Situazione e notizie di carattere operativo tra Russia e Polonia 1920 Busta 57 189
VECCHIA SEGNATURA
NUOVA SEGNATURA
8. Documentazione ad esclusivo uso dell'Ufficio Storico 1919-1920 Busta 62 BUSTAN. 60 Carteggio vario riguardante l'aviazione militare 1920-1922 Busta 62 2. Carteggio vario di carattere amministrativo della Missione militare in Polonia 1919-20 Busta 61 1.
BUSTA N.61 l . Carteggio vario di carattere politico-militare 1920 Busta 57 2. Carteggio vario della disciolta Commissione per le Province baltiche 1919-1920 Busta 62 bis 3. Carteggio e telegrammi di carattere operativo del 19201921 Busta 57 per le carte del 1920 Busta 58 per le carte del 1921 4. Documentazione riguardante la contabilitĂ della Missione 1920 Busta 61 5. Carteggio vario di carattere amministrativo del personale della Missione 1919-1920 Busta 61 6. Rapporti e telegrammi dei capitani Parvopassu e Venturi 1920 Busta 57
BUSTAN. 62 1. Russia, esercito polacco, pace russo-polacca 1920 Busta 57
2. 3. 4. 5.
Rapporti e relazioni 1919 Busta 62 bis Dislocazione delle truppe in Polonia 1919 Busta 57 Dislocazione delle unitĂ bolsceviche 1920 Busta 57 Convenzione polacco-rumena. Plebiscito in Lituania centrale 1921 Busta 58 6. Crisi ministeriale, questione finanziaria, attentati al capo dello Stato 1921 Busta 58
190
VECCHIA SEGNATURA
NUOVA SEGNATURA
7. Accordi franco-polacchi 1920-1921
8. 9. 10. 11. 12.
Busta 57 per le carte del 1920 Busta 58 per le carte del 1921 Notizie militari politiche e economiche sulla Russia sovieBusta 58 tica 1921 Busta 58 La rivolta in Alta Slesia 1921 Notizie e situazione militare, crisi m inisteriale, colloquio Busta 58 con il capo d i Stato Maggiore polacco 1921 Esercito polacco 1921 Busta 58 Memoria delle legioni p olacche nella prima guerra monbusta 62 b is diale 1916
191.
'
APPENDICE 1: ELENCO GENERALE DELLA SERIE DELL'ARCHIVIO DELL'UFFICO ESTERI E DELL'UFFICIO OPERAZIONI DELLO STATO MAGGIORE DEL REGIO ESERCITO RELATIVA ALLA POLONIA (FONDO E-11, BUSTE 63, 125, 126, 127, 128)41 4. BUSTA63 - Carteggio dell'Ufficio Operazioni (e Ufficio Politico Militare) dello Stato Maggiore del Regio Esercito 415 :
1. Fascicolo PL- 2 "Attività della Missione Romei" 1921-1923416 :
PL. 2-1 "Riconoscimento della campagna di guerra ai componenti la Missione". PL. 2-2 "Onorificenze al capitano Paolozzi". PL. 2-3 "Copricapo per il museo di Posen". PL. 2-4 "Alto tradimento di un ufficiale polacco". PL. 2-5 "Onorificenze polacche". PL. 2-6 "Processo Winci - Iniezowski". PL. 2-7 "Installazione mitragliatrici per SVA 10". PL. 2-8 "Onorificenze polacche ad ufficiali e funzionari italiani in Alta Slesia". PL. 2-9 "Domanda di sussidio della signora Bromilova Luzynstha". PL. 2-10 "Concorso ippico a Varsavia' PL. 2-11 Assegni speciali ai militari istruttori d'aviazione nell'esercito polacco' PL. 2-12 ' Memorandum dell1esercito ucraino". 1
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•
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4 14
E' un elenco generale delle carte così come si trovano secondo la disposizione riportata nel repertorio E-11, conservato presso l'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito. 415 Nella busta n. 63 sono conservati rapporti, telegrammi , ecc., inviati dalla Missione militare italiana in Polonia. Molte volte così come anche nelle altre seguenti buste (n. 125-128t si trovano gli allegati di quei documenti (cartine1 schizzi1 ecc.) che mancano agli atti, nell'archivio della Missione (buste n. 57-62). 416 PL significa, logicamente Polonia. All'interno del fascicolo anche le singole pratiche sono segnate con la classifica generale del fascicolo, più un numero progressivo che va dall'l al 23 e l'oggetto della pratica. 1
1
1
193
PL. 2-13 "Rimpatrio del tenente Mangano". PL. 2-14 "Uniformi niilitari per i profughi ex prigionieri di guerra provenienti dalla Russia". PL. 2-15 "Licenza del generale Romei". PL. 2-16 "Rimpatrio del maggiore Stabile". PL. 2-17 "Viaggio in Italia del generale Sikorski". PL. 2-18 "Trattamento economico ai componenti la Missione". PL. 2-19 "Relazioni del generale Romei". PL. 2-20 "Accordi polacco - rumeni contro azioni serbo- cecoslovacche" . PL. 2-21 "Articolo del «Kurier Poranny» offensivo per il nostro esercito". PL. 2-22 "Comunicati sulla situazione politica in Polonia". PL. 2-23 "Onorificenze italiane ad ufficiali polacchi".
2. Fascicolo PL. 1"Composizione della Missione Romei" 1919-1922:
PL. 1-1 "Costituzione della Missione Romei". PL. 1-2 ''Rimpatrio della Missione e designazione dell'addetto militare - addetto aeronautico". PL. 1-3 "Materiale automobilistico" . - Fascicolo PL. 3 "Questioni economiche e cormnerciali" 1921-1922: PL. 3-1 "Accordi commerciali con la Polonia". PL. 3-2 "Conto credito materiale bellico ceduto alla Polonia". PL. 3-3 "Pagamento spese d'occupazione città di Danzica" . PL. 3-4 "Spese per la delimitazione confini polacco - cecoslovacchi". - Fascicolo PL. "Vario": 1921-22. PL. 4-1 "Procedimento contro il conte Rzyszczewsky" PL. 4-2 "Propaganda bolscevica in .Polonia". PL. 4-3 "Distintivi italiani a 9 aviatori polacchi". PL. 4-4 "Materiale rotabile rivendicato dalla Polonia nelldinee del['antica Russia".
3. Fascicolo "Addetti militari all'estero" 1919-1922: - "Dati richiesti degli addetti militari all'estero". - "Addetto 1nilitare a Roma". - "Giro di istruzioni alla fronte da parte degli addetti militari este·11
rI .
- "Addetti militari esteri in Italia".
194
4. 2 fascicoli "Contingente truppe nel mediterraneo orientale 1922" e "distaccamento carabinieri reali e controllo gendarmeria ottomana 1922 11417,
5. Fascicolo "Consiglio Supremo - stampa 1922" con ritagli di giornale.
BUSTAN.125 - Carteggio dell'Ufficio Esteri dello Stato Maggiore del Regio Esercito418: 1. Fascicolo "telegrammi del generale De M·arinis" riguardanti l'Alta Slesia nel 1921. 2. Fascicolo "Polonia - categoria A - Specialità I - organizzazione dell'esercito 1921" e carteggio vario del 1921. 3. Fascicolo "Polonia - categoria A - specialità - anno 1921- II - situazioni - avvenimenti (notizie militari sulle unità sovietiche e polacche)". 4. Carteggio419 relativo alla rivolta in Alta Slesia e i principali avvenimenti politico-militari polacchi del 1921. 5. Carteggio420 sugli avvenimenti in Alta Slesia (telegrammi e rapporti dei generali De Marinis, Marietti, Calcagno e Romei) del 1921.
BUSTA N.126 - Carteggio dell'Ufficio Esteri ed Operazioni dello Stato Maggiore del Regio Esercito421 : 1. Carteggio422 riguardante la situazione politica in Polonia nel 1921.. 41 7 In questi due fascicoli sono conse rvate le carte relative alle unità italiane inviate in Missione in Turchia e non la serie relativa alla Polonia, che appartengono sempre a ll'Ufficio Operazioni. 418 Nella busta n. 125 sono conservati telegrammi, rapporti ecc. inviati dalla Missione militare italiana in Polonia. 419 Carte non conservate in copertine originali. 42 Carte non conservate nelle copertine originali. 42 t Nella busta n. 126 sono conservati molti rapporti della Missione militare italiana in Polonia. 422 Carte non conservate nelle copertine originali.
°
195
2. Carteggio423 riguardante la politica estera della Polonia nel 1921. 3. Carteggio424 riguardante gli avvenimenti politico- militari polacchi nel 1921. 4. Fascicolo "Polonia - categoria C - specialità I - pratica: misto, avvenimenti politico - militari 1921 ". 5. Fascicolo "Polonia - categoria D - specialità I, pratica: vario, ogg. personale - materiali 1921 ". 6. Fascicolo "Polonia - categoria c, specialità pratica: misto. Lavori compilati dall'ufficio riassunti 1921
n
11
•
BUSTAN. 127 - Carteggio dell'Ufficio Operazioni del Comando Supremo relativo alla Polonia nel 1919425 : 1. Fascicolo "1. Notizie situazione interna". 2. Fascicolo 2. Questioni di politica estera" ("2a. Sbarco divisioni Haller a Danzica", "2b. questioni di confini in genere"). 3. Fascicolo 3. Notizie situazione militare" ( "3a. Situazioni", "3b. Operazioni", "3c. Notizie sull'esercito). 4. Fascicolo 4. Relazioni Missione Segre". 5. Fascicolo "5. Relazioni Missione Romei"426 • 6. Fascicolo "6. Corrispondenza con il governo''. 7. Fascicolo "7. Corrispondenza con la Sezione del Comitato di Guerra di Versailles e la Delegazione per la pace". 8. Fascicolo "9. Varie". 9. Fascicolo "11 . Rappresentanze e Missioni" ("Addetto rràlitare a Varsavia - colonnello Franchino"). 11
11
11
BUSTAN. 128 - Carteggio del Reparto Operazioni (Ufficio Esteri e Operazio-
423
Carte non conservate nelle copertine originali. carte non conservate nelle copertine originali. 425 In questa busta non si trovano carte inviate dalla Missione militare italiana in Polonia. 426 Non si tratta della Missione militare italiana in Polonia (1919-1923), bensì della Delegazione italiana della Missione interalleata in Polonia (febbr.- mag. 1919t inviata dagli organismi supremi della Conferenza della pace di Versailles. 424
196
ni) del Comando Supremo relativo alla Polonia nel 1919427: 1. Carteggio428 riguardante notizie politico - militari, istruzioni
ai commissari dell'Intesa circa i compiti loro assegnati, le frontiere della Polonia e i partiti politici polacchi. 2. Carteggio429 vario (telegrammi) e 2 fascicoli relativi all' "Impianto di una base a Verona per conto del governo polacco'' e al personale dell'Ufficio dell'Addetto militare a Varsavia, colonnello Franchino. 3. Carteggio riguardante la situazione politica, militare ed economica dell'Alta Slesia.
427 Nella busta n. 128 sono conservate poche carte del dicembre 1919 della Missione militare italiana in Polonia. 428 Carte non conservate nelle copertine originali. 429 Carte non conservate nelle copertine originali.
197
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204
DOCUMENTI
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Telegramma n. 3979
Roma 29 febbraio 1920
MATERIALI CEDUTI ALLA POLONIA
In esito al telegramma N. 868 in data 7 corrente di codesta Sezione si trasmette l'elenco e l'importo dei materiali ceduti al Governo Polacco. A questi occorre aggiungere materiali vari, d ' equipaggiamento e viveri ceduti alle truppe Polacche per un totale di altri 25 milioni di lire italiane. Circa i prezzi u nitari e facendo qualche riserva, se nel caso, sul totale delle forni ture, presumibilmente superiore al vero, per difetto di conoscenza dei rendiconti non ancora pervenuti al Ministero.
207
Allegato n. 1 al Documento n. 1 IL MAGGIORE D'AMMINISTRAZIONE BIZZARRI D ELL'UFFICIO MOBILITAZIONE - CONTI ALLEATI (MINISTERO DELLA GUERRA - DIREZIONE GENERALE SERVIZI LOGISTICI - AMMINISTRATIVI) RIEPILOGO DELLE CESSIONI MATERIALI FATTE AL GOVERNO POLACCO
Roma 20 febbraio 1920 N. d'ord.
Specie dei materiali
Franchi oro
1 2
Artiglieria Automobilistici Sanitario Telefonico Genio
36.339.890
3 4.
5
Lire italiane 4.058.786 10 2.500.000 125.100 222.000
Tot.
36.339.890
6.905.886 10
Diconsi Franchi oro Trentaseimilionitrecentotren tanovemilaottocentonovanta e Lire Seimilioninovecentocinquemilaottocentoottantasei e centesimi dieci.
208
Allegato n. 2 al Documento n. 1 IL MAGGIORE D 'AMMINISTRAZIONE BIZZARRI DELL'OFFICIO MOBILITAZION E - CON TI ALLEATI (MIN ISTERO DELLA GUERRA-DIREZIONE GENERALE SERVIZI LOGISTICI-AMMINISTRATIVI) CESSIONI MATERIALI FATTE AL GOVERNO POLACCO N . 1 D 'ordine
Denominazione dei materiali
Roma 20 febbraio 1920
QuantitÃ
31 Batterie cannoni da 75 / 906 Batterie cannoni da 75/911 2 2 Batterie cannoni da 105 Batterie cannoni da 149.A 3 Batterie Mortai da 210 2 Comandi di Gruppo da campagna 13 3 Comandi di Gruppo pesante campale 2 Comandi di Gruppo m .c. 15.000 Fucili mod. 91 15.000 Buffetterie per detto 3.000.000 Cartucce per detto 20.000.000 Cartucce Mannlicher 4.000.000 Cartucce Mauser 107.094 Colpi comp. a granata da 75 Colpi a shrapmel comp. da 75 53.367 Colpi a granata da 105 14.300 4.800 Colpi a shrapnel da 105 7.160 Colpi a granata da 149.A 5.200 Colpi a shrapnel da 149.A Colpi a granata completi per mortai da 210 6.400 Colpi a shrapnel completi per 3.200 mortaio da 210 20 Tonn. di dinamite) 40 mila capsule fulminanti) Una batteria di obici da 105 con 1.000 colpi a granata e 1.000 colpi a shrapnel granata 3 Batterie da 75 / 906
Prezzo unitario
Importo totale in Franchi oro
270.000 370.000 790.000 290.000 295.000 3.490 5.800 10.600 86 10,50 205 al migliaio 170 al migliaio 170 al migliaio 50 60 95 170 180 170
8.370.000 740.000 1.580.000 870.000 590.000 45.370 17.400 21.200 290.000 157.500 615.000 3.400.000 680.000 5.354.700 3.202.000 1.358.500 624.000 1.288.800 884.000
400
2.560.000
260
832.000 134.400
270.000 Totale Fran. oro
915.000 810.000 36.339.890
209
Allegato n. 3 al Documento n. 1
IL MAGGIORE D'AMMINISTRAZIONE BIZZARRI DELL'UFFICIO MOBILITAZION E - CONTI ALLEATI (MINISTERO DELLA GUERRA-DIREZIONE GENERALE SERVIZI LOGISTICI-AMMIN ISTRATIVI) CESSION I MATERIALI FATTE AL GOVERNO POLACCO
N. 2 D'ordine
Roma 20 febbraio 1920
Quantità
Denominazione
Imp.
unit.
L.
c.
L.
c.
lmp. Complessivo
Autocarri FIAT XV ter
142
27.560
00
3.913.520
00
Coperture lisce 880xl20 sulle ruote di scorta
142
223
55
31.744
10
Coperture semelle 880xl20 sulle ruote di scorta
142
292
40
41.520
80
Camere d'aria 880x120 sulle ruote di scorta
284
53
38
15.159
92
Dotazioni speciali per auto XV ter
80
581
47
46.517
60
Cunei di legno (n. 12 per ogni autoc.)
1704
O
07
119
28
Funi per legatura autoc. sui carri ferroviari Kg.
284
6
50
1.846
00
Chiodi per inchiodatura cunei Kg.
71
1
40
99
40
3
00
8.259
00
4.058.786
10
Indennità di aiuto collaudatore corrisposta ai militari di scorta. 2753 giornate Totale
210
Allegato n. 4 al Documento n. 1 IL MAGGIORE D'AMMINISTRAZIONE BIZZARRI DELL'UFFICIO MOBILITAZIONE - CONTI ALLEATI (MINISTERO DELLA GUERRA-DIREZIONE GENERALE SERVIZI LOGISTICI-AMMINISTRATIVI) CESSIONI MATERIALI FATTE AL GOVERNO POLACCO
N. 3 D'ordine N. 100.000 respira tori inglesi a L. 25
Roma 20 febbraio 1920 L. 2.500.000 L. 2.500.000
Diconsi Lire italiane Duemilionicinquecentomila.
211
Allegato n. 5 al Documento n. 1 MIN ISTERO DELLA GUERRA - DIREZIONE GENERALE SERVIZI LOGISTICI-AMMINISTRATIVI - UFFICIO MOBILITAZIONE - CONTI ALLEATI CESSIONI MATERIALI FATTE AL GOVERNO POLACCO
N . 4 D'ordine
Roma 20 febbraio 1920
N. 6 stazioni per intercettazioni telefoniche c/ ba tterie di accumulatori di 40 Wolts a L. 10.695
L. 64.170
N. 6 dette senza accu mulatori a L. 10.155
L. 60.930
Totale Lit.
Diconsi Lire italiane Centoventicinquemilacento.
212
125.100
Allegato n. 6 al Documento n. 1 IL MAGGIORE D'AMMINISTRAZIONE BIZZARRI DELL'UFFICIO MOBILITAZION E- CONTI ALLEATI MINISTERO DELLA GUERRA- DIREZIONE GENERALE SERVIZI LOGISTICI-AMMINISTRATIVI) CESSIONI MATERIALI FATTE AL GOVERN O POLACCO
N. 5 D'ordine N. 3 Sezioni da ponte complete a L. 74.000
Roma 20 febbraio 1920 L. 222.000
Diconsi Lire Duecen toventiduemil.a.
213
Documento n. 2
IL GENERALE ROMEI, RAPPRESENTAN TE MILITARE ITALIANO DELLA COMMISSIONE INTERALLEATA IN POLON IA1 ALLA SEZIONE MILITARE DELLA DELEGAZIONE ITALIAN A ALLA CONFERENZA DELLA PACE (PARIGI)
(A.U.S.S.M.E., fondo E8, busta 105, fascicolo 12) Relazione N. "1 58 d i p rot. RISERVATO
Parigi 30 aprile 1919
RIASSUNTO E CONCLUSIONI DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE INTERALLEATA IN POLONIA
Allorquando la Conferenza della Pace decideva inviare in Polonia una speciale Commissione Interalleata perchè si rendesse conto e riferisse circa le condizioni ed i bisogni del nuovo Stato, specificava che i compiti della Commissione dovevano estend ersi a tutte le questioni, militari, politiche, sociali, economiche e finanziarie attinenti alla Polonia, e che, per prima cosa, occorreva ch e la Commissione si preoccupasse di ottenere armistizi su tutti i fronti di combattjnwnto polacche. La Commissione si trovò al completo il giorno 31 gennaio 1919. La componevano due delegati (uno militare e uno civile) per ciascuna delle Nazioni rappresentate: Italia, Francia, Inghilterra, e Stati Uniti Amerrirnni 1. Prima di mettersi in viaggio per Varsavia, la Commissione stimò opportuno svolgere alcuni lavori preparatori a Parigi. Poichè quivi trovavansi rappresentati legalmente il governo CzecoSlovacco ed il Comitato Polacco di Parigi, in allora autorizzato a parlare al Congresso a nom.e del popolo polonese, la Comm.issione decise di farsi subito mediatrice fra essi per la conclusione di un armistizio sulla fronte di Teschen. Il 3 febbraio fu potuto sottoporre alla firma dei rappresentanti dei due Stati Contenden ti e del Supremo Consiglio dei 4, un trattato di armistizio che, in attesa di definitive decisioni del Congresso della Pace, attribuiva ai Czeco Slovacchi la Regione minerai·ia di Karwin (a condizione che cedessero una quota parte di carbone giornalmente ai polacchi); ed a questi ultimi il territorio ad est della linea dell'Olza. Una Commissione speciale interalleata veniva nel contempo nominata per curare la esecuzione del Trattato d' armistizio su indicato. Tentò la Commissione di indurre egualmente ad un armistizio lituani e polacchi, invitando all'uopo ad una conferenza il Governo lituano.
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Le quattro Nazioni erano così rappresentate: Italia - Gen. Romei Longhena e Ministro Plenipot. G.C. Montagna. Francia - Gen. N iessel e Ambasciatore Noulens. Inghilterra - Gen. Ca rton de Wiart e Ministro Ple11ipot. Sir Esmé Howard. Stati Uniti d'America - Gen. Kernan e Professor Lord. Presiedeva l'Ambasciatore Noulens.
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La irriducibilità dei Polacchi a sacrificare, sia pure in via provvisoria, alcuni dei loro territori, e la smoderatezza delle pretese lituane che volevano portare i confini del loro Stato nientemeno che fino al Burg a Sud (a 25 Km. da Varsavia) e fino al Dniepr a est, fecero fa llire il tentativo della Commissione. Tale insuccesso era però tanto più prevedibile in quanto un evidente accordo non poteva avere gran che di pratico, giacchè quasi tutti i territori contestati tra Lituani e Polacchi sono in possesso dei bolsceviki russi 2 • Impossibile fu egualmente o ttenere, stand.o a Parigi, un accordo qualsiasi tra polacchi e ruteno-ukraini riguardo al fron te della Galizia Orientale. Dopo di essersi resa conto d elle principali questioni da trattare, ed aver stabilito il sistema e Yordine dei propri lavori, la Commissione, il 9 febbraio, partì per Varsavia. Per via, trattenendosi all'uopo alcune ore a Praga, p rovvide ad insediare la Commissione speciale di Teschen, ottenedo assicurazione dal Presid ente della Repubblica Czeco-Slovacca che gli ordini della d etta Commissione Speciale sarebbero stati eseguiti in ogni caso. La Commissione Interalleata giunse a Varsavia il 12 febbraio fra entusiastiche acclamazioni della popolazione. La prima attenzione della Commissione fu rivolta alla situazione mili tare in Polonia . In quei giorni i Polacchi sostenevano la guerra su quattro fronti; contro i Tedeschi in Poznania e in Slesia; contro i Czeco-Slovacchi nel Ducato di Teschen; contro i Ruteno-Ukraini in Galizia Orientale; contro i bolsceviki russi su l fronte Orientale (Volynia, Polessia, Bielorussia, Lituania). La situazione più grave era quella sul fronte di Leopoli. Dalla relazione d e l Generale francese Barthélemy, la commissione ebbe a convincersi come occorresse ad ogni costo por fine al conflitto polacco-ukraino, non solo nell'interesse dei Polacchi, ma più ancora per quello delle Nazioni d i Occidente, minacciate dall'invasione bolscevika russa attraverso la sospetta via d ella Galizia orientale e della ancor più sospetta politica di Petliura. Una speciale sottocommissione, assieme al Gen. Barthélemy, partì immediatamente per Leopoli per provvedere nel senso delle esposte d irettive; L' Italia era rappresentata d al Maggiore Stabile. Apprendevasi nel frattempo che pur dopo 10 giorni dallo insediamento della Commissione Speciale di Teschen, e dopo le assicurazioni del Presidente Masary k, il Governo Czeco-Slovacco non solo non provvedeva allo sgombero dei territori che erasi impegnato d i consegnare ai Polacchi, ma premetteva alle proprie truppe giornalieri attacchi sulla
2 ln questi p rimi giorni di maggio, parte di tali territori sono stati liberati dal dominio bolsceviko, dalle truppe polacche. Le operazioni furono d irette dal Capo stesso d ello Stato polacco, Gen. Pilsudzki.
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fronte e rifiutavasi alla esecuzione di ogni altra accessoria clausola di armistizio. Tale fatto, oltre che costituire gravissimo attentato al prestigio del Congresso della Pace e della Comissione di Varsavia, contribuiva non poco ad eccitare l'opinione pubblica in Polonia, e induceva gli Ukraini a proclamare apertamente che essi, al pari dei Czechi, avrebbero ben saputo rifiutarsi ad ogni imposizione dell'Intesa. Fu deciso pertanto inviare a Teschen una speciale Sottocommissione (nella quale l'Italia era rappresentata dal sottoscritto) coll'incarico di ottenere la immediata e incondizionata esecuzione dell'armistizio polacco-czeco del 3 febbraio. La Sottocommissione riuscì pienamente nel suo co~11pi to, malgrado le opposizioni di ogni genere frapposte dal Governo di Praga, a sostegno del quale intervenne anche il Generale francese Pellé, Capo di Stato Maggiore d ell'Esercito Czeco-Slovacco. Il giorno appresso all'arrivo nostro a Teschen, le truppe d elle due parti contendenti occupavano le linee rispettivamente loro assegnate; Tescen veniva sgomberata dai Czechi ed occupata dai polacchi, senza alcun incidente. La Commissione Interalleata studiava intanto il modo di comporre altresì il dissidio polacco germanico in Poznania. Questa regione era stata liberata dalle truppe germaniche dagli insorti polacchi. Arrestate nel proseguimento delle loro operazioni da ordini del Congresso della Pace, le improvvisate truppe degli insorti polacchi si erano fermate lungo una linea circolare che aveva per centro la città di Posen e sulla quale incessante e sanguinosi erano i combattimenti. Su proposta della Commissione, il Congresso della Pace, al rinnovamento dell'armistizio colla Germania (18 febbraio), determinava che fosse riconosciuta ai polacchi il diritto di tenersi sulla linea di fatto raggiunta ed imponeva ai germanici di sopendere ogni operazione bellica contro di essi. Ma i combattimenti sulla fronte Poznana continuarono. La Commissione Interalleata decise allora di recarsi a Posen per eseguire anzitutto una inchiesta onde stabilire la colpabilità delle quotidiane infrazioni alle clausole d i armistizio, e per trattare col Governo locale di Posen e colle rappresentanze germaniche, la messa in esecuzione dell'armistizio stesso. ' La commissione poté anzitutto convincersi che la colpa dei combattimenti sulla fronte Poznana ricadeva quasi cornpletamete sui Tedeschi, in quanto1 se pure era difficile stabilire la responsabilità dei quotidiani scontri di pattuglie avanzate era chiaro che nessuna scusante potevano invocare i tedeschi per i loro continui bombardamenti e per gli attacchi che svolgevano con treni blindati. Convocati i plenipotenziari Tedeschi e poznanesi, sembrò da principio che si potesse ottenere dai delegati germanici l'adesione alle proposte della Commissione Interalleata. Dopo 19 giorni di vive discussioni, tu tte le clausole per l'applicazione dell'armistizio, così militari che economiche e legislative1 erano con1
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cordate e stabilite; senonché, ttl momento di apporre la firma alltt convenzione, i delegati tedeschi, allegando una assurda richiesta che apparve chiaramente come un pretesto, rifiutarono di segnare il documento. Contemporaneamente telegrammi da noi intercettati, inviati dal governo e dal Comando supremo tedesco alla Delegt1zione tedesca di Posen, dimostravano come l' uno e l'altro agissero in perfetta malafede, nell'intento soltanto di guadagnar tempo per annullare la clausola dell'armistizio che imponeva lo sbarco delle truppe di Haller Dt1 nzica, e per ottenere, se possibile, speciali condizioni di favore per sudditi tedeschi rimasti in Posnania. Di fronte a tale situazione, la Commissione Interalleata fissò a quella tedesca u11 limite di 12 ore per sottoscrivere, o no, senza più altri ambagi, la convenzione già discussa ed approvata dtti Delegati tedeschi; e non evendo questi, entro tale limite di tempo, inviatt1 alcuna risposta, la nostra Commissione lasciava Posen e rientrava a Varsavia. Prima cura della Commissione Interalleata fu di inviare alla Conferenza della Pace di Parigi il testo della conven zione su menzionata, dimostrando la necessità che la Conferenza stessa imponesse ai tedeschi, con energiche misure (come l'invio di una flotta interalleata a Danzica), l'accettazione e l'applicttzione della convenzione. Il nostro appello - che tendeva anche a tutelare il prestigio della Conferenza - rimase senza risposta. In quel frattempo g iungeva di ritorno da Leopoli la sottocommissione incarirnta di conclud ere l'armistizio tra Polacchi Ruteno-Ukraini. Essa riferiva che, malgrado ogni migliore suo sforzo, ogni trattativa era riuscita inutile dinanzi alla intransigenza ukraina e alla evidente incapacità delle autorità ukraine di dominare le soldatesche loro dipendenti, in caso d i, sia pur provvisoria, ritirata e conseguente abbandono delle operazioni contro Leopoli, per la cui conquista era stato promesso ai soldati ukraini largo compenso pecuniario e libertà di saccheggio. La Commissione reputò più che mai necessario impedire unt1 catastrofe mili tare a Leopoli che avrebbe causato certamente una catastrofe politica nell'interno della Polonia e che, per di più, avrebbe aperto le porte al bolscevismo russo-ukraino verso l'Europa occidentale. Fu allora da noi proposto al Congresso della Pace che s'imponesse l'armistizio agli ukraini mediante una pressione (o quanto meno una minaccit1 d i pressione) da parte delle truppe rumene d ella Bukovina. Anche tale proposta rimt1se senza rispostt1 alcuna. E con stupore di tutti i membri della nostra Commissione, si apprese che il generale americano Kernan aveva ricevuto direttamente dal Presidente Wilson il mandato d i recarsi a Leopoli per negoziare per proprio conto ed in nome soltanto del proprio governo, l'armistizio tra i belligeranti. Tale tentativo, come era da preved ersi, fallì. Il primo di Aprile, quando la nostra Commissione lasciava Cracovia, per rientrare a Parigi, nuovamente il governo americano ordinava al generale Kernan di ritornare a Leopoli per ritentare la conclusione del-
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l'armistizio. Anche tale secondo tentativo, fatto all' infuori ed alla insaputa della Commissione Interalleata, non ebbe successo. Intanto le previsioni della Commissione erano dai fatti dolorosamen te dimostrate veritiere. Nella ultima decade di marzo, l'Ungheria cadeva in mano ai bolscevichi e, contemporaneamente, forti colonne bolsceviche russe muovevano da Kiew in loro soccorso attraverso la Galizia orientale. La loro marcia non è ancora arrestata. E pertanto (eccettuata la fronte lihiana, dove difatto non ebbero a lamentarsi mai combattimenti dopo l'arrivo della Commissione a Varsavia), sulle varie fronti polacche fu potuto ottenere la cessazione di ostilità soltanto sulla fronte di Teschen. Così la Polonia invano attende ancora che intervenga un'atta d i energia della Intesa a rispetto delle volontà sue e dei trattati con essa sottoscritti. Tra le provvidenze militari di maggiore importanza la Commissione avvisò essere quella del pronto arrivo deI!e truppe polacche del generale Haller in Polonia. Ma anche tale proposta, fatta dalla nostra Commissione appena giunta a Varsavia, non cominciò ad avere esecuzione che al nostro arrivo a Parigi vale a dire circa due mesi più tard i. Occorreva altresì dotare le truppe polacche d i armi, munizioni ed equ ipaggiamenti. Le proposte della Commissione hanno fruttato già ai polacchi parecchi treni d i ma teriale bellico. Circa la riorganizzazione dell'esercito polacco la Commissione non potè prendere conclusioni, poichè la Francia, con trattative separate, provvide ad assicurarsi la esclusività di tale importante lavoro. Al suo arrivo a Varsavia la situazione politica presentavasi così : - La Dieta costituen te e legislativa non aveva ancora iniziato le proprie sedute. Essa aveva fisionomia p revalentemente radicale agraria: pochi rappresentanti dell' aristocrazia, pochi socialisti e pochissimi ebrei separatisti. Il governo di Paderewski composto di elementi tecnici reclutati, per forza d i cose, fuori della Dieta, non ancora riconosciuto dalla Intesa, lim itavasi alla amministrazione ordinaria e sosteneva il grave peso dei primi passi del nuovo Stato aiutato (più che altro) dalla confidenza esagerata che il popolo si era lasciato infondere sugli aiuti che 1a Intesa avrebbe dato al nuovo governo. Il capo dello Stato, il generale Pilsudzki, tenevasi alla testa della nazione colla sola confidenza delle masse popolari e di parte dell'esercito a lui devota. La Dieta, nella sua prima seduta, benchè d ivisa in gran numero d i fazioni, si addimostrò compatta nell'ind irizzo patriottico a pro della Patria risorta. Essa confermò, con profondo segno politico, sia il capo dello Stato che il capo del governo alle cariche da loro occupate e votò all'unanimità indirizzi di simpatia alla Intesa. 11 paese tutto accolse con sodd isfazione tali primi deliberati della sua Dieta.
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I primi progetti a questa sottoposti dalle sue Commissioni autonome e poscia approvati, dimostrarono lo indirizzo coraggiosamente riformatore, si, ma anche prudentemente evolutivo e legalitario del Consesso Supremo. La Commissione Interalleata, convinta del la buona base che il Minis tero Paderewski aveva acquistato e della necessità che fosse conservato al potere supremo il generale Pilsudzki che disponeva della fiducia delle masse popolari, propose che fosse ufficialmente riconosciuto il nuovo Sta to polacco ed il suo governo. Ta le riconoscimento avvenne dopo pochi; con speciale acclamazioni fu accolto alla Dieta quello dell'Italia. Nel paese la situazione politica era legata a quella militare ed, ancor piCt, a quella economica alimentare. I due fenomeni che piCt preoccupavano erano i disordini di carattere bolscevico della provincia di Lublino, alimentati da alcuni elementi socialisti avanzati polacchi, e la enorme disoccupazione operaia (circa 800 mila disoccupati alla fine di marzo). · Il governo polacco, contro il primo fenomeno, non seppe o non volle, prendere radicali provvedimenti, forse nel tema di provocare pericolose agitazioni, o più probabilmen te, presentendo che difficilmente le misure repressive sarebbero state sanzionate dal capo dello Stato, timoroso di perdere la sua popolarità. Contro il secondo fenomeno la Commissione reputò essere unico rimedio il sollievo economico delle masse popolari ed avvisò all' uopo vari provvedimenti, di che si dirà appresso. La questione Ebraica interessò altresì la Commissione, che confidò lo studio suo al delega to civile Italiano. La Commissione venne alla conclusione che tale questione possa essere risolta soltanto coll'eguagliare nei diritti e nei doveri gli Israeliti a tutti gli altri cittadini dello Stato, il porterà alla pacifica assimilazione degli Israeliti, siccome ciò avvenne n egli altri paesi del mondo. I diritti separatistici ed i privilegi n azionali reclamati da parte degli Ebrei-Polacchi non farebbero che acuire gravemente la questione. Circa le questioni sociali, la Commissione trovò che esse sono imperniate intorno alla questione agraria ed a quel la operaia. La prima è oggetto di speciali studi da parte della Dieta polacca, che ha già emanato la prime provvidenze in materia (legge che obbliga i proprietari d i terre a coltivarle o darle ad altri, perché le coltivino). L'indirizzo riforma tore della Dieta, in tale materia, si appalesò del tu tto moderato e legalitario. I grandi proprietari polacchi, prevenendo la legge sulla limitazione dei latifondi, hanno offerto spontaneamente ben un m ilione e mezzo di ettari da distribuire immediatamente al popolo. E' da sperare che la Dieta, dove gli interessi agrari delle campagne sono rappresentati in tutta prevalenza, farà saggia distribuzione di tali terre, favorendo anzitutto il proletariato agrario. La questione operaia, astrazione fatta dal programma massimalista dei socialisti, si rias-
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sume pel momento in una legislazione di maggiore protezione del lavoro e in un maggior spirito di equità degli industriali verso gli operai. Questi sono irreggimentati, è vero, nei partiti socialisti. Ma è notevole che lo internazionalismo non abbia attecchito fra essi (eccezione fatta che per gli Ebrei). La delegazione operaia rìcevu ta dalla nostra Commissione presentò lagnanze solo contro gli industriali stranieri e chiese che ogni provvidenza a favore dei compagni che sono sotto le armi a difesa della Patria. Ciò induce a credere che il patriottismo e il buon senso polacco porteranno a favorevole risoluzione anche la questione operaia, e che le classi abbienti (siccome già fecero verso i contadini) non ostacoleranno, ma anzi aiuteranno volentieri, ogni desiderato equo e legittimo degli operai. I problemi economici di cui si occupò la nostra Commissione riguardano principalmente il modo di ripristinare l'industria, il commercio, l'agricoltura e riorganizzare i trasporti. L'industria polacca traversa una crisi gravissima a causa della distruzione della maggior parte delle fabbriche, avvenuta per opera d el nemico. Restituire al lavoro tutta la industria polacca ed occupare la enorme massa di disoccupati, è compito che supera le immediate capacità sia della Polonia che della Intesa. La Commissione si limitò a proporre che, nella misura del possibile, fossero date macchine e materie prime alla Polonia; e che, più specialmente, s'imponesse alla Germania di restituire le macchine asportate dal paese. La Commissione suggerì inoltre al governo polacco di occupare gli operai senza lavoro, in opere di viabilità e di canalizzazione. Tali provvidenze sono però legate alle esigenze finanziarie di cui si dirà appresso. Il commercio con la Polonia è ora arrestato a causa dei divieti di esportazione imperanti nei paesi dell'Intesa e della difficoltà di comunicazioni terrestri e marittime attraverso il continente. Alla Polonia occorre letteralmente tutto. Vi manca ogni manifatto e gran parti dei generi di ordinario consumo. Essa può ora esportare ben poco: pricipalmente dispone di legnami greggi e lavorati e di carbone, escluso quello da gas e da koke. L'agricoltura è in buone condizioni perchè il dominio straniero la favoriva; mancano però oggi i concimi chimici e le macchine agricole, che la Polonia chiede all'Intesa. I trasporti, infine, sono in stato disastroso. Secondo calcoli del governo pol.acco la Polonia non disporrebbe oggi che di appena 900 l.ocomoti ve e di circa 25 mila carri, in condizioni di manutenzione assai cattive. L'aiuto della Intesa è sommamente necessario anche in tale campo. Lo stato delle finanze polacche è rappresentato da queste cifre. Il bilancio del primo semestre 1919 presenta già un miliardo di deficit. Nel paese circolano per circa 12 miliardi di biglietti russi (rubli), austriaci (corone), tedeschi (marchi), e polacchi (marchi polacchi emessi dalla
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Germania e marchi polacchi emessi dal governo polacco). Il prestito interno lanciato per coprire l'accennato deficit e per preparare la conversione delle valute suddette in nuova valuta nazionale unificata, diede solo poco più di 500 milioni di marchi (in massima parte versati dalla forte Posnania). La Dieta ha votato il progetto per prestito forzoso eguale alla metà di tutte le somme liquide in b iglietti posseduti dai cittadini e non cittadini in Polonia. I rimanenti biglietti saranno stampigliati ed a suo tempo, convertiti alla pari in biglietti nazionali in corso di stampo. Per far fronte ai bisogni dello Stato, la Polonia ha chiesto alla Commissione un prestito all'estero di 4 miliardi e mezzo di franchi francesi, da destinarsi come segue: a) un miliardo quale fondo di garanzia per la emissione della nuova valuta nazionale unificata; b) due miliardi e mezzo da investirsi in acquisti di macchine, materie prime e viveri; c) un miliardo per acquisti di armi, munizioni ed aquipaggiamenti. Il governo polacco chiede inoltre un immediato anticipo di almeno 300 milioni di franchi per far fronte ai primi impegni con l'estero. La Commissione ha proposto, e pare che il governo francese abbia accettato, che siano anticipati alla Polonia 430 milioni di franchi, mediante rilievo della somma di 860 milioni di marchi che la Germania ha depositato in proprie banche a garanzia della circolazione dei m archi polacchi da essa emessi . La sistuazione alimentare della Polonia è pure causa di doverose apprensioni. Il nemico ha tutto requisito, o quasi, sia n elle città che nelle campagne. Gli Stati Uniti americani hanno già importati in Polonia vari trasporti di viveri e specialmente di farina e di grassi. Tali provviste però a causa del basso corso del marco, giunsero in Polonia a prezzo oltremodo gravoso per il governo polacco; sicché questo fu posto nella dura alternativa o d i venderle alla popolazione a più caro prezzo di quello che il paese produceva, o di subire perdite nella vendita. Il governo, in tal senso consigliato dalla nostra Commissione, scelse quest'ultima soluzione. La situazione, in ogni modo, potrà di molto m igliorare col prossimo raccolto, ma prima di giungere ad esso la Polonia è esposta, se gli aiuti alleati non continueranno a giungere senza interruzioni, a gravi crisi. La Commissione rientrò a Parigi il 6 aprile u.s. dopo aver così passato circa due mesi in Polonia. Essa ebbe campo, in tale periodo, d i studiare, sempre con esame d iretto e sul posto, tutte le principali questioni che presenta il problema polacco. Si tenne a contatto con ogni fonte di informazione; volle ricevere i rappresentanti di ogni classe sociale, di ogni partito, di ogni nazionalità. Accolse esposizioni, memoriali di ogni tendenza: raccolse la accuse e le difese di tutti. Nel suo lavoro, nella propria condotta e nelle deliberazioni e conclusioni prese, essa si lasciò guidare unicamente dai più stretti principi d i giustizia e di equità. Ma di tale sua opera, svolta con sicura coscienza e con l' accertamen-
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to diretto di ogni elemento di giudizio, la Conunissione Interalleata non ha veduto purtroppo maturare alcun frutto. Le deliberazioni della nostra Commissione venivano comunicate telegraficamente, a nome di tutti noi, dal presidente della Commissione stessa, signor Noulens, al Presidente della Conferenza della Pace, che, come da intesa, doveva alla sua volta parteciparle ai Capi dei Governi alleati ed associati. Le più importanti di tali deliberazioni richiedevano una immediata sanzione da parte della Conferenza della Pace, che avrebbe dovuto decretarne l'applicazione, quando ancora la Commissione Interalleata si trovava in Polonia . Ciò non avvenne; ed il piì:1 delle volte le comunicazioni della Commissione Interalleata non ottennero alcuna risposta. Risultò anzi-quando il signor Noulens si lamentò di tale fatto col signor Clemenceau, che molte delle nostre deliberazioni, già comunicate da Varsavia, riuscivano a quest'ultimo affatto nuove. Ritornata a Parigi, la nostra Commissione apprese, non senza meraviglia, che u n' altra Commissione Interalleata era nel frattempo stata creata, con residenza fissa a Parigi, per studiare e risolvere la questione polacca. Se fra le due Commissioni dovessero esistere legami e rapporti, e quali, nessuno disse mai. Entrambe dipendevano direttamente dal Consiglio Supremo della Conferenza della Pace, al quale esclusivamente rimettevano le loro d eliberazioni. Mai la Commissione residente a Parigi richiese schiarim.enti verbali o scritti a quella di ritorno dalla Polonia; mai quest'ultima ebbe sentore di quanto la prima avesse deliberato. Esse vivessero e lavorarono affatto estranee l'una all'altra. La nostra Commissione, giunta nella capitale fran cese, si accinse subito a compilare una relazione sul suo operato. Tale relazione, che esamina tutte le questioni polacche e dimostra con dati di fatto, coscenziosamente studiati ed accertati, quale soluzione convenga ad ognuna di esse applicare, è stata dal signor Noulens consegnata al Presidente della Conferenza della Pace. Appena la stampa sarà ultimata, sarà mia cura rimetterne parecchie copie a codesto Comando.
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D ocumento n. 3 IL GENERALE D'ESERCITO DIAZ, CAPO D I STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO, AD ORLANDO, PRESIDENTE D EL CONSIGLIO
(DELEGAZIONE ITALIANA ALLA CONFERENZA DELLA PACE - PARIGI) (A.U.S.S.M.E., fondo ES, busta 103, fascicolo 6) Lettera n. 4041 sp. di prot.
Parigi 10 aprile 1919
RA PPRESENTA NTE IN POLONIA
Da quand o il Ministro Comm. MONTAGNA ed il Generale ROMEI hanno riferito al loro ritorno da lla Missione in Polonia, risulta che la Francia, oltre ad avere assunta la direzione dell'organizzazione dell'Esercito polacco, ha inviato a Varsavia un proprio Inviato straord inario e Ministro plenipotenziario, coll'intento di assicurargli la posizione di d ecano, che l'Inghilterra vi invierà una numerosa Missione Militare con a Capo un Generale il quale dovrà essere unico intermediario nei rapporti fra le autorità Militari polacche e Britanniche, e che sono per contro accentuatissime le simpatie polacche verso l'Italia, la quale con poco sforzo potrebbe assurn.ere una posizione feconda d i buoni risultati per l' avvenire, tanto più che risulta esservi sul posto ricchezze minerarie e possibilità di fu turi sbocchi com merciali ed industriali sfruttabili a nostro van taggio. Cito ad esempio una ingente quantità di carbone offertaci a buone condizioni - già pronta all'invio. Non è mio compito tra ttare q uestioni che riguardano prevalentemen te la nostra politica estera ed economica; ma reputo pur non di meno mio dovere segnalare quan to sopra, perchè anche nei riguardi m ilitari, credo sia nostro interesse coltivare le buone relazioni con li stato polacco ed avervi qualche rappresentante, che insieme a quello diplomatico ed a quello commerciali potrebbe stringere e mantenere sul posto rapporti proficui e vantaggiosi. Per raggiungere lo scopo per la parte militare non occorre a noi sviluppare un'azione così accentuata come quella francese, né d i gelosa vigilanza quale quella britannica, ma basterebbe dare d egli aiuti in ma teriali, ed in ritorno di prigionieri come si sta fa cendo e sopra tutto attivare ancor più le buone disposizioni di animo di cui ora godiamo1 dando quelle facilitazioni che ci sono possibili nei vari campi d i attività. A tale scopo reputo sufficiente aver sul posto un addetto militare con le funzioni di collegamen to. Ma per fare ciò occorre che vi sia una rappresentanza diplomatica cui appoggiare, sia questo Ufficiale, sia gli altri enti che l'interesse del nostro Paese può suggerire di inviare. Sarò grato all'E.V. se volesse fa rm i conoscere le vedute del Governo al riguardo, per le even tuali disposizioni d i mia competenza.
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Documento n. 4 ORLANDO, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, AL GENERALE D'ESERCITO DIAZ, CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO (DELEGAZIONE 1TA LIANA ALLA CONFERENZA DELLA PACE - PARIGI)
(A.U.S.S.M.E., fondo E8, busta 103, fascicolo 6) Lettera personale
Parigi 15 aprile 1919
Per quanto riguarda l'invio di un addetto militare in Polonia con funzioni di collegamento tra quelle Autorità e le nostre, sono, per parte mia, favorevole alla proposta. Prego pertanto !'E.V. d i voler completare i necessari accordi con S.E. il Ministro degli Affari Esteri.
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Documento n. 5 BRIGADIERE GENERALE CAVALLERO, CAPO DELLA SEZIONE MILITARE DELLA DELEGAZIONE ITALIANA ALLA CONFERENZA D ELLA PACE, AL MIN ISTERO AFFARI ESTERI - GABINETTO (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., fondo ES, busta 103, fascicolo 6) Lettera n. 8275
Parigi 9 giugno 1919
Riferimento suo telegramma 01300 del 18 Aprile u.s. In attesa che siano esplicate le pratiche per la istituzione e l'accreditamento di una R. Legazione a Varsavia, S.E. il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito ed il Ministero d ella Guerra sarebbero d'avviso d i inviare al più presto a Varsavia in Missione, il Colonnello FRANCHINO; salvo a dare luogo alla sua nomina ad Addetto Militare non appena espletate le pratiche per il R. Ministero. Tale invio sembra tanto più necessario ora che il Governo Polacco ha inviato in Italia apposita Missione agli ordini di un Generale per trattare l'acquisto di materiali bellici epperò la presenza a Varsavia d el Colonnello FRANCHINO potrebbe essere utile anche per informazioni relative alla cessione d ei materiali stessi. Si rimane in attesa di cortese sollecito riscontro.
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Documento n. 6 SONN INO, MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI, AL BRIGAD IERE GENERA LE CAVALLERO, CAPO DELLA SEZIONE MILITARE D ELLA DELEGAZIONE ITALIANA A LLA CONFERENZA DELLA PACE (PARJGI)
(A.U.S.S.M.E., fondo E8, busta 103, fascicolo 6) Lettera personale (urgente)
Parigi 10 giugno 1919
Signor Generale, In risposta al Suo foglio N.8275 S.P. del 9 corr. mi pregio significarLe essere anche il mio avviso che sia inviato al più presto a Varsavia un nostro rappresentante militare. Nulla ho per conto mio in contrario alla designazione del Colonnello Franchino1 il quale può senz'altro recarsi in Polonia in qualità di Addetto Militare. Gradisca, Signor Generale, gli atti della mia più distinta considerazione.
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Documento n. 7 COLONNELLO FRANCHINO, ADDETTO MILITARE A VARSAVIA, ALLA SEZIONE MILITARE DELLA DELEGAZIONE ITALIANA ALLA CONFERENZA DELLA PACE (PARIGI) E AL COMANDO SUPREMO - UFFICIO E (ROMA) (A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 62 bis, fascicolo 1)
Varsavia, 15 agostol919 RAPPORTO N. 4
NOTIZIE MIUT ARI Nella decorsa settimana ha avuto inizio l'offensiva sul fronte bolscevico della quale avevo fatto cenno nel mio ultimo rapporto. Secondo le informazioni del Capo di stato maggiore dell'esercito, gli attacchi delle forze bolsceviche preponderanti, condotti verso la metà di luglio ed aventi per scopo la ripresa di Molideczno e di Wilejka, furono respinti. I combattimenti che si protrassero con varia vicenda, cominciarono ad essere nettamente favorevoli alle truppe polacche nella prima decade di agosto nella guale le truppe polacche passarono all'offensiva sopra una fronte di 180 Km in direzione d i Minsk. Le operazioni dei giorni 6-10 portarono all' accerchiamento del nemico, raggiungendo tutti gli scopi prefissi. Nella notte dal 5 al 6 agosto, distaccmnenti del gruppo Polessie, con una faticosa marcia attraverso le paludi, conquistarono Sluck, punto centrale di tappa nemica sul settore di Baranowicze. Dopo aver respinto un contrattacco, le stesse truppe si diressero sul tergo del nemico verso NiésWiez. All'ala destra le truppe polacche cacciarono il nemico forte di due brigate dalle antiche trincee russe e conquistarono Kleck, Niesquiez e Mir. Il giorno 8 agosto il centro e l'ala destra assalirono contemporaneamente il nemico in direzione di Koidanovo e di Minsk, mentre distaccamenti di cavalleria diretti su Smolewicze, tagliavano le comunicazioni nemiche fra Minsk e Borjsewo. A nord di Minsk due divisioni bolsceviche resistettero accanitamente su linee ottimamente fortificate, tentando di contrastare la presa di Minsk. Dopo sei ore di aspro combattimento, il nemico cominciò la ritirata disordinata in direzione di Borjscw e Bobrujsk. Alle 19 le prime truppe polacche entrarono in Minsk. La vittoria nella quale rivaleggiarono in valore i soldati del Regno di Polonia, della grande Polonia, della Lituania, e della Rutenia Bianca, fruttò il bottino seguente: 2880 prigionieri, 63 mitragliatrici, 8 cannont 12 locomotive, 250 vagoni, 3 automitragliatrici e numerose munizioni. Il nemico proseguì la ritirata verso Borjsow, Bobrujsk e Szack, inseguito dalle truppe polacche.
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Nei giorni seguenti le operazioni furono continuate a malgrado. Delle pessime condizioni del la viabilità e delle difficoltà del terreno. A nord-est di Minsk le truppe polacche raggiunsero la linea Nowa Rajna, Kondzialcwicze, Downarwka facendo altri prigionieri. A sud-est di Minsk, cacciando il nemico, fu raggiunta la linea Smilowicze, Iaski, Dubowa. I dipersi gruppi nemici cercano di riunirsi opponendo tenace resistenza . Il comandante delle truppe sul fronte bolscevico, generale Szeptjcki intrò in Minsk fra l'entusiasmo della popolazione plaudente l'eserci to liberatore. Nei giorni 11 e 12 fu proseguito l'inseguimento del nemico battuto. Presso Smolewicze, 30 Km a N-E di Minsk, il nemico si mantenne resistendo accanitamente. Nel settore N-E di Minsk, le truppe polacche inseguendo le retroguardie bolsceviche, in ritirata su Bobrujsk, raggiunsero la linea Ihumen Dreczjn. A Puazcza, fra Sluck e Ptjcz una brigata bolscevica fu circondata e fatta prigioniera col suo comandante Gregorjew e l'intero stato maggiore. A Sluck, le truppe polacche avanzarono fino alla linea del fiume Slucz e di Sliwki. FRONTE DI GALIZIA E DI WOLINIA Contemporaneamente alle operazioni sul fronte bolscevico, nel settore della Wolilùa si svolgevano operazioni intese ad impedire eventuali azioni delle truppe bolsceviche ivi spostate dalla Siberia in relazione alle operazioni sopra citate. Le truppe della Wolinia presero l' offensiva; nel settore Brodj-Luck dopobrevi conbattimen ti, fu preso Krzemieniec e Dubno. Proseguendo nell'offensiva, nei giorni 11 e 1.2, fu presa dopo accanito combattimento Rowno conquistando fortissimi trinceramenti occupati da fanteria ed artiglieria nemica. Il generale Listowski comandante delle truppe del settore, giunse a Rovmo il 13 agosto. Distaccamenti del generale Aieksandrowicz occuparono Zdelbunj e Szumsk. Il bottino considerevole non è stato ancora calcolato. FRONTE DELLA POSNANIA Ebbero luogo le solite azioni d i pattuglie con scambio d i fucilate e qualche colpo d'artiglieria, più vivaci sul fronte nord, dove il nemico attaccò Konkovo, respinto dal fuoco di fucileria. SUGLI ALTRI FRONTI Nessuna novità degna d i speciale menzione. La vittoria contro i bolscevichi fu festeggiata con una grande festa religiosa-militare; una messa all'aperto alla quale parteciparono, oltre al capo dello stato tutti i ministri, i rappresentanti delle nazioni estere e le missioni militari. Dopo la messa ebbe luogo lo sfilamento delle truppe (circa 6000 uomini).
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La fanteria sfil ò mo lto bene al passo di parata, si p resentò invece assai meno bene la scarsa artiglieria. Di cavalleria non sfilarono che i quattro plotoni della scorta del capo dello stato con le uniformi degli antichi ulani polacchi. Nel pomeriggio del giorno 12 ebbe infine luogo una grande festa a beneficio dei solda ti con gare ginnastiche e giochi sportivi e con d istribuzione di doni da parte delle missioni alleate ai quali concorse molto decorosamente questa missione mercé un assegno concesso dal ministero della guerra. NOTIZIE VARIE Deportazioni di Polacchi dalla Slesia. Il dipartimento politico del consiglio polacco della Posnania ha rivolto un appello a tuttti i rappresentanti delle potenze alleate contro le deportazioni che i Tedeschi starebbero compiend o nell'alta Slesia, per influire in tal modo sull'esito del plebiscito. "Una divisione di truppe di polizia è in marcia per l'Alta Slesia: tenete pronti i treni pro trasporto internati in Germania." L'appello termina con queste parole: "Per impedire la continuazione dell'oppressione e della persecuzione, della popolazione dell'alta Slesia, abbiamo l' onore di chiedervi di volere intervenire in fa vore dei p rigionieri, degli arrestati e degli internati polacchi nell'alta Slesia, poichè noi non vorremmo ricominciare la politica di rappresentaglie, la quale non fa che spingere agli estremi gli antagonismi nazionali. L'appello è accompagna to d a numerosi documenti comprovanti la veridicità delle accuse . PROTESTE POLACCHE CIRCA IL NUOVO CONFINE CON LA LITUANIA
Le sfere componen ti calcolano che la nuova linea d i demarcazione fra la Polonia e la Lituania, lascia nelle mani di questa 6000 Km di territorio popolato da popolazione in preponderanza polacca, come per esempio il d ipartimento di Malatj Sajnvintj sulla frontiera del Governo di Kovnto, che con ta il 72% d i polacchi . Qualche distretto, come Bobtj Wendziegola, sono completamente polacchi. Nelle parrocchie sulla frontiera d el governo di Kowno che sono 50, i polacchi contano il 70% d ell'intera popolazione cattolica. Numerose petizioni sono state presentate al riguardo. PERSECUZIONI CZECO SLOVACCHE CONTRO I POLACCHI Secondo informazioni risulterebbe che gli Czechi procedono all'arresto in massa della g ioventù polacca a Zaglebie Zegicwe incolpandoli di avere preso parte ai combattimen ti del mese di gennaio contro i Czechi. Il trattamento che tali arrestati subirebbero in carcere sarebbe durissimo, allo scopo di terrorizzare quella popolazione.
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Funzionamento della R. LEGAZIONE ITALIANA. Il 13 corrente ha cominciato a funzionare la regia legazione italiana retta, in attesa del titolare, comm. Tommasini, dal consigliere di legazione marchese Compans de Brichanteau incaricato d'affari .
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Documento n. 8 IL CAPITANO GIULIANI, CAPO DELLA MISSIONE AERONAUTICA ITALIANA A VARSAVIA, AL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IL POLON IA (VARSAVIA)
(A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 62 bis, fascicolo 2) Relazione n. 168 prot.
Varsavia, 29 marzo 1920
RIASSUNTO DELL'ATTIVITA' DELLA MISSIONE AERONAUTICA ITALIANA IN POLONIA
Per invito del Sig. Generale Romei, Capo della Missione Militare Italiana a Varsavia, si riassume l'attività di questa Missione aeronautica in Polonia. Fu inviata a Varsavia nel mese di Agosto preceduta da un raid d i due S.V.A. pilotati dal Tenente Ancillotto e Mainardi portanti un messaggio d i S.E. Nitti per S.E. Paderewski per definire la pratica già da tempo corrente fra il Ministero dei trasporti e il Generale Kontkowski, capo della Missione militare polacca a Roma, circa la fornitura da parte del governo italiano di una scuola organica di pilotaggio. Lo scrivente, Capo della Missione, portava con sé due lettere di presentazione per l'incaricato d'affari d''ltalia, Marchese di Brichanteau e per il Colonnello Franchini, allora Capo della Missione Militare, ai quali subito lo scrivente si indirizzò per poter trattare al più presto col governo polacco essendo il materiale della scuola ed il personale già pronto a Torino. Il Generale Majewski, allora 1° Viceministro della guerra Polacco, dopo molte tergiversazioni ebbe a dichiarare formalmente che nulla più potevasi fare circa la scuola giacchè il Governo Polacco erasi già impegnato col Governo Francese che aveva già spedito materiale e personale per una scuola di pilotaggio. Intanto questa Missione curò la più vasta propaganda dei nostri apparecchi facendoli volare in tutte le occasioni, lanciando manifesti, offrendoli ad esibizioni ed organizzando raids a Posen ove trovavasi allora il Generale Maceviz capo della aviazione Polacca. Durante tutta questa attività si andò formando nell'ambiente aviatorio Polacco una simpatia vivissima per i nostri apparecchi da parte d ei piloti e da parte anche dei capi dell'aviazione. Lo scrivente ricevette inviti a trattare forniture di nostro materiale tanto che dopo molte tergiversazioni, in una seduta tenuta all'hotel Bristol alla quale oltre il sottoscritto presero parte il Generale Kontkowski, richiamato da Roma, il Generale Maceviz ed il maggiore Stakowski capo della sezione tecnica, fu decisa l'organizzazione al governo italiano di 4 squadriglie su 15 apparecchi da ricognizione, I d a caccia, 1 da bombardamento, 6 idrovolanti per la marina oltre gli hangars, materiale di ricambio autocarreggio. Inoltre fu inviato a presentare al più presto uno o più progetti par la fondazione in Polonia
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di una fabbrica di aeroplani e di motori. All'indomani di questa seduta io partii per Roma insieme al Generale d'aeronautica, perché riferisse ufficialmente il risultato dei miei pourparlers e come plenipotenziario facesse il regolare contratto. Ritornato a Varsavia attesi l'arrivo del materiale ordinato per poterlo mettere in ordine di consegna, consegnarlo e cominciare la scuola necessaria per l'abilitazione dei piloti polacchi sugli apparecchi italiani . In questo fra ttempo giungeva a Varsavia l'Ingegnere Brezzi della ditta Ansaldo per trattare direttamente l'attuazione del suo progetto per la fabbrica di aeroplani da lui fatto in seguito ad invito del Direttore Generale di aeronautica. Codesta missione è al corrente di questo progetto e del risultato positivo di esso. Il Governo Polacco aumenta il suo programma aviatorio e assieme ad ordinazioni all'Inghilterra ed alla Francia, delle cui entità lo scrivente non può riferire sicuramente, ordinava alla ditta Ansaldo 40 S.V.A. 200 HP e 10 Balilla 200 HP. Al principio di Gennaio giunse la squadriglia Balilla che fra pochi giorni sarà completamente in ordine per essere consegnata alle autorità polacche. Ritardando l'arrivo dell'altro materiale lo scrivente ha sollecitato la Direzione Generale di Aeronautica, la quale ha sempre risposto non poter procedere all'ilùzio finchè non fossero precisa te e concordate le condizioni di pagamento. Questione che codesta missione sta trattando per tutto il materiale bellico fornito dall'Italia alla Polonia. Quando codesta Missione comunicò che le cond izioni erano già precisate lo scrivente ne informò la suddetta Direzione che ha risposto asserendo essere imminente l'invio. Intanto il governo polacco invitava l'ingegnere Brezzi a presentare un progetto per un'officina Italiana per costruzione di apparecchi e motori. Codesta Missione è al corrente e del progetto e delle pratiche inerenti.
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D ocumento n. 9 IL GENERALE A LBRICCI, MINISTRO D ELLA GU ERRA, A L GENERALE DIAZ, CAPO DI STATO MAGG IORE DELL'ESERCITO (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 63, fascicolo 2) Lettera n. 11664 di protocollo
Roma, 3 agosto 1919
DESIGN AZIONE D I PERSON A LE MILITARE PER L'ALT A SLESIA, POLONIA E G RECIA
S.E. il Sottosegretario di Stato per gli Affari Esteri, Conte Sforza, mi ha fatto presente come alla assegnazione del generale Romei alla carica di Delegato Italiano nella Commissione interalleata dell'Alta Slesia potrebbe forse attribuirsi un carattere di "colore" derivante dalle Missioni affidate a detto ufficiale generale in Russia ed ultim.amen te anche in Polonia, mentre per i finj politici connessi alla questione dcli' Alta Slesia, specie nei riguardi della Germania, occorre che la linea di condotta del nostro rappresentante appaia scevra da ogni presupposto e di ogni imparzialità. Perciò, d'accordo a11chc con S.E. il Presidente del Consiglio, si riterrebbe preferibile affidare la nota missione in Alta Slesia ad altro ufficiale, che designerei nella persona del Generale DE MARINIS Stendardo attualmente a Roma, in procinto di andare ad assumere il Comando della Brigata Livorno Tn Anatolia. Ove, come ritengo, anche V.E. convenga in tale designazione occorrerà sostituire il generale DE MARINlS nel Comando della Brigata Livorno, per il quale l' E.V. potrà fare assegnamento nella scelta anche sugli, ufficiali Generali già a disposizione di questo Ministero. Soggiungo poi che quale R. Ministro a Varsavia è stata designato da S.E. Tittonj il Comm. Tommasini che mi ha personalmente espresso il vivo desiderio di avere a collaboratore militare il generale Romei per la profonda conoscenza che tale generale ha dell'ambiente locale e per le numerose relazioni e simpatie che già allacciò e riscosse nelle sue precedenti missioni. Naturalmen te il generale Romei, per il suo grado, dovrebbe essere destinato in Polonia, come capo della Missione Militare, anzicbé come addetto Militare, ciò che è in armonia del resto con quanto già hanno fatto colà francesi e inglesi. Di eguale parere sono S.E. il Presidente del Consiglio ed il Conte Sforza, ed aggiungo che anche Sua Maestà il RE approverebbe la designazione del genera le Romei. Dato che a Varsavia1 come Addetto Mili tare, trovasi da poco il colonnello Franchino, sarebbe mio intendimento che la sostituzione col generale Romei non avesse nemmeno 11 apparenza del poco gradimento del suo operato e di diminuzione dell'apprezzamento che di lui hanno le superiori Autorità Militari, e perciò riterrei necessario che gli fosse
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subito data al.tra destinazione come Addetto Militare. Date le qualitĂ di carattere, di avvedutezza e di cultura del colonnello Franchino sembrerebbemi che egli fosse la persona adatta a sostituire il colonnello Caracciolo ad Atene. Questo posto assume importanza grandissima a motivo dell' attuale momento politico nel quale si tende da ambo le parti ad un simile miglioramento dei rapporti italo greci. Rimango in attesa di quanto vostra eccellenza crederĂ farmi conoscere al riguardo, risposta che prego volermi dare con cortese sollecitudine onde possa riferirne a S.E. il Presidente del Consiglio ed al Ministero degli Affari Esteri.
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Documento n. 10 IL GENERALE DIAZ, CAPO DI STATO MAGGIORE DELLO ES.ERCITO, AL GENERALE ALBRICCI, MINISTRO DELLA GUERRA (ROMA) (A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 63, fascicolo 2)
Lettera n. 378 E. di protocollo
Roma, 6 agosto 1919
DESIGNAZIONE DEL PERSONALE PER LE NOSTRE RAPPRESENTAN ZE MILITARI NELL'ALTA SLESIA, POLONIA E GRECIA. (Risposta Lettera n. 11664)
Ho preso in esame le proposte di V.E., contenute nel foglio su indicato, e concordo pienamente colla designazione del generale DE MARINIS. Stendardo alla carica di Delegato Italiano nella Commissione Interalleata dell'Alta Slesia e con quella del colonnello FRANCHINO alla carica di Addetto Militare ad Atene, in sostituzione del Colonnello Caracciolo. Mi riservo di comunicare, in seguito, in sostituzione del generale DE MARINIS, il nuovo comandante della Brigata "Livorno" appena lo avrò designato, facendo assegnamento, nella scelta, anche sugli ufficiali generali che erano già a disposizione di cotesto Ministero. Quanto all'invio in Polonia del generale Romei come capo della nostra Missione Militare, nulla ho da eccepire per la persona, alla quale, anzi, sono d'avviso che, per le sue qualità e per la lunga esperienza acquisita nella trattazione delle questioni internazionali, potrebbe affidarsi anche una Missione di esclusivo carattere politico. Tengo, però, a farvi ri levare che, per le considerazioni esposte da V.E. ed in conseguenza del grado, delle Missioni avute e dei servizi resi dal generale Romei, occorrerà che la sua posizione sia ben definita rispetto al R. Ministro plenipotenziario, come è, del resto, nelle intenzioni di V.E. non ritenendo opportuno che detto generale venga accreditato quale Addetto Militare. Riterrei, pertanto, conveniente che sull'argomento fosse interpellato lo stesso generale Romei, che, per la sua conoscenza degli ambienti diplomatici, potrà fornire in proposito utili elementi di giudizio.
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Documento n. 11 IL GENERALE ALBRICCI, MINISTRO DELLA GUERRA, A TITTONI, MINISTRO DEGLI AFFARI ESTERI (ROMA) (A. U.S.S.M.E., fondo El 1, busta 63, fascicolo 2)
Lettera n. 11745
Roma, 5 agosto 1919
MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA
In relazione alle intese verbalmente intervenute con V.E. circa l'invio del generale Romei quale Capo della Missione Militare a Varsavia stò prendendo gli occorrenti accordi con S.E. il Capo cl i Stato Maggiore dell' Esercito, anche per quanto riguarda gli altri movimenti d i ufficiali che dovrebbero effettuarsi sia per sostituire il generale Romei nella Commissione Interalleata per l'Alta Slesia sia per dare altra destinazione al colonnello Franchino, attualmente addetto Militare a Varsavia. Pri1na però, cl i decidere definitivamente sull'invio del generale Romei a Varsavia, il quale m i ha detto che accetterebbe, però, nella qualità di capo missione, reputerei opportuno che l'E.V. portasse il suo esame sui seguenti punti, che converrebbe nettamente s tabilire, dato il grado e la carica del genera le Romei rispetto al rango del comm.. TOMMASINI. 1° ) Pur riconoscendo che il R Ministro e il Capo della Missione Militare a Varsavia debbono coordinare opportunamente e costantemente la rispettiva azione nell'interesse comune del Paese, secondo le direttive del Regio Governo, tuttavia occorre che i due orga nismi, Regia Legazione e Missione Militare, abbiano nel disbrigo delle rispettive mansioni complleta indipendenza. E' naturalmente ovvio, ma ritengo doveroso qui confermarlo, che nelle cerimonie di carattere ufficiale il R. Ministro, quale Rappresentan te di S.M. il RE, avrà la precedenza sul Capo della Missione Militare. 2°) Pur mantenendo la Missione Militare nei limiti numerici più ristretti che sarà possibile, tuttavia occorrerà che, in relazione anche alla composizione delle altre Missioni Estere ed alle mansioni che le saranno affidate, essa si componga, oltre al Capo Missione, in massima d i due altri ufficiali. ' 3°) In considerazione del fa tto che per l'invio della Missione d iretta da un ufficiale generale il colonnello Franchino, attuale addetto Militare, riceverebbe altra destinazione, il Capo d ella Missione Militare assumerebbe na turalmente anche le pratiche d i nonna spettanti all'Addetto Militare. In conseguenza anccge tutti gli ufficiali e militari di truppa già in Polonia o eventualmente colà inviati in seguito, sarebbero posti alla dipendenza disciplinare e di impiego del Capo della Missione Militare. Da ultimo parmi opportuno rammentare che il generale Romei nei compiti precedentemente affidatigli quale Capo della Missione Militare Italiana in Russia dapprima e poi in Polonia, ha dimostrato di possedere ottime qualità oltrechè militari anche di tatto e accorgimento diplo-
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matico, risolvendo con favorevole successo ogni questione che in assenza dei RR. Inviati Diplornatici e quando la sih1azione non lo rendeva ad essi agevole, a lui venne demandata, di che sarebbe opportuno fosse tenuto conto anche da cotesto Ministero nella esplicazione del mandato che sarà affidato al generale Romei; di ché, del resto, farebbe già affidamento l'iniziativa di V.E. ed del R. Ministro comm. TOMMASSINI nel richiederlo per la carica di Capo Missione Militare a Varsavia. Poiché alla definizione degli argomen ti accennati1 relativi all' invio del generale Romei in Po lonia, sarebbero subordinate l'assegnazione del generale De Marinis Stendardo alla Commissione Interalleata per l'Alta Slesia e del colonnello Franchino ad altra destinazioone, sarei grato all'E.V. di cortese1 urgente riscontro alla presente.
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Documento n. 12 CONTE SFORZA PER IL MINISTRO, SOTTOSEGRETARIO AGLI AFFARI ESTERI, AL GENERALE ALBRICCI, MIN ISTRO DELLA GUERRA (ROMA) (A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 63, fascicolo 2)
Telegramma n. 3001
Roma, 5 agosto 1919
RISPOSTA LETTERA N. 11745
(Testo) In risposta a!Ia lettera odierna di V.E. n. 11745 (Divisione Stato Maggiore) mi pregio d'informarla che, dopo aver preso in attento esame i tre punti su cui Ella ha attirato la mia attenzione, convegno pienamente sui NN. 2 e 3. Invece quanto al primo punto sono dolente di non poter ammetere, per ragioni di massima, la completa indipendenza della Missione Militare in Polonia dalla R. Legazione. La Missione Militare potrà, come è naturale, esplicare autonomamente, ma informando il R. Ministro del suo operato, il suo compito tecnico. E' però necessario che essa rimanga sotto l'alta d irezione del R. Ministro che solo è responsabile ed arbitro, in conformità delle istruzioni del R. Governo, dell'azione politica che ogni agente italiano, quale che sia la sua speciale attribuzione, deve svolgere colà. Nessuno più di me apprezza le reali qualità del Generale Romei e l'ottima prova da lui fatta nelle sue precedenti missioni cd è appunto per questo che ho desiderato, in conformità della proposta del Comm. Tommasini, che egli fosse messo a capo della Missione militare a Varsavia. Gli amichevoli rapporti personali, che esistono fra il Comm. Tommasini ed il Generale Romei, danno pieno affidamento che la loro collaborazione potrebbe, nei limiti da me sopra esposti, procedere in modo affatto soddisfacente e coi migliori risultati pratici. Tuttavia qualora V.E. ritenesse che il grado del Generale Romei lo renda incompatibile colle funzioni, che gli si dovrebbero affidàre, io m i vedrei, con vivo rammarico, costretto a non insistere più oltre pel suo invio in Polonia.
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D ocumento n. 13
IL GEN ERA LE ALBRICCI, MINISTRO DELLA GUERRA, A TITTONI, M INISTRO DEGLI AFFARI ESTERI (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., fondo El1, busta 63, fascicolo 2) Telegramma n. 12006
Roma, 11 agosto 1919
RISPOSTA TELEGRAMMA N. 3001
Ringrazio V.E. di quanto mi comunica a riguardo delle relazioni che dovranno intercorrere fra il Capo della divisata Missione Militare in Polonia ed il R. Ministro a Varsavia e delle lusinghiere espressioni che V.E. ha usato nei riguard i del generale ROMEI. V.E. ammette, come mio desidero e come S.E. il Capo di Stato Maggiore mi ha fatto presen te che la Missione Militare esplichi autonomamente il suo compito tecnico, vale a d ire che il Capo della Missione stessa goda assoluta in d ipendenza per tu tto quanto riguarda la sua azione nel campo mi litare e la completa sua autorità d isciplinare e d'impiego sui dipendenti. A m ia volta, convengo su lla opportunità che il Capo della Missione Mi litare tenga informato il R. Ministro del suo operato, poichè ciò è indispensabile al coord inamen to della rispettiva loro azione nell'interesse comune del Paese, siccome accennavo nella precedente mia 11745 del 5 corrente mese. Per lo stesso motivo faccio presente che tornerebbe utile che il R. Ministro da parte sua mantenga informato il Capo del la Missione Militare della situazione politica e delle direttive del R. Governo in proposito. Quanto all'alta direzione poli tica, è natu rale che essa debba spettare al R. Ministro, al quale, del resto, saranno sempre impartite le direttive del R. Governo. Poichè, pertanto, l'E.V. ed io concordiamo nelle modalità della collaborazione che dovrà es trinsecarsi nell'azione rispettiva del comm. Tommasini e d el generale Romei, io disporrei perchè questi sia destinato quale Capo della Missione Mili tare in Polonia. Sarò quindi grato all'E.V. delle notizie che m i farà pervenire sulle pratiche che riterrà svolgere sia col Governo Polacco per la costituzione della nostra Missione Militare ed il ritiro del colonnello Franchino, attuale addetto militare a Varsavia, sia con la Delegazione per la Pace per la sostituzione del generale De Marinis Stendardo nob. d i Ricigliano al generale Romei nella Comm issione In teralleata per l' Alta Slesia, sia da ultimo, col Governo Greco per la destinazione ad Atene del col01mello Franchino che per qualità d i carattere, ed avvedutezza e di cultura sembrami particolarmen te adatto per sostituire il colonnello Caracciolo nella carica di addetto militare presso quella R. Legazione. - S.E. il Capo di. Stato Maggiore del l'Esercito concorda con queste designazioni.
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Documento n. 14 NITTI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, AL GENERALE A LBRICCI, MINISTRO D ELLA GUERRA (ROMA)
(A. U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 63, fascicolo 2) Lettera n. 11089 riservata alla persona
Roma, 15 settembre 1919
COLONNELLO FRANCHINO
Mi viene riferito, che si pensi di esonerare il colonnello Uberto Franchino dall'uffici o di capo della nostra Missione Militare in Polonia per sostituirlo con un generale. Il Franchino, stand o alle informazioni che mi vengono da persona autorevole, avrebbe tenuto con molto decoro il suo ufficio, che non avrebbe nulla da guadagnare dalla sostituzione. Egli sarebbe ben conosciuto d al generale Badoglio, il quale lo propose al posto che occupa. Segnalo tutto ciò a V.E. per quel conto che crederà farne, e la prego di farmi conoscere a suo tempo il tenore de lla decisione adottata.
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Documento n. 15 IL GENERALE ALBRICCI, MINISTRO DELLA GUERRA, A NITTI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 63, fascicolo 2) Lettera n. 14848
Roma, 22 settembre 1919 RISPOSTA LETTERA N. 11089
La destinazione del generale Romei a Varsavia al posto del colorn,ello Franchino è stata disposta da questo Ministero in seguito a precisa richiesta del Ministero degli Affari Esteri, il quale ha fa tto conoscere che riteneva opportuno mantenere la nostra rappresentanza militare in Polonia in condizioni di uguaglianza rispetto a quello degli altri Stati Esteri e perciò si rendeva necessario l'invio colà di un ufficiale generale con la qualità non di Addetto Militare, ma di Capo della Missione Militare italiana. Il Ministero degli Esteri, in seguito ad indicazione d ello stesso R. Ministro a Varsavia, e in considerazione delle precedenti cariche e missioni già tenuto e svolto in Russia e Polonia con piena soddisfazione delle Superiori Autorità dal generale Romei, me ne faceva richiesta nominativa, raccomandandone vivamente l'accoglimento. Ho perciò aderito a Ila richiesta fattami e, d'accordo col Ministero degli Esteri medesimo, è stato deciso d'inviare il colonnello Franchino ad Atene, al posto del colonnello Caracciolo del quale ultimo ebbi già a comunicare all'E.V. la opportunità della sostituzione con lettera 11200 del 4 agosto ultimo scorso. Le qualità di carattere, avvedutezza e cultura del colonnello Franchino danno pieno affidamento che come già a Varsavia, nella nuova destinazione che nel momento attuale riveste una specialissima importanza, saprà rendere utili e apprezzati servizi.
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Documento n. 16 NITTI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, AL GENERALE ALBRICCI, MINISTRO DELLA GUERRA (ROMA) (A.U.$.S.M.E., fondo Ell, busta 63, fascicolo 2)
Telegramma n. 12367
Roma, 3 ottobre 1919 REGI ADDETTI MILITARI
Questa Presidenza non è stata informata del desiderio espresso dal Mi1ùstero degli Esteri per quanto riguarda la destinazione del Maggior Generale Romei, ma se ne avesse avuto notizia avrebbe dato parere sfavorevole. E' stato solo di recente concordato che i R. Addetti Militari non debbano avere grado superiore a quello di Colonnello, né vi è nessuna speciale ragione che giustifichi una speciale eccezione per Varsavia inviando in detta Città un Capo Missione militare, mentre era sta to deciso di sopprimere le missi01ù militari e di far .ritorno all'antico sistema. Ammessa una eccezione sarà difficile di non consentirne altre. Credo dunque di dover insistere presso V.E. affinché siano applicate a Varsavia le norme concordate con codesto Ministero per quanto riguarda le rappresentanze militari presso le Regie Ambascia te e Legazioni.
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Documento n. 17 IL G EN ERALE ROMEI, CAPO D ELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA, ALLO STATO MA GGIORE REGIO ESERCITO (ROMA) (A.U.S.S.M .E., fondo Ell, b ustt1 57, sottofascicolo 11)
Telegramma n. 1105 prot. Riservato
Varsavia, 13 agosto 1920
Situazione m.attino 13 (carta scala 1/l.000.000) Fronte nord Stop Prima armatt1 polacca, continuando ripiegamento sulla testa d i ponte di Varsavia, è stata fortemente attt1cca ta a Nasìelsk; è riuscita a trattenere il nemico subendo forti perdite Stop Combattimenti di minore importanza hanno avu to luogo a Radzimin e a Novo-Minsk Stop Sono segnalate lunghe colonne di fanteria bolscevica che da Ciechanow sì spostano verso occidente tendono al trn tto della Vistola meno difeso Stop Reparti dì cavalleria bolscevica sono segnalati ad occidente d i Lipno Stop Le altre armate polacche continuano movimenti per rnggiungere zone loro assegnt1te sulla Vistola Stop Fronte sud Stop Combattimenti di non grande importanza in diverse località con esito favorevole ai polacchi Stop
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Documento n. 18 IL GENERALE ROMEI, CAPO D ELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLON IA, ALLO STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO (ROMA) (A.U.S.S.M. E., fondo Ell, busta 57, sottofascicolo 11)
Telegramma n. 1106 prot. Riservato
Varsavia, 13 agosto 1920
Governo polacco ha nominato oggi suoi delegati per trattare armi e pace con delegati russi Stop Capo della delegazione è il vice ministro agli esteri Dmowski appartenente al partito Socialista; Capo dei Delegati militari è il Generale Kuliski Sottocapo Stato Maggiore Esercito Stop Delegazione partirà stasera da Varsavia pe.r incontrarsi domattina a Minsk con Delegazione Russi Stop.
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Documento n. 19 IL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA, ALLO STATO MAGGIORE DEL REGIO ESERCITO (ROMA) E AL MINISTERO DELLA GUERRA - DIVISIONE STATO MAGGIORE (ROMA) (A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 57, sottofascicolo 11)
Telegramma n. 1107 prot. Riservato
Varsavia, 13 agosto 1920
Cominciato attacco contro testa ponte Varsavia Stop Si combatte accanitamente a Asdzymin a 20 Km dalla città Stop
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Documento n. 20 IL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA, ALLO STATO MAGG IORE REGIO ESERCITO (ROMA) E AL MINISTERO DELLA GUERRA- DIVISIONE STATO MAGGIORE (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., fondo El 1, busta 57, sotto fascicolo 11) Telegramma n. 1113 prot. Riservato
Varsavia, 14 agosto 1920
Combattimento interno a Radaymin di cui mio telegramma N. 1108 è durato tutta la notte con a lterna vicenda: truppe russe hanno progredito fin presso il corso del Czarna a circa 14 Km da Varsavia Stop E' in corso combattimen to per ricacciarli a nord Stop A sud d i Nasielsk truppe russe sono giunte fin presso il Narew Stop Pattuglie di cavalleria russa sono segnalate lungo la Vistola ad ovest di Nowogear Stop Armate polacche non hanno ancora ultima to loro nuovo schieramento Stop
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Documento n. 21 IL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE 1TALIANA IN POLONIA, A L MIN ISTERO DELLA GUERRA DIVISIONE STATO MAGGIORE (ROMA) (A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 57, sottofascicolo 11)
Telegramma n . 1110 p rot. Riservato
Varsavia, 15 agosto 1920
PARTE SECONDA Stuazione politica interna Stop Nonostante nemico travisi porte città Governo polacco rimane Varsavia temendo che su a partenza provochi costituzione altri Governi Stop Nello stesso Governo accentuasi d issidio fra elementi conservatori et socialisti; quest'ultimi hanno appoggio del Capo d ello Stato Stop Posnani a intensifi ca sua preparazione militare et organizzazione statale per reggersi con Governo Nazionale democratico qualora a Varsavia sorgesse Governo comunista Stop Anche Galizia non nasconde possibilità separarsi Stop Soltanto u na vittoria potrebbe allontanare tale pericoli et riunire Polonia ridando autorità Governo Stop E' a tale scopo che Maresciallo Pilzudskr ha assu nto comando massa manovra sperando successo Stop Accentuasi negli elementi socialisti et estremi tendenze ed accordo con Gennania; anche elementi moderati cominciano a prendere tale orien tazione specialmente dopo discorso Lloyd George Stop Quasi tutte Legazioni Diplomatiche et grand e parte della numerosissima Missione Militare francese hanno lasciato Varsavia Stop
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Documento n. 22 IL GENERALE ROMEI, CAPO D ELLA MISSIONE MILITARE 1TALIANA IN POLONIA, AL MINISTERO DELLA GUERRA DIVISION E STATO MAGGIORE (ROMA) E ALLO STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO (ROMA) (A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 57, sottofascicolo 11)
Telegramma n. 1120 prot. Riservato (Conferma a mano)
Varsavia, 16 agosto 1920
Situazione mattino 16 Carta Scala 1 / l.000.000 Stop Parte prima Stop Fronte nord Stop Con combattimenti di ieri et questa notte truppe polacche hanno riconquistato tu tte fortifica zioni testa ponte Varsavia Stop Quinta armata polacca ha occupato Sochocin et Nowo Miasto; s ta combattendo per occupare Nasielsk Stop Cava lleria polacca prosegue attacchi direzione Ciechanow Stop Attacco bolsceviso est in corso da Raciaz verso Plonsk Stop Qualche squadrone cavalleria bolscevica riuscito passare Vistola presso Nieszawa est stato ricacciato destra fiu me Stop Parte seconda Stop Massa manovra polacca (Quarta armata) ha iniziato oggi sua avanzata da sud a nord; dovrà raggiungere in giornata linea ZelechowRad zyn Stop Essa est stata rinforzata da una divisione tolta dalla seconda armata Stop Nel h·atto Vistola assegnata a seconda armata e rimasta soltanto una brigata fanteria; altra brigata est stata inviata r inforzo quinta armata Stop Fronte sud Stop Pressione bolscevica diviene sempre più leggera; probabi lmente comando bolscevico avuto sentore ammassamento polacco per svolgere nota manovra trasporta truppe dal sud al nord Stop In complesso situazione militare polacca appare oggi sensibilmen te migliorata Stop Raggruppamento forze polacche data odierna Stop Quinta armata settore Plonsk-Modlin-Serock cinque d ivisioni fanteria et due cavalleria Stop Comando quinta armata si estende oggi anche tratto Vistola da Modlin a frontiera tedesca guardata da d istaccamenti ai ponti Stop Prima armata presidia testa ponte Varsavia Stop Quattro divisioni et mezza fanteria et una brigata cavalleria Stop Seconda annata settore Gora-Kalwaria-Kosienice Stop Una brigata fanteria et un reggimento cavalleria Stop Quarta armata manovra Stop Quattro divisioni e mezza fanteria più le tre divisioni riunite a Chelm danno per la manovra totale sette d ivisioni e mezza Stop Parte quarta Stop raggruppamento forze bolsceviche Stop Fra Vistola et ferrovia Mlawa-Modlin due d ivisioni ca valleria et tre fanteria Stop 248
Fra ferrovia Mlawa-Modlin et corso Nare,,., cinque divisioni fanteria Stop Tra corso Narew et ferrovia Varsavia-Malkin quattro divisioni fanteria Stop Tra ferrovia Varsavia-Malkin et linea Gora Kahvaria-Siedlec quattro divisioni fanteria Stop A tale linea a Deblin due divisioni fanteria et due cavalleria Stop
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Documento n. 23 IL GENERALE ROMEI, CAPO D ELLA MISSION E MILITARE 1TALIANA IN POLONIA, A L MINISTERO DELLA GUERRA (ROMA) E ALLO STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., fondo El 1, busta 57, sottofascicolo 11) Telegramma n. 1121 p rot. Riserva to (Conferma a mano)
Varsavia, 17 agosto 1920
Situazione mezzogiorno 17 (carta scala 1 /1.000.000) stop fronte nord Stop Forze consid erevoli russe tentano pa ssa gg io Vis tola ad ovest di Modlin ed a Wloclaweck; secondo notizie non confermate in quest'ultima localitĂ sarebbe passata una divisione cavalleria et una fanteria Stop Quinta armata polacca ha occupato Niaselsk et continua avanza ta Stop Contrattacchi russi contro testa ponte Varsavia tutti respinti Stop Sta svolgendosi con esito favorevo le attacco polacco contro Minsk Mazowieki Stop Quarta armata polacca (di manovra) ha raggiunto linea Kolbiel-Stoczek-Lukow; truppe russe si ritirano abbandonando materiale Stop In complesso su fronte nord si accentu a miglioramento a favore polacchi Stop Fron te sud Stop Cavalleria Budenny passato Bug est giunta a circa 30 Km da Leopoli Stop Nessuna comunicazione ancora pervenuta dalla delegazione polacca inviata a Minsk Stop
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Documento n. 24 IL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA, ALLO STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO (ROMA) E MINISTERO DELLA GUERRA DIVISIONE STATO MAGGIORE (ROMA) (A.U.S.S.M.E., fondo EU, busta 57, sottofascicolo 52)
Lettera n. 1343 prot. Riservato
Varsavia, 21 ottobre1920
COLLOQUIO COL CAPO DELLO STATO, MARESCIALLO PILSUDSKI
Il Capo dello Stato, Maresciallo PILZUDSKI, mi ha inviato a recarmi da lui quest'oggi 21 o ttobre, apparentemente per a vere da me notizie sull'accidente automobi listico accadutomi giorni or sono, realmente p er espormi il Suo pensiero sulla questione di VILNA, il che aveva già fatto antecedentemente col Capo della Missione Militare Inglese. Riassumo il lungo discorso che PlLZUDSKI mi ha fatto su tale argomento: "Quando nell'Aprile 1919 ho occupato VlLN A con le annate polacche, ha promesso solennemente che la sorte della città e del territorio circostante sarebbe stata decisa da un libero plebiscito. Tutta la Polonia ha applaudito, e l'Intesa non ha sollevato alcuna obbiezione, come non ha mai sollevato obbiezioni contro la permanenza a VILNA delle trupp e polacche, durata molti mesi. Perciò e Polonia ed Intesa hanno dato al mio operato la loro sanzione. Io non potevo adesso mancare alla mia parola allora solennemente impegnata, tanto p iù che VILNA era stata data ai Lituani dai nostri nemici, coi quali ancora combattevamo. Il Presidente del nostro Consiglio dei Ministri aveva promesso a LLOYD GEORGE di lasciare VILNA ai Lituani, se lo stesso LLOYD GEORGE avesse ottenuto dal Governo di Mosca l'armistizio e la pace; ciò non essendo avvenuto, ogni impegno preso dal nostro Presidente non ha più valore. D'altra parte tutta la Nazione si rivolgeva a me, nativo di VILNA, perchè quella città, eminentemente polacca, fosse polacca. Lo chiedevano sopratutto gli abitanti di quelle regioni, vessati in mille modi dai Lituani: lo chiedevano con angoscia gli Ufficiali ed i soldati di quei territori che servono sotto le nostre bandiere, e le cui famiglie sono state dai bolscevichi prese come ostaggi quando hanno dovuto sgombrare la città. Ogni giorno ricevo numerose lettere, non solo di Ufficiali e di soldati ma anche colletti ve di intere unità che mi supplicano di concedere loro di unirsi ai difensori di VILNA. Se anche avessi fatto tacere i miei sentimenti personali, il sentimen to generale di tutta la Nazione avrebbe esploso con gravissime conseguenze. Era quindi mio dovere, come Capo dello Stato, di disciplinare tale sentimento quando stava per tradursi in azione e di guidarlo.
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Mio primo pensiero è stato quello di evitare spargimento di sangue fra due popoli che io considero come fratelli, il lituano ed il polacco. La situazione militare era, su tale riguardo, delicatissima. Le trippe lituane e russe combattevano contro di noi sulla fronte nord riunite. Bisognava dividerle, gettare all'est le truppe bolsceviche, e su queste picchiare sodo; isolare all'ovest le truppe lituane e lasciarle tranquiile. Militarmente considerata, l'azione era assai difficile, perchè era necessario rompere la fronte lituana per attaccare il fianco destro delle truppe russe. Ho affidato tale impresa ad una Divisione speciale, comandata da Ufficiali di mia fiducia; ed essa è riuscita a separare i bolscevichi dai lituani infliggendo a questi ultimi perdite minime, cinque morti e venti feriti. Egualmente quando il Generale ZELIGOWSKI ha occupato VILNA, i Lituani non hanno avuto un solo uomo né morto né ferito. Ed a ciò, oltre agli ordini tassativi da me dati, ha servito un sentimento innato tanto nell'animo dei polacchi che in quello dei Lituani, un sentimento di istintiva ripulsione a combattersi fra di loro. Il voler ora fare di VILNA una città esclusivamente lituana è impossibile. L'Intesa, e specialmente la Lega delle Nazioni, non conoscono la questione nei suoi veri aspetti, e sopratutto in riguardo al sentimento nazionale polacco. Me ne sono accorto quando ho ricevuto i delegati inviati a Suwalki dalla Società delle Nazioni; essi sono all'oscmo di tutto, ignorano anche quei dati fondamentali che pure sono di conoscenza comune. VILNA potrebbe essere Lituana, soltanto se la Lituania fosse a noi strettamente confederata; e noi siamo disposti, in tal caso, a concederle la più autonomia e tutti i vantaggi. E' nell'interesse della Lituania di unirsi a noi; da sola non potrebbe vivere. Ma se l'Intesa vorrà che VILNA appartenga ad una Lituania da noi divisa, sarà sua colpa se la guerra continuerà, perchè noi non potremo mai lasciare senza aiuto i nostri soldati che difendono una nostra terra. Se ora vi saranno azioni aggressive, queste saranno volute esclusivamente dai Lituani, perchè le truppe polacche che occupano il territorio di VILNA non spareranno tm solo colpo di fucile se non per difendersi. Il partito nazionalista lituano non è che una minoranza; il popolo non è contrario ad una riunione alla Polonia. Ma il partito nazionalista domina gli altri perchè è l'unico che abbia una certa cultura. E' Ùn partito profondamente cattolico, e perciò su esso potrebbe avere grande influenza l'azione moderatrice del Sommo Pontefice; ed in questo senso vorrei interessare l'opera del Nunzio Pontificio a Varsavia. In conclusione: nell'interesse di una pace vera e generale, bisogna che ]a questione di VILNA, città assolutamente polacca, sia risolta secondo il sentimento nazionale polacco."Come si vede, parlando dell'occupazione di VILNA, il Maresciallo PILZUDSKI non ha ripetuto la versione ufficiale di un colpo di testa compiuto dal Generale ZELIGOWSKI e dalle sue truppe, contro il volere del Governo polacco.
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Documento n. 25 IL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA, AL MINISTERO DELLA GUERRA DIVISIONE STATO MAGGIORE (ROMA) E ALLO STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 58, sottofascìcolo 9) Relazione n. 116 prot. Riservato
Varsavia, 10 maggio 1921
LA RIVOLTA NELL'ALTA SLESIA
Facendo seguito al mio rapporto N. 101 del 4 corrente, ed a complemento dei miei telegrammi, ho l'onore di commùcare: Dopo la presentazione ai Ministri d'Italia, Francia ed Inghilterra della nota verbale che, come ho detto nel mio telegramma N. 106, è stata giudicata vacua ed insuffi ciente, il Vice Mi1ùstro Piltz, che reggeva questo Ministero degli Affari Esteri durante l'assenza del principe Sapieha, ha rassegnato la reggenza al sottosegretario di Stato Dabski, quello stesso che era a capo della delegazione polacca durante le trattative di Riga. Dabski ha inviato al nostro incaricato d'affari una lettera di condoglianza per le perdite che gl'italiani hanno subito in Alta Slesia, lettera che però è diretta, non al Capo della Legazione italiana, ma personalmente al Barone Modica. Contemporaneamente Dabski consegnava ai tre Ministri dell'Intesa, qua residenti, una seconda nota più conclusiva della prima e che tende sopratutto a scagionare il Governo polacco di guanto è accaduto in Al ta Slesia. Tale affermazione, puramente diplomatica, non può però cancellare la verità dei fatti. E' ormai risaputo da h1tti coloro che hanno seguito a Varsavia la preparazione del plebiscito, che l'opera di Korfanty ha avuto l' approvazione e l'appoggio del Governo polacco. L'insurrezione era stata preparata da lungo tempo appunto per forzare con la violenza l'esito del plebiscito, oppure le deliberazioni della commissione interalleata, qualora o l'tmo o le altre fossero riusciti sfavorevoli alla Polonia. Nel Consiglio dei Milùstri che ha deciso la revoca di Korfanty, il Ministro del lavoro, Jankoski non ha voluto smentire l'appoggio che il Governo aveva già concesso al Commissario Generale polacco ed ha presentato le sue dimissioni. A dimostrare l'accondiscendenza che il Governo, per mezzo del "Comitato per l'Alta Slesia" ha accordato alla preparazione della rivolta cito le seguenti notizie avute da informatori seri: 1) Avanti il plebiscito, ufficiali e soldati polacchi apparentemente smobilizzati sarebbero entrati alla spicciolata in Alta Slesia. Essi, che raggiungevano la cifra di qualche migliaio, avrebbero inquadra to e rafforzato le bande già costituite da Korfanty. Il loro invio in Alta Slesia sarebbe avvenuto per opera del "Comitato per l'Alta Slesia" che funziona in tutta la Polonia e che ha la sua direzione qua a Varsavia. Sembra
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anche che fra questi m.ilitari si siano infiltrati individui di nazionalità straniera, i quali. avrebbero aizzato gli operai slesiani e sarebbero stati i fautori del movimento contro le truppe italiane. 2) Esiste ora a Varsavia, con diramazioni in altre città della Polonia, un Com.itato per gli arruolamenti volontari per l'Alta Slesia il guale, pur essendo stato ufficialmente soppresso per ordine del Governo, continua in realtà a funzionare. A tale comitato, che è appoggiato da partiti politici e militari, sono forniti armamenti, equipaggiamenti e forti somme di danaro che, per mezzo di espedienti, vengono inviati in Alta Slesia. 3) Corre con insistenza la voce che le artiglierie di una unità polacca di presidio presso la frontiera slesiana sarebbero state rubate dagli insorti. A completare gueste notizie si aggiunga che vengono richiamati alle armi con precetto personale tutti quei militari che erano stati temporaneamente inviati in congedo illimitato. Lo Stato Maggiore polacco provvede intanto a completare il raggruppamento delle forze sulla frontiera tedesca secondo gli accordi avvenuti a Parigi. Tale lavoro è diretto dal Capo di Stato Maggiore, Generale Sikorski1 e dal Capo della Missione Militare francese, Generale Niesset che lavorano in completo accordo. Parecchi reparti della 6° Armata che, com.e è noto, si trova nella parte sud della frontiera verso la Russia, sono stati trasportatt o sono in viaggio, verso la frontiera tedesca. Si tratta sopratutto di brigate e di reggimenti di fanteria, di unità d i artiglieria di d iverso calibro e di reparti tecnici. Tutto il materiale aviatorio disponibile e le tanks sono riuniti verso la frontiera tedesca. L' atteggiamento della stampa polacca e della cittadinanza di Varsavia, si può riassumere così : "Pubblicazioni di notizie sugli avvenimenti dell'Alta Slesia nettamente ostili e tendenziose per gli italiani: tutti gli scontri con i rivoltosi sarebbero avvenuti perchè le truppe italiane combattono a fian co delle organizzazioni militari tedeschei molte organizzazioni tedesche sarebbero mascherate con uniformi italiane; il Generale De Marinis avrebbe invitato i tedeschi a passare l'Oder ed a prendere la controffensiva, a via di questo passo. Per le vie della città si ripetono le dimostrazioni inneggianti alla Francia ed ostili verso l'Ital ia e verso l'Inghil terra. Le molteplici cerimonie che hanno avuto luogo il 5 corrente per if centenario della morte di Napoleone sono state una servile esaltazione dell'alleanza franco-polacca. A tali cerimonie, quantunque le Missioni diplomatiche e militari fossero state invitate, non ho creduto d ' intervenire con i miei ufficiali perché proprio in quel mattino era giunta a Varsavia la notizia dei militari italiani morti e feriti in Alta Slesia. Nella circostanza presente la Polonia ha dimostrato tutta la sua inesperienza ed inabilità politica, il che può trovare un'attenuante sol tanto nel fatto che guesto stato è ai suoi primi giorni d i vita. La Polonia si è comportata come un fanciullo viziato che strilla e tira calci al primo rifiuto che vien opposto alle sue richieste. Bisogna confessare però che a viziare tale fanciullo abbiamo concorso tutti noi alleati; abbiamo tal-
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mente esaltato con frasi e con promesse questo stato nei suoi primi giorni di vita, da fargli credere che tutto gli fosse dovuto. Soltanto l'Inghilterra, che non è qua certamente amata, è però molto temuta, il che in Polonia ha un grande valore. Io comprendo il sentimento di dolore che possono aver provato i polacchi alla notizia che parte delle terre tanto agognate dell'Alta Slesia minacciava di esser loro sottratta; ma ciò che non si può amrnettere è che, di fronte ad una proposta che non aveva ancora nulla di risolutivo, Governo e popolazione abbiano creduto di dover passare improvvisamente dalle proteste d i un'esagerata amicizia a quelle di un esagerato risentimento, con conseguenze tanto fatali per le nostre truppe. Bisogna però riconoscere, ed è bene dirlo francamente, che a tale opera ha concorso largamente la Francia, la quale ha cercato costantemente d'inasprire e rendere difficili le relazioni tra l'Italia e la Polonia. E' un'opera questa che ho seguito nel suo svolgimento quotidiano; e l'ho veduta svolgere con metodo e con coordinazione da tutti gli elementi ufficiali, ufficiosi e privati francesi che si trovano in Polonia. Il Governo di Parigi ha sostenuto tale opera con un sistema di propaganda veramente grandiose. Si vuol fare della Polonia una colonia francese; e la sola nazione che, per fattori di tradizione e d'altro, avrebbe potuto contrastare tale risultato era l'Italia. Gli avvenimenti hanno favorito l'opera francese. Il "Journal de Pologne" organo di questa Legazione di Francia, ha esplicato in questi giorni un'azione veramente indegna. Ha raccolto su tutti i giornale polacchi, e nei telegrammi provenienti dal!' Alta Slesia, tutte le false notizie (e quelle sole) che riuscivano ostili per le truppe italiane; e le ha pubblicate poi quotidianamente riunite in una sola rubrica. Quest'oggi in questi ambienti politici circolano voci secondo le quali il comitato esecutivo slesiano, padrone ormai di tutta la zona che deve appartenere alla Polonia, avrebbe l'intenzione di proclamarne l'indipendenza e di confidarne il regolamento definitivo ad una Costituente. Alcuni giornali polacchi, commentando tale notizia, dicono che l'Intesa sarebbe in principio' favorevole a tale progetto, e che trattative attualmente in corso di riferirebbero soltanto a dettagli di esecuzione. I giornali annunciano pure che la Czeco-Slovacchia ha assunto, riguardo alla questione slesiana, un atteggiamento nettamente ostile verso la Polonia, non curando di rendersi così nemica la Francia. Korfanty aveva invitato gli operai polacchi a riprendere il lavoro il mattino del giorno 9; i giornali usciti stamane dicono che, malgrado l' invito ricevuto, gli operai n on si sono presentati. Questo Incaricato d' Affari tedesco ha consegnato al Governo polacco una nota con la quale protesta contro la solidarietà degli impiegati polacchi con rivoluzionari slesiani, contro le proclamazioni lanciate da aeroplani polacchi in Alta Slesia e contro le escrizioni insultanti per la Germania che i dimostranti portano in giro per le strade d i Varsavia.
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Riassumo ora i commenti più importanti che pubblicano i giornali dei diversi partiti: Il "PRZEGLAD WIECZORNY" (organo del partito democratico, avversario di Paderewski), in un articolo intitolato: I NIPOTI PAGHERANNO LE COLPE DEGLI AVI dice: ""La politica estera italiana è colpevole di appoggiare troppo la Germania. L'azione ostile delle truppe italiane in Slesia, la lotta contro gli interessi nazionali polacchi, l'abbandono dell'antica simpatia per la Polonia, sono prove di una politica amichevole per la Germania, apertamente ostile verso la Francia e la Polonia, e segretamente ostile anche verso l'Inghilterra malgrado che in apparenza la politictt italiana e quella inglese vadano d'accordo. Ma quello che può fare l'Inghilterra, grazie alla sutt situazione geografica, non può farlo l'Italia, che ha ora due nemici invece di uno solo, e cioè: la Germania, che si finge sua amica soltanto per raggiungere meglio il suo scopo di rivincita, e la Jugoslavia irritata per la perdita dell'Istria, del territorio presso Trieste, di Gorizia, che sono terre schiettamente slave. Non è prudente per l'Italia di rendersi ostili la Francia e la Polonia. Esse potranno difendere l'Italia contro la Germania; ma contro la Grecia e la Jugoslavia l'Italia dovrà difendersi da sé."" "RZECZPOSPOLITA" (organo di Paderewski e del partito conservatore). ""Una condizione assoluta per calmare l' insurrezione in Alta Slesia, ed il solo pezzo per regolare oggi la situazione1 è una decisione pronta e definitiva delle grandi Potenze. Il Governo polacco potrà prendere allora la parola non come un intermediario che appoggia le domande del popolo slesiano, ma in nome dello Stato polacco che htt sottoscritto il trattato di Versailles. Un altro modo per tranquillizzare il popolo del1' Alta Slesia è che la Commissione interalleata non governi più il territorio degli insorti con antichi funzionari tedeschi . Il ritorno di tali funzionari fra gl'insorti sarebbe untt provocazione."" "GAZETA WARZAWSKA'' (giornale del partito nazionale d emocratico). ""Il sangue versato in Alta Slesia è la mani festazione dei sentimenti delle masse e non la prova di una politica cosciente. li movimento rivoluzionario può avere un senso politico soltanto se rimane coìne una testimonianza sanguinante della volontà ineluttabile del popolo slesiano di essere unito alla Polonia. La sorte della Nazione è, e deve restare, nelle mani del Governo e della Dieta. Una politica cosciente e prudente deve dirigerli entrambi, tenendo con to bensì del movimento delle masse, ma senw permettere che il Governo dello Stato sfugga dalle mttni responsabili."" "GAZETA PORANNA" (giornale conservatore). ""La palla delirinsorto, diretta contro un tedesco, colpisce il petto di un soldato italiano o francese. E subito il demone tedesco ed ebreo ha un grido di gioia : "La Polonia lotta in Alta Slesia contro la Francia, l'Inghilterra e l'Italia. "Che si può desiderare di più a Berlino ed a Mosca? 1
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Noi dobbiamo trovare a qualunque costo un'uscita da questo tragico conflitto senza lasciar opprimere di nuovo la popolazione polacca in Alta Slesia, e senza lasciarci trascinare in una guerra che non sarebbe contro la Germania ma contro gli Alleati."" "KUPJER WARZAWSKI" (grande organo conservatore). '"'Ora che tutti i nostri partiti politici, nella conferenza che hanno avuto con Wìtos, si sono dichiarati completamente d'accordo con la politica seguita dal nostro Governo in Alta Slesia, è da sperare che i deputati tutti contribuiranno realmente a circoscrivere un'azione che ha toccato gli estremi ed a padroneggiare un movimento che è definito come un uragano. La circospezione e l'energia possono ancora salvare la nostra causa pericolante, mentre per contro l'esaltazione e un incosciente ignoranza del valore di potenti elementi internazionali potrebbero procurarci grandi mali."" "GAZETA PONIEDZIAKOWA" (organo del centro sinistra). ""Il popolo polacco, osservando superficialmente la questione slesìana, ragiona così: l'Inghilterra è nostra nemica, l'Italia ci ha abbandonato; solo la Francia ci salverà e non ci tradirà mai. Dunque viva la Francia ed abbasso l'Inghilterra e l'Italia. Ma che cosa succederà se la Francia, avendo usato tutti i suoi mezzi per trionfare nella questione delle indennità, non n.e avrà più d i disponibili per sa lvarci la Slesia? Andremo a fare w,a dimostrazione ostile anche davanti la Legazione di Francia?"" "ROBOTNIK" (organo del partito socialista). ""La decisione della Commissione interalleata di Oppeln era già presa da tempo ed è frutto del lavoro tedesco. E' poco chiara soltanto la parte esercitatavi dalla Francia. Noi crediamo che il Generale Le Pond abbia difeso i nostri d iritti ed abbia espresso un'opinione diversa da quella dei nuovi colleghi d'Italia e d'Inghilterra; ma non constatiamo che la Francia spieghi in questa questione la stessa ferm ezza che ha dimostrato nella questione delle indennità. E' certo che la Francia non vuole rischiare per la Slesia di attirarsi l'inimicizia dell'Inghilterra e dell'Italia. Come noi abbi amo perduto la Slesia di Teschen sopratutto per causa della Francia, così avremmo g ià perduto anche l'Alta Slesia se non lo avesse impedito la popolazione operaia della Slesia stessa. Se perderemo la Slesia malgrado le simpatie francesi, questo non impedirà ai capitalisti francesi di impiegare i loro capitali nelle industria slesiane."" Infine il "JOURNAL DE POLOGNE", dopo aver dichiarato che la situazione in Alta Slesia è migliorata soltanto grazie all'atteggiamento ammirevole delle truppe francesi e all'arrivo ad Oppeln del Generale Le Pond, pubblica il seguente cara tteristico telegramma inviatogli da Parigi: ""Bisogna evitare ad ogni costo ciò che i tedeschi desiderano, cioè di unire la questione del le riparazioni con quella dell'Alta Slesia. Sarebbe perciò desiderabile d i sospendere per qualche giorno ancora qualunque decisione per poter prima regolare la questione dell'ulti matum e quella
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dell'occupazione eventuale della Ruhr. Dopo di che sarà assai più facile sostenere la tesi francese in difesa dcli' Alta Slesia. La proposta inglese d i concentrare le truppe alleate nella zona industriale con testata, lasciando ai polacchi il possesso dei distretti di Ribnyk e Pless ed ai tedeschi i distretti rnrali del nord, è considerata come inaccettabile perchè le truppe francesi sarebbero ridotte all'impotenza in caso d i conflitto fra polacchi e tedeschi"".
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Documento n. 26 IL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA, AL MINISTERO DELLA GUERRA STATO MAGGIORE REGIO ESERCITO -REPARTO OPERAZIONI UFFICIO OPERAZIONI (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., fondo Ell, busta 58, sottofascicolo 14) Relazione n. 89/2 prot. Riservato
Varsavia, 30 maggio 1922
POLONIA E RUSSIA DOPO LA CONFERENZA DI GENOVA
Polonia e Russia hanno firmato a Genova il "patto di non aggressione" che per un periodo d i otto mesi dovrebbe assicurare la pace. Ciò non toglie però che questi circoli militari e politici e l'opinione pubblica polacca osservino attentamente il loro grande e pericoloso vicino d' oriente per scoprire se, forte dell'alleanza con la Germania, p repari piani d i aggressione. Le manifestazioni che la Russia bolscevica ha dato durante lo svolgersi della conferenza di Genova, sono poco chiare e spesso contraddittorie. La stampa ufficiale bolscevica scriveva verso il 10 Maggio che le autorità militari dell'esercito rosso, dopo parecchie conferenze, avevano decretato la snwbilitazione della classe del 1899, ed avevano ordinato d i sospendere la formazione di nuove u nità, già in via di costituzione. Tali provvedimenti apparivano consigliati dalle condizioni economiche della Russia, eccezionalmente gravi, come le stesse autorità governative avevano confessato. Verso la metà di Maggio, la disorganizzazione dei trasporti era giunta a tal punto che il Commissariato economico decretò la soppressione completa delle linee ferroviarie di seconda categoria, onde utilizzare il materiale rotabile disponibile per il miglioramento delle linee principali. Attualmente la Russia non ha in efficienza che il 50% delle sue strade ferrate. Tutte le commissioni di esperti riunite per ordine del Governo d i Mosca hanno riconosciuto l'impossibilità per la Russia di poter provvedere all.a propria ricostruzione ed anche soltanto di poter migliorare la propria organizzazione, senza l'aiu to finanziario e direttivo straniero. Parallelamente però a tali sintomi di pacifismo altri ne appaiono di carattere bellicoso ed aggressivo. Il concentramento di forze russe verso le fron tiere polacche e rumene, lungi dal decrescere va aumentando. Notizie pervenute a questo Stato Maggiore segnalano la presenza nella parte meridionale del Distretto di Kiew della 4° Divisione di cavalleria, già dislocata ad Ekaterinodar, nel Caucaso setten trionale. Altra divisione di cavalleria, la 14°, già dislocata a Rostow, pure nel Caucaso, si sarebbe in questi giorni spostata, per trasferirsi probabilmente anch'essa sulla frontiera rumena. Altri minori concentramenti di truppe di fanteria sono segnalati verso la fron tiera rumena, ma essi non appaiono ancora tali da destare serie preoccupazioni. Nel dis tretto di
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Kiew per conseguenza, che è il più prossimo alla frontiera rumena, verrebbero ora ad essere dislocate cinque divisioni di cavalleria (1'8°, la 9°, la 4°, 17° e forse la 14°)più una brigata di cavalleria della 15° Divisione e la brigata autonoma Kotowski. Sempre secondo le notizie pervenute allo Stato Maggiore polacco, il comando di dette truppe di cavalleria si troverebbero a Winnica. Contemporaneamente a tali movimenti di truppe, la stampa russa ha ripreso il tono intransigente che aveva per un momento abbandonato durante il primo periodo delle trattative di Genova. Di una attiva cooperazione mi litare tra Russia e Germania non mancano le prove. Una missione militare tedesca, comandata dal Generale Bauer, si trova a Mosca. Secondo quanto si dice in questi circoli militari e politici, la missione avrebbe per scopo immediato: 1) La riorganizzazione dello Stato Maggiore bolscevico per mezzo di ufficiali tedeschii 2) La ricostruzione delle strade ferrate strategiche con l'aiuto di personale e mezzi tecnici tedeschii 3) Il trasferimento dalla Germania in Russia di varia officine e fabbriche di materiale bellico; 4) L'assegnazione all' esercito russo di una rilevante aliquota di istruttori tedeschi (Ufficiali e Sottufficiali)i e come scopo finale la riorganizzazione completa del]' esercito russo su effettivi ridotti ma validi, e la conclusione di un accordo militare germanico russo. Intanto si è sospeso fino al prossimo Ottobre il congelamento d ella classe 1899. Il Generale Bauer ha presentato inoltre un progetto secondo il quale verrebbe ad essere risolta la questione delle comunicazioni dirette tra la Russia e la Germania senza passare per la Polonia. Tale progetto è stato d iscusso a Kowno, in una conferenza sulle comunicazioni alla quale hmmo partecipato i rappresentanti della Lituania., d ella Letto1ùa, dell'Estonia, della Russia, d ella Germania. La conferenza ha stabilito l' utilizzazione, per i trasporti ferro viari, della linea: Mosca / Rzecjca / Kalkuny / Kowno / Intesbourg / Konigsberg, resa attiva in seguito alla ricostruzione del ponte di Dunabourg. Si è rimarcato in questi ultimi tempi un'affluenza notevole in Russia di commercianti e industriali tedeschi. Sono arrivati ultimamente a Mosca i rappresentanti di Krupp e d i Stinnes, per continuare le trattative iniziate a Berlino e concernenti la messa in opera, nella regione meridionale del bacino di Donetz, di grandi fabbriche di armi e munizioni. E' naturale che la stampa, e anche l' opi1ùone pubblica polacca, commentino tali fatti con una certa preoccupazione. II Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Sikorski, rimane però tranquillo. Non più tardi di ieri egli mi ha ripetuto che non ritiene le condizioni interne della Russia le permettano di poter iniziare e svolgere una campagna, pur valendosi dell'aiuto tedesco.
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Meno ottimista, invece, appare il Minjstro della Guerra, Generale Sosnkowski. Egli mi ha detto che, secondo informazioni sicure pervenutagli, gran parte dei viveri inviati in Russia dall'occidente e dall'America, anzichè essere distribuiti agli affamati, sono stati riuniti presso la frontiera verso la Polonia, costituendo così ricchi magazzini che assicurerebbero l'approvvigionamento dell'esercito combattente. Egli ritiene che, quanto più la condizioni della Russia saranno disastrose, tanto più spingeranno Trozki ed il suo partito ad invadere le ricche pianure della Polonia per trame risorse ed evitare la catastrofe. Dicl,iarazioni ottimiste ha fatto invece il Ministro degli Esteri, signor Skirmun t, al suo ritorno a Varsavia da Genova. Egli a posto in luce l'importanza del "patto dì non aggressione" che assicura la pace almeno fino alla fine del corrente anno. "Se un intesa definitiva - ha detto il signor Skirmunt - non si è potuto stabilire con la Russia, ciò proviene principalmente dall'estrema difficoltà che si incontra per conciliare il sistema comunista con quello capitalista. La delegazione polacca ha cercato sopratutto di restare stretto contatto con le potenze dell'Intesa da una parte e con quelle della piccola Intesa dall'altra. Tale scopo è stato raggiunto. L'Intesa con la Francia dmante la conferenza non ha fatto che diventare sempre più stretta. Un contatto efficace si è potuto stabilire anche con l'Ingbìlterra, e gl'uomini politici inglesi sembrano ora meglio illunùnati sulle questioni polacche. Le buone relazioni con l'Italia hanno condotto alla conclusione di un accordo commerciale polacco-italiano. D'altra parte l'accordo con gli stati baltici, che ha preceduto la conferenza, ha permesso alla Polonia ed a tali stati di avere i loro rappresentanti in lutte le sotto commissioni. Così la Polonia ha potuto esercitare alla conferenza un'efficace influenza, di cui si è servita con profitto ogni volta che la rottura dei negoziati sembrava imminente. Conversazioni particol.ari che ho avuto con i principali delegati tedeschi mi hanno dato l'impressione che esiste la possibilità d i concludere negoziati politici e commerciali con la Germania." Le dichiarazione del Ministro Skirmunt hanno fatto cambiare l'intonazione della stampa polacca, specialmente di quella dei partiti di destra, che, capitanata dall'organo di questa Legazione francese, il "Journal de Pologne", ha continuato a condurre un'acre campagna contro la Conferenza durante tutto il suo svolgimento. Oggi la stampa, in generale, riconosce che lo sforzo collettivo di un così gran numero di nazioni convenute a Genova, marca una tappa importante sulla via del progresso e della pace.
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Documento n. 27 IL CAPITANO PARVOPASSU, ADDETTO ALLA MISSIONE MILITARE ITALIANA IN POLONIA PER L'AERONAUTICA, AL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE 1TALIANA IN POLONIA (VARSA VIA)
(A.U.S.S.M.E., fondo E11, busta 62, sottofascicolo 14) Promemoria
novembre 1922
UTILITA' DELLA ISTITUZIONE DELLA CARICA DI ADDETTO AERONAUTICO PRESSO LA LEGAZIONE D'ITALIA IN POLONIA
In ottemperanza alle richieste fattemi verbalmente espongo V.S. le ragioni per le quali ritengo che debba restare un Addetto per l' Areonautica presso la Real Legazione d'Italia in Polonia, addetto che dovrebbe esplicare il suo mandato anche nelle Repubbliche Baltiche. La necessità dell'istituzione di una tale carica trova principalmente ragione nell'importante sviluppo della nostra industria ha acquistato in Polonia dal 1919 ad oggi, attività che ha potuto avere dei grandi successi principalmente in merito alla continua assistenza favoritagli dalla Missione Militare e dalla Real Legazione. I Raids eseguiti in Polonia dagli apparecchi SVA 5; SVA 10; A 300 (Mainardi, Ancillotto, Stoppani, Brezzi) sarebbero state magnifiche prove sportive, ma sterili come risultato comrnerciak, se non fossero stati accompagnati e seguiti da una accurata preparazione di propaganda fatta dalle autorità diplomatiche e Militare italiane. Ora che le relazio11i industriali avia torie fra l'Italia e la Polonia hanno raggiunto uno sviluppo molto ragguardevole creando nello stesso paese una fiorente industria per costruzioni di areoplani di tipo italiano 1 la nomina di un addetto areonautico si rende maggiormente necessaria. L'addetto oltre a procurare all'industria italiana nuove fonti di lavoro, dovrà specialmente mantenere viva la preferenza accordata dai pilo-
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Aeroplani di tipo italiano venduti dalle case industriali italiane alla Repubblica polacca: 35 A.I. (Balilla); 80 SVA 10; 15 A 300.3; 16 M.9.; 13 FBA. Sono state presentate al Governo polacco e prese in benevole consideraàone offerte per: 25 A 300.4; 18 SAVOIA. Aeroplani di tipo italiano fabbricati a tutt'oggi dalla casa Plage e Laskiewicz di Lublino: 80 AL (Balilla); 50 A 300.2. La Plage e Laskiewicz ha ancora im contratto in corso per la fabbricazione di un numero ingente di Al e di A 300.2; ben inteso i motori SPA e A 12 bis occorrenti per questi apparecchi sono stati comperati in Italia. Sono inoltre stati comperati in Italia un numero ingente d i motori di ricambio A 12 bis e SPA (circa un centinaio) e altri contratti sono in corso per l'acquisto di altri motori sia da parte del Governo polacco che da parte della Ditta Plage di Laskicwicz.
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ti polacchi al materiale italiano combattendo in moltissime occasioni la forte concorrenza dell'industria delle altre nazioni che cerca di opporsi con ogni mezzo, allo svilupparsi delle simpatie al riguardo del ma teriale nostro. I compiti affidati all'Addetto aereonautico dovranno essere precisamente i seguenti: Egli in.formerà le autorità italiane su quanto avviene nell'aeronautica polacca sia civi le che militare. Data la natura del paese e la sua situazione geografica che lo fanno il ponte naturale fra l'Europa occidentale e l'Europa orientale, in un avvenire molto prossimo molte potranno essere le informazioni che l'addetto aeronautico potrà inviare. Per ora però il principale compito dell'addetto deve essere commerciale e industriale. Pur tenendo informato il Governo centrale, egli deve tenersi in diretta (alcuni gionù di ritardo possono far fallire un affare) comunicazione con la case aeronautiche i taliane che vogliono svolgere un'opera di penetrazione in Polonia, e che avendola di già svolta vogliono mantenere ed ampliare lavoro corrente di affare. Egli tenendosi in stretto contatto con tutti gli ambienti aeronautici militari e civili, con le autorità militari e civili della Polonia e dei paesi limitrofi, deve sapere qua le è il momento ed il luogo opportuno ove una data casa può svolgere la sua azione facendo qualche manifestazione o invitando un suo rappresentante. E' specialmente utile che egli informi le case costruttrici sulle disponibilità del bilancio dell'aviazione per possibili acquisti, dando così modo alla case d i arrivare in tempo utile con le loro offerte. Deve sapere quali altri concorrenti con italiani vi sono e che opera svolgono; cercare di impedire la propaganda ostile. Nello svolgimento dell'affare egli deve fare il trait d'union fra le case italiane e l'ente estero che fa l'acquisto cercando d i essere equanime per ottenere tutta la fiducia degli enti acquirenti. I collaudi dovrebbero sempre avvenire nello stato acquirente per questi motivi: Se il collaudo avviene presso le case costruttrici in presenza di invitati dell'acquirente, questi inviati sono soggetti al loro ritorno in patria a critiche spesso non favorevoli alimentate dai concorrenti. La merce arriva spesso molto tempo dopo i collaudi e le avaria avvenute durante il viaggio cono attribuite a difetti di fabbricazione. Chi riceve la merce ed assiste alle nuove prove non è quasi mai la stessa persona che ha assistito ai collaudi in Italia; infinite questioni sorgono (anche se le prove sono fatte dal personale inviato dalle case) assai difficili da appianare e che si prolungano per mesi e mesi: questioni sempre invelenite dai concorrenti. Spesso durante i collaudi si stabiliscono i preliminari di altri contratti di acquisto. L'addetto aeronautico deve assolutamente assistere ai collaudi di tutto il materiale per appianare h1tte le questioni che possono sorgere riguardanti il materiale stesso ed il personale collaudatore. Dato il carattere speciale dei piloti e del personale specializzato, da-
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ta le differenti nazionalità, le speculazioni, le concorrenze ecc. molto spesso l'Addetto aeronautico con la sua autorità e col suo tatto deve accomodare dissidi che possono avere conseguenze spiacevoli. Alcune volte il personale italiano è pagato dalla casa italiana stessa, altre volte dall'ente acquirente: la casa italiana sp esso deve pagare del personale dei campi come aiuto nel lavoro. Il personale italiano deve sempre dare le necessarie istruzioni su l materiale al personale dei campi (piloti e specialisti) e non partire fino a quando questi abbia preso buona pratica del materiale di volo dei motori e degli apparecchi. Con la pratica che ha del paese e degli uomini di esso, con la sua qualità di pilota che gli da una speciale autorità, con le sue conoscenze tecniche, solamente un addetto aeronautico è in grado d i facilitare e decidere tutto ciò. Da tutte queste questioni piccole e grandi può dipendere il buon nome d ella nostra industria e delle future ordinazioni perché nemici e concorrenti approfittano di ogni occasione per un'opera di influenza contraria e spesso di denigrazione. Tutto ciò riguarda le forniture venute direttamente dall'Italia. In Polonia vi è un'altra branca che deve essere attentamente sorvegliata ed appoggiata. Vi è una fabbrica a Lublino che ha acquistato dalla casa Ansaldo la privativa per costruire un ingente numero di A 300 e A 1; le parti metalliche degli apparecchi e i motori sono forniti dall' Italia, tutto il resto è costruito dalla ditta polacca. Per ragioni ovvie di convenienza e per il buon nome della nostra industria occorre che d etta fabbricazione sia attentamente sorvegl iata e che la ditta italiana sia sempre informata d i quanto avviene nella fabbrica e se gli apparecchi che escono sono veramente buoni e ben presentati e come le autorità polacche li considerano. Entrato il materiale a far par te d ell'aviazione detto stato acquirente, a ciò che tutto il lavoro d i penetrazione non vadcl perduto e sia invece compiuto un lavoro di espansione, occorre seguire ancora il materiale italiano non solo tenendosi in contatto con le autorità militari e aeronautiche, ma con le squadriglie che hanno in dotazione apparecclù italiani e con i singoli piloti che li montano; ascoltarne le critiche cercare d i ribatterle ed ottenere dalla casa italiana le modificazioni e gli schieramenti richiesti. Nell'aviazione non sono rari gli incidenti e le disgrazie. Di queste approfittano subito i concorrenti ed i denigratori del nostro materiale per svolgere una propaganda a noi contraria a base spesso di inesattezze e asserzioni false. Occorre fare inchieste raccogliere documenti, testimonianze e con ciò abbattere la propaganda avversa. Non è solamente una concorrenza commerciale tra le varie case che bisogna sostenere: Inghilterra e Francia che sono oggi le sole esportatrici di aeroplani sostengono con ogni mezzo mediante i loro rappresentanti ufficiali le fabbriche francesi e inglesi d i aeroplani e motori, e molte volte, non per ragioni tecniche, ma per ragioni politiche e finanziarie riescono ad imporli. Qui forse alla testa dell'aviazione polacca (IV Dipartimen to del Ministero della Guerra) verrà posto un ufficiale pilota francese. Per ora vi è un consigliere tecnico che fa sentire la sua influenza su tutto il corpo 0
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aeronautico polacco; spesso comandanti d i campo, di squadriglie, piloti temono di parlare bene di apparecchi non francesi per tema delle autorità centrali che sono sotto l'influenza francese. Se uno stato limitrofo della Polonia vuole acquistare apparecchi italiani, il m inistero di detto stato si rivolge alle sue autorità diplomatiche accreditate in Polonia per chiedere informazioni sugli apparecchi italiani di cui la Polonia è fornita. Molto spesso se v i è una concorrenza inglese o francese nello s ta to acquirente le informazioni inviate, tanto per combinazione, sono attive, ed occorre all'addetto aeronautico inviare documenti che provino che le informazioni sono false. Contro delle case che agissero in tal modo si potrebbe procedere legalmente, ma è ovvio che una tale azione non è né conveniente né possibile contro autorità diplomatiche e militari. Occorre molto tatto, molta circospezione nell'azione. I risultati ottenuti in Polonia dalla Ditta Ansaldo in tre anni (più di 300 apparecchi italiani, fabbricati in Italia o a Lublino solcano il cielo polacco) sono le migliori prove che l' addetto aeronautico è stato utile. A Puck vi sono ancora una ventina di F.B.A. e M. 9 vendu ti dalla ditta d i Lauro e Gravin a di Napoli alla Polonia. Era materiale residuato di guerra portato qui senza aver preso contatto con l'addetto aeronautico. Nessun lavoro quindi poté essere fa tto per facili tare la buona riuscita dell' affare di cui l' addetto aeronautico fu tenuto completarn.ente a Il'oscuro. Per il collaudo fu inviato un ufficiale polacco in Italia: per il montaggio e la prova in Polonia venne personale inviato dalla casa italiana; per cause di incompetenze, di insufficienza d i mezzi, di questioni di pagamento, il materiale è ancora a Puck in parte smontato. Di tutto ciò l'addetto aeronautico è solo informato per sentito dire, ma non si potè mai occupare della cosa perché la ditta italiana, mai lo informò di nulla, in modo che egli neppure sa se detto materiale, alienato di guerra, aveva la parte del Comando Superiore di aeronautica italiana l'autorizzazione di volare. Vi son.o piccole questioni d i dettaglio tecnico e morale che né l'addetto militare né l'addetto commerciale possono trattare ed approfondire e neppure gli inviati italiani, quali rappresentanti della casa, possono risolvere. In paesi in cui l'uniforme di ufficiale, o la carica ufficialmente riconosciuta dal governo godono di un enorme prestigio, in paesi in cu i innanzi a persone investite di u na carica ufficiale si aprono tutte le porte, è assolutamente necessario che, a ciò non si perda miseramente tutto quello che in anni di fatiche, di audacie e di rischi è stato acquistato, vi sia un rappresentante dell'areonautica italiana. L'opera dell'addetto aeronautico in Polonia deve avere anche come campo di azione le Repubbliche baltiche e la Lituania, tale necessità è stata recentemente provata da rappresentanti di case di aviazione italiane i quali, recatisi per trattare con i governi d i quei paesi, hanno constatato come ]a mancanza di persona specialmente incaricata di fare propaganda utile per la nostra industria, renda estremamente difficile il potere iniziare una penetrazione atta ad ottenere successi.
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Non così è per la Francia e l'Inghilterra i cui materiali sono conosciuti ed impiegati per merito di addetti aeronautici che vi hanno compiuto e vi compiono un lavoro molto utile. Che in questi paesi di giovane formazione l'autorità di un incaricato ufficiale del nostro governo sia maggiormente richiesta ed apprezzata lo ha dimostrato il Governo della Repubblica lettone; in occasione di un contratto recentemente stipulato con la Ditta Aeronautica Ansaldo detto governo ha chiesto in un paragrafo del contratto (il par. 7) che un ufficiale aviatore dell'Esercito italiano presenzi alla consegna ed ai collaudi del materiale recentemente acquistato. Il rappresentante della Ditta Ansaldo nelle trattative ultimamente avviate con il Governo finlandese, estone e lituano ha sempre constatato come i precitati Governi desiderino l'intervento e l'opera di un rappresentante ufficiale del Governo italiano, il quale oltre a curare gli interessi materiali dell'aviazione italiana abbia pure il compito delicato di rendere più intime le relazi01ù fra gli aviatori italiani e quelli di questi Paesi.
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Documento n. 28 IL GENERALE ROMEI, CAPO DELLA MISSIONE MILITARE 1TALIANA IN POLONIA, AL GENERALE VACCARI, CAPO DI STATO MAGGIORE DELL'ESERCITO (ROMA)
(A.U.S.S.M.E., Fondo Ell, busta 63, fascicolo 2) Lettera personale
Varsavia, 5 marzo 1922 RIMPATRIO DELLA MISSIONE
Eccellenza. A nome mio e dei miei dipendenti, porgo a Vostra Eccellenza l' espressione della nostra riconoscenza profonda per l'interessamento col quale ha voluto accogliere la nostra domanda. Ed aggiungo per mio conto ringraziamenti particolarmente devot( per la graditissima lettera tanto cortesemente affettuosa. Tengo a ripetere a Vostra Eccellenza che se mi sono indotto a far presente un inconveniente di ordine morale ed uno di ordine materiale di cui risentono gli ufficiali all'estero, certamen te non è stato nell'interesse della mia sola missione e meno ancora nel mio interesse personale. E difatti per la questione morale di precedenza e dipendenza, debbo riconoscere che i miei rapporti con questo R. Ministro, Comm. Tommasini, non potrebbero essere migliori; e posso aggiungere con fi erezza che tutta la mia m issione è qua tenuta nella più alta considerazione. li mio accenno, perciò, alla questione morale si riferisce alla circolare diramata dal Ministero degli Esteri nel maggio del 1920 e che ho segnalato all'Eccellenza Vostra, col mio foglio del 6 giugno 1920 n. 26 Riservato Personale. Più penoso per me è stato il dover intrattenere Vostra Eccel lenza sulla questione finanziaria; ma le giustificate necessità dei miei d ipendenti, e pitl ancora la mod estia della nostra domanda mi hanno deciso a farlo. Noi, infatti, non cbiedi.amo un aumento, e neppure che la nostra indennità sia portata all' altezza d i quella dei nostri connazionali della Legazione e del Consolato, qua residenti; domandiamo soltanto che l'indennità percepita fi no al 31 dicembre 1921, e che era già stata riconosciuta come la m inima per far fronte al costo della vita a Varsavia, non sia sottoposta a due successive riduzioni. Nel foglio da me diretto alla Direzione Generale dei Servizi. Logistici ed Amministrativi ho dimostrato, con l'esattezza delle cifre, come il costo della vita in Poloni.a, pur tenendo con to del migliorato cambio a nostro vantaggio, sia salito dal novembre 1920 al dicembre 1921 nella proporzione da 1 a 2,10. E allora perché la nostra indennità, già tanto mod esta, dev'essere ancora ridotta se il costo della vita è aumentato? Vostra Eccellenza dice giustamente nella sua lettera che basterebbe ottenere (/il più tenue miglioramento, indispensabile per rendere possibile e degna la vita dei nostri ufficiali" . Tale tenue miglioramento po-
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trebbe appunto essere raggiunto mantenendo inalterata l'indennità da noi percepita fino al 31 d icembre u.s., indennità che rappresenta la sesta parte d i quella che godono i componenti di questa R. Legazione, facendo il confronto fra i gradi corrispondenti. E noi saremo ben lieti di continuare a fare sacrifici finan ziari pur di giovare al nostro paese. Passo alla seconda questione postami da V.E. : il richiamo della Missione. Rispondendo al foglio di V.E. del 5 novembre 1920 n. 11184, scrivevo (mio fogl io del 18 novembre n. 1369 Riservato Personale): "Sarà mio stretto dovere di segnai.are all'Eccellenza Vostra il momento in cui la situazione e gli avvenimenti permetteram10 il ritiro di questa M issione". Posso assicurare Vostra Eccellenza che non ho mai dimenticato tale mio stretto dovere; e se non ho parlato finora di ritiro della Missione è perché ho ritenuto in piena coscienza, come ritengo tutt'ora, sia per ragioni tecniche, cioè riferentesi al servizio della Missione rispetto a codesto Comando, sia per ragioni morali, cioè di dignità e prestigio del nostro paese in Polonia, non convenga ancora richiamare in patria la Missione. Espongo dapprima le ragioni tecniche. A) Primo scopo che ha determinato l'invio di Missioni Militari d ell'Intesa in Polonia, è stato quello di seguire la costituzione di questo giovane stato, costituzione che si è svolta e si svolge fra vicende guerresche ed avvenimenti poli tici che hanno grande importanza non solo per la Polonia, ma per lutta l'Europa, potendo determinare grav i complicazioni. I principali tra tali avvenimenti politici sono tre: 1°) L'Alta Slesia, questione ormai risolta, ma che sarà compiuta soltanto quando le truppe dell'Intesa avranno sgomberato i territori assegna ti ai due stati, e tali territori saranno occupati dalle rispettive forze militari, senza che fra queste avvengano scontri. 2°) La questione di Wilno, in piena crisi di risoluzione. Come Vostra Eccellenza avrà rilevato dai rapporti che ho successivamente inviato, e da quello che mando con questo stesso corriere, la risolu zione d ella questione appare più che mai complicata, sia perché la Lituania di Kowno non riconosce la d ecisione della Dieta di Wilno per l'unione alla Polonia e minaccia di annullarla con la forza, si a perché i deÌegati di Wilno non hanno accettato il trattato d'unione preparato dal Governo polacco, che non è stato così firmato né da una parte né dall'altra. Fatto questo assolutamente inaspettato, e che dimostra come dietro i due Stati lavorino importanti fattori stranieri. 3°) La questione della Galizia Orientale, che non è stata ancora affrontata ma che lo sarà, pare, subito dopo la conferenza d i Genova. La questione è difficile e grave. Quel fertilissimo territorio è preteso da tre contendenti: lo stato polacco, la repubblica soviettista dell'Ucraina, e la cosidetta nazione rutena. Ognuno accampa i suoi diritti o territoriali, o politici, o etnici; ma contemporaneamente si prepara ad assicurarsi con la forza quanto può essere negato al presunto diritto. E dietro ai conten-
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denti stanno le potenze europee: l'Inghilterra, favorevole alla creazione di uno stato ruteno che serva da cuscinetto fra la Polonia e la Russia; la Francia, contraria a tale progetto e partigiana dell'unione pura e semplice della Galizia Orientale allo Stato polacco. Questa Missione conosce ormai le tre questioni fi no dai primordi e le ha seguite nei loro successivi sviluppi. Io le ho studiate con la missione Noulens quando fui qui per la prima volta nell' inverno del 1919, e le ho trattate poi alla conferenza della pace a Parigi, quando la Missione Noulens fu chiamata colà. Sembrami perciò che l'incarico affidato alla mia Missione sarà compiuto, e lo scopo del suo invio in Polonia raggiunto, quando le tre suaccennate questioni saranno definitivamente risolte. B) Secondo scopo affidato alla Missione Militare è di seguire l'organizzazione del neonato esercito polacco, per valutarne la capacità tecnica e morale e classificarlo nel suo giusto valore fra i fattori militari della nuova Europa. Valutazione tanto più importante, inquantochè l' esercito polacco si può considerare come tm grande distaccamento di quello francese, posto ad oriente della Germania. Come ho già comunicato coi miei precedenti rapporti, e come Vostra Eccellenza rileverà da un complesso lavoro che la Missione sta ultimando e che a giorni avrò l'onore d'inviar Le, l'organizzazione definitiva dell'esercito polacco sarà compiuta durante il 1922. Le grandi linee sono già state fissate; ma le singole sistemazioni sono ancora in corso di discussione dinanzi al Consiglio dell'Esercito. La Missione Militare ha seguito tale organizzazione sin dal suo inizio. I legami persona li che uniscono me ed i miei ufficiali con quello dello Stato Maggiore polacco, permettono di conoscere non solo i cambiamenti che vengono man mano introdotti nell'organizzazione dell'esercito, ma anche il carattere tecnico e politico delle discussioni che li hanno determinati. Mi sia permesso di aggiungere che la confidente amicizia che mi lega al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Sikorski, mi ha dato la possibilità di conoscere e rifer ire sopra fatti ed argomenti di carattere riservatissimo, il che Vostra Eccellenza avrà potuto rilevare da parecchi miei rapporti riservati-personali. Sembrami quindi che anche dal lato strettamente militare, il mandato della mia missione in Polonia non sia ancora ultimato. C) Altro compito, e non meno importante dei precedenti, affidato alla Missione Militare è di osservare e riferire, per quanto possibile, sul misterioso vicino d'oriente: la Russia bolscevica. E dai non pochi rapporti che sulla Russia dei Soviet ho avuto l' onore d'inviare a Vostra Eccellenza, sembrami si possa dedurre che la Missione ha trovato i mezzi per gettare il suo sguardo anche sull'ex impero moscovita. Tali mezzi, sono rappresentati dalle conoscenze russe che io ho ritrovato a Varsavia, dove dimostrano appunto per mantenersi in contatto
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con il loro paese pel tramite di segreti emissari. Citerò fra tali conoscenze soltanto le due più importanti: Sazonow, ex ministro degli esteri negli ultimi anni dell'Impero, che ho conosciuto a Pietrogrado e col quale ho trattato durante la conferenza interalleata del febbraio 1917, ora esponente del partito russo-liberale-costituzionale; Sawinkow, l'ex famoso terrorista, col quale ho avuto molti rapporti quand'era ministro della Guerra nel Governo di Kerenski, e che ora rappresenta le tendenze d emocratiche del popolo e sopra ttutto dei contadini russi. Egli ha numerose file segrete stese in h1tte le organizzazioni della Russia: politiche, militari, operaie ed agrarie. È un uomo che farà ancora parlare d i sé. La Russia bolscevica è certamente ora entrata in un periodo di evoluzione, che potrà chiaramente manifestarsi dopo la conferenza di Genova. La nostra Missione, che è l'unica militare italiana in contatto con tale stato, ha dunque già aperte le vie per constatare e seguire tale evoluzione nei suoi vari aspetti: politico, sociale, economico, militare. Accennerò infine alle ragicnù morali che consigliano di differire il richiamo della nostra Missione. Sono quelle stesse che ho già esposto nel mio foglio sopracitato del 18 novembre 1920 n. 1369 Ris. Pers. Scrivevo allora: 11 richiamo della Missione Militare Italiana, mentre continuano a rim.anere qua quelle delle altre nazioni, acquisterebbe un significato politico o almeno potrebbe essere interpretato come tale. Vi è qua l'impressione che l'Italia tenda a disinteressarsi della Polonia, impressione che è sfruttata da coloro che cercano di accaparrare al loro paese l'esclusività degli interessi economici polacchi. Il richiamo della Missione Italiana rafforzerebbe ta le impressione e darebbe buon gioco ai nostri competitori, danneggiando così il nostro interesse ed il nostro presti1111
gio.,,,,.
lo non posso ora che ripetere le stesse parole. Limitandomi a parlare delle Missioni delle grandi potenze, debbo far presente che permane sempre qua, oltre la Missione francese, anche qu ella inglese, cioè la Missione di una potenza che certo non si è dimostrata amica della Polonia. Maggior impressione farebbe perciò il richiamo della Missione italiana, appartenente ad una nazione che, per tradizione e sentimento di popolo, è qua considerata come amica. E la mia modesta opinione è che noi abbiamo interesse a non distruggere tale convincimento. ' Mi sono indotto ad una così lunga esposizione, primo: per togliere alla risposta che ho l'onore d'inviare a Vostra Eccellenza circa la possibilità di richiamo della Missione, ogni carattere personale, basandola esclusivamente sopra argomenti tecnici e positivi; secondo: per esporre a Vostra Eccellenza il programma che ha servito alla Missione per il lavoro già fatto e per quello che è in procinto di fare. Tale lavoro, come ho sopra dimostrato, sarà compiuto nel decorso del presente anno, e il ciclo della Missione sarà così finito. E sembrami che, a lavoro ultimato, la spesa che l'erario italiano avrà sopportato per la Missione Militare Italiana in Polonia sarà pienamente giustificata dai
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risultati ottenuti. Mi sia permesso di aggiungere: spesa mite, se si tien conto delle indennità a noi concesse e del poco personale adibito alla missione, in confronto delle indem1ità e del personale delle altre missioni militari qua residenti. Ho dovuto1 mio malgrado, parlare anche di me, il che mi è molto penoso. Ma la natura stessa degli argomenti che ho trattato mi ha obbligato a farlo. D'altronde che il mio interesse personale sia completamente all' infuori dei motivi che mi sembra consiglino a lasciare ancora a Varsavia la Missione Militare, è provato dalla preghiera che rivolgo a Vostra Eccellenza perché voglia compiacersi sentire in proposito anche il parere di questo R. Ministro, Comm. Tommasini. Voglia permettermi, Eccellenza, di ripeterle ancora i miei più vivi ringraziamenti, e d i RinnovarLe, coi miei ossequi, l'espressione della mia devozione profonda, sincera e sempre uguale. Di Vostra Eccellenz a
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FOTOGRAFIE
Generale Franchino Ubertino nato il 17-4-:1867 morto a Firenze il 20-7-1930 addetto ¡militare a Varsavia nel 1.919
Generale d i Corpo d'Armata Romei Longhena Giovairni nato a Reggio Emilia il 15-9-1865 morto a Brescia il 14-2-1944 Capo della Missione Militare Italiana in Polonia dal 1919 al 1923
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Josef Pilsudski (1867 - 1935)
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Michail Tuchacevskij Comandante le for ze sovietiche sul fronte polacco
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Scrrcn Michailovic Bud enny Co1111111d1111te l'Ar11111t1111 caV11/lo sovietica s11/ fronte polacco
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Truppe polacche nella zona di operazioni di Kiev (1920)
La Delegazione sovietica a Riga prima della firma del!' Armistizio con la Polonia (ottobre 1920)
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INDICE DEI NOMI*
* Oltre alle pagine in cui compare il nome sono state citate anche le note (con l' abbreviazione di n.).
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Accame G., 82, 82 n.182, 83. Aieksandrowicz, generale polacco, 228. Alampi G., 176. Alatri P., 53 n.95 e n.98, 201. Albricci A., 72, 75, 87, 87 n.197, 88, 88 n .198 e n.199, 89 1 89 n. 202 e n.203, 90, 90 n.204, 233, 235, 236, 238, 239, 240, 241,242. Alessandro I Romanov, 17. Alessandro III Romanov, 23. Allievi A., 167. Alma V., 177. Ancilotti, tenente pilota, 86, 231,262. Anderson P., 14 n.4. Anghileri, caporal maggiore, 95 n.218 e n.219, 177. Ansaldo societĂ autonoma, 60, 86, 103, 103 n.250, 104, 178, 180, 181, 184, 185, 186, 187, 232, 264, 265,266. Andreoli, soldato, 95 n.219. Andreoli, societĂ meccanica, 184. Asburgo, dinastia, 25, 70. Badeni K., 18. Badoglio P., 72 n.160, 78, 83, 240. Bailo, soldato, 95 n.219. Baker R.S., 30 n.45, 201. Baranoski, consigliere d'ambasciata, 177. Baranowski W., 48. Baratieri di S. Pietro P., 114. Barbieri, diplomatico, 187. Bard erski, colonnello, 177.
Bariety J., 204. Bariola Pompeo, 113. Barthèlemy I., 94, 215. Baszynski, generale, 27. Battaglia, industriale, 158. Battalla, pilota, 185. Bauer, generale, 260. Beano V., 166. Bebel A., 22. Begey A., 47. Bellabio A.1 971 181. Bellini1 carabiniere, 95 n.218 e n.219. Benes E., 30 n.46, 45. Bergera C. 1 178. Bersano Begey M.M., 47 n.77, 201. Bertinaria P., 111 n.272 e n.273, 201. Beseler H. 1 281 29. Bettinotti R., 180. Biagini A.F., 62 n .135, 67 n.143, 68 n.146, 69 n.149, 87 n.196, 89 n.206, 91 n .207, 92 n.210, 105 n.255, 107 n.261, 110 n.271, 201. Biondillo P. 1 95 n.218, 179. Bismarck O., 22. Bizzarri V. 1 208, 209, 210, 211,213. Blit L., 20 n.23, 201. Bodisco, colonnello, 65. Boito A., 48. Bollati A., 26 n.34. Bonanni, soldato, 95 n.219. Bonomi I., 63 1 73 1 77, 77 n.174, 78. Bonsignore, soldato, 95 n.218 e n.219. Borejsza J.W., 55 n.103, 201. 283
Boselli P., 49. Bourmont de Mirè, cavaliere, 65. Bovio O., 111 n.272, 112 n .275, 114 n.281, 115 n.283, 201. Bragantino, soldato, 101 n.242. Branca D., 160, 169. Breda società anonima, 61. Bredow, generale1 141. Brenna P., 177. Brezzi, ingegnere, 86, 232, 262. Bromilova L., 193. Bronislawa, signora, 178. Brugioni A., 71 n.155, 111 n.272 e n.273, 115 n.282, 117 n.289, 127 n .317, 201. Brunno, carabiniere, 95 n.218 e n.219. Brusilov A.1 27. Budenny S.M., 39, 40, 140, 250,278. Budisewska, signora, 179. Caccam.o D., 15 n.1, 53 n.97, 56 n-:166, 57 n.113, 201. Caccese E., 178. Cadoma L., 128. Caetani O., 48. Calcagno R., 195. Caldara E., 48. Calvi B., 175. Cambon J., 52. Candeloro G., 47 n.78, 50 n .89, 51 n .93, 53 n.96, 127 n.318, 128 n.320, 201. Capasso C., 24 n.34. Caracciolo C., 234, 235, 239, 241. Carbo ne M., 37 n.60, 40 284
n.67, 202. Cadetti O., 97 n.226, 207. Carlo Id' Asburgo, 31. Carr E., 33 n.541 202. Carton de Wiart, generale inglese, 92, 94, 214. Carucci P., 117 n.290, 121 n.298, 122 n.301, 124 n.3051 125 n.309, 201. Casanova E., 202. Cavallero U., 84 n.189, 128, 129, 129 n.324, 168, 225, 226. Cavallotti B.V.1 20 n.15, 24 n.29, 202. Caverzaghi, signor, 178. Cebaciow, generale, 141. Cerruti A., 95 n.218, 179. Cesare C., 111 n.272. Chamberlin W.I-I., 39, 202. Cicchetti P., 183. Cicerin G.V., 141, 152, 156. Cienciala M., 202. Cieslewski1 colonnello, 187. Cittadini A., 135, 135 n.338. Cittadini N., 174. Clemenceau G., 51 n.92, 52, 222. Comincini, soldato, 95 n.218. Conforti V., 95 n.218, J80. Conte F., 15 n .2, 202. Contini I., 95 n.219, 180. Copernico N., 16. Corbellini F., 167. Corradini E., 48, 59. Corsi C., 113. Corvi M., 176. Costa1 carabiniere, 95 n.218 e n.219. Cozzani, 48, 48 n.82.
Costruzioni idrovolanti Savoia, societĂ anonima, 179. Cristofori L., 158. Croce B., 48. Crotti, soldato, 95 n.219. Curato F., 91 n.208, 128 n.321, 202. Curzon of Kedleston G.N., 40. Cutolo A., 97, 99, 99 n.236, 100, 123, 166, 176. Cuzzola G.B., 170, 180. Czinz W. 1 soldato, 143. Czartoryski, A.J., 18. Dabski J., 40,253. Dadone U., 145. barnaggio, cardinale, 174. D'Annunzio G., 48, 53 n.95. D' Abernoon, lord, 58. D' Ayala A., 113. Davies N., 15 n.l, 39 n.64, 202. Daszynski I., 221 31, 58. Daziewanowski A., 19 n.12, 202. De Brichenteau C., 150, 2301 231. De Marinis S.A., 62, 62 n.133 e n.136, 195, 233, 235, 237, 239, 255 .. De Martino G., 180. De Michelis, soldato, 95 n.218. De Munari, soldato, 95 n.218. Denekin A.I., 58 n.1201 141. De Pisa V., 169. Desideri, sottufficiale, 95 n.219, 180. De Spuches R., 95 n.218 1 170.
De Vergottini T., 202. De Zerbi A.S.1 202. Diaz A., 741 75 n.168, 76, 78, 831 841 84 n.187 e n .1881 87, 87 n.197, 88 n.198, 129,223,225,233/ 235. Di Bernardini, carabiniere, 95 n.219. Drnowski R., 20, 20 n.18, 21, 21 n.19, 24, 25, 31, 50 n.88, 244. Dobraczynski J., 32 n.51. Dombrowski J., 47. Dreyfus A., 67. Dufour F., 178. Dupour B., 177. Dupuy Samadel A., 113. Dzierzaowski, generale, 170. Dzierzynski F., 23 n.26. Edvige (Piast), 15. Ercolessi A., 1601 167. Esher, lord1 154. Estreicher S., 18 n.11. Facta L., 108. Farinola, marchese, 150. Federico II Honhenzollern, 41 n.70. Federico Augusto re di Sassonia, 17. Federzoni L., 48. Feltrinelli, 158. Ferd inando I d'Austria, 19 n.12. Ferrara P., 115 n.284, 133 n.335, 202. Ferrarin, pilota, 182. Filaferro 1 F.M., 97, 99 1 99 n.233, 99 n.235, 1231 157, 168, 175. Filasiewicz S., 26 n.34, 49 n .84, 202. 285
Filippi L., 160. Fiori A., 135 n.340, 202. Fiszer W., 175. Floriani, sig., 160. Foch F., 128. Forges - Davanzati R., 59. Frabotta M.A., 71 n.155, 203. Fracchia I., 129. Francesco Giuseppe, imperatore d'Austria, 28. Franchino U. , 7, 84, 84 n.190, 85, 88, 89, 89 n.203, 96, 120, 121, 124, 131, 187, 196, 197, 225, 226, 227, 231, 233, 235, 236, 237, 239, 240, 275. Fuller J.F.C., 38 n.68, 203. Galasso A., 177. Gallinari V., 70 n.152, 125 n.310, 203. Garlicki A., 31 n.49, 38 n.61, 203. Gasparri P., 50 n.88. Gieysztor A., 15 n.1, 16 n.5, 17 n.6 - n.7- n.8 - n.9, 18 n.10, 20 n.17, 21 n.181 22 n.24, 25 n.31, 27 n.37, 28 n.401 32 n.52, 203. Ghedini G., 95 n.218, 95 n.219, 168. Ghisalberti A.M., 114, 11 4 n.280. Giacalone G., 97, 159. Giardino G.1 128. Gilberti B., 113. Giuliani A. (Armando), 129. Giuliani Attilio, 7, 85, 85 n.192, 86, 86 n.194, 86 286
n.195, 97, 101 1 1021 120, 124, 182,188,231. Giustiniani E., 112. Goggia F., 118 n.292. Goluchowski A., 18. Gorczynski G., 173. Gorecki R., 19 n.12, 203. Gorevitch B., 176. Grabski S.1 33, 40, 44, 57. Gregorjew, comandante brigata bolscevica, 228. Grossi C., 71 n.156, 72 n.158, 124, 124 n.313. Gualino, societĂ , 176. Guerini A., 166. Guerrieri, 97. Guerrini G., 107, 163. Guglielmo II imperatore di Germania, 28. Gy llenbogel, diplomatico finlandese, 143. Hadelsman M., 15 n.l., 203. Halecki O., 15 n.l e n.3, 203. Haller J., 271 35 1 51, 80, 92, 96, 100, 142, 144, 145, 148, 157,171,217,218. Henris, generale francese, 142, 143, 161. Herling M., 20 n.15, 31 n.49, 32 n.51, 47 n.78, 53 n.97, 58 n.116, 201, 2021 '204. Herriot, senatore francese, 156. House E.M.1 30 n.45. Howard E., 92,214. Iniezowski, 193. Iuskiewicz W., 170. Ivaldi G ., 1091 1201 188. Jagelloni, dinastia, 16. Jankoski, ministro del lavoro polacco, 253.
Jechanlski, sig, 178. Jobert A., 15 n.l, 203. ]offe A., 40. Jordan, tenente colonnello francese, 153. Jucherau de Saint-Denys, colonnello francese, 65. Judenik N ., 141. Jusserand, diplomatico, 58. Kaftal M., 177. Kakowski A., 30 n.43. Kamienska I<etty, 177. Ka rol K.S., 19 n.12r 23 n.26, 203. Katkowski, generale, 81. Kaunitz W.A, 7. Kauvat K., 173. Kerenski A.F., 270. Kernan, generale americano, 92,214,217. Kieniewicz S., 17 n.8, 18 n.10, 19 n .1 2, 21 n.20, 203. Kociemski L., 202. Kontkowski, generale, 86, 23. Ko rfanty W., 21, 41 n.71, 135, 150,155,253,255. Kosciuszko T., 17. Koteopov, diplomatico russo, 140. Kowalskila, 148. Kringer, sig., 175. Kròl-Fontana J., 169. Kucharzewski J., 30 n.44. Kukiel M., 26. Kukowski, tenente colonnello, 170. Kuliski, generale polacco, 135 n.340, 244. Kumaniecki K.W., 30 n.46.
Ladislao Jagellone, 16. Langiewicz M., 18. Lanski M ., 177. Lanza di Trabia P., 108, 109. Laroche J., 19 n.12. Lasalle F., 21, 22. Laskiewicz, ditta, 262. La Terza, 65 n.139, 66 n.144, 67 n .144, 203. Lauro, industria, 103. Lazzari M., 168. Le Pond, generale, 257. Le Rond, generale, 62. Liebknecht W., 22. Limanowski B., 22. Lincoln W.B., 39 n .64, 203. Lisowiecki, sig., 159. Litwinow M., 155. Lloyd George D., 51 n.92, 52, 57, 247, 251. Lo Bianco V., 165. Lobkowitz, 65. Lobestein, sig., 164. Lodi A, 177. Lodolini E., 111 n.272, 116 n.285, 122 n .301, 124 n.306, 133, 203. Lord, prof. americano, 92, 94,214. Lorek A, 161. Lopatcki A., 187. Loret M., 47, 48. Loskiewikz T., 184. Lovadina A, 187. Lubomirski z., 30 n.43. Lugaro D., 168. Lumbroso A., 48. Lutomirski, sig., 176. Lutrario, direttore, 176, 176 n.402. Luxemburg R., 23 n.26. 287
Maceviz, generale, 231. Macharay R., 19 n.12, 203. Machroff (Makroff), generale, 146. Machlewski J., 23 n.26. Maestrelli V., 169. Mainardi L., 86, 97, 100, 168, 182, 231, 262. Malaguzzi Valeri I., 7. Malino wski, ingegnere, 186. Manacorda G., 175. Manfredi C., 113. Mangano I., 95, 96, 96 n.222 e n.223, 97 n.224, 167, 171, 194. Mannerheim C.G., 139. Mankowski, sig., 159. Mansuroff, generale, 65. Maria Teresa d'Austria (imperatrice), 7. Maria Teresa d'Austria (arciduchessa), 173. Mariancini, soldato, 95 n.218. Mariani, maresciallo, 167. Marietti G., 128, 168, 194. Marsengo M., 167. Majewski, generale, 231. Masaryk T.G., 31 n.48, 215. Masiero, pilota, 182. Mazzini G., 47. Mazzolini Q., 129. Mazzucchelli A., 176. Meldelson S., 22. Melograni P, 72 n.159, 203. Michalowski, capitano, 170. Mickiewicz A., 47. Mieszko I, duca di Polonia, 15. Milkowski Z., 20. Milner E., 141. 288
Milan1 sottotenente, 158. Miller, tenente colonnello, 150. Modica G., 253. Montagna G.C., 52, 92, 214, 223. Montresor L.1 49. Moraczewski L 321 33. Morelli E., 115. Morozzo della Rocca E., 111. Morstin, capitano, 123 n .303, 171. Musnicki J., 168. Mussolini B., 55 n.1031 60, 74 1 74 n .167, 75 n.168, 205. Muttoni A., 168. Naganowski A.1 1721 Nania, cara biniere 1 95 n .213. Napoleone I Bonaparte, 171 65,255. Narutowicz G. 1 431 44, 59, 155, 156. Nathan E., 48. Natanson F., 165. Neri M., 95 n.218 e n.219 1 171, 180. Nicola I Romanov, 17. Nicolis di Robilant M., 128. Niessel E., 92, 167, 171, 2141 254. Niewiadomski E.1 44. Nitti F. S., 53, 53 n.95- n.96 n .97- n .98, 54, 54 n.99n.100-n.101, 75, 75 n.1741 78, 86, 871 89, 89 n.203, 90, 90 n.204, 135 1 135 n.340, 199, 204, 231 1 240, 241,242.
Novaro G., 113. Noulens M., 92, 214, 222, 269. Nowak J., 43, 155. Nowski A., 148. Nullo F., 47. Okum E., 160. Origo C., 167. Orlando V.E., 50, 51,, 51 n.92 e n. 93, 52, 53, 83, 84 n.188, 129, 223, 224. Orsi P., 48. Orzali A., 174, 174 n .399. Ostrowski L 30 n.43. Paderewski I., 31, 34, 36, 37, 38, 51, 86, 218, 219, 231, 256. Palagt contessa, 159. Paolozzi M., 95, 95 n.220, 96, 96 n .221, 109 n.270, 118, 118 n.292, 119, 165, 169, 193. Paolucci K., 144. Pallavicino G., 97, 168, 179. Paredi A., 58 n.116. Pareto L., 67 n.145. Pariani A., 129. Parvopassu G., 86, 95, 99 n.232, 100, 100 n.240, 101, 102, 102 n.245, 103 n.246, 103 n.250, 104, 109 n.270, 120, 121, 123, 145, 147, 147 n.366 e n .367, 168, 182, 183, 184, 185, 187, 190, 262. Pascoli G., 174. Pasquini, soldato, 95 n.218. Patek S., 61, 144. Pavia A., 61. Pawlanko, comandante galiziano, 94.
Pellè M., 216. Pellicelli G., 129, 129 n.326. Percivat colonnello, 62, 62 n.136. Pergolani M. 1 129. Perna V., 19 n.12, 20 n.18, 23 n.27, 25 n.30, 26 n.34, 27 n.39, 29 n.41, 31 n.47, 32 n.50, 34 n.55, 35 n.58, 36 n.59, 38 n.63, 39 n.65, 44 n.74. Petliura S., 39, 39 n.66, 139, 140, 143. Piascenny, sig., 175. Picman W. 1 146. Piero P., 39 n.64, 47 n.78. Pilsudski B., 23. Pilsudski J.K., 23, 23 n.27 e n.28, 24, 25, 26, 26 n.33 e n.34, 27, 28, 29, 32, 33, 36, 38, 39, 40, 41 n.69, 42, 43, 43 n.73, 44, 48, 55 n.103, 56 n.106, 58, 60, 85, 135, 135 n.338, 146, 148, 149, 152, 155, 156, 156 n.381, 170, 171, 189, 204, 215, 218, 219,247,251,252,276. Piltz, viceministro, 253. Pinelli S., 180. Pirola P., 173. Pronti G., 131, 131 n.332. Plage E., 184, 262. Po F., 96, 96 n.223, 104 n.251, 105 n.256. Poidevin R., 204. PoincarÊ R., 29. Pogorski, maggiore, 170, 170 n.393. Polonsky A., 15 n.-C 203. Poniatowski S., re di Polonia, 17 n.6. 289
Ponikowski A., 42, 431 154, 155. Poninski, colonnello, 1351 135 n.339, 170, 170 n.393. Prazaska-Durski, generale, 27. Przanowski, presidente della Dieta, 155. Puchalski, generale, 27. Quarenghi C., 113. Radek K.B. 1 144. Radz will, maggiore, 95 1 168. Radcliff, generale, 168. Ratay M. 1 43. Ratti A., 58, 58 n. 1161 252. Raiko M., 180. Rawlings, maggiore, 150. Reddaway W.F. 15 n.3, 18 n.11 1 204. Retinò G., 85, 85 n.193, 101 n.243, 103, 168, 182, 183. Ricci F.G., 67, 67 n.145, 68 68 n.147. Richelieu (F. Du Plessis cardinale di), 65. Rigli1 maggiore, 157. Rizzi N., 177. Roccato O., 173. Rochat G., 204. Rollet H.119 n.12, 204. Rollino, soldato, 101 n.2421 183. Romano A., 177. Romano S.1 9. Romanov (dinastia), 171 25, 27, 70. Rornanov Nikolaj Nikolaevic1 27 . . Romagnoli G.1 129. Romei-Longhena G. 7, 9, 1
1
1
290
52, 54 n.99, 70, 71, 741 801 831 85 1 86, 87, 87 n.1971 881 89 I 90, 91, 92, 92 n.209 1 93 1 93 n.211 e n.212, 94, 95, 96 1 96 n.223, 97, 98, 98 n.229 n.230 e n.231, 99, 100, 100 n.237, 101 n.241, 102, 102 n.245, 103, 103 n.247, 104, 104 n.251, 105, 105 n.256, 106, 107, 108, 108 n.265 1 109, 109 n .266 e n.2681 1101 1161 118, 118 n.292, 1191 121, 1231 127, 127 n.316, 132, 1331 133 n.3341 14, 134 n.337, 135, 135 n.338 - n.339 e n.340, 139 n.341 1 144, 1451 146, 150, 151, 155, 165/ 166/ 170, 171, 174 n.3991 1831 184/ 193, 194, 195, 196, 201/ 214, 223, 231, 233, 235/ 236/ 237/ 238, 239, 241, 242, 243, 244, 245/ 246, 247, 248, 250, 251, 253,259,263,267,275. Roos H ., 19 n.12, 204. Rossi E. (Edoardot 169. Rossi E. (Ettore), 169. Rostworowsky E., 17 n.6 e n.7. Rudinò di Miglione G., 78. Rudroff, industriale, 158. Rumi G., 204. Rzyszczewsky, conte, 194. Saitta A., 19 n.12, 203. Sapieha L., 57, 150, 253. Saporiti M., 71 n.155, 109 n.272 e n.273, 115 n.282, 117 n.289, 127 n.317, 201. Sarò A.P, 186.
Sarri, ingegnere, 186. Sa zo now, ministro degli esteri russo, 107, 270. Sawinkow B., 107, 145 n.360, 148, 149, 150, 270. Scarici, carabiniere, 95 n.219. Scialoja V., 72, 73 n.161, 80. Segre R., 81, 82, 196. Serafino G., 177. Serra E., 53 n.97, 204. Seton-Watson C., 47 n.78, 51 n.93, 204. Seymour C., 30 n.45. Sforza C., 57, 58, 63, 87, 87 n.197, 88, 88 n.199, 89 n.202, 204, 233, 238. Sierpowski S., 47 n. 78, 49 n.83 e n.85, 50 n.88, 51 n .91, 52 n.94, 53 n.95, 56 n .1 06, 58 n.119, 59 n.122, 60 n.127, 61 n.132, 63 n.137, 204. Signorini D., 97, 145, 168, 176, 179, 179 n .405. Sikorski W., 26, 26 n.33, 27, 39 n.64, 44, 106, 106 n.259, 150, 151, 154, 155, 156, 172, 194, 204, 254, 260, 269. Skirmunt K., 45, 50, 50 n .88, 51, 59, 148, 155 n.380, 261. Skrzynski A., 59. Skulski L., 38, 39. Sliwinski, deputato radicalsocialista, 155. Smogorzewski C., 38 n.64. Sonnino S., 50, 51, 52, 84, 84 n.189, 129,226. Sorbi, soldato, 95 n.219.
Sosnkowski K., 26, 141, 146, 148, 261. Sottana A., 170, 170 n .395, 179. Spedicato G., 95 n.218 e n.219, 178. Spilimbergo W., 168. Stabile G., 83, 83 n.185, 90, 93, 93 n.213, 94, 94 n.214 e n.215, 95, 96, 97 n.224, 108, 150, 165, 168, 194, 212. Staboulinski, 148. Stakowski, maggiore, 231. Stapinski J., 24, 25. Stas, 167. Steed W., 52. Stefani, soldato, 95 n.219, 204. Stinnes, 260. Stocchi G., 95 n.218, 180. Stonawski G., 174. Stoppani, pilota, 262. Suchert E., 97, 1.66. Suszinski, generale, 171. Szczygielski, soldato, 167. Szepticki, generale, 102 n.245, 226. Swiezynski J., 32. Tagliabue, soldato, 95 n.218. Tamaro, 59. Tamblè D., 204. Tamborra A., 204. Tarnowski, commissario polacco a Danzica, 1.44. Tascharnota de Boyary B., 168. Tazbir J., 16 n.5. Teodorowicz, 148. Tesler, ingegnere, 145. 291
Thaon di Revel P., 129. Tittoni T., 76, 87 n.197, 233, 239. Tornasi della Torretta P., 52, 55, 59, 63. Tomrnasini F., 54, 55, 55 n.103 e n.104, 56, 56 n.106 e n.107, 57, 57 n.114, 58, 58 n.117 e n. 121, 59, 60, 60 n.127 e n.128, 61, 62 n. 133-n.135- n. 136, 62 n.138, 84 n.189 e n.191, 87, 87 n.197, 88, 89, 103, 108, 109, 109 n.267, 110, 116, 132, 133, 133 n.334, 142 n.350, 144, 204, 230, 233, 236, 237, 238, 239, 267,271. Tonini M., 140 n.343, 142 n.352, 166. Tovini, onorevole, l78. Trarnpczynski W., 36, 44. Trevisan N., 157. Trozki L., 261. Tuchacevskij M., 39, 277. Turati F., 48. Tyrncziszyn T., 176. Uggenti F., 158, 175. Urgenti A, 167. Vaccari G., 267. Valvassori G., 168. Valeriano C., 178. Venturi L., 97, 97 n.227, 98, 98 n.228 - 98 n.229 n.230 - n.231, 99, 99 n.232, 100, 121, 123, 147, 147 n.364, 147 n.365, 159, 166, 173, 188. Vitale G., 97, 159. Vitali A, 173.
292
Vittani G., 7. Vittorio Amedeo II Savoia, 134. Vittorio Emanuele III Savoia, 233, 236. Vittoria Emanuele Savoia Aosta, 145. Vranicki P., 22 n.21. Wandycz P.S., 204. \tVannowsky, generale, 140. Warynski L., 22, 22 n.20. Wereszycki H., 20 n.17, 21 n.24, 22, 25 n.31, 26 n.34, 27 n.37, 28 n.40, 32 n.52, 38 n.62, 42 n.72, 45 n.76. Weygand M., 40, 146. Wieckowski A, 22. Wienniawa, colonnello, 171. Wilson H.M., 128. Wilson T.W., 29, 301 30 n.45, 52, 146, 201, 215. Winci, 171, 193. Witos W., 25, 25 n.30, 31, 36, 40, 42, 43 n.73, 58, 148, 257 Wittig E., 160. ¡ Wonser Tims R., 20 n.16, 204. Wojciechowski ?¡, 44, 156._ Wtartgel P.N., 58, 58 n.120, 141, 146 n .362, 150. Zanelli B., 113. Zeligowski L., 40, 45 n.75, 141, 146,147,252. Zena, soldato, 95 n.218. Zeni, tenente, 157. Zgorski, ufficiale austriaco, 175. Zweig F.,, 19 n.12, 204.
INDICE
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INDICE
Presentazione ................ .......................................... . Prefazione ................................................................ . Elenco abbreviazioni ........................................... ..
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5 7 11
I. INTRODUZIONE ALLE FONTI DOCUMENTARIE 1. Cenni storici sulla Polonia 1.1. La Polonia dalle origini alla fine del XIX secolo ........................................................... . 1.2. Il risveglio della coscienza nazionale ...... . 1.3. L'indipendenza della Polonia .................. .. 1.4. Il nuovo Stato polacco (1919-1923) .......... . 2. I rapporti italo-polacchi 2.1. L'Italia e la Polonia durante la prima guerra mondiale ........................'........................ .. 2.2. I rapporti italo-polacchi dalla Conferenza della pace di Versailles all'avvento del fascismo (1919-1922) ..................................... . 3. La Missione militare italiana il Polonia (19191923) 3.1. Gli addetti militari e le missioni delle forze armate all'estero .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. .. . 3.2. Gli inviati militari italiani in Polonia prima della Missione Romei (1919) ......... ...... 3.3. La Missione militare italiana del generale Romei- Longhena (1919-1923) .............. 4. Le carte della Missione militare italiana in Polonia 4.1 . L'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito e il suo archivio.......................... 4.2. L'archivio della Missione militare italiana in Polonia......................................................
pag. pag. pag. pag.
15 19
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47
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51
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65
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80
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116
26 32
295
4.3. Le serie corrispondenti negli archivi degli uffici dello Stato Maggiore d el Regio Esercito e della Sezione militare italiana alla Conferenza d ella Pace conservate presso l'Ufficio Storico................................ 4.4. Le carte della Missione militare italiana in Polonia nell'Archivio Storico-Diplomatico e nell'Archivio Centrale dello Stato..
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132
Il. ELENCO DEL MATERIALE DOCUMENTARIO
- L'Inventario delle carte della Missione militare italiana in Polonia ...................................... . - Tavole di raffronto tra l'elenco precedente delle carte della Missione e l'inventario attuale . - Appendice 1: elenco generale della serie del1'archivio dell'Ufficio Esteri e dell'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore del R. Esercito relativa alla Polonia .......................................... . - Fonti documentarie consultate ........................ . - Bibliografia consultata ...................................... . - Documenti .......................................................... . - Fotografie ........................................................... . - Indice dei nomi.. ................................................ .
296
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139
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189
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193 199 201 207 275
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